parlamentari
La seduta è aperta alle ore 15:10
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Esito dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
riunitasi oggi 27 gennaio 2026 sotto la presidenza del Presidente
dell'Assemblea, on. Galvagno, e con la partecipazione del
Presidente della II Commissione legislativa permanente Bilancio ,
on. Daidone, del Vicepresidente della Regione e Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, on.
Sammartino, dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, on.
Aricò, dell'Assessore per le attività produttive, on. Tamajo, e
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, on. Savarino, ha
stabilito, all'unanimità, che nella giornata odierna l'Aula
procederà alla trattazione e alla votazione del disegno di legge di
iniziativa governativa Interventi urgenti per fronteggiare i danni
causati da eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio
2026 (n. 1067), già assegnato alla II Commissione legislativa
permanente Bilancio . Eventuali ulteriori interventi relativi alla
situazione emergenziale saranno inseriti in successivi disegni di
legge che avranno priorità rispetto agli altri disegni di legge.
La Conferenza ha, altresì, convenuto di sospendere la trattazione
del disegno di legge collegato di spesa , mentre rimane confermato
quanto stabilito nel precedente programma-calendario dei lavori con
riferimento ai disegni di legge sugli enti locali (ddl n. 738
Stralcio I Comm ter/a) e sulla dirigenza (ddl. n. 779-3-26-70-88/A)
e ai disegni di legge collegati ordinamentali .
L'Assemblea ne prende atto.
L'Aula è sospesa e riconvocata alle ore 16:00.
(La seduta, sospesa alle ore 15:12, è ripresa alle ore 16:51)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Giuseppe Lombardo del Gruppo Sud chiama Nord, l'onorevole
Bernardette Grasso e l'onorevole Burtone, per motivi di salute, a
cui auguriamo una pronta guarigione.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici sarà in missione il
3 e il 4 febbraio 2026.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di autosospensione da componente di Commissione
PRESIDENTE. Avverto che, con nota PEC pervenuta in data 19
gennaio 2026 e protocollata al n. 2196-DIG/2026 di pari data,
l'onorevole Michele Mancuso ha comunicato la propria immediata
autosospensione, a far data dal 18 gennaio 2026, da componente
della Commissione parlamentare speciale d'inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge: Interventi urgenti per
fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni
19, 20 e 21 gennaio 2026 (n. 1067)
PRESIDENTE. Colleghi, così come sapete - perché credo che prima
l'onorevole Di Paola lo abbia comunicato - durante la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari sono state prese delle
decisioni assolutamente importanti.
È chiaro che il momento che stiamo attraversando è un momento
molto difficile, perché i danni che ha causato questo uragano,
questo ciclone, oltre ad avere una quantificazione molto grande di
spesa, hanno anche una diversità di interventi.
I territori colpiti per la maggior parte sono - per la maggior
parte - nella Sicilia orientale, ma anche nella Sicilia
occidentale ci sono diversi ingenti danni. Ci sono diversi problemi
anche rispetto alle categorie che sono state coinvolte, perché ci
sono gli agricoltori che hanno le loro campagne e i loro raccolti
assolutamente dispersi, ci sono i balneari, ci sono porti, ci sono
tante attività commerciali che si trovano in questo momento
veramente in ginocchio; ci sono molte strade, molti comuni, che
hanno perso anche arterie, che sono arterie importanti e
principali, così come molti cittadini che hanno visto perdute le
proprie abitazioni; in particolare, in provincia di Caltanissetta,
a Niscemi - dove mi sono recato ieri - c'è una situazione veramente
drammatica, con oltre, fino a ieri, 1.060 sfollati, ma mi dicono
che hanno superato le 1500 persone, dove ho chiesto anche che possa
essere istituito un gruppo di psicologi, che possano aiutare e
sostenere anche le famiglie che, in questo momento, si sono dovute
allontanare dalla propria abitazione, in cui ricordo ci sono
bambini e anche degli anziani.
Quindi, non è un tema, assolutamente semplice da gestire, non è
soltanto una quantificazione economica, è un tema che va affrontato
con uno spirito di condivisione che è al pari di quello che può
essere stato un post guerra - perché di questo, in alcune zone, si
tratta - ma voglio ringraziare, in maniera sentita, tutte le forze
politiche di opposizione che, oggi, in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, hanno accolto l'invito a voler cambiare
l'ordine del giorno dei lavori per concentrarsi, esclusivamente,
nella seduta di oggi, sul disegno di legge governativo, che dà,
oltre i 50 milioni di euro deliberati dalla Giunta, più di 40
milioni di euro nel disegno di legge che è stato depositato ed è
già stato esitato dalla Commissione Bilancio .
Concludere con questo disegno, oggi, con i primissimi e -
ribadisco - primissimi interventi di natura economica, rappresenta
certamente, per questo Parlamento, un momento importante per voler
essere vicini a tutte le popolazioni colpite.
Ho, altresì, auspicato e spiegato, durante la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che il Parlamento, comunque,
dovrà continuare a lavorare e in funzione che il Parlamento deve
continuare a operare, aspettando quelle che sono le relazioni da
parte degli organi competenti e i progetti da parte dei comuni e
aspettando, anche, una quantificazione su quelle che sono le
imprese che, eventualmente, bisogna ristorare, noi, comunque,
dobbiamo andare avanti e lavorare.
Io voglio, ancora una volta, ringraziare per questa possibilità;
voglio dire anche che, rispetto al cronoprogramma che era stato
stabilito durante l'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, in questo momento sono stati sospesi tutti i disegni
di legge di spesa, compreso il disegno di legge chiamato
"Territoriale" da diversi giornali, perché riteniamo che sia -
specialmente in questa fase - indispensabile concentrare tutte le
risorse economiche rispetto a un evento che ha una portata
veramente gigantesca.
Quindi, adesso, noi apriremo la discussione generale sul disegno
di legge numero 1067/A per chiudere la seduta di oggi - così come
concordato - con l'approvazione del testo.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente Daidone, ha
chiesto di intervenire l'onorevole De Luca sull'ordine dei lavori.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
desidero, intanto, ringraziare il Presidente della Regione e il
Presidente del Parlamento che sono venuti, prontamente, sui luoghi
del disastro, ma devo annunciare, Signor Presidente, che ho
predisposto due ordini del giorno che desidero vengano valutati in
questo momento, perché prettamente connessi all'argomento che
stiamo affrontando.
Intanto, voglio precisare un fatto, Presidente, non è la fase e il
momento delle polemiche, ma dobbiamo ammettere che questo
Parlamento, oggi, sta mettendo una pezza a quella che è una prima
comunicazione impropria che il Presidente della Regione ha fatto,
perché non sono stati deliberati 72 milioni di aiuti, ma ne sono
stati deliberati 50 di cui non voglio entrare nel merito sulle
modalità delle coperture finanziarie. Quindi, diciamo, che questo
Parlamento con sobrietà e con l'accordo di tutte le forze
politiche, oggi sta semplicemente varando un provvedimento per
recuperare i 22 milioni annunciati che non c'erano e aggiungerne
altre.
Desidero sottolineare due aspetti riguardo alle dichiarazioni
dello stato di crisi e di emergenza del 22 di gennaio della Giunta
regionale che avrebbe destinato queste risorse ed anche quello del
Governo nazionale del 26 di gennaio.
Io sto vivendo, insieme ai miei colleghi sindaci, il dramma di
quelli che sono gli effetti del ciclone Harry ed ovviamente stiamo
anche guardando a distanza il dramma del collega di Niscemi e della
comunità di Niscemi.
Voglio solo fornire a questo Parlamento qualche dato per farvi
rendere conto che siamo completamente lontani dalla realtà: io ho
in questo momento la fogna che sgorga a mare, Taormina, Giardini
Naxos, Letojanni, Santa Teresa, Roccalumera, ebbene solo per
evitare che continui questo scempio, si devono fare dei
provvedimenti d'urgenza di circa 10 milioni di euro. Noi ancora
aspettiamo l'autorizzazione della cosiddetta "cabina di regia",
bene, noi intanto le ordinanze le stiamo facendo perché la
responsabilità è la nostra, però immaginate 10 milioni di euro solo
in 5 comuni per evitare che la fogna continui ad andare a mare
rispetto a quelle che sono state somme che sono state definite di
pronta urgenza, ma è ovvio che siamo completamente lontani da
quella che è la realtà, quello che è il nostro timore è che, né
Palazzo d'Orleans e né purtroppo Palazzo Chigi, abbiano compreso
realmente il dramma nel quale ci troviamo di fronte.
I due ordini del giorno sono finalizzati: prima di tutto a fare
un'azione per posticipare gli effetti della Bolkestein, perché non
ci sarà imprenditore nell'ambito degli stabilimenti balneari che
investirà, perché ovviamente sa che tra due anni potrebbe non avere
più la titolarità e non ci sarà banca che farà credito e siccome è
una legge nazionale e allora questo Parlamento si prenda anche qui
la responsabilità di sollecitare il Presidente della Regione e
soprattutto il Parlamento nazionale attraverso la Presidenza del
Consiglio per proporre lo slittamento di sei anni di quella che è
la scadenza del 2027.
Sappiamo bene che c'è rischio d'infrazione ma almeno se lo prenda
per un motivo serio, qualora fosse questo il tema ma neanche questo
sarà il tema perché ci troviamo di fronte a un evento eccezionale e
quindi quella che è la posticipazione dell'effetto di una direttiva
si può ottenere e quindi si deve chiedere a tutti gli effetti
Il secondo ordine del giorno, invece, è destinato a prendere le
risorse perché la preoccupazione che noi abbiamo, signor Presidente
del Parlamento siciliano, è che nessuna autorità, né il Presidente
del Consiglio dei Ministri, né il Presidente della Regione, han
detto dove andranno a prendere i soldi che riguarda il danno che
c'è, perché noi stiamo parlando di un miliardo di euro per
ripristinare le infrastrutture che sono state danneggiate, circa un
miliardo euro per fare gli interventi di mitigazione delle coste
che sono necessari se no, ci troveremo con lo stesso problema, poi
abbiamo i ristori per i privati che si tratta di almeno 300 milioni
di euro, poi c'è il problema di Niscemi che ancora non è stato
quantificato perché ancora un provvedimento non c'è stato.
E allora, è ovvio che noi non possiamo continuare a lasciare
bloccati oltre 5 miliardi del Fondo sviluppo e coesione per il
Ponte sullo Stretto di Messina e allora questo Parlamento oggi, ho
preso questa iniziativa, se ovviamente i colleghi e concludo
Presidente, vorranno condividere, noi invitiamo il Presidente della
Regione a chiedere di trattare e di rivedere l'accordo di coesione
che destina da parte della Regione siciliana un miliardo e tre per
il Ponte che in questo momento non è la priorità e lo dimostra
l'esigenza che abbiamo; in più ci sono un miliardo e otto e sono
diventati due miliardi e tre di Fondo sviluppo e coesione a regia
nazionale più quelli della Calabria, siamo ad oltre cinque
miliardi allora, è ovvio e concludo Presidente, che questo
Parlamento e il Presidente Schifani deve venire anche qui in
Parlamento a riferire: soprattutto dica al Presidente Schifani di
nominare due Assessori Perché non è pensabile che ci troviamo
oltre 50 comuni in ginocchio e manca l'Assessore alle autonomie
locali; non è pensabile che manca l'assessore alle politiche
sociali, quindi dica al Presidente di finirla di giocare a Risiko
sulla pelle dei siciliani
Riprende la discussione del disegno di legge: Interventi urgenti
per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei
giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026 (n. 1067)
PRESIDENTE. Io chiedo all'onorevole De Luca di consegnare gli
ordini del giorno.
Ci sono anche altri deputati delle forze opposizione che avevano
annunciato la presentazione di alcuni ordini del giorno che,
comunque, devono essere votati, come voi ben sapete, un istante
prima del voto finale alla legge.
Ha facoltà di intervenire il Presidente della Commissione
Bilancio, on. Daidone, per svolgere la relazione. Ne ha facoltà.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge - che si
sottopone all'esame dell'Aula, di iniziativa governativa - prevede
misure e stanzia risorse finanziarie per fronteggiare i danni
causati dagli eventi meteo avversi, verificatisi nei giorni 19, 20
e 21 gennaio, incrementando anche la dotazione di alcuni capitoli
del bilancio regionale, che sono già stati utilizzati, in prima
battuta, dal Governo.
In particolare, con la deliberazione della Giunta regionale del 22
gennaio 2026, è stato dichiarato lo stato di emergenza, ai sensi
dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, numero 13, e
contestualmente sono state assicurate risorse in misura pari a 50
milioni di euro per garantire i primi interventi urgenti.
L'articolo 1 del disegno di legge, quindi, incrementa le
autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella 1 dell'articolo 59
della legge regionale 5 gennaio 2006 numero 1, stanziando 20
milioni di euro sul fondo regionale per gli interventi di parte
corrente, di competenza del Dipartimento regionale della Protezione
civile; 5 milioni sul fondo di solidarietà per la pesca; e
ulteriori 5 milioni di euro sul fondo per gli interventi di
competenza del Dipartimento regionale dell'agricoltura. Si
introduce, inoltre, un'esenzione del pagamento dei canoni, per il
2026, a favore dei titolari di concessioni balneari.
L'articolo 2 esonera per il periodo febbraio-giugno 2026 i
residenti delle province di Messina e Catania dal pagamento del
pedaggio autostradale, dei caselli di Taormina, Giardini Naxos e
Roccalumera, prevedendo lo stanziamento di 800.000 euro per
l'esercizio 2026 da destinare al CAS in compensazione dei mancati
introiti derivanti dalla predetta esenzione.
L'articolo 3 modifica l'organizzazione interna della Commissione
tecnica specialistica per il supporto allo svolgimento delle
istruttorie per rilascio delle autorizzazioni ambientali prevedendo
le articolazioni in quattro sottocommissioni, in luogo delle
attuali tre.
L'articolo 5 individua nel fondo di cui al capitolo 215704 la
copertura finanziaria degli interventi.
Questo è tutto Presidente, la ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Ha chiesto di intervenire il Capogruppo di opposizione, onorevole
Catanzaro, e poi se comunicaste gli altri interventi all'onorevole
Marchetta, cosicché lei li possa segnare e agevolare il percorso.
Prego, onorevole Catanzaro. Ha facoltà di intervenire.
CATANZARO. Signor Presidente, lo stravolgimento di oggi - che
abbiamo dato al calendario dell'Aula - è uno stravolgimento perché
gli eventi che sono definiti "eventi catastrofici naturali" hanno
prodotto davvero un disastro negli ultimi giorni, soprattutto nella
Sicilia orientale.
Ritengo, presidente Galvagno, che noi più volte, anche con
l'istituzione di intergruppi e di commissioni, l'argomento del
cambio climatico, è stato sempre dibattuto e moltissime volte
partendo dall'Europa a scendere, e quindi nelle regioni, questi
sono argomenti che magari noi tracciamo sottogamba e poi, alla
fine, avviene quello che in queste ore stiamo raccogliendo come
dato davvero disarmante per i territori.
Io, come capogruppo del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, non posso che essere vicino a tutto quello che sta
accadendo nei comuni, nelle popolazioni, ai sindaci ma soprattutto
agli abitanti, su quello che ovviamente sta accadendo, è accaduto
nel comune di Niscemi, in queste ore si parla di più di mille
cinquecento persone sfollate.
Signor Presidente, io l'ho detto oggi in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, questo è un momento in cui non bisogna
assolutamente tracciare la demagogia tra maggioranza e opposizione,
lo abbiamo dimostrato anche nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari con grande senso di responsabilità, abbiamo
detto: "Guardate, in barba a qualsiasi tipo, quelle che possono
essere le regole, le disponibilità ed altro ". Non abbiamo voluto
fare nessuna polemica, aprire nessuna polemica e dire,
immediatamente, portiamo questo testo in Aula per svincolare quelle
che sono le somme e dare, immediatamente, aiuto alle emergenze,
quel poco di aiuto che c'è, Signor vicepresidente Sammartino.
E lo dico, signor Presidente, con una critica perché noi ci
aspettavamo ieri, considerando che questo Governo regionale è un
Governo di centrodestra, molta più attenzione da parte del Governo
nazionale, abbiamo visto soltanto che le somme destinate nelle tre
regioni, quindi, divise sono 33 milioni di euro per la Sicilia
È chiaro, signor Presidente, che sicuramente questo tipo di azione
portata avanti dal Governo nazionale non è un'azione bastevole e
chi mi ha preceduto, quindi il collega De Luca, lo ha detto, ha
toccato dei temi che, anche oggi, la nostra Segretaria nazionale
del Partito Democratico è stata qua in Sicilia andando a Niscemi,
lo abbiamo detto come Gruppo parlamentare, lo continuiamo a dire.
Vicepresidente Sammartino, ci rivolgiamo a lei, oggi c'è
un'emergenza importante.
Noi parliamo di un'opera che viene destinata e massacrata da tutto
quello che c'è da massacrare con la Corte dei Conti che dice che
non si può procedere e siamo di fronte ad una situazione di
insistenza nel dire: "No", dobbiamo andare avanti quando c'è
un'emergenza enorme.
Allora, signor Presidente, le dico che la nostra ovviamente, oggi,
nell'essere qui in Aula per dibattere questi due punti, tre punti,
dicendo che noi dobbiamo, entro questa sera, votare queste risorse
è - ovviamente, come dire - sempre la nostra posizione di
responsabilità, senza mai porre la demagogia politica all'interno
di questa di quest'Aula.
Non possiamo, però, non fare i conti con quello che sta avvenendo
nei settori dell'agricoltura, della pesca, con quelli che sono i
danni e con quello che i sindaci sono chiamati a far fronte nei
territori.
E proprio per questo, signor Presidente, noi come Gruppo
parlamentare - ovviamente lo apriamo a qualsiasi altro Gruppo
presente in Aula - abbiamo voluto presentare un nostro ordine del
giorno che ovviamente, alla fine del mio intervento, darò agli
Uffici e in questo ordine del giorno, noi diciamo che, considerando
tutto quello che accade, c'è in sede di rendiconto della Regione,
ebbene emerge la disponibilità di significative quote relative
all'avanzo di amministrazione.
Mi dispiace che non sia presente l'assessore al bilancio, che le
norme di contabilità pubblica consentono l'utilizzazione di queste
somme e quindi a questo punto è prioritario che il Governo
regionale dia priorità alla programmazione finanziaria e, quindi, a
questo punto facciamo sì che il Governo impegni la somma di 500
milioni di euro di avanzo di amministrazione verso il finanziamento
di un Piano straordinario di interventi per la messa in sicurezza
del territorio e per ristorare le famiglie e le imprese.
Un'altra cosa dico, signor Presidente, di destinare, nello
specifico, una somma importante di questi 500 milioni di euro per
Niscemi che, ovviamente, è un argomento che deve essere trattato a
parte perché l'evento franoso è un evento davvero drammatico e
quindi noi questo ordine del giorno chiederemo all'Aula che venga
votato.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, intanto, io avevo anticipato che
altri Presidenti dei Gruppi parlamentari avevano degli ordini del
giorno.
Ma, così come aveva detto lei, per evitare di anticiparlo, lo ha
voluto dire in Aula, le chiederei di consegnare l'ordine del
giorno.
Per quanto riguarda i suoi interventi, anche in via prudenziale e
rispetto a quella che deve essere una quantificazione più certa dei
danni, e per riuscire ad allocare meglio le risorse, rispetto ad un
problema piuttosto che un altro, si aspetteranno quelle che sono le
relazioni ufficiali, per poi andare a determinarci rispetto a
quelli che saranno gli interventi che anche questo Parlamento
contribuirà a migliorare, rispetto ad una visione da parte di altri
colleghi.
Se vuole il mio punto di vista personale su Niscemi: Niscemi è una
questione che deve essere trattata assolutamente a parte, perché è
una questione gravissima, quindi mi trova assolutamente concorde
sul fatto che siano trattati con la stessa urgenza ma con due
provvedimenti differenti.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Pace, Lombardo, Gilistro,
Safina, Dipasquale, De Luca no perché è adesso, Marano, Campo,
Adorno, Sunseri, La Vardera, Chinnici, Giambona, Marchetta,
Cracolici. Ci sono altri interventi? Gli onorevoli Spada, De Luca
Cateno, Severino, Auteri, Abbate. Sono chiuse le iscrizioni a
parlare.
Prego, onorevole De Luca. Ha facoltà di intervenire.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, colleghi e i siciliani, che
sicuramente stanno seguendo con attenzione quest'Aula, Presidente
Galvagno, preliminarmente mi corre l'obbligo di ringraziare la sua
persona e la Conferenza dei Capigruppo per avere nella sostanza
condiviso l'idea, che ho lanciato qualche giorno fa, di trarre un
momento di riflessione e di fermarci.
Io sapevo che era sentimento comune, perché non poteva essere
diversamente, di privare di risorse le altre leggi per destinarle a
quella che è la più grande emergenza che questa Regione ha vissuto
dai tempi del Covid, Presidente Galvagno.
Però veda, Presidente, io credo che nell'affrontare questa
emergenza, il Governo regionale però, Presidente Galvagno, io così
non ce la faccio, sono sincero, perché è anche frustrante parlare
di un argomento così delicato e vedere che il Governo se n'è andato
non so dove, dovremmo cercare un attimino di inquadrarci,
altrimenti è inutile parlare, è inutile intervenire
E allora, Presidente, io credo che in questo momento, il Governo
regionale, così come il Parlamento, debba avere le idee più chiare
che mai. Diversamente, rischiamo di fare un buco nell'acqua e di
non risollevarci più da questa emergenza, per la quale dobbiamo
essere chiari: o si ricostruisce e si riparte in tempi brevissimi;
o la Sicilia non si rialzerà più E in particolare quella Sicilia
orientale che oggi vede, non solo il suo fronte mare devastato o
inesistente, ma vede le sue imprese e i suoi sottoservizi distrutti
da un evento eccezionale, ma che non è sicuramente il più grave che
c'è stato negli ultimi decenni, però sicuramente non è né il primo
né l'ultimo che andrà a lambire le nostre coste.
