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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 220 di martedì 16 dicembre 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 11.37

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Burtone è
  in congedo dal 16 al 20 dicembre 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   2026-2027-2028 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 171)

   Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2026-
                               2027-2028
           dell'Assemblea Regionale Siciliana (Doc. n. 171)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Discussione  dello schema di Bilancio di Previsione  del  Triennio
  2026-2027-2028 dell'Assemblea Regionale Siciliana .
   Ha  facoltà  di  parlare il Deputato Questore, onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia, deputato Questore. Signor  Presidente,
  dò  lettura  della relazione illustrativa allo schema  di  bilancio
  dell'Assemblea Regionale Siciliana 2026/2028.
   Il  progetto di bilancio di previsione, approvato dal Consiglio di
  Presidenza  nella  seduta  n.  26 del  15  dicembre  2025,  che  si
  sottopone all'approvazione dell'Aula, denominato ai sensi di  legge
   Schema  di bilancio di previsione - per il triennio 2025/2027 ,  è
  stato  redatto  secondo  le  modalità  introdotte  nell'ordinamento
  regionale  dall'art. 11, comma 5, della legge regionale 13  gennaio
  2015, n. 3, con cui l'Assemblea regionale siciliana ha adeguato  il
  proprio  ordinamento  contabile ai principi di  cui  al  D.lgs.  n.
  118/2011 e successive modificazioni ed integrazioni.
   Nel rispetto della suddetta normativa, il bilancio di previsione è
  almeno  triennale, è formulato in termini di competenza finanziaria
  potenziata,  secondo  regole contabili uniformi,  ed  ha  carattere
  autorizzatorio  degli stanziamenti di cassa per la prima  annualità
  di  esercizio, in conformità a quanto previsto dall'Allegato n. 4/2
  al  D.  Lgs  n.  118/2011 (secondo cui  Il bilancio di  previsione,
  almeno triennale di competenza, e di cassa nel primo esercizio,  ha
  carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di  spesa
  ed ai pagamenti, fatta eccezione per i servizi per conto di terzi e
  per i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria ).
   Le  previsioni  di entrata e di spesa sono elaborate distintamente
  per  ciascun esercizio finanziario, in coerenza con i documenti  di
  programmazione.
   La  dotazione annuale a carico del bilancio regionale per il  2026
  ammonta  ad     133.400.000,00 (cassa e competenza);  le  riduzioni
  della  dotazione ordinaria a carico della Regione siciliana operate
  a partire dal 2013 sono state complessivamente pari ad   28.800.000
  in  tredici  anni (da   162.200.000 dell'anno 2012 agli  attuali
  133.400.000  previsti  nel  2026) con una  diminuzione  percentuale
  complessiva del 17,7%. L' incremento ISTAT del costo della vita nel
  medesimo   periodo  temporale  (2013-2025)  è  stato  del   21,40%;
  focalizzando in particolare l'attenzione sull'ultimo triennio (2022-
  2025) l'aumento riscontrato si è attestato sul 13%.
   L'incremento  di  varie voci dovuto alla forte  spinta  al  rialzo
  dell'indice  ISTAT degli ultimi anni, in costanza  della  dotazione
  annuale  al  netto  della  svalutazione  inflazionistica,  ha  reso
  necessario l'avvio di un processo di razionalizzazione e  riduzione
  della  spesa che comunque per l'anno 2026 consente di adempiere  al
  soddisfacimento   delle  spese  obbligatorie  a   carico   dell'ARS
  destinate  all'ordinario svolgimento delle  funzioni  istituzionali
  dell'Amministrazione   nonché   la   tutela   delle   esigenze   di
  conservazione   del   patrimonio  monumentale   gestito   dall'ARS,
  costituito dal Palazzo dei Normanni nonché da Palazzo ex  Ministeri
  e dalla Chiesa dei SS. Elena e Costantino.
   In  particolare si segnalano alcune delle operazioni di  risparmio
  più significative:
   1)  Lo  stanziamento di competenza relativo alle  spese  in  conto
  capitale  del   programma  5-  gestione  dei  beni  patrimoniali  e
  demaniali  per il 2026 registra una diminuzione di   7.100.000  (da
     32.562.000  del  2025 ad   25.462.000 del  2026),  risparmio  da
  attribuire in massima parte ad un minore stanziamento dell'articolo
  relativo  alla   manutenzione straordinaria su  beni  demaniali  di
  terzi   che  finanzia  le  spese di manutenzione  straordinaria  di
  Palazzo dei Normanni, bene di proprietà della Regione siciliana, la
  cui  valorizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria  è  in
  capo all'Assemblea regionale siciliana.
   2)  Lo stanziamento di competenza relativo alle spese correnti del
   programma  1- organi istituzionali  per l'anno 2026  registra  una
  diminuzione di   di   1.066.000 (da   30.389.200 del 2025  ad     2
  29.323.000   previsto  nel  2026),  derivante  da  un   complessivo
  ridimensionamento  della  spesa di natura  non  obbligatoria  degli
  articoli di pertinenza del suddetto programma.
   3)  Lo stanziamento di competenza relativo alle spese correnti del
   programma  8  -  statistiche e sistemi informativi   registra  una
  contrazione  di   120.000 rispetto al dato di competenza  dell'anno
  2025  (da     1.669.000  del 2025 ad   1.549.000  del  previsionale
  2026).
   Nel   rispetto  dell'esigenza  di  contenimento  dei  costi  della
  politica,  secondo quanto previsto dalla legge regionale 11  luglio
  2023  n.  8,  nel 2026 lo stanziamento di bilancio per l'erogazione
  delle   indennità  parlamentari  rimane  invariato  rispetto   allo
  stanziamento 2025.
   Per il resto mi rimetto al testo della relazione scritta1.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.

   Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del Documento contabile numero 171.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si   dà   lettura  del   Fondo  pluriennale  vincolato  per  spese
  correnti .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà lettura del  Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del  Fondo di cassa all'1.01.2026
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
          (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extratributarie .
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si passa al Titolo 4 -  Entrate in conto capitale .
   Si dà lettura della Tipologia 200  Contributi agli investimenti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
        (Il Titolo 4 -  Entrate in conto capitale  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
  (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione  è
                              approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi,  in tutte le votazioni fatte  sino  a  questo
  momento e sino alla fine, l'onorevole La Vardera si astiene.

   Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
        (La Missione 20 -  Fondi e accantonamenti  è approvata)

   Si passa alla Missione 99 -  Servizi per conto terzi .
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
       (La Missione 99 -  Servizi per conto terzi  è approvata)

   PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per  Missioni, del Quadro generale  riassuntivo,  del
  prospetto  degli  Equilibri di Bilancio e  degli  Allegati,  nonché
  degli  allegati  bilanci  della Cassa di  Quiescenza  dei  Deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza  del
  personale  dell'Assemblea regionale siciliana, come  approvati  dai
  rispettivi  organi, ponendo in votazione l'intero Documento  numero
  171 con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli   colleghi,   avendo   votato   il   Bilancio    interno
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana, rinviamo la  seduta  alle  ore
  15:30.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.50, è ripresa alle ore 15.57)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.


              Discussione unificata dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  Dichiaro  chiusa la discussione  generale.  Pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, ho solamente fatto il passaggio all'esame degli articoli
  del  bilancio.  Dico,  dobbiamo discutere del bilancio,  devo  fare
  prima  il  passaggio all'esame degli articoli. Il  passaggio  degli
  articoli è unificato e si inizia dal bilancio, e quindi se in  Aula
  magari c'è un attimino, un po' più, di silenzio, mi ascoltate.
   Ricordo  che, ai sensi del decreto legislativo del 23 giugno  2011
  n.  118,  e  s.m.i. - ed in particolare ai sensi dell'articolo  11,
  dell'articolo  39  comma 9, dell'allegato 9  e  dell'Allegato  4/1,
  paragrafo  9 - la struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione
  da parte dell'Assemblea, è organizzata per le entrate in  titoli' e
   tipologie' e per la spesa in  missioni' e  programmi'. Tipologie e
  programmi costituiscono le unità di voto ai fini dell'approvazione.

   Si  inizia  quindi  l'esame del ddl 1029/A,  recante  il  bilancio
  regionale.

   Assessore Dagnino, stiamo iniziando l'esame del disegno  di  legge
  di bilancio recante il bilancio regionale.

                                Entrate

   Si   inizia   dall'esame  dell'articolo  1   Stato  di  previsione
  dell'entrata .
   All'articolo   1  c'è  l'emendamento  soppressivo,   1.1   che   è
  inammissibile, così come l'emendamento 1.3 e l'emendamento 1.2.
   Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).
   All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.
   Onorevole Catanzaro non la sento perché in Aula c'è troppo  brusio
  e quindi non riesco a sentirla.
   L'Onorevole Catanzaro chiede di parlare. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, siccome stiamo procedendo al voto  e
  all'esame  degli emendamenti del bilancio della Regione, le  chiedo
  un  attimo  di ordine nell'Aula perché non si comprende nulla.  C'è
  grande confusione.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo.

   CATANZARO. Noi vorremmo seguire i lavori attraverso quello che lei
  dalla Presidenza ci sta dicendo, altrimenti non si comprende nulla.
   Siamo costretti ad intervenire ed interrompere ogni secondo.
   Quindi, questo è quello che le chiedo. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
   Chiedo  ai  colleghi  deputati che sono  in  Aula  di  evitare  di
  interloquire  o  se ce ne fosse la necessità di interloquire  fuori
  dall'Aula,  perché  altrimenti  non  riusciamo  a  portare   avanti
  l'approvazione degli articoli del bilancio.
   Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).

   All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.

   L'   emendamento  BIL.1  è  ammissibile.  È  del  Governo,  è   un
  emendamento tecnico.

   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   LA VARDERA. Voto contrario su tutto

   PRESIDENTE. Così come previsto dal decreto legislativo n. 118  del
  2011  e  s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione delle singole
  Tipologie all'interno di ciascun Titolo.
   Si  pone  in  votazione il Fondo pluriennale vincolato  per  spese
  correnti.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione il Fondo pluriennale vincolato  per  conto
  capitale.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione l'utilizzo avanzo di Amministrazione:
     di cui avanzo utilizzato anticipatamente
   di cui utilizzo fondo anticipazioni di liquidità.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione il Fondo di cassa all'01/01/2026.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'esame  del  Titolo I "Entrate  correnti  di  natura
  tributaria contributiva e perequativa".
   Si  pone  in votazione la Tipologia 101 "Imposte, tasse e proventi
  assimilati".

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la Tipologia 102  "Tributi  destinati  al
  finanziamento della sanità".

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 103 "Tributi devoluti e regolati
  alle autonomie speciali".

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 1, si passa all'esame  del  Titolo  2
  "Trasferimenti correnti".
   Si  pone in votazione la Tipologia 101 "Trasferimenti correnti  da
  Amministrazioni pubbliche".

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti correnti  da
  famiglie".

                             (È approvato)

     Si pone in votazione la Tipologia 103 "Trasferimenti correnti da
  imprese".

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 104 "Trasferimenti correnti  da
  Istituzioni Sociali Private".

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la Tipologia 105 "Trasferimenti  correnti
  dall'Unione europea e dal resto del mondo".

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 2, si passa all'esame  del  Titolo  3
  "Entrate extratributarie".
   Si pone in votazione la Tipologia 100 "Vendita di beni e servizi e
  proventi derivanti dalla gestione dei beni".

                             (È approvato)

   Si   pone  in  votazione  la  Tipologia  200  "Proventi  derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi".

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi di
  capitale".

                             (È approvato)

     Si pone in votazione la Tipologia 500 "Rimborsi ed altre entrate
  correnti".

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 3, si passa all'esame  del  titolo  4
  "Entrate in conto capitale".
   Si   pone   in   votazione  la  Tipologia  200  "Contributi   agli
  investimenti".

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 300 "Altri  trasferimenti  in
  conto capitale".

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 400 "Entrate da alienazione  di
  beni materiali e immateriali".

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 500 "Altre entrate  in  conto
  capitale".

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  del Titolo 4 si passa all'esame  del  Titolo  5
   Entrate da riduzione di attività finanziaria .

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 100  Alienazione  e  attività
  finanziaria

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 200  Riscossione di crediti  di
  breve termine

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 300  Riscossione di crediti  di
  medio-lungo termine

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 400  Altre entrate per riduzione
  di attività finanziarie

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 5, si passa all'esame  del  Titolo  6
   Accensione prestiti

   Si  pone  in votazione la Tipologia 300  Accensione muti  e  altri
  finanziamenti a medio lungo termine

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 6, si passa all'esame  del  Titolo  9
   Entrate per conto terzi e partite di giro

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 100  Entrate per  partito  di
  giro

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 200  Entrate per conto terzi

                             (È approvato)

   Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  1.

   Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato così come
  emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla discussione dell'articolo 2. Ne do lettura:.

                               «Art. 2.
                    Stato di previsione della spesa

   1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 e
  successive modificazioni, sono autorizzati l'impegno e il pagamento
  delle  spese  della  Regione siciliana per gli esercizi  finanziari
  2026,  2027  e  2028 in conformità dello stato di previsione  della
  spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».
   Gli emendamenti 2.1, 2.3 e 2.2 sono inammissibili.
   Si passa all'esame dell'Allegato 4. Così come previsto dal decreto
  legislativo   n.  118  del  2011  e  s.m.i.,  l'Assemblea   procede
  all'approvazione  dei  singoli Programmi  all'interno  di  ciascuna
  Missione, così come emendati.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Giambona)

   Onorevole Giambona, ci sono degli emendamenti e li trattiamo.
   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  BIL.13,  presentato   del
  Governo,  che trovate all'interno dei vostri tablet.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento BIL.9, a firma dell'onorevole Venezia  ed  altri,  è
  inammissibile.

   VENEZIA. Perché è inammissibile?

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame  dell'emendamento  BIL.10,   che
  trovate  a  pagina 32 del fascicolo, sempre all'interno dei  vostri
  tablet, a firma dell'onorevole Assenza.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  BIL.15,  presentato   dal
  Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   SUNSERI. Ce lo può illustrare l'assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mi pare che il contenuto  della
  relazione  sia  esaustivo.  Si  tratta  di  aggiornare  i  capitoli
  destinati   all'indennità   di   presenza   dell'Ufficio   speciale
  partecipate  e liquidazioni, e inoltre viene aggiornato  il  valore
  del  Fondo  rischi contenzioso e del Fondo rischi  e  finanziamenti
  delle assegnazioni dello Stato per i piani operativi, perché questi
  fondi  vengono calcolati sulla base di alcuni criteri.  Al  momento
  dell'approvazione  del disegno di legge in Giunta,  il  valore  era
  quello  che  è riportato nel testo base ma, nel mese  e  mezzo  che
  separa  l'approvazione della Giunta dal passaggio in Aula, è  stato
  fatto  un aggiornamento per effetto - diciamo -  di variazione  dei
  presupposti del calcolo. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore.
   Onorevole Sunseri, prego.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente.  Allora,  a  prescindere   che   la
  spiegazione dell'assessore non è esaustiva perché, diciamo, non  ci
  ha spiegato la finalità dell'emendamento, e certamente la relazione
  non  chiarisce  i  dubbi,  ma  voglio  entrare  un  attimino  nello
  specifico.  Mi  spiega i 10 milioni del Fondo  del  cofinanziamento
  regionale  che  c'entrano  col  Fondo  liquidazione?  Cioè,  perché
  l'Ufficio liquidazioni... perché li prendiamo da lì?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Sono  più  variazioni,  non
  riguardano  la  singola  voce.  È  in  un'unica  tabella.   Abbiamo
  presentato  un  unico  emendamento  con  diverse  modifiche   della
  tabella, quindi sono fattispecie diverse che sono però riportate in
  un  unico emendamento. Quindi l'aggiornamento del Fondo contenzioso
  noi  lo  consideriamo un emendamento puramente tecnico, non c'è  un
  significato politico. Il Fondo contenzioso è obbligatorio, e  viene
  rappresentato  dalla Ragioneria generale, andava  aggiornato  sulla
  base  di  alcune sopravvenienze, e per l'indennità di presenza  del
  personale mancava il 2008 perché avevamo dato soltanto copertura su
  due  anni  e  non  sul  triennio.  E  quindi  hanno  aumentato   di
  ottantamila  euro,  che  sono previsti  come  obbligatori...  spese
  obbligatorie.

   PRESIDENTE.   Colleghi,  pongo in votazione l'emendamento  BIL.15.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso,  colleghi,  si  passa  all'emendamento  BIL.16.  Onorevole
  Geraci,  se lei ritira il BIL.16 perché poi è assorbito dal  BIL.14
  del Governo  quindi, se lei lo ritira, faccio votare il BIL.14.
   Ribadisco,  se lei ritira, onorevole Geraci, l'emendamento  BIL.16
  che viene assorbito dal BIL.14 che è successivo al suo emendamento,
  ed è del Governo, votiamo l'emendamento del Governo.

   GERACI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Geraci.  Pongo  in  votazione  il
  BIL.14. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà  non la sento, un attimo. Prego.

   CAMBIANO.  Prima della votazione, Presidente, solo un chiarimento.
  Mentre  l'emendamento dell'onorevole Geraci,  che  appartiene  allo
  stesso  partito  politico dell'assessore all'istruzione,  prevedeva
  una  variazione in aumento di 5 milioni e mezzo per le  istituzioni
  scolastiche  pubbliche, l'emendamento proposto dal Governo  prevede
  un  milione di euro per le istituzioni scolastiche pubbliche  e  un
  milione  e  trecentomila euro per le istituzioni  sociali  private.
  Volevo,  se  possibile,  avere spiegazioni da  parte  del  Governo.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Prego, assessore. Domanda legittima.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie. Un capitolo è, appunto,
  come riportato, come richiamato dall'onorevole Cambiano legato alle
  scuole  di  ogni  ordine e grado, quindi alle scuole  pubbliche  in
  particolare,  ed è il primo dei tre capitoli. Il secondo  è  quello
  relativo alle scuole paritarie. Grazie.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cambiano, non è però... non c'è  dibattito.
  La  faccio  intervenire, la faccio intervenire ulteriormente,  però
  evitiamo.

   CAMBIANO. Presidente, io non voglio, diciamo, mettere in imbarazzo
  nessuno,  però  la risposta dell'assessore è: il primo  capitolo  è
  quello  delle scuole pubbliche, il secondo capitolo è quello  delle
  scuole  paritarie. Ora, se lei mi dice che non è un  dibattito,  ma
  questa  è  una risposta, io chiedo perché nell'emendamento proposto
  da  parte  dell'onorevole Geraci erano previsti  cinque  milioni  e
  mezzo di euro per le scuole pubbliche.
   Lei   dice:  "Onorevole  Geraci,  se  ritira  l'emendamento  viene
  assorbito da quello governativo" in cui vengono proposti un milione
  di  euro,  quindi meno dei cinque milioni e mezzo di  euro  per  le
  scuole  pubbliche, e un milione e trecentomila euro per  le  scuole
  private o istituzioni sociali private.
   La  risposta  non  può essere: "Abbiamo previsto  un  milione,  un
  milione  e  tre . Perché? Vorrei capire, l'esigenza per  cui  diamo
  maggiori  risorse  alle  scuole private rispetto  alle  istituzioni
  pubbliche.  C'è  un fabbisogno, c'è una richiesta  da  parte  degli
  Uffici,  c'è una richiesta da parte dei Dipartimenti? Da  che  cosa
  nasce  questo fabbisogno? Considerato che nello stesso  emendamento
  da  parte  di  un  esponente  della  maggioranza  era  previsto  un
  fabbisogno stimato in cinque milioni e mezzo di euro. Grazie.

   SCHILLACI. Naturalmente non siamo d'accordo.

   DI PAOLA. Ci sono altri interventi, colleghi?
   Assessore, lei vuole replicare ulteriormente? Prego.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, mi perdoni.
  La  domanda è, dal nostro punto di vista, mi permetto di dire senza
  voler  offendere nessuno, mal posta. Cioè, se ho ben capito, ci  si
  chiede  perché l'onorevole Geraci ha fatto una proposta diversa  da
  quella del Governo. Chiedetelo all'onorevole Geraci.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  No, no, assessore. La richiesta è sugli  importi  che
  sono    inferiori   rispetto...   gli   importi   sono    inferiori
  nell'emendamento     del    Governo    rispetto     all'emendamento
  dell'onorevole Geraci.
   L'onorevole   Geraci   vuol   dire  qualcosa?   Onorevole,   vuole
  intervenire?  Ho  visto  che ha alzato la  mano.  Prego,  onorevole
  Geraci.

   GERACI.   Io   avevo  presentato  l'emendamento,  ma   mi   sembra
  l'emendamento del Governo più coerente e a trecentosessanta  gradi,
  e quindi ritiro come azione di buon senso. Grazie.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Schillaci  chiede  di  parlare.  Ne   ha
  facoltà.

   SCHILLACI. Presidente, noi non riteniamo come Movimento  5  Stelle
  che  possano  essere individuate delle pari risorse per  le  scuole
  pubbliche  a  fronte  delle scuole paritarie,  perché  abbiamo  una
  quantità di scuole pubbliche in difficoltà che certamente non  sono
  paragonabili alle scuole paritarie. Grazie, quindi annuncio il voto
  contrario.  Su  questo il Movimento 5 Stelle... e preannuncio  voto
  segreto.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi, colleghi?
   Assessore, prego.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Ci siamo avveduti, come  emerge
  anche  dalla  relazione... Intanto vorrei  rassicurare  l'Aula  sul
  fatto che qualunque emendamento del Governo è assistito da una nota
  degli Uffici, quindi il Governo non formula modifiche di variazioni
  senza che vi sia un'istanza specifica da parte degli Uffici. Questo
  vale  per  qualunque  emendamento firmato dal  Governo,  però  devo
  cogliere  l'opportunità che mi viene offerta  per  verificare,  per
  evidenziare  un errore, come leggete dalla relazione,  me  ne  sono
  appena appena accorto. La relazione dice: "col presente emendamento
  si  adeguano  le  previsioni  per  l'esercizio  2028  dei  capitoli
  destinati  all'istruzione ricorrente e alla  sperimentazione  delle
  scuole .  Tuttavia, nella tabella la variazione  avviene  sul  2026
  anziché  sul  2028,  quindi  dovremmo fare  un  subemendamento  che
  propone la variazione sul 2028 anziché sul 2026.

   SCHILLACI.  È  la  qualità delle risorse. sono  due  cose...  voto
  segreto.

   PRESIDENTE.  Un  attimo,  prima di dare  la  parola  all'onorevole
  Sunseri. La relazione la possiamo modificare, non è un problema.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.    Mi  sembra,  diciamo,  il  primo  giorno   di   scuola
  elementare.  Non  è  la relazione il problema. L'emendamento  è  un
  tabellare  classicissimo, fa riferimento al 2026.  Nella  relazione
  può  esserci  scritto  quello  che  vogliamo,  l'emendamento  è  un
  tabellare al bilancio che dice "variazione al 2026".
   Quindi  questo è quello che vuole fare il Governo. Poi quello  che
  c'è scritto sotto, diciamo, poco importa, ecco.

   PRESIDENTE.   Colleghi   Assessore,  vuole   fare   un   ulteriore
  intervento? Prego.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Se lo accantoniamo un momento,
  faccio  recuperare  la nota dell'ufficio. Devo avere  il  tempo  di
  recuperarla.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie,  signor  Presidente.  Assessore,  non  è   che
  dobbiamo girare intorno cercando di spostare l'argomento e il  tema
  della questione  Nella relazione possiamo scrivere tutto quello che
  vogliamo    perché   è   soltanto   indicativa    ed    esplicativa
  dell'emendamento. L'emendamento delinea una scelta  politica  molto
  chiara in materia di istruzione e di contributi che vengono erogati
  alle  scuole, c'è una scelta precisa del Governo, che è  quella  di
  destinare  1,3 milioni alle scuole private e 1 milione alle  scuole
  pubbliche.
   Già questo basta  Visto che l'assessore Turano non ci dà ulteriori
  chiarimenti che giustifichino questa scelta, tanto basta  per  dire
  che noi siamo contrari.
   Quindi,  o  ci spiegate se questa scelta politica, di favorire  le
  scuole  private  più di quelle pubbliche, è una scelta  voluta  dal
  Governo,  se  poi c'è un errore sicuramente l'errore  non  è  nella
  relazione, è nella tabella.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Assessore, facciamo in questo modo: così  come  mi  ha
  chiesto  lei  nel  suo  ultimo intervento, per  il  momento  questo
  emendamento  lo  accantoniamo un attimo,  così  facciamo  ulteriori
  riflessioni e andiamo avanti.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  È un incremento.

   PRESIDENTE.  È  un  incremento. Va bene, dico lo  accantoniamo  un
  attimo...

                           (Brusio in aula)

   Accantoniamo il Bil.14 e l'emendamento Bil.17.
   Andiamo all'emendamento Bil.12, il Bil... un attimo, assessore,  è
  accantonato, siamo già al Bil.12, lo riprendiamo dopo...

                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Siamo  bravi, disponibili,  tutto,  però  in  maniera
  chiara; siccome si stanno votando emendamenti che non è che sono  a
  saldo zero  ci sono emendamenti che rappresentano una spesa in più,
  innanzitutto, rappresentano una spesa in più e sono risorse che noi
  stiamo togliendo dal fondo globale, dai fondi globali.
   Quindi,  cortesemente, su quegli emendamenti  che  riguardano  una
  maggiore  spesa  e  un  incremento di spesa deve  essere  detto  in
  maniera  chiara  cioè l'assessore o lei, Presidente, ci dica:  "qui
  c'è un'ulteriore spesa, di un milione, di due milioni", in modo che
  noi  con  tranquillità  e  serenità... No  Perché  così,  correndo,
  velocemente,  l'iPad  salta, e noi ci troviamo  ulteriore  spesa  e
  magari non la condividiamo

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Dipasquale,   infatti   abbiamo
  accantonato i due emendamenti in questione.

       Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  Bil.12, a prima  firma  dell'onorevole
  Schillaci  ed  altri, che ha un aumento di spesa di  3  milioni  di
  euro.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, qui naturalmente fioccano  i  pareri
  contrari,   ogni  volta  che  presentiamo  degli  emendamenti,   le
  opposizioni,     emendamenti    che     riteniamo     assolutamente
  imprescindibili  Perché poi quando cadono i calcinacci o quando non
  ci  sono  risorse,  per potere intervenire sui  piani  di  edilizia
  scolastica, il Governo allarga le braccia.
   Questo noi non lo possiamo tollerare  Perché noi abbiamo ancora  i
  nostri  ragazzi  che non sono sicuri e non sono  sicuri  neanche  i
  nostri insegnanti all'interno dei plessi scolastici.
   Quindi,  io  vorrei  capire  dall'assessore  per  quale  motivo  è
  contrario  a  un  emendamento di questo tipo, che  il  Movimento  5
  Stelle ritiene assolutamente imprescindibile
   Quindi vorrei capire perché abbiamo la contrarietà del Governo.

   PRESIDENTE. Assessore, il Governo è contrario; dico, se lei  vuole
  ribadire un'altra volta la posizione

   DAGNINO,  assessore per l'economia. No, vorrei  fare  un'ulteriore
  precisazione: l'emendamento, oltretutto è inammissibile, perché  ha
  copertura sul 2027 dove non c'è capienza nei fondi globali...

        (Interruzioni fuori microfono dell'onorevole Sunseri e
                       dell'onorevole Schillaci)

   PRESIDENTE. Assessore, è la Presidenza che

                    (Interruzioni fuori microfono)

   PRESIDENTE. Colleghi, un attimo  Colleghi, per favore

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il Governo evidenzia che sul 27
  non  ci  sono  fondi  globali, si rimette alla  Presidenza  per  la
  dichiarazione di ammissibilità.

   PRESIDENTE. Colleghi, un attimo  Io vi faccio intervenire,  ma  vi
  chiedo un minimo di collaborazione perché, altrimenti, anche io  ho
  difficoltà poi ad ascoltarvi.
   Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Allora,  diciamo,  siamo partiti  non  male,  malissimo
  Perché  io non so, assessore, come funziona dall'altra parte  della
  barricata  a  Palazzo  d'Orleans, qui siamo in Assemblea  regionale
  siciliana,  la copertura la danno gli Uffici e se gli Uffici  hanno
  ritenuto l'emendamento ammissibile vuol dire che c'erano le risorse
  per  poterlo  fare.  Poi,  lei può dare  il  parere  contrario  del
  Governo,  la  Commissione  Bilancio  dà  parere  contrario,  ma  se
  l'emendamento  è stato ritenuto ammissibile, vuol dire  che  ha  la
  copertura per andare avanti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento Bil.12, col  parere  contrario
  della Commissione e del Governo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   SCHILLACI. Voto segreto

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta di voto segreto?  Chi  è  che  sta
  facendo la richiesta? L'onorevole Schillaci?

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Vediamo  se  la richiesta...  la  richiesta  di  voto
  segreto è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Colleghi,  posizionate  i  vostri  tesserini  e  preparatevi  alla
  votazione.
   Assessore,  stiamo  votando. Assessore, metta il  tesserino,  così
  almeno...un  attimo,  un  attimo,  con  calma.  Aspettiamo   che...
  perfetto, ci siamo
   Allora,  colleghi,  stiamo  mettendo  in  votazione  l'emendamento
  Bil.12,  col  parere  contrario del  Governo  e  della  Commissione
  Bilancio.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Bil.12

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento Bil.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 63
   Votanti                  61
   Maggioranza              31
   Favorevoli               33
   Contrari                 28
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento Bil.11, a firma dell'onorevole Schillaci.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.  No,
  scusi, contrario

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Questo  è  un emendamento che va a  rimpinguare  delle
  somme  per i libri di testo scolastici. Quindi, lo vorrei  ribadire
  forte in Aula: libri di testo

   PRESIDENTE.   Colleghi,  pongo in votazione l'emendamento  Bil.11.
  Non ho capito...

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Non leviamo questi soldi

   PRESIDENTE. Assessore Turano, assessore Turano, a lei  la  parola.
  Ho capito che vuole intervenire.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, voglio intervenire soltanto  per  spiegare  che
  l'allocazione  di  queste  risorse,  su  questo  capitolo,  non   è
  funzionale alla spesa perché già con le cedole librarie noi  stiamo
  pagando  tutto il contributo che diamo per legge ai comuni. Mettere
  più  soldi  in  un momento in cui abbiamo, peraltro, un  decremento
  della  popolazione scolastica, è una cosa che non aiuta, non serve;
  cioè se li mettiamo, poi non li posso spendere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, metto in votazione  l'emendamento
  BIL.11.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Andiamo  all'emendamento  BIL.1,   a   prima   firma
  dell'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, grazie di avermi concesso la parola.
   Io  intendo,  anzi,  intenderei, signor  Presidente,  avere  delle
  spiegazioni   da  parte  dell'Assessore  per  l'istruzione   e   la
  formazione   professionale  relativamente   a   tutta   una   serie
  d'interventi  che da un'analisi che noi abbiamo compiuto  sarebbero
  definanziati e questi riguardano, fondamentalmente, la  Missione  4
   Istruzione e diritto allo studio . E, nello specifico,  Assessore,
  noi abbiamo istruzione prescolastica...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Giambona,  siccome  ho  visto  gli   altri
  emendamenti  a  firma sua  se può li espliciti tutti  in  un  unico
  intervento, perché ho visto che ne ho qui più di uno.

   GIAMBONA. Esatto, signor Presidente.
   Il  mio intervento vuole esprimere in un unico momento quelli  che
  sono una serie di emendamenti che ho presentato insieme ai colleghi
  del   Partito   Democratico,  che  hanno  ad  oggetto  l'attenzione
  relativamente  alla Missione 4 "Istruzione e diritto allo  studio".
  Dall'esame  del  bilancio, si evince che parecchi programmi,  nello
  specifico partendo dal BIL.1 e seguenti...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, quale "BIL" nello specifico?

   PRESIDENTE. BIL.1

   GIAMBONA.  Parecchi programmi, sono sostanzialmente e  in  maniera
  considerevole definanziati: "Istruzione prescolastica   rispetto al
  2025  abbiamo  un  -3.800.000 euro; "Istruzione non  universitaria"
  rispetto al 2025,  -4.200.000 euro; "Edilizia scolastica",  abbiamo
  trattato parzialmente, prima, il tema con un altro emendamento,  ma
  evidenzio  come il definanziamento,  da 23.600.000 euro a 5.400.000
  euro, quindi -18.500.000 euro; "Istruzione universitaria", passiamo
  da 29.700.000 euro a 17.000.000 milioni di euro, quindi -12.300.000
  euro;  "Istruzione tecnica superiore" da 113.000.000,00 di  euro  a
  5.200.000  euro,   con  un -108.000.000 e  di  questo  ce  ne  darà
  spiegazione l'Assessore.
   Vado avanti: con "Servizi ausiliari all'istruzione", dove passiamo
  da 72.000.000 euro del 2025 a 18.000.000 euro del 2026 - e concludo
  Assessore, dopodiché lei se li va a controllare tutti - il "Diritto
  allo  studio" - quindi stiamo parlando fondamentalmente di  ERSU  -
  nel  2025  18.460.000 euro; bilancio 2026 vediamo 12.000.000  euro,
  tra  l'altro, nell'esame del triennio per l'anno 2028  vediamo  uno
  zero
   Noi  vorremmo dei chiarimenti rispetto a questi che sono dei tagli
  che  ci  preoccupano in maniera importante Assessore, perché quando
  parliamo  di  un taglio nell'edilizia scolastica di ben  18.000.000
  euro e sappiamo benissimo qual è la condizione dei nostri istituti,
  delle  nostre scuole, vedere un taglio di così importante rilevanza
  richiede un approfondimento.
   Vedere  un  taglio  su  quello  che  è  il  diritto  allo  studio,
  considerato  che  giusto  ieri  gli  studenti  universitari   hanno
  protestato   davanti  la  sede  della  Presidenza   della   Regione
  siciliana,  lamentando come solamente a Palermo di 17.000  soggetti
  che sono, appunto, idonei all'ottenimento della borsa di studio, in
  questa prima fase saranno assegnate solamente poco meno della metà
  Noi  chiediamo, da questo punto di vista, delle spiegazioni, perché
  è  altresì  inaccettabile  che, da una  parte,  in  maniera  chiara
  vediamo  dei tagli alla scuola pubblica, per tutte le missioni  che
  le  ho  poc'anzi  esplicitato,  e dall'altro  lato,  invece,  nelle
  tabelle,  c'è un aumento del finanziamento alla scuola privata:  da
  sette milioni e mezzo a undici milioni di euro, quindi l'Assessore,
  insieme  al Governo, ci dica quali sono le priorità, se la priorità
  è  la  scuola  pubblica o la scuola privata, perché  sul  tema  del
  diritto  sacrosanto dei nostri dei ragazzi ad una  scuola  pubblica
  che  sia  efficiente e all'avanguardia noi non  facciamo  sconti  a
  nessuno
   Quindi,  chiedo  che l'Assessore espliciti punto per  punto  nelle
  missioni, negli interventi, a che cosa si riferiscono questi tagli,
  perché   diversamente  noi  ci  metteremo  di  traverso  su  questo
  argomento, sul tema del diritto alla scuola.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, Assessore alla  pubblica
  istruzione,  colleghi  parlamentari.  Certo  che  non  li  possiamo
  liquidare anche qui a Palermo come poveri comunisti che protestano.
  Non  vi  mettete nella testa di copiare il Ministro,  il  grandioso
  Ministro  che  avete,  il  grandioso Ministro  dell'Istruzione  che
  avete, anche perché l'ho detto ieri, qua comunisti ce ne sono pochi
  e sono però sempre più poveri, caro Assessore.
   La   situazione  è  drammatica,  la  situazione  è  drammatica   e
  vergognosa
   Perché è drammatica e vergognosa? Perché, guardate, davanti ad una
  finanziaria  povera, davanti a una finanziaria con minori  risorse,
  prevedere  un  taglio  delle risorse per  l'istruzione  pubblica  è
  difficile  da raccontare, ma ancora minimamente comprensibile;   ma
  una  finanziaria che solamente - io dico le parti spicciole  -  che
  rispetto alla scorsa finanziaria, che era 950 milioni di euro,  ora
  ne  diventa quasi un miliardo e quattro, da un miliardo e tre passa
  ad  un  miliardo  e  quattro, tagliare  i  soldi  per  l'istruzione
  pubblica  e tagliarli a favore, mettendo solamente e tenendo  conto
  dell'istruzione  privata,  ovviamente  a  noi  ci  vede  non   solo
  indignati,  ma  ci vede veramente arrabbiati perché  proprio  ieri,
  insieme a tutto il Partito Democratico, insieme anche alle forze di
  minoranza,  al  Movimento 5 Stelle, c'era anche lei Vicepresidente,
  eravamo  tutti  là  con  i  ragazzi che non affrontavano  questioni
  ideologiche,  i  ragazzi  ci hanno chiesto  solamente  il  sostegno
  economico per le borse di studio che gli vengono ridotte del 50 per
  cento.  E,  quando noi, oggi, con un miliardo e tre,  con  maggiori
  risorse, pensiamo di togliere i soldi per l'edilizia scolastica, di
  togliere i soldi per le borse di studio, di togliere quelle risorse
  necessarie  per  garantire il diritto allo studio,  ma  secondo  me
  bisogna anche un poco vergognarci.
   Allora, io mi auguro che intervenga ora l'assessore e ci dica  no,
  non  è  così,  caro onorevole Giambona, caro onorevole  Dipasquale,
  caro   Parlamento,  le  risorse  rispetto  all'anno   scorso    non
  dimentichiamoci che le risorse che sono individuate nel 2025,  sono
  comprensive di variazioni di bilancio.

   CRACOLICI. Che abbiamo fatto noi, tra l'altro.

   DIPASQUALE.  Che  abbiamo  fatto  noi  tra  l'altro,   come   dice
  l'onorevole Cracolici.
   Quindi  noi,  oggi, ci troviamo una situazione,  se  così  dovesse
  essere, veramente catastrofica, cioè rispetto a un importo iniziale
  della  finanziaria originaria del 2025, e poi aggiornata, noi  oggi
  abbiamo  tagli consistenti e noi questo non lo possiamo  concepire.
  Se  non  avessimo  le  risorse, ok, noi  potevamo  benissimo  anche
  soprassedere, ma con una marea di risorse come ci sono, per noi del
  Partito   Democratico,  ma  sono  convinto  per  tutti  noi   della
  minoranza,  questa  qui  diventa una battaglia  veramente  forte  e
  determinata.
   Quindi, fermiamoci, ascoltiamo l'Assessore, ci dia gli elementi  e
  caso mai vediamo come risistemare tutto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Assessore, io ho visto gli emendamenti fatti dal collega  Giambona
  e da altri colleghi, sono più di uno come emendamenti, non so se il
  Governo vuole un attimo provare a fare una sintesi e, quindi, è  il
  Governo  che in qualche modo fa una sintesi, perché, rispetto  agli
  emendamenti  presentati dal collega Giambona,  sono  preclusi  solo
  perché  è stato approvato già un emendamento, è stato approvato  il
  Bil.12.
   Il  Bil.7  e  il Bil.5 sono preclusi, perché abbiamo approvato  il
  Bil.12, tutti gli altri sono ammissibili e li possiamo votare.
   Io   chiedo  al  Governo,  prima  di  mettere  in  votazione   gli
  emendamenti  presentati dal collega Giambona e altri  colleghi,  se
  vuole fare una sintesi, visto che ci sono almeno 4 emendamenti,  se
  non  ricordo male, da votare oppure andiamo a votazione emendamento
  per emendamento? Prego, Assessore.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Dobbiamo essere chiari, se la Presidenza dell'Assemblea ritiene  di
  accantonare   il   pacchetto  degli  emendamenti   sulla   pubblica
  istruzione per avere un confronto con l'assessore all'economia  che
  tiene  la  cassa,  io ne prendo atto. Io sono nelle  condizioni  di
  rispondere  delle  ragioni di apparenti tagli che  non  sono  tali,
  perché  l'onorevole Giambona certamente sa, perché è  uno  attento,
  capace  e sempre sul pezzo, che questo Governo si è distinto  negli
  ultimi tre anni.

   GIAMBONA. Sì, certo

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevole Giambona io l'ho ascoltata con interesse, siccome le  sue
  fonti  sono  le  mie mi lasci dire, mi giudichi su quello  che  sto
  dicendo.
   Questo  Governo  si è distinto per avere pagato negli  ultimi  tre
  anni  il 100% delle borse e questo qui è un dato oggettivo. È vero,
  sembra  che non ci sono le risorse, ma l'onorevole Giambona  che  è
  molto  attento e preparato, sa che nella riprogrammazione del Fondo
  sociale  europeo,  che  è già è stata tecnicamente  approvata,  nel
  confronto che abbiamo avuto con gli uffici di Bruxelles  e,  non  a
  caso,  domani abbiamo il Comitato di sorveglianza per  la  ratifica
  ufficiale,  domani  e dopodomani, noi abbiamo allocato  le  risorse
  sufficienti per pagare il 100% delle borse di studio che sono state
  richieste. Quindi, come faccio io a dire che sono d'accordo su  una
  cosa che so già di avere risolto?
   Sull'edilizia  scolastica, sempre utilizzando i  soldi  del  Fondo
  Sociale  Europeo, siamo intervenuti facendo scorrere le graduatorie
  e  finanziando  tutte  le  richieste  che  sono  pervenute  per  la
  realizzazione  e l'ammodernamento degli istituti, ne abbiamo  fatto
  l'anno  scorso 204, in termini di realizzazione di palestre,  spazi
  comuni, auditorium, biblioteche e mense.
   In  aggiunta, poiché abbiamo finanziato tutte le risorse,  abbiamo
  quest'anno pubblicato altro bando comunitario che alloca 15 milioni
  di  euro,  per  fare gli stessi interventi e, devo  dire  con  viva
  soddisfazione,  sono  arrivate richieste per circa  63  milioni  di
  euro.
   Quindi,  con i fondi comunitari ci preoccuperemo di utilizzare  le
  risorse per ammodernare tutti gli edifici scolastici. Siccome io mi
  assumo  sempre  le  responsabilità delle mie azioni,  anche  quando
  ancora  non  le ho poste in essere, ho pensato che dopo avere  dato
  quasi  100  milioni  di euro per queste misure che  riguardano  gli
  edifici,  fosse  corretto, e ancora non l'ho fatto,  pubblicare  un
  bando per 10 milioni di euro anche per le scuole private, le scuole
  paritarie,  non private, per permettere, con una percentuale  molto
  bassa,  di garantire l'ammodernamento di quegli istituti. Ma questo
  ancora non l'ho fatto, resti agli atti che abbiamo impegnato più di
  100  milioni  di  euro  anzi 704 milioni  di  euro  per  l'edilizia
  scolastica, perché in aggiunta abbiamo realizzato 34 nuovi istituti
  scolastici, anche con i fondi del PNRR.
   E  lo dico con franchezza, apprezzando, per esempio, l'emendamento
  che  è  stato  poc'anzi approvato, che questo Governo,  vorrei  che
  anche  il Presidente della Regione mi ascoltasse, negli ultimi  due
  anni,  o con la legge finanziaria o utilizzando le risorse allocate
  nella  legge  di  variazione di bilancio, ha finanziato  tutti  gli
  interventi,  di tutte le scuole siciliane, che hanno  richiesto  un
  contributo  per  la  manutenzione ordinaria,  tutte    Non  abbiamo
  finanziato  un  pezzo di graduatoria, abbiamo finanziato  tutte  le
  richieste  che  sono  pervenute:  questo  l'anno  scorso  e   anche
  quest'anno.
   Quindi, poi, i soldi per la scuola non bastano mai, però non serve
  metterli dove già realizziamo tutti gli interventi. Ecco le ragioni
  dei tagli che lei vede, perché hanno una copertura diversa.
   Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  assessore  Turano,  un  attimo,   onorevole
  Giambona.
   Assessore  Dagnino, io le direi, se è possibile, possiamo  fare  -
  diciamo, visto che ci sono questi emendamenti più i due che abbiamo
  accantonato - se vuole fare un momento di sintesi. Mi dica lei.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, se possiamo fare una  breve
  sospensione. Grazie.

   PRESIDENTE. Cinque minuti in maniera tale da fare una  sintesi  su
  questi  emendamenti,  sia dell'onorevole Giambona  che  i  due  che
  avevamo accantonato.
   Sospendo l'Aula per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 17.46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'Aula. Ringrazio  sia
  gli  assessori Dagnino e Turano, che i colleghi che hanno  lavorato
  durante questo tempo per fare una sintesi.
   All'interno  dei  vostri tablet troverete l'emendamento  Bil.18  a
  firma  del  Governo,  che prendo pure io, lo troverete  all'interno
  della cartella dei  fuori sacco .
   Naturalmente   chiedo  all'onorevole  Giambona  di  ritirare   gli
  emendamenti a sua firma.
   L'emendamento Bil.18 lo trovate all'interno della cartella   fuori
  sacco .
   Assessore  Turano,  può  spiegare  il  Bil.18,  quello  che  avete
  realizzato?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  È  un  ulteriore  incremento  di un capitolo  di  bilancio,  i  cui
  destinatari  sono le scuole pubbliche della Regione siciliana,  per
  gli interventi di piccola manutenzione.  Spesso capita che, dinanzi
  alla  impossibilità da parte dei dirigenti scolastici di  ricorrere
  all'ausilio  del  legittimo  proprietario  del  bene,  cioè   della
  Provincia  o  del  Comune,  per piccoli interventi  ricorrono  alla
  Regione,  gli  stiamo  dando la possibilità  di  realizzare  questi
  interventi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona ritira i suoi emendamenti?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo nel corso
  della  sospensione  lungamente, appunto, discusso  con  l'assessore
  Turano  e  con i dirigenti del suo Assessorato e da questo diciamo,
  da   questo   confronto,   sono  emersi  alcuni   aspetti,   alcune
  valutazioni,  per certi versi comuni, per altri versi  diciamo  non
  concordi e allora, l'assessore Turano, intanto ci ha comunicato che
  alcuni dei programmi, che della legge di bilancio e nello specifico
  che  hanno  a  riferimento l'istruzione del  diritto  allo  studio,
  sarebbero diciamo coperti attraverso risorse extraregionali  e  che
  queste risorse extraregionali sarebbero bastevoli per coprire tutti
  gli  interventi.  Comunque  ricevo, da  diversi  amministratori  di
  comunità siciliane, delle segnalazioni che, in effetti, quelli  che
  sono  gli  interventi a cui fa riferimento l'assessore  Turano  non
  sono  stati oggetto di copertura. Del resto, l'emendamento proposto
  dalla  collega  Schillaci, trattato un'oretta  fa,  va  proprio  in
  questa direzione, proprio nell'intendimento di coprire tutte quelle
  istanze   presentate  dagli  amministratori  che  hanno  nei   loro
  territori   delle   scuole  che  necessitano   di   interventi   di
  manutenzione.
   Vado  poi  alla questione borse di studio. L'assessore  Turano  ha
  preso  un  impegno che vorrei esplicitasse a tutti  i  colleghi  ed
  anche a chi ci segue attraverso gli strumenti messi a disposizione.
  Ieri,  ribadisco,  gli  studenti  sono  scesi  in  piazza  con  una
  preoccupazione:  la preoccupazione di non avere la  possibilità  di
  ottenere  in tempi rapidi le borse di studio, sacrosante,  previste
  dal  diritto  allo  studio. Questa manovra di bilancio  prevede  un
  taglio nelle tabelle.
   L'assessore  ci  dice  che  le risorse  per  le  borse  di  studio
  sarebbero  coperte attraverso finanziamenti, forme di finanziamento
  extraregionale.  Allora il tema non è solamente, assessore  Turano,
  la  completa  copertura  di  coloro che  sono  idonei  a  diventare
  assegnatari ma anche la tempistica entro cui ottenere le  borse  di
  studio.
   Non può avvenire ciò che è accaduto negli anni passati, quando  le
  borse  di studio sono state erogate ad anno inoltrato ed in  alcuni
  casi  ad  anno  concluso.  Questo non permette  in  alcuni  casi  a
  studenti  che  sono  meritevoli,  agli  studenti  che  hanno  delle
  difficoltà economiche, di proseguire gli studi  Molti ragazzi  sono
  costretti  a rinunciare agli studi  Ci sono ragazzi che  provengono
  anche da altre regioni i quali si erano trasferiti qui in Sicilia e
  che  di fronte all'impossibilità di avere in tempi rapidi le  borse
  di  studio, hanno deciso di rinunciare. Allora io vorrei, al  netto
  di  quella  che  è  la proposta emendativa di cui abbiamo  discusso
  poc'anzi,  anche  delle  garanzie da parte  dell'assessore  Turano,
  garanzie  che  qui rende a tutti: a) che verranno finanziati  tutti
  gli  interventi  di riqualificazione di edilizia scolastica,  e  b)
  che,   relativamente   alle   borse  di   studio   degli   studenti
  universitari.
   Ricordo  che  solamente per la provincia di Palermo  le  richieste
  sono  diciassettemila e ad oggi mi arriva notizia che solamente  il
  45 per cento verrà finanziato in prima battuta, vorrei conferma che
  sulle  borse di studio la riprogrammazione di cui mi ha detto  lei,
  dei  fondi  extraregionali,  dia  risposte  nell'immediato.  Non  è
  ammissibile che il pagamento delle borse di studio arrivi  ad  anno
  inoltrato o in alcuni casi ad anno concluso.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Schillaci.
   Anch'io   mi  unisco,  perché  anch'io  ieri  ho  incontrato   una
  delegazione degli studenti universitari ed è chiaro che la cosa che
  facevano   maggiormente  notare,  oltre  a  quello  che  ha   detto
  l'onorevole  Giambona, è la tempistica, perché è chiaro  che  sulla
  tempistica  di riprogrammazione noi rischiamo, se la  tempistica  è
  troppo  lunga,  che poi gli studenti universitari  non  vadano  più
  nelle università siciliane ma magari vadano in altre regioni,  dove
  poi riescono a prendere le borse di studio.
   Prego,  assessore  Turano,  se  su  questa  cosa  può  darci   dei
  chiarimenti.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Voglio  dare  risposte esaustive all'Aula, però è necessario  anche
  quel rapporto di reciproca collaborazione con l'Aula per capire che
  problemi affrontiamo.
   Perché  se la Regione siciliana e l'Assemblea regionale si  devono
  fare  carico pure di un intervento perché nella scuola si rompe  un
  vetro o non funziona una maniglia me lo dite e noi lo facciamo.  Ma
  non è questo il nostro ruolo
   Un discorso è la strategia di potere realizzare, nelle città della
  Regione   siciliana,  interventi  per  palestre,  per  mense,   per
  l'ammodernamento degli edifici e per la costruzione degli  edifici,
  un  discorso è intervenire perché si rompe in un giorno l'ascensore
  e  il  sindaco  non  interviene; io questo lo faccio,  e  mi  state
  mettendo  delle  risorse per poterlo fare, però non  è  un  modo  -
  onorevole  Catanzaro,  sto parlando con lei  -  di  programmare  le
  risorse.
   Lo dico serenamente, l'incremento del capitolo che hanno chiesto i
  colleghi  per  la  piccola manutenzione noi  lo  stiamo  facendo  e
  saremo,  come  dire,  attenti a tutte le  richieste  che  verranno,
  purtuttavia la programmazione, ora ci arrivo sulle borse di  studio
  onorevole Giambona, lei mi ha chiesto poi sulle borse di studio.
   Le borse di studio, repetita.

   CRACOLICI. Iuvant.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  No,  no,  perché altrimenti l'onorevole Chinnici mi guarda con  gli
  occhi, io non mi avventuro in frasi latine, no, no, no, no

   PRESIDENTE. Assessore Turano.

   TURANO. Allora - iuvant, no l'altra volta ho sbagliato e lei mi ha
  corretto,  quindi mi ha messo in soggezione  - detto questo,  sulle
  borse  di studio noi l'anno scorso abbiamo pagato il 100 per  cento
  delle  richieste  che sono pervenute, due anni fa  e  tre  anni  fa
  abbiamo  continuato  a  pagare il 100  per  cento,  quest'anno,  in
  termini  di  riprogrammazione tra le risorse del FIRST, le  risorse
  del  fondo  del  PNRR, e le risorse del Fondo Sociale  Europeo  che
  abbiamo  già  riprogrammato  e  che  sono  state  accettate   dalla
  Commissione europea, ripagheremo il 100 per cento.
   Siamo  andati  oltre. Abbiamo anche aggiornato il dato  dell'Isee,
  che  non  è una cosa che fa la Regione, spetta al Ministero,  ed  è
  probabile, con quel dato che può cambiare, che forse possa arrivare
  qualche  richiesta  in  più, ma oggi non lo sappiamo;  io  so  che,
  diciamo,  tra virgolette a bocce ferme in termini di programmazione
  raggiungeremo  l'obiettivo che abbiamo  già  raggiunto  negli  anni
  precedenti.
   Questa è una rassicurazione che dà agli studenti e che do a  tutti
  per  il resto, onorevole Giambona, senza nessuna vena polemica,  se
  qualche  amministratore la chiama per dire che si è rotto il  vetro
  dalla  scuola  dica di ripararlo, poi la Regione lo  farà  di  buon
  grado

   DIPASQUALE. Non ci ha convinto.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci  e
  poi  l'onorevole  Catanzaro. Onorevole Sunseri,  anche  lei  voleva
  intervenire?

   SUNSERI. No.

   PRESIDENTE. No, quindi solo gli onorevoli Schillaci e Catanzaro  e
  poi votiamo.
   Prego, onorevole Schillaci. Ha facoltà di intervenire.

   SCHILLACI. Signor Presidente, assessore, lo capiamo bene  che  per
  le  piccole manutenzioni non se ne occupa la Regione perché ci sono
  le  competenze  dei  comuni e delle province  però,  assessore,  la
  politica deve arrivare lì dove ci sono delle deficienze, quindi  la
  ringraziamo  per  la  sensibilità che ha avuto nel  rimpinguare  il
  capitolo per le piccole manutenzioni e, per quanto attiene le borse
  di  studio, i ragazzi che abbiamo incontrato ieri: ci chiedono  una
  tempistica  molto più veloce rispetto a quella che si è avuta  fino
  ad oggi.
   Quindi,   caro   assessore,   noi  opposizioni   ci   mettiamo   a
  disposizione,  assessore parlo con lei,  ci  dica  lei,  vuole  che
  abbiamo  fiato  sul collo sull'Assessorato per quanto  attiene,  ci
  dica lei cosa dobbiamo fare, perché noi lo faremo, avremo fiato sul
  collo sull'Assessorato.
   Ci  dica  cosa  occorre;  occorre una  cabina  di  regia?  Occorre
  un'assistenza  tecnica particolare per risolvere  il  problema?  Ci
  dica cosa occorre, però noi non possiamo trattare i nostri studenti
  universitari  così  come sono stati trattati  finora  perché  nelle
  altre regioni tutto questo non avviene.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  non  volevo  nemmeno  intervenire
  perché  sono  intervenuti i miei colleghi su questo  argomento  del
  Gruppo  del Partito Democratico e, secondo me, gli interventi  sono
  stati abbastanza caratterizzati, rispetto alle richieste, però dopo
  le  parole dell'assessore Turano che oltre ad essere assessore alla
  Pubblica Istruzione arriva in Aula da professore, non si capisce se
  di   università  o  di  scuola  superiore,  è  chiaro  che  bisogna
  intervenire  perché  il suo intervento di un  minuto,  cercando  di
  spiegare  all'Aula quelle che sono le competenze  che  lui  -  come
  assessore  all'istruzione  - deve svolgere,  è  chiaro  che  ci  fa
  piacere ma anche noi lo sappiamo e secondo me lui deve farsi  anche
  una  domanda, perché è chiaro che noi sappiamo quali  sono  le  sue
  competenze,  ma  se  oggi  ci troviamo a discutere  di  somme,  che
  ovviamente  vengono tolte rispetto all'istruzione, e ovviamente  ci
  ritroviamo anche a parlare di un argomento, assessore Turano, e  tu
  lo  sai  che  si  ripete  nel tempo, quindi è  un  argomento  quasi
  machiavellico,  quello  del  diritto  allo  studio,  perché  è   un
  argomento  che non è soltanto di quest'anno, è un argomento  che  è
  accaduto  l'anno  precedente, è un argomento che è accaduto  l'anno
  precedente ancora  Noi, quello che ti chiediamo, assessore  Turano,
  al  di  là  di  quello che è stato l'ultimo intervento del  collega
  Giambona  rispetto all'impegno che tu possa prendere in quest'Aula,
  è  quello  che ti diciamo perché domani, visto che si  riunisce  il
  Comitato  di  sorveglianza, assessore Turano,  spero  che  mi  stia
  ascoltando, devi fare in modo che le borse di studio vengano - come
  dire  - erogate a tutti gli studenti perché, non solo ieri, ma sono
  in  stato  di  agitazione tutti coloro i quali, e l'ho detto  anche
  ieri  dicendo che molti studenti hanno la non possibilità di  poter
  studiare,  e  avere  un qualcosa di supporto,  proprio  per  potere
  proseguire gli studi.
   Allora, assessore Turano, ci devi dire qui, in quest'Aula, te l'ha
  detto il collega Giambona, te l'hanno detto i colleghi Dipasquale e
  chi  è  intervenuto, ci devi dire in quest'Aula quello che  hai  in
  mente  di  fare per il diritto allo studio e per tutto  ciò  che  è
  l'istruzione   perché  è  dentro  quest'Aula   che   noi   dobbiamo
  comprendere  qual è la tua idea di istruzione. E  dici  bene:  "noi
  dobbiamo programmare", però ad oggi - io lo dico sempre - vi  state
  classificando  come  un  Governo per  approssimazione  e  solo  per
  sopperire  alle emergenze, quindi è chiaro e doveroso  che  noi  vi
  chiediamo quello che voi avete in mente di fare su tutto quello che
  riguarda l'istruzione e, soprattutto, sul diritto allo studio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Ho gli interventi dell'onorevole Marano, Lombardo e Spada.
   Poi   vi   chiedo,  colleghi,  se  possiamo  votare  e  ovviamente
  all'onorevole Giambona di ritirare gli emendamenti.
   Prego, onorevole Marano.

   MARANO.  Assessore Turano, quando finisce di parlare al  telefono,
  comincio.

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, prego, si rivolga alla Presidenza.

   MARANO.  Assessore, ogni anno vanno via dalla nostra  Isola  quasi
  diecimila  giovani  laureati  ed è un problema  che  dobbiamo,  che
  bisognerebbe affrontare, no?
   Se  ne vanno quasi diecimila giovani laureati. Il tema delle borse
  di  studio  viene a monte, cioè evitiamo almeno di  fare  andare  i
  giovani  prima  che  si  laureano,  cioè  non  portiamoli  a  dover
  scegliere  università  fuori, in regioni che chiaramente  sono  più
  accoglienti  rispetto  a  quello che è il  tema  del  diritto  allo
  studio.
   Oggi,   in  Aula,  c'è  un  gruppo,  una  delegazione  di  giovani
  universitari dell'università di Palermo che ieri abbiamo incontrato
  insieme  al  vicepresidente Di Paola. Quello che  voglio  dire  io
  assessore  Turano,  se mi ascolta  sarebbe auspicabile  sicuramente
  rendere  costante  e  certo nel tempo quello dell'erogazione  delle
  borse  di  studio  e  sicuramente sarebbe auspicabile,  magari  non
  facendo  tutto in questa legge di stabilità, ma sarebbe  spiegabile
  attingere ai fondi della legge di stabilità e non magari dei  fondi
  europei.  Non  tutto  insieme ma nel tempo si  potrebbe  provvedere
  sistematicamente in questo senso. Grazie, Assessore e Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Assessore Dagnino, se può darmi tre secondi  di
  attenzione, perché se no, non la vedo, Presidente.

   DI  PAOLA. Colleghi, cortesemente, dal corridoio, colleghi, non mi
  fate... se vi potete spostare dal corridoio.
   Prego, onorevole Lombardo.

   LOMBARDO   Giuseppe.   Assessore,  due   minuti   di   attenzione,
  gentilmente.  Poco fa c'era un emendamento della collega  Schillaci
  che  dava  copertura all'emendamento, per la spesa di 3 milioni  di
  euro,  con  il  capitolo  215733, c'era il parere  contrario  della
  Commissione,  il  parere  contrario  del  Governo,  quindi  io   ho
  ritenuto,  noi abbiamo ritenuto, che non ci fosse disponibilità  se
  c'è  il parere contrario. Adesso sto vedendo che c'è un emendamento
  di  500 migliaia  500 mila euro, proposto dal Governo, quindi  vuol
  dire che sul 215733 c'è disponibilità. Il 215733, Assessore, per il
  2026 ha uno stanziamento di 951 milioni di euro, per il 2027 di 272
  milioni  di euro, per il 2028 di 2 miliardi e 318 milioni di  euro.
  Il  capitolo, così chi ci ascolta può anche capire un po'  di  cosa
  stiamo  parlando, è il fondo di accantonamento risorse da destinare
  con  legge  di  stabilità  regionale e  io  le  chiedo:  su  questo
  capitolo,   sulla  legge  di  stabilità  2026,  cosa  abbiamo   già
  destinato?  Per  capire quanto ancora c'è - e sicuramente  ci  sarà
  molto - e per capire l'Aula cosa può fare, Assessore.
   Le  chiedo  questo per avere una risposta, precisa e puntuale,  su
  quanto già è stato destinato su questo capitolo o su quanto si  può
  destinare, di questi 951 milioni di euro per il 2026. Grazie.

   PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Spada,
  solo   per   ricordarvi  una  cosa,  che,  se  non  c'è  copertura,
  l'emendamento  viene  dichiarato  inammissibile,   se   invece   la
  copertura e c'è il parere contrario della Commissione, del Governo,
  comunque la votazione può essere fatta, si mette in votazione e poi
  l'Aula è sovrana.

   SPADA. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ma, intanto, di quale emendamento stiamo parlando?

   SPADA.  Sì,  Presidente. Intervengo semplicemente per riconfermare
  l'impegno  che,  insieme  al  Capogruppo  e  a  tutto  il   Partito
  Democratico, abbiamo portato avanti, anche quest'anno, il  sostegno
  degli studenti universitari.
   Con  l'assessore  Turano, due anni fa, grazie alla  sollecitazione
  degli  studenti  che sono anche qui presenti oggi, abbiamo  trovato
  una  soluzione  ad una questione annosa che interessava  la  nostra
  regione, ovvero la non copertura integrale delle borse di studio.
   In  Sicilia,  a differenza di altre regioni, ci sono i  cosiddetti
  idonei non vincitori, ovvero coloro i quali sono e hanno il diritto
  di  ricevere  la  borsa  di studio ma che,  a  causa  delle  esigue
  risorse, non la ricevono. Fortunatamente siamo riusciti a sbloccare
  questi  fondi del FSE che, due anni fa, sono riusciti a coprire  il
  cento  per  cento delle borse di studio. Quest'anno  si  ripresenta
  nuovamente  il  problema e allora prendiamo  per  buone  le  parole
  pronunciate  dall'Assessore Turano che ci ha detto di una  riunione
  della  cabina  di  regia,  che si svolgerà  domani,  per  definire,
  appunto,  l'impegno  di  queste  risorse.  Siccome,  però,  non  ci
  vogliamo  soffermare sull'impegno verbale che ha preso l'Assessore,
  qui  in quest'Aula oggi, diamo appuntamento domani agli studenti  e
  all'Assessore  per  concretizzare, così come  fatto  due  anni  fa,
  nuovamente questa iniziativa, quindi, assessore Turano, se  lei  ci
  dà la disponibilità domani, insieme agli studenti

   CRACOLICI. Aspetta  Aspetta che sta parlando con...

   SPADA.  Va  bene,  l'Assessore  è collegato,  in  questo  momento,
  sicuramente con la cabina di regia per dire loro di mettere i soldi
  perché,  così,  domani noi ci riuniremo con gli  studenti.  Quindi,
  Assessore  Presidente, però se l'assessore Turano mi fa un cenno  e
  mi  dà  conferma  perché sennò poi, lei lo sa, io  mi  trasformo  e
  divento, come dire, meno democratico di quello che sono.

   PRESIDENTE.  Andiamo  a chiusura d'interventi  e  poi  l'onorevole
  Turano...

   SPADA.  Assessore Turano, semplicemente per avere un  cenno  della
  sua  disponibilità nell'incontrare domani - insieme  a  noi  -  gli
  studenti e comunicare loro, a margine della riunione con la  cabina
  di  regia,  che  anche  per i prossimi anni  saranno  garantite  le
  risorse che abbiamo stanziato negli ultimi due. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Spada. A questo  punto,  onorevoli
  colleghi, chiedo all'onorevole Giambona di ritirare gli emendamenti
  e votare...

   GIAMBONA. Posso, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA. Molto velocemente. L'Assessore Turano ha fatto un  cenno
  positivo   circa  la  disponibilità  ad  incontrare  gli  studenti,
  affinché  questa programmazione sia concreta e dia  la  possibilità
  quanto  prima  possibile, a tutti gli idonei  aventi  diritto  alle
  borse  di studio, di essere anche assegnatari. Quindi, do per buono
  l'impegno dell'assessore Turano. Non riprendo quelli che sono stati
  gli interventi fatti poc'anzi, le argomentazioni.
   Rappresento,  però, un tema: possiamo rivedere  l'emendamento,  ma
  l'assessore Turano, come tutto il Governo, è stato reticente su una
  questione   che   io  ho  rappresentato,  ovvero  la   volontà   di
  incrementare - perché le tabelle questo prevedono - le risorse  per
  la  scuola privata che da 7.500.000 euro aumentano a 11.000.000  di
  euro.  Su  questo  l'Assessore e il  Governo  non  hanno  dato  una
  risposta. Lei, Assessore, è reticente come fino a questo momento lo
  è stato il Presidente della Regione siciliana. Quindi, credo che da
  questo punto di vista - siccome noi del Partito Democratico abbiamo
  una  visione chiara, netta di come debba essere sostenuta la scuola
  pubblica italiana, quella siciliana nelle difficoltà in cui in  cui
  versa - riteniamo che su questo tema noi porteremo avanti la nostra
  battaglia, difendendo la nostra posizione e quando sarà il momento,
  quando  arriveremo alle tabelle, difenderemo strenuamente la nostra
  ideologia.
   Anzi,  prima ancora di arrivarci, chiedo all'Assessore  Turano  di
  confrontarsi  con  il  Presidente  della  Regione,  affinché  venga
  rivista  questa posizione che per noi è assolutamente I-NAC-CET-TA-
  BI-LE|.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona. Quindi  gli  emendamenti
  sono ritirati. La ringrazio.
   Pongo  in votazione l'emendamento BIL.18, con il parere favorevole
  della  Commissione Bilancio e del Governo. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento BIL.14 che è tra quelli accantonati  del
  Governo.  Lo  riprendo pure io, BIL.14, che è  un  emendamento  del
  Governo.

   SCHILLACI. Cosa stiamo votando?

   PRESIDENTE. Il BIL.14.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  A che pagina è, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Era accantonato. È nel fascicolo, a pagina 35.
   Lo pongo in votazione...

                           (Brusìo in Aula)

   Lo  abbiamo  già  spiegato, onorevole De  Luca  Antonino.  Era  un
  emendamento  accantonato.  Aveva già  il  parere  favorevole  della
  Commissione Bilancio e del Governo.

   CATANZARO.  Su  questo  un  secondo solo,  perché  potremmo  anche
  chiedere il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto d'intervenire l'Assessore per l'istruzione
  e la formazione professionale. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, poc'anzi abbiamo...

   CRACOLICI. In italiano, senza latinismi

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevole Cracolici, la ringrazio per i suggerimenti.
   Poc'anzi  abbiamo sospeso la seduta proprio su questo emendamento.
  Avevo  chiesto  di  poterlo illustrare. Non è un  finanziamento  in
  favore  delle  scuole private. È un finanziamento  per  le  sezioni
  "primavera",  cioè  per  i  bambini  da  tre  a  sei  anni.  Stiamo
  intervenendo soltanto per garantire il funzionamento delle  sezioni
  "primavera".  Voglio  essere  chiaro. Poi,  sulle  scuole  private,
  quando tratteremo l'argomento, dirò come la penso.

   PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire l'onorevole De Luca Antonino.
  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, mi scusi, però forse  ho...
  Assessore  Turano, proprio perché sulle sezioni  "primavera"  e  su
  quelle  prima  infanzia  si  è  da ultimo  creato,  però,  ascolti,
  Presidente Di Paola, neanche in questo modo

   PRESIDENTE. Colleghi, io capisco, però...

   DE  LUCA  Antonino. No, no, io attendo. Appena l'assessore  Turano
  finisce di fare...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sto parlando con gli uffici per dare una risposta.

   DE LUCA Antonino. Ma parlaci quando non c'è Aula, sospenda l'Aula,
  il tempo che si confronta con gli uffici, perché è scandaloso.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, nel frattempo, lei voleva dare  una
  risposta  rispetto  alla  richiesta fatta dall'onorevole  Lombardo?
  Perché  aveva  una  richiesta specifica, se  nel  frattempo  lei...
  prego.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, il capitolo
  menzionato  poc'anzi, il 215733, è un capitolo di  natura  tecnica,
  nel  quale vanno a confluire le risorse del bilancio per finanziare
  la  legge di stabilità, quindi per questo lei trova quegli importi,
  perché vanno a finanziare l'intero valore della legge di stabilità,
  chiaro? Ora, le somme che alimentano questo capitolo sono sempre  a
  valere sul totale delle disponibilità del bilancio regionale;  qui,
  lei  trova quegli importi che sono gli importi dell'intero bilancio
  regionale.  All'atto  pratico, vi confermo che  sul  2027  non  c'è
  disponibilità  di  fondi globali, quindi, ovviamente  tenuto  conto
  delle  misure che sono contenute nel disegno di legge esitato dalla
  Commissione,  questo  significa che ogni euro  che  noi  andiamo  a
  mettere   sul   bilancio,   come  è  avvenuto   con   l'emendamento
  dell'onorevole Schillaci e con questi ulteriori 500 mila euro, sarà
  una  riduzione di pari importo dei valori della legge di stabilità.
  Quindi  alimentare un capitolo di bilancio sul  2027  per  un  solo
  euro,  comporta  una  riduzione di  pari  importo  dalla  legge  di
  stabilità, questo per quanto riguarda il 2027.
   I  500 mila euro per i quali abbiamo dato copertura, nel senso che
  la  copertura formalmente c'è sul fondo, però a condizione  che  si
  riduca la legge di stabilità per il '27, sul '26 invece il problema
  non  si  pone,  quindi quei 500 mila euro per i quali abbiamo  dato
  parere  favorevole  del Governo per la manutenzione  delle  scuole,
  giocano  sul '26, dove invece la disponibilità sui fondi globali  è
  ancora sufficiente per nuovi ulteriori interventi. Quindi questa  è
  la spiegazione di carattere tecnico.

   PRESIDENTE.   Un   attimo,   colleghi,   perché   altrimenti    il
  dibattito...vi faccio intervenire, però con ordine.
   È   iscritto  a  parlare  l'onorevole  Sunseri  e  poi  interviene
  l'onorevole  De Luca e poi, a fine interventi, c'è l'assessore  che
  replica,  quindi,  mettiamo in votazione l'emendamento,  altrimenti
  diventa un dibattito continuo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.   Grazie,   signor  Presidente.   Allora,   intanto   una
  precisazione. A me oggi veramente sembra di essere al primo  giorno
  di scuola e in questo caso ci sta tutto.
   Allora,  intanto,  assessore,  le do un'informazione:  le  sezioni
  primavera  vanno dai due ai tre anni, non è dai tre  ai  sei  anni.
  Uno.

                           (Brusìo in Aula)

   Probabilmente  stiamo  parlando  di  una  cosa  che  non  sappiamo
  nemmeno.  Seconda  cosa:  il  Dipartimento  non  è  Istruzione,  il
  Dipartimento  è Famiglia, quindi ci dovrebbe essere  il  presidente
  della Regione, visto che l'assessore non ce l'abbiamo e le funzioni
  le fa il presidente della Regione, ma prendiamo per buono che parla
  l'assessore per l'economia; la domanda che hanno posto  i  colleghi
  precedentemente fa riferimento per l'ennesima volta alla differenza
  tra pubblico e privato, non fa differenza tra sezioni primavera tre-
  sei anni, zero-tre, è una domanda completamente diversa, alla quale
  ad  oggi ancora il Governo non ha risposto e noi su questo vogliamo
  per l'ennesima volta ribadire questo concetto.
   Quindi  chiariamo  che non stiamo parlando dai  tre-sei  anni,  ma
  stiamo  parlando  dai  due  ai tre anni  (24-36  mesi).  Detto  ciò
  all'assessore per l'economia, la domanda, visto che l'emendamento è
  del  Governo, quindi non è neanche né delle opposizioni,  né  della
  maggioranza,  ripetiamo, come mai questa differenza tra  la  scuola
  pubblica e la scuola privata?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Semplicemente una cosa, Presidente. Premesso che
  per  il futuro, la prego, quando sospende la parola ad un deputato,
  a  prescindere  dall'intervento puntuale del  collega  Sunseri,  di
  riprendere,  dando la parola a quel deputato a cui  ha  interrotto
  perché  credo che sia corretto nella conduzione dei lavori  d'Aula,
  vedo  che  l'assessore Turano forse non ha capito che quando  è  in
  Aula  deve  posare  il  cellulare.  Poi  con  gli  uffici  si  deve
  confrontare prima di venire in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, però non è che le  regole  le  può
  imporre lei

                           (Brusìo in Aula)

   DE  LUCA Antonino. Proponga all'assessore di confrontarsi con  gli
  Uffici  prima,  di riordinare le deleghe assumendo, magari  appunto
  anche  quelle alla famiglia, dopo di che, viene con le idee chiare,
  con  una  relazione, poi, Presidente, noi, su questo, chiediamo  il
  voto  segreto. Per cui glielo sto già dicendo adesso che  chiediamo
  il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Assessore Turano, se può chiudere in  replica  questa
  discussione e poi mettiamo l'emendamento . Prego

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Così  ci  intendiamo: la competenza relativa all'aiuto  alla  prima
  fascia degli asili nido che va da zero a tre anni è della famiglia,
  la  competenza relativa ai ragazzi, ai bambini che hanno da  tre  a
  sei anni è della pubblica istruzione. Il capitolo fa riferimento al
  sostegno   delle  sezioni  primavera,  è  stato  da  me  utilizzato
  interamente  per le sezioni primavera, che sono tutte  private.  Ci
  sono soltanto, in Sicilia, quattro o cinque scuole pubbliche, tutto
  il   resto   sono  scuole  private.  Chi  si  vuole   assumere   la
  responsabilità di non garantire l'assistenza a questa fascia di età
  lo  fa  liberamente, con un voto democratico su  cui  si  pronuncia
  l'Aula.  La  volontà del Governo è quella di sostenere  le  sezioni
  primavera,  per  i bambini che hanno da tre a sei  anni,  che  sono
  garantite  da  iniziative  private che noi  sosteniamo  con  questo
  capitolo di bilancio. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore. Mettiamo in votazione l'emendamento
  Bil.14  del  Governo,  il  parere  è  favorevole  da  parte   della
  Commissione, favorevole da parte del Governo. L'onorevole  De  Luca
  chiede la votazione per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Bil.14

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento Bil.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 66
   Votanti                  55
   Maggioranza              28
   Favorevoli               22
   Contrari                 33
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento Bil.17 è precluso, andiamo avanti.
   Così  come  previsto dal decreto legislativo n.  118  del  2011  e
  s.m.i.,  l'Assemblea procede all'approvazione dei singoli Programmi
  all'interno di ciascuna Missione, così come emendati.

                 Si inizia dall'esame della Missione 0

   Disavanzo finanziario

   Si pone in votazione il

   Programma                        0                       Disavanzo
  finanziario

                             (È approvato)

   Si passa all'esame della

     Missione 1     Servizi istituzionali, generali e di gestione

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma             1            Organi            istituzionali

                             (È approvato)

   Programma                       2                       Segreteria
  Generale

                             (È approvato)

   Programma  3  Gestione  economica, finanziaria,  programmazione  e
  provveditorato

                             (È approvato)

   Programma   4   Gestione  delle  entrate  tributarie   e   servizi
  fiscali

                             (È approvato)

   Programma     5     Gestione     dei     beni     demaniali      e
  patrimoniali

                             (È approvato)

   Programma                        6                         Ufficio
  tecnico

                             (È approvato)

   Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe  e  stato
  civile

                             (È approvato)

   Programma      8      Statistica     e     sistemi     informativi

                             (È approvato)

   Programma 10 Risorse umane

                             (È approvato)

   Programma 11 Altri servizi generali

                             (È approvato)

   Programma   12   Politica  regionale  unitaria   per   i   servizi
  istituzionali,        generali        e         di         gestione

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della

                                                    Missione        4
           Istruzione e diritto allo studio

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Istruzione prescolastica
                             (È approvato)

      Programma  2  Altri  ordini  di  istruzione  non  universitaria

                             (È approvato)

    Programma 3 Edilizia scolastica
                             (È approvato)

    Programma 4 Istruzione universitaria

                             (È approvato)

             Programma          5         Istruzione          tecnica
  superiore

                             (È approvato)

    Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione

                             (È approvato)

   Programma 7 Diritto allo studio

                             (È approvato)

   Programma  8  Politica regionale unitaria per  l'istruzione  e  il
  diritto allo studio

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della

                                 Missione  5  Tutela e valorizzazione
  dei beni e attività culturali

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico

                             (È approvato)

   Programma  2  Attività culturali e interventi diversi nel  settore
  culturale

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei  beni  e
  delle attività culturali

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della

                                       Missione  6          Politiche
  giovanili, sport e tempo libero

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sport e tempo libero

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport  e
  il                                                            tempo
  libero

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della

   Missione 7          Turismo

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma      1      Sviluppo      e      valorizzazione      del
  turismo

                             (È approvato)

   Programma    2    Politica    regionale    unitaria     per     il
  turismo

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della

                                        Missione  8           Assetto
  del territorio ed edilizia abitativa

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma    1    Urbanistica    e    assetto    del    territorio

                             (È approvato)

   Programma  2 Edilizia residenziale pubblica e locale  e  piani  di
  edilizia              economico             -              popolare

                             (È approvato)

   Programma   3  Politica  regionale  unitaria  per  l'assetto   del
  territorio e l'edilizia abitativa

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della

                Missione 9          Sviluppo sostenibile e tutela del
  territorio e dell'ambiente

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Difesa del suolo

                             (È approvato)

   Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale

                             (È approvato)

   Programma                                                        3
  Rifiuti

                             (È approvato)

   Programma              4              Servizio              idrico
  integrato

                             (È approvato)

   Programma   5   Aree   protette,   parchi   naturali,   protezione
  naturalistica                                                     e
  forestazione

                             (È approvato)

   Programma   6  Tutela  e  valorizzazione  delle  risorse   idriche

                             (È approvato)

   Programma      8      Qualità      dell'aria      e      riduzione
  dell'inquinamento

                             (È approvato)

   Programma   9   Politica  regionale  unitaria  per   lo   sviluppo
  sostenibile      e     la     tutela     del      territorio      e
  l'ambiente

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della

         Missione 10        Trasporti e diritto alla mobilità

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Trasporto ferroviario

                             (È approvato)

               Programma         2         Trasporto         pubblico
  locale

                             (È approvato)

   Programma          3          Trasporto          per           vie
  d'acqua

                             (È approvato)

   Programma 4 Altre modalità di trasporto

                             (È approvato)

   Programma        5        Viabilità        e        infrastrutture
  stradali

                             (È approvato)

   Programma  6  Politica regionale unitaria per  i  trasporti  e  il
  diritto alla mobilità

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della

                    Missione 11     Soccorso civile

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sistema di protezione civile

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali

                             (È approvato)

   Programma  3  Politica regionale unitaria per  il  soccorso  e  la
  protezione civile

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della

     Missione 12     Diritti sociali, politiche sociali e famiglia

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili  nido

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi per la disabilità

                             (È approvato)

   Programma 3 Interventi per gli anziani

                             (È approvato)

   Programma  4  Interventi  per soggetti  a  rischio  di  esclusione
  sociale

                             (È approvato)

   Programma 5 Interventi per le famiglie

                             (È approvato)

   Programma    6    Interventi   per   il    diritto    alla    casa

                             (È approvato)

   Programma  7  Programmazione  e governo  della  rete  dei  servizi
  sociosanitari                                                     e
  sociali

                             (È approvato)

   Programma       8       Cooperazione       e       associazionismo

                             (È approvato)

   Programma  10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali  e
  la
  famiglia

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della

                  Missione 13     Tutela della salute

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
  corrente           per           la          garanzia           dei
  LEA

                             (È approvato)

   Programma 2 "Servizio sanitario regionale Finanziamento aggiuntivo
  corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA".

                             (È approvato)

   Programma   4  "Servizio  sanitario  regionale  ripiano  disavanzi
  sanitari relativi ad esercizi pregressi".

                             (È approvato)

   Programma 5 "Servizio sanitario regionale investimenti sanitari".

                             (È approvato)

   Programma  6  "Servizi  sanitari  regionale  Istituzione  maggiori
  gettiti SSN".

                             (È approvato)

   Ssn approvato Programma 7 "Ulteriori spese in materia sanitaria".

                             (È approvato)

   Programma  8  "Politica  regionale unitaria  per  la  tutela  alla
  salute".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della

            Missione 14 Sviluppo economico e competitività

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Si dà lettura del Programma 1  Industria PMI e artigianato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Programma   2   "Commercio   reti  distributive   a   tutela   dei
  consumatori".

                             (È approvato)

   Programma 3 "Ricerca e innovazione".

                             (È approvato)
   Programma 4 "Reti e altri servizi di pubblica utilità".

                             (È approvato)

   Programma 5 "Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
  e la competitività".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della

     Missione 15 Politiche di lavoro e la formazione professionale

   Si pongono in votazione i seguenti Programmi come emendati.
   Programma 1 "Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro".

                             (È approvato)

   Programma 2 "Formazione professionale".

                             (È approvato)

   Programma 3 "Sostegno all'occupazione".

                             (È approvato)

   Programma  4  "Politica regionale unitaria  per  il  lavoro  e  la
  formazione professionale".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della

         Missione 16 Agricoltura, Politica alimentare e Pesca

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati.

   Programma   1   "Sviluppo  del  settore   agricolo   del   sistema
  agroalimentare".

                             (È approvato)

   Programma 2 "Caccia e Pesca".

                             (È approvato)

   Programma  3  "Politica regionale per l'agricoltura  e  i  sistemi
  agroalimentare della caccia e della pesca".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della

    Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati.
   Programma 1 "Fonti energetiche".

                             (È approvato)

   Programma   2  "Politica  regionale  unitaria  per  l'energia   la
  diversificazione delle fonti energetiche".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della

  Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Programma   1  "Relazioni  finanziarie  con  le  altre   autonomie
  territoriali".

                             (È approvato)

   Programma 2 "Politica regionale unitaria per la relazione  con  le
  altre autonomie locali".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della

                 Missione 19 Relazioni internazionali

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Programma 1 "Relazioni internazionali di cooperazione e sviluppo".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della

                  Missione 20 Fondi e accantonamenti

   Si pongono in votazione i seguenti Programmi come emendati.
   Programma 1 "Fondo di riserva".

                             (È approvato)

   Programma 2 "Fondo crediti di dubbia esigibilità".

                             (È approvato)

   Programma 3 "Altri Fondi".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della

                      Missione 50 Debito pubblico

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Programma  1  "Quota  interessi  ammortamento  mutui  e   prestiti
  obbligazionari".

                             (È approvato)

   Programma  2  "Quota  capitale  ammortamento,  mutui  e   prestiti
  obbligazionari".

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della

                 Missione 60 Anticipazioni finanziarie

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Programma 1 "Restituzione anticipazioni di tesoreria"

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della

                  Missione 99 Servizi per conto terzi

   Si pongono in votazione i seguenti programmi come emendati.
   Programma 1 "Servizi per conto terzi e partite di giro".

                             (È approvato)

   Programma 2 "Anticipazione del sistema sanitario nazionale".

                             (È approvato)

   Concluso  l'esame dei Programmi e delle Missioni,  si  passa  alla
  votazione dell'articolo 2.
   Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
  emendato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  quindi  all'esame dell'articolo 3  e  allegati.  Ne  do
  lettura:

                                «Art. 3.
                               Allegati

   1. Sono approvati i seguenti allegati:

   a) la nota integrativa (allegato 1);

   b)  il  prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
  per   ciascuno  degli  anni  considerati  nel  bilancio   triennale
  (allegato 2);

   c)  il  riepilogo generale delle entrate per titoli  per  ciascuno
  degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);

   d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi  e
  titoli  per ciascuno degli anni considerati nel bilancio  triennale
  (allegato 4);

   e)   i   prospetti  recanti  i  riepiloghi  generali  delle  spese
  rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno  degli  anni
  considerati nel bilancio triennale (allegati 5/a-b);

   f)  il  quadro generale riassuntivo delle entrate (per  titoli)  e
  delle spese (per titoli) (allegato 6);

   g)  il  prospetto  dimostrativo dell'equilibrio  di  bilancio  per
  ciascuno  degli  anni considerati nel bilancio triennale  (allegato
  7);

   h)   il   prospetto   esplicativo  del   risultato   presunto   di
  amministrazione (allegato 8);

   i)  il  prospetto  concernente  la composizione,  per  missioni  e
  programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);

   j)  il prospetto concernente la composizione del fondo crediti  di
  dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
  triennale (allegato 10);

   k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dalla
  Regione  a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle  leggi
  vigenti (allegato 11);

   l)   il  prospetto  dimostrativo  del  rispetto  dei  vincoli   di
  indebitamento (allegato 12);

   m)  l'elenco  dei  capitoli che riguardano le  spese  obbligatorie
  (allegato 13);

   n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo
  di riserva per spese impreviste (allegato 14);

   o)  l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato  di
  amministrazione presunto (allegato 15);

   p)  l'elenco  analitico delle risorse vincolate nel  risultato  di
  amministrazione presunto (allegato 16);

   q)  l'elenco  analitico delle risorse destinate agli  investimenti
  nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17);

   r)  la  relazione  del collegio dei revisori dei  conti  (allegato
  18).».

   All'articolo sono stati presentati degli emendamenti.
   L'emendamento 3.1 è inammissibile; il 3.3 è inammissibile; il  3.2
  è inammissibile; il 3.4 è del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il Parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.4. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  dell'articolo  3,  con  i
  relativi allegati, così come emendato.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                Totale generale del bilancio triennale

   1.  È approvato in euro 23.300.210.523,21 in termini di competenza
  ed  in  euro  33.272.562.238,39 in  termini  di  cassa,  il  totale
  generale  dell'entrata  e della spesa del  bilancio  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2026.

   2. È approvato in euro 21.906.884.840,33 in termini di competenza,
  il  totale  generale dell'entrata e della spesa del bilancio  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2027.

   3. È approvato in euro 20.555.983.959,15 in termini di competenza,
  il  totale  generale dell'entrata e della spesa del bilancio  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2028."».

    Ci sono degli emendamenti.
   L'emendamento 4.1, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.2, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.5 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.4, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.3, è inammissibile.
   Abbiamo   finito  gli  emendamenti  che  sono  inammissibili   per
  l'articolo  4.  Quindi,  pongo in votazione  l'articolo  4.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2026.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

    Anche qui ci sono degli emendamenti all'articolo 5.
   Si passa all'emendamento 5.1, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 5.3, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 5.2 è inammissibile.
   Abbiamo   finito   gli   emendamenti   dell'articolo   5,    tutti
  inammissibili.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si sospende l'esame del disegno di legge del  bilancio
  a   legislazione  vigente,  prima  del  voto  finale,  per  passare
  all'esame del disegno di legge 1030/A  Legge di stabilità regionale
  2026- 2028 .
   Colleghi,  passiamo all'esame della legge di stabilità.   Prendete
  il testo della legge di stabilità, e andiamo subito all'articolo 1.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Il fascicolo  sarebbe  questo  qui,
  fascicolo 1030  finanziaria , articoli 1-14.
   Prego, onorevole Catanzaro. Andiamo poi all'articolo 1.

   CATANZARO. Signor Presidente, io prima che

   PRESIDENTE.    Colleghi,  i  banchi  del  Governo,   cortesemente,
  soprattutto  quando ci sono gli interventi, vanno  lasciati  liberi
  grazie. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Signor Presidente, io sarò molto breve, però, spero  di
  essere abbastanza sintetico in quello che voglio dire.
   Ieri  abbiamo detto al Governo, rispetto a quella che è la manovra
  della  finanziaria e, quindi, i 134 articoli, su  come  il  Governo
  intenda,  appunto, procedere. Perché questa non è una  finanziaria,
  noi  abbiamo  iniziato l'esame in Commissione di merito  e  poi  in
   Bilancio , di un numero di articoli pari a 26, 27.
   Siamo arrivati ad un numero davvero assurdo, 134 articoli, come ho
  detto  ieri  di norme irricevibili, dopo di che stiamo iniziando  a
  votare  dall'articolo  1, ma una parola da parte  del  Governo,  in
  questo caso per l'assenza del Presidente della Regione in Aula, noi
  la  vogliamo sentire da parte dell'Assessore per l'economia. Perché
  siamo  fermi a quello che deve essere il nostro, come dire, l'esame
  degli  articoli  partendo  dal primo  articolo,  però,  ancora  non
  abbiamo capito il Governo come intenda procedere.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catanzaro.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Grazie, Signor Presidente.
   In  discussione generale lo avevo già preannunciato nel  testo  di
  legge della finanziaria, così come già detto dal collega Catanzaro,
  ci  sono una serie di norme che non hanno natura finanziaria e  che
  ci  risulta, a meno che non mi sia sfuggito qualcosa, la Presidenza
  ad oggi non ha stralciato le norme di natura ordinamentale.
   Avevo  già detto in discussione generale che avrei presentato  una
  questione  pregiudiziale e sospensiva ai sensi del Regolamento,  in
  merito  agli articoli 25, 26, 28 e 30 del disegno di legge, che  fa
  riferimento  alla materia delle aree cosiddette idonee dal  decreto
  governativo.
   Quindi,  le  deposito  la  questione  pregiudiziale,  per  noi,  a
  prescindere  da  quello  che decide o deciderà  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi Parlamentari o la Presidenza, in futuro sulla
  prossima cosa quanto meno su questi articoli chiediamo che:
    1) non sono stati trattati nella Commissione di merito;
   2)  il decreto legge è stato pubblicato di recente ed è ancora  in
  conversione alla Camera ed al Senato quindi non comprendiamo perché
  dovremmo affrontarlo addirittura prima noi degli organi preposti  a
  farlo. E poi, comunque, intendiamo affrontarlo nelle Commissioni di
  merito   per   discuterne,  certamente,  in   maniera   molto   più
  approfondita  di  quanto  ad oggi ci risulta  essere  stato  fatto,
  praticamente zero, sia in Commissione Bilancio sia in Aula.
   Quindi, questa è la pregiudiziale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri, intanto la  presenti,  valuteremo
  l'ammissibilità o meno della pregiudiziale.
   Assessore  Dagnino,  lei vuole rispondere rispetto  all'intervento
  dell'onorevole Catanzaro o andiamo avanti con la trattazione  degli
  emendamenti e dell'articolo 1? Mi dica, prego.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Noi saremmo anche disponibili a
  trattare, già da adesso, l'articolo 1. Non credo che vi sia, se  ho
  ben  capito,  un  motivo tecnico per cui non si  possa  iniziare  a
  trattare gli articoli prima delle valutazioni sullo stralcio.
   Ho  già  detto ieri che il Governo è disponibile a stralciare  gli
  ordinamentali,  naturalmente tenendo conto delle valutazioni  della
  Presidenza  dell'Assemblea  in  ordine  alla  eventuale  estraneità
  dell'oggetto,  però, credo che questo non osti dal punto  di  vista
  regolamentare,  mi  si corregga se sbaglio, alla trattazione  degli
  articoli che comunque fanno parte del testo base.
   Comunque, mi rimetto alle valutazioni della Presidenza.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, a parte che è facoltà  della
  Presidenza e non del Governo procedere allo stralcio. Al massimo il
  Governo,  una  volta  che viene incardinato, può  chiedere  che  il
  singolo articolo sia estromesso. Ma il tema è, Presidente Di Paola,
  che  ancora  dobbiamo  votare il passaggio agli  articoli,  giusto?
  Ancora dobbiamo votare il passaggio agli articoli?

   PRESIDENTE.  Lo abbiamo votato, onorevole De Luca.

   DI PAOLA. Quindi, quando ero fuori lo avete votato.

   PRESIDENTE.  Il  passaggio agli articoli è stato votato  perché  è
  stato votato in maniera unica col bilancio, prego.

   DE  LUCA  Antonino.  Non mi risulta, signor Presidente.  Però,  al
  netto  di  questo, vorrei evidenziare che la pregiudiziale avanzata
  dal  collega Sunseri è esattamente questa: ci si oppone, si ritiene
  la  pregiudiziale al passaggio agli articoli proprio  perché  tutta
  una  serie di articoli, quelli ordinamentali, non possono stare nel
  testo  della finanziaria. E questa è una questione che deve  essere
  evasa  da  questa  Assemblea  prima di  votare  il  passaggio  agli
  articoli e non dopo.
   Per  cui io le chiederei, signor Presidente, di sospendere  l'Aula
  per consentire le valutazioni relativamente alla pregiudiziale.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente non dica più che  si  è  votato  il
  passaggio agli articoli, perché sono due testi. Se dobbiamo  essere
  seri

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Grazie, signor Presidente. È una questione  di  metodo.
  Io,  innanzitutto, sull'intervento e sugli interventi dei  colleghi
  del  Movimento  5 Stelle e del Partito Democratico  non  posso  che
  concordare  sul  metodo. Innanzitutto una domanda, considerato  che
  sono  un  neofita  dei  lavori d'Aula e  dei  lavori  parlamentari,
  durante  le sessioni di bilancio è possibile che vengano  convocate
  le Commissioni?

   PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, le Commissioni non possono  essere
  convocate  contemporaneamente ai lavori d'Aula,  e  ovviamente  non
  possono   essere  trattati  testi  mentre  c'è  la   seduta   sulla
  finanziaria.

   CAMBIANO.  Perfetto,  io sono componente  della  I  Commissione  e
  stamattina,  purtroppo, ahimè, la Commissione  era  convocata  allo
  stesso orario dei lavori d'Aula
   E perché pongo questo, diciamo, tema? Perché domani è convocata la
  I Commissione per dare il parere sulle nomine, che sono quelle che,
  purtroppo, tengono unita questa maggioranza, però dalle Commissioni
  di  merito  non passano quegli articoli che dovremmo, quanto  meno,
  discutere e ce li troviamo assemblati in un testo in Aula.
   Quindi,  Presidente,  Governo, vi chiedo,  cortesemente,  di  fare
  un'ulteriore  riflessione  rispetto  alla  pregiudiziale  posta   e
  rispetto  alla richiesta fatta dai Gruppi di minoranza per  far  sì
  che  possiamo  analizzare coscientemente  il  testo  che  ci  viene
  sottoposto. Grazie.
   È una vergogna  Domani c'è Commissione per fare le nomine

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei voleva intervenire?
   Nel  frattempo, onorevole Cambiano, la Commissione, visto che  non
  avete  trattato  dei  disegni di legge,  può  essere  convocata  se
  autorizzata;  suppongo che il Presidente della  I  Commissione  era
  autorizzato.

   CAMBIANO. Da chi? Da chi?

   PRESIDENTE.  Non  lo  so. Dalla Presidenza  dell'Assemblea.  Dico,
  chiaro  che se c'è stata l'autorizzazione da parte della Presidenza
  dell'Assemblea

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'orario era coincidente oppure no?

   ABBATE.  Per  chiarire, l'orario non era coincidente,  quindi .  E
  anche domani non sarà coincidente perché ci sono alcune scadenze ed
  io devo per forza andare avanti.

   CAMBIANO. Non è così

   PRESIDENTE. Chiarito. No, no, un attimo colleghi perché altrimenti
  diventa un dibattito.
   La  convocazione  è  sul  sito, l'orario è  sul  sito,  quindi  lo
  possiamo verificare.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Io  intervengo come al solito per  porre  un  tema  di
  procedure,   perché  come  al  solito  poi  si   creano   equivoci,
  precedenti,  no, ma si è fatto già  .
   Allora, noi abbiamo due testi, due, con numerazione distinta l'uno
  dall'altro; ora, anticipo, io non ho nulla in contrario che  l'Aula
  stasera esamini l'articolo 1 del testo e, quindi, così come si  era
  in  qualche  modo  condiviso  un percorso,  ma  il  passaggio  agli
  articoli  -  fermo restando che il Presidente si assuma,  poi,  con
  l'accordo  di  tutti, la valutazione del testo  per  consentire  di
  avere  un ulteriore approfondimento sul testo, rispetto a eventuali
  stralci - va votato  Non si vota in blocco.
   Quindi, le chiedo di votare il passaggio agli articoli, per quanto
  mi  riguarda mi impegno a consentire l'esame dell'articolo 1,  così
  come  si  è  in  qualche  modo condiviso,  ma  evitiamo  forzature,
  diciamo, regolamentari.

   DIPASQUALE. Dei precedenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  assolutamente  sì,  non  è  un
  problema. Io avevo posto in votazione il passaggio agli articoli di
  entrambi   i  disegni  di  legge,  lo  rifacciamo,  dico,   non   è
  assolutamente  un  problema, evitiamo qualunque tipo  di  dubbio  o
  discussione.
   Pongo  in  votazione  il passaggio all'esame  degli  articoli  del
  disegno  di  legge  di stabilità regionale. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     PRESIDENTE.  Così evitiamo qualunque tipo di problematica  o  di
  discussione.
   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
             Incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo
                             indeterminato

   1.  Al fine di promuovere la stabilità occupazionale e incentivare
  la  competitività  del  sistema produttivo  regionale,  la  Regione
  siciliana  riconosce  ai datori di lavoro operatori  economici  del
  settore privato, che abbiano almeno un'unità produttiva ubicata nel
  territorio regionale, un contributo a fondo perduto parametrato  al
  costo del personale.

   2. Per il triennio 2026-2028 il beneficio è riconosciuto in misura
  non superiore al dieci per cento del costo annuale del personale  a
  carico  del datore di lavoro per i lavoratori assunti, a  far  data
  dall'entrata in vigore della presente legge, con contratto a  tempo
  indeterminato e occupati in sede lavorativa ubicata nel  territorio
  regionale.

   3. Sono esclusi dall'ambito di applicazione della misura di cui al
  presente  articolo  il  settore agricolo e i  contratti  di  lavoro
  domestico. L'incentivo non si applica a:

   a) rapporti di apprendistato;

   b) enti pubblici economici;

   c) istituti autonomi case popolari;

   d)  enti  trasformati in società di capitali, ancorché a  capitale
  interamente    pubblico,   per   effetto   di    procedimenti    di
  privatizzazione;

   e)  aziende  speciali  e  ai consorzi costituiti  ai  sensi  degli
  articoli  114  e  31  del testo unico delle leggi  sull'ordinamento
  degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
  267;

   f) consorzi di bonifica;

   g) consorzi industriali;

   h) enti morali;

   i) enti ecclesiastici.

   4.  Fermi restando i principi generali di cui all'articolo 31  del
  decreto  legislativo  14 settembre 2015, n. 150,  il  diritto  alla
  fruizione  dell'incentivo di cui al presente articolo è subordinato
  al rispetto delle condizioni stabilite dal comma 1175 dell'articolo
  1  della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'agevolazione non  spetta
  ai  datori  di lavoro che non siano in regola con gli  obblighi  di
  assunzione previsti dall'articolo 3 della legge 12 marzo  1999,  n.
  68.

   5.  Nelle  more dell'accertamento della ricorrenza, per la  misura
  oggetto   del   presente  articolo,  dei  requisiti  di   autonomia
  istituzionale,  procedurale  e  finanziaria  previsti  dal  diritto
  unionale per 1'adozione di misure di politica economica generale su
  base   territoriale,  il  beneficio  è  concesso  nei  limiti   del
  Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre  2023,
  relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
  funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis.

   6.  Le disposizioni attuative del presente articolo sono stabilite
  con   decreto   del   Presidente   della   Regione,   su   proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia previo
  parere   della  competente  Commissione  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.

   7.  Il  beneficio  di  cui al presente articolo  non  spetta  agli
  operatori economici che abbiano subito nei tre anni precedenti,  in
  via  definitiva,  l'irrogazione di sanzioni  per  violazione  delle
  norme  in  materia  di  tutela della salute e della  sicurezza  nei
  luoghi  di  lavoro  e  per violazione dei contratti  collettivi  di
  lavoro.

   8. Per l'attuazione del presente articolo è costituito un apposito
  plafond  nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2  della
  legge  regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni.
  Il  decreto attuativo di cui al comma 6 può prevedere la facoltà di
  utilizzare il beneficio in compensazione, ai sensi del capo II  del
  decreto  legislativo  24  marzo 2025,  n.  33,  previa  stipula  di
  apposita convenzione tra il Dipartimento regionale delle finanze  e
  del  credito  e l'Agenzia delle entrate, ai sensi dell'articolo  6,
  comma  4,  del  D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, recante   Norme  di
  attuazione  dello  Statuto  della  Regione  siciliana  in   materia
  finanziaria .

   9.  Per  le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  150.000  migliaia di euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 15, Programma 3).

   10.  L'articolo 13 della legge regionale 16 gennaio 2024, n.  1  è
  abrogato (Missione 15, Programma 3, capitolo 314148).».

   PRESIDENTE.    Passiamo    direttamente   all'emendamento    1.12,
  soppressivo.

   CRACOLICI. In teoria si apre la discussione sull'articolo.

   PRESIDENTE. Se ci sono interventi o iscritti a parlare io man mano
  li   segno   e   faccio  intervenire.  Sono  iscritti   a   parlare
  sull'articolo  1  l'onorevole De Luca Cateno  e,  poi,  l'onorevole
  Safina.
   Prego onorevole De Luca Cateno, a lei la parola.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie,  Presidente,  signor  Presidente  della
  Regione, Governo, colleghi deputati.
   Per  quanto  riguarda  tutte  le forme  di  automatismo  che  sono
  collegate   a   finanziare  l'aumento  dell'occupazione   e   degli
  investimenti  - come ho avuto già modo di precisare in  Commissione
  Bilancio - sono non solo a favore ma auspico che si vada in  questa
  direzione    anche   rispetto   all'utilizzo   di    altri    fondi
  extraregionali.
   Sull'articolo 1 e l'articolo 2 questo Governo ha fatto una  grande
  scommessa, ci sono risorse importanti, già solo l'articolo 1  -  di
  cui  stiamo  discutendo  -  pesa 150  milioni  di  euro,  e  voglio
  collegare  questo  articolo, assessore Dagnino, anche  a  un  altro
  aspetto  che  ci ha visto contrapposti su quella che è  la  visione
  della ZES.
   Io  le ho sottoposto una mia visione e le ho anche spiegato perché
  oggi  la Regione siciliana può giocare una partita storica rispetto
  alle   altre  Regioni  utilizzando  già  un  sistema  esistente   e
  prevedendo  una norma di buon senso che, alla luce  di  quelle  che
  sono  le  compensazioni che sono state ufficializzate  dall'Agenzia
  delle entrate, ha mortificato le aspettative degli imprenditori  in
  Sicilia,  i  quali  hanno  fatto  quasi  800  milioni  di  euro  di
  investimenti  con una compensazione massima, prevista dalla  legge,
  che va al 60 per cento per i piccoli imprenditori a 40 per i medi e
  grandi  imprenditori e, alla fine, per una questione di carenza  di
  risorse, si sono trovati con un riconoscimento che è per il 36  per
  cento, rispetto al 60 per i piccoli imprenditori, e quasi al 20 per
  cento per la medie e grandi imprese.
   Questo Governo, se vuole semplificare e accelerare la spesa,  deve
  fare  queste scelte di automatismo, perché già quelli  che  sono  i
  risultati che noi stiamo verificando sotto il profilo di bandi  che
  riguardano la destinazione di risorse per finalità ben precise,  il
  collegamento rispetto ai target stabiliti, purtroppo è  lontano  da
  quelli che sono risultati sperati.
   Rispetto, allora, all'articolo 1 voglio essere chiaro, ma  preciso
  anche  un fatto. Io ancora non ho chiaro qual è la cornice generale
  di  questa  legge  di stabilità quindi è ovvio che  posso  valutare
  positivamente l'articolo 1, perché è consono alla mia visione degli
  automatismi. Posso anche valutare positivamente l'articolo 2 perché
  è  in  quest'ottica,  però, Presidente della  Regione  e  assessore
  Dagnino,   mi  dovete  consentire,  io  per  fare  una  valutazione
  complessiva della legge di stabilità che è uscita dalla Commissione
  Bilancio   anche  col  mio  voto  e  di  cui  io   ho   anche   una
  responsabilità, devo capire il quadro complessivo e  strategico  di
  questa  stessa legge di stabilità, se c'è e qual è, perché ad  oggi
  siamo ai titoli di coda che sono riferiti alla stampa, i titoli  di
  coda  sono  la  legge  di stabilità che, per come  è  uscita  nella
  Commissione  Bilancio  sembra che avrà una serie  di  modifiche,  e
  quindi  io vorrei capire il mio voto in Commissione Bilancio quanto
  è  valso  e, di conseguenza, la responsabilità politica che  io  mi
  sono  assunto in quella Commissione con una valutazione complessiva
  del provvedimento.
   Quindi, sull'articolo 1 il Gruppo  Sud chiama Nord  già esprime la
  sua valutazione positiva perché è per incentivare gli automatismi e
  non   provvedimenti  che  passano  attraverso  bandi  e  attraverso
  procedure  che  poi  si  scontrano con una  burocrazia  spesso  non
  all'altezza di mantenere i tempi invece del mondo delle  imprese  e
  che,  purtroppo, ha dimostrato già di infognare iniziative  valide,
  anche  votate  da questo Parlamento, ma che ancora  a  distanza  di
  qualche   anno,  non  hanno  trovato  un  oggettivo  ed   obiettivo
  compimento. Quindi chiudo il mio intervento già ufficializzando  il
  voto di  Sud chiama Nord  in modo positivo sull'articolo 1.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Grazie, Presidente.
   Onorevole Schifani, Presidente, durante i lavori della Commissione
  Bilancio  e  l'esame  di  questo  articolo,  le  opposizioni  hanno
  manifestato,  sostanzialmente  espresso  un  segnale  che  è  stato
  chiaro, quello di dire: "noi non siamo contrari, in quanto tale,  a
  questa norma", addirittura, abbiamo anche detto apertamente che  il
  testo, rispetto alle versioni precedenti, è sicuramente migliorato,
  più  chiaro, le esclusioni. Abbiamo collaborato, abbiamo provato  a
  collaborare  alla  stesura di questa norma per  venire  incontro  a
  quelle  che  sono  alcune esigenze sentite dai  siciliani  e  dalle
  siciliane, che comunque riguardano criticità del nostro mercato del
  lavoro. Sono di oggi i dati che confermano quello che noi più volte
  abbiamo detto in quest'Aula: bassi salari, più del 50 per cento dei
  lavoratori  siciliani hanno un salario non superiore a quindicimila
  euro;  il problema della sicurezza, la Regione siciliana è  l'unica
  che  non riesce a invertire il trend degli infortuni sul lavoro  e,
  purtroppo, anche delle cosiddette "morti bianche".
   Allora,  noi  non  abbiamo detto: "no", lei più volte  durante  la
  discussione della mozione di sfiducia ci ha accusato di aver  detto
  che  noi siamo i partiti del no, che non abbiamo a cuore il destino
  della  nostra  Regione. Ebbene, Presidente e,  peraltro  su  questo
  rammento  c'era anche l'onorevole Caronia mi pare, che si  è  fatta
  sostenitrice  delle nostre proposte, ne aveva anche una  analoga  -
  perché  bisogna  dare sempre a Cesare quel che è di  Cesare  -  noi
  abbiamo  proposto dei miglioramenti e l'Assessore  Dagnino  si  era
  mostrato   disponibile   a  discutere  in  Aula   delle   modifiche
  migliorative  di  questa  norma che tenessero  conto  della  nostra
  proposta.
   Qual  è  la  nostra proposta, Presidente? Quella di  prevedere  un
  miglioramento dell'incentivo, voi prevedete un incentivo nel  testo
  base al 10 per cento sul costo del lavoro, noi vorremmo proporre  -
  e  vi  proponiamo - sapendo che si può discutere e che  si  possono
  trovare anche vie di mezzo nella discussione quando si parla  della
  qualità  del  lavoro  e  della capacità assunzionale  delle  nostre
  imprese.
   Noi abbiamo proposto, però, di aumentare il contributo - l'abbiamo
  fatto  insieme  ai Gruppi dell'opposizione - al 15  per  cento  per
  quelle  imprese che introducono forme di welfare aziendale  che,  a
  parità  di  salario  riducono l'orario di lavoro  e  che  prevedono
  investimenti  in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.  Questo
  perché?  Perché,  in generale, riteniamo che una  delle  questioni,
  soprattutto in una regione in cui le donne inoccupate  e  le  donne
  che  rinunciano a cercare lavoro sono la maggior parte, poter  dare
  la possibilità di coniugare meglio i tempi di lavoro con i tempi di
  vita  sia  una soluzione del problema, può essere una soluzione  al
  problema.
   Diciamo  alle  imprese  di  guardare  a  questo  aspetto,   quindi
  guardiamo all'incentivo non solo sotto il profilo dell'impresa, che
  va  bene,  ma  lo  vogliamo guardare anche sotto il  profilo  della
  qualità  della vita dei lavoratori, quindi io inviterei il Governo,
  piuttosto che a una votazione frettolosa dell'articolo 1,  rispetto
  al  quale  può esserci l'accordo di tutti, di andare a  riscriverlo
  per  venire  incontro  a  quelle  che  sono  le  questioni  che  le
  opposizioni  hanno  posto e che, penso, non abbiano  un  carattere,
  diciamo, divisivo ma, anzi, la volontà di trovare una soluzione per
  migliorare   uno   standard  dove  la  Sicilia   potrebbe   essere,
  addirittura, antesignana.
   Quindi,  io vi invito a riflettere sulle questioni che noi abbiamo
  posto  e a dialogare un attimo su un testo che possa vederci  tutti
  d'accordo.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Safina.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, questa norma ripete una  norma  che
  abbiamo  già  fatto  e  che non ha funzionato.  L'ho  detto...  Che
  succede?

   PRESIDENTE. Colleghi  Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Dicevo,  questa norma ripete, per  grandi  linee,  una
  norma  che  abbiamo  approvato nel primo anno di governo  Schifani,
  annunciata come una norma - diciamo - che avrebbe cambiato le sorti
  dell'occupazione  in  Sicilia  e per tre  anni  l'abbiamo  lasciata
  appesa,  senza  utilizzare un solo euro, anche lì, dei  50  milioni
  l'anno che avevamo previsto per quella norma.
   Questo per una ragione. Io l'ho detto all'Assessore, lo ripeto  al
  Presidente della Regione siciliana, che vorrei che ascoltasse visto
  che  è  in Aula, onorevole Presidente. Ci dia il piacere di vederla
  seduta  ad  ascoltare visto che difficilmente la vediamo in  questo
  Parlamento.
   Reitero la premessa. Questa norma, di fatto, riscrive la norma che
  lei,  nel  primo  anno del suo mandato, come Presidente  di  questa
  Regione,  aveva  varato a favore delle imprese  per  consentire  un
  contributo sul costo del lavoro. Erano previsti 50 milioni di  euro
  per  ogni  anno, 50 milioni di euro che sono diventati un tesoretto
  che, di anno in anno, utilizzavamo per fare altre cose.
   Ora  viene  fatta  questa  norma  che,  addirittura,  triplica  la
  copertura  finanziaria per 150 milioni per un triennio,  prevedendo
  il 10 per cento di contributo alle imprese sul costo del lavoro.
   Ora, premesse le cose che diceva l'onorevole Safina a proposito di
  come  specializzare  eventuali sostegni alle  imprese  che  possano
  anche  consentire di innovare anche il modello di  fare  impresa  -
  quindi dal welfare aziendale ai temi che sono stati qui detti e che
  non ripeto - mantengo una preoccupazione: siccome queste norme sono
  sotto la "spada di Damocle" degli aiuti di Stato

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Che succede, onorevoli colleghi?

   CRACOLICI. No, c'era un dibattito con un telefono
   Dicevo: siccome gli aiuti di Stato, come si sa, hanno un limite di
  utilizzo  da parte dell'autorità pubblica (Stato, Regioni, Comuni),
  le varie forme di contribuzione che possono agire sui privati entro
  un  limite previsto con dei massimali a seconda di alcune tipologie
  d'impresa.
   La  mia  preoccupazione  è che noi stiamo facendo  una  norma  che
  rischia  di  essere ancora una volta una norma-manifesto  che  crea
  un'attesa, ma che genera come dire una delusione, perché  se  fossi
  componente dell'associazione degli industriali piuttosto che  degli
  artigiani  o  delle associazioni del commercio, direi "viva  questo
  articolo  1".  La preoccupazione è che, però, una  volta  che  dico
  "viva  l'articolo 1", il problema è come si applica questo articolo
  1
   Facciamo un conto, una simulazione: fatta una media di 50.000 euro
  il  costo del lavoro, tra reddito trasferito, oneri contributivi  -
  che  sono circa il 34 per cento del costo del lavoro - noi pensiamo
  di  dare  5  mila  euro, di fatto, all'anno a un'impresa  per  ogni
  lavoratore,  cioè stiamo prevedendo che un'impresa che  aumenta  di
  dieci  unità, che sarebbe un successo clamoroso perché, secondo  la
  stima  di  questa  e la capienza finanziaria, arriveremmo  a  circa
  venticinque, trentamila possibili nuove assunzioni in  Sicilia,  il
  che  sarebbe "tutta salute" per l'economia, per la Sicilia  stessa.
  Però,  siccome non abbiamo un tessuto imprenditoriale o abbiamo  un
  tessuto  della micro-impresa, quindi il famoso posto di  lavoro  in
  più,  o  abbiamo la media impresa, non abbiamo grandi  imprese,  ma
  pensare  di  avere una possibilità di crescita di  dieci  unità  su
  un'impresa,  significa cinquantamila euro l'anno. Questi  aiuti  si
  sommano  agli  aiuti  che poi, come sistema  Regione,  mettiamo  in
  campo,  ad  esempio, con l'IRFIS, il prestito alle aziende  per  le
  attività  a costo - sono cumulabili, sono aiuti di Stato  -  quindi
  gli interessi che non si pagano, una quota di fondo perduto.
   Qual  è  la preoccupazione? Premesso che sono d'accordo su  questo
  articolo,  ma la preoccupazione è che stiamo facendo una norma  che
  poi  difficilmente potrà, perché dovremmo andare a  fare  il  conto
  della  serva per tutti gli aiuti che la singola impresa  riceve  in
  varie forme (PNRR, nelle varie modalità).
   Allora, la mia domanda è una, Presidente: ma perché non agiamo con
  la  strada maestra? Noi eravamo una Regione dove avevamo, prima che
  il  Governo cancellasse la specialità delle Regioni del Mezzogiorno
  sugli  aiuti  per  le  imprese  che  operano  nel  Mezzogiorno,  la
  contribuzione  Sud,  quella  procedura  era  stata   notificata   a
  Bruxelles  ed  era stata autorizzata da Bruxelles.  Ma  perché  non
  scegliamo la via maestra di avere una procedura di notifica che  ci
  consenta di superare il regime de minimis, che costituirà una forma
  di  difficoltosa applicazione (forse faremo la fortuna  di  qualche
  studio  di  commercialisti ma, sostanzialmente,  sarà  materia  per
  commercialisti, non per il singolo imprenditore) che  rischia,  una
  volta  approvata questa norma, di determinare questa incertezza  di
  applicabilità,  per  cui  l'impresa non assume  perché  non  ha  la
  certezza  che  questi contributi gli arriveranno e siccome  non  ha
  assunto, i contributi non gli arriveranno.
   Risultato:   questa  norma,  così  come  quella  del  2023,   sarà
  sostanzialmente  disapplicata. Il tema  è  questo:  perché  non  si
  sceglie  la  strada  maestra della notifica come  regime  di  aiuto
  speciale  per l'insularità, per tutte quelle caratteristiche  della
  nostra Isola, che possa consentire di avere una via semplificata e,
  mi auguro, che così com'è previsto che, addirittura, si sottoscrive
  una  convenzione  con l'Agenzia delle Entrate perché  l'automatismo
  sia  tale,  altrimenti  non  saprei  come  si  dovrebbe ,  mandiamo
  l'assegno  alla  singola  azienda? Mi pare complicato.  Quindi,  mi
  auguro  che la procedura dell'Agenzia della convenzione,  ma  anche
  quella procedura probabilmente rischia di intoppare, se trattasi di
  aiuto  che  supera il de minimis previsto dal regime comunitario  o
  meno.
   È un tema che ho posto all'Assessore.

   SUNSERI. Quale Assessore?

   CRACOLICI.  L'assessore Dagnino. Ma tu mi fai domande  L'onorevole
  Sunseri è indisciplinato

   PRESIDENTE. Se può andare a conclusione, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Ho finito. Quindi, la questione di fondo sull'articolo
  1  è  proprio questa, quindi per me tutta salute che si faccia  una
  misura di sostegno alle imprese per creare nuova occupazione, ma  a
  condizione che questa misura funzioni, perché per tre anni ci siamo
  presi in giro in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cracolici. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.

   DE  LEO.  Grazie  Presidente. Volevo intervenire  sull'articolo  1
  perché, come ho avuto modo di dire ieri nel mio intervento,  questo
  è  uno  di  quegli  elementi più condivisibili di questa  legge  di
  stabilità  e  io  che  sono componente della  Commissione  Attività
  produttive  ho avuto modo di affrontare il tema in Commissione,  ho
  avuto modo di affrontare, insieme al Presidente, insieme a tutti  i
  componenti, una serie di audizioni che riguardavano questo tema  ma
  che  riguardavano,  purtroppo,  anche  crisi  aziendali  che  hanno
  portato anche al licenziamento dei lavoratori, per esempio il  caso
  Cargill  e  tanti  altri che hanno investito  e  hanno  toccato  la
  provincia di Messina.
   Credo  che  però questo intervento di incentivo alle assunzioni  a
  tempo   indeterminato   sia   un   intervento   giusto   e   prendo
  favorevolmente,  visto  che  abbiamo avuto  modo  di  discutere  in
  Commissione con l'assessore Dagnino, che non si sia fatto  l'errore
  di  inserire  che  rientravano le imprese che avevano  sede  legale
  presso  la  Regione siciliana ma, in questo caso, è stato  inserito
  anche  le  sedi operative, perché quello avrebbe portato un  taglio
  enorme delle imprese che potevano accedere a questo aiuto.
   Io immagino, Assessore, poi non so se lei mi vuole rispondere, che
  sull'investimento di questi 150 milioni ci sia stato uno studio  su
  quali  effetti,  diciamo, quante assunzioni, più o  meno,  produrrà
  questo intervento, questa misura e quali settori toccherà, in  modo
  più  incisivo,  oltre,  chiaramente, a quali effetti  occupazionali
  reali avremo da questo intervento.
   Io  però, Assessore, le volevo chiedere maggiore attenzione quando
  analizzeremo    gli   eventuali   emendamenti    perché    l'entità
  dell'incentivo, quindi, la quota di contributo del  10  per  cento,
  secondo  me, rischia di essere poco incisiva e quindi, se  ci  sono
  margini  per poter aumentare questa percentuale, ritengo  che  vada
  valutata  come  credo che ci sia un altro elemento  importante  che
  bisogna  valutare,  che  è  quello anche delle  trasformazioni  dei
  contratti  da  tempo  determinato a tempo  indeterminato  per  quei
  lavoratori che già svolgono attività presso l'impresa.
   Io  ora  ho visto che possibilmente ci sono degli emendamenti  che
  vanno in questa direzione, quindi le chiedo di analizzarli in  modo
  tale da poterli approvare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  De  Leo.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Con  l'onorevole  Cracolici  abbiamo  il   piacere   di
  condividere, a volte, delle idee essendo vicini di banco.
   Allora, intanto, mi dispiace dovermi rivolgere al Presidente della
  Regione  ma l'Assessore non c'è, nel senso che il posto è  vacante,
  però le deleghe sono del Presidente della Regione, l'Assessorato  è
  famiglia e lavoro. Allora, intanto, secondo me, la prima domanda da
  fare,   e   faccio   riferimento   a   quanto   giustamente   detto
  dall'onorevole Cracolici, è: quei 50 milioni per tre anni stanziati
  nella prima finanziaria del Governo sono stati spesi? Quella misura
  ha  funzionato?  Quella misura ha prodotto dei risultati?  Possiamo
  capire  se  effettivamente quelle risorse,  che  tanto  sono  state
  osannate sui social, sui giornali, perché da quello che ci  risulta
  è  che  quelle  risorse non sono state spese, ed erano  50  milioni
  l'anno per i tre anni successivi.
   Adesso qui rilanciamo, siamo a 150 milioni di euro e, onorevole De
  Luca,  ho condiviso pienamente il suo intervento e condivido  anche
  l'approccio  che lei ha posto, il problema è che il  comma  6  dice
  l'esatto opposto di quello che lei ha detto, cioè il comma  6  dice
  che   "le   disposizioni  sono  stabilite ";  io,  un   iter   così
  farraginoso, in otto anni che sono deputato, non l'avevo mai visto,
  " dal   decreto   del   Presidente  della  Regione,   su   proposta
  dell'Assessore  regionale  per la famiglia  e  per  il  lavoro,  di
  concerto  con  l'Assessore per l'economia, visto  il  parere  della
  Commissione  pertinente". Picciotti miei, solo per questo  percorso
  ci  stiamo sei mesi  Cioè, prima di iniziare a discutere se  queste
  risorse  arriveranno  mai  alle  aziende,  dobbiamo  ascoltare   la
  Commissione  di  merito  che,  di  concerto  con  l'Assessore   per
  l'economia,  che  non si capisce che c'entra a questo  punto,  deve
  concordare,  diciamo, la procedura, poi il decreto  del  Presidente
  della Regione, ascoltato l'Assessorato del lavoro.
   Io  vi  invidio,  perché  vuol dire che,  diciamo,  effettivamente
  questa Regione funziona molto meglio di come lasciamo intendere ma,
  oggettivamente,  non si può leggere  Se vogliamo sburocratizzare  e
  accelerare  la  spesa, questo è l'esatto opposto di quello  che  il
  Governo si pone di fare.
   Allora,  prima  di entrare nel merito, pur condividendo,  diciamo,
  l'obiettivo, perché secondo me è veramente di buon senso aiutare in
  questo caso le assunzioni, ma la prima domanda che mi pongo  è:  la
  misura  precedente, che è quella che tra l'altro avevo anche votato
  -  io lo ricordo, seppur avessi delle perplessità sull'utilizzo  di
  quelle  risorse,  non le nascondo che la votai, perché  mi  avevate
  convinto  -, ma a distanza di due, tre anni i risultati  mi  dicono
  essere  assolutamente insoddisfacenti. E allora, siccome lo  stiamo
  incrementando  e  stiamo  aggiungendo delle  altre  cose,  vorremmo
  capire  i  risultati  ottenuti e se effettivamente  hanno  prodotto
  risultati che possono essere, come dire, condivisibili. Io sarò  il
  primo a votarla, perché la ritengo assolutamente utile, addirittura
  incrementando  le  risorse; certamente i passaggi burocratici  sono
  l'esatto  opposto  di quello che immaginiamo  di  un  processo  più
  veloce e più snello. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Sunseri. Nel frattempo,  onorevole
  Sunseri,  le  dico  che questa Presidenza ritiene la  pregiudiziale
  inammissibile.  Si può direttamente poi votare, quando  ci  saranno
  gli  articoli,  si  andrà  a  votare direttamente  l'articolato  e,
  ovviamente, voi potrete votare in maniera contraria e chi vuole  in
  maniera favorevole.
   È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. La riscrittura, dopo che ci sono tutti gli interventi,
  è  chiaro,  perché ci sono le cose tue, le cose  mie,  le  cose  di
  tutti
   Allora,  signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Assessori, colleghi parlamentari.  Presidente, la norma è una norma
  interessante,  che  può  rappresentare  veramente  un  volano   per
  l'occupazione,  può dare un contributo, forse sono pochi  i  soldi,
  però  sicuramente la norma, con le riflessioni che  hanno  fatto  i
  colleghi, con gli aggiustamenti che hanno fatto i colleghi,  è  una
  norma da finanziaria, cioè la considero una norma strutturale.
   Ci  sono due riflessioni che voglio fare, signor Presidente, così,
  se  pensiamo  noi  di  fare una riscrittura  e  se  possono  essere
  condivise di aggiungerle: una riguarda, allora, con questa norma si
  pensa  di  dare  un  contributo del 10 per cento alle  imprese  che
  assumono lavoratori a tempo indeterminato nel territorio siciliano.
   Allora,  c'è una cosa che, secondo me, però va scritta in  maniera
  diversa. All'inizio noi scriviamo: " riconosce i datori di  lavoro,
  operatori economici nel settore privato che abbiano almeno un'unità
  produttiva ubicata nel territorio siciliano". Secondo me,  dobbiamo
  specificare  meglio  in  questo comma che  comunque  per  le  unità
  lavorative che sono fuori non percepiscono risorse.
   Attenzione,  perché  così com'è scritta la  norma,  il  datore  di
  lavoro, che ha un'unità operativa in Sicilia, percepisce il 10  per
  cento  per i lavoratori che assume per la sede in Sicilia, ma  così
  com'è  scritta, la norma non esclude la possibilità  del  beneficio
  per quelle assunzioni fatte fuori dal territorio.
   Allora,  secondo me, siccome sono convinto che la  pensiamo  tutti
  nello  stesso modo, specificarla meglio, specificare meglio  questo
  passaggio  dicendo  che,  comunque, il contributo  va  solamente  a
  quelle assunzioni che vengono fatte nel territorio siciliano e  per
  quella sede
   Quindi,  questo era un suggerimento e una riflessione  che  volevo
  fare  con  l'Aula  e  volevo fare con lei,  Presidente,  che  se  è
  condivisa  può  essere inserita nella riscrittura  e  ci  mette  in
  condizione di evitare questo problema che, secondo me, c'è,  perché
  la  norma scritta così, io che ho diverse sedi e devo fare  diverse
  assunzioni,  comunque, la presento e la presento per tutte  le  mie
  sedi.
   L'altra  riflessione  riguarda una cosa: la norma  prevede  questo
  contributo per tutti i lavoratori. Quell'imprenditore che assume un
  lavoratore ha il 10 per cento. Secondo me è l'occasione di dare  un
  minimo di attenzione a quello che è il mondo femminile, alle donne,
  Presidente. Secondo me lo potremmo fare, cioè dire nella norma  che
  l'impresa che assume un lavoratore donna, una lavoratrice,  non  ha
  il  10 per cento, ma aggiunge il 5 per cento e quindi va al 15. Non
  cambia nulla nell'impostazione, però diventa un segnale bello forte
  che può dare il Parlamento.
   Questi  erano solamente, Presidente, i due suggerimenti che volevo
  darle  nella  riscrittura, fermo restando anche la  possibilità  di
  aumentare.  Io le dico, presidente Schifani, che non mi scandalizzo
  se  aumentiamo  questo  fondo. Assolutamente.  Sì,  però  sono  due
  segnali  che  non ci scombussolano: uno ci mette in  condizione  di
  evitare  poi discussioni con gli imprenditori; l'altro è un segnale
  che diamo alle donne, al mondo delle donne, concreto, che mette  in
  condizione appunto di potere dare quel 5 per cento in più  per  chi
  assume le donne.
   Quindi, penso che noi non ci asterremo, penso che questo articolo,
  con questi aggiustamenti, si possa portare, no il voto segreto,  ma
  si porta il voto favorevole di tutti noi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.   Grazie,  Presidente.  Presidente  Schifani,   questa   è
  sicuramente una delle norme, degli articoli più importanti di tutta
  questa  manovra,  un articolo che va nella direzione  di  sostenere
  direttamente quella che è la spesa del lavoro, il caro lavoro,  per
  quanto  riguarda  le imprese molte delle quali sappiamo  essere  in
  difficoltà  in questo momento. Quindi, abbattere anche del  10  per
  cento  il  costo  del  lavoro per le aziende, diventa  qualcosa  di
  importante,  quando a livello nazionale si fanno provvedimenti  per
  unità  molto più piccole, l'uno, due, tre per cento del  costo  del
  lavoro.
   Come  Gruppo  abbiamo  individuato due situazioni  che  potrebbero
  essere  corrette  o quantomeno per aiutare, per essere  ancora  più
  fattiva  e  più specifica questa norma. Per quanto riguarda  quello
  che  ha detto il collega Dipasquale, che dobbiamo stare attenti che
  gli  assunti  devono essere in Sicilia, al comma 2 già è  stabilito
  così, che va soltanto a chi ha sede assunta nella sede operativa in
  Sicilia,  già  è  specificato. Però dobbiamo stare attenti  ad  una
  cosa:  sarebbe importante dire che l'assunto deve essere  residente
  in  Sicilia, perché ci potrebbe essere l'azienda di Milano  che  fa
  una  sede  operativa  in Sicilia, si porta il  personale  o  assume
  personale di Milano, viene a prendere l'incentivo lo stesso  e  non
  assume il siciliano.
   E  quindi  mettere un incentivo dicendo che l'assunto deve  essere
  residente  in  Sicilia, quantomeno che si portai  la  residenza  in
  Sicilia, diventi residente siciliano, quindi della Sicilia,  almeno
  da un anno, cioè andare ad incentivare l'assunzione di un siciliano
  e  quindi  di  una persona qualificata che è residente  in  Sicilia
  almeno da un anno.
   Un'altra   cosa  importante  che  già  aveva  detto  all'assessore
  Dagnino,  se  mi sente, scusi Assessore, assessore Dagnino:  una  è
  questa  della residenza in Sicilia da almeno un anno delle  persone
  che vengono assunte; l'altra, per quanto riguarda un comparto che è
  stato escluso da questo. Noi abbiamo detto che il comparto agricolo
  viene ad essere escluso così in toto, tutto il comparto agricolo.
   Sappiamo  che  il  comparto  agricolo,  all'interno  del  comparto
  agricolo c'è anche l'agroindustria, cioè per quanto riguarda  tutta
  la  trasformazione, che sicuramente anche se va in  deroga  con  un
  altro  de minimis, rispetto a quello che abbiamo indicato in questo
  momento nella norma, ma penso che quel tipo di attività industriali
  che  però  entrano  in quel comparto agricolo, meritano  di  essere
  supportate,   perché   sono  una  parte  importante   dell'economia
  siciliana,  quindi  escludere tutto il  comparto  agricolo  ma  non
  individuando,   individuando  soltanto   il   personale   a   tempo
  determinato, l'OTD, è giusto che non abbia un aiuto perché ricevono
  già  gli aiuti, ma il personale a tempo indeterminato, specialmente
  nell'agroindustria, è un peccato non metterlo all'interno di questa
  norma   che   è   importantissima  e  può  aiutare  tantissimo   la
  trasformazione  in  cui  sappiamo che siamo deficitari  rispetto  a
  prodotti   che  partono  dalla  Sicilia,  vanno  a  Nord,   vengono
  trasformati  a nord e vengono riportati in Sicilia per il  consumo.
  Quindi, aiutare anche quelle aziende che investono e quindi sarebbe
  importante inserire il personale di quelle aziende.
   Quindi queste due raccomandazioni da parte del nostro Gruppo,  una
  per  quanto  riguarda  i  beneficiari  assunti  che  devono  essere
  residenti almeno da un anno, si stabiliscono in Sicilia, e  l'altro
  che una parte del comparto agricolo, specialmente l'agroindustria e
  la trasformazione, possano ricevere questi aiuti perché un comparto
  deve  essere sostenuto e deve essere valorizzato per evitare che  i
  nostri  prodotti vadano a Nord, trasformati a Nord e  ritornino  in
  Sicilia, creando un danno all'economia siciliana.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Abbate.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO.  Signor Presidente, intervengo solo per porre  all'Aula
  qualche  riflessione, non ritengo di esagerare nel definire  questa
  misura  rivoluzionaria e credo che sia la misura,  anche  perché  è
  l'articolo  1 e quindi è l'articolo di partenza, credo che  sia  la
  misura che ci possa consentire anche di partire con il piede giusto
  su questa legge di stabilità, ma vorrei riportare la discussione su
  quello che secondo me è il tema fondamentale, quello che è il cuore
  di questa misura.
   Io  non  credo  che  tutte le associazioni di categoria  fuori  da
  questo  Palazzo abbiano accolto con favore questa misura, cito  tra
  tutte  Confindustria, Ance, ma tante altre, non credo che l'abbiano
  accolta  con  favore  perché ritengono che  ci  siano  aziende  che
  attendono  questa  misura  per assumere qualcuno  o  che  attendono
  questa  misura per decidere se aprire o meno in Sicilia una propria
  azienda,  perché  non c'è alcuna azienda fuori di qui  che  attende
  questa  misura  per assumere, nonostante sia una misura  che  possa
  giovare a circa 40.000 unità.
   La  verità  è che un'azienda nella propria valutazione  decide  di
  fare impresa in Sicilia sulla base di un proprio business plan,  di
  una  propria  valutazione, però il messaggio che si dà  con  questa
  norma, che il governo Schifani ha fortemente voluto, vale molto più
  dello  sgravio di 3.000, 4.000, 5.000, 6.000 euro, del 10 per cento
  o  del  15,  perché  è un messaggio di fiducia che  le  Istituzioni
  lanciano a chi è fuori da qui.
   Il  mondo delle imprese è un mondo che ha bisogno di fiducia e che
  ha  bisogno  di  capire,  di sapere, che fare  impresa  in  Sicilia
  conviene  e  questo  messaggio noi lo mandiamo, lo  mandiamo  anche
  attraverso  l'approvazione di questa norma  e  credo  avendo  letto
  molti   degli   emendamenti  che  sono   stati   presentati   dalle
  opposizioni,  penso  alle riflessioni che poc'anzi  portava  avanti
  l'onorevole  Dipasquale,  penso che ci  siano  molte  proposte  che
  l'opposizione ha fatto che vadano nella direzione del miglioramento
  di  un  testo,  alcune sono state fatte anche dalla maggioranza  e,
  quindi, ritengo che con questa norma, con l'approvazione di  questa
  norma,  corretta,  migliorata anche dalle  proposte  dell'Aula,  si
  possa  partire col piede giusto, ma ritengo che sia una  norma  che
  vada  approvata  perché,  come dicevo poc'anzi,  il  messaggio  che
  lanciamo  fuori  da questo Palazzo, al mondo produttivo,  al  mondo
  delle imprese, è un messaggio di grande fiducia, è un messaggio che
  dice a chi ci osserva fuori da qui, fare impresa in Sicilia si può,
  fare  impresa  in  Sicilia  conviene, fare  impresa  in  Sicilia  è
  possibile e penso che il mondo produttivo più che di sgravi di  cui
  sicuramente necessita perché poi l'economia la fa da padrone, abbia
  soprattutto bisogno di questo tipo di messaggio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, sarò  breve.  Ritengo  che  questa
  norma,  insieme  ad  altre  due o tre, siano  le  norme  edificanti
  rispetto  al  testo della finanziaria presentato  dal  Governo.  Mi
  sembra  che  ci  siano stati interventi da parte  dei  colleghi  di
  maggioranza ed opposizione.
   Siccome   è   un  articolo  abbastanza  corposo,  con   molteplici
  emendamenti, e che i colleghi stanno consegnando alcuni emendamenti
  modificativi e aggiuntivi, secondo me, signor Presidente,  potremmo
  eventualmente sospendere un quarto d'ora, venti minuti,  e  cercare
  di  cercare  di collazionare quello che è possibile. Un lavoro  per
  dare  un  senso, con le sollecitazioni che arrivano  da  parte  dei
  colleghi, e a quel punto potere approvare questo articolo.
   Io  ritengo  che un quarto d'ora in merito a quelle  che  sono  le
  sollecitazioni che arrivano, si riscrive per quello che è, si fa in
  modo di ritirare tutti quelli che sono gli emendamenti soppressivi.
  Si  fa  questo  lavoro, si prende l'articolo, e a  quel  punto,  se
  funziona il testo, potremmo farlo approvare.

   PRESIDENTE.   Va  bene,  onorevole  Catanzaro,  accolgo   la   sua
  richiesta.  Per  fare  una sintesi, sospendo  l'Aula  per  quindici
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 20.15)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Onorevoli  colleghi, sono stati presentati degli  emendamenti  che
  troverete  all'interno della cartella  fuori  sacco ;  naturalmente
  dopo   il   lavoro  fatto  per  cercare  di  trovare  una   sintesi
  sull'articolo 1, tutti gli emendamenti all'articolo 1 li  considero
  ritirati,   e  iniziamo  con...  onorevole  Schillaci,   lei   deve
  intervenire?

   SCHILLACI. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'Aula riprende, prego. Un  attimo,
  all'interno   della  cartella  fuori  sacco  trovate    tutti   gli
  emendamenti  sono  all'interno  della  cartella  fuori  sacco,   li
  tratteremo  in ordine. Dopodiché, l'onorevole Schillaci ha  chiesto
  d'intervenire. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,   signor   Presidente,   intervengo    perché
  naturalmente  io  ritirerò la mia riscrittura,  visto  che  abbiamo
  trovato   una  sintesi  e  soprattutto  perché  è  stato   recepito
  all'interno  della  riscrittura un  emendamento  a  cui  io  tenevo
  particolarmente, cioè dare una premialità aggiuntiva  alle  imprese
  che assumono le donne, quindi, era già nel testo, e soprattutto gli
  over  50,  perché  sappiamo  che in  questa  Terra,  dove  è  molto
  difficile trovare occupazione, soprattutto gli over 50 che  perdono
  il  lavoro  hanno delle difficoltà enormi. Questa,  quindi,  è  una
  norma  a cui tengo particolarmente, l'ho sempre presentata anche  a
  partire  dalla scorsa legislatura, per cui sono contenta che  abbia
  trovato posto, insieme ad altri colleghi che l'hanno proposta, come
  la  Caronia,  Dipasquale e anche altri, pertanto,  ribadisco,  sono
  contenta  che  abbia  trovato posto. Noi avevamo  presentato,  come
  Movimento 5 Stelle, altre misure da inserire all'interno di  questa
  norma, però abbiamo concordato con l'Assessore Dagnino, che sarebbe
  stato   difficile  portarle  avanti,  anche  per  un   rischio   di
  impugnativa,  per  cui ritiro la riscrittura e vediamo  appunto  di
  portare  avanti un'unica sintesi e una riscrittura che è  condivisa
  da tutte le forze.

   GIAMBONA. Grazie, onorevole Schillaci.
   Allora,  hanno  chiesto  di intervenire in  ordine  gli  onorevoli
  Giambona,  Dipasquale  e  Ciminnisi.  Onorevole  Marano,  lei  deve
  intervenire  pure? Un attimo colleghi, allora, io capisco,  vi  sto
  facendo intervenire nuovamente perché state intervenendo, non sulla
  discussione  generale dell'articolo che abbiamo  già  fatto,  state
  intervenendo sugli emendamenti.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, io la ringrazio per avermi  concesso
  la  parola, non sono ancora intervenuto, e rammento agli  onorevoli
  colleghi  che ho presentato diversi emendamenti su questo articolo,
  ma io ho bisogno di essere seguito nella discussione dall'Assessore
  per  l'economia,  dall'assessore  Dagnino,  con  il  quale  diciamo
  poc'anzi  nella pausa ci siamo lungamente confrontati.  A  dire  il
  vero,  su  questo  articolo  che  riguarda  incentivi  relativi  al
  sostegno  all'occupazione,  già  in Commissione  Bilancio,  abbiamo
  avuto  appunto  lunghe  discussioni su questo argomento.  Assessore
  Dagnino,  Assessore, Presidente della Regione,  molto  velocemente,
  questo  è  un  articolo che ritengo sia centrale in questa  manovra
  finanziaria  ancorché, purtroppo, nelle precedenti finanziarie  noi
  non siamo riusciti concretamente, Presidente Schifani, lei lo sa, a
  mettere  a  terra una misura che dia sostegno all'occupazione,  che
  sia all'interno di una strategia di politica industriale condivisa.
  Questa è comunque una politica che noi sosteniamo.
   Detto  questo, tra le problematiche del mondo del lavoro  che  noi
  evidenziamo,  assessore Dagnino, oltre alla  questione  del  lavoro
  nero,  del  caporalato, c'è anche un altro aspetto:  è  quello  del
  lavoro  povero, in inglese poor job. Allora, questa  norma,  che  è
  assolutamente  condivisibile,  dovrebbe  dare  risposte  anche   in
  termini  della  stabile occupazione e di una  occupazione  che  sia
  nelle condizioni di dare un reddito dignitoso.
   Signor Presidente, io ritengo però che ci sia un eccessivo brusìo.
  Se  noi  dobbiamo continuare in questa maniera... credo che nemmeno
  il Presidente della Regione riesca a seguirmi.
   Onorevoli colleghi, cosa facciamo? Abbiamo difficoltà.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non mi fate  fare  l'appello.  Mi
  fate ascoltare l'onorevole Giambona? Collega, si può rivolgere alla
  Presidenza, ovviamente.

