Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 11.37
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Burtone è
in congedo dal 16 al 20 dicembre 2025.
L'Assemblea ne prende atto.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
2026-2027-2028 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 171)
Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2026-
2027-2028
dell'Assemblea Regionale Siciliana (Doc. n. 171)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dello schema di Bilancio di Previsione del Triennio
2026-2027-2028 dell'Assemblea Regionale Siciliana .
Ha facoltà di parlare il Deputato Questore, onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.
LOMBARDO Giuseppe Geremia, deputato Questore. Signor Presidente,
dò lettura della relazione illustrativa allo schema di bilancio
dell'Assemblea Regionale Siciliana 2026/2028.
Il progetto di bilancio di previsione, approvato dal Consiglio di
Presidenza nella seduta n. 26 del 15 dicembre 2025, che si
sottopone all'approvazione dell'Aula, denominato ai sensi di legge
Schema di bilancio di previsione - per il triennio 2025/2027 , è
stato redatto secondo le modalità introdotte nell'ordinamento
regionale dall'art. 11, comma 5, della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3, con cui l'Assemblea regionale siciliana ha adeguato il
proprio ordinamento contabile ai principi di cui al D.lgs. n.
118/2011 e successive modificazioni ed integrazioni.
Nel rispetto della suddetta normativa, il bilancio di previsione è
almeno triennale, è formulato in termini di competenza finanziaria
potenziata, secondo regole contabili uniformi, ed ha carattere
autorizzatorio degli stanziamenti di cassa per la prima annualità
di esercizio, in conformità a quanto previsto dall'Allegato n. 4/2
al D. Lgs n. 118/2011 (secondo cui Il bilancio di previsione,
almeno triennale di competenza, e di cassa nel primo esercizio, ha
carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa
ed ai pagamenti, fatta eccezione per i servizi per conto di terzi e
per i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria ).
Le previsioni di entrata e di spesa sono elaborate distintamente
per ciascun esercizio finanziario, in coerenza con i documenti di
programmazione.
La dotazione annuale a carico del bilancio regionale per il 2026
ammonta ad 133.400.000,00 (cassa e competenza); le riduzioni
della dotazione ordinaria a carico della Regione siciliana operate
a partire dal 2013 sono state complessivamente pari ad 28.800.000
in tredici anni (da 162.200.000 dell'anno 2012 agli attuali
133.400.000 previsti nel 2026) con una diminuzione percentuale
complessiva del 17,7%. L' incremento ISTAT del costo della vita nel
medesimo periodo temporale (2013-2025) è stato del 21,40%;
focalizzando in particolare l'attenzione sull'ultimo triennio (2022-
2025) l'aumento riscontrato si è attestato sul 13%.
L'incremento di varie voci dovuto alla forte spinta al rialzo
dell'indice ISTAT degli ultimi anni, in costanza della dotazione
annuale al netto della svalutazione inflazionistica, ha reso
necessario l'avvio di un processo di razionalizzazione e riduzione
della spesa che comunque per l'anno 2026 consente di adempiere al
soddisfacimento delle spese obbligatorie a carico dell'ARS
destinate all'ordinario svolgimento delle funzioni istituzionali
dell'Amministrazione nonché la tutela delle esigenze di
conservazione del patrimonio monumentale gestito dall'ARS,
costituito dal Palazzo dei Normanni nonché da Palazzo ex Ministeri
e dalla Chiesa dei SS. Elena e Costantino.
In particolare si segnalano alcune delle operazioni di risparmio
più significative:
1) Lo stanziamento di competenza relativo alle spese in conto
capitale del programma 5- gestione dei beni patrimoniali e
demaniali per il 2026 registra una diminuzione di 7.100.000 (da
32.562.000 del 2025 ad 25.462.000 del 2026), risparmio da
attribuire in massima parte ad un minore stanziamento dell'articolo
relativo alla manutenzione straordinaria su beni demaniali di
terzi che finanzia le spese di manutenzione straordinaria di
Palazzo dei Normanni, bene di proprietà della Regione siciliana, la
cui valorizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria è in
capo all'Assemblea regionale siciliana.
2) Lo stanziamento di competenza relativo alle spese correnti del
programma 1- organi istituzionali per l'anno 2026 registra una
diminuzione di di 1.066.000 (da 30.389.200 del 2025 ad 2
29.323.000 previsto nel 2026), derivante da un complessivo
ridimensionamento della spesa di natura non obbligatoria degli
articoli di pertinenza del suddetto programma.
3) Lo stanziamento di competenza relativo alle spese correnti del
programma 8 - statistiche e sistemi informativi registra una
contrazione di 120.000 rispetto al dato di competenza dell'anno
2025 (da 1.669.000 del 2025 ad 1.549.000 del previsionale
2026).
Nel rispetto dell'esigenza di contenimento dei costi della
politica, secondo quanto previsto dalla legge regionale 11 luglio
2023 n. 8, nel 2026 lo stanziamento di bilancio per l'erogazione
delle indennità parlamentari rimane invariato rispetto allo
stanziamento 2025.
Per il resto mi rimetto al testo della relazione scritta1.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 171.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1.01.2026
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale .
Si dà lettura della Tipologia 200 Contributi agli investimenti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, in tutte le votazioni fatte sino a questo
momento e sino alla fine, l'onorevole La Vardera si astiene.
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni, del Quadro generale riassuntivo, del
prospetto degli Equilibri di Bilancio e degli Allegati, nonché
degli allegati bilanci della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, come approvati dai
rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento numero
171 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, avendo votato il Bilancio interno
dell'Assemblea Regionale Siciliana, rinviamo la seduta alle ore
15:30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.50, è ripresa alle ore 15.57)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
Discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, ho solamente fatto il passaggio all'esame degli articoli
del bilancio. Dico, dobbiamo discutere del bilancio, devo fare
prima il passaggio all'esame degli articoli. Il passaggio degli
articoli è unificato e si inizia dal bilancio, e quindi se in Aula
magari c'è un attimino, un po' più, di silenzio, mi ascoltate.
Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo del 23 giugno 2011
n. 118, e s.m.i. - ed in particolare ai sensi dell'articolo 11,
dell'articolo 39 comma 9, dell'allegato 9 e dell'Allegato 4/1,
paragrafo 9 - la struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione
da parte dell'Assemblea, è organizzata per le entrate in titoli' e
tipologie' e per la spesa in missioni' e programmi'. Tipologie e
programmi costituiscono le unità di voto ai fini dell'approvazione.
Si inizia quindi l'esame del ddl 1029/A, recante il bilancio
regionale.
Assessore Dagnino, stiamo iniziando l'esame del disegno di legge
di bilancio recante il bilancio regionale.
Entrate
Si inizia dall'esame dell'articolo 1 Stato di previsione
dell'entrata .
All'articolo 1 c'è l'emendamento soppressivo, 1.1 che è
inammissibile, così come l'emendamento 1.3 e l'emendamento 1.2.
Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).
All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.
Onorevole Catanzaro non la sento perché in Aula c'è troppo brusio
e quindi non riesco a sentirla.
L'Onorevole Catanzaro chiede di parlare. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, siccome stiamo procedendo al voto e
all'esame degli emendamenti del bilancio della Regione, le chiedo
un attimo di ordine nell'Aula perché non si comprende nulla. C'è
grande confusione.
PRESIDENTE. Sono d'accordo.
CATANZARO. Noi vorremmo seguire i lavori attraverso quello che lei
dalla Presidenza ci sta dicendo, altrimenti non si comprende nulla.
Siamo costretti ad intervenire ed interrompere ogni secondo.
Quindi, questo è quello che le chiedo. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
Chiedo ai colleghi deputati che sono in Aula di evitare di
interloquire o se ce ne fosse la necessità di interloquire fuori
dall'Aula, perché altrimenti non riusciamo a portare avanti
l'approvazione degli articoli del bilancio.
Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).
All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.
L' emendamento BIL.1 è ammissibile. È del Governo, è un
emendamento tecnico.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
LA VARDERA. Voto contrario su tutto
PRESIDENTE. Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del
2011 e s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione delle singole
Tipologie all'interno di ciascun Titolo.
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti.
(È approvato)
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per conto
capitale.
(È approvato)
Si pone in votazione l'utilizzo avanzo di Amministrazione:
di cui avanzo utilizzato anticipatamente
di cui utilizzo fondo anticipazioni di liquidità.
(È approvato)
Si pone in votazione il Fondo di cassa all'01/01/2026.
(È approvato)
Si passa all'esame del Titolo I "Entrate correnti di natura
tributaria contributiva e perequativa".
Si pone in votazione la Tipologia 101 "Imposte, tasse e proventi
assimilati".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 102 "Tributi destinati al
finanziamento della sanità".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 103 "Tributi devoluti e regolati
alle autonomie speciali".
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 1, si passa all'esame del Titolo 2
"Trasferimenti correnti".
Si pone in votazione la Tipologia 101 "Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti correnti da
famiglie".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 103 "Trasferimenti correnti da
imprese".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 104 "Trasferimenti correnti da
Istituzioni Sociali Private".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 105 "Trasferimenti correnti
dall'Unione europea e dal resto del mondo".
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 2, si passa all'esame del Titolo 3
"Entrate extratributarie".
Si pone in votazione la Tipologia 100 "Vendita di beni e servizi e
proventi derivanti dalla gestione dei beni".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 "Proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi di
capitale".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 500 "Rimborsi ed altre entrate
correnti".
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 3, si passa all'esame del titolo 4
"Entrate in conto capitale".
Si pone in votazione la Tipologia 200 "Contributi agli
investimenti".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 "Altri trasferimenti in
conto capitale".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 "Entrate da alienazione di
beni materiali e immateriali".
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 500 "Altre entrate in conto
capitale".
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 4 si passa all'esame del Titolo 5
Entrate da riduzione di attività finanziaria .
Si pone in votazione la Tipologia 100 Alienazione e attività
finanziaria
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Riscossione di crediti di
breve termine
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Riscossione di crediti di
medio-lungo termine
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate per riduzione
di attività finanziarie
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 5, si passa all'esame del Titolo 6
Accensione prestiti
Si pone in votazione la Tipologia 300 Accensione muti e altri
finanziamenti a medio lungo termine
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del Titolo 9
Entrate per conto terzi e partite di giro
Si pone in votazione la Tipologia 100 Entrate per partito di
giro
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Entrate per conto terzi
(È approvato)
Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
1.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato così come
emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla discussione dell'articolo 2. Ne do lettura:.
«Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 e
successive modificazioni, sono autorizzati l'impegno e il pagamento
delle spese della Regione siciliana per gli esercizi finanziari
2026, 2027 e 2028 in conformità dello stato di previsione della
spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».
Gli emendamenti 2.1, 2.3 e 2.2 sono inammissibili.
Si passa all'esame dell'Allegato 4. Così come previsto dal decreto
legislativo n. 118 del 2011 e s.m.i., l'Assemblea procede
all'approvazione dei singoli Programmi all'interno di ciascuna
Missione, così come emendati.
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Giambona)
Onorevole Giambona, ci sono degli emendamenti e li trattiamo.
Si passa all'esame dell'emendamento BIL.13, presentato del
Governo, che trovate all'interno dei vostri tablet. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
L'emendamento BIL.9, a firma dell'onorevole Venezia ed altri, è
inammissibile.
VENEZIA. Perché è inammissibile?
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento BIL.10, che
trovate a pagina 32 del fascicolo, sempre all'interno dei vostri
tablet, a firma dell'onorevole Assenza.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento BIL.15, presentato dal
Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
SUNSERI. Ce lo può illustrare l'assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Mi pare che il contenuto della
relazione sia esaustivo. Si tratta di aggiornare i capitoli
destinati all'indennità di presenza dell'Ufficio speciale
partecipate e liquidazioni, e inoltre viene aggiornato il valore
del Fondo rischi contenzioso e del Fondo rischi e finanziamenti
delle assegnazioni dello Stato per i piani operativi, perché questi
fondi vengono calcolati sulla base di alcuni criteri. Al momento
dell'approvazione del disegno di legge in Giunta, il valore era
quello che è riportato nel testo base ma, nel mese e mezzo che
separa l'approvazione della Giunta dal passaggio in Aula, è stato
fatto un aggiornamento per effetto - diciamo - di variazione dei
presupposti del calcolo. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Onorevole Sunseri, prego.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Allora, a prescindere che la
spiegazione dell'assessore non è esaustiva perché, diciamo, non ci
ha spiegato la finalità dell'emendamento, e certamente la relazione
non chiarisce i dubbi, ma voglio entrare un attimino nello
specifico. Mi spiega i 10 milioni del Fondo del cofinanziamento
regionale che c'entrano col Fondo liquidazione? Cioè, perché
l'Ufficio liquidazioni... perché li prendiamo da lì?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sono più variazioni, non
riguardano la singola voce. È in un'unica tabella. Abbiamo
presentato un unico emendamento con diverse modifiche della
tabella, quindi sono fattispecie diverse che sono però riportate in
un unico emendamento. Quindi l'aggiornamento del Fondo contenzioso
noi lo consideriamo un emendamento puramente tecnico, non c'è un
significato politico. Il Fondo contenzioso è obbligatorio, e viene
rappresentato dalla Ragioneria generale, andava aggiornato sulla
base di alcune sopravvenienze, e per l'indennità di presenza del
personale mancava il 2008 perché avevamo dato soltanto copertura su
due anni e non sul triennio. E quindi hanno aumentato di
ottantamila euro, che sono previsti come obbligatori... spese
obbligatorie.
PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'emendamento BIL.15.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso, colleghi, si passa all'emendamento BIL.16. Onorevole
Geraci, se lei ritira il BIL.16 perché poi è assorbito dal BIL.14
del Governo quindi, se lei lo ritira, faccio votare il BIL.14.
Ribadisco, se lei ritira, onorevole Geraci, l'emendamento BIL.16
che viene assorbito dal BIL.14 che è successivo al suo emendamento,
ed è del Governo, votiamo l'emendamento del Governo.
GERACI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Geraci. Pongo in votazione il
BIL.14. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà non la sento, un attimo. Prego.
CAMBIANO. Prima della votazione, Presidente, solo un chiarimento.
Mentre l'emendamento dell'onorevole Geraci, che appartiene allo
stesso partito politico dell'assessore all'istruzione, prevedeva
una variazione in aumento di 5 milioni e mezzo per le istituzioni
scolastiche pubbliche, l'emendamento proposto dal Governo prevede
un milione di euro per le istituzioni scolastiche pubbliche e un
milione e trecentomila euro per le istituzioni sociali private.
Volevo, se possibile, avere spiegazioni da parte del Governo.
Grazie.
PRESIDENTE. Prego, assessore. Domanda legittima.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie. Un capitolo è, appunto,
come riportato, come richiamato dall'onorevole Cambiano legato alle
scuole di ogni ordine e grado, quindi alle scuole pubbliche in
particolare, ed è il primo dei tre capitoli. Il secondo è quello
relativo alle scuole paritarie. Grazie.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, non è però... non c'è dibattito.
La faccio intervenire, la faccio intervenire ulteriormente, però
evitiamo.
CAMBIANO. Presidente, io non voglio, diciamo, mettere in imbarazzo
nessuno, però la risposta dell'assessore è: il primo capitolo è
quello delle scuole pubbliche, il secondo capitolo è quello delle
scuole paritarie. Ora, se lei mi dice che non è un dibattito, ma
questa è una risposta, io chiedo perché nell'emendamento proposto
da parte dell'onorevole Geraci erano previsti cinque milioni e
mezzo di euro per le scuole pubbliche.
Lei dice: "Onorevole Geraci, se ritira l'emendamento viene
assorbito da quello governativo" in cui vengono proposti un milione
di euro, quindi meno dei cinque milioni e mezzo di euro per le
scuole pubbliche, e un milione e trecentomila euro per le scuole
private o istituzioni sociali private.
La risposta non può essere: "Abbiamo previsto un milione, un
milione e tre . Perché? Vorrei capire, l'esigenza per cui diamo
maggiori risorse alle scuole private rispetto alle istituzioni
pubbliche. C'è un fabbisogno, c'è una richiesta da parte degli
Uffici, c'è una richiesta da parte dei Dipartimenti? Da che cosa
nasce questo fabbisogno? Considerato che nello stesso emendamento
da parte di un esponente della maggioranza era previsto un
fabbisogno stimato in cinque milioni e mezzo di euro. Grazie.
SCHILLACI. Naturalmente non siamo d'accordo.
DI PAOLA. Ci sono altri interventi, colleghi?
Assessore, lei vuole replicare ulteriormente? Prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi perdoni.
La domanda è, dal nostro punto di vista, mi permetto di dire senza
voler offendere nessuno, mal posta. Cioè, se ho ben capito, ci si
chiede perché l'onorevole Geraci ha fatto una proposta diversa da
quella del Governo. Chiedetelo all'onorevole Geraci.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. No, no, assessore. La richiesta è sugli importi che
sono inferiori rispetto... gli importi sono inferiori
nell'emendamento del Governo rispetto all'emendamento
dell'onorevole Geraci.
L'onorevole Geraci vuol dire qualcosa? Onorevole, vuole
intervenire? Ho visto che ha alzato la mano. Prego, onorevole
Geraci.
GERACI. Io avevo presentato l'emendamento, ma mi sembra
l'emendamento del Governo più coerente e a trecentosessanta gradi,
e quindi ritiro come azione di buon senso. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci chiede di parlare. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Presidente, noi non riteniamo come Movimento 5 Stelle
che possano essere individuate delle pari risorse per le scuole
pubbliche a fronte delle scuole paritarie, perché abbiamo una
quantità di scuole pubbliche in difficoltà che certamente non sono
paragonabili alle scuole paritarie. Grazie, quindi annuncio il voto
contrario. Su questo il Movimento 5 Stelle... e preannuncio voto
segreto.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi, colleghi?
Assessore, prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ci siamo avveduti, come emerge
anche dalla relazione... Intanto vorrei rassicurare l'Aula sul
fatto che qualunque emendamento del Governo è assistito da una nota
degli Uffici, quindi il Governo non formula modifiche di variazioni
senza che vi sia un'istanza specifica da parte degli Uffici. Questo
vale per qualunque emendamento firmato dal Governo, però devo
cogliere l'opportunità che mi viene offerta per verificare, per
evidenziare un errore, come leggete dalla relazione, me ne sono
appena appena accorto. La relazione dice: "col presente emendamento
si adeguano le previsioni per l'esercizio 2028 dei capitoli
destinati all'istruzione ricorrente e alla sperimentazione delle
scuole . Tuttavia, nella tabella la variazione avviene sul 2026
anziché sul 2028, quindi dovremmo fare un subemendamento che
propone la variazione sul 2028 anziché sul 2026.
SCHILLACI. È la qualità delle risorse. sono due cose... voto
segreto.
PRESIDENTE. Un attimo, prima di dare la parola all'onorevole
Sunseri. La relazione la possiamo modificare, non è un problema.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Mi sembra, diciamo, il primo giorno di scuola
elementare. Non è la relazione il problema. L'emendamento è un
tabellare classicissimo, fa riferimento al 2026. Nella relazione
può esserci scritto quello che vogliamo, l'emendamento è un
tabellare al bilancio che dice "variazione al 2026".
Quindi questo è quello che vuole fare il Governo. Poi quello che
c'è scritto sotto, diciamo, poco importa, ecco.
PRESIDENTE. Colleghi Assessore, vuole fare un ulteriore
intervento? Prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Se lo accantoniamo un momento,
faccio recuperare la nota dell'ufficio. Devo avere il tempo di
recuperarla.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, signor Presidente. Assessore, non è che
dobbiamo girare intorno cercando di spostare l'argomento e il tema
della questione Nella relazione possiamo scrivere tutto quello che
vogliamo perché è soltanto indicativa ed esplicativa
dell'emendamento. L'emendamento delinea una scelta politica molto
chiara in materia di istruzione e di contributi che vengono erogati
alle scuole, c'è una scelta precisa del Governo, che è quella di
destinare 1,3 milioni alle scuole private e 1 milione alle scuole
pubbliche.
Già questo basta Visto che l'assessore Turano non ci dà ulteriori
chiarimenti che giustifichino questa scelta, tanto basta per dire
che noi siamo contrari.
Quindi, o ci spiegate se questa scelta politica, di favorire le
scuole private più di quelle pubbliche, è una scelta voluta dal
Governo, se poi c'è un errore sicuramente l'errore non è nella
relazione, è nella tabella.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Assessore, facciamo in questo modo: così come mi ha
chiesto lei nel suo ultimo intervento, per il momento questo
emendamento lo accantoniamo un attimo, così facciamo ulteriori
riflessioni e andiamo avanti.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
È un incremento.
PRESIDENTE. È un incremento. Va bene, dico lo accantoniamo un
attimo...
(Brusio in aula)
Accantoniamo il Bil.14 e l'emendamento Bil.17.
Andiamo all'emendamento Bil.12, il Bil... un attimo, assessore, è
accantonato, siamo già al Bil.12, lo riprendiamo dopo...
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Siamo bravi, disponibili, tutto, però in maniera
chiara; siccome si stanno votando emendamenti che non è che sono a
saldo zero ci sono emendamenti che rappresentano una spesa in più,
innanzitutto, rappresentano una spesa in più e sono risorse che noi
stiamo togliendo dal fondo globale, dai fondi globali.
Quindi, cortesemente, su quegli emendamenti che riguardano una
maggiore spesa e un incremento di spesa deve essere detto in
maniera chiara cioè l'assessore o lei, Presidente, ci dica: "qui
c'è un'ulteriore spesa, di un milione, di due milioni", in modo che
noi con tranquillità e serenità... No Perché così, correndo,
velocemente, l'iPad salta, e noi ci troviamo ulteriore spesa e
magari non la condividiamo
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale, infatti abbiamo
accantonato i due emendamenti in questione.
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. Si passa al Bil.12, a prima firma dell'onorevole
Schillaci ed altri, che ha un aumento di spesa di 3 milioni di
euro.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, qui naturalmente fioccano i pareri
contrari, ogni volta che presentiamo degli emendamenti, le
opposizioni, emendamenti che riteniamo assolutamente
imprescindibili Perché poi quando cadono i calcinacci o quando non
ci sono risorse, per potere intervenire sui piani di edilizia
scolastica, il Governo allarga le braccia.
Questo noi non lo possiamo tollerare Perché noi abbiamo ancora i
nostri ragazzi che non sono sicuri e non sono sicuri neanche i
nostri insegnanti all'interno dei plessi scolastici.
Quindi, io vorrei capire dall'assessore per quale motivo è
contrario a un emendamento di questo tipo, che il Movimento 5
Stelle ritiene assolutamente imprescindibile
Quindi vorrei capire perché abbiamo la contrarietà del Governo.
PRESIDENTE. Assessore, il Governo è contrario; dico, se lei vuole
ribadire un'altra volta la posizione
DAGNINO, assessore per l'economia. No, vorrei fare un'ulteriore
precisazione: l'emendamento, oltretutto è inammissibile, perché ha
copertura sul 2027 dove non c'è capienza nei fondi globali...
(Interruzioni fuori microfono dell'onorevole Sunseri e
dell'onorevole Schillaci)
PRESIDENTE. Assessore, è la Presidenza che
(Interruzioni fuori microfono)
PRESIDENTE. Colleghi, un attimo Colleghi, per favore
DAGNINO, assessore per l'economia. Il Governo evidenzia che sul 27
non ci sono fondi globali, si rimette alla Presidenza per la
dichiarazione di ammissibilità.
PRESIDENTE. Colleghi, un attimo Io vi faccio intervenire, ma vi
chiedo un minimo di collaborazione perché, altrimenti, anche io ho
difficoltà poi ad ascoltarvi.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Allora, diciamo, siamo partiti non male, malissimo
Perché io non so, assessore, come funziona dall'altra parte della
barricata a Palazzo d'Orleans, qui siamo in Assemblea regionale
siciliana, la copertura la danno gli Uffici e se gli Uffici hanno
ritenuto l'emendamento ammissibile vuol dire che c'erano le risorse
per poterlo fare. Poi, lei può dare il parere contrario del
Governo, la Commissione Bilancio dà parere contrario, ma se
l'emendamento è stato ritenuto ammissibile, vuol dire che ha la
copertura per andare avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Pongo in votazione l'emendamento Bil.12, col parere contrario
della Commissione e del Governo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)
SCHILLACI. Voto segreto
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto? Chi è che sta
facendo la richiesta? L'onorevole Schillaci?
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta... la richiesta di voto
segreto è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Colleghi, posizionate i vostri tesserini e preparatevi alla
votazione.
Assessore, stiamo votando. Assessore, metta il tesserino, così
almeno...un attimo, un attimo, con calma. Aspettiamo che...
perfetto, ci siamo
Allora, colleghi, stiamo mettendo in votazione l'emendamento
Bil.12, col parere contrario del Governo e della Commissione
Bilancio.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Bil.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Bil.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 33
Contrari 28
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa all'emendamento Bil.11, a firma dell'onorevole Schillaci.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole. No,
scusi, contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Questo è un emendamento che va a rimpinguare delle
somme per i libri di testo scolastici. Quindi, lo vorrei ribadire
forte in Aula: libri di testo
PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'emendamento Bil.11.
Non ho capito...
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Non leviamo questi soldi
PRESIDENTE. Assessore Turano, assessore Turano, a lei la parola.
Ho capito che vuole intervenire.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, voglio intervenire soltanto per spiegare che
l'allocazione di queste risorse, su questo capitolo, non è
funzionale alla spesa perché già con le cedole librarie noi stiamo
pagando tutto il contributo che diamo per legge ai comuni. Mettere
più soldi in un momento in cui abbiamo, peraltro, un decremento
della popolazione scolastica, è una cosa che non aiuta, non serve;
cioè se li mettiamo, poi non li posso spendere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, metto in votazione l'emendamento
BIL.11.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento BIL.1, a prima firma
dell'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, grazie di avermi concesso la parola.
Io intendo, anzi, intenderei, signor Presidente, avere delle
spiegazioni da parte dell'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale relativamente a tutta una serie
d'interventi che da un'analisi che noi abbiamo compiuto sarebbero
definanziati e questi riguardano, fondamentalmente, la Missione 4
Istruzione e diritto allo studio . E, nello specifico, Assessore,
noi abbiamo istruzione prescolastica...
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, siccome ho visto gli altri
emendamenti a firma sua se può li espliciti tutti in un unico
intervento, perché ho visto che ne ho qui più di uno.
GIAMBONA. Esatto, signor Presidente.
Il mio intervento vuole esprimere in un unico momento quelli che
sono una serie di emendamenti che ho presentato insieme ai colleghi
del Partito Democratico, che hanno ad oggetto l'attenzione
relativamente alla Missione 4 "Istruzione e diritto allo studio".
Dall'esame del bilancio, si evince che parecchi programmi, nello
specifico partendo dal BIL.1 e seguenti...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, quale "BIL" nello specifico?
PRESIDENTE. BIL.1
GIAMBONA. Parecchi programmi, sono sostanzialmente e in maniera
considerevole definanziati: "Istruzione prescolastica rispetto al
2025 abbiamo un -3.800.000 euro; "Istruzione non universitaria"
rispetto al 2025, -4.200.000 euro; "Edilizia scolastica", abbiamo
trattato parzialmente, prima, il tema con un altro emendamento, ma
evidenzio come il definanziamento, da 23.600.000 euro a 5.400.000
euro, quindi -18.500.000 euro; "Istruzione universitaria", passiamo
da 29.700.000 euro a 17.000.000 milioni di euro, quindi -12.300.000
euro; "Istruzione tecnica superiore" da 113.000.000,00 di euro a
5.200.000 euro, con un -108.000.000 e di questo ce ne darà
spiegazione l'Assessore.
Vado avanti: con "Servizi ausiliari all'istruzione", dove passiamo
da 72.000.000 euro del 2025 a 18.000.000 euro del 2026 - e concludo
Assessore, dopodiché lei se li va a controllare tutti - il "Diritto
allo studio" - quindi stiamo parlando fondamentalmente di ERSU -
nel 2025 18.460.000 euro; bilancio 2026 vediamo 12.000.000 euro,
tra l'altro, nell'esame del triennio per l'anno 2028 vediamo uno
zero
Noi vorremmo dei chiarimenti rispetto a questi che sono dei tagli
che ci preoccupano in maniera importante Assessore, perché quando
parliamo di un taglio nell'edilizia scolastica di ben 18.000.000
euro e sappiamo benissimo qual è la condizione dei nostri istituti,
delle nostre scuole, vedere un taglio di così importante rilevanza
richiede un approfondimento.
Vedere un taglio su quello che è il diritto allo studio,
considerato che giusto ieri gli studenti universitari hanno
protestato davanti la sede della Presidenza della Regione
siciliana, lamentando come solamente a Palermo di 17.000 soggetti
che sono, appunto, idonei all'ottenimento della borsa di studio, in
questa prima fase saranno assegnate solamente poco meno della metà
Noi chiediamo, da questo punto di vista, delle spiegazioni, perché
è altresì inaccettabile che, da una parte, in maniera chiara
vediamo dei tagli alla scuola pubblica, per tutte le missioni che
le ho poc'anzi esplicitato, e dall'altro lato, invece, nelle
tabelle, c'è un aumento del finanziamento alla scuola privata: da
sette milioni e mezzo a undici milioni di euro, quindi l'Assessore,
insieme al Governo, ci dica quali sono le priorità, se la priorità
è la scuola pubblica o la scuola privata, perché sul tema del
diritto sacrosanto dei nostri dei ragazzi ad una scuola pubblica
che sia efficiente e all'avanguardia noi non facciamo sconti a
nessuno
Quindi, chiedo che l'Assessore espliciti punto per punto nelle
missioni, negli interventi, a che cosa si riferiscono questi tagli,
perché diversamente noi ci metteremo di traverso su questo
argomento, sul tema del diritto alla scuola.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, Assessore alla pubblica
istruzione, colleghi parlamentari. Certo che non li possiamo
liquidare anche qui a Palermo come poveri comunisti che protestano.
Non vi mettete nella testa di copiare il Ministro, il grandioso
Ministro che avete, il grandioso Ministro dell'Istruzione che
avete, anche perché l'ho detto ieri, qua comunisti ce ne sono pochi
e sono però sempre più poveri, caro Assessore.
La situazione è drammatica, la situazione è drammatica e
vergognosa
Perché è drammatica e vergognosa? Perché, guardate, davanti ad una
finanziaria povera, davanti a una finanziaria con minori risorse,
prevedere un taglio delle risorse per l'istruzione pubblica è
difficile da raccontare, ma ancora minimamente comprensibile; ma
una finanziaria che solamente - io dico le parti spicciole - che
rispetto alla scorsa finanziaria, che era 950 milioni di euro, ora
ne diventa quasi un miliardo e quattro, da un miliardo e tre passa
ad un miliardo e quattro, tagliare i soldi per l'istruzione
pubblica e tagliarli a favore, mettendo solamente e tenendo conto
dell'istruzione privata, ovviamente a noi ci vede non solo
indignati, ma ci vede veramente arrabbiati perché proprio ieri,
insieme a tutto il Partito Democratico, insieme anche alle forze di
minoranza, al Movimento 5 Stelle, c'era anche lei Vicepresidente,
eravamo tutti là con i ragazzi che non affrontavano questioni
ideologiche, i ragazzi ci hanno chiesto solamente il sostegno
economico per le borse di studio che gli vengono ridotte del 50 per
cento. E, quando noi, oggi, con un miliardo e tre, con maggiori
risorse, pensiamo di togliere i soldi per l'edilizia scolastica, di
togliere i soldi per le borse di studio, di togliere quelle risorse
necessarie per garantire il diritto allo studio, ma secondo me
bisogna anche un poco vergognarci.
Allora, io mi auguro che intervenga ora l'assessore e ci dica no,
non è così, caro onorevole Giambona, caro onorevole Dipasquale,
caro Parlamento, le risorse rispetto all'anno scorso non
dimentichiamoci che le risorse che sono individuate nel 2025, sono
comprensive di variazioni di bilancio.
CRACOLICI. Che abbiamo fatto noi, tra l'altro.
DIPASQUALE. Che abbiamo fatto noi tra l'altro, come dice
l'onorevole Cracolici.
Quindi noi, oggi, ci troviamo una situazione, se così dovesse
essere, veramente catastrofica, cioè rispetto a un importo iniziale
della finanziaria originaria del 2025, e poi aggiornata, noi oggi
abbiamo tagli consistenti e noi questo non lo possiamo concepire.
Se non avessimo le risorse, ok, noi potevamo benissimo anche
soprassedere, ma con una marea di risorse come ci sono, per noi del
Partito Democratico, ma sono convinto per tutti noi della
minoranza, questa qui diventa una battaglia veramente forte e
determinata.
Quindi, fermiamoci, ascoltiamo l'Assessore, ci dia gli elementi e
caso mai vediamo come risistemare tutto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Assessore, io ho visto gli emendamenti fatti dal collega Giambona
e da altri colleghi, sono più di uno come emendamenti, non so se il
Governo vuole un attimo provare a fare una sintesi e, quindi, è il
Governo che in qualche modo fa una sintesi, perché, rispetto agli
emendamenti presentati dal collega Giambona, sono preclusi solo
perché è stato approvato già un emendamento, è stato approvato il
Bil.12.
Il Bil.7 e il Bil.5 sono preclusi, perché abbiamo approvato il
Bil.12, tutti gli altri sono ammissibili e li possiamo votare.
Io chiedo al Governo, prima di mettere in votazione gli
emendamenti presentati dal collega Giambona e altri colleghi, se
vuole fare una sintesi, visto che ci sono almeno 4 emendamenti, se
non ricordo male, da votare oppure andiamo a votazione emendamento
per emendamento? Prego, Assessore.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Dobbiamo essere chiari, se la Presidenza dell'Assemblea ritiene di
accantonare il pacchetto degli emendamenti sulla pubblica
istruzione per avere un confronto con l'assessore all'economia che
tiene la cassa, io ne prendo atto. Io sono nelle condizioni di
rispondere delle ragioni di apparenti tagli che non sono tali,
perché l'onorevole Giambona certamente sa, perché è uno attento,
capace e sempre sul pezzo, che questo Governo si è distinto negli
ultimi tre anni.
GIAMBONA. Sì, certo
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevole Giambona io l'ho ascoltata con interesse, siccome le sue
fonti sono le mie mi lasci dire, mi giudichi su quello che sto
dicendo.
Questo Governo si è distinto per avere pagato negli ultimi tre
anni il 100% delle borse e questo qui è un dato oggettivo. È vero,
sembra che non ci sono le risorse, ma l'onorevole Giambona che è
molto attento e preparato, sa che nella riprogrammazione del Fondo
sociale europeo, che è già è stata tecnicamente approvata, nel
confronto che abbiamo avuto con gli uffici di Bruxelles e, non a
caso, domani abbiamo il Comitato di sorveglianza per la ratifica
ufficiale, domani e dopodomani, noi abbiamo allocato le risorse
sufficienti per pagare il 100% delle borse di studio che sono state
richieste. Quindi, come faccio io a dire che sono d'accordo su una
cosa che so già di avere risolto?
Sull'edilizia scolastica, sempre utilizzando i soldi del Fondo
Sociale Europeo, siamo intervenuti facendo scorrere le graduatorie
e finanziando tutte le richieste che sono pervenute per la
realizzazione e l'ammodernamento degli istituti, ne abbiamo fatto
l'anno scorso 204, in termini di realizzazione di palestre, spazi
comuni, auditorium, biblioteche e mense.
In aggiunta, poiché abbiamo finanziato tutte le risorse, abbiamo
quest'anno pubblicato altro bando comunitario che alloca 15 milioni
di euro, per fare gli stessi interventi e, devo dire con viva
soddisfazione, sono arrivate richieste per circa 63 milioni di
euro.
Quindi, con i fondi comunitari ci preoccuperemo di utilizzare le
risorse per ammodernare tutti gli edifici scolastici. Siccome io mi
assumo sempre le responsabilità delle mie azioni, anche quando
ancora non le ho poste in essere, ho pensato che dopo avere dato
quasi 100 milioni di euro per queste misure che riguardano gli
edifici, fosse corretto, e ancora non l'ho fatto, pubblicare un
bando per 10 milioni di euro anche per le scuole private, le scuole
paritarie, non private, per permettere, con una percentuale molto
bassa, di garantire l'ammodernamento di quegli istituti. Ma questo
ancora non l'ho fatto, resti agli atti che abbiamo impegnato più di
100 milioni di euro anzi 704 milioni di euro per l'edilizia
scolastica, perché in aggiunta abbiamo realizzato 34 nuovi istituti
scolastici, anche con i fondi del PNRR.
E lo dico con franchezza, apprezzando, per esempio, l'emendamento
che è stato poc'anzi approvato, che questo Governo, vorrei che
anche il Presidente della Regione mi ascoltasse, negli ultimi due
anni, o con la legge finanziaria o utilizzando le risorse allocate
nella legge di variazione di bilancio, ha finanziato tutti gli
interventi, di tutte le scuole siciliane, che hanno richiesto un
contributo per la manutenzione ordinaria, tutte Non abbiamo
finanziato un pezzo di graduatoria, abbiamo finanziato tutte le
richieste che sono pervenute: questo l'anno scorso e anche
quest'anno.
Quindi, poi, i soldi per la scuola non bastano mai, però non serve
metterli dove già realizziamo tutti gli interventi. Ecco le ragioni
dei tagli che lei vede, perché hanno una copertura diversa.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano, un attimo, onorevole
Giambona.
Assessore Dagnino, io le direi, se è possibile, possiamo fare -
diciamo, visto che ci sono questi emendamenti più i due che abbiamo
accantonato - se vuole fare un momento di sintesi. Mi dica lei.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, se possiamo fare una breve
sospensione. Grazie.
PRESIDENTE. Cinque minuti in maniera tale da fare una sintesi su
questi emendamenti, sia dell'onorevole Giambona che i due che
avevamo accantonato.
Sospendo l'Aula per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 17.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'Aula. Ringrazio sia
gli assessori Dagnino e Turano, che i colleghi che hanno lavorato
durante questo tempo per fare una sintesi.
All'interno dei vostri tablet troverete l'emendamento Bil.18 a
firma del Governo, che prendo pure io, lo troverete all'interno
della cartella dei fuori sacco .
Naturalmente chiedo all'onorevole Giambona di ritirare gli
emendamenti a sua firma.
L'emendamento Bil.18 lo trovate all'interno della cartella fuori
sacco .
Assessore Turano, può spiegare il Bil.18, quello che avete
realizzato?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
È un ulteriore incremento di un capitolo di bilancio, i cui
destinatari sono le scuole pubbliche della Regione siciliana, per
gli interventi di piccola manutenzione. Spesso capita che, dinanzi
alla impossibilità da parte dei dirigenti scolastici di ricorrere
all'ausilio del legittimo proprietario del bene, cioè della
Provincia o del Comune, per piccoli interventi ricorrono alla
Regione, gli stiamo dando la possibilità di realizzare questi
interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona ritira i suoi emendamenti?
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo nel corso
della sospensione lungamente, appunto, discusso con l'assessore
Turano e con i dirigenti del suo Assessorato e da questo diciamo,
da questo confronto, sono emersi alcuni aspetti, alcune
valutazioni, per certi versi comuni, per altri versi diciamo non
concordi e allora, l'assessore Turano, intanto ci ha comunicato che
alcuni dei programmi, che della legge di bilancio e nello specifico
che hanno a riferimento l'istruzione del diritto allo studio,
sarebbero diciamo coperti attraverso risorse extraregionali e che
queste risorse extraregionali sarebbero bastevoli per coprire tutti
gli interventi. Comunque ricevo, da diversi amministratori di
comunità siciliane, delle segnalazioni che, in effetti, quelli che
sono gli interventi a cui fa riferimento l'assessore Turano non
sono stati oggetto di copertura. Del resto, l'emendamento proposto
dalla collega Schillaci, trattato un'oretta fa, va proprio in
questa direzione, proprio nell'intendimento di coprire tutte quelle
istanze presentate dagli amministratori che hanno nei loro
territori delle scuole che necessitano di interventi di
manutenzione.
Vado poi alla questione borse di studio. L'assessore Turano ha
preso un impegno che vorrei esplicitasse a tutti i colleghi ed
anche a chi ci segue attraverso gli strumenti messi a disposizione.
Ieri, ribadisco, gli studenti sono scesi in piazza con una
preoccupazione: la preoccupazione di non avere la possibilità di
ottenere in tempi rapidi le borse di studio, sacrosante, previste
dal diritto allo studio. Questa manovra di bilancio prevede un
taglio nelle tabelle.
L'assessore ci dice che le risorse per le borse di studio
sarebbero coperte attraverso finanziamenti, forme di finanziamento
extraregionale. Allora il tema non è solamente, assessore Turano,
la completa copertura di coloro che sono idonei a diventare
assegnatari ma anche la tempistica entro cui ottenere le borse di
studio.
Non può avvenire ciò che è accaduto negli anni passati, quando le
borse di studio sono state erogate ad anno inoltrato ed in alcuni
casi ad anno concluso. Questo non permette in alcuni casi a
studenti che sono meritevoli, agli studenti che hanno delle
difficoltà economiche, di proseguire gli studi Molti ragazzi sono
costretti a rinunciare agli studi Ci sono ragazzi che provengono
anche da altre regioni i quali si erano trasferiti qui in Sicilia e
che di fronte all'impossibilità di avere in tempi rapidi le borse
di studio, hanno deciso di rinunciare. Allora io vorrei, al netto
di quella che è la proposta emendativa di cui abbiamo discusso
poc'anzi, anche delle garanzie da parte dell'assessore Turano,
garanzie che qui rende a tutti: a) che verranno finanziati tutti
gli interventi di riqualificazione di edilizia scolastica, e b)
che, relativamente alle borse di studio degli studenti
universitari.
Ricordo che solamente per la provincia di Palermo le richieste
sono diciassettemila e ad oggi mi arriva notizia che solamente il
45 per cento verrà finanziato in prima battuta, vorrei conferma che
sulle borse di studio la riprogrammazione di cui mi ha detto lei,
dei fondi extraregionali, dia risposte nell'immediato. Non è
ammissibile che il pagamento delle borse di studio arrivi ad anno
inoltrato o in alcuni casi ad anno concluso.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Schillaci.
Anch'io mi unisco, perché anch'io ieri ho incontrato una
delegazione degli studenti universitari ed è chiaro che la cosa che
facevano maggiormente notare, oltre a quello che ha detto
l'onorevole Giambona, è la tempistica, perché è chiaro che sulla
tempistica di riprogrammazione noi rischiamo, se la tempistica è
troppo lunga, che poi gli studenti universitari non vadano più
nelle università siciliane ma magari vadano in altre regioni, dove
poi riescono a prendere le borse di studio.
Prego, assessore Turano, se su questa cosa può darci dei
chiarimenti.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Voglio dare risposte esaustive all'Aula, però è necessario anche
quel rapporto di reciproca collaborazione con l'Aula per capire che
problemi affrontiamo.
Perché se la Regione siciliana e l'Assemblea regionale si devono
fare carico pure di un intervento perché nella scuola si rompe un
vetro o non funziona una maniglia me lo dite e noi lo facciamo. Ma
non è questo il nostro ruolo
Un discorso è la strategia di potere realizzare, nelle città della
Regione siciliana, interventi per palestre, per mense, per
l'ammodernamento degli edifici e per la costruzione degli edifici,
un discorso è intervenire perché si rompe in un giorno l'ascensore
e il sindaco non interviene; io questo lo faccio, e mi state
mettendo delle risorse per poterlo fare, però non è un modo -
onorevole Catanzaro, sto parlando con lei - di programmare le
risorse.
Lo dico serenamente, l'incremento del capitolo che hanno chiesto i
colleghi per la piccola manutenzione noi lo stiamo facendo e
saremo, come dire, attenti a tutte le richieste che verranno,
purtuttavia la programmazione, ora ci arrivo sulle borse di studio
onorevole Giambona, lei mi ha chiesto poi sulle borse di studio.
Le borse di studio, repetita.
CRACOLICI. Iuvant.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
No, no, perché altrimenti l'onorevole Chinnici mi guarda con gli
occhi, io non mi avventuro in frasi latine, no, no, no, no
PRESIDENTE. Assessore Turano.
TURANO. Allora - iuvant, no l'altra volta ho sbagliato e lei mi ha
corretto, quindi mi ha messo in soggezione - detto questo, sulle
borse di studio noi l'anno scorso abbiamo pagato il 100 per cento
delle richieste che sono pervenute, due anni fa e tre anni fa
abbiamo continuato a pagare il 100 per cento, quest'anno, in
termini di riprogrammazione tra le risorse del FIRST, le risorse
del fondo del PNRR, e le risorse del Fondo Sociale Europeo che
abbiamo già riprogrammato e che sono state accettate dalla
Commissione europea, ripagheremo il 100 per cento.
Siamo andati oltre. Abbiamo anche aggiornato il dato dell'Isee,
che non è una cosa che fa la Regione, spetta al Ministero, ed è
probabile, con quel dato che può cambiare, che forse possa arrivare
qualche richiesta in più, ma oggi non lo sappiamo; io so che,
diciamo, tra virgolette a bocce ferme in termini di programmazione
raggiungeremo l'obiettivo che abbiamo già raggiunto negli anni
precedenti.
Questa è una rassicurazione che dà agli studenti e che do a tutti
per il resto, onorevole Giambona, senza nessuna vena polemica, se
qualche amministratore la chiama per dire che si è rotto il vetro
dalla scuola dica di ripararlo, poi la Regione lo farà di buon
grado
DIPASQUALE. Non ci ha convinto.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci e
poi l'onorevole Catanzaro. Onorevole Sunseri, anche lei voleva
intervenire?
SUNSERI. No.
PRESIDENTE. No, quindi solo gli onorevoli Schillaci e Catanzaro e
poi votiamo.
Prego, onorevole Schillaci. Ha facoltà di intervenire.
SCHILLACI. Signor Presidente, assessore, lo capiamo bene che per
le piccole manutenzioni non se ne occupa la Regione perché ci sono
le competenze dei comuni e delle province però, assessore, la
politica deve arrivare lì dove ci sono delle deficienze, quindi la
ringraziamo per la sensibilità che ha avuto nel rimpinguare il
capitolo per le piccole manutenzioni e, per quanto attiene le borse
di studio, i ragazzi che abbiamo incontrato ieri: ci chiedono una
tempistica molto più veloce rispetto a quella che si è avuta fino
ad oggi.
Quindi, caro assessore, noi opposizioni ci mettiamo a
disposizione, assessore parlo con lei, ci dica lei, vuole che
abbiamo fiato sul collo sull'Assessorato per quanto attiene, ci
dica lei cosa dobbiamo fare, perché noi lo faremo, avremo fiato sul
collo sull'Assessorato.
Ci dica cosa occorre; occorre una cabina di regia? Occorre
un'assistenza tecnica particolare per risolvere il problema? Ci
dica cosa occorre, però noi non possiamo trattare i nostri studenti
universitari così come sono stati trattati finora perché nelle
altre regioni tutto questo non avviene.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, non volevo nemmeno intervenire
perché sono intervenuti i miei colleghi su questo argomento del
Gruppo del Partito Democratico e, secondo me, gli interventi sono
stati abbastanza caratterizzati, rispetto alle richieste, però dopo
le parole dell'assessore Turano che oltre ad essere assessore alla
Pubblica Istruzione arriva in Aula da professore, non si capisce se
di università o di scuola superiore, è chiaro che bisogna
intervenire perché il suo intervento di un minuto, cercando di
spiegare all'Aula quelle che sono le competenze che lui - come
assessore all'istruzione - deve svolgere, è chiaro che ci fa
piacere ma anche noi lo sappiamo e secondo me lui deve farsi anche
una domanda, perché è chiaro che noi sappiamo quali sono le sue
competenze, ma se oggi ci troviamo a discutere di somme, che
ovviamente vengono tolte rispetto all'istruzione, e ovviamente ci
ritroviamo anche a parlare di un argomento, assessore Turano, e tu
lo sai che si ripete nel tempo, quindi è un argomento quasi
machiavellico, quello del diritto allo studio, perché è un
argomento che non è soltanto di quest'anno, è un argomento che è
accaduto l'anno precedente, è un argomento che è accaduto l'anno
precedente ancora Noi, quello che ti chiediamo, assessore Turano,
al di là di quello che è stato l'ultimo intervento del collega
Giambona rispetto all'impegno che tu possa prendere in quest'Aula,
è quello che ti diciamo perché domani, visto che si riunisce il
Comitato di sorveglianza, assessore Turano, spero che mi stia
ascoltando, devi fare in modo che le borse di studio vengano - come
dire - erogate a tutti gli studenti perché, non solo ieri, ma sono
in stato di agitazione tutti coloro i quali, e l'ho detto anche
ieri dicendo che molti studenti hanno la non possibilità di poter
studiare, e avere un qualcosa di supporto, proprio per potere
proseguire gli studi.
Allora, assessore Turano, ci devi dire qui, in quest'Aula, te l'ha
detto il collega Giambona, te l'hanno detto i colleghi Dipasquale e
chi è intervenuto, ci devi dire in quest'Aula quello che hai in
mente di fare per il diritto allo studio e per tutto ciò che è
l'istruzione perché è dentro quest'Aula che noi dobbiamo
comprendere qual è la tua idea di istruzione. E dici bene: "noi
dobbiamo programmare", però ad oggi - io lo dico sempre - vi state
classificando come un Governo per approssimazione e solo per
sopperire alle emergenze, quindi è chiaro e doveroso che noi vi
chiediamo quello che voi avete in mente di fare su tutto quello che
riguarda l'istruzione e, soprattutto, sul diritto allo studio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Ho gli interventi dell'onorevole Marano, Lombardo e Spada.
Poi vi chiedo, colleghi, se possiamo votare e ovviamente
all'onorevole Giambona di ritirare gli emendamenti.
Prego, onorevole Marano.
MARANO. Assessore Turano, quando finisce di parlare al telefono,
comincio.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, prego, si rivolga alla Presidenza.
MARANO. Assessore, ogni anno vanno via dalla nostra Isola quasi
diecimila giovani laureati ed è un problema che dobbiamo, che
bisognerebbe affrontare, no?
Se ne vanno quasi diecimila giovani laureati. Il tema delle borse
di studio viene a monte, cioè evitiamo almeno di fare andare i
giovani prima che si laureano, cioè non portiamoli a dover
scegliere università fuori, in regioni che chiaramente sono più
accoglienti rispetto a quello che è il tema del diritto allo
studio.
Oggi, in Aula, c'è un gruppo, una delegazione di giovani
universitari dell'università di Palermo che ieri abbiamo incontrato
insieme al vicepresidente Di Paola. Quello che voglio dire io
assessore Turano, se mi ascolta sarebbe auspicabile sicuramente
rendere costante e certo nel tempo quello dell'erogazione delle
borse di studio e sicuramente sarebbe auspicabile, magari non
facendo tutto in questa legge di stabilità, ma sarebbe spiegabile
attingere ai fondi della legge di stabilità e non magari dei fondi
europei. Non tutto insieme ma nel tempo si potrebbe provvedere
sistematicamente in questo senso. Grazie, Assessore e Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Assessore Dagnino, se può darmi tre secondi di
attenzione, perché se no, non la vedo, Presidente.
DI PAOLA. Colleghi, cortesemente, dal corridoio, colleghi, non mi
fate... se vi potete spostare dal corridoio.
Prego, onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Assessore, due minuti di attenzione,
gentilmente. Poco fa c'era un emendamento della collega Schillaci
che dava copertura all'emendamento, per la spesa di 3 milioni di
euro, con il capitolo 215733, c'era il parere contrario della
Commissione, il parere contrario del Governo, quindi io ho
ritenuto, noi abbiamo ritenuto, che non ci fosse disponibilità se
c'è il parere contrario. Adesso sto vedendo che c'è un emendamento
di 500 migliaia 500 mila euro, proposto dal Governo, quindi vuol
dire che sul 215733 c'è disponibilità. Il 215733, Assessore, per il
2026 ha uno stanziamento di 951 milioni di euro, per il 2027 di 272
milioni di euro, per il 2028 di 2 miliardi e 318 milioni di euro.
Il capitolo, così chi ci ascolta può anche capire un po' di cosa
stiamo parlando, è il fondo di accantonamento risorse da destinare
con legge di stabilità regionale e io le chiedo: su questo
capitolo, sulla legge di stabilità 2026, cosa abbiamo già
destinato? Per capire quanto ancora c'è - e sicuramente ci sarà
molto - e per capire l'Aula cosa può fare, Assessore.
Le chiedo questo per avere una risposta, precisa e puntuale, su
quanto già è stato destinato su questo capitolo o su quanto si può
destinare, di questi 951 milioni di euro per il 2026. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Spada,
solo per ricordarvi una cosa, che, se non c'è copertura,
l'emendamento viene dichiarato inammissibile, se invece la
copertura e c'è il parere contrario della Commissione, del Governo,
comunque la votazione può essere fatta, si mette in votazione e poi
l'Aula è sovrana.
SPADA. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ma, intanto, di quale emendamento stiamo parlando?
SPADA. Sì, Presidente. Intervengo semplicemente per riconfermare
l'impegno che, insieme al Capogruppo e a tutto il Partito
Democratico, abbiamo portato avanti, anche quest'anno, il sostegno
degli studenti universitari.
Con l'assessore Turano, due anni fa, grazie alla sollecitazione
degli studenti che sono anche qui presenti oggi, abbiamo trovato
una soluzione ad una questione annosa che interessava la nostra
regione, ovvero la non copertura integrale delle borse di studio.
In Sicilia, a differenza di altre regioni, ci sono i cosiddetti
idonei non vincitori, ovvero coloro i quali sono e hanno il diritto
di ricevere la borsa di studio ma che, a causa delle esigue
risorse, non la ricevono. Fortunatamente siamo riusciti a sbloccare
questi fondi del FSE che, due anni fa, sono riusciti a coprire il
cento per cento delle borse di studio. Quest'anno si ripresenta
nuovamente il problema e allora prendiamo per buone le parole
pronunciate dall'Assessore Turano che ci ha detto di una riunione
della cabina di regia, che si svolgerà domani, per definire,
appunto, l'impegno di queste risorse. Siccome, però, non ci
vogliamo soffermare sull'impegno verbale che ha preso l'Assessore,
qui in quest'Aula oggi, diamo appuntamento domani agli studenti e
all'Assessore per concretizzare, così come fatto due anni fa,
nuovamente questa iniziativa, quindi, assessore Turano, se lei ci
dà la disponibilità domani, insieme agli studenti
CRACOLICI. Aspetta Aspetta che sta parlando con...
SPADA. Va bene, l'Assessore è collegato, in questo momento,
sicuramente con la cabina di regia per dire loro di mettere i soldi
perché, così, domani noi ci riuniremo con gli studenti. Quindi,
Assessore Presidente, però se l'assessore Turano mi fa un cenno e
mi dà conferma perché sennò poi, lei lo sa, io mi trasformo e
divento, come dire, meno democratico di quello che sono.
PRESIDENTE. Andiamo a chiusura d'interventi e poi l'onorevole
Turano...
SPADA. Assessore Turano, semplicemente per avere un cenno della
sua disponibilità nell'incontrare domani - insieme a noi - gli
studenti e comunicare loro, a margine della riunione con la cabina
di regia, che anche per i prossimi anni saranno garantite le
risorse che abbiamo stanziato negli ultimi due. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. A questo punto, onorevoli
colleghi, chiedo all'onorevole Giambona di ritirare gli emendamenti
e votare...
GIAMBONA. Posso, signor Presidente?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Molto velocemente. L'Assessore Turano ha fatto un cenno
positivo circa la disponibilità ad incontrare gli studenti,
affinché questa programmazione sia concreta e dia la possibilità
quanto prima possibile, a tutti gli idonei aventi diritto alle
borse di studio, di essere anche assegnatari. Quindi, do per buono
l'impegno dell'assessore Turano. Non riprendo quelli che sono stati
gli interventi fatti poc'anzi, le argomentazioni.
Rappresento, però, un tema: possiamo rivedere l'emendamento, ma
l'assessore Turano, come tutto il Governo, è stato reticente su una
questione che io ho rappresentato, ovvero la volontà di
incrementare - perché le tabelle questo prevedono - le risorse per
la scuola privata che da 7.500.000 euro aumentano a 11.000.000 di
euro. Su questo l'Assessore e il Governo non hanno dato una
risposta. Lei, Assessore, è reticente come fino a questo momento lo
è stato il Presidente della Regione siciliana. Quindi, credo che da
questo punto di vista - siccome noi del Partito Democratico abbiamo
una visione chiara, netta di come debba essere sostenuta la scuola
pubblica italiana, quella siciliana nelle difficoltà in cui in cui
versa - riteniamo che su questo tema noi porteremo avanti la nostra
battaglia, difendendo la nostra posizione e quando sarà il momento,
quando arriveremo alle tabelle, difenderemo strenuamente la nostra
ideologia.
Anzi, prima ancora di arrivarci, chiedo all'Assessore Turano di
confrontarsi con il Presidente della Regione, affinché venga
rivista questa posizione che per noi è assolutamente I-NAC-CET-TA-
BI-LE|.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Quindi gli emendamenti
sono ritirati. La ringrazio.
Pongo in votazione l'emendamento BIL.18, con il parere favorevole
della Commissione Bilancio e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento BIL.14 che è tra quelli accantonati del
Governo. Lo riprendo pure io, BIL.14, che è un emendamento del
Governo.
SCHILLACI. Cosa stiamo votando?
PRESIDENTE. Il BIL.14.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
A che pagina è, signor Presidente?
PRESIDENTE. Era accantonato. È nel fascicolo, a pagina 35.
Lo pongo in votazione...
(Brusìo in Aula)
Lo abbiamo già spiegato, onorevole De Luca Antonino. Era un
emendamento accantonato. Aveva già il parere favorevole della
Commissione Bilancio e del Governo.
CATANZARO. Su questo un secondo solo, perché potremmo anche
chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire l'Assessore per l'istruzione
e la formazione professionale. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, poc'anzi abbiamo...
CRACOLICI. In italiano, senza latinismi
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevole Cracolici, la ringrazio per i suggerimenti.
Poc'anzi abbiamo sospeso la seduta proprio su questo emendamento.
Avevo chiesto di poterlo illustrare. Non è un finanziamento in
favore delle scuole private. È un finanziamento per le sezioni
"primavera", cioè per i bambini da tre a sei anni. Stiamo
intervenendo soltanto per garantire il funzionamento delle sezioni
"primavera". Voglio essere chiaro. Poi, sulle scuole private,
quando tratteremo l'argomento, dirò come la penso.
PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire l'onorevole De Luca Antonino.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, mi scusi, però forse ho...
Assessore Turano, proprio perché sulle sezioni "primavera" e su
quelle prima infanzia si è da ultimo creato, però, ascolti,
Presidente Di Paola, neanche in questo modo
PRESIDENTE. Colleghi, io capisco, però...
DE LUCA Antonino. No, no, io attendo. Appena l'assessore Turano
finisce di fare...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sto parlando con gli uffici per dare una risposta.
DE LUCA Antonino. Ma parlaci quando non c'è Aula, sospenda l'Aula,
il tempo che si confronta con gli uffici, perché è scandaloso.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, nel frattempo, lei voleva dare una
risposta rispetto alla richiesta fatta dall'onorevole Lombardo?
Perché aveva una richiesta specifica, se nel frattempo lei...
prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, il capitolo
menzionato poc'anzi, il 215733, è un capitolo di natura tecnica,
nel quale vanno a confluire le risorse del bilancio per finanziare
la legge di stabilità, quindi per questo lei trova quegli importi,
perché vanno a finanziare l'intero valore della legge di stabilità,
chiaro? Ora, le somme che alimentano questo capitolo sono sempre a
valere sul totale delle disponibilità del bilancio regionale; qui,
lei trova quegli importi che sono gli importi dell'intero bilancio
regionale. All'atto pratico, vi confermo che sul 2027 non c'è
disponibilità di fondi globali, quindi, ovviamente tenuto conto
delle misure che sono contenute nel disegno di legge esitato dalla
Commissione, questo significa che ogni euro che noi andiamo a
mettere sul bilancio, come è avvenuto con l'emendamento
dell'onorevole Schillaci e con questi ulteriori 500 mila euro, sarà
una riduzione di pari importo dei valori della legge di stabilità.
Quindi alimentare un capitolo di bilancio sul 2027 per un solo
euro, comporta una riduzione di pari importo dalla legge di
stabilità, questo per quanto riguarda il 2027.
I 500 mila euro per i quali abbiamo dato copertura, nel senso che
la copertura formalmente c'è sul fondo, però a condizione che si
riduca la legge di stabilità per il '27, sul '26 invece il problema
non si pone, quindi quei 500 mila euro per i quali abbiamo dato
parere favorevole del Governo per la manutenzione delle scuole,
giocano sul '26, dove invece la disponibilità sui fondi globali è
ancora sufficiente per nuovi ulteriori interventi. Quindi questa è
la spiegazione di carattere tecnico.
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, perché altrimenti il
dibattito...vi faccio intervenire, però con ordine.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri e poi interviene
l'onorevole De Luca e poi, a fine interventi, c'è l'assessore che
replica, quindi, mettiamo in votazione l'emendamento, altrimenti
diventa un dibattito continuo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. Allora, intanto una
precisazione. A me oggi veramente sembra di essere al primo giorno
di scuola e in questo caso ci sta tutto.
Allora, intanto, assessore, le do un'informazione: le sezioni
primavera vanno dai due ai tre anni, non è dai tre ai sei anni.
Uno.
(Brusìo in Aula)
Probabilmente stiamo parlando di una cosa che non sappiamo
nemmeno. Seconda cosa: il Dipartimento non è Istruzione, il
Dipartimento è Famiglia, quindi ci dovrebbe essere il presidente
della Regione, visto che l'assessore non ce l'abbiamo e le funzioni
le fa il presidente della Regione, ma prendiamo per buono che parla
l'assessore per l'economia; la domanda che hanno posto i colleghi
precedentemente fa riferimento per l'ennesima volta alla differenza
tra pubblico e privato, non fa differenza tra sezioni primavera tre-
sei anni, zero-tre, è una domanda completamente diversa, alla quale
ad oggi ancora il Governo non ha risposto e noi su questo vogliamo
per l'ennesima volta ribadire questo concetto.
Quindi chiariamo che non stiamo parlando dai tre-sei anni, ma
stiamo parlando dai due ai tre anni (24-36 mesi). Detto ciò
all'assessore per l'economia, la domanda, visto che l'emendamento è
del Governo, quindi non è neanche né delle opposizioni, né della
maggioranza, ripetiamo, come mai questa differenza tra la scuola
pubblica e la scuola privata?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Semplicemente una cosa, Presidente. Premesso che
per il futuro, la prego, quando sospende la parola ad un deputato,
a prescindere dall'intervento puntuale del collega Sunseri, di
riprendere, dando la parola a quel deputato a cui ha interrotto
perché credo che sia corretto nella conduzione dei lavori d'Aula,
vedo che l'assessore Turano forse non ha capito che quando è in
Aula deve posare il cellulare. Poi con gli uffici si deve
confrontare prima di venire in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però non è che le regole le può
imporre lei
(Brusìo in Aula)
DE LUCA Antonino. Proponga all'assessore di confrontarsi con gli
Uffici prima, di riordinare le deleghe assumendo, magari appunto
anche quelle alla famiglia, dopo di che, viene con le idee chiare,
con una relazione, poi, Presidente, noi, su questo, chiediamo il
voto segreto. Per cui glielo sto già dicendo adesso che chiediamo
il voto segreto.
PRESIDENTE. Assessore Turano, se può chiudere in replica questa
discussione e poi mettiamo l'emendamento . Prego
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Così ci intendiamo: la competenza relativa all'aiuto alla prima
fascia degli asili nido che va da zero a tre anni è della famiglia,
la competenza relativa ai ragazzi, ai bambini che hanno da tre a
sei anni è della pubblica istruzione. Il capitolo fa riferimento al
sostegno delle sezioni primavera, è stato da me utilizzato
interamente per le sezioni primavera, che sono tutte private. Ci
sono soltanto, in Sicilia, quattro o cinque scuole pubbliche, tutto
il resto sono scuole private. Chi si vuole assumere la
responsabilità di non garantire l'assistenza a questa fascia di età
lo fa liberamente, con un voto democratico su cui si pronuncia
l'Aula. La volontà del Governo è quella di sostenere le sezioni
primavera, per i bambini che hanno da tre a sei anni, che sono
garantite da iniziative private che noi sosteniamo con questo
capitolo di bilancio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Mettiamo in votazione l'emendamento
Bil.14 del Governo, il parere è favorevole da parte della
Commissione, favorevole da parte del Governo. L'onorevole De Luca
chiede la votazione per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Bil.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Bil.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento Bil.17 è precluso, andiamo avanti.
Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del 2011 e
s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione dei singoli Programmi
all'interno di ciascuna Missione, così come emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0
Disavanzo finanziario
Si pone in votazione il
Programma 0 Disavanzo
finanziario
(È approvato)
Si passa all'esame della
Missione 1 Servizi istituzionali, generali e di gestione
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali
(È approvato)
Programma 2 Segreteria
Generale
(È approvato)
Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato
(È approvato)
Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi
fiscali
(È approvato)
Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali
(È approvato)
Programma 6 Ufficio
tecnico
(È approvato)
Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e stato
civile
(È approvato)
Programma 8 Statistica e sistemi informativi
(È approvato)
Programma 10 Risorse umane
(È approvato)
Programma 11 Altri servizi generali
(È approvato)
Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4
Istruzione e diritto allo studio
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Istruzione prescolastica
(È approvato)
Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria
(È approvato)
Programma 3 Edilizia scolastica
(È approvato)
Programma 4 Istruzione universitaria
(È approvato)
Programma 5 Istruzione tecnica
superiore
(È approvato)
Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione
(È approvato)
Programma 7 Diritto allo studio
(È approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
diritto allo studio
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione
dei beni e attività culturali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico
(È approvato)
Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel settore
culturale
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni e
delle attività culturali
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche
giovanili, sport e tempo libero
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e
il tempo
libero
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del
turismo
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per il
turismo
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto
del territorio ed edilizia abitativa
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio
(È approvato)
Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del
territorio e dell'ambiente
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Difesa del suolo
(È approvato)
Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale
(È approvato)
Programma 3
Rifiuti
(È approvato)
Programma 4 Servizio idrico
integrato
(È approvato)
Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e
forestazione
(È approvato)
Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche
(È approvato)
Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione
dell'inquinamento
(È approvato)
Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e
l'ambiente
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Trasporto ferroviario
(È approvato)
Programma 2 Trasporto pubblico
locale
(È approvato)
Programma 3 Trasporto per vie
d'acqua
(È approvato)
Programma 4 Altre modalità di trasporto
(È approvato)
Programma 5 Viabilità e infrastrutture
stradali
(È approvato)
Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sistema di protezione civile
(È approvato)
Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido
(È approvato)
Programma 2 Interventi per la disabilità
(È approvato)
Programma 3 Interventi per gli anziani
(È approvato)
Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale
(È approvato)
Programma 5 Interventi per le famiglie
(È approvato)
Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
(È approvato)
Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
sociosanitari e
sociali
(È approvato)
Programma 8 Cooperazione e associazionismo
(È approvato)
Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali e
la
famiglia
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la garanzia dei
LEA
(È approvato)
Programma 2 "Servizio sanitario regionale Finanziamento aggiuntivo
corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA".
(È approvato)
Programma 4 "Servizio sanitario regionale ripiano disavanzi
sanitari relativi ad esercizi pregressi".
(È approvato)
Programma 5 "Servizio sanitario regionale investimenti sanitari".
(È approvato)
Programma 6 "Servizi sanitari regionale Istituzione maggiori
gettiti SSN".
(È approvato)
Ssn approvato Programma 7 "Ulteriori spese in materia sanitaria".
(È approvato)
Programma 8 "Politica regionale unitaria per la tutela alla
salute".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Si dà lettura del Programma 1 Industria PMI e artigianato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Programma 2 "Commercio reti distributive a tutela dei
consumatori".
(È approvato)
Programma 3 "Ricerca e innovazione".
(È approvato)
Programma 4 "Reti e altri servizi di pubblica utilità".
(È approvato)
Programma 5 "Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
e la competitività".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche di lavoro e la formazione professionale
Si pongono in votazione i seguenti Programmi come emendati.
Programma 1 "Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro".
(È approvato)
Programma 2 "Formazione professionale".
(È approvato)
Programma 3 "Sostegno all'occupazione".
(È approvato)
Programma 4 "Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura, Politica alimentare e Pesca
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati.
Programma 1 "Sviluppo del settore agricolo del sistema
agroalimentare".
(È approvato)
Programma 2 "Caccia e Pesca".
(È approvato)
Programma 3 "Politica regionale per l'agricoltura e i sistemi
agroalimentare della caccia e della pesca".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati.
Programma 1 "Fonti energetiche".
(È approvato)
Programma 2 "Politica regionale unitaria per l'energia la
diversificazione delle fonti energetiche".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Programma 1 "Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali".
(È approvato)
Programma 2 "Politica regionale unitaria per la relazione con le
altre autonomie locali".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Programma 1 "Relazioni internazionali di cooperazione e sviluppo".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Si pongono in votazione i seguenti Programmi come emendati.
Programma 1 "Fondo di riserva".
(È approvato)
Programma 2 "Fondo crediti di dubbia esigibilità".
(È approvato)
Programma 3 "Altri Fondi".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Programma 1 "Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari".
(È approvato)
Programma 2 "Quota capitale ammortamento, mutui e prestiti
obbligazionari".
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Programma 1 "Restituzione anticipazioni di tesoreria"
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi
Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
Programma 1 "Servizi per conto terzi e partite di giro".
(È approvato)
Programma 2 "Anticipazione del sistema sanitario nazionale".
(È approvato)
Concluso l'esame dei Programmi e delle Missioni, si passa alla
votazione dell'articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
emendato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 3 e allegati. Ne do
lettura:
«Art. 3.
Allegati
1. Sono approvati i seguenti allegati:
a) la nota integrativa (allegato 1);
b) il prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 2);
c) il riepilogo generale delle entrate per titoli per ciascuno
degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);
d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi e
titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 4);
e) i prospetti recanti i riepiloghi generali delle spese
rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli anni
considerati nel bilancio triennale (allegati 5/a-b);
f) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
delle spese (per titoli) (allegato 6);
g) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio di bilancio per
ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato
7);
h) il prospetto esplicativo del risultato presunto di
amministrazione (allegato 8);
i) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);
j) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di
dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
triennale (allegato 10);
k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dalla
Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle leggi
vigenti (allegato 11);
l) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di
indebitamento (allegato 12);
m) l'elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie
(allegato 13);
n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo
di riserva per spese impreviste (allegato 14);
o) l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 15);
p) l'elenco analitico delle risorse vincolate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 16);
q) l'elenco analitico delle risorse destinate agli investimenti
nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17);
r) la relazione del collegio dei revisori dei conti (allegato
18).».
All'articolo sono stati presentati degli emendamenti.
L'emendamento 3.1 è inammissibile; il 3.3 è inammissibile; il 3.2
è inammissibile; il 3.4 è del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il Parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'articolo 3, con i
relativi allegati, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Totale generale del bilancio triennale
1. È approvato in euro 23.300.210.523,21 in termini di competenza
ed in euro 33.272.562.238,39 in termini di cassa, il totale
generale dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2026.
2. È approvato in euro 21.906.884.840,33 in termini di competenza,
il totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2027.
3. È approvato in euro 20.555.983.959,15 in termini di competenza,
il totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2028."».
Ci sono degli emendamenti.
L'emendamento 4.1, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.2, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.5 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.4, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.3, è inammissibile.
Abbiamo finito gli emendamenti che sono inammissibili per
l'articolo 4. Quindi, pongo in votazione l'articolo 4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2026.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Anche qui ci sono degli emendamenti all'articolo 5.
Si passa all'emendamento 5.1, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 5.3, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 5.2 è inammissibile.
Abbiamo finito gli emendamenti dell'articolo 5, tutti
inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si sospende l'esame del disegno di legge del bilancio
a legislazione vigente, prima del voto finale, per passare
all'esame del disegno di legge 1030/A Legge di stabilità regionale
2026- 2028 .
Colleghi, passiamo all'esame della legge di stabilità. Prendete
il testo della legge di stabilità, e andiamo subito all'articolo 1.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Il fascicolo sarebbe questo qui,
fascicolo 1030 finanziaria , articoli 1-14.
Prego, onorevole Catanzaro. Andiamo poi all'articolo 1.
CATANZARO. Signor Presidente, io prima che
PRESIDENTE. Colleghi, i banchi del Governo, cortesemente,
soprattutto quando ci sono gli interventi, vanno lasciati liberi
grazie. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, io sarò molto breve, però, spero di
essere abbastanza sintetico in quello che voglio dire.
Ieri abbiamo detto al Governo, rispetto a quella che è la manovra
della finanziaria e, quindi, i 134 articoli, su come il Governo
intenda, appunto, procedere. Perché questa non è una finanziaria,
noi abbiamo iniziato l'esame in Commissione di merito e poi in
Bilancio , di un numero di articoli pari a 26, 27.
Siamo arrivati ad un numero davvero assurdo, 134 articoli, come ho
detto ieri di norme irricevibili, dopo di che stiamo iniziando a
votare dall'articolo 1, ma una parola da parte del Governo, in
questo caso per l'assenza del Presidente della Regione in Aula, noi
la vogliamo sentire da parte dell'Assessore per l'economia. Perché
siamo fermi a quello che deve essere il nostro, come dire, l'esame
degli articoli partendo dal primo articolo, però, ancora non
abbiamo capito il Governo come intenda procedere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Signor Presidente.
In discussione generale lo avevo già preannunciato nel testo di
legge della finanziaria, così come già detto dal collega Catanzaro,
ci sono una serie di norme che non hanno natura finanziaria e che
ci risulta, a meno che non mi sia sfuggito qualcosa, la Presidenza
ad oggi non ha stralciato le norme di natura ordinamentale.
Avevo già detto in discussione generale che avrei presentato una
questione pregiudiziale e sospensiva ai sensi del Regolamento, in
merito agli articoli 25, 26, 28 e 30 del disegno di legge, che fa
riferimento alla materia delle aree cosiddette idonee dal decreto
governativo.
Quindi, le deposito la questione pregiudiziale, per noi, a
prescindere da quello che decide o deciderà la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi Parlamentari o la Presidenza, in futuro sulla
prossima cosa quanto meno su questi articoli chiediamo che:
1) non sono stati trattati nella Commissione di merito;
2) il decreto legge è stato pubblicato di recente ed è ancora in
conversione alla Camera ed al Senato quindi non comprendiamo perché
dovremmo affrontarlo addirittura prima noi degli organi preposti a
farlo. E poi, comunque, intendiamo affrontarlo nelle Commissioni di
merito per discuterne, certamente, in maniera molto più
approfondita di quanto ad oggi ci risulta essere stato fatto,
praticamente zero, sia in Commissione Bilancio sia in Aula.
Quindi, questa è la pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, intanto la presenti, valuteremo
l'ammissibilità o meno della pregiudiziale.
Assessore Dagnino, lei vuole rispondere rispetto all'intervento
dell'onorevole Catanzaro o andiamo avanti con la trattazione degli
emendamenti e dell'articolo 1? Mi dica, prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Noi saremmo anche disponibili a
trattare, già da adesso, l'articolo 1. Non credo che vi sia, se ho
ben capito, un motivo tecnico per cui non si possa iniziare a
trattare gli articoli prima delle valutazioni sullo stralcio.
Ho già detto ieri che il Governo è disponibile a stralciare gli
ordinamentali, naturalmente tenendo conto delle valutazioni della
Presidenza dell'Assemblea in ordine alla eventuale estraneità
dell'oggetto, però, credo che questo non osti dal punto di vista
regolamentare, mi si corregga se sbaglio, alla trattazione degli
articoli che comunque fanno parte del testo base.
Comunque, mi rimetto alle valutazioni della Presidenza.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, a parte che è facoltà della
Presidenza e non del Governo procedere allo stralcio. Al massimo il
Governo, una volta che viene incardinato, può chiedere che il
singolo articolo sia estromesso. Ma il tema è, Presidente Di Paola,
che ancora dobbiamo votare il passaggio agli articoli, giusto?
Ancora dobbiamo votare il passaggio agli articoli?
PRESIDENTE. Lo abbiamo votato, onorevole De Luca.
DI PAOLA. Quindi, quando ero fuori lo avete votato.
PRESIDENTE. Il passaggio agli articoli è stato votato perché è
stato votato in maniera unica col bilancio, prego.
DE LUCA Antonino. Non mi risulta, signor Presidente. Però, al
netto di questo, vorrei evidenziare che la pregiudiziale avanzata
dal collega Sunseri è esattamente questa: ci si oppone, si ritiene
la pregiudiziale al passaggio agli articoli proprio perché tutta
una serie di articoli, quelli ordinamentali, non possono stare nel
testo della finanziaria. E questa è una questione che deve essere
evasa da questa Assemblea prima di votare il passaggio agli
articoli e non dopo.
Per cui io le chiederei, signor Presidente, di sospendere l'Aula
per consentire le valutazioni relativamente alla pregiudiziale.
CRACOLICI. Signor Presidente non dica più che si è votato il
passaggio agli articoli, perché sono due testi. Se dobbiamo essere
seri
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, signor Presidente. È una questione di metodo.
Io, innanzitutto, sull'intervento e sugli interventi dei colleghi
del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico non posso che
concordare sul metodo. Innanzitutto una domanda, considerato che
sono un neofita dei lavori d'Aula e dei lavori parlamentari,
durante le sessioni di bilancio è possibile che vengano convocate
le Commissioni?
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, le Commissioni non possono essere
convocate contemporaneamente ai lavori d'Aula, e ovviamente non
possono essere trattati testi mentre c'è la seduta sulla
finanziaria.
CAMBIANO. Perfetto, io sono componente della I Commissione e
stamattina, purtroppo, ahimè, la Commissione era convocata allo
stesso orario dei lavori d'Aula
E perché pongo questo, diciamo, tema? Perché domani è convocata la
I Commissione per dare il parere sulle nomine, che sono quelle che,
purtroppo, tengono unita questa maggioranza, però dalle Commissioni
di merito non passano quegli articoli che dovremmo, quanto meno,
discutere e ce li troviamo assemblati in un testo in Aula.
Quindi, Presidente, Governo, vi chiedo, cortesemente, di fare
un'ulteriore riflessione rispetto alla pregiudiziale posta e
rispetto alla richiesta fatta dai Gruppi di minoranza per far sì
che possiamo analizzare coscientemente il testo che ci viene
sottoposto. Grazie.
È una vergogna Domani c'è Commissione per fare le nomine
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei voleva intervenire?
Nel frattempo, onorevole Cambiano, la Commissione, visto che non
avete trattato dei disegni di legge, può essere convocata se
autorizzata; suppongo che il Presidente della I Commissione era
autorizzato.
CAMBIANO. Da chi? Da chi?
PRESIDENTE. Non lo so. Dalla Presidenza dell'Assemblea. Dico,
chiaro che se c'è stata l'autorizzazione da parte della Presidenza
dell'Assemblea
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'orario era coincidente oppure no?
ABBATE. Per chiarire, l'orario non era coincidente, quindi . E
anche domani non sarà coincidente perché ci sono alcune scadenze ed
io devo per forza andare avanti.
CAMBIANO. Non è così
PRESIDENTE. Chiarito. No, no, un attimo colleghi perché altrimenti
diventa un dibattito.
La convocazione è sul sito, l'orario è sul sito, quindi lo
possiamo verificare.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io intervengo come al solito per porre un tema di
procedure, perché come al solito poi si creano equivoci,
precedenti, no, ma si è fatto già .
Allora, noi abbiamo due testi, due, con numerazione distinta l'uno
dall'altro; ora, anticipo, io non ho nulla in contrario che l'Aula
stasera esamini l'articolo 1 del testo e, quindi, così come si era
in qualche modo condiviso un percorso, ma il passaggio agli
articoli - fermo restando che il Presidente si assuma, poi, con
l'accordo di tutti, la valutazione del testo per consentire di
avere un ulteriore approfondimento sul testo, rispetto a eventuali
stralci - va votato Non si vota in blocco.
Quindi, le chiedo di votare il passaggio agli articoli, per quanto
mi riguarda mi impegno a consentire l'esame dell'articolo 1, così
come si è in qualche modo condiviso, ma evitiamo forzature,
diciamo, regolamentari.
DIPASQUALE. Dei precedenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, assolutamente sì, non è un
problema. Io avevo posto in votazione il passaggio agli articoli di
entrambi i disegni di legge, lo rifacciamo, dico, non è
assolutamente un problema, evitiamo qualunque tipo di dubbio o
discussione.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli del
disegno di legge di stabilità regionale. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Così evitiamo qualunque tipo di problematica o di
discussione.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo
indeterminato
1. Al fine di promuovere la stabilità occupazionale e incentivare
la competitività del sistema produttivo regionale, la Regione
siciliana riconosce ai datori di lavoro operatori economici del
settore privato, che abbiano almeno un'unità produttiva ubicata nel
territorio regionale, un contributo a fondo perduto parametrato al
costo del personale.
2. Per il triennio 2026-2028 il beneficio è riconosciuto in misura
non superiore al dieci per cento del costo annuale del personale a
carico del datore di lavoro per i lavoratori assunti, a far data
dall'entrata in vigore della presente legge, con contratto a tempo
indeterminato e occupati in sede lavorativa ubicata nel territorio
regionale.
3. Sono esclusi dall'ambito di applicazione della misura di cui al
presente articolo il settore agricolo e i contratti di lavoro
domestico. L'incentivo non si applica a:
a) rapporti di apprendistato;
b) enti pubblici economici;
c) istituti autonomi case popolari;
d) enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale
interamente pubblico, per effetto di procedimenti di
privatizzazione;
e) aziende speciali e ai consorzi costituiti ai sensi degli
articoli 114 e 31 del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267;
f) consorzi di bonifica;
g) consorzi industriali;
h) enti morali;
i) enti ecclesiastici.
4. Fermi restando i principi generali di cui all'articolo 31 del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, il diritto alla
fruizione dell'incentivo di cui al presente articolo è subordinato
al rispetto delle condizioni stabilite dal comma 1175 dell'articolo
1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'agevolazione non spetta
ai datori di lavoro che non siano in regola con gli obblighi di
assunzione previsti dall'articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n.
68.
5. Nelle more dell'accertamento della ricorrenza, per la misura
oggetto del presente articolo, dei requisiti di autonomia
istituzionale, procedurale e finanziaria previsti dal diritto
unionale per 1'adozione di misure di politica economica generale su
base territoriale, il beneficio è concesso nei limiti del
Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023,
relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis.
6. Le disposizioni attuative del presente articolo sono stabilite
con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia previo
parere della competente Commissione dell'Assemblea regionale
siciliana.
7. Il beneficio di cui al presente articolo non spetta agli
operatori economici che abbiano subito nei tre anni precedenti, in
via definitiva, l'irrogazione di sanzioni per violazione delle
norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro e per violazione dei contratti collettivi di
lavoro.
8. Per l'attuazione del presente articolo è costituito un apposito
plafond nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della
legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni.
Il decreto attuativo di cui al comma 6 può prevedere la facoltà di
utilizzare il beneficio in compensazione, ai sensi del capo II del
decreto legislativo 24 marzo 2025, n. 33, previa stipula di
apposita convenzione tra il Dipartimento regionale delle finanze e
del credito e l'Agenzia delle entrate, ai sensi dell'articolo 6,
comma 4, del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, recante Norme di
attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia
finanziaria .
9. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 150.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 15, Programma 3).
10. L'articolo 13 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 è
abrogato (Missione 15, Programma 3, capitolo 314148).».
PRESIDENTE. Passiamo direttamente all'emendamento 1.12,
soppressivo.
CRACOLICI. In teoria si apre la discussione sull'articolo.
PRESIDENTE. Se ci sono interventi o iscritti a parlare io man mano
li segno e faccio intervenire. Sono iscritti a parlare
sull'articolo 1 l'onorevole De Luca Cateno e, poi, l'onorevole
Safina.
Prego onorevole De Luca Cateno, a lei la parola.
DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente, signor Presidente della
Regione, Governo, colleghi deputati.
Per quanto riguarda tutte le forme di automatismo che sono
collegate a finanziare l'aumento dell'occupazione e degli
investimenti - come ho avuto già modo di precisare in Commissione
Bilancio - sono non solo a favore ma auspico che si vada in questa
direzione anche rispetto all'utilizzo di altri fondi
extraregionali.
Sull'articolo 1 e l'articolo 2 questo Governo ha fatto una grande
scommessa, ci sono risorse importanti, già solo l'articolo 1 - di
cui stiamo discutendo - pesa 150 milioni di euro, e voglio
collegare questo articolo, assessore Dagnino, anche a un altro
aspetto che ci ha visto contrapposti su quella che è la visione
della ZES.
Io le ho sottoposto una mia visione e le ho anche spiegato perché
oggi la Regione siciliana può giocare una partita storica rispetto
alle altre Regioni utilizzando già un sistema esistente e
prevedendo una norma di buon senso che, alla luce di quelle che
sono le compensazioni che sono state ufficializzate dall'Agenzia
delle entrate, ha mortificato le aspettative degli imprenditori in
Sicilia, i quali hanno fatto quasi 800 milioni di euro di
investimenti con una compensazione massima, prevista dalla legge,
che va al 60 per cento per i piccoli imprenditori a 40 per i medi e
grandi imprenditori e, alla fine, per una questione di carenza di
risorse, si sono trovati con un riconoscimento che è per il 36 per
cento, rispetto al 60 per i piccoli imprenditori, e quasi al 20 per
cento per la medie e grandi imprese.
Questo Governo, se vuole semplificare e accelerare la spesa, deve
fare queste scelte di automatismo, perché già quelli che sono i
risultati che noi stiamo verificando sotto il profilo di bandi che
riguardano la destinazione di risorse per finalità ben precise, il
collegamento rispetto ai target stabiliti, purtroppo è lontano da
quelli che sono risultati sperati.
Rispetto, allora, all'articolo 1 voglio essere chiaro, ma preciso
anche un fatto. Io ancora non ho chiaro qual è la cornice generale
di questa legge di stabilità quindi è ovvio che posso valutare
positivamente l'articolo 1, perché è consono alla mia visione degli
automatismi. Posso anche valutare positivamente l'articolo 2 perché
è in quest'ottica, però, Presidente della Regione e assessore
Dagnino, mi dovete consentire, io per fare una valutazione
complessiva della legge di stabilità che è uscita dalla Commissione
Bilancio anche col mio voto e di cui io ho anche una
responsabilità, devo capire il quadro complessivo e strategico di
questa stessa legge di stabilità, se c'è e qual è, perché ad oggi
siamo ai titoli di coda che sono riferiti alla stampa, i titoli di
coda sono la legge di stabilità che, per come è uscita nella
Commissione Bilancio sembra che avrà una serie di modifiche, e
quindi io vorrei capire il mio voto in Commissione Bilancio quanto
è valso e, di conseguenza, la responsabilità politica che io mi
sono assunto in quella Commissione con una valutazione complessiva
del provvedimento.
Quindi, sull'articolo 1 il Gruppo Sud chiama Nord già esprime la
sua valutazione positiva perché è per incentivare gli automatismi e
non provvedimenti che passano attraverso bandi e attraverso
procedure che poi si scontrano con una burocrazia spesso non
all'altezza di mantenere i tempi invece del mondo delle imprese e
che, purtroppo, ha dimostrato già di infognare iniziative valide,
anche votate da questo Parlamento, ma che ancora a distanza di
qualche anno, non hanno trovato un oggettivo ed obiettivo
compimento. Quindi chiudo il mio intervento già ufficializzando il
voto di Sud chiama Nord in modo positivo sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie, Presidente.
Onorevole Schifani, Presidente, durante i lavori della Commissione
Bilancio e l'esame di questo articolo, le opposizioni hanno
manifestato, sostanzialmente espresso un segnale che è stato
chiaro, quello di dire: "noi non siamo contrari, in quanto tale, a
questa norma", addirittura, abbiamo anche detto apertamente che il
testo, rispetto alle versioni precedenti, è sicuramente migliorato,
più chiaro, le esclusioni. Abbiamo collaborato, abbiamo provato a
collaborare alla stesura di questa norma per venire incontro a
quelle che sono alcune esigenze sentite dai siciliani e dalle
siciliane, che comunque riguardano criticità del nostro mercato del
lavoro. Sono di oggi i dati che confermano quello che noi più volte
abbiamo detto in quest'Aula: bassi salari, più del 50 per cento dei
lavoratori siciliani hanno un salario non superiore a quindicimila
euro; il problema della sicurezza, la Regione siciliana è l'unica
che non riesce a invertire il trend degli infortuni sul lavoro e,
purtroppo, anche delle cosiddette "morti bianche".
Allora, noi non abbiamo detto: "no", lei più volte durante la
discussione della mozione di sfiducia ci ha accusato di aver detto
che noi siamo i partiti del no, che non abbiamo a cuore il destino
della nostra Regione. Ebbene, Presidente e, peraltro su questo
rammento c'era anche l'onorevole Caronia mi pare, che si è fatta
sostenitrice delle nostre proposte, ne aveva anche una analoga -
perché bisogna dare sempre a Cesare quel che è di Cesare - noi
abbiamo proposto dei miglioramenti e l'Assessore Dagnino si era
mostrato disponibile a discutere in Aula delle modifiche
migliorative di questa norma che tenessero conto della nostra
proposta.
Qual è la nostra proposta, Presidente? Quella di prevedere un
miglioramento dell'incentivo, voi prevedete un incentivo nel testo
base al 10 per cento sul costo del lavoro, noi vorremmo proporre -
e vi proponiamo - sapendo che si può discutere e che si possono
trovare anche vie di mezzo nella discussione quando si parla della
qualità del lavoro e della capacità assunzionale delle nostre
imprese.
Noi abbiamo proposto, però, di aumentare il contributo - l'abbiamo
fatto insieme ai Gruppi dell'opposizione - al 15 per cento per
quelle imprese che introducono forme di welfare aziendale che, a
parità di salario riducono l'orario di lavoro e che prevedono
investimenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo
perché? Perché, in generale, riteniamo che una delle questioni,
soprattutto in una regione in cui le donne inoccupate e le donne
che rinunciano a cercare lavoro sono la maggior parte, poter dare
la possibilità di coniugare meglio i tempi di lavoro con i tempi di
vita sia una soluzione del problema, può essere una soluzione al
problema.
Diciamo alle imprese di guardare a questo aspetto, quindi
guardiamo all'incentivo non solo sotto il profilo dell'impresa, che
va bene, ma lo vogliamo guardare anche sotto il profilo della
qualità della vita dei lavoratori, quindi io inviterei il Governo,
piuttosto che a una votazione frettolosa dell'articolo 1, rispetto
al quale può esserci l'accordo di tutti, di andare a riscriverlo
per venire incontro a quelle che sono le questioni che le
opposizioni hanno posto e che, penso, non abbiano un carattere,
diciamo, divisivo ma, anzi, la volontà di trovare una soluzione per
migliorare uno standard dove la Sicilia potrebbe essere,
addirittura, antesignana.
Quindi, io vi invito a riflettere sulle questioni che noi abbiamo
posto e a dialogare un attimo su un testo che possa vederci tutti
d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. È iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questa norma ripete una norma che
abbiamo già fatto e che non ha funzionato. L'ho detto... Che
succede?
PRESIDENTE. Colleghi Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dicevo, questa norma ripete, per grandi linee, una
norma che abbiamo approvato nel primo anno di governo Schifani,
annunciata come una norma - diciamo - che avrebbe cambiato le sorti
dell'occupazione in Sicilia e per tre anni l'abbiamo lasciata
appesa, senza utilizzare un solo euro, anche lì, dei 50 milioni
l'anno che avevamo previsto per quella norma.
Questo per una ragione. Io l'ho detto all'Assessore, lo ripeto al
Presidente della Regione siciliana, che vorrei che ascoltasse visto
che è in Aula, onorevole Presidente. Ci dia il piacere di vederla
seduta ad ascoltare visto che difficilmente la vediamo in questo
Parlamento.
Reitero la premessa. Questa norma, di fatto, riscrive la norma che
lei, nel primo anno del suo mandato, come Presidente di questa
Regione, aveva varato a favore delle imprese per consentire un
contributo sul costo del lavoro. Erano previsti 50 milioni di euro
per ogni anno, 50 milioni di euro che sono diventati un tesoretto
che, di anno in anno, utilizzavamo per fare altre cose.
Ora viene fatta questa norma che, addirittura, triplica la
copertura finanziaria per 150 milioni per un triennio, prevedendo
il 10 per cento di contributo alle imprese sul costo del lavoro.
Ora, premesse le cose che diceva l'onorevole Safina a proposito di
come specializzare eventuali sostegni alle imprese che possano
anche consentire di innovare anche il modello di fare impresa -
quindi dal welfare aziendale ai temi che sono stati qui detti e che
non ripeto - mantengo una preoccupazione: siccome queste norme sono
sotto la "spada di Damocle" degli aiuti di Stato
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Che succede, onorevoli colleghi?
CRACOLICI. No, c'era un dibattito con un telefono
Dicevo: siccome gli aiuti di Stato, come si sa, hanno un limite di
utilizzo da parte dell'autorità pubblica (Stato, Regioni, Comuni),
le varie forme di contribuzione che possono agire sui privati entro
un limite previsto con dei massimali a seconda di alcune tipologie
d'impresa.
La mia preoccupazione è che noi stiamo facendo una norma che
rischia di essere ancora una volta una norma-manifesto che crea
un'attesa, ma che genera come dire una delusione, perché se fossi
componente dell'associazione degli industriali piuttosto che degli
artigiani o delle associazioni del commercio, direi "viva questo
articolo 1". La preoccupazione è che, però, una volta che dico
"viva l'articolo 1", il problema è come si applica questo articolo
1
Facciamo un conto, una simulazione: fatta una media di 50.000 euro
il costo del lavoro, tra reddito trasferito, oneri contributivi -
che sono circa il 34 per cento del costo del lavoro - noi pensiamo
di dare 5 mila euro, di fatto, all'anno a un'impresa per ogni
lavoratore, cioè stiamo prevedendo che un'impresa che aumenta di
dieci unità, che sarebbe un successo clamoroso perché, secondo la
stima di questa e la capienza finanziaria, arriveremmo a circa
venticinque, trentamila possibili nuove assunzioni in Sicilia, il
che sarebbe "tutta salute" per l'economia, per la Sicilia stessa.
Però, siccome non abbiamo un tessuto imprenditoriale o abbiamo un
tessuto della micro-impresa, quindi il famoso posto di lavoro in
più, o abbiamo la media impresa, non abbiamo grandi imprese, ma
pensare di avere una possibilità di crescita di dieci unità su
un'impresa, significa cinquantamila euro l'anno. Questi aiuti si
sommano agli aiuti che poi, come sistema Regione, mettiamo in
campo, ad esempio, con l'IRFIS, il prestito alle aziende per le
attività a costo - sono cumulabili, sono aiuti di Stato - quindi
gli interessi che non si pagano, una quota di fondo perduto.
Qual è la preoccupazione? Premesso che sono d'accordo su questo
articolo, ma la preoccupazione è che stiamo facendo una norma che
poi difficilmente potrà, perché dovremmo andare a fare il conto
della serva per tutti gli aiuti che la singola impresa riceve in
varie forme (PNRR, nelle varie modalità).
Allora, la mia domanda è una, Presidente: ma perché non agiamo con
la strada maestra? Noi eravamo una Regione dove avevamo, prima che
il Governo cancellasse la specialità delle Regioni del Mezzogiorno
sugli aiuti per le imprese che operano nel Mezzogiorno, la
contribuzione Sud, quella procedura era stata notificata a
Bruxelles ed era stata autorizzata da Bruxelles. Ma perché non
scegliamo la via maestra di avere una procedura di notifica che ci
consenta di superare il regime de minimis, che costituirà una forma
di difficoltosa applicazione (forse faremo la fortuna di qualche
studio di commercialisti ma, sostanzialmente, sarà materia per
commercialisti, non per il singolo imprenditore) che rischia, una
volta approvata questa norma, di determinare questa incertezza di
applicabilità, per cui l'impresa non assume perché non ha la
certezza che questi contributi gli arriveranno e siccome non ha
assunto, i contributi non gli arriveranno.
Risultato: questa norma, così come quella del 2023, sarà
sostanzialmente disapplicata. Il tema è questo: perché non si
sceglie la strada maestra della notifica come regime di aiuto
speciale per l'insularità, per tutte quelle caratteristiche della
nostra Isola, che possa consentire di avere una via semplificata e,
mi auguro, che così com'è previsto che, addirittura, si sottoscrive
una convenzione con l'Agenzia delle Entrate perché l'automatismo
sia tale, altrimenti non saprei come si dovrebbe , mandiamo
l'assegno alla singola azienda? Mi pare complicato. Quindi, mi
auguro che la procedura dell'Agenzia della convenzione, ma anche
quella procedura probabilmente rischia di intoppare, se trattasi di
aiuto che supera il de minimis previsto dal regime comunitario o
meno.
È un tema che ho posto all'Assessore.
SUNSERI. Quale Assessore?
CRACOLICI. L'assessore Dagnino. Ma tu mi fai domande L'onorevole
Sunseri è indisciplinato
PRESIDENTE. Se può andare a conclusione, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Ho finito. Quindi, la questione di fondo sull'articolo
1 è proprio questa, quindi per me tutta salute che si faccia una
misura di sostegno alle imprese per creare nuova occupazione, ma a
condizione che questa misura funzioni, perché per tre anni ci siamo
presi in giro in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. È iscritto a parlare
l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie Presidente. Volevo intervenire sull'articolo 1
perché, come ho avuto modo di dire ieri nel mio intervento, questo
è uno di quegli elementi più condivisibili di questa legge di
stabilità e io che sono componente della Commissione Attività
produttive ho avuto modo di affrontare il tema in Commissione, ho
avuto modo di affrontare, insieme al Presidente, insieme a tutti i
componenti, una serie di audizioni che riguardavano questo tema ma
che riguardavano, purtroppo, anche crisi aziendali che hanno
portato anche al licenziamento dei lavoratori, per esempio il caso
Cargill e tanti altri che hanno investito e hanno toccato la
provincia di Messina.
Credo che però questo intervento di incentivo alle assunzioni a
tempo indeterminato sia un intervento giusto e prendo
favorevolmente, visto che abbiamo avuto modo di discutere in
Commissione con l'assessore Dagnino, che non si sia fatto l'errore
di inserire che rientravano le imprese che avevano sede legale
presso la Regione siciliana ma, in questo caso, è stato inserito
anche le sedi operative, perché quello avrebbe portato un taglio
enorme delle imprese che potevano accedere a questo aiuto.
Io immagino, Assessore, poi non so se lei mi vuole rispondere, che
sull'investimento di questi 150 milioni ci sia stato uno studio su
quali effetti, diciamo, quante assunzioni, più o meno, produrrà
questo intervento, questa misura e quali settori toccherà, in modo
più incisivo, oltre, chiaramente, a quali effetti occupazionali
reali avremo da questo intervento.
Io però, Assessore, le volevo chiedere maggiore attenzione quando
analizzeremo gli eventuali emendamenti perché l'entità
dell'incentivo, quindi, la quota di contributo del 10 per cento,
secondo me, rischia di essere poco incisiva e quindi, se ci sono
margini per poter aumentare questa percentuale, ritengo che vada
valutata come credo che ci sia un altro elemento importante che
bisogna valutare, che è quello anche delle trasformazioni dei
contratti da tempo determinato a tempo indeterminato per quei
lavoratori che già svolgono attività presso l'impresa.
Io ora ho visto che possibilmente ci sono degli emendamenti che
vanno in questa direzione, quindi le chiedo di analizzarli in modo
tale da poterli approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo. È iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Con l'onorevole Cracolici abbiamo il piacere di
condividere, a volte, delle idee essendo vicini di banco.
Allora, intanto, mi dispiace dovermi rivolgere al Presidente della
Regione ma l'Assessore non c'è, nel senso che il posto è vacante,
però le deleghe sono del Presidente della Regione, l'Assessorato è
famiglia e lavoro. Allora, intanto, secondo me, la prima domanda da
fare, e faccio riferimento a quanto giustamente detto
dall'onorevole Cracolici, è: quei 50 milioni per tre anni stanziati
nella prima finanziaria del Governo sono stati spesi? Quella misura
ha funzionato? Quella misura ha prodotto dei risultati? Possiamo
capire se effettivamente quelle risorse, che tanto sono state
osannate sui social, sui giornali, perché da quello che ci risulta
è che quelle risorse non sono state spese, ed erano 50 milioni
l'anno per i tre anni successivi.
Adesso qui rilanciamo, siamo a 150 milioni di euro e, onorevole De
Luca, ho condiviso pienamente il suo intervento e condivido anche
l'approccio che lei ha posto, il problema è che il comma 6 dice
l'esatto opposto di quello che lei ha detto, cioè il comma 6 dice
che "le disposizioni sono stabilite "; io, un iter così
farraginoso, in otto anni che sono deputato, non l'avevo mai visto,
" dal decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia e per il lavoro, di
concerto con l'Assessore per l'economia, visto il parere della
Commissione pertinente". Picciotti miei, solo per questo percorso
ci stiamo sei mesi Cioè, prima di iniziare a discutere se queste
risorse arriveranno mai alle aziende, dobbiamo ascoltare la
Commissione di merito che, di concerto con l'Assessore per
l'economia, che non si capisce che c'entra a questo punto, deve
concordare, diciamo, la procedura, poi il decreto del Presidente
della Regione, ascoltato l'Assessorato del lavoro.
Io vi invidio, perché vuol dire che, diciamo, effettivamente
questa Regione funziona molto meglio di come lasciamo intendere ma,
oggettivamente, non si può leggere Se vogliamo sburocratizzare e
accelerare la spesa, questo è l'esatto opposto di quello che il
Governo si pone di fare.
Allora, prima di entrare nel merito, pur condividendo, diciamo,
l'obiettivo, perché secondo me è veramente di buon senso aiutare in
questo caso le assunzioni, ma la prima domanda che mi pongo è: la
misura precedente, che è quella che tra l'altro avevo anche votato
- io lo ricordo, seppur avessi delle perplessità sull'utilizzo di
quelle risorse, non le nascondo che la votai, perché mi avevate
convinto -, ma a distanza di due, tre anni i risultati mi dicono
essere assolutamente insoddisfacenti. E allora, siccome lo stiamo
incrementando e stiamo aggiungendo delle altre cose, vorremmo
capire i risultati ottenuti e se effettivamente hanno prodotto
risultati che possono essere, come dire, condivisibili. Io sarò il
primo a votarla, perché la ritengo assolutamente utile, addirittura
incrementando le risorse; certamente i passaggi burocratici sono
l'esatto opposto di quello che immaginiamo di un processo più
veloce e più snello. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Nel frattempo, onorevole
Sunseri, le dico che questa Presidenza ritiene la pregiudiziale
inammissibile. Si può direttamente poi votare, quando ci saranno
gli articoli, si andrà a votare direttamente l'articolato e,
ovviamente, voi potrete votare in maniera contraria e chi vuole in
maniera favorevole.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. La riscrittura, dopo che ci sono tutti gli interventi,
è chiaro, perché ci sono le cose tue, le cose mie, le cose di
tutti
Allora, signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari. Presidente, la norma è una norma
interessante, che può rappresentare veramente un volano per
l'occupazione, può dare un contributo, forse sono pochi i soldi,
però sicuramente la norma, con le riflessioni che hanno fatto i
colleghi, con gli aggiustamenti che hanno fatto i colleghi, è una
norma da finanziaria, cioè la considero una norma strutturale.
Ci sono due riflessioni che voglio fare, signor Presidente, così,
se pensiamo noi di fare una riscrittura e se possono essere
condivise di aggiungerle: una riguarda, allora, con questa norma si
pensa di dare un contributo del 10 per cento alle imprese che
assumono lavoratori a tempo indeterminato nel territorio siciliano.
Allora, c'è una cosa che, secondo me, però va scritta in maniera
diversa. All'inizio noi scriviamo: " riconosce i datori di lavoro,
operatori economici nel settore privato che abbiano almeno un'unità
produttiva ubicata nel territorio siciliano". Secondo me, dobbiamo
specificare meglio in questo comma che comunque per le unità
lavorative che sono fuori non percepiscono risorse.
Attenzione, perché così com'è scritta la norma, il datore di
lavoro, che ha un'unità operativa in Sicilia, percepisce il 10 per
cento per i lavoratori che assume per la sede in Sicilia, ma così
com'è scritta, la norma non esclude la possibilità del beneficio
per quelle assunzioni fatte fuori dal territorio.
Allora, secondo me, siccome sono convinto che la pensiamo tutti
nello stesso modo, specificarla meglio, specificare meglio questo
passaggio dicendo che, comunque, il contributo va solamente a
quelle assunzioni che vengono fatte nel territorio siciliano e per
quella sede
Quindi, questo era un suggerimento e una riflessione che volevo
fare con l'Aula e volevo fare con lei, Presidente, che se è
condivisa può essere inserita nella riscrittura e ci mette in
condizione di evitare questo problema che, secondo me, c'è, perché
la norma scritta così, io che ho diverse sedi e devo fare diverse
assunzioni, comunque, la presento e la presento per tutte le mie
sedi.
L'altra riflessione riguarda una cosa: la norma prevede questo
contributo per tutti i lavoratori. Quell'imprenditore che assume un
lavoratore ha il 10 per cento. Secondo me è l'occasione di dare un
minimo di attenzione a quello che è il mondo femminile, alle donne,
Presidente. Secondo me lo potremmo fare, cioè dire nella norma che
l'impresa che assume un lavoratore donna, una lavoratrice, non ha
il 10 per cento, ma aggiunge il 5 per cento e quindi va al 15. Non
cambia nulla nell'impostazione, però diventa un segnale bello forte
che può dare il Parlamento.
Questi erano solamente, Presidente, i due suggerimenti che volevo
darle nella riscrittura, fermo restando anche la possibilità di
aumentare. Io le dico, presidente Schifani, che non mi scandalizzo
se aumentiamo questo fondo. Assolutamente. Sì, però sono due
segnali che non ci scombussolano: uno ci mette in condizione di
evitare poi discussioni con gli imprenditori; l'altro è un segnale
che diamo alle donne, al mondo delle donne, concreto, che mette in
condizione appunto di potere dare quel 5 per cento in più per chi
assume le donne.
Quindi, penso che noi non ci asterremo, penso che questo articolo,
con questi aggiustamenti, si possa portare, no il voto segreto, ma
si porta il voto favorevole di tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. È iscritto a parlare
l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie, Presidente. Presidente Schifani, questa è
sicuramente una delle norme, degli articoli più importanti di tutta
questa manovra, un articolo che va nella direzione di sostenere
direttamente quella che è la spesa del lavoro, il caro lavoro, per
quanto riguarda le imprese molte delle quali sappiamo essere in
difficoltà in questo momento. Quindi, abbattere anche del 10 per
cento il costo del lavoro per le aziende, diventa qualcosa di
importante, quando a livello nazionale si fanno provvedimenti per
unità molto più piccole, l'uno, due, tre per cento del costo del
lavoro.
Come Gruppo abbiamo individuato due situazioni che potrebbero
essere corrette o quantomeno per aiutare, per essere ancora più
fattiva e più specifica questa norma. Per quanto riguarda quello
che ha detto il collega Dipasquale, che dobbiamo stare attenti che
gli assunti devono essere in Sicilia, al comma 2 già è stabilito
così, che va soltanto a chi ha sede assunta nella sede operativa in
Sicilia, già è specificato. Però dobbiamo stare attenti ad una
cosa: sarebbe importante dire che l'assunto deve essere residente
in Sicilia, perché ci potrebbe essere l'azienda di Milano che fa
una sede operativa in Sicilia, si porta il personale o assume
personale di Milano, viene a prendere l'incentivo lo stesso e non
assume il siciliano.
E quindi mettere un incentivo dicendo che l'assunto deve essere
residente in Sicilia, quantomeno che si portai la residenza in
Sicilia, diventi residente siciliano, quindi della Sicilia, almeno
da un anno, cioè andare ad incentivare l'assunzione di un siciliano
e quindi di una persona qualificata che è residente in Sicilia
almeno da un anno.
Un'altra cosa importante che già aveva detto all'assessore
Dagnino, se mi sente, scusi Assessore, assessore Dagnino: una è
questa della residenza in Sicilia da almeno un anno delle persone
che vengono assunte; l'altra, per quanto riguarda un comparto che è
stato escluso da questo. Noi abbiamo detto che il comparto agricolo
viene ad essere escluso così in toto, tutto il comparto agricolo.
Sappiamo che il comparto agricolo, all'interno del comparto
agricolo c'è anche l'agroindustria, cioè per quanto riguarda tutta
la trasformazione, che sicuramente anche se va in deroga con un
altro de minimis, rispetto a quello che abbiamo indicato in questo
momento nella norma, ma penso che quel tipo di attività industriali
che però entrano in quel comparto agricolo, meritano di essere
supportate, perché sono una parte importante dell'economia
siciliana, quindi escludere tutto il comparto agricolo ma non
individuando, individuando soltanto il personale a tempo
determinato, l'OTD, è giusto che non abbia un aiuto perché ricevono
già gli aiuti, ma il personale a tempo indeterminato, specialmente
nell'agroindustria, è un peccato non metterlo all'interno di questa
norma che è importantissima e può aiutare tantissimo la
trasformazione in cui sappiamo che siamo deficitari rispetto a
prodotti che partono dalla Sicilia, vanno a Nord, vengono
trasformati a nord e vengono riportati in Sicilia per il consumo.
Quindi, aiutare anche quelle aziende che investono e quindi sarebbe
importante inserire il personale di quelle aziende.
Quindi queste due raccomandazioni da parte del nostro Gruppo, una
per quanto riguarda i beneficiari assunti che devono essere
residenti almeno da un anno, si stabiliscono in Sicilia, e l'altro
che una parte del comparto agricolo, specialmente l'agroindustria e
la trasformazione, possano ricevere questi aiuti perché un comparto
deve essere sostenuto e deve essere valorizzato per evitare che i
nostri prodotti vadano a Nord, trasformati a Nord e ritornino in
Sicilia, creando un danno all'economia siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate. È iscritto a parlare
l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, intervengo solo per porre all'Aula
qualche riflessione, non ritengo di esagerare nel definire questa
misura rivoluzionaria e credo che sia la misura, anche perché è
l'articolo 1 e quindi è l'articolo di partenza, credo che sia la
misura che ci possa consentire anche di partire con il piede giusto
su questa legge di stabilità, ma vorrei riportare la discussione su
quello che secondo me è il tema fondamentale, quello che è il cuore
di questa misura.
Io non credo che tutte le associazioni di categoria fuori da
questo Palazzo abbiano accolto con favore questa misura, cito tra
tutte Confindustria, Ance, ma tante altre, non credo che l'abbiano
accolta con favore perché ritengono che ci siano aziende che
attendono questa misura per assumere qualcuno o che attendono
questa misura per decidere se aprire o meno in Sicilia una propria
azienda, perché non c'è alcuna azienda fuori di qui che attende
questa misura per assumere, nonostante sia una misura che possa
giovare a circa 40.000 unità.
La verità è che un'azienda nella propria valutazione decide di
fare impresa in Sicilia sulla base di un proprio business plan, di
una propria valutazione, però il messaggio che si dà con questa
norma, che il governo Schifani ha fortemente voluto, vale molto più
dello sgravio di 3.000, 4.000, 5.000, 6.000 euro, del 10 per cento
o del 15, perché è un messaggio di fiducia che le Istituzioni
lanciano a chi è fuori da qui.
Il mondo delle imprese è un mondo che ha bisogno di fiducia e che
ha bisogno di capire, di sapere, che fare impresa in Sicilia
conviene e questo messaggio noi lo mandiamo, lo mandiamo anche
attraverso l'approvazione di questa norma e credo avendo letto
molti degli emendamenti che sono stati presentati dalle
opposizioni, penso alle riflessioni che poc'anzi portava avanti
l'onorevole Dipasquale, penso che ci siano molte proposte che
l'opposizione ha fatto che vadano nella direzione del miglioramento
di un testo, alcune sono state fatte anche dalla maggioranza e,
quindi, ritengo che con questa norma, con l'approvazione di questa
norma, corretta, migliorata anche dalle proposte dell'Aula, si
possa partire col piede giusto, ma ritengo che sia una norma che
vada approvata perché, come dicevo poc'anzi, il messaggio che
lanciamo fuori da questo Palazzo, al mondo produttivo, al mondo
delle imprese, è un messaggio di grande fiducia, è un messaggio che
dice a chi ci osserva fuori da qui, fare impresa in Sicilia si può,
fare impresa in Sicilia conviene, fare impresa in Sicilia è
possibile e penso che il mondo produttivo più che di sgravi di cui
sicuramente necessita perché poi l'economia la fa da padrone, abbia
soprattutto bisogno di questo tipo di messaggio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, sarò breve. Ritengo che questa
norma, insieme ad altre due o tre, siano le norme edificanti
rispetto al testo della finanziaria presentato dal Governo. Mi
sembra che ci siano stati interventi da parte dei colleghi di
maggioranza ed opposizione.
Siccome è un articolo abbastanza corposo, con molteplici
emendamenti, e che i colleghi stanno consegnando alcuni emendamenti
modificativi e aggiuntivi, secondo me, signor Presidente, potremmo
eventualmente sospendere un quarto d'ora, venti minuti, e cercare
di cercare di collazionare quello che è possibile. Un lavoro per
dare un senso, con le sollecitazioni che arrivano da parte dei
colleghi, e a quel punto potere approvare questo articolo.
Io ritengo che un quarto d'ora in merito a quelle che sono le
sollecitazioni che arrivano, si riscrive per quello che è, si fa in
modo di ritirare tutti quelli che sono gli emendamenti soppressivi.
Si fa questo lavoro, si prende l'articolo, e a quel punto, se
funziona il testo, potremmo farlo approvare.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Catanzaro, accolgo la sua
richiesta. Per fare una sintesi, sospendo l'Aula per quindici
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 20.15)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Onorevoli colleghi, sono stati presentati degli emendamenti che
troverete all'interno della cartella fuori sacco ; naturalmente
dopo il lavoro fatto per cercare di trovare una sintesi
sull'articolo 1, tutti gli emendamenti all'articolo 1 li considero
ritirati, e iniziamo con... onorevole Schillaci, lei deve
intervenire?
SCHILLACI. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'Aula riprende, prego. Un attimo,
all'interno della cartella fuori sacco trovate tutti gli
emendamenti sono all'interno della cartella fuori sacco, li
tratteremo in ordine. Dopodiché, l'onorevole Schillaci ha chiesto
d'intervenire. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, intervengo perché
naturalmente io ritirerò la mia riscrittura, visto che abbiamo
trovato una sintesi e soprattutto perché è stato recepito
all'interno della riscrittura un emendamento a cui io tenevo
particolarmente, cioè dare una premialità aggiuntiva alle imprese
che assumono le donne, quindi, era già nel testo, e soprattutto gli
over 50, perché sappiamo che in questa Terra, dove è molto
difficile trovare occupazione, soprattutto gli over 50 che perdono
il lavoro hanno delle difficoltà enormi. Questa, quindi, è una
norma a cui tengo particolarmente, l'ho sempre presentata anche a
partire dalla scorsa legislatura, per cui sono contenta che abbia
trovato posto, insieme ad altri colleghi che l'hanno proposta, come
la Caronia, Dipasquale e anche altri, pertanto, ribadisco, sono
contenta che abbia trovato posto. Noi avevamo presentato, come
Movimento 5 Stelle, altre misure da inserire all'interno di questa
norma, però abbiamo concordato con l'Assessore Dagnino, che sarebbe
stato difficile portarle avanti, anche per un rischio di
impugnativa, per cui ritiro la riscrittura e vediamo appunto di
portare avanti un'unica sintesi e una riscrittura che è condivisa
da tutte le forze.
GIAMBONA. Grazie, onorevole Schillaci.
Allora, hanno chiesto di intervenire in ordine gli onorevoli
Giambona, Dipasquale e Ciminnisi. Onorevole Marano, lei deve
intervenire pure? Un attimo colleghi, allora, io capisco, vi sto
facendo intervenire nuovamente perché state intervenendo, non sulla
discussione generale dell'articolo che abbiamo già fatto, state
intervenendo sugli emendamenti.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, io la ringrazio per avermi concesso
la parola, non sono ancora intervenuto, e rammento agli onorevoli
colleghi che ho presentato diversi emendamenti su questo articolo,
ma io ho bisogno di essere seguito nella discussione dall'Assessore
per l'economia, dall'assessore Dagnino, con il quale diciamo
poc'anzi nella pausa ci siamo lungamente confrontati. A dire il
vero, su questo articolo che riguarda incentivi relativi al
sostegno all'occupazione, già in Commissione Bilancio, abbiamo
avuto appunto lunghe discussioni su questo argomento. Assessore
Dagnino, Assessore, Presidente della Regione, molto velocemente,
questo è un articolo che ritengo sia centrale in questa manovra
finanziaria ancorché, purtroppo, nelle precedenti finanziarie noi
non siamo riusciti concretamente, Presidente Schifani, lei lo sa, a
mettere a terra una misura che dia sostegno all'occupazione, che
sia all'interno di una strategia di politica industriale condivisa.
Questa è comunque una politica che noi sosteniamo.
Detto questo, tra le problematiche del mondo del lavoro che noi
evidenziamo, assessore Dagnino, oltre alla questione del lavoro
nero, del caporalato, c'è anche un altro aspetto: è quello del
lavoro povero, in inglese poor job. Allora, questa norma, che è
assolutamente condivisibile, dovrebbe dare risposte anche in
termini della stabile occupazione e di una occupazione che sia
nelle condizioni di dare un reddito dignitoso.
Signor Presidente, io ritengo però che ci sia un eccessivo brusìo.
Se noi dobbiamo continuare in questa maniera... credo che nemmeno
il Presidente della Regione riesca a seguirmi.
Onorevoli colleghi, cosa facciamo? Abbiamo difficoltà.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non mi fate fare l'appello. Mi
fate ascoltare l'onorevole Giambona? Collega, si può rivolgere alla
Presidenza, ovviamente.
GIAMBONA. Mi rivolgo alla Presidenza, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, onorevole Ferrara, onorevoli Di
Mauro e Gallo cortesemente vi chiedo altrimenti c'è troppo brusìo
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. La proposta emendativa che ho presentato ed è
nell'articolato, e della quale ho parlato con l'assessore Dagnino,
va in una direzione: oltre a favorire le assunzioni a tempo
indeterminato, noi avevamo aggiunto anche a tempo pieno ed
indeterminato , perché c'è il rischio che questa norma favorisca il
cosiddetto part-time involontario, ed il Presidente della Regione
ha piena consapevolezza che nella Regione Sicilia, il mercato del
lavoro siciliano, abbia un triste primato: quello di essere la
prima Regione in Italia per part-time involontario E sono
principalmente coinvolte le donne, i due terzi dei part-time
involontari in Sicilia riguardano le donne. Allora, la proposta
emendativa andava nella direzione di aggiungere che l'agevolazione
prevista da questa norma fosse concessa non solo appunto alla
costituzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato ma a
tempo pieno, o comunque in subordine a quelle assunzioni che
garantiscono almeno il part-time al 50 per cento. Questo
naturalmente permetterebbe di dare una risposta concreta in termini
di qualità del lavoro, di qualità dell'impiego.
Aggiungo anche un altro aspetto di non poco conto, che ho inserito
insieme ai colleghi in un altro emendamento, cioè quello di
agevolare le trasformazioni da tempo determinato a tempo
indeterminato. Credo che questo sia un altro elemento di valore che
bisogna considerare in questa norma per renderla completamente
coerente rispetto ad un quadro complessivo che vuole essere
rispondente alle nostre esigenze, alle esigenze della Sicilia,
intanto per contrastare il lavoro nero, per contrastare il lavoro
povero e per favorire una stabile occupazione. Quindi, da questo
punto di vista, chiedo all'assessore per l'economia, al Presidente
della Regione che visione abbiamo su questo aspetto e se vogliono
convergere rispetto a questa proposta emendativa. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessore ed onorevoli colleghi, io ci tenevo a ringraziare
brevemente l'assessore Dagnino, il Presidente, la Commissione ed i
colleghi dei Gruppi parlamentari per aver condiviso la proposta di
prevedere una percentuale in più, oltre il dieci per cento fino ad
arrivare al quindici per cento, quindi questo cinque per cento in
più, per l'assunzione di donne.
Io penso che questa disponibilità che avete dato voi, che hanno
dato anche i colleghi parlamentari, ci metta nelle condizioni in
questa norma, che come ho definito prima è strutturale,
interessante e speriamo che possa dare i suoi frutti di riconoscere
al mondo femminile un'attenzione maggiore e quindi ci tenevo a
ringraziare.
PRESIDENTE. L'ultimo intervento. È iscritta a parlare l'onorevole
Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, signor Presidente, intervengo per ringraziare
il Governo per aver accolto la mia proposta sull'introduzione anche
dell'adozione dei modelli di sostenibilità ESG nella norma, perché
siamo pienamente convinti che fare questo passaggio culturale è
importante. Dico ciò perché quando un'azienda agisce bene sui tre
fronti, cioè quello della sostenibilità ambientale, della
sostenibilità della governance e della sostenibilità delle
politiche aziendali che hanno a che fare con il rispetto della
persona, con l'inclusione, con la parità di genere e con il welfare
aziendale, allora quell'azienda costruisce anche fiducia e buona
reputazione; quindi, prendersi cura dell'ambiente, delle persone,
di come si lavora all'interno dell'azienda, rende l'azienda più
rispettata, più apprezzata, più capace di crescere e, quindi,
questo ne migliora anche la competitività e l'attrattività sul
mercato.
