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Resoconto d'Aula della Seduta n. 222 di mercoledì 14 gennaio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15:23

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


                   Discussione del disegno di legge
   Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio I Comm ter/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge. Si procede con  il  disegno  di
  legge:  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio I  Comm
  ter/A).

   PRESIDENTE.  Allora, invito la Commissione a  prendere  posto  nel
  relativo  banco ed il Presidente della Commissione  a  svolgere  la
  relazione.

   in quel di Crans-Montana

          Commemorazione delle giovani vittime di ogni guerra
               e dell'incendio in quel di Crans-Montana

   PRESIDENTE.   Scusate,  aveva  chiesto  di   parlare   l'onorevole
  Gilistro,  per  una  comunicazione sull'ordine dei  lavori.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Non è sull'ordine dei lavori, Presidente.
   Vorrei che tutta l'Aula, oggi, facesse una riflessione importante.
   Siamo  in  un  momento,  Presidente e  cari  colleghi  -  colleghi
  cortesemente, assessore, posso chiederle una cortesia, un attimo di
  silenzio  -  vorrei chiedere un minuto di silenzio, un  minuto  che
  valga  un  secolo  e  non un semplice minuto, perché  siamo  in  un
  momento  geopolitico  e  un  momento storico  molto,  molto  grave,
  particolare, in cui oggi la politica gioca a Risiko, dove  oggi  ci
  si  alza  la  mattina e ci si prende la Groenlandia, domani  ci  si
  prende  qualche altra Nazione. Stiamo giocando a Risiko  a  livello
  internazionale
   Ma non è solo di questo che volevo parlare.
   Vorrei  che questo minuto di silenzio, proprio per questo  motivo,
  di  ciò  che  sta accadendo nel mondo, sia dedicato  a  tutti  quei
  bambini,  perché per me sono bambini a 13, 14, 15  anni,  che  sono
  morti  a Crans-Montana: a pochi giorni, non possiamo fare finta  di
  niente  e  pensare di poter dimenticare quello che è accaduto,  non
  possiamo  dimenticare quello che è accaduto perché  domani  c'è  la
  partita della Juventus.
   Quindi vorrei che facessimo una riflessione, un minuto di silenzio
  vero, ma non solo per questi bambini, ma per tutti quei bambini che
  sono  stati massacrati, massacrati a Gaza e per tutti quei  bambini
  che sono stati massacrati in questi giorni in Iran, come se fossimo
  in  un  tiro  a segno, hanno sparato sui bambini, sui  ragazzi  che
  volevano protestare per il proprio futuro
   Quindi  Presidente  e  tutti  i colleghi,  vorrei  che  un  attimo
  facessimo un minuto di silenzio per questi bambini, che sono  stati
  uccisi barbaramente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   L'Assemblea di solito non fa questi minuti di silenzio, noi  siamo
  solidali,  tutta  l'Assemblea regionale  è  vicina  alle  famiglie,
  gridiamo il nostro dolore. Se lei ci tiene, facciamolo.

            (L'Aula in piedi osserva un minuto di silenzio)


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Cateno. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  credo  che  non possiamo trattare questo argomento che riguarda  le
  autonomie  locali,  perché l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità, se non è stata cambiata la delega di Aricò, quindi non ha
  assolutamente  titolo  e  non  me ne  voglia,  a  rappresentare  il
  Vicepresidente  della Regione, che a sua volta rappresenterebbe  il
  Presidente   della   Regione,  che  a  sua  volta  rappresenterebbe
  l'Assessore che non c'è
   Quindi  Presidente  le  chiedo di avere  notizie  se  arriverà  il
  Presidente della Regione, che ovviamente ha l'interim, che  è  cosa
  che noi abbiamo chiesto già in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  Parlamentari  e  lei lo sa, ma forzatamente qualora  il  Presidente
  della Regione fosse impegnato in cose più importanti che venire  in
  Parlamento,  se  ci manda il suo ologramma, che è il Vicepresidente
  della Regione. Ma oltre al suo ologramma noi non possiamo accettare
  ovviamente, perché c'è un problema di discussione generale,  su  un
  disegno  di legge che è stato ammazzato più volte, e ovviamente  il
  momento  è molto sacro e quindi è indispensabile che ci sia  tra  i
  banchi  del  Governo,  o  il Presidente  della  Regione  o  il  suo
  ologramma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendiamo  l'Aula  perché  il
  Vicepresidente  della  Regione,  Sammartino,  stava  per  arrivare.
  Sospendiamo e aspettiamo l'onorevole Sammartino.

     (La seduta, sospesa alle ore 15:30, è ripresa alle ore 15:44)