   GIAMBONA. Mi rivolgo alla Presidenza, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, onorevole Ferrara,  onorevoli  Di
  Mauro e Gallo cortesemente vi chiedo  altrimenti c'è troppo brusìo
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.   La  proposta  emendativa  che  ho  presentato   ed   è
  nell'articolato, e della quale ho parlato con l'assessore  Dagnino,
  va  in  una  direzione:  oltre a favorire  le  assunzioni  a  tempo
  indeterminato,  noi  avevamo  aggiunto  anche   a  tempo  pieno  ed
  indeterminato , perché c'è il rischio che questa norma favorisca il
  cosiddetto  part-time involontario, ed il Presidente della  Regione
  ha  piena consapevolezza che nella Regione Sicilia, il mercato  del
  lavoro  siciliano,  abbia un triste primato: quello  di  essere  la
  prima  Regione  in  Italia  per  part-time  involontario   E   sono
  principalmente  coinvolte  le donne,  i  due  terzi  dei  part-time
  involontari  in  Sicilia riguardano le donne. Allora,  la  proposta
  emendativa  andava nella direzione di aggiungere che l'agevolazione
  prevista  da  questa  norma fosse concessa non  solo  appunto  alla
  costituzione  dei  rapporti di lavoro a tempo  indeterminato  ma  a
  tempo  pieno,  o  comunque  in subordine a  quelle  assunzioni  che
  garantiscono   almeno  il  part-time  al  50  per   cento.   Questo
  naturalmente permetterebbe di dare una risposta concreta in termini
  di qualità del lavoro, di qualità dell'impiego.
   Aggiungo anche un altro aspetto di non poco conto, che ho inserito
  insieme  ai  colleghi  in  un  altro emendamento,  cioè  quello  di
  agevolare   le   trasformazioni  da  tempo  determinato   a   tempo
  indeterminato. Credo che questo sia un altro elemento di valore che
  bisogna  considerare  in  questa norma per  renderla  completamente
  coerente  rispetto  ad  un  quadro  complessivo  che  vuole  essere
  rispondente  alle  nostre  esigenze, alle esigenze  della  Sicilia,
  intanto  per contrastare il lavoro nero, per contrastare il  lavoro
  povero  e  per favorire una stabile occupazione. Quindi, da  questo
  punto  di vista, chiedo all'assessore per l'economia, al Presidente
  della  Regione che visione abbiamo su questo aspetto e se  vogliono
  convergere rispetto a questa proposta emendativa. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  assessore  ed  onorevoli  colleghi,  io  ci  tenevo  a  ringraziare
  brevemente l'assessore Dagnino, il Presidente, la Commissione ed  i
  colleghi dei Gruppi parlamentari per aver condiviso la proposta  di
  prevedere una percentuale in più, oltre il dieci per cento fino  ad
  arrivare  al quindici per cento, quindi questo cinque per cento  in
  più, per l'assunzione di donne.
   Io  penso  che questa disponibilità che avete dato voi, che  hanno
  dato  anche  i colleghi parlamentari, ci metta nelle condizioni  in
  questa   norma,   che  come  ho  definito  prima   è   strutturale,
  interessante e speriamo che possa dare i suoi frutti di riconoscere
  al  mondo  femminile un'attenzione maggiore e quindi  ci  tenevo  a
  ringraziare.

   PRESIDENTE.  L'ultimo intervento. È iscritta a parlare l'onorevole
  Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie, signor Presidente, intervengo per  ringraziare
  il Governo per aver accolto la mia proposta sull'introduzione anche
  dell'adozione dei modelli di sostenibilità ESG nella norma,  perché
  siamo  pienamente  convinti che fare questo passaggio  culturale  è
  importante. Dico ciò perché quando un'azienda agisce bene  sui  tre
  fronti,   cioè   quello  della  sostenibilità   ambientale,   della
  sostenibilità   della   governance  e  della  sostenibilità   delle
  politiche  aziendali  che hanno a che fare con  il  rispetto  della
  persona, con l'inclusione, con la parità di genere e con il welfare
  aziendale,  allora quell'azienda costruisce anche fiducia  e  buona
  reputazione;  quindi, prendersi cura dell'ambiente, delle  persone,
  di  come  si  lavora all'interno dell'azienda, rende l'azienda  più
  rispettata,  più  apprezzata, più capace  di  crescere  e,  quindi,
  questo  ne  migliora  anche la competitività e  l'attrattività  sul
  mercato.
   Quindi,  è  un piccolissimo segnale che accogliamo di buon  grado,
  però  segna l'inizio di un percorso in cui la sostenibilità diventa
  parte  della cultura d'impresa e crediamo che questo sia importante
  anche come messaggio che lanciamo alle imprese che vogliono credere
  che fare impresa in Sicilia, appunto, è possibile. Grazie.

   PRESIDENTE. Bene, colleghi, iniziamo con l'emendamento.

   GIAMBONA. Signor Presidente, aspettavo l'assessore.

   PRESIDENTE. Assessore, prego.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Allora, grazie, sono lieto  che
  si  sia  trovata una sintesi ampiamente condivisa in Aula; era  già
  questo  nelle intenzioni del Governo e, quindi, è chiaro,  come  si
  dimostra sempre, che dal confronto emergono sempre fatti positivi.
   In   relazione   all'osservazione  dell'onorevole   Giambona   c'è
  l'impegno  del Governo a verificare con le Istituzioni  europee  la
  possibilità di introdurre forme di preferibilità, forme di priorità
  per  l'incentivo in relazione alle assunzioni a tempo pieno  perché
  condividiamo, certamente, l'obiettivo di potenziare il  lavoro,  di
  migliore  qualità, quindi non soltanto a tempo indeterminato,  come
  già riportato nella norma, ma anche a tempo pieno.
   Tuttavia,  per  ragioni di cautela, visto il valore elevato  della
  misura,  ed  essendo il testo che abbiamo messo a  disposizione  di
  codesta  Aula  il  frutto  di una serie di interlocuzioni  anche  a
  livello  di  uffici legati al sistema dell'Unione Europea,  saremmo
  dell'idea di mantenere, per il momento, quel testo base su  cui  il
  Governo   in  qualche  modo  si  è  impegnato,  insomma,  è   stato
  ragguagliato circa la tendenziale fattibilità. Poi, per carità,  al
  netto di tutte quelle che possono essere le procedure europee,  ove
  dovesse  esservi spazio per questo, ci riserviamo di intervenire  o
  con  il  decreto  o,  se necessario, con una proposta  di  modifica
  normativa. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.86.   Il   parere   della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo è  favorevole  perché  lo  ha
  presentato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.13.1, a firma del Governo, un   fuori
  sacco .

   CATANZARO. Questi sono fuori sacco?

   PRESIDENTE.  Sì,  li ritrovate nella cartella dei   fuori  sacco .
  Emendamento 1.13.1, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Parere del Governo favorevole. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso  votiamo l'emendamento 1.13, che si trovava  nel  fascicolo
  principale, a pagina 11, a firma dell'onorevole Campo ed altri.
   Col  parere favorevole della Commissione e del Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 1.13, così come subemendamento dall'1.13.1.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento  fuori sacco  1.89,  a  firma
  del Governo ed altri.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento  fuori sacco  1.88,  a  firma
  del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.87, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Colleghi, a questo punto riconvoco l'Aula  a  domani,
  mercoledì 17 dicembre 2025, alle ore 11.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.32 di martedì 16 dicembre 2025,
       è ripresa alle ore 11.32 di mercoledì 17 dicembre 2025).

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Chiedo ai colleghi di prendere posto, siamo  arrivati
  all'articolo 2.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  essendo
  stata  ieri approvata una riscrittura parziale dell'articolo 1  con
  alcuni  emendamenti, i miei Uffici stanno lavorando all'adeguamento
  dell'articolo  2  per  renderlo omogeneo con l'articolo  1,  quindi
  chiederei,  essendo ancora in corso questo lavoro, di  accantonarlo
  per un momento e passare ad un altro articolo.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
         Incentivi a sostegno del lavoro agile - South Working

   1.  Allo  scopo  di  favorire la permanenza dei  lavoratori  nella
  Regione e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,
  alle  imprese aventi un'unità produttiva nel territorio dell'Unione
  europea  che  negli  anni  2026,  2027  e  2028  effettuano   nuove
  assunzioni  di  lavoratori  subordinati  a  tempo  indeterminato  o
  effettuano   trasformazioni  dei  rapporti  di   lavoro   a   tempo
  determinato  in  rapporti di lavoro a tempo  indeterminato,  i  cui
  contratti  di  lavoro o specifici accordi tra  le  parti  prevedano
  l'esecuzione  della  prestazione di  lavoro  nel  territorio  della
  Regione,  per  un periodo minimo di cinque anni, esclusivamente  in
  modalità  agile  salvo quanto previsto al comma 2,  a  norma  della
  legge  22 maggio 2017, n. 81, è riconosciuto un contributo a  fondo
  perduto,  fino  all'importo massimo di euro 30.000,00  per  ciascun
  lavoratore  occupato, residente in Sicilia, entro il  limite  delle
  risorse autorizzate a legislazione vigente.

   2.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro,  d'intesa  con  l'Assessore regionale  per  l'economia,  da
  adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente legge, sono emanate le disposizioni attuative della misura
  di  cui  al  comma  1,  inclusi  i  limiti  massimi  entro  cui  la
  prestazione  lavorativa può essere eseguita all'interno  di  locali
  aziendali, gli indirizzi specifici e le modalità di concessione  ed
  erogazione   del   contributo,  previo  parere  della   Commissione
   Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana.

   3.   Il   Dipartimento   regionale   del   lavoro,   dell'impiego,
  dell'orientamento,  dei  servizi  e  delle  attività  formative   è
  autorizzato a trasferire a IRFIS-FinSicilia S.p.A., risorse pari  a
  18.000  migliaia  di  euro per ciascuno degli  esercizi  finanziari
  2026,  2027  e  2028 comprensivi degli oneri di  gestione,  per  la
  costituzione  di un plafond nell'ambito del Fondo  Sicilia  di  cui
  all'articolo  2  della legge regionale 22 febbraio  2019,  n.  1  e
  successive  modificazioni, destinato all'erogazione dei  contributi
  di cui al comma 1, previa pubblicazione di avviso pubblico.

   4.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  18.000  migliaia  di  euro per ciascuno degli  esercizi  finanziari
  2026, 2027 e 2028 (Missione 15, Programma 3).

   5.  Nelle  more dell'accertamento della ricorrenza, per la  misura
  oggetto   del   presente  articolo,  dei  requisiti  di   autonomia
  istituzionale,  procedurale  e  finanziaria  previsti  dal  diritto
  unionale per l'adozione di misure di politica economica generale su
  base  territoriale, il contributo di cui al comma 1  è  erogato  in
  regime di aiuti de minimis, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831
  della  Commissione  del 13 dicembre 2023 relativo  all'applicazione
  degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
  europea agli aiuti de minimis.

   6.  Al fine di garantire spazi collettivi per le attività di smart
  working  svolte presso comuni delle aree interne, è autorizzata  la
  spesa  di  2.000  migliaia  di  euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  2026,  2027  e  2028 per la  realizzazione,  anche  con
  l'eventuale  compartecipazione dei privati, di spazi  di  coworking
  per lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi operanti nel settore
  digitale  e  start  up  innovative, mediante  il  riadattamento  di
  immobili pubblici e di enti ecclesiastici in disuso e l'acquisto di
  arredi   e   attrezzature,  software,  macchinari   informatici   e
  attrezzature   tecnologiche.  Con  decreto  del  Presidente   della
  Regione,  su proposta dell'Assessore regionale per la famiglia,  le
  politiche   sociali  e  il  lavoro,  di  concerto  con  l'Assessore
  regionale  per l'economia, da emanarsi entro sessanta giorni  dalla
  data  di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite  le
  modalità  attuative del presente comma, prevedendo che  le  risorse
  siano assegnate ai comuni delle aree interne previo avviso pubblico
  (Missione 15, Programma 3).».

   Non   ci   sono   interventi  sull'articolo  3,   quindi   andiamo
  direttamente a trattare gli emendamenti.
   Vedo,   insomma,  la  maggioranza  è  presente,  quindi   possiamo
  procedere.  Questa  volta  non vedo le opposizioni  in  Aula.  Vedo
  l'onorevole Catanzaro, Spada, Safina e Saverino, Lombardo e Sciotto
  ovviamente...perché siete in fondo

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, intervengo sull'articolo, ma mi deve
  anche  consentire di potere intervenire un attimo  sull'ordine  dei
  lavori.   Dico,  perché  -  lei  comprenderà  -  dovevamo  iniziare
  sull'articolo 2, che è una conseguenza di quello che abbiamo votato
  noi  come  articolo 1, ora stiamo ovviamente affrontando l'articolo
  3.
   Lei  sa  benissimo che, su questo tema, non è soltanto  in  questa
  legislatura,  ma anche nella passata legislatura  -  lo  ricordo  -
  proprio  in  quest'Aula,  ricordo che questo  tema  è  stato  molto
  ricorrente e affrontato e abbiamo avuto anche, in alcune occasioni,
  con  approssimazione,  di  affrontare il tema  del  South  Working,
  perché  ricorderà  bene  che purtroppo  la  pandemia  ha  lasciato,
  diciamo, questa modalità agile di lavoro.
   Noi, se ricorda, Presidente, proprio nella nell'ultima Aula con la
  variazione  abbiamo affrontato già questo tema: abbiamo  detto  che
  c'erano  tante cose che non andavano, si è dibattuto in Commissione
  sul  South  Working, anche con l'impegno da parte  del  Governo  di
  poter  mettere più risorse rispetto a quello che c'era nel  passato
  articolo.
   Io   ritengo   che  ci  sono  tantissimi  emendamenti   presentati
  all'articolo  3,  quindi del South Working, e  allora,  Presidente,
  serve,  davvero, da parte dell'assessore, che, ovviamente,  ha  già
  dibattuto  in  Commissione, serve un attimo di  confronto,  perché,
  oltre  a  tutti gli emendamenti soppressivi - che al  momento  noi,
  come  Gruppo,  non ritiriamo, per capire un attimo  quello  che  si
  sviluppa   -  c'è  anche  tutto  ciò  che  riguarda  gli   articoli
  modificativi. Ritengo che il tema deve essere affrontato con grande
  attenzione,  perché  ci sono delle cose che bisogna  anche  limare,
  come  il  comma  6, che abbiamo bisogno di capire e di  comprendere
  qual è l'idea di questi 2 milioni di euro sul comma 6 dell'articolo
  3 da parte dell'assessore.
   Quindi,  Presidente, intervengo proprio sull'articolo  3.  Capisco
  che,  ovviamente, noi dobbiamo procedere andando sull'articolato  e
  cercando  di affrontare gli emendamenti, però le chiedo proprio  un
  attimo,  come  dire,  di  procedura che  sia,  proprio,  nel  farci
  comprendere, anche da parte dell'assessore, sarebbe il caso che  su
  alcune  cose  ritornasse in Aula, proprio per poterci spiegare  nel
  dettaglio  tutto l'articolo 3 e quelle che sono state le variazioni
  rispetto all'ultima bocciatura.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Ferrara.  Ne  ha
  facoltà.

   FERRARA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  anch'io
  intervengo  per  sottolineare l'importanza di questo  articolo;  da
  Presidente  della Commissione Lavoro rappresento che in Commissione
  abbiamo  affrontato,  per  svariate  sedute,  il  tema  del  "South
  Working"  e  molta  è la produzione normativa che  i  colleghi,  in
  questo  ambito,  hanno prodotto: pertanto, avere  l'opportunità  di
  approvare già in questo esercizio finanziario un provvedimento  che
  possa  favorire  il lavoro agile e il ritorno a casa  delle  nostre
  migliori  professionalità è, certamente, un'opportunità  strategica
  per l'economia della nostra Regione.
   Il South Working, oggi, è un'opportunità reale, grazie a ciò che è
  avvenuto  in pandemia, abbiamo fatto un salto, un balzo  in  avanti
  nella  digitalizzazione e oggi sono tantissime le  opportunità  che
  insistono  per  far  sì che ci sia la possibilità  di  lavorare  da
  remoto  sette giorni su sette; le aziende, tuttavia, per  questioni
  strategiche,  pur  incentivando  lo  smart  working,  non  vogliono
  tagliare  quel  cordone  ombelicale che collega  l'azienda  con  il
  lavoratore,  magari, anche soltanto per un giorno  a  settimana  e,
  quindi,  sostanzialmente,  impediscono una  vera  realizzazione  di
  questa che è una rivoluzione nell'organizzazione del lavoro.
   Ecco,  un  incentivo come quello pensato dal Governo può,  invece,
  incentivare  e  invogliare  le aziende a  tagliare  questo  cordone
  ombelicale  e  concedere ai lavoratori di ritornare  a  casa  e  di
  potere  lavorare  da casa; in più, oltre coloro i  quali  sono  già
  siciliani  e  sono dovuti andar via per potersi realizzare,  esiste
  tutto  un  mondo di lavoratori nomadi, di lavoratori digitali,  che
  vogliono girare il mondo e lavorare in funzione di quelle che  sono
  le bellezze che possono ospitarli e la nostra terra non è seconda a
  nessuno   Pertanto,  anche  rispetto  a  questi  lavoratori  nomadi
  digitali,  un  provvedimento  del  genere  va,  assolutamente,   ad
  incentivare quelle che sono le scelte che le aziende possono fare e
  incentivare, appunto, lo smart working proprio in quest'ottica.
   E',  pertanto,  questo  un articolo di un'importanza  centrale  in
  questa  manovra  e  mi  auguro, Colleghi, che  lo  spirito  che  ci
  condurrà  all'approvazione  di questo  articolo  possa  essere  uno
  spirito  costruttivo,  come  del resto  ho  già  sentito  il  primo
  intervento  del Presidente Catanzaro, quindi, mi auguro  che  possa
  essere   unanime   lo   spirito  costruttivo,  perché,   attraverso
  provvedimenti come questi, davvero, l'economia della  nostra  Terra
  può  andare in una direzione o nell'altra e, siccome sono certo che
  l'interesse  di  tutti  noi è quello di servire  il  nostro  popolo
  siciliano  e  la  nostra  Terra, sono certo che  provvedimenti  del
  genere  siano  attenzionati allo stesso modo  da  tutti  e  possano
  vedere l'approvazione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, rispetto a
  questa nuova normativa avevo proposto un intervento e integrazione,
  attraverso  un  emendamento - e cioè a dire -  che  includesse  una
  platea più ampia e qui mi rivolgo anche all'assessore Dagnino.
   Assessore, se posso avere un attimo la sua attenzione, se possiamo
  integrare  questa norma anche attraverso l'estensione ai lavoratori
  già  occupati  con contratto a tempo indeterminato  da  almeno  sei
  mesi.
   Quindi, voi praticamente attraverso questa nuova normativa date la
  possibilità ai nuovi ingressi nel mondo nel lavoro, e quindi in tal
  senso,  questa  norma vorrebbe premiare i giovani che  lavorano  in
  sedi  fuori  dalla nostra Regione che, domani ipotetico,  potessero
  lavorare e rientrare nella nostra Regione ma che in questo  momento
  da  questa norma verrebbero discriminati, non potendo rientrare  in
  quella platea della quale si usufruisce di questo beneficio.
   Quindi,  ho  presentato un modificativo nel quale, appunto,  si  è
  prevista   anche   la   possibilità  per  i  lavoratori   a   tempo
  indeterminato  che lavorano in aziende fuori dalla nostra  che,  se
  rientrano  nella  nostra,  prestando  uno  smart  working,  possano
  usufruire delle medesime agevolazioni.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà

   GILISTRO. Signor Presidente, volevo solo intervenire perché, anche
  al  di là Presidente, della bontà di questo articolo, che può  dare
  veramente  una  mano  d'aiuto, credo  che  bisogna  pensare  più  a
  qualcosa  di programmatico, cioè abbiamo veramente questo  problema
  serio, Assessore Dagnino, che riguarda questa migrazione, cioè  noi
  abbiamo  tantissime famiglie che investono i loro averi per formare
  un  ragazzo; scuola primaria, scuola secondaria, licei, università,
  per poi vederli emigrare fuori.
   Credo  che  sia necessario in questo momento, al di là  di  questa
  norma,  che  può  anche essere utile ma è una norma  a  mio  avviso
  sempre  temporanea, io mi auguro che questo Governo possa veramente
  programmare,  avere  un qualcosa di programmatico  per  quello  che
  riguarda le assunzioni all'interno della nostra Regione.
   Quindi il maggiore sforzo che questo Governo deve fare è quello di
  produrre  posti  di lavoro all'interno della nostra  Regione  e  di
  essere attrattivi, addirittura al contrario  Sarebbe bellissimo,  -
  il  sogno di un siciliano - vedere che dalle altre Regioni  possano
  venire  a  lavorare  nella  nostra  Sicilia,  per  le  migliaia  di
  potenzialità che questa Regione possiede.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo, l'articolo 3 della Legge di Stabilità riprende un  disegno
  di  legge,  presentato alcuni mesi fa dal Gruppo  parlamentare  del
  Partito  Democratico  all'Ars che aveva  l'obiettivo  che  si  pone
  questo  stesso  articolo  3, e cioè quello di  favorire  attraverso
  l'infrastrutturazione immateriale, da una parte, e l'incentivazione
  al  lavoro  agile, il rientro dei nostri giovani che  molto  spesso
  sono specializzati e, questa specializzazione li porta ad andare  a
  lavorare in contesti molto differenti rispetto a quello siciliano.
   Abbiamo  lavorato in Commissione Bilancio per migliorare il  testo
  che ha presentato il Governo, e che si pone soprattutto l'obiettivo
  al  comma 6, come abbiamo avuto modo di proporre ed evidenziare nel
  corso del dibattito, di incentivare il meccanismo del lavoro agile,
  soprattutto  nei  piccoli Comuni delle aree  interne  che  soffrono
  ancora  di  più  lo spopolamento e l'emigrazione  giovanile  e  per
  andare  incontro  anche  a questo fenomeno,  purtroppo  sempre  più
  drammatico;  abbiamo  anche  chiesto che  venissero  realizzati  in
  ambienti  pubblici  o di proprietà degli enti ecclesiastici,  degli
  spazi  di  coworking,  dove poter allestire le  attrezzature  e  le
  infrastrutture  informatiche  necessarie  per  favorire  il  lavoro
  agile.
   L'impatto   delle   nuove   tecnologie  e   dell'automazione,   ma
  soprattutto  l'impatto  dell'intelligenza artificiale,  stravolgerà
  nei  prossimi decenni il mondo del lavoro e secondo le stime di chi
  si  occupa di sociologia del lavoro circa quattro giovani su  dieci
  nei  prossimi  trent'anni o quarant'anni  faranno  un  lavoro  che,
  attualmente,  nemmeno  esiste  e, dunque,  noi  reputiamo  che  sia
  opportuno  che  la  Regione  si  occupi  anche  di  questi  aspetti
  attraverso un'azione legislativa che da una parte va incontro  alle
  nuove  sfide  del  mercato  del lavoro  e  dall'altra  parte  tenga
  presente il fenomeno della migrazione dei giovani dei talenti,  dei
  cervelli  che molto spesso sono costretti, appunto, ad  andare  non
  solo al Nord Italia ma anche all'estero.
   Reputiamo   che  questo  articolo  apra  una  questione   politica
  importante e per questo noi lo sosteniamo ma, ecco, siamo  convinti
  che  occorre  fare un ulteriore sforzo sotto il profilo legislativo
  per  avere un approccio integrato rispetto al tema dell'emigrazione
  giovanile e dello spopolamento delle aree interne attraverso  altri
  provvedimenti e, come Gruppo parlamentare del Partito  Democratico,
  saremo ben lieti di dare il nostro apporto in questa direzione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intervengo  solamente per ribadire quello che  è  stato  il  nostro
  atteggiamento dall'inizio di questa finanziaria.
   Noi  ieri  abbiamo affrontato l'articolo 1 e lo abbiamo affrontato
  con  grande  attenzione,  con nessun tipo  di  retro  pensiero  nel
  bocciare   tutto  tanto  per  bocciare  tutto,  anzi,  lo   abbiamo
  dimostrato,  abbiamo dimostrato che là dove ci sono  questioni  che
  riguardano  il lavoro, che riguardano il lavoro per  le  fasce  più
  deboli,  la  possibilità appunto di incrementare  l'occupazione  in
  Sicilia, noi ci siamo e svolgiamo il nostro ruolo. L'abbiamo  fatto
  sull'articolo 1, lo faremo sull'articolo 2, lo faremo per tutta  la
  finanziaria, avendo la capacità di selezionare quelli  che  sono  i
  nostri  interventi, di individuare i nostri interventi  in  base  a
  quelle che sono le qualità degli emendamenti.
   Io  mi  permetto,  però, di dire una cosa: su  poche  cose  questa
  opposizione  riesce ad incidere, poche, poche cose, la  maggioranza
  ha  avuto  la  possibilità  di  lavorarci  in  Giunta  con  i  suoi
  Assessori,  ha  avuto  la possibilità di lavorarci  in  Commissione
  perché  ci sono stati componenti nelle Commissioni che hanno  fatto
  la  loro  parte. Dopodiché, il testo è arrivato in  Aula,  dove  la
  maggioranza  non so se non sia riuscita a calare determinate  cose,
  perché non le avete calate. Dopodiché il Parlamento e l'opposizione
  stanno cercando, l'abbiamo fatto anche nel bilancio, ci sono  stati
  gli  emendamenti  dei colleghi importanti che hanno  dato  il  loro
  contributo, lo abbiamo fatto ieri anche nell'articolo 1 e lo faremo
  anche  nell'articolo 2, però io mi permetto di dirvi una cosa,  non
  dimentichiamoci mai - perché è una cosa a cui tengo - che noi siamo
  parlamentari, siamo onorevoli, e onorevoli è una parola bellissima,
  una parola che ci deve riempire di grandissime responsabilità.
   Quelle  poche  cose che l'opposizione fa, che la minoranza  porta,
  ieri  si  è  portato  alcuni risultati, uno di questi  è  stato  il
  risultato   per   l'intervento  del  cinque  per   cento   in   più
  sull'emendamento  che  ha inserito le donne  sugli  sgravi,  lo  ha
  fatto, lo ha fatto ieri, per fortuna i giornalisti ci seguono e  ci
  seguono bene su tutto quello che diciamo. Cerchiamo di non togliere
  alle  minoranze  quei piccoli risultati che noi ci portiamo,  è  un
  fatto  democratico  perché se anche quelle  piccole  cose  che  noi
  portiamo avanti, piccole, piccolissime, riusciamo a portare  avanti
  grazie alla vostra condivisione, grazie alla condivisione anche del
  Governo,   ieri  io  l'ho  detto  quando  è  stato  approvato,   ho
  ringraziato  il Governo, ho ringraziato le forze tutte che  l'hanno
  condiviso.  Ma  da  qui a toglierci anche quella paternità,  quelle
  piccole paternità, di queste cose ritengo che sia sbagliato.
   Quindi  noi,  siccome  abbiamo una finanziaria  davanti,  dobbiamo
  andare  avanti  e  ci  saranno  anche  altre  proposte  nostre,  vi
  chiediamo che quelle poche cose che riusciamo a portare avanti, che
  ci  siano rispettate e proprio nel bon ton del Parlamento  e  nello
  stile che tutti noi dobbiamo avere.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, riguardo  a
  questa  misura,  io non dico che ogni misura volta  all'inserimento
  lavorativo  e a trattenere la fuga dei cervelli dei nostri  giovani
  in Sicilia non sia positiva, però mi sa molto di una misura spot.
   Perché  veda Presidente, il vero problema di quest'Isola è che  in
  dieci  anni  sono emigrate ben 57 mila persone, tutti giovani  alla
  ricerca  di  lavoro fuori, perché tutte le misure  a  sostegno  del
  lavoro dei giovani fino ad oggi sono state prive di progettualità e
  programmazione  per  il  futuro.  Sono  state  delle   misure   che
  lasciavano  chiaramente  ai  ragazzi poche  speranze  di  inserirsi
  veramente nel mondo lavorativo perché non facevano altro  che  fare
  dei  part-time  o degli stage retribuiti, senza poi  di  fatto  una
  prospettiva,  perché  erano  misure una  tantum,  fra  l'altro  con
  stipendi veramente bassi.
   Chiaramente  un  ragazzo  che  si  è  formato  anche  a  lungo  in
  quest'Isola  riceve  una proposta di lavoro a  tempo  indeterminato
  allettante da fuori, è chiaro che va via.
   Quindi  io  mi aspettavo più che una misura di questo tipo,  anche
  una  contromisura per creare in Sicilia il lavoro, per fare in modo
  che  queste proposte fossero continuative e strutturate negli anni,
  magari con degli accordi anche con i nostri enti di formazioni e le
  nostre  università,  perché manca anche un  rapporto  solido,  quei
  corsi  che  formano  i  ragazzi  relativamente  ai  lavori  che  li
  trattengono  al  Sud che sono nei settori dell'energia,  dell'agro-
  alimentare,  del  turismo,  dell'innovazione.  Il  Sud  ha   queste
  prerogative, queste caratteristiche, noi ci dovevamo rafforzare per
  trattenere i nostri ragazzi e non semplicemente aiutare le  imprese
  di fuori a rimandarceli a casa.
   È  una  norma  poco  chiara,  e non vorrei  che  fosse  l'ennesima
  passerella  di  questo Governo per fare qualche conferenza  stampa,
  perché  veramente quello su cui bisogna puntare è cercare di creare
  il  lavoro in Sicilia, non dobbiamo stare sempre con la speranza di
  avere il lavoro da fuori e portare qui i ragazzi a distanza
   Quindi per me, lo ripeto, tutto quello che può aiutare i giovani è
  pur  sempre  qualcosa,  però va in una direzione  politica  che  mi
  convince poco.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo  3  che  ha  ad oggetto,  appunto,  gli  incentivi  a
  sostegno  del  lavoro agile "South Working" e  continuo,  per  così
  dire,  quello  che  è un ragionamento che ho già  cominciato  nella
  seduta  di  ieri, nella quale abbiamo affrontato il primo  articolo
  che ha ad oggetto le forme di sostegno all'occupazione in Sicilia.
   Allora,  intanto  partiamo  da  una considerazione,  Presidente  e
  colleghi, mi rivolgo anche all'Assessore Dagnino che è qui presente
  con  il  quale  c'è stata veramente una discussione  accesa  prima,
  nella legge finanziaria e nelle variazioni di bilancio. Abbiamo ben
  compreso tutti, credo, che questo è un articolo da finanziaria come
  giustamente oggi lo stiamo affrontando in questa manovra,  non  era
  sicuramente  una  misura  da  ipotizzare  come  trattabile  in  una
  variazione di bilancio; del resto, alla fine di un anno e nel quale
  scorcio  con  grande difficoltà si sarebbe potuto mettere  a  terra
  anche  solo un decreto attuativo dopo la pubblicazione della  norma
  che è avvenuta a novembre inoltrato.
   Per  cui intanto la posizione del Partito Democratico è dimostrata
  nei  fatti da quella che è una concreta esigenza di dare attuazione
  ad  una  norma  che  vuole dare risposta ai siciliani,  vuole  dare
  risposta alle migliaia di ragazzi e ragazze che ogni mese vanno via
  dalla  nostra  Terra. Si stima che mille tra giovani e neolaureati,
  ogni mese, prendano la valigia e decidano di andare a studiare e  a
  lavorare fuori.
   E,  allora, questa misura, per la quale il Partito Democratico  è,
  sicuramente,   particolarmente   attento,   va   nell'esigenza   di
  contrastare  chi  va via dalla nostra Terra, chi  spopola  le  aree
  interne della nostra Sicilia, ha anche l'obiettivo di far rientrare
  i  nostri  giovani cervelli che sono, appunto, fuori dalla Sicilia.
  Ecco, questo consiste anche nel portare avanti una visione di  tipo
  innovativo,  strategico che permetta di combinare  l'autonomia  dei
  nostri  ragazzi, ma anche la possibilità di coniugare  benessere  e
  qualità della vita.
   Allora, detto ciò mi soffermo solamente su due aspetti della norma
  sulla quale personalmente mi sono concentrato e che ha l'obiettivo,
  per  così dire, di migliorarla e per la quale chiedo, all'assessore
  Dagnino   e   al   Governo,   di  fare  una   riflessione,   anche,
  eventualmente, attraverso una riscrittura dell'articolo stesso, una
  rivisitazione per certi versi, in alcuni punti.
   L'ho  detto già ieri, assessore Dagnino, presidente Schifani oltre
  ad  incentivare il lavoro, dobbiamo avere un'attenzione particolare
  a quella che è la qualità del lavoro.
   Troppi  siciliani  si  trovano ad avere  un  contratto  di  lavoro
  povero,  con retribuzioni basse, dove molto spesso non si applicano
  i  contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali
  maggiormente  rappresentative e poi c'è  una  quota  importante  di
  lavoratori  che  è  regolarizzata attraverso  forme  di  part  time
  involontario. Part time involontario significa voler  lavorare  più
  ore   alla   settimana,  quando  invece  per  ragioni  di   mancata
  conciliazione  tra  vita  familiare e  lavorativa,  ovvero,  ancora
  perché  il  datore di lavoro non te lo permette, si è  costretti  a
  lavorare meno ore la settimana con una retribuzione spesso da fame.
   Questo è un tema che tocca principalmente la nostra Sicilia, tocca
  principalmente  i nostri ragazzi che, con retribuzioni  basse,  non
  possono appunto progettare un futuro roseo.
   Ecco  perché  abbiamo  proposto, nei nostri emendamenti,  di  dare
  particolare  attenzione affinché questo sostegno, come altre  forme
  di  sostegno, sia garantito anche e soprattutto alle trasformazioni
  a  tempo  pieno  e alle trasformazioni dei rapporti di  lavoro,  da
  tempo  determinato a tempo indeterminato. Quindi, questo è il primo
  elemento  che  tendiamo ad evidenziare, cioè creare su  sistemi  di
  sostegno  che  contrastino il lavoro povero e che  garantiscano  la
  stabilità del lavoro, con il rispetto dei contratti collettivi  che
  garantiscono  delle  paghe dignitose; e quando parlo  di  contratti
  collettivi, mi riferisco a quelli sottoscritti dalle organizzazioni
  sindacali maggiormente rappresentative perché in Sicilia, assessore
  Dagnino,  abbiamo  un problema rilevante che è quello  del  dumping
  contrattuale,  anzi,  da  questo punto  di  vista,  nelle  prossime
  settimane, la inviterò ad un focus, proprio su questo argomento.
   Secondo  tema.  Riguarda le forme di sostegno  infrastrutturale  a
  quello che è il South Working. Nel caso specifico, mi riferisco  al
  comma  6  dove,  fondamentalmente, si  prevedono  degli  incentivi,
  appunto,  in  favore  di  soggetti privati,  anche  allo  scopo  di
  acquistare  attrezzature  tali da favorire  il  South  Working.  E,
  allora,  credo  che,  da  questo punto  di  vista,  dobbiamo  anche
  favorire  la  possibilità  che  gli  enti  locali  abbiano   questa
  opportunità.
   Personalmente,   ho   avuto  modo  di   confrontarmi   con   tanti
  amministratori   dell'entroterra   siciliano,   che   hanno   visto
  recentemente  un  crescente interesse da parte  di  lavoratori  che
  provengono anche da fuori i confini della Regione, a lavorare nella
  nostra  Terra poiché valutano positivamente, in termini di  qualità
  della  vita,  la possibilità di lavorare via remoto e molti  comuni
  siciliani si sono, per l'appunto, organizzati fornendo degli  spazi
  inclusivi,  degli  spazi di lavoro attrezzati e  credo  che  questa
  possa  essere una buona risposta da dare alle comunità  delle  aree
  interne,  alle  comunità  delle aree  montane  per  contrastare  lo
  spopolamento che sembrerebbe essere inarrestabile.
   Ecco  perché  ritengo che il comma 6 dell'articolo 3, che  prevede
  forme  di  incentivi  dal  punto di vista infrastrutturale  per  la
  realizzazione di spazi di coworking, debba essere esteso in maniera
  corposa, in maniera cospicua, anche ai comuni delle aree interne  e
  delle aree montane.
   Questa  sarebbe anche una bella risposta in termini  concreti  per
  tentare di dare aiuto ai nostri territori per garantire non solo la
  permanenza  dei  nostri lavoratori, non solo per avvicinare  coloro
  che sono andati via nel tempo, ma per favorire l'avvicinamento e il
  ripopolamento di comunità importanti della nostra Sicilia.
   Quindi, da questo punto di vista, invito il Governo ad analizzare,
  con  attenzione, quelle che sono le proposte emendative che abbiamo
  avanzato,  a ragionare ad una riscrittura dell'articolo  in  questi
  termini e con queste modalità.
   La  disponibilità  del  Partito  Democratico,  naturalmente,  c'è.
  Aspettiamo l'apertura del Governo in tal senso.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Scuvera. Ne ha facoltà.

   SCUVERA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo 3 ma realmente è una riflessione su tutti i primi tre
  articoli di questa finanziaria.
   Una finanziaria di cui condivido pienamente l'idea, l'impostazione
  e  la  visione  che  ha  voluto dare il Governo  regionale  per  lo
  sviluppo della nostra Sicilia, per lo sviluppo della nostra Isola.
   Noi  stiamo  vivendo  in  questa fase contingentale  economica  un
  momento  di grande crescita del Pil, dell'occupazione, di  crescita
  di  nuove imprese e il fatto di puntare a rafforzare proprio questi
  dati,  con  questi  settori,  con l'inserimento  in  finanziaria  e
  dell'articolo 3, ma anche dei primi due articoli, dà una visione  e
  un'aspettativa  di  una Sicilia che non vive più  di  contributi  a
  pioggia, non vive più di assistenzialismo, ma tende a investire  su
  un  settore economico produttivo come avviene nel Nord Italia.  Una
  Sicilia  che  tenda  ad uscire orgogliosamente dall'angolo  perché,
  nonostante abbiamo avuto una grande crescita in questi ultimi anni,
  sappiamo bene il divario che ancora ci divide.
   E  il  fatto  che  si  tenda a puntare su  questo  settore,  sulla
  crescita  delle  imprese,  sulla nuova occupazione  stabile,  sugli
  investimenti delle imprese perché i primi tre articoli - io ritengo
  che  ha  avuto  la capacità il Governo - di essere uno  concatenati
  nell'altro, perché rafforzano ogni articolo.
   Il  primo articolo stabilisce che se tutto va bene nella procedura
  e  nella  strada corretta si stabiliscono circa quarantamila  nuovi
  posti di lavoro.
   Certo  io,  forse, nel primo articolo avrei aumentato  l'incentivo
  dal  10  al 20 per cento per renderla più attrattiva per le imprese
  perché forse al 10 per cento siamo al limite della sostenibilità.
   Il  secondo  punto  va sugli investimenti, cioè  una  Regione  che
  incentiva    gli   investimenti   con   la   complementarità,    la
  propedeuticità delle assunzioni e il South Working. Già  il  lavoro
  agile   tende,  non  solo,  a  cercare  di  fermare  quel  fenomeno
  migratorio  dei  nostri professionisti, delle nostre  intelligenze,
  ma,  al contempo, com'è stato dimostrato nel resto d'Italia  o  del
  mondo  il  South  Working aiuta a evitare,  onorevole  Venezia,  lo
  spopolamento   delle   aree  interne,  perché   molte   di   quelle
  intelligenze arrivano proprio da quei territori.
   L'unica  cosa che vorrei fare sul South Working è che non metterei
  i  limiti  geografici  della Comunità europea,  assessore  Dagnino,
  allargherei  direttamente senza limiti a qualunque  azienda  voglia
  assumere  un  ragazzo della Regione siciliana con il lavoro  agile,
  che  sia  americano, che sia australiano o che sia  della  Comunità
  europea, secondo me avrà più effetto, perché limitare alla Comunità
  europea,  anche se il limite geografico non è breve  ma  su  questa
  norma, anche se non sono molti gli incentivi di 18 milioni di euro,
  penso  possa essere un inizio per poter investire l'anno  prossimo,
  quindi, eviterei i limiti geografici. Grazie di tutto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Scuvera.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO.  Grazie, signor Presidente. Onorevoli  colleghi,  credo
  che  questa  misura  che ci accingiamo ad approvare,  unitamente  a
  quelle  dell'articolo 1 e dell'articolo 2, segni il cuore di questa
  finanziaria. Un cuore che parla di imprese, di mondo produttivo, ma
  soprattutto  di rientro dei giovani in Sicilia. Credo  allo  stesso
  tempo, però, che sia una norma, come tutte le norme, come tutte  le
  proposte,  che il governo Schifani ha ben proposto, ben portato  in
  Aula  ma  che quest'Aula abbia la possibilità, il dovere forse,  di
  migliorare.  E in tal senso abbiamo presentato delle proposte  che,
  in  un certo senso, rafforzano l'intenzione e l'indirizzo di questa
  norma che il Governo propone.
   In  questo  momento  cosa stiamo leggendo  sul  testo  originario?
  Leggiamo una misura che vuole andare a incentivare il lavoro  agile
  per  quelle  aziende  che dovessero decidere  di  far  rientrare  i
  giovani in Sicilia e di farli lavorare in smart working, nei fatti.
  Una  misura giusta, sacrosanta, che condividiamo e che siamo pronti
  ad  approvare.  Ma penso che si possa fare un passo oltre,  che  si
  debba  fare  un  passo  oltre, perché ritengo  che  ce  ne  sia  la
  possibilità,  se  davvero  vogliamo fare  un  atto  di  coraggio  e
  vogliamo  gettare  il cuore oltre l'ostacolo,  ritengo  che  questa
  misura  si  possa allargare anche a quelle aziende che decidano  di
  assumere  dei ragazzi che siano stati per almeno cinque anni  fuori
  dalla  nostra  Sicilia  e che venendo così  assunti,  possano  dare
  all'impresa  che  li assume la possibilità di usufruire  di  questo
  sgravio. Questo andrebbe a rafforzare l'intenzione della norma  che
  ci accingiamo ad approvare, perché diventerebbe una misura forte  e
  di immediata risoluzione.
   In  tal  senso, e lancio un appello ai banchi dell'opposizione  ma
  soprattutto ai giovani colleghi dell'opposizione, credo  che,  dato
  che   si  parla  in  questi  giorni  di  Intergruppi,  abbiamo   la
  possibilità  di riscrivere, abbiamo forse il dovere  di  riscrivere
  questa  norma,  per  migliorarla  e  per  far  sì  che  ci  sia  un
  Intergruppo in quest'Aula, che è quello degli under quaranta, degli
  under  cinquanta  o  comunque di chi ha a cuore  le  tematiche  del
  rientro  dei  giovani  in  Sicilia perché ritengo  che,  approvando
  questa modifica che abbiamo proposto e che quindi troviamo tra  gli
  emendamenti ma che possiamo, onorevoli colleghi, riscrivere insieme
  e  migliorare,  ebbene  ritengo che  il  concetto  della  norma  si
  rafforzerebbe,   signor   Presidente,   diventerebbe   ancora   più
  dirompente e diventerebbe soprattutto di più facile attuazione.
   Quindi,  guardo ai banchi dell'opposizione, guardo i miei  giovani
  colleghi,  chiedendo  ufficialmente  di  interrompere  per  qualche
  minuto  l'Aula,  signor Presidente, ragionare su  questa  proposta,
  riscriverla e rafforzare il concetto della norma, per  far  sì  che
  davvero  da  domani,  da  quando  avremo  approvato  questa  norma,
  un'azienda  che  assuma  un giovane che è stato  fuori  per  almeno
  cinque anni, ma anche su questo possiamo raccordarci meglio,  possa
  usufruire di questo sgravio.
   Ritengo  che con questa modifica l'immediato risultato si  avrebbe
  con sicuramente maggiore efficienza e maggiore efficacia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Tomarchio. È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.   Grazie   Presidente,  onorevoli  colleghi.   Assessore
  Dagnino, credo che sia importante che lei ci stia ad ascoltare. Noi
  abbiamo affrontato in questi giorni, da ieri con gli articoli 1,  2
  e  3 e poi successivamente anche con l'articolo 35, affronteremo  e
  stiamo   affrontando  tanti  incentivi  al  lavoro  e  misure   per
  l'attrazione di residenti. Quindi abbiamo dato anche noi...
   Presidente, però c'è troppa confusione

   PRESIDENTE. Onorevole, lei ha perfettamente ragione.

   SAVERINO. Infatti

   PRESIDENTE. Assessore, un attimo. Assessore, Assessore
   Un  attimo.  Assessore  Dagnino   Chiedo  al  Governo,  chiedo  ai
  colleghi di permettere l'intervento della collega Saverino.
   Colleghi   Altrimenti  sarò costretto, e non  lo  voglio  fare,  a
  sospendere  l'Aula. Vi chiedo cortesemente chi deve interloquire  o
  chi  deve parlare di andare a parlare fuori dall'Aula. Non mi  fate
  fare l'appello dei deputati...

   SAVERINO. Va bene, vado. Procedo, assessore Dagnino. Quindi,  come
  dicevo,  abbiamo previsto, il Governo ha previsto diversi incentivi
  e  misure,  appunto, a favore del lavoro, però  abbiamo già  alcune
  perplessità, le abbiamo già dichiarate ieri, abbiamo cercato  anche
  di   aggiungere  delle  nostre  proposte  -  ringrazio  il  collega
  Dipasquale  perché  ha avuto la sensibilità di pensare  anche  alle
  donne,  quindi  a  questo incentivo in più per quanto  riguarda  le
  donne  -,  però  è  anche  vero che tutti  questi,  così  come  con
  l'articolo 3 che stiamo affrontando ora a proposito del  lavoro  in
  smart  working,  come  diceva  bene  il  mio  collega,  l'onorevole
  Venezia, avevamo una visione a proposito di questo, presentando  un
  disegno di legge.
   Oggi,  naturalmente  in finanziaria stiamo trasformando  tutte  le
  proposte  in  emendamenti,  però è  anche  vero  che  tutti  questi
  incentivi e queste misure, per carità lodevoli, però non hanno  una
  visione  a  lungo termine, siamo di fronte soltanto a contributi  a
  fondo  perduto,  senza  andare a pensare quello  che  possa  essere
  necessario  per  far diventare la Sicilia veramente  attrattiva  e,
  quindi, dare la possibilità di lavoro stabile e di opportunità  per
  i nostri giovani.
   Per  cui  sì,  è vero, parliamo tanto di giovani, di  rientro  dei
  nostri  giovani da fuori però, di fatto, tutti questi  incentivi  e
  contributi  a  fondo perduto sono soltanto un  inizio  ma  non  c'è
  fondamento  strutturale per creare veramente le giuste  opportunità
  di  lavoro  a  tempo indeterminato e soprattutto le opportunità  di
  sviluppo.
   Assessore  Dagnino, lei sa quanto io tenga proprio sin dall'inizio
  di questa legislatura, proprio per agevolare anche i nostri giovani
  al  passaggio generazionale, perché anche questo potrebbe essere un
  incentivo per i nostri giovani per non andare via, perché tanti che
  lavorano  presso  le  botteghe e il nostro artigianato,  le  nostre
  realtà,  la nostra storia, nel momento in cui l'imprenditore  o  lo
  specialista  va  via  o va in pensione, tanti mestieri  si  perdono
  perché  non si riesce ad avere questo passaggio generazionale.  Lei
  aveva  promesso che, con i suoi uffici, avrebbe lavorato e  pensato
  anche  a questo e io spero che ci possa essere da parte sua  e  dei
  suoi uffici anche una sensibilità per recuperare tanti mestieri che
  sono poi tipici della nostra identità siciliana. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. È iscritto a parlare l'onorevole De
  Leo. Ne ha facoltà.

   DE  LEO.   Grazie Presidente. Se l'Assessore Dagnino  mi  ascolta,
  perché  altrimenti  non  posso  intervenire  se  l'Assessore  è  al
  telefono.

   PRESIDENTE. Cosa, onorevole De Leo?

   DE LEO.  Quando l'Assessore mi ascolta...

   PRESIDENTE.    Onorevole  De  Leo,  l'ascolto  io   con   piacere.
  L'Assessore adesso terminerà.

   DE LEO. Assessore Dagnino

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Leo.

   DE  LEO.  Grazie, Presidente. Questo è un altro di quegli articoli
  che  è  condivisibile, uno dei pochi condivisibili della  legge  di
  stabilità.
   Io,  Presidente, credo che l'istituzione del South Working sia una
  scelta  moderna  e  coerente però, ampiamente  sono  intervenuti  i
  colleghi  che  mi  hanno  anticipato sui punti  critici  di  questo
  articolo,  ma  volevo  rispondere anche al collega  Dipasquale  che
  questo  è lo stesso articolo che è stato presentato, Assessore,  in
  variazione di bilancio e non approvato dall'Aula.
   Già  in quella seduta di variazione di bilancio diversi sono stati
  gli  interventi che chiedevano di migliorare, di modificare, questo
  intervento.
   Inoltre,  aggiungo, essendo componente della Commissione  Attività
  produttive, che anche in Commissione - qui c'è il Presidente  della
  Commissione che può confermare - abbiamo evidenziato una  serie  di
  criticità  e  abbiamo chiesto a lei di intervenire e di  riscrivere
  questo articolo in un modo più consono, più adeguato.
   Io ritengo quindi che l'impianto, Assessore, vada rivisto e quindi
  condivido  l'idea di sospendere l'Aula per vedere una  riscrittura,
  ci sono tanti emendamenti che vanno comunque nella direzione giusta
  perché  dobbiamo  pensare che in questo momento  ci  sono  già  dei
  lavoratori siciliani assunti da aziende che lavorano in Europa o al
  Nord Italia e anche quelli devono avere la possibilità di rientrare
  in Sicilia attraverso l'applicazione di questa norma.
   Quindi,  credo  che  sia opportuno, Presidente,  che  si  sospenda
  l'Aula  per una riscrittura dell'articolo 3 che, ripeto, dal  punto
  di vista delle intenzioni è chiaramente condivisibile. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  De  Leo.  È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente. Assessore  Dagnino  e  Presidente
  della  Regione,  intanto devo dirle grazie, Assessore,  ma  non  in
  fondo in fondo, perché questa è l'unica misura che pensa ai giovani
  siciliani inseriti in questa manovra ma è una misura tiepida, molto
  tiepida,  tant'è che abbiamo pensato, Assessore, a una  riscrittura
  che  capovolga completamente la misura, perché dare degli incentivi
  alle imprese a cui viene imposto lo smart working non  lo riteniamo
  opportuno,  perché   chi decide di venire a  lavorare  in  Sicilia,
  quindi  i  lavoratori che decidono di venire a lavorare qui,  hanno
  bisogno  di un'attività, di un'organizzazione completa, che preveda
  anche l'installazione di nuove tecnologie.
   Ecco perché la riscrittura che il Movimento 5 Stelle ha pensato  è
  quella  di  prevedere innanzitutto che l'incentivo  venga  dato  ai
  lavoratori  e non alle imprese, anche perché già ci sono tantissime
  imprese  che  già  prevedono il lavoro agile, anche  al  cento  per
  cento:  ecco  perché  noi  invece prevediamo  di  dare  l'incentivo
  direttamente  ai lavoratori che decidono di venire qua  in  Sicilia
  con  una  serie  di  agevolazioni che partono  innanzitutto  da  un
  contributo dato ai canoni di locazione.
   E,   quindi,  chiedo  all'Assessore  di  guardare  con  attenzione
  l'emendamento  che  abbiamo depositato alla  manovra,  che  prevede
  esattamente un cambio di paradigma e, quindi, chiedo di  apprezzare
  questo emendamento e se non di rivedere una riscrittura che prevede
  lo stanziamento direttamente ai giovani lavoratori.
   Voglio  evidenziare  come  ci  sia un'emorragia  inarrestabile  in
  Sicilia: ben 56 mila lavoratori e giovani laureati sono andati  via
  dalla  Sicilia  ed  è una fuga dei cervelli, dei migliori  cervelli
  della Sicilia.
   Quindi,   chiedo  a  questo  Governo  regionale  di  non  fermarsi
  all'unica misura, articolo 3, prevista nella finanziaria, che pensa
  ai nostri giovani cittadini siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Schillaci. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cambiano.
   Colleghi,  vi  chiedo  sempre  di lasciare  liberi  i  banchi  del
  Governo,   soprattutto  quello  dell'assessore  Dagnino.  Onorevole
  Pellegrino, colleghi. Prego, onorevole Cambiano.

   CAMBIANO.  Grazie, Presidente. Il mio è un intervento  che  giunge
  dopo  alcuni  interventi, anche di esponenti della maggioranza  che
  sostengono questo Governo. Come non esprimere apprezzamento per una
  misura  che  dà  un incentivo al lavoro agile, una misura  che  può
  permettere  a  tanti giovani di non scegliere tra il  lavoro  e  le
  proprie radici. Però, volevo riportare alla realtà alcuni esponenti
  di  Fratelli d'Italia, di Forza Italia che hanno disegnato un mondo
  che  non c'è, delle rivoluzioni rispetto all'introduzione di queste
  norme.
   Si faceva riferimento all'articolo 1 approvato ieri: gli incentivi
  alle  imprese  che  assumono.  Belli, pregevoli,  ma  vedete,  cari
  colleghi  di maggioranza, lo stesso articolo 1 abrogava,  al  comma
  10,  una norma approvata nel 2024, che prevedeva 50 milioni di euro
  come incentivi alle imprese che assumono.
   E,  allora,  cerchiamo di ritornare alla realtà, perché  nel  2024
  quella   norma  -  già  presentata  come  "rivoluzionaria",  perché
  finalmente  si  pensa ai veri temi che toccano la  carne  viva  dei
  siciliani,  il lavoro, la mancanza di lavoro, la ripresentiamo  nel
  2025  per  il  2026,  definendola come una misura  "straordinaria".
  Peccato  che quei 50 milioni di euro non siano stati spesi  Quindi,
  sarei   molto  cauto  rispetto  alla  positività  registrata  negli
  interventi dei colleghi di maggioranza.
   Come  non  apprezzare le misure che sostengono ed  incentivano  il
  lavoro  Ma anche in questo articolo 3 manca un disegno strutturale,
  una  cornice  chiara  rispetto a queste misure che  incentivano  il
  lavoro  agile perché vede, Presidente, vedete, cari colleghi  della
  maggioranza che, ovviamente, siamo tutti disinteressati perché pare
  che il tema del lavoro e dei giovani non interessi a tutti
   Vedete qual è il problema? Il problema è strutturale, perché  bene
  queste  misure, ma quando dico che manca una cornice strutturale  è
  perché abbiamo perso di vista le priorità, perché abbiamo perso  di
  vista  i  servizi essenziali, perché il coinvolgimento  degli  enti
  territoriali, come comuni e province, è timido in questo  articolo,
  nella  predisposizione di questo articolo. Invece, dovrebbe  essere
  centrale il ruolo svolto dai comuni e dalle province, perché  manca
  la  vera  strategia  di  sviluppo e la mia  impressione  e  la  mia
  sensazione è che si continui in un'eterna propaganda che serve solo
  a  scrivere qualche articolo di giornale e a impiegare qualche  ora
  in Aula, per poi ritrovarci, fra qualche mese, ad abrogare le norme
  già approvate.
   Io,  al  termine  dell'intervento, desidero veramente  ringraziare
  tutti  per  l'attenzione,  perché  è  veramente  bello,  oltre  che
  gratificante  ed  edificante, intervenire  in  un'Aula  che  presta
  attenzione,  perché sembra che qua siamo, veramente, per  impiegare
  il  tempo  e  far  trascorrere minuti nell'attesa  si  trovino  gli
  accordi,  ci si metta d'accordo se sospendere l'Aula, se riscrivere
  l'articolo 3...

   PRESIDENTE.  Colleghi   In fondo all'Aula, Presidente  Pellegrino,
  non   si  faccia  sempre  richiamare   Se  cortesemente,  in  fondo
  all'Aula,  c'è un attimino un po' più di silenzio per  ascoltare  i
  colleghi che stanno intervento, perché ho difficoltà, pure  io,  ad
  ascoltare i colleghi col microfono acceso.
   Ha  chiesto  di  intervenire l'onorevole Safina, poi  ho  l'ultimo
  intervento  dell'onorevole Sunseri e quindi vediamo come proseguire
  con la votazione.
   Prego, onorevole Safina.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ritengo
  che  l'articolo 3 sia una di quelle norme che di questo disegno  di
  legge  possa  salvarsi, al netto di alcune questioni che  -  a  mio
  avviso - andrebbero corrette, anche alla luce degli interventi  che
  mi  hanno  preceduto,  le  osservazioni del  collega  Giambona,  le
  osservazioni del collega Tomarchio, del collega De Leo;  ho  letto,
  nel  fascicolo,  una serie di emendamenti che sono  particolarmente
  importanti  e  interessanti, anche perché questa norma,  per  com'è
  scritta   -  vuole  perseguire  un  obiettivo  sicuramente  nobile,
  importante:  quello  di garantire il rientro o,  comunque,  la  non
  fuoriuscita  di  tanti giovani siciliani e anche  meno  giovani   -
  credo  possa  essere,  però, pregiudicata da  alcuni  errori  nella
  scrittura della stessa.
   Quindi,  io penso davvero che su questa norma - come diceva  anche
  il  Capogruppo del Partito Democratico - bisognerebbe, come abbiamo
  fatto  ieri,  Presidente, che ci siamo seduti,  abbiamo  ragionato,
  abbiamo   preso  spunto  delle  osservazioni  che  sono   provenute
  dall'Aula, talvolta dall'opposizione, talvolta dalla maggioranza  e
  abbiamo fatto una norma che, penso, che, se riusciremo ad avere  il
  placet  della  Commissione  europea, potrà  raggiungere  dei  buoni
  obiettivi.
   Abbiamo  introdotto delle cose, ieri, che siamo la prima  Regione,
  abbiamo, per la prima volta, incentivato la riduzione dell'orario a
  35 ore settimanali - che sarebbe una grande conquista, per esempio,
  per le donne per coniugare i tempi di vita e di lavoro - e io penso
  che anche sull'articolo 3 si debba fare questo lavoro.
   Dunque,  iniziare  adesso a votarla - a mio avviso  -  sarebbe  un
  errore e sarebbe più corretto accantonarla un attimo, verificare  i
  testi  degli  emendamenti che sono stati presentati,  tenere  conto
  anche delle indicazioni che hanno fornito i colleghi di maggioranza
  e  arrivare  a  un testo che possa essere condiviso;  perché,  alla
  fine, gli articoli 1, 2 e 3 di questa manovra possono rappresentare
  un  patrimonio  comune - se c'è questa volontà - altrimenti  ci  si
  confronta col voto.

   PRESIDENTE.  Ho l'ultimo intervento dell'onorevole Sunseri  e  poi
  ascolterò  il Governo rispetto alle richieste che sono state  fatte
  dai colleghi in Aula.
   Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli Colleghi, Governo,  allora,
  intanto, per il futuro, suggerirei di evitare inglesismi perché dal
  dibattito  è  apparsa qualche lacuna, qualche carenza di  pronuncia
  che,  forse, è meglio evitare; dato che stiamo scrivendo una  legge
  che  andrà  in Gazzetta della Regione siciliana è meglio utilizzare
  termini in italiano, che anche quelli, diciamo, a volte, vabbè...
   Due  passaggi: allora, il primo. Io non sono convinto  che  questa
  sia  una norma facilmente applicabile, altre che avevano un  tenore
  da  aiuto di Stato, nel corso degli anni -  come abbiamo detto ieri
  -  non hanno avuto vita facile, né applicazione facile; anche  qui,
  purtroppo,  Presidente Schifani, Assessore,  noto,  per  l'ennesima
  volta,  questa farraginosità nel decreto, perché qui,  addirittura,
  si  parla del decreto del Presidente su proposta dell'Assessore per
  la famiglia, di concerto con l'Assessore per l'economia, sentita la
  Commissione.  Ci  sono:  la  Presidenza,  due  assessorati   e   la
  Commissione,  e  quindi la Commissione va sentita, eviterei  magari
  uno  dei  due  Assessorati o si procede  in  modo  diverso,  ma  la
  possiamo riscrivere.
   Detto  ciò,  sono  anche  disposto a votare favorevolmente  questo
  articolo,  ripeto  pur  nelle  perplessità  dell'applicazione   già
  esplicate da diversi colleghi prima di me.
   Presidente, io vorrei che lei si prendesse un impegno: che a  fine
  anno,  comunque  relazionasse  l'Aula sull'applicazione  di  questa
  norma, perché le cifre non sono indifferenti.
   Quindi  se  lei riuscirà a portarlo a casa e ottenendo i risultati
  che  tutti  noi ci auguriamo, saremo tutti contenti addirittura  di
  rifinanziare per gli anni a venire.

   SCHIFANI, presidente della Regione. È uno stimolo anche per noi.

   SUNSERI. Se invece alla fine dell'anno ci rendiamo conto  che  non
  ha  funzionato,  per tutta una serie di ragioni;  aiuti  di  Stato,
  aziende  che non partecipano, giovani che non fanno...  abbiamo  la
  possibilità di rivedere le risorse, utilizzarle altrove. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Ha  facoltà di parlare l'assessore Dagnino, rispetto alle proposte
  e richieste che sono state fatte in Aula.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Grazie,  Presidente,  abbiamo
  ascoltato  con molto interesse il contributo che è venuto dall'Aula
  e  il  Governo  conferma, come già avvenuto nei giorni  scorsi,  in
  particolare ieri con l'articolo 1, la disponibilità ad approfondire
  e  trovare una sintesi, cosa per la quale credo sia necessaria  una
  breve interruzione, prima della quale, però, vorrei confermarvi che
  è  pronto, già consegnato alla Presidenza il testo dell'articolo 2,
  riscritto   in   coerenza  con  quanto  stabilito  ieri   dall'Aula
  sull'articolo  1; quindi se la Presidenza lo ritiene,  si  potrebbe
  prima  dell'interruzione, velocemente passare al voto dell'articolo
  2,   e  poi  appunto  fermarci  per  riformulare  e  stabilire  gli
  emendamenti da accogliere favorevolmente sull'articolo 3. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   A  questo punto, colleghi, visto le richieste che sono state fatte
  da  molti che sono intervenuti in Aula e la disponibilità da  parte
  del  Governo,  io  ritornerei all'articolo 2,  di  cui  trovate  la
  riscrittura all'interno dei vostri tablet.
   Lo   troverete   all'interno   della  cartella:   "fuori   sacco ,
  emendamenti   fuori sacco", è il 2.Gov, emendamenti   fuori  sacco
  2.Gov  ed  è la riscrittura del Governo dell'articolo 2, che  tiene
  conto   ovviamente  delle  approvazioni  fatte  dall'articolo,   le
  modifiche fatte all'articolo 1, e quindi io, porrei in votazione...
  Certo  sì, no, no, no non lo sto facendo votare, adesso vediamo  se
  l'assessore,  vuole illustrare le modifiche fatte,  assessore,  del
  2.Gov,  così  nel  frattempo voi avete la  possibilità  di  poterlo
  leggere e l'assessore illustra l'emendamento.
   Prego, Assessore.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie, come avevo  anticipato
  si  tratta semplicemente di rendere coerente l'articolo 2,  con  le
  modifiche  fatte ieri, quindi in relazione all'iter di approvazione
  della  norma  abbiamo  eliminato  il  riferimento  al  decreto  del
  Presidente  della  Regione,  c'è  soltanto  l'assessore  al  lavoro
  d'intesa  con  l'assessore  all'economia,  sentita  la  Commissione
  perché,  insomma,  chiaramente gli assessori sono  espressione  del
  Governo,  e  quindi  è già automatico che siano  in  linea  con  le
  intenzioni del Presidente.
   Per   quanto  riguarda  poi  la  maggiorazione  al  15%,   abbiamo
  riprodotto i casi in relazione ai quali spetta la maggiorazione del
  15%. Inoltre, abbiamo, altresì, introdotto quelle due modifiche  di
  natura  strettamente  tecnica,  al  comma  2  bis,  finalizzate   a
  circoscrivere  per  legge i parametri da considerare  ai  fini  del
  calcolo  del  beneficio,  al  fine di evitare  che  una  eccessiva,
  diciamo, generalità e astrattezza della norma potesse, diciamo, poi
  indurre  difficoltà applicative. Questo era stato  anche  segnalato
  dal Servizio Studi, dal Servizio Bilancio dell'Assemblea regionale.
  E  poi  il  riferimento alla aut aut anziché et et quale  causa  di
  esclusione, legata alla presenza di violazioni in materia di lavoro
  o di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
   Quindi  in contratti collettivi e sicurezza sul lavoro, nel  testo
  base  per  un  refuso era scritto: "e l'una e l'altra",  cioè  come
  dire, che l'esclusione operava a condizione si fossero ottenute due
  violazioni   contestualmente,   che   era   come   dire:   "nessuna
  esclusione"; era più corretto scrivere aut aut, anziché, et et.
   Queste   sono  le  modifiche,  sono  esattamente  finalizzate   ad
  allineare il testo con quello approvato ieri. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  analizzando   brevemente  la  riscrittura  chiedo  che  l'assessore
  precisi  due  questioni: la prima è relativamente agli obblighi  di
  assunzione previsti dalla legge n. 68 del  99, ossia che l'articolo
  si  applica e si mantiene il contributo a quelle aziende che  hanno
  assunto l'invalido attraverso ICP e non alle aziende che, dopo  non
  avere  assunto,  hanno  pagato la sanzione per  non  avere  assunto
  perché  noi  dobbiamo mirare ad un'applicazione  sostanziale  delle
  norme e non all'aggiramento delle stesse. Spesso, infatti, le norme
  sulle  assunzioni  dei  disabili prevedono  determinate  quote,  le
  aziende non provvedono, pagano le sanzioni e tecnicamente l'obbligo
  di   legge  è  assolto  mentre  noi  dobbiamo  mirare  alla  natura
  sostanziale  della norma di quella legge 68, quindi, terrei  a  una
  sua  precisazione  nel corpo normativo; la seconda  questione,  sul
  comma 8: corretto non dare il contributo a chi non ha rispettato le
  norme nei tre anni precedenti ma non ho visto se già nel testo  c'è
  e se non c'è andrebbe aggiunta anche la previsione del recupero del
  contributo  che io ti do se tu le violi domani perché  non  le  hai
  violate nei tre anni precedenti; io ti do il contributo e dopo  sei
  mesi le vai a violare, ma a quel punto io ti revoco il contributo e
  questa cosa la possiamo fare lo stesso.
   Quindi,  Presidente, io subordino, lo dico sin  d'ora,  il  parere
  favorevole  su questa norma da parte del Gruppo all'inserimento  di
  queste due precisazioni in maniera proprio chiara ed esplicita  nel
  corpo normativo.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.    Aspetti,   assessore,   c'è    l'intervento    pure
  dell'onorevole  Catanzaro  così  poi  facciamo  un'unica  risposta.
  Prego, ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, diciamo
  che   l'intervento  di  ieri  fatto  sull'articolo  1  lo  rifaccio
  sull'articolo  2,  perché  ieri abbiamo accantonato  l'articolo  1,
  abbiamo fatto un lavoro per cercare di inserire alcuni accorgimenti
  che  arrivavano  dai banchi dei parlamentari di  maggioranza  e  di
  opposizione  e,  alla fine, l'articolo 1 è andato. Sull'articolo  2
  devo  dire, assessore Dagnino, siccome raccoglie quello che abbiamo
  già  messo  dentro l'articolo 1, è chiaro che il  collega  De  Luca
  poneva  alcuni  quesiti.  Spero che  l'assessore  possa  su  questo
  articolo  perché ritengo che forse, Presidente della Regione,  due,
  tre,  quattro sono gli articoli, noi continuiamo ancora a dirlo  al
  Governo  cercando di farvi comprendere e non perdiamo occasione  di
  dire che una manovra finanziaria di 1,3 miliardi, dove, ovviamente,
  si  è  partiti  da  28  e  si è arrivati a  134   vi  state  ancora
  concentrando  e  siete ostinati a portare 134  articoli  in  questo
  Parlamento quando, di fatto, ci dovremmo occupare di cose che hanno
  davvero  un interesse nei confronti delle siciliane e dei siciliani
  con  forti  cose  tangibili. Le opposizioni vi stanno  dicendo,  vi
  stanno  incalzando, lo stanno continuando a dire che ci  sono  temi
  importanti che, come opposizione, vi abbiamo posto e voi fate finta
  di  girarvi  dall'altro lato, però noi sempre con grande  senso  di
  responsabilità, perché è chiaro che vi continuiamo a dire che siamo
  pronti  a fare la battaglia in Aula se voi continuate sull'idea  di
  intervenire  con  i  diversi  articoli  però  su  questi   articoli
  ragionevoli come l'articolo 2, se ci sono ancora degli accorgimenti
  che  si  possono  fare, penso che il Governo abbia la  buona,  come
  dire, capacità di accoglimento rispetto a quelli che possono essere
  gli  accorgimenti che non vanno di fatto a snaturare l'articolo;  e
  noi  come,  Gruppo del Partito Democratico, come abbiamo fatto  già
  ieri  sera  sull'articolo 1, lo stiamo facendo adesso sull'articolo
  2, dove i colleghi vi hanno posto le problematiche, ma come abbiamo
  anche già fatto nella discussione, assessore Dagnino, dell'articolo
  3,  quindi,  io  ritengo che sull'articolo  2,  se  ci  sono  degli
  accorgimenti, da parte nostra c'è l'accoglimento per poter dare  il
  semaforo  verde  a questo articolo che di fatto aiuta  e  incentiva
  proprio il lavoro, quindi le categorie produttive. E noi su  questo
  ci  trovate pronti a dare una mano rispetto a questi aspetti, ma su
  tutte  le altre cose vi possiamo già sin da adesso dire che  l'Aula
  non  sarà assolutamente clemente e su ogni cosa che non ci convince
  potremmo chiedere il voto segreto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Scuvera. Ne ha facoltà.

   SCUVERA.  Presidente,  solo uno spunto, ho  visto  la  riscrittura
  dell'emendamento 2.Gov, sono d'accordo, però considerato che  siamo
  ancora  in fase di poter sistemare questo emendamento, io direi  di
  poter aggiungere, proprio per non tenerli esclusi, tutti coloro che
  sono  inseriti nelle liste delle categorie protette della legge  68
  del  1999,  perché abbiamo previsto le donne, abbiamo previsto  gli
  uomini sopra i cinquant'anni.
   Noi  sappiamo che queste categorie di persone disabili o  invalidi
  civili   inserite   nelle  categorie  protette   hanno   difficoltà
  nell'inserimento nel lavoro.
   Il  15% per cento lo potremmo prevedere anche per coloro che  sono
  inseriti nelle liste protette 68/ 1999.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'Assessore  Dagnino.  Ne  ha
  facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie, rispondo con ordine
  agli interventi.
   In relazione alle osservazioni dell'onorevole Antonino De Luca, io
  suggerirei,  se  foste d'accordo, di non formulare  disallineamenti
  testuali tra l'articolo 1 e l'articolo 2 che saranno gestiti  anche
  nelle interlocuzioni con Palazzo Chigi e con la Commissione europea
  unitamente, perché evidentemente sono due aspetti dello stesso tipo
  di intervento.
   Tuttavia, condividendo i rilievi dell'onorevole Antonino De  Luca,
  credo che si possa intervenire proficuamente nel decreto attuativo,
  dove  si può meglio specificare quali sono le condizioni alle quali
  non ricorrono oppure se decade naturalmente con conseguente obbligo
  recuperatorio.
   In relazione all'intervento dell'onorevole Catanzaro, io ringrazio
  per l'apprezzamento su questi articoli, come ho già detto alla fine
  della discussione generale, noi non ci sottraiamo come Governo alla
  espunzione  di  un  certo numero di emendamenti che  la  Presidenza
  dovesse ritenere non coerenti con le finalità e con la natura della
  legge  finanziaria; non si è ancora arrivati a questo risultato  di
  stralcio,  però, ecco, c'è la massima disponibilità al  dialogo  da
  parte  del Governo su questo. Infine, mi sia consentito di  dire  e
  confido  che  non siano soltanto queste tre le misure  che  possano
  trovare  una  condivisione ampia in Aula,  perché  vi  sono  anche,
  credo,  altre misure di carattere generale, soprattutto  nel  testo
  base  del  Governo,  ma  non soltanto, anche nel  testo  aggiuntivo
  esitato  dalla Commissione, che credo, almeno questo  è  l'auspicio
  del  Governo,  possano trovare la più ampia condivisione  da  parte
  dell'Aula.
   In relazione a quanto osservato dall'onorevole Scuvera, ancora una
  volta,  non  vorrei  proporre  dei  disallineamenti  tra  il  testo
  dell'articolo  1  e  quello dell'articolo 2, ma penso  che  potremo
  valutare in sede di decreto attuativo di intervenire in quel senso.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Bene,  colleghi,  credo  che  con
  questa  rassicurazione che ha dato l'Assessore rispetto ai  quesiti
  che  sono  stati posti successivamente al deposito dell'emendamento
  2. Gov, possiamo passare alla votazione dell'emendamento 2.Gov, col
  parere favorevole...

   DE  LUCA  Antonino. Sto predisponendo l'emendamento su cui  vorrei
  che  l'Assessore si esprimesse o prendesse impegno  ad  accoglierlo
  come ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Ha già preso l'impegno, onorevole De  Luca;  va  bene
  come  ordine  del  giorno,  ma  intanto  votiamo  il  2.Gov.  È  un
  subemendamento?
   Onorevole  De  Luca, siccome noi non possiamo andare a  modificare
  nuovamente l'articolo 1, che abbiamo già approvato, ho parlato  con
  il  Governo e dovremmo andare a modificare l'articolo 1. Questo  lo
  accogliamo  e  lo  trasformiamo in ordine del  giorno,  perché  non
  possiamo  andare a modificare nuovamente l'articolo 1  che  abbiamo
  già approvato.
   L'onorevole De Luca chiede di parlare. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Allora, la questione dell'articolo 1 è soltanto
  una  questione di allineamento, ragion per cui l'Assemblea  ha  due
  strade: approvarlo, adesso, e modificarlo nell'articolo 1, ai sensi
  dell'articolo  117,  alla fine dei lavori;  oppure,  l'unanimità...
  oppure, un attimo, scusi, Presidente...
   Sono  due  articoli  diversi,  ci  siamo?  L'articolo  1  è  stato
  approvato, l'articolo 2 che stiamo discutendo oggi. Se io,  adesso,
  approvo  un articolo che in qualche modo non si allinea con  quelli
  precedenti approvati, il Regolamento assembleare - il segretario lo
  confermerà - consente l'allineamento dei due articoli con  il  117,
  al termine dei lavori. Quindi, intanto è un falso problema.
   In  secondo  luogo, anche con l'unanimità dell'Assemblea,  si  può
  tornare sull'articolo 1, appunto con l'unanimità, per cui io  direi
  che,  siccome stiamo parlando di tutela dei lavoratori e di  tutela
  dei  disabili e non di argomenti di basso cabotaggio, credo che una
  riflessione  vada accolta da quest'Assemblea, perché credo  che  il
  clima lo consenta.

   PRESIDENTE.   Assessore  Dagnino,  lei  vuole  fare   un'ulteriore
  osservazione?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Fermo restando che nel  merito
  non  c'è  contrarietà, anzi il Governo condivide l'emendamento,  io
  intravedo  solo  consentitemi di fare una riflessione giuridica,  a
  meno   che  non  vi  fossero  spazi  per  il  riallineamento  anche
  dell'articolo  1,  non mi ero consultato un momento  prima  con  la
  Presidenza.
   Mi  sembrava che non vi fossero spazi in questo senso, non  so  se
  adesso si può parlare dell'articolo 117.
   Se  ci  sono  spazi  tecnici siamo favorevoli,  se  non  dovessero
  esservi  spazi tecnici andare a fare la modifica solo sull'articolo
  2,  non sull'articolo 1, paradossalmente va a ridurre la tutela  di
  quei disabili perché poi mi impedirebbe con il decreto di andare  a
  intervenire, perché, come sapete, un criterio interpretativo è  che
  il  legislatore se lo dice da un lato e non lo dice dall'altro vuol
  dire  che  dall'altro non lo voleva. Quindi non potrei  colmare  il
  vuoto, col decreto, se lo faccio, della norma.
   È solo una riflessione giuridica ma mi rimetto alla Presidenza.

   DE LUCA Antonino. Si può fare? Se si può fare bene, se no niente.

   PRESIDENTE. Se c'è l'unanimità da parte dell'Aula e del Governo.
   Non è un 117, onorevole De Luca, assessore Dagnino.
   Faremo una modifica ma con l'unanimità dell'Aula e del Governo.
   Stiamo numerando il subemendamento che è stato presentato, a breve
  lo troverete sui tablet in maniera tale che votiamo e poi andiamo a
  fare la modifica all'unanimità.
   Onorevoli  colleghi,  troverete  il  subemendamento  2.GOV.1   sul
  tablet.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione il 2.GOV, così come emendato. Il parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo approvato l'articolo 2.
   Preannuncio  che alla fine dei lavori ci sarà poi la modifica  che
  abbiamo   concertato,   quindi   ai   sensi   dell'articolo    117,
  all'unanimità.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lantieri e D'Agostino hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                                 legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE. Vista la disponibilità da parte del Governo e viste le
  richieste  che  ci  sono state da parte di alcuni,  anzi  di  molti
  colleghi in Aula, io sospenderei la seduta, così come abbiamo fatto
  ieri  sull'articolo 1, per quindici minuti, per dare così il  tempo
  all'Assessore,   al   Governo,  assieme  ai   colleghi   che   sono
  intervenuti, di poter fare le modifiche e concertare sulla modifica
  dell'articolo 3, e poi procedere con il voto. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 14:29)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.   Onorevole  Catanzaro,  onorevole  Di   Paola,   dopo
  l'interlocuzione  con  il  Governo circa la  possibilità  di  poter
  emendare,  ampliare  la  platea, io chiedo, intanto,  all'assessore
  Dagnino   di  poter  prendere  l'impegno,  formalmente,  in   Aula.
  Onorevole   Catanzaro,  se  le  interessa,  giusto  così,   se   le
  interessa...
   Prego, assessore Dagnino.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Si, grazie.
   L'interlocuzione  è  stata  particolarmente  intensa  e  proficua,
  perché  sono  state  avanzate varie ipotesi  di  ampliamento  della
  platea  che,  naturalmente, però ci siamo resi  conto,  pur  avendo
  dedicato  parecchio tempo, richiedono un ulteriore  approfondimento
  sotto  vari aspetti, anche nella formulazione letterale della norma
  e  non  ci paiono compatibili con i tempi d'Aula. Però, confermiamo
  la  volontà politica del Governo di portarli avanti nelle  prossime
  occasioni  utili, già sin da subito a gennaio, quando avremo  anche
  la  trattazione, eventualmente, degli ordinamentali dove potrebbero
  anche essere, speriamo, disponibili risorse aggiuntive.
   Quindi,  confermo, sia in relazione alla proposta  che  era  stata
  avanzata  dall'onorevole  Varrica, che proponeva  di  aggiungere  i
  soggetti  che  vengono trasferiti e, in quel  caso,  non  sarebbero
  nuove   assunzioni   a   tempo  indeterminato,   ma   semplicemente
  trasferimenti di chi già ha un rapporto a tempo indeterminato;  sia
  la  proposta che veniva dall'onorevole Tomarchio che era ancora più
  ampia,  che guardava ai soggetti che stanno fuori dalla Sicilia  da
  almeno  cinque  anni  e  che decidono di  trasferirsi  in  Sicilia,
  ebbene, là soprattutto vi è un tema legato all'esigenza di definire
  bene  cosa  vuol  dire  lavorare da cinque  anni  in  Sicilia,  che
  richiede   degli  approfondimenti,  ma  naturalmente   il   Governo
  condivide.
   Vi  è  anche  l'esigenza di non diluire troppo la  misura  su  una
  platea, eccessivamente elevata e quindi sarebbe anche auspicato  da
  parte  del  Governo potere stabilire risorse aggiuntive per  queste
  misure. Grazie.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Tomarchio  e
  l'onorevole Adorno, e poi si va al voto. Ne hanno facoltà.
   Prego, onorevole Tomarchio.

   TOMARCHIO.  Signor  Presidente,  solo  per  esprimere   tutta   la
  soddisfazione  e  il  ringraziamento al  Governo  per  l'ascolto  e
  l'impegno  assunto  davanti a questo Parlamento  perché  riteniamo,
  credo   che   sia  una  valutazione  condivisa,  che  è  certamente
  importante  incentivare  il  lavoro  agile,  lo  smart  working   e
  quant'altro, ma la vera sfida, la vera sfida di questo  Parlamento,
  è  fare  rientrare i giovani in Sicilia. Quindi, grazie  e  andiamo
  avanti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Si, grazie, Presidente, desideravo ringraziare l'assessore
  Dagnino per essere stato disponibile all'ascolto ed avere allargato
  la  platea  a  quell'emendamento che poc'anzi avevo  illustrato  in
  Aula.
   Essere  disponibile all'ascolto ed evidentemente non poterlo  fare
  in  questa  stessa  manovra,  ma l'assessore  Dagnino  si  è  preso
  l'impegno,  da  parte  sua e di tutto il Governo  regionale,  nella
  prossima manovra di recepire, quindi un ordinamentale, o vedremo la
  modalità  esatta  che  sarà individuata, che  permetterà,  appunto,
  anche ai lavoratori a tempo indeterminato di poter rientrare con un
  incentivo che darà la Regione siciliana, quindi non discriminare  i
  lavoratori  a tempo indeterminato che lavorano nelle altre  regioni
  italiane e permettere loro di rientrare nella nostra Terra.
   Grazie, assessore, grazie Governo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, io ero intervenuto  all'inizio  di
  questo articolo 3.
   Abbiamo  fatto  un  lavoro  cercando  di  mettere  dentro   alcuni
  accorgimenti  che provenivano dai banchi dei colleghi  deputati  di
  maggioranza e opposizione.
   Abbiamo  anche dibattuto sulla natura di questa norma, l'assessore
  Dagnino   lo  sa.  È  una  norma  che,  comunque,  non  lascia   la
  soddisfazione, perché noi stiamo parlando soltanto ad  una  fascia,
  l'occupazione, non stiamo parlando di fare rientrare i  giovani  da
  dove, ovviamente, lavorano, cioè fuori la Sicilia, in Sicilia.
   Qualche anno fa ho presentato un disegno di legge proprio  in  tal
  senso.
   Auspico  -  al di là di questa norma cui, ovviamente, dopo  questo
  lavoro  ci  accingiamo a dare il nostro parere positivo  -  che  ci
  possa  essere   e l'Assessore Dagnino penso che questo  impegno  lo
  abbia  preso  proprio per portare una norma in  tal  senso,  perché
  altrimenti quello che ci siamo detti rimane nullo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Prego, onorevole De Luca, ormai l'ultimo intervento.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, noi come Movimento 5 Stelle,
  accogliamo  favorevolmente, come abbiamo sostenuto sin dall'inizio,
  tutte  quelle  norme che possano favorire il lavoro, il  lavoro  in
  Sicilia, il rientro dei siciliani e qualsiasi altra norma che  vada
  in questa direzione.
   Abbiamo  proposto alcuni correttivi, alcuni che sono stati accolti
  in  questa  sede e alcuni che saranno invece inseriti nel prosieguo
  degli  strumenti  che  andremo ad approvare  durante  l'anno  2026,
  secondo gli impegni che già l'Assessore Dagnino ha assunto.
   Cionondimeno,  il  nostro  favore  morale,  etico,  politico   nei
  confronti di una norma che, comunque, dovrebbe tecnicamente  mirare
  ad  agevolare le assunzioni e il rientro in Sicilia o la permanenza
  in  Sicilia  dei  nostri conterranei, non possiamo  nascondere  che
  qualche dubbio sull'effettiva operatività di questa norma e di come
  questa  possa essere esaminata, in sede poi di verifica,  da  parte
  del  Consiglio  dei  Ministri e dell'Avvocatura  di  Stato  qualche
  dubbio a noi permane.
   Ragion  per  cui  noi voteremo favorevolmente all'approvazione  di
  questa  norma,  però rimanga agli atti che qualche dubbio  per  noi
  rimane  sulla  sua  rendicontabilità, sulla  sua  messa  in  campo,
  sull'eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri.
   Per  cui  non  stiamo a dire che non vogliamo che  si  introducano
  misure  per i lavoratori e per le imprese, però gradiremmo che  non
  siano  norme  spot che servono a riempire i giornali di altisonanti
  titoloni  e  poi  finisce  che non hanno alcun  tipo  di  riscontro
  pratico.
   Per  cui, Signor Presidente Galvagno, stiamo investendo il Governo
  di una responsabilità: si sono presi la responsabilità di costruire
  questo testo, si sono presi la responsabilità di portarlo in Aula.
   Adesso, noi non ci frapponiamo ma consegniamo la responsabilità di
  renderlo pratico.
   Vedremo e, sicuramente, ci aggiorneremo sul punto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Pertanto,  dopo  i  lavori di sintesi che sono  stati  fatti,  gli
  emendamenti immagino che siano ritirati.
   Andiamo  quindi  agli emendamenti che sono rimasti  fuori  sacco ,
  che sono il 3.47 bis e il 3.48, li avete nei tablet.
   L'emendamento 3.47 aggiunge le imprese fuori Unione europea.
   L'emendamento 3.48  non l'avete concordato questo, Assessore?

   CATANZARO. No, non sono d'accordo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. Ok, niente. Al solito, onorevole Catanzaro
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 3.47 bis. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'esame dell'emendamento 3.48. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo dunque in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Sospendiamo  la  seduta  per due ore, così  da  poter  pranzare  e
  provare  a fare la sintesi sugli altri articoli. Ci rivediamo  alle
  ore 16.40.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.42, è ripresa alle ore 18.22)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Chiedo  al  Governo  di  prendere posto. Andiamo  avanti.  Avevano
  chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro e l'onorevole De  Luca
  Antonio sull'articolo 4.
   Prego, onorevole De Luca.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori, io sull'articolo 4, così come sui successivi 5, 6  e  7,
  chiedo  che  si  avvii una fase di riflessione  per  arrivare  alla
  riscrittura complessiva di questi articoli che contengono norme,  a
  mio  avviso,  importanti  su temi, però, mal  posti  all'attenzione
  dell'Assemblea  e che, quindi, necessitano, sicuramente,  di  avere
  delle  riscritture in accoglimento anche degli emendamenti  che  le
  opposizioni hanno proposto, ma se il Governo non vuole  arrivare  a
  un  braccio  di  ferro e alla richiesta di voto segreto  su  queste
  quattro norme è fondamentale che vengano accantonate e ridiscusse.

   PRESIDENTE. Accolgo la sua richiesta: gli articoli 4,  5,  6  e  7
  sono accantonati.

   PRESIDENTE.  Pertanto, andiamo all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
       Provvedimenti in ordine al governo delle liste di attesa
     nelle Aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario
                               regionale

   1.  Al fine di migliorare i processi decisionali e il monitoraggio
  relativo  al governo delle liste di attesa delle Aziende  sanitarie
  ed  ospedaliere del Servizio sanitario regionale e delle  strutture
  private  convenzionate,  l'Assessorato  Regionale  della  Salute  è
  autorizzato  ad  adottare azioni di miglioramento del  sistema  con
  particolare riferimento agli interventi di seguito indicati:
   a)  potenziamento della componente applicativa di prenotazione del
  sistema  SovraCUP anche con l'ausilio di applicazioni  tecnologiche
  innovative  che  contattino con operatori virtuali i  pazienti  per
  ricordare ora, data e luogo della visita prenotata;
   b)  attivazione della piattaforma regionale per le liste di attesa
  ed  integrazione della stessa con la piattaforma nazionale  per  le
  liste d'attesa (PNLA);
   c)  adeguamento  infrastrutturale e  tecnologico  del  sistema  di
  prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;
   d) sviluppo di un cruscotto avanzato di monitoraggio con l'ausilio
  dell'intelligenza artificiale (IA);
   e)  conduzione  operativa ed affiancamento con  l'acquisizione  di
  soluzioni innovative.
   2.  Per  le finalità di cui al presente articolo, per il  triennio
  2026-2028, è autorizzata la spesa di euro 6.100.000,00 di cui  euro
  3.050.000,00  a  valere  sull'esercizio  finanziario   2026,   euro
  1.525.000,00  a  valere  sull'esercizio finanziario  2027  ed  euro
  1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2028 (Missione 13,
  Programma 7).
   3.  L'Assessorato  regionale  della  salute  monitora  e  aggiorna
  costantemente  le  attività  sviluppate  ai  sensi   del   presente
  articolo, al fine di consentire il regolare governo delle liste  di
  attesa.
   4.  L'Assessore regionale per la salute, entro il 30  novembre  di
  ogni   anno,  trasmette  alla  Commissione  legislativa  permanente
   Salute,  servizi  sociali  e  sanitari   dell'Assemblea  regionale
  siciliana una relazione in ordine a:

   a)  tempi  medi  di  attesa per le prestazioni specialistiche  per
  provincia,   evidenziando  le  variazioni  rispetto   all'annualità
  precedente;

   b) mortalità per patologia nelle singole province;

   c)  dati  relativi  alla  mobilità extraregionale  per  provincia,
  limitatamente ai ricoveri ospedalieri;

   d) dati relativi alla mobilità tra province suddivisi per DRG.».

   Sull'articolo  8  vuole intervenire il Governo. Mi  sembra  che  è
  sempre  stato  molto disponibile nel voler trovare delle  soluzioni
  migliorative. Prego, Assessore.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Sì,  volevo  semplicemente
  confermare  la  disponibilità  del  Governo  a  operare  nel  senso
  auspicato dall'onorevole De Luca.

   PRESIDENTE. Ci sono interventi?

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sempre lei vuole intervenire? Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Presidente, Governo, approfittando anche  della
  presenza  dell'Assessore per la salute, per evidenziare un  aspetto
  che  avevo già evidenziato -  quindi, torno a ribadirlo -  in  sede
  di  discussione  generale,  ossia che questo  articolo,  Presidente
  Galvagno,  porta un titolo fuorviante che è quello della  riduzione
  delle liste d'attesa.
   Nella  realtà,  questo articolo contiene norme e  impegna  diversi
  milioni  di  euro per un'attività che poco ha a che vedere  con  la
  riduzione  delle liste d'attesa, ma che riguarda, per  lo  più,  il
  monitoraggio delle liste d'attesa. Infatti ci dice che al  fine  di
  migliorare  i  processi decisionali e il monitoraggio  relativo  al
  governo delle liste di attesa, si investe tutta una serie di  somme
  sul potenziamento delle componenti applicative, la realizzazione di
  una piattaforma regionale...

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

      ...l'adeguamento  infrastrutturale  tecnologico  del  Cup,   lo
  sviluppo di un Cruscotto che utilizza l'intelligenza artificiale e,
  all'interno  di  questa  norma, che in gran  parte,  Presidente  Di
  Paola, si sarebbe anche potuto attuare con fondi già esistenti, sia
  all'interno della linea del PNRR sia all'interno dei fondi  per  la
  digitalizzazione  della Pubblica Amministrazione,  infatti  c'erano
  tutta  una  serie di progetti che sarebbero potuti  essere  attuati
  senza impegnare risorse regionali.
   Innanzitutto,  io desideravo sapere, anche da parte dell'Assessore
  Dagnino   e  da  parte  dell'Assessore  Faraoni,  se  è  necessario
  impegnare risorse regionali o, financo, si possano utilizzare fondi
  della  programmazione  digitale, della programmazione  sanitaria  e
  quant'altro;  in  secondo luogo,  poi mi riserverò di  intervenire,
  nuovamente,  Presidente  Di  Paola, perché  in  Commissione  Salute
  avevamo  approvato  all'unanimità, e anche  col  parere  favorevole
  dell'Assessore per la  salute, un emendamento che andava a inserire
  anche  alcuni aspetti del monitoraggio, in particolare  all'interno
  delle aree provinciali, la mortalità per patologie e tutta un'altra
  serie di dati che potranno aiutare l'Assessorato alla salute,  così
  come  la Commissione Sanità, nella programmazione delle future reti
  ospedaliere per capire quali servizi funzionano o hanno bisogno  di
  ridimensionamento o di un rafforzamento.
   Però, io ci terrei, fermo restando che è un investimento opportuno
  quello sulla digitalizzazione, sia chiaro, perché ci aiuta a essere
  più  rapidi, più precisi nel monitoraggio e nella esecuzione  degli
  interventi riparatori, però, è fondamentale, intanto, che si dia il
  nome  giusto:  queste  sono norme per il monitoraggio  delle  liste
  d'attesa  e, in secondo luogo, vorrei capire se questi  fondi  sono
  gli unici utilizzabili, oppure se possiamo utilizzare i fondi delle
  progettualità,  i  fondi del PNRR, i fondi per la  digitalizzazione
  della  Pubblica  Amministrazione.  Semplicemente, per  un  corretto
  utilizzo  delle  risorse regionali, non per  osteggiare  l'articolo
  perché,  comunque,  l'articolo ha la sua importanza  e  su  questo,
  certamente, lo vogliamo migliorare, Assessore, come lo avevamo  già
  fatto  in  Commissione Salute, peccato che in  Bilancio   i  pareri
  della  Commissione  sono saltati senza essere  stati  correttamente
  valutati,  tra l'altro erano in invarianza di spesa,  però,  questi
  aspetti sono fondamentali da precisare, grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Man mano sto prendendo  gli
  iscritti a intervenire.
   Ci  sono:  l'onorevole La Vardera, l'onorevole Campo e l'onorevole
  Giambona e, poi, l'onorevole Cracolici.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Presidente, colleghi, Assessore Faraoni, a  proposito
  di  liste d'attesa pregherei, Presidente, se fosse possibile, avere
  l'attenzione   dell'Assessore  per  la  salute,  Daniela   Faraoni.
  L'occasione  è  ghiotta,  Assessore e  Presidente,  per  raccontare
  quello  che sta accadendo a proposito di liste d'attesa all'interno
  dell'Assessorato  presieduto  dall'assessore  Faraoni,   di   fatto
  commissariata da uno che si chiama Iacolino.
   Perché è importante questa cosa?
   Questa  lista,  Presidente, è la lista della vergogna  all'interno
  dell'Assessorato alla salute. In questa lista, Presidente, possiamo
  vedere  che  abbiamo  preso  dei  medici  che  dovrebbero  lavorare
  regolarmente  nei  reparti  e che quindi  potrebbero  essere  utili
  proprio  per  dare  assistenza alle persone che hanno  bisogno,  ai
  pronto soccorso, ai reparti.
   Bene  cosa si fa? Si prendono questi soggetti, si comandano presso
  l'Assessorato,  gli  si dà uno stipendio quasi triplicato,  gli  si
  permette  di lavorare negli uffici incensati d'oro dell'Assessorato
  alla  salute e, guarda caso, i nomi di questi comandati, di  questi
  fortunati  che  hanno la possibilità di lavorare all'interno  degli
  uffici  sono sempre gli stessi: la figlia del dottore Iacolino,  la
  moglie del sindaco di Palermo Lagalla. E guarda caso, mentre stiamo
  parlando perviene una lettera di fuoco di un'associazione di medici
  la  Coas  che scrive una lettera incredibile: "Illustre Presidente,
  ci  permettiamo  ancora una volta di sottolineare l'annosa  vicenda
  che riguarda la mancanza di medici all'interno dei vari reparti dei
  nostri  ospedali, nei presidi territoriali delle aziende sanitarie.
  Se a tutto ciò affianchiamo anche le questioni di alcuni medici che
  già  da  tempo  lavorano all'interno degli uffici  dell'Assessorato
  alla   sanità,   professionisti  con  tanto  di   specializzazione:
  ginecologi,  odontoiatri, patologi clinici,  pediatri,  cardiologi,
  biologi,  farmacisti, possiamo dire che c'è qualcosa  che  funziona
  male".  Un  sindacato continua e scrive "poi se i  predetti  medici
  sono:  la  moglie del sindaco di Palermo, la figlia  del  dirigente
  generale  della pianificazione strategica, il cugino dell'assessore
  alle attività produttive, la moglie dell'avvocato Amministrativista
  Rubino, che si occupa di parecchi ricorsi contro l'Assessorato alla
  salute, l'amico di un medico deputato di Forza Italia di Catania in
  servizio presso il Dasoe , il tema si infittisce di seri problemi.
   Purtroppo, caro Presidente, la questione ormai è degenerata quando
  scopriamo che alcuni di questi comandati se indispensabili per  gli
  uffici  vengono  autorizzati a rimanere a casa con  l'utilizzo  del
  lavoro  agile.  È  una  lettera vergognosa  che  arriva  dal  Coas,
  Coordinamento Azione Sindacale dei medici dirigenti che parlano  di
  "imboscati"  dentro  l'Assessorato  alla  salute,  medici  che,  se
  utilizzassimo  nei  reparti,  potremmo  evidentemente  evitare  che
  questo spreco avvenisse.
   Ho  qui davanti, sono atti pubblici, lo stipendio della dottoressa
  Iacolino  che  da medico normale percepiva due mila euro  al  mese,
  come per magia comandata quasi nove mila euro al mese.
   Ma  di  che  cosa stiamo parlando? È vergognoso  È  vergognoso   I
  costi,  ovviamente lordi, non fate quelle facce  strane  perché  il
  costo  è quello, questa lista se vuole assessore - che vedo che  si
  sta quasi stupendo - gliela consegno, gliela consegno e le dico: ma
  è  normale  che presso il suo Assessorato lei si chiama dei  medici
  che  dovrebbero  stare in corsia e anziché stare in corsia  nemmeno
  vanno  lì perché lavorano a distanza e, guarda caso, sono il  gotha
  della  politica  siciliana? La moglie del sindaco  di  Palermo,  la
  figlia del dirigente generale, il cugino dell'assessore Tamajo
   La gente che ci guarda da casa è schifata da questa metodologia di
  fare  politica  ed è inutile che il collega accanto dice  che  sono
  Wanna  Marchi  della politica, ben venga se il Wanna  Marchi  della
  politica tira fuori queste nefandezze che conoscete tutti e nessuno
  ha coraggio di tirare fuori. Vergogna

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro e  poi
  l'onorevole Campo.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Non  volevo
  nemmeno intervenire sull'articolo che si stava trattando perché  lo
  trattavano  i miei colleghi però, Presidente, le dico  una  cosa  e
  sarò breve e conciso
   Noi, come Gruppo del Partito Democratico, non possiamo fingere  di
  non  avere  ascoltato quello che l'onorevole La Vardera  ha  appena
  detto.
   Io  ritengo  davvero gravi, qualora le cose dette dal  collega  La
  Vardera fossero reali, e allora noi stiamo trattando il disegno  di
  legge  di  stabilità  regionale, io spero che prima  di  continuare
  sulla  trattazione dell'articolo, avendo la presenza dell'assessore
  al  ramo  e  quindi  l'assessore  alla  salute,  l'assessore  possa
  rispondere  sulle  cose appena elencate e dette  perché  altrimenti
  possiamo anche sospendere l'Aula, essendo una cosa grave.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, voi sapete che questa  Presidenza
  è una Presidenza plurale, e nonostante gli interventi devono essere
  fatti solo ed esclusivamente sull'articolato, non ho interrotto  il
  collega La Vardera che ha espresso delle argomentazioni.
   Poco  fa l'assessore Faraoni mi ha chiesto la parola, io un attimo
  l'avevo fermata per dare la parola a lei, collega Catanzaro.  Però,
  se l'assessore volesse intervenire anche per chiarire alcune cose -
  colleghi, poi faccio intervenire successivamente - siccome siamo in
  una  argomentazione diversa rispetto all'articolato,  ciononostante
  non ho interrotto l'onorevole La Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Faraoni.

   FARAONI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  se  lei  mi
  permette dò una breve esposizione in merito a questi fatti che sono
  stati  evocati dall'onorevole La Vardera, e solo a seguire  dò  una
  relazione in merito all'articolato che ci stava impegnando.
   Intanto, onorevole La Vardera, questo atto che lei oggi ha portato
  qui  in Aula è un atto di ricognizione che io ho fatto elaborare  -
  quindi su mia personale richiesta - perché ho dovuto prendere  atto
  di  situazioni  che  sono  in  essere rappresentate  anche  con  la
  necessità  di  doverle  mantenere,  perché  comunque  noi   abbiamo
  un'organizzazione  molto  sofferente  dal  punto  di  vista   della
  presenza operativa di risorse umane.
   Quell'atto  di ricognizione l'ho voluto fare io perché  ho  voluto
  vedere  anche le scadenze naturali, ma vedere anche -  e  forse  da
  quello non si riscontra perché lì lei avrà soltanto in evidenza  il
  momento  in cui abbiamo fatto l'ultimo atto di rinnovo - ma  dietro
  questi atti di rinnovo, sono andata a vedere, ci sono contratti che
  risalgono al 2010, 2009, 2008, quindi non è una cosa che  oggi  noi
  apprendiamo.   Noi   abbiamo  lì  operatori  che   ormai   lavorano
  all'interno   dell'Assessorato,  ma  lei,  ripeto,  da   quell'atto
  ricognitivo  non  lo vede, perché lei vede soltanto  l'atto  che  è
  stato emanato in ultimo per l'attribuzione dell'incarico.
   Questa situazione è veramente difficile e penosa, per cui la prima
  cosa che ho fatto è stata quella di applicare, come ho imparato nel
  mio  percorso  di vita professionale, le regole. Quindi,  prima  di
  smobilitare   dovevo   chiaramente  assicurare   le   funzioni   di
  produzione, mettendo dentro le risorse necessarie. Ho fatto un atto
  di  interpello:  all'atto di interpello, che ha  esaurito  mi  pare
  proprio  lunedì  scorso  gli  effetti  della  pubblicazione,   sono
  arrivate quattro istanze, due per il Dipartimento di pianificazione
  strategica e due per il Dasoe.
   Ovviamente,  ho  già  dato  mandato che queste  disponibilità,  di
  potere    assegnare   queste   risorse   provenienti   dall'assetto
  amministrativo regionale, possano essere immediatamente  assegnate,
  questo per rivedere quell'organizzazione. Certo, quattro rispetto -
  come lei potrà aver visto dall'elenco che ha in mano - a 26, di cui
  20 sono in scadenza il 31 dicembre 2025 e i residui scadenti tra il
  2026 e il 2027.
   Quindi  abbiamo una situazione che comunque io devo garantire.  Ma
  io  sono  pronta  anche  ad  affrontare le  criticità  che  possono
  derivare  all'organizzazione dalla fuoriuscita immediata  di  tutti
  questi.
   Certo,  se avessi avuto una disponibilità, ma è una questione  che
  riguarda  tutta l'Amministrazione regionale, la carenza di  profili
  di  dirigenza  adeguati, probabilmente oggi non  mi  porrei  nessun
  problema. Il problema della continuità del funzionamento però me lo
  devo  porre, il problema della continuità del funzionamento  me  lo
  devo porre.
   Dentro  questa  lista che lei ha mostrato ci sono persone  che  si
  occupano  di  PNRR, ci sono persone che si occupano di prevenzione,
  ci  sono  persone che si occupano anche di attività gestionale  dei
  presidi  ospedalieri, che hanno maturato un expertise di  tutto  il
  rilievo,  e  che chiaramente rappresentano per noi  un  momento  di
  sicurezza continuativa nella nostra organizzazione.
   Ciò   posto,  però,  l'Assessorato  le  sta  dimostrando  che  c'è
  l'intendimento  di  interrompere questo modus agendi,  ma  dobbiamo
  garantire  la  continuità  delle  attività  lavorative  all'interno
  dell'Assessorato,  anche perché ripeto, e  lo  voglio  sottolineare
  ancora  una  volta, attenzione perché alcuni sono lì  da  15  anni.
  Alcuni  sono lì da 15 anni e vorrei anche ricordare che nessuno  di
  questi  -  perdonatemi Cicero pro domo sua - nessuno  di  questi  è
  arrivato con me  Chiaro  Nessuno di questi è arrivato negli  ultimi
  undici mesi di mia presenza all'interno dell'Assessorato. Questo lo
  dico perché ognuno ha il proprio stile, ognuno al proprio stile  di
  organizzazione del lavoro, il mio stile è questo, io ho  cominciato
  da  un atto di interpello, è da quello che si comincia e, onorevole
  La Vardera, le do il mio impegno a continuare in questo senso.
   Detto  questo,  signor Presidente, ora darei  il  riscontro  sulla
  norma  dell'articolo  8  e le osservazioni  che  sono  state  poste
  dall'onorevole De Luca, che ha commentato che questo provvedimento,
  ebbene  ha una designazione nel suo titolo che forse non è coerente
  con  i  contenuti.  Io  mi  permetto  di  insistere  perché  questa
  osservazione l'avevo già fatta in sede di Commissione Salute.
   Questo intervento, che potrebbe sembrare semplicemente lo sviluppo
  di  un cruscotto avanzato, appunto di monitoraggio finalizzato alla
  gestione digitalizzata delle liste di attesa, non è nulla di  tutto
  questo. Questo è uno strumento gestionale strategico, perché stiamo
  lavorando sulle liste d'attesa, la prima fase l'abbiamo risolta - e
  mi permetto di dire con grande senso di soddisfazione - perché oggi
  la  Regione  siciliana  non  ha più una prestazione  urgente  o  da
  erogare  in tempi brevi che sia fuori norma, non ne ha più.  Perché
  abbiamo  costituito in tutta la Regione tutta una serie di percorsi
  che  consentono al paziente di trovare immediata risposta se questa
  è  urgente  o  breve.  Un sistema di lista di attesa  che  è  stato
  alimentato nel corso degli anni con attività che, perdonatemi,  non
  sempre  sono  state in linea con principi di buon  andamento  e  di
  buona amministrazione, non può trovare un'immediata risoluzione, la
  trova  soltanto  se  uno  riesce ad  inserire  in  questo  contesto
  un'operazione strategica che consente di risolvere il problema  nei
  suoi  empasse, diversi, perché non ne abbiamo uno solo  di  empasse
  che  determina  l'imbuto e la lista di attesa,  gli  elementi  sono
  diversi.
   Questa  piattaforma  ha il significato di una metodologia  che  ci
  consentirà  di poter evitare che il fragile, il cronico,  colui  di
  cui  noi conosciamo il bisogno, per potere ottenere una prestazione
  si  prenoti da qualche parte. La piattaforma serve per accompagnare
  il  soggetto  fragile, cronico, di cui conosciamo  i  bisogni,  non
  abbiamo  bisogno  che  lui  si  vada a  prenotare  per  una  visita
  specialistica o per un esame diagnostico, siamo noi che lo dobbiamo
  accompagnare, evitando che questo vada ad impattare con un  sistema
  che, molto spesso, è recalcitrante e, molto spesso, lo porta fuori,
  anzi,  lo  porta  e lo induce a dire: comprati la  tua  prestazione
  sanitaria privatamente. E invece, noi lo dobbiamo accompagnare  con
  puntualità in un sistema che dica a tutti i fragili della  Sicilia,
  a   tutti  i  cronici  della  Sicilia,  quando  presentarsi,   dove
  presentarsi,  quale attività di richiamo, non  deve  fare   e  come
  dobbiamo accompagnarlo nel suo bisogno.
   È  lo stravolgimento delle liste d'attesa, è la soluzione, non  in
  termini  quantitativi perché, se io amplio l'offerta, quell'offerta
  si  riempirà in men che non si dica. Qui si tratta di una soluzione
  metodologica.  È  una  soluzione  metodologica  che  noi   possiamo
  realizzare   grazie  alle  COT  che  già  abbiamo  e   sono   tutti
  funzionanti,  realizzate con il PNRR, non dobbiamo fare  niente  di
  più, dobbiamo dargli il sistema, dobbiamo dargli lo strumento.  Uno
  strumento digitalizzato, uno strumento, chiaramente, in cui dovremo
  canalizzare  tutti i nominativi di tutti i nostri  soggetti  e  poi
  gestire  provincia, per provincia, direi ancora di  più,  distretto
  sanitario, per distretto sanitario, i bisogni di queste persone.
   Non  si  può  considerare un acquisto sic et  sempliciter  di  una
  piattaforma, sarebbe riduttivo, da qui la definizione dell'articolo
  8  ed  è  un'attività che noi riteniamo essere fondamentale  perché
  quando  avremo  tirato fuori, da questi silos, che  sono  le  liste
  d'attesa,  tutti gli urgenti e tutti i brevi perché le abbiamo  già
  soddisfatte,  tutte  le  prestazioni  dei  fragili   e   tutte   le
  prestazioni  dei  cronici, perché li stiamo  accompagnando  noi  al
  percorso di vita sanitaria, del quale hanno bisogno, rimarranno  le
  altre  prestazioni differite, le altre prestazioni  programmate  ma
  quelle  riusciamo  ad affrontarle e riusciamo  ad  affrontarle  nei
  termini:  e  affrontare  una  prestazione  sanitaria  nei  termini,
  significa garantire equità di accesso alle cure perché l'equità  di
  accesso  passa  dalla disciplina e dalla regolarità dell'esecuzione
  delle nostre attività sanitarie.

   PRESIDENTE. Grazie assessore, anche per i chiarimenti.
   Allora  colleghi,  io  ho  i  vari interventi  che  man  mano  sto
  registrando. Vi do la parola in ordine, in base al tempo in cui  il
  collega si è registrato e poi chiedo, eventualmente, all'assessore,
  sempre per rasserenare anche gli animi di chi poi interverrà se  ci
  sono  ulteriori  dubbi, a margine eventualmente  assessore,  se  lo
  ritiene opportuno, se vuole poi risponde agli ulteriori quesiti, lo
  può fare tranquillamente.
   Colleghi, siccome siete in tanti che vi siete registrati su questo
  articolo,  vi  chiedo  di  rimanere nei  tempi  dei  cinque  minuti
  altrimenti vi dovrò togliere la parola.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, allora  io
  intanto  partirei  dal  fatto che questa  norma  non  la  chiamerei
  abbattimento per le liste d'attesa perché mi sa veramente di grossa
  presa  in giro per i siciliani che le liste d'attesa possono essere
  abbattute  con un sistema software. Perché, assessore, lei  non  ha
  neanche  la più pallida idea di che cosa significhi lista  d'attesa
  perché,  fino  ad  ora, questo Governo si è solo occupato,  non  di
  risolvere  i problemi delle liste d'attesa, ma i problemi  di  casa
  Cuffaro
   Voi non lo sapete cosa significa stare 720 giorni ad aspettare per
  una  colonscopia,  500  giorni per una  visita  normale   E  volete
  risolvere il problema acquistando un software  Facendo, magari, una
  gara   L'ennesima gara, dopo che abbiamo parlato  per  settimane  e
  settimane  dei  problemi  di  questa  Regione,  legati  alle   gare
  truccate,  alle  gare passate agli amici degli amici   Questa  gara
  che,   sicuramente,  dovrebbe  passare  dalla  Centrale  unica   di
  committenza,  dove c'è sempre la lente di ingrandimento  sopra,  in
  cui vengono fatti i ribassi anomali del 99 percento, in cui vengono
  ritirate e ripubblicate, e passano anni e anni
   Non  siamo  assolutamente d'accordo che questo sia il  metodo  per
  risolvere  il problema delle liste d'attesa  Basterebbe  applicare,
  semplicemente,  la  legge nazionale 124  del  '98,  che  quando  si
  superano  i  tempi utili per una visita, si ricorre alle  strutture
  convenzionate. Ci sono dei meccanismi molto semplici, dove non  c'è
  bisogno  sempre  di  mettere le mani sopra  le  gare  d'appalto.  È
  un'indecenza, una vergogna

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  provo  a
  separare  le questioni che sono state poste, oggi, a seguito  della
  trattazione  di questo articolo. Perché la questione che  ha  posto
  l'onorevole La Vardera, e di cui l'assessore ha dato...

   PRESIDENTE.  Colleghi, vi chiedo, al solito, chi deve interloquire
  lo  faccia  fuori  dall'Aula.  Ve lo  chiedo  cortesemente,  perché
  altrimenti ho difficoltà a seguire i colleghi che intervengono.

   CRACOLICI. E su cui l'assessore ha dato, diciamo, il quadro  della
  questione dicendo anche una verità. Che, la questione del personale
  comandato  presso  l'Assessorato alla Salute, è una  misura  che  è
  stata  attivata 15 anni fa, almeno. Ricordo che era contenuta nella
  legge  di  riforma, la legge del 2009. Ragazzi, è  complicato  fare
  l'intervento.
   Però una domanda io la voglio fare, poi ci darete la risposta,  al
  di  là dell'organizzazione - faccio un plauso all'assessore, che ha
  annunciato  di aver fatto una ricognizione per valutare  anche  gli
  eventuali  rinnovi  alla luce del rinnovo -  però  ricordo  che  la
  norma, che autorizzava l'Assessorato alla Salute e poi qualche anno
  dopo l'Assessorato al bilancio, di avvalersi di personale comandato
  da   altre   amministrazioni,  riguardava  delle  unità   che   non
  superavano,   se   non   ricordo   male,   la   decina   di   unità
  nell'Assessorato  alla  salute e cinque  unità  all'Assessorato  al
  Bilancio.
   Il  fatto  che  siamo arrivati a 29 - per la verità  mi  risultava
  qualche  numero  in  più  -  con sistemi stipendiali  -  che  hanno
  generato  quella  protesta  delle organizzazioni  sindacali,  o  di
  qualche organizzazione sindacale, utilizzando strumenti come quello
  di  integrare  la parte dello stipendio tabellare, prevista  per  i
  dipendenti pubblici, alle parti integrative connesse alla  gestione
  di  alcune operazioni, dentro l'Assessorato alla salute, a  partire
  dal  PNRR,  per le quali ci sono state delle integrazioni salariali
  portando,  ad  esempio,  una  serie  di  stipendi  praticamente   a
  raddoppiare rispetto allo stipendio tabellare - questo è chiaro che
  ha  generato  un sistema di crisi. E, quindi, se siamo  passati  da
  dieci  a  ventinove,  questo non è avvenuto  quindici  anni  fa.  È
  avvenuto, soprattutto, negli ultimi anni.
   E  allora, il tema che qui viene posto - perché una cosa è gridare
  allo  scandalo, un'altra cosa è conoscere il sistema -, la  domanda
  è:  perché  c'è stata, praticamente, la triplicazione del personale
  all'Assessorato  alla  Salute negli ultimi  anni?  Può  essere  una
  giustificazione il fatto che manca il personale? Manca il personale
  in tante amministrazioni.
   Tra  l'altro,  la  Commissione antimafia si sta occupando  di  una
  questione  specifica che riguarda la gara sugli  elicotteri,  sulla
  quale  è intervenuta l'ANAC con la richiesta di chiarimenti pesanti
  all'Amministrazione  regionale.  E  una  delle  ragioni  di  questi
  rilievi  fatti dall'ANAC, che per la verità erano già  stati  posti
  anche da una collega con un'interrogazione parlamentare, la collega
  La Rocca Ruvolo, era il fatto che sia il RUP sia l'esperto, cioè un
  avvocato  amministrativista che doveva avere competenze in  materia
  di  misure  sulla  cosiddetta navigazione  aerea,  diciamo,  almeno
  l'avvocato non aveva proprio queste competenze specifiche, e il RUP
  è  un  soggetto  che viene utilizzato da diverso tempo  in  maniera
  costante   a   svolgere   detto   incarico,   malgrado   le   norme
  sull'anticorruzione stabiliscono che, oltre un certo  termine,  non
  può reiterare, appunto, l'incarico.
   Quindi, che ci sia un problema dentro l'Assessorato è evidente che
  c'è,  e  devo  dire  con grande onestà, se poi, come  ha  detto  il
  collega  La  Vardera, sentiamo che un parente stretto  dell'attuale
  Direttore  generale  dell'Assessorato alla salute  sia  tra  quelli
  comandati presso lo stesso Assessorato, anche se mi risulta  che  è
  stato assegnato, come dire, al vicino di casa, cioè al Dasoe, però,
  c'è un problema di opportunità grande quanto una casa.
   Cioè,  qui siamo in presenza di un Governo che fa, di un  Governo,
  io  immagino che chi ha fatto queste operazioni non l'ha  fatte  di
  nascosto, immagino che ha chiesto, in qualche modo, la condivisione
  o  comunque  la  copertura  politica da  parte  delle  autorità  di
  Governo, non so se la sua predecessora o l'attuale Presidente della
  Regione,  visto  che lui è sempre stato Presidente  della  Regione,
  anche quando c'era la sua predecessora.
   E,  allora,  il  tema che viene posto è un tema delicato,  su  cui
  personalmente   una   parte  di  questi  temi   sono   oggetto   di
  un'attenzione della Commissione antimafia, ma io avevo annunciato -
  mi  dispiace che qualche collega qui non c'è - che credo sia venuto
  il  tempo, a inizio di attività con il nuovo anno, di istituire una
  Commissione    d'inchiesta   sulla   sanità   e   sulla    gestione
  dell'Assessorato alla salute in Sicilia.
   Abbiamo il dovere di capire che cosa sia avvenuto nel corso  degli
  anni. Mi fermo qua.
   Per quanto attiene, invece, il testo di cui stiamo parlando, io ho
  ascoltato  con  interesse  l'assessore Faraoni,  dice:  «Non  è  un
  cruscotto, non è solo un cruscotto, non è tante altre cose», ma  ho
  capito  che è l'acquisto di un sistema tecnologico, prevalentemente
  per  la  cosiddetta presa in carico di alcune tipologie di pazienti
  che  sono  quelli  più noti al sistema sanitario, cioè  i  cronici,
  eccetera.
   Ma faccio una prima domanda: abbiamo liquidato Sicilia Digitale in
  Sicilia?  Perché  mi  risulta  che l'Amministrazione  regionale  ha
  costituito  una  società, per la verità nel corso degli  anni  l'ha
  pure   trasformata,   per  la  gestione  di  tutte   le   procedure
  informatiche della Regione siciliana.
   Ho  capito che Sicilia Digitale, per la verità, sento dire spesso,
  soprattutto  nella struttura amministrativa, che è un  disastro  la
  gestione.  Fino a qualche giorno fa, c'è stata una delle  procedure
  con  famoso  click  day alla formazione professionale,  gestita  da
  Sicilia  Digitale,  che si è bloccata e hanno dovuto  rifarla  dopo
  qualche  giorno.  Quindi che ci siano problemi  nella,  come  dire,
  governance  della  società  Sicilia  Digitale  probabilmente   sono
  problemi evidenti, ma qui stiamo parlando di una questione  su  cui
  una  infrastruttura tecnologica - lei mi ha interrotto prima -  una
  infrastruttura tecnologica esiste già, si tratta di rafforzarla, di
  specializzarla, di accompagnarla rispetto a quegli obiettivi che io
  considero  cosa  buona  e giusta, se possiamo  separare  una  quota
  importante dei pazienti che si rivolgono al Sistema sanitario.  Ma,
  appunto, perché Sicilia Digitale, malgrado assessore, lei da quanti
  mesi è che fa l'assessore? Otto mesi, un anno...

   FARAONI, assessore per la salute. Undici.

   CRACOLICI. Undici mesi
   Nel  2023,  uno  dei  primi atti con cui questo Parlamento,  nella
  legislatura  inaugurata  da   mi  dispiace  che  non  ci   sia   il
  Presidente, si è caratterizzato, è stata la prima parola  d'ordine:
  abbattere le liste d'attesa, dando i soldi ai privati - è  arrivato
  il  Presidente - questa è stata la parola d'ordine secondo la quale
  la  soluzione  di  tutti i problemi era aumentare  le  prestazioni,
  attraverso l'acquisto di queste prestazioni dai soggetti privati.
   Nel corso di questi due anni, due anni e mezzo, la questione delle
  liste  d'attesa, anche per lo scandalo nazionale, una per tutte  la
  vicenda  "Trapani", ma non solo, ha generato, c'è stato un  impegno
  anche  di  tipo  finanziario da parte della Regione verso  il  tema
  delle liste d'attesa.
   Ora, lei ci ha dato notizie che siamo rientrati nella legalità per
  quanto attiene alle questioni delle  lo dica con relativa prudenza
  perché  dire  che oggi siamo nelle  brevi  e dentro  i  termini  di
  legge,  io sarei un po' più prudente, perché non mi risulta che  ad
  oggi una visita per una colonscopia, piuttosto che per un esame  al
  seno  per  le donne, sia nei tempi previsti, non dalla  legge,  dai
  protocolli relativi

   FARAONI, assessore per la salute. Non ho detto questo.

   CRACOLICI. Ma, quando c'è un problema, il problema via via si  può
  risolvere,  non si chiede a nessuno di fare miracoli da  un  giorno
  all'altro.
   Però,  la domanda che io oggi pongo, qui stiamo decidendo di  dare
  sei  milioni di euro, tre milioni e mezzo più un milione e mezzo  e
  1,3  milioni,  ripeto, non ho capito a chi; non voglio  il  nome  e
  cognome,  vorrei capire a chi nel senso se è integrato da  "Sicilia
  Digitale" o se è la stessa "Sicilia Digitale", o comunque se questa
  procedura  di  rafforzamento  tecnologico  per  il  sistema   della
  tracciabilità,  usiamo questa espressione, delle attività  connesse
  alla  gestione  delle  liste d'attesa... anche  se  poi  leggo  che
  bisogna fare una serie di verifiche sulla mobilità passiva, da dove
  partono, da dove arrivano, sulla mobilità tra le varie province, se
  uno  di  Enna  va a Caltanissetta, quanti sono quelli  di  Enna,  o
  viceversa, che vanno a Caltanissetta, e così potrei continuare, che
  forse c'entra poco col cruscotto di cui si sta parlando. Ma il nodo
  essenziale  è  che noi stiamo spendendo sei milioni  di  euro,  che
  probabilmente  saranno  utilissimi, ma  senza  capire  sinceramente
  come,  perché  noi  in  questi  tre  anni,  da  quando  Schifani  è
  Presidente  della Regione, sulla quota delle questioni delle  liste
  d'attesa, abbiamo investito decine e decine di milioni, non mi pare
  che  si  sia  fatta  l'operazione principale,  che  era  quella  di
  rafforzare,  in  termini  quantitativi,  l'offerta  sanitaria,   in
  termini cioè di medici, infermieri, personale specializzato assunto
  dal  Sistema  sanitario; abbiamo dato maggiori risorse alla  sanità
  privata,  che è già convenzionata, attenzione, quando  parliamo  di
  sanità  privata  in Sicilia facciamo un errore,  perché  in  realtà
  sanità  privata in Sicilia non ce n'è, perché la sanità  privata  è
  già  nel  sistema  pubblico e quindi la paga la  Regione,  in  gran
  parte,  poi  ci  sono  i poveri cristi che,  a  causa  delle  liste
  d'attesa,   scelgono   di  pagarsi  la  prestazione   dei   privati
  direttamente con soldi propri, oppure quelli che hanno  il  sistema
  assicurativo, dove purtroppo, io dico, questo rischia di  diventare
  il  modello di garanzia del sistema della sanità, per chi  non  può
  avere  santi in paradiso se non l'assicurazione con cui pagarsi  le
  prestazioni.
   Allora,  io,  intanto, le chiedo, Assessore,  forse  questa  norma
  anche per una minore come dire retorica narrativa, perché è più una
  narrazione  di  retorica, per l'obiettivo  concreto  che  si  vuole
  perseguire  proverei a riscriverla, per dire obiettivo,  tempistica
  degli  obiettivi e a cosa concretamente deve servire, perché se  ci
  limitiamo a fare una mera narrazione in cui non è un cruscotto ma è
  un  cruscotto, alla fine io che non sono un cruscottista non ci  ho
  capito  nulla  di quello che dovremmo fare  Pertanto,  ripeto,  può
  darsi  che i soldi saranno necessari e utili e se sono necessari  e
  utili  per abbattere le liste d'attesa, cosa buona e giusta, perché
  l'obiettivo è cancellare le liste d'attesa in Sicilia, però  fateci
  caso. Visto che abbiamo speso già decine e decine di milioni  e  il
  PNRR  di  cui alcuni sono comandati, sono stati chiamati a svolgere
  quelle  funzioni,  destinava anche una parte  di  risorse,  lei  ha
  parlato dei COT. Giusto? Come si chiamano?

          (Interventi fuori microfono dell'Assessore Faraoni)

   CRACOLICI. Che sono stati... delle... i o...u... aaa... e   i   o
  u  "Un semu a scola "

   PRESIDENTE. Collega Cracolici, se può andare a conclusione.

   CRACOLICI.  Non  dobbiamo fare... Bene quelle istituzioni,  quelle
  strutture...

   PRESIDENTE. Collega Cracolici, se può andare a conclusione.

   CRACOLICI  sono state costituite con i fondi del PNRR,  almeno  le
  strutture, poi il personale è sempre quello di prima, anche se  una
  parte è stato assunto.
   Ma  possiamo  sapere ad oggi a che cosa sono serviti? Come  stanno
  funzionando?  Se sono stati finalizzati alla gestione?  Perché  poi
  una parte di queste attività che lei dice - e vivaddio, è buono che
  partano  - forse non c'è neanche bisogno del cruscotto, c'è bisogno
  di  una buona gestione dei numeri di telefono, semplicemente di  un
  rapporto  diretto tra l'utente e la struttura sanitaria; e  siccome
  lei  è  stata  pure  direttore di una delle più importanti  Aziende
  sanitarie siciliane in termini di quantità, lei conosce il sistema,
  ha  il know-how a differenza di qualche suo collega che non ha  mai
  fatto  il direttore, quindi io sono preoccupato che mettiamo  soldi
  senza raggiungere obiettivi
   Ci spieghi in maniera precisa in una norma che sia decifrabile per
  obiettivi e per tempistica di raggiungimento, cosa si vuol fare. Io
  personalmente, se si realizza l'obiettivo che lei dice, le  batterò
  le  mani,  però  continuare a votare norme a "sacco  d'ossa",  cioè
  spendiamo  soldi  senza  sapere mai quali  sono  i  risultati,  beh
  sinceramente rischia di diventare una presa in giro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Colleghi,  io  ho  in tutto 8 interventi, 9 interventi,  Cambiano,
  Sunseri  ho una decina di interventi. Vi chiedo cortesemente  se  i
  dieci interventi sono tutti e dieci entro i tempi prestabiliti  dei
  cinque  minuti,  riusciamo a completare in  un'ora,  ve  lo  chiedo
  perché  altrimenti dico, noi rischiamo qui di andare  avanti  nella
  discussione  generale dell'articolo e di non votare gli emendamenti
  all'articolo, questo è chiaro.

   DE  LUCA  Antonino.  Casomai si continua a  lavorare  domani,  non
  abbiamo fretta

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Grazie, Presidente. Assessore, le parlo per dirle che in
  Commissione  sono  stato  prima  ancora  che  lei  fosse   nominata
  Assessore, scusi
   Allora, riparto, Assessore. Lei è qui da undici mesi, ancora prima
  che lei fosse assessore avevo già proposto più volte in Commissione
  questa  rivoluzione copernicana che lei, in questo momento,  ci  ha
  fatto sentire e ne sono felice, perché questo credo che sia il modo
  giusto  per  poter risolvere tante problematiche che ci  sono,  non
  solo  sulle  liste d'attesa ma su tanto altro, Assessore.  Scusate,
  però, colleghi, sto parlando, se per cortesia
   Allora   sono  testimoni,  assessore,  le  aziende  che   lavorano
  sull'intelligenza  artificiale a cui ho chiesto  già  da  due  anni
  qualcosa che possa rivoluzionare il sistema, non solo per le  liste
  d'attesa,  assessore, ma le faccio un esempio:  nasce  un  bambino,
  alla  nascita  già  il  sistema,  l'intelligenza  artificiale,   la
  possibilità  che  un'applicazione che viene data, consegnata,  alla
  famiglia sia la sanità - assessore, mi ascolti - a inseguire.  Dico
  sia  la sanità che insegua il bambino già nei primi passi, che  sia
  la sanità che insegue il bambino dalla nascita per le vaccinazioni.
   Cioè,  nasce  un bambino e gli puoi già destinare la vaccinazione,
  senza  che sia il paziente deve andare a prenotare la vaccinazione.
  Oggi  ancora  siamo al momento in cui il genitore  deve  prenotare,
  possiamo fare il contrario: sarà l'applicazione che può chiamare il
  bambino, la famiglia, per essere vaccinato e questo vale per tutto,
  in  modo  che  la sanità possa inseguire, per tutta la  vita,  quel
  bambino fino a quando diventi un adulto o fino a quando diventi  un
  anziano. E risolveremo migliaia di problemi.
   È  una rivoluzione veramente di pensiero e lei ha detto che ora la
  utilizzerà per le liste d'attesa; ne sono contento, perché  per  le
  liste d'attesa può funzionare: sappiamo tutti che esiste un 30  per
  cento  di no show. No show significa pazienti che non si presentano
  alla   prenotazione  perché,  nel  frattempo,  si  sono   prenotati
  privatamente, assessore. Quindi ben venga.
   Qual è la mia preoccupazione, assessore? Come ha detto l'onorevole
  Cracolici  - ha detto giusto - se c'era già un CUP, se erano  stati
  investiti  milioni  di  euro  per  quello  che  riguarda  le  liste
  d'attesa, il CUP, il SovraCUP, e lei sa che questi, fino ad  ora  -
  lo  dico,  assessore - non hanno funzionato, non  hanno  dialogato.
  Quindi che ci sia un correttivo, ben venga, ma fino a ora non hanno
  funzionato.
   La  mia preoccupazione, come dice l'onorevole Cracolici, è che noi
  possiamo  sapere, conoscere, come saranno investite queste risorse.
  Assessore,  non  sono 60.000 euro, non sono 600.000  euro:  sono  6
  milioni  di  euro  e  vogliamo sapere come verranno  spesi,  perché
  questo è quello che serve in Commissione.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   Vogliamo  essere considerati per poter conoscere come utilizzerete
  queste  risorse, per noi è fondamentale e io mi auguro  e  fra  sei
  mesi lo sapremo quello che riusciremo a fare con questa novità.
   Chiudo  con  un  semplice pensiero, assessore, che è fondamentale.
  Non  sarà, sicuramente, la digitalizzazione a risolvere il problema
  delle liste d'attesa dei siciliani. Qui c'è un cellulare in cui  ho
  raccolto in questi mesi decine di segnalazioni di pazienti che  non
  sono  riusciti ad ottenere una visita, come dicono i miei colleghi,
  una  visita oculistica  due anni, assessore. Una visita oculistica
  due anni
   Sono  registrate qua, scusi, Presidente, gliele posso girare, fino
  all'altro  ieri  queste cose. Quindi io mi auguro  che  ci  sia  un
  cambio  di  passo  reale, non solo con la digitalizzazione  ma  con
  tutto quello che concerne il problema della lista d'attesa e chiudo
  dicendo una cosa importante: dobbiamo essere tutti insieme, sarebbe
  opportuno  che, Assessore, anche la medicina territoriale funzioni,
  perché  senza  la medicina territoriale noi non riusciremo  mai  ad
  abbattere  le  liste  d'attesa perché quella è una  delle  funzioni
  importanti  della  sanità e che serve da  filtro  affinché  non  si
  intasino  i  pronto  soccorso, non si  intasino  ambulatori,  senza
  senso. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Grazie.  Presidente,  Governo,  colleghi,  io  avrei  una
  domanda per l'Assessore: ma la questione sulla riduzione dei  tempi
  delle  liste  di attesa la calcolate basandovi sul fatto  che,  non
  rispondendo  alle telefonate al CUP, di conseguenza si riducono  le
  visite e, quindi, riducete le liste d'attesa? Perché, Assessore, mi
  creda,  non  le  dico  una bugia: stamattina  l'ultima  telefonata,
  l'ultima telefonata di una signora che non riesce a prenotarsi  una
  visita  da  tre mesi, glielo giuro, mi ha chiamato stamattina.  Tre
  mesi,  a  Catania, il CUP di Catania non risponde e questa signora,
  da tre mesi, non prenota la visita.
   Mi  chiedo:  bene se ci saranno cose migliorative da  attuare,  ma
  fino ad oggi - lei c'è da undici mesi ma io qua sono da otto anni -
  questo  Governo di centrodestra è sempre lo stesso perché vi  siete
  mescolati  con i ruoli, ma sempre voi siete, non avete  risolto  il
  problema. Il problema non lo avete risolto  Assurdo che in  Sicilia
  non ci si può curare  Le persone vanno via, se hanno soldi e sicuro
  al  Nord Italia. Se hanno le condizioni di accedere al credito,  si
  fanno i prestiti per curarsi, chi è una persona che è in condizioni
  economiche  disagiate  rinuncia alle cure  Sta  succedendo  questo
  Avete  la  responsabilità della vita delle persone e,  mi  perdoni,
  Assessore, è un CUP, è un call center ma perché quando chiamiamo in
  tutti  call  center d'Italia, perché siamo tutti quanti  utenti  di
  diversi  servizi di cui usufruiamo, tutti i call center rispondono,
  in  Sicilia al CUP per fare le visite mediche non risponde nessuno?
  Le ripeto: stamattina l'ultima telefonata. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Marano.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, allora, intanto,
  vorrei fare qualche considerazione su questo articolo. Parto  dalla
  prima: il Presidente dell'Assemblea, il Presidente della Regione  e
  tutto il Governo non si devono stupire di questa richiesta di tanti
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana ad intervenire sul tema
  della  sanità. Perché, Presidente della Regione, Assessore Faraoni,
  Presidente  dell'Assemblea,  da  quanto  tempo  chiediamo   un'Aula
  dedicata a trattare i temi della sanità? E noi, adesso, ci stupiamo
  che  tutti  i colleghi parlamentari vogliano un concreto e  serrato
  dibattito su questo tema?
   Da  oltre  un anno siamo qui a chiedere di parlare di  quelli  che
  sono  i  problemi della sanità siciliana, dei problemi della nostra
  Rete  Ospedaliera,  delle liste d'attesa e, oggi,  ci  stupiamo  di
  questo?  Presidente  della Regione, io credo  che,  obiettivamente,
  questo  significhi  mortificare il  lavoro  dei  parlamentari  che,
  quotidianamente, come qualcuno prima di me ha detto, si  trovano  a
  confrontarsi  con  i  cittadini che vengono  veramente  mortificati
  nella  indisponibilità di ottenere il diritto, sacrosanto, previsto
  dalla  nostra  Costituzione   Allora  io,  qua,  reitero  l'istanza
  rappresentata  in  tanti  momenti,  in  tante  fasi  di  confronto,
  l'ultima quando abbiamo discusso delle interrogazioni della rubrica
   Salute ,   quando   a   me,   personalmente,   si   rispondeva   a
  interrogazioni datate oltre un anno e mezzo addietro. Questa  è  la
  situazione  della  discussione della  sanità  in  Sicilia  ed  oggi
  l'unico  articolo  che  tratta di sanità,  a  scanso  di  equivoci,
  sicuramente non risolverà la problematica della sanità in  Sicilia,
  perché  vorrei  evitare che magari, ecco, qualora  questo  articolo
  venisse poi approvato, il Presidente della Regione o qualcuno della
  Giunta uscisse fuori con qualche comunicato, con qualche slogan  al
  pari  di  quello che è stato diramato nel gennaio del 2024, notizia
  Ansa, quando il Presidente della Regione dichiarando vergognose  le
  liste  d'attesa  a sua volta diceva pure che erano state  abbattute
  del  90%  e  in  alcuni  casi  che erano  state  azzerate.  Quindi,
  attenzione al terreno in cui ci stiamo muovendo, ci stiamo muovendo
  in  un  contesto  nel  quale  ci  sono  centinaia  di  migliaia  di
  prestazioni che non vengono rese, la gente rinuncia quotidianamente
  a  curarsi, può curarsi solamente se mette mano al portafoglio e in
  molti  casi,  penso per esempio alle persone che non hanno  lavoro,
  alle  persone  che  hanno dei sussidi, alle persone  che  hanno  il
  trattamento  minimo  della  pensione o  le  pensioni  sociali,  non
  riescono a curarsi.
   Allora questo articolo non è in alcun modo risolutivo di alcunché,
  non si parla di prevenzione, non si parla di rete territoriale, non
  si  parla  di un adeguato sistema di digitalizzazione della  nostra
  struttura sanitaria regionale. Probabilmente, saranno solamente per
  così   dire  delle  misure  tampone,  ma  io  faccio  una   domanda
  aggiuntiva: qui si parla di una piattaforma, di un cruscotto, di un
  adeguamento  tecnologico  e,  come  diceva  qualcuno  che   mi   ha
  preceduto,  abbiamo  delle  società che sono  all'uopo  preposte  a
  portare  avanti  interventi  di  natura  tecnologica,  informatica,
  infrastrutturale   a  supporto  della  Regione  siciliana,   perché
  dobbiamo sostenere questi oneri anziché utilizzare le disponibilità
  presenti  anche  all'interno  delle nostre  strutture?  Perché  non
  utilizziamo i fondi del Piano nazionale di ripresa resilienza o  di
  altre   risorse   di  natura  extraregionale?  A   queste   domande
  l'assessore dovrebbe rispondere in una sanità che, visto quello che
  è   stato   detto   poc'anzi,   sulla   questione   dei   comandati
  obiettivamente  "piove sul bagnato". Abbiamo un  SovraCUP  che  non
  funziona  bene,  ti fanno prenotare, assessore Faraoni,  le  visite
  quando  in  effetti  poi  non sono disponibili,  creando  ulteriore
  disagio  ai  siciliani  che hanno necessità  di  sostenere  appunto
  quelle prestazioni, non è integrato con il sistema dei privati,  in
  sostanza il sistema è inadeguato, non funziona il CUP, non funziona
  il  SovraCUP e in questo ambito la gestione del centrodestra  sulla
  sanità  in  Sicilia è assolutamente responsabile,  è  la  causa  di
  questo disastro
   Che poi venga qui l'assessore Faraoni e ci dice che ha risolto  il
  tema delle prestazioni urgenti, credo che sia un ulteriore elemento
  di  disagio  che viviamo, assessore, le devo dire,  perché  lei  sa
  benissimo  -  e  vado  a concludere - che vero  è  che  si  è  data
  un'accelerazione rispetto a quelle che sono le prestazioni  urgenti
  che   magari  vengono  coperte  fino  all'ottanta  per  cento   non
  sicuramente  nella totalità ma questo ha determinato che  tutte  le
  altre  prestazioni invece sono andate indietro e ci  vogliono  anni
  per   ottenere  alcune  prestazioni,  fino  ad  oggi:  una   visita
  cardiologica,  una  mammografia  quindi evitiamo  slogan,  evitiamo
  norme di facciata e concretamente impegniamoci.

   PRESIDENTE.  A me dispiace interrompervi, colleghi,  però  vi  sto
  facendo  intervenire   comunque vi  faccio  intervenire  nei  tempi
  previsti,  cioè  i cinque minuti, quindi mi dovete  scusare  se  vi
  interrompo,  altrimenti gli altri interventi non li  ascoltiamo  in
  maniera corretta.
   È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta  che  si
  interviene  sulla sanità in quest'Aula bisognerebbe  ricordare  che
  siamo  in  Sicilia.  Siamo in Sicilia, in una terra  che  purtroppo
  ricorda  i  disastri  che si sono verificati sulla  sanità.  Quando
  parliamo  di  liste d'attesa, assessore, siccome la responsabilità
  io  capisco  il suo ruolo amministrativo che ha svolto  in  maniera
  egregia  da  direttore ma lei oggi ha una responsabilità  politica,
  perché,  assessore alla sanità, non può iniziare  un  dibattito  in
  quest'Aula non scusandosi per quello che è accaduto a Trapani  alla
  professoressa Gallo. Lo sa perché glielo dico? Glielo  dico  perché
  bisognerebbe affrontare il tema delle liste d'attesa non in maniera
  trionfalistica  dicendo  addirittura che  tutte  le  ricette  e  le
  prescrizioni  brevi e urgenti sono incanalate e vengono  rispettate
  nei tempi.
   Assessore,  non  continui  a dire questa  cosa,  perché  significa
  altrimenti  che  lei  non  ha contezza di  quello  che  accade  nei
  territori   Poco fa la collega le ha detto che c'è  a  Catania  una
  signora che chiama da tre mesi per prenotare al CUP di Catania  che
  non  risponde  Quindi bisognerebbe avere un atteggiamento  diverso,
  un  atteggiamento  più  consono a  quella  che  è  la  dignità  dei
  siciliani che in Sicilia non riescono a prenotare una visita, e che
  muoiono   Quindi  è inutile che si sbraca e che  fa  questi  gesti,
  assessore,  lei  dovrebbe  mantenere  un  atteggiamento  idoneo   a
  quest'Aula e nel ruolo che esercita

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, si rivolga alla Presidenza.