Quindi, è un piccolissimo segnale che accogliamo di buon grado,
però segna l'inizio di un percorso in cui la sostenibilità diventa
parte della cultura d'impresa e crediamo che questo sia importante
anche come messaggio che lanciamo alle imprese che vogliono credere
che fare impresa in Sicilia, appunto, è possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, iniziamo con l'emendamento.
GIAMBONA. Signor Presidente, aspettavo l'assessore.
PRESIDENTE. Assessore, prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, grazie, sono lieto che
si sia trovata una sintesi ampiamente condivisa in Aula; era già
questo nelle intenzioni del Governo e, quindi, è chiaro, come si
dimostra sempre, che dal confronto emergono sempre fatti positivi.
In relazione all'osservazione dell'onorevole Giambona c'è
l'impegno del Governo a verificare con le Istituzioni europee la
possibilità di introdurre forme di preferibilità, forme di priorità
per l'incentivo in relazione alle assunzioni a tempo pieno perché
condividiamo, certamente, l'obiettivo di potenziare il lavoro, di
migliore qualità, quindi non soltanto a tempo indeterminato, come
già riportato nella norma, ma anche a tempo pieno.
Tuttavia, per ragioni di cautela, visto il valore elevato della
misura, ed essendo il testo che abbiamo messo a disposizione di
codesta Aula il frutto di una serie di interlocuzioni anche a
livello di uffici legati al sistema dell'Unione Europea, saremmo
dell'idea di mantenere, per il momento, quel testo base su cui il
Governo in qualche modo si è impegnato, insomma, è stato
ragguagliato circa la tendenziale fattibilità. Poi, per carità, al
netto di tutte quelle che possono essere le procedure europee, ove
dovesse esservi spazio per questo, ci riserviamo di intervenire o
con il decreto o, se necessario, con una proposta di modifica
normativa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Pongo in votazione l'emendamento 1.86. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole perché lo ha
presentato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.13.1, a firma del Governo, un fuori
sacco .
CATANZARO. Questi sono fuori sacco?
PRESIDENTE. Sì, li ritrovate nella cartella dei fuori sacco .
Emendamento 1.13.1, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere del Governo favorevole. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso votiamo l'emendamento 1.13, che si trovava nel fascicolo
principale, a pagina 11, a firma dell'onorevole Campo ed altri.
Col parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 1.13, così come subemendamento dall'1.13.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento fuori sacco 1.89, a firma
del Governo ed altri.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento fuori sacco 1.88, a firma
del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.87, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto riconvoco l'Aula a domani,
mercoledì 17 dicembre 2025, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.32 di martedì 16 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 11.32 di mercoledì 17 dicembre 2025).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di prendere posto, siamo arrivati
all'articolo 2.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, essendo
stata ieri approvata una riscrittura parziale dell'articolo 1 con
alcuni emendamenti, i miei Uffici stanno lavorando all'adeguamento
dell'articolo 2 per renderlo omogeneo con l'articolo 1, quindi
chiederei, essendo ancora in corso questo lavoro, di accantonarlo
per un momento e passare ad un altro articolo.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Incentivi a sostegno del lavoro agile - South Working
1. Allo scopo di favorire la permanenza dei lavoratori nella
Regione e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,
alle imprese aventi un'unità produttiva nel territorio dell'Unione
europea che negli anni 2026, 2027 e 2028 effettuano nuove
assunzioni di lavoratori subordinati a tempo indeterminato o
effettuano trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo
determinato in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, i cui
contratti di lavoro o specifici accordi tra le parti prevedano
l'esecuzione della prestazione di lavoro nel territorio della
Regione, per un periodo minimo di cinque anni, esclusivamente in
modalità agile salvo quanto previsto al comma 2, a norma della
legge 22 maggio 2017, n. 81, è riconosciuto un contributo a fondo
perduto, fino all'importo massimo di euro 30.000,00 per ciascun
lavoratore occupato, residente in Sicilia, entro il limite delle
risorse autorizzate a legislazione vigente.
2. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, d'intesa con l'Assessore regionale per l'economia, da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono emanate le disposizioni attuative della misura
di cui al comma 1, inclusi i limiti massimi entro cui la
prestazione lavorativa può essere eseguita all'interno di locali
aziendali, gli indirizzi specifici e le modalità di concessione ed
erogazione del contributo, previo parere della Commissione
Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana.
3. Il Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative è
autorizzato a trasferire a IRFIS-FinSicilia S.p.A., risorse pari a
18.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2026, 2027 e 2028 comprensivi degli oneri di gestione, per la
costituzione di un plafond nell'ambito del Fondo Sicilia di cui
all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e
successive modificazioni, destinato all'erogazione dei contributi
di cui al comma 1, previa pubblicazione di avviso pubblico.
4. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
18.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2026, 2027 e 2028 (Missione 15, Programma 3).
5. Nelle more dell'accertamento della ricorrenza, per la misura
oggetto del presente articolo, dei requisiti di autonomia
istituzionale, procedurale e finanziaria previsti dal diritto
unionale per l'adozione di misure di politica economica generale su
base territoriale, il contributo di cui al comma 1 è erogato in
regime di aiuti de minimis, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831
della Commissione del 13 dicembre 2023 relativo all'applicazione
degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea agli aiuti de minimis.
6. Al fine di garantire spazi collettivi per le attività di smart
working svolte presso comuni delle aree interne, è autorizzata la
spesa di 2.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026, 2027 e 2028 per la realizzazione, anche con
l'eventuale compartecipazione dei privati, di spazi di coworking
per lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi operanti nel settore
digitale e start up innovative, mediante il riadattamento di
immobili pubblici e di enti ecclesiastici in disuso e l'acquisto di
arredi e attrezzature, software, macchinari informatici e
attrezzature tecnologiche. Con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, da emanarsi entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le
modalità attuative del presente comma, prevedendo che le risorse
siano assegnate ai comuni delle aree interne previo avviso pubblico
(Missione 15, Programma 3).».
Non ci sono interventi sull'articolo 3, quindi andiamo
direttamente a trattare gli emendamenti.
Vedo, insomma, la maggioranza è presente, quindi possiamo
procedere. Questa volta non vedo le opposizioni in Aula. Vedo
l'onorevole Catanzaro, Spada, Safina e Saverino, Lombardo e Sciotto
ovviamente...perché siete in fondo
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, intervengo sull'articolo, ma mi deve
anche consentire di potere intervenire un attimo sull'ordine dei
lavori. Dico, perché - lei comprenderà - dovevamo iniziare
sull'articolo 2, che è una conseguenza di quello che abbiamo votato
noi come articolo 1, ora stiamo ovviamente affrontando l'articolo
3.
Lei sa benissimo che, su questo tema, non è soltanto in questa
legislatura, ma anche nella passata legislatura - lo ricordo -
proprio in quest'Aula, ricordo che questo tema è stato molto
ricorrente e affrontato e abbiamo avuto anche, in alcune occasioni,
con approssimazione, di affrontare il tema del South Working,
perché ricorderà bene che purtroppo la pandemia ha lasciato,
diciamo, questa modalità agile di lavoro.
Noi, se ricorda, Presidente, proprio nella nell'ultima Aula con la
variazione abbiamo affrontato già questo tema: abbiamo detto che
c'erano tante cose che non andavano, si è dibattuto in Commissione
sul South Working, anche con l'impegno da parte del Governo di
poter mettere più risorse rispetto a quello che c'era nel passato
articolo.
Io ritengo che ci sono tantissimi emendamenti presentati
all'articolo 3, quindi del South Working, e allora, Presidente,
serve, davvero, da parte dell'assessore, che, ovviamente, ha già
dibattuto in Commissione, serve un attimo di confronto, perché,
oltre a tutti gli emendamenti soppressivi - che al momento noi,
come Gruppo, non ritiriamo, per capire un attimo quello che si
sviluppa - c'è anche tutto ciò che riguarda gli articoli
modificativi. Ritengo che il tema deve essere affrontato con grande
attenzione, perché ci sono delle cose che bisogna anche limare,
come il comma 6, che abbiamo bisogno di capire e di comprendere
qual è l'idea di questi 2 milioni di euro sul comma 6 dell'articolo
3 da parte dell'assessore.
Quindi, Presidente, intervengo proprio sull'articolo 3. Capisco
che, ovviamente, noi dobbiamo procedere andando sull'articolato e
cercando di affrontare gli emendamenti, però le chiedo proprio un
attimo, come dire, di procedura che sia, proprio, nel farci
comprendere, anche da parte dell'assessore, sarebbe il caso che su
alcune cose ritornasse in Aula, proprio per poterci spiegare nel
dettaglio tutto l'articolo 3 e quelle che sono state le variazioni
rispetto all'ultima bocciatura.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrara. Ne ha
facoltà.
FERRARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anch'io
intervengo per sottolineare l'importanza di questo articolo; da
Presidente della Commissione Lavoro rappresento che in Commissione
abbiamo affrontato, per svariate sedute, il tema del "South
Working" e molta è la produzione normativa che i colleghi, in
questo ambito, hanno prodotto: pertanto, avere l'opportunità di
approvare già in questo esercizio finanziario un provvedimento che
possa favorire il lavoro agile e il ritorno a casa delle nostre
migliori professionalità è, certamente, un'opportunità strategica
per l'economia della nostra Regione.
Il South Working, oggi, è un'opportunità reale, grazie a ciò che è
avvenuto in pandemia, abbiamo fatto un salto, un balzo in avanti
nella digitalizzazione e oggi sono tantissime le opportunità che
insistono per far sì che ci sia la possibilità di lavorare da
remoto sette giorni su sette; le aziende, tuttavia, per questioni
strategiche, pur incentivando lo smart working, non vogliono
tagliare quel cordone ombelicale che collega l'azienda con il
lavoratore, magari, anche soltanto per un giorno a settimana e,
quindi, sostanzialmente, impediscono una vera realizzazione di
questa che è una rivoluzione nell'organizzazione del lavoro.
Ecco, un incentivo come quello pensato dal Governo può, invece,
incentivare e invogliare le aziende a tagliare questo cordone
ombelicale e concedere ai lavoratori di ritornare a casa e di
potere lavorare da casa; in più, oltre coloro i quali sono già
siciliani e sono dovuti andar via per potersi realizzare, esiste
tutto un mondo di lavoratori nomadi, di lavoratori digitali, che
vogliono girare il mondo e lavorare in funzione di quelle che sono
le bellezze che possono ospitarli e la nostra terra non è seconda a
nessuno Pertanto, anche rispetto a questi lavoratori nomadi
digitali, un provvedimento del genere va, assolutamente, ad
incentivare quelle che sono le scelte che le aziende possono fare e
incentivare, appunto, lo smart working proprio in quest'ottica.
E', pertanto, questo un articolo di un'importanza centrale in
questa manovra e mi auguro, Colleghi, che lo spirito che ci
condurrà all'approvazione di questo articolo possa essere uno
spirito costruttivo, come del resto ho già sentito il primo
intervento del Presidente Catanzaro, quindi, mi auguro che possa
essere unanime lo spirito costruttivo, perché, attraverso
provvedimenti come questi, davvero, l'economia della nostra Terra
può andare in una direzione o nell'altra e, siccome sono certo che
l'interesse di tutti noi è quello di servire il nostro popolo
siciliano e la nostra Terra, sono certo che provvedimenti del
genere siano attenzionati allo stesso modo da tutti e possano
vedere l'approvazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, rispetto a
questa nuova normativa avevo proposto un intervento e integrazione,
attraverso un emendamento - e cioè a dire - che includesse una
platea più ampia e qui mi rivolgo anche all'assessore Dagnino.
Assessore, se posso avere un attimo la sua attenzione, se possiamo
integrare questa norma anche attraverso l'estensione ai lavoratori
già occupati con contratto a tempo indeterminato da almeno sei
mesi.
Quindi, voi praticamente attraverso questa nuova normativa date la
possibilità ai nuovi ingressi nel mondo nel lavoro, e quindi in tal
senso, questa norma vorrebbe premiare i giovani che lavorano in
sedi fuori dalla nostra Regione che, domani ipotetico, potessero
lavorare e rientrare nella nostra Regione ma che in questo momento
da questa norma verrebbero discriminati, non potendo rientrare in
quella platea della quale si usufruisce di questo beneficio.
Quindi, ho presentato un modificativo nel quale, appunto, si è
prevista anche la possibilità per i lavoratori a tempo
indeterminato che lavorano in aziende fuori dalla nostra che, se
rientrano nella nostra, prestando uno smart working, possano
usufruire delle medesime agevolazioni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà
GILISTRO. Signor Presidente, volevo solo intervenire perché, anche
al di là Presidente, della bontà di questo articolo, che può dare
veramente una mano d'aiuto, credo che bisogna pensare più a
qualcosa di programmatico, cioè abbiamo veramente questo problema
serio, Assessore Dagnino, che riguarda questa migrazione, cioè noi
abbiamo tantissime famiglie che investono i loro averi per formare
un ragazzo; scuola primaria, scuola secondaria, licei, università,
per poi vederli emigrare fuori.
Credo che sia necessario in questo momento, al di là di questa
norma, che può anche essere utile ma è una norma a mio avviso
sempre temporanea, io mi auguro che questo Governo possa veramente
programmare, avere un qualcosa di programmatico per quello che
riguarda le assunzioni all'interno della nostra Regione.
Quindi il maggiore sforzo che questo Governo deve fare è quello di
produrre posti di lavoro all'interno della nostra Regione e di
essere attrattivi, addirittura al contrario Sarebbe bellissimo, -
il sogno di un siciliano - vedere che dalle altre Regioni possano
venire a lavorare nella nostra Sicilia, per le migliaia di
potenzialità che questa Regione possiede.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, l'articolo 3 della Legge di Stabilità riprende un disegno
di legge, presentato alcuni mesi fa dal Gruppo parlamentare del
Partito Democratico all'Ars che aveva l'obiettivo che si pone
questo stesso articolo 3, e cioè quello di favorire attraverso
l'infrastrutturazione immateriale, da una parte, e l'incentivazione
al lavoro agile, il rientro dei nostri giovani che molto spesso
sono specializzati e, questa specializzazione li porta ad andare a
lavorare in contesti molto differenti rispetto a quello siciliano.
Abbiamo lavorato in Commissione Bilancio per migliorare il testo
che ha presentato il Governo, e che si pone soprattutto l'obiettivo
al comma 6, come abbiamo avuto modo di proporre ed evidenziare nel
corso del dibattito, di incentivare il meccanismo del lavoro agile,
soprattutto nei piccoli Comuni delle aree interne che soffrono
ancora di più lo spopolamento e l'emigrazione giovanile e per
andare incontro anche a questo fenomeno, purtroppo sempre più
drammatico; abbiamo anche chiesto che venissero realizzati in
ambienti pubblici o di proprietà degli enti ecclesiastici, degli
spazi di coworking, dove poter allestire le attrezzature e le
infrastrutture informatiche necessarie per favorire il lavoro
agile.
L'impatto delle nuove tecnologie e dell'automazione, ma
soprattutto l'impatto dell'intelligenza artificiale, stravolgerà
nei prossimi decenni il mondo del lavoro e secondo le stime di chi
si occupa di sociologia del lavoro circa quattro giovani su dieci
nei prossimi trent'anni o quarant'anni faranno un lavoro che,
attualmente, nemmeno esiste e, dunque, noi reputiamo che sia
opportuno che la Regione si occupi anche di questi aspetti
attraverso un'azione legislativa che da una parte va incontro alle
nuove sfide del mercato del lavoro e dall'altra parte tenga
presente il fenomeno della migrazione dei giovani dei talenti, dei
cervelli che molto spesso sono costretti, appunto, ad andare non
solo al Nord Italia ma anche all'estero.
Reputiamo che questo articolo apra una questione politica
importante e per questo noi lo sosteniamo ma, ecco, siamo convinti
che occorre fare un ulteriore sforzo sotto il profilo legislativo
per avere un approccio integrato rispetto al tema dell'emigrazione
giovanile e dello spopolamento delle aree interne attraverso altri
provvedimenti e, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico,
saremo ben lieti di dare il nostro apporto in questa direzione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo solamente per ribadire quello che è stato il nostro
atteggiamento dall'inizio di questa finanziaria.
Noi ieri abbiamo affrontato l'articolo 1 e lo abbiamo affrontato
con grande attenzione, con nessun tipo di retro pensiero nel
bocciare tutto tanto per bocciare tutto, anzi, lo abbiamo
dimostrato, abbiamo dimostrato che là dove ci sono questioni che
riguardano il lavoro, che riguardano il lavoro per le fasce più
deboli, la possibilità appunto di incrementare l'occupazione in
Sicilia, noi ci siamo e svolgiamo il nostro ruolo. L'abbiamo fatto
sull'articolo 1, lo faremo sull'articolo 2, lo faremo per tutta la
finanziaria, avendo la capacità di selezionare quelli che sono i
nostri interventi, di individuare i nostri interventi in base a
quelle che sono le qualità degli emendamenti.
Io mi permetto, però, di dire una cosa: su poche cose questa
opposizione riesce ad incidere, poche, poche cose, la maggioranza
ha avuto la possibilità di lavorarci in Giunta con i suoi
Assessori, ha avuto la possibilità di lavorarci in Commissione
perché ci sono stati componenti nelle Commissioni che hanno fatto
la loro parte. Dopodiché, il testo è arrivato in Aula, dove la
maggioranza non so se non sia riuscita a calare determinate cose,
perché non le avete calate. Dopodiché il Parlamento e l'opposizione
stanno cercando, l'abbiamo fatto anche nel bilancio, ci sono stati
gli emendamenti dei colleghi importanti che hanno dato il loro
contributo, lo abbiamo fatto ieri anche nell'articolo 1 e lo faremo
anche nell'articolo 2, però io mi permetto di dirvi una cosa, non
dimentichiamoci mai - perché è una cosa a cui tengo - che noi siamo
parlamentari, siamo onorevoli, e onorevoli è una parola bellissima,
una parola che ci deve riempire di grandissime responsabilità.
Quelle poche cose che l'opposizione fa, che la minoranza porta,
ieri si è portato alcuni risultati, uno di questi è stato il
risultato per l'intervento del cinque per cento in più
sull'emendamento che ha inserito le donne sugli sgravi, lo ha
fatto, lo ha fatto ieri, per fortuna i giornalisti ci seguono e ci
seguono bene su tutto quello che diciamo. Cerchiamo di non togliere
alle minoranze quei piccoli risultati che noi ci portiamo, è un
fatto democratico perché se anche quelle piccole cose che noi
portiamo avanti, piccole, piccolissime, riusciamo a portare avanti
grazie alla vostra condivisione, grazie alla condivisione anche del
Governo, ieri io l'ho detto quando è stato approvato, ho
ringraziato il Governo, ho ringraziato le forze tutte che l'hanno
condiviso. Ma da qui a toglierci anche quella paternità, quelle
piccole paternità, di queste cose ritengo che sia sbagliato.
Quindi noi, siccome abbiamo una finanziaria davanti, dobbiamo
andare avanti e ci saranno anche altre proposte nostre, vi
chiediamo che quelle poche cose che riusciamo a portare avanti, che
ci siano rispettate e proprio nel bon ton del Parlamento e nello
stile che tutti noi dobbiamo avere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, riguardo a
questa misura, io non dico che ogni misura volta all'inserimento
lavorativo e a trattenere la fuga dei cervelli dei nostri giovani
in Sicilia non sia positiva, però mi sa molto di una misura spot.
Perché veda Presidente, il vero problema di quest'Isola è che in
dieci anni sono emigrate ben 57 mila persone, tutti giovani alla
ricerca di lavoro fuori, perché tutte le misure a sostegno del
lavoro dei giovani fino ad oggi sono state prive di progettualità e
programmazione per il futuro. Sono state delle misure che
lasciavano chiaramente ai ragazzi poche speranze di inserirsi
veramente nel mondo lavorativo perché non facevano altro che fare
dei part-time o degli stage retribuiti, senza poi di fatto una
prospettiva, perché erano misure una tantum, fra l'altro con
stipendi veramente bassi.
Chiaramente un ragazzo che si è formato anche a lungo in
quest'Isola riceve una proposta di lavoro a tempo indeterminato
allettante da fuori, è chiaro che va via.
Quindi io mi aspettavo più che una misura di questo tipo, anche
una contromisura per creare in Sicilia il lavoro, per fare in modo
che queste proposte fossero continuative e strutturate negli anni,
magari con degli accordi anche con i nostri enti di formazioni e le
nostre università, perché manca anche un rapporto solido, quei
corsi che formano i ragazzi relativamente ai lavori che li
trattengono al Sud che sono nei settori dell'energia, dell'agro-
alimentare, del turismo, dell'innovazione. Il Sud ha queste
prerogative, queste caratteristiche, noi ci dovevamo rafforzare per
trattenere i nostri ragazzi e non semplicemente aiutare le imprese
di fuori a rimandarceli a casa.
È una norma poco chiara, e non vorrei che fosse l'ennesima
passerella di questo Governo per fare qualche conferenza stampa,
perché veramente quello su cui bisogna puntare è cercare di creare
il lavoro in Sicilia, non dobbiamo stare sempre con la speranza di
avere il lavoro da fuori e portare qui i ragazzi a distanza
Quindi per me, lo ripeto, tutto quello che può aiutare i giovani è
pur sempre qualcosa, però va in una direzione politica che mi
convince poco.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 3 che ha ad oggetto, appunto, gli incentivi a
sostegno del lavoro agile "South Working" e continuo, per così
dire, quello che è un ragionamento che ho già cominciato nella
seduta di ieri, nella quale abbiamo affrontato il primo articolo
che ha ad oggetto le forme di sostegno all'occupazione in Sicilia.
Allora, intanto partiamo da una considerazione, Presidente e
colleghi, mi rivolgo anche all'Assessore Dagnino che è qui presente
con il quale c'è stata veramente una discussione accesa prima,
nella legge finanziaria e nelle variazioni di bilancio. Abbiamo ben
compreso tutti, credo, che questo è un articolo da finanziaria come
giustamente oggi lo stiamo affrontando in questa manovra, non era
sicuramente una misura da ipotizzare come trattabile in una
variazione di bilancio; del resto, alla fine di un anno e nel quale
scorcio con grande difficoltà si sarebbe potuto mettere a terra
anche solo un decreto attuativo dopo la pubblicazione della norma
che è avvenuta a novembre inoltrato.
Per cui intanto la posizione del Partito Democratico è dimostrata
nei fatti da quella che è una concreta esigenza di dare attuazione
ad una norma che vuole dare risposta ai siciliani, vuole dare
risposta alle migliaia di ragazzi e ragazze che ogni mese vanno via
dalla nostra Terra. Si stima che mille tra giovani e neolaureati,
ogni mese, prendano la valigia e decidano di andare a studiare e a
lavorare fuori.
E, allora, questa misura, per la quale il Partito Democratico è,
sicuramente, particolarmente attento, va nell'esigenza di
contrastare chi va via dalla nostra Terra, chi spopola le aree
interne della nostra Sicilia, ha anche l'obiettivo di far rientrare
i nostri giovani cervelli che sono, appunto, fuori dalla Sicilia.
Ecco, questo consiste anche nel portare avanti una visione di tipo
innovativo, strategico che permetta di combinare l'autonomia dei
nostri ragazzi, ma anche la possibilità di coniugare benessere e
qualità della vita.
Allora, detto ciò mi soffermo solamente su due aspetti della norma
sulla quale personalmente mi sono concentrato e che ha l'obiettivo,
per così dire, di migliorarla e per la quale chiedo, all'assessore
Dagnino e al Governo, di fare una riflessione, anche,
eventualmente, attraverso una riscrittura dell'articolo stesso, una
rivisitazione per certi versi, in alcuni punti.
L'ho detto già ieri, assessore Dagnino, presidente Schifani oltre
ad incentivare il lavoro, dobbiamo avere un'attenzione particolare
a quella che è la qualità del lavoro.
Troppi siciliani si trovano ad avere un contratto di lavoro
povero, con retribuzioni basse, dove molto spesso non si applicano
i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative e poi c'è una quota importante di
lavoratori che è regolarizzata attraverso forme di part time
involontario. Part time involontario significa voler lavorare più
ore alla settimana, quando invece per ragioni di mancata
conciliazione tra vita familiare e lavorativa, ovvero, ancora
perché il datore di lavoro non te lo permette, si è costretti a
lavorare meno ore la settimana con una retribuzione spesso da fame.
Questo è un tema che tocca principalmente la nostra Sicilia, tocca
principalmente i nostri ragazzi che, con retribuzioni basse, non
possono appunto progettare un futuro roseo.
Ecco perché abbiamo proposto, nei nostri emendamenti, di dare
particolare attenzione affinché questo sostegno, come altre forme
di sostegno, sia garantito anche e soprattutto alle trasformazioni
a tempo pieno e alle trasformazioni dei rapporti di lavoro, da
tempo determinato a tempo indeterminato. Quindi, questo è il primo
elemento che tendiamo ad evidenziare, cioè creare su sistemi di
sostegno che contrastino il lavoro povero e che garantiscano la
stabilità del lavoro, con il rispetto dei contratti collettivi che
garantiscono delle paghe dignitose; e quando parlo di contratti
collettivi, mi riferisco a quelli sottoscritti dalle organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative perché in Sicilia, assessore
Dagnino, abbiamo un problema rilevante che è quello del dumping
contrattuale, anzi, da questo punto di vista, nelle prossime
settimane, la inviterò ad un focus, proprio su questo argomento.
Secondo tema. Riguarda le forme di sostegno infrastrutturale a
quello che è il South Working. Nel caso specifico, mi riferisco al
comma 6 dove, fondamentalmente, si prevedono degli incentivi,
appunto, in favore di soggetti privati, anche allo scopo di
acquistare attrezzature tali da favorire il South Working. E,
allora, credo che, da questo punto di vista, dobbiamo anche
favorire la possibilità che gli enti locali abbiano questa
opportunità.
Personalmente, ho avuto modo di confrontarmi con tanti
amministratori dell'entroterra siciliano, che hanno visto
recentemente un crescente interesse da parte di lavoratori che
provengono anche da fuori i confini della Regione, a lavorare nella
nostra Terra poiché valutano positivamente, in termini di qualità
della vita, la possibilità di lavorare via remoto e molti comuni
siciliani si sono, per l'appunto, organizzati fornendo degli spazi
inclusivi, degli spazi di lavoro attrezzati e credo che questa
possa essere una buona risposta da dare alle comunità delle aree
interne, alle comunità delle aree montane per contrastare lo
spopolamento che sembrerebbe essere inarrestabile.
Ecco perché ritengo che il comma 6 dell'articolo 3, che prevede
forme di incentivi dal punto di vista infrastrutturale per la
realizzazione di spazi di coworking, debba essere esteso in maniera
corposa, in maniera cospicua, anche ai comuni delle aree interne e
delle aree montane.
Questa sarebbe anche una bella risposta in termini concreti per
tentare di dare aiuto ai nostri territori per garantire non solo la
permanenza dei nostri lavoratori, non solo per avvicinare coloro
che sono andati via nel tempo, ma per favorire l'avvicinamento e il
ripopolamento di comunità importanti della nostra Sicilia.
Quindi, da questo punto di vista, invito il Governo ad analizzare,
con attenzione, quelle che sono le proposte emendative che abbiamo
avanzato, a ragionare ad una riscrittura dell'articolo in questi
termini e con queste modalità.
La disponibilità del Partito Democratico, naturalmente, c'è.
Aspettiamo l'apertura del Governo in tal senso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. È iscritto a parlare
l'onorevole Scuvera. Ne ha facoltà.
SCUVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 3 ma realmente è una riflessione su tutti i primi tre
articoli di questa finanziaria.
Una finanziaria di cui condivido pienamente l'idea, l'impostazione
e la visione che ha voluto dare il Governo regionale per lo
sviluppo della nostra Sicilia, per lo sviluppo della nostra Isola.
Noi stiamo vivendo in questa fase contingentale economica un
momento di grande crescita del Pil, dell'occupazione, di crescita
di nuove imprese e il fatto di puntare a rafforzare proprio questi
dati, con questi settori, con l'inserimento in finanziaria e
dell'articolo 3, ma anche dei primi due articoli, dà una visione e
un'aspettativa di una Sicilia che non vive più di contributi a
pioggia, non vive più di assistenzialismo, ma tende a investire su
un settore economico produttivo come avviene nel Nord Italia. Una
Sicilia che tenda ad uscire orgogliosamente dall'angolo perché,
nonostante abbiamo avuto una grande crescita in questi ultimi anni,
sappiamo bene il divario che ancora ci divide.
E il fatto che si tenda a puntare su questo settore, sulla
crescita delle imprese, sulla nuova occupazione stabile, sugli
investimenti delle imprese perché i primi tre articoli - io ritengo
che ha avuto la capacità il Governo - di essere uno concatenati
nell'altro, perché rafforzano ogni articolo.
Il primo articolo stabilisce che se tutto va bene nella procedura
e nella strada corretta si stabiliscono circa quarantamila nuovi
posti di lavoro.
Certo io, forse, nel primo articolo avrei aumentato l'incentivo
dal 10 al 20 per cento per renderla più attrattiva per le imprese
perché forse al 10 per cento siamo al limite della sostenibilità.
Il secondo punto va sugli investimenti, cioè una Regione che
incentiva gli investimenti con la complementarità, la
propedeuticità delle assunzioni e il South Working. Già il lavoro
agile tende, non solo, a cercare di fermare quel fenomeno
migratorio dei nostri professionisti, delle nostre intelligenze,
ma, al contempo, com'è stato dimostrato nel resto d'Italia o del
mondo il South Working aiuta a evitare, onorevole Venezia, lo
spopolamento delle aree interne, perché molte di quelle
intelligenze arrivano proprio da quei territori.
L'unica cosa che vorrei fare sul South Working è che non metterei
i limiti geografici della Comunità europea, assessore Dagnino,
allargherei direttamente senza limiti a qualunque azienda voglia
assumere un ragazzo della Regione siciliana con il lavoro agile,
che sia americano, che sia australiano o che sia della Comunità
europea, secondo me avrà più effetto, perché limitare alla Comunità
europea, anche se il limite geografico non è breve ma su questa
norma, anche se non sono molti gli incentivi di 18 milioni di euro,
penso possa essere un inizio per poter investire l'anno prossimo,
quindi, eviterei i limiti geografici. Grazie di tutto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scuvera. È iscritto a parlare
l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, credo
che questa misura che ci accingiamo ad approvare, unitamente a
quelle dell'articolo 1 e dell'articolo 2, segni il cuore di questa
finanziaria. Un cuore che parla di imprese, di mondo produttivo, ma
soprattutto di rientro dei giovani in Sicilia. Credo allo stesso
tempo, però, che sia una norma, come tutte le norme, come tutte le
proposte, che il governo Schifani ha ben proposto, ben portato in
Aula ma che quest'Aula abbia la possibilità, il dovere forse, di
migliorare. E in tal senso abbiamo presentato delle proposte che,
in un certo senso, rafforzano l'intenzione e l'indirizzo di questa
norma che il Governo propone.
In questo momento cosa stiamo leggendo sul testo originario?
Leggiamo una misura che vuole andare a incentivare il lavoro agile
per quelle aziende che dovessero decidere di far rientrare i
giovani in Sicilia e di farli lavorare in smart working, nei fatti.
Una misura giusta, sacrosanta, che condividiamo e che siamo pronti
ad approvare. Ma penso che si possa fare un passo oltre, che si
debba fare un passo oltre, perché ritengo che ce ne sia la
possibilità, se davvero vogliamo fare un atto di coraggio e
vogliamo gettare il cuore oltre l'ostacolo, ritengo che questa
misura si possa allargare anche a quelle aziende che decidano di
assumere dei ragazzi che siano stati per almeno cinque anni fuori
dalla nostra Sicilia e che venendo così assunti, possano dare
all'impresa che li assume la possibilità di usufruire di questo
sgravio. Questo andrebbe a rafforzare l'intenzione della norma che
ci accingiamo ad approvare, perché diventerebbe una misura forte e
di immediata risoluzione.
In tal senso, e lancio un appello ai banchi dell'opposizione ma
soprattutto ai giovani colleghi dell'opposizione, credo che, dato
che si parla in questi giorni di Intergruppi, abbiamo la
possibilità di riscrivere, abbiamo forse il dovere di riscrivere
questa norma, per migliorarla e per far sì che ci sia un
Intergruppo in quest'Aula, che è quello degli under quaranta, degli
under cinquanta o comunque di chi ha a cuore le tematiche del
rientro dei giovani in Sicilia perché ritengo che, approvando
questa modifica che abbiamo proposto e che quindi troviamo tra gli
emendamenti ma che possiamo, onorevoli colleghi, riscrivere insieme
e migliorare, ebbene ritengo che il concetto della norma si
rafforzerebbe, signor Presidente, diventerebbe ancora più
dirompente e diventerebbe soprattutto di più facile attuazione.
Quindi, guardo ai banchi dell'opposizione, guardo i miei giovani
colleghi, chiedendo ufficialmente di interrompere per qualche
minuto l'Aula, signor Presidente, ragionare su questa proposta,
riscriverla e rafforzare il concetto della norma, per far sì che
davvero da domani, da quando avremo approvato questa norma,
un'azienda che assuma un giovane che è stato fuori per almeno
cinque anni, ma anche su questo possiamo raccordarci meglio, possa
usufruire di questo sgravio.
Ritengo che con questa modifica l'immediato risultato si avrebbe
con sicuramente maggiore efficienza e maggiore efficacia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tomarchio. È iscritta a parlare
l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Assessore
Dagnino, credo che sia importante che lei ci stia ad ascoltare. Noi
abbiamo affrontato in questi giorni, da ieri con gli articoli 1, 2
e 3 e poi successivamente anche con l'articolo 35, affronteremo e
stiamo affrontando tanti incentivi al lavoro e misure per
l'attrazione di residenti. Quindi abbiamo dato anche noi...
Presidente, però c'è troppa confusione
PRESIDENTE. Onorevole, lei ha perfettamente ragione.
SAVERINO. Infatti
PRESIDENTE. Assessore, un attimo. Assessore, Assessore
Un attimo. Assessore Dagnino Chiedo al Governo, chiedo ai
colleghi di permettere l'intervento della collega Saverino.
Colleghi Altrimenti sarò costretto, e non lo voglio fare, a
sospendere l'Aula. Vi chiedo cortesemente chi deve interloquire o
chi deve parlare di andare a parlare fuori dall'Aula. Non mi fate
fare l'appello dei deputati...
SAVERINO. Va bene, vado. Procedo, assessore Dagnino. Quindi, come
dicevo, abbiamo previsto, il Governo ha previsto diversi incentivi
e misure, appunto, a favore del lavoro, però abbiamo già alcune
perplessità, le abbiamo già dichiarate ieri, abbiamo cercato anche
di aggiungere delle nostre proposte - ringrazio il collega
Dipasquale perché ha avuto la sensibilità di pensare anche alle
donne, quindi a questo incentivo in più per quanto riguarda le
donne -, però è anche vero che tutti questi, così come con
l'articolo 3 che stiamo affrontando ora a proposito del lavoro in
smart working, come diceva bene il mio collega, l'onorevole
Venezia, avevamo una visione a proposito di questo, presentando un
disegno di legge.
Oggi, naturalmente in finanziaria stiamo trasformando tutte le
proposte in emendamenti, però è anche vero che tutti questi
incentivi e queste misure, per carità lodevoli, però non hanno una
visione a lungo termine, siamo di fronte soltanto a contributi a
fondo perduto, senza andare a pensare quello che possa essere
necessario per far diventare la Sicilia veramente attrattiva e,
quindi, dare la possibilità di lavoro stabile e di opportunità per
i nostri giovani.
Per cui sì, è vero, parliamo tanto di giovani, di rientro dei
nostri giovani da fuori però, di fatto, tutti questi incentivi e
contributi a fondo perduto sono soltanto un inizio ma non c'è
fondamento strutturale per creare veramente le giuste opportunità
di lavoro a tempo indeterminato e soprattutto le opportunità di
sviluppo.
Assessore Dagnino, lei sa quanto io tenga proprio sin dall'inizio
di questa legislatura, proprio per agevolare anche i nostri giovani
al passaggio generazionale, perché anche questo potrebbe essere un
incentivo per i nostri giovani per non andare via, perché tanti che
lavorano presso le botteghe e il nostro artigianato, le nostre
realtà, la nostra storia, nel momento in cui l'imprenditore o lo
specialista va via o va in pensione, tanti mestieri si perdono
perché non si riesce ad avere questo passaggio generazionale. Lei
aveva promesso che, con i suoi uffici, avrebbe lavorato e pensato
anche a questo e io spero che ci possa essere da parte sua e dei
suoi uffici anche una sensibilità per recuperare tanti mestieri che
sono poi tipici della nostra identità siciliana. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. È iscritto a parlare l'onorevole De
Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie Presidente. Se l'Assessore Dagnino mi ascolta,
perché altrimenti non posso intervenire se l'Assessore è al
telefono.
PRESIDENTE. Cosa, onorevole De Leo?
DE LEO. Quando l'Assessore mi ascolta...
PRESIDENTE. Onorevole De Leo, l'ascolto io con piacere.
L'Assessore adesso terminerà.
DE LEO. Assessore Dagnino
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Leo.
DE LEO. Grazie, Presidente. Questo è un altro di quegli articoli
che è condivisibile, uno dei pochi condivisibili della legge di
stabilità.
Io, Presidente, credo che l'istituzione del South Working sia una
scelta moderna e coerente però, ampiamente sono intervenuti i
colleghi che mi hanno anticipato sui punti critici di questo
articolo, ma volevo rispondere anche al collega Dipasquale che
questo è lo stesso articolo che è stato presentato, Assessore, in
variazione di bilancio e non approvato dall'Aula.
Già in quella seduta di variazione di bilancio diversi sono stati
gli interventi che chiedevano di migliorare, di modificare, questo
intervento.
Inoltre, aggiungo, essendo componente della Commissione Attività
produttive, che anche in Commissione - qui c'è il Presidente della
Commissione che può confermare - abbiamo evidenziato una serie di
criticità e abbiamo chiesto a lei di intervenire e di riscrivere
questo articolo in un modo più consono, più adeguato.
Io ritengo quindi che l'impianto, Assessore, vada rivisto e quindi
condivido l'idea di sospendere l'Aula per vedere una riscrittura,
ci sono tanti emendamenti che vanno comunque nella direzione giusta
perché dobbiamo pensare che in questo momento ci sono già dei
lavoratori siciliani assunti da aziende che lavorano in Europa o al
Nord Italia e anche quelli devono avere la possibilità di rientrare
in Sicilia attraverso l'applicazione di questa norma.
Quindi, credo che sia opportuno, Presidente, che si sospenda
l'Aula per una riscrittura dell'articolo 3 che, ripeto, dal punto
di vista delle intenzioni è chiaramente condivisibile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo. È iscritta a parlare
l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Assessore Dagnino e Presidente
della Regione, intanto devo dirle grazie, Assessore, ma non in
fondo in fondo, perché questa è l'unica misura che pensa ai giovani
siciliani inseriti in questa manovra ma è una misura tiepida, molto
tiepida, tant'è che abbiamo pensato, Assessore, a una riscrittura
che capovolga completamente la misura, perché dare degli incentivi
alle imprese a cui viene imposto lo smart working non lo riteniamo
opportuno, perché chi decide di venire a lavorare in Sicilia,
quindi i lavoratori che decidono di venire a lavorare qui, hanno
bisogno di un'attività, di un'organizzazione completa, che preveda
anche l'installazione di nuove tecnologie.
Ecco perché la riscrittura che il Movimento 5 Stelle ha pensato è
quella di prevedere innanzitutto che l'incentivo venga dato ai
lavoratori e non alle imprese, anche perché già ci sono tantissime
imprese che già prevedono il lavoro agile, anche al cento per
cento: ecco perché noi invece prevediamo di dare l'incentivo
direttamente ai lavoratori che decidono di venire qua in Sicilia
con una serie di agevolazioni che partono innanzitutto da un
contributo dato ai canoni di locazione.
E, quindi, chiedo all'Assessore di guardare con attenzione
l'emendamento che abbiamo depositato alla manovra, che prevede
esattamente un cambio di paradigma e, quindi, chiedo di apprezzare
questo emendamento e se non di rivedere una riscrittura che prevede
lo stanziamento direttamente ai giovani lavoratori.
Voglio evidenziare come ci sia un'emorragia inarrestabile in
Sicilia: ben 56 mila lavoratori e giovani laureati sono andati via
dalla Sicilia ed è una fuga dei cervelli, dei migliori cervelli
della Sicilia.
Quindi, chiedo a questo Governo regionale di non fermarsi
all'unica misura, articolo 3, prevista nella finanziaria, che pensa
ai nostri giovani cittadini siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. È iscritto a parlare
l'onorevole Cambiano.
Colleghi, vi chiedo sempre di lasciare liberi i banchi del
Governo, soprattutto quello dell'assessore Dagnino. Onorevole
Pellegrino, colleghi. Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. Il mio è un intervento che giunge
dopo alcuni interventi, anche di esponenti della maggioranza che
sostengono questo Governo. Come non esprimere apprezzamento per una
misura che dà un incentivo al lavoro agile, una misura che può
permettere a tanti giovani di non scegliere tra il lavoro e le
proprie radici. Però, volevo riportare alla realtà alcuni esponenti
di Fratelli d'Italia, di Forza Italia che hanno disegnato un mondo
che non c'è, delle rivoluzioni rispetto all'introduzione di queste
norme.
Si faceva riferimento all'articolo 1 approvato ieri: gli incentivi
alle imprese che assumono. Belli, pregevoli, ma vedete, cari
colleghi di maggioranza, lo stesso articolo 1 abrogava, al comma
10, una norma approvata nel 2024, che prevedeva 50 milioni di euro
come incentivi alle imprese che assumono.
E, allora, cerchiamo di ritornare alla realtà, perché nel 2024
quella norma - già presentata come "rivoluzionaria", perché
finalmente si pensa ai veri temi che toccano la carne viva dei
siciliani, il lavoro, la mancanza di lavoro, la ripresentiamo nel
2025 per il 2026, definendola come una misura "straordinaria".
Peccato che quei 50 milioni di euro non siano stati spesi Quindi,
sarei molto cauto rispetto alla positività registrata negli
interventi dei colleghi di maggioranza.
Come non apprezzare le misure che sostengono ed incentivano il
lavoro Ma anche in questo articolo 3 manca un disegno strutturale,
una cornice chiara rispetto a queste misure che incentivano il
lavoro agile perché vede, Presidente, vedete, cari colleghi della
maggioranza che, ovviamente, siamo tutti disinteressati perché pare
che il tema del lavoro e dei giovani non interessi a tutti
Vedete qual è il problema? Il problema è strutturale, perché bene
queste misure, ma quando dico che manca una cornice strutturale è
perché abbiamo perso di vista le priorità, perché abbiamo perso di
vista i servizi essenziali, perché il coinvolgimento degli enti
territoriali, come comuni e province, è timido in questo articolo,
nella predisposizione di questo articolo. Invece, dovrebbe essere
centrale il ruolo svolto dai comuni e dalle province, perché manca
la vera strategia di sviluppo e la mia impressione e la mia
sensazione è che si continui in un'eterna propaganda che serve solo
a scrivere qualche articolo di giornale e a impiegare qualche ora
in Aula, per poi ritrovarci, fra qualche mese, ad abrogare le norme
già approvate.
Io, al termine dell'intervento, desidero veramente ringraziare
tutti per l'attenzione, perché è veramente bello, oltre che
gratificante ed edificante, intervenire in un'Aula che presta
attenzione, perché sembra che qua siamo, veramente, per impiegare
il tempo e far trascorrere minuti nell'attesa si trovino gli
accordi, ci si metta d'accordo se sospendere l'Aula, se riscrivere
l'articolo 3...
PRESIDENTE. Colleghi In fondo all'Aula, Presidente Pellegrino,
non si faccia sempre richiamare Se cortesemente, in fondo
all'Aula, c'è un attimino un po' più di silenzio per ascoltare i
colleghi che stanno intervento, perché ho difficoltà, pure io, ad
ascoltare i colleghi col microfono acceso.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina, poi ho l'ultimo
intervento dell'onorevole Sunseri e quindi vediamo come proseguire
con la votazione.
Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ritengo
che l'articolo 3 sia una di quelle norme che di questo disegno di
legge possa salvarsi, al netto di alcune questioni che - a mio
avviso - andrebbero corrette, anche alla luce degli interventi che
mi hanno preceduto, le osservazioni del collega Giambona, le
osservazioni del collega Tomarchio, del collega De Leo; ho letto,
nel fascicolo, una serie di emendamenti che sono particolarmente
importanti e interessanti, anche perché questa norma, per com'è
scritta - vuole perseguire un obiettivo sicuramente nobile,
importante: quello di garantire il rientro o, comunque, la non
fuoriuscita di tanti giovani siciliani e anche meno giovani -
credo possa essere, però, pregiudicata da alcuni errori nella
scrittura della stessa.
Quindi, io penso davvero che su questa norma - come diceva anche
il Capogruppo del Partito Democratico - bisognerebbe, come abbiamo
fatto ieri, Presidente, che ci siamo seduti, abbiamo ragionato,
abbiamo preso spunto delle osservazioni che sono provenute
dall'Aula, talvolta dall'opposizione, talvolta dalla maggioranza e
abbiamo fatto una norma che, penso, che, se riusciremo ad avere il
placet della Commissione europea, potrà raggiungere dei buoni
obiettivi.
Abbiamo introdotto delle cose, ieri, che siamo la prima Regione,
abbiamo, per la prima volta, incentivato la riduzione dell'orario a
35 ore settimanali - che sarebbe una grande conquista, per esempio,
per le donne per coniugare i tempi di vita e di lavoro - e io penso
che anche sull'articolo 3 si debba fare questo lavoro.
Dunque, iniziare adesso a votarla - a mio avviso - sarebbe un
errore e sarebbe più corretto accantonarla un attimo, verificare i
testi degli emendamenti che sono stati presentati, tenere conto
anche delle indicazioni che hanno fornito i colleghi di maggioranza
e arrivare a un testo che possa essere condiviso; perché, alla
fine, gli articoli 1, 2 e 3 di questa manovra possono rappresentare
un patrimonio comune - se c'è questa volontà - altrimenti ci si
confronta col voto.
PRESIDENTE. Ho l'ultimo intervento dell'onorevole Sunseri e poi
ascolterò il Governo rispetto alle richieste che sono state fatte
dai colleghi in Aula.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli Colleghi, Governo, allora,
intanto, per il futuro, suggerirei di evitare inglesismi perché dal
dibattito è apparsa qualche lacuna, qualche carenza di pronuncia
che, forse, è meglio evitare; dato che stiamo scrivendo una legge
che andrà in Gazzetta della Regione siciliana è meglio utilizzare
termini in italiano, che anche quelli, diciamo, a volte, vabbè...
Due passaggi: allora, il primo. Io non sono convinto che questa
sia una norma facilmente applicabile, altre che avevano un tenore
da aiuto di Stato, nel corso degli anni - come abbiamo detto ieri
- non hanno avuto vita facile, né applicazione facile; anche qui,
purtroppo, Presidente Schifani, Assessore, noto, per l'ennesima
volta, questa farraginosità nel decreto, perché qui, addirittura,
si parla del decreto del Presidente su proposta dell'Assessore per
la famiglia, di concerto con l'Assessore per l'economia, sentita la
Commissione. Ci sono: la Presidenza, due assessorati e la
Commissione, e quindi la Commissione va sentita, eviterei magari
uno dei due Assessorati o si procede in modo diverso, ma la
possiamo riscrivere.
Detto ciò, sono anche disposto a votare favorevolmente questo
articolo, ripeto pur nelle perplessità dell'applicazione già
esplicate da diversi colleghi prima di me.
Presidente, io vorrei che lei si prendesse un impegno: che a fine
anno, comunque relazionasse l'Aula sull'applicazione di questa
norma, perché le cifre non sono indifferenti.
Quindi se lei riuscirà a portarlo a casa e ottenendo i risultati
che tutti noi ci auguriamo, saremo tutti contenti addirittura di
rifinanziare per gli anni a venire.
SCHIFANI, presidente della Regione. È uno stimolo anche per noi.
SUNSERI. Se invece alla fine dell'anno ci rendiamo conto che non
ha funzionato, per tutta una serie di ragioni; aiuti di Stato,
aziende che non partecipano, giovani che non fanno... abbiamo la
possibilità di rivedere le risorse, utilizzarle altrove. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Dagnino, rispetto alle proposte
e richieste che sono state fatte in Aula.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, abbiamo
ascoltato con molto interesse il contributo che è venuto dall'Aula
e il Governo conferma, come già avvenuto nei giorni scorsi, in
particolare ieri con l'articolo 1, la disponibilità ad approfondire
e trovare una sintesi, cosa per la quale credo sia necessaria una
breve interruzione, prima della quale, però, vorrei confermarvi che
è pronto, già consegnato alla Presidenza il testo dell'articolo 2,
riscritto in coerenza con quanto stabilito ieri dall'Aula
sull'articolo 1; quindi se la Presidenza lo ritiene, si potrebbe
prima dell'interruzione, velocemente passare al voto dell'articolo
2, e poi appunto fermarci per riformulare e stabilire gli
emendamenti da accogliere favorevolmente sull'articolo 3. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
A questo punto, colleghi, visto le richieste che sono state fatte
da molti che sono intervenuti in Aula e la disponibilità da parte
del Governo, io ritornerei all'articolo 2, di cui trovate la
riscrittura all'interno dei vostri tablet.
Lo troverete all'interno della cartella: "fuori sacco ,
emendamenti fuori sacco", è il 2.Gov, emendamenti fuori sacco
2.Gov ed è la riscrittura del Governo dell'articolo 2, che tiene
conto ovviamente delle approvazioni fatte dall'articolo, le
modifiche fatte all'articolo 1, e quindi io, porrei in votazione...
Certo sì, no, no, no non lo sto facendo votare, adesso vediamo se
l'assessore, vuole illustrare le modifiche fatte, assessore, del
2.Gov, così nel frattempo voi avete la possibilità di poterlo
leggere e l'assessore illustra l'emendamento.
Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, come avevo anticipato
si tratta semplicemente di rendere coerente l'articolo 2, con le
modifiche fatte ieri, quindi in relazione all'iter di approvazione
della norma abbiamo eliminato il riferimento al decreto del
Presidente della Regione, c'è soltanto l'assessore al lavoro
d'intesa con l'assessore all'economia, sentita la Commissione
perché, insomma, chiaramente gli assessori sono espressione del
Governo, e quindi è già automatico che siano in linea con le
intenzioni del Presidente.
Per quanto riguarda poi la maggiorazione al 15%, abbiamo
riprodotto i casi in relazione ai quali spetta la maggiorazione del
15%. Inoltre, abbiamo, altresì, introdotto quelle due modifiche di
natura strettamente tecnica, al comma 2 bis, finalizzate a
circoscrivere per legge i parametri da considerare ai fini del
calcolo del beneficio, al fine di evitare che una eccessiva,
diciamo, generalità e astrattezza della norma potesse, diciamo, poi
indurre difficoltà applicative. Questo era stato anche segnalato
dal Servizio Studi, dal Servizio Bilancio dell'Assemblea regionale.
E poi il riferimento alla aut aut anziché et et quale causa di
esclusione, legata alla presenza di violazioni in materia di lavoro
o di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Quindi in contratti collettivi e sicurezza sul lavoro, nel testo
base per un refuso era scritto: "e l'una e l'altra", cioè come
dire, che l'esclusione operava a condizione si fossero ottenute due
violazioni contestualmente, che era come dire: "nessuna
esclusione"; era più corretto scrivere aut aut, anziché, et et.
Queste sono le modifiche, sono esattamente finalizzate ad
allineare il testo con quello approvato ieri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
analizzando brevemente la riscrittura chiedo che l'assessore
precisi due questioni: la prima è relativamente agli obblighi di
assunzione previsti dalla legge n. 68 del 99, ossia che l'articolo
si applica e si mantiene il contributo a quelle aziende che hanno
assunto l'invalido attraverso ICP e non alle aziende che, dopo non
avere assunto, hanno pagato la sanzione per non avere assunto
perché noi dobbiamo mirare ad un'applicazione sostanziale delle
norme e non all'aggiramento delle stesse. Spesso, infatti, le norme
sulle assunzioni dei disabili prevedono determinate quote, le
aziende non provvedono, pagano le sanzioni e tecnicamente l'obbligo
di legge è assolto mentre noi dobbiamo mirare alla natura
sostanziale della norma di quella legge 68, quindi, terrei a una
sua precisazione nel corpo normativo; la seconda questione, sul
comma 8: corretto non dare il contributo a chi non ha rispettato le
norme nei tre anni precedenti ma non ho visto se già nel testo c'è
e se non c'è andrebbe aggiunta anche la previsione del recupero del
contributo che io ti do se tu le violi domani perché non le hai
violate nei tre anni precedenti; io ti do il contributo e dopo sei
mesi le vai a violare, ma a quel punto io ti revoco il contributo e
questa cosa la possiamo fare lo stesso.
Quindi, Presidente, io subordino, lo dico sin d'ora, il parere
favorevole su questa norma da parte del Gruppo all'inserimento di
queste due precisazioni in maniera proprio chiara ed esplicita nel
corpo normativo.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aspetti, assessore, c'è l'intervento pure
dell'onorevole Catanzaro così poi facciamo un'unica risposta.
Prego, ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, diciamo
che l'intervento di ieri fatto sull'articolo 1 lo rifaccio
sull'articolo 2, perché ieri abbiamo accantonato l'articolo 1,
abbiamo fatto un lavoro per cercare di inserire alcuni accorgimenti
che arrivavano dai banchi dei parlamentari di maggioranza e di
opposizione e, alla fine, l'articolo 1 è andato. Sull'articolo 2
devo dire, assessore Dagnino, siccome raccoglie quello che abbiamo
già messo dentro l'articolo 1, è chiaro che il collega De Luca
poneva alcuni quesiti. Spero che l'assessore possa su questo
articolo perché ritengo che forse, Presidente della Regione, due,
tre, quattro sono gli articoli, noi continuiamo ancora a dirlo al
Governo cercando di farvi comprendere e non perdiamo occasione di
dire che una manovra finanziaria di 1,3 miliardi, dove, ovviamente,
si è partiti da 28 e si è arrivati a 134 vi state ancora
concentrando e siete ostinati a portare 134 articoli in questo
Parlamento quando, di fatto, ci dovremmo occupare di cose che hanno
davvero un interesse nei confronti delle siciliane e dei siciliani
con forti cose tangibili. Le opposizioni vi stanno dicendo, vi
stanno incalzando, lo stanno continuando a dire che ci sono temi
importanti che, come opposizione, vi abbiamo posto e voi fate finta
di girarvi dall'altro lato, però noi sempre con grande senso di
responsabilità, perché è chiaro che vi continuiamo a dire che siamo
pronti a fare la battaglia in Aula se voi continuate sull'idea di
intervenire con i diversi articoli però su questi articoli
ragionevoli come l'articolo 2, se ci sono ancora degli accorgimenti
che si possono fare, penso che il Governo abbia la buona, come
dire, capacità di accoglimento rispetto a quelli che possono essere
gli accorgimenti che non vanno di fatto a snaturare l'articolo; e
noi come, Gruppo del Partito Democratico, come abbiamo fatto già
ieri sera sull'articolo 1, lo stiamo facendo adesso sull'articolo
2, dove i colleghi vi hanno posto le problematiche, ma come abbiamo
anche già fatto nella discussione, assessore Dagnino, dell'articolo
3, quindi, io ritengo che sull'articolo 2, se ci sono degli
accorgimenti, da parte nostra c'è l'accoglimento per poter dare il
semaforo verde a questo articolo che di fatto aiuta e incentiva
proprio il lavoro, quindi le categorie produttive. E noi su questo
ci trovate pronti a dare una mano rispetto a questi aspetti, ma su
tutte le altre cose vi possiamo già sin da adesso dire che l'Aula
non sarà assolutamente clemente e su ogni cosa che non ci convince
potremmo chiedere il voto segreto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È iscritto a parlare
l'onorevole Scuvera. Ne ha facoltà.
SCUVERA. Presidente, solo uno spunto, ho visto la riscrittura
dell'emendamento 2.Gov, sono d'accordo, però considerato che siamo
ancora in fase di poter sistemare questo emendamento, io direi di
poter aggiungere, proprio per non tenerli esclusi, tutti coloro che
sono inseriti nelle liste delle categorie protette della legge 68
del 1999, perché abbiamo previsto le donne, abbiamo previsto gli
uomini sopra i cinquant'anni.
Noi sappiamo che queste categorie di persone disabili o invalidi
civili inserite nelle categorie protette hanno difficoltà
nell'inserimento nel lavoro.
Il 15% per cento lo potremmo prevedere anche per coloro che sono
inseriti nelle liste protette 68/ 1999.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Dagnino. Ne ha
facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie, rispondo con ordine
agli interventi.
In relazione alle osservazioni dell'onorevole Antonino De Luca, io
suggerirei, se foste d'accordo, di non formulare disallineamenti
testuali tra l'articolo 1 e l'articolo 2 che saranno gestiti anche
nelle interlocuzioni con Palazzo Chigi e con la Commissione europea
unitamente, perché evidentemente sono due aspetti dello stesso tipo
di intervento.
Tuttavia, condividendo i rilievi dell'onorevole Antonino De Luca,
credo che si possa intervenire proficuamente nel decreto attuativo,
dove si può meglio specificare quali sono le condizioni alle quali
non ricorrono oppure se decade naturalmente con conseguente obbligo
recuperatorio.
In relazione all'intervento dell'onorevole Catanzaro, io ringrazio
per l'apprezzamento su questi articoli, come ho già detto alla fine
della discussione generale, noi non ci sottraiamo come Governo alla
espunzione di un certo numero di emendamenti che la Presidenza
dovesse ritenere non coerenti con le finalità e con la natura della
legge finanziaria; non si è ancora arrivati a questo risultato di
stralcio, però, ecco, c'è la massima disponibilità al dialogo da
parte del Governo su questo. Infine, mi sia consentito di dire e
confido che non siano soltanto queste tre le misure che possano
trovare una condivisione ampia in Aula, perché vi sono anche,
credo, altre misure di carattere generale, soprattutto nel testo
base del Governo, ma non soltanto, anche nel testo aggiuntivo
esitato dalla Commissione, che credo, almeno questo è l'auspicio
del Governo, possano trovare la più ampia condivisione da parte
dell'Aula.
In relazione a quanto osservato dall'onorevole Scuvera, ancora una
volta, non vorrei proporre dei disallineamenti tra il testo
dell'articolo 1 e quello dell'articolo 2, ma penso che potremo
valutare in sede di decreto attuativo di intervenire in quel senso.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Bene, colleghi, credo che con
questa rassicurazione che ha dato l'Assessore rispetto ai quesiti
che sono stati posti successivamente al deposito dell'emendamento
2. Gov, possiamo passare alla votazione dell'emendamento 2.Gov, col
parere favorevole...
DE LUCA Antonino. Sto predisponendo l'emendamento su cui vorrei
che l'Assessore si esprimesse o prendesse impegno ad accoglierlo
come ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha già preso l'impegno, onorevole De Luca; va bene
come ordine del giorno, ma intanto votiamo il 2.Gov. È un
subemendamento?
Onorevole De Luca, siccome noi non possiamo andare a modificare
nuovamente l'articolo 1, che abbiamo già approvato, ho parlato con
il Governo e dovremmo andare a modificare l'articolo 1. Questo lo
accogliamo e lo trasformiamo in ordine del giorno, perché non
possiamo andare a modificare nuovamente l'articolo 1 che abbiamo
già approvato.
L'onorevole De Luca chiede di parlare. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Allora, la questione dell'articolo 1 è soltanto
una questione di allineamento, ragion per cui l'Assemblea ha due
strade: approvarlo, adesso, e modificarlo nell'articolo 1, ai sensi
dell'articolo 117, alla fine dei lavori; oppure, l'unanimità...
oppure, un attimo, scusi, Presidente...
Sono due articoli diversi, ci siamo? L'articolo 1 è stato
approvato, l'articolo 2 che stiamo discutendo oggi. Se io, adesso,
approvo un articolo che in qualche modo non si allinea con quelli
precedenti approvati, il Regolamento assembleare - il segretario lo
confermerà - consente l'allineamento dei due articoli con il 117,
al termine dei lavori. Quindi, intanto è un falso problema.
In secondo luogo, anche con l'unanimità dell'Assemblea, si può
tornare sull'articolo 1, appunto con l'unanimità, per cui io direi
che, siccome stiamo parlando di tutela dei lavoratori e di tutela
dei disabili e non di argomenti di basso cabotaggio, credo che una
riflessione vada accolta da quest'Assemblea, perché credo che il
clima lo consenta.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, lei vuole fare un'ulteriore
osservazione?
DAGNINO, assessore per l'economia. Fermo restando che nel merito
non c'è contrarietà, anzi il Governo condivide l'emendamento, io
intravedo solo consentitemi di fare una riflessione giuridica, a
meno che non vi fossero spazi per il riallineamento anche
dell'articolo 1, non mi ero consultato un momento prima con la
Presidenza.
Mi sembrava che non vi fossero spazi in questo senso, non so se
adesso si può parlare dell'articolo 117.
Se ci sono spazi tecnici siamo favorevoli, se non dovessero
esservi spazi tecnici andare a fare la modifica solo sull'articolo
2, non sull'articolo 1, paradossalmente va a ridurre la tutela di
quei disabili perché poi mi impedirebbe con il decreto di andare a
intervenire, perché, come sapete, un criterio interpretativo è che
il legislatore se lo dice da un lato e non lo dice dall'altro vuol
dire che dall'altro non lo voleva. Quindi non potrei colmare il
vuoto, col decreto, se lo faccio, della norma.
È solo una riflessione giuridica ma mi rimetto alla Presidenza.
DE LUCA Antonino. Si può fare? Se si può fare bene, se no niente.
PRESIDENTE. Se c'è l'unanimità da parte dell'Aula e del Governo.
Non è un 117, onorevole De Luca, assessore Dagnino.
Faremo una modifica ma con l'unanimità dell'Aula e del Governo.
Stiamo numerando il subemendamento che è stato presentato, a breve
lo troverete sui tablet in maniera tale che votiamo e poi andiamo a
fare la modifica all'unanimità.
Onorevoli colleghi, troverete il subemendamento 2.GOV.1 sul
tablet.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione il 2.GOV, così come emendato. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 2.
Preannuncio che alla fine dei lavori ci sarà poi la modifica che
abbiamo concertato, quindi ai sensi dell'articolo 117,
all'unanimità.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lantieri e D'Agostino hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. Vista la disponibilità da parte del Governo e viste le
richieste che ci sono state da parte di alcuni, anzi di molti
colleghi in Aula, io sospenderei la seduta, così come abbiamo fatto
ieri sull'articolo 1, per quindici minuti, per dare così il tempo
all'Assessore, al Governo, assieme ai colleghi che sono
intervenuti, di poter fare le modifiche e concertare sulla modifica
dell'articolo 3, e poi procedere con il voto. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 14:29)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, onorevole Di Paola, dopo
l'interlocuzione con il Governo circa la possibilità di poter
emendare, ampliare la platea, io chiedo, intanto, all'assessore
Dagnino di poter prendere l'impegno, formalmente, in Aula.
Onorevole Catanzaro, se le interessa, giusto così, se le
interessa...
Prego, assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Si, grazie.
L'interlocuzione è stata particolarmente intensa e proficua,
perché sono state avanzate varie ipotesi di ampliamento della
platea che, naturalmente, però ci siamo resi conto, pur avendo
dedicato parecchio tempo, richiedono un ulteriore approfondimento
sotto vari aspetti, anche nella formulazione letterale della norma
e non ci paiono compatibili con i tempi d'Aula. Però, confermiamo
la volontà politica del Governo di portarli avanti nelle prossime
occasioni utili, già sin da subito a gennaio, quando avremo anche
la trattazione, eventualmente, degli ordinamentali dove potrebbero
anche essere, speriamo, disponibili risorse aggiuntive.
Quindi, confermo, sia in relazione alla proposta che era stata
avanzata dall'onorevole Varrica, che proponeva di aggiungere i
soggetti che vengono trasferiti e, in quel caso, non sarebbero
nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma semplicemente
trasferimenti di chi già ha un rapporto a tempo indeterminato; sia
la proposta che veniva dall'onorevole Tomarchio che era ancora più
ampia, che guardava ai soggetti che stanno fuori dalla Sicilia da
almeno cinque anni e che decidono di trasferirsi in Sicilia,
ebbene, là soprattutto vi è un tema legato all'esigenza di definire
bene cosa vuol dire lavorare da cinque anni in Sicilia, che
richiede degli approfondimenti, ma naturalmente il Governo
condivide.
Vi è anche l'esigenza di non diluire troppo la misura su una
platea, eccessivamente elevata e quindi sarebbe anche auspicato da
parte del Governo potere stabilire risorse aggiuntive per queste
misure. Grazie.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Tomarchio e
l'onorevole Adorno, e poi si va al voto. Ne hanno facoltà.
Prego, onorevole Tomarchio.
TOMARCHIO. Signor Presidente, solo per esprimere tutta la
soddisfazione e il ringraziamento al Governo per l'ascolto e
l'impegno assunto davanti a questo Parlamento perché riteniamo,
credo che sia una valutazione condivisa, che è certamente
importante incentivare il lavoro agile, lo smart working e
quant'altro, ma la vera sfida, la vera sfida di questo Parlamento,
è fare rientrare i giovani in Sicilia. Quindi, grazie e andiamo
avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Si, grazie, Presidente, desideravo ringraziare l'assessore
Dagnino per essere stato disponibile all'ascolto ed avere allargato
la platea a quell'emendamento che poc'anzi avevo illustrato in
Aula.
Essere disponibile all'ascolto ed evidentemente non poterlo fare
in questa stessa manovra, ma l'assessore Dagnino si è preso
l'impegno, da parte sua e di tutto il Governo regionale, nella
prossima manovra di recepire, quindi un ordinamentale, o vedremo la
modalità esatta che sarà individuata, che permetterà, appunto,
anche ai lavoratori a tempo indeterminato di poter rientrare con un
incentivo che darà la Regione siciliana, quindi non discriminare i
lavoratori a tempo indeterminato che lavorano nelle altre regioni
italiane e permettere loro di rientrare nella nostra Terra.
Grazie, assessore, grazie Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, io ero intervenuto all'inizio di
questo articolo 3.
Abbiamo fatto un lavoro cercando di mettere dentro alcuni
accorgimenti che provenivano dai banchi dei colleghi deputati di
maggioranza e opposizione.
Abbiamo anche dibattuto sulla natura di questa norma, l'assessore
Dagnino lo sa. È una norma che, comunque, non lascia la
soddisfazione, perché noi stiamo parlando soltanto ad una fascia,
l'occupazione, non stiamo parlando di fare rientrare i giovani da
dove, ovviamente, lavorano, cioè fuori la Sicilia, in Sicilia.
Qualche anno fa ho presentato un disegno di legge proprio in tal
senso.
Auspico - al di là di questa norma cui, ovviamente, dopo questo
lavoro ci accingiamo a dare il nostro parere positivo - che ci
possa essere e l'Assessore Dagnino penso che questo impegno lo
abbia preso proprio per portare una norma in tal senso, perché
altrimenti quello che ci siamo detti rimane nullo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Prego, onorevole De Luca, ormai l'ultimo intervento.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, noi come Movimento 5 Stelle,
accogliamo favorevolmente, come abbiamo sostenuto sin dall'inizio,
tutte quelle norme che possano favorire il lavoro, il lavoro in
Sicilia, il rientro dei siciliani e qualsiasi altra norma che vada
in questa direzione.
Abbiamo proposto alcuni correttivi, alcuni che sono stati accolti
in questa sede e alcuni che saranno invece inseriti nel prosieguo
degli strumenti che andremo ad approvare durante l'anno 2026,
secondo gli impegni che già l'Assessore Dagnino ha assunto.
Cionondimeno, il nostro favore morale, etico, politico nei
confronti di una norma che, comunque, dovrebbe tecnicamente mirare
ad agevolare le assunzioni e il rientro in Sicilia o la permanenza
in Sicilia dei nostri conterranei, non possiamo nascondere che
qualche dubbio sull'effettiva operatività di questa norma e di come
questa possa essere esaminata, in sede poi di verifica, da parte
del Consiglio dei Ministri e dell'Avvocatura di Stato qualche
dubbio a noi permane.
Ragion per cui noi voteremo favorevolmente all'approvazione di
questa norma, però rimanga agli atti che qualche dubbio per noi
rimane sulla sua rendicontabilità, sulla sua messa in campo,
sull'eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri.
Per cui non stiamo a dire che non vogliamo che si introducano
misure per i lavoratori e per le imprese, però gradiremmo che non
siano norme spot che servono a riempire i giornali di altisonanti
titoloni e poi finisce che non hanno alcun tipo di riscontro
pratico.
Per cui, Signor Presidente Galvagno, stiamo investendo il Governo
di una responsabilità: si sono presi la responsabilità di costruire
questo testo, si sono presi la responsabilità di portarlo in Aula.
Adesso, noi non ci frapponiamo ma consegniamo la responsabilità di
renderlo pratico.
Vedremo e, sicuramente, ci aggiorneremo sul punto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Pertanto, dopo i lavori di sintesi che sono stati fatti, gli
emendamenti immagino che siano ritirati.
Andiamo quindi agli emendamenti che sono rimasti fuori sacco ,
che sono il 3.47 bis e il 3.48, li avete nei tablet.
L'emendamento 3.47 aggiunge le imprese fuori Unione europea.
L'emendamento 3.48 non l'avete concordato questo, Assessore?
CATANZARO. No, non sono d'accordo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Ok, niente. Al solito, onorevole Catanzaro
Si passa all'esame dell'emendamento 3.47 bis. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 3.48. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo dunque in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Sospendiamo la seduta per due ore, così da poter pranzare e
provare a fare la sintesi sugli altri articoli. Ci rivediamo alle
ore 16.40.
(La seduta, sospesa alle ore 14.42, è ripresa alle ore 18.22)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Chiedo al Governo di prendere posto. Andiamo avanti. Avevano
chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro e l'onorevole De Luca
Antonio sull'articolo 4.
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io sull'articolo 4, così come sui successivi 5, 6 e 7,
chiedo che si avvii una fase di riflessione per arrivare alla
riscrittura complessiva di questi articoli che contengono norme, a
mio avviso, importanti su temi, però, mal posti all'attenzione
dell'Assemblea e che, quindi, necessitano, sicuramente, di avere
delle riscritture in accoglimento anche degli emendamenti che le
opposizioni hanno proposto, ma se il Governo non vuole arrivare a
un braccio di ferro e alla richiesta di voto segreto su queste
quattro norme è fondamentale che vengano accantonate e ridiscusse.
PRESIDENTE. Accolgo la sua richiesta: gli articoli 4, 5, 6 e 7
sono accantonati.
PRESIDENTE. Pertanto, andiamo all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Provvedimenti in ordine al governo delle liste di attesa
nelle Aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario
regionale
1. Al fine di migliorare i processi decisionali e il monitoraggio
relativo al governo delle liste di attesa delle Aziende sanitarie
ed ospedaliere del Servizio sanitario regionale e delle strutture
private convenzionate, l'Assessorato Regionale della Salute è
autorizzato ad adottare azioni di miglioramento del sistema con
particolare riferimento agli interventi di seguito indicati:
a) potenziamento della componente applicativa di prenotazione del
sistema SovraCUP anche con l'ausilio di applicazioni tecnologiche
innovative che contattino con operatori virtuali i pazienti per
ricordare ora, data e luogo della visita prenotata;
b) attivazione della piattaforma regionale per le liste di attesa
ed integrazione della stessa con la piattaforma nazionale per le
liste d'attesa (PNLA);
c) adeguamento infrastrutturale e tecnologico del sistema di
prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;
d) sviluppo di un cruscotto avanzato di monitoraggio con l'ausilio
dell'intelligenza artificiale (IA);
e) conduzione operativa ed affiancamento con l'acquisizione di
soluzioni innovative.
2. Per le finalità di cui al presente articolo, per il triennio
2026-2028, è autorizzata la spesa di euro 6.100.000,00 di cui euro
3.050.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2026, euro
1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2027 ed euro
1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2028 (Missione 13,
Programma 7).
3. L'Assessorato regionale della salute monitora e aggiorna
costantemente le attività sviluppate ai sensi del presente
articolo, al fine di consentire il regolare governo delle liste di
attesa.
4. L'Assessore regionale per la salute, entro il 30 novembre di
ogni anno, trasmette alla Commissione legislativa permanente
Salute, servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale
siciliana una relazione in ordine a:
a) tempi medi di attesa per le prestazioni specialistiche per
provincia, evidenziando le variazioni rispetto all'annualità
precedente;
b) mortalità per patologia nelle singole province;
c) dati relativi alla mobilità extraregionale per provincia,
limitatamente ai ricoveri ospedalieri;
d) dati relativi alla mobilità tra province suddivisi per DRG.».
Sull'articolo 8 vuole intervenire il Governo. Mi sembra che è
sempre stato molto disponibile nel voler trovare delle soluzioni
migliorative. Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, volevo semplicemente
confermare la disponibilità del Governo a operare nel senso
auspicato dall'onorevole De Luca.
PRESIDENTE. Ci sono interventi?
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sempre lei vuole intervenire? Ne ha
facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, Governo, approfittando anche della
presenza dell'Assessore per la salute, per evidenziare un aspetto
che avevo già evidenziato - quindi, torno a ribadirlo - in sede
di discussione generale, ossia che questo articolo, Presidente
Galvagno, porta un titolo fuorviante che è quello della riduzione
delle liste d'attesa.
Nella realtà, questo articolo contiene norme e impegna diversi
milioni di euro per un'attività che poco ha a che vedere con la
riduzione delle liste d'attesa, ma che riguarda, per lo più, il
monitoraggio delle liste d'attesa. Infatti ci dice che al fine di
migliorare i processi decisionali e il monitoraggio relativo al
governo delle liste di attesa, si investe tutta una serie di somme
sul potenziamento delle componenti applicative, la realizzazione di
una piattaforma regionale...
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
...l'adeguamento infrastrutturale tecnologico del Cup, lo
sviluppo di un Cruscotto che utilizza l'intelligenza artificiale e,
all'interno di questa norma, che in gran parte, Presidente Di
Paola, si sarebbe anche potuto attuare con fondi già esistenti, sia
all'interno della linea del PNRR sia all'interno dei fondi per la
digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, infatti c'erano
tutta una serie di progetti che sarebbero potuti essere attuati
senza impegnare risorse regionali.
Innanzitutto, io desideravo sapere, anche da parte dell'Assessore
Dagnino e da parte dell'Assessore Faraoni, se è necessario
impegnare risorse regionali o, financo, si possano utilizzare fondi
della programmazione digitale, della programmazione sanitaria e
quant'altro; in secondo luogo, poi mi riserverò di intervenire,
nuovamente, Presidente Di Paola, perché in Commissione Salute
avevamo approvato all'unanimità, e anche col parere favorevole
dell'Assessore per la salute, un emendamento che andava a inserire
anche alcuni aspetti del monitoraggio, in particolare all'interno
delle aree provinciali, la mortalità per patologie e tutta un'altra
serie di dati che potranno aiutare l'Assessorato alla salute, così
come la Commissione Sanità, nella programmazione delle future reti
ospedaliere per capire quali servizi funzionano o hanno bisogno di
ridimensionamento o di un rafforzamento.
Però, io ci terrei, fermo restando che è un investimento opportuno
quello sulla digitalizzazione, sia chiaro, perché ci aiuta a essere
più rapidi, più precisi nel monitoraggio e nella esecuzione degli
interventi riparatori, però, è fondamentale, intanto, che si dia il
nome giusto: queste sono norme per il monitoraggio delle liste
d'attesa e, in secondo luogo, vorrei capire se questi fondi sono
gli unici utilizzabili, oppure se possiamo utilizzare i fondi delle
progettualità, i fondi del PNRR, i fondi per la digitalizzazione
della Pubblica Amministrazione. Semplicemente, per un corretto
utilizzo delle risorse regionali, non per osteggiare l'articolo
perché, comunque, l'articolo ha la sua importanza e su questo,
certamente, lo vogliamo migliorare, Assessore, come lo avevamo già
fatto in Commissione Salute, peccato che in Bilancio i pareri
della Commissione sono saltati senza essere stati correttamente
valutati, tra l'altro erano in invarianza di spesa, però, questi
aspetti sono fondamentali da precisare, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Man mano sto prendendo gli
iscritti a intervenire.
Ci sono: l'onorevole La Vardera, l'onorevole Campo e l'onorevole
Giambona e, poi, l'onorevole Cracolici.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Presidente, colleghi, Assessore Faraoni, a proposito
di liste d'attesa pregherei, Presidente, se fosse possibile, avere
l'attenzione dell'Assessore per la salute, Daniela Faraoni.
L'occasione è ghiotta, Assessore e Presidente, per raccontare
quello che sta accadendo a proposito di liste d'attesa all'interno
dell'Assessorato presieduto dall'assessore Faraoni, di fatto
commissariata da uno che si chiama Iacolino.
Perché è importante questa cosa?
Questa lista, Presidente, è la lista della vergogna all'interno
dell'Assessorato alla salute. In questa lista, Presidente, possiamo
vedere che abbiamo preso dei medici che dovrebbero lavorare
regolarmente nei reparti e che quindi potrebbero essere utili
proprio per dare assistenza alle persone che hanno bisogno, ai
pronto soccorso, ai reparti.
Bene cosa si fa? Si prendono questi soggetti, si comandano presso
l'Assessorato, gli si dà uno stipendio quasi triplicato, gli si
permette di lavorare negli uffici incensati d'oro dell'Assessorato
alla salute e, guarda caso, i nomi di questi comandati, di questi
fortunati che hanno la possibilità di lavorare all'interno degli
uffici sono sempre gli stessi: la figlia del dottore Iacolino, la
moglie del sindaco di Palermo Lagalla. E guarda caso, mentre stiamo
parlando perviene una lettera di fuoco di un'associazione di medici
la Coas che scrive una lettera incredibile: "Illustre Presidente,
ci permettiamo ancora una volta di sottolineare l'annosa vicenda
che riguarda la mancanza di medici all'interno dei vari reparti dei
nostri ospedali, nei presidi territoriali delle aziende sanitarie.
Se a tutto ciò affianchiamo anche le questioni di alcuni medici che
già da tempo lavorano all'interno degli uffici dell'Assessorato
alla sanità, professionisti con tanto di specializzazione:
ginecologi, odontoiatri, patologi clinici, pediatri, cardiologi,
biologi, farmacisti, possiamo dire che c'è qualcosa che funziona
male". Un sindacato continua e scrive "poi se i predetti medici
sono: la moglie del sindaco di Palermo, la figlia del dirigente
generale della pianificazione strategica, il cugino dell'assessore
alle attività produttive, la moglie dell'avvocato Amministrativista
Rubino, che si occupa di parecchi ricorsi contro l'Assessorato alla
salute, l'amico di un medico deputato di Forza Italia di Catania in
servizio presso il Dasoe , il tema si infittisce di seri problemi.
Purtroppo, caro Presidente, la questione ormai è degenerata quando
scopriamo che alcuni di questi comandati se indispensabili per gli
uffici vengono autorizzati a rimanere a casa con l'utilizzo del
lavoro agile. È una lettera vergognosa che arriva dal Coas,
Coordinamento Azione Sindacale dei medici dirigenti che parlano di
"imboscati" dentro l'Assessorato alla salute, medici che, se
utilizzassimo nei reparti, potremmo evidentemente evitare che
questo spreco avvenisse.
Ho qui davanti, sono atti pubblici, lo stipendio della dottoressa
Iacolino che da medico normale percepiva due mila euro al mese,
come per magia comandata quasi nove mila euro al mese.
Ma di che cosa stiamo parlando? È vergognoso È vergognoso I
costi, ovviamente lordi, non fate quelle facce strane perché il
costo è quello, questa lista se vuole assessore - che vedo che si
sta quasi stupendo - gliela consegno, gliela consegno e le dico: ma
è normale che presso il suo Assessorato lei si chiama dei medici
che dovrebbero stare in corsia e anziché stare in corsia nemmeno
vanno lì perché lavorano a distanza e, guarda caso, sono il gotha
della politica siciliana? La moglie del sindaco di Palermo, la
figlia del dirigente generale, il cugino dell'assessore Tamajo
La gente che ci guarda da casa è schifata da questa metodologia di
fare politica ed è inutile che il collega accanto dice che sono
Wanna Marchi della politica, ben venga se il Wanna Marchi della
politica tira fuori queste nefandezze che conoscete tutti e nessuno
ha coraggio di tirare fuori. Vergogna
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro e poi
l'onorevole Campo.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Non volevo
nemmeno intervenire sull'articolo che si stava trattando perché lo
trattavano i miei colleghi però, Presidente, le dico una cosa e
sarò breve e conciso
Noi, come Gruppo del Partito Democratico, non possiamo fingere di
non avere ascoltato quello che l'onorevole La Vardera ha appena
detto.
Io ritengo davvero gravi, qualora le cose dette dal collega La
Vardera fossero reali, e allora noi stiamo trattando il disegno di
legge di stabilità regionale, io spero che prima di continuare
sulla trattazione dell'articolo, avendo la presenza dell'assessore
al ramo e quindi l'assessore alla salute, l'assessore possa
rispondere sulle cose appena elencate e dette perché altrimenti
possiamo anche sospendere l'Aula, essendo una cosa grave.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, voi sapete che questa Presidenza
è una Presidenza plurale, e nonostante gli interventi devono essere
fatti solo ed esclusivamente sull'articolato, non ho interrotto il
collega La Vardera che ha espresso delle argomentazioni.
Poco fa l'assessore Faraoni mi ha chiesto la parola, io un attimo
l'avevo fermata per dare la parola a lei, collega Catanzaro. Però,
se l'assessore volesse intervenire anche per chiarire alcune cose -
colleghi, poi faccio intervenire successivamente - siccome siamo in
una argomentazione diversa rispetto all'articolato, ciononostante
non ho interrotto l'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore Faraoni.
FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, se lei mi
permette dò una breve esposizione in merito a questi fatti che sono
stati evocati dall'onorevole La Vardera, e solo a seguire dò una
relazione in merito all'articolato che ci stava impegnando.
Intanto, onorevole La Vardera, questo atto che lei oggi ha portato
qui in Aula è un atto di ricognizione che io ho fatto elaborare -
quindi su mia personale richiesta - perché ho dovuto prendere atto
di situazioni che sono in essere rappresentate anche con la
necessità di doverle mantenere, perché comunque noi abbiamo
un'organizzazione molto sofferente dal punto di vista della
presenza operativa di risorse umane.
Quell'atto di ricognizione l'ho voluto fare io perché ho voluto
vedere anche le scadenze naturali, ma vedere anche - e forse da
quello non si riscontra perché lì lei avrà soltanto in evidenza il
momento in cui abbiamo fatto l'ultimo atto di rinnovo - ma dietro
questi atti di rinnovo, sono andata a vedere, ci sono contratti che
risalgono al 2010, 2009, 2008, quindi non è una cosa che oggi noi
apprendiamo. Noi abbiamo lì operatori che ormai lavorano
all'interno dell'Assessorato, ma lei, ripeto, da quell'atto
ricognitivo non lo vede, perché lei vede soltanto l'atto che è
stato emanato in ultimo per l'attribuzione dell'incarico.
Questa situazione è veramente difficile e penosa, per cui la prima
cosa che ho fatto è stata quella di applicare, come ho imparato nel
mio percorso di vita professionale, le regole. Quindi, prima di
smobilitare dovevo chiaramente assicurare le funzioni di
produzione, mettendo dentro le risorse necessarie. Ho fatto un atto
di interpello: all'atto di interpello, che ha esaurito mi pare
proprio lunedì scorso gli effetti della pubblicazione, sono
arrivate quattro istanze, due per il Dipartimento di pianificazione
strategica e due per il Dasoe.
Ovviamente, ho già dato mandato che queste disponibilità, di
potere assegnare queste risorse provenienti dall'assetto
amministrativo regionale, possano essere immediatamente assegnate,
questo per rivedere quell'organizzazione. Certo, quattro rispetto -
come lei potrà aver visto dall'elenco che ha in mano - a 26, di cui
20 sono in scadenza il 31 dicembre 2025 e i residui scadenti tra il
2026 e il 2027.
Quindi abbiamo una situazione che comunque io devo garantire. Ma
io sono pronta anche ad affrontare le criticità che possono
derivare all'organizzazione dalla fuoriuscita immediata di tutti
questi.
Certo, se avessi avuto una disponibilità, ma è una questione che
riguarda tutta l'Amministrazione regionale, la carenza di profili
di dirigenza adeguati, probabilmente oggi non mi porrei nessun
problema. Il problema della continuità del funzionamento però me lo
devo porre, il problema della continuità del funzionamento me lo
devo porre.
Dentro questa lista che lei ha mostrato ci sono persone che si
occupano di PNRR, ci sono persone che si occupano di prevenzione,
ci sono persone che si occupano anche di attività gestionale dei
presidi ospedalieri, che hanno maturato un expertise di tutto il
rilievo, e che chiaramente rappresentano per noi un momento di
sicurezza continuativa nella nostra organizzazione.
Ciò posto, però, l'Assessorato le sta dimostrando che c'è
l'intendimento di interrompere questo modus agendi, ma dobbiamo
garantire la continuità delle attività lavorative all'interno
dell'Assessorato, anche perché ripeto, e lo voglio sottolineare
ancora una volta, attenzione perché alcuni sono lì da 15 anni.
Alcuni sono lì da 15 anni e vorrei anche ricordare che nessuno di
questi - perdonatemi Cicero pro domo sua - nessuno di questi è
arrivato con me Chiaro Nessuno di questi è arrivato negli ultimi
undici mesi di mia presenza all'interno dell'Assessorato. Questo lo
dico perché ognuno ha il proprio stile, ognuno al proprio stile di
organizzazione del lavoro, il mio stile è questo, io ho cominciato
da un atto di interpello, è da quello che si comincia e, onorevole
La Vardera, le do il mio impegno a continuare in questo senso.
Detto questo, signor Presidente, ora darei il riscontro sulla
norma dell'articolo 8 e le osservazioni che sono state poste
dall'onorevole De Luca, che ha commentato che questo provvedimento,
ebbene ha una designazione nel suo titolo che forse non è coerente
con i contenuti. Io mi permetto di insistere perché questa
osservazione l'avevo già fatta in sede di Commissione Salute.
Questo intervento, che potrebbe sembrare semplicemente lo sviluppo
di un cruscotto avanzato, appunto di monitoraggio finalizzato alla
gestione digitalizzata delle liste di attesa, non è nulla di tutto
questo. Questo è uno strumento gestionale strategico, perché stiamo
lavorando sulle liste d'attesa, la prima fase l'abbiamo risolta - e
mi permetto di dire con grande senso di soddisfazione - perché oggi
la Regione siciliana non ha più una prestazione urgente o da
erogare in tempi brevi che sia fuori norma, non ne ha più. Perché
abbiamo costituito in tutta la Regione tutta una serie di percorsi
che consentono al paziente di trovare immediata risposta se questa
è urgente o breve. Un sistema di lista di attesa che è stato
alimentato nel corso degli anni con attività che, perdonatemi, non
sempre sono state in linea con principi di buon andamento e di
buona amministrazione, non può trovare un'immediata risoluzione, la
trova soltanto se uno riesce ad inserire in questo contesto
un'operazione strategica che consente di risolvere il problema nei
suoi empasse, diversi, perché non ne abbiamo uno solo di empasse
che determina l'imbuto e la lista di attesa, gli elementi sono
diversi.
Questa piattaforma ha il significato di una metodologia che ci
consentirà di poter evitare che il fragile, il cronico, colui di
cui noi conosciamo il bisogno, per potere ottenere una prestazione
si prenoti da qualche parte. La piattaforma serve per accompagnare
il soggetto fragile, cronico, di cui conosciamo i bisogni, non
abbiamo bisogno che lui si vada a prenotare per una visita
specialistica o per un esame diagnostico, siamo noi che lo dobbiamo
accompagnare, evitando che questo vada ad impattare con un sistema
che, molto spesso, è recalcitrante e, molto spesso, lo porta fuori,
anzi, lo porta e lo induce a dire: comprati la tua prestazione
sanitaria privatamente. E invece, noi lo dobbiamo accompagnare con
puntualità in un sistema che dica a tutti i fragili della Sicilia,
a tutti i cronici della Sicilia, quando presentarsi, dove
presentarsi, quale attività di richiamo, non deve fare e come
dobbiamo accompagnarlo nel suo bisogno.
È lo stravolgimento delle liste d'attesa, è la soluzione, non in
termini quantitativi perché, se io amplio l'offerta, quell'offerta
si riempirà in men che non si dica. Qui si tratta di una soluzione
metodologica. È una soluzione metodologica che noi possiamo
realizzare grazie alle COT che già abbiamo e sono tutti
funzionanti, realizzate con il PNRR, non dobbiamo fare niente di
più, dobbiamo dargli il sistema, dobbiamo dargli lo strumento. Uno
strumento digitalizzato, uno strumento, chiaramente, in cui dovremo
canalizzare tutti i nominativi di tutti i nostri soggetti e poi
gestire provincia, per provincia, direi ancora di più, distretto
sanitario, per distretto sanitario, i bisogni di queste persone.
Non si può considerare un acquisto sic et sempliciter di una
piattaforma, sarebbe riduttivo, da qui la definizione dell'articolo
8 ed è un'attività che noi riteniamo essere fondamentale perché
quando avremo tirato fuori, da questi silos, che sono le liste
d'attesa, tutti gli urgenti e tutti i brevi perché le abbiamo già
soddisfatte, tutte le prestazioni dei fragili e tutte le
prestazioni dei cronici, perché li stiamo accompagnando noi al
percorso di vita sanitaria, del quale hanno bisogno, rimarranno le
altre prestazioni differite, le altre prestazioni programmate ma
quelle riusciamo ad affrontarle e riusciamo ad affrontarle nei
termini: e affrontare una prestazione sanitaria nei termini,
significa garantire equità di accesso alle cure perché l'equità di
accesso passa dalla disciplina e dalla regolarità dell'esecuzione
delle nostre attività sanitarie.
PRESIDENTE. Grazie assessore, anche per i chiarimenti.
Allora colleghi, io ho i vari interventi che man mano sto
registrando. Vi do la parola in ordine, in base al tempo in cui il
collega si è registrato e poi chiedo, eventualmente, all'assessore,
sempre per rasserenare anche gli animi di chi poi interverrà se ci
sono ulteriori dubbi, a margine eventualmente assessore, se lo
ritiene opportuno, se vuole poi risponde agli ulteriori quesiti, lo
può fare tranquillamente.
Colleghi, siccome siete in tanti che vi siete registrati su questo
articolo, vi chiedo di rimanere nei tempi dei cinque minuti
altrimenti vi dovrò togliere la parola.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, allora io
intanto partirei dal fatto che questa norma non la chiamerei
abbattimento per le liste d'attesa perché mi sa veramente di grossa
presa in giro per i siciliani che le liste d'attesa possono essere
abbattute con un sistema software. Perché, assessore, lei non ha
neanche la più pallida idea di che cosa significhi lista d'attesa
perché, fino ad ora, questo Governo si è solo occupato, non di
risolvere i problemi delle liste d'attesa, ma i problemi di casa
Cuffaro
Voi non lo sapete cosa significa stare 720 giorni ad aspettare per
una colonscopia, 500 giorni per una visita normale E volete
risolvere il problema acquistando un software Facendo, magari, una
gara L'ennesima gara, dopo che abbiamo parlato per settimane e
settimane dei problemi di questa Regione, legati alle gare
truccate, alle gare passate agli amici degli amici Questa gara
che, sicuramente, dovrebbe passare dalla Centrale unica di
committenza, dove c'è sempre la lente di ingrandimento sopra, in
cui vengono fatti i ribassi anomali del 99 percento, in cui vengono
ritirate e ripubblicate, e passano anni e anni
Non siamo assolutamente d'accordo che questo sia il metodo per
risolvere il problema delle liste d'attesa Basterebbe applicare,
semplicemente, la legge nazionale 124 del '98, che quando si
superano i tempi utili per una visita, si ricorre alle strutture
convenzionate. Ci sono dei meccanismi molto semplici, dove non c'è
bisogno sempre di mettere le mani sopra le gare d'appalto. È
un'indecenza, una vergogna
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io provo a
separare le questioni che sono state poste, oggi, a seguito della
trattazione di questo articolo. Perché la questione che ha posto
l'onorevole La Vardera, e di cui l'assessore ha dato...
PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo, al solito, chi deve interloquire
lo faccia fuori dall'Aula. Ve lo chiedo cortesemente, perché
altrimenti ho difficoltà a seguire i colleghi che intervengono.
CRACOLICI. E su cui l'assessore ha dato, diciamo, il quadro della
questione dicendo anche una verità. Che, la questione del personale
comandato presso l'Assessorato alla Salute, è una misura che è
stata attivata 15 anni fa, almeno. Ricordo che era contenuta nella
legge di riforma, la legge del 2009. Ragazzi, è complicato fare
l'intervento.
Però una domanda io la voglio fare, poi ci darete la risposta, al
di là dell'organizzazione - faccio un plauso all'assessore, che ha
annunciato di aver fatto una ricognizione per valutare anche gli
eventuali rinnovi alla luce del rinnovo - però ricordo che la
norma, che autorizzava l'Assessorato alla Salute e poi qualche anno
dopo l'Assessorato al bilancio, di avvalersi di personale comandato
da altre amministrazioni, riguardava delle unità che non
superavano, se non ricordo male, la decina di unità
nell'Assessorato alla salute e cinque unità all'Assessorato al
Bilancio.
Il fatto che siamo arrivati a 29 - per la verità mi risultava
qualche numero in più - con sistemi stipendiali - che hanno
generato quella protesta delle organizzazioni sindacali, o di
qualche organizzazione sindacale, utilizzando strumenti come quello
di integrare la parte dello stipendio tabellare, prevista per i
dipendenti pubblici, alle parti integrative connesse alla gestione
di alcune operazioni, dentro l'Assessorato alla salute, a partire
dal PNRR, per le quali ci sono state delle integrazioni salariali
portando, ad esempio, una serie di stipendi praticamente a
raddoppiare rispetto allo stipendio tabellare - questo è chiaro che
ha generato un sistema di crisi. E, quindi, se siamo passati da
dieci a ventinove, questo non è avvenuto quindici anni fa. È
avvenuto, soprattutto, negli ultimi anni.
E allora, il tema che qui viene posto - perché una cosa è gridare
allo scandalo, un'altra cosa è conoscere il sistema -, la domanda
è: perché c'è stata, praticamente, la triplicazione del personale
all'Assessorato alla Salute negli ultimi anni? Può essere una
giustificazione il fatto che manca il personale? Manca il personale
in tante amministrazioni.
Tra l'altro, la Commissione antimafia si sta occupando di una
questione specifica che riguarda la gara sugli elicotteri, sulla
quale è intervenuta l'ANAC con la richiesta di chiarimenti pesanti
all'Amministrazione regionale. E una delle ragioni di questi
rilievi fatti dall'ANAC, che per la verità erano già stati posti
anche da una collega con un'interrogazione parlamentare, la collega
La Rocca Ruvolo, era il fatto che sia il RUP sia l'esperto, cioè un
avvocato amministrativista che doveva avere competenze in materia
di misure sulla cosiddetta navigazione aerea, diciamo, almeno
l'avvocato non aveva proprio queste competenze specifiche, e il RUP
è un soggetto che viene utilizzato da diverso tempo in maniera
costante a svolgere detto incarico, malgrado le norme
sull'anticorruzione stabiliscono che, oltre un certo termine, non
può reiterare, appunto, l'incarico.
Quindi, che ci sia un problema dentro l'Assessorato è evidente che
c'è, e devo dire con grande onestà, se poi, come ha detto il
collega La Vardera, sentiamo che un parente stretto dell'attuale
Direttore generale dell'Assessorato alla salute sia tra quelli
comandati presso lo stesso Assessorato, anche se mi risulta che è
stato assegnato, come dire, al vicino di casa, cioè al Dasoe, però,
c'è un problema di opportunità grande quanto una casa.
Cioè, qui siamo in presenza di un Governo che fa, di un Governo,
io immagino che chi ha fatto queste operazioni non l'ha fatte di
nascosto, immagino che ha chiesto, in qualche modo, la condivisione
o comunque la copertura politica da parte delle autorità di
Governo, non so se la sua predecessora o l'attuale Presidente della
Regione, visto che lui è sempre stato Presidente della Regione,
anche quando c'era la sua predecessora.
E, allora, il tema che viene posto è un tema delicato, su cui
personalmente una parte di questi temi sono oggetto di
un'attenzione della Commissione antimafia, ma io avevo annunciato -
mi dispiace che qualche collega qui non c'è - che credo sia venuto
il tempo, a inizio di attività con il nuovo anno, di istituire una
Commissione d'inchiesta sulla sanità e sulla gestione
dell'Assessorato alla salute in Sicilia.
Abbiamo il dovere di capire che cosa sia avvenuto nel corso degli
anni. Mi fermo qua.
Per quanto attiene, invece, il testo di cui stiamo parlando, io ho
ascoltato con interesse l'assessore Faraoni, dice: «Non è un
cruscotto, non è solo un cruscotto, non è tante altre cose», ma ho
capito che è l'acquisto di un sistema tecnologico, prevalentemente
per la cosiddetta presa in carico di alcune tipologie di pazienti
che sono quelli più noti al sistema sanitario, cioè i cronici,
eccetera.
Ma faccio una prima domanda: abbiamo liquidato Sicilia Digitale in
Sicilia? Perché mi risulta che l'Amministrazione regionale ha
costituito una società, per la verità nel corso degli anni l'ha
pure trasformata, per la gestione di tutte le procedure
informatiche della Regione siciliana.
Ho capito che Sicilia Digitale, per la verità, sento dire spesso,
soprattutto nella struttura amministrativa, che è un disastro la
gestione. Fino a qualche giorno fa, c'è stata una delle procedure
con famoso click day alla formazione professionale, gestita da
Sicilia Digitale, che si è bloccata e hanno dovuto rifarla dopo
qualche giorno. Quindi che ci siano problemi nella, come dire,
governance della società Sicilia Digitale probabilmente sono
problemi evidenti, ma qui stiamo parlando di una questione su cui
una infrastruttura tecnologica - lei mi ha interrotto prima - una
infrastruttura tecnologica esiste già, si tratta di rafforzarla, di
specializzarla, di accompagnarla rispetto a quegli obiettivi che io
considero cosa buona e giusta, se possiamo separare una quota
importante dei pazienti che si rivolgono al Sistema sanitario. Ma,
appunto, perché Sicilia Digitale, malgrado assessore, lei da quanti
mesi è che fa l'assessore? Otto mesi, un anno...
FARAONI, assessore per la salute. Undici.
CRACOLICI. Undici mesi
Nel 2023, uno dei primi atti con cui questo Parlamento, nella
legislatura inaugurata da mi dispiace che non ci sia il
Presidente, si è caratterizzato, è stata la prima parola d'ordine:
abbattere le liste d'attesa, dando i soldi ai privati - è arrivato
il Presidente - questa è stata la parola d'ordine secondo la quale
la soluzione di tutti i problemi era aumentare le prestazioni,
attraverso l'acquisto di queste prestazioni dai soggetti privati.
Nel corso di questi due anni, due anni e mezzo, la questione delle
liste d'attesa, anche per lo scandalo nazionale, una per tutte la
vicenda "Trapani", ma non solo, ha generato, c'è stato un impegno
anche di tipo finanziario da parte della Regione verso il tema
delle liste d'attesa.
Ora, lei ci ha dato notizie che siamo rientrati nella legalità per
quanto attiene alle questioni delle lo dica con relativa prudenza
perché dire che oggi siamo nelle brevi e dentro i termini di
legge, io sarei un po' più prudente, perché non mi risulta che ad
oggi una visita per una colonscopia, piuttosto che per un esame al
seno per le donne, sia nei tempi previsti, non dalla legge, dai
protocolli relativi
FARAONI, assessore per la salute. Non ho detto questo.
CRACOLICI. Ma, quando c'è un problema, il problema via via si può
risolvere, non si chiede a nessuno di fare miracoli da un giorno
all'altro.
Però, la domanda che io oggi pongo, qui stiamo decidendo di dare
sei milioni di euro, tre milioni e mezzo più un milione e mezzo e
1,3 milioni, ripeto, non ho capito a chi; non voglio il nome e
cognome, vorrei capire a chi nel senso se è integrato da "Sicilia
Digitale" o se è la stessa "Sicilia Digitale", o comunque se questa
procedura di rafforzamento tecnologico per il sistema della
tracciabilità, usiamo questa espressione, delle attività connesse
alla gestione delle liste d'attesa... anche se poi leggo che
bisogna fare una serie di verifiche sulla mobilità passiva, da dove
partono, da dove arrivano, sulla mobilità tra le varie province, se
uno di Enna va a Caltanissetta, quanti sono quelli di Enna, o
viceversa, che vanno a Caltanissetta, e così potrei continuare, che
forse c'entra poco col cruscotto di cui si sta parlando. Ma il nodo
essenziale è che noi stiamo spendendo sei milioni di euro, che
probabilmente saranno utilissimi, ma senza capire sinceramente
come, perché noi in questi tre anni, da quando Schifani è
Presidente della Regione, sulla quota delle questioni delle liste
d'attesa, abbiamo investito decine e decine di milioni, non mi pare
che si sia fatta l'operazione principale, che era quella di
rafforzare, in termini quantitativi, l'offerta sanitaria, in
termini cioè di medici, infermieri, personale specializzato assunto
dal Sistema sanitario; abbiamo dato maggiori risorse alla sanità
privata, che è già convenzionata, attenzione, quando parliamo di
sanità privata in Sicilia facciamo un errore, perché in realtà
sanità privata in Sicilia non ce n'è, perché la sanità privata è
già nel sistema pubblico e quindi la paga la Regione, in gran
parte, poi ci sono i poveri cristi che, a causa delle liste
d'attesa, scelgono di pagarsi la prestazione dei privati
direttamente con soldi propri, oppure quelli che hanno il sistema
assicurativo, dove purtroppo, io dico, questo rischia di diventare
il modello di garanzia del sistema della sanità, per chi non può
avere santi in paradiso se non l'assicurazione con cui pagarsi le
prestazioni.
Allora, io, intanto, le chiedo, Assessore, forse questa norma
anche per una minore come dire retorica narrativa, perché è più una
narrazione di retorica, per l'obiettivo concreto che si vuole
perseguire proverei a riscriverla, per dire obiettivo, tempistica
degli obiettivi e a cosa concretamente deve servire, perché se ci
limitiamo a fare una mera narrazione in cui non è un cruscotto ma è
un cruscotto, alla fine io che non sono un cruscottista non ci ho
capito nulla di quello che dovremmo fare Pertanto, ripeto, può
darsi che i soldi saranno necessari e utili e se sono necessari e
utili per abbattere le liste d'attesa, cosa buona e giusta, perché
l'obiettivo è cancellare le liste d'attesa in Sicilia, però fateci
caso. Visto che abbiamo speso già decine e decine di milioni e il
PNRR di cui alcuni sono comandati, sono stati chiamati a svolgere
quelle funzioni, destinava anche una parte di risorse, lei ha
parlato dei COT. Giusto? Come si chiamano?
(Interventi fuori microfono dell'Assessore Faraoni)
CRACOLICI. Che sono stati... delle... i o...u... aaa... e i o
u "Un semu a scola "
PRESIDENTE. Collega Cracolici, se può andare a conclusione.
CRACOLICI. Non dobbiamo fare... Bene quelle istituzioni, quelle
strutture...
PRESIDENTE. Collega Cracolici, se può andare a conclusione.
CRACOLICI sono state costituite con i fondi del PNRR, almeno le
strutture, poi il personale è sempre quello di prima, anche se una
parte è stato assunto.
Ma possiamo sapere ad oggi a che cosa sono serviti? Come stanno
funzionando? Se sono stati finalizzati alla gestione? Perché poi
una parte di queste attività che lei dice - e vivaddio, è buono che
partano - forse non c'è neanche bisogno del cruscotto, c'è bisogno
di una buona gestione dei numeri di telefono, semplicemente di un
rapporto diretto tra l'utente e la struttura sanitaria; e siccome
lei è stata pure direttore di una delle più importanti Aziende
sanitarie siciliane in termini di quantità, lei conosce il sistema,
ha il know-how a differenza di qualche suo collega che non ha mai
fatto il direttore, quindi io sono preoccupato che mettiamo soldi
senza raggiungere obiettivi
Ci spieghi in maniera precisa in una norma che sia decifrabile per
obiettivi e per tempistica di raggiungimento, cosa si vuol fare. Io
personalmente, se si realizza l'obiettivo che lei dice, le batterò
le mani, però continuare a votare norme a "sacco d'ossa", cioè
spendiamo soldi senza sapere mai quali sono i risultati, beh
sinceramente rischia di diventare una presa in giro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Colleghi, io ho in tutto 8 interventi, 9 interventi, Cambiano,
Sunseri ho una decina di interventi. Vi chiedo cortesemente se i
dieci interventi sono tutti e dieci entro i tempi prestabiliti dei
cinque minuti, riusciamo a completare in un'ora, ve lo chiedo
perché altrimenti dico, noi rischiamo qui di andare avanti nella
discussione generale dell'articolo e di non votare gli emendamenti
all'articolo, questo è chiaro.
DE LUCA Antonino. Casomai si continua a lavorare domani, non
abbiamo fretta
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente. Assessore, le parlo per dirle che in
Commissione sono stato prima ancora che lei fosse nominata
Assessore, scusi
Allora, riparto, Assessore. Lei è qui da undici mesi, ancora prima
che lei fosse assessore avevo già proposto più volte in Commissione
questa rivoluzione copernicana che lei, in questo momento, ci ha
fatto sentire e ne sono felice, perché questo credo che sia il modo
giusto per poter risolvere tante problematiche che ci sono, non
solo sulle liste d'attesa ma su tanto altro, Assessore. Scusate,
però, colleghi, sto parlando, se per cortesia
Allora sono testimoni, assessore, le aziende che lavorano
sull'intelligenza artificiale a cui ho chiesto già da due anni
qualcosa che possa rivoluzionare il sistema, non solo per le liste
d'attesa, assessore, ma le faccio un esempio: nasce un bambino,
alla nascita già il sistema, l'intelligenza artificiale, la
possibilità che un'applicazione che viene data, consegnata, alla
famiglia sia la sanità - assessore, mi ascolti - a inseguire. Dico
sia la sanità che insegua il bambino già nei primi passi, che sia
la sanità che insegue il bambino dalla nascita per le vaccinazioni.
Cioè, nasce un bambino e gli puoi già destinare la vaccinazione,
senza che sia il paziente deve andare a prenotare la vaccinazione.
Oggi ancora siamo al momento in cui il genitore deve prenotare,
possiamo fare il contrario: sarà l'applicazione che può chiamare il
bambino, la famiglia, per essere vaccinato e questo vale per tutto,
in modo che la sanità possa inseguire, per tutta la vita, quel
bambino fino a quando diventi un adulto o fino a quando diventi un
anziano. E risolveremo migliaia di problemi.
È una rivoluzione veramente di pensiero e lei ha detto che ora la
utilizzerà per le liste d'attesa; ne sono contento, perché per le
liste d'attesa può funzionare: sappiamo tutti che esiste un 30 per
cento di no show. No show significa pazienti che non si presentano
alla prenotazione perché, nel frattempo, si sono prenotati
privatamente, assessore. Quindi ben venga.
Qual è la mia preoccupazione, assessore? Come ha detto l'onorevole
Cracolici - ha detto giusto - se c'era già un CUP, se erano stati
investiti milioni di euro per quello che riguarda le liste
d'attesa, il CUP, il SovraCUP, e lei sa che questi, fino ad ora -
lo dico, assessore - non hanno funzionato, non hanno dialogato.
Quindi che ci sia un correttivo, ben venga, ma fino a ora non hanno
funzionato.
La mia preoccupazione, come dice l'onorevole Cracolici, è che noi
possiamo sapere, conoscere, come saranno investite queste risorse.
Assessore, non sono 60.000 euro, non sono 600.000 euro: sono 6
milioni di euro e vogliamo sapere come verranno spesi, perché
questo è quello che serve in Commissione.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
Vogliamo essere considerati per poter conoscere come utilizzerete
queste risorse, per noi è fondamentale e io mi auguro e fra sei
mesi lo sapremo quello che riusciremo a fare con questa novità.
Chiudo con un semplice pensiero, assessore, che è fondamentale.
Non sarà, sicuramente, la digitalizzazione a risolvere il problema
delle liste d'attesa dei siciliani. Qui c'è un cellulare in cui ho
raccolto in questi mesi decine di segnalazioni di pazienti che non
sono riusciti ad ottenere una visita, come dicono i miei colleghi,
una visita oculistica due anni, assessore. Una visita oculistica
due anni
Sono registrate qua, scusi, Presidente, gliele posso girare, fino
all'altro ieri queste cose. Quindi io mi auguro che ci sia un
cambio di passo reale, non solo con la digitalizzazione ma con
tutto quello che concerne il problema della lista d'attesa e chiudo
dicendo una cosa importante: dobbiamo essere tutti insieme, sarebbe
opportuno che, Assessore, anche la medicina territoriale funzioni,
perché senza la medicina territoriale noi non riusciremo mai ad
abbattere le liste d'attesa perché quella è una delle funzioni
importanti della sanità e che serve da filtro affinché non si
intasino i pronto soccorso, non si intasino ambulatori, senza
senso. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Grazie. Presidente, Governo, colleghi, io avrei una
domanda per l'Assessore: ma la questione sulla riduzione dei tempi
delle liste di attesa la calcolate basandovi sul fatto che, non
rispondendo alle telefonate al CUP, di conseguenza si riducono le
visite e, quindi, riducete le liste d'attesa? Perché, Assessore, mi
creda, non le dico una bugia: stamattina l'ultima telefonata,
l'ultima telefonata di una signora che non riesce a prenotarsi una
visita da tre mesi, glielo giuro, mi ha chiamato stamattina. Tre
mesi, a Catania, il CUP di Catania non risponde e questa signora,
da tre mesi, non prenota la visita.
Mi chiedo: bene se ci saranno cose migliorative da attuare, ma
fino ad oggi - lei c'è da undici mesi ma io qua sono da otto anni -
questo Governo di centrodestra è sempre lo stesso perché vi siete
mescolati con i ruoli, ma sempre voi siete, non avete risolto il
problema. Il problema non lo avete risolto Assurdo che in Sicilia
non ci si può curare Le persone vanno via, se hanno soldi e sicuro
al Nord Italia. Se hanno le condizioni di accedere al credito, si
fanno i prestiti per curarsi, chi è una persona che è in condizioni
economiche disagiate rinuncia alle cure Sta succedendo questo
Avete la responsabilità della vita delle persone e, mi perdoni,
Assessore, è un CUP, è un call center ma perché quando chiamiamo in
tutti call center d'Italia, perché siamo tutti quanti utenti di
diversi servizi di cui usufruiamo, tutti i call center rispondono,
in Sicilia al CUP per fare le visite mediche non risponde nessuno?
Le ripeto: stamattina l'ultima telefonata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, allora, intanto,
vorrei fare qualche considerazione su questo articolo. Parto dalla
prima: il Presidente dell'Assemblea, il Presidente della Regione e
tutto il Governo non si devono stupire di questa richiesta di tanti
deputati dell'Assemblea regionale siciliana ad intervenire sul tema
della sanità. Perché, Presidente della Regione, Assessore Faraoni,
Presidente dell'Assemblea, da quanto tempo chiediamo un'Aula
dedicata a trattare i temi della sanità? E noi, adesso, ci stupiamo
che tutti i colleghi parlamentari vogliano un concreto e serrato
dibattito su questo tema?
Da oltre un anno siamo qui a chiedere di parlare di quelli che
sono i problemi della sanità siciliana, dei problemi della nostra
Rete Ospedaliera, delle liste d'attesa e, oggi, ci stupiamo di
questo? Presidente della Regione, io credo che, obiettivamente,
questo significhi mortificare il lavoro dei parlamentari che,
quotidianamente, come qualcuno prima di me ha detto, si trovano a
confrontarsi con i cittadini che vengono veramente mortificati
nella indisponibilità di ottenere il diritto, sacrosanto, previsto
dalla nostra Costituzione Allora io, qua, reitero l'istanza
rappresentata in tanti momenti, in tante fasi di confronto,
l'ultima quando abbiamo discusso delle interrogazioni della rubrica
Salute , quando a me, personalmente, si rispondeva a
interrogazioni datate oltre un anno e mezzo addietro. Questa è la
situazione della discussione della sanità in Sicilia ed oggi
l'unico articolo che tratta di sanità, a scanso di equivoci,
sicuramente non risolverà la problematica della sanità in Sicilia,
perché vorrei evitare che magari, ecco, qualora questo articolo
venisse poi approvato, il Presidente della Regione o qualcuno della
Giunta uscisse fuori con qualche comunicato, con qualche slogan al
pari di quello che è stato diramato nel gennaio del 2024, notizia
Ansa, quando il Presidente della Regione dichiarando vergognose le
liste d'attesa a sua volta diceva pure che erano state abbattute
del 90% e in alcuni casi che erano state azzerate. Quindi,
attenzione al terreno in cui ci stiamo muovendo, ci stiamo muovendo
in un contesto nel quale ci sono centinaia di migliaia di
prestazioni che non vengono rese, la gente rinuncia quotidianamente
a curarsi, può curarsi solamente se mette mano al portafoglio e in
molti casi, penso per esempio alle persone che non hanno lavoro,
alle persone che hanno dei sussidi, alle persone che hanno il
trattamento minimo della pensione o le pensioni sociali, non
riescono a curarsi.
Allora questo articolo non è in alcun modo risolutivo di alcunché,
non si parla di prevenzione, non si parla di rete territoriale, non
si parla di un adeguato sistema di digitalizzazione della nostra
struttura sanitaria regionale. Probabilmente, saranno solamente per
così dire delle misure tampone, ma io faccio una domanda
aggiuntiva: qui si parla di una piattaforma, di un cruscotto, di un
adeguamento tecnologico e, come diceva qualcuno che mi ha
preceduto, abbiamo delle società che sono all'uopo preposte a
portare avanti interventi di natura tecnologica, informatica,
infrastrutturale a supporto della Regione siciliana, perché
dobbiamo sostenere questi oneri anziché utilizzare le disponibilità
presenti anche all'interno delle nostre strutture? Perché non
utilizziamo i fondi del Piano nazionale di ripresa resilienza o di
altre risorse di natura extraregionale? A queste domande
l'assessore dovrebbe rispondere in una sanità che, visto quello che
è stato detto poc'anzi, sulla questione dei comandati
obiettivamente "piove sul bagnato". Abbiamo un SovraCUP che non
funziona bene, ti fanno prenotare, assessore Faraoni, le visite
quando in effetti poi non sono disponibili, creando ulteriore
disagio ai siciliani che hanno necessità di sostenere appunto
quelle prestazioni, non è integrato con il sistema dei privati, in
sostanza il sistema è inadeguato, non funziona il CUP, non funziona
il SovraCUP e in questo ambito la gestione del centrodestra sulla
sanità in Sicilia è assolutamente responsabile, è la causa di
questo disastro
Che poi venga qui l'assessore Faraoni e ci dice che ha risolto il
tema delle prestazioni urgenti, credo che sia un ulteriore elemento
di disagio che viviamo, assessore, le devo dire, perché lei sa
benissimo - e vado a concludere - che vero è che si è data
un'accelerazione rispetto a quelle che sono le prestazioni urgenti
che magari vengono coperte fino all'ottanta per cento non
sicuramente nella totalità ma questo ha determinato che tutte le
altre prestazioni invece sono andate indietro e ci vogliono anni
per ottenere alcune prestazioni, fino ad oggi: una visita
cardiologica, una mammografia quindi evitiamo slogan, evitiamo
norme di facciata e concretamente impegniamoci.
PRESIDENTE. A me dispiace interrompervi, colleghi, però vi sto
facendo intervenire comunque vi faccio intervenire nei tempi
previsti, cioè i cinque minuti, quindi mi dovete scusare se vi
interrompo, altrimenti gli altri interventi non li ascoltiamo in
maniera corretta.
È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta che si
interviene sulla sanità in quest'Aula bisognerebbe ricordare che
siamo in Sicilia. Siamo in Sicilia, in una terra che purtroppo
ricorda i disastri che si sono verificati sulla sanità. Quando
parliamo di liste d'attesa, assessore, siccome la responsabilità
io capisco il suo ruolo amministrativo che ha svolto in maniera
egregia da direttore ma lei oggi ha una responsabilità politica,
perché, assessore alla sanità, non può iniziare un dibattito in
quest'Aula non scusandosi per quello che è accaduto a Trapani alla
professoressa Gallo. Lo sa perché glielo dico? Glielo dico perché
bisognerebbe affrontare il tema delle liste d'attesa non in maniera
trionfalistica dicendo addirittura che tutte le ricette e le
prescrizioni brevi e urgenti sono incanalate e vengono rispettate
nei tempi.
Assessore, non continui a dire questa cosa, perché significa
altrimenti che lei non ha contezza di quello che accade nei
territori Poco fa la collega le ha detto che c'è a Catania una
signora che chiama da tre mesi per prenotare al CUP di Catania che
non risponde Quindi bisognerebbe avere un atteggiamento diverso,
un atteggiamento più consono a quella che è la dignità dei
siciliani che in Sicilia non riescono a prenotare una visita, e che
muoiono Quindi è inutile che si sbraca e che fa questi gesti,
assessore, lei dovrebbe mantenere un atteggiamento idoneo a
quest'Aula e nel ruolo che esercita
PRESIDENTE. Onorevole Spada, si rivolga alla Presidenza.
SPADA. Invece di bollare con superficialità un tema che secondo me
è importante Perché io non contesto la norma, l'articolo 8 è una
norma che sicuramente potrà portare dei benefici in termini di
liste d'attesa, ma non si può però far finta che tutto funzioni e
che in questa Regione chi ha una necessità di visita nei dieci
giorni, questa necessità venga rispettata. Glielo dico perché sto
sul territorio e sto sul campo, sono uno di quelli che molto spesso
si interessa per capire dove si inceppa il meccanismo, perché poi
le persone disperate, invece di rivolgersi all'Assessorato, si
rivolgono a chi sta sul fronte: ai sindaci, ai deputati. Dovremmo
indirizzarli verso altre strutture forse, laddove alcuni meccanismi
si inceppano e non funzionano, come ad esempio quando non
rispondono al CUP.
Tant'è che l'intervento, e vado a conclusione, Presidente, verte
sulla necessità da parte dell'Assessorato di poter indirizzare in
qualche modo queste persone laddove si presentino anomalie,
inceppamenti nel sistema, a rivolgersi direttamente ai direttori
generali o ai direttori sanitari o in Assessorato, o chiamare un
numero di emergenza dell'Assessorato, perché diversamente noi
continueremo a vedere morire persone che non riescono ad avere in
tempo magari i referti, pazienti oncologici, come è accaduto a
Trapani, e lei rimarrà convinta che invece il sistema delle
prenotazioni e delle visite in Sicilia funziona e in cui i tempi
vengono rispettati, e che chi invece contesta questi dati e fa
queste considerazioni debba essere tacciato come chi vuol fare una
semplice opposizione strumentale Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. È iscritta a parlare
l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Grazie. Presidente, Governo, colleghi, intanto mi voglio
congratulare con l'assessore Faraoni per avere messo mano a questa
enorme lista dei comandati, perché se è vero che per quanto
riguarda il comparto dirigenziale ce ne sono 26, per il comparto
non dirigenziale ce ne sono altri 16. Quindi parliamo di una
cinquantina di persone a fronte di una norma, come bene ha
ricordato prima l'onorevole Cracolici, che ne prevedeva 10 per
quanto riguarda la sanità e 5 per quanto riguarda l'Assessorato
all'economia.
Voglio poi dire che gli stipendi - prima il collega La Vardera ha
fatto una carrellata - ma il minimo che ho visto è di 92.616 euro,
e il massimo arriva a 195.000, 244.000 euro, mi direte che è al
lordo, ma queste sono le somme.
Noi questa mattina abbiamo votato l'articolo 3 di questo disegno
di legge di stabilità regionale voluto dal Presidente della
Regione. Mi sono congratulata con un comunicato stampa, ho
sostenuto la norma in Commissione Bilancio per quanto riguarda il
lavoro agile per fare tornare i nostri giovani, e spesso sono
elementi che vanno fuori dalla Sicilia perché non trovano un
lavoro.
Bene, la domanda è semplice: perché, visto che serve tanto
personale, gente con tanto di laurea e competenza, con funzioni a
volte amministrative, che con i medici penso che poco c'entrino,
perché non pensare ai concorsi per dare spazio ai nostri giovani
che sono costretti ad andare fuori?
Il collega Cracolici ricordava poi di questi comandati, utilizzati
per il PNRR con incarichi di RUP, con competenze particolari, che
poi a loro volta si rivolgono ad altri esperti - che poi esperti
non sono - e che si pagano a parte.