E allora, veda, Presidente Galvagno, io perché desidero la sua
attenzione? Perché se no rischiamo di non concludere nulla, né con
venti, né con cinquanta, né con cento milioni. Guardi, io qui ho
portato una carpetta, io come queste gliene posso portare qualche
centinaio, qua c'è la domanda di un'attività commerciale della
costa di Santa Margherita, si chiama "La Vela", che è stata
totalmente demolita da questo evento eccezionale e che era stata
già demolita due anni fa: questa è per il 2023 Adesso è stata
demolita nuovamente, dall'evento eccezionale del 2023, 53 mila euro
di danni, non hanno preso neppure l'acconto di 20 mila euro che
doveva essere assegnato
Quindi, noi ancora oggi, che parliamo nel 2026 dei risarcimenti,
dei danni che sono stati prodotti la settimana scorsa, noi ancora
non abbiamo liquidato le domande effettuate dalle aziende che erano
state demolite dal mare due anni fa
Allora, veda signor Presidente, il tema è il seguente: se noi non
siamo in grado di erogare i risarcimenti alle aziende nei tempi che
questa emergenza richiede, che sarebbe subito, io non comprendo che
senso ha stanziare risorse che saranno date tra 6, tra 8 mesi,
quando queste aziende saranno chiuse, quando queste aziende ormai
non avranno più la possibilità di rialzarsi, o comunque decine,
centinaia di persone sono rimaste a casa senza stipendio Ripeto,
questa azienda ancora, non ha preso neppure l'acconto
Signor Presidente, un altro tema che voglio sollevare, e
depositerò un ordine del giorno, è anche un impegno che va a
chiedere al Presidente della Regione di voler sollevare il caso con
Roma, relativamente ai fondi vergognosi, insufficienti e
inconsistenti, che non servono neppure a nascondere la vergogna per
essersi presentati con un provvedimento di 100 milioni di euro da
dividere egualmente tra le 3 regioni che sono state colpite da
questo evento eccezionale: perché veda, signor Presidente, quando è
stata colpita l'Emilia Romagna ed è stato assunto il primo decreto,
ci hanno messo sopra 450 milioni, non 33 per ciascuna Regione, non
è stata parificata una regione che ha 200 - 300 milioni di euro di
danni
Signor Presidente, mi faccia recuperare qualche minuto, perché ho
fatto due minuti parlando da solo.
Non sono state equiparate regioni con un miliardo e rotti di
danno, insieme ad altre regioni, che hanno un paio di 100 milioni
di euro, ma non solo questo signor Presidente. Noi ci siamo
domandati come mai i TG nazionali non abbiano parlato della Sicilia
e di tutto quello che è successo. La motivazione sta proprio in
quello stanziamento. Perché, se i telegiornali nazionali avessero
raccontato la devastazione che questo ciclone ha portato in
Sicilia, probabilmente, il Governo nazionale non sarebbe riuscito a
portare avanti questo provvedimento ridicolo che, come ha detto il
Ministro Musumeci, addirittura, doveva essere, pensate, di 60
milioni, ma poi per lavare la faccia e cercare di salvarla, l'hanno
portata a 100
Io vi dico una cosa, signor Presidente, e credo che in questo
dobbiamo essere uniti come Parlamento; qua non è una questione di
destra e di sinistra, questa è una questione di considerazione, che
il Governo centrale, che Roma ha delle regioni del Sud, che
probabilmente le guarda come delle regioni da cui prendere i voti
ma a cui non restituire la dignità di una regione che si vuole
rialzare Allora, l'ordine del giorno impegna il Governo, non solo
a mettere dei puntini sulle "i" con Roma, e a chiedere ciò di cui
la Sicilia ha diritto, che è la dignità innanzitutto; in secondo
luogo, pone anche il tema: ma in questo contesto - lo vediamo a
Niscemi, lo abbiamo visto con questo ciclone - in questo contesto
di fragilità, che senso ha parlare e destinare miliardi di euro per
un Ponte sullo Stretto, quando abbiamo una richiesta di tutela del
territorio, di recupero delle fragilità, a cui ancora non siamo
riusciti a dare una risposta?
Allora questo Parlamento, questo Governo, si fermino un attimo, si
interroghino, e infine un'ultima cosa, signor Presidente, anche
questa è stata l'oggetto di una richiesta che ho fatto. Il
Parlamento siciliano ha bisogno di confrontarsi col suo Presidente
e con la sua squadra di Governo. Si deve confrontare sulle modalità
che si vogliono utilizzare per offrire risarcimenti, sulle modalità
con cui si vogliono assumere le ordinanze, sui poteri che verranno
conferiti ai subdelegati, alla cabina di regia, al perché e per
quali competenze la Vicari piuttosto che qualcun altro.
Abbiamo bisogno di confrontarci sulle strategie. Poi ci sarà la
disponibilità di tutte le forze rappresentate in Parlamento per
fare il massimo per mettere le risorse; però abbiamo bisogno e
urgenza di confrontarci con chi guida la Regione in uno dei suoi
momenti più difficili, sicuramente il più difficile di questa
legislatura.
PRESIDENTE. Grazie. Infatti, la vera scommessa non è soltanto la
quantificazione delle risorse che, ribadisco, tanto a livello
nazionale che a livello regionale, sono le prime risorse, dovute al
fatto che si attendono anche le relazioni certe che diano una
fotografia più nitida rispetto agli interventi che si devono fare.
In tutti i casi, la vera scommessa, onorevole De Luca, sono le
procedure, che non possono essere procedure ordinarie ma procedure
speciali, perché i problemi ci sono adesso e non vorrei che lo
stesso caso che lei ha sottoposto oggi all'Aula diventasse un caso
diffuso rispetto a quelli che, in astratto - anzi no, in concreto -
ci sono in questo momento.
È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, il mio intervento vorrà essere breve per
dare un segnale che, in questi momenti drammatici, non soltanto per
la Sicilia orientale, non soltanto per la città di Niscemi, ma per
tutta la Sicilia, il segnale che la politica dovrebbe dare - e io
spero di essere da esempio - è meno parole e più fatti concreti
Per questo, signor Presidente, non soltanto ringrazio il Governo
regionale per la solerzia, ma mi preme ringraziare la Presidenza
dell'Assemblea regionale e tutto il Parlamento per questa
dimostrazione di solidarietà concreta nei confronti delle
popolazioni colpite. Molto spesso la politica si limita alla
solidarietà a parole e poi siamo meno bravi a dare una solidarietà
coi fatti. In questo caso, il Presidente della Regione, il
Presidente dell'Assemblea, unitamente al Parlamento, stanno
dimostrando di essere pronti a dare i primi aiuti, perché immagino
che questo non sia soltanto l'atto che vorrà contraddistinguere
l'azione di Governo e del Parlamento, ma che sia semplicemente il
primo atto di questo Parlamento.
E al di là delle polemiche che ho letto in questi giorni e che,
immagino, si succederanno tra un po' anche da questo pulpito, in
questo Parlamento, io non mi voglio schierare se è meglio togliere
i soldi dal Ponte e utilizzarli per queste situazioni drammatiche.
Dico, semplicemente, che oggettivamente, non essendo tifoso né
dell'una né dell'altra parte che, oggettivamente, lo stanziamento
di 33 milioni di euro per la Sicilia, per il dramma che stiamo
vivendo, penso che non siano bastevoli soltanto per due, tre
comuni. Non soltanto per il cataclisma che è successo nelle
località della Sicilia orientale. Penso alla città di Niscemi,
perché spero di sbagliarmi, ma il dramma della città di Niscemi
rischia di essere soltanto l'inizio di quello che potrebbe
succedere da qui alle prossime ore.
Quindi, signor Presidente, invito le forze che rappresentano anche
il Governo della Nazione, il Governo centrale, affinché possano
essere promotrici di buoni propositi e affinché il Governo della
Nazione, visto che i media hanno quasi del tutto ignorato il dramma
siciliano, lo hanno semplicemente relegato ad articoli di
pochissime colonne. E non voglio fare discorsi campanilistici ma mi
viene facile pensare che - auguriamoci di no - qualora questo
dramma fosse capitato in una delle regioni del Nord, tutte le
televisioni del nostro emisfero, tutti i quotidiani avrebbero
parlato di questo dramma. Invece, per noi siciliani, addirittura,
forse qualcuno ha detto: È un dramma che riguarda alcune zone
marginali .
Presidente Galvagno, lo dico agli esponenti di Fratelli d'Italia,
agli esponenti di Forza Italia, agli esponenti della Lega, un
pressing forzato e con decisione nei confronti del Governo della
Nazione, perché tutto quello che il Governo della Nazione e questo
Parlamento potranno fare e noi reciteremo la nostra parte con
dignità, chiaramente sarà semplicemente da supporto a ciò che il
Governo della Nazione intende fare. E così come diceva qualche
collega non è importante soltanto quello che farà il Governo della
Nazione e il Governo regionale, è soprattutto importante come lo
faremo e soprattutto quando lo faremo, perché se interventi devono
esserci, devono esserci interventi soprattutto nell'immediato.
È con questo auspicio che lascio la possibilità di intervenire
agli altri colleghi invitandoli, almeno per questa volta, a non
dividerci e a non scivolare sulle polemiche perché penso che le
popolazioni colpite, i territori colpiti riusciranno anche a fare a
meno delle nostre polemiche.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. È iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Grazie Presidente. Inizio il mio
intervento con l'esprimere la piena e compiuta solidarietà, a nome
del Gruppo parlamentare Autonomisti, a tutta la comunità niscemese
che sta vivendo ore drammatiche, sta vivendo una tragedia che è,
come dire, immensa e la cui portata ancora non è prevedibile
rispetto a quello che potrà accadere da qui alle prossime ore.
Presidente, oggi siamo qui a votare un disegno di legge che
stanzia come Parlamento un primo step di risorse rispetto ad un
dramma che ha riguardato l'intera Regione, in modo particolare la
Sicilia orientale. Ma come lei giustamente ha lamentato qualche
giorno fa - e il mio intervento sarà un intervento breve per non
ripetere quanto hanno espresso già i miei colleghi che per certi
versi sottoscrivo - oggi c'è un tema, c'è un altro versante del
problema di questa emergenza che non ha avuto ascolto nei media non
solo nazionali, ma anche locali, che è quello dell'agricoltura,
oltre che il settore della pesca e rispetto a cui anche questo
disegno di legge stabilisce risorse importanti.
C'è un tema appunto che è quello di agricoltura, perché se la
mareggiata ha cancellato strade, ha cancellato stabilimenti
balneari, attività di ristorazione, è altrettanto vero che il vento
impetuoso che si è abbattuto nell'entroterra e le piogge
abbondanti, con lo straripamento di fiumi e torrenti, ha portato
all'inondazione di interi campi e mi riferisco in modo particolare
a quelli della piana di Catania, Area Sigonella e Passo Martino,
Ramacca e Palagonia e altri corsi d'acqua secondari che hanno
portato alla distruzione di una produzione agrumicola che ormai è
ridotta ai minimi termini, così come anche quella che è la coltura
degli ortaggi da pieno campo, in primo luogo i carciofeti.
E poi abbiamo anche i danni alle colture serricole che si sono
registrati nella zona di Licodia e Mazzarrone, così come nelle
campagne di Bronte e Maletto. Già c'è, come dire, una risposta
all'interno di questo disegno di legge, ma sappiamo benissimo - e
ne ho parlato qualche secondo fa anche con l'Assessore al ramo -
che il danno è molto più ampio rispetto a quello che oggi viene,
come dire, compensato con questa misura che abbiamo previsto nel
disegno di legge aiuti.
Allora, abbiamo presentato a tal riguardo un ordine del giorno,
già l'ho depositato a nome di tutto il Gruppo parlamentare
Autonomisti, che suggerisce al Governo le possibili strade che
possono essere intraprese per compensare i nostri produttori
agricoli e ortofrutticoli.
Rifacendoci a quanto è accaduto già qualche anno fa - e lo dico
per il tramite del Presidente al Governo -, cioè quando abbiamo
proceduto alla dichiarazione dello stato di crisi per la siccità
utilizzando le risorse comunitarie, la misura 23 a valere ai tempi
sul PSR, oggi abbiamo la nuova programmazione della PAC PSP
2023/2027, potremmo attingere a quelle risorse con la dichiarazione
della declaratoria appunto di calamità per l'agricoltura, per
consentire un ristoro che sia il più compiuto possibile. Possiamo
anche ricorrere al Fondo di solidarietà dell'Unione Europea,
istituito col Regolamento Ce numero 2012/2022 del Consiglio, per
offrire aiuti economici agli Stati membri colpiti da gravi
catastrofi naturali. Possiamo accedere anche alle risorse del Fondo
di solidarietà nazionale, istituito col decreto legislativo 102 del
2024, per sostenere le imprese agricole colpite da calamità
naturali e avversità atmosferiche.
Noi siamo qui - e lo dico al Governo - in piena collaborazione e
spirito propositivo per consentire appunto ai nostri produttori
agricoli, che già sono messi a dura prova rispetto a Mercosur che
danneggia profondamente il nostro prodotto perché non viene
rispettata quella condizione di reciprocità che è tanto decantata
nei trattati europei in ordine alla regolamentazione delle
relazioni commerciali, e mi auguro che la Corte di giustizia
europea blocchi questo scellerato Mercosur: e dobbiamo fare la
nostra parte e sono convinto che insieme, Governo e Parlamento,
anche a tal riguardo potranno dare delle risposte esaustive.
E poi, infine, un tema che, purtroppo, sempre nell'ambito
dell'agricoltura non viene adeguatamente preso in considerazione,
che è quello dei braccianti agricoli, assessore Sammartino. Noi
all'epoca del Covid, se si ricorda, abbiamo consentito come Governo
nazionale, poi ci siamo fatti da tramite rispetto alle ricadute sul
territorio, a compensare quella perdita di giornate lavorative per
i braccianti agricoli che non hanno potuto lavorare per il Covid-
19. Questi danni che si registrano in questi giorni comportano la
perdita di importanti giornate lavorative per i nostri braccianti
agricoli e quindi anche la conseguente riduzione
dell'ammortizzatore sociale delle indennità di disoccupazione.
Su questi temi, così come anche sui tanti altri temi che sono
stati trattati dai miei colleghi, mi riferisco alle attività di
impresa, agli stabilimenti balneari, alle attività di ristorazione,
alle abitazioni civili, a tutte queste realtà, dobbiamo correre e
la corsa contro il tempo è, come dire, il metro rispetto al quale
misureremo i nostri sforzi e l'efficienza dei risultati che
dobbiamo conseguire.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, in questo
momento voglio ringraziare tutte quelle persone, tutte le forze
dell'ordine, la Protezione civile, i sindaci, i prefetti per quello
che hanno fatto in questi giorni di questo disastro ambientale, li
voglio ringraziare accoratamente e forse, proprio per questa ottima
regia che è stata attuata, non ci sono state vittime questa volta
nonostante i danni subiti e, quindi, è per questo il mio
ringraziamento. Ma adesso è il momento del dolore, del rispetto nei
confronti delle persone che hanno ricevuto danni incalcolabili che
in un solo giorno si sono visti abbandonati, hanno perso le loro
case, hanno perso le loro attività in un batter d'occhio.
Presidente Galvagno, presidente Schifani, so che lei vedrà questo
video probabilmente. Io mi rivolgo a questo Parlamento, presidente
Galvagno, non in maniera polemica, per attaccare in termini
polemici, assolutamente no, però devo manifestare a tutti quanti i
colleghi l'indignazione per questo schiaffo, questo schiaffo morale
che a noi Parlamento, a noi parlamentari, che a lei presidente
Schifani, a lei presidente Galvagno, ha dato questo schiaffo morale
il Governo nazionale. È uno schiaffo morale senza precedenti in
questo Parlamento
Trentatré milioni per la Sicilia che non basteranno neanche a
pagare il gasolio delle ruspe, neanche il gasolio Trentatré
milioni Questo è il primo schiaffo morale e lo dico con molta
umiltà
Sa cosa dovremmo fare? Ho visto un film, c'è in questi giorni un
film importante, un film di Paolo Sorrentino, che si intitola "La
grazia", che non riguarda poi la grazia, riguarda la scelta e parla
di un Presidente che deve fare delle scelte.
Allora, caro presidente Galvagno, caro presidente Schifani, è il
momento di fare una scelta importante, in questo momento, in questo
stato di calamità. La prima scelta che voglio suggerire,
Presidente, è quella, tutti insieme, senza colore politico,
opposizione e Governo, di alzarci, di chiudere quest'Aula,
Presidente, e andare a Roma a protestare, tutti insieme, tutti,
senza colore partitico, e a fare vedere la nostra indignazione per
quello che sta facendo questo Governo. Trentatré milioni Quando ha
dato, Presidente...
PRESIDENTE. Abbiamo già spiegato ampiamente...
GILISTRO. Non mi interrompa, Presidente
PRESIDENTE. No, il tema è se diamo informazioni sbagliate...
GILISTRO. Presidente, trentatré milioni servono appena per il
gasolio
PRESIDENTE. Si sta trattando di uno stanziamento che non è neanche
supportato da una certificazione certa.
Quello è il primo stanziamento pensato per le somme urgenti, ce ne
saranno sicuramente degli altri.
GILISTRO. La seconda scelta è quella di dimetterci Presidente,
dimettiamoci Presidente Schifani si dimetta, ci mandi tutti a casa
per dimostrare che cos'è l'indignazione
Assessore, ma è normale trentatré milioni, quando abbiamo speso
settecento milioni, quasi un miliardo, per creare un centro in
Albania?
E ora qui in Sicilia ci mandano le briciole Le briciole
PRESIDENTE. Onorevole, siamo al Parlamento regionale, non siamo
alla Camera
GILISTRO. Non ha importanza
PRESIDENTE. No, non ha importanza Dico, cerchiamo...
GILISTRO. No, perché ci stanno dando briciole
PRESIDENTE. C'è stato da parte dei Capigruppo una grande
disponibilità per accelerare la questione relativa a questo disegno
di legge. La prego
GILISTRO. Lei mi sta togliendo anche il tempo di parlare, però,
Presidente
PRESIDENTE. La prego
GILISTRO. No, non è così Perché, le spiego
PRESIDENTE. Cerchiamo di essere seri
GILISTRO. Allora va bene, la terza scelta è quella di accettare
supinamente quello che ci ha destinato il Governo nazionale: le
briciole
Ha messo di più il Governo regionale Ringrazio il Governo
regionale per quello che sta facendo, non era un problema di quello
che fa le dimissioni, ma per l'indignazione nei confronti del
Governo nazionale. Assolutamente
Ricordatevi una cosa: questo Governo potrebbe cascare su questa
calamità Potrebbe cadere su questa calamità
Io già sto vedendo i container dove abiteranno per i prossimi
dieci anni gli abitanti di Niscemi, per i prossimi dieci anni E
finirà così Io già vedo quei container perché, se ci destinano
trenta milioni, voglio vedere quando troveranno casa queste
persone
E lo sa cosa dico, Presidente, se noi accetteremo questa
situazione, supinamente, gli indignati, le persone che in questo
momento non sono mai andate a votare scenderanno in piazza, le
vedremo apparire dalle loro case, dai vicoli, dalle strade, come in
un film horror. Ma non useranno le pistole, useranno queste penne
per mandarci tutti a casa, perché questo è quello con cui
democraticamente merita un Governo che dà briciole a questa
Sicilia Queste sono briciole Indegno quello che sta accadendo
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
vengo da una provincia - la provincia di Trapani - che ha
conosciuto la distruzione del terremoto; la Valle del Belice, 58
anni fa - colpendo anche le province di Agrigento e di Palermo - fu
distrutta e quelle popolazioni, quelle genti, dovettero abbandonare
le loro terre, dovettero scegliere di costruire la loro vita
altrove e ci fu, in occasione di quel terremoto - lo denunziamo
ogni anno, vedo in Aula, c'è anche una collega che fa il sindaco di
uno di quei comuni - l'abbandono di quelle comunità.
Una delle più tristi pagine della storia repubblicana Il Paese e
la regione Sicilia si dimenticarono di quei territori che, solo
oggi, cominciano ad avere un livello di infrastrutturazione diciamo
"adeguato", dopo però, avere subito un danno notevole.
Oggi, dopo il ciclone Harry, le genti dello Ionio, delle province
di Messina, di Catania, di Siracusa, di Ragusa, in parte anche
della provincia di Trapani, ma in dimensioni sicuramente ridotte,
rischiano di rivivere quello che hanno vissuto i cittadini del
Belice, ossia di non poter tornare nelle loro case, di non poter
ricostruire le loro imprese, di dover abbandonare i luoghi che,
invece, possono essere forieri di grande sviluppo per la nostra
Regione.
Veda, non è il problema, Presidente, dei 33 milioni di euro e
della difesa di ufficio che si fa di uno stanziamento misero e non
è nemmeno solo la questione che stiamo affrontando oggi. E' giusto
che il Parlamento regionale siciliano abbia bloccato le sue
attività per approvare questa variazione di bilancio, però, veda,
il Presidente della Regione siciliana è stato nominato Commissario
per l'emergenza, capisco che oggi era a Niscemi per affrontare
anche il tema della frana - tema che noi con questa variazione di
bilancio non affrontiamo e che merita un intervento ad hoc, perché
le questioni che solleva l'evento di Niscemi sono assolutamente
diverse da quelle che hanno colpito i comuni sommersi dalla potenza
del ciclone Harry -, però, rammento a me stesso, che la fragilità
di Niscemi è la fragilità della Regione siciliana, è la fragilità
che aveva previsto di stanziare due miliardi di euro per il rischio
idrogeologico in Sicilia e questi 2 miliardi di euro non sono stati
spesi e, molto spesso, quando sono stati spesi, sono stati spesi
male, senza sanare le debolezze e le fragilità della nostra
Regione.
E, allora, per evitare gli errori del passato, sarebbe il caso che
il Presidente della Regione siciliana, nominato Commissario per
l'emergenza, venisse a raccontarci quali sono le strategie sulle
quali si baserà la ricostruzione della Sicilia, sulle basi delle
quali si baserà la ricostruzione di quei comuni che sono stati
colpiti dal ciclone perché immaginare di ricostruire litorali per
come li abbiamo conosciuti, è una follia Infatti, come più volte
ci ha denunziato in quest'Aula l'onorevole Dipasquale, oramai, nel
Mediterraneo, i cicloni che si creano sono notevoli, in passato
abbiamo avuto la fortuna che scaricassero la loro potenza in mare,
questa volta non abbiamo avuto la stessa fortuna Potremo avere
sempre la fortuna che si scarichino in mare? No E lo ha dimostrato
l'evento del 19, 20 e 21 e, allora, dobbiamo cominciare a
immaginare - e sarebbe il caso che su questo il Presidente della
Regione riferisse - interventi di mitigazione, interventi che
possano evitare, in futuro, che la potenza dei venti e del mare si
portino via interi litorali.
Questo è il tema rispetto al quale dobbiamo riflettere. Oggi,
stiamo stanziando le prime risorse - son ben poca cosa -, ha fatto
bene il Capogruppo del PD a chiedere cinquecento milioni di euro di
avanzo, ma quei cinquecento milioni di euro d'avanzo devono essere
stanziati dopo avere stabilito una strategia di intervento preciso,
perché spendere soldi senza strategie vuol dire sprecarli e vuol
dire non risolvere i problemi che questo territorio - che è
bellissimo ma è fragile - deve, continuamente, affrontare
Allora, questo è l'invito che faccio e lo faccio al Presidente -
in queste ore non polemizzo per la sua assenza perché è giusto che
stia nei luoghi delle disgrazie, che senta i cittadini e farebbe
bene ad andare anche in provincia di Siracusa dove non si è ancora
recato - però, sarebbe il caso che riferisse a quest'Aula su come
intenda spendere quei soldi, su qual è la strategia, perché non si
può chiedere al Parlamento di essere unitario quando c'è da fare la
variazione di bilancio per i primi interventi e uscire fuori dal
Parlamento e non consultare questo stesso Parlamento, non sentire
l'opinione di questa Assise, quando c'è da costruire la strategia.
Questo è l'auspicio che rivolgo a questo Parlamento, questo è
l'auspicio che rivolgo al Presidente della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina e mi complimento per
l'intervento perché secondo il mio punto di vista ha centrato il
punto.
Andare ad indirizzare delle risorse senza avere una
quantificazione esatta sarebbe un gravissimo errore, stare sul
territorio in questo momento è fondamentale e nel momento in cui si
avranno dei dati certi, è corretto che ci sia un confronto ampio
all'interno di questo Parlamento affinché ci si possa determinare
nella migliore maniera possibile.
È chiaro che il segnale che oggi sta dando il Parlamento è un
segnale importante perché sblocca delle risorse che in questo
momento sono fondamentali per ripristinare alcuni territori.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Sciotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione generale sul disegno di
legge 1067/A
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, ne parlava prima l'onorevole Safina, chi era nelle
scorse legislature si ricorderà quando davanti a un evento che poi
non si trasformò in ciclone, ebbe a dire: "noi stiamo diventando
terra di cicloni e di uragani", questo ciclone non è diventato
uragano solamente perché si è fermato nella terraferma in questo
periodo a gennaio e quando ha toccato l'acqua, le acque erano
fredde, se le acque fossero state calde sarebbe diventato un
uragano importante.
Quando allora dicevo queste cose in Aula sorridevano, ancora
qualcuno sorride. Tu te lo ricordi? E io dissi guardate
PRESIDENTE. Fu fatto anche l'Intergruppo, si sta dimenticando.
Sulla questione fu fatto anche un Intergruppo, se non ricordo male.
DIPASQUALE. Sì, ma non solo, poi abbiamo fatto un intervento,
prevedendo in una finanziaria quello che era l'Osservatorio per i
cambiamenti climatici.
PRESIDENTE. Me lo ricordo
DIPASQUALE. Non possiamo andare dietro a quelli che sono poi i
danni che fanno questi eventi perché, purtroppo, dobbiamo iniziare
a mettere in conto, dobbiamo capire qual è il meccanismo che sta
facendo diventare il Mediterraneo sempre più caldo e il problema
parte da questo, parte dalle temperature sempre maggiori dell'acqua
del Mediterraneo e anche della terraferma, delle coste, che stanno
portando allo sviluppo di questi fenomeni ciclonici. Fatto il
primo, dissi sette, otto anni fa, passato il primo ne passeranno
altri, è come una strada, fatta la strada altri la percorreranno e
credetemi se fosse stato il mese di ottobre quando le acque del
Mediterraneo si trovano ad essere più elevate, l'effetto rotatorio
e le acque calde avrebbero portato il ciclone a diventare uragano e
gli effetti sarebbero diventati devastanti.
Perché dico questo? C'è voluto tempo per fare questo Osservatorio,
l'Osservatorio so che si è messo in moto, ma la politica da una
parte deve fare quello che sta facendo, che è il ristoro, l'aiuto a
chi si trova poi coinvolto da tutto questo, ma non possiamo
sottovalutare quello che sta succedendo dal punto di vista
climatico: e non solo noi dobbiamo avere la capacità di riuscire ad
intraprendere un confronto con tutti i paesi rivieraschi del
Mediterraneo, perché la strategia di studio e la strategia di
verifica, è capire dove e perché le acque stanno aumentando di
temperatura e come intervenire, va fatto in maniera transnazionale;
questo è un aspetto fondamentale.
Oggi il Parlamento mette a disposizione delle risorse. Bene, noi
siamo chiamati a sostenerlo e siamo qui. Abbiamo due emergenze
enormi: una è l'emergenza creata dal ciclone Harry e l'altra è
l'emergenza creata dalla frana di Niscemi dove, veramente, sta
diventando no preoccupante, ma sta diventando drammatico
Io mi permetto di ricordare... Io non ho molta fiducia in questo
Governo, perché me lo ha dimostrato Lo ha dimostrato nel 2023,
quando c'è stato il precedente ciclone - il 7 e l'8 di febbraio del
2023 - quando quel ciclone si portò un terzo della nostra
agricoltura, della nostra fascia trasformata e dove ad oggi non è
arrivato nulla E mentre il presidente Bonaccini, presidente della
regione Emilia, sedeva insieme alla Meloni che aveva lasciato il
G7, in Giappone, per partecipare agli eventi calamitosi che erano
successi in Emilia Romagna, prevedendo un intervento di circa 2
miliardi di euro, 2 miliardi di euro arrivarono, 2 miliardi di
euro, oggi, purtroppo, noi ancora dobbiamo prendere le risorse del
2023.
Quindi, posso avere fiducia? È polemica se dico queste cose? No.
Lo dico ma neanche da minoranza, lo dico da chi ha vissuto
l'esperienza insieme a tutti voi del 2023 e dove un euro non è
arrivato
Mi auguro che il presidente Meloni - non è in Giappone, è qua, più
vicino del Giappone, se è venuta, allora sospese la sua
partecipazione al G7 in Giappone - venga presto, così come ha fatto
la mia segretaria di partito che è stata oggi qua presente, ma noi
vogliamo... Intanto è venuta, è venuta caro Presidente, ha fatto
sentire la sua vicinanza, insieme alla classe dirigente e i miei
colleghi e noi parlamentari regionali non abbiamo potuto
partecipare alla conferenza stampa perché abbiamo preferito restare
qui, essere presenti qui, perché la trincea in questo momento è
qui
Però, servono delle risposte immediate, le stesse risposte che
sono state date per l'Emilia Romagna, dove c'era un presidente che
si chiamava Bonaccini e che ha avuto la capacità di battere i pugni
sul tavolo e lo dobbiamo spiegare al Presidente della Regione: e se
non ci riesce l'accompagniamo noi Devono prevedere subito la
sospensione dei mutui degli immobili e delle aziende inagibili, lo
stop agli adempimenti e versamenti tributari e contributivi, lo
stop alle utenze Queste cose, Presidente, servono subito perché,
altrimenti, chi ha avuto la casa distrutta e chi ha avuto l'impresa
distrutta, si troverà anche il problema di pagare le utenze, di
pagare i mutui, le rate dei mutui e tutto il resto. Quindi, ci
aspettiamo risposte concrete e veloci.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale, mi fa piacere che lei
abbia ricordato il caso dell'Emilia Romagna perché questo fa capire
come non contano, in determinate situazioni d'emergenza, i colori e
le bandiere politiche. Bonaccini non mi pare che faccia parte della
stessa coalizione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che
ha avuto una grande attenzione nei confronti dell'Emilia Romagna e
sono convinto che avrà la stessa, se non maggiore attenzione,
quando ci saranno dati assolutamente più certi, anche nei confronti
della Sicilia e dei siciliani dove ha già mandato, ricordo, il
ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, e si è già
attivata affinché... e lei ritornerà, sono molto convinto, con
quelle risposte concrete, piuttosto che portare soltanto
un'eventuale presenza e vicinanza.
È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, fratelli e sorelle di questa
Repubblica, oggi non parlo, non voglio parlare qui da parlamentare
di quest'Isola ma da cittadina siciliana e italiana soprattutto, e
voglio fare, semplicemente, una breve considerazione, Presidente.
Chiaramente, tutti non siamo soddisfatti di quello che è stato
l'esito del Consiglio dei Ministri che c'è stato ieri, con lo
stanziamento dei 100 milioni di euro da dividere in tre Regioni,
come primo intervento, perché sicuramente a fronte della stima dei
danni, 33 milioni circa per Regione ci sembrano alquanto
insufficienti e, sicuramente, denotano il fatto che il Sud
abbandonato, non considerato, non è un cliché perché, spesso, ci si
ritrova a dire il Sud abbandonato, non considerato, non è un cliché
di fatto, è un dato di fatto
Perché il Governo Meloni, anche in questa occasione, sta
dimostrando, sicuramente quello che viene percepito è che non si
sta dando il peso giusto a quello che è successo in questi giorni
perché non è un maltempo banale, non è stata un'allerta meteo
banale, ma è stata un'allerta che ha portato ad un ciclone che ha
devastato la nostra Isola, le nostre coste, le abitazioni dei
siciliani, le attività commerciali, c'è un paese che sta crollando,
Niscemi.
È stato dato, veramente, poco peso e, non soltanto, con questo
stanziamento così da briciole si evince la mancata attenzione ma
anche dal fatto che la Presidente Giorgia Meloni, magari, ci
aspettavamo che venisse in Sicilia a constatare quello che è
accaduto, perché la prima cosa che doveva fare era venire in
Sicilia e, magari, rendersi conto di quello che è successo perché,
probabilmente, non è arrivata a Roma questa gravità. A Roma abbiamo
anche alte cariche siciliane in questo Governo che, evidentemente,
non sono riuscite a far sentire la propria voce.
Io chiedo che in questa occasione, signor Presidente, questo
Parlamento venga considerato e non venga snobbato perché qua non
c'è una questione di bandiera o di chi è la maggioranza e
l'opposizione, ma dobbiamo lavorare tutti insieme per cercare di
avere procedure veloci, snelle e, soprattutto, avere le risorse che
servono.
Oggi c'era in discussione il disegno di legge sugli interventi
urgenti per questa situazione, io avevo presentato degli
emendamenti e ve li propongo anche qui: pensate e attenzionate la
questione anche delle risorse alle famiglie e alle imprese perché,
chiaramente, ci sono famiglie che, in questo momento - lo sappiamo
tutti - hanno bisogno di sostegno, così come le attività
commerciali che, in questo momento, stanno perdendo tanti soldi.
Il mio non è un intervento che vuole chiedere compassione, ma
serve a Roma o al Governo nazionale serve responsabilità, serve
responsabilità rispetto a quello che è successo.
Noi siciliani siamo abituati a reagire e, di certo, siamo un'Isola
che è stata dominata, abbiamo subito anche soprusi ma la nostra
dignità è sempre alta.
Però, signor Presidente, la dignità, chiaramente, non si può
sostituire alla presenza dello Stato e, sicuramente, da quello che
è stato il primo Consiglio dei Ministri ci aspettavamo molto di
più. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io non ho
ben compreso come, da un lato, si sia dichiarato lo stato di
emergenza che, chiaramente, significa anche stato di urgenza e,
dall'altro, il Consiglio dei Ministri stanzia solamente un decimo
delle risorse necessarie e questo decimo deve essere suddiviso per
tre regioni dove la Sicilia è quella che ha subito i danni
maggiori
La conta, ad oggi, è di circa 1 miliardo - non me ne vogliano le
altre regioni ma i danni sono di gran lunga inferiori - e, quindi,
avrei immaginato che questo decimo di aiuti fosse quanto meno
proporzionato in base all'entità dei danni per le tre regioni e,
invece, è stato attivato il principio del 33, 33, 33.
33 milioni sono un'elemosina A questo punto, sarebbe stato
opportuno che il Ministro Salvini, Ministro delle infrastrutture,
avesse immediatamente rinunciato alla sua propaganda del Ponte
sullo Stretto, un fantomatico progetto, fra l'altro spostato al
2033, pieno di rilievi e di problemi, liberando risorse per 1,3
miliardi che sono state bloccate alla nostra Regione, per
permettere veramente di risolvere lo stato di emergenza con aiuti
immediati e urgenti. Perché su certe cose non si può temporeggiare;
un ciclone si è abbattuto su quattro province, spazzando via
strade, ponti, ferrovie, muri, abitazioni, attività commerciali. A
questo danno di proporzioni enormi si è aggiunto il disastro della
città di Niscemi, che nessuno di noi poteva mai immaginare, una
città squarciata in due, con 1.500 sfollati Servono aiuti, servono
container, servono pasti caldi, serve trovare subito nuovi alloggi
per questa popolazione e cercare di mettere in sicurezza quella
parte di città che ancora si può mettere in sicurezza. Quindi serve
veramente tanto aiuto in una Regione così fragile.
Signor Presidente, i siciliani penso che ci siano rimasti male; se
la politica fa una richiesta di soldi con un numero verde di aiuti,
queste cose ce le aspettiamo dalle associazioni di volontariato, la
politica non può chiedere soldi ai cittadini, deve dare risposte, i
soldi li deve mettere, deve dare riposte immediate e urgenti
Dov'è il presidente Schifani? Deve difendere la nostra Regione,
deve difendere la nostra Isola, perché non ci sentiamo ugualmente
trattati rispetto ad altre Regioni del Nord Italia, come l'Emilia
Romagna o la Toscana, che nel recente passato hanno avuto aiuti
congrui. Quindi ci aspettiamo che un presidente di questa Regione
vada a Roma, perché se no poi dobbiamo fare quello che diceva il
mio collega Gilistro prima, cioè chiudiamo il Parlamento e partiamo
tutti quanti. E bisogna chiedere rispetto per la nostra Regione,
dobbiamo aiutare i nostri cittadini E sono d'accordo sul fatto che
da questo momento in poi le finanziarie, i collegati, tutti i
documenti che passeranno da quest'Aula, vengano utilizzati per dare
aiuti per risollevare la nostra economia e per aiutare tutte quelle
persone che oggi hanno visto spazzato in un solo istante il
sacrificio di una vita.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
Adorno, Sunseri, La Vardera, Chinnici, Giambona, Scuvera,
Marchetta, Laccoto, Cracolici, Spada, De Luca, Saverino, Auteri,
Venezia, Abbate. L'avrò ripetuto un paio di volte
SCHILLACI. Presidente, c'ero io
PRESIDENTE. Lei non ce l'ho.
ADORNO. Signor Presidente, io sono assolutamente esterrefatta,
quest'oggi, come prima giornata d'Aula, a non vedere qui il
presidente Schifani in mezzo a noi. E glielo dico perché? Perché
stiamo assistendo al festival dell'ipocrisia, comandato da lei,
Presidente Galvagno, e le spiego subito il perché. Io l'ho vista
l'altro giorno in trasmissione, in una delle trasmissioni più
seguite della politica siciliana, e l'ho vista che si lamentava che
la Sicilia era trattata come una Regione di serie B, rispetto al
resto d'Italia. Ma allora lo dobbiamo dire chiaro e tondo ai
siciliani e agli italiani, chi è il Ministro e a quale partito
appartiene, il Ministro per la Protezione Civile, che ha stanziato
cento milioni per tre Regioni? Che se ne dovrebbe vergognare A chi
appartengono le emittenti, a quale sfera politica appartengono le
emittenti private, e quale influenza hanno i partiti di maggioranza
nelle emittenti pubbliche in TV? E allora, l'assenza dell'interesse
verso la nostra Regione siciliana ha dei nomi e dei cognomi
politici ben precisi. E inizio a dirli ad uno ad uno. Il Ministro
Musumeci ha firmato assieme alla Meloni questo primo finanziamento
in sostegno di tre regioni. C'è la stima già dei danni, da parte
del Presidente Schifani, di un miliardo e mezzo, ed è vergognoso
che siano stati stanziati un terzo di 100 milioni, cioè 33 milioni
di euro per la nostra Regione, ed è vergognoso che l'attenzione dei
mass media, che certamente risente dell'influenza di chi ci
governa, cioè del suo partito, Fratelli d'Italia, cioè del partito
del Presidente Schifani, Forza Italia, del partito di Sammartino,
vicepresidente della Regione siciliana, cioè la Lega.
Allora, se questa assenza del Presidente Schifani è motivata,
perché lui è a Roma, signor Presidente Galvagno, di cosa si sta
lamentando? Cosa vuole? Perché si rivolge al Movimento 5 Stelle
come a voler dire: "fermatela?
PRESIDENTE. Io non sto dicendo niente, non metta parole in bocca a
nessuno. Io non l'ho interrotta.
ADORNO. No, lei si sta rivolgendo mentre io parlo... Lei non si
permetta di interrompermi più
PRESIDENTE. Lei ha detto una serie di castronerie fuori dal
normale.
ADORNO. Io non le ho dette e lei deve togliersi il vizio
PRESIDENTE. "Lei, lei", si rivolga a me. Non si animi così tanto.
Cerchi di dare un contributo serio a quest'Assemblea, non gridando,
non servono degli urlatori in quest'Aula, servono delle persone con
contenuti. Servono dei concetti.
ADORNO. Vergogna Siete lo zimbello d'Italia
PRESIDENTE. Non è onorevole il suo comportamento, il suo
atteggiamento. Ha cominciato ad attaccare raccontando una serie di
bugie che stanno fuori da ogni logica.
ADORNO. Mi permetta di completare un discorso.
PRESIDENTE. Ma cosa dice?
ADORNO. Io dico quello che i siciliani hanno toccato con mano.
PRESIDENTE. Ma chi è lei? I siciliani chi? Quelli che
rappresenterà lei. Ce ne sono tanti altri.
ADORNO. I siciliani, tutti, hanno toccato con mano che la Regione
siciliana non è sotto i riflettori. Non c'è un numero verde in
tutta Italia che dica ai siciliani che possono ottenere gli aiuti
che i siciliani stessi, con generosità, hanno dato alle altre
regioni. E lei fa parte del partito di maggioranza che governa
l'Italia, se ne vergogni
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
Un intervento serio, almeno.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi
Presidente, io lo immagino questo Consiglio...
ADORNO. Come si permette di dire che questo è un intervento serio
e il mio non lo è? Lei deve essere super partes
PRESIDENTE. No, super partes io lo sono, se poi non posso
giudicare quello che è un intervento serio da uno che non è un
intervento serio, non glielo lascio dire.
ADORNO. Io ho messo in difficoltà e ho detto la verità ai
siciliani e agli italiani. Lei fa parte del partito di maggioranza
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
come dicevo, lo immagino un po' questo Consiglio dei Ministri che
si è tenuto al quale partecipava l'attuale Presidente della Regione
e anche il precedente Presidente della Regione, in qualità di
Ministro della Protezione civile, quindi, diciamo, eravamo non
rappresentati, più che rappresentati. E ora le dico, al di là di
tutte le narrazioni, che ognuno per la propria parte politica può
raccontare: "chi dice che le risorse sono troppo poche, chi dice
che sono le prime, che arriveranno subito dopo", ma poi lei, signor
Presidente, se fosse stato ieri Presidente della Regione, sarebbe
tornato contento da Roma? Cioè, lei pensa che ieri il Presidente
della Regione, Schifani, dopo essere andato a Roma a rappresentare
la Sicilia, dinanzi al Consiglio dei Ministri riunito e convocato,
perché l'ex Presidente della Regione Musumeci oggi Ministro alla
Protezione Civile e alle Politiche del mare, convoca un Consiglio
dei Ministri speciale su questo tema e torna a casa con 100 milioni
di euro da dividere per tre regioni possa ritenersi soddisfatto
del risultato ottenuto? Il tutto ottenuto dopo una settimana in cui
i media nazionali hanno di fatto trattato l'argomento come se fosse
l'ultimo argomento di questa Nazione
Allora, io, onestamente, penso di no. E, al di là della narrazione
che ripeto ognuno dà anche il presidente Schifani, immagino, ieri
sia tornato da Roma scontento. Scontento per un risultato che non
può essere neanche lontanamente sufficiente ad affrontare i
problemi che in questo momento stanno attanagliando tutte le coste
coinvolte dall'uragano e, soprattutto, anche la città di Niscemi,
che ancora oggi vede migliaia di persone sfollate. Eppure, io sono
andato a guardare, signor Presidente, i primi decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri per l'emergenza dell'Emilia
Romagna. Ricordo il Presidente Meloni che staccò direttamente dal
G7 per andare sui luoghi con gli stivali a favore di videocamere a
rilanciare le attività del proprio Governo. Ricordo cosa fece: la
sospensione dei termini tributari, il differimento dei muti,
l'esonero delle tasse universitarie, l'esonero delle bollette in
generale. Ci fu un'azione del Governo importante in quei momenti.
E, invece, in Sicilia, il silenzio più totale.
Ieri un post su Facebook del Presidente Meloni in cui si
annunciano 100 milioni di euro, in cui non si capiva neanche a chi,
a cosa e come, quando per tre regioni già dalle prime stime,
parliamo di cifre diametralmente opposte: in Sardegna parlano di
200 milioni, in Calabria di 300 milioni, in Sicilia dalle prime
stime di più di 1 miliardo. E cosa fa il Governo Meloni? Decide di
stanziare 100 milioni da dividere in parti uguali per le tre
regioni
Ora, dico io, veramente, al di là delle posizioni politiche e
fuori da ogni strumentalizzazione politica - che credo che in
questo momento non faccia bene a nessuno - si può immaginare che
ieri il presidente Schifani sia tornato con un volo da Roma felice
del risultato ottenuto? Ma cosa ce ne dobbiamo fare delle briciole
che il Governo stanzia? Era meglio non farlo. Era meglio aspettare,
aspettare che la Protezione Civile, in qualche modo, indicasse i
reali costi e facesse una determinazione congrua per le cifre che
serviranno per affrontare l'emergenza. Queste sono briciole che il
Governo nazionale sta destinando alla Sicilia e alle altre regioni
che non tengono assolutamente conto dell'importanza della tragedia
che in questo momento la Sicilia sta attraversando. E io mi aggrego
a tutta la richiesta fatta precedentemente: mancano completamente i
fondi extraregionali, non si parla dell'FSC
Ora, è ovvio, qualche collega ha tirato fuori il miliardo e
trecento del Ponte sullo Stretto, ma se ne può parlare del Ponte
sullo Stretto, ma anche di tanto altro. Non si parla del FESR, non
si parla di tutte le misure che si possono attuare anche domani
mattina, e qui ci ritroviamo a dover leggere in fretta e furia un
disegno di legge - poco fa ne parlavamo con alcuni colleghi - dove
alcune cose non sono chiare, gli aiuti alle imprese, per esempio,
non si capiscono, IRFIS dove prende queste risorse? Sono queste che
noi trasferiamo a IRFIS o sono quelle del Fondo Sicilia che
dobbiamo prendere e utilizzare per le imprese?
Allora, questo è un argomento che dovremmo affrontare adesso, nel
momento in cui lei ci darà la possibilità di studiarlo, leggerlo
con attenzione, perché il disegno di legge che noi avevamo
stamattina non è neanche quello approvato in Aula.
Ora, dico, io mi auguro che non ci sia, diciamo, chi sa che cosa e
non voglio fare riferimento a dei fatti che, a mio avviso, non
hanno certamente dato lustro a quest'Aula, ma mi auguro che quanto
meno si affronti con attenzione un disegno di legge, che è uscito
qualche ora fa dalla Commissione "Bilancio" e che non le nascondo
che da una prima lettura, la copertura finanziaria delle risorse
destinate alle imprese, non si capisce da dove viene. Quindi,
fermiamoci un attimo. Non dobbiamo fare le cose frettolose, perché
poi la gattina fa i gattini, purtroppo, ciechi. Facciamolo bene e
diamo delle risposte concrete, perché poco fa ascoltavo il video di
una signora che a Niscemi urlava contro chi era andato a fare in
questi giorni passerelle, diceva: "Questa città non ha bisogno di
passerelle, ha bisogno di fatti reali, concreti". E credo che noi,
per il ruolo che ricopriamo dobbiamo dimostrarlo con i fatti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
che questo Parlamento riunitosi oggi abbia un compito importante,
abbia il compito di assumere responsabilità e di dare risposte ai
cittadini. Però non possiamo far finta di nulla rispetto a quelle
che sono le responsabilità di quello che è accaduto, perché qual è
l'errore? Non dobbiamo far passare il messaggio che tanto in questo
Paese quando accadono le tragedie, alla fine della partita è il
Paese delle emergenze, delle eterne emergenze e poi nessuno si
assume le responsabilità di fatti di Protezione civile che nella
parola tecnica della Protezione civile sono fatti prevedibili E io
oggi sulla vicenda di Niscemi sottopongo a quest'Aula un documento
che oserei dire essere profetico Profetico rispetto a quello che è
accaduto nelle scorse 72 ore Ed è opportuno esprimere solidarietà,
sì vero, ma bisogna andare oltre la questione della mera
solidarietà e andare ai fatti incontrovertibili, documentati da un
documento datato 2022 che è l'aggiornamento al Piano del distretto
del bacino per l'assetto idrogeologico, chiamato PAI. Cosa dice
questo documento? E chi lo firma? È incredibile, perché chi lo
firma si assume la responsabilità che sapeva esattamente cosa
poteva accadere a Niscemi 2022, in occasione del sopralluogo
congiunto per la verifica sui luoghi delle criticità segnalate
dall'amministrazione comunale di Niscemi, al fine
dell'aggiornamento del PAI geomorfologico del territorio comunale,
si è constatato che le aree in dissesto sono ubicate lungo il
versante occidentale della collina di Niscemi, caratterizzato da
processi morfologici intensi che danno luogo a numerose incisioni
alquanto irregolari lungo le quali si esplica una forte attività
erosiva condizionata dalle litologie affioranti... e continua
l'azione erosiva delle acque incanalate proprio in quella roccia è
aggravata dallo scarico dei reflui lungo le incisioni, inoltre sono
presenti diverse aree utilizzate come discariche abusive.
La conclusione è incredibile: le due strade provinciali
rappresentano movimenti ancora attivi e rappresentano le evoluzioni
del dissesto. Quello che è accaduto a Niscemi era noto già nel 2019-
2022 e il fatto che in questi giorni tutti andiamo a fare lì
passerelle su quello che si poteva fare e che non si è fatto
dimostra che la firma di questo documento porta due nomi Il
direttore del bacino Leonardo Santoro e un signore che si chiama
onorevole Presidente Nello Musumeci che ancora una volta - e questo
è il dato politicamente devastante - quando se ne va dalla
Presidenza della Regione assume un ruolo consequenziale a questo
documento, che è quello di Capo e Ministro della Protezione civile
che è quell'ente che dovrebbe in qualche modo mitigare il rischio
Cosa fa Musumeci? Dice: nel 2019 lo sapevo Sta succedendo . Va a
fare il Ministro alla protezione civile e dimentica i suoi stessi
atti Sapete cosa ha fatto l'Assessorato del territorio e ambiente,
l'onorevole Toto Cordaro? Nulla. Sapete cosa ha fatto
conseguentemente il Governo Schifani? Nulla. Perché questo
soggetto, e in questo è straordinario, Schifani, è il recordman dei
commissari Lui è commissario all'acqua, all'autostrada, al volo,
ai rettili, ci manca solo che fa il commissario Rex e poi ha tutti
i commissariati
Ora la questione seria, al di là della battuta, è che c'è un
processo di responsabilità che in questo Paese nessuno si assume E
questo i cittadini lo devono sapere e ancor di più è grave che
rispetto a questa responsabilità politica, perché qua parliamo di
politica, il Governo centrale stia derubricando quello che accade a
Niscemi con quattro spiccioli che forse dopo vedremo.
Allora la responsabilità di tutti è stare vicino ai territori,
vero, sì stare vicini ai sindaci, vero, ma assumersi la
responsabilità politica, perché in politica ogni atto
consequenziale è una responsabilità e quando tu sapevi e non hai
fatto nulla sei doppiamente responsabile e devi assumertene la
responsabilità davanti ai siciliani e ancor di più, in qualità di
Ministro, davanti gli italiani.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà.
CHINNICI. Grazie, signor Presidente. Molte cose sono state dette,
ci sono anche altri interventi, quindi certamente sarò breve ma due
cose voglio dirle. Intanto, ovviamente, portare tutta la mia
solidarietà alle popolazioni colpite dall'uragano Harry, ovviamente
a tutta la comunità di Niscemi, e la solidarietà deve essere
accompagnata da un elemento che però non è scontato, lo diceva
prima il collega Gilistro, per fortuna oggi non piangiamo vittime e
non era scontato.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
CHINNICI. E questo va detto con chiarezza, perché è il risultato
del buon funzionamento del sistema di Protezione civile,
dell'attività di previsione, allertamento e gestione dell'emergenza
e dei provvedimenti che sono stati messi in atto tempestivamente,
che hanno consentito appunto di evitare la perdita di vite umane.
Ma questo ovviamente non può bastare e, a proposito, mi preme
ricordare che da oltre un anno abbiamo depositato un disegno di
legge sul sistema integrato e la Protezione civile, sarebbe forse
il caso - proprio per non agire sempre in emergenza - di
affrontarlo finalmente.
E quindi, appunto, ancora una volta si agisce e si interviene
quasi esclusivamente in emergenza. Siamo sicuramente bravi, la
Protezione civile lo ha dimostrato ma, appunto, non basta. Serve
pianificazione, prevenzione, intervenire prima di queste
catastrofi. E allora - come è stato detto da alcuni colleghi -
ovviamente le analisi geologiche e gli studi scientifici
consentivano da tempo di conoscere i possibili scenari di rischio,
le criticità erano note, le dinamiche erano già studiate, i segnali
c'erano purtroppo tutti. Sul fatto che le risorse sono ovviamente
assolutamente insufficienti è stato detto da più parti, quindi non
ci voglio tornare e mi pare scontato. Resta però anche il fatto
grave, anche questo è stato in parte sottolineato, sul fatto che
dal punto di vista mediatico, purtroppo, quello che è accaduto in
Sicilia, in Calabria e in Sardegna non ha avuto minimamente la
copertura necessaria che è stata data ad altre regioni d'Italia e
questo è veramente triste.
Ci saremmo aspettati maratone televisive a reti unificate, come è
già avvenuto, campagne di raccolta fondi, mobilitazioni mediatiche
e istituzionali di ben altra intensità. Per questo ringraziamo con
forza la segretaria Schlein che stamattina è venuta qui.
Ma c'è un ulteriore nodo ancora più grave: la burocrazia. I comuni
della costa ionica, il comune di Niscemi non sono vittime solo
degli eventi naturali ma anche di un sistema amministrativo
paralizzante e paralizzato. Risultano agli atti, come è noto,
finanziamenti già stanziati per oltre 14 milioni di euro a favore
di Niscemi che non sono mai stati spesi. Risultano numerosi
interventi finanziati da anni in diversi comuni del messinese tra i
più colpiti, anche questi mai realizzati. È un fatto troppo grave.
I fondi sono fondamentali, certo. Ma se la Regione siciliana, che
questo Governo di centrodestra amministra da oltre nove anni, non è
in grado di spendere questi fondi, allora siamo di fronte purtroppo
ad un grave fallimento politico, non tecnico.
Per la ricostruzione e la messa in sicurezza della linea di costa
ionica servono norme speciali e immediate, procedure straordinarie,
serve abbattere le lungaggini burocratiche fatte di nulla osta e di
autorizzazioni che oggi richiedono ancora anni. Le strade
provinciali, del palermitano ma come di tutta la Sicilia, sono
costellate di chiusure che si trascinano da anni per frane di
costoni rocciosi in segmenti viari minuscoli in confronto a quello
che è accaduto a Niscemi. Eppure, abbiamo interi comuni ancora
isolati, difficilissimi da raggiungere per questi motivi.
E allora servono poteri speciali, serve che i sindaci possano
cogestire le procedure insieme alla Regione assumendosi
responsabilità dirette. Il caso di Niscemi, appunto, è ancora più
delicato e complesso perché dobbiamo avere il coraggio di dire
delle verità senza proporre soluzioni tecniche, improvvisate dalla
politica o a colpi di interviste o di post sui social.
È chiaro che come ci dicono i geologi, ormai da diverse ore,
bisogna attendere certamente che il versante della frana si
stabilizzi, capire le reali cause geologiche, visto che si parla di
un fronte di quattro chilometri circa. È un fenomeno complesso e si
teme, anche - sembra che non ci siano possibilità diverse, sembra
di non potere escludere, così ci viene detto - una dolorosa, ma
forse inevitabile, delocalizzazione.
E allora, ci aspettiamo da questo Governo regionale, e da quello
Nazionale ci saremmo aspettati che la Presidente Meloni venisse qua
subito, ecco, ci aspettiamo però, non propaganda, non annunci, ma
responsabilità, pianificazione e rispetto per le comunità colpite.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini che ci seguono da casa in quest'Aula all'uopo dedicata a
trattare fatti drammatici che hanno interessato questa nostra terra
nelle ultime settimane.
Io, per questo, intanto, intendo ringraziare i colleghi tutti, i
Capigruppo, il Governo per, di fatto, aver stravolto quello che era
un programma di attività parlamentare e avere messo al centro,
nella prima Aula possibile, la discussione di quello che è successo
in questi ultimi giorni e delle attività di programmazione che
bisognerà portare avanti sin da subito per far fronte agli enormi
danni e disagi a seguito del ciclone Harry e della frana drammatica
che sta mettendo in ginocchio la cittadina di Niscemi.
Io, in tutto questo, naturalmente, non posso che rappresentare a
queste comunità più interessate da questi fenomeni così drammatici
la vicinanza, la nostra vicinanza e che faremo tutto quanto è nelle
nostre possibilità per ridurre quelli che sono i disagi.
A tutti i sindaci, gli amministratori, a coloro che stanno
fornendo assistenza nei territori rappresentiamo quello che è il
massimo rispetto per quello che oggi stanno facendo, molto spesso
in difficoltà e con minimi mezzi.
Detto questo, Presidente e colleghi, io oggi non vedo il
Presidente della Regione Schifani, io non so dove sia in questo
momento, però, guardate un po', io ritengo che - almeno per come
sono fatto io, sarò un sentimentale, avrò un grande, enorme
attaccamento a quello che è il ruolo che oggi ho di parlamentare
regionale - il fatto di non vedere qui il Presidente della Regione,
quando noi stiamo a discutere del più importante e drammatico fatto
che è avvenuto dal post terremoto del Belìce ad oggi, lo ritengo
qualcosa di assolutamente inqualificabile.
Io non so se il Presidente della Regione sia in giro ad incontrare
persone dei territori, ci sta anche, ma io ricordo a me stesso e a
tutti i colleghi che noi, qui, stiamo a rappresentare tutti i
siciliani, stiamo a rappresentare tutte le province e io non mi
aspetto, non mi sarei mai aspettato e non condivido l'assenza del
Presidente della Regione a questa discussione È assolutamente
inqualificabile che oggi non ci sia, in un momento così dirimente,
in un momento così importante di dibattito politico, in cui
parliamo del futuro della nostra Regione, a seguito di fatti che
stanno determinando la scomparsa di ponti, la scomparsa di attività
commerciali, di strade, di piazze, di danni che sono quantificati
per oltre un miliardo e mezzo di euro
Ma, allo stesso tempo, voglio rappresentare la vicinanza al
Presidente della Regione Schifani, perché ha preso un aereo, è
andato, accompagnato dall'ex Presidente della Regione, oggi
Ministro della Protezione Civile, a discutere in Consiglio dei
Ministri di quelli che dovevano essere gli aiuti alla Regione
siciliana e, credo che lui stesso non possa, assolutamente, come
noi, considerarsi contento di cento milioni di euro, che saranno,
tra l'altro, ripartiti in maniera non equa tra le tre regioni più
colpite, ma la Regione Sicilia, lo sappiamo, ha quasi un miliardo
di euro - se non più - di danni Danni alle abitazioni, danni alle
attività commerciali, danni di natura diretta e danni di natura
indiretta e, allora, io ritengo che in questo momento nel quale,
purtroppo, la Sicilia registra una scarsa attenzione anche dal
punto di vista mediatico, a quelli che sono stati i fatti degli
ultimi giorni, ci vuole anche l'attenzione dei nostri leader
nazionali
Oggi abbiamo la presenza di Elly Schlein, in Sicilia - e guardate
questo è un segnale importante da parte di chi vuole rappresentare
la vicinanza nei territori - in questi ultimi giorni non ho visto
la presenza della Presidente del Consiglio, non ho visto la
presenza del Vicepresidente del Consiglio, guardate, io non so cosa
sarebbe successo qualora questi fatti fossero avvenuti in
Lombardia, ma oggi noi dobbiamo fare delle considerazioni; ci sono
partiti politici che hanno esponenti importanti a livello nazionale
che, ad oggi, in Sicilia non si sono presentati e avrebbero dovuto
rappresentare un segnale importante, quanto meno di vicinanza, e
quanto si è determinato in seno al Consiglio dei Ministri - per
quanto ci riguarda - è oltraggioso
Ecco perché, insieme ai colleghi del Partito Democratico, stiamo
portando avanti delle proposte - qui non stiamo facendo demagogia,
Presidente dell'Assemblea - vogliamo portare esempi concreti di
buone prassi e pratiche, per andare concretamente a tentare di
portare avanti delle soluzioni concrete a una situazione veramente
complicata, in cui si trovano sindaci, amministratori, attività
commerciali, in sostanza tutta la nostra Sicilia.
Questi 33 milioni di euro sono inadeguati Abbiamo proposto, con
il nostro ordine del giorno, che, nel momento in cui si
sbloccheranno le disponibilità attraverso i giudizi di parifica
degli ultimi rendiconti, almeno 500 milioni di euro siano destinati
alle attività di ricostruzione; ma questo non è sufficiente
Abbiamo la necessità che il presidente Schifani, non solo vada a
interloquire con Meloni e company, ma vada anche a Bruxelles,
perché esiste un fondo di solidarietà a livello europeo al quale si
può attingere nel momento in cui i danni nella regione sono almeno
l'1,5% del Pil, e qui ci rientriamo
Abbiamo interloquito con il nostro europarlamentare, Giuseppe Lupo
- che ringrazio - che si è mostrato disponibile, da questo punto di
vista Dobbiamo rivedere - e vado alla conclusione - quelle che
sono le gestioni dei fondi extra regionali: ma è pensabile in un
momento nel quale abbiamo questa grande e importante criticità
lasciare bloccati oltre un miliardo di euro per il ponte sullo
Stretto di Messina che, probabilmente, non vedrà mai la luce
Sblocchiamo questi soldi e mettiamoli a disposizione di queste
comunità Guardiamo le immagini di Niscemi, una città che è
spaccata in due, che ha bisogno di interventi concreti, interventi
attuali e non di passerelle
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scuvera. Ne ha
facoltà.
SCUVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato tutti gli interventi dei miei predecessori - interventi
autorevoli, per carità - io, però, ho visitato ieri la cittadina
di Niscemi, una situazione drammatica, una tragedia che abbiamo
visto con i nostri occhi, Presidente - era presente anche lei e
altri colleghi parlamentari - in cui si è vista la disperazione
negli occhi della gente
La Sicilia è stata colpita, negli ultimi giorni, da due eventi
calamitosi importanti - forse tra i più importanti negli ultimi
decenni - e la Sicilia deve dare una risposta seria e concreta.
Io voglio ringraziare tutti coloro che, forse, noi diamo per
scontato il loro lavoro, ma scontato non è: la protezione civile,
le forze dell'ordine, i volontari, la Prefettura, le diocesi, tutti
coloro che stanno lavorando, ancora; mentre noi stiamo parlando
qui, stanno lavorando nel silenzio, a favore delle nostre comunità.
Concordo con tutti gli altri che sono due eventi che hanno colpito
la Sicilia ma a Niscemi, ancora, è in corso la frana, non si è
ancora arrestata e concordo che i due eventi devono essere valutati
e gli interventi devono essere fatti separatamente.
La proposta è di nominare due Commissari, uno per l'evento del
ciclone Harry e l'altro per l'evento della frana di Niscemi che,
voglio ricordare, è in corso; lì c'è un'emergenza che è veramente
sociale, un dramma incredibile in cui le famiglie, più di 1.500
persone sono state evacuate, speriamo che rimangano solo 1.500 e
non diventino numeri ancora più importanti, a cui dobbiamo dare
immediatamente un risultato, atteso, per dare loro una casa, o
almeno, temporaneamente, un affitto.
Apprendo dalle dichiarazioni del Presidente, onorevole Galvagno,
dall'Ansa, che con il contributo dell'autonomia, della sistemazione
dello Stato sembrerebbe che abbia già stanziato dei soldi per dare
un contributo di 400 euro a nucleo familiare, più 100 euro a
famiglia, fino a 900 euro, per dare loro la possibilità di andare a
casa in affitto.
Vero è Tanti metodi di prevenzione devono essere programmati,
dovevano essere programmati prima, devono essere programmati nel
futuro, ma ad oggi la politica deve dare una risposta
immediatamente alle emergenze, alle imprese, alle famiglie, agli
agricoltori e soprattutto a tutti coloro che ne sono fuori.
Niscemi sta vivendo una tragedia, l'ho ripetuto, che a differenza
del ciclone Harry, che noi abbiamo lamentato la poca attenzione
nazionale, su Niscemi posso confermare che tutti i TG nazionali e
regionali ne stanno ancora parlando, ma poco mi basta questo, poco
interessa, la cosa che interessa oggi è avere l'attenzione del
Governo regionale, della politica regionale e della politica
nazionale, perché sì è vero che è meglio che se ne parli, ma
l'importante sono i fatti e gli atti operativi.
Ora stiamo stanziando questi fondi, ritengo che qualsiasi cosa,
sia da questi primi fondi che vengono stanziati e dal Governo
nazionale e dal Governo regionale con questo disegno di legge che
stiamo andando a votare e sia i fondi sul contributo affitto e per
la ricostruzione, devono avere una procedura d'urgenza, perché
anche se in politica pensiamo di poter essere veloci, mai la nostra
velocità potrà essere equiparata alle esigenze e al bisogno che
stanno vivendo i nostri territori.
Quindi, altra proposta, se è possibile poter mettere in atto, per
tutte quelle famiglie che sono state evacuate, se dovessero avere,
e presumo di sì, un muto sulle spalle, una sospensione di questo
mutuo, nelle more che la situazione torni nella regolarità.
Veda, in questa Nazione non sono pochi gli eventi calamitosi che
hanno colpito la nostra Nazione, in Italia ci sono stati Governi di
centrodestra, Governi di centrosinistra, le polemiche non sono
mancate né da una parte e né dall'altra, ma bisogna vedere non
tanto quanto le polemiche che si possono utilizzare nella
strumentalizzazione che si vuol fare di ognuno, ma bisogna vedere
realmente quanto è stato fatto sul territorio.
Voi avete citato l'esempio dell'Emilia Romagna, che il Governo
Meloni ha fatto un ottimo lavoro per l'Emilia Romagna, ma anche in
quell'occasione l'avevate contestata, avete fatto polemiche, anche
in questa sala, in questa sede, avete dichiarato che per l'Emilia
Romagna sono stati stanziati tanti miliardi di euro, quindi, aveva
fatto un ottimo lavoro.
Qua l'emergenza è appena iniziata, dobbiamo intervenire
immediatamente senza colori politici, non c'è oggi un colore di
destra, un colore di sinistra, ma dobbiamo andare tutti verso la
stessa direzione e molti colleghi parlamentari che sono
intervenuti, sia di sinistra che di destra, di opposizione, di
maggioranza, hanno portato delle proposte concrete che faccio mie
anche quella della sospensione dei mutui che ritengo che possano
essere utili per i nostri cittadini e per i nostri territori.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scuvera. E' iscritta a parlare
l'onorevole Marchetta. Ne ha facoltà.
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi,
gentili rappresentanti del Governo, intervengo oggi con un profondo
sentimento di solidarietà, responsabilità istituzionale, per la
drammatica situazione che la Sicilia sta affrontando a seguito del
ciclone Harry e della gravissima frana che ha colpito il territorio
di Niscemi.
Desidero, anzitutto, esprimere la mia più sincera vicinanza alle
comunità e alle famiglie duramente provate da questi eventi
estremi. Il ciclone Harry che ha interessato il Mediterraneo
centrale alla fine di gennaio ha causato danni ingenti in Sicilia,
Calabria e Sardegna, portando alla dichiarazione dello stato di
emergenza nazionale e allo stanziamento di una prima dotazione di
100 milioni di euro, dal fondo di Protezione civile.
In Sicilia, tuttavia, la portata dei danni è particolarmente
grave: le prime stime parlano di oltre 1,5 miliardi di euro tra
infrastrutture, abitazioni, strade e attività produttive
compromesse.
In molte aree costiere, interi lungomari sono stati distrutti, i
collegamenti viari danneggiati e numerose attività economiche,
soprattutto nei settori turistico e commerciale, hanno subìto
perdite tali da mettere a rischio occupazione e prospettive future.
E' evidente che le risorse finora stanziate rappresentano un primo
passo necessario ma non ancora sufficiente.
Particolarmente allarmante è la situazione di Niscemi dove si è
innescata una vasta frana, estesa per oltre quattro chilometri. Il
fenomeno è tuttora in evoluzione e ha già costretto all'evacuazione
oltre mille residenti, con interi quartieri a rischio. Si tratta di
un'emergenza che richiede un'attenzione massima o un intervento
straordinario da parte del Governo regionale e nazionale.
In questi giorni abbiamo assistito ad una mobilitazione
encomiabile della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, dei
volontari e delle autorità locali, impegnati senza sosta nella
tutela delle persone e del monitoraggio di una situazione ancora
instabile. Di fronte a tutto questo, non possiamo limitarci alla
gestione dell'urgenza, è necessario un impegno unitario
dell'Assemblea per rafforzare le risorse finanziarie nazionali ed
europee; garantire il sostegno immediato alle famiglie evacuate e
alle attività colpite; avviare un serio piano di messa in sicurezza
e ricostruzione del territorio basato sulla prevenzione del rischio
idrogeologico; coinvolgere, attivamente, le comunità locali nei
processi di ripresa.
Dietro ogni dato ci sono vite, famiglie e storie spezzate. La
politica ha il dovere di essere presente, concreta e responsabile.
Sono certa che questo Parlamento saprà essere all'altezza della
sfida
Concludo, rinnovando la piena solidarietà della Regione siciliana
e mia personale a tutte le comunità colpite dal ciclone Harry e
alla popolazione di Niscemi: insieme possiamo ricostruire non solo
ciò che è stato distrutto, ma anche fiducia, sicurezza e futuro.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marchetta.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, Governo, io credo che questa sia una seduta
da ricordare, nel senso che tragedie come queste e per fortuna con
l'aiuto della Protezione civile - che va sicuramente ringraziata
per l'egregio lavoro di prevenzione che ha fatto - non abbiamo
avuto vittime, ma abbiamo avuto danni incalcolabili, rispetto a
quelle che sono le situazioni che si sono verificate in diverse
province. Penso alla riviera ionica in provincia di Messina, penso
a Catania, penso all'altra tragedia che si sta consumando per
Niscemi. Ma, vedete, ci sono momenti in cui le polemiche devono
lasciare posto a quella che deve essere una proposizione da parte
di tutte le forze politiche.
L'avere sicuramente fatto questa seduta e consentito che si
potesse andare avanti con un disegno di legge proprio per tentare
di avviare le procedure, le prime procedure, con somme che vengono
stanziate, sicuramente, è un segnale. Ma il segnale importante è
quello che questa seduta non può essere caratterizzata da polemiche
ma deve dare anche quel contributo costruttivo - io ritengo - fatto
all'unanimità.
Vedete è stato citato l'esempio dell'Emilia Romagna ma lì,
l'Emilia Romagna, fu una voce sola quando si trattò di dovere,
praticamente, intervenire a favore di quelle popolazioni. Non vi fu
né da parte del centrodestra, che era all'opposizione, né da parte
del centrosinistra, una divisione ma, unanimemente, si tentò e si
riuscì ad avere risultati importanti.
Ora, io credo che il Governo Schifani abbia fatto, immediatamente,
quello che doveva essere fatto e quello che poteva essere fatto a
un giorno di distanza dalla tragedia: l'avere, immediatamente,
stanziato 50 milioni per venire incontro a quelle che erano le
prime esigenze.
Oggi stiamo affrontando con altri 40 milioni un altro piccolo
tassello. Il Governo nazionale ha stanziato 100 milioni ma può
essere, solamente, un segnale immediato ma, sicuramente, noi
crediamo che il Governo nazionale debba, sicuramente, portare a
compimento quelle che sono le somme che servono alla ricostruzione,
specialmente, delle zone colpite in Sicilia, qui si parla di danni
di un miliardo e mezzo.
Si può intervenire attraverso anche i fondi della Comunità Europea
ma io credo, e sono sicuro, che il Governo nazionale - lo dobbiamo
auspicare tutti - possa, immediatamente, con la quantificazione
delle spese, venire incontro a quelle che sono le giuste richieste
dei siciliani.
Per questo, io credo che questa seduta debba essere caratterizzata
da un solo ordine del giorno che è quello di chiedere la deroga ai
mutui, di chiedere, praticamente, la possibilità di bloccare quelle
che sono le procedure, in questo momento, anche per quanto riguarda
i servizi, la fornitura dell'energia elettrica e quant'altro.
Non perdiamo quest'occasione, sarebbe un'occasione che
difficilmente i siciliani ci perdonerebbero.
E, allora, andiamo avanti sulla strada unitaria, andiamo avanti
per far sì che alla fine tutto il Parlamento siciliano faccia
sentire la sua voce anche in dissenso a quelle che sono state le
testate nazionali che, sicuramente, non hanno dato grande risalto a
quella che è stata una tragedia immane per la Sicilia.
E, allora, da qui si vede il significato di un Parlamento, un
Parlamento deve uscire con una sola voce chiedendo tutti quelli che
sono i nostri diritti rispetto a quelle che devono essere anche le
prerogative di tutti noi e per questo io credo e invito tutti a
volere fare, tutti insieme, non le polemiche ma dare anche
contributi costruttivi con un'unica voce.
Questo sarebbe il significato importante di questa seduta di
Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ad oggi è stato dichiarato lo stato
di emergenza ma tra l'emergenza dichiarata dal Governo nazionale
non rientra Niscemi.
Eppure, Niscemi ha visto la riapertura della faglia che sta
provocando questo smottamento importante. Io vengo da lì, ho visto
stamattina, con i miei occhi, la situazione drammatica di Niscemi.
Questa frana si è aperta il 16 gennaio. Sono passati, già, 11
giorni e dal 16 gennaio ad oggi si è estesa, praticamente,
decuplicando la sua estensione sia in termini longitudinali che in
termini di profondità. Ma questa frana viene da lontano. Nella
stessa area, nel '97, vi è stata una frana e va detto con
drammaticità che questa frana non è solo frutto di una condizione
connessa ad un evento climatico eccezionale, perché lì non sono le
piogge ad aver generato la frana, lì è il fatto che un fiume, dove
vengono scaricate le acque bianche e le acque nere di quel
territorio - Niscemi non ha un depuratore - hanno finito per
accentuare gli elementi di fragilità di quel territorio, senza che
nulla sia stato fatto di serio fino ad oggi. Quindi, è una frana
annunciata e purtroppo di frane annunciate, in giro per la Sicilia,
ce ne sono anche altre.
Veramente un fatto eccezionale ha evitato che ci potessero essere
vittime. Allora, perché io parto da Niscemi per parlare anche di
quello che è avvenuto nella costa ionica e anche in parte nella
costa tirrenica? Oggi noi abbiamo il dovere di affrontare
l'emergenza, intanto tutte le emergenze, perché in questo
provvedimento che stiamo approvando anche oggi, io consiglierei al
Governo di evitare di chiudere l'emergenza alla sola vicenda della
costa ionica e dei comuni interessati dal ciclone, perché Niscemi è
un'emergenza che durerà molto a lungo, e consiglierei anche di
evitare delle cose surreali. Ora, io ho chiesto al presidente della
Commissione, ma che vuol dire all'articolo 2 prevedere un
contributo straordinario in favore del Consorzio Autostrade -
l'assessore ai trasporti non lo vedo - per i mancati incassi
derivanti dall'esenzione per il periodo febbraio-giugno 2026, per i
soli residenti delle province di Messina e Catania, del pedaggio
autostradale A 18, nei caselli Taormina, Giardini Naxos e
Roccalumera?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura. E' stato cassato per i soli residenti".
CRACOLICI. Ma il fatto che qualcuno lo abbia scritto dimostra
l'improvvisazione, caro Assessore, cioè gli chiediamo i documenti
al casello? Cioè, ci sono cose che diventano surreali, anche del
modo di concepire provvedimenti come questo, lo diceva Sunseri,
stiamo prevedendo 10 milioni del Fondo Sicilia per le imprese, per
fare fronte agli aiuti per le imprese colpite dal ciclone.
Ribadisco, al momento trattiamo tutte le emergenze come tali,
evitiamo di stabilire che c'è l'emergenza ciclone e non c'è
l'emergenza Niscemi, anche per evitare una guerra tra poveri, ma
come li copriamo? Il Fondo Sicilia è un fondo che ha una sua
capienza, tra l'altro che si rifinanzia, essendo un fondo di
rotazione, ma come li copriamo? Sarebbe stato opportuno trasferire
10 milioni di euro all'IRFIS per impinguare il Fondo Sicilia per
fare fronte, con una misura dedicata alle imprese, per gli aiuti,
anche perché una cosa sono gli aiuti, altra cosa è il Fondo
Sicilia, che ha altre finalità.
Signor Presidente, io non so se sia opportuno che ci sia un
approfondimento, anche nelle norme stesse, per verificare poi la
fattibilità che queste norme abbiano una ricaduta, come si suole
dire, per affrontare l'emergenza.
Chiudo, signor Presidente, ho sentito in quest'Aula anche
esponenti della maggioranza, come dire, in una sorta di revanscismo
geografico, secondo cui non c'è stata attenzione dei media
nazionali sull'emergenza, su quello che è avvenuto in Sicilia.
Signor Presidente, l'attenzione dei media nasce anche se c'è
un'attenzione del Governo, io continuo a dire, la vicenda "Niscemi"
risale a undici giorni fa, e fino a ieri, quando abbiamo cominciato
a vedere le drammatiche immagini del costone occidentale nord-ovest
di Niscemi, di Niscemi, tranne il sindaco che denunciava una
situazione drammatica, con danni incalcolabili, cosa che, io penso,
altro che stime: su Niscemi i danni saranno incalcolabili. Non c'è
stata attenzione da parte di nessuno.
Allora, la questione non è mettere ora Niscemi contro Riposto,
piuttosto che Taormina, o piuttosto che... a proposito di Taormina,
io condivido l'ordine del giorno del collega De Luca, in
riferimento al fatto che, quest'Aula, se vuole fare qualcosa di
serio, altrimenti ce la stiamo cantando e ce la stiamo suonando...
- finisco - di proporre di destinare il fondo che abbiamo vincolato
al Ponte sullo Stretto, visto che nel 2026 non partiranno
sicuramente i lavori, e almeno, una parte di quelle risorse possono
essere utilizzate per fare fronte all'emergenza.
Non condivido invece, con De Luca, il fatto di utilizzare
l'emergenza Sicilia, Sardegna e Calabria, per chiedere la
riapertura dei termini di proroga sulla Direttiva Bolkestein.
Quello sì, ci indebolirebbe, considerato che, la vicenda non è
nelle nostre mani, ma è un tema che è stato ribadito più volte
dalla stessa Corte di giustizia europea.
Quindi, separiamo le questioni, non affrontiamo l'iter, sennò
diventa demagogia.
E allora io penso, che le questioni che noi oggi abbiamo davanti,
e al di là se sono 33 milioni oggi, domani vedremo, ma intanto
dobbiamo sapere indicare allo Stato e anche alla Regione.
Io ho apprezzato che il Presidente dell'Assemblea ha annunciato
che è sospeso qualunque provvedimento di spesa da parte della
legislazione regionale, per dare priorità al tema degli aiuti,
innanzitutto, e poi delle procedure di risanamento. Ma dobbiamo
essere conseguenti, altrimenti, noi faremo un ulteriore danno al
sistema politico.
Il Presidente della Regione è stato nominato commissario. Ora, al
di là della battuta carina di La Vardera, che gli manca di fare il
"commissario Rex" io non so se è opportuno che sia commissario il
Presidente della Regione, né che si nomini un sub-commissario per
fare fronte alla quotidianità. Io credo che, sulla vicenda dei
danni del ciclone e sulla vicenda "Niscemi", dove forse serve una
specifica ordinanza di emergenza da parte del Consiglio dei
Ministri, venga nominato un commissario, così come è stato fatto in
altro momento.
Ricordo, visto che avete parlato dell'Emilia Romagna, che in
Emilia Romagna il Governo nazionale, nominò un generale, il
generale Figliuolo, dopo il Covid a fare il commissario per
l'emergenza Emilia Romagna.
Io credo, io non sono innamorato dei commissari, ma se il
commissario deve servire ad accelerare procedure e determinare,
come dire, un impegno costante e quotidiano, allora si nomini un
commissario, una struttura, e mi chiedo, ad esempio, e chiudo,
perché nel comitato, che è stato istituito dal Presidente della
Regione per fare fronte all'emergenza, non sia stato previsto il
funzionario che è responsabile dell'Autorità di Bacino che, tra
l'altro, è colui che ha firmato quella relazione del 2022 dove
preannunciava i rischi di franosità del territorio di Niscemi.
Allora, perché il dottore Santoro è fuori e, invece, c'è il
dottore Armao? È una simpatica domanda che faccio al Governo, senza
che la butti in politica, ma dateci risposte concrete. Io penso
che, forse, un ulteriore approfondimento, in queste ore, di questo
testo, ci può servire domani ad approvare un testo che sia un po'
meglio organizzato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Onorevoli colleghi, io ho altri sette interventi. Ovviamente la
discussione generale è chiusa. Non accetto più interventi, ma lo
avevamo già detto in precedenza e vi chiedo di stare nei cinque,
sei minuti massimo di intervento.
È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo di
fronte, come detto più volte all'interno di quest'Aula,
all'ennesimo disastro. Un disastro annunciato, un disastro che ha
interessato, non solo coloro i quali sono stati colpiti da questo
ciclone, ma che ha interessato anche il comune di Niscemi.
Guardi, signor Presidente, io sono nauseato dal dibattito che si
sta sviluppando attorno alle nostre comunità. Sono nauseato perché,
oggi, non sono venuto qui a fare una polemica politica anche perché
l'ho detto pubblicamente dinanzi a tragedie come queste non ci
sono colori politici che possano interpretare meglio o peggio
quello che stanno vivendo i territori e i cittadini.
Ma mi sarà consentito dire che il Governo, il Presidente della
Regione, non ha trattato e non tratta allo stesso modo tutte le
province. Perché al dolore che hanno vissuto e che stanno vivendo
le comunità del messinese, del catanese, devono essere affiancate
anche quelle che stanno vivendo quelli della provincia di Siracusa.
E dico questo, perché la provincia di Siracusa è stata l'unica
provincia non attenzionata, non degna di attenzione da parte del
Presidente Schifani. Così come non sta dando la giusta attenzione a
un tema che oggi dibattiamo all'interno di quest'Aula dove,
ovviamente per l'ennesima volta, è assente. E dico questo, signor
Presidente, perché spero che l'assenza del Presidente Schifani nei
confronti dei territori della provincia di Siracusa, della zona sud
e della zona montana, con diversi milioni di euro che sono stati
certificati dai sindaci, sia solo ed esclusivamente legata ad
impegni, sicuramente, che non gli hanno consentito, diciamo, la
presenza fisica, ma che non venga meno l'impegno concreto nei
confronti del territorio. Perché spero che il Presidente Schifani
tenga conto della provincia di Siracusa, alla luce di quello che è
successo anche con gli incendi, ma - ripeto - non voglio far
diventare questo intervento un dibattito polemico e, anzi, spero,
possa diventare un dibattito propositivo.
Dico questo perché anche nel comune di Niscemi abbiamo assistito
alle cosiddette "passarelle" e, tra le tante che si sono
verificate, ho assistito ad una visita da parte di un esponente di
questo Governo che è andato lì e che invece di entrare in punta di
piedi in un territorio martoriato da un disastro, ha inveito nei
confronti di chi sta vivendo un dramma
È mai accettabile che un esponente di questo Governo piuttosto che
immedesimarsi nel dramma che stanno vivendo quei territori vada lì
ad attaccare magari un cittadino che ha perso la casa e che non sa
che futuro avrà la propria famiglia? È mai pensabile che un
esponente di questo Governo possa pensare di andare lì a fare la
lezioncina a chi sta vivendo questi momenti drammatici?
Ecco, io spero e dico questo perché spero che un po' tutti
ritorniamo e rientriamo in un ambito che deve essere quello della
risoluzione dei problemi e a me personalmente non importa nulla da
dove vengano presi i soldi da dare ai cittadini, alle comunità
colpite.
A me interessa che questi soldi arrivino a coloro i quali oggi
stanno soffrendo perché le persone ci chiedono risposte concrete
Non ci chiedono una contrapposizione politica ed è il motivo per
cui spero che questi 100 milioni che noi oggi stiamo andando ad
impegnare siano solamente l'inizio della ricostruzione di quei
territori. Perché questi 100 milioni rappresentano solamente il 10
per cento dei danni che la nostra Regione ha certificato.
È inutile che facciamo paragoni con altre Regioni, con l'Emilia
Romagna o con altri Presidenti, perché non c'è paragone tra quello
che ha rappresentato il Presidente Bonaccini per l'Emilia Romagna e
come si è battuto nei confronti del Governo nazionale, rispetto
invece a quello che stiamo facendo noi. Noi purtroppo, noi
siciliani siamo stati troppo spesso abituati ad andare a Roma con
il piattino in mano e a chiedere per favore e per cortesia . Noi
dobbiamo pretendere i nostri diritti perché i nostri cittadini, il
popolo siciliano non è rappresentato da una classe politica di
serie B, come tutti i cittadini siciliani non possono essere
considerati dal Governo nazionale cittadini di serie B.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, colleghi, nel merito di questo
disegno di legge, desidero porre alcune questioni all'Assessore
Savarino per quello che è un articolo che vorrei anche discutere e
informo anche il Parlamento che la cabina di regia che è stata
istituita dal Presidente Schifani non mi ha fatto sapere se potevo
togliere la cacca dalla spiaggia e allora ho fatto l'ordinanza e mi
sono preso la responsabilità di farlo, questo ci tengo a
sottolinearlo perché l'ho dovuto fare io, lo avrà dovuto fare il
sindaco di Letojanni, questo perché è stata nominata una cabina di
regia molto autorevole che da questo punto di vista non so dove ci
dovrebbe portare a sbattere, questo per capirci intanto sul clima
che si sta vivendo.
Noi abbiamo chiesto, e ora entreremo nel dettaglio, alcune
questioni già al Presidente Schifani quando è venuto sui luoghi e
al Presidente del Parlamento. In merito alla questione, Assessore
Savarino, che riguarda proprio l'articolo 3, una delle questioni
che avevamo posto era la creazione di una sottocommissione della
Commissione VIA per valutare ora i progetti che devono essere
finalizzati al superamento di questa situazione emergenziale, alla
risoluzione delle questioni. Bene, l'articolo 3 prevede questo, di
una quarta sottocommissione, però Assessore Savarino, la prego mi
ascolti, noi avevamo posto anche altre questioni, la prima
riguardava il giudizio di ottemperanza che non doveva andare a
finire in plenaria e quindi quello di aggravare ulteriormente il
procedimento e non c'è traccia.
Poi avevamo anche posto, Assessore Savarino, un'altra questione
che non era pensabile che i comuni dovessero anticipare le risorse
per avviare la procedura di valutazione di impatto ambientale e non
c'è traccia neanche di questo.
Quindi desidero anche capire, Presidente, come dobbiamo emendare
questi testi perché ovviamente ci troviamo con delle soluzioni che
ovviamente non sono assolutamente accettabili.
Poi noi abbiamo anche sottoposto già varie questioni che
riguardano il merito di un provvedimento che, secondo noi, va fatto
da parte del Governo. Abbiamo chiesto, vista la vastità dei comuni
interessati, che tutti i comuni, che tutti i sindaci vengono
nominati sub-commissari in questa situazione emergenziale, proprio
perché c'è una serie di provvedimenti che possono affrontare
tranquillamente e serenamente i sindaci.
Su questo, abbiamo detto di impostare una ordinanza di Protezione
civile su tre fasi. La prima, che riguarda intanto la salvaguardia
della pubblica e privata incolumità, che è quella anche di
ripristinare i servizi essenziali di base come, appunto, le
fognature, luce e acqua perché ci sono territori, oggi, che non
sono in queste condizioni.