                   Discussione del disegno di legge
   Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio I Comm ter/A)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  Presidente  della  I  Commissione  e
  relatore, onorevole Ignazio Abbate, per svolgere la relazione.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,   è   arrivato    il
  Vicepresidente,  quindi  andiamo ad  illustrare  quella  che  è  la
  relazione  del  disegno  di legge n. 738  Stralcio  I  Comm  ter/A,
  riferito  ad  articoli che riguardano gli enti locali  e  che  sono
  stati   assemblati  poi  in  un  disegno  di  legge  condiviso   in
  Commissione, approvato nella stessa, che proviene anche dal  frutto
  di  sollecitazione e di contributi dei vari singoli deputati  della
  Commissione  e di tutto lo schieramento, destra e sinistra,  quindi
  maggioranza e opposizione.
   Il  disegno di legge nasce dall'esame degli emendamenti aggiuntivi
  presentati al disegno di legge n. 738.
   La  Commissione, dopo una rapida fase istruttoria, ha  votato  gli
  articoli  e gli emendamenti presentati al testo, ha successivamente
  richiesto  il  parere  alla Commissione  Bilancio,  che  l'ha  reso
  subordinato all'approvazione di talune modifiche. La Commissione ha
  infine esitato il disegno di legge per l'esame dell'Aula.
   I  commi  1  e  2  dell'articolo 1 sono finalizzati  a  garantire,
  rispettivamente,  la migliore funzionalità del  servizio  ispettivo
  del  Dipartimento regionale delle autonomie locali e l'espletamento
  degli   interventi  sostitutivi,  prevedendo,  a   tal   fine,   la
  possibilità  di  avvalersi per l'incarico di commissario  ad  acta,
  anche di dipendenti regionali in possesso di specifici requisiti di
  professionalità in servizio presso gli altri dipartimenti regionali
  e inserito in un apposito elenco.
   Il comma 3 prevede la clausola dell'invarianza finanziaria, mentre
  il  comma  4  la  possibilità di concedere  il  contributo  di  cui
  all'articolo 2 della legge regionale 12 agosto 2024, n. 25, anche a
  determinati  comuni  che  abbiano maturato  il  requisito  previsto
  riferito  alla  chiusura del conto di tesoreria acceso  dall'organo
  straordinario di liquidazione.
   L'articolo  2  modifica  la  normativa  regionale  in  materia  di
  permessi  e licenze degli amministratori comunali; nello specifico,
  è  estesa  la  fattispecie  dei permessi  retribuiti  spettanti  ai
  consiglieri  per la partecipazione ai consigli comunali,  anche  ai
  componenti  delle giunte comunali. È altresì, esteso il diritto  di
  assentarsi   dal  lavoro  per  l'intera  giornata   lavorativa   ai
  componenti dei vari organi di consiglio.
   Il comma 4 estende l'orario previsto per i permessi da 36 a 60 ore
  per i componenti degli organi esecutivi e i presidenti degli organi
  consiliari  e  da 48 a 72 ore per i sindaci e per i presidenti  dei
  liberi consorzi comunali e per i sindaci metropolitani, nonché  dei
  presidenti   dei  consigli  comunali  dei  comuni  con  popolazione
  superiore a 30.000 abitanti.
   L'articolo  3 è finalizzato ad adeguare la misura del  gettone  di
  presenza   dei  consiglieri  comunali  dei  comuni  capoluoghi   di
  provincia  con  popolazione fino a 50.000 abitanti,  a  quelli  dei
  comuni  aventi  una popolazione compresa tra i 200  e  i  500  mila
  abitanti,  e l'indennità del presidente del consiglio comunale  del
  medesimo comune capoluogo, al 60% delle indennità previste  per  il
  sindaco.
   L'articolo  4 prevede la possibilità di corrispondere  l'indennità
  di  funzione  al  secondo vicepresidente del consiglio  comunale  e
  prevede,  altresì,  la  possibilità che  la  stessa,  su  richiesta
  dell'interessato,   non  venga  corrisposta  e   venga,   pertanto,
  mantenuta  la  corresponsione dei gettoni di presenza  previsti  in
  qualità di consigliere comunale.
   L'articolo  5  non  prevede l'adeguamento  delle  indennità  degli
  organi  elettivi  delle  amministrazioni  locali  a  seguito  della
  pubblicazione dei nuovi dati del censimento da parte dell'ISTAT.
   L'articolo  6  sancisce che il presidente del  consiglio  comunale
  rappresenta  l'intero  consiglio  e  prevede  che  nelle  occasioni
  istituzionali possa indossare, quale segno distintivo,  una  fascia
  recante gli stemmi della Regione e del Comune.
   L'articolo 7, al comma 1, introduce l'incompatibilità della carica
  di  assessore  e  quella di consigliere comunale,  nei  Comuni  con
  popolazione  superiore a 15.000 abitanti, prevedendo  nel  caso  di
  nomina  ad  assessore di un consigliere comunale l'istituzione  del
  consigliere supplente. Il comma 2 introduce l'ordinamento regionale
  dell'esenzione  della causa di incompatibilità,  nelle  ipotesi  di
  liti  per fatto connesso all'esercizio del mandato. Al comma  3  si
  prevede  la data di entrata in vigore del comma 1 il giorno  stesso
  della sua pubblicazione.
   L'articolo 8 prevede che nelle giunte comunali nessun genere possa
  essere  rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento
  aritmetico.  Il comma 2 disciplina una diversificata disciplina  di
  entrata  in  vigore  del comma precedente, in ragione  delle  fasce
  demografiche di appartenenza dei comuni.
   L'articolo  9  reca  una disciplina relativa al trasferimento  del
  contributo regionale previsto dall'articolo 10, legge regionale  n.
  1  del  2024,  con  riferimento all'erogazione in unica  soluzione,
  previo invio degli elenchi dei soggetti stabilizzati.
   L'articolo 10 reca norme relative all'attuazione per i comuni  del
  codice dell'amministrazione digitale, con la specifica prevista per
  la   digitalizzazione  e  la  dematerializzazione   degli   archivi
  documentali degli uffici tecnici urbanistici.
   L'articolo 11 prevede di posticipare da parte degli enti locali il
  rimborso delle somme in fondo di rotazione da 5 a 8 anni.
   L'articolo  12  aggiunge  la possibilità  di  finanziare  attività
  culturali   dal   fondo  destinato  a  finanziare   interventi   di
  manutenzione   straordinaria,  di   restauro   e   di   risanamenti
  conservatori.
   L'articolo  13  introduce nell'elezione dei consigli  comunali  il
  cosiddetto:  "tagliando  antifrode",  già  previsto  a  livello  di
  elezione  politica nazionale. Tale tagliando viene collocato  sulle
  schede elettorali. È provvisto di bollino, con codice alfanumerico.
  Il  comma 3 prevede la copertura finanziaria e il comma 4 l'entrata
  in vigore della prima tornata elettorale, a partire dal 2026.
   L'articolo  14,  in  linea con le modifiche già  introdotte  dalla
  normativa  nazionale, prevede l'assenza di qualsiasi limite  per  i
  mandati   consecutivi  dei  sindaci  nei  comuni  con   popolazione
  inferiore   a  cinquemila  abitanti,  il  limite  di  tre   mandati
  consecutivi per i sindaci di comuni con popolazione compresa tra  i
  cinquemila  e  quindicimila abitanti, ed il limite di  due  mandati
  consecutivi  per i sindaci dei comuni con popolazione  superiore  a
  quindicimila abitanti.
   L'articolo   15  introduce  specifiche  disposizioni  sul   quorum
  necessario  per  l'elezione  del  sindaco  al  secondo   turno   di
  votazione,  nell'ipotesi  in cui, per rinuncia  o  qualsiasi  altra
  cosa, permanga una solida valida candidatura.
   L'articolo 16 dispone la modifica dei termini entro cui il sindaco
  deve  presentare  le  relazioni  sullo  stato  di  attuazione   del
  programma.
   L'articolo 17 disciplina i trasferimenti di competenze gestionali-
  areali  di reticolo idrografico pluviale urbanizzate ai comuni,  da
  parte delle autorità di bacino.
   L'articolo  18 prevede che l'assessore regionale per la  famiglia,
  le  politiche  sociali e il lavoro possa ricorrere a professionisti
  esterni, con la nomina di un commissario straordinario, commissario
  liquidatore delle IPAB.
   L'articolo  19  reca l'abrogazione dell'articolo  61  della  legge
  regionale  15  gennaio  2025, n. 3, in  materia  di  proroga  delle
  funzioni  da parte della Giunta comunale del Collegio dei  revisori
  dei conti nei comuni in dissesto.
   L'articolo 20 prevede le norme finali.
   Grazie, signor Presidente, grazie Governo per l'attenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente, prima che iniziano gli interventi,
  volevo ricordare ai colleghi che per il disegno di legge sugli enti
  locali  il  termine  per la presentazione degli  emendamenti  scade
  giorno 17 gennaio 2026, alle ore 1200. Per chi aveva presentato gli
  emendamenti, su questo disegno di legge, li deve ripresentare entro
  sabato 17 gennaio 2026, alle ore 12.00.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
  facoltà.