Io per questo ho fatto un'interrogazione parlamentare, ho mandato
le carte alla Corte dei Conti e all'ANAC, e devo dire che l'ANAC mi
ha dato ragione, non sono apparsa una visionaria, come qualcuno
vuol fare passare all'interno di quest'Aula o fuori da quest'Aula.
Quindi mi complimento per il lavoro che sta facendo, e mi auguro,
perché capisco perfettamente che all'interno dell'Assessorato
sanità servono delle competenze e servono delle competenze
specifiche, ma facciamoli questi benedetti concorsi, diamola questa
possibilità a gente che veramente è un genio fuori dalla Sicilia e
da noi viene sempre tagliata perché si preferisce aiutare l'amico
dell'amico.
Altra cosa la norma di oggi. Io voterò questa norma, la
riscriviate, non la scriviate, la voterò perché sono convinta che
qualcosa si deve fare per abbattere queste liste d'attesa, però
assessore io qualche chiarimento da lei lo vorrei.
A parte il discorso che lei dice di questi operatori virtuali per
indirizzare i pazienti, per ricordare la data, l'ora e il luogo
della visita prenotata, ma facciamo un passo indietro. La visita
prenotata, io non lo so se ci vogliono tre mesi, ma siamo in una
fase in cui siamo coscienti tutti quanti che per una visita, i 15-
20 giorni - parlo soprattutto di pazienti chirurgici e non, ma
soprattutto di pazienti chirurgici - che servono per il
preoperatorio, non sempre il paziente riesce a fare quello che
serve nel preoperatorio in un tempo contingentato, altrimenti
quegli esami non sono validi al fine dell'intervento. E allora la
mia domanda è: questa piattaforma che si deve attivare, si deve
attivare con nuove forze lavoro e quindi con personale nuovo, che
deve essere reclutato o c'è una formazione e verso chi, questa
formazione avviene?
E l'ultima cosa, per quanto riguarda le liste d'attesa: oltre al
preoperatorio e ai tempi contingentati che ci sono, se c'è una
complicanza durante la degenza, nel post operatorio, questo
paziente, che comunque va a bloccare quel posto in reparto, come
viene risolta? Perché le liste operatorie aumentano e lievitano nel
pre e nel post operatorio. Se un paziente anziché stare ricoverato
per quel tipo di patologia tre giorni, cinque giorni, sta
ricoverato venti giorni, perché c'è una complicanza, ovviamente il
posto letto lo tiene occupato. Cosa succede? La lista d'attesa
comunque continuerà ad esistere, perché se non liberi i posti, non
riesci a ricoverare altri pazienti.
Quindi, ben vengano le novità, ma vorrei capire proprio nel
meccanismo che cosa succede, cioè in che maniera, o continuiamo
ancora a mettere denaro per non avere poi il risultato sperato, che
è quello dei cittadini che, come ha detto qualche mio collega, si
rivolgono si rivolgono ai centri di prenotazione molto spesso
invano. Allora, qualche controllo in più forse va anche fatto per
capire perché al CUP non si risponde, perché si danno appuntamenti
a tre mesi, perché per accelerare un intervento devi cercare, anche
per questo, la raccomandazione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
Vi chiedo sempre, colleghi, di stare all'interno dei cinque
minuti.
LACCOTO. Sarò brevissimo. Io credo, intanto, signor Presidente,
che questo Parlamento - io ci sto da tanto tempo - non mi sembra
che possa essere degradato al punto che noi possiamo mettere al
ludibrio pubblico alcune situazioni. Si tratta di persone che,
comunque, da tanto tempo si trovano lì, che lavorano e che
assolvono a compiti che io ritengo oggi necessari e
improcrastinabili.
Poi è un discorso: si dovrà vedere intanto quali possono essere le
soluzioni; però a me non sembra giusto che questo Parlamento sia
degradato a tal punto, Presidente. Tanto, io penso che alcune cose
non potevano fare oggetto di questa finanziaria o di questi
interventi nella finanziaria; se ci sono delle cose da chiarire, si
chiariscono attraverso i mezzi che i parlamentari hanno:
interrogazioni o altro.
Per quanto riguarda le liste d'attesa, mi permetto di dire che,
dal momento che si dice che il CUP non risponde, il SovraCUP non
risponde, vi è una piattaforma che viene proposta oggi
dall'assessore, e credo che sia utile provare a vedere se,
attraverso una piattaforma che lascia anche quelle che sono le
richieste, quelle che sono le risposte, quelli che sono i tempi,
quelle che sono anche le eccezioni che devono essere fatte
d'urgenza, possa corrispondere a quello che è l'intendimento da
parte di tutti di potere, ecco, abbattere le liste di attesa.
Altro discorso riguarda Sicilia Digitale: io sono d'accordo su
questo. Ho chiesto più volte che venga fatto un sistema informatico
serio sulla sanità in Sicilia, perché non è possibile che noi non
abbiamo un sistema che possa dirci complessivamente, in tutta la
Sicilia, quali sono in lista di attesa, quali sono praticamente i
ricoveri inappropriati, quali sono, per esempio, i tempi per potere
fare, da ricoverato, una TAC o un'ecografia. Quindi io credo che la
gestione di una piattaforma possa essere la via giusta, la via
maestra, per potere tentare di abbattere queste liste d'attesa.
L'assessore si è preso il compito di potere naturalmente vigilare
e di potere portare a termine questa situazione, io credo che sia
un fatto apprezzabile E approvabile, tutto qua.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, certo che davanti a un articolo
che riguarda la sanità, che riguarda la possibilità di abbattere le
liste d'attesa, nessuno di noi pensa di buttarla a mare o a voti
segreti perché, a proposito di questo, cioè, noi abbiamo dimostrato
sempre che il voto segreto è uno strumento politico legittimo che
utilizziamo non su cose fondamentali, su cose importanti come
possono essere queste; quindi l'approccio è un approccio
sicuramente positivo.
Mi permetto di dire al collega Laccoto che sulla questione sanità
non è degradato il Parlamento, perché le intercettazioni, le
inchieste, tutto quello che sta riguardando la sanità non riguarda
il Parlamento, non riguarda la maggior parte di noi parlamentari,
ma riguarda purtroppo il Governo e quello che gira intorno al
Governo.
Lo sapete perché ve lo dico? Ve lo dico perché a me, da una parte,
verrebbe di dirvi: ma sei milioni di euro che stiamo mettendo per
abbattere le liste d'attesa sono pochi; cioè, secondo me dovremmo
aumentarli, dovremmo metterne molto di più. Secondo me, poi,
dall'altra parte penso: ma chissà se poi questi soldi vengono
veramente utilizzati bene e se questi soldi non fanno, invece, la
fine di tante altre cose che stiamo quotidianamente sentendo e
ascoltando.
Ve lo dico veramente con estrema semplicità e con grande
chiarezza, perché quando purtroppo ci sono situazioni di degrado -
perché quelle sono situazioni di degrado, onorevole Laccoto -
quelle che ascoltiamo nelle intercettazioni, che al di là dei fatti
giudiziari e dei processi comunque sono questioni reali, sono
questioni dove non si vede, non esce fuori una sanità che viene
gestita e che viene gestita con oculatezza, con parsimonia, anche
toccando atteggiamenti poco etici e poco morali.
Io mi riferisco a quelle che sono le intercettazioni che già sono
uscite fuori. Io non ho un approccio negativo: l'approccio ce l'ho
positivo, però è un approccio che è appesantito da quelle che sono
le cose di cui l'avete fatto appesantire tutti quanti voi.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
DIPASQUALE. Io mi auguro che queste risorse vengano utilizzate, e
vengano utilizzate bene. Penso che siano poche, però l'assessore ha
fatto un intervento, mettendo molta enfasi in questo intervento. Io
ancora non l'ho finita di giudicare, assessore. Sinceramente la sto
guardando da un po'di tempo. Non riesco a capirne, veramente, il
peso politico suo. Penso che quello che lei ha detto è un
bell'intervento tecnico, ma politicamente è un intervento debole.
Non solo è un intervento debole, ma è un intervento che la espone
moltissimo. Perché lei, quando ci viene a raccontare che non ci
saranno più problemi - io me lo auguro quello che lei ha detto -
cioè le fragilità, laddove ci sono le fragilità dove abbiamo
certezze di quello che è il bisogno dal punto di vista della
domanda, ecco, sanitaria, della prestazione sanitaria,
dell'ecografia, della radiografia
Cioè lei ha detto "Non ci saranno più problemi. Sarà tutto
risolto". Io mi auguro che sia così, attenzione. Questo lei l'ha
detto in un Parlamento, e ognuno di noi sarà sentinella nel
territorio, io per primo. Io per primo inizierò a veicolare questa
cosa nel mio territorio e le comunico che ognuno che rimarrà fuori
dalla lista, ognuno che non rientrerà tra i fragili - quelli che ha
detto lei, me li sono segnati - malati cronici, coloro che sono ben
individuati e che non avranno la risposta immediata, la risposta
nei tempi giusti, cioè, su questo le chiederemo conto e ragione.
Guardi, attenzione. Su questo arriveremo, se non ci saranno
veramente...noi i soldi glieli metteremo e stiamo dicendo anzi che
sono pochi, poi se per voi vanno bene ne prendiamo atto. Dopodiché,
cioè noi mettiamo in conto che se non dovesse accadere questo
quello che lei ci ha detto - che le risposte immediate, nei tempi
giusti ci saranno - ma noi mettiamo in conto veramente di occupare
tutte le Asp delle province siciliane. Io già, per la mia, ne
prendo l'impegno. Occupandole, mettendo in risalto tutti quelli che
sono gli adempimenti. Quindi, ne prendiamo atto. Le sue
dichiarazioni, sono dichiarazioni che rimangono in Parlamento. Su
questo, le chiederemo conto e ragione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
la discussione sull'articolo 8, è una discussione che ha avuto una
sua complessità. E proprio perché ritengo - mi farebbe piacere se
il Presidente della Regione mi ascoltasse un secondo - che
l'articolo 8, considerando che si parla di provvedimenti che
riguardano il diritto alla salute - ma così come il 9 - abbiamo
capito che le risposte dell'assessore, comunque, non sono state
bastevoli per quest'Aula, onde evitare che questa sera continuiamo,
le chiedo Presidente, per la complessità, l'8, il 9, il 10, l'11 e
il 12 di accantonarli e passare direttamente all'articolo 13 e le
dico anche il motivo. Perché, in questi frangenti di tempo, non mi
sta sfuggendo che mi arrivano diverse sollecitazioni, diversi
comunicati stampa.
Sicuramente l'assessore Sammartino, che sul tema dei forestali sta
fomentando notizie, sa che i sindacati stanno scrivendo che le
opposizioni sono pronte a chiedere il voto segreto.
Fermo restando che su un tema così importante, come quello dei
forestali, ma come anche per i consorzi di bonifica, proprio per
dimostrare dentro quest'Aula alla maggioranza e al Presidente della
Regione - lo dico perché ovviamente su queste cose noi ci teniamo -
noi non solo diciamo questa sera e immediatamente di trattare
l'articolo 13 per scongiurare qualsiasi tipo di illazione, di
ipotesi, di notizia distorta che venga all'esterno, soprattutto nei
confronti anche delle organizzazioni sindacali, che stanno
immaginando, scrivendo, dicendo che noi siamo contro i lavoratori.
Allora, signor Presidente, io le sto chiedendo, se la mia
richiesta può essere accolta, di accantonare tutti questi articoli
e trattare immediatamente l'articolo 13, perché l'importanza di
questo articolo è per noi fondamentale per dire che noi sulle cose
importanti ci possiamo confrontare, possiamo dibattere, però non
consentiamo a nessuno di poter dire che noi come opposizione siamo
contro i lavoratori.
PRESIDENTE. Benissimo, in funzione del fatto che ci sono anche
diverse proposte circa eventuali riscritture, specialmente
sull'articolo 11 e sull'articolo 12, e in funzione del fatto che
sull'articolo 13 credo che non ci sia nessuno che azzardi a una
richiesta di voto segreto - almeno questo è l'augurio -, accolgo la
richiesta e passiamo all'articolo 13.
Comunico che stasera voteremo l'articolo 13, 14 e 15,
successivamente sospenderemo l'Aula e la rinvieremo a domani, così
siete aggiornati sul da farsi.
Do lettura dell'articolo 13:
«Art. 13.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2
dell'articolo 15 della legge regionale 9 gennaio 2025 n.
1, come modificata dall'articolo 7 della legge regionale
22 ottobre 2025, n. 31 per le finalità del comma 8
dell'articolo 47 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9 e successive modificazioni, per la realizzazione degli
interventi di cui al comma 2 della medesima legge a
carico dei fondi ordinari della Regione e per le finalità
dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto 1974, n.
36 e successive modificazioni, è rideterminata in
complessivi euro 291.215.830,00 per l'esercizio
finanziario 2026 ed euro 291.315.830,00 per l'esercizio
finanziario 2027 ed è determinata in euro 290.315.830,00
per l'esercizio finanziario 2028.
2. La spesa di cui al comma precedente è iscritta,
nelle Missioni e Programmi e per gli importi come di
seguito indicati, nell'ambito delle rubriche delle
competenti amministrazioni:
MISSIONE
PROGRAMMA
TITOLO
CAPITOLO
DESCRIZIONE
2026
2027
2028
DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE
16
1
1
155382
SPETTANZE E LAVORO DI NATURA FLESSIBILE (PARTE EX CAP. 156604)
33.200.000,00
33.200.000,00
33.200.000,00
16
1
1
155802
IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA VERSARE AI
SENSI DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 DICEMBRE
199, N. 446, SUI COMPENSI DEGLI OPERAI FORESTALI E INCENTIVI ALLE
FUNZIONI TECNICHE DEGLI INTERVENTI FORESTALI AI SENSI DELL'ARTICOLO 1
DELLA LEGGE REGIONALE n. 24-2012 E SS.MM.II. DI COMPETENZA DEL
DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE
11.169.400,00
11.169.400,00
11.169.400,00
20
3
1
140043
FONDO DESTINATO AD INTERVENTI DI PARTE CORRENTE PER LE FINALITA' DI
CUI AL COMMA 8 DELL'ARTICOLO 47 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO 2015, N.
9 E SS.MM E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n. 36
E SS.MM , DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO RURALE E
TERRITORIALE.
56.700.000,00
56.700.000,00
56.700.000,00
20
3
2
542094
FONDO DESTINATO AD INTERVENTI IN CONTO CAPITALE PER LE FINALITA' DI
CUI AI COMMI 2 E 8 DELL' ARTICOLO 47, DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO
2015, N. 9 E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n. 36
E SS.MM, DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO RURALE E
TERRITORIALE.
78.000.000,00
77.000.000,00
76.000.000,00
COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA:
9
5
1
150514
SPESE PER LA PREVENZIONE E GLI INTERVENTI PER IL CONTROLLO DEGLI
INCENDI BOSCHIVI, NONCHE' PER INTERVENTI DI TIPO CONSERVATIVO (PARTE EX
CAP. 56756).
11.200.000,00
11.200.000,00
11.200.000,00
9
5
1
150054
IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA VERSARE AI
SENSI DELCOMMA 2 DELL'ART. 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
N. 446 SUI COMPENSI DEGLI OPERAI FORESTALI, E PER GLI INCENTIVI PER
FUNZIONI TECNICHE DI CUI ALL'ART. 45 DEL D.LGS. N. 36/2023 E S.M.I.,
ATTINENTI L'ATTIVITA' A.I.B. DEL COMANDO CORPO FORESTALE DELLA REGIONE
SICILIANA. (EX CAP. 151001 ART. 2).
6.650.000,00
6.650.000,00
6.650.000,00
9
5
1
150574
SPESE PER LE FINALITÀ DELL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO
1974, N. 36, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI .
10.500.000,00
11.600.000,00
11.600.000,00
20
3
1
150053
FONDO DESTINATO AD INTERVENTI DI PARTE CORRENTE PER LE FINALITA' DI
CUI AL COMMA 8 DELL'ARTICOLO 47 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO 2015, N.
9 E SS.MM E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n. 36
E SS.MM , DI COMPETENZA DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE.
82.796.430,00
82.796.430,00
82.796.430,00
20
3
2
550080
FONDO DESTINATO AD INTERVENTI IN CONTO CAPITALE PER LE FINALITA' DI
CUI AI COMMI 2 E 8 DELL' ARTICOLO 47, DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO
2015, N.9 E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n. 36
E SS.MM, DI COMPETENZA DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE.A
REGIONE.
1.000.000,00
1.000.000,00
1.000.000,00
TOTALE
291.215.830,00
291.315.830,00
290.315.830,00
3. Con decreto del Ragioniere generale, su proposta delle
Amministrazioni interessate, Dipartimento regionale dello sviluppo
rurale e territoriale e Comando del Corpo forestale della Regione
siciliana, sono operate le necessarie variazioni di bilancio per
l'iscrizione delle somme di cui alla Missione 20, Programma 3, capitoli
140043, 542094, 150053 e 550080, a valere su specifiche Missioni,
Programmi e capitoli appartenenti alle amministrazioni medesime.
4. Al fine di rafforzare le funzioni d'istituto in materia di
gestione e valorizzazione del patrimonio forestale, di prevenzione e
lotta attiva agli incendi boschivi, per l'anno 2026 i soggetti inseriti
nell'elenco speciale di cui all'articolo 45-ter della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modificazioni sono impiegati per un
massimo di 23 giornate lavorative ai fini previdenziali aggiuntive
rispetto a quelle già previste per i contingenti di appartenenza.
5. Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la maggiore spesa
complessiva di 41.126 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2026.
6. Le risorse di cui al comma 5 sono iscritte per l'esercizio
finanziario 2026 nei capitoli di seguito indicati:
a) missione 9, programma 5, capitolo 150514: euro 13.750.000,00;
b) missione 9, programma 5, capitolo 150054: euro 1.150.000,00;
c) missione 16, programma 1, capitolo 155802: euro 1.500.000,00;
d) missione 20, programma 3, capitolo 140043: euro 24.726.000,00».
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, intervengo per ribadire,
qualora ce ne fosse bisogno, che relativamente all'impegno nei
confronti degli operai forestali non c'è alcun tipo di ostilità,
però, Presidente Galvagno, come ho anche anticipato in sede di
discussione generale, tutto il mondo dell'antincendio e degli
operatori forestali necessita anche di un collegamento e di una
guida da parte del Corpo forestale, Corpo forestale che oggi è
composto da solo 300 unità, di cui 150 andranno in pensione nei
prossimi due anni.
A seguito del concorso che c'è in atto, saranno incrementato da 46
e da 128 unità, ma è evidente che i fondi che attualmente
consentono l'avanzamento dirigenziale del personale in divisa
consentono l'avanzamento di sole 20 unità.
E, allora, la domanda che io mi pongo in questa sede è: ok,
servono sicuramente nuova unità, serve aumentare le ore, servirebbe
il reclutamento di operai più giovani, perché l'antincendio non è
un'attività che può essere svolta, sì ci vuole l'esperienza, ma ci
vuole anche la forza e la prestanza fisica, perché parliamo di
lavori duri in condizioni gravose e con esposizione al pericolo, ma
soprattutto serve che ci sia quel personale in divisa che poi
conduce, coordina, organizza queste azioni di spegnimento, che ha
la possibilità di uscire con i mezzi del corpo forestale, che ha la
possibilità di rivestire il proprio ruolo all'interno delle
postazioni.
E veda, Presidente Galvagno, negli ultimi incendi che ci sono
stati negli ultimi anni nella provincia di Messina, in postazione
c'era un solo uomo del Corpo forestale, che ha fatto turni anche di
36/40 ore consecutive; spesso l'incendio viene avvistato e non può
il personale in divisa intervenire perché c'è un solo agente e
devono essere almeno in due, inoltre mancano totalmente gli
ufficiali.
Quindi, da parte del Movimento 5 Stelle, non c'è assolutamente
difficoltà all'incremento delle giornate, però chiediamo che il
Governo, in questa stessa sede, predisponga un emendamento per
consentire almeno di triplicare e, quindi, avere almeno sessanta
promozioni a livello di Corpo forestale, perché diversamente c'è un
esercito e mancano tutti gli ufficiali per guidare questo esercito,
c'è chi vuole spegnere ma non c'è chi guida la barca.
Allora, presidente Schifani, quello che chiediamo di fare adesso,
abbiamo chiesto anche agli uffici dell'Assessorato ambiente e
territorio di immaginare una formulazione, anche perché credo che
si debbano stanziare due trecentomila euro per questi avanzamenti
di carriera, non è che si devono disporre milioni di euro, non è il
momento, solo due trecentomila euro, ma non possiamo costruire un
esercito di soldati senza chi li guida.
Quindi, chiediamo semplicemente un momento per formulare, insieme
al Governo, un emendamento e stabilire lo stanziamento di altri due
trecentomila euro per gli avanzamenti di carriera.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Presidente Schifani, non le nascondo
che io non ho mai affrontato, con particolare attenzione, la
questione inerente ai forestali, perché ci sono stati colleghi,
nelle varie Commissioni, che lo hanno fatto, nella precedente
legislatura l'onorevole Trizzino, in questa i colleghi componenti
della Quarta Commissione, e quindi è un argomento che non ho mai
approfondito particolarmente. Ma, altrettanto, non le nascondo che
stamattina ho ricevuto decine di messaggi - ed è la prima volta che
mi accade - di operatori forestali e lavoratori forestali che
lamentavano il fatto che le opposizioni... cioè, il messaggio che
stava passando è che le opposizioni avrebbero chiesto voto segreto
e avrebbero bocciato questa norma sui forestali.
Ora, dico, che contattino me, che non me ne sono mai occupato, già
mi sembrava strano, che girasse voce che era intenzione delle
opposizioni bocciarlo mi sembrava ancora più strano, perché il
Presidente del Gruppo parlamentare non aveva certamente dato questa
indicazione al nostro Gruppo parlamentare, su questo tema abbiamo
fatto leggi e presentato leggi di riforma del settore che vanno
assolutamente a tutela e in favore degli operatori forestali, mi
sembrava un'informazione abbastanza destituita di ogni fondamento e
di verità.
E siccome su questo tema non possiamo fare passare messaggi
diversi, ringrazio ovviamente l'onorevole Catanzaro che lo ha detto
in maniera molto chiara, dobbiamo sgombrare assolutamente ogni nube
su questo tema, le opposizioni non chiederanno voto segreto, ma,
altrettanto, diciamo al Governo: la legge di riforma sui forestali
quando avete intenzione di presentarla?
Perché, Presidente Schifani, governate, il vice presidente
Sammartino governa questo Assessorato e questa Regione lei, da tre
anni, e noi per tre anni non abbiamo ricevuto nessuna legge di
riforma. Questo è l'ennesimo pannicello caldo da dare a dei
lavoratori che chiedono, da troppi anni, dignità, e noi questa
dignità, ad oggi, non riusciamo a garantirla, però gli promettiamo
il pannicello caldo, che ben venga e noi siamo favorevoli, e
addirittura si scarica la responsabilità alle opposizioni, dicendo
che oggi avrebbero chiesto voto segreto per affossare questa norma.
No, non ci stiamo, non vogliamo e rilanciamo al Governo,
prendetevi la responsabilità
Presidente, questo lo dico a lei, si prenda la responsabilità di
riformare quel settore, di fare una legge di riforma di quel
settore, il Movimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura, ha
presentato i disegni di legge e discusso con tutte le
organizzazioni sindacali che andava in quel senso, purtroppo,
ahinoi, i siciliani hanno deciso di non affidarci il Governo di
questa Regione, ma lo chiedo a lei: dopo tre anni, è possibile che
il Governo non abbia presentato una legge di riforma sui
forestali?.
Cioè, è il primo argomento, in campagna elettorale, ovunque si va,
soprattutto in determinate Province, si parla solo di forestali e
voi non avete presentato un disegno di legge che vada in quella
direzione.
Allora, siccome non ci stiamo su scarichiamo la responsabilità
alle opposizioni su questa cosa , noi oggi lo votiamo, siamo
d'accordo, non chiediamo voto segreto, proprio a dimostrazione che
su queste persone non si fa campagna elettorale, come penso,
purtroppo, qualcuno abbia fatto in questi giorni, visto che se
hanno contattato Sunseri, che non si è mai occupato di forestali,
qualche problema di informazione c'è.
Però, l'invito è: il pannicello caldo serve a raccontare, a dare
una narrazione, vi stiamo aiutando, vi diamo qualche giornata in
più, faremo qualcosa in più, la riforma, serve la riforma sui
forestali.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona, poi
l'onorevole Safina e infine ultimi interventi, l'onorevole
Cracolici e Venezia.
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, io la ringrazio per avermi concesso
la parola riguardo a questo argomento così rilevante per i lavori
di questa Assemblea, ovvero le disposizioni che riguardano i
lavoratori del settore della forestazione.
Io vedo qui presente, il Presidente della Regione, l'Assessore al
ramo e hanno perfetta consapevolezza di come il Partito Democratico
a più riprese, ha sollecitato in diverso modo il Governo, affinché
si portino avanti iniziative concrete per la valorizzazione dei
nostri operatori della forestazione, del resto è ben noto i
cambiamenti climatici e i problemi della siccità che avanza in
Sicilia, rendono necessario, improcrastinabile, avere una struttura
adeguata a rispondere a queste esigenze e lo abbiamo detto a più
riprese, anche con atti concreti e formali, tra cui la nostra
proposta di riforma della forestazione.
Una proposta di legge non solo quella del Partito Democratico, ma
anche di altre forze politiche che non è mai arrivata in alcun modo
all'esame delle Commissioni di merito, questo argomento
evidentemente è fuori dalle priorità della maggioranza di Governo
della nostra Sicilia, ancorché in campagna elettorale sia stato
dichiarato tutt'altro, ancorché nella fase di insediamento, nelle
dichiarazioni programmatiche, il Presidente della Regione avesse
rappresentato come dovesse essere una priorità, in sostanza la
solita propaganda.
E oggi siamo qui, siamo qui intanto a metterci la faccia, quella
che quotidianamente ci mettono le organizzazioni sindacali con le
quali ci confrontiamo e che rappresentano il grande sentimento di
disagio di lavoratori, che oggi operano solamente per 78 giornate
lavorative o 101 o 151, che magari vent'anni fa, quando hanno
cominciato a lavorare insieme alla disoccupazione riuscivano a
sbarcare il lunario.
Adesso le situazioni sono assolutamente cambiate, il costo della
vita è notevolmente aumentato e noi dobbiamo dare loro delle
risposte, questi sono dei lavoratori che sono diventati poveri e
questo non è più accettabile.
Oggi il Partito Democratico, rispetto alla proposta da noi
sostenuta di dare una risposta agli operatori della forestazione,
ci mettono la faccia e non accettiamo in questo caso dietrologie,
non accettiamo forme di terrorismo. Il voto segreto, quando questo
voto segreto viene chiesto e lo facciamo quando gli articoli molto
spesso sono improponibili, e questo non è il caso, non mettetevi,
non nascondetevi sulla questione del voto segreto, dietro invece ci
stanno le spaccature enormi dei partiti, che in questo momento
stanno governando la Sicilia e stanno facendo enormi danni.
Quindi, io esprimo in maniera chiara la mia volontà, di sostenere
questa misura sull'incremento delle giornate ai lavoratori della
forestazione, ma altresì rappresento come sia indispensabile, non
più rinviabile, da parte di questo Governo e di questo Parlamento,
affrontare in tempi rapidi, quella che è la riforma complessiva
della forestazione, affinché si dia anche una stabilità a questi
lavoratori, perché le ventitré giornate sono un pannicello caldo,
sono una prima risposta ma non possono essere una risposta
definitiva, da questo punto di vista il Presidente della Regione e
tutto il Governo devono prendere un impegno concreto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non devo dire
molte cose, perché alcune cose sono state dette dai miei colleghi,
voglio parlare del voto segreto perché è inutile nascondercelo.
Questa riforma, scusate ho sbagliato, questa norma che aumenta di
ventitré giornate la riforma, sarebbe diciamo un impegno gravoso
per questo Governo elaborarla.
Il voto segreto è stato chiesto in quest'Aula, non facciamo gli
ipocriti, c'è un deputato che ha fatto dei video annunciando che,
finalmente, si sarebbe data una soluzione ai forestali di Sicilia.
Onorevole Sammartino, non mi dica chi è... non mi dica chi è... lo
chieda all'assessore accanto a lei a lei, a lei... diglielo tu chi
è Ora lo dico, non sono omissivo. Gliel'hai detto Quindi, in
qualche modo, c'è stata una spinta che sollecitava, soprattutto la
maggioranza parlamentare formale, perché come si vede non è una
maggioranza sostanziale in questo Parlamento, a vendicarsi del
video perché è inaccettabile che questo deputato che fa questo tipo
di propaganda sulla pelle di migliaia di lavoratori che, da oltre
vent'anni se non trent'anni, sono in una condizione di precariato,
di precariato
Certamente saremmo stupidi se proponessimo di assecondare la
vendetta nei confronti di una boutade di un parlamentare di questa
Regione per danneggiare delle persone che, ad oggi, vorrei
ricordarlo, non sono nelle condizioni neanche di comprare una
lavatrice a rate, perché sono lavoratori a tempo, anzi,
giornalieri, stagionali E quindi neanche gli fanno il credito
rateizzato per poter comprare un elettrodomestico, figuratevi una
macchina La casa è ancora più complicata
Allora voglio dirlo subito: 23 giornate significa che tutti gli ex
settantottisti diventano centunisti, vivaddio I centunisti fanno
124 giornate, vivaddio I centocinquantunisti ne faranno 174,
vivaddio
Ma il tema è: quale rimane l'organizzazione del lavoro forestale
in Sicilia? Perché, fino a quando il lavoro forestale in Sicilia è
gestito secondo la logica delle giornate e non del servizio, noi ne
possiamo aumentare 10, diminuire 5. Assessore, lei sta con la
testa assecondando il mio intervento, però le pongo un problema: se
si propone con questa finanziaria l'aumento di 23 giornate, mi
spiegate perché il finanziamento è solo per il 2026? Nel 2027 e
2028 cosa dovremmo fare? Dove? Dove sono?
DIPASQUALE. È pluriennale.
CRACOLICI. No, no, nel testo del Governo non è pluriennale. Lo so
che l'assessore mi dirà che con gli avanzi che si produrranno dopo
che la Corte dei Conti avrà parificato i bilanci 2023/2024/2025,
quando sarà quello del 2025, le risorse ci saranno e potremo così
dare copertura anche per gli anni successivi. Ma proprio perché
questo è un intervento strutturale, avrebbe dovuto evitare il
ricatto della pressione, per cui ci facciamo 23 giornate in più nel
2026 e nel 2027 discutiamo Aggiungo che in questa finanziaria,
assessore, ci sono norme, scusa, Dipasquale, che prevedono
finanziamenti ai parchi archeologici per realizzare l'attività
antincendio all'interno dei parchi stessi.
Vorrei ricordarle, assessore Sammartino, che tra i compiti del
Dipartimento sviluppo rurale, di cui lei, assessore, ha la
competenza in quanto assessore per l'agricoltura, è previsto che il
Dipartimento debba sottoscrivere convenzioni non solo con i comuni
ma anche con i parchi archeologici per garantire quella condizione
essenziale, visto che paghiamo i lavoratori, di messa in sicurezza
dei parchi archeologici. Mi si dice che la norma che prevede di
finanziare i parchi archeologici nasce perché il Dipartimento non
risponde alle esigenze dei predetti parchi. Il Dipartimento a casa
sua non risponde, qui è chiamato da una norma che prevede che il
Dipartimento sviluppo rurale, non in questa legge ma nelle leggi
precedenti, si deve occupare anche dell'attività di manutenzione
dei parchi archeologici.
Quindi noi, qui, stiamo prevedendo altre spese ma soprattutto
stiamo prevedendo una cosa, Assessore Sammartino, glielo dica ai
sindacati ai quali ha detto che il PD e l'opposizione, che il PD e
l'opposizione avrebbero chiesto il voto segreto, lo dica a loro
che, con queste norme nascoste in questa manovra, voi prevedete la
privatizzazione della gestione del Corpo del settore della
forestazione, perché quando affidate le risorse direttamente ai
parchi archeologici, state prevedendo che gli stessi affidino a
cooperative o a imprese del settore della forestazione, bypassando
l'Azienda foreste demaniali. Altro che voto segreto, qui stiamo
parlando del tentativo di creare un blocco sociale di tipo
privatistico contrapposto a quello pubblico che oggi c'è dentro la
Regione siciliana
Quindi, per quanto ci riguarda, noi sosterremo la misura di
aumento delle giornate, oltre che del rifinanziamento del settore:
però, le ripeto, con questa manovra, ci fermiamo al '26, quindi per
il 27 e il 28 Dio provvederà e, soprattutto, vi chiedo di essere
voi a cancellare quelle previsioni finanziarie - lo dico
all'Assessore per l'economia - proprio perché, in atto, il
Dipartimento sviluppo rurale ha l'obbligo di gestire la
manutenzione e la messa in sicurezza antincendio per i parchi
archeologici di Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. È iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo bene,
agli albori di questa legislatura, una serie di audizioni in Terza
Commissione con l'allora Assessore - poi ebbe una piccola
interruzione - Sammartino, nelle quali si discuteva e si
preannunciava che l'Assessorato da lui guidato avrebbe portato in
discussione, prima in Commissione e poi in Aula, oltre che la
riforma della forestale, anche i piani di gestione dei boschi
perché, veda, presidente Schifani, noi stiamo oggi recuperando un
torto storico nei confronti di questi lavoratori, ovviamente lo
stiamo facendo, per adesso, solo per il 2026, mi auguro che si
possano trovare le risorse per consentire la stabilizzazione di
questo personale e, aggiungo, questo personale, Assessore, lei lo
sa meglio di me, è un personale dall'età oramai avanzata.
Assicurare la tutela dei boschi e delle montagne del nostro
territorio, del nostro paesaggio, con il personale oramai in età
avanzata e con le squadre, oramai, ridotte al lumicino, è qualcosa
di realmente complicato e, dunque, sarebbe necessario anche pensare
a misure per rimpinguare il personale che deve andare a fare tutela
dei nostri boschi e delle nostre montagne. Però, veda, queste
misure, lo dicevano i miei colleghi, rischiano di essere effimere.
Sicuramente ripareranno a un torto nei confronti di questi
lavoratori ma noi vorremmo sapere che fine hanno fatto le idee che
lei aveva così brillantemente illustrato in commissione sui piani
di gestione della montagna e sulla riforma della forestale.
Ricordo che su impulso del Gruppo del Partito Democratico, mi pare
due finanziarie fa, introducemmo una norma che aumentava le
giornate lavorative per contrastare il fenomeno degli incendi
boschivi bypassando quella che era l'idea del Governo di utilizzare
i comuni, facemmo una battaglia, ci fu riconosciuta la bontà delle
nostre proposte, e il Governo addivenne ad accogliere la proposta
del Partito Democratico.
In quell'occasione, però, ci fu detto, assessore Sammartino, che
per la riforma mancavano 10 milioni di euro, 15 milioni di euro
massimo. Ora stiamo gestendo milioni con questa legge di stabilità,
ne abbiamo gestiti tantissimi nel corso di quest'anno, nel 2025 le
varie norme finanziarie hanno quotato quasi un miliardo e mezzo di
euro, adesso abbiamo fatto norme anche importanti per centinaia di
milioni di euro, ma ombra o traccia di questa riforma non c'è
Sa perché sono preoccupato, Presidente? Perché lei ha rilasciato
una dichiarazione qualche giorno fa nella quale ha sostanzialmente
detto che al termine di questa finanziaria la priorità sarà
l'abolizione del voto segreto.
Vorrei capire innanzitutto qual è la competenza del Governo
sull'abolizione del voto segreto in questo Parlamento e poi vorrei
capire qual è l'interesse dei cittadini siciliani all'abolizione
del voto segreto. Come intendete risolvere i problemi dei
siciliani, dei lavoratori forestali, dei lavoratori dei comuni, dei
PIP, delle imprese, con l'abolizione del voto segreto?
Poi avete parlato di riforma degli enti locali. Presidente
Schifani, non lo so se lei ha letto il testo che è uscito dalla
Commissione. Definire quel testo una riforma è obiettivamente fare
abuso di quel termine e fare abuso della lingua italiana, oserei
dire. Quella è un'accozzaglia di norme con le quali ciascuno dei
sostenitori delle stesse persegue un interesse particolare: chi il
terzo mandato, chi l'ineleggibilità, chi le norme su qualche
funzionario, le norme sulla contabilità. Quindi ogni norma ha un
nome, un cognome e un interesse specifico da soddisfare, non è una
riforma degli enti locali Perché se volessimo realmente riformare
gli enti locali, innanzitutto partiremmo dal dare maggiori risorse
e cercheremmo di capire quali sono i servizi che questi devono
assicurare, poi discuteremmo di quelli che invece universalmente
devono assicurare gli uffici regionali ed eventualmente anche lo
Stato. Per questo sono preoccupato perché questa norma, che
sicuramente va incontro a un torto storico nei confronti di questi
lavoratori, però non si traduce e non si tradurrà probabilmente
nella risoluzione di un problema fondamentale che è quello di
tutelare il nostro paesaggio, l'ambiente e le nostre montagne.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, il dibattito su questa finanziaria sta spostando le
questioni di merito nelle questioni di metodo. Mi spiego meglio: le
frizioni che si registrano in queste ore all'interno della
maggioranza avevano l'obiettivo di azzoppare taluni articoli che
avevano a che fare con la dignità di migliaia di lavoratori
siciliani ed è partita una campagna di pressione, cercando di
ribaltare la responsabilità non tanto su chi aveva proposto e con
toni enfatici aveva dato notizia sulla stampa dell'aumento delle
giornate per i lavoratori forestali ma sull'opposizione che voleva
impedirne l'approvazione.
Abbiamo voluto fare chiarezza, chiedendo con forza che venisse
stralciato questo articolo e approvato già nella seduta d'Aula di
stasera, proprio perché la nostra storia politica e i valori che
cerchiamo di portare avanti anche nell'azione parlamentare non
possono che vedere al primo posto la tutela della dignità dei
lavoratori. Proprio per questo non solo sosteniamo a viso aperto il
provvedimento che ci viene sottoposto da parte del Governo, ma
rilanciamo attraverso un emendamento che abbiamo presentato a
questo testo, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, di
prevedere l'aumento delle giornate lavorative non soltanto per un
anno, perché questa ci sembra una misura spot per dare una risposta
rispetto alle legittime pretese alle sollecitazioni che sono
arrivate in queste settimane e in questi giorni.
Noi crediamo che l'aumento delle giornate vada fatto a regime
sulla triennalità, quindi non solo sul 2026 ma anche sul 2027 e sul
2028: non solo per dare dignità a migliaia e migliaia di lavoratori
siciliani, ma perché noi crediamo che ci sia la necessità, oggi più
di ieri, del prezioso lavoro dei lavoratori forestali, in un
territorio sempre più fragile, sempre più sottoposto alla pressione
di eventi climatici estremi, alla tropicalizzazione del clima, alla
triste piaga degli incendi, che ogni anno porta in Sicilia bilanci
davvero drammatici: più di 50.000 ettari di terreni sono
attraversati dalle fiamme e circa 8.000 ettari di vegetazione
boschiva, in molti casi in aree protette e di pregio, è colpita e
devastata dagli incendi.
Noi crediamo fermamente che a questa iniziativa, che salutiamo con
il nostro voto favorevole, si affianchi un'iniziativa legislativa
di più ampio respiro, Presidente Schifani e assessore Sammartino,
che metta nelle condizioni il comparto forestale di avviare una
feconda e concreta stagione di riforma che passi anzitutto
dall'aumento delle ore, per poter prestare un servizio più attento
e concreto nel territorio e per dare dignità ai lavoratori, ma
soprattutto per efficientare il sistema dell'emergenza incendi in
Sicilia e di tutela del territorio, anche attraverso un nuovo piano
di assunzioni.
Assessore Sammartino, lei i numeri li sa meglio di chi parla in
questo momento: da qui ai prossimi 2-3 anni, migliaia di lavoratori
forestali andranno in pensione. Noi non possiamo arrivare da qui a
4-5 anni ad avere il problema inverso, cioè passare da una presenza
significativa di lavoratori, che negli ultimi decenni in Sicilia
hanno avuto un peso abbastanza importante, ad una riduzione
drastica.
Serve accompagnare questo percorso in questi momenti delicati, in
questi momenti in cui vi è anche una condizione finanziaria
importante e positiva per la Regione, un piano che affianchi
all'aumento delle giornate lavorative e alla stabilizzazione dei
lavoratori stagionali un piano di assunzioni, che da qui a qualche
anno possa rimpiazzare il comparto forestale, perché sappiamo che
l'età media di questi lavoratori si aggira intorno quasi ai
sessant'anni.
Io credo che un'Amministrazione regionale che non vuole operare
solo per una logica di propaganda, ma vuole dare un segnale vero,
concreto e di ampio respiro a questo settore abbia il dovere di
pensare a un piano di assunzioni, ad una misura strutturale di
aumento delle giornate, e ad una riforma che metta al centro la
sfida dei cambiamenti climatici cui la Sicilia è sottoposta in
maniera sempre più drammatica. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Grazie, signor Presidente. Presidente Schifani, assessore,
io penso che questo è uno degli interventi più qualificanti di
tutte le manovre finanziarie che abbiamo portato avanti. Una dietro
l'altra abbiamo dato risposte per quanto riguarda i precari ASU,
per quanto riguarda i Consorzi di bonifica, l'abbiamo fatto per
tanti enti regionali.
Oggi l'intervento per quanto riguarda i forestali è importante
perché dà dignità al lavoro, perché finalmente togliamo dalla
platea dei lavoratori a 78 giornate, che devono vivere, che devono
portare avanti una famiglia 78 giornate lavorative non danno
neanche la copertura assicurativa per un anno di lavoro riusciamo
a portarli oltre quella soglia di 101 giornate; così come alzare la
soglia per 100, per quanto riguarda i 101 e 151 giornate.
Assessore Sammartino, io penso che oltre a un intervento così
importante, che questo mondo aspettava da anni, che aspettava da
anni e che altri Governi non sono riusciti a portare avanti, perché
se oggi ci troviamo a parlare ancora di personale a 78 giornate,
significa che nessuno mai aveva messo mano a questo personale o
fatto uscire dal precariato assoluto, significa non avere la
possibilità di avere neanche la copertura assicurativa per un anno
di lavoro, questo personale oggi lo mettiamo in sicurezza su
questo.
Ci dobbiamo sforzare anche di potere - le aziende provinciali -
pensare e portare avanti progetti, anche strutturali, che possono
dare la possibilità di potere avere altri fondi, che provengono dai
fondi strutturali, per la ripiantumazione, per la realizzazione di
opere, di stradelle, di muri a secco, di quelli di contenimento,
per quanto riguarda anche la parte alluvionale, non solo per quanto
riguarda gli incendi, per dare la possibilità a questo personale di
potere avere anche giornate lavorative aggiuntive, che non sono
solo quelle stabilite e che sono stabilite per legge. Rispetto ai
291 milioni che stanziamo ogni anno, compresi questi 40 di
quest'anno, vi è la possibilità di avere altri fondi e di potere
avere più giornate e poter lavorare ancora di più, intervenendo
strutturalmente per quanto riguarda il territorio della nostra
amata Sicilia. Quindi penso che la direzione sia quella giusta; lei
avrà modo di poter chiarire questo fatto, ora che abbiamo previsto
le somme soltanto per il 2026 e non per il 2027, perché già poi ci
sono le speculazioni, perché sempre ogni cosa che si fa, e che fa
questa maggioranza e questo Governo, viene detto che è sempre il
minimo, che è una cosa irrisoria, che gli altri avrebbero voluto
fare ma non lo hanno fatto, forse perché non ci hanno pensato,
forse perché non hanno avuto la possibilità di poterlo fare.
Quindi, con orgoglio dico che questo è uno di quegli interventi
importanti, che abbiamo voluto tutti, che come Gruppo abbiamo
sostenuto e abbiamo pensato, abbiamo portato al tavolo del Governo
e siamo contenti che il presidente Schifani se ne sia fatto carico
con tutto il Governo e oggi ci ha messo nelle condizioni, il
Parlamento, di votare un intervento così importante, che riguarda
15 mila lavoratori, che riguarda la tutela del nostro territorio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale e sono
finiti gli interventi, e poi ha chiesto d'intervenire l'assessore
Sammartino. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, presidente della Regione, colleghi
parlamentari, lo so, Presidente, aspettiamo che finiscono di fare
il bar qua.
Questione forestali: l'onorevole Abbate ha fatto il suo show
elettorale. Il Governo non è vero che ha presentato questa
proposta, questa proposta non l'ha presentata il Governo, se il
Governo voleva presentarla lo faceva quando ha votato in Giunta la
finanziaria e poteva... no, no, è così assessore Sammartino, non
c'è nulla da ridere, e lei non è stato in grado, né nelle scorse
finanziarie né nelle scorse finanziarie e nell'ultima finanziaria
di fare approvare in Giunta questo intervento per i forestali.
Quindi questo già è un risultato negativo che si porta e su questo
quindi non penso che ci sia molto da ridere.
Detto questo, in Commissione c'è stato questo intervento a favore
dei forestali e di queste giornate lavorative, ed è un intervento
che nasce dalla condivisione di tutti, il primo testimone è
l'assessore Dagnino, che quando l'ho sono sentito io per primo
telefonicamente, una delle prime cose che vi abbiamo chiesto in
merito alla finanziaria, le giornate in più per i forestali, e lo
dico sicuro di non potere essere smentito da nessuno. Dopodiché,
dico anche un'altra cosa, che durante le variazioni di bilancio
quater noi avevamo presentato un emendamento all'articolo 10, che
prevedeva - poi non è andato in votazione perché era un aggiuntivo
- la possibilità, non di 23, ma di 20 giornate lavorative, già per
il 25, utilizzando le somme che avevamo allocato, cos'era il 4950?
Erano quelle relative ai territoriali, per una questione di onestà
e per una questione di chiarezza, come sempre, dopodiché è stato un
intervento che noi abbiamo seguito con grande attenzione dando
garanzie a tutti, noi ai forestali ci teniamo e sui forestali ci
teniamo a dare questa risposta.
Potete stare sicuri che non ci sarà nessun voto segreto ma noi il
voto segreto, sulle questioni che riguardano il lavoro, non lo
abbiamo chiesto; l'abbiamo fatto già sull'articolo 1, lo abbiamo
fatto su altre cose e continueremo a non farlo perché i forestali
così i forestali e così come l'ESA che già abbiamo detto, sia
all'interno della Commissione ma l'abbiamo detto anche al
Presidente dell'Assemblea che su forestali ed ESA noi non abbiamo
nessuna intenzione di chiedere voti segreti perché sono cose a cui
noi teniamo Purtroppo, poi, ha detto un'altra cosa fasulla
l'onorevole Abbate, cioè che i Governi precedenti anzi ha detto
una mezza verità "i Governi precedenti non l'hanno voluto fare". Mi
permetto di ricordare all'assessore Abbate che le ultime due
legislature sono in capo al centrodestra di cui lui fa parte, di
cui lui fa parte E la differenza tra le due legislature ma,
specialmente questa, rispetto all'esperienza di Crocetta, è
semplicissima: noi abbiamo avuto il problema dell'applicazione del
decreto legislativo n. 118 e ci siamo trovati una Regione in
deficit, dall'oggi al domani, l'assessore Sammartino se lo ricorda
bene perché abbiamo condiviso lo stesso percorso, fino ad un certo
punto, dopodiché, invece, Musumeci ha avuto qualche problema nella
parte iniziale, poi ci sono state grandissime risorse. Già i soldi
per la forestale, per le giornate lavorative potevano essere
previsti anche nella scorsa finanziaria, una finanziaria che valeva
950 milioni di euro e che poteva contenere questo intervento.
Quindi tutta questa propaganda, questa prosopopea da parte
dell'onorevole Abbate penso che se la poteva evitare benissimo.
Oggi stiamo dando una risposta, la sta dando la maggioranza,
insieme all'opposizione, alla minoranza, un percorso avviato in
Commissione e, oggi, passa solamente perché noi non chiediamo il
voto segreto, perché, se oggi noi dovessimo chiedere, mettiamo un
impazzimento o un atteggiamento irresponsabile, e chiedessimo il
voto segreto, questa norma solo per la simpatia che quest'Aula ha
nei confronti dell'assessore Sammartino morirebbe, morta, morta,
morta Non resterebbero degli alberi di pino, neanche gli aghi,
neanche gli aghi, non resterebbero ma siccome, perché le cose
bisogna chiamarle per nome e cognome, esiste il senso di
responsabilità che anche noi abbiamo, non vogliamo fare differenze
che noi comunque abbiamo. Tutto questo non lo facciamo e portiamo
questo risultato a casa con grande attenzione.
Attenzione, però, il risultato non è completo. Prevedere,
Presidente, la copertura finanziaria solo per un anno, ad un anno e
mezzo dalle elezioni, serve solo per far ritornare queste persone a
chiedere la copertura finanziaria, sotto elezioni. È brutto, è
sgradevole. Allora, siccome noi non abbiamo problemi di impegni sul
pluriennale e siccome io sono sicuro, non ho difficoltà a dirlo,
che lei non pensa assolutamente di utilizzare la copertura per il
2026, solamente come strumento elettorale, per poi farle ritornare
nel 2027 e nel 2028 io sono estremamente sicuro di questo, non ho
difficoltà a dirlo. La conosco, come conosco i pregi conosco anche
qualche limite che stiamo vedendo, negli ultimi tempi, che mi
auguro possa essere superato. Parlo della presenza in Aula. Intanto
sono contento che, in questi due giorni, ci sia stato. Io la
invito, su questa vicenda, sul pluriennale non cambia niente, a
coprire, per il 2027 e il 2028 e chiudere questa faccenda. Io, su
questo, le chiedo di farlo.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne
ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
annunciare, com'è ovvio, il voto favorevole di Fratelli d'Italia a
questa norma, e per invitare i colleghi, tutti, finiamola di fare
le prime donne "Questo è merito mio", "No, questo è merito
dell'altro", "Questo è merito...". Se arriviamo a concludere,
finalmente, una vicenda che si trascina da vent'anni e da decenni,
diciamo che è merito di quest'Assemblea, del Governo. Tra l'altro
ringraziamo l'assessore Savarino, ma non dimentichiamo i meriti
dell'assessore Sammartino, non dimentichiamo anche i meriti, e
l'azione concreta, dell'assessore Savarino, perché i forestali non
sono solo dipendenti dell'Assessorato dell'agricoltura, ma, in
parte anche rilevante, sono dipendenti dell'Assessorato del
territorio e dell'ambiente.
Quindi, si conclude una vicenda che ci ha visto battagliare negli
anni - io sono qui, purtroppo, alla terza legislatura - ma è una
vicenda che ci trasciniamo da anni, forse da decenni. Finalmente,
ci sono le condizioni sia politiche ma anche e soprattutto
economiche e finanziarie per compiere questo atto dovuto. Quindi,
finiamola con i filmini in cui io sono così bello, passeggio e ho
risolto questo problema. L'altro dice "No, c'ero io prima", l'altro
interviene "Ma guarda che cosa abbiamo fatto ". Diciamo che
l'abbiamo fatto tutti, maggioranza e opposizione e questo è un
momento di condivisione nel quale il Parlamento, finalmente, non si
è diviso. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE, Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, colleghi, Governo, ci tenevo
a intervenire non soltanto per dare alcune delucidazioni, rispetto
agli interventi che ho ascoltato con grande piacere, ma anche per
puntualizzare alcuni aspetti, che sono emersi da questo breve ma
intenso dibattito.
Credo che norme come queste non abbiano un colore politico e non
siano ascrivibili alla volontà, più o meno celata - onorevole
Dipasquale, mi ascolti cortesemente - di intestarsi un merito sulle
spalle di migliaia e migliaia di lavoratori.
Un merito, però, questo Governo ce l'ha e ci tengo a ribadirlo.
Dopo tanti anni, dall'insediamento di questo Governo, abbiamo
ristabilito alcune regole, onorevole Cracolici, che, anche grazie
all'incremento della finanza pubblica, si sono potute incasellare
come attività che il Governo ha svolto.
Io ricordo che quest'Aula, grazie al prezioso contributo del
presidente Galvagno, del Presidente della Commissione Bilancio e
del Presidente della Commissione Attività produttive, già nella
manovra del 2023 sanava l'inadeguatezza del contratto di lavoro
aggiornandolo agli standard più appropriati che i lavoratori
forestali dovevano avere nell'adempiere alle proprie funzioni.
Ricordo come l'attività incessante di collaborazione con le
organizzazioni sindacali, ha portato al risanamento del CIRL, dopo
tanti anni. E grazie all'impegno di questo Parlamento, di
maggioranza e opposizione, si sono ristabilite le regole della
finanza pubblica più banale, più semplice. Qualche anno addietro,
in quest'Aula, si votava il 50 per cento della copertura dei
forestali, con l'utilizzo improprio dei fondi della Comunità
europea. Grazie all'aumentare del gettito, grazie alla cassa, si
sono stabiliti due capitoli che oggi si trovano in questo testo e,
grazie al bilancio della Regione, si è data continuità, non
soltanto nel poter pagare gli stipendi e le giornate a questi
lavoratori, ma si è regolarizzato e armonizzato il meccanismo di
erogazione della finanza pubblica. E lo abbiamo fatto con la
consapevolezza, onorevole Catanzaro, che questo è un primo grande
gesto importante nei confronti di una platea che attende da troppi
anni un intervento legislativo.
Non si parla di riforma dei forestali da tanti e tanti governi. Io
ho provato, sin dai primi mesi dell'insediamento del nostro
Governo, a tirare fuori una proposta, che poi è stata, come ben
sapete, onorevoli colleghi, collaborata da tutte le organizzazioni
di categoria delle organizzazioni sindacali. Poi, come mi ha voluto
ricordare l'onorevole Safina, per un periodo si è parlato di
attività forestale ma non si è proposta una vera riforma. Contiamo,
come Governo, di presentarla nel primo trimestre del 2026, perché
le sollecitazioni che arrivano dall'onorevole Sunseri, corrette e
puntuali come sempre, sono sollecitazioni che avevamo già discusso
in Commissione Attività produttive.
Il comparto forestale ha purtroppo un tempo di vita corto,
rispetto a quella che deve essere la proiezione che qualunque
Governo deve mettere in campo nella tutela e nel rispetto
dell'ambiente, dei lavoratori ma soprattutto della biodiversità
della nostra Regione.
I calcoli ci dicono che, tra sei, otto anni, il comparto forestale
sarà decimato per una questione di età anagrafica, e, quindi è
chiaro che la riforma che il Governo intenderà sottoporre, già
condivisa con le organizzazioni sindacali, guarda ai prossimi
vent'anni della forestazione della nostra Regione. Ed è chiaro che
lo stimolo che verrà fuori dal dibattito parlamentare sarà quello
di trovare insieme le soluzioni, così come insieme oggi si è
trovata la soluzione. E voglio ringraziare la responsabilità delle
forze di opposizione, non soltanto per questa norma, ma anche per
le norme che il Governo ha presentato in Commissione Bilancio e che
sono state votate anche grazie all'ausilio delle forze di
opposizione. Quelle norme, volute dalle forze di maggioranza a cui
il Governo ha dato la copertura economica, ora citiamo e trattiamo
quella dei forestali, ma l'onorevole Dipasquale ha richiamato una
battaglia storica anche del Partito Democratico, come quella della
stabilizzazione dei trattoristi dell'ESA, caro onorevole Catanzaro.
Sono battaglie che non ci hanno mai diviso, sono battaglie che
hanno trovato nella dignità dei lavoratori la possibilità di
lavorare tutti insieme. Però, va dato merito a questo Governo e al
Presidente della Regione di avere trovato, in questa finestra
legislativa, la copertura economica non banale di 41 milioni di
euro. Quarantuno milioni di euro sono una parte importante di
questa manovra finanziaria che, insieme alla collega Savarino,
ridaranno dignità a tutto il contingente, al contingente guidato
ovviamente nel ramo dell'Amministrazione della collega Savarino e
da quello dello sviluppo rurale, per provare nel 2026, insieme a
questo Parlamento, a riformare il sistema. E sono certo e su questo
posso prendere impegno da parte del Governo, che la copertura non è
soltanto per questa annualità. Oggi trattiamo la copertura 2026,
con il ricalcolo del personale al 2027, con le fuoriuscite anche
grazie al gettito derivante, onorevole Cracolici, dalla parifica
della Corte dei conti. Siamo certi di poi poter dare la copertura
per gli anni a seguire.
Oggi è un primo grande passo, è un gesto che non è un gesto, come
qualcuno ha voluto raccontare. Ci tengo, a margine del mio
intervento, a sottolineare che il Governo ha lavorato in stretta
collaborazione con i sindacati, così come hanno sempre fatto le
organizzazioni di categoria, ma anche le forze politiche di
maggioranza e di opposizione. Mi spiace se sia passato un messaggio
di una pressione derivante dallo spauracchio del voto segreto,
della mia simpatia o della mia antipatia, che ha voluto ricordare
l'onorevole Dipasquale, ormai me ne sono abituato, però credo che
di queste norme, onorevole Dipasquale, questa Regione ne abbia
bisogno, l'abbiamo fatto in tanti anni, trascorsi assieme da
parlamentari di quest'Aula, l'abbiamo fatto trattando il precariato
più variegato che abbiamo ereditato in tanti in quest'Aula e stiamo
provando, tutti insieme, a superare sacche di precariato nate ormai
oltre trent'anni fa.
E, allora, credo che quando c'è un dibattito del genere, quando ci
sono proposte del genere, credo che il Parlamento, e per questo vi
voglio ringraziare, non debba attribuirsi una medaglia, ma credo
che debba, con onestà intellettuale, riconoscere quello che è lo
sforzo corale e, soprattutto, provare a portare avanti un altro
piccolo tassello di una Sicilia più normalizzata e di, soprattutto,
un comparto che ha bisogno davvero, dopo tanti anni, di un'adeguata
risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Io volevo ringraziare i colleghi per il lavoro che
insieme abbiamo fatto e che stiamo continuando a fare oggi, qua, in
Aula, cercando di dare una risposta a quello che è un tema sentito
da parte di tutti, che è quello, appunto, dell'esigenza di
rafforzare l'antincendio. Lo abbiamo fatto nell'anno scorso, la mia
prima finanziaria, con i fondi che abbiamo messo a disposizione che
ci hanno permesso di rivedere il PIAO del Corpo forestale, e di
avviare, e proprio in questi giorni stanno facendo le visite
mediche, l'assunzione fino a 369 nuovi agenti, ragazzi sotto i
trent'anni, che saranno un corpo in divisa, formato in corsi di
altissima qualità.
Vi preannuncio, come il Presidente sa, che abbiamo lavorato a una
convenzione con i Carabinieri forestali, per cui, dall'anno
prossimo, il corso di altissimo livello verrà fatto proprio dai
Carabinieri forestali, saranno ragazzi che rafforzeranno, quindi,
il contingente dell'antincendio.
Ma ringrazio il collega Antonio De Luca perché il tema dei
comandanti, dei nuclei operativi, dei distaccamenti, dei
capisquadra, dei DOS, è un tema attuale, perché questi 369 ragazzi
che entrano sono agenti e i comandanti dei distaccamenti stanno per
andare in pensione quasi tutti, quindi, se incrementiamo le
progressioni verticali, con l'emendamento che il collega ha
sollecitato e io condivido, possiamo affiancarli, formarli e
accompagnarli nei nuclei operativi, che sulle nostre Province ci
sono, dando una copertura a tutto il territorio; sappiamo bene che
più vicino sono le squadre, più è facile attaccare con
l'antincendio quando ci sarà il momento, purtroppo, sempre più
spesso, degli incendi dolosi che colpiscono i nostri territori.
Abbiamo incrementato i mezzi, stanno per arrivare altri mezzi,
strumenti innovativi di controllo del territorio, grazie
all'impegno del presidente Schifani, che ha intercettato dei fondi
del governo Meloni, abbiamo attivato, col PON sicurezza, una serie
di strumenti che Leonardo sta mettendo in atto con il nostro
lavoro, e la control room partirà a breve e permetterà di mettere
in rete tutti questi strumenti innovativi di controllo del
territorio che, con l'incremento delle pene per i piromani, anzi,
non li chiamo più piromani ma delinquenti, fino a triplicare queste
pene, e le condanne che adesso cominciano ad esserci, il controllo
del territorio e gli strumenti di controllo che abbiamo attivato
permetteranno di individuarli e le condanne saranno anche
pedagogiche.
Più giornate per i lavoratori è la cosa che da quando mi sono
insediata, anche sul mandato del presidente Schifani, negli
incontri con i sindacati, in maniera onesta e lineare, perché non
mi appartiene buttare fumo negli occhi o fare promesse che non si
possono mantenere, ho sempre detto si potevano riconoscere. Oggi,
grazie al lavoro di tutti noi, queste giornate possono essere
riconosciute, è un primo importante tassello, ma non possiamo
fermarci qui perché, anche tra gli operai stagionali, l'età avanza
e dobbiamo cominciare a immaginare un percorso per assumere nuovi
giovani, anche tra gli operai stagionali, sia presso lo sviluppo
rurale che presso l'antincendio che, più o meno più di un terzo di
questo contingente, dà una mano al Corpo forestale, una
significativa mano al Corpo forestale, nel controllo degli incendi
durante la stagione.
Questo è un sistema che dobbiamo innovare ancora, lo faremo
insieme, lo diceva bene il collega Sammartino, ci siederemo e
troveremo una soluzione che possa garantire la prevenzione e
l'antincendio, guardando a nuove assunzioni di operai stagionali, i
giovani di cui certamente avremo ancora bisogno. Quindi, ci vedremo
nelle Commissioni e nelle riunioni prossime a collaborare, per
trovare anche questo ulteriore tassello, che serve a completare il
quadro di un antincendio e di una prevenzione, che possano essere
all'altezza della tutela di una Regione siciliana, che è la prima
Regione d'Italia ad avere tutelato le bellezze naturali e non
possiamo permettere che qualche delinquente, oggi, li metta in
discussione con incendi dolosi. Grazie colleghi.
PRESIDENTE. Allora, grazie colleghi. Si passa agli emendamenti
soppressivi, che sono ritirati, grazie. Si passa gli emendamenti
di spesa, sono tutti quanti inammissibili, perché privi di
copertura.
Si passa adesso all'emendamento 13.36, a firma del Governo.
È un emendamento tecnico che è nel fascicolo, che avete
serenamente sui tablet.
CRACOLICI. Ci dia un minuto per leggerlo.
PRESIDENTE. Si poteva leggere anche prima ma non importa.
Aspettiamo, va bene? Anche due. Onorevole, lo ha letto? Non c'è
aumento di spesa. È un emendamento tecnico che avete sui tablet.
Onorevole Sunseri ha letto, va bene.
SUNSERI. Non lo trovo.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri è abbastanza preparato, anzi molto
preparato. Va bene, onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Non lo trovo.
PRESIDENTE. Solo all'onorevole Cracolici dovete predisporre il
fascicolo di carta Va bene, Sunseri ok, prima l'onorevole
Cracolici mi ha chiesto del tempo, va bene?
Pongo in votazione, finalmente, l'emendamento 13.36. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli altri emendamenti sono inammissibili.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
PRESIDENTE. Non è ammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa adesso all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche
invasive
1.È istituita presso l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, la cabina di regia regionale per le specie esotiche
invasive, con funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio
delle attività di prevenzione, contenimento ed eradicazione delle
specie aliene sul territorio regionale.
2. La cabina di regia è composta da soggetti di comprovata
esperienza e professionalità nel settore, di cui almeno tre
soggetti in rappresentanza delle associazioni ambientaliste. I
componenti della cabina di regia svolgono le proprie funzioni a
titolo gratuito. Con decreto dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti la
composizione, le modalità di funzionamento e i compiti operativi
della cabina di regia.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2026, la spesa di euro 50.000,00 (Missione
9, Programma 5).».
Comunico che tutti gli emendamenti soppressivi all'articolo 14
sono stati ritirati.
Onorevole De Luca, immagino che anche lei abbia ritirato i
soppressivi all'articolo 14. Benissimo.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Guardi Presidente, volevo intervenire su questo articolo,
proprio per sottolineare come una battaglia che abbiamo affrontato
da diversi anni, rispetto all'invasione delle specie esotiche nella
nostra Regione, si stia finalmente concretizzando. Quindi,
apprezziamo l'articolo perché ci consentirà finalmente di
contrastare specie come la formica di fuoco, che sta invadendo la
nostra zona, il nostro territorio, la provincia di Siracusa, anche
la provincia di Ragusa, e che si è estesa sul territorio di
Catania. Sicuramente è una norma che dà l'inizio a un percorso di
eradicazione di questa specie e spero che nel tempo possano
aumentare gli stanziamenti della stessa. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo e colleghi deputati, mi vorrei
soffermare sul fatto che siano delle somme veramente esigue e si
sta parlando di 50.000 euro per creare una cabina di regia per il
contrasto delle specie esotiche invasive quando già questa cabina
di regia esiste anche a livello nazionale e sappiamo - perché ce
l'ha detto lo stesso Ufficio studi di cercare di non creare
sovrapposizioni con norme nazionali - perché, di fatto, poi la
Regione non avrebbe gli strumenti per poter contrastare queste
specie esotiche invasive.
Io mi chiedo se non fosse più il caso di inserire anche delle
norme che potessero contrastare le varie virosi, visto che la
nostra Regione, soprattutto nel settore dell'agroalimentare, è
affetta da tanti problemi proprio legati alle virosi, come, per
esempio, il Tomato Brown o il Tomato Fruit, che sono, appunto, due
virosi che hanno attaccato anche i nostri prodotti; e poi non
vorrei, appunto, che questo fosse l'ennesimo spot per costituire
una cabina di regia a guida, appunto, dell'assessore per l'ambiente
Savarino per poi, alla fine, concludere il percorso con l'ennesimo
premio al Presidente custode delle specie esotiche invasive.
Grazie.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati, ci
sono i modificativi. Gli emendamenti modificativi a firma
dell'onorevole Di Paola? Immagino che siano ritirati. Ci sono altri
emendamenti? Quelli a firma dell'onorevole Marano, ritirati? Non
sono ritirati?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole intervenire per spiegarlo? Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, velocemente, l'emendamento che ho presentato
vuole, semplicemente, aumentare un po' l'efficacia di quella che
dovrebbe essere questa cabina di regia e, quindi, aggiungo le
parole 'nonché per interventi urgenti e indifferibili' proprio per
rendere un po' più concreto questo organo, per evitare di non
rendere questo organo semplicemente consultivo, perché mi sembra
che così abbia un'efficacia ridotta.
Dico, per renderlo più concreto, per evitare che l'efficacia sia
ridotta, aggiungo queste parole...
PRESIDENTE. Onorevole, facciamo la seguente, chiediamo il parere
del Governo sull'emendamento 14.24. Emendamento 14.24, il parere
del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Va bene, parere favorevole del Governo. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.24, a firma degli
onorevoli Marano ed altri, con parere favorevole di Governo e
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 14.22, a firma degli onorevoli Schillaci
ed altri. È mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Stiamo chiedendo il parere così
per semplificarci.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole intervenire? Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. È semplicemente per inserire all'interno della cabina
di regia due rappresentanti della Facoltà di Agraria, che mi pare
il minimo, visto che stiamo parlando di queste... Quindi,
semplicemente questo: inserire due rappresentanti della Facoltà di
Agraria.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il punto è: quale Facoltà di
Agraria, di quale Università? Di quale? Sono diverse le università
siciliane, non so quante abbiano la Facoltà di Agraria; a
sorteggio, a turno Mi pare di difficile applicazione. Tiriamo una
monetina?
PRESIDENTE. La formulazione che ha proposto ho capito che non è
perfetta. Quindi si dovrebbe semmai sistemare. Quindi subemendiamo
l'emendamento...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, leggo testualmente il
subemendamento 14.22.1, a firma dell'onorevole Schillaci ed altri:
«Sostituire le parole da "rappresentanti" fino alla fine con le
parole "indicati dalle Università della Regione tra i docenti dei
Dipartimenti di agraria esperti in specie esotiche invasive"».
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 14.22.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.22, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.25, a firma degli
onorevoli De Luca Antonino e altri. È mantenuto o ritirato?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
DE LUCA Antonino. Vorremmo, però, lo può eliminare questo...
PRESIDENTE. (sorridendo) Sono tutti i suoi colleghi di partito e
di coalizione quelli lì No, ci deve mettere la telecamera. Tutti,
tutti
DE LUCA Antonino. È sempre lei il Presidente. Se li richiama
all'ordine. Ci deve pensare lei
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, c'è stato il suo emendamento, se
l'è incassato e adesso sta disturbando il suo collega. Per
favore
Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Antonino. Intervengo semplicemente per porre una domanda:
noi spendiamo cinquantamila euro per costituire questo pool, ma
vorrei capire i piani di azione che questa cabina di regia
elaborerà, perché se non si crea un fondo per attuare questi stessi
piani di azione, cosa ce ne facciamo di questi fondi? O creiamo un
fondo per fare i piani di azione che la cabina di regia realizzerà
oppure abbiamo scritto come risolvere il problema, senza poi
risolverlo.
L'emendamento mira a collocare cinquecentomila euro di risorse per
risolvere questo problema, quindi se l'Assessorato per il
territorio e l'ambiente dice che già ci sono dei fondi, bene,
altrimenti dobbiamo crearlo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore per il
territorio e l'ambiente, onorevole Savarino.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ringrazio il collega per la sollecitazione, ma il piano
di eradicazione è già stato fatto con il Ministero...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, però ascolti.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. È concordato
con il MASE e i Fondi sono ministeriali. La cabina di regia ci
serve a governare questo sistema e a creare anche un supporto che
sia un po'più stabile.
DE LUCA Antonino. Ritiro l'emendamento 14.25.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15.
Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Chiedo di accantonare questo articolo perché è
particolare ed è giusto vederlo insieme e migliorarlo, se
possibile.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 15.
La seduta è sospesa e rinviata a domani, 18 dicembre, alle ore
11:00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.04 di mercoledì 17 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 11.39 di giovedì 18 dicembre 2025)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Buongiorno assessore, avete già detto che siete
all'articolo 20?
Chiedo al Vicepresidente Di Paola di sostituirmi.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. L'Assessore Dagnino è qui, perfetto, non lo vedevo.
Colleghi andiamo avanti con la discussione dell'articolato.
Si passa all'articolo 20. Ne dò lettura:
«Art. 20.
Spese per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 1 della
legge regionale
20 luglio 2020, n. 16 e successive modificazioni
1. Per l'esercizio finanziario 2026, per le finalità di cui al
comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 20 luglio 2020, n. 16
e successive modificazioni, è autorizzata la spesa 1.278 migliaia
di euro (Missione 9 Programma 5)».
Man mano gli altri articoli li discutiamo poi successivamente.
All'articolo 20 ci sono solo emendamenti soppressivi quindi
possiamo votare direttamente il mantenimento dell'articolo.
Colleghi, Assessore stiamo votando l'articolo 20, Assessore
Dagnino iniziamo.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi;
(È approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne dò lettura:
«Art. 23
Fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni
1. È istituito presso il Dipartimento regionale Bilancio e tesoro -
Ragioneria generale della Regione un fondo con una dotazione pari a
12.000 migliaia di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028
(Missione 20, Programma 3) destinato a far fronte ai maggiori oneri
discendenti dalla stipula di transazioni per le quali è stato
acquisito da parte dell'Amministrazione responsabile il relativo
parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato.
2. Per far fronte agli oneri discendenti dalla stipula delle
transazioni di cui al comma 1 si provvede altresì con quota parte
delle somme già accantonate nel Fondo contenzioso del Risultato di
Amministrazione o stanziate a valere sul predetto Fondo, inerenti
al contenzioso oggetto della transazione stipulata, nel rispetto
dei vincoli posti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni per l'utilizzo dell'avanzo presunto di
amministrazione.
3. Il Ragioniere generale a seguito di quanto disposto dai commi
precedenti è autorizzato ad effettuare le necessarie variazioni, su
richiesta dell'Amministrazione interessata, per l'iscrizione nel
bilancio della Regione delle somme necessarie alla conclusione
della transazione.
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2029, l'onere per le
finalità di cui al comma 1 del presente articolo è quantificato
annualmente con legge di bilancio ai sensi del comma 1
dell'articolo 38 del decreto legislativo n. 118/2011 e successive
modificazioni».
Colleghi siete riusciti ad aprire i tablet?
Sull'articolo 23 ci sono i soppressivi degli onorevoli De Luca, La
Vardera e Catanzaro. Onorevole Catanzaro il soppressivo è ritirato,
bene.
Si passa all'emendamento 23.7.
Onorevole De Luca Cateno non c'è il suo soppressivo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, probabilmente per un disguido
non c'è l'emendamento soppressivo che avevamo fatto.
Governo, colleghi, assessore Dagnino, sull'articolo 23 noi in
Commissione Bilancio abbiamo avuto una discussione e sono stato uno
di quelli che ha suggerito al Governo per quanto riguarda le
transazioni da fare, di istituire un apposito fondo anche perché,
non era usuale che arrivasse in Parlamento, il singolo, la singola
questione che al di là del merito del quale questo Parlamento non
ha nessuna competenza, ma c'era un problema di coperture
finanziarie.
Quando abbiamo affrontato questo tema, abbiamo detto così:
modestamente facciamo come un normale palazzo municipale, dove c'è
un bilancio che ha un fondo apposito per quelli che sono i
contenziosi, c'è il fondo rischi, ci sono riserve e ci sono anche i
contenziosi in gestione corrente. Capisco che può sembrare banale
questo paragone, ma è calzante.
Assessore, le lezioni le faccia all'università Va bene Capisco
che lei è per ora alterato nei miei confronti, ma se ne faccia una
ragione.
In un Palazzo municipale, funziona che la Giunta si approva i
contenuti, si approva le transazioni con le coperture finanziarie
che ha nel suo bilancio, bene Siamo arrivati a questo punto.
In Commissione Bilancio io ho riposto, per l'ennesima volta su
questo fondo, la previsione specifica per i contenziosi che la
Regione ha con i Comuni, che sono frutto ancora di questioni
riguardante una definizione, che afferisce a territori che si sono
divisi, Comuni che si sono divisi e, che ancora hanno partite
aperte sul dare e avere in cui è coinvolta la Regione, perché c'è
una legge specifica pure, che non ha copertura finanziaria.
In Commissione Bilancio questo fondo, da 10 milioni dopo questo
confronto che abbiamo avuto, è passato a 12 milioni, con l'impegno
da parte dell'Assessore: che 2 milioni sarebbero stati destinati
per questi contenziosi, che sono vari in Sicilia, attenzione Ma
che ancora, non trovano anche conclusione perché il fondo è zero E
c'è stato l'impegno, da parte dell'Assessore, a destinare strada
facendo, questi soldi per questo fondo, è stato verbalizzato
Però, Assessore Dagnino, siccome io non so se lei ci sarà più
all'anno nuovo, glielo dico con molta chiarezza Perché farà parte
anche di quelle che saranno le discussioni di questa legge di
stabilità, e non vorrei che mi finisse come l'Assessore Falcone, il
quale un po' di cose le ha fatto in questo Parlamento, ma tante
cambiali le ha firmate, e ovviamente, avendo già in testa di
andarsene in Europa le ha lasciate non onorate
E lei ne conosce tante di queste cambiali, perché abbiamo avuto
modo di discuterne.
E per continuità amministrativa, anzi, in questo caso contabile, è
ovvio che le cambiali del predecessore dovrebbero essere onorate da
chi lo sostituisce, ma ciò non è avvenuto
E siccome ormai il precedente è chiaro, Assessore Amata, e non
essendo certo, anzi io dico che è incerta ormai, che l'anno nuovo
ci porti con il 2026 con l'assessore Dagnino, in quel posto lì, -
farà altro di più prestigioso - Io le chiedo formalmente, e le
presento un subemendamento, e quindi, Presidente mi deve dare ora
il tempo, di prevedere semplicemente quello che è successo in
Commissione Bilancio.
Che 2 milioni di questi 12, vengano destinati per coprire
l'articolo 98 della legge regionale 28 dicembre 2004 numero 17,
cioè il fondo destinato ai contenziosi tra i Comuni. Quindi, mi
auguro che l'impegno che è stato preso in Commissione Bilancio, ora
nella formalizzazione dell'emendamento, trovi da parte
dell'Assessore un accoglimento, e quindi, metta il parere
favorevole; se l'Assessore oggi ritiene di non dover mettere il
parere favorevole, Presidente, ne prendo atto Ed è ovvio che
arrivato a questo punto, se neanche gli impegni assunti in
Commissione Bilancio, davanti a tutti, oggi si possono tradurre in
una previsione normativa di buon senso, vuol dire che anche gli
schemi dei rapporti tra di noi che si sono consolidati in
Commissione Bilancio vanno a ramengo e ovviamente andiamo a ramengo
tutti quanti Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Scorrendo gli emendamenti,
onorevole, ho visto che comunque il suo emendamento c'è, è il 23.8,
quindi se vuole possiamo poi, man mano, votare questo perché
ascoltavo il suo intervento e ho letto il 23.8 che è quello che ha
detto lei nel suo intervento. Quindi ora man mano possiamo votarlo.
DE LUCA Cateno. Allora, ora lo vedo, Presidente.
PRESIDENTE. E allora i soppressivi li ritengo ritirati.
Si passa all'emendamento 23.13, a firma degli onorevoli La Vardera
ed altri, che è il soppressivo al comma 1. È pure ritirato?
LA VARDERA. Non è ritirato.
PRESIDENTE. Il 23.13, onorevole La Vardera, è il soppressivo al
comma 1, lo mantiene? Equivale alla soppressione dell'intero
articolo, onorevole La Vardera. Lo mantiene? Va bene.
Il parere della Commissione? È il soppressivo dell'intero
articolo, penso che il parere sia contrario.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Stiamo trattando il
soppressivo, penso che sia contrario.
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Perfetto.
Pongo in votazione l'emendamento 23.13. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 23.12, a firma degli onorevoli Di Paola
ed altri, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 23.8, a firma degli onorevoli Cateno De
Luca ed altri. Onorevole, è quello che lei diceva nel suo
intervento.
Il parere della Commissione sul 23.8?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole. Il parere
del Governo? Assessore, il 23.8.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. In relazione all'intervento
dell'onorevole Cateno De Luca, innanzitutto mi preme sottolineare
che non è mai stata - e se ne do l'impressione me ne scuso -
l'intenzione di chi vi parla di dare mai lezioni in questo
Parlamento, semmai lezioni io qua sono abituate a prenderne,
soprattutto sul piano politico, quindi sono assolutamente
disponibile ad ascoltare tutte le richieste, qua lezioni da parte
mia non c'è mai stata né ve ne sarà mai intenzione di darne,
ovviamente non sul piano politico, dove posso soltanto imparare, ma
vi assicuro nemmeno sul piano tecnico.
Inoltre, vorrei anche sottolineare che non sono in alcun modo
adirato nei confronti dell'onorevole De Luca, contrariamente a
quello che lui pensa, perché se una lezione ho imparato in questo
Parlamento, è che il Governo non si arrabbia, il Governo ascolta e
valuta secondo, diciamo, il merito delle norme perché siamo qui
credo tutti nell'interesse del popolo siciliano.
Andando al tema specifico ricordo, però onorevole De Luca io l'ho
ascoltata, onorevole De Luca io l'ho ascoltata, le chiederei
Presidente le chiederei di invitare l'onorevole De Luca ad
ascoltare, perché io l'ho ascoltata con attenzione.
PRESIDENTE. Assessore, la cosa che dico, sia al Governo che ai
colleghi deputati, rivolgetevi sempre alla Presidenza.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, sì, chiedo scusa
effettivamente mi sono rivolto direttamente. Quindi in relazione,
dicevo, non c'è alcun disallineamento di posizione in nessuna
direzione da parte del Governo. Lezioni non se ne intendono fare,
però, diciamo, anzi semmai riceverne, soprattutto sul piano
politico.
In relazione al merito ricordo che in Commissione abbiamo
incrementato il fondo che era stato proposto per l'importo di 10
milioni di euro, di 2 milioni di euro, proprio per consentire di
fare spazio finanziario a questa esigenza rappresentata
dall'onorevole De Luca. E infatti la norma che stiamo discutendo
riporta il valore di 12 milioni di euro, quindi credo che con
questo siano state già pagate le cambiali a cui l'onorevole De Luca
faceva riferimento.
In relazione alla richiesta ulteriore che già in Commissione era
stata discussa e aveva ricevuto parere contrario da parte del
Governo, di destinare specificamente la quota di 2 milioni, per il
quale il capitolo era stato già accresciuto alla finalità
specifica, il parere contrario era, e rimane, di natura puramente
tecnica. Mi sono di nuovo, per ulteriore verifica, confrontato con
il Ragioniere generale, il quale mi conferma che i fondi, tutti i
fondi del bilancio regionale, non soltanto questo, hanno carattere
astratto, quindi la richiesta dell'onorevole De Luca è stata
accolta in Commissione sul piano sostanziale, sul piano della
quantità delle risorse; mi si conferma dal Ragioniere generale che
non può essere accolta, per ragioni tecniche, la richiesta di
destinarli specificamente perché, altrimenti, ogni fondo potrebbe
essere articolato con destinazioni specifiche, e questo mi si dice
da parte del Ragioniere generale che non è possibile.
In ordine all'altro tema delle transazioni, io qua al contrario
credo che a volte l'onorevole De Luca indichi, o proponga, un
approccio con cui si vuole dare lezioni sul piano tecnico. La
transazione, nell'ordinamento degli enti locali, e lui si propone
Sindaco di Sicilia, ma sicuramente Sindaco di comuni, ma Sindaco in
Sicilia è un'altra cosa, è una espressione che non esiste non a
caso, perché, mentre nell'ordinamento degli enti locali la
competenza della transazione è della Giunta, nell'ordinamento della
Regione siciliana, la competenza delle transazioni è del Direttore
generale, è previsto dalla legge che regola la dirigenza e quindi è
una espressa espressione di legge, derogatoria rispetto a quella
che si applica negli ordinamenti degli enti locali. Quindi, è
chiaro che ciascuno è portatore della propria esperienza, però
l'esperienza del Sindaco non sempre è pienamente corrispondente con
il sistema normativo delle Regioni. Ma nel dire questo non intendo
impartire alcuna lezione, siccome però mi sembra che si proponga di
somministrarne a chi vi parla, vorrei semplicemente entrare nel
merito delle questioni che vengono poste, ma non c'è alcun
intendimento di fare lezioni universitarie in quest'Aula, dalla
quale ho soltanto da imparare, ribadisco. Grazie.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le do la parola, anche perché è
stato citato più volte e poi da quello che ho capito, l'Assessore
sta dando parere contrario e quindi la proposta eventualmente di
trasformarlo in ordine del giorno. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente. Professore Dagnino, lei lo sa
perché è inadeguato a svolgere quel ruolo? Esattamente per la
risposta che mi ha dato, perché veda, io le ho posto un tema che
riguarda la non competenza del Parlamento in merito alle
transazioni. Lei è voluto andare oltre, ma a me non interessa
andare oltre, le ho solo posto una questione e lei ha - mi permetto
di dire sommessamente - fatto un grave errore di grammatica. Ma
lasciando stare questo, l'altro errore di grammatica lo sta facendo
in relazione a un parere - io la ringrazio presidente della
Commissione, perché ha vissuto questo dibattito ed è verbalizzato -
altro grave errore lo sta facendo ora, in questo momento, perché si
sta incaponendo e - udite udite - questo Parlamento apprende oggi
che le risorse sono come? Generiche?
DAGNINO, assessore per l'economia. Astratte
DE LUCA Cateno. Astratte Astratte, mi mancava questo termine
Quindi significa, colleghi, che se da questo momento in poi, volete
fare un sub per prendere delle risorse di copertura già di una
norma, sappiate che sono astratte e non lo potete fare. E, allora,
dopo vent'anni quasi, Presidente, non ho capito nulla e tutti gli
emendamenti che abbiamo fatto finora, col parere favorevole del
Governo, come sono?
Allora, assessore Dagnino, le rinnovo l'invito a rivedere la sua
posizione e non accetto di essere preso per sciocco e non accetto
definizioni "bizantine" di quelle che sono le coperture
finanziarie. Se dobbiamo andare avanti con questo atteggiamento,
come ha detto poco fa Goldie, la micetta del Parlamento, "ci
saranno morti e feriti" con questa legge di stabilità.
Lo sa perché lei non arriverà a fine gennaio? Per questo motivo,
perché un Assessore per l'economia svolge un ruolo delicato: prima
di tutto deve evitare in Commissione Bilancio quello che si è
verificato.
Io non so ancora la Presidenza del Parlamento cosa ha deciso
perché qua siamo ancora al vedo-vedo.
Noi stiamo discutendo del nulla, perché ancora di tutta questa
impalcatura dei 140 articoli, quanti sono, non sappiamo cosa
rimarrà.
Però mi permetto di dirle che sotto il profilo politico,
Assessore, ogni norma che sarà stralciata dal Presidente del
Parlamento è una sua delegittimazione Perché lei ha dato il parere
favorevole in Commissione Bilancio alle 140 norme
Io è un mese che lavoro su questa legge di stabilità Lei lo sa
perché abbiamo avuto più confronti tecnici
Ho superato tanti esami, quindi è ovvio che non posso accettare
che il lavoro che abbiamo svolto venga mortificato per
inadeguatezza politica
Io non ho mai messo in discussione le sue capacità professionali,
lungi da me, non ne ho neanche la competenza. L'umiltà mi insegna
che quando non ho la competenza ascolto e, possibilmente, rifletto,
ma non reagisco.
Ma è ovvio che l'abc lo conosciamo tutti quanti e lei non può dire
a questo Parlamento che 2 milioni da quel capitolo che già
politicamente Vede che lei sta montando una discussione inutile?
Lei, politicamente, ha detto sì in Commissione Bilancio. Ora la
deve vincere per forza sul piano tecnico? Lo vede dove continua a
sbagliare?
Le sue continue posizioni di rigidità hanno messo in difficoltà lo
stesso presidente Schifani
Lei è inadeguato per questo Lei non può rappresentare un
Presidente della Regione con questa visione rigida che non
appartiene a questo Parlamento e non perché questo Parlamento
consuma delle illegittimità, ma perché in questo Parlamento ci sono
componenti con la propria storia che hanno anche imparato sul campo
quello che lei, magari, oggi insegna nelle aule universitarie.
Quindi, non le consento di liquidare il suo parere con una
motivazione che è balorda
Lei mi dica sì o no sul piano politico, ma non si permetta di
motivare il suo no richiamando un profilo tecnico-contabile che non
esiste né in cielo né in terra
E mi permetto di dirle non si permetta più di farlo perché mi
sento offeso nella mia storia e in quella che è la mia conoscenza
Vivaddio
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Onorevoli colleghi, vi chiedo negli interventi, lo dico sia al
Governo che ai colleghi che man mano intervengono, rivolgetevi alla
Presidenza. È chiaro che altrimenti il clima si inasprisce
ulteriormente.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Sarò veloce, signor Presidente.
Credo che l'intervento dell'onorevole De Luca metta in ribalta una
situazione molto particolare in ordine a questo articolo Perché se
l'assessore non dà parere favorevole a una riserva nell'ambito di
queste somme destinate alla transazione, vuol dire che la
transazione ha una destinazione specifica.
Può farci la cortesia l'Assessore di dire al Parlamento, alla luce
del sole, di cosa si tratta?
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, la ringrazio di avermi concesso la
parola anche a seguito di questo primo scambio di considerazioni
con l'assessore Dagnino.
Intanto, ci tenevo, insomma, a rappresentare una posizione che è
condivisa, quella del dell'emendamento 23.8, avanzato dal collega
De Luca.
Del resto, qui, stiamo disquisendo, assessore Dagnino, di una
norma, l'articolo 98 della legge 28 dicembre del 2004, che oggi è
definanziata. Quindi, abbiamo un tema sulla questione del
regolamento dei confini e sui contenziosi che hanno ad oggetto il
regolamento dei confini degli enti locali siciliani, abbiamo una
norma, quella del 2004, che è definanziata. Quindi, questo è il
tema ad origine.
Ora, il collega De Luca propone, in estrema sintesi, di creare una
sorta di riserva rispetto al plafond complessivo di 12 milioni di
euro. Fermo restando che ritengo che possa essere diciamo
perseguibile la modalità della riserva, eventualmente, suggerirei
una modalità alternativa all'interno dell'articolo 23, cioè di
splittare, di dividere le somme e quindi destinare i 10 milioni per
le finalità di cui al comma 1, dell'articolo 23, e poi 2 milioni a
copertura dei contenziosi, di cui all'articolo 98 della legge 28
dicembre del 2004.
Credo che possa essere una soluzione praticabile. Mi rivolgo
all'assessore Dagnino, al Governo e al collega De Luca, così
riusciremo a contemperare le esigenze di tutti, perché credo che
questa discussione abbia una soluzione tecnica che, concretamente,
si possa mettere in campo. Grazie.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'articolo 23, non so se già è stato discusso l'emendamento
23.12, però chiederei di sospendere la seduta un attimo per
consentire una riscrittura che tenga in considerazione sia il
23.12, per carità già dovuto per legge, però in ogni caso è sempre
bene inserirlo e, in secondo luogo...
PRESIDENTE. Onorevole, siamo al 23.8. Gli altri sono stati
ritirati.
DE LUCA Antonino. Ok, sto dicendo... ripeto la discussione. Sto
chiedendo una sospensione, per consentire una riscrittura in cui
inserire, integrare il testo esistente con l'emendamento 23.12 -
anche se già l'avete discusso - e con la proposta che faceva il
collega De Luca, di riservare una quota questo fondo ai contenziosi
con il comune. Quindi, a prescindere da quello che andremo a
integrare, consentire la sospensione per una riscrittura
dell'articolo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Come avevo accennato prima, sul
piano politico, in Commissione, il Governo aveva espresso parere
favorevole all'aumento delle somme a questo fine. L'obiezione, lo
ribadisco anche in replica al secondo intervento dell'onorevole De
Luca, è soltanto di natura tecnica e sulla quale mi ero
riconfrontato con il Ragioniere generale. La proposta che è venuta
dall'onorevole Giambona mi sembra ampiamente condivisibile, perché
consente di mantenere fermo il "sì" sul piano politico, che si era
già enunciato in Commissione, coniugandolo con una soluzione
corretta sul piano tecnico, quindi, assolutamente condivisibile.
Anzi, ringrazio l'onorevole Giambona per la proposta.
PRESIDENTE. Quindi, Assessore per capire, a questo punto
cerchiamo di fare una modifica di sintesi? Gli Uffici stanno
preparando una modifica che possa essere sintesi degli interventi.
Allora, accantono l'articolo 23, nel frattempo che si procede a
formulare questo emendamento di sintesi. Si passa all'articolo 24.
Ne do lettura:
«Art. 24.
Norme in materia di rientri nel Fondo Sicilia
1. Al comma 8 dell'articolo 13 della legge regionale 10 agosto
2022, n. 16, dopo le parole del Piano Sviluppo e Coesione della
Regione Siciliana sono aggiunte le parole nonché a valere sulle
risorse del PO FESR Sicilia 2014-2020, a qualsiasi titolo, ivi
compresi quelli relativi ad interessi attivi maturati ovvero a
provvedimenti di revoca delle agevolazioni, .
2. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 25 maggio
2022, n. 13, dopo le parole Tutti i rientri di cui alle misure
gestite da Irfis-FinSicilia s.p.a. previsti dalla legge regionale
12 maggio 2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni sono
aggiunte le parole a qualsiasi titolo, ivi compresi quelli
relativi ad economie, interessi attivi maturati ovvero a
provvedimenti di revoca delle agevolazioni, fermi restando i
vincoli di destinazione originari ove sussistenti .
3. Alla fine del comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modificazioni, le parole
sessennio 2021-2026 sono sostituite dalle parole periodo 2021-
2029 .».
Comunico che sono stati presentati solo emendamenti soppressivi.
Quindi, possiamo votare il mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si torna all'esame dell'articolo 21, in precedenza
accantonato. Nel frattempo che...
DE LUCA Antonino. Avevo presentato una riscrittura.
PRESIDENTE. Ha presentato una riscrittura sull'articolo 21? Vuole
intervenire o ce l'ha già, l'Assessore?
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, solo sull'ordine dei lavori, per
condividere, diciamo, la perplessità della mancanza della maggior
parte dei deputati della maggioranza stessa e le chiedo, signor
Presidente, una sospensione per capire come procedere, perché se io
come opposizione devo rimanere qua a tenere i numeri a una
maggioranza che non c'è e che di fatto si deve approvare una
finanziaria, io sono onestamente per sospendere.
Io non tengo il mio numero a nessuno e sono anche disposto ad
abbandonare l'Aula per protesta, perché o c'è la maggioranza che si
approva le sue cose o io il cerino in mano alla maggioranza non lo
tengo
Quindi, il tema è questo: o si va in questa direzione e c'è una
responsabilità da parte della maggioranza o, altrimenti,
personalmente, a nome personale, non sono disposto a rimanere a
tenere il cerino in mano a una maggioranza che non c'è
Mettiamoci d'accordo sulle cose responsabili da portare a casa, le
priorità di questa Terra. Se c'è un accordo sotto questo punto di
vista si va avanti, diversamente, per quanto mi riguarda, sono
disposto anche a non rientrare più tardi, perché se questo è il
ragionamento complessivo, con situazioni che non capisco,
"accordini e accordetti" che non comprendo, non ci sto e lo dico
pubblicamente
CAMBIANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole La Vardera, poi rispondo dopo
l'intervento dell'onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Sì, signor Presidente, si respira un clima surreale in
quest'Aula: facciamo le maratone e terminiamo le Aule alle ore
22.00 la sera, riprendiamo al mattino, siamo qua in Aula, si salta
da un articolo all'altro, senza comprendere il perché Perché
passiamo dall'articolo 13 all'articolo 22, andiamo avanti
all'articolo 24, ritorniamo sull'articolo 21, riscriviamo degli
articoli per far decadere gli emendamenti e in questo momento sono
presenti solo le opposizioni in Aula, senza una maggioranza e senza
un Governo che ci illustri il percorso che si deve portare avanti
Siamo responsabili, e vogliamo continuare ad essere responsabili,
garantendo quelle misure e dando quelle risposte che i lavoratori
forestali attendono, che i lavoratori dell'ESA attendono. Quindi,
siamo qui per senso di responsabilità, ma riteniamo irresponsabile
l'atteggiamento della maggioranza e del Governo. Quindi, non posso
che condividere l'intervento dell'opposizione rappresentata
dall'onorevole La Vardera, e come Movimento 5 Stelle mi sento di
condividere la richiesta di sospensione d'Aula per fare il punto
della situazione e chiarire perché si va in ordine sparso, perché
andiamo a saltare, perché non mi raccapezzo più rispetto agli
articoli che stiamo approvando e quelli che non stiamo approvando.
Grazie
SCHILLACI. Sospenda, Presidente
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Anche lei onorevole De Luca vuole intervenire
sull'ordine dei lavori?
DE LUCA Antonino. Per fare una riflessione.
PRESIDENTE. Un attimo però. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Presidente, semplicemente una cosa, per capire.
Siamo all'interno di una finanziaria monstre per numero di
articoli, per numero di tabelle, per importi espressi. Ora, al
netto di sospendere i lavori, che credo che sia una cosa opportuna,
ma non solo e non tanto perché ci sono i tesserini dei colleghi di
maggioranza e non ci sono i colleghi di maggioranza, il che mi
impedisce di chiedere la verifica del numero legale perché glielo
dovrei tenere con alcuni richiedenti, e i trentuno tesserini
inseriti consentirebbero il proseguimento dell'Aula, Però, credo
che sia un fatto politicamente importante che questa finanziaria
evidentemente non interessa né ai deputati di maggioranza ma non
interessa soprattutto al Governo
E perché dico questo? Cioè, ieri abbiamo accantonato l'articolo 8
e l'articolo 9, che vengono prima del 21 e del 23, e non vedo
l'Assessore per la sanità, non vedo il presidente Schifani che al
momento ha assunto le deleghe alla famiglia, non vedo gli altri
Assessori che dovrebbero essere in grado di relazionare qualora
l'Ufficio di Presidenza si dovesse determinare a discutere gli
articoli relativi ai loro Dipartimenti.
Allora, mi chiedo: ma davanti all'opinione pubblica, davanti ai
siciliani che rappresentiamo perché il Governo, il presidente
Schifani non è presente in Aula? Perché tutti i colleghi di cui c'è
il tesserino sono a fare altro altrove, anziché fare il loro dovere
in Aula? Cioè, l'Aula è iniziata da appena mezz'ora Non credo che
siano stati colpiti da stanchezza E allora il tema qual è La
consapevolezza che per alcuni questa finanziaria ha perso di
interesse perché hanno capito che si va verso uno stralcio, quello
stralcio che il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno
chiesto e richiesto più volte nelle scorse settimane? Oppure perché
avevano di meglio da fare?
Presidente, non è normale A prescindere dai numeri in Aula, che
possono più o meno premiare la maggioranza o la minoranza a seconda
della votazione, ma questo è omettere di partecipare alla
discussione sia come Governo che come forze politiche che a voce,
anzi con il voto in occasione della mozione di sfiducia, appena un
paio di settimane fa, hanno dichiarato di volere sostenere questo
Governo, che adesso invece stanno abbandonando nel momento di
maggior importanza dell'anno, che è la discussione della legge
finanziaria che altro non è che la trasposizione del programma di
Governo all'interno del documento finanziario per eccellenza.
E, allora, presidente Di Paola, quantomeno io credo che
un'interruzione per fare il punto della situazione la dovrebbe
chiedere per primo il Governo, ma vedo che non lo fa. Allora, a
quel punto la palla passa a lei, Presidente, perché non credo che
ci siano le condizioni, le corrette condizioni per proseguire i
lavori in questo momento, poi magari tra un'ora sì, se li
richiamano. Saranno al bar, saranno impegnati nelle funzioni
fisiologiche, saranno fermi nel traffico palermitano, però da
qualche parte devono essere questi deputati e questi Assessori, non
è possibile, cioè non è normale, Presidente
Di Paola.
Quindi, io la prego di valutare che manca il contributo di una
parte importante dell'Aula e del Governo alla discussione, e non è
una bella figura.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Prima dell'intervento dell'onorevole Catanzaro, allora, colleghi,
solo per precisare però una cosa, e lo dico ai colleghi di
opposizione, l'ordine con cui si mettono in votazione gli articoli
lo decide la Presidenza, dopodiché le opposizioni, che non riesco a
comprendere negli interventi, se siete in maggioranza rispetto alla
maggioranza, perché non mettete in votazione gli articoli, io
questa cosa non la riesco a capire, colleghi, mettiamo in votazione
gli articoli e andiamo avanti, perché altrimenti mi continuate a
chiedere sospensioni su sospensioni, quando, invece, si possono
votare benissimo gli articoli.
(Brusìo in Aula)
LA VARDERA. Mettiamo in votazione gli articoli.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Presidente, nel ringraziarla per avermi dato la parola,
stamattina non ero ancora intervenuto, e dopo, però, diversi
interventi che ho ascoltato dentro quest'Aula, da parte dei
colleghi, mi corre l'obbligo fare un intervento e, comunque,
partire da un dato: siamo al quarto giorno di finanziaria di questa
settimana, perché già la discussione generale c'è stata;
ovviamente, siamo in una condizione dove, come ieri sera è
accaduto, il Governo regionale vorrebbe far credere, all'interno di
quest'Aula, che tutto è a posto, dopo avere costruito una
finanziaria, e lo dico alla presenza dell'assessore, dove noi
dicevamo, Presidente: Vi dovete fermare perché non è un gioco che
avviene, dopo il voto di sfiducia, per accontentare ogni deputato
della maggioranza attraverso una norma . Bene Da 30 articoli,
oggi, siamo a 134 articoli; è evidente che l'assenza di molti
deputati della maggioranza fa emergere un dato, cioè che
all'interno della stessa maggioranza ci sono diverse
sollecitazioni, diverse problematiche, e l'assenza del Presidente
della Regione che dovrebbe garantire l'equilibrio del suo Governo.
Però, oggi, siamo dentro quest'Aula e ritengo che, lei dice bene
una cosa, che è la Presidenza che mette in ordine gli articoli da
votare e, come ieri, dato che è arrivato l'assessore Sammartino,
voglio riprendere un altro argomento. Noi, come Gruppo parlamentare
del Partito Democratico, lo abbiamo detto, Presidente Di Paola,
abbiamo detto che ci sono dei temi, dentro questa finanziaria, che
vanno affrontati e votati, che ovviamente sono temi di finanziaria
regionale di un Governo regionale serio che guardi alla
programmazione, a quella che è l'occupazione e a quello che è il
diritto delle siciliane e dei siciliani. E per quanto ci riguarda,
Presidente, non mi scandalizzerei se ci fossero altri tre, quattro,
cinque articoli, compreso quello che il collega Cambiano diceva,
dei lavoratori. Ieri lo abbiamo detto e oggi lo ripeto: nessun
assessore si può vendere all'esterno che il Governo sta portando
avanti il problema dei lavoratori, ieri abbiamo detto quello dei
forestali e oggi, con forza, diciamo anche quello dell'ESA, e se ce
ne sono altri noi, come opposizione, come Gruppo parlamentare del
Partito Democratico, siamo vicino ai lavoratori, e lo diciamo, non
abbiamo problemi a sostenere e a votare queste norme, non siamo per
nulla d'accordo a sostenere e a votare norme che non c'entrano
nulla in questa finanziaria
Per quanto ci riguarda, volete chiudere la finanziaria? Bene Tre,
quattro articoli di impatto importante La volete chiudere in
questo modo? E allora ci dobbiamo comprendere, perché oggi noi
siamo qua a fare un lavoro che è quello della finanziaria ma
dall'altro lato vediamo che c'è solo un'opposizione, dall'altro
lato manca anche la presenza di una maggioranza.
Lei dice bene che noi possiamo votare, possiamo ovviamente
procedere, per carità È nelle nostre prerogative, però io ritengo,
signor Presidente, ritengo per davvero che dobbiamo capire come
poter procedere, perché altrimenti non basteranno i giorni di
completamento di quest'anno, perché così sicuramente non si può
andare avanti.
Riprende il seguito dell'esame dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. All'interno del vostro tablet troverete l'emendamento
fuori sacco 23.8.1.
SCHILLACI. Abbiamo chiesto la sospensione.
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo andando avanti con la votazione, non
è che se chiedete la sospensione, la sospensione si fa
Si passa all'emendamento 23.8.1 che trovate all'interno del
tablet, nella cartella fuori sacco che accoglie i suggerimenti
dell'onorevole Giambona, dopo l'intervento anche dell'onorevole De
Luca.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Se i colleghi La Vardera, Aricò e Intravaia possono
prendere posto. Onorevole La Vardera siamo in votazione, mi fa
piacere che sta parlando con l'assessore Aricò, ma siamo in
votazione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.8, così come emendato.
Il parere della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 23.9. Sono tutti soppressivi, sono tutti
ritirati.
DE LUCA Antonino. Presidente, il ritiro degli emendamenti lo
chieda ai firmatari.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il soppressivo sul comma l'aveva
ritirato.
Onorevole La Vardera, il 23.14, soppressivo del comma 2? Le ripeto
che anche questo equivale alla soppressione. Gli uffici mi dicono
che, comunque, questi emendamenti sono preclusi, quindi, sono
preclusi da parte della Presidenza.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, vorrei capire anche un'altra cosa:
a proposito della presenza o dell'assenza della maggioranza
rispetto alla votazione, vorrei comprendere come mai ci sono un
sacco di tesserini inseriti e i colleghi non ci sono; se sono, in
questo momento... magari hanno incontinenze, ci può anche stare,
uno va in bagno, per carità... quindi, cortesemente se possiamo
verificare perché ci sono dei colleghi, insomma, che magari possono
essere anche non presenti in Aula, magari c'è la fila nei bagni,
quindi, voglio capire, che succede? Perché sono costretto, sennò, a
chiedere la verifica del numero legale, Presidente, poi faccia lei.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
sottolineare che Fratelli d'Italia, a partire dai sui quattro
assessori e dai suoi undici deputati, è presente in Aula, che altri
Gruppi, anche della maggioranza, ritengono di, non dico, disertare,
ma magari di guardare con sufficienza a questi lavori, è un dato
che l'opposizione fa bene a sottolineare e che io, da Capogruppo di
un partito di maggioranza, richiamo alla responsabilità i colleghi
dei partiti della coalizione che sostengono il Governo, perché è
chiaro che la finanziaria va sostenuta, discussa, emendata, nella
collaborazione di tutti i Gruppi presenti in Parlamento, ma la
parte preponderante deve necessariamente esercitarla la
finanziaria, che vi siano Gruppi di centrodestra che siano
totalmente assenti in questo momento dall'Aula è un qualcosa che
deve fare riflettere tutti.
PRESIDENTE. Colleghi, io vi ricordo il rispetto del luogo,
colleghi, io vi ricordo sempre il rispetto del luogo.
SCHILLACI. Abbandoniamo l'Aula
LA VARDERA. Abbandoniamo l'Aula
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza ha fatto il suo intervento, così
come l'hanno fatto gli altri colleghi e l'onorevole Assenza ha
ascoltato gli interventi in assoluto silenzio, io vi chiedo sempre
il rispetto del luogo. Grazie.
MARANO. Il rispetto dalla maggioranza che non c'è
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Presidente, reduci del Governo, colleghi, il dado
è tratto. Signor Presidente, chiedo anche all'Assessore,
Vicepresidente della Regione, che è una delle cause dei mali del
Presidente Schifani, di ascoltarmi.
Lei, aveva e avrebbe, la delega ai rapporti con il Parlamento,
veda, lei che è stato troppo impegnato a farsi le autogestioni come
buona parte degli Assessori del Governo Schifani, singolarmente
causa dei mali di Schifani, non ha svolto quel lavoro preventivo
che la politica richiede per una delle leggi più importanti che
riguarda questo Parlamento.
Il Presidente Schifani è stato azzoppato dai suoi due Assessori
principali: l'Assessore Dagnino e ho spiegato il perché e me la
porterà a vita, ma pazienza, e l'Assessore Luca Sammartino, che più
che tenere i rapporti col Parlamento e con i singoli parlamentari,
ha preferito continuare a seguire le sue gestioni nel quale è
bravo, è un maestro.
Le sue scorribande territori per territori per convincere
amministratori e anche ora un po' deputati che sono magari alla
ricerca di una strada, sono proverbiali, lei è bravissimo, è un
bravo mercante, glielo dico oggi in questo Parlamento e se vuole
possiamo anche discutere del mercimonio. Ma non è questo il tema,
perché questi comportamenti sono quelli che hanno portato allo
sbando ancora di più questo Governo.
Presidente del Parlamento siciliano, visto che è qua presente, io
ho da chiederle e le avanzo formalmente la richiesta di sospendere
questi lavori truffa, perché in un momento così delicato che io
avevo già prefigurato tre, quattro giorni fa, della Caporetto che
sarebbe emersa in quest'Aula, e voglio esprimere la mia solidarietà
nei confronti del collega Giorgio Assenza, che da uomo coerente,
onesto intellettualmente, al di là, ci possono essere scintille tra
persone oneste, che capitano, ha detto bene: dov'è la maggioranza?
Dove sono i supporter di questo Governo? Qui abbiamo solo la
presenza di alcuni Assessori, per carità, anzi vi ringraziamo della
confidenza e del senso del dovere, che state esprimendo nei
confronti di quest'Aula, ma ci vuole il Presidente della Regione
Perché, Presidente del Parlamento, gli Assessori, che in un momento
così delicato devono saper tutelare, prima di tutto il Presidente
della Regione, si sono dimostrati inadeguati al loro compito
Quindi, questo Parlamento non può continuare così Quindi le
chiedo, onde evitare la verifica del numero legale, al quale io
ovviamente mi associo, di sospendere i lavori, convocare, perché
tocca anche a lei Presidente del Parlamento convochi il
Presidente della Regione E veda come chiudere alla meno peggio
questa ulteriore pagina vergognosa
Lo convochi E definite un parametro di salvataggio Perché io non
sono intenzionato - e chiudo, Presidente - a trascorrere qui il
Santo Natale per le faide all'interno della maggioranza e per il
Presidente che è nelle mani dei suoi capi tribù, mi dispiace Io ci
ho lavorato per oltre un mese a questa legge di stabilità
Mi sento toccato nella dignità di parlamentare e ora, Presidente,
non ho più alcuna intenzione di dedicare il mio tempo a fondo
perduto.
Quindi, le formulo e chiudo la mia richiesta di sospendere i
lavori del Parlamento e di convocare il Presidente della Regione,
dopodiché, se gli Assessori ridono, se il buon Dagnino e il buon
Luca Sammartino vogliono continuare a sbeffeggiarci, benissimo Va
bene, ci vediamo voto per voto E vediamo come andiamo a finire e
vediamo se anche lei, starà ancora lì entro fine gennaio
Caro Assessore, continua a prenderci per il culo Continua a
farlo
PRESIDENTE. Onorevole De Luca
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Per un assessorato tutto questo show?
PRESIDENTE. Colleghi, Assessori
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.48, è ripresa alle ore 12.54)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, l'Aula riprende per comunicarvi che i lavori
riprenderanno alle ore 15.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.55, è ripresa alle ore 15.33)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 23.
Lo pongo in votazione, nel testo risultante. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 21.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, rispetto al procedere di questa
seduta, e quindi sull'ordine dei lavori, chiedo in maniera
sommessa, perché ormai è un disco rotto che ripeto da stamattina.
Continuo a non vedere colleghi della maggioranza, a non essere
presenti in Aula.
Noi siamo in fase di finanziaria. C'è una finanziaria che c'è
stata posta dalla maggioranza, ed è incredibile sapere che la
maggioranza non viene. Lo ha fatto stamattina il collega Assenza,
un richiamo di responsabilità ai suoi stessi colleghi della
maggioranza. Io ribadisco, per l'ennesima volta, come un disco
rotto, che se le condizioni sono queste io non sono disposto a
rimanere in Aula.
Quindi io valuterò, in maniera assolutamente autonoma, il
procedersi dei lavori ma è incredibile vedere che i colleghi della
maggioranza non sono interessati a portare avanti la vostra
finanziaria. Finanziaria attorno alla quale, caro assessore
Dagnino, noi abbiamo fatto, io personalmente ho fatto 400
emendamenti di cui 40 proposte operative pratiche che potrebbero
cambiare la vita dei siciliani, concretamente. Non ho avuto un
feedback Hai voglia che mi si dice Schifani non avete idee.
Quindi rispetto al fatto che questa non è la mia finanziaria, ma è
la vostra finanziaria e oggi non ci sono nemmeno i colleghi della
maggioranza ad approvarla, ribadisco e notifico a lei, assessore, e
al Presidente di quest'Aula che, per quanto mi riguarda, io non
sono disposto a rimanere e a tenere i numeri a una maggioranza che
non esiste più, che è svanita come neve al sole.
E quindi è giusto che la mia posizione venga resa pubblica, perché
io non tratto con nessuno, non ho, come dire, interessi particolari
dentro questa finanziaria e lo ribadisco urbi et orbi. Non avendo
interessi particolari, non avendo nessun tipo di interessi per me,
le uniche cose che ho fatto sono per i siciliani, e non mi sono
state nemmeno garantite - vedasi la possibilità di potere
presentare un certificato antimafia a tutte le realtà che operano
con IRFIS, levare questo obbrobrio di tassa sulla detenzione degli
animali, potrei elencarle le mie proposte concrete - non sono stato
preso in considerazione, e quindi sono libero di agire in maniera
autonoma e di dire, in maniera sommessa assessore - io sto
ragionando in maniera seria - siccome non c'è la maggioranza, e se
non c'è la maggioranza la mia posizione, la mia personale, è quella
di non continuare in questa pantomima.
PRESIDENTE. Però, onorevole La Vardera, se non c'è la maggioranza
per lei è meglio, perché come minoranza possono passare più cose
della minoranza Quindi le consiglio di rimanere.
Siamo all'articolo 21. Assessore sull'articolo 21 c'erano
riscritture?
DAGNINO, assessore per l'economia. C'era una richiesta di
accantonamento, per verificare se vi fosse la possibilità,
all'esito dell'esame di altri articoli, di introdurre delle risorse
aggiuntive.
PRESIDENTE. Ok, siccome però ci sono molte richieste di
riscrittura - una sulla super ZES all'articolo 4, poi credo che ci
sia una richiesta sull'articolo 9, sull'articolo 10, sull'articolo
11, sull'articolo 12 - se non si utilizzano le pause per fare le
riscritture, noi materialmente avremo difficoltà e poi dovremo
soltanto votare per quello che c'è.
DAGNINO, assessore per l'economia. Noi siamo pronti per le
riscritture.
PRESIDENTE. Ok. Quindi da dove il Governo intende ripartire? Vuole
dirmi qualcosa rispetto a cui, nei 24 articoli, c'è già qualcosa di
pronto?
DAGNINO, assessore per l'economia. Forse si potrebbe trattare
l'articolo 7.
PRESIDENTE. Sì, prego. L'articolo 7 va benissimo. Meglio, così
votiamo subito e approviamo l'articolo 7, che è il Fondo
dell'editoria e leviamo ogni genere di dubbio.
Io devo chiedere, siccome non ho il fascicolo degli emendamenti
davanti, devo partire dal primo emendamento per vedere se sono
ritirati. Sul Fondo dell'editoria credo che ci sia convergenza.
Posso considerare ritirati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle?
SUNSERI. I soppressivi sono ritirati.
PRESIDENTE. I soppressivi sono ritirati. Benissimo. Del Partito
democratico, posso considerare ritirati i soppressivi? Benissimo
Si passa all'emendamento 7.42, a firma dell'onorevole Cambiano ed
altri, che sostituisce il comma 1.
DE LUCA Antonino. Stanno predisponendo la riscrittura.
PRESIDENTE. Sì, però, il tema è, colleghi, avete annunciato, avete
annunciato la volontà di voler fare tantissime riscritture, ma se
neanche durante le pause si fa una di riscrittura, noi non possiamo
andare avanti così Lo mantenete Benissimo
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, quanto al
parere del Governo sull'emendamento 7.34, volevo...
PRESIDENTE. L'emendamento 7.42, non 7.34.
DAGNINO, assessore per l'economia. L'emendamento 7.42 non l'ho
trovato, scusate.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, è l'occasione per ribadire la
volontà del Movimento 5 Stelle di sostenere l'articolo 7, che
stanzia dei fondi per l'editoria, ma anche, come già annunciato
precedentemente all'Aula e anche in occasione delle scorse
variazioni di bilancio, con l'intento di ampliare questo fondo alle
nuove emittenti, a quelle che sono nate da poco tempo, anche per
agevolare la pluralità di stampa.
E questo è un argomento su cui il collega Cambiano, tra l'altro,
si è impegnato nella costruzione di questo articolo.
E, poi, volevamo anche porre rimedio, attraverso un emendamento
della collega Campo, a un problema applicativo di una norma
precedentemente approvata, che stanziava alcuni fondi ma non
aggiunge nuove spese, assessore Dagnino.
Però, siccome ci sono stati dei problemi applicativi nella
distribuzione di alcune risorse già stanziate e accantonate dalla
Regione per le emittenti televisive regionali, vorremmo chiedere
semplicemente, Presidente Galvagno, un momentino di sospensione:
una questione di cinque...
PRESIDENTE. Non ci sono sospensioni fino a sabato alle 23:59. No,
questo lo sto già annunciando. Sono finite le sospensioni: si
lavora durante l'Aula, l'Aula non si sospende fino a quando non si
chiude la manovra Quindi lo anticipo, così lo sapete.
DE LUCA Antonino. Perfetto, Presidente. Allora parlo cinque
minuti, così nel frattempo lo scrivono.
Il ragionamento quale sarebbe? Di preparare un emendamento di
riscrittura al 7.42 in modo da approvare quello...
PRESIDENTE. Lo hanno già depositato.
DE LUCA Antonino. Esatto. E arrivare all'approvazione
dell'articolo.
PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Confido nel parere favorevole dell'Assessore
Dagnino per una norma a difesa di un giornalista.
PRESIDENTE. Il parere può essere favorevole o contrario, ma è
sempre l'Aula che si determina.
DE LUCA Antonino. Certamente Ho detto: confido in un parere
positivo dell'Assessore Dagnino perché è un emendamento volto a
tutelare la pluralità, soprattutto estendendo i finanziamenti anche
alle giovani imprese editoriali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, Governo, colleghi premetto che
il Gruppo Sud chiama Nord voterà favorevole per questo articolo, ma
è necessario, signor Presidente, fare una doverosa riflessione,
partendo da quello che mi è capitato - lo dico anche all'Assessore
Dagnino - per cortesia
PRESIDENTE. Onorevole Campo, mi scusi, sta intervenendo
l'onorevole De Luca
Assessore Dagnino, gentilmente, se lo ascoltiamo Grazie Prego,
onorevole.
DE LUCA Cateno. Assessore Turano, per cortesia Per cortesia,
Assessore Turano Voglio partire da una esperienza personale.
Presidente, io sono stanco e ho i miei limiti, però se devo
continuare così è un problema. Ve lo dico con molta onestà. Scusate
colleghi, se mi permetto.
PRESIDENTE. Corretto
DE LUCA Cateno. Partendo dalla mia esperienza personale: quando io
sono stato arrestato mi sono trovato la prima volta, ma anche la
seconda, prima di avere notificato l'ordinanza, la stessa
pubblicata sui giornali. La seconda volta del mio arresto ho
vissuto una vicenda simile: titoloni, mi sono trovato anche nella
mia metropoli di Fiumedinisi con tutta la stampa che è venuta, ha
intervistato i miei compaesani perché forse avevano trovato il covo
di Totò Riina, non lo so Quando ho completato il mio calvario
giudiziario, per oltre dieci anni, mi sono ritrovato con il
necrologio che comunicava le mie assoluzioni, nel senso che quando
si tratta di dare l'annuncio sensazionale, sensazionale perché uno
di noi capita che possa essere attinto da dinamiche giudiziarie, è
una grande notizia Come se ci fosse il mondo che ci guarda ed è
arrabbiato, e va accontentato anche nel modo e nella forma della
comunicazione
Io l'ho vissuto su me stesso, quindi ovvio che non parlo a vanvera
e non parlo a caso. Mi hanno spiegato che il mondo
dell'informazione funziona così, e guai se noi ci permettiamo nel
dire qualche cosa, perché mi sono trovato spesso con l'Ordine dei
giornalisti che mi attacca perché mi sono permesso di dire mezza
parola nella mia qualità. La stessa vicenda, signor Presidente, si
è verificata qualche giorno fa. Io con un giornalista ho un
contenzioso. Sono stato querelato e stiamo andando avanti. Non è
stato come il collega Cracolici che alla fine, e lo ringrazio per
questo, ha rimesso la querela che mi aveva fatto. Stiamo andando
avanti, e mi ritrovo con due testate giornalistiche che omettono
quasi anche di riportare il mio nome nella cronaca regionale.
Quando ho fatto l'ultima conferenza stampa, il 16 dicembre, quando
sono entrati in sala stampa, c'erano tutti i giornalisti, questo
giornalista si è alzato e se n'è uscito, è capitato per la seconda
volta, a distanza di un'ora, io sono entrato e questo giornalista è
uscito; mi attacca l'Ordine dei giornalisti e mi dice che ognuno è
libero di fare quello che vuole. Allora, io non ho capito qualcosa,
perché se la funzione della stampa è collegata agli umori del
singolo giornalista, allora la funzione pubblica della stampa mi
sfugge. E che cosa è successo, signor Presidente? Che puntualmente,
di quella conferenza stampa, non c'è stata traccia, nel Giornale di
Sicilia, perché tanto io non ho problemi a dire le cose come
stanno, e la Gazzetta del Sud, che è seguita, la pagina regionale,
dallo stesso giornalista, c'era un articolo senza firma perché,
ovviamente, quel giornalista non ha fatto alcun pezzo.
Questo, signor Presidente, si verifica in continuazione, lo dico
anche ai colleghi senza alcun problema; e mi interrogo oggi, noi
stiamo dando dei fondi pubblici, perché partiamo dal presupposto
che la stampa svolga un servizio importante, un servizio di
rilevanza pubblica, perché diversamente, assessore Dagnino, qual è
il motivo di riservare delle risorse all'editoria? Tutti quanti ne
riconosciamo la valenza e io lo dico per primo, attenzione, però ci
tenevo, e ribadisco che il Gruppo Sud chiama Nord vota a favore di
questa norma, però io non posso accettare, lo dico qui
pubblicamente, in questo Parlamento, che lo stesso rispetto che noi
abbiamo della stampa, in tante circostanze della nostra vita, non
dico che non viene ricambiato, perché qua nessuno sta chiedendo
cortesie a nessuno, ma la stessa terzietà e la stessa valenza, che
viene data alle notizie, dovrebbe capitare anche poi all'opposto.
Chiarito questo, mi auguro, e qui mi rivolgo a lei, signor
Presidente del Parlamento, siccome in quella sala stampa, e lo dico
in termini chiari, è la sala stampa del Parlamento e, quando un
deputato convoca una conferenza stampa, io non penso che si possa
subire il trattamento di censura in funzione di aspetti che
riguardano dinamiche che nulla hanno a che fare con la nostra
funzione, perché in quel momento, per quanto mi riguarda, la mia
funzione è quella di un ruolo pubblico e quella del giornalista, se
l'editoria svolge una pubblica funzione, è anche quella di svolgere
il suo servizio con terzietà, poi ognuno scrive quello che vuole,
per carità di Dio, ma qua siamo a un altro aspetto, qua siamo alla
censura per totale antipatia o perché c'è una querela, ecco dove
sta la questione.