E voglio ricordare che qui mi si invoca il tempo. Bene, io parlo
ora di una stazione balneare importante e turistico-ricettiva come
Taormina. Il triangolo Taormina, Giardini Naxos, Letojanni rischia
di mandare in fumo 2 miliardi di euro che sono esattamente il
frutto di quelle che sono le presenze turistiche, da maggio a
ottobre, e che riguarda una media di permanenza di un milione e
mezzo di persone che, ovviamente, spendono una media di 1500 euro a
testa, tutte queste sono collegate esattamente a quella che è
l'attività di balneazione, la filiera anche della ristorazione e la
filiera ovviamente degli alberghi. Ebbene, qui mi si invoca che ci
vuole tempo, ma tempo di che cosa? È ovvio che qua la questione è
un'altra. Se non c'è una chiarezza su quella deve essere
complessivamente la strategia e quindi io pretendo che venga il
Presidente della Regione, nel giro di qualche settimana, a dirci
una volta per tutte come intenda affrontare la dinamica.
Quindi prima fase: salvaguardia della pubblica incolumità ed
ovviamente quella che è in ogni caso la garanzia dei servizi
essenziali. La seconda fase è il monitoraggio, ormai la valutazione
di quelle che sono le infrastrutture danneggiate.
Bene, si parla di oltre un miliardo di euro e vorrei qua
sottolineare, in questo Parlamento, alla presenza dell'assessore
Savarino, che se a Santa Teresa il lungomare oggi non c'è più è per
causa dell'Assessorato al Territorio e Ambiente che ha tenuto
bloccato, per cinque anni, un progetto di realizzazione dei
pennelli a mare, cinque anni per un finanziamento concesso a me
quando ero sindaco nel 2017.
E allora è ovvio che qui ci troviamo di fronte ad una tragedia
annunciata. Per 10 milioni di euro i lavori ancora non hanno avuto
neanche inizio. La mancata realizzazione di quei pennelli a mare
hanno fatto saltare l'intera infrastruttura. Allora è ovvio che,
oltre a quella che è la seconda fase, che la valutazione degli
interventi per le infrastrutture danneggiate, c'è la terza fase che
riguarda l'intervento di mitigazione di queste cause.
E allora qui bisogna mettere assieme tutti gli interventi di
mitigazione del rischio idrogeologico, non solo riguardante la
costa ma anche lo svuotamento dei torrenti, perché se oggi non
svuoto i torrenti e faccio ripascimento pagherò due volte il
materiale che devo portare per il ripascimento e poi il materiale
che svuota i torrenti lo devo portare magari in discarica
E, allora, la visione strategica io la voglio vedere da parte di
questo Governo, qua non vogliamo assolutamente l'alibi che ancora è
presto. In una settimana si è fatto un monitoraggio complessivo,
abbiamo mandato noi sindaci già per ben due volte dei dati, nel
giro di qualche settimana il Governo deve venire a dirci dove
prende questi due miliardi di euro.
Ecco perché ho presentato i due ordini del giorno, uno riguardante
l'FSC quindi prendere le risorse del Ponte che sono ferme lì,
inutilmente, e di conseguenza destinarle ora a queste emergenze.
E poi, l'altra questione, la sfida sulla Bolkestein si deve fare
perché qui, è vero quello che ha detto il collega Cracolici, c'è
una questione di infrazione, ma noi dobbiamo ricordarci che ormai
il termine 2027 è stato fissato da una legge dello Stato e, di
conseguenza, oggi non si chiede di non applicare la Bolkestein ma
semplicemente uno slittamento di cinque, sei anni solo per quelle
tre regioni dove c'è stato un evento eccezionale e quindi il
governo Meloni si deve prendere questa responsabilità di ingaggiare
comunque con l'Unione Europea quello che in ogni caso è lo
slittamento di una direttiva in un contesto ben preciso.
E chiudo, Presidente, è ovvio che, rispetto a tutte queste
dinamiche, noi attendiamo semplicemente di capire il Governo come
si voglia muovere e voglio sottolineare, anche qui, un aspetto che
diventa fondamentale.
Veda, quando per dare la valutazione d'impatto ambientale al Ponte
sullo Stretto di Messina si impiegano 60 giorni e, poi, per dare un
parere ambientale, un intervento di difesa delle coste o per
svuotare un torrente si impiegano quattro, cinque anni... e allora
è ovvio che il pizzo legalizzato in questa Regione, che noi
chiamiamo tale, che conosce bene la politica, conosce bene chi
comanda. E allora questo noi dobbiamo, oggi, puntare a smantellare
Quindi, questo testo, signor Presidente, penso che vada, quanto
meno, corretto in queste direzioni, perché voglio ricordare
all'Assessore Savarino che ancora abbiamo nella provincia di
Messina la Soprintendenza che per dare un parere, stupido, banale,
per la realizzazione di un semplice lido, sono passati 150 giorni e
ancora non l'ha dato e se ne è sbattuta della legge del Parlamento
che ha previsto la Conferenza dei servizi che doveva esitare in 45
giorni l'esito dei lidi
E che fa la politica? E che fanno gli Assessori? Non l'ho capito
ancora cosa vogliono fare gli Assessori, però io so quello che
intendo fare io
E quello che intendo fare io è, comunque, incalzare con la nostra
esperienza, questo Governo
Possibilmente gli Assessori, che vivono fuori dal territorio, e di
conseguenza quelle che sono azioni concrete, che qui abbiamo
sottoposto in più occasioni, non le traducono, oggi, nell'occasione
giusta, che è questo testo
E allora, di fronte a tutto questo non sono polemiche, ma è
semplicemente, oggi, suggerire a un Governo - che, a quanto pare,
non vuol vivere le dinamiche reali - soluzioni che mettono nelle
condizioni il territorio di reagire.
Io non ci sto a far saltare il mio comune e il sistema turistico
di quello che è il sistema Naxos-Taormina ed ovviamente ora si
devono fare gli interventi, perché è logico che c'è una filiera
complessiva e noi dobbiamo dare anche i messaggi
Stanno arrivando già disdette a quelli che sono i titolari degli
alberghi a Taormina, stanno arrivando già disdette e abbiamo la
necessità - e chiudo, Presidente - di dare un quadro di chiarezza e
di certezza al più presto
E questo deve partire dal Governo, ovviamente, Schifani, ma anche
dal Governo Meloni che, ovviamente, non può, da questo punto di
vista, rispetto a questa tragedia, liquidare la vicenda siciliana
con una miseria.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che noi
siamo qui per parlare, per affrontare una realtà drammatica che ha
colpito la nostra terra.
Da una parte abbiamo il ciclone Harry, che ha naturalmente
distrutto buona parte della nostra costa orientale, partendo da
Portopalo, Marzamemi, passando da Siracusa, Arenella, Fontane
Bianche, Catania - li voglio citare perché sono tutti i paesi,
tutte città, che hanno perso le loro attività, le loro case - San
Giovanni li Cuti Non so se voi avete visto, credo che abbiate
guardato bene, le immagini e i video che arrivano e che stanno
girando, sono veramente terrificanti e tutto questo ha portato
anche a una perdita fino ad arrivare a Taormina - lo diceva bene
anche il collega Cateno De Luca - che ha colpito non solo le
attività, le produzioni, ma anche le produzioni agricole, se ne
parla poco dell'agricoltura.
Ringrazio il collega Lombardo per aver citato e elencato anche
tutti i vari paesi, si vede, siamo della provincia di Catania, e le
tante segnalazioni che abbiamo avuto, purtroppo tutte le raccolte,
dopo un anno di lavoro, le raccolte che in questo momento si
dovevano fare dalle arance ad altro sono andate distrutte, quindi
un anno di lavoro che si è assolutamente perso
Quindi anche noi, come Partito Democratico, avevamo presentato un
ordine del giorno e quindi che ben venga, insomma, che si presti
attenzione anche a questo.
Queste, diciamo, le dimensioni dell'emergenza che dobbiamo
affrontare e le risposte che devono essere date sono anche relative
a questo tipo di emergenza. È chiaro che lo stato di calamità, lo
Stato nazionale, i cento milioni, tutte queste, però, sono risposte
insufficienti per quello che c'è veramente sui nostri territori.
Non dico che è offensiva perché neanche questo, non voglio fare
polemiche, credo che questa è una tragedia che ci vede coinvolti
tutti, non ci sono interessi di parte, si va al di sopra di
qualsiasi colore politico e credo che dobbiamo dare risposte alle
persone, ma è chiaro che tutto questo è insufficiente Si dice che
se ne parla poco, vero è Ma non è possibile che sulle reti debba
essere Fiorello a riportare l'attenzione su quello che sta
succedendo nel nostro...un siciliano alla Rai che porta e fa vedere
le difficoltà che ci sono nel nostro territorio Ecco, credo che,
forse, spingerci un po' o stimolare anche le reti nazionali a
intervenire, credo, che sia fondamentale, come noi abbiamo
assistito sempre le tragedie e abbiamo assecondato, siamo
intervenuti sulle raccolte, su tutto quello che poteva essere di
sostegno e di aiuto quando tutto questo è successo ad altre
regioni.
È chiaro che siamo di fronte ad una realtà, a un momento, a un
fenomeno particolare Credo che nessuno di noi avesse assistito a
onde che superavano i 10 metri - io invito chiunque a rivedere i
video dei faraglioni di Aci Trezza completamente travolti
dall'acqua - cioè noi siamo arrivati - verso Siracusa, verso il
canale, verso Malta - a onde anche di 16 metri, ma a intervalli,
anche molto frequenti, e questo sta a indicare anche la gravità del
fenomeno - come diceva bene il collega Dipasquale, queste sono le
prime conseguenza cui stiamo assistendo sui cambiamenti dovuti ai
cambiamenti climatici -abbiamo fatto un intergruppo, spero che da
questo momento - mi sembra come quando c'è la violenza di genere,
che poi ci battiamo il petto e l'indomani ci dimentichiamo cosa
vuol dire e non andiamo avanti - ecco, io spero che, da questo
punto di vista, anche sui cambiamenti climatici si possa iniziare a
fare qualcosa e a prevenire.
Naturalmente, non stiamo parlando di numeri ma dietro a tutto
questo ci sono territori, ci sono famiglie, ci sono verità, ci sono
realtà
Se, poi, noi vogliamo parlare di Niscemi, già come Partito
Democratico noi siamo intervenuti, più volte, con delle
interrogazioni, con degli ordini del giorno, già partendo dalla
prima frana che è avvenuta nella notte del 16 gennaio e ha
interessato il versante ovest di Niscemi, collegamento fondamentale
- Presidente, lei lo sa bene, fra Niscemi, Gela e la statale 117
bis verso Catania - c'è stato un cedimento di oltre tre chilometri
di strada che l'ha resa non transitabile e ha portato alla chiusura
delle scuole, di due scuole: Belvedere e Canale Don Bosco; e,
naturalmente, allo sgombero delle prime persone.
Successivamente - come diceva prima l'onorevole Cracolici, a
distanza, credo, di 11 giorni, quello che è stato una decina di
giorni - tra il 25 e il 26 gennaio, c'è stata una seconda frana ed
è stata colpita un'altra parte, un altro versante, ma anche qui ci
ritroviamo di fronte a una situazione che era prevedibile Perché,
già nel 97 - è stato già detto in quest'quest'Aula - ma nel 97
era stato colpito da una frana proprio questo stesso quartiere di
Sante Croci e il margine ovest di Niscemi - danneggiando l'SP 10 -
a cui non si è mai provveduto, con interventi strutturali che non
sono mai stati completati Quindi, di fatto, anche lì, dal 97 a
oggi, nonostante i fondi del PNRR, nonostante già tante procedure
che erano partite, la messa in sicurezza non è mai avvenuta
Quindi, infrastrutture strategiche per la tutela ambientale,
l'equilibrio idrogeologico dell'area e tutti i ritardi sui quali la
Regione non ha mai fornito - pur avendoli chiesti - chiarimenti
esaustivi e che hanno, sicuramente, inciso sulla condizione del
versante.
Non solo, abbiamo visto che, anche lì, non si è neanche andato
avanti sul depuratore fognario, anche questo non ha fatto altro
che, naturalmente, danneggiare ancora di più, per portare, poi,
alle conseguenze; allora, questi sono disastri annunciati Quindi,
la verità è che quello che noi non abbiamo mai fatto - e chiudo,
Presidente - è quello di pensare alla prevenzione del nostro
territorio, al dissesto idrogeologico e io credo che sia
fondamentale ripartire da qua, perché noi dobbiamo dare sicurezza
Oggi dobbiamo, naturalmente, correre, dobbiamo chiedere maggiore
attenzione, riportarci - lo diceva bene Cateno De Luca -
sull'Europa Chiediamo aiuti, chiediamo al Governo Meloni di
intervenire con l'Europa, perché noi, con l'Europa, possiamo anche
andare a chiedere sia le risorse del fondo europeo e di sviluppo -
il FESR - il fondo di coesione e il fondo europeo plus.
Quindi, credo che tutto ciò debba servire proprio per non
togliere l'attenzione ma chiedere sempre più, non sono favori che
stiamo chiedendo, stiamo chiedendo dignità e la possibilità di dare
ai nostri cittadini sicurezza e di continuare la loro vita in
maniera serena. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino. Colleghi, vi ricordo che
abbiamo altri interventi, quindi, se potete rimanere nel limite dei
minuti consentiti dall'intervento.
È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
Onorevole, le chiedo, se è possibile, di rimanere all'interno dei
cinque minuti di intervento. Grazie, onorevole.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, prendo la parola questa sera in quest'Aula con il cuore
rivolto anzitutto alle comunità che in queste ore stanno pagando un
prezzo altissimo a causa delle ferite e delle fragilità di un clima
che, purtroppo, ha un moto impietoso e non fa certamente sconti
alla nostra Regione.
Da tempo in quest'Aula, e senza possedere pratiche divinatorie, ma
partendo da un approccio certamente non negazionista, sosteniamo
che la Sicilia è una Regione in piena emergenza climatica, una
delle Regioni europee più esposte all'emergenza climatica.
La tropicalizzazione del clima, l'aumento degli eventi estremi
che, secondo i dati degli esperti, si sono triplicati negli ultimi
anni, stanno mettendo a dura prova non solo la tenuta dei
territori, ma credo anche la tenuta della nostra economia: il
comparto agricolo che lo scorso anno ha subito una crisi senza
precedenti, il rischio che l'impatto dei cambiamenti climatici
possa avere anche delle ripercussioni sul turismo, su altri settori
nevralgici dell'economia siciliana.
Il negazionismo climatico, purtroppo, è stata una piaga che certa
politica ha alimentato, sottovalutando invece l'impatto che hanno
le questioni relative al clima, a ciò che di impattante producono
gli effetti.
Comprendo la necessità di dare una risposta immediata alle
comunità travolte dalle calamità naturali, a Niscemi, ai comuni
della costa ionica e a tutte le altre comunità siciliane, ma ci sia
consentito di dire che non condividiamo questo approccio legato
alla legislazione d'emergenza che, come la storia parlamentare
antica e moderna ci insegna, non è mai risolutiva in maniera
concreta dei problemi e delle emergenze.
La legislazione d'emergenza serve a dare delle risposte immediate
alle popolazioni, serve a dare delle risposte immediate a chi è
rimasto senza un tetto, alle imprese che sono state travolte dai
danni, ma una politica degna di questo nome dovrebbe legiferare in
un contesto di normalità.
In occasione del dibattito parlamentare in quest'Aula sulla
programmazione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-
2027, e nei resoconti parlamentari troviamo puntuali riscontri,
avevamo posto con forza il tema dei cambiamenti climatici e di una
programmazione adeguata alle sfide del clima e alla mitigazione
degli effetti nefasti e vedendo ciò che è stato prodotto da questo
Governo, abbiamo denunciato, non adesso che sarebbe troppo
semplice, ma già da qualche anno a questa parte, che in quella
programmazione ben 6 miliardi 800 milioni di euro sono stati
stanziati per tutto un insieme di interventi infrastrutturali,
senza una visione che mettesse al primo posto, il tema drammatico
dei cambiamenti climatici.
Serve sobrietà, soprattutto, in questo momento. Serve serietà
perché chi soffre, chi ha avuto una casa distrutta, chi ha avuto
un'azienda compromessa, chi vive nell'incertezza per il futuro,
ecco, ha bisogno di un atteggiamento, da parte della politica che
non scada, certamente, nella demagogia o nel populismo, ma nemmeno
nell'illusione o nella facile promessa perché, poi, tutto quello
che noi registriamo qui, abbiamo il dovere di trasformarlo in
azioni concrete.
Io comprendo la necessità di questo Governo, del Governo nazionale
di dare una risposta già in termini di risorse, ma abbiamo una
sfida più ardua che è quella di non limitarci ad una seduta d'Aula
con la destinazione di 30-40 milioni di euro per i primi interventi
e poi passare ad altri argomenti, ad altri temi, in attesa di una
nuova emergenza.
Abbiamo il dovere di riflettere, abbiamo il dovere di far lavorare
questo Parlamento, insieme ai sindaci, a chi vive nel territorio,
agli esperti, per poter fare qualcosa di serio e di concreto.
Il Gruppo parlamentare del PD ha presentato un ordine del giorno
che va esattamente in questa direzione. Dai dati che il Governo ha
prodotto, la Sicilia si troverà nei prossimi mesi in una condizione
finanziaria, certamente, che non soffre le criticità ataviche. Noi
chiediamo che il Governo, nel momento in cui la Corte dei conti
esprimerà il giudizio di parifica sui rendiconti degli anni
pregressi - sappiamo che, nelle prossime settimane, si pronuncerà
sul 2020 e poi, a seguire, sugli altri rendiconti - che vengano
stanziati non meno di 500 milioni di euro dell'avanzo di
amministrazione non vincolato della Regione per fare un piano
straordinario, per la messa in sicurezza del territorio.
Noi continueremo a vigilare, Presidente, e al di là di un'azione
politica che oggi serve e noi lo facciamo in maniera responsabile a
dare una prima risposta, continueremo a tenere i riflettori accesi
quando si spegneranno, quando l'azione mediatica non avrà, come
dire, la luce che ha in queste ore, in questi giorni, e quando le
popolazioni, ecco, non avendo risposte faranno sentire il grido di
dolore che saremo pronti a raccogliere e a portare in quest'Aula e
in tutte le sedi istituzionali e politiche opportune. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a parlare
l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie, Presidente. Ho ascoltato tutti gli interventi e i
contributi che i colleghi hanno dato alla discussione e al
dibattito. Penso che siano stati interventi pacati, nella maggior
parte, e che hanno cercato di dare stimoli anche
all'Amministrazione regionale per mettere in campo provvedimenti
condivisi da questo Parlamento.
Io penso che ci siano due argomenti che non si sono trattati in
questa discussione e penso che meritino l'urgenza di trattarli.
Tutta la parte che riguarda la tassazione tributi. Noi abbiamo, in
questa fase, aziende che si sono fermate, hanno le scadenze dei
mutui, hanno le scadenze dei finanziamenti, hanno le scadenze delle
tasse nei prossimi giorni e non hanno come poterle pagare. E'
importante mettere in campo, col Governo nazionale, la possibilità
di una moratoria che dia la possibilità a queste aziende, in questa
fase di difficoltà, per tutto il 2026, la moratoria di quelle che
sono le scadenze tributarie, le scadenze fiscali, le scadenze
economiche che hanno per quanto riguarda i mutui e i prestiti nei
confronti di istituti bancari, di poter posticipare tutto in avanti
e dare la possibilità, in questi mesi, di potere utilizzare le
poche entrate che hanno per sopperire a quelli che sono gli
interventi per mettere in campo di nuovo le proprie aziende al fine
di poter produrre. Questo deve avvenire, sia per quanto riguarda le
aziende e le imprese ma anche per i cittadini.
Io penso a quella frana della città di Niscemi, a quelle famiglie
che hanno costruito quelle case, tante famiglie hanno dei mutui,
contratti e, quindi, le rate da pagare per quella casa che hanno
comprato e hanno costruito in quella zona, che sarà completamente
distrutta e per la quale dovranno continuare a pagare quel mutuo
anche se non si trovano nelle condizioni di poter pagare e avranno
la beffa, non avere più la casa e restare a pagare il mutuo.
Quindi, sono interventi che si devono programmare e pensare
perché ci deve essere una moratoria che, in questo momento, blocchi
le scadenze e, poi, si dia la possibilità di avere un provvedimento
che vada ad individuare i singoli casi, le aziende e i cittadini
che devono essere aiutati rispetto a quegli altri che, invece,
hanno la possibilità di poter pagare.
Poi, un altro provvedimento importante: questi 110 milioni, che
sono disponibili tra le risorse che stiamo andando ad approvare e
quelle del Governo nazionale, servono per i primi interventi,
interventi di somma urgenza, ma somma urgenza significa per
ristorare e dare la possibilità, poi, di poter restituire a quei
comuni che vanno ad intervenire per le somme urgenze, queste
risorse.
Io penso a tutti i comuni che sono in dissesto, che non hanno la
possibilità di intervenire in somma urgenza come potranno riuscire
ad avere queste risorse e a potere utilizzare queste risorse:
perché queste risorse vengono restituite dopo che i comuni
intervengono e vanno a spendere le risorse nei primi giorni di
intervento, perché sappiamo che i lavori di somma urgenza sono gli
interventi che possono e si mettono in campo nei primi otto, dieci
giorni. Non sono interventi che poi vengono, successivamente,
realizzati - da esperienze da sindaco - vanno in questa direzione.
Quindi, dobbiamo cercare subito di intervenire, di mettere a
disposizione le risorse per quei comuni, specialmente, che sono in
difficoltà, in dissesto, per potere intervenire per quei lavori di
urgenza per quelle finalità per cui le somme sono state stanziate
sia dal Governo nazionale che da quello regionale e poi pensare
subito ad una progettazione mirata per gli interventi importanti,
strutturali, utilizzando i fondi strutturali.
Sbaglieremo a utilizzare fondi di bilancio per interventi
strutturali che vanno a mitigare quello che è il rischio
idrogeologico, il rischio della calamità, quello che è stato poi
l'intervento devastante da parte della natura nei confronti di
tutta quella costa che parte da Messina e, non voglio dimenticare,
arriva fino a Ragusa.