   DE   LUCA  Cateno.  Scusi,  signor  Presidente,  prima  intervengo
  sull'ordine  dei  lavori. Non abbiamo... è sparito,  è  sparito  il
  Vicepresidente  della Regione. Ecco qui, allora non l'avevo  visto.
  Se n'era andato. Prendo la parola, visto che si è materializzato  e
  che ora ci seguirà, prendo la parola dal podio, signor Presidente.
   Siamo  in fase di discussione generale. Dieci minuti credo,  vero,
  signor Presidente?

   PRESIDENTE. Sì.

   DE LUCA Cateno. Grazie. Signor Presidente, delegato del Presidente
  Schifani,  colleghi, prima di entrare nel merito della  discussione
  di  questa  norma  rivoluzionaria per gli enti  locali,  desideravo
  ribadire  la  questione politica che abbiamo posto ieri  durante  i
  lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Abbiamo  sottolineato che ci troviamo di fronte  ad  una  fase  di
  schizofrenia politica, che sta portando il Presidente della Regione
  a  continuare a violare le norme di questo Parlamento.  Come  tutti
  sappiamo,  l'articolo  6  della  legge  n.  26  del  2020   prevede
  espressamente che "in caso di dimissioni, impedimento permanente  e
  in tutte le altre ipotesi in cui un Assessorato rimanga vacante, il
  Presidente  della Regione, al fine di assicurare il buon  andamento
  dell'amministrazione  regionale, provvede  alla  nomina  del  nuovo
  assessore, con proprio decreto, entro i successivi trenta giorni".
   Perché  ci troviamo di fronte ad una schizofrenia politica?  Basta
  fare  qui  un'attenta  analisi delle dichiarazioni  del  Presidente
  della  Regione siciliana nei confronti della Democrazia  Cristiana,
  che   aveva   il  suo  rappresentante  in  Giunta,  nella   persona
  dell'assessore  Andrea  Messina.  È  stato  compiuto  un  atto   di
  esecuzione   sommaria,  da  parte  del  Presidente  della   Regione
  siciliana.  Il  10 novembre, il Presidente della Regione  siciliana
  dichiarava: "Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo,
  riguardanti  l'ex  Presidente  della  Regione,  Salvatore  Cuffaro,
  ritengo  doveroso riaffermare la necessità che il Governo regionale
  operi  nel  segno  della massima trasparenza, del  rigore  e  della
  correttezza istituzionale. Principi che rappresentano il fondamento
  stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a
  quando  il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo
  non  sussistano  le  condizioni affinché  gli  assessori  regionali
  espressione  della nuova Democrazia Cristiana possano continuare  a
  svolgere  il  proprio incarico all'interno della Giunta regionale."
  Esecuzione sommaria di due rappresentanti in Giunta che  non  erano
  stati raggiunti da alcun provvedimento giudiziario. Il 28 novembre,
  esattamente  a  distanza  di  18  giorni  -  trovandoci  anche   in
  prossimità del voto della legge di stabilità in questo Parlamento -
  ,  il  Presidente  della  Regione dichiara: "Abbiamo  mantenuto  il
  rispetto di impegni politicamente assunti. Non vedevo il motivo per
  cui  avrei dovuto ritirare quelle proposte di nomina, si tratta  di
  impegni  politici di una coalizione che comunque  si  è  presentata
  agli  elettori  e  ha vinto le elezioni, esprimendo  un  Presidente
  della  Regione"; l'occasione era la nomina dei cosiddetti posti  di
  sottogoverno  di  nominativi che allora erano stati  segnalati  dal
  partito  della  Democrazia  Cristiana. Quindi,  a  distanza  di  18
  giorni, a quadro giudiziario invariato, il Presidente della Regione
  cambia idea.
   Dopodiché,  il  29 dicembre, in una fase delicata,  quando  questo
  Parlamento ha preso atto che la maggioranza è defunta, non c'è più,
  perché  la  legge  di  stabilità  è  stata  votata  da  appena   29
  parlamentari e 23 voti contrari, quindi significa che  siamo  anche
  sotto la soglia della maggioranza di 36, quindi sotto la decenza, e
  ovviamente  il Presidente della Regione era arrabbiato,  anche  con
  me,  perché  avevamo votato contro quella legge di stabilità  e  ha
  dichiarato: "devo riempire due caselle nel mio Governo  perché  non
  mi  possono consentire di avere ancora gli interim. C'è  quasi  una
  situazione  di immobilismo nei due assessorati, quindi  è  un  atto
  dovuto. Ho adottato una scelta di fondo e nulla è cambiato" - il 29
  dicembre  -   rispetto  a  due  mesi  fa.  Non  ho  estromesso  due
  assessori,  ma  un  partito.  Stimo quel  partito  ma,  secondo  le
  indagini,  la  DC  ha dimostrato di avere modelli di  gestione  non
  consoni   a   come  io  intendo  la  trasparenza  e   l'uso   delle
  istituzioni".  Tradotto: dice che tutta la Democrazia  Cristiana  è
  fatta da uomini e donne delinquenti. Il 9 gennaio, andiamo all'anno
  nuovo,  dopo  il  famoso incontro dell'8 gennaio, dove  sono  state
  dette  certe  cose  che  per ora non sono di  interesse  di  questo
  Parlamento,  ma  ci sarà anche il momento in cui  le  affronteremo,
  altra  dichiarazione:  "I  contrasti  nella  Democrazia  Cristiana,
  secondo  il  Governatore,  tendono  a  fare  preoccupare  più   che
  legittimamente una base elettorale, una comunità elettorale che  ha
  votato  per  la DC che ha contribuito tra l'altro con la  sua  base
  elettorale  e la sua classe dirigente all'affermazione  del  nostro
  Governo .
   Come  vedete, altra dichiarazione schizofrenica rispetto a  quella
  precedente.  Siamo nella fase nella quale ora si sta cercando,  con
  la  logica  del  piatto  di lenticchie, di  tenere  a  bada  questi
  colleghi parlamentari che, dopo aver preso sputi in faccia, sono in
  una posizione particolare.
   Quindi,  in  questo  momento:  "il  borsino",  due  assessori,  un
  Assessorato, "mezzo te lo do io", "cambia esteticamente", "vatti  a
  fare  la  permanente",  possibilmente  cambiamo  esteticamente,  ma
  sempre,  ovviamente, sono quegli uomini e quelle donne  su  cui  ha
  usato quelle espressioni pesantissime
   13  gennaio, ora:" Incontrerò nel pomeriggio, nella sede della DC,
  i  deputati.  Cercherò  di capire chi sarà l'interlocutore,  vorrei
  comprendere,  infatti,  con quale partito discuto,  anche  rispetto
  alla mia interlocuzione politica, non parlamentare. La situazione è
  un   po'  complessa,  è  doveroso,  però,  prima  ascoltare  e  poi
  pronunciarsi".  Ma  il  10  novembre non ha  ascoltato,  c'è  stata
  l'esecuzione  sommaria  di  due  rappresentanti  della   Democrazia
  Cristiana che, ovviamente da quello che è il quadro attuale,  nulla
  avevano  a  che  fare con le dinamiche giudiziarie.  Quindi,  prima