Quindi, io ci tenevo, nella mia funzione di parlamentare, nel
trasferire questa mia osservazione al Presidente del Parlamento,
perché, se la sala stampa serve per fare le conferenze stampa, ed è
ovvio che noi stiamo dando un sostegno al mondo dell'editoria,
penso che quantomeno la funzione di dare una notizia, poi ognuno
mette in evidenza il titolo come vuole, scrive il pezzo come vuole,
ma subire la censura per dinamiche che sono collegate ad altri
aspetti, penso che sia una questione che non è accettabile e, nello
stesso tempo, non posso accettare, solo perché ho messo in
evidenza, qualche giorno fa, questa anomalia, che il sindacato dei
giornalisti mi abbia attaccato e mi ha invitato a un confronto, e
io dico, in quest'Aula, che il confronto lo accetto, accetto il
confronto con i rappresentanti del sindacato dei giornalisti in
sala stampa, scelgano loro chi deve fare il moderatore, sarò ben
lieto, dopo le feste, di fare un confronto, esattamente su queste
dinamiche, chissà se sarà l'occasione per poterci stringere la
mano, con questo giornalista, e così magari evitiamo che quelle che
sono funzioni importanti vengano magari travisate nelle loro
dinamiche.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
questa norma è una norma che noi ci portiamo dietro ed è la terza
volta che è presente in finanziaria.
Ricordo all'Aula - anche perché, proprio perché si parla di
giornalisti e, quindi, all'esterno è chiaro che i giornalisti la
seguono - è una norma che il Presidente della Regione, la prima
volta che è stata bocciata, ha tentato di mistificare la realtà,
dicendo che erano stati, attraverso il voto segreto, a bocciare
quella norma che ovviamente riguardava l'editoria; dovremmo fare un
brevissimo passaggio perché realmente cos'è accaduto?
E' accaduto che quella norma, per la prima volta, fu la reazione
nei confronti del Presidente della Regione - se ricorda l'Aula, ma
lo dovremmo ricordare - quando il Presidente della Regione ebbe
quella famosa idea di mettere il bavaglio all'Aula, attraverso
quella che doveva essere la non possibilità di dibattere attraverso
un Regolamento, che lui richiamava, per quello che era un momento
di confronto su come noi abbiamo negli strumenti finanziari; e,
quindi, quella volta - ricordo a quest'Aula - ovviamente, si arrivò
con il livore - non c'entrava nulla Era l'articolo 2, se non
ricordo male adesso, ma era l'articolo 2 - e fu bocciata quella
norma che non era di riferimento nei confronti dell'editoria, di
quello che riguardava il contenuto di quella norma, ma è stata data
una risposta davvero forte nei confronti del Presidente della
Regione e magari - per carità - è stato un momento dove non
c'entrava nulla l'editoria.
La seconda volta, ovviamente, si ritorna nuovamente in Aula e
qualcuno ha immaginato, come Governo, di rispedire nuovamente
all'opposizione quello che era il problema che aveva l'opposizione
nei confronti di quella norma; però, io ritengo che quella norma fu
bocciata, è vero sul voto segreto, ma io ricordo a quest'Aula che,
ovviamente, non era l'opposizione, era quello che accadeva
all'interno della maggioranza.
Oggi è la terza volta e, proprio perché è la terza volta, noi come
Gruppo abbiamo voluto ritirare tutti quelli che erano gli
emendamenti soppressivi, a scanso di qualsiasi equivoco e nemmeno
chiederemo, come qualcuno ha fatto passare il messaggio, perché
ormai è un messaggio che passa, da parte del Governo, dicendo:
"loro chiedono il voto segreto": no Noi, proprio per togliere
dall'imbarazzo, non chiederemo il voto segreto; ovviamente abbiamo
ritirato i soppressivi e siamo convinti di votare questa norma
Spero che il Governo rispetto a quelle che sono delle
sollecitazioni, degli emendamenti che danno un contributo per
potere migliorare quella norma o li accoglie oppure, a quel punto,
è davvero il Governo che studia il modo per non fare passare questa
norma.
PRESIDENTE. No, assolutamente Io, invece, tengo a fare un
ringraziamento a tutte le forze politiche con cui mi sono
interfacciato in questi giorni per avere accolto la richiesta di
evitare di ricorrere al voto segreto per una norma assolutamente
importante come quella dell'editoria, parla tra l'altro una persona
che si è trovata sui giornali per cinquantuno giorni - e non,
certamente, con chissà che titoloni - ma ritengo che il sostegno a
una norma del genere sia doveroso da parte di tutto il Parlamento.
Pertanto, se non ci sono interventi che devono andare nel merito
della questione, circa la possibilità di emendare e modificare un
tantino l'articolo, vi chiedo di rinunciare ad intervenire, perché
la legge di stabilità si chiuderà entro giorno 20, se noi
impieghiamo tutto il tempo per dire delle cose, magari, in maniera
ripetitiva, stiamo sottraendo del tempo a quelli che possono essere
degli interventi che si possono fare nel merito di altre norme.
Pertanto, se ci sono interventi indispensabili, perché vanno nel
merito della norma, io do la parola, diversamente vi chiederei di
fare un passo indietro sull'intervenire, perché sarebbe, non dico
inutile, ma quasi.
Vuole intervenire? Prima di lei, allora, c'è l'onorevole De Leo.
Non so se mantiene l'intervento o se rinuncia.
È iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie, signor Presidente.
Sulla base di quello che è stato appena affrontato, cioè sulla
richiesta di una riscrittura degli emendamenti, ho chiesto di
intervenire perché questo è un articolo, è un intervento che è già
stato bocciato più volte dal Parlamento e io credo che oggi serva
invece un vero e proprio atto di responsabilità. Per questo volevo
chiedere che il Parlamento rinunci a qualsiasi ipotesi di voto
segreto su questo articolo, perché parliamo di regole pubbliche e
di criteri oggettivi destinati a imprese editoriali che -
chiaramente - devono correttamente rappresentare voce e fatti
reali.
Pertanto, il mio invito, il mio intervento era affinché, se
qualcuno è contrario - come ha detto lei - a questo articolo, lo
dichiari apertamente, ma non si continui a bocciare questo
strumento attraverso l'utilizzo del voto segreto, in quanto il
passato è passato, ma adesso, con responsabilità, dobbiamo
garantire un futuro all'informazione in Sicilia e, pertanto, chiedo
che venga votato qualora ci fosse l'ipotesi di voto segreto in modo
palese.
PRESIDENTE. Non c'è questa ipotesi in questo momento. Non vorrei
solleticare l'attenzione di qualche deputato che finora non l'ha
chiesta.
Pertanto, se c'è qualcuno che vuole entrare nel merito io lo
lascio intervenire, se è soltanto per lanciare l'appello a non
chiedere il voto segreto, allora, è stato già fatto.
È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Io ponevo una questione e l'ho già
fatto in Commissione Bilancio in ordine a questa norma su cui credo
di poter parlare anche a nome del Gruppo che esprimerà, ovviamente,
voto favorevole, perché in Commissione Bilancio, appunto, abbiamo
emendato la parte relativa ai possibili destinatari del contributo
del fondo per l'editoria, includendo i giornalisti "soci-lavoratori
di cooperative".
C'è un emendamento che è il 7.43 dell'onorevole Intravaia - che
non vedo in Aula, ma che faccio mio - che prevede anche le "società
di persone". Le spiego subito, signor Presidente.
Si tratta sostanzialmente di allargare la platea dei destinatari
anche a quelle realtà giuridiche che esercitano l'attività
giornalistica e che - come dire - non hanno giornalisti
contrattualizzati, se non i giornalisti a Partita Iva,
sostanzialmente. Si tratta delle piccole realtà che, molto spesso,
non sono nelle condizioni di poter, come dire, avviare dei
contratti di lavoro subordinato all'interno dell'attività e che
meritano - a mio modestissimo parere - altrettanta attenzione e
un'adeguata attenzione perché possono essere inclusi.
Io credo che l'obiettivo di questo fondo sia soprattutto quello di
incoraggiare la libera attività giornalistica delle piccole realtà
giornalistiche e, quindi, credo che questo emendamento che faccio
mio vada in questa direzione. Si tratta dell'emendamento 7.43.
PRESIDENTE. Intanto c'è la riscrittura da parte del Movimento 5
Stelle che è il 7.42.R col subemendamento 7.42.R.1.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole. Però, con un
subemendamento - se è possibile - che recepisce l'emendamento
presentato dall'onorevole Intravaia al comma 1, dove si dice dopo
"soci-lavoratori di società cooperative giornalistiche o di società
di persone". Quindi aggiungere "o di società di persone".
Nel frattempo che venga preparato il subemendamento, desidero
esprimere la mia soddisfazione per il risultato che stiamo
raggiungendo.
È stato già detto prima, questa norma è stata proposta più volte,
una norma che il Governo ha sempre ritenuto di fondamentale
importanza, è stato importante ancora una volta il confronto con
l'Aula, ma credo che oggi possiamo essere tutti soddisfatti perché,
in modo bipartisan, si trova ancora una volta una soluzione a un
tema che è ampiamente sentito e dà un sostegno che è certamente di
grande importanza per il mondo giornalistico.
Quindi, desidero a nome del Governo ringraziare il Parlamento per
la capacità ancora una volta di fare una sintesi; naturalmente
anche un ringraziamento al Presidente dell'Assemblea regionale per
il lavoro svolto. Grazie.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. E allora, qualche
breve considerazione, ma proprio flash, su questo articolo atteso
che ci abbiamo lavorato parecchio. Assessore Dagnino, abbiamo oggi
consapevolezza che questa è una norma, e lo era anche allora quando
ne discutevamo nelle variazioni di bilancio, che doveva essere
discussa, giustamente, nella sede competente ovvero della
finanziaria. E, oggi, in maniera equilibrata, in maniera ragionata,
arriviamo all'approvazione, mi auguro, di questa norma che dà
respiro, che dà risposte all'ambito del giornalismo, dell'editoria,
che soffre un'importante crisi legata ai social, legata
all'abusivismo della professione, legata anche all'intelligenza
artificiale, che ha determinato un'esplosione anche di precarietà
nel contesto proprio lavorativo.
Io, signor Presidente, volevo anche aggiungere un altro aspetto.
Uno dei motivi che, durante le variazioni di bilancio, ha portato a
una posizione critica del Partito Democratico rispetto a questa
norma - che inizialmente non è stata per nulla condivisa - è stata
quella di escludere in maniera ingiustificata le emittenti
radiofoniche. Cosa che, in due distinti momenti, nei testi, ha
determinato, per così dire, un'ingiustificata esclusione di tutto
un mondo che lavora nell'informazione, quotidianamente, ed era
ingiusto escluderle, appunto, da questa tipologia di intervento.
Detto questo, abbiamo parlato anche in Commissione Bilancio di
un'esigenza; quella di far sì che i lavoratori del mondo del
giornalismo possano beneficiare delle agevolazioni previste da
questa norma, ovvero che tutto il mondo dell'editoria, e a cascata
anche i dipendenti, possano averne un vantaggio. In tal senso,
abbiamo predisposto degli emendamenti - e, quindi, chiedo
all'assessore Dagnino un'attenzione in tal senso - che, nella fase
di predisposizione di quelli che saranno i vari decreti attraverso
cui si determineranno le agevolazioni di cui al presente articolo,
si valuteranno delle premialità per quelle emittenti radiofoniche,
radiotelevisive o editori di ogni ordine e grado che rientrano in
questa norma, che applicano i contratti collettivi sottoscritti
dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Con questo non si vuole in alcuna maniera escludere tutte le altre
emittenti o gli altri editori che non sono nelle condizioni, in
quanto piccoli, di poterli applicare in alcuni casi, ma credo che
un sistema premiante sia un modo per migliorare la condizione del
contesto lavorativo in cui quotidianamente i giornalisti si trovano
ad operare.
Quindi, assessore Dagnino, non so se mi ha seguito ma credo
proprio di sì, le chiedo, in tal senso, di darmi un cenno, una
conferma rispetto a questa nostra richiesta. In via, per così dire,
premiante di valorizzare quelle emittenti - quindi, nella fase di
predisposizione del bando - che hanno più giornalisti
contrattualizzati, per esempio, e che applicano i contratti
collettivi delle organizzazioni maggiormente rappresentative.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, andiamo adesso alla...
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, onorevole Giambona.
Confermo che la sua richiesta è coerente con quelle che sono già le
intenzioni del Governo, perché abbiamo declinato questa norma ma
devo dire molti interventi fondamentali di questa legge di
stabilità, proprio all'incremento dei livelli occupazionali e
quindi certamente mi pare che il testo normativo offra spazio nel
decreto per l'indicazione da lei suggerita e dal Governo
assolutamente condivisa. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.42.R.1.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 7.42.R.2.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.42, così come emendato, che
sostituisce pertanto l'intero articolo 7. Tutti gli altri
emendamenti sarebbero preclusi. Che è successo? C'è il 7.43
(Intervento fuori microfono)
No, non è il 7 .43, è stato classificato come 7.42.R.2. È giusto.
Pongo in votazione pertanto l'emendamento 7.42, che sostituisce
l'intero articolo 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Finalmente abbiamo partorito l'articolo 7, benissimo.
Adesso si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale
1. La tassa automobilistica regionale, di cui alla legge regionale
11 agosto 2015 n. 16, e successive modificazioni, dovuta dalle
imprese per le autovetture e gli altri autoveicoli leggeri (con
peso inferiore a 3,5 tonnellate) di potenza non superiore a 110 KW
immatricolati a decorrere dall'1 gennaio 2026 e sino al 31 dicembre
2028, è ridotta del 25 per cento per i primi tre anni
dall'immatricolazione. La riduzione spetta alle imprese che, alla
data della nuova immatricolazione, risultano già intestatarie di
almeno dieci autovetture o altri autoveicoli leggeri (con peso
inferiore a 3,5 tonnellate) di potenza non superiore a 110 KW.
2. A decorrere dall'1 gennaio 2026 e sino al 31 dicembre 2028, le
autovetture e gli altri autoveicoli leggeri (con peso inferiore a
3,5 tonnellate) di nuova immatricolazione, con alimentazione
elettrica, ibrida elettrica/termica di tipo plug-in, full hybrid e
con alimentazione esclusiva a idrogeno, sono esentati dal pagamento
della tassa automobilistica per i primi tre anni
dall'immatricolazione.
3. Per le autovetture e gli altri autoveicoli leggeri (con peso
inferiore a 3,5 tonnellate) immatricolati nel 2026 provenienti da
altra Regione o Provincia autonoma, la riduzione e l'esenzione
previste dal presente articolo operano limitatamente al periodo
residuo che intercorre tra la data di ingresso nella Regione
siciliana e il termine dell'ultima annualità interessata dalla
riduzione o dall'esenzione.
4. Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
delle finanze e del credito sono stabiliti i criteri e le modalità
di applicazione del presente articolo.».
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi
da parte dell'onorevole De Luca Antonio. Sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti
soppressivi a firma degli onorevoli De Luca Cateno e Lombardo?
DE LUCA Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
LOMBARDO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 6, articoli soppressivi,
l'onorevole De Luca Antonio ha ritirato il 6.2. Si passa
all'emendamento 6.1, dell'onorevole De Luca Cateno.
DE LUCA Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato.
Si passa all'emendamento 6.11, a firma degli onorevoli La Vardera
ed altri. E' mantenuto o ritirato?
LA VARDERA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento soppressivo
6.11?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.12, che è precluso.
Si passa all'emendamento 6.3. Sono preclusi fino al 6.27
(escluso).
Si passa all'emendamento 6.27, a firma dell'onorevole Pace e
altri. È mantenuto o ritirato? Emendamento 6.27 e emendamento 6.28,
a firma dell'onorevole Pace e altri; Abbate non c'è, è ritirato.
Si passa all'emendamento 6.4. No devo chiederlo. De Luca Antonio?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
Siamo al comma 2.
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8, De Luca Cateno?
DE LUCA Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato. benissimo.
Si passa all'emendamento 6.14 comma 2, dell'onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Che cosa è questo?
PRESIDENTE. Soppressivo del comma 2. Mantenuto o ritirato,
onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato. Si passa all'emendamento 6.18,
dell'onorevole La Vardera. E' mantenuto o ritirato?
LA VARDERA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 6.31, dell'onorevole Marano. E' mantenuto
o ritirato?
MARANO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Semplicemente, la previsione normativa prevede che al fine
di ottenere il 25 per cento di riduzione, un'impresa debba avere 10
autovetture ma le piccole imprese, chiaramente, non hanno questa
dotazione. Quindi, riduco da 10 a 5 autovetture, Assessore.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere del Governo è
contrario, perché andare a toccare il numero degli autoveicoli va a
modificare l'attestazione di copertura finanziaria che mi ha fatto
il Dipartimento delle finanze, quindi essendo un numero,
addirittura, dimezzato di veicoli non è detto che questo non generi
una minore entrata, e quindi richiede la copertura finanziaria.
Io credo che potrebbe essere anche... l'ammissibilità la valuta la
Presidenza, però avrebbe un tema di copertura, non è quantificato.
PRESIDENTE. Benissimo, allora il parere del Governo è contrario.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento al 6.21 degli onorevoli Porto e altri. È
mantenuto o ritirato?
PORTO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Assessore, sull'emendamento
6.21. Non si faccia disturbare dall'onorevole Di Mauro che lo fa
sempre, sempre lei è (sorridendo)
Onorevole Porto può illustrare l'emendamento? Prego.
PORTO. Grazie Presidente, ringrazio l'Aula e soprattutto vorrei
che ci fosse un'attenzione particolare su questo emendamento,
perché voglio sottolineare la sensibilità che ha il Governo e
soprattutto che abbiamo un poco tutti negli ultimi anni, per
raggiungere l'obiettivo che ci impone l'Europa, al 2030, di ridurre
quelle che sono le emissioni di Co2.
Se noi facciamo una disamina del nostro territorio, sappiamo,
soprattutto nel 2025, che c'è un aumento dell'1,3 per cento di Co2.
Il Governo ha proposto di introdurre un'esenzione per quanto
riguarda - come prevede la Cassazione, con un decreto della
Cassazione - la possibilità di ridurre l'obbligo di pagamento del
bollo per quanto riguarda i mezzi su quattro ruote. Sappiamo
benissimo che l'Italia basa il 98 per cento del trasporto su
quattro ruote e quindi, ritengo che quest'Aula debba
sensibilizzare, maggiormente, l'emendamento che ho proposto.
L'emendamento è brevissimo, lo spiego in maniera sintetica.
Estende quello che, chiaramente, già era previsto per i mezzi fino
a 2,5 tonnellate a oltre 3,5 tonnellate fino a 12 perché noi
avevamo previsto soltanto per gli impianti ad idrogeno cosa che,
chiaramente, non esiste. Quindi, stiamo dicendo ai siciliani che
vogliamo togliere l'obbligo del pagamento del bollo a dei mezzi che
non esistono, perché oggi non esistono dei mezzi ad idrogeno che si
muovono.
Invece, i mezzi da 3,5 tonnellate in poi fino a 12, sono i mezzi
che permettono di poter fare con il biometano, come ho previsto
nell'emendamento, fino a 1.500 chilometri senza emissione di Co2.
Quindi, mi rimetto all'Aula per dare questo segnale, è un piccolo
segnale, perché poi alla fine non sono tantissimi, ma stiamo
guardando al futuro, ma soprattutto stiamo guardando a quegli
impianti che sono previsti, nei prossimi anni, di produzione,
quindi, stiamo dando quel segnale, come è giusto che sia da
quest'Aula, dove noi abbiamo attenzionato il nostro territorio, ma
soprattutto vogliamo che il Co2 non aumenti, com'è stato dal 2024
al 2025. Grazie, spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.21. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 6.29, che è precluso.
Si passa all'emendamento 6.30, a firma degli onorevoli Marano e
altri. È mantenuto o ritirato?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima l'onorevole Marano che è firmataria
dell'emendamento, dopo l'onorevole Grasso. Prego, onorevole Marano.
MARANO. Assessore, questo emendamento, mi ascolti, aumenta il
periodo di esenzione da tre a cinque anni per i possessori di
veicoli elettrici, ibridi e totalmente ibridi. In tutte le regioni
d'Italia, i possessori di questi veicoli hanno l'esenzione del
bollo per cinque anni, addirittura, in Piemonte e in Lombardia i
possessori di questi veicoli sono esenti sempre, per sempre, dal
pagamento del bollo, quindi, chiedo con questo emendamento di
aumentare a cinque anni il periodo di esenzione, così come in tutte
le regioni d'Italia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito all'emendamento 6.28, faccio un mea culpa, perché mi ero
distratta e, poi, mi sono accorta solo dopo che mancava l'onorevole
Abbate e non è stato trattato. Ma vorrei porre all'attenzione di
tutta l'Aula l'importanza di questo emendamento che, fra l'altro, è
una previsione che era già contenuta nella norma degli anni
precedenti e che riguarda l'esenzione per quelle autovetture e
mezzi di soccorso immatricolati dalle associazioni di volontariato
che svolgono attività di Protezione civile, all'interno dei gruppi
comunali di appartenenza.
Si tratta appunto di quelle autovetture che svolgono un'attività
importante di volontariato ed era stata fra l'altro una norma anche
condivisa nelle precedenti previsioni anche con i colleghi degli
altri partiti. Quindi, vorrei fare un invito all'Assessore, al
Presidente, all'Assessore, alla Commissione di dare parere
favorevole e ai colleghi fra l'altro di votarla perché, ripeto, è
una norma, che già nella finanziaria dello scorso anno era
presente. Grazie.
PRESIDENTE. Benissimo. Il parere del Governo sull'emendamento
6.30?
DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, il parere del Governo
su questo emendamento 6.30 è favorevole.
PRESIDENTE. C'è il parere favorevole del Governo, visto e
considerato che questo emendamento ho capito che interessa tutta
l'Aula, anziché intervenire, andiamo a vedere il parere della
Commissione
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del
Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lombardo Giuseppe, nel
frattempo dico già all'onorevole Tomarchio che c'è l'emendamento
6.25. Onorevole Tomarchio, deve ascoltare, non ora prima c'è
l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Prego, onorevole.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Sì, Presidente, in ordine a quanto ha
espresso la collega Grasso che ha fatto proprio l'emendamento dei
colleghi Pace, eccetera, eccetera
PRESIDENTE. È tra i firmatari.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Ah, scusi, è tra i firmatari
l'onorevole Grasso. Voglio precisare che questo emendamento che ha
la piena condivisione anche del nostro Gruppo parlamentare, rientra
in una previsione più ampia che è riportata nell'emendamento
successivo, il 6.26, quindi direi di attendere e magari fare un
unico testo. C'è anche il 6.24, dell'onorevole Spada, che riguarda
sostanzialmente l'esenzione del bollo auto, cosa che già è prevista
in tutto il resto d'Italia, per le associazioni di volontariato.
Noi abbiamo a inizio legislatura, con la legge regionale n. 2 del
2023, previsto questa esenzione applicandola per il triennio 2024-
2025. Si tratta sostanzialmente di estendere la continuità di
questo beneficio anche per questo triennio, in considerazione del
notevole apporto che tutte le associazioni di volontariato per
scopi sociali, sanitari e di protezione civile danno, in ragione
anche di un principio di sussidiarietà.
Quindi, chiedo al Governo di accogliere questa nostra richiesta e
di considerare che ci sono più emendamenti. Assessore Dagnino, la
pregherei di prestare attenzione al mio intervento. Prego il
Governo, su questo tema, di fare una previsione che sia la più
ampia possibile, ricalcando quanto già previsto nella legge
regionale n. 2/2023, la legge di stabilità del 2023, per includere
tutte le associazioni di volontariato, inclusi appunto i gruppi di
protezione civile comunale, così come anche tutto il resto che
riguarda il volontariato. Si tratta sostanzialmente di estendere al
triennio 2026-2028 il beneficio già previsto dalla legge regionale
n. 2/2023.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Questa norma richiede una
copertura finanziaria. Sto interloquendo un momento con gli Uffici.
Vi dico subito che sul 2027 non abbiamo copertura finanziaria, sto
cercando di farmi dare un'indicazione della copertura necessaria
per il 2026. Quindi, vi chiedo un momento di attendere che gli
Uffici mi diano riscontro.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, un intervento di 25 secondi, solo
per una proposta operativa. Siccome, mi pare di aver capito che più
Gruppi, più deputati nei fatti hanno proposto la stessa cosa
suggerirei, se gli Uffici ci possono aiutare in questo, di prendere
l'emendamento che più allarga, che più raccoglie questa iniziativa,
cioè quella di esentare anche tutte le associazioni di
volontariato, i gruppi di protezione civile, eccetera, eccetera e
magari ne approviamo uno che raccoglie tutti o lo riscriviamo un
attimo, tanto stiamo dicendo tutti la stessa cosa. L'importante è
che si arrivi all'obiettivo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Solo per confermare ovviamente la disponibilità del
Movimento 5 Stelle su questo tema. Tra l'altro era un emendamento
che avevamo presentato noi sia nella scorsa legislatura, sia
all'inizio di questa. Quindi, ringraziamo l'onorevole Grasso per
l'emendamento nel merito. Ovviamente, ci rimettiamo all'Assessorato
perché il 6.25, che apre ancora di più le maglie della platea,
sarebbe certamente opportuno, però lì è il Governo che ci deve dare
indicazioni sulle eventuali coperture, mentre quelle sulla
Protezione civile, al di là del fatto che poco fa era stato saltato
come emendamento, riteniamo sia opportuno reinserirlo nuovamente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Scuvera. Ne ha
facoltà.
SCUVERA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. Ho ascoltato
l'intervento dell'Assessore. Naturalmente il mio intervento è che
sono favorevole e condivido la posizione dell'onorevole Grasso, dei
miei colleghi Lombardo e Tomarchio perché ritengono emendamenti di
buon senso quelli a favore di coloro che lavorano volontariamente
per la nostra comunità e per il nostro territorio. D'altronde negli
anni precedenti questa misura era già stata applicata alle
associazioni di volontariato, alle associazioni del terzo settore.
Ritengo che se trovassimo la copertura, se l'assessore riuscisse a
trovare la copertura per questa misura sarebbe un momento di
solidarietà anche nei confronti delle associazioni. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 6.25?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)
E' stato chiamato in Aula l'emendamento 6.29, come l'emendamento
6.28 e non è stato trattato.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)
PRESIDENTE. Spiego subito, onorevole Abbate. L'emendamento 6.29
era precluso da quello che abbiamo votato precedentemente.
Siamo all'emendamento 6.25.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Giuffrida)
SUNSERI. Presidente, stia attento
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per i consigli che sono
sempre saggi.
Onorevole Giuffrida, mi sto rivolgendo a lei. Onorevole Lombardo,
l'approvazione dell'emendamento 6.21 ha precluso l'emendamento
6.29, a firma dell'onorevole Pace ed altri.
Adesso siamo all'emendamento. 6.25.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, ho svolto come dicevo
prima l'interlocuzione con gli Uffici. L'emendamento 6.25 ha una
portata enorme perché esenta tantissimi soggetti, tutto il mondo
del terzo settore, quindi è una copertura finanziaria che non mi
viene ovviamente in due secondi quantificata ma è una enorme
copertura finanziaria e andrebbe a mettere in difficoltà.
Quindi non posso, purtroppo, nonostante sia condiviso, sul piano
politico
PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro, onorevole Tomarchio.
Onorevole, c'è un invito al ritiro sull'emendamento 6.25.
È mantenuto o ritirato?
TOMARCHIO. No, signor Presidente, non lo ritiro nella misura in
cui non abbiamo certezza del fatto che passino gli altri
emendamenti. Cioè, il concetto qual è? Possiamo restringere
PRESIDENTE. Com'è? A condizione?
TOMARCHIO. Possiamo restringere la platea, cioè se non c'è
chiarezza sulla copertura posso ritirare l'emendamento ma vorrei
capire se vengono esentate le associazioni di volontariato, quali
sono gli emendamenti che possono andare avanti. Non so se sono
chiaro.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ho avuto invece disponibilità
da parte degli Uffici sull'emendamento 6.26, per una semplice
ragione, perché il 6.26 non genera una minore entrata in quanto nel
triennio appena decorso 23/25 non c'è stato gettito perché era già
esente quindi estendere per altri tre anni non mi genera una minore
entrata.
Quindi sull'emendamento 6.26 posso dare parere favorevole, sugli
altri no.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca.
Prego, onorevole.
Comunque oggi ho visto che, secondo me, si sono presi troppi
caffè, tutti Sto vedendo particolare effervescenza
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Cateno. Grazie. Presidente, assessore Dagnino, Governo,
colleghi, noi abbiamo presentato un emendamento in questa
direzione, il 6.22 che punta...
PRESIDENTE. Del 6.22 o del 6.25?
Perché secondo me ci stiamo...
DE LUCA Cateno. Il mio era 6.22, non ho capito perché... non ha
importanza.
PRESIDENTE. Ma è successivo
DE LUCA Cateno. Ok, ma è la stessa materia, lo stesso argomento,
quindi siccome se viene approvato questo, quello viene precluso ma
non è questa la questione, la materia in sé è importante.
Credo che fino al 2025, assessore Dagnino, lei può avere un dato -
mi permetto di dire - quanto meno lei può avere la quantificazione
in tempo reale di quanto costava l'esenzione prevista, intanto per
i soggetti della Protezione civile che comunque hanno l'esenzione
fino a dicembre del 2025. Quindi intanto partiamo da quella che era
una esenzione esistente, visto che c'è un problema di coperture. È
ovvio che noi stiamo parlando di un settore - lo dico come sindaco
- che utilizziamo in continuazione e, di conseguenza, da quelli che
sono il supporto per la Polizia municipale, perché in questo
momento tutti quanti siamo in grande difficoltà, lo vediamo anche
per quanto riguarda il volontariato in altri settori, le guardie
ambientali cioè c'è tutto un mondo che in questo momento sta
aiutando i Palazzi municipali in assenza di risorse umane.
E, allora, è ovvio che questo Parlamento non può non tenere conto
di questo supporto indispensabile che queste organizzazioni
garantiscono ai cittadini attraverso convenzioni che sono poi,
anche da questo punto di vista, disciplinate, sono molto stringenti
e quindi anche i rimborsi ovviamente non possono eccedere quelli
che sono i tetti previsti dalle normative. La Regione non può oggi
non tenere conto che questa platea svolge un servizio essenziale.
Allora, mi permetto di dare un consiglio non richiesto
all'assessore Dagnino, perché credo che è poi il sentimento diffuso
di tutto il Parlamento, è inutile che ci giriamo attorno.
Presidente, chiedo che venga accantonato questo articolo, che si
faccia un attimo, ecco, una riscrittura tenendo conto degli
approfondimenti delle coperture finanziarie, almeno sapere, poi nel
momento in cui ci rendiamo conto anche della quantificazione si
prenderanno le decisioni del caso, però bocciare gli emendamenti
dei colleghi, compreso anche il nostro, per una questione di
copertura finanziaria, sapendo che si tratta di una materia
sensibile e indispensabile perché si trova quotidianamente in
trincea, non lo ritengo corretto.
Quindi chiedo, Presidente Galvagno, che venga accantonato questo
emendamento. Chiedo all'assessore Dagnino un supplemento di
pazienza per poter approfondire con gli Uffici eventualmente di
quanto si tratta in termini definitivi partendo da quello che
comunque era il costo delle esenzioni vigente ed eventualmente
capire l'ampliamento della platea che costo presuntivo ha, in modo
tale che questo Parlamento possa decidere, prendersi la
responsabilità delle decisioni conseguenziali.
PRESIDENTE. Visto e considerato che tra l'altro parla con una
persona che ha fatto per tanti anni volontariato e sa quanto vale
quello che lei dice e molti altri deputati hanno detto "sono
d'accordo ad accantonare l'articolo 6", siccome però alcuni di voi
mi hanno chiesto di accantonare l'articolo 4 per una riscrittura,
credo lei, qualcun altro mi ha chiesto di accantonare l'articolo 5
per una eventuale riscrittura, l'articolo 7 è stato votato,
sull'articolo 8 c'era una riscrittura annunciata da parte di alcuni
colleghi, dico sono moltissime riscritture, quindi o prendiamo dal
testo quelli che noi vogliamo votare perché le riscritture non si
fanno da sole, cioè dobbiamo fermare l'Aula o comunque serve
qualcuno che cominci a presentare dei testi, quindi quello che le
chiedo, onorevole De Luca, visto e considerato che ha posto lei il
tema, faccia la sintesi con tutti coloro i quali sono intervenuti
mentre andiamo avanti: perché se per ogni articolo su cui noi
diciamo dobbiamo fare la riscrittura, qui rimarremo fino a stasera
e avremo approvato solo un articolo. Quindi sull'articolo 6,
assessore Dagnino, la invito a verificare quelle che possano essere
eventuali coperture affinché nella proposta che le formuleranno i
colleghi si possa eventualmente dare adeguata copertura e intanto
andiamo avanti.
L'articolo 6 è accantonato, così i colleghi se volessero
rappresentare prima deve intervenire Di Paola, lo avevo detto, e
poi interviene l'onorevole Abbate.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che lei
ha un onere incredibile perché è emerso chiaramente e sta
continuando a emergere in Aula, sta continuando ad emergere in Aula
il fatto dell'assenza del Presidente Schifani; ad oggi nel Governo
regionale non ho capito chi rappresenti il Governo regionale nei
confronti dei deputati di maggioranza. Perché com'è possibile che
noi stiamo discutendo un emendamento di Forza Italia, l'assessore
Dagnino è di Forza Italia e discutiamo in Aula un emendamento che
aumenta la copertura finanziaria dello stesso articolo e stravolge
la norma, sempre di Forza Italia Presidente, è chiaro che c'è un
problema enorme, siamo qui e stiamo continuando a votare, a portare
avanti questa finanziaria, ma è chiaro che dentro Forza Italia c'è
un emendamento firmato dal Presidente del Gruppo parlamentare di
Forza Italia, da un componente di Forza Italia che stravolge la
norma e l'assessore di riferimento è di Forza Italia; c'è un
problema enorme all'interno del Governo e all'interno del partito
di Forza Italia
Presidente, vorrei sapere ad oggi, Presidente Galvagno, il Governo
regionale, chi è che dal Governo regionale può dire "sì o no" ad un
emendamento della maggioranza Perché poi sull'emendamento delle
opposizioni, io comprendo l'intervento dell'onorevole De Luca che,
ovviamente, cerca di modificare la norma, cerca di apportare
miglioramenti, ma gli emendamenti modificativi della maggioranza,
Presidente Galvagno, com'è possibile? Allora io chiedo, Presidente
Galvagno, altrimenti qui continueremo ad accantonare norme su
norme: o il Governo regionale fa chiarezza con i suoi deputati di
maggioranza o noi, come opposizione, continueremo a votare e quello
che bocceremo si boccerà, quello che si approva si approva,
Presidente. Qui altrimenti va a finire che noi andremo
continuamente ad accantonare e l'accantonamento lo stanno chiedendo
gli stessi deputati di maggioranza
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, onorevole Abbate, rimanga lì
Allora, onorevole Di Paola, per essere chiari: il Parlamento non è
passacarte e ha dimostrato di esserlo sempre, c'è una proposta, c'è
una legge di stabilità che è in Aula, il Parlamento è sovrano e può
decidere di emendare come meglio ritiene. Per una questione di
condivisione tra maggioranza e opposizione, l'onorevole Abbate ha
fatto delle proposte, le stesse proposte, similari le hanno fatte
l'onorevole De Luca e altri deputati, tanto di maggioranza quanto
di opposizione. Proprio in virtù del non mettere necessariamente in
votazione qualcosa senza una condivisione, ma volendo ascoltare
tutte quelle che sono le proposte - anche perché questa finanziaria
non è di 20 articoli, è una finanziaria molto grossa e pertanto c'è
molta carne al fuoco e determinarsi su dei temi assolutamente
importanti e sensibili non è molto semplice, allora la richiesta
dell'onorevole Abbate va di pari passo con quella dell'onorevole De
Luca e di altri deputati anche del Movimento 5 Stelle; quindi non
vedrei nulla di strano e nulla di brutto se si accantonasse per
fare una sintesi. Però, attenzione, quello che stiamo dicendo è che
tutti questi accantonamenti per le riscritture, se non c'è qualcuno
che se ne occupa, non si scrivono da sole, quindi quello che vi
chiedo è mentre si fanno altri articoli di far sì che ci possa
essere un confronto con le altre forze politiche e con il Governo.
ABBATE. Grazie, Presidente. Io condivido in pieno quello che è il
suo atteggiamento, il suo portare avanti i lavori d'Aula, andando
incontro a quelle che sono le esigenze del Parlamento, però, non
capisco, noi dobbiamo riscrivere gli articoli senza che il Governo
ci metta a disposizione il personale e lo coordini. Perché se noi
su questo avevo garanzie che si stesse riscrivendo l'articolo
stiamo qua andando a recepire quelle che erano le richieste con gli
emendamenti da parte dell'opposizione, della maggioranza, invece ci
ritroviamo una riscrittura non fatta e ci ritroviamo a votare gli
emendamenti entrando nel merito, quindi, andando contro quello che
si era deciso precedentemente. Quindi penso e invito l'Assessore
per l'economia a mettere a disposizione o la Presidenza o il
personale affinché possiamo riscrivere gli articoli.
PRESIDENTE. No, lo faccio io nel senso che faccio prendere
l'impegno io, non per grazia. Ascolti, onorevole Abbate, così
chiariamo. Siccome ci sono stati diversi articoli di cui è stata
chiesta la riscrittura, ribadisco per l'ennesima volta: sono
articoli importanti, la super ZES all'articolo quattro, la
questione che stiamo ponendo in questo momento, quindi noi,
comunque, dobbiamo andare avanti e non possiamo inciampare.
Chiedo all'Assessore Dagnino, quando mi si dice di accantonare,
c'è una richiesta di accantonamento per la riscrittura, qualcuno
che se ne debba occupare però ci deve essere: quindi chiedo
all'Assessore Dagnino come intenda procedere sull'articolo 6 e
sull'articolo 4.
DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, sull'articolo 6,
vorrei essere chiaro, è una norma che non richiedeva, per come era
scritto il testo base, copertura finanziaria, chiaro? Anzi,
addirittura, si immagina che possa produrre un maggiore gettito,
perché si applica alle nuove immatricolazioni quindi tutto quello
che è nuovo si aggiunge, per cui se noi diamo uno sconto del
venticinque per cento a chi immatricola nuove auto, noi stiamo
rinunciando a qualcosa su un'eccedenza, su qualcosa che si
aggiunge. Anziché prendere il cento in più prendiamo il
settantacinque in più, quindi si calcola la maggiore entrata. Mi
pare che questa norma stia diventando l'occasione per introdurre
esenzioni a mezzo mondo e, nel momento in cui noi introduciamo
esenzioni a mezzo modo, evidentemente, diventa una norma di spesa,
ma la norma di spesa non aveva previsione di coperture finanziarie.
Perché ho dato parere favorevole all'emendamento 6.26? Perché
l'emendamento 6.26 estende una cosa che era già esentata nel
triennio decorso a un ulteriore triennio, quindi non c'è bisogno di
copertura, perché niente prendevamo prima e niente prendiamo dopo.
Nel momento in cui si tratta della norma che l'onorevole Abbate mi
aveva più volte segnalato e sulla quale confermo di avere lavorato,
senza però prendere impegni col sangue, vi confermo che gli Uffici
- per una ragione ovvia - mi hanno detto che esentare questi
autoveicoli che oggi pagano il bollo o fare lo sconto del 25 per
cento a quelli che oggi pagano il bollo e domani non lo pagheranno
richiede una copertura finanziaria che non è quantificata. Quindi
la norma verrebbe tacciata di incostituzionalità per violazione
dell'articolo 81, questo è il fatto, senza nessuna opposizione
politica senza nessuna motivazione politica, è un fatto
semplicemente di copertura finanziaria. Grazie.
ABBATE. Assessore, se la vota lei la legge. Mi ha detto che c'era
la copertura finanziaria. È anche bugiardo
TOMARCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente chiariamoci una volta per tutte,
perché abbiamo sentito un attacco diretto come se ci fosse un
problema di dialogo tra deputati e assessore, ma non c'è problema
di nessun genere
Noi qua rappresentiamo i siciliani e siamo in un'Aula democratica,
siamo chiamati qui non a pigiare un tastino, se ci avessero detto
il primo giorno di legislatura che venivamo qui a pigiare un
tastino ognuno di noi decideva se stare o non stare Noi siamo qui
per fare proposte, siamo qui per migliorare i testi. Questo è il
Parlamento siciliano, non siamo qui per farci dire cosa fare e non
siamo qui per obbedire a nessuno. C'è un testo del Governo che noi
abbiamo sottoscritto, che noi condividiamo, ma noi facciamo le
nostre proposte e se le proposte sono buone abbiamo il diritto, non
solo il diritto, il dovere, il dovere di farle, perché non siamo
qui a pigiare un tastino, siamo qui a rappresentare i siciliani,
siamo qui a fare proposte e siamo qui a cercare di migliorare la
vita dei nostri conterranei.
PRESIDENTE. Mentre c'è questa riscrittura, accantoniamo l'articolo
6. Sull'articolo 4, onorevole De Luca, l'assessore Dagnino ha detto
che c'è la riscrittura sulle super ZES.
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili
1. Al fine di promuovere interventi diffusi di riqualificazione
energetica e sismica degli edifici, orientati alla sostenibilità
ambientale e alla riduzione dei consumi, nonché di favorire la
conservazione e il miglioramento del patrimonio edilizio esistente,
con riferimento agli edifici e alle unità immobiliari a
destinazione residenziale siti nel territorio della Regione
siciliana, è costituito nell'ambito del Fondo Sicilia, di cui
all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. l, e
successive modificazioni, un plafond con dotazione complessiva di
30.000 migliaia di euro, destinato all'erogazione di contributi
diretti a fondo perduto ai sensi del presente articolo.
2. Una quota del fondo di cui al comma 1 è destinata
all'erogazione del contributo in favore di proprietari di immobili
con un indicatore ISEE inferiore a euro 20.000,00.
3. Il contributo è destinato a persone fisiche, operanti al di
fuori dell'esercizio di attività d'impresa, arti o professioni,
nonché a condomini, per interventi sulle parti comuni.
4. Sono ammissibili, purché gli immobili siano stati realizzati
con regolare titolo abilitativo:
a) interventi di adeguamento sismico, di abbattimento delle
barriere architettoniche o di miglioramento strutturale degli
edifici;
b) interventi volti a favorire la transizione energetica degli
edifici allo scopo di renderli più sostenibili in linea con gli
standard green europei secondo le finalità di cui alla direttiva UE
2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia;
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano agli
interventi su edifici già esistenti per lavori non ancora avviati
all'entrata in vigore della presente legge. Sono esclusi gli
interventi su unità immobiliari appartenenti alle categorie
catastali A/1, A/8 e A/9.
6. Il contributo di cui al presente articolo è riconosciuto in
misura pari al cinquanta per cento delle spese ammissibili,
calcolate ai sensi del prezziario unico regionale vigente decurtate
almeno del venti per cento, secondo i seguenti massimali:
a) euro 25.000,00 per ciascuna unità immobiliare in edificio
unifamiliare ovvero per ciascuna unità immobiliare funzionalmente
indipendente con accesso autonomo dall'esterno sita in edificio
plurifamiliare;
b) euro 20.000,00 per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
composti da due fino a otto unità immobiliari;
c) euro 15.000,00, per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
composti da più di otto unità immobiliari.
7. La gestione della misura di cui al presente articolo è
affidata a Irfis FinSicilia s.p.a. Le domande sono acquisite con
procedura a sportello, secondo l'ordine cronologico di
presentazione, fino a esaurimento delle risorse, sulla base di
avviso pubblico, con esclusione del click-day; al fine di
assicurare un'equa distribuzione delle risorse, il plafond è
articolato in sezioni per tipologie di interventi.
8. Il contributo è erogato per stati di avanzamento lavori (SAL),
in funzione dell'effettivo avanzamento degli interventi, è
subordinato all'esito positivo dei relativi controlli e non è
cumulabile con altri aiuti pubblici relativi al medesimo intervento
edilizio.
9. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità di
concerto con l'Assessore regionale per l'economia, sentito
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente e previo
parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, sono definite le modalità attuative, ivi
comprese le tipologie di interventi e di spese ammissibili, i
requisiti di ammissibilità nel rispetto di quanto previsto dai
commi 2 e 3, i criteri e le modalità di presentazione delle
domande, le fasi di istruttoria, erogazione e controllo, nonché la
suddivisione del plafond in sezioni per tipologie di interventi.
10. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 10.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 1).».
I soppressivi sull'articolo 5, onorevole De Luca Antonino, sono
mantenuti o ritirati?
Onorevole Gilistro, i soppressivi sono mantenuti o ritirati?
GILISTRO. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, mantenuti o ritirati i
soppressivi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io sono fermo perché dicono che c'è stata
una rissa, non so
PRESIDENTE. Ma che sta dicendo Onorevole Cracolici, per favore.
CRACOLICI. Mi hanno riferito.
PRESIDENTE. Mi hanno riferito, de relato, mi sta sembrando mi ha
detto mio cugino , per favore.
CRACOLICI. Allora, signor Presidente. Questa norma, che è stata
anche presentata con una certa enfasi alla stampa nel presentare
questa manovra, in realtà, è un topolino che partorisce la
montagna, perché si scopiazza la norma sugli ecoincentivi che sono
stati abrogati in parte, perché il 50% rimane ancora in capo agli
sconti sulle ristrutturazioni edilizie e si introducono una serie
di variabili, una tra tutte il concetto di reddito ISEE di 20.000
euro.
A questo si aggiunge che si consente ai condomini di potere
entrare nel sistema. Qualcuno mi dovrà spiegare come si fa a
calcolare i condomini come soggetti che possono accedere alle
ristrutturazioni energetiche e sismiche, stabilendo la soglia ISEE.
Allora, io penso che siamo in presenza di norme, come dire,
visionarie, per definirle nella maniera più gentile possibile; di
difficile attuazione e, comunque, con una copertura finanziaria che
è assolutamente risibile rispetto a quello che la storicità degli
interventi di ristrutturazione edilizia ci dice.
Signor Presidente, io credo che c'è una via maestra sulla quale
poter operare... vorrei che lei mi ascoltasse, signor Presidente,
più che il Governo
PRESIDENTE. Io già l'ho ascoltata e ho ricordato che lei aveva
proposto una riscrittura, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. In realtà c'è già un emendamento previsto che si limita
a rifinanziare la legge del 2009, che è una legge che ha funzionato
fino ad un certo punto - poi non è stata più finanziata - che aveva
un automatismo - non dovevi fare domanda a nessuno - attraverso il
sistema bancario accedevi a un mutuo per ristrutturare
un'abitazione, un condominio nell'ambito dei centri storici e delle
"zone A1", delle zone definite, diciamo, ad alta densità edilizia
nelle zone di piano regolatore, con l'abbattimento totale degli
interessi e attraverso la gestione bancaria dell'accesso al mutuo.
Quindi, non c'erano graduatorie, non c'erano sistemi di verifica
ISEE, ma chi interveniva - se la volontà nostra è di sostenere la
riqualificazione del nostro tessuto urbano, in particolare nei
centri storici e nella cosiddetta edilizia di borgata - consentiva
di poterlo fare con un abbattimento totale degli interessi e
restituendo - se non ricordo male in vent'anni o dieci anni, adesso
non ricordo qual è la norma - ma insomma, non dobbiamo inventarci
nulla, perché qui a forza di inventarci le norme rischiamo di non
far comprendere e di non attuarle. E poi ci si vanta del fatto che
abbiamo anche dei grandi avanzi nella gestione finanziaria. Certo,
se facciamo le norme e non le utilizziamo l'avanzo si produce
Ecco perché, signor Presidente, chiedo di sostituire interamente
l'articolo 5 con l'emendamento che rifinanzia la legge del 2009.
C'era già una convenzione con l'Unicredit, si può estendere ad
altri soggetti finanziari...
PRESIDENTE. Ma è presentato l'emendamento?
CRACOLICI. Sì.
PRESIDENTE. Qual è il numero?
CRACOLICI. Se lei mi chiede il numero... Non è stato caricato a
questo È un emendamento presentato. Glielo posso fare avere senza
numero.
Va bene, ma quello interviene solo sugli interessi...
PRESIDENTE. Vuole parlare lei, onorevole Giambona? Sì, si è
spostato... lei nel frattempo aveva il microfono acceso. Lei ha
finito l'intervento? Grazie, le ho portato anche l'emendamento fino
a casa. Faccio intervenire l'onorevole Giambona o vuole completare?
Non so se ha completato l'intervento.
Onorevole Campo, le chiedo scusa. Prego.
CRACOLICI. Siccome mi ha chiesto che non c'era l'intervento.
PRESIDENTE. L'emendamento
CRACOLICI. L'emendamento, mi sono premurato di farle avere
l'emendamento. Io credo che è semplice. L'articolo 5 non va
riscritto, va sostituito da una norma semplice di rifinanziamento
di una legge già vigente, punto e basta, che l'Assessore alle
infrastrutture credo conosca. Da tempo chiedo di rifinanziare
questa norma, ha funzionato, non c'è nessuna intermediazione né
politica né di nessun tipo, ma chi vuole ristrutturarsi la casa nei
centri storici e nell'edilizia di borgata può farlo senza pagare un
euro di interessi alla banca che gli concede un mutuo. Punto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, aspetti onorevole De Luca,
prima l'onorevole Campo, l'onorevole Giambona e poi l'onorevole De
Luca Cateno... no, lei non me l'ha mai chiesto.
MARANO. Io l'ho chiesto.
PRESIDENTE. Per ultimo, se vuole.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie. Signor Presidente, Assessori e colleghi, allora,
partendo dal fatto che questa norma nelle commissioni era partita
con una copertura di 45 milioni in tre anni e poi sono stati
ridimensionati a 30, ma la cosa strana è che, in maniera molto
aleatoria, senza definire una percentuale ben precisa, si lascia la
discrezionalità poi di assegnare una parte di queste somme già
molto basse a chi ha un ISEE inferiore a 20 mila euro.
Chiaramente lascia il tempo che trova perché non sappiamo, poi di
fatto, quante persone con reddito basso ci rientreranno e come, di
fatto, è possibile distribuire così poche somme anche a queste
persone.
Quindi, io sono d'accordo con il collega che va fatta una
riscrittura perché, una norma che potrebbe avere grande importanza
per la nostra Regione, fatta in questo modo è poco chiara, poco
definita e con somme veramente troppo, troppo basse. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Grazie, signor Presidente. Beh, sicuramente questa norma,
Presidente, ha qualche cosa non chiara, a partire dalla somma a
disposizione che per gli interventi è davvero troppo modesta per
avere un impatto significativo sull'economia reale e rischia,
indubbiamente, di essere una norma più propagandistica che una
norma che abbia un beneficio sui cittadini.
Per esempio, il contributo che viene erogato può essere cumulato
con le agevolazioni fiscali nazionali? L'investimento può essere
effettuato indistintamente su tutte le abitazioni? Ci sono tante
cose da dover approfondire, l'abbiamo fatto in Quarta Commissione e
tra l'altro io avevo degli emendamenti che metto in evidenza che
non sono caricati nel sistema. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente Galvagno. Anzi, è l'occasione
per dare anche il benvenuto al Presidente Schifani che finalmente
ci ha raggiunto per discutere questa finanziaria, che non è nata
sicuramente sotto i migliori auspici e che difficilmente vedrà la
luce secondo quelle che erano le aspirazioni iniziali.
Presidente Schifani, io approfitto della sua presenza, una volta
che avrò ottenuto la sua attenzione, per fare una domanda.
Presidente Schifani, Presidente Galvagno, se è possibile.
PRESIDENTE. Lei deve...
DE LUCA Antonino. Lo so, ma c'è troppo traffico Presidente.
PRESIDENTE. Lei deve rivolgersi alla Presidenza.
DE LUCA Antonino. Lei non mi guarda, lui non mi guarda.
PRESIDENTE. No, no, io la guardo. La osservo bene.
DE LUCA Antonino. Io sento l'esigenza di essere guardato, mi
guarda solo l'Assessore Faraoni.
PRESIDENTE. Vada avanti.
DE LUCA Antonino. Non è sensato tutto ciò. Io vorrei capire una
questione da chi guida il Governo, proprio a livello politico. Il
centrodestra ha deciso di fare tabula rasa di tutti i bonus edilizi
introdotti nel passato, nel recente passato, dal Governo Conte, di
ridimensionare i bonus edilizi che erano vigenti a livello
nazionale andando, non solo a rivedere e a distruggere il mercato
dei crediti fiscali, ma anche a ridurre la portata delle detrazioni
fiscali attuabili, creando un danno incredibile all'edilizia,
all'occupazione che ruota intorno all'edilizia, ma anche alle
famiglie.
Dopodiché, il Presidente Schifani, che è un autorevole esponente
del centrodestra, e oggi guida la coalizione al Governo della
Sicilia ma viene dal Parlamento nazionale, ed è sicuramente un
autorevole esponente a livello nazionale del centrodestra, propone
di introdurre questa misura all'articolo 5.
Io mi chiedo, innanzitutto, perché? Perché avete capito che il
super bonus e gli incentivi che avevamo introdotto funzionavano e
in questo momento l'edilizia in Sicilia è in crisi a causa
dell'eliminazione di questi bonus, e allora volete provare a fare
una puntata in questa direzione? Perché se questo è lo scopo, io
credo che con l'approvazione di questa norma, che è un tentativo
pallido di andare in quella direzione, non si raggiunga Presidente
Schifani quell'obiettivo.
Perché? Faccio un esempio, ma per quello che mi dice poi la
strada, ma se io sono una famiglia con un ISEE sotto i 20.000 euro,
io penso a pagare le bollette o a farmi un intervento di
adeguamento sismico o di riqualificazione energetica? Ecco, se io
sono una famiglia con un ISEE sotto i 20.000 euro, Presidente
Schifani, penso a fare la spesa e a portarla a casa, penso a
curarmi, penso a prenotarmi un esame a pagamento perché la sanità
pubblica non me lo dà, penso a pagare le bollette perché sono
aumentate, perché dobbiamo pensare ad armarci, e sono questi i
problemi che ha una famiglia con un ISEE sotto i 20.000, non si può
permettere un adeguamento sismico o un adeguamento energetico,
magari potessero
Poi, anche il Covid, veda, così come i super bonus, ci hanno
lasciato un quadro che in una gara d'appalto privata, dove non vige
il massimo ribasso come da noi, non esiste più una ditta,
soprattutto una piccola ditta locale, che ti fa un ribasso del 20
per cento del computo metrico e se c'è, dato che i costi del
personale sono quelli, l'Iva e le tasse sono quelli, i materiali
sono aumentati, il margine di guadagno del 20 per cento, ormai, è
solo appannaggio o di grossissimi gruppi di costruttori, o di
nessun altro.
E, poi, Presidente, questo tipo di misura, che non si applica, lo
ricordo ai lavori già avviati, ma che ricadute occupazionali ha in
termini di PIL regionale? Perché sono 30 milioni di euro alla fine.
A livello di numero di interventi, quanti realisticamente ne
possiamo sostenere? Qualche centinaio?
E infine, bene non fare i click-day, ma invece di fare le
procedure a sportello, che ti trovi tutti quelli che vengono, fanno
domanda, per poi sentirsi dire che i soldi sono finiti, ma non
sarebbe stato più logico andare a costruire dei plafond, dividere
il plafond in più sezioni, cosicché già sapevamo quante e di che
importo domande potere accogliere? Perché così si creerà
confusione, nessun aumento del PIL, nessun intervento a favore
delle famiglie più disagiate perché ripeto, sotto i 20.000 io non
ci penso a farmi l'adeguamento sismico o l'adeguamento energetico,
per un paio di pannelli ci vogliono 10-15 mila euro; se faccio un
adeguamento sismico, un rinforzo di pilastri, anche più semplice
con una fibra di carbonio ci vogliono decine di migliaia di euro;
per fare un carotaggio e un'analisi, calcoli al Genio civile...non
ci sono queste possibilità in Sicilia, Presidente Schifani
Io credo, che questa, si tradurrà in una norma spot, in cui
diciamo che vogliamo aiutare le famiglie, diciamo che vogliamo
aiutare l'edilizia, diciamo che vogliamo recuperare il patrimonio
urbano dei centri storici dove, le ricordo, il 30% degli immobili è
vuoto, in condizione di abbandono, a Messina, Catania e Palermo e
sono dati non miei, ma dati statistici alla portata di tutti noi.
Quindi, io mi chiedo, che senso ha? Non sarebbe stato meglio
avviare una seria interlocuzione con il Governo nazionale e dire,
chiaramente, che abbiamo fatto una sciocchezza ad eliminare le
agevolazioni edilizie introdotte dal Governo Conte, rimettiamole
perché abbiamo paralizzato un Paese, le famiglie e le ditte edili
che finalmente avevano trovato respiro?
Io credo che sarebbe stato molto più serio e avremmo anche evitato
di dover postare delle risorse che non daranno alcun tipo di
sviluppo alla nostra regione. Grazie.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi.
Presidente della Regione, la ringrazio di essere qui perché su
questo articolo ci permette anche di capire qualcosa di più,
rispetto all'indirizzo politico che vuole assumere questo Governo,
anche attraverso delle misure che sono state previste in questa
norma finanziaria.
Fino ad oggi, fino a questo momento, sull'articolo che prevede
interventi circa le agevolazioni in ambito edilizio, abbiamo
ascoltato solamente, ecco, dei contributi di natura critica su
quello che è l'articolato e mi chiedo, Presidente della Regione, da
dove proviene questa proposta?
Parlo con il Presidente dell'Assemblea, ma naturalmente gradirei
che mi ascoltasse anche il Presidente della Regione...
PRESIDENTE. Io sono sicuro che lo stia facendo.
GIAMBONA. Di chi è la paternità di questa proposta, di chi è? Di
quale partito è? Perché obiettivamente, credo che noi ci stiamo
avventurando, Presidente della Regione, sia sotto l'aspetto
tecnico, squisitamente tecnico, sia sotto l'aspetto politico.
Intanto parto all'aspetto politico, perché sulle tematiche delle
agevolazioni fiscali abbiamo, a più riprese, ormai da oltre due
anni, ascoltato quelle che sono state le dichiarazioni dalla
Presidente del Consiglio in giù, da tutti i partiti che, di fatto,
fanno parte di questa compagine, che hanno manifestato la
contrarietà al super bonus. Hanno rappresentato come il super bonus
abbia determinato enormi problemi nell'assetto sociale economico,
oltre che di squilibrio nella finanza pubblica. Adesso, invece, il
Governo, che è composto dagli stessi partiti che abbiamo a livello
nazionale, in Sicilia ci propone una misura analoga. E questo è
l'aspetto politico, per il quale io vorrei capire, Presidente della
Regione, chi difende oggi questo articolo? Chi si assume la
responsabilità politica di dire all'Aula, di dire ai siciliani,
questa è la mia proposta e la sto portando avanti per questi
motivi. Perché, altrimenti, credo che abbiamo una comunicazione
unidirezionale, critica, invece bisognerebbe capire chi ha proposto
questa misura che dal punto di vista tecnico fa acqua da tutte le
parti.
Ora, il Governo non si è confrontato con i commercialisti. Io ho
fatto un passaggio con la Conferenza regionale e nessuno sapeva
parlare di questa misura, dico questo perché la normativa a livello
nazionale che prevede l'agevolazione è la n. 449 del 1997, a
seguito della quale e che, ad oggi, è in vigore, e ha previsto
l'agevolazione, dapprima, del 36% e ora del 50%, è perfettamente in
vigore e, allora, io mi chiedo: a) questa misura che voi volete
proporre in chiave regionale è compatibile rispetto a quella che,
ad oggi, è in corso e per la quale sono previste le agevolazioni,
dalla misura nazionale? Ecco, questa è la prima domanda; o gli
utenti, o i siciliani, sarebbero nelle condizioni di chiedere le
medesime agevolazioni, sia in Sicilia, sia nella propria
dichiarazione dei redditi? Perché questo, guardate, che non è
assolutamente chiaro. Diversamente staremo di fronte ad una
duplicazione con effetti non quantificabili. Dopodiché ci sono
tutta una serie di questioni che, dal punto di vista tecnico
rendono assolutamente inapplicabile la norma, ci sono aspetti
enormi nell'applicazione dal punto di vista degli immobili, dal
punto di vista dei soggetti che ne potrebbero essere beneficiari.
Quindi, noi, obiettivamente, Presidente della Regione, credo che,
insomma, sulla normativa creativa ci sta ma fino ad un certo punto,
credo che ci stiamo avventurando in un campo minato.
Al contrario, io ritengo che, fermo restando che vorrei ascoltare
da dove proviene, da chi proviene e chi difende la proposta, perché
questo politicamente sarebbe molto interessante e sarebbe molto
rilevante, quindi sottolineo questo aspetto.
Rilancio quanto poc'anzi ha detto il collega Cracolici, andiamo
invece a fare cose concrete, cose che possono determinare risposte
per la nostra Sicilia, andiamo a rifinanziare la legge n.6 del
2009, l'articolo 33, che prevede i contributi per coloro che,
appunto, vanno ad accedere a dei finanziamenti per la
riqualificazione delle nostre aree dei centri storici e delle aree
A, questo credo sia un segnale concreto.
PRESIDENTE. Benissimo, se sono ritirati tutti gli emendamenti
soppressivi, potremmo votare l'emendamento di riscrittura
dell'onorevole Cracolici. No? Ha chiesto prima di intervenire
l'onorevole De Luca Cateno, poi l'onorevole Schillaci, poi
l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. C'ero io prima dell'onorevole De Luca.
PRESIDENTE. No, lei è intervenuto troppe volte.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessore Dagnino, vorrei un attimo, se è possibile, la
vostra attenzione, in relazione a questo articolo, esattamente
l'articolo 5, perché avevamo già avuto modo, in Commissione
Bilancio, di fare una valutazione, insieme agli altri colleghi, in
relazione a quella che è una procedimentalizzazione di un
contributo, che già in passato, è stato applicato e con grande
successo.
Il collega Cracolici dice bene, ci siamo confrontati su questo
argomento già in Commissione Bilancio e quella che è la previsione
dell'articolo 33, della legge n.6 del 2009, va nella giusta
direzione: primo motivo, è perché è un testo semplice e io avrò
modo, in queste giornate, di denunciare l'ufficio di complicazione
rappresentato da alcuni dipartimenti e di alcuni uffici periferici
della Regione siciliana. Meno noi diamo in pasto le nostre norme a
procedimenti che, poi ovviamente, cozzano con valutazioni di varia
natura e meglio è, e tante norme di questo Parlamento, ad oggi,
sono rimaste inapplicate, esattamente per questo principio.
La previsione che era stata fatta era banale, semplice, dico
banale perché era molto semplice rispetto a una previsione così
complicata, dare questo contributo in conto interessi per
intervenire nelle zone A di tutti i centri abitati e darlo anche
con un tetto ben preciso per evitare speculazioni. Di conseguenza è
ovvio che il rifinanziamento dell'articolo 33 va nella giusta
direzione. Ma anche la finalità, il restauro e il ripristino
funzionale già calza in modo preciso e puntuale per quella che è la
necessità dei nostri centri storici. Io abito in un piccolo centro
che è tutta zona A e sconta, purtroppo, il disagio dell'abbandono.
Avere delle norme del genere che consentono, anche ai fini della
salvaguardia della pubblica e privata incolumità, perché ormai la
maggior parte di queste unità abitative sono diventate un pericolo,
e di conseguenza chi amministra ha anche il problema di dovere
intervenire con ordinanze per poter far fronte, con soldi del
Comune, ad interventi per evitare che succeda il peggio. Di
conseguenza, signor Presidente, lo dico anche ai colleghi del
Parlamento e al Governo, quando qualcosa ha funzionato,
utilizziamola Questa norma ha funzionato quindi le risorse che
sono state destinate per l'articolo 5, destiniamole per
rifinanziare questa norma. Quella che è stata la scelta politica
del Governo viene rispettata ma viene inserita in un procedimento
legislativo che, comunque, ha già dato un grande riscontro e può
mettere nuovamente in moto un minimo di intervento economico-
sociale nell'ambito dei centri abitati, zona A. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Visto e considerato che si
sta trattando della riscrittura dell'onorevole Cracolici e altri,
che sostituisce interamente l'articolo 5, chiedo il parere del
Governo.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie,
signor Presidente. Mi rivolgo non solo a lei ma anche ai colleghi,
perché il dibattito è molto serrato sull'abbattimento degli
interessi e sui contributi a fondo perduto per la ristrutturazione.
Questi argomenti sono trattati in due articoli: l'articolo 5, che
stiamo trattando ora, e l'articolo 37. Siccome è intenzione del
Governo, perché è una delle norme qualificanti anche nella proposta
del Governo, poter portarla avanti, io chiederei, se l'Aula è
d'accordo, una sospensione sia sull'articolo 5, che sull'articolo
37.
PRESIDENTE. Semmai l'accantonamento.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Mi scusi
signor Presidente, l'accantonamento. E, poi, poter trattare sia
l'articolo 5 che l'articolo 37 insieme, per fare una sintesi
congiunta sia per i contributi a fondo perduto, sia per
l'abbattimento del 100% degli interessi per la ristrutturazione
delle case.
PRESIDENTE. Va bene. C'è una richiesta di accantonamento.
DIPASQUALE. Gli interventi li dobbiamo finire. Prima gli
interventi e poi accantoniamo. Se no c'è chi interviene e chi no.
Non avevo parlato neanche una volta
PRESIDENTE. Neanche una volta, quando? Nell'ultima mezz'ora
Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. E sto evitando di parlare.
Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, assessori
ed onorevoli colleghi parlamentari. Anche perché il Governo ha
individuato un nervo scoperto su questo, che richiede una
particolare attenzione e che sono i centri storici. Io non ho
difficoltà a dire che sono per i centri storici. Perché poi
l'abbiamo detto tutti quanti: noi abbiamo l'esigenza di mettere,
veramente, le mani sui centri storici, perché stanno diventando
sempre di più le vere periferie delle città, che sono i centri
storici, perché sono invivibili. Cioè, noi ci troviamo una miriade
di abitazioni che sono ormai abbandonate. Se noi non mettiamo le
mani subito sui centri storici, non solo creiamo dei ghetti, non
solo l'abbandono, non solo il malaffare, ma stiamo impoverendo
anche l'edilizia abitativa di tantissime persone.
Quindi, il tema è un tema positivo, cioè, ritengo una finanziaria
che mette questo focus sui centri storici, sicuramente positiva.
Il problema qual è, Presidente? Che dobbiamo capire qual è
l'intervento migliore per ottenere il migliore risultato. Ora,
sicuramente, è quello di rifarsi a norme già esistenti - Cracolici
ne ha evidenziata una che è quella dei contributi in conto
interessi - io la ricordo bene quella norma, ha un significato.
Certo, i tempi di oggi rispetto a ieri sono diversi per quanto
riguarda il costo del denaro, cioè, allora gli interessi erano
molto più alti, ora sono più bassi ma, sicuramente, è una norma che
ha un significato. Io mi permetto di ricordare all'Assemblea,
perché qualcuno c'era anche nel 2015, che noi abbiamo anche
un'altra norma che è la n. 13 del 2015. Io vi prego nel frattempo
di attenzionarla - lei c'era in Aula, assessore Aricò - la n. 13
del 2015 prevedeva interventi nei centri storici attraverso
demolizione e ricostruzione, e tutte queste belle cose nel
comparto, ma aveva dato una possibilità importantissima nel centro
storico: la possibilità di realizzare il piano costruttivo.
Se lo ricorderà anche l'onorevole Savarino perché fu un motivo di
discussione. Quindi, per la prima volta, i piani costruttivi che
noi abbiamo fatto fuori dalla cinta urbana, cioè abbiamo fatto
nelle periferie, con il finanziamento, i piani costruttivi cosa
sono? Le cooperative sociali. La legge n. 79 del 1975, se vogliamo
parlare di norme, dava la possibilità alla cooperativa sociale di
avere le risorse, il contributo dalla Regione per poter fare il
piano costruttivo. Quella norma mette in condizione di avere il
contributo per il piano costruttivo, Presidente, per farlo nel
centro storico perché un intervento edilizio nel centro storico è
un intervento edilizio importante, molto oneroso. Noi non dobbiamo
pensare solamente al contributo in conto interessi, questo lo
facciamo rifinanziando la legge che ha citato appunto l'onorevole
Cracolici ma abbiamo la necessità di dare anche qualche intervento
in più.
Quindi, il mio suggerimento è di finanziare anche l'articolo che
prevede i piani costruttivi della legge n. 13 del 2015 secondo le
modalità della legge n. 79 del 1975. Cioè, noi diciamo che le
cooperative edilizie, nei centri storici, si fanno in base a quella
che era la norma e ci mettiamo i soldi, apriamo una nuova maglia
che avevamo previsto nel 2015. Noi tutti, io, Assenza, Aricò,
Savarino, c'eravamo noi tutti, l'abbiamo votato tutti,
all'unanimità.
Quindi, io nella riscrittura inserirei anche questa possibilità, e
facciamo questo esperimento.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9, perché di questo è stato
chiesto l'accantonamento. Ne do lettura:
«Art. 9.
Disciplina delle procedure per l'erogazione degli assegni
in favore di persone con disabilità gravissima
1. All'articolo 9 della legge regionale 9 maggio 2017 n. 8 e
successive modificazioni, dopo il comma 5-ter sono aggiunti i
seguenti commi:
5-quater. Al fine di ottimizzare la programmazione delle risorse
finanziarie, le nuove istanze di attribuzione dei benefici possono
essere presentate alle Aziende sanitarie provinciali competenti per
territorio dall'1 gennaio al 30 giugno di ogni anno. Le Aziende
sanitarie provinciali, entro il successivo 30 settembre,
trasmettono al Dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali la certificazione delle persone con disabilità
gravissima.
5-quinquies. Le Aziende sanitarie provinciali sono onerate di
effettuare con cadenza almeno semestrale la verifica dell'esistenza
in vita dei beneficiari degli assegni. Con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, sentito l'Assessore
regionale per la salute, sono fissate le modalità per la verifica
degli accertamenti sanitari secondo criteri di trasparenza e
rotazione, escludendo che i residenti nel territorio provinciale
siano soggetti a visita da parte delle commissioni dell'Azienda
sanitaria provinciale di appartenenza. Le Aziende sanitarie
provinciali presentano una dettagliata relazione annuale sui
controlli effettuati al Dipartimento regionale della famiglia e
delle politiche sociali, specificando le modalità di rilevazione
del campione, il numero e gli esiti dei controlli eseguiti,
comunque, in misura non inferiore al minimo fissato dalla normativa
vigente. .».
PRESIDENTE. Sull'articolo 9, onorevole De Luca ha presentato la
riscrittura? È già depositata?
Perfetto. La vuole illustrare?
DE LUCA Antonino. Presidente Schifani e assessore Faraoni, io vi
chiedo veramente un momento su questa norma di grande attenzione
perché si rivolge ai disabili gravissimi.
I disabili gravissimi sono anche i percettori del patto di cura e
sono quelle persone che sono nella disabilità più grave che possa
essere certificata dalla Regione siciliana attraverso le ASP.
Queste persone prendono mensilmente un assegno che è di
milleduecento euro al mese, in virtù di questa condizione, che è
definito patto di cura.
Per percepire questo assegno occorre istruire una pratica, da
quando poi viene accettata, l'assegno è retroattivo, dalla domanda
quindi viene consegnato dalla domanda di rilascio.
Prima c'era una finestra annuale, cioè tu dovevi presentare una
volta nell'anno questa domanda, poi l'anno successivo ti veniva
accolta la pratica e ti davano i 12 mesi di assegni indietro.
Questo cosa comportava? Che il disabile gravissimo e i suoi
familiari, avendone diritto presentavano una domanda per avere
questo assegno e dovevano attendere 12 mesi per poterlo percepire.
Chi lo presentava appena scaduto il termine di presentazione delle
domande, comunque un massimo di 11, 12 mesi. Se lo presentavi,
invece, il mese prima attendevi un mese.
Nella scorsa legislatura che abbiamo fatto? Abbiamo introdotto la
doppia finestra: 30 giugno e 31 dicembre. In questo modo un
disabile gravissimo che presenta la domanda o nel primo o nel
secondo semestre, attende al massimo, per percepire l'assegno a cui
ha diritto, sei mesi. Comprendo che questo comporta un aggravamento
delle procedure negli assessorati ma l'articolo 9, per come è stato
presentato, comporterebbe che queste persone affette da disabilità
gravissima potrebbero nuovamente presentare la domanda, massimo una
volta l'anno in un'unica finestra, e nella condizione peggiore chi
oggi attende massimo sei mesi con l'approvazione di questo
articolo, attenderebbe massimo 18 mesi, un anno e mezzo, per
ottenere l'assegno del patto di cura di cui ha diritto, Presidente
Schifani, i disabili gravissimi, la Regione non risparmierebbe un
euro, sarebbe solo meno gravosa la procedura per i nostri
Assessorati ma a farne le spese sarebbero i disabili gravissimi e
le loro famiglie. Allora, che diciamo? Togliamo questa cosa del 5
quater perché diventa un sollievo amministrativo per la Regione ma
un gravissimo appesantimento per le famiglie dei disabili
gravissimi perché allunghiamo di molto i tempi di attesa per
percepire l'assegno, dopo di che è correttissimo invece il secondo
comma dove dite alle ASP, senza visite, di fare una rilevazione dei
soggetti deceduti, perché quello è giusto si faccia l'accertamento,
è inutile fare la visita, sono disabili gravissimi, purtroppo, non
possono guarire possono solo passare a miglior vita e, anzi, lì
pure offre una semplificazione: si faccia un semplice decreto del
Presidente della Regione, su proposta del solo assessore per la
salute, perché la rilevazione è solo dell'Assessorato alla salute,
perché la pratica la istruisce tutta l'Asp, l'Assessorato alla
famiglia semplicemente eroga l'assegno ma la gestione burocratica e
tutte delle ASP.
Quindi, da questo punto di vista la mia riscrittura semplifica,
aiuta i disabili e alleggerisce il vostro lavoro. Per cui vi
chiedo, veramente, condivisione, in nome di tutte le famiglie di
disabili.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore per la
salute e Presidente della Regione, ho fatto una battaglia in tutti
questi anni e confido sulla sua presenza all'Assessorato perché io
so che lei è una donna capace, una donna attenta. Da anni, tento di
istituire uno sportello unico sulla disabilità, era già passato con
un ordine del giorno negli anni passati, l'assessore precedente mi
aveva raccomandato positivamente sulla riuscita e sull'applicazione
di quest'ordine del giorno, cosa che non è avvenuta, oggi mi
ritrovo questa norma in finanziaria dove praticamente le famiglie
sono chiamate a ulteriori sforzi, per un approfondimento da parte
delle ASP, ma ci sono delle disabilità che non hanno possibilità di
ritorno, cioè i disabili gravi e gravissimi non hanno possibilità
di guarire, quindi io le chiedo di applicare finalmente, istituire
questo sportello unico disabilità, perché è impensabile che, ancora
oggi, le famiglie si debbano destreggiare da un ufficio all'altro
che, tra l'altro, non è un unico ufficio, sono più uffici a cui
sono chiamati a presentare moduli, istanze e andare, per giunta
avendo a carico della propria famiglia situazioni davvero
drammatiche.
Quindi io chiedo al Presidente della Regione e all'Assessore di
attenzionare l'emendamento 9.10 che si trova nel tablet nel
fascicolo che istituisce, finalmente, con una piccola spesa questo
sportello unico della disabilità.
PRESIDENTE. Assessore Faraoni, prego.
FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, intanto, per
quanto riguarda l'articolo 9, trattandosi soltanto di una misura
che doveva volgere alla ottimizzazione della programmazione delle
risorse perché, comunque, un'attività di monitoraggio su quella che
è l'incidenza della spesa è necessaria, però mi rendo conto della
finalità di semplificare anche il percorso e quindi ritengo che il
Governo non abbia difficoltà ad accogliere la soppressione del 5
quater.
Invece, per quanto riguarda la questione dello sportello unico
della disabilità, mi permetto di evidenziare che è questa
un'attività che deve essere gestita congiuntamente tra Assessorato
alla salute e Assessorato alla famiglia e alle politiche sociali
perché, ovviamente, l'ipotesi, diciamo, che possono rientrare nella
gestione di una unicità della gestione della disabilità è
sicuramente molto integrata tra questi due.
Per la diversità di misure e per, anche, la sovrapposizione di
misure che talvolta abbiamo nello stesso ambito però è
un'operazione che possiamo anche pensare di valutare e la possiamo
anche introdurre, se mi posso permettere, anziché con la norma - ma
in questo mi prendo l'impegno - con un decreto. Decreto congiunto,
naturalmente, dei due Assessorati, di cui mi farò carico.
PRESIDENTE. Possiamo andare a votare.
Assessore, non ho capito se il 5 quater quindi, ne accoglie la
soppressione? L'unica cosa colleghi, Assessore, ci vuole
l'emendamento del Governo perché non c'è tra gli emendamenti
soppressivi, non lo può presentare lei, onorevole De Luca, lo deve
presentare il Governo.
FARAONI, assessore per la salute. Lo presentiamo noi, facciamo la
riscrittura.
PRESIDENTE. Ok. Intanto i soppressivi dell'articolo sono
ritirati? Onorevole De Luca, De Luca Cateno, Catanzaro, La Vardera,
li considero ritirati...
Si passa all'emendamento 9.12 del Governo, che è un emendamento
tecnico.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 9.8, onorevole Schillaci, non è ammissibile, non c'è
copertura sull'FSC.
Si passa all'emendamento 9.11, degli onorevoli Chinnici ed altri.
Prego, onorevole Chinnici, lo illustri.
CHINNICI. L'emendamento è riferito al fatto della possibilità che
il supporto psicologico non sia riservato solo, appunto, ai
disabili psichici nelle comunità alloggio ma quando tornano a casa,
perché il problema ovviamente della disabilità psichica non è
confinata al ricovero, all'ospedalizzazione, alla presa in carico
nella comunità alloggio, nel momento in cui il disabile psichico
torna a casa ha bisogno lo stesso, anzi ha bisogno ulteriormente di
un supporto psicologico.
Quindi con questo emendamento noi facciamo in modo che i programmi
terapeutici possano essere poi gestiti anche quando il disabile è a
carico delle famiglie e le famiglie lo devono gestire e non ci sia
bisogno di un ricovero per avere le prestazioni di psicoterapia e
di riabilitazione psichiatrica.
A noi sembra un punto dirimente fondamentale e come Intergruppo
parlamentare sulla salute mentale abbiamo ascoltato, ci sono anche
i colleghi della maggioranza che sono a conoscenza, infatti
l'emendamento era firmato dall'Intergruppo parlamentare non solo
dal Partito Democratico, se vedete i cognomi sono quelli di
maggioranza e opposizione che compongono l'Intergruppo sulla salute
mentale, quindi ci sono i colleghi anche della maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Il parere del
Governo?
Assessore è l'emendamento 9.11 dell'onorevole Chinnici, che è
firmato dall'Intergruppo con più colleghi, non so se lo ha letto.
FARAONI, assessore per la salute. No.
PRESIDENTE. Se può leggerlo, in maniera tale che mi può dare il
parere se è favorevole o contrario. Lo trova sul fascicolo del
testo del disegno di legge.
Nel frattempo è stato presentato l'emendamento 9.14, che è
soppressivo del comma 5 quater. Lo leggiamo direttamente "Sopprime
il comma 5 quater e al comma 5 quinques sopprime le parole da per
la famiglia assentito l'Assessore regionale".
Pongo in votazione l'emendamento 9.14, firmato dal Governo. Il
parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Assessore Faraoni se mi dà il parere sull'emendamento 9.11 lo
pongo in votazione.
FARAONI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Chi è
favorevole rimanga seduto chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 6.
Colleghi, è stata presentata dal Governo la riscrittura
dell'articolo 6, che stanno caricando, la troverete all'interno
della cartella degli emendamenti fuori sacco , il 6.Gov.
Assessore Dagnino, vuole illustrare la riscrittura?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie, signor Presidente.
La riscrittura recepisce gli emendamenti che sono stati presentati
da alcuni deputati che sono poc'anzi intervenuti assicurando, però,
che non vi siano esigenze di maggiore copertura finanziaria, quindi
viene estesa per un altro triennio l'esenzione già sussistente per
gli enti di volontariato che operano nell'ambito della Protezione
civile e viene estesa, però, soltanto alle nuove immatricolazioni -
in modo da non avere esigenza di copertura finanziaria - la misura
per le auto ibride, eliminando anche il limite delle 3,5
tonnellate. E poi c'è un comma finalizzato a prevedere eventuali
misure anti-abuso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Sunseri, Varrica e Catanzaro.
Prego, onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, io non ho nemmeno parlato
sull'articolo 6. Penso che l'Aula si sia determinata cercando di
fare comprendere all'Assessore Dagnino che c'erano delle cose che
non andavano.
Per quanto mi riguarda, così come è riscritto, già annuncio, in
questo preciso istante - se i miei colleghi, come dire, perché non
è cambiato nulla per il comma 3 - chiedo in questo momento il voto
segreto su questa riscrittura, così evitiamo di continuare a
parlare, perché altrimenti questa sera stiamo cercando di prendere
in giro l'Aula, il Governo vuole fare melina, noi vogliamo andare
avanti, ci siamo stancati.
Quindi io, signor Presidente, se lei me lo consente, non ho
parlato e voglio chiedere, in questo preciso istante il voto
segreto, perché così evitiamo le prese in giro.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, non serve, ancora non l'ho posta
in votazione. Gli interventi degli onorevoli Sunseri e Varrica sono
confermati?
È iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.
VARRICA. Assessore Dagnino, mi scusi, lei fa una riscrittura per
accogliere - diciamo - delle osservazioni di alcuni colleghi e poi
fa marcia indietro su un emendamento del Governo che aveva fatto
per una volta un ragionamento di opportunità sul comma 3.
PRESIDENTE. Onorevole Varrica, se ha finito l'intervento, faccio
rispondere l'Assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, io sono convinto in
buona fede - ma se non sono convincente ditemelo, perché non c'è
problema - io avevo presentato l'emendamento soppressivo del comma
3 però l'avevo presentato, come avevo credo anche annunciato per
scansare ogni possibile equivoco, però, in questo testo è rimasto e
per me lo possiamo ri-sopprimere, ma vorrei chiarire prima il
motivo.
Il comma 3 - a mio avviso ampiamente travisato - cosa dice: riduce
il godimento dell'estensione, non estende. Lo leggo giusto per
avere e per dare chiarezza anche della buona fede originaria. Io
avevo annunciato - lo possiamo eliminare, perché diciamo poi si
potrebbe anche recepire nel decreto - dice così: "per le
autovetture e gli altri autoveicoli leggeri, immatricolati nel
2026, provenienti da altra Regione o Provincia autonoma, la
riduzione e le esenzioni previste dal presente articolo operano
limitatamente al periodo residuo che intercorre tra la data
d'ingresso in Regione e il termine dell'ultima annualità
interessata dalla riduzione".
Sinceramente non ho compreso per quale motivo questo comma sia
stato inteso nel senso che sappiamo, ma è un comma che limita.
Avevo presentato il soppressivo - devo dire è stata una mera
questione che sarebbe stata utile presentare adesso - se lo si
ritiene presento subito un subemendamento per eliminarlo, però, a
riprova della buona fede originaria, questo è un comma che limita a
chi viene da altre Regioni, non estende.
Io lo leggo così, se c'è una diversa lettura possiamo
immediatamente presentare un sub per eliminarlo; non è una norma ad
personam in alcun modo e non lo è mai stata sin dall'origine.
Quindi, è solo a riprova della buona fede originaria.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha
facoltà.
VARRICA. Sì, noi chiediamo assolutamente la soppressione del comma
3 perché, comunque, c'è un problema di opportunità che abbiamo già
discusso ampiamente. Quindi, subemendiamo.
PRESIDENTE. Deve presentare il subemendamento, assessore, se l'ha
presentato in questo modo.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, all'assessore che ha riscritto, e
ora sta riscrivendo la riscrittura, vorrei suggerirgli un'altra
riscrittura della riscrittura. Perché qualcuno mi deve spiegare,
l'estensione ai veicoli di nuova immatricolazione degli enti del
terzo settore, organizzazioni di volontariato, promozione sociale
Aps e Protezione civile, iscritte regolarmente al RUNTS, e fin qui
ci siamo, purché utilizzate esclusivamente per scopi sociali. Chi
ci va dell'ACI a verificare che la macchina che è stata
immatricolata, per il quale si ha diritto al bollo, venga
utilizzata per fini sociali o per portare a casa, usarla per fini
privati il Presidente piuttosto che un socio dell'associazione?
Noi facciamo le norme per poi consentire ai magistrati di aprire
fascicoli di indagine perché dire per scopi sociali, esclusivamente
per scopi sociali a un'associazione, in qualche modo acceleriamo o
accentuiamo quegli elementi per i quali ci può essere qualunque
contestazione di uso improprio ma, soprattutto, la vigilanza come
si fa? Qual è l'organo che va a verificare che la macchina
dell'associazione onlus di Cracolici non serve per trasportare il
Presidente Cracolici a casa propria o per andarsene in vacanza?
Ecco, le norme fantasia, che spesso vengono scritte senza
valutarne gli effetti, e un Governo che non ha il rigore di
valutare le norme fantasia, produce queste contraddizioni.
Io credo che questa è una norma che, così com'è, non si può
applicare. Ecco perché condivido la richiesta del collega Catanzaro
e ognuno si assume la responsabilità. Io ci voto contro alla norma,
punto e basta, perché più scriviamo e più peggioriamo. Le norme
vanno fatte semplici, comprensibili anche agli analfabeti come
spesso, qui dentro, ce ne sono tanti.
PRESIDENTE. Assessore, al riguardo, condivido l'intervento che ha
fatto l'onorevole Cracolici.
DAGNINO, assessore per l'economia. Condiviso anche da parte del
Governo. Possiamo eliminare il riferimento "purché utilizzate"
perché sono, come dire, in re ipsa. È una superfetazione,
chiamiamola così.
PRESIDENTE. E quindi lo togliamo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì. Quindi, del sub possiamo
anche...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Allora colleghi, un attimo, un attimo di attenzione.
La Presidenza ha ricevuto il 6.Gov. Io non ho capito, assessore, se
questo 6.Gov deve essere modificato, subemendato, se ritorniamo
all'articolo iniziale.
La seduta è sospesa per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17:49, è ripresa alle ore 17:58)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora colleghi siamo al 6.Gov del Governo. C'è la
nuova riscrittura, il 6.Gov.1,
ma anche se gli scrivessimo la pace nel mondo, già ho capito, così
a sensazione, che c'è una richiesta di voto segreto
Prego onorevole Catanzaro, che vuole dire?
CATANZARO. Ho sentito voto
PRESIDENTE. Lei quando sente voto , vedo che ha una sorta di
calamità, stia seduto, stia calmo
Nei vostri tablet avete la nuova riscrittura, il 6.Gov.1.
Chiedo ai colleghi di prendere posto, se volessero votare.
Il 6.Gov.1 lo stiamo distribuendo, caricando, ho capito, infatti
non metto in votazione nulla fin tanto che non è caricato sui
tablet. Prego, onorevole Catanzaro, ha chiesto di intervenire?
Allora perché ha fatto così? Che vuole dire? Onorevole Catanzaro,
stiamo andando avanti col 6 Gov.1.
CATANZARO. Ho letto il 6 Gov.1, abbiamo fatto sette riscritture,
continuiamo con le riscritture e ho annunciato qualora possibile
sul 6 Gov.1 la richiesta da parte mia del voto segreto su questa
riscrittura.
PRESIDENTE. L'ha annunciata sul 6.Gov, comunque è inutile che lei
lo chieda sul 6 Gov.1, lo chieda poi sul 6.Gov.
CATANZARO. Parlo del 6 Gov.
PRESIDENTE. Intanto votiamo il 6 Gov.1, dopo può chiedere il voto
segreto sul 6 Gov. Va bene?
CATANZARO. Grazie.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 6 Gov.1 è chiaramente
favorevole. Il parere della Commissione immagino sia favorevole.
DAGNINO, assessore per l'economia. Scusate, volevo soltanto fare
un'osservazione: ho inteso che vi sarebbe l'intenzione
dell'opposizione di chiedere il voto segreto anche sul sub
presentato
PRESIDENTE. Assessore sul 6 Gov. Il 6 Gov ha un subemendamento che
è il 6 Gov.1. Sul 6 Gov.1 non c'è richiesta di voto segreto, sul 6
Gov l'onorevole Catanzaro ha già preannunciato che c'è una
richiesta di voto segreto. Quindi anche se passasse il 6 Gov.1, in
tutti i casi poi ci sarà da superare l'ostacolo del 6 Gov.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ho capito, però, siccome è
stata annunciata la richiesta di voto segreto sull'articolo anche
come risultante dopo il 6 Gov.1, se ho bene inteso, e siccome mi
pare che fino ad ora il Governo ha cercato di trovare il più ampio
consenso in Aula, io diciamo di fronte alla richiesta di voto
segreto, evidentemente le modifiche sono state fatte, noi abbiamo
inteso farle secondo il senso indicato al fine di avere il più
ampio consenso in Aula, se questo ampio consenso in Aula non c'è io
chiedo che venga un momento accantonato, perché mi pare
PRESIDENTE. Assessore, ascolti, tanto qui prima o poi, glielo dico
per la misera esperienza che ho, prima poi dovremo arrivare al
punto di votare le cose, pertanto se non ci siamo riusciti fino a
questo momento, questo continuo accantonare e accantonare, noi
avremo approvato stasera tre articoli forse, se ci sono i numeri
bene, diversamente niente.
DAGNINO, assessore per l'economia. Vorrei essere ancora più
chiaro: non è intenzione del Governo fare una prova come dire di
forza o insistere su un emendamento che non sia condiviso. Chiaro?
Questo è il punto, quindi se continuiamo a registrare una non
condivisione e non vi è disponibilità a sedersi per trovare i punti
condivisi il Governo lo ritira, dico sia chiaro.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Spada.
SPADA. Presidente, il Governo si sta assumendo la responsabilità
di ritirare un emendamento che l'opposizione avrebbe votato nei
confronti delle associazioni di volontariato quindi domani quando
le associazioni di volontariato non avranno le esenzioni del bollo,
il Governo si assumerà la responsabilità di avere ritirato
l'emendamento e sarà una responsabilità vostra. Noi siamo per
l'esenzione del bollo nei confronti delle associazioni di
volontariato, della Protezione civile, della Misericordia, delle
ambulanze, quindi il Governo si assume la responsabilità di non
votare l'articolo in Aula perché non è in grado di gestire la sua
maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, però lei mi deve guardare negli
occhi. L'emendamento 6 Gov.1 al centouno per cento passerà, il 6
Gov avrà una richiesta di voto segreto. Perché non rinunciate alla
richiesta di voto segreto sul 6 Gov? Dobbiamo essere equilibrati.
Intanto sul 6 Gov.1 lei ha fatto la richiesta di ritiro, io la
invito invece a farlo rimanere in Aula, poi se il 6 Gov sarà
bocciato sarà bocciato. Quindi il 6 Gov.1 lo mantiene, Assessore?
Sì, no?
Allora onorevole Spada, da parte del Governo c'è la massima
disponibilità a volere riscrivere l'emendamento e quindi
l'articolo, affinché comunque - mi faccia completare -, si possa
dare un sostegno a tutte le associazioni di volontariato. Pertanto,
se voi come Gruppo, mi rivolgo al Capogruppo del Partito
Democratico, non annunciaste a prescindere un voto segreto
sull'articolo 6...
CATANZARO. Io non posso parlare sette volte. Sto dicendo che
sull'emendamento 6 Gov ho annunciato il voto segreto.
PRESIDENTE. Ok. E quindi se si leva l'emendamento 6 Gov si può
andare avanti sul 6. Assessore, cosa vuole fare?
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, mi permetto di ricordare
all'assessore Dagnino - e richiamo l'Assessore all'attenzione
rivolta al mio intervento - assessore Dagnino, la pregherei di
prestare attenzione al mio intervento. Voglio ricordare
all'assessore Dagnino...
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di... Scusi onorevole Geraci,
onorevole...
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Posso?
PRESIDENTE. Ora penso di sì.
Assessore Dagnino, per favore, sta parlando l'onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Assessore Dagnino, le vorrei ricordare
che il 6 Gov e poi il 6 Gov.1 che chiarisce l'aspetto degli scopi
sociali che sono cancellati dalla norma per consentire una migliore
interpretazione della norma in sé, è il frutto della sintesi degli
emendamenti di tantissimi deputati di quest'Aula, non solo il
sottoscritto ma ricordo, così a memoria, i colleghi De Luca Cateno,
Tomarchio, Grasso, Porto, penso anche l'onorevole Abbate, e anche
di emendamenti che hanno poi precluso, perché assorbiti, del
Partito Democratico.
Io non vedo nulla di eccezionale rispetto ad una prerogativa che
vuole esercitare il Partito Democratico, tra l'altro mi sembra un
po' contraddittorio rispetto anche a quanto detto dall'onorevole
Spada, andare avanti su questa strada e, se c'è il voto segreto,
andiamo avanti col voto, possiamo andare avanti benissimo, quindi
non vedo il motivo per cui si deve ritirare il 6 Gov e accantonare
la norma.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Presidente, Governo, Assessore, - Presidente,
intervengo, l'assessore ascolterà - è chiaro che su questa norma,
Assessore, che abbiamo riscritto, modificato, riscritto nuovamente
più volte, ci sono stati interventi da parte dei colleghi, vedo che
ancora su questa norma c'è, come dire, un continuo vai e vieni
sulle modifiche.
Presidente, ho consigliato all'assessore Dagnino, considerando che
su questa norma la maggioranza ma anche altri colleghi parlamentari
d'Aula hanno proposto varie modifiche e una sintesi su questa
norma, Assessore, non c'è, perché man mano l'abbiamo modificata e
stravolta più e più volte. Il consiglio che abbiamo dato
all'Assessore - attenzione, è un consiglio che può essere ascoltato
o non ascoltato - è quello - un attimo Presidente - di ritirare
l'articolo, dopodiché se l'Assessore decide di mettere in votazione
l'articolo, è chiaro Assessore che...
PRESIDENTE. Non può ritirare l'articolo, è al testo.
DI PAOLA. Lo può stralciare.
PRESIDENTE. Può ritirare l'emendamento. L'articolo è al testo e
rimane in Aula.
DI PAOLA. Sì, ma lo può stralciare.
PRESIDENTE. No, lui non lo può stralciare ancora, ma può chiedere
eventualmente che venga stralciato.
DI PAOLA. Perché è chiaro che se una forza d'opposizione sta
chiedendo il voto segreto e l'Assessore insiste, è chiaro che poi
quel voto è un voto sull'Assessore.
Assessore Dagnino quel voto, ovviamente, se l'Aula risponderà
favorevolmente lei verrà salvato, se l'Aula risponderà
negativamente è chiaro che adesso il voto è sull'Assessore, perché
è da più di due ore che parliamo di questa norma, presidente
Galvagno, quindi è chiaro che il voto su questa norma che sia
l'articolo 6, che sia l'emendamento 6 Gov perché non ho più capito
quanti emendamenti ha presentato l'Assessore, è chiaro che è un
voto anche sull'Assessore Quindi, Assessore, non so più come darle
questo consiglio
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà. Ultimo intervento dopodiché andrò avanti anche in maniera
più spedita.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Se per favore può
richiamare all'ordine l'Aula.
PRESIDENTE. È lo stesso clima d'Aula che c'era quando ha parlato
l'onorevole Di Paola.
FIGUCCIA. Sarò costretto ad alzare il tono della voce perché
questo clima che si è creato è irrispettoso intatto nei confronti
dell'Aula, poi nei confronti dell'Assessore. Volete una sfida?
L'accettiamo Andiamo al voto segreto e vediamo se reggiamo Vi
sfidiamo su questo Penso che la maggioranza deve essere ancora una
volta compatta Volete un voto di fiducia Andiamo a votare adesso,
adesso Buttate la maschera Presidente, votiamo
PRESIDENTE. (sorridendo) Volevo ringraziare l'onorevole Figuccia
per aver acquietato l'Aula e avere creato quelle condizioni che
comunque in questi tre anni ci hanno portato ad avere un discreto
rapporto con le opposizioni Onorevole Figuccia, se vuole
intervenire anche dopo le do serenamente la parola.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Metta anche lei un altro poco di
benzina sul fuoco
(Subbuglio in Aula)
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come
avete visto durante i lavori di questa finanziaria, di questo
disegno di legge, ho evitato di intervenire perché sono rispettosa
delle regole e rispettosa anche delle norme del disegno di legge
che è pervenuto in Aula e che è frutto del lavoro del presidente
Schifani e del Governo che lo sostiene.
È vero che nel corso dei lavori i colleghi parlamentari,
esercitando il nostro diritto, abbiamo presentato degli emendamenti
che sono aggiuntivi al testo perché sono stati presentati dopo
l'esame del testo in Commissione Bilancio e pertanto non c'è stata
una mancanza di interlocuzione fra il nostro Assessore, i
parlamentari o i parlamentari di Forza Italia e oggi sono tutte
persone che vengono qui a premere bottoni, ciascuno di noi è
portatore di interessi.
Oggi rispetto ad una norma e un articolo che ripeto è stato
condiviso non solo da noi ma com'è mia abitudine confrontarmi, il
presidente Cracolici lo sa, anche con i colleghi dell'opposizione e
di altri partiti autorevoli, che ha più esperienza di me in
quest'Aula, per questo citavo lei Presidente perché molte volte,
dico ed è così, l'esperienza, la preparazione penso che
rappresentino un valore aggiunto anche per chi è venuto dopo e,
quindi, il confronto è sempre utile.
Stiamo trattando e stiamo parlando di una norma, di una proposta
emendativa che sta a cuore a tutti perché ripeto, ho parlato
dell'emendamento presentato da me e da altri colleghi, condiviso
dal collega Sunseri, è intervenuto l'onorevole Lombardo, sono
intervenuti i colleghi del PD, abbiamo cercato tutti insieme di
migliorarlo.
Oggi trasformare il voto e poi ciascuno voterà col voto segreto,
ognuno è libero di esercitare le proprie prerogative, però
trasformare il voto su un articolo che è importante e che ha delle
refluenze positive anche su coloro i quali svolgono attività di
volontariato e lo fanno nei nostri territori a beneficio dei più
fragili, mi sembra un atto che non è un voto contro l'Assessore
perché l'Assessore non ha bisogno del voto dell'opposizione o di
chiunque dell'Aula per essere sfiduciato, quindi l'invito è alla
ragionevolezza da parte di tutti e votiamo serenamente l'articolo
6, perché così come abbiamo accettato altre proposte e cambiato e
stravolto articoli perché provenienti anche dalle opposizioni e
modificati, lo si può fare in un clima di sana collaborazione da
parte di tutti noi.
PRESIDENTE. Emendamento 6 Gov.1. È mantenuto o ritirato?
DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov.
SAFINA. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ma che segreto, pure tu Però, un secondino,
ascoltiamoci Onorevole Safina, è il 6 Gov.1.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Anche sul 6 Gov.1? Bene, lascialo stare, si è confuso anche lui.
L'ho capito però, se ogni volta alzate la mano e chiedete voto
segreto, non si sa neanche cosa si sta votando Onorevole
Cracolici, lei ha tanti anni di legislatura sulle spalle 6 Gov.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov. C'è richiesta di voto
segreto, benissimo. Vediamo se è appoggiata.
DAGNINO, assessore per l'economia. Piuttosto che la richiesta di
voto segreto, chiedo l'accantonamento della norma, poi se si
ritiene di...
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Si va avanti con il 6 Gov. C'è la richiesta di voto
segreto. Prima o poi dovrà votare quest'Aula, non si può aspettare
il 20 per fare tutte le votazioni, facciamo la verifica dei
richiedenti se i numeri ci sono, bene, se non ci sono, amen.
Onorevole Figuccia, se si vuole sedere piuttosto che urlare ogni
cinque minuti fa cosa gradita. Grazie.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6 Gov.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6 Gov.
Colleghi, volete sapere quello che stiamo facendo? Colleghi,
stiamo mettendo in votazione il 6 Gov, ricordo che in caso di
bocciatura del 6 Gov decade tutto l'articolo, in caso di
approvazione il testo è quello del 6 Gov. Chiarisco il significato
del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 37
Contrari 27
Astenuti 0
(È approvato)
(Applausi)
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, lei era preoccupato. Assessore,
così non funziona, lei deve essere un po' più dinamico
Si passa all'articolo 4. C'è la riscrittura dell'articolo 4.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Presidente, vorrei un po' di attenzione da parte
dell'Aula, tutto qua, niente di particolare.
Io credo che quello che è successo poco fa sia, me lo lasci dire,
anche un fatto abbastanza grave, cioè l'indecisione del Governo non
solo determina un atteggiamento da parte della maggioranza che
entra in confusione ma anche l'opposizione trova spazio,
giustamente, per fare valere le proprie ragioni.
Ora, a prescindere dal fatto che trattandosi di servizi sociali,
io credo che tutti quanti non potevamo che essere d'accordo,
Presidente, credo che sia arrivato il momento di avere contezza
delle attività che dobbiamo fare in questa finanziaria. Se dobbiamo
fare 20 articoli, 30 articoli, 120, quello che dite voi, però non
c'è dubbio che noi dobbiamo riunirci in una Conferenza dei
Capigruppo e stabilire il percorso perché così, andando avanti in
ogni articolo se non c'è un'intesa di carattere generale, fermo
restando Presidente che chi vuole chiedere il voto segreto lo
faccia, è una responsabilità che si assume, ma così, con questo
clima di confusione, con l'incertezza del Governo che teme
giustamente di non volere bocciato un articolo, non possiamo più
continuare.
Noi dobbiamo stabilire il percorso con chiarezza, perché ce ne
dobbiamo uscire da questa finanziaria a testa alta tutti quanti,
quello che si può fare oggi, quello che non si può fare oggi non
cade il mondo se si fa giorno 15 in un disegno di legge collegato.
Cerchiamo di essere tutti quanti lucidi e cerchiamo di fare buona
figura anche rispetto a chi guarda queste attività parlamentari.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro. Siamo all'articolo 4,
c'era una riscrittura da parte del Governo. Assessore ha depositato
la riscrittura?
La riscrittura è il 4.46 R ed è caricata tra i fuori sacco
all'interno dei tablet.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Presidente, lo dico qui chiaramente a tutti i
colleghi e lo voglio anche ribadire all'assessore Dagnino, noi non
siamo docenti all'Università ma, certamente, qualche cosa la vita
ce l'ha insegnata, una delle prime cose che ci ha insegnato è che
nella vita bisogna essere corretti.
Mi avete chiesto di riscrivere questo articolo, io l'ho fatto ma
la riscrittura che il Governo ha presentato non c'entra
completamente nulla con la riscrittura che ho fatto, questo per
chiarirci, perché il Governo insiste nel creare l'ufficio di
complicazioni, insiste nel fare una supercazzola non una super
Zes, quindi non solo ha previsto interventi a francobollo dove ci
dovrebbero essere recensioni, ma chiede anche a questo Parlamento
che la Giunta, con altra sua delibera, possa stabilire se l'uscio
di casa mia può usufruire della Zes
Allora, Presidente, se questo articolo lei lo mette in votazione
va bene, non c'è alcuna intesa per quanto mi riguarda ma anche su
quelli che possono essere ragionamenti della Conferenza dei
Capigruppo, glielo dico prima per correttezza; su questo articolo
per quanto mi riguarda finisce qualunque tipo di collaborazione,
anche ai fini di agevolare i lavori d'Aula, quindi ci tengo a
precisarlo perché mi sento preso in giro, per l'ennesima volta, da
parte dell'assessore Dagnino.
Non solo, ma c'è stato un appello ben preciso dell'Associazione
siciliana degli industriali che ha detto chiaramente, a seguito
della carenza di risorse nazionali, già abbiamo subìto un danno di
oltre 200 milioni di euro per investimenti già fatti nel 2025.
Quindi, su quella che è già la norma nazionale io ho chiesto al
Governo di utilizzare la norma nazionale e mettere risorse
regionali senza inventarsi nuove procedure fino alla concorrenza
del tetto massimo previsto della carta degli aiuti, una cosa
semplice e banale, in modo tale che questa Regione, la Regione
siciliana, si possa distinguere rispetto alle altre regioni del
Meridione lanciando un principio: per chi viene a investire in
Sicilia, a prescindere da quello che è il plafond nazionale delle
risorse, la Regione siciliana mette una somma...
PRESIDENTE. Onorevole, aspetti, c'è un errore forse, assessore
Dagnino l'emendamento di cui l'onorevole De Luca sta parlando è
quello che lei ha concordato anche con l'onorevole De Luca o no?
DE LUCA Cateno. No.
PRESIDENTE. Aspetti un attimo, altra domanda, assessore Dagnino.
La domanda è questa: noi avevamo detto che questa riscrittura
doveva essere condivisa, condivisa non significa che se sono
convinto che c'è scritto qualcosa che abbiamo stabilito assieme,
poi mi ritrovi una cosa che non c'entra nulla con quello che
abbiamo concordato. Se ancora lei non l'ha depositata, stiamo
parlando di due cose differenti. Se, invece, lei l'ha depositata, è
chiaro che le dica che è inutile qualsiasi genere di interlocuzione
con la Presidenza per avere mediazioni con le opposizioni affinché
si condividano le riscritture, perché se nella riscrittura poi
facciamo sempre tutto - fate tutto - senza considerare quelli che
sono i suggerimenti da parte delle opposizioni, allora capisce bene
che ci mettiamo tutti in forte difficoltà.
Scusi, onorevole De Luca. Io le dico di rimanere lì, ma le dico di
interrompere il suo intervento perché vorrei capire che cosa sta
accadendo.
DAGNINO, assessore per l'economia. L'intervento è prematuro, nel
senso che il Governo non ha ancora depositato la riscrittura, ok?
C'è stato uno scambio di messaggi a cui è arrivata una risposta
mentre io mi stavo occupando dell'articolo precedente; poiché
ancora il dono dell'ubiquità non mi è stato concesso, se il
Presidente chiede giustamente una riscrittura degli articoli e mi
fa la cortesia di darmi degli spazi minimi di tempo per poter
trovare un'intesa che non sia tramite Whatsapp durante i lavori
d'Aula mentre faccio altre quattro cose, io penso che possiamo...
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, aspetti, aspetti, sennò qua creiamo
un cortocircuito grande quanto una casa.
Allora, lei esattamente qui dietro, dieci minuti fa, mi ha detto
che aveva già pronta la riscrittura dell'articolo 4. Lei mi ha
detto di andare all'articolo 4 perché aveva condiviso questa
riscrittura. Se ora lei sta dicendo una cosa differente, mi guardi
negli occhi e mi dica: "Sto dicendo una cosa differente", perché
qui c'è grande collaborazione, ma non siamo di un Paese differente
Siamo tutti dello stesso Paese. Mi dica, assessore Dagnino. Cosa
vuole dire?
DAGNINO, assessore per l'economia. La collaborazione è reciproca,
come ho detto un momento fa; avevo preparato questa riscrittura che
ritenevo fosse condivisa perché recepiva degli emendamenti, mentre
mi occupavo del precedente articolo, non avevo letto ancora la
risposta dell'onorevole De Luca, quindi confidavo che fosse
condivisa. L'ho letta adesso mentre lui interveniva, quindi
ritenevo che ci fosse pronta la riscrittura sulla quale, però,
registro adesso la risposta negativa, perché gli accordi dovrebbero
essere fatti un momento sedendosi. Io non ho avuto materialmente il
tempo di sedermi, ma non imputo nulla alla Presidenza, ci
mancherebbe Confermo quello che le ho detto: errore mio che mentre
parlavo prima non ho letto la risposta dell'onorevole De Luca.
PRESIDENTE. E allora, siccome io al testo ora come ora ho soltanto
riscritture e le riscritture non si scrivono da sole, convoco una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Se lei queste
riscritture è nelle condizioni di poterle fornire stasera bene,
sennò la Presidenza di imperio deve stralciare anche le prime
ventiquattro norme, perché così non si può andare avanti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.34, è ripresa alle ore 20.31)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Chiedo la presenza del Governo in Aula. Non vedo l'assessore
Dagnino. Chiedo agli altri Assessori presenti in Aula di chiamare
l'assessore Dagnino. Assessore Savarino, gentilmente, se chiamate
l'assessore Dagnino perché, se no, devo andare avanti in qualche
modo.
(Brusìo in Aula)
No, no, no, io non aspetto più niente, io sto mettendo in
votazione tutto, non ho intenzione di sospendere più l'Aula; se
l'assessore vuole venire, bene, se l'assessore non vuole venire
Questo non è un organo monocratico, è un Parlamento, è il
Parlamento più antico del mondo e ci sono delle regole, quindi se
l'assessore vuole venire in Aula, i tempi delle riscritture sono
finite, adesso si vota quello che c'è. Quindi, gentilmente, lei,
Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia, dovrebbe
chiamare l'assessore Dagnino.
C'è il Vicepresidente della Regione, benissimo, vuole continuare
lei oppure aspettiamo l'assessore Dagnino?
Assessore, non mi dica un momentino di calma perché io pazienza
ne ho avuta parecchia. Lei ha fatto 38 riscritture, non funziona
così, mi dispiace Qui bisogna avere rispetto del Parlamento, il
Parlamento ha avuto molto rispetto di lei sino a questo momento.
L'articolo 4 allora è accantonato; quando sarà in grado di
fornire una riscrittura ce la darà.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Provvedimenti in ordine al governo delle liste di attesa nelle
Aziende sanitarie e
ospedaliere del Servizio sanitario regionale
1. Al fine di migliorare i processi decisionali e il
monitoraggio relativo al governo delle liste di attesa delle
Aziende sanitarie ed ospedaliere del Servizio sanitario regionale
e delle strutture private convenzionate, l'Assessorato Regionale
della Salute è autorizzato ad adottare azioni di miglioramento del
sistema con particolare riferimento agli interventi di seguito
indicati:
a) potenziamento della componente applicativa di prenotazione
del sistema SovraCUP anche con l'ausilio di applicazioni
tecnologiche innovative che contattino con operatori virtuali i
pazienti per ricordare ora, data e luogo della visita prenotata;
b) attivazione della piattaforma regionale per le liste di
attesa ed integrazione della stessa con la piattaforma nazionale
per le liste d'attesa (PNLA);
c) adeguamento infrastrutturale e tecnologico del sistema di
prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;
d) sviluppo di un cruscotto avanzato di monitoraggio con
l'ausilio dell'intelligenza artificiale (IA);
e) conduzione operativa ed affiancamento con l'acquisizione di
soluzioni innovative.
2. Per le finalità di cui al presente articolo, per il
triennio 2026-2028, è autorizzata la spesa di euro 6.100.000,00 di
cui euro 3.050.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2026,
euro 1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2027 ed euro
1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2028 (Missione
13, Programma 7).
3. L'Assessorato regionale della salute monitora e aggiorna
costantemente le attività sviluppate ai sensi del presente
articolo, al fine di consentire il regolare governo delle liste di
attesa.
4. L'Assessore regionale per la salute, entro il 30 novembre
di ogni anno, trasmette alla Commissione legislativa permanente
Salute, servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale
siciliana una relazione in ordine a:
a) tempi medi di attesa per le prestazioni specialistiche per
provincia, evidenziando le variazioni rispetto all'annualità
precedente;
b) mortalità per patologia nelle singole province;
c) dati relativi alla mobilità extraregionale per provincia,
limitatamente ai ricoveri ospedalieri;
d) dati relativi alla mobilità tra province suddivisi per
DRG».
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Stavo attendendo perché ho visto che c'erano
degli animi particolarmente infuocati.
Signor Presidente, allora, partiamo da dove ci eravamo lasciati
sull'articolo 8, sul quale vorrei chiedere la presentazione di una
riscrittura che è già pronta e sulla quale chiedo, signor
Presidente, un attimo di attenzione da parte dei colleghi
dell'Aula, perché è un tema sensibile che più volte ha impegnato
questo Parlamento, il Governo regionale ed i miei colleghi della
Commissione Sanità. L'articolo 8, infatti, da titolo, ha come
scopo quello di una migliore gestione delle liste d'attesa.
Innanzitutto dobbiamo precisare che il contenuto di questo
articolo non ha come effetto l'erogazione di un maggior numero o
l'erogazione in tempi più brevi di quelle che sono le prestazioni
sanitarie, ma ha come oggetto, come scopo, un investimento di
natura digitale per le infrastrutture CUP, SovraCUP, la
realizzazione di un cruscotto digitale per la gestione delle liste
d'attesa, che è uno dei programmi del PNLA, ossia il Piano
nazionale delle liste d'attesa.
Ora, premetto, assessore Faraoni e assessore Dagnino, che per
raggiungere questo scopo avremmo potuto utilizzare, anzi avreste
potuto utilizzare, a suo tempo, i fondi per la digitalizzazione
della Pubblica amministrazione, sui quali non solo c'erano delle
linee specifiche ma ci sono tutta una serie di fondi che avete
destinato, anche attraverso la delibera che avete di recente
mandato alla Corte dei Conti, evidentemente su altre
progettualità. Ma la riscrittura mira anche all'inserimento di
un'implementazione di una sezione open data, in modo da consentire
anche ai cittadini di poter verificare e monitorare l'andamento
delle liste d'attesa ma soprattutto di potersi rendere conto se
nella propria provincia o in un qualsiasi presidio ospedaliero
della Regione ci sia la disponibilità di una postazione libera per
l'esecuzione di un esame.
Ma in particolare prevede anche l'applicazione dei percorsi di
tutela previsti dal decreto legislativo n. 124 del 1998,
attraverso le campagne informative nelle strutture sanitarie
pubbliche e private e mediante l'istituzione di sportelli
informativi gestiti dall'associazione consumatori o dalle
organizzazioni dei cittadini.
La riscrittura prevede anche un risparmio di circa 1,2 milioni
l'anno, attraverso l'eliminazione della previsione di cui alla
lettera e) che noi in questo momento, in assenza
dell'infrastruttura digitale, non riteniamo necessaria
all'esecuzione dello scopo. Quindi che cosa diciamo? Prima creiamo
le infrastrutture digitali, poi se serve implementare il personale
del gruppo, del sovragruppo delle altre istituzioni, lo andremo a
verificare man mano.
Quindi, un ulteriore spunto di riflessione che tengo ad
evidenziare è che attraverso la fase emendativa del Movimento 5
Stelle, in Commissione Sanità, sono stati anche previsti: il
monitoraggio dei tempi medi di attesa per le prestazioni
specialistiche per provincia in modo da evidenziare le variazioni
rispetto all'anno precedente, in modo da monitorare se le azioni
poste in campo dalla Rete sanitaria e dall'Assessorato producono,
provincia per provincia; una velocizzazione nei tempi di
erogazione delle prestazioni sanitarie o, invece, un
rallentamento; la mortalità per patologia nelle singole province
(perché questo sarebbe anche un dato che dovrebbe stare alla base
di ogni rete ospedaliera); i dati relativi alla mobilità
extraregionale per provincia, limitatamente ai ricoveri
ospedalieri e infine i dati relativi alla mobilità per province
suddivisi per DRG perché è fondamentale capire se da una provincia
siciliana ci spostiamo verso altre province siciliane per curarci
rispetto a prestazioni che invece dovrebbero essere erogate senza
allontanarci da casa, perché la mobilità provinciale
intraregionale è vero che non produce un costo economico per la
Regione, ma un costo sociale per le famiglie dei malati, perché
quando il malato si deve curare e trasferire con la propria
famiglia di 100, di 200 chilometri va incontro a disagi personali,
economici, lavorativi e sociali.
Quindi mi auguro di trovare, Presidente, la condivisione su questa
riscrittura da parte del Governo e dell'Aula tutta perché è un
argomento sensibile; diversamente dovremo necessariamente entrare
nel merito di ogni singolo comma e di ogni singolo emendamento,
soppressivi compresi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Vorrei sottolineare alla sua attenzione, ma anche a
quella del Segretario generale, che nell'approvazione dell'articolo
9.12...
PRESIDENTE. Ce l'ha appena detto l'onorevole Lombardo, stiamo
vedendo di capire come poter affrontare il problema.
DI MAURO. Perché credo che sia un refuso, Presidente, confondere
disabilità "gravissima" con il termine "necessità di sostegno
intensivo".
Significa un buco di 200 milioni almeno nel bilancio.
PRESIDENTE. Va bene.
È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Sappiamo bene che questo articolo
non è risolutivo sulle liste d'attesa, ne abbiamo ampiamente
parlato, ci saremmo aspettati dal Governo regionale un'attenzione
maggiore, con delle misure un poco più impegnative però l'assessore
ci ha assicurato, per lo meno ripone fiducia in questo intervento
di monitoraggio, di implementazione delle piattaforme tecnologiche
e quindi lo prendiamo per buono e ci rivedremo, credo, nei prossimi
mesi. Però, quello che io vorrei sollecitare, se fosse possibile, è
anche una puntuale applicazione del Regolamento che prevede
l'attività libero-professionale intramuraria. Perché? Perché
arrivano segnalazioni, e lì veramente potremmo intervenire davvero
sulle liste d'attesa, perché come sappiamo uno dei motivi per
risolvere le liste d'attesa è, diciamo, implementare la
disponibilità dei medici perché è quello il motivo fondamentale per
cui noi abbiamo così tante liste d'attesa che non scorrono
velocemente.
Quindi, cosa chiedo? Poiché i regolamenti di ciascuna azienda
prevedono l'istituzione di comitati tecnici consultivi e io non so
se in tutte le aziende sono stati attuati, cosa chiedo? Chiedo che
il diritto del cittadino e dell'utente, che prevede la norma che è
stata introdotta nel '92 e poi è stata modificata più volte io
quello che chiedo è una maggiore attenzione da parte di questo
Assessorato nel verificare e nel monitorare veramente l'attività
intramuraria, perché lì possiamo davvero intervenire sulle liste
d'attesa.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
quanto affermato dai colleghi, ossia che questa norma non ha
sicuramente il carattere risolutivo del problema, anche perché il
problema, assessore, bisogna riconoscere negli ultimi anni si è
notevolmente aggravato. Sono di qualche settimana fa le statistiche
che dicono che 6 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure
proprio prevalentemente a causa delle liste d'attesa, la maggior
parte sono over 65 e sono uomini, e viene colpito di più chi ha
redditi bassi.
Ciò che però mi preoccupa maggiormente è che questo Governo sulle
liste d'attesa ma anche quello nazionale dà l'idea di procedere per
tentativi, a tentoni, senza avere un'idea chiara di quello che è il
problema e di come questo debba essere risolto. Perché rammento, lo
rammento a me stesso in primo luogo e poi a quest'Aula, che noi
negli anni scorsi abbiamo dato per due anni di fila 50 milioni di
euro per l'abbattimento delle liste d'attesa e molte di queste
risorse sono state date anche al privato. Ebbene, prima di
presentare ulteriori norme, ulteriori ipotesi di risoluzione o di
palliativi per risolvere il problema o per attenuare il problema,
vorremmo capire se voi avete valutato l'impatto che ha avuto quella
spesa, come quella spesa è stata erogata, come per esempio i
privati hanno contribuito all'abbattimento delle liste d'attesa.
Perché l'impressione che abbiamo talvolta, guardando alle azioni
del vostro Governo e del Governo nazionale è che ci sia un progetto
dietro che è quello di far fallire la mission della sanità pubblica
per dire che l'unica alternativa è quella privata. Non sono uno di
quelli che ritiene che la sanità privata non serva ma ritengo che
tra i due blocchi della sanità, quella pubblica e privata, ci debba
essere un rapporto di complementarietà e il privato debba aiutare
il pubblico dove il pubblico non riesce ad arrivare. Però oggi
questo non lo possiamo valutare, anzi viviamo in un sistema che
viene ancor di più foraggiato in cui il privato, anche sotto il
profilo dell'abbattimento delle liste d'attesa, fa concorrenza al
pubblico grazie ai soldi pubblici; è una stortura che non possiamo
assolutamente permetterci. Dunque non so come fine farà questa
norma, non so se questa norma riuscirà a contribuire a invertire il
trend perché sicuramente non possiamo parlare di abbattimento delle
liste dato che i numeri sono lì e sono inesorabili, ma cionondimeno
mi piacerebbe sapere se l'assessore ha valutato l'effetto delle
somme che abbiamo speso e se e come eventualmente utilizzare meglio
le risorse delle quali già disponiamo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi minuti
sono andato a cercare un po' su Internet, che per fortuna ancora ci
aiuta anche nell'attività politica, le dichiarazioni del Presidente
della Regione nell'arco degli ultimi tre anni. Siamo partiti dal
2023, quando dichiarò che stanziava 9 milioni di euro per risolvere
le liste d'attesa, un impegno preso nei confronti dei siciliani
abbatteremo le liste d'attesa ; siamo passati ad agosto 2024 in
cui diceva che se i manager della Regione non avessero raggiunto
gli obiettivi previsti per le liste d'attesa, sarebbe scattata
automaticamente la loro decadenza. Sono tutti comunicati ufficiali
sul sito della Regione siciliana cioè non è interpretazione
politica. E poi c'è l'ultimo dell'agosto di quest'anno, dove diceva
"abbiamo strappato dall'Assemblea l'ok all'articolo 12 sulle liste
di attesa, dobbiamo risolvere solamente il problema del digitale ma
risolveremo anche quello .