   SPADA. Invece di bollare con superficialità un tema che secondo me
  è  importante  Perché io non contesto la norma, l'articolo 8 è  una
  norma  che  sicuramente potrà portare dei benefici  in  termini  di
  liste  d'attesa, ma non si può però far finta che tutto funzioni  e
  che  in  questa  Regione chi ha una necessità di visita  nei  dieci
  giorni,  questa necessità venga rispettata. Glielo dico perché  sto
  sul territorio e sto sul campo, sono uno di quelli che molto spesso
  si  interessa per capire dove si inceppa il meccanismo, perché  poi
  le  persone  disperate,  invece di rivolgersi  all'Assessorato,  si
  rivolgono  a chi sta sul fronte: ai sindaci, ai deputati.  Dovremmo
  indirizzarli verso altre strutture forse, laddove alcuni meccanismi
  si   inceppano  e  non  funzionano,  come  ad  esempio  quando  non
  rispondono al CUP.
   Tant'è  che l'intervento, e vado a conclusione, Presidente,  verte
  sulla  necessità da parte dell'Assessorato di poter indirizzare  in
  qualche  modo   queste  persone  laddove  si  presentino  anomalie,
  inceppamenti  nel sistema, a rivolgersi direttamente  ai  direttori
  generali  o  ai direttori sanitari o in Assessorato, o chiamare  un
  numero  di  emergenza  dell'Assessorato,  perché  diversamente  noi
  continueremo a vedere morire persone che non riescono ad  avere  in
  tempo  magari  i referti, pazienti oncologici, come  è  accaduto  a
  Trapani,  e  lei  rimarrà  convinta che  invece  il  sistema  delle
  prenotazioni e delle visite in Sicilia funziona e in  cui  i  tempi
  vengono  rispettati, e che chi invece contesta  questi  dati  e  fa
  queste considerazioni debba essere tacciato come chi vuol fare  una
  semplice opposizione strumentale  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Spada.  È  iscritta   a   parlare
  l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA. Grazie. Presidente, Governo, colleghi, intanto mi voglio
  congratulare con l'assessore Faraoni per avere messo mano a  questa
  enorme  lista  dei  comandati, perché se  è  vero  che  per  quanto
  riguarda  il  comparto dirigenziale ce ne sono 26, per il  comparto
  non  dirigenziale  ce  ne  sono altri 16. Quindi  parliamo  di  una
  cinquantina  di  persone  a  fronte di  una  norma,  come  bene  ha
  ricordato  prima  l'onorevole Cracolici, che ne  prevedeva  10  per
  quanto  riguarda  la  sanità e 5 per quanto riguarda  l'Assessorato
  all'economia.
   Voglio poi dire che gli stipendi - prima il collega La Vardera  ha
  fatto  una carrellata - ma il minimo che ho visto è di 92.616 euro,
  e  il  massimo arriva a 195.000, 244.000 euro, mi direte che  è  al
  lordo, ma queste sono le somme.
   Noi  questa mattina abbiamo votato l'articolo 3 di questo  disegno
  di  legge  di  stabilità  regionale  voluto  dal  Presidente  della
  Regione.  Mi  sono  congratulata  con  un  comunicato  stampa,   ho
  sostenuto  la norma in Commissione Bilancio per quanto riguarda  il
  lavoro  agile  per  fare tornare i nostri giovani,  e  spesso  sono
  elementi  che  vanno  fuori dalla Sicilia  perché  non  trovano  un
  lavoro.
   Bene,  la  domanda  è  semplice: perché,  visto  che  serve  tanto
  personale,  gente con tanto di laurea e competenza, con funzioni  a
  volte  amministrative, che con i medici penso che  poco  c'entrino,
  perché  non  pensare ai concorsi per dare spazio ai nostri  giovani
  che sono costretti ad andare fuori?
   Il collega Cracolici ricordava poi di questi comandati, utilizzati
  per  il PNRR con incarichi di RUP, con competenze particolari,  che
  poi  a  loro volta si rivolgono ad altri esperti - che poi  esperti
  non sono - e che si pagano a parte.
   Io  per questo ho fatto un'interrogazione parlamentare, ho mandato
  le carte alla Corte dei Conti e all'ANAC, e devo dire che l'ANAC mi
  ha  dato  ragione, non sono apparsa una visionaria,  come  qualcuno
  vuol  fare passare all'interno di quest'Aula o fuori da quest'Aula.
  Quindi  mi complimento per il lavoro che sta facendo, e mi  auguro,
  perché   capisco  perfettamente  che  all'interno  dell'Assessorato
  sanità   servono  delle  competenze  e  servono  delle   competenze
  specifiche, ma facciamoli questi benedetti concorsi, diamola questa
  possibilità a gente che veramente è un genio fuori dalla Sicilia  e
  da  noi  viene sempre tagliata perché si preferisce aiutare l'amico
  dell'amico.
   Altra  cosa  la  norma  di  oggi.  Io  voterò  questa  norma,   la
  riscriviate,  non la scriviate, la voterò perché sono convinta  che
  qualcosa  si  deve fare per abbattere queste liste  d'attesa,  però
  assessore io qualche chiarimento da lei lo vorrei.
   A  parte il discorso che lei dice di questi operatori virtuali per
  indirizzare  i pazienti, per ricordare la data, l'ora  e  il  luogo
  della  visita prenotata, ma facciamo un passo indietro.  La  visita
  prenotata,  io non lo so se ci vogliono tre mesi, ma siamo  in  una
  fase in cui siamo coscienti tutti quanti che per una visita, i  15-
  20  giorni  - parlo soprattutto di pazienti chirurgici  e  non,  ma
  soprattutto   di   pazienti  chirurgici  -  che  servono   per   il
  preoperatorio,  non sempre il paziente riesce  a  fare  quello  che
  serve  nel  preoperatorio  in  un tempo  contingentato,  altrimenti
  quegli  esami non sono validi al fine dell'intervento. E allora  la
  mia  domanda  è: questa piattaforma che si deve attivare,  si  deve
  attivare  con nuove forze lavoro e quindi con personale nuovo,  che
  deve  essere  reclutato o c'è una formazione e  verso  chi,  questa
  formazione avviene?
   E  l'ultima cosa, per quanto riguarda le liste d'attesa: oltre  al
  preoperatorio  e  ai tempi contingentati che ci sono,  se  c'è  una
  complicanza  durante  la  degenza,  nel  post  operatorio,   questo
  paziente,  che  comunque va a bloccare quel posto in reparto,  come
  viene risolta? Perché le liste operatorie aumentano e lievitano nel
  pre  e nel post operatorio. Se un paziente anziché stare ricoverato
  per   quel  tipo  di  patologia  tre  giorni,  cinque  giorni,  sta
  ricoverato venti giorni, perché c'è una complicanza, ovviamente  il
  posto  letto  lo  tiene occupato. Cosa succede? La  lista  d'attesa
  comunque continuerà ad esistere, perché se non liberi i posti,  non
  riesci a ricoverare altri pazienti.
   Quindi,  ben  vengano  le  novità, ma vorrei  capire  proprio  nel
  meccanismo  che  cosa succede, cioè in che maniera,  o  continuiamo
  ancora a mettere denaro per non avere poi il risultato sperato, che
  è  quello dei cittadini che, come ha detto qualche mio collega,  si
  rivolgono  si  rivolgono  ai  centri di prenotazione  molto  spesso
  invano.  Allora, qualche controllo in più forse va anche fatto  per
  capire  perché al CUP non si risponde, perché si danno appuntamenti
  a tre mesi, perché per accelerare un intervento devi cercare, anche
  per questo, la raccomandazione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.
   Vi  chiedo  sempre,  colleghi,  di stare  all'interno  dei  cinque
  minuti.

   LACCOTO.  Sarò  brevissimo. Io credo, intanto, signor  Presidente,
  che  questo Parlamento - io ci sto da tanto tempo - non  mi  sembra
  che  possa  essere degradato al punto che noi possiamo  mettere  al
  ludibrio  pubblico  alcune situazioni. Si tratta  di  persone  che,
  comunque,  da  tanto  tempo  si trovano  lì,  che  lavorano  e  che
  assolvono   a   compiti   che   io   ritengo   oggi   necessari   e
  improcrastinabili.
   Poi è un discorso: si dovrà vedere intanto quali possono essere le
  soluzioni;  però a me non sembra giusto che questo  Parlamento  sia
  degradato a tal punto, Presidente. Tanto, io penso che alcune  cose
  non  potevano  fare  oggetto  di questa  finanziaria  o  di  questi
  interventi nella finanziaria; se ci sono delle cose da chiarire, si
  chiariscono   attraverso  i  mezzi  che   i   parlamentari   hanno:
  interrogazioni o altro.
   Per  quanto riguarda le liste d'attesa, mi permetto di  dire  che,
  dal  momento  che si dice che il CUP non risponde, il SovraCUP  non
  risponde,   vi   è   una  piattaforma  che  viene   proposta   oggi
  dall'assessore,  e  credo  che  sia  utile  provare  a  vedere  se,
  attraverso  una  piattaforma che lascia anche quelle  che  sono  le
  richieste,  quelle che sono le risposte, quelli che sono  i  tempi,
  quelle  che  sono  anche  le  eccezioni  che  devono  essere  fatte
  d'urgenza,  possa  corrispondere a quello che è  l'intendimento  da
  parte di tutti di potere, ecco, abbattere le liste di attesa.
   Altro  discorso  riguarda Sicilia Digitale: io sono  d'accordo  su
  questo. Ho chiesto più volte che venga fatto un sistema informatico
  serio  sulla sanità in Sicilia, perché non è possibile che noi  non
  abbiamo  un sistema che possa dirci complessivamente, in  tutta  la
  Sicilia,  quali sono in lista di attesa, quali sono praticamente  i
  ricoveri inappropriati, quali sono, per esempio, i tempi per potere
  fare, da ricoverato, una TAC o un'ecografia. Quindi io credo che la
  gestione  di  una piattaforma possa essere la via  giusta,  la  via
  maestra, per potere tentare di abbattere queste liste d'attesa.
   L'assessore si è preso il compito di potere naturalmente  vigilare
  e  di potere portare a termine questa situazione, io credo che  sia
  un fatto apprezzabile E approvabile, tutto qua.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Assessori,  colleghi parlamentari, certo che davanti a un  articolo
  che riguarda la sanità, che riguarda la possibilità di abbattere le
  liste  d'attesa, nessuno di noi pensa di buttarla a mare o  a  voti
  segreti perché, a proposito di questo, cioè, noi abbiamo dimostrato
  sempre  che il voto segreto è uno strumento politico legittimo  che
  utilizziamo  non  su  cose fondamentali, su  cose  importanti  come
  possono   essere   queste;  quindi  l'approccio  è   un   approccio
  sicuramente positivo.
   Mi  permetto di dire al collega Laccoto che sulla questione sanità
  non  è  degradato  il  Parlamento, perché  le  intercettazioni,  le
  inchieste, tutto quello che sta riguardando la sanità non  riguarda
  il  Parlamento, non riguarda la maggior parte di noi  parlamentari,
  ma  riguarda  purtroppo il Governo e quello  che  gira  intorno  al
  Governo.
   Lo sapete perché ve lo dico? Ve lo dico perché a me, da una parte,
  verrebbe  di dirvi: ma sei milioni di euro che stiamo mettendo  per
  abbattere  le liste d'attesa sono pochi; cioè, secondo me  dovremmo
  aumentarli,  dovremmo  metterne molto  di  più.  Secondo  me,  poi,
  dall'altra  parte  penso:  ma chissà se poi  questi  soldi  vengono
  veramente  utilizzati bene e se questi soldi non fanno, invece,  la
  fine  di  tante  altre cose che stiamo quotidianamente  sentendo  e
  ascoltando.
   Ve   lo  dico  veramente  con  estrema  semplicità  e  con  grande
  chiarezza, perché quando purtroppo ci sono situazioni di degrado  -
  perché  quelle  sono  situazioni di degrado,  onorevole  Laccoto  -
  quelle che ascoltiamo nelle intercettazioni, che al di là dei fatti
  giudiziari  e  dei  processi comunque sono  questioni  reali,  sono
  questioni  dove  non si vede, non esce fuori una sanità  che  viene
  gestita  e che viene gestita con oculatezza, con parsimonia,  anche
  toccando atteggiamenti poco etici e poco morali.
   Io  mi riferisco a quelle che sono le intercettazioni che già sono
  uscite fuori. Io non ho un approccio negativo: l'approccio ce  l'ho
  positivo, però è un approccio che è appesantito da quelle che  sono
  le cose di cui l'avete fatto appesantire tutti quanti voi.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   DIPASQUALE. Io mi auguro che queste risorse vengano utilizzate,  e
  vengano utilizzate bene. Penso che siano poche, però l'assessore ha
  fatto un intervento, mettendo molta enfasi in questo intervento. Io
  ancora non l'ho finita di giudicare, assessore. Sinceramente la sto
  guardando  da  un po'di tempo. Non riesco a capirne, veramente,  il
  peso  politico  suo.  Penso  che quello  che  lei  ha  detto  è  un
  bell'intervento  tecnico, ma politicamente è un intervento  debole.
  Non  solo è un intervento debole, ma è un intervento che la  espone
  moltissimo.  Perché lei, quando ci viene a raccontare  che  non  ci
  saranno  più problemi - io me lo auguro quello che lei ha  detto  -
  cioè  le  fragilità,  laddove ci sono  le  fragilità  dove  abbiamo
  certezze  di  quello  che è il bisogno dal  punto  di  vista  della
  domanda,    ecco,    sanitaria,   della   prestazione    sanitaria,
  dell'ecografia, della radiografia
   Cioè  lei  ha  detto  "Non  ci saranno più  problemi.  Sarà  tutto
  risolto".  Io mi auguro che sia così, attenzione. Questo  lei  l'ha
  detto  in  un  Parlamento,  e ognuno di  noi  sarà  sentinella  nel
  territorio, io per primo. Io per primo inizierò a veicolare  questa
  cosa  nel mio territorio e le comunico che ognuno che rimarrà fuori
  dalla lista, ognuno che non rientrerà tra i fragili - quelli che ha
  detto lei, me li sono segnati - malati cronici, coloro che sono ben
  individuati  e che non avranno la risposta immediata,  la  risposta
  nei tempi giusti, cioè, su questo le chiederemo conto e ragione.
   Guardi,  attenzione.  Su  questo arriveremo,  se  non  ci  saranno
  veramente...noi i soldi glieli metteremo e stiamo dicendo anzi  che
  sono pochi, poi se per voi vanno bene ne prendiamo atto. Dopodiché,
  cioè  noi  mettiamo  in  conto che se non dovesse  accadere  questo
  quello  che lei ci ha detto - che le risposte immediate, nei  tempi
  giusti  ci saranno - ma noi mettiamo in conto veramente di occupare
  tutte  le  Asp  delle province siciliane. Io già, per  la  mia,  ne
  prendo l'impegno. Occupandole, mettendo in risalto tutti quelli che
  sono   gli   adempimenti.  Quindi,  ne  prendiamo  atto.   Le   sue
  dichiarazioni,  sono dichiarazioni che rimangono in Parlamento.  Su
  questo, le chiederemo conto e ragione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo  che
  la  discussione sull'articolo 8, è una discussione che ha avuto una
  sua  complessità. E proprio perché ritengo - mi farebbe piacere  se
  il  Presidente  della  Regione  mi  ascoltasse  un  secondo  -  che
  l'articolo  8,  considerando  che si  parla  di  provvedimenti  che
  riguardano  il diritto alla salute - ma così come il  9  -  abbiamo
  capito  che  le risposte dell'assessore, comunque, non  sono  state
  bastevoli per quest'Aula, onde evitare che questa sera continuiamo,
  le chiedo Presidente, per la complessità, l'8, il 9, il 10, l'11  e
  il  12  di accantonarli e passare direttamente all'articolo 13 e le
  dico anche il motivo. Perché, in questi frangenti di tempo, non  mi
  sta  sfuggendo  che  mi  arrivano diverse  sollecitazioni,  diversi
  comunicati stampa.
   Sicuramente l'assessore Sammartino, che sul tema dei forestali sta
  fomentando  notizie,  sa che i sindacati stanno  scrivendo  che  le
  opposizioni sono pronte a chiedere il voto segreto.
   Fermo  restando  che su un tema così importante, come  quello  dei
  forestali,  ma come anche per i consorzi di bonifica,  proprio  per
  dimostrare dentro quest'Aula alla maggioranza e al Presidente della
  Regione - lo dico perché ovviamente su queste cose noi ci teniamo -
  noi  non  solo  diciamo  questa sera e immediatamente  di  trattare
  l'articolo  13  per  scongiurare qualsiasi tipo  di  illazione,  di
  ipotesi, di notizia distorta che venga all'esterno, soprattutto nei
  confronti   anche  delle  organizzazioni  sindacali,   che   stanno
  immaginando, scrivendo, dicendo che noi siamo contro i lavoratori.
   Allora,  signor  Presidente,  io  le  sto  chiedendo,  se  la  mia
  richiesta può essere accolta, di accantonare tutti questi  articoli
  e  trattare  immediatamente l'articolo 13, perché  l'importanza  di
  questo articolo è per noi fondamentale per dire che noi sulle  cose
  importanti  ci possiamo confrontare, possiamo dibattere,  però  non
  consentiamo a nessuno di poter dire che noi come opposizione  siamo
  contro i lavoratori.

   PRESIDENTE.  Benissimo, in funzione del fatto che  ci  sono  anche
  diverse   proposte   circa   eventuali  riscritture,   specialmente
  sull'articolo  11 e sull'articolo 12, e in funzione del  fatto  che
  sull'articolo  13 credo che non ci sia nessuno che  azzardi  a  una
  richiesta di voto segreto - almeno questo è l'augurio -, accolgo la
  richiesta e passiamo all'articolo 13.
   Comunico   che   stasera  voteremo  l'articolo  13,   14   e   15,
  successivamente sospenderemo l'Aula e la rinvieremo a domani,  così
  siete aggiornati sul da farsi.
   Do lettura dell'articolo 13:

                               «Art. 13.
            Disposizioni per il settore della forestazione

       1.   L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al  comma   2
     dell'articolo 15 della legge regionale 9 gennaio  2025  n.
     1,  come  modificata dall'articolo 7 della legge regionale
     22  ottobre  2025,  n.  31 per le  finalità  del  comma  8
     dell'articolo 47 della legge regionale 7 maggio  2015,  n.
     9  e  successive modificazioni, per la realizzazione degli
     interventi  di  cui  al  comma 2 della  medesima  legge  a
     carico  dei fondi ordinari della Regione e per le finalità
     dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto  1974,  n.
     36   e   successive  modificazioni,  è  rideterminata   in
     complessivi    euro   291.215.830,00    per    l'esercizio
     finanziario  2026 ed euro 291.315.830,00  per  l'esercizio
     finanziario  2027 ed è determinata in euro  290.315.830,00
     per l'esercizio finanziario 2028.

       2.  La  spesa  di  cui al comma precedente  è  iscritta,
     nelle  Missioni  e  Programmi e per gli  importi  come  di
     seguito   indicati,  nell'ambito  delle   rubriche   delle
     competenti amministrazioni:

                                  MISSIONE
                                 PROGRAMMA
                                   TITOLO
                                  CAPITOLO
                                DESCRIZIONE
                                    2026
                                    2027
                                    2028

    DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE

                                     16
                                     1
                                     1
                                   155382
    SPETTANZE E LAVORO DI NATURA FLESSIBILE (PARTE EX CAP. 156604)
                                                             33.200.000,00
                                                             33.200.000,00
                                                             33.200.000,00

                                     16
                                     1
                                     1
                                   155802
    IMPOSTA  REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA VERSARE  AI
  SENSI  DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15  DICEMBRE
  199,  N.  446,  SUI  COMPENSI DEGLI OPERAI FORESTALI  E  INCENTIVI  ALLE
  FUNZIONI  TECNICHE DEGLI INTERVENTI FORESTALI AI SENSI  DELL'ARTICOLO  1
  DELLA  LEGGE  REGIONALE  n.  24-2012  E  SS.MM.II.  DI  COMPETENZA   DEL
  DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE
                                                             11.169.400,00
                                                             11.169.400,00
                                                             11.169.400,00

                                     20
                                     3
                                     1
                                   140043
    FONDO  DESTINATO AD INTERVENTI DI PARTE CORRENTE PER LE  FINALITA'  DI
  CUI AL COMMA 8 DELL'ARTICOLO 47 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO 2015,  N.
  9  E SS.MM E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n.  36
  E  SS.MM  , DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO  RURALE  E
  TERRITORIALE.
                                                             56.700.000,00
                                                             56.700.000,00
                                                             56.700.000,00

                                     20
                                     3
                                     2
                                   542094
    FONDO  DESTINATO AD INTERVENTI IN CONTO CAPITALE PER LE  FINALITA'  DI
  CUI  AI  COMMI 2 E 8 DELL' ARTICOLO 47, DELLA LEGGE REGIONALE  7  MAGGIO
  2015, N. 9 E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n.  36
  E  SS.MM,  DI  COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO REGIONALE SVILUPPO  RURALE  E
  TERRITORIALE.
                                                             78.000.000,00
                                                             77.000.000,00
                                                             76.000.000,00

    COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA:

                                     9
                                     5
                                     1
                                   150514
    SPESE  PER  LA  PREVENZIONE E GLI INTERVENTI PER  IL  CONTROLLO  DEGLI
  INCENDI BOSCHIVI, NONCHE' PER INTERVENTI DI TIPO CONSERVATIVO (PARTE  EX
  CAP. 56756).
                                                             11.200.000,00
                                                             11.200.000,00
                                                             11.200.000,00

                                     9
                                     5
                                     1
                                   150054
    IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA VERSARE  AI
  SENSI  DELCOMMA 2 DELL'ART. 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
  N.  446  SUI  COMPENSI DEGLI OPERAI FORESTALI, E PER GLI  INCENTIVI  PER
  FUNZIONI  TECNICHE  DI CUI ALL'ART. 45 DEL D.LGS. N. 36/2023  E  S.M.I.,
  ATTINENTI  L'ATTIVITA' A.I.B. DEL COMANDO CORPO FORESTALE DELLA  REGIONE
  SICILIANA. (EX CAP. 151001 ART. 2).
                                                              6.650.000,00
                                                              6.650.000,00
                                                              6.650.000,00

                                     9
                                     5
                                     1
                                   150574
    SPESE  PER LE FINALITÀ DELL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO
  1974, N. 36, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI .
                                                             10.500.000,00
                                                             11.600.000,00
                                                             11.600.000,00

                                     20
                                     3
                                     1
                                   150053
    FONDO  DESTINATO AD INTERVENTI DI PARTE CORRENTE PER LE  FINALITA'  DI
  CUI AL COMMA 8 DELL'ARTICOLO 47 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MAGGIO 2015,  N.
  9  E SS.MM E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n.  36
  E SS.MM , DI COMPETENZA DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE.
                                                             82.796.430,00
                                                             82.796.430,00
                                                             82.796.430,00

                                     20
                                     3
                                     2
                                   550080
    FONDO  DESTINATO AD INTERVENTI IN CONTO CAPITALE PER LE  FINALITA'  DI
  CUI  AI  COMMI 2 E 8 DELL' ARTICOLO 47, DELLA LEGGE REGIONALE  7  MAGGIO
  2015,  N.9 E ALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 16 AGOSTO 1974, n.  36
  E  SS.MM,  DI COMPETENZA DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE.A
  REGIONE.
                                                              1.000.000,00
                                                              1.000.000,00
                                                              1.000.000,00

                                   TOTALE
                                                            291.215.830,00
                                                            291.315.830,00
                                                            290.315.830,00

    3.   Con   decreto   del  Ragioniere  generale,  su   proposta   delle
  Amministrazioni  interessate,  Dipartimento  regionale  dello   sviluppo
  rurale  e  territoriale  e  Comando del Corpo  forestale  della  Regione
  siciliana,  sono  operate  le  necessarie  variazioni  di  bilancio  per
  l'iscrizione delle somme di cui alla Missione 20, Programma 3,  capitoli
  140043,  542094,  150053  e  550080, a valere  su  specifiche  Missioni,
  Programmi e capitoli appartenenti alle amministrazioni medesime.

    4.  Al  fine  di  rafforzare  le funzioni  d'istituto  in  materia  di
  gestione  e  valorizzazione del patrimonio forestale, di  prevenzione  e
  lotta  attiva agli incendi boschivi, per l'anno 2026 i soggetti inseriti
  nell'elenco speciale di cui all'articolo 45-ter della legge regionale  6
  aprile  1996,  n.  16 e successive modificazioni sono impiegati  per  un
  massimo  di  23  giornate  lavorative ai fini  previdenziali  aggiuntive
  rispetto a quelle già previste per i contingenti di appartenenza.

    5.  Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la maggiore  spesa
  complessiva  di  41.126  migliaia di euro  per  l'esercizio  finanziario
  2026.

    6.  Le  risorse  di  cui  al  comma 5 sono  iscritte  per  l'esercizio
  finanziario 2026 nei capitoli di seguito indicati:

    a) missione 9, programma 5, capitolo 150514: euro 13.750.000,00;

    b) missione 9, programma 5, capitolo 150054: euro 1.150.000,00;

    c) missione 16, programma 1, capitolo 155802: euro 1.500.000,00;

    d) missione 20, programma 3, capitolo 140043: euro 24.726.000,00».

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, intervengo  per  ribadire,
  qualora  ce  ne  fosse bisogno, che relativamente  all'impegno  nei
  confronti  degli operai forestali non c'è alcun tipo  di  ostilità,
  però,  Presidente  Galvagno, come ho anche anticipato  in  sede  di
  discussione  generale,  tutto  il mondo  dell'antincendio  e  degli
  operatori  forestali necessita anche di un collegamento  e  di  una
  guida  da  parte del Corpo forestale, Corpo forestale  che  oggi  è
  composto  da  solo 300 unità, di cui 150 andranno in  pensione  nei
  prossimi due anni.
   A seguito del concorso che c'è in atto, saranno incrementato da 46
  e  da  128  unità,  ma  è  evidente che  i  fondi  che  attualmente
  consentono  l'avanzamento  dirigenziale  del  personale  in  divisa
  consentono l'avanzamento di sole 20 unità.
   E,  allora,  la  domanda che io mi pongo in  questa  sede  è:  ok,
  servono sicuramente nuova unità, serve aumentare le ore, servirebbe
  il  reclutamento di operai più giovani, perché l'antincendio non  è
  un'attività che può essere svolta, sì ci vuole l'esperienza, ma  ci
  vuole  anche  la  forza e la prestanza fisica, perché  parliamo  di
  lavori duri in condizioni gravose e con esposizione al pericolo, ma
  soprattutto  serve  che ci sia quel personale  in  divisa  che  poi
  conduce, coordina, organizza queste azioni di spegnimento,  che  ha
  la possibilità di uscire con i mezzi del corpo forestale, che ha la
  possibilità  di  rivestire  il  proprio  ruolo  all'interno   delle
  postazioni.
   E  veda,  Presidente Galvagno, negli ultimi incendi  che  ci  sono
  stati  negli ultimi anni nella provincia di Messina, in  postazione
  c'era un solo uomo del Corpo forestale, che ha fatto turni anche di
  36/40 ore consecutive; spesso l'incendio viene avvistato e non  può
  il  personale  in divisa intervenire perché c'è un  solo  agente  e
  devono  essere  almeno  in  due,  inoltre  mancano  totalmente  gli
  ufficiali.
   Quindi,  da  parte  del Movimento 5 Stelle, non c'è  assolutamente
  difficoltà  all'incremento delle giornate, però  chiediamo  che  il
  Governo,  in  questa  stessa sede, predisponga un  emendamento  per
  consentire  almeno di triplicare e, quindi, avere  almeno  sessanta
  promozioni a livello di Corpo forestale, perché diversamente c'è un
  esercito e mancano tutti gli ufficiali per guidare questo esercito,
  c'è chi vuole spegnere ma non c'è chi guida la barca.
   Allora,  presidente Schifani, quello che chiediamo di fare adesso,
  abbiamo  chiesto  anche  agli  uffici dell'Assessorato  ambiente  e
  territorio di immaginare una formulazione, anche perché  credo  che
  si  debbano  stanziare due trecentomila euro per questi avanzamenti
  di carriera, non è che si devono disporre milioni di euro, non è il
  momento,  solo due trecentomila euro, ma non possiamo costruire  un
  esercito di soldati senza chi li guida.
   Quindi,  chiediamo semplicemente un momento per formulare, insieme
  al Governo, un emendamento e stabilire lo stanziamento di altri due
  trecentomila euro per gli avanzamenti di carriera.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, Presidente Schifani, non le  nascondo
  che  io  non  ho  mai  affrontato, con particolare  attenzione,  la
  questione  inerente  ai forestali, perché ci sono  stati  colleghi,
  nelle  varie  Commissioni,  che lo hanno  fatto,  nella  precedente
  legislatura  l'onorevole Trizzino, in questa i colleghi  componenti
  della  Quarta Commissione, e quindi è un argomento che non  ho  mai
  approfondito particolarmente. Ma, altrettanto, non le nascondo  che
  stamattina ho ricevuto decine di messaggi - ed è la prima volta che
  mi  accade  -  di  operatori forestali e lavoratori  forestali  che
  lamentavano  il fatto che le opposizioni... cioè, il messaggio  che
  stava  passando è che le opposizioni avrebbero chiesto voto segreto
  e avrebbero bocciato questa norma sui forestali.
   Ora, dico, che contattino me, che non me ne sono mai occupato, già
  mi  sembrava  strano,  che girasse voce che  era  intenzione  delle
  opposizioni  bocciarlo  mi sembrava ancora più  strano,  perché  il
  Presidente del Gruppo parlamentare non aveva certamente dato questa
  indicazione  al nostro Gruppo parlamentare, su questo tema  abbiamo
  fatto  leggi  e presentato leggi di riforma del settore  che  vanno
  assolutamente  a tutela e in favore degli operatori  forestali,  mi
  sembrava un'informazione abbastanza destituita di ogni fondamento e
  di verità.
   E  siccome  su  questo  tema non possiamo  fare  passare  messaggi
  diversi, ringrazio ovviamente l'onorevole Catanzaro che lo ha detto
  in maniera molto chiara, dobbiamo sgombrare assolutamente ogni nube
  su  questo  tema, le opposizioni non chiederanno voto segreto,  ma,
  altrettanto, diciamo al Governo: la legge di riforma sui  forestali
  quando avete intenzione di presentarla?
   Perché,   Presidente  Schifani,  governate,  il  vice   presidente
  Sammartino governa questo Assessorato e questa Regione lei, da  tre
  anni,  e  noi  per tre anni non abbiamo ricevuto nessuna  legge  di
  riforma.  Questo  è  l'ennesimo pannicello  caldo  da  dare  a  dei
  lavoratori  che  chiedono, da troppi anni, dignità,  e  noi  questa
  dignità,  ad oggi, non riusciamo a garantirla, però gli promettiamo
  il  pannicello  caldo,  che ben venga e  noi  siamo  favorevoli,  e
  addirittura si scarica la responsabilità alle opposizioni,  dicendo
  che oggi avrebbero chiesto voto segreto per affossare questa norma.
   No,   non  ci  stiamo,  non  vogliamo  e  rilanciamo  al  Governo,
  prendetevi la responsabilità
   Presidente,  questo lo dico a lei, si prenda la responsabilità  di
  riformare  quel  settore,  di fare una legge  di  riforma  di  quel
  settore,  il  Movimento  5  Stelle, nella  scorsa  legislatura,  ha
  presentato   i   disegni  di  legge  e  discusso   con   tutte   le
  organizzazioni  sindacali  che andava  in  quel  senso,  purtroppo,
  ahinoi,  i  siciliani hanno deciso di non affidarci il  Governo  di
  questa Regione, ma lo chiedo a lei: dopo tre anni, è possibile  che
  il   Governo  non  abbia  presentato  una  legge  di  riforma   sui
  forestali?.
   Cioè, è il primo argomento, in campagna elettorale, ovunque si va,
  soprattutto  in determinate Province, si parla solo di forestali  e
  voi  non  avete presentato un disegno di legge che vada  in  quella
  direzione.
   Allora,  siccome  non ci stiamo su  scarichiamo la  responsabilità
  alle  opposizioni  su  questa cosa , noi  oggi  lo  votiamo,  siamo
  d'accordo, non chiediamo voto segreto, proprio a dimostrazione  che
  su  queste  persone  non  si fa campagna  elettorale,  come  penso,
  purtroppo,  qualcuno  abbia fatto in questi giorni,  visto  che  se
  hanno  contattato Sunseri, che non si è mai occupato di  forestali,
  qualche problema di informazione c'è.
   Però,  l'invito è: il pannicello caldo serve a raccontare, a  dare
  una  narrazione, vi stiamo aiutando, vi diamo qualche  giornata  in
  più,  faremo  qualcosa  in più, la riforma, serve  la  riforma  sui
  forestali.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Giambona,   poi
  l'onorevole   Safina   e  infine  ultimi  interventi,   l'onorevole
  Cracolici e Venezia.
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, io la ringrazio per avermi  concesso
  la  parola riguardo a questo argomento così rilevante per i  lavori
  di  questa  Assemblea,  ovvero  le disposizioni  che  riguardano  i
  lavoratori del settore della forestazione.
   Io  vedo qui presente, il Presidente della Regione, l'Assessore al
  ramo e hanno perfetta consapevolezza di come il Partito Democratico
  a  più riprese, ha sollecitato in diverso modo il Governo, affinché
  si  portino  avanti  iniziative concrete per la valorizzazione  dei
  nostri  operatori  della  forestazione, del  resto  è  ben  noto  i
  cambiamenti  climatici  e i problemi della siccità  che  avanza  in
  Sicilia, rendono necessario, improcrastinabile, avere una struttura
  adeguata  a rispondere a queste esigenze e lo abbiamo detto  a  più
  riprese,  anche  con atti concreti e formali,  tra  cui  la  nostra
  proposta di riforma della forestazione.
   Una proposta di legge non solo quella del Partito Democratico,  ma
  anche di altre forze politiche che non è mai arrivata in alcun modo
  all'esame   delle   Commissioni   di   merito,   questo   argomento
  evidentemente è fuori dalle priorità della maggioranza  di  Governo
  della  nostra  Sicilia, ancorché in campagna elettorale  sia  stato
  dichiarato  tutt'altro, ancorché nella fase di insediamento,  nelle
  dichiarazioni  programmatiche, il Presidente della  Regione  avesse
  rappresentato  come  dovesse essere una priorità,  in  sostanza  la
  solita propaganda.
   E  oggi  siamo qui, siamo qui intanto a metterci la faccia, quella
  che  quotidianamente ci mettono le organizzazioni sindacali con  le
  quali  ci confrontiamo e che rappresentano il grande sentimento  di
  disagio  di lavoratori, che oggi operano solamente per 78  giornate
  lavorative  o  101  o 151, che magari vent'anni  fa,  quando  hanno
  cominciato  a  lavorare  insieme alla disoccupazione  riuscivano  a
  sbarcare il lunario.
   Adesso  le situazioni sono assolutamente cambiate, il costo  della
  vita  è  notevolmente  aumentato e noi  dobbiamo  dare  loro  delle
  risposte,  questi sono dei lavoratori che sono diventati  poveri  e
  questo non è più accettabile.
   Oggi  il  Partito  Democratico,  rispetto  alla  proposta  da  noi
  sostenuta  di  dare una risposta agli operatori della forestazione,
  ci  mettono  la faccia e non accettiamo in questo caso dietrologie,
  non  accettiamo forme di terrorismo. Il voto segreto, quando questo
  voto  segreto viene chiesto e lo facciamo quando gli articoli molto
  spesso  sono improponibili, e questo non è il caso, non  mettetevi,
  non nascondetevi sulla questione del voto segreto, dietro invece ci
  stanno  le  spaccature enormi dei partiti, che  in  questo  momento
  stanno governando la Sicilia e stanno facendo enormi danni.
   Quindi,  io esprimo in maniera chiara la mia volontà, di sostenere
  questa  misura  sull'incremento delle giornate ai lavoratori  della
  forestazione,  ma altresì rappresento come sia indispensabile,  non
  più  rinviabile, da parte di questo Governo e di questo Parlamento,
  affrontare  in  tempi  rapidi, quella che è la riforma  complessiva
  della  forestazione, affinché si dia anche una stabilità  a  questi
  lavoratori,  perché le ventitré giornate sono un pannicello  caldo,
  sono  una  prima  risposta  ma  non  possono  essere  una  risposta
  definitiva, da questo punto di vista il Presidente della Regione  e
  tutto il Governo devono prendere un impegno concreto.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non devo dire
  molte  cose, perché alcune cose sono state dette dai miei colleghi,
  voglio parlare del voto segreto perché è inutile nascondercelo.
   Questa riforma, scusate ho sbagliato, questa norma che aumenta  di
  ventitré  giornate la riforma, sarebbe diciamo un  impegno  gravoso
  per questo Governo elaborarla.
   Il  voto  segreto è stato chiesto in quest'Aula, non facciamo  gli
  ipocriti,  c'è un deputato che ha fatto dei video annunciando  che,
  finalmente, si sarebbe data una soluzione ai forestali di  Sicilia.
  Onorevole Sammartino, non mi dica chi è... non mi dica chi è...  lo
  chieda all'assessore accanto a lei  a lei, a lei... diglielo tu chi
  è   Ora  lo  dico, non sono omissivo. Gliel'hai detto   Quindi,  in
  qualche modo, c'è stata una spinta che sollecitava, soprattutto  la
  maggioranza  parlamentare formale, perché come si vede  non  è  una
  maggioranza  sostanziale  in questo Parlamento,  a  vendicarsi  del
  video perché è inaccettabile che questo deputato che fa questo tipo
  di  propaganda sulla pelle di migliaia di lavoratori che, da  oltre
  vent'anni  se non trent'anni, sono in una condizione di precariato,
  di precariato
   Certamente  saremmo  stupidi  se proponessimo  di  assecondare  la
  vendetta nei confronti di una boutade di un parlamentare di  questa
  Regione  per  danneggiare  delle  persone  che,  ad  oggi,   vorrei
  ricordarlo,  non  sono  nelle condizioni neanche  di  comprare  una
  lavatrice   a   rate,  perché  sono  lavoratori  a   tempo,   anzi,
  giornalieri,  stagionali  E quindi neanche  gli  fanno  il  credito
  rateizzato  per poter comprare un elettrodomestico, figuratevi  una
  macchina  La casa è ancora più complicata
   Allora voglio dirlo subito: 23 giornate significa che tutti gli ex
  settantottisti  diventano centunisti, vivaddio  I centunisti  fanno
  124  giornate,  vivaddio   I centocinquantunisti  ne  faranno  174,
  vivaddio
   Ma  il  tema è: quale rimane l'organizzazione del lavoro forestale
  in Sicilia? Perché, fino a quando il lavoro forestale in Sicilia  è
  gestito secondo la logica delle giornate e non del servizio, noi ne
  possiamo  aumentare 10, diminuire 5.  Assessore,  lei  sta  con  la
  testa assecondando il mio intervento, però le pongo un problema: se
  si  propone  con  questa finanziaria l'aumento di 23  giornate,  mi
  spiegate  perché il finanziamento è solo per il 2026?  Nel  2027  e
  2028 cosa dovremmo fare? Dove? Dove sono?

   DIPASQUALE. È pluriennale.

   CRACOLICI. No, no, nel testo del Governo non è pluriennale. Lo  so
  che  l'assessore mi dirà che con gli avanzi che si produrranno dopo
  che  la  Corte  dei Conti avrà parificato i bilanci 2023/2024/2025,
  quando  sarà quello del 2025, le risorse ci saranno e potremo  così
  dare  copertura  anche per gli anni successivi. Ma  proprio  perché
  questo  è  un  intervento strutturale, avrebbe  dovuto  evitare  il
  ricatto della pressione, per cui ci facciamo 23 giornate in più nel
  2026  e  nel  2027 discutiamo  Aggiungo che in questa  finanziaria,
  assessore,   ci  sono  norme,  scusa,  Dipasquale,  che   prevedono
  finanziamenti  ai  parchi  archeologici per  realizzare  l'attività
  antincendio all'interno dei parchi stessi.
   Vorrei  ricordarle, assessore Sammartino, che tra  i  compiti  del
  Dipartimento  sviluppo  rurale,  di  cui  lei,  assessore,  ha   la
  competenza in quanto assessore per l'agricoltura, è previsto che il
  Dipartimento debba sottoscrivere convenzioni non solo con i  comuni
  ma  anche con i parchi archeologici per garantire quella condizione
  essenziale, visto che paghiamo i lavoratori, di messa in  sicurezza
  dei  parchi  archeologici. Mi si dice che la norma che  prevede  di
  finanziare  i parchi archeologici nasce perché il Dipartimento  non
  risponde alle esigenze dei predetti parchi. Il Dipartimento a  casa
  sua  non risponde, qui è chiamato da una norma che prevede  che  il
  Dipartimento  sviluppo rurale, non in questa legge ma  nelle  leggi
  precedenti,  si  deve occupare anche dell'attività di  manutenzione
  dei parchi archeologici.
   Quindi  noi,  qui,  stiamo prevedendo altre spese  ma  soprattutto
  stiamo  prevedendo una cosa, Assessore Sammartino, glielo  dica  ai
  sindacati ai quali ha detto che il PD e l'opposizione, che il PD  e
  l'opposizione  avrebbero chiesto il voto segreto, lo  dica  a  loro
  che, con queste norme nascoste in questa manovra, voi prevedete  la
  privatizzazione  della  gestione  del  Corpo  del   settore   della
  forestazione,  perché  quando affidate le risorse  direttamente  ai
  parchi  archeologici, state prevedendo che gli  stessi  affidino  a
  cooperative o a imprese del settore della forestazione,  bypassando
  l'Azienda  foreste  demaniali. Altro che voto segreto,  qui  stiamo
  parlando  del  tentativo  di  creare  un  blocco  sociale  di  tipo
  privatistico contrapposto a quello pubblico che oggi c'è dentro  la
  Regione siciliana
   Quindi,  per  quanto  ci  riguarda, noi sosterremo  la  misura  di
  aumento  delle giornate, oltre che del rifinanziamento del settore:
  però, le ripeto, con questa manovra, ci fermiamo al '26, quindi per
  il   27 e il  28 Dio provvederà e, soprattutto, vi chiedo di essere
  voi   a   cancellare  quelle  previsioni  finanziarie  -  lo   dico
  all'Assessore  per  l'economia  -  proprio  perché,  in  atto,   il
  Dipartimento   sviluppo   rurale  ha  l'obbligo   di   gestire   la
  manutenzione  e  la  messa in sicurezza antincendio  per  i  parchi
  archeologici di Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cracolici. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo  bene,
  agli  albori di questa legislatura, una serie di audizioni in Terza
  Commissione   con  l'allora  Assessore  -  poi  ebbe  una   piccola
  interruzione   -  Sammartino,  nelle  quali  si  discuteva   e   si
  preannunciava che l'Assessorato da lui guidato avrebbe  portato  in
  discussione,  prima  in Commissione e poi in  Aula,  oltre  che  la
  riforma  della  forestale, anche i piani  di  gestione  dei  boschi
  perché,  veda, presidente Schifani, noi stiamo oggi recuperando  un
  torto  storico  nei confronti di questi lavoratori,  ovviamente  lo
  stiamo  facendo,  per adesso, solo per il 2026, mi  auguro  che  si
  possano  trovare  le  risorse per consentire la stabilizzazione  di
  questo  personale e, aggiungo, questo personale, Assessore, lei  lo
  sa   meglio  di  me,  è  un  personale  dall'età  oramai  avanzata.
  Assicurare  la  tutela  dei  boschi e  delle  montagne  del  nostro
  territorio,  del nostro paesaggio, con il personale oramai  in  età
  avanzata  e con le squadre, oramai, ridotte al lumicino, è qualcosa
  di realmente complicato e, dunque, sarebbe necessario anche pensare
  a misure per rimpinguare il personale che deve andare a fare tutela
  dei  nostri  boschi  e delle nostre montagne.  Però,  veda,  queste
  misure,  lo dicevano i miei colleghi, rischiano di essere effimere.
  Sicuramente  ripareranno  a  un  torto  nei  confronti  di   questi
  lavoratori ma noi vorremmo sapere che fine hanno fatto le idee  che
  lei  aveva così brillantemente illustrato in commissione sui  piani
  di gestione della montagna e sulla riforma della forestale.
   Ricordo che su impulso del Gruppo del Partito Democratico, mi pare
  due  finanziarie  fa,  introducemmo  una  norma  che  aumentava  le
  giornate  lavorative  per  contrastare il  fenomeno  degli  incendi
  boschivi bypassando quella che era l'idea del Governo di utilizzare
  i  comuni, facemmo una battaglia, ci fu riconosciuta la bontà delle
  nostre  proposte, e il Governo addivenne ad accogliere la  proposta
  del Partito Democratico.
   In  quell'occasione, però, ci fu detto, assessore Sammartino,  che
  per  la  riforma mancavano 10 milioni di euro, 15 milioni  di  euro
  massimo. Ora stiamo gestendo milioni con questa legge di stabilità,
  ne  abbiamo gestiti tantissimi nel corso di quest'anno, nel 2025 le
  varie norme finanziarie hanno quotato quasi un miliardo e mezzo  di
  euro, adesso abbiamo fatto norme anche importanti per centinaia  di
  milioni di euro, ma ombra o traccia di questa riforma non c'è
   Sa  perché  sono preoccupato, Presidente? Perché lei ha rilasciato
  una  dichiarazione qualche giorno fa nella quale ha sostanzialmente
  detto  che  al  termine  di  questa finanziaria  la  priorità  sarà
  l'abolizione del voto segreto.
   Vorrei  capire  innanzitutto  qual è  la  competenza  del  Governo
  sull'abolizione del voto segreto in questo Parlamento e poi  vorrei
  capire  qual  è  l'interesse dei cittadini siciliani all'abolizione
  del   voto  segreto.  Come  intendete  risolvere  i  problemi   dei
  siciliani, dei lavoratori forestali, dei lavoratori dei comuni, dei
  PIP, delle imprese, con l'abolizione del voto segreto?
   Poi  avete  parlato  di  riforma  degli  enti  locali.  Presidente
  Schifani,  non  lo so se lei ha letto il testo che è  uscito  dalla
  Commissione. Definire quel testo una riforma è obiettivamente  fare
  abuso  di  quel termine e fare abuso della lingua italiana,  oserei
  dire.  Quella  è un'accozzaglia di norme con le quali ciascuno  dei
  sostenitori delle stesse persegue un interesse particolare: chi  il
  terzo  mandato,  chi  l'ineleggibilità, chi  le  norme  su  qualche
  funzionario, le norme sulla contabilità. Quindi ogni  norma  ha  un
  nome, un cognome e un interesse specifico da soddisfare, non è  una
  riforma  degli enti locali  Perché se volessimo realmente riformare
  gli  enti locali, innanzitutto partiremmo dal dare maggiori risorse
  e  cercheremmo  di  capire quali sono i servizi che  questi  devono
  assicurare,  poi  discuteremmo di quelli che invece  universalmente
  devono  assicurare gli uffici regionali ed eventualmente  anche  lo
  Stato.  Per  questo  sono  preoccupato  perché  questa  norma,  che
  sicuramente va incontro a un torto storico nei confronti di  questi
  lavoratori,  però  non  si traduce e non si tradurrà  probabilmente
  nella  risoluzione  di un problema fondamentale  che  è  quello  di
  tutelare il nostro paesaggio, l'ambiente e le nostre montagne.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  il  dibattito  su  questa finanziaria  sta  spostando  le
  questioni di merito nelle questioni di metodo. Mi spiego meglio: le
  frizioni  che  si  registrano  in  queste  ore  all'interno   della
  maggioranza  avevano l'obiettivo di azzoppare taluni  articoli  che
  avevano  a  che  fare  con  la dignità di  migliaia  di  lavoratori
  siciliani  ed  è  partita  una campagna di pressione,  cercando  di
  ribaltare la responsabilità non tanto su chi aveva proposto  e  con
  toni  enfatici  aveva dato notizia sulla stampa dell'aumento  delle
  giornate per i lavoratori forestali ma sull'opposizione che  voleva
  impedirne l'approvazione.
   Abbiamo  voluto  fare chiarezza, chiedendo con forza  che  venisse
  stralciato questo articolo e approvato già nella seduta  d'Aula  di
  stasera,  proprio perché la nostra storia politica e i  valori  che
  cerchiamo  di  portare  avanti anche nell'azione  parlamentare  non
  possono  che  vedere  al primo posto la tutela  della  dignità  dei
  lavoratori. Proprio per questo non solo sosteniamo a viso aperto il
  provvedimento  che  ci viene sottoposto da parte  del  Governo,  ma
  rilanciamo  attraverso  un  emendamento che  abbiamo  presentato  a
  questo testo, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico,  di
  prevedere l'aumento delle giornate lavorative non soltanto  per  un
  anno, perché questa ci sembra una misura spot per dare una risposta
  rispetto  alle  legittime  pretese  alle  sollecitazioni  che  sono
  arrivate in queste settimane e in questi giorni.
   Noi  crediamo  che l'aumento delle giornate vada  fatto  a  regime
  sulla triennalità, quindi non solo sul 2026 ma anche sul 2027 e sul
  2028: non solo per dare dignità a migliaia e migliaia di lavoratori
  siciliani, ma perché noi crediamo che ci sia la necessità, oggi più
  di  ieri,  del  prezioso  lavoro dei lavoratori  forestali,  in  un
  territorio sempre più fragile, sempre più sottoposto alla pressione
  di eventi climatici estremi, alla tropicalizzazione del clima, alla
  triste  piaga degli incendi, che ogni anno porta in Sicilia bilanci
  davvero   drammatici:  più  di  50.000  ettari  di   terreni   sono
  attraversati  dalle  fiamme  e circa 8.000  ettari  di  vegetazione
  boschiva,  in molti casi in aree protette e di pregio, è colpita  e
  devastata dagli incendi.
   Noi crediamo fermamente che a questa iniziativa, che salutiamo con
  il  nostro  voto favorevole, si affianchi un'iniziativa legislativa
  di  più  ampio respiro, Presidente Schifani e assessore Sammartino,
  che  metta  nelle condizioni il comparto forestale di  avviare  una
  feconda   e  concreta  stagione  di  riforma  che  passi  anzitutto
  dall'aumento delle ore, per poter prestare un servizio più  attento
  e  concreto  nel  territorio e per dare dignità ai  lavoratori,  ma
  soprattutto per efficientare il sistema dell'emergenza  incendi  in
  Sicilia e di tutela del territorio, anche attraverso un nuovo piano
  di assunzioni.
   Assessore  Sammartino, lei i numeri li sa meglio di chi  parla  in
  questo momento: da qui ai prossimi 2-3 anni, migliaia di lavoratori
  forestali andranno in pensione. Noi non possiamo arrivare da qui  a
  4-5 anni ad avere il problema inverso, cioè passare da una presenza
  significativa  di lavoratori, che negli ultimi decenni  in  Sicilia
  hanno  avuto  un  peso  abbastanza  importante,  ad  una  riduzione
  drastica.
   Serve accompagnare questo percorso in questi momenti delicati,  in
  questi  momenti  in  cui  vi  è  anche una  condizione  finanziaria
  importante  e  positiva  per la Regione,  un  piano  che  affianchi
  all'aumento  delle  giornate lavorative e alla stabilizzazione  dei
  lavoratori stagionali un piano di assunzioni, che da qui a  qualche
  anno  possa rimpiazzare il comparto forestale, perché sappiamo  che
  l'età  media  di  questi  lavoratori si  aggira  intorno  quasi  ai
  sessant'anni.
   Io  credo  che un'Amministrazione regionale che non vuole  operare
  solo  per una logica di propaganda, ma vuole dare un segnale  vero,
  concreto  e  di ampio respiro a questo settore abbia il  dovere  di
  pensare  a  un  piano di assunzioni, ad una misura  strutturale  di
  aumento  delle giornate, e ad una riforma che metta  al  centro  la
  sfida  dei  cambiamenti climatici cui la Sicilia  è  sottoposta  in
  maniera sempre più drammatica. Grazie.

   PRESIDENTE.   È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE. Grazie, signor Presidente. Presidente Schifani, assessore,
  io  penso  che  questo è uno degli interventi più  qualificanti  di
  tutte le manovre finanziarie che abbiamo portato avanti. Una dietro
  l'altra  abbiamo dato risposte per quanto riguarda i  precari  ASU,
  per  quanto  riguarda i Consorzi di bonifica, l'abbiamo  fatto  per
  tanti enti regionali.
   Oggi  l'intervento  per quanto riguarda i forestali  è  importante
  perché  dà  dignità  al  lavoro, perché finalmente  togliamo  dalla
  platea  dei lavoratori a 78 giornate, che devono vivere, che devono
  portare  avanti  una  famiglia  78 giornate  lavorative  non  danno
  neanche  la copertura assicurativa per un anno di lavoro  riusciamo
  a portarli oltre quella soglia di 101 giornate; così come alzare la
  soglia per 100, per quanto riguarda i 101 e 151 giornate.
   Assessore  Sammartino, io penso che oltre  a  un  intervento  così
  importante,  che questo mondo aspettava da anni, che  aspettava  da
  anni e che altri Governi non sono riusciti a portare avanti, perché
  se  oggi  ci troviamo a parlare ancora di personale a 78  giornate,
  significa  che  nessuno mai aveva messo mano a questo  personale  o
  fatto  uscire  dal  precariato assoluto,  significa  non  avere  la
  possibilità di avere neanche la copertura assicurativa per un  anno
  di  lavoro,  questo  personale oggi lo  mettiamo  in  sicurezza  su
  questo.
   Ci  dobbiamo  sforzare anche di potere - le aziende provinciali  -
  pensare  e portare avanti progetti, anche strutturali, che  possono
  dare la possibilità di potere avere altri fondi, che provengono dai
  fondi strutturali, per la ripiantumazione, per la realizzazione  di
  opere,  di  stradelle, di muri a secco, di quelli di  contenimento,
  per quanto riguarda anche la parte alluvionale, non solo per quanto
  riguarda gli incendi, per dare la possibilità a questo personale di
  potere  avere  anche giornate lavorative aggiuntive, che  non  sono
  solo  quelle stabilite e che sono stabilite per legge. Rispetto  ai
  291  milioni  che  stanziamo  ogni  anno,  compresi  questi  40  di
  quest'anno,  vi è la possibilità di avere altri fondi e  di  potere
  avere  più  giornate e poter lavorare ancora di  più,  intervenendo
  strutturalmente  per  quanto riguarda il  territorio  della  nostra
  amata Sicilia. Quindi penso che la direzione sia quella giusta; lei
  avrà  modo di poter chiarire questo fatto, ora che abbiamo previsto
  le  somme soltanto per il 2026 e non per il 2027, perché già poi ci
  sono  le speculazioni, perché sempre ogni cosa che si fa, e che  fa
  questa  maggioranza e questo Governo, viene detto che è  sempre  il
  minimo,  che  è una cosa irrisoria, che gli altri avrebbero  voluto
  fare  ma  non  lo  hanno fatto, forse perché non ci hanno  pensato,
  forse perché non hanno avuto la possibilità di poterlo fare.
   Quindi,  con  orgoglio dico che questo è uno di quegli  interventi
  importanti,  che  abbiamo  voluto tutti, che  come  Gruppo  abbiamo
  sostenuto e abbiamo pensato, abbiamo portato al tavolo del  Governo
  e  siamo contenti che il presidente Schifani se ne sia fatto carico
  con  tutto  il  Governo  e oggi ci ha messo  nelle  condizioni,  il
  Parlamento,  di votare un intervento così importante, che  riguarda
  15 mila lavoratori, che riguarda la tutela del nostro territorio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale  e  sono
  finiti  gli  interventi, e poi ha chiesto d'intervenire l'assessore
  Sammartino. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, presidente della Regione,  colleghi
  parlamentari, lo so, Presidente, aspettiamo che finiscono  di  fare
  il bar qua.
   Questione  forestali:  l'onorevole Abbate ha  fatto  il  suo  show
  elettorale.  Il  Governo  non  è  vero  che  ha  presentato  questa
  proposta,  questa proposta non l'ha presentata il  Governo,  se  il
  Governo voleva presentarla lo faceva quando ha votato in Giunta  la
  finanziaria  e  poteva... no, no, è così assessore Sammartino,  non
  c'è  nulla  da ridere, e lei non è stato in grado, né nelle  scorse
  finanziarie  né nelle scorse finanziarie e nell'ultima  finanziaria
  di  fare  approvare in Giunta questo intervento  per  i  forestali.
  Quindi  questo già è un risultato negativo che si porta e su questo
  quindi non penso che ci sia molto da ridere.
   Detto  questo, in Commissione c'è stato questo intervento a favore
  dei  forestali e di queste giornate lavorative, ed è un  intervento
  che  nasce  dalla  condivisione di  tutti,  il  primo  testimone  è
  l'assessore  Dagnino,  che quando l'ho sono sentito  io  per  primo
  telefonicamente,  una delle prime cose che vi  abbiamo  chiesto  in
  merito alla finanziaria, le giornate in più per i forestali,  e  lo
  dico  sicuro  di non potere essere smentito da nessuno.  Dopodiché,
  dico  anche  un'altra cosa, che durante le variazioni  di  bilancio
  quater  noi avevamo presentato un emendamento all'articolo 10,  che
  prevedeva  - poi non è andato in votazione perché era un aggiuntivo
  -  la possibilità, non di 23, ma di 20 giornate lavorative, già per
  il  25, utilizzando le somme che avevamo allocato, cos'era il 4950?
  Erano  quelle relative ai territoriali, per una questione di onestà
  e per una questione di chiarezza, come sempre, dopodiché è stato un
  intervento  che  noi  abbiamo seguito con grande  attenzione  dando
  garanzie  a  tutti, noi ai forestali ci teniamo e sui forestali  ci
  teniamo a dare questa risposta.
   Potete stare sicuri che non ci sarà nessun voto segreto ma noi  il
  voto  segreto,  sulle questioni che riguardano il  lavoro,  non  lo
  abbiamo  chiesto; l'abbiamo fatto già sull'articolo 1,  lo  abbiamo
  fatto  su altre cose e continueremo a non farlo perché i forestali
  così  i  forestali  e  così come l'ESA che già abbiamo  detto,  sia
  all'interno   della  Commissione  ma  l'abbiamo  detto   anche   al
  Presidente  dell'Assemblea che su forestali ed ESA noi non  abbiamo
  nessuna intenzione di chiedere voti segreti perché sono cose a  cui
  noi  teniamo   Purtroppo,  poi,  ha  detto  un'altra  cosa  fasulla
  l'onorevole  Abbate, cioè che i Governi precedenti  anzi  ha  detto
  una mezza verità "i Governi precedenti non l'hanno voluto fare". Mi
  permetto  di  ricordare  all'assessore Abbate  che  le  ultime  due
  legislature  sono in capo al centrodestra di cui lui fa  parte,  di
  cui  lui  fa  parte   E  la differenza tra le due  legislature  ma,
  specialmente  questa,  rispetto  all'esperienza  di   Crocetta,   è
  semplicissima: noi abbiamo avuto il problema dell'applicazione  del
  decreto  legislativo  n.  118 e ci siamo  trovati  una  Regione  in
  deficit, dall'oggi al domani, l'assessore Sammartino se lo  ricorda
  bene  perché abbiamo condiviso lo stesso percorso, fino ad un certo
  punto, dopodiché, invece, Musumeci ha avuto qualche problema  nella
  parte  iniziale, poi ci sono state grandissime risorse. Già i soldi
  per  la  forestale,  per  le  giornate lavorative  potevano  essere
  previsti anche nella scorsa finanziaria, una finanziaria che valeva
  950 milioni di euro e che poteva contenere questo intervento.
   Quindi  tutta  questa  propaganda,  questa  prosopopea  da   parte
  dell'onorevole Abbate  penso che se la poteva evitare benissimo.
   Oggi  stiamo  dando  una  risposta, la sta dando  la  maggioranza,
  insieme  all'opposizione, alla minoranza, un  percorso  avviato  in
  Commissione  e, oggi, passa solamente perché noi non  chiediamo  il
  voto  segreto, perché, se oggi noi dovessimo chiedere, mettiamo  un
  impazzimento  o  un atteggiamento irresponsabile, e chiedessimo  il
  voto  segreto, questa norma solo per la simpatia che quest'Aula  ha
  nei  confronti  dell'assessore Sammartino morirebbe, morta,  morta,
  morta   Non  resterebbero degli alberi di pino, neanche  gli  aghi,
  neanche  gli  aghi, non resterebbero  ma siccome,  perché  le  cose
  bisogna   chiamarle  per  nome  e  cognome,  esiste  il  senso   di
  responsabilità che anche noi abbiamo, non vogliamo fare  differenze
  che  noi  comunque abbiamo. Tutto questo non lo facciamo e portiamo
  questo risultato a casa con grande attenzione.
   Attenzione,   però,  il  risultato  non  è  completo.   Prevedere,
  Presidente, la copertura finanziaria solo per un anno, ad un anno e
  mezzo dalle elezioni, serve solo per far ritornare queste persone a
  chiedere  la  copertura finanziaria, sotto elezioni.  È  brutto,  è
  sgradevole. Allora, siccome noi non abbiamo problemi di impegni sul
  pluriennale  e siccome io sono sicuro, non ho difficoltà  a  dirlo,
  che  lei non pensa assolutamente di utilizzare la copertura per  il
  2026,  solamente come strumento elettorale, per poi farle ritornare
  nel 2027 e nel 2028  io sono estremamente sicuro di questo, non  ho
  difficoltà a dirlo. La conosco, come conosco i pregi conosco  anche
  qualche  limite  che  stiamo vedendo, negli ultimi  tempi,  che  mi
  auguro possa essere superato. Parlo della presenza in Aula. Intanto
  sono  contento  che,  in questi due giorni, ci  sia  stato.  Io  la
  invito,  su  questa vicenda, sul pluriennale non cambia  niente,  a
  coprire, per il 2027 e il 2028 e chiudere questa faccenda.  Io,  su
  questo, le chiedo di farlo.

   PRESIDENTE.  Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza.  Ne
  ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  annunciare, com'è ovvio, il voto favorevole di Fratelli d'Italia  a
  questa  norma, e per invitare i colleghi, tutti, finiamola di  fare
  le  prime  donne  "Questo  è  merito mio",  "No,  questo  è  merito
  dell'altro",  "Questo  è  merito...". Se  arriviamo  a  concludere,
  finalmente, una vicenda che si trascina da vent'anni e da  decenni,
  diciamo  che è merito di quest'Assemblea, del Governo. Tra  l'altro
  ringraziamo  l'assessore Savarino, ma non  dimentichiamo  i  meriti
  dell'assessore  Sammartino, non dimentichiamo  anche  i  meriti,  e
  l'azione concreta, dell'assessore Savarino, perché i forestali  non
  sono  solo  dipendenti  dell'Assessorato dell'agricoltura,  ma,  in
  parte   anche  rilevante,  sono  dipendenti  dell'Assessorato   del
  territorio e dell'ambiente.
   Quindi, si conclude una vicenda che ci ha visto battagliare  negli
  anni  - io sono qui, purtroppo, alla terza legislatura - ma  è  una
  vicenda  che  ci trasciniamo da anni, forse da decenni. Finalmente,
  ci  sono  le  condizioni  sia  politiche  ma  anche  e  soprattutto
  economiche  e finanziarie per compiere questo atto dovuto.  Quindi,
  finiamola con i filmini in cui io sono così bello, passeggio  e  ho
  risolto questo problema. L'altro dice "No, c'ero io prima", l'altro
  interviene  "Ma  guarda  che  cosa  abbiamo  fatto ".  Diciamo  che
  l'abbiamo  fatto tutti, maggioranza e opposizione  e  questo  è  un
  momento di condivisione nel quale il Parlamento, finalmente, non si
  è diviso. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE, Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, colleghi, Governo, ci tenevo
  a  intervenire non soltanto per dare alcune delucidazioni, rispetto
  agli  interventi che ho ascoltato con grande piacere, ma anche  per
  puntualizzare  alcuni aspetti, che sono emersi da questo  breve  ma
  intenso dibattito.
   Credo  che norme come queste non abbiano un colore politico e  non
  siano  ascrivibili  alla  volontà, più o meno  celata  -  onorevole
  Dipasquale, mi ascolti cortesemente - di intestarsi un merito sulle
  spalle di migliaia e migliaia di lavoratori.
   Un  merito,  però, questo Governo ce l'ha e ci tengo a  ribadirlo.
  Dopo  tanti  anni,  dall'insediamento di  questo  Governo,  abbiamo
  ristabilito  alcune regole, onorevole Cracolici, che, anche  grazie
  all'incremento  della finanza pubblica, si sono potute  incasellare
  come attività che il Governo ha svolto.
   Io  ricordo  che  quest'Aula, grazie al  prezioso  contributo  del
  presidente  Galvagno, del Presidente della Commissione  Bilancio  e
  del  Presidente  della Commissione Attività produttive,  già  nella
  manovra  del  2023 sanava l'inadeguatezza del contratto  di  lavoro
  aggiornandolo  agli  standard  più  appropriati  che  i  lavoratori
  forestali dovevano avere nell'adempiere alle proprie funzioni.
   Ricordo  come  l'attività  incessante  di  collaborazione  con  le
  organizzazioni sindacali, ha portato al risanamento del CIRL,  dopo
  tanti   anni.  E  grazie  all'impegno  di  questo  Parlamento,   di
  maggioranza  e  opposizione, si sono ristabilite  le  regole  della
  finanza  pubblica più banale, più semplice. Qualche anno  addietro,
  in  quest'Aula,  si  votava  il 50 per cento  della  copertura  dei
  forestali,  con  l'utilizzo  improprio  dei  fondi  della  Comunità
  europea.  Grazie all'aumentare del gettito, grazie alla  cassa,  si
  sono stabiliti due capitoli che oggi si trovano in questo testo  e,
  grazie  al  bilancio  della  Regione, si  è  data  continuità,  non
  soltanto  nel  poter  pagare gli stipendi e le  giornate  a  questi
  lavoratori,  ma si è regolarizzato e armonizzato il  meccanismo  di
  erogazione  della  finanza pubblica. E  lo  abbiamo  fatto  con  la
  consapevolezza, onorevole Catanzaro, che questo è un  primo  grande
  gesto  importante nei confronti di una platea che attende da troppi
  anni un intervento legislativo.
   Non si parla di riforma dei forestali da tanti e tanti governi. Io
  ho  provato,  sin  dai  primi  mesi  dell'insediamento  del  nostro
  Governo,  a  tirare fuori una proposta, che poi è stata,  come  ben
  sapete,  onorevoli colleghi, collaborata da tutte le organizzazioni
  di categoria delle organizzazioni sindacali. Poi, come mi ha voluto
  ricordare  l'onorevole  Safina, per un  periodo  si  è  parlato  di
  attività forestale ma non si è proposta una vera riforma. Contiamo,
  come  Governo, di presentarla nel primo trimestre del 2026,  perché
  le  sollecitazioni che arrivano dall'onorevole Sunseri, corrette  e
  puntuali  come sempre, sono sollecitazioni che avevamo già discusso
  in Commissione Attività produttive.
   Il  comparto  forestale  ha purtroppo  un  tempo  di  vita  corto,
  rispetto  a  quella  che  deve essere la proiezione  che  qualunque
  Governo   deve  mettere  in  campo  nella  tutela  e  nel  rispetto
  dell'ambiente,  dei  lavoratori ma soprattutto  della  biodiversità
  della nostra Regione.
   I calcoli ci dicono che, tra sei, otto anni, il comparto forestale
  sarà  decimato  per una questione di età anagrafica,  e,  quindi  è
  chiaro  che  la  riforma che il Governo intenderà  sottoporre,  già
  condivisa  con  le  organizzazioni sindacali,  guarda  ai  prossimi
  vent'anni della forestazione della nostra Regione. Ed è chiaro  che
  lo  stimolo che verrà fuori dal dibattito parlamentare sarà  quello
  di  trovare  insieme  le soluzioni, così come  insieme  oggi  si  è
  trovata la soluzione. E voglio ringraziare la responsabilità  delle
  forze  di opposizione, non soltanto per questa norma, ma anche  per
  le norme che il Governo ha presentato in Commissione Bilancio e che
  sono   state  votate  anche  grazie  all'ausilio  delle  forze   di
  opposizione. Quelle norme, volute dalle forze di maggioranza a  cui
  il  Governo ha dato la copertura economica, ora citiamo e trattiamo
  quella  dei forestali, ma l'onorevole Dipasquale ha richiamato  una
  battaglia storica anche del Partito Democratico, come quella  della
  stabilizzazione dei trattoristi dell'ESA, caro onorevole Catanzaro.
   Sono  battaglie  che non ci hanno mai diviso, sono  battaglie  che
  hanno  trovato  nella  dignità  dei lavoratori  la  possibilità  di
  lavorare tutti insieme. Però, va dato merito a questo Governo e  al
  Presidente  della  Regione  di avere trovato,  in  questa  finestra
  legislativa,  la copertura economica non banale di  41  milioni  di
  euro.  Quarantuno  milioni di euro sono  una  parte  importante  di
  questa  manovra  finanziaria che, insieme  alla  collega  Savarino,
  ridaranno  dignità  a tutto il contingente, al contingente  guidato
  ovviamente  nel ramo dell'Amministrazione della collega Savarino  e
  da  quello  dello sviluppo rurale, per provare nel 2026, insieme  a
  questo Parlamento, a riformare il sistema. E sono certo e su questo
  posso prendere impegno da parte del Governo, che la copertura non è
  soltanto  per  questa annualità. Oggi trattiamo la copertura  2026,
  con  il  ricalcolo del personale al 2027, con le fuoriuscite  anche
  grazie  al  gettito derivante, onorevole Cracolici, dalla  parifica
  della  Corte dei conti. Siamo certi di poi poter dare la  copertura
  per gli anni a seguire.
   Oggi  è un primo grande passo, è un gesto che non è un gesto, come
  qualcuno  ha  voluto  raccontare.  Ci  tengo,  a  margine  del  mio
  intervento,  a sottolineare che il Governo ha lavorato  in  stretta
  collaborazione  con i sindacati, così come hanno  sempre  fatto  le
  organizzazioni  di  categoria,  ma  anche  le  forze  politiche  di
  maggioranza e di opposizione. Mi spiace se sia passato un messaggio
  di  una  pressione  derivante dallo spauracchio del  voto  segreto,
  della  mia  simpatia o della mia antipatia, che ha voluto ricordare
  l'onorevole Dipasquale, ormai me ne sono abituato, però  credo  che
  di  queste  norme,  onorevole Dipasquale, questa Regione  ne  abbia
  bisogno,  l'abbiamo  fatto  in tanti  anni,  trascorsi  assieme  da
  parlamentari di quest'Aula, l'abbiamo fatto trattando il precariato
  più variegato che abbiamo ereditato in tanti in quest'Aula e stiamo
  provando, tutti insieme, a superare sacche di precariato nate ormai
  oltre trent'anni fa.
   E, allora, credo che quando c'è un dibattito del genere, quando ci
  sono proposte del genere, credo che il Parlamento, e per questo  vi
  voglio  ringraziare, non debba attribuirsi una medaglia,  ma  credo
  che  debba, con onestà intellettuale, riconoscere quello che  è  lo
  sforzo  corale  e, soprattutto, provare a portare avanti  un  altro
  piccolo tassello di una Sicilia più normalizzata e di, soprattutto,
  un comparto che ha bisogno davvero, dopo tanti anni, di un'adeguata
  risposta.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente.  Io  volevo ringraziare i colleghi per  il  lavoro  che
  insieme abbiamo fatto e che stiamo continuando a fare oggi, qua, in
  Aula,  cercando di dare una risposta a quello che è un tema sentito
  da  parte  di  tutti,  che  è  quello,  appunto,  dell'esigenza  di
  rafforzare l'antincendio. Lo abbiamo fatto nell'anno scorso, la mia
  prima finanziaria, con i fondi che abbiamo messo a disposizione che
  ci  hanno  permesso di rivedere il PIAO del Corpo forestale,  e  di
  avviare,  e  proprio  in  questi giorni stanno  facendo  le  visite
  mediche,  l'assunzione  fino a 369 nuovi agenti,  ragazzi  sotto  i
  trent'anni,  che saranno un corpo in divisa, formato  in  corsi  di
  altissima qualità.
   Vi  preannuncio, come il Presidente sa, che abbiamo lavorato a una
  convenzione  con  i  Carabinieri  forestali,  per  cui,   dall'anno
  prossimo,  il  corso di altissimo livello verrà fatto  proprio  dai
  Carabinieri  forestali, saranno ragazzi che rafforzeranno,  quindi,
  il contingente dell'antincendio.
   Ma  ringrazio  il  collega  Antonio De Luca  perché  il  tema  dei
  comandanti,   dei   nuclei   operativi,  dei   distaccamenti,   dei
  capisquadra, dei DOS, è un tema attuale, perché questi 369  ragazzi
  che entrano sono agenti e i comandanti dei distaccamenti stanno per
  andare  in  pensione  quasi  tutti,  quindi,  se  incrementiamo  le
  progressioni  verticali,  con  l'emendamento  che  il  collega   ha
  sollecitato  e  io  condivido,  possiamo  affiancarli,  formarli  e
  accompagnarli  nei nuclei operativi, che sulle nostre  Province  ci
  sono, dando una copertura a tutto il territorio; sappiamo bene  che
  più   vicino   sono  le  squadre,  più  è  facile   attaccare   con
  l'antincendio  quando  ci sarà il momento,  purtroppo,  sempre  più
  spesso, degli incendi dolosi che colpiscono i nostri territori.
   Abbiamo  incrementato  i mezzi, stanno per arrivare  altri  mezzi,
  strumenti   innovativi   di  controllo   del   territorio,   grazie
  all'impegno del presidente Schifani, che ha intercettato dei  fondi
  del  governo Meloni, abbiamo attivato, col PON sicurezza, una serie
  di  strumenti  che  Leonardo sta mettendo in  atto  con  il  nostro
  lavoro,  e la control room partirà a breve e permetterà di  mettere
  in   rete  tutti  questi  strumenti  innovativi  di  controllo  del
  territorio  che, con l'incremento delle pene per i piromani,  anzi,
  non li chiamo più piromani ma delinquenti, fino a triplicare queste
  pene,  e le condanne che adesso cominciano ad esserci, il controllo
  del  territorio  e gli strumenti di controllo che abbiamo  attivato
  permetteranno   di  individuarli  e  le  condanne   saranno   anche
  pedagogiche.
   Più  giornate  per i lavoratori è la cosa che da  quando  mi  sono
  insediata,  anche  sul  mandato  del  presidente  Schifani,   negli
  incontri  con i sindacati, in maniera onesta e lineare, perché  non
  mi  appartiene buttare fumo negli occhi o fare promesse che non  si
  possono  mantenere, ho sempre detto si potevano riconoscere.  Oggi,
  grazie  al  lavoro  di  tutti noi, queste giornate  possono  essere
  riconosciute,  è  un  primo importante tassello,  ma  non  possiamo
  fermarci qui perché, anche tra gli operai stagionali, l'età  avanza
  e  dobbiamo cominciare a immaginare un percorso per assumere  nuovi
  giovani,  anche tra gli operai stagionali, sia presso  lo  sviluppo
  rurale che presso l'antincendio che, più o meno più di un terzo  di
  questo   contingente,   dà  una  mano  al  Corpo   forestale,   una
  significativa mano al Corpo forestale, nel controllo degli  incendi
  durante la stagione.
   Questo  è  un  sistema  che dobbiamo innovare  ancora,  lo  faremo
  insieme,  lo  diceva  bene il collega Sammartino,  ci  siederemo  e
  troveremo  una  soluzione  che possa  garantire  la  prevenzione  e
  l'antincendio, guardando a nuove assunzioni di operai stagionali, i
  giovani di cui certamente avremo ancora bisogno. Quindi, ci vedremo
  nelle  Commissioni  e nelle riunioni prossime  a  collaborare,  per
  trovare anche questo ulteriore tassello, che serve a completare  il
  quadro  di un antincendio e di una prevenzione, che possano  essere
  all'altezza della tutela di una Regione siciliana, che è  la  prima
  Regione  d'Italia  ad  avere tutelato le bellezze  naturali  e  non
  possiamo  permettere che qualche delinquente,  oggi,  li  metta  in
  discussione con incendi dolosi. Grazie colleghi.

   PRESIDENTE.  Allora,  grazie colleghi. Si passa  agli  emendamenti
  soppressivi,  che sono ritirati, grazie.  Si passa gli  emendamenti
  di   spesa,  sono  tutti  quanti  inammissibili,  perché  privi  di
  copertura.
   Si passa adesso all'emendamento 13.36, a firma del Governo.
   È   un   emendamento  tecnico  che  è  nel  fascicolo,  che  avete
  serenamente sui tablet.

   CRACOLICI. Ci dia un minuto per leggerlo.

   PRESIDENTE.  Si  poteva  leggere  anche  prima  ma  non   importa.
  Aspettiamo,  va  bene? Anche due. Onorevole, lo ha letto?  Non  c'è
  aumento  di  spesa. È un emendamento tecnico che avete sui  tablet.
  Onorevole Sunseri ha letto, va bene.

    SUNSERI. Non lo trovo.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri è abbastanza preparato,  anzi  molto
  preparato. Va bene, onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Non lo trovo.

   PRESIDENTE.  Solo  all'onorevole Cracolici dovete  predisporre  il
  fascicolo   di  carta   Va  bene,  Sunseri  ok,  prima  l'onorevole
  Cracolici mi ha chiesto del tempo, va bene?
   Pongo  in  votazione,  finalmente,  l'emendamento  13.36.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli altri emendamenti sono inammissibili.

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

    PRESIDENTE. Non è ammissibile.
     Pongo  in votazione l'articolo 13, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa adesso all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
  Istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche
                               invasive

   1.È  istituita  presso l'Assessorato regionale  del  territorio  e
  dell'ambiente, la cabina di regia regionale per le specie  esotiche
  invasive,  con funzioni di indirizzo, coordinamento e  monitoraggio
  delle  attività di prevenzione, contenimento ed eradicazione  delle
  specie aliene sul territorio regionale.

   2.  La  cabina  di  regia  è composta da  soggetti  di  comprovata
  esperienza  e  professionalità  nel  settore,  di  cui  almeno  tre
  soggetti  in  rappresentanza  delle associazioni  ambientaliste.  I
  componenti  della  cabina di regia svolgono le proprie  funzioni  a
  titolo  gratuito.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente, da adottare entro novanta  giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono definiti  la
  composizione,  le  modalità di funzionamento e i compiti  operativi
  della cabina di regia.

   3.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2026, la spesa di euro 50.000,00  (Missione
  9, Programma 5).».

   Comunico  che  tutti gli emendamenti soppressivi  all'articolo  14
  sono stati ritirati.
   Onorevole  De  Luca,  immagino che  anche  lei  abbia  ritirato  i
  soppressivi all'articolo 14. Benissimo.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Guardi Presidente, volevo intervenire su questo  articolo,
  proprio  per sottolineare come una battaglia che abbiamo affrontato
  da diversi anni, rispetto all'invasione delle specie esotiche nella
  nostra   Regione,   si  stia  finalmente  concretizzando.   Quindi,
  apprezziamo   l'articolo   perché  ci  consentirà   finalmente   di
  contrastare  specie come la formica di fuoco, che sta invadendo  la
  nostra zona, il nostro territorio, la provincia di Siracusa,  anche
  la  provincia  di  Ragusa,  e che si è  estesa  sul  territorio  di
  Catania.  Sicuramente è una norma che dà l'inizio a un percorso  di
  eradicazione  di  questa  specie e  spero  che  nel  tempo  possano
  aumentare gli stanziamenti della stessa. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Grazie Presidente, Governo e colleghi deputati, mi vorrei
  soffermare  sul fatto che siano delle somme veramente esigue  e  si
  sta  parlando di 50.000 euro per creare una cabina di regia per  il
  contrasto  delle specie esotiche invasive quando già questa  cabina
  di  regia  esiste anche a livello nazionale e sappiamo - perché  ce
  l'ha  detto  lo  stesso  Ufficio studi di  cercare  di  non  creare
  sovrapposizioni  con norme nazionali - perché,  di  fatto,  poi  la
  Regione  non  avrebbe  gli strumenti per poter  contrastare  queste
  specie esotiche invasive.
   Io  mi  chiedo  se non fosse più il caso di inserire  anche  delle
  norme  che  potessero  contrastare le varie virosi,  visto  che  la
  nostra  Regione,  soprattutto  nel settore  dell'agroalimentare,  è
  affetta  da  tanti problemi proprio legati alle virosi,  come,  per
  esempio, il Tomato Brown o il Tomato Fruit, che sono, appunto,  due
  virosi  che  hanno  attaccato anche i nostri prodotti;  e  poi  non
  vorrei,  appunto, che questo fosse l'ennesimo spot  per  costituire
  una cabina di regia a guida, appunto, dell'assessore per l'ambiente
  Savarino  per poi, alla fine, concludere il percorso con l'ennesimo
  premio  al  Presidente  custode  delle  specie  esotiche  invasive.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti soppressivi sono stati  ritirati,  ci
  sono   i   modificativi.  Gli  emendamenti  modificativi  a   firma
  dell'onorevole Di Paola? Immagino che siano ritirati. Ci sono altri
  emendamenti?  Quelli a firma dell'onorevole Marano,  ritirati?  Non
  sono ritirati?

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Vuole intervenire per spiegarlo? Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente, velocemente, l'emendamento che ho  presentato
  vuole,  semplicemente, aumentare un po' l'efficacia di  quella  che
  dovrebbe  essere  questa  cabina di regia e,  quindi,  aggiungo  le
  parole 'nonché per interventi urgenti e indifferibili' proprio  per
  rendere  un  po'  più concreto questo organo, per  evitare  di  non
  rendere  questo organo semplicemente consultivo, perché  mi  sembra
  che così abbia un'efficacia ridotta.
   Dico,  per renderlo più concreto, per evitare che l'efficacia  sia
  ridotta, aggiungo queste parole...

   PRESIDENTE. Onorevole, facciamo la seguente, chiediamo  il  parere
  del  Governo sull'emendamento 14.24. Emendamento 14.24,  il  parere
  del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Va  bene, parere favorevole del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.24, a firma  degli
  onorevoli  Marano  ed  altri, con parere favorevole  di  Governo  e
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 14.22, a firma degli onorevoli Schillaci
  ed altri. È mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo? Stiamo chiedendo il parere così
  per semplificarci.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Vuole intervenire? Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  È semplicemente per inserire all'interno della  cabina
  di  regia due rappresentanti della Facoltà di Agraria, che mi  pare
  il   minimo,  visto  che  stiamo  parlando  di  queste...   Quindi,
  semplicemente questo: inserire due rappresentanti della Facoltà  di
  Agraria.

   DAGNINO,  assessore per l'economia.  Il punto è: quale Facoltà  di
  Agraria,  di quale Università? Di quale? Sono diverse le università
  siciliane,  non  so  quante  abbiano  la  Facoltà  di  Agraria;   a
  sorteggio, a turno  Mi pare di difficile applicazione. Tiriamo  una
  monetina?

   PRESIDENTE. La formulazione che ha proposto ho capito  che  non  è
  perfetta.  Quindi si dovrebbe semmai sistemare. Quindi subemendiamo
  l'emendamento...

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   leggo    testualmente    il
  subemendamento 14.22.1, a firma dell'onorevole Schillaci ed  altri:
  «Sostituire  le parole da "rappresentanti" fino alla  fine  con  le
  parole  "indicati dalle Università della Regione tra i docenti  dei
  Dipartimenti di agraria esperti in specie esotiche invasive"».

   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 14.22.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  14.22,  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  14.25,  a  firma   degli
  onorevoli De Luca Antonino e altri. È mantenuto o ritirato?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   DE LUCA Antonino. Vorremmo, però, lo può eliminare questo...

   PRESIDENTE.  (sorridendo) Sono tutti i suoi colleghi di partito  e
  di  coalizione quelli lì  No, ci deve mettere la telecamera. Tutti,
  tutti

   DE  LUCA  Antonino.  È sempre lei il Presidente.  Se  li  richiama
  all'ordine. Ci deve pensare lei

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, c'è stato il suo emendamento,  se
  l'è   incassato   e  adesso sta disturbando  il  suo  collega.  Per
  favore
   Ha  chiesto  di  intervenire l'onorevole De Luca Antonino.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Intervengo semplicemente per porre una domanda:
  noi  spendiamo  cinquantamila euro per costituire questo  pool,  ma
  vorrei  capire  i  piani  di  azione che  questa  cabina  di  regia
  elaborerà, perché se non si crea un fondo per attuare questi stessi
  piani di azione, cosa ce ne facciamo di questi fondi? O creiamo  un
  fondo  per fare i piani di azione che la cabina di regia realizzerà
  oppure  abbiamo  scritto  come risolvere  il  problema,  senza  poi
  risolverlo.
   L'emendamento mira a collocare cinquecentomila euro di risorse per
  risolvere   questo  problema,  quindi  se  l'Assessorato   per   il
  territorio  e  l'ambiente dice che già ci  sono  dei  fondi,  bene,
  altrimenti dobbiamo crearlo.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  intervenire  l'Assessore   per   il
  territorio e l'ambiente, onorevole Savarino.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, ringrazio il collega per la sollecitazione, ma il piano
  di eradicazione è già stato fatto con il Ministero...

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, però ascolti.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  È concordato
  con  il  MASE  e i Fondi sono ministeriali. La cabina di  regia  ci
  serve  a governare questo sistema e a creare anche un supporto  che
  sia un po'più stabile.

   DE LUCA Antonino. Ritiro l'emendamento 14.25.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 14, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15.
   Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.  Chiedo  di  accantonare  questo  articolo  perché   è
  particolare   ed  è  giusto  vederlo  insieme  e  migliorarlo,   se
  possibile.

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 15.
   La  seduta  è sospesa e rinviata a domani, 18 dicembre,  alle  ore
  11:00.

   (La seduta, sospesa alle ore 21.04 di mercoledì 17 dicembre 2025,
         è ripresa alle ore 11.39 di giovedì 18 dicembre 2025)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Buongiorno  assessore,  avete  già  detto  che  siete
  all'articolo 20?
   Chiedo al Vicepresidente Di Paola di sostituirmi.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. L'Assessore Dagnino è qui, perfetto, non lo vedevo.
   Colleghi andiamo avanti con la discussione dell'articolato.
   Si passa all'articolo 20. Ne dò lettura:

                               «Art. 20.
     Spese per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 1 della
                            legge regionale
           20 luglio 2020, n. 16 e successive modificazioni

   1.  Per  l'esercizio finanziario 2026, per le finalità di  cui  al
  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 20 luglio 2020, n. 16
  e  successive modificazioni, è autorizzata la spesa 1.278  migliaia
  di euro (Missione 9 Programma 5)».

   Man mano gli altri articoli li discutiamo poi successivamente.
   All'articolo  20  ci  sono  solo  emendamenti  soppressivi  quindi
  possiamo votare direttamente il mantenimento dell'articolo.
   Colleghi,   Assessore  stiamo  votando  l'articolo  20,  Assessore
  Dagnino iniziamo.
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi;

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne dò lettura:

                               «Art. 23
     Fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni

    1. È istituito presso il Dipartimento regionale Bilancio e tesoro -
       Ragioneria generale della Regione un fondo con una dotazione pari a
       12.000 migliaia di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028
       (Missione 20, Programma 3) destinato a far fronte ai maggiori oneri
       discendenti dalla stipula di transazioni per le quali è  stato
       acquisito da parte dell'Amministrazione responsabile il relativo
       parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato.
  2. Per far fronte agli oneri discendenti dalla stipula delle
  transazioni di cui al comma 1 si provvede altresì con quota parte
  delle somme già accantonate nel Fondo contenzioso del Risultato di
  Amministrazione o stanziate a valere sul predetto Fondo, inerenti
  al contenzioso oggetto della transazione stipulata, nel rispetto
  dei vincoli posti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
  successive modificazioni per l'utilizzo dell'avanzo presunto di
  amministrazione.
  3. Il Ragioniere generale a seguito di quanto disposto dai commi
  precedenti è autorizzato ad effettuare le necessarie variazioni, su
  richiesta dell'Amministrazione interessata, per l'iscrizione nel
  bilancio della Regione delle somme necessarie alla conclusione
  della transazione.
  4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2029, l'onere per le
  finalità di cui al comma 1 del presente articolo è quantificato
  annualmente con legge di bilancio ai sensi del comma 1
  dell'articolo 38 del decreto legislativo n. 118/2011 e successive
  modificazioni».

   Colleghi siete riusciti ad aprire i tablet?
   Sull'articolo 23 ci sono i soppressivi degli onorevoli De Luca, La
  Vardera e Catanzaro. Onorevole Catanzaro il soppressivo è ritirato,
  bene.
   Si passa all'emendamento 23.7.
   Onorevole De Luca Cateno non c'è il suo soppressivo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, probabilmente per un disguido
  non c'è l'emendamento soppressivo che avevamo fatto.
   Governo,  colleghi,  assessore Dagnino, sull'articolo  23  noi  in
  Commissione Bilancio abbiamo avuto una discussione e sono stato uno
  di  quelli  che  ha  suggerito al Governo per  quanto  riguarda  le
  transazioni  da fare, di istituire un apposito fondo anche  perché,
  non  era usuale che arrivasse in Parlamento, il singolo, la singola
  questione  che al di là del merito del quale questo Parlamento  non
  ha   nessuna   competenza,  ma  c'era  un  problema  di   coperture
  finanziarie.
   Quando  abbiamo  affrontato  questo  tema,  abbiamo  detto   così:
  modestamente facciamo come un normale palazzo municipale, dove  c'è
  un  bilancio  che  ha  un  fondo apposito per  quelli  che  sono  i
  contenziosi, c'è il fondo rischi, ci sono riserve e ci sono anche i
  contenziosi  in gestione corrente. Capisco che può sembrare  banale
  questo paragone, ma è calzante.
   Assessore,  le lezioni le faccia all'università  Va bene   Capisco
  che  lei è per ora alterato nei miei confronti, ma se ne faccia una
  ragione.
   In  un  Palazzo municipale, funziona che la Giunta  si  approva  i
  contenuti,  si approva le transazioni con le coperture  finanziarie
  che ha nel suo bilancio, bene  Siamo arrivati a questo punto.
   In  Commissione  Bilancio io ho riposto, per l'ennesima  volta  su
  questo  fondo,  la  previsione specifica per i contenziosi  che  la
  Regione  ha  con  i  Comuni, che sono frutto  ancora  di  questioni
  riguardante una definizione, che afferisce a territori che si  sono
  divisi,  Comuni  che  si sono divisi e, che  ancora  hanno  partite
  aperte  sul dare e avere in cui è coinvolta la Regione, perché  c'è
  una legge specifica pure, che non ha copertura finanziaria.
   In  Commissione Bilancio questo fondo, da 10 milioni  dopo  questo
  confronto  che abbiamo avuto, è passato a 12 milioni, con l'impegno
  da  parte  dell'Assessore: che 2 milioni sarebbero stati  destinati
  per  questi  contenziosi, che sono vari in Sicilia, attenzione   Ma
  che ancora, non trovano anche conclusione perché il fondo è zero  E
  c'è  stato  l'impegno, da parte dell'Assessore, a destinare  strada
  facendo, questi soldi per questo fondo, è stato verbalizzato
   Però,  Assessore  Dagnino, siccome io non so se lei  ci  sarà  più
  all'anno nuovo, glielo dico con molta chiarezza  Perché farà  parte
  anche  di  quelle  che saranno le discussioni di  questa  legge  di
  stabilità, e non vorrei che mi finisse come l'Assessore Falcone, il
  quale  un  po' di cose le ha fatto in questo Parlamento,  ma  tante
  cambiali  le  ha  firmate, e ovviamente, avendo  già  in  testa  di
  andarsene in Europa le ha lasciate non onorate
   E  lei  ne conosce tante di queste cambiali, perché abbiamo  avuto
  modo di discuterne.
   E per continuità amministrativa, anzi, in questo caso contabile, è
  ovvio che le cambiali del predecessore dovrebbero essere onorate da
  chi lo sostituisce, ma ciò non è avvenuto
   E  siccome  ormai il precedente è chiaro, Assessore Amata,  e  non
  essendo  certo, anzi io dico che è incerta ormai, che l'anno  nuovo
  ci  porti con il 2026 con l'assessore Dagnino, in quel posto lì,  -
  farà  altro  di più prestigioso  - Io le chiedo formalmente,  e  le
  presento  un subemendamento, e quindi, Presidente mi deve dare  ora
  il  tempo,  di  prevedere semplicemente quello che  è  successo  in
  Commissione Bilancio.
   Che  2  milioni  di  questi  12,  vengano  destinati  per  coprire
  l'articolo  98  della legge regionale 28 dicembre 2004  numero  17,
  cioè  il  fondo destinato ai contenziosi tra i Comuni.  Quindi,  mi
  auguro che l'impegno che è stato preso in Commissione Bilancio, ora
  nella    formalizzazione   dell'emendamento,   trovi    da    parte
  dell'Assessore   un  accoglimento,  e  quindi,  metta   il   parere
  favorevole;  se  l'Assessore oggi ritiene di non dover  mettere  il
  parere  favorevole,  Presidente, ne prendo atto   Ed  è  ovvio  che
  arrivato  a  questo  punto,  se  neanche  gli  impegni  assunti  in
  Commissione Bilancio, davanti a tutti, oggi si possono tradurre  in
  una  previsione normativa di buon senso, vuol dire  che  anche  gli
  schemi  dei  rapporti  tra  di  noi  che  si  sono  consolidati  in
  Commissione Bilancio vanno a ramengo e ovviamente andiamo a ramengo
  tutti quanti  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Scorrendo gli emendamenti,
  onorevole, ho visto che comunque il suo emendamento c'è, è il 23.8,
  quindi  se  vuole  possiamo  poi, man mano,  votare  questo  perché
  ascoltavo il suo intervento e ho letto il 23.8 che è quello che  ha
  detto lei nel suo intervento. Quindi ora man mano possiamo votarlo.

   DE LUCA Cateno. Allora, ora lo vedo, Presidente.

   PRESIDENTE. E allora i soppressivi li ritengo ritirati.
   Si passa all'emendamento 23.13, a firma degli onorevoli La Vardera
  ed altri, che è il soppressivo al comma 1. È pure ritirato?

   LA VARDERA. Non è ritirato.

   PRESIDENTE.   Il 23.13, onorevole La Vardera, è il soppressivo  al
  comma  1,  lo  mantiene?  Equivale  alla  soppressione  dell'intero
  articolo, onorevole La Vardera. Lo mantiene? Va bene.
   Il   parere   della  Commissione?  È  il  soppressivo  dell'intero
  articolo, penso che il parere sia contrario.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   Il   parere  del  Governo?   Stiamo   trattando   il
  soppressivo, penso che sia contrario.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Perfetto.
   Pongo  in votazione l'emendamento 23.13. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 23.12, a firma degli onorevoli Di  Paola
  ed altri, che è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 23.8, a firma degli onorevoli Cateno  De
  Luca  ed  altri.  Onorevole,  è  quello  che  lei  diceva  nel  suo
  intervento.
   Il parere della Commissione sul 23.8?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione è favorevole.  Il  parere
  del Governo? Assessore, il 23.8.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. In relazione  all'intervento
  dell'onorevole  Cateno De Luca, innanzitutto mi preme  sottolineare
  che  non  è  mai  stata - e se ne do l'impressione me  ne  scuso  -
  l'intenzione  di  chi  vi  parla di  dare  mai  lezioni  in  questo
  Parlamento,  semmai  lezioni  io qua  sono  abituate  a  prenderne,
  soprattutto   sul   piano  politico,  quindi   sono   assolutamente
  disponibile ad ascoltare tutte le richieste, qua lezioni  da  parte
  mia  non  c'è  mai  stata né ve ne sarà mai  intenzione  di  darne,
  ovviamente non sul piano politico, dove posso soltanto imparare, ma
  vi assicuro nemmeno sul piano tecnico.
   Inoltre,  vorrei  anche sottolineare che non sono  in  alcun  modo
  adirato  nei  confronti  dell'onorevole De Luca,  contrariamente  a
  quello  che lui pensa, perché se una lezione ho imparato in  questo
  Parlamento, è che il Governo non si arrabbia, il Governo ascolta  e
  valuta  secondo,  diciamo, il merito delle norme perché  siamo  qui
  credo tutti nell'interesse del popolo siciliano.
   Andando al tema specifico ricordo, però onorevole De Luca io  l'ho
  ascoltata,  onorevole  De  Luca io l'ho  ascoltata,  le  chiederei
  Presidente  le  chiederei  di  invitare  l'onorevole  De  Luca   ad
  ascoltare, perché io l'ho ascoltata con attenzione.

   PRESIDENTE.  Assessore, la cosa che dico, sia al  Governo  che  ai
  colleghi deputati, rivolgetevi sempre alla Presidenza.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Sì,   sì,   chiedo   scusa
  effettivamente mi sono rivolto direttamente. Quindi  in  relazione,
  dicevo,  non  c'è  alcun disallineamento di  posizione  in  nessuna
  direzione  da parte del Governo. Lezioni non se ne intendono  fare,
  però,   diciamo,  anzi  semmai  riceverne,  soprattutto  sul  piano
  politico.
   In   relazione  al  merito  ricordo  che  in  Commissione  abbiamo
  incrementato  il fondo che era stato proposto per l'importo  di  10
  milioni  di  euro, di 2 milioni di euro, proprio per consentire  di
  fare   spazio   finanziario   a   questa   esigenza   rappresentata
  dall'onorevole  De  Luca. E infatti la norma che stiamo  discutendo
  riporta  il  valore  di 12 milioni di euro, quindi  credo  che  con
  questo siano state già pagate le cambiali a cui l'onorevole De Luca
  faceva riferimento.
   In  relazione alla richiesta ulteriore che già in Commissione  era
  stata  discussa  e  aveva ricevuto parere contrario  da  parte  del
  Governo, di destinare specificamente la quota di 2 milioni, per  il
  quale   il   capitolo  era  stato  già  accresciuto  alla  finalità
  specifica,  il parere contrario era, e rimane, di natura  puramente
  tecnica. Mi sono di nuovo, per ulteriore verifica, confrontato  con
  il  Ragioniere generale, il quale mi conferma che i fondi, tutti  i
  fondi  del bilancio regionale, non soltanto questo, hanno carattere
  astratto,  quindi  la  richiesta dell'onorevole  De  Luca  è  stata
  accolta  in  Commissione  sul piano sostanziale,  sul  piano  della
  quantità delle risorse; mi si conferma dal Ragioniere generale  che
  non  può  essere  accolta, per ragioni tecniche,  la  richiesta  di
  destinarli  specificamente perché, altrimenti, ogni fondo  potrebbe
  essere articolato con destinazioni specifiche, e questo mi si  dice
  da parte del Ragioniere generale che non è possibile.
   In  ordine  all'altro tema delle transazioni, io qua al  contrario
  credo  che  a  volte l'onorevole De Luca indichi,  o  proponga,  un
  approccio  con  cui  si vuole dare lezioni sul  piano  tecnico.  La
  transazione, nell'ordinamento degli enti locali, e lui  si  propone
  Sindaco di Sicilia, ma sicuramente Sindaco di comuni, ma Sindaco in
  Sicilia  è  un'altra cosa, è una espressione che non esiste  non  a
  caso,   perché,  mentre  nell'ordinamento  degli  enti  locali   la
  competenza della transazione è della Giunta, nell'ordinamento della
  Regione  siciliana, la competenza delle transazioni è del Direttore
  generale, è previsto dalla legge che regola la dirigenza e quindi è
  una  espressa espressione di legge, derogatoria rispetto  a  quella
  che  si  applica  negli ordinamenti degli enti  locali.  Quindi,  è
  chiaro  che  ciascuno  è portatore della propria  esperienza,  però
  l'esperienza del Sindaco non sempre è pienamente corrispondente con
  il  sistema normativo delle Regioni. Ma nel dire questo non intendo
  impartire alcuna lezione, siccome però mi sembra che si proponga di
  somministrarne  a  chi vi parla, vorrei semplicemente  entrare  nel
  merito  delle  questioni  che  vengono  poste,  ma  non  c'è  alcun
  intendimento  di  fare lezioni universitarie in  quest'Aula,  dalla
  quale ho soltanto da imparare, ribadisco. Grazie.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, le do la parola,  anche  perché  è
  stato  citato più volte e poi da quello che ho capito,  l'Assessore
  sta  dando  parere contrario e quindi la proposta eventualmente  di
  trasformarlo in ordine del giorno. Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA Cateno. Grazie, Presidente. Professore Dagnino, lei lo sa
  perché  è  inadeguato  a svolgere quel ruolo?  Esattamente  per  la
  risposta  che mi ha dato, perché veda, io le ho posto un  tema  che
  riguarda   la   non  competenza  del  Parlamento  in  merito   alle
  transazioni.  Lei  è  voluto andare oltre, ma a  me  non  interessa
  andare oltre, le ho solo posto una questione e lei ha - mi permetto
  di  dire  sommessamente - fatto un grave errore di  grammatica.  Ma
  lasciando stare questo, l'altro errore di grammatica lo sta facendo
  in  relazione  a  un  parere  -  io la ringrazio  presidente  della
  Commissione, perché ha vissuto questo dibattito ed è verbalizzato -
  altro grave errore lo sta facendo ora, in questo momento, perché si
  sta  incaponendo e - udite udite - questo Parlamento apprende  oggi
  che le risorse sono come? Generiche?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Astratte

   DE  LUCA  Cateno.  Astratte  Astratte, mi mancava questo  termine
  Quindi significa, colleghi, che se da questo momento in poi, volete
  fare  un  sub per prendere delle risorse di copertura  già  di  una
  norma,  sappiate che sono astratte e non lo potete fare. E, allora,
  dopo  vent'anni quasi, Presidente, non ho capito nulla e tutti  gli
  emendamenti  che  abbiamo fatto finora, col parere  favorevole  del
  Governo, come sono?
   Allora, assessore Dagnino, le rinnovo l'invito a rivedere  la  sua
  posizione  e non accetto di essere preso per sciocco e non  accetto
  definizioni   "bizantine"  di  quelle   che   sono   le   coperture
  finanziarie.  Se  dobbiamo andare avanti con questo  atteggiamento,
  come  ha  detto  poco  fa Goldie, la micetta  del  Parlamento,  "ci
  saranno morti e feriti" con questa legge di stabilità.
   Lo  sa  perché lei non arriverà a fine gennaio? Per questo motivo,
  perché un Assessore per l'economia svolge un ruolo delicato:  prima
  di  tutto  deve  evitare in Commissione Bilancio quello  che  si  è
  verificato.
   Io  non  so  ancora la Presidenza del Parlamento  cosa  ha  deciso
  perché qua siamo ancora al vedo-vedo.
     Noi  stiamo discutendo del nulla, perché ancora di tutta  questa
  impalcatura  dei  140  articoli, quanti  sono,  non  sappiamo  cosa
  rimarrà.
   Però   mi  permetto  di  dirle  che  sotto  il  profilo  politico,
  Assessore,  ogni  norma  che  sarà stralciata  dal  Presidente  del
  Parlamento è una sua delegittimazione  Perché lei ha dato il parere
  favorevole in Commissione Bilancio alle 140 norme
   Io  è  un mese che lavoro su questa legge di stabilità  Lei lo  sa
  perché abbiamo avuto più confronti tecnici
   Ho  superato  tanti esami, quindi è ovvio che non posso  accettare
  che   il   lavoro   che  abbiamo  svolto  venga   mortificato   per
  inadeguatezza politica
   Io  non ho mai messo in discussione le sue capacità professionali,
  lungi  da me, non ne ho neanche la competenza. L'umiltà mi  insegna
  che quando non ho la competenza ascolto e, possibilmente, rifletto,
  ma non reagisco.
   Ma è ovvio che l'abc lo conosciamo tutti quanti e lei non può dire
  a  questo  Parlamento  che  2 milioni  da  quel  capitolo  che  già
  politicamente   Vede che lei sta montando una discussione  inutile?
  Lei,  politicamente, ha detto sì in Commissione  Bilancio.  Ora  la
  deve  vincere per forza sul piano tecnico? Lo vede dove continua  a
  sbagliare?
   Le sue continue posizioni di rigidità hanno messo in difficoltà lo
  stesso presidente Schifani
   Lei  è  inadeguato  per  questo   Lei  non  può  rappresentare  un
  Presidente  della  Regione  con  questa  visione  rigida  che   non
  appartiene  a  questo  Parlamento e non  perché  questo  Parlamento
  consuma delle illegittimità, ma perché in questo Parlamento ci sono
  componenti con la propria storia che hanno anche imparato sul campo
  quello che lei, magari, oggi insegna nelle aule universitarie.
   Quindi,  non  le  consento di liquidare  il  suo  parere  con  una
  motivazione che è balorda
   Lei  mi  dica  sì o no sul piano politico, ma non si  permetta  di
  motivare il suo no richiamando un profilo tecnico-contabile che non
  esiste né in cielo né in terra
   E  mi  permetto  di dirle non si permetta più di farlo  perché  mi
  sento  offeso nella mia storia e in quella che è la mia conoscenza
  Vivaddio

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Onorevoli  colleghi, vi chiedo negli interventi, lo  dico  sia  al
  Governo che ai colleghi che man mano intervengono, rivolgetevi alla
  Presidenza.  È  chiaro  che  altrimenti  il  clima  si   inasprisce
  ulteriormente.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Sarò veloce, signor Presidente.
   Credo che l'intervento dell'onorevole De Luca metta in ribalta una
  situazione molto particolare in ordine a questo articolo Perché  se
  l'assessore  non dà parere favorevole a una riserva nell'ambito  di
  queste   somme  destinate  alla  transazione,  vuol  dire  che   la
  transazione ha una destinazione specifica.
   Può farci la cortesia l'Assessore di dire al Parlamento, alla luce
  del sole, di cosa si tratta?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, la ringrazio di avermi  concesso  la
  parola  anche  a  seguito di questo primo scambio di considerazioni
  con l'assessore Dagnino.
   Intanto, ci tenevo, insomma, a rappresentare una posizione  che  è
  condivisa,  quella del dell'emendamento 23.8, avanzato dal  collega
  De Luca.
   Del  resto,  qui,  stiamo disquisendo, assessore Dagnino,  di  una
  norma,  l'articolo 98 della legge 28 dicembre del 2004, che oggi  è
  definanziata.   Quindi,  abbiamo  un  tema  sulla   questione   del
  regolamento dei confini e sui contenziosi che hanno ad  oggetto  il
  regolamento  dei confini degli enti locali siciliani,  abbiamo  una
  norma,  quella del 2004, che è definanziata. Quindi,  questo  è  il
  tema ad origine.
   Ora, il collega De Luca propone, in estrema sintesi, di creare una
  sorta  di riserva rispetto al plafond complessivo di 12 milioni  di
  euro.   Fermo  restando  che  ritengo  che  possa  essere   diciamo
  perseguibile  la modalità della riserva, eventualmente,  suggerirei
  una  modalità  alternativa all'interno dell'articolo  23,  cioè  di
  splittare, di dividere le somme e quindi destinare i 10 milioni per
  le finalità di cui al comma 1, dell'articolo 23, e poi 2 milioni  a
  copertura  dei contenziosi, di cui all'articolo 98 della  legge  28
  dicembre del 2004.
   Credo  che  possa  essere  una soluzione praticabile.  Mi  rivolgo
  all'assessore  Dagnino,  al Governo e  al  collega  De  Luca,  così
  riusciremo  a contemperare le esigenze di tutti, perché  credo  che
  questa  discussione abbia una soluzione tecnica che, concretamente,
  si possa mettere in campo. Grazie.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  sull'articolo  23,  non  so se già è stato  discusso  l'emendamento
  23.12,  però  chiederei  di sospendere  la  seduta  un  attimo  per
  consentire  una  riscrittura che tenga  in  considerazione  sia  il
  23.12,  per carità già dovuto per legge, però in ogni caso è sempre
  bene inserirlo e, in secondo luogo...

   PRESIDENTE.  Onorevole,  siamo  al  23.8.  Gli  altri  sono  stati
  ritirati.

   DE  LUCA  Antonino. Ok, sto dicendo... ripeto la discussione.  Sto
  chiedendo  una sospensione, per consentire una riscrittura  in  cui
  inserire,  integrare il testo esistente con l'emendamento  23.12  -
  anche  se  già l'avete discusso - e con la proposta che  faceva  il
  collega De Luca, di riservare una quota questo fondo ai contenziosi
  con  il  comune.  Quindi, a prescindere da  quello  che  andremo  a
  integrare,    consentire  la  sospensione   per   una   riscrittura
  dell'articolo.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Come avevo accennato prima, sul
  piano  politico,  in Commissione, il Governo aveva espresso  parere
  favorevole  all'aumento delle somme a questo fine. L'obiezione,  lo
  ribadisco anche in replica al secondo intervento dell'onorevole  De
  Luca,   è  soltanto  di  natura  tecnica  e  sulla  quale  mi   ero
  riconfrontato con il Ragioniere generale. La proposta che è  venuta
  dall'onorevole Giambona mi sembra ampiamente condivisibile,  perché
  consente di mantenere fermo il "sì" sul piano politico, che si  era
  già  enunciato  in  Commissione,  coniugandolo  con  una  soluzione
  corretta  sul  piano tecnico, quindi, assolutamente  condivisibile.
  Anzi, ringrazio l'onorevole Giambona per la proposta.

   PRESIDENTE.    Quindi,  Assessore  per  capire,  a  questo   punto
  cerchiamo  di  fare  una  modifica di sintesi?  Gli  Uffici  stanno
  preparando  una modifica che possa essere sintesi degli interventi.
  Allora,  accantono l'articolo 23, nel frattempo che  si  procede  a
  formulare questo emendamento di sintesi. Si passa all'articolo  24.
  Ne do lettura:

                               «Art. 24.
             Norme in materia di rientri nel Fondo Sicilia

   1.  Al  comma 8 dell'articolo 13 della legge regionale  10  agosto
  2022,  n.  16, dopo le parole  del Piano Sviluppo e Coesione  della
  Regione  Siciliana  sono aggiunte le parole  nonché a valere  sulle
  risorse  del  PO  FESR Sicilia 2014-2020, a qualsiasi  titolo,  ivi
  compresi  quelli  relativi ad interessi attivi  maturati  ovvero  a
  provvedimenti di revoca delle agevolazioni, .

   2.  Al  comma  1 dell'articolo 2 della legge regionale  25  maggio
  2022,  n.  13, dopo le parole  Tutti i rientri di cui  alle  misure
  gestite  da Irfis-FinSicilia s.p.a. previsti dalla legge  regionale
  12  maggio 2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni   sono
  aggiunte  le  parole   a  qualsiasi  titolo,  ivi  compresi  quelli
  relativi   ad   economie,  interessi  attivi  maturati   ovvero   a
  provvedimenti  di  revoca  delle  agevolazioni,  fermi  restando  i
  vincoli di destinazione originari ove sussistenti .

   3. Alla fine del comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale 28
  dicembre  2004,  n.  17  e  successive  modificazioni,  le   parole
   sessennio  2021-2026  sono sostituite dalle parole  periodo  2021-
  2029 .».

   Comunico  che  sono stati presentati solo emendamenti soppressivi.
  Quindi, possiamo votare il mantenimento dell'articolo.
   Pongo  in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  torna all'esame dell'articolo 21,  in  precedenza
  accantonato. Nel frattempo che...

   DE LUCA Antonino. Avevo presentato una riscrittura.

   PRESIDENTE. Ha presentato una riscrittura sull'articolo 21?  Vuole
  intervenire o ce l'ha già, l'Assessore?

                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, solo sull'ordine dei lavori,  per
  condividere,  diciamo, la perplessità della mancanza della  maggior
  parte  dei  deputati della maggioranza stessa e le  chiedo,  signor
  Presidente, una sospensione per capire come procedere, perché se io
  come  opposizione  devo  rimanere qua  a  tenere  i  numeri  a  una
  maggioranza  che  non  c'è e che di fatto  si  deve  approvare  una
  finanziaria, io sono onestamente per sospendere.
   Io  non  tengo  il mio numero a nessuno e sono anche  disposto  ad
  abbandonare l'Aula per protesta, perché o c'è la maggioranza che si
  approva le sue cose o io il cerino in mano alla maggioranza non  lo
  tengo
   Quindi,  il tema è questo: o si va in questa direzione e  c'è  una
  responsabilità   da   parte   della  maggioranza   o,   altrimenti,
  personalmente,  a nome personale, non sono disposto  a  rimanere  a
  tenere il cerino in mano a una maggioranza che non c'è
   Mettiamoci d'accordo sulle cose responsabili da portare a casa, le
  priorità  di questa Terra. Se c'è un accordo sotto questo punto  di
  vista  si  va  avanti, diversamente, per quanto mi  riguarda,  sono
  disposto  anche a non rientrare più tardi, perché se  questo  è  il
  ragionamento   complessivo,  con  situazioni   che   non   capisco,
  "accordini e accordetti" che non comprendo, non ci sto  e  lo  dico
  pubblicamente

   CAMBIANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole La Vardera, poi rispondo dopo
  l'intervento dell'onorevole Cambiano.

   CAMBIANO.  Sì, signor Presidente, si respira un clima surreale  in
  quest'Aula:  facciamo le maratone e terminiamo  le  Aule  alle  ore
  22.00  la sera, riprendiamo al mattino, siamo qua in Aula, si salta
  da  un  articolo  all'altro, senza comprendere  il  perché   Perché
  passiamo   dall'articolo  13  all'articolo   22,   andiamo   avanti
  all'articolo  24,  ritorniamo sull'articolo 21,  riscriviamo  degli
  articoli per far decadere gli emendamenti e in questo momento  sono
  presenti solo le opposizioni in Aula, senza una maggioranza e senza
  un Governo che ci illustri il percorso che si deve portare avanti
    Siamo responsabili, e vogliamo continuare ad essere responsabili,
  garantendo  quelle misure e dando quelle risposte che i  lavoratori
  forestali  attendono, che i lavoratori dell'ESA attendono.  Quindi,
  siamo  qui per senso di responsabilità, ma riteniamo irresponsabile
  l'atteggiamento della maggioranza e del Governo. Quindi, non  posso
  che   condividere   l'intervento   dell'opposizione   rappresentata
  dall'onorevole La Vardera, e come Movimento 5 Stelle  mi  sento  di
  condividere  la richiesta di sospensione d'Aula per fare  il  punto
  della  situazione e chiarire perché si va in ordine sparso,  perché
  andiamo  a  saltare,  perché non mi raccapezzo  più  rispetto  agli
  articoli  che stiamo approvando e quelli che non stiamo approvando.
  Grazie

   SCHILLACI. Sospenda, Presidente

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.    Anche  lei  onorevole  De  Luca  vuole  intervenire
  sull'ordine dei lavori?

   DE LUCA Antonino. Per fare una riflessione.

   PRESIDENTE. Un attimo però. Prego, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino.  Presidente, semplicemente una cosa, per capire.
  Siamo  all'interno  di  una  finanziaria  monstre  per  numero   di
  articoli,  per  numero di tabelle, per importi  espressi.  Ora,  al
  netto di sospendere i lavori, che credo che sia una cosa opportuna,
  ma  non solo e non tanto perché ci sono i tesserini dei colleghi di
  maggioranza  e  non ci sono i colleghi di maggioranza,  il  che  mi
  impedisce  di chiedere la verifica del numero legale perché  glielo
  dovrei  tenere  con  alcuni richiedenti,  e  i  trentuno  tesserini
  inseriti  consentirebbero il proseguimento dell'Aula,  Però,  credo
  che  sia  un  fatto politicamente importante che questa finanziaria
  evidentemente  non interessa né ai deputati di maggioranza  ma  non
  interessa soprattutto al Governo
   E  perché dico questo? Cioè, ieri abbiamo accantonato l'articolo 8
  e  l'articolo  9, che vengono prima del 21 e del  23,  e  non  vedo
  l'Assessore per la sanità, non vedo il presidente Schifani  che  al
  momento  ha  assunto le deleghe alla famiglia, non vedo  gli  altri
  Assessori  che  dovrebbero essere in grado di  relazionare  qualora
  l'Ufficio  di  Presidenza si dovesse determinare  a  discutere  gli
  articoli relativi ai loro Dipartimenti.
   Allora,  mi  chiedo: ma davanti all'opinione pubblica, davanti  ai
  siciliani  che  rappresentiamo perché  il  Governo,  il  presidente
  Schifani non è presente in Aula? Perché tutti i colleghi di cui c'è
  il tesserino sono a fare altro altrove, anziché fare il loro dovere
  in Aula? Cioè, l'Aula è iniziata da appena mezz'ora   Non credo che
  siano  stati  colpiti da stanchezza  E allora il tema  qual  è   La
  consapevolezza  che  per  alcuni questa  finanziaria  ha  perso  di
  interesse perché hanno capito che si va verso uno stralcio,  quello
  stralcio  che il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico  hanno
  chiesto e richiesto più volte nelle scorse settimane? Oppure perché
  avevano di meglio da fare?
     Presidente, non è normale  A prescindere dai numeri in Aula, che
  possono più o meno premiare la maggioranza o la minoranza a seconda
  della   votazione,  ma  questo  è  omettere  di  partecipare   alla
  discussione sia come Governo che come forze politiche che  a  voce,
  anzi con il voto in occasione della mozione di sfiducia, appena  un
  paio  di settimane fa, hanno dichiarato di volere sostenere  questo
  Governo,  che  adesso  invece stanno abbandonando  nel  momento  di
  maggior  importanza  dell'anno, che è la  discussione  della  legge
  finanziaria  che altro non è che la trasposizione del programma  di
  Governo all'interno del documento finanziario per eccellenza.
   E,   allora,  presidente  Di  Paola,  quantomeno  io   credo   che
  un'interruzione  per  fare il punto della  situazione  la  dovrebbe
  chiedere  per  primo il Governo, ma vedo che non lo fa.  Allora,  a
  quel  punto la palla passa a lei, Presidente, perché non credo  che
  ci  siano  le  condizioni, le corrette condizioni per proseguire  i
  lavori  in  questo  momento,  poi  magari  tra  un'ora  sì,  se  li
  richiamano.  Saranno  al  bar,  saranno  impegnati  nelle  funzioni
  fisiologiche,  saranno  fermi  nel traffico  palermitano,  però  da
  qualche parte devono essere questi deputati e questi Assessori, non
  è possibile, cioè non è normale, Presidente
    Di Paola.
   Quindi,  io  la prego di valutare che manca il contributo  di  una
  parte importante dell'Aula e del Governo alla discussione, e non  è
  una bella figura.
      Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Prima  dell'intervento dell'onorevole Catanzaro, allora, colleghi,
  solo  per  precisare  però  una cosa, e  lo  dico  ai  colleghi  di
  opposizione, l'ordine con cui si mettono in votazione gli  articoli
  lo decide la Presidenza, dopodiché le opposizioni, che non riesco a
  comprendere negli interventi, se siete in maggioranza rispetto alla
  maggioranza,  perché  non  mettete in votazione  gli  articoli,  io
  questa cosa non la riesco a capire, colleghi, mettiamo in votazione
  gli  articoli  e andiamo avanti, perché altrimenti mi continuate  a
  chiedere  sospensioni su sospensioni, quando,  invece,  si  possono
  votare benissimo gli articoli.

                           (Brusìo in Aula)

   LA VARDERA. Mettiamo in votazione gli articoli.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Presidente, nel ringraziarla per avermi dato la parola,
  stamattina  non  ero  ancora intervenuto,  e  dopo,  però,  diversi
  interventi  che  ho  ascoltato  dentro  quest'Aula,  da  parte  dei
  colleghi,  mi  corre  l'obbligo fare  un  intervento  e,  comunque,
  partire da un dato: siamo al quarto giorno di finanziaria di questa
  settimana,   perché   già  la  discussione  generale   c'è   stata;
  ovviamente,  siamo  in  una  condizione  dove,  come  ieri  sera  è
  accaduto, il Governo regionale vorrebbe far credere, all'interno di
  quest'Aula,  che  tutto  è  a  posto,  dopo  avere  costruito   una
  finanziaria,  e  lo  dico  alla presenza dell'assessore,  dove  noi
  dicevamo, Presidente:  Vi dovete fermare perché non è un gioco  che
  avviene,  dopo il voto di sfiducia, per accontentare ogni  deputato
  della  maggioranza  attraverso una norma . Bene   Da  30  articoli,
  oggi,  siamo  a  134  articoli; è evidente che l'assenza  di  molti
  deputati   della  maggioranza  fa  emergere  un  dato,   cioè   che
  all'interno    della   stessa   maggioranza   ci    sono    diverse
  sollecitazioni, diverse problematiche, e l'assenza  del  Presidente
  della Regione che dovrebbe garantire l'equilibrio del suo Governo.
   Però,  oggi, siamo dentro quest'Aula e ritengo che, lei dice  bene
  una  cosa, che è la Presidenza che mette in ordine gli articoli  da
  votare  e,  come ieri, dato che è arrivato l'assessore  Sammartino,
  voglio riprendere un altro argomento. Noi, come Gruppo parlamentare
  del  Partito  Democratico, lo abbiamo detto, Presidente  Di  Paola,
  abbiamo detto che ci sono dei temi, dentro questa finanziaria,  che
  vanno  affrontati e votati, che ovviamente sono temi di finanziaria
  regionale   di   un  Governo  regionale  serio  che   guardi   alla
  programmazione, a quella che è l'occupazione e a quello  che  è  il
  diritto  delle siciliane e dei siciliani. E per quanto ci riguarda,
  Presidente, non mi scandalizzerei se ci fossero altri tre, quattro,
  cinque  articoli,  compreso quello che il collega Cambiano  diceva,
  dei  lavoratori.  Ieri lo abbiamo detto e oggi  lo  ripeto:  nessun
  assessore  si  può vendere all'esterno che il Governo sta  portando
  avanti  il  problema dei lavoratori, ieri abbiamo detto quello  dei
  forestali e oggi, con forza, diciamo anche quello dell'ESA, e se ce
  ne  sono altri noi, come opposizione, come Gruppo parlamentare  del
  Partito Democratico, siamo vicino ai lavoratori, e lo diciamo,  non
  abbiamo problemi a sostenere e a votare queste norme, non siamo per
  nulla  d'accordo  a  sostenere e a votare norme che  non  c'entrano
  nulla in questa finanziaria
   Per quanto ci riguarda, volete chiudere la finanziaria? Bene  Tre,
  quattro  articoli  di  impatto importante  La  volete  chiudere  in
  questo  modo?  E  allora ci dobbiamo comprendere, perché  oggi  noi
  siamo  qua  a  fare  un  lavoro che è quello della  finanziaria  ma
  dall'altro  lato  vediamo  che c'è solo un'opposizione,  dall'altro
  lato manca anche la presenza di una maggioranza.
   Lei  dice  bene  che  noi  possiamo  votare,  possiamo  ovviamente
  procedere, per carità  È nelle nostre prerogative, però io ritengo,
  signor  Presidente,  ritengo per davvero che dobbiamo  capire  come
  poter  procedere,  perché altrimenti non  basteranno  i  giorni  di
  completamento  di quest'anno, perché così sicuramente  non  si  può
  andare avanti.

          Riprende il seguito dell'esame dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  All'interno del vostro tablet troverete l'emendamento
  fuori sacco 23.8.1.

   SCHILLACI. Abbiamo chiesto la sospensione.

   PRESIDENTE. Colleghi, stiamo andando avanti con la votazione,  non
  è che se chiedete la sospensione, la sospensione si fa
   Si  passa  all'emendamento  23.8.1  che  trovate  all'interno  del
  tablet,  nella  cartella  fuori sacco  che accoglie i  suggerimenti
  dell'onorevole Giambona, dopo l'intervento anche dell'onorevole  De
  Luca.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE.  Se  i colleghi La Vardera, Aricò e Intravaia  possono
  prendere  posto.  Onorevole La Vardera siamo in  votazione,  mi  fa
  piacere  che  sta  parlando  con l'assessore  Aricò,  ma  siamo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 23.8, così come emendato.
   Il parere della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 23.9. Sono tutti soppressivi, sono tutti
  ritirati.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, il ritiro  degli  emendamenti  lo
  chieda ai firmatari.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il soppressivo sul comma  l'aveva
  ritirato.
   Onorevole La Vardera, il 23.14, soppressivo del comma 2? Le ripeto
  che  anche questo equivale alla soppressione. Gli uffici mi  dicono
  che,  comunque,  questi  emendamenti sono  preclusi,  quindi,  sono
  preclusi da parte della Presidenza.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, vorrei capire anche un'altra cosa:
  a   proposito  della  presenza  o  dell'assenza  della  maggioranza
  rispetto  alla votazione, vorrei comprendere come mai  ci  sono  un
  sacco  di tesserini inseriti e i colleghi non ci sono; se sono,  in
  questo  momento... magari hanno incontinenze, ci può  anche  stare,
  uno  va  in  bagno, per carità... quindi, cortesemente se  possiamo
  verificare perché ci sono dei colleghi, insomma, che magari possono
  essere  anche non presenti in Aula, magari c'è la fila  nei  bagni,
  quindi, voglio capire, che succede? Perché sono costretto, sennò, a
  chiedere la verifica del numero legale, Presidente, poi faccia lei.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
  sottolineare  che  Fratelli d'Italia, a  partire  dai  sui  quattro
  assessori e dai suoi undici deputati, è presente in Aula, che altri
  Gruppi, anche della maggioranza, ritengono di, non dico, disertare,
  ma  magari di guardare con sufficienza a questi lavori, è  un  dato
  che l'opposizione fa bene a sottolineare e che io, da Capogruppo di
  un  partito di maggioranza, richiamo alla responsabilità i colleghi
  dei  partiti della coalizione che sostengono il Governo,  perché  è
  chiaro  che la finanziaria va sostenuta, discussa, emendata,  nella
  collaborazione  di  tutti i Gruppi presenti in  Parlamento,  ma  la
  parte   preponderante   deve   necessariamente   esercitarla     la
  finanziaria,  che  vi  siano  Gruppi  di  centrodestra  che   siano
  totalmente  assenti in questo momento dall'Aula è un  qualcosa  che
  deve fare riflettere tutti.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  io  vi  ricordo  il  rispetto  del  luogo,
  colleghi, io vi ricordo sempre il rispetto del luogo.

   SCHILLACI. Abbandoniamo l'Aula

   LA VARDERA. Abbandoniamo l'Aula

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  L'onorevole Assenza ha fatto il suo intervento,  così
  come  l'hanno  fatto  gli altri colleghi e l'onorevole  Assenza  ha
  ascoltato gli interventi in assoluto silenzio, io vi chiedo  sempre
  il rispetto del luogo. Grazie.

   MARANO. Il rispetto dalla maggioranza che non c'è

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca  Cateno.
  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Presidente, reduci del Governo, colleghi, il dado
  è   tratto.   Signor   Presidente,  chiedo   anche   all'Assessore,
  Vicepresidente della Regione, che è una delle cause  dei  mali  del
  Presidente Schifani, di ascoltarmi.
   Lei,  aveva  e  avrebbe, la delega ai rapporti con il  Parlamento,
  veda, lei che è stato troppo impegnato a farsi le autogestioni come
  buona  parte  degli  Assessori del Governo Schifani,  singolarmente
  causa  dei  mali di Schifani, non ha svolto quel lavoro  preventivo
  che  la  politica richiede per una delle leggi più  importanti  che
  riguarda questo Parlamento.
   Il  Presidente  Schifani è stato azzoppato dai suoi due  Assessori
  principali:  l'Assessore Dagnino e ho spiegato il perché  e  me  la
  porterà a vita, ma pazienza, e l'Assessore Luca Sammartino, che più
  che  tenere i rapporti col Parlamento e con i singoli parlamentari,
  ha  preferito  continuare a seguire le sue  gestioni  nel  quale  è
  bravo, è un maestro.
   Le   sue   scorribande  territori  per  territori  per  convincere
  amministratori  e  anche ora un po' deputati che sono  magari  alla
  ricerca  di  una strada, sono proverbiali, lei è bravissimo,  è  un
  bravo  mercante, glielo dico oggi in questo Parlamento e  se  vuole
  possiamo  anche discutere del mercimonio. Ma non è questo il  tema,
  perché  questi  comportamenti sono quelli che  hanno  portato  allo
  sbando ancora di più questo Governo.
   Presidente del Parlamento siciliano, visto che è qua presente,  io
  ho  da chiederle e le avanzo formalmente la richiesta di sospendere
  questi  lavori  truffa, perché in un momento così delicato  che  io
  avevo  già prefigurato tre, quattro giorni fa, della Caporetto  che
  sarebbe emersa in quest'Aula, e voglio esprimere la mia solidarietà
  nei  confronti  del collega Giorgio Assenza, che da uomo  coerente,
  onesto intellettualmente, al di là, ci possono essere scintille tra
  persone  oneste, che capitano, ha detto bene: dov'è la maggioranza?
  Dove  sono  i  supporter di questo Governo?  Qui  abbiamo  solo  la
  presenza di alcuni Assessori, per carità, anzi vi ringraziamo della
  confidenza  e  del  senso  del dovere,  che  state  esprimendo  nei
  confronti  di quest'Aula, ma ci vuole il Presidente della  Regione
  Perché, Presidente del Parlamento, gli Assessori, che in un momento
  così  delicato devono saper tutelare, prima di tutto il  Presidente
  della Regione, si sono dimostrati inadeguati al loro compito
   Quindi,  questo  Parlamento  non può continuare  così   Quindi  le
  chiedo,  onde evitare la verifica del numero legale,  al  quale  io
  ovviamente  mi  associo, di sospendere i lavori, convocare,  perché
  tocca   anche  a  lei  Presidente  del  Parlamento    convochi   il
  Presidente  della  Regione  E veda come chiudere alla  meno  peggio
  questa ulteriore pagina vergognosa
   Lo convochi  E definite un parametro di salvataggio  Perché io non
  sono  intenzionato  - e chiudo, Presidente - a trascorrere  qui  il
  Santo  Natale per le faide all'interno della maggioranza e  per  il
  Presidente che è nelle mani dei suoi capi tribù, mi dispiace  Io ci
  ho lavorato per oltre un mese a questa legge di stabilità
   Mi  sento toccato nella dignità di parlamentare e ora, Presidente,
  non  ho  più  alcuna intenzione di dedicare il mio  tempo  a  fondo
  perduto.
   Quindi,  le  formulo  e chiudo la mia richiesta  di  sospendere  i
  lavori  del Parlamento e di convocare il Presidente della  Regione,
  dopodiché, se gli Assessori ridono, se il buon Dagnino  e  il  buon
  Luca Sammartino vogliono continuare a sbeffeggiarci, benissimo   Va
  bene,  ci vediamo voto per voto  E vediamo come andiamo a finire  e
  vediamo se anche lei, starà ancora lì entro fine gennaio
   Caro  Assessore,  continua a prenderci per  il  culo   Continua  a
  farlo

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Per un assessorato tutto questo show?

   PRESIDENTE. Colleghi, Assessori

     (Interruzione fuori microfono dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.48, è ripresa alle ore 12.54)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, l'Aula riprende per comunicarvi che  i  lavori
  riprenderanno alle ore 15.00.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.55, è ripresa alle ore 15.33)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 23.
   Lo  pongo  in  votazione, nel testo risultante. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 21.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, rispetto al procedere  di  questa
  seduta,   e  quindi  sull'ordine  dei  lavori,  chiedo  in  maniera
  sommessa,  perché ormai è un disco rotto che ripeto da  stamattina.
  Continuo  a  non vedere colleghi della maggioranza,  a  non  essere
  presenti in Aula.
   Noi  siamo  in  fase di finanziaria. C'è una finanziaria  che  c'è
  stata  posta  dalla  maggioranza, ed è incredibile  sapere  che  la
  maggioranza  non viene. Lo ha fatto stamattina il collega  Assenza,
  un  richiamo  di  responsabilità  ai  suoi  stessi  colleghi  della
  maggioranza.  Io  ribadisco, per l'ennesima volta,  come  un  disco
  rotto,  che  se  le condizioni sono queste io non sono  disposto  a
  rimanere in Aula.
   Quindi   io  valuterò,  in  maniera  assolutamente  autonoma,   il
  procedersi dei lavori ma è incredibile vedere che i colleghi  della
  maggioranza  non  sono  interessati  a  portare  avanti  la  vostra
  finanziaria.   Finanziaria  attorno  alla  quale,  caro   assessore
  Dagnino,   noi  abbiamo  fatto,  io  personalmente  ho  fatto   400
  emendamenti  di  cui 40 proposte operative pratiche che  potrebbero
  cambiare  la  vita dei siciliani, concretamente. Non  ho  avuto  un
  feedback  Hai voglia che mi si dice Schifani non avete idee.
   Quindi rispetto al fatto che questa non è la mia finanziaria, ma è
  la  vostra finanziaria e oggi non ci sono nemmeno i colleghi  della
  maggioranza ad approvarla, ribadisco e notifico a lei, assessore, e
  al  Presidente  di quest'Aula che, per quanto mi riguarda,  io  non
  sono disposto a rimanere e a tenere i numeri a una maggioranza  che
  non esiste più, che è svanita come neve al sole.
   E quindi è giusto che la mia posizione venga resa pubblica, perché
  io non tratto con nessuno, non ho, come dire, interessi particolari
  dentro  questa finanziaria e lo ribadisco urbi et orbi. Non  avendo
  interessi particolari, non avendo nessun tipo di interessi per  me,
  le  uniche  cose che ho fatto sono per i siciliani, e non  mi  sono
  state   nemmeno  garantite  -  vedasi  la  possibilità  di   potere
  presentare  un certificato antimafia a tutte le realtà che  operano
  con  IRFIS, levare questo obbrobrio di tassa sulla detenzione degli
  animali, potrei elencarle le mie proposte concrete - non sono stato
  preso  in considerazione, e quindi sono libero di agire in  maniera
  autonoma  e  di  dire,  in  maniera sommessa  assessore  -  io  sto
  ragionando in maniera seria - siccome non c'è la maggioranza, e  se
  non c'è la maggioranza la mia posizione, la mia personale, è quella
  di non continuare in questa pantomima.

   PRESIDENTE.  Però, onorevole La Vardera, se non c'è la maggioranza
  per  lei  è meglio, perché come minoranza possono passare più  cose
  della minoranza  Quindi le consiglio di rimanere.
   Siamo   all'articolo  21.  Assessore  sull'articolo   21   c'erano
  riscritture?

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  C'era  una  richiesta   di
  accantonamento,   per  verificare  se  vi  fosse  la   possibilità,
  all'esito dell'esame di altri articoli, di introdurre delle risorse
  aggiuntive.

   PRESIDENTE.   Ok,  siccome  però  ci  sono  molte   richieste   di
  riscrittura - una sulla super ZES all'articolo 4, poi credo che  ci
  sia  una richiesta sull'articolo 9, sull'articolo 10, sull'articolo
  11,  sull'articolo 12 - se non si utilizzano le pause per  fare  le
  riscritture,  noi  materialmente avremo difficoltà  e  poi  dovremo
  soltanto votare per quello che c'è.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Noi  siamo  pronti  per  le
  riscritture.

   PRESIDENTE. Ok. Quindi da dove il Governo intende ripartire? Vuole
  dirmi qualcosa rispetto a cui, nei 24 articoli, c'è già qualcosa di
  pronto?

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Forse  si  potrebbe  trattare
  l'articolo 7.

   PRESIDENTE.  Sì,  prego. L'articolo 7 va benissimo.  Meglio,  così
  votiamo   subito  e  approviamo  l'articolo  7,  che  è  il   Fondo
  dell'editoria e leviamo ogni genere di dubbio.
   Io  devo  chiedere, siccome non ho il fascicolo degli  emendamenti
  davanti,  devo  partire dal primo emendamento per  vedere  se  sono
  ritirati.  Sul  Fondo dell'editoria credo che ci  sia  convergenza.
  Posso considerare ritirati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle?

   SUNSERI. I soppressivi sono ritirati.

   PRESIDENTE.  I soppressivi sono ritirati. Benissimo.  Del  Partito
  democratico, posso considerare ritirati i soppressivi? Benissimo
   Si  passa all'emendamento 7.42, a firma dell'onorevole Cambiano ed
  altri, che sostituisce il comma 1.

   DE LUCA Antonino. Stanno predisponendo la riscrittura.

   PRESIDENTE. Sì, però, il tema è, colleghi, avete annunciato, avete
  annunciato la volontà di voler fare tantissime riscritture,  ma  se
  neanche durante le pause si fa una di riscrittura, noi non possiamo
  andare avanti così  Lo mantenete  Benissimo
   Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  quanto  al
  parere del Governo sull'emendamento 7.34, volevo...

   PRESIDENTE. L'emendamento 7.42, non 7.34.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. L'emendamento  7.42  non  l'ho
  trovato, scusate.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, è l'occasione per ribadire la
  volontà  del  Movimento  5 Stelle di sostenere  l'articolo  7,  che
  stanzia  dei  fondi per l'editoria, ma anche, come  già  annunciato
  precedentemente  all'Aula  e  anche  in  occasione   delle   scorse
  variazioni di bilancio, con l'intento di ampliare questo fondo alle
  nuove  emittenti, a quelle che sono nate da poco tempo,  anche  per
  agevolare la pluralità di stampa.
   E  questo  è un argomento su cui il collega Cambiano, tra l'altro,
  si è impegnato nella costruzione di questo articolo.
   E,  poi,  volevamo anche porre rimedio, attraverso un  emendamento
  della  collega  Campo,  a  un problema  applicativo  di  una  norma
  precedentemente  approvata,  che  stanziava  alcuni  fondi  ma  non
  aggiunge nuove spese, assessore Dagnino.
   Però,  siccome  ci  sono  stati  dei  problemi  applicativi  nella
  distribuzione  di alcune risorse già stanziate e accantonate  dalla
  Regione  per  le emittenti televisive regionali, vorremmo  chiedere
  semplicemente,  Presidente Galvagno, un momentino  di  sospensione:
  una questione di cinque...

   PRESIDENTE. Non ci sono sospensioni fino a sabato alle 23:59.  No,
  questo  lo  sto  già  annunciando. Sono finite le  sospensioni:  si
  lavora durante l'Aula, l'Aula non si sospende fino a quando non  si
  chiude la manovra  Quindi lo anticipo, così lo sapete.

   DE  LUCA  Antonino.  Perfetto,  Presidente.  Allora  parlo  cinque
  minuti, così nel frattempo lo scrivono.
   Il  ragionamento  quale sarebbe? Di preparare  un  emendamento  di
  riscrittura al 7.42 in modo da approvare quello...

   PRESIDENTE. Lo hanno già depositato.

   DE    LUCA   Antonino.   Esatto.   E   arrivare   all'approvazione
  dell'articolo.

   PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino.  Confido nel parere favorevole  dell'Assessore
  Dagnino per una norma a difesa di un giornalista.

   PRESIDENTE.  Il  parere può essere favorevole o  contrario,  ma  è
  sempre l'Aula che si determina.

   DE  LUCA  Antonino.  Certamente  Ho detto: confido  in  un  parere
  positivo  dell'Assessore Dagnino perché è un  emendamento  volto  a
  tutelare la pluralità, soprattutto estendendo i finanziamenti anche
  alle giovani imprese editoriali.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca  Cateno.
  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, Governo, colleghi premetto che
  il Gruppo Sud chiama Nord voterà favorevole per questo articolo, ma
  è  necessario,  signor  Presidente, fare una doverosa  riflessione,
  partendo  da quello che mi è capitato - lo dico anche all'Assessore
  Dagnino - per cortesia

   PRESIDENTE.   Onorevole   Campo,  mi   scusi,   sta   intervenendo
  l'onorevole De Luca
   Assessore  Dagnino, gentilmente, se lo ascoltiamo  Grazie   Prego,
  onorevole.

   DE  LUCA  Cateno.  Assessore Turano, per cortesia   Per  cortesia,
  Assessore  Turano   Voglio  partire da  una  esperienza  personale.
  Presidente,  io  sono  stanco e ho i  miei  limiti,  però  se  devo
  continuare così è un problema. Ve lo dico con molta onestà. Scusate
  colleghi, se mi permetto.