Non si è parlato della nostra provincia che è stata completamente
devastata, specialmente, per quanto riguarda l'agricoltura e le
coste, di potere avere interventi che possano nell'immediato andare
a dare un ristoro ed aiutare, specialmente, i comuni per interventi
di prima necessità; alle aziende di avere una moratoria perché non
possiamo intervenire in altro modo se non su una moratoria e, dare
la possibilità a queste aziende - ne abbiamo parlato già nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - specialmente
per quanto riguarda il DURC e la regolarità fiscale, perché il 16
di febbraio queste aziende non saranno più in regola col DURC, non
avranno la possibilità di potere esibire la propria regolarità
contributiva nei confronti degli enti che devono anche loro
percepire delle risorse da parte degli enti e si blocca lì con un
circolo - sappiamo - non vizioso ma, al contrario, che blocca la
possibilità di avere liquidità alle aziende.
Quindi, questo è l'invito che faccio al Governo di interloquire
col Governo nazionale per quanto riguarda la possibilità di mettere
in campo una misura straordinaria per le moratorie, sia per quanto
riguarda i tributi e la parte fiscale, sia per quanto riguarda
quelle che sono le scadenze nei confronti degli istituti bancari e,
dall'altro, mettere a disposizione dei comuni, specialmente quelle
in dissesto, delle risorse una tantum, subito, per gli interventi
urgenti, visto che non possono intervenire con somma urgenza perché
non hanno la possibilità di poterle appostare in bilancio,
utilizzando somme di bilancio perché i comuni sono in dissesto.
Quindi, sono interventi necessari e importanti da poter mettere in
campo subito. Tutto il resto viene con la programmazione e nei
prossimi giorni.
Oggi, si devono aiutare le famiglie, si devono aiutare le imprese
per quello che è il rischio che corrono a causa di questa
devastante calamità e che si trovano esposti a fenomeni che non
sono legati alla calamità stessa ma provengono dalla difficoltà di
avere risorse per poter essere in regola con quelle che sono le
proprie scadenze.
Quindi, volevo dare questo contributo, signor Presidente, al
Governo perché lì ci deve essere una interlocuzione anche col
Governo nazionale, non sono provvedimenti che nascono soltanto da
una risposta che può dare il Governo regionale, quindi una
interlocuzione con il Governo nazionale, con un provvedimento
speciale e specifico per queste aree. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate. È iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà. Vi chiedo al solito se poteste
rimanere nei tempi.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cinque minuti me li deve consentire, Presidente, anche per portare
una testimonianza diretta da parte di chi in quelle due notti non
solo non ha dormito ma aveva il peso e la responsabilità delle
proprie comunità, soprattutto, per salvaguardarne l'incolumità.
Io desidero ringraziare, ad apertura del mio intervento,
Presidente, la macchina della Protezione Civile regionale. La
macchina della Protezione civile regionale, non solo ha funzionato,
ma ha dimostrato in questa occasione che le vite umane, con la
giusta prevenzione, possono essere salvate.
Presidente, in questa occasione sono accanto, nella qualità di
Sindaco, più che di parlamentare, alla comunità di Niscemi, perché
quel tipo di eventi, anche se prevedibili, di fronte alla natura,
anche se si fanno interventi di portata rispetto a quelli che
prevedono anche i piani di assesto idrogeologico, non sono
gestibili, Presidente. Com'è successa la stessa cosa con questo
fenomeno, che ormai si ripete sempre di più, dei cicloni nel
Mediterraneo che, invece di avere un clima mediterraneo, ormai è un
clima tropicale, si possono solo prevedere gli effetti ma non
fermare, si possono fermare solo facendo interventi adeguati per
tempo e sbloccando quello che è il sistema di autorizzazione della
Regione.
Lo ha detto bene già il collega De Luca, voglio aggiungere invece,
Presidente, un aspetto fondamentale: ha funzionato la macchina
della Protezione civile, non sta funzionando la gestione
dell'emergenza da parte del Governo.
Io desidero portare la mia esperienza: in questo momento, il
comune di Roccalumera, sotto la responsabilità di un sindaco che ha
poco dalla sua parte e come forza e sotto la responsabilità di un
dirigente, unico dirigente del comune, che già ha impegnato somme
che superano il milione e mezzo, senza ancora, ad oggi, ad otto
giorni dall'evento, avere la copertura finanziaria. Qua stiamo
litigando, chi mette di più o chi mette di meno, ma oggi ancora i
comuni non hanno la certezza di avere la copertura per uscire delle
emergenze
Qua ho sentito interventi di colleghi che ancora non sanno nemmeno
quello che è successo nei nostri comuni, che non hanno contezza di
quello che è successo, noi siamo senza luce, senza acqua, senza gas
e, ancora peggio, senza fognature. Le nostre fognature scaricano a
mare, le nostre fognature non hanno la possibilità di essere
gestite perché mancano le condotte, perché mancano gli impianti di
sollevamento, e noi stiamo intervenendo assumendoci responsabilità,
Presidente e Governo, che non sono indifferenti.
Già stasera noi dovevamo avere la certezza e il trasferimento
delle risorse, noi già stasera dovevamo avere i provvedimenti che
consentissero di dare copertura, noi stiamo agendo al buio,
Presidente, noi stiamo agendo senza avere la certezza che domani
qualcuno ci venga a battere dietro la porta o senza sapere se i
nostri bilanci salteranno nelle prossime settimane. Ma siccome
dobbiamo garantire i servizi pubblici essenziali, nella qualità di
sindaci ci siamo assunti la responsabilità, ma la stessa cosa la
deve fare il Governo, Presidente, e la deve fare stanotte,
presidente Sammartino, già stanotte voi dovete darci la copertura
delle spese che stiamo sostenendo, perché noi sindaci l'emergenza
l'abbiamo saputa gestire, il Governo ancora no Avete insediato una
cabina di regia, avete detto che avete stanziato le risorse e la
delibera l'abbiamo vista pubblicata lunedì e quindi non abbiamo
avuto nemmeno la possibilità di poterla inserire nei provvedimenti
che già abbiamo fatto mercoledì stesso, il giorno in cui abbiamo
preso contezza di quello che era successo. La macchina deve volare,
come stiamo volando noi sindaci e stiamo dimostrando di essere
stati all'altezza, dovete volare voi Io ho visto il testo
pubblicato lunedì mattina, invece doveva esserci già trasferito
nella stessa giornata in cui l'avete approvato, cosa che stiamo
facendo noi, Presidente.
Io desidero ringraziare, Presidente, e chiudo, perché è doveroso
farlo, tutti i colleghi che hanno manifestato la loro solidarietà
in quei momenti anche con una semplice telefonata, naturalmente non
posso ringraziare chi, ancora una volta in un'occasione del genere,
ha perso l'occasione per stare zitto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. È iscritto a parlare
l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Mi fa piacere che l'onorevole
Lombardo, in ultimo, abbia preceduto quello che volevo dire io,
perché in questa grande tragedia, un settore ha indubbiamente
funzionato, ossia quello della prevenzione. Se non ci sono state
vittime, se non ci sono stati feriti, lo dobbiamo alla certosina
previsione di quello che è successo in quei drammatici giorni. Ciò
ha permesso ai sindaci di attuare anche l'ordinanza di sgombero
delle case sui litorali, che potevano essere investite da onde
anomale, e ciò non ha potuto evitare i danni alle cose, alle
strutture, alle abitazioni, ai lidi, ma ha evitato quello che è la
cosa più importante: danni alle vite delle persone
Purtroppo, questo poi ha il rovescio della medaglia perché non ci
sono stati morti, non ci sono stati feriti, il fenomeno non è stato
attenzionato come si doveva dai mass media nazionali. Dobbiamo
dirlo, purtroppo, ormai viviamo in un periodo di attività mediatica
che guarda solo allo scoop, che deve vedere il sangue, che deve
vedere grondare la tragedia, altrimenti, non è successo niente.
Fortunatamente non è successo niente dal punto di vista della
perdita di vite umane, ma è successa una devastazione senza
precedenti ai territori. E questo ha riguardato, principalmente, i
comuni della fascia ionica della provincia di Messina, il catanese,
ma vorrei ricordare, ha riguardato anche il siracusano e la fascia
orientale della provincia di Ragusa. Danni, quindi, enormi, e credo
che sia ingeneroso, oggi, siano stati ingenerosi gli attacchi al
Governo, perché il Governo della Regione è intervenuto prontamente
da delibera di Giunta, credo che sia dello stesso mercoledì, o di
giovedì mattina, tutte le risorse in quel momento disponibili sono
state impegnate, come devo dire grazie al presidente Galvagno, ma
grazie a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione
di questo Parlamento, che non hanno esitato un attimo nello
stravolgere la programmazione dei lavori parlamentari per
intervenire immediatamente, per quanto possibile, oggi stesso, con
questo disegno di legge che diverrà, mi auguro da qui a poco, legge
della Regione siciliana, che stanzia ulteriori interventi sui
settori più colpiti.
È chiaro che si tratta di interventi di emergenza, di interventi
per le prime necessità, che non ci possono assolutamente far sedere
sugli allori, ma che ci devono spingere a monitorare continuamente
la situazione e ad intervenire quanto più possibile.
Per quanto riguarda l'intervento del Governo nazionale, non mi
trincero dietro il silenzio, dico che, anche personalmente, mi
attendevo qualcosa di più. Però, anche in questo caso, è un
intervento iniziale, un primo intervento, e abbiamo avuto
assicurazioni che, chiaramente, non ci si soffermerà su questo.
Noto con piacere che tutta l'opposizione ha riconosciuto gli
interventi in favore dell'Emilia Romagna da parte di un Governo
che, chiaramente, non era dello stesso colore del Governo
dell'Emilia Romagna, però state sereni che, anche in questo caso,
si interverrà.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
ASSENZA. Un ultimo pensiero agli abitanti di Niscemi, che stanno
veramente vivendo una tragedia senza pari, lasciare le proprie
abitazioni con, magari, il timore - e in questo caso temo fondato -
che non vi si rientrerà più, oltre a un danno materiale, è un danno
morale, una perdita del proprio habitat, del proprio stare insieme,
dei propri ricordi familiari, dei propri avi, che non può essere
compensato con alcun ristoro economico, che però deve essere
approntato quanto più presto possibile e credo che il Governo
regionale non si tirerà indietro neanche in questo caso.
Per il resto, abbiamo la possibilità di attivare anche fondi
comunitari, purtroppo, anche ricorrere agli interventi dell'Europa,
avendo, purtroppo, superato i danni subiti dalla nostra Isola il
miliardo di euro. Questo, anche attraverso una riprogrammazione dei
fondi FSC e quant'altro, potrà in seguito permettere di
intervenire, ma oggi era quello che si poteva fare e questo
Parlamento l'ha fatto, questo Governo lo ha fatto e di questo
dobbiamo essere tutti consapevoli, con un pizzico di orgoglio, però
non abbiamo fatto altro che il nostro dovere.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Scusi, onorevole Di Mauro. Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Sì, solo per alcune precisazioni. Partiamo dalla
vicenda legata al ciclone Harry. Io ho ricevuto il rapporto
informale di Ispra, che mi sarà dato formalmente venerdì e potrei
anche darlo ai colleghi se lo volessero vedere, e parla di una...
Scusi, Presidente, non riesco a parlare. No, per voi, colpa
vostra
Il rapporto di Ispra parla di «un evento atmosferico catastrofico
unico registrato nel Mar Mediterraneo». Le boe di Ispra hanno
registrato onde alte 16,6 metri, mai viste onde così alte,
considerate nel Mar Mediterraneo quella precedente più alta era
intorno ai 10 metri. Stiamo parlando di cinque piani di un palazzo
che si sono avventati sulle nostre coste. Un evento atmosferico
catastrofico, unico
Fatta questa premessa, è chiaro che i nostri sono territori
fragili e che il cambiamento climatico incide su questi fenomeni e
che dobbiamo cominciare a immaginare le nostre coste e i nostri
territori in maniera diversa. Stiamo avviando questo tipo di
percorso, insediando l'Osservatorio nazionale per l'adattamento ai
cambiamenti climatici e anche una serie di misure che servono per
l'impatto contro il cambiamento climatico. Non a caso, i 245 parchi
urbani finanziati sono assolutamente su questa linea, così come i
fondi che dal mio insediamento ho chiesto e ottenuto in più per
l'erosione della costa, però è pure vero che non bastano mai,
intanto perché la costa siciliana è enorme e perché i tempi per le
autorizzazioni ambientali, per quanto possa comprimerli, sono
delineati da una normativa nazionale che è la 152 che, ovviamente,
è una normativa che non spetta a noi potere comprimere.
Ecco perché oggi ringrazio i colleghi, il Presidente, la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per avere
accettato una serie di proposte che il Governo ha portato qui in
Aula. Una tra queste è quella che mi permette di istituire una
sottocommissione alla CTS ad hoc che si occuperà proprio di
erosione della costa, di dissesto, di PUDM e di tutte le opere
sulla costa in maniera proprio concentrata. Fa il pari a questo la
richiesta che inoltriamo al Governo nazionale per avere una deroga
all'interno dell'ordinanza che ha già delle deroghe rispetto alla
normativa sulla materia degli appalti, rispetto alla sospensione
dei mutui e noi chiederemo, chiediamo, una deroga per dimezzare i
termini nelle autorizzazioni ambientali e metterci così nelle
condizioni di fare prima e di fare presto.
Io non voglio scendere alle provocazioni rare, perché questa è
stata un'Aula con interventi tutti di grande profilo, di grande
solidarietà e, devo dire, anche di grande senso di responsabilità
per il momento che la Regione siciliana sta vivendo, per cui non
scadrò nella polemica di quei rari casi, in cui, invece, forse
perché magari non si riesce ad accettare il fatto di essere
scavalcati a sinistra dai propri discepoli, si scende a un livello
che non è quello del senso di responsabilità che la politica in
questo momento chiede. Potrei rispondere facilmente dicendo che non
sono colpa mia i ritardi a Santa Teresa di Riva, perché io sono
Assessore da poco più di un anno, ma sarebbe meschino e non
rispettoso di un'autorità come la CTS che, negli ultimi due anni,
ha registrato dei dati sempre record e ha anche azzerato i ritardi,
con anche quest'anno oltre 1.100 pareri di cui oltre 800 positivi
ed ha sempre tentato di andare incontro alle istanze con il
confronto, l'istruttoria e l'ascolto degli altri interlocutori.
Una relazione che ho qui - e che posso lasciare agli atti, signor
Presidente - racconta di un'istanza presentata nel 2022 e che
diventa procedibile perché era corredata della documentazione
richiesta soltanto il 31 marzo 2024, successivamente, il 30 luglio
2024, il Commissario di Governo chiedeva una sospensione dei
termini per 180 giorni, per essere messo nelle condizioni di
rispondere al parere istruttorio della stessa CTS, quindi,
un'interruzione dei termini non dovuta da noi ma richiesta dal
Commissario del Governo.
L'iter riprende il 18 dicembre 2024, ma è carente di
documentazione che viene più volte sollecitata, compreso il 13
maggio 2025, e che finalmente poi viene trasmessa dal proponente,
che non aveva corredato di questa ulteriore documentazione la
richiesta. Il 20 giugno viene emesso parere, e a distanza di dieci
giorni, l'1 luglio 2025, io firmo il decreto.
Questi sono fatti, perché sono i dati, comunque, siccome non
voglio entrare nelle polemiche, voglio invece segnare, con
responsabilità, quello che serve oggi alla Sicilia e ciò che serve
è andare incontro a queste imprese che sono in ginocchio.
Ecco perché oggi ringrazio i colleghi, ripeto, sia in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che ora in Aula, per aver
accolto un primo segnale di vicinanza alle imprese balneari con
l'esenzione del pagamento del canone per il 2026, poiché avere
individuato questi dieci milioni di euro è un segnale, intanto, di
assoluta vicinanza a questa categoria che è in ginocchio. In più,
abbiamo predisposto - e sono contenta che qualcuno dei colleghi
l'abbia anche sottolineato, perché vuol dire che abbiamo
intercettato un'esigenza che è anche in questa Assemblea, ma su cui
già stavamo lavorando - la richiesta di proroga dei termini della
scadenza delle concessioni balneari, non soltanto perché non
riescono ad ammortizzare, da qui al 2027, gli investimenti di uno
stabilimento che deve, per lo più, essere rifatto ex novo e la
scadenza non permette di ammortizzare questo investimento, ma anche
sulla base di un altro presupposto tecnico-giuridico.
La pianificazione dell'utilizzo del demanio marittimo, in molti
casi, dovrà essere rivista perché alcuni luoghi dove erano state
individuate, nella pianificazione dei territori, aree destinate ad
imprese balneari, molto semplicemente quelle aree oggi, dopo il
ciclone Harry e con la devastazione della stessa morfologia delle
coste, purtroppo, non sono più neanche esistenti Quindi, è chiaro
che una pianificazione dovrà essere rifatta e se dobbiamo
rivederla, per quanto io chiederò il dimezzamento dei termini anche
nell'iter per l'approvazione dei PUDM, c'è necessità di mettere
mano, con un iter complesso che vede impegnate le giunte comunali,
i consigli comunali, il servizio, la CTS, un iter che ha la sua
complessità, cosa che non consente, a questo stesso iter, di potere
essere completato prima della scadenza del 2027.
Pertanto, sono due necessità e due requisiti, di cui uno tecnico-
giuridico che ho appena illustrato, che mi permettono di chiedere a
Roma un differimento dei termini delle scadenze dei balneari e mi
auguro che questo il Governo nazionale possa accoglierlo, che
quanto meno attivi un'interlocuzione con Bruxelles, perché sappiamo
bene che molti di questi termini e di questi tempi sono dettati
della Direttiva Bolkestein, sono dettati da Bruxelles.
Si è polemizzato sull'Emilia Romagna e sui fondi destinati alla
Regione siciliana dal governo Meloni...
DE LUCA Antonino. Non è polemica
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io vorrei solo
ricordare che quando è stata declarata l'emergenza per l'Emilia
Romagna, il primo stanziamento del Consiglio dei Ministri, nei
primi di maggio, è stato di dieci milioni di euro, da lì, a qualche
settimana, è stato incrementato fino ad arrivare a
quattrocentonovanta. In tutto i fondi, che poi sono stati dati per
la ricostruzione, sono arrivati a due miliardi e sette, questi
sugli interventi diretti di ricostruzione, escluso poi i mutui e
tutti gli ammortamenti e la cassa integrazione.
Quindi, stiamo parlando di step per step in cui il Consiglio dei
Ministri, lo stesso Consiglio dei Ministri che si sta occupando di
noi, era partito da dieci milioni per arrivare a quasi quattro
miliardi e nove nella spesa complessiva.
Ora, è chiaro che questo è un primo stanziamento, è talmente
chiaro che non è calibrato sulle esigenze, che sono cento milioni
divisi per tre regioni e questa è la risposta alla domanda: il
fatto che non sia stato calibrato su una Regione che ha denunciato
già danni per quasi il quadruplo rispetto agli altri, vuol dire che
si tratta proprio di un primo stanziamento legato alla declaratoria
di emergenza, ma ce ne saranno altri.
Il Presidente Schifani ha voluto fare una task force dove io e
qualche altro collega siamo stati chiamati a farne parte e questo
ci porta ad avere un impegno ancora maggiore di responsabilità
rispetto a quello che ha direttamente il nostro Presidente che è
designato Commissario. Non faremo mancare il nostro sforzo, il
nostro apporto e il nostro lavoro. Questo lo dobbiamo ai tanti
sfollati di Niscemi, a tutta la costa della Regione siciliana, lo
dobbiamo a quanti hanno perso le loro case, ma anche a quanti hanno
perso la loro attività, il loro lavoro e lo facciamo col senso di
responsabilità che ci accompagna.
Qualsiasi idea, supporto che possa arrivare da questa Assemblea è
preziosa per noi, lavoriamo tutti nella stessa direzione. Abbiamo
chiesto un'attenzione maggiore dei media e ringraziamo il fatto che
oggi sia venuta Elly Schlein richiamando così l'attenzione dei
media, così come è venuta nei giorni scorsi, immediatamente, anche
la seconda carica dello Stato, il Presidente La Russa, e così come
verranno nei prossimi giorni altri esponenti del Governo.
Non sono passerelle, sono vicinanze al nostro territorio e anche
attenzioni che vengono accese sulla Regione siciliana e tutto
questo serve, come serve - e ringrazio l'onorevole Venezia e quanti
altri lo hanno detto - lavorare insieme col senso di responsabilità
che oggi ci accompagna, perché l'obiettivo non è fare campagna
elettorale sulla disgrazia degli altri, l'obiettivo è dare risposte
concrete a dei bisogni che erano imprevedibili e che, certamente,
non vogliamo che si ripetano più. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente della
Regione, Sammartino. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Signor
Presidente, ringrazio il Parlamento e la presidenza della
Commissione Bilancio per la celerità con la quale ha incardinato,
oggi stesso, un provvedimento voluto dalla Giunta di Governo che
stanzia le primissime risorse che, con il bilancio della Regione,
mettiamo a disposizione dell'articolato che tra poco verrà esitato
per fronteggiare quello che è un primissimo aiuto nei confronti
delle comunità colpite dal ciclone che si abbattuto negli scorsi
giorni, sulla costa sud orientale della nostra Regione.
Questo è un provvedimento che guarda con fiducia al lavoro che, in
queste ore, nel raccordo istituzionale tra il Governo regionale e
il Governo nazionale e con il provvedimento di stanziamento delle
prime somme che il Governo nazionale ha deciso di destinare alla
nostra Regione, serve a guardare negli occhi i sindaci, a cui va il
ringraziamento di tutto il Governo per l'intervento puntuale e
attento nelle prime ore del disagio che si è iniziato ad avvertire
nelle nostre coste.
Un disagio che è stato governato, consentitemelo di dire, perché è
emerso anche dal dibattito parlamentare, dalla straordinaria
capacità degli uomini e delle donne della Protezione Civile della
nostra Regione che hanno lavorato, incessantemente, nelle fasi di
pre-allerta delle nostre comunità, ma, soprattutto, nei momenti più
delicati, quando il fenomeno che si andava ad intensificare, ha
colpito non soltanto le attività commerciali, che sono state
spazzate via, come se mai fossero state impiantate nei nostri
litorali, ma anche le civili abitazioni dei nostri concittadini, a
cui va la vicinanza, ovviamente, di tutto il Governo regionale.
Perché il dramma che si sta vivendo, in queste ore, per gran parte
della popolazione della Sicilia orientale, è un dramma che vede
spegnere la speranza di alcune attività commerciali, che vede venir
meno alcune certezze come le proprie abitazioni, ma che,
soprattutto, ci spinge in queste ore a lavorare, incessantemente,
insieme al Presidente della Regione e a tutta la Giunta - che
voglio ringraziare, non per ultima la collega Savarino, per
l'intervento che ha fatto - nel rappresentare quello che è un reale
bisogno che hanno, oggi, i nostri concittadini.
La nostra Regione si batterà E lo dico a chi, in questi
frangenti, ha voluto utilizzare toni poco consoni e, magari, non ha
pesato le parole in quest'Aula, a chi pensa che il Sud del Paese,
la nostra Regione, sia stata dimenticata dal Governo nazionale che,
anche in queste ultime ore, ci sta accompagnando e qui va un
ringraziamento, vero e sincero, al capo della Protezione Civile
nazionale per l'imminente intervento che si è dispiegato nella
comunità di Niscemi.
Oggi, il Presidente della Regione non è in Aula, cari colleghi,
perché, insieme al capo della Protezione civile nazionale ha
sorvolato e ha visitato i luoghi di quella che è una nuova e
drammatica emergenza della nostra Regione, di una tragedia e di un
fenomeno ancora tutto da decifrare, che sta colpendo la comunità di
Niscemi e che oggi è al centro del dibattito in questo Parlamento.
Un fenomeno che sta preoccupando non soltanto la comunità di
Niscemi, con le migliaia di nostri concittadini che in queste ore
si stanno allontanando dalle proprie abitazioni, ma anche il
Parlamento siciliano che, sono certo, sarà chiamato nelle prossime
ore ad intervenire con la stessa attenzione con la quale oggi si
sta trattando il primo provvedimento sul ciclone Harry.
E questo si è potuto fare grazie alla macchina dell'emergenza che
si è messa in campo, ma, consentitemelo di dire, grazie anche alla
capacità dei nostri sindaci che, in raccordo col Governo regionale,
hanno messo in campo tutte le misure necessarie che un Governo può
mettere a disposizione, in queste ore, visto quanto la natura ha,
purtroppo, consegnato alla nostra Terra nell'avvio di questo anno
che è appena iniziato.
E' un momento davvero drammatico, cari colleghi, lo dico senza
enfasi, ma lo dico con la responsabilità di Governo, di chi sa che
le risorse che abbiamo appena stanziato con questo provvedimento
legislativo - tocchiamo i novanta milioni di euro - sono delle
risorse irrisorie per venire incontro ai provvedimenti che gli
amministratori locali - come qualche sindaco in quest'Aula ha
voluto ricordare - stanno affrontando, con l'impegno massimo di
reperire somme, sia dal Governo nazionale che dalla Commissione
europea, per quelle che possono essere le spese di compatibilità
del programma comunitario, per venire incontro ai ristori di una
categoria e di tante altre categorie colpite in queste ore e che
incidono fortemente sulla filiera produttiva del PIL della nostra
Regione, a partire dal settore turistico che, in queste ore, vive
le prime disdette in una Regione che vive, in quel litorale, così
come in altre zone magnifiche della nostra Regione, di un prodotto
generato dall'attrazione dei nostri beni culturali, dall'attrazione
delle nostre bellezze paesaggistiche.
È a quel comparto che con grande forza il Governo si rivolgerà,
nelle prossime ore, non solo per ristorare e mitigare, ma anche per
rimettere in piedi le attività perché dobbiamo sapere dosare anche
le parole in queste ore. È vero che l'attenzione dei media
nazionali, che in questi ultimi accadimenti si sta manifestando con
maggiore vigore nella comunità di Niscemi, è stata a volte
sottovalutata per quanto riguarda il fenomeno dei cicloni nella
costa sud-orientale, ma è anche vero, ed è giusto che con
franchezza lo diciamo in questo Parlamento, che si devono
affrontare i problemi con linguaggio giusto.
Abbiamo di fronte a noi mesi e anni complicati per l'economia
siciliana ed un termine sbagliato o l'enfatizzazione di una frase
può degenerare anche con la perdita di attrattività che la nostra
Regione potrebbe vivere in termini di investimenti, ma soprattutto
anche di attrazione turistica.
Questo non ce lo possiamo permettere e non se lo possono
permettere tanti siciliani che, in queste ore, vedranno - grazie al
provvedimento dell'emergenza nazionale - il blocco dei mutui, la
deroga sulla pressione fiscale e quelle che saranno le
contribuzioni nel mercato del lavoro, ma non ce lo possiamo
permettere neanche per i tanti che, in queste ore, vedono svanire
la speranza di attività imprenditoriali, per i quali l'accesso al
credito è stato complicato e per i quali il Governo sta iniziando
ad intervenire con il blocco delle rate dei mutui. Non ce lo
possiamo permettere per i tanti produttori agrumicoli della nostra
Regione che, in queste circostanze, hanno visto la perdita della
produzione di un intero anno e che hanno registrato un calo di
fatturato molto più importante rispetto alla crisi agrumicola del
2024. Non ce lo possiamo permettere perché la produzione primaria
della nostra Regione sforna milioni e milioni di euro che incidono
sulla fascia del trasformato dell'intero Paese. Per ultimo, non ce
lo possiamo permettere per i tanti pescatori che, nelle marinerie
della Sicilia orientale, hanno visto perdere servizi,
infrastrutture, imbarcazioni e un reddito certo.
Per tali motivi, il Governo inizia, in questo primo provvedimento,
con le parole "somme di urgenza" per potenziare i capitoli della
Protezione civile, del Dipartimento Pesca', del Dipartimento
Agricoltura' e sgrava dai canoni demaniali, di qualunque
concessione demaniale, per l'anno 2026, tutti coloro i quali erano
possessori di una concessione e tutto ciò per avviare uno
strategico rapporto di collaborazione con il Governo nazionale, al
quale va comunque il nostro ringraziamento, onorevoli colleghi.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cortesemente, soprattutto vicino
al banco del Governo...
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Dicevo,
che un ringraziamento va al Governo nazionale perché, comunque, sin
dall'immediata emergenza, la Presidenza del Consiglio dei Ministri
ha lavorato in stretto raccordo con il Presidente della Regione e
lo sta continuando a fare in questi minuti, con i nostri
dipartimenti, coordinati dalla Protezione Civile e dal Presidente
della Regione, che inviano atti programmatori per quello che sarà
il percorso complicato e lungo della ricostruzione.
Il Governo della Regione, e lo dico a nome di tutto il Governo,
farà di tutto, cari colleghi, per difendere non soltanto la dignità
e la storia politica della nostra Regione, ma anche per sbattere i
pugni, se sarà necessario, nei confronti di un Governo amico perché
nessuno venga lasciato indietro, con la consapevolezza che questo
Governo nazionale, come onestamente qualcuno di voi ha voluto
ricordare, nell'emergenza del Paese non si è mai tirato indietro.
L'ha fatto nell'emergenza della regione Emilia-Romagna, che
qualcuno ha voluto ricordare; l'ha fatto in altre occasioni
nell'anno 2024 e sono certo che interverrà col massimo vigore anche
nell'anno 2026 con l'emergenza che sta drammaticamente colpendo la
nostra Regione, utilizzando i fondi interministeriali, utilizzando
tutte le risorse che oggi lo Stato ha a disposizione.
In conclusione, onorevoli colleghi, mi appello al lavoro
intelligente che ha svolto in questi minuti il Presidente
dell'Assemblea, a nome di tutti i parlamentari di quest'Aula, a
nome del Governo, chiedo un voto unanime su questo provvedimento
per dare un segnale di forza politica, di condivisione, di non
lacerazione tra le forze di maggioranza e di opposizione, affinché
un messaggio anche unitario possa uscire da Sala d'Ercole, per
rappresentare a tutti i Siciliani, in maniera indistinta, quello
che è un primo inizio di percorso che questo Parlamento è stato
chiamato a fare, con l'ausilio ovviamente del Governo.
Anche per dare un segnale alla politica nazionale che questa
Terra, nei momenti di difficoltà, non soltanto è capace di essere
solidale con i nostri concittadini, con i nostri primi cittadini,
ma anche solidale nei confronti di tutti coloro i quali, fuori da
questo Parlamento, oggi guardano con attenzione a quello che in
questi minuti andremo a votare.
Ritengo che un messaggio chiaro al Governo nazionale questo
Parlamento, in questa fase, è chiamato a darlo, per dare coesione
di intenti, ma soprattutto visione di quello che sarà un percorso
che - ribadisco - vedrà instancabilmente il Governo all'azione nei
prossimi giorni e nei prossimi mesi, ma che sia anche di buon
auspicio nei confronti del Governo nazionale perché si faccia
presto e meglio il lavoro di collaborazione istituzionale che si è
avviato. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto
di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Misure urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo
avversi
dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026
1. Al fine di far fronte ai danni causati dagli eventi meteo
avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026 le autorizzazioni di
spesa di cui alla tabella 1 dell'articolo 59 della legge regionale
5 gennaio 2026, n. 1, previste per le finalità dell'articolo 3
della legge regionale 7 luglio 2020, n. 13, e per le finalità
dell'articolo 39 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 9 sono
incrementate per gli importi seguenti:
Variazioni
Nor M P T A R Cap Descrizio N N V 2025 202 202
mati i r i m u itol ne OT a i 6 7
va s o t m b o E t n
di s g o . r u c
rife i r l n i r o
rime o a o e c a l
nto n m a F a
e m o t
a n i
d
i
L.R 2 1 1 4 117 FONDO E1 20.00 0,0 0,0
. 11 318 REGIONALE BT 0.000,0 0 0
13/2 PER GLI 0
020 INTERVENTI
ART DI PARTE
. 3 CORRENTE
L.R CONSEGUENTI
. ALLA
13/2 DICHIARAZIO
022 NE DELLO
Art STATO DI
. 9 CRISI E DI
L.R EMERGENZA
. REGIONALE
23/2 DI
024 COMPETENZA
Art DEL
.2, DIPARTIMENT
c.1 O
PROTEZIONE
CIVILE
L.R 1 2 1 1 4 348 FONDO DI E1 5.000 0,0 0,0
. 6 0 123 SOLIDARIETA T .000,00 0 0
9/20 ' REGIONALE
19 DELLA PESCA
ART
. 39
L.R
.
13/2
022
TOTALE 25.00 0,0 0,0
0.000,0 0 0
0
2. Per le medesime finalità di cui al comma 1, al fine di far
fronte ai danni causati nel settore dell'agricoltura, è autorizzata
la spesa di 5.000 migliaia di euro destinata a spese correnti, da
iscrivere in un apposito Fondo per gli interventi conseguenti allo
stato di crisi e di emergenza regionale di competenza del
Dipartimento regionale dell'agricoltura (Missione 16, Programma
1).
3. Al fine di consentire la realizzazione di interventi
conseguenti ai danni causati da eventi eccezionali per i quali
viene dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale ai
sensi dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, n. 13 e
successive modificazioni, individuati dai commissari delegati per
l'emergenza nominati ai sensi del medesimo articolo 3 della legge
regionale n. 13/2020, il Ragioniere generale è autorizzato a
effettuare le eventuali variazioni di bilancio occorrenti per
iscrivere su differenti capitoli gli stanziamenti dei capitoli
istituiti per le suddette finalità, per adeguarli al piano dei
conti integrato e garantire la rilevazione unitaria dei fatti
gestionali, anche prevedendo l'istituzione di nuovi capitoli, ferma
restando la spesa complessivamente prevista per ciascuno dei
medesimi capitoli.
4. Le risorse del Fondo regionale per gli interventi di parte
corrente conseguenti alla dichiarazione dello stato di crisi e di
emergenza di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 13/2020
(Missione 11, Programma 2, capitolo 117318) possono essere
destinate, nella misura che sarà stabilita ai sensi del comma 3 del
medesimo articolo, anche al finanziamento di interventi, da attuare
per il tramite di IRFIS-FinSicilia S.p.A., finalizzati a sostenere
le attività di gestione di stabilimenti balneari e le altre
attività ricadenti sui litorali che hanno subito perdite
significative e sospensioni di attività economiche a causa degli
eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026, al fine
di ripristinare la normale operatività ed evitare ripercussioni di
ordine ambientale e sanitario.
5. Per le finalità di cui al comma 4 è costituito un apposito
plafond nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della
legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni,
la cui disciplina attuativa, che prevedrà la pubblicazione di
apposito avviso pubblico, è stabilita con decreto del dirigente
generale del Dipartimento regionale delle attività produttive.
6. Il Dipartimento regionale della protezione civile, su richiesta
del Dipartimento regionale delle attività produttive, è autorizzato
a trasferire le risorse stanziate, comprensive degli oneri di
gestione, a IRFIS-FinSicilia S.p.A che provvede ad effettuare i
pagamenti in favore dei soggetti beneficiari.
7. In considerazione dello stato di emergenza dovuto alla calamità
dichiarata con delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio
2026 gli interventi di cui al presente articolo non sono
subordinati alla regolarità contributiva fino al 31 dicembre 2026,
in deroga a quanto disposto dalle disposizioni in materia.
8. I titolari di concessioni demaniali marittime che hanno subito
gravi danni a causa degli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e
21 gennaio 2026, sono esentati dal pagamento dei canoni concessori
relativi all'annualità 2026 per le concessioni demaniali marittime
di competenza regionale avente finalità:
a) turistico-ricreativa;
b) sportiva;
c) nautica da diporto;
d) cantieristica navale;
e) ricadenti nelle aree portuali di competenza regionale
interessate dagli eventi calamitosi.
9. Le minori entrate derivanti dall'applicazione del comma 8 sono
quantificate in 10.036 migliaia di euro.».
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento tecnico a firma del
Governo, concordato con i Presidenti dei Gruppi parlamentari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avevo proposto di estendere il
concetto di emergenza anche alla cosiddetta frana di Niscemi,
poiché la stessa Protezione Civile ha chiesto di separare, cosa che
io considero giusta dal punto di vista tecnico, la fase di sostegno
e di aiuti, dai ristori per gli affitti a tutto il resto, per il
comune di Niscemi: in questo momento, la prospettiva è che sia in
capo al Governo nazionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1 a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 1, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Esenzione pedaggio per i residenti
1. Per l'attuazione di un intervento compensativo in favore del
Consorzio autostrade siciliane, a seguito dei mancati incassi
derivanti dall'esenzione, per il periodo da febbraio a giugno 2026,
per i soli residenti delle province di Messina e Catania, dal
pedaggio sull'autostrada A18 nei caselli di Taormina, Giardini
Naxos e Roccalumera, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2026 (Missione 10, Programma 5)».
Trovate nei tablet l'emendamento 2.R. Si tratta di una riscrittura
di natura tecnica, sempre del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
L'articolo 2 è approvato nel testo della riscrittura.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo73 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9
1. All'articolo 73 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole è articolata in tre sottocommissioni
distinte per materia sono sostituite dalle seguenti: è articolata
in quattro sottocommissioni distinte per materia .
b) al comma 2 le parole le tre sottocommissioni di cui al comma
1 sono sostituite dalle seguenti: le quattro sottocommissioni di
cui al comma 1 .
2. La deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 73,
comma 2, della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9, come
modificato dal presente articolo, è adottata entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge».
C'è un emendamento tecnico, il 3.1, che trovate sui tablet.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2026 e per il triennio 2026-
2028 sono introdotte sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabelle A e B discendenti dall'applicazione delle
disposizioni della presente legge».
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge,
pari a complessivi euro 40.836.000,00 per l'esercizio finanziario
2026, si provvede mediante riduzione, per il medesimo importo e per
il medesimo esercizio finanziario, dell'autorizzazione di spesa di
cui al comma 1 dell'articolo 59 della legge regionale 5 gennaio
2026, n. 1 - Tabella A - (Missione 20, Programma 3, capitolo
215704)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Ordini del giorno
PRESIDENTE. Prima di procedere alla votazione finale, dobbiamo
votare gli ordini del giorno che recano numerazione dal n. 498 al
n. 513 che, ad eccezione dell'ordine del giorno n. 505, sono
accolti dal Governo come raccomandazione.
Per quanto concerne invece l'ordine del giorno n. 505 il Governo
chiede di poterlo votare. Quindi, c'è il parere contrario del
Governo.
Pongo dunque in votazione l'ordine del giorno n. 505, con il
parere contrario del Governo.
GIAMBONA. Parere contrario?
DE LUCA Antonino. Se lo mette sui tablet e se il Governo può
illustrare le motivazioni...
CRACOLICI. Si rimetta all'Aula, Assessore.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie, signor Presidente. Ringrazio anche il
Governo per voler affrontare alla luce del sole questo tema,
considerato che gli altri ordini del giorno li abbiamo poi
considerati accettati come raccomandazione.
Il tema è molto semplice e direi, in una situazione di emergenza
del genere, anche altrettanto banale. Parla uno che ovviamente non
è mai stato contrario al Ponte, ma non ha accettato che i cinque
miliardi... Vicepresidente della Regione, la prego di avere
pazienza. La cortesia che le ha fatto questo Parlamento oggi, ma la
facciamo ai siciliani e non a lei, la ripaga con la sua solita
ingratitudine.
La prego, stia calmo e ascolti Lei che è del partito dei cielo-
turisti, per essere chiari, è uno di quelli che ovviamente
contribuisce a rubare 5 miliardi di Fondo Sviluppo e Coesione alla
Sicilia e al Meridione. Bene, io non ho accettato che il Ponte
sullo Stretto di Messina venisse finanziato con i nostri soldi
Oggi siamo in una situazione di emergenza, dove il Governo
regionale e il Governo nazionale, rispetto a quella che è la
prospettiva della ricostruzione complessiva, che richiede in
Sicilia oltre 2 miliardi di euro, ancora non hanno battuto un colpo
e non so come andrà a finire, da questo punto di vista.
E, allora, visto che noi abbiamo in questo momento 5 miliardi
fermi del Fondo Sviluppo e Coesione che hanno la finalità
esattamente per gli interventi che si devono fare, non comprendo
perché il Presidente della Regione non possa andare dalla Meloni e
dire: "senti, un miliardo di quello che io ho concesso, che sono
dei siciliani, per ora, siccome dobbiamo ripartire, io devo dare un
segnale di chiarezza e di sicurezza anche al mondo, perché
ovviamente c'è il mondo che ci osserva e che sotto il profilo
turistico - l'ho detto già essendo il sindaco di Taormina, gli
effetti che si stanno generando - è necessario al più presto dare
certezza Quindi, è una questione estetica da un lato e sostanziale
dall'altro
Pertanto, questo ordine del giorno prevede semplicemente che si
riapra l'intesa tra lo Stato e la Regione e si prenda una parte di
questo Fondo Sviluppo e Coesione e venga destinato per la
ripartenza della Sicilia, e non credo che sia una bestemmia, non
credo che sia neanche un approccio ideologico al tema del Ponte.
Quindi, chiedo ai colleghi, in un momento delicato, di dare una
risposta di serietà alla nostra Terra e, di conseguenza, spero che
venga votato dall'intero Parlamento e che il Governo possibilmente
ritiri il suo parere contrario. Grazie.
CRACOLICI. Voto segreto
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
C'è una richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole
Cracolici. Vediamo se è appoggiata.
ASSENZA. Ordine del giorno
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, Assessore Siamo in fase
di votazione Siamo in fase di votazione Siamo in fase di verifica
dei richiedenti, Assessore Turano... ma si segga, lasci stare
Assessore Turano, se deve intervenire, prego Sembra che voglia
andare contro. Prego.
TURANO. Io non voglio parlare come Assessore
Votazione dell'ordine del giorno n. 505
PRESIDENTE. Come deputato. Verifica richiedenti... Onorevole
Turano, gentilmente, andiamo in votazione Andiamo in votazione
Pongo in votazione l'ordine del giorno con voto segreto. Parere
contrario da parte del Governo.
Chi è favorevole all'ordine del giorno preme il pulsante verde;
chi è contrario preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 64
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 32
Contrari 24
Astenuti 0
(È approvato)
Pongo in votazione la legge che è più importante, poi interveniamo
tutti. Pongo in votazione... sì, votiamo la legge e poi
successivamente...
(Brusìo in Aula)
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, sarò celere perché il
dibattito è stato ampio e ha, credo, mostrato in maniera chiara
come questo Parlamento voglia dare una risposta seria ai siciliani,
una risposta seria che passa anche da un impegno serio del
Presidente della Regione a non andare più al Governo nazionale con
un piattino in mano chiedendo spiccioli e soluzioni non applicate,
ma chiedendo soluzioni strutturate che passano da investimenti
miliardari di cui la Sicilia ha diritto, e che potrebbero essere
serenamente sviluppati, dismettendo progetti inutili e
irrealizzabili come quelli del Ponte sullo Stretto.
Chiediamo quindi un atto di serietà Abbiamo bisogno di una
risposta immediata, rapida, seria, efficace, inequivocabile. Il
Presidente Schifani, per una volta, deve farsi portatore della
posizione chiara, uscita da quest'Aula.
Presidente Galvagno, ci rivediamo spero presto alla presenza del
Presidente Schifani affinché offra queste soluzioni che il
Parlamento richiede.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi
meteo avversi verificatisi nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026»
(1067/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il disegno di legge n. 1067/A
«Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi
meteo avversi verificatisi nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026».
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Onorevole Cracolici, preme o no? Non può farlo da lì.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 56
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Il disegno di legge è approvato all'unanimità.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 28
gennaio 2026, alle ore 10.30.
La seduta è tolta alle ore 20.42 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
224a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 28 gennaio 2026 - ore 10.30
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
- Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
intervento corretto dall'oratore