Presidente, la Regione evidentemente vive in una regione che è
diversa da quella in cui vivono i siciliani; i risultati purtroppo
non sono quelli che annunciava né tanto meno che auspicavamo dai
suoi interventi ad oggi ritenuti sotto gli occhi di tutti
assolutamente scarsi e scarni anche nella qualità.
Oggi ci ritroviamo a dover affrontare l'ennesimo articolo che nel
titolo riporta "riduzione di lista di attesa" ma che è tutto tranne
che la riduzione delle liste d'attesa, perché stiamo parlando di
un'altra cosa. Io su questo ho due domande e vorrei che, al di là,
diciamo, del voto che ci troveremo a dover esprimere, sono semplici
e mi aspetto che l'Assessore mi risponda: 1) questo servizio
digitale poteva essere realizzato con risorse che non sono del
bilancio regionale? Questo servizio digitale poteva essere inserito
all'interno dei programmi di digitalizzazione di questa Regione col
PNRR, FSC ed altro, piuttosto che gravare sul bilancio della
Regione? Domanda n. 1.
Domanda n. 2: c'è un'evidenza pubblica, un atto, un atto di
indirizzo, una nota inviata all'unica società in house che gestisce
i servizi digitali e la nostra Regione, in cui si dice: "Cara
Sicilia Digitale, saresti in grado di realizzare questo servizio?",
sì, no? Perché prima di esternalizzare un servizio - a meno che
non riteniamo che Sicilia Digitale sia un fallimento - e quindi,
diciamo, questo ce lo possiamo dire o che non sia utile, diciamo,
all'unico scopo che ha, cioè quello di digitalizzare la nostra
Regione, ritengo che prima di stanziare risorse del bilancio, prima
di esternalizzare questo processo, probabilmente, un passaggio con
Sicilia Digitale dovevamo farlo.
Risolti questi due dubbi, poi, per me sul resto possiamo entrare
nel merito di assunzioni, comma e), comma g), quello poi viene
dopo. Però le mie due priorità e le mie prime domande sono: Sicilia
Digitale poteva fare questo nuovo sistema? Sì, no, ed è stato
chiesto? Sì, no e cosa è stato risposto? L'altra domanda è perché
stiamo utilizzando il bilancio della Regione? Perché serviva fare
le assunzioni, ma per il servizio digitale potevamo utilizzare
altro genere di risorse piuttosto che il bilancio? Stop. Queste due
curiosità mi permetteranno di valutare al meglio la norma. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, assessore, è
chiaro che noi con questo articolo stiamo affrontando quella che è,
diciamo, una delle nostre emergenze che sono proprio queste delle
liste d'attesa e, quindi, prevediamo questa spesa di oltre 6
milioni nel triennio per potenziare il famoso sistema SovraCUP, per
attivare questa piattaforma per le liste d'attesa e, quindi,
sviluppare un cruscotto avanzato di monitoraggio con l'ausilio
dell'intelligenza artificiale. Naturalmente interessante
l'iniziativa che si apre alla modernità, all'innovazione, alla
tecnologia, però sappiamo bene che se poi non c'è la risorsa umana,
non riusciamo, i pazienti non possono essere presi in cura.
Sappiamo bene quanta carenza, non solo di medici ma anche di
infermieri abbiamo, che purtroppo siamo costretti a vivere nel
nostro territorio, quindi, diciamo, che con questa norma ci stiamo
concentrando più sull'aspetto gestionale-tecnologico, forse un po'
meno sull'organizzazione. Noi sappiamo bene che senza il personale,
però, quindi senza la risorsa umana, di fatto, non si riesce a
prendere in cura i pazienti, quindi noi ci ritroviamo con tanti
pazienti che sono costretti ad andare fuori a farsi curare; dietro
a tanti a questi numeri che noi vediamo ci sono persone, ci sono
pazienti che aspettano diagnosi, ci sono genitori che devono far
curare i propri figli che sono costretti ad andare nel privato,
addirittura fuori, sempre e che se lo possano pure permettere.
Io ho presentato, Assessore, così già glielo anticipo, un ordine
del giorno proprio su tutte, diciamo, le criticità che ci sono per
quanto riguarda la sanità in Sicilia, perché già lo faceva prima -
alcuni dati li ha illustrati il mio collega Safina - che diceva,
appunto, che su gli ultimi dati che sono usciti fuori da GIMBE
dove, appunto, oltre le grandi liste d'attesa per visite, esami,
interventi chirurgici, grandissimo spreco di risorse, c'è anche una
grande, come dicevo prima, carenza di medici ed infermieri e sono
stati resi, appunto, i dati proprio su questo.
In Sicilia risultano pochissimi infermieri, situazione che
pregiudica naturalmente la qualità dell'assistenza ospedaliera e,
secondo il rapporto GIMBE, Assessore, la Sicilia è inadempiente
nell'area della prevenzione dell'assistenza territoriale.
Il 2022 ha visto un aumento della spesa sanitaria a carico delle
famiglie siciliane e, sempre nel 2022, circa il 7,2 per cento delle
famiglie in Sicilia ha dichiarato di avere rinunciato a prestazioni
sanitarie per ragioni economiche o di accesso.
E quindi l'analisi dei dati che ci dà GIMBE del 2025 rileva che la
Sicilia è una delle regioni in cui nessun servizio tra quelli
previsti risulta attivo, quindi emerge questo enorme divario tra il
Nord e il Sud nella sanità, differenza nell'aspettativa di vita e
un sistema di riparto del Fondo sanitario che penalizza le regioni
più svantaggiate e i loro bisogni che sono legati naturalmente al
grado, al livello di povertà e di dispersione territoriale che noi
purtroppo viviamo.
Solo 13 regioni in Italia hanno rispettato i LEA - i livelli
essenziali di assistenza - sia per le prestazioni che per i servizi
da garantire a tutti i cittadini gratuitamente o col pagamento del
ticket.
Questo quindi significa che l'aspettativa di vita nel Mezzogiorno
è pari o inferiore alla media nazionale, così come appunto risulta
delle stime dell'ISTAT.
Assessore, io ho già depositato questo ordine del giorno, in cui
chiedo l'intervento del Governo, del suo dipartimento, proprio per
cercare di affrontare non solo dal punto di vista tecnologico ma
soprattutto dal punto di vista anche logistico tutte le necessità e
le precarietà che noi ancora oggi, i nostri siciliani, sono
costretti a vivere.
PRESIDENTE. I soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole De Luca
Antonino ed altri. Onorevole De Luca, gli emendamenti all'articolo
sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Sono ritirati, però vorrei sentire
l'Assessore...
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
FARAONI, assessore per la salute. Grazie, Presidente, intanto
apprezzo il lavoro di collaborazione che in questo momento colgo
anche con la deputazione del Movimento 5 Stelle. Devo però mettere
in evidenza una cosa: il Governo in questo momento propone un
intervento strutturale, noi non stiamo lavorando su una proposta
che ci porterà ad un abbattimento delle liste d'attesa, se non
attraverso l'implementazione di metodiche che in questo momento non
ci sono.
Ora, qualcuno ha detto: "ma perché queste risorse, anziché
prelevarle dal bilancio della Regione, non sono state in qualche
maniera impiegate attraverso altre linee di finanziamento? Abbiamo
avuto anche tanta attenzione da parte del PNRR", ma questo attiene
agli anni precedenti. Di fronte al problema che io ho dovuto
affrontare da subito, con un mandato specifico del presidente
Schifani sul tema delle liste d'attesa, ho dovuto ragionare ad
intervenire - ma io mi permetto di dire non con tentativi, perché
questo, perdonatemi, diventa veramente una frustrazione, pensare
che si possa agire per tentativi - con uno studio attento e preciso
che, si badi bene, non risolve, non risolve completamente il
problema.
Ieri l'onorevole Cracolici diceva "Siamo contenti": no, noi non
abbiamo risolto tutto il problema, stiamo intervenendo,
strategicamente e sistematicamente, nei diversi livelli di azione e
di sviluppo, che determinano le liste d'attesa: eliminare gli
effetti di modalità organizzative, che determinano le liste
d'attesa.
E quando dico, con tono trionfale, che abbiamo eliminato la
questione relativa alle urgenti - brevi', attenzione, parliamo
solo di quella categoria di prestazione, non ho mai detto che tutto
il problema delle liste d'attesa sia stato risolto ed anche questo
sarà uno degli interventi strutturali, che dobbiamo mettere in atto
perché, successivamente, ne dovremo fare anche altri.
Probabilmente, ha ragione l'onorevole Schillaci, dobbiamo prendere
anche in considerazione i regolamenti che riguardano l'attività
intramoenia, l'attività libero professionale, perché sono
personalmente convinta che una parte della ragione delle nostre
liste di attesa si insedia proprio lì, ma come fatto patologico del
nostro sistema e, su questo, stiamo lavorando e stiamo intervenendo
con delle attività mirate all'interno di ogni azienda.
Questo per dire che un problema complesso come le liste d'attesa,
che interessa tutta la nazione, avete visto di recente anche se ne
è occupata una famosa trasmissione, in particolare Report, avrete
visto come il problema riguarda anche regioni che abbiamo sempre
ritenuto evolute: l'Emilia Romagna, la Lombardia, la Campania.
Situazioni nelle quali, ovviamente, c'è stata una gestione che ha
portato, nella sua complessità, a rappresentare, forse falsamente,
la sussistenza di un problema e di pensare che fosse risolto,
invece, risolto non lo era.
Quindi, è un problema complesso, non si risolve con un solo
intervento, ne dobbiamo fare tanti, studiati e mirati e questo è
uno degli interventi per i quali abbiamo bisogno di una fonte di
risorse. È chiaro, non la faremo noi la gara, ci mancherebbe,
perché l'Amministrazione regionale, l'Assessorato alla salute non è
un ente appaltante. Noi avremo la CUC oppure Sicilia Digitale ai
quali ci rivolgeremo, perché sicuramente se io mi dovessi
rivolgere, oggi, a Sicilia Digitale, senza portare con me le
risorse che sono necessarie per implementare queste attività, è
chiaro che potremmo avere qualche difficoltà perché, comunque, le
risorse devono essere individuate per poter promuovere i percorsi.
Detto questo. la richiesta di riscrittura, che è stata fatta
dall'onorevole De Luca, per la parte relativa alla implementazione
della sezione "open data", accessibile pubblicamente sul portale
istituzionale, può essere assolutamente accolta. Ritengo che
l'eliminazione della lettera e) sia, in qualche maniera,
determinante per un non funzionamento del sistema. Quindi se
accogliamo la riscrittura, così come proposta, eliminando la
lettera e), non sono nelle condizioni di poter garantire la
funzionalità di questo sistema.
Per quanto riguarda, invece, la previsione dell'applicazione dei
percorsi di tutela, previsti dal decreto legislativo 124/98, per
quanto molto importanti, qui, in questa fase, non possono essere
inseriti né si può pensare di inserirli in questa...
PRESIDENTE. Assessore, le vengo incontro, in quanto stamattina,
insieme all'onorevole Varrica, all'onorevole Giambona e al
Presidente Ferrara, giusto per dare anche un segnale di rispetto
proprio per quello che facciamo, abbiamo incontrato una delegazione
di diversi lavoratori.
Visto e considerato che l'assessore Faraoni ha ribadito bene
l'importanza del tema, proprio su questo, chiedo se c'è la
possibilità di dare un segnale a quei lavoratori, anche per
tutelare questo articolo che, oggettivamente, ha un senso più che
compiuto, visto che tratta un tema che attanaglia la nostra Terra.
Pertanto, in questo caso, forse, potremmo accantonarlo e votarlo
in un secondo momento, perché ci sono altre riflessioni che,
secondo me, si possono assolutamente fare. Quindi, Assessore,
piuttosto che metterlo in votazione, sarei più cauto per...
FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, io
naturalmente sono molto rispettosa delle sue indicazioni e,
chiaramente, le accolgo. Vorrei soltanto far rilevare che il
contesto normativo che abbiamo proposto è di tipo strutturale, in
cui possiamo inserire poi qualunque altra, per carità,
considerazione, ma qui è soltanto un criterio di operatività che
stiamo inserendo nei nostri sistemi. Tutto qui.
PRESIDENTE. Lo accantoniamo. Si passa all'articolo 18. Ne do
lettura:
«Art. 18.
Interventi per la prevenzione degli incendi nei parchi
archeologici
1.Al fine di attuare gli interventi di diserbo e prevenzione
incendi, per il triennio 2026-2028 il Dipartimento regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana è autorizzato a concedere
contributi straordinari ai parchi archeologici, secondo criteri
stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali
e l'identità siciliana. I contributi sono assegnati per il
cinquanta per cento in proporzione all'estensione del parco e per
il cinquanta per cento a compensazione dei minori incassi da
sbigliettamento rispetto alla media regionale di tutti i parchi.
Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, la spesa
annua di 1.000 migliaia di euro (Missione 5, Programma 1)».
Sono stati presentati emendamenti soltanto soppressivi, pertanto
si vota il mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ieri sono intervenuto, quando
abbiamo approvato la norma sui forestali, per porre un tema e
l'assessore Sammartino, stasera presente in quest'Aula, deve
risolvere il problema di cui abbiamo parlato ieri.
L'Azienda Foreste Demaniali aveva e dovrebbe ancora avere una
convenzione per garantire ai parchi archeologici regionali della
Sicilia la gestione della manutenzione ai fini delle attività
antincendio e l'Azienda non si può rifiutare e se qualcuno ha
rescisso unilateralmente questa convenzione ha fatto un atto
illegittimo, perché questa era una procedura individuata da questo
Parlamento e per tale motivo ritengo che l'articolo 18 può essere
bocciato, ma l'Assessorato dell'agricoltura si deve assumere
l'onere di garantire la sicurezza dei parchi archeologici con lo
stesso personale - perché noi paghiamo il personale, oltre che le
attività - che, per diverso tempo, ha svolto l'attività di
manutenzione dei parchi archeologici.
Siccome l'ho posto io il tema sui parchi archeologici, voglio qui
ribadire che la questione non è non garantire la sicurezza dei
parchi archeologici, ma garantire, attraverso l'Azienda Foreste
Demaniali, l'attività anche nei parchi archeologici, perché
l'Azienda Foreste Demaniali non si occupa solo del demanio
boschivo, agisce per scelta fatta da questa Assemblea regionale
anche al di fuori del demanio boschivo, e i parchi archeologici
sono uno dei settori da proteggere ed è necessario impedire che si
possano generare incendi anche dentro i boschi che, purtroppo, ogni
tanto succedono.
Quindi, Assessore, deve essere lei a far sì che l'Azienda Foreste
Demaniali garantisca il servizio presso i parchi archeologici.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli, Governo,
collega Cracolici, la norma a cui lei fa riferimento e che demanda
allo sviluppo rurale alcune funzioni deve garantire che il
Dipartimento si occupi di scerbamento e pulizia, dopo avere
ottemperato ovviamente ai viali parafuoco e a tutte quelle che sono
le iniziative dello sviluppo rurale.
Attualmente, non esiste una convenzione da lei richiamata, in
passato esisteva un protocollo di intesa tra i Dipartimenti
sviluppo rurale e beni culturali che ad oggi non è più in vigore,
perché il contingente...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Mi faccia terminare, però, dicevo, il contingente dei forestali si
è sempre di più ridotto e quindi i disservizi, segnalati anche dal
Dipartimento beni culturali, si andavano a creare perché queste
attività di pulizia venivano realizzate nei parchi archeologici nel
mese di agosto, talvolta tra agosto e settembre, quando la pulizia
e lo scerbamento - onorevole Cracolici mi sto rivolgendo a lei,
spero lei mi stia ascoltando - si dovrebbe fare nei mesi di marzo,
aprile, maggio, cioè prima della campagna antincendi. Non si
possono più avviare prima, e questo mi sento in dovere di dirlo,
perché il numero del contingente si è ridotto e prima dobbiamo
garantire i viali parafuoco.
Quindi, io ho apprezzato in Giunta la norma proposta dal collega
Scarpinato, che magari vorrà per la sua parte intervenire. Ad oggi,
per le condizioni del contingente di forestale allo sviluppo rurale
e per i disservizi segnalati all'Assessorato regionale Beni
culturali, fare uno scerbamento nel mese di agosto o nel mese di
settembre non soltanto è fuori dai canoni stagionali - se così
posso definire - dell'antincendio, ma non crea neanche le
condizioni di fruizione all'interno dei parchi, che sono anche
momenti di attrazione, ma, soprattutto, sono molto spesso emblema
anche di fruizione turistica della nostra Regione, a cui dobbiamo
garantire, anche nella fase estiva, ovviamente, uno standard
qualitativo di servizi elevato.
Per quanto mi riguarda, se la può rassicurare, se si vuole trovare
una soluzione o se si pensa di trovare una soluzione alternativa,
c'è la disponibilità da parte del Governo per provarla a trovare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Assessore, conosco le dinamiche burocratiche degli
Assessorati, e nel caso specifico dell'Assessorato all'agricoltura
e del Dipartimento sviluppo rurale e sa qual è stata la difficoltà
nel passato? Precedentemente la Regione approvava gli esercizi
provvisori e poi il finanziamento per i forestali avveniva
coprendo, innanzitutto, gli avviamenti dei centocinquantunisti e
dei centunisti , perché la priorità era per i mesi
dell'antincendio e per supportare i lavoratori dell'azienda che
transitavano all'antincendio, e succedeva che i settantottisti -
ai quali ieri abbiamo allungato le giornate lavorative, assieme ai
centocinquantunisti e centunisti - venivano avviati tra la fine
di agosto e i primi di settembre.
Quando ieri mi riferivo al problema dell'organizzazione, mi
riferivo a questo e faccio un esempio: che ci sia un lavoratore
forestale nel bosco nel mese di ottobre o novembre non me ne frega
nulla, perché non serve a nulla, per quello che dice lei, perché
c'è una stagionalità delle attività, sia di disboscamento che di
decespugliamento, quindi si decespuglia quando c'è il cespuglio,
non quando c'è la pioggia col cespuglio
Pertanto, la soluzione è anticipare l'avviamento, tanto più che
abbiamo aumentato le giornate dei lavoratori, a partire dagli ex
"settantottisti", oggi "centunisti", e dei "centunisti", oggi
"centoventiquattristi", per garantire ai parchi archeologici della
Sicilia, già dal mese di aprile, l'attività istituzionalmente
prevista, perché qui non esiste una convenzione tra soggetti
diversi, stiamo parlando della stessa Amministrazione regionale,
dove si dovrebbero vedere due funzionari, neanche lei e l'altro
Assessore, ma due dipendenti che sono pagati con centonovantamila
euro all'anno per fare i dirigenti di questa Regione
Bastano due persone che sottoscrivono un patto di garanzia delle
modalità di avviamento e questo ci farebbe risparmiare, intanto, il
milione qui previsto, che sembra una bazzecola, ma soprattutto,
Assessore, ci farebbe risparmiare l'idea che una parte delle
attività, che oggi affidiamo all'Azienda Foreste Demaniali, di
fatto, venga privatizzata con un gestore di cooperative private ed,
inevitabilmente, i parchi si dovranno rivolgere a questi soggetti,
visto che non hanno personale proprio, per gestire il servizio di
decespugliamento.
Quindi, è insopportabile l'idea di dare all'Azienda Foreste
Demaniali trecentotrenta milioni di euro, per ricordarci delle
cifre di cui parliamo, ed ai parchi archeologici diamo una cosa
ridicola, perché prevedere un milione di euro per i parchi
archeologici di Sicilia è come prendere una goccia in un mare,
perché vi ricordo che ci sono diversi parchi archeologici, da
Selinunte ad Agrigento, eccetera...
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Quattordici.
CRACOLICI. Quattordici. Pertanto, ribadisco che, personalmente,
sono favorevole al respingimento di questa norma, ma non per
impedire che ci sia l'attività di sicurezza dei parchi
archeologici, ma per garantire che l'Azienda Foreste Demaniali si
faccia carico anche della gestione della sicurezza dei parchi
archeologici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevole Cracolici, siccome lei sa con quanta
chiarezza si affrontano alcuni temi, a volte anche delicati, il
Governo della Regione ha garantito, fino a quest'anno, la pulizia
dei parchi grazie all'utilizzo dei forestali, qualche ora addietro
è stata votata una norma che implementa le giornate, questa norma è
stata varata dalla Giunta di Governo, qualche settimana addietro;
per un migliore funzionamento delle attività, l'Assessore regionale
ai beni culturali ha proposto una modifica legislativa, a questo
Parlamento, per intervenire e per garantire maggiori servizi ai
parchi, ma lo spiegherà lui.
L'Azienda Foreste, romanticamente io la chiamo ancora Azienda
Foreste, ha continuato, con grandi difficoltà, a garantire il
servizio dei parchi; da quest'anno, per l'annualità 2026, quindi,
per la prossima stagione di potatura, di discerbamento e di
pulizia, si è registrata una difficoltà che credo abbia spinto il
collega Scarpinato a presentare una norma di modifica.
Continuo a ribadire l'impegno da parte dell'Azienda foreste e del
Dipartimento dello sviluppo rurale, qualora ci fosse la
possibilità, di garantire gli operai forestali, però, io la voglio
fare riflettere su un punto, sia per prerogativa legislativa, sia
per necessità: prima la Regione deve garantire i piani parafuoco
che garantiscono la sicurezza delle nostre comunità, garantiscono
l'attività di prevenzione contro i piromani, la salvaguardia, ma
lei lo sa bene perché è stato Assessore di questa Regione con la
delega all'agricoltura.
Con la riduzione del numero del personale, il disservizio è venuto
fuori e il collega Scarpinato l'ha segnalato, dopodiché non
mancherà sicuramente per il Dipartimento dello sviluppo rurale
provare a mantenere questo servizio, ma credo sia più corretto
ascoltare il collega Scarpinato che ne ha diretta competenza per la
fruizione dei parchi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Scarpinato. Ne ha
facoltà.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, abbiamo ripercorso quello
che è stato e quello che è successo, ovvero il mancato ricevimento
dell'accordo interministeriale, interdipartimentale, tra
l'Assessorato all'agricoltura e l'Assessorato ai beni culturali.
Personalmente, da Assessore per i beni culturali, ho immaginato
questa norma proprio per tutelare, così come ha detto lei,
onorevole Cracolici, quella che è l'attività di prevenzione e
incendi, anche perché le criticità che sono sorte, proprio frutto
di questo accordo e sono criticità che sono state ribadite anche
dal collega Sammartino, è inutile fare il diserbo o la scerbatura
nel mese di luglio o agosto.
Ricordo a me stesso, a tutti, che nel 2023, nel mese di luglio, un
incendio spaventoso ha lambito il tempio di Segesta. Abbiamo
raccolto tutti quell'esperienza negativa e ne abbiamo fatto tesoro.
Proprio per questo questa norma vuole andare a tutelare e, quindi,
porre in essere la sicurezza afferente la prevenzione incendi.
Dico pure che non è bastevole la provvista economico-finanziaria,
perché in teoria si dovrebbero fare le scerbature e il diserbo tre
volte l'anno. Conosciamo bene quello che è il ciclo biologico e,
quindi, a mio avviso, è fondamentale approvare questa norma per
tutelare i parchi e per sopperire la mancanza che è venuta fuori
dal mancato accordo interministeriale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 18.
CATANZARO. Voto segreto
PRESIDENTE. C'era la richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Catanzaro.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
Guardi, anche se fossero dieci i voti di quelli che non si
accendevano, non cambiava nulla. 42 a 15.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Fondo per la prevenzione degli incendi boschivi
1.È istituito nel bilancio della Regione, un fondo di rotazione
Prevenzione incendi boschivi destinato alla copertura finanziaria
delle spese occorrenti per promuovere e agevolare gli interventi di
prevenzione di incendi boschivi anche a tutela dell'incolumità
pubblica, attraverso le attività sostitutive messe in atto dai
comuni della Regione siciliana nei territori di competenza.
2. L'importo del fondo è determinato in 1.000 migliaia di euro
per ciascuno degli anni del triennio 2026-2028 (Missione 9,
Programma 5).
3. Al fondo di cui al comma 1 possono accedere anche i comuni
della Regione siciliana in fase di dissesto o risanamento.
4. Il fondo di cui al comma 1 è alimentato con le somme
rimborsate dai comuni a seguito di recupero dai proprietari o
detentori di terreni inadempienti agli obblighi derivanti da
ordinanze sindacali, emesse ai sensi degli articoli 50 e 54 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 per le materie
disciplinate dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, da versare in
entrata nel bilancio della Regione (Titolo 3, Tipologia 500, Capo
22).
5. Indipendentemente dall'incameramento per recupero delle somme,
i comuni sono comunque tenuti, nel termine di cinque anni
dall'erogazione, a rimborsare alla Regione le somme dalla stessa
anticipate.
6. In caso di mancato versamento da parte degli enti locali, in
favore del bilancio della Regione, ai sensi dei precedenti commi,
il Dipartimento regionale delle autonomie locali è autorizzato, ex
comma 24 dell'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
su richiesta del Comando del corpo forestale della Regione
siciliana, a provvedere al recupero delle somme erogate, a valere
sui trasferimenti regionali in favore degli enti locali
beneficiari.
7. Le modalità di utilizzazione del fondo di cui al comma 1, la
cui gestione è affidata nel rispetto delle vigenti disposizioni in
materia al Comando del corpo forestale della Regione siciliana,
sono disciplinate con decreto dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente da emanarsi entro centoventi giorni dalla
pubblicazione della presente legge.
8. I comuni che attingono al fondo di cui a comma 1 e che abbiano
assolto all'obbligo di restituzione ai sensi dei commi 4 e 5 nonché
quelli che provvedono con fondi propri all'espletamento delle
attività sostitutive di cui al comma 1 dello stesso articolo,
possono beneficiare di finanziamenti per interventi di prevenzione
incendi boschivi e di interfaccia da effettuarsi in aree di
proprietà o nella disponibilità degli stessi.
9. Per le finalità di cui al comma 8 è autorizzata la spesa di
1.000 migliaia di euro annui per il triennio 2026-2028 a valere
sulla Missione 9, Programma 5.
10. La tipologia di interventi finanziabili e i tempi di
esecuzione degli stessi, le modalità di erogazione dei
finanziamenti di cui al comma 1, la cui gestione è affidata nel
rispetto delle vigenti disposizioni in materia al Comando del corpo
forestale della Regione siciliana, sono disciplinate con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente da emanarsi
entro centoventi giorni dalla pubblicazione della presente legge.»
Si passa all'emendamento 19.1, soppressivo dell'articolo, a firma
dell'onorevole De Luca Antonino. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA ANTONINO. Mantenuto.
CATANZARO. Chiedo il voto segreto sull'emendamento 19.12.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, questo articolo nasce dopo avere visto, nella scorsa
estate, che la gran parte degli incendi dolosi parte da terreni
incolti abbandonati dei privati. Molti sindaci fanno le ordinanze
per imporre ai privati di pulire e fare i viali parafuoco, in molte
realtà questo funziona perché poi ci sono delle sanzioni, per
esempio a Sciacca funziona, e non è un'amministrazione di
centrodestra, ma la cito perché il sistema delle ordinanze e delle
sanzioni ha funzionato e si sono ridotti gli incendi in quel
territorio, perché, ribadisco, in gran parte partono dai terreni
incolti dei privati.
Cosa abbiamo immaginato? In Quarta Commissione poi abbiamo
integrato il testo con i suggerimenti che provenivano dai colleghi,
anche dalle opposizioni, ossia un Fondo di rotazione che mettesse
nella disponibilità dei sindaci che vogliono sostituirsi ai
privati, che lasciano questi terreni incolti, per fare i viali
parafuoco e in più avevamo immaginato anche una premialità per
questi comuni che si attivano con ordinanze e col potere
sostitutivo con un ulteriore fondo di un milione di euro che
permettesse a quegli stessi sindaci virtuosi di utilizzare questi
fondi per pulire le sterpaglie nelle aree pubbliche.
Questa è un'ipotesi, poi, per carità, non ho idea se funzionerà e
se è bastevole, ma era una risposta a una criticità che avevamo
avvertito e che poteva essere di aiuto agli amministratori e ai
sindaci, tutti, della Regione siciliana.
Dopodiché mi rimetto ai colleghi, se hanno valutazioni migliori o
ritengono che questo sia insufficiente e vogliono integrarlo, io
sono a disposizione.
PRESIDENTE. Allora, c'è richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Catanzaro sull'emendamento soppressivo 19.12, a sua
prima firma.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 19.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 43
Contrari 15
Astenuti 0
(È approvato)
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo ai
colleghi, in primavera, la prossima estate, di non venirci a dire
che non facciamo niente per gli incendi, perché questa è un'idea
che poteva essere migliorata e io ero disponibile a migliorarla. In
Commissione ho recepito tutti gli emendamenti proposti dai colleghi
dell'opposizione, tutti, non ce n'è uno che non ho recepito.
Quindi io, per senso di responsabilità lo dico, perché molti
sindaci - e quelli che io incontro sono ovviamente di tutti i
colori politici, perché io sono un'Istituzione e i sindaci per me
non hanno colore politico - me l'hanno chiesto, ne avevano
sottolineato l'importanza, poi, per carità, ovviamente il voto è
sempre legittimo e sovrano e io che sono parlamentare, prima di
essere un Assessore, non posso che prenderne atto con il senso di
responsabilità che mi appartiene, però vorrei sottolineare che
questa era una proposta migliorativa e che poteva essere ancora
migliorata, non vedo un'alternativa rispetto a questa possibilità
che avevo dato e avevo offerto alla Commissione e all'Aula.
Grazie onorevoli colleghi.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a onor del vero,
Assessore, non gliel'ha bocciato l'opposizione, gliel'ha bocciata
parte dei suoi colleghi della maggioranza perché il numero è
veramente rilevante.
Nonostante questo, Assessore, so che lei è sempre stata
disponibile, però non tutte le norme sono state inserite, quindi le
ribadiamo la richiesta, anche ai fini della prevenzione, di
installare l'intelligenza artificiale con le termo-camere, c'è tra
l'altro la norma approvata della collega, ma questo Governo
regionale non ha neanche recepito... per cui quello che noi
chiediamo è che vediamo sempre arrivare norme di un certo tipo, ma
non vengono recepiti i disegni di legge già approvati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi vorrei rispondere
all'Assessore, che è diventata Assessore nel corso del 2024, che la
Legge di Stabilità 2024 è stata approvata - finanziaria la legge di
stabilità -, con 10 milioni di euro che sono stati mantenuti
all'Azienda foreste demaniali, anche per le attività del Corpo
forestale, affinché l'azienda, con apposite convenzioni fatte con i
comuni, potesse sostituirsi negli interventi di pulizia, dei beni
privati dei comuni, avviando quel potere sostitutivo.
Sa che cosa è successo, Assessore? Sa che cosa è successo? Che
qualche mese fa ho chiesto al suo dirigente del Corpo forestale,
che fine avesse fatto quella norma che prevedeva, quand'era
assessore Sammartino, 10 milioni di euro in più all'Azienda foreste
demaniali per avviare le convenzioni con i comuni e fare l'attività
di pulizia dei terreni privati in via sostitutiva, e i comuni si
rivalevano in danno sui privati che non avevano ottemperato alle
ordinanze di messa in sicurezza. La sua dirigente, mi ha
onestamente ammesso che questa norma non è mai stata attuata
LA VARDERA. Vergogna
CRACOLICI. Noi la dobbiamo smettere di fare leggi che poi non
hanno minimamente alcuna attività effettiva, perché
l'Amministrazione agisce per repliche Possiamo scrivere quello che
vogliamo, perché poi, alla fine, la gestione amministrativa si fa
come si è fatta l'anno prima
PRESIDENTE. Grazie. Allora, l'articolo 20 è già stato votato. Si
passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Norme in materia di personale del Corpo Forestale della Regione
siciliana
1. L'onere per le risorse assunzionali del Corpo forestale della
Regione siciliana, comprensivo degli oneri riflessi a carico
dell'Amministrazione regionale e dell'IRAP, di cui al comma 4-bis
dell'articolo 50 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3, come
introdotto dal comma 4 dell'articolo 9 della legge regionale 9
gennaio 2025, n. 1, è rideterminato in euro 14.747.828,67 per
l'esercizio finanziario 2026, in euro 18.298.261,82 per l'esercizio
finanziario 2027 ed è valutato in euro 22.304.314,12 per
l'esercizio finanziario 2028 iscritti alla Missione 9, Programma 5,
di cui:
a) esercizio finanziario 2026:
- euro 10.488.463,60 capitolo 150001;
- euro 891.519,41 capitolo 151001, articolo 1;
- euro 3.262.961,03 capitolo 150003;
- euro 104.884,64 capitolo 150032;
b) esercizio finanziario 2027:
- euro 13.013.485,40 capitolo 150001;
- euro 1.106.146,26 capitolo 151001, articolo 1;
- euro 4.048.495,31 capitolo 150003;
- euro 130.134,85 capitolo 150032;
c) esercizio finanziario 2028:
- euro 15.862.537,60 capitolo 150001;
- euro 1.348.315,70 capitolo 151001, articolo 1;
- euro 4.934.835,45 capitolo 150003;
- euro 158.625,38 capitolo 150032;
2. Al comma 4-ter dell'articolo 50 della legge regionale n.
3/2024, come introdotto dal comma 4 dell'articolo 9 della legge
regionale n. 1/2025, le parole esercizi finanziari 2025, 2026 e
2027 sono sostituite dalle parole esercizi finanziari 2026, 2027
e 2028 .».
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto ritorni al posto, intanto
ritorni al posto...
CRACOLICI. Lei mi ha tolto la parola
PRESIDENTE. No Io no le ho tolto la parola, mi riservo di farlo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Lei si stia seduto, con quella bustina di OKI
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Cracolici, ovviamente non ero Assessore quando lei ha parlato, e
non erano stati dati al Corpo forestale, e la ringrazio per
avermelo detto.
Se lei vuole ripristinare quella norma e darli direttamente al
Corpo forestale, le assicuro che io e la mia attuale dirigente, Tea
Di Trapani, questi 10 milioni li spenderemmo sicuramente, va bene?
Se lei li rimette... io non ero Assessore e non erano miei
(Interventi fuori microfono degli onorevoli Cracolici e La
Vardera)
PRESIDENTE. Benissimo, adesso credo che sia opportuno andare
avanti, siamo all'articolo 21, si vota soltanto il mantenimento.
Sono ritirati...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
Cosa, no Presidente? Cosa? No Ci sono soltanto... No, no ci sono
soltanto i soppressivi, onorevole De Luca, si vota il mantenimento
dell'articolo.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Allora, Presidente sull'articolo 21 abbiamo
fatto una riscrittura, su quel tema dell'avanzamento degli scatti
di carriera, con il triennale 2026, 27 e 28, con l'accordo del
Governo.
Ne ho parlato con l'assessore Savarino, ne ho parlato con
l'assessore Dagnino, lo firmano loro.
PRESIDENTE. Va bene Assessore c'è questo accordo Non ho
l'emendamento.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'ha
presentato il collega e il mio...
PRESIDENTE. Mi date un emendamento con una firma?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'ha
presentato il collega e io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Perché l'emendamento, per firmarlo, lo deve firmare o
la Commissione o il Governo e noi non ce lo abbiamo.
DE LUCA Antonino. Lo accantoniamo
PRESIDENTE. Che cosa ha detto? No, no, io non accantono nulla Lei
mi dà gentilmente l'emendamento, visto e considerato...
DE LUCA Antonino. Me lo faccio portare. Mi dia due minuti, quanto
lo faccio ristampare, ce l'ho in digitale.
PRESIDENTE. E io l'aspetto Rapidamente, però, per favore
Allora, aspettiamo un minuto l'onorevole De Luca, visto che c'è la
condivisione col Governo.
Onorevole De Luca, giusto per essere precisi, io ho aspettato
quello che lei mi ha chiesto, le coperture che lei ha messo
all'interno...
DE LUCA Antonino. Ora ci pensa l'Assessore
PRESIDENTE. Ci pensa, come? Li prende dalla tasca? Non l'ho
capito È inammissibile Gli Uffici mi dicono che è inammissibile.
Salga
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, relativamente alla questione
che già ieri il Governo ha dichiarato di apprezzare, siccome si
deve realizzare la copertura non solo sul triennale ma anche sul
decennale, se c'è l'impegno del Governo a inserire con la copertura
decennale nel primo strumento disponibile, per venire incontro e
proseguire i lavori d'Aula, ritiro l'emendamento e procediamo alla
votazione, a patto che ci sia, perché l'assessore Savarino già l'ha
detto, l'impegno dell'assessore Dagnino con le coperture dei fondi
decennali perché, lo ribadisco, il Corpo forestale della Regione
siciliana necessita di ufficiali e sottufficiali che, ad oggi, non
ci sono.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi rapidamente, proprio un minuto
l'onorevole Giambona, e poi dobbiamo proseguire velocemente.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il Governo esprime
apprezzamento per l'emendamento di buon senso perché,
effettivamente, occorre anche considerare le figure di
coordinamento.
Naturalmente, occorre la copertura regionale com'è stato detto,
quindi c'è l'impegno a riconsiderarlo alla prima occasione utile.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
articolo che riguarda il Corpo forestale della Regione siciliana
ricorderanno i colleghi della I Commissione perché ci siamo
confrontati lungamente anche con la dirigente del Corpo forestale
relativamente ad un problema di allineamento contrattuale.
L'assessore Savarino, in tal senso, mi darà conferma anche perché
conosce la tematica.
Ecco perché, signor Presidente, ho presentato un emendamento che è
stato apprezzato in Commissione Affari istituzionali' ma poi non
ha avuto uguale apprezzamento in Commissione Bilancio per una
questione che riguarda una carenza di copertura economica. Si
tratta dell'esigenza di allineare l'anzianità di servizio a coloro
che, provenendo dal Corpo forestale dello Stato, sono transitati in
quello della Regione siciliana e c'è una sperequazione economica
che dovrebbe essere colmata.
Ecco perché ho rappresentato all'assessore al ramo e all'assessore
per l'economia la necessità di intervenire in tal senso.
Allora, chiedo che di qui alle prossime, assessore Dagnino,
giacché capisco che non c'è disponibilità ad affrontare oggi un
emendamento che prevede ulteriore impegno di spesa, quanto meno
aprire una discussione affinché a questi lavoratori venga garantita
l'opportunità di un allineamento contrattuale come del resto gli
altri colleghi. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 21.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Implementazione e adeguamento piattaforme digitali del
Dipartimento regionale tecnico
1. Al fine di implementare le piattaforme digitali certificate
gestite dal Dipartimento regionale tecnico e utilizzate dai
Dipartimenti dell'Amministrazione regionale adeguandole alle
modifiche introdotte dal decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36,
come modificato dal decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209,
ivi incluso l'articolo 43, è autorizzata la spesa di euro
873.215,00 per l'esercizio finanziario 2026, di euro 1.471.015,00
per l'esercizio finanziario 2027 e di euro 1.251.415,00 per
l'esercizio finanziario 2028 (Missione 1, Programma 6).».
Comunico che sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi.
CATANZARO. Mantengo l'emendamento soppressivo e chiedo il voto
segreto.
PRESIDENTE. Si vota il mantenimento del testo.
ARICO', assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei indicare che cos'è questo
emendamento per il quale si chiede il voto segreto e,
probabilmente, chiedendolo le opposizioni, è per bocciarlo.
Io non entro nei meccanismi per cui parte del voto segreto dalle
opposizioni possa essere sostenuto anche da parte della maggioranza
perché è nei numeri, i numeri non scappano.
Però chiedo, a chi vorrà richiedere tra qualche secondo il voto
segreto con questa finalità, di pensare che l'abolizione di questo
articolo, il definanziamento, mette a repentaglio una serie di
appalti perché qui andiamo a finanziare le piattaforme decentrate,
periferiche degli UREGA provinciali che servono in attuazione,
della nuova legge sul Codice degli appalti, a dare attuazione e
maggiore trasparenza.
Non vorrei, io capisco la politica, sono in quest'Aula dal 2008,
però credo che non sia un articolo sul quale, diciamo, evidenziare
lo scontro politico tra maggioranza e opposizione.
Presidente, questo mi sentivo in dovere di rappresentarlo alla sua
Presidenza, non solo, ma a tutti i colleghi deputati. Grazie.
PRESIDENTE. No, no, adesso, assessore Aricò, lo stiamo
accantonando.
Si passa all'articolo 4, precedentemente accantonato. C'è la
riscrittura, l'emendamento 4.Gov, che è stata condivisa con il
Governo, lo trovate sui vostri tablet.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, è fatto notorio che avevo posto
l'attenzione su questa norma, sul testo originario e anche in
Commissione avevo duramente polemizzato col Governo per il tenore
del testo e per i rischi che in quel testo c'erano, ivi compresi
alcuni rischi anche di impugnativa perché delimitando le aree della
cosiddetta super ZES, probabilmente, si violava il decreto legge
123.
Devo dire la verità, ho guardato in questi minuti la riscrittura
del Governo e mi pare di potere affermare che escludere i
provvedimenti di natura urbanistica, i provvedimenti di natura
ambientale e paesaggistici già è un segnale positivo, si evitano
rischi anche speculativi perché col testo, per come era uscito
dalla Commissione, si poteva correre il rischio che un'area che non
valeva nulla, acquisiva valori notevoli, e questo è qualcosa che
non possiamo consentire, possiamo consentire gli investimenti e
dobbiamo favorire gli investimenti produttivi, ma le speculazioni
che un Parlamento si presti a giochi speculativi per errori, non
parlo di malafede, non è il mio costume, ma per errori di scrittura
delle norme non è corretto.
Dunque, l'avere escluso le aree, l'avere escluso alcuni
provvedimenti, l'avere escluso il potere sostitutivo del Presidente
della Regione che poteva, a fronte di un'inerzia anche di un paio
di giorni, di un ritardo di un paio di giorni sostituirsi e
decidere cosa era super ZES e cosa non lo era, mi sembra andare
verso un segnale positivo e penso che si possa iscrivere questa
norma al lavoro che abbiamo fatto sugli articoli 1, 2 e 3; si
inserisce in questo quadro, quindi penso che questa norma debba
essere votata dal Parlamento, anche perché scritta col contributo
di tutte le forze parlamentari perché ho visto che sono stati,
sostanzialmente, calati gli emendamenti di tutte le forze
politiche, quelli presentati in Commissione di merito, quelli
presentati in Commissione Bilancio, sono quasi tutti calati nel
testo, quelli che avevano ovviamente una ragionevolezza e, dunque,
penso che questa norma si possa esitare favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, gli emendamenti soppressivi immagino
che siano tutti quanti ritirati.
Pongo in votazione l'emendamento 4.Gov. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili
1. Al fine di promuovere interventi diffusi di riqualificazione
energetica e sismica degli edifici, orientati alla sostenibilità
ambientale e alla riduzione dei consumi, nonché di favorire la
conservazione e il miglioramento del patrimonio edilizio esistente,
con riferimento agli edifici e alle unità immobiliari a
destinazione residenziale siti nel territorio della Regione
siciliana, è costituito nell'ambito del Fondo Sicilia, di cui
all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. l, e
successive modificazioni, un plafond con dotazione complessiva di
30.000 migliaia di euro, destinato all'erogazione di contributi
diretti a fondo perduto ai sensi del presente articolo.
2. Una quota del fondo di cui al comma 1 è destinata
all'erogazione del contributo in favore di proprietari di immobili
con un indicatore ISEE inferiore a euro 20.000,00.
3. Il contributo è destinato a persone fisiche, operanti al di
fuori dell'esercizio di attività d'impresa, arti o professioni,
nonché a condomini, per interventi sulle parti comuni.
4. Sono ammissibili, purché gli immobili siano stati realizzati
con regolare titolo abilitativo:
a) interventi di adeguamento sismico, di abbattimento delle
barriere architettoniche o di miglioramento strutturale degli
edifici;
b) interventi volti a favorire la transizione energetica degli
edifici allo scopo di renderli più sostenibili in linea con gli
standard green europei secondo le finalità di cui alla direttiva UE
2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia;
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano agli
interventi su edifici già esistenti per lavori non ancora avviati
all'entrata in vigore della presente legge. Sono esclusi gli
interventi su unità immobiliari appartenenti alle categorie
catastali A/1, A/8 e A/9.
6. Il contributo di cui al presente articolo è riconosciuto in
misura pari al cinquanta per cento delle spese ammissibili,
calcolate ai sensi del prezziario unico regionale vigente decurtate
almeno del venti per cento, secondo i seguenti massimali:
a) euro 25.000,00 per ciascuna unità immobiliare in edificio
unifamiliare ovvero per ciascuna unità immobiliare funzionalmente
indipendente con accesso autonomo dall'esterno sita in edificio
plurifamiliare;
b) euro 20.000,00 per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
composti da due fino a otto unità immobiliari;
c) euro 15.000,00, per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
composti da più di otto unità immobiliari.
7. La gestione della misura di cui al presente articolo è affidata
a Irfis FinSicilia s.p.a. Le domande sono acquisite con procedura a
sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione, fino a
esaurimento delle risorse, sulla base di avviso pubblico, con
esclusione del click-day; al fine di assicurare un'equa
distribuzione delle risorse, il plafond è articolato in sezioni per
tipologie di interventi.
8. Il contributo è erogato per stati di avanzamento lavori (SAL),
in funzione dell'effettivo avanzamento degli interventi, è
subordinato all'esito positivo dei relativi controlli e non è
cumulabile con altri aiuti pubblici relativi al medesimo intervento
edilizio.
9. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità di
concerto con l'Assessore regionale per l'economia, sentito
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente e previo
parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, sono definite le modalità attuative, ivi
comprese le tipologie di interventi e di spese ammissibili, i
requisiti di ammissibilità nel rispetto di quanto previsto dai
commi 2 e 3, i criteri e le modalità di presentazione delle
domande, le fasi di istruttoria, erogazione e controllo, nonché la
suddivisione del plafond in sezioni per tipologie di interventi.
10. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 10.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 1).»
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati emendamenti
soppressivi. Sono mantenuti o ritirati? Me lo aprite l'altro
fascicolo, per favore?
CATANZARO. C'è una riscrittura.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 5, ho chiesto se sono mantenuti o
ritirati gli emendamenti soppressivi, onorevole Cracolici. Immagino
siano ritirati, giusto?
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, quand'è che io non le ho dato la
parola? Se mai ho proposto di toglierla, ma no di non dargliela
LA VARDERA. In questo le devo dare atto, Presidente. No, voglio
approfittare, nel frattempo che c'è la riscrittura, di leggere
all'assessore Faraoni, in diretta, un atto di cecchinaggio mafioso-
politico che ha subito il dirigente sindacale di cui ieri ho letto
la nota. Sa cos'è successo? Il direttore dell'Asp di Messina, dopo
aver letto la nota del sindacalista che denunciava i trombati
assunti all'Assessorato, ha deciso di mandarlo 30 giorni, in
punizione, dall'ospedale di Messina all'ospedale di Milazzo.
Nonostante sia un sindacalista - non lo si può fare - il dottore
Cuccì, direttore sanitario, come atto di ritorsione politica nei
confronti di un sindacalista che denuncia un sistema marcio, lo
caccia 30 giorni a Milazzo, su ordine dei piani alti
Questa è la fotografia della sanità malata in Sicilia I medici
che denunciano, hanno coraggio di raccontare il sistema malato, per
30 giorni mandati via Questo è il suo Governo, è il suo
Assessorato. E qui, pubblicamente, esprimo solidarietà a questo
medico che, guarda caso data di oggi, è stato cacciato dopo che ho
fatto il suo nome in quest'Aula. Vergognoso
PRESIDENTE. Andiamo avanti. C'è la riscrittura dell'articolo 5. Ha
chiesto di intervenire onorevole De Luca? No, ok.
Si passa all'emendamento 5.71, a firma dell'onorevole Cracolici.
C'è un suo emendamento che, però, deve essere firmato dal Governo.
Serve la firma dell'assessore Dagnino, lo potete chiamare per
favore? Assessore, deve mettere una sigla.
Allora, gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 5 sono
ritirati. C'è la riscrittura del Governo che trovate sul tablet,
recante la numerazione 5.GOV, e un subemendamento recante la
numerazione 5.GOV.1, che fra trenta secondi troverete sul tablet.
Benissimo, onorevole Cracolici, controlli gentilmente sul tablet,
l'ha trovato? Benissimo, allora pongo in votazione il
subemendamento 5.GOV.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo dunque in votazione l'emendamento 5.GOV, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 5 è quindi approvato.
Si passa alla discussione dell'articolo 10. Ne do lettura:.
«Art. 10.
Misure di contrasto al disagio sociale
1. Al fine di ridurre il disagio sociale in quartieri e zone
particolarmente sensibili, la Regione, nell'ambito delle proprie
competenze in materia di programmazione territoriale, politiche
sociali, istruzione, formazione e rigenerazione urbana, promuove
iniziative volte al contrasto della marginalizzazione e al
miglioramento di vita nelle aree urbane svantaggiate del proprio
territorio, tramite iniziative di partenariato pubblico-privato ai
sensi del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 come recepito
nel territorio regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per il
triennio 2026-2028, la spesa annua di 1.000 migliaia di euro, da
iscrivere in un apposito fondo del Dipartimento regionale
dell'istruzione, dell'università e del diritto allo studio
(Missione 4, Programma 6).».
Ci sono degli emendamenti soppressivi dell'articolo, sono
mantenuti o ritirati?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)
Grazie, onorevole Catanzaro. Vediamo se è altrettanto gentile
l'onorevole Antonino De Luca. Onorevole, li mantiene o li ritira?
Il Partito Democratico ha ritirato tutti gli emendamenti
soppressivi.
L'onorevole De Luca ha ritirato i soppressivi, immagino, ho capito
di sì, giusto? De Luca?
DE LUCA Antonino. Si.
PRESIDENTE. Ora siamo al 10.9 dell'onorevole Catanzaro ed altri,
mantenuto o ritirato? Chiede di intervenire. Il 10.9 è una
riscrittura, immagino, prego onorevole Giambona.
ABBATE. L'articolo 5 lo abbiamo votato?
PRESIDENTE. Già fatto, il 5 lo abbiamo votato con la velocità di
una lumaca, a uno a uno, ho detto 5.Gov.1, 5.Gov, già votati.
Adesso siamo al 10, e siamo all'emendamento 10.9 dell'onorevole
Catanzaro ed altri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, intervengo su questo articolo, che ha
ad oggetto "Misure di contrasto al disagio sociale", perché vorrei
sgomberare ogni dubbio rispetto a quello che dovrebbe essere
l'obiettivo di questo articolo. Si tratta di una vera e propria
norma manifesto, una norma per fare il titolo di giornale, perché
mi dovrebbe spiegare il Governo come intenda superare l'enorme
disagio sociale che abbiamo nella nostra Sicilia, portare avanti
politiche di natura sociale, relative all'istruzione, alla
formazione, alla rigenerazione urbana, alle attività volte al
contrasto della marginalizzazione, al miglioramento della vita
delle aree urbane svantaggiate, in tutta la nostra Sicilia, con un
milione di euro Questa è l'ennesima offesa, da parte del Governo,
a quelli che sono i disagi della nostra terra e alle persone che
risiedono in aree urbane marginali.
A me dispiace che non ci sia qui presente il Presidente della
Regione, perché su questi temi ci siamo sempre e lungamente
confrontati, fino alle ultime variazioni di bilancio, il Presidente
della Regione si è vantato di come le misure hanno poggiato su
alcuni pilastri, tra cui la questione del welfare sociale e del
contrasto alle emarginazioni. Ebbene, questa manovra finanziaria
non ha nulla che va in questa direzione, non c'è una sola misura
che va in aiuto delle persone che sono in difficoltà.
L'anno scorso, seppur con tutte le enormi difficoltà, si era
portata avanti una misura, che era quella del reddito di povertà,
ricordo a me stesso, e ai colleghi, ne abbiamo discusso in tante
sedute, in tante variazioni di bilancio, centomila nuclei familiari
in Sicilia presentarono la richiesta per il reddito di povertà, e
di questi arrivammo, anche grazie all'impegno di questo Parlamento,
che ha rifinanziato nel tempo la misura, a 41 milioni di euro, che
è bastato solamente a sostenere poco meno del 10 per cento delle
famiglie richiedenti; un piccolo segnale, un piccolo segnale che
andava anche incontro a quelle famiglie che erano rimaste escluse
dal reddito di cittadinanza.
Ebbene, il presidente Schifani che si dichiara, sui titoli di
giornale, sensibile a questi temi, oggi li abbandona, abbandona le
persone che sono in difficoltà, perché di forme di sostegno alle
persone in difficoltà in questa norma finanziaria non ce n'è
traccia, come non c'è traccia di un'altra misura, della quale si è
vantato anche l'assessore alle infrastrutture, quella di aiuto a
chi è che abita in affitto; il Governo Meloni ha deciso, dal
momento dell'insediamento, di tagliare i contributi a coloro che
abitano in affitto, il cosiddetto fondo di integrazione
all'affitto, trecento trenta milioni di euro. Ebbene, diciotto mila
famiglie siciliane, novemila palermitane, che prima ricevevano un
aiuto e che adesso rischiano lo sfratto, avrete visto i titoli di
giornale, fino ad oggi, di una famiglia con una persona che ha una
malattia terminale e che è stata di fatto sfrattata
Ebbene, queste sono le risposte, le mancanze di risposte da parte
di un Governo regionale, da parte di una maggioranza di
centrodestra, che questi temi non li guarda nemmeno di striscio, e
poi ci propone una norma che veramente è un'offesa, è un'offesa ai
siciliani tutti, è un'offesa alle tante famiglie che sono in
difficoltà, pensare che con un milione di euro si riescano ad
affrontare tutte le questioni che ruotano attorno al disagio
sociale della nostra Sicilia: è assolutamente preoccupante, perché
significa che questo Governo, che il Presidente della Regione e
tutta la sua compagine sono letteralmente scollegati dalla realtà.
Non prevedere misure concrete di aiuto e sostegno alle famiglie è
grave, è gravissimo e qui non c'è nessuna sensibilità
Ecco perché noi, come Partito Democratico, abbiamo presentato una
riscrittura all'articolo in questione, perché il tema del disagio
sociale non si può affrontare con misure propagande e con norme
manifesto. Noi abbiamo presentato una rideterminazione complessiva
che parla di dispersione scolastica, che parla di spazi scolastici,
che parla di modalità attraverso cui portare avanti azioni con il
terzo settore.
In sostanza, azioni concrete per le quali vorremmo capire qual è
la visione del Governo: se vuole continuare a fare le norme
cartello e norme propaganda, ovvero se vuole dare risposte ai
cittadini siciliani.
SCHILLACI. Avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Poi voglio parlare anch'io...
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cracolici.
SCHILLACI. Signor Presidente, è davvero mortificante una manovra
di questo tipo, dove per il disagio sociale, c'è veramente poco, e
abbiamo dovuto addirittura riscrivere la norma presentata da questo
Governo regionale: una norma vuota, una norma che non stabilisce
anche il modo, il metodo, il percorso, ma una norma vaga che
probabilmente ha degli interessi particolari e specifici. E anche
in base alla riscrittura, chiedo che venga apprezzato un
subemendamento che sto facendo alla riscrittura, perché non si può
parlare di inclusione sociale se non in collaborazione con
l'Ufficio scolastico regionale e con chi può fare utilizzare uno
degli strumenti principali per fare inclusione sociale che è lo
sport.
Quindi chiedo all'Aula di apprezzare il subemendamento alla
riscrittura che sto per depositare, dove chiediamo la
collaborazione del Coni e del Cip.
GILISTRO. Voglio partecipare anche io ogni tanto
PRESIDENTE. Sì colleghi. Vi faccio intervenire. Onorevole
Cracolici e poi l'onorevole Gilistro.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io non me la sento di sparare contro questo
articolo perché qualunque azione avvii un progetto di risanamento
sociale, io - come dire - sono pronto a sostenerlo. Ma il tema è
uno e uno solo: il Presidente della Regione qualche giorno fa...
c'è sempre lì... siccome poi...
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Onorevole Taccagno.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino Cortesemente i colleghi della
maggioranza...
CRACOLICI. L'assessore Taccagno tende in qualche modo a far finta
di non sentire.
Il Presidente della Regione qualche giorno fa ha annunciato che è
intendimento del Governo della Regione sperimentare in Sicilia
interventi sul modello Caivano, ovvero intervenire su alcune aree a
forte disagio: San Cristoforo di Catania, lo Zen di Palermo, aree
degradate della città di Messina per attivare interventi di
riqualificazione sociale che, per essere chiari, non riguardano
interventi sulla povertà né sono interventi diretti alle persone.
Io ho presentato un emendamento che sono sicuro non troverà,
diciamo, la disponibilità dell'Assessore Taccagno perché è un
emendamento che prevede venti milioni di euro, non un milione di
euro, per sperimentare nelle tre città metropolitane di Palermo,
Catania e Messina due - diciamo individuando due aree omogenee
all'interno di quelle città - dei progetti di intervento di
riqualificazione possibile, muovendo tutti i soggetti
istituzionali: la scuola, lo sport, la musica, l'arte perché noi
credo che abbiamo un grande problema.
Veda, signor Presidente e assessore, stamattina sono stato allo
Zen dove la scuola "Leonardo Sciascia" ha tenuto il concerto nella
chiesa del quartiere con i ragazzi che stanno facendo dalla scuola
elementare alla scuola media attività musicale e hanno tenuto il
primo concerto in una sede esterna alla scuola, coinvolgendo
genitori e famiglie.
Noi abbiamo bisogno di questi esempi per far rinascere e dare un
senso di positività a questi quartieri.
Io penso, assessore, che non so, ripeto, non so se passerà in
questa sede. Mi pare difficile perché conoscendovi difficilmente la
misura potrà trovare copertura.
Però, onorevole Dipasquale, ti prego, sto parlando con l'assessore
Dagnino.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, in questo caso è un suo collega
CRACOLICI. Ho capito, ma non è che il fatto che sia un mio collega
non toglie il fatto che...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale
CRACOLICI. Allora io però la voglio rassicurare, assessore, e al
Presidente della Regione nella qualità di assessore alla famiglia
che sarò come un martello pneumatico per voi. Questa norma ve la
presenterò in qualunque variazione di bilancio che da qui in avanti
si dovrà determinare, perché intervenire sul degrado delle nostre
città, è uno dei compiti su cui la Regione non può girarsi la
faccia e, aggiungo, consentire ai comuni, nel caso specifico di
Palermo, Catania e Messina, di dotarsi di un ufficio speciale
all'interno delle proprie amministrazioni al fine di coordinare gli
interventi che oggi sono distinti in vari assessorati degli stessi
comuni per rendere efficace l'azione di contrasto al degrado.
Io l'emendamento lo mantengo, me lo bocciate, ma certamente non
recedo dal fatto che la Regione e queste cose gliele dico anche
nella qualità di Presidente della Commissione antimafia.
L'antimafia che io ho in mente non è l'antimafia declaratoria; è
l'antimafia che fa, che si occupa dei problemi e non si limita a
denunciarli, ma di un'antimafia che prova a mettere le mani nelle
situazioni difficili, cercando di dare una mano concreta alle
nostre città e ai cittadini che hanno un disagio effettivo per come
vivono e dove vivono.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ribadire il concetto dell'onorevole Giambona e dell'onorevole
Cracolici: in questo momento non so se questo Governo vive sulla
terra o vive su Marte perché è veramente incredibile per una
problematica così toccante cioè la situazione del disagio
giovanile, del disagio sociale nella nostra Regione, non è in
aumento, è esplosiva Cioè abbiamo una situazione di degrado, di
disagio sociale totalmente esplosiva
E noi cosa facciamo? E il Governo cosa fa? Mette briciole
Queste sono briciole, questa è un'elemosina
È incredibile pensare che oggi, in un momento in cui il degrado
sociale porterà alla necessità di avere mezzi blindati, ci vorrà
l'Esercito per le strade, signor Presidente, ci vorrà l'Esercito
per le strade e noi mettiamo elemosina, mettiamo briciole Non
abbiamo neanche idea di che cosa siamo e dove stiamo andando in
questo momento.
Io mi auguro che il Governo si svegli, che scenda da Marte o dalla
Luna e torni sulla Terra per capire cosa sta accadendo.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Abbate, se può spostarsi che
c'è l'onorevole Micciché che sta intervenendo.
MICCICHÈ. Io intanto, ringrazio tutti i colleghi che sono
intervenuti su questo argomento, è un argomento che in tanti sanno
che mi sta molto a cuore, da tempo.
Il milione che è stato chiesto per questa iniziativa, è un milione
che serve non per risolvere il problema, ovviamente, ma per mettere
in piedi un progetto, per mettere in piedi...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Abbate siccome più volte la chiamo,
onorevole Abbate, quando chiamo onorevole Abbate mi rivolgo a lei,
grazie.
MICCICHÈ. È un argomento interessante, onorevole. Allora, dicevo,
è soltanto un progetto, e quindi, il finanziamento a un progetto
che è stato, già in qualche maniera provato altrove, che non è
unico, infatti si metterà a gara e vediamo chi è che lo vince, non
è detto che lo vincano quelli che l'hanno fatto a Napoli, ma che è
riuscito con pochissimi soldi a portare le scuole dei Quartieri
Spagnoli, dal 33%
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro Però non è possibile Onorevole
Gilistro non è possibile così, è sei volte che chiedi scusa e
ricominci subito
MICCICHÈ. Grazie, hanno portato, sono riusciti a portare la
dispersione scolastica allo 0%, partendo da 33%. Perché veda,
onorevole Cracolici, non è Caivano e l'opposto, non è repressione,
chi è che parlava di Caivano? Non è repressione, è cultura, è
educazione, per cui è un sistema americano, perché soci di questa
operazione a Napoli, sono stati quelli della Fondazione Buchelli.
Ci sarà, se vincono loro ovviamente, anche l'Istituto Cervantes
spagnolo e verranno coinvolti e devono, Sennò non può riuscire,
devono essere coinvolti tutti, tutte le associazioni del posto dove
questa cosa si va a fare, tutte le istituzioni, tutti devono essere
coinvolti, perché è un sistema di non facile attuazione, ma se
riesce, riesce benissimo.
Quindi io vi ringrazio per quello che avete detto, io non so se si
possono dare 20 milioni, li darei volentieri, non so se ci sono o
se rischiamo di bloccare questo per mancanza di fondi, però ripeto,
darei molto volentieri 20 e 40 milioni per il disagio, ma questo è
un fatto atipico, proviamo, è stato sperimentato in altre zone ed è
andato bene.
La mia idea è quella di spendere poco, di capire che tutto si deve
fare insieme all'aiuto di tutta la gente, di tutta la popolazione,
di tutte le associazioni, di tutte le categorie, se si riesce a
fare non c'è bisogno di soldi.
Hanno già un accordo con l'Agenzia del demanio, che è disponibile
a dare anche il palazzo, dove questa scuola dovrebbe andare, ecco
io dico, cioè Turano, io credo che questo sia un tentativo da fare,
non farlo, abbiamo fatto un convegno che è andato molto bene,
infatti ringrazio l'onorevole Cracolici, per primo ma tutti gli
altri che poi sono intervenuti per avere capito di che cosa stiamo
parlando.
Ripeto, il fatto dei soldi per noi e per le persone che stanno
portando queste iniziative qui, non è secondario ma non è
fondamentale, per cui le risorse, probabilmente un milione non
basterà, ma non ne servono neanche molti di più.
Grazie a tutta l'Aula e spero che il voto favorevole sia, come
dire, un segnale di attenzione enorme a questo settore.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, non ho altri interventi.
Si passa alla discussione dell'emendamento 10.9.
Mi dicono gli Uffici che è stato presentato un subemendamento, tra
i fuori sacco , che è il 10.9.1. Lo trovate all'interno della
cartella emendamenti fuori sacco, che è a firma Schillaci, De Luca.
Il parere della Commissione?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)
SCHILLACI. Ma cosa, Presidente? Non la sentiamo
PRESIDENTE. Allora, onorevole Schillaci, sto mettendo in votazione
l'emendamento 10.9.1, che è un subemendamento da lei firmato.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Al 10.9...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
CRACOLICI. Dov'è il subemendamento?
PRESIDENTE. Lo trovate all'interno della cartella emendamenti
fuori sacco , 10.9.1. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Assessore Dagnino?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sul 10.9.1?
SAMMARTINO. È il 10.9.1?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, ma cosa dice, scusate? Io
non l'ho letto...dopo le parole "rispondere" aggiungere il
preavviso pubblico...
Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. L'assessore si rimette all'Aula.
Pongo in votazione l'emendamento 10.9.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.9, a firma
dell'onorevole Catanzaro, così come emendato, che è interamente
sostitutivo dell'articolo 10.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario. Il parere del
Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Parere del Governo contrario.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Giambona)
GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Come? Per dichiarazioni di voto? Prego, onorevole
Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, allora, io poc'anzi sono intervenuto
e mi sarei aspettato una replica da parte del Governo. Adesso, vero
è che la delega alla famiglia è in mano al Presidente della
Regione, che mi auguro quanto prima nomini, appunto, l'Assessore al
ramo, ma ho posto tutta una serie di questioni relative a come
questa manovra finanziaria non stia dando risposte a quelle che
sono le persone in difficoltà, indietro.
Insomma, una manovra che è assolutamente iniqua e ingiusta Io,
personalmente, non ritengo che sia giusto girarsi dall'altro lato,
non sia giusto non tentare di dare risposte a chi ne ha bisogno
nella nostra terra, nelle precedenti manovre abbiamo dato dei
segnali concreti, attraverso il reddito di povertà, per esempio.
Quindi, vorrei capire qual è la posizione del Governo: se il
Governo è silente, se il Governo vuole rappresentare una posizione,
se il Governo ha una visione diversa, se il Governo ci dice che non
ci sono poveri, che non c'è bisogno di dare aiuto alle persone che
sono in difficoltà. Ce lo dica Cioè, palesatevi Vorrei
comprendere se avete consapevolezza che dietro questo Palazzo,
anche nelle vicinanze di questo Palazzo, che nella nostra Regione,
c'è gente che ha difficoltà e alle quali bisognerebbe dare una
risposta.
Ora, io non ho nulla in contrario rispetto alla ipotesi di portare
avanti questo strumento, che è uno strumento, per così dire,
pionieristico, che vuole tentare di contrastare il disagio sociale
e sono pure favorevole affinché si mettano dentro misure, ecco, che
siano inclusive.
Ma, qui, il tema è un altro: vorrei che il Governo si palesi
concretamente sul tema delle risposte che bisognerebbe dare in
termini di welfare e di contrasto al disagio sociale e alla povertà
di cui non se ne vede traccia in tutta la legge finanziaria
Ora, il Presidente della Regione non è presente, vuole parlare
l'assessore Dagnino? Non lo so Dica, qualcuno che parli, qualcuno,
dite qualcosa, dite qualcosa di sensato su questo argomento
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo votando, assolutamente Non manca
sicuramente per l'Aula per votare.
Pongo in votazione l'emendamento 10.9. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.16.
Onorevole Schillaci, l'emendamento 10.16 è mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.16. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.11.
Onorevole Saverino, è mantenuto?
SAVERINO. È mantenuto e chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Stiamo parlando di disagio sociale, si parla tanto di
giovani.
Quindi, credo che sia importante inserire anche questo aspetto dei
giovani, credo che sia fondamentale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.11. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
L'emendamento 10.19 è ritirato. L'emendamento 10.17 è precluso.
Onorevole Miccichè, l'emendamento 10.24 è manutenuto o ritirato?
MICCICHÈ. Mantenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.24. Il parere del
Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 10.26.
Onorevole Miccichè, è mantenuto o ritirato?
MICCICHÈ. Mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti 10.18 e 10.20 sono stati ritirati.
Si passa all'emendamento 10.15, dell'onorevole Saverino.
Onorevole Saverino, è mantenuto o ritirato?
SAVERINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Saverino. Si passa all'emendamento
10.25, lo mantiene?
SAVERINO. Sì.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.25 con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti soppressivi sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 10.21 a firma dell'onorevole Cracolici. È
mantenuto?
CRACOLICI. Assolutamente sì e chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se il
Governo mi dichiara la disponibilità a istituire, comunque
l'articolato, con una somma in questa fase che, capisco, non può
essere di 20 milioni ma l'obiettivo è di finanziare in corso
d'opera questa misura rivolta alle tre grandi aree urbane di
Palermo, Catania e Messina, io sono pronto ad accettare anche la
proposta che vi farò, un milione? Accolgo, la proposta del Governo,
quindi, chiedo di modificare i 20 milioni in un milione e abbiamo,
diciamo, questa sperimentazione in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie al Governo, prepariamo il subemendamento.
Pongo in votazione il sub emendamento 10.21.1 che sostituisce "20
milioni" con "un milione".
DAGNINO, assessore per l'economia. È chiaro che è sul 2026.
PRESIDENTE. Assessore, no è sul triennio, è sul triennio
DAGNINO, assessore per l'economia. Possiamo istituirlo per il
2026.
PRESIDENTE. È sul triennio, allora dobbiamo modificare in maniera
diversa.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sul 2026, perdonatemi Perché
sul 2027 non abbiamo disponibilità in questo momento. La misura è,
ovviamente, condivisa, lo vorrei anche espressamente sottolineare,
il Governo esprime parere favorevole, nel merito, condividendo
l'iniziativa però solo sul 2026, perché sul 2027 non abbiamo
disponibilità.
PRESIDENTE. Allora dobbiamo modificare, Assessore; dobbiamo
modificare perché, onorevole Cracolici, il Governo le ha dato
copertura solo per il 2026, quindi, dobbiamo modificare perché
l'emendamento era previsto per il triennio 2026 - 2028. Lo stiamo
modificando.
Pongo in votazione il subemendamento 10.21.1 col parere favorevole
del Governo e della Commissione che dice: "sostituire 20 milioni"
con "un milione"; sostituire "bilancio della Regione 2026 - 2028"
con "per l'esercizio 2026".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto, pongo in votazione l'emendamento 10.21, così come
emendato.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del
Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. A questo punto, pongo in votazione l'articolo 10, nel
testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Grazie. Allora, colleghi, siamo all'articolo numero
12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Misure a sostegno della finanza locale
1. Al fine di promuovere una più efficace gestione dell'attività
di recupero dei crediti e della riscossione dei tributi locali da
parte dei comuni siciliani, è autorizzata la spesa di 5.000
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027
e 2028 (Missione 18, Programma 1), da ripartirsi in favore dei
comuni che, nell'esercizio della potestà regolamentare di cui
all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e
successive modificazioni, alla data di entrata in vigore della
presente legge abbiano già provveduto, ovvero provvedano entro il
30 giugno di ognuno dei predetti esercizi finanziari, a introdurre
nel proprio ordinamento, anche attraverso la gestione nella forma
associata di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267 e successive modificazioni, almeno due delle seguenti
misure:
a) previsione dell'affidamento, nel rispetto della normativa
dell'Unione europea e delle procedure vigenti in materia di
affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, a società
iscritta nell'albo istituito ai sensi dell'articolo 53 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 dell'attività di liquidazione,
accertamento e riscossione dei tributi e di altre entrate o delle
funzioni e attività di supporto propedeutiche alle dette attività;
b) previsione di misure premiali in materia di rateizzazione, nei
limiti consentiti dalla vigente legislazione di riferimento, per i
contribuenti persone fisiche, non esercenti attività d'impresa o di
lavoro autonomo, che eleggono domicilio digitale presso un
indirizzo di posta elettronica certificata ai fini della notifica
degli atti tributari di pertinenza del comune;
c) previsione di misure premiali in materia di rateizzazione, nei
limiti consentiti dalla vigente legislazione di riferimento, in
favore di contribuenti qualificati come virtuosi sulla base
dell'assenza di morosità pregresse e di decadenze da precedenti
piani di rateizzazione nel triennio antecedente all'anno di
applicazione della misura premiale;
d) previsione delle misure premiali di cui all'articolo 118-ter
del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito con legge 17
luglio 2020, n. 77 per i contribuenti che adempiano al pagamento di
tributi locali mediante autorizzazione permanente all'addebito
diretto su conto corrente bancario o postale;
e) previsione di strumenti di pianificazione organizzativa e
gestionale, anche mediante il ricorso a figure esterne iscritte
negli albi professionali degli avvocati o dei dottori
commercialisti per l'implementazione e l'ottimizzazione delle
attività di riscossione e recupero dei crediti.
2. L'adozione delle misure di cui al comma 1 è attestata con
dichiarazione congiunta del responsabile del servizio finanziario e
del segretario del comune recante l'indicazione dell'atto
deliberativo di approvazione del regolamento adottato, formulata e
prodotta secondo modalità e termini indicati con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
3. Al riparto degli importi di cui al comma 1 tra i comuni aventi
titolo si provvede annualmente con decreto dell'Assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica per il cinquanta per
cento in parti uguali e per la restante parte proporzionalmente al
numero di abitanti, fermo restando che ciascun comune può essere
destinatario del suddetto riparto esclusivamente per un unico
esercizio finanziario tra quelli previsti al comma 1.».
L'articolo11, chiaramente, lo accantoniamo anche per verificare,
tra stanotte e domani, che tutto sia condiviso con le varie forze
politiche. Ci sono emendamenti all'articolo 12, i soppressivi sono
mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Possiamo continuare domani? Perché vedo che
mancano molti colleghi.
PRESIDENTE. No, no. Assolutamente no. Facciamo gli ultimi quattro.
Abbiamo finito. Macché gli ultimi quattro non ce la facciamo Ce la
facciamo
Sul 12 sono mantenuti o ritirati, onorevole De Luca Cateno?
DE LUCA Cateno. Ritirati.
PRESIDENTE. Ritirati. Grazie. De Luca Antonio?
DE LUCA Antonino. Sto cercando di arrivare all'articolo. Articolo
12?
PRESIDENTE. I soppressivi ho detto io
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro. Dov'è l'onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Ritiro i soppressivi.
PRESIDENTE. Catanzaro ha ritirato i soppressivi. Benissimo.
Allora siamo al 12.23 dell'onorevole Safina. Mantenuto o ritirato?
SAFINA. Mantenuto e chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, come ho
avuto modo, più volte, di illustrare nelle diverse Commissioni dove
si è trattato, ivi compresa la Commissione Bilancio, la
formulazione del Governo rischia di creare dei danni ai comuni.
Cioè l'intento, del quale più volte abbiamo discusso - ricordo
anche una discussione alla quale partecipò l'onorevole Cateno De
Luca - ossia preoccuparci del profilo delle entrate. Noi, molto
spesso, ci preoccupiamo di come garantire le spese ai comuni, e
poco ci occupiamo di come migliorare gli standard afferenti alla
capacità dei comuni di racimolare entrate.
Ebbene, la norma come congegnata dal Governo, vuole perseguire
questo obiettivo. Il problema cos'è? Il problema deriva dal fatto
che il meccanismo è tale, per cui si rischia di peggiorare la
situazione per i cittadini. Perché vi faccio un esempio: se io
autorizzo lo sconto sulla TARI, che è un servizio a tariffa, vuol
dire che se spendo 10 l'entrata deve essere pari a 10. Quindi i
cittadini, se la spesa è 10, hanno un tributo pari a 10. Se io
autorizzo lo sconto per chi paga col conto corrente, e lo sconto è
del 10 per cento, vuol dire che questo 1 lo pagheranno quelli che
già pagano. Perché se non recupera alcuna percentuale di evasione,
questo 1, sulla tariffa dell'anno successivo, finirà per gravare
sui cittadini che hanno già pagato
Ora, quello che noi, invece, proponiamo è di istituire un fondo da
5 milioni di euro da destinare ai comuni che procedono alle
assunzioni per gli uffici tributi, in modo tale da migliorare la
capacità di riscossione di quegli enti. Perché quel capitolo lì è
esclusivamente destinato alle assunzioni, non rientra nei limiti
del piano assunzionale - quindi non incide negativamente sulla
capacità assunzionale - e consente di raggiungere un obiettivo. È
chiaro, lo stiamo facendo per tre anni. Se poi i comuni
utilizzeranno bene queste risorse, avranno recuperato quelle
entrate che gli consentiranno di assumere questo personale a tempo
indeterminato.
Questo è l'obiettivo che noi proponiamo.
Quello che propone il Governo invece, per quanto centra un tema,
non raggiunge l'obiettivo. Per questo io chiedo di approvare questo
emendamento, perché per la prima volta ci porremmo il tema delle
entrate a favore dei cittadini. Pagare tutti, per pagare meno
DE LUCA Antonino. Concordo con Safina. Non lo dirò mai più
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Interverrà dopo l'emendamento.
PRESIDENTE. Allora, possiamo andare avanti? Va bene, benissimo.
Allora passiamo all'emendamento 12.23.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Abbiamo discusso ampiamente in
Commissione di questo. Il testo che è stato approvato in
Commissione è il frutto di tante interlocuzioni, anche con gli
organismi rappresentativi degli enti locali; quindi, questa è una
riscrittura che cambia completamente la modalità dell'articolo, non
è una modifica sulla quale il Governo certamente può dare un parere
favorevole: è un totale sovvertimento del lavoro che era stato
fatto anche con l'associazione, in particolare con ANCI,
l'associazione rappresentativa di categoria. Devo dire che il testo
base traeva spunto dal referto della Corte dei conti; quindi,
diciamo, cambia la filosofia, va totalmente contro la linea.
Ripeto, come detto in Commissione, saremmo disponibili a modifiche
parziali, ma non a un sovvertimento della ratio della norma.
Quindi, il parere, al momento è contrario.
PRESIDENTE. Benissimo, allora il parere della Commissione è
contrario, ok. Allora, mettiamo in votazione.
SAFINA. Voto segreto
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto sull'emendamento 12.23.
Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto.
Bisogna vedere "votazione"... no, no scusami. Riproviamo perché
erano distratti colleghi. Scusami.
Bisogna appoggiarla, se volete.
Allora mettiamo in votazione l'emendamento 12.23, a firma
dell'onorevole Safina ed altri, che è interamente sostitutivo ed ha
un parere contrario sia del Governo sia della Commissione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.23
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.23.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Risultato della votazione
Presenti 68
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 24
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Andiamo avanti, i soppressivi sono ritirati.
Passiamo all'emendamento 12.22, a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri. Onorevole Di Paola è mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 12.24, a firma dell'onorevole
Marano ed altri. Ma è inammissibile, scusi.
Possiamo votare l'articolo 12. Mettiamo in votazione l'articolo
12.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo adesso all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Disposizioni in materia di servizio idrico integrato
1. All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022, n.
16 e successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i
seguenti commi:
3. Per i medesimi fini di cui al comma 1, correlati alla
morosità subita da Siciliacque s.p.a. per gli anni 2024 e 2025,
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità è autorizzato al trasferimento in favore di Siciliacque
s.p.a., della ulteriore somma di euro 18.985.527,83 per
l'esercizio finanziario 2026, (Missione 9, Programma 4, capitolo
646201), che verrà recuperata secondo le modalità di cui ai
commi successivi.
4. Al fine di evitare che il mancato adeguamento dell'ATI di
Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in materia
di sistema idrico integrato attraverso l'affidamento ad un
gestore unico del servizio idrico negli ambiti territoriali
ottimali di rispettiva competenza determini un indebito
arricchimento per i titolari di utenze ricadenti su quei
territori, con conseguente aumento degli oneri tariffari a
carico della generalità dei contribuenti siciliani e squilibrio
economico-finanziario in danno della società Siciliacque s.p.a.,
il Dipartimento regionale delle autonomie locali è autorizzato a
operare per dieci anni, a partire dal 2026, a carico di ciascun
comune ricadente nell'ambito territoriale delle suddette ATI,
già in gestione a cura dell'Ente Acquedotti Siciliani, che ha
beneficiato della fornitura di acqua senza il riconoscimento del
dovuto corrispettivo in favore Siciliacque s.p.a., una
trattenuta annua a valere sui trasferimenti di cui al Fondo per
le autonomie locali, a titolo di compensazione finanziaria,
nella misura di cui al comma 5.
5. La trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci per
cento del valore della fornitura idrica erogata da Siciliacque
s.p.a. negli anni di morosità 2024 e 2025 al singolo comune. I
dati necessari sono trasmessi al Dipartimento regionale delle
autonomie locali dal competente Dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti, cui sono forniti da Siciliacque
s.p.a.. I comuni interessati, nel rispetto dei principi generali
vigenti in materia di servizio idrico, attivano i necessari
strumenti per assicurare che il pagamento della fornitura
idrica, negli anni considerati, sia posto a carico degli utenti
finali, anche in misura forfettaria.
6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 trovano
applicazione anche per gli esercizi finanziari successivi, fino
all'adeguamento dell'ATI di Trapani e dell'ATI di Messina alla
normativa vigente in materia di sistema idrico integrato. .
2. Al fine di scongiurare pregiudizi per la salute e l'ordine
pubblico e di assicurare la continuità del servizio idrico
integrato nell'ambito territoriale di Agrigento da parte
dell'azienda speciale consortile A.I.C.A. - Azienda idrica
comuni agrigentini , la cui gestione rimane ancora pregiudicata
da una carente riscossione della tariffa a carico dell'utenza
finale e da mancati pagamenti da parte dei comuni soci di somme
dovute a vario titolo per il servizio, precludendo
conseguentemente alla medesima di fare fronte con regolarità ai
relativi costi, l'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità, è autorizzato, per gli esercizi
finanziari 2026 e 2027, all'erogazione straordinaria in favore
della predetta azienda consortile, a titolo di anticipazione,
per un importo complessivo pari a 10.000 migliaia di euro per
ciascun esercizio, secondo le modalità di cui ai commi
successivi. L'erogazione straordinaria di cui al presente comma
è vincolata al pagamento del servizio di acqua all'ingrosso già
fatturato ad A.I.C.A. alla data di entrata in vigore della
presente legge.
3. Le somme anticipate sono restituite alla Regione
dall'azienda consortile A.I.C.A. in dieci anni, a decorrere dal
triennio successivo alla prima anticipazione, sulla base di un
piano finanziario di rimborso approvato con decreto
dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge.
4. L'azienda consortile A.I.C.A. decade dal beneficio della
rateizzazione concessa nei termini di cui al comma 3 se alla
scadenza del triennio dalla prima anticipazione non ha
completato l'attività necessaria a garantire la regolare
riscossione della tariffa per il servizio da parte dell'utenza
finale, ivi compresa la collocazione dei contatori.
5. L'azienda consortile A.I.C.A. provvede al regolare pagamento
delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».
L'articolo 15 l'ho accantonato fin quando non riusciamo a trovare
una soluzione condivisa.
Chiedo frattanto ai colleghi di Palermo di trovare una sintesi con
il Governo e tra di loro per l'articolo 15, onorevole Cracolici,
Sunseri ed altri, Figuccia, Caronia...
Siamo all'articolo 16 ed è l'ultimo articolo che faremo stasera.
CATANZARO. L'articolo 12.
PRESIDENTE. L'abbiamo fatto il 12
CATANZARO. Io avevo chiesto poco fa: possiamo fermarci
sull'articolo 12, che siamo tutti stanchi e tornare domani mattina?
PRESIDENTE. Io credo che fare l'articolo 16 non costi nulla a
nessuno
CATANZARO. Signor Presidente, è difficile l'articolo 16
PRESIDENTE. Cosa è rimasto? Allora, domani in due ore si devono
fare tutti questi.
Allora facciamo la seguente. Vengo incontro a quella che è la
richiesta, però, è chiaro che domani mattina non ci possono essere,
per motivi oggettivi di tempistica, gli stessi interventi così
lunghi, talvolta non necessari, permettetemi di dire, per la
continuazione di questa finanziaria.
Io sto valutando un eventuale stralcio, che domani sarà
eventualmente comunicato in Aula, però è giusto che rappresenti a
tutto il Parlamento che domani cominceremo alle ore 10.30.
Quindi la seduta è rinviata a domani, venerdì 19 dicembre 2025,
alle ore 10.30.
(La seduta, sospesa alle ore 22.51 di giovedì 18 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 11.41 di venerdì 19 dicembre 2025)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Seguito della discussione sul disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22
Implementazione e adeguamento piattaforme digitali del
Dipartimento regionale tecnico
1. Al fine di implementare le piattaforme digitali certificate
gestite dal Dipartimento regionale tecnico e utilizzate dai
Dipartimenti dell'Amministrazione regionale adeguandole alle
modifiche introdotte dal decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36,
come modificato dal decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209,
ivi incluso l'articolo 43, è autorizzata la spesa di euro
873.215,00 per l'esercizio finanziario 2026, di euro 1.471.015,00
per l'esercizio finanziario 2027 e di euro 1.251.415,00 per
l'esercizio finanziario 2028 (Missione 1, Programma 6).».
Colleghi, comunico che è al vaglio della Presidenza, l'ipotesi
dello stralcio di alcune norme del testo della finanziaria, secondo
normativa vigente.
Colleghi, torniamo subito all'articolo 22. Ci sono solo
emendamenti soppressivi.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, chiedo la verifica del numero
legale.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, quando saremo in votazione la potrà
chiedere, però al momento non siamo in votazione.
Nel frattempo, chiedo agli Assessori e al Governo di prendere
posto, di inserire i tesserini perché altrimenti siete assenti.
Assessore Turano, visto... bene, assessore Turano, perfetto...
C'è qualcuno che vuole intervenire sull'articolo 22, per
esplicitare l'articolo?
Assessore Aricò, se non inserisce il tesserino, le ricordo che...
quindi, il Governo, tutto il Governo ha inserito...perfetto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l'esame del disegno di legge 1030/A
PRESIDENTE. Colleghi, non c'è nessun intervento all'articolo 22?
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Giambona, lei deve intervenire o metto in votazione
l'articolo?
GIAMBONA. Presidente, la invito a metterlo in votazione.
Presidente, questa Assemblea è stata convocata per le ore 10.30,
quindi, io, nel rispetto del Governo che arriva a rilento, ma anche
dei componenti tutti di questa Assemblea, inviterei a mettere in
votazione questo articolo. Grazie.
PRESIDENTE. La richiesta di numero legale avrà luogo appena pongo
in votazione l'articolo.
Assessore, l'articolo lo possiamo porre in votazione o c'è una
riscrittura del Governo?
Colleghi, all'articolo 22 c'è una riscrittura da parte del Governo
che stiamo caricando sui tablet e la potrete visionare nella
cartella emendamenti fuori sacco .
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Grazie, Presidente, colleghi,
volevo significare le mie scuse se sarò assente in queste ore
dall'Aula, perché sto per prendere un volo per recarmi nella
Capitale, in quanto parteciperò, nella qualità di Presidente della
Regione, agli auguri alle alte cariche che si terranno al Quirinale
da parte del Presidente della Repubblica.
È un appuntamento istituzionale che si tiene ogni anno e al quale,
naturalmente, è doveroso prendere parte, tranne casi di natura
eccezionale. Quindi, volevo scusarmi con l'Aula della mia assenza e
dare la motivazione per cui non sarò con voi.
Ringrazio tutti voi, naturalmente, io non so se la manovra si
concluderà stasera, domani, quello che è, comunque nel caso in cui
si dovesse concludere prima, colgo l'occasione per formulare i miei
migliori auguri. Può darsi che magari ce li formuleremo di persona,
però anticipando, era sempre un atto di correttezza istituzionale,
anche doverosa, per dirvi il motivo per cui non mi vedrete qui.
Porterò naturalmente gli auguri al Presidente della Repubblica da
parte del Governo ma penso di interpretare il pensiero
dell'Assemblea se mi autorizzate a portare gli auguri al Presidente
della Repubblica di tutta l'Assemblea regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente della Regione.
Assessore Dagnino, ho visto che è un aggiuntivo, non è una
riscrittura. Io glielo dico, quindi se stiamo valutando pure uno
stralcio di norme, io eviterei....
ARICO', assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Prego, Assessore Aricò.
DE LUCA Antonino. Ma non si può illustrare un emendamento
aggiuntivo prima di andare che senso ha? È fuori procedura.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
se ritiene a livello procedurale una riscrittura dell'articolo,
inserendo queste emergenze che abbiamo sul viadotto del Cassibile,
ci premureremo, diciamo, di poterla scrivere nei prossimi minuti,
quindi se ritiene l'Aula
DE LUCA Antonino. Se rimane l'articolo. Era aperta la votazione.
PRESIDENTE. Mi dovete dire se io posso aprire la votazione oppure
c'è un altro intervento. C'è un altro intervento dell'onorevole La
Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Presidente, mi scusi volevo chiedere, Presidente
Schifani, se ha saputo dell'atteggiamento avuto... se ne va? Però,
è una cosa gravissima, c'è un medico che è stato trasferito,
incredibile il Presidente della Regione che se ne va
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera
LA VARDERA. Un medico di Messina che è stato trasferito perché ha
parlato, è una cosa gravissima
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, non è sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. E il Presidente Schifani se ne va, la nave affonda e
il Presidente Schifani se ne va a casa
PRESIDENTE. Sì, ma non è sull'ordine dei lavori.
LA VARDERA. Ma che vergogna è La nave affonda
(Proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Colleghi, io vi dico, anche per la gestione d'Aula,
che non tollererò più interventi che non sono sull'ordine dei
lavori.
Si interviene o sull'articolo o sugli emendamenti o sull'ordine
dei lavori, non tollererò e vi chiuderò il microfono - e mi
dispiace - ma chiuderò il microfono perché se non sono interventi
sull'ordine dei lavori o sugli emendamenti non vi farò intervenire,
purtroppo vi dovrò chiudere il microfono perché altrimenti non
riusciamo a gestire.
Mettiamo in votazione...
(Proteste in Aula)
DE LUCA Antonino. Chiedo il numero legale
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, capito che la verifica del numero
legale...
GIUFFRIDA. Lo faccia seriamente È un'offesa
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Giuffrida, onorevole Giuffrida
intanto si calmi.
GIUFFRIDA. Io sono calmo è lei che mi esalta
GIAMBONA. Possiamo votare?
PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione...
DE LUCA Antonino. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Non ha capito, onorevole De Luca, il numero legale è
sul voto dell'articolo 22. Se non me lo fate mettere in votazione,
il numero legale non lo posso verificare
Pongo in votazione l'articolo 22.
Richiesta di verifica del numero legale
DE LUCA Antonino. Chiedo la verifica del numero legale.
(La richiesta risulta appoggiata ai sensi del Regolamento interno)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
PRESIDENTE. Colleghi, i tesserini li dovete inserire. Dico alla
maggioranza che quando intervenite dicendo che volete lavorare,
stiamo lavorando, ma i tesserini devono essere inseriti perché poi
è inutile che mi dite: "il tesserino non l'ho inserito bene",
perché se volete lavorare il tesserino va inserito
Con il parere favorevole della Commissione, pongo in votazione
l'articolo 22.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Disposizioni in materia di servizio idrico integrato
1. All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16 e
successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti
commi:
3. Per i medesimi fini di cui al comma 1, correlati alla morosità
subita da Siciliacque s.p.a. per gli anni 2024 e 2025,
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità è autorizzato al trasferimento in favore di Siciliacque
s.p.a., della ulteriore somma di euro 18.985.527,83 per l'esercizio
finanziario 2026, (Missione 9, Programma 4, capitolo 646201), che
verrà recuperata secondo le modalità di cui ai commi successivi.
4. Al fine di evitare che il mancato adeguamento dell'ATI di
Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in materia di
sistema idrico integrato attraverso l'affidamento ad un gestore
unico del servizio idrico negli ambiti territoriali ottimali di
rispettiva competenza determini un indebito arricchimento per i
titolari di utenze ricadenti su quei territori, con conseguente
aumento degli oneri tariffari a carico della generalità dei
contribuenti siciliani e squilibrio economico-finanziario in danno
della società Siciliacque s.p.a., il Dipartimento regionale delle
autonomie locali è autorizzato a operare per dieci anni, a partire
dal 2026, a carico di ciascun comune ricadente nell'ambito
territoriale delle suddette ATI, già in gestione a cura dell'Ente
Acquedotti Siciliani, che ha beneficiato della fornitura di acqua
senza il riconoscimento del dovuto corrispettivo in favore
Siciliacque s.p.a., una trattenuta annua a valere sui trasferimenti
di cui al Fondo per le autonomie locali, a titolo di compensazione
finanziaria, nella misura di cui al comma 5.
5. La trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci per cento
del valore della fornitura idrica erogata da Siciliacque s.p.a.
negli anni di morosità 2024 e 2025 al singolo comune. I dati
necessari sono trasmessi al Dipartimento regionale delle autonomie
locali dal competente Dipartimento regionale dell'acqua e dei
rifiuti, cui sono forniti da Siciliacque s.p.a.. I comuni
interessati, nel rispetto dei principi generali vigenti in materia
di servizio idrico, attivano i necessari strumenti per assicurare
che il pagamento della fornitura idrica, negli anni considerati,
sia posto a carico degli utenti finali, anche in misura
forfettaria.
6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 trovano applicazione
anche per gli esercizi finanziari successivi, fino all'adeguamento
dell'ATI di Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in
materia di sistema idrico integrato. .
2. Al fine di scongiurare pregiudizi per la salute e l'ordine
pubblico e di assicurare la continuità del servizio idrico
integrato nell'ambito territoriale di Agrigento da parte
dell'azienda speciale consortile A.I.C.A. - Azienda idrica comuni
agrigentini , la cui gestione rimane ancora pregiudicata da una
carente riscossione della tariffa a carico dell'utenza finale e da
mancati pagamenti da parte dei comuni soci di somme dovute a vario
titolo per il servizio, precludendo conseguentemente alla medesima
di fare fronte con regolarità ai relativi costi, l'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, è
autorizzato, per gli esercizi finanziari 2026 e 2027,
all'erogazione straordinaria in favore della predetta azienda
consortile, a titolo di anticipazione, per un importo complessivo
pari a 10.000 migliaia di euro per ciascun esercizio, secondo le
modalità di cui ai commi successivi.
L'erogazione straordinaria di cui al presente comma è vincolata al
pagamento del servizio di acqua all'ingrosso già fatturato ad
A.I.C.A. alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Le somme anticipate sono restituite alla Regione dall'azienda
consortile A.I.C.A. in dieci anni, a decorrere dal triennio
successivo alla prima anticipazione, sulla base di un piano
finanziario di rimborso approvato con decreto dell'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità, da
adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge.
4. L'azienda consortile A.I.C.A. decade dal beneficio della
rateizzazione concessa nei termini di cui al comma 3 se alla
scadenza del triennio dalla prima anticipazione non ha completato
l'attività necessaria a garantire la regolare riscossione della
tariffa per il servizio da parte dell'utenza finale, ivi compresa
la collocazione dei contatori.
5. L'azienda consortile A.I.C.A. provvede al regolare pagamento
delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo di
avere un minimo di attenzione, anzi il massimo dell'attenzione per
la trattazione dell'articolo 16, e altrettanta attenzione chiedo al
Governo... però, così non si può lavorare, Presidente. Non sento
neanche la mia stessa voce.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Gilistro, onorevole Laccoto,
onorevole Venezia, Spada, Leanza, possiamo un attimo... chi deve
interloquire vada fuori dall'Aula, chi vuole ascoltare e rimane
all'interno dell'Aula. perché altrimenti non riesco ad ascoltare
nemmeno io.
Prego, onorevole.
CIMINNISI. Grazie, Presidente, rinnovo la richiesta di un minimo
di attenzione da parte dei colleghi deputati, in maniera
trasversale, e altrettanta attenzione chiedo al Governo perché
parliamo di un tema fondamentale che è quello dell'acqua. Visto che
si tratta di un articolo molto complesso, l'articolo 16, che
riguarda la provincia di Trapani, di Messina ma anche la provincia
di Agrigento, quindi è una questione che riguarda tutti in maniera
trasversale.
La questione dell'articolo 16, come avevo già annunciato in sede
di discussione generale, è in qualche modo l'esatto specchio della
totale incapacità in tutti questi anni...
PRESIDENTE. Onorevole Gennuso, se può lasciare i banchi del
Governo...
CIMINNISI. ...di gestire la risorsa idrica in una maniera
razionale ed equilibrata che, in qualche modo, non abbia ricadute
sui cittadini e invece con l'articolo 16 il paradosso è proprio
quello, cioè che è quello che si cerca di fare con questa norma è
quello di scaricare un debito, che la Regione ha maturato nei
confronti di Siciliacque, sui tredici comuni del lato di Trapani,
su alcuni comuni del lato di Messina, colpevoli soltanto di avere
ereditato dalla Regione la gestione ex EAS, ente che - lo
ricordiamo - è in liquidazione dal 2004, praticamente, in
liquidazione coatta amministrativa dal 2024, e che ha portato ad
una serie di commissariamenti della stessa ATI, da parte della
Regione, che è stata totalmente infruttuosa e improduttiva in tutti
questi anni, al punto che, ad oggi, ancora l'ATI di Trapani non è
del tutto operativa, proprio perché è mancata, in questi anni,
l'individuazione del soggetto gestore unico che è prevista dalla
legge come unico soggetto gestore del servizio idrico integrato.
L'illegittimità di questa norma risiede, soprattutto, nel fatto
che si cerca di scaricare sui comuni, sottraendo loro risorse per i
prossimi dieci anni, quasi in maniera punitiva, per un problema che
in realtà non vede come protagonisti i comuni perché questa
situazione nasce dalla convenzione del 2004 tra EAS, Regione
siciliana e Siciliacque, di cui i comuni non sono parte.
Questo non discende soltanto dalle norme di legge, dalla nostra
legge 16, dal Codice dell'ambiente, ma discende anche da sentenze,
tanto del Tar quanto della Corte costituzionale, che hanno chiarito
in maniera inequivocabile che i costi non possono essere scaricati
sui comuni. Comuni che, tra l'altro, in tutti questi quindici anni
si sono ritrovati a dover fare le manutenzioni ad una rete che è in
condizioni disastrose ma che non è sicuramente, non rientra
sicuramente nella loro gestione e che oggi si vedono ulteriormente
puniti, soprattutto per i prossimi dieci anni.
Significa mandare anche piccoli comuni - perché i tredici comuni
della provincia di Trapani sono in gran parte i piccoli comuni -
mandarli totalmente con le gambe all'aria da un punto di vista
finanziario
Noi togliamo risorse, per i prossimi dieci anni quando, in questa
stessa manovra, all'articolo 11 e con norme sparse in poi in tutta
la manovra, stiamo distribuendo, a pioggia, in maniera totalmente
discrezionale, risorse ai comuni per qualsiasi tipo di
riconoscimento più o meno fondato che sia e più o meno clientelare
che sia.
Il paradosso ulteriore, cerco di andare alle conclusioni, è che
oggi questi comuni, finalmente, dopo quindici anni hanno avviato un
processo virtuoso, cioè attraverso Invitalia stanno cercando di
avviare tutte le pratiche per l'individuazione del soggetto gestore
unico e, oggi, che siamo finalmente arrivati a questo risultato,
cosa facciamo? Gli diamo la mazzata finale, gli togliamo i
trasferimenti per i prossimi dieci anni per ripianare un debito di
19 milioni che spetta alla Regione in quanto parte, risanare con
Siciliacque.
Se proprio noi vogliamo aiutare questi comuni, noi anzi
rilanciamo, alziamo la posta in gioco perché questi comuni sono
quelli che, più degli altri, in questi mesi, hanno subito la crisi
idrica proprio perché hanno ereditato una gestione di una rete che
non è, ovviamente, stata seguita dalla Regione in nessun modo. Noi
rilanciamo, anzi, aiutiamoli questi comuni, tutti devono pagare
l'acqua - noi siamo d'accordo su questo - aiutiamoli a mettere i
contatori nei comuni in modo tale che si possa effettivamente
equilibrare la situazione economica.
Quindi non solo noi non siamo d'accordo con l'articolo 16, ma
chiediamo di avere la possibilità di procedere ad una riscrittura
che è già stata condivisa per le vie brevi tra più parti politiche
affinché si possa ripristinare una condizione di giustizia ed
equità nei confronti di questi comuni che, non solo per quindici
anni hanno subito le inefficienze e l'incapacità della Regione di
gestire i rapporti tra EAS, Regione siciliana, appunto, e
Siciliacque, contro i quali, oggi, si prospetta un'azione punitiva
per i prossimi dieci anni, con una riduzione dei trasferimenti di
parte corrente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
Nel frattempo, dico ai colleghi che la Presidenza, ad oggi, non ha
alcuna riscrittura dell'articolo 16.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
la vicenda che riguarda l'ATI idrica di Trapani è una vicenda che
affonda le sue radici nel tempo.
L'ATI di Trapani è sicuramente in ritardo, ha rischiato di far
commissariare tutta la regione, però bisogna riconoscere che negli
ultimi anni, sicuramente non grazie all'impegno del Governo
regionale, perché il Governo regionale ha commissariato l'ATI per
tre anni e in questi tre anni di commissariamento, il commissario,
il commissariamento, non hanno prodotto alcun risultato.
Oggi, grazie all'impegno dei sindaci, in particolare del suo
presidente, il dottore Gruppuso e di Invitalia, del
commissariamento tecnico di Invitalia, siamo arrivati al punto che
l'ATI idrica di Trapani nel 2026 potrebbe partire col servizio e
con un piano di investimenti che produrrà una tariffa che è la metà
di quella che pagano gli ATI idrici degli altri territori, perché
ad Agrigento si pagano circa 4 euro, a Enna idem, a Trapani la
tariffa supererà di poco i due... Presidente, però, se qua urlano,
parlare va bene ma urlare
PRESIDENTE. Io ho ripetuto più volte ai colleghi di maggioranza di
non sostare tra i banchi del Governo, non so più come ripeterlo,
posso mettere un divieto.
SAFINA. La ringrazio Presidente, ma il problema era urlare non
parlare.
Oggi con una norma che vorrei dire, consentitemi per l'amore
dell'arte, questa norma non è una norma sostanziale, quella che noi
vorremmo approvare, che voi vorreste approvare con l'articolo 16, è
una legge solo in senso formale, perché è la classica legge
provvedimento, cioè una legge che di fatto produce il valore di un
atto amministrativo. Senonché nella ricostruzione storica bisogna
riconoscere che a un certo punto la Regione, nel liquidare l'EAS,
se ne infischia del servizio che avrebbe dovuto rendere ai
cittadini siciliani e in particolare a quelli della provincia di
Trapani, liquida e dice sostanzialmente "da oggi il servizio lo
dovete gestire voi", senonché dice che vi trasferisco il servizio e
le reti senza trasferire un centesimo Tanto è vero che in questi
anni i comuni che si sono ritrovati senza gestore - salvo
Siciliacque adesso come sovrambito - hanno pagato tutti gli
interventi manutentivi sulle reti con le loro casse e vi dico pure
una cosa: ci sono comuni, come il comune di Erice, che sono
creditori nei confronti della liquidazione dell'EAS di oltre 2
milioni di euro che nessuno pagherà
Ebbene, noi ci troviamo dinanzi a comuni che fanno le riparazioni
e di questo non c'è traccia, cioè quando avete strutturato questa
norma, avete pensato solo al lato in cui vi ritenete creditori, ma
dove ci dovremmo ritenere debitori, perché i comuni sono
intervenuti facendo le manutenzioni e non è facile fare le
manutenzioni con una rete colabrodo, perché ripari da una parte e
si rompe da un'altra, questo avete fatto finta di dimenticarlo
Nei rapporti debito-credito avete guardato solo gli aspetti che
secondo voi erano rilevanti, perché c'è un tema, è chiaro che
Sicilia Acque deve continuare a poter essere operativa, qua nessuno
nega che Siciliacque debba continuare a lavorare perché altrimenti
scoppierebbe il sistema, certo bisognerebbe domandarci perché
Siciliacque fa pagare l'acqua più cara d'Italia, perché rispetto a
tutto quello che fanno i sovrambiti nel resto del Paese,
Siciliacque ha l'acqua più cara del Paese
Questo è un dato inequivocabile, non lo dico io, lo dice Arera e
dinanzi a un ente di controllo autonomo indipendente come Arera,
penso che nessuno possa contestarlo, perché produrre l'acqua o
meglio incanalare l'acqua da una diga - molte delle dighe sono
gestite da Siciliacque - costa dieci centesimi, peccato che noi la
paghiamo oltre settanta centesimi
Assessore, io me lo porrei questo problema per il futuro, mi
porrei il tema di andare a rivedere questa convenzione con
Siciliacque, ma cionondimeno, per rientrare a bomba sul tema,
questa norma non si può fare perché viola una sentenza della Corte
costituzionale e viola i giudicati dai Tribunali amministrativi
regionali che hanno detto che i comuni non possono gestire questo
servizio.
Ora la soluzione c'è, Assessore Turano vedo che lei mi guarda
interessato...
PRESIDENTE. Non solo la guarda interessato, ma ho visto pure che
le ha fatto una foto, così mi è parso. Assessore non possono essere
fatte foto qui in Aula
SAFINA. Della foto mi preoccupo. Il tema è: noi non vogliamo
toccare gli aspetti che riguardano Aica, gli aspetti che riguardano
gli altri comuni, ma per quanto riguarda i comuni della provincia
di Trapani e i comuni della provincia di Messina bisogna
riconoscere che questo non si può fare.
E allora vi proponiamo di modificare il primo comma dal numero 1,
mi pare, al numero 6 nella parte in cui bisogna prendere atto che
le sentenze dicono che il gestore della Regione siciliana, per
questi comuni, e dunque la Regione siciliana, deve pagare questo
servizio e se riuscisse pure a dare una mano a mettere in piedi il
sistema della provincia di Trapani e della provincia di Messina
farebbe una cosa buona e giusta perché metteremmo i comuni ed i
cittadini nelle condizioni di pagare. Perché non si può scrivere
ma come si fa, per un Governo regionale, a scrivere che le tariffe
e bollette si possono fare in via forfettaria, ma dico ma siamo
legislatori?
Ma non possiamo fare questi strafalcioni, questi sono da
abecedario della legislazione
Assessore Colianni non si può fare perché la Arera lo vieta,
perché l'acqua non è una tassa, lei questo se lo deve scrivere a
caratteri cubitali, è un servizio e poiché è un servizio deve
essere fatturata in base ai consumi, la tariffazione forfettaria è
illegittima
Ma lei davvero vuole proporre a questo Parlamento, l'altro giorno
e bisogna darne atto, l'assessore Dagnino si vantava di non avere
ricevuto impugnative, vedo che lei vuole fargli levare questo
primato, cioè vuole ricevere un'impugnativa non per una norma
discutibile rispetto alla quale si possono avere opinioni diverse
ma per una norma che è palesemente illegittima, palesemente
contraria ad ogni principio del nostro ordinamento
Vi invito a votare l'emendamento 16.19 che non modifica ciò che
riguarda le altre province ma mette ordine momentaneamente, con la
consapevolezza che il 2026 potrebbe essere l'anno di partenza del
servizio idrico integrato in provincia di Trapani e mette ordine
preservando Siciliacque, al netto delle cose che ho già detto, e
mette in condizione e metterà domani, perché è giusto che i
cittadini in condizione di pagare il giusto lo facciano.
Saluto agli studenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo
PRESIDENTE. Do il benvenuto agli studenti del Liceo Classico
Umberto di Palermo.
Benvenuti in Aula.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi sempre di rispettare i cinque
minuti.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
assessore Dagnino le volevo raccontare una storia che riguarda
l'articolo 16.
Intanto sottoscrivo gli interventi dei colleghi Ciminnisi e Safina
su un fatto che riguarda la riscrittura con anche un comma che va
aggiunto, perché in questo ragionamento viene escluso il gestore
pubblico della città di Messina che ha subìto le stesse angherie
dei comuni che sono stati indicati sia della provincia di Trapani
sia degli altri comuni della provincia di Messina ma nella
definizione manca il gestore pubblico che riguarda la città di
Messina.
Se l'assessore Dagnino ora ci segue in modo tale che poi non
nascono fraintendimenti, deve comprendere il perché l'articolo 16
va riscritto totalmente e già le chiedo che venga accantonato ma
voglio spiegarle anche perché.
Alle motivazioni che hanno ben articolato i colleghi Ciminnisi e
Safina, le voglio mettere in evidenza un altro fatto: il comune di
Messina col suo gestore pubblico l'A.M.A.M., deve ricevere
dall'Istituto autonomo case popolari 12 milioni di euro di acqua
non pagata di fornitura idrica degli ultimi 5/7 anni mai
riconosciuta. L'Istituto autonomo case popolari sicuramente non è
un istituto municipale ma è un istituto della Regione.
Abbiamo tentato più volte di far sedere a un tavolo, con un
accordo transattivo, la Regione, l'Istituto autonomo case popolari,
che è comunque vigilato dalla Regione, il comune di Messina e
l'A.M.A.M. Perché? Perché a sua volta l'A.M.A.M., gestore unico
pubblico della città di Messina, deve dare ad ex E.A.S., oggi
Siciliacque, 1 milione e 300 mila euro.
Non c'è stato verso Ma non solo, l'A.M.A.M ha subito il decreto
ingiuntivo per questa situazione pregressa, facendogli saltare
anche l'erogazione del servizio perché, ovviamente, c'era un
problema di liquidità.
Ecco, queste sono angherie che i Comuni subiscono da quelli che
sono poi mostri che pensano di poter fare quel che vogliono.
E allora, il tema è serio, ed è ovvio che non è pensabile che i
Comuni, per una mala gestio amministrativa, per una gravità di
omissione di vigilanza, perché l'E.A.S., comunque non era mio Non
era dei Comuni. E quindi c'è un problema, perché se i contratti non
sono stati stipulati, se anche le fatture che sono state emesse,
non c'è stata la possibilità anche di contestarle, perché
ovviamente poi c'era il ricatto di sospendere l'erogazione
dell'acqua
Tutto questo, è una situazione che è stata ereditata ma voglio
aggiungere un'altra cosa, noi abbiamo a che fare con tale
"Barresi", che è la terza volta, che tenta a Messina di bandire la
gara per individuare il soggetto privato, però stavolta ci
riuscirà.
Perché lo sa che ha fatto la Barresi? Si è chiamata i soggetti
privati, e ha detto loro: "Cosa volete che io modifichi nel bando,
perché così partecipate?".
Ebbene, la Provincia di Messina, grazie al Lodo Barresi, subirà un
aumento rispetto al piano precedente del 50 per cento, perché ora i
privati hanno detto che se il bando viene aumentato, viene prevista
un aumento del 50 per cento, circa
Vivaddio Partecipano, e si aggiudicano pure la gara
Quindi siamo arrivati anche a questo, e la Barresi non ha voluto
sentire ragione, quando a un certo punto i sindaci della provincia
di Messina - che su questo sono stati per carità, dei giganti, ma
lasciamo stare - a un certo punto hanno mandato una nota con 55
firme su 108, dicendo: "Siamo pronti a rivedere quello che era il
modello di gestione, c'è un gestore pubblico nell'ambito dell'ATI,
e quindi procediamo in quella direzione ed evitiamo". E invece
neanche questo si è potuto fare, perché la Barresi è domineddio Ma
non c'è nessuno in condizioni, di spedirla in altro luogo?
E a lei, Assessore, ora chiedo conto e ragione, di questa che è
una porcheria, chiederò conto e ragione anche al Presidente della
Regione, perché questa è una turbativa d'asta all'inverso
Cioè, io mi metto prima d'accordo, vedo cosa vuole il mercato
affinché io sia appetibile, dopo che sono andati deserte - sto
concludendo, Presidente, scusi - due procedure di gara? Bene,
tornando al tema Assessore, io le chiedo formalmente che, venga
accantonato per poter definire la riscrittura, e perché? Perché
comunque non mi trova d'accordo nel caricare il fardello ai Comuni,
e dall'altro lato, i Comuni che, a sua volta nel frattempo hanno
subito le angherie della mancata individuazione dell'ente gestore,
hanno dovuto far fronte in ogni caso ai costi di manutenzione, e
quindi, da un lato vogliamo lasciare l'eredità dello zio buonanima
ai Comuni, quindi i debiti, dall'altro lato invece, vogliamo
comunque prenderci le reti, le diamo ora ai privati in termini
definitivi con le valorizzazioni che, comunque i Comuni in questi
anni hanno dovuto fare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io il
ragionamento lo faccio sull'articolo 16 rispetto al tema della
gestione del Servizio idrico integrato.
Veda, Assessore, è uno dei principali talloni di Achille del
Dipartimento acqua e rifiuti e non lo dice l'onorevole Cambiano o
il Movimento 5 Stelle, che ci sia stata una gestione inefficiente,
lo certifica la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti certifica che 10 delle 26 dighe siciliane sono
ancora in esercizio sperimentale per gravi inefficienze e per gravi
ritardi, la maggior parte delle inefficienze sono imputabili al
Dipartimento acque e rifiuti, ma altre mancanze sono addebitabili a
Siciliacque, quella società che nel 2004 nasce e viene costituita
per il 75% da socio privato, adesso il 25% da parte della Regione
siciliana, per svolgere il ruolo di Ente di sovrambito.
E ora Assessore, perché questa premessa sul Servizio idrico
integrato e su Siciliacque? Perché per il Governo, che ha una
responsabilità politica almeno da otto anni a questa parte, il tema
è serio, perché noi continuiamo a dare soldi a Siciliacque e siamo
certi che abbia rispettato i termini previsti da quella convenzione
in termini, scusi il gioco di parole, di rispetto degli
investimenti da effettuare con i piani quinquennali? Perché la
durata della concessione è quarantennale
Questa Assemblea, nel 2024, ha approvato dei provvedimenti per
aumento di capitale sociale e prestito per 40 milioni di euro,
parte del socio privato e parte del socio pubblico, ma Siciliacque
Assessore non perde mai, perché Siciliacque fa utili ed è
certificato dall'ultimo bilancio disponibile nel 2024 sul sito
istituzionale dell'ente che certifica un utile di 5 milioni e 600
mila euro da parte di Siciliacque, in un momento di grave crisi
idrica e di emergenza idrica e questo glielo consente la legge,
perché per un meccanismo di calcolo delle tariffe di Arera e di
compensazione Siciliacque non perde e pagano i cittadini quella
tariffa
Ma perché sono arrivato all'utile di Siciliacque? Perché, mentre
Siciliacque che per il 75% - lo voglio ricordare - è in mano a
privati, fa utile, quell'utile nel 2024, una parte di quell'utile,
è stato distribuito come dividendo ai soci: un milione e
seicentomila euro sono stati distribuiti come dividendi ai soci e
il 75% di quella società è in mano a privati e non si può non
tenere conto, Assessore, della responsabilità politica e della
gestione di questa governance, perché lo ricordo a me stesso e a
quest'Aula, il consiglio di amministrazione di Siciliacque è
nominato dalla politica, il Presidente del Cda di Siciliacque -
sempre per notizie riportate sui siti istituzionali - è un sindaco
di un comune siciliano che appartiene ad un partito politico con
nome e cognome: la Lega.
E allora non utilizziamo le società che dovrebbero gestire servizi
essenziali per dare posti di sottogoverno, accollandoci gestioni
fallimentari.
Ora vede, non è un attacco personale al Presidente del Cda di
Siciliacque ma è una riflessione, assessore, che dobbiamo fare
perché, in questa sede, stiamo dando altri 20 milioni di euro a
Siciliacque.
Assessore, ora, però, mi deve rispondere. Noi abbiamo affidato la
gestione dei dissalatori a Siciliacque e, nell'ultima variazione di
bilancio, abbiamo previsto 10 milioni di euro per una presunta
produzione di 300 litri al secondo. Mi risulta che non siano stati
prodotti da quei dissalatori da 300 litri al secondo. Quelle
risorse le abbiamo regalate a Siciliacque e al socio privato? Le
abbiamo sottratte ai cittadini e le abbiamo regalate a Siciliacque,
quelle risorse che dovevano coprire il costo di esercizio per la
produzione di 300 litri al secondo e che non si è poi attuata?
Assessore, su queste domande deve rispondere all'Aula, abbiamo
diritto di sapere. Quindi, al di là della riscrittura
dell'articolo, io spero che questa sia la sede deputata ed
opportuna affinché il Governo regionale dia delle risposte, non al
Movimento 5 Stelle, ma ai siciliani sulla governance del servizio
idrico integrato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Grazie signor Presidente, sarebbe importante che fosse
presente anche l'assessore Dagnino. È scomparso
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, c'è comunque l'assessore...
ABBATE. Assessore Dagnino, forse sarebbe un momento... Può
partecipare ai lavori d'Aula, un attimo, per chiarire una
situazione.
Signor Presidente, allora, io volevo entrare nel merito di questo
articolo, l'articolo 16, un articolo molto complesso che va nella
gestione delle società che gestiscono l'acqua pubblica, che
gestiscono l'acqua potabile anche per le famiglie.
In particolare volevo intervenire sul secondo comma, la parte che
va nell'andare ad aiutare, a mettere a disposizione delle risorse
sotto forma di prestito da restituire, per quanto riguarda la
società AICA che gestisce l'acqua pubblica per la provincia di
Agrigento. Provvedimento, secondo me, importante, perché queste
società che nascono - e sono società che mettono insieme i comuni
che poi dovrebbero gestire, in sede d'ambito, quella che è la
distribuzione delle acque alle famiglie e ai cittadini di ogni
provincia - hanno un problema di fondo: quello che si sono
insediate e si stanno insediando con un capitale sociale irrisorio.
Conosco la vicenda Iblea Acque, che è la società che gestisce i 12
comuni della provincia di Ragusa, si è istituita e si è insediata
Iblea Acque con un capitale sociale di solo 100 mila euro. E capire
che significa gestire un servizio così importante per una
provincia, quando tu inizi con una liquidità che è solo di 100 mila
euro, significa che il giorno dopo si è già indebitata, dal giorno
dopo c'è un problema di liquidità perché tu non riesci ad entrare a
regime per poter avere l'introito della gestione anche della
riscossione almeno per i primi due, tre anni.
Quindi, questo è un problema di fondo che gestirà, che ha AICA di
Agrigento ma è un problema importante che ha anche Iblea Acque
della provincia di Ragusa.
Il 24 ottobre di quest'anno, è stato recapitato all'assessore
Dagnino, nella persona del Presidente della Regione, così come
all'assessore competente e a tutti i parlamentari, una richiesta
proprio dell'amministratore delegato e del direttore generale di
Iblea Acque per dire di mettere a disposizione le stesse risorse, o
mettere a disposizione delle risorse, che possono essere poi
restituite alla Regione, proprio per avere un'anticipazione di
liquidità che in questo momento neanche le banche mettono a
disposizione.
Io trovo una cosa che vivamente mi ha un po' sorpreso: il fatto
che abbiamo un articolo dove si sono messe a disposizione le
risorse per AICA all'interno della finanziaria, non trovo Iblea
Acque, che non è stato inserito nel testo della finanziaria. Su
questo ho presentato un emendamento come Gruppo dove, a invarianza
di spesa - a invarianza di spesa significa senza mettere risorse in
più - possiamo mettere a disposizione le risorse sia per AICA sia
per Iblea Acque.
È impossibile pensare che, un cittadino della provincia di
Agrigento, paghi gli interessi moratori sull'anticipazione di
liquidità, e quindi avrà un soprappiù di tassa per quanto riguarda
gli interessi e quindi pagare poi ogni litro di acqua, ogni metro
cubo di acqua, che va a finire ai cittadini di Agrigento; mentre i
cittadini della provincia di Ragusa devono pagare gli interessi
dell'anticipazione di liquidità per potere avere lo stesso servizio
e avere la stessa quantità di acqua che ha quella di Agrigento, o
qualsiasi altra società d'ambito nella nostra Regione. Quindi, il
principio è ottimo, quello di mettere a disposizione delle risorse,
in questa fase delicata dei primi due-tre anni della gestione del
servizio idrico, e quindi non esporre le società d'ambito ad
interessi passivi, per quanto riguarda l'anticipazione di
liquidità, ma farlo in modo equo e in modo che tutte le province e
tutti i cittadini abbiano lo stesso trattamento. Non accetterei - e
come Gruppo - che questo avvenga per una provincia e non avvenga
per un'altra, perché i cittadini siciliani sono uguali, i cittadini
siciliani pagano le tasse allo stesso modo e dobbiamo metterli in
condizione di poter ricevere lo stesso servizio alla stessa
quantità di denaro. Non possiamo pensare che la provincia di Ragusa
paga di più e la provincia di Agrigento meno. Anche perché le
risorse sono importanti, perché un'anticipazione di liquidità di 10
milioni, per una provincia come Agrigento, è un'anticipazione
importante, e diventano 20 milioni già per il prossimo anno.
Quindi già poter portare 5 milioni per la provincia di Agrigento e
5 milioni per la provincia di Ragusa potrebbe anche risolvere il
problema, non intaccare la liquidità e le somme messe a
disposizione da parte della Regione, e se c'è necessità, di poterle
mettere nelle variazioni di bilancio.
Quindi questo è un invito che faccio al Governo, senza mettere in
difficoltà nessuno, perché non si cercano le ulteriori risorse da
mettere a disposizione, ma soltanto quella di un'equità di
trattamento fra i cittadini siciliani e fra le province della
nostra Regione.
Signor Presidente, sarò sicuro che l'assessore recepirà questa
nostra richiesta, perché non capisco perché ci debbano essere
quali siano i parametri che andranno a scaturire, delle richieste o
quanto meno dei provvedimenti che sono diversi tra una provincia e
un'altra.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
E poi io chiudo la discussione generale sull'articolo, ci sono gli
ultimi due interventi poi dell'onorevole Assenza, Lombardo e infine
chiude l'assessore, replicando agli interventi.