   PRESIDENTE. Corretto

   DE LUCA Cateno. Partendo dalla mia esperienza personale: quando io
  sono  stato arrestato mi sono trovato la prima volta, ma  anche  la
  seconda,   prima  di  avere  notificato  l'ordinanza,   la   stessa
  pubblicata  sui  giornali.  La seconda volta  del  mio  arresto  ho
  vissuto  una vicenda simile: titoloni, mi sono trovato anche  nella
  mia  metropoli di Fiumedinisi con tutta la stampa che è venuta,  ha
  intervistato i miei compaesani perché forse avevano trovato il covo
  di  Totò  Riina,  non lo so  Quando ho completato il  mio  calvario
  giudiziario,  per  oltre  dieci anni,  mi  sono  ritrovato  con  il
  necrologio che comunicava le mie assoluzioni, nel senso che  quando
  si  tratta di dare l'annuncio sensazionale, sensazionale perché uno
  di noi capita che possa essere attinto da dinamiche giudiziarie,  è
  una  grande notizia  Come se ci fosse il mondo che ci guarda  ed  è
  arrabbiato,  e va accontentato anche nel modo e nella  forma  della
  comunicazione
   Io l'ho vissuto su me stesso, quindi ovvio che non parlo a vanvera
  e   non   parlo   a   caso.  Mi  hanno  spiegato   che   il   mondo
  dell'informazione funziona così, e guai se noi ci  permettiamo  nel
  dire  qualche cosa, perché mi sono trovato spesso con l'Ordine  dei
  giornalisti  che mi attacca perché mi sono permesso di  dire  mezza
  parola nella mia qualità. La stessa vicenda, signor Presidente,  si
  è  verificata  qualche  giorno fa. Io  con  un  giornalista  ho  un
  contenzioso.  Sono stato querelato e stiamo andando avanti.  Non  è
  stato  come il collega Cracolici che alla fine, e lo ringrazio  per
  questo,  ha  rimesso la querela che mi aveva fatto. Stiamo  andando
  avanti,  e  mi ritrovo con due testate giornalistiche che  omettono
  quasi anche di riportare il mio nome nella cronaca regionale.
   Quando ho fatto l'ultima conferenza stampa, il 16 dicembre, quando
  sono  entrati  in sala stampa, c'erano tutti i giornalisti,  questo
  giornalista si è alzato e se n'è uscito, è capitato per la  seconda
  volta, a distanza di un'ora, io sono entrato e questo giornalista è
  uscito; mi attacca l'Ordine dei giornalisti e mi dice che ognuno  è
  libero di fare quello che vuole. Allora, io non ho capito qualcosa,
  perché  se  la  funzione della stampa è collegata  agli  umori  del
  singolo  giornalista, allora la funzione pubblica della  stampa  mi
  sfugge. E che cosa è successo, signor Presidente? Che puntualmente,
  di quella conferenza stampa, non c'è stata traccia, nel Giornale di
  Sicilia,  perché  tanto io non ho problemi  a  dire  le  cose  come
  stanno,  e la Gazzetta del Sud, che è seguita, la pagina regionale,
  dallo  stesso  giornalista, c'era un articolo senza  firma  perché,
  ovviamente, quel giornalista non ha fatto alcun pezzo.
   Questo,  signor Presidente, si verifica in continuazione, lo  dico
  anche  ai  colleghi senza alcun problema; e mi interrogo oggi,  noi
  stiamo  dando  dei fondi pubblici, perché partiamo dal  presupposto
  che  la  stampa  svolga  un  servizio importante,  un  servizio  di
  rilevanza pubblica, perché diversamente, assessore Dagnino, qual  è
  il  motivo di riservare delle risorse all'editoria? Tutti quanti ne
  riconosciamo la valenza e io lo dico per primo, attenzione, però ci
  tenevo, e ribadisco che il Gruppo Sud chiama Nord vota a favore  di
  questa   norma,  però  io  non  posso  accettare,   lo   dico   qui
  pubblicamente, in questo Parlamento, che lo stesso rispetto che noi
  abbiamo  della stampa, in tante circostanze della nostra vita,  non
  dico  che  non  viene ricambiato, perché qua nessuno sta  chiedendo
  cortesie a nessuno, ma la stessa terzietà e la stessa valenza,  che
  viene data alle notizie, dovrebbe capitare anche poi all'opposto.
   Chiarito  questo,  mi  auguro, e qui  mi  rivolgo  a  lei,  signor
  Presidente del Parlamento, siccome in quella sala stampa, e lo dico
  in  termini  chiari, è la sala stampa del Parlamento e,  quando  un
  deputato  convoca una conferenza stampa, io non penso che si  possa
  subire  il  trattamento  di  censura in  funzione  di  aspetti  che
  riguardano  dinamiche  che nulla hanno a che  fare  con  la  nostra
  funzione,  perché in quel momento, per quanto mi riguarda,  la  mia
  funzione è quella di un ruolo pubblico e quella del giornalista, se
  l'editoria svolge una pubblica funzione, è anche quella di svolgere
  il  suo  servizio con terzietà, poi ognuno scrive quello che vuole,
  per  carità di Dio, ma qua siamo a un altro aspetto, qua siamo alla
  censura  per totale antipatia o perché c'è una querela,  ecco  dove
  sta la questione.
   Quindi,  io  ci  tenevo, nella mia funzione di  parlamentare,  nel
  trasferire  questa mia osservazione al Presidente  del  Parlamento,
  perché, se la sala stampa serve per fare le conferenze stampa, ed è
  ovvio  che  noi  stiamo  dando un sostegno al mondo  dell'editoria,
  penso  che  quantomeno la funzione di dare una notizia, poi  ognuno
  mette in evidenza il titolo come vuole, scrive il pezzo come vuole,
  ma  subire  la  censura per dinamiche che sono collegate  ad  altri
  aspetti, penso che sia una questione che non è accettabile e, nello
  stesso  tempo,  non  posso  accettare,  solo  perché  ho  messo  in
  evidenza, qualche giorno fa, questa anomalia, che il sindacato  dei
  giornalisti  mi abbia attaccato e mi ha invitato a un confronto,  e
  io  dico,  in quest'Aula, che il confronto lo accetto,  accetto  il
  confronto  con  i rappresentanti del sindacato dei  giornalisti  in
  sala  stampa, scelgano loro chi deve fare il moderatore,  sarò  ben
  lieto,  dopo le feste, di fare un confronto, esattamente su  queste
  dinamiche,  chissà  se  sarà l'occasione per poterci  stringere  la
  mano, con questo giornalista, e così magari evitiamo che quelle che
  sono  funzioni  importanti  vengano  magari  travisate  nelle  loro
  dinamiche.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  questa  norma è una norma che noi ci portiamo dietro ed è la  terza
  volta che è presente in finanziaria.
   Ricordo  all'Aula  -  anche perché, proprio  perché  si  parla  di
  giornalisti  e,  quindi, all'esterno è chiaro che i giornalisti  la
  seguono  -  è una norma che il Presidente della Regione,  la  prima
  volta  che  è stata bocciata, ha tentato di mistificare la  realtà,
  dicendo  che  erano stati, attraverso il voto segreto,  a  bocciare
  quella norma che ovviamente riguardava l'editoria; dovremmo fare un
  brevissimo passaggio perché realmente cos'è accaduto?
   E'  accaduto che quella norma, per la prima volta, fu la  reazione
  nei confronti del Presidente della Regione - se ricorda l'Aula,  ma
  lo  dovremmo  ricordare - quando il Presidente della  Regione  ebbe
  quella  famosa  idea  di mettere il bavaglio  all'Aula,  attraverso
  quella che doveva essere la non possibilità di dibattere attraverso
  un  Regolamento, che lui richiamava, per quello che era un  momento
  di  confronto  su come noi abbiamo negli strumenti  finanziari;  e,
  quindi, quella volta - ricordo a quest'Aula - ovviamente, si arrivò
  con  il  livore  - non c'entrava nulla  Era l'articolo  2,  se  non
  ricordo  male  adesso, ma era l'articolo 2 - e fu  bocciata  quella
  norma  che  non era di riferimento nei confronti dell'editoria,  di
  quello che riguardava il contenuto di quella norma, ma è stata data
  una  risposta  davvero  forte nei confronti  del  Presidente  della
  Regione  e  magari  -  per carità -  è stato un  momento  dove  non
  c'entrava nulla l'editoria.
   La  seconda  volta, ovviamente, si ritorna nuovamente  in  Aula  e
  qualcuno  ha  immaginato,  come Governo,  di  rispedire  nuovamente
  all'opposizione quello che era il problema che aveva  l'opposizione
  nei confronti di quella norma; però, io ritengo che quella norma fu
  bocciata, è vero sul voto segreto, ma io ricordo a quest'Aula  che,
  ovviamente,   non  era  l'opposizione,  era  quello  che   accadeva
  all'interno della maggioranza.
   Oggi è la terza volta e, proprio perché è la terza volta, noi come
  Gruppo   abbiamo  voluto  ritirare  tutti  quelli  che  erano   gli
  emendamenti soppressivi, a scanso di qualsiasi equivoco  e  nemmeno
  chiederemo,  come  qualcuno ha fatto passare il  messaggio,  perché
  ormai  è  un  messaggio che passa, da parte del  Governo,  dicendo:
  "loro  chiedono  il  voto segreto": no  Noi, proprio  per  togliere
  dall'imbarazzo, non chiederemo il voto segreto; ovviamente  abbiamo
  ritirato i soppressivi e siamo convinti di votare questa norma
   Spero   che   il  Governo  rispetto  a  quelle  che   sono   delle
  sollecitazioni,  degli  emendamenti che  danno  un  contributo  per
  potere  migliorare quella norma o li accoglie oppure, a quel punto,
  è davvero il Governo che studia il modo per non fare passare questa
  norma.

   PRESIDENTE.  No,  assolutamente   Io,  invece,  tengo  a  fare  un
  ringraziamento  a  tutte  le  forze  politiche  con  cui  mi   sono
  interfacciato  in questi giorni per avere accolto la  richiesta  di
  evitare  di  ricorrere al voto segreto per una norma  assolutamente
  importante come quella dell'editoria, parla tra l'altro una persona
  che  si  è  trovata sui giornali per cinquantuno giorni  -  e  non,
  certamente, con chissà che titoloni - ma ritengo che il sostegno  a
  una norma del genere sia doveroso da parte di tutto il Parlamento.
   Pertanto,  se non ci sono interventi che devono andare nel  merito
  della  questione, circa la possibilità di emendare e modificare  un
  tantino l'articolo, vi chiedo di rinunciare ad intervenire,  perché
  la  legge  di  stabilità  si  chiuderà  entro  giorno  20,  se  noi
  impieghiamo tutto il tempo per dire delle cose, magari, in  maniera
  ripetitiva, stiamo sottraendo del tempo a quelli che possono essere
  degli interventi che si possono fare nel merito di altre norme.
   Pertanto,  se ci sono interventi indispensabili, perché vanno  nel
  merito  della norma, io do la parola, diversamente vi chiederei  di
  fare  un passo indietro sull'intervenire, perché sarebbe, non  dico
  inutile, ma quasi.
   Vuole intervenire? Prima di lei, allora, c'è l'onorevole De Leo.
   Non so se mantiene l'intervento o se rinuncia.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.

   DE LEO. Grazie, signor Presidente.
   Sulla  base  di quello che è stato appena affrontato,  cioè  sulla
  richiesta  di  una  riscrittura degli emendamenti,  ho  chiesto  di
  intervenire perché questo è un articolo, è un intervento che è  già
  stato  bocciato più volte dal Parlamento e io credo che oggi  serva
  invece un vero e proprio atto di responsabilità.  Per questo volevo
  chiedere  che  il  Parlamento rinunci a qualsiasi ipotesi  di  voto
  segreto  su questo articolo, perché parliamo di regole pubbliche  e
  di   criteri  oggettivi  destinati  a  imprese  editoriali  che   -
  chiaramente  -  devono  correttamente rappresentare  voce  e  fatti
  reali.
   Pertanto,  il  mio  invito,  il mio intervento  era  affinché,  se
  qualcuno  è  contrario - come ha detto lei - a questo articolo,  lo
  dichiari  apertamente,  ma  non  si  continui  a  bocciare   questo
  strumento  attraverso  l'utilizzo del voto segreto,  in  quanto  il
  passato   è  passato,  ma  adesso,  con  responsabilità,   dobbiamo
  garantire un futuro all'informazione in Sicilia e, pertanto, chiedo
  che venga votato qualora ci fosse l'ipotesi di voto segreto in modo
  palese.

   PRESIDENTE. Non c'è questa ipotesi in questo momento.  Non  vorrei
  solleticare  l'attenzione di qualche deputato che finora  non  l'ha
  chiesta.
   Pertanto,  se  c'è  qualcuno che vuole entrare nel  merito  io  lo
  lascio  intervenire,  se è soltanto per lanciare  l'appello  a  non
  chiedere il voto segreto, allora, è stato già fatto.
   È  iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
  facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe  Geremia. Io ponevo una questione  e  l'ho  già
  fatto in Commissione Bilancio in ordine a questa norma su cui credo
  di poter parlare anche a nome del Gruppo che esprimerà, ovviamente,
  voto  favorevole, perché in Commissione Bilancio, appunto,  abbiamo
  emendato  la parte relativa ai possibili destinatari del contributo
  del fondo per l'editoria, includendo i giornalisti "soci-lavoratori
  di cooperative".
   C'è  un emendamento che è il 7.43 dell'onorevole Intravaia  -  che
  non vedo in Aula, ma che faccio mio - che prevede anche le "società
  di persone". Le spiego subito, signor Presidente.
   Si  tratta  sostanzialmente di allargare la platea dei destinatari
  anche   a   quelle  realtà  giuridiche  che  esercitano  l'attività
  giornalistica   e   che  -  come  dire  -  non  hanno   giornalisti
  contrattualizzati,   se   non   i  giornalisti   a   Partita   Iva,
  sostanzialmente. Si tratta delle piccole realtà che, molto  spesso,
  non  sono  nelle  condizioni  di  poter,  come  dire,  avviare  dei
  contratti  di  lavoro subordinato all'interno dell'attività  e  che
  meritano  -  a  mio modestissimo parere - altrettanta attenzione  e
  un'adeguata attenzione perché possono essere inclusi.
   Io credo che l'obiettivo di questo fondo sia soprattutto quello di
  incoraggiare la libera attività giornalistica delle piccole  realtà
  giornalistiche e, quindi, credo che questo emendamento  che  faccio
  mio vada in questa direzione. Si tratta dell'emendamento 7.43.

   PRESIDENTE.  Intanto c'è la riscrittura da parte del  Movimento  5
  Stelle che è il 7.42.R col subemendamento 7.42.R.1.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Favorevole.  Però,  con  un
  subemendamento  -  se  è  possibile - che  recepisce  l'emendamento
  presentato dall'onorevole Intravaia al comma 1, dove si  dice  dopo
  "soci-lavoratori di società cooperative giornalistiche o di società
  di persone". Quindi aggiungere "o di società di persone".
   Nel  frattempo  che  venga  preparato il subemendamento,  desidero
  esprimere  la  mia  soddisfazione  per  il  risultato  che   stiamo
  raggiungendo.
   È  stato già detto prima, questa norma è stata proposta più volte,
  una  norma  che  il  Governo  ha sempre  ritenuto  di  fondamentale
  importanza,  è  stato importante ancora una volta il confronto  con
  l'Aula, ma credo che oggi possiamo essere tutti soddisfatti perché,
  in  modo bipartisan, si trova ancora una volta una soluzione  a  un
  tema che è ampiamente sentito e dà un sostegno che è certamente  di
  grande importanza per il mondo giornalistico.
   Quindi, desidero a nome del Governo ringraziare il Parlamento  per
  la  capacità  ancora  una volta di fare una  sintesi;  naturalmente
  anche un ringraziamento al Presidente dell'Assemblea regionale  per
  il lavoro svolto. Grazie.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. E allora, qualche
  breve  considerazione, ma proprio flash, su questo articolo  atteso
  che  ci abbiamo lavorato parecchio. Assessore Dagnino, abbiamo oggi
  consapevolezza che questa è una norma, e lo era anche allora quando
  ne  discutevamo  nelle variazioni di bilancio,  che  doveva  essere
  discussa,   giustamente,   nella  sede  competente   ovvero   della
  finanziaria. E, oggi, in maniera equilibrata, in maniera ragionata,
  arriviamo  all'approvazione, mi auguro,  di  questa  norma  che  dà
  respiro, che dà risposte all'ambito del giornalismo, dell'editoria,
  che   soffre   un'importante  crisi  legata   ai   social,   legata
  all'abusivismo  della  professione, legata  anche  all'intelligenza
  artificiale,  che ha determinato un'esplosione anche di  precarietà
  nel contesto proprio lavorativo.
   Io,  signor Presidente, volevo anche aggiungere un altro  aspetto.
  Uno dei motivi che, durante le variazioni di bilancio, ha portato a
  una  posizione  critica del Partito Democratico rispetto  a  questa
  norma  - che inizialmente non è stata per nulla condivisa - è stata
  quella   di   escludere  in  maniera  ingiustificata  le  emittenti
  radiofoniche.  Cosa  che, in due distinti momenti,  nei  testi,  ha
  determinato, per così dire, un'ingiustificata esclusione  di  tutto
  un  mondo  che  lavora nell'informazione, quotidianamente,  ed  era
  ingiusto escluderle, appunto, da questa tipologia di intervento.
   Detto  questo,  abbiamo parlato anche in Commissione  Bilancio  di
  un'esigenza;  quella  di  far sì che i  lavoratori  del  mondo  del
  giornalismo  possano  beneficiare delle  agevolazioni  previste  da
  questa  norma, ovvero che tutto il mondo dell'editoria, e a cascata
  anche  i  dipendenti, possano averne un vantaggio.  In  tal  senso,
  abbiamo   predisposto  degli  emendamenti  -  e,   quindi,   chiedo
  all'assessore Dagnino un'attenzione in tal senso - che, nella  fase
  di  predisposizione di quelli che saranno i vari decreti attraverso
  cui  si determineranno le agevolazioni di cui al presente articolo,
  si  valuteranno delle premialità per quelle emittenti radiofoniche,
  radiotelevisive o editori di ogni ordine e grado che  rientrano  in
  questa  norma,  che  applicano i contratti collettivi  sottoscritti
  dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
   Con questo non si vuole in alcuna maniera escludere tutte le altre
  emittenti  o  gli altri editori che non sono nelle  condizioni,  in
  quanto  piccoli, di poterli applicare in alcuni casi, ma credo  che
  un  sistema premiante sia un modo per migliorare la condizione  del
  contesto lavorativo in cui quotidianamente i giornalisti si trovano
  ad operare.
   Quindi,  assessore  Dagnino, non so se  mi  ha  seguito  ma  credo
  proprio  di  sì, le chiedo, in tal senso, di darmi  un  cenno,  una
  conferma rispetto a questa nostra richiesta. In via, per così dire,
  premiante di valorizzare quelle emittenti - quindi, nella  fase  di
  predisposizione   del   bando   -   che   hanno   più   giornalisti
  contrattualizzati,  per  esempio,  e  che  applicano  i   contratti
  collettivi delle organizzazioni maggiormente rappresentative.

   PRESIDENTE. Grazie. Allora, andiamo adesso alla...

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Sì,  onorevole   Giambona.
  Confermo che la sua richiesta è coerente con quelle che sono già le
  intenzioni  del Governo, perché abbiamo declinato questa  norma  ma
  devo  dire  molti  interventi  fondamentali  di  questa  legge   di
  stabilità,  proprio  all'incremento  dei  livelli  occupazionali  e
  quindi  certamente mi pare che il testo normativo offra spazio  nel
  decreto   per   l'indicazione  da  lei  suggerita  e  dal   Governo
  assolutamente condivisa. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.42.R.1.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 7.42.R.2.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 7.42, così come  emendato,  che
  sostituisce   pertanto  l'intero  articolo  7.  Tutti   gli   altri
  emendamenti sarebbero preclusi. Che è successo? C'è il 7.43

                     (Intervento fuori microfono)

    No, non è il 7 .43, è stato classificato come 7.42.R.2. È giusto.
     Pongo  in votazione pertanto l'emendamento 7.42, che sostituisce
  l'intero articolo 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Finalmente abbiamo partorito l'articolo 7, benissimo.
   Adesso si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
      Disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale

   1. La tassa automobilistica regionale, di cui alla legge regionale
  11  agosto  2015  n. 16, e successive modificazioni,  dovuta  dalle
  imprese  per  le autovetture e gli altri autoveicoli  leggeri  (con
  peso inferiore a 3,5 tonnellate) di potenza non superiore a 110  KW
  immatricolati a decorrere dall'1 gennaio 2026 e sino al 31 dicembre
  2028,   è   ridotta  del  25  per  cento  per  i  primi  tre   anni
  dall'immatricolazione. La riduzione spetta alle imprese  che,  alla
  data  della  nuova immatricolazione, risultano già intestatarie  di
  almeno  dieci  autovetture o altri autoveicoli  leggeri  (con  peso
  inferiore a 3,5 tonnellate) di potenza non superiore a 110 KW.

   2.  A decorrere dall'1 gennaio 2026 e sino al 31 dicembre 2028, le
  autovetture  e gli altri autoveicoli leggeri (con peso inferiore  a
  3,5   tonnellate)  di  nuova  immatricolazione,  con  alimentazione
  elettrica, ibrida elettrica/termica di tipo plug-in, full hybrid  e
  con alimentazione esclusiva a idrogeno, sono esentati dal pagamento
  della    tassa    automobilistica   per   i    primi    tre    anni
  dall'immatricolazione.

   3.  Per  le autovetture e gli altri autoveicoli leggeri (con  peso
  inferiore  a 3,5 tonnellate) immatricolati nel 2026 provenienti  da
  altra  Regione  o  Provincia autonoma, la riduzione  e  l'esenzione
  previste  dal  presente articolo operano limitatamente  al  periodo
  residuo  che  intercorre  tra la data  di  ingresso  nella  Regione
  siciliana  e  il  termine dell'ultima annualità  interessata  dalla
  riduzione o dall'esenzione.

   4.  Con  decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
  delle  finanze e del credito sono stabiliti i criteri e le modalità
  di applicazione del presente articolo.».

     Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi
  da parte dell'onorevole De Luca Antonio. Sono mantenuti o ritirati?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarli.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende   atto.   Gli   emendamenti
  soppressivi a firma degli onorevoli De Luca Cateno e Lombardo?

   DE  LUCA  Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarli.

   LOMBARDO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarli.

   PRESIDENTE.    Siamo   all'articolo   6,   articoli   soppressivi,
  l'onorevole  De  Luca  Antonio  ha  ritirato  il  6.2.   Si   passa
  all'emendamento 6.1, dell'onorevole De Luca Cateno.

   DE  LUCA  Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Ritirato.
   Si  passa all'emendamento 6.11, a firma degli onorevoli La Vardera
  ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   LA VARDERA. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo sull'emendamento  soppressivo
  6.11?

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.12, che è precluso.
   Si   passa  all'emendamento  6.3.  Sono  preclusi  fino  al   6.27
  (escluso).
   Si  passa  all'emendamento  6.27, a firma  dell'onorevole  Pace  e
  altri. È mantenuto o ritirato? Emendamento 6.27 e emendamento 6.28,
  a firma dell'onorevole Pace e altri; Abbate non c'è, è ritirato.
   Si passa all'emendamento 6.4. No devo chiederlo. De Luca Antonio?

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   Siamo al comma 2.

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8, De Luca Cateno?

   DE  LUCA  Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Ritirato. benissimo.
   Si passa all'emendamento 6.14 comma 2, dell'onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Che cosa è questo?

   PRESIDENTE.   Soppressivo  del  comma  2.  Mantenuto  o  ritirato,
  onorevole Catanzaro?

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.    Ritirato.    Si   passa    all'emendamento    6.18,
  dell'onorevole La Vardera. E' mantenuto o ritirato?

   LA  VARDERA.  Anche  a  nome degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
   Si passa all'emendamento 6.31, dell'onorevole Marano. E' mantenuto
  o ritirato?

   MARANO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Semplicemente, la previsione normativa prevede che al fine
  di ottenere il 25 per cento di riduzione, un'impresa debba avere 10
  autovetture  ma le piccole imprese, chiaramente, non  hanno  questa
  dotazione. Quindi, riduco da 10 a 5 autovetture, Assessore.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Il  parere  del  Governo  è
  contrario, perché andare a toccare il numero degli autoveicoli va a
  modificare l'attestazione di copertura finanziaria che mi ha  fatto
  il   Dipartimento   delle  finanze,  quindi  essendo   un   numero,
  addirittura, dimezzato di veicoli non è detto che questo non generi
  una minore entrata, e quindi richiede la copertura finanziaria.
   Io credo che potrebbe essere anche... l'ammissibilità la valuta la
  Presidenza, però avrebbe un tema di copertura, non è quantificato.

   PRESIDENTE.  Benissimo, allora il parere del Governo è  contrario.
  Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento al 6.21 degli onorevoli Porto e altri.  È
  mantenuto o ritirato?

   PORTO. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo? Assessore,  sull'emendamento
  6.21.  Non si faccia disturbare dall'onorevole Di Mauro che  lo  fa
  sempre, sempre lei è  (sorridendo)
   Onorevole Porto può illustrare l'emendamento? Prego.

   PORTO.  Grazie  Presidente, ringrazio l'Aula e soprattutto  vorrei
  che  ci  fosse  un'attenzione particolare  su  questo  emendamento,
  perché  voglio  sottolineare la sensibilità che  ha  il  Governo  e
  soprattutto  che  abbiamo  un poco tutti  negli  ultimi  anni,  per
  raggiungere l'obiettivo che ci impone l'Europa, al 2030, di ridurre
  quelle che sono le emissioni di Co2.
   Se  noi  facciamo  una  disamina del nostro territorio,  sappiamo,
  soprattutto nel 2025, che c'è un aumento dell'1,3 per cento di Co2.
  Il  Governo  ha  proposto  di introdurre  un'esenzione  per  quanto
  riguarda  -  come  prevede  la Cassazione,  con  un  decreto  della
  Cassazione  - la possibilità di ridurre l'obbligo di pagamento  del
  bollo  per  quanto  riguarda  i mezzi su  quattro  ruote.  Sappiamo
  benissimo  che  l'Italia  basa il 98 per  cento  del  trasporto  su
  quattro   ruote   e   quindi,   ritengo   che   quest'Aula    debba
  sensibilizzare, maggiormente, l'emendamento che ho proposto.
   L'emendamento  è  brevissimo,  lo  spiego  in  maniera  sintetica.
  Estende quello che, chiaramente, già era previsto per i mezzi  fino
  a  2,5  tonnellate  a oltre 3,5 tonnellate fino  a  12  perché  noi
  avevamo  previsto soltanto per gli impianti ad idrogeno  cosa  che,
  chiaramente,  non esiste. Quindi, stiamo dicendo ai  siciliani  che
  vogliamo togliere l'obbligo del pagamento del bollo a dei mezzi che
  non esistono, perché oggi non esistono dei mezzi ad idrogeno che si
  muovono.
   Invece,  i mezzi da 3,5 tonnellate in poi fino a 12, sono i  mezzi
  che  permettono  di poter fare con il biometano, come  ho  previsto
  nell'emendamento, fino a 1.500 chilometri senza emissione  di  Co2.
  Quindi,  mi rimetto all'Aula per dare questo segnale, è un  piccolo
  segnale,  perché  poi  alla  fine non sono  tantissimi,  ma  stiamo
  guardando  al  futuro,  ma soprattutto stiamo  guardando  a  quegli
  impianti  che  sono  previsti, nei prossimi  anni,  di  produzione,
  quindi,  stiamo  dando  quel segnale, come  è  giusto  che  sia  da
  quest'Aula, dove noi abbiamo attenzionato il nostro territorio,  ma
  soprattutto vogliamo che il Co2 non aumenti, com'è stato  dal  2024
  al 2025. Grazie, spero di essere stato chiaro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.21.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 6.29, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 6.30, a firma degli onorevoli Marano  e
  altri. È mantenuto o ritirato?

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Prima   l'onorevole   Marano   che   è    firmataria
  dell'emendamento, dopo l'onorevole Grasso. Prego, onorevole Marano.

   MARANO.  Assessore,  questo emendamento, mi  ascolti,  aumenta  il
  periodo  di  esenzione da tre a cinque anni  per  i  possessori  di
  veicoli  elettrici, ibridi e totalmente ibridi. In tutte le regioni
  d'Italia,  i  possessori di questi veicoli  hanno  l'esenzione  del
  bollo  per  cinque anni, addirittura, in Piemonte e in Lombardia  i
  possessori  di questi veicoli sono esenti sempre, per  sempre,  dal
  pagamento  del  bollo,  quindi, chiedo con  questo  emendamento  di
  aumentare a cinque anni il periodo di esenzione, così come in tutte
  le regioni d'Italia. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  merito  all'emendamento 6.28, faccio un mea culpa,  perché  mi  ero
  distratta e, poi, mi sono accorta solo dopo che mancava l'onorevole
  Abbate  e  non è stato trattato. Ma vorrei porre all'attenzione  di
  tutta l'Aula l'importanza di questo emendamento che, fra l'altro, è
  una  previsione  che  era  già contenuta  nella  norma  degli  anni
  precedenti  e  che  riguarda l'esenzione per quelle  autovetture  e
  mezzi  di soccorso immatricolati dalle associazioni di volontariato
  che  svolgono attività di Protezione civile, all'interno dei gruppi
  comunali di appartenenza.
   Si  tratta  appunto di quelle autovetture che svolgono un'attività
  importante di volontariato ed era stata fra l'altro una norma anche
  condivisa  nelle precedenti previsioni anche con i  colleghi  degli
  altri  partiti.  Quindi,  vorrei fare un invito  all'Assessore,  al
  Presidente,   all'Assessore,  alla  Commissione  di   dare   parere
  favorevole e ai colleghi fra l'altro di votarla perché,  ripeto,  è
  una  norma,  che  già  nella  finanziaria  dello  scorso  anno  era
  presente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Il  parere del  Governo  sull'emendamento
  6.30?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Allora, il parere del  Governo
  su questo emendamento 6.30 è favorevole.

   PRESIDENTE.  C'è  il  parere  favorevole  del  Governo,  visto   e
  considerato  che  questo emendamento ho capito che interessa  tutta
  l'Aula,  anziché  intervenire, andiamo a  vedere  il  parere  della
  Commissione

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione, con il parere favorevole  del
  Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ha  chiesto  di  intervenire l'onorevole  Lombardo  Giuseppe,  nel
  frattempo  dico  già all'onorevole Tomarchio che c'è  l'emendamento
  6.25.  Onorevole  Tomarchio, deve ascoltare,  non  ora   prima  c'è
  l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Prego, onorevole.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Sì, Presidente, in ordine a quanto  ha
  espresso  la collega Grasso che ha fatto proprio l'emendamento  dei
  colleghi Pace, eccetera, eccetera

   PRESIDENTE. È tra i firmatari.

   LOMBARDO   Giuseppe  Geremia.  Ah,  scusi,  è  tra   i   firmatari
  l'onorevole Grasso. Voglio precisare che questo emendamento che  ha
  la piena condivisione anche del nostro Gruppo parlamentare, rientra
  in  una  previsione  più  ampia  che è  riportata  nell'emendamento
  successivo,  il  6.26, quindi direi di attendere e magari  fare  un
  unico  testo. C'è anche il 6.24, dell'onorevole Spada, che riguarda
  sostanzialmente l'esenzione del bollo auto, cosa che già è prevista
  in tutto il resto d'Italia, per le associazioni di volontariato.
   Noi  abbiamo a inizio legislatura, con la legge regionale n. 2 del
  2023,  previsto questa esenzione applicandola per il triennio 2024-
  2025.  Si  tratta  sostanzialmente di estendere  la  continuità  di
  questo  beneficio anche per questo triennio, in considerazione  del
  notevole  apporto  che tutte le associazioni  di  volontariato  per
  scopi  sociali, sanitari e di protezione civile danno,  in  ragione
  anche di un principio di sussidiarietà.
   Quindi, chiedo al Governo di accogliere questa nostra richiesta  e
  di  considerare che ci sono più emendamenti. Assessore Dagnino,  la
  pregherei  di  prestare  attenzione al  mio  intervento.  Prego  il
  Governo,  su  questo tema, di fare una previsione che  sia  la  più
  ampia   possibile,  ricalcando  quanto  già  previsto  nella  legge
  regionale  n. 2/2023, la legge di stabilità del 2023, per includere
  tutte le associazioni di volontariato, inclusi appunto i gruppi  di
  protezione  civile  comunale, così come anche tutto  il  resto  che
  riguarda il volontariato. Si tratta sostanzialmente di estendere al
  triennio  2026-2028 il beneficio già previsto dalla legge regionale
  n. 2/2023.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Questa  norma  richiede  una
  copertura finanziaria. Sto interloquendo un momento con gli Uffici.
  Vi  dico subito che sul 2027 non abbiamo copertura finanziaria, sto
  cercando  di  farmi dare un'indicazione della copertura  necessaria
  per  il  2026.  Quindi, vi chiedo un momento di attendere  che  gli
  Uffici mi diano riscontro.

   PRESIDENTE.    Grazie,  Assessore.  Ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO.  Signor Presidente, un intervento di 25  secondi,  solo
  per una proposta operativa. Siccome, mi pare di aver capito che più
  Gruppi,  più  deputati  nei fatti hanno  proposto  la  stessa  cosa
  suggerirei, se gli Uffici ci possono aiutare in questo, di prendere
  l'emendamento che più allarga, che più raccoglie questa iniziativa,
  cioè   quella   di   esentare  anche  tutte  le   associazioni   di
  volontariato, i gruppi di protezione civile, eccetera,  eccetera  e
  magari  ne  approviamo uno che raccoglie tutti o lo riscriviamo  un
  attimo,  tanto stiamo dicendo tutti la stessa cosa. L'importante  è
  che si arrivi all'obiettivo.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Solo  per  confermare ovviamente  la  disponibilità  del
  Movimento  5  Stelle su questo tema. Tra l'altro era un emendamento
  che  avevamo  presentato  noi  sia nella  scorsa  legislatura,  sia
  all'inizio  di questa. Quindi, ringraziamo l'onorevole  Grasso  per
  l'emendamento nel merito. Ovviamente, ci rimettiamo all'Assessorato
  perché  il  6.25,  che apre ancora di più le maglie  della  platea,
  sarebbe certamente opportuno, però lì è il Governo che ci deve dare
  indicazioni   sulle  eventuali  coperture,  mentre   quelle   sulla
  Protezione civile, al di là del fatto che poco fa era stato saltato
  come emendamento, riteniamo sia opportuno reinserirlo nuovamente.

   PRESIDENTE.   È  iscritto  a parlare l'onorevole  Scuvera.  Ne  ha
  facoltà.

   SCUVERA.  Grazie,  Presidente, onorevoli  colleghi.  Ho  ascoltato
  l'intervento dell'Assessore. Naturalmente il mio intervento  è  che
  sono favorevole e condivido la posizione dell'onorevole Grasso, dei
  miei colleghi Lombardo e Tomarchio perché ritengono emendamenti  di
  buon  senso  quelli a favore di coloro che lavorano volontariamente
  per la nostra comunità e per il nostro territorio. D'altronde negli
  anni   precedenti  questa  misura  era  già  stata  applicata  alle
  associazioni di volontariato, alle associazioni del terzo  settore.
  Ritengo che se trovassimo la copertura, se l'assessore riuscisse  a
  trovare  la  copertura  per questa misura  sarebbe  un  momento  di
  solidarietà   anche  nei  confronti  delle  associazioni.   Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 6.25?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)

   E'  stato  chiamato in Aula l'emendamento 6.29, come l'emendamento
  6.28 e non è stato trattato.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)

   PRESIDENTE.  Spiego  subito, onorevole Abbate. L'emendamento  6.29
  era precluso da quello che abbiamo votato precedentemente.
   Siamo all'emendamento 6.25.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Giuffrida)

   SUNSERI. Presidente, stia attento

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per i consigli  che  sono
  sempre saggi.
   Onorevole  Giuffrida, mi sto rivolgendo a lei. Onorevole Lombardo,
  l'approvazione  dell'emendamento  6.21  ha  precluso  l'emendamento
  6.29, a firma dell'onorevole Pace ed altri.
   Adesso siamo all'emendamento. 6.25.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Allora, ho svolto come  dicevo
  prima  l'interlocuzione con gli Uffici. L'emendamento 6.25  ha  una
  portata  enorme perché esenta tantissimi soggetti, tutto  il  mondo
  del  terzo settore, quindi è una copertura finanziaria che  non  mi
  viene  ovviamente  in  due secondi quantificata  ma  è  una  enorme
  copertura finanziaria e andrebbe a mettere in difficoltà.
   Quindi  non posso, purtroppo, nonostante sia condiviso, sul  piano
  politico

   PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro, onorevole Tomarchio.
   Onorevole, c'è un invito al ritiro sull'emendamento 6.25.
   È mantenuto o ritirato?

   TOMARCHIO.  No, signor Presidente, non lo ritiro nella  misura  in
  cui   non  abbiamo  certezza  del  fatto  che  passino  gli   altri
  emendamenti. Cioè, il concetto qual è? Possiamo restringere

   PRESIDENTE. Com'è? A condizione?

   TOMARCHIO.  Possiamo  restringere  la  platea,  cioè  se  non  c'è
  chiarezza  sulla copertura posso ritirare l'emendamento  ma  vorrei
  capire  se vengono esentate le associazioni di volontariato,  quali
  sono  gli  emendamenti che possono andare avanti. Non  so  se  sono
  chiaro.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Ho avuto invece  disponibilità
  da  parte  degli  Uffici sull'emendamento 6.26,  per  una  semplice
  ragione, perché il 6.26 non genera una minore entrata in quanto nel
  triennio appena decorso 23/25 non c'è stato gettito perché era  già
  esente quindi estendere per altri tre anni non mi genera una minore
  entrata.
   Quindi  sull'emendamento 6.26 posso dare parere favorevole,  sugli
  altri no.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca.
   Prego, onorevole.
   Comunque  oggi  ho  visto che, secondo me, si  sono  presi  troppi
  caffè, tutti  Sto vedendo particolare effervescenza
   Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Cateno. Grazie. Presidente, assessore Dagnino,  Governo,
  colleghi,   noi  abbiamo  presentato  un  emendamento   in   questa
  direzione, il 6.22 che punta...

   PRESIDENTE. Del 6.22 o del 6.25?
   Perché secondo me ci stiamo...

   DE  LUCA Cateno. Il mio era 6.22, non ho capito perché...  non  ha
  importanza.

   PRESIDENTE. Ma è successivo

   DE  LUCA  Cateno. Ok, ma è la stessa materia, lo stesso argomento,
  quindi siccome se viene approvato questo, quello viene precluso  ma
  non è questa la questione, la materia in sé è importante.
   Credo che fino al 2025, assessore Dagnino, lei può avere un dato -
  mi  permetto di dire - quanto meno lei può avere la quantificazione
  in  tempo reale di quanto costava l'esenzione prevista, intanto per
  i  soggetti  della Protezione civile che comunque hanno l'esenzione
  fino a dicembre del 2025. Quindi intanto partiamo da quella che era
  una esenzione esistente, visto che c'è un problema di coperture.  È
  ovvio  che noi stiamo parlando di un settore - lo dico come sindaco
  - che utilizziamo in continuazione e, di conseguenza, da quelli che
  sono  il  supporto  per  la Polizia municipale,  perché  in  questo
  momento  tutti quanti siamo in grande difficoltà, lo vediamo  anche
  per  quanto  riguarda il volontariato in altri settori, le  guardie
  ambientali  cioè  c'è  tutto un mondo che  in  questo  momento  sta
  aiutando i Palazzi municipali in assenza di risorse umane.
   E,  allora, è ovvio che questo Parlamento non può non tenere conto
  di   questo   supporto  indispensabile  che  queste  organizzazioni
  garantiscono  ai  cittadini attraverso convenzioni  che  sono  poi,
  anche da questo punto di vista, disciplinate, sono molto stringenti
  e  quindi  anche i rimborsi ovviamente non possono eccedere  quelli
  che  sono i tetti previsti dalle normative. La Regione non può oggi
  non tenere conto che questa platea svolge un servizio essenziale.
   Allora,   mi   permetto  di  dare  un  consiglio   non   richiesto
  all'assessore Dagnino, perché credo che è poi il sentimento diffuso
  di   tutto  il  Parlamento,  è  inutile  che  ci  giriamo  attorno.
  Presidente,  chiedo che venga accantonato questo articolo,  che  si
  faccia  un  attimo,  ecco,  una  riscrittura  tenendo  conto  degli
  approfondimenti delle coperture finanziarie, almeno sapere, poi nel
  momento  in  cui  ci rendiamo conto anche della quantificazione  si
  prenderanno  le  decisioni del caso, però bocciare gli  emendamenti
  dei  colleghi,  compreso  anche il nostro,  per  una  questione  di
  copertura  finanziaria,  sapendo  che  si  tratta  di  una  materia
  sensibile  e  indispensabile  perché si  trova  quotidianamente  in
  trincea, non lo ritengo corretto.
   Quindi  chiedo, Presidente Galvagno, che venga accantonato  questo
  emendamento.   Chiedo  all'assessore  Dagnino  un  supplemento   di
  pazienza  per  poter approfondire con gli Uffici  eventualmente  di
  quanto  si  tratta  in termini definitivi partendo  da  quello  che
  comunque  era  il  costo delle esenzioni vigente  ed  eventualmente
  capire l'ampliamento della platea che costo presuntivo ha, in  modo
  tale   che   questo   Parlamento  possa  decidere,   prendersi   la
  responsabilità delle decisioni conseguenziali.

   PRESIDENTE.  Visto  e considerato che tra l'altro  parla  con  una
  persona  che ha fatto per tanti anni volontariato e sa quanto  vale
  quello  che  lei  dice  e molti altri deputati  hanno  detto  "sono
  d'accordo ad accantonare l'articolo 6", siccome però alcuni di  voi
  mi  hanno  chiesto di accantonare l'articolo 4 per una riscrittura,
  credo lei, qualcun altro mi ha chiesto di accantonare l'articolo  5
  per  una  eventuale  riscrittura,  l'articolo  7  è  stato  votato,
  sull'articolo 8 c'era una riscrittura annunciata da parte di alcuni
  colleghi, dico sono moltissime riscritture, quindi o prendiamo  dal
  testo quelli che noi vogliamo votare perché le riscritture  non  si
  fanno  da  sole,  cioè  dobbiamo fermare l'Aula  o  comunque  serve
  qualcuno che cominci a presentare dei testi, quindi quello  che  le
  chiedo, onorevole De Luca, visto e considerato che ha posto lei  il
  tema,  faccia la sintesi con tutti coloro i quali sono  intervenuti
  mentre  andiamo  avanti: perché se per ogni  articolo  su  cui  noi
  diciamo  dobbiamo fare la riscrittura, qui rimarremo fino a stasera
  e  avremo  approvato  solo  un articolo.  Quindi  sull'articolo  6,
  assessore Dagnino, la invito a verificare quelle che possano essere
  eventuali  coperture affinché nella proposta che le formuleranno  i
  colleghi  si possa eventualmente dare adeguata copertura e  intanto
  andiamo avanti.
   L'articolo   6  è  accantonato,  così  i  colleghi  se   volessero
  rappresentare  prima deve intervenire Di Paola, lo avevo  detto,  e
  poi interviene l'onorevole Abbate.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che lei
  ha   un  onere  incredibile  perché  è  emerso  chiaramente  e  sta
  continuando a emergere in Aula, sta continuando ad emergere in Aula
  il  fatto dell'assenza del Presidente Schifani; ad oggi nel Governo
  regionale  non  ho capito chi rappresenti il Governo regionale  nei
  confronti  dei deputati di maggioranza. Perché com'è possibile  che
  noi  stiamo  discutendo un emendamento di Forza Italia, l'assessore
  Dagnino  è di Forza Italia e discutiamo in Aula un emendamento  che
  aumenta  la copertura finanziaria dello stesso articolo e stravolge
  la  norma, sempre di Forza Italia  Presidente, è chiaro che c'è  un
  problema enorme, siamo qui e stiamo continuando a votare, a portare
  avanti questa finanziaria, ma è chiaro che dentro Forza Italia  c'è
  un  emendamento  firmato dal Presidente del Gruppo parlamentare  di
  Forza  Italia,  da un componente di Forza Italia che  stravolge  la
  norma  e  l'assessore  di riferimento è di  Forza  Italia;  c'è  un
  problema  enorme all'interno del Governo e all'interno del  partito
  di Forza Italia
   Presidente, vorrei sapere ad oggi, Presidente Galvagno, il Governo
  regionale, chi è che dal Governo regionale può dire "sì o no" ad un
  emendamento  della  maggioranza  Perché poi sull'emendamento  delle
  opposizioni, io comprendo l'intervento dell'onorevole De Luca  che,
  ovviamente,  cerca  di  modificare la  norma,  cerca  di  apportare
  miglioramenti,  ma gli emendamenti modificativi della  maggioranza,
  Presidente  Galvagno, com'è possibile? Allora io chiedo, Presidente
  Galvagno,  altrimenti  qui continueremo  ad  accantonare  norme  su
  norme:  o il Governo regionale fa chiarezza con i suoi deputati  di
  maggioranza o noi, come opposizione, continueremo a votare e quello
  che  bocceremo  si  boccerà,  quello che  si  approva  si  approva,
  Presidente.   Qui   altrimenti  va  a  finire   che   noi   andremo
  continuamente ad accantonare e l'accantonamento lo stanno chiedendo
  gli stessi deputati di maggioranza

   PRESIDENTE.  Onorevole  Abbate,  onorevole  Abbate,  rimanga   lì
  Allora, onorevole Di Paola, per essere chiari: il Parlamento non  è
  passacarte e ha dimostrato di esserlo sempre, c'è una proposta, c'è
  una legge di stabilità che è in Aula, il Parlamento è sovrano e può
  decidere  di  emendare come meglio ritiene. Per  una  questione  di
  condivisione tra maggioranza e opposizione, l'onorevole  Abbate  ha
  fatto  delle proposte, le stesse proposte, similari le hanno  fatte
  l'onorevole  De Luca e altri deputati, tanto di maggioranza  quanto
  di opposizione. Proprio in virtù del non mettere necessariamente in
  votazione  qualcosa  senza una condivisione, ma  volendo  ascoltare
  tutte quelle che sono le proposte - anche perché questa finanziaria
  non è di 20 articoli, è una finanziaria molto grossa e pertanto c'è
  molta  carne  al  fuoco  e determinarsi su dei  temi  assolutamente
  importanti  e  sensibili non è molto semplice, allora la  richiesta
  dell'onorevole Abbate va di pari passo con quella dell'onorevole De
  Luca  e di altri deputati anche del Movimento 5 Stelle; quindi  non
  vedrei  nulla  di  strano e nulla di brutto se si accantonasse  per
  fare una sintesi. Però, attenzione, quello che stiamo dicendo è che
  tutti questi accantonamenti per le riscritture, se non c'è qualcuno
  che  se  ne occupa, non si scrivono da sole, quindi quello  che  vi
  chiedo  è  mentre si fanno altri articoli di far sì  che  ci  possa
  essere un confronto con le altre forze politiche e con il Governo.

   ABBATE. Grazie, Presidente. Io condivido in pieno quello che è  il
  suo  atteggiamento, il suo portare avanti i lavori d'Aula,  andando
  incontro  a quelle che sono le esigenze del Parlamento,  però,  non
  capisco, noi dobbiamo riscrivere gli articoli senza che il  Governo
  ci  metta a disposizione il personale e lo coordini. Perché se noi
  su  questo  avevo  garanzie che si stesse  riscrivendo  l'articolo
  stiamo qua andando a recepire quelle che erano le richieste con gli
  emendamenti da parte dell'opposizione, della maggioranza, invece ci
  ritroviamo  una riscrittura non fatta e ci ritroviamo a votare  gli
  emendamenti entrando nel merito, quindi, andando contro quello  che
  si  era  deciso precedentemente. Quindi penso e invito  l'Assessore
  per  l'economia  a  mettere a disposizione o  la  Presidenza  o  il
  personale affinché possiamo riscrivere gli articoli.

   PRESIDENTE.  No,  lo  faccio  io nel  senso  che  faccio  prendere
  l'impegno  io,  non  per  grazia. Ascolti, onorevole  Abbate,  così
  chiariamo.  Siccome ci sono stati diversi articoli di cui  è  stata
  chiesta  la  riscrittura,  ribadisco  per  l'ennesima  volta:  sono
  articoli   importanti,  la  super  ZES  all'articolo  quattro,   la
  questione  che  stiamo  ponendo  in  questo  momento,  quindi  noi,
  comunque, dobbiamo andare avanti e non possiamo inciampare.
   Chiedo  all'Assessore Dagnino, quando mi si dice  di  accantonare,
  c'è  una  richiesta di accantonamento per la riscrittura,  qualcuno
  che  se  ne  debba  occupare  però ci deve  essere:  quindi  chiedo
  all'Assessore  Dagnino  come intenda procedere  sull'articolo  6  e
  sull'articolo 4.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.   Allora,  sull'articolo  6,
  vorrei essere chiaro, è una norma che non richiedeva, per come  era
  scritto  il  testo  base,  copertura  finanziaria,  chiaro?   Anzi,
  addirittura,  si  immagina che possa produrre un maggiore  gettito,
  perché  si applica alle nuove immatricolazioni quindi tutto  quello
  che  è  nuovo  si  aggiunge, per cui se noi diamo  uno  sconto  del
  venticinque  per  cento a chi immatricola nuove  auto,  noi  stiamo
  rinunciando  a  qualcosa  su  un'eccedenza,  su  qualcosa  che   si
  aggiunge.   Anziché  prendere  il  cento  in   più   prendiamo   il
  settantacinque  in più, quindi si calcola la maggiore  entrata.  Mi
  pare  che  questa norma stia diventando l'occasione per  introdurre
  esenzioni  a  mezzo  mondo e, nel momento in cui  noi  introduciamo
  esenzioni a mezzo modo, evidentemente, diventa una norma di  spesa,
  ma la norma di spesa non aveva previsione di coperture finanziarie.
  Perché  ho  dato  parere  favorevole all'emendamento  6.26?  Perché
  l'emendamento  6.26  estende una cosa  che  era  già  esentata  nel
  triennio decorso a un ulteriore triennio, quindi non c'è bisogno di
  copertura, perché niente prendevamo prima e niente prendiamo dopo.
   Nel momento in cui si tratta della norma che l'onorevole Abbate mi
  aveva più volte segnalato e sulla quale confermo di avere lavorato,
  senza  però prendere impegni col sangue, vi confermo che gli Uffici
  -  per  una  ragione  ovvia - mi hanno detto  che  esentare  questi
  autoveicoli che oggi pagano il bollo o fare lo sconto  del  25  per
  cento  a quelli che oggi pagano il bollo e domani non lo pagheranno
  richiede  una copertura finanziaria che non è quantificata.  Quindi
  la  norma  verrebbe tacciata di incostituzionalità  per  violazione
  dell'articolo  81,  questo  è il fatto, senza  nessuna  opposizione
  politica   senza   nessuna  motivazione  politica,   è   un   fatto
  semplicemente di copertura finanziaria. Grazie.

   ABBATE. Assessore, se la vota lei la legge. Mi ha detto che  c'era
  la copertura finanziaria. È anche bugiardo

   TOMARCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO.  Signor  Presidente chiariamoci una  volta  per  tutte,
  perché  abbiamo  sentito un attacco diretto come  se  ci  fosse  un
  problema  di dialogo tra deputati e assessore, ma non c'è  problema
  di nessun genere
   Noi qua rappresentiamo i siciliani e siamo in un'Aula democratica,
  siamo  chiamati qui non a pigiare un tastino, se ci avessero  detto
  il  primo  giorno  di legislatura che venivamo  qui  a  pigiare  un
  tastino ognuno di noi decideva se stare o non stare  Noi siamo  qui
  per  fare proposte, siamo qui per migliorare i testi. Questo  è  il
  Parlamento siciliano, non siamo qui per farci dire cosa fare e  non
  siamo qui per obbedire a nessuno. C'è un testo del Governo che  noi
  abbiamo  sottoscritto, che noi condividiamo,  ma  noi  facciamo  le
  nostre proposte e se le proposte sono buone abbiamo il diritto, non
  solo  il  diritto, il dovere, il dovere di farle, perché non  siamo
  qui  a  pigiare un tastino, siamo qui a rappresentare i  siciliani,
  siamo  qui  a fare proposte e siamo qui a cercare di migliorare  la
  vita dei nostri conterranei.

   PRESIDENTE. Mentre c'è questa riscrittura, accantoniamo l'articolo
  6. Sull'articolo 4, onorevole De Luca, l'assessore Dagnino ha detto
  che c'è la riscrittura sulle super ZES.
   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
     Incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili

   1.  Al  fine  di promuovere interventi diffusi di riqualificazione
  energetica  e  sismica degli edifici, orientati alla  sostenibilità
  ambientale  e  alla riduzione dei consumi, nonché  di  favorire  la
  conservazione e il miglioramento del patrimonio edilizio esistente,
  con   riferimento   agli  edifici  e  alle  unità   immobiliari   a
  destinazione   residenziale  siti  nel  territorio  della   Regione
  siciliana,  è  costituito nell'ambito del  Fondo  Sicilia,  di  cui
  all'articolo  2 della legge regionale 22 febbraio  2019,  n.  l,  e
  successive  modificazioni, un plafond con dotazione complessiva  di
  30.000  migliaia  di euro, destinato all'erogazione  di  contributi
  diretti a fondo perduto ai sensi del presente articolo.

   2.   Una   quota  del  fondo  di  cui  al  comma  1  è   destinata
  all'erogazione del contributo in favore di proprietari di  immobili
  con un indicatore ISEE inferiore a euro 20.000,00.

   3.  Il  contributo è destinato a persone fisiche, operanti  al  di
  fuori  dell'esercizio di attività d'impresa,  arti  o  professioni,
  nonché a condomini, per interventi sulle parti comuni.

   4.  Sono  ammissibili, purché gli immobili siano stati  realizzati
  con regolare titolo abilitativo:

   a)  interventi  di  adeguamento  sismico,  di  abbattimento  delle
  barriere  architettoniche  o  di  miglioramento  strutturale  degli
  edifici;

   b)  interventi  volti a favorire la transizione  energetica  degli
  edifici  allo  scopo di renderli più sostenibili in linea  con  gli
  standard green europei secondo le finalità di cui alla direttiva UE
  2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia;

   5.  Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano  agli
  interventi  su edifici già esistenti per lavori non ancora  avviati
  all'entrata  in  vigore  della presente  legge.  Sono  esclusi  gli
  interventi   su  unità  immobiliari  appartenenti  alle   categorie
  catastali A/1, A/8 e A/9.

   6.  Il  contributo di cui al presente articolo è  riconosciuto  in
  misura  pari  al  cinquanta  per  cento  delle  spese  ammissibili,
  calcolate ai sensi del prezziario unico regionale vigente decurtate
  almeno del venti per cento, secondo i seguenti massimali:

   a)  euro  25.000,00  per  ciascuna unità immobiliare  in  edificio
  unifamiliare  ovvero per ciascuna unità immobiliare  funzionalmente
  indipendente  con  accesso autonomo dall'esterno sita  in  edificio
  plurifamiliare;

   b)  euro 20.000,00 per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
  composti da due fino a otto unità immobiliari;

   c) euro 15.000,00, per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
  composti da più di otto unità immobiliari.

            7. La gestione della misura di cui al presente articolo è
  affidata  a  Irfis FinSicilia s.p.a. Le domande sono acquisite  con
  procedura   a   sportello,   secondo   l'ordine   cronologico    di
  presentazione,  fino  a esaurimento delle risorse,  sulla  base  di
  avviso   pubblico,  con  esclusione  del  click-day;  al  fine   di
  assicurare  un'equa  distribuzione  delle  risorse,  il  plafond  è
  articolato in sezioni per tipologie di interventi.

   8.  Il contributo è erogato per stati di avanzamento lavori (SAL),
  in   funzione   dell'effettivo  avanzamento  degli  interventi,   è
  subordinato  all'esito  positivo dei relativi  controlli  e  non  è
  cumulabile con altri aiuti pubblici relativi al medesimo intervento
  edilizio.

   9.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per le infrastrutture e  la  mobilità  di
  concerto   con   l'Assessore  regionale  per  l'economia,   sentito
  l'Assessore  regionale  per il territorio  e  l'ambiente  e  previo
  parere  della  competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  sono  definite le  modalità  attuative,  ivi
  comprese  le  tipologie  di interventi e di  spese  ammissibili,  i
  requisiti  di  ammissibilità nel rispetto di  quanto  previsto  dai
  commi  2  e  3,  i  criteri  e le modalità di  presentazione  delle
  domande, le fasi di istruttoria, erogazione e controllo, nonché  la
  suddivisione del plafond in sezioni per tipologie di interventi.

   10.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  10.000  migliaia  di euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 1).».

   I  soppressivi  sull'articolo 5, onorevole De Luca Antonino,  sono
  mantenuti o ritirati?
   Onorevole Gilistro, i soppressivi sono mantenuti o ritirati?

   GILISTRO. Ritirati.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Catanzaro,  mantenuti   o   ritirati   i
  soppressivi?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io sono fermo perché dicono che  c'è  stata
  una rissa, non so

   PRESIDENTE. Ma che sta dicendo  Onorevole Cracolici, per favore.

   CRACOLICI. Mi hanno riferito.

   PRESIDENTE. Mi hanno riferito, de relato, mi sta sembrando  mi  ha
  detto mio cugino , per favore.

   CRACOLICI.  Allora, signor Presidente. Questa norma, che  è  stata
  anche  presentata con una certa enfasi alla stampa  nel  presentare
  questa  manovra,  in  realtà,  è  un  topolino  che  partorisce  la
  montagna, perché si scopiazza la norma sugli ecoincentivi che  sono
  stati  abrogati in parte, perché il 50% rimane ancora in capo  agli
  sconti  sulle ristrutturazioni edilizie e si introducono una  serie
  di  variabili, una tra tutte il concetto di reddito ISEE di  20.000
  euro.
   A  questo  si  aggiunge  che si consente ai  condomini  di  potere
  entrare  nel  sistema.  Qualcuno mi dovrà spiegare  come  si  fa  a
  calcolare  i  condomini  come soggetti che  possono  accedere  alle
  ristrutturazioni energetiche e sismiche, stabilendo la soglia ISEE.
  Allora,  io  penso  che  siamo in presenza  di  norme,  come  dire,
  visionarie,  per definirle nella maniera più gentile possibile;  di
  difficile attuazione e, comunque, con una copertura finanziaria che
  è  assolutamente risibile rispetto a quello che la storicità  degli
  interventi di ristrutturazione edilizia ci dice.
   Signor  Presidente, io credo che c'è una via maestra  sulla  quale
  poter  operare... vorrei che lei mi ascoltasse, signor  Presidente,
  più che il Governo

   PRESIDENTE.  Io già l'ho ascoltata e ho ricordato  che  lei  aveva
  proposto una riscrittura, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. In realtà c'è già un emendamento previsto che si limita
  a rifinanziare la legge del 2009, che è una legge che ha funzionato
  fino ad un certo punto - poi non è stata più finanziata - che aveva
  un  automatismo - non dovevi fare domanda a nessuno - attraverso il
  sistema   bancario   accedevi   a  un   mutuo   per   ristrutturare
  un'abitazione, un condominio nell'ambito dei centri storici e delle
  "zone  A1", delle zone definite, diciamo, ad alta densità  edilizia
  nelle  zone  di piano regolatore, con l'abbattimento  totale  degli
  interessi e attraverso la gestione bancaria dell'accesso al mutuo.
   Quindi,  non c'erano graduatorie, non c'erano sistemi di  verifica
  ISEE,  ma chi interveniva - se la volontà nostra è di sostenere  la
  riqualificazione  del  nostro tessuto urbano,  in  particolare  nei
  centri  storici e nella cosiddetta edilizia di borgata - consentiva
  di  poterlo  fare  con  un abbattimento totale  degli  interessi  e
  restituendo - se non ricordo male in vent'anni o dieci anni, adesso
  non  ricordo qual è la norma - ma insomma, non dobbiamo  inventarci
  nulla,  perché qui a forza di inventarci le norme rischiamo di  non
  far  comprendere e di non attuarle. E poi ci si vanta del fatto che
  abbiamo anche dei grandi avanzi nella gestione finanziaria.  Certo,
  se facciamo le norme e non le utilizziamo l'avanzo si produce
   Ecco  perché, signor Presidente, chiedo di sostituire  interamente
  l'articolo  5 con l'emendamento che rifinanzia la legge  del  2009.
  C'era  già  una  convenzione con l'Unicredit, si può  estendere  ad
  altri soggetti finanziari...

   PRESIDENTE. Ma è presentato l'emendamento?

   CRACOLICI. Sì.

   PRESIDENTE. Qual è il numero?

   CRACOLICI.  Se lei mi chiede il numero... Non è stato  caricato  a
  questo  È un emendamento presentato. Glielo posso fare avere  senza
  numero.
   Va bene, ma quello interviene solo sugli interessi...

   PRESIDENTE.  Vuole  parlare  lei, onorevole  Giambona?  Sì,  si  è
  spostato...  lei nel frattempo aveva il microfono  acceso.  Lei  ha
  finito l'intervento? Grazie, le ho portato anche l'emendamento fino
  a casa. Faccio intervenire l'onorevole Giambona o vuole completare?
  Non so se ha completato l'intervento.
   Onorevole Campo, le chiedo scusa. Prego.

   CRACOLICI. Siccome mi ha chiesto che non c'era l'intervento.

   PRESIDENTE. L'emendamento

   CRACOLICI.  L'emendamento,  mi  sono  premurato  di  farle   avere
  l'emendamento.  Io  credo  che  è semplice.  L'articolo  5  non  va
  riscritto,  va  sostituito da una norma semplice di rifinanziamento
  di  una  legge  già  vigente, punto e basta, che  l'Assessore  alle
  infrastrutture  credo  conosca. Da  tempo  chiedo  di  rifinanziare
  questa  norma,  ha  funzionato, non c'è nessuna intermediazione  né
  politica né di nessun tipo, ma chi vuole ristrutturarsi la casa nei
  centri storici e nell'edilizia di borgata può farlo senza pagare un
  euro di interessi alla banca che gli concede un mutuo. Punto.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, aspetti onorevole De  Luca,
  prima l'onorevole Campo, l'onorevole Giambona e poi l'onorevole  De
  Luca Cateno... no, lei non me l'ha mai chiesto.

   MARANO. Io l'ho chiesto.

   PRESIDENTE. Per ultimo, se vuole.
   È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie.  Signor Presidente, Assessori e colleghi,  allora,
  partendo  dal fatto che questa norma nelle commissioni era  partita
  con  una  copertura  di 45 milioni in tre anni  e  poi  sono  stati
  ridimensionati  a  30, ma la cosa strana è che,  in  maniera  molto
  aleatoria, senza definire una percentuale ben precisa, si lascia la
  discrezionalità  poi  di assegnare una parte di  queste  somme  già
  molto basse a chi ha un ISEE inferiore a 20 mila euro.
   Chiaramente lascia il tempo che trova perché non sappiamo, poi  di
  fatto, quante persone con reddito basso ci rientreranno e come,  di
  fatto,  è  possibile distribuire così poche somme  anche  a  queste
  persone.
   Quindi,  io  sono  d'accordo  con il  collega  che  va  fatta  una
  riscrittura perché, una norma che potrebbe avere grande  importanza
  per  la  nostra Regione, fatta in questo modo è poco  chiara,  poco
  definita e con somme veramente troppo, troppo basse. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Grazie, signor Presidente. Beh, sicuramente questa  norma,
  Presidente,  ha qualche cosa non chiara, a partire  dalla  somma  a
  disposizione  che per gli interventi è davvero troppo  modesta  per
  avere  un  impatto  significativo sull'economia  reale  e  rischia,
  indubbiamente,  di  essere una norma più  propagandistica  che  una
  norma che abbia un beneficio sui cittadini.
   Per  esempio, il contributo che viene erogato può essere  cumulato
  con  le  agevolazioni fiscali nazionali? L'investimento può  essere
  effettuato  indistintamente su tutte le abitazioni? Ci  sono  tante
  cose da dover approfondire, l'abbiamo fatto in Quarta Commissione e
  tra  l'altro  io avevo degli emendamenti che metto in evidenza  che
  non sono caricati nel sistema. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente Galvagno. Anzi, è l'occasione
  per  dare  anche il benvenuto al Presidente Schifani che finalmente
  ci  ha  raggiunto per discutere questa finanziaria, che non è  nata
  sicuramente sotto i migliori auspici e che difficilmente  vedrà  la
  luce secondo quelle che erano le aspirazioni iniziali.
   Presidente Schifani, io approfitto della sua presenza,  una  volta
  che avrò ottenuto la sua attenzione, per fare una domanda.
   Presidente Schifani, Presidente Galvagno, se è possibile.

   PRESIDENTE. Lei deve...

   DE LUCA Antonino. Lo so, ma c'è troppo traffico Presidente.

   PRESIDENTE. Lei deve rivolgersi alla Presidenza.

   DE LUCA Antonino. Lei non mi guarda, lui non mi guarda.

   PRESIDENTE.  No, no, io la guardo. La osservo bene.

   DE  LUCA  Antonino.   Io sento l'esigenza di essere  guardato,  mi
  guarda solo l'Assessore Faraoni.

   PRESIDENTE. Vada avanti.

   DE  LUCA Antonino. Non è sensato tutto ciò.  Io vorrei capire  una
  questione  da chi guida il Governo, proprio a livello politico.  Il
  centrodestra ha deciso di fare tabula rasa di tutti i bonus edilizi
  introdotti nel passato, nel recente passato, dal Governo Conte,  di
  ridimensionare  i  bonus  edilizi  che  erano  vigenti  a   livello
  nazionale  andando, non solo a rivedere e a distruggere il  mercato
  dei crediti fiscali, ma anche a ridurre la portata delle detrazioni
  fiscali  attuabili,  creando  un  danno  incredibile  all'edilizia,
  all'occupazione  che  ruota  intorno all'edilizia,  ma  anche  alle
  famiglie.
   Dopodiché,  il Presidente Schifani, che è un autorevole  esponente
  del  centrodestra,  e  oggi guida la coalizione  al  Governo  della
  Sicilia  ma  viene  dal Parlamento nazionale, ed è  sicuramente  un
  autorevole esponente a livello nazionale del centrodestra,  propone
  di introdurre questa misura all'articolo 5.
   Io  mi  chiedo, innanzitutto, perché? Perché avete capito  che  il
  super  bonus e gli incentivi che avevamo introdotto funzionavano  e
  in  questo  momento  l'edilizia in  Sicilia  è  in  crisi  a  causa
  dell'eliminazione di questi bonus, e allora volete provare  a  fare
  una  puntata in questa direzione? Perché se questo è lo  scopo,  io
  credo  che  con l'approvazione di questa norma, che è un  tentativo
  pallido  di andare in quella direzione, non si raggiunga Presidente
  Schifani quell'obiettivo.
   Perché?  Faccio  un  esempio, ma per quello che  mi  dice  poi  la
  strada, ma se io sono una famiglia con un ISEE sotto i 20.000 euro,
  io  penso  a  pagare  le  bollette  o  a  farmi  un  intervento  di
  adeguamento sismico o di riqualificazione energetica? Ecco,  se  io
  sono  una  famiglia  con  un ISEE sotto i 20.000  euro,  Presidente
  Schifani,  penso  a  fare la spesa e a portarla  a  casa,  penso  a
  curarmi,  penso a prenotarmi un esame a pagamento perché la  sanità
  pubblica  non  me  lo  dà, penso a pagare le bollette  perché  sono
  aumentate,  perché dobbiamo pensare ad armarci,  e  sono  questi  i
  problemi che ha una famiglia con un ISEE sotto i 20.000, non si può
  permettere  un  adeguamento  sismico o un  adeguamento  energetico,
  magari potessero
   Poi,  anche  il  Covid, veda, così come i super  bonus,  ci  hanno
  lasciato un quadro che in una gara d'appalto privata, dove non vige
  il  massimo  ribasso  come  da  noi,  non  esiste  più  una  ditta,
  soprattutto una piccola ditta locale, che ti fa un ribasso  del  20
  per  cento  del  computo metrico e se c'è, dato  che  i  costi  del
  personale  sono quelli, l'Iva e le tasse sono quelli,  i  materiali
  sono  aumentati, il margine di guadagno del 20 per cento, ormai,  è
  solo  appannaggio  o  di grossissimi gruppi di  costruttori,  o  di
  nessun altro.
   E,  poi, Presidente, questo tipo di misura, che non si applica, lo
  ricordo ai lavori già avviati, ma che ricadute occupazionali ha  in
  termini di PIL regionale? Perché sono 30 milioni di euro alla fine.
  A  livello  di  numero  di  interventi, quanti  realisticamente  ne
  possiamo sostenere? Qualche centinaio?
   E  infine,  bene  non  fare i click-day,  ma  invece  di  fare  le
  procedure a sportello, che ti trovi tutti quelli che vengono, fanno
  domanda,  per  poi sentirsi dire che i soldi sono  finiti,  ma  non
  sarebbe  stato più logico andare a costruire dei plafond,  dividere
  il  plafond in più sezioni, cosicché già sapevamo quante e  di  che
  importo   domande  potere  accogliere?  Perché   così   si   creerà
  confusione,  nessun  aumento del PIL, nessun  intervento  a  favore
  delle  famiglie più disagiate perché ripeto, sotto i 20.000 io  non
  ci  penso a farmi l'adeguamento sismico o l'adeguamento energetico,
  per  un paio di pannelli ci vogliono 10-15 mila euro; se faccio  un
  adeguamento  sismico, un rinforzo di pilastri, anche  più  semplice
  con  una fibra di carbonio ci vogliono decine di migliaia di  euro;
  per  fare un carotaggio e un'analisi, calcoli al Genio civile...non
  ci sono queste possibilità in Sicilia, Presidente Schifani
   Io  credo,  che  questa, si tradurrà in una  norma  spot,  in  cui
  diciamo  che  vogliamo  aiutare le famiglie, diciamo  che  vogliamo
  aiutare  l'edilizia, diciamo che vogliamo recuperare il  patrimonio
  urbano dei centri storici dove, le ricordo, il 30% degli immobili è
  vuoto,  in condizione di abbandono, a Messina, Catania e Palermo  e
  sono dati non miei, ma dati statistici alla portata di tutti noi.
     Quindi,  io  mi chiedo, che senso ha? Non sarebbe  stato  meglio
  avviare  una seria interlocuzione con il Governo nazionale e  dire,
  chiaramente,  che  abbiamo fatto una sciocchezza  ad  eliminare  le
  agevolazioni  edilizie introdotte dal Governo  Conte,  rimettiamole
  perché  abbiamo paralizzato un Paese, le famiglie e le ditte  edili
  che finalmente avevano trovato respiro?
   Io credo che sarebbe stato molto più serio e avremmo anche evitato
  di  dover  postare  delle risorse che non  daranno  alcun  tipo  di
  sviluppo alla nostra regione. Grazie.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi.
   Presidente  della Regione, la ringrazio di essere  qui  perché  su
  questo  articolo  ci  permette anche di  capire  qualcosa  di  più,
  rispetto  all'indirizzo politico che vuole assumere questo Governo,
  anche  attraverso  delle misure che sono state previste  in  questa
  norma finanziaria.
   Fino  ad  oggi, fino a questo momento, sull'articolo  che  prevede
  interventi  circa  le  agevolazioni  in  ambito  edilizio,  abbiamo
  ascoltato  solamente,  ecco, dei contributi di  natura  critica  su
  quello che è l'articolato e mi chiedo, Presidente della Regione, da
  dove proviene questa proposta?
   Parlo  con il Presidente dell'Assemblea, ma naturalmente  gradirei
  che mi ascoltasse anche il Presidente della Regione...

   PRESIDENTE. Io sono sicuro che lo stia facendo.

   GIAMBONA. Di chi è la paternità di questa proposta, di chi  è?  Di
  quale  partito  è? Perché obiettivamente, credo che noi  ci  stiamo
  avventurando,   Presidente  della  Regione,  sia  sotto   l'aspetto
  tecnico, squisitamente tecnico, sia sotto l'aspetto politico.
   Intanto  parto all'aspetto politico, perché sulle tematiche  delle
  agevolazioni  fiscali abbiamo, a più riprese, ormai  da  oltre  due
  anni,  ascoltato  quelle  che  sono state  le  dichiarazioni  dalla
  Presidente del Consiglio in giù, da tutti i partiti che, di  fatto,
  fanno   parte  di  questa  compagine,  che  hanno  manifestato   la
  contrarietà al super bonus. Hanno rappresentato come il super bonus
  abbia  determinato enormi problemi nell'assetto sociale  economico,
  oltre che di squilibrio nella finanza pubblica. Adesso, invece,  il
  Governo, che è composto dagli stessi partiti che abbiamo a  livello
  nazionale,  in Sicilia ci propone una misura analoga.  E  questo  è
  l'aspetto politico, per il quale io vorrei capire, Presidente della
  Regione,  chi  difende  oggi  questo articolo?  Chi  si  assume  la
  responsabilità  politica di dire all'Aula, di  dire  ai  siciliani,
  questa  è  la  mia  proposta e la sto portando  avanti  per  questi
  motivi.  Perché,  altrimenti, credo che abbiamo  una  comunicazione
  unidirezionale, critica, invece bisognerebbe capire chi ha proposto
  questa  misura che dal punto di vista tecnico fa acqua da tutte  le
  parti.
   Ora,  il Governo non si è confrontato con i commercialisti. Io  ho
  fatto  un  passaggio con la Conferenza regionale e  nessuno  sapeva
  parlare di questa misura, dico questo perché la normativa a livello
  nazionale  che  prevede l'agevolazione è la  n.  449  del  1997,  a
  seguito  della  quale e che, ad oggi, è in vigore,  e  ha  previsto
  l'agevolazione, dapprima, del 36% e ora del 50%, è perfettamente in
  vigore  e,  allora, io mi chiedo: a) questa misura che  voi  volete
  proporre  in chiave regionale è compatibile rispetto a quella  che,
  ad  oggi,  è in corso e per la quale sono previste le agevolazioni,
  dalla  misura  nazionale? Ecco, questa è la prima  domanda;  o  gli
  utenti,  o  i siciliani, sarebbero nelle condizioni di chiedere  le
  medesime   agevolazioni,  sia  in  Sicilia,   sia   nella   propria
  dichiarazione  dei  redditi? Perché questo,  guardate,  che  non  è
  assolutamente  chiaro.  Diversamente  staremo  di  fronte  ad   una
  duplicazione  con  effetti non quantificabili.  Dopodiché  ci  sono
  tutta  una  serie  di  questioni che, dal punto  di  vista  tecnico
  rendono  assolutamente  inapplicabile la  norma,  ci  sono  aspetti
  enormi  nell'applicazione dal punto di vista  degli  immobili,  dal
  punto di vista dei soggetti che ne potrebbero essere beneficiari.
   Quindi, noi, obiettivamente, Presidente della Regione, credo  che,
  insomma, sulla normativa creativa ci sta ma fino ad un certo punto,
  credo che ci stiamo avventurando in un campo minato.
   Al  contrario, io ritengo che, fermo restando che vorrei ascoltare
  da dove proviene, da chi proviene e chi difende la proposta, perché
  questo  politicamente sarebbe molto interessante  e  sarebbe  molto
  rilevante, quindi sottolineo questo aspetto.
   Rilancio  quanto  poc'anzi ha detto il collega Cracolici,  andiamo
  invece  a fare cose concrete, cose che possono determinare risposte
  per  la  nostra  Sicilia, andiamo a rifinanziare la legge  n.6  del
  2009,  l'articolo  33,  che prevede i contributi  per  coloro  che,
  appunto,   vanno   ad   accedere  a  dei   finanziamenti   per   la
  riqualificazione delle nostre aree dei centri storici e delle  aree
  A, questo credo sia un segnale concreto.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  se sono ritirati  tutti  gli  emendamenti
  soppressivi,   potremmo   votare   l'emendamento   di   riscrittura
  dell'onorevole  Cracolici.  No? Ha  chiesto  prima  di  intervenire
  l'onorevole   De  Luca  Cateno,  poi  l'onorevole  Schillaci,   poi
  l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. C'ero io prima dell'onorevole De Luca.

   PRESIDENTE.  No, lei è intervenuto troppe volte.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  assessore Dagnino, vorrei un attimo, se è  possibile,  la
  vostra  attenzione,  in  relazione a questo  articolo,  esattamente
  l'articolo  5,  perché  avevamo  già  avuto  modo,  in  Commissione
  Bilancio, di fare una valutazione, insieme agli altri colleghi,  in
  relazione  a  quella  che  è  una  procedimentalizzazione   di   un
  contributo,  che  già in passato, è stato applicato  e  con  grande
  successo.
   Il  collega  Cracolici dice bene, ci siamo confrontati  su  questo
  argomento  già in Commissione Bilancio e quella che è la previsione
  dell'articolo  33,  della  legge n.6  del  2009,  va  nella  giusta
  direzione:  primo motivo, è perché è un testo semplice  e  io  avrò
  modo,  in queste giornate, di denunciare l'ufficio di complicazione
  rappresentato da alcuni dipartimenti e di alcuni uffici  periferici
  della Regione siciliana. Meno noi diamo in pasto le nostre norme  a
  procedimenti che, poi ovviamente, cozzano con valutazioni di  varia
  natura  e  meglio è, e tante norme di questo Parlamento,  ad  oggi,
  sono rimaste inapplicate, esattamente per questo principio.
   La  previsione  che  era  stata fatta era banale,  semplice,  dico
  banale  perché  era molto semplice rispetto a una  previsione  così
  complicata,   dare  questo  contributo  in  conto   interessi   per
  intervenire  nelle zone A di tutti i centri abitati e  darlo  anche
  con un tetto ben preciso per evitare speculazioni. Di conseguenza è
  ovvio  che  il  rifinanziamento dell'articolo 33  va  nella  giusta
  direzione.  Ma  anche  la  finalità, il restauro  e  il  ripristino
  funzionale già calza in modo preciso e puntuale per quella che è la
  necessità dei nostri centri storici. Io abito in un piccolo  centro
  che  è tutta zona A e sconta, purtroppo, il disagio dell'abbandono.
  Avere  delle norme del genere che consentono, anche ai  fini  della
  salvaguardia della pubblica e privata incolumità, perché  ormai  la
  maggior parte di queste unità abitative sono diventate un pericolo,
  e  di  conseguenza  chi amministra ha anche il problema  di  dovere
  intervenire  con  ordinanze per poter far  fronte,  con  soldi  del
  Comune,  ad  interventi  per  evitare che  succeda  il  peggio.  Di
  conseguenza,  signor  Presidente, lo dico  anche  ai  colleghi  del
  Parlamento   e   al   Governo,  quando  qualcosa   ha   funzionato,
  utilizziamola   Questa norma ha funzionato quindi  le  risorse  che
  sono   state   destinate  per  l'articolo   5,   destiniamole   per
  rifinanziare  questa norma. Quella che è stata la  scelta  politica
  del  Governo  viene rispettata ma viene inserita in un procedimento
  legislativo  che, comunque, ha già dato un grande riscontro  e  può
  mettere  nuovamente  in  moto un minimo  di  intervento  economico-
  sociale nell'ambito dei centri abitati, zona A. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Visto e considerato che  si
  sta  trattando della riscrittura dell'onorevole Cracolici e  altri,
  che  sostituisce  interamente l'articolo 5, chiedo  il  parere  del
  Governo.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie,
  signor  Presidente. Mi rivolgo non solo a lei ma anche ai colleghi,
  perché  il  dibattito  è  molto  serrato  sull'abbattimento   degli
  interessi e sui contributi a fondo perduto per la ristrutturazione.
  Questi  argomenti sono trattati in due articoli: l'articolo 5,  che
  stiamo  trattando  ora, e l'articolo 37. Siccome è  intenzione  del
  Governo, perché è una delle norme qualificanti anche nella proposta
  del  Governo,  poter  portarla avanti, io chiederei,  se  l'Aula  è
  d'accordo,  una sospensione sia sull'articolo 5, che  sull'articolo
  37.

   PRESIDENTE. Semmai l'accantonamento.

   ARICÒ,  assessore  per le infrastrutture e la mobilità.  Mi  scusi
  signor  Presidente,  l'accantonamento. E, poi, poter  trattare  sia
  l'articolo  5  che  l'articolo 37 insieme,  per  fare  una  sintesi
  congiunta   sia  per  i  contributi  a  fondo  perduto,   sia   per
  l'abbattimento  del  100% degli interessi per  la  ristrutturazione
  delle case.

   PRESIDENTE. Va bene. C'è una richiesta di accantonamento.

   DIPASQUALE.   Gli  interventi  li  dobbiamo  finire.   Prima   gli
  interventi e poi accantoniamo. Se no c'è chi interviene e  chi  no.
  Non avevo parlato neanche una volta

   PRESIDENTE. Neanche una volta, quando? Nell'ultima mezz'ora
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. E sto evitando di parlare.
   Signor  Presidente, onorevole Presidente della Regione,  assessori
  ed  onorevoli  colleghi parlamentari. Anche perché  il  Governo  ha
  individuato   un  nervo  scoperto  su  questo,  che  richiede   una
  particolare  attenzione  e che sono i centri  storici.  Io  non  ho
  difficoltà  a  dire  che  sono  per i centri  storici.  Perché  poi
  l'abbiamo  detto tutti quanti: noi abbiamo l'esigenza  di  mettere,
  veramente,  le  mani sui centri storici, perché  stanno  diventando
  sempre  di  più  le vere periferie delle città, che sono  i  centri
  storici, perché sono invivibili. Cioè, noi ci troviamo una  miriade
  di  abitazioni che sono ormai abbandonate. Se noi non  mettiamo  le
  mani  subito  sui centri storici, non solo creiamo dei ghetti,  non
  solo  l'abbandono,  non  solo il malaffare, ma  stiamo  impoverendo
  anche l'edilizia abitativa di tantissime persone.
   Quindi,  il tema è un tema positivo, cioè, ritengo una finanziaria
  che mette questo focus sui centri storici, sicuramente positiva.
   Il  problema  qual  è,  Presidente? Che  dobbiamo  capire  qual  è
  l'intervento  migliore  per ottenere il  migliore  risultato.  Ora,
  sicuramente, è quello di rifarsi a norme già esistenti -  Cracolici
  ne  ha  evidenziata  una  che  è quella  dei  contributi  in  conto
  interessi  -  io  la ricordo bene quella norma, ha un  significato.
  Certo,  i  tempi  di oggi rispetto a ieri sono diversi  per  quanto
  riguarda  il  costo  del denaro, cioè, allora gli  interessi  erano
  molto più alti, ora sono più bassi ma, sicuramente, è una norma che
  ha  un  significato.  Io  mi  permetto di ricordare  all'Assemblea,
  perché  qualcuno  c'era  anche  nel 2015,  che  noi  abbiamo  anche
  un'altra  norma che è la n. 13 del 2015. Io vi prego nel  frattempo
  di  attenzionarla - lei c'era in Aula, assessore Aricò - la  n.  13
  del   2015  prevedeva  interventi  nei  centri  storici  attraverso
  demolizione  e  ricostruzione,  e  tutte  queste  belle  cose   nel
  comparto, ma aveva dato una possibilità importantissima nel  centro
  storico: la possibilità di realizzare il piano costruttivo.
   Se  lo ricorderà anche l'onorevole Savarino perché fu un motivo di
  discussione.  Quindi, per la prima volta, i piani  costruttivi  che
  noi  abbiamo  fatto  fuori dalla cinta urbana, cioè  abbiamo  fatto
  nelle  periferie,  con il finanziamento, i piani  costruttivi  cosa
  sono?  Le cooperative sociali. La legge n. 79 del 1975, se vogliamo
  parlare  di norme, dava la possibilità alla cooperativa sociale  di
  avere  le  risorse, il contributo dalla Regione per poter  fare  il
  piano  costruttivo. Quella norma mette in condizione  di  avere  il
  contributo  per  il piano costruttivo, Presidente,  per  farlo  nel
  centro  storico perché un intervento edilizio nel centro storico  è
  un  intervento edilizio importante, molto oneroso. Noi non dobbiamo
  pensare  solamente  al  contributo in conto  interessi,  questo  lo
  facciamo  rifinanziando la legge che ha citato appunto  l'onorevole
  Cracolici  ma abbiamo la necessità di dare anche qualche intervento
  in più.
   Quindi,  il mio suggerimento è di finanziare anche l'articolo  che
  prevede  i piani costruttivi della legge n. 13 del 2015 secondo  le
  modalità  della  legge n. 79 del 1975. Cioè,  noi  diciamo  che  le
  cooperative edilizie, nei centri storici, si fanno in base a quella
  che  era  la norma e ci mettiamo i soldi, apriamo una nuova  maglia
  che  avevamo  previsto  nel 2015. Noi tutti,  io,  Assenza,  Aricò,
  Savarino,   c'eravamo   noi   tutti,   l'abbiamo   votato    tutti,
  all'unanimità.
   Quindi, io nella riscrittura inserirei anche questa possibilità, e
  facciamo questo esperimento.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  Si  passa all'articolo 9, perché di  questo  è  stato
  chiesto l'accantonamento. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
       Disciplina delle procedure per l'erogazione degli assegni
            in favore di persone con disabilità gravissima

   1.  All'articolo  9 della legge regionale 9 maggio  2017  n.  8  e
  successive  modificazioni,  dopo il comma  5-ter  sono  aggiunti  i
  seguenti commi:

    5-quater. Al fine di ottimizzare la programmazione delle  risorse
  finanziarie, le nuove istanze di attribuzione dei benefici  possono
  essere presentate alle Aziende sanitarie provinciali competenti per
  territorio  dall'1 gennaio al 30 giugno di ogni  anno.  Le  Aziende
  sanitarie   provinciali,   entro  il   successivo   30   settembre,
  trasmettono  al  Dipartimento  regionale  della  famiglia  e  delle
  politiche  sociali la certificazione delle persone  con  disabilità
  gravissima.

   5-quinquies.  Le  Aziende sanitarie provinciali  sono  onerate  di
  effettuare con cadenza almeno semestrale la verifica dell'esistenza
  in  vita  dei beneficiari degli assegni. Con decreto del Presidente
  della   Regione,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e il lavoro,  sentito  l'Assessore
  regionale  per la salute, sono fissate le modalità per la  verifica
  degli  accertamenti  sanitari  secondo  criteri  di  trasparenza  e
  rotazione,  escludendo  che i residenti nel territorio  provinciale
  siano  soggetti  a  visita da parte delle commissioni  dell'Azienda
  sanitaria   provinciale  di  appartenenza.  Le  Aziende   sanitarie
  provinciali  presentano  una  dettagliata  relazione  annuale   sui
  controlli  effettuati al Dipartimento regionale  della  famiglia  e
  delle  politiche sociali, specificando le modalità  di  rilevazione
  del  campione,  il  numero  e  gli esiti  dei  controlli  eseguiti,
  comunque, in misura non inferiore al minimo fissato dalla normativa
  vigente. .».

   PRESIDENTE.  Sull'articolo 9, onorevole De Luca ha  presentato  la
  riscrittura? È già depositata?
   Perfetto. La vuole illustrare?

   DE  LUCA Antonino. Presidente Schifani e assessore Faraoni, io  vi
  chiedo  veramente  un momento su questa norma di grande  attenzione
  perché si rivolge ai disabili gravissimi.
   I  disabili gravissimi sono anche i percettori del patto di cura e
  sono  quelle persone che sono nella disabilità più grave che  possa
  essere  certificata  dalla  Regione siciliana  attraverso  le  ASP.
  Queste   persone  prendono  mensilmente  un  assegno   che   è   di
  milleduecento  euro al mese, in virtù di questa condizione,  che  è
  definito patto di cura.
   Per  percepire  questo assegno occorre istruire  una  pratica,  da
  quando  poi viene accettata, l'assegno è retroattivo, dalla domanda
  quindi viene consegnato dalla domanda di rilascio.
   Prima  c'era  una finestra annuale, cioè tu dovevi presentare  una
  volta  nell'anno  questa domanda, poi l'anno successivo  ti  veniva
  accolta  la  pratica  e  ti davano i 12 mesi di  assegni  indietro.
  Questo  cosa  comportava?  Che  il disabile  gravissimo  e  i  suoi
  familiari,  avendone  diritto presentavano una  domanda  per  avere
  questo  assegno e dovevano attendere 12 mesi per poterlo percepire.
  Chi  lo presentava appena scaduto il termine di presentazione delle
  domande,  comunque  un massimo di 11, 12 mesi.  Se  lo  presentavi,
  invece, il mese prima attendevi un mese.
   Nella scorsa legislatura che abbiamo fatto? Abbiamo introdotto  la
  doppia  finestra:  30  giugno  e 31 dicembre.  In  questo  modo  un
  disabile  gravissimo che presenta la domanda  o  nel  primo  o  nel
  secondo semestre, attende al massimo, per percepire l'assegno a cui
  ha diritto, sei mesi. Comprendo che questo comporta un aggravamento
  delle procedure negli assessorati ma l'articolo 9, per come è stato
  presentato, comporterebbe che queste persone affette da  disabilità
  gravissima potrebbero nuovamente presentare la domanda, massimo una
  volta l'anno in un'unica finestra, e nella condizione peggiore  chi
  oggi   attende  massimo  sei  mesi  con  l'approvazione  di  questo
  articolo,  attenderebbe  massimo 18 mesi,  un  anno  e  mezzo,  per
  ottenere  l'assegno del patto di cura di cui ha diritto, Presidente
  Schifani,  i disabili gravissimi, la Regione non risparmierebbe  un
  euro,   sarebbe  solo  meno  gravosa  la  procedura  per  i  nostri
  Assessorati  ma a farne le spese sarebbero i disabili gravissimi  e
  le  loro famiglie. Allora, che diciamo? Togliamo questa cosa del  5
  quater perché diventa un sollievo amministrativo per la Regione  ma
  un   gravissimo  appesantimento  per  le  famiglie   dei   disabili
  gravissimi  perché  allunghiamo di molto  i  tempi  di  attesa  per
  percepire l'assegno, dopo di che è correttissimo invece il  secondo
  comma dove dite alle ASP, senza visite, di fare una rilevazione dei
  soggetti deceduti, perché quello è giusto si faccia l'accertamento,
  è  inutile fare la visita, sono disabili gravissimi, purtroppo, non
  possono  guarire possono solo passare a miglior vita  e,  anzi,  lì
  pure  offre una semplificazione: si faccia un semplice decreto  del
  Presidente  della  Regione, su proposta del solo assessore  per  la
  salute,  perché la rilevazione è solo dell'Assessorato alla salute,
  perché  la  pratica  la istruisce tutta l'Asp,  l'Assessorato  alla
  famiglia semplicemente eroga l'assegno ma la gestione burocratica e
  tutte delle ASP.
   Quindi,  da  questo punto di vista la mia riscrittura  semplifica,
  aiuta  i  disabili  e  alleggerisce il vostro lavoro.  Per  cui  vi
  chiedo,  veramente, condivisione, in nome di tutte le  famiglie  di
  disabili.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore per la
  salute e Presidente della Regione, ho fatto una battaglia in  tutti
  questi anni e confido sulla sua presenza all'Assessorato perché  io
  so che lei è una donna capace, una donna attenta. Da anni, tento di
  istituire uno sportello unico sulla disabilità, era già passato con
  un  ordine del giorno negli anni passati, l'assessore precedente mi
  aveva raccomandato positivamente sulla riuscita e sull'applicazione
  di  quest'ordine  del  giorno, cosa che non  è  avvenuta,  oggi  mi
  ritrovo  questa norma in finanziaria dove praticamente le  famiglie
  sono  chiamate a ulteriori sforzi, per un approfondimento da  parte
  delle ASP, ma ci sono delle disabilità che non hanno possibilità di
  ritorno,  cioè i disabili gravi e gravissimi non hanno  possibilità
  di  guarire, quindi io le chiedo di applicare finalmente, istituire
  questo sportello unico disabilità, perché è impensabile che, ancora
  oggi,  le  famiglie si debbano destreggiare da un ufficio all'altro
  che,  tra  l'altro, non è un unico ufficio, sono più uffici  a  cui
  sono  chiamati  a presentare moduli, istanze e andare,  per  giunta
  avendo   a   carico  della  propria  famiglia  situazioni   davvero
  drammatiche.
   Quindi  io  chiedo al Presidente della Regione e all'Assessore  di
  attenzionare  l'emendamento  9.10  che  si  trova  nel  tablet  nel
  fascicolo che istituisce, finalmente, con una piccola spesa  questo
  sportello unico della disabilità.

   PRESIDENTE. Assessore Faraoni, prego.

   FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, intanto,  per
  quanto  riguarda l'articolo 9, trattandosi soltanto di  una  misura
  che  doveva volgere alla ottimizzazione della programmazione  delle
  risorse perché, comunque, un'attività di monitoraggio su quella che
  è  l'incidenza della spesa è necessaria, però mi rendo conto  della
  finalità di semplificare anche il percorso e quindi ritengo che  il
  Governo  non abbia difficoltà ad accogliere la soppressione  del  5
  quater.
   Invece,  per  quanto riguarda la questione dello  sportello  unico
  della   disabilità,  mi  permetto  di  evidenziare  che  è   questa
  un'attività  che deve essere gestita congiuntamente tra Assessorato
  alla  salute  e Assessorato alla famiglia e alle politiche  sociali
  perché, ovviamente, l'ipotesi, diciamo, che possono rientrare nella
  gestione   di  una  unicità  della  gestione  della  disabilità   è
  sicuramente molto integrata tra questi due.
   Per  la  diversità  di misure e per, anche, la sovrapposizione  di
  misure   che   talvolta  abbiamo  nello  stesso   ambito   però   è
  un'operazione che possiamo anche pensare di valutare e la  possiamo
  anche introdurre, se mi posso permettere, anziché con la norma - ma
  in  questo mi prendo l'impegno - con un decreto. Decreto congiunto,
  naturalmente, dei due Assessorati, di cui mi farò carico.

   PRESIDENTE. Possiamo andare a votare.
   Assessore,  non ho capito se il 5 quater  quindi, ne  accoglie  la
  soppressione?   L'unica   cosa  colleghi,   Assessore,   ci   vuole
  l'emendamento  del  Governo  perché non  c'è  tra  gli  emendamenti
  soppressivi, non lo può presentare lei, onorevole De Luca, lo  deve
  presentare il Governo.

   FARAONI, assessore per la salute. Lo presentiamo noi, facciamo  la
  riscrittura.

   PRESIDENTE.    Ok.   Intanto  i  soppressivi  dell'articolo   sono
  ritirati? Onorevole De Luca, De Luca Cateno, Catanzaro, La Vardera,
  li considero ritirati...
   Si  passa  all'emendamento 9.12 del Governo, che è un  emendamento
  tecnico.
   Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 9.8, onorevole Schillaci, non è ammissibile, non c'è
  copertura sull'FSC.
   Si passa all'emendamento 9.11, degli onorevoli Chinnici ed altri.
   Prego, onorevole Chinnici, lo illustri.

   CHINNICI. L'emendamento è riferito al fatto della possibilità  che
  il  supporto  psicologico  non  sia  riservato  solo,  appunto,  ai
  disabili psichici nelle comunità alloggio ma quando tornano a casa,
  perché  il  problema  ovviamente della disabilità  psichica  non  è
  confinata  al ricovero, all'ospedalizzazione, alla presa in  carico
  nella  comunità  alloggio, nel momento in cui il disabile  psichico
  torna a casa ha bisogno lo stesso, anzi ha bisogno ulteriormente di
  un supporto psicologico.
   Quindi con questo emendamento noi facciamo in modo che i programmi
  terapeutici possano essere poi gestiti anche quando il disabile è a
  carico delle famiglie e le famiglie lo devono gestire e non ci  sia
  bisogno  di un ricovero per avere le prestazioni di psicoterapia  e
  di riabilitazione psichiatrica.
   A  noi  sembra un punto dirimente fondamentale e come  Intergruppo
  parlamentare sulla salute mentale abbiamo ascoltato, ci sono  anche
  i  colleghi  della  maggioranza  che  sono  a  conoscenza,  infatti
  l'emendamento  era firmato dall'Intergruppo parlamentare  non  solo
  dal  Partito  Democratico,  se vedete  i  cognomi  sono  quelli  di
  maggioranza e opposizione che compongono l'Intergruppo sulla salute
  mentale, quindi ci sono i colleghi anche della maggioranza.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Il  parere  del
  Governo?
   Assessore  è  l'emendamento 9.11 dell'onorevole  Chinnici,  che  è
  firmato dall'Intergruppo con più colleghi, non so se lo ha letto.

   FARAONI, assessore per la salute. No.

   PRESIDENTE.  Se può leggerlo, in maniera tale che mi può  dare  il
  parere  se  è  favorevole o contrario. Lo trova sul  fascicolo  del
  testo del disegno di legge.
   Nel  frattempo  è  stato  presentato  l'emendamento  9.14,  che  è
  soppressivo del comma 5 quater. Lo leggiamo direttamente  "Sopprime
  il  comma 5 quater e al comma 5 quinques sopprime le parole da  per
  la famiglia assentito l'Assessore regionale".
   Pongo  in  votazione l'emendamento 9.14, firmato dal  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Assessore  Faraoni  se  mi dà il parere sull'emendamento  9.11  lo
  pongo in votazione.

   FARAONI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  9.11.   Chi   è
  favorevole rimanga seduto chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 9 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 6.
   Colleghi,   è   stata  presentata  dal  Governo   la   riscrittura
  dell'articolo  6,  che  stanno caricando, la troverete  all'interno
  della cartella degli emendamenti  fuori sacco , il 6.Gov.
   Assessore Dagnino, vuole illustrare la riscrittura?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sì, grazie, signor Presidente.
  La  riscrittura recepisce gli emendamenti che sono stati presentati
  da alcuni deputati che sono poc'anzi intervenuti assicurando, però,
  che non vi siano esigenze di maggiore copertura finanziaria, quindi
  viene estesa per un altro triennio l'esenzione già sussistente  per
  gli  enti  di volontariato che operano nell'ambito della Protezione
  civile e viene estesa, però, soltanto alle nuove immatricolazioni -
  in  modo da non avere esigenza di copertura finanziaria - la misura
  per   le  auto  ibride,  eliminando  anche  il  limite  delle   3,5
  tonnellate.  E  poi c'è un comma finalizzato a prevedere  eventuali
  misure anti-abuso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Sunseri, Varrica e Catanzaro.
   Prego, onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  io  non  ho   nemmeno   parlato
  sull'articolo  6. Penso che l'Aula si sia determinata  cercando  di
  fare  comprendere all'Assessore Dagnino che c'erano delle cose  che
  non andavano.
   Per  quanto  mi riguarda, così come è riscritto, già annuncio,  in
  questo preciso istante - se i miei colleghi, come dire, perché  non
  è  cambiato nulla per il comma 3 - chiedo in questo momento il voto
  segreto  su  questa  riscrittura, così  evitiamo  di  continuare  a
  parlare,  perché altrimenti questa sera stiamo cercando di prendere
  in  giro l'Aula, il Governo vuole fare melina, noi vogliamo  andare
  avanti, ci siamo stancati.
   Quindi  io,  signor  Presidente, se lei me  lo  consente,  non  ho
  parlato  e  voglio  chiedere, in questo  preciso  istante  il  voto
  segreto, perché così evitiamo le prese in giro.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, non serve, ancora non l'ho  posta
  in votazione. Gli interventi degli onorevoli Sunseri e Varrica sono
  confermati?
   È iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Assessore Dagnino, mi scusi, lei fa una riscrittura  per
  accogliere - diciamo - delle osservazioni di alcuni colleghi e  poi
  fa  marcia  indietro su un emendamento del Governo che aveva  fatto
  per una volta un ragionamento di opportunità sul comma 3.

   PRESIDENTE.  Onorevole Varrica, se ha finito l'intervento,  faccio
  rispondere l'Assessore Dagnino.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Allora, io  sono  convinto  in
  buona  fede - ma se non sono convincente ditemelo, perché  non  c'è
  problema - io avevo presentato l'emendamento soppressivo del  comma
  3  però  l'avevo presentato, come avevo credo anche annunciato  per
  scansare ogni possibile equivoco, però, in questo testo è rimasto e
  per  me  lo  possiamo ri-sopprimere, ma vorrei  chiarire  prima  il
  motivo.
   Il comma 3 - a mio avviso ampiamente travisato - cosa dice: riduce
  il  godimento  dell'estensione, non estende. Lo  leggo  giusto  per
  avere  e  per dare chiarezza anche della buona fede originaria.  Io
  avevo  annunciato - lo possiamo eliminare, perché  diciamo  poi  si
  potrebbe  anche  recepire  nel  decreto  -  dice  così:   "per   le
  autovetture  e  gli  altri autoveicoli leggeri,  immatricolati  nel
  2026,  provenienti  da  altra  Regione  o  Provincia  autonoma,  la
  riduzione  e  le  esenzioni previste dal presente articolo  operano
  limitatamente  al  periodo  residuo  che  intercorre  tra  la  data
  d'ingresso   in   Regione   e  il  termine  dell'ultima   annualità
  interessata dalla riduzione".
   Sinceramente  non  ho compreso per quale motivo questo  comma  sia
  stato  inteso  nel  senso che sappiamo, ma è un comma  che  limita.
  Avevo  presentato  il  soppressivo - devo dire  è  stata  una  mera
  questione  che sarebbe stata utile presentare adesso  -  se  lo  si
  ritiene  presento subito un subemendamento per eliminarlo, però,  a
  riprova della buona fede originaria, questo è un comma che limita a
  chi viene da altre Regioni, non estende.
   Io   lo   leggo   così,  se  c'è  una  diversa  lettura   possiamo
  immediatamente presentare un sub per eliminarlo; non è una norma ad
  personam in alcun modo e non lo è mai stata sin dall'origine.
   Quindi, è solo a riprova della buona fede originaria.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Varrica.  Ne  ha
  facoltà.

   VARRICA. Sì, noi chiediamo assolutamente la soppressione del comma
  3  perché, comunque, c'è un problema di opportunità che abbiamo già
  discusso ampiamente. Quindi, subemendiamo.

   PRESIDENTE. Deve presentare il subemendamento, assessore, se  l'ha
  presentato in questo modo.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, all'assessore che ha  riscritto,  e
  ora  sta  riscrivendo  la riscrittura, vorrei suggerirgli  un'altra
  riscrittura  della riscrittura. Perché qualcuno mi  deve  spiegare,
  l'estensione  ai veicoli di nuova immatricolazione degli  enti  del
  terzo  settore, organizzazioni di volontariato, promozione  sociale
  Aps  e Protezione civile, iscritte regolarmente al RUNTS, e fin qui
  ci  siamo, purché utilizzate esclusivamente per scopi sociali.  Chi
  ci   va   dell'ACI  a  verificare  che  la  macchina  che  è  stata
  immatricolata,  per  il  quale  si  ha  diritto  al  bollo,   venga
  utilizzata per fini sociali o per portare a casa, usarla  per  fini
  privati il Presidente piuttosto che un socio dell'associazione?
   Noi  facciamo le norme per poi consentire ai magistrati di  aprire
  fascicoli di indagine perché dire per scopi sociali, esclusivamente
  per scopi sociali a un'associazione, in qualche modo acceleriamo  o
  accentuiamo  quegli  elementi per i quali ci può  essere  qualunque
  contestazione  di uso improprio ma, soprattutto, la vigilanza  come
  si  fa?  Qual  è  l'organo  che  va a verificare  che  la  macchina
  dell'associazione onlus di Cracolici non serve per  trasportare  il
  Presidente Cracolici a casa propria o per andarsene in vacanza?
   Ecco,   le  norme  fantasia,  che  spesso  vengono  scritte  senza
  valutarne  gli  effetti,  e un Governo che  non  ha  il  rigore  di
  valutare le norme fantasia, produce queste contraddizioni.
   Io  credo  che  questa è una norma che, così  com'è,  non  si  può
  applicare. Ecco perché condivido la richiesta del collega Catanzaro
  e ognuno si assume la responsabilità. Io ci voto contro alla norma,
  punto  e  basta, perché più scriviamo e più peggioriamo.  Le  norme
  vanno  fatte  semplici, comprensibili anche  agli  analfabeti  come
  spesso, qui dentro, ce ne sono tanti.

   PRESIDENTE. Assessore, al riguardo, condivido l'intervento che  ha
  fatto l'onorevole Cracolici.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Condiviso anche da  parte  del
  Governo.  Possiamo  eliminare  il riferimento  "purché  utilizzate"
  perché   sono,  come  dire,  in  re  ipsa.  È  una  superfetazione,
  chiamiamola così.

   PRESIDENTE. E quindi lo togliamo?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sì. Quindi, del  sub  possiamo
  anche...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Allora colleghi, un attimo, un attimo di  attenzione.
  La Presidenza ha ricevuto il 6.Gov. Io non ho capito, assessore, se
  questo  6.Gov  deve essere modificato, subemendato,  se  ritorniamo
  all'articolo iniziale.
   La seduta è sospesa per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17:49, è ripresa alle ore 17:58)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora colleghi siamo al 6.Gov del  Governo.  C'è  la
  nuova riscrittura, il 6.Gov.1,
   ma anche se gli scrivessimo la pace nel mondo, già ho capito, così
  a sensazione, che c'è una richiesta di voto segreto
   Prego onorevole Catanzaro, che vuole dire?

   CATANZARO. Ho sentito voto

   PRESIDENTE.  Lei  quando sente  voto , vedo che ha  una  sorta  di
  calamità, stia seduto, stia calmo
   Nei vostri tablet avete la nuova riscrittura, il 6.Gov.1.
   Chiedo ai colleghi di prendere posto, se volessero votare.
   Il  6.Gov.1 lo stiamo distribuendo, caricando, ho capito,  infatti
  non  metto  in  votazione nulla fin tanto che non  è  caricato  sui
  tablet.  Prego,  onorevole Catanzaro, ha  chiesto  di  intervenire?
  Allora  perché ha fatto così? Che vuole dire? Onorevole  Catanzaro,
  stiamo andando avanti col 6 Gov.1.

   CATANZARO.  Ho letto il 6 Gov.1, abbiamo fatto sette  riscritture,
  continuiamo  con  le riscritture e ho annunciato qualora  possibile
  sul  6  Gov.1 la richiesta da parte mia del voto segreto su  questa
  riscrittura.

   PRESIDENTE. L'ha annunciata sul 6.Gov, comunque è inutile che  lei
  lo chieda sul 6 Gov.1, lo chieda poi sul 6.Gov.

   CATANZARO. Parlo del 6 Gov.

   PRESIDENTE. Intanto votiamo il 6 Gov.1, dopo può chiedere il  voto
  segreto sul 6 Gov. Va bene?

   CATANZARO. Grazie.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo sul  6  Gov.1  è  chiaramente
  favorevole. Il parere della Commissione immagino sia favorevole.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Scusate, volevo soltanto  fare
  un'osservazione:   ho   inteso   che   vi   sarebbe    l'intenzione
  dell'opposizione  di  chiedere  il  voto  segreto  anche  sul   sub
  presentato

   PRESIDENTE. Assessore sul 6 Gov. Il 6 Gov ha un subemendamento che
  è  il 6 Gov.1. Sul 6 Gov.1 non c'è richiesta di voto segreto, sul 6
  Gov   l'onorevole  Catanzaro  ha  già  preannunciato  che  c'è  una
  richiesta di voto segreto. Quindi anche se passasse il 6 Gov.1,  in
  tutti i casi poi ci sarà da superare l'ostacolo del 6 Gov.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Ho capito,  però,  siccome  è
  stata  annunciata la richiesta di voto segreto sull'articolo  anche
  come  risultante dopo il 6 Gov.1, se ho bene inteso, e  siccome  mi
  pare  che fino ad ora il Governo ha cercato di trovare il più ampio
  consenso  in  Aula,  io diciamo di fronte alla  richiesta  di  voto
  segreto,  evidentemente le modifiche sono state fatte, noi  abbiamo
  inteso  farle  secondo il senso indicato al fine di  avere  il  più
  ampio consenso in Aula, se questo ampio consenso in Aula non c'è io
  chiedo che venga un momento accantonato, perché mi pare

   PRESIDENTE. Assessore, ascolti, tanto qui prima o poi, glielo dico
  per  la  misera  esperienza che ho, prima poi dovremo  arrivare  al
  punto  di votare le cose, pertanto se non ci siamo riusciti fino  a
  questo  momento,  questo continuo accantonare  e  accantonare,  noi
  avremo  approvato stasera tre articoli forse, se ci sono  i  numeri
  bene, diversamente niente.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Vorrei  essere  ancora  più
  chiaro:  non è intenzione del Governo fare una prova come  dire  di
  forza  o insistere su un emendamento che non sia condiviso. Chiaro?
  Questo  è  il  punto,  quindi se continuiamo a registrare  una  non
  condivisione e non vi è disponibilità a sedersi per trovare i punti
  condivisi il Governo lo ritira, dico sia chiaro.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Spada.

   SPADA.  Presidente, il Governo si sta assumendo la  responsabilità
  di  ritirare  un emendamento che l'opposizione avrebbe  votato  nei
  confronti  delle associazioni di volontariato quindi domani  quando
  le associazioni di volontariato non avranno le esenzioni del bollo,
  il   Governo  si  assumerà  la  responsabilità  di  avere  ritirato
  l'emendamento  e  sarà  una responsabilità vostra.  Noi  siamo  per
  l'esenzione   del   bollo  nei  confronti  delle  associazioni   di
  volontariato,  della  Protezione civile, della Misericordia,  delle
  ambulanze,  quindi  il Governo si assume la responsabilità  di  non
  votare  l'articolo in Aula perché non è in grado di gestire la  sua
  maggioranza. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Spada, però lei  mi  deve  guardare  negli
  occhi.  L'emendamento 6 Gov.1 al centouno per cento passerà,  il  6
  Gov  avrà una richiesta di voto segreto. Perché non rinunciate alla
  richiesta  di  voto segreto sul 6 Gov? Dobbiamo essere equilibrati.
  Intanto  sul  6  Gov.1 lei ha fatto la richiesta di ritiro,  io  la
  invito  invece  a  farlo rimanere in Aula, poi se  il  6  Gov  sarà
  bocciato  sarà bocciato. Quindi il 6 Gov.1 lo mantiene,  Assessore?
  Sì, no?
   Allora  onorevole  Spada,  da parte del  Governo  c'è  la  massima
  disponibilità   a   volere   riscrivere  l'emendamento   e   quindi
  l'articolo,  affinché comunque - mi faccia completare -,  si  possa
  dare un sostegno a tutte le associazioni di volontariato. Pertanto,
  se   voi   come  Gruppo,  mi  rivolgo  al  Capogruppo  del  Partito
  Democratico,   non  annunciaste  a  prescindere  un  voto   segreto
  sull'articolo 6...

   CATANZARO.  Io  non  posso parlare sette volte.  Sto  dicendo  che
  sull'emendamento 6 Gov ho annunciato il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Ok. E quindi se si leva l'emendamento 6  Gov  si  può
  andare avanti sul 6. Assessore, cosa vuole fare?

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Presidente, mi permetto  di  ricordare
  all'assessore  Dagnino  -  e  richiamo  l'Assessore  all'attenzione
  rivolta  al  mio  intervento - assessore Dagnino, la  pregherei  di
  prestare   attenzione   al   mio   intervento.   Voglio   ricordare
  all'assessore Dagnino...

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  colleghi di...  Scusi  onorevole  Geraci,
  onorevole...

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Posso?

   PRESIDENTE. Ora penso di sì.
   Assessore Dagnino, per favore, sta parlando l'onorevole Lombardo.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Assessore Dagnino, le vorrei ricordare
  che  il 6 Gov e poi il 6 Gov.1 che chiarisce l'aspetto degli  scopi
  sociali che sono cancellati dalla norma per consentire una migliore
  interpretazione della norma in sé, è il frutto della sintesi  degli
  emendamenti  di  tantissimi deputati di  quest'Aula,  non  solo  il
  sottoscritto ma ricordo, così a memoria, i colleghi De Luca Cateno,
  Tomarchio, Grasso, Porto, penso anche l'onorevole Abbate,  e  anche
  di  emendamenti  che  hanno  poi precluso,  perché  assorbiti,  del
  Partito Democratico.
   Io  non vedo nulla di eccezionale rispetto ad una prerogativa  che
  vuole  esercitare il Partito Democratico, tra l'altro mi sembra  un
  po'  contraddittorio  rispetto anche a quanto detto  dall'onorevole
  Spada,  andare  avanti su questa strada e, se c'è il voto  segreto,
  andiamo  avanti col voto, possiamo andare avanti benissimo,  quindi
  non  vedo il motivo per cui si deve ritirare il 6 Gov e accantonare
  la norma.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Presidente,   Governo,  Assessore,   -   Presidente,
  intervengo,  l'assessore ascolterà - è chiaro che su questa  norma,
  Assessore,  che abbiamo riscritto, modificato, riscritto nuovamente
  più volte, ci sono stati interventi da parte dei colleghi, vedo che
  ancora  su  questa norma c'è, come dire, un continuo  vai  e  vieni
  sulle modifiche.
   Presidente, ho consigliato all'assessore Dagnino, considerando che
  su questa norma la maggioranza ma anche altri colleghi parlamentari
  d'Aula  hanno  proposto  varie modifiche e una  sintesi  su  questa
  norma,  Assessore, non c'è, perché man mano l'abbiamo modificata  e
  stravolta   più  e  più  volte.  Il  consiglio  che  abbiamo   dato
  all'Assessore - attenzione, è un consiglio che può essere ascoltato
  o  non  ascoltato - è quello - un attimo Presidente -  di  ritirare
  l'articolo, dopodiché se l'Assessore decide di mettere in votazione
  l'articolo, è chiaro Assessore che...

   PRESIDENTE. Non può ritirare l'articolo, è al testo.

   DI PAOLA. Lo può stralciare.

   PRESIDENTE. Può ritirare l'emendamento. L'articolo è  al  testo  e
  rimane in Aula.

   DI PAOLA. Sì, ma lo può stralciare.

   PRESIDENTE. No, lui non lo può stralciare ancora, ma può  chiedere
  eventualmente che venga stralciato.

   DI  PAOLA.  Perché  è  chiaro che se una forza  d'opposizione  sta
  chiedendo il voto segreto e l'Assessore insiste, è chiaro  che  poi
  quel voto è un voto sull'Assessore.
   Assessore  Dagnino  quel voto, ovviamente,  se  l'Aula  risponderà
  favorevolmente   lei   verrà   salvato,   se   l'Aula    risponderà
  negativamente è chiaro che adesso il voto è sull'Assessore,  perché
  è  da  più  di  due  ore che parliamo di questa  norma,  presidente
  Galvagno,  quindi  è  chiaro che il voto su questa  norma  che  sia
  l'articolo 6, che sia l'emendamento 6 Gov perché non ho più  capito
  quanti  emendamenti ha presentato l'Assessore, è chiaro  che  è  un
  voto anche sull'Assessore  Quindi, Assessore, non so più come darle
  questo consiglio

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà. Ultimo intervento dopodiché andrò avanti anche in  maniera
  più spedita.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Se per favore può
  richiamare all'ordine l'Aula.

   PRESIDENTE. È lo stesso clima d'Aula che c'era quando  ha  parlato
  l'onorevole Di Paola.

   FIGUCCIA.  Sarò  costretto ad alzare il  tono  della  voce  perché
  questo  clima che si è creato è irrispettoso intatto nei  confronti
  dell'Aula,  poi  nei confronti dell'Assessore.  Volete  una  sfida?
  L'accettiamo   Andiamo al voto segreto e vediamo  se  reggiamo   Vi
  sfidiamo su questo  Penso che la maggioranza deve essere ancora una
  volta compatta  Volete un voto di fiducia  Andiamo a votare adesso,
  adesso  Buttate la maschera  Presidente, votiamo

   PRESIDENTE.  (sorridendo) Volevo ringraziare l'onorevole  Figuccia
  per  aver  acquietato l'Aula e avere creato quelle  condizioni  che
  comunque  in questi tre anni ci hanno portato ad avere un  discreto
  rapporto   con  le  opposizioni   Onorevole  Figuccia,   se   vuole
  intervenire anche dopo le do serenamente la parola.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Metta anche lei  un  altro  poco  di
  benzina sul fuoco

                          (Subbuglio in Aula)

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  come
  avete  visto  durante  i  lavori di questa finanziaria,  di  questo
  disegno  di legge, ho evitato di intervenire perché sono rispettosa
  delle  regole e rispettosa anche delle norme del disegno  di  legge
  che  è  pervenuto in Aula e che è frutto del lavoro del  presidente
  Schifani e del Governo che lo sostiene.
   È   vero  che  nel  corso  dei  lavori  i  colleghi  parlamentari,
  esercitando il nostro diritto, abbiamo presentato degli emendamenti
  che  sono  aggiuntivi  al testo perché sono stati  presentati  dopo
  l'esame del testo in Commissione Bilancio e pertanto non c'è  stata
  una   mancanza  di  interlocuzione  fra  il  nostro  Assessore,   i
  parlamentari  o  i parlamentari di Forza Italia e oggi  sono  tutte
  persone  che  vengono  qui a premere bottoni,  ciascuno  di  noi  è
  portatore di interessi.
   Oggi  rispetto  ad  una norma e un articolo  che  ripeto  è  stato
  condiviso  non solo da noi ma com'è mia abitudine confrontarmi,  il
  presidente Cracolici lo sa, anche con i colleghi dell'opposizione e
  di  altri  partiti  autorevoli, che ha  più  esperienza  di  me  in
  quest'Aula,  per questo citavo lei Presidente perché  molte  volte,
  dico   ed   è   così,  l'esperienza,  la  preparazione  penso   che
  rappresentino  un valore aggiunto anche per chi è  venuto  dopo  e,
  quindi, il confronto è sempre utile.
   Stiamo  trattando e stiamo parlando di una norma, di una  proposta
  emendativa  che  sta  a  cuore a tutti perché  ripeto,  ho  parlato
  dell'emendamento  presentato da me e da altri  colleghi,  condiviso
  dal  collega  Sunseri,  è  intervenuto l'onorevole  Lombardo,  sono
  intervenuti  i  colleghi del PD, abbiamo cercato tutti  insieme  di
  migliorarlo.
   Oggi  trasformare il voto e poi ciascuno voterà col voto  segreto,
  ognuno  è  libero  di  esercitare  le  proprie  prerogative,   però
  trasformare il voto su un articolo che è importante e che ha  delle
  refluenze  positive  anche su coloro i quali svolgono  attività  di
  volontariato  e lo fanno nei nostri territori a beneficio  dei  più
  fragili,  mi  sembra  un atto che non è un voto contro  l'Assessore
  perché  l'Assessore non ha bisogno del voto dell'opposizione  o  di
  chiunque  dell'Aula per essere sfiduciato, quindi l'invito  è  alla
  ragionevolezza  da parte di tutti e votiamo serenamente  l'articolo
  6,  perché così come abbiamo accettato altre proposte e cambiato  e
  stravolto  articoli  perché provenienti anche dalle  opposizioni  e
  modificati,  lo  si può fare in un clima di sana collaborazione  da
  parte di tutti noi.

   PRESIDENTE. Emendamento 6 Gov.1. È mantenuto o ritirato?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov.

   SAFINA. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.   Ma  che  segreto,  pure  tu   Però,  un   secondino,
  ascoltiamoci  Onorevole Safina, è il 6 Gov.1.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Anche sul 6 Gov.1?  Bene, lascialo stare, si è confuso anche  lui.
  L'ho  capito  però, se ogni volta alzate la mano  e  chiedete  voto
  segreto,   non  si  sa  neanche  cosa  si  sta  votando   Onorevole
  Cracolici, lei ha tanti anni di legislatura sulle spalle   6 Gov.1.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 6 Gov. C'è  richiesta  di  voto
  segreto, benissimo. Vediamo se è appoggiata.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Piuttosto che la richiesta  di
  voto  segreto,  chiedo  l'accantonamento della  norma,  poi  se  si
  ritiene di...

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Si va avanti con il 6 Gov. C'è la richiesta  di  voto
  segreto.  Prima o poi dovrà votare quest'Aula, non si può aspettare
  il  20  per  fare  tutte  le votazioni, facciamo  la  verifica  dei
  richiedenti  se  i  numeri ci sono, bene, se  non  ci  sono,  amen.
  Onorevole  Figuccia, se si vuole sedere piuttosto che  urlare  ogni
  cinque minuti fa cosa gradita. Grazie.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6 Gov.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 6 Gov.
   Colleghi,  volete  sapere  quello  che  stiamo  facendo?  Colleghi,
  stiamo  mettendo  in  votazione il 6 Gov, ricordo  che  in  caso  di
  bocciatura   del  6  Gov  decade  tutto  l'articolo,  in   caso   di
  approvazione  il testo è quello del 6 Gov. Chiarisco il  significato
  del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          37
   Contrari            27
   Astenuti             0

                             (È approvato)

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Assessore  Dagnino, lei era  preoccupato.  Assessore,
  così non funziona, lei deve essere un po' più dinamico
   Si passa all'articolo 4. C'è la riscrittura dell'articolo 4.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Presidente,  vorrei un  po'  di  attenzione  da  parte
  dell'Aula, tutto qua, niente di particolare.
   Io  credo che quello che è successo poco fa sia, me lo lasci dire,
  anche un fatto abbastanza grave, cioè l'indecisione del Governo non
  solo  determina  un  atteggiamento da parte della  maggioranza  che
  entra   in   confusione  ma  anche  l'opposizione   trova   spazio,
  giustamente, per fare valere le proprie ragioni.
   Ora,  a  prescindere dal fatto che trattandosi di servizi sociali,
  io  credo  che  tutti  quanti non potevamo  che  essere  d'accordo,
  Presidente,  credo  che sia arrivato il momento di  avere  contezza
  delle attività che dobbiamo fare in questa finanziaria. Se dobbiamo
  fare  20 articoli, 30 articoli, 120, quello che dite voi, però  non
  c'è  dubbio  che  noi  dobbiamo  riunirci  in  una  Conferenza  dei
  Capigruppo e stabilire il percorso perché così, andando  avanti  in
  ogni  articolo  se non c'è un'intesa di carattere  generale,  fermo
  restando  Presidente  che chi vuole chiedere  il  voto  segreto  lo
  faccia,  è  una responsabilità che si assume, ma così,  con  questo
  clima  di  confusione,  con  l'incertezza  del  Governo  che   teme
  giustamente  di non volere bocciato un articolo, non  possiamo  più
  continuare.
   Noi  dobbiamo  stabilire il percorso con chiarezza, perché  ce  ne
  dobbiamo  uscire da questa finanziaria a testa alta  tutti  quanti,
  quello  che si può fare oggi, quello che non si può fare  oggi  non
  cade il mondo se si fa giorno 15 in un disegno di legge collegato.
   Cerchiamo di essere tutti quanti lucidi e cerchiamo di fare  buona
  figura anche rispetto a chi guarda queste attività parlamentari.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Mauro.  Siamo  all'articolo  4,
  c'era una riscrittura da parte del Governo. Assessore ha depositato
  la riscrittura?
   La  riscrittura  è  il 4.46 R ed è caricata tra  i   fuori  sacco
  all'interno dei tablet.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Presidente, lo dico qui chiaramente  a  tutti  i
  colleghi e lo voglio anche ribadire all'assessore Dagnino, noi  non
  siamo  docenti all'Università ma, certamente, qualche cosa la  vita
  ce  l'ha insegnata, una delle prime cose che ci ha insegnato è  che
  nella vita bisogna essere corretti.
   Mi  avete chiesto di riscrivere questo articolo, io l'ho fatto  ma
  la   riscrittura   che  il  Governo  ha  presentato   non   c'entra
  completamente  nulla con la riscrittura che ho  fatto,  questo  per
  chiarirci,  perché  il  Governo insiste  nel  creare  l'ufficio  di
  complicazioni, insiste nel fare una  supercazzola   non  una  super
  Zes,  quindi non solo ha previsto interventi a francobollo dove  ci
  dovrebbero  essere recensioni, ma chiede anche a questo  Parlamento
  che  la  Giunta, con altra sua delibera, possa stabilire se l'uscio
  di casa mia può usufruire della Zes
   Allora,  Presidente, se questo articolo lei lo mette in  votazione
  va  bene, non c'è alcuna intesa per quanto mi riguarda ma anche  su
  quelli  che  possono  essere  ragionamenti  della  Conferenza   dei
  Capigruppo,  glielo dico prima per correttezza; su questo  articolo
  per  quanto  mi  riguarda finisce qualunque tipo di collaborazione,
  anche  ai  fini  di agevolare i lavori d'Aula, quindi  ci  tengo  a
  precisarlo perché mi sento preso in giro, per l'ennesima volta,  da
  parte dell'assessore Dagnino.
   Non  solo,  ma  c'è stato un appello ben preciso dell'Associazione
  siciliana  degli  industriali che ha detto chiaramente,  a  seguito
  della carenza di risorse nazionali, già abbiamo subìto un danno  di
  oltre 200 milioni di euro per investimenti già fatti nel 2025.
   Quindi,  su  quella che è già la norma nazionale io ho chiesto  al
  Governo   di  utilizzare  la  norma  nazionale  e  mettere  risorse
  regionali  senza  inventarsi nuove procedure fino alla  concorrenza
  del  tetto  massimo  previsto della carta  degli  aiuti,  una  cosa
  semplice  e  banale,  in modo tale che questa Regione,  la  Regione
  siciliana,  si  possa distinguere rispetto alle altre  regioni  del
  Meridione  lanciando  un principio: per chi viene  a  investire  in
  Sicilia,  a prescindere da quello che è il plafond nazionale  delle
  risorse, la Regione siciliana mette una somma...

   PRESIDENTE.   Onorevole, aspetti, c'è un errore  forse,  assessore
  Dagnino  l'emendamento di cui l'onorevole De Luca  sta  parlando  è
  quello che lei ha concordato anche con l'onorevole De Luca o no?

   DE LUCA Cateno. No.

   PRESIDENTE.  Aspetti un attimo, altra domanda, assessore  Dagnino.
  La  domanda  è  questa:  noi avevamo detto che  questa  riscrittura
  doveva  essere  condivisa,  condivisa non  significa  che  se  sono
  convinto  che  c'è scritto qualcosa che abbiamo stabilito  assieme,
  poi  mi  ritrovi  una  cosa che non c'entra nulla  con  quello  che
  abbiamo  concordato.  Se  ancora lei non  l'ha  depositata,  stiamo
  parlando di due cose differenti. Se, invece, lei l'ha depositata, è
  chiaro che le dica che è inutile qualsiasi genere di interlocuzione
  con  la Presidenza per avere mediazioni con le opposizioni affinché
  si  condividano  le  riscritture, perché se nella  riscrittura  poi
  facciamo  sempre tutto - fate tutto - senza considerare quelli  che
  sono i suggerimenti da parte delle opposizioni, allora capisce bene
  che ci mettiamo tutti in forte difficoltà.
   Scusi, onorevole De Luca. Io le dico di rimanere lì, ma le dico di
  interrompere  il suo intervento perché vorrei capire che  cosa  sta
  accadendo.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. L'intervento è prematuro,  nel
  senso  che il Governo non ha ancora depositato la riscrittura,  ok?
  C'è  stato  uno scambio di messaggi a cui è arrivata  una  risposta
  mentre  io  mi  stavo  occupando dell'articolo  precedente;  poiché
  ancora  il  dono  dell'ubiquità non mi  è  stato  concesso,  se  il
  Presidente chiede giustamente una riscrittura degli articoli  e  mi
  fa  la  cortesia  di darmi degli spazi minimi di  tempo  per  poter
  trovare  un'intesa che non sia tramite Whatsapp  durante  i  lavori
  d'Aula mentre faccio altre quattro cose, io penso che possiamo...

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, aspetti, aspetti, sennò qua creiamo
  un cortocircuito grande quanto una casa.
   Allora,  lei esattamente qui dietro, dieci minuti fa, mi ha  detto
  che  aveva  già pronta la riscrittura dell'articolo 4.  Lei  mi  ha
  detto  di  andare  all'articolo  4 perché  aveva  condiviso  questa
  riscrittura. Se ora lei sta dicendo una cosa differente, mi  guardi
  negli  occhi  e mi dica: "Sto dicendo una cosa differente",  perché
  qui c'è grande collaborazione, ma non siamo di un Paese differente
  Siamo  tutti  dello stesso Paese. Mi dica, assessore Dagnino.  Cosa
  vuole dire?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. La collaborazione è reciproca,
  come ho detto un momento fa; avevo preparato questa riscrittura che
  ritenevo fosse condivisa perché recepiva degli emendamenti,  mentre
  mi  occupavo  del  precedente articolo, non avevo letto  ancora  la
  risposta  dell'onorevole  De  Luca,  quindi  confidavo  che   fosse
  condivisa.  L'ho  letta  adesso  mentre  lui  interveniva,   quindi
  ritenevo  che  ci  fosse pronta la riscrittura sulla  quale,  però,
  registro adesso la risposta negativa, perché gli accordi dovrebbero
  essere fatti un momento sedendosi. Io non ho avuto materialmente il
  tempo  di  sedermi,  ma  non  imputo  nulla  alla  Presidenza,   ci
  mancherebbe  Confermo quello che le ho detto: errore mio che mentre
  parlavo prima non ho letto la risposta dell'onorevole De Luca.

   PRESIDENTE. E allora, siccome io al testo ora come ora ho soltanto
  riscritture  e le riscritture non si scrivono da sole, convoco  una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Se  lei  queste
  riscritture  è  nelle condizioni di poterle fornire  stasera  bene,
  sennò  la  Presidenza  di imperio deve stralciare  anche  le  prime
  ventiquattro norme, perché così non si può andare avanti.
       La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.34, è ripresa alle ore 20.31)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Chiedo  la  presenza  del Governo in Aula.  Non  vedo  l'assessore
  Dagnino.  Chiedo agli altri Assessori presenti in Aula di  chiamare
  l'assessore  Dagnino. Assessore Savarino, gentilmente, se  chiamate
  l'assessore Dagnino  perché, se no, devo andare avanti  in  qualche
  modo.

                           (Brusìo in Aula)

   No,  no,  no,  io  non  aspetto più niente,  io  sto  mettendo  in
  votazione  tutto, non ho intenzione di sospendere  più  l'Aula;  se
  l'assessore  vuole venire, bene, se l'assessore non  vuole  venire
  Questo  non  è  un  organo  monocratico,  è  un  Parlamento,  è  il
  Parlamento più antico del mondo e ci sono delle regole,  quindi  se
  l'assessore  vuole venire in Aula, i tempi delle  riscritture  sono
  finite,  adesso  si vota quello che c'è. Quindi, gentilmente,  lei,
  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  di  Forza  Italia,  dovrebbe
  chiamare l'assessore Dagnino.
   C'è  il  Vicepresidente della Regione, benissimo, vuole continuare
  lei oppure aspettiamo l'assessore Dagnino?
   Assessore, non mi dica  un momentino di calma  perché io pazienza
  ne  ho  avuta parecchia. Lei ha fatto 38 riscritture, non funziona
  così,  mi dispiace  Qui bisogna avere rispetto del Parlamento,  il
  Parlamento ha avuto molto rispetto di lei sino a questo momento.
   L'articolo  4  allora  è accantonato; quando  sarà  in  grado  di
  fornire una riscrittura ce la darà.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                «Art. 8
    Provvedimenti in ordine al governo delle liste di attesa nelle
                          Aziende sanitarie e
             ospedaliere del Servizio sanitario regionale

     1.   Al  fine  di  migliorare  i  processi  decisionali  e   il
  monitoraggio  relativo  al governo delle  liste  di  attesa  delle
  Aziende  sanitarie ed ospedaliere del Servizio sanitario regionale
  e  delle  strutture private convenzionate, l'Assessorato Regionale
  della Salute è autorizzato ad adottare azioni di miglioramento del
  sistema  con  particolare riferimento agli interventi  di  seguito
  indicati:
     a)  potenziamento della componente applicativa di  prenotazione
  del   sistema   SovraCUP  anche  con  l'ausilio  di   applicazioni
  tecnologiche  innovative che contattino con operatori  virtuali  i
  pazienti per ricordare ora, data e luogo della visita prenotata;
     b)  attivazione  della piattaforma regionale per  le  liste  di
  attesa  ed  integrazione della stessa con la piattaforma nazionale
  per le liste d'attesa (PNLA);
     c)  adeguamento infrastrutturale e tecnologico del  sistema  di
  prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;
     d)  sviluppo  di  un  cruscotto avanzato  di  monitoraggio  con
  l'ausilio dell'intelligenza artificiale (IA);
     e)  conduzione operativa ed affiancamento con l'acquisizione di
  soluzioni innovative.

     2.  Per  le  finalità  di  cui  al presente  articolo,  per  il
  triennio 2026-2028, è autorizzata la spesa di euro 6.100.000,00 di
  cui  euro  3.050.000,00 a valere sull'esercizio finanziario  2026,
  euro 1.525.000,00 a valere sull'esercizio finanziario 2027 ed euro
  1.525.000,00  a  valere sull'esercizio finanziario 2028  (Missione
  13, Programma 7).

     3.  L'Assessorato  regionale della salute monitora  e  aggiorna
  costantemente  le  attività  sviluppate  ai  sensi  del   presente
  articolo, al fine di consentire il regolare governo delle liste di
  attesa.

     4.  L'Assessore regionale per la salute, entro il  30  novembre
  di  ogni  anno, trasmette alla Commissione legislativa  permanente
   Salute,  servizi  sociali  e sanitari   dell'Assemblea  regionale
  siciliana una relazione in ordine a:
     a)  tempi medi di attesa per le prestazioni specialistiche  per
  provincia,   evidenziando  le  variazioni  rispetto  all'annualità
  precedente;
     b) mortalità per patologia nelle singole province;
     c)  dati  relativi alla mobilità extraregionale per  provincia,
  limitatamente ai ricoveri ospedalieri;
     d)  dati  relativi  alla  mobilità tra province  suddivisi  per
  DRG».

   DE LUCA Antonino.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Stavo attendendo perché ho visto che  c'erano
  degli animi particolarmente infuocati.
   Signor  Presidente, allora, partiamo da dove ci eravamo  lasciati
  sull'articolo 8, sul quale vorrei chiedere la presentazione di una
  riscrittura  che  è  già  pronta  e  sulla  quale  chiedo,  signor
  Presidente,  un  attimo  di  attenzione  da  parte  dei   colleghi
  dell'Aula,  perché è un tema sensibile che più volte ha  impegnato
  questo  Parlamento, il Governo regionale ed i miei colleghi  della
  Commissione  Sanità. L'articolo 8, infatti,  da  titolo,  ha  come
  scopo quello di una migliore gestione delle liste d'attesa.
   Innanzitutto  dobbiamo  precisare  che  il  contenuto  di  questo
  articolo  non ha come effetto l'erogazione di un maggior numero  o
  l'erogazione in tempi più brevi di quelle che sono le  prestazioni
  sanitarie,  ma  ha  come oggetto, come scopo, un  investimento  di
  natura   digitale   per  le  infrastrutture  CUP,   SovraCUP,   la
  realizzazione di un cruscotto digitale per la gestione delle liste
  d'attesa,  che  è  uno  dei programmi del  PNLA,  ossia  il  Piano
  nazionale delle liste d'attesa.
   Ora,  premetto,  assessore Faraoni e assessore Dagnino,  che  per
  raggiungere  questo scopo avremmo potuto utilizzare, anzi  avreste
  potuto  utilizzare,  a suo tempo, i fondi per la  digitalizzazione
  della  Pubblica amministrazione, sui quali non solo c'erano  delle
  linee  specifiche ma ci sono tutta una serie di  fondi  che  avete
  destinato,  anche  attraverso la delibera  che  avete  di  recente
  mandato   alla   Corte   dei   Conti,   evidentemente   su   altre
  progettualità.  Ma  la riscrittura mira anche  all'inserimento  di
  un'implementazione di una sezione open data, in modo da consentire
  anche  ai  cittadini di poter verificare e monitorare  l'andamento
  delle  liste d'attesa ma soprattutto di potersi rendere  conto  se
  nella  propria  provincia o in un qualsiasi  presidio  ospedaliero
  della Regione ci sia la disponibilità di una postazione libera per
  l'esecuzione di un esame.
   Ma  in  particolare prevede anche l'applicazione dei percorsi  di
  tutela   previsti  dal  decreto  legislativo  n.  124  del   1998,
  attraverso  le  campagne  informative  nelle  strutture  sanitarie
  pubbliche   e  private  e  mediante  l'istituzione  di   sportelli
  informativi   gestiti   dall'associazione  consumatori   o   dalle
  organizzazioni dei cittadini.
   La  riscrittura prevede anche un risparmio di circa  1,2  milioni
  l'anno,  attraverso l'eliminazione della previsione  di  cui  alla
  lettera    e)   che   noi   in   questo   momento,   in    assenza
  dell'infrastruttura    digitale,    non    riteniamo    necessaria
  all'esecuzione dello scopo. Quindi che cosa diciamo? Prima creiamo
  le infrastrutture digitali, poi se serve implementare il personale
  del gruppo, del sovragruppo delle altre istituzioni, lo andremo  a
  verificare man mano.
   Quindi,   un  ulteriore  spunto  di  riflessione  che  tengo   ad
  evidenziare  è che attraverso la fase emendativa del  Movimento  5
  Stelle,  in  Commissione  Sanità, sono stati  anche  previsti:  il
  monitoraggio   dei  tempi  medi  di  attesa  per  le   prestazioni
  specialistiche per provincia in modo da evidenziare le  variazioni
  rispetto  all'anno precedente, in modo da monitorare se le  azioni
  poste  in campo dalla Rete sanitaria e dall'Assessorato producono,
  provincia   per  provincia;  una  velocizzazione  nei   tempi   di
  erogazione    delle   prestazioni   sanitarie   o,   invece,    un
  rallentamento;  la mortalità per patologia nelle singole  province
  (perché questo sarebbe anche un dato che dovrebbe stare alla  base
  di   ogni   rete  ospedaliera);  i  dati  relativi  alla  mobilità
  extraregionale   per   provincia,   limitatamente   ai    ricoveri
  ospedalieri  e infine i dati relativi alla mobilità  per  province
  suddivisi per DRG perché è fondamentale capire se da una provincia
  siciliana ci spostiamo verso altre province siciliane per  curarci
  rispetto a prestazioni che invece dovrebbero essere erogate  senza
  allontanarci    da   casa,   perché   la   mobilità    provinciale
  intraregionale  è vero che non produce un costo economico  per  la
  Regione,  ma  un costo sociale per le famiglie dei malati,  perché
  quando  il  malato  si  deve curare e trasferire  con  la  propria
  famiglia di 100, di 200 chilometri va incontro a disagi personali,
  economici, lavorativi e sociali.
   Quindi mi auguro di trovare, Presidente, la condivisione su questa
  riscrittura  da  parte del Governo e dell'Aula tutta  perché  è  un
  argomento  sensibile; diversamente dovremo necessariamente  entrare
  nel  merito  di  ogni singolo comma e di ogni singolo  emendamento,
  soppressivi compresi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Vorrei sottolineare alla sua attenzione,  ma  anche  a
  quella del Segretario generale, che nell'approvazione dell'articolo
  9.12...

   PRESIDENTE.  Ce  l'ha  appena detto l'onorevole  Lombardo,  stiamo
  vedendo di capire come poter affrontare il problema.

   DI  MAURO.  Perché credo che sia un refuso, Presidente, confondere
  disabilità  "gravissima"  con  il termine  "necessità  di  sostegno
  intensivo".
   Significa un buco di 200 milioni almeno nel bilancio.

   PRESIDENTE. Va bene.
   È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Sappiamo bene che questo  articolo
  non  è  risolutivo  sulle  liste d'attesa,  ne  abbiamo  ampiamente
  parlato,  ci  saremmo aspettati dal Governo regionale un'attenzione
  maggiore, con delle misure un poco più impegnative però l'assessore
  ci  ha  assicurato, per lo meno ripone fiducia in questo intervento
  di  monitoraggio, di implementazione delle piattaforme tecnologiche
  e quindi lo prendiamo per buono e ci rivedremo, credo, nei prossimi
  mesi. Però, quello che io vorrei sollecitare, se fosse possibile, è
  anche   una  puntuale  applicazione  del  Regolamento  che  prevede
  l'attività   libero-professionale  intramuraria.   Perché?   Perché
  arrivano segnalazioni, e lì veramente potremmo intervenire  davvero
  sulle  liste  d'attesa, perché come sappiamo  uno  dei  motivi  per
  risolvere   le   liste   d'attesa  è,  diciamo,   implementare   la
  disponibilità dei medici perché è quello il motivo fondamentale per
  cui  noi  abbiamo  così  tante  liste  d'attesa  che  non  scorrono
  velocemente.
   Quindi,  cosa  chiedo? Poiché i regolamenti  di  ciascuna  azienda
  prevedono l'istituzione di comitati tecnici consultivi e io non  so
  se  in tutte le aziende sono stati attuati, cosa chiedo? Chiedo che
  il diritto del cittadino e dell'utente, che prevede la norma che  è
  stata  introdotta nel '92 e poi è stata modificata  più  volte   io
  quello  che  chiedo è una maggiore attenzione da  parte  di  questo
  Assessorato  nel  verificare e nel monitorare veramente  l'attività
  intramuraria,  perché lì possiamo davvero intervenire  sulle  liste
  d'attesa.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
  quanto  affermato  dai  colleghi, ossia che  questa  norma  non  ha
  sicuramente il carattere risolutivo del problema, anche  perché  il
  problema,  assessore, bisogna riconoscere negli ultimi  anni  si  è
  notevolmente aggravato. Sono di qualche settimana fa le statistiche
  che  dicono  che 6 milioni di italiani hanno rinunciato  alle  cure
  proprio  prevalentemente a causa delle liste d'attesa,  la  maggior
  parte  sono  over 65 e sono uomini, e viene colpito di più  chi  ha
  redditi bassi.
   Ciò  che però mi preoccupa maggiormente è che questo Governo sulle
  liste d'attesa ma anche quello nazionale dà l'idea di procedere per
  tentativi, a tentoni, senza avere un'idea chiara di quello che è il
  problema e di come questo debba essere risolto. Perché rammento, lo
  rammento  a  me stesso in primo luogo e poi a quest'Aula,  che  noi
  negli  anni scorsi abbiamo dato per due anni di fila 50 milioni  di
  euro  per  l'abbattimento delle liste d'attesa e  molte  di  queste
  risorse  sono  state  date  anche  al  privato.  Ebbene,  prima  di
  presentare ulteriori norme, ulteriori ipotesi di risoluzione  o  di
  palliativi  per risolvere il problema o per attenuare il  problema,
  vorremmo capire se voi avete valutato l'impatto che ha avuto quella
  spesa,  come  quella  spesa è stata erogata,  come  per  esempio  i
  privati  hanno  contribuito all'abbattimento delle liste  d'attesa.
  Perché  l'impressione che abbiamo talvolta, guardando  alle  azioni
  del vostro Governo e del Governo nazionale è che ci sia un progetto
  dietro che è quello di far fallire la mission della sanità pubblica
  per dire che l'unica alternativa è quella privata. Non sono uno  di
  quelli  che ritiene che la sanità privata non serva ma ritengo  che
  tra i due blocchi della sanità, quella pubblica e privata, ci debba
  essere  un rapporto di complementarietà e il privato debba  aiutare
  il  pubblico  dove  il pubblico non riesce ad arrivare.  Però  oggi
  questo  non  lo possiamo valutare, anzi viviamo in un  sistema  che
  viene  ancor  di più foraggiato in cui il privato, anche  sotto  il
  profilo  dell'abbattimento delle liste d'attesa, fa concorrenza  al
  pubblico  grazie ai soldi pubblici; è una stortura che non possiamo
  assolutamente  permetterci.  Dunque non so come  fine  farà  questa
  norma, non so se questa norma riuscirà a contribuire a invertire il
  trend perché sicuramente non possiamo parlare di abbattimento delle
  liste dato che i numeri sono lì e sono inesorabili, ma cionondimeno
  mi  piacerebbe  sapere se l'assessore ha valutato  l'effetto  delle
  somme che abbiamo speso e se e come eventualmente utilizzare meglio
  le risorse delle quali già disponiamo.