  ascoltare  e poi pronunciarsi. Hanno chiesto un incontro  e  io  ho
  manifestato la mia disponibilità.
   Presidente,  ci troviamo di fronte a una situazione grave,  perché
  questa schizofrenia politica ha impedito finora al Presidente della
  Regione di nominare l'assessore per le autonomie locali. E torniamo
  al  tema che è posto all'ordine del giorno, perché, in relazione  a
  quelle  che sono dinamiche, ovviamente, ignote a questo Parlamento,
  il  Presidente della Regione ha deciso di continuare a  violare  le
  norme di questo Parlamento.
   È  ovvio  -  lo  dico al Vicepresidente, che oggi  svolge  la  sua
  funzione di ologramma - che questo Parlamento non può accettare che
  per  meri capricci di schizofrenia politica si continui, come aveva
  affermato  d'altronde a fine anno, ad avere una totale paralisi  di
  due  Assessorati importanti, tra i quali quello del  sistema  delle
  autonomie locali.
   Voglio  anche  sottolineare che questo Parlamento  -  lo  dico  al
  Vicepresidente - ha votato qualche norma che prevede  già  dopo  15
  giorni   dall'entrata   in  vigore  un'azione   attiva   da   parte
  dell'Assessorato delle autonomie locali.
   Qualche   sindaco  è  andato  qualche  giorno  fa   per   chiedere
  informazioni; la risposta è stata: sì, è vero che c'è la norma  che
  prevede  - per esempio per i contenziosi che abbiamo votato  tra  i
  comuni  -  che entro 15 giorni dall'entrata in vigore  della  norma
  stessa va presentata l'istanza per partecipare alla suddivisione di
  quelle  risorse;  ebbene, all'Assessorato  hanno  detto:  «non  c'è
  l'Assessore,  non  se ne fa nulla ». E allora delle  due  l'una.  È
  inutile  qui che facciamo segni con il faccino bellino,  da  famosa
  pubblicità,  non  so  se  si  ricorda, quella  degli  omogeneizzati
  Plasmon. Lei ha questo atteggiamento, Vicepresidente, e capisco  il
  suo  imbarazzo, ma c'è poco da imbarazzarsi. Qui, c'è  da  prendere
  atto  in  termini definitivi che il Governo è prigioniero dei  capi
  tribù  della  sua  stessa maggioranza e non si riesce  a  esprimere
  neanche nel completare la Giunta.
   Fratelli  d'Italia,  giustamente, ieri è stata  categorica  su  un
  principio, che io apprezzo: le dinamiche giudiziarie che riguardano
  gli  assessori di Fratelli d'Italia non possono frenare,  comunque,
  il  Presidente Schifani a nominare i due Assessori. Quindi, proceda
  a  nominarli, perché ovviamente queste sono dinamiche che ognuno si
  riguarda all'interno del proprio partito.
   E  allora concludo, Presidente, con l'invito - che rivolgeremo  in
  questo  momento  tramite  l'ologramma - al Presidente  Schifani  di
  uscire  da  questa situazione di schizofrenia politica,  perché  la
  Regione siciliana, come ha avuto modo lui di affermare, non si  può
  permettere di rimanere paralizzata - e siamo già a oltre due mesi -
  solo  perché ancora non si è capito se i colleghi della  Democrazia
  Cristiana fanno parte dei buoni o dei cattivi e, soprattutto, se  i
  voti dei colleghi della Democrazia Cristiana possono essere utili a
  far  reggere una maggioranza, che ormai si sta squagliando sotto  i
  colpi,  non  dell'opposizione,  ma della  stessa  maggioranza  che,
  ovviamente,  chiede  al  Presidente  della  Regione  la  testa  dei
  tecnici,  per dare spazio e sfogo anche - obiettivamente, dal  loro
  punto  di vista - a  quelli che sono in ogni caso appetiti politici
  che, all'interno, ormai emergono sempre di più.
   Io - e concludo Presidente - ho tolto dall'imbarazzo chiunque, per
  cui  l'ho  comunicato oggi, anche in termini ufficiali. La  casella
  che  era  stata destinata a  Sud Chiama Nord' è libera e in  palio,
  per  cui  se questo può servire a risolvere più velocemente  quello
  che  è un puzzle che non si riesce a comporre, quanto meno ho avuto
  anche  il  merito  di velocizzare la chiusura  di  un  quadro,  che
  definirlo   sotto  il  profilo  politico  vergognoso   già   è   un
  complimento.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.   Grazie,   Presidente.  Governo,  carissimi   onorevoli
  colleghi,  intanto  Presidente  vorrei  fare  un'osservazione,  per
  l'ennesima  volta,  sembra un disco rotto il nostro,  possiamo  far
  vedere  l'Aula, possiamo dire alla regia di mostrare l'Aula, quante
  persone  siamo  qui  dentro  dico, signor  Presidente,  cioè  siamo
  sempre gli stessi  Siamo gli stessi dell'opposizione, al banco  del
  Governo  ci  sono sempre gli stessi del Governo, che sono  qui  con
  noi,  perché loro continuano a osservare quello per cui sono  stati
  eletti in questo Parlamento. Ci sono colleghi  onorevole Campo, lei
  aveva  la  febbre  a  39 e mezzo, è venuta da Ragusa  ieri  ed  era
  giustificata  a non dover venire, eppure era qui e  ancora  oggi  è
  qui.  C'è un altro collega dell'opposizione che era giustificato  a
  non  venire,  non  dico il nome, perché non  me  lo  permetto,  non
  voglio, per la privacy. Ma noi siamo sempre qua
   Ieri  abbiamo  aperto  e  chiuso l'Aula, per  una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari. Assessori, non è giusto, non  è
  rispettoso  nei  nostri confronti  Ma dico, signor  Presidente,  ma
  possiamo  continuare  a stare in quest'Aula, solo  noi?  Anche  noi
  abbiamo  i  nostri territori, anche noi abbiamo le  persone  a  cui
  dobbiamo dare conto nei nostri territori. Non è corretto  Ma questa
  era un'anticipazione.
   Signor  Presidente,  ieri  e  l'altro ieri  hanno  scioperato  dei
  ragazzi  a  Siracusa  e  in  tante altre  province  della  Sicilia,
  indebitamente,  cioè questi ragazzi hanno scioperato indebitamente,
  e  sapete  perché? Perché nelle aule, ieri e l'altro ieri,  c'erano
  5/6  gradi   Sapete  cosa significa nelle aule  5/6  gradi   Signor
  Presidente, quello che c'è in un frigorifero professionale, cioè la
  temperatura   di  un  frigorifero  professionale,  non   di   casa,
  professionale  E questi ragazzi dovevano stare senza  riscaldamenti
  con  i  cappotti, con i passamontagna, dentro queste scuole e hanno
  scioperato, giustamente  Ma perché dobbiamo considerarlo  sciopero
  A  questi  ragazzi noi dovevamo inibire l'accesso  Dovevamo  essere
  noi,  i  dirigenti scolastici, i sindaci, il Presidente del  libero
  consorzio  a  dire: "Non ci sono riscaldamenti, non dovete  entrare
  per  la  vostra incolumità". Sono tre anni, signor Presidente,  che
  continuo  a  fare questo discorso. E non ho finito, per le  scuole.
  Questo  è  come  mandiamo i nostri ragazzi.  Sapete  anche  cosa  è
  successo?