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
articolo, in cui parliamo fondamentalmente delle risorse idriche in
Sicilia, permetta di evidenziare plasticamente due cose: tanto lo
strabismo del Governo sul tema appunto della gestione delle risorse
idriche, in particolar modo nel rapporto con i Comuni; e allo
stesso tempo, la negligenza che se ne evidenzia da tutto questo
excursus, da tutta questa evoluzione che è stata rappresentata
lungamente nelle discussioni dibattute, e in Aula, ma anche nelle
Commissioni di merito. Già in quell'ambito, il Partito Democratico
e altre forze politiche hanno espresso enormi perplessità rispetto
all'impostazione di questo articolato.
Io credo che il Governo regionale, la maggioranza di centrodestra
che oggi guida questa Regione, dovrebbe far pace con sé stessa,
perché da una parte ci dice che dobbiamo aiutare gli enti locali,
che in buona parte sono in difficoltà, mentre vedo che da questo
articolo l'obiettivo è fondamentalmente quello di portare avanti
un'operazione di strozzinaggio. Uno strozzinaggio legalizzato, che
prevedrebbe una riduzione delle risorse, una riduzione del fondo
per i Comuni stessi, e questo credo che non solo sia illegittimo,
dal punto di vista dell'impostazione proprio normativa, ma sia
assolutamente ingiusto per le motivazioni che sono state
rappresentate anche dai colleghi che mi hanno preceduto e che hanno
avanzato delle ipotesi di modifica di questo articolo.
È una gestione negligente, irresponsabile e sulla quale non può
rimanerne fuori, dal punto di vista della responsabilità politica,
il Governo della Regione quando parliamo di Siciliacque, quando
parliamo dei rapporti con EAS.
Guardate che il quadro che sta emergendo, relativamente ai
disservizi che sono emersi sulla fornitura della gestione idrica in
Sicilia, è assolutamente inquietante. E l'intervento degli enti
locali che ha permesso, lungamente, durante questi anni di coprire
le carenze, da parte di Siciliacque è sotto gli occhi di tutti,
quindi, non si può ragionare con due metri e con due misure.
Allora, da questo punto di vista, anche nell'ottica di valutare,
assessore Dagnino, quella che è la logica di questo articolo, noi
riteniamo che sia da rivedere, complessivamente, l'impianto e
prevedere un taglio dei trasferimenti agli enti locali siciliani
che sono interessati, quelli di Trapani e quelli di Messina, è
assolutamente ingiusto anche alla luce di un calcolo della
tariffazione che Arera ha, più volte, certificato essere la più
alta d'Italia.
Quindi, è evidente che noi dobbiamo andare in una direzione
diversa, specialmente quando si tratta di risorse idriche E lo
dico oggi, anche a seguito di un articolo di giornale - Presidente
dell'Assemblea - che è oltremodo inquietante, in cui parla di
perdite di risorse di fondi del Piano nazionale di ripresa e
resilienza - 18 milioni di euro - che sarebbero stati destinati
alla riqualificazione delle reti idriche, della provincia di
Catania, che andrebbero persi rispetto a quanto ci dichiara la
Direzione generale delle dighe, la SIE (Servizi Idrici Etnei) non
sarebbe stata nelle condizioni di pianificare la progettazione e
quindi, poi, la messa a terra di questa importante misura che
prevedrebbe, appunto, la riqualificazione delle nostre condotte
idriche.
Allora, alla luce di questo, se ne evidenzia fondamentalmente
cosa? Un'assenza di regia, un'assenza di attenzione rispetto a
quella che è la materia prima della quale noi dovremmo, diciamo,
garantire la fruibilità a tutti i siciliani e quindi,
quest'articolo che il Governo ci propone noi lo rimandiamo al
mittente Il Partito Democratico, insieme ad altre forze politiche,
è nella volontà di procedere affinché si valutino le nostre
proposte emendative in tal senso e chiediamo all'assessore Dagnino
e all'assessore al ramo che, da questo punto di vista, ci dicano la
loro opinione, ci dicano se andiamo nella stessa direzione, se lo
strabismo che è stato portato avanti fino ad oggi nei rapporti con
gli enti locali siciliani, in questo caso interessati, intendano,
ecco, concretizzarlo, ovvero se c'è un'apertura rispetto alla
proposta emendativa, se c'è una volontà di dare copertura
all'emendamento che viene proposto dal Partito Democratico, che è
il 16.19; diversamente, poi, le strategie d'Aula le decideremo
insieme a tutte le forze politiche perché riteniamo che sia
assolutamente ingiusto ed iniquo portare avanti questo articolo,
così com'è determinato ad oggi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Sì, Presidente, ogni volta che affrontiamo queste
tematiche, sembra che diventi la guerra tra poveri, però purtroppo
le esigenze della nostra regione sono tante.
Io porto il problema in Assemblea, mi sono permesso di portare il
problema che già ha evidenziato l'onorevole Abbate, nel suo
intervento, di Iblea Acque. Non per ribadire quello che è già stato
detto, ma solo per sottolineare che nel 2022 i dodici comuni della
provincia di Ragusa hanno fatto una scelta, secondo me, ammirevole
e doverosa, cioè quella di costituire una società a capitale
interamente pubblica, i cui unici soci sono proprio i dodici comuni
della provincia; hanno messo un capitale sociale, evidentemente,
solo irrisorio di 100 mila euro e la società ha iniziato la sua
attività, evidentemente, facendosi finanziare dai soci, dai comuni,
che ad oggi sono arrivati ad aver finanziato oltre 12 milioni.
Finalmente, nell'ultimo anno, la società ha cominciato ad
incassare e quindi ad avere un certo attivo, per cui si è fiduciosi
per il futuro, però vi è il problema immediato che siccome saremmo
nel terzo anno consecutivo di perdita, se non ripianiamo
parzialmente le perdite la società dovrebbe essere posta in
liquidazione con il rischio, io lo dico chiaramente, che alla
società a capitale interamente pubblico si sostituisca un'azienda
privata, una società privata che evidentemente avrà solo lo scopo
di lucrare.
Allora dobbiamo evitare questo. I comuni avevano anche pensato di
rimediare come? Facendo l'aumento di capitale attraverso una
riduzione dei crediti da incassare da Iblea Acque. Purtroppo questo
non è possibile perché su dodici comuni cinque sono in stato di
dissesto finanziario e quindi non è possibile nemmeno procedere a
questa operazione.
Per cui la Regione credo che sia uno di quei casi in cui debba,
non possa, debba intervenire per istituire un fondo perequativo.
Noi abbiamo chiesto 10 milioni, il debito complessivo è di 12, ma
noi ne abbiamo chiesti 10; se non possono essere 10 il Governo
stanzierà quello che è possibile in questo momento, con l'impegno -
da qui a qualche mese - di ritornare sull'argomento per rimpinguare
questo fondo di Iblea Acque che, ripeto, finalmente da quest'anno
si è messa in moto, ha cominciato a riscuotere i canoni e
quant'altro, affinché possa nel giro di dieci anni, abbiamo
chiesto, restituire le somme che il Governo possa anticipare.
Allora questa manovra significa salvare la gestione pubblica
dell'acqua in provincia di Ragusa ed evitare che invece succedano
le azioni devastanti che alcune società private di pure
speculazioni hanno effettuato nelle altre province e delle quali ci
dobbiamo occupare ad ogni finanziaria.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Sì, Presidente, io faccio un brevissimo
intervento in ordine a questa materia, la norma che è in
discussione, perché esprimo certamente un apprezzamento per
l'approccio che il Governo ha avuto riguardo a tematiche che hanno
acuito problemi atavici e che, voglio dire, non possono sempre
ricadere sulla Regione. E l'approccio, credo, del Governo sia di
responsabilità e di responsabilizzare quei comuni che in questi
anni sono stati morosi rispetto agli ambiti territoriali di
gestione del servizio idrico. Ma voglio anche sottolineare, e
questo, come dire, è l'emendamento che abbiamo presentato insieme
all'onorevole Assenza, ne vedo anche uno di segno quasi uguale
dell'onorevole Abbate, che sulla società Iblea Acque, che è una
società in house di nuova costituzione del 18 maggio 2022, noi
chiediamo un supporto, un sostegno che consenta di rimediare a
problemi di liquidità e di cassa che oggi questa società ha e che,
voglio dire, l'istituzione di un fondo perequativo, ancor meglio di
un'anticipazione può essere, come dire, un segnale di buon senso
rispetto appunto ad una realtà che è a partecipazione interamente
pubblica, che diventa gestore del servizio idrico integrato e
gestore unico, necessita di quella iniezione di partenza e di una
prima fase di step che le serve per svolgere quanto meno le
attività ordinarie.
Quindi io chiedo al Governo, e mi unisco anche al coro dei
colleghi Assenza e Abbate, un segnale di sensibilità verso la Iblea
Acque al pari di quanto fatto per le società che sono previste e
inserite già nel testo di legge.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, approfitto anche del fatto che
c'è il Presidente del Parlamento e al Governo io ribadisco la mia
richiesta di accantonamento di questo articolo perché, come già è
stato messo in evidenza, abbiamo delle situazioni in varie
province, ed è giusto affrontare anche quella di Ragusa, come
d'altronde siamo nello stesso quadro giuridico di Agrigento e per
quella che è la situazione già messa in evidenza delle province di
Trapani e di Messina, danno già un senso ben chiaro di quello che è
l'orientamento di questo Parlamento.
Partiamo anche dal presupposto che ci troviamo di fronte a due
fattispecie diverse, perché siamo di fronte a un eventuale
contributo da dare ai Comuni, rispetto a un'anticipazione alle
province di Agrigento e di Ragusa.
Quindi, nel ribadire, Presidente, la nostra richiesta, questo
diventa anche necessario per poter fare una riscrittura complessiva
che contemperi tutte le varie esigenze.
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole De Luca.
Io la cosa che farò è che darò l'opportunità a tutti i colleghi
che si sono iscritti nella discussione dell'articolo e poi
valuteremo la sua richiesta col Governo.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera e poi ho altri tre
iscritti e chiudo la discussione sull'articolo.
LA VARDERA. Presidente, sull'articolo 16 bisogna aprire una
discussione seria su quello che sta accadendo, in modo specifico in
provincia di Agrigento, e con questo intervento dimostrerò
all'assessore Dagnino che è desaparecidos, se n'è andato, prendo
atto del fatto che mentre parliamo di discussione generale e di
bilancio evidentemente gli assessori non ci sono, ma siccome c'è
anche l'assessore competente, quindi su acqua e rifiuti, parlerò
con l'assessore che mi starà sicuramente ascoltando e vi dimostro,
perché c'è una querelle in corso con AICA e il suo Assessorato, che
è una querelle incredibile. Perché? A questo punto, su questo
prestito che noi stiamo dando ad AICA e quindi stiamo cercando in
qualche modo di aiutare una società a risanare i propri debiti, c'è
un grande paradosso e io non posso non parlare di un argomento che
da anni ci ha trasformato nella barzelletta del mondo. Siamo usciti
su tutti i giornali perché ad Agrigento non c'è acqua, lo sappiamo
tutti.
Allora, qual è la questione? Noi cosa facciamo? Siciliacque, che è
un ente - che ricordo a quest'Aula, che non ha bisogno che glielo
possa ricordare io - partecipato per il 75 per cento di società
persino cinesi, dentro Siciliacque c'è un fondo che si chiama
"BlackRock" degli americani e quindi i soldi che noi diamo in
questo fondo di BlackRock da una parte, e dei cinesi,
inevitabilmente fanno sì che in qualche modo gli interessi non
possano essere squisitamente pubblici, quindi degli interessi
ovviamente dei siciliani perché c'è un fondo che non ha gli
interessi squisitamente dei siciliani, mentre Italgas - ecco che
qua c'è il capolavoro, un colpo da maestro - il prestito serve in
parte a ripagare i debiti che AICA ha con Siciliacque: e qua sta il
genio di Schifani, che mi rendo conto che se non avesse fatto
politica, avrebbe potuto essere un grande aziendalista. Ma bisogna
capirlo perché il passaggio non è semplice. Siciliacque, società
partecipata dal settantacinque per cento da Italgas e dal
venticinque per cento dalla Regione siciliana, gestisce i servizi
idrici in tutta la regione. La cosa assurda di questa storia,
assessore, che poi finisce nei portafogli dei cittadini e di tutti
noi, è che è uno dei tanti pozzi da dove prende l'acqua Siciliacque
è il Favara Burgio. Pozzi che si trovano nel territorio di
Agrigento e che quindi quando l'acqua da Aica, e che danno l'acqua
ad Aica, voi li definite di sovrambito, siccome sono di sovrambito
in quanto evidentemente c'è un problema. Ma Aica più volte vi ha
mandato le prove che quel pozzo di Favara Burgio rientra
nell'ambito territoriale e quindi il capolavoro qual è? Che
Siciliacque ruba l'acqua dei siciliani ad Aica ma a sua volta la
rivende con prezzi triplicati. Noi favoriamo in questa partita il
privato, perché ricordo a tutti che Siciliacque è un pezzo,
attraverso Italgas di privato, lo ridiamo ad AICA, paghiamo i
debiti con un prestito e, incredibilmente, in questa partita
dimostriamo che il Governo, in materia di acqua, predilige gli
interessi dei privati, dei cinesi, di BlackRock, rispetto agli
interessi oggettivi Quindi è chiaro che questo prestito, per
quanto ci riguarda, non è utile, non risolve il problema e
paradossalmente dà dei soldi a dei privati con i soldi dei
siciliani, soprattutto in tema di acqua.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
Colleghi, non mi chiedete nuovamente di intervenire perché in
discussione generale si interviene una sola volta.
Prego, onorevole Campo.
CAMPO. Presidente di Paola, Governo, colleghi deputati, allora,
questo è un articolo dove ci sono molti emendamenti dei colleghi
che mostra, da parte del Governo, se c'è una chiara volontà di
aiutare tutti quei territori che hanno delle questioni sospese con
la gestione dell'acqua, in particolare intervengo a supporto
dell'emendamento del collega Assenza perché, a Ragusa, penso si sia
verificato un caso virtuoso, cioè quello della costituzione di una
società in house, quindi una gestione pubblica dell'acqua, dove i
dodici comuni iblei sono intervenuti. E' chiaro che è impensabile
che una società di nuova costituzione possa partire con dei
prestiti in conto capitale dei comuni, senza avere poi dei costi
effettivi, perché bisogna, sicuramente, cercare degli uffici non
soltanto nel capoluogo di provincia ma anche negli altri comuni
bisogna assumere personale.
Quindi, penso, abbiamo tanti comuni in dissesto, come sappiamo,
all'interno della provincia iblea e penso che sia importante e
doveroso supportare la società Iblea Acque in maniera tale che
possa sgravare i suoi debiti con i comuni quanto prima anche per
evitare che le bollette dei cittadini possano aumentare.
Pertanto, per mantenere un servizio efficiente, con degli uffici
aperti in tutti i comuni della provincia, perché noi abbiamo anche
delle recriminazioni da parte dei cittadini dove ci sono uffici
che, non avendo personale, sono aperti soltanto poche ore, un
giorno solo alla settimana, quindi per evitare che aumentino i
costi dell'acqua in provincia e che gli uffici siano efficienti,
abbiano il giusto personale per dare risposte ai cittadini penso
che sia fondamentale che il Governo si assuma la responsabilità di
trovare le somme per far passare questi emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. È
registrato? No? L'onorevole Chinnici? Avevo scambiato...
È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, allora, questo articolo 16 è
sicuramente un articolo molto delicato io ringrazio i colleghi
Ciminnisi, Safina, ma terremo sicuramente conto anche di tutte le
istanze che sono venute dai colleghi del centrodestra perché il
problema, cioè, che sia l'acqua un problema ancora in Sicilia dopo
decenni è veramente incredibile.
Noi veniamo da mesi allucinanti dove nei giornali nazionali ci
sono stati titoli che hanno parlato di guerra fra poveri; se penso
a tutto quello che è accaduto l'anno scorso di questi tempi fra
Caltanissetta, Enna, l'Ancipa e tutte le battaglie che sono state
fatte e che rischiano però di mettere, addirittura, provincia
contro provincia per i problemi di siccità che ci attanagliano.
Come al solito, il problema relativo all'acqua non può essere
risolto semplicemente con un articolo e basta o con il ricorso a un
pezzo o a un altro, ma il problema è complesso e come sempre
bisogna dare risposte complesse.
Se penso alla città di Palermo, sappiamo benissimo, ma non solo a
Palermo, che il problema è relativo alle condutture, alla vetustà,
all'obsolescenza di un sistema di condutture che fa perdere il
cinquanta per cento di acqua, appunto, nel passaggio. Ancora dopo
tanti anni e dopo tanti soldi che vengono sperperati, davvero grida
vendetta il fatto che, in Sicilia, paghiamo il servizio più alto di
acqua e non abbiamo l'acqua, ancora. È veramente incredibile. Così
come paghiamo la tassa dei rifiuti fra le più alte - la TARI - fra
le più alte d'Italia e abbiamo il servizio peggiore
Ecco crediamo che questa maggioranza e questo Governo dovrebbero
focalizzarsi appunto su due, tre, quattro, questioni fondamentali
che sembrano sempre emergenze irrisolte, quando parliamo di acqua,
parliamo di sanità, parliamo di rifiuti, a quello bisogna mirare: a
risolvere i problemi in maniera sistemica non presentando
finanziarie ipertrofiche dove ci si perde in mille rivoli e mille
articoli e si perde il senso e la bussola delle priorità. L'acqua
come bene pubblico e prezioso, è ovviamente la nostra priorità
quindi il lavoro, anche di riscrittura, che si sta facendo, tenendo
conto anche di quello che è stato detto, ovviamente, dai colleghi
della maggioranza è un lavoro prezioso ma, ovviamente, è un passo.
Sappiamo che ci sono in questa Regione tantissimi movimenti che si
occupano di acque, di acqua pubblica, da decenni, e che non vengono
ascoltati; auspichiamo da parte del Governo che si faccia anche un
passo avanti nell'ascolto di tutte le istanze e dei movimenti che
da tanti anni si occupano di acqua pubblica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. È iscritto a parlare
l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
È l'ultimo intervento, poi darò la parola all'Assessore Colianni.
PACE. Grazie, Presidente, io mi scuso con i colleghi se sono
arrivato tardi stamattina, ma nonostante avevo altri impegni
altrettanto seri, in quel caso familiari, il dovere chiama.
Il Gruppo parlamentare a cui appartengo ci teneva oggi alla mia
presenza perché si era impegnato in tal senso con il presidente
Schifani e seppure in ritardo sono presente.
Come sapete, dal 4 novembre, per le vicende che mi hanno visto e
mi vedono coinvolto nonostante io da quel 4 novembre avrei potuto
continuare a fare la vita che avevo fatto prima, frequentare il
Parlamento, frequentare la mia segreteria; dal 4 novembre sono
rimasto a casa. L'unico viaggio che facevo era alle 7.30 - come
faccio tutte le mattine - andare a trovare mia mamma, che è
anziana, sono ritornato a casa ho indossato la tuta, l'ho cambiata
durante quei giorni e fino all'8 dicembre, nonostante il 3 dicembre
ci fosse una decisione a me favorevole.
La mia non presenza in questo Parlamento, né nelle Commissioni,
era una forma di rispetto nei confronti del presidente Schifani in
primis, nei confronti del Governo e soprattutto nei confronti dei
colleghi parlamentari.
La mia assenza - chiaramente anche all'interno del Gruppo - ha
delegato all'intero Gruppo e, nella fattispecie, all'onorevole
Abbate, in qualità di Vice Capogruppo, non soltanto il dialogo con
il presidente Schifani e con il Governo ma anche il rapporto fra i
colleghi parlamentari.
Ho voluto dire tutto ciò perché avete visto le mie firme come
primo firmatario in tutti gli emendamenti che riguardano il mio
Gruppo politico, ma soltanto per una questione di forma e non mi
vergogno a dire che io di questa finanziaria non conosco una
parola, non ho partecipato né alla stesura, né alla concertazione,
né alle trattative, né ho partecipato a stilare alcun emendamento
del mio Gruppo politico.
Ribadisco, non l'ho voluto fare per evitare di creare imbarazzi,
avrei potuto farlo e la legge me lo avrebbe consentito, ma siccome
in Parlamento oltre ad essere colleghi siamo amici l'ultima cosa
che avrei voluto fare era creare un imbarazzo a qualche mio amico.
E, a scanso di equivoci, non cambio opinione se qualche messaggio
non è arrivato, così come non cambio opinione se leggo qualche
post, qualche articolo scomodo che mi riguarda; si va avanti.
Ho voluto fare questa precisazione perché durante il viaggio del
mio ritardo mattutino, sono stato raggiunto da due sindaci della
provincia di Agrigento, accusandomi di essere stato primo
firmatario di un emendamento che avrebbe sottratto somme alla
vicenda annosa dell'AICA di Agrigento, che penso sarà uguale a
quella della provincia di Trapani, a quella della provincia di
Messina ed a quella della provincia di Ragusa e delle altre
province. L'accusa che mi hanno fatto i due sindaci è che io sarei
stato primo firmatario di un emendamento che vorrebbe decurtare un
importo da dieci a cinque milioni per la provincia di Agrigento,
per portarla ad un'altra provincia a me molto cara, non fosse altro
che non soltanto il mio collega che non soltanto il mio collega
Ignazio Abbate e gli altri colleghi, ma con Ignazio abbiamo un
rapporto di fratellanza e mai mi permetterei di fare qualcosa
contro la sua provincia, la famosa contea di Modica e dintorni
nella provincia di Ragusa, ho spiegato ai due sindaci al telefono
"guarda che io dal 4 di novembre non sono mai uscito di casa e se
c'è un emendamento a mia firma è soltanto una questione formale più
che sostanziale perché sarà l'ennesimo emendamento del Gruppo della
Democrazia Cristiana che non conosco".
Pertanto, mi rivolgo al Governo - non vedo l'assessore Dagnino -,
sono qua per ribadire le buone ragioni della provincia di Trapani,
della provincia di Messina e soprattutto della provincia di Ragusa,
sottolineo a me molto cara, non sono d'accordo se per privilegiare,
soddisfare o comunque tentare di lenire i danni che sono capitati
in queste province dobbiamo utilizzare un emendamento che non
conosco per sottrarre somme alla mia provincia perché non me lo
potrei nemmeno permettere nonostante non abbia partecipato negli
ultimi 50 giorni alla vita politica.
Quindi invito il Governo a fare una riscrittura, l'ennesima,
perché ho ascoltato soltanto riscrittura, riscrittura, sarà
ricordata come la finanziaria delle riscritture. Invito a fare la
ri-ri-riscrittura anche di questo articolo, non togliendo soldi a
Ragusa, non togliendo soldi a Trapani, men che meno a Messina che
comincia a diventare anche me cara ma, soprattutto, visto che c'era
un articolo del Governo di lasciare intonse la previsione del
Governo per cui c'era non un impegno mio, c'era un impegno del
Presidente della Regione con il Presidente di AICA della provincia
di Agrigento ed era stato cotanto anche pubblicizzato attraverso i
social. Grazie, in anticipo al Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. Adesso faccio intervenire
l'Assessore. Al Governo dico, ci sono state più richieste da parte
dei deputati di opposizione e di maggioranza di accantonare
l'articolo quindi, Assessore, come Governo, valutate pure questa
proposta che è venuta da più deputati. Prego, Assessore.
COLIANNI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Grazie, Presidente. Credo che questo tema signori
parlamentari, deputati e Presidente debba essere affrontato su due
punti di vista: uno, certamente, sul quadro frammentario che oggi
ci troviamo all'interno della Regione siciliana. Vedete la Regione
siciliana è una delle poche regioni italiane ormai rimaste che ha
un quadro con 9 ATI, quasi tutti gli ambiti regionali italiani sono
ambiti unici e questo quadro, probabilmente, in tutti questi anni
di frammentarietà non ha certamente aiutato.
Comprendo che ogni parlamentare regionale rivendichi per il
proprio territorio storture, inefficienze piuttosto che,
ovviamente, miglioramenti, è comprensibilissimo. Potrei dire sulle
province di Enna e Caltanissetta, onorevoli, di questi collegi che
paghiamo l'acqua più cara di Sicilia, la paghiamo perché ci siamo
caricati gli investimenti, quasi tutti gli investimenti.
E vorrei dire anche all'appassionato intervento che ho sentito
dell'onorevole Safina che ci carichiamo tutte le ATI siciliane
anche parte di quegli introiti che non provengono da Trapani; è
giusto dire anche questo.
E come troviamo allora una soluzione tra tanti punti di vista
diversi? A gennaio, signor Presidente, presenterò una riforma del
settore idrico, ringrazio tra l'altro e lo faccio anche
pubblicamente il direttore generale dell'ambito idrico toscano che
ha accettato di essere nostro consulente all'interno del
Dipartimento regionale, perché probabilmente quell'ambito è uno dei
migliori d'Italia e perché è giusto che coloro i quali oggi in
Italia rappresentano certamente delle politiche idriche importanti,
possano sostenerci anche in una scrittura di una norma che il
Governo entro gennaio sarà pronto a presentare al Parlamento
confrontandosi.
E poi, come si risolvono le perdite idriche? Perché poi, dobbiamo
anche trovare delle soluzioni empiriche, ma io ritengo che le
uniche soluzioni siano la messa in campo degli investimenti, non
trovo altre soluzioni, voglio dire, teoriche, e su questo vorrei
dire due parole, perché in queste settimane, signor Presidente,
abbiamo messo in campo circa 70 milioni di euro di fondi FSC,
ricordo quello più grande di 37 milioni di euro e settecentomila
euro, proprio alla città di Agrigento e a tanti comuni, del
messinese, del siracusano e quant'atro.
E voglio ringraziare pubblicamente anche il mio predecessore,
l'onorevole Di Mauro, per aver pubblicato per la prima volta nella
storia di questo Assessorato, la misura 2.5.1. Questa misura è una
misura del FESR, di circa 200 milioni di euro, sulle condotte
idriche, sui depuratori e sui sistemi fognari che metteremo in
campo entro la fine di febbraio e l'inizio di marzo, che
rappresenta certamente, un dato che darà un sostegno importante
alle ATI.
E voglio fare anche un complimento alle ATI, che anche voi
rappresentate. Vedete, in quel in quell'avviso da 200 milioni di
euro abbiamo, un overbooking di altri 200 milioni di euro. Ciò
significa che in questo, le ATI stanno facendo un buon lavoro e
cercheremo certamente di sostenerle.
Andiamo nel merito di questo provvedimento e perché nasce...
(Brusìo in Aula)
Presidente, però c'è un po'di brusìo, se per favore
PRESIDENTE. Colleghi, l'Assessore sta intervenendo, siccome ci
sono stati più interventi da parte dei colleghi, quanto meno
ascoltate la replica dell'Assessore. Prego, Assessore
COLIANNI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Io ho apprezzato l'intervento dell'onorevole De Luca, che
è anche stato onesto intellettualmente, e sarà la prima cosa che
farò da gennaio, di recarmi proprio a Messina per parlare con gli
amministratori locali di quel territorio, in cui, onorevole, ho
trovato un confronto dialettico in cui emergono tante diversità, e
non è solamente il caso di Messina, è il caso di tutte le province
in cui le ATI sono rappresentate da sindaci, in cui ogni sindaco ha
un punto di vista diverso.
Ma è la norma nazionale che dà i sindaci la potestà esclusiva
delle politiche idriche, gli indirizzi politici delle politiche
idriche e molto spesso in determinati territori assistiamo, voglio
dire a dei confronti che poi paralizzano l'azione e la governance
di quei territori...
DE LUCA Cateno. La Barresi la fa da padrona Basta
COLIANNI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Finisco, onorevole, non è una critica, sto dicendo
un'altra cosa. Le ho detto prima che il primo atto che farò proprio
rispetto...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Cateno)
Onorevole, però mi lasci completare.
PRESIDENTE. Assessore, si rivolga sempre alla Presidenza.
COLIANNI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo venia Presidente, Mi rivolgo a lei.
Proprio per questo, signor Presidente, come ho detto poc'anzi, mi
recherò nel territorio di Messina per comprendere quali possano
essere le soluzioni dopo che, ovviamente, l'onorevole De Luca saprà
che in quell'ambito c'è stata una gara deserta, rispetto al modello
di governance che era stato scelto.
Andando al tema, cari deputati, il Governo è aperto ovviamente, a
una riscrittura del testo, e quindi si dichiara favorevole
ovviamente, al confronto con le forze politiche e con i deputati
che hanno richiesto una riscrittura e proprio sul punto,
l'Assessore per l'economia bilancio, credo che ce l'abbia già
pronta e possa certamente enunciarla. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, c'è pure l'intervento dell'Assessore
Dagnino.
Prima che intervenga, assessore Dagnino, io in questo momento,
come Presidenza, da quello che ho capito il Governo mi ha chiesto:
la riscrittura dell'articolo 16, la riscrittura dell'articolo 8, la
riscrittura dell'articolo 15, ma ad oggi qui la Presidenza non ha
le riscritture.
Quindi, se non abbiamo le riscritture non le possiamo valutare e
non possiamo votare. Prego, assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ci stiamo lavorando, abbiamo
quasi pronta la riscrittura dell'articolo 16, volevo però fare un
annuncio in Aula, per verificare se vi fosse il consenso più ampio
possibile.
Presenteremo, stiamo completando l'ipotesi di riscrittura che
mantiene i dieci su Agrigento, stabilisce 4 milioni, sempre a
titolo di anticipazione per Iblea Acque, e un milione e mezzo per
la vicenda che riguarda Messina. Per Trapani rimane quello che era
già stato stabilito, un milione e mezzo per Messina.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Assessore, cioè lei mi sta chiedendo di sospendere
quindi la seduta in attesa poi delle riscritture.
(Subbuglio in Aula)
Colleghi, chi è intervenuto già in discussione generale non può
intervenire nuovamente, perché l'Assessore interviene per replica.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, sull'ordine dei lavori c'è già
stata una richiesta di accantonamento, c'è un'altra richiesta
sull'ordine dei lavori? Onorevole Sunseri, se c'è un'altra
richiesta sull'ordine dei lavori la faccio intervenire. Prego.
SUNSERI. Grazie Presidente, ma guardi semplicemente perché ho
ascoltato tutti i colleghi con grande pazienza e attenzione. E' da
tre giorni che sentiamo di stralci, dal primo giorno parliamo di
stralci, da ogni giorno di riscrittura, addirittura il Capogruppo
della DC ha detto che la chiameremo la finanziaria delle
riscritture, quindi la maggioranza che dice al Governo state
riscrivendo tutte le norme che avete già scritto.
Ora l'Assessore ha annunciato non una riscrittura, ha annunciato
emendamenti aggiuntivi all'articolo, perché l'articolo parla di
Agrigento e Trapani e qui abbiamo sentito Ragusa, Siracusa, altre
province. La riscrittura è riscrivere con le forze politiche
affinché l'emendamento possa trovare accoglimento in Aula, non
significa aggiungere roba e risorse a un articolo che non è stato
neanche enunciato dall'Assessore, cioè l'Assessore ha parlato per
14 minuti, di cui 13 minuti di altro, un minuto dell'articolo senza
dire cosa andare a fare. Non funziona così Presidente, perché
altrimenti lei deve mettere in votazione l'articolo e si vota comma
per comma, così come emendato dai deputati. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, se ha visto anche sull'articolo 22
il Governo ha presentato un emendamento che la Presidenza ha
valutato come aggiuntivo è non è stato distribuito, cioè non è
stato poi alla fine accolto.
Vediamo adesso l'emendamento che il Governo sta preparando, se è
una riscrittura, se è un aggiuntivo, lo valuteremo ed eventualmente
o proseguiamo con la votazione dell'eventuale riscrittura del
Governo o proseguiamo con la votazione degli emendamenti
all'articolo. Va bene?
SPADA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, non sono
intervenuto prima sull'articolato, perché siccome è un articolo
particolare, delicato e su cui non possiamo nemmeno approcciarci in
maniera leggera, chiedo la sospensione dell'Aula, in attesa di fare
tutti gli approfondimenti, la riaggiorniamo tra un'ora, tra un'ora
e mezza, e ci rivediamo tutti qua.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, il Governo sta depositando e stiamo
valutando la riscrittura, valutiamo intanto la riscrittura se è un
aggiuntivo, oppure
SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, lei è già intervenuto sulla
discussione generale, la faccio intervenire sull'ordine dei lavori
se è una proposta sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole.
SAFINA. Assolutamente sì, sono rispettoso del Regolamento. Se il
Governo presentasse una riscrittura, è chiaro che noi chiederemo un
termine congruo per potere fare i subemendamenti alla riscrittura
perché la riscrittura farebbe decadere tutti gli emendamenti già
presentati e dunque siccome il tema è delicato non possiamo fare
come si fa sempre di corsa.
Il tema è molto delicato e, quindi, io chiedo che, nel caso in cui
venisse realmente presentata questa riscrittura, ci venga assegnato
un termine congruo per poterla studiare e per potere fare i
subemendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, questa sua proposta è una proposta
assolutamente legittima. Per questo vi ho detto, cerchiamo intanto
di far depositare la riscrittura al Governo in maniera tale che la
valutiamo come Presidenza, dopodiché la carichiamo a tutti come
emendamento fuori sacco , di modo tale che la possiate valutare ed
eventualmente subemendare o proporre delle modifiche.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, anche lei sull'ordine dei
lavori?
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, semplicemente per rassegnare un
messaggio al Governo e, anche suo tramite per favore, farlo
pervenire all'assessore Dagnino. Qualora la riscrittura...
PRESIDENTE. L'Assessore Dagnino è qui un attimino in Presidenza
che sta depositando l'emendamento, onorevole De Luca, e quindi la
sta ascolta. Prego.
DE LUCA Antonino. Ecco, se la riscrittura dovesse accogliere
materia aggiuntiva, io già annuncio, adesso, che chiederò il voto
segreto sull'abrogazione della riscrittura.
Per cui, se l'assessore Dagnino ha intenzione di infilare materia
aggiuntiva, io già annuncio, adesso, che chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Colleghi, visto che ci sono stati vari interventi
sull'ordine dei lavori e da parte di altri colleghi durante la
discussione generale, ascoltando il Governo, direi considerato
anche che sono le ore 13.30, facciamo una pausa di un paio d'ore,
così il Governo potrà verificare al meglio la riscrittura
dell'articolo 16 e poi riprenderemo con l'articolo 8 e l'articolo
15, in cui anche lì ci devono essere delle riscritture.
L'Aula è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.24, è ripresa alle ore 16.01.)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Colleghi, chiedo di prendere posto. Durante questa
fase, nonostante non ci sia ancora uno stralcio che è stato fatto
dalla Presidenza, eviteremo di trattare tutti i temi ordinamentali
e microsettoriali, che semmai saranno oggetto di una valutazione
successiva, invece che adesso, viste e considerate le tante
riscritture, elaborazione di testi e quant'altro.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Destinazione oneri istruttori previsti in materia di energia
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2026, l'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità è
autorizzato a destinare, nel limite del cinquanta per cento, il
gettito proveniente dai contributi di cui al comma 110
dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
prioritariamente ai fini del trattamento economico e di formazione
del personale impegnato nello svolgimento delle relative attività
istruttorie ed ai fini del rafforzamento tecnico-amministrativo del
Dipartimento regionale dell'energia.
2. A completamento delle attività di cui al comma l, i contributi
di cui al comma 110 dell'articolo l della legge 23 agosto 2004, n.
239, possono essere utilizzati, previa individuazione delle
rispettive quote determinate dalla deliberazione di cui al comma 1,
anche per le seguenti attività inserite nel quadro degli interventi
previsti dal Piano energetico ambientale regionale (PEARS):
a) promozione di investimenti finalizzati alla ricerca scientifica
e giuridica in materia di fonti energetiche rinnovabili, risparmio
ed efficientamento energetico e conseguente sviluppo;
b) opere di compensazione ambientale dei territori interessati
dagli insediamenti degli impianti;
c) riassetto e sviluppo socio-economico dei comuni ove sono
ubicati gli impianti.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
di pubblica utilità sono determinati i destinatari degli interventi
di cui al presente articolo.».
Ci sono emendamenti soppressivi all'articolo 27, chiedo se siano
ritirati o meno. Onorevole De Luca sono mantenuti o ritirati gli
emendamenti?
DE LUCA Cateno. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, i suoi sono mantenuti o ritirati?
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.17, a firma dell'onorevole
Di Paola ed altri. Mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. C'è l'altro emendamento dell'onorevole Di Paola, che
sarebbe l'emendamento 27.18. Ritirato.
Non vi sono più emendamenti all'articolo 27.
Pongo, dunque, in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Fondo unico a gestione separata della CRIAS
1. Al fine di sostenere lo sviluppo delle imprese artigiane
siciliane, l'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2026, a trasferire al fondo unico a
gestione separata istituito presso la Cassa regionale per il
credito alle imprese artigiane (CRIAS), di cui all'articolo 64
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, risorse pari a 5.000
migliaia di euro destinate agli interventi previsti in favore delle
imprese artigiane di cui all'articolo 16 della legge regionale 6
agosto 2009, n. 9 e successive modificazioni (Missione 14,
Programma 1).».
É l'articolo sul fondo unico. Ci sono tutti gli emendamenti
soppressivi dell'onorevole De Luca Antonio. Onorevole sono
mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Cateno, i soppressivi sono mantenuti
o ritirati?
DE LUCA Cateno. Ritirati.
PRESIDENTE. C'è un emendamento, il 32.7 dell'onorevole La Vardera.
Non c'è l'onorevole La Vardera, quindi è decaduto.
Si passa all'emendamento 32.8, dell'onorevole Sunseri. Onorevole
Sunseri è mantenuto o è ritirato? Onorevole De Luca, me lo dica
lei. Non c'è l'onorevole Sunseri in questo momento.
DE LUCA Antonino. Gli dia il tempo di arrivare.
VARRICA. Se il Governo lo può valutare.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 32.8?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, l'emendamento 32.8 è mantenuto o è
ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Pongo dunque in votazione l'articolo 32. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Cofinanziamento di misure di mutualizzazione del rischio in
agricoltura
1. In conformità ed entro i limiti previsti dall'ordinamento
unionale e statale la Regione sostiene le imprese agricole
nell'accesso a strumenti di gestione del rischio in agricoltura,
con finalità integrative delle misure previste dall'articolo 1,
commi 515 e seguenti, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 e
successive modificazioni, nonché per la mutualizzazione dei rischi
di produzione e di reddito non rientranti nella sfera di
applicazione della predetta norma. Il sostegno è concesso per una
sola annualità con obbligo dei beneficiari di rinnovare, con oneri
a proprio carico, il contratto assicurativo almeno per l'anno
successivo a quello di erogazione.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per ciascuno
degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, la spesa di 4.000
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1).
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati in
conformità alle previsioni di cui al regolamento (UE) n. 2115/2021
del Parlamento europeo e del Consiglio europeo del 2 dicembre 2021
e successive modificazioni.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea sono disciplinate le
modalità di attuazione del presente articolo.».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto si vota il
mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 38.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:.
«Art. 39.
Stabilizzazione personale meccanizzazione ESA
1. Al fine di garantire e implementare le attività di manutenzione
del territorio e delle infrastrutture rurali di competenza, a
decorrere dall'anno 2026 l'Ente di sviluppo agricolo, previo
espletamento di procedura di selezione di idoneità fisica e
professionale e nei limiti delle risorse stanziate ai sensi del
comma 2, procede alla trasformazione a tempo indeterminato del
rapporto di lavoro dei soggetti di cui al comma 44 dell'articolo 14
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e successive
modificazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la maggiore
spesa di 2.114 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 e
di 1.880 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027 cui si
provvede a valere sulle disponibilità della Missione 16, Programma
l, capitolo 147326.
3. Per l'acquisto di beni e servizi per le finalità di cui agli
articoli 2 e 6 della legge regionale 3 luglio 1950, n. 51 e
successive modificazioni, all'articolo 1 della legge regionale 31
agosto 1998, n. 16 e successive modificazioni, e all'articolo 5
della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata la
maggiore spesa di 638 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026 e 2027 cui si provvede a valere sulle disponibilità
della Missione 16, Programma l, capitolo 546401.
4. Per gli esercizi successivi la spesa complessiva a carico del
bilancio della Regione per il personale di cui al comma 1 è
determinata ai sensi dell'articolo 38 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni nel suo limite
massimo come di seguito individuato:
- esercizio 2028: 7.665.438,00 euro;
- esercizio 2029: 7.078.445,00 euro;
- esercizio 2030: 6.215.220,00 euro;
- esercizio 2031: 5.421.053,00 euro;
- esercizio 2032: 4.316.125,00 euro;
- esercizio 2033: 3.487.429,00 euro;
- esercizio 2034: 2.900.436.00 euro;
- esercizio 2035: 2.106.269,00 euro;
- esercizio 2036: 1.519.276,00 euro;
- esercizio 2037: 897.754,00 euro;
- esercizio 2038: 517.935,00 euro;
- esercizio 2039: 276.232,00 euro».
C'è un emendamento sostitutivo del Governo che è il 39.21. Prima
devo chiedere immagino che i soppressivi siano ritirati, giusto
onorevoli De Luca e Catanzaro? Ritirati.
Chiedo al Governo, assessore, se il 39.21 sia mantenuto o
ritirato.
Spiego quello che stiamo facendo: stiamo andando, così come ho
detto in apertura, a trattare tutti gli articoli che non sono né
ordinamentali né microsettoriali. Questo qui non rappresenta né un
ordinamentale né microsettoriale.
Siamo all'emendamento 39.21, adesso do l'appunto al Governo degli
articoli che tratteremo.
DAGNINO, assessore per l'economia. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
DIPASQUALE. L'assessore ci spiega bene in cosa consiste?
PRESIDENTE. Assessore Sammartino, lo deve illustrare? Assessore,
prego.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 39.21
sistema la copertura economica per il 2028 che, erroneamente, era
scivolata nella versione in Commissione in un'altra annualità. Non
comporta alcuna modifica sostanziale ma si riporta lo stesso
stanziamento al 2028. E' un emendamento tecnico.
PRESIDENTE. E' stata esaustiva la risposta? Possiamo andare
avanti?
DIPASQUALE. Come sempre ci convince
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.21. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Incremento dotazione finanziaria fondo unico a gestione separata
della CRIAS
per l'agricoltura e per la pesca
1. Per le finalità di cui all'articolo 16 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6 come modificato dall' articolo 5 della legge
regionale 24 novembre 2011, n. 25, il Dipartimento regionale
dell'agricoltura è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2026, a
trasferire alla CRIAS risorse pari a 5.000 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 1)».
Chiedo se i soppressivi siano mantenuti o ritirati. Ritirati,
benissimo.
Votiamo il mantenimento dell'articolo 41. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46
Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 17 maggio 2016, n.
8
n materia di monitoraggio sui finanziamenti della politica
unitaria di coesione
1. Il comma 9 dell'articolo 15 della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8, come modificato dal comma 1 dell'articolo 21 della
legge regionale 9 maggio 2017, n. 8, è sostituito dal seguente: 9.
Ai soggetti beneficiari, pubblici o privati, titolari di interventi
finanziati a valere sulle risorse dei programmi della politica
unitaria di coesione inadempienti agli obblighi di monitoraggio
fisico, finanziario e procedurale disciplinati dalle disposizioni
normative di riferimento o dai provvedimenti e convenzioni che
concedono il finanziamento, non possono essere concessi
finanziamenti a valere sulle risorse dei programmi della politica
unitaria di coesione finché persiste l'inadempimento dei predetti
obblighi.».
Chiedo se i soppressivi siano mantenuti o ritirati. Ritirati,
benissimo.
Votiamo il mantenimento dell'articolo 46. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Art. 48
Contributi in favore degli ecomusei
1. Al fine di poter garantire contributi in favore degli ecomusei,
riconosciuti ai sensi della legge regionale 2 luglio 2014, n. 16,
viene erogato un contributo di 500 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2026 (Missione 5, Programma 2, capitolo 377913)».
Chiedo se i soppressivi siano mantenuti o ritirati. Onorevole De
Luca, onorevole Catanzaro? Ritirati, benissimo.
Si passa all'emendamento 48.7, dell'onorevole Venezia. C'è un
invito al ritiro.
VENEZIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 48.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Art. 49.
Giornata della memoria dell'eruzione dell'Etna
1. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 13
aprile 2022, n. 8 e successive modificazioni è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2026 la spesa di 200 migliaia di euro
(Missione 5, Programma 2)».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto si vota il
mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 49. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
«Art. 73.
Modifiche al comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 in materia di risorse da destinare ai servizi
per i soggetti con disturbo dello spettro autistico
1. Al comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 e successive modificazioni le parole lo 0,4 per cento
sono sostituite con lo 0,5 per cento .
2. All'attuazione della presente norma si provvede senza nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto si vota il
mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 73. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:
«Art. 79.
Misura per il contrasto alla povertà energetica
1. Al fine di contrastare la povertà energetica, il Fondo Sicilia
di cui all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1
e successive modificazioni è incrementato di 12.000 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2026 per la costituzione di uno
specifico plafond denominato Finanziamenti di solidarietà
energetica per le famiglie siciliane destinato alla concessione di
finanziamenti agevolati (Missione 17, Programma 1).
2. Per l'anno 2026, le risorse di cui al comma 1 sono destinate
all'attuazione su tutto il territorio regionale di una misura di
contrasto alla povertà energetica mediante concessione di
finanziamenti a tasso agevolato, a breve e medio termine,
finalizzati al sostegno di interventi di installazione di impianti
fotovoltaici e di accumulo di energia elettrica, destinati
all'autoconsumo.
3. Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'energia, sono individuati i criteri e le condizioni per
l'attuazione della misura di cui al presente articolo, garantendo
in via prioritaria i nuclei familiari a basso reddito in modo
proporzionale al valore ISEE e alla potenza dell'impianto
fotovoltaico.
4. Il Dipartimento regionale dell'energia è autorizzato a
trasferire con proprio decreto le somme di cui al comma 1 all'Irfis
FinSicilia s.p.a..
5. Irfis FinSicilia s.p.a., entro i trenta giorni successivi
all'adozione del decreto dirigenziale di cui al comma 3, provvede
alla pubblicazione di apposito avviso, contente termini e modalità
per la presentazione delle istanze da parte dei richiedenti il
finanziamento agevolato.
6. Ai fini della concessione dei finanziamenti agevolati di cui al
presente articolo Irfis FinSicilia s.p.a. valuta esclusivamente i
requisiti di cui al comma 3, non essendo richieste garanzie
patrimoniali o personali da parte di terzi a presidio dei
finanziamenti. Irfis FinSicilia s.p.a., per le particolari finalità
del finanziamento, è autorizzata a concedere i finanziamenti senza
esame di merito creditizio.
7. Per gli anni successivi al 2026 i rientri dei finanziamenti
agevolati di cui al presente articolo sono riutilizzati
dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità per il finanziamento di uno o più avvisi per le medesime
finalità e con le medesime modalità e procedure del presente
articolo.».
Ci sono emendamenti soppressivi. Sono mantenuti o ritirati?
Ritirati.
Si passa all'emendamento 79.27 dell'onorevole Di Paola ed altri.
Mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 79.26 dell'onorevole Venezia
ed altri. Mantenuto o ritirato?
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 79.40, del Governo.
Assessore, è mantenuto o ritirato?
DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 79.40. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 79, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:
«Art. 80.
Misure per le aree a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA)
1. Per le discariche in disuso presenti nelle aree ad elevato
rischio di crisi ambientale (AERCA) della Regione siciliana, sono
previste le necessarie misure per:
a) la messa in sicurezza permanente (MISP) e bonifica dei siti;
b) l'eventuale completamento delle MISP già finanziate i cui fondi
stanziati siano risultati insufficienti;
c) interventi di completamento di messa in sicurezza di emergenza
(MISE)/MISP su discariche ricadenti sulle medesime aree, già
presenti nell'aggiornamento del Piano regionale delle bonifiche
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 57
del 30 dicembre 2016.
2. Le misure di cui al comma 1 sono gestite dal Dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti e prevedono altresì le indagini
preliminari su aree pubbliche limitrofe a discariche di rifiuti
pericolosi.
3. Per le finalità del presente articolo è istituito un apposito
fondo presso il Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti con
una dotazione, per l'esercizio finanziario 2026, di 1.000 migliaia
di euro (Missione 9, Programma 2).».
Gli emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati? Ritirati.
Si passa all'emendamento 80.6, dell'onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia ed altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, è stato un errore fatto in Commissione, perché dovevamo
togliere un milione dai 5 e, invece, abbiamo ridotto a un milione.
Quindi è stato un errore tecnico, di riscrittura dell'articolo.
PRESIDENTE. È questo il tema, onorevole Lombardo? Benissimo.
Grazie, Presidente Daidone.
Assessore Dagnino, c'è un suo emendamento, che è l'emendamento
80.18 che, anziché portare da un milione a cinque milioni, come
quello che stavamo per votare, lo porta da 1 milione a 4 milioni. O
lo ritira e votiamo l'80.6 o votiamo il suo. Se lo ritira, credo
che sia cosa buona e giusta.
Ha chiesto d'intervenire l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, sentivo la spiegazione del
Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Daidone, che ha
spiegato che in Commissione dovevano mettere una somma e invece
hanno messo 1 milione di euro. Adesso l'Assessore dice che ce ne
vogliono 4 e il collega Lombardo dice di mettere 5 milioni.
Io voglio mettere 4 milioni se ne servono quattro, 5 milioni se ne
servono cinque e 3 milioni e mezzo se ne servono tre e mezzo.
Quindi, vorrei dichiarato dall'Assessore Dagnino quanti ne servono
e quanti ne servono se ne mettono Non è che è prosciutto cotto che
andiamo in salumeria "100 grammi in più li lascio?" Di un milione
di euro...
PRESIDENTE. Chiedo all'assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Confermo 5 milioni di euro.
PRESIDENTE. Ok Pongo in votazione l'emendamento 80.6, a firma
degli onorevoli Lombardo Giuseppe Geremia ed altri.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 80.17, a firma degli onorevoli De Luca Antonino e
altri, è dichiarato precluso2.
Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:
«Art. 81.
Istituzione del fondo regionale per la prevenzione delle
tossicodipendenze
1. Dopo l'articolo 12 della legge regionale 7 ottobre 2024, n. 26,
è aggiunto il seguente:
Art. 12 bis.
Fondo regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze
1. La Regione istituisce il Fondo regionale per la prevenzione
delle tossicodipendenze destinato agli enti del terzo settore
(ETS), iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore
(RUNTS) ai sensi degli artt. 45 e seguenti del decreto legislativo
3 luglio 2017, n. 117, al fine di realizzare progetti sperimentali
per la prevenzione delle dipendenze causate da stupefacenti e
sostanze psicotrope.
2. I progetti sperimentali di cui al comma 1 sono esaminati e
approvati dal Comitato regionale di indirizzo sulle dipendenze
(CRID) di cui all'articolo 4.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, da emanarsi entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, sono definiti i
criteri e le modalità di riparto del fondo.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 100 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026
(Missione 12, Programma7).».
Ci sono emendamenti soppressivi. Sono mantenuti o ritirati?
Ritirati, grazie.
Si passa all'emendamento 81.16, a firma degli onorevoli Giambona
ed altri. E' mantenuto o ritirato?
GIAMBONA. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 81.9, a firma degli onorevoli
Gilistro ed altri. E' mantenuto o ritirato?
GILISTRO. Mantenuto. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ritenuto opportuno inserire questo emendamento in quanto ormai è
scientificamente provato che la dipendenza da smartphone ha effetti
devastanti, esattamente come tante altre sostanze stupefacenti,
perché l'effetto dopaminergico degli smartphone e dei cellulari
possono causare effetti né più e né meno deleteri rispetto a quelli
degli altri stupefacenti in commercio. E non solo perché non
vengono considerati, perché non c'è passaggio di sostanza, ma anche
senza passaggio di sostanza, significa senza introduzione di
sostanza stupefacente, questi cellulari, gli smartphone e tutti gli
apparecchi digitali, possono provocare effetti veramente devastanti
per cui ritengo che sia buon senso poter fare delle campagne
pubblicitarie e potere investire anche su queste problematiche.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
il tema delle dipendenze è un tema che negli ultimi anni sta
investendo il nostro Parlamento ma anche lo Stato italiano e tanti
Paesi nella Comunità europea e al di fuori di essa per l'impatto
devastante che le dipendenze oggi hanno.
Oggi di dipendenze non si tratta più solo di alcol, tabacco e
droghe ma ci sono tante nuove forme di dipendenza, in particolare,
tra quelle che hanno un maggiore impatto sociale, oggi ci sono
quelle dei dispositivi digitali per cui, Presidente, quello che io
chiedo all'Aula è di esprimersi unanimemente sull'approvazione di
questo emendamento che non ha effetto di voler volgarizzare la
spesa in qualche piccolo canale ma ha la volontà semplicemente di
portare all'interno delle strutture della Regione siciliana un
approccio innovativo su tutto il territorio regionale per il
contrasto a queste forme di dipendenza che stanno minando in
maniera incontrollata le giovani generazioni e stanno anche
occupando con percentuali crescenti le terapie all'interno dei
nostri ambulatori.
Per cui, quello che vi chiedo, colleghi, su questo tipo di
tematiche di farle diventare tematiche del Parlamento perché le
dipendenze non sono un problema di un partito, di una forza
politica ma sono un problema di tutta la nostra società.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io volevo,
intanto, spiegare la natura della norma, colleghi, onorevole De
Luca, le volevo spiegare la natura della norma: questa norma è
un'appendice della legge sul crack che questo Parlamento ha
approvato diversi mesi addietro.
Durante l'approvazione della legge sul crack, questo Parlamento si
è dimenticato di dare un sostegno economico, un contributo alle
associazioni del terzo settore che si occupano di contrasto alle
tossicodipendenze e, quindi, nella famosa legge contro il crack che
abbiamo votato, durante la discussione in Aula, era emersa la
disponibilità da parte di tutte le forze, anche del Governo, di
inserire in un successivo momento delle risorse economiche da
destinare loro per portare avanti i progetti sperimentali, parliamo
della Casa di Giulio, parliamo delle associazioni Amici San
Patrignano, queste realtà che si occupano di contrasto sul crack.
In Commissione Bilancio abbiamo presentato questo articolo e
l'assessore aveva dato la disponibilità di partire con centomila
euro, c'è un emendamento successivo dove si chiede di portare a
trecento mila euro, però vediamo se c'è la disponibilità o meno, il
senso era questo, è un'appendice della legge sul contrasto al
crack, quindi, alle tossicodipendenze da rivolgere alle
associazioni del terzo settore.
Tutto il resto, importante sicuramente, avremo modo di
approfondirlo.
Ma è una cosa diversa rispetto a quello di cui avevamo parlato.
Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 81.9, dell'onorevole
Gilistro. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 81.13-81.15, dell'onorevole Schillaci ed
altri.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, sulla scorta dell'intervento
dell'onorevole Spada, ribadiamo l'importanza del disegno di legge
sul crack, così denominato, che abbiamo approvato in maniera
trasversale da questo Parlamento, proprio perché conosciamo
un'emergenza importante soprattutto nelle città metropolitane e nei
grandi centri.
Io insisto su questo emendamento, perché vorrei sottolineare che
non tutte le associazioni del terzo settore sono considerate
adeguate per cui io vorrei, appunto, che venisse approvato questo
emendamento, perché è una garanzia maggiore che passi dalla
Commissione competente. Dopodiché condivido l'idea di aumentare il
fondo, quindi condivido l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 81.13-81.15. Il
parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 81.8, dell'onorevole Spada. È mantenuto o
ritirato?
SPADA. Ritirato.
PRESIDENTE. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 81, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:
«Art. 82.
Modifiche all'articolo 41 della legge regionale n. 9/2021 in
materia di diritto allo studio
1. All'articolo 41 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:
1-bis. I comuni, oltre ai compiti assegnati ai sensi del comma 1,
possono, nell'ambito dell'esercizio delle attività di cui
all'articolo 6, comma 2, lettera b) della legge n. 328/2000, a
seguito di preventiva ricognizione delle necessità sul fabbisogno,
avviare progetti e servizi integrativi, migliorativi ed aggiuntivi
in favore degli studenti con disabilità. ;
b) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente comma:
2-bis. Per assicurare lo svolgimento delle attività di cui al
comma 1-bis, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2026, la
spesa di 3.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 e
per ciascuno degli esercizi finanziari 2027 e 2028 la spesa di
1.000 migliaia di euro, da iscrivere in apposito capitolo di spesa
Servizi integrativi migliorativi e aggiuntivi a favore degli
studenti disabili delle scuole primarie e secondarie di primo
grado , nella rubrica del Dipartimento regionale della famiglia e
delle politiche sociali (Missione 12, Programma 2)» .
Ci sono emendamenti soltanto soppressivi. Pertanto, si vota il
mantenimento.
Pongo in votazione l'articolo 82. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:
«Art. 83.
Riqualificazione beni confiscati alla criminalità organizzata
1. Il Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali è autorizzato a finanziare i comuni, per l'esercizio
finanziario 2026, previo avviso pubblico, per interventi di
investimento per progetti di riqualificazione dei beni confiscati
alla criminalità organizzata e assegnati ai comuni per un importo
non superiore a 300 migliaia di euro ad intervento. Ogni comune può
presentare un solo progetto.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione
12, Programma 7).».
Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
Si passa all'emendamento 83.17 dell'onorevole Burtone ed altri.
Ritirato.
Si passa all'emendamento 83.18 dell'onorevole Cracolici. È
mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. Questo emendamento si limita a prevedere, oltre ad
essere i Comuni a fare la proposta per riqualificare i beni
confiscati, siccome in alcuni in alcune Province, i Comuni hanno
costituito un consorzio tra comuni, per la gestione dei beni
confiscati, può essere anche fatto dal consorzio a cui i comuni
hanno conferito la gestione dei beni confiscati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 83.18, quello che ha
appena illustrato l'onorevole Cracolici. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CRACOLICI. Sono 5 consorzi...
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, favorevole.
PRESIDENTE. Perché sta gridando? Ero disturbato dall'assessore
Turano. Lo allontanate per favore l'assessore Turano?
Il parere del Governo è favorevole, giusto, assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Benissimo, tutti gli altri emendamenti all'articolo 83 sono
decaduti, pertanto, l'articolo 83 è stato approvato.
Prego, onorevole Ciminnisi, non era scortesia, la faccio
intervenire comunque, però è stato già approvato, con questa
votazione l'articolo.
Prego.
CIMINNISI. Presidente, grazie, vorrei comprendere perché l'83.23 è
decaduto, visto che comunque interviene anche nella nuova
formulazione approvata sulla base dell'emendamento dell'onorevole
Cracolici, semplicemente per chiarire la portata applicativa della
norma, perché in questo momento, a mio modesto avviso, non è chiara
la portata. Qualcuno mi sta ascoltando nel Governo, in Commissione,
Cracolici? Vorrei chiarita una cosa: dobbiamo capire cosa
finanziamo, 5 milioni sono, miliardi, investimento progetti o
riqualificazione
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, l'emendamento Cracolici che
abbiamo appena approvato è interamente sostitutivo dell'articolo,
pertanto, tutti gli emendamenti che venivano dopo sono decaduti.
L'onorevole Ciminnisi chiede di parlare. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Chiedo di poter chiarire il significato
dell'emendamento successivo che era a mia prima firma che, a mio
modesto avviso, non decade perché comunque la riformulazione
proposta dall'onorevole Cracolici mantiene questa espressione
"interventi di investimento per progetti di riqualificazione". Ora,
siccome abbiamo 5 milioni di euro, dobbiamo capire se facciamo
investimenti, se finanziamo progettazione o se finanziamo
riqualificazione. "L'investimento per progetti di
riqualificazione", a mio modo di vedere, non è chiaro in termini
legislativi, quindi dobbiamo finanziare solo quelli che hanno già
una progettazione, visto che comunque la spesa è per l'esercizio
finanziario 2026, quindi mandiamo avanti eventualmente i comuni che
hanno già una progettazione? Oppure dobbiamo finanziare
"investimento per progetti" che poi mi spiegate cosa vuol dire, o
finanziamo anche la progettazione dei comuni? Quindi, l'obiettivo
dell'emendamento, era chiarire la portata applicativa della norma
che non è chiara secondo me e crea ovviamente incertezza.
PRESIDENTE. Grazie, abbiamo spiegato i motivi. Siamo all'articolo
84. I soppressivi... abbiamo spiegato che per quello che mi dicono
gli Uffici, avendo votato l'emendamento a firma Cracolici, tutti
quelli che venivano successivamente
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
SCHILLACI. Può essere impugnabile
SUNSERI. La continuazione della frase è incomprensibile
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici. Onorevole Ciminnisi,
abbiamo una soluzione se volesse. Onorevole, non sto dicendo che si
deve.... onorevole Ciminnisi, se lei volesse, potremmo presentare
un emendamento, ai sensi dell'articolo 117, per rettificare il
tiro.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, abbiamo bisogno di sospendere per un
quarto d'ora. Abbiamo bisogno di sospendere per un quarto d'ora,
adesso.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.54)
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:
«Art.84
Fondo regionale per l'affidamento familiare
1. La Regione istituisce il Fondo regionale per l'affidamento
familiare in favore dei comuni, al fine di contribuire al sostegno
economico di cui all'articolo 9 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22, necessario all'inserimento del minore nell'ambiente di
vita dell'affidatario.
2. Il fondo di cui al comma 1 concorre alla copertura delle
seguenti misure:
a) contributo mensile riconosciuto alle famiglie, alle persone
singole e alle comunità di tipo familiare affidatarie;
b) eventuale contributo straordinario in relazione a bisogni o
situazioni particolari e specifiche del minore;
c) polizza assicurativa stipulata al fine di tutelare il minore
affidato e gli affidatari dal rischio di danni al minore ovvero che
lo stesso provochi a terzi nel corso dell'affidamento.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, da emanarsi entro novanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, sono definite le
modalità del riparto del fondo.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 150 migliaia di euro, (Missione 12, Programma 1) per
ciascuno degli esercizi finanziari 2026-2028.».
I soppressivi immagino che siano ritirati. C'è l'onorevole
Sunseri, chiedo a lui. Onorevole Catanzaro? Sì, assolutamente,
aspetto tutto il tempo che le serve.
L'emendamento 84.7 è inammissibile come l'emendamento 84.29,
inammissibile. Si vota solo il mantenimento.
Pongo in votazione l'articolo 84. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima, nella fretta, abbiamo votato l'emendamento dell'art. 80 ma
non l'articolo 80 (nel testo risultante).
Pertanto, pongo in votazione l'articolo 80. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso siamo all'articolo 91. Chiedo se i soppressivi siano
ritirati. Sì? Bene.
Andiamo al 91.7 dell'onorevole Campo e altri. Chiedo se è
mantenuto o ritirato.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, un attimo.
PRESIDENTE. Sì, non si preoccupi che io aspetto, sono lento come
una lumaca, avete tutto il tempo di poter leggere, guardare quello
che avete presentato
Sostanzialmente, voi chiedete che le parole "5 per cento" vengano
sostituite da "10 per cento".
SCHILLACI. Che numero è?
PRESIDENTE. 91.7.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Si può accantonare l'articolo 91?
PRESIDENTE. Come vuole lei, va bene, faccia come se fosse a casa
sua, va bene, ok
Andiamo all'articolo 95. Ci sono soltanto dei soppressivi,
pertanto, si vota il mantenimento dell'articolo. Scusate, passiamo
all'articolo 97 Ho sbagliato, stia calmo, mi sono confuso.
L'articolo 93 lo abbiamo accantonato, giusto? Lo abbiamo
accantonato perché l'ha chiesto l'onorevole De Luca.
Onorevole De Luca, lei ha chiesto di accantonare l'articolo 91?
Ok, allora andiamo all'articolo 93, mi perdoni
Ne do lettura:
«Art. 93.
Sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale.
Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
1.All'articolo 65 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, dopo
il comma 3 sono aggiunti i seguenti commi:
3 bis. L'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo è autorizzato a concedere contributi al fine di
sostenere esclusivamente le associazioni operanti nel settore
teatrale, aventi sede legale in Sicilia da almeno cinque anni, per
la realizzazione di spettacoli dal vivo di propria produzione. Per
le finalità del presente comma è autorizzata la spesa di 1.000
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027
e 2028.
3 ter. Per l'accesso ai contributi di cui al comma 3 bis le
associazioni documentano:
a) il possesso di codice ATECO tipologia attività artistiche e di
intrattenimento;
b) l'affiliazione a una delle federazioni nazionali di teatro non
professionistico;
c) l'avere a disposizione una direzione artistica o regia di
comprovata esperienza.».
Ci sono soltanto gli emendamenti soppressivi, pertanto, votiamo il
mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Andiamo, adesso, all'articolo 105. Ne do lettura:
«Art. 105.
Adeguamento del corrispettivo euro/km TPL
1.Il fondo di cui ai commi 6 e seguenti dell'articolo 27 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, per il triennio 2026-2028,
è integrato di 18.000 migliaia di euro al fine di adeguare, entro
il 2029, il corrispettivo euro/km del trasporto pubblico locale
delle Città metropolitane, nel rispetto del chilometraggio
assentito con DDG n. 1058/Servizio 1 del 29 novembre 2004 e al
netto dei tagli intervenuti nel tempo.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026, la spesa
di 6.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027 e la
spesa di 7.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2028
cui si provvede a valere sulle disponibilità della Missione 10,
Programma 2, capitolo 476521.
3. Per le finalità di cui al comma 36 dell'articolo 26 della legge
regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è autorizzata la spesa di 1.000
migliaia di euro annui per il triennio 2026-2028 cui si provvede a
valere sulle disponibilità della Missione 10, Programma 2, capitolo
476521.».
Mentre aspettiamo la collega che illustrerà l'emendamento,
comunico che ci sono soltanto emendamenti soppressivi all'art. 105.
Segretario, controlli.
DE LUCA Antonino. I nostri emendamenti all'articolo 105 sono
ritirati.
PRESIDENTE. Ma c'è una riscrittura...
(pausa in costanza dei lavori d'Aula)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si riprende dall'esame dell'articolo 91.
Si procede con l'emendamento 91.7, dell'onorevole Campo.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi questo
emendamento amplia la percentuale dal 5 al 10% per il fondo del
FURS del comma 7, lett. c), che è quello riservato ai festival che
da dieci anni circa non viene finanziato quando, solitamente, il
FURS si occupa di finanziare altri commi sulla distribuzione, sulla
promozione e quant'altro.
Ma i festival, ad oggi, sono rimasti esclusi.
Quindi, mi sembrava importante che una percentuale potesse essere
destinata anche a questo tipo di attività che, comunque, rendono
omaggio a quella che è la cultura della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sul FURS già in
Commissione Cultura che in Commissione Bilancio abbiamo affrontato
questo tema.
Noi abbiamo una legge regionale che prevede tante categorie, tanti
tipi e aspetti che riguarda appunto il mondo dello spettacolo e
abbiamo trovato il modo per poter ampliare la platea, quindi, anche
ai festival e al teatro per l'infanzia e per i giovani aggiungendo
questo 5% che è già calcolato in riserva per cui non si va a
intaccare il fondo del FURS che è di 7 milioni.
È vero che noi chiediamo sempre di avere la possibilità di
incrementare questo Fondo, visto e considerato che oggi la platea
si è allargata sempre di più.
Noi siamo soltanto una riserva del 5% quindi su 7 milioni di 350
mila euro che sono già messe in più nella Tabella.
Quindi, diciamo, che il Fondo non si va ad intaccare.
Questo emendamento e questo articolo hanno trovato la condivisione
con tutti gli altri in Commissione Bilancio e anche con tutti gli
altri partiti.
Quindi è un articolo che è nato in maniera trasversale ed è solo
per iniziare, quindi, a creare un Fondo e anche una percentuale
relativa a questi altri due aspetti e oggi non intacca, che è la
cosa fondamentale, il Fondo dei 7 milioni che già c'è, perché
questo 5% è stato aggiunto, i 350 mila euro sono stati già
aggiunti, quindi con una riserva in tabella.
È naturale, ci auguriamo, quindi che una volta aperta anche
quest'altra platea, si possa continuare a incrementare sempre di
più il fondo che è dedicato proprio al mondo dello spettacolo e al
FURS in genere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire onorevole Auteri. Ne ha
facoltà.
AUTERI. Signor Presidente, nel complimentarmi con la collega per
il lavoro che è stato svolto in Commissione, perché finalmente si
parla di incremento del FURS, finalmente si parla di dare spazio
anche ai festival, che è una disciplina importante per la
divulgazione della cultura teatrale, vorrei ricordare anche che la
nostra proposta, come Democrazia Cristiana, con l'articolo 93 è per
un milione di euro a sostegno delle compagnie amatoriali che, in
tutti questi anni, uscivano dal criterio del FURS, del Fondo unico
per lo spettacolo. Perché, lo vogliamo sottolineare, magari
qualcuno non lo sa, l'articolo 93 dà la possibilità a tutte le
compagnie che hanno un codice Ateco e che sono iscritte alla
Federazione, di poter sostenere le spese che hanno per i vari
festival, per le varie compagnie teatrali e amatoriali e quindi,
attenzione e rispetto, anche perché da lì nasce il teatro e da
queste piccole iniziative, attività si forma il teatro per poi
arrivare al professionismo.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 91.7. Con il parere contrario
del Governo e della Commissione, lo pongo in votazione.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, prima di passare all'approvazione
dell'articolo, dell'emendamento, vorremmo proporre all'esame
dell'Aula un subemendamento che serve a correggere la norma su
Gibellina, capitale dell'arte contemporanea, che abbiamo approvato
nella scorsa legge di stabilità, prevedendo solo una modifica
tecnica.
Ci serve una norma a cui agganciare l'emendamento.
PRESIDENTE. Mi dicono che su questo non è attinente, però se
avvicinasse qui, troviamo un articolo al quale eventualmente
agganciare la norma. Le sto dando disponibilità, se lei mi desse il
subemendamento...
CIMINNISI. L'ho dato all'assessore Dagnino
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, scusi a cosa lo stava agganciando?
CIMINNISI. Non sappiamo dove altro inserirlo.
PRESIDENTE. Onorevoli Ciminnisi, vorrei dirle che io sono andato a
difendere Gibellina e siamo stati fortunati, è stata premiata.
CIMINNISI. Dobbiamo solo fare questa correzione alla norma,
ovviamente, la spesa rimane tale e quale.
PRESIDENTE. Ascolti onorevole, intanto vediamo se c'è una
condivisione e in tutti i casi...
CIMINNISI. C'è una condivisione.
PRESIDENTE. Chiedo ovviamente se i Capigruppo di maggioranza
vogliano esprimerla, maggioranza e opposizione, tutti. Va bene,
grazie.
Allora, intanto siamo al 91.7. Con il parere contrario del Governo
e della Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 91. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Riprendiamo adesso l'articolo 105.
Comunico che è stata presentata dal Governo una riscrittura
dell'intero articolo, che trovate tra i fuori sacco al numero
105.Gov.
Informo che dopo l'articolo 105, passeremo al 107 per poi
sospendere l'Aula per un'ora.
Dopo facciamo una riunione, ci confrontiamo e andiamo avanti in
maniera più spedita possibile.
Allora, siamo all'emendamento 105.Gov, sostitutivo dell'intero
articolo.
SUNSERI. Come modifica? Ce lo spiega l'assessore? Presidente, ci
fa spiegare dal Governo la riscrittura?
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, immagino sia un incremento.
Il parere della Commissione sull'emendamento 105.Gov?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:
«Art. 107.
Incremento orario del personale medico-veterinario
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia
1. L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, facendo seguito a quanto già messo in atto dalle Aziende
sanitarie provinciali per effetto dell'articolo 129 della legge
regionale 31 gennaio 2024, n. 3, è autorizzato a implementare in
modo strutturale l'incarico orario del personale medico-veterinario
che agisce presso lo stesso ente in regime di convenzione a tempo
indeterminato ai sensi dell'Accordo collettivo nazionale per la
Specialistica ambulatoriale, fino ad almeno trenta ore settimanali
di attività per ciascuno specialista suddivise in cinque giorni
lavorativi, al fine di rafforzare le attività di lotta alle
malattie infettive, sorveglianza epidemiologica, diagnostica di
laboratorio nell'ambito dei controlli ufficiali volti al contrasto
delle epizoozie e zoonosi presenti sul territorio regionale.
2. Nelle more dell'implementazione da parte dei competenti
Ministeri delle risorse a carico del Fondo sanitario nazionale
destinate agli Istituti zooprofilattici sperimentali, per far
fronte agli oneri discendenti dal comma 1, è autorizzata la spesa
di 500 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari del
triennio 2026-2028 (Missione 12, Programma 7).».
Essendoci solo emendamenti soppressivi, pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, adesso sospendiamo la seduta fino alle ore
20.00.
Chiedo, chiaramente, ai colleghi, per dopo, di non chiedere alcuna
pausa per cenare, magari si mangia un panino a ridosso della
ripresa dei lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 18.29 di venerdì 19 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 00.10 di sabato 20 dicembre 2025)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende per comunicarvi
che è rinviata alle ore 1.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 00.10, è ripresa alle ore 1.17)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dopo lunghissime interlocuzioni, in funzione
del fatto che debba prevalere il raggiungimento della legge di
stabilità e che quindi possa esitarsi, alcuni articoli rimarranno
al testo, altri verranno rinviati in via assolutamente prioritaria
in due disegni di legge differenti, uno di natura economica e un
altro di natura strettamente ordinamentale.
Preciso che tutti gli articoli che verranno stralciati, che non
sono passati dalle Commissioni di merito, dovranno farne, appunto,
il passaggio. Tutti quelli che invece questo passaggio lo hanno già
fatto non avranno lo stesso percorso. Pertanto gli articoli che
verranno trattati saranno i seguenti: 8, 11, 15, 16, 17, 35, 37,
45, 50, 97, 99, 100, 109, 113, 114, 116, 120, 130, 131, 132, 133, e
134.
Poi ricordo che c'era un 117 che doveva essere trattato, non
ricordo... c'è più di un 117.
Pertanto adesso andiamo all'articolo numero 8 e credo che ci sia
una riscrittura concordata con il Governo.
Ha facoltà di parlare l'assessore.
FARAONI, assessore per la salute. Sì, c'è una riscrittura che
modifica in parte la norma, così come era stata pensata, e che
finisce anche per svolgere una funzione di ammortizzatore sociale
perché viene indicata la possibilità che per la conduzione
operativa e per l'acquisizione delle soluzioni innovative, possa
l'azienda, la struttura che potrà aggiudicarsi questo contratto,
avvalersi di personale che sia però dotato dell'adeguata
professionalità e che è appartenente al bacino Almaviva Contact.
Mi pare opportuno evidenziare che il valore economico di questo
contratto non offrirà sicuramente la possibilità ad un ampio numero
di operatori, anche perché l'intervento è prevalentemente
strutturale, però, ci è sembrato giusto poter estendere questa
possibilità anche alla funzione di questo inserimento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Tra gli emendamenti fuori sacco dovreste trovare l'emendamento
8.GOV...
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
DE LUCA Antonino. L'8.GOV? Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, lo dovrebbe trovare nel tablet. Prego, onorevole,
ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, scusi, dell'8.GOV... è stata
caricata erroneamente la versione originaria dell'articolo e non
quella con il bacino...
PRESIDENTE. Presenti quello giusto
DE LUCA Antonino. L'ha già l'Assessore Dagnino
PRESIDENTE. Se me la facesse avere mi farebbe una cortesia
DE LUCA Antonino. Perché questa è la versione originale
dell'articolo
PRESIDENTE. Mentre c'è questa riscrittura che sta arrivando,
possiamo passare all'articolo 15, in cui c'era una grande
condivisione sui... come?
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, volevo solo ragguagliarla in merito
all'ordine dei lavori. La stanchezza ovviamente è tanta, però,
prima di andare avanti, è giusto che la sua Presidenza sappia che
un articolo che è stato approvato, esattamente l'articolo 93, che è
stato complicato comprendere, ci è voluto un po' di tempo, ma
finalmente, diciamo, insomma, abbiamo il quadro chiaro, le
associazioni di categoria hanno mandato diversi messaggi.
Ora, io so perfettamente che su un articolo già approvato noi
possiamo fare poco, ma voglio appellarmi al principio di nemine
contradicente, cioè significa che, in questo momento, se
l'Assemblea, in maniera assolutamente unanime, decide di poter
cassare quell'articolo si può tornare indietro. E voglio spiegarlo
perché bisogna, a mio avviso, prendere questo articolo e cassarlo,
perché c'è un grande conflitto di interessi in questo articolo,
nuovamente, purtroppo, di un deputato di questa Assemblea, che ha
rivendicato persino in un intervento pubblico di avere dato un
milione di euro ai teatri, in modo particolare, alle federazioni
nazionali di teatro non professionistico.
Quando noi decidiamo di dare un milione di euro a quelle
associazioni del mondo non professionistico stiamo decidendo,
sostanzialmente, di darlo anche a una realtà in particolare, la
realtà di Caltanissetta, che farà uno spettacolo, il cui titolo,
forse, è una firma di chi ha fatto e ha proposto questo stesso
emendamento. Lo spettacolo si chiama "L'arte della truffa": e
potremmo dire che sostanzialmente è quello che è avvenuto in
quest'Aula: l'arte della truffa
Grazie a questo milione di euro che noi diamo alle associazioni
teatranti, pardon, alle realtà che non sono professioniste, noi
stiamo dando nuovamente un milione di euro, e chiedo ovviamente
smentite eventualmente, nuovamente all'ABC Produzioni di cui già i
giornali ampiamente hanno detto fare riferimento all'onorevole
Auteri.
Allora, siccome questo è un elemento di gravità inaudita, cioè,
ripeto, stiamo dando nuovamente un milione di euro ad alcune realtà
che fanno spettacoli in modo non professionistico - un milione di
euro - ripeto per l'ennesima volta, e tra queste associazioni, tra
queste realtà c'è proprio uno spettacolo organizzato da ABC
Produzioni, Turi Ferro, l'ennesima volta in cui, purtroppo, si
pensava che forse quest'arte della truffa non venisse sgominata, ma
grazie a Dio, le associazioni di riferimento che fanno anche teatro
l'arte delle truffe riescono ovviamente a sgominare
Per l'ennesima volta, in quest'Aula, all'1.26 sono costretto ad
appellarmi al principio di unanimità di quest'Aula e quindi se
l'Aula volesse, può tornare indietro e, ovviamente, evitare ancora
una volta di finire su tutti i giornali da domani.
Se l'onorevole Auteri vuole dire qualcosa sono pronto ad
ascoltare.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, intanto le dico che l'articolo
mi sta dando lei questa informazione non posso né confermare, né
smentire quello che dice, ma posso certamente fare un
approfondimento. Quello che lei chiede però si può fare, cioè, nel
caso in cui ci fosse l'unanimità dell'Aula, si presenterebbe un
emendamento che deve essere però votato all'unanimità, quindi anche
se si alzasse un deputato, questo però non potrebbe avvenire.
Dunque lei ha il tempo di farlo.
Si passa all'articolo 15.
AUTERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUTERI. Signor Presidente, mi scusi, ma io rimango veramente
basito: all'1.27 ricevere un attacco, una bugia assoluta, una
vergogna che si consuma ormai da mesi in quest'Aula per fare poi un
video e sui giornali oltre che andrò a fare una querela al
collega, perché io non sapevo assolutamente niente di questo
articolo ed è un articolo che nasce da un'iniziativa del mio
collega Giuffrida, invito il mio collega ad alzarsi per dire la
verità: questo è un atto ignobile che si consuma in quest'Aula per
poi dire fuori, domani mattina, ai giornalisti che ascolteranno
l'intervento di La Vardera, che questa cosa è una misura fatta ad
hoc per il sottoscritto, per non so che cosa, che cosa si inventa
perché siamo ormai alle fantasie più assolute di una vergogna che
si consuma in quest'Aula e che nessun collega ha il coraggio di
dire a questo signore che dice costantemente delle cose che non
hanno senso e che domani si assumerà la responsabilità di quello
che ha detto perché domani andrò a querelarlo, poiché è un atto
vergognoso, dopo 12 ore che siamo qua in Aula, dove ci sono
colleghi che si impegnano onorevole Dipasquale, la invito a non
ridere perché non c'è niente da ridere, è chiaro?
DIPASQUALE. Vedi che io non stavo ridendo
AUTERI. No, non ridere, ascolta, non devi ridere. Non devi ridere,
non devi ridere, è chiaro?
Dopo ci sono colleghi che sono qua da 18 ore che stanno lavorando
e siamo sotto scacco, stiamo lavorando e ascoltare all'1.27 una
fesseria e una vergogna del genere
È scandaloso che in un'Aula del più antico Parlamento siciliano
possa ancora ascoltare queste vergogne di un personaggio che
utilizza quest'Aula per fare domani mattina i video su tik tok
Si deve vergognare, onorevole La Vardera, si vergogni
PRESIDENTE. Onorevole Auteri, lei ha fatto il suo intervento, se
non c'entra nulla, non c'entra nulla
Benissimo, ora dobbiamo proseguire però con i lavori.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. C'era una riscrittura, c'era
la possibilità di poter incrementare, se non ricordo male di
quanto era, onorevole? Di quanto era il fondo? Di due milioni di
euro?
Assessore Dagnino? L'ha depositata?
Dov'è la riscrittura per l'Assessore? Assessore, purtroppo non c'è
la riscrittura.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, in ordine a quanto detto dal mio
collega Auteri, mi assumo tutta la responsabilità. Il proponente
dell'articolo 93 sono io, ci sono molte realtà teatrali che me
l'hanno chiesto ed una sensibilità in questo settore io ce l'ho e,
quindi, sicuramente mi assumo tutta la responsabilità in questo
senso.
Pertanto, se ci sono i presupposti di ordine giudiziario perché il
collega possa fare querela, mi accomuno a questa querela.
PRESIDENTE. Ma noi non siamo un tribunale, siamo un Parlamento.
Lei ha manifestato il fatto che abbia presentato l'emendamento che
poi è diventato articolo. La ringrazio per l'intervento per
chiarezza. Ha fatto bene a precisarlo.
E' arrivato sui tablet il subemendamento 8.Gov.1, a firma del
Governo, modificativo dell'emendamento 8.Gov, una riscrittura
concordata con i partiti di opposizione.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.GOV, nel testo risultante.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento 8.GOV...
PRESIDENTE. È stato modificato dal subemendamento 8.GOV.1.
CRACOLICI. Intanto, vorrei farle notare, che l'emendamento 8.GOV
sostituisce per intero l'articolo 8. Nell'articolo 8, così come
modificato non c'è nessuna lettera e)
PRESIDENTE. C'è.
CRACOLICI. Scusate si era bloccato il tablet.
PRESIDENTE. Non l'ho capito, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Mi si era bloccato il tablet e non vedevo la lettera
e).
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.GOV, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
Interventi in materia di istruzione
1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio
2000, n. 6 e successive modificazioni le parole Il compenso
annuale da corrispondere al presidente ed ai componenti del
collegio è determinato, nell'ambito delle somme già destinate alle
istituzioni scolastiche, in 2.500 euro ciascuno, comprensivo degli
oneri previdenziali, assistenziali ed erariali previsti dalla
normativa vigente sono sostituite dalle seguenti: Il compenso
annuale da corrispondere al presidente e ai componenti del collegio
è determinato, nell'ambito delle somme già destinate alle
istituzioni scolastiche, in 3.000 euro ciascuno, comprensivo degli
oneri previdenziali, assistenziali ed erariali previsti dalla
normativa vigente .
2. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale è autorizzato a concedere un contributo straordinario
di 1.000 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2026, alle
istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per
l'acquisizione di attrezzature tecniche e di sussidi didattici
destinati ai propri studenti con disabilità. Con decreto del
Dirigente generale del Dipartimento regionale dell'istruzione,
dell'università e del diritto allo studio, da adottarsi, previo
parere della competente Commissione dell'Assemblea regionale
siciliana, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono disciplinate le modalità di erogazione
dei contributi di cui al presente comma (Missione 4, Programma
6). »
Ha facoltà di intervenire l'assessore Turano, per spiegare alle
opposizioni la sintesi che ha trovato con la riscrittura.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 17 si compone di
alcuni commi che mirano a risolvere i problemi della scuola
siciliana con delle somme molto modeste.
Al comma 1 si parla di adeguare il compenso del Collegio dei
revisori da duemilacinquecento euro lorde a tremila euro lorde
l'anno; ogni revisore non viene nominato per una singola scuola,
talvolta per una rete di scuole.
Con il secondo comma si dà la possibilità ai dirigenti scolastici
di potere intervenire per gli studenti con disabilità offrendo gli
strumenti informatici o didattici secondo la necessità del singolo
ragazzo.
Con il terzo comma, con la lettera a), si interviene in favore dei
mediatori linguistici e culturali per garantire loro l'assistenza
linguistica e culturale durante il periodo dell'anno, poiché, si
badi bene, nel mondo della scuola vi è l'obbligo di prendere in
classe qualunque alunno, in qualunque periodo dell'anno, da
qualunque paese provenga. Capita spesso che bambini che hanno una
certa età e vengono durante il periodo dell'anno, entrano in classe
senza sapere una sola parola. Con la lettera b) si interviene per i
CPIA, che sono esattamente undici centri provinciali che
garantiscono un servizio per gli adulti, italiani e stranieri, e
anche per le persone non adulte, cioè inferiore al diciottesimo
anno d'età, offrendo libri e piccoli strumenti didattici anche in
italiano. Con la lettera c) - onorevole Cracolici, vorrei che su
questo punto lei mi seguisse perché ho apprezzato molto
l'intervento che ha fatto - il Governo della Regione ha stanziato
ventisette milioni di euro nel triennio per combattere la
dispersione scolastica, i Dirigenti scolastici non rispondono a
questi bandi perché sono fondi comunitari e la rendicontazione dei
fondi comunitari per un DSGA è quasi impossibile, interveniamo
garantendo un servizio di assistenza tecnica contenuto in favore di
tutte le scuole siciliane. Con la lettera d) si promuovono i
progetti di educazione alimentare quali strumenti di prevenzione e
contro la malnutrizione. Con la lettera e) si garantisce un
contributo alle scuole di ogni ordine e grado per il funzionamento
avente carattere culturale, artistico, scientifico.
Non ci sono altre ragioni, ho aggiunto soltanto un ulteriore
subemendamento per gli OSS e per i MAT, ci sono le scuole che hanno
un indirizzo socio sanitario, bene, per quelle scuole, dopo cinque
anni, i ragazzi acquistano la competenza, hanno il diploma, ma non
acquistano la qualifica e necessita intervenire con legge per dare
le somme direttamente e lo stesso vale anche per i ragazzi che poi
non possono...
PRESIDENTE. Assessore mi scusi, gli uffici non hanno
l'emendamento
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Ce l'hanno
PRESIDENTE. Non ce l'hanno, quindi, per favore.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Mi fermo qua.
PRESIDENTE. Lo consegni. Lo chiedo a tutti, se avete delle
riscritture consegnatele nel frattempo
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
L'ho consegnata, l'ho consegnata
CRACOLICI. Io ho l'emendamento 17.Gov Che cosa è
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
La riscrittura, quella che ho illustrato, per punto
CRACOLICI. Com'è che io ce l'ho e gli Uffici non ce l'hanno?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
All'emendamento 17.Gov è stato presentato un subemendamento, che
era stato forse inserito all'articolo 131, relativo alle modifiche
e abrogazioni di norme, il quale consente anche alle scuole con
indirizzo socio-sanitario, ovverossia agli istituti che formano
assistenti e operatori socio-sanitari, di permettere agli studenti
che, dopo cinque anni di studio, non ottengono la qualifica di
conseguirla senza dover ricorrere a corsi di formazione a
pagamento.
Lo stesso vale per i MAT e per i ragazzi che studiano presso gli
Istituti professionali, i quali possono poi andare a svolgere le
funzioni di certificatori presso la motorizzazione. Queste sono le
modifiche subemendate.
PRESIDENTE. Assessore, stanno cercando il suo subemendamento
perché non c'è Lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Misure per l'attrazione di nuovi residenti
La Regione siciliana, al fine di contrastare lo spopolamento,
favorire l'insediamento di nuovi nuclei familiari, attrarre
capitale umano e stimolare il mercato immobiliare regionale, per il
triennio 2026-2028 istituisce un contributo a fondo perduto a
favore delle persone fisiche che rispettino cumulativamente le
seguenti condizioni:
a) acquisto di un immobile sito in uno dei comuni ricadenti sul
territorio regionale entro dodici mesi dalla data di stabilimento
del domicilio fiscale di cui alla lettera b) o, in alternativa,
realizzazione entro lo stesso termine di interventi edilizi,
esclusa la manutenzione ordinaria, su un immobile di proprietà sito
nello stesso territorio;
b) trasferimento della residenza dall'estero in Italia, ai sensi
dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 e stabilimento del domicilio fiscale nel
territorio regionale, tra l'1 gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028;
c) mantenimento della residenza e del domicilio fiscale di cui
alla lettera b), nonché della proprietà dell'immobile di cui alla
lettera a), fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a
quello di trasferimento della residenza, pena la revoca del
contributo e la restituzione delle somme.
2. Laddove siano rispettate le condizioni previste dal comma 1,
possono usufruire del contributo coloro che, a seguito del
trasferimento di cui alla lettera b) del comma l, percepiscono
redditi da lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli da lavoro
dipendente e pensioni di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a),
del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, tassabili nel territorio dello Stato.
3. Il contributo di cui al comma 1 è pari al cinquanta per cento
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) dovuta e
integralmente versata dal soggetto beneficiario in base alla
dichiarazione dei redditi annuale. Il contributo è erogato dal
Dipartimento regionale delle finanze e del credito, su istanza
degli interessati, per tre annualità a decorrere dall'anno in cui
sorge il diritto di cui ai commi precedenti, entro un tetto massimo
annuo di euro 100.000,00. Il contributo non è cumulabile con altre
agevolazioni fiscali statali o regionali previste per l'attrazione
di nuovi residenti. Nel caso di trasferimento del domicilio fiscale
in Sicilia nel corso dell'anno solare, il contributo è commisurato
alla quota di IRPEF spettante alla Regione siciliana ai sensi
dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26
luglio 1965, n. 1074. Il contributo è pari al sessanta per cento in
caso di acquisto di immobile e trasferimento della residenza in un
comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
4. Le disposizioni attuative del presente articolo sono stabilite
con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, previo parere
della Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana. Il
decreto attuativo di cui al presente comma può prevedere la facoltà
di utilizzare il beneficio in compensazione, ai sensi del capo II
del decreto legislativo 24 marzo 2025, n. 33, previa stipula di
apposita convenzione tra il Dipartimento regionale delle finanze e
del credito e l'Agenzia delle entrate, ai sensi del comma 4
dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 26
luglio 1965, n. 1074.
5. In applicazione del presente articolo è stimato l'incremento
dell'entrata al Titolo I, Tipologia 101, capitolo 1023 per
l'importo di 5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2027, di 15.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2028,
di 20.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2029, di
15.000 migliaia 42 di euro per l'esercizio finanziario 2030 e di
5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2031.
6. Ai fini dell'applicazione del presente articolo è autorizzata
la spesa di 5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027
e di 15.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2028
(Missione 1, Programma 3).
7. Agli oneri derivanti dal presente articolo dai commi
precedenti, per gli esercizi finanziari 2029-2031, si provvede
mediante le entrate stimate al comma 5.
8. L'articolo 1 della legge regionale 4 giugno 1980, n. 55, è
sostituito dal seguente:
Art. 1.
Consulta dei Siciliani all'estero
1. È istituita presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro la Consulta dei Siciliani
all'estero, di seguito denominata Consulta , di cui la Regione si
avvale al fine di potenziare le misure per l'attrazione di nuovi
residenti nonché per qualificare e coordinare interventi, azioni e
progetti diretti alla valorizzazione dei rapporti con i Paesi
dell'emigrazione siciliana.
2. La Consulta, anche in raccordo con il Consiglio generale degli
italiani all'estero (CGIE) e con gli altri organismi dello Stato e
delle Regioni che operano in favore degli italiani all'estero:
a) monitora e studia le cause del fenomeno dell'emigrazione e gli
effetti che esso determina nelle condizioni di vita, della
sicurezza e di lavoro degli emigrati e delle loro famiglie;
b) esprime pareri e formula proposte nell'ambito della
programmazione delle politiche socio-economiche regionali anche ai
fini dell'armonizzazione degli interventi in materia di emigrazione
con gli indirizzi e i contenuti del piano di sviluppo regionale e
dei piani settoriali e intersettoriali;
c) esprime pareri e propone al Governo regionale l'adozione di
provvedimenti sull'assistenza materiale, morale, culturale e
sociale in favore dei siciliani all'estero e delle loro famiglie
nonché sulle condizioni di sicurezza nel lavoro e di vita dei
lavoratori anche transnazionali, anche nell'ottica del loro rientro
nel territorio regionale;
d) esprime pareri e propone soluzioni e iniziative sui vari
problemi relativi all'emigrazione, al rientro dei siciliani
dall'estero e al loro inserimento nella comunità e in nuove
attività produttive;
e) promuove iniziative, in collaborazione con gli enti locali,
relative all'organizzazione nel territorio regionale di soggiorni e
viaggi a scopo di turismo sociale e conoscitivo in merito alle
opportunità di investimenti, di incentivi e di studio dedicate ai
siciliani all'estero e alle loro famiglie;
f) promuove iniziative all'estero dirette alla diffusione della
conoscenza del patrimonio storico, culturale, artistico, economico,
ambientale e sociale della Regione. A tal fine l'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, in
base alle risorse messe a disposizione per l'emigrazione, sostiene
il finanziamento di progetti che coinvolgono le comunità dei
siciliani all'estero e la loro connessione con la terra d'origine,
indirizzati anche alle nuove generazioni, alla promozione
artistica, culturale, tradizionale, turistica, paesaggistica,
ambientale e del made in Sicily, per favorire accordi e scambi di
carattere accademico e universitario, nell'ambito della ricerca
scientifica, economica e commerciale;
g) promuove e sostiene il mantenimento e il rafforzamento
dell'identità siciliana;
h) promuove la partecipazione delle donne siciliane all'estero e
dei giovani siciliani all'estero nel settore dell'associazionismo,
favorendo l'integrazione tra vecchie e nuove generazioni e con le
comunità nei territori di loro residenza;
i) promuove studi, ricerche e conferenze riguardanti il fenomeno
emigratorio;
l) delibera, entro sei mesi dall'insediamento, il regolamento per
il funzionamento da sottoporre all'approvazione della Giunta
regionale, alla quale annualmente presenta una relazione
sull'attività svolta;
m) collabora alla predisposizione di proposte legislative nel
settore dell'emigrazione;
n) collabora con la Giunta e con l'Assemblea regionale siciliana
alla predisposizione di provvedimenti e iniziative a tutela dei
diritti civili e politici dei siciliani all'estero e delle loro
famiglie;
o) promuove una conferenza regionale annuale dei siciliani
all'estero.
3. La Consulta è composta dai seguenti soggetti:
a) Presidente della Regione, o suo delegato, che la presiede;
b) Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro o suo delegato;
c) Assessore regionale per l'economia o suo delegato;
d) Assessore regionale per le attività produttive o suo delegato;
e) Assessore regionale per i beni culturali e l'identità siciliana
o suo delegato;
f) dieci rappresentanti designati dalle associazioni regionali di
promozione sociale e culturale dei siciliani all'estero aventi sede
nella Regione, operanti da almeno tre anni;
g) trenta rappresentanti delegati delle Confederazioni,
Federazioni ed Associazioni attive, e provenienti dall'estero,
iscritte presso il registro degli Uffici Consolari di riferimento,
giusta circolare n. 2 del 9 ottobre 2013 della Direzione Generale
per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero
degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e così
suddivisi: uno Nord Africa, uno Sud Africa, due Asia, due
Australia, uno Oceania e area Rim Pacifico, uno Belgio, uno
Francia, due Germania, due Inghilterra e Irlanda, uno Portogallo e
Spagna, uno Paesi Scandinavi, uno Svizzera, uno paesi dell'Est
Europa, uno Centro America e Messico, tre Canada, quattro Stati
Uniti d'America, cinque Sud America;
h) un rappresentante della Direzione generale per gli italiani
all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari
Esteri e della Cooperazione Internazionale.
4. Per le designazioni dei componenti della Consulta dovrà essere
assicurata la presenza dei giovani siciliani all'estero, che non
abbiano superato il 35 anno di età, e delle donne siciliane
all'estero.
5. La Consulta si potrà avvalere dell'esperienza e del contributo
dei rappresentanti di origini siciliane, eletti al Consiglio
Generale degli Italiani all'estero, dai rappresentanti delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente
rappresentative, e di patronati a carattere nazionale legalmente
riconosciuti che si occupino dell'assistenza agli emigrati e che
abbiano rappresentanza all'estero, designati dai rispettivi organi
regionali, dai rappresentanti regionali di Confindustria,
Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, i quali potranno
partecipare alle riunioni con diritto di parola ma non di voto. Ad
assistere ai lavori della Consulta possono essere invitati come
osservatori i Presidenti delle Commissioni legislative
dell'Assemblea regionale siciliana o loro delegati componenti la
Commissione medesima.
6. La funzione di segretario della Consulta è garantita da un
dirigente designato dall'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro.
7. I componenti della Consulta svolgono la funzione a titolo
onorifico e non hanno diritto ad alcun rimborso spese da parte
dell'Amministrazione regionale.
8. È istituito presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro il registro delle associazioni
dei siciliani all'estero. 9. Con decreto dell'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, d'intesa con
l'Assessore regionale per l'economia, sono definite le modalità di
designazione dei componenti e il funzionamento della Consulta. .
9. Gli articoli 2, 3, 4 e 4-bis della legge regionale 4 giugno
1980, n. 55, sono abrogati.»
Ha facoltà di intervenire l'assessore Dagnino per illustrarlo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, l'articolo di cui già abbiamo largamente discusso in
Commissione è una novità, un'idea innovativa quella di utilizzare
lo Statuto speciale regionale, delle norme di attuazione in materia
finanziaria, al fine di attrarre soggetti non residenti in Sicilia
che decidono di spostare la loro residenza in Sicilia acquistando
un immobile, questi soggetti riceveranno la restituzione del
cinquanta per cento dell'Irpef dovuta al territorio dovuta alla
Regione in virtù del trasferimento della residenza.
La Regione siciliana, come sapete, incassa il sette virgola dieci
decimi dell'Irpef versata da coloro che sono residenti nel
territorio della Regione, con questa norma noi restituiamo la metà,
il cinquanta su cento dell'Irpef versata dal soggetto che decide di
trasferire la residenza.
È una norma che speriamo possa attrarre giovani, di attrarre
lavoratori, di attrarre nuovi residenti, siciliani e non.
Il testo di cui all'articolo 35 viene proposto previa abrogazione
dei commi 8 e 9, quindi, pregherei gli Uffici di considerare gli
emendamenti soppressivi dei commi 8 e 9 che prevedono l'istituzione
della Consulta dei siciliani all'estero, però, in quanto norma
ordinamentale mi sembra corretto chiederne lo stralcio, poiché
questo Parlamento ha deciso di non trattare in questa sede norme
ordinamentali. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considero ritirati gli altri
emendamenti.
Si passa alla votazione per la soppressione del comma 8 e del
comma 9 per rimanere in linea con quanto concordato con i Gruppi
parlamentari.
Si passa all'emendamento 35.9, soppressivo del comma 8, a firma
degli onorevoli De Luca Antonino, Adorno, Cambiano, Campo,
Ciminnisi, Di Paola, Gilistro, Marano, Schillaci, Sunseri, Varrica.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 35.31, soppressivo del comma 9, a firma
degli onorevoli Catanzaro, Burtone, Chinnici, Cracolici,
Dipasquale, Giambona, Leanza, Safina, Saverino, Spada, Venezia.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Art. 37.
Provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri
storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani
coppie e per l'incremento dell'efficienza energetica degli edifici
siciliani
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato a sottoscrivere con gli istituti di
credito convenzioni finalizzate alla stipula di contratti di mutuo
a tasso fisso, al massimo ventennale, con i proprietari di immobili
situati nei centri storici o nelle zone omogenee classificate A
nei piani regolatori generali dei comuni e con i proprietari di
edifici classificati netto storico , per la manutenzione
straordinaria, l'adeguamento alle norme vigenti e alle disposizioni
antisismiche, il restauro, il ripristino funzionale degli stessi, o
di porzioni di essi, per unità immobiliari da adibire ad uso
residenziale o ad uso non residenziale purché ricompresi in unità
immobiliari o complessi immobiliari a prevalente uso residenziale.
2. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato a sottoscrivere con gli istituti di
credito convenzioni finalizzate alla stipula di contratti di mutuo
a tasso fisso, al massimo ventennale, con le giovani coppie
coniugate il cui nucleo sia stato costituito da almeno un anno e in
cui almeno uno dei coniugi sia d'età non superiore a 35 anni e
residente nel territorio regionale, per il quale l'immobile sia
adibito ad abitazione principale con obbligo di almeno dieci anni
di residenza in loco dalla data della stipula e che abbiano un
indicatore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente)
non superiore a euro 40.000,00 annui.
3. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è altresì autorizzato a sottoscrivere con gli
istituti di credito convenzioni finalizzate alla stipula di
contratti di mutuo a tasso fisso, al massimo ventennale, con i
proprietari di immobili per la manutenzione straordinaria
finalizzata al conseguimento della classe energetica A (A4, A3, A2,
A1) ai sensi della direttiva europea UE/FIT Green.
4. Per le finalità di cui ai commi precedenti è riconosciuto un
contributo per l'abbattimento del cento per cento degli interessi
derivanti da contratti di mutuo che abbiano un importo massimo di
euro 300.000,00 e comunque non superiore a un importo massimo di
2.000,00 euro/mq, per ciascun soggetto richiedente e per ciascuna
unità abitativa. I mutui di cui al presente comma possono coprire
il cento per cento del costo degli interventi di restauro e di
ripristino funzionale.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità sono disciplinate le modalità attuative delle misure di
cui al presente articolo.
6. L'erogazione del contributo i cui beneficiari sono i
proprietari degli immobili verrà effettuata nei confronti degli
istituti di credito convenzionati, in unica soluzione, alla data
dell'accensione del mutuo. II Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti verifica annualmente
la regolare esecuzione degli obblighi contrattuali assunti dai
beneficiari con la stipula dei contratti di mutuo, provvedendo in
caso di inadempimento al recupero delle somme erogate.
7. Per le finalità del presente all'articolo è autorizzata la
spesa di 5.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 2).».
Comunico ritirati tutti gli emendamenti soppressivi.
Si passa all'emendamento 37.33, a prima firma dell'onorevole Di
Paola. È mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.36, a prima firma dell'onorevole
Tomarchio. È mantenuto o ritirato?
TOMARCHIO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.34, a prima firma dell'onorevole Di
Paola. È mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.35, a prima firma dell'onorevole Di
Paola. Mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.37, a firma del Governo: «Al comma 4
dopo le parole "contributo per l'abbattimento" sono inserite le
parole "fino al massimo".»
È mantenuto o ritirato?
DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non nascondo che sono stanco,
quindi, può darsi che non sono neanche lucido, ma questo articolo
37 di fatto riscrive l'articolo 33 della legge 9 del 2009, quella
che abbiamo approvato ieri.
Per cui qui si introduce la stessa modalità di intervento, cioè il
mutuo a tasso zero, introducendo una soglia ISEE, lo estende anche
alle giovani coppie, e questo va bene, però ho la sensazione che le
due norme possano, in qualche modo, entrare in conflitto. Quale si
applica? Occorre la soglia ISEE o no? Non vorrei che stiamo facendo
un sistema che di fatto rende complicato applicare una legge.
Chiedo all'Assessore una spiegazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore Aricò.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, proprio ieri nella trattazione dell'articolo 5 mi ero
permesso di dire all'Aula, alla Presidenza, anche all'onorevole
Cracolici che l'articolo 37 andava verso questa direzione.
È un po' diverso perché, innanzitutto, non mette un limite se non
alle giovani coppie.
CRACOLICI. Ah Solo alle giovani coppie.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dopodiché
finanzia la ristrutturazione degli appartamenti, delle abitazioni,
dei centri storici e del netto storico in maniera similare alla
legge che abbiamo rifinanziato, ma introduce anche una terza
novità, quello dell'efficientamento energetico.
Noi andiamo verso l'efficientamento energetico delle abitazioni e
abbiamo posto un finanziamento anche per le abitazioni fuori dai
centri storici e dei netti storici che vadano verso la classe
energetica A, quindi A4, A3, A2, A1, ai sensi della direttiva
europea "FIT Green", quindi è un miglioramento rispetto a quanto
abbiamo già approvato.
Le due linee di finanziamento cammineranno in parallelo,
naturalmente, nei decreti attuativi e ci impegniamo fin da adesso
che chi prenderà un finanziamento per l'abbattimento del conto
interessi su una linea, non potrà usufruire dell'altro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 37.37, a firma del
Governo?
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
DIPASQUALE. Sull'articolo 37 c'era l'impegno del Governo, di
tutti, di calare l'intervento relativo alla legge n. 15.
PRESIDENTE. Nel frattempo che cerchiamo l'emendamento, si passa
all'esame dell'articolo 45. Ne do lettura.
«Art. 45.
IRCCS Oasi Maria SS. di Troina
1. Al fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività
dell'IRCCS Ospedale Classificato Specializzato Oasi Maria SS. di
Troina Onlus, l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro provvede a stipulare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge una
convenzione che regoli i rapporti con il predetto Istituto per il
triennio 2026-2028, con particolare riferimento alle funzioni
assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei limiti di quanto
definito dall'articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, che prevede, tra le predette funzioni, anche la forte
integrazione fra assistenza ospedaliera e territoriale, sanitaria e
sociale, per patologie croniche di lunga durata o recidivanti.
2. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 5.000 migliaia di euro
annui per il triennio 2026-2028, si provvede, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, a valere sulle risorse del
Fondo nazionale per le non autosufficienze (Missione 12, Programma
2, Capitolo 183357).
3. Il Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali, per le somme assegnate a valere sul Fondo Nazionale per le
non autosufficienze all'IRCCS-OC Oasi Maria SS. di Troina in
relazione alle somme assegnate e rendicontate per gli anni 2021-
2025 e per gli importi annui assegnati e rendicontati di cui alla
convenzione di cui al precedente comma 1 relativa al triennio 2026-
2028, è autorizzato a concedere, annualmente, un'anticipazione nel
limite massimo delle somme oggetto di rendicontazione approvata
dallo stesso Dipartimento regionale (Missione 12, Programma 7,
Capitolo 583319). L'anticipazione è restituita, senza ulteriore
onere finanziario, con versamento in entrata nel bilancio della
Regione entro l'anno di erogazione. (Titolo 5, Tipologia 200,
Capitolo 8297).
4. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, previa
delibera della Giunta regionale, su proposta del Dirigente Generale
del Dipartimento regionale 49 della Famiglia e delle Politiche
sociali saranno operate le necessarie variazioni di bilancio di cui
al precedente comma 3.».
Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.
«Art. 50.
Sostegno e promozione della creatività urbana, della street art e
del muralismo
1. La Regione promuove e sostiene la street art, quale forma
espressiva con un forte impatto civico e culturale, nonché capacità
comunicativa, in grado di contribuire alla rigenerazione urbana ed
extraurbana, con particolare riferimento alle aree degradate e
periferiche. 50
2. L'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana istituisce il Fondo di creatività urbana ai fini della
promozione e realizzazione di interventi di street art nel
territorio siciliano e attraverso l'emanazione di un apposito
Avviso pubblico concede ai comuni contributi volti alla
realizzazione di interventi di street art nel territorio di
pertinenza. Ai fini dell'assegnazione dei contributi è riconosciuta
priorità agli interventi che siano espressione di percorsi
partecipativi e che garantiscano la qualità della proposta
progettuale, riguardo alla longevità conservativa, nonché in
relazione alla valenza sociale e culturale dell'opera.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
200 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione 5,
Programma 2).».
Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 50. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 97. Ne do lettura.
«Art. 97.
Misure per la pulizia delle strade extraurbane dei comuni,
dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane
1. Per la bonifica e la pulizia straordinaria delle strade
extraurbane dei comuni, dei liberi Consorzi comunali e delle Città
metropolitane, al fine di eliminare i rifiuti abbandonati a bordo
strada, che deturpano l'ambiente e possono essere causa di incendi
di natura dolosa, anche attraverso l'utilizzo di avanzati sistemi
di controllo, è istituito un fondo con uno stanziamento, per
l'esercizio finanziario 2026, pari a 12.000 miglia di euro
(Missione 9, Programma 3).
2. Al fine di garantire un controllo efficace e sistematico del
territorio regionale e di supportare le attività di bonifica e
pulizia di cui al comma 1, l'Assessorato regionale dell'energia e
dei servizi di pubblica utilità si avvale di un sistema integrato
di monitoraggio e analisi delle discariche e dei siti da bonificare
mediante l'utilizzo di tecnologie avanzate di telerilevamento
satellitare e sistemi informativi geografici.
3. Sono beneficiari delle risorse di cui al comma 1 i comuni, i
liberi consorzi comunali e le Città metropolitane, nel cui
territorio ricadono i siti oggetto degli interventi di cui al
medesimo comma.
4. Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti sono definite le modalità attuative del
presente articolo per l'esecuzione delle attività di bonifica e di
pulizia nonché per l'eventuale installazione di apparecchi per il
monitoraggio costante e puntuale per le finalità del comma 1.
5. Il Ragioniere generale è autorizzato a effettuare le variazioni
di bilancio conseguenti, da adottare su proposta del Dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti a valere sulle risorse del fondo
di cui al comma 1.»
(brusio in aula)
Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
Si passa all'emendamento 97.30, di identico contenuto
dell'emendamento 97.31, a prima firma dell'onorevole Geraci. È
mantenuto o ritirato?
GERACI. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 97.32, a prima firma dell'onorevole
Sunseri. È mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
COLIANNI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 97.33, a firma del Governo.
Parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 97, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Attenzione, onorevoli colleghi, dietro di me ci sono, per la prima
volta dall'inizio della legislatura, sia l'onorevole La Vardera,
che l'onorevole Auteri, alla fine chi aveva ragione? Aveva ragione
forse lei? Vedremo.
Allora, alla fine ci sarà un emendamento 117 per evitare che ci
possa essere opacità rispetto a una manovra quanto più pulita
possibile, si andrà avanti nella direzione auspicata prima.
Benissimo. Bravi, complimenti. Si passa all'articolo 99. Ne do
lettura:
«Art. 99.
Contributo per l'acquisto o l'adeguamento di autoemoteche
1.Il Dipartimento regionale per le attività sanitarie e
osservatorio epidemiologico è autorizzato a trasferire, previo
apposito bando, la somma di 1.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2026, da destinare alle associazioni dei donatori di
sangue per l'acquisto di nuove autoemoteche o per l'adeguamento
delle autoemoteche esistenti ai nuovi requisiti tecnologici e
strutturali ai fini dell'acquisizione o del mantenimento
dell'autorizzazione e dell'accreditamento istituzionali (Missione
12, Programma 7).».
PRESIDENTE. Io credo di avere la febbre a 40, quindi se ci
sbrighiamo.
CRACOLICI. L'operatore della norma che fa, non parla? Voglio
capire che cosa è successo? Perché questa cosa non finirà oggi
PRESIDENTE. Ma di che stiamo parlando?
CRACOLICI. Di quello di cui lei... L'onorevole ha annunciato di
aver fatto lui questo emendamento
PRESIDENTE. Va bene. Ora non c'è bisogno, ne parliamo dopo.
Andiamo all'articolo 99.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Non è un momento... Sì, sono le ore 2.15. Siamo tutti
stanchi, ma non è un passaggio così, immagino, quello che è
avvenuto mezz'ora fa e quello che è avvenuto adesso. Siccome c'è
stato un collega che ha parlato dicendo "L'emendamento è mio", e
adesso lei ha festeggiato che l'altro collega, citato
dall'onorevole La Vardera, ha condiviso la scelta del 117
soppressivo, vorrei capire che cosa è successo, perché qualcuno si
era assunto l'onere della proposta, che è stata approvata
dall'Assemblea. Poi c'è un altro che ha detto sono d'accordo ad
abrogarla. A nome di cosa?
PRESIDENTE. Glielo spiego io.
CRACOLICI. Ecco me lo spieghi, perché sarà da spiegare anche ai
giornali questa cosa.
PRESIDENTE. Eh, sarà da spiegare ai giornali. L'onorevole La
Vardera aveva fatto un intervento su un articolo, che non mi
ricordo neanche qual è.
CRACOLICI. 93
PRESIDENTE. Siamo abbastanza stanchi. Stranamente, sono venuti sia
l'onorevole La Vardera che l'onorevole Auteri. L'onorevole La
Vardera ha annunciato un soppressivo su quella parte che creava
ambiguità, l'onorevole Auteri l'ha pure firmata.
CRACOLICI. E quindi?
PRESIDENTE. E quindi niente. Dopo si voterà. Se passa, passa, se
non passa, non passa
CRACOLICI. A tarallucci e vino non finisce sta storia, eh
PRESIDENTE. E va bene.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 99, onorevole Cracolici, che
siamo un po' stanchi. Allora, all'articolo 99 sono stati presentati
soltanto emendamenti soppressivi, pertanto, si vota il
mantenimento. Lo pongo in votazione.
DE LUCA Antonino. Quale articolo?
PRESIDENTE. L'articolo 99, onorevole De Luca, già concordato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:
«Art. 100.
Borse di studio area non medica
1. Nell'ambito delle scuole di specializzazione di area sanitaria
ad accesso misto (laureati medici e laureati non medici) di cui al
decreto interministeriale n. 716/2016, con specifico riferimento
alle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica a cui
accedono biologi, chimici e farmacisti di cui all'articolo 16 della
legge regionale 11 agosto 2017, n. 16, sono istituite, a partire
dall'anno accademico 2025/2026, borse di studio in favore degli
specializzandi biologi e chimici, iscritti alle suddette scuole
attive negli Atenei di Catania, Messina e Palermo.
2. L'ammontare di tali borse di studio è equiparato a quello
previsto per gli specializzandi iscritti alle scuole di
specializzazione di area medica.
3. A sostegno della formazione specialistica degli specializzandi
(biologi, chimici, ecc.) iscritti alle scuole di specializzazione
di area sanitaria non medica ad accesso misto, di cui al decreto
interministeriale n. 716/2016, l'Assessorato dell'istruzione e
della formazione professionale è autorizzato alla spesa di euro
3.000 migliaia per il triennio 2026-2028 (Missione 4, Programma 4).
4. A sostegno della formazione specialistica dei giovani
specializzandi iscritti alle scuole di specializzazione di area
non medica ad accesso unico di cui al decreto interministeriale
n. 68 del 4 febbraio 2015 a cui accedono veterinari, odontoiatri,
fisici e farmacisti, l'Assessorato regionale dell'istruzione e
della formazione professionale è autorizzato alla spesa di euro
2.000 migliaia per il triennio 2026/2028 (Missione 4, Programma
4).».
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentanti soltanto
emendamenti soppressivi, pertanto si vota il mantenimento del
testo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. L'assessore Savarino mi ha chiesto di accantonare
l'articolo 109. No, il 109 no. Ho sbagliato, non c'entra. Era
un'altra questione quella sua. Era questa la questione?
No, no. È scritto. Si vota. Intanto lo metto da parte, allora.
Si passa all'articolo 113. Ne do lettura:
«Art. 113.
Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 in materia di
aree AERCA
1. All'articolo 29 della legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole 4 settembre 2002 sono aggiunte le parole e
5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione
9, Programma 8, capitolo 150056) da ripartire tra i comuni
dell'area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA), dichiarata
con decreto dell'Assessore regionale del territorio e dell'ambiente
11 luglio 2005, n. 189;
b) dopo le parole rigenerazione urbana sono inserite le parole
e di promozione del territorio ;
c) all'ultimo periodo, le parole in parti uguali sono sostituite
con le parole in proporzione alla loro estensione territoriale .».
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati emendamenti
soppressivi. Sono ritirati, onorevole De Luca Antonino, onorevole
Catanzaro?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Bene, grazie.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Presidente, sull'articolo 113, i soppressivi sono ritirati;
rimane il 113.7 che è un emendamento, diciamo, condiviso che
riguarda il riparto di questi fondi ai comuni: 50 per cento a tutti
i comuni, il 50 per cento per estensione territoriale, così come
previsto.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Spada, qual è l'emendamento di cui
sta parlando?
SPADA. Il 113.7.
PRESIDENTE. Allora, gli altri sono tutti ritirati? Benissimo.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 113, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 114. Ne do lettura:
«Art. 114.
Misure per gli agricoltori danneggiati
dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere agli
imprenditori agricoli, singoli o associati, aiuti a titolo di
indennizzo per i danni alle strutture vegetali di piante arboree ed
erbacee, alla produzione e alle infrastrutture tecniche e aziendali
causati da eventi meteorologici di eccezionale gravità, quali
grandine, pioggia e forte vento, e da incendi verificatisi nel
corso dell'anno 2025, registrati dalle stazioni meteo del sistema
di Protezione civile regionale e dal SIAS site nel territorio
regionale e in corso di accertamento ai fini della dichiarazione
dello stato di crisi e di emergenza regionale per gli stessi eventi
meteo avversi.
2. Il riconoscimento dell'indennizzo è legato alla verifica del
danno e deve tenere conto dell'effettiva perdita del valore
economico della struttura vegetale, in conformità a quanto previsto
dalla normativa europea in materia di aiuti di stato in
agricoltura.
3. Nel calcolo dell'aiuto sono considerate le eventuali somme
percepite a titolo di premi assicurativi, le spese non sostenute e
quelle aggiuntive conseguenziali alle avverse condizioni
atmosferiche registratesi.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
4.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione
16, Programma 1).».
PRESIDENTE. C'era una riscrittura?
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, sul 114 c'è un emendamento
di carattere tecnico della Commissione, magari il Presidente può
illustrarlo.
Sostanzialmente, si tratta di adeguare al regime degli aiuti
all'agricoltura in modo tale, appunto, da non incorrere in
un'impugnativa, per la normativa europea sostanzialmente, e poi
l'estensione al 2024-2023 come annualità di riferimento per i
danni prodotti appunto in agricoltura.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Chiedo all'Aula di apprezzare
l'emendamento al testo, anzi a un subemendamento, perché è
impossibile lasciare fuori quegli agricoltori che hanno subito gli
incendi a partire dall'estate del 2023. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi è lo stesso emendamento? E allora già c'è. No?
È il 114.23? Benissimo.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, è lo stesso clima che c'è anche
per gli altri, però, capisco che alle ore 2.10...
GILISTRO. Presidente, grazie per la parola.
Assessore Dagnino, mi perdoni, se può prestare un attimo di
attenzione.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, per favore, presti attenzione.
Assessore Dagnino? Assessore? Per favore, l'onorevole Gilistro si
sta rivolgendo a lei.
GILISTRO. Grazie, Assessore. Questo articolo... per cortesia
Carlo, colleghi
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, però, non è che quando parla
lei...
GILISTRO. E con chi devo parlare?
PRESIDENTE. La sentiamo.
GILISTRO. Assessore Dagnino, mi perdoni.
Allora, questo articolo si riferisce, come più volte le abbiamo
anticipato, ma già da diverse finanziarie, ad un problema che è
rimasto irrisolto per quello che riguarda gli incendi che si sono
verificati nella città e nella provincia di Siracusa nel 2023.
Assessore, il presidente Schifani in quest'Aula, e abbiamo la
registrazione, si è impegnato a poter inserire i ristori per queste
persone che hanno perso la casa, che hanno perso le abitazioni
nella città di Siracusa. Non è stato inserito e quindi chiedo la
riscrittura di questo articolo, per potere inserire la città di
Siracusa che ingiustamente, ingiustamente ribadisco, non è stata
inserita fra le città con calamità. Per cui, Assessore, è una
promessa del presidente Schifani in quest'Aula. Io gradirei che
fosse inserito. Ho presentato un emendamento che possa dare
finalmente voce a questi cittadini che hanno perso la casa,
l'abitazione.
PRESIDENTE. Benissimo, allora accantoniamo l'articolo 114,
provvedete a fare una riscrittura in tempi record.
Si passa all''articolo 116. Ne do lettura:
«Art. 116.
Disposizioni in materia di CEFPAS
l. Il comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale 3 novembre
1993, n. 30 è soppresso.
2. Alla lett. g) del comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
14 aprile 2009, n. 5, sono soppresse le parole del centro per la
formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio
sanitario e e la parola rispettiva .
3. Il comma 17 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 è abrogato.
4. Per le finalità di cui all'articolo 22 della legge regionale 3
novembre 1993, n. 30 è concesso per gli esercizi finanziari 2026,
2027 e 2028 un contributo annuo pari a 6.000 migliaia di euro in
favore del centro per la formazione permanente e l'aggiornamento
del personale del Servizio sanitario (CEFPAS) per far fronte alle
spese di funzionamento del centro medesimo (Missione 4, Programma
6).
5. Il comma 17 dell'articolo 21 della legge regionale 3 novembre
1993, n. 30 è così sostituito: Il collegio dei revisori è nominato
con decreto del Presidente della Regione ed è composto da tre
membri di cui uno designato dal Presidente della Regione, uno
designato dall'Assessore regionale per la salute ed uno designato
dall'Assessore regionale per l'economia .».