   PRESIDENTE.   È  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi  minuti
  sono andato a cercare un po' su Internet, che per fortuna ancora ci
  aiuta anche nell'attività politica, le dichiarazioni del Presidente
  della  Regione nell'arco degli ultimi tre anni. Siamo  partiti  dal
  2023, quando dichiarò che stanziava 9 milioni di euro per risolvere
  le  liste  d'attesa, un impegno preso nei confronti  dei  siciliani
   abbatteremo  le liste d'attesa ; siamo passati ad agosto  2024  in
  cui  diceva  che se i manager della Regione non avessero  raggiunto
  gli  obiettivi  previsti  per le liste d'attesa,  sarebbe  scattata
  automaticamente la loro decadenza. Sono tutti comunicati  ufficiali
  sul  sito  della  Regione  siciliana  cioè  non  è  interpretazione
  politica. E poi c'è l'ultimo dell'agosto di quest'anno, dove diceva
  "abbiamo strappato dall'Assemblea l'ok all'articolo 12 sulle  liste
  di attesa, dobbiamo risolvere solamente il problema del digitale ma
  risolveremo anche quello .
   Presidente,  la Regione evidentemente vive in una  regione  che  è
  diversa  da quella in cui vivono i siciliani; i risultati purtroppo
  non  sono  quelli che annunciava né tanto meno che auspicavamo  dai
  suoi   interventi  ad  oggi  ritenuti  sotto  gli  occhi  di  tutti
  assolutamente scarsi e scarni anche nella qualità.
   Oggi ci ritroviamo a dover affrontare l'ennesimo articolo che  nel
  titolo riporta "riduzione di lista di attesa" ma che è tutto tranne
  che  la  riduzione delle liste d'attesa, perché stiamo parlando  di
  un'altra cosa. Io su questo ho due domande e vorrei che, al di  là,
  diciamo, del voto che ci troveremo a dover esprimere, sono semplici
  e  mi  aspetto  che  l'Assessore mi risponda:  1)  questo  servizio
  digitale  poteva  essere realizzato con risorse che  non  sono  del
  bilancio regionale? Questo servizio digitale poteva essere inserito
  all'interno dei programmi di digitalizzazione di questa Regione col
  PNRR,  FSC  ed  altro,  piuttosto che gravare  sul  bilancio  della
  Regione? Domanda n. 1.
   Domanda  n.  2:  c'è un'evidenza pubblica, un  atto,  un  atto  di
  indirizzo, una nota inviata all'unica società in house che gestisce
  i  servizi  digitali  e la nostra Regione, in cui  si  dice:  "Cara
  Sicilia Digitale, saresti in grado di realizzare questo servizio?",
  sì,  no?   Perché prima di esternalizzare un servizio - a meno  che
  non  riteniamo che Sicilia Digitale sia un fallimento -  e  quindi,
  diciamo,  questo ce lo possiamo dire o che non sia utile,  diciamo,
  all'unico  scopo  che  ha, cioè quello di digitalizzare  la  nostra
  Regione, ritengo che prima di stanziare risorse del bilancio, prima
  di  esternalizzare questo processo, probabilmente, un passaggio con
  Sicilia Digitale dovevamo farlo.
   Risolti  questi due dubbi, poi, per me sul resto possiamo  entrare
  nel  merito  di  assunzioni, comma e), comma g), quello  poi  viene
  dopo. Però le mie due priorità e le mie prime domande sono: Sicilia
  Digitale  poteva  fare questo nuovo sistema? Sì,  no,  ed  è  stato
  chiesto?  Sì, no e cosa è stato risposto? L'altra domanda è  perché
  stiamo  utilizzando il bilancio della Regione? Perché serviva  fare
  le  assunzioni,  ma  per il servizio digitale  potevamo  utilizzare
  altro genere di risorse piuttosto che il bilancio? Stop. Queste due
  curiosità mi permetteranno di valutare al meglio la norma. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Grazie.  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  è
  chiaro che noi con questo articolo stiamo affrontando quella che è,
  diciamo,  una delle nostre emergenze che sono proprio queste  delle
  liste  d'attesa  e,  quindi, prevediamo questa  spesa  di  oltre  6
  milioni nel triennio per potenziare il famoso sistema SovraCUP, per
  attivare  questa  piattaforma  per le  liste  d'attesa  e,  quindi,
  sviluppare  un  cruscotto  avanzato di monitoraggio  con  l'ausilio
  dell'intelligenza     artificiale.    Naturalmente     interessante
  l'iniziativa  che  si  apre alla modernità,  all'innovazione,  alla
  tecnologia, però sappiamo bene che se poi non c'è la risorsa umana,
  non  riusciamo,  i  pazienti  non possono  essere  presi  in  cura.
  Sappiamo  bene  quanta  carenza, non solo di  medici  ma  anche  di
  infermieri  abbiamo,  che purtroppo siamo costretti  a  vivere  nel
  nostro  territorio, quindi, diciamo, che con questa norma ci stiamo
  concentrando più sull'aspetto gestionale-tecnologico, forse un  po'
  meno sull'organizzazione. Noi sappiamo bene che senza il personale,
  però,  quindi  senza la risorsa umana, di fatto, non  si  riesce  a
  prendere  in  cura i pazienti, quindi noi ci ritroviamo  con  tanti
  pazienti che sono costretti ad andare fuori a farsi curare;  dietro
  a  tanti  a questi numeri che noi vediamo ci sono persone, ci  sono
  pazienti  che aspettano diagnosi, ci sono genitori che  devono  far
  curare  i  propri figli che sono costretti ad andare  nel  privato,
  addirittura fuori, sempre e che se lo possano pure permettere.
   Io  ho  presentato, Assessore, così già glielo anticipo, un ordine
  del  giorno proprio su tutte, diciamo, le criticità che ci sono per
  quanto riguarda la sanità in Sicilia, perché già lo faceva prima  -
  alcuni  dati  li ha illustrati il mio collega Safina - che  diceva,
  appunto,  che  su gli ultimi dati che sono usciti fuori   da  GIMBE
  dove,  appunto,  oltre le grandi liste d'attesa per visite,  esami,
  interventi chirurgici, grandissimo spreco di risorse, c'è anche una
  grande, come dicevo prima, carenza di medici ed infermieri  e  sono
  stati resi, appunto, i dati proprio su questo.
   In   Sicilia  risultano  pochissimi  infermieri,  situazione   che
  pregiudica  naturalmente la qualità dell'assistenza ospedaliera  e,
  secondo  il  rapporto GIMBE, Assessore, la Sicilia  è  inadempiente
  nell'area della prevenzione dell'assistenza territoriale.
   Il  2022 ha visto un aumento della spesa sanitaria a carico  delle
  famiglie siciliane e, sempre nel 2022, circa il 7,2 per cento delle
  famiglie in Sicilia ha dichiarato di avere rinunciato a prestazioni
  sanitarie per ragioni economiche o di accesso.
   E quindi l'analisi dei dati che ci dà GIMBE del 2025 rileva che la
  Sicilia  è  una  delle  regioni in cui nessun servizio  tra  quelli
  previsti risulta attivo, quindi emerge questo enorme divario tra il
  Nord  e il Sud nella sanità, differenza nell'aspettativa di vita  e
  un  sistema di riparto del Fondo sanitario che penalizza le regioni
  più  svantaggiate e i loro bisogni che sono legati naturalmente  al
  grado, al livello di povertà e di dispersione territoriale che  noi
  purtroppo viviamo.
   Solo  13  regioni  in Italia hanno rispettato i LEA  -  i  livelli
  essenziali di assistenza - sia per le prestazioni che per i servizi
  da  garantire a tutti i cittadini gratuitamente o col pagamento del
  ticket.
   Questo  quindi significa che l'aspettativa di vita nel Mezzogiorno
  è  pari o inferiore alla media nazionale, così come appunto risulta
  delle stime dell'ISTAT.
   Assessore, io ho già depositato questo ordine del giorno,  in  cui
  chiedo l'intervento del Governo, del suo dipartimento, proprio  per
  cercare  di  affrontare non solo dal punto di vista tecnologico  ma
  soprattutto dal punto di vista anche logistico tutte le necessità e
  le  precarietà  che  noi  ancora oggi,  i  nostri  siciliani,  sono
  costretti a vivere.

   PRESIDENTE. I soppressivi sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento  8.1, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino  ed altri. Onorevole De Luca, gli emendamenti all'articolo
  sono mantenuti o ritirati?

   DE   LUCA   Antonino.   Sono   ritirati,   però   vorrei   sentire
  l'Assessore...

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   FARAONI,  assessore  per  la salute. Grazie,  Presidente,  intanto
  apprezzo  il  lavoro di collaborazione che in questo momento  colgo
  anche  con la deputazione del Movimento 5 Stelle. Devo però mettere
  in  evidenza  una  cosa: il Governo in questo  momento  propone  un
  intervento  strutturale, noi non stiamo lavorando su  una  proposta
  che  ci  porterà  ad un abbattimento delle liste d'attesa,  se  non
  attraverso l'implementazione di metodiche che in questo momento non
  ci sono.
   Ora,  qualcuno  ha  detto:  "ma  perché  queste  risorse,  anziché
  prelevarle  dal bilancio della Regione, non sono state  in  qualche
  maniera  impiegate attraverso altre linee di finanziamento? Abbiamo
  avuto  anche tanta attenzione da parte del PNRR", ma questo attiene
  agli  anni  precedenti.  Di fronte al problema  che  io  ho  dovuto
  affrontare  da  subito,  con un mandato  specifico  del  presidente
  Schifani  sul  tema  delle liste d'attesa, ho dovuto  ragionare  ad
  intervenire  - ma io mi permetto di dire non con tentativi,  perché
  questo,  perdonatemi,  diventa veramente una frustrazione,  pensare
  che si possa agire per tentativi - con uno studio attento e preciso
  che,  si  badi  bene,  non  risolve, non risolve  completamente  il
  problema.
   Ieri  l'onorevole Cracolici diceva "Siamo contenti": no,  noi  non
  abbiamo   risolto   tutto   il   problema,   stiamo   intervenendo,
  strategicamente e sistematicamente, nei diversi livelli di azione e
  di  sviluppo,  che  determinano le liste  d'attesa:  eliminare  gli
  effetti  di  modalità  organizzative,  che  determinano  le   liste
  d'attesa.
   E  quando  dico,  con  tono trionfale, che  abbiamo  eliminato  la
  questione  relativa  alle  urgenti - brevi',  attenzione,  parliamo
  solo di quella categoria di prestazione, non ho mai detto che tutto
  il  problema delle liste d'attesa sia stato risolto ed anche questo
  sarà uno degli interventi strutturali, che dobbiamo mettere in atto
  perché, successivamente, ne dovremo fare anche altri.
   Probabilmente, ha ragione l'onorevole Schillaci, dobbiamo prendere
  anche  in  considerazione i regolamenti che  riguardano  l'attività
  intramoenia,   l'attività   libero   professionale,   perché   sono
  personalmente  convinta che una parte della  ragione  delle  nostre
  liste di attesa si insedia proprio lì, ma come fatto patologico del
  nostro sistema e, su questo, stiamo lavorando e stiamo intervenendo
  con delle attività mirate all'interno di ogni azienda.
   Questo  per dire che un problema complesso come le liste d'attesa,
  che interessa tutta la nazione, avete visto di recente anche se  ne
  è  occupata una famosa trasmissione, in particolare Report,  avrete
  visto  come  il problema riguarda anche regioni che abbiamo  sempre
  ritenuto  evolute:  l'Emilia Romagna, la  Lombardia,  la  Campania.
  Situazioni nelle quali, ovviamente, c'è stata una gestione  che  ha
  portato,  nella sua complessità, a rappresentare, forse falsamente,
  la  sussistenza  di  un problema e di pensare  che  fosse  risolto,
  invece, risolto non lo era.
   Quindi,  è  un  problema complesso, non si  risolve  con  un  solo
  intervento, ne dobbiamo fare tanti, studiati e mirati  e  questo  è
  uno  degli interventi per i quali abbiamo bisogno di una  fonte  di
  risorse.  È  chiaro,  non la faremo noi la  gara,  ci  mancherebbe,
  perché l'Amministrazione regionale, l'Assessorato alla salute non è
  un  ente  appaltante. Noi avremo la CUC oppure Sicilia Digitale  ai
  quali   ci  rivolgeremo,  perché  sicuramente  se  io  mi   dovessi
  rivolgere,  oggi,  a  Sicilia Digitale, senza  portare  con  me  le
  risorse  che  sono necessarie per implementare queste  attività,  è
  chiaro  che potremmo avere qualche difficoltà perché, comunque,  le
  risorse devono essere individuate per poter promuovere i percorsi.
   Detto  questo.  la  richiesta di riscrittura, che  è  stata  fatta
  dall'onorevole  De Luca, per la parte relativa alla implementazione
  della  sezione "open data", accessibile pubblicamente  sul  portale
  istituzionale,  può  essere  assolutamente  accolta.  Ritengo   che
  l'eliminazione   della  lettera  e)  sia,   in   qualche   maniera,
  determinante  per  un  non funzionamento  del  sistema.  Quindi  se
  accogliamo  la  riscrittura,  così  come  proposta,  eliminando  la
  lettera  e),  non  sono  nelle condizioni  di  poter  garantire  la
  funzionalità di questo sistema.
   Per  quanto riguarda, invece, la previsione dell'applicazione  dei
  percorsi  di  tutela, previsti dal decreto legislativo 124/98,  per
  quanto  molto  importanti, qui, in questa fase, non possono  essere
  inseriti né si può pensare di inserirli in questa...

   PRESIDENTE.  Assessore, le vengo incontro, in  quanto  stamattina,
  insieme   all'onorevole  Varrica,  all'onorevole  Giambona   e   al
  Presidente  Ferrara, giusto per dare anche un segnale  di  rispetto
  proprio per quello che facciamo, abbiamo incontrato una delegazione
  di diversi lavoratori.
   Visto  e  considerato  che l'assessore Faraoni  ha  ribadito  bene
  l'importanza  del  tema,  proprio  su  questo,  chiedo  se  c'è  la
  possibilità  di  dare  un  segnale a  quei  lavoratori,  anche  per
  tutelare questo articolo che, oggettivamente, ha un senso  più  che
  compiuto, visto che tratta un tema che attanaglia la nostra Terra.
   Pertanto,  in questo caso, forse, potremmo accantonarlo e  votarlo
  in  un  secondo  momento,  perché ci sono  altre  riflessioni  che,
  secondo  me,  si  possono  assolutamente fare.  Quindi,  Assessore,
  piuttosto che metterlo in votazione, sarei più cauto per...

   FARAONI,   assessore   per  la  salute.  Signor   Presidente,   io
  naturalmente  sono  molto  rispettosa  delle  sue  indicazioni   e,
  chiaramente,  le  accolgo.  Vorrei soltanto  far  rilevare  che  il
  contesto  normativo che abbiamo proposto è di tipo strutturale,  in
  cui   possiamo   inserire   poi  qualunque   altra,   per   carità,
  considerazione,  ma qui è soltanto un criterio di  operatività  che
  stiamo inserendo nei nostri sistemi. Tutto qui.

   PRESIDENTE.  Lo  accantoniamo. Si passa  all'articolo  18.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 18.
         Interventi per la prevenzione degli incendi nei parchi
                             archeologici

     1.Al  fine  di  attuare gli interventi di diserbo e  prevenzione
  incendi,  per  il triennio 2026-2028 il Dipartimento regionale  dei
  beni  culturali e dell'identità siciliana è autorizzato a concedere
  contributi  straordinari  ai parchi archeologici,  secondo  criteri
  stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali
  e   l'identità  siciliana.  I  contributi  sono  assegnati  per  il
  cinquanta per cento in proporzione all'estensione del parco  e  per
  il  cinquanta  per  cento a compensazione  dei  minori  incassi  da
  sbigliettamento  rispetto alla media regionale di tutti  i  parchi.
  Per  le  finalità  di cui al presente articolo è  autorizzata,  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2026, 2027 e  2028,  la  spesa
  annua di 1.000 migliaia di euro (Missione 5, Programma 1)».

   Sono  stati presentati emendamenti soltanto soppressivi,  pertanto
  si vota il mantenimento dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io ieri sono  intervenuto,  quando
  abbiamo  approvato  la norma sui forestali, per  porre  un  tema  e
  l'assessore  Sammartino,  stasera  presente  in  quest'Aula,   deve
  risolvere il problema di cui abbiamo parlato ieri.
   L'Azienda  Foreste  Demaniali aveva e dovrebbe  ancora  avere  una
  convenzione  per  garantire ai parchi archeologici regionali  della
  Sicilia  la  gestione  della manutenzione ai  fini  delle  attività
  antincendio  e  l'Azienda non si può rifiutare  e  se  qualcuno  ha
  rescisso  unilateralmente  questa  convenzione  ha  fatto  un  atto
  illegittimo, perché questa era una procedura individuata da  questo
  Parlamento  e per tale motivo ritengo che l'articolo 18 può  essere
  bocciato,  ma  l'Assessorato  dell'agricoltura  si  deve   assumere
  l'onere  di garantire la sicurezza dei parchi archeologici  con  lo
  stesso  personale - perché noi paghiamo il personale, oltre che  le
  attività  -  che,  per  diverso  tempo,  ha  svolto  l'attività  di
  manutenzione dei parchi archeologici.
   Siccome l'ho posto io il tema sui parchi archeologici, voglio  qui
  ribadire  che  la  questione non è non garantire la  sicurezza  dei
  parchi  archeologici,  ma garantire, attraverso  l'Azienda  Foreste
  Demaniali,   l'attività  anche  nei  parchi  archeologici,   perché
  l'Azienda  Foreste  Demaniali  non  si  occupa  solo  del   demanio
  boschivo,  agisce  per scelta fatta da questa  Assemblea  regionale
  anche  al  di  fuori del demanio boschivo, e i parchi  archeologici
  sono uno dei settori da proteggere ed è necessario impedire che  si
  possano generare incendi anche dentro i boschi che, purtroppo, ogni
  tanto succedono.
   Quindi,  Assessore, deve essere lei a far sì che l'Azienda Foreste
  Demaniali garantisca il servizio presso i parchi archeologici.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.  Signor    Presidente,  onorevoli,   Governo,
  collega  Cracolici, la norma a cui lei fa riferimento e che demanda
  allo  sviluppo  rurale  alcune  funzioni  deve  garantire  che   il
  Dipartimento  si  occupi  di  scerbamento  e  pulizia,  dopo  avere
  ottemperato ovviamente ai viali parafuoco e a tutte quelle che sono
  le iniziative dello sviluppo rurale.
   Attualmente,  non  esiste una convenzione da  lei  richiamata,  in
  passato  esisteva  un  protocollo  di  intesa  tra  i  Dipartimenti
  sviluppo  rurale e beni culturali che ad oggi non è più in  vigore,
  perché il contingente...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Mi faccia terminare, però, dicevo, il contingente dei forestali si
  è  sempre di più ridotto e quindi i disservizi, segnalati anche dal
  Dipartimento  beni  culturali, si andavano a creare  perché  queste
  attività di pulizia venivano realizzate nei parchi archeologici nel
  mese  di agosto, talvolta tra agosto e settembre, quando la pulizia
  e  lo  scerbamento - onorevole Cracolici mi sto rivolgendo  a  lei,
  spero  lei mi stia ascoltando - si dovrebbe fare nei mesi di marzo,
  aprile,  maggio,  cioè  prima  della campagna  antincendi.  Non  si
  possono  più avviare prima, e questo mi sento in dovere  di  dirlo,
  perché  il  numero  del contingente si è ridotto e  prima  dobbiamo
  garantire i viali parafuoco.
   Quindi,  io ho apprezzato in Giunta la norma proposta dal  collega
  Scarpinato, che magari vorrà per la sua parte intervenire. Ad oggi,
  per le condizioni del contingente di forestale allo sviluppo rurale
  e   per  i  disservizi  segnalati  all'Assessorato  regionale  Beni
  culturali,  fare uno scerbamento nel mese di agosto o nel  mese  di
  settembre  non  soltanto è fuori dai canoni stagionali  -  se  così
  posso   definire  -  dell'antincendio,  ma  non  crea  neanche   le
  condizioni  di  fruizione all'interno dei parchi,  che  sono  anche
  momenti  di attrazione, ma, soprattutto, sono molto spesso  emblema
  anche  di  fruizione turistica della nostra Regione, a cui dobbiamo
  garantire,  anche  nella  fase  estiva,  ovviamente,  uno  standard
  qualitativo di servizi elevato.
   Per quanto mi riguarda, se la può rassicurare, se si vuole trovare
  una  soluzione o se si pensa di trovare una soluzione  alternativa,
  c'è la disponibilità da parte del Governo per provarla a trovare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Assessore,  conosco le  dinamiche  burocratiche  degli
  Assessorati,  e nel caso specifico dell'Assessorato all'agricoltura
  e  del Dipartimento sviluppo rurale e sa qual è stata la difficoltà
  nel  passato?  Precedentemente la Regione  approvava  gli  esercizi
  provvisori  e  poi  il  finanziamento  per  i  forestali   avveniva
  coprendo, innanzitutto, gli avviamenti dei  centocinquantunisti   e
  dei    centunisti ,   perché   la   priorità   era   per   i   mesi
  dell'antincendio  e  per supportare i lavoratori  dell'azienda  che
  transitavano all'antincendio, e succedeva che i  settantottisti   -
  ai  quali ieri abbiamo allungato le giornate lavorative, assieme ai
   centocinquantunisti  e  centunisti  - venivano avviati tra la fine
  di agosto e i primi di settembre.
   Quando  ieri  mi  riferivo  al  problema  dell'organizzazione,  mi
  riferivo  a  questo e faccio un esempio:  che ci sia un  lavoratore
  forestale nel bosco nel mese di ottobre o novembre non me ne  frega
  nulla,  perché non serve a nulla, per quello che dice  lei,  perché
  c'è  una stagionalità delle attività, sia di disboscamento  che  di
  decespugliamento,  quindi si decespuglia quando c'è  il  cespuglio,
  non quando c'è la pioggia col cespuglio
   Pertanto,  la soluzione è anticipare l'avviamento, tanto  più  che
  abbiamo  aumentato le giornate dei lavoratori, a partire  dagli  ex
  "settantottisti",  oggi  "centunisti",  e  dei  "centunisti",  oggi
  "centoventiquattristi", per garantire ai parchi archeologici  della
  Sicilia,  già  dal  mese  di  aprile, l'attività  istituzionalmente
  prevista,  perché  qui  non  esiste una  convenzione  tra  soggetti
  diversi,  stiamo  parlando della stessa Amministrazione  regionale,
  dove  si  dovrebbero vedere due funzionari, neanche lei  e  l'altro
  Assessore,  ma  due dipendenti che sono pagati con centonovantamila
  euro all'anno per fare i dirigenti di questa Regione
   Bastano  due persone che sottoscrivono un patto di garanzia  delle
  modalità di avviamento e questo ci farebbe risparmiare, intanto, il
  milione  qui  previsto, che sembra una bazzecola,  ma  soprattutto,
  Assessore,  ci  farebbe  risparmiare l'idea  che  una  parte  delle
  attività,  che  oggi  affidiamo all'Azienda Foreste  Demaniali,  di
  fatto, venga privatizzata con un gestore di cooperative private ed,
  inevitabilmente, i parchi si dovranno rivolgere a questi  soggetti,
  visto  che non hanno personale proprio, per gestire il servizio  di
  decespugliamento.
   Quindi,  è  insopportabile  l'idea  di  dare  all'Azienda  Foreste
  Demaniali  trecentotrenta  milioni di euro,  per  ricordarci  delle
  cifre  di  cui parliamo, ed ai parchi archeologici diamo  una  cosa
  ridicola,  perché  prevedere  un  milione  di  euro  per  i  parchi
  archeologici  di  Sicilia è come prendere una goccia  in  un  mare,
  perché  vi  ricordo  che  ci sono diversi parchi  archeologici,  da
  Selinunte ad Agrigento, eccetera...

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Quattordici.

   CRACOLICI.  Quattordici. Pertanto, ribadisco  che,  personalmente,
  sono  favorevole  al  respingimento di questa  norma,  ma  non  per
  impedire   che   ci   sia  l'attività  di  sicurezza   dei   parchi
  archeologici, ma per garantire che l'Azienda Foreste  Demaniali  si
  faccia  carico  anche  della gestione della  sicurezza  dei  parchi
  archeologici.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'assessore Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Onorevole Cracolici, siccome lei sa con quanta
  chiarezza  si  affrontano alcuni temi, a volte anche  delicati,  il
  Governo  della Regione ha garantito, fino a quest'anno, la  pulizia
  dei  parchi grazie all'utilizzo dei forestali, qualche ora addietro
  è stata votata una norma che implementa le giornate, questa norma è
  stata  varata dalla Giunta di Governo, qualche settimana  addietro;
  per un migliore funzionamento delle attività, l'Assessore regionale
  ai  beni  culturali ha proposto una modifica legislativa, a  questo
  Parlamento,  per  intervenire e per garantire maggiori  servizi  ai
  parchi, ma lo spiegherà lui.
   L'Azienda  Foreste,  romanticamente io la  chiamo  ancora  Azienda
  Foreste,  ha  continuato,  con grandi difficoltà,  a  garantire  il
  servizio  dei parchi; da quest'anno, per l'annualità 2026,  quindi,
  per  la  prossima  stagione  di potatura,  di  discerbamento  e  di
  pulizia,  si è registrata una difficoltà che credo abbia spinto  il
  collega Scarpinato a presentare una norma di modifica.
   Continuo a ribadire l'impegno da parte dell'Azienda foreste e  del
  Dipartimento   dello   sviluppo  rurale,  qualora   ci   fosse   la
  possibilità, di garantire gli operai forestali, però, io la  voglio
  fare  riflettere su un punto, sia per prerogativa legislativa,  sia
  per  necessità:  prima la Regione deve garantire i piani  parafuoco
  che   garantiscono la sicurezza delle nostre comunità, garantiscono
  l'attività  di  prevenzione contro i piromani, la salvaguardia,  ma
  lei  lo  sa bene perché è stato Assessore di questa Regione con  la
  delega all'agricoltura.
   Con la riduzione del numero del personale, il disservizio è venuto
  fuori  e  il  collega  Scarpinato  l'ha  segnalato,  dopodiché  non
  mancherà  sicuramente  per il Dipartimento  dello  sviluppo  rurale
  provare  a  mantenere questo servizio, ma credo  sia  più  corretto
  ascoltare il collega Scarpinato che ne ha diretta competenza per la
  fruizione dei parchi.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'assessore Scarpinato.  Ne  ha
  facoltà.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, abbiamo  ripercorso  quello
  che  è stato e quello che è successo, ovvero il mancato ricevimento
  dell'accordo     interministeriale,    interdipartimentale,     tra
  l'Assessorato all'agricoltura e l'Assessorato ai beni culturali.
   Personalmente,  da Assessore per i beni culturali,  ho  immaginato
  questa  norma  proprio  per  tutelare,  così  come  ha  detto  lei,
  onorevole  Cracolici,  quella  che è l'attività  di  prevenzione  e
  incendi,  anche perché le criticità che sono sorte, proprio  frutto
  di  questo  accordo e sono criticità che sono state ribadite  anche
  dal  collega Sammartino, è inutile fare il diserbo o la  scerbatura
  nel mese di luglio o agosto.
   Ricordo a me stesso, a tutti, che nel 2023, nel mese di luglio, un
  incendio  spaventoso  ha  lambito il  tempio  di  Segesta.  Abbiamo
  raccolto tutti quell'esperienza negativa e ne abbiamo fatto tesoro.
  Proprio  per questo questa norma vuole andare a tutelare e, quindi,
  porre in essere la sicurezza afferente la prevenzione incendi.
   Dico  pure che non è bastevole la provvista economico-finanziaria,
  perché in teoria si dovrebbero fare le scerbature e il diserbo  tre
  volte  l'anno. Conosciamo bene quello che è il ciclo  biologico  e,
  quindi,  a  mio avviso, è fondamentale approvare questa  norma  per
  tutelare  i  parchi e per sopperire la mancanza che è venuta  fuori
  dal mancato accordo interministeriale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 18.

   CATANZARO. Voto segreto

   PRESIDENTE.   C'era  la  richiesta  di  voto  segreto   da   parte
  dell'onorevole Catanzaro.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 18

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 69
   Votanti                  57
   Maggioranza              29
   Favorevoli               15
   Contrari                 42
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

     Guardi,  anche  se  fossero dieci i voti di quelli  che  non  si
  accendevano, non cambiava nulla. 42 a 15.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
            Fondo per la prevenzione degli incendi boschivi

   1.È  istituito nel bilancio della Regione, un fondo  di  rotazione
   Prevenzione incendi boschivi  destinato alla copertura finanziaria
  delle spese occorrenti per promuovere e agevolare gli interventi di
  prevenzione  di  incendi  boschivi anche a  tutela  dell'incolumità
  pubblica,  attraverso le attività sostitutive  messe  in  atto  dai
  comuni della Regione siciliana nei territori di competenza.

   2.  L'importo  del fondo è determinato in 1.000 migliaia  di  euro
  per  ciascuno  degli  anni  del  triennio  2026-2028  (Missione  9,
  Programma 5).

   3.  Al  fondo  di cui al comma 1 possono accedere anche  i  comuni
  della Regione siciliana in fase di dissesto o risanamento.

   4.  Il  fondo  di  cui  al  comma 1  è  alimentato  con  le  somme
  rimborsate  dai  comuni  a seguito di recupero  dai  proprietari  o
  detentori  di  terreni  inadempienti  agli  obblighi  derivanti  da
  ordinanze  sindacali, emesse ai sensi degli articoli 50  e  54  del
  decreto   legislativo  18  agosto  2000,  n.  267  per  le  materie
  disciplinate  dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, da  versare  in
  entrata  nel bilancio della Regione (Titolo 3, Tipologia 500,  Capo
  22).

   5.  Indipendentemente dall'incameramento per recupero delle somme,
  i   comuni  sono  comunque  tenuti,  nel  termine  di  cinque  anni
  dall'erogazione,  a rimborsare alla Regione le somme  dalla  stessa
  anticipate.

   6.  In  caso di mancato versamento da parte degli enti locali,  in
  favore  del bilancio della Regione, ai sensi dei precedenti  commi,
  il  Dipartimento regionale delle autonomie locali è autorizzato, ex
  comma 24 dell'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
  su   richiesta  del  Comando  del  corpo  forestale  della  Regione
  siciliana, a provvedere al recupero delle somme erogate,  a  valere
  sui   trasferimenti   regionali  in  favore   degli   enti   locali
  beneficiari.

   7.  Le  modalità di utilizzazione del fondo di cui al comma 1,  la
  cui gestione è affidata nel rispetto delle vigenti disposizioni  in
  materia  al  Comando  del corpo forestale della Regione  siciliana,
  sono  disciplinate  con  decreto dell'Assessore  regionale  per  il
  territorio  e l'ambiente da emanarsi entro centoventi giorni  dalla
  pubblicazione della presente legge.

   8.  I comuni che attingono al fondo di cui a comma 1 e che abbiano
  assolto all'obbligo di restituzione ai sensi dei commi 4 e 5 nonché
  quelli  che  provvedono  con  fondi propri  all'espletamento  delle
  attività  sostitutive  di  cui al comma 1  dello  stesso  articolo,
  possono  beneficiare di finanziamenti per interventi di prevenzione
  incendi  boschivi  e  di  interfaccia da  effettuarsi  in  aree  di
  proprietà o nella disponibilità degli stessi.

   9.  Per  le finalità di cui al comma 8 è autorizzata la  spesa  di
  1.000  migliaia  di euro annui per il triennio 2026-2028  a  valere
  sulla Missione 9, Programma 5.

   10.  La  tipologia  di  interventi  finanziabili  e  i  tempi   di
  esecuzione   degli   stessi,   le  modalità   di   erogazione   dei
  finanziamenti  di cui al comma 1, la cui gestione  è  affidata  nel
  rispetto delle vigenti disposizioni in materia al Comando del corpo
  forestale  della Regione siciliana, sono disciplinate  con  decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente da emanarsi
  entro centoventi giorni dalla pubblicazione della presente legge.»

   Si  passa all'emendamento 19.1, soppressivo dell'articolo, a firma
  dell'onorevole De Luca Antonino. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA ANTONINO. Mantenuto.

   CATANZARO. Chiedo il voto segreto sull'emendamento 19.12.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  questo articolo nasce dopo avere visto,  nella  scorsa
  estate,  che  la gran parte degli incendi dolosi parte  da  terreni
  incolti  abbandonati dei privati. Molti sindaci fanno le  ordinanze
  per imporre ai privati di pulire e fare i viali parafuoco, in molte
  realtà  questo  funziona  perché poi ci sono  delle  sanzioni,  per
  esempio   a  Sciacca  funziona,  e  non  è  un'amministrazione   di
  centrodestra, ma la cito perché il sistema delle ordinanze e  delle
  sanzioni  ha  funzionato  e si sono ridotti  gli  incendi  in  quel
  territorio,  perché, ribadisco, in gran parte partono  dai  terreni
  incolti dei privati.
   Cosa  abbiamo  immaginato?   In  Quarta  Commissione  poi  abbiamo
  integrato il testo con i suggerimenti che provenivano dai colleghi,
  anche  dalle opposizioni, ossia un Fondo di rotazione che  mettesse
  nella  disponibilità  dei  sindaci  che  vogliono  sostituirsi   ai
  privati,  che  lasciano questi terreni incolti, per  fare  i  viali
  parafuoco  e  in  più avevamo immaginato anche una  premialità  per
  questi   comuni  che  si  attivano  con  ordinanze  e  col   potere
  sostitutivo  con  un  ulteriore fondo di un  milione  di  euro  che
  permettesse  a quegli stessi sindaci virtuosi di utilizzare  questi
  fondi per pulire le sterpaglie nelle aree pubbliche.
   Questa è un'ipotesi, poi, per carità, non ho idea se funzionerà  e
  se  è  bastevole, ma era una risposta a una criticità  che  avevamo
  avvertito  e  che poteva essere di aiuto agli amministratori  e  ai
  sindaci, tutti, della Regione siciliana.
   Dopodiché mi rimetto ai colleghi, se hanno valutazioni migliori  o
  ritengono  che  questo sia insufficiente e vogliono integrarlo,  io
  sono a disposizione.

   PRESIDENTE.  Allora,  c'è  richiesta  di  voto  segreto  da  parte
  dell'onorevole Catanzaro sull'emendamento soppressivo 19.12, a  sua
  prima firma.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.12

      PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 19.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 69
   Votanti                  58
   Maggioranza              30
   Favorevoli               43
   Contrari                 15
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  ai
  colleghi, in primavera, la prossima estate, di non venirci  a  dire
  che  non  facciamo niente per gli incendi, perché questa è  un'idea
  che poteva essere migliorata e io ero disponibile a migliorarla. In
  Commissione ho recepito tutti gli emendamenti proposti dai colleghi
  dell'opposizione, tutti, non ce n'è uno che non ho recepito.
   Quindi  io,  per  senso di responsabilità lo  dico,  perché  molti
  sindaci  -  e  quelli che io incontro sono ovviamente  di  tutti  i
  colori  politici, perché io sono un'Istituzione e i sindaci per  me
  non  hanno  colore  politico  -  me  l'hanno  chiesto,  ne  avevano
  sottolineato l'importanza, poi, per carità, ovviamente  il  voto  è
  sempre  legittimo  e sovrano e io che sono parlamentare,  prima  di
  essere  un Assessore, non posso che prenderne atto con il senso  di
  responsabilità  che  mi  appartiene, però vorrei  sottolineare  che
  questa  era  una proposta migliorativa e che poteva  essere  ancora
  migliorata,  non vedo un'alternativa rispetto a questa  possibilità
  che avevo dato e avevo offerto alla Commissione e all'Aula.
   Grazie onorevoli colleghi.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a onor del vero,
  Assessore,  non gliel'ha bocciato l'opposizione, gliel'ha  bocciata
  parte  dei  suoi  colleghi della maggioranza  perché  il  numero  è
  veramente rilevante.
   Nonostante   questo,  Assessore,  so  che  lei  è   sempre   stata
  disponibile, però non tutte le norme sono state inserite, quindi le
  ribadiamo  la  richiesta,  anche  ai  fini  della  prevenzione,  di
  installare l'intelligenza artificiale con le termo-camere, c'è  tra
  l'altro  la  norma  approvata  della  collega,  ma  questo  Governo
  regionale  non  ha  neanche recepito...  per  cui  quello  che  noi
  chiediamo è che vediamo sempre arrivare norme di un certo tipo,  ma
  non vengono recepiti i disegni di legge già approvati.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi vorrei rispondere
  all'Assessore, che è diventata Assessore nel corso del 2024, che la
  Legge di Stabilità 2024 è stata approvata - finanziaria la legge di
  stabilità  -,  con  10  milioni di euro che  sono  stati  mantenuti
  all'Azienda  foreste  demaniali, anche per le  attività  del  Corpo
  forestale, affinché l'azienda, con apposite convenzioni fatte con i
  comuni,  potesse sostituirsi negli interventi di pulizia, dei  beni
  privati dei comuni, avviando quel potere sostitutivo.
   Sa  che  cosa  è successo, Assessore? Sa che cosa è successo?  Che
  qualche  mese  fa ho chiesto al suo dirigente del Corpo  forestale,
  che  fine  avesse  fatto  quella  norma  che  prevedeva,  quand'era
  assessore Sammartino, 10 milioni di euro in più all'Azienda foreste
  demaniali per avviare le convenzioni con i comuni e fare l'attività
  di  pulizia dei terreni privati in via sostitutiva, e i  comuni  si
  rivalevano  in  danno sui privati che non avevano ottemperato  alle
  ordinanze  di  messa  in  sicurezza.  La  sua  dirigente,   mi   ha
  onestamente ammesso che questa norma non è mai stata attuata

   LA VARDERA. Vergogna

   CRACOLICI.  Noi  la dobbiamo smettere di fare leggi  che  poi  non
  hanno     minimamente    alcuna    attività    effettiva,    perché
  l'Amministrazione agisce per repliche  Possiamo scrivere quello che
  vogliamo, perché poi, alla fine, la gestione amministrativa  si  fa
  come si è fatta l'anno prima

   PRESIDENTE. Grazie. Allora, l'articolo 20 è già stato  votato.  Si
  passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
    Norme in materia di personale del Corpo Forestale della Regione
                               siciliana

   1.  L'onere per le risorse assunzionali del Corpo forestale  della
  Regione  siciliana,  comprensivo  degli  oneri  riflessi  a  carico
  dell'Amministrazione regionale e dell'IRAP, di cui al comma   4-bis
  dell'articolo 50 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3,  come
  introdotto  dal  comma 4 dell'articolo 9 della  legge  regionale  9
  gennaio  2025,  n.  1,  è rideterminato in euro  14.747.828,67  per
  l'esercizio finanziario 2026, in euro 18.298.261,82 per l'esercizio
  finanziario   2027   ed  è  valutato  in  euro  22.304.314,12   per
  l'esercizio finanziario 2028 iscritti alla Missione 9, Programma 5,
  di cui:

   a) esercizio finanziario 2026:
   - euro 10.488.463,60 capitolo 150001;
   - euro 891.519,41 capitolo 151001, articolo 1;
   - euro 3.262.961,03 capitolo 150003;
   - euro 104.884,64 capitolo 150032;

   b) esercizio finanziario 2027:
   - euro 13.013.485,40 capitolo 150001;
   - euro 1.106.146,26 capitolo 151001, articolo 1;
   - euro 4.048.495,31 capitolo 150003;
   - euro 130.134,85 capitolo 150032;

   c) esercizio finanziario 2028:
   - euro 15.862.537,60 capitolo 150001;
   - euro 1.348.315,70 capitolo 151001, articolo 1;
   - euro 4.934.835,45 capitolo 150003;
   - euro 158.625,38 capitolo 150032;

   2.  Al  comma  4-ter  dell'articolo 50 della  legge  regionale  n.
  3/2024,  come  introdotto dal comma 4 dell'articolo 9  della  legge
  regionale  n. 1/2025, le parole  esercizi finanziari 2025,  2026  e
  2027  sono sostituite dalle parole  esercizi finanziari 2026,  2027
  e 2028 .».

   PRESIDENTE.   Comunico   che   sono  stati   presentati   soltanto
  emendamenti soppressivi...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto ritorni al posto, intanto
  ritorni al posto...

   CRACOLICI. Lei mi ha tolto la parola

   PRESIDENTE. No  Io no le ho tolto la parola, mi riservo di farlo

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Lei si stia seduto, con quella bustina di OKI

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Onorevole
  Cracolici,  ovviamente non ero Assessore quando lei ha  parlato,  e
  non  erano  stati  dati  al Corpo forestale,  e  la  ringrazio  per
  avermelo detto.
   Se  lei  vuole  ripristinare quella norma e darli direttamente  al
  Corpo forestale, le assicuro che io e la mia attuale dirigente, Tea
  Di Trapani, questi 10 milioni li spenderemmo sicuramente, va bene?
   Se lei li rimette... io non ero Assessore e non erano miei

      (Interventi fuori microfono degli onorevoli Cracolici e La
                               Vardera)

   PRESIDENTE.  Benissimo,  adesso credo  che  sia  opportuno  andare
  avanti,  siamo  all'articolo 21, si vota soltanto il  mantenimento.
  Sono ritirati...

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   Cosa, no Presidente? Cosa? No  Ci sono soltanto... No, no ci  sono
  soltanto  i soppressivi, onorevole De Luca, si vota il mantenimento
  dell'articolo.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Allora, Presidente sull'articolo  21  abbiamo
  fatto  una riscrittura, su quel tema dell'avanzamento degli  scatti
  di  carriera,  con  il triennale 2026, 27 e 28, con  l'accordo  del
  Governo.
   Ne  ho  parlato  con  l'assessore  Savarino,  ne  ho  parlato  con
  l'assessore Dagnino, lo firmano loro.

   PRESIDENTE.  Va  bene   Assessore  c'è  questo  accordo   Non   ho
  l'emendamento.

   SAVARINO,   assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente.   L'ha
  presentato il collega e il mio...

   PRESIDENTE. Mi date un emendamento con una firma?

   SAVARINO,   assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente.   L'ha
  presentato il collega e io sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Perché l'emendamento, per firmarlo, lo deve firmare  o
  la Commissione o il Governo e noi non ce lo abbiamo.

   DE LUCA Antonino. Lo accantoniamo

   PRESIDENTE. Che cosa ha detto? No, no, io non accantono nulla  Lei
  mi dà gentilmente l'emendamento, visto e considerato...

   DE  LUCA Antonino. Me lo faccio portare. Mi dia due minuti, quanto
  lo faccio ristampare, ce l'ho in digitale.

   PRESIDENTE. E io l'aspetto  Rapidamente, però, per favore
   Allora, aspettiamo un minuto l'onorevole De Luca, visto che c'è la
  condivisione col Governo.
   Onorevole  De  Luca, giusto per essere precisi,  io  ho  aspettato
  quello  che  lei  mi  ha chiesto, le coperture  che  lei  ha  messo
  all'interno...

   DE LUCA Antonino. Ora ci pensa l'Assessore

   PRESIDENTE.  Ci  pensa,  come? Li prende  dalla  tasca?  Non  l'ho
  capito   È inammissibile  Gli Uffici mi dicono che è inammissibile.
  Salga

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, relativamente alla questione
  che  già  ieri il Governo ha dichiarato di apprezzare,  siccome  si
  deve  realizzare la copertura non solo sul triennale ma  anche  sul
  decennale, se c'è l'impegno del Governo a inserire con la copertura
  decennale  nel primo strumento disponibile, per venire  incontro  e
  proseguire i lavori d'Aula, ritiro l'emendamento e procediamo  alla
  votazione, a patto che ci sia, perché l'assessore Savarino già l'ha
  detto, l'impegno dell'assessore Dagnino con le coperture dei  fondi
  decennali  perché, lo ribadisco, il Corpo forestale  della  Regione
  siciliana necessita di ufficiali e sottufficiali che, ad oggi,  non
  ci sono.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. E poi rapidamente, proprio  un  minuto
  l'onorevole Giambona, e poi dobbiamo proseguire velocemente.

   DAGNINO,   assessore   per   l'economia.   Il   Governo    esprime
  apprezzamento    per   l'emendamento   di   buon   senso    perché,
  effettivamente,   occorre   anche   considerare   le   figure    di
  coordinamento.
   Naturalmente,  occorre la copertura regionale com'è  stato  detto,
  quindi c'è l'impegno a riconsiderarlo alla prima occasione utile.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su   questo
  articolo  che  riguarda il Corpo forestale della Regione  siciliana
  ricorderanno  i  colleghi  della  I  Commissione  perché  ci  siamo
  confrontati  lungamente anche con la dirigente del Corpo  forestale
  relativamente ad un problema di allineamento contrattuale.
   L'assessore Savarino, in tal senso, mi darà conferma anche  perché
  conosce la tematica.
   Ecco perché, signor Presidente, ho presentato un emendamento che è
  stato  apprezzato in Commissione  Affari istituzionali' ma poi  non
  ha  avuto  uguale  apprezzamento in Commissione  Bilancio  per  una
  questione  che  riguarda  una carenza di  copertura  economica.  Si
  tratta  dell'esigenza di allineare l'anzianità di servizio a coloro
  che, provenendo dal Corpo forestale dello Stato, sono transitati in
  quello  della  Regione siciliana e c'è una sperequazione  economica
  che dovrebbe essere colmata.
   Ecco perché ho rappresentato all'assessore al ramo e all'assessore
  per l'economia la necessità di intervenire in tal senso.
   Allora,  chiedo  che  di  qui  alle prossime,  assessore  Dagnino,
  giacché  capisco  che non c'è disponibilità ad affrontare  oggi  un
  emendamento  che  prevede ulteriore impegno di spesa,  quanto  meno
  aprire una discussione affinché a questi lavoratori venga garantita
  l'opportunità  di un allineamento contrattuale come del  resto  gli
  altri colleghi.  Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo  21.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
        Implementazione e adeguamento piattaforme digitali del
                    Dipartimento regionale tecnico

   1.  Al  fine  di implementare le piattaforme digitali  certificate
  gestite  dal  Dipartimento  regionale  tecnico  e  utilizzate   dai
  Dipartimenti   dell'Amministrazione  regionale   adeguandole   alle
  modifiche introdotte dal decreto legislativo 31 marzo 2023, n.  36,
  come  modificato dal decreto legislativo 31 dicembre 2024, n.  209,
  ivi   incluso  l'articolo  43,  è  autorizzata  la  spesa  di  euro
  873.215,00  per l'esercizio finanziario 2026, di euro  1.471.015,00
  per  l'esercizio  finanziario  2027  e  di  euro  1.251.415,00  per
  l'esercizio finanziario 2028 (Missione 1, Programma 6).».

   Comunico   che   sono   stati  presentati   soltanto   emendamenti
  soppressivi.

   CATANZARO.  Mantengo l'emendamento soppressivo e  chiedo  il  voto
  segreto.

   PRESIDENTE. Si vota il mantenimento del testo.

   ARICO',  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei indicare che cos'è questo
  emendamento   per   il  quale  si  chiede  il   voto   segreto   e,
  probabilmente, chiedendolo le opposizioni, è per bocciarlo.
   Io  non entro nei meccanismi per cui parte del voto segreto  dalle
  opposizioni possa essere sostenuto anche da parte della maggioranza
  perché è nei numeri, i numeri non scappano.
   Però  chiedo, a chi vorrà richiedere tra qualche secondo  il  voto
  segreto con questa finalità, di pensare che l'abolizione di  questo
  articolo,  il  definanziamento, mette a repentaglio  una  serie  di
  appalti  perché qui andiamo a finanziare le piattaforme decentrate,
  periferiche  degli  UREGA provinciali che  servono  in  attuazione,
  della  nuova  legge sul Codice degli appalti, a dare  attuazione  e
  maggiore trasparenza.
   Non  vorrei, io capisco la politica, sono in quest'Aula dal  2008,
  però  credo che non sia un articolo sul quale, diciamo, evidenziare
  lo scontro politico tra maggioranza e opposizione.
   Presidente, questo mi sentivo in dovere di rappresentarlo alla sua
  Presidenza, non solo, ma a tutti i colleghi deputati. Grazie.

   PRESIDENTE.   No,   no,  adesso,  assessore   Aricò,   lo   stiamo
  accantonando.
   Si  passa  all'articolo  4, precedentemente  accantonato.  C'è  la
  riscrittura,  l'emendamento 4.Gov, che è  stata  condivisa  con  il
  Governo, lo trovate sui vostri tablet.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente,  è  fatto  notorio  che  avevo  posto
  l'attenzione  su  questa norma, sul testo  originario  e  anche  in
  Commissione avevo duramente polemizzato col Governo per  il  tenore
  del  testo  e per i rischi che in quel testo c'erano, ivi  compresi
  alcuni rischi anche di impugnativa perché delimitando le aree della
  cosiddetta  super ZES, probabilmente, si violava il  decreto  legge
  123.
   Devo  dire  la verità, ho guardato in questi minuti la riscrittura
  del  Governo  e  mi  pare  di  potere  affermare  che  escludere  i
  provvedimenti  di  natura  urbanistica, i provvedimenti  di  natura
  ambientale  e paesaggistici già è un segnale positivo,  si  evitano
  rischi  anche  speculativi perché col testo, per  come  era  uscito
  dalla Commissione, si poteva correre il rischio che un'area che non
  valeva  nulla, acquisiva valori notevoli, e questo è  qualcosa  che
  non  possiamo  consentire, possiamo consentire gli  investimenti  e
  dobbiamo  favorire gli investimenti produttivi, ma le  speculazioni
  che  un  Parlamento si presti a giochi speculativi per errori,  non
  parlo di malafede, non è il mio costume, ma per errori di scrittura
  delle norme non è corretto.
   Dunque,   l'avere   escluso  le  aree,  l'avere   escluso   alcuni
  provvedimenti, l'avere escluso il potere sostitutivo del Presidente
  della  Regione che poteva, a fronte di un'inerzia anche di un  paio
  di  giorni,  di  un  ritardo di un paio  di  giorni  sostituirsi  e
  decidere  cosa  era super ZES e cosa non lo era, mi  sembra  andare
  verso  un  segnale  positivo e penso che si possa iscrivere  questa
  norma  al  lavoro che abbiamo fatto sugli articoli 1,  2  e  3;  si
  inserisce  in  questo quadro, quindi penso che questa  norma  debba
  essere  votata dal Parlamento, anche perché scritta col  contributo
  di  tutte  le  forze parlamentari perché ho visto che  sono  stati,
  sostanzialmente,  calati  gli  emendamenti  di   tutte   le   forze
  politiche,  quelli  presentati  in Commissione  di  merito,  quelli
  presentati  in  Commissione Bilancio, sono quasi tutti  calati  nel
  testo,  quelli che avevano ovviamente una ragionevolezza e, dunque,
  penso che questa norma si possa esitare favorevolmente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. Allora, gli emendamenti soppressivi  immagino
  che siano tutti quanti ritirati.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 4.Gov. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
     Incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili

   1.  Al  fine  di promuovere interventi diffusi di riqualificazione
  energetica  e  sismica degli edifici, orientati alla  sostenibilità
  ambientale  e  alla riduzione dei consumi, nonché  di  favorire  la
  conservazione e il miglioramento del patrimonio edilizio esistente,
  con   riferimento   agli  edifici  e  alle  unità   immobiliari   a
  destinazione   residenziale  siti  nel  territorio  della   Regione
  siciliana,  è  costituito nell'ambito del  Fondo  Sicilia,  di  cui
  all'articolo  2 della legge regionale 22 febbraio  2019,  n.  l,  e
  successive  modificazioni, un plafond con dotazione complessiva  di
  30.000  migliaia  di euro, destinato all'erogazione  di  contributi
  diretti a fondo perduto ai sensi del presente articolo.

   2.   Una   quota  del  fondo  di  cui  al  comma  1  è   destinata
  all'erogazione del contributo in favore di proprietari di  immobili
  con un indicatore ISEE inferiore a euro 20.000,00.

   3.  Il  contributo è destinato a persone fisiche, operanti  al  di
  fuori  dell'esercizio di attività d'impresa,  arti  o  professioni,
  nonché a condomini, per interventi sulle parti comuni.

   4.  Sono  ammissibili, purché gli immobili siano stati  realizzati
  con regolare titolo abilitativo:

   a)  interventi  di  adeguamento  sismico,  di  abbattimento  delle
  barriere  architettoniche  o  di  miglioramento  strutturale  degli
  edifici;

   b)  interventi  volti a favorire la transizione  energetica  degli
  edifici  allo  scopo di renderli più sostenibili in linea  con  gli
  standard green europei secondo le finalità di cui alla direttiva UE
  2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia;

   5.  Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano  agli
  interventi  su edifici già esistenti per lavori non ancora  avviati
  all'entrata  in  vigore  della presente  legge.  Sono  esclusi  gli
  interventi   su  unità  immobiliari  appartenenti  alle   categorie
  catastali A/1, A/8 e A/9.

   6.  Il  contributo di cui al presente articolo è  riconosciuto  in
  misura  pari  al  cinquanta  per  cento  delle  spese  ammissibili,
  calcolate ai sensi del prezziario unico regionale vigente decurtate
  almeno del venti per cento, secondo i seguenti massimali:

   a)  euro  25.000,00  per  ciascuna unità immobiliare  in  edificio
  unifamiliare  ovvero per ciascuna unità immobiliare  funzionalmente
  indipendente  con  accesso autonomo dall'esterno sita  in  edificio
  plurifamiliare;

   b)  euro 20.000,00 per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
  composti da due fino a otto unità immobiliari;

   c) euro 15.000,00, per ciascuna unità immobiliare, per gli edifici
  composti da più di otto unità immobiliari.

   7. La gestione della misura di cui al presente articolo è affidata
  a Irfis FinSicilia s.p.a. Le domande sono acquisite con procedura a
  sportello,  secondo l'ordine cronologico di presentazione,  fino  a
  esaurimento  delle  risorse, sulla base  di  avviso  pubblico,  con
  esclusione   del   click-day;  al  fine   di   assicurare   un'equa
  distribuzione delle risorse, il plafond è articolato in sezioni per
  tipologie di interventi.

   8.  Il contributo è erogato per stati di avanzamento lavori (SAL),
  in   funzione   dell'effettivo  avanzamento  degli  interventi,   è
  subordinato  all'esito  positivo dei relativi  controlli  e  non  è
  cumulabile con altri aiuti pubblici relativi al medesimo intervento
  edilizio.

   9.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per le infrastrutture e  la  mobilità  di
  concerto   con   l'Assessore  regionale  per  l'economia,   sentito
  l'Assessore  regionale  per il territorio  e  l'ambiente  e  previo
  parere  della  competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  sono  definite le  modalità  attuative,  ivi
  comprese  le  tipologie  di interventi e di  spese  ammissibili,  i
  requisiti  di  ammissibilità nel rispetto di  quanto  previsto  dai
  commi  2  e  3,  i  criteri  e le modalità di  presentazione  delle
  domande, le fasi di istruttoria, erogazione e controllo, nonché  la
  suddivisione del plafond in sezioni per tipologie di interventi.

   10.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  10.000  migliaia  di euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 1).»

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati  presentati   emendamenti
  soppressivi.  Sono  mantenuti  o ritirati?  Me  lo  aprite  l'altro
  fascicolo, per favore?

   CATANZARO. C'è una riscrittura.

   PRESIDENTE.  Siamo all'articolo 5, ho chiesto se sono mantenuti  o
  ritirati gli emendamenti soppressivi, onorevole Cracolici. Immagino
  siano ritirati, giusto?

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, quand'è che io non le ho dato la
  parola? Se mai ho proposto di toglierla, ma no di non dargliela

   LA  VARDERA. In questo le devo dare atto, Presidente.  No,  voglio
  approfittare,  nel  frattempo che c'è la  riscrittura,  di  leggere
  all'assessore Faraoni, in diretta, un atto di cecchinaggio mafioso-
  politico che ha subito il dirigente sindacale di cui ieri ho  letto
  la  nota. Sa cos'è successo? Il direttore dell'Asp di Messina, dopo
  aver  letto  la  nota  del sindacalista che denunciava  i  trombati
  assunti  all'Assessorato,  ha deciso  di  mandarlo  30  giorni,  in
  punizione,  dall'ospedale  di  Messina  all'ospedale  di   Milazzo.
  Nonostante  sia un sindacalista - non lo si può fare -  il  dottore
  Cuccì,  direttore sanitario, come atto di ritorsione  politica  nei
  confronti  di  un sindacalista che denuncia un sistema  marcio,  lo
  caccia 30 giorni a Milazzo, su ordine dei piani alti
   Questa  è  la fotografia della sanità malata in Sicilia  I  medici
  che denunciano, hanno coraggio di raccontare il sistema malato, per
  30  giorni  mandati  via   Questo  è  il  suo  Governo,  è  il  suo
  Assessorato.  E  qui, pubblicamente, esprimo solidarietà  a  questo
  medico che, guarda caso data di oggi, è stato cacciato dopo che  ho
  fatto il suo nome in quest'Aula. Vergognoso

   PRESIDENTE. Andiamo avanti. C'è la riscrittura dell'articolo 5. Ha
  chiesto di intervenire onorevole De Luca? No, ok.
   Si  passa  all'emendamento 5.71, a firma dell'onorevole Cracolici.
  C'è  un suo emendamento che, però, deve essere firmato dal Governo.
  Serve  la  firma  dell'assessore Dagnino, lo  potete  chiamare  per
  favore? Assessore, deve mettere una sigla.
   Allora, gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 5 sono
  ritirati.  C'è la riscrittura del Governo che trovate  sul  tablet,
  recante  la  numerazione  5.GOV, e  un  subemendamento  recante  la
  numerazione 5.GOV.1, che fra trenta secondi troverete sul tablet.
   Benissimo, onorevole Cracolici, controlli gentilmente sul  tablet,
  l'ha   trovato?   Benissimo,   allora   pongo   in   votazione   il
  subemendamento 5.GOV.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo dunque in votazione l'emendamento 5.GOV, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo 5 è quindi approvato.
   Si passa alla discussione dell'articolo 10. Ne do lettura:.

                               «Art. 10.
                Misure di contrasto al disagio sociale

   1.  Al  fine  di  ridurre il disagio sociale in quartieri  e  zone
  particolarmente  sensibili, la Regione, nell'ambito  delle  proprie
  competenze  in  materia  di programmazione territoriale,  politiche
  sociali,  istruzione, formazione e rigenerazione  urbana,  promuove
  iniziative  volte  al  contrasto  della  marginalizzazione   e   al
  miglioramento  di vita nelle aree urbane svantaggiate  del  proprio
  territorio, tramite iniziative di partenariato pubblico-privato  ai
  sensi  del  decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 come  recepito
  nel territorio regionale.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1 è  autorizzata,  per  il
  triennio  2026-2028, la spesa annua di 1.000 migliaia di  euro,  da
  iscrivere   in   un  apposito  fondo  del  Dipartimento   regionale
  dell'istruzione,   dell'università  e  del  diritto   allo   studio
  (Missione 4, Programma 6).».

   Ci   sono   degli  emendamenti  soppressivi  dell'articolo,   sono
  mantenuti o ritirati?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)

   Grazie,  onorevole  Catanzaro. Vediamo se  è  altrettanto  gentile
  l'onorevole Antonino De Luca. Onorevole, li mantiene o  li  ritira?
  Il   Partito   Democratico  ha  ritirato  tutti   gli   emendamenti
  soppressivi.
   L'onorevole De Luca ha ritirato i soppressivi, immagino, ho capito
  di sì, giusto? De Luca?

   DE LUCA Antonino. Si.

   PRESIDENTE. Ora siamo al 10.9 dell'onorevole Catanzaro  ed  altri,
  mantenuto  o  ritirato?  Chiede  di  intervenire.  Il  10.9  è  una
  riscrittura, immagino, prego onorevole Giambona.

   ABBATE. L'articolo 5 lo abbiamo votato?

   PRESIDENTE.  Già fatto, il 5 lo abbiamo votato con la velocità  di
  una  lumaca,  a  uno  a uno, ho detto 5.Gov.1, 5.Gov,  già  votati.
  Adesso  siamo  al  10, e siamo all'emendamento 10.9  dell'onorevole
  Catanzaro ed altri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, intervengo su questo articolo, che ha
  ad  oggetto "Misure di contrasto al disagio sociale", perché vorrei
  sgomberare  ogni  dubbio  rispetto a  quello  che  dovrebbe  essere
  l'obiettivo  di  questo articolo. Si tratta di una vera  e  propria
  norma  manifesto, una norma per fare il titolo di giornale,  perché
  mi  dovrebbe  spiegare  il Governo come intenda  superare  l'enorme
  disagio  sociale che abbiamo nella nostra Sicilia,  portare  avanti
  politiche   di   natura  sociale,  relative  all'istruzione,   alla
  formazione,  alla  rigenerazione urbana,  alle  attività  volte  al
  contrasto  della  marginalizzazione, al  miglioramento  della  vita
  delle aree urbane svantaggiate, in tutta la nostra Sicilia, con  un
  milione  di euro  Questa è l'ennesima offesa, da parte del Governo,
  a  quelli  che sono i disagi della nostra terra e alle persone  che
  risiedono in aree urbane marginali.
   A  me  dispiace  che non ci sia qui presente il  Presidente  della
  Regione,  perché  su  questi  temi ci  siamo  sempre  e  lungamente
  confrontati, fino alle ultime variazioni di bilancio, il Presidente
  della  Regione  si  è vantato di come le misure hanno  poggiato  su
  alcuni  pilastri, tra cui la questione del welfare  sociale  e  del
  contrasto  alle  emarginazioni. Ebbene, questa manovra  finanziaria
  non  ha  nulla che va in questa direzione, non c'è una sola  misura
  che va in aiuto delle persone che sono in difficoltà.
   L'anno  scorso,  seppur  con tutte le enormi  difficoltà,  si  era
  portata  avanti una misura, che era quella del reddito di  povertà,
  ricordo  a me stesso, e ai colleghi, ne abbiamo discusso  in  tante
  sedute, in tante variazioni di bilancio, centomila nuclei familiari
  in  Sicilia presentarono la richiesta per il reddito di povertà,  e
  di questi arrivammo, anche grazie all'impegno di questo Parlamento,
  che  ha rifinanziato nel tempo la misura, a 41 milioni di euro, che
  è  bastato  solamente a sostenere poco meno del 10 per cento  delle
  famiglie  richiedenti; un piccolo segnale, un piccolo  segnale  che
  andava  anche incontro a quelle famiglie che erano rimaste  escluse
  dal reddito di cittadinanza.
   Ebbene,  il  presidente Schifani che si dichiara,  sui  titoli  di
  giornale, sensibile a questi temi, oggi li abbandona, abbandona  le
  persone  che  sono in difficoltà, perché di forme di sostegno  alle
  persone  in  difficoltà  in questa norma  finanziaria  non  ce  n'è
  traccia, come non c'è traccia di un'altra misura, della quale si  è
  vantato  anche l'assessore alle infrastrutture, quella di  aiuto  a
  chi  è  che  abita  in affitto; il Governo Meloni  ha  deciso,  dal
  momento  dell'insediamento, di tagliare i contributi a  coloro  che
  abitano   in   affitto,   il  cosiddetto  fondo   di   integrazione
  all'affitto, trecento trenta milioni di euro. Ebbene, diciotto mila
  famiglie  siciliane, novemila palermitane, che prima ricevevano  un
  aiuto  e che adesso rischiano lo sfratto, avrete visto i titoli  di
  giornale, fino ad oggi, di una famiglia con una persona che ha  una
  malattia terminale e che è stata di fatto sfrattata
   Ebbene, queste sono le risposte, le mancanze di risposte da  parte
  di   un   Governo  regionale,  da  parte  di  una  maggioranza   di
  centrodestra, che questi temi non li guarda nemmeno di striscio,  e
  poi ci propone una norma che veramente è un'offesa, è un'offesa  ai
  siciliani  tutti,  è  un'offesa alle tante  famiglie  che  sono  in
  difficoltà,  pensare  che con un milione di  euro  si  riescano  ad
  affrontare  tutte  le  questioni che  ruotano  attorno  al  disagio
  sociale della nostra Sicilia: è assolutamente preoccupante,  perché
  significa  che  questo Governo, che il Presidente della  Regione  e
  tutta  la sua compagine sono letteralmente scollegati dalla realtà.
  Non  prevedere misure concrete di aiuto e sostegno alle famiglie  è
  grave, è gravissimo e qui non c'è nessuna sensibilità
   Ecco perché noi, come Partito Democratico, abbiamo presentato  una
  riscrittura  all'articolo in questione, perché il tema del  disagio
  sociale  non  si può affrontare con misure propagande e  con  norme
  manifesto.  Noi abbiamo presentato una rideterminazione complessiva
  che parla di dispersione scolastica, che parla di spazi scolastici,
  che  parla di modalità attraverso cui portare avanti azioni con  il
  terzo settore.
   In  sostanza, azioni concrete per le quali vorremmo capire qual  è
  la  visione  del  Governo:  se vuole continuare  a  fare  le  norme
  cartello  e  norme  propaganda, ovvero se vuole  dare  risposte  ai
  cittadini siciliani.

   SCHILLACI. Avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Poi voglio parlare anch'io...

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cracolici.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, è davvero mortificante una  manovra
  di questo tipo, dove per il disagio sociale, c'è veramente poco,  e
  abbiamo dovuto addirittura riscrivere la norma presentata da questo
  Governo  regionale: una norma vuota, una norma che  non  stabilisce
  anche  il  modo,  il  metodo, il percorso, ma una  norma  vaga  che
  probabilmente ha degli interessi particolari e specifici.  E  anche
  in   base   alla  riscrittura,  chiedo  che  venga  apprezzato   un
  subemendamento che sto facendo alla riscrittura, perché non si  può
  parlare  di  inclusione  sociale  se  non  in  collaborazione   con
  l'Ufficio  scolastico regionale e con chi può fare  utilizzare  uno
  degli  strumenti principali per fare inclusione sociale  che  è  lo
  sport.
   Quindi  chiedo  all'Aula  di  apprezzare  il  subemendamento  alla
  riscrittura   che   sto   per   depositare,   dove   chiediamo   la
  collaborazione del Coni e del Cip.

   GILISTRO. Voglio partecipare anche io ogni tanto

   PRESIDENTE.   Sì   colleghi.  Vi  faccio  intervenire.   Onorevole
  Cracolici e poi l'onorevole Gilistro.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io non me la sento di sparare contro questo
  articolo  perché qualunque azione avvii un progetto di  risanamento
  sociale,  io - come dire - sono pronto a sostenerlo. Ma il  tema  è
  uno  e  uno solo: il Presidente della Regione qualche giorno  fa...
  c'è sempre lì... siccome poi...

   PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Onorevole Taccagno.

   PRESIDENTE.  Assessore  Dagnino   Cortesemente  i  colleghi  della
  maggioranza...

   CRACOLICI. L'assessore Taccagno tende in qualche modo a far  finta
  di non sentire.
   Il Presidente della Regione qualche giorno fa ha annunciato che  è
  intendimento  del  Governo della Regione  sperimentare  in  Sicilia
  interventi sul modello Caivano, ovvero intervenire su alcune aree a
  forte  disagio: San Cristoforo di Catania, lo Zen di Palermo,  aree
  degradate  della  città  di  Messina  per  attivare  interventi  di
  riqualificazione  sociale che, per essere  chiari,  non  riguardano
  interventi sulla povertà né sono interventi diretti alle persone.
   Io  ho  presentato  un  emendamento che sono sicuro  non  troverà,
  diciamo,  la  disponibilità dell'Assessore  Taccagno  perché  è  un
  emendamento  che prevede venti milioni di euro, non un  milione  di
  euro,  per sperimentare nelle tre città  metropolitane di  Palermo,
  Catania  e  Messina  due - diciamo individuando due  aree  omogenee
  all'interno  di  quelle  città  - dei  progetti  di  intervento  di
  riqualificazione    possibile,   muovendo    tutti    i    soggetti
  istituzionali:  la scuola, lo sport, la musica, l'arte  perché  noi
  credo che abbiamo un grande problema.
   Veda,  signor Presidente e assessore, stamattina sono  stato  allo
  Zen  dove la scuola "Leonardo Sciascia" ha tenuto il concerto nella
  chiesa  del quartiere con i ragazzi che stanno facendo dalla scuola
  elementare  alla scuola media attività musicale e hanno  tenuto  il
  primo  concerto  in  una  sede esterna  alla  scuola,  coinvolgendo
  genitori e famiglie.
   Noi  abbiamo bisogno di questi esempi per far rinascere e dare  un
  senso di positività a questi quartieri.
   Io  penso,  assessore, che non so, ripeto, non so  se  passerà  in
  questa sede. Mi pare difficile perché conoscendovi difficilmente la
  misura potrà trovare copertura.
   Però, onorevole Dipasquale, ti prego, sto parlando con l'assessore
  Dagnino.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, in questo caso è un suo collega

   CRACOLICI. Ho capito, ma non è che il fatto che sia un mio collega
  non toglie il fatto che...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale

   CRACOLICI. Allora io però la voglio rassicurare, assessore,  e  al
  Presidente  della Regione nella qualità di assessore alla  famiglia
  che  sarò come un martello pneumatico per voi. Questa norma  ve  la
  presenterò in qualunque variazione di bilancio che da qui in avanti
  si  dovrà determinare, perché intervenire sul degrado delle  nostre
  città,  è  uno  dei compiti su cui la Regione non  può  girarsi  la
  faccia  e,  aggiungo, consentire ai comuni, nel caso  specifico  di
  Palermo,  Catania  e  Messina, di dotarsi di  un  ufficio  speciale
  all'interno delle proprie amministrazioni al fine di coordinare gli
  interventi che oggi sono distinti in vari assessorati degli  stessi
  comuni per rendere efficace l'azione di contrasto al degrado.
   Io  l'emendamento lo mantengo, me lo bocciate, ma  certamente  non
  recedo  dal  fatto che la Regione e queste cose gliele  dico  anche
  nella qualità di Presidente della Commissione antimafia.
   L'antimafia  che io ho in mente non è l'antimafia declaratoria;  è
  l'antimafia  che fa, che si occupa dei problemi e non si  limita  a
  denunciarli, ma di un'antimafia che prova a mettere le  mani  nelle
  situazioni  difficili,  cercando di dare  una  mano  concreta  alle
  nostre città e ai cittadini che hanno un disagio effettivo per come
  vivono e dove vivono.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GILISTRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ribadire  il  concetto  dell'onorevole  Giambona  e  dell'onorevole
  Cracolici:  in questo momento non so se questo Governo  vive  sulla
  terra  o  vive  su  Marte perché è veramente  incredibile  per  una
  problematica  così  toccante   cioè  la  situazione   del   disagio
  giovanile,  del  disagio sociale nella nostra  Regione,  non  è  in
  aumento,  è  esplosiva  Cioè abbiamo una situazione di degrado,  di
  disagio sociale totalmente esplosiva
   E noi cosa facciamo? E il Governo cosa fa? Mette briciole
   Queste sono briciole, questa è un'elemosina
   È  incredibile pensare che oggi, in un momento in cui  il  degrado
  sociale  porterà alla necessità di avere mezzi blindati,  ci  vorrà
  l'Esercito  per  le strade, signor Presidente, ci vorrà  l'Esercito
  per  le  strade  e noi mettiamo elemosina, mettiamo  briciole   Non
  abbiamo  neanche  idea di che cosa siamo e dove stiamo  andando  in
  questo momento.
   Io mi auguro che il Governo si svegli, che scenda da Marte o dalla
  Luna e torni sulla Terra per capire cosa sta accadendo.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Abbate, se può spostarsi che
  c'è l'onorevole Micciché che sta intervenendo.

   MICCICHÈ.  Io  intanto,  ringrazio  tutti  i  colleghi  che   sono
  intervenuti su questo argomento, è un argomento che in tanti  sanno
  che mi sta molto a cuore, da tempo.
   Il milione che è stato chiesto per questa iniziativa, è un milione
  che serve non per risolvere il problema, ovviamente, ma per mettere
  in piedi un progetto, per mettere in piedi...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Abbate   siccome  più  volte  la   chiamo,
  onorevole Abbate, quando chiamo onorevole Abbate mi rivolgo a  lei,
  grazie.

   MICCICHÈ. È un argomento interessante, onorevole. Allora,  dicevo,
  è  soltanto  un progetto, e quindi, il finanziamento a un  progetto
  che  è  stato, già in qualche maniera provato altrove,  che  non  è
  unico, infatti si metterà a gara e vediamo chi è che lo vince,  non
  è  detto che lo vincano quelli che l'hanno fatto a Napoli, ma che è
  riuscito  con  pochissimi soldi a portare le scuole  dei  Quartieri
  Spagnoli, dal 33%

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole Gilistro  Però non è  possibile   Onorevole
  Gilistro  non  è  possibile così, è sei volte che  chiedi  scusa  e
  ricominci subito

   MICCICHÈ.  Grazie,  hanno  portato, sono  riusciti  a  portare  la
  dispersione  scolastica  allo 0%, partendo  da  33%.  Perché  veda,
  onorevole  Cracolici, non è Caivano e l'opposto, non è repressione,
  chi  è  che  parlava di Caivano? Non è repressione,  è  cultura,  è
  educazione, per cui è un sistema americano, perché soci  di  questa
  operazione a Napoli, sono stati quelli della Fondazione Buchelli.
   Ci  sarà,  se vincono loro ovviamente, anche l'Istituto  Cervantes
  spagnolo  e  verranno coinvolti e devono, Sennò non  può  riuscire,
  devono essere coinvolti tutti, tutte le associazioni del posto dove
  questa cosa si va a fare, tutte le istituzioni, tutti devono essere
  coinvolti,  perché  è un sistema di non facile  attuazione,  ma  se
  riesce, riesce benissimo.
   Quindi io vi ringrazio per quello che avete detto, io non so se si
  possono dare 20 milioni, li darei volentieri, non so se ci  sono  o
  se rischiamo di bloccare questo per mancanza di fondi, però ripeto,
  darei molto volentieri 20 e 40 milioni per il disagio, ma questo  è
  un fatto atipico, proviamo, è stato sperimentato in altre zone ed è
  andato bene.
   La mia idea è quella di spendere poco, di capire che tutto si deve
  fare  insieme all'aiuto di tutta la gente, di tutta la popolazione,
  di  tutte  le associazioni, di tutte le categorie, se si  riesce  a
  fare non c'è bisogno di soldi.
   Hanno  già un accordo con l'Agenzia del demanio, che è disponibile
  a  dare anche il palazzo, dove questa scuola dovrebbe andare,  ecco
  io dico, cioè Turano, io credo che questo sia un tentativo da fare,
  non  farlo,  abbiamo  fatto un convegno che è  andato  molto  bene,
  infatti  ringrazio l'onorevole Cracolici, per primo  ma  tutti  gli
  altri  che poi sono intervenuti per avere capito di che cosa stiamo
  parlando.
   Ripeto,  il  fatto dei soldi per noi e per le persone  che  stanno
  portando  queste  iniziative  qui,  non  è  secondario  ma  non   è
  fondamentale,  per  cui le risorse, probabilmente  un  milione  non
  basterà, ma non ne servono neanche molti di più.
   Grazie  a  tutta l'Aula e spero che il voto favorevole  sia,  come
  dire, un segnale di attenzione enorme a questo settore.

   PRESIDENTE. Bene, colleghi, non ho altri interventi.
   Si passa alla discussione dell'emendamento 10.9.
   Mi dicono gli Uffici che è stato presentato un subemendamento, tra
  i   fuori  sacco ,  che è il 10.9.1. Lo trovate  all'interno  della
  cartella emendamenti fuori sacco, che è a firma Schillaci, De Luca.
   Il parere della Commissione?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   SCHILLACI. Ma cosa, Presidente? Non la sentiamo

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Schillaci, sto mettendo in votazione
  l'emendamento 10.9.1, che è un subemendamento da lei firmato.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Al 10.9...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   CRACOLICI. Dov'è il subemendamento?

   PRESIDENTE.  Lo  trovate  all'interno della  cartella  emendamenti
   fuori sacco , 10.9.1. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo? Assessore Dagnino?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sul 10.9.1?

   SAMMARTINO. È il 10.9.1?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sì, ma cosa dice, scusate?  Io
  non   l'ho  letto...dopo  le  parole  "rispondere"  aggiungere   il
  preavviso pubblico...
   Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. L'assessore si rimette all'Aula.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 10.9.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.9,  a   firma
  dell'onorevole  Catanzaro, così come emendato,  che  è  interamente
  sostitutivo dell'articolo 10.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario. Il parere del
  Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Parere del Governo contrario.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Giambona)

   GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Come?  Per  dichiarazioni di voto?  Prego,  onorevole
  Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, allora, io poc'anzi sono intervenuto
  e mi sarei aspettato una replica da parte del Governo. Adesso, vero
  è  che  la  delega  alla  famiglia è in mano  al  Presidente  della
  Regione, che mi auguro quanto prima nomini, appunto, l'Assessore al
  ramo,  ma  ho  posto tutta una serie di questioni relative  a  come
  questa  manovra finanziaria non stia dando risposte  a  quelle  che
  sono le persone in difficoltà, indietro.
   Insomma,  una  manovra che è assolutamente iniqua e ingiusta   Io,
  personalmente, non ritengo che sia giusto girarsi dall'altro  lato,
  non  sia  giusto non tentare di dare risposte a chi ne  ha  bisogno
  nella  nostra  terra,  nelle precedenti manovre  abbiamo  dato  dei
  segnali concreti, attraverso il reddito di povertà, per esempio.
   Quindi,  vorrei  capire qual è la posizione  del  Governo:  se  il
  Governo è silente, se il Governo vuole rappresentare una posizione,
  se il Governo ha una visione diversa, se il Governo ci dice che non
  ci  sono poveri, che non c'è bisogno di dare aiuto alle persone che
  sono   in   difficoltà.  Ce  lo  dica   Cioè,  palesatevi    Vorrei
  comprendere  se  avete  consapevolezza che dietro  questo  Palazzo,
  anche  nelle vicinanze di questo Palazzo, che nella nostra Regione,
  c'è  gente  che  ha difficoltà e alle quali bisognerebbe  dare  una
  risposta.
   Ora, io non ho nulla in contrario rispetto alla ipotesi di portare
  avanti  questo  strumento,  che è uno  strumento,  per  così  dire,
  pionieristico, che vuole tentare di contrastare il disagio  sociale
  e sono pure favorevole affinché si mettano dentro misure, ecco, che
  siano inclusive.
   Ma,  qui,  il  tema  è un altro: vorrei che il Governo  si  palesi
  concretamente  sul  tema delle risposte che  bisognerebbe  dare  in
  termini di welfare e di contrasto al disagio sociale e alla povertà
  di cui non se ne vede traccia in tutta la legge finanziaria
   Ora,  il  Presidente della Regione non è presente,  vuole  parlare
  l'assessore Dagnino? Non lo so  Dica, qualcuno che parli, qualcuno,
  dite qualcosa, dite qualcosa di sensato su questo argomento

   PRESIDENTE.  Colleghi,  stiamo votando, assolutamente   Non  manca
  sicuramente per l'Aula per votare.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 10.9. Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 10.16.
   Onorevole Schillaci, l'emendamento 10.16 è mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  10.16.  Il  parere
  della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 10.11.
   Onorevole Saverino, è mantenuto?

   SAVERINO. È mantenuto e chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Stiamo parlando di disagio sociale, si parla  tanto  di
  giovani.
   Quindi, credo che sia importante inserire anche questo aspetto dei
  giovani, credo che sia fondamentale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  10.11.  Il  parere
  della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 10.19 è ritirato. L'emendamento 10.17 è precluso.

   Onorevole Miccichè, l'emendamento 10.24 è manutenuto o ritirato?

   MICCICHÈ. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.24. Il parere  del
  Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 10.26.
   Onorevole Miccichè, è mantenuto o ritirato?

   MICCICHÈ. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli emendamenti 10.18 e 10.20 sono stati ritirati.
   Si passa all'emendamento 10.15, dell'onorevole Saverino.
   Onorevole Saverino, è mantenuto o ritirato?

   SAVERINO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Saverino. Si passa  all'emendamento
  10.25, lo mantiene?

   SAVERINO. Sì.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.25 con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Gli emendamenti soppressivi sono inammissibili.

   Si passa all'emendamento 10.21 a firma dell'onorevole Cracolici. È
  mantenuto?

   CRACOLICI. Assolutamente sì e chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  se  il
  Governo   mi  dichiara  la  disponibilità  a  istituire,   comunque
  l'articolato,  con una somma in questa fase che, capisco,  non  può
  essere  di  20  milioni  ma l'obiettivo è di  finanziare  in  corso
  d'opera  questa  misura  rivolta alle tre  grandi  aree  urbane  di
  Palermo,  Catania e Messina, io sono pronto ad accettare  anche  la
  proposta che vi farò, un milione? Accolgo, la proposta del Governo,
  quindi,  chiedo di modificare i 20 milioni in un milione e abbiamo,
  diciamo, questa sperimentazione in Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie al Governo, prepariamo il subemendamento.
   Pongo in votazione il sub emendamento 10.21.1 che sostituisce  "20
  milioni" con "un milione".

   DAGNINO, assessore per l'economia. È chiaro che è sul 2026.

   PRESIDENTE. Assessore, no è sul triennio, è sul triennio

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Possiamo  istituirlo  per  il
  2026.

   PRESIDENTE. È sul triennio, allora dobbiamo modificare in  maniera
  diversa.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sul 2026, perdonatemi   Perché
  sul 2027 non abbiamo disponibilità in questo momento. La misura  è,
  ovviamente,  condivisa, lo vorrei anche espressamente sottolineare,
  il  Governo  esprime  parere favorevole, nel  merito,  condividendo
  l'iniziativa  però  solo  sul 2026, perché  sul  2027  non  abbiamo
  disponibilità.

   PRESIDENTE.   Allora  dobbiamo  modificare,  Assessore;   dobbiamo
  modificare  perché,  onorevole Cracolici, il  Governo  le  ha  dato
  copertura  solo  per  il 2026, quindi, dobbiamo  modificare  perché
  l'emendamento era previsto per il triennio 2026 - 2028.  Lo  stiamo
  modificando.
   Pongo in votazione il subemendamento 10.21.1 col parere favorevole
  del  Governo e della Commissione che dice: "sostituire 20  milioni"
  con  "un milione"; sostituire "bilancio della Regione 2026 -  2028"
  con "per l'esercizio 2026".

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   A  questo punto, pongo in votazione l'emendamento 10.21, così come
  emendato.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione, con il parere favorevole  del
  Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. A questo punto, pongo in votazione l'articolo 10,  nel
  testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (È approvato)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Grazie.  Allora, colleghi, siamo all'articolo  numero
  12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                Misure a sostegno della finanza locale

   1.  Al  fine di promuovere una più efficace gestione dell'attività
  di  recupero dei crediti e della riscossione dei tributi locali  da
  parte  dei  comuni  siciliani,  è autorizzata  la  spesa  di  5.000
  migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026,  2027
  e  2028  (Missione 18, Programma 1), da ripartirsi  in  favore  dei
  comuni  che,  nell'esercizio  della potestà  regolamentare  di  cui
  all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446  e
  successive  modificazioni, alla data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge abbiano già provveduto, ovvero provvedano entro  il
  30  giugno di ognuno dei predetti esercizi finanziari, a introdurre
  nel  proprio ordinamento, anche attraverso la gestione nella  forma
  associata di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 18  agosto
  2000, n. 267 e successive modificazioni,  almeno due delle seguenti
  misure:

   a)  previsione  dell'affidamento,  nel  rispetto  della  normativa
  dell'Unione  europea  e  delle  procedure  vigenti  in  materia  di
  affidamento della gestione dei servizi pubblici locali,  a  società
  iscritta nell'albo istituito ai sensi dell'articolo 53 del  decreto
  legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 dell'attività di liquidazione,
  accertamento e riscossione dei tributi e di altre entrate  o  delle
  funzioni e attività di supporto propedeutiche alle dette attività;

   b)  previsione di misure premiali in materia di rateizzazione, nei
  limiti consentiti dalla vigente legislazione di riferimento, per  i
  contribuenti persone fisiche, non esercenti attività d'impresa o di
  lavoro   autonomo,  che  eleggono  domicilio  digitale  presso   un
  indirizzo  di posta elettronica certificata ai fini della  notifica
  degli atti tributari di pertinenza del comune;

   c)  previsione di misure premiali in materia di rateizzazione, nei
  limiti  consentiti  dalla vigente legislazione di  riferimento,  in
  favore  di  contribuenti  qualificati  come  virtuosi  sulla   base
  dell'assenza  di  morosità pregresse e di decadenze  da  precedenti
  piani  di  rateizzazione  nel  triennio  antecedente  all'anno   di
  applicazione della misura premiale;

   d)  previsione  delle misure premiali di cui all'articolo  118-ter
  del  decreto  legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito con  legge  17
  luglio 2020, n. 77 per i contribuenti che adempiano al pagamento di
  tributi  locali  mediante  autorizzazione  permanente  all'addebito
  diretto su conto corrente bancario o postale;

   e)  previsione  di  strumenti  di pianificazione  organizzativa  e
  gestionale,  anche  mediante il ricorso a figure  esterne  iscritte
  negli   albi   professionali   degli   avvocati   o   dei   dottori
  commercialisti  per  l'implementazione  e  l'ottimizzazione   delle
  attività di riscossione e recupero dei crediti.

   2.  L'adozione  delle misure di cui al comma  1  è  attestata  con
  dichiarazione congiunta del responsabile del servizio finanziario e
  del   segretario   del   comune  recante  l'indicazione   dell'atto
  deliberativo di approvazione del regolamento adottato, formulata  e
  prodotta   secondo   modalità  e  termini  indicati   con   decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.

   3.  Al riparto degli importi di cui al comma 1 tra i comuni aventi
  titolo si provvede annualmente con decreto dell'Assessore regionale
  per le autonomie locali e la funzione pubblica per il cinquanta per
  cento in parti uguali e per la restante parte proporzionalmente  al
  numero  di  abitanti, fermo restando che ciascun comune può  essere
  destinatario  del  suddetto  riparto esclusivamente  per  un  unico
  esercizio finanziario tra quelli previsti al comma 1.».

   L'articolo11,  chiaramente, lo accantoniamo anche per  verificare,
  tra  stanotte e domani, che tutto sia condiviso con le varie  forze
  politiche. Ci sono emendamenti all'articolo 12, i soppressivi  sono
  mantenuti o ritirati?

   DE  LUCA  Antonino. Possiamo continuare domani?  Perché  vedo  che
  mancano molti colleghi.

   PRESIDENTE. No, no. Assolutamente no. Facciamo gli ultimi quattro.
  Abbiamo finito. Macché gli ultimi quattro non ce la facciamo  Ce la
  facciamo
   Sul 12 sono mantenuti o ritirati, onorevole De Luca Cateno?

   DE LUCA Cateno. Ritirati.

   PRESIDENTE. Ritirati. Grazie. De Luca Antonio?

   DE  LUCA Antonino. Sto cercando di arrivare all'articolo. Articolo
  12?

   PRESIDENTE. I soppressivi ho detto io

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro. Dov'è l'onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Ritiro i soppressivi.

   PRESIDENTE. Catanzaro ha ritirato i soppressivi. Benissimo.
   Allora siamo al 12.23 dell'onorevole Safina. Mantenuto o ritirato?

   SAFINA. Mantenuto e chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  come  ho
  avuto modo, più volte, di illustrare nelle diverse Commissioni dove
  si   è   trattato,  ivi  compresa  la  Commissione   Bilancio,   la
  formulazione  del  Governo rischia di creare dei danni  ai  comuni.
  Cioè  l'intento,  del quale più volte abbiamo  discusso  -  ricordo
  anche  una  discussione alla quale partecipò l'onorevole Cateno  De
  Luca  -  ossia preoccuparci del profilo delle entrate.  Noi,  molto
  spesso,  ci  preoccupiamo di come garantire le spese ai  comuni,  e
  poco  ci  occupiamo di come migliorare gli standard afferenti  alla
  capacità dei comuni di racimolare entrate.
   Ebbene,  la  norma  come congegnata dal Governo, vuole  perseguire
  questo  obiettivo. Il problema cos'è? Il problema deriva dal  fatto
  che  il  meccanismo  è tale, per cui si rischia  di  peggiorare  la
  situazione  per  i cittadini. Perché vi faccio un  esempio:  se  io
  autorizzo  lo sconto sulla TARI, che è un servizio a tariffa,  vuol
  dire  che  se spendo 10 l'entrata deve essere pari a 10.  Quindi  i
  cittadini,  se la spesa è 10, hanno un tributo pari  a  10.  Se  io
  autorizzo lo sconto per chi paga col conto corrente, e lo sconto  è
  del  10 per cento, vuol dire che questo 1 lo pagheranno quelli  che
  già  pagano. Perché se non recupera alcuna percentuale di evasione,
  questo  1,  sulla tariffa dell'anno successivo, finirà per  gravare
  sui cittadini che hanno già pagato
   Ora, quello che noi, invece, proponiamo è di istituire un fondo da
  5  milioni  di  euro  da  destinare ai comuni  che  procedono  alle
  assunzioni  per gli uffici tributi, in modo tale da  migliorare  la
  capacità di riscossione di quegli enti. Perché quel capitolo  lì  è
  esclusivamente  destinato alle assunzioni, non rientra  nei  limiti
  del  piano  assunzionale  - quindi non incide  negativamente  sulla
  capacità  assunzionale - e consente di raggiungere un obiettivo.  È
  chiaro,   lo  stiamo  facendo  per  tre  anni.  Se  poi  i   comuni
  utilizzeranno  bene  queste  risorse,  avranno  recuperato   quelle
  entrate che gli consentiranno di assumere questo personale a  tempo
  indeterminato.
   Questo è l'obiettivo che noi proponiamo.
   Quello  che propone il Governo invece, per quanto centra un  tema,
  non raggiunge l'obiettivo. Per questo io chiedo di approvare questo
  emendamento,  perché per la prima volta ci porremmo il  tema  delle
  entrate a favore dei cittadini. Pagare tutti, per pagare meno

   DE LUCA Antonino. Concordo con Safina. Non lo dirò mai più

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Interverrà dopo l'emendamento.

   PRESIDENTE. Allora, possiamo andare avanti? Va bene, benissimo.
   Allora passiamo all'emendamento 12.23.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Abbiamo discusso ampiamente  in
  Commissione   di  questo.  Il  testo  che  è  stato  approvato   in
  Commissione  è  il frutto di tante interlocuzioni,  anche  con  gli
  organismi rappresentativi degli enti locali; quindi, questa  è  una
  riscrittura che cambia completamente la modalità dell'articolo, non
  è una modifica sulla quale il Governo certamente può dare un parere
  favorevole:  è  un totale sovvertimento del lavoro  che  era  stato
  fatto   anche   con  l'associazione,  in  particolare   con   ANCI,
  l'associazione rappresentativa di categoria. Devo dire che il testo
  base  traeva  spunto  dal referto della Corte  dei  conti;  quindi,
  diciamo, cambia la filosofia, va totalmente contro la linea.
   Ripeto, come detto in Commissione, saremmo disponibili a modifiche
  parziali,  ma  non  a  un sovvertimento della  ratio  della  norma.
  Quindi, il parere, al momento è contrario.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  allora  il  parere  della  Commissione  è
  contrario, ok. Allora, mettiamo in votazione.

   SAFINA. Voto segreto

   PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto sull'emendamento  12.23.
  Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto.

   Bisogna  vedere  "votazione"... no, no scusami. Riproviamo  perché
  erano distratti colleghi. Scusami.
   Bisogna appoggiarla, se volete.
   Allora   mettiamo  in  votazione  l'emendamento  12.23,  a   firma
  dell'onorevole Safina ed altri, che è interamente sostitutivo ed ha
  un parere contrario sia del Governo sia della Commissione.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.23

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.23.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

                       Risultato della votazione

   Presenti                 68
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               24
   Contrari                 28
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Andiamo avanti, i soppressivi sono ritirati.
   Passiamo all'emendamento 12.22, a firma dell'onorevole Di Paola ed
  altri. Onorevole Di Paola è mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 12.24, a firma dell'onorevole
  Marano ed altri. Ma è inammissibile, scusi.
   Possiamo  votare  l'articolo 12. Mettiamo in votazione  l'articolo
  12.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo adesso all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
         Disposizioni in materia di servizio idrico integrato

       1.  All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022,  n.
     16 e successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i
     seguenti commi:

        3.  Per  i  medesimi fini di cui al comma 1, correlati  alla
   morosità subita da Siciliacque s.p.a. per gli anni 2024  e  2025,
   l'Assessorato  regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
   utilità  è  autorizzato al trasferimento in favore di Siciliacque
   s.p.a.,   della   ulteriore  somma  di  euro  18.985.527,83   per
   l'esercizio finanziario 2026, (Missione 9, Programma 4,  capitolo
   646201),  che  verrà  recuperata secondo le modalità  di  cui  ai
   commi successivi.

     4.  Al  fine di evitare che il mancato adeguamento dell'ATI  di
   Trapani  e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in  materia
   di  sistema  idrico  integrato  attraverso  l'affidamento  ad  un
   gestore  unico  del  servizio idrico  negli  ambiti  territoriali
   ottimali   di   rispettiva  competenza  determini   un   indebito
   arricchimento  per  i  titolari  di  utenze  ricadenti  su   quei
   territori,  con  conseguente  aumento  degli  oneri  tariffari  a
   carico  della generalità dei contribuenti siciliani e  squilibrio
   economico-finanziario in danno della società Siciliacque  s.p.a.,
   il Dipartimento regionale delle autonomie locali è autorizzato  a
   operare  per dieci anni, a partire dal 2026, a carico di  ciascun
   comune  ricadente  nell'ambito territoriale delle  suddette  ATI,
   già  in  gestione a cura dell'Ente Acquedotti Siciliani,  che  ha
   beneficiato della fornitura di acqua senza il riconoscimento  del
   dovuto   corrispettivo   in   favore  Siciliacque   s.p.a.,   una
   trattenuta annua a valere sui trasferimenti di cui al  Fondo  per
   le  autonomie  locali,  a  titolo di  compensazione  finanziaria,
   nella misura di cui al comma 5.

     5.  La  trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci  per
   cento  del  valore della fornitura idrica erogata da  Siciliacque
   s.p.a.  negli anni di morosità 2024 e 2025 al singolo  comune.  I
   dati  necessari  sono trasmessi al Dipartimento  regionale  delle
   autonomie    locali   dal   competente   Dipartimento   regionale
   dell'acqua  e  dei  rifiuti,  cui  sono  forniti  da  Siciliacque
   s.p.a..  I comuni interessati, nel rispetto dei principi generali
   vigenti  in  materia  di servizio idrico,  attivano  i  necessari
   strumenti   per  assicurare  che  il  pagamento  della  fornitura
   idrica,  negli anni considerati, sia posto a carico degli  utenti
   finali, anche in misura forfettaria.

     6.   Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  3,  4  e  5  trovano
   applicazione  anche per gli esercizi finanziari successivi,  fino
   all'adeguamento  dell'ATI di Trapani e dell'ATI di  Messina  alla
   normativa vigente in materia di sistema idrico integrato. .

     2.  Al  fine di scongiurare pregiudizi per la salute e l'ordine
   pubblico  e  di  assicurare  la continuità  del  servizio  idrico
   integrato   nell'ambito  territoriale  di  Agrigento   da   parte
   dell'azienda  speciale  consortile   A.I.C.A.  -  Azienda  idrica
   comuni  agrigentini , la cui gestione rimane ancora  pregiudicata
   da  una  carente  riscossione della tariffa a carico  dell'utenza
   finale  e da mancati pagamenti da parte dei comuni soci di  somme
   dovute    a   vario   titolo   per   il   servizio,   precludendo
   conseguentemente alla medesima di fare fronte con  regolarità  ai
   relativi  costi,  l'Assessorato  regionale  dell'energia  e   dei
   servizi  di  pubblica utilità, è autorizzato,  per  gli  esercizi
   finanziari  2026 e 2027, all'erogazione straordinaria  in  favore
   della  predetta  azienda consortile, a titolo  di  anticipazione,
   per  un  importo complessivo pari a 10.000 migliaia di  euro  per
   ciascun   esercizio,  secondo  le  modalità  di  cui   ai   commi
   successivi.  L'erogazione straordinaria di cui al presente  comma
   è  vincolata al pagamento del servizio di acqua all'ingrosso  già
   fatturato  ad  A.I.C.A.  alla data di  entrata  in  vigore  della
   presente legge.

     3.   Le   somme   anticipate  sono  restituite   alla   Regione
   dall'azienda  consortile A.I.C.A. in dieci anni, a decorrere  dal
   triennio  successivo alla prima anticipazione, sulla base  di  un
   piano    finanziario   di   rimborso   approvato   con    decreto
   dell'Assessore  regionale per l'energia e i servizi  di  pubblica
   utilità, da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in  vigore
   della presente legge.

     4.  L'azienda  consortile A.I.C.A. decade dal  beneficio  della
   rateizzazione  concessa nei termini di cui al  comma  3  se  alla
   scadenza   del   triennio  dalla  prima  anticipazione   non   ha
   completato   l'attività  necessaria  a  garantire   la   regolare
   riscossione  della  tariffa per il servizio da parte  dell'utenza
   finale, ivi compresa la collocazione dei contatori.

   5.  L'azienda  consortile A.I.C.A. provvede al regolare  pagamento
  delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».

   L'articolo 15 l'ho accantonato fin quando non riusciamo a  trovare
  una soluzione condivisa.
   Chiedo frattanto ai colleghi di Palermo di trovare una sintesi con
  il  Governo  e tra di loro per l'articolo 15, onorevole  Cracolici,
  Sunseri ed altri, Figuccia, Caronia...
   Siamo all'articolo 16 ed è l'ultimo articolo che faremo stasera.

   CATANZARO. L'articolo 12.

   PRESIDENTE. L'abbiamo fatto il 12

   CATANZARO.   Io   avevo   chiesto  poco  fa:   possiamo   fermarci
  sull'articolo 12, che siamo tutti stanchi e tornare domani mattina?

   PRESIDENTE.  Io  credo che fare l'articolo 16 non  costi  nulla  a
  nessuno

   CATANZARO. Signor Presidente, è difficile l'articolo 16

   PRESIDENTE.  Cosa è rimasto? Allora, domani in due ore  si  devono
  fare tutti questi.
   Allora  facciamo  la seguente. Vengo incontro a quella  che  è  la
  richiesta, però, è chiaro che domani mattina non ci possono essere,
  per  motivi  oggettivi  di tempistica, gli stessi  interventi  così
  lunghi,  talvolta  non  necessari, permettetemi  di  dire,  per  la
  continuazione di questa finanziaria.
   Io   sto   valutando  un  eventuale  stralcio,  che  domani   sarà
  eventualmente  comunicato in Aula, però è giusto che rappresenti  a
  tutto il Parlamento che domani cominceremo alle ore 10.30.
   Quindi  la  seduta è rinviata a domani, venerdì 19 dicembre  2025,
  alle ore 10.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.51 di giovedì 18 dicembre 2025,
         è ripresa alle ore 11.41 di venerdì 19 dicembre 2025)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

            Seguito della discussione sul disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22
        Implementazione e adeguamento piattaforme digitali del
                    Dipartimento regionale tecnico

   1.  Al  fine  di implementare le piattaforme digitali  certificate
  gestite  dal  Dipartimento  regionale  tecnico  e  utilizzate   dai
  Dipartimenti   dell'Amministrazione  regionale   adeguandole   alle
  modifiche introdotte dal decreto legislativo 31 marzo 2023, n.  36,
  come  modificato dal decreto legislativo 31 dicembre 2024, n.  209,
  ivi   incluso  l'articolo  43,  è  autorizzata  la  spesa  di  euro
  873.215,00  per l'esercizio finanziario 2026, di euro  1.471.015,00
  per  l'esercizio  finanziario  2027  e  di  euro  1.251.415,00  per
  l'esercizio finanziario 2028 (Missione 1, Programma 6).».

   Colleghi,  comunico  che è al vaglio della  Presidenza,  l'ipotesi
  dello stralcio di alcune norme del testo della finanziaria, secondo
  normativa vigente.
   Colleghi,   torniamo  subito  all'articolo  22.   Ci   sono   solo
  emendamenti soppressivi.

                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, chiedo la verifica del numero
  legale.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, quando saremo in votazione la potrà
  chiedere, però al momento non siamo in votazione.
   Nel  frattempo,  chiedo agli Assessori e al  Governo  di  prendere
  posto,  di  inserire i tesserini perché altrimenti  siete  assenti.
  Assessore Turano, visto... bene, assessore Turano, perfetto...
   C'è   qualcuno  che  vuole  intervenire  sull'articolo   22,   per
  esplicitare l'articolo?
   Assessore Aricò, se non inserisce il tesserino, le ricordo  che...
  quindi, il Governo, tutto il Governo ha inserito...perfetto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole La Rocca Ruvolo.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Riprende l'esame del disegno di legge 1030/A

   PRESIDENTE. Colleghi, non c'è nessun intervento all'articolo 22?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Giambona,  lei deve intervenire o  metto  in  votazione
  l'articolo?

   GIAMBONA. Presidente, la invito a metterlo in votazione.
   Presidente, questa Assemblea è stata convocata per le  ore  10.30,
  quindi, io, nel rispetto del Governo che arriva a rilento, ma anche
  dei  componenti tutti di questa Assemblea, inviterei a  mettere  in
  votazione questo articolo. Grazie.

   PRESIDENTE. La richiesta di numero legale avrà luogo appena  pongo
  in votazione l'articolo.
   Assessore,  l'articolo lo possiamo porre in votazione  o  c'è  una
  riscrittura del Governo?
   Colleghi, all'articolo 22 c'è una riscrittura da parte del Governo
  che  stiamo  caricando  sui  tablet e la  potrete  visionare  nella
  cartella emendamenti  fuori sacco .

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Grazie, Presidente, colleghi,
  volevo  significare  le  mie scuse se sarò assente  in  queste  ore
  dall'Aula,  perché  sto  per prendere un  volo  per  recarmi  nella
  Capitale, in quanto parteciperò, nella qualità di Presidente  della
  Regione, agli auguri alle alte cariche che si terranno al Quirinale
  da parte del Presidente della Repubblica.
   È un appuntamento istituzionale che si tiene ogni anno e al quale,
  naturalmente,  è  doveroso prendere parte, tranne  casi  di  natura
  eccezionale. Quindi, volevo scusarmi con l'Aula della mia assenza e
  dare la motivazione per cui non sarò con voi.
   Ringrazio  tutti  voi, naturalmente, io non so se  la  manovra  si
  concluderà stasera, domani, quello che è, comunque nel caso in  cui
  si dovesse concludere prima, colgo l'occasione per formulare i miei
  migliori auguri. Può darsi che magari ce li formuleremo di persona,
  però  anticipando, era sempre un atto di correttezza istituzionale,
  anche  doverosa,  per dirvi il motivo per cui non mi  vedrete  qui.
  Porterò  naturalmente gli auguri al Presidente della Repubblica  da
  parte   del   Governo   ma  penso  di  interpretare   il   pensiero
  dell'Assemblea se mi autorizzate a portare gli auguri al Presidente
  della Repubblica di tutta l'Assemblea regionale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente della Regione.
   Assessore  Dagnino,  ho  visto che è  un  aggiuntivo,  non  è  una
  riscrittura.  Io glielo dico, quindi se stiamo valutando  pure  uno
  stralcio di norme, io eviterei....

   ARICO',  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore Aricò.

   DE  LUCA  Antonino.  Ma  non  si  può  illustrare  un  emendamento
  aggiuntivo prima di andare  che senso ha? È fuori procedura.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
  se  ritiene  a  livello procedurale una riscrittura  dell'articolo,
  inserendo  queste emergenze che abbiamo sul viadotto del Cassibile,
  ci  premureremo, diciamo, di poterla scrivere nei prossimi  minuti,
  quindi se ritiene l'Aula

   DE LUCA Antonino. Se rimane l'articolo. Era aperta la votazione.

   PRESIDENTE. Mi dovete dire se io posso aprire la votazione  oppure
  c'è un altro intervento. C'è un altro intervento dell'onorevole  La
  Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.   Presidente,  mi scusi volevo  chiedere,  Presidente
  Schifani, se ha saputo dell'atteggiamento avuto... se ne va?  Però,
  è  una  cosa  gravissima,  c'è un medico che  è  stato  trasferito,
  incredibile il Presidente della Regione che se ne va

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera

   LA  VARDERA. Un medico di Messina che è stato trasferito perché ha
  parlato, è una cosa gravissima

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, non è sull'ordine dei lavori

   LA  VARDERA. E il Presidente Schifani se ne va, la nave affonda  e
  il Presidente Schifani se ne va a casa

   PRESIDENTE. Sì, ma non è sull'ordine dei lavori.

   LA VARDERA. Ma che vergogna è  La nave affonda

                    (Proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Colleghi, io vi dico, anche per la  gestione  d'Aula,
  che  non  tollererò  più interventi che non  sono  sull'ordine  dei
  lavori.
   Si  interviene  o sull'articolo o sugli emendamenti o  sull'ordine
  dei  lavori,  non  tollererò e vi chiuderò il  microfono  -   e  mi
  dispiace  -  ma chiuderò il microfono perché se non sono interventi
  sull'ordine dei lavori o sugli emendamenti non vi farò intervenire,
  purtroppo  vi  dovrò  chiudere il microfono perché  altrimenti  non
  riusciamo a gestire.
   Mettiamo in votazione...

                          (Proteste in Aula)

   DE LUCA Antonino. Chiedo il numero legale

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, capito che la verifica  del  numero
  legale...

   GIUFFRIDA. Lo faccia seriamente  È un'offesa

   PRESIDENTE.   Va  bene, onorevole Giuffrida,  onorevole  Giuffrida
  intanto si calmi.

   GIUFFRIDA. Io sono calmo è lei che mi esalta

   GIAMBONA. Possiamo votare?

   PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione...

   DE LUCA Antonino. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Non ha capito, onorevole De Luca, il numero  legale  è
  sul  voto dell'articolo 22. Se non me lo fate mettere in votazione,
  il numero legale non lo posso verificare
   Pongo in votazione l'articolo 22.

                Richiesta di verifica del numero legale

   DE LUCA Antonino. Chiedo la verifica del numero legale.

  (La richiesta risulta appoggiata ai sensi del Regolamento interno)

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti                 41

   L'Assemblea è in numero legale.

   PRESIDENTE.  Colleghi, i tesserini li dovete inserire.  Dico  alla
  maggioranza  che  quando intervenite dicendo che  volete  lavorare,
  stiamo lavorando, ma i tesserini devono essere inseriti perché  poi
  è  inutile  che  mi  dite: "il tesserino non l'ho  inserito  bene",
  perché se volete lavorare il tesserino va inserito

   Con  il  parere favorevole della Commissione, pongo  in  votazione
  l'articolo 22.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
         Disposizioni in materia di servizio idrico integrato

   1.  All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16  e
  successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti
  commi:

    3. Per i medesimi fini di cui al comma 1, correlati alla morosità
  subita   da   Siciliacque  s.p.a.  per  gli  anni  2024   e   2025,
  l'Assessorato  regionale  dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità  è  autorizzato al trasferimento in favore  di  Siciliacque
  s.p.a., della ulteriore somma di euro 18.985.527,83 per l'esercizio
  finanziario  2026, (Missione 9, Programma 4, capitolo 646201),  che
  verrà recuperata secondo le modalità di cui ai commi successivi.
   4.  Al  fine  di  evitare che il mancato adeguamento  dell'ATI  di
  Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in materia  di
  sistema  idrico integrato attraverso l'affidamento  ad  un  gestore
  unico  del  servizio idrico negli ambiti territoriali  ottimali  di
  rispettiva  competenza determini un indebito  arricchimento  per  i
  titolari  di  utenze ricadenti su quei territori,  con  conseguente
  aumento  degli  oneri  tariffari  a  carico  della  generalità  dei
  contribuenti  siciliani e squilibrio economico-finanziario in danno
  della  società Siciliacque s.p.a., il Dipartimento regionale  delle
  autonomie locali è autorizzato a operare per dieci anni, a  partire
  dal   2026,  a  carico  di  ciascun  comune  ricadente  nell'ambito
  territoriale  delle suddette ATI, già in gestione a cura  dell'Ente
  Acquedotti Siciliani, che ha beneficiato della fornitura  di  acqua
  senza   il  riconoscimento  del  dovuto  corrispettivo  in   favore
  Siciliacque s.p.a., una trattenuta annua a valere sui trasferimenti
  di  cui al Fondo per le autonomie locali, a titolo di compensazione
  finanziaria, nella misura di cui al comma 5.
   5. La trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci per cento
  del  valore  della  fornitura idrica erogata da Siciliacque  s.p.a.
  negli  anni  di  morosità  2024 e 2025 al singolo  comune.  I  dati
  necessari  sono trasmessi al Dipartimento regionale delle autonomie
  locali  dal  competente  Dipartimento regionale  dell'acqua  e  dei
  rifiuti,   cui  sono  forniti  da  Siciliacque  s.p.a..  I   comuni
  interessati, nel rispetto dei principi generali vigenti in  materia
  di  servizio idrico, attivano i necessari strumenti per  assicurare
  che  il  pagamento della fornitura idrica, negli anni  considerati,
  sia   posto   a  carico  degli  utenti  finali,  anche  in   misura
  forfettaria.
   6.  Le  disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 trovano applicazione
  anche  per gli esercizi finanziari successivi, fino all'adeguamento
  dell'ATI di Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in
  materia di sistema idrico integrato. .
   2.  Al  fine  di scongiurare pregiudizi per la salute  e  l'ordine
  pubblico  e  di  assicurare  la  continuità  del  servizio   idrico
  integrato   nell'ambito   territoriale  di   Agrigento   da   parte
  dell'azienda speciale consortile  A.I.C.A. - Azienda idrica  comuni
  agrigentini ,  la  cui gestione rimane ancora pregiudicata  da  una
  carente riscossione della tariffa a carico dell'utenza finale e  da
  mancati pagamenti da parte dei comuni soci di somme dovute a  vario
  titolo  per il servizio, precludendo conseguentemente alla medesima
  di  fare  fronte  con  regolarità ai relativi costi,  l'Assessorato
  regionale  dell'energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità,  è
  autorizzato,   per   gli   esercizi   finanziari   2026   e   2027,
  all'erogazione  straordinaria  in  favore  della  predetta  azienda
  consortile,  a titolo di anticipazione, per un importo  complessivo
  pari  a  10.000 migliaia di euro per ciascun esercizio, secondo  le
  modalità di cui ai commi successivi.
   L'erogazione straordinaria di cui al presente comma è vincolata al
  pagamento  del  servizio  di acqua all'ingrosso  già  fatturato  ad
  A.I.C.A. alla data di entrata in vigore della presente legge.
   3.  Le  somme anticipate sono restituite alla Regione dall'azienda
  consortile  A.I.C.A.  in  dieci  anni,  a  decorrere  dal  triennio
  successivo  alla  prima  anticipazione,  sulla  base  di  un  piano
  finanziario   di  rimborso  approvato  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  l'energia  e  i servizi  di  pubblica  utilità,  da
  adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge.
   4.  L'azienda  consortile  A.I.C.A.  decade  dal  beneficio  della
  rateizzazione  concessa  nei termini di cui  al  comma  3  se  alla
  scadenza  del triennio dalla prima anticipazione non ha  completato
  l'attività  necessaria  a garantire la regolare  riscossione  della
  tariffa  per il servizio da parte dell'utenza finale, ivi  compresa
  la collocazione dei contatori.
   5.  L'azienda  consortile A.I.C.A. provvede al regolare  pagamento
  delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».

   CIMINNISI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Ciminnisi.

   CIMINNISI.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi,  vi  chiedo  di
  avere un minimo di attenzione, anzi il massimo dell'attenzione  per
  la trattazione dell'articolo 16, e altrettanta attenzione chiedo al
  Governo...  però, così non si può lavorare, Presidente.  Non  sento
  neanche la mia stessa voce.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  onorevole  Gilistro,  onorevole   Laccoto,
  onorevole  Venezia, Spada, Leanza, possiamo un attimo...  chi  deve
  interloquire  vada  fuori dall'Aula, chi vuole ascoltare  e  rimane
  all'interno  dell'Aula. perché altrimenti non riesco  ad  ascoltare
  nemmeno io.
   Prego, onorevole.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente, rinnovo la richiesta di  un  minimo
  di   attenzione  da  parte  dei  colleghi  deputati,   in   maniera
  trasversale,  e  altrettanta attenzione chiedo  al  Governo  perché
  parliamo di un tema fondamentale che è quello dell'acqua. Visto che
  si  tratta  di  un  articolo molto complesso,  l'articolo  16,  che
  riguarda  la provincia di Trapani, di Messina ma anche la provincia
  di  Agrigento, quindi è una questione che riguarda tutti in maniera
  trasversale.
   La  questione dell'articolo 16, come avevo già annunciato in  sede
  di  discussione generale, è in qualche modo l'esatto specchio della
  totale incapacità in tutti questi anni...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gennuso, se  può  lasciare  i  banchi  del
  Governo...

   CIMINNISI.  ...di  gestire  la  risorsa  idrica  in  una   maniera
  razionale  ed equilibrata che, in qualche modo, non abbia  ricadute
  sui  cittadini  e invece con l'articolo 16 il paradosso  è  proprio
  quello,  cioè che è quello che si cerca di fare con questa norma  è
  quello  di  scaricare  un debito, che la Regione  ha  maturato  nei
  confronti  di Siciliacque, sui tredici comuni del lato di  Trapani,
  su  alcuni comuni del lato di Messina, colpevoli soltanto di  avere
  ereditato  dalla  Regione  la  gestione  ex  EAS,  ente  che  -  lo
  ricordiamo   -  è  in  liquidazione  dal  2004,  praticamente,   in
  liquidazione  coatta amministrativa dal 2024, e che ha  portato  ad
  una  serie  di  commissariamenti della stessa ATI, da  parte  della
  Regione, che è stata totalmente infruttuosa e improduttiva in tutti
  questi anni, al punto che, ad oggi, ancora l'ATI di Trapani  non  è
  del  tutto  operativa, proprio perché è mancata,  in  questi  anni,
  l'individuazione  del soggetto gestore unico che è  prevista  dalla
  legge come unico soggetto gestore del servizio idrico integrato.
   L'illegittimità  di questa norma risiede, soprattutto,  nel  fatto
  che si cerca di scaricare sui comuni, sottraendo loro risorse per i
  prossimi dieci anni, quasi in maniera punitiva, per un problema che
  in  realtà  non  vede  come protagonisti  i  comuni  perché  questa
  situazione  nasce  dalla  convenzione del  2004  tra  EAS,  Regione
  siciliana e Siciliacque, di cui i comuni non sono parte.
   Questo  non  discende soltanto dalle norme di legge, dalla  nostra
  legge  16, dal Codice dell'ambiente, ma discende anche da sentenze,
  tanto del Tar quanto della Corte costituzionale, che hanno chiarito
  in  maniera inequivocabile che i costi non possono essere scaricati
  sui  comuni. Comuni che, tra l'altro, in tutti questi quindici anni
  si sono ritrovati a dover fare le manutenzioni ad una rete che è in
  condizioni  disastrose  ma  che  non  è  sicuramente,  non  rientra
  sicuramente  nella loro gestione e che oggi si vedono ulteriormente
  puniti, soprattutto per i prossimi dieci anni.
   Significa  mandare anche piccoli comuni - perché i tredici  comuni
  della  provincia di Trapani sono in gran parte i piccoli  comuni  -
  mandarli  totalmente con le gambe all'aria da  un  punto  di  vista
  finanziario
   Noi  togliamo risorse, per i prossimi dieci anni quando, in questa
  stessa manovra, all'articolo 11 e con norme sparse in poi in  tutta
  la  manovra, stiamo distribuendo, a pioggia, in maniera  totalmente
  discrezionale,   risorse   ai  comuni   per   qualsiasi   tipo   di
  riconoscimento più o meno fondato che sia e più o meno  clientelare
  che sia.
   Il  paradosso ulteriore, cerco di andare alle conclusioni,  è  che
  oggi questi comuni, finalmente, dopo quindici anni hanno avviato un
  processo  virtuoso,  cioè attraverso Invitalia stanno  cercando  di
  avviare tutte le pratiche per l'individuazione del soggetto gestore
  unico  e,  oggi, che siamo finalmente arrivati a questo  risultato,
  cosa  facciamo?  Gli  diamo  la  mazzata  finale,  gli  togliamo  i
  trasferimenti per i prossimi dieci anni per ripianare un debito  di
  19  milioni  che spetta alla Regione in quanto parte, risanare  con
  Siciliacque.
   Se   proprio  noi  vogliamo  aiutare  questi  comuni,   noi   anzi
  rilanciamo,  alziamo la posta in gioco perché  questi  comuni  sono
  quelli che, più degli altri, in questi mesi, hanno subito la  crisi
  idrica proprio perché hanno ereditato una gestione di una rete  che
  non  è, ovviamente, stata seguita dalla Regione in nessun modo. Noi
  rilanciamo,  anzi,  aiutiamoli questi comuni, tutti  devono  pagare
  l'acqua  -  noi siamo d'accordo su questo - aiutiamoli a mettere  i
  contatori  nei  comuni  in  modo tale che si  possa  effettivamente
  equilibrare la situazione economica.
   Quindi  non  solo  noi non siamo d'accordo con l'articolo  16,  ma
  chiediamo   di avere la possibilità di procedere ad una riscrittura
  che  è già stata condivisa per le vie brevi tra più parti politiche
  affinché  si  possa  ripristinare una condizione  di  giustizia  ed
  equità  nei  confronti di questi comuni che, non solo per  quindici
  anni  hanno subito le inefficienze e l'incapacità della Regione  di
  gestire   i  rapporti  tra  EAS,  Regione  siciliana,  appunto,   e
  Siciliacque, contro i quali, oggi, si prospetta un'azione  punitiva
  per  i prossimi dieci anni, con una riduzione dei trasferimenti  di
  parte corrente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.
   Nel frattempo, dico ai colleghi che la Presidenza, ad oggi, non ha
  alcuna riscrittura dell'articolo 16.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
  la  vicenda che riguarda l'ATI idrica di Trapani è una vicenda  che
  affonda le sue radici nel tempo.
   L'ATI  di  Trapani è sicuramente in ritardo, ha rischiato  di  far
  commissariare tutta la regione, però bisogna riconoscere che  negli
  ultimi   anni,  sicuramente  non  grazie  all'impegno  del  Governo
  regionale, perché il Governo regionale ha commissariato  l'ATI  per
  tre  anni e in questi tre anni di commissariamento, il commissario,
  il commissariamento, non hanno prodotto alcun risultato.
   Oggi,  grazie  all'impegno dei sindaci,  in  particolare  del  suo
  presidente,    il   dottore   Gruppuso   e   di   Invitalia,    del
  commissariamento tecnico di Invitalia, siamo arrivati al punto  che
  l'ATI  idrica di Trapani nel 2026 potrebbe partire col  servizio  e
  con un piano di investimenti che produrrà una tariffa che è la metà
  di  quella che pagano gli ATI idrici degli altri territori,  perché
  ad  Agrigento  si pagano circa 4 euro, a Enna idem,  a  Trapani  la
  tariffa  supererà di poco i due... Presidente, però, se qua urlano,
  parlare va bene ma urlare

   PRESIDENTE. Io ho ripetuto più volte ai colleghi di maggioranza di
  non  sostare  tra i banchi del Governo, non so più come  ripeterlo,
  posso mettere un divieto.

   SAFINA.  La  ringrazio Presidente, ma il problema era  urlare  non
  parlare.
   Oggi  con  una  norma  che vorrei dire, consentitemi  per  l'amore
  dell'arte, questa norma non è una norma sostanziale, quella che noi
  vorremmo approvare, che voi vorreste approvare con l'articolo 16, è
  una  legge  solo  in  senso formale, perché  è  la  classica  legge
  provvedimento, cioè una legge che di fatto produce il valore di  un
  atto  amministrativo. Senonché nella ricostruzione storica  bisogna
  riconoscere  che a un certo punto la Regione, nel liquidare  l'EAS,
  se  ne  infischia  del  servizio  che  avrebbe  dovuto  rendere  ai
  cittadini  siciliani e in particolare a quelli della  provincia  di
  Trapani,  liquida e dice sostanzialmente "da oggi  il  servizio  lo
  dovete gestire voi", senonché dice che vi trasferisco il servizio e
  le  reti senza trasferire un centesimo  Tanto è vero che in  questi
  anni  i  comuni  che  si  sono  ritrovati  senza  gestore  -  salvo
  Siciliacque  adesso  come  sovrambito  -  hanno  pagato  tutti  gli
  interventi manutentivi sulle reti con le loro casse e vi dico  pure
  una  cosa:  ci  sono  comuni, come il comune  di  Erice,  che  sono
  creditori  nei  confronti della liquidazione dell'EAS  di  oltre  2
  milioni di euro che nessuno pagherà
   Ebbene,  noi ci troviamo dinanzi a comuni che fanno le riparazioni
  e  di  questo non c'è traccia, cioè quando avete strutturato questa
  norma, avete pensato solo al lato in cui vi ritenete creditori,  ma
  dove   ci   dovremmo  ritenere  debitori,  perché  i  comuni   sono
  intervenuti  facendo  le  manutenzioni  e  non  è  facile  fare  le
  manutenzioni con una rete colabrodo, perché ripari da una  parte  e
  si rompe da un'altra, questo avete fatto finta di dimenticarlo
   Nei  rapporti debito-credito avete guardato solo gli  aspetti  che
  secondo  voi  erano  rilevanti, perché c'è un tema,  è  chiaro  che
  Sicilia Acque deve continuare a poter essere operativa, qua nessuno
  nega  che Siciliacque debba continuare a lavorare perché altrimenti
  scoppierebbe  il  sistema,  certo  bisognerebbe  domandarci  perché
  Siciliacque fa pagare l'acqua più cara d'Italia, perché rispetto  a
  tutto   quello  che  fanno  i  sovrambiti  nel  resto  del   Paese,
  Siciliacque ha l'acqua più cara del Paese
   Questo  è un dato inequivocabile, non lo dico io, lo dice Arera  e
  dinanzi  a  un ente di controllo autonomo indipendente come  Arera,
  penso  che  nessuno  possa contestarlo, perché produrre  l'acqua  o
  meglio  incanalare  l'acqua da una diga - molte  delle  dighe  sono
  gestite da Siciliacque - costa dieci centesimi, peccato che noi  la
  paghiamo oltre settanta centesimi
   Assessore,  io  me  lo porrei questo problema per  il  futuro,  mi
  porrei  il  tema  di  andare  a  rivedere  questa  convenzione  con
  Siciliacque,  ma  cionondimeno, per rientrare  a  bomba  sul  tema,
  questa norma non si può fare perché viola una sentenza della  Corte
  costituzionale  e  viola  i giudicati dai Tribunali  amministrativi
  regionali  che hanno detto che i comuni non possono gestire  questo
  servizio.
   Ora  la  soluzione c'è, Assessore Turano vedo che  lei  mi  guarda
  interessato...

   PRESIDENTE. Non solo la guarda interessato, ma ho visto  pure  che
  le ha fatto una foto, così mi è parso. Assessore non possono essere
  fatte foto qui in Aula

   SAFINA.  Della  foto  mi preoccupo. Il tema è:  noi  non  vogliamo
  toccare gli aspetti che riguardano Aica, gli aspetti che riguardano
  gli  altri  comuni, ma per quanto riguarda i comuni della provincia
  di   Trapani  e  i  comuni  della  provincia  di  Messina   bisogna
  riconoscere che questo non si può fare.
   E  allora vi proponiamo di modificare il primo comma dal numero 1,
  mi  pare, al numero 6 nella parte in cui bisogna prendere atto  che
  le  sentenze  dicono  che il gestore della Regione  siciliana,  per
  questi  comuni, e dunque la Regione siciliana, deve  pagare  questo
  servizio e se riuscisse pure a dare una mano a mettere in piedi  il
  sistema  della  provincia di Trapani e della provincia  di  Messina
  farebbe  una  cosa buona e giusta perché metteremmo i comuni  ed  i
  cittadini  nelle condizioni di pagare. Perché non si può  scrivere
  ma  come si fa, per un Governo regionale, a scrivere che le tariffe
  e  bollette  si possono fare in via forfettaria, ma dico  ma  siamo
  legislatori?
   Ma   non  possiamo  fare  questi  strafalcioni,  questi  sono   da
  abecedario della legislazione
   Assessore  Colianni  non si può fare perché  la  Arera  lo  vieta,
  perché  l'acqua non è una tassa, lei questo se lo deve  scrivere  a
  caratteri  cubitali,  è un servizio e poiché  è  un  servizio  deve
  essere fatturata in base ai consumi, la tariffazione forfettaria  è
  illegittima
   Ma  lei davvero vuole proporre a questo Parlamento, l'altro giorno
  e  bisogna darne atto, l'assessore Dagnino si vantava di non  avere
  ricevuto  impugnative,  vedo  che lei vuole  fargli  levare  questo
  primato,  cioè  vuole ricevere un'impugnativa  non  per  una  norma
  discutibile  rispetto alla quale si possono avere opinioni  diverse
  ma  per  una  norma  che  è  palesemente  illegittima,  palesemente
  contraria ad ogni principio del nostro ordinamento
   Vi  invito a votare l'emendamento 16.19 che non modifica  ciò  che
  riguarda le altre province ma mette ordine momentaneamente, con  la
  consapevolezza che il 2026 potrebbe essere l'anno di  partenza  del
  servizio  idrico integrato in provincia di Trapani e  mette  ordine
  preservando  Siciliacque, al netto delle cose che ho già  detto,  e
  mette  in  condizione  e  metterà domani, perché  è  giusto  che  i
  cittadini in condizione di pagare il giusto lo facciano.

     Saluto agli studenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo

   PRESIDENTE.  Do  il  benvenuto agli studenti  del  Liceo  Classico
  Umberto di Palermo.
   Benvenuti in Aula.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  colleghi sempre di  rispettare  i  cinque
  minuti.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  assessore  Dagnino  le volevo raccontare una  storia  che  riguarda
  l'articolo 16.
   Intanto sottoscrivo gli interventi dei colleghi Ciminnisi e Safina
  su  un fatto che riguarda la riscrittura con anche un comma che  va
  aggiunto,  perché in questo ragionamento viene escluso  il  gestore
  pubblico  della  città di Messina che ha subìto le stesse  angherie
  dei  comuni che sono stati indicati sia della provincia di  Trapani
  sia  degli  altri  comuni  della  provincia  di  Messina  ma  nella
  definizione  manca  il gestore pubblico che riguarda  la  città  di
  Messina.
   Se  l'assessore  Dagnino ora ci segue in modo  tale  che  poi  non
  nascono  fraintendimenti, deve comprendere il perché l'articolo  16
  va  riscritto  totalmente e già le chiedo che venga accantonato  ma
  voglio spiegarle anche perché.
   Alle  motivazioni che hanno ben articolato i colleghi Ciminnisi  e
  Safina, le voglio mettere in evidenza un altro fatto: il comune  di
  Messina   col  suo  gestore  pubblico  l'A.M.A.M.,  deve   ricevere
  dall'Istituto  autonomo case popolari 12 milioni di euro  di  acqua
  non   pagata  di  fornitura  idrica  degli  ultimi  5/7  anni   mai
  riconosciuta. L'Istituto autonomo case popolari sicuramente  non  è
  un istituto municipale ma è un istituto della Regione.
   Abbiamo  tentato  più  volte di far sedere a  un  tavolo,  con  un
  accordo transattivo, la Regione, l'Istituto autonomo case popolari,
  che  è  comunque  vigilato dalla Regione, il comune  di  Messina  e
  l'A.M.A.M.  Perché?  Perché a sua volta l'A.M.A.M.,  gestore  unico
  pubblico  della  città di Messina, deve dare  ad  ex  E.A.S.,  oggi
  Siciliacque, 1 milione e 300 mila euro.
   Non  c'è  stato verso  Ma non solo, l'A.M.A.M ha subito il decreto
  ingiuntivo  per  questa  situazione pregressa,  facendogli  saltare
  anche  l'erogazione  del  servizio  perché,  ovviamente,  c'era  un
  problema di liquidità.
   Ecco,  queste sono angherie che i Comuni subiscono da  quelli  che
  sono poi mostri che pensano di poter fare quel che vogliono.
   E  allora, il tema è serio, ed è ovvio che non è pensabile  che  i
  Comuni,  per  una mala gestio amministrativa, per  una  gravità  di
  omissione di vigilanza, perché l'E.A.S., comunque non era mio   Non
  era dei Comuni. E quindi c'è un problema, perché se i contratti non
  sono  stati  stipulati, se anche le fatture che sono state  emesse,
  non   c'è  stata  la  possibilità  anche  di  contestarle,   perché
  ovviamente   poi  c'era  il  ricatto  di  sospendere   l'erogazione
  dell'acqua
   Tutto  questo,  è una situazione che è stata ereditata  ma  voglio
  aggiungere  un'altra  cosa,  noi  abbiamo  a  che  fare  con   tale
  "Barresi", che è la terza volta, che tenta a Messina di bandire  la
  gara  per  individuare  il  soggetto  privato,  però  stavolta   ci
  riuscirà.
   Perché  lo  sa che ha fatto la Barresi? Si è chiamata  i  soggetti
  privati, e ha detto loro: "Cosa volete che io modifichi nel  bando,
  perché così partecipate?".
   Ebbene, la Provincia di Messina, grazie al Lodo Barresi, subirà un
  aumento rispetto al piano precedente del 50 per cento, perché ora i
  privati hanno detto che se il bando viene aumentato, viene prevista
  un aumento del 50 per cento, circa
   Vivaddio  Partecipano, e si aggiudicano pure la gara
   Quindi  siamo arrivati anche a questo, e la Barresi non ha  voluto
  sentire  ragione, quando a un certo punto i sindaci della provincia
  di  Messina - che su questo sono stati per carità, dei giganti,  ma
  lasciamo  stare - a un certo punto hanno mandato una  nota  con  55
  firme  su 108, dicendo: "Siamo pronti a rivedere quello che era  il
  modello  di gestione, c'è un gestore pubblico nell'ambito dell'ATI,
  e  quindi  procediamo  in quella direzione ed evitiamo".  E  invece
  neanche questo si è potuto fare, perché la Barresi è domineddio  Ma
  non c'è nessuno in condizioni, di spedirla in altro luogo?
   E  a  lei, Assessore, ora chiedo conto e ragione, di questa che  è
  una  porcheria, chiederò conto e ragione anche al Presidente  della
  Regione, perché questa è una turbativa d'asta all'inverso
   Cioè,  io  mi  metto prima d'accordo, vedo cosa vuole  il  mercato
  affinché  io  sia appetibile, dopo che sono andati  deserte  -  sto
  concludendo,  Presidente,  scusi - due  procedure  di  gara?  Bene,
  tornando  al  tema Assessore, io le chiedo formalmente  che,  venga
  accantonato  per  poter definire la riscrittura, e  perché?  Perché
  comunque non mi trova d'accordo nel caricare il fardello ai Comuni,
  e  dall'altro  lato, i Comuni che, a sua volta nel frattempo  hanno
  subito  le angherie della mancata individuazione dell'ente gestore,
  hanno  dovuto  far fronte in ogni caso ai costi di manutenzione,  e
  quindi,  da un lato vogliamo lasciare l'eredità dello zio buonanima
  ai  Comuni,  quindi  i  debiti, dall'altro  lato  invece,  vogliamo
  comunque  prenderci  le reti, le diamo ora ai  privati  in  termini
  definitivi con le valorizzazioni che, comunque i Comuni  in  questi
  anni hanno dovuto fare.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  il
  ragionamento  lo  faccio sull'articolo 16 rispetto  al  tema  della
  gestione del Servizio idrico integrato.
   Veda,  Assessore,  è  uno dei principali talloni  di  Achille  del
  Dipartimento acqua e rifiuti e non lo dice l'onorevole  Cambiano  o
  il  Movimento 5 Stelle, che ci sia stata una gestione inefficiente,
  lo certifica la Corte dei Conti.
   La  Corte dei Conti certifica che 10 delle 26 dighe siciliane sono
  ancora in esercizio sperimentale per gravi inefficienze e per gravi
  ritardi,  la  maggior parte delle inefficienze sono  imputabili  al
  Dipartimento acque e rifiuti, ma altre mancanze sono addebitabili a
  Siciliacque,  quella società che nel 2004 nasce e viene  costituita
  per  il  75% da socio privato, adesso il 25% da parte della Regione
  siciliana, per svolgere il ruolo di Ente di sovrambito.
   E  ora  Assessore,  perché  questa premessa  sul  Servizio  idrico
  integrato  e  su  Siciliacque? Perché per il Governo,  che  ha  una
  responsabilità politica almeno da otto anni a questa parte, il tema
  è  serio, perché noi continuiamo a dare soldi a Siciliacque e siamo
  certi che abbia rispettato i termini previsti da quella convenzione
  in   termini,   scusi  il  gioco  di  parole,  di  rispetto   degli
  investimenti  da  effettuare con i piani  quinquennali?  Perché  la
  durata della concessione è quarantennale
   Questa  Assemblea,  nel 2024, ha approvato dei  provvedimenti  per
  aumento  di  capitale sociale e prestito per 40  milioni  di  euro,
  parte  del socio privato e parte del socio pubblico, ma Siciliacque
  Assessore  non  perde  mai,  perché  Siciliacque  fa  utili  ed   è
  certificato  dall'ultimo bilancio disponibile  nel  2024  sul  sito
  istituzionale dell'ente che certifica un utile di 5 milioni  e  600
  mila  euro  da parte di Siciliacque, in un momento di  grave  crisi
  idrica  e  di emergenza idrica e questo glielo consente  la  legge,
  perché  per  un meccanismo di calcolo delle tariffe di Arera  e  di
  compensazione  Siciliacque non perde e pagano  i  cittadini  quella
  tariffa
   Ma  perché sono arrivato all'utile di Siciliacque? Perché,  mentre
  Siciliacque  che per il 75% - lo voglio ricordare -  è  in  mano  a
  privati,  fa utile, quell'utile nel 2024, una parte di quell'utile,
  è   stato  distribuito  come  dividendo  ai  soci:  un  milione   e
  seicentomila euro sono stati distribuiti come dividendi ai  soci  e
  il  75%  di  quella società è in  mano a privati e non si  può  non
  tenere  conto,  Assessore, della responsabilità  politica  e  della
  gestione  di questa governance, perché lo ricordo a me stesso  e  a
  quest'Aula,  il  consiglio  di  amministrazione  di  Siciliacque  è
  nominato  dalla  politica, il Presidente del Cda di  Siciliacque  -
  sempre  per notizie riportate sui siti istituzionali - è un sindaco
  di  un  comune siciliano che appartiene ad un partito politico  con
  nome e cognome: la Lega.
   E allora non utilizziamo le società che dovrebbero gestire servizi
  essenziali  per  dare posti di sottogoverno, accollandoci  gestioni
  fallimentari.
   Ora  vede,  non è un attacco personale al Presidente  del  Cda  di
  Siciliacque  ma  è  una riflessione, assessore, che  dobbiamo  fare
  perché,  in questa sede, stiamo dando altri 20 milioni  di  euro  a
  Siciliacque.
   Assessore, ora, però, mi deve rispondere. Noi abbiamo affidato  la
  gestione dei dissalatori a Siciliacque e, nell'ultima variazione di
  bilancio,  abbiamo  previsto 10 milioni di euro  per  una  presunta
  produzione di 300 litri al secondo. Mi risulta che non siano  stati
  prodotti  da  quei  dissalatori da 300  litri  al  secondo.  Quelle
  risorse  le  abbiamo regalate a Siciliacque e al socio privato?  Le
  abbiamo sottratte ai cittadini e le abbiamo regalate a Siciliacque,
  quelle  risorse che dovevano coprire il costo di esercizio  per  la
  produzione di 300 litri al secondo e che non si è poi attuata?
   Assessore,  su  queste domande deve rispondere  all'Aula,  abbiamo
  diritto   di   sapere.   Quindi,  al  di   là   della   riscrittura
  dell'articolo,  io  spero  che  questa  sia  la  sede  deputata  ed
  opportuna affinché il Governo regionale dia delle risposte, non  al
  Movimento  5 Stelle, ma ai siciliani sulla governance del  servizio
  idrico integrato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Grazie  signor Presidente, sarebbe importante  che  fosse
  presente anche l'assessore Dagnino. È scomparso

   PRESIDENTE. Onorevole Abbate, c'è comunque l'assessore...