   PRESIDENTE.   Scusi,   onorevole   Gilistro,   però   interveniamo
  sull'ordine dei lavori.

   GILISTRO. Sull'ordine dei lavori, perché sono enti locali,  stiamo
  parlando sul...

   PRESIDENTE.  Però, se noi questa discussione  adesso parliamo  sul
  disegno di legge...

   GILISTRO. Signor Presidente, avevo chiesto sull'ordine dei lavori,
  poi il minuto è stato frainteso. Chiudo...

   PRESIDENTE.  Perfetto, però se lei gentilmente,  se  parliamo  del
  disegno di legge.

   GILISTRO. Signor Presidente, oggi io non scendo da questo scranno,
  lo sa lei? Io non scendo da qua

   PRESIDENTE. No, lei deve scendere

   GILISTRO. No, non scendo, Presidente, non scendo  E chiedo ai miei
  colleghi di intervenire, io non scendo da questo scranno, oggi.  Io
  voglio  una risposta, perché io dovevo presentare un'interrogazione
  che   arriverà  qui  con  risposta  fra  sei  mesi,  fra  un  anno.
  Un'interrogazione per questi ragazzi.

   PRESIDENTE. Lei ha ragione, per i ragazzi

   GILISTRO.  No,  io  non ho ragione, tutti hanno  ragione,  sono  i
  nostri  figli   Io  non scendo da qua ora,  visto  che  me  lo  sta
  dicendo, e continuo: mi dovete obbligare a scendere
   Per   un   ridimensionamento  scolastico,   un   ridimensionamento
  scolastico  che  hanno fatto a livello nazionale,  per  risparmiare
  briciole,  briciole   Qualche  centinaio  di  milioni,  per   poter
  destinare questi soldi a un ricovero per immigrati in Albania, dove
  ancora ci sono solo cani, dove ci sono soltanto poliziotti che  non
  fanno  niente   E noi risparmiamo sulla scuola dei nostri  ragazzi
  Non lo accetto
   E  sapete  che  sta succedendo? Stiamo spostando a Siracusa...  al
  liceo "Rizza", dobbiamo spostare questi ragazzi, sapete perché? Per
  risparmiare  sugli  affitti di alcune scuole.  E  prendiamo  questi
  ragazzi  come  se fossero pacchi postali, Presidente, gli  studenti
  sono  pacchi  postali  che  prendiamo  e  portiamo  da  una  scuola
  all'altra,  senza pensare a questi ragazzi, qual è la  loro  scuola
  storica,  cento anni di scuola, nel contesto sociale  dove  vivono,
  nel  quartiere dove vivono, e li spostiamo come se fossero  pacchi,
  questo non lo possiamo accettare  E continuo a non scendere da  qua
  fino  a  quando  non avrò una risposta: non sono pacchi  postali  i
  nostri ragazzi, non sono pacchi postali  Nel momento in cui c'è una
  dispersione scolastica, noi cosa facciamo? Continuiamo  a  prendere
  questi  ragazzi  e spostarli a due, tre chilometri perché  dobbiamo
  risparmiare  su  un  affitto, per poter  destinare  quei  soldi  in
  Albania.
   E  lo sa cosa ha detto il Presidente? Colleghi, questa ve la debbo
  raccontare, sapete cosa ha detto il Presidente del libero Consorzio
  di Siracusa? Che se risparmiavamo questi affitti, potevamo comprare
  le  porte  dei  bagni  delle  scuole, le  porte  dei  bagni   Cioè,
  significa  che nelle scuole non ci sono le porte dei bagni:  ma  di
  che  cosa  stiamo  parlando, del Burundi? Ma  di  che  cosa  stiamo
  parlando? L'ha detto 14 volte, dobbiamo risparmiare per comprare le
  porte dei bagni
   Non  funziona  questa cosa, Presidente, io non scendo  da  qua  se
  l'assessore  Turano,  se  il presidente Schifani,  non  ci  daranno
  risposta  immediata e si occupino immediatamente  del  comfort  dei
  nostri  ragazzi.   Non  scendo da questo  scranno,  Presidente,  mi
  dovete  rimuovere con la forza  Non si spostano i  nostri  ragazzi,
  Presidente  Continuo, fino a quanto  Fino a stasera  Quindi,  o  mi
  chiama   lei   il  Presidente  Schifani  o  mi  chiama  l'Assessore
  all'istruzione, per spiegarmi perché questi ragazzi debbano  vivere
  in  queste condizioni: non possono andare a scuola con 5 gradi, non
  possiamo   infilare  i  nostri  ragazzi  dentro   un   frigorifero,
  Presidente.
   No, non scendo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gilistro, capisco  il  suo  dolore  per  i
  ragazzi.

   GILISTRO. È il dolore dei miei deputati, io non scendo da qua

   PRESIDENTE.  Il  dolore  di tutti, perché tutti  abbiamo  figli  e
  nipoti.
   Il  problema è uno solo, che lei convoca una Commissione,  convoca
  il Presidente del libero Consorzio, convoca l'assessore...
   Ascolti, se lei continua così, non l'ascolta nessuno, mi scusi

   GILISTRO.  Non  sto  facendo una sceneggiata, sono  tre  anni  che
  presento un'interrogazione

   DE LUCA Antonino. Noi siamo qui, noi lo ascoltiamo

   SCHILLACI. È una vergogna  È una vergogna

   PRESIDENTE.  Capisco  quello  che vuole  lei,  ma  lei  chieda  la
  convocazione  in  Commissione con l'assessore Turano,  convochi  il
  Presidente  del  libero  Consorzio, e  si  cerchi  di  trovare  una
  soluzione.
   Così a che cosa serve?

   SCHILLACI. Non accettiamo altre spese inutili

   GILISTRO. Non saranno solo i deputati dell'opposizione ma anche  i
  deputati  di  maggioranza  saranno  d'accordo  su  quello  che  sto
  dicendo,  è  una priorità questa, Presidente, è una  priorità,  non
  facciamo  deroghe  e  sconti a nessuno,  sanità  e  istruzione,  mi
  dispiace

   MARANO. Dov'è l'assessore Turano?