PRESIDENTE. Completiamo questa parte, per favore. Gli emendamenti
soppressivi all'articolo 116 immagino che siano ritirati. Si vota
quindi il mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 116. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:
«Art. 120.
Fondo per la realizzazione di alloggi per persone con disabilità
grave
1. È istituito un Fondo regionale di 1.000 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2026, presso l'Assessorato regionale della
famiglia, politiche sociali e del lavoro, per la realizzazione di
interventi per l'adeguamento strutturale degli alloggi, finalizzati
all'autonomia progressiva e di soluzioni abitative protette per
persone con disabilità gravi, prive del sostegno familiare,
destinato agli Enti del Terzo Settore, accreditati o iscritti al
RUNTS (Missione 12, Programma 2).
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro sono stabilite le modalità attuative
degli interventi di cui al comma l.».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Onorevoli De Luca,
Sunseri, qualcuno che mi faccia un segno... Onorevole Sunseri gli
emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati?
SUNSERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, gli emendamenti soppressivi sono
mantenuti o ritirati?
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, gli emendamenti soppressivi sono
mantenuti o ritirati?
VENEZIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera gli emendamenti soppressivi sono
mantenuti o ritirati?
LA VARDERA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
120.14, a firma degli onorevoli Schillaci ed altri, che così
recita:
- «Al comma 2, dopo le parole: il lavoro aggiungere le seguenti
parole: sentita la Commissione competente all'ARS .».
PRESIDENTE. È mantenuto o è ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 120.14?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 120, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 130. Ne do lettura:
«Art. 130.
Potenziamento servizi nei parchi archeologici
1. L'articolo 24 ter della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
è sostituito dal seguente:
1. A ristoro dei costi sostenuti dai comuni per le attività di
competenza relative alla manutenzione ed implementazione della
viabilità, accessibilità e parcheggio a servizio dei parchi
archeologici di cui Titolo I e del Titolo II della presente legge,
nonché per i servizi di sicurezza, decoro urbano, raccolta e
smaltimento rifiuti, i parchi provvedono a trasferire ai comuni sul
cui territorio ricadono una somma pari al quindici per cento
dell'incasso dei relativi luoghi, al netto degli eventuali agi
spettanti ai concessionari dei servizi aggiuntivi e delle eventuali
spese per lo sbigliettamento e comunque per un importo non
superiore a 600 migliaia euro. Tale ultimo limite non si applica
per il Parco archeologico di Naxos Taormina.
2. Il trasferimento di cui al comma 1 avviene con le seguenti
modalità:
- entro il 30 giugno di ciascun anno i parchi trasferiscono ai
comuni la quota relativa agli introiti del primo quadrimestre;
- entro il 31 ottobre di ciascun anno i parchi trasferiscono ai
comuni la quota relativa agli incassi del secondo quadrimestre;
- il saldo è trasferito entro il 31 marzo dell'anno successivo.
3. I parchi archeologici di cui al Titolo I ed al Titolo II della
presente legge, per la realizzazione di manifestazioni ed eventi
rispettosi delle previsioni e condizioni previste dai propri
regolamenti, riservano ai comuni l'utilizzo a titolo gratuito dei
siti archeologici ricadenti nei relativi territori nel limite
massimo di cinque giornate al mese. A tal fine i comuni interessati
provvedono a presentare puntuale e circostanziata richiesta entro
il 31 dicembre dell'anno precedente lo svolgimento delle
manifestazioni e degli eventi. .
2. La parte disponibile del risultato di amministrazione
conseguito al 31 dicembre 2025 dai parchi archeologici della Valle
dei Templi, di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai e di
Morgantina e Villa Romana del Casale è versata, per l'esercizio
finanziario 2026, su apposito capitolo in entrata del bilancio
della Regione, rubrica beni culturali e identità siciliana, al fine
di incrementare il fondo di solidarietà di cui all'articolo 24 bis
della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.
3. La parte disponibile del risultato di amministrazione
conseguito al 31 dicembre 2025 dal parco archeologico di Naxos e
Taormina è utilizzata quanto a euro 11.000 migliaia per la
realizzazione del progetto di restauro e rifunzionalizzazione del
Castello Paladino presso Giardini Naxos (ME), la restante parte è
destinata per il cinquanta per cento per le finalità e con le
modalità di cui al comma 2 e per il cinquanta per cento alle spese
necessarie alla redazione di progetti relativi al sistema portuale
turistico di Giardini Naxos e all'interconnessione intermodale
stradale e funiviaria con Taormina e con i comuni limitrofi e
all'ottenimento delle relative autorizzazioni. Ai fini della
realizzazione di tali progetti, entro novanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge, l'Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana, di concerto con l'Assessore
regionale per le infrastrutture e la mobilità e con l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente, approva lo schema di
accordo tra pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 15
della legge 7 agosto 1990, n. 241, da stipulare tra i medesimi
Assessorati regionali, il comune di Taormina, il comune di Giardini
Naxos e il parco archeologico di Naxos e Taormina per il quale la
realizzazione del porto turistico assume rilievo ai fini della
promozione del parco stesso.
4. È fatto divieto ai parchi di cui ai commi 2 e 3 di adottare
nella chiusura del bilancio 2025 meccanismi contabili volti a
vanificare anche parzialmente le finalità del presente articolo.
5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a partire
dall'esercizio finanziario 2025.».
Sull'articolo c'è la riscrittura del Governo che trovate tra i
fuori sacco e che lo sostituisce interamente. È l'emendamento 130
Gov.».
All'articolo 130 c'è la riscrittura del Governo, che trovate tra i
fuori sacco , che sostituisce interamente. Si passa dunque
all'emendamento 130.Gov.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:
«Art. 131.
Modifiche e abrogazioni di norme
1. Al comma 5 dell'articolo 16 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 le parole primo periodo della legge regionale n. 3/2016
e successive modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle
parole secondo periodo della legge regionale n. 3/2016 e
successive modificazioni, solo in caso in cui le relative somme,
ove previste dai relativi statuti, non incidano su stanziamenti o
contributi statali o regionali, e previa produzione
dell'attestazione di sostenibilità finanziaria certificata
annualmente dall'organo di revisione contabile .
2. Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1 dopo le parole Le somme di cui al comma 1 , sono
inserite le parole , nelle more della sottoscrizione dei contratti
collettivi di lavoro, .
3. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1 dopo le parole Le somme di cui al comma 1 , sono
inserite le parole , nelle more della definizione delle procedure
per l'attribuzione delle progressioni economiche, .
4. L'articolo 3 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 è
soppresso.
5. Al comma 15 dell'articolo 6 della legge regionale 20 gennaio
2021, n. 1 e successive modificazioni, le parole bilancio 2027
sono sostituite con le parole rendiconto 2027 .
6. All'articolo 5, comma 6, della legge regionale 9 gennaio 2025,
n. 1, le parole 2025, 2026 e 2027 sono sostituite con le parole
2025 e 2026 .
7. All'articolo 39, comma 1, della legge regionale 20 giugno 2019,
n. 9 e successive modificazioni, dopo le parole avversità
meteomarine di carattere eccezionale sono aggiunte le parole ,
eventi climatici assimilabili a calamità naturali, danni causati da
animali protetti e/o da specie esotiche invasive .
8. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al terzo periodo le parole A decorrere dall'esercizio sono
sostituite con le parole Per l'esercizio ;
b) il quarto periodo è soppresso.
9. Al comma 3 dell'articolo 91 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, dopo la parola determinate , le parole come da
seguente allegato sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente d'intesa
con l'Assessore regionale per l'economia da emanarsi, previo parere
della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge. Nelle more dell'adozione del predetto decreto continuano ad
applicarsi le tariffe introdotte dal comma 2 dell'articolo 26 della
legge regionale 18 novembre 2024, n. 28. .
10. Al comma 2 bis dell'articolo 27 bis della legge regionale 6
maggio 1981, n. 98 e successive modificazioni dopo le parole
criteri dell'iscrizione sono aggiunte le parole sentito il
parere dell'organo di gestione dell'ente parco .
11. Al comma 1 dell'articolo 78 della legge regionale 31 gennaio
2024, n. 3 le parole di entrata in vigore della presente legge
sono sostituite dalle parole di approvazione del D.P. Reg. n.
434/TUR/2015 . Agli oneri discendenti dall'attuazione del presente
comma si fa fronte nei limiti delle attuali somme disponibili sul
bilancio dell'ente teatrale regionale.
12. Al fine di consentire i lavori di manutenzione straordinaria
della sede legale della CESI, il Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti è autorizzato a
erogare, per l'esercizio finanziario 2026, un contributo massimo di
150 migliaia di euro in favore della Regione Ecclesiastica
Sicilia.».
PRESIDENTE. Ci sono emendamenti. È un po' lungo. Allora ritorniamo
ai PIP.
Mezz'ora e facciamo un po' la sintesi. Assessore, l'articolo 15,
com'è finito? Non ci credo se dobbiamo aspettare ancora... Siamo
all'articolo 15 da una settimana
Assessore, io la prego, questo emendamento all'articolo 15. Vi
prego
SAFINA. Facciamo il 16, Presidente. Il 16 è pronto. Bisogna
sfruttare il momento.
PRESIDENTE. Il 16 è pronto? È il 16.Gov? Benissimo. Allora,
colleghi, si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Disposizioni in materia di servizio idrico integrato
1. All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16 e
successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti
commi:
3. Per i medesimi fini di cui al comma 1, correlati alla
morosità subita da Siciliacque S.p.A. per gli anni 2024 e 2025,
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità è autorizzato al trasferimento in favore di Siciliacque
S.p.A., della ulteriore somma di euro 18.985.527,83 per l'esercizio
finanziario 2026, (Missione 9, Programma 4, capitolo 646201), che
verrà recuperata secondo le modalità di cui ai commi successivi.
4. Al fine di evitare che il mancato adeguamento dell'ATI di
Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in materia di
sistema idrico integrato attraverso l'affidamento ad un gestore
unico del servizio idrico negli ambiti territoriali ottimali di
rispettiva competenza determini un indebito arricchimento per i
titolari di utenze ricadenti su quei territori, con conseguente
aumento degli oneri tariffari a carico della generalità dei
contribuenti siciliani e squilibrio economico-finanziario in danno
della società Siciliacque S.p.A., il Dipartimento regionale delle
autonomie locali è autorizzato a operare per dieci anni, a partire
dal 2026, a carico di ciascun comune ricadente nell'ambito
territoriale delle suddette ATI, già in gestione a cura dell'Ente
Acquedotti Siciliani, che ha beneficiato della fornitura di acqua
senza il riconoscimento del dovuto corrispettivo in favore
Siciliacque S.p.A., una trattenuta annua a valere sui trasferimenti
di cui al Fondo per le autonomie locali, a titolo di compensazione
finanziaria, nella misura di cui al comma 5.
5. La trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci per cento
del valore della fornitura idrica erogata da Siciliacque S.p.A.
negli anni di morosità 2024 e 2025 al singolo comune. I dati
necessari sono trasmessi al Dipartimento regionale delle autonomie
locali dal competente Dipartimento regionale dell'acqua e dei
rifiuti, cui sono forniti da Siciliacque S.p.A.. I comuni
interessati, nel rispetto dei principi generali vigenti in materia
di servizio idrico, attivano i necessari strumenti per assicurare
che il pagamento della fornitura idrica, negli anni considerati,
sia posto a carico degli utenti finali, anche in misura
forfettaria.
6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 trovano applicazione
anche per gli esercizi finanziari successivi, fino all'adeguamento
dell'ATI di Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in
materia di sistema idrico integrato. .
2. Al fine di scongiurare pregiudizi per la salute e l'ordine
pubblico e di assicurare la continuità del servizio idrico
integrato nell'ambito territoriale di Agrigento da parte
dell'azienda speciale consortile A.I.C.A. - Azienda idrica comuni
agrigentini , la cui gestione rimane ancora pregiudicata da una
carente riscossione della tariffa a carico dell'utenza finale e da
mancati pagamenti da parte dei comuni soci di somme dovute a vario
titolo per il servizio, precludendo conseguentemente alla medesima
di fare fronte con regolarità ai relativi costi, l'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, è
autorizzato, per gli esercizi finanziari 2026 e 2027,
all'erogazione straordinaria in favore della predetta azienda
consortile, a titolo di anticipazione, per un importo complessivo
pari a 10.000 migliaia di euro per ciascun esercizio, secondo le
modalità di cui ai commi successivi. L'erogazione straordinaria di
cui al presente comma è vincolata al pagamento del servizio di
acqua all'ingrosso già fatturato ad A.I.C.A. alla data di entrata
in vigore della presente legge.
3. Le somme anticipate sono restituite alla Regione dall'azienda
consortile A.I.C.A. in dieci anni, a decorrere dal triennio
successivo alla prima anticipazione, sulla base di un piano
finanziario di rimborso approvato con decreto dell'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità, da
adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge.
4. L'azienda consortile A.I.C.A. decade dal beneficio della
rateizzazione concessa nei termini di cui al comma 3 se alla
scadenza del triennio dalla prima anticipazione non ha completato
l'attività necessaria a garantire la regolare riscossione della
tariffa per il servizio da parte dell'utenza finale, ivi compresa
la collocazione dei contatori.
5. L'azienda consortile A.I.C.A. provvede al regolare pagamento
delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».
C'è l'emendamento di riscrittura, che è il 16.Gov.
Onorevole Safina, il 16.Gov è corretto?
Sto andando piano, a livello di lumaca Ma cos'è il 15 o il 16
Ok, il 15 Per il 16, c'è il 16 Gov, che i colleghi stanno
leggendo.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Solo un'informazione: al comma 4, la somma anticipata,
di cui al comma 3...
PRESIDENTE. Mi scusi. Onorevole Lombardo Giuseppe, venga qui, per
favore. Prego onorevole Cambiano, mi scusi se l'ho interrotta.
CAMBIANO. Assessore, chiedo scusa, la somma anticipata di cui al
comma 3 è restituita da Siciliacque S.p.A. alla Regione, in dieci
rate annuali di pari importo, a decorrere all'anno successivo
all'erogazione della somma senza interessi . Ora noi abbiamo
approvato la legge 3 del 2025, un importo di 10 milioni e 709 mila
euro, come anticipazione, ma con interessi, nel 2025; perché questo
senza interessi? Perché le faccio questa domanda? Perché
nell'intervento di qualche ora fa - ora siamo tutti stanchi - io ho
ricordato che Siciliacque, nel 2024, ha distribuito dei dividendi
ai soci, quindi, ha fatto un utile di 5 milioni e mezzo di euro e
un milione e mezzo l'ha distribuito come dividendo ai soci.
Ora, nel 2025, quest'Assemblea approva una legge, concedendo
un'anticipazione di 10,7 milioni, prevedendo gli interessi, volevo
solo comprendere se lo possiamo fare - quindi stiamo votando
qualcosa di legittimo e perché questa difformità tra il 2025 e il
2026, in questo caso; cioè con interessi nel 2025 e senza interessi
nel 2026. E chi mi risponde?
PRESIDENTE. Allora, siamo all'articolo 16, con il quesito
dell'onorevole Cambiano; mentre aspettiamo la risposta al suo
quesito passiamo all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Interventi in materia di istruzione
1.Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio
2000, n. 6 e successive modificazioni le parole Il compenso
annuale da corrispondere al presidente ed ai componenti del
collegio è determinato, nell'ambito delle somme già destinate alle
istituzioni scolastiche, in 2.500 euro ciascuno, comprensivo degli
oneri previdenziali, assistenziali ed erariali previsti dalla
normativa vigente sono sostituite dalle seguenti: Il compenso
annuale da corrispondere al presidente e ai componenti del collegio
è determinato, nell'ambito delle somme già destinate alle
istituzioni scolastiche, in 3.000 euro ciascuno, comprensivo degli
oneri previdenziali, assistenziali ed erariali previsti dalla
normativa vigente .
2. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale è autorizzato a concedere un contributo straordinario
di 1.000 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2026, alle
istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per
l'acquisizione di attrezzature tecniche e di sussidi didattici
destinati ai propri studenti con disabilità. Con decreto del
Dirigente generale del Dipartimento regionale dell'istruzione,
dell'università e del diritto allo studio, da adottarsi, previo
parere della competente Commissione dell'Assemblea regionale
siciliana, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono disciplinate le modalità di erogazione
dei contributi di cui al presente comma (Missione 4, Programma
6).».
PRESIDENTE. A questo articolo, i colleghi avevano chiesto delle
modifiche all'assessore Turano. Pertanto, se lei dicesse
direttamente al microfono quali sono queste modifiche.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, abbiamo cassato il comma 1 che riguarda
l'aumento del compenso dei revisori, con l'impegno di riproporlo
nel mese di gennaio, quindi abbiamo cassato il compenso per i
revisori così come richiesto dal Movimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 17. Lei l'emendamento l'ha
depositato?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Certo, tutti e due.
PRESIDENTE. È già caricato. Onorevole De Luca Antonio, l'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale ha apportato le
modifiche da voi richieste.
Benissimo, allora poniamo in votazione...
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, ovviamente, ritiriamo tutti
gli emendamenti soppressivi. Il Movimento 5 Stelle ci tiene, in
particolare, ad evidenziare che riconosce il buon lavoro fatto dai
nostri revisori nelle scuole, i quali - non segue anche alla legge
nazionale - vanno correttamente retribuiti e, conseguentemente, nel
prossimo strumento di gennaio, sicuramente ci saranno quelle
condizioni per approvare questa norma di correttezza, perché chi fa
un buon lavoro deve essere pagato correttamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Il parere della Commissione
sull'emendamento 17 GOV.2? È il soppressivo del comma 1.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17 Gov.1. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa adesso all'emendamento 17 GOV. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ritorniamo all'articolo 16, in precedenza accantonato. Onorevole
Cambiano, lei il quesito a chi l'aveva posto? All'Assessore? Lo
ripeto, lei aveva posto un quesito prima, il suo collega De Luca mi
ha distratto. Volevo sapere a chi aveva fatto questa domanda,
all'assessore?
CAMBIANO. All'assessore al ramo che però mi ha detto che mi
risponde l'Assessore per l'economia.
PRESIDENTE. Ok, allora un minuto.
L'onorevole Dipasquale c'è? Onorevole Dipasquale, c'è
l'emendamento 37.38. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 37.38. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, l'emendamento 37.38, non era stato votato. È quello dei
2 milioni di euro. Adesso pongo in votazione l'articolo 37, nel
testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 114, in precedenza accantonato.
C'era la riscrittura condivisa tra l'onorevole Lombardo,
l'onorevole Spada Il 114. Lo caricate, per favore? Benissimo,
allora colleghi, si passa all'emendamento 114.24 della Commissione.
SCHILLACI. Presidente, non ho capito
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, ascolti, inutile il chiarimento
perché gli emendamenti definitivi non sono stati ancora caricati,
questi sono quelli vecchi, abbiamo qualche lentezza con le
riscritture. Abbiamo un problema in questa sessione di bilancio
Io non lo metto in votazione, proviamo a capire se si può fare
questo switch
Sono rimasti da votare gli articoli 11, 15, 16, 109, 114, 131,
132, 133, 134.
Onorevoli colleghi, giusto per capire quali sono le richieste che
vengono fatte dai colleghi, nel rispetto di tutti, sospendo l'Aula
per recuperare, se ci dovessero essere le ultime defezioni o gli
ultimi accorgimenti, con l'articolo 117 o per andare ad inserire
ciò che era stato concordato e, possibilmente, dimenticato.
Riprendiamo alle ore 3.00.
(La seduta, sospesa alle ore 2.42, è ripresa alle ore 03.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nonostante i ripetuti confronti,
abbiamo provato in tutte le maniere di trovare una sintesi. Questa
sintesi non si è assolutamente raggiunta pertanto, mi dispiace per
tutti coloro i quali hanno aspettato, la seduta è rinviata alle ore
12.00 3 di oggi, sabato 20 dicembre 2025.
(La seduta, sospesa alle ore 3.04, è ripresa alle ore 14.17)
Presidenza del Presidente DI PAOLA
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che la seduta è
aggiornata alle ore 16.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.17, è ripresa alle ore 17.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per comunicarvi che tra dieci
minuti è convocata una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in Sala lettura Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 18.22)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Colleghi, così come deciso in Conferenza dei
Capigruppo ricominceremo la trattazione dei punti. Gli unici
articoli trattati saranno l'11, il 15, il 16, il 110, il 114, il
131, il 132, il 133 e il 134.
Volevo comunicare all'Aula che da giorno 13 gennaio 2026, quando
riprenderemo i lavori, ci saranno tre disegni di legge che verranno
trattati; da giorno 13 gennaio 2026 noi materialmente porteremo in
Aula il disegno di legge degli enti locali che è già pronto Aula
da tempo, nel frattempo le Commissioni potranno lavorare ad altri
due disegni di legge, uno che riguarda gli ordinamentali e lo
stralcio ed altro che sarà un disegno di legge omnibus di spesa.
Pertanto, adesso si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino ex PIP
Emergenza Palermo
e di lavoratori precari
1.Al comma 3 dell'articolo 8, della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 dopo le parole dal 1 gennaio 2023 sono inserite le
parole e fino all'anno 2025 .
2. Dopo il comma 4 dell'articolo 8, della legge regionale n.
2/2023 è inserito il seguente comma:
4 bis. A decorrere dall'anno 2026 alla spesa derivante
dall'incremento dell'assegno di cui al comma 3 si provvede a valere
sulle disponibilità della Missione 12, Programma 4, capitolo
313727. .
3. I commi 1, 2 e 3 dell'articolo 17 della legge regionale 9
gennaio 2025, n. 1 sono soppressi.
4. Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27, nonché dei commi 3 e 4 bis dell'articolo 8
della legge regionale n. 2/2023, come aggiunto dal comma 2 del
presente articolo, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4
dell'articolo 17 della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1 è
rideterminata in 29.250 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2026, in 3.875 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2027 e in 3.530 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2028. (Missione 12, Programma 4, capitolo 313727).
5. Per far fronte alle spese per i contratti di servizio stipulati
dalla società consortile per azioni Servizi Ausiliari Sicilia (SAS)
con i soggetti committenti, mediante utilizzo del personale
appartenente all'ex bacino unico ad esaurimento ex PIP Emergenza
Palermo , assunto ai sensi del comma 1 dell'articolo 9 della legge
regionale 11 luglio 2023, n. 8 e successive modificazioni, sono
trasferite alla medesima società le necessarie somme valutate nel
limite massimo di 40.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2027 e 2028. (Missione 1, Programma 3, capitolo
214112).
6. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 14
della legge regionale n. 1/2025, per le finalità di cui al comma 21
dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016 e successive
modificazioni, è rideterminata a decorrere dall'esercizio
finanziario 2026 e fino all'esercizio finanziario 2038 in 176.800
migliaia di euro annui (Missione 20, Programma 3, capitolo
215754).».
PRESIDENTE. Chiedo al Governo Dov'è l'Assessore? Buonasera,
Vicepresidente. Ricordo che semmai dovessimo arrivare oltre le ore
20.00, dalle ore 20.00 in poi, semmai dovessimo arrivare, onorevole
Dipasquale, si faranno soltanto le votazioni di articoli e di
emendamenti. Siamo all'articolo 15, credo che ci fosse una
riscrittura.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, stiamo discutendo l'articolo 15 che riguarda i PIP,
un serbatoio di lavoratori importante, aspetto delicato, di cui ci
siamo fatti carico, riguarda Palermo, ma ce ne siamo fatti carico
nel tempo tutti, nelle varie legislature che si sono susseguite.
A me dispiace non vedere in Aula né il Presidente della Regione,
né Forza Italia. È una vergogna Dopo che noi abbiamo votato, il
Gruppo tutto, un deputato, due deputati, tre deputati, non possono
contare nulla rispetto a un partito che è il partito del Presidente
della Regione e che si deve portare un risultato che è quello di
una finanziaria. È una vergogna leggere i comunicati stampa di
Forza Italia che attacca Presidente della Assemblea - e questo può
anche non interessarmi - ma che attacca il Partito Democratico che
in maniera responsabile ha evitato i voti segreti sui forestali,
sull'ESA, sul lavoro. Vergogna
Ma che uomini siete? Ma che uomini siete, ma che rispetto avete
delle Istituzioni, ma che sensibilità amministrativa avete? Siete
veramente piccoli Siete veramente ingrati
Veramente, Forza Italia oggi rappresenta un partito che ha perso
il lume della ragione e ha perso la bussola, cioè leggere un
articolo contro il Partito Democratico, contro le opposizioni,
sottoscrivendo se era presente il Tizio o il Caio, cercando di fare
solamente la nostra parte, cercando di dare un contributo
all'andamento di questo Parlamento
Guardate che è una vergogna E sto facendo riferimento a un
intervento che è sulla stampa da parte di Forza Italia che va a
mortificare il ruolo serio del Partito Democratico che ha cercato
di contribuire a risolvere tutta una serie di questioni.
Quindi, a noi le cose di casa vostra non ci interessano; le
contrapposizioni che ci possono essere tra i partiti della
maggioranza non ci possono essere, però che nessuno si permetta
veramente, perché siamo stati bravi, siamo stati troppo bravi, che
nessuno si permetta di sporcificare - proprio voglio utilizzare
questo termine - il ruolo dei parlamentari di opposizione che sono
stati veramente responsabili in tutta questa manovra.
(Subbuglio in Aula)
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Guardi, sulla stampa sta circolando
un comunicato stampa del segretario
(Subbuglio in Aula)
SUNSERI. Caruso, ha attaccato PD e Movimento 5 Stelle.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Si rivolga a me, onorevole Sunseri, l'ascolto.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Guardi, non le nascondo un pizzico di
nervosismo nel leggere le dichiarazioni del segretario regionale di
Forza Italia che, in una dichiarazione stampa, attacca il PD e il
Movimento 5 Stelle di aver chiuso degli accordi per tagliare fuori
la maggioranza e portare avanti la manovra finanziaria.
Io non volevo intervenire su quello che sembravano essere notizie
di stampa che a me, diciamo, non sono state confermate, in merito a
un suo messaggio ai Capigruppo di maggioranza perché,
probabilmente, un suo messaggio che ha rivolto
(Subbuglio in Aula)
SUNSERI. C'è un po' di nervosismo in Aula
PRESIDENTE. Vada, onorevole Sunseri.
SUNSERI. C'è un po'di nervosismo, però io ci tenevo
PRESIDENTE. Dice? Lei lo avverte?
SUNSERI. ci tenevo a ribadire la posizione del partito che mi
onoro di rappresentare al di là delle dichiarazioni che ho letto
sulla stampa. Noi credo, e penso sia abbastanza palese, abbiamo
tenuto una posizione molto coerente sin dall'inizio dell'arrivo
della finanziaria e del disegno di legge di bilancio in Assemblea.
Abbiamo presentato centinaia di emendamenti nelle Commissioni,
abbiamo presentato centinaia di emendamenti in Commissione
Bilancio, portando avanti le nostre idee e quando non erano le
nostre idee abbiamo presentato degli emendamenti volti a
modificare, pensiamo, nel miglior modo possibile, il testo
depositato dalla maggioranza. In questi giorni, abbiamo continuato
a lavorare, a studiare, a presentare emendamenti anche in Aula, non
abbiamo mai urlato, abbiamo fatto un'opposizione dura, ma
altrettanto qualificata, presentando emendamenti che rientravano
nel merito delle questioni, senza mai andare oltre, senza mai fare
show, senza mai fare dichiarazioni che andassero contro il Governo
ma sul merito delle questioni. Non abbiamo inserito, ad oggi, nulla
di nostro, non abbiamo fatto accordi con il Governo, ci siamo
seduti per cercare di migliorare le norme che pensavamo potessero,
in qualche modo, migliorare la finanziaria e la legge di bilancio,
e questa è la manovra che continueremo a fare.
Però, il Segretario del partito di maggioranza, del Presidente
della Regione, che attacca i deputati di opposizione è una cosa che
non si può leggere, perché se il Segretario di Forza Italia vuole
che quest'Aula diventi un Vietnam, per la finanziaria, lo dica e
noi cominceremo domani mattina, non stasera, perché l'Aula la
facciamo chiudere, perché i termini non sono stati rispettati, e ce
ne andiamo in esercizio provvisorio e oltre, per discutere comma su
comma, emendamento per emendamento, articolo per articolo.
E siccome l'opposizione, ad oggi, ha mantenuto una statura che è
certamente migliore rispetto a quella che stiamo vedendo dei
deputati di maggioranza che litigano tra di loro, noi vorremmo
capire, e questo lo chiediamo al Presidente della Regione che ieri
ha deciso di volare a Roma a fare gli auguri, piuttosto che
rimanere in Aula per la legge finanziaria, vorremmo capire qual è
l'indirizzo del Governo nei confronti della legge di bilancio; se
il Presidente della Regione vuole, così come il suo Segretario
dichiara, andare avanti comma su comma, noi siamo disposti a
discutere articolo per articolo, senza che ci si muova, senza che
si contingenti i tempi, senza che si vada in una forma diversa
rispetto a quella preventivata.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato gli emendamenti, vogliamo che
vengono trattati tutti articolo per articolo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Voglio, però, precisare una
cosa, chiedo l'attenzione dell'Aula. Al netto del fatto che non
abbia letto io la dichiarazione che è stata fatta, al netto del
fatto che, invece, ho letto parte di alcuni articoli che sono
usciti circa il fatto che io avrei mandato un messaggio, che ho
mandato un messaggio, come appello di responsabilità e rispetto nei
confronti dei parlamentari.
E' vero che ho sempre cercato di fare il Presidente
dell'Assemblea, l'ho fatto per l'opposizione e lo devo fare anche
per la maggioranza, non credo che ci sia alcuna vergogna da parte
delle proposte di ognuno di noi, ognuno ha delle sensibilità
differenti, c'è chi ha cercato di voler migliorare il testo con
degli emendamenti di natura ordinamentale - e preciso anche che
hanno fatto il percorso che è previsto dal Regolamento - non c'è
stata una discrezionalità tra gli articoli o gli emendamenti
aggiuntivi che sono stati presentati alla manovra: sono passati
dalle Commissioni di merito, si sono trovati nel testo e poi, da
un'interlocuzione con le opposizioni, in funzione del fatto che la
manovra è passata da 28 a 136 articoli, c'è stata una richiesta per
accelerare quello che è il percorso dell'Aula e di stralciare tutte
le norme ordinamentali, e così è stato fatto.
E' chiaro che quando un deputato si vede nel testo una norma per
la quale ha lavorato durante tante settimane, e quando io utilizzo
il termine "a bocca asciutta" mi viene da pensare anche a temi di
carattere importante, come l'endometriosi, per cui l'onorevole
Lantieri si era battuta; vede, essere "a bocca asciutta" non
significa necessariamente una norma, chiamata, territoriale, per
quello che può essere un intervento infrastrutturale, di cui,
comunque, non credo che ci sia di che vergognarsi ma è
semplicemente rimanere a bocca asciutta su quella che è una
proposta su un tema assolutamente qualificante, su un tema
assolutamente attuale; così come quello sull'endometriosi, ce ne
sono molti altri che sono rimasti fuori.
Allora, credo che siamo arrivati veramente stanchi, anche rispetto
a uno sforzo che c'è stato da parte di tutti, permettetemi, anche
di molti deputati, tanto di opposizione ma moltissimi, moltissimi
di maggioranza, che dopo settimane di lavoro di Commissione di
merito e di Commissione Bilancio, si sono trovati con una decisione
di imperio a salvaguardia di una manovra finanziaria, che è la
legge di stabilità, è la legge più importante per la Sicilia e per
i siciliani, e quindi immagino la delusione di ognuno di coloro i
quali ha visto vanificato o posticipato, onorevole De Luca, la
questione è una questione importante.
DE LUCA Antonino. Senza dubbio, infatti dopo interverrò.
PRESIDENTE. Va bene, interverrà. Quindi, immagino lo stato di
delusione da parte di molti colleghi per aver visto stralciato, o
ribadisco posticipato, quella che è una proposta emendativa.
Abbiamo stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che non ci sono mai state delle decisioni che sono
state fatte d'imperio. Abbiamo fatto prevalere il buon senso, e
ancora a quello io mi appello, per far sì di poter chiudere questa
legge di stabilità nei tempi previsti dal Regolamento, entro il 31
dicembre, senza ricorrere all'esercizio provvisorio e soprattutto
senza alcun genere di "inciucio", "mancetta" o maxi-emendamento, ma
solo un apprezzabile contributo da parte di ognuno dei deputati.
Sono le 18.37: in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari abbiamo stabilito che io non volevo utilizzare il
podio, questo microfono, questa poltrona, del Presidente
dell'Assemblea per poter rispondere un po' a quello che è accaduto,
ma avendo sentito l'intervento dell'onorevole Sunseri mi sono
permesso anch'io di poter dire la mia sulla questione, e lo
ringrazio perché è meglio chiarirsi prima che dopo.
Da parte mia, c'è la massima disponibilità nel voler lavorare,
però adesso dobbiamo portare a casa la manovra. Quindi, chiedo a
tutti i colleghi, a partire dall'onorevole De Luca Antonio, di
evitare di alimentare ancora quello che comunque è stato un
sacrificio da parte di ognuno di noi.
Quindi, adesso noi andiamo a votare gli articoli così come siamo
rimasti.
ADORNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Adorno, c'è un invito ad andare al voto. Se
è indispensabile la faccio intervenire.
ADORNO. Assolutamente indispensabile.
PRESIDENTE. E, allora, io concludo l'intervento, faccio parlare
l'onorevole Adorno e successivamente passiamo all'articolo 110, fin
quando non abbiamo le riscritture pronte.
ADORNO. Presidente, io sono estremamente esterrefatta rispetto a
tutto quello che sto apprendendo. È da lunedì che sono qua e
praticamente non ho fatto nulla. Siete chiusi nelle segrete stanze,
non si sa nulla
Noi deputati "normali", ai quali ci conteggiano le assenze perché
non abbiamo spartizioni e ruoli apicali, a cui non viene
conteggiato nulla, noi siamo qui e non abbiamo nessuna notizia E
leggiamo sui giornali che noi, come Movimento 5 Stelle, siamo
coinvolti in una spartizione della quale nulla sappiamo, e non è
vero, Presidente
Le sue parole, quelle che sono apparse sulla stampa, che invece
parlano di spartizione e di persone che sono rimaste a bocca
asciutta e di persone invece perché le voglio citare per bene
prima che dico qualcosa...
PRESIDENTE. Le ho già spiegato le parole, onorevole Adorno.
ADORNO. Lei ha parlato, Presidente, e noi l'abbiamo ascoltata,
deve dare la possibilità di dire quello che penso. Lei non mi deve
interrompere, Presidente. È la seconda volta che mi interrompe
Lei dice: Qui c'è gente che ha incassato, gente che è rimasta a
bocca asciutta e non funziona, e lo ha inviato a tutti i Gruppi di
maggioranza. Questo certifica che il Movimento 5 Stelle e le
opposizioni sono fuori da questi accordi. Quindi, assumetevi la
paternità di questo sfascio in cui state facendo precipitare la
Sicilia.
La maggioranza è logora. State combattendo una battaglia che si
vede in Aula, che vede l'assenza di Forza Italia, che vede
l'assenza del presidente Schifani il quale non ha partecipato ai
lavori d'Aula nella legge più importante dell'anno. E questo
certifica assolutamente la vostra inadeguatezza a continuare a
martoriare la nostra terra.
Quindi, vi prego, assumetevi la responsabilità di fronte ai
siciliani e andatevene a casa
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, però le anticipo che
il palco non può essere utilizzato per argomenti a piacere o per
questioni giornalistiche che non vi riguardano.
DE LUCA Antonino. Assolutamente no, signor Presidente, però per
me il palco sa perché diventa fondamentale?
ADORNO. Lei non può limitare gli interventi
DE LUCA Antonino. Perché è diventato difficile intervenire dai
banchi perché ho troppe voci intorno.
E allora, signor Presidente, io la ringrazio per la parola, però,
io credo un momento di chiarezza vada fatta perché, signor
Presidente, fondamentalmente è successo esattamente quello che il
Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico ripetono da tempo.
A prescindere dal testo di partenza questa manovra è stata preda
degli appetiti dei deputati di maggioranza che si sono riversati
nella Commissione Bilancio. È uscito un testo mostruoso e adesso i
nodi sono venuti al pettine e, soprattutto, sono venuti al pettine
nell'esatto momento in cui da questo stesso scranno vi avevo
comunicato che si sarebbe manifestata la vera mozione di sfiducia
del presidente Schifani. Perché la mozione di sfiducia al
presidente Schifani è stata votata giorno dopo giorno, articolo
dopo articolo comprese le decine e decine di articoli che sono
stati stralciati da quest'Aula in questa occasione.
Signor Presidente, io non ho bisogno di giustificare ciò che il
Movimento 5 Stelle fa perché il Movimento 5 Stelle, da quando è
entrato in questo Palazzo, quello che fa ha sempre avuto la
serenità di poterlo raccontare in ogni luogo e in ogni sede, e in
questo articolo io mi posso fregiare del titolo che non è stato
inserito niente. Proprio con questa serenità e questa serenità mi
consente di dire che quest'Aula deve fare comunque una riflessione
sul metodo con cui si approccia, ma soprattutto se questa
esperienza ha senso che vada avanti perché io credo che ormai la
crisi sia stata parlamentarizzata, io credo che la vera sfiducia al
presidente Schifani non è quella che non è stata data da chi doveva
mantenere il proprio ruolo e il proprio stipendio perché là ognuno
sentiva di votare, innanzitutto, contro se stesso e nessuno vota
contro se stesso, nessuno rinuncia, se non ha la pistola puntata,
al ruolo di parlamentare di maggioranza. È normale. Ma la vera
mozione di sfiducia è questa E oggi è sotto gli occhi di tutti:
dei Partiti, del presidente Schifani che a questo punto ha una sola
strada. Sì, venire in Aula, ma per dire solo una cosa: «Chiudete
questa finanziaria perché io oggi mi dimetto.».
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per cercare
di portare un po' di serenità in quest'Aula che è proprio deputata
ad un'attività che è quella legislativa che non è quella di
buttarla, sicuramente, in caciara per dire che Forza Italia,
comunque, è un Gruppo unito, lo ha dimostrato adesso, lo ha
dimostrato ieri, siamo stati presenti, al di là del fatto che
durante i lavori dell'Aula è ovvio che, in una finanziaria ci si
possa riunire, magari, in luoghi diversi, anche per rispetto
dell'Aula ma, comunque, all'interno del Palazzo.
Io debbo dire che noi dobbiamo andare avanti, con assoluto garbo,
con l'eleganza che deve contraddistinguere quest'Aula; capisco che
ci sono magari degli interventi veementi, degli interventi magari
proprio appropriati o adeguati all'Aula, ma che sono dettati magari
dalla stanchezza, che sono dettati dallo strenuo lavoro che stiamo
svolgendo, però, per darci dei tempi e per arrivare alla dead-line
che ci siamo prefissati, è necessario che si vada avanti secondo
me, con i lavori, con la trattazione delle norme per arrivare ad
una finanziaria che, sicuramente, porterà grandi benefici ed
espansività per le attività produttive, per il benessere economico
e per il benessere comune dei siciliani.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Porto ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione sul disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:
«Art. 110.
Interventi per la valorizzazione delle spiagge libere attrezzate
1. Al fine di promuovere la qualificazione e la valorizzazione
delle spiagge libere attrezzate, anche in funzione
dell'attribuzione della Bandiera Blu e della Bandiera Verde, è
istituito il capitolo denominato: Interventi per la valorizzazione
e l'incremento dei servizi nelle spiagge libere attrezzate dei
comuni costieri della Regione siciliana.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità per
l'assegnazione delle risorse ai comuni costieri, sulla base di
progetti volti al miglioramento dei servizi, alla sostenibilità
ambientale e all'incremento degli standard qualitativi delle
spiagge libere attrezzate.
3. Per le finalità di cui al 1 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2026, la spesa di 5.000 migliaia di euro (Missione 9,
Programma 1).».
Si deve soltanto votare il mantenimento dell'articolo. Pongo in
votazione l'articolo 110. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 114. Ne do lettura:
«Art. 114.
Misure per gli agricoltori danneggiati
dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere agli
imprenditori agricoli, singoli o associati, aiuti a titolo di
indennizzo per i danni alle strutture vegetali di piante arboree ed
erbacee, alla produzione e alle infrastrutture tecniche e aziendali
causati da eventi meteorologici di eccezionale gravità, quali
grandine, pioggia e forte vento, e da incendi verificatisi nel
corso dell'anno 2025, registrati dalle stazioni meteo del sistema
di Protezione civile regionale e dal SIAS site nel territorio
regionale e in corso di accertamento ai fini della dichiarazione
dello stato di crisi e di emergenza regionale per gli stessi eventi
meteo avversi.
2. Il riconoscimento dell'indennizzo è legato alla verifica del
danno e deve tenere conto dell'effettiva perdita del valore
economico della struttura vegetale, in conformità a quanto previsto
dalla normativa europea in materia di aiuti di stato in
agricoltura.
3. Nel calcolo dell'aiuto sono considerate le eventuali somme
percepite a titolo di premi assicurativi, le spese non sostenute e
quelle aggiuntive conseguenziali alle avverse condizioni
atmosferiche registratesi.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
4.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione
16, Programma 1).».
PRESIDENTE. Trovate sui vostri tablet, l'emendamento 114.23; i
soppressivi, onorevole Antonio De Luca, sono ritirati, immagino.
Siamo al 114, i soppressivi immagino che siano ritirati, onorevole
Catanzaro.
SPADA. Sono ritirati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
DE LUCA Antonino. Ci sono solo 2 brevi interventi.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, grazie per la parola, continuo a
rimanere stupito di come tante famiglie che, a Siracusa, hanno
perso la casa, hanno perso tutti gli averi
PRESIDENTE. Giusto, giusto, sta facendo l'intervento sul 114
perché, l'onorevole Gilistro aveva presentato un emendamento, per
poter estendere, per dare un ristoro a tutte quelle famiglie con i
quali c'era stato un impegno del Governo.
È giusto che io le dica anche per fare chiarezza, rispetto
all'atteggiamento che c'è stato, col Partito Democratico, col
Movimento 5 Stelle, con altri, che non è stato trattato nulla e
non, è stato proprio, come dire, non c'è stata alcuna merce di
scambio, che poi di merce di scambio non si sta assolutamente
trattando - perché sta difendendo il principio più nobile, aiutare
la gente che in questo momento è in grande difficoltà - con un
taglio gelido, con un taglio freddo, però, si è adottato il
criterio di non trattare null'altro, correggetemi se sbaglio, che
non venga trattato a gennaio, pertanto, io le sto dicendo quella
che è stata una decisione, che è stata presa da tutti, però se
vuole intervenire, prego, continui.
GILISTRO. Signor Presidente, non è per qualcosa, perché capisco
quali sono state e non mi interessano, quali siano state le
dinamiche, ma alle famiglie che hanno perso tutto, glielo dovete
dire voi Glielo dovete dire voi, non l'opposizione, è il Governo
che ha promesso, Presidente È il governo Schifani che ha promesso
di ristorare quelle famiglie che, si ritrovano senza niente, perché
non sono state incluse in una zona di calamità - e non per colpa
loro - per colpa della protezione civile, per colpa delle
istituzioni
Lei si deve prendere questo impegno È due anni che queste persone
stanno aspettando, e lei dice che sono le opposizioni...
PRESIDENTE. No, no, onorevole Gilistro
GILISTRO. Si è preso l'impegno il Presidente Schifani, ci sono le
registrazioni, e ora andate a dire voi a queste persone e a queste
famiglie che non avranno un tubo, un tubo
PRESIDENTE. C'è, però, un impegno, ora, anche - onorevole
Gilistro, vuole ascoltarmi o no? -: visto e considerato che, come
il caso che lei ha sottoposto, ci sono tanti altri casi in Sicilia
di gente che ha subìto lo stesso problema per dei terremoti, gente
che ha subìto lo stesso problema per gli incendi - ascolti,
onorevole Gilistro - questi temi saranno tutti quanti affrontati -
così come ho annunciato all'apertura dei lavori pomeridiani
dell'Aula - durante un disegno di legge che sarà trattato tra
gennaio e febbraio.
Sarà una nostra responsabilità, poi, quella di portare prima
possibile alla luce questo disegno di legge che, certamente, avrà
anche l'emendamento che lei stasera ha sottoposto. Ma non possiamo
fare "figli e figliastri" stasera, non possiamo permettere che ci
siano emendamenti che vadano avanti e altri che non possano
andarci.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Non posso che accettare questa sua riflessione, ma,
ripeto, questo suo impegno ulteriore...
PRESIDENTE. No, ulteriore no, è la prima volta che io mi impegno.
Non confondiamoci, è la prima volta che io mi impegno. Lei...
GILISTRO. Mi ascolti, lei ha detto che tratteremo questo argomento
di nuovo...
PRESIDENTE. Sì, questo è l'impegno che prendiamo noi, tutto il
Parlamento insieme, insieme agli emendamenti anche degli altri
colleghi di opposizione che hanno rinunciato e a tanti altri della
maggioranza che hanno rinunciato.
Questo è l'impegno che noi prendiamo. Se saremo bravi, onorevole
Gilistro, potremo dare luce a questo disegno di legge tra gennaio e
febbraio, dipenderà dalla volontà politica di ognuno di noi.
Questa registrazione la conservi, se saremo veloci, bene, se
invece avremo lentezze, perché dovremo intervenire su ogni genere
di articolo, emendamento e comma, chiaramente se ne parlerà per le
calende greche.
GILISTRO. Signor Presidente, no, vorrei che questo impegno lo
prendesse l'Assessore Dagnino.
PRESIDENTE. L'assessore Dagnino metterà le coperture, prendiamo in
garanzia tutto il Parlamento, lo prende anche il Presidente
dell'Assemblea come impegno, però, onorevole Gilistro, mi ascolti,
l'emendamento sarà inserito all'interno di un disegno di legge
dove, oltre le sue proposte, ci saranno altre proposte lodevoli di
altri suoi colleghi di opposizione e altri colleghi di maggioranza,
prima vengono esitati i testi, prima noi cerchiamo di essere quanto
più veloci possibile e prima potremo dare risposte.
Quindi, chiedo collaborazione al ritorno delle vacanze affinché
possiamo portare avanti anche l'emendamento che lei ha sottoposto.
Grazie, onorevole Gilistro.
Si passa all'esame dell'articolo 114. i soppressivi, onorevole De
Luca Antonino, i soppressivi ritirati, giusto?
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo Si passa all'emendamento 114.23, della
Commissione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 114.23.
Ora o dopo? Ormai è in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 114.24. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 114, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, io intervengo un minuto solo per
prendere atto dell'impegno che è stato assunto, qui, in quest'Aula
sulla questione degli incendi. La ritengo persona seria,
Presidente, e prendo atto che l'ennesimo impegno, che era stato
assunto dal Governo e dall'Assessore Dagnino, purtroppo non è stato
mantenuto. Quindi, sono fiducioso, insieme al collega Gilistro, che
nella prossima tornata della discussione che affronteremo
finalmente le famiglie siciliane della provincia di Siracusa
avranno finalmente la possibilità di avere un ristoro rispetto agli
incendi che hanno subìto.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, però, per essere chiari, e non voler
alimentare alcun genere di altro malumore all'interno dell'Aula:
l'Assessore Dagnino ha anche dato la copertura per l'emendamento,
cosa che darà anche a gennaio. Il tema, però, è uno: per evitare,
ancora, che ci potesse essere qualcosa che potesse andare avanti, e
qualcosa che non potesse andare avanti, in funzione del fatto che è
stato utilizzato questo criterio per tutti, è giusto che noi lo
spieghiamo, perché poi può sembrare che si siano fatte delle
distinzioni. Purtroppo, in quel criterio - e ripeto che è un
criterio barbaro per me - abbiamo dovuto, ci siamo dovuti attenere
a quella che è stata una scelta.
Quindi, il Governo, in questo caso, aveva dato anche la
disponibilità. Voglio rassicurare l'onorevole Gilistro, ma anche
gli altri suoi colleghi che avevano più volte portato avanti questa
questione, che una volta che ci sono le coperture finanziarie, e
c'è la volontà da parte del Parlamento di voler partorire questa
norma, le posso dire che, all'interno di quel disegno di legge così
come tante altre norme, più o meno importanti, certamente troverà
luce quel piccolo, piccolissimo ristoro per quei residenti, e mi
auguro che l'onorevole Gilistro possa essere soddisfatto. Va bene?
Chiedo scusa all'onorevole Schillaci, ero in fase di votazione.
SCHILLACI. Presidente, avete tolto gli incendi col 114
PRESIDENTE. Adesso siamo all'emendamento 131. Scusate, perché
ancora non è pronto l'emendamento al 15.
CRACOLICI. Non è emendamento, è articolo 131
PRESIDENTE. E io che ho detto?
CRACOLICI. Emendamento.
PRESIDENTE. Mi scusi. Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:
«Art. 131.
Modifiche e abrogazioni di norme
1. Al comma 5 dell'articolo 16 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 le parole primo periodo della legge regionale n. 3/2016
e successive modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle
parole secondo periodo della legge regionale n. 3/2016 e
successive modificazioni, solo in caso in cui le relative somme,
ove previste dai relativi statuti, non incidano su stanziamenti o
contributi statali o regionali, e previa produzione
dell'attestazione di sostenibilità finanziaria certificata
annualmente dall'organo di revisione contabile .
2. Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1 dopo le parole Le somme di cui al comma 1 , sono
inserite le parole , nelle more della sottoscrizione dei contratti
collettivi di lavoro, .
3. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1 dopo le parole Le somme di cui al comma 1 , sono
inserite le parole , nelle more della definizione delle procedure
per l'attribuzione delle progressioni economiche, .
4. L'articolo 3 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 è
soppresso.
5. Al comma 15 dell'articolo 6 della legge regionale 20 gennaio
2021, n. 1 e successive modificazioni, le parole bilancio 2027
sono sostituite con le parole rendiconto 2027 .
6. All'articolo 5, comma 6, della legge regionale 9 gennaio 2025,
n. 1, le parole 2025, 2026 e 2027 sono sostituite con le parole
2025 e 2026 .
7. All'articolo 39, comma 1, della legge regionale 20 giugno 2019,
n. 9 e successive modificazioni, dopo le parole avversità
meteomarine di carattere eccezionale sono aggiunte le parole ,
eventi climatici assimilabili a calamità naturali, danni causati da
animali protetti e/o da specie esotiche invasive .
8. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al terzo periodo le parole A decorrere dall'esercizio sono
sostituite con le parole Per l'esercizio ;
b) il quarto periodo è soppresso.
9. Al comma 3 dell'articolo 91 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, dopo la parola determinate , le parole come da
seguente allegato sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente d'intesa
con l'Assessore regionale per l'economia da emanarsi, previo parere
della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge. Nelle more dell'adozione del predetto decreto continuano ad
applicarsi le tariffe introdotte dal comma 2 dell'articolo 26 della
legge regionale 18 novembre 2024, n. 28. .
10. Al comma 2 bis dell'articolo 27 bis della legge regionale 6
maggio 1981, n. 98 e successive modificazioni dopo le parole
criteri dell'iscrizione sono aggiunte le parole sentito il
parere dell'organo di gestione dell'ente parco .
11. Al comma 1 dell'articolo 78 della legge regionale 31 gennaio
2024, n. 3 le parole di entrata in vigore della presente legge
sono sostituite dalle parole di approvazione del D.P. Reg. n.
434/TUR/2015 . Agli oneri discendenti dall'attuazione del presente
comma si fa fronte nei limiti delle attuali somme disponibili sul
bilancio dell'ente teatrale regionale.
12. Al fine di consentire i lavori di manutenzione straordinaria
della sede legale della CESI, il Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti è autorizzato a
erogare, per l'esercizio finanziario 2026, un contributo massimo di
150 migliaia di euro in favore della Regione Ecclesiastica
Sicilia.».
PRESIDENTE. Tutti i soppressivi immagino che siano ritirati.
DE LUCA Antonino. Non tutti
PRESIDENTE. Va bene. Prego, allora. Chi vuole intervenire? Mi fate
una cortesia, mi dite, quale volete mantenere?
DE LUCA Antonino. Io mantengo quello al comma 8.
SCHILLACI. Io quello al comma 1.
PRESIDENTE. Come è classificato, onorevole De Luca? Come è
numerato?
SUNSERI. 131.9. È un soppressivo al 131
PRESIDENTE. Intanto c'è il 131.61 che sopprime il comma 1, a firma
del Governo.
Onorevoli Schillaci e De Luca, avete letto il 131.61? E' la
soppressione del comma 1, siete d'accordo? Benissimo.
Pongo in votazione l'emendamento 131.61, che è il soppressivo del
comma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. L'ho capito che non l'aveva capito Qual era
l'emendamento che voleva mantenere lei?
DE LUCA Antonino. Il soppressivo del comma 8.
PRESIDENTE. Il soppressivo del comma 8. Gli altri li posso
considerare ritirati?
SCHILLACI. No.
DE LUCA Antonino. No.
PRESIDENTE. Il suo, invece, qual è, onorevole Schillaci?
SCHILLACI. Ci sono delle norme che sono illegittime
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire poi, a fine
lavori, per dichiarazione di voto e, quindi, non entro in questo
momento nel dibattito politico che ha avviato il segretario di
Forza Italia ma questo intervento lo farò per dichiarazione di
voto, alla fine.
Io solo una cosa le voglio dire: chiedo all'assessore Dagnino di
verificare, all'interno dell'articolo 131, il comma 12 che,
rivedendolo, non mi pare un comma di modifica di norma ma mi sembra
un comma di spesa.
CIMINNISI. Non è una modifica di norma.
DI PAOLA. Non è una modifica di norma sull'articolo 131. Grazie,
Signor Presidente.
PRESIDENTE. Si vota l'emendamento soppressivo su quello.
SCHILLACI. Il comma 7?
PRESIDENTE. Stiamo andando in ordine.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Non voglio impegnare il Governo, voglio parlare come deputato
espressione di un territorio che è la provincia di Trapani.
PRESIDENTE. Assessore Turano, deve essere il più sintetico
possibile.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Noi abbiamo fatto con una legge regionale, onorevole Cracolici,
abbiamo finanziato Gibellina, prima capitale italiana dell'arte
contemporanea per il 2026, chiedendo di rendicontare le somme entro
il 2025 quando le iniziative cominciano il 15 gennaio 2026.
Abbiamo commesso un errore e, quindi, abbiamo inserito
all'articolo 131 l'emendamento tecnico che permette di rendicontare
le somme nel 2026 quando si terranno le celebrazioni e non nel
2025. Chiedo alla Presidenza e all'Assemblea di attenzionare questo
punto.
PRESIDENTE. Non penso che su una questione tecnica, se è realmente
questa...
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
È così.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
È così, lo dice l'Assessore. Ho parlato a nome dei colleghi della
provincia di Trapani con cui ieri abbiamo sottoscritto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 131.3, soppressivo del comma
2.
Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 131.4 soppressivo del
comma 3.
Onorevole De Luca, è mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Il Governo può illustrare il comma 3?
Capisco che si parla di progressioni di carriera e progressioni
economiche, però, non ne capisco il contenuto.
CATANZARO. Qualcuno che spieghi il contenuto del comma 3?
(voce fuori campo l'on. De Luca A.)
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, stiamo aspettando lei, ha un'ora
che lo diciamo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Eccomi, scusatemi mi ero perso
in altre cose.
Sì, il comma 3, è un emendamento puramente tecnico, è stato
predisposto dagli Uffici, consente di utilizzare per le
progressioni economiche, non come avviene oggi i fondi regionali,
nel loro complesso, ma soltanto i fondi previsti per i rinnovi
contrattuali.
Quindi, oggi noi i fondi generali della Regione mentre è più
corretto, come fa anche lo Stato, utilizzare i fondi contrattuali.
PRESIDENTE. Un istante, assessore Dagnino, questo cosa è?
DAGNINO, assessore per l'economia. Ne avevo parlato, è
l'emendamento relativo all'articolo 131, alle modifiche di
abrogazione di norme, di cui avevamo ampiamente discusso, che
prevede la proroga dell'Ufficio speciale per la gestione delle
società partecipate della Regione. Ufficio che è in scadenza il 31
marzo, nei primi mesi del 2026, e poiché la dirigente è andata in
pensione e l'Ufficio è scoperto ho avuto già l'avviso
PRESIDENTE. È concordato? Questo è il tema
DAGNINO, assessore per l'economia. Assolutamente
PRESIDENTE. Ditemelo, però.
DIPASQUALE. Noi siamo persone serie, perché per le dichiarazioni
di Caruso, noi avremmo preso questa cosa e utilizzarla per altro...
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Presidente, grazie. Relativamente all'articolo 131, ho
ascoltato l'assessore Dagnino, il quale avrebbe illustrato le
motivazioni per cui si andrebbe a inserire questa norma per
l'appunto che riguarda il personale: io chiedo, Presidente
l'Assemblea, che si utilizzi un unico criterio e non diversi
criteri per fattispecie analoghe, perché nell'articolato, tra gli
articoli che sarebbero in questo momento stralciati, ce ne sarebbe
uno di cui abbiamo discusso in Commissione Bilancio, che riguarda
appunto il personale che è assolutamente analogo, stiamo parlando
dell'articolo 126.
O rientra anche l'articolo 126 che, per inciso, Presidente
dell'Assemblea
PRESIDENTE. No, tranquillo, non rientra né l'uno né l'altro.
Assessore, mi dispiace non siamo nelle condizioni ancora di
aggiungere, a levare, non aggiungere Non lo possiamo caricare,
quindi, faccio appello al Capogruppo: Capogruppo, non possiamo
metterlo, a condizione che... lasciamo fuori sia l'uno che l'altro,
nel rispetto di quello che ci siamo detti. L'Ufficio speciale e
l'altro, se dobbiamo mettere altri articoli. Il 126, ho capito
bene? Ho sentito male.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Noi dobbiamo evitare di parlare ad argomento a piacere.
Stavamo parlando del terzo comma, che c'entra l'emendamento che ha
proposto il Governo che è un emendamento aggiuntivo all'articolo?
Io ho detto che ero d 'accordo, ma trattarlo col terzo comma, dove
lei doveva spiegare che cosa è questo terzo comma.
PRESIDENTE. No, glielo spiego io. Siccome stato molto scrupoloso
nel prendere gli emendamenti che non erano stati concordati; ho
chiesto questo emendamento, è stato concordato? Sì, e l'Assessore
mi ha detto di sì.
CRACOLICI. Ma stiamo parlando del terzo comma
PRESIDENTE. L'ho capito, c'è stato poi l'intervento dell'onorevole
Giambona, che ha chiesto se potesse essere inserito anche il 126.
Ho spiegato che in virtù del rispetto del criterio che abbiamo
adottato se è questa la condizione, sarebbe scorretto nei confronti
degli altri, quindi saremmo costretti, sarei costretto a dover
sacrificare anche l'emendamento del Governo. È indispensabile
questo 126 o si può trattare insieme a tutti quanti gli altri a
gennaio? Punto di domanda.
GIAMBONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
DE LUCA Antonino. Il comma 3?
PRESIDENTE. Il soppressivo...ascolti, assessore Dagnino, deve
illustrare il comma 3 all'onorevole De Luca; lo deve fare in
maniera veloce ed esaustiva, per favore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il comma 3 è quello che avevo
già, mi sembra, illustrato. Devo ripetere l'illustrazione già
svolta? Il comma 3 del 131 è quello che avevo già illustrato
poc'anzi, mi chiedete di ripetere quello che avevo detto prima?
DE LUCA Antonino. Io ho ritirato il soppressivo al comma 3.
DAGNINO, assessore per l'economia. E allora di quale si chiedeva?
DE LUCA Antonino. Il comma 4.
PRESIDENTE. Benissimo, allora, ho capito. Siamo adesso
all'emendamento 131.5, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. No, al comma 4
PRESIDENTE. Adesso siamo all'emendamento 131.5, che è il
soppressivo del comma 4. È mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Antonino. Lo vorrei spiegato dall'Assessore.
PRESIDENTE. Sì, va bene, ok. Assessore Dagnino, gentilmente.
DE LUCA Antonino. Io pensavo si riferisse al comma 3 il
soppressivo, così com'è nel testo.
PRESIDENTE. Non si preoccupi, non è un problema, siamo tutti un
po' provati.
Faccio una domanda: c'è una graduatoria che scade alla fine di
quest'anno, se non si dovesse fare questa proroga, io chiaramente
ora lo carico così lo leggete, se c'è l'unanimità dell'Aula, bene;
diversamente, così come gli altri, mi dispiace, visto che abbiamo
votato un criterio, il criterio è valido per tutti. È una questione
di equità. Lo sto facendo caricare nei vostri tablet, lo valutate
se c'è l'unanimità bene, diversamente nulla.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevole De Luca, il comma 4
sopprime la norma che istituiva dei tagli nel fondo per il
personale che erano stati previsti in osservanza di un accordo
Stato-Regione.
Accordo Stato-Regione che è stato integralmente ottemperato per il
periodo previsto, quindi, si sopprime il comma.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, ritirato.
Onorevole Catanzaro, ritirate gli emendamenti soppressivi? Siamo
al comma 5. Onorevole De Luca mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Li voglio spiegati.
PRESIDENTE. Quali vuole spiegati, tutti?
DE LUCA Antonino. Il comma 5.
PRESIDENTE. Però, la posso dire una cosa, onorevole De Luca? Visto
anche il rapporto extra da colleghi che c'è, ma se lei fa il
soppressivo e non sa di che cosa stiamo parlando, come lo fa il
soppressivo?
DE LUCA Antonino. Li voglio spiegati più o meno tutti quelli che
non conosco, sull'intera manovra, perché è diventata talmente
mostruosa che è impossibile approfondire tutto in due giorni.
PRESIDENTE. Va bene, va bene
Assessore, il comma 5 e si prepari anche al comma 6,7, 8, 9, 10,
11 e 12.
È appena arrivata la riscrittura dell'articolo 15, grazie. Così
nel frattempo, perché ha una settimana che
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
Il comma 5 allinea l'incarico per i revisori contabili alla
scadenza non del bilancio, alla data di approvazione del bilancio,
ma alla data di approvazione del rendiconto come appare
tecnicamente più corretto, tenuto conto che si esprimono ....
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Allora, andiamo avanti, si passa
all'esame dell'emendamento 131.7 soppressivo del comma 6. Onorevole
De Luca, è mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Si passa all'esame dell'emendamento 131.8
soppressivo del comma 7.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, il comma 7 interviene sulla legge
9/2019, che è il fondo di solidarietà per la pesca e
l'acquacoltura. Tuttavia, con questa norma si amplia la platea
delle causali già previste, addirittura tre causali, che sono
disallineate rispetto al Regolamento dell'Unione Europea,
precisamente con la 20.22.24.73. Quindi, anche gli stessi Uffici
dell'Assemblea regionale hanno rilevato questo disallineamento,
pertanto, o si interviene modificando questa norma oppure sarà,
diciamo, ritenuta illegittima.
PRESIDENTE. Grazie. È mantenuto o ritirato alla fine? Mantenuto.
Qual è, il 131.8?
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Stiamo trattando il
soppressivo del comma 7, che ha appena illustrato l'Assessore.
Pongo in votazione l'emendamento 131.8. Chi è favorevole si alzi;
chi è
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 131.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 131.8, soppressivo del comma 7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 28
Contrari 20
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 131.9, soppressivo del comma
8.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, un intervento, vada velocemente.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, questo comma prevede che per
i comandati in sanità, le spese non siano più sostenute come era
prima col Fondo sanitario regionale ma con voci del bilancio
regionale: ora, siccome queste coperture a me sembrano totalmente
inappropriate
PRESIDENTE. Ha presentato l'emendamento soppressivo.
DE LUCA Antonino. Però, lo vorrei spiegare se ...
PRESIDENTE. Siamo al comma 8.
DE LUCA Antonino. Al comma 8. La norma richiamata recita: "A
decorrere dal 2025, l'autorizzazione di spesa per 3 milioni e mezzo
di euro , senza incremento di unità lavorativa, che appunto si
tratta di comandati, ai relativi oneri si provvede con le modalità
previste ". L'espressione a decorrere con questo emendamento -
guardi che raffinatezza - viene sostituita con l'espressione per
l'esercizio 2025 , sanando così l'autorizzazione di spesa col
bilancio regionale. Tradotto: questo è un debito fuori bilancio del
2025, e me lo infilano in finanziaria.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 131.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 131.9, che è il soppressivo del comma 8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 30
Contrari 17
Astenuti 0
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa adesso all'emendamento 131.10, che è il
soppressivo del comma 9. Onorevole Schillaci, è mantenuto o è
ritirato?
SCHILLACI. Ritirato.
CATANZARO. Signor Presidente, posso chiedere all'Assessore
chiarimenti?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. É la proposta
che ho portato in Commissione e abbiamo migliorato in Commissione,
mettendo anche il passaggio poi del decreto. Se vi ricordate, poco
dopo il mio insediamento, ho portato nella mia prima finanziaria
una tabella dei costi per le autorizzazioni al CTS.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Mettiamo in votazione il 131.10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi. È stato
ritirato dall'onorevole Schillaci.
Si passa, dunque, all'emendamento 131.11, che è il soppressivo del
comma 10.
Onorevole De Luca Antonio è mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa dunque all'emendamento 131.12.
Onorevole Schillaci, è mantenuto o è ritirato?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, con questa norma, che pone fine a
diversi contenziosi in essere, c'è la possibilità di retroattività.
Ma io credo che non sia possibile perché potremmo andare incontro a
dei contenziosi e, comunque, a un rischio di impugnativa, quindi
volevo un chiarimento da parte dell'Assessore.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Prego, assessore Amata.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
Presidente, grazie.
Collega Schillaci, nella norma noi riconosciamo il diritto alla
ricostruzione di carriera, non la retroattività. Il diritto alla
ricostruzione di carriera, come dire, non cade in prescrizione. È
un diritto che hanno questi lavoratori, questi dipendenti dell'Ente
Teatro autonomo...
SCHILLACI. Gli stessi Uffici dell'Assemblea regionale hanno
rilevato profili di incostituzionalità quindi lo chiarisca pure con
gli Uffici.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, comunque lo ha ritirato?
SCHILLACI. Sì.
PRESIDENTE. Si passa quindi all'emendamento 131.16. Onorevole De
Leo, è mantenuto o è ritirato?
DE LEO. Lo mantengo, perché questa è una riscrittura del comma che
riguarda i lavoratori del Teatro di Messina, in quanto questo
prevede la ricostruzione di carriera che invece il comma 1, così
come è scritto, non prevede, in quanto parte dal 2015. Quindi, lo
mantengo e chiedo che venga approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Aspetta, un istante. Già abbiamo un po' di... No, non
sto parlando con lei, sto parlando...Intanto, stiamo preparando un
117 per ripristinare il comma 7 che è stato bocciato. Corretto?
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo. La prego, un secondo Assessore. Intanto le
voglio chiedere il parere sull'emendamento 131.18, colleghi,
onorevole Catanzaro... emendamento 131.18 Assessore, voglio sapere
il parere del Governo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il soppressivo del comma 9?
PRESIDENTE. Ma quale soppressivo, è un sostitutivo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. Parere della Commissione contrario.
CRACOLICI. Ma di cosa stiamo parlando?
PRESIDENTE. L'emendamento 131.18 dell'onorevole De Leo e
dell'onorevole Pellegrino. Con parere contrario di Governo e
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 131.18. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Ancora deve essere approvato, ancora deve essere messo in
votazione.
PRESIDENTE. No L'ho messo in votazione adesso. Ho chiesto il
parere del Governo, il Governo mi ha dato parere contrario.
Vediamo se c'è un altro 117...
(Brusìo in Aula)
DIPASQUALE. Fate intervenire Caruso
PRESIDENTE. Non può entrare in Aula.
Passiamo adesso a votare l'emendamento 131.59 della Commissione.
Il parere del Governo? Assessore, emendamento 131.59. Il parere
del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 131.59. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Siamo all'emendamento 131.15 dell'onorevole De Luca Antonino.
L'onorevole Di Paola aveva chiesto di intervenire sul 12?
DI PAOLA. No.
PRESIDENTE. No? Grazie. A posto così. Benissimo
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, signor Presidente. Io credo che sarebbe
un atto di serietà stralciare questo comma per il semplice motivo
che è di spesa, inserito all'interno di una modifica di norme.
Quindi, assessore...
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signori, è un emendamento che è
stato introdotto in relazione alla Conferenza episcopale siciliana
a cui...scusate, perdonatemi...
(Proteste in Aula)
L'emendamento è stato proposto in relazione ai lavori di
manutenzione straordinaria della sede legale della Conferenza
episcopale siciliana a cui la Regione ha dato già un contributo
l'anno scorso e occorre estenderlo per il completamento dei lavori.
Quindi, noi l'abbiamo inteso come un emendamento di natura
tecnica.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Al di là del merito della questione, è uno stanziamento
di risorse che non si può leggere al 131, che reca modifiche e
abrogazioni di norme, non c'entra nulla, al di là del merito della
questione, è evidente che non c'entra nulla con quell'articolo
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, che l'Assessore per l'economia ci spieghi
cos'è questo comma in un articolo della finanziaria che parla di
abrogazioni e modifiche di norme, che normalmente interviene su
norme vigenti sulle quali si abrogano o si modificano proponendo,
così come ha fatto la Giunta, ma questo è un testo che arriva dalla
Giunta in Commissione, che è un intervento finanziario per un
intervento su cui nel merito io non ho nulla in contrario, ma è
inaccettabile che possa farsi con questo trucco di mettere in un
articolo di abrogazione e modifiche di norme un intervento di
finanziamento di un'opera È veramente scandaloso, Assessore C'è
una truffa nei confronti del Parlamento, perché lei non si poteva
permettere, né lei né la Giunta, di approvare nel testo di
abrogazione e modifiche norme . E mi dispiace, lo voglio dire agli
Uffici, che non sia stato proposto lo stralcio di questo comma
relativamente al fatto che nulla aveva a che fare con l'abrogazione
e modifiche di norme, se non è stato fatto. Se, invece, è stata
proposta l'inappropriatezza, mi dispiace che la Presidenza non
l'abbia preventivamente stralciato o trasferito ad apposito
articolo di finanziamento di altri interventi. Quindi, qui, non
c'entra nulla
PRESIDENTE. Il soppressivo del comma 12 è mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Bene, lo fa suo l'onorevole Cracolici. Votiamo il
131.34 che è il soppressivo del comma 12. Chi è favorevole si alzi;
si è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Andiamo adesso a votare Intanto chiedo ai colleghi - Il 117 si
vota all'ultimo, perché non ce n'è soltanto uno, sono diversi 117-
c'è quello dell'onorevole La Vardera, mi pare.
Onorevole Cracolici
Ci sono, onorevole Giambona, siccome prima avevo parlato con lei,
se ha visto l'emendamento che parla della graduatoria, fuori
sacco
(Protese in Aula)
CRACOLICI. In italiano ti dico
PRESIDENTE. Onorevole, ma non c'è qualche partita stasera? l'Inter
che ne so, stasera non c'è serie A, almeno il tennis che a lei le
piace, se lo guardi
Onorevole Giambona, avete visto che quell'emendamento tratta di
una graduatoria che effettivamente finisce nel 2025, se non viene
prorogata ora, non potrà venire prorogata negli ordinamentali del
2026 C'è un emendamento il 131.62, che io ho detto che si vota
solo se c'è l'unanimità Se voi lo guardate e date l'ok, bene, se
non date l'unanimità
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Questo è quello del Governo, 131.62.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, è assolutamente qualcosa di importante per
il Governo, però dico, poco fa, io ho ascoltato l'intervento
dell'Assessore Turano. Facciamo un unico emendamento, perché così
come è importante l'emendamento che sta presentando il Governo, a
meno che l'assessore Turano non è Governo, cioè penso che entrambi
dico... e allora, cercate di fare sintesi, Assessore.
Capisco, fate sintesi, giusto? Magari telefonate a Caruso e vedete
di fare sintesi
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, non chiamiamo gente che non è in
Aula. Andiamo al 131.62, mettiamo in votazione...
CRACOLICI. È ufficio speciale? Sì, o no? È la proroga?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Assessore si può pronunciare sul 131.62, per favore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Proroga dell'Ufficio speciale,
come riportato dalla relazione, sì la proroga dell'ufficio...
CRACOLICI. Ma non c'entra niente con la graduatoria Che numero è
PRESIDENTE. Onorevole, la graduatoria è quello dopo. No, ho detto
che io, per correttezza nei confronti dell'onorevole Giambona e
degli altri deputati, ho detto all'onorevole Giambona, in virtù del
fatto che abbiamo adottato il criterio di non mettere altra
materia, ho detto no a lui e no ad altri 69 come lui, c'è un
emendamento che però, mi dicono, che abbia una scadenza perentoria,
se è vero e se questa scadenza è tale, se è meritevole della
unanimità, bene.
Diversamente, così come per gli altri È in quello successivo,
come è classificato quello della graduatoria? Il 131.64.
Intanto siamo al 131.62.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Più che altro
l'Assessore Dagnino, o chi per lui - giacché adesso leggiamo
l'emendamento - ci dovrebbe spiegare se questa esigenza è
impellente, atteso che, proprio nell'articolato stesso, si fa
riferimento ad una scadenza non del 2025 ma del 31 dicembre 2026,
quindi, vorrei capire Assessore Dagnino, se effettivamente è
qualcosa che necessita di essere inserito, ora, in questa manovra,
ovvero alla stregua di analoghe tematiche che abbiamo deciso vadano
poi trattate in un momento diverso e lo tratteremo, poi, nel
disegno di legge che abbiamo poc'anzi detto. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, assessore Dagnino.
Onorevole Giambona, nel frattempo può leggere quello dopo, per
favore? Grazie.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie. L'urgenza nasce dal
fatto che, come avevo riferito in occasione delle precedenti
interlocuzioni, la dirigente, attualmente, è andata in pensione;
dovendo nominare il nuovo dirigente si pone un problema pratico e
anche formale, giuridico, perché le nomine dei dirigenti devono
avere durata biennale, quindi, la nomina del nuovo dirigente non
consentirebbe di garantire la biennalità - soltanto con questo
emendamento - ma sarebbe una violazione contrattuale perché il
dirigente ha diritto che la durata del contratto sia biennale.
Quindi, firma un contratto biennale, dopo di che scade e non si
può garantire la biennalità della durata dell'ufficio. Questi sono
i termini per come sono stati spiegati anche dagli uffici.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, per quanto mi riguarda, siccome per tutto
quello che è fuori dalle cose che sono state discusse ci vuole
l'unanimità, io non ne faccio accordi viste le cose che ha detto
Caruso
Assessore, siccome il suo segretario regionale ci ha rimproverato
per le cose giuste che abbiamo approvato, non c'è più
disponibilità, tutto contro Almeno per quanto riguarda me: là dove
ci vuole l'unanimità io non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Va bene, ora però, gentilmente, guardi l'emendamento
successivo.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, non litigate, lasciate litigare
noi.
Ha visto l'articolo sull'emendamento successivo? È una graduatoria
che scade effettivamente nel 2025; questo emendamento, a differenza
degli altri, proroga una graduatoria, al 31 dicembre 2025.
Onorevole Safina, questo emendamento a differenza degli altri, il
131.64, oggettivamente sta prorogando una graduatoria che ha una
scadenza al 31 dicembre 2025.
CATANZARO. Non c'è condivisione, non c'è unanimità.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Presidente, scusate colleghi, sono abituato a
intervenire dall'altra parte, rimango dietro e mi dispiace non
poter vedere in faccia i colleghi, e vorrei intervenire da lì per
guardare. Chiedo scusa colleghi, Assessore Turano, si sposti un
attimo.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, siamo in un Parlamento.
FIGUCCIA. Con molta calma. Io ho notato, onorevole Dipasquale e
Capogruppo del Partito Democratico, che non sono mancati i momenti
in cui in quest'Aula si è riusciti a trovare un'armonia e una
sintesi al di là delle posizioni politiche, e ricordo come fosse
oggi una seduta di poche settimane fa in cui rischiando di mettermi
contro la mia stessa maggioranza, ho riconosciuto l'onestà
intellettuale - e presidente Cracolici- non la cito non in
mancanza di rispetto, anzi è un riconoscimento, cito non lei per
citare la sua persona ma cito il suo intervento di prima.
Lei ha richiamato ad un atteggiamento di onestà intellettuale
dicendo, giustamente, pochi minuti fa al Governo, che questo
Parlamento è fatto di un Regolamento, che non ci si può inventare
di inserire delle opere, la realizzazione o il finanziamento di
opere all'interno di un 131 che richiama, invece, alla modifica
delle norme.
Mi scusi, Presidente Galvagno, se io cito l'onorevole Cracolici,
so che devo rivolgermi a lei, però parliamo in questo caso di un
emendamento che era stato approvato nella Commissione di merito,
che, purtroppo, a causa del fatto che noi in Commissione Bilancio
non abbiamo potuto sostenerlo, di fatto non è arrivato in Aula.
È un emendamento che ha visto la proroga al 31 dicembre di una
graduatoria - su iniziativa dell'onorevole La Vardera - si tratta
di un concorso legato agli operatori dei Centri per l'impiego, a
questo concorso ci sono delle persone che hanno vinto e ci sono
degli idonei che non sono vincitori di concorso, grazie
all'emendamento dell'onorevole La Vardera, la graduatoria che
scadeva il 30 giugno 2025 l'abbiamo prorogata al 31/12/2025.
È un emendamento - mi dispiace non vederlo in Aula - dell'amico
e collega onorevole Venezia, con il quale avevo lungamente parlato
di questo testo insieme all'onorevole Pellegrino e a tanti altri
colleghi di maggioranza e opposizione.
Io vi faccio un appello, al di là dei posizionamenti politici, al
di là della sintesi, al di là degli atti in Procura che sono stati
mandati, proprio oggi, in funzione di una dichiarazione
probabilmente anche di stanchezza, e il Presidente che ha fatto già
delle considerazioni, e vi chiedo, ci sono delle persone che sono
idonee a questo concorso e rispetto alle quali noi decidiamo questa
sera di uccidere la graduatoria.
E' un appello che faccio in maniera serena, chiedendovi in nome
anche di tante persone che ci guardano da casa e che aspettano
questo riscontro che poteva arrivare anche per via amministrativa -
onorevole Dipasquale - non è accaduto, perché tra l'altro in questo
momento sapete che l'Assessorato agli Enti locali non ha una
governance e, quindi, l'unico correttivo che può arrivare, è
attraverso una decisione di questo Parlamento, che può decidere di
mantenere in vita quella graduatoria e dare un'opportunità,
evitando, peraltro, che si spendano centinaia di migliaia di euro
per nuovi concorsi che possono essere evitati. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, voglio solo sapere se c'è l'unanimità o meno.
Non c'è unanimità, benissimo.
Si passa, adesso a votare l'art. 131, così come....
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, solo un chiarimento, perché il
Governo - scusate colleghi - io ero proprio curioso di capire cosa
pensava, scusami collega Catanzaro, ascoltala questa perché è
particolarmente importante.
Il comma 6, dell'articolo 131, io non ho chiesto che venisse
espunto e non ho chiesto quali erano le motivazioni per cui su
questa norma si toglieva il 2027, perché volevo capire come si
muoveva il Governo; il comma che toglie il 2027 è il comma
dell'articolo tanto voluto dal Presidente Schifani per dare 18 mila
euro al mese in più a quei medici che andavano a fornire la propria
attività lavorativa o che già la fornivano, nei pronto soccorso
siciliani, nei reparti delle aree disagiate, e nei reparti di
provincia con meno del 50% del personale.
Presidente Galvagno, Assessore Dagnino e Assessore Faraoni, lei è
qui presente, come mai togliete i fondi al 2027 dato che questi
fondi dovrebbero essere garantiti anche attraverso una
contrattazione? Perché la misura che avete immaginato non sta
funzionando? Perché la misura su cui il Presidente Schifani ha
messo 10 milioni di euro che avrebbe dovuto risolvere il problema
della carenza dei medici negli ospedali e nei pronto soccorso ha
fallito? Ci volete dire, cortesemente, Presidente Galvagno, guardi
con quello che sta succedendo nella sanità una risposta a questa
domanda è dovuta
Perché gli assessorati alla sanità e all'economia, entrambi
espressione diretta e tecnica del Presidente Schifani, che ha
voluto questa norma per salvare gli ospedali siciliani, a suo dire,
la definanzia per il 2027? Perché questa è una risposta dovuta ai
siciliani.
FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONI, assessore per la salute. Io, veramente, ho fatto fatica a
seguire qual è il quesito che pone.
È chiaro che il Governo Schifani si è posto in difesa di questi
particolari operatori che lavorano in un posto di frontiera e hanno
una difficoltà.
DE LUCA Antonino. Avete tolto fondi. Avete previsto senza
stanziare i fondi
FARAONI, assessore per la salute. Li metteremo nell'anno 2027.
Ci sono anche attività che vengono coperte dai fondi contrattuali
quindi, poi, andremo a fare una concertazione con le organizzazioni
sindacali e potremo trovare anche lì le risorse.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Questa norma era stato oggetto
di attenzione da parte del MEF ai fini dell'impugnativa. Ci
avevano detto che non si potevano utilizzare queste risorse.
Abbiamo, lungamente, negoziato per mantenere le risorse e, alla
fine, abbiamo trovato l'intesa che le mantenevamo solo per gli anni
2025 e 2026 e la condizione, perché non fosse impugnata, è che le
levavamo a partire dall'anno 2027. Non lo sto dicendo così perché
sto cercando una risposta da dare.
Vi leggo la relazione illustrativa: "La modifica dell'articolo 5
consente di superare i dubbi di costituzionalità sollevati dal
Ministero della Salute - perdonatemi non MEF - e, quindi, si rende
necessario per il rispetto degli impegni assunti dal Presidente
della Regione nell'ambito dei rapporti di leale collaborazione tra
Stato e Regione". Cioè, assunto l'impegno del Presidente, hanno
rinunciato all'impugnativa.
Se, ovviamente, non venisse assolto questo impegno, perderemmo
credibilità con il MEF perché la prossima volta l'impugneranno...
DE LUCA Antonino. Assessore Dagnino, io la nota del Ministero l'ho
letta.
L'impugnativa parlava che la misura doveva essere,
necessariamente, transitoria e non definitiva.
Lei me lo conferma perché l'abbiamo letto entrambi, non che doveva
essere di due anni in luogo di tre, perché state togliendo gli
incentivi per il terzo anno?
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Scusate, molto semplice:
quella era la prima posizione del MEF: dopo di che c'è stato un
dialogo con il MEF e l'accordo, l'intesa, la mediazione che si è
raggiunta è che si tenesse soltanto per due anni.
DE LUCA Antonino. Il dialogo? Ma che fate? Vi mandate i messaggi
su WhatsApp? Il dialogo? Le carte scritte devono esserci
DAGNINO, assessore per l'economia. Infatti, c'è l'impegno del
Presidente della Regione all'esito delle interlocuzioni. Scusate,
non ho capito, mi perdoni, sta sostenendo che non possiamo fare
delle riunioni con il Ministero? Dobbiamo solo scriverci? Qual è la
tesi? Non capisco.
FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONI, assessore per la salute. Forse non sono stata chiara.
Da questo momento in poi dopo il 2025, era 2026, come era stato
indicato dall'incontro che abbiamo fatto formalmente, onorevole,
con un verbale a distanza, ma ci siamo incontrati con i Ministeri
affiancanti che ci hanno dato questa possibilità. Dopodiché, la
misura può rimanere a carico del contratto collettivo dei fondi
previsti nel contratto collettivo nazionale del lavoro previa,
naturalmente, una definizione dei percorsi con le organizzazioni
sindacali.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Vicepresidente. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Grazie, Presidente. Colleghi, io sto
intervenendo perché seguendo i lavori di questa ripresa, e voglio
ringraziare il Presidente Galvagno per avere lavorato
incessantemente in queste ore affinché si potesse ritornare in
quest'Aula a trattare gli ultimi articoli, a chiudere una manovra
che è faticosa, come tutte le manovre finanziarie.
Mi volevo appellare, Presidente Galvagno, alla sensibilità del
collega Dipasquale ma, soprattutto, di tutti i colleghi della
minoranza, su questi tre emendamenti che sono stati illustrati e
che riguardano una materia non inserita all'interno della
Commissione Bilancio, motivo per il quale ai sensi del Regolamento,
si chiede l'unanimità di intenti in quest'Aula, onorevole
Dipasquale, perché stiamo parlando, al di fuori di un clima
politico che si è acceso ma, soprattutto che magari anche per
alcune dichiarazioni, è diventato un po' più complesso, stiamo
parlando di lavoratori, di graduatorie di lavoratori, che attendono
magari che quest'Aula si esprima non con la velocità, onorevole
Dipasquale, di chi, magari, giustamente, pone un tema di merito più
burocratico che di sostanza nella materia che ha voluto ricordare
il collega Figuccia, ripresa dal collega La Vardera, già qualche
tempo addietro.
Stiamo parlando di modificare i termini errati di una norma sulla
rendicontazione di Gibellina, capitale della cultura, onorevole
Catanzaro, modificare norme che in passato erano errate che
consentono di poter spendere e, soprattutto, rendicontare in
maniera corretta i fondi, credo che siano utili così come
prorogare, onorevole Dipasquale, l'Ufficio speciale partecipate in
liquidazione della Regione. Perché...
CRACOLICI. ...l'ufficio speciale è stato votato sì o no?
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Perché mi appello alla possibilità, così come
ho sentito nel merito dei colleghi del Movimento 5 Stelle e alcuni
della maggioranza? Perché non si può nella... se mi è consentito
onorevole colleghi.
PRESIDENTE. No, mi scusi signor Vicepresidente, il tema è:
l'onorevole Cracolici ha fatto una domanda, è stato votato? No.
CRACOLICI. Quindi non è stato votato
PRESIDENTE. Siccome faceva parte dello stralcio, a termini del
Regolamento, per entrare all'interno...
CRACOLICI. Noi avevamo detto sì, che per noi c'era l'unanimità.
PRESIDENTE. C'è stato l'intervento dell'onorevole Dipasquale, mi
scusi Vicepresidente, l'onorevole Dipasquale ha detto di no, quindi
l'unanimità è di tutti non è
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevole Dipasquale, al di fuori della
sintonia, io la definirei così - onorevoli colleghi scusate, se è
possibile intervenire in quest'Aula - il Governo ha ascoltato con
grande rispetto...
DI PAOLA. Non sono d'accordo sull'Ufficio Speciale, o si votano
tutti o nessuno dei tre.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Io volevo fare un intervento, scusate
PRESIDENTE. ma tutti per me va bene.
DI PAOLA. O si votano tutti, o non si vota nessuno dei tre
PRESIDENTE. Completi, Vicepresidente.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Scusate, onorevoli colleghi, l'appello del
Governo, è di provare ad approvare e, per questo, io chiedo la
sensibilità, soprattutto l'onorevole Dipasquale, perché conosce
bene il Regolamento e ha posto un tema che, in maniera sensibile
l'onorevole Di Paola, ha appena richiamato: sono tre materie
delicate, sono tre materie dove, oggettivamente, è difficile
separarci in maggioranza e opposizione.
Stiamo parlando di graduatorie di lavoratori che stanno attendendo
una risposta, stiamo parlando dei termini di rendicontazione di
Gibellina, capitale della cultura, e stiamo parlando della proroga
dell'Ufficio Speciale Partecipate in liquidazione della regione.
Con enfasi, onorevole Dipasquale, se per queste tre norme si possa
scendere dall'Aventino, io credo che si faccia un lavoro utile ai
siciliani. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie, chiaramente, io sono favorevole alla proposta
dell'onorevole Di Paola affinché si votino tutti e tre; mi sembra
chiaro.
È iscritto a parlare l'onorevole onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Sull'ufficio speciale, noi eravamo stati chiari e
siccome avevamo assunto un impegno già ieri sera come Partito
Democratico, lo aveva fatto il Presidente del Gruppo parlamentare
insieme a tutti quanti noi, non avevamo difficoltà.
Sulle altre cose abbiamo dimostrato la nostra disponibilità. Lei
capisce, Presidente, però, che quando noi mettiamo la disponibilità
e dobbiamo essere insultati e la disponibilità significa "inciucio,
malaffare", e questo ce lo dice il segretario del partito del
Presidente, non ci stiamo
Allora lei, da Vicepresidente, o prende le distanze dalle
dichiarazioni che sono state fatte nei confronti del Partito
Democratico, da parte di Caruso, lei prenda le distanze, lo può
fare anche l'Assessore, ancora meglio, e noi saremo disposti a
continuare a collaborare. Però, se la collaborazione deve diventare
insulto, questo no Non è possibile
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Dico, però, credo che
basti la mia parola.
DIPASQUALE. No. Non l'ha capito.
PRESIDENTE. Aspetti, alt Lei dice no a prescindere, un istante.
DIPASQUALE. Perché insultate...
PRESIDENTE. Basta comunque leggere le carte per capire che stiamo
parlando di una manovra che non ha nulla di scabroso. Io tengo a
precisare che questo è l'ultimo intervento e dopo dovremo andare
voto a voto fino a quando non si completerà la manovra.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, le chiedo la seguente: da quello che ho
capito, si sta chiedendo ai Gruppi in Aula se c'è condivisione nel
mettere in votazione questi tre emendamenti, ogni singolo
emendamento. Quindi, la richiesta è su ogni singolo emendamento, se
metterlo in votazione oppure no, sbaglio?
Su ogni singolo emendamento? Perché io voglio capire la
richiesta.
PRESIDENTE. Sì.
DI PAOLA. Ok, allora, premesso, Presidente, che come Movimento 5
Stelle noi agiamo come opposizione, se c'è... perché poi passano
messaggi...
Vicepresidente Sammartino, purtroppo il Governo - mi dispiace per
voi - ha fatto passare messaggi estremamente distorti.
Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, siccome noi - e lo
ribadisco un'ulteriore volta - ci tiriamo fuori da tutto, se da
parte del Governo, delle altre forze politiche, sull'Ufficio
speciale c'è, come dire un'esigenza e un'emergenza immane, non mi
impicco sugli altri due, Presidente, che sia chiaro. Però, dico,
fughiamo da ogni situazione che ha messo dentro il Governo
regionale e uno degli esponenti, anzi un Gruppo, che sostiene
questo Governo regionale, che qui non ci sono accordi su un
emendamento piuttosto che un altro; se c'è l'assessore Dagnino che
dice che per i siciliani questo emendamento è importantissimo
perché blocca un ufficio, non mi impicco a dire no per
quell'ufficio. Però, comprendo, Presidente, che è ovvio che ci sono
altri due emendamenti, però, ripeto noi ci tiriamo fuori e non
chiediamo ai Gruppi parlamentari di esprimersi sugli altri due
perché ho capito che sugli altri due ci sono sensibilità diverse.
Però, Presidente, è chiaro che al Governo deve arrivare un
messaggio, e lo ribadisco per l'ennesima volta, che in questo modo
non si può. Non è il clima adatto.
Assessore Dagnino, non è il clima adatto perché se il Governo
dimentica delle cose - a me dispiace dirlo - però, questa cosa
poteva essere fatta benissimo un mese fa, poteva essere fatta
benissimo due mesi fa Il Governo non solo si dimentica le cose,
Presidente, ma in più attacca poi le opposizioni
Perché io cosa dovrei dire sull'emendamento sull'Ufficio speciale,
Presidente?
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 131.62, essendoci
l'unanimità. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Sugli altri due emendamenti c'è l'unanimità?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Spada)
DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, ho solo, in
modo molto angolato, dato una lettura a queste dichiarazioni perché
capirete che sono momenti assolutamente di grande fermento per
tutti. Io credo di interpretare le parole del Segretario regionale,
il quale, essendo portatore delle intenzioni del partito che è uno
dei componenti principali della maggioranza, non mi pare che abbia
mai avuto un metodo volto a creare contrasti o dissapori con
l'opposizione, e l'armonia in questo Parlamento c'è sempre stata
pur nella normale dialettica. Quindi, diciamo come membro del
Governo, posso certamente confermare la massima disponibilità, che
mi pare abbia dimostrato, al di là che con le parole anche con i
fatti, da parte del Governo e anche diciamo da parte...
PRESIDENTE. Grazie Assessore, però in tutti i casi, un secondo,
onorevole Catanzaro Ha chiesto di intervenire il Vicepresidente
Sammartino, però prima, non è il caso che si parli di soggetti che
non sono in Aula; ad un comunicato stampa si risponde con un duro
comunicato stampa, la gente sta vedendo quello che è il lavoro di
collaborazione e poi trarrà le proprie conclusioni.
Si sta partorendo una legge di stabilità che non ha un
maxiemendamento, che non ha un articolo di cui bisogna vergognarsi,
che ha lavorato fino all'ultimo giorno, si concludono oggi i 45
giorni. Si è preferito lavorare anche di sabato, com'è giusto che
sia, come fa ogni singolo siciliano, non si è voluto chiudere prima
per cercare di migliorare il testo fino alla fine, però non è il
caso che si citino, si parli di soggetti che non sono presenti in
Aula. A comunicato stampa si risponde con comunicato stampa. Adesso
voglio sapere, sugli altri due emendamenti c'è l'unanimità? Voglio
sapere solo se c'è l'unanimità o no?
CATANZARO. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente dell'Assemblea, mi sembra che da un'ora e
mezza non ho detto nulla.
PRESIDENTE. Quasi nulla
CATANZARO. Intanto, nel mio intervento chiedo personalmente scusa,
per un'ora e mezza fa, perché non appartiene al mio carattere
urlare nei confronti prima del mio amico e Capogruppo di Forza
Italia, con il quale non ci siamo intesi, l'ho chiesto in separata
sede.
Però, c'è un problema, presidente Galvagno, lei dice di non
parlare di chi non è presente in quest'Aula, ma chi non è presente
in quest'Aula e cioè il Presidente della Regione
PRESIDENTE. Io parlavo di Caruso...
CATANZARO. Il Presidente della Regione e quindi il Segretario
regionale.
PRESIDENTE. Non confondiamo
CATANZARO. E il Segretario regionale di Forza Italia ha provocato
attraverso una dichiarazione, questa metodologia di nervosismo che
si innesca all'interno dell'Aula, che non è figlia di un'ora e
mezza fa, ma è prodotto di 48 ore che ci sono nei giorni pregressi,
fino ad oggi.
E io lo dirò nella mia dichiarazione di voto. Entro nel merito e
lo dico anche ad alcuni Assessori, perché non è vero che le
opposizioni, il PD e il Movimento 5 Stelle sono d'accordo con un
pezzo di maggioranza ed altro, noi siamo parlamentari all'interno
del Parlamento regionale e dobbiamo produrre, attraverso i nostri
emendamenti, attraverso le nostre proposte, quello che è della
finanziaria, cioè nulla si può fare C'è un gioco che sta
continuando ad aggirarsi - questa è una denuncia che faccio io come
opposizione - da parte di alcuni Assessori che giocano all'interno
dei Gruppi cercando di fare emendamenti, cercando... Perché,
attenzione il tatticismo d'Aula lo conosciamo e questa cosa non fa
bene al Parlamento e mi appello a lei, Presidente, alle ore 20.00
dovevamo completare e non potevamo più fare nulla sugli interventi,
perché dovevamo votare gli articoli, stiamo continuando a fare il
dibattimento sulle cose
Per quanto mi riguarda, le norme sono tutte di buon senso e non
c'è alcuna preclusione su quello che possa essere l'inserimento di
una norma o di altro. Su un emendamento che è stato concordato,
presidente Galvagno. Mi scusi, mi ascolti presidente Galvagno. Su
un emendamento, che è stato concordato ieri sera, presidente
Galvagno, l'Aula si è espressa perché c'era un accordo, nei vari
interventi che stanno avvenendo tra i banchi di Aula, è chiaro che
inizia il nervosismo tra i vari deputati. Se noi dovessimo fare
come abbiamo fatto poco fa, un voto su un comma 7, abrogando dei
fondi che vanno verso categorie produttive come quella della pesca,
è giusto che si possa rimediare con un 117, è giusto anche
intervenire su cose che hanno una valenza: io lo capisco, però devo
chiedere su un emendamento che viene fatto per quello che riguarda
Gibellina, devo dire una cosa, Presidente, quello che devo dire è
che l'Assessore di merito non può girare chiedendo ai deputati le
firme, creando caos per l'inserimento o altro. Su Gibellina siamo
tutti d'accordo, però questa Presidenza deve assumere una modalità
diversa rispetto ad un emendamento che è stato presentato in quel
modo per noi inserirlo e votarlo. Quindi, gli Uffici trovino una
formula, subemendiamo quello, perché non è possibile, altrimenti
creiamo precedenti sulle firme che vengono messe negli emendamenti
e non è un modo Non è un modo
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire il Vicepresidente come
ultimo intervento, dopodiché si andrà voto a voto sugli articoli
rimanenti. Prego, Vicepresidente Sammartino.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
signor Presidente. Io ringrazio l'intervento dell'onorevole
Catanzaro che ha sgombrato il dubbio sul merito di alcuni
emendamenti. Sono certo che anche sull'emendamento, non me ne vorrà
il Capogruppo del Partito Democratico, ma a sentire anche le parole
del collega Di Paola e, prima, dell'onorevole Sunseri, anche
sull'emendamento della proroga della scadenza delle graduatorie dei
lavoratori che attendono le assunzioni si potrà trovare
un'unanimità.
Credo che in queste ore, e non me ne voglia nessuno, sia stata
confusa la normale dialettica tra maggioranza e opposizione nella
stesura di una norma di bilancio, di una legge di stabilità, con
altro. In un Parlamento, e lo dico a chi ovviamente ha i capelli
più bianchi di me, è da anni che si disquisisce, durante le manovre
di stabilità, per trovare le intese, per trovare negli incontri,
non nelle stanze oscure così come ho ascoltato, le interlocuzioni
adatte per migliorare i testi presentati sia dal Governo sia dalle
forze parlamentari.
E credo che il momento di sintesi serva anche per provare ad
uscire, dopo una settimana di lavori intensi, sia in Commissione
che in Parlamento, con una legge di stabilità quanto più
qualificata e qualificante per i nostri concittadini.
Per questo volevo ringraziare il Partito Democratico e le
opposizioni, non soltanto per la disponibilità assunta fino ad oggi
nell'aver accompagnato il testo del Governo, arricchendolo e
migliorandolo con le loro iniziative, ma anche per quello che
stiamo per andare a votare. Io voglio semplicemente ricordare, in
conclusione, che se ci siamo soffermati su alcuni errori tecnici,
come su Gibellina o sulla proroga del precariato, della scadenza di
un bacino di precari, è perché ci siamo ritrovati sempre su questi
temi che non hanno un colore politico, ma diventano, in questo
Parlamento, problemi che bisogna risolvere. I problemi purtroppo
hanno anche una scadenza, che è il 31 dicembre 2025. Stiamo
intervenendo, forse in extremis, per dare ristoro a chi da questo
Parlamento si attende una risposta.
PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento di Gibellina,
il 131.63.
CATANZARO. Sull'emendamento che c'è su Gibellina, siccome si deve
seguire un metodo, se gli Uffici ci possono suggerire in quale modo
si possa fare un subemendamento del Governo senza le firme dei
deputati. Altrimenti, tutti gli altri deputati sono legittimati.
PRESIDENTE. Giusto. Allora, si presenta il subemendamento 131.63
bis, che sostanzialmente è a firma del Governo, che stiamo
trasmettendo e che è quello di Gibellina.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione adesso l'articolo 131. Chi è
favorevole...
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Non
volete? Ditelo.
PRESIDENTE. Per la graduatoria non c'è l'unanimità, ancora non
l'ha capito?
CRACOLICI. Te l'ha spiegato, in italiano
PRESIDENTE. Benissimo. Vabbè, andiamo avanti sull'articolo 131.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Adesso riprendiamo l'esame dell'articolo 15, in
precedenza accantonato. C'è una riscrittura finalmente del Governo
che è il 15.Gov che trovate tra i fuori sacco . C'è un
subemendamento della Commissione Bilancio, oltre quello del Governo
concordato. Chiedo al Presidente della Commissione di che si
tratta. Presidente, qualcuno che mi spieghi l'emendamento Gov.1.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie Presidente. Allora, questa fattispecie riguarda il
terzo comma del provvedimento in cui si dice che ci deve essere il
cofinanziamento del 50 per cento per le ore, per potere aumentare e
utilizzare le risorse. Significa che i comuni che sono in dissesto
e in piano di riequilibrio non possono mettere il 50 per cento di
cofinanziamento e non possono utilizzare queste risorse per
aumentare le ore ai precari, ai part time. Quindi, togliendo questa
parte, si possono utilizzare le risorse, altrimenti le risorse non
si potranno per l'appunto utilizzare...
PRESIDENTE. Sì, non mi sembra nulla di...
GIAMBONA. Ma il Governo che dice?
CRACOLICI. Questa norma riguarda anche i lavoratori dei comuni?
ABBATE. Solo i lavoratori dei comuni
CRACOLICI. E allora, quanto ci stiamo mettendo?
ABBATE. Ci sono 10 milioni di euro per aumentare le ore ai comuni.
In più ci sono che, le economie di ogni anno per il pensionamento,
invece di andare in economia, vengono riversate per aumentare le
ore. In questa parte si era fatta questa distinzione, di aumentare
e cofinanziarla al 50 per cento con fondi comunali.
In questo caso, verrebbero ad essere esclusi tutti i comuni che
sono in difficoltà, in dissesto o in piano di riequilibrio perché
non possono cofinanziare la spesa. Quindi, in questo modo, le somme
vengono utilizzate e aggiunte ai 10 milioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, posso? Assessore Dagnino, vorrei che mi
ascoltasse.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino?
CRACOLICI. Io le ribadisco ciò che le ho detto in Commissione e in
vari incontri in cui abbiamo parlato. Noi stiamo procedendo ad
aumentare le ore di alcuni lavoratori tra cui i precari dei comuni
e i PIP che, in realtà, non sono precari, sono lavoratori a tempo
indeterminato, però, a ore ridotte.
Io le chiedo formalmente, a nome di tutta l'opposizione, che il
Governo aumenti la dotazione per consentire, non un aumento di
forse due ore - perché di questo stiamo parlando - ma di garantire
almeno 4 ore di aumento del personale utilizzato dai comuni in
atto.
Quindi, le chiedo formalmente... Scusate, mi ascolti invece di
parlare? Le chiedo formalmente, siamo alla fine, che il Governo
raddoppi da 10 a 20 milioni la copertura per consentire, almeno,
l'aumento di 4 ore dei lavoratori che, in atto, svolgono servizi
nei comuni. È una richiesta politica che le faccio a nome di tutta
l'opposizione, spero anche a nome della maggioranza, perché stiamo
parlando di una cosa che interessa tutti.
Credo che il Governo non possa addurre il fatto che non abbia
risorse disponibili perché questo non è vero. Quindi, le chiedo di
fare lei un emendamento per aumentare la copertura.
PRESIDENTE. Governo, rispetto alla proposta fatta?
DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevoli, su questo articolo
abbiamo fatto davvero molto lavoro preliminare, sia in relazione al
tema che riguarda i PIP che è un tema, come sapete, di grande
sensibilità, anche, sociale e abbiamo fatto il massimo sforzo
portandolo in un primo momento, si era pensato a 34, poi si è detto
aumentiamo, ancora, con un ulteriore sforzo a 35.
L'emendamento ulteriore, la parte ulteriore dell'emendamento che
riguarda i contrattisti degli enti locali, anche questo è il frutto
di un lavoro particolarmente articolato che ha coinvolto anche
interlocuzioni con l'associazione rappresentativa dei comuni,
l'ANCI, in particolar modo. Si è condiviso, con ANCI, un pacchetto
complessivo di interventi che credo sia di grande portata anche
finanziaria e di un certo coraggio, perché si attribuiscono
maggiori risorse agli enti locali per 30 milioni di euro.
La parte relativa ai precari, 30 milioni, che incidono sul fondo
di trasferimento ordinario, a questo si aggiungono i 10 milioni che
sono qui stanziati per i contrattisti, quindi un più 40 milioni,
senza tenere conto degli ulteriori interventi in tema di ASACOM,
extra costi, adesso non stiamo qui a sintetizzare tutti gli sforzi
che abbiamo fatto, ma che sono, comunque, il frutto di una
condivisione anche da parte dell'ANCI.
Questa è l'intesa che è stata raggiunta e mi pare che vi siano
stati anche dei comunicati con i quali l'ANCI ha espresso piena
soddisfazione per gli interventi del Governo. Siamo consapevoli del
fatto che occorrerà fare di più, anche per questa ulteriore forma,
quindi io in questa sede mi sentirei di dichiarare un intendimento
del Governo di trattare nelle prossime occasioni, in cui speriamo,
come è noto, di avere ben altre ulteriori disponibilità
finanziarie, quindi posso confermare l'intenzione del Governo di
anche focalizzare l'attenzione su questo tema.
Questo è quello che mi sento di dire in replica alla dichiarazione
dell'onorevole Cracolici, che nel merito condivido.
PRESIDENTE. Allora, il parere della Commissione sull'emendamento
15.Gov.1? No, ci sono...vi spiego subito noi siamo rimasti che alle
ore 20.00 non si sarebbe più potuto intervenire.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Ci sono... Ascolti un attimo. Cosa?
Quante ore sono? Assessore, quante ore sono con 10 milioni? No, ma
infatti nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
è deciso che non si poteva intervenire...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Non è che lei non è intervenuta Prima ci sarebbe,
allora, l'onorevole Geraci che è Capogruppo della Lega, ci sarebbe
l'onorevole Cambiano che ha chiesto di intervenire. L'ho capito
anche gli altri vogliono fare la stessa cosa., ma anche gli altri
vogliono fare delle domande. Se fosse così dovrei fare parlare
prima l'onorevole Geraci, dopo l'onorevole Cambiano, dopo
l'onorevole Chinnici, dopo l'onorevole Caronia e si impantanerebbe
l'Aula, mi dispiace abbiamo deciso di andare in votazione d'ora in
poi.
Assessore, a domanda, quante ore vengono incrementate con 10
milioni di euro?
DAGNINO, assessore per l'economia. Mi risultano due ore.
PRESIDENTE. Alla fine i Capigruppo possono fare la dichiarazione
di voto, così siamo rimasti. Il parere della Commissione
sull'emendamento 15.Gov.1?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Assolutamente, non interverrà nessuno, solo il Governo
interviene per chiarimenti.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 15.Gov, nel testo risultnate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Così facendo abbiamo approvato l'articolo 15 e abbiamo
approvato la questione PIP e lavoratori.
Si passa all'articolo 16, in precedenza accantonato. Ci sono
emendamenti all'articolo? C'è un 16.Gov. No ascolti, onorevole De
Luca, ascolti un attimo. Mi deve ascoltare però nel rispetto di
tutti.
I PIP erano un tema in cui i colleghi palermitani avevano un
altissimo interesse di parlare per poter manifestare il loro
impegno e la loro vicinanza e questo lo abbiamo fatto. Siamo
rimasti, in Conferenza dei Capigruppo all'unanimità, che dalle ore
20.00 avremmo cominciato soltanto sulle votazioni L'unica cosa che
possiamo fare dopo, sono le dichiarazioni di voto dei Capigruppo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
PRESIDENTE. Sulla legge? Lei interviene sull'articolo 16 e non
interviene alla fine? No, ma la dichiarazione di voto era sulla
legge non sull'articolo 16. Ascolti, onorevole De Luca, visto e
considerato che ci sono diversi colleghi che vogliono intervenire,
se ne fa carico il Capogruppo o uno per Gruppo. Stessa possibilità
che avete voi sull'articolo 16, l'avranno anche tutti gli altri
partiti con un membro per Gruppo.
Prego, onorevole De Luca, rapidamente.
Anziché l'onorevole De Luca sta parlando l'onorevole Cambiano.
Allora, per essere chiari nel rispetto degli altri, onorevole
Cambiano un istante, le chiedo soltanto un istante. Siccome ho
capito che c'è volontà sull'articolo 16, che è molto importante -
così come gli altri - si fa carico l'onorevole Cambiano per il
Gruppo del Movimento 5 Stelle; se volesse intervenire qualcun
altro, uno per Gruppo. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano.
Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie Presidente. Intervengo perché quest'Aula e ogni
parlamentare qui presente, si assumono una responsabilità nei
confronti dei siciliani e, allora, io ieri sono intervenuto alla...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano non c'entro niente, quelli sono i
colleghi del Partito Democratico. Onorevole Catanzaro Onorevole
Cambiano, aspetti, ci deve essere la luce rossa (in riferimento al
microfono acceso, n.d.r.).
Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Presidente, credo che siamo tutti stanchi, ma abbiamo
una grande responsabilità. Qua non stiamo discutendo di qualche
euro o di qualche contributo di centinaia di euro, qua stiamo
discutendo di milioni di euro e del futuro dei siciliani.
Ora, siamo stati giorni ad attendere ore e ore, interlocuzioni
fisiologiche, confronti normalissimi, ma non possiamo arrivare a
discutere degli articoli così importanti in qualche istante senza
avere delle risposte da parte del Governo. Io ieri sono intervenuto
alle tre di notte o alle tre del mattino, per porre degli
interrogativi, trattiamo il tema, che sia chiaro per tutti, di
Siciliacque, della gestione del servizio idrico in Sicilia.
La Corte dei Conti certifica un fallimento della gestione di
questo servizio, non mi potete chiedere di votare a sacco d'ossa
una norma per alzata e seduta, chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi, senza avere risposte rispetto agli interrogativi
posti.
Con questa norma diamo 19 milioni di euro a Siciliacque, i miei
quesiti sono, assessore Dagnino, pretendo e lo dico con toni che
non mi appartengono...
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, sta ponendo un quesito.
SUNSERI. Parliamo di 20 milioni di euro, ascoltiamo un secondo.
CAMBIANO. Assessore, qua non abbiamo trovato 10 milioni di euro
che le opposizioni chiedevano per dare risposte alle famiglie
siciliane e ai lavoratori, cosiddetti ex contrattisti dei comuni e
stiamo dando 20 milioni di euro a Siciliacque.
Allora i quesiti sono: 1) nell'ultima legge di variazione di
bilancio dello scorso luglio abbiamo dato a Siciliacque, con legge
regionale, 9 milioni e 900 mila euro per il 2025, abbiamo dato a
Siciliacque per il 2026, 25 milioni e trecentomila euro e, per il
2027, 32 milioni di euro per la gestione dei tre dissalatori di
Trapani, Porto Empedocle e Gela.
Quando in Commissione Bilancio ho posto il tema su queste risorse
date a Siciliacque, nessuno è stato in grado di rispondere rispetto
al costo di gestione per la produzione dell'acqua.
L'Assessore mi aveva detto in Commissione - e ci sono i verbali -
che un metro cubo di acqua dissalata costa circa... Assessore,
forse non ci siamo compresi, io sono una delle persone più moderate
che c'è in quest'Aula, però stiamo parlando di 20 milioni di euro a
Siciliacque che è partecipata per il 75 per cento da privati e lo
stiamo approvando a sacco d'ossa, un articolo a conclusione di una
maratona, pretendo e pretendiamo, da cittadini non da parlamentari,
delle risposte
Noi abbiamo dato nell'ultima variazione di bilancio - la prima
domanda è questa, il primo quesito è questo - nell'ultima
variazione di bilancio del 2025 abbiamo dato 9 milioni e 900 mila
euro a Siciliacque, per i quattro mesi, per i costi di gestione dei
dissalatori di Porto Empedocle, Trapani e Gela, 26 milioni e
trecentomila euro per il 2026 e 32 milioni per il 2027.
Il primo quesito è: considerato che i dissalatori non sono entrati
in funzione nei tempi previsti; considerato che il costo era stato
sovrastimato perché - Assessore mi deve seguire - nel calcolo e nel
conteggio in Commissione è stato detto 2 euro al metro cubo, 300
litri al secondo, per i quattro mesi quotavano 6 milioni di euro,
noi abbiamo dato 4 milioni di euro in più Ora, siccome i
dissalatori sono entrati in funzione in ritardo, l'altro quesito è:
l'acqua immessa nelle reti, venduta ai gestori privati per cui
stiamo dando 20 milioni di euro a Siciliacque viene pagata e quindi
l'altro quesito è noi abbiamo dato dieci milioni di euro a
Siciliacque perché veniva a 2 euro al metro cubo, quest'acqua è
stata venduta perché ora lei mi ha detto a microfoni spenti che i
20 milioni di euro sono per pagare l'acqua a Siciliacque, ma se noi
l'acqua la paghiamo a Siciliacque e già gliel'abbiamo pagata con
legge regionale 10 milioni di euro, questo è il quesito, non so se
mi ha seguito, per la produzione dell'acqua dissalata ma
Siciliacque quest'acqua la vende, tant'è che noi stiamo dando con
legge regionale per la terza volta altri 20 milioni di euro; nel
2022, le abbiamo dato 23 milioni di euro, nel 2025 abbiamo dato 10
milioni e 700 mila euro per gli ex civici EAS.
Siciliacque è partecipata a 75 per cento da soci privati, ieri le
ho ricordato che nel 2024 ha fatto utili per 5 milioni e 600 mila
euro e ha distribuito dividendi ai soci.
Noi Regione, siciliani, non troviamo i 10 milioni di euro per le
periferie, per aiutare le famiglie bisognose, per i contrattisti
dei comuni e continuiamo a regalare soldi ai privati il cui capo
del Consiglio di amministrazione è un esponente della Lega,
nominato da questo Governo.
Allora, io pretendo risposte e glielo dico, Presidente, con tanta
serenità, le risposte devono essere chiare, noi questi soldi a che
titolo li abbiamo dati a Siciliacque consorzio privato, la Regione
non può regalare soldi pubblici ai privati.
L'altra domanda è: perché l'anno scorso con legge regionale
abbiamo dato un'erogazione e un'anticipazione di 10 milioni e 700
mila euro a Siciliacque, prevedendone gli interessi e quest'anno
nella norma prevediamo 19 milioni di euro, senza interessi? La
seconda domanda, perché l'anno scorso abbiamo previsto con gli
interessi e quest'anno prevediamo di dare 20 milioni di euro a
Siciliacque senza interessi? O abbiamo sbagliato l'anno scorso o
stiamo sbagliando quest'anno, delle due l'una Ed è la seconda
domanda
La terza è: rispetto a queste anticipazioni dal 2022 - se vuole le
ricordo quant'erano nel 2022 - erano 24 milioni di euro, 10 milioni
e 700 mila euro nel 2025 e ora sono 20 milioni di euro. Quindi, in
tre anni, abbiamo dato 50 milioni di euro a Siciliacque. Io
pretendo di sapere se Siciliacque, rispetto a quanto era previsto
in norma, ha restituito queste somme, quanto ha restituito e non me
ne vado da qua. Chiami gli Uffici, chiami chi vuole: i cittadini
devono sapere se questi soldi pubblici dati a Siciliacque sono
rientrati, perché non siamo a casa nostra
Questo è un Parlamento che è stato svilito rispetto a interventi
che a volte non condivido, rispetto a esternazioni di intese,
accordi. Qua c'è chi è al Governo, che ha una responsabilità di
Governo, e chi è all'opposizione, nell'interesse dei cittadini, di
contribuire al miglioramento di alcune norme. E quando vengono
chiamate intese, quando vengono chiamati accordi, qua nessuno si è
accordato e nessuno ha intese con nessuno Ci rispettiamo tutti:
prima come uomini e donne, poi come persone e poi ancora come
politici. E quelle dichiarazioni che continuano ad avvelenare il
clima politico non le condivido, perché i problemi interni alla
maggioranza sono problemi politici in cui l'opposizione non vuole
minimamente entrare e non vuole minimamente creare alcuna tensione
rispetto ai problemi politici interni alla maggioranza.
Però qua si chiede, con senso di responsabilità, di non continuare
ad avere fretta su temi che invece necessitano di essere
approfonditi, perché siamo qua da sette giorni e ora io non posso
ritornare in una città in cui l'acqua viene erogata ogni 15 giorni
e non saper dire perché abbiamo regalato soldi pubblici a
Siciliacque. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
apprezzato e apprezzo la passione con la quale il collega Cambiano
ha affrontato un tema assolutamente spinoso che richiama la
responsabilità politica di ciascuno di noi ma in particolar modo
del Governo perché vede, assessore Dagnino, purtroppo non c'è
l'assessore Colianni che avrebbe fatto bene a essere presente per
assistere.
(Brusìo in Aula)
SAFINA. Vi chiedo scusa, signor Presidente.
Avrebbe fatto bene l'assessore Colianni ad assistere alla
discussione su un articolo così importante che attiene a un
servizio fondamentale per i cittadini siciliani che pagano sulla
loro pelle la mancata programmazione, che pagano sulla loro pelle
l'incapacità di potere fare investimenti, di potere difendere il
valore delle loro imprese perché non siamo nemmeno in condizione di
offrirgli un servizio, fondamentale, come quello dell'acqua. Però
dobbiamo riportare le cose allo stato di quella che è, realmente,
la situazione.
Veda, assessore Dagnino, il tema che dovremmo porci, che in
qualche modo poneva l'onorevole Cambiano, è vero.
Noi, lo dichiarò l'assessore Colianni durante la discussione nelle
scorse variazioni di bilancio Colleghi però, dico, l'Aula è
immensa, Presidente.
(Brusìo in Aula)
Lo dichiarava l'assessore Colianni durante l'ultimo assestamento
di bilancio: il costo industriale dell'acqua dissalata è di 1,50
euro al metro cubo .
Noi stiamo trasferendo risorse per pagare circa 9 milioni e mezzo
di metri cubi d'acqua che, come diceva il collega Cambiano,
quest'anno non sono stati prodotti, ne sono stati prodotti molti
meno perché sappiamo che il dissalatore di Porto Empedocle lavora a
mezzo servizio, quando lavora, quello di Trapani è partito in
ritardo, quello di Gela ha avuto altri problemi.
Stiamo pagando, comunque, senza alcun controllo - mi permetto di
dire - oltre 2,50 euro a metro cubo.
Allora, io vorrei riportarle - assessore Dagnino, lei che è un
brillante esperto di economia - i dati del bilancio di Siciliacque.
Siciliacque fattura 55 milioni di euro, è una utility, dati
dell'ultimo bilancio, e dichiara utili per 5,5 milioni e mezzo di
euro. Quindi un utile netto del 10 circa che per utilities, al
netto dell'energia che per adesso fa numeri assurdi, sono numeri
altissimi.
Noi stiamo garantendo sui tre dissalatori siciliani un ricarico di
oltre il 100 per cento.
Mi pare che al netto del fatto che poi Siciliacque, sicuramente, è
una partecipata regionale ma è una partecipata indirettamente
statale perché Italgas è una partecipata statale.
Ma dico nemmeno allo Stato si può consentire di avere un ricarico
del 100 per cento su un servizio essenziale per i cittadini.
Lo stesso vale per l'acqua che preleviamo per le dighe, perché
l'acqua viene fornita dal sovrambito a oltre 70 centesimi quando
produrla costa 10 centesimi. Il sovrambito che fa pagare di più.
Allora, è chiaro che questi temi li dobbiamo affrontare, come
diceva correttamente l'onorevole Cambiano, ma dobbiamo farlo
evitando che dalla nostra discussione derivi un ulteriore danno per
i cittadini perché a fronte di tanti torti - io vengo da una scuola
in cui a fronte di tanti torti anche una sola ragione va difesa e
valorizzata.
Oggi, per quanto riguarda il primo comma, la prima parte
dell'articolo, così come riscritta, bisogna riconoscere che
Siciliacque ha una sola ragione: sta fornendo acqua a molti comuni
siciliani a causa degli errori commessi dalla Regione siciliana.
Però Siciliacque non può essere pagata perché manca un gestore o,
meglio, secondo quelli che sono i pronunciamenti delle Corti di
giustizia del nostro Paese, il gestore è la Regione siciliana;
tanto è vero che noi, come gruppo del Partito Democratico, avevamo
detto che avrebbe dovuto pagare la Regione questi 20 milioni,
perché il debito c'è.
La soluzione che ha trovato il Governo è una soluzione che, a mio
avviso, non è corretta e fa sorgere spontaneamente quelle questioni
e quelle domande che ha fatto l'onorevole Cambiano. Però oggi, se
noi, a fronte di cittadini già penalizzati, di comuni già
penalizzati, dicessimo che queste risorse, per ciò che concerne il
primo comma, non devono trasferirsi, alla fine faremmo una toppa
peggiore del buco, perché graveremmo ulteriormente i cittadini di
un disservizio. Siciliacque, infatti, sarebbe assolutamente
legittimata a dire: non svolgo più le funzioni di sovrambito per
quei comuni e non fornisco più loro l'acqua.
Ora, io comprendo e mi schiero al fianco delle battaglie che pone
l'onorevole Cambiano, però oggi c'è bisogno di avere a cuore le
ragioni dei cittadini, di oltre 150 mila cittadini siciliani che
rischiano di non avere l'acqua. È una soluzione ponte non condivisa
quella del Governo regionale, ma probabilmente in quest'Aula è
l'unica che oggi ci può vedere concordi e che ci può vedere
affrontare un problema sapendo che da qui al 2026, lo dovremmo
risolvere definitivamente.