   ABBATE.  Assessore  Dagnino,  forse  sarebbe  un  momento...   Può
  partecipare   ai  lavori  d'Aula,  un  attimo,  per  chiarire   una
  situazione.
   Signor  Presidente, allora, io volevo entrare nel merito di questo
  articolo, l'articolo 16, un articolo molto complesso che  va  nella
  gestione  delle  società  che  gestiscono  l'acqua  pubblica,   che
  gestiscono l'acqua potabile anche per le famiglie.
   In  particolare volevo intervenire sul secondo comma, la parte che
  va  nell'andare ad aiutare, a mettere a disposizione delle  risorse
  sotto  forma  di  prestito da restituire, per  quanto  riguarda  la
  società  AICA  che gestisce l'acqua pubblica per  la  provincia  di
  Agrigento.  Provvedimento,  secondo me, importante,  perché  queste
  società  che nascono - e sono società che mettono insieme i  comuni
  che  poi  dovrebbero gestire, in sede d'ambito,  quella  che  è  la
  distribuzione  delle  acque alle famiglie e ai  cittadini  di  ogni
  provincia  -  hanno  un  problema di  fondo:  quello  che  si  sono
  insediate e si stanno insediando con un capitale sociale irrisorio.
   Conosco la vicenda Iblea Acque, che è la società che gestisce i 12
  comuni  della provincia di Ragusa, si è istituita e si è  insediata
  Iblea Acque con un capitale sociale di solo 100 mila euro. E capire
  che   significa  gestire  un  servizio  così  importante  per   una
  provincia, quando tu inizi con una liquidità che è solo di 100 mila
  euro,  significa che il giorno dopo si è già indebitata, dal giorno
  dopo c'è un problema di liquidità perché tu non riesci ad entrare a
  regime  per  poter  avere  l'introito della  gestione  anche  della
  riscossione almeno per i primi due, tre anni.
   Quindi, questo è un problema di fondo che gestirà, che ha AICA  di
  Agrigento  ma  è  un problema importante che ha anche  Iblea  Acque
  della provincia di Ragusa.
   Il  24  ottobre  di  quest'anno, è stato recapitato  all'assessore
  Dagnino,  nella  persona del Presidente della  Regione,  così  come
  all'assessore  competente e a tutti i parlamentari,  una  richiesta
  proprio  dell'amministratore delegato e del direttore  generale  di
  Iblea Acque per dire di mettere a disposizione le stesse risorse, o
  mettere  a  disposizione  delle risorse,  che  possono  essere  poi
  restituite  alla  Regione,  proprio per avere  un'anticipazione  di
  liquidità  che  in  questo  momento neanche  le  banche  mettono  a
  disposizione.
   Io  trovo  una cosa che vivamente mi ha un po' sorpreso: il  fatto
  che  abbiamo  un  articolo  dove si sono messe  a  disposizione  le
  risorse  per  AICA all'interno della finanziaria, non  trovo  Iblea
  Acque,  che  non  è stato inserito nel testo della finanziaria.  Su
  questo  ho presentato un emendamento come Gruppo dove, a invarianza
  di spesa - a invarianza di spesa significa senza mettere risorse in
  più  - possiamo mettere a disposizione le risorse sia per AICA  sia
  per Iblea Acque.
   È  impossibile  pensare  che,  un  cittadino  della  provincia  di
  Agrigento,  paghi  gli  interessi  moratori  sull'anticipazione  di
  liquidità, e quindi avrà un soprappiù di tassa per quanto  riguarda
  gli  interessi e quindi pagare poi ogni litro di acqua, ogni  metro
  cubo di acqua, che va a finire ai cittadini di Agrigento; mentre  i
  cittadini  della  provincia di Ragusa devono pagare  gli  interessi
  dell'anticipazione di liquidità per potere avere lo stesso servizio
  e  avere la stessa quantità di acqua che ha quella di Agrigento,  o
  qualsiasi  altra società d'ambito nella nostra Regione. Quindi,  il
  principio è ottimo, quello di mettere a disposizione delle risorse,
  in  questa fase delicata dei primi due-tre anni della gestione  del
  servizio  idrico,  e  quindi non esporre  le  società  d'ambito  ad
  interessi   passivi,   per  quanto  riguarda   l'anticipazione   di
  liquidità, ma farlo in modo equo e in modo che tutte le province  e
  tutti i cittadini abbiano lo stesso trattamento. Non accetterei - e
  come  Gruppo  - che questo avvenga per una provincia e non  avvenga
  per un'altra, perché i cittadini siciliani sono uguali, i cittadini
  siciliani  pagano le tasse allo stesso modo e dobbiamo metterli  in
  condizione  di  poter  ricevere  lo  stesso  servizio  alla  stessa
  quantità di denaro. Non possiamo pensare che la provincia di Ragusa
  paga  di  più  e  la provincia di Agrigento meno. Anche  perché  le
  risorse sono importanti, perché un'anticipazione di liquidità di 10
  milioni,  per  una  provincia  come Agrigento,  è  un'anticipazione
  importante, e diventano 20 milioni già per il prossimo anno.
   Quindi già poter portare 5 milioni per la provincia di Agrigento e
  5  milioni  per la provincia di Ragusa potrebbe anche risolvere  il
  problema,   non  intaccare  la  liquidità  e  le  somme   messe   a
  disposizione da parte della Regione, e se c'è necessità, di poterle
  mettere nelle variazioni di bilancio.
   Quindi questo è un invito che faccio al Governo, senza mettere  in
  difficoltà  nessuno, perché non si cercano le ulteriori risorse  da
  mettere  a  disposizione,  ma  soltanto  quella  di  un'equità   di
  trattamento  fra  i  cittadini siciliani e fra  le  province  della
  nostra Regione.
   Signor  Presidente,  sarò sicuro che l'assessore  recepirà  questa
  nostra  richiesta,  perché non capisco perché  ci  debbano  essere
  quali siano i parametri che andranno a scaturire, delle richieste o
  quanto meno dei provvedimenti che sono diversi tra una provincia  e
  un'altra.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.
   E poi io chiudo la discussione generale sull'articolo, ci sono gli
  ultimi due interventi poi dell'onorevole Assenza, Lombardo e infine
  chiude l'assessore, replicando agli interventi.
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo che questo
  articolo, in cui parliamo fondamentalmente delle risorse idriche in
  Sicilia,  permetta di evidenziare plasticamente due cose: tanto  lo
  strabismo del Governo sul tema appunto della gestione delle risorse
  idriche,  in  particolar modo nel rapporto con  i  Comuni;  e  allo
  stesso  tempo,  la negligenza che se ne evidenzia da  tutto  questo
  excursus,  da  tutta  questa evoluzione che è  stata  rappresentata
  lungamente  nelle discussioni dibattute, e in Aula, ma anche  nelle
  Commissioni  di merito. Già in quell'ambito, il Partito Democratico
  e  altre forze politiche hanno espresso enormi perplessità rispetto
  all'impostazione di questo articolato.
   Io  credo che il Governo regionale, la maggioranza di centrodestra
  che  oggi  guida questa Regione, dovrebbe far pace con  sé  stessa,
  perché  da una parte ci dice che dobbiamo aiutare gli enti  locali,
  che  in  buona parte sono in difficoltà, mentre vedo che da  questo
  articolo  l'obiettivo è fondamentalmente quello di  portare  avanti
  un'operazione di strozzinaggio. Uno strozzinaggio legalizzato,  che
  prevedrebbe  una riduzione delle risorse, una riduzione  del  fondo
  per  i  Comuni stessi, e questo credo che non solo sia illegittimo,
  dal  punto  di  vista dell'impostazione proprio normativa,  ma  sia
  assolutamente   ingiusto  per  le  motivazioni   che   sono   state
  rappresentate anche dai colleghi che mi hanno preceduto e che hanno
  avanzato delle ipotesi di modifica di questo articolo.
   È  una  gestione negligente, irresponsabile e sulla quale non  può
  rimanerne  fuori, dal punto di vista della responsabilità politica,
  il  Governo  della  Regione quando parliamo di Siciliacque,  quando
  parliamo dei rapporti con EAS.
   Guardate  che  il  quadro  che  sta  emergendo,  relativamente  ai
  disservizi che sono emersi sulla fornitura della gestione idrica in
  Sicilia,  è  assolutamente inquietante. E l'intervento  degli  enti
  locali  che ha permesso, lungamente, durante questi anni di coprire
  le  carenze,  da parte di Siciliacque è sotto gli occhi  di  tutti,
  quindi, non si può ragionare con due metri e con due misure.
   Allora,  da questo punto di vista, anche nell'ottica di  valutare,
  assessore  Dagnino, quella che è la logica di questo articolo,  noi
  riteniamo  che  sia  da  rivedere, complessivamente,  l'impianto  e
  prevedere  un  taglio dei trasferimenti agli enti locali  siciliani
  che  sono  interessati, quelli di Trapani e quelli  di  Messina,  è
  assolutamente  ingiusto  anche  alla  luce  di  un  calcolo   della
  tariffazione  che Arera ha, più volte, certificato  essere  la  più
  alta d'Italia.
   Quindi,  è  evidente  che  noi dobbiamo andare  in  una  direzione
  diversa,  specialmente quando si tratta di risorse  idriche   E  lo
  dico  oggi, anche a seguito di un articolo di giornale - Presidente
  dell'Assemblea  -  che è oltremodo inquietante,  in  cui  parla  di
  perdite  di  risorse  di  fondi del Piano nazionale  di  ripresa  e
  resilienza  -  18  milioni di euro - che sarebbero stati  destinati
  alla  riqualificazione  delle  reti  idriche,  della  provincia  di
  Catania,  che  andrebbero persi rispetto a quanto  ci  dichiara  la
  Direzione  generale delle dighe, la SIE (Servizi Idrici Etnei)  non
  sarebbe  stata  nelle condizioni di pianificare la progettazione  e
  quindi,  poi,  la  messa  a terra di questa importante  misura  che
  prevedrebbe,  appunto,  la riqualificazione delle  nostre  condotte
  idriche.
   Allora,  alla  luce  di  questo, se ne evidenzia  fondamentalmente
  cosa?  Un'assenza  di  regia, un'assenza di attenzione  rispetto  a
  quella  che  è la materia prima della quale noi dovremmo,  diciamo,
  garantire   la   fruibilità  a  tutti   i   siciliani   e   quindi,
  quest'articolo  che  il Governo ci propone  noi  lo  rimandiamo  al
  mittente  Il Partito Democratico, insieme ad altre forze politiche,
  è  nella  volontà  di  procedere affinché  si  valutino  le  nostre
  proposte emendative in tal senso e chiediamo all'assessore  Dagnino
  e all'assessore al ramo che, da questo punto di vista, ci dicano la
  loro  opinione, ci dicano se andiamo nella stessa direzione, se  lo
  strabismo che è stato portato avanti fino ad oggi nei rapporti  con
  gli  enti  locali siciliani, in questo caso interessati, intendano,
  ecco,  concretizzarlo,  ovvero  se c'è  un'apertura  rispetto  alla
  proposta   emendativa,  se  c'è  una  volontà  di  dare   copertura
  all'emendamento che viene proposto dal Partito Democratico,  che  è
  il  16.19;  diversamente, poi, le strategie  d'Aula  le  decideremo
  insieme  a  tutte  le  forze  politiche perché  riteniamo  che  sia
  assolutamente  ingiusto ed iniquo portare avanti  questo  articolo,
  così com'è determinato ad oggi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Sì,  Presidente,  ogni  volta  che  affrontiamo   queste
  tematiche, sembra che diventi la guerra tra poveri, però  purtroppo
  le esigenze della nostra regione sono tante.
   Io  porto il problema in Assemblea, mi sono permesso di portare il
  problema  che  già  ha  evidenziato  l'onorevole  Abbate,  nel  suo
  intervento, di Iblea Acque. Non per ribadire quello che è già stato
  detto, ma solo per sottolineare che nel 2022 i dodici comuni  della
  provincia  di Ragusa hanno fatto una scelta, secondo me, ammirevole
  e  doverosa,  cioè  quella di costituire  una  società  a  capitale
  interamente pubblica, i cui unici soci sono proprio i dodici comuni
  della  provincia;  hanno messo un capitale sociale,  evidentemente,
  solo  irrisorio  di 100 mila euro e la società ha iniziato  la  sua
  attività, evidentemente, facendosi finanziare dai soci, dai comuni,
  che ad oggi sono arrivati ad aver finanziato oltre 12 milioni.
   Finalmente,   nell'ultimo  anno,  la  società  ha  cominciato   ad
  incassare e quindi ad avere un certo attivo, per cui si è fiduciosi
  per  il futuro, però vi è il problema immediato che siccome saremmo
  nel   terzo   anno  consecutivo  di  perdita,  se  non   ripianiamo
  parzialmente  le  perdite  la  società  dovrebbe  essere  posta  in
  liquidazione  con  il  rischio, io lo dico  chiaramente,  che  alla
  società  a  capitale interamente pubblico si sostituisca un'azienda
  privata,  una società privata che evidentemente avrà solo lo  scopo
  di lucrare.
   Allora dobbiamo evitare questo. I comuni avevano anche pensato  di
  rimediare  come?  Facendo  l'aumento  di  capitale  attraverso  una
  riduzione dei crediti da incassare da Iblea Acque. Purtroppo questo
  non  è  possibile perché su dodici comuni cinque sono in  stato  di
  dissesto  finanziario e quindi non è possibile nemmeno procedere  a
  questa operazione.
   Per  cui  la Regione credo che sia uno di quei casi in cui  debba,
  non possa, debba intervenire per istituire un fondo perequativo.
   Noi abbiamo chiesto 10 milioni, il debito complessivo è di 12,  ma
  noi  ne  abbiamo chiesti 10; se non possono essere  10  il  Governo
  stanzierà quello che è possibile in questo momento, con l'impegno -
  da qui a qualche mese - di ritornare sull'argomento per rimpinguare
  questo  fondo di Iblea Acque che, ripeto, finalmente da  quest'anno
  si  è  messa  in  moto,  ha  cominciato a  riscuotere  i  canoni  e
  quant'altro,  affinché  possa  nel  giro  di  dieci  anni,  abbiamo
  chiesto, restituire le somme che il Governo possa anticipare.
   Allora  questa  manovra  significa salvare  la  gestione  pubblica
  dell'acqua  in provincia di Ragusa ed evitare che invece  succedano
  le   azioni   devastanti  che  alcune  società  private   di   pure
  speculazioni hanno effettuato nelle altre province e delle quali ci
  dobbiamo occupare ad ogni finanziaria.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Sì, Presidente, io faccio un brevissimo
  intervento  in  ordine  a  questa  materia,  la  norma  che  è   in
  discussione,   perché  esprimo  certamente  un  apprezzamento   per
  l'approccio che il Governo ha avuto riguardo a tematiche che  hanno
  acuito  problemi  atavici e che, voglio dire,  non  possono  sempre
  ricadere  sulla Regione. E l'approccio, credo, del Governo  sia  di
  responsabilità  e di responsabilizzare quei comuni  che  in  questi
  anni  sono  stati  morosi  rispetto  agli  ambiti  territoriali  di
  gestione  del  servizio  idrico. Ma voglio  anche  sottolineare,  e
  questo,  come dire, è l'emendamento che abbiamo presentato  insieme
  all'onorevole  Assenza, ne vedo anche uno  di  segno  quasi  uguale
  dell'onorevole  Abbate, che sulla società Iblea Acque,  che  è  una
  società  in  house  di nuova costituzione del 18 maggio  2022,  noi
  chiediamo  un  supporto, un sostegno che consenta  di  rimediare  a
  problemi di liquidità e di cassa che oggi questa società ha e  che,
  voglio dire, l'istituzione di un fondo perequativo, ancor meglio di
  un'anticipazione può essere, come dire, un segnale  di  buon  senso
  rispetto  appunto ad una realtà che è a partecipazione  interamente
  pubblica,  che  diventa  gestore del servizio  idrico  integrato  e
  gestore unico, necessita di quella iniezione di partenza e  di  una
  prima  fase  di  step  che  le serve per svolgere  quanto  meno  le
  attività ordinarie.
   Quindi  io  chiedo  al  Governo, e mi unisco  anche  al  coro  dei
  colleghi Assenza e Abbate, un segnale di sensibilità verso la Iblea
  Acque  al  pari di quanto fatto per le società che sono previste  e
  inserite già nel testo di legge.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno.  Signor Presidente, approfitto anche del fatto che
  c'è  il Presidente del Parlamento e al Governo io ribadisco la  mia
  richiesta di accantonamento di questo articolo perché, come  già  è
  stato   messo  in  evidenza,  abbiamo  delle  situazioni  in  varie
  province,  ed  è  giusto affrontare anche quella  di  Ragusa,  come
  d'altronde siamo nello stesso quadro giuridico di Agrigento  e  per
  quella che è la situazione già messa in evidenza delle province  di
  Trapani e di Messina, danno già un senso ben chiaro di quello che è
  l'orientamento di questo Parlamento.
   Partiamo  anche dal presupposto che ci troviamo di  fronte  a  due
  fattispecie  diverse,  perché  siamo  di  fronte  a  un   eventuale
  contributo  da  dare  ai  Comuni, rispetto a un'anticipazione  alle
  province di Agrigento e di Ragusa.
   Quindi,  nel  ribadire,  Presidente, la nostra  richiesta,  questo
  diventa anche necessario per poter fare una riscrittura complessiva
  che contemperi tutte le varie esigenze.

   PRESIDENTE. Ho capito, onorevole De Luca.
   Io  la  cosa che farò è che darò l'opportunità a tutti i  colleghi
  che   si  sono  iscritti  nella  discussione  dell'articolo  e  poi
  valuteremo la sua richiesta col Governo.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole La Vardera e poi ho  altri  tre
  iscritti e chiudo la discussione sull'articolo.

   LA  VARDERA.  Presidente,  sull'articolo  16  bisogna  aprire  una
  discussione seria su quello che sta accadendo, in modo specifico in
  provincia   di  Agrigento,  e  con  questo  intervento   dimostrerò
  all'assessore  Dagnino che è desaparecidos, se n'è  andato,  prendo
  atto   del fatto che mentre parliamo di discussione generale  e  di
  bilancio  evidentemente gli assessori non ci sono, ma  siccome  c'è
  anche  l'assessore competente, quindi su acqua e  rifiuti,  parlerò
  con  l'assessore che mi starà sicuramente ascoltando e vi dimostro,
  perché c'è una querelle in corso con AICA e il suo Assessorato, che
  è  una  querelle  incredibile. Perché? A questo  punto,  su  questo
  prestito  che noi stiamo dando ad AICA e quindi stiamo cercando  in
  qualche modo di aiutare una società a risanare i propri debiti, c'è
  un  grande paradosso e io non posso non parlare di un argomento che
  da anni ci ha trasformato nella barzelletta del mondo. Siamo usciti
  su  tutti i giornali perché ad Agrigento non c'è acqua, lo sappiamo
  tutti.
   Allora, qual è la questione? Noi cosa facciamo? Siciliacque, che è
  un  ente - che ricordo a quest'Aula,  che non ha bisogno che glielo
  possa  ricordare  io - partecipato per il 75 per cento  di  società
  persino  cinesi,   dentro Siciliacque c'è un fondo  che  si  chiama
  "BlackRock"  degli  americani e quindi i soldi  che  noi  diamo  in
  questo   fondo   di  BlackRock  da  una  parte,   e   dei   cinesi,
  inevitabilmente  fanno  sì che in qualche modo  gli  interessi  non
  possano  essere  squisitamente  pubblici,  quindi  degli  interessi
  ovviamente  dei  siciliani perché c'è  un  fondo  che  non  ha  gli
  interessi  squisitamente dei siciliani, mentre Italgas -  ecco  che
  qua  c'è il capolavoro, un colpo da maestro - il prestito serve  in
  parte a ripagare i debiti che AICA ha con Siciliacque: e qua sta il
  genio  di  Schifani,  che mi rendo conto che se  non  avesse  fatto
  politica, avrebbe potuto essere un grande aziendalista. Ma  bisogna
  capirlo  perché  il passaggio non è semplice. Siciliacque,  società
  partecipata  dal  settantacinque  per  cento  da  Italgas   e   dal
  venticinque per cento dalla Regione siciliana, gestisce  i  servizi
  idrici  in  tutta  la regione. La cosa assurda  di  questa  storia,
  assessore, che poi finisce nei portafogli dei cittadini e di  tutti
  noi, è che è uno dei tanti pozzi da dove prende l'acqua Siciliacque
  è  il  Favara  Burgio.  Pozzi  che si  trovano  nel  territorio  di
  Agrigento e che quindi quando l'acqua da Aica, e che danno  l'acqua
  ad  Aica, voi li definite di sovrambito, siccome sono di sovrambito
  in  quanto evidentemente c'è un problema. Ma Aica più volte  vi  ha
  mandato   le  prove  che  quel  pozzo  di  Favara  Burgio   rientra
  nell'ambito  territoriale   e quindi  il  capolavoro  qual  è?  Che
  Siciliacque  ruba l'acqua dei siciliani ad Aica ma a sua  volta  la
  rivende  con prezzi triplicati. Noi favoriamo in questa partita  il
  privato,  perché  ricordo  a  tutti che  Siciliacque  è  un  pezzo,
  attraverso  Italgas  di privato, lo ridiamo  ad  AICA,  paghiamo  i
  debiti  con  un  prestito  e, incredibilmente,  in  questa  partita
  dimostriamo  che  il  Governo, in materia di acqua,  predilige  gli
  interessi  dei  privati,  dei cinesi, di BlackRock,  rispetto  agli
  interessi  oggettivi   Quindi è chiaro  che  questo  prestito,  per
  quanto  ci  riguarda,  non  è  utile, non  risolve  il  problema  e
  paradossalmente  dà  dei  soldi a  dei  privati  con  i  soldi  dei
  siciliani, soprattutto in tema di acqua.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
   Colleghi,  non  mi  chiedete nuovamente di intervenire  perché  in
  discussione generale si interviene una sola volta.
   Prego, onorevole Campo.

   CAMPO.  Presidente  di Paola, Governo, colleghi deputati,  allora,
  questo  è  un articolo dove ci sono molti emendamenti dei  colleghi
  che  mostra,  da  parte del Governo, se c'è una chiara  volontà  di
  aiutare tutti quei territori che hanno delle questioni sospese  con
  la  gestione  dell'acqua,  in  particolare  intervengo  a  supporto
  dell'emendamento del collega Assenza perché, a Ragusa, penso si sia
  verificato un caso virtuoso, cioè quello della costituzione di  una
  società in house, quindi una gestione pubblica dell'acqua,  dove  i
  dodici  comuni iblei sono intervenuti. E' chiaro che è  impensabile
  che  una  società  di  nuova costituzione  possa  partire  con  dei
  prestiti  in conto capitale dei comuni, senza avere poi  dei  costi
  effettivi,  perché bisogna, sicuramente, cercare degli  uffici  non
  soltanto  nel  capoluogo di provincia ma anche negli  altri  comuni
  bisogna assumere personale.
   Quindi,  penso,  abbiamo tanti comuni in dissesto, come  sappiamo,
  all'interno  della  provincia iblea e penso che  sia  importante  e
  doveroso  supportare  la società Iblea Acque in  maniera  tale  che
  possa  sgravare i suoi debiti con i comuni quanto prima  anche  per
  evitare che le bollette dei cittadini possano aumentare.
   Pertanto,  per mantenere un servizio efficiente, con degli  uffici
  aperti in tutti i comuni della provincia, perché noi abbiamo  anche
  delle  recriminazioni da parte dei cittadini dove  ci  sono  uffici
  che,  non  avendo  personale, sono aperti soltanto  poche  ore,  un
  giorno  solo  alla settimana, quindi per evitare  che  aumentino  i
  costi  dell'acqua  in provincia e che gli uffici siano  efficienti,
  abbiano  il  giusto personale per dare risposte ai cittadini  penso
  che sia fondamentale che il Governo si assuma la responsabilità  di
  trovare le somme per far passare questi emendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Spada.   È
  registrato? No? L'onorevole Chinnici? Avevo scambiato...
   È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.   Signor  Presidente,  allora,  questo  articolo  16   è
  sicuramente  un  articolo molto delicato io  ringrazio  i  colleghi
  Ciminnisi, Safina, ma terremo sicuramente conto anche di  tutte  le
  istanze  che  sono venute dai colleghi del centrodestra  perché  il
  problema, cioè, che sia l'acqua un problema ancora in Sicilia  dopo
  decenni è veramente incredibile.
   Noi  veniamo  da mesi allucinanti dove nei giornali  nazionali  ci
  sono  stati titoli che hanno parlato di guerra fra poveri; se penso
  a  tutto  quello che è accaduto l'anno scorso di questi  tempi  fra
  Caltanissetta, Enna, l'Ancipa e tutte le battaglie che  sono  state
  fatte  e  che  rischiano  però di mettere,  addirittura,  provincia
  contro provincia per i problemi di siccità che ci attanagliano.
   Come  al  solito, il problema relativo all'acqua  non  può  essere
  risolto semplicemente con un articolo e basta o con il ricorso a un
  pezzo  o  a  un  altro, ma il problema è complesso  e  come  sempre
  bisogna dare risposte complesse.
   Se penso alla città di Palermo, sappiamo benissimo, ma non solo  a
  Palermo,  che il problema è relativo alle condutture, alla vetustà,
  all'obsolescenza  di un sistema di condutture  che  fa  perdere  il
  cinquanta  per cento di acqua, appunto, nel passaggio. Ancora  dopo
  tanti anni e dopo tanti soldi che vengono sperperati, davvero grida
  vendetta il fatto che, in Sicilia, paghiamo il servizio più alto di
  acqua e non abbiamo l'acqua, ancora. È veramente incredibile.  Così
  come paghiamo la tassa dei rifiuti fra le più alte - la TARI -  fra
  le più alte d'Italia e abbiamo il servizio peggiore
   Ecco  crediamo che questa maggioranza e questo Governo  dovrebbero
  focalizzarsi  appunto su due, tre, quattro, questioni  fondamentali
  che  sembrano sempre emergenze irrisolte, quando parliamo di acqua,
  parliamo di sanità, parliamo di rifiuti, a quello bisogna mirare: a
  risolvere   i   problemi  in  maniera  sistemica  non   presentando
  finanziarie ipertrofiche dove ci si perde in mille rivoli  e  mille
  articoli  e si perde il senso e la bussola delle priorità.  L'acqua
  come  bene  pubblico  e prezioso, è ovviamente la  nostra  priorità
  quindi il lavoro, anche di riscrittura, che si sta facendo, tenendo
  conto  anche di quello che è stato detto, ovviamente, dai  colleghi
  della maggioranza è un lavoro prezioso ma, ovviamente, è un passo.
   Sappiamo che ci sono in questa Regione tantissimi movimenti che si
  occupano di acque, di acqua pubblica, da decenni, e che non vengono
  ascoltati; auspichiamo da parte del Governo che si faccia anche  un
  passo  avanti nell'ascolto di tutte le istanze e dei movimenti  che
  da tanti anni si occupano di acqua pubblica. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
   È l'ultimo intervento, poi darò la parola all'Assessore Colianni.

   PACE.  Grazie,  Presidente, io mi scuso con  i  colleghi  se  sono
  arrivato  tardi  stamattina,  ma  nonostante  avevo  altri  impegni
  altrettanto seri, in quel caso familiari, il dovere chiama.
   Il  Gruppo parlamentare a cui appartengo ci teneva oggi  alla  mia
  presenza  perché  si era impegnato in tal senso con  il  presidente
  Schifani e seppure in ritardo sono presente.
   Come  sapete, dal 4 novembre, per le vicende che mi hanno visto  e
  mi  vedono coinvolto nonostante io da quel 4 novembre avrei  potuto
  continuare  a  fare la vita che avevo fatto prima,  frequentare  il
  Parlamento,  frequentare la mia segreteria;  dal  4  novembre  sono
  rimasto  a  casa. L'unico viaggio che facevo era alle 7.30  -  come
  faccio  tutte  le  mattine  - andare a trovare  mia  mamma,  che  è
  anziana,  sono ritornato a casa ho indossato la tuta, l'ho cambiata
  durante quei giorni e fino all'8 dicembre, nonostante il 3 dicembre
  ci fosse una decisione a me favorevole.
   La  mia  non  presenza in questo Parlamento, né nelle Commissioni,
  era una forma di rispetto nei confronti del presidente Schifani  in
  primis,  nei confronti del Governo e soprattutto nei confronti  dei
  colleghi parlamentari.
   La  mia  assenza - chiaramente anche all'interno del Gruppo  -  ha
  delegato  all'intero  Gruppo  e, nella  fattispecie,  all'onorevole
  Abbate, in qualità di Vice Capogruppo, non soltanto il dialogo  con
  il presidente Schifani e con il Governo ma anche il rapporto fra  i
  colleghi parlamentari.
   Ho  voluto  dire  tutto ciò perché avete visto le mie  firme  come
  primo  firmatario  in tutti gli emendamenti che riguardano  il  mio
  Gruppo  politico, ma soltanto per una questione di forma e  non  mi
  vergogno  a  dire  che  io di questa finanziaria  non  conosco  una
  parola,  non ho partecipato né alla stesura, né alla concertazione,
  né  alle  trattative, né ho partecipato a stilare alcun emendamento
  del mio Gruppo politico.
   Ribadisco,  non l'ho voluto fare per evitare di creare  imbarazzi,
  avrei  potuto farlo e la legge me lo avrebbe consentito, ma siccome
  in  Parlamento  oltre ad essere colleghi siamo amici l'ultima  cosa
  che  avrei voluto fare era creare un imbarazzo a qualche mio amico.
  E,  a  scanso di equivoci, non cambio opinione se qualche messaggio
  non  è  arrivato,  così come non cambio opinione se  leggo  qualche
  post, qualche articolo scomodo che mi riguarda; si va avanti.
   Ho  voluto fare questa precisazione perché durante il viaggio  del
  mio  ritardo  mattutino, sono stato raggiunto da due sindaci  della
  provincia   di  Agrigento,  accusandomi  di  essere   stato   primo
  firmatario  di  un  emendamento che avrebbe  sottratto  somme  alla
  vicenda  annosa  dell'AICA di Agrigento, che penso  sarà  uguale  a
  quella  della  provincia di Trapani, a quella  della  provincia  di
  Messina  ed  a  quella  della provincia di  Ragusa  e  delle  altre
  province. L'accusa che mi hanno fatto i due sindaci è che io  sarei
  stato primo firmatario di un emendamento che vorrebbe decurtare  un
  importo  da  dieci a cinque milioni per la provincia di  Agrigento,
  per portarla ad un'altra provincia a me molto cara, non fosse altro
  che  non  soltanto il mio collega che non soltanto il  mio  collega
  Ignazio  Abbate  e  gli altri colleghi, ma con Ignazio  abbiamo  un
  rapporto  di  fratellanza  e mai mi permetterei  di  fare  qualcosa
  contro  la  sua  provincia, la famosa contea di Modica  e  dintorni
  nella  provincia di Ragusa, ho spiegato ai due sindaci al  telefono
  "guarda che io dal 4 di novembre non sono mai uscito di casa  e  se
  c'è un emendamento a mia firma è soltanto una questione formale più
  che sostanziale perché sarà l'ennesimo emendamento del Gruppo della
  Democrazia Cristiana che non conosco".
   Pertanto, mi rivolgo al Governo - non vedo l'assessore Dagnino  -,
  sono  qua per ribadire le buone ragioni della provincia di Trapani,
  della provincia di Messina e soprattutto della provincia di Ragusa,
  sottolineo a me molto cara, non sono d'accordo se per privilegiare,
  soddisfare  o comunque tentare di lenire i danni che sono  capitati
  in  queste  province  dobbiamo utilizzare un  emendamento  che  non
  conosco  per sottrarre somme alla mia provincia perché  non  me  lo
  potrei  nemmeno  permettere nonostante non abbia partecipato  negli
  ultimi 50 giorni alla vita politica.
   Quindi  invito  il  Governo  a fare una  riscrittura,  l'ennesima,
  perché   ho  ascoltato  soltanto  riscrittura,  riscrittura,   sarà
  ricordata come la finanziaria delle riscritture. Invito a  fare  la
  ri-ri-riscrittura anche di questo articolo, non togliendo  soldi  a
  Ragusa,  non togliendo soldi a Trapani, men che meno a Messina  che
  comincia a diventare anche me cara ma, soprattutto, visto che c'era
  un  articolo  del  Governo di lasciare intonse  la  previsione  del
  Governo  per  cui c'era non un impegno mio, c'era  un  impegno  del
  Presidente della Regione con il Presidente di AICA della  provincia
  di Agrigento ed era stato cotanto anche pubblicizzato attraverso  i
  social. Grazie, in anticipo al Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Pace.  Adesso  faccio  intervenire
  l'Assessore. Al Governo dico, ci sono state più richieste da  parte
  dei  deputati  di  opposizione  e  di  maggioranza  di  accantonare
  l'articolo  quindi, Assessore, come Governo, valutate  pure  questa
  proposta che è venuta da più deputati. Prego, Assessore.

   COLIANNI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.   Grazie,  Presidente.  Credo  che  questo  tema   signori
  parlamentari, deputati e Presidente debba essere affrontato su  due
  punti  di vista: uno, certamente, sul quadro frammentario che  oggi
  ci  troviamo all'interno della Regione siciliana. Vedete la Regione
  siciliana è una delle poche regioni italiane ormai rimaste  che  ha
  un quadro con 9 ATI, quasi tutti gli ambiti regionali italiani sono
  ambiti  unici e questo quadro, probabilmente, in tutti questi  anni
  di frammentarietà non ha certamente aiutato.
   Comprendo  che  ogni  parlamentare  regionale  rivendichi  per  il
  proprio   territorio   storture,   inefficienze   piuttosto    che,
  ovviamente, miglioramenti, è comprensibilissimo. Potrei dire  sulle
  province di Enna e Caltanissetta, onorevoli, di questi collegi  che
  paghiamo  l'acqua più cara di Sicilia, la paghiamo perché ci  siamo
  caricati gli investimenti, quasi tutti gli investimenti.
   E  vorrei  dire anche all'appassionato intervento che  ho  sentito
  dell'onorevole  Safina  che ci carichiamo tutte  le  ATI  siciliane
  anche  parte  di quegli introiti che non provengono da  Trapani;  è
  giusto dire anche questo.
   E  come  troviamo allora una soluzione tra tanti  punti  di  vista
  diversi?  A gennaio, signor Presidente, presenterò una riforma  del
  settore   idrico,   ringrazio  tra  l'altro  e  lo   faccio   anche
  pubblicamente il direttore generale dell'ambito idrico toscano  che
  ha   accettato   di   essere  nostro  consulente  all'interno   del
  Dipartimento regionale, perché probabilmente quell'ambito è uno dei
  migliori  d'Italia e perché è giusto che coloro  i  quali  oggi  in
  Italia rappresentano certamente delle politiche idriche importanti,
  possano  sostenerci  anche in una scrittura di  una  norma  che  il
  Governo  entro  gennaio  sarà  pronto a  presentare  al  Parlamento
  confrontandosi.
   E  poi, come si risolvono le perdite idriche? Perché poi, dobbiamo
  anche  trovare  delle soluzioni empiriche, ma  io  ritengo  che  le
  uniche  soluzioni  siano la messa in campo degli investimenti,  non
  trovo  altre  soluzioni, voglio dire, teoriche, e su questo  vorrei
  dire  due  parole,  perché in queste settimane, signor  Presidente,
  abbiamo  messo  in  campo circa 70 milioni di euro  di  fondi  FSC,
  ricordo  quello  più grande di 37 milioni di euro e  settecentomila
  euro,  proprio  alla  città di Agrigento  e  a  tanti  comuni,  del
  messinese, del siracusano e quant'atro.
   E  voglio  ringraziare  pubblicamente anche il  mio  predecessore,
  l'onorevole Di Mauro, per aver pubblicato per la prima volta  nella
  storia di questo Assessorato, la misura 2.5.1. Questa misura è  una
  misura  del  FESR,  di  circa 200 milioni di euro,  sulle  condotte
  idriche,  sui  depuratori e sui sistemi fognari  che  metteremo  in
  campo  entro  la  fine  di  febbraio  e  l'inizio  di  marzo,   che
  rappresenta  certamente, un dato che darà  un  sostegno  importante
  alle ATI.
   E  voglio  fare  anche  un complimento alle  ATI,  che  anche  voi
  rappresentate.  Vedete, in quel in quell'avviso da 200  milioni  di
  euro  abbiamo,  un overbooking di altri 200 milioni  di  euro.  Ciò
  significa  che  in questo, le ATI stanno facendo un buon  lavoro  e
  cercheremo certamente di sostenerle.
   Andiamo nel merito di questo provvedimento e perché nasce...

                           (Brusìo in Aula)

   Presidente, però c'è un po'di brusìo, se per favore

   PRESIDENTE.  Colleghi,  l'Assessore sta intervenendo,  siccome  ci
  sono  stati  più  interventi  da parte dei  colleghi,  quanto  meno
  ascoltate la replica dell'Assessore. Prego, Assessore

   COLIANNI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Io ho apprezzato l'intervento dell'onorevole De Luca,  che
  è  anche  stato onesto intellettualmente, e sarà la prima cosa  che
  farò  da gennaio, di recarmi proprio a Messina per parlare con  gli
  amministratori  locali di quel territorio, in  cui,  onorevole,  ho
  trovato un confronto dialettico in cui emergono tante diversità,  e
  non  è solamente il caso di Messina, è il caso di tutte le province
  in cui le ATI sono rappresentate da sindaci, in cui ogni sindaco ha
  un punto di vista diverso.
   Ma  è  la  norma  nazionale che dà i sindaci la potestà  esclusiva
  delle  politiche  idriche, gli indirizzi politici  delle  politiche
  idriche e molto spesso in determinati territori assistiamo,  voglio
  dire  a  dei confronti che poi paralizzano l'azione e la governance
  di quei territori...

   DE LUCA Cateno. La Barresi la fa da padrona  Basta

   COLIANNI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Finisco,  onorevole,  non  è  una  critica,  sto  dicendo
  un'altra cosa. Le ho detto prima che il primo atto che farò proprio
  rispetto...

      (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Cateno)

   Onorevole, però mi lasci completare.

   PRESIDENTE. Assessore, si rivolga sempre alla Presidenza.

   COLIANNI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo venia Presidente, Mi rivolgo a lei.
   Proprio per questo, signor Presidente, come ho detto poc'anzi,  mi
  recherò  nel  territorio di Messina per comprendere  quali  possano
  essere le soluzioni dopo che, ovviamente, l'onorevole De Luca saprà
  che in quell'ambito c'è stata una gara deserta, rispetto al modello
  di governance che era stato scelto.
   Andando al tema, cari deputati, il Governo è aperto ovviamente,  a
  una   riscrittura  del  testo,  e  quindi  si  dichiara  favorevole
  ovviamente,  al confronto con le forze politiche e con  i  deputati
  che   hanno   richiesto  una  riscrittura  e  proprio  sul   punto,
  l'Assessore  per  l'economia bilancio, credo  che  ce  l'abbia  già
  pronta e possa certamente enunciarla. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore, c'è pure l'intervento dell'Assessore
  Dagnino.
   Prima  che  intervenga, assessore Dagnino, io in  questo  momento,
  come  Presidenza, da quello che ho capito il Governo mi ha chiesto:
  la riscrittura dell'articolo 16, la riscrittura dell'articolo 8, la
  riscrittura dell'articolo 15, ma ad oggi qui la Presidenza  non  ha
  le riscritture.
   Quindi,  se non abbiamo le riscritture non le possiamo valutare  e
  non possiamo votare. Prego, assessore Dagnino.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Ci stiamo lavorando,  abbiamo
  quasi  pronta la riscrittura dell'articolo 16, volevo però fare  un
  annuncio in Aula, per verificare se vi fosse il consenso più  ampio
  possibile.
   Presenteremo,  stiamo  completando l'ipotesi  di  riscrittura  che
  mantiene  i  dieci  su Agrigento, stabilisce 4  milioni,  sempre  a
  titolo  di anticipazione per Iblea Acque, e un milione e mezzo  per
  la  vicenda che riguarda Messina. Per Trapani rimane quello che era
  già stato stabilito, un milione e mezzo per Messina.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Assessore,  cioè lei mi sta chiedendo  di  sospendere
  quindi la seduta in attesa poi delle riscritture.

                          (Subbuglio in Aula)

   Colleghi,  chi è intervenuto già in discussione generale  non  può
  intervenire nuovamente, perché l'Assessore interviene per replica.

                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Sunseri, sull'ordine  dei  lavori  c'è  già
  stata  una  richiesta  di  accantonamento, c'è  un'altra  richiesta
  sull'ordine   dei  lavori?  Onorevole  Sunseri,  se  c'è   un'altra
  richiesta sull'ordine dei lavori la faccio intervenire. Prego.

   SUNSERI.  Grazie  Presidente, ma guardi  semplicemente  perché  ho
  ascoltato tutti i colleghi con grande pazienza e attenzione. E'  da
  tre  giorni  che sentiamo di stralci, dal primo giorno parliamo  di
  stralci,  da ogni giorno di riscrittura, addirittura il  Capogruppo
  della   DC  ha  detto  che  la  chiameremo  la  finanziaria   delle
  riscritture,  quindi  la  maggioranza che  dice  al  Governo  state
  riscrivendo tutte le norme che avete già scritto.
   Ora  l'Assessore ha annunciato non una riscrittura, ha  annunciato
  emendamenti  aggiuntivi all'articolo, perché  l'articolo  parla  di
  Agrigento  e Trapani e qui abbiamo sentito Ragusa, Siracusa,  altre
  province.  La  riscrittura  è riscrivere  con  le  forze  politiche
  affinché  l'emendamento  possa trovare accoglimento  in  Aula,  non
  significa aggiungere roba e risorse a un articolo che non  è  stato
  neanche  enunciato dall'Assessore, cioè l'Assessore ha parlato  per
  14 minuti, di cui 13 minuti di altro, un minuto dell'articolo senza
  dire  cosa  andare  a  fare. Non funziona così  Presidente,  perché
  altrimenti lei deve mettere in votazione l'articolo e si vota comma
  per comma, così come emendato dai deputati. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, se ha visto anche sull'articolo  22
  il  Governo  ha  presentato un emendamento  che  la  Presidenza  ha
  valutato  come  aggiuntivo è non è stato distribuito,  cioè  non  è
  stato poi alla fine accolto.
   Vediamo adesso l'emendamento che il Governo sta preparando,  se  è
  una riscrittura, se è un aggiuntivo, lo valuteremo ed eventualmente
  o  proseguiamo  con  la  votazione dell'eventuale  riscrittura  del
  Governo   o   proseguiamo  con  la  votazione   degli   emendamenti
  all'articolo. Va bene?

   SPADA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori,  non  sono
  intervenuto  prima sull'articolato, perché siccome  è  un  articolo
  particolare, delicato e su cui non possiamo nemmeno approcciarci in
  maniera leggera, chiedo la sospensione dell'Aula, in attesa di fare
  tutti  gli approfondimenti, la riaggiorniamo tra un'ora, tra un'ora
  e mezza, e ci rivediamo tutti qua.

   PRESIDENTE.  Onorevole Spada, il Governo sta depositando e  stiamo
  valutando la riscrittura, valutiamo intanto la riscrittura se è  un
  aggiuntivo, oppure

   SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Safina,  lei  è  già  intervenuto   sulla
  discussione generale, la faccio intervenire sull'ordine dei  lavori
  se è una proposta sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole.

   SAFINA.  Assolutamente sì, sono rispettoso del Regolamento. Se  il
  Governo presentasse una riscrittura, è chiaro che noi chiederemo un
  termine  congruo per potere fare i subemendamenti alla  riscrittura
  perché  la  riscrittura farebbe decadere tutti gli emendamenti  già
  presentati  e  dunque siccome il tema è delicato non possiamo  fare
  come si fa sempre di corsa.
   Il tema è molto delicato e, quindi, io chiedo che, nel caso in cui
  venisse realmente presentata questa riscrittura, ci venga assegnato
  un  termine  congruo  per poterla studiare  e  per  potere  fare  i
  subemendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Safina, questa sua proposta è una  proposta
  assolutamente legittima. Per questo vi ho detto, cerchiamo  intanto
  di  far depositare la riscrittura al Governo in maniera tale che la
  valutiamo  come Presidenza, dopodiché la carichiamo  a  tutti  come
  emendamento  fuori sacco , di modo tale che la possiate valutare ed
  eventualmente subemendare o proporre delle modifiche.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, anche lei sull'ordine  dei
  lavori?

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, semplicemente per  rassegnare  un
  messaggio  al  Governo  e,  anche suo  tramite  per  favore,  farlo
  pervenire all'assessore Dagnino. Qualora la riscrittura...

   PRESIDENTE.  L'Assessore Dagnino è qui un attimino  in  Presidenza
  che  sta depositando l'emendamento, onorevole De Luca, e quindi  la
  sta ascolta. Prego.

   DE  LUCA  Antonino.  Ecco,  se la riscrittura  dovesse  accogliere
  materia  aggiuntiva, io già annuncio, adesso, che chiederò il  voto
  segreto sull'abrogazione della riscrittura.
   Per  cui, se l'assessore Dagnino ha intenzione di infilare materia
  aggiuntiva, io già annuncio, adesso, che chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  visto che ci sono  stati  vari  interventi
  sull'ordine  dei  lavori e da parte di altri  colleghi  durante  la
  discussione  generale,  ascoltando il  Governo,  direi  considerato
  anche  che sono le ore 13.30, facciamo una pausa di un paio  d'ore,
  così   il   Governo  potrà  verificare  al  meglio  la  riscrittura
  dell'articolo 16 e poi riprenderemo con l'articolo 8  e  l'articolo
  15, in cui anche lì ci devono essere delle riscritture.
   L'Aula è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.24, è ripresa alle ore 16.01.)

   La seduta è ripresa.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  chiedo di prendere posto.  Durante  questa
  fase,  nonostante non ci sia ancora uno stralcio che è stato  fatto
  dalla  Presidenza, eviteremo di trattare tutti i temi ordinamentali
  e  microsettoriali, che semmai saranno oggetto di  una  valutazione
  successiva,  invece  che  adesso,  viste  e  considerate  le  tante
  riscritture, elaborazione di testi e quant'altro.
   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
     Destinazione oneri istruttori previsti in materia di energia

   1.  A  decorrere  dall'esercizio finanziario  2026,  l'Assessorato
  regionale  dell'energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità   è
  autorizzato  a  destinare, nel limite del cinquanta per  cento,  il
  gettito   proveniente  dai  contributi  di   cui   al   comma   110
  dell'articolo  1  della  legge  23  agosto  2004,  n.  239,  previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'Assessore
  regionale   per   l'energia  e  i  servizi  di  pubblica   utilità,
  prioritariamente ai fini del trattamento economico e di  formazione
  del  personale impegnato nello svolgimento delle relative  attività
  istruttorie ed ai fini del rafforzamento tecnico-amministrativo del
  Dipartimento regionale dell'energia.

   2.  A completamento delle attività di cui al comma l, i contributi
  di  cui al comma 110 dell'articolo l della legge 23 agosto 2004, n.
  239,   possono  essere  utilizzati,  previa  individuazione   delle
  rispettive quote determinate dalla deliberazione di cui al comma 1,
  anche per le seguenti attività inserite nel quadro degli interventi
  previsti dal Piano energetico ambientale regionale (PEARS):

   a) promozione di investimenti finalizzati alla ricerca scientifica
  e  giuridica in materia di fonti energetiche rinnovabili, risparmio
  ed efficientamento energetico e conseguente sviluppo;
   b)  opere  di  compensazione ambientale dei territori  interessati
  dagli insediamenti degli impianti;
   c)  riassetto  e  sviluppo socio-economico  dei  comuni  ove  sono
  ubicati gli impianti.

   3.  Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
  di pubblica utilità sono determinati i destinatari degli interventi
  di cui al presente articolo.».

   Ci  sono emendamenti soppressivi all'articolo 27, chiedo se  siano
  ritirati  o  meno. Onorevole De Luca sono mantenuti o ritirati  gli
  emendamenti?

   DE LUCA Cateno. Ritirati.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, i suoi sono mantenuti o ritirati?

   CATANZARO. Ritirati.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.17, a firma dell'onorevole
  Di Paola ed altri. Mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. C'è l'altro emendamento dell'onorevole Di  Paola,  che
  sarebbe l'emendamento 27.18. Ritirato.
   Non vi sono più emendamenti all'articolo 27.
   Pongo, dunque, in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 32. Ne do lettura:

                               «Art. 32.
              Fondo unico a gestione separata della CRIAS

   1.  Al  fine  di  sostenere  lo sviluppo delle  imprese  artigiane
  siciliane, l'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato, per
  l'esercizio  finanziario  2026,  a  trasferire  al  fondo  unico  a
  gestione  separata  istituito presso  la  Cassa  regionale  per  il
  credito  alle  imprese artigiane (CRIAS), di  cui  all'articolo  64
  della  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, risorse  pari  a  5.000
  migliaia di euro destinate agli interventi previsti in favore delle
  imprese  artigiane di cui all'articolo 16 della legge  regionale  6
  agosto  2009,  n.  9  e  successive  modificazioni  (Missione   14,
  Programma 1).».

   É  l'articolo  sul  fondo  unico. Ci sono  tutti  gli  emendamenti
  soppressivi   dell'onorevole  De  Luca  Antonio.   Onorevole   sono
  mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Cateno, i soppressivi sono mantenuti
  o ritirati?

   DE LUCA Cateno. Ritirati.

   PRESIDENTE. C'è un emendamento, il 32.7 dell'onorevole La Vardera.
   Non c'è l'onorevole La Vardera, quindi è decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 32.8, dell'onorevole Sunseri. Onorevole
  Sunseri  è  mantenuto o è ritirato? Onorevole De Luca, me  lo  dica
  lei. Non c'è l'onorevole Sunseri in questo momento.

   DE LUCA Antonino. Gli dia il tempo di arrivare.

   VARRICA. Se il Governo lo può valutare.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 32.8?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, l'emendamento 32.8 è mantenuto o  è
  ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Pongo  dunque  in  votazione  l'articolo  32.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
      Cofinanziamento di misure di mutualizzazione del rischio in
                              agricoltura

   1.  In  conformità  ed  entro  i limiti previsti  dall'ordinamento
  unionale   e  statale  la  Regione  sostiene  le  imprese  agricole
  nell'accesso  a  strumenti di gestione del rischio in  agricoltura,
  con  finalità  integrative delle misure previste  dall'articolo  1,
  commi  515  e  seguenti, della legge 30 dicembre  2021,  n.  234  e
  successive modificazioni, nonché per la mutualizzazione dei  rischi
  di   produzione  e  di  reddito  non  rientranti  nella  sfera   di
  applicazione della predetta norma. Il sostegno è concesso  per  una
  sola  annualità con obbligo dei beneficiari di rinnovare, con oneri
  a  proprio  carico,  il contratto assicurativo  almeno  per  l'anno
  successivo a quello di erogazione.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per ciascuno
  degli  esercizi  finanziari 2026, 2027 e 2028, la  spesa  di  4.000
  migliaia di euro (Missione 16, Programma 1).

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono  attivati  in
  conformità alle previsioni di cui al regolamento (UE) n.  2115/2021
  del  Parlamento europeo e del Consiglio europeo del 2 dicembre 2021
  e successive modificazioni.

   4.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per  l'agricoltura,  lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca mediterranea  sono  disciplinate  le
  modalità di attuazione del presente articolo.».

   Ci  sono  soltanto emendamenti soppressivi, pertanto  si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 38.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:.

                               «Art. 39.
             Stabilizzazione personale meccanizzazione ESA

   1. Al fine di garantire e implementare le attività di manutenzione
  del  territorio  e  delle infrastrutture rurali  di  competenza,  a
  decorrere  dall'anno  2026  l'Ente  di  sviluppo  agricolo,  previo
  espletamento  di  procedura  di  selezione  di  idoneità  fisica  e
  professionale  e nei limiti delle risorse stanziate  ai  sensi  del
  comma  2,  procede  alla trasformazione a tempo  indeterminato  del
  rapporto di lavoro dei soggetti di cui al comma 44 dell'articolo 14
  della   legge  regionale  25  maggio  2022,  n.  13  e   successive
  modificazioni.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  maggiore
  spesa di 2.114 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  e
  di  1.880 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027 cui  si
  provvede  a valere sulle disponibilità della Missione 16, Programma
  l, capitolo 147326.

   3.  Per  l'acquisto di beni e servizi per le finalità di cui  agli
  articoli  2  e  6  della legge regionale 3 luglio  1950,  n.  51  e
  successive  modificazioni, all'articolo 1 della legge regionale  31
  agosto  1998,  n. 16 e successive modificazioni, e  all'articolo  5
  della  legge  regionale 11 giugno 2014, n.  13,  è  autorizzata  la
  maggiore  spesa di 638 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
  finanziari 2026 e 2027 cui si provvede a valere sulle disponibilità
  della Missione 16, Programma l, capitolo 546401.

   4.  Per gli esercizi successivi la spesa complessiva a carico  del
  bilancio  della  Regione per il personale  di  cui  al  comma  1  è
  determinata  ai  sensi dell'articolo 38 del decreto legislativo  23
  giugno  2011,  n.  118 e successive modificazioni  nel  suo  limite
  massimo come di seguito individuato:
   - esercizio 2028: 7.665.438,00 euro;
   - esercizio 2029: 7.078.445,00 euro;
   - esercizio 2030: 6.215.220,00 euro;
   - esercizio 2031: 5.421.053,00 euro;
   - esercizio 2032: 4.316.125,00 euro;
   - esercizio 2033: 3.487.429,00 euro;
   - esercizio 2034: 2.900.436.00 euro;
   - esercizio 2035: 2.106.269,00 euro;
   - esercizio 2036: 1.519.276,00 euro;
   - esercizio 2037: 897.754,00 euro;
   - esercizio 2038: 517.935,00 euro;
   - esercizio 2039: 276.232,00 euro».

   C'è  un emendamento sostitutivo del Governo che è il 39.21.  Prima
  devo  chiedere   immagino che i soppressivi siano ritirati,  giusto
  onorevoli De Luca e Catanzaro? Ritirati.
     Chiedo  al  Governo,  assessore, se il  39.21  sia  mantenuto  o
  ritirato.
   Spiego  quello che stiamo facendo: stiamo andando,  così  come  ho
  detto  in apertura, a trattare tutti gli articoli che non  sono  né
  ordinamentali né microsettoriali. Questo qui non rappresenta né  un
  ordinamentale né microsettoriale.
   Siamo  all'emendamento 39.21, adesso do l'appunto al Governo degli
  articoli che tratteremo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

   DIPASQUALE. L'assessore ci spiega bene in cosa consiste?

   PRESIDENTE.  Assessore Sammartino, lo deve illustrare?  Assessore,
  prego.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 39.21
  sistema  la copertura economica per il 2028 che, erroneamente,  era
  scivolata nella versione in Commissione in un'altra annualità.  Non
  comporta  alcuna  modifica sostanziale  ma  si  riporta  lo  stesso
  stanziamento al 2028. E' un emendamento tecnico.

   PRESIDENTE.  E'  stata  esaustiva  la  risposta?  Possiamo  andare
  avanti?

   DIPASQUALE. Come sempre ci convince

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  39.21.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                               «Art. 41.
   Incremento dotazione finanziaria fondo unico a gestione separata
                              della CRIAS
                   per l'agricoltura e per la pesca

   1. Per le finalità di cui all'articolo 16 della legge regionale 14
      maggio 2009, n. 6 come modificato dall' articolo 5 della  legge
      regionale  24  novembre 2011, n. 25, il Dipartimento  regionale
      dell'agricoltura è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2026, a
      trasferire  alla  CRIAS risorse pari a 5.000 migliaia  di  euro
      (Missione 16, Programma 1)».

   Chiedo  se  i  soppressivi siano mantenuti o  ritirati.  Ritirati,
  benissimo.
   Votiamo  il mantenimento dell'articolo 41. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46
  Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 17 maggio 2016, n.
                                   8
      n materia di monitoraggio sui finanziamenti della politica
                         unitaria di coesione

   1.  Il  comma 9 dell'articolo 15 della legge regionale  17  maggio
  2016,  n.  8,  come modificato dal comma 1 dell'articolo  21  della
  legge regionale 9 maggio 2017, n. 8, è sostituito dal seguente:  9.
  Ai soggetti beneficiari, pubblici o privati, titolari di interventi
  finanziati  a  valere  sulle risorse dei programmi  della  politica
  unitaria  di  coesione inadempienti agli obblighi  di  monitoraggio
  fisico,  finanziario e procedurale disciplinati dalle  disposizioni
  normative  di  riferimento o dai provvedimenti  e  convenzioni  che
  concedono   il   finanziamento,   non   possono   essere   concessi
  finanziamenti  a valere sulle risorse dei programmi della  politica
  unitaria  di coesione finché persiste l'inadempimento dei  predetti
  obblighi.».

   Chiedo  se  i  soppressivi siano mantenuti o  ritirati.  Ritirati,
  benissimo.
   Votiamo  il mantenimento dell'articolo 46. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                               «Art. 48
                  Contributi in favore degli ecomusei

   1. Al fine di poter garantire contributi in favore degli ecomusei,
      riconosciuti ai sensi della legge regionale 2 luglio 2014, n. 16,
      viene erogato un contributo di 500 migliaia di euro per l'esercizio
      finanziario 2026 (Missione 5, Programma 2, capitolo 377913)».

   Chiedo  se i soppressivi siano mantenuti o ritirati. Onorevole  De
  Luca, onorevole Catanzaro? Ritirati, benissimo.
   Si  passa  all'emendamento 48.7, dell'onorevole  Venezia.  C'è  un
  invito al ritiro.

   VENEZIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo  48.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                               «Art. 49.
            Giornata della memoria dell'eruzione dell'Etna

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 13
  aprile  2022,  n.  8 e successive modificazioni è  autorizzata  per
  l'esercizio  finanziario  2026 la spesa di  200  migliaia  di  euro
  (Missione 5, Programma 2)».
   Ci  sono  soltanto emendamenti soppressivi, pertanto  si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  49.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                               «Art. 73.
    Modifiche al comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale 22
  dicembre 2005, n. 19 in materia di risorse da destinare ai servizi
          per i soggetti con disturbo dello spettro autistico

   1.  Al  comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19 e successive modificazioni le parole  lo 0,4 per cento
  sono sostituite con  lo 0,5 per cento .

   2.  All'attuazione della presente norma si provvede senza nuovi  o
  maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.».

   Ci  sono  soltanto emendamenti soppressivi, pertanto  si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  73.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:

                               «Art. 79.
            Misura per il contrasto alla povertà energetica

   1.  Al fine di contrastare la povertà energetica, il Fondo Sicilia
  di cui all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n.  1
  e  successive  modificazioni è incrementato di 12.000  migliaia  di
  euro  per l'esercizio finanziario 2026 per la costituzione  di  uno
  specifico   plafond   denominato   Finanziamenti   di   solidarietà
  energetica per le famiglie siciliane  destinato alla concessione di
  finanziamenti agevolati (Missione 17, Programma 1).

   2.  Per  l'anno 2026, le risorse di cui al comma 1 sono  destinate
  all'attuazione su tutto il territorio regionale di  una  misura  di
  contrasto   alla   povertà  energetica  mediante   concessione   di
  finanziamenti   a  tasso  agevolato,  a  breve  e  medio   termine,
  finalizzati al sostegno di interventi di installazione di  impianti
  fotovoltaici   e  di  accumulo  di  energia  elettrica,   destinati
  all'autoconsumo.

   3.  Con  decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
  dell'energia,  sono  individuati i  criteri  e  le  condizioni  per
  l'attuazione  della misura di cui al presente articolo,  garantendo
  in  via  prioritaria  i nuclei familiari a basso  reddito  in  modo
  proporzionale   al   valore  ISEE   e  alla  potenza  dell'impianto
  fotovoltaico.

   4.   Il  Dipartimento  regionale  dell'energia  è  autorizzato   a
  trasferire con proprio decreto le somme di cui al comma 1 all'Irfis
  FinSicilia s.p.a..

   5.  Irfis  FinSicilia  s.p.a., entro i  trenta  giorni  successivi
  all'adozione del decreto dirigenziale di cui al comma  3,  provvede
  alla  pubblicazione di apposito avviso, contente termini e modalità
  per  la  presentazione delle istanze da parte  dei  richiedenti  il
  finanziamento agevolato.

   6. Ai fini della concessione dei finanziamenti agevolati di cui al
  presente  articolo Irfis FinSicilia s.p.a. valuta esclusivamente  i
  requisiti  di  cui  al  comma  3, non  essendo  richieste  garanzie
  patrimoniali  o  personali  da  parte  di  terzi  a  presidio   dei
  finanziamenti. Irfis FinSicilia s.p.a., per le particolari finalità
  del  finanziamento, è autorizzata a concedere i finanziamenti senza
  esame di merito creditizio.

   7.  Per  gli  anni successivi al 2026 i rientri dei  finanziamenti
  agevolati   di   cui   al  presente  articolo   sono   riutilizzati
  dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità  per  il finanziamento di uno o più avvisi per le  medesime
  finalità  e  con  le  medesime modalità e  procedure  del  presente
  articolo.».

   Ci  sono  emendamenti  soppressivi.  Sono  mantenuti  o  ritirati?
  Ritirati.
   Si  passa all'emendamento 79.27 dell'onorevole Di Paola ed  altri.
  Mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 79.26 dell'onorevole  Venezia
  ed altri. Mantenuto o ritirato?

   VENEZIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  79.40,   del   Governo.
  Assessore, è mantenuto o ritirato?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  79.40.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 79, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:

                               «Art. 80.
   Misure per le aree a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA)

   1.  Per  le  discariche in disuso presenti nelle aree  ad  elevato
  rischio  di crisi ambientale (AERCA) della Regione siciliana,  sono
  previste le necessarie misure per:

   a) la messa in sicurezza permanente (MISP) e bonifica dei siti;

   b) l'eventuale completamento delle MISP già finanziate i cui fondi
  stanziati siano risultati insufficienti;

   c)  interventi di completamento di messa in sicurezza di emergenza
  (MISE)/MISP  su  discariche  ricadenti  sulle  medesime  aree,  già
  presenti  nell'aggiornamento del Piano  regionale  delle  bonifiche
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana  n.  57
  del 30 dicembre 2016.

   2.  Le  misure  di  cui al comma 1 sono gestite  dal  Dipartimento
  regionale dell'acqua e dei rifiuti e prevedono altresì le  indagini
  preliminari  su  aree pubbliche limitrofe a discariche  di  rifiuti
  pericolosi.

   3.  Per  le finalità del presente articolo è istituito un apposito
  fondo presso il Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti con
  una  dotazione, per l'esercizio finanziario 2026, di 1.000 migliaia
  di euro (Missione 9, Programma 2).».

   Gli emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati? Ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 80.6, dell'onorevole Lombardo  Giuseppe
  Geremia ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,   presidente  della  commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, è stato un errore fatto in Commissione, perché dovevamo
  togliere  un milione dai 5 e, invece, abbiamo ridotto a un milione.
  Quindi è stato un errore tecnico, di riscrittura dell'articolo.

   PRESIDENTE.  È  questo  il  tema, onorevole  Lombardo?  Benissimo.
  Grazie, Presidente Daidone.
   Assessore  Dagnino,  c'è un suo emendamento, che  è  l'emendamento
  80.18  che,  anziché portare da un milione a cinque  milioni,  come
  quello che stavamo per votare, lo porta da 1 milione a 4 milioni. O
  lo  ritira  e votiamo l'80.6 o votiamo il suo. Se lo ritira,  credo
  che sia cosa buona e giusta.
   Ha  chiesto  d'intervenire l'onorevole De  Luca  Antonino.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, sentivo la spiegazione  del
  Presidente  della Commissione Bilancio, onorevole Daidone,  che  ha
  spiegato  che  in Commissione dovevano mettere una somma  e  invece
  hanno  messo 1 milione di euro. Adesso l'Assessore dice che  ce  ne
  vogliono 4 e il collega Lombardo dice di mettere 5 milioni.
   Io voglio mettere 4 milioni se ne servono quattro, 5 milioni se ne
  servono  cinque  e  3 milioni e mezzo se ne servono  tre  e  mezzo.
  Quindi,  vorrei dichiarato dall'Assessore Dagnino quanti ne servono
  e quanti ne servono se ne mettono  Non è che è prosciutto cotto che
  andiamo  in salumeria "100 grammi in più li lascio?" Di un  milione
  di euro...

   PRESIDENTE. Chiedo all'assessore Dagnino.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Confermo 5 milioni di euro.

   PRESIDENTE.  Ok  Pongo in votazione l'emendamento  80.6,  a  firma
  degli onorevoli Lombardo Giuseppe Geremia ed altri.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento  80.17, a firma degli onorevoli De Luca  Antonino  e
  altri, è dichiarato precluso2.

   Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:

                               «Art. 81.
       Istituzione del fondo regionale per la prevenzione delle
                           tossicodipendenze

   1. Dopo l'articolo 12 della legge regionale 7 ottobre 2024, n. 26,
  è aggiunto il seguente:

                              Art. 12 bis.
      Fondo regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze

   1.  La  Regione istituisce il  Fondo regionale per la  prevenzione
  delle  tossicodipendenze  destinato agli  enti  del  terzo  settore
  (ETS),  iscritti  al  Registro Unico Nazionale  del  Terzo  Settore
  (RUNTS)  ai sensi degli artt. 45 e seguenti del decreto legislativo
  3  luglio 2017, n. 117, al fine di realizzare progetti sperimentali
  per  la  prevenzione  delle dipendenze causate  da  stupefacenti  e
  sostanze psicotrope.

   2.  I  progetti  sperimentali di cui al comma 1 sono  esaminati  e
  approvati  dal  Comitato  regionale di indirizzo  sulle  dipendenze
  (CRID) di cui all'articolo 4.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, da emanarsi entro  sessanta  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della presente  legge,  sono  definiti  i
  criteri e le modalità di riparto del fondo.

   4.  Per  le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  100  migliaia di euro per l'esercizio  finanziario  2026
  (Missione 12, Programma7).».

   Ci  sono  emendamenti  soppressivi.  Sono  mantenuti  o  ritirati?
  Ritirati, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 81.16, a firma degli onorevoli Giambona
  ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 81.9, a firma degli onorevoli
  Gilistro ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   GILISTRO. Mantenuto. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  ho
  ritenuto  opportuno inserire questo emendamento in quanto  ormai  è
  scientificamente provato che la dipendenza da smartphone ha effetti
  devastanti,  esattamente  come tante altre  sostanze  stupefacenti,
  perché  l'effetto dopaminergico degli smartphone  e  dei  cellulari
  possono causare effetti né più e né meno deleteri rispetto a quelli
  degli  altri  stupefacenti in commercio.  E  non  solo  perché  non
  vengono considerati, perché non c'è passaggio di sostanza, ma anche
  senza  passaggio  di  sostanza,  significa  senza  introduzione  di
  sostanza stupefacente, questi cellulari, gli smartphone e tutti gli
  apparecchi digitali, possono provocare effetti veramente devastanti
   per  cui  ritengo  che  sia buon senso poter fare  delle  campagne
  pubblicitarie e potere investire anche su queste problematiche.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  il  tema  delle  dipendenze è un tema che  negli  ultimi  anni  sta
  investendo il nostro Parlamento ma anche lo Stato italiano e  tanti
  Paesi  nella  Comunità europea e al di fuori di essa per  l'impatto
  devastante che le dipendenze oggi hanno.
   Oggi  di  dipendenze non si tratta più solo di  alcol,  tabacco  e
  droghe  ma ci sono tante nuove forme di dipendenza, in particolare,
  tra  quelle  che hanno un maggiore impatto sociale,  oggi  ci  sono
  quelle dei dispositivi digitali per cui, Presidente, quello che  io
  chiedo  all'Aula è di esprimersi unanimemente sull'approvazione  di
  questo  emendamento  che non ha effetto di  voler  volgarizzare  la
  spesa  in qualche piccolo canale ma ha la volontà semplicemente  di
  portare  all'interno  delle strutture della  Regione  siciliana  un
  approccio  innovativo  su  tutto il  territorio  regionale  per  il
  contrasto  a  queste  forme di dipendenza  che  stanno  minando  in
  maniera  incontrollata  le  giovani  generazioni  e  stanno   anche
  occupando  con  percentuali crescenti le  terapie  all'interno  dei
  nostri ambulatori.
   Per  cui,  quello  che  vi chiedo, colleghi,  su  questo  tipo  di
  tematiche  di  farle diventare tematiche del Parlamento  perché  le
  dipendenze  non  sono  un  problema di un  partito,  di  una  forza
  politica ma sono un problema di tutta la nostra società.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io volevo,
  intanto,  spiegare  la natura della norma, colleghi,  onorevole  De
  Luca,  le  volevo spiegare la natura della norma:  questa  norma  è
  un'appendice  della  legge  sul  crack  che  questo  Parlamento  ha
  approvato diversi mesi addietro.
   Durante l'approvazione della legge sul crack, questo Parlamento si
  è  dimenticato  di dare un sostegno economico, un  contributo  alle
  associazioni  del terzo settore che si occupano di  contrasto  alle
  tossicodipendenze e, quindi, nella famosa legge contro il crack che
  abbiamo  votato,  durante la discussione in  Aula,  era  emersa  la
  disponibilità  da parte di tutte le forze, anche  del  Governo,  di
  inserire  in  un  successivo momento delle  risorse  economiche  da
  destinare loro per portare avanti i progetti sperimentali, parliamo
  della  Casa  di  Giulio,  parliamo  delle  associazioni  Amici  San
  Patrignano, queste realtà che si occupano di contrasto sul crack.
   In  Commissione  Bilancio  abbiamo presentato  questo  articolo  e
  l'assessore  aveva dato la disponibilità di partire  con  centomila
  euro,  c'è  un emendamento successivo dove si chiede di  portare  a
  trecento mila euro, però vediamo se c'è la disponibilità o meno, il
  senso  era  questo,  è un'appendice della legge  sul  contrasto  al
  crack,   quindi,   alle   tossicodipendenze   da   rivolgere   alle
  associazioni del terzo settore.
   Tutto   il   resto,  importante  sicuramente,   avremo   modo   di
  approfondirlo.
   Ma  è  una  cosa diversa rispetto a quello di cui avevamo parlato.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 81.9, dell'onorevole
  Gilistro. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 81.13-81.15, dell'onorevole Schillaci ed
  altri.
   Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, sulla scorta dell'intervento
  dell'onorevole Spada, ribadiamo l'importanza del disegno  di  legge
  sul  crack,  così  denominato,  che abbiamo  approvato  in  maniera
  trasversale   da  questo  Parlamento,  proprio  perché   conosciamo
  un'emergenza importante soprattutto nelle città metropolitane e nei
  grandi centri.
   Io  insisto su questo emendamento, perché vorrei sottolineare  che
  non  tutte  le  associazioni  del terzo  settore  sono  considerate
  adeguate  per cui io vorrei, appunto, che venisse approvato  questo
  emendamento,  perché  è  una  garanzia  maggiore  che  passi  dalla
  Commissione competente. Dopodiché condivido l'idea di aumentare  il
  fondo, quindi condivido l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  81.13-81.15.  Il
  parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 81.8, dell'onorevole Spada. È mantenuto o
  ritirato?

   SPADA. Ritirato.

   PRESIDENTE. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   81,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:

                               «Art. 82.
     Modifiche  all'articolo 41 della legge regionale  n.  9/2021  in
  materia di diritto allo studio

   1.  All'articolo 41 della legge regionale 15 aprile  2021,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   a) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:
    1-bis. I comuni, oltre ai compiti assegnati ai sensi del comma 1,
  possono,   nell'ambito  dell'esercizio  delle   attività   di   cui
  all'articolo  6,  comma 2, lettera b) della legge  n.  328/2000,  a
  seguito  di preventiva ricognizione delle necessità sul fabbisogno,
  avviare  progetti e servizi integrativi, migliorativi ed aggiuntivi
  in favore degli studenti con disabilità. ;
   b) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente comma:
    2-bis.  Per assicurare lo svolgimento delle attività  di  cui  al
  comma  1-bis, è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2026,  la
  spesa di 3.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  e
  per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2027 e 2028  la  spesa  di
  1.000  migliaia di euro, da iscrivere in apposito capitolo di spesa
   Servizi  integrativi  migliorativi e  aggiuntivi  a  favore  degli
  studenti  disabili  delle scuole primarie  e  secondarie  di  primo
  grado ,  nella rubrica del Dipartimento regionale della famiglia  e
  delle politiche sociali (Missione 12, Programma 2)» .

   Ci  sono  emendamenti soltanto soppressivi. Pertanto, si  vota  il
  mantenimento.
   Pongo  in votazione l'articolo 82. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:

                               «Art. 83.
     Riqualificazione beni confiscati alla criminalità organizzata

   1.  Il  Dipartimento regionale della famiglia  e  delle  politiche
  sociali  è  autorizzato  a  finanziare i  comuni,  per  l'esercizio
  finanziario  2026,  previo  avviso  pubblico,  per  interventi   di
  investimento  per progetti di riqualificazione dei beni  confiscati
  alla  criminalità organizzata e assegnati ai comuni per un  importo
  non superiore a 300 migliaia di euro ad intervento. Ogni comune può
  presentare un solo progetto.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  5.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  (Missione
  12, Programma 7).».

   Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 83.17 dell'onorevole Burtone ed  altri.
  Ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  83.18  dell'onorevole  Cracolici.   È
  mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI.  Questo  emendamento si limita a  prevedere,  oltre  ad
  essere  i  Comuni  a  fare  la proposta per  riqualificare  i  beni
  confiscati,  siccome in alcuni in alcune Province, i  Comuni  hanno
  costituito  un  consorzio  tra comuni, per  la  gestione  dei  beni
  confiscati,  può essere anche fatto dal consorzio a  cui  i  comuni
  hanno conferito la gestione dei beni confiscati.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 83.18, quello che  ha
  appena illustrato l'onorevole Cracolici. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CRACOLICI. Sono 5 consorzi...

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, favorevole.

   PRESIDENTE.  Perché  sta  gridando? Ero disturbato  dall'assessore
  Turano. Lo allontanate per favore l'assessore Turano?
   Il parere del Governo è favorevole, giusto, assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Benissimo,  tutti  gli  altri  emendamenti  all'articolo  83  sono
  decaduti, pertanto, l'articolo 83 è stato approvato.
   Prego,   onorevole  Ciminnisi,  non  era  scortesia,   la   faccio
  intervenire  comunque,  però  è stato  già  approvato,  con  questa
  votazione l'articolo.
   Prego.

   CIMINNISI. Presidente, grazie, vorrei comprendere perché l'83.23 è
  decaduto,   visto  che  comunque  interviene  anche   nella   nuova
  formulazione  approvata sulla base dell'emendamento  dell'onorevole
  Cracolici, semplicemente per chiarire la portata applicativa  della
  norma, perché in questo momento, a mio modesto avviso, non è chiara
  la portata. Qualcuno mi sta ascoltando nel Governo, in Commissione,
  Cracolici?   Vorrei  chiarita  una  cosa:  dobbiamo   capire   cosa
  finanziamo,  5  milioni  sono, miliardi,  investimento  progetti  o
  riqualificazione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciminnisi,  l'emendamento  Cracolici   che
  abbiamo  appena  approvato è interamente sostitutivo dell'articolo,
  pertanto,  tutti gli emendamenti che venivano dopo  sono  decaduti.
  L'onorevole Ciminnisi chiede di parlare. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.    Chiedo    di   poter   chiarire    il    significato
  dell'emendamento successivo che era a mia prima firma  che,  a  mio
  modesto  avviso,  non  decade  perché  comunque  la  riformulazione
  proposta   dall'onorevole  Cracolici  mantiene  questa  espressione
  "interventi di investimento per progetti di riqualificazione". Ora,
  siccome  abbiamo  5  milioni di euro, dobbiamo capire  se  facciamo
  investimenti,   se  finanziamo  progettazione   o   se   finanziamo
  riqualificazione.     "L'investimento     per      progetti      di
  riqualificazione", a mio modo di vedere, non è  chiaro  in  termini
  legislativi, quindi dobbiamo finanziare solo quelli che  hanno  già
  una  progettazione, visto che comunque la spesa è  per  l'esercizio
  finanziario 2026, quindi mandiamo avanti eventualmente i comuni che
  hanno   già   una   progettazione?   Oppure   dobbiamo   finanziare
  "investimento per progetti" che poi mi spiegate cosa vuol  dire,  o
  finanziamo  anche la progettazione dei comuni? Quindi,  l'obiettivo
  dell'emendamento, era chiarire la portata applicativa  della  norma
  che non è chiara secondo me e crea ovviamente incertezza.

   PRESIDENTE.  Grazie, abbiamo spiegato i motivi. Siamo all'articolo
  84.  I soppressivi... abbiamo spiegato che per quello che mi dicono
  gli  Uffici,  avendo votato l'emendamento a firma Cracolici,  tutti
  quelli che venivano successivamente

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   SCHILLACI. Può essere impugnabile

   SUNSERI. La continuazione della frase è incomprensibile

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Prego,  onorevole  Cracolici.  Onorevole  Ciminnisi,
  abbiamo una soluzione se volesse. Onorevole, non sto dicendo che si
  deve....  onorevole Ciminnisi, se lei volesse, potremmo  presentare
  un  emendamento,  ai  sensi dell'articolo 117, per  rettificare  il
  tiro.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, abbiamo bisogno di sospendere per un
  quarto  d'ora.  Abbiamo bisogno di sospendere per un quarto  d'ora,
  adesso.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.54)

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:

                                «Art.84
              Fondo regionale per l'affidamento familiare

   1.  La  Regione  istituisce il  Fondo regionale per  l'affidamento
  familiare  in favore dei comuni, al fine di contribuire al sostegno
  economico  di  cui  all'articolo 9 della legge regionale  9  maggio
  1986, n. 22, necessario all'inserimento del minore nell'ambiente di
  vita dell'affidatario.
   2.  Il  fondo  di  cui  al comma 1 concorre alla  copertura  delle
  seguenti misure:
   a)  contributo  mensile riconosciuto alle famiglie,  alle  persone
  singole e alle comunità di tipo familiare affidatarie;
   b)  eventuale contributo straordinario in relazione  a  bisogni  o
  situazioni particolari e specifiche del minore;
   c)  polizza assicurativa stipulata al fine di tutelare  il  minore
  affidato e gli affidatari dal rischio di danni al minore ovvero che
  lo stesso provochi a terzi nel corso dell'affidamento.
   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e il lavoro, da emanarsi entro  novanta  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della presente legge,  sono  definite  le
  modalità del riparto del fondo.
   4.  Per  le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  150  migliaia di euro, (Missione 12,  Programma  1)  per
  ciascuno degli esercizi finanziari 2026-2028.».

   I   soppressivi  immagino  che  siano  ritirati.  C'è  l'onorevole
  Sunseri,  chiedo  a  lui. Onorevole Catanzaro?  Sì,  assolutamente,
  aspetto tutto il tempo che le serve.
   L'emendamento  84.7  è  inammissibile  come  l'emendamento  84.29,
  inammissibile. Si vota solo il mantenimento.
   Pongo  in votazione l'articolo 84. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima, nella fretta, abbiamo votato l'emendamento dell'art. 80  ma
  non l'articolo 80 (nel testo risultante).
   Pertanto, pongo in votazione l'articolo 80. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso  siamo  all'articolo  91. Chiedo  se  i  soppressivi  siano
  ritirati. Sì? Bene.
   Andiamo  al  91.7  dell'onorevole  Campo  e  altri.  Chiedo  se  è
  mantenuto o ritirato.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, un attimo.

   PRESIDENTE. Sì, non si preoccupi che io aspetto, sono  lento  come
  una  lumaca, avete tutto il tempo di poter leggere, guardare quello
  che avete presentato
   Sostanzialmente, voi chiedete che le parole "5 per cento"  vengano
  sostituite da "10 per cento".

   SCHILLACI. Che numero è?

   PRESIDENTE. 91.7.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Si può accantonare l'articolo 91?

   PRESIDENTE. Come vuole lei, va bene, faccia come se fosse  a  casa
  sua, va bene, ok
   Andiamo   all'articolo  95.  Ci  sono  soltanto  dei  soppressivi,
  pertanto, si vota il mantenimento dell'articolo. Scusate,  passiamo
  all'articolo 97  Ho sbagliato, stia calmo, mi sono confuso.
   L'articolo   93  lo  abbiamo  accantonato,  giusto?   Lo   abbiamo
  accantonato perché l'ha chiesto l'onorevole De Luca.
   Onorevole  De  Luca, lei ha chiesto di accantonare l'articolo  91?
  Ok, allora andiamo all'articolo 93, mi perdoni
   Ne do lettura:

                               «Art. 93.
       Sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale.
          Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9

   1.All'articolo 65 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9,  dopo
  il comma 3 sono aggiunti i seguenti commi:

    3  bis. L'Assessorato regionale del turismo, dello sport e  dello
  spettacolo  è  autorizzato  a  concedere  contributi  al  fine   di
  sostenere  esclusivamente  le  associazioni  operanti  nel  settore
  teatrale, aventi sede legale in Sicilia da almeno cinque anni,  per
  la  realizzazione di spettacoli dal vivo di propria produzione. Per
  le  finalità  del presente comma è autorizzata la  spesa  di  1.000
  migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026,  2027
  e 2028.

   3  ter.  Per  l'accesso ai contributi di cui al  comma  3  bis  le
  associazioni documentano:

      a) il possesso di codice ATECO tipologia attività artistiche e di
         intrattenimento;

   b)  l'affiliazione a una delle federazioni nazionali di teatro non
  professionistico;

   c)  l'avere  a  disposizione una direzione artistica  o  regia  di
  comprovata esperienza.».

   Ci sono soltanto gli emendamenti soppressivi, pertanto, votiamo il
  mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Andiamo, adesso, all'articolo 105. Ne do lettura:

                              «Art. 105.
               Adeguamento del corrispettivo euro/km TPL

   1.Il  fondo  di cui ai commi 6 e seguenti dell'articolo  27  della
  legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, per il triennio 2026-2028,
  è  integrato di 18.000 migliaia di euro al fine di adeguare,  entro
  il  2029,  il  corrispettivo euro/km del trasporto pubblico  locale
  delle   Città   metropolitane,  nel  rispetto  del   chilometraggio
  assentito  con  DDG n. 1058/Servizio 1 del 29 novembre  2004  e  al
  netto dei tagli intervenuti nel tempo.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  5.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026, la  spesa
  di  6.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027  e  la
  spesa  di  7.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario  2028
  cui  si  provvede a valere sulle disponibilità della  Missione  10,
  Programma 2, capitolo 476521.

   3. Per le finalità di cui al comma 36 dell'articolo 26 della legge
  regionale  22 febbraio 2023, n. 2 è autorizzata la spesa  di  1.000
  migliaia di euro annui per il triennio 2026-2028 cui si provvede  a
  valere sulle disponibilità della Missione 10, Programma 2, capitolo
  476521.».

     Mentre  aspettiamo  la  collega  che  illustrerà  l'emendamento,
  comunico che ci sono soltanto emendamenti soppressivi all'art. 105.
  Segretario, controlli.

   DE  LUCA  Antonino.  I  nostri emendamenti all'articolo  105  sono
  ritirati.

   PRESIDENTE. Ma c'è una riscrittura...

                 (pausa in costanza dei lavori d'Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si riprende dall'esame dell'articolo 91.
   Si procede con l'emendamento 91.7, dell'onorevole Campo.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi  questo
  emendamento  amplia la percentuale dal 5 al 10% per  il  fondo  del
  FURS del comma 7, lett. c), che è quello riservato ai festival  che
  da  dieci  anni circa non viene finanziato quando, solitamente,  il
  FURS si occupa di finanziare altri commi sulla distribuzione, sulla
  promozione e quant'altro.
   Ma i festival, ad oggi, sono rimasti esclusi.
   Quindi, mi sembrava importante che una percentuale potesse  essere
  destinata  anche  a questo tipo di attività che, comunque,  rendono
  omaggio a quella che è la cultura della nostra Regione.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Saverino. Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sul FURS  già  in
  Commissione Cultura che in Commissione Bilancio abbiamo  affrontato
  questo tema.
   Noi abbiamo una legge regionale che prevede tante categorie, tanti
  tipi  e  aspetti che riguarda appunto il mondo dello  spettacolo  e
  abbiamo trovato il modo per poter ampliare la platea, quindi, anche
  ai  festival e al teatro per l'infanzia e per i giovani aggiungendo
  questo  5%  che  è già calcolato in riserva per cui  non  si  va  a
  intaccare il fondo del FURS che è di 7 milioni.
   È  vero  che  noi  chiediamo sempre di  avere  la  possibilità  di
  incrementare questo Fondo, visto e considerato che oggi  la  platea
  si è allargata sempre di più.
   Noi  siamo soltanto una riserva del 5% quindi su 7 milioni di  350
  mila euro che sono già messe in più nella Tabella.
   Quindi, diciamo, che il Fondo non si va ad intaccare.
   Questo emendamento e questo articolo hanno trovato la condivisione
  con  tutti gli altri in Commissione Bilancio e anche con tutti  gli
  altri partiti.
   Quindi  è un articolo che è nato in maniera trasversale ed è  solo
  per  iniziare,  quindi, a creare un Fondo e anche  una  percentuale
  relativa  a questi altri due aspetti e oggi non intacca, che  è  la
  cosa  fondamentale,  il Fondo dei 7 milioni  che  già  c'è,  perché
  questo  5%  è  stato  aggiunto, i 350  mila  euro  sono  stati  già
  aggiunti, quindi con una riserva in tabella.
   È  naturale,  ci  auguriamo, quindi che  una  volta  aperta  anche
  quest'altra  platea, si possa continuare a incrementare  sempre  di
  più il fondo che è dedicato proprio al mondo dello spettacolo e  al
  FURS in genere.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire onorevole  Auteri.  Ne  ha
  facoltà.

   AUTERI.  Signor Presidente, nel complimentarmi con la collega  per
  il  lavoro che è stato svolto in Commissione, perché finalmente  si
  parla  di  incremento del FURS, finalmente si parla di dare  spazio
  anche  ai  festival,  che  è  una  disciplina  importante  per   la
  divulgazione della cultura teatrale, vorrei ricordare anche che  la
  nostra proposta, come Democrazia Cristiana, con l'articolo 93 è per
  un  milione di euro a sostegno delle compagnie amatoriali  che,  in
  tutti  questi anni, uscivano dal criterio del FURS, del Fondo unico
  per   lo  spettacolo.  Perché,  lo  vogliamo  sottolineare,  magari
  qualcuno  non  lo sa, l'articolo 93 dà la possibilità  a  tutte  le
  compagnie  che  hanno  un  codice Ateco e che  sono  iscritte  alla
  Federazione,  di  poter sostenere le spese che  hanno  per  i  vari
  festival,  per le varie compagnie teatrali e amatoriali  e  quindi,
  attenzione  e  rispetto, anche perché da lì nasce il  teatro  e  da
  queste  piccole  iniziative, attività si forma il  teatro  per  poi
  arrivare al professionismo.

   PRESIDENTE.  Siamo all'emendamento 91.7. Con il  parere  contrario
  del Governo e della Commissione, lo pongo in votazione.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Signor  Presidente, prima di passare  all'approvazione
  dell'articolo,   dell'emendamento,  vorremmo   proporre   all'esame
  dell'Aula  un  subemendamento che serve a correggere  la  norma  su
  Gibellina, capitale dell'arte contemporanea, che abbiamo  approvato
  nella  scorsa  legge  di stabilità, prevedendo  solo  una  modifica
  tecnica.
   Ci serve una norma a cui agganciare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Mi  dicono che su questo non  è  attinente,  però  se
  avvicinasse  qui,  troviamo  un  articolo  al  quale  eventualmente
  agganciare la norma. Le sto dando disponibilità, se lei mi desse il
  subemendamento...

   CIMINNISI. L'ho dato all'assessore Dagnino

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, scusi a cosa lo stava agganciando?

   CIMINNISI. Non sappiamo dove altro inserirlo.

   PRESIDENTE. Onorevoli Ciminnisi, vorrei dirle che io sono andato a
  difendere Gibellina e siamo stati fortunati, è stata premiata.

   CIMINNISI.  Dobbiamo  solo  fare  questa  correzione  alla  norma,
  ovviamente, la spesa rimane tale e quale.

   PRESIDENTE.  Ascolti  onorevole,  intanto  vediamo  se   c'è   una
  condivisione e in tutti i casi...

   CIMINNISI. C'è una condivisione.

   PRESIDENTE.  Chiedo  ovviamente se  i  Capigruppo  di  maggioranza
  vogliano  esprimerla, maggioranza e opposizione,  tutti.  Va  bene,
  grazie.
   Allora, intanto siamo al 91.7. Con il parere contrario del Governo
  e  della Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 91. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Riprendiamo adesso l'articolo 105.
   Comunico  che  è  stata  presentata dal  Governo  una  riscrittura
  dell'intero  articolo, che trovate tra i  fuori  sacco   al  numero
  105.Gov.
   Informo  che  dopo  l'articolo  105,  passeremo  al  107  per  poi
  sospendere l'Aula per un'ora.
   Dopo  facciamo una riunione, ci confrontiamo e andiamo  avanti  in
  maniera più spedita possibile.
   Allora,  siamo  all'emendamento 105.Gov,  sostitutivo  dell'intero
  articolo.

   SUNSERI.  Come modifica? Ce lo spiega l'assessore? Presidente,  ci
  fa spiegare dal Governo la riscrittura?

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, immagino sia un incremento.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 105.Gov?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:

                              «Art. 107.
          Incremento orario del personale medico-veterinario
       dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia

   1.  L'Istituto  zooprofilattico sperimentale della  Sicilia  entro
  sessanta  giorni  dalla  data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  facendo  seguito a quanto già messo in atto  dalle  Aziende
  sanitarie  provinciali per effetto dell'articolo  129  della  legge
  regionale  31  gennaio 2024, n. 3, è autorizzato a implementare  in
  modo strutturale l'incarico orario del personale medico-veterinario
  che  agisce presso lo stesso ente in regime di convenzione a  tempo
  indeterminato  ai  sensi dell'Accordo collettivo nazionale  per  la
  Specialistica ambulatoriale, fino ad almeno trenta ore  settimanali
  di  attività  per ciascuno specialista suddivise in  cinque  giorni
  lavorativi,  al  fine  di  rafforzare le  attività  di  lotta  alle
  malattie  infettive,  sorveglianza epidemiologica,  diagnostica  di
  laboratorio nell'ambito dei controlli ufficiali volti al  contrasto
  delle epizoozie e zoonosi presenti sul territorio regionale.

   2.   Nelle  more  dell'implementazione  da  parte  dei  competenti
  Ministeri  delle  risorse  a carico del Fondo  sanitario  nazionale
  destinate  agli  Istituti  zooprofilattici  sperimentali,  per  far
  fronte  agli oneri discendenti dal comma 1, è autorizzata la  spesa
  di  500 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari del
  triennio 2026-2028 (Missione 12, Programma 7).».

   Essendoci  solo  emendamenti soppressivi, pongo  in  votazione  il
  mantenimento  dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi, adesso sospendiamo la seduta  fino  alle  ore
  20.00.
   Chiedo, chiaramente, ai colleghi, per dopo, di non chiedere alcuna
  pausa  per  cenare,  magari si mangia un  panino  a  ridosso  della
  ripresa dei lavori d'Aula.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.29 di venerdì 19 dicembre 2025,
         è ripresa alle ore 00.10 di sabato 20 dicembre 2025)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende per comunicarvi
  che è rinviata alle ore 1.00.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.10, è ripresa alle ore 1.17)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, dopo lunghissime interlocuzioni, in  funzione
  del  fatto  che  debba prevalere il raggiungimento della  legge  di
  stabilità  e che quindi possa esitarsi, alcuni articoli  rimarranno
  al  testo, altri verranno rinviati in via assolutamente prioritaria
  in  due disegni di legge differenti, uno di natura economica  e  un
  altro di natura strettamente ordinamentale.
   Preciso  che tutti gli articoli che verranno stralciati,  che  non
  sono  passati dalle Commissioni di merito, dovranno farne, appunto,
  il passaggio. Tutti quelli che invece questo passaggio lo hanno già
  fatto  non  avranno lo stesso percorso. Pertanto gli  articoli  che
  verranno  trattati saranno i seguenti: 8, 11, 15, 16, 17,  35,  37,
  45, 50, 97, 99, 100, 109, 113, 114, 116, 120, 130, 131, 132, 133, e
  134.
   Poi  ricordo  che  c'era un 117 che doveva  essere  trattato,  non
  ricordo...  c'è più di un 117.
   Pertanto adesso andiamo all'articolo numero 8 e credo che  ci  sia
  una riscrittura concordata con il Governo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore.

   FARAONI,  assessore  per la salute.  Sì, c'è una  riscrittura  che
  modifica  in  parte la norma, così come era stata  pensata,  e  che
  finisce  anche per svolgere una funzione di ammortizzatore  sociale
  perché   viene  indicata  la  possibilità  che  per  la  conduzione
  operativa  e  per l'acquisizione delle soluzioni innovative,  possa
  l'azienda,  la  struttura che potrà aggiudicarsi questo  contratto,
  avvalersi   di   personale  che  sia  però   dotato   dell'adeguata
  professionalità e che è appartenente al bacino Almaviva Contact.
   Mi  pare  opportuno evidenziare che il valore economico di  questo
  contratto non offrirà sicuramente la possibilità ad un ampio numero
  di   operatori,   anche  perché  l'intervento   è   prevalentemente
  strutturale,  però,  ci  è sembrato giusto poter  estendere  questa
  possibilità anche alla funzione di questo inserimento.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore.
   Tra  gli  emendamenti  fuori sacco  dovreste trovare l'emendamento
  8.GOV...

    (Interruzione fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   DE LUCA Antonino. L'8.GOV? Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, lo dovrebbe trovare nel tablet. Prego,  onorevole,
  ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, scusi, dell'8.GOV... è stata
  caricata  erroneamente la versione originaria dell'articolo  e  non
  quella con il bacino...

   PRESIDENTE. Presenti quello giusto

   DE LUCA Antonino. L'ha già l'Assessore Dagnino

   PRESIDENTE. Se me la facesse avere mi farebbe una cortesia

   DE   LUCA   Antonino.  Perché  questa  è  la  versione   originale
  dell'articolo

   PRESIDENTE.  Mentre  c'è questa riscrittura   che  sta  arrivando,
  possiamo   passare  all'articolo  15,  in  cui  c'era  una   grande
  condivisione sui... come?

                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Signor Presidente, volevo solo ragguagliarla in merito
  all'ordine  dei  lavori. La stanchezza ovviamente  è  tanta,  però,
  prima  di andare avanti, è giusto che la sua Presidenza sappia  che
  un articolo che è stato approvato, esattamente l'articolo 93, che è
  stato  complicato  comprendere, ci è voluto un  po'  di  tempo,  ma
  finalmente,  diciamo,  insomma,  abbiamo  il  quadro   chiaro,   le
  associazioni di categoria hanno mandato diversi messaggi.
   Ora,  io  so  perfettamente che su un articolo già  approvato  noi
  possiamo  fare  poco, ma voglio appellarmi al principio  di  nemine
  contradicente,   cioè  significa  che,  in   questo   momento,   se
  l'Assemblea,  in  maniera assolutamente unanime,  decide  di  poter
  cassare  quell'articolo si può tornare indietro. E voglio spiegarlo
  perché  bisogna, a mio avviso, prendere questo articolo e cassarlo,
  perché  c'è  un  grande conflitto di interessi in questo  articolo,
  nuovamente, purtroppo, di un deputato di questa Assemblea,  che  ha
  rivendicato  persino in un intervento pubblico  di  avere  dato  un
  milione  di  euro ai teatri, in modo particolare, alle  federazioni
  nazionali di teatro non professionistico.
   Quando  noi  decidiamo  di  dare  un  milione  di  euro  a  quelle
  associazioni  del  mondo  non  professionistico  stiamo  decidendo,
  sostanzialmente,  di darlo anche a una realtà  in  particolare,  la
  realtà  di  Caltanissetta, che farà uno spettacolo, il cui  titolo,
  forse,  è  una  firma di chi ha fatto e ha proposto  questo  stesso
  emendamento.  Lo  spettacolo si chiama  "L'arte  della  truffa":  e
  potremmo  dire  che  sostanzialmente è quello  che  è  avvenuto  in
  quest'Aula: l'arte della truffa
   Grazie  a  questo milione di euro che noi diamo alle  associazioni
  teatranti,  pardon,  alle realtà che non sono  professioniste,  noi
  stiamo  dando  nuovamente un milione di euro, e  chiedo  ovviamente
  smentite eventualmente, nuovamente all'ABC Produzioni di cui già  i
  giornali  ampiamente  hanno  detto fare  riferimento  all'onorevole
  Auteri.
   Allora,  siccome  questo è un elemento di gravità inaudita,  cioè,
  ripeto, stiamo dando nuovamente un milione di euro ad alcune realtà
  che  fanno spettacoli in modo non professionistico - un milione  di
  euro - ripeto per l'ennesima volta, e tra queste associazioni,  tra
  queste  realtà  c'è  proprio  uno  spettacolo  organizzato  da  ABC
  Produzioni,  Turi  Ferro, l'ennesima volta in  cui,  purtroppo,  si
  pensava che forse quest'arte della truffa non venisse sgominata, ma
  grazie a Dio, le associazioni di riferimento che fanno anche teatro
  l'arte delle truffe riescono ovviamente a sgominare
   Per  l'ennesima volta, in quest'Aula, all'1.26 sono  costretto  ad
  appellarmi  al  principio di unanimità di quest'Aula  e  quindi  se
  l'Aula  volesse, può tornare indietro e, ovviamente, evitare ancora
  una volta di finire su tutti i giornali da domani.
   Se   l'onorevole  Auteri  vuole  dire  qualcosa  sono  pronto   ad
  ascoltare.

   PRESIDENTE.  Onorevole La Vardera, intanto le dico che l'articolo
  mi  sta dando lei questa informazione  non posso né confermare,  né
  smentire   quello   che   dice,  ma  posso   certamente   fare   un
  approfondimento. Quello che lei chiede però si può fare, cioè,  nel
  caso  in  cui  ci fosse l'unanimità dell'Aula, si presenterebbe  un
  emendamento che deve essere però votato all'unanimità, quindi anche
  se  si  alzasse  un  deputato, questo però non  potrebbe  avvenire.
  Dunque lei ha il tempo di farlo.
   Si passa all'articolo 15.

   AUTERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AUTERI.  Signor  Presidente, mi scusi,  ma  io  rimango  veramente
  basito:  all'1.27  ricevere un attacco,  una  bugia  assoluta,  una
  vergogna che si consuma ormai da mesi in quest'Aula per fare poi un
  video  e  sui  giornali   oltre che andrò a  fare  una  querela  al
  collega,  perché  io  non  sapevo assolutamente  niente  di  questo
  articolo  ed  è  un  articolo che nasce da  un'iniziativa  del  mio
  collega  Giuffrida, invito il mio collega ad alzarsi  per  dire  la
  verità: questo è un atto ignobile che si consuma in quest'Aula  per
  poi  dire  fuori,  domani mattina, ai giornalisti che  ascolteranno
  l'intervento di La Vardera, che questa cosa è una misura  fatta  ad
  hoc  per  il sottoscritto, per non so che cosa, che cosa si inventa
  perché  siamo ormai alle fantasie più assolute di una vergogna  che
  si  consuma  in quest'Aula e che nessun collega ha il  coraggio  di
  dire  a  questo signore che dice costantemente delle cose  che  non
  hanno  senso e che domani si assumerà la responsabilità  di  quello
  che  ha  detto perché domani andrò a querelarlo, poiché è  un  atto
  vergognoso,  dopo  12  ore che siamo qua  in  Aula,  dove  ci  sono
  colleghi  che si impegnano  onorevole Dipasquale, la invito  a  non
  ridere perché non c'è niente da ridere, è chiaro?

   DIPASQUALE. Vedi che io non stavo ridendo

   AUTERI. No, non ridere, ascolta, non devi ridere. Non devi ridere,
  non devi ridere, è chiaro?
   Dopo  ci sono colleghi che sono qua da 18 ore che stanno lavorando
  e  siamo  sotto scacco, stiamo lavorando e ascoltare  all'1.27  una
  fesseria e una vergogna del genere
   È  scandaloso  che in un'Aula del più antico Parlamento  siciliano
  possa  ancora  ascoltare  queste vergogne  di  un  personaggio  che
  utilizza quest'Aula per fare domani mattina i video su tik tok
   Si deve vergognare, onorevole La Vardera, si vergogni

   PRESIDENTE.  Onorevole Auteri, lei ha fatto il suo intervento,  se
  non c'entra nulla, non c'entra nulla
   Benissimo, ora dobbiamo proseguire però con i lavori.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. C'era una riscrittura, c'era
  la  possibilità  di  poter incrementare, se non  ricordo  male   di
  quanto  era, onorevole? Di quanto era il fondo? Di due  milioni  di
  euro?
   Assessore Dagnino? L'ha depositata?
   Dov'è la riscrittura per l'Assessore? Assessore, purtroppo non c'è
  la riscrittura.

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA.  Signor Presidente, in ordine a quanto  detto  dal  mio
  collega  Auteri, mi assumo tutta la responsabilità.  Il  proponente
  dell'articolo  93  sono io, ci sono molte realtà  teatrali  che  me
  l'hanno chiesto ed una sensibilità in questo settore io ce l'ho  e,
  quindi,  sicuramente  mi assumo tutta la responsabilità  in  questo
  senso.
   Pertanto, se ci sono i presupposti di ordine giudiziario perché il
  collega possa fare querela, mi accomuno a questa querela.

   PRESIDENTE.  Ma  noi non siamo un tribunale, siamo un  Parlamento.
  Lei  ha manifestato il fatto che abbia presentato l'emendamento che
  poi  è  diventato  articolo.  La  ringrazio  per  l'intervento  per
  chiarezza. Ha fatto bene a precisarlo.
   E'  arrivato  sui tablet il subemendamento 8.Gov.1,  a  firma  del
  Governo,   modificativo  dell'emendamento  8.Gov,  una  riscrittura
  concordata con i partiti di opposizione.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 8.GOV, nel testo risultante.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, l'emendamento 8.GOV...

   PRESIDENTE. È stato modificato dal subemendamento 8.GOV.1.

   CRACOLICI.  Intanto, vorrei farle notare, che l'emendamento  8.GOV
  sostituisce  per intero l'articolo 8. Nell'articolo  8,  così  come
  modificato non c'è nessuna lettera e)

   PRESIDENTE. C'è.

   CRACOLICI.  Scusate si era bloccato il tablet.

   PRESIDENTE. Non l'ho capito, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Mi si era bloccato il tablet e non vedevo  la  lettera
  e).

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  8.GOV,  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
                  Interventi in materia di istruzione

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24  febbraio
  2000,  n.  6  e  successive modificazioni le  parole   Il  compenso
  annuale  da  corrispondere  al  presidente  ed  ai  componenti  del
  collegio è determinato, nell'ambito delle somme già destinate  alle
  istituzioni scolastiche, in 2.500 euro ciascuno, comprensivo  degli
  oneri  previdenziali,  assistenziali  ed  erariali  previsti  dalla
  normativa  vigente   sono sostituite dalle seguenti:   Il  compenso
  annuale da corrispondere al presidente e ai componenti del collegio
  è   determinato,   nell'ambito  delle  somme  già  destinate   alle
  istituzioni scolastiche, in 3.000 euro ciascuno, comprensivo  degli
  oneri  previdenziali,  assistenziali  ed  erariali  previsti  dalla
  normativa vigente .
   2.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale è autorizzato a concedere un contributo straordinario
  di  1.000 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2026,  alle
  istituzioni  scolastiche  statali  di  ogni  ordine  e  grado,  per
  l'acquisizione  di  attrezzature tecniche e  di  sussidi  didattici
  destinati  ai  propri  studenti con  disabilità.  Con  decreto  del
  Dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale  dell'istruzione,
  dell'università  e  del diritto allo studio, da  adottarsi,  previo
  parere   della  competente  Commissione  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  entro  trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore
  della  presente legge, sono disciplinate le modalità di  erogazione
  dei  contributi  di  cui al presente comma (Missione  4,  Programma
  6). »

   Ha  facoltà  di intervenire l'assessore Turano, per spiegare  alle
  opposizioni la sintesi che ha trovato con la riscrittura.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 17 si compone  di
  alcuni  commi  che  mirano  a risolvere  i  problemi  della  scuola
  siciliana con delle somme molto modeste.
   Al  comma  1  si  parla di adeguare il compenso del  Collegio  dei
  revisori  da  duemilacinquecento euro lorde a  tremila  euro  lorde
  l'anno;  ogni  revisore non viene nominato per una singola  scuola,
  talvolta per una rete di scuole.
   Con  il secondo comma si dà la possibilità ai dirigenti scolastici
  di  potere intervenire per gli studenti con disabilità offrendo gli
  strumenti informatici o didattici secondo la necessità del  singolo
  ragazzo.
   Con il terzo comma, con la lettera a), si interviene in favore dei
  mediatori  linguistici e culturali per garantire loro  l'assistenza
  linguistica  e culturale durante il periodo dell'anno,  poiché,  si
  badi  bene,  nel mondo della scuola vi è l'obbligo di  prendere  in
  classe  qualunque  alunno,  in  qualunque  periodo  dell'anno,   da
  qualunque  paese provenga. Capita spesso che bambini che hanno  una
  certa età e vengono durante il periodo dell'anno, entrano in classe
  senza sapere una sola parola. Con la lettera b) si interviene per i
  CPIA,   che   sono   esattamente  undici  centri  provinciali   che
  garantiscono  un servizio per gli adulti, italiani e  stranieri,  e
  anche  per  le  persone non adulte, cioè inferiore al  diciottesimo
  anno  d'età, offrendo libri e piccoli strumenti didattici anche  in
  italiano.  Con la lettera c) - onorevole Cracolici, vorrei  che  su
  questo   punto   lei   mi  seguisse  perché  ho  apprezzato   molto
  l'intervento  che ha fatto - il Governo della Regione ha  stanziato
  ventisette   milioni  di  euro  nel  triennio  per  combattere   la
  dispersione  scolastica, i Dirigenti scolastici  non  rispondono  a
  questi bandi perché sono fondi comunitari e la rendicontazione  dei
  fondi  comunitari  per  un  DSGA è quasi impossibile,  interveniamo
  garantendo un servizio di assistenza tecnica contenuto in favore di
  tutte  le  scuole  siciliane. Con la lettera  d)  si  promuovono  i
  progetti di educazione alimentare quali strumenti di prevenzione  e
  contro  la  malnutrizione.  Con la  lettera  e)  si  garantisce  un
  contributo  alle scuole di ogni ordine e grado per il funzionamento
  avente carattere culturale, artistico, scientifico.
   Non  ci  sono  altre  ragioni, ho aggiunto soltanto  un  ulteriore
  subemendamento per gli OSS e per i MAT, ci sono le scuole che hanno
  un  indirizzo socio sanitario, bene, per quelle scuole, dopo cinque
  anni, i ragazzi acquistano la competenza, hanno il diploma, ma  non
  acquistano la qualifica e necessita intervenire con legge per  dare
  le  somme direttamente e lo stesso vale anche per i ragazzi che poi
  non possono...

   PRESIDENTE.   Assessore   mi   scusi,   gli   uffici   non   hanno
  l'emendamento

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Ce l'hanno

   PRESIDENTE. Non ce l'hanno, quindi, per favore.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Mi fermo qua.

   PRESIDENTE.  Lo  consegni.  Lo chiedo  a  tutti,  se  avete  delle
  riscritture consegnatele nel frattempo

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  L'ho consegnata, l'ho consegnata

   CRACOLICI. Io ho l'emendamento 17.Gov  Che cosa è

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  La riscrittura, quella che ho illustrato, per punto

   CRACOLICI. Com'è che io ce l'ho e gli Uffici non ce l'hanno?

   TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  All'emendamento  17.Gov è stato presentato un  subemendamento,  che
  era  stato forse inserito all'articolo 131, relativo alle modifiche
  e  abrogazioni  di norme, il quale consente anche alle  scuole  con
  indirizzo  socio-sanitario, ovverossia agli  istituti  che  formano
  assistenti e operatori socio-sanitari, di permettere agli  studenti
  che,  dopo  cinque anni di studio, non ottengono  la  qualifica  di
  conseguirla   senza  dover  ricorrere  a  corsi  di  formazione   a
  pagamento.
   Lo  stesso vale per i MAT e per i ragazzi che studiano presso  gli
  Istituti  professionali, i quali possono poi andare a  svolgere  le
  funzioni di certificatori presso la motorizzazione. Queste sono  le
  modifiche subemendate.

   PRESIDENTE.  Assessore,  stanno  cercando  il  suo  subemendamento
  perché non c'è  Lo accantoniamo.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
              Misure per l'attrazione di nuovi residenti

   La  Regione  siciliana,  al fine di contrastare  lo  spopolamento,
  favorire   l'insediamento  di  nuovi  nuclei  familiari,   attrarre
  capitale umano e stimolare il mercato immobiliare regionale, per il
  triennio  2026-2028  istituisce un contributo  a  fondo  perduto  a
  favore  delle  persone  fisiche che rispettino  cumulativamente  le
  seguenti condizioni:
     a)  acquisto di un immobile sito in uno dei comuni ricadenti sul
  territorio  regionale entro dodici mesi dalla data di  stabilimento
  del  domicilio  fiscale di cui alla lettera b) o,  in  alternativa,
  realizzazione  entro  lo  stesso  termine  di  interventi  edilizi,
  esclusa la manutenzione ordinaria, su un immobile di proprietà sito
  nello stesso territorio;
   b)  trasferimento della residenza dall'estero in Italia, ai  sensi
  dell'articolo  2  del  decreto del Presidente della  Repubblica  22
  dicembre  1986,  n.  917 e stabilimento del domicilio  fiscale  nel
  territorio regionale, tra l'1 gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028;
   c)  mantenimento della residenza e del domicilio  fiscale  di  cui
  alla  lettera b), nonché della proprietà dell'immobile di cui  alla
  lettera  a),  fino  al 31 dicembre del secondo  anno  successivo  a
  quello  di  trasferimento  della  residenza,  pena  la  revoca  del
  contributo e la restituzione delle somme.
   2.  Laddove siano rispettate le condizioni previste dal  comma  1,
  possono  usufruire  del  contributo  coloro  che,  a  seguito   del
  trasferimento  di  cui  alla lettera b) del comma  l,  percepiscono
  redditi da lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli da lavoro
  dipendente e pensioni di cui all'articolo 49, comma 2, lettera  a),
  del  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
  917, tassabili nel territorio dello Stato.
   3.  Il  contributo di cui al comma 1 è pari al cinquanta per cento
  dell'imposta  sul  reddito delle persone fisiche (IRPEF)  dovuta  e
  integralmente  versata  dal  soggetto  beneficiario  in  base  alla
  dichiarazione  dei  redditi annuale. Il contributo  è  erogato  dal
  Dipartimento  regionale  delle finanze e del  credito,  su  istanza
  degli  interessati, per tre annualità a decorrere dall'anno in  cui
  sorge il diritto di cui ai commi precedenti, entro un tetto massimo
  annuo  di euro 100.000,00. Il contributo non è cumulabile con altre
  agevolazioni  fiscali statali o regionali previste per l'attrazione
  di nuovi residenti. Nel caso di trasferimento del domicilio fiscale
  in  Sicilia nel corso dell'anno solare, il contributo è commisurato
  alla  quota  di  IRPEF spettante alla Regione  siciliana  ai  sensi
  dell'articolo  2  del  decreto del Presidente della  Repubblica  26
  luglio 1965, n. 1074. Il contributo è pari al sessanta per cento in
  caso di acquisto di immobile e trasferimento della residenza in  un
  comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
   4.  Le disposizioni attuative del presente articolo sono stabilite
  con  decreto dell'Assessore regionale per l'economia, previo parere
  della  Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana.  Il
  decreto attuativo di cui al presente comma può prevedere la facoltà
  di  utilizzare il beneficio in compensazione, ai sensi del capo  II
  del  decreto  legislativo 24 marzo 2025, n. 33, previa  stipula  di
  apposita convenzione tra il Dipartimento regionale delle finanze  e
  del  credito  e  l'Agenzia delle entrate,  ai  sensi  del  comma  4
  dell'articolo  6  del  decreto del Presidente della  Repubblica  26
  luglio 1965, n. 1074.
   5.  In  applicazione del presente articolo è stimato  l'incremento
  dell'entrata  al  Titolo  I,  Tipologia  101,  capitolo  1023   per
  l'importo  di  5.000  migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2027,  di 15.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2028,
  di  20.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario  2029,  di
  15.000  migliaia 42 di euro per l'esercizio finanziario 2030  e  di
  5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2031.
   6.  Ai  fini dell'applicazione del presente articolo è autorizzata
  la spesa di 5.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2027
  e  di  15.000  migliaia  di euro per l'esercizio  finanziario  2028
  (Missione 1, Programma 3).
   7.   Agli   oneri  derivanti  dal  presente  articolo  dai   commi
  precedenti,  per  gli  esercizi finanziari 2029-2031,  si  provvede
  mediante le entrate stimate al comma 5.
   8.  L'articolo  1 della legge regionale 4 giugno 1980,  n.  55,  è
  sostituito dal seguente:
                                Art. 1.
                   Consulta dei Siciliani all'estero
   1.  È  istituita  presso l'Assessorato regionale  della  famiglia,
  delle  politiche  sociali e del lavoro la  Consulta  dei  Siciliani
  all'estero, di seguito denominata  Consulta , di cui la Regione  si
  avvale  al fine di potenziare le misure per l'attrazione  di  nuovi
  residenti nonché per qualificare e coordinare interventi, azioni  e
  progetti  diretti  alla valorizzazione dei  rapporti  con  i  Paesi
  dell'emigrazione siciliana.
   2.  La Consulta, anche in raccordo con il Consiglio generale degli
  italiani all'estero (CGIE) e con gli altri organismi dello Stato  e
  delle Regioni che operano in favore degli italiani all'estero:
   a)  monitora e studia le cause del fenomeno dell'emigrazione e gli
  effetti  che  esso  determina  nelle  condizioni  di  vita,   della
  sicurezza e di lavoro degli emigrati e delle loro famiglie;
   b)   esprime   pareri   e  formula  proposte   nell'ambito   della
  programmazione delle politiche socio-economiche regionali anche  ai
  fini dell'armonizzazione degli interventi in materia di emigrazione
  con  gli indirizzi e i contenuti del piano di sviluppo regionale  e
  dei piani settoriali e intersettoriali;
   c)  esprime  pareri e propone al Governo regionale  l'adozione  di
  provvedimenti  sull'assistenza  materiale,  morale,   culturale   e
  sociale  in  favore dei siciliani all'estero e delle loro  famiglie
  nonché  sulle  condizioni di sicurezza nel lavoro  e  di  vita  dei
  lavoratori anche transnazionali, anche nell'ottica del loro rientro
  nel territorio regionale;
   d)  esprime  pareri  e  propone soluzioni e  iniziative  sui  vari
  problemi   relativi  all'emigrazione,  al  rientro  dei   siciliani
  dall'estero  e  al  loro  inserimento nella  comunità  e  in  nuove
  attività produttive;
   e)  promuove  iniziative, in collaborazione con gli  enti  locali,
  relative all'organizzazione nel territorio regionale di soggiorni e
  viaggi  a  scopo  di turismo sociale e conoscitivo in  merito  alle
  opportunità  di investimenti, di incentivi e di studio dedicate  ai
  siciliani all'estero e alle loro famiglie;
   f)  promuove  iniziative all'estero dirette alla diffusione  della
  conoscenza del patrimonio storico, culturale, artistico, economico,
  ambientale   e  sociale  della  Regione.  A  tal  fine  l'Assessore
  regionale  per  la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,  in
  base  alle risorse messe a disposizione per l'emigrazione, sostiene
  il  finanziamento  di  progetti che  coinvolgono  le  comunità  dei
  siciliani  all'estero e la loro connessione con la terra d'origine,
  indirizzati   anche   alle  nuove  generazioni,   alla   promozione
  artistica,   culturale,  tradizionale,  turistica,   paesaggistica,
  ambientale e del made in Sicily, per favorire accordi e  scambi  di
  carattere  accademico  e universitario, nell'ambito  della  ricerca
  scientifica, economica e commerciale;
   g)   promuove  e  sostiene  il  mantenimento  e  il  rafforzamento
  dell'identità siciliana;
   h)  promuove la partecipazione delle donne siciliane all'estero  e
  dei  giovani siciliani all'estero nel settore dell'associazionismo,
  favorendo l'integrazione tra vecchie e nuove generazioni e  con  le
  comunità nei territori di loro residenza;
   i)  promuove studi, ricerche e conferenze riguardanti il  fenomeno
  emigratorio;
   l)  delibera, entro sei mesi dall'insediamento, il regolamento per
  il   funzionamento  da  sottoporre  all'approvazione  della  Giunta
  regionale,   alla   quale   annualmente  presenta   una   relazione
  sull'attività svolta;
   m)  collabora  alla  predisposizione di proposte  legislative  nel
  settore dell'emigrazione;
   n)  collabora con la Giunta e con l'Assemblea regionale  siciliana
  alla  predisposizione di provvedimenti e iniziative  a  tutela  dei
  diritti  civili e politici dei siciliani all'estero  e  delle  loro
  famiglie;
   o)   promuove  una  conferenza  regionale  annuale  dei  siciliani
  all'estero.
   3. La Consulta è composta dai seguenti soggetti:
   a) Presidente della Regione, o suo delegato, che la presiede;
   b)  Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro o suo delegato;
   c) Assessore regionale per l'economia o suo delegato;
   d) Assessore regionale per le attività produttive o suo delegato;
   e) Assessore regionale per i beni culturali e l'identità siciliana
  o suo delegato;
   f)  dieci rappresentanti designati dalle associazioni regionali di
  promozione sociale e culturale dei siciliani all'estero aventi sede
  nella Regione, operanti da almeno tre anni;
   g)    trenta   rappresentanti   delegati   delle   Confederazioni,
  Federazioni  ed  Associazioni attive,  e  provenienti  dall'estero,
  iscritte  presso il registro degli Uffici Consolari di riferimento,
  giusta  circolare n. 2 del 9 ottobre 2013 della Direzione  Generale
  per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero
  degli  Affari  Esteri e della Cooperazione Internazionale,  e  così
  suddivisi:  uno  Nord  Africa,  uno  Sud  Africa,  due  Asia,   due
  Australia,  uno  Oceania  e  area Rim  Pacifico,  uno  Belgio,  uno
  Francia, due Germania, due Inghilterra e Irlanda, uno Portogallo  e
  Spagna,  uno  Paesi  Scandinavi, uno Svizzera, uno  paesi  dell'Est
  Europa,  uno  Centro America e Messico, tre Canada,  quattro  Stati
  Uniti d'America, cinque Sud America;
   h)  un  rappresentante della Direzione generale per  gli  italiani
  all'estero  e  le politiche migratorie del Ministero  degli  Affari
  Esteri e della Cooperazione Internazionale.
   4.  Per le designazioni dei componenti della Consulta dovrà essere
  assicurata  la presenza dei giovani siciliani all'estero,  che  non
  abbiano  superato  il  35   anno di età, e  delle  donne  siciliane
  all'estero.
   5.  La Consulta si potrà avvalere dell'esperienza e del contributo
  dei  rappresentanti  di  origini  siciliane,  eletti  al  Consiglio
  Generale  degli  Italiani  all'estero,  dai  rappresentanti   delle
  organizzazioni     sindacali    dei     lavoratori     maggiormente
  rappresentative,  e  di patronati a carattere nazionale  legalmente
  riconosciuti  che si occupino dell'assistenza agli emigrati  e  che
  abbiano rappresentanza all'estero, designati dai rispettivi  organi
  regionali,   dai   rappresentanti   regionali   di   Confindustria,
  Confcommercio,  Confartigianato, Confagricoltura, i quali  potranno
  partecipare alle riunioni con diritto di parola ma non di voto.  Ad
  assistere  ai  lavori della Consulta possono essere  invitati  come
  osservatori    i    Presidenti   delle   Commissioni    legislative
  dell'Assemblea  regionale siciliana o loro delegati  componenti  la
  Commissione medesima.
   6.  La  funzione  di segretario della Consulta è garantita  da  un
  dirigente  designato dall'Assessore regionale per la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro.
   7.  I  componenti  della Consulta svolgono la  funzione  a  titolo
  onorifico  e  non hanno diritto ad alcun rimborso  spese  da  parte
  dell'Amministrazione regionale.
   8.  È  istituito  presso l'Assessorato regionale  della  famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro il registro delle associazioni
  dei  siciliani all'estero. 9. Con decreto dell'Assessore  regionale
  per  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro,  d'intesa  con
  l'Assessore regionale per l'economia, sono definite le modalità  di
  designazione dei componenti e il funzionamento della Consulta. .
   9.  Gli  articoli 2, 3, 4 e 4-bis della legge regionale  4  giugno
  1980, n. 55, sono abrogati.»

   Ha facoltà di intervenire l'assessore Dagnino per illustrarlo.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  onorevoli,  l'articolo  di cui già abbiamo largamente  discusso  in
  Commissione  è una novità, un'idea innovativa quella di  utilizzare
  lo Statuto speciale regionale, delle norme di attuazione in materia
  finanziaria, al fine di attrarre soggetti non residenti in  Sicilia
  che  decidono di spostare la loro residenza in Sicilia  acquistando
  un  immobile,  questi  soggetti  riceveranno  la  restituzione  del
  cinquanta  per  cento dell'Irpef dovuta al territorio  dovuta  alla
  Regione in virtù del trasferimento della residenza.
   La  Regione siciliana, come sapete, incassa il sette virgola dieci
  decimi  dell'Irpef  versata  da  coloro  che  sono  residenti   nel
  territorio della Regione, con questa norma noi restituiamo la metà,
  il cinquanta su cento dell'Irpef versata dal soggetto che decide di
  trasferire la residenza.
   È  una  norma  che  speriamo possa attrarre giovani,  di  attrarre
  lavoratori, di attrarre nuovi residenti, siciliani e non.
   Il  testo di cui all'articolo 35 viene proposto previa abrogazione
  dei  commi  8 e 9, quindi, pregherei gli Uffici di considerare  gli
  emendamenti soppressivi dei commi 8 e 9 che prevedono l'istituzione
  della  Consulta  dei siciliani all'estero, però,  in  quanto  norma
  ordinamentale  mi  sembra corretto chiederne  lo  stralcio,  poiché
  questo  Parlamento ha deciso di non trattare in questa  sede  norme
  ordinamentali. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  considero  ritirati  gli  altri
  emendamenti.
   Si  passa  alla votazione per la soppressione del comma  8  e  del
  comma  9  per rimanere in linea con quanto concordato con i  Gruppi
  parlamentari.
   Si  passa all'emendamento 35.9, soppressivo del comma 8,  a  firma
  degli   onorevoli  De  Luca  Antonino,  Adorno,  Cambiano,   Campo,
  Ciminnisi, Di Paola, Gilistro, Marano, Schillaci, Sunseri, Varrica.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 35.31, soppressivo del comma 9, a  firma
  degli    onorevoli   Catanzaro,   Burtone,   Chinnici,   Cracolici,
  Dipasquale, Giambona, Leanza, Safina, Saverino, Spada, Venezia.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 35, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                               «Art. 37.
      Provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri
    storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani
  coppie e per l'incremento dell'efficienza energetica degli edifici
                               siciliani

   1.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei trasporti è autorizzato a sottoscrivere con gli istituti  di
  credito convenzioni finalizzate alla stipula di contratti di  mutuo
  a tasso fisso, al massimo ventennale, con i proprietari di immobili
  situati  nei centri storici o nelle zone omogenee classificate   A
  nei  piani  regolatori generali dei comuni e con i  proprietari  di
  edifici   classificati   netto  storico ,   per   la   manutenzione
  straordinaria, l'adeguamento alle norme vigenti e alle disposizioni
  antisismiche, il restauro, il ripristino funzionale degli stessi, o
  di  porzioni  di  essi, per unità immobiliari  da  adibire  ad  uso
  residenziale o ad uso non residenziale purché ricompresi  in  unità
  immobiliari o complessi immobiliari a prevalente uso residenziale.

   2.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei trasporti è autorizzato a sottoscrivere con gli istituti  di
  credito convenzioni finalizzate alla stipula di contratti di  mutuo
  a  tasso  fisso,  al  massimo ventennale,  con  le  giovani  coppie
  coniugate il cui nucleo sia stato costituito da almeno un anno e in
  cui  almeno  uno dei coniugi sia d'età non superiore a  35  anni  e
  residente  nel  territorio regionale, per il quale  l'immobile  sia
  adibito  ad abitazione principale con obbligo di almeno dieci  anni
  di  residenza  in loco dalla data della stipula e  che  abbiano  un
  indicatore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente)
  non superiore a euro 40.000,00 annui.

   3.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei  trasporti  è  altresì autorizzato a sottoscrivere  con  gli
  istituti  di  credito  convenzioni  finalizzate  alla  stipula   di
  contratti  di  mutuo a tasso fisso, al massimo  ventennale,  con  i
  proprietari   di   immobili   per  la  manutenzione   straordinaria
  finalizzata al conseguimento della classe energetica A (A4, A3, A2,
  A1) ai sensi della direttiva europea UE/FIT Green.

   4.  Per  le finalità di cui ai commi precedenti è riconosciuto  un
  contributo  per l'abbattimento del cento per cento degli  interessi
  derivanti  da contratti di mutuo che abbiano un importo massimo  di
  euro  300.000,00 e comunque non superiore a un importo  massimo  di
  2.000,00  euro/mq, per ciascun soggetto richiedente e per  ciascuna
  unità  abitativa. I mutui di cui al presente comma possono  coprire
  il  cento  per  cento del costo degli interventi di restauro  e  di
  ripristino funzionale.

   5. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità  sono disciplinate le modalità attuative delle  misure  di
  cui al presente articolo.

   6.   L'erogazione  del  contributo  i  cui  beneficiari   sono   i
  proprietari  degli  immobili verrà effettuata nei  confronti  degli
  istituti  di credito convenzionati, in unica soluzione,  alla  data
  dell'accensione   del  mutuo.  II  Dipartimento   regionale   delle
  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti verifica annualmente
  la  regolare  esecuzione  degli obblighi contrattuali  assunti  dai
  beneficiari  con la stipula dei contratti di mutuo, provvedendo  in
  caso di inadempimento al recupero delle somme erogate.

   7.  Per  le  finalità del presente all'articolo è  autorizzata  la
  spesa  di  5.000  migliaia  di  euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 8, Programma 2).».

   Comunico ritirati tutti gli emendamenti soppressivi.
   Si  passa  all'emendamento 37.33, a prima firma dell'onorevole  Di
  Paola. È mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  37.36, a  prima  firma  dell'onorevole
  Tomarchio. È mantenuto o ritirato?

   TOMARCHIO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 37.34, a prima firma dell'onorevole  Di
  Paola. È mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 37.35, a prima firma dell'onorevole  Di
  Paola. Mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 37.37, a firma del Governo: «Al comma  4
  dopo  le  parole "contributo per l'abbattimento" sono  inserite  le
  parole "fino al massimo".»
   È mantenuto o ritirato?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mantenuto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io non nascondo  che  sono  stanco,
  quindi,  può darsi che non sono neanche lucido, ma questo  articolo
  37  di  fatto riscrive l'articolo 33 della legge 9 del 2009, quella
  che abbiamo approvato ieri.
   Per cui qui si introduce la stessa modalità di intervento, cioè il
  mutuo  a tasso zero, introducendo una soglia ISEE, lo estende anche
  alle giovani coppie, e questo va bene, però ho la sensazione che le
  due norme possano, in qualche modo, entrare in conflitto. Quale  si
  applica? Occorre la soglia ISEE o no? Non vorrei che stiamo facendo
  un sistema che di fatto rende complicato applicare una legge.
   Chiedo all'Assessore una spiegazione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore Aricò.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente, proprio ieri nella trattazione dell'articolo 5  mi  ero
  permesso  di  dire  all'Aula, alla Presidenza, anche  all'onorevole
  Cracolici che l'articolo 37 andava verso questa direzione.
   È  un po' diverso perché, innanzitutto, non mette un limite se non
  alle giovani coppie.

   CRACOLICI. Ah  Solo alle giovani coppie.

   ARICÒ,  assessore  per le infrastrutture e la mobilità.  Dopodiché
  finanzia  la ristrutturazione degli appartamenti, delle abitazioni,
  dei  centri  storici e del netto storico in maniera  similare  alla
  legge  che  abbiamo  rifinanziato, ma  introduce  anche  una  terza
  novità, quello dell'efficientamento energetico.
   Noi andiamo verso l'efficientamento energetico delle abitazioni  e
  abbiamo  posto un finanziamento anche per le abitazioni  fuori  dai
  centri  storici  e  dei netti storici che vadano  verso  la  classe
  energetica  A,  quindi  A4, A3, A2, A1, ai  sensi  della  direttiva
  europea  "FIT Green", quindi è un miglioramento rispetto  a  quanto
  abbiamo già approvato.
   Le   due   linee  di  finanziamento  cammineranno  in   parallelo,
  naturalmente, nei decreti attuativi e ci impegniamo fin  da  adesso
  che  chi  prenderà  un finanziamento per l'abbattimento  del  conto
  interessi su una linea, non potrà usufruire dell'altro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 37.37, a  firma  del
  Governo?
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   DIPASQUALE.  Sull'articolo  37 c'era  l'impegno  del  Governo,  di
  tutti, di calare l'intervento relativo alla legge n. 15.

   PRESIDENTE.  Nel frattempo che cerchiamo l'emendamento,  si  passa
  all'esame dell'articolo 45. Ne do lettura.

                               «Art. 45.
                   IRCCS  Oasi Maria SS. di Troina

   1.  Al  fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività
  dell'IRCCS  Ospedale Classificato Specializzato Oasi Maria  SS.  di
  Troina   Onlus,  l'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle
  politiche sociali e del lavoro provvede a stipulare entro  sessanta
  giorni  dalla  data di entrata in vigore della presente  legge  una
  convenzione che regoli i rapporti con il predetto Istituto  per  il
  triennio  2026-2028,  con  particolare  riferimento  alle  funzioni
  assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei limiti di quanto
  definito dall'articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre
  1992, n. 502, che prevede, tra le predette funzioni, anche la forte
  integrazione fra assistenza ospedaliera e territoriale, sanitaria e
  sociale, per patologie croniche di lunga durata o recidivanti.
   2.  Agli  oneri di cui al comma 1, pari a 5.000 migliaia  di  euro
  annui  per  il triennio 2026-2028, si provvede, per ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2026, 2027 e 2028, a valere sulle risorse  del
  Fondo  nazionale per le non autosufficienze (Missione 12, Programma
  2, Capitolo 183357).
   3.  Il  Dipartimento regionale della famiglia  e  delle  politiche
  sociali, per le somme assegnate a valere sul Fondo Nazionale per le
  non  autosufficienze  all'IRCCS-OC Oasi  Maria  SS.  di  Troina  in
  relazione  alle somme assegnate e rendicontate per gli  anni  2021-
  2025  e per gli importi annui assegnati e rendicontati di cui  alla
  convenzione di cui al precedente comma 1 relativa al triennio 2026-
  2028, è autorizzato a concedere, annualmente, un'anticipazione  nel
  limite  massimo  delle  somme oggetto di rendicontazione  approvata
  dallo  stesso  Dipartimento regionale (Missione  12,  Programma  7,
  Capitolo  583319).  L'anticipazione è restituita,  senza  ulteriore
  onere  finanziario,  con versamento in entrata nel  bilancio  della
  Regione  entro  l'anno  di erogazione. (Titolo  5,  Tipologia  200,
  Capitolo 8297).
   4.  Con  decreto  del  Ragioniere generale della  Regione,  previa
  delibera della Giunta regionale, su proposta del Dirigente Generale
  del  Dipartimento  regionale 49 della Famiglia  e  delle  Politiche
  sociali saranno operate le necessarie variazioni di bilancio di cui
  al precedente comma 3.».

   Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.

                               «Art. 50.
   Sostegno e promozione della creatività urbana, della street art e
                             del muralismo

   1.  La  Regione  promuove e sostiene la street  art,  quale  forma
  espressiva con un forte impatto civico e culturale, nonché capacità
  comunicativa, in grado di contribuire alla rigenerazione urbana  ed
  extraurbana,  con  particolare riferimento alle  aree  degradate  e
  periferiche. 50
   2.  L'Assessorato  regionale dei beni  culturali  e  dell'identità
  siciliana istituisce il  Fondo di creatività urbana  ai fini  della
  promozione  e  realizzazione  di  interventi  di  street  art   nel
  territorio  siciliano  e  attraverso l'emanazione  di  un  apposito
  Avviso   pubblico   concede  ai  comuni   contributi   volti   alla
  realizzazione  di  interventi  di  street  art  nel  territorio  di
  pertinenza. Ai fini dell'assegnazione dei contributi è riconosciuta
  priorità   agli  interventi  che  siano  espressione  di   percorsi
  partecipativi   e  che  garantiscano  la  qualità  della   proposta
  progettuale,  riguardo  alla  longevità  conservativa,  nonché   in
  relazione alla valenza sociale e culturale dell'opera.
   3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  200 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026 (Missione  5,
  Programma 2).».

   Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  50.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 97. Ne do lettura.

                               «Art. 97.
      Misure per la pulizia delle strade extraurbane dei comuni,
       dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane

   1.  Per  la  bonifica  e  la  pulizia straordinaria  delle  strade
  extraurbane dei comuni, dei liberi Consorzi comunali e delle  Città
  metropolitane, al fine di eliminare i rifiuti abbandonati  a  bordo
  strada,  che deturpano l'ambiente e possono essere causa di incendi
  di  natura dolosa, anche attraverso l'utilizzo di avanzati  sistemi
  di  controllo,  è  istituito  un fondo con  uno  stanziamento,  per
  l'esercizio  finanziario  2026,  pari  a  12.000  miglia  di   euro
  (Missione 9, Programma 3).
   2.  Al  fine di garantire un controllo efficace e sistematico  del
  territorio  regionale  e di supportare le attività  di  bonifica  e
  pulizia  di cui al comma 1, l'Assessorato regionale dell'energia  e
  dei  servizi di pubblica utilità si avvale di un sistema  integrato
  di monitoraggio e analisi delle discariche e dei siti da bonificare
  mediante  l'utilizzo  di  tecnologie  avanzate  di  telerilevamento
  satellitare e sistemi informativi geografici.
   3.  Sono  beneficiari delle risorse di cui al comma 1 i comuni,  i
  liberi  consorzi  comunali  e  le  Città  metropolitane,  nel   cui
  territorio  ricadono  i siti oggetto degli  interventi  di  cui  al
  medesimo comma.
   4.  Con  decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
  dell'acqua  e  dei rifiuti sono definite le modalità attuative  del
  presente articolo per l'esecuzione delle attività di bonifica e  di
  pulizia nonché per l'eventuale installazione di apparecchi  per  il
  monitoraggio costante e puntuale per le finalità del comma 1.
   5. Il Ragioniere generale è autorizzato a effettuare le variazioni
  di  bilancio  conseguenti, da adottare su proposta del Dipartimento
  regionale dell'acqua e dei rifiuti a valere sulle risorse del fondo
  di cui al comma 1.»

                           (brusio in aula)

   Comunico ritirati gli emendamenti soppressivi.
   Si    passa   all'emendamento   97.30,   di   identico   contenuto
  dell'emendamento  97.31,  a prima firma  dell'onorevole  Geraci.  È
  mantenuto o ritirato?

   GERACI. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  97.32, a  prima  firma  dell'onorevole
  Sunseri. È mantenuto o ritirato?

   SUNSERI.  Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   COLIANNI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 97.33, a firma del Governo.
   Parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 97, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Attenzione, onorevoli colleghi, dietro di me ci sono, per la prima
  volta  dall'inizio della legislatura, sia l'onorevole  La  Vardera,
  che  l'onorevole Auteri, alla fine chi aveva ragione? Aveva ragione
  forse lei? Vedremo.
   Allora, alla fine ci sarà un emendamento  117  per evitare che  ci
  possa  essere  opacità  rispetto a una manovra  quanto  più  pulita
  possibile,  si  andrà  avanti  nella  direzione  auspicata   prima.
  Benissimo.  Bravi,  complimenti. Si passa all'articolo  99.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 99.
       Contributo per l'acquisto o l'adeguamento di autoemoteche

   1.Il   Dipartimento   regionale  per  le  attività   sanitarie   e
  osservatorio  epidemiologico  è autorizzato  a  trasferire,  previo
  apposito  bando, la somma di 1.000 migliaia di euro per l'esercizio
  finanziario  2026, da destinare alle associazioni dei  donatori  di
  sangue  per  l'acquisto di nuove autoemoteche o  per  l'adeguamento
  delle  autoemoteche  esistenti  ai nuovi  requisiti  tecnologici  e
  strutturali   ai   fini  dell'acquisizione   o   del   mantenimento
  dell'autorizzazione  e dell'accreditamento istituzionali  (Missione
  12, Programma 7).».

   PRESIDENTE.  Io  credo  di avere la febbre  a  40,  quindi  se  ci
  sbrighiamo.

   CRACOLICI.  L'operatore  della norma che  fa,  non  parla?  Voglio
  capire che cosa è successo? Perché questa cosa non finirà oggi

   PRESIDENTE. Ma di che stiamo parlando?

   CRACOLICI.  Di  quello di cui lei... L'onorevole ha annunciato  di
  aver fatto lui questo emendamento

   PRESIDENTE.  Va  bene.  Ora  non c'è bisogno,  ne  parliamo  dopo.
  Andiamo all'articolo 99.

                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Non è un momento... Sì, sono le ore 2.15. Siamo  tutti
  stanchi,  ma  non  è  un  passaggio così, immagino,  quello  che  è
  avvenuto  mezz'ora fa e quello che è avvenuto adesso.  Siccome  c'è
  stato  un collega che ha parlato dicendo "L'emendamento è  mio",  e
  adesso   lei   ha   festeggiato   che   l'altro   collega,   citato
  dall'onorevole  La  Vardera,  ha  condiviso  la  scelta   del   117
  soppressivo, vorrei capire che cosa è successo, perché qualcuno  si
  era   assunto  l'onere  della  proposta,  che  è  stata   approvata
  dall'Assemblea.  Poi c'è un altro che ha detto  sono  d'accordo  ad
  abrogarla. A nome di cosa?

   PRESIDENTE. Glielo spiego io.

   CRACOLICI.  Ecco me lo spieghi, perché sarà da spiegare  anche  ai
  giornali questa cosa.

   PRESIDENTE.  Eh,  sarà  da  spiegare ai giornali.  L'onorevole  La
  Vardera  aveva  fatto  un intervento su un  articolo,  che  non  mi
  ricordo neanche qual è.

   CRACOLICI. 93

   PRESIDENTE. Siamo abbastanza stanchi. Stranamente, sono venuti sia
  l'onorevole  La  Vardera  che l'onorevole  Auteri.  L'onorevole  La
  Vardera  ha  annunciato un soppressivo su quella parte  che  creava
  ambiguità, l'onorevole Auteri l'ha pure firmata.

   CRACOLICI. E quindi?

   PRESIDENTE. E quindi niente. Dopo si voterà. Se passa,  passa,  se
  non passa, non passa

   CRACOLICI. A tarallucci e vino non finisce sta storia, eh

   PRESIDENTE. E va bene.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'articolo 99, onorevole  Cracolici,  che
  siamo un po' stanchi. Allora, all'articolo 99 sono stati presentati
  soltanto   emendamenti   soppressivi,   pertanto,   si   vota    il
  mantenimento. Lo pongo in votazione.

   DE LUCA Antonino. Quale articolo?

   PRESIDENTE. L'articolo 99, onorevole De Luca, già concordato.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:

                              «Art. 100.
                    Borse di studio area non medica

   1.  Nell'ambito delle scuole di specializzazione di area sanitaria
  ad  accesso misto (laureati medici e laureati non medici) di cui al
  decreto  interministeriale n. 716/2016, con  specifico  riferimento
  alle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica a  cui
  accedono biologi, chimici e farmacisti di cui all'articolo 16 della
  legge  regionale 11 agosto 2017, n. 16, sono istituite,  a  partire
  dall'anno  accademico 2025/2026, borse di studio  in  favore  degli
  specializzandi  biologi e chimici, iscritti  alle  suddette  scuole
  attive negli Atenei di Catania, Messina e Palermo.

   2.  L'ammontare  di  tali borse di studio è  equiparato  a  quello
  previsto   per   gli  specializzandi  iscritti   alle   scuole   di
  specializzazione di area medica.

   3.  A sostegno della formazione specialistica degli specializzandi
  (biologi,  chimici, ecc.) iscritti alle scuole di  specializzazione
  di  area sanitaria  non medica  ad accesso misto, di cui al decreto
  interministeriale  n.  716/2016,  l'Assessorato  dell'istruzione  e
  della  formazione professionale è autorizzato alla  spesa  di  euro
  3.000 migliaia per il triennio 2026-2028 (Missione 4, Programma 4).

   4.   A   sostegno  della  formazione  specialistica  dei   giovani
  specializzandi  iscritti  alle scuole di specializzazione  di  area
   non  medica   ad accesso unico di cui al decreto interministeriale
  n.  68  del 4 febbraio 2015 a cui accedono veterinari, odontoiatri,
  fisici  e  farmacisti,  l'Assessorato regionale  dell'istruzione  e
  della  formazione professionale è autorizzato alla  spesa  di  euro
  2.000  migliaia  per il triennio 2026/2028 (Missione  4,  Programma
  4).».

   PRESIDENTE.   Comunico   che  sono  stati   presentanti   soltanto
  emendamenti  soppressivi,  pertanto si  vota  il  mantenimento  del
  testo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  L'assessore  Savarino mi ha  chiesto  di  accantonare
  l'articolo  109.  No,  il 109 no. Ho sbagliato,  non  c'entra.  Era
  un'altra questione quella sua. Era questa la questione?
   No, no. È scritto. Si vota. Intanto lo metto da parte, allora.
   Si passa all'articolo 113. Ne do lettura:

                              «Art. 113.
  Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 in materia di
                              aree AERCA

   1.  All'articolo 29 della legge regionale 30 gennaio 2025,  n.  3,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  dopo  le parole  4 settembre 2002  sono aggiunte le parole   e
  5.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  (Missione
  9,  Programma  8,  capitolo  150056)  da  ripartire  tra  i  comuni
  dell'area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA), dichiarata
  con decreto dell'Assessore regionale del territorio e dell'ambiente
  11 luglio 2005, n. 189;

   b)  dopo le parole  rigenerazione urbana  sono inserite le  parole
   e di promozione del territorio ;

   c) all'ultimo periodo, le parole  in parti uguali  sono sostituite
  con le parole  in proporzione alla loro estensione territoriale .».

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati  presentati   emendamenti
  soppressivi.  Sono ritirati, onorevole De Luca Antonino,  onorevole
  Catanzaro?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarli.

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Bene, grazie.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Presidente, sull'articolo 113, i soppressivi sono ritirati;
  rimane  il  113.7  che  è  un emendamento, diciamo,  condiviso  che
  riguarda il riparto di questi fondi ai comuni: 50 per cento a tutti
  i  comuni,  il 50 per cento per estensione territoriale, così  come
  previsto.

   PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Spada, qual è l'emendamento di cui
  sta parlando?

   SPADA. Il 113.7.

   PRESIDENTE. Allora, gli altri sono tutti ritirati? Benissimo.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  113,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 114. Ne do lettura:

                              «Art. 114.
                Misure per gli agricoltori danneggiati
     dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025

   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e   della  pesca  mediterranea  è  autorizzato  a  concedere   agli
  imprenditori  agricoli,  singoli o associati,  aiuti  a  titolo  di
  indennizzo per i danni alle strutture vegetali di piante arboree ed
  erbacee, alla produzione e alle infrastrutture tecniche e aziendali
  causati  da  eventi  meteorologici di  eccezionale  gravità,  quali
  grandine,  pioggia  e  forte vento, e da incendi  verificatisi  nel
  corso  dell'anno 2025, registrati dalle stazioni meteo del  sistema
  di  Protezione  civile  regionale e dal SIAS  site  nel  territorio
  regionale  e  in corso di accertamento ai fini della  dichiarazione
  dello stato di crisi e di emergenza regionale per gli stessi eventi
  meteo avversi.

   2.  Il  riconoscimento dell'indennizzo è legato alla verifica  del
  danno  e  deve  tenere  conto  dell'effettiva  perdita  del  valore
  economico della struttura vegetale, in conformità a quanto previsto
  dalla   normativa  europea  in  materia  di  aiuti  di   stato   in
  agricoltura.

   3.  Nel  calcolo  dell'aiuto sono considerate le  eventuali  somme
  percepite a titolo di premi assicurativi, le spese non sostenute  e
  quelle    aggiuntive   conseguenziali   alle   avverse   condizioni
  atmosferiche registratesi.

   4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  4.500  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  (Missione
  16, Programma 1).».

   PRESIDENTE. C'era una riscrittura?

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Presidente, sul 114 c'è un emendamento
  di  carattere  tecnico della Commissione, magari il Presidente  può
  illustrarlo.
   Sostanzialmente,  si  tratta di adeguare  al  regime  degli  aiuti
  all'agricoltura  in  modo  tale,  appunto,  da  non  incorrere   in
  un'impugnativa,  per  la normativa europea sostanzialmente,  e  poi
  l'estensione  al   2024-2023 come annualità di  riferimento  per  i
  danni prodotti appunto in agricoltura.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente.  Chiedo  all'Aula  di  apprezzare
  l'emendamento  al  testo,  anzi  a  un  subemendamento,  perché   è
  impossibile lasciare fuori quegli agricoltori che hanno subito  gli
  incendi a partire dall'estate del 2023. Grazie.

   PRESIDENTE. Quindi è lo stesso emendamento? E allora già c'è.  No?
  È il 114.23? Benissimo.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole Gilistro, è lo stesso clima che  c'è  anche
  per gli altri, però, capisco che alle ore 2.10...

   GILISTRO. Presidente, grazie per la parola.
   Assessore  Dagnino,  mi  perdoni, se può  prestare  un  attimo  di
  attenzione.

   PRESIDENTE.  Assessore  Dagnino, per  favore,  presti  attenzione.
  Assessore  Dagnino? Assessore? Per favore, l'onorevole Gilistro  si
  sta rivolgendo a lei.

   GILISTRO.  Grazie,  Assessore.  Questo  articolo...  per  cortesia
  Carlo, colleghi

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gilistro, però, non  è  che  quando  parla
  lei...

   GILISTRO. E con chi devo parlare?

   PRESIDENTE. La sentiamo.

   GILISTRO.  Assessore Dagnino, mi perdoni.
   Allora,  questo articolo si riferisce, come più volte  le  abbiamo
  anticipato,  ma  già da diverse finanziarie, ad un problema  che  è
  rimasto  irrisolto per quello che riguarda gli incendi che si  sono
  verificati nella città e nella provincia di Siracusa nel 2023.
   Assessore,  il  presidente Schifani in quest'Aula,  e  abbiamo  la
  registrazione, si è impegnato a poter inserire i ristori per queste
  persone  che  hanno  perso la casa, che hanno perso  le  abitazioni
  nella  città di Siracusa. Non è stato inserito e quindi  chiedo  la
  riscrittura  di questo articolo, per potere inserire  la  città  di
  Siracusa  che ingiustamente, ingiustamente ribadisco, non  è  stata
  inserita  fra  le  città con calamità. Per cui,  Assessore,  è  una
  promessa  del  presidente Schifani in quest'Aula. Io  gradirei  che
  fosse  inserito.  Ho  presentato  un  emendamento  che  possa  dare
  finalmente  voce  a  questi  cittadini che  hanno  perso  la  casa,
  l'abitazione.

   PRESIDENTE.   Benissimo,  allora  accantoniamo   l'articolo   114,
  provvedete a fare una riscrittura in tempi record.
   Si passa all''articolo 116. Ne do lettura:

                              «Art. 116.
                   Disposizioni in materia di CEFPAS

   l.  Il  comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale 3  novembre
  1993, n. 30 è soppresso.

   2. Alla lett. g) del comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
  14  aprile 2009, n. 5, sono soppresse le parole  del centro per  la
  formazione permanente e l'aggiornamento del personale del  servizio
  sanitario e  e la parola  rispettiva .

   3.  Il comma 17 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19 è abrogato.

   4. Per le finalità di cui all'articolo 22 della legge regionale  3
  novembre  1993, n. 30 è concesso per gli esercizi finanziari  2026,
  2027  e  2028 un contributo annuo pari a 6.000 migliaia di euro  in
  favore  del  centro per la formazione permanente e  l'aggiornamento
  del  personale del Servizio sanitario (CEFPAS) per far fronte  alle
  spese  di  funzionamento del centro medesimo (Missione 4, Programma
  6).

   5.  Il  comma 17 dell'articolo 21 della legge regionale 3 novembre
  1993, n. 30 è così sostituito:  Il collegio dei revisori è nominato
  con  decreto  del  Presidente della Regione ed è  composto  da  tre
  membri  di  cui  uno  designato dal Presidente della  Regione,  uno
  designato  dall'Assessore regionale per la salute ed uno  designato
  dall'Assessore regionale per l'economia .».

   PRESIDENTE.  Completiamo questa parte, per favore. Gli emendamenti
  soppressivi all'articolo 116 immagino che siano ritirati.  Si  vota
  quindi il mantenimento dell'articolo.
   Pongo  in votazione l'articolo 116. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:

                              «Art. 120.
   Fondo per la realizzazione di alloggi per persone con disabilità
                                 grave

   1.  È istituito un Fondo regionale di 1.000 migliaia di euro,  per
  l'esercizio finanziario 2026, presso l'Assessorato regionale  della
  famiglia,  politiche sociali e del lavoro, per la realizzazione  di
  interventi per l'adeguamento strutturale degli alloggi, finalizzati
  all'autonomia  progressiva e di soluzioni  abitative  protette  per
  persone   con  disabilità  gravi,  prive  del  sostegno  familiare,
  destinato  agli Enti del Terzo Settore, accreditati o  iscritti  al
  RUNTS (Missione 12, Programma 2).

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro sono stabilite le modalità attuative
  degli interventi di cui al comma l.».

   Gli  emendamenti  soppressivi sono ritirati?  Onorevoli  De  Luca,
  Sunseri,  qualcuno che mi faccia un segno... Onorevole Sunseri  gli
  emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati?

   SUNSERI.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, gli emendamenti soppressivi  sono
  mantenuti o ritirati?

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE.  Onorevole Venezia, gli emendamenti  soppressivi  sono
  mantenuti o ritirati?

   VENEZIA.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera gli emendamenti soppressivi  sono
  mantenuti o ritirati?

   LA  VARDERA.  Anche  a  nome degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  120.14,  a  firma  degli onorevoli Schillaci  ed  altri,  che  così
  recita:

   -  «Al comma 2, dopo le parole:  il lavoro  aggiungere le seguenti
  parole:  sentita la Commissione competente all'ARS .».

   PRESIDENTE. È mantenuto o è ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 120.14?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  120,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'esame dell'articolo 130. Ne do lettura:

                              «Art. 130.
             Potenziamento servizi nei parchi archeologici

   1.  L'articolo 24 ter della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
  è sostituito dal seguente:

    1.  A  ristoro dei costi sostenuti dai comuni per le attività  di
  competenza  relative  alla  manutenzione ed  implementazione  della
  viabilità,  accessibilità  e  parcheggio  a  servizio  dei   parchi
  archeologici di cui Titolo I e del Titolo II della presente  legge,
  nonché  per  i  servizi  di sicurezza, decoro  urbano,  raccolta  e
  smaltimento rifiuti, i parchi provvedono a trasferire ai comuni sul
  cui  territorio  ricadono  una somma pari  al  quindici  per  cento
  dell'incasso  dei  relativi luoghi, al netto  degli  eventuali  agi
  spettanti ai concessionari dei servizi aggiuntivi e delle eventuali
  spese  per  lo  sbigliettamento  e  comunque  per  un  importo  non
  superiore  a 600 migliaia euro. Tale ultimo limite non  si  applica
  per il Parco archeologico di Naxos Taormina.

   2.  Il  trasferimento di cui al comma 1 avviene  con  le  seguenti
  modalità:

   -  entro  il  30 giugno di ciascun anno i parchi trasferiscono  ai
  comuni la quota relativa agli introiti del primo quadrimestre;

   -  entro  il 31 ottobre di ciascun anno i parchi trasferiscono  ai
  comuni la quota relativa agli incassi del secondo quadrimestre;

   - il saldo è trasferito entro il 31 marzo dell'anno successivo.

   3.  I parchi archeologici di cui al Titolo I ed al Titolo II della
  presente  legge, per la realizzazione di manifestazioni  ed  eventi
  rispettosi  delle  previsioni  e  condizioni  previste  dai  propri
  regolamenti,  riservano ai comuni l'utilizzo a titolo gratuito  dei
  siti  archeologici  ricadenti  nei relativi  territori  nel  limite
  massimo di cinque giornate al mese. A tal fine i comuni interessati
  provvedono  a presentare puntuale e circostanziata richiesta  entro
  il   31   dicembre   dell'anno  precedente  lo  svolgimento   delle
  manifestazioni e degli eventi. .

   2.   La   parte   disponibile  del  risultato  di  amministrazione
  conseguito al 31 dicembre 2025 dai parchi archeologici della  Valle
  dei  Templi,  di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e  Akrai  e  di
  Morgantina  e  Villa Romana del Casale è versata,  per  l'esercizio
  finanziario  2026,  su  apposito capitolo in entrata  del  bilancio
  della Regione, rubrica beni culturali e identità siciliana, al fine
  di  incrementare il fondo di solidarietà di cui all'articolo 24 bis
  della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.

   3.   La   parte   disponibile  del  risultato  di  amministrazione
  conseguito  al 31 dicembre 2025 dal parco archeologico di  Naxos  e
  Taormina  è  utilizzata  quanto  a  euro  11.000  migliaia  per  la
  realizzazione  del progetto di restauro e rifunzionalizzazione  del
  Castello Paladino presso Giardini Naxos (ME), la restante  parte  è
  destinata  per  il  cinquanta per cento per le finalità  e  con  le
  modalità di cui al comma 2 e per il cinquanta per cento alle  spese
  necessarie alla redazione di progetti relativi al sistema  portuale
  turistico  di  Giardini  Naxos  e all'interconnessione  intermodale
  stradale  e  funiviaria con Taormina e con  i  comuni  limitrofi  e
  all'ottenimento  delle  relative  autorizzazioni.  Ai  fini   della
  realizzazione  di  tali  progetti,  entro  novanta   giorni   dalla
  pubblicazione  della presente legge, l'Assessore  regionale  per  i
  beni  culturali e l'identità siciliana, di concerto con l'Assessore
  regionale  per  le infrastrutture e la mobilità e  con  l'Assessore
  regionale  per  il territorio e l'ambiente, approva  lo  schema  di
  accordo  tra  pubbliche amministrazioni ai sensi  dell'articolo  15
  della  legge  7  agosto 1990, n. 241, da stipulare tra  i  medesimi
  Assessorati regionali, il comune di Taormina, il comune di Giardini
  Naxos  e il parco archeologico di Naxos e Taormina per il quale  la
  realizzazione  del  porto turistico assume rilievo  ai  fini  della
  promozione del parco stesso.

   4.  È  fatto  divieto ai parchi di cui ai commi 2 e 3 di  adottare
  nella  chiusura  del  bilancio 2025 meccanismi  contabili  volti  a
  vanificare anche parzialmente le finalità del presente articolo.

   5.  Le  disposizioni  di  cui al comma 1 si  applicano  a  partire
  dall'esercizio finanziario 2025.».

   Sull'articolo  c'è la riscrittura del Governo che  trovate  tra  i
  fuori  sacco e che lo sostituisce interamente. È l'emendamento  130
  Gov.».

   All'articolo 130 c'è la riscrittura del Governo, che trovate tra i
   fuori   sacco ,  che  sostituisce  interamente.  Si  passa  dunque
  all'emendamento 130.Gov.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:

                              «Art. 131.
                   Modifiche e abrogazioni di norme

   1.  Al  comma 5 dell'articolo 16 della legge regionale  12  maggio
  2020, n. 9 le parole  primo periodo della legge regionale n. 3/2016
  e  successive  modifiche  ed integrazioni   sono  sostituite  dalle
  parole    secondo  periodo  della  legge  regionale  n.  3/2016   e
  successive  modificazioni, solo in caso in cui le  relative  somme,
  ove  previste dai relativi statuti, non incidano su stanziamenti  o
  contributi    statali    o   regionali,   e    previa    produzione
  dell'attestazione   di   sostenibilità   finanziaria    certificata
  annualmente dall'organo di revisione contabile .

   2.  Al  comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale  16  gennaio
  2024,  n.  1  dopo  le parole  Le somme di cui al  comma  1 ,  sono
  inserite le parole  , nelle more della sottoscrizione dei contratti
  collettivi di lavoro, .

   3.  Al  comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  16  gennaio
  2024,  n.  1  dopo  le parole  Le somme di cui al  comma  1 ,  sono
  inserite  le parole  , nelle more della definizione delle procedure
  per l'attribuzione delle progressioni economiche, .

   4.  L'articolo  3 della legge regionale 25 maggio 2022,  n.  13  è
  soppresso.

   5.  Al  comma 15 dell'articolo 6 della legge regionale 20  gennaio
  2021,  n.  1 e successive modificazioni, le parole  bilancio  2027
  sono sostituite con le parole  rendiconto 2027 .

   6.  All'articolo 5, comma 6, della legge regionale 9 gennaio 2025,
  n.  1,  le parole  2025, 2026 e 2027  sono sostituite con le parole
   2025 e 2026 .

   7. All'articolo 39, comma 1, della legge regionale 20 giugno 2019,
  n.   9  e  successive  modificazioni,  dopo  le  parole   avversità
  meteomarine  di carattere eccezionale  sono aggiunte le  parole   ,
  eventi climatici assimilabili a calamità naturali, danni causati da
  animali protetti e/o da specie esotiche invasive .

   8.  Al  comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale  15  aprile
  2021, n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  terzo periodo le parole  A decorrere dall'esercizio   sono
  sostituite con le parole  Per l'esercizio ;

   b) il quarto periodo è soppresso.

   9.  Al  comma  3 dell'articolo 91 della legge regionale  7  maggio
  2015,  n.  9,  dopo  la parola  determinate , le  parole   come  da
  seguente  allegato   sono  sostituite  dalle  parole   con  decreto
  dell'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente  d'intesa
  con l'Assessore regionale per l'economia da emanarsi, previo parere
  della  competente Commissione legislativa dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  entro 180 giorni dall'entrata in vigore della  presente
  legge. Nelle more dell'adozione del predetto decreto continuano  ad
  applicarsi le tariffe introdotte dal comma 2 dell'articolo 26 della
  legge regionale 18 novembre 2024, n. 28. .

   10.  Al  comma 2 bis dell'articolo 27 bis della legge regionale  6
  maggio  1981,  n.  98  e successive modificazioni  dopo  le  parole
   criteri  dell'iscrizione   sono aggiunte  le  parole   sentito  il
  parere dell'organo di gestione dell'ente parco .

   11.  Al  comma 1 dell'articolo 78 della legge regionale 31 gennaio
  2024,  n.  3 le parole  di entrata in vigore della presente  legge
  sono  sostituite  dalle parole  di approvazione del  D.P.  Reg.  n.
  434/TUR/2015 . Agli oneri discendenti dall'attuazione del  presente
  comma  si fa fronte nei limiti delle attuali somme disponibili  sul
  bilancio dell'ente teatrale regionale.

   12.  Al  fine di consentire i lavori di manutenzione straordinaria
  della  sede  legale  della  CESI, il Dipartimento  regionale  delle
  infrastrutture,  della  mobilità e dei trasporti  è  autorizzato  a
  erogare, per l'esercizio finanziario 2026, un contributo massimo di
  150   migliaia  di  euro  in  favore  della  Regione  Ecclesiastica
  Sicilia.».

   PRESIDENTE. Ci sono emendamenti. È un po' lungo. Allora ritorniamo
  ai PIP.
   Mezz'ora  e facciamo un po' la sintesi. Assessore, l'articolo  15,
  com'è  finito?  Non ci credo se dobbiamo aspettare ancora...  Siamo
  all'articolo 15 da una settimana
   Assessore,  io  la prego, questo emendamento all'articolo  15.  Vi
  prego

   SAFINA.  Facciamo  il  16, Presidente. Il  16  è  pronto.  Bisogna
  sfruttare il momento.

   PRESIDENTE.  Il  16  è  pronto? È il  16.Gov?  Benissimo.  Allora,
  colleghi, si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
         Disposizioni in materia di servizio idrico integrato

   1.  All'articolo 10 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16  e
  successive modificazioni, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti
  commi:

      3.  Per  i  medesimi  fini di cui al comma  1,  correlati  alla
  morosità  subita da Siciliacque S.p.A. per gli anni  2024  e  2025,
  l'Assessorato  regionale  dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità  è  autorizzato al trasferimento in favore  di  Siciliacque
  S.p.A., della ulteriore somma di euro 18.985.527,83 per l'esercizio
  finanziario  2026, (Missione 9, Programma 4, capitolo 646201),  che
  verrà recuperata secondo le modalità di cui ai commi successivi.

   4.  Al  fine  di  evitare che il mancato adeguamento  dell'ATI  di
  Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in materia  di
  sistema  idrico integrato attraverso l'affidamento  ad  un  gestore
  unico  del  servizio idrico negli ambiti territoriali  ottimali  di
  rispettiva  competenza determini un indebito  arricchimento  per  i
  titolari  di  utenze ricadenti su quei territori,  con  conseguente
  aumento  degli  oneri  tariffari  a  carico  della  generalità  dei
  contribuenti siciliani e squilibrio economico-finanziario in  danno
  della  società Siciliacque S.p.A., il Dipartimento regionale  delle
  autonomie locali è autorizzato a operare per dieci anni, a  partire
  dal   2026,  a  carico  di  ciascun  comune  ricadente  nell'ambito
  territoriale  delle suddette ATI, già in gestione a cura  dell'Ente
  Acquedotti Siciliani, che ha beneficiato della fornitura  di  acqua
  senza   il  riconoscimento  del  dovuto  corrispettivo  in   favore
  Siciliacque S.p.A., una trattenuta annua a valere sui trasferimenti
  di  cui al Fondo per le autonomie locali, a titolo di compensazione
  finanziaria, nella misura di cui al comma 5.

   5. La trattenuta annua di cui al comma 4 è pari al dieci per cento
  del  valore  della  fornitura idrica erogata da Siciliacque  S.p.A.
  negli  anni  di  morosità  2024 e 2025 al singolo  comune.  I  dati
  necessari  sono trasmessi al Dipartimento regionale delle autonomie
  locali  dal  competente  Dipartimento regionale  dell'acqua  e  dei
  rifiuti,   cui  sono  forniti  da  Siciliacque  S.p.A..  I   comuni
  interessati, nel rispetto dei principi generali vigenti in  materia
  di  servizio idrico, attivano i necessari strumenti per  assicurare
  che  il  pagamento della fornitura idrica, negli anni  considerati,
  sia   posto   a  carico  degli  utenti  finali,  anche  in   misura
  forfettaria.

   6.  Le  disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 trovano applicazione
  anche  per gli esercizi finanziari successivi, fino all'adeguamento
  dell'ATI di Trapani e dell'ATI di Messina alla normativa vigente in
  materia di sistema idrico integrato. .

   2.  Al  fine  di scongiurare pregiudizi per la salute  e  l'ordine
  pubblico  e  di  assicurare  la  continuità  del  servizio   idrico
  integrato   nell'ambito   territoriale  di   Agrigento   da   parte
  dell'azienda speciale consortile  A.I.C.A. - Azienda idrica  comuni
  agrigentini ,  la  cui gestione rimane ancora pregiudicata  da  una
  carente riscossione della tariffa a carico dell'utenza finale e  da
  mancati pagamenti da parte dei comuni soci di somme dovute a  vario
  titolo  per il servizio, precludendo conseguentemente alla medesima
  di  fare  fronte  con  regolarità ai relativi costi,  l'Assessorato
  regionale  dell'energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità,  è
  autorizzato,   per   gli   esercizi   finanziari   2026   e   2027,
  all'erogazione  straordinaria  in  favore  della  predetta  azienda
  consortile,  a titolo di anticipazione, per un importo  complessivo
  pari  a  10.000 migliaia di euro per ciascun esercizio, secondo  le
  modalità di cui ai commi successivi. L'erogazione straordinaria  di
  cui  al  presente  comma è vincolata al pagamento del  servizio  di
  acqua  all'ingrosso già fatturato ad A.I.C.A. alla data di  entrata
  in vigore della presente legge.

   3.  Le  somme anticipate sono restituite alla Regione dall'azienda
  consortile  A.I.C.A.  in  dieci  anni,  a  decorrere  dal  triennio
  successivo  alla  prima  anticipazione,  sulla  base  di  un  piano
  finanziario   di  rimborso  approvato  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  l'energia  e  i servizi  di  pubblica  utilità,  da
  adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge.

   4.  L'azienda  consortile  A.I.C.A.  decade  dal  beneficio  della
  rateizzazione  concessa  nei termini di cui  al  comma  3  se  alla
  scadenza  del triennio dalla prima anticipazione non ha  completato
  l'attività  necessaria  a garantire la regolare  riscossione  della
  tariffa  per il servizio da parte dell'utenza finale, ivi  compresa
  la collocazione dei contatori.

   5.  L'azienda  consortile A.I.C.A. provvede al regolare  pagamento
  delle fatture riguardanti le forniture di beni e servizi.».

   C'è l'emendamento di riscrittura, che è il 16.Gov.
   Onorevole Safina, il 16.Gov è corretto?
   Sto  andando piano, a livello di lumaca  Ma cos'è il 15 o  il  16
  Ok,  il  15   Per  il  16,  c'è il 16 Gov, che  i  colleghi  stanno
  leggendo.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Solo un'informazione: al comma 4, la somma  anticipata,
  di cui al comma 3...

   PRESIDENTE. Mi scusi. Onorevole Lombardo Giuseppe, venga qui,  per
  favore. Prego onorevole Cambiano, mi scusi se l'ho interrotta.

   CAMBIANO. Assessore, chiedo scusa,  la somma anticipata di cui  al
  comma  3 è restituita da Siciliacque S.p.A. alla Regione, in  dieci
  rate  annuali  di  pari  importo, a decorrere  all'anno  successivo
  all'erogazione  della  somma  senza  interessi .  Ora  noi  abbiamo
  approvato la legge 3 del 2025, un importo di 10 milioni e 709  mila
  euro, come anticipazione, ma con interessi, nel 2025; perché questo
  senza   interessi?   Perché  le  faccio  questa   domanda?   Perché
  nell'intervento di qualche ora fa - ora siamo tutti stanchi - io ho
  ricordato  che Siciliacque, nel 2024, ha distribuito dei  dividendi
  ai  soci, quindi, ha fatto un utile di 5 milioni e mezzo di euro  e
  un milione e mezzo l'ha distribuito come dividendo ai soci.
   Ora,  nel  2025,  quest'Assemblea approva  una  legge,  concedendo
  un'anticipazione di 10,7 milioni, prevedendo gli interessi,  volevo
  solo  comprendere  se  lo  possiamo fare -  quindi  stiamo  votando
  qualcosa di legittimo e perché questa difformità tra il 2025  e  il
  2026, in questo caso; cioè con interessi nel 2025 e senza interessi
  nel 2026. E chi mi risponde?

   PRESIDENTE.  Allora,  siamo  all'articolo  16,  con   il   quesito
  dell'onorevole  Cambiano;  mentre aspettiamo  la  risposta  al  suo
  quesito passiamo all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
                  Interventi in materia di istruzione

   1.Al  comma  2 dell'articolo 9 della legge regionale  24  febbraio
  2000,  n.  6  e  successive modificazioni le  parole   Il  compenso
  annuale  da  corrispondere  al  presidente  ed  ai  componenti  del
  collegio è determinato, nell'ambito delle somme già destinate  alle
  istituzioni scolastiche, in 2.500 euro ciascuno, comprensivo  degli
  oneri  previdenziali,  assistenziali  ed  erariali  previsti  dalla
  normativa  vigente   sono sostituite dalle seguenti:   Il  compenso
  annuale da corrispondere al presidente e ai componenti del collegio
  è   determinato,   nell'ambito  delle  somme  già  destinate   alle
  istituzioni scolastiche, in 3.000 euro ciascuno, comprensivo  degli
  oneri  previdenziali,  assistenziali  ed  erariali  previsti  dalla
  normativa vigente .

   2.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale è autorizzato a concedere un contributo straordinario
  di  1.000 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2026,  alle
  istituzioni  scolastiche  statali  di  ogni  ordine  e  grado,  per
  l'acquisizione  di  attrezzature tecniche e  di  sussidi  didattici
  destinati  ai  propri  studenti con  disabilità.  Con  decreto  del
  Dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale  dell'istruzione,
  dell'università  e  del diritto allo studio, da  adottarsi,  previo
  parere   della  competente  Commissione  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  entro  trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore
  della  presente legge, sono disciplinate le modalità di  erogazione
  dei  contributi  di  cui al presente comma (Missione  4,  Programma
  6).».

   PRESIDENTE.  A  questo articolo, i colleghi avevano chiesto  delle
  modifiche   all'assessore   Turano.  Pertanto,   se   lei   dicesse
  direttamente al microfono quali sono queste modifiche.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor   Presidente,  abbiamo  cassato  il  comma  1  che  riguarda
  l'aumento  del  compenso dei revisori, con l'impegno di  riproporlo
  nel  mese  di  gennaio, quindi abbiamo cassato il  compenso  per  i
  revisori così come richiesto dal Movimento 5 Stelle.

   PRESIDENTE.   Siamo   all'articolo  17.  Lei  l'emendamento   l'ha
  depositato?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Certo, tutti e due.

   PRESIDENTE. È già caricato. Onorevole De Luca Antonio, l'Assessore
  per  l'istruzione  e la formazione professionale  ha  apportato  le
  modifiche da voi richieste.
   Benissimo, allora poniamo in votazione...

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, ovviamente, ritiriamo  tutti
  gli  emendamenti soppressivi. Il Movimento 5 Stelle  ci  tiene,  in
  particolare, ad evidenziare che riconosce il buon lavoro fatto  dai
  nostri revisori nelle scuole, i quali - non segue anche alla  legge
  nazionale - vanno correttamente retribuiti e, conseguentemente, nel
  prossimo  strumento  di  gennaio,  sicuramente  ci  saranno  quelle
  condizioni per approvare questa norma di correttezza, perché chi fa
  un buon lavoro deve essere pagato correttamente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Il parere della Commissione
  sull'emendamento 17 GOV.2? È il soppressivo del comma 1.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 17 Gov.1. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   adesso  all'emendamento  17  GOV.  Il  parere   della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione, così come modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ritorniamo  all'articolo 16, in precedenza accantonato.  Onorevole
  Cambiano,  lei  il  quesito a chi l'aveva posto? All'Assessore?  Lo
  ripeto, lei aveva posto un quesito prima, il suo collega De Luca mi
  ha  distratto.  Volevo  sapere a chi aveva  fatto  questa  domanda,
  all'assessore?

   CAMBIANO.  All'assessore  al ramo che però  mi  ha  detto  che  mi
  risponde l'Assessore per l'economia.

   PRESIDENTE. Ok, allora un minuto.
   L'onorevole    Dipasquale   c'è?   Onorevole    Dipasquale,    c'è
  l'emendamento 37.38. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  37.38.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, l'emendamento 37.38, non era stato votato. È quello  dei
  2  milioni  di euro. Adesso pongo in votazione l'articolo  37,  nel
  testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 114, in precedenza accantonato.
   C'era   la   riscrittura   condivisa  tra  l'onorevole   Lombardo,
  l'onorevole  Spada   Il  114. Lo caricate, per  favore?  Benissimo,
  allora colleghi, si passa all'emendamento 114.24 della Commissione.

   SCHILLACI. Presidente, non ho capito

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, ascolti, inutile il  chiarimento
  perché  gli emendamenti definitivi non sono stati ancora  caricati,
  questi  sono  quelli  vecchi,  abbiamo  qualche  lentezza  con   le
  riscritture. Abbiamo un problema in questa sessione di bilancio
   Io  non  lo metto in votazione, proviamo a capire se si  può  fare
  questo switch
   Sono  rimasti  da votare gli articoli 11, 15, 16, 109,  114,  131,
  132, 133, 134.
   Onorevoli colleghi, giusto per capire quali sono le richieste  che
  vengono fatte dai colleghi, nel rispetto di tutti, sospendo  l'Aula
  per  recuperare, se ci dovessero essere le ultime defezioni  o  gli
  ultimi  accorgimenti, con l'articolo 117 o per andare  ad  inserire
  ciò che era stato concordato e, possibilmente, dimenticato.
   Riprendiamo alle ore 3.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 2.42, è ripresa alle ore 03.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nonostante i ripetuti  confronti,
  abbiamo provato in tutte le maniere di trovare una sintesi.  Questa
  sintesi non si è assolutamente raggiunta pertanto, mi dispiace  per
  tutti coloro i quali hanno aspettato, la seduta è rinviata alle ore
  12.00 3 di oggi, sabato 20 dicembre 2025.

     (La seduta, sospesa alle ore 3.04, è ripresa alle ore 14.17)

                  Presidenza del Presidente DI PAOLA

  PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
  Onorevoli   colleghi,  solo  per  comunicarvi  che  la   seduta   è
  aggiornata alle ore 16.00.
  La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.17, è ripresa alle ore 17.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per comunicarvi  che  tra  dieci
   minuti  è  convocata  una  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari in Sala lettura Deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 18.22)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.   Colleghi,  così  come  deciso  in   Conferenza   dei
  Capigruppo  ricominceremo  la  trattazione  dei  punti.  Gli  unici
  articoli  trattati saranno l'11, il 15, il 16, il 110, il  114,  il
  131, il 132, il 133 e il 134.
   Volevo  comunicare all'Aula che da giorno 13 gennaio 2026,  quando
  riprenderemo i lavori, ci saranno tre disegni di legge che verranno
  trattati; da giorno 13 gennaio 2026 noi materialmente porteremo  in
  Aula  il disegno di legge degli enti locali che è già  pronto Aula
  da  tempo, nel frattempo le Commissioni potranno lavorare ad  altri
  due  disegni  di  legge, uno che riguarda gli  ordinamentali  e  lo
  stralcio ed altro che sarà un disegno di legge omnibus di spesa.
   Pertanto, adesso si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
     Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino  ex PIP
                          Emergenza Palermo
                        e di lavoratori precari

   1.Al  comma  3 dell'articolo 8, della legge regionale 22  febbraio
  2023,  n.  2 dopo le parole  dal 1  gennaio 2023  sono inserite  le
  parole  e fino all'anno 2025 .

   2.  Dopo  il  comma  4 dell'articolo 8, della legge  regionale  n.
  2/2023 è inserito il seguente comma:

    4   bis.   A   decorrere  dall'anno  2026  alla  spesa  derivante
  dall'incremento dell'assegno di cui al comma 3 si provvede a valere
  sulle  disponibilità  della  Missione  12,  Programma  4,  capitolo
  313727. .

   3.  I  commi  1,  2 e 3 dell'articolo 17 della legge  regionale  9
  gennaio 2025, n. 1 sono soppressi.

   4.  Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
  dicembre  2016,  n. 27, nonché dei commi 3 e 4 bis dell'articolo  8
  della  legge  regionale n. 2/2023, come aggiunto dal  comma  2  del
  presente  articolo, l'autorizzazione di spesa di  cui  al  comma  4
  dell'articolo  17  della legge regionale 9 gennaio  2025,  n.  1  è
  rideterminata   in   29.250  migliaia  di  euro   per   l'esercizio
  finanziario  2026,  in  3.875  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2027  e  in  3.530 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario 2028. (Missione 12, Programma 4, capitolo 313727).

   5. Per far fronte alle spese per i contratti di servizio stipulati
  dalla società consortile per azioni Servizi Ausiliari Sicilia (SAS)
  con   i  soggetti  committenti,  mediante  utilizzo  del  personale
  appartenente  all'ex bacino unico ad esaurimento  ex PIP  Emergenza
  Palermo , assunto ai sensi del comma 1 dell'articolo 9 della  legge
  regionale  11  luglio  2023, n. 8 e successive modificazioni,  sono
  trasferite  alla medesima società le necessarie somme valutate  nel
  limite  massimo  di  40.000 migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi finanziari 2027 e 2028. (Missione 1, Programma 3, capitolo
  214112).

   6.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1  dell'articolo  14
  della legge regionale n. 1/2025, per le finalità di cui al comma 21
  dell'articolo  3  della  legge regionale n.  27/2016  e  successive
  modificazioni,   è   rideterminata   a   decorrere   dall'esercizio
  finanziario 2026 e fino all'esercizio finanziario 2038  in  176.800
  migliaia   di  euro  annui  (Missione  20,  Programma  3,  capitolo
  215754).».

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  Governo   Dov'è  l'Assessore?  Buonasera,
  Vicepresidente. Ricordo che semmai dovessimo arrivare oltre le  ore
  20.00, dalle ore 20.00 in poi, semmai dovessimo arrivare, onorevole
  Dipasquale,  si  faranno soltanto le votazioni  di  articoli  e  di
  emendamenti.  Siamo  all'articolo  15,  credo  che  ci  fosse   una
  riscrittura.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari, stiamo discutendo l'articolo 15 che riguarda  i  PIP,
  un  serbatoio di lavoratori importante, aspetto delicato, di cui ci
  siamo  fatti carico, riguarda Palermo, ma ce ne siamo fatti  carico
  nel tempo tutti, nelle varie legislature che si sono susseguite.
   A  me  dispiace non vedere in Aula né il Presidente della Regione,
  né  Forza  Italia. È una vergogna  Dopo che noi abbiamo votato,  il
  Gruppo  tutto, un deputato, due deputati, tre deputati, non possono
  contare nulla rispetto a un partito che è il partito del Presidente
  della  Regione e che si deve portare un risultato che è  quello  di
  una  finanziaria.  È  una vergogna leggere i comunicati  stampa  di
  Forza Italia che attacca Presidente della Assemblea - e questo  può
  anche non interessarmi - ma che attacca il Partito Democratico  che
  in  maniera  responsabile ha evitato i voti segreti sui  forestali,
  sull'ESA, sul lavoro. Vergogna
   Ma  che  uomini siete? Ma che uomini siete, ma che rispetto  avete
  delle  Istituzioni, ma che sensibilità amministrativa avete?  Siete
  veramente piccoli  Siete veramente ingrati
   Veramente, Forza Italia oggi rappresenta un partito che  ha  perso
  il  lume  della  ragione  e ha perso la bussola,  cioè  leggere  un
  articolo  contro  il  Partito Democratico, contro  le  opposizioni,
  sottoscrivendo se era presente il Tizio o il Caio, cercando di fare
  solamente   la  nostra  parte,  cercando  di  dare  un   contributo
  all'andamento di questo Parlamento
   Guardate  che  è  una  vergogna  E sto facendo  riferimento  a  un
  intervento  che è sulla stampa da parte di Forza Italia  che  va  a
  mortificare il ruolo serio del Partito Democratico che  ha  cercato
  di contribuire a risolvere tutta una serie di questioni.
   Quindi,  a  noi  le  cose di casa vostra non  ci  interessano;  le
  contrapposizioni  che  ci  possono  essere  tra  i  partiti   della
  maggioranza  non  ci possono essere, però che nessuno  si  permetta
  veramente, perché siamo stati bravi, siamo stati troppo bravi,  che
  nessuno  si  permetta di  sporcificare  - proprio voglio utilizzare
  questo termine - il ruolo dei parlamentari di opposizione che  sono
  stati veramente responsabili in tutta questa manovra.

                          (Subbuglio in Aula)

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Guardi, sulla stampa sta  circolando
  un comunicato stampa del segretario

                          (Subbuglio in Aula)

   SUNSERI.  Caruso, ha attaccato PD e Movimento 5 Stelle.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. Si rivolga a me, onorevole Sunseri, l'ascolto.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Guardi, non le nascondo un pizzico di
  nervosismo nel leggere le dichiarazioni del segretario regionale di
  Forza Italia che, in una dichiarazione stampa, attacca il PD  e  il
  Movimento 5 Stelle di aver chiuso degli accordi per tagliare  fuori
  la maggioranza e portare avanti la manovra finanziaria.
   Io  non volevo intervenire su quello che sembravano essere notizie
  di stampa che a me, diciamo, non sono state confermate, in merito a
  un   suo   messaggio   ai   Capigruppo   di   maggioranza   perché,
  probabilmente, un suo messaggio che ha rivolto

                          (Subbuglio in Aula)

   SUNSERI. C'è un po' di nervosismo in Aula

   PRESIDENTE. Vada, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. C'è un po'di nervosismo, però io ci tenevo

   PRESIDENTE. Dice? Lei lo avverte?

   SUNSERI.    ci tenevo a ribadire la posizione del partito  che  mi
  onoro  di  rappresentare al di là delle dichiarazioni che ho  letto
  sulla  stampa.  Noi credo, e penso sia abbastanza  palese,  abbiamo
  tenuto  una  posizione  molto coerente sin dall'inizio  dell'arrivo
  della  finanziaria e del disegno di legge di bilancio in Assemblea.
  Abbiamo  presentato  centinaia  di emendamenti  nelle  Commissioni,
  abbiamo   presentato  centinaia  di  emendamenti   in   Commissione
  Bilancio,  portando  avanti le nostre idee e quando  non  erano  le
  nostre   idee   abbiamo  presentato  degli  emendamenti   volti   a
  modificare,  pensiamo,  nel  miglior  modo  possibile,   il   testo
  depositato  dalla maggioranza. In questi giorni, abbiamo continuato
  a lavorare, a studiare, a presentare emendamenti anche in Aula, non
  abbiamo   mai  urlato,  abbiamo  fatto  un'opposizione   dura,   ma
  altrettanto  qualificata, presentando emendamenti  che  rientravano
  nel  merito delle questioni, senza mai andare oltre, senza mai fare
  show,  senza mai fare dichiarazioni che andassero contro il Governo
  ma sul merito delle questioni. Non abbiamo inserito, ad oggi, nulla
  di  nostro,  non  abbiamo fatto accordi con il  Governo,  ci  siamo
  seduti  per cercare di migliorare le norme che pensavamo potessero,
  in  qualche modo, migliorare la finanziaria e la legge di bilancio,
  e questa è la manovra che continueremo a fare.
   Però,  il  Segretario del partito di maggioranza,  del  Presidente
  della Regione, che attacca i deputati di opposizione è una cosa che
  non  si può leggere, perché se il Segretario di Forza Italia  vuole
  che  quest'Aula diventi un Vietnam, per la finanziaria, lo  dica  e
  noi  cominceremo  domani  mattina, non stasera,  perché  l'Aula  la
  facciamo chiudere, perché i termini non sono stati rispettati, e ce
  ne andiamo in esercizio provvisorio e oltre, per discutere comma su
  comma, emendamento per emendamento, articolo per articolo.
   E  siccome l'opposizione, ad oggi, ha mantenuto una statura che  è
  certamente  migliore  rispetto  a quella  che  stiamo  vedendo  dei
  deputati  di  maggioranza che litigano tra di  loro,  noi  vorremmo
  capire, e questo lo chiediamo al Presidente della Regione che  ieri
  ha  deciso  di  volare  a  Roma a fare gli  auguri,  piuttosto  che
  rimanere in Aula per la legge finanziaria, vorremmo capire  qual  è
  l'indirizzo  del Governo nei confronti della legge di bilancio;  se
  il  Presidente  della Regione vuole, così come  il  suo  Segretario
  dichiara,  andare  avanti  comma su comma,  noi  siamo  disposti  a
  discutere  articolo per articolo, senza che ci si muova, senza  che
  si  contingenti  i  tempi, senza che si vada in una  forma  diversa
  rispetto a quella preventivata.
   Il  Movimento 5 Stelle ha presentato gli emendamenti, vogliamo che
  vengono trattati tutti articolo per articolo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Voglio, però, precisare una
  cosa,  chiedo  l'attenzione dell'Aula. Al netto del fatto  che  non
  abbia  letto  io la dichiarazione che è stata fatta, al  netto  del
  fatto  che,  invece,  ho letto parte di alcuni  articoli  che  sono
  usciti  circa  il fatto che io avrei mandato un messaggio,  che  ho
  mandato un messaggio, come appello di responsabilità e rispetto nei
  confronti dei parlamentari.
   E'   vero   che   ho   sempre  cercato  di  fare   il   Presidente
  dell'Assemblea, l'ho fatto per l'opposizione e lo devo  fare  anche
  per  la maggioranza, non credo che ci sia alcuna vergogna da  parte
  delle  proposte  di  ognuno  di noi, ognuno  ha  delle  sensibilità
  differenti,  c'è chi ha cercato di voler migliorare  il  testo  con
  degli  emendamenti di natura ordinamentale -  e preciso  anche  che
  hanno  fatto il percorso che è previsto dal Regolamento -  non  c'è
  stata  una  discrezionalità  tra gli  articoli  o  gli  emendamenti
  aggiuntivi  che  sono stati presentati alla manovra:  sono  passati
  dalle  Commissioni di merito, si sono trovati nel testo e  poi,  da
  un'interlocuzione con le opposizioni, in funzione del fatto che  la
  manovra è passata da 28 a 136 articoli, c'è stata una richiesta per
  accelerare quello che è il percorso dell'Aula e di stralciare tutte
  le norme ordinamentali, e così è stato fatto.
   E'  chiaro che quando un deputato si vede nel testo una norma  per
  la  quale ha lavorato durante tante settimane, e quando io utilizzo
  il  termine "a bocca asciutta" mi viene da pensare anche a temi  di
  carattere  importante,  come l'endometriosi,  per  cui  l'onorevole
  Lantieri  si  era  battuta; vede, essere  "a  bocca  asciutta"  non
  significa  necessariamente una norma, chiamata,  territoriale,  per
  quello  che  può  essere  un intervento infrastrutturale,  di  cui,
  comunque,   non  credo  che  ci  sia  di  che  vergognarsi   ma   è
  semplicemente  rimanere  a  bocca asciutta  su  quella  che  è  una
  proposta  su  un  tema  assolutamente  qualificante,  su  un   tema
  assolutamente  attuale; così come quello sull'endometriosi,  ce  ne
  sono molti altri che sono rimasti fuori.
   Allora, credo che siamo arrivati veramente stanchi, anche rispetto
  a  uno  sforzo che c'è stato da parte di tutti, permettetemi, anche
  di  molti  deputati, tanto di opposizione ma moltissimi, moltissimi
  di  maggioranza,  che dopo settimane di lavoro  di  Commissione  di
  merito e di Commissione Bilancio, si sono trovati con una decisione
  di  imperio  a salvaguardia di una manovra finanziaria,  che  è  la
  legge di stabilità, è la legge più importante per la Sicilia e  per
  i  siciliani, e quindi immagino la delusione di ognuno di coloro  i
  quali  ha  visto vanificato o posticipato, onorevole  De  Luca,  la
  questione è una questione importante.

   DE LUCA Antonino. Senza dubbio, infatti dopo interverrò.

   PRESIDENTE.  Va  bene, interverrà. Quindi, immagino  lo  stato  di
  delusione  da parte di molti colleghi per aver visto stralciato,  o
  ribadisco posticipato, quella che è una proposta emendativa.
   Abbiamo   stabilito  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari  che  non ci sono mai state delle decisioni  che  sono
  state  fatte  d'imperio. Abbiamo fatto prevalere il buon  senso,  e
  ancora  a quello io mi appello, per far sì di poter chiudere questa
  legge di stabilità nei tempi previsti dal Regolamento, entro il  31
  dicembre,  senza ricorrere all'esercizio provvisorio e  soprattutto
  senza alcun genere di "inciucio", "mancetta" o maxi-emendamento, ma
  solo un apprezzabile contributo da parte di ognuno dei deputati.
   Sono   le   18.37:  in  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  abbiamo  stabilito che io non  volevo  utilizzare  il
  podio,   questo   microfono,   questa  poltrona,   del   Presidente
  dell'Assemblea per poter rispondere un po' a quello che è accaduto,
  ma  avendo  sentito  l'intervento dell'onorevole  Sunseri  mi  sono
  permesso  anch'io  di  poter  dire la mia  sulla  questione,  e  lo
  ringrazio perché è meglio chiarirsi prima che dopo.
   Da  parte  mia,  c'è la massima disponibilità nel voler  lavorare,
  però  adesso dobbiamo portare a casa la manovra. Quindi,  chiedo  a
  tutti  i  colleghi, a partire dall'onorevole De  Luca  Antonio,  di
  evitare  di  alimentare  ancora quello  che  comunque  è  stato  un
  sacrificio da parte di ognuno di noi.
   Quindi,  adesso noi andiamo a votare gli articoli così come  siamo
  rimasti.

   ADORNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Adorno, c'è un invito ad andare al voto.  Se
  è indispensabile la faccio intervenire.

   ADORNO. Assolutamente indispensabile.

   PRESIDENTE.  E,  allora, io concludo l'intervento, faccio  parlare
  l'onorevole Adorno e successivamente passiamo all'articolo 110, fin
  quando non abbiamo le riscritture pronte.

   ADORNO.  Presidente, io sono estremamente esterrefatta rispetto  a
  tutto  quello  che  sto apprendendo. È da lunedì  che  sono  qua  e
  praticamente non ho fatto nulla. Siete chiusi nelle segrete stanze,
  non si sa nulla
   Noi  deputati "normali", ai quali ci conteggiano le assenze perché
  non   abbiamo  spartizioni  e  ruoli  apicali,  a  cui  non   viene
  conteggiato nulla, noi siamo qui e non abbiamo nessuna  notizia   E
  leggiamo  sui  giornali  che noi, come Movimento  5  Stelle,  siamo
  coinvolti in una spartizione della quale nulla sappiamo,  e  non  è
  vero, Presidente
   Le  sue  parole, quelle che sono apparse sulla stampa, che  invece
  parlano  di  spartizione e di persone che  sono  rimaste  a   bocca
  asciutta   e  di persone invece  perché le voglio citare  per  bene
  prima che dico qualcosa...

   PRESIDENTE. Le ho già spiegato le parole, onorevole Adorno.

   ADORNO.  Lei  ha  parlato, Presidente, e noi l'abbiamo  ascoltata,
  deve  dare la possibilità di dire quello che penso. Lei non mi deve
  interrompere, Presidente. È la seconda volta che mi interrompe
   Lei  dice:  Qui c'è gente che ha incassato, gente che è rimasta  a
  bocca asciutta  e non funziona, e lo ha inviato a tutti i Gruppi di
  maggioranza.  Questo  certifica che il  Movimento  5  Stelle  e  le
  opposizioni  sono  fuori da questi accordi. Quindi,  assumetevi  la
  paternità  di  questo sfascio in cui state facendo  precipitare  la
  Sicilia.
   La  maggioranza è logora. State combattendo una battaglia  che  si
  vede  in  Aula,  che  vede  l'assenza di  Forza  Italia,  che  vede
  l'assenza  del  presidente Schifani il quale non ha partecipato  ai
  lavori  d'Aula  nella  legge  più importante  dell'anno.  E  questo
  certifica  assolutamente  la vostra inadeguatezza  a  continuare  a
  martoriare la nostra terra.
   Quindi,  vi  prego,  assumetevi la  responsabilità  di  fronte  ai
  siciliani e andatevene a casa

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, però le anticipo che
  il  palco non può essere utilizzato per argomenti a piacere  o  per
  questioni giornalistiche che non vi riguardano.

   DE  LUCA Antonino.  Assolutamente no, signor Presidente, però  per
  me il palco sa perché diventa fondamentale?

   ADORNO. Lei non può limitare gli interventi

   DE  LUCA  Antonino. Perché è diventato difficile  intervenire  dai
  banchi perché ho troppe voci intorno.
   E  allora, signor Presidente, io la ringrazio per la parola, però,
  io  credo  un  momento  di  chiarezza  vada  fatta  perché,  signor
  Presidente, fondamentalmente è successo esattamente quello  che  il
  Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico ripetono da tempo.
   A  prescindere dal testo di partenza questa manovra è stata  preda
  degli  appetiti  dei deputati di maggioranza che si sono  riversati
  nella Commissione Bilancio. È uscito un testo mostruoso e adesso  i
  nodi  sono venuti al pettine e, soprattutto, sono venuti al pettine
  nell'esatto  momento  in  cui da questo  stesso  scranno  vi  avevo
  comunicato  che si sarebbe manifestata la vera mozione di  sfiducia
  del   presidente  Schifani.  Perché  la  mozione  di  sfiducia   al
  presidente  Schifani  è stata votata giorno dopo  giorno,  articolo
  dopo  articolo  comprese le decine e decine di  articoli  che  sono
  stati stralciati da quest'Aula in questa occasione.
   Signor  Presidente, io non ho bisogno di giustificare ciò  che  il
  Movimento  5  Stelle fa perché il Movimento 5 Stelle, da  quando  è
  entrato  in  questo  Palazzo, quello che  fa  ha  sempre  avuto  la
  serenità di poterlo raccontare in ogni luogo e in ogni sede,  e  in
  questo  articolo io mi posso fregiare del titolo che  non  è  stato
  inserito  niente. Proprio con questa serenità e questa serenità  mi
  consente  di dire che quest'Aula deve fare comunque una riflessione
  sul   metodo  con  cui  si  approccia,  ma  soprattutto  se  questa
  esperienza  ha senso che vada avanti perché io credo che  ormai  la
  crisi sia stata parlamentarizzata, io credo che la vera sfiducia al
  presidente Schifani non è quella che non è stata data da chi doveva
  mantenere il proprio ruolo e il proprio stipendio perché là  ognuno
  sentiva  di  votare, innanzitutto, contro se stesso e nessuno  vota
  contro  se stesso, nessuno rinuncia, se non ha la pistola  puntata,
  al  ruolo  di parlamentare di maggioranza.  È normale. Ma  la  vera
  mozione  di sfiducia è questa  E oggi è sotto gli occhi  di  tutti:
  dei Partiti, del presidente Schifani che a questo punto ha una sola
  strada.  Sì,  venire in Aula, ma per dire solo una cosa:  «Chiudete
  questa finanziaria perché io oggi mi dimetto.».

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per cercare
  di  portare un po' di serenità in quest'Aula che è proprio deputata
  ad  un'attività  che  è quella legislativa  che  non  è  quella  di
  buttarla,  sicuramente,  in  caciara per  dire  che  Forza  Italia,
  comunque,  è  un  Gruppo  unito, lo ha  dimostrato  adesso,  lo  ha
  dimostrato  ieri,  siamo stati presenti, al di  là  del  fatto  che
  durante  i lavori dell'Aula è ovvio che, in una finanziaria  ci  si
  possa  riunire,  magari,  in  luoghi diversi,  anche  per  rispetto
  dell'Aula ma, comunque, all'interno del Palazzo.
   Io  debbo dire che noi dobbiamo andare avanti, con assoluto garbo,
  con  l'eleganza che deve contraddistinguere quest'Aula; capisco che
  ci  sono magari degli interventi veementi, degli interventi  magari
  proprio appropriati o adeguati all'Aula, ma che sono dettati magari
  dalla  stanchezza, che sono dettati dallo strenuo lavoro che stiamo
  svolgendo, però, per darci dei tempi e per arrivare alla  dead-line
  che  ci  siamo prefissati, è necessario che si vada avanti  secondo
  me,  con  i lavori, con la trattazione delle norme per arrivare  ad
  una  finanziaria  che,  sicuramente,  porterà  grandi  benefici  ed
  espansività per le attività produttive, per il benessere  economico
  e per il benessere comune dei siciliani.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Porto ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Seguito della discussione sul disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:

                              «Art. 110.
   Interventi per la valorizzazione delle spiagge libere attrezzate

   1.  Al  fine  di  promuovere la qualificazione e la valorizzazione
  delle    spiagge    libere   attrezzate,    anche    in    funzione
  dell'attribuzione  della  Bandiera Blu e della  Bandiera  Verde,  è
  istituito il capitolo denominato:  Interventi per la valorizzazione
  e  l'incremento  dei  servizi nelle spiagge libere  attrezzate  dei
  comuni costieri della Regione siciliana.

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  il  territorio  e
  l'ambiente, da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore
  della  presente legge, sono stabiliti i criteri e le  modalità  per
  l'assegnazione  delle  risorse ai comuni costieri,  sulla  base  di
  progetti  volti  al  miglioramento dei servizi, alla  sostenibilità
  ambientale  e  all'incremento  degli  standard  qualitativi   delle
  spiagge libere attrezzate.

   3.  Per  le  finalità di cui al 1 è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario  2026, la spesa di 5.000 migliaia di euro (Missione  9,
  Programma 1).».

     Si deve soltanto votare il mantenimento dell'articolo.  Pongo in
  votazione  l'articolo 110. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 114. Ne do lettura:

                              «Art. 114.
                Misure per gli agricoltori danneggiati
     dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025

   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e   della  pesca  mediterranea  è  autorizzato  a  concedere   agli
  imprenditori  agricoli,  singoli o associati,  aiuti  a  titolo  di
  indennizzo per i danni alle strutture vegetali di piante arboree ed
  erbacee, alla produzione e alle infrastrutture tecniche e aziendali
  causati  da  eventi  meteorologici di  eccezionale  gravità,  quali
  grandine,  pioggia  e  forte vento, e da incendi  verificatisi  nel
  corso  dell'anno 2025, registrati dalle stazioni meteo del  sistema
  di  Protezione  civile  regionale e dal SIAS  site  nel  territorio
  regionale  e  in corso di accertamento ai fini della  dichiarazione
  dello stato di crisi e di emergenza regionale per gli stessi eventi
  meteo avversi.

   2.  Il  riconoscimento dell'indennizzo è legato alla verifica  del
  danno  e  deve  tenere  conto  dell'effettiva  perdita  del  valore
  economico della struttura vegetale, in conformità a quanto previsto
  dalla   normativa  europea  in  materia  di  aiuti  di   stato   in
  agricoltura.

   3.  Nel  calcolo  dell'aiuto sono considerate le  eventuali  somme
  percepite a titolo di premi assicurativi, le spese non sostenute  e
  quelle    aggiuntive   conseguenziali   alle   avverse   condizioni
  atmosferiche registratesi.

   4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  4.500  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2026  (Missione
  16, Programma 1).».

   PRESIDENTE.  Trovate  sui vostri tablet, l'emendamento  114.23;  i
  soppressivi, onorevole Antonio De Luca, sono ritirati, immagino.
   Siamo al 114, i soppressivi immagino che siano ritirati, onorevole
  Catanzaro.

   SPADA. Sono ritirati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.

   DE LUCA Antonino. Ci sono solo 2 brevi interventi.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Signor  Presidente, grazie per la  parola,  continuo  a
  rimanere  stupito  di come tante famiglie che,  a  Siracusa,  hanno
  perso la casa, hanno perso tutti gli averi

   PRESIDENTE.  Giusto,  giusto,  sta facendo  l'intervento  sul  114
  perché,  l'onorevole Gilistro aveva presentato un emendamento,  per
  poter estendere, per dare un ristoro a tutte quelle famiglie con  i
  quali c'era stato un impegno del Governo.
   È  giusto  che  io  le  dica  anche per fare  chiarezza,  rispetto
  all'atteggiamento  che  c'è  stato, col  Partito  Democratico,  col
  Movimento  5  Stelle, con altri, che non è stato trattato  nulla  e
  non,  è  stato  proprio, come dire, non c'è stata alcuna  merce  di
  scambio,  che  poi  di  merce di scambio non si  sta  assolutamente
  trattando -  perché sta difendendo il principio più nobile, aiutare
  la  gente  che in questo momento è in grande difficoltà  -  con  un
  taglio  gelido,  con  un  taglio freddo, però,  si  è  adottato  il
  criterio  di non trattare null'altro, correggetemi se sbaglio,  che
  non  venga  trattato a gennaio, pertanto, io le sto dicendo  quella
  che  è  stata  una decisione, che è stata presa da tutti,  però  se
  vuole intervenire, prego, continui.

   GILISTRO.  Signor Presidente, non è per qualcosa,  perché  capisco
  quali  sono  state  e  non mi interessano,  quali  siano  state  le
  dinamiche,  ma  alle famiglie che hanno perso tutto, glielo  dovete
  dire  voi  Glielo dovete dire voi, non l'opposizione, è il  Governo
  che  ha promesso, Presidente  È il governo Schifani che ha promesso
  di ristorare quelle famiglie che, si ritrovano senza niente, perché
  non  sono state incluse in una zona di calamità -  e non per  colpa
  loro   -  per  colpa  della  protezione  civile,  per  colpa  delle
  istituzioni
   Lei si deve prendere questo impegno  È due anni che queste persone
  stanno aspettando, e lei dice che sono le opposizioni...

   PRESIDENTE. No, no, onorevole Gilistro

   GILISTRO.  Si è preso l'impegno il Presidente Schifani, ci sono le
  registrazioni, e ora andate a dire voi a queste persone e a  queste
  famiglie che non avranno un tubo, un tubo

   PRESIDENTE.  C'è,  però,  un  impegno,  ora,  anche  -   onorevole
  Gilistro,  vuole ascoltarmi o no? -: visto e considerato che,  come
  il  caso che lei ha sottoposto, ci sono tanti altri casi in Sicilia
  di  gente che ha subìto lo stesso problema per dei terremoti, gente
  che  ha  subìto  lo  stesso problema per  gli  incendi  -  ascolti,
  onorevole Gilistro - questi temi saranno tutti quanti affrontati  -
  così   come  ho  annunciato  all'apertura  dei  lavori  pomeridiani
  dell'Aula  -  durante  un disegno di legge che  sarà  trattato  tra
  gennaio e febbraio.
   Sarà  una  nostra  responsabilità, poi, quella  di  portare  prima
  possibile  alla luce questo disegno di legge che, certamente,  avrà
  anche  l'emendamento che lei stasera ha sottoposto. Ma non possiamo
  fare  "figli e figliastri" stasera, non possiamo permettere che  ci
  siano  emendamenti  che  vadano avanti  e  altri  che  non  possano
  andarci.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Non  posso  che accettare questa sua  riflessione,  ma,
  ripeto, questo suo impegno ulteriore...

   PRESIDENTE. No, ulteriore no, è la prima volta che io mi  impegno.
  Non confondiamoci, è la prima volta che io mi impegno. Lei...

   GILISTRO. Mi ascolti, lei ha detto che tratteremo questo argomento
  di nuovo...

   PRESIDENTE.  Sì, questo è l'impegno che prendiamo  noi,  tutto  il
  Parlamento  insieme,  insieme agli emendamenti  anche  degli  altri
  colleghi di opposizione che hanno rinunciato e a tanti altri  della
  maggioranza che hanno rinunciato.
   Questo  è  l'impegno che noi prendiamo. Se saremo bravi, onorevole
  Gilistro, potremo dare luce a questo disegno di legge tra gennaio e
  febbraio, dipenderà dalla volontà politica di ognuno di noi.
   Questa  registrazione  la  conservi, se saremo  veloci,  bene,  se
  invece  avremo lentezze, perché dovremo intervenire su ogni  genere
  di  articolo, emendamento e comma, chiaramente se ne parlerà per le
  calende greche.

   GILISTRO.  Signor  Presidente, no, vorrei che  questo  impegno  lo
  prendesse l'Assessore Dagnino.

   PRESIDENTE. L'assessore Dagnino metterà le coperture, prendiamo in
  garanzia  tutto  il  Parlamento,  lo  prende  anche  il  Presidente
  dell'Assemblea come impegno, però, onorevole Gilistro, mi  ascolti,
  l'emendamento  sarà  inserito all'interno di un  disegno  di  legge
  dove, oltre le sue proposte, ci saranno altre proposte lodevoli  di
  altri suoi colleghi di opposizione e altri colleghi di maggioranza,
  prima vengono esitati i testi, prima noi cerchiamo di essere quanto
  più veloci possibile e prima potremo dare risposte.
   Quindi,  chiedo  collaborazione al ritorno delle vacanze  affinché
  possiamo  portare avanti anche l'emendamento che lei ha sottoposto.
  Grazie, onorevole Gilistro.
   Si  passa all'esame dell'articolo 114. i soppressivi, onorevole De
  Luca Antonino, i soppressivi ritirati, giusto?

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE.  Benissimo   Si  passa all'emendamento  114.23,  della
  Commissione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 114.23.

   Ora  o  dopo? Ormai è in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 114.24.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 114, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente,  io  intervengo  un  minuto  solo  per
  prendere  atto dell'impegno che è stato assunto, qui, in quest'Aula
  sulla   questione   degli  incendi.  La  ritengo   persona   seria,
  Presidente,  e  prendo atto che l'ennesimo impegno, che  era  stato
  assunto dal Governo e dall'Assessore Dagnino, purtroppo non è stato
  mantenuto. Quindi, sono fiducioso, insieme al collega Gilistro, che
  nella   prossima   tornata  della  discussione   che   affronteremo
  finalmente  le  famiglie  siciliane  della  provincia  di  Siracusa
  avranno finalmente la possibilità di avere un ristoro rispetto agli
  incendi che hanno subìto.

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, però, per essere chiari, e non  voler
  alimentare  alcun  genere di altro malumore all'interno  dell'Aula:
  l'Assessore  Dagnino ha anche dato la copertura per  l'emendamento,
  cosa  che  darà anche a gennaio. Il tema, però, è uno: per evitare,
  ancora, che ci potesse essere qualcosa che potesse andare avanti, e
  qualcosa che non potesse andare avanti, in funzione del fatto che è
  stato  utilizzato questo criterio per tutti, è giusto  che  noi  lo
  spieghiamo,  perché  poi  può sembrare che  si  siano  fatte  delle
  distinzioni.  Purtroppo, in quel criterio -   e  ripeto  che  è  un
  criterio  barbaro per me - abbiamo dovuto, ci siamo dovuti attenere
  a quella che è stata una scelta.
   Quindi,   il  Governo,  in  questo  caso,  aveva  dato  anche   la
  disponibilità.  Voglio rassicurare l'onorevole Gilistro,  ma  anche
  gli altri suoi colleghi che avevano più volte portato avanti questa
  questione,  che  una volta che ci sono le coperture finanziarie,  e
  c'è  la  volontà da parte del Parlamento di voler partorire  questa
  norma, le posso dire che, all'interno di quel disegno di legge così
  come  tante altre norme, più o meno importanti, certamente  troverà
  luce  quel piccolo, piccolissimo ristoro per quei residenti,  e  mi
  auguro che l'onorevole Gilistro possa essere soddisfatto. Va bene?
   Chiedo scusa all'onorevole Schillaci, ero in fase di votazione.

   SCHILLACI. Presidente, avete tolto gli incendi col 114

   PRESIDENTE.  Adesso  siamo all'emendamento  131.  Scusate,  perché
  ancora non è pronto l'emendamento al 15.

   CRACOLICI. Non è emendamento, è articolo 131

   PRESIDENTE. E io che ho detto?

   CRACOLICI. Emendamento.

   PRESIDENTE. Mi scusi. Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:

                              «Art. 131.
                   Modifiche e abrogazioni di norme

   1.  Al  comma 5 dell'articolo 16 della legge regionale  12  maggio
  2020, n. 9 le parole  primo periodo della legge regionale n. 3/2016
  e  successive  modifiche  ed integrazioni   sono  sostituite  dalle
  parole    secondo  periodo  della  legge  regionale  n.  3/2016   e
  successive  modificazioni, solo in caso in cui le  relative  somme,
  ove  previste dai relativi statuti, non incidano su stanziamenti  o
  contributi    statali    o   regionali,   e    previa    produzione
  dell'attestazione   di   sostenibilità   finanziaria    certificata
  annualmente dall'organo di revisione contabile .

   2.  Al  comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale  16  gennaio
  2024,  n.  1  dopo  le parole  Le somme di cui al  comma  1 ,  sono
  inserite le parole  , nelle more della sottoscrizione dei contratti
  collettivi di lavoro, .

   3.  Al  comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  16  gennaio
  2024,  n.  1  dopo  le parole  Le somme di cui al  comma  1 ,  sono
  inserite  le parole  , nelle more della definizione delle procedure
  per l'attribuzione delle progressioni economiche, .

   4.  L'articolo  3 della legge regionale 25 maggio 2022,  n.  13  è
  soppresso.

   5.  Al  comma 15 dell'articolo 6 della legge regionale 20  gennaio
  2021,  n.  1 e successive modificazioni, le parole  bilancio  2027
  sono sostituite con le parole  rendiconto 2027 .

   6.  All'articolo 5, comma 6, della legge regionale 9 gennaio 2025,
  n.  1,  le parole  2025, 2026 e 2027  sono sostituite con le parole
   2025 e 2026 .

   7. All'articolo 39, comma 1, della legge regionale 20 giugno 2019,
  n.   9  e  successive  modificazioni,  dopo  le  parole   avversità
  meteomarine  di carattere eccezionale  sono aggiunte le  parole   ,
  eventi climatici assimilabili a calamità naturali, danni causati da
  animali protetti e/o da specie esotiche invasive .

   8.  Al  comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale  15  aprile
  2021, n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  terzo periodo le parole  A decorrere dall'esercizio   sono
  sostituite con le parole  Per l'esercizio ;

   b) il quarto periodo è soppresso.

   9.  Al  comma  3 dell'articolo 91 della legge regionale  7  maggio
  2015,  n.  9,  dopo  la parola  determinate , le  parole   come  da
  seguente  allegato   sono  sostituite  dalle  parole   con  decreto
  dell'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente  d'intesa
  con l'Assessore regionale per l'economia da emanarsi, previo parere
  della  competente Commissione legislativa dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  entro 180 giorni dall'entrata in vigore della  presente
  legge. Nelle more dell'adozione del predetto decreto continuano  ad
  applicarsi le tariffe introdotte dal comma 2 dell'articolo 26 della
  legge regionale 18 novembre 2024, n. 28. .

   10.  Al  comma 2 bis dell'articolo 27 bis della legge regionale  6
  maggio  1981,  n.  98  e successive modificazioni  dopo  le  parole
   criteri  dell'iscrizione   sono aggiunte  le  parole   sentito  il
  parere dell'organo di gestione dell'ente parco .

   11.  Al  comma 1 dell'articolo 78 della legge regionale 31 gennaio
  2024,  n.  3 le parole  di entrata in vigore della presente  legge
  sono  sostituite  dalle parole  di approvazione del  D.P.  Reg.  n.
  434/TUR/2015 . Agli oneri discendenti dall'attuazione del  presente
  comma  si fa fronte nei limiti delle attuali somme disponibili  sul
  bilancio dell'ente teatrale regionale.

   12.  Al  fine di consentire i lavori di manutenzione straordinaria
  della  sede  legale  della  CESI, il Dipartimento  regionale  delle
  infrastrutture,  della  mobilità e dei trasporti  è  autorizzato  a
  erogare, per l'esercizio finanziario 2026, un contributo massimo di
  150   migliaia  di  euro  in  favore  della  Regione  Ecclesiastica
  Sicilia.».

   PRESIDENTE. Tutti i soppressivi immagino che siano ritirati.

   DE LUCA Antonino. Non tutti

   PRESIDENTE. Va bene. Prego, allora. Chi vuole intervenire? Mi fate
  una cortesia, mi dite, quale volete mantenere?

   DE LUCA Antonino. Io mantengo quello al comma 8.

   SCHILLACI. Io quello al comma 1.

   PRESIDENTE.  Come  è  classificato,  onorevole  De  Luca?  Come  è
  numerato?

   SUNSERI. 131.9. È un soppressivo al 131

   PRESIDENTE. Intanto c'è il 131.61 che sopprime il comma 1, a firma
  del Governo.
   Onorevoli  Schillaci  e  De Luca, avete letto  il  131.61?  E'  la
  soppressione del comma 1, siete d'accordo? Benissimo.
   Pongo in votazione l'emendamento 131.61, che è il soppressivo  del
  comma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  L'ho  capito  che  non  l'aveva  capito    Qual   era
  l'emendamento che voleva mantenere lei?

   DE LUCA Antonino. Il soppressivo del comma 8.

   PRESIDENTE.  Il  soppressivo  del comma  8.  Gli  altri  li  posso
  considerare ritirati?

   SCHILLACI. No.

   DE LUCA Antonino. No.

   PRESIDENTE. Il suo, invece, qual è, onorevole Schillaci?

   SCHILLACI. Ci sono delle norme che sono illegittime

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire poi, a fine
  lavori,  per dichiarazione di voto e, quindi, non entro  in  questo
  momento  nel  dibattito politico che ha avviato  il  segretario  di
  Forza  Italia  ma  questo intervento lo farò per  dichiarazione  di
  voto, alla fine.
   Io  solo una cosa le voglio dire: chiedo all'assessore Dagnino  di
  verificare,  all'interno  dell'articolo  131,  il  comma  12   che,
  rivedendolo, non mi pare un comma di modifica di norma ma mi sembra
  un comma di spesa.

   CIMINNISI. Non è una modifica di norma.

   DI  PAOLA. Non è una modifica di norma sull'articolo 131.  Grazie,
  Signor Presidente.

   PRESIDENTE. Si vota l'emendamento soppressivo su quello.

   SCHILLACI. Il comma 7?

   PRESIDENTE. Stiamo andando in ordine.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Non  voglio  impegnare  il Governo, voglio  parlare  come  deputato
  espressione di un territorio che è la provincia di Trapani.

   PRESIDENTE.  Assessore  Turano,  deve  essere  il  più   sintetico
  possibile.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Noi  abbiamo  fatto  con una legge regionale, onorevole  Cracolici,
  abbiamo  finanziato  Gibellina, prima capitale  italiana  dell'arte
  contemporanea per il 2026, chiedendo di rendicontare le somme entro
  il 2025 quando le iniziative cominciano il 15 gennaio 2026.
   Abbiamo   commesso   un   errore  e,  quindi,   abbiamo   inserito
  all'articolo 131 l'emendamento tecnico che permette di rendicontare
  le  somme  nel 2026 quando si terranno le celebrazioni  e  non  nel
  2025. Chiedo alla Presidenza e all'Assemblea di attenzionare questo
  punto.

   PRESIDENTE. Non penso che su una questione tecnica, se è realmente
  questa...

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  È così.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  È  così, lo dice l'Assessore. Ho parlato a nome dei colleghi  della
  provincia di Trapani con cui ieri abbiamo sottoscritto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 131.3, soppressivo del  comma
  2.
   Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 131.4 soppressivo del
  comma 3.
   Onorevole De Luca, è mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Il Governo può illustrare il comma 3?
   Capisco  che  si parla di progressioni di carriera e  progressioni
  economiche, però, non ne capisco il contenuto.

   CATANZARO. Qualcuno che spieghi il contenuto del comma 3?

                  (voce fuori campo l'on. De Luca A.)

   PRESIDENTE.  Assessore Dagnino, stiamo aspettando lei,  ha  un'ora
  che lo diciamo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Eccomi, scusatemi mi ero  perso
  in altre cose.
   Sì,  il  comma  3,  è un emendamento puramente  tecnico,  è  stato
  predisposto   dagli   Uffici,  consente  di   utilizzare   per   le
  progressioni  economiche, non come avviene oggi i fondi  regionali,
  nel  loro  complesso, ma soltanto i fondi previsti  per  i  rinnovi
  contrattuali.
   Quindi,  oggi  noi  i fondi generali della Regione  mentre  è  più
  corretto, come fa anche lo Stato, utilizzare i fondi contrattuali.

   PRESIDENTE. Un istante, assessore Dagnino, questo cosa è?

   DAGNINO,   assessore   per  l'economia.  Ne   avevo   parlato,   è
  l'emendamento   relativo  all'articolo  131,  alle   modifiche   di
  abrogazione  di  norme,  di  cui avevamo ampiamente  discusso,  che
  prevede  la  proroga dell'Ufficio speciale per  la  gestione  delle
  società partecipate della Regione. Ufficio che è in scadenza il  31
  marzo,  nei primi mesi del 2026, e poiché la dirigente è andata  in
  pensione e l'Ufficio è scoperto ho avuto già l'avviso

   PRESIDENTE. È concordato? Questo è il tema

   DAGNINO, assessore per l'economia. Assolutamente

   PRESIDENTE.  Ditemelo, però.

   DIPASQUALE.  Noi siamo persone serie, perché per le  dichiarazioni
  di Caruso, noi avremmo preso questa cosa e utilizzarla per altro...

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Presidente, grazie. Relativamente all'articolo  131,  ho
  ascoltato  l'assessore  Dagnino, il  quale  avrebbe  illustrato  le
  motivazioni  per  cui  si  andrebbe a  inserire  questa  norma  per
  l'appunto   che  riguarda  il  personale:  io  chiedo,   Presidente
  l'Assemblea,  che  si  utilizzi un unico  criterio  e  non  diversi
  criteri  per fattispecie analoghe, perché nell'articolato, tra  gli
  articoli che sarebbero in questo momento stralciati, ce ne  sarebbe
  uno  di  cui abbiamo discusso in Commissione Bilancio, che riguarda
  appunto  il personale che è assolutamente analogo, stiamo  parlando
  dell'articolo 126.
     O  rientra  anche  l'articolo 126 che,  per  inciso,  Presidente
  dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  No, tranquillo, non rientra né l'uno né l'altro.
   Assessore,  mi  dispiace  non  siamo nelle  condizioni  ancora  di
  aggiungere,  a  levare, non aggiungere  Non lo  possiamo  caricare,
  quindi,  faccio  appello  al Capogruppo: Capogruppo,  non  possiamo
  metterlo, a condizione che... lasciamo fuori sia l'uno che l'altro,
  nel  rispetto  di quello che ci siamo detti. L'Ufficio  speciale  e
  l'altro,  se  dobbiamo mettere altri articoli. Il  126,  ho  capito
  bene? Ho sentito male.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Noi dobbiamo evitare di parlare ad argomento a piacere.
   Stavamo parlando del terzo comma, che c'entra l'emendamento che ha
  proposto  il  Governo che è un emendamento aggiuntivo all'articolo?
  Io  ho detto che ero d 'accordo, ma trattarlo col terzo comma, dove
  lei doveva spiegare che cosa è questo terzo comma.

   PRESIDENTE.  No, glielo spiego io. Siccome stato molto  scrupoloso
  nel  prendere  gli emendamenti che non erano stati  concordati;  ho
  chiesto  questo emendamento, è stato concordato? Sì, e  l'Assessore
  mi ha detto di sì.

   CRACOLICI. Ma stiamo parlando del terzo comma

   PRESIDENTE. L'ho capito, c'è stato poi l'intervento dell'onorevole
  Giambona, che ha chiesto se potesse essere inserito anche  il  126.
  Ho  spiegato  che  in virtù del rispetto del criterio  che  abbiamo
  adottato se è questa la condizione, sarebbe scorretto nei confronti
  degli  altri,  quindi saremmo costretti, sarei  costretto  a  dover
  sacrificare  anche  l'emendamento  del  Governo.  È  indispensabile
  questo  126  o si può trattare insieme a tutti quanti gli  altri  a
  gennaio? Punto di domanda.

   GIAMBONA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Giambona.

   DE LUCA Antonino. Il comma 3?

   PRESIDENTE.  Il  soppressivo...ascolti,  assessore  Dagnino,  deve
  illustrare  il  comma  3 all'onorevole De Luca;  lo  deve  fare  in
  maniera veloce ed esaustiva, per favore.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Il comma 3 è quello che  avevo
  già,  mi  sembra,  illustrato.  Devo ripetere  l'illustrazione  già
  svolta?  Il  comma  3  del 131 è quello che  avevo  già  illustrato
  poc'anzi, mi chiedete di ripetere quello che avevo detto prima?

   DE LUCA Antonino. Io ho ritirato il soppressivo al comma 3.

   DAGNINO, assessore per l'economia. E allora di quale si chiedeva?

   DE LUCA Antonino. Il comma 4.

   PRESIDENTE.   Benissimo,   allora,   ho   capito.   Siamo   adesso
  all'emendamento 131.5, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. No, al comma 4

   PRESIDENTE.  Adesso  siamo  all'emendamento  131.5,   che   è   il
  soppressivo del comma 4. È mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Antonino. Lo vorrei spiegato dall'Assessore.

   PRESIDENTE. Sì, va bene, ok. Assessore Dagnino, gentilmente.

   DE   LUCA  Antonino.  Io  pensavo  si  riferisse  al  comma  3  il
  soppressivo, così com'è nel testo.

   PRESIDENTE.  Non si preoccupi, non è un problema, siamo  tutti  un
  po' provati.
   Faccio  una  domanda: c'è una graduatoria che scade alla  fine  di
  quest'anno,  se non si dovesse fare questa proroga, io  chiaramente
  ora  lo carico così lo leggete, se c'è l'unanimità dell'Aula, bene;
  diversamente, così come gli altri, mi dispiace, visto  che  abbiamo
  votato un criterio, il criterio è valido per tutti. È una questione
  di  equità. Lo sto facendo caricare nei vostri tablet, lo  valutate
  se c'è l'unanimità bene, diversamente nulla.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Onorevole De Luca, il comma  4
  sopprime  la  norma  che  istituiva dei  tagli  nel  fondo  per  il
  personale  che  erano stati previsti in osservanza  di  un  accordo
  Stato-Regione.
   Accordo Stato-Regione che è stato integralmente ottemperato per il
  periodo previsto, quindi, si sopprime il comma.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie, ritirato.
   Onorevole  Catanzaro, ritirate gli emendamenti soppressivi?  Siamo
  al comma 5. Onorevole De Luca mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Li voglio spiegati.

   PRESIDENTE. Quali vuole spiegati, tutti?

   DE LUCA Antonino. Il comma 5.

   PRESIDENTE. Però, la posso dire una cosa, onorevole De Luca? Visto
  anche  il  rapporto  extra  da colleghi che c'è, ma se  lei  fa  il
  soppressivo  e non sa di che cosa stiamo parlando, come  lo  fa  il
  soppressivo?

   DE  LUCA Antonino. Li voglio spiegati più o meno tutti quelli  che
  non  conosco,  sull'intera  manovra, perché  è  diventata  talmente
  mostruosa che è impossibile approfondire tutto in due giorni.

   PRESIDENTE. Va bene, va bene
   Assessore, il comma 5 e si prepari anche al comma 6,7, 8,  9,  10,
  11 e 12.
   È  appena  arrivata la riscrittura dell'articolo 15, grazie.  Così
  nel frattempo, perché ha una settimana che

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Grazie, Presidente.
   Il  comma  5  allinea  l'incarico per i  revisori  contabili  alla
  scadenza  non del bilancio, alla data di approvazione del bilancio,
  ma   alla   data  di  approvazione  del  rendiconto   come   appare
  tecnicamente più corretto, tenuto conto che si esprimono ....

   PRESIDENTE.  Va  bene, grazie. Allora, andiamo  avanti,  si  passa
  all'esame dell'emendamento 131.7 soppressivo del comma 6. Onorevole
  De Luca, è mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato.  Si passa all'esame dell'emendamento  131.8
  soppressivo del comma 7.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente, il comma 7 interviene sulla  legge
  9/2019,   che   è  il  fondo  di  solidarietà  per   la   pesca   e
  l'acquacoltura.  Tuttavia, con questa norma  si  amplia  la  platea
  delle  causali  già  previste, addirittura tre  causali,  che  sono
  disallineate   rispetto   al   Regolamento   dell'Unione   Europea,
  precisamente  con la 20.22.24.73. Quindi, anche gli  stessi  Uffici
  dell'Assemblea  regionale  hanno rilevato  questo  disallineamento,
  pertanto,  o  si interviene modificando questa norma  oppure  sarà,
  diciamo, ritenuta illegittima.

   PRESIDENTE.  Grazie. È mantenuto o ritirato alla fine?  Mantenuto.
  Qual è, il 131.8?
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Il  parere  della Commissione?  Stiamo  trattando  il
  soppressivo del comma 7, che ha appena illustrato l'Assessore.
    Pongo in votazione l'emendamento 131.8. Chi è favorevole si alzi;
  chi è

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 131.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 131.8, soppressivo del comma 7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 58
   Votanti                  48
   Maggioranza              25
   Favorevoli               28
   Contrari                 20
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa all'esame dell'emendamento 131.9, soppressivo del  comma
  8.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, un intervento, vada velocemente.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, questo comma prevede che per
  i  comandati in sanità, le spese non siano più sostenute  come  era
  prima  col  Fondo  sanitario regionale ma  con  voci  del  bilancio
  regionale:  ora, siccome queste coperture a me sembrano  totalmente
  inappropriate

   PRESIDENTE. Ha presentato l'emendamento soppressivo.

   DE LUCA Antonino. Però, lo vorrei spiegare se ...

   PRESIDENTE.  Siamo al comma 8.

   DE  LUCA  Antonino.   Al comma 8. La norma richiamata  recita:  "A
  decorrere dal 2025, l'autorizzazione di spesa per 3 milioni e mezzo
  di  euro ,  senza incremento di unità lavorativa,  che  appunto  si
  tratta di comandati,  ai relativi oneri si provvede con le modalità
  previste ".  L'espressione  a decorrere  con questo  emendamento  -
  guardi che raffinatezza -  viene sostituita con l'espressione   per
  l'esercizio  2025 ,  sanando  così l'autorizzazione  di  spesa  col
  bilancio regionale. Tradotto: questo è un debito fuori bilancio del
  2025, e me lo infilano in finanziaria.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 131.9

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 131.9, che è il soppressivo del comma 8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 58
   Votanti                  47
   Maggioranza              24
   Favorevoli               30
   Contrari                 17
   Astenuti                 0

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa adesso all'emendamento  131.10,  che  è  il
  soppressivo  del  comma 9. Onorevole Schillaci,  è  mantenuto  o  è
  ritirato?

   SCHILLACI. Ritirato.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  posso  chiedere   all'Assessore
  chiarimenti?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. É la  proposta
  che  ho portato in Commissione e abbiamo migliorato in Commissione,
  mettendo anche il passaggio poi del decreto. Se vi ricordate,  poco
  dopo  il  mio  insediamento, ho portato nella mia prima finanziaria
  una tabella dei costi per le autorizzazioni al CTS.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Mettiamo in votazione  il  131.10.
  Chi  è  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.  È  stato
  ritirato dall'onorevole Schillaci.
   Si passa, dunque, all'emendamento 131.11, che è il soppressivo del
  comma 10.
   Onorevole De Luca Antonio è mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Benissimo.  Si passa dunque all'emendamento  131.12.
  Onorevole Schillaci, è mantenuto o è ritirato?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, con questa norma, che pone  fine  a
  diversi contenziosi in essere, c'è la possibilità di retroattività.
  Ma io credo che non sia possibile perché potremmo andare incontro a
  dei  contenziosi  e, comunque, a un rischio di impugnativa,  quindi
  volevo un chiarimento da parte dell'Assessore.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Amata.

   AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  Signor
  Presidente, grazie.
   Collega  Schillaci, nella norma noi riconosciamo il  diritto  alla
  ricostruzione  di carriera, non la retroattività. Il  diritto  alla
  ricostruzione  di carriera, come dire, non cade in prescrizione.  È
  un diritto che hanno questi lavoratori, questi dipendenti dell'Ente
  Teatro autonomo...

   SCHILLACI.  Gli  stessi  Uffici  dell'Assemblea  regionale   hanno
  rilevato profili di incostituzionalità quindi lo chiarisca pure con
  gli Uffici.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, comunque lo ha ritirato?

   SCHILLACI. Sì.

   PRESIDENTE.  Si passa quindi all'emendamento 131.16. Onorevole  De
  Leo, è mantenuto o è ritirato?

   DE LEO. Lo mantengo, perché questa è una riscrittura del comma che
  riguarda  i  lavoratori  del Teatro di Messina,  in  quanto  questo
  prevede  la ricostruzione di carriera che invece il comma  1,  così
  come  è scritto, non prevede, in quanto parte dal 2015. Quindi,  lo
  mantengo e chiedo che venga approvato. Grazie.

   PRESIDENTE. Aspetta, un istante. Già abbiamo un po' di... No,  non
  sto parlando con lei, sto parlando...Intanto, stiamo preparando  un
  117 per ripristinare il comma 7 che è stato bocciato. Corretto?

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE. Benissimo. La prego, un secondo Assessore. Intanto  le
  voglio   chiedere  il  parere  sull'emendamento  131.18,  colleghi,
  onorevole Catanzaro... emendamento 131.18 Assessore, voglio  sapere
  il parere del Governo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il soppressivo del comma 9?

   PRESIDENTE. Ma quale soppressivo, è un sostitutivo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Contrario. Parere della Commissione contrario.

   CRACOLICI. Ma di cosa stiamo parlando?

   PRESIDENTE.   L'emendamento  131.18  dell'onorevole   De   Leo   e
  dell'onorevole  Pellegrino.  Con  parere  contrario  di  Governo  e
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  131.18.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Ancora deve essere approvato, ancora deve essere messo  in
  votazione.

   PRESIDENTE.  No   L'ho messo in votazione adesso.  Ho  chiesto  il
  parere del Governo, il Governo mi ha dato parere contrario.
   Vediamo se c'è un altro 117...

                           (Brusìo in Aula)

   DIPASQUALE. Fate intervenire Caruso

   PRESIDENTE. Non può entrare in Aula.
   Passiamo adesso a votare l'emendamento 131.59 della Commissione.
   Il  parere  del Governo? Assessore, emendamento 131.59. Il  parere
  del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  131.59.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Siamo  all'emendamento  131.15 dell'onorevole  De  Luca  Antonino.
  L'onorevole Di Paola aveva chiesto di intervenire sul 12?

   DI PAOLA. No.

   PRESIDENTE.  No? Grazie. A posto così. Benissimo

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, signor Presidente. Io credo che sarebbe
  un  atto di serietà stralciare questo comma per il semplice  motivo
  che  è  di  spesa, inserito all'interno di una modifica  di  norme.
  Quindi, assessore...

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signori, è un emendamento che è
  stato  introdotto in relazione alla Conferenza episcopale siciliana
  a cui...scusate, perdonatemi...

                          (Proteste in Aula)

   L'emendamento  è  stato  proposto  in  relazione  ai   lavori   di
  manutenzione  straordinaria  della  sede  legale  della  Conferenza
  episcopale  siciliana a cui la Regione ha dato  già  un  contributo
  l'anno scorso e occorre estenderlo per il completamento dei lavori.
   Quindi,  noi  l'abbiamo  inteso  come  un  emendamento  di  natura
  tecnica.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Al  di là del merito della questione, è uno stanziamento
  di  risorse  che  non si può leggere al 131, che reca  modifiche  e
  abrogazioni di norme, non c'entra nulla, al di là del merito  della
  questione, è evidente che non c'entra nulla con quell'articolo

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, che l'Assessore per l'economia ci  spieghi
  cos'è  questo comma in un articolo della finanziaria che  parla  di
  abrogazioni  e  modifiche di norme, che normalmente  interviene  su
  norme  vigenti sulle quali si abrogano o si modificano  proponendo,
  così come ha fatto la Giunta, ma questo è un testo che arriva dalla
  Giunta  in  Commissione,  che è un intervento  finanziario  per  un
  intervento  su  cui nel merito io non ho nulla in contrario,  ma  è
  inaccettabile  che possa farsi con questo trucco di mettere  in  un
  articolo  di  abrogazione e modifiche di  norme  un  intervento  di
  finanziamento  di un'opera  È veramente scandaloso, Assessore   C'è
  una  truffa nei confronti del Parlamento, perché lei non si  poteva
  permettere,  né  lei  né  la  Giunta, di  approvare  nel  testo  di
   abrogazione e modifiche norme . E mi dispiace, lo voglio dire agli
  Uffici,  che  non  sia stato proposto lo stralcio di  questo  comma
  relativamente al fatto che nulla aveva a che fare con l'abrogazione
  e  modifiche  di norme, se non è stato fatto. Se, invece,  è  stata
  proposta  l'inappropriatezza, mi dispiace  che  la  Presidenza  non
  l'abbia   preventivamente  stralciato  o  trasferito  ad   apposito
  articolo  di  finanziamento di altri interventi. Quindi,  qui,  non
  c'entra nulla

   PRESIDENTE. Il soppressivo del comma 12 è mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Bene,  lo  fa suo l'onorevole Cracolici.  Votiamo  il
  131.34 che è il soppressivo del comma 12. Chi è favorevole si alzi;
  si è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Andiamo  adesso a votare Intanto chiedo ai colleghi -  Il  117  si
  vota  all'ultimo, perché non ce n'è soltanto uno, sono diversi 117-
  c'è quello dell'onorevole La Vardera, mi pare.
   Onorevole Cracolici
   Ci  sono, onorevole Giambona, siccome prima avevo parlato con lei,
  se  ha  visto  l'emendamento  che parla della  graduatoria,   fuori
  sacco

                           (Protese in Aula)

   CRACOLICI. In italiano ti dico

   PRESIDENTE. Onorevole, ma non c'è qualche partita stasera? l'Inter
  che  ne so, stasera non c'è serie A, almeno il tennis che a lei  le
  piace, se lo guardi
   Onorevole  Giambona, avete visto che quell'emendamento  tratta  di
  una  graduatoria che effettivamente finisce nel 2025, se non  viene
  prorogata  ora, non potrà venire prorogata negli ordinamentali  del
  2026   C'è  un emendamento il 131.62, che io ho detto che  si  vota
  solo  se c'è l'unanimità  Se voi lo guardate e date l'ok, bene,  se
  non date l'unanimità

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Questo è quello del Governo, 131.62.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Presidente, è assolutamente qualcosa di importante  per
  il  Governo,  però  dico,  poco fa, io  ho  ascoltato  l'intervento
  dell'Assessore Turano. Facciamo un unico emendamento,  perché  così
  come  è importante l'emendamento che sta presentando il Governo,  a
  meno  che l'assessore Turano non è Governo, cioè penso che entrambi
  dico... e allora, cercate di fare sintesi, Assessore.
   Capisco, fate sintesi, giusto? Magari telefonate a Caruso e vedete
  di fare sintesi

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, non chiamiamo gente che non  è  in
  Aula. Andiamo al 131.62, mettiamo in votazione...

   CRACOLICI. È ufficio speciale? Sì, o no? È la proroga?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE.  Assessore si può pronunciare sul 131.62, per favore?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Proroga dell'Ufficio speciale,
  come riportato dalla relazione, sì la proroga dell'ufficio...

   CRACOLICI. Ma non c'entra niente con la graduatoria  Che numero è

   PRESIDENTE.  Onorevole, la graduatoria è quello dopo. No, ho detto
  che  io,  per correttezza nei confronti dell'onorevole  Giambona  e
  degli altri deputati, ho detto all'onorevole Giambona, in virtù del
  fatto  che  abbiamo  adottato  il criterio  di  non  mettere  altra
  materia,  ho  detto  no a lui e no ad altri 69  come  lui,  c'è  un
  emendamento che però, mi dicono, che abbia una scadenza perentoria,
  se  è  vero  e  se  questa scadenza è tale, se è  meritevole  della
  unanimità, bene.
   Diversamente,  così  come per gli altri  È in  quello  successivo,
  come è classificato quello della graduatoria? Il 131.64.
   Intanto siamo al 131.62.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi.  Più  che  altro
  l'Assessore  Dagnino,  o  chi per lui  -  giacché  adesso  leggiamo
  l'emendamento  -  ci  dovrebbe  spiegare  se  questa   esigenza   è
  impellente,  atteso  che,  proprio nell'articolato  stesso,  si  fa
  riferimento  ad una scadenza non del 2025 ma del 31 dicembre  2026,
  quindi,  vorrei  capire  Assessore  Dagnino,  se  effettivamente  è
  qualcosa  che necessita di essere inserito, ora, in questa manovra,
  ovvero alla stregua di analoghe tematiche che abbiamo deciso vadano
  poi  trattate  in  un  momento diverso e lo  tratteremo,  poi,  nel
  disegno di legge che abbiamo poc'anzi detto. Grazie.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Dagnino.
   Onorevole  Giambona, nel frattempo può leggere  quello  dopo,  per
  favore? Grazie.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie. L'urgenza nasce dal
  fatto  che,  come  avevo  riferito in  occasione  delle  precedenti
  interlocuzioni,  la dirigente, attualmente, è andata  in  pensione;
  dovendo  nominare il nuovo dirigente si pone un problema pratico  e
  anche  formale,  giuridico, perché le nomine dei  dirigenti  devono
  avere  durata  biennale, quindi, la nomina del nuovo dirigente  non
  consentirebbe  di  garantire la biennalità -  soltanto  con  questo
  emendamento  -   ma sarebbe una violazione contrattuale  perché  il
  dirigente ha diritto che la durata del contratto sia biennale.
   Quindi,  firma un contratto biennale, dopo di che scade e  non  si
  può  garantire la biennalità della durata dell'ufficio. Questi sono
  i termini per come sono stati spiegati anche dagli uffici.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, per quanto mi riguarda, siccome per  tutto
  quello  che  è  fuori dalle cose che sono state discusse  ci  vuole
  l'unanimità,  io non ne faccio accordi viste le cose che  ha  detto
  Caruso
   Assessore,  siccome il suo segretario regionale ci ha rimproverato
  per   le   cose   giuste  che  abbiamo  approvato,  non   c'è   più
  disponibilità, tutto contro  Almeno per quanto riguarda me: là dove
  ci vuole l'unanimità io non sono d'accordo.

   PRESIDENTE.   Va bene, ora però, gentilmente, guardi l'emendamento
  successivo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, non litigate,  lasciate  litigare
  noi.
   Ha visto l'articolo sull'emendamento successivo? È una graduatoria
  che scade effettivamente nel 2025; questo emendamento, a differenza
  degli altri, proroga una graduatoria, al 31 dicembre 2025.
   Onorevole Safina, questo emendamento a differenza degli altri,  il
  131.64,  oggettivamente sta prorogando una graduatoria che  ha  una
  scadenza al 31 dicembre 2025.

   CATANZARO. Non c'è condivisione, non c'è unanimità.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Presidente,   scusate  colleghi,   sono   abituato   a
  intervenire  dall'altra parte, rimango dietro  e  mi  dispiace  non
  poter  vedere in faccia i colleghi, e vorrei intervenire da lì  per
  guardare.  Chiedo scusa colleghi, Assessore Turano,  si  sposti  un
  attimo.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, siamo in un Parlamento.

   FIGUCCIA.  Con molta calma. Io ho notato, onorevole  Dipasquale  e
  Capogruppo del Partito Democratico, che non sono mancati i  momenti
  in  cui  in  quest'Aula si è riusciti a trovare  un'armonia  e  una
  sintesi  al  di là delle posizioni politiche, e ricordo come  fosse
  oggi una seduta di poche settimane fa in cui rischiando di mettermi
  contro   la  mia  stessa  maggioranza,  ho  riconosciuto   l'onestà
  intellettuale  -   e  presidente Cracolici-  non  la  cito  non  in
  mancanza  di rispetto, anzi è un riconoscimento, cito non  lei  per
  citare la sua persona ma cito il suo intervento di prima.
   Lei  ha  richiamato  ad  un atteggiamento di onestà  intellettuale
  dicendo,  giustamente,  pochi minuti  fa  al  Governo,  che  questo
  Parlamento  è fatto di un Regolamento, che non ci si può  inventare
  di  inserire  delle opere, la realizzazione o il  finanziamento  di
  opere  all'interno  di un 131 che richiama, invece,  alla  modifica
  delle norme.
   Mi  scusi,  Presidente Galvagno, se io cito l'onorevole Cracolici,
  so  che devo rivolgermi a lei, però parliamo in questo caso  di  un
  emendamento  che era stato approvato nella Commissione  di  merito,
  che,  purtroppo, a causa del fatto che noi in Commissione  Bilancio
  non abbiamo potuto sostenerlo, di fatto non è arrivato in Aula.
   È  un  emendamento che ha visto la proroga al 31 dicembre  di  una
  graduatoria -  su iniziativa dell'onorevole La Vardera - si  tratta
  di  un  concorso legato agli operatori dei Centri per l'impiego,  a
  questo  concorso ci sono delle persone che hanno vinto  e  ci  sono
  degli   idonei   che   non  sono  vincitori  di  concorso,   grazie
  all'emendamento  dell'onorevole  La  Vardera,  la  graduatoria  che
  scadeva il 30 giugno 2025 l'abbiamo prorogata al 31/12/2025.
   È  un emendamento -  mi dispiace non vederlo in Aula -  dell'amico
  e  collega onorevole Venezia, con il quale avevo lungamente parlato
  di  questo  testo insieme all'onorevole Pellegrino e a tanti  altri
  colleghi di maggioranza e opposizione.
   Io  vi faccio un appello, al di là dei posizionamenti politici, al
  di  là della sintesi, al di là degli atti in Procura che sono stati
  mandati,   proprio   oggi,  in  funzione   di   una   dichiarazione
  probabilmente anche di stanchezza, e il Presidente che ha fatto già
  delle  considerazioni, e vi chiedo, ci sono delle persone che  sono
  idonee a questo concorso e rispetto alle quali noi decidiamo questa
  sera di uccidere la graduatoria.
   E'  un  appello che faccio in maniera serena, chiedendovi in  nome
  anche  di  tante  persone che ci guardano da casa e  che  aspettano
  questo riscontro che poteva arrivare anche per via amministrativa -
  onorevole Dipasquale - non è accaduto, perché tra l'altro in questo
  momento  sapete  che  l'Assessorato agli Enti  locali  non  ha  una
  governance   e,   quindi, l'unico correttivo che  può  arrivare,  è
  attraverso una decisione di questo Parlamento, che può decidere  di
  mantenere   in  vita  quella  graduatoria  e  dare  un'opportunità,
  evitando, peraltro, che si spendano centinaia di migliaia  di  euro
  per nuovi concorsi che possono essere evitati. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, voglio solo sapere se c'è l'unanimità o meno.
   Non c'è unanimità, benissimo.
   Si passa, adesso a votare l'art. 131, così come....

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, solo un  chiarimento,  perché  il
  Governo -  scusate colleghi - io ero proprio curioso di capire cosa
  pensava,  scusami  collega  Catanzaro, ascoltala  questa  perché  è
  particolarmente importante.
   Il  comma  6,  dell'articolo 131,  io non ho chiesto  che  venisse
  espunto  e  non ho chiesto quali erano le motivazioni  per  cui  su
  questa  norma  si toglieva il 2027, perché volevo  capire  come  si
  muoveva  il  Governo;   il comma che toglie  il  2027  è  il  comma
  dell'articolo tanto voluto dal Presidente Schifani per dare 18 mila
  euro al mese in più a quei medici che andavano a fornire la propria
  attività  lavorativa  o che già la fornivano, nei  pronto  soccorso
  siciliani,  nei  reparti delle aree disagiate,  e  nei  reparti  di
  provincia con meno del 50% del personale.
   Presidente Galvagno, Assessore Dagnino e Assessore Faraoni, lei  è
  qui  presente,  come mai togliete i fondi al 2027 dato  che  questi
  fondi   dovrebbero   essere   garantiti   anche   attraverso    una
  contrattazione?  Perché  la misura che  avete  immaginato  non  sta
  funzionando?  Perché  la  misura su cui il Presidente  Schifani  ha
  messo  10  milioni di euro che avrebbe dovuto risolvere il problema
  della  carenza dei medici negli ospedali e nei pronto  soccorso  ha
  fallito? Ci volete dire, cortesemente, Presidente Galvagno,  guardi
  con  quello che sta succedendo nella sanità una risposta  a  questa
  domanda è dovuta
   Perché  gli  assessorati  alla  sanità  e  all'economia,  entrambi
  espressione  diretta  e  tecnica del Presidente  Schifani,  che  ha
  voluto questa norma per salvare gli ospedali siciliani, a suo dire,
  la  definanzia per il 2027? Perché questa è una risposta dovuta  ai
  siciliani.

   FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONI, assessore per la salute. Io, veramente, ho fatto fatica a
  seguire qual è il quesito che pone.
   È  chiaro  che il Governo Schifani si è posto in difesa di  questi
  particolari operatori che lavorano in un posto di frontiera e hanno
  una difficoltà.

   DE   LUCA  Antonino.  Avete  tolto  fondi.  Avete  previsto  senza
  stanziare i fondi

   FARAONI, assessore per la salute. Li metteremo nell'anno 2027.
   Ci  sono anche attività che vengono coperte dai fondi contrattuali
  quindi, poi, andremo a fare una concertazione con le organizzazioni
  sindacali e potremo trovare anche lì le risorse.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Questa norma era stato  oggetto
  di  attenzione  da  parte  del MEF ai  fini  dell'impugnativa.   Ci
  avevano detto che non si potevano utilizzare queste risorse.
   Abbiamo,  lungamente, negoziato per mantenere le risorse  e,  alla
  fine, abbiamo trovato l'intesa che le mantenevamo solo per gli anni
  2025  e 2026 e la condizione, perché non fosse impugnata, è che  le
  levavamo  a partire dall'anno 2027. Non lo sto dicendo così  perché
  sto cercando una risposta da dare.
   Vi  leggo la relazione illustrativa: "La modifica dell'articolo  5
  consente  di  superare  i dubbi di costituzionalità  sollevati  dal
  Ministero della Salute -  perdonatemi non MEF - e, quindi, si rende
  necessario  per  il rispetto degli impegni assunti  dal  Presidente
  della Regione nell'ambito dei rapporti di leale collaborazione  tra
  Stato  e  Regione".  Cioè, assunto l'impegno del Presidente,  hanno
  rinunciato all'impugnativa.
   Se,  ovviamente,  non  venisse assolto questo impegno,  perderemmo
  credibilità con il MEF perché la prossima volta l'impugneranno...

   DE LUCA Antonino. Assessore Dagnino, io la nota del Ministero l'ho
  letta.
   L'impugnativa    parlava    che   la   misura    doveva    essere,
  necessariamente, transitoria e non definitiva.
   Lei me lo conferma perché l'abbiamo letto entrambi, non che doveva
  essere  di  due  anni in luogo di tre, perché state  togliendo  gli
  incentivi per il terzo anno?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.   Scusate,  molto  semplice:
  quella  era  la prima posizione del MEF: dopo di che c'è  stato  un
  dialogo  con il MEF e l'accordo, l'intesa, la mediazione che  si  è
  raggiunta è che si tenesse soltanto per due anni.

   DE  LUCA  Antonino. Il dialogo? Ma che fate? Vi mandate i messaggi
  su WhatsApp? Il dialogo? Le carte scritte devono esserci

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Infatti,  c'è  l'impegno  del
  Presidente  della Regione all'esito delle interlocuzioni.  Scusate,
  non  ho  capito, mi perdoni, sta sostenendo che non  possiamo  fare
  delle riunioni con il Ministero? Dobbiamo solo scriverci? Qual è la
  tesi? Non capisco.

   FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FARAONI, assessore per la salute. Forse non sono stata chiara.
   Da  questo  momento in poi dopo il 2025, era 2026, come era  stato
  indicato  dall'incontro  che abbiamo fatto formalmente,  onorevole,
  con  un  verbale a distanza, ma ci siamo incontrati con i Ministeri
  affiancanti  che  ci hanno dato questa possibilità.  Dopodiché,  la
  misura  può  rimanere a carico del contratto collettivo  dei  fondi
  previsti  nel  contratto collettivo nazionale  del  lavoro  previa,
  naturalmente,  una  definizione dei percorsi con le  organizzazioni
  sindacali.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire il Vicepresidente.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Grazie,  Presidente.   Colleghi,   io   sto
  intervenendo perché seguendo i lavori di questa ripresa,  e  voglio
  ringraziare    il   Presidente   Galvagno   per   avere    lavorato
  incessantemente  in  queste ore affinché si  potesse  ritornare  in
  quest'Aula  a trattare gli ultimi articoli, a chiudere una  manovra
  che è faticosa, come tutte le manovre finanziarie.
   Mi  volevo  appellare, Presidente Galvagno, alla  sensibilità  del
  collega  Dipasquale  ma,  soprattutto, di tutti  i  colleghi  della
  minoranza,  su questi tre emendamenti che sono stati  illustrati  e
  che   riguardano   una  materia  non  inserita  all'interno   della
  Commissione Bilancio, motivo per il quale ai sensi del Regolamento,
  si   chiede   l'unanimità  di  intenti  in  quest'Aula,   onorevole
  Dipasquale,  perché  stiamo parlando,  al  di  fuori  di  un  clima
  politico  che  si  è acceso ma, soprattutto che  magari  anche  per
  alcune  dichiarazioni,  è diventato un po'  più  complesso,  stiamo
  parlando di lavoratori, di graduatorie di lavoratori, che attendono
  magari  che  quest'Aula si esprima non con la  velocità,  onorevole
  Dipasquale, di chi, magari, giustamente, pone un tema di merito più
  burocratico  che di sostanza nella materia che ha voluto  ricordare
  il  collega  Figuccia, ripresa dal collega La Vardera, già  qualche
  tempo addietro.
   Stiamo parlando di modificare i termini errati di una norma  sulla
  rendicontazione  di  Gibellina, capitale della  cultura,  onorevole
  Catanzaro,  modificare  norme  che  in  passato  erano  errate  che
  consentono  di  poter  spendere  e,  soprattutto,  rendicontare  in
  maniera  corretta  i  fondi,  credo  che  siano  utili  così   come
  prorogare, onorevole Dipasquale, l'Ufficio speciale partecipate  in
  liquidazione della Regione. Perché...

   CRACOLICI. ...l'ufficio speciale è stato votato sì o no?

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea.  Perché mi appello alla possibilità, così  come
  ho  sentito nel merito dei colleghi del Movimento 5 Stelle e alcuni
  della  maggioranza? Perché non si può nella... se mi  è  consentito
  onorevole colleghi.

   PRESIDENTE.  No,  mi  scusi  signor  Vicepresidente,  il  tema  è:
  l'onorevole Cracolici ha fatto una domanda, è stato votato? No.

   CRACOLICI. Quindi non è stato votato

   PRESIDENTE.  Siccome faceva parte dello stralcio,  a  termini  del
  Regolamento, per entrare all'interno...

   CRACOLICI. Noi avevamo detto sì, che per noi c'era l'unanimità.

   PRESIDENTE.  C'è stato l'intervento dell'onorevole Dipasquale,  mi
  scusi Vicepresidente, l'onorevole Dipasquale ha detto di no, quindi
  l'unanimità è di tutti non è

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.  Onorevole  Dipasquale,  al  di  fuori  della
  sintonia, io la definirei così -  onorevoli colleghi scusate, se  è
  possibile intervenire in quest'Aula -  il Governo ha ascoltato  con
  grande rispetto...

   DI  PAOLA.  Non sono d'accordo sull'Ufficio Speciale, o si  votano
  tutti o nessuno dei tre.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Io volevo fare un intervento, scusate

   PRESIDENTE.  ma tutti per me va bene.

   DI PAOLA.  O si votano tutti, o non si vota nessuno dei tre

   PRESIDENTE. Completi, Vicepresidente.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Scusate, onorevoli  colleghi,  l'appello  del
  Governo,  è  di provare ad approvare e, per questo,  io  chiedo  la
  sensibilità,  soprattutto  l'onorevole Dipasquale,  perché  conosce
  bene  il  Regolamento e ha posto un tema che, in maniera  sensibile
  l'onorevole  Di  Paola,  ha  appena richiamato:  sono  tre  materie
  delicate,  sono  tre  materie  dove,  oggettivamente,  è  difficile
  separarci in maggioranza e opposizione.
   Stiamo parlando di graduatorie di lavoratori che stanno attendendo
  una  risposta,  stiamo parlando dei termini di  rendicontazione  di
  Gibellina, capitale della cultura, e stiamo parlando della  proroga
  dell'Ufficio Speciale Partecipate in liquidazione della regione.
   Con enfasi, onorevole Dipasquale, se per queste tre norme si possa
  scendere  dall'Aventino, io credo che si faccia un lavoro utile  ai
  siciliani. Tutto qui.

   PRESIDENTE. Grazie, chiaramente, io sono favorevole alla  proposta
  dell'onorevole Di Paola  affinché si votino tutti e tre; mi  sembra
  chiaro.
   È  iscritto  a  parlare l'onorevole onorevole  Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Sull'ufficio speciale, noi  eravamo  stati  chiari  e
  siccome  avevamo  assunto un impegno già  ieri  sera  come  Partito
  Democratico,  lo aveva fatto il Presidente del Gruppo  parlamentare
  insieme a tutti quanti noi, non avevamo difficoltà.
     Sulle altre cose abbiamo dimostrato la nostra disponibilità. Lei
  capisce, Presidente, però, che quando noi mettiamo la disponibilità
  e dobbiamo essere insultati e la disponibilità significa "inciucio,
  malaffare",  e  questo  ce lo dice il segretario  del  partito  del
  Presidente, non ci stiamo
   Allora  lei,  da  Vicepresidente,  o  prende  le  distanze   dalle
  dichiarazioni  che  sono  state fatte  nei  confronti  del  Partito
  Democratico,  da  parte di Caruso, lei prenda le distanze,  lo  può
  fare  anche  l'Assessore, ancora meglio, e noi  saremo  disposti  a
  continuare a collaborare. Però, se la collaborazione deve diventare
  insulto, questo no  Non è possibile

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. Dico, però,  credo  che
  basti la mia parola.

   DIPASQUALE. No. Non l'ha capito.

   PRESIDENTE.  Aspetti, alt  Lei dice no a prescindere, un istante.

   DIPASQUALE. Perché insultate...

   PRESIDENTE.  Basta comunque leggere le carte per capire che stiamo
  parlando  di una manovra che non ha nulla di scabroso. Io  tengo  a
  precisare  che  questo è l'ultimo intervento e dopo dovremo  andare
  voto a voto fino a quando non si completerà la manovra.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente, le chiedo la seguente: da  quello  che  ho
  capito, si sta chiedendo ai Gruppi in Aula se c'è condivisione  nel
  mettere   in   votazione  questi  tre  emendamenti,  ogni   singolo
  emendamento. Quindi, la richiesta è su ogni singolo emendamento, se
  metterlo in votazione oppure no, sbaglio?
      Su  ogni  singolo  emendamento?  Perché  io  voglio  capire  la
  richiesta.

   PRESIDENTE. Sì.

   DI  PAOLA. Ok, allora, premesso, Presidente, che come Movimento  5
  Stelle  noi  agiamo come opposizione, se c'è... perché poi  passano
  messaggi...
   Vicepresidente Sammartino, purtroppo il Governo -  mi dispiace per
  voi - ha fatto passare messaggi estremamente distorti.
   Per  quanto  riguarda il Movimento 5 Stelle, siccome noi  -  e  lo
  ribadisco  un'ulteriore volta - ci tiriamo fuori da  tutto,  se  da
  parte  del  Governo,  delle  altre  forze  politiche,  sull'Ufficio
  speciale c'è, come dire un'esigenza e un'emergenza immane,  non  mi
  impicco  sugli altri due, Presidente, che sia chiaro.  Però,  dico,
  fughiamo  da  ogni  situazione  che  ha  messo  dentro  il  Governo
  regionale  e  uno  degli esponenti, anzi un  Gruppo,  che  sostiene
  questo  Governo  regionale,  che qui non  ci  sono  accordi  su  un
  emendamento piuttosto che un altro; se c'è l'assessore Dagnino  che
  dice  che  per  i  siciliani questo emendamento  è  importantissimo
  perché   blocca  un  ufficio,  non  mi  impicco  a  dire   no   per
  quell'ufficio. Però, comprendo, Presidente, che è ovvio che ci sono
  altri  due  emendamenti, però, ripeto noi ci tiriamo  fuori  e  non
  chiediamo  ai  Gruppi parlamentari di esprimersi  sugli  altri  due
  perché ho capito che sugli altri due ci sono sensibilità diverse.
   Però,  Presidente,  è  chiaro  che al  Governo  deve  arrivare  un
  messaggio, e lo ribadisco per l'ennesima volta, che in questo  modo
  non si può. Non è il clima adatto.
   Assessore  Dagnino,  non è il clima adatto perché  se  il  Governo
  dimentica  delle  cose - a me dispiace dirlo -  però,  questa  cosa
  poteva  essere  fatta  benissimo un mese fa,  poteva  essere  fatta
  benissimo  due mesi fa  Il Governo non solo si dimentica  le  cose,
  Presidente, ma in più attacca poi le opposizioni
   Perché io cosa dovrei dire sull'emendamento sull'Ufficio speciale,
  Presidente?

   PRESIDENTE.   Pongo  in votazione l'emendamento 131.62,  essendoci
  l'unanimità.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Sugli altri due emendamenti c'è l'unanimità?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Spada)

   DAGNINO, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, ho solo, in
  modo molto angolato, dato una lettura a queste dichiarazioni perché
  capirete  che  sono  momenti assolutamente di grande  fermento  per
  tutti. Io credo di interpretare le parole del Segretario regionale,
  il  quale, essendo portatore delle intenzioni del partito che è uno
  dei  componenti principali della maggioranza, non mi pare che abbia
  mai  avuto  un  metodo  volto a creare contrasti  o  dissapori  con
  l'opposizione,  e l'armonia in questo Parlamento c'è  sempre  stata
  pur  nella  normale  dialettica. Quindi, diciamo  come  membro  del
  Governo, posso certamente confermare la massima disponibilità,  che
  mi  pare abbia dimostrato, al di là che con le parole anche  con  i
  fatti, da parte del Governo e anche diciamo da parte...

   PRESIDENTE.   Grazie Assessore, però in tutti i casi, un  secondo,
  onorevole  Catanzaro  Ha chiesto di intervenire  il  Vicepresidente
  Sammartino, però prima, non è il caso che si parli di soggetti  che
  non  sono in Aula; ad un comunicato stampa si risponde con un  duro
  comunicato stampa, la gente sta vedendo quello che è il  lavoro  di
  collaborazione e poi trarrà le proprie conclusioni.
   Si   sta  partorendo  una  legge  di  stabilità  che  non  ha   un
  maxiemendamento, che non ha un articolo di cui bisogna vergognarsi,
  che  ha  lavorato fino all'ultimo giorno, si concludono oggi  i  45
  giorni.  Si è preferito lavorare anche di sabato, com'è giusto  che
  sia, come fa ogni singolo siciliano, non si è voluto chiudere prima
  per  cercare di migliorare il testo fino alla fine, però non  è  il
  caso  che si citino, si parli di soggetti che non sono presenti  in
  Aula. A comunicato stampa si risponde con comunicato stampa. Adesso
  voglio  sapere, sugli altri due emendamenti c'è l'unanimità? Voglio
  sapere solo se c'è l'unanimità o no?

   CATANZARO. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Presidente dell'Assemblea, mi sembra che da  un'ora  e
  mezza non ho detto nulla.

   PRESIDENTE. Quasi nulla

   CATANZARO. Intanto, nel mio intervento chiedo personalmente scusa,
  per  un'ora  e  mezza fa, perché non appartiene  al  mio  carattere
  urlare  nei  confronti prima del mio amico e  Capogruppo  di  Forza
  Italia,  con il quale non ci siamo intesi, l'ho chiesto in separata
  sede.
     Però,  c'è  un problema, presidente Galvagno, lei  dice  di  non
  parlare  di chi non è presente in quest'Aula, ma chi non è presente
  in quest'Aula e cioè il Presidente della Regione

   PRESIDENTE. Io parlavo di Caruso...

   CATANZARO.  Il  Presidente della Regione e  quindi  il  Segretario
  regionale.

   PRESIDENTE. Non confondiamo

   CATANZARO. E il Segretario regionale di Forza Italia ha  provocato
  attraverso una dichiarazione, questa metodologia di nervosismo  che
  si  innesca  all'interno dell'Aula, che non è figlia  di  un'ora  e
  mezza fa, ma è prodotto di 48 ore che ci sono nei giorni pregressi,
  fino ad oggi.
     E io lo dirò nella mia dichiarazione di voto. Entro nel merito e
  lo  dico  anche  ad  alcuni Assessori, perché non  è  vero  che  le
  opposizioni,  il PD e il Movimento 5 Stelle sono d'accordo  con  un
  pezzo  di  maggioranza ed altro, noi siamo parlamentari all'interno
  del  Parlamento regionale e dobbiamo produrre, attraverso i  nostri
  emendamenti,  attraverso le nostre proposte,  quello  che  è  della
  finanziaria,  cioè  nulla  si  può  fare   C'è  un  gioco  che  sta
  continuando ad aggirarsi - questa è una denuncia che faccio io come
  opposizione  - da parte di alcuni Assessori che giocano all'interno
  dei  Gruppi  cercando  di  fare emendamenti,  cercando...   Perché,
  attenzione il tatticismo d'Aula lo conosciamo e questa cosa non  fa
  bene  al Parlamento e mi appello a lei, Presidente, alle ore  20.00
  dovevamo completare e non potevamo più fare nulla sugli interventi,
  perché  dovevamo votare gli articoli, stiamo continuando a fare  il
  dibattimento sulle cose
   Per  quanto mi riguarda, le norme sono tutte di buon senso  e  non
  c'è alcuna preclusione su quello che possa essere l'inserimento  di
  una  norma  o  di altro. Su un emendamento che è stato  concordato,
  presidente  Galvagno. Mi scusi, mi ascolti presidente Galvagno.  Su
  un  emendamento,  che  è  stato concordato  ieri  sera,  presidente
  Galvagno,  l'Aula si è espressa perché c'era un accordo,  nei  vari
  interventi che stanno avvenendo tra i banchi di Aula, è chiaro  che
  inizia  il  nervosismo tra i vari deputati. Se noi  dovessimo  fare
  come  abbiamo  fatto poco fa, un voto su un comma 7, abrogando  dei
  fondi che vanno verso categorie produttive come quella della pesca,
  è  giusto  che  si  possa  rimediare con un  117,  è  giusto  anche
  intervenire su cose che hanno una valenza: io lo capisco, però devo
  chiedere  su un emendamento che viene fatto per quello che riguarda
  Gibellina, devo dire una cosa, Presidente, quello che devo  dire  è
  che  l'Assessore di merito non può girare chiedendo ai deputati  le
  firme,  creando caos per l'inserimento o altro. Su Gibellina  siamo
  tutti  d'accordo, però questa Presidenza deve assumere una modalità
  diversa  rispetto ad un emendamento che è stato presentato in  quel
  modo  per  noi inserirlo e votarlo. Quindi, gli Uffici trovino  una
  formula,  subemendiamo  quello, perché non è possibile,  altrimenti
  creiamo  precedenti sulle firme che vengono messe negli emendamenti
  e non è un modo  Non è un modo

   PRESIDENTE.  Aveva  chiesto di intervenire il Vicepresidente  come
  ultimo  intervento, dopodiché si andrà voto a voto  sugli  articoli
  rimanenti. Prego, Vicepresidente Sammartino.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie,
  signor   Presidente.   Io  ringrazio  l'intervento   dell'onorevole
  Catanzaro  che  ha  sgombrato  il  dubbio  sul  merito  di   alcuni
  emendamenti. Sono certo che anche sull'emendamento, non me ne vorrà
  il Capogruppo del Partito Democratico, ma a sentire anche le parole
  del  collega  Di  Paola  e,  prima, dell'onorevole  Sunseri,  anche
  sull'emendamento della proroga della scadenza delle graduatorie dei
  lavoratori   che   attendono  le  assunzioni   si   potrà   trovare
  un'unanimità.
   Credo  che  in queste ore, e non me ne voglia nessuno,  sia  stata
  confusa  la normale dialettica tra maggioranza e opposizione  nella
  stesura  di  una norma di bilancio, di una legge di stabilità,  con
  altro.  In  un Parlamento, e lo dico a chi ovviamente ha i  capelli
  più bianchi di me, è da anni che si disquisisce, durante le manovre
  di  stabilità,  per trovare le intese, per trovare negli  incontri,
  non  nelle  stanze oscure così come ho ascoltato, le interlocuzioni
  adatte per migliorare i testi presentati sia dal Governo sia  dalle
  forze parlamentari.
   E  credo  che  il  momento di sintesi serva anche per  provare  ad
  uscire,  dopo  una settimana di lavori intensi, sia in  Commissione
  che   in  Parlamento,  con  una  legge  di  stabilità  quanto   più
  qualificata e qualificante per i nostri concittadini.
   Per  questo  volevo  ringraziare  il  Partito  Democratico  e   le
  opposizioni, non soltanto per la disponibilità assunta fino ad oggi
  nell'aver  accompagnato  il  testo  del  Governo,  arricchendolo  e
  migliorandolo  con  le  loro iniziative, ma anche  per  quello  che
  stiamo  per andare a votare. Io voglio semplicemente ricordare,  in
  conclusione,  che se ci siamo soffermati su alcuni errori  tecnici,
  come su Gibellina o sulla proroga del precariato, della scadenza di
  un  bacino di precari, è perché ci siamo ritrovati sempre su questi
  temi  che  non  hanno un colore politico, ma diventano,  in  questo
  Parlamento,  problemi che bisogna risolvere. I  problemi  purtroppo
  hanno  anche  una  scadenza,  che è il  31  dicembre  2025.  Stiamo
  intervenendo, forse in extremis, per dare ristoro a chi  da  questo
  Parlamento si attende una risposta.

   PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento di Gibellina,
  il 131.63.

   CATANZARO. Sull'emendamento che c'è su Gibellina, siccome si  deve
  seguire un metodo, se gli Uffici ci possono suggerire in quale modo
  si  possa  fare un subemendamento del Governo senza  le  firme  dei
  deputati. Altrimenti, tutti gli altri deputati sono legittimati.

   PRESIDENTE.  Giusto. Allora, si presenta il subemendamento  131.63
  bis,  che  sostanzialmente  è  a  firma  del  Governo,  che  stiamo
  trasmettendo e che è quello di Gibellina.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione adesso  l'articolo  131.  Chi  è
  favorevole...

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e la  pesca  mediterranea.  Non
  volete? Ditelo.

   PRESIDENTE.  Per  la graduatoria non c'è l'unanimità,  ancora  non
  l'ha capito?

   CRACOLICI. Te l'ha spiegato, in italiano

   PRESIDENTE.  Benissimo. Vabbè, andiamo avanti  sull'articolo  131.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Adesso  riprendiamo  l'esame  dell'articolo  15,   in
  precedenza accantonato. C'è una riscrittura finalmente del  Governo
  che  è  il  15.Gov  che  trovate  tra  i   fuori  sacco .  C'è   un
  subemendamento della Commissione Bilancio, oltre quello del Governo
  concordato.  Chiedo  al  Presidente della  Commissione  di  che  si
  tratta. Presidente, qualcuno che mi spieghi l'emendamento Gov.1.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Grazie Presidente. Allora, questa fattispecie riguarda  il
  terzo comma del provvedimento in cui si dice che ci deve essere  il
  cofinanziamento del 50 per cento per le ore, per potere aumentare e
  utilizzare le risorse. Significa che i comuni che sono in  dissesto
  e  in piano di riequilibrio non possono mettere il 50 per cento  di
  cofinanziamento  e  non  possono  utilizzare  queste  risorse   per
  aumentare le ore ai precari, ai part time. Quindi, togliendo questa
  parte, si possono utilizzare le risorse, altrimenti le risorse  non
  si potranno per l'appunto utilizzare...

   PRESIDENTE. Sì, non mi sembra nulla di...

   GIAMBONA. Ma il Governo che dice?

   CRACOLICI. Questa norma riguarda anche i lavoratori dei comuni?

   ABBATE.  Solo i lavoratori dei comuni

   CRACOLICI. E allora, quanto ci stiamo mettendo?

   ABBATE. Ci sono 10 milioni di euro per aumentare le ore ai comuni.
  In  più ci sono che, le economie di ogni anno per il pensionamento,
  invece  di  andare in economia, vengono riversate per aumentare  le
  ore.  In questa parte si era fatta questa distinzione, di aumentare
  e cofinanziarla al 50 per cento con fondi comunali.
   In  questo  caso, verrebbero ad essere esclusi tutti i comuni  che
  sono  in difficoltà, in dissesto o in piano di riequilibrio  perché
  non possono cofinanziare la spesa. Quindi, in questo modo, le somme
  vengono utilizzate e aggiunte ai 10 milioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusate,  posso?  Assessore  Dagnino,  vorrei  che  mi
  ascoltasse.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino?

   CRACOLICI. Io le ribadisco ciò che le ho detto in Commissione e in
  vari  incontri  in  cui abbiamo parlato. Noi stiamo  procedendo  ad
  aumentare le ore di alcuni lavoratori tra cui i precari dei  comuni
  e  i  PIP che, in realtà, non sono precari, sono lavoratori a tempo
  indeterminato, però, a ore ridotte.
   Io  le  chiedo formalmente, a nome di tutta l'opposizione, che  il
  Governo  aumenti  la dotazione per consentire, non  un  aumento  di
  forse  due ore - perché di questo stiamo parlando - ma di garantire
  almeno  4  ore  di aumento del personale utilizzato dai  comuni  in
  atto.
   Quindi,  le  chiedo formalmente... Scusate, mi ascolti  invece  di
  parlare?  Le  chiedo formalmente, siamo alla fine, che  il  Governo
  raddoppi  da  10 a 20 milioni la copertura per consentire,  almeno,
  l'aumento  di  4 ore dei lavoratori che, in atto, svolgono  servizi
  nei  comuni. È una richiesta politica che le faccio a nome di tutta
  l'opposizione, spero anche a nome della maggioranza, perché  stiamo
  parlando di una cosa che interessa tutti.
   Credo  che  il  Governo non possa addurre il fatto che  non  abbia
  risorse disponibili perché questo non è vero. Quindi, le chiedo  di
  fare lei un emendamento per aumentare la copertura.

   PRESIDENTE. Governo, rispetto alla proposta fatta?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Onorevoli, su questo  articolo
  abbiamo fatto davvero molto lavoro preliminare, sia in relazione al
  tema  che  riguarda  i PIP che è un tema, come  sapete,  di  grande
  sensibilità,  anche,  sociale e abbiamo  fatto  il  massimo  sforzo
  portandolo in un primo momento, si era pensato a 34, poi si è detto
  aumentiamo, ancora, con un ulteriore sforzo a 35.
   L'emendamento  ulteriore, la parte ulteriore dell'emendamento  che
  riguarda i contrattisti degli enti locali, anche questo è il frutto
  di  un  lavoro  particolarmente articolato che ha  coinvolto  anche
  interlocuzioni  con  l'associazione  rappresentativa  dei   comuni,
  l'ANCI,  in particolar modo. Si è condiviso, con ANCI, un pacchetto
  complessivo  di  interventi che credo sia di grande  portata  anche
  finanziaria  e  di  un  certo  coraggio,  perché  si  attribuiscono
  maggiori risorse agli enti locali per 30 milioni di euro.
   La  parte relativa ai precari, 30 milioni, che incidono sul  fondo
  di trasferimento ordinario, a questo si aggiungono i 10 milioni che
  sono  qui  stanziati per i contrattisti, quindi un più 40  milioni,
  senza  tenere conto degli ulteriori interventi in tema  di  ASACOM,
  extra  costi, adesso non stiamo qui a sintetizzare tutti gli sforzi
  che  abbiamo  fatto,  ma  che  sono, comunque,  il  frutto  di  una
  condivisione anche da parte dell'ANCI.
   Questa  è  l'intesa che è stata raggiunta e mi pare che  vi  siano
  stati  anche  dei comunicati con i quali l'ANCI ha  espresso  piena
  soddisfazione per gli interventi del Governo. Siamo consapevoli del
  fatto  che occorrerà fare di più, anche per questa ulteriore forma,
  quindi  io in questa sede mi sentirei di dichiarare un intendimento
  del  Governo di trattare nelle prossime occasioni, in cui speriamo,
  come   è   noto,   di  avere  ben  altre  ulteriori   disponibilità
  finanziarie,  quindi posso confermare l'intenzione del  Governo  di
  anche focalizzare l'attenzione su questo tema.
   Questo è quello che mi sento di dire in replica alla dichiarazione
  dell'onorevole Cracolici, che nel merito condivido.

   PRESIDENTE.  Allora, il parere della Commissione  sull'emendamento
  15.Gov.1? No, ci sono...vi spiego subito noi siamo rimasti che alle
  ore 20.00 non si sarebbe più potuto intervenire.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Ci sono... Ascolti un attimo. Cosa?
   Quante ore sono? Assessore, quante ore sono con 10 milioni? No, ma
  infatti nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  si
  è deciso che non si poteva intervenire...

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non  è che lei non è intervenuta  Prima  ci  sarebbe,
  allora,  l'onorevole Geraci che è Capogruppo della Lega, ci sarebbe
  l'onorevole  Cambiano  che ha chiesto di intervenire.  L'ho  capito
  anche  gli altri vogliono fare la stessa cosa., ma anche gli  altri
  vogliono  fare  delle  domande. Se fosse così dovrei  fare  parlare
  prima   l'onorevole   Geraci,  dopo  l'onorevole   Cambiano,   dopo
  l'onorevole  Chinnici, dopo l'onorevole Caronia e si impantanerebbe
  l'Aula, mi dispiace abbiamo deciso di andare in votazione d'ora  in
  poi.
   Assessore,  a  domanda,  quante ore vengono  incrementate  con  10
  milioni di euro?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mi risultano due ore.

   PRESIDENTE.  Alla fine i Capigruppo possono fare la  dichiarazione
  di   voto,   così  siamo  rimasti.  Il  parere  della   Commissione
  sull'emendamento 15.Gov.1?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Assolutamente, non interverrà nessuno, solo il Governo
  interviene per chiarimenti.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il 15.Gov, nel testo  risultnate.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Così facendo abbiamo approvato l'articolo 15 e abbiamo
  approvato la questione PIP e lavoratori.
   Si  passa  all'articolo  16, in precedenza  accantonato.  Ci  sono
  emendamenti  all'articolo? C'è un 16.Gov. No ascolti, onorevole  De
  Luca,  ascolti  un attimo. Mi deve ascoltare però nel  rispetto  di
  tutti.
   I  PIP  erano  un  tema in cui i colleghi palermitani  avevano  un
  altissimo  interesse  di  parlare per  poter  manifestare  il  loro
  impegno  e  la  loro  vicinanza e questo lo  abbiamo  fatto.  Siamo
  rimasti, in Conferenza dei Capigruppo all'unanimità, che dalle  ore
  20.00 avremmo cominciato soltanto sulle votazioni  L'unica cosa che
  possiamo fare dopo, sono le dichiarazioni di voto dei Capigruppo.

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   PRESIDENTE.  Sulla legge? Lei interviene sull'articolo  16  e  non
  interviene  alla fine? No, ma la dichiarazione di  voto  era  sulla
  legge  non  sull'articolo 16. Ascolti, onorevole De Luca,  visto  e
  considerato  che ci sono diversi colleghi che vogliono intervenire,
  se  ne fa carico il Capogruppo o uno per Gruppo. Stessa possibilità
  che  avete  voi sull'articolo 16, l'avranno anche tutti  gli  altri
  partiti con un membro per Gruppo.
   Prego, onorevole De Luca, rapidamente.
   Anziché  l'onorevole  De Luca sta parlando  l'onorevole  Cambiano.
  Allora,  per  essere  chiari nel rispetto  degli  altri,  onorevole
  Cambiano  un  istante, le chiedo soltanto un  istante.  Siccome  ho
  capito  che c'è volontà sull'articolo 16, che è molto importante  -
  così  come  gli  altri - si fa carico l'onorevole Cambiano  per  il
  Gruppo  del  Movimento  5  Stelle; se volesse  intervenire  qualcun
  altro,  uno per Gruppo. È iscritto a parlare l'onorevole  Cambiano.
  Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Grazie Presidente. Intervengo perché quest'Aula  e  ogni
  parlamentare  qui  presente,  si assumono  una  responsabilità  nei
  confronti dei siciliani e, allora, io ieri sono intervenuto alla...

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Cambiano non c'entro niente, quelli  sono  i
  colleghi  del  Partito Democratico. Onorevole Catanzaro   Onorevole
  Cambiano, aspetti, ci deve essere la luce rossa (in riferimento  al
  microfono acceso, n.d.r.).
   Prego, onorevole Cambiano.

   CAMBIANO.  Presidente, credo che siamo tutti stanchi,  ma  abbiamo
  una  grande  responsabilità. Qua non stiamo discutendo  di  qualche
  euro  o  di  qualche contributo di centinaia di  euro,  qua  stiamo
  discutendo di milioni di euro e del futuro dei siciliani.
   Ora,  siamo  stati  giorni ad attendere ore e ore,  interlocuzioni
  fisiologiche,  confronti normalissimi, ma non possiamo  arrivare  a
  discutere  degli articoli così importanti in qualche istante  senza
  avere delle risposte da parte del Governo. Io ieri sono intervenuto
  alle  tre  di  notte  o  alle  tre del  mattino,  per  porre  degli
  interrogativi,  trattiamo il tema, che sia  chiaro  per  tutti,  di
  Siciliacque, della gestione del servizio idrico in Sicilia.
   La  Corte  dei  Conti certifica un fallimento  della  gestione  di
  questo  servizio, non mi potete chiedere di votare a  sacco  d'ossa
  una norma per alzata e seduta, chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi, senza avere risposte rispetto agli interrogativi
  posti.
   Con  questa norma diamo 19 milioni di euro a Siciliacque,  i  miei
  quesiti  sono, assessore Dagnino, pretendo e lo dico con  toni  che
  non mi appartengono...

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, sta ponendo un quesito.

   SUNSERI. Parliamo di 20 milioni di euro, ascoltiamo un secondo.

   CAMBIANO.  Assessore, qua non abbiamo trovato 10 milioni  di  euro
  che  le  opposizioni  chiedevano per dare  risposte  alle  famiglie
  siciliane e ai lavoratori, cosiddetti ex contrattisti dei comuni  e
  stiamo dando 20 milioni di euro a Siciliacque.
   Allora  i  quesiti  sono: 1) nell'ultima legge  di  variazione  di
  bilancio dello scorso luglio abbiamo dato a Siciliacque, con  legge
  regionale,  9 milioni e 900 mila euro per il 2025, abbiamo  dato  a
  Siciliacque per il 2026, 25 milioni e trecentomila euro e,  per  il
  2027,  32  milioni di euro per la gestione dei tre  dissalatori  di
  Trapani, Porto Empedocle e Gela.
   Quando  in Commissione Bilancio ho posto il tema su queste risorse
  date a Siciliacque, nessuno è stato in grado di rispondere rispetto
  al costo di gestione per la produzione dell'acqua.
   L'Assessore mi aveva detto in Commissione - e ci sono i verbali  -
  che  un  metro  cubo  di acqua dissalata costa circa...  Assessore,
  forse non ci siamo compresi, io sono una delle persone più moderate
  che c'è in quest'Aula, però stiamo parlando di 20 milioni di euro a
  Siciliacque che è partecipata per il 75 per cento da privati  e  lo
  stiamo approvando a sacco d'ossa, un articolo a conclusione di  una
  maratona, pretendo e pretendiamo, da cittadini non da parlamentari,
  delle risposte
   Noi  abbiamo dato nell'ultima variazione di bilancio  -  la  prima
  domanda   è  questa,  il  primo  quesito  è  questo  -  nell'ultima
  variazione di bilancio del 2025 abbiamo dato 9 milioni e  900  mila
  euro a Siciliacque, per i quattro mesi, per i costi di gestione dei
  dissalatori  di  Porto  Empedocle, Trapani e  Gela,  26  milioni  e
  trecentomila euro per il 2026 e 32 milioni per il 2027.
   Il primo quesito è: considerato che i dissalatori non sono entrati
  in  funzione nei tempi previsti; considerato che il costo era stato
  sovrastimato perché - Assessore mi deve seguire - nel calcolo e nel
  conteggio  in Commissione è stato detto 2 euro al metro  cubo,  300
  litri  al secondo, per i quattro mesi quotavano 6 milioni di  euro,
  noi  abbiamo  dato  4  milioni  di euro  in  più   Ora,  siccome  i
  dissalatori sono entrati in funzione in ritardo, l'altro quesito è:
  l'acqua  immessa  nelle reti, venduta ai gestori  privati  per  cui
  stiamo dando 20 milioni di euro a Siciliacque viene pagata e quindi
  l'altro  quesito  è  noi  abbiamo dato  dieci  milioni  di  euro  a
  Siciliacque  perché  veniva a 2 euro al metro cubo,  quest'acqua  è
  stata  venduta perché ora lei mi ha detto a microfoni spenti che  i
  20 milioni di euro sono per pagare l'acqua a Siciliacque, ma se noi
  l'acqua  la paghiamo a Siciliacque e  già gliel'abbiamo pagata  con
  legge regionale 10 milioni di euro, questo è il quesito, non  so se
  mi   ha   seguito,  per  la  produzione  dell'acqua  dissalata   ma
  Siciliacque quest'acqua la vende, tant'è che noi stiamo  dando  con
  legge  regionale per la terza volta altri 20 milioni di  euro;  nel
  2022, le abbiamo dato 23 milioni di euro, nel 2025 abbiamo dato  10
  milioni e 700 mila euro per gli ex civici EAS.
   Siciliacque è partecipata a 75 per cento da soci privati, ieri  le
  ho  ricordato che nel 2024 ha fatto utili per 5 milioni e 600  mila
  euro e ha distribuito dividendi ai soci.
   Noi  Regione, siciliani, non troviamo i 10 milioni di euro per  le
  periferie,  per  aiutare le famiglie bisognose, per i  contrattisti
  dei  comuni e continuiamo a regalare soldi ai privati il  cui  capo
  del  Consiglio  di  amministrazione  è  un  esponente  della  Lega,
  nominato da questo Governo.
   Allora, io pretendo risposte e glielo dico, Presidente, con  tanta
  serenità, le risposte devono essere chiare, noi questi soldi a  che
  titolo  li abbiamo dati a Siciliacque consorzio privato, la Regione
  non può regalare soldi pubblici ai privati.
   L'altra  domanda  è:  perché  l'anno scorso  con  legge  regionale
  abbiamo dato un'erogazione e un'anticipazione di 10 milioni  e  700
  mila  euro  a Siciliacque, prevedendone gli interessi e  quest'anno
  nella  norma  prevediamo 19 milioni di euro, senza  interessi?   La
  seconda  domanda,  perché l'anno scorso abbiamo  previsto  con  gli
  interessi  e  quest'anno prevediamo di dare 20 milioni  di  euro  a
  Siciliacque  senza interessi? O abbiamo sbagliato l'anno  scorso  o
  stiamo  sbagliando quest'anno, delle due l'una   Ed  è  la  seconda
  domanda
   La terza è: rispetto a queste anticipazioni dal 2022 - se vuole le
  ricordo quant'erano nel 2022 - erano 24 milioni di euro, 10 milioni
  e  700 mila euro nel 2025 e ora sono 20 milioni di euro. Quindi, in
  tre  anni,  abbiamo  dato  50 milioni di  euro  a  Siciliacque.  Io
  pretendo  di sapere se Siciliacque, rispetto a quanto era  previsto
  in norma, ha restituito queste somme, quanto ha restituito e non me
  ne  vado  da qua. Chiami gli Uffici, chiami chi vuole: i  cittadini
  devono  sapere  se  questi soldi pubblici dati a  Siciliacque  sono
  rientrati, perché non siamo a casa nostra
   Questo  è  un Parlamento che è stato svilito rispetto a interventi
  che  a  volte  non  condivido, rispetto a esternazioni  di  intese,
  accordi.  Qua  c'è  chi è al Governo, che ha una responsabilità  di
  Governo, e chi è all'opposizione, nell'interesse dei cittadini,  di
  contribuire  al  miglioramento di alcune norme.  E  quando  vengono
  chiamate intese, quando vengono chiamati accordi, qua nessuno si  è
  accordato  e  nessuno ha intese con nessuno  Ci rispettiamo  tutti:
  prima  come  uomini  e donne, poi come persone e  poi  ancora  come
  politici.  E  quelle dichiarazioni che continuano ad avvelenare  il
  clima  politico  non le condivido, perché i problemi  interni  alla
  maggioranza sono problemi politici in cui l'opposizione  non  vuole
  minimamente entrare e non vuole minimamente creare alcuna  tensione
  rispetto ai problemi politici interni alla maggioranza.
   Però qua si chiede, con senso di responsabilità, di non continuare
  ad   avere  fretta  su  temi  che  invece  necessitano  di   essere
  approfonditi, perché siamo qua da sette giorni e ora io  non  posso
  ritornare in una città in cui l'acqua viene erogata ogni 15  giorni
  e   non  saper  dire  perché  abbiamo  regalato  soldi  pubblici  a
  Siciliacque. Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.   Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  apprezzato e apprezzo la passione con la quale il collega  Cambiano
  ha  affrontato  un  tema  assolutamente  spinoso  che  richiama  la
  responsabilità  politica di ciascuno di noi ma in  particolar  modo
  del  Governo  perché  vede, assessore Dagnino,  purtroppo  non  c'è
  l'assessore  Colianni che avrebbe fatto bene a essere presente  per
  assistere.

                           (Brusìo in Aula)

   SAFINA. Vi chiedo scusa, signor Presidente.
   Avrebbe   fatto  bene  l'assessore  Colianni  ad  assistere   alla
  discussione  su  un  articolo  così importante  che  attiene  a  un
  servizio  fondamentale per i cittadini siciliani che  pagano  sulla
  loro  pelle la mancata programmazione, che pagano sulla loro  pelle
  l'incapacità  di potere fare investimenti, di potere  difendere  il
  valore delle loro imprese perché non siamo nemmeno in condizione di
  offrirgli  un servizio, fondamentale, come quello dell'acqua.  Però
  dobbiamo  riportare le cose allo stato di quella che è,  realmente,
  la situazione.
   Veda,  assessore  Dagnino,  il tema che  dovremmo  porci,  che  in
  qualche modo poneva l'onorevole Cambiano, è vero.
   Noi, lo dichiarò l'assessore Colianni durante la discussione nelle
  scorse  variazioni  di  bilancio  Colleghi  però,  dico,  l'Aula  è
  immensa, Presidente.

                           (Brusìo in Aula)

   Lo  dichiarava l'assessore Colianni durante l'ultimo  assestamento
  di  bilancio:  il costo industriale dell'acqua dissalata è di  1,50
  euro al metro cubo .
   Noi  stiamo trasferendo risorse per pagare circa 9 milioni e mezzo
  di  metri  cubi  d'acqua  che,  come diceva  il  collega  Cambiano,
  quest'anno  non  sono stati prodotti, ne sono stati prodotti  molti
  meno perché sappiamo che il dissalatore di Porto Empedocle lavora a
  mezzo  servizio,  quando lavora, quello di  Trapani  è  partito  in
  ritardo, quello di Gela ha avuto altri problemi.
   Stiamo  pagando, comunque, senza alcun controllo - mi permetto  di
  dire - oltre 2,50 euro a metro cubo.
   Allora,  io vorrei riportarle - assessore Dagnino, lei  che  è  un
  brillante esperto di economia - i dati del bilancio di Siciliacque.
   Siciliacque  fattura  55  milioni di euro,  è  una  utility,  dati
  dell'ultimo bilancio, e dichiara utili per 5,5 milioni e  mezzo  di
  euro.  Quindi  un  utile netto del 10 circa che per  utilities,  al
  netto  dell'energia che per adesso fa numeri assurdi,  sono  numeri
  altissimi.
   Noi stiamo garantendo sui tre dissalatori siciliani un ricarico di
  oltre il 100 per cento.
   Mi pare che al netto del fatto che poi Siciliacque, sicuramente, è
  una  partecipata  regionale  ma  è una  partecipata  indirettamente
  statale perché Italgas è una partecipata statale.
   Ma  dico nemmeno allo Stato si può consentire di avere un ricarico
  del 100 per cento su un servizio essenziale per i cittadini.
   Lo  stesso  vale per l'acqua che preleviamo per le  dighe,  perché
  l'acqua  viene  fornita dal sovrambito a oltre 70 centesimi  quando
  produrla costa 10 centesimi. Il sovrambito che fa pagare di più.
   Allora,  è  chiaro  che questi temi li dobbiamo  affrontare,  come
  diceva  correttamente  l'onorevole  Cambiano,  ma  dobbiamo   farlo
  evitando che dalla nostra discussione derivi un ulteriore danno per
  i cittadini perché a fronte di tanti torti - io vengo da una scuola
  in  cui a fronte di tanti torti anche una sola ragione va difesa  e
  valorizzata.
   Oggi,   per  quanto  riguarda  il  primo  comma,  la  prima  parte
  dell'articolo,   così  come  riscritta,  bisogna  riconoscere   che
  Siciliacque ha una sola ragione: sta fornendo acqua a molti  comuni
  siciliani  a  causa degli errori commessi dalla Regione  siciliana.
  Però  Siciliacque non può essere pagata perché manca un gestore  o,
  meglio,  secondo quelli che sono i pronunciamenti  delle  Corti  di
  giustizia  del  nostro  Paese, il gestore è la  Regione  siciliana;
  tanto  è vero che noi, come gruppo del Partito Democratico, avevamo
  detto  che  avrebbe  dovuto pagare la Regione  questi  20  milioni,
  perché il debito c'è.
   La  soluzione che ha trovato il Governo è una soluzione che, a mio
  avviso, non è corretta e fa sorgere spontaneamente quelle questioni
  e  quelle domande che ha fatto l'onorevole Cambiano. Però oggi,  se
  noi,  a  fronte  di  cittadini  già  penalizzati,  di  comuni   già
  penalizzati, dicessimo che queste risorse, per ciò che concerne  il
  primo  comma, non devono trasferirsi, alla fine faremmo  una  toppa
  peggiore  del buco, perché graveremmo ulteriormente i cittadini  di
  un   disservizio.   Siciliacque,  infatti,  sarebbe   assolutamente
  legittimata  a  dire: non svolgo più le funzioni di sovrambito  per
  quei comuni e non fornisco più loro l'acqua.
   Ora,  io comprendo e mi schiero al fianco delle battaglie che pone
  l'onorevole  Cambiano, però oggi c'è bisogno di avere  a  cuore  le
  ragioni  dei  cittadini, di oltre 150 mila cittadini siciliani  che
  rischiano di non avere l'acqua. È una soluzione ponte non condivisa
  quella  del  Governo regionale, ma probabilmente  in  quest'Aula  è
  l'unica  che  oggi  ci  può vedere concordi e  che  ci  può  vedere
  affrontare  un  problema sapendo che da qui al  2026,  lo  dovremmo
  risolvere definitivamente.
   Quindi,  mi  appello al senso di responsabilità di quest'Aula,  mi
  appello  al senso di responsabilità di ciascuno di noi, per  potere
  superare  questa questione, per quest'anno, nell'attesa  ovviamente
  che anche l'ATI idrico di Trapani e quello di Messina, facciano  la
  loro parte. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie.  Ha  chiesto  di  intervenire   l'assessore
  Savarino, prego poi c'è la risposta...