   GILISTRO.  Io  voglio  risposte, voglio risposte  adesso,  che  si
  prenda un impegno, perché i ragazzi non sono pacchi, le stalle sono
  climatizzate e le scuole no, le stalle, assolutamente
   Vogliamo risposta immediata, io non scendo da questo scranno   Non
  scendo

   SCHILLACI. Abbiamo chiesto del Presidente

   MARANO.  Chiamate  l'Assessore Turano  Noi siamo  con  l'onorevole
  Gilistro.

   DE  LUCA  Antonino.  Abbiamo chiesto la  presenza  del  presidente
  Schifani

   PRESIDENTE.  Scusate, colleghi, ieri c'è stata una Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, in cui erano presenti  tutti  i
  Presidenti  dei  Gruppi e si è concordato -  scusate,  scusate,  se
  smettete  di gridare, vi spiego - ieri c'è stata la Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari dove si è deciso  l'ordine  dei
  lavori, vero onorevole Di Paola? Vero, onorevole Catanzaro? C'erano
  tutti i Presidenti dei Gruppi.
   Allora,  scusate,  ma  siete scorretti,  mi  dovete  scusare,  sto
  dicendo che ieri c'è stata la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari, si è discusso dell'ordine dei lavori e oggi si doveva
  iniziare  la discussione generale sul disegno di legge  degli  enti
  locali:  non  si è chiesto, ieri, in Commissione, di  fare  venire,
  oltre che è stato invitato il presidente della Regione e ha mandato
  il  suo  sostituto,  che  è  l'onorevole  Sammartino,  che  è  qui,
  l'onorevole  assessore  Aricò, che è  qui,  non  avete  chiesto  la
  presenza dell'assessore Turano
   Allora,  questa  è una scorrettezza, non do la parola  a  nessuno.
  Onorevole Gilistro, lei dia possibilità di parlare ai colleghi

                   (Proteste dal Movimento 5 Stelle)

   PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, lei finisce i dieci minuti, poi dà
  la  possibilità  di  parlare  ai  colleghi  e  poi  noi  aspettiamo
  l'Assessore Turano.

   GILISTRO.  Per cortesia, mi può dare il microfono? Perché  mi  sta
  inibendo... Mi dia il microfono

   PRESIDENTE. Ce l'ha il microfono

   GILISTRO.  No,  mi  era stato spento il microfono,  non  va  bene
  Ripeto,   questa  è  un'emergenza  di  ieri,  quindi  non  possiamo
  aspettare  un'altra stagione, perché ieri i ragazzi erano  infilati
  in un frigorifero, lo stesso vale in estate.
   Presidente,  voglio risposta immediata, perché  i  ragazzi  devono
  tornare  a  scuola e devono tornare a scuola con le caldaie  e  col
  comfort, come noi
   Io voglio che i ragazzi possano andare non in un frigorifero ma  a
  scuola, nelle loro classi, e basta, ormai basta  Perché, veramente,
  stanotte, lo sa Presidente? Mi sono svegliato alle tre e  non  sono
  riuscito a dormire, a sentire queste notizie, non crederete  ma  la
  mia  sensibilità per i ragazzi è questa e, quindi, non mi muovo  da
  qua,  ancora  non avete conosciuto chi è Gilistro pediatra,  chi  è
  Gilistro  che  è  stato eletto, ancora non l'avete conosciuto,  non
  l'avete conosciuto, io non scendo da qua, voglio l'Assessore, anche
  telefonicamente, che prenda un impegno
   Per cortesia, non scendo da qua. Mi dovete scendere con la forza

   PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, lei rimane là. Adesso  ha  chiesto
  di parlare l'onorevole Campo. Prego, onorevole.

   CAMPO. No, non intervengo.

   PRESIDENTE. Va bene, allora l'onorevole Safina, prego,  lei  vuole
  parlare pure da là.

   SAFINA. Io voglio parlare dal pulpito

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri?