Quindi, mi appello al senso di responsabilità di quest'Aula, mi
appello al senso di responsabilità di ciascuno di noi, per potere
superare questa questione, per quest'anno, nell'attesa ovviamente
che anche l'ATI idrico di Trapani e quello di Messina, facciano la
loro parte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'assessore
Savarino, prego poi c'è la risposta...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente. Questa è una norma, intervengo come deputato del mio
territorio agrigentino, che il Governo ha voluto scrivere e
proporre a quest'Aula e, credo che da questo punto di vista non
manchi la condivisione, per tentare di salvare alcune realtà e,
nello specifico, nella provincia di Agrigento, il tentativo di una
società pubblica che AICA, di gestione dell'acqua, con la
difficoltà però nei ritardi i pagamenti che l'attuale governance ha
ereditato e che metteva a rischio la stessa sopravvivenza di AICA.
Quindi questa anticipazione che il Governo regionale ha proposto
all'Aula e che l'Aula, mi auguro, condivida, dà così la possibilità
ad AICA di respirare e di poter fare una cosa importantissima,
perché, ha ragione il collega Cambiano, mi dispiace che non ci
siano gli altri colleghi agrigentini, c'è solo il collega
Catanzaro, ma sappiamo bene, noi nel territorio agrigentino, quanti
comuni non rispettano i pagamenti nei confronti di AICA e non è
giusto che ci siano utenti, cittadini di un comune che pagano e a
15 chilometri, a 10 chilometri, in realtà, invece di cittadini che
non pagano nel silenzio di chi li amministra non hanno neanche
addirittura i contatori
Quindi, so che la governance attuale ha messo finalmente un freno
a queste cattive abitudini, a questa mala gestio, sta
regolarizzando la situazione e si è impegnata in questo senso,
anche nei confronti del presidente Schifani, che ringrazio per
l'attenzione che ha avuto, e che quindi anche ad Agrigento cambierà
il volto di questa società anche nei rapporti di quei comuni
reticenti e morosi che, purtroppo, stanno mettendo in difficoltà
AICA col rischio che Siciliacque togliesse la dotazione di acqua a
discapito anche di tutti quanti gli altri comuni che invece sono
in regola.
È vero anche che nell'intervento dell'onorevole Cambiano vanno
sottolineate quelle punte di verità che, anche nella scorsa
legislatura, più volte noi abbiamo sottolineato nella Commissione
che io mi pregiavo di presiedere, quando abbiamo votato
all'unanimità quella risoluzione che accompagnava la rottura dei
rapporti con l'allora ente gestore che, invece, era un ente privato
e dava il via alla società pubblica che oggi abbiamo.
I rapporti tra la Regione siciliana e Siciliacque li abbiamo più
volte attenzionati, abbiamo anche verificato più volte quei
contratti, non c'è dubbio che il collega abbia ragione, vanno
attenzionati, verificati perché la Regione siciliana deve avere
forza in questo rapporto con Siciliacque e fare innanzitutto gli
interessi dei siciliani, del territorio e dei nostri cittadini. E
troppe volte, invece, in situazioni di ricatto morale, essendo
l'ente di sovrambito, ci siamo trovati in territori in difficoltà,
compreso adesso ad Agrigento perché se non ci fosse stata la moral
suasion del presidente Schifani, in questo momento, gli agrigentini
avrebbero la dotazione di acqua ridotta.
E quindi, invece, fidandosi del presidente Schifani hanno evitato
questo e questa anticipazione di credito ci permetterà di dare una
prospettiva ad AICA e alla nuova governance di AICA che ringrazio
per gli sforzi che stanno facendo, sia i sindaci che la dirigenza,
di mettersi in regola e continuare ad avere quella speranza che i
cittadini avevano in una società pubblica.
Accompagnata a questo ci saranno gli investimenti, che sulle reti
sono già stati avviati, e che devono essere implementati, che sono
certa, grazie ai fondi extra regionali, troveranno nelle nuove
progettazioni l'avvio perché le tematiche sono tante e sono anche
ataviche, ma una pena al giorno, andranno risolte.
Collega, farò presente all'Assessore che non è presente oggi in
Aula, all'Assessore di merito, che su questo tema dei rapporti tra
la Regione siciliana e la società di sovrambito bisogna accendere,
aprire un tavolo e bisogna farlo in questa sede istituzionale che è
il Parlamento, coinvolgendo tutti i deputati ai territori, in modo
tale che si sappia in maniera chiara e trasparente chi deve fare
cosa e cosa c'è dietro il costo che i siciliani pagano dell'acqua.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Rispetto all'intervento della collega Savarino volevo
fare presente un passaggio, perché in questa vicenda che ha
raccontato con passione sia il collega Safina che il collega
Cambiano, c'è un grande paradosso. E non possiamo fare finta che la
Regione, sotto questo punto di vista, dica di stare con i cittadini
e poi di fatto sta con Siciliacque. E qual è la prova, la pistola
fumante, di questa cosa, Assessore? C'è un pozzo, Favara Burgio,
che...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Lo so meglio
di lei.
LA VARDERA. Assessore, lo spiego perché anche questo dobbiamo...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non mi deve
spiegare niente.
LA VARDERA. No, mi sa che però si è confusa, perché la questione è
molto semplice: di Favara Burgio che dovrebbe essere di proprietà
esclusiva all'interno di AICA, Siciliacque cosa fa? Preleva l'acqua
da quel pozzo, pretende di pagarla per due volte e quindi ci
troviamo col paradosso che Siciliacque fondamentalmente viene
coperta dalla Regione stessa, perché nel Consiglio di
amministrazione - le ricordo - vengono nominati tre rappresentanti
della Regione: il presidente e due vicepresidenti. Quindi la major
di fatto è gestita, nell'amministrazione, appunto da Siciliacque.
In questo caso cosa fa la Regione siciliana? Si pone ovviamente
contro gli stessi cittadini: fa finta di essere con i cittadini ma,
di fatto, la paga per due volte, perché la risposta che ha dato
l'Assessorato ad AICA è chiara. Ha detto: No, quel pozzo
appartiene a Siciliacque, quindi, in automatico, ente di
sovrambito; quindi posso andare a prelevare .
Allora, smettiamola di prenderci in giro perché la Regione ha
dimostrato di essere con i privati nella gestione dell'acqua,
perché se non fosse stata con i privati il pozzo di Favara Burgio,
così come più volte ha denunciato AICA, non poteva essere pagata
per due volte
Quindi, non me la sento di dire che vale tutto rispetto a questo
tema. Purtroppo, c'è un fatto che è dirimente: Siciliacque che
all'interno ha un fondo cinese BlackRock - ripeto - BlackRock, che
ovviamente è una Company che fa soldi per sua natura, e i fondi
cinesi per il 75 per cento, quindi in questa partecipazione di
Italgas, ci sono i privati e quindi stare con i privati nella
gestione dell'acqua, è una filosofia politica di questo Governo, e
se ne deve assumere la responsabilità, non si può dire che non è
così, perché ci sono le carte. L'assessore Colianni in persona,
risponde ad AICA e dice no, da Favara Burgio non potete prelevare,
anzi dovete prelevare e pagare per due
Allora su questo tema, bisogna avere chiarezza, bisogna avere il
coraggio di dire come sta, la Regione ha deciso di schierarsi con i
privati, pur essendo in Consiglio di amministrazione in
Siciliacque, avendo il Presidente, due Vicepresidenti, si schiera
con i privati e l'acqua non è più pubblica, ma è meramente privata,
si paga per due volte.
Io ho incontrato anche AICA, che mi ha raccontato di questa
vicenda e mi ha detto: noi non possiamo fare altro che attenerci a
quello che ci dicono, perché se la Regione non ci chiedesse di
pagare per due l'acqua nostra, non avremmo bisogno di questo
prestito. Quindi, questo prestito serve soltanto a ripagare per
due, quello che già si paga con Siciliacque e questo dobbiamo dirlo
chiaramente Ed è evidente, che in questa gestione, la Regione ha
deciso di stare con i privati, con i fondi americani e con i fondi
cinesi, BlackRock e i cinesi, questa è storia
PRESIDENTE. Benissimo, adesso si passa alle votazioni. Allora
CAMBIANO. La risposta dell'Assessore Dagnino?
PRESIDENTE. Ah, mi scusi, la risposta dell'assessore Dagnino.
Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Bene, ora naturalmente ho
preso un po' nota di alcune delle domande, però, insomma
sintetizzerò la risposta. L'operazione che è stata realizzata anni
fa con Siciliacque è come sapete una forma di partenariato pubblico-
privato, quindi Siciliacque è concessionaria della rete, ed è in
società naturalmente con la Regione essendo appunto una forma di
partenariato pubblico-privato.
Come previsto dalla legge e dal Codice dei contratti pubblici, in
questo caso il concedente cioè la Regione, assume degli obblighi
per legge; tra questi obblighi, vi è l'obbligo di garantire
l'equilibrio finanziario, questo equilibrio finanziario viene meno,
attenzione l'equilibrio finanziario sottolineo, perché una cosa
ovviamente è l'aspetto economico, cioè i crediti, i debiti, una
cosa è l'equilibrio finanziario, cioè i flussi di cassa. Questo
equilibrio finanziario viene meno, in particolare nel territorio
trapanese, perché come sapete non è stato ancora completato l'iter
di aggiudicazione dell'Autorità d'ambito. Ok? E quindi che succede
all'atto pratico? Che la riscossione del canone idrico non avviene,
perché non ci sono neanche installati i contatori. È un tema di
grande rilevanza, che il governo Schifani sta affrontando e, ora
non mi occupo ovviamente personalmente dell'andamento dell'iter,
però mi dicono che l'iter è in un buono stato di avanzamento.
Nelle more, la Regione deve garantire l'equilibrio finanziario,
quindi quando si è trovato, devo dire che io ho trovato già questo
metodo che va avanti da alcuni anni, come fa a garantire equilibrio
finanziario? Con il meccanismo delle anticipazioni, si danno dei
soldi che sono, non dei pagamenti, dei contributi a fondo perduto,
non sono dei trasferimenti diciamo di denaro secchi, ma sono
semplicemente anticipazioni finanziarie con obbligo restitutorio.
Arriverà il momento in cui Siciliacque avrà da interloquire con il
gestore, con l'autorità d'ambito, si riscuoteranno regolarmente le
tariffe idriche, e Siciliacque verrà a sanare questo disequilibrio
finanziario. Naturalmente, se non vi fossero questi trasferimenti
finanziari a titolo di anticipazione da parte della Regione,
Siciliacque andrebbe in squilibrio finanziario e potrebbe anche
trovarsi nell'impossibilità di proseguire l'attività. Però mi
faccia finire, ho ascoltato numerosi interventi.
Il fatto che, il resto di questi dettagli non li conosco perché
non li seguo direttamente, che possa avere distribuito utili,
quello attiene all'aspetto economico, perché l'utile di bilancio è
un aspetto economico, ricavi e costi, ancorché non incassati o non
pagati, sono due dimensioni diverse quelle economiche da quella
finanziaria, ma se c'è lo squilibrio finanziario Siciliacque non
può proseguire, perché si trova indebitata.
L'anno scorso essendosi poste polemiche - così rispondo al
secondo quesito - rispetto a queste erogazioni, si è ragionato
sull'opportunità per prevenire proprio le polemiche come quelle che
ancora oggi sono particolarmente attive, di prevedere che
l'anticipazione fosse a fronte di un tasso di interesse. Questo
tasso di interesse ha ingenerato ulteriore difficoltà nella
gestione di Siciliacque, motivo per cui quest'anno si è ritenuto di
non ripetere la logica dell'applicazione del tasso di interesse che
era stata fatta l'anno scorso, non c'è giusto o sbagliato, sono
delle scelte.
L'aggravio del tasso di interesse incide sul piano economico,
perché crea un debito che va a gravare ulteriormente sul bilancio
di Siciliacque. L'anno scorso prudenzialmente si è fatta questa
scelta, quest'anno, a fronte di ulteriori interlocuzioni e
rappresentazioni delle ulteriori difficoltà di Siciliacque, si è
deciso di tornare alla scelta precedente, cioè quella degli anni
precedenti quando le anticipazioni erano senza corrispettivo
oneroso a titolo di interesse.
Questa, in sintesi, la situazione, evidentemente una situazione
complessa, perché il fatto che non ci sia il gestore, la società
d'ambito, fa sì che, sostanzialmente, i cittadini della provincia
di Trapani ricevano l'acqua nelle loro case senza avere la piena
applicazione della tariffa come dovrebbe avvenire e, quindi, vi è
una sorta di redistribuzione temporanea sui siciliani. Tenete conto
che Siciliacque ha un appalto più ampio di quello della sola una
concessione più ampia della sola provincia di Trapani. Questo è lo
schema di lavoro che abbiamo portato avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, il Governo si assume le
responsabilità di ciò che dice e di quello che fa, noi adesso però
dobbiamo proseguire per come abbiamo stabilito.
Si passa all'emendamento 16.Gov.1, che sopprime il comma 1 del
16.Gov., a prima firma dell'onorevole De Luca Antonino.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo voto segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 16.Gov.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 16.Gov.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 20
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo dunque in votazione l'emendamento 16.Gov. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11
Interventi a favore degli enti locali
1. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, come determinata dal comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1, è
rideterminata in 350.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191301).
2. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e
successive modificazioni, come determinata dal comma 2
dell'articolo 6 della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1, è
rideterminata in 108.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191302).
3. La dotazione del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 6 della
legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, come
determinata dal comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 9
gennaio 2025, n. 1, è rideterminata in 115.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 ed in 31.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2027 e 2028 (Missione 18,
Programma 1, capitolo 590402).
4. Per l'esercizio finanziario 2028, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, come rideterminate dal comma 1 del
presente articolo, per le finalità di cui ai commi 25 e 26
dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 550 migliaia di
euro (Missione 18, Programma 1, capitolo 590410).
5. Il comma 27 dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 è sostituito dal seguente: 27. Con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, previo parere della Conferenza Regione Autonomie Locali,
sono definiti criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di
cui al comma 25. .
6. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, 22 sono destinate
risorse pari a 3.500 migliaia di euro per le finalità di cui
all'articolo 4 della legge regionale 3 agosto 2022, n. 15 e
successive modificazioni, da assegnare in proporzione alla spesa
rispettivamente sostenuta dai comuni nell'anno 2025 per
l'ospitalità della popolazione canina presso le strutture di
ricovero e custodia pubbliche o private convenzionate (Missione 18,
Programma 1).
7. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni con una
superficie territoriale superiore a 250 kmq che abbiano almeno una
frazione e che non siano capoluogo di Città metropolitana o di
libero Consorzio comunale, al fine di fare fronte alle difficoltà
derivanti dalla gestione del territorio vasto, è assegnato un
contributo di 2.500 migliaia di euro da ripartirsi per il quaranta
per cento in base al numero di abitanti di ogni singolo comune e
per il sessanta per cento in base all'estensione della superficie
territoriale. Tali risorse sono destinate esclusivamente a
interventi di riqualificazione del territorio e di manutenzione
ordinaria e straordinaria del patrimonio degli enti beneficiari.
8. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica è autorizzato a erogare un contributo
complessivo di 500 migliaia di euro da destinare in parti uguali
tra i comuni montani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che
abbiano registrato un incremento dell'attività commerciale
certificata dal SUAP nel biennio 2024/2025 pari ad almeno il dieci
per cento rispetto all'anno 2023 (Missione 18, Programma 1).
9. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 2.200 migliaia
di euro in favore dei comuni titolari di infrastrutture ricadenti
negli agglomerati industriali della Regione, da ripartire nella
misura dell'ottanta per cento tra tutti i comuni in proporzione
all'estensione della rete viaria loro trasferita e nella misura del
venti per cento in parti uguali tra i comuni nel cui territorio
ricadano agglomerati industriali con impianti petrolchimici che
abbiano attivato progetti di prevenzione e screening per la
diagnosi delle malattie oncologiche (Missione 14, Programma 4).
10. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, per le finalità di cui alla legge
regionale 9 maggio 1986, n. 22 e successive modificazioni, è
autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro in favore dei comuni
che effettuano il servizio educativo-assistenziale tramite gli
istituti iscritti nell'apposito albo ai fini del rafforzamento del
servizio medesimo (Missione 18, Programma 1, capitolo 183315).
11. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, in considerazione delle particolari
difficoltà derivanti dal fenomeno migratorio in cui versano i
comuni di Lampedusa e Linosa, Augusta, Pantelleria, Pozzallo,
Modica, Siculiana, Porto Empedocle, Ragusa, Trapani, Portopalo di
Capo Passero, Favignana e Catania riconosce un contributo
straordinario di 3.000 migliaia di euro 23 da ripartire tra i
predetti comuni e da erogare per il settanta per cento in parti
uguali e per il restante trenta per cento in proporzione al numero
di arrivi come primo approdo nell'anno precedente (Missione 18,
Programma 1, capitolo 191332).
12. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, al fine di mitigare
gli effetti negativi sulle presenze turistiche dovuti al fenomeno
migratorio e di rilanciare l'immagine dei comuni di Lampedusa e
Linosa, Favignana, Melilli e Caltanissetta, l'Assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a
trasferire ai predetti comuni risorse, da assegnare in parti
uguali, per un importo complessivo di 1.500 migliaia di euro, per
la realizzazione di attività di comunicazione e promozione
turistica.
13. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 7.000 migliaia
di euro da assegnare ai comuni che, a seguito della chiusura nel
2025 dell'attività della Commissione straordinaria di liquidazione,
abbiano posizioni debitorie non soddisfatte. La ripartizione
avviene in proporzione alla massa debitoria residua di ciascun
ente.
14. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinato un contributo pari a 2.000
migliaia di euro per l'attivazione dell'abbonamento mensile
gratuito per i giovani di età inferiore a vent'anni e con
indicatore economico su base ISEE non superiore a euro 25.000,00,
residenti nei comuni siciliani provvisti di servizio di trasporto
pubblico urbano, come da elenco disponibile presso l'Assessorato
regionale delle infrastrutture e della mobilità. Le risorse sono
ripartite per il venti per cento in base alla popolazione residente
e per l'ottanta per cento in base all'estensione territoriale del
comune. I benefici di cui al presente comma sono attribuiti ai
soggetti che presentino apposita istanza, previo bando emanato dal
comune sulla base di un decreto del Dirigente generale del
Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti che stabilisce i criteri di assegnazione (Missione 18,
Programma 1).
15. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia
di euro, da destinare ai comuni per l'acquisizione di mezzi e
attrezzature da utilizzare in emergenza e post-emergenza a fronte
di eventi calamitosi. (Missione 11, Programma 2).
16. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 1.200 migliaia
di euro, da destinare ai comuni per attività di pianificazione di
protezione civile di cui all'articolo 18 del decreto legislativo
1/2018 Codice della Protezione civile . (Missione 11, Programma
2).
17. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica è
autorizzato a erogare un contributo pari a 500 migliaia di euro in
favore dei 24 comuni che abbiano registrato un incremento
demografico pari almeno al 3 per cento della popolazione rispetto
all'anno precedente.
18. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di
euro in favore dei comuni per le spese relative all'istituzione del
servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere
siciliane, previsto dalla legge regionale 1 settembre 1998, n. 17
(Missione 18, Programma 1, capitolo 191347).
19. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è autorizzata la
spesa di 1.000 migliaia di euro, da destinare ai comuni che hanno
adottato il PUDM, per l'implementazione dei servizi e delle
strutture volte alla fruizione delle spiagge libere da parte delle
persone con disabilità.
20. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, l'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica è
autorizzato a concedere la somma di 400 migliaia di euro ai comuni
che hanno conseguito nell'anno 2025 il riconoscimento
internazionale Bandiera Blu da parte della Fondazione per
l'educazione ambientale (FEA). Ai comuni che hanno conseguito
nell'anno 2025 il riconoscimento Bandiera Verde , da parte dei
Pediatri italiani, e Bandiera Lilla , da parte della omonima
cooperativa sociale, è destinata, rispettivamente, la somma di 200
migliaia di euro e di 100 migliaia di euro. Ai comuni che nell'anno
2025 hanno ottenuto il riconoscimento di comune plastic free
dall'omonima associazione è ripartita la somma di 300 migliaia di
euro (Missione 18, Programma 1). I contributi sopra indicati sono
ripartiti per il cinquanta per cento in base alla popolazione dei
singoli comuni e per il restante cinquanta per cento in base al
numero dei comuni che hanno ottenuto i suddetti riconoscimenti e
sono destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi e
servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.
21. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinato un contributo di 1.500
migliaia di euro in favore del comune di Ragusa per la
valorizzazione di Ragusa Ibla e un contributo di 1.000 migliaia di
euro in favore del comune di Siracusa per le finalità di cui agli
articoli 8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985, n. 34 e
successive modificazioni nonché per la salvaguardia dei valori
storici, urbanistici, architettonici, ambientali e paesaggistici di
Ortigia (Missione 18, Programma 1, capitolo 590423).
22. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, per la
valorizzazione delle tradizioni storico-culturali delle minoranze
linguistiche è destinata la somma di 500 migliaia di euro in favore
dei comuni con minoranze linguistiche arbéreshe e gallo-italiche
riconosciute dalla legge n. 482/1999 e dalla legge regionale 20
giugno 20219, n. 10, da ripartire per il 50 per cento in parti
uguali e per il 50 per cento in proporzione al numero degli
abitanti.
23. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto del fondo
di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, l'Assessorato regionale delle autonomie locali e
della funzione pubblica è autorizzato a concedere, a parziale
copertura delle spese di funzionamento, la somma di 1.500 migliaia
di euro ai comuni sede degli uffici del giudice di pace ai sensi
dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156 e
successive modificazioni, da ripartirsi per il settanta per cento
in parti uguali tra tutti i comuni interessati e per il trenta per
cento in base alla popolazione di ciascun comune.
24. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinata la
somma di 1.200 migliaia di euro in favore dei comuni impegnati in
politiche pubbliche di promozione della lettura che hanno ottenuto
dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura la
qualifica di Città che legge , da ripartirsi per il settanta per
cento in parti uguali tra tutti i comuni interessati e per il
trenta per cento in proporzione alla popolazione di ciascun
comune .
25. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che hanno
conseguito alla data di entrata in vigore della presente legge il
riconoscimento di Borgo più bello d'Italia inseriti all'interno
dell'associazione nazionale Borghi più belli d'Italia è destinata
la somma di 1.200 migliaia di euro da ripartirsi per il cinquanta
per cento in parti uguali tra i comuni aderenti all'associazione e
per il cinquanta per cento in base alla popolazione residente nei
singoli comuni. Il tetto massimo della somma concessa ad ogni
comune non può essere superiore a 80 migliaia di euro per il
predetto riconoscimento. Ai comuni che si sono aggiudicati il
titolo di Borgo dei Borghi è destinata la somma di 400 migliaia
di euro da ripartirsi in parti uguali. Le assegnazioni di cui al
presente comma non sono cumulabili e sono destinate all'attivazione
o potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione
territoriale e turistica.
26. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinata la
somma di 4.000 migliaia di euro in favore dei comuni nei quali
insistono siti UNESCO nonché dei comuni i cui territori fanno parte
dei Geoparchi UNESCO, da ripartirsi per il cinquanta per cento in
parti uguali e per il cinquanta per cento in base alla popolazione
di ciascun comune e in ogni caso destinando al singolo comune un
contributo massimo di 250 migliaia di euro. Tali risorse sono
destinate esclusivamente alla valorizzazione culturale e del
patrimonio artistico e museale degli enti beneficiari.
27. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 1.200 migliaia
di euro da destinare ai comuni inseriti nell'itinerario Arabo-
Normanno, dichiarato dall'Unesco Patrimonio mondiale
dell'umanità , esclusivamente per la valorizzazione del patrimonio
culturale, artistico e museale degli enti beneficiari. Le risorse
sono suddivise in parti uguali tra i comuni beneficiari (Missione
18, Programma 1).
28. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinata la
somma di 800 migliaia di euro in favore del comune di Agrigento per
le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 19 della legge
regionale n. 34/1985 e successive modificazioni nonché per
interventi straordinari di risanamento ambientale, di cura e
pulizia del verde pubblico e igienico-sanitari nel centro abitato.
29. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni facenti
parte dell'Associazione nazionale dei comuni virtuosi è destinata
la somma di 800 migliaia di euro da ripartirsi in proporzione alla
popolazione.
30. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, per le finalità di cui
all'articolo 4, comma 2, lettera s) della legge regionale 31
gennaio 2024, n. 3 e successive modificazioni, è autorizzato a
erogare un contributo complessivo di 800 migliaia di euro a favore
delle consulte giovanili e femminili regolarmente costituite entro
il 31 dicembre 2025. (Missione 12, Programma 7, capitolo 183863).
31. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 a
valere sulle assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della
legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è istituita
una riserva di 3.500 migliaia di euro da destinarsi ai comuni che
abbiano approvato il rendiconto di gestione dell'esercizio
finanziario precedente a quello corrente entro il 30 aprile
dell'esercizio corrente, da cui risulti il conseguimento di un
incremento di almeno il 3 per cento nella riscossione dei tributi
propri rispetto all'esercizio precedente al rendiconto medesimo. Il
suddetto incremento è calcolato sulla base della media degli
incrementi di cui al Titolo I e al Titolo III del rendiconto di
gestione. Il fondo è ripartito in ragione del trenta per cento in
parti uguali e in ragione del settanta per cento proporzionalmente
alla percentuale di incremento della riscossione conseguita. Con
decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica sono stabiliti i criteri di riparto delle somme
di cui al presente comma. Le assegnazioni di cui al presente comma
costituiscono intervento a sostegno del bilancio dei comuni
destinatari non soggetto alla rendicontazione di cui all'articolo
158 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Missione 18,
Programma 1).
32. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinato un
contributo di 2.000 migliaia di euro da destinare ai comuni
costieri con popolazione fino a 5.000 abitanti per la realizzazione
di accessi al mare e spiagge libere per persone con disabilità; il
contributo è ripartito per il cinquanta per cento in parti uguali e
per il cinquanta per cento in proporzione all'estensione della
linea di costa di ciascun comune.
33. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, per le finalità di cui alla legge
regionale 6 luglio 1990, n. 10 e successive modificazioni
l'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità è
autorizzato a trasferire la somma di 600 migliaia di euro
all'Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione
urbana della città di Messina (A.Ris.Me.) (Missione 8, Programma 2,
capitolo 672407).
34. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge
regionale 12 agosto 2024, n. 25 e successive modificazioni, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2026, la spesa di 4.000
migliaia di euro da ripartire in favore dei comuni destinatari
nell'anno 2024 di tale contributo straordinario, secondo quanto
previsto dal comma 6 della predetta legge.».
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale i vostri emendamenti soppressivi
sono mantenuti o ritirati?
DIPASQUALE. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, gli emendamenti
soppressivi del Movimento 5 Stelle sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA ANTONINO. Ritirati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Sunseri, abbiamo già discusso sulla questione,
l'articolo 11 ha un percorso, poi ci saranno altre questioni che si
affronteranno successivamente.
Gli emendamenti soppressivi sono stati tutti ritirati. Si
voteranno soltanto gli emendamenti 11.226.R e 11.163, quelli
concordati fino a questo momento.
Pongo in votazione l'emendamento 11.226.R. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo votazione l'emendamento 11.163, che è una correzione tecnica
del comma 22. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. L'emendamento 11.226 R che abbiamo votato ha stabilito
che la copertura dei quindici milioni è relativa all'anno 2026,
solo per il 2026, ma l'emendamento 11.226, che è stato sostituito,
non dava soltanto quindici milioni.
PRESIDENTE. È stato interamente sostituito.
CRACOLICI. Quindi, non stiamo dando più quindici milioni, ma ne
stiamo dando solo quindici, cioè stanno saltando quindici milioni
per i comuni.
PRESIDENTE. No, sono aggiunti solo quindici. Facciamo una cosa,
onorevole Cracolici, venga a guardare un secondino quello che
abbiamo approvato, magari viene più semplice...
CRACOLICI. quello che abbiamo approvato ce l'ho qua
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho capito che si stanno provando a
scrivere degli emendamenti che hanno la finalità di sostenere con
ulteriori risorse i comuni, oltre i trecentosessantacinque milioni
che abbiamo previsto nel Fondo, a questi si aggiungono i dieci
milioni in più per il Fondo per il precariato, oltre i PIP, però io
vorrei essere chiaro, onorevole Sammartino, visto che il Governo è
impegnato in altre sedi
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono qua, la sto ascoltando.
CRACOLICI. Ascoltami. Io avevo fatto un appello al Governo per
aumentare il fondo a favore dei precari per aumentare le ore del
personale in atto sotto contratto, il Governo dopo che aveva
respinto, in una prima istanza, l'aumento da me richiesto, aveva
condiviso la possibilità di potere aumentare, se non tutto,
rispetto alla richiesta, almeno una parte. Sammartino ascolta
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. La sto ascoltando, vada avanti.
CRACOLICI. Vorrei che fosse chiara la mia proposta, onorevole
Sammartino, Assessore Dagnino, non fa distinzioni, nel senso che io
sono per aumentare le ore del personale che in atto è sotto
contratto con i comuni, non di aumentarlo solo ad alcuni e ad altri
no, secondo il criterio che per chi ha 20 ore gliele aumentiamo,
chi ne ha 26 no
Vorrei che fosse chiaro, ripeto, la mia proposta è di aumentare il
fondo in maniera erga omnes, poi i comuni, che gestiranno questi
contratti, avranno quelle risorse aggiuntive per aumentare le ore,
ma se noi cominciamo a stabilire che aumentiamo le ore solo a
quelli che ne hanno meno, che in atto hanno un contratto di 20 ore,
mentre a chi ha un contratto di 24 ore non aumentiamo un'ora, io lo
ritengo sbagliato.
Quindi, se dobbiamo aumentare le ore ai precari, saranno due ore,
tre ore, quelle che saranno, ma devono essere tre ore per tutti i
precari, non per qualcuno o per qualche altro, pertanto se qualcuno
sta pensando a una misura di integrazione del Fondo per il
precariato, distribuendo in maniera diversa a seconda le ore, se
non è così ne sono contento, però, ho capito qualcosa che mi lascia
pensare che ci possa essere una sorta di machiavellismo nelle ore
di integrazione.
Se il Governo, nella figura del Vicepresidente, assicura che
questo non succederà, ne sono contento.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Signor
Presidente, colleghi, Governo, l'onorevole Cracolici ha rimesso
l'accento su un tema, che ahimè abbiamo già votato sull'articolo
15, è un tema ovviamente sensibile al Governo e si può dire tutto a
questo Governo, onorevole Cracolici, ma non che non ci sia stata
sempre la massima attenzione nei confronti dei comuni, anche in
questa manovra.
Rispetto all'anno scorso, si stanno destinando ingenti risorse ai
comuni siciliani, è chiaro che non ci può essere una disparità di
trattamento sul monte ore di un lavoratore di un comune, piuttosto
che di un altro.
Quindi, avendo parlato ovviamente con l'Assessore Dagnino, visto
che si dovrà ricorrere a un emendamento 117 , così come concordato
con la Presidenza dell'Assemblea, ma anche ascoltando tutti i
Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione,
che prima provavano a intervenire, ma sono certo interverranno nel
momento della votazione, l'intendimento del Governo, se l'Aula lo
concederà all'unanimità, è di trovare la copertura economica per
dare un primo segnale concreto per l'aumento delle ore dei precari
degli enti locali.
(pausa in costanza dei lavori d'Aula)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Abbiamo degli emendamenti: A.501 tranquilli, non vi preoccupate,
aspetto tutto il tempo che volete. Tra i fuori sacco ci sono:
l'A.501, A.502, A.500 bis ter, non bis
Si passa all'emendamento A.501 bis, che è stato corretto: c'era
scritto erroneamente 50 milioni , c'era un refuso, invece
l'emendamento è di 5 milioni e l'ISEE è stato portato a 10 mila
euro.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.502 ter.
Si passa all'emendamento A.500 ter. Può intervenire soltanto il
Capogruppo o un deputato per Gruppo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, Governo, colleghi, io intervengo sull'A.500
ter anche per far notare ai colleghi di Forza Italia principalmente
che sono stati quelli che hanno fatto una nota stampa, comunque,
hanno fatto delle dichiarazioni alla stampa, dicendo che in qualche
modo il Movimento 5 Stelle fosse all'interno di uno pseudo accordo
non so come qualche esponente di Forza Italia, non mettendo il
proprio nome, Assessore, abbia fatto questa dichiarazione.
Io, Presidente, la invito a leggere le firme dell'emendamento A
500 ter, tutta una serie di norme che l'Assessore ovviamente ha
accolto per poterle mettere in votazione.
Presidente, io ho un forte senso delle Istituzioni e il mio
intervento è fatto per dire che cosa? Se il Governo accetta e dà il
parere per poter mettere in votazione un emendamento aggiuntivo,
perché di questo si tratta, con le firme ovviamente dei
parlamentari e con norme inserite legittimamente, attenzione, da
parlamentari come Movimento 5 Stelle, noi oggi non ci opponiamo,
non ci stiamo opponendo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo,
ma, Presidente, le chiedo che questo emendamento venga votato con
voto palese, perché è giusto, visto che ci sono pure le firme
sull'emendamento, che emergano quali sono le forze politiche e i
deputati che sono favorevoli a questo emendamento e quelle che sono
contrarie in maniera del tutto legittima, perché l'Aula Presidente
è fatta per poter votare ovviamente nel merito delle norme che
possono essere inserite dal Parlamento o dal Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Ha chiesto il voto
palese.
Vediamo se è appoggiata la richiesta.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.500 ter
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.500 ter.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 26
Contrari 14
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa adesso all'emendamento A.502.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.19, è ripresa alle ore 23.37)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Chiedo dov'è l'assessore. C'è l'assessore Dagnino? Assessore,
serve una sigla.
Allora, sui tablet troverete un emendamento tra i fuori sacco
che è il Tab.Gov. Quindi, vi do il tempo di poterlo leggere. Può
intervenire uno per Gruppo parlamentare.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, noi abbiamo bisogno,
innanzitutto, di tempo per leggerlo perché sono tante cose, non è
un emendamento che si legge in un minuto. Io e il mio Gruppo
abbiamo necessità che si sospenda per leggerlo, confrontarlo,
capire cosa è stato aumentato e cosa è stato diminuito. Dopodiché,
Presidente, chiedo la votazione per parti separate di questo e
chiedo che si ritorni all'articolo originario e anche che si
discutano gli emendamenti uno per uno.
Inoltre, le voglio fare presente che la Conferenza dei Capigruppo
aveva determinato all'unanimità che alle 23.59 quest'Aula si
chiudesse.
PRESIDENTE. Allora, alle 23.59 che si chiudesse la manovra
finanziaria. Quindi, io le consiglio di prendersi questi 20 minuti
che rimangono per rileggere quello che c'è nelle tabelle, dove,
possibilmente, ci possono essere stati i contributi di tutti.
Quindi, andiamole a leggere bene queste tabelle, onorevole De Luca
Antonino.
DE LUCA Antonino. La chiusura della finanziaria alle 23.59,
ovviamente, è lo scadere dei 45 giorni che noi sappiamo essere un
termine ordinatorio. Dopodiché, se per un qualsiasi motivo non ci
si arriva...
PRESIDENTE. No, no, no questa è una cosa che sta dicendo lei...
DE LUCA Antonino. È previsto da Regolamento e c'è anche la
consuetudine...
PRESIDENTE. È previsto da Regolamento e c'è anche che il
Presidente dell'Assemblea utilizzi tutti gli strumenti necessari,
affinché metta in salvaguardia la manovra di stabilità...
DE LUCA Antonino. La manovra è in salvaguardia...
PRESIDENTE. Pertanto, tra 20 minuti, io concluderò col voto
finale.
Se lei volesse chiedere la votazione per parti separate...
DE LUCA Antonino. Chiedo sin d'ora la votazione per parti separate
e desidero intervenire per dichiarazione di voto su ogni
articolo...
PRESIDENTE. Entro le 23.59 glielo faccio fare
DE LUCA Antonino. No, questa è una prerogativa che non è compressa
dal Regolamento e dalle 23.59. Attenzione, perché creiamo un
precedente e poi, prima o poi, viene tirato fuori
Presidente, io credo, veramente, che la sospensione sarebbe utile,
perché con l'introduzione di quell'articolo, si è fatta veramente
una cosa sbagliata, perché è un mini maxiemendamento che ha
rovinato questa finanziaria, quello lì è un mini-
maxiemendamento...
PRESIDENTE. Ascolti, onorevole Sunseri...
DE LUCA Antonino. Non sono Sunseri...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, mi scusi... dopo 45 giorni di
sforzi io non ho la benché minima intenzione di fare macchiare per
una dichiarazione sbagliata.
DE LUCA Antonino... farsi approvare un emendamento, per giunta
alcuni, veramente neanche di particolare rilevanza, per fare
contento questo o quel comune, se lo faceva a gennaio per come si
era detto
Presidente Galvagno, a me dispiace fare questo discorso, però è
stata fatta una cosa sbagliata, sbagliata da qualunque punto la si
guardi, una cosa errata, per cui, Presidente, la prego di
sospendere l'Aula e di sederci...
PRESIDENTE. Non c'è alcuna sospensione. Se lei vuole può votare
per come lei ritiene, anche voto segreto, parti separate...
DE LUCA Antonino. Faccia quello che vuole, però, da questo
momento, l'unanimità della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e dell'Aula, glielo dico prima, è persa per sempre
sino a fine legislatura.
PRESIDENTE. Allora, è lei che sta venendo meno rispetto a un
impegno che è stato preso in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, dove sono stati stabiliti tre principi: il primo
principio... io ho avuto la pazienza di ascoltarla, io ho avuto la
pazienza di ascoltarla...
(Interruzione fuori microfono)
Seguito della discussione sul disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIDENTE. Allora, abbiamo l'emendamento Tab.Gov.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Leggetela, questo è un altro conto, onorevole Sunseri
perfetto e questo è un altro conto
(Interruzioni fuori microfono)
SUNSERI. Sarebbe stato opportuno avere anche a fianco la tabella
precedente... perché così...
PRESIDENTE. No, è nei tablet. Aspetti che la stanno caricando,
allora... arriva... La trovate nei tablet, già c'era allegato al
disegno di legge n. 1030.
L'onorevole Varrica chiede di parlare. Ne ha facoltà.
VARRICA. La riduzione del fondo infrastrutture, quello di 54
milioni di euro, dov'è in questo in questo emendamento?
PRESIDENTE. Dov'è?
DAGNINO, assessore per l'economia. Abbiamo fatto un emendamento
governativo che trasferisce le risorse del Fondo piccole opere ai
fondi globali. Verificate, non so se sia stato votato, verificate,
ma prima dell'inizio dei lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Intanto leggiamo le tabelle. Ora, chiaramente tutto
quello che si deve votare sarà trasmesso, però quello che mi
chiedeva l'onorevole Sunseri era già nei tablet.
(Interruzioni fuori microfono)
SUNSERI. Ma nei tablet, dove, Presidente?
PRESIDENTE. Allegato al disegno di legge n. 1030, legge di
stabilità regionale. Alla fine del disegno di legge, ci dovrebbero
essere, nelle ultime pagine... no, nel fascicolo degli emendamenti,
ma proprio nel testo, il disegno di legge si chiama finanziaria
1030 ...
Prego, attacchi il microfono, attacchi il microfono
SUNSERI. Allora, solo per avere, diciamo, contezza di quello che
si sta votando, perché questo stiamo chiedendo, non di più e non di
meno Sono partito dal primo: 143336 è una riduzione, ma noi
dobbiamo saperle queste cose
PRESIDENTE. 143336? È la stesura, se non ricordo male, è la
dotazione, mi scusi, del capitolo uscito dalla Giunta. Quindi è la
stessa dotazione. Così, a memoria... penso di sì. C'è l'Assessore
che può intervenire.
Prego, Assessore.
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Grazie, Presidente. Onorevole Sunseri, è lo
stanziamento approvato dalla Giunta di Governo sul capitolo del
Dipartimento agricoltura.
SUNSERI. Ad esempio: 342525 "Spese per l'organizzazione di eventi,
pubblicità e servizi per la trasferta e lo sviluppo e la propaganda
dei prodotti siciliani". Leggo, in quello proposto, 11 milioni di
euro, 10 milioni...
PRESIDENTE. Di quale assessorato è?
SUNSERI. Questo ce lo dirà il Governo, immagino agricoltura. 10
milioni 950 e partivamo da una Giunta che aveva approvato 2 milioni
e mezzo, quindi ci sono 9 milioni di euro in più e dalle variazioni
erano 3 milioni e mezzo. Quindi da 3 e mezzo siamo passati a...
PRESIDENTE. Ma ne è sicuro? Mi ripeterebbe il capitolo?
SUNSERI. Ah, questo ditemelo voi. È il 342525: siamo passati da 2
e mezzo a 11. Dico, è facilmente comprensibile che serva almeno...
PRESIDENTE. Allora, facciamo una cosa, onorevole Sunseri. Al netto
del fatto che non era Agricoltura il 342525 - ho chiesto ed era
SAttività produttive -, visto e considerato che non deve essere
fatto nulla che non sia conosciuto e, in funzione del fatto che
comunque, in passato, bene o male, sono stati dati questi tempi,
quindi non c'è nulla di diverso rispetto al passato, per mio
scrupolo, sospendo l'Aula per cinque minuti, ma in tutti i casi è
inderogabile l'orario di chiusura entro la mezzanotte, così come
era stato stabilito. Il precedente non lo voglio creare al
contrario, non nella maniera in cui mi è stato chiesto, quindi, la
seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 23.49 di sabato 20 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 00:01 di domenica 21 dicembre 2025)
PRESIDENTE. Si sono anche strappati i pantaloni per colpa
dell'onorevole De Luca Antonino.
Onorevole De Luca Antonino, sto comunicando all'Aula che lei mi ha
fatto perdere... Qual è il fondo?
(pausa in costanza dei lavori d'Aula)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, immagino che abbiate avuto il tempo
di poter leggere le tabelle.
Chiedo all'assessore Aricò di prendere la parola, su richiesta
dell'onorevole Varrica.
VARRICA. Posso intervenire?
PRESIDENTE. E sta intervenendo direttamente l'assessore, così come
è stato chiesto.
Ha chiesto di parlare l'assessore Aricò. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,
Presidente, colleghi, ho proprio rivisto la tabella. C'era uno
stanziamento sul capitolo 270014 di 11,7 milioni, si sta proponendo
il decremento di questo capitolo a fronte dell'aumento di 1,7
milioni sulle somme urgenze somme urgenze, purtroppo, ogni
settimana, la Regione siciliana si trova a fronteggiare delle
urgenze, dovute alle calamità naturali e, naturalmente, questo
capitolo sarà aumentato, e per questo ringrazio per la sintesi.
Per quanto riguarda i 10 milioni rimanenti nel 270014, sarà
intenzione del sottoscritto, del Governo e dell'Assessorato, poter
produrre un avviso pubblico, uno o più avvisi pubblici, rispetto
alle esigenze che avranno gli enti locali.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Uno del Gruppo, Varrica o Cambiano, uno
VARRICA. Volevo, su questo specifico tema, ringraziare per la
sintesi e credo che sia un buon servizio per tutti i Comuni, anche
in termini di trasparenza ed equo accesso a questo fondo.
Grazie mille.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
Sono riuscito a fare rientrare il mio amico, onorevole De Luca
Antonino.
DE LUCA Antonino. Poi parlerò in sede di dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sì, poi, lei parlerà in sede di dichiarazione di voto
per il disegno di legge.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
E poi votiamo le tabelle.
SUNSERI. Grazie, Presidente.
Allora, intanto, mi dispiace non ci sia il Presidente della
Regione, che era ritornato dagli auguri di Natale da Roma, ed era
qui in Assemblea, pensavo partecipasse quantomeno alla fase finale
di questa finanziaria, dato che l'ha saltata nella sua interezza.
Ma quello che emerge dagli emendamenti depositati stasera dalla
maggioranza è sostanzialmente un incremento esponenziale di tutto
ciò che sfugge, diciamo, all'attività dell'Assemblea regionale
siciliana. Cioè, si sono incrementati tutti quei capitoli e tutte
quelle risorse che riguardano la spesa e l'organizzazione di
eventi, pubblicità e servizi per la trasferta, lo sviluppo della
propaganda dei prodotti siciliani, attività produttive.
C'è un incremento di 9 milioni di euro per l'assessore Tamajo, che
potrà utilizzare queste risorse senza che quasi mai nessuno, a meno
che non ci metteremo lì a spulciare decreto su decreto, sappia come
utilizzerà queste risorse per l'organizzazione di eventi in
Sicilia.
Ci sono 4 milioni di euro in più per le spese per il movimento
turistico verso la Regione e il turismo interno - per intenderci -
sono le risorse dell'Assessorato al turismo che, nel suo totale,
sono 8 milioni e mezzo in più al turismo. Abbiamo dato stiamo
quasi recuperando, diciamo, quegli sgambetti fatti dall'Assemblea
regionale siciliana durante la votazione della legge di stabilità.
Abbiamo messo 4 milioni di euro in più per le spese dirette a
incrementare il movimento turistico, 1 milione di euro in più per i
trasferimenti ad istituzioni sociali, private e dirette a
incrementare il movimento turistico verso la Regione e il turismo.
Abbiamo messo 2 milioni di euro in più per i trasferimenti correnti
ad amministrazioni locali e anche questo è sempre dell'Assessorato
al turismo.
Abbiamo tolto un milione di euro alla DC. La DC non solo ha perso
i due assessori, ma con la variazione di bilancio abbiamo deciso di
togliere 1 milione di euro al capitolo 191345, che erano i
contributi per iniziative di carattere sociale, economico e
culturale fatte dagli enti locali; abbiamo incrementato di 3
milioni e mezzo il fondo dell'assessore per l'ambiente e territorio
inerente il 550079, che è la rigenerazione di aree ai polmoni
urbani; abbiamo incrementato di 9 milioni, ma adesso l'assessore
Aricò ci ha spiegato il Fondo; abbiamo tolto 1 milione, abbiamo
incrementato di 1 milione di euro i contributi in favore di enti
pubblici volti alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente;
abbiamo messo cinquecentomila euro per la SIS. Ogni anno la SIS,
poverina, sì, la SIS, Assessore, non mi sbaglio, la conosco molto
bene: la Società Interporti Siciliani. L'avevamo scordata e
l'abbiamo rifinanziata per 500 mila euro, esattamente 582 mila
euro; abbiamo aumentato di 700 mila euro i Fondi della SAS,
rispetto a quanto previsto dalla Giunta. È l'ennesimo emendamento,
diciamo, fatto esclusivamente - come le dicevo - volto
esclusivamente a dare risorse a quegli assessorati che poi dovranno
elargire i contributi ad enti locali, alle associazioni del
territorio, senza che l'Assemblea regionale siciliana possa
minimamente controllarli e gestirli. E questo è il seguito di
quell'emendamento da 20 milioni di euro che è stato approvato da
questa Assemblea con il voto contrario del Movimento 5 Stelle, alla
quale - io ricordo - non ha partecipato né nella fase delle tabelle
né nella fase di quell'emendamento da 21 milioni di euro, tenendo -
come le dicevo in apertura di quest'Aula - una postura che
onestamente ci fa onore, perché abbiamo cercato esclusivamente di
migliorare le norme proposte dal Governo, presentando centinaia di
emendamenti modificativi e non inserendo nulla che potesse
riguardare centri di interesse vicini al nostro movimento, né norme
che potessero anche solo lontanamente essere riconducibili a noi.
Ecco, questo atteggiamento che oggi onestamente mi rende
particolarmente orgoglioso, purtroppo non possiamo dirlo di voi e
di queste variazioni, perché alla fine qualificano per l'ennesima
volta in modo negativo la variazione di bilancio, e anche perché
non l'avevate neanche immaginato in Giunta. Cioè, siete riusciti a
portare queste variazioni tabellari direttamente all'ultimo minuto,
a mezzanotte e mezza di un sabato sera di dicembre, perché se
l'aveste discussa questa cosa in Giunta, quando avete discusso la
variazione di bilancio, sicuramente sarebbe successo qualcosa che
oggi in Aula evidentemente non succede. Dico ciò perché se ai
colleghi della DC aveste detto in Giunta che tagliavate loro 1
milione di euro per darli a Fratelli d'Italia o a Forza Italia per
il turismo o le attività produttive, probabilmente in Giunta
sarebbe successo qualcosa
Oggi non ne vedo tantissimi in Aula, perché, insomma, hanno deciso
di attuare una decisione politica sicuramente diversa, ma conferma
il fatto che sia Fratelli d'Italia sia Forza Italia da questa
manovra tabellare certamente escono avvantaggiati rispetto a tutti
gli altri partiti di maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie, non avevo visto il tempo. Chiedo scusa.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente. È giusto rassegnare a quest'Aula
la condivisione del ragionamento fatto dall'onorevole Sunseri
perché l'impressione che si ha è che questa tabella possa essere
una sorta di, potremmo chiamarla, maxiemendamento tabellare in
qualche maniera. Sì, Presidente, perché alla fine questo è
fondamentalmente. Cioè, alla fine, stiamo mettendo delle risorse,
come egregiamente spiegato dall'onorevole Sunseri, non facendole
passare da questo Parlamento e quindi, non facendole passare da
questo Parlamento, potrebbe fondamentalmente valere tutto perché se
il controllo è dato dai singoli assessorati, i singoli assessorati
che abbiamo ormai appreso che non fanno bene il loro dovere, perché
all'interno degli assessorati prevale sempre la logica del dare i
soldi a chi è amico del proprio partito, evidentemente, allora
questo non va bene.
Cioè, io ritengo che, per quanto mi riguarda, questa è una tabella
da accantonare. Non possiamo votare a tutti gli effetti, Assessore
Dagnino, un maxiemendamento tabellare. Poi la maggioranza può fare
quello che vuole, ma in qualche maniera va messo nero su bianco,
agli atti di questa seduta, del resoconto stenografico, che ci sono
stati deputati e gruppi di deputati che hanno deciso di dire
quantomeno che c'è qualche perplessità, più di qualche perplessità,
rispetto a questa tabella che onestamente non ci convince.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, avete l'emendamento TAB.GOV...
DE LUCA Antonino. Stanno presentando l'emendamento.
PRESIDENTE. Di che? Non l'ho capito.
CATANZARO. Vuole intervenire tre minuti l'onorevole Giambona sulle
tabelle.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. Bene Giunti a
questo punto, a questo momento di questa maratona della
finanziaria, qualche breve considerazione la dobbiamo fare
sicuramente sull'analisi delle tabelle, ma anche più in generale di
questa manovra che obiettivamente ci lascia molto perplessi, perché
noi lo abbiamo denunciato a più riprese, e le tabelle lo
confermano, c'è un impegno notevole dal punto di vista economico
che viene messo a disposizione fondamentalmente con un'ampia
discrezionalità da parte di taluni assessorati - e questo è un tema
sul quale questo Parlamento si dovrà, credo, confrontare - è una
manovra finanziaria che conferma... che si conferma nelle tabelle
Non dare risposte a quelli che sono i temi che il Partito
Democratico ha rappresentato lungamente, devo dire in questi
giorni che sono stati molto impegnativi, noi abbiamo portato
avanti, insieme a tutti i colleghi e anche alle forze di minoranza,
qualche misura tendente a dare e a fornire equità sociale, perché
questa manovra complessivamente intesa, l'ho denunciato qualche
giorno fa, fondamentalmente lascia indietro coloro che sono gli
ultimi, coloro che sono in difficoltà, le famiglie che sono
bisognose. Noi abbiamo portato avanti questa misura che prevede un
contributo alle famiglie siciliane all'integrazione dell'affitto,
anche nella considerazione che il Governo Meloni ha pensato male,
anzi malissimo, di tagliarlo.
E quindi abbiamo dato questo segnale di attenzione a chi ne ha
bisogno, ma è evidente che tutto questo non basta e io ritengo che
le tabelle potevano essere utilizzate anche in questa direzione:
prevedere delle misure di equità sociale.
E come al solito il Governo Schifani e la sua maggioranza si è
contraddistinto, da questo punto di vista, in senso negativo.
E del resto la mancanza fino ad oggi nella fase di chiusura di
questa finanziaria del presidente Schifani è, devo dire,
emblematica rispetto a come il dibattito è scemato ed è scemato in
maniera veramente vertiginosa, perché avremmo potuto con lui
affrontare alcuni temi, alcune questioni.
Sul Partito Democratico devo dire che c'è stato l'impegno di tutti
i colleghi che ringrazio, ma obiettivamente il senso di queste
tabelle noi non lo comprendiamo. Rappresentiamo un forte sentimento
di criticità.
Detto questo noi, poi, nelle dichiarazioni di voto che forniranno
i colleghi e in particolar modo il capogruppo Michele Catanzaro,
faremo ulteriori precisazioni rispetto a quella che è una
valutazione complessivamente e marcatamente negativa di questa
finanziaria con annesse tabelle.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi io tengo a
ribadire una cosa: il Movimento 5 Stelle sin dall'inizio di questa
finanziaria ha chiesto che non fossero fatti dei maxi fondi né
dove si potesse attingere successivamente con ordini del giorno,
con proposte e cose varie né che si facessero accantonamenti,
almeno che non fossero in favore o dei comuni o dei fondi globali.
Per cui noi stiamo presentando una richiesta di ridurre questi
fondi tipo per la pubblicità, per la promozione dei prodotti, per
le infrastrutture, per le chiese, eccetera.
Diversamente chiedo sin da ora la votazione per parti separate con
votazione segreta per ogni comma e intervento su ognuno.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole De Luca, ho capito quello che mi
voleva dire.
Comunque, onorevole De Luca, nei comuni no, nelle riserve, nelle
tabelle no, negli emendamenti no, nelle misure importanti come
l'articolo 31 i 10 milioni per l'export no... dico, da qualche
parte qualcosa...
DE LUCA Antonino. Non ho detto questo. O nei fondi globali o nei
fondi per tutti i comuni.
PRESIDENTE. No, era uno per Gruppo, onorevole Cambiano, se no qui
apriamo un taglio infinito.
Adesso siamo anche arrivati. Andiamo a votare l'emendamento - nel
caso si boccia - Tab.Gov.1 così come richiesto dall'onorevole
Varrica.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Campo, no onorevole Schillaci.
CAMPO. Abbiamo aspettato solo voi per sette giorni e non possiamo
neanche intervenire, ma è veramente una mancanza di rispetto nei
confronti del Parlamento.
Il Presidente della Regione neanche c'è, ma che modi sono questi
È una vergogna
PRESIDENTE. E l'ho capito, così siamo rimasti in Capigruppo.
Avete sul tablet l'emendamento proposto dall'onorevole Varrica con
firma dell'assessore, il Tab.Gov.1.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab.Gov.1.
DE LUCA Antonino. Lo può spiegare l'assessore?
PRESIDENTE. Come lo può spiegare? È quello che ha proposto
l'onorevole Varrica. È il vostro
DE LUCA Antonino. Non è il nostro
PRESIDENTE. È il vostro, è il vostro
CAMPO. Noi non abbiamo niente
PRESIDENTE. Allora, voi non avete niente? Questo è quello che è
proposto dall'onorevole Varrica
Benissimo, mettiamo in votazione l'emendamento Tab.Gov.1. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Se volete bocciare le norme, le potete bocciare Si mettono in
votazione tutte le cose adesso
Andiamo adesso a votare le tabelle.
Pongo in votazione l'emendamento Tab.Gov.2 dell'onorevole Varrica,
se non ricordo male.
Il parere della del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il Tab.Gov.2.
C'è richiesta di voto palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento Tab.Gov. 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento Tab.Gov. 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 21
Contrari 26
Astenuti 0
(Non è approvato)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli La
Rocca Ruvolo, Gallo, e De Leo.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A)
PRESIENTE. Adesso dobbiamo mettere in votazione l'emendamento
Tab.Gov.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. La votazione verrà fatta per parti separate,
benissimo
Pongo in votazione il capitolo 143336.
Allora, adesso stiamo votando il capitolo 14.33.36.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signore Presidente, onorevoli colleghi, questo
capitolo "Contributi alle amministrazioni locali per la
razionalizzazione degli interventi del settore agricolo e
agroalimentare", di 2 milioni e 100, non ho ben compreso quali
norme, quali azioni dovrebbe finanziare e credo che afferisca
all'Assessorato all'agricoltura, immagino, allora vorrei un
chiarimento dall'Assessore.
PRESIDENTE. No, lei conosce.
DE LUCA Antonino. Non conosco
PRESIDENTE. Benissimo e anche se non conosce sono convinto che lei
conosca
DE LUCA Antonino. Ma ho diritto a sapere e ad avere una risposta
dall'Assessore.
PRESIDENTE. Ha diritto a sapere ma adesso c'è diritto a votare.
Diritto e dovere di votare. Lei può bocciare tutte le norme con
voto palese, con voto segreto, a sorteggio, come lei ritiene più
opportuno Adesso bisogna andare in fase di votazione. Per la prima
volta, in questa legislatura, sta chiedendo di votare per parti
separate e a me sta bene pure.
Si mette in votazione il capitolo 143336; bisogna, però, che la
sua richiesta di voto segreto venga appoggiata.
Benissimo
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 143336
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
143336.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 34
Contrari 17
Astenuti 0
(È approvato)
Ora chiedo all'onorevole De Luca, onorevole De Luca, sto parlando
con lei...
La domanda che le faccio è: dobbiamo continuare così per tutti i
capitoli?
DE LUCA Antonino. No, su alcuni chiederò il voto palese.
PRESIDENTE. Io devo votare la restante parte della tabella, quindi
se lei ha intenzione di indicarmi qual è il capitolo sul quale le
interessa il voto palese, io lo pongo in votazione.
Si passa al capitolo 143337. C'è una richiesta di voto segreto,
che non è appoggiata.
Pongo pertanto in votazione il capitolo 143337. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 342525.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. È l'ultima volta, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, non è l'ultima volta. Sa
perché glielo dico, Presidente? Perché stiamo sbagliando veramente
nel metodo. Siccome tra un mese torneremo in Aula, lei perché si
porta questo teatrino al mese di gennaio su un testo intero? Sono
pronto ad andare avanti tutta la notte
PRESIDENTE. Tra un quarto d'ora avremo finito, perché siamo in
sede di votazione.
DE LUCA Antonino. Lei avrà finito tra un quarto d'ora, ma a
gennaio ricominceremo da qui.
PRESIDENTE. Ci sarà un atteggiamento differente anche da parte
degli altri, la votazione per parti separate è veramente un
insulto.
DE LUCA Antonino. Noi siamo opposizione e voi siete maggioranza e
quindi va benissimo.
PRESIDENTE. Ma anche domani racconterò questo atteggiamento, cosa
che non ho mai fatto sino a questo momento.
DE LUCA Antonino. Può raccontarlo quanto vuole, non ho nulla da
temere. Le sto dicendo che state sbagliando perché si era detto
che...
PRESIDENTE. Pongo in votazione il capitolo 342525.
Abbiamo detto che avremmo proceduto con le votazioni e dovevamo
chiudere entro mezzanotte. Lei ha voluto fare in modo che noi
derogassimo la mezzanotte e ci è riuscito, ora però dobbiamo
concludere. Abbiamo un senso di responsabilità nel portare a casa
questa manovra.
Siamo molto stanchi. Qui c'è una maggioranza che vota, se lei
riesce a bocciare gli articoli bene, se lei non ci riesce, non
potrà essere questa maggioranza ostaggio di queste richieste. Mi
perdoni onorevole De Luca, in maniera molto franca. Pongo in
votazione il capitolo 342525.
DE LUCA Antonino. Formulo richiesta di voto segreto
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 342525
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
342525.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 33
Contrari 17
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 473326.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 473326
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
473326.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 27
Contrari 22
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 472514.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 472514
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
472514.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 31
Contrari 20
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 472540.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 472540
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
472540.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 31
Contrari 18
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 472539.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese.
Votazione per scrutinio nominale del capitolo 472539
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
capitolo 472539.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 29
Contrari 20
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 191345. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 377308.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale del capitolo 377308
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
capitolo 377308.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 24
Contrari 18
Astenuti 0
(È approvato)
Ricordo ai miei colleghi almeno di tenere il pulsante premuto fino
alla fine, se fosse possibile, non chiedo tanto.
Si passa al capitolo 376528.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione finale per scrutinio nominale del capitolo 376528
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
capitolo 376528.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 28
Contrari 19
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 377703.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 377703
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
capitolo 377703.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 32
Contrari 10
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 443325. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 372566. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 550079. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 183813. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 183742. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 377715. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 377727.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 377727
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
377727.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 34
Contrari 14
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 373711. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 373304. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 270014, così come emendato, perché è quello
fatto dall'onorevole Varrica, quindi non è quello l'importo.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 270014
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
270014.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 30
Contrari 19
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 273709. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 443324.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del capitolo 443324
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
443324.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 31
Contrari 17
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa al capitolo 377713. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 372555. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 332015. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 473742. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 473760. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 443302. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 183715. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 377922. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 182519. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 183365. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 413428.
LA VARDERA. Voto contrario
PRESIDENTE. Vota contrario dappertutto o solo in quello? Qual' è
il numero, me lo ripeta. Lo dica al microfono, per favore. Il voto
contrario dell'onorevole La Vardera sul contributo...
LA VARDERA. A tutte le Fondazioni
PRESIDENTE. Anche a tutte le Fondazioni. Va bene.
Il capitolo 413428 è quello della parrucca , per intenderci. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Chiaramente parliamo dei soggetti che hanno un tumore, soggetti
fragili.
Si passa al capitolo 843903. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 273713. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 183376. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 240014. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 413726. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 542095. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al capitolo 542096. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Abbiamo approvato il Tab.Gov con l'unica modifica che era
sostanzialmente il Tab.Gov.1, emendamento Varrica .
Adesso pongo in votazione l'articolo 132 con le allegate tabelle,
così come modificate.
C'è una richiesta di voto nominale. Onorevole, siccome stiamo
aprendo la verifica, deve premere...
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 132
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 132.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 23
Astenuti 0
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 133. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso passiamo agli emendamenti presentati ai sensi dell'articolo
117 del Regolamento.
CRACOLICI. Signor Presidente, posso fare una domanda?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Siccome il Governo aveva annunciato l'intenzione,
eventuale, con il 117, che avrebbe aumentato il finanziamento, che
abbiamo fatto con l'articolo 15, credo, di 10 milioni per i
contrattualizzati dei comuni, di aumentarlo.
Io ho chiesto 10 milioni, il Governo aveva lasciato intendere...
Assessore Sammartino, ascolta che sto parlando con te
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. È
l'onorevole La Vardera che mi sta distraendo
CRACOLICI. Mi aveva, addirittura, sollecitato a presentare un 117.
Ho spiegato che il 117 è un atto, diciamo, tecnicamente che può
essere di correzione e, quindi, può essere di iniziativa
governativa o del Presidente, sulla base del fatto che chiedessi
ulteriori 5 milioni per i contrattualizzati. Non ho capito se
quell'impegno esiste ancora o meno. Basta saperlo.
PRESIDENTE. Sì, penso di sì.
Assessore non c'era questo impegno dei 5 milioni? Io non lo so.
No?
DAGNINO, assessore per l'economia. La questione di cui parliamo è
una spesa di carattere pluriennale. Come dicevo, non abbiamo, in
questo momento, disponibilità ulteriore sul 2027 e, quindi, sebbene
ci sia sensibilità, come avevo già detto, da parte del Governo per
affrontare ulteriormente questo tema, si ritiene opportuno
trattarlo piuttosto in occasione della prima occasione utile, una
volta che si saranno approvati i rendiconti da parte della Corte
dei conti.
Ad ogni modo, in questa sede, annuncio che nelle tabelle, ma lo
abbiamo appena votato, abbiamo destinato ulteriori 10 milioni agli
extra costi per i rifiuti dei comuni. Quindi ai 10, che erano
esitati dalla Commissione Bilancio, ne sono stati assunti altri 10.
Quindi abbiamo, addirittura, stabilito, sono sempre risorse che
vanno a finire ai comuni e che sono addirittura di misura pari al
doppio, rispetto a quello che era stato stabilito.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che siamo stanchi e, forse,
non riflettiamo neanche alle parole. Con tutto il rispetto,
Assessore Dagnino, paragonare i contrattualizzati dei comuni ai
rifiuti che si trasportano all'estero è veramente una cosa di
cattivo gusto.
Io prendo atto che il Governo, un'ora fa, aveva dato una lettura,
una versione. Prendo atto che il Governo ha cambiato opinione,
perché è chiaro che una spesa pluriennale, così come l'articolo 15
prevede dieci, dieci e dieci, e se non lo prevede lo corregga.
Però, vi state assumendo la responsabilità di fare aumentare
neanche due ore a persone che da trent'anni opera nei Comuni, e che
fanno alcuni venti e alcuni ventiquattro ore
PRESIDENTE. Colleghi, intanto, è caricato sui tablet il 117.1, è
una correzione tecnica che si mette in votazione, chiaramente tutti
i 117 possono e devono essere votati all'unanimità.
Pongo, dunque, in votazione il 117.1.
DE LUCA Antonino. Qual è?
PRESIDENTE. Ok, no no, onorevole De Luca, mi sono sbagliato io, è
un 117 tecnico che, comunque, avete sui vostri tablet, punto 1.
Lo pongo, dunque, in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
Stessa cosa per il 117.2. Lo pongo, dunque, in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Questo, invece, è per i disabili, se non ricordo male, è una
modifica sostanziale, pertanto serve l'unanimità.
SUNSERI. E qual era?
PRESIDENTE. È il 117.3, quello che riguarda l'articolo 9 che, tra
l'altro, credo che alcuni di voi me l'hanno sottoposto, non ricordo
chi, leggetevelo, se c'è l'unanimità lo pongo in votazione.
DE LUCA Antonino. Scusi Presidente, non ho ben capito.
PRESIDENTE. All'emendamento 9.12 sopprimere le modifiche
all'articolo 9, onorevole De Luca, è una previsione sui disabili.
DE LUCA Antonino. Va bene.
PRESIDENTE. Pongo, dunque, in votazione il 117.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Anche su questo l'Aula deve essere all'unanimità, è l'emendamento
dell'onorevole Ciminnisi, per intenderci l'83.18, dove dobbiamo
sopprimere le parole "di investimento per progetti".
CIMINNISI. Sì, ok.
PRESIDENTE. Pongo, dunque, in votazione l'emendamento 117.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al 117.5. Anche su questo ci deve essere l'unanimità
dell'Aula, è quello della soppressione dell'articolo 93, quello
dell'onorevole La Vardera.
Onorevole Sunseri, voleva intervenire?
SUNSERI. Sì, perché sono due, uno modificativo e l'atro
soppressivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Scusate, sul primo che è sulla soppressione, su questo
siccome il primo firmatario di questo articolo, di questo
emendamento, era il collega Giuffrida, andato via perché stava
male, quindi ha lasciato a me il compito di dire che lui è
contrario alla soppressione dell'articolo, mentre è favorevole alla
modifica.
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, lei non ha una delega, può
intervenire per conto suo.
ABBATE. Bene, sono contrario.
PRESIDENTE. Tanto anche altri erano contrari, quindi questo qui
non si può votare.
Allora, siamo all'articolo 93, è sempre quello dell'onorevole La
Vardera, e anche su questo ci vuole l'unanimità, c'è all'articolo
93, comma 1, sub comma 3 bis, questo è di Abbate, ci vuole
l'unanimità.
DE LUCA Antonino. Questo non lo voteremo.
PRESIDENTE. Non c'è l'unanimità? Benissimo, grazie.
Anche su questo ci vuole l'unanimità, all'articolo 131, è inserito
il comma 7 all'articolo, dell'onorevole Catanzaro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Onorevole La
Vardera, un istante.
Completo la votazione così ho finito con i 117 e poi la faccio
intervenire. Onorevole Catanzaro, procediamo a votare il suo
emendamento. C'è l'unanimità su questo? Bene.
Pongo in votazione l'emendamento 117.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Signor Presidente, ieri si era provato a trovare la
richiesta dell'unanimità, anche a seguito di interlocuzioni avute
che con l'onorevole Auteri che comprendeva il buon senso della mia
richiesta di evitare eventuali imbarazzi su questa situazione.
Ora apprendo invece che c'è un cambio di fronte cioè che,
legittimamente per carità, il Gruppo della DC vuole mantenere
l'articolo 93, però resta a questo punto la questione sollevata,
perché se lo stesso onorevole Auteri aveva detto chiaramente che
era opportuno evitare questa ambiguità che c'è, è chiaro che sulle
associazioni non professionistiche che riceveranno questo
contributo noi non solo vigileremo, ma è una questione seria di
opportunità.
Lo abbiamo spiegato più volte lo abbiamo detto più volte quindi
l'onorevole Abbate - giustamente - si prende la responsabilità di
volere mantenere questo articolo 93 che crea ambiguità e che
potrebbe favorire associazioni o realtà teatrali vicine un
deputato. Questo è il tema.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, desidero avere un chiarimento sul 117,
all'articolo 93 vi ricordo che il soppressivo non è passato perché
si è opposto l'onorevole Abbate ed il modificativo non è passato
ugualmente.
SPADA. Chi si è opposto?
DE LUCA Antonino. Aveva chiesto di chi fosse, non si era opposto.
PRESIDENTE. Stia calmo Lo recuperiamo. Era all'unanimità o si era
opposto lei?
CRACOLICI. Mi oppongo io a quello di Abbate
AUTERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUTERI. Signor Presidente, vorrei fare chiarezza su questo
equivoco che è nato ieri e che io ho avuto modo di parlare con il
collega La Vardera. Scopro questo articolo, così lo chiariamo anche
con chi ci ascolta, perché facciamo confusione essendo preparati...
PRESIDENTE. A quest'ora mi auguro non ci ascolti nessuno...
AUTERI. E allora domani ci ascolteranno, perché qualcuno lo farà
ascoltare. L'articolo 93 è un'interlocuzione che ha fatto il
collega Giuffrida con le categorie che si occupano di compagnie
esclusivamente amatoriali, e c'è scritto anche nell'articolo, è
scritto bene l'articolo, quindi non ci può essere mai né nessun
conflitto di interesse col sottoscritto, che si occupa anche di
questa disciplina.
Non ci può essere nessun tipo di coinvolgimento di attività
professionali in questo articolo perché è scritto chiaro ed e
recita: "Per tutte le associazioni amatoriali che sono scritte alla
FITA; per chi ha il codice ATECO da compagnie amatoriali e per chi
produce stagioni amatoriali".
Quindi questo articolo a me non appartiene assolutamente, non c'è
nessun tipo di conflitto di interesse. È un'iniziativa che ha
portato l'onorevole Giuffrida e quindi volevo semplicemente
chiarire, definitivamente.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 134. Ne dò lettura:
«Art. 134.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Ordini del giorno
PRESIDENTE. Sono stati presentati ordini del giorno dal numero 464
al 471, dal numero 473 al numero 495 e il numero 497 che vengono
accettati dal Governo come raccomandazione. Questa Presidenza
dichiara poi di accettare come raccomandazione l'ordine del giorno
numero 472 e 496.
A questo punto possiamo dare il voto finale sulla finanziaria.
Ricordo ai colleghi che dopo dobbiamo sospendere l'Aula e riaprire
per il voto al bilancio.
CATANZARO. Presidente, le dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Quelle si fanno dopo, non si fanno ora.
DE LUCA Antonino. Non si fanno prima di votare?
PRESIDENTE. Siamo al voto finale, chiedo ai colleghi di prendere
posto. Ricordo che le dichiarazioni di voto si fanno dopo, quando
ritorneremo in Aula dopo la sospensione.
Bisogna votare, colleghi Se volete...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Aspetti
CRACOLICI. Decadi dalla Giunta se non voti
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
1030/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione finale il disegno di legge n.
1030/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 23
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Come prescritto dall'articolo 73 quinquies del Regolamento
interno, a seguito dell'approvazione del disegno di legge
finanziaria, la Presidenza sospende la seduta per consentire alla
Giunta di Governo di approvare e presentare all'Assemblea la nota
di variazione al bilancio di previsione, e alla Commissione
Bilancio di esprimere il parere sulla medesima Nota.
Alla ripresa dei lavori l'esame in Aula dei documenti contabili.
Si conclude con le seguenti votazioni: votazione della nota di
variazione, votazione finale del disegno di legge di bilancio
numero 1029, come modificato dalla Nota di variazioni.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 1:17, è ripresa alle ore 1.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Prima c'è la votazione della nota di variazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso c'è il voto finale.
Per dichiarazioni di voto
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Al
termine di una settimana in cui quest'Aula si è contraddistinta più
per il frastuono che non per i contenuti, un'Aula in cui è regnata
la confusione, in cui ci sono stati momenti anche di aggressività
che spesso hanno riguardato le stesse forze componenti la
maggioranza ormai in frantumi, a prescindere dall'esito delle
votazioni, che poi ovviamente hanno lo scopo di salvaguardare
quella che è la posizione rivestita ma di certo non di entrare nel
merito di approvare quello che è il programma contenuto in questa
finanziaria, credo che sia assolutamente necessario sottolineare
l'aspetto disdicevole che ha riguardato la realizzazione di questo
testo, sin dal suo parto, perché è stato un parto, in Commissione
Bilancio.
Una finanziaria che doveva essere di soli 28 articoli che è uscita
con 134 articoli, senza alcun tipo di selezione o di visione
programmatica perché alla fine gli articoli che sono stati
approvati erano semplicemente il frutto di desiderata e di momenti
per accontentare il singolo deputato al fine di far nascere questa
finanziaria: e poi, è arrivato il momento dell'approvazione in
Aula, in cui si è reso evidente e palese che la maggioranza non
aveva l'unità per approvare una massa simile di articoli e la
volontà di approvarla in 45 giorni non consentiva di entrare nel
merito e di sopportare quella che è stata un'azione compatta e
concreta delle opposizioni che sono arrivate a bocciare articoli di
importanza fondamentale addirittura con doppio dei numeri espressi
in termini di presenza.
Perché, lo ricordo a me stesso, l'opposizione è stata presente in
Aula con 22 presenze e abbiamo sentito in questo momento anche la
mancanza della presenza dell'amico e collega Giovanni Burtone al
quale in un momento di difficoltà di salute desidero veramente far
giungere il più caloroso degli abbracci.
(Applausi in Aula)
Il collega Giovanni Burtone è un collega dal quale ognuno di noi
avrebbe voluto prendere esempio in questa finanziaria, invece sono
venuti fuori i sentimenti e i modi di fare più bassi dell'essere
umano e credo che si siano visti tutti.
Credo che il discorso di Giovanni Burtone quando questa
finanziaria è iniziata, fatto con un filo di voce ma con una
profondità che nessuno di noi è stato mai in grado di portare in
quest'Aula, avrebbe dovuto segnare la traccia, la rotta di questa
finanziaria, e invece io lo dico chiaramente abbiamo fatto schifo,
questa finanziaria fa schifo, ed è stato veramente un peccato
perché si è lavorato tanto e male, perché ce lo dobbiamo dire
chiaramente: l'unico interesse di tanti deputati era portarsi
qualcosa a casa come se la finanziaria fosse un supermarket
La volgarità delle aggressioni con cui l'assessore Dagnino era
circondato da deputati che cercavano di tirare qualcosa qua e
qualcosa là, le interlocuzioni fatte a latere dell'Aula per cercare
di infilare dentro e per forza questo o quell'ordinamentale, quel
territoriale, e quel "comunino" e quel "comunetto" sono di una
volgarità indiscutibile, quanto più lontano da quello che il
collega Giovanni Burtone ha proprio cercato di trasmetterci
E vi dico di più, non è accettabile fare poi anche quell'ultimo
assalto, veramente io quello lo allontano, anche fare venire il
Presidente della Regione qui per cercare di rimettere dentro
l'articolo 31 che era stato stralciato. Io credo che anche quello
sia stato un momento bassissimo di questa finanziaria e meno male
che non è entrato, perché sarebbe uscito anche umiliato da
un'unanimità che non avrebbe mai potuto trovare perché io per
primo, Presidente Di Paola, mi sarei opposto al reingresso di
quell'articolo. E non perché il merito fosse più o meno
accogliibile ma per il metodo con cui si sono fatte le cose in
quest'Aula.
Io rinuncio anche a fare un auspicio per il futuro perché
quest'Aula ha dimostrato di non fare esperienza, di non imparare
dai propri errori e di aver perso quell'autorevolezza che un tempo
aveva. Mi dispiace ma questa non è più un'Aula che è in grado di
rappresentare correttamente l'interesse dei siciliani.
Questa è un'Aula che ha dimostrato di essere in gran parte capace
di produrre solo qualche favore per qualche amico amministratore e
io credo che questo non sia il compito del legislatore, credo che
questo sia il compito degli sbriga faccende e francamente, credo,
che sia... guardi che ridicolaggine, uno fa il discorso su
dichiarazione di voto e c'è un assessore che fa foto agli altri due
assessori.
Queste cose, veda Presidente Di Paola, qualificano chi le fa
perché non è serio e non c'è serietà in questo Parlamento da troppo
tempo.
E vedete, è proprio questa la sfiducia del Governo Schifani, si
sfiduciano da soli con i loro comportamenti, con i loro
atteggiamenti, non era il voto, questo è nuovamente ancora un punto
più basso di quelli già precedentemente raggiunti, a ogni edizione
si riesce a scavare mezzo metro più in basso, si stava finalmente
riuscendo a fare una cosa senza micro-territoriali , senza gli
ordinamentali, senza il maxi emendamento e poi che si fa?
Alla fine ci si perde all'ultimo metro perché non ce la fate a
tenere quelli che sono rimasti a bocca asciutta, a bocca asciutta
come se fosse una pizzeria, che un pezzo di pizza in bocca te lo
devi mettere se no che ci sei venuto a fare? Cosa ci vai a fare in
pizzeria se non mangi qualcosa? E a questo si è ridotta quest'Aula?
Presidente, la questione morale non è più quella, o soltanto
quella, delle inchieste giudiziarie e delle procure. Quella esiste.
La questione morale è anche la qualità di ciò che si fa, la qualità
del processo legislativo, la qualità del risultato del processo
legislativo, il rispetto delle regole che ci si dà, il rispetto del
regolamento, il rispetto di tutto quello che viene concordato in
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari e tanto altro
ancora.
Non è solo quello che viene da un'inchiesta giudiziaria, e poi può
finire bene, male o quello che è, ma anche quello è un problema.
C'è anche quello che facciamo noi, come lo facciamo. Ed è di questo
che parleremo nelle prossime settimane, perché se da un lato il
Natale distrarrà un po' l'opinione pubblica, tra un paio di giorni,
sui risultati di questa finanziaria, io una cosa già ve la dico: a
gennaio, quando arriveranno in Aula questi due omnibus, tutti
questi discorsi verranno ripresi e ricominceranno, ma sotto nuove
luci.
Allora, io è evidente che esprimerò insieme a tutto il mio Gruppo
un voto negativo, non solo per il merito ma anche per il metodo,
per il metodo di una incapacità a controllare la voracità dei
deputati, in questo caso in particolare durante la Commissione
Bilancio dove i buoi sono scappati dalla stalla.
Presidente Daidone, è evidente, sono veramente scappati dalla
stalla.
Non dico che le responsabilità siano tutte le sue, chiaro Però è
una questione di postura. Poi, a un certo punto, il centrodestra
prima o poi dovrà sedersi e dire se è in grado di andare avanti o
se in un modo migliore di quello sviluppato adesso, oppure se
questo è il massimo che può offrire alla Sicilia, perché se questo
è il massimo, siete ancora più deludenti di quanto non siete stati
finora.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, in occasione del
voto sulla legge stabilità, mi sono dovuto allontanare, quindi
chiedo alla Presidenza di mettere a verbale il mio voto favorevole
alla legge di stabilità.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Lombardo.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, un solo intervento per Gruppo
parlamentare. Prego.
LANTIERI. Signor Presidente, solamente un attimo, poi farà la
dichiarazione il Capogruppo, perché volevo ringraziare la Giunta
regionale e il Presidente della Regione siciliana Schifani perché,
secondo me, quando i siciliani vedranno quello che è stato fatto, è
una finanziaria fatta proprio dedita allo sviluppo e sono state
approvate norme utili per il popolo siciliano.
Non è vero il termine che ha usato il collega, anche perché,
insomma, va a denigrare quello che è stato tutto il lavoro fatto in
questa settimana e poi anche voi come Gruppo parlamentare avete
fatto i post - sia voi che la minoranza - dicendo che abbiamo
ottenuto questo e che abbiamo fatto cose utili per la Sicilia.
Ma intervengo solo per ringraziare il Presidente Galvagno perché
ha evidenziato, oggi, gli ordinamentali che sono stati tolti per
questa finanziaria - ma verranno fatti a gennaio - evidenziando
l'utilità dell'ordine mentale sulla legge dell'endometriosi fatta
da me e dall'onorevole D'Agostino, perché evidenzia una cosa che è
fattibile, una cosa bella, che potrà dare anche qualcosa di utile
per la sanità siciliana.
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, intervengo solo per confermare il voto
favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia e mi consenta, con un
pizzico di orgoglio, di ringraziare i dodici componenti su dodici
di Fratelli d'Italia presenti al momento della votazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pellegrino,
Capogruppo di Forza Italia per dichiarazione di voto. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Vai Pellegrino. Facci sognare
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori
regionali. Anche noi annunciamo e preannunciamo il nostro voto
favorevole.
Abbiamo apprezzato l'approccio olistico alla manovra da parte del
Governo, da parte del nostro carissimo Assessore Dagnino e da parte
di tutti gli Assessori. Dobbiamo ringraziare anche gli Uffici che
ci hanno collaborato, che ci hanno seguito e nelle nostre
iniziative legislative. Ovviamente si tratta di una manovra che
coinvolge il tessuto sociale, che coinvolge il tessuto produttivo,
che coinvolge il tessuto economico e che dà sicuramente tanto
benessere per i siciliani, per la Sicilia e soprattutto per il
futuro e per i nostri giovani attraverso la decontribuzione -
duecento milioni per la decontribuzione - attraverso la norma sul
"Sicily Working" e comunque, tutto sommato, abbiamo fatto un ottimo
lavoro.
Debbo ringraziare le opposizioni per l'ottima collaborazione che
hanno protestato. Dico, c'è stato magari qualche momento di
fibrillazione, qualche turbolenza, ma tutto è passato e quindi non
posso che preannunciare il voto e augurare buon natale a tutti.
PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire per dichiarazione di voto
l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Sarò veloce signor Presidente. Voglio ringraziare il
Governo, in primis l'Assessore Dagnino che in queste settimane ci
ha portato fino all'ultimo giorno; il Presidente dell'Assemblea
Regionale Siciliana, onorevole Galvagno, per quello che ha messo in
campo nel cercare di ricucire e nel cercare di avere un clima il
più collaborativo possibile all'interno del nostro Parlamento per
questa fase finale dell'approvazione della finanziaria.
Voglio ringraziare anche l'opposizione. La voglio ringraziare
perché ha collaborato attivamente per la stesura della manovra,
anche una parte dei loro contributi fanno parte di questa
finanziaria e non diciamo che poi il giorno dopo, quando usciamo
fuori, che noi non abbiamo fatto nulla, che la finanziaria è la
finanziaria che non funziona.
Non è vero. È una finanziaria che va nella direzione dei
siciliani, dello sviluppo della nostra Isola e ancora di più perché
ci saranno all'interno di questa finanziaria, ci sono anche piccole
riforme che fanno la differenza e speriamo che a gennaio si riesca
a completare anche la parte degli ordinamentali che sono rimasti
fuori.
Tutto il resto che abbiamo lasciato da parte per potere
accelerare, e dobbiamo dire che mai si era approvata una
finanziaria prima del Governo nazionale, quindi complimenti
veramente di cuore all'assessore Dagnino, agli uffici della
Ragioneria, al dottore Tozzo a tutte le équipe della Ragioneria, ci
ha messo a disposizione, ci ha potuto far lavorare bene affinché
sia riuscita ad approvare una finanziaria veramente che fa la
differenza e che potrà fare la differenza nel 2026.
Complimenti veramente di cuore a tutti da parte del Gruppo della
Democrazia Cristiana.
PRESIDENTE. Faccio un piccolo strappo per l'onorevole Chinnici che
voleva intervenire un minuto. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, un
minuto soltanto ma sempre per ribadire che sono stonati questi toni
trionfalistici, devo dire. Abbiamo avuto una settimana
complicatissima. Siamo stati ostaggio qua per molte ore in un limbo
indefinito, nel mentre che voi cercavate di risolvere, come
maggioranza, le vostre tensioni e i vostri dissidi.
E allora siccome il governatore Schifani ha annunciato già per
luglio una maxi manovra di due miliardi e quattro, speriamo che
almeno per luglio si arrivi, in maniera ordinata e preparata, a
dare un po' più di serietà e dignità nel trattare la materia dei
lavoratori e delle lavoratrici dei Comuni perché, davvero, è stato
imbarazzante e anche patetico tutto questo tira e molla per cui vi
abbiamo dovuto, praticamente, implorare di mettere qualche milione
in più e poi, alla fine, se si arriva ad aumentare di una o due ore
a questi lavoratori, sarà già tutto grasso che cola.
Si tratta di 12.000 persone che tengono aperti un sacco di servizi
e di luoghi della nostra Sicilia, di tutti i comuni siciliani,
quindi non è una questione di Palermo, di Catania, di Ragusa, è
tutta la Sicilia, 12.000 persone E allora da qua a luglio, almeno,
che ci si arrivi veramente con dignità per chiudere un capitolo di
precariato storico su cui alligna, da decenni, il clientelismo più
becero della classe politica siciliana e, soprattutto, si evitino
anche tutti gli sprechi e i mille rivoli ai singoli assessorati,
per singole elargizioni senza bandi. L'ennesimo milione che è stato
messo fuori dal FURS, per fortuna anche grazie all'impegno del
nostro gruppo.
Sul FURS si è lavorato e ringrazio la collega Saverino che ha
insistito molto su questo ma, ancora una volta, abbiamo troppa
aleatorietà nell'elargizione dei fondi.
Quindi per luglio, visto che si preannuncia un'ennesima manovra
così cospicua, che si ponga più attenzione ai tanti lavoratori
ancora precari.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Pace,
dell'onorevole Messina e dell'onorevole Giuffrida.
L'Assemblea ne prende atto.
Per dichiarazioni di voto
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo
parlamentare che rappresento e per sottolineare l'ottima fattura di
questa legge di stabilità che mette in campo risorse importanti,
credo più di un miliardo di euro, penso a 1 miliardo 300 milioni di
euro.
È una manovra fortemente espansiva che guarda a tutte le classi
sociali, anche alle fasce più deboli e io voglio ringraziare
appunto il presidente Schifani, i componenti della Giunta oggi qui
presenti, ma tutti quanti han dato un contributo fondamentale allo
sviluppo, appunto, di una manovra di grande importanza.
E poi c'è il momento del Parlamento che ha dato prova, al di là
ovviamente di confronti serrati, di qualche tono a volte sopra le
righe, di grande segno di responsabilità. Ha dato prova di grande
responsabilità sotto anche la conduzione di una guida sapiente,
saggia, equilibrata che è quella, appunto, del Presidente Galvagno.
Rinnoviamo, appunto, il nostro impegno a sostegno dell'interesse
dei siciliani e, ovviamente, ci ritroveremo con tutte le forze
politiche, con il dialogo che ha contraddistinto anche questa
manovra finanziaria a votare, di qui a gennaio, anche i prossimi
disegni di legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
Colleghi, ci sono poi altri interventi? Ok, l'onorevole Geraci, va
bene, e chiude l'onorevole De Luca.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, l'ora
è tarda e cercherò di rispettare, diciamo, per dichiarazione di
voto del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, che già si è
espresso con il suo voto contrario, però lo ribadisco, ovviamente,
al microfono.
Questa è una manovra di grande confusione di un Governo che,
Assessore Dagnino, lo abbiamo detto nelle Commissioni di merito, ma
soprattutto in Commissione Bilancio, è partita in salita ed è
finita ancora più in salita, perché è sotto gli occhi di tutti
quello che è accaduto in queste giornate, questa settimana di un
lungo travaglio all'interno del Parlamento, dove si è riusciti,
comunque, nei tempi che, come Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, abbiamo rispettato, con un lavoro, lo dico sempre,
c'è il Presidente Di Paola, il Presidente Galvagno, ovviamente, ha
fatto questo lavoro insieme a noi come Parlamento, e abbiamo
rispettato i tempi nell'approvazione della manovra entro i 45
giorni.
Perché dico una manovra in salita? Perché, Assessore Dagnino, si è
partiti male. Era una manovra dove voi dovevate, come sempre, dare
priorità alla programmazione per le siciliane e i siciliani; di
fatto erano 27, 28 articoli, mancavano tanto.
Arrivato ad un certo punto, le opposizioni hanno abbandonato,
nelle ultime ore, giornata di Commissione, hanno abbandonato la
Commissione per un motivo che è stato, diciamo, più volte ripetuto
da me, che rappresento il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico e che, lo ribadisco proprio in questa dichiarazione di
voto, non è sfuggito il fatto che la maggioranza pensava di avere
risolto, quando si è presentata la mozione di sfiducia, di
ricompattare la stessa maggioranza con il voto contrario, proprio
perché le opposizioni avevano presentato la mozione di sfiducia a
questo Governo, nella fattispecie al Presidente della Regione,
perché rappresenta questo Governo.
Voi pensavate che con, diciamo, la bocciatura della mozione di
sfiducia, tutto era risolto. Invece no, perché non solo avete
complicato in Commissione Bilancio, al di là che c'è il Presidente
della Commissione Bilancio che sa che io apprezzo, che lo abbiamo
anche detto, perché è chiaro che quando si è arrivati a 134
articoli, è chiaro che è una manovra, Assessore Dagnino, dove lei
doveva tirare il freno. Non l'ha fatto, perché di fatto doveva
tirare il freno e capire quali erano le vere esigenze per questa
nostra Regione.
Ed è chiaro che, in queste giornate, lo dico perché non voglio
intervenire, diciamo, su quello che sono le parole, però non mi
sfugge che il collega Assenza, per due volte da capogruppo di un
Gruppo di maggioranza, ha voluto sottolineare prima un appello alla
responsabilità dei deputati di maggioranza, perché ricordo che il
voto finale è stato ventinove a ventitré. La sommatoria non mi pare
che faccia settanta e molti, tantissimi, di quel numero che manca a
settanta sono i deputati di maggioranza.
Il collega Assenza, due giorni fa, ha richiamato all'appello
proprio i suoi colleghi deputati di maggioranza; questa sera ha
voluto fare un altro passaggio nella dichiarazione di voto,
parlando dei numeri dei deputati di Fratelli d'Italia tutti
presenti all'interno dell'Aula. A me non è sfuggito, e lo dico per
un semplice motivo, perché è come, Presidente Di Paola, come quando
si immagina di voler incollare qualcosa che ormai si è rotta. E lo
abbiamo ormai detto, lo abbiamo ripetuto, lo abbiamo detto nei mesi
passati, continuiamo a dirlo: questa maggioranza non c'è più
Questa maggioranza ha fallito, questa maggioranza, ormai, è la
maggioranza dell'approssimazione, è soltanto colmare quelle che
sono le emergenze, non ha programmazione, non ha visione.
E se alcune norme importanti dentro questa manovra sono passate,
noi, come opposizione, li rivendichiamo, prima in Commissione, ma
soprattutto in Aula, perché abbiamo dato il nostro enorme
contributo.
Perché, guardate, quando ci sono le norme di buon senso e le norme
che, ovviamente, riguardano categorie come i lavoratori, e
l'abbiamo visto, norme sulla Forestale, sull'ESA, è chiaro che noi
ci siamo, è chiaro che noi siamo su temi importanti e grandi temi
su cui le opposizioni hanno dato il loro contributo a portare a
casa come visione di questa maggioranza; lo abbiamo fatto, lo
abbiamo fatto su quello che è il problema idrico con i laghetti, in
agricoltura, lo abbiamo fatto per l'emergenza case, lo abbiamo
fatto per tantissimi altri argomenti che non si è qui a
rivendicare. Perché il ruolo è quello del Parlamento, però è
chiaro, è chiaro che abbiamo avuto in queste ore, in questi giorni,
la fragilità di un Governo, e io lo dico all'assessore Dagnino, che
in alcuni momenti colui il quale doveva essere il Governo e il
Presidente della Regione, che mi sarei aspettato di trovare in
Aula, perché fino a mezz'ora fa lo avevo visto aggirarsi
all'interno del Palazzo, capisco che c'è il Vicepresidente, ma lui
non è qui, e questo è un fatto grave, è un fatto grave, per il
rispetto del Parlamento e dei parlamentari, e di tutti coloro i
quali è da sei giorni che sono dentro quest'Aula, in forma
costante, a votare, a provare, a discutere, a dibattere.
La manovra finanziaria non è una manovra finanziaria perché si
incassano due, tre articoli che servono e poi basta, e lo dico al
Governo, lo dico perché noi, veramente, abbiamo dato un contributo
e lo si vede, lo si vede che questa manovra, lo dico quando il
Governo la porta in Aula, che noi dicevamo guardate che ci sono
articoli inutili, 78 articoli non ci sono più nel testo, sono stati
stralciati, ed è sempre lo stesso Governo, è un corto circuito
costante.
E allora, noi con la mozione di sfiducia non siamo riusciti a
battere con i numeri il Governo e la maggioranza per andare a
votare, un sussulto di orgoglio, io leggo assessori cambiati,
andate casa e andiamo a votare per dare alla Sicilia un nuovo
Governo che possa dare programmazione, progettualità, speranza,
perché è davvero assurdo quello che state facendo in questi ultimi
mesi, e lo dico davvero con grande senso di responsabilità nei
confronti delle siciliane e dei siciliani.
PRESIDENTE. La prenotazione per la discussione generale è chiusa,
ovviamente, ho gli ultimi due interventi dell'onorevole Geraci e
poi dell'onorevole Cateno De Luca.
È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.
GERACI. Signor Presidente, colleghi deputati, ci avviamo alle
battute conclusive di questa che è stata la legge finanziaria, devo
dire che è la terza finanziaria che questo Governo porta a casa
entro il 31 dicembre, ormai è un fatto assodato, ormai è diventato
normalità, però questo ha permesso, negli anni, di espandere la
spesa, perché, è chiaro, se tu inizi a spendere dal primo di
gennaio, rispetto che dal primo di maggio, cresce quella che è la
spesa, aumenta il PIL: questo è un risultato che si chiama Governo
Renato Schifani
L'attenzione alle categorie precarie che questo Governo ha avuto
nell'approvazione di questa finanziaria, iniziando con la
stabilizzazione degli ESA, degli operai trattoristi, continuando
con gli operai forestali, è un primo segnale di ventitré giornate,
che nell'arco degli anni devono essere portati a centottanta giorni
e a tempo indeterminato; si è iniziato con i Comuni, due ore, ma è
un segnale anche importante per l'aumento delle ore degli ex
contrattisti dei Comuni, l'obiettivo è quello di portarli almeno a
30 ore e credo che, da questo punto di vista, il Governo Schifani
sia sensibile; con i PIP l'altro risultato di 25 ore.
Quindi, come vedete, c'è un'attenzione alle categorie fragili.
Qualcuno dice che è una finanziaria d'accomodo, no, questa è una
finanziaria di visione, una finanziaria che guarda alle categorie
fragili, ma guarda pure a un progetto di espansione, dove attrae
praticamente le persone che da fuori vogliono venire in Sicilia,
dove c'è un abbattimento del costo del lavoro con una dotazione di
centocinquanta milioni e questo è un altro risultato.
La finanziaria cuba qualcosa come un miliardo e quattro e forse
l'onorevole Antonio De Luca si è vista un'altra legge, si è vista
un'altra finanziaria. Questa è una finanziaria di espansione, una
finanziaria di visione, saranno fatti praticamente degli
interventi, saranno fatti degli interventi che portano ad
un'ulteriore espansione. Avremo due miliardi e quattro e dico,
anche, che deve essere fatto un Piano Marshall per gli enti locali,
si deve aumentare il FAL, il Fondo Autonomie Locali; portare gli ex
contrattisti a trenta ore; questo è l'impegno che questo Governo si
deve prendere, una finanziaria nata con i migliori auspici, una
finanziaria che questo Parlamento ha migliorato.
Devo ringraziare i partiti di opposizione per il senso di
responsabilità adottato quando si è trattato della tematica dei
forestali, dei PIP, dei trattoristi ESA: hanno dimostrato
responsabilità e di questo ve ne do atto, avete dimostrato che di
fronte ai precari, di fronte ai bisogni, non c'è partito che tenga,
però poi l'analisi finale che viene da parte vostra - un Governo in
affanno, un Governo che non ha un'idea - questa non la condivido e
devo dire che si tratta di un corto circuito.
Facciamo due mestieri diversi: noi lavoriamo per i siciliani,
affrontiamo i problemi ogni giorno e cerchiamo di risolverli; voi
vedete tutto nero, ma sono due visioni diverse di chi amministra e
di chi fa opposizione, chiaramente è sotto gli occhi di tutti che
questa finanziaria va nella direzione che i siciliani volevano.
Ringrazio tutta la Giunta, l'Assessore Dagnino, il Vicepresidente
Sammartino e, soprattutto, il Presidente, l'amico Presidente
Gaetano Galvagno, che ha dimostrato molta efficienza e saggezza,
oltre che lungimiranza, ringrazio anche il Vicepresidente Nuccio Di
Paola che nei momenti importanti ha dato il suo contributo,
dimostrando di essere adeguato al ruolo. Grazie e viva la Sicilia
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, Presidente della Regione, che
non c'è, signori Assessori, colleghi deputati, cittadini,
intervengo per conto del Gruppo parlamentare Sud chiama Nord ,
siamo ai titoli di coda della Giunta del Presidente Schifani,
l'iter drammatico di questa legge di stabilità, mai vissuto nella
mia vita, nonostante la considerevole esperienza di uomo delle
Istituzioni, lo ha per l'ennesima volta definitivamente
certificato.
La Giunta regionale ha deliberato il 31 ottobre il disegno di
legge di stabilità 2024-2026 con ventisette articoli. La
Commissione Bilancio, il 4 dicembre, ha dato il voto finale alla
legge di stabilità con 134 articoli. Il gruppo parlamentare Sud
chiama Nord , dopo due mesi di studio e confronto, il 29 ottobre
scorso, ha consegnato nelle mani del presidente Renato Schifani
cento proposte, sulle quali, in circa due ore di esposizione, ne ha
succintamente rappresentato la visione strategica e nessuna di
queste proposte è stata presa in considerazione dalla Giunta
Schifani, infatti il 31 ottobre è stata partorita una striminzita
legge di Stabilità senza alcuna visione e prospettiva strategica.
In occasione dell'incontro del 29 ottobre mi sono permesso di
dire, con determinazione, al Presidente Schifani che era stato un
grave errore il mancato confronto Governo - ANCI e che la nostra
pregiudiziale, per poter sostenere il percorso della legge di
stabilità, era l'aumento del Fondo delle Autonomie locali di almeno
cinquanta milioni di euro. Ringrazio il Presidente Schifani per
aver accolto la mia richiesta incontrando l'ANCI Sicilia il 30
ottobre, anche con la partecipazione del Vicepresidente dell'ANCI
Danilo Lo Giudice, nonché segretario regionale di Sud chiama
Nord .
Il Gruppo parlamentare Sud chiama Nord , nel compimento del
proprio dovere, aveva cercato di contribuire con spirito
propositivo e costruttivo, sottoponendo all'attenzione del Governo
regionale, alla luce del sole, un centinaio di proposte all'insegna
della valorizzazione del sistema degli enti locali, della qualità
dei servizi ai cittadini, della sussidiarietà e del decentramento,
della semplificazione amministrativa e dell'accelerazione della
spesa, dello sviluppo imprenditoriale e dell'incentivazione degli
investimenti, della creazione di nuovi posti di lavoro e della
stabilizzazione dei lavoratori precari, della salvaguardia
dell'ambiente e del territorio, della promozione turistica e
culturale della mobilità sostenibile mare-monti' e fra territori
omogenei.
In questi due mesi abbiamo avuto più incontri con l'Ufficio di
Gabinetto, con i tecnici e consulenti della Presidenza della
Regione per dimostrare, forse con un pizzico di ingenuità, la bontà
delle nostre proposte. In ogni occasione ci siamo sentiti osservati
come una sorta di extraterrestri e costantemente sotto esami.
Durante questo corpo a corpo, abbiamo avuto sempre ragione,
dimostrando, carte alla mano, che le nostre idee e le nostre
proposte erano giuste e necessarie. Per i Savonarola 4.0 il
compimento del proprio dovere viene strumentalizzato e mascariato
come inciucio, marchette, illecite connivenze per poter
giustificare al mondo magari la propria funzione e la propria
esistenza.
L'ultimo incontro a Palazzo d'Orleans lo abbiamo avuto con il
Presidente della Regione Schifani, con l'Assessore Dagnino, con il
professore Armao e con il suo Ufficio di Gabinetto mercoledì 3
dicembre alle ore 11, dopo tre ore di confronto sono state
estrapolate quindici delle nostre proposte nuove ed innovative da
sottoporre alla valutazione della Commissione Bilancio e, nel
frattempo, attendeva il nostro Gruppo per completare l'esame della
manovra finanziaria.
Grazie signor Presidente Daidone e ci scusi se abbiamo rallentato
i lavori della Commissione Bilancio, ma, come ha avuto modo di
constatare, era per una buona causa Abbiamo dovuto bere la cicuta
dell'incomprensione da parte dei colleghi dell'opposizione che,
legittimamente, alle ore diciotto del mercoledì 3 dicembre hanno
dovuto abbandonare i lavori della Commissione Bilancio per il clima
di assalto alla diligenza che si era ormai affermato, per la
bulimia dei deputati della maggioranza che hanno appesantito la
manovra con quasi cento proposte regolarmente inserite nel testo di
stabilità.
Ho chiesto scusa ai miei colleghi dell'opposizione ed ho espresso
la mia solidarietà per quel clima indecoroso che si era imposto in
Commissione Bilancio, ma la posta in gioco per quel che ci
riguardava era troppo alta e noi abbiamo scelto di rimanere pur di
poter scrivere un pezzo importante della legge di stabilità. Dei
134 articoli condivisi dalla Commissione Bilancio, fanno
riferimento al partito Sud chiama Nord nove norme totalmente
nuove e sei non hanno ricevuto la condivisione della Commissione.
Sei norme sono state difese per la riconferma, essendo già da noi
introdotte con le precedenti leggi di stabilità, su tre norme
dell'impianto originario del Governo siamo riusciti a contribuire
con delle modifiche.
Abbiamo votato a favore del testo finale in Commissione Bilancio
con la speranza che ciò potesse servire per potere ottenere un
supplemento di disponibilità da parte della maggioranza, per
discutere le norme bocciate. Non eravamo del tutto soddisfatti del
risultato, perché l'innovatività di alcune norme non è stata
compresa e, quindi, non accolte e su altre, pur in presenza di un
acceso corpo a corpo con l'Assessore Dagnino, non siamo stati
all'altezza di far prevalere le nostre ragioni, rinviando
all'ulteriore confronto in Aula la possibilità di potere ottenere
gli altri risultati che ci eravamo prefissati, invocando, magari,
come da prassi e consuetudine parlamentare, la mediazione del
Presidente del Parlamento siciliano, Gaetano Galvagno.
Purtroppo in questi giorni, l'iperattivismo del Gruppo
parlamentare di Sud Chiama Nord ha suscitato, oltre ad
apprezzamento, anche velate e scomposte reazioni di numerosi
colleghi parlamentari di maggioranza e d'opposizione, tirando in
ballo anche l'eccessiva disponibilità del presidente Galvagno nei
nostri confronti.
Ci tengo, anche su questo profilo, a essere chiaro una volta per
tutte. In questo Parlamento, per ben due volte, mi sono
volontariamente dimesso dimostrando che per me stare qui è mero
servizio per i siciliani e sto qui per contribuire a cambiare la
nostra Terra. La nostra amata Sicilia si cambia anche con le leggi
e non con gli slogan. Si cambia studiando e proponendo e non
isolandosi in un mondo virtuale dove si ha sempre ragione perché si
scappa dalla vita reale. La nostra Sicilia si cambia anche facendo
compromessi al rialzo per fare buone leggi o evitare pessime leggi
In tutto questo clima avvelenato, voglio esprimere la mia
solidarietà a me stesso e ad ogni collega parlamentare di questo
Parlamento di maggioranza ed opposizione, con i quali mi sono
confrontato in questi giorni ed in queste notti per fare una legge
di stabilità migliore possibile e non per concordare marchette e
vantaggi personali.
La Sicilia, lo abbiamo ribadito più volte, ha bisogno di onestà,
competenza e perseveranza; doti ormai sempre più rare in una deriva
politica sempre più alla ricerca dei like piuttosto che orientata
ad amministrare e a risolvere le criticità ereditate da chi ci ha
governato in precedenza. Le trattative politiche tra maggioranza e
opposizione, che conducono alla formulazione di proposte di legge,
fanno parte di una normale e ovvia dialettica parlamentare. La
Sicilia si cambia con la buona amministrazione e non con slogan a
fondo perduto.
Respingo, quindi, qualunque squallida insinuazione che è stata
fatta di recente sulla attività di questo Parlamento. Sud chiama
Nord forse è stato il Gruppo che ha subìto il maggior
ridimensionamento delle proprie norme inserite nel testo di legge
di stabilità esitato dalla Commissione Bilancio, ma evidentemente
doveva andare così perché il nostro apporto in Commissione,
altrettanto evidentemente, era stato maggiore rispetto a qualche
altro Gruppo parlamentare.
Nelle varie sedute spiritiche che si sono tenute in Torre Pisana,
con i rappresentanti del Governo e di tutti i partiti formati da
uomini e donne di buona volontà e non da sfascisti per missione,
siamo arrivati anche a confronti aspri, ma sempre onesti e con
l'unica finalità di poter rispettare due principi basilari: tempo e
qualità. Anche di questo devo ringraziare il presidente Gaetano
Galvagno che ha dovuto continuamente mediare per garantire due
principi cardini: tempo e qualità.
Io ieri notte ho esagerato nelle mie reazioni all'ulteriore
tentativo di falcidia delle norme su cui avevamo faticosamente
lavorato con tanta passione ed amore per la nostra Sicilia. Devo
chiedere scusa al presidente Gaetano Galvagno, all'assessore
Dagnino ed ai colleghi deputati di maggioranza ed opposizione che
hanno assistito al mio sfogo che forse ha contribuito al
transitorio malessere anche del presidente Galvagno. Vi chiedo
ancora scusa, non era mia intenzione reagire in modo così
scomposto.
Io posso raccontare alla luce del sole non cosa ho ottenuto, ma
cosa sono riuscito a fare per il sistema Sicilia e per il
territorio che rappresento ed ecco il dettaglio dell'attività del
partito Sud chiama Nord definitivamente approvato da questo
Parlamento: nove norme totalmente nuove e sei non avevano ricevuto
la condivisione della Commissione e di queste ne sono rimaste in
vita soltanto due e riguardano la super ZES siciliana e di questo
me ne intesto il risultato dopo la supercazzola' dell'assessore
Dagnino, quindi, l'articolo 4; l'articolo 105, ossia l'adeguamento
del corrispettivo alla città di Messina rispetto alla città di
Catania e di Palermo per quanto riguarda il trasporto pubblico
locale; l'articolo 130, ossia il potenziamento dei servizi dei
parchi archeologici e l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione per
opere importanti sul territorio dove insistono i siti archeologici.
Queste sono le tre nuove norme che riguardano il Gruppo
parlamentare Sud Chiama Nord2, norme esistenti da noi difese,
delle cinque approvate in Commissione Bilancio, ne sono
sopravvissute soltanto due.
Per quanto riguarda gli interventi a favore degli enti locali,
sapete bene che la riserva, per quanto riguarda il virtuosismo
della riscossione dei tributi, appartiene a una nostra idea e anche
per quanto riguarda il contributo alla società Arisme, la società
di risanamento, dove il commissario governativo è il presidente
Schifani.
Purtroppo, il mio grande fallimento è stato il mancato aumento del
Fondo delle autonomie locali di almeno cinquanta milioni di euro,
per tutti i comuni e le ex province, perché l'aumento è di appena
quindici milioni ed è mancato, da parte del Governo, l'impegno di
mantenere questo principio con la prossima variazione di bilancio.
Per quanto riguarda l'impianto originario delle norme del Governo,
siamo intervenuti per integrare l'articolo 16 e l'articolo 23
"Fondo per la risoluzione dei contenziosi", dando, finalmente, una
risposta ai contenziosi tra comuni per il regolamento dei confini,
destinando due milioni di euro l'anno. Tutto il resto ci è saltato
Abbiamo elaborato cento proposte, ma ne abbiamo salvate solo tre.
Eppure, stasera anche all'ultimo secondo sono state approvate
norme fuori sacco; su sessanta norme che compongono, circa,
definitivamente, questa legge di stabilità solo tre sono
ascrivibili al partito Sud chiama Nord , non accettiamo la
falcidia di norme importanti che avevano ottenuto l'approvazione
della Commissione Bilancio, quale, ad esempio, le modifiche e
semplificazioni delle norme ambientali, la gestione del demanio
fluviale, l'uso del demanio marittimo, norme per la salvaguardia
del patrimonio immobiliare delle ASP e, anche, l'istituzione del
centro di controllo e monitoraggio ambientale.
Ecco, noi possiamo raccontare e dimostrare, non cosa abbiamo
ottenuto, ma cosa abbiamo potuto fare per la nostra amata Sicilia
da opposizione responsabile e mi dispiace per chi vuol tentare di
sporcare questa attività, ma deve cambiare bersaglio.
Presidente Schifani, le vicende giudiziarie hanno ribadito
l'esistenza di un sistema regionale malato. Non ci riguardano, in
questa sede, i profili penali della vicenda, ma ci riguardano i
profili, ovviamente, etici e morali In questa sede mi interessa
soltanto il rapporto patologico che è emerso, per l'ennesima volta,
tra una parte della burocrazia e della politica.
Con questa legge di Stabilità è emerso, per l'ennesima volta, che
il presidente Schifani, oltre a non rappresentare la maggioranza
dei siciliani, in quanto eletto con appena il diciannove per cento
del consenso effettivo del popolo siciliano, ora, non ha più
neanche la maggioranza politica in questo Parlamento.
Io do - e chiudo signor Presidente - un suggerimento non richiesto
al presidente Schifani che non ha più la maggioranza effettiva e
subisce, magari, la cosiddetta "dittatura delle opposizioni", ormai
la maggioranza sembra affetta da una sorta di sindrome di Stoccolma
e, da rapiti, vi siete innamorati dei vostri rapitori.
I capi tribù della maggioranza, in questi tre anni, oltre a
tenerla in ostaggio, onorevole Presidente Schifani, hanno avuto
pure la capacità di allineare la rappresentanza politica
all'interno del Parlamento a quella fuori del Parlamento. Lei,
ormai, Presidente Schifani, è stato messo in minoranza politica
anche nel Parlamento siciliano e per andare avanti - se vuole
realmente ancora andare avanti - deve azzerare immediatamente la
sua Giunta.
Lei deve assegnare gli Assessori ai suoi capi tribù con un mero
criterio matematico, considerato che non c'è più amalgama politica;
lei deve accontentare i suoi capi tribù che ormai hanno fatto
saltare il sodalizio politico, non solo tra i partiti di
maggioranza, ma anche nell'ambito dei singoli partiti che sulla
carta la sostengono Mi dispiace dirglielo, Presidente Schifani,
lei, sinceramente, a volte, mi fa tenerezza Mi sembra come quel
personaggio messo in un angolo, girato di spalle, che prende
schiaffi e deve girarsi per individuare da chi li ha ricevuti.
Le sue mancate riforme, i suoi compromessi con le opposizioni, la
sua paralisi politica- amministrativa, la sua assenza di
strategicità, l'approfittamento del suo cerchio magico, il rapace
individualismo di buona parte dei suoi Assessori, il suo reagire
alla "Re Sole" e il suo malessere di Re solo, plasticamente, lo
descriverei come quel simpatico gioco "ammoffa o surdato", "lo
schiaffo del soldato"; se chiedete all'intelligenza artificiale
cosa significa "ammoffa o surdato" vi risponderà così: "un modo di
dire del dialetto siciliano per indicare uno schiaffo forte e
deciso, spesso un manrovescio dato con la mano aperta che può anche
avere una accezione di lezione morale o di umiliazione.
Comprendo la sua capacità di resistenza, Presidente Schifani, lei
ha il dovere di resistere, ma a quale prezzo? Lei avrà pure un
incommensurabile amore proprio e per la nostra Terra, ma ovviamente
non può continuare con questa paralisi della nostra Terra
Concludo con un invito che ovviamente voglio fare a tutto il
Parlamento, il 18 di gennaio invito tutto il Parlamento a
partecipare alla nostra manifestazione di Caltagirone, invito anche
il presidente Schifani, invito la sua Giunta, perché sarà un
momento particolare per iniziare un nuovo percorso ed è ovvio che
questo percorso parte anche all'insegna di una consapevolezza che
ormai anche la Giunta di Schifani è consapevole e cioè che Schifani
non sarà più ricandidato, l'unico che forse ancora non se n'è reso
conto perché nessuno ha avuto il coraggio di diglielo è lo stesso
Schifani.
L'esperienza del Presidente Schifani è finita qui e, ovviamente,
quelle che saranno le conseguenze, gli atteggiamenti che in questo
momento possono tenere in considerazione un'altra prospettiva, sono
solo legati al timore di avere reazioni che adesso possono essere
considerate scomposte.
Auguro a tutti voi un santo Natale e nel salutarvi, confermo il
voto contrario a questa legge di stabilità a nome del Gruppo
parlamentare Sud chiama Nord .
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, non posso esimermi dallo spendere alcune parole dopo un
lavoro così intenso. È una finanziaria davvero di grande peso sotto
tutti i punti di vista. Dal punto di vista economico-finanziario,
si tratta di una manovra che ha abbondantemente superato l'importo
di un miliardo e trecento milioni di euro, dal punto di vista
dell'impatto sull'economia e sulla società siciliana vi sono delle
misure di grande peso.
È una manovra di grande coraggio perché abbiamo avuto il coraggio
di concentrare importanti risorse su alcune delle misure bandiera
della legge come la decontribuzione, come il South Working, come
altri importanti interventi che abbiamo trattato in questi giorni.
Il lavoro è stato estremamente complesso, ma il risultato è
davvero appagante, è una legge che non contiene interventi
microsettoriali, è una legge che guarda anche alle categorie
disagiate, come gli ex precari stabilizzati e che prosegue il
percorso avviato dal Governo Schifani con il progetto per la
stabilizzazione dei precari storici senza creare nuovi precari.
Questo è stato possibile soltanto grazie alla solida guida del
Presidente della Regione che, anche se non è stato tutti i giorni
presente in Aula, ha condiviso, passo passo, l'andamento dei
lavori, ha dato il suo indirizzo costante in tutti i punti
nevralgici di questa legge la cui approvazione non è stata facile
perché l'opposizione ha svolto il suo ruolo, ma devo dire lo ha
svolto in modo responsabile prestando il proprio consenso alle
misure più importanti. Spiace per qualche rinuncia, come per
esempio la misura sull'export, ma siamo sicuri che potremo
riproporla presto in Aula e potremo ancora di più attuare
l'indirizzo politico del governo Schifani.
Un grande ringraziamento va, innanzitutto, al Presidente
dell'Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, che ha ancora una volta
dato prova della capacità di guidare l'andamento dei lavori nei
tempi e anche con risultati davvero importanti. Naturalmente,
desidero anche ringraziare i colleghi della Giunta con i quali
tutto il lavoro è stato avviato già da tempo e che hanno dato
davvero il loro contributo, anche con la tempestività che ci ha
consentito di arrivare all'approvazione della legge persino con una
settimana di anticipo rispetto all'anno scorso, che già era stato
il record nei tempi di approvazione della legge di stabilità.
Naturalmente, il mio pensiero va anche al Presidente Daidone che
ha guidato la Commissione Bilancio con grande capacità di sintesi,
le richieste di emendamenti sono state davvero importanti e questo
ha fatto lievitare il testo, ma io sono sicuro che il lavoro che è
stato svolto non andrà perduto perché, come è stato annunciato dal
Presidente Galvagno con la sua capacità di sintesi, questo sarà
oggetto immediatamente di un nuovo disegno di legge, quindi anche
quel lavoro è stato proficuo perché non c'è una misura, tra quei
134 articoli, non sia stata pensata per l'interesse dei siciliani e
che abbia un respiro e una attuazione di una grande visione.
Non posso che ringraziare anche le forze della maggioranza che
hanno dato davvero un contributo importante e che ha consentito di
migliorare la legge di stabilità, sia nel testo base che era stato
elaborato dal Governo, ma anche con l'apporto di nuovi interventi
di grande rilevanza.
Un particolare ringraziamento al Vicepresidente della Regione che
è stato qui al mio fianco e che mi ha dato consigli in tutti i
punti più importanti della legge di Stabilità.
Vorrei, se mi è consentito, ringraziare in particolar modo, tra i
gruppi di maggioranza, il Gruppo parlamentare Forza Italia , con
il suo Presidente e tutti i deputati che hanno dato prova di grande
tenacia, di grande forza e di grande capacità di sintesi,
aiutandoci a superare tutti i nodi.
Grazie davvero di tutto, credo che oggi abbia vinto la Sicilia e i
siciliani.
(applausi dai banchi dell'Aula)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se mi è consentito, vorrei
intervenire per tre minuti per una serie di ringraziamenti e perché
ci stiamo apprestando a votare la terza finanziaria senza esercizio
provvisorio e questo rappresenta certamente un dato che ritengo sia
storico per questo Parlamento e non so quanti altri precedenti ci
siano in merito e questo certamente non è il merito del Presidente
Galvagno o del Presidente della Regione Schifani, ma è il merito di
tutte le forze politiche che fanno parte di questo Parlamento e che
sono riuscite a formare una sintesi.
Comincio ringraziando tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari
di opposizione, ma permettetemi di ringraziare molto anche i
deputati di maggioranza che, stavolta, dopo quarantacinque giorni,
comunque si sono trovati stralciati tantissimi articoli.
Mi sento di ringraziare il Vicepresidente Di Paola perché non vi
nascondo che, probabilmente, senza di lui che mi ha sostituito, non
so quanto a rilento, tra lui e l'onorevole Lantieri, però
l'onorevole Lantieri fa parte delle forze politiche di maggioranza,
non so come si sarebbe potuto andare avanti, ma lui è stato
comunque imparziale e quando saliva su questo scranno ha lavorato
come Presidente dell'Assemblea regionale siciliana e quando
ritornava tra i banchi devo espletava veramente il ruolo di
deputato del Movimento 5 Stelle.
Ringrazio il Presidente Daidone ed il Presidente Schifani. Il
presidente Daidone per lo sforzo immane che ha fatto in Commissione
Bilancio nel confrontarsi in quelle due settimane in cui immagino
il lavoro che, attenzione, noi definiamo lavoro faticoso, chi ci
sente da casa pensa che siamo in miniera, non lo siamo, però stare
dodici, quattordici, sedici ore al giorno magari non è
semplicissimo sotto il profilo mentale.
Chiedo scusa a tutti i colleghi perché magari non si è avuto il
coraggio o la forza di poter spiegare che alcuni emendamenti - e ce
ne sono tantissimi - potevano essere comunque trattati, ci siamo
basati su uno stralcio che trattava ordinamentali e, ancora una
volta, mi sento di difendere quello dell'onorevole Lantieri
sull'endometriosi che è un problema oggettivamente serio e che
secondo me poteva essere trattato, ma non siamo qui per rivendicare
quello che si poteva fare, siamo qui per cercare di restituire un
po' di coraggio e fiducia alla politica che talvolta, quando
deroga, male non fa
Io ringrazio tutti gli Uffici, tutto il personale e quando dico
tutto il personale intendo dal primo all'ultimo, da chi è
all'interno di questa Assemblea regionale a chi magari è fuori dal
Palazzo. Ringrazio anche l'onorevole La Vardera per il suo
controllo costante sulla manovra e mi auguro, però, che stavolta
possa riconoscere che si sta portando a casa una manovra di tutto
il Parlamento siciliano e non un maxiemendamento, che non ha una
mancetta, che non ha un inciucio.
Mi auguro che a gennaio si possa recuperare con tutti i deputati
che hanno lavorato in questi giorni incessantemente, rimanendo,
rimarco il concetto, "a bocca asciutta", senza alcuna proposta né
sotto il profilo ordinamentale né sotto il profilo di spesa, ma
l'attività del Parlamento è quella di rivendicare le proposte,
difenderle e fare in modo che si possano tradursi in leggi
Non voglio rubare altro tempo, alla fine dei lavori la seduta
verrà rinviata al 13 gennaio 2025. Prima di dare il voto finale -
perché poi immagino che scapperete giustamente tutti a casa -
faccio gli auguri di un santo Natale e sereno anno nuovo a tutti
voi
1029/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
1029/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge 1029/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 23
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, vi ringrazio, la seduta è rinviata a martedì
13 gennaio 2026, alle ore 15:00.
La seduta è tolta alle ore 2.33 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
221a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 13 gennaio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DI DISEGNO DI LEGGE:
- Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
1 Copia integrale della Relazione illustrativa allo schema di
bilancio 2026-2028, unitamente al medesimo Documento (Doc. n. 171),
in allegato al Resoconto.
2 La votazione dell'art. 80, nel testo risultante, avviene
successivamente (cfr. resoconto stenografico, pag. 241)
3 Su disposizione dell'on. Presidente, la ripresa dei lavori
parlamentari d'Aula, inizialmente prevista per oggi alle ore 12:00,
è posticipata alle ore 14:00.