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente.  Questa è una norma, intervengo come deputato  del  mio
  territorio  agrigentino,  che  il  Governo  ha  voluto  scrivere  e
  proporre  a  quest'Aula e, credo che da questo punto di  vista  non
  manchi  la  condivisione, per tentare di salvare alcune  realtà  e,
  nello specifico, nella provincia di Agrigento, il tentativo di  una
  società  pubblica  che  AICA,  di  gestione  dell'acqua,   con   la
  difficoltà però nei ritardi i pagamenti che l'attuale governance ha
  ereditato e che metteva a rischio la stessa sopravvivenza di AICA.
   Quindi  questa anticipazione che il Governo regionale ha  proposto
  all'Aula e che l'Aula, mi auguro, condivida, dà così la possibilità
  ad  AICA  di  respirare  e di poter fare una cosa  importantissima,
  perché,  ha  ragione il collega Cambiano, mi dispiace  che  non  ci
  siano   gli  altri  colleghi  agrigentini,  c'è  solo  il   collega
  Catanzaro, ma sappiamo bene, noi nel territorio agrigentino, quanti
  comuni  non rispettano i pagamenti nei confronti di AICA  e  non  è
  giusto che ci siano utenti, cittadini di un comune che pagano  e  a
  15  chilometri, a 10 chilometri, in realtà, invece di cittadini che
  non  pagano  nel  silenzio di chi li amministra non  hanno  neanche
  addirittura i contatori
   Quindi, so che la governance attuale ha messo finalmente un  freno
  a   queste   cattive   abitudini,  a  questa   mala   gestio,   sta
  regolarizzando  la  situazione e si è impegnata  in  questo  senso,
  anche  nei  confronti del presidente Schifani,  che  ringrazio  per
  l'attenzione che ha avuto, e che quindi anche ad Agrigento cambierà
  il  volto  di  questa  società anche nei rapporti  di  quei  comuni
  reticenti  e  morosi che, purtroppo, stanno mettendo in  difficoltà
  AICA col rischio che Siciliacque togliesse la dotazione di acqua  a
  discapito  anche di tutti quanti gli altri comuni che  invece  sono
  in regola.
   È  vero  anche  che nell'intervento dell'onorevole Cambiano  vanno
  sottolineate  quelle  punte  di  verità  che,  anche  nella  scorsa
  legislatura,  più volte noi abbiamo sottolineato nella  Commissione
  che   io   mi   pregiavo  di  presiedere,  quando  abbiamo   votato
  all'unanimità  quella risoluzione che accompagnava la  rottura  dei
  rapporti con l'allora ente gestore che, invece, era un ente privato
  e dava il via alla società pubblica che oggi abbiamo.
   I  rapporti tra la Regione siciliana e Siciliacque li abbiamo  più
  volte  attenzionati,  abbiamo  anche  verificato  più  volte   quei
  contratti,  non  c'è  dubbio che il collega  abbia  ragione,  vanno
  attenzionati,  verificati perché la Regione  siciliana  deve  avere
  forza  in  questo rapporto con Siciliacque e fare innanzitutto  gli
  interessi  dei siciliani, del territorio e dei nostri cittadini.  E
  troppe  volte,  invece,  in situazioni di ricatto  morale,  essendo
  l'ente  di sovrambito, ci siamo trovati in territori in difficoltà,
  compreso adesso ad Agrigento perché se non ci fosse stata la  moral
  suasion del presidente Schifani, in questo momento, gli agrigentini
  avrebbero la dotazione di acqua ridotta.
   E  quindi, invece, fidandosi del presidente Schifani hanno evitato
  questo e questa anticipazione di credito ci permetterà di dare  una
  prospettiva  ad AICA e alla nuova governance di AICA che  ringrazio
  per  gli sforzi che stanno facendo, sia i sindaci che la dirigenza,
  di  mettersi in regola e continuare ad avere quella speranza che  i
  cittadini avevano in una società pubblica.
   Accompagnata a questo ci saranno gli investimenti, che sulle  reti
  sono  già stati avviati, e che devono essere implementati, che sono
  certa,  grazie  ai  fondi extra regionali, troveranno  nelle  nuove
  progettazioni l'avvio perché le tematiche sono tante e  sono  anche
  ataviche, ma una pena al giorno, andranno risolte.
   Collega,  farò presente all'Assessore che non è presente  oggi  in
  Aula, all'Assessore di merito, che su questo tema dei rapporti  tra
  la  Regione siciliana e la società di sovrambito bisogna accendere,
  aprire un tavolo e bisogna farlo in questa sede istituzionale che è
  il  Parlamento, coinvolgendo tutti i deputati ai territori, in modo
  tale  che  si sappia in maniera chiara e trasparente chi deve  fare
  cosa e cosa c'è dietro il costo che i siciliani pagano dell'acqua.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA. Rispetto all'intervento della collega Savarino volevo
  fare  presente  un  passaggio, perché  in  questa  vicenda  che  ha
  raccontato  con  passione  sia il collega  Safina  che  il  collega
  Cambiano, c'è un grande paradosso. E non possiamo fare finta che la
  Regione, sotto questo punto di vista, dica di stare con i cittadini
  e  poi  di fatto sta con Siciliacque. E qual è la prova, la pistola
  fumante,  di  questa cosa, Assessore? C'è un pozzo, Favara  Burgio,
  che...

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Lo so  meglio
  di lei.

   LA VARDERA. Assessore, lo spiego perché anche questo dobbiamo...

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Non  mi  deve
  spiegare niente.

   LA VARDERA. No, mi sa che però si è confusa, perché la questione è
  molto  semplice: di Favara Burgio che dovrebbe essere di  proprietà
  esclusiva all'interno di AICA, Siciliacque cosa fa? Preleva l'acqua
  da  quel  pozzo,  pretende di pagarla per due  volte  e  quindi  ci
  troviamo  col  paradosso  che  Siciliacque  fondamentalmente  viene
  coperta   dalla   Regione   stessa,   perché   nel   Consiglio   di
  amministrazione - le ricordo - vengono nominati tre  rappresentanti
  della  Regione: il presidente e due vicepresidenti. Quindi la major
  di  fatto  è gestita, nell'amministrazione, appunto da Siciliacque.
  In  questo  caso  cosa fa la Regione siciliana? Si pone  ovviamente
  contro gli stessi cittadini: fa finta di essere con i cittadini ma,
  di  fatto,  la paga per due volte, perché la risposta che  ha  dato
  l'Assessorato  ad  AICA  è  chiara.  Ha  detto:   No,  quel   pozzo
  appartiene   a   Siciliacque,  quindi,  in  automatico,   ente   di
  sovrambito; quindi posso andare a prelevare .
   Allora,  smettiamola  di prenderci in giro perché  la  Regione  ha
  dimostrato  di  essere  con  i privati nella  gestione  dell'acqua,
  perché  se non fosse stata con i privati il pozzo di Favara Burgio,
  così  come  più volte ha denunciato AICA, non poteva essere  pagata
  per due volte
   Quindi,  non me la sento di dire che vale tutto rispetto a  questo
  tema.  Purtroppo,  c'è  un fatto che è dirimente:  Siciliacque  che
  all'interno ha un fondo cinese BlackRock - ripeto - BlackRock,  che
  ovviamente  è una Company che fa soldi per sua natura,  e  i  fondi
  cinesi  per  il  75  per cento, quindi in questa partecipazione  di
  Italgas,  ci  sono  i privati e quindi stare con  i  privati  nella
  gestione dell'acqua, è una filosofia politica di questo Governo,  e
  se  ne  deve assumere la responsabilità, non si può dire che non  è
  così,  perché  ci sono le carte. L'assessore Colianni  in  persona,
  risponde  ad AICA e dice no, da Favara Burgio non potete prelevare,
  anzi dovete prelevare e pagare per due
   Allora  su questo tema, bisogna avere chiarezza, bisogna avere  il
  coraggio di dire come sta, la Regione ha deciso di schierarsi con i
  privati,   pur   essendo   in  Consiglio  di   amministrazione   in
  Siciliacque, avendo il Presidente, due Vicepresidenti,  si  schiera
  con i privati e l'acqua non è più pubblica, ma è meramente privata,
  si paga per due volte.
   Io  ho  incontrato  anche  AICA, che mi ha  raccontato  di  questa
  vicenda e mi ha detto: noi non possiamo fare altro che attenerci  a
  quello  che  ci  dicono, perché se la Regione non ci  chiedesse  di
  pagare  per  due  l'acqua  nostra, non avremmo  bisogno  di  questo
  prestito.  Quindi, questo prestito serve soltanto  a  ripagare  per
  due, quello che già si paga con Siciliacque e questo dobbiamo dirlo
  chiaramente  Ed è evidente, che in questa gestione, la  Regione  ha
  deciso di stare con i privati, con i fondi americani e con i  fondi
  cinesi, BlackRock e i cinesi, questa è storia

   PRESIDENTE. Benissimo, adesso si passa alle votazioni. Allora

   CAMBIANO. La risposta dell'Assessore Dagnino?

   PRESIDENTE.   Ah,  mi  scusi, la risposta dell'assessore  Dagnino.
  Prego, Assessore.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia.  Bene,  ora  naturalmente  ho
  preso   un  po'  nota  di  alcune  delle  domande,  però,   insomma
  sintetizzerò la risposta. L'operazione che è stata realizzata  anni
  fa con Siciliacque è come sapete una forma di partenariato pubblico-
  privato, quindi Siciliacque è concessionaria della rete,  ed  è  in
  società  naturalmente con la Regione essendo appunto una  forma  di
  partenariato pubblico-privato.
   Come previsto dalla legge e dal Codice dei contratti pubblici,  in
  questo  caso  il concedente cioè la Regione, assume degli  obblighi
  per  legge;  tra  questi  obblighi, vi  è  l'obbligo  di  garantire
  l'equilibrio finanziario, questo equilibrio finanziario viene meno,
  attenzione  l'equilibrio finanziario sottolineo,  perché  una  cosa
  ovviamente  è  l'aspetto economico, cioè i crediti, i  debiti,  una
  cosa  è  l'equilibrio finanziario, cioè i flussi di  cassa.  Questo
  equilibrio  finanziario viene meno, in particolare  nel  territorio
  trapanese, perché come sapete non è stato ancora completato  l'iter
  di  aggiudicazione dell'Autorità d'ambito. Ok? E quindi che succede
  all'atto pratico? Che la riscossione del canone idrico non avviene,
  perché  non  ci sono neanche installati i contatori. È un  tema  di
  grande  rilevanza, che il governo Schifani sta affrontando  e,  ora
  non  mi  occupo ovviamente personalmente dell'andamento  dell'iter,
  però mi dicono che l'iter è in un buono stato di avanzamento.
     Nelle  more, la Regione deve garantire l'equilibrio finanziario,
  quindi  quando si è trovato, devo dire che io ho trovato già questo
  metodo che va avanti da alcuni anni, come fa a garantire equilibrio
  finanziario?  Con il meccanismo delle anticipazioni, si  danno  dei
  soldi  che sono, non dei pagamenti, dei contributi a fondo perduto,
  non  sono  dei  trasferimenti diciamo di  denaro  secchi,  ma  sono
  semplicemente  anticipazioni finanziarie con obbligo  restitutorio.
  Arriverà il momento in cui Siciliacque avrà da interloquire con  il
  gestore, con l'autorità d'ambito, si riscuoteranno regolarmente  le
  tariffe  idriche, e Siciliacque verrà a sanare questo disequilibrio
  finanziario.  Naturalmente, se non vi fossero questi  trasferimenti
  finanziari  a  titolo  di  anticipazione da  parte  della  Regione,
  Siciliacque  andrebbe in squilibrio finanziario  e  potrebbe  anche
  trovarsi  nell'impossibilità  di  proseguire  l'attività.  Però  mi
  faccia finire, ho ascoltato numerosi interventi.
   Il  fatto  che, il resto di questi dettagli non li conosco  perché
  non  li  seguo  direttamente, che possa  avere  distribuito  utili,
  quello attiene all'aspetto economico, perché l'utile di bilancio  è
  un  aspetto economico, ricavi e costi, ancorché non incassati o non
  pagati,  sono  due dimensioni diverse quelle economiche  da  quella
  finanziaria,  ma  se c'è lo squilibrio finanziario Siciliacque  non
  può proseguire, perché si trova indebitata.
     L'anno  scorso  essendosi poste polemiche  -  così  rispondo  al
  secondo  quesito  - rispetto a queste erogazioni,  si  è  ragionato
  sull'opportunità per prevenire proprio le polemiche come quelle che
  ancora   oggi   sono  particolarmente  attive,  di  prevedere   che
  l'anticipazione  fosse a fronte di un tasso  di  interesse.  Questo
  tasso   di  interesse  ha  ingenerato  ulteriore  difficoltà  nella
  gestione di Siciliacque, motivo per cui quest'anno si è ritenuto di
  non ripetere la logica dell'applicazione del tasso di interesse che
  era  stata  fatta  l'anno scorso, non c'è giusto o sbagliato,  sono
  delle scelte.
   L'aggravio  del  tasso  di interesse incide sul  piano  economico,
  perché  crea un debito che va a gravare ulteriormente sul  bilancio
  di  Siciliacque. L'anno scorso prudenzialmente si  è  fatta  questa
  scelta,   quest'anno,  a  fronte  di  ulteriori  interlocuzioni   e
  rappresentazioni  delle ulteriori difficoltà di Siciliacque,  si  è
  deciso  di  tornare alla scelta precedente, cioè quella degli  anni
  precedenti   quando  le  anticipazioni  erano  senza  corrispettivo
  oneroso a titolo di interesse.
   Questa,  in  sintesi, la situazione, evidentemente una  situazione
  complessa,  perché il fatto che non ci sia il gestore,  la  società
  d'ambito,  fa sì che, sostanzialmente, i cittadini della  provincia
  di  Trapani ricevano l'acqua nelle loro case senza avere  la  piena
  applicazione della tariffa come dovrebbe avvenire e, quindi,  vi  è
  una sorta di redistribuzione temporanea sui siciliani. Tenete conto
  che  Siciliacque ha un appalto più ampio di quello della  sola  una
  concessione più ampia della sola provincia di Trapani. Questo è  lo
  schema di lavoro che abbiamo portato avanti.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cambiano,  il  Governo   si   assume   le
  responsabilità di ciò che dice e di quello che fa, noi adesso  però
  dobbiamo proseguire per come abbiamo stabilito.
   Si  passa  all'emendamento 16.Gov.1, che sopprime il comma  1  del
  16.Gov., a prima firma dell'onorevole De Luca Antonino.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo voto segreto.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 16.Gov.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 16.Gov.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  48
   Maggioranza              25
   Favorevoli               20
   Contrari                 28
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

    PRESIDENTE. Pongo dunque in votazione l'emendamento 16.Gov. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 16.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11
                 Interventi a favore degli enti locali

   1.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui  al  comma  1
  dell'articolo  6  della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  successive   modificazioni,   come   determinata   dal   comma    1
  dell'articolo  6  della legge regionale 9 gennaio  2025,  n.  1,  è
  rideterminata  in  350.000  migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 18,  Programma  1,
  capitolo 191301).

   2.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui  al  comma  1
  dell'articolo  2  della  legge regionale 9  maggio  2017,  n.  8  e
  successive   modificazioni,   come   determinata   dal   comma    2
  dell'articolo  6  della legge regionale 9 gennaio  2025,  n.  1,  è
  rideterminata  in  108.000  migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2026, 2027 e 2028 (Missione 18,  Programma  1,
  capitolo 191302).

   3.  La dotazione del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 6 della
  legge   regionale  n.  5/2014  e  successive  modificazioni,   come
  determinata  dal  comma 3 dell'articolo 6 della legge  regionale  9
  gennaio 2025, n. 1, è rideterminata in 115.000 migliaia di euro per
  l'esercizio  finanziario 2026 ed in 31.000  migliaia  di  euro  per
  ciascuno  degli  esercizi  finanziari 2027  e  2028  (Missione  18,
  Programma 1, capitolo 590402).

   4.  Per  l'esercizio finanziario 2028, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni,  come  rideterminate  dal  comma  1  del
  presente  articolo,  per  le finalità di  cui  ai  commi  25  e  26
  dell'articolo  3 della legge regionale 22 febbraio  2023,  n.  2  e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 550 migliaia di
  euro (Missione 18, Programma 1, capitolo 590410).

   5.  Il  comma 27 dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio
  2023,   n.   2   è  sostituito  dal  seguente:   27.  Con   decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica, previo parere della Conferenza Regione Autonomie  Locali,
  sono definiti criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di
  cui al comma 25. .

   6.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede  di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n. 5/2014 e successive modificazioni, 22 sono  destinate
  risorse  pari  a  3.500 migliaia di euro per  le  finalità  di  cui
  all'articolo  4  della  legge regionale 3  agosto  2022,  n.  15  e
  successive  modificazioni, da assegnare in proporzione  alla  spesa
  rispettivamente   sostenuta   dai   comuni   nell'anno   2025   per
  l'ospitalità  della  popolazione  canina  presso  le  strutture  di
  ricovero e custodia pubbliche o private convenzionate (Missione 18,
  Programma 1).

   7.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede  di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni  con  una
  superficie territoriale superiore a 250 kmq che abbiano almeno  una
  frazione  e  che  non siano capoluogo di Città metropolitana  o  di
  libero  Consorzio comunale, al fine di fare fronte alle  difficoltà
  derivanti  dalla  gestione del territorio  vasto,  è  assegnato  un
  contributo di 2.500 migliaia di euro da ripartirsi per il  quaranta
  per  cento in base al numero di abitanti di ogni singolo  comune  e
  per  il  sessanta per cento in base all'estensione della superficie
  territoriale.   Tali  risorse  sono  destinate   esclusivamente   a
  interventi  di  riqualificazione del territorio e  di  manutenzione
  ordinaria e straordinaria del patrimonio degli enti beneficiari.

   8.  Per  l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica è autorizzato a erogare un contributo
  complessivo  di 500 migliaia di euro da destinare in  parti  uguali
  tra i comuni montani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che
  abbiano   registrato   un   incremento  dell'attività   commerciale
  certificata dal SUAP nel biennio 2024/2025 pari ad almeno il  dieci
  per cento rispetto all'anno 2023 (Missione 18, Programma 1).

   9.  Per  l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 2.200  migliaia
  di  euro  in favore dei comuni titolari di infrastrutture ricadenti
  negli  agglomerati  industriali della Regione, da  ripartire  nella
  misura  dell'ottanta  per cento tra tutti i comuni  in  proporzione
  all'estensione della rete viaria loro trasferita e nella misura del
  venti  per  cento in parti uguali tra i comuni nel  cui  territorio
  ricadano  agglomerati  industriali con impianti  petrolchimici  che
  abbiano  attivato  progetti  di  prevenzione  e  screening  per  la
  diagnosi delle malattie oncologiche (Missione 14, Programma 4).

   10.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di  cui  comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014  e
  successive  modificazioni,  per  le  finalità  di  cui  alla  legge
  regionale  9  maggio  1986,  n.  22 e successive  modificazioni,  è
  autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro in favore dei comuni
  che  effettuano  il  servizio educativo-assistenziale  tramite  gli
  istituti iscritti nell'apposito albo ai fini del rafforzamento  del
  servizio medesimo (Missione 18, Programma 1, capitolo 183315).

   11.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica, in considerazione delle particolari
  difficoltà  derivanti  dal fenomeno migratorio  in  cui  versano  i
  comuni  di  Lampedusa  e  Linosa, Augusta,  Pantelleria,  Pozzallo,
  Modica,  Siculiana, Porto Empedocle, Ragusa, Trapani, Portopalo  di
  Capo   Passero,   Favignana  e  Catania  riconosce  un   contributo
  straordinario  di  3.000 migliaia di euro 23  da  ripartire  tra  i
  predetti  comuni e da erogare per il settanta per  cento  in  parti
  uguali  e per il restante trenta per cento in proporzione al numero
  di  arrivi  come primo approdo nell'anno precedente  (Missione  18,
  Programma 1, capitolo 191332).

   12.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, al fine di mitigare
  gli  effetti negativi sulle presenze turistiche dovuti al  fenomeno
  migratorio  e  di rilanciare l'immagine dei comuni di  Lampedusa  e
  Linosa,  Favignana, Melilli e Caltanissetta, l'Assessore  regionale
  per  le  autonomie locali e la funzione pubblica  è  autorizzato  a
  trasferire  ai  predetti  comuni risorse,  da  assegnare  in  parti
  uguali,  per un importo complessivo di 1.500 migliaia di euro,  per
  la   realizzazione  di  attività  di  comunicazione  e   promozione
  turistica.

   13.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 7.000  migliaia
  di  euro  da assegnare ai comuni che, a seguito della chiusura  nel
  2025 dell'attività della Commissione straordinaria di liquidazione,
  abbiano   posizioni  debitorie  non  soddisfatte.  La  ripartizione
  avviene  in  proporzione alla massa debitoria  residua  di  ciascun
  ente.

   14.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, è destinato un contributo pari  a  2.000
  migliaia   di  euro  per  l'attivazione  dell'abbonamento   mensile
  gratuito  per  i  giovani  di  età  inferiore  a  vent'anni  e  con
  indicatore  economico su base ISEE non superiore a euro  25.000,00,
  residenti  nei comuni siciliani provvisti di servizio di  trasporto
  pubblico  urbano,  come da elenco disponibile presso  l'Assessorato
  regionale  delle infrastrutture e della mobilità. Le  risorse  sono
  ripartite per il venti per cento in base alla popolazione residente
  e  per l'ottanta per cento in base all'estensione territoriale  del
  comune.  I  benefici  di cui al presente comma sono  attribuiti  ai
  soggetti che presentino apposita istanza, previo bando emanato  dal
  comune  sulla  base  di  un  decreto  del  Dirigente  generale  del
  Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità  e  dei
  trasporti  che  stabilisce i criteri di assegnazione (Missione  18,
  Programma 1).

   15.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 2.000  migliaia
  di  euro,  da  destinare ai comuni per l'acquisizione  di  mezzi  e
  attrezzature da utilizzare in emergenza e post-emergenza  a  fronte
  di eventi calamitosi. (Missione 11, Programma 2).

   16.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 1.200  migliaia
  di  euro, da destinare ai comuni per attività di pianificazione  di
  protezione  civile  di cui all'articolo 18 del decreto  legislativo
  1/2018   Codice della Protezione civile . (Missione  11,  Programma
  2).

   17.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale   n.  5/2014  e  successive  modificazioni,   l'Assessore
  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica  è
  autorizzato a erogare un contributo pari a 500 migliaia di euro  in
  favore   dei   24  comuni  che  abbiano  registrato  un  incremento
  demografico  pari almeno al 3 per cento della popolazione  rispetto
  all'anno precedente.
   18.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di
  euro in favore dei comuni per le spese relative all'istituzione del
  servizio   di  vigilanza  e  salvataggio  per  le  spiagge   libere
  siciliane, previsto dalla legge regionale 1 settembre 1998,  n.  17
  (Missione 18, Programma 1, capitolo 191347).

   19.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni, è autorizzata  la
  spesa  di 1.000 migliaia di euro, da destinare ai comuni che  hanno
  adottato  il  PUDM,  per  l'implementazione  dei  servizi  e  delle
  strutture volte alla fruizione delle spiagge libere da parte  delle
  persone con disabilità.

   20.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014  e  successive  modificazioni,  l'Assessorato
  regionale  delle  autonomie  locali e  della  funzione  pubblica  è
  autorizzato a concedere la somma di 400 migliaia di euro ai  comuni
  che    hanno    conseguito   nell'anno   2025   il   riconoscimento
  internazionale   Bandiera  Blu   da  parte  della  Fondazione   per
  l'educazione  ambientale  (FEA). Ai  comuni  che  hanno  conseguito
  nell'anno  2025 il riconoscimento  Bandiera Verde ,  da  parte  dei
  Pediatri  italiani,  e   Bandiera Lilla , da  parte  della  omonima
  cooperativa sociale, è destinata, rispettivamente, la somma di  200
  migliaia di euro e di 100 migliaia di euro. Ai comuni che nell'anno
  2025  hanno  ottenuto  il  riconoscimento di  comune  plastic  free
  dall'omonima associazione è ripartita la somma di 300  migliaia  di
  euro  (Missione 18, Programma 1). I contributi sopra indicati  sono
  ripartiti  per il cinquanta per cento in base alla popolazione  dei
  singoli  comuni e per il restante cinquanta per cento  in  base  al
  numero  dei  comuni che hanno ottenuto i suddetti riconoscimenti  e
  sono  destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi  e
  servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.

   21.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni,  è  destinato  un  contributo  di  1.500
  migliaia   di  euro  in  favore  del  comune  di  Ragusa   per   la
  valorizzazione di Ragusa Ibla e un contributo di 1.000 migliaia  di
  euro  in favore del comune di Siracusa per le finalità di cui  agli
  articoli  8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985,  n.  34  e
  successive  modificazioni  nonché per la  salvaguardia  dei  valori
  storici, urbanistici, architettonici, ambientali e paesaggistici di
  Ortigia (Missione 18, Programma 1, capitolo 590423).

   22.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale   n.   5/2014   e   successive  modificazioni,   per   la
  valorizzazione  delle tradizioni storico-culturali delle  minoranze
  linguistiche è destinata la somma di 500 migliaia di euro in favore
  dei  comuni  con  minoranze linguistiche arbéreshe e gallo-italiche
  riconosciute  dalla  legge n. 482/1999 e dalla legge  regionale  20
  giugno  20219,  n. 10, da ripartire per il 50 per  cento  in  parti
  uguali  e  per  il  50  per cento in proporzione  al  numero  degli
  abitanti.

   23. Per l'esercizio finanziario 2026, in sede di riparto del fondo
  di  cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
  modificazioni,  l'Assessorato regionale delle  autonomie  locali  e
  della  funzione  pubblica  è autorizzato a  concedere,  a  parziale
  copertura delle spese di funzionamento, la somma di 1.500  migliaia
  di  euro  ai comuni sede degli uffici del giudice di pace ai  sensi
  dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156  e
  successive modificazioni, da ripartirsi per il settanta  per  cento
  in  parti uguali tra tutti i comuni interessati e per il trenta per
  cento in base alla popolazione di ciascun comune.

   24.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinata  la
  somma  di 1.200 migliaia di euro in favore dei comuni impegnati  in
  politiche pubbliche di promozione della lettura che hanno  ottenuto
  dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura la
  qualifica  di  Città che legge , da ripartirsi per il settanta  per
  cento  in  parti  uguali tra tutti i comuni interessati  e  per  il
  trenta  per  cento  in  proporzione  alla  popolazione  di  ciascun
  comune .

   25.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che hanno
  conseguito alla data di entrata in vigore della presente  legge  il
  riconoscimento  di  Borgo più bello d'Italia  inseriti  all'interno
  dell'associazione nazionale  Borghi più belli d'Italia  è destinata
  la  somma  di 1.200 migliaia di euro da ripartirsi per il cinquanta
  per cento in parti uguali tra i comuni aderenti all'associazione  e
  per  il cinquanta per cento in base alla popolazione residente  nei
  singoli  comuni.  Il  tetto massimo della somma  concessa  ad  ogni
  comune  non  può  essere superiore a 80 migliaia  di  euro  per  il
  predetto  riconoscimento.  Ai comuni che  si  sono  aggiudicati  il
  titolo  di  Borgo dei Borghi  è destinata la somma di 400  migliaia
  di  euro da ripartirsi in parti uguali. Le assegnazioni di  cui  al
  presente comma non sono cumulabili e sono destinate all'attivazione
  o potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione
  territoriale e turistica.

   26.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinata  la
  somma  di  4.000  migliaia di euro in favore dei comuni  nei  quali
  insistono siti UNESCO nonché dei comuni i cui territori fanno parte
  dei  Geoparchi UNESCO, da ripartirsi per il cinquanta per cento  in
  parti  uguali e per il cinquanta per cento in base alla popolazione
  di  ciascun comune e in ogni caso destinando al singolo  comune  un
  contributo  massimo  di  250 migliaia di euro.  Tali  risorse  sono
  destinate  esclusivamente  alla  valorizzazione  culturale  e   del
  patrimonio artistico e museale degli enti beneficiari.

   27.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 1.200  migliaia
  di  euro  da  destinare  ai comuni inseriti nell'itinerario  Arabo-
  Normanno,     dichiarato    dall'Unesco     Patrimonio     mondiale
  dell'umanità , esclusivamente per la valorizzazione del  patrimonio
  culturale,  artistico e museale degli enti beneficiari. Le  risorse
  sono  suddivise in parti uguali tra i comuni beneficiari  (Missione
  18, Programma 1).

   28.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinata  la
  somma di 800 migliaia di euro in favore del comune di Agrigento per
  le  finalità  di  cui  al  comma  2 dell'articolo  19  della  legge
  regionale   n.  34/1985  e  successive  modificazioni  nonché   per
  interventi  straordinari  di  risanamento  ambientale,  di  cura  e
  pulizia del verde pubblico e igienico-sanitari nel centro abitato.

   29.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni  facenti
  parte  dell'Associazione nazionale dei comuni virtuosi è  destinata
  la  somma di 800 migliaia di euro da ripartirsi in proporzione alla
  popolazione.

   30.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, l'Assessorato regionale della  famiglia,
  delle  politiche  sociali e del lavoro,  per  le  finalità  di  cui
  all'articolo  4,  comma  2,  lettera s) della  legge  regionale  31
  gennaio  2024,  n. 3 e successive modificazioni,  è  autorizzato  a
  erogare un contributo complessivo di 800 migliaia di euro a  favore
  delle  consulte giovanili e femminili regolarmente costituite entro
  il 31 dicembre 2025. (Missione 12, Programma 7, capitolo 183863).

   31.  Per  ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e  2028  a
  valere  sulle assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6  della
  legge  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è  istituita
  una  riserva di 3.500 migliaia di euro da destinarsi ai comuni  che
  abbiano   approvato   il  rendiconto  di  gestione   dell'esercizio
  finanziario  precedente  a  quello  corrente  entro  il  30  aprile
  dell'esercizio  corrente, da cui risulti  il  conseguimento  di  un
  incremento  di almeno il 3 per cento nella riscossione dei  tributi
  propri rispetto all'esercizio precedente al rendiconto medesimo. Il
  suddetto  incremento  è  calcolato sulla  base  della  media  degli
  incrementi  di  cui al Titolo I e al Titolo III del  rendiconto  di
  gestione. Il fondo è ripartito in ragione del trenta per  cento  in
  parti  uguali e in ragione del settanta per cento proporzionalmente
  alla  percentuale di incremento della riscossione  conseguita.  Con
  decreto  dell'Assessore  regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione  pubblica sono stabiliti i criteri di riparto delle  somme
  di  cui al presente comma. Le assegnazioni di cui al presente comma
  costituiscono  intervento  a  sostegno  del  bilancio  dei   comuni
  destinatari  non soggetto alla rendicontazione di cui  all'articolo
  158  del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Missione  18,
  Programma 1).

   32.  Per  l'esercizio finanziario 2026, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinato  un
  contributo  di  2.000  migliaia di  euro  da  destinare  ai  comuni
  costieri con popolazione fino a 5.000 abitanti per la realizzazione
  di  accessi al mare e spiagge libere per persone con disabilità; il
  contributo è ripartito per il cinquanta per cento in parti uguali e
  per  il  cinquanta  per  cento in proporzione all'estensione  della
  linea di costa di ciascun comune.

   33.  Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni,  per  le  finalità  di  cui  alla  legge
  regionale   6   luglio  1990,  n.  10  e  successive  modificazioni
  l'Assessore  regionale  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità  è
  autorizzato  a  trasferire  la  somma  di  600  migliaia  di   euro
  all'Agenzia  comunale  per  il risanamento  e  la  riqualificazione
  urbana della città di Messina (A.Ris.Me.) (Missione 8, Programma 2,
  capitolo 672407).

   34.  Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge
  regionale  12  agosto  2024,  n. 25 e successive  modificazioni,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2026, la spesa  di  4.000
  migliaia  di  euro  da ripartire in favore dei  comuni  destinatari
  nell'anno  2024  di tale contributo straordinario,  secondo  quanto
  previsto dal comma 6 della predetta legge.».

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale i vostri emendamenti soppressivi
  sono mantenuti o ritirati?

   DIPASQUALE. Ritirati.

   PRESIDENTE.   Onorevole   De   Luca  Antonino,   gli   emendamenti
  soppressivi del Movimento 5 Stelle sono mantenuti o ritirati?

   DE LUCA ANTONINO. Ritirati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole   Sunseri,   abbiamo  già  discusso   sulla   questione,
  l'articolo 11 ha un percorso, poi ci saranno altre questioni che si
  affronteranno successivamente.
   Gli   emendamenti  soppressivi  sono  stati  tutti  ritirati.   Si
  voteranno  soltanto  gli  emendamenti  11.226.R  e  11.163,  quelli
  concordati fino a questo momento.
   Pongo in votazione l'emendamento 11.226.R.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo votazione l'emendamento 11.163, che è una correzione tecnica
  del  comma  22. Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. L'emendamento 11.226 R che abbiamo votato ha  stabilito
  che  la  copertura dei quindici milioni è relativa  all'anno  2026,
  solo  per il 2026, ma l'emendamento 11.226, che è stato sostituito,
  non dava soltanto quindici milioni.

   PRESIDENTE. È stato interamente sostituito.

   CRACOLICI.  Quindi, non stiamo dando più quindici milioni,  ma  ne
  stiamo  dando solo quindici, cioè stanno saltando quindici  milioni
  per i comuni.

   PRESIDENTE.  No, sono aggiunti solo quindici. Facciamo  una  cosa,
  onorevole  Cracolici,  venga a guardare  un  secondino  quello  che
  abbiamo approvato, magari viene più semplice...

   CRACOLICI.   quello che abbiamo approvato ce l'ho qua

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   11,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ho capito che si stanno provando  a
  scrivere  degli emendamenti che hanno la finalità di sostenere  con
  ulteriori risorse i comuni, oltre i trecentosessantacinque  milioni
  che  abbiamo  previsto nel Fondo, a questi si  aggiungono  i  dieci
  milioni in più per il Fondo per il precariato, oltre i PIP, però io
  vorrei essere chiaro, onorevole Sammartino, visto che il Governo  è
  impegnato in altre sedi

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Sono qua, la sto ascoltando.

   CRACOLICI.   Ascoltami. Io avevo fatto un appello al  Governo  per
  aumentare  il fondo a favore dei precari per aumentare le  ore  del
  personale  in  atto  sotto contratto, il  Governo  dopo  che  aveva
  respinto,  in  una prima istanza, l'aumento da me richiesto,  aveva
  condiviso  la  possibilità  di  potere  aumentare,  se  non  tutto,
  rispetto alla richiesta, almeno una parte. Sammartino ascolta

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. La sto ascoltando, vada avanti.

   CRACOLICI.   Vorrei  che fosse chiara la mia  proposta,  onorevole
  Sammartino, Assessore Dagnino, non fa distinzioni, nel senso che io
  sono  per  aumentare  le ore del personale  che  in  atto  è  sotto
  contratto con i comuni, non di aumentarlo solo ad alcuni e ad altri
  no,  secondo  il criterio che per chi ha 20 ore gliele  aumentiamo,
  chi ne ha 26 no
   Vorrei che fosse chiaro, ripeto, la mia proposta è di aumentare il
  fondo  in  maniera erga omnes, poi i comuni, che gestiranno  questi
  contratti, avranno quelle risorse aggiuntive per aumentare le  ore,
  ma  se  noi  cominciamo a stabilire che aumentiamo le  ore  solo  a
  quelli che ne hanno meno, che in atto hanno un contratto di 20 ore,
  mentre a chi ha un contratto di 24 ore non aumentiamo un'ora, io lo
  ritengo sbagliato.
   Quindi, se dobbiamo aumentare le ore ai precari, saranno due  ore,
  tre  ore, quelle che saranno, ma devono essere tre ore per tutti  i
  precari, non per qualcuno o per qualche altro, pertanto se qualcuno
  sta  pensando  a  una  misura  di integrazione  del  Fondo  per  il
  precariato, distribuendo in maniera diversa a seconda  le  ore,  se
  non è così ne sono contento, però, ho capito qualcosa che mi lascia
  pensare  che ci possa essere una sorta di machiavellismo nelle  ore
  di integrazione.
   Se  il  Governo,  nella  figura del Vicepresidente,  assicura  che
  questo non succederà, ne sono contento.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Signor
  Presidente,  colleghi, Governo, l'onorevole  Cracolici  ha  rimesso
  l'accento  su  un tema, che ahimè abbiamo già votato  sull'articolo
  15, è un tema ovviamente sensibile al Governo e si può dire tutto a
  questo  Governo, onorevole Cracolici, ma non che non ci  sia  stata
  sempre  la  massima attenzione nei confronti dei comuni,  anche  in
  questa manovra.
   Rispetto all'anno scorso, si stanno destinando ingenti risorse  ai
  comuni  siciliani, è chiaro che non ci può essere una disparità  di
  trattamento sul monte ore di un lavoratore di un comune,  piuttosto
  che di un altro.
   Quindi,  avendo parlato ovviamente con l'Assessore Dagnino,  visto
  che si dovrà ricorrere a un emendamento  117 , così come concordato
  con  la  Presidenza  dell'Assemblea, ma anche  ascoltando  tutti  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione,
  che  prima provavano a intervenire, ma sono certo interverranno nel
  momento  della votazione, l'intendimento del Governo, se l'Aula  lo
  concederà  all'unanimità, è di trovare la copertura  economica  per
  dare  un primo segnale concreto per l'aumento delle ore dei precari
  degli enti locali.

                 (pausa in costanza dei lavori d'Aula)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Abbiamo  degli emendamenti: A.501  tranquilli, non vi preoccupate,
  aspetto  tutto  il tempo che volete. Tra i  fuori sacco   ci  sono:
  l'A.501, A.502, A.500 bis  ter, non bis
   Si  passa  all'emendamento A.501 bis, che è stato corretto:  c'era
  scritto   erroneamente   50  milioni ,  c'era  un  refuso,   invece
  l'emendamento  è di 5 milioni e l'ISEE è stato portato  a  10  mila
  euro.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento A.502 ter.
   Si  passa  all'emendamento A.500 ter. Può intervenire soltanto  il
  Capogruppo o un deputato per Gruppo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Presidente, Governo, colleghi, io intervengo sull'A.500
  ter anche per far notare ai colleghi di Forza Italia principalmente
  che  sono  stati quelli che hanno fatto una nota stampa,  comunque,
  hanno fatto delle dichiarazioni alla stampa, dicendo che in qualche
  modo il Movimento 5 Stelle fosse all'interno di uno pseudo accordo
  non  so  come  qualche esponente di Forza Italia, non  mettendo  il
  proprio nome, Assessore, abbia fatto questa dichiarazione.
   Io,  Presidente,  la invito a leggere le firme dell'emendamento  A
  500  ter,  tutta una serie di norme che l'Assessore  ovviamente  ha
  accolto per poterle mettere in votazione.
   Presidente,  io  ho  un  forte senso delle Istituzioni  e  il  mio
  intervento è fatto per dire che cosa? Se il Governo accetta e dà il
  parere  per  poter mettere in votazione un emendamento  aggiuntivo,
  perché   di   questo  si  tratta,  con  le  firme  ovviamente   dei
  parlamentari  e  con norme inserite legittimamente, attenzione,  da
  parlamentari  come Movimento 5 Stelle, noi oggi non  ci  opponiamo,
  non ci stiamo opponendo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo,
  ma,  Presidente, le chiedo che questo emendamento venga votato  con
  voto  palese,  perché è giusto, visto che ci  sono  pure  le  firme
  sull'emendamento, che emergano quali sono le forze  politiche  e  i
  deputati che sono favorevoli a questo emendamento e quelle che sono
  contrarie  in maniera del tutto legittima, perché l'Aula Presidente
  è  fatta  per  poter votare ovviamente nel merito delle  norme  che
  possono essere inserite dal Parlamento o dal Governo.  Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole Di  Paola.  Ha  chiesto  il  voto
  palese.
   Vediamo se è appoggiata la richiesta.

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.500 ter

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.500 ter.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 60
   Votanti                  40
   Maggioranza              21
   Favorevoli               26
   Contrari                 14
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa adesso all'emendamento A.502.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Favorevole.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.19, è ripresa alle ore 23.37)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Chiedo  dov'è  l'assessore.  C'è l'assessore  Dagnino?  Assessore,
  serve una sigla.
   Allora,  sui  tablet troverete un emendamento tra i  fuori  sacco
  che  è  il Tab.Gov. Quindi, vi do il tempo di poterlo leggere.  Può
  intervenire uno per Gruppo parlamentare.

                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.  Signor  Presidente,  noi  abbiamo  bisogno,
  innanzitutto, di tempo per leggerlo perché sono tante cose,  non  è
  un  emendamento  che  si legge in un minuto. Io  e  il  mio  Gruppo
  abbiamo  necessità  che  si  sospenda per  leggerlo,  confrontarlo,
  capire  cosa è stato aumentato e cosa è stato diminuito. Dopodiché,
  Presidente,  chiedo  la votazione per parti separate  di  questo  e
  chiedo  che  si  ritorni all'articolo originario  e  anche  che  si
  discutano gli emendamenti uno per uno.
   Inoltre,  le voglio fare presente che la Conferenza dei Capigruppo
  aveva  determinato  all'unanimità  che  alle  23.59  quest'Aula  si
  chiudesse.

   PRESIDENTE.  Allora,  alle  23.59  che  si  chiudesse  la  manovra
  finanziaria. Quindi, io le consiglio di prendersi questi 20  minuti
  che  rimangono  per rileggere quello che c'è nelle  tabelle,  dove,
  possibilmente,  ci  possono essere stati  i  contributi  di  tutti.
  Quindi, andiamole a leggere bene queste tabelle, onorevole De  Luca
  Antonino.

   DE  LUCA  Antonino.  La  chiusura della  finanziaria  alle  23.59,
  ovviamente, è lo scadere dei 45 giorni che noi sappiamo  essere  un
  termine ordinatorio. Dopodiché, se per un qualsiasi motivo  non  ci
  si arriva...

   PRESIDENTE. No, no, no questa è una cosa che sta dicendo lei...

   DE  LUCA  Antonino.  È  previsto da Regolamento  e  c'è  anche  la
  consuetudine...

   PRESIDENTE.  È  previsto  da  Regolamento  e  c'è  anche  che   il
  Presidente  dell'Assemblea utilizzi tutti gli strumenti  necessari,
  affinché metta in salvaguardia la manovra di stabilità...

   DE LUCA Antonino. La manovra è in salvaguardia...

   PRESIDENTE.  Pertanto,  tra  20 minuti,  io  concluderò  col  voto
  finale.
   Se lei volesse chiedere la votazione per parti separate...

   DE LUCA Antonino. Chiedo sin d'ora la votazione per parti separate
  e   desidero  intervenire  per  dichiarazione  di  voto   su   ogni
  articolo...

   PRESIDENTE. Entro le 23.59 glielo faccio fare

   DE LUCA Antonino. No, questa è una prerogativa che non è compressa
  dal  Regolamento  e  dalle  23.59. Attenzione,  perché  creiamo  un
  precedente e poi, prima o poi, viene tirato fuori
   Presidente, io credo, veramente, che la sospensione sarebbe utile,
  perché  con l'introduzione di quell'articolo, si è fatta  veramente
  una  cosa  sbagliata,  perché è un  mini   maxiemendamento  che  ha
  rovinato    questa   finanziaria,   quello   lì    è    un    mini-
  maxiemendamento...

   PRESIDENTE. Ascolti, onorevole Sunseri...

   DE LUCA Antonino. Non sono Sunseri...

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, mi scusi...  dopo  45  giorni  di
  sforzi io non ho la benché minima intenzione di fare macchiare  per
  una dichiarazione sbagliata.

   DE  LUCA  Antonino... farsi approvare un emendamento,  per  giunta
  alcuni,  veramente  neanche  di  particolare  rilevanza,  per  fare
  contento questo o quel comune, se lo faceva a gennaio per  come  si
  era detto
   Presidente  Galvagno, a me dispiace fare questo discorso,  però  è
  stata fatta una cosa sbagliata, sbagliata da qualunque punto la  si
  guardi,  una  cosa  errata,  per  cui,  Presidente,  la  prego   di
  sospendere l'Aula e di sederci...

   PRESIDENTE.  Non c'è alcuna sospensione. Se lei vuole  può  votare
  per come lei ritiene, anche voto segreto, parti separate...

   DE  LUCA  Antonino.  Faccia  quello che  vuole,  però,  da  questo
  momento,  l'unanimità  della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e  dell'Aula, glielo dico prima, è persa  per  sempre
  sino a fine legislatura.

   PRESIDENTE.  Allora,  è lei che sta venendo  meno  rispetto  a  un
  impegno  che è stato preso in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  dove  sono stati stabiliti tre  principi:  il  primo
  principio... io ho avuto la pazienza di ascoltarla, io ho avuto  la
  pazienza di ascoltarla...

                    (Interruzione fuori microfono)

            Seguito della discussione sul disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIDENTE. Allora, abbiamo l'emendamento Tab.Gov.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Leggetela, questo è un altro conto, onorevole Sunseri
  perfetto e questo è un altro conto

                    (Interruzioni fuori microfono)

   SUNSERI.  Sarebbe stato opportuno avere anche a fianco la  tabella
  precedente... perché così...

   PRESIDENTE.  No,  è  nei tablet. Aspetti che la stanno  caricando,
  allora...  arriva... La trovate nei tablet, già c'era  allegato  al
  disegno di legge n. 1030.
   L'onorevole Varrica chiede di parlare. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  La  riduzione  del fondo infrastrutture,  quello  di  54
  milioni di euro, dov'è in questo in questo emendamento?

   PRESIDENTE. Dov'è?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Abbiamo fatto  un  emendamento
  governativo che trasferisce le risorse del Fondo piccole  opere  ai
  fondi  globali. Verificate, non so se sia stato votato, verificate,
  ma prima dell'inizio dei lavori dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Intanto leggiamo le tabelle. Ora,  chiaramente  tutto
  quello  che  si  deve  votare sarà trasmesso, però  quello  che  mi
  chiedeva l'onorevole Sunseri era già nei tablet.

                    (Interruzioni fuori microfono)

   SUNSERI. Ma nei tablet, dove, Presidente?

   PRESIDENTE.  Allegato  al  disegno di  legge  n.  1030,  legge  di
  stabilità  regionale. Alla fine del disegno di legge, ci dovrebbero
  essere, nelle ultime pagine... no, nel fascicolo degli emendamenti,
  ma  proprio  nel testo, il disegno di legge si chiama   finanziaria
  1030 ...
   Prego, attacchi il microfono, attacchi il microfono

   SUNSERI.  Allora, solo per avere, diciamo, contezza di quello  che
  si sta votando, perché questo stiamo chiedendo, non di più e non di
  meno   Sono  partito  dal primo: 143336 è  una  riduzione,  ma  noi
  dobbiamo saperle queste cose

   PRESIDENTE.  143336?  È  la stesura, se non  ricordo  male,  è  la
  dotazione, mi scusi, del capitolo uscito dalla Giunta. Quindi è  la
  stessa  dotazione. Così, a memoria... penso di sì. C'è  l'Assessore
  che può intervenire.
   Prego, Assessore.

   SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Grazie, Presidente. Onorevole  Sunseri,  è  lo
  stanziamento  approvato dalla Giunta di Governo  sul  capitolo  del
  Dipartimento agricoltura.

   SUNSERI. Ad esempio: 342525 "Spese per l'organizzazione di eventi,
  pubblicità e servizi per la trasferta e lo sviluppo e la propaganda
  dei  prodotti siciliani". Leggo, in quello proposto, 11 milioni  di
  euro, 10 milioni...

   PRESIDENTE. Di quale assessorato è?

   SUNSERI.  Questo  ce lo dirà il Governo, immagino agricoltura.  10
  milioni 950 e partivamo da una Giunta che aveva approvato 2 milioni
  e mezzo, quindi ci sono 9 milioni di euro in più e dalle variazioni
  erano 3 milioni e mezzo. Quindi da 3 e mezzo siamo passati a...

   PRESIDENTE. Ma ne è sicuro? Mi ripeterebbe il capitolo?

   SUNSERI. Ah, questo ditemelo voi. È il 342525: siamo passati da  2
  e mezzo a 11. Dico, è facilmente comprensibile che serva almeno...

   PRESIDENTE. Allora, facciamo una cosa, onorevole Sunseri. Al netto
  del  fatto che non era  Agricoltura  il 342525 - ho chiesto ed  era
  SAttività  produttive  -, visto e considerato che non  deve  essere
  fatto  nulla  che non sia conosciuto e, in funzione del  fatto  che
  comunque,  in  passato, bene o male, sono stati dati questi  tempi,
  quindi  non  c'è  nulla di diverso rispetto  al  passato,  per  mio
  scrupolo, sospendo l'Aula per cinque minuti, ma in tutti i  casi  è
  inderogabile  l'orario di chiusura entro la mezzanotte,  così  come
  era  stato  stabilito.  Il  precedente  non  lo  voglio  creare  al
  contrario, non nella maniera in cui mi è stato chiesto, quindi,  la
  seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.49 di sabato 20 dicembre 2025,
        è ripresa alle ore 00:01 di domenica 21 dicembre 2025)

   PRESIDENTE.  Si  sono  anche  strappati  i  pantaloni  per   colpa
  dell'onorevole De Luca Antonino.
   Onorevole De Luca Antonino, sto comunicando all'Aula che lei mi ha
  fatto perdere... Qual è il fondo?

                 (pausa in costanza dei lavori d'Aula)

   PRESIDENTE. Allora, colleghi, immagino che abbiate avuto il  tempo
  di poter leggere le tabelle.
   Chiedo  all'assessore  Aricò di prendere la parola,  su  richiesta
  dell'onorevole Varrica.

   VARRICA. Posso intervenire?

   PRESIDENTE. E sta intervenendo direttamente l'assessore, così come
  è stato chiesto.
   Ha chiesto di parlare l'assessore Aricò. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.   Sì,
  Presidente,  colleghi,  ho proprio rivisto la  tabella.  C'era  uno
  stanziamento sul capitolo 270014 di 11,7 milioni, si sta proponendo
  il  decremento  di  questo capitolo a fronte  dell'aumento  di  1,7
  milioni  sulle  somme  urgenze   somme  urgenze,  purtroppo,   ogni
  settimana,  la  Regione  siciliana si trova  a  fronteggiare  delle
  urgenze,  dovute  alle  calamità naturali e,  naturalmente,  questo
  capitolo sarà aumentato, e per questo ringrazio per la sintesi.
   Per  quanto  riguarda  i  10 milioni rimanenti  nel  270014,  sarà
  intenzione del sottoscritto, del Governo e dell'Assessorato,  poter
  produrre  un  avviso pubblico, uno o più avvisi pubblici,  rispetto
  alle esigenze che avranno gli enti locali.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   Uno del Gruppo, Varrica o Cambiano, uno

   VARRICA.  Volevo,  su questo specifico tema,  ringraziare  per  la
  sintesi e credo che sia un buon servizio per tutti i Comuni,  anche
  in termini di trasparenza ed equo accesso a questo fondo.
   Grazie mille.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
   Sono  riuscito  a fare rientrare il mio amico, onorevole  De  Luca
  Antonino.

   DE LUCA Antonino. Poi parlerò in sede di dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Sì, poi, lei parlerà in sede di dichiarazione di  voto
  per il disegno di legge.
   È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
   E poi votiamo le tabelle.

   SUNSERI. Grazie, Presidente.
   Allora,  intanto,  mi  dispiace non ci  sia  il  Presidente  della
  Regione, che era ritornato dagli auguri di Natale da Roma,  ed  era
  qui  in Assemblea, pensavo partecipasse quantomeno alla fase finale
  di questa finanziaria, dato che l'ha saltata nella sua interezza.
   Ma  quello  che emerge dagli emendamenti depositati stasera  dalla
  maggioranza è sostanzialmente un incremento esponenziale  di  tutto
  ciò  che  sfugge,  diciamo,  all'attività dell'Assemblea  regionale
  siciliana. Cioè, si sono incrementati tutti quei capitoli  e  tutte
  quelle  risorse  che  riguardano la  spesa  e  l'organizzazione  di
  eventi,  pubblicità e servizi per la trasferta, lo  sviluppo  della
  propaganda dei prodotti siciliani, attività produttive.
   C'è un incremento di 9 milioni di euro per l'assessore Tamajo, che
  potrà utilizzare queste risorse senza che quasi mai nessuno, a meno
  che non ci metteremo lì a spulciare decreto su decreto, sappia come
  utilizzerà  queste  risorse  per  l'organizzazione  di  eventi   in
  Sicilia.
   Ci  sono  4  milioni di euro in più per le spese per il  movimento
  turistico verso la Regione e il turismo interno - per intenderci  -
  sono  le  risorse dell'Assessorato al turismo che, nel suo  totale,
  sono  8  milioni  e mezzo in più al turismo. Abbiamo  dato   stiamo
  quasi  recuperando, diciamo, quegli sgambetti fatti  dall'Assemblea
  regionale siciliana durante la votazione della legge di stabilità.
   Abbiamo  messo  4  milioni di euro in più per le spese  dirette  a
  incrementare il movimento turistico, 1 milione di euro in più per i
  trasferimenti  ad  istituzioni  sociali,  private   e   dirette   a
  incrementare il movimento turistico verso la Regione e il  turismo.
  Abbiamo messo 2 milioni di euro in più per i trasferimenti correnti
  ad  amministrazioni locali e anche questo è sempre dell'Assessorato
  al turismo.
   Abbiamo tolto un milione di euro alla DC. La DC non solo ha  perso
  i due assessori, ma con la variazione di bilancio abbiamo deciso di
  togliere  1  milione  di  euro  al capitolo  191345,  che  erano  i
  contributi  per  iniziative  di  carattere  sociale,  economico   e
  culturale  fatte  dagli  enti locali;  abbiamo  incrementato  di  3
  milioni e mezzo il fondo dell'assessore per l'ambiente e territorio
  inerente  il  550079, che è la rigenerazione  di  aree  ai  polmoni
  urbani;  abbiamo  incrementato di 9 milioni, ma adesso  l'assessore
  Aricò  ci  ha  spiegato il Fondo; abbiamo tolto 1 milione,  abbiamo
  incrementato  di 1 milione di euro i contributi in favore  di  enti
  pubblici  volti  alla  tutela e alla valorizzazione  dell'ambiente;
  abbiamo  messo cinquecentomila euro per la SIS. Ogni anno  la  SIS,
  poverina,  sì, la SIS, Assessore, non mi sbaglio, la conosco  molto
  bene:  la  Società  Interporti  Siciliani.  L'avevamo  scordata   e
  l'abbiamo  rifinanziata  per 500 mila euro,  esattamente  582  mila
  euro;  abbiamo  aumentato  di 700 mila  euro  i  Fondi  della  SAS,
  rispetto  a quanto previsto dalla Giunta. È l'ennesimo emendamento,
  diciamo,   fatto   esclusivamente  -  come  le   dicevo   -   volto
  esclusivamente a dare risorse a quegli assessorati che poi dovranno
  elargire  i  contributi  ad  enti  locali,  alle  associazioni  del
  territorio,   senza  che  l'Assemblea  regionale  siciliana   possa
  minimamente  controllarli e gestirli. E  questo  è  il  seguito  di
  quell'emendamento  da 20 milioni di euro che è stato  approvato  da
  questa Assemblea con il voto contrario del Movimento 5 Stelle, alla
  quale - io ricordo - non ha partecipato né nella fase delle tabelle
  né nella fase di quell'emendamento da 21 milioni di euro, tenendo -
  come  le  dicevo  in  apertura  di quest'Aula  -  una  postura  che
  onestamente  ci fa onore, perché abbiamo cercato esclusivamente  di
  migliorare le norme proposte dal Governo, presentando centinaia  di
  emendamenti   modificativi  e  non  inserendo  nulla  che   potesse
  riguardare centri di interesse vicini al nostro movimento, né norme
  che potessero anche solo lontanamente essere riconducibili a noi.
   Ecco,   questo  atteggiamento  che  oggi  onestamente   mi   rende
  particolarmente orgoglioso, purtroppo non possiamo dirlo di  voi  e
  di  queste  variazioni, perché alla fine qualificano per l'ennesima
  volta  in  modo negativo la variazione di bilancio, e anche  perché
  non l'avevate neanche immaginato in Giunta. Cioè, siete riusciti  a
  portare queste variazioni tabellari direttamente all'ultimo minuto,
  a  mezzanotte  e  mezza di un sabato sera di  dicembre,  perché  se
  l'aveste  discussa questa cosa in Giunta, quando avete discusso  la
  variazione  di bilancio, sicuramente sarebbe successo qualcosa  che
  oggi  in  Aula  evidentemente non succede. Dico ciò  perché  se  ai
  colleghi  della  DC  aveste detto in Giunta che tagliavate  loro  1
  milione di euro per darli a Fratelli d'Italia o a Forza Italia  per
  il  turismo  o  le  attività produttive,  probabilmente  in  Giunta
  sarebbe successo qualcosa
   Oggi non ne vedo tantissimi in Aula, perché, insomma, hanno deciso
  di  attuare una decisione politica sicuramente diversa, ma conferma
  il  fatto  che  sia  Fratelli d'Italia sia Forza Italia  da  questa
  manovra tabellare certamente escono avvantaggiati rispetto a  tutti
  gli altri partiti di maggioranza.

   PRESIDENTE. Grazie, non avevo visto il tempo. Chiedo scusa.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie, Presidente. È giusto rassegnare a  quest'Aula
  la  condivisione  del  ragionamento  fatto  dall'onorevole  Sunseri
  perché  l'impressione che si ha è che questa tabella  possa  essere
  una  sorta  di,  potremmo chiamarla, maxiemendamento  tabellare  in
  qualche  maniera.  Sì,  Presidente,  perché  alla  fine  questo   è
  fondamentalmente. Cioè, alla fine, stiamo mettendo  delle  risorse,
  come  egregiamente spiegato dall'onorevole Sunseri,  non  facendole
  passare  da  questo Parlamento e quindi, non facendole  passare  da
  questo Parlamento, potrebbe fondamentalmente valere tutto perché se
  il  controllo è dato dai singoli assessorati, i singoli assessorati
  che abbiamo ormai appreso che non fanno bene il loro dovere, perché
  all'interno degli assessorati prevale sempre la logica del  dare  i
  soldi  a  chi  è  amico del proprio partito, evidentemente,  allora
  questo non va bene.
   Cioè, io ritengo che, per quanto mi riguarda, questa è una tabella
  da  accantonare. Non possiamo votare a tutti gli effetti, Assessore
  Dagnino, un maxiemendamento tabellare. Poi la maggioranza può  fare
  quello  che  vuole, ma in qualche maniera va messo nero su  bianco,
  agli atti di questa seduta, del resoconto stenografico, che ci sono
  stati  deputati  e  gruppi di deputati che  hanno  deciso  di  dire
  quantomeno che c'è qualche perplessità, più di qualche perplessità,
  rispetto a questa tabella che onestamente non ci convince.

   PRESIDENTE. Grazie. Allora, avete l'emendamento TAB.GOV...

   DE LUCA Antonino. Stanno presentando l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Di che? Non l'ho capito.

   CATANZARO. Vuole intervenire tre minuti l'onorevole Giambona sulle
  tabelle.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. Bene   Giunti  a
  questo   punto,   a  questo  momento  di  questa   maratona   della
  finanziaria,   qualche  breve  considerazione  la   dobbiamo   fare
  sicuramente sull'analisi delle tabelle, ma anche più in generale di
  questa manovra che obiettivamente ci lascia molto perplessi, perché
  noi  lo  abbiamo  denunciato  a  più  riprese,  e  le  tabelle   lo
  confermano,  c'è  un impegno notevole dal punto di vista  economico
  che  viene  messo  a  disposizione  fondamentalmente  con  un'ampia
  discrezionalità da parte di taluni assessorati - e questo è un tema
  sul  quale questo Parlamento si dovrà, credo, confrontare -  è  una
  manovra finanziaria che conferma... che si conferma nelle tabelle
   Non  dare  risposte  a  quelli che sono  i  temi  che  il  Partito
  Democratico  ha  rappresentato lungamente,  devo  dire   in  questi
  giorni  che  sono  stati  molto impegnativi,  noi  abbiamo  portato
  avanti, insieme a tutti i colleghi e anche alle forze di minoranza,
  qualche  misura tendente a dare e a fornire equità sociale,  perché
  questa  manovra  complessivamente intesa, l'ho  denunciato  qualche
  giorno  fa,  fondamentalmente lascia indietro coloro che  sono  gli
  ultimi,  coloro  che  sono  in difficoltà,  le  famiglie  che  sono
  bisognose. Noi abbiamo portato avanti questa misura che prevede  un
  contributo  alle famiglie siciliane all'integrazione  dell'affitto,
  anche  nella considerazione che il Governo Meloni ha pensato  male,
  anzi malissimo, di tagliarlo.
   E  quindi  abbiamo dato questo segnale di attenzione a chi  ne  ha
  bisogno, ma è evidente che tutto questo non basta e io ritengo  che
  le  tabelle  potevano essere utilizzate anche in questa  direzione:
  prevedere delle misure di equità sociale.
   E  come  al solito il Governo Schifani e la sua maggioranza  si  è
  contraddistinto, da questo punto di vista, in senso negativo.
   E  del  resto  la mancanza fino ad oggi nella fase di chiusura  di
  questa   finanziaria  del  presidente  Schifani   è,   devo   dire,
  emblematica rispetto a come il dibattito è scemato ed è scemato  in
  maniera  veramente  vertiginosa,  perché  avremmo  potuto  con  lui
  affrontare alcuni temi, alcune questioni.
   Sul Partito Democratico devo dire che c'è stato l'impegno di tutti
  i  colleghi  che  ringrazio, ma obiettivamente il senso  di  queste
  tabelle noi non lo comprendiamo. Rappresentiamo un forte sentimento
  di criticità.
   Detto  questo noi, poi, nelle dichiarazioni di voto che forniranno
  i  colleghi  e in particolar modo il capogruppo Michele  Catanzaro,
  faremo  ulteriori  precisazioni  rispetto  a  quella  che   è   una
  valutazione  complessivamente  e marcatamente  negativa  di  questa
  finanziaria con annesse tabelle.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi io tengo a
  ribadire una cosa: il Movimento 5 Stelle sin dall'inizio di  questa
  finanziaria  ha chiesto che non fossero fatti dei  maxi   fondi  né
  dove  si  potesse attingere successivamente con ordini del  giorno,
  con  proposte  e  cose  varie  né che si facessero  accantonamenti,
  almeno  che non fossero in favore o dei comuni o dei fondi globali.
  Per  cui  noi  stiamo presentando una richiesta di  ridurre  questi
  fondi  tipo per la pubblicità, per la promozione dei prodotti,  per
  le infrastrutture, per le chiese, eccetera.
   Diversamente chiedo sin da ora la votazione per parti separate con
  votazione segreta per ogni comma e intervento su ognuno.

   PRESIDENTE.  Va bene, onorevole De Luca, ho capito quello  che  mi
  voleva dire.
   Comunque,  onorevole De Luca, nei comuni no, nelle riserve,  nelle
  tabelle  no,  negli  emendamenti no, nelle misure  importanti  come
  l'articolo  31  i  10 milioni per l'export no... dico,  da  qualche
  parte qualcosa...

   DE  LUCA Antonino. Non ho detto questo. O nei fondi globali o  nei
  fondi per tutti i comuni.

   PRESIDENTE. No, era uno per Gruppo, onorevole Cambiano, se no  qui
  apriamo un taglio infinito.
   Adesso siamo anche arrivati. Andiamo a votare l'emendamento -  nel
  caso  si  boccia  -  Tab.Gov.1 così come  richiesto  dall'onorevole
  Varrica.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No, onorevole Campo, no onorevole Schillaci.

   CAMPO.  Abbiamo aspettato solo voi per sette giorni e non possiamo
  neanche  intervenire, ma è veramente una mancanza di  rispetto  nei
  confronti del Parlamento.
   Il Presidente della Regione neanche c'è, ma che modi sono questi
   È una vergogna

   PRESIDENTE. E l'ho capito, così siamo rimasti in Capigruppo.
   Avete sul tablet l'emendamento proposto dall'onorevole Varrica con
  firma dell'assessore, il Tab.Gov.1.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab.Gov.1.

   DE LUCA Antonino. Lo può spiegare l'assessore?

   PRESIDENTE.  Come  lo  può  spiegare? È  quello  che  ha  proposto
  l'onorevole Varrica. È il vostro

   DE LUCA Antonino. Non è il nostro

   PRESIDENTE. È il vostro, è il vostro

   CAMPO. Noi non abbiamo niente

   PRESIDENTE.  Allora, voi non avete niente? Questo è quello  che  è
  proposto dall'onorevole Varrica
   Benissimo,  mettiamo in votazione l'emendamento Tab.Gov.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Se  volete  bocciare le norme, le potete bocciare  Si  mettono  in
  votazione tutte le cose adesso
   Andiamo adesso a votare le tabelle.
   Pongo in votazione l'emendamento Tab.Gov.2 dell'onorevole Varrica,
  se non ricordo male.
   Il parere della del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il Tab.Gov.2.
   C'è richiesta di voto palese.

     Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento Tab.Gov. 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento Tab.Gov. 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 58
   Votanti                  47
   Maggioranza              24
   Favorevoli               21
   Contrari                 26
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo gli  onorevoli  La
  Rocca Ruvolo, Gallo, e De Leo.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
                                1030/A)

   PRESIENTE.  Adesso  dobbiamo  mettere in  votazione  l'emendamento
  Tab.Gov.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   La   votazione  verrà  fatta  per  parti   separate,
  benissimo
   Pongo in votazione il capitolo 143336.
   Allora, adesso stiamo votando il capitolo 14.33.36.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signore Presidente, onorevoli colleghi,  questo
  capitolo   "Contributi   alle   amministrazioni   locali   per   la
  razionalizzazione   degli  interventi  del   settore   agricolo   e
  agroalimentare",  di  2 milioni e 100, non ho  ben  compreso  quali
  norme,  quali  azioni  dovrebbe finanziare e  credo  che  afferisca
  all'Assessorato   all'agricoltura,  immagino,  allora   vorrei   un
  chiarimento dall'Assessore.

   PRESIDENTE. No, lei conosce.

   DE LUCA Antonino. Non conosco

   PRESIDENTE. Benissimo e anche se non conosce sono convinto che lei
  conosca

   DE  LUCA  Antonino. Ma ho diritto a sapere e ad avere una risposta
  dall'Assessore.

   PRESIDENTE.  Ha diritto a sapere ma adesso c'è diritto  a  votare.
  Diritto  e  dovere di votare. Lei può bocciare tutte le  norme  con
  voto  palese, con voto segreto, a sorteggio, come lei  ritiene  più
  opportuno  Adesso bisogna andare in fase di votazione. Per la prima
  volta,  in  questa legislatura, sta chiedendo di votare  per  parti
  separate e a me sta bene pure.
   Si  mette in votazione il capitolo 143336; bisogna, però,  che  la
  sua richiesta di voto segreto venga appoggiata.
   Benissimo

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 143336

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  143336.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  51
   Maggioranza              26
   Favorevoli               34
   Contrari                 17
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Ora  chiedo all'onorevole De Luca, onorevole De Luca, sto parlando
  con lei...
   La  domanda che le faccio è: dobbiamo continuare così per tutti  i
  capitoli?

   DE LUCA Antonino. No, su alcuni chiederò il voto palese.

   PRESIDENTE. Io devo votare la restante parte della tabella, quindi
  se  lei ha intenzione di indicarmi qual è il capitolo sul quale  le
  interessa il voto palese, io lo pongo in votazione.
   Si  passa  al capitolo 143337. C'è una richiesta di voto  segreto,
  che non è appoggiata.
   Pongo  pertanto in votazione il capitolo 143337. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 342525.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. È l'ultima volta, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, non è l'ultima  volta.  Sa
  perché  glielo dico, Presidente? Perché stiamo sbagliando veramente
  nel  metodo. Siccome tra un mese torneremo in Aula, lei  perché  si
  porta  questo teatrino al mese di gennaio su un testo intero?  Sono
  pronto ad andare avanti tutta la notte

   PRESIDENTE.  Tra  un quarto d'ora avremo finito, perché  siamo  in
  sede di votazione.

   DE  LUCA  Antonino.  Lei avrà finito tra un  quarto  d'ora,  ma  a
  gennaio ricominceremo da qui.

   PRESIDENTE.  Ci  sarà un atteggiamento differente anche  da  parte
  degli  altri,  la  votazione  per parti  separate  è  veramente  un
  insulto.

   DE LUCA Antonino. Noi siamo opposizione e voi siete maggioranza  e
  quindi va benissimo.

   PRESIDENTE. Ma anche domani racconterò questo atteggiamento,  cosa
  che non ho mai fatto sino a questo momento.

   DE  LUCA  Antonino. Può raccontarlo quanto vuole, non ho nulla  da
  temere.  Le  sto dicendo che state sbagliando perché si  era  detto
  che...

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il capitolo 342525.
   Abbiamo  detto che avremmo proceduto con le votazioni  e  dovevamo
  chiudere  entro  mezzanotte. Lei ha voluto fare  in  modo  che  noi
  derogassimo  la  mezzanotte  e  ci è riuscito,  ora  però  dobbiamo
  concludere. Abbiamo un senso di responsabilità nel portare  a  casa
  questa manovra.
   Siamo  molto  stanchi. Qui c'è una maggioranza che  vota,  se  lei
  riesce  a  bocciare gli articoli bene, se lei non  ci  riesce,  non
  potrà  essere  questa maggioranza ostaggio di queste richieste.  Mi
  perdoni  onorevole  De  Luca, in maniera  molto  franca.  Pongo  in
  votazione il capitolo 342525.

   DE LUCA Antonino. Formulo richiesta di voto segreto

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 342525

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  342525.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  50
   Maggioranza              26
   Favorevoli               33
   Contrari                 17
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 473326.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 473326

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  473326.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  49
   Maggioranza              25
   Favorevoli               27
   Contrari                 22
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 472514.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 472514

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  472514.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  51
   Maggioranza              26
   Favorevoli               31
   Contrari                 20
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 472540.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 472540

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  472540.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  49
   Maggioranza              25
   Favorevoli               31
   Contrari                 18
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 472539.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  palese.

         Votazione per scrutinio nominale del capitolo 472539

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  capitolo 472539.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  49
   Maggioranza              25
   Favorevoli               29
   Contrari                 20
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  191345. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 377308.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

         Votazione per scrutinio nominale del capitolo 377308

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  capitolo 377308.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  42
   Maggioranza              22
   Favorevoli               24
   Contrari                 18
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Ricordo ai miei colleghi almeno di tenere il pulsante premuto fino
  alla fine, se fosse possibile, non chiedo tanto.
   Si passa al capitolo 376528.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

      Votazione finale per scrutinio nominale del capitolo 376528

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  capitolo 376528.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  47
   Maggioranza              24
   Favorevoli               28
   Contrari                 19
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 377703.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 377703

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  capitolo 377703.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  42
   Maggioranza              22
   Favorevoli               32
   Contrari                 10
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  443325. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  372566. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  550079. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  183813. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  183742. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  377715. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 377727.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 377727

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  377727.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  48
   Maggioranza              25
   Favorevoli               34
   Contrari                 14
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  373711. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  373304. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa al capitolo 270014, così come emendato, perché è  quello
  fatto dall'onorevole Varrica, quindi non è quello l'importo.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 270014

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  270014.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  49
   Maggioranza              25
   Favorevoli               30
   Contrari                 19
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  273709. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 443324.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutino
  segreto.

          Votazione per scrutinio segreto del capitolo 443324

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del capitolo
  443324.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 59
   Votanti                  48
   Maggioranza              25
   Favorevoli               31
   Contrari                 17
   Astenuti                  0

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  377713. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  372555. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  332015. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  473742. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  473760. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  443302. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  183715. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  377922. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Si  passa  al  capitolo 182519. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  183365. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al capitolo 413428.

   LA VARDERA. Voto contrario

   PRESIDENTE. Vota contrario dappertutto o solo in quello?  Qual'  è
  il  numero, me lo ripeta. Lo dica al microfono, per favore. Il voto
  contrario dell'onorevole La Vardera sul contributo...

   LA VARDERA. A tutte le Fondazioni

   PRESIDENTE. Anche a tutte le Fondazioni. Va bene.
   Il  capitolo 413428 è quello della  parrucca , per intenderci.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Chiaramente  parliamo dei soggetti che hanno un  tumore,  soggetti
  fragili.
   Si  passa  al  capitolo  843903. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  273713. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  183376. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  240014. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  413726. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  542095. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  capitolo  542096. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo  approvato  il  Tab.Gov  con  l'unica  modifica  che   era
  sostanzialmente il Tab.Gov.1,  emendamento Varrica .
   Adesso  pongo in votazione l'articolo 132 con le allegate tabelle,
  così come modificate.
   C'è  una  richiesta  di voto nominale. Onorevole,  siccome  stiamo
  aprendo la verifica, deve premere...

          Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 132

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'articolo 132.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               29
   Contrari                 23
   Astenuti                 0

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 133. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso passiamo agli emendamenti presentati ai sensi dell'articolo
  117 del Regolamento.

   CRACOLICI. Signor Presidente, posso fare una domanda?

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE.  Siccome  il  Governo aveva  annunciato  l'intenzione,
  eventuale, con il 117, che avrebbe aumentato il finanziamento,  che
  abbiamo  fatto  con  l'articolo 15, credo,  di  10  milioni  per  i
  contrattualizzati dei comuni, di aumentarlo.
   Io  ho  chiesto 10 milioni, il Governo aveva lasciato intendere...
  Assessore Sammartino, ascolta che sto parlando con te

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale e  la  pesca  mediterranea.  È
  l'onorevole La Vardera che mi sta distraendo

   CRACOLICI. Mi aveva, addirittura, sollecitato a presentare un 117.
  Ho  spiegato  che il 117 è un atto, diciamo, tecnicamente  che  può
  essere   di   correzione  e,  quindi,  può  essere  di   iniziativa
  governativa  o  del Presidente, sulla base del fatto che  chiedessi
  ulteriori  5  milioni per i contrattualizzati.  Non  ho  capito  se
  quell'impegno esiste ancora o meno. Basta saperlo.

   PRESIDENTE. Sì, penso di sì.
   Assessore  non c'era questo impegno dei 5 milioni? Io non  lo  so.
  No?

   DAGNINO, assessore per l'economia. La questione di cui parliamo  è
  una  spesa  di carattere pluriennale. Come dicevo, non abbiamo,  in
  questo momento, disponibilità ulteriore sul 2027 e, quindi, sebbene
  ci  sia sensibilità, come avevo già detto, da parte del Governo per
  affrontare   ulteriormente  questo  tema,  si   ritiene   opportuno
  trattarlo  piuttosto in occasione della prima occasione utile,  una
  volta  che  si saranno approvati i rendiconti da parte della  Corte
  dei conti.
   Ad  ogni modo, in questa sede, annuncio che nelle tabelle,  ma  lo
  abbiamo appena votato, abbiamo destinato ulteriori 10 milioni  agli
  extra  costi  per  i rifiuti dei comuni. Quindi ai  10,  che  erano
  esitati dalla Commissione Bilancio, ne sono stati assunti altri 10.
  Quindi  abbiamo,  addirittura, stabilito, sono sempre  risorse  che
  vanno  a finire ai comuni e che sono addirittura di misura pari  al
  doppio, rispetto a quello che era stato stabilito.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che siamo stanchi e,  forse,
  non  riflettiamo  neanche  alle  parole.  Con  tutto  il  rispetto,
  Assessore  Dagnino, paragonare i contrattualizzati  dei  comuni  ai
  rifiuti  che  si  trasportano all'estero è veramente  una  cosa  di
  cattivo gusto.
   Io  prendo atto che il Governo, un'ora fa, aveva dato una lettura,
  una  versione.  Prendo  atto che il Governo ha  cambiato  opinione,
  perché è chiaro che una spesa pluriennale, così come l'articolo  15
  prevede dieci, dieci e dieci, e se non lo prevede lo corregga.
   Però,  vi  state  assumendo la responsabilità  di  fare  aumentare
  neanche due ore a persone che da trent'anni opera nei Comuni, e che
  fanno alcuni venti e alcuni ventiquattro ore

   PRESIDENTE. Colleghi, intanto, è caricato sui tablet il  117.1,  è
  una correzione tecnica che si mette in votazione, chiaramente tutti
  i 117 possono e devono essere votati all'unanimità.
   Pongo, dunque, in votazione il 117.1.

   DE LUCA Antonino. Qual è?

   PRESIDENTE. Ok, no no, onorevole De Luca, mi sono sbagliato io,  è
  un 117 tecnico che, comunque, avete sui vostri tablet, punto 1.
   Lo pongo, dunque, in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Stessa  cosa per il 117.2. Lo pongo, dunque, in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Questo,  invece,  è  per i disabili, se non ricordo  male,  è  una
  modifica sostanziale, pertanto serve l'unanimità.

   SUNSERI. E qual era?

   PRESIDENTE. È il 117.3, quello che riguarda l'articolo 9 che,  tra
  l'altro, credo che alcuni di voi me l'hanno sottoposto, non ricordo
  chi, leggetevelo, se c'è l'unanimità lo pongo in votazione.

   DE LUCA Antonino. Scusi Presidente, non ho ben capito.

   PRESIDENTE.   All'emendamento   9.12   sopprimere   le   modifiche
  all'articolo 9, onorevole De Luca, è una previsione sui disabili.

   DE LUCA Antonino. Va bene.

   PRESIDENTE. Pongo, dunque, in votazione il 117.3. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Anche  su questo l'Aula deve essere all'unanimità, è l'emendamento
  dell'onorevole  Ciminnisi, per intenderci  l'83.18,  dove  dobbiamo
  sopprimere le parole "di investimento per progetti".

   CIMINNISI. Sì, ok.

   PRESIDENTE. Pongo, dunque, in votazione l'emendamento 117.4. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  117.5.  Anche su questo ci deve essere  l'unanimità
  dell'Aula,  è  quello della soppressione dell'articolo  93,  quello
  dell'onorevole La Vardera.
   Onorevole Sunseri, voleva intervenire?

   SUNSERI.   Sì,  perché  sono  due,  uno  modificativo   e   l'atro
  soppressivo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Scusate,  sul primo che è sulla soppressione,  su  questo
  siccome   il  primo  firmatario  di  questo  articolo,  di   questo
  emendamento,  era  il collega Giuffrida, andato  via  perché  stava
  male,  quindi  ha  lasciato  a me il compito  di  dire  che  lui  è
  contrario alla soppressione dell'articolo, mentre è favorevole alla
  modifica.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Abbate,  lei  non  ha  una  delega,   può
  intervenire per conto suo.

   ABBATE. Bene, sono contrario.

   PRESIDENTE.  Tanto anche altri erano contrari, quindi  questo  qui
  non si può votare.
   Allora,  siamo all'articolo 93, è sempre quello dell'onorevole  La
  Vardera,  e  anche su questo ci vuole l'unanimità, c'è all'articolo
  93,  comma  1,  sub  comma 3 bis, questo  è  di  Abbate,  ci  vuole
  l'unanimità.

   DE LUCA Antonino. Questo non lo voteremo.

   PRESIDENTE. Non c'è l'unanimità? Benissimo, grazie.
   Anche su questo ci vuole l'unanimità, all'articolo 131, è inserito
  il comma 7 all'articolo, dell'onorevole Catanzaro.
   Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  La  Vardera.  Onorevole  La
  Vardera, un istante.
   Completo  la  votazione così ho finito con i 117 e poi  la  faccio
  intervenire.  Onorevole  Catanzaro,  procediamo  a  votare  il  suo
  emendamento. C'è l'unanimità su questo? Bene.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.7. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, ieri si era provato a  trovare  la
  richiesta  dell'unanimità, anche a seguito di interlocuzioni  avute
  che  con l'onorevole Auteri che comprendeva il buon senso della mia
  richiesta di evitare eventuali imbarazzi su questa situazione.
   Ora  apprendo  invece  che  c'è un  cambio  di  fronte  cioè  che,
  legittimamente  per  carità, il Gruppo  della  DC  vuole  mantenere
  l'articolo  93,  però resta a questo punto la questione  sollevata,
  perché  se  lo stesso onorevole Auteri aveva detto chiaramente  che
  era  opportuno evitare questa ambiguità che c'è, è chiaro che sulle
  associazioni   non   professionistiche   che   riceveranno   questo
  contributo  noi  non solo vigileremo, ma è una questione  seria  di
  opportunità.
   Lo  abbiamo  spiegato più volte lo abbiamo detto più volte  quindi
  l'onorevole  Abbate - giustamente - si prende la responsabilità  di
  volere  mantenere  questo  articolo 93 che  crea  ambiguità  e  che
  potrebbe   favorire  associazioni  o  realtà  teatrali  vicine   un
  deputato. Questo è il tema.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, desidero avere un chiarimento sul 117,
  all'articolo 93  vi ricordo che il soppressivo non è passato perché
  si  è  opposto l'onorevole Abbate ed il modificativo non è  passato
  ugualmente.

   SPADA. Chi si è opposto?

   DE LUCA Antonino. Aveva chiesto di chi fosse, non si era opposto.

   PRESIDENTE. Stia calmo  Lo recuperiamo. Era all'unanimità o si era
  opposto lei?

   CRACOLICI. Mi oppongo io a quello di Abbate

   AUTERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AUTERI.  Signor  Presidente,  vorrei  fare  chiarezza  su   questo
  equivoco che è nato ieri e che io ho avuto modo di parlare  con  il
  collega La Vardera. Scopro questo articolo, così lo chiariamo anche
  con chi ci ascolta, perché facciamo confusione essendo preparati...

   PRESIDENTE. A quest'ora mi auguro non ci ascolti nessuno...

   AUTERI.  E allora domani ci ascolteranno, perché qualcuno lo  farà
  ascoltare.  L'articolo  93  è un'interlocuzione  che  ha  fatto  il
  collega  Giuffrida  con le categorie che si occupano  di  compagnie
  esclusivamente  amatoriali, e c'è scritto  anche  nell'articolo,  è
  scritto  bene  l'articolo, quindi non ci può essere mai  né  nessun
  conflitto  di  interesse col sottoscritto, che si occupa  anche  di
  questa disciplina.
   Non  ci  può  essere  nessun  tipo di coinvolgimento  di  attività
  professionali  in  questo articolo perché è  scritto  chiaro  ed  e
  recita: "Per tutte le associazioni amatoriali che sono scritte alla
  FITA; per chi ha il codice ATECO da compagnie amatoriali e per  chi
  produce stagioni amatoriali".
   Quindi questo articolo a me non appartiene assolutamente, non  c'è
  nessun  tipo  di  conflitto di interesse. È  un'iniziativa  che  ha
  portato   l'onorevole  Giuffrida  e  quindi  volevo   semplicemente
  chiarire, definitivamente.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 134. Ne dò lettura:

                              «Art. 134.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)


                           Ordini del giorno

   PRESIDENTE. Sono stati presentati ordini del giorno dal numero 464
  al  471,  dal numero 473 al numero 495 e il numero 497 che  vengono
  accettati  dal  Governo  come  raccomandazione.  Questa  Presidenza
  dichiara poi di accettare come raccomandazione l'ordine del  giorno
  numero 472 e 496.
   A  questo  punto  possiamo dare il voto finale sulla  finanziaria.
  Ricordo  ai colleghi che dopo dobbiamo sospendere l'Aula e riaprire
  per il voto al bilancio.

   CATANZARO. Presidente, le dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Quelle si fanno dopo, non si fanno ora.

   DE LUCA Antonino. Non si fanno prima di votare?

   PRESIDENTE.  Siamo al voto finale, chiedo ai colleghi di  prendere
  posto.  Ricordo che le dichiarazioni di voto si fanno dopo,  quando
  ritorneremo in Aula dopo la sospensione.
   Bisogna votare, colleghi  Se volete...

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Aspetti

   CRACOLICI. Decadi dalla Giunta se non voti


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                1030/A

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione finale il  disegno  di  legge  n.
  1030/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 59
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               29
   Contrari                 23
   Astenuti                  0

                         (L'Assemblea approva)

   Come   prescritto  dall'articolo  73  quinquies  del   Regolamento
  interno,   a  seguito  dell'approvazione  del  disegno   di   legge
  finanziaria,  la Presidenza sospende la seduta per consentire  alla
  Giunta  di Governo di approvare e presentare all'Assemblea la  nota
  di  variazione  al  bilancio  di  previsione,  e  alla  Commissione
  Bilancio di esprimere il parere sulla medesima Nota.
   Alla ripresa dei lavori l'esame in Aula dei documenti contabili.
   Si  conclude  con le seguenti votazioni: votazione della  nota  di
  variazione,  votazione  finale del disegno  di  legge  di  bilancio
  numero 1029, come modificato dalla Nota di variazioni.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 1:17, è ripresa alle ore 1.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Prima c'è la votazione della nota di variazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso c'è il voto finale.


                       Per dichiarazioni di voto

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Al
  termine di una settimana in cui quest'Aula si è contraddistinta più
  per  il frastuono che non per i contenuti, un'Aula in cui è regnata
  la  confusione, in cui ci sono stati momenti anche di  aggressività
  che   spesso  hanno  riguardato  le  stesse  forze  componenti   la
  maggioranza  ormai  in  frantumi, a  prescindere  dall'esito  delle
  votazioni,  che  poi  ovviamente hanno lo  scopo  di  salvaguardare
  quella che è la posizione rivestita ma di certo non di entrare  nel
  merito  di approvare quello che è il programma contenuto in  questa
  finanziaria,  credo  che sia assolutamente necessario  sottolineare
  l'aspetto disdicevole che ha riguardato la realizzazione di  questo
  testo,  sin  dal suo parto, perché è stato un parto, in Commissione
  Bilancio.
   Una finanziaria che doveva essere di soli 28 articoli che è uscita
  con  134  articoli,  senza alcun tipo di  selezione  o  di  visione
  programmatica  perché  alla  fine  gli  articoli  che  sono   stati
  approvati erano semplicemente il frutto di desiderata e di  momenti
  per  accontentare il singolo deputato al fine di far nascere questa
  finanziaria:  e  poi,  è arrivato il momento  dell'approvazione  in
  Aula,  in  cui  si è reso evidente e palese che la maggioranza  non
  aveva  l'unità  per approvare una massa simile  di  articoli  e  la
  volontà  di  approvarla in 45 giorni non consentiva di entrare  nel
  merito  e  di  sopportare quella che è stata un'azione  compatta  e
  concreta delle opposizioni che sono arrivate a bocciare articoli di
  importanza fondamentale addirittura con doppio dei numeri  espressi
  in termini di presenza.
   Perché, lo ricordo a me stesso, l'opposizione è stata presente  in
  Aula  con 22 presenze e abbiamo sentito in questo momento anche  la
  mancanza  della presenza dell'amico e collega Giovanni  Burtone  al
  quale in un momento di difficoltà di salute desidero veramente  far
  giungere il più caloroso degli abbracci.

                          (Applausi in Aula)

   Il  collega Giovanni Burtone è un collega dal quale ognuno di  noi
  avrebbe voluto prendere esempio in questa finanziaria, invece  sono
  venuti  fuori  i sentimenti e i modi di fare più bassi  dell'essere
  umano e credo che si siano visti tutti.
   Credo   che   il  discorso  di  Giovanni  Burtone  quando   questa
  finanziaria  è  iniziata, fatto con un filo  di  voce  ma  con  una
  profondità  che nessuno di noi è stato mai in grado di  portare  in
  quest'Aula, avrebbe dovuto segnare la traccia, la rotta  di  questa
  finanziaria, e invece io lo dico chiaramente abbiamo fatto  schifo,
  questa  finanziaria  fa  schifo, ed è stato  veramente  un  peccato
  perché  si  è  lavorato tanto e male, perché ce  lo  dobbiamo  dire
  chiaramente:  l'unico  interesse di  tanti  deputati  era  portarsi
  qualcosa a casa come se la finanziaria fosse un supermarket
   La  volgarità  delle aggressioni con cui l'assessore  Dagnino  era
  circondato  da  deputati che cercavano di  tirare  qualcosa  qua  e
  qualcosa là, le interlocuzioni fatte a latere dell'Aula per cercare
  di  infilare dentro e per forza questo o quell'ordinamentale,  quel
  territoriale,  e  quel "comunino" e quel "comunetto"  sono  di  una
  volgarità  indiscutibile,  quanto più  lontano  da  quello  che  il
  collega Giovanni Burtone ha proprio cercato di trasmetterci
   E  vi  dico  di più, non è accettabile fare poi anche quell'ultimo
  assalto,  veramente io quello lo allontano, anche  fare  venire  il
  Presidente  della  Regione  qui per  cercare  di  rimettere  dentro
  l'articolo  31 che era stato stralciato. Io credo che anche  quello
  sia  stato un momento bassissimo di questa finanziaria e meno  male
  che  non  è  entrato,  perché  sarebbe  uscito  anche  umiliato  da
  un'unanimità  che  non  avrebbe mai potuto trovare  perché  io  per
  primo,  Presidente  Di  Paola, mi sarei opposto  al  reingresso  di
  quell'articolo.  E  non  perché  il  merito  fosse   più   o   meno
  accogliibile  ma  per il metodo con cui si sono fatte  le  cose  in
  quest'Aula.
   Io  rinuncio  anche  a  fare  un auspicio  per  il  futuro  perché
  quest'Aula  ha dimostrato di non fare esperienza, di  non  imparare
  dai  propri errori e di aver perso quell'autorevolezza che un tempo
  aveva.  Mi dispiace ma questa non è più un'Aula che è in  grado  di
  rappresentare correttamente l'interesse dei siciliani.
   Questa  è un'Aula che ha dimostrato di essere in gran parte capace
  di produrre solo qualche favore per qualche amico amministratore  e
  io  credo che questo non sia il compito del legislatore, credo  che
  questo  sia il compito degli sbriga faccende e francamente,  credo,
  che  sia...   guardi  che  ridicolaggine, uno  fa  il  discorso  su
  dichiarazione di voto e c'è un assessore che fa foto agli altri due
  assessori.
   Queste  cose,  veda  Presidente Di Paola, qualificano  chi  le  fa
  perché non è serio e non c'è serietà in questo Parlamento da troppo
  tempo.
   E  vedete,  è proprio questa la sfiducia del Governo Schifani,  si
  sfiduciano   da  soli  con  i  loro  comportamenti,  con   i   loro
  atteggiamenti, non era il voto, questo è nuovamente ancora un punto
  più  basso di quelli già precedentemente raggiunti, a ogni edizione
  si  riesce  a scavare mezzo metro più in basso, si stava finalmente
  riuscendo  a  fare una cosa senza  micro-territoriali ,  senza  gli
  ordinamentali, senza il maxi emendamento e poi che si fa?
   Alla  fine  ci si perde all'ultimo metro perché non ce la  fate  a
  tenere  quelli che sono rimasti a bocca asciutta, a bocca  asciutta
  come  se fosse una pizzeria, che un pezzo di pizza in bocca  te  lo
  devi mettere se no che ci sei venuto a fare? Cosa ci vai a fare  in
  pizzeria se non mangi qualcosa? E a questo si è ridotta quest'Aula?
   Presidente,  la  questione morale non è  più  quella,  o  soltanto
  quella, delle inchieste giudiziarie e delle procure. Quella esiste.
  La questione morale è anche la qualità di ciò che si fa, la qualità
  del  processo  legislativo, la qualità del risultato  del  processo
  legislativo, il rispetto delle regole che ci si dà, il rispetto del
  regolamento,  il rispetto di tutto quello che viene  concordato  in
  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari  e  tanto  altro
  ancora.
   Non è solo quello che viene da un'inchiesta giudiziaria, e poi può
  finire  bene,  male o quello che è, ma anche quello è un  problema.
  C'è anche quello che facciamo noi, come lo facciamo. Ed è di questo
  che  parleremo nelle prossime settimane, perché se da  un  lato  il
  Natale distrarrà un po' l'opinione pubblica, tra un paio di giorni,
  sui risultati di questa finanziaria, io una cosa già ve la dico:  a
  gennaio,  quando  arriveranno in Aula  questi  due  omnibus,  tutti
  questi  discorsi verranno ripresi e ricominceranno, ma sotto  nuove
  luci.
   Allora, io è evidente che esprimerò insieme a tutto il mio  Gruppo
  un  voto  negativo, non solo per il merito ma anche per il  metodo,
  per  il  metodo  di una incapacità a controllare  la  voracità  dei
  deputati,  in  questo  caso in particolare durante  la  Commissione
  Bilancio dove i buoi sono scappati dalla stalla.
   Presidente  Daidone,  è  evidente, sono veramente  scappati  dalla
  stalla.
   Non dico che le responsabilità siano tutte le sue, chiaro  Però  è
  una  questione  di postura. Poi, a un certo punto, il  centrodestra
  prima  o poi dovrà sedersi e dire se è in grado di andare avanti  o
  se  in  un  modo  migliore di quello sviluppato adesso,  oppure  se
  questo  è il massimo che può offrire alla Sicilia, perché se questo
  è  il massimo, siete ancora più deludenti di quanto non siete stati
  finora.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   Lombardo
  Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente,  in  occasione  del
  voto  sulla  legge  stabilità, mi sono dovuto  allontanare,  quindi
  chiedo  alla Presidenza di mettere a verbale il mio voto favorevole
  alla legge di stabilità.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Lombardo.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lantieri, un solo  intervento  per  Gruppo
  parlamentare. Prego.

   LANTIERI.  Signor  Presidente, solamente un attimo,  poi  farà  la
  dichiarazione  il Capogruppo, perché volevo ringraziare  la  Giunta
  regionale e il Presidente della Regione siciliana Schifani  perché,
  secondo me, quando i siciliani vedranno quello che è stato fatto, è
  una  finanziaria fatta  proprio dedita allo sviluppo e  sono  state
  approvate norme utili per il popolo siciliano.
   Non  è  vero  il  termine che ha usato il collega,  anche  perché,
  insomma, va a denigrare quello che è stato tutto il lavoro fatto in
  questa  settimana  e  poi anche voi come Gruppo parlamentare  avete
  fatto  i  post  -  sia voi che la minoranza - dicendo  che  abbiamo
  ottenuto questo e che abbiamo fatto cose utili per la Sicilia.
   Ma  intervengo solo per ringraziare il Presidente Galvagno  perché
  ha  evidenziato, oggi, gli ordinamentali che sono stati  tolti  per
  questa  finanziaria  - ma verranno fatti a gennaio  -  evidenziando
  l'utilità  dell'ordine mentale sulla legge dell'endometriosi  fatta
  da me e dall'onorevole D'Agostino, perché evidenzia una cosa che  è
  fattibile, una cosa bella, che potrà dare anche qualcosa  di  utile
  per la sanità siciliana.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, intervengo solo per confermare il voto
  favorevole  del Gruppo di Fratelli d'Italia e mi consenta,  con  un
  pizzico  di orgoglio, di ringraziare i dodici componenti su  dodici
  di Fratelli d'Italia presenti al momento della votazione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire  l'onorevole  Pellegrino,
  Capogruppo  di  Forza  Italia  per dichiarazione  di  voto.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Vai Pellegrino. Facci sognare

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori
  regionali.  Anche  noi annunciamo e preannunciamo  il  nostro  voto
  favorevole.
   Abbiamo apprezzato l'approccio olistico alla manovra da parte  del
  Governo, da parte del nostro carissimo Assessore Dagnino e da parte
  di  tutti gli Assessori. Dobbiamo ringraziare anche gli Uffici  che
  ci   hanno  collaborato,  che  ci  hanno  seguito  e  nelle  nostre
  iniziative  legislative. Ovviamente si tratta di  una  manovra  che
  coinvolge  il tessuto sociale, che coinvolge il tessuto produttivo,
  che  coinvolge  il  tessuto economico e che  dà  sicuramente  tanto
  benessere  per  i  siciliani, per la Sicilia e soprattutto  per  il
  futuro  e  per  i  nostri giovani attraverso la  decontribuzione  -
  duecento  milioni per la decontribuzione - attraverso la norma  sul
  "Sicily Working" e comunque, tutto sommato, abbiamo fatto un ottimo
  lavoro.
   Debbo  ringraziare le opposizioni per l'ottima collaborazione  che
  hanno  protestato.  Dico,  c'è  stato  magari  qualche  momento  di
  fibrillazione, qualche turbolenza, ma tutto è passato e quindi  non
  posso che preannunciare il voto e augurare buon natale a tutti.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto d'intervenire per dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Sarò  veloce  signor Presidente.  Voglio  ringraziare  il
  Governo,  in primis l'Assessore Dagnino che in queste settimane  ci
  ha  portato  fino  all'ultimo giorno; il Presidente  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana, onorevole Galvagno, per quello che ha messo in
  campo  nel cercare di ricucire e nel cercare di avere un  clima  il
  più  collaborativo possibile all'interno del nostro Parlamento  per
  questa fase finale dell'approvazione della finanziaria.
   Voglio  ringraziare  anche l'opposizione.  La  voglio  ringraziare
  perché  ha  collaborato attivamente per la stesura  della  manovra,
  anche   una  parte  dei  loro  contributi  fanno  parte  di  questa
  finanziaria  e  non diciamo che poi il giorno dopo, quando  usciamo
  fuori,  che  noi non abbiamo fatto nulla, che la finanziaria  è  la
  finanziaria che non funziona.
   Non  è  vero.  È  una  finanziaria  che  va  nella  direzione  dei
  siciliani, dello sviluppo della nostra Isola e ancora di più perché
  ci saranno all'interno di questa finanziaria, ci sono anche piccole
  riforme che fanno la differenza e speriamo che a gennaio si  riesca
  a  completare  anche la parte degli ordinamentali che sono  rimasti
  fuori.
   Tutto   il  resto  che  abbiamo  lasciato  da  parte  per   potere
  accelerare,   e  dobbiamo  dire  che  mai  si  era  approvata   una
  finanziaria   prima  del  Governo  nazionale,  quindi   complimenti
  veramente  di  cuore  all'assessore  Dagnino,  agli  uffici   della
  Ragioneria, al dottore Tozzo a tutte le équipe della Ragioneria, ci
  ha  messo  a disposizione, ci ha potuto far lavorare bene  affinché
  sia  riuscita  ad  approvare una finanziaria veramente  che  fa  la
  differenza e che potrà fare la differenza nel 2026.
   Complimenti  veramente di cuore a tutti da parte del Gruppo  della
  Democrazia Cristiana.

   PRESIDENTE. Faccio un piccolo strappo per l'onorevole Chinnici che
  voleva intervenire un minuto. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  un
  minuto soltanto ma sempre per ribadire che sono stonati questi toni
  trionfalistici,   devo   dire.   Abbiamo   avuto   una    settimana
  complicatissima. Siamo stati ostaggio qua per molte ore in un limbo
  indefinito,  nel  mentre  che  voi  cercavate  di  risolvere,  come
  maggioranza, le vostre tensioni e i vostri dissidi.
   E  allora  siccome il governatore Schifani ha annunciato  già  per
  luglio  una  maxi manovra di due miliardi e quattro,  speriamo  che
  almeno  per  luglio si arrivi, in maniera ordinata e  preparata,  a
  dare  un  po' più di serietà e dignità nel trattare la materia  dei
  lavoratori e delle lavoratrici dei Comuni perché, davvero, è  stato
  imbarazzante e anche patetico tutto questo tira e molla per cui  vi
  abbiamo  dovuto, praticamente, implorare di mettere qualche milione
  in più e poi, alla fine, se si arriva ad aumentare di una o due ore
  a questi lavoratori, sarà già tutto grasso che cola.
   Si tratta di 12.000 persone che tengono aperti un sacco di servizi
  e  di  luoghi  della  nostra Sicilia, di tutti i comuni  siciliani,
  quindi  non  è una questione di Palermo, di Catania, di  Ragusa,  è
  tutta la Sicilia, 12.000 persone  E allora da qua a luglio, almeno,
  che ci si arrivi veramente con dignità per chiudere un capitolo  di
  precariato storico su cui alligna, da decenni, il clientelismo  più
  becero  della classe politica siciliana e, soprattutto, si  evitino
  anche  tutti  gli sprechi e i mille rivoli ai singoli  assessorati,
  per singole elargizioni senza bandi. L'ennesimo milione che è stato
  messo  fuori  dal  FURS, per fortuna anche grazie  all'impegno  del
  nostro gruppo.
   Sul  FURS  si  è lavorato e ringrazio la collega Saverino  che  ha
  insistito  molto  su  questo ma, ancora una volta,  abbiamo  troppa
  aleatorietà nell'elargizione dei fondi.
   Quindi  per  luglio, visto che si preannuncia un'ennesima  manovra
  così  cospicua,  che  si ponga più attenzione ai  tanti  lavoratori
  ancora precari.

                                Congedi

   PRESIDENTE.    Comunico    il   congedo    dell'onorevole    Pace,
  dell'onorevole Messina e dell'onorevole Giuffrida.
   L'Assemblea ne prende atto.

                       Per dichiarazioni di voto

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo  Giuseppe
  Geremia. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  assessori, intervengo per annunciare il voto favorevole del  Gruppo
  parlamentare che rappresento e per sottolineare l'ottima fattura di
  questa  legge  di stabilità che mette in campo risorse  importanti,
  credo più di un miliardo di euro, penso a 1 miliardo 300 milioni di
  euro.
   È  una  manovra fortemente espansiva che guarda a tutte le  classi
  sociali,  anche  alle  fasce più deboli  e  io  voglio  ringraziare
  appunto il presidente Schifani, i componenti della Giunta oggi  qui
  presenti, ma tutti quanti han dato un contributo fondamentale  allo
  sviluppo, appunto, di una manovra di grande importanza.
   E  poi  c'è il momento del Parlamento che ha dato prova, al di  là
  ovviamente di confronti serrati, di qualche tono a volte  sopra  le
  righe,  di grande segno di responsabilità. Ha dato prova di  grande
  responsabilità  sotto anche la conduzione di  una  guida  sapiente,
  saggia, equilibrata che è quella, appunto, del Presidente Galvagno.
   Rinnoviamo,  appunto, il nostro impegno a sostegno  dell'interesse
  dei  siciliani  e, ovviamente, ci ritroveremo con  tutte  le  forze
  politiche,  con  il  dialogo  che ha contraddistinto  anche  questa
  manovra  finanziaria a votare, di qui a gennaio, anche  i  prossimi
  disegni di legge.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
  facoltà.
   Colleghi, ci sono poi altri interventi? Ok, l'onorevole Geraci, va
  bene, e chiude l'onorevole De Luca.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, l'ora
  è  tarda  e  cercherò di rispettare, diciamo, per dichiarazione  di
  voto del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, che già si  è
  espresso  con il suo voto contrario, però lo ribadisco, ovviamente,
  al microfono.
   Questa  è  una  manovra di grande confusione di  un  Governo  che,
  Assessore Dagnino, lo abbiamo detto nelle Commissioni di merito, ma
  soprattutto  in  Commissione Bilancio, è partita  in  salita  ed  è
  finita  ancora  più in salita, perché è sotto gli  occhi  di  tutti
  quello  che è accaduto in queste giornate, questa settimana  di  un
  lungo  travaglio all'interno del Parlamento, dove  si  è  riusciti,
  comunque, nei tempi che, come Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  abbiamo rispettato, con un lavoro, lo  dico  sempre,
  c'è il Presidente Di Paola, il Presidente Galvagno, ovviamente,  ha
  fatto  questo  lavoro  insieme a noi  come  Parlamento,  e  abbiamo
  rispettato  i  tempi  nell'approvazione della manovra  entro  i  45
  giorni.
   Perché dico una manovra in salita? Perché, Assessore Dagnino, si è
  partiti male. Era una manovra dove voi dovevate, come sempre,  dare
  priorità  alla  programmazione per le siciliane e i  siciliani;  di
  fatto erano 27, 28 articoli, mancavano tanto.
   Arrivato  ad  un  certo punto, le opposizioni  hanno  abbandonato,
  nelle  ultime  ore, giornata di Commissione, hanno  abbandonato  la
  Commissione per un motivo che è stato, diciamo, più volte  ripetuto
  da   me,   che  rappresento  il  Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico e che, lo ribadisco proprio in questa dichiarazione  di
  voto,  non è sfuggito il fatto che la maggioranza pensava di  avere
  risolto,  quando  si  è  presentata  la  mozione  di  sfiducia,  di
  ricompattare  la stessa maggioranza con il voto contrario,  proprio
  perché  le opposizioni avevano presentato la mozione di sfiducia  a
  questo  Governo,  nella  fattispecie al Presidente  della  Regione,
  perché rappresenta questo Governo.
   Voi  pensavate  che con, diciamo, la bocciatura della  mozione  di
  sfiducia,  tutto  era  risolto. Invece no, perché  non  solo  avete
  complicato  in Commissione Bilancio, al di là che c'è il Presidente
  della  Commissione Bilancio che sa che io apprezzo, che lo  abbiamo
  anche  detto,  perché  è chiaro che quando  si  è  arrivati  a  134
  articoli, è chiaro che è una manovra, Assessore Dagnino,  dove  lei
  doveva  tirare  il freno. Non l'ha fatto, perché  di  fatto  doveva
  tirare  il  freno e capire quali erano le vere esigenze per  questa
  nostra Regione.
   Ed  è  chiaro che, in queste giornate, lo dico perché  non  voglio
  intervenire,  diciamo, su quello che sono le parole,  però  non  mi
  sfugge  che il collega Assenza, per due volte da capogruppo  di  un
  Gruppo di maggioranza, ha voluto sottolineare prima un appello alla
  responsabilità dei deputati di maggioranza, perché ricordo  che  il
  voto finale è stato ventinove a ventitré. La sommatoria non mi pare
  che faccia settanta e molti, tantissimi, di quel numero che manca a
  settanta sono i deputati di maggioranza.
   Il  collega  Assenza,  due  giorni fa, ha  richiamato  all'appello
  proprio  i  suoi colleghi deputati di maggioranza; questa  sera  ha
  voluto  fare  un  altro  passaggio  nella  dichiarazione  di  voto,
  parlando  dei  numeri  dei  deputati  di  Fratelli  d'Italia  tutti
  presenti all'interno dell'Aula. A me non è sfuggito, e lo dico  per
  un semplice motivo, perché è come, Presidente Di Paola, come quando
  si  immagina di voler incollare qualcosa che ormai si è rotta. E lo
  abbiamo ormai detto, lo abbiamo ripetuto, lo abbiamo detto nei mesi
  passati, continuiamo a dirlo: questa maggioranza non c'è più
   Questa  maggioranza ha fallito, questa maggioranza,  ormai,  è  la
  maggioranza  dell'approssimazione, è soltanto  colmare  quelle  che
  sono le emergenze, non ha programmazione, non ha visione.
   E  se  alcune norme importanti dentro questa manovra sono passate,
  noi,  come opposizione, li rivendichiamo, prima in Commissione,  ma
  soprattutto   in  Aula,  perché  abbiamo  dato  il  nostro   enorme
  contributo.
   Perché, guardate, quando ci sono le norme di buon senso e le norme
  che,   ovviamente,  riguardano  categorie  come  i  lavoratori,   e
  l'abbiamo visto, norme sulla Forestale, sull'ESA, è chiaro che  noi
  ci  siamo, è chiaro che noi siamo su temi importanti e grandi  temi
  su  cui  le  opposizioni hanno dato il loro contributo a portare  a
  casa  come  visione  di questa maggioranza; lo  abbiamo  fatto,  lo
  abbiamo fatto su quello che è il problema idrico con i laghetti, in
  agricoltura,  lo  abbiamo fatto per l'emergenza  case,  lo  abbiamo
  fatto   per  tantissimi  altri  argomenti  che  non  si  è  qui   a
  rivendicare.  Perché  il  ruolo è quello  del  Parlamento,  però  è
  chiaro, è chiaro che abbiamo avuto in queste ore, in questi giorni,
  la fragilità di un Governo, e io lo dico all'assessore Dagnino, che
  in  alcuni  momenti colui il quale doveva essere il  Governo  e  il
  Presidente  della  Regione, che mi sarei aspettato  di  trovare  in
  Aula,   perché  fino  a  mezz'ora  fa  lo  avevo  visto   aggirarsi
  all'interno del Palazzo, capisco che c'è il Vicepresidente, ma  lui
  non  è  qui,  e questo è un fatto grave, è un fatto grave,  per  il
  rispetto  del  Parlamento e dei parlamentari, e di tutti  coloro  i
  quali  è  da  sei  giorni  che  sono dentro  quest'Aula,  in  forma
  costante, a votare, a provare, a discutere, a dibattere.
   La  manovra  finanziaria non è una manovra finanziaria  perché  si
  incassano due, tre articoli che servono e poi basta, e lo  dico  al
  Governo,  lo dico perché noi, veramente, abbiamo dato un contributo
  e  lo  si  vede, lo si vede che questa manovra, lo dico  quando  il
  Governo  la  porta in Aula, che noi dicevamo guardate che  ci  sono
  articoli inutili, 78 articoli non ci sono più nel testo, sono stati
  stralciati,  ed  è  sempre lo stesso Governo, è un  corto  circuito
  costante.
   E  allora,  noi  con la mozione di sfiducia non siamo  riusciti  a
  battere  con  i  numeri il Governo e la maggioranza  per  andare  a
  votare,  un  sussulto  di  orgoglio, io leggo  assessori  cambiati,
  andate  casa  e  andiamo a votare per dare alla  Sicilia  un  nuovo
  Governo  che  possa  dare programmazione, progettualità,  speranza,
  perché  è davvero assurdo quello che state facendo in questi ultimi
  mesi,  e  lo  dico  davvero con grande senso di responsabilità  nei
  confronti delle siciliane e dei siciliani.

   PRESIDENTE. La prenotazione per la discussione generale è  chiusa,
  ovviamente,  ho gli ultimi due interventi dell'onorevole  Geraci  e
  poi dell'onorevole Cateno De Luca.
   È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.

   GERACI.  Signor  Presidente, colleghi deputati,  ci  avviamo  alle
  battute conclusive di questa che è stata la legge finanziaria, devo
  dire  che  è la terza finanziaria che questo Governo porta  a  casa
  entro  il 31 dicembre, ormai è un fatto assodato, ormai è diventato
  normalità,  però  questo ha permesso, negli anni, di  espandere  la
  spesa,  perché,  è  chiaro, se tu inizi a  spendere  dal  primo  di
  gennaio, rispetto che dal primo di maggio, cresce quella che  è  la
  spesa,  aumenta il PIL: questo è un risultato che si chiama Governo
  Renato Schifani
   L'attenzione alle categorie precarie che questo Governo  ha  avuto
  nell'approvazione   di  questa  finanziaria,   iniziando   con   la
  stabilizzazione  degli  ESA, degli operai trattoristi,  continuando
  con  gli operai forestali, è un primo segnale di ventitré giornate,
  che nell'arco degli anni devono essere portati a centottanta giorni
  e  a tempo indeterminato; si è iniziato con i Comuni, due ore, ma è
  un  segnale  anche  importante per l'aumento  delle  ore  degli  ex
  contrattisti dei Comuni, l'obiettivo è quello di portarli almeno  a
  30  ore  e credo che, da questo punto di vista, il Governo Schifani
  sia sensibile; con i PIP l'altro risultato di  25 ore.
   Quindi,  come  vedete, c'è un'attenzione alle  categorie  fragili.
  Qualcuno  dice che è una finanziaria d'accomodo, no, questa  è  una
  finanziaria  di visione, una finanziaria che guarda alle  categorie
  fragili,  ma  guarda pure a un progetto di espansione, dove  attrae
  praticamente  le persone che da fuori vogliono venire  in  Sicilia,
  dove c'è un abbattimento del costo del lavoro con una dotazione  di
  centocinquanta milioni e questo è un altro risultato.
   La  finanziaria cuba qualcosa come un miliardo e quattro  e  forse
  l'onorevole Antonio De Luca si è vista un'altra legge, si  è  vista
  un'altra  finanziaria. Questa è una finanziaria di espansione,  una
  finanziaria   di   visione,   saranno  fatti   praticamente   degli
  interventi,   saranno  fatti  degli  interventi  che   portano   ad
  un'ulteriore  espansione. Avremo due miliardi  e  quattro  e  dico,
  anche, che deve essere fatto un Piano Marshall per gli enti locali,
  si deve aumentare il FAL, il Fondo Autonomie Locali; portare gli ex
  contrattisti a trenta ore; questo è l'impegno che questo Governo si
  deve  prendere,  una finanziaria nata con i migliori  auspici,  una
  finanziaria che questo Parlamento ha migliorato.
   Devo  ringraziare  i  partiti  di  opposizione  per  il  senso  di
  responsabilità  adottato quando si è trattato  della  tematica  dei
  forestali,   dei   PIP,  dei  trattoristi  ESA:  hanno   dimostrato
  responsabilità e di questo ve ne do atto, avete dimostrato  che  di
  fronte ai precari, di fronte ai bisogni, non c'è partito che tenga,
  però poi l'analisi finale che viene da parte vostra - un Governo in
  affanno, un Governo che non ha un'idea - questa non la condivido  e
  devo dire che si tratta di un corto circuito.
   Facciamo  due  mestieri diversi: noi lavoriamo  per  i  siciliani,
  affrontiamo  i problemi ogni giorno e cerchiamo di risolverli;  voi
  vedete tutto nero, ma sono due visioni diverse di chi amministra  e
  di  chi fa opposizione, chiaramente è sotto gli occhi di tutti  che
  questa finanziaria va nella direzione che i siciliani volevano.
   Ringrazio  tutta la Giunta, l'Assessore Dagnino, il Vicepresidente
  Sammartino   e,  soprattutto,  il  Presidente,  l'amico  Presidente
  Gaetano  Galvagno, che ha dimostrato molta efficienza  e  saggezza,
  oltre che lungimiranza, ringrazio anche il Vicepresidente Nuccio Di
  Paola  che  nei  momenti  importanti ha  dato  il  suo  contributo,
  dimostrando di essere adeguato al ruolo. Grazie e viva la Sicilia

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, Presidente della Regione,  che
  non   c'è,   signori   Assessori,  colleghi  deputati,   cittadini,
  intervengo  per  conto del Gruppo parlamentare  Sud  chiama  Nord ,
  siamo  ai  titoli  di  coda della Giunta del  Presidente  Schifani,
  l'iter  drammatico di questa legge di stabilità, mai vissuto  nella
  mia  vita,  nonostante la considerevole esperienza  di  uomo  delle
  Istituzioni,   lo   ha   per   l'ennesima   volta   definitivamente
  certificato.
   La  Giunta  regionale ha deliberato il 31 ottobre  il  disegno  di
  legge   di   stabilità  2024-2026  con  ventisette   articoli.   La
  Commissione  Bilancio, il 4 dicembre, ha dato il voto  finale  alla
  legge  di  stabilità con 134 articoli. Il gruppo parlamentare   Sud
  chiama  Nord , dopo due mesi di studio e confronto, il  29  ottobre
  scorso,  ha  consegnato nelle mani del presidente  Renato  Schifani
  cento proposte, sulle quali, in circa due ore di esposizione, ne ha
  succintamente  rappresentato la visione  strategica  e  nessuna  di
  queste  proposte  è  stata  presa in  considerazione  dalla  Giunta
  Schifani,  infatti il 31 ottobre è stata partorita una  striminzita
  legge di Stabilità senza alcuna visione e prospettiva strategica.
   In  occasione  dell'incontro del 29 ottobre mi  sono  permesso  di
  dire,  con determinazione, al Presidente Schifani che era stato  un
  grave  errore il mancato confronto Governo - ANCI e che  la  nostra
  pregiudiziale,  per  poter sostenere il  percorso  della  legge  di
  stabilità, era l'aumento del Fondo delle Autonomie locali di almeno
  cinquanta  milioni  di euro. Ringrazio il Presidente  Schifani  per
  aver  accolto  la mia richiesta incontrando l'ANCI  Sicilia  il  30
  ottobre,  anche con la partecipazione del Vicepresidente  dell'ANCI
  Danilo  Lo  Giudice,  nonché segretario regionale  di   Sud  chiama
  Nord .
   Il  Gruppo  parlamentare   Sud chiama Nord ,  nel  compimento  del
  proprio   dovere,   aveva  cercato  di  contribuire   con   spirito
  propositivo e costruttivo, sottoponendo all'attenzione del  Governo
  regionale, alla luce del sole, un centinaio di proposte all'insegna
  della  valorizzazione del sistema degli enti locali, della  qualità
  dei  servizi ai cittadini, della sussidiarietà e del decentramento,
  della  semplificazione  amministrativa e  dell'accelerazione  della
  spesa,  dello sviluppo imprenditoriale e dell'incentivazione  degli
  investimenti,  della creazione di nuovi posti  di  lavoro  e  della
  stabilizzazione   dei   lavoratori  precari,   della   salvaguardia
  dell'ambiente  e  del  territorio,  della  promozione  turistica  e
  culturale  della mobilità sostenibile  mare-monti' e fra  territori
  omogenei.
   In  questi  due mesi abbiamo avuto più incontri con  l'Ufficio  di
  Gabinetto,  con  i  tecnici  e consulenti  della  Presidenza  della
  Regione per dimostrare, forse con un pizzico di ingenuità, la bontà
  delle nostre proposte. In ogni occasione ci siamo sentiti osservati
  come  una  sorta  di  extraterrestri e costantemente  sotto  esami.
  Durante  questo  corpo  a  corpo,  abbiamo  avuto  sempre  ragione,
  dimostrando,  carte  alla  mano, che le nostre  idee  e  le  nostre
  proposte  erano  giuste  e  necessarie. Per  i  Savonarola  4.0  il
  compimento  del proprio dovere viene strumentalizzato e  mascariato
  come   inciucio,   marchette,   illecite   connivenze   per   poter
  giustificare  al  mondo  magari la propria funzione  e  la  propria
  esistenza.
   L'ultimo  incontro  a Palazzo d'Orleans lo abbiamo  avuto  con  il
  Presidente della Regione Schifani, con l'Assessore Dagnino, con  il
  professore  Armao  e  con il suo Ufficio di Gabinetto  mercoledì  3
  dicembre  alle  ore  11,  dopo  tre ore  di  confronto  sono  state
  estrapolate  quindici delle nostre proposte nuove ed innovative  da
  sottoporre  alla  valutazione  della Commissione  Bilancio  e,  nel
  frattempo,  attendeva il nostro Gruppo per completare l'esame della
  manovra finanziaria.
   Grazie  signor Presidente Daidone e ci scusi se abbiamo rallentato
  i  lavori  della Commissione Bilancio, ma, come ha  avuto  modo  di
  constatare, era per una buona causa  Abbiamo dovuto bere la  cicuta
  dell'incomprensione  da  parte dei colleghi  dell'opposizione  che,
  legittimamente,  alle ore diciotto del mercoledì 3  dicembre  hanno
  dovuto abbandonare i lavori della Commissione Bilancio per il clima
  di  assalto  alla  diligenza che si era  ormai  affermato,  per  la
  bulimia  dei  deputati della maggioranza che hanno  appesantito  la
  manovra con quasi cento proposte regolarmente inserite nel testo di
  stabilità.
   Ho  chiesto scusa ai miei colleghi dell'opposizione ed ho espresso
  la  mia solidarietà per quel clima indecoroso che si era imposto in
  Commissione  Bilancio,  ma  la posta  in  gioco  per  quel  che  ci
  riguardava era troppo alta e noi abbiamo scelto di rimanere pur  di
  poter  scrivere  un pezzo importante della legge di stabilità.  Dei
  134   articoli   condivisi   dalla  Commissione   Bilancio,   fanno
  riferimento  al  partito  Sud chiama Nord   nove  norme  totalmente
  nuove  e  sei non hanno ricevuto la condivisione della Commissione.
  Sei  norme sono state difese per la riconferma, essendo già da  noi
  introdotte  con  le  precedenti leggi di stabilità,  su  tre  norme
  dell'impianto  originario del Governo siamo riusciti a  contribuire
  con delle modifiche.
   Abbiamo  votato a favore del testo finale in Commissione  Bilancio
  con  la  speranza  che ciò potesse servire per potere  ottenere  un
  supplemento  di  disponibilità  da  parte  della  maggioranza,  per
  discutere le norme bocciate. Non eravamo del tutto soddisfatti  del
  risultato,  perché  l'innovatività di  alcune  norme  non  è  stata
  compresa e, quindi, non accolte e su altre, pur in presenza  di  un
  acceso  corpo  a  corpo con l'Assessore Dagnino,  non  siamo  stati
  all'altezza   di   far  prevalere  le  nostre  ragioni,   rinviando
  all'ulteriore  confronto in Aula la possibilità di potere  ottenere
  gli  altri risultati che ci eravamo prefissati, invocando,  magari,
  come  da  prassi  e  consuetudine parlamentare, la  mediazione  del
  Presidente del Parlamento siciliano, Gaetano Galvagno.
   Purtroppo   in   questi   giorni,   l'iperattivismo   del   Gruppo
  parlamentare   di   Sud  Chiama  Nord   ha  suscitato,   oltre   ad
  apprezzamento,  anche  velate  e  scomposte  reazioni  di  numerosi
  colleghi  parlamentari di maggioranza e d'opposizione,  tirando  in
  ballo  anche l'eccessiva disponibilità del presidente Galvagno  nei
  nostri confronti.
   Ci  tengo, anche su questo profilo, a essere chiaro una volta  per
  tutte.   In  questo  Parlamento,  per  ben  due  volte,   mi   sono
  volontariamente  dimesso dimostrando che per me stare  qui  è  mero
  servizio  per i siciliani e sto qui per contribuire a  cambiare  la
  nostra Terra. La nostra amata Sicilia si cambia anche con le  leggi
  e  non  con  gli  slogan. Si cambia studiando e  proponendo  e  non
  isolandosi in un mondo virtuale dove si ha sempre ragione perché si
  scappa  dalla vita reale. La nostra Sicilia si cambia anche facendo
  compromessi al rialzo per fare buone leggi o evitare pessime leggi
   In   tutto  questo  clima  avvelenato,  voglio  esprimere  la  mia
  solidarietà  a me stesso e ad ogni collega parlamentare  di  questo
  Parlamento  di  maggioranza ed opposizione, con  i  quali  mi  sono
  confrontato in questi giorni ed in queste notti per fare una  legge
  di  stabilità migliore possibile e non per concordare  marchette  e
  vantaggi personali.
   La  Sicilia, lo abbiamo ribadito più volte, ha bisogno di  onestà,
  competenza e perseveranza; doti ormai sempre più rare in una deriva
  politica  sempre più alla ricerca dei like piuttosto che  orientata
  ad  amministrare e a risolvere le criticità ereditate da chi ci  ha
  governato in precedenza. Le trattative politiche tra maggioranza  e
  opposizione, che conducono alla formulazione di proposte di  legge,
  fanno  parte  di  una normale e ovvia dialettica  parlamentare.  La
  Sicilia  si cambia con la buona amministrazione e non con slogan  a
  fondo perduto.
   Respingo,  quindi, qualunque squallida insinuazione  che  è  stata
  fatta  di recente sulla attività di questo Parlamento.  Sud  chiama
  Nord    forse  è  stato  il  Gruppo  che  ha  subìto   il   maggior
  ridimensionamento delle proprie norme inserite nel testo  di  legge
  di  stabilità  esitato dalla Commissione Bilancio, ma evidentemente
  doveva  andare  così  perché  il  nostro  apporto  in  Commissione,
  altrettanto  evidentemente, era stato maggiore rispetto  a  qualche
  altro Gruppo parlamentare.
   Nelle  varie sedute spiritiche che si sono tenute in Torre Pisana,
  con  i  rappresentanti del Governo e di tutti i partiti formati  da
  uomini  e  donne di buona volontà e non da sfascisti per  missione,
  siamo  arrivati  anche a confronti aspri, ma sempre  onesti  e  con
  l'unica finalità di poter rispettare due principi basilari: tempo e
  qualità.  Anche  di  questo devo ringraziare il presidente  Gaetano
  Galvagno  che  ha  dovuto continuamente mediare per  garantire  due
  principi cardini: tempo e qualità.
   Io  ieri  notte  ho  esagerato  nelle mie  reazioni  all'ulteriore
  tentativo  di  falcidia  delle norme su cui  avevamo  faticosamente
  lavorato  con  tanta passione ed amore per la nostra Sicilia.  Devo
  chiedere   scusa  al  presidente  Gaetano  Galvagno,  all'assessore
  Dagnino  ed ai colleghi deputati di maggioranza ed opposizione  che
  hanno   assistito  al  mio  sfogo  che  forse  ha  contribuito   al
  transitorio  malessere  anche del presidente  Galvagno.  Vi  chiedo
  ancora  scusa,  non  era  mia  intenzione  reagire  in  modo   così
  scomposto.
   Io  posso  raccontare alla luce del sole non cosa ho ottenuto,  ma
  cosa  sono  riuscito  a  fare  per il  sistema  Sicilia  e  per  il
  territorio  che rappresento ed ecco il dettaglio dell'attività  del
  partito   Sud  chiama  Nord  definitivamente  approvato  da  questo
  Parlamento: nove norme totalmente nuove e sei non avevano  ricevuto
  la  condivisione della Commissione e di queste ne sono  rimaste  in
  vita  soltanto due e riguardano la super ZES siciliana e di  questo
  me  ne  intesto  il risultato dopo la  supercazzola' dell'assessore
  Dagnino,  quindi, l'articolo 4; l'articolo 105, ossia l'adeguamento
  del  corrispettivo  alla città di Messina rispetto  alla  città  di
  Catania  e  di  Palermo per quanto riguarda il  trasporto  pubblico
  locale;  l'articolo  130, ossia il potenziamento  dei  servizi  dei
  parchi archeologici e l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione per
  opere importanti sul territorio dove insistono i siti archeologici.
  Queste   sono  le  tre  nuove  norme  che  riguardano   il   Gruppo
  parlamentare   Sud  Chiama Nord2, norme esistenti  da  noi  difese,
  delle   cinque   approvate  in  Commissione   Bilancio,   ne   sono
  sopravvissute soltanto due.
   Per  quanto  riguarda gli interventi a favore degli  enti  locali,
  sapete  bene  che  la riserva, per quanto riguarda  il  virtuosismo
  della riscossione dei tributi, appartiene a una nostra idea e anche
  per  quanto riguarda il contributo alla società Arisme, la  società
  di  risanamento,  dove il commissario governativo è  il  presidente
  Schifani.
   Purtroppo, il mio grande fallimento è stato il mancato aumento del
  Fondo  delle autonomie locali di almeno cinquanta milioni di  euro,
  per  tutti i comuni e le ex province, perché l'aumento è di  appena
  quindici  milioni ed è mancato, da parte del Governo, l'impegno  di
  mantenere questo principio con la prossima variazione di bilancio.
   Per quanto riguarda l'impianto originario delle norme del Governo,
  siamo  intervenuti  per integrare l'articolo  16  e  l'articolo  23
  "Fondo per la risoluzione dei contenziosi", dando, finalmente,  una
  risposta  ai contenziosi tra comuni per il regolamento dei confini,
  destinando due milioni di euro l'anno. Tutto il resto ci è saltato
  Abbiamo elaborato cento proposte, ma ne abbiamo salvate solo tre.
   Eppure,  stasera  anche all'ultimo secondo  sono  state  approvate
  norme  fuori  sacco;  su  sessanta  norme  che  compongono,  circa,
  definitivamente,   questa  legge  di  stabilità   solo   tre   sono
  ascrivibili  al  partito   Sud  chiama  Nord ,  non  accettiamo  la
  falcidia  di  norme importanti che avevano ottenuto  l'approvazione
  della  Commissione  Bilancio, quale, ad  esempio,  le  modifiche  e
  semplificazioni  delle norme ambientali, la  gestione  del  demanio
  fluviale,  l'uso  del demanio marittimo, norme per la  salvaguardia
  del  patrimonio  immobiliare delle ASP e, anche, l'istituzione  del
  centro di controllo e monitoraggio ambientale.
   Ecco,  noi  possiamo  raccontare e dimostrare,  non  cosa  abbiamo
  ottenuto,  ma cosa abbiamo potuto fare per la nostra amata  Sicilia
  da  opposizione responsabile e mi dispiace per chi vuol tentare  di
  sporcare questa attività, ma deve cambiare bersaglio.
   Presidente   Schifani,  le  vicende  giudiziarie  hanno   ribadito
  l'esistenza  di un sistema regionale malato. Non ci riguardano,  in
  questa  sede,  i profili penali della vicenda, ma ci  riguardano  i
  profili,  ovviamente, etici e morali  In questa sede  mi  interessa
  soltanto il rapporto patologico che è emerso, per l'ennesima volta,
  tra una parte della burocrazia e della politica.
   Con  questa legge di Stabilità è emerso, per l'ennesima volta, che
  il  presidente  Schifani, oltre a non rappresentare la  maggioranza
  dei  siciliani, in quanto eletto con appena il diciannove per cento
  del  consenso  effettivo  del popolo siciliano,  ora,  non  ha  più
  neanche la maggioranza politica in questo Parlamento.
   Io do - e chiudo signor Presidente - un suggerimento non richiesto
  al  presidente Schifani che non ha più la maggioranza  effettiva  e
  subisce, magari, la cosiddetta "dittatura delle opposizioni", ormai
  la maggioranza sembra affetta da una sorta di sindrome di Stoccolma
  e, da rapiti, vi siete innamorati dei vostri rapitori.
   I  capi  tribù  della maggioranza, in questi  tre  anni,  oltre  a
  tenerla  in  ostaggio, onorevole Presidente Schifani,  hanno  avuto
  pure   la   capacità   di  allineare  la  rappresentanza   politica
  all'interno  del  Parlamento a quella fuori  del  Parlamento.  Lei,
  ormai,  Presidente  Schifani, è stato messo in  minoranza  politica
  anche  nel  Parlamento siciliano e per andare  avanti  -  se  vuole
  realmente  ancora  andare avanti - deve azzerare immediatamente  la
  sua Giunta.
   Lei  deve assegnare gli Assessori ai suoi capi tribù con  un  mero
  criterio matematico, considerato che non c'è più amalgama politica;
  lei  deve  accontentare  i suoi capi tribù che  ormai  hanno  fatto
  saltare   il  sodalizio  politico,  non  solo  tra  i  partiti   di
  maggioranza,  ma  anche nell'ambito dei singoli partiti  che  sulla
  carta  la  sostengono  Mi dispiace dirglielo, Presidente  Schifani,
  lei,  sinceramente, a volte, mi fa tenerezza  Mi sembra  come  quel
  personaggio  messo  in  un angolo, girato  di  spalle,  che  prende
  schiaffi e deve girarsi per individuare da chi li ha ricevuti.
   Le  sue mancate riforme, i suoi compromessi con le opposizioni, la
  sua   paralisi   politica-  amministrativa,  la  sua   assenza   di
  strategicità, l'approfittamento del suo cerchio magico,  il  rapace
  individualismo  di buona parte dei suoi Assessori, il  suo  reagire
  alla  "Re  Sole"  e il suo malessere di Re solo, plasticamente,  lo
  descriverei  come  quel simpatico gioco "ammoffa  o  surdato",  "lo
  schiaffo  del  soldato";  se chiedete all'intelligenza  artificiale
  cosa significa "ammoffa o surdato" vi risponderà così: "un modo  di
  dire  del  dialetto  siciliano per indicare uno  schiaffo  forte  e
  deciso, spesso un manrovescio dato con la mano aperta che può anche
  avere una accezione di lezione morale o di umiliazione.
   Comprendo la sua capacità di resistenza, Presidente Schifani,  lei
  ha  il  dovere  di resistere, ma a quale prezzo? Lei avrà  pure  un
  incommensurabile amore proprio e per la nostra Terra, ma ovviamente
  non può continuare con questa paralisi della nostra Terra
   Concludo  con  un  invito che ovviamente voglio fare  a  tutto  il
  Parlamento,  il  18  di  gennaio  invito  tutto  il  Parlamento   a
  partecipare alla nostra manifestazione di Caltagirone, invito anche
  il  presidente  Schifani,  invito la sua  Giunta,  perché  sarà  un
  momento  particolare per iniziare un nuovo percorso ed è ovvio  che
  questo  percorso parte anche all'insegna di una consapevolezza  che
  ormai anche la Giunta di Schifani è consapevole e cioè che Schifani
  non  sarà più ricandidato, l'unico che forse ancora non se n'è reso
  conto  perché nessuno ha avuto il coraggio di diglielo è lo  stesso
  Schifani.
   L'esperienza  del Presidente Schifani è finita qui e,  ovviamente,
  quelle  che saranno le conseguenze, gli atteggiamenti che in questo
  momento possono tenere in considerazione un'altra prospettiva, sono
  solo  legati al timore di avere reazioni che adesso possono  essere
  considerate scomposte.
   Auguro  a  tutti voi un santo Natale e nel salutarvi, confermo  il
  voto  contrario  a  questa legge di stabilità  a  nome  del  Gruppo
  parlamentare  Sud chiama Nord .

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  deputati, non posso esimermi dallo spendere alcune parole  dopo  un
  lavoro così intenso. È una finanziaria davvero di grande peso sotto
  tutti  i  punti di vista. Dal punto di vista economico-finanziario,
  si  tratta di una manovra che ha abbondantemente superato l'importo
  di  un  miliardo  e trecento milioni di euro, dal  punto  di  vista
  dell'impatto sull'economia e sulla società siciliana vi sono  delle
  misure di grande peso.
   È  una manovra di grande coraggio perché abbiamo avuto il coraggio
  di  concentrare importanti risorse su alcune delle misure  bandiera
  della  legge  come la decontribuzione, come il South Working,  come
  altri importanti interventi che abbiamo trattato in questi giorni.
   Il  lavoro  è  stato  estremamente complesso, ma  il  risultato  è
  davvero   appagante,  è  una  legge  che  non  contiene  interventi
  microsettoriali,  è  una  legge che  guarda  anche  alle  categorie
  disagiate,  come  gli ex precari stabilizzati  e  che  prosegue  il
  percorso  avviato  dal  Governo Schifani con  il  progetto  per  la
  stabilizzazione dei precari storici senza creare nuovi precari.
   Questo  è  stato possibile soltanto grazie alla solida  guida  del
  Presidente della Regione che, anche se non è stato tutti  i  giorni
  presente  in  Aula,  ha  condiviso, passo  passo,  l'andamento  dei
  lavori,  ha  dato  il  suo  indirizzo costante  in  tutti  i  punti
  nevralgici  di questa legge la cui approvazione non è stata  facile
  perché  l'opposizione ha svolto il suo ruolo, ma devo  dire  lo  ha
  svolto  in  modo  responsabile prestando il proprio  consenso  alle
  misure  più  importanti.  Spiace per  qualche  rinuncia,  come  per
  esempio   la  misura  sull'export,  ma  siamo  sicuri  che  potremo
  riproporla  presto  in  Aula  e  potremo  ancora  di  più   attuare
  l'indirizzo politico del governo Schifani.
   Un   grande   ringraziamento  va,  innanzitutto,   al   Presidente
  dell'Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, che ha ancora una volta
  dato  prova  della capacità di guidare l'andamento dei  lavori  nei
  tempi  e  anche  con  risultati davvero  importanti.  Naturalmente,
  desidero  anche  ringraziare i colleghi della Giunta  con  i  quali
  tutto  il  lavoro  è stato avviato già da tempo e  che  hanno  dato
  davvero  il loro contributo, anche con la tempestività  che  ci  ha
  consentito di arrivare all'approvazione della legge persino con una
  settimana  di anticipo rispetto all'anno scorso, che già era  stato
  il record nei tempi di approvazione della legge di stabilità.
   Naturalmente, il mio pensiero va anche al Presidente  Daidone  che
  ha  guidato la Commissione Bilancio con grande capacità di sintesi,
  le  richieste di emendamenti sono state davvero importanti e questo
  ha fatto lievitare il testo, ma io sono sicuro che il lavoro che  è
  stato svolto non andrà perduto perché, come è stato annunciato  dal
  Presidente  Galvagno  con la sua capacità di sintesi,  questo  sarà
  oggetto  immediatamente di un nuovo disegno di legge, quindi  anche
  quel  lavoro è stato proficuo perché non c'è una misura,  tra  quei
  134 articoli, non sia stata pensata per l'interesse dei siciliani e
  che abbia un respiro e una attuazione di una grande visione.
   Non  posso  che  ringraziare anche le forze della maggioranza  che
  hanno dato davvero un contributo importante e che ha consentito  di
  migliorare la legge di stabilità, sia nel testo base che era  stato
  elaborato  dal Governo, ma anche con l'apporto di nuovi  interventi
  di grande rilevanza.
   Un  particolare ringraziamento al Vicepresidente della Regione che
  è  stato  qui al mio fianco e che mi ha dato consigli  in  tutti  i
  punti più importanti della legge di Stabilità.
   Vorrei, se mi è consentito, ringraziare in particolar modo, tra  i
  gruppi  di maggioranza, il Gruppo parlamentare  Forza Italia ,  con
  il suo Presidente e tutti i deputati che hanno dato prova di grande
  tenacia,   di  grande  forza  e  di  grande  capacità  di  sintesi,
  aiutandoci a superare tutti i nodi.
   Grazie davvero di tutto, credo che oggi abbia vinto la Sicilia e i
  siciliani.

                    (applausi dai banchi dell'Aula)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  mi  è  consentito,   vorrei
  intervenire per tre minuti per una serie di ringraziamenti e perché
  ci stiamo apprestando a votare la terza finanziaria senza esercizio
  provvisorio e questo rappresenta certamente un dato che ritengo sia
  storico  per questo Parlamento e non so quanti altri precedenti  ci
  siano  in merito e questo certamente non è il merito del Presidente
  Galvagno o del Presidente della Regione Schifani, ma è il merito di
  tutte le forze politiche che fanno parte di questo Parlamento e che
  sono riuscite a formare una sintesi.
   Comincio  ringraziando tutti i Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  di  opposizione,  ma  permettetemi di  ringraziare  molto  anche  i
  deputati di maggioranza che, stavolta, dopo quarantacinque  giorni,
  comunque si sono trovati stralciati tantissimi articoli.
   Mi  sento di ringraziare il Vicepresidente Di Paola perché non  vi
  nascondo che, probabilmente, senza di lui che mi ha sostituito, non
  so   quanto  a  rilento,  tra  lui  e  l'onorevole  Lantieri,  però
  l'onorevole Lantieri fa parte delle forze politiche di maggioranza,
  non  so  come  si  sarebbe potuto andare avanti,  ma  lui  è  stato
  comunque  imparziale e quando saliva su questo scranno ha  lavorato
  come   Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana  e   quando
  ritornava  tra  i  banchi  devo espletava  veramente  il  ruolo  di
  deputato del Movimento 5 Stelle.
   Ringrazio  il  Presidente  Daidone ed il Presidente  Schifani.  Il
  presidente Daidone per lo sforzo immane che ha fatto in Commissione
  Bilancio  nel confrontarsi in quelle due settimane in cui  immagino
  il  lavoro che, attenzione, noi definiamo lavoro faticoso,  chi  ci
  sente  da casa pensa che siamo in miniera, non lo siamo, però stare
  dodici,   quattordici,  sedici  ore  al   giorno   magari   non   è
  semplicissimo sotto il profilo mentale.
   Chiedo  scusa a tutti i colleghi perché magari non si è  avuto  il
  coraggio o la forza di poter spiegare che alcuni emendamenti - e ce
  ne  sono  tantissimi - potevano essere comunque trattati, ci  siamo
  basati  su  uno stralcio che trattava ordinamentali e,  ancora  una
  volta,   mi  sento  di  difendere  quello  dell'onorevole  Lantieri
  sull'endometriosi  che  è un problema oggettivamente  serio  e  che
  secondo me poteva essere trattato, ma non siamo qui per rivendicare
  quello  che si poteva fare, siamo qui per cercare di restituire  un
  po'  di  coraggio  e  fiducia alla politica  che  talvolta,  quando
  deroga, male non fa
   Io  ringrazio tutti gli Uffici, tutto il personale e  quando  dico
  tutto  il  personale  intendo  dal  primo  all'ultimo,  da  chi   è
  all'interno di questa Assemblea regionale a chi magari è fuori  dal
  Palazzo.  Ringrazio  anche  l'onorevole  La  Vardera  per  il   suo
  controllo  costante sulla manovra e mi auguro, però,  che  stavolta
  possa  riconoscere che si sta portando a casa una manovra di  tutto
  il  Parlamento siciliano e non un maxiemendamento, che non  ha  una
  mancetta, che non ha un inciucio.
   Mi  auguro che a gennaio si possa recuperare con tutti i  deputati
  che  hanno  lavorato  in questi giorni incessantemente,  rimanendo,
  rimarco  il concetto, "a bocca asciutta", senza alcuna proposta  né
  sotto  il  profilo ordinamentale né sotto il profilo di  spesa,  ma
  l'attività  del  Parlamento è quella di  rivendicare  le  proposte,
  difenderle e fare in modo che si possano tradursi in leggi
   Non  voglio  rubare altro tempo, alla fine dei  lavori  la  seduta
  verrà rinviata al 13 gennaio 2025. Prima di dare il voto finale   -
  perché  poi  immagino che scapperete giustamente  tutti  a  casa  -
  faccio  gli auguri di un santo Natale e sereno anno nuovo  a  tutti
  voi

   1029/A

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                1029/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge 1029/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 58
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               29
   Contrari                 23
   Astenuti                  0

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, vi ringrazio, la seduta è rinviata a  martedì
  13 gennaio 2026, alle ore 15:00.

                  La seduta è tolta alle ore 2.33 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         221a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 13 gennaio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DI DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella


   1  Copia  integrale della Relazione illustrativa  allo  schema  di
  bilancio 2026-2028, unitamente al medesimo Documento (Doc. n. 171),
  in allegato al Resoconto.
   2  La  votazione  dell'art.  80,  nel  testo  risultante,  avviene
  successivamente (cfr. resoconto stenografico, pag. 241)
   3  Su  disposizione  dell'on. Presidente, la  ripresa  dei  lavori
  parlamentari d'Aula, inizialmente prevista per oggi alle ore 12:00,
  è posticipata alle ore 14:00.