   SUNSERI. Dopo l'onorevole Gilistro

   PRESIDENTE. Allora sospendiamo l'Aula per cinque minuti. L'Aula  è
  sospesa, lei rimanga lì onorevole, non si sposti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.27)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Gilistro, completi.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente, devo dire che l'interlocuzione  che
  ho  avuto  con  l'assessore, con i miei colleghi,  con  l'onorevole
  Figuccia e tutti i miei colleghi è quella di moderare un pochino ed
  essere responsabili tutti quanti insieme.
   Io   chiedo,  però,  un  impegno  importantissimo  e  che  non   è
  derogabile:  in  tempi brevissimi, la convocazione in  Commissione,
  parlo  per  tutta la Sicilia, dei presidenti dei liberi Consorzi  o
  dei  sindaci  che svolgono e che devono svolgere questo  ruolo  per
  salvaguardare  i  nostri  ragazzi  e,  soprattutto,  per  la   loro
  incolumità fisica, oltre che psichica; e non dobbiamo permettere ai
  ragazzi  di scioperare, dobbiamo essere noi ad impedire ai  ragazzi
  di entrare a scuola perché sono frigoriferi a 5-6 gradi
   Quindi, accetto e scendo da questo scranno con questo impegno  che
  lei,  Presidente - so quanto lei sia Presidente giusto e Presidente
  di tutti - prenderà questo impegno. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro, senz'altro.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Grazie,   Presidente,  assessore   Sammartino,   colleghi
  deputati. Io capisco il collega Gilistro e la sua reazione,  perché
  dopo un mese di vacanze, ci saremmo aspettati all'ordine del giorno
  delle  norme  un  po'  più  consistenti che  potessero,  di  fatto,
  risolvere  i problemi dei siciliani: c'è il problema delle  scuole,
  il  problema delle liste d'attesa, il problema delle infrastrutture
  che  mancano  ai siciliani, della siccità. E invece di  cosa  siamo
  chiamati a parlare? Di poltrone  Il solito argomento preferito  dal
  presidente Schifani e dalla sua maggioranza: sistemare poltrone
   Siccome  per ora non sta riuscendo a sistemare le poltrone vacanti
  della sua Giunta, allora pensiamo alle amministrative, del resto  a
  breve  ci  saranno le elezioni degli enti locali,  quindi  è  anche
  giusto  che  vengano messe a posto alcune cose e, quindi,  portiamo
  per  l'ennesima volta, penso che sia la quarta addirittura,  questo
  disegno di legge sugli enti locali dentro quest'Aula.
   Un disegno di legge che non ha mai subìto modifiche, variazioni  -
  però entra ed esce continuamente dalla Commissione - ed il cui nodo
  principale  è  sempre  lo stesso, ovvero il consigliere  supplente,
  rinnovare  i  mandati dei sindaci dei comuni sotto  i  quindicimila
  abitanti o nominare, addirittura, sindaci a vita quelli dei  comuni
  sotto i cinquemila abitanti, quando è risaputo, quando è risaputo -
  qua  c'è  il  Presidente  della Commissione Antimafia,  l'onorevole
  Cracolici, che mi darà ragione - che la corruzione è facile che  si
  annidi   proprio  in  questi  comuni  piccoli   Quindi,  mi  sembra
  veramente  assurdo  togliere il limite  di  mandato  ai  sindaci  e
  poterli  nominare  a  vita,  in maniera tale  che  possano  gestire
  eternamente  quelli che sono appalti pubblici e che  sono  tutti  i
  vari bandi degli enti locali.
   Io  penso che sia giusto un ricambio così come non vediamo di buon
  occhio questa norma sul consigliere supplente che ha aggrava  anche
  le  casse dei comuni, perché sono soldi in più per avere il  solito
  consigliere in panchina che fa praticamente entra ed esci  in  base
  alle nomine della Giunta
   E  leggo  fra  l'altro sui giornali che si è  trovato  un  accordo
  proprio  su queste cose. Però non si è trovato l'accordo sull'unica
  cosa  sensata, quella di recepire la norma nazionale che impone  il
  40%  delle presenze femminili in Giunta  Quindi la norma sulle pari
  opportunità   è  l'unica  cosa  che  crea  un  po'  di   scompiglio
  all'interno  di  questa normativa sugli enti  locali  che  poi,  di
  fatto,  è  una norma sulle poltrone degli enti locali  E  questo  è
  incredibile
   Così  come mi è stata sempre bocciata la norma che cercava di dare
  una  pari  rappresentanza anche agli under 35, perché i giovani  in
  questa legge ce li siamo dimenticati, sarebbe stato un modo, invece
  di nominare sindaci a vita o di rinnovare la possibilità di mandati
  in   interno  nei  comuni  piccoli...  sarebbe  stato  interessante
  incentivare i giovani alla vita della politica, visto che purtroppo
  emigrano, vanno via e si si disinteressano e non votano
   Quindi io penso che anche questa volta questo Parlamento ha  fatto
  un  enorme  buco  nell'acqua, portando una norma  che  non  era  il
  momento giusto per farlo.
   Qua bisogna parlare dei problemi dei siciliani. Ai siciliani delle
  nostre   poltrone,  degli  stipendi  interessa  ben  poco,   signor
  Presidente.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Presidente
  Sammartino, questo è un disegno di legge di iniziativa parlamentare
  che  ha  avuto  un  percorso alquanto travagliato,  diciamo,  siamo
  riusciti  a  creare la navetta parlamentare anche  in  un'Assemblea
  parlamentare  monocamerale, perché ha fatto più volte  via  vai  da
  quest'Aula per tornare in Commissione ed è un disegno di legge  che
  qualcuno,  devo  dire con presunzione, ha inteso  definire  riforma
  degli  enti  locali. Onestamente, non ci vedo nulla  della  riforma
  degli  enti  locali in primo luogo perché non tratta uno  dei  temi
  fondamentali che dovrebbe stare al centro di una riforma degli enti
  locali  ossia  quello  del  rapporto tra  le  amministrazioni  e  i
  cittadini e le cittadine amministrate.
   Questo  è  un  tema dal quale i colleghi che ci hanno lavorato  si
  sono  tenuti ben distanti perché non era il loro obiettivo. Il loro
  obiettivo,  in  questo  caso,  è  mettere  in  campo  un'iniziativa
  parlamentare, un disegno di legge che possa parlare  a  quella  che
  giornalisticamente e che, se volete, anche un po' volgarmente viene
  definita  la  casta . Ed è la casta, che poi io non son  d'accordo,
  non  la definisco nemmeno tale, però è quel sottobosco politico che
  serve  a tanti parlamentari nazionali, regionali, a tanti assessori
  per potere tornare a sedere in quest'Aula.
   E  allora come possiamo rendere fedeli questi consiglieri,  questi
  assessori,   questi   sindaci?  Con  alcune  norme   di   carattere
  ordinamentale:  l'aumento  indiscriminato  dei  permessi  per   gli
  amministratori; il terzo mandato per i sindaci dei  comuni  sino  a
  quindicimila abitanti; l'eliminazione dei limiti dei mandati per  i
  sindaci  al  di  sotto dei cinquemila abitanti; la  vicepresidenza;
  un'ulteriore vicepresidenza; il consigliere supplente in modo  tale
  che  il  meccanismo di intermediazione politica e la creazione  dei
  vincoli  di  solidarietà, chiamiamoli così perché  vogliamo  essere
  buonisti,  tra  le  varie correnti diventano  ancora  più  intensi,
  perché è chiaro quello che avverrà
   E allora, e tutto questo non avendo comunque a cuore e mettendo al
  centro  dell'iniziativa politica i cittadini, tutto questo gravando
  sulle casse degli enti locali. Perché in questo disegno di legge si
  prevedono  tutta  una  serie di istituti, che gravano  sulle  casse
  degli  enti locali, che nel frattempo, come più volte abbiamo avuto
  modo  di  dimostrare  con i dibattiti che  si  sono  susseguiti  in
  quest'Aula,  non  riescono ad assicurare i  servizi  adeguati  alla
  collettività; ASACOM, servono 80 milioni e gliene diamo poco più di
  10, e invece l'integrazione scolastica è un tema fondamentale, però
  noi  ci  inventiamo  tutto questo groviglio  di  norme,  e  quindi,
  aumentiamo la spesa degli enti locali ma non aumentiamo le  risorse
  per servizi fondamentali
   Abbiamo  proposto più volte, per esempio di sganciare i  distretti
  socio-sanitari dai bilanci dei comuni per renderli autonomi,  e  il
  disegno  di  legge giace in Commissione, perché l'Assessorato  alla
  sanità non sarebbe d'accordo.
   Allora,  veda Presidente, non è questo quello che serve  gli  enti
  locali, agli enti locali serve recuperare per esempio, capacità  di
  entrata,  abbiamo  approvato una norma durante  l'ultima  legge  di
  stabilità  che,  nell'intento del Governo dovrebbe  migliorare  gli
  standard   dei  comuni,  per  ciò  che  attiene  la   capacità   di
  riscossione,  noi abbiamo dimostrato con i fatti,  che  rischia  di
  aggravare  invece  il  carico fiscale su  alcuni  cittadini,  senza
  migliorare gli standard.
   Allora  io penso che, il Parlamento farebbe bene a ridiscutere  di
  una  riforma  organica  degli enti locali, a partire  per  esempio,
  dalla  legge  elettorale degli enti locali, che  ha  consentito  la
  proliferazione   di   liste  civetta,  che  ha   consentito   di...
  sostanzialmente mettere alcuni consiglieri a capo, a capo di vere e
  proprie  correnti, che determinano la sorte dei comuni, soprattutto
  dei  più piccoli, perché veda, in un comune di 5.000, 6.000,  8.000
  abitanti,  dove  votano 2.500 persone, col terzo  mandato  quattro,
  cinque  famiglie - di questo si tratta - saranno in  condizione  di
  determinare,  vita  natural  durante, l'esito  elettorale  in  quel
  comune,  e  creeranno quelle incrostazioni di  potere  che  con  la
  limitazione dei mandati si erano volute proprio impedire
   Quindi noi stiamo, sostanzialmente, sovvertendo quella che è stata
  la logica sottesa alle scelte che abbiamo compiuto molti anni fa, e
  sono  state  scelte sagge  Sono state scelte sagge,  perché  non  è
  possibile che ristretti gruppi possano determinare le sorti  di  un
  comune,  e  questa è la ragione per cui io già annuncio, nonostante
  il  mio  Gruppo  su  ciò  non  si sia ancora  determinato,  e  sono
  consapevole  che  su  certe  materie esiste  anche  la  libertà  di
  determinarsi  liberamente, annuncio che io  voterò  contro  a  ogni
  forma  di  mandato  illimitato e contro il  terzo  mandato,  voterò
  contro, a scrutinio palese, a scrutino nominale, segreto, qualsiasi
  forma quest'Aula deciderà, io voterò contro
   Così  come  voterò  contro, Presidente, il consigliere  supplente,
  perché  vero è che, in quest'Aula e poi a Roma, si è già votato  al
  Senato   il   deputato  supplente,  contravvenendo   al   principio
  dell'assenza  di  vincolo  di mandato, ma  quella  sarà  una  norma
  costituzionale, e quindi, probabilmente nessuno potrà dir nulla, ma
  qui  si  sta chiedendo al Parlamento regionale, che noi  sempre  in
  maniera molto barocca definiamo: "il più antico d'Europa", di  fare
  una  norma  in  palese  contrasto con la Costituzione,  perché  nel
  momento  in  cui l'assessore  verrà un tizio nominato  assessore  e
  subentrerà   il  consigliere  supplente,  quel  consigliere   dovrà
  rispondere  pedissequamente,  alle  direttive  di  quell'assessore,
  perché  altrimenti,  l'assessore  si  dimetterà  e  il  consigliere
  tornerà a casa
   E questo è solo un modo per aumentare l'intermediazione politica e
  non  è  possibile che le leggi si facciano per risolvere  le  beghe
  interne a chi governa, le leggi si fanno perché devono servire alla
  comunità,  perché  devono migliorare il sistema di  rappresentanza,
  perché  dovrebbero far recuperare fiducia nelle istituzioni  Perché
  le  istituzioni non sono né mie, né del Partito Democratico, né  di
  chi oggi governa, quindi del centrodestra.
   Servono  leggi  che portino le persone nuovamente  a  votare,  che
  facciano loro capire che appartenere ad un sistema democratico è un
  valore e che la democrazia risolve i problemi, non della casta o di
  chi  si  deve   appattare   le sue beghe politiche,  ma  risolve  i
  problemi  della gente comune, di quella che invece  non  va  più  a
  votare  perché non pensa che noi siamo in condizione  di  risolvere
  alcun problema.
   E  allora  io vi invito, veramente, a rivedere le vostre posizioni
  su  questi temi, perché non può funzionare in questa maniera.  Così
  allargheremo  la  sfiducia  e renderemo  ancora  più  difficile  il
  recupero della fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
   Per  questo chiedo a quest'Aula un sussulto di dignità, e le  dico
  fermiamoci   Se vogliamo parlare di enti locali, parliamo  di  cose
  che  riguardano veramente la vita dei cittadini, non  di  cose  che
  riguardano solo la classe politica e qualche politicante

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri, che non è in
  Aula. Non si è iscritto più nessuno a parlare, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. E allora aspettiamo

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.   Signor   Presidente,   io   vorrei   porre   l'accento
  semplicemente  su  quello  che  riguarda  ancora  il  vulnus  della
  presenza  femminile, la presenza di genere femminile, nelle  giunte
  comunali.
   Abbiamo, diciamo, di nuovo l'opportunità di uniformarci, almeno al
  resto  d'Italia,  per questo, diciamo, benedetto 40  per  cento  di
  presenza delle donne
   Noi,  come  Partito Democratico, presenteremo anzi un  emendamento
  per  provare  a portare questo numero delle donne al  50  percento,
  perché  non si capisce perché, diciamo, le donne debbano essere  al
  40.  L'assessore  Turano rilancia e dice 60  Bene,  assessore,  non
  siamo  al mercato, però: quindi, realisticamente, questo Parlamento
  ha  dimostrato più volte, diciamo, un approccio alquanto  misogino.
  Quindi  siccome  crediamo  che,  davvero,  siamo  rimasti  l'ultima
  regione d'Italia, non solo a essere assolutamente inadeguata  nella
  rappresentanza  femminile nelle giunte degli  enti  locali,  ma  ci
  ricordiamo anche - dobbiamo approfittare di questa sede per  dirlo,
  ancora  una  volta,  e  di questa discussione,  anche  se  non  c'è
  ovviamente  la  norma in questo disegno di legge  -  ma  la  famosa
  doppia  preferenza di genere, per cui la Sicilia è rimasta l'ultima
  regione  insieme al Friuli Venezia Giulia a non avere, appunto,  la
  doppia preferenza di genere.
   Credo,  dunque,  che i tempi siano più che maturi.  Speriamo  che,
  ancora  una  volta, non ci siano imboscate, non ci siano sgambetti,
  soprattutto  dai colleghi maschi perché, davvero, penso  che  anche
  tanta  arretratezza, mi si consenta, della Sicilia passa anche  per
  il  fatto  che  le donne, di fatto, non arrivino mai  nei  contesti
  apicali del Governo.
   Quindi  speriamo  di non perdere questa occasione,  e  mi  rivolgo
  anche  alle  colleghe donne appartenenti a tutti  gli  schieramenti
  politici, destra e sinistra, perché davvero si tratta semplicemente
  di una norma di equità, che rimuove ostacoli, e di parità - appunto
  - di genere.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. L'onorevole Sunseri non  è
  ancora arrivato.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto di  parlare,  l'Aula  è
  rinviata  a  martedì 20 gennaio 2026, alle ore 11:00  (*),  con  il
  seguito della discussione generale e poi il voto sugli articoli del
  disegno di legge sugli enti locali.

                  La seduta è tolta alle ore 16:45 ()


     ()  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                       223a SEDUTA PUBBLICA (*)

                  Martedì 27 gennaio 2026 - ore 10.30

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DI DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         - Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

  (*)  D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con e-mail del 19 gennaio 2026, la seduta n. 223, già convocata per
  martedì  20  gennaio  2026  alle ore  11:00,  è  stata  rinviata  a
  mercoledì 21 gennaio 2026, al medesimo orario e col medesimo ordine
  del giorno.
  Con  successiva  e-mail del 20 gennaio 2026  inviata  ai  deputati,
  sempre  d'ordine  del  Presidente, la seduta è stata  ulteriormente
  posticipata a martedì 27 gennaio 2026 alle ore 10:30.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella