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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 223 di martedì 27 gennaio 2026
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   parlamentari

                   La seduta è aperta alle ore 15:10

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

      Esito dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  riunitasi  oggi 27 gennaio 2026 sotto la presidenza del  Presidente
  dell'Assemblea,   on.  Galvagno,  e  con  la   partecipazione   del
  Presidente  della II Commissione legislativa permanente  Bilancio ,
  on.  Daidone,  del  Vicepresidente della Regione  e  Assessore  per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e la  pesca  mediterranea,  on.
  Sammartino, dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, on.
  Aricò,  dell'Assessore per le attività produttive,  on.  Tamajo,  e
  dell'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  on.  Savarino,  ha
  stabilito,   all'unanimità,  che  nella  giornata  odierna   l'Aula
  procederà alla trattazione e alla votazione del disegno di legge di
  iniziativa governativa  Interventi urgenti per fronteggiare i danni
  causati  da  eventi meteo avversi dei giorni 19, 20  e  21  gennaio
  2026   (n.  1067),  già  assegnato alla II Commissione  legislativa
  permanente  Bilancio . Eventuali ulteriori interventi relativi alla
  situazione  emergenziale saranno inseriti in successivi disegni  di
  legge che avranno priorità rispetto agli altri disegni di legge.
   La  Conferenza ha, altresì, convenuto di sospendere la trattazione
  del disegno di legge  collegato di spesa , mentre rimane confermato
  quanto stabilito nel precedente programma-calendario dei lavori con
  riferimento  ai  disegni di legge sugli enti  locali  (ddl  n.  738
  Stralcio I Comm ter/a) e sulla dirigenza (ddl. n. 779-3-26-70-88/A)
  e ai disegni di legge  collegati ordinamentali .
   L'Assemblea ne prende atto.

   L'Aula è sospesa e riconvocata alle ore 16:00.

     (La seduta, sospesa alle ore 15:12, è ripresa alle ore 16:51)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.


               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Giuseppe   Lombardo   del  Gruppo  Sud  chiama  Nord,   l'onorevole
  Bernardette Grasso e l'onorevole Burtone, per motivi di  salute,  a
  cui auguriamo una pronta guarigione.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

  PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici sarà in missione il
                        3 e il 4 febbraio 2026.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di autosospensione da componente di Commissione

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  con nota PEC  pervenuta  in  data  19
  gennaio  2026  e  protocollata al n. 2196-DIG/2026  di  pari  data,
  l'onorevole  Michele  Mancuso ha comunicato  la  propria  immediata
  autosospensione,  a  far data dal 18 gennaio  2026,  da  componente
  della Commissione parlamentare speciale d'inchiesta e vigilanza sul
  fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia.

   L'Assemblea ne prende atto.


       Discussione del disegno di legge:  Interventi urgenti per
    fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni
                  19, 20 e 21 gennaio 2026  (n. 1067)

   PRESIDENTE.  Colleghi, così come sapete - perché credo  che  prima
  l'onorevole  Di Paola lo abbia comunicato - durante  la  Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari sono  state  prese  delle
  decisioni assolutamente importanti.
   È  chiaro  che  il momento che stiamo attraversando è  un  momento
  molto  difficile,  perché  i danni che ha causato  questo  uragano,
  questo ciclone, oltre ad avere una quantificazione molto grande  di
  spesa, hanno anche una diversità di interventi.
   I  territori colpiti per la maggior parte sono -  per  la  maggior
  parte   -    nella  Sicilia  orientale,  ma  anche  nella   Sicilia
  occidentale ci sono diversi ingenti danni. Ci sono diversi problemi
  anche  rispetto alle categorie che sono state coinvolte, perché  ci
  sono  gli  agricoltori che hanno le loro campagne e i loro raccolti
  assolutamente dispersi, ci sono i balneari, ci sono porti, ci  sono
  tante  attività  commerciali  che  si  trovano  in  questo  momento
  veramente  in  ginocchio; ci sono molte strade, molti  comuni,  che
  hanno   perso   anche  arterie,  che  sono  arterie  importanti   e
  principali,  così come molti cittadini che hanno visto  perdute  le
  proprie  abitazioni; in particolare, in provincia di Caltanissetta,
  a Niscemi - dove mi sono recato ieri - c'è una situazione veramente
  drammatica,  con oltre, fino a ieri, 1.060 sfollati, ma  mi  dicono
  che hanno superato le 1500 persone, dove ho chiesto anche che possa
  essere  istituito  un gruppo di psicologi, che  possano  aiutare  e
  sostenere anche le famiglie che, in questo momento, si sono  dovute
  allontanare  dalla  propria abitazione,  in  cui  ricordo  ci  sono
  bambini e anche degli anziani.
   Quindi,  non è un tema, assolutamente semplice da gestire,  non  è
  soltanto una quantificazione economica, è un tema che va affrontato
  con  uno  spirito di condivisione che è al pari di quello  che  può
  essere stato un post guerra - perché di questo, in alcune zone,  si
  tratta -  ma voglio ringraziare, in maniera sentita, tutte le forze
  politiche  di  opposizione che, oggi, in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, hanno accolto l'invito a voler  cambiare
  l'ordine  del  giorno dei lavori per concentrarsi,  esclusivamente,
  nella  seduta  di oggi, sul disegno di legge governativo,  che  dà,
  oltre  i  50  milioni di euro deliberati dalla Giunta,  più  di  40
  milioni  di euro nel disegno di legge che è stato depositato  ed  è
  già stato esitato dalla Commissione  Bilancio .
   Concludere  con  questo  disegno,  oggi,  con  i  primissimi  e  -
  ribadisco -  primissimi interventi di natura economica, rappresenta
  certamente, per questo Parlamento, un momento importante per  voler
  essere vicini a tutte le popolazioni colpite.
   Ho,  altresì,  auspicato  e spiegato, durante  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, che il Parlamento,  comunque,
  dovrà  continuare a lavorare e in funzione che il  Parlamento  deve
  continuare  a  operare, aspettando quelle che sono le relazioni  da
  parte  degli organi competenti e i progetti da parte dei  comuni  e
  aspettando,  anche,  una quantificazione  su  quelle  che  sono  le
  imprese  che,  eventualmente,  bisogna  ristorare,  noi,  comunque,
  dobbiamo andare avanti e lavorare.
   Io  voglio,  ancora una volta, ringraziare per questa possibilità;
  voglio  dire  anche che, rispetto al cronoprogramma che  era  stato
  stabilito  durante  l'ultima Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, in questo momento sono stati sospesi tutti i  disegni
  di   legge   di  spesa,  compreso  il  disegno  di  legge  chiamato
  "Territoriale"  da  diversi giornali, perché riteniamo  che  sia  -
  specialmente in questa fase - indispensabile concentrare  tutte  le
  risorse  economiche  rispetto  a  un  evento  che  ha  una  portata
  veramente gigantesca.
   Quindi,  adesso, noi apriremo la discussione generale sul  disegno
  di  legge numero 1067/A per chiudere la seduta di oggi - così  come
  concordato - con l'approvazione del testo.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola al Presidente  Daidone,  ha
  chiesto  di intervenire l'onorevole De Luca sull'ordine dei lavori.
  Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
  desidero,  intanto, ringraziare il Presidente della  Regione  e  il
  Presidente del Parlamento che sono venuti, prontamente, sui  luoghi
  del  disastro,  ma  devo  annunciare,  Signor  Presidente,  che  ho
  predisposto due ordini del giorno che desidero vengano valutati  in
  questo  momento,  perché  prettamente  connessi  all'argomento  che
  stiamo affrontando.
   Intanto, voglio precisare un fatto, Presidente, non è la fase e il
  momento   delle  polemiche,  ma  dobbiamo  ammettere   che   questo
  Parlamento, oggi, sta mettendo una pezza a quella che è  una  prima
  comunicazione impropria che il Presidente della Regione  ha  fatto,
  perché  non sono stati deliberati 72 milioni di aiuti, ma  ne  sono
  stati  deliberati  50 di cui non voglio entrare  nel  merito  sulle
  modalità  delle coperture finanziarie. Quindi, diciamo, che  questo
  Parlamento  con  sobrietà  e  con  l'accordo  di  tutte  le   forze
  politiche,  oggi  sta  semplicemente varando un  provvedimento  per
  recuperare  i  22 milioni annunciati che non c'erano e  aggiungerne
  altre.
   Desidero  sottolineare  due  aspetti riguardo  alle  dichiarazioni
  dello  stato di crisi e di emergenza del 22 di gennaio della Giunta
  regionale che avrebbe destinato queste risorse ed anche quello  del
  Governo nazionale del 26 di gennaio.
   Io  sto  vivendo, insieme ai miei colleghi sindaci, il  dramma  di
  quelli  che sono gli effetti del ciclone Harry ed ovviamente stiamo
  anche guardando a distanza il dramma del collega di Niscemi e della
  comunità di Niscemi.
   Voglio  solo  fornire a questo Parlamento qualche dato  per  farvi
  rendere conto che siamo completamente lontani dalla realtà:  io  ho
  in  questo  momento la fogna che sgorga a mare, Taormina,  Giardini
  Naxos,  Letojanni,  Santa  Teresa,  Roccalumera,  ebbene  solo  per
  evitare   che   continui  questo  scempio,  si  devono   fare   dei
  provvedimenti  d'urgenza di circa 10 milioni di  euro.  Noi  ancora
  aspettiamo  l'autorizzazione della cosiddetta  "cabina  di  regia",
  bene,  noi  intanto  le  ordinanze  le  stiamo  facendo  perché  la
  responsabilità è la nostra, però immaginate 10 milioni di euro solo
  in  5  comuni  per evitare che la fogna continui ad andare  a  mare
  rispetto  a quelle che sono state somme che sono state definite  di
  pronta  urgenza,  ma  è  ovvio che siamo completamente  lontani  da
  quella  che è la realtà, quello che è il nostro timore  è  che,  né
  Palazzo  d'Orleans e né purtroppo Palazzo Chigi,  abbiano  compreso
  realmente il dramma nel quale ci troviamo di fronte.
   I  due  ordini del giorno sono finalizzati: prima di tutto a  fare
  un'azione per posticipare gli effetti della Bolkestein, perché  non
  ci  sarà  imprenditore nell'ambito degli stabilimenti balneari  che
  investirà, perché ovviamente sa che tra due anni potrebbe non avere
  più la titolarità e non ci sarà banca che farà credito e siccome  è
  una legge nazionale e allora  questo Parlamento si prenda anche qui
  la  responsabilità  di sollecitare il Presidente  della  Regione  e
  soprattutto  il  Parlamento nazionale attraverso la Presidenza  del
  Consiglio per proporre lo slittamento di sei anni di quella  che  è
  la scadenza del 2027.
   Sappiamo bene che c'è rischio d'infrazione ma almeno se lo  prenda
  per un motivo serio, qualora fosse questo il tema ma neanche questo
  sarà il tema perché ci troviamo di fronte a un evento eccezionale e
  quindi quella che è la posticipazione dell'effetto di una direttiva
  si può ottenere e quindi si deve chiedere a tutti gli effetti
   Il  secondo  ordine del giorno, invece, è destinato a prendere  le
  risorse perché la preoccupazione che noi abbiamo, signor Presidente
  del  Parlamento siciliano, è che nessuna autorità, né il Presidente
  del  Consiglio  dei Ministri, né il Presidente della  Regione,  han
  detto  dove andranno a prendere i soldi che riguarda il  danno  che
  c'è,  perché  noi  stiamo  parlando di  un  miliardo  di  euro  per
  ripristinare le infrastrutture che sono state danneggiate, circa un
  miliardo  euro per fare gli interventi di mitigazione  delle  coste
  che sono necessari  se no, ci troveremo con lo stesso problema, poi
  abbiamo i ristori per i privati che si tratta di almeno 300 milioni
  di  euro,  poi c'è il problema di Niscemi che ancora  non  è  stato
  quantificato perché ancora un provvedimento non c'è stato.
   E  allora,  è  ovvio  che noi non possiamo continuare  a  lasciare
  bloccati  oltre  5  miliardi del Fondo sviluppo e coesione  per  il
  Ponte sullo Stretto di Messina e allora questo Parlamento oggi,  ho
  preso  questa  iniziativa,  se ovviamente  i  colleghi  e  concludo
  Presidente, vorranno condividere, noi invitiamo il Presidente della
  Regione  a chiedere di trattare e di rivedere l'accordo di coesione
  che  destina da parte della Regione siciliana un miliardo e tre per
  il  Ponte  che  in questo momento non è la priorità e  lo  dimostra
  l'esigenza che abbiamo; in più ci sono un miliardo e otto   e  sono
  diventati due miliardi e tre di Fondo sviluppo e coesione  a  regia
  nazionale  più  quelli  della  Calabria,  siamo  ad  oltre   cinque
  miliardi    allora,  è  ovvio  e concludo  Presidente,  che  questo
  Parlamento  e  il  Presidente Schifani deve  venire  anche  qui  in
  Parlamento  a riferire: soprattutto dica al Presidente Schifani  di
  nominare  due  Assessori  Perché non è pensabile  che  ci  troviamo
  oltre  50  comuni in ginocchio e manca l'Assessore  alle  autonomie
  locali;  non  è  pensabile  che manca  l'assessore  alle  politiche
  sociali,  quindi dica al Presidente di finirla di giocare a  Risiko
  sulla pelle dei siciliani


   Riprende la discussione del disegno di legge:  Interventi urgenti
     per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei
              giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026  (n. 1067)

   PRESIDENTE.  Io  chiedo all'onorevole De Luca  di  consegnare  gli
  ordini del giorno.
   Ci  sono  anche altri deputati delle forze opposizione che avevano
  annunciato  la  presentazione  di alcuni  ordini  del  giorno  che,
  comunque,  devono  essere votati, come voi ben sapete,  un  istante
  prima del voto finale alla legge.
   Ha   facoltà   di  intervenire  il  Presidente  della  Commissione
  Bilancio, on. Daidone, per svolgere la relazione. Ne ha facoltà.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il disegno  di  legge  -  che  si
  sottopone all'esame dell'Aula, di iniziativa governativa -  prevede
  misure  e  stanzia  risorse finanziarie per  fronteggiare  i  danni
  causati dagli eventi meteo avversi, verificatisi nei giorni 19,  20
  e  21  gennaio, incrementando anche la dotazione di alcuni capitoli
  del  bilancio  regionale, che sono già stati utilizzati,  in  prima
  battuta, dal Governo.
   In particolare, con la deliberazione della Giunta regionale del 22
  gennaio  2026, è stato dichiarato lo stato di emergenza,  ai  sensi
  dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, numero  13,  e
  contestualmente sono state assicurate risorse in misura pari  a  50
  milioni di euro per garantire i primi interventi urgenti.
   L'articolo   1  del  disegno  di  legge,  quindi,  incrementa   le
  autorizzazioni  di  spesa di cui alla Tabella  1  dell'articolo  59
  della  legge  regionale  5  gennaio 2006 numero  1,  stanziando  20
  milioni  di  euro sul fondo regionale per gli interventi  di  parte
  corrente, di competenza del Dipartimento regionale della Protezione
  civile;  5  milioni  sul  fondo  di solidarietà  per  la  pesca;  e
  ulteriori  5  milioni  di  euro sul fondo  per  gli  interventi  di
  competenza   del   Dipartimento  regionale   dell'agricoltura.   Si
  introduce, inoltre, un'esenzione del pagamento dei canoni,  per  il
  2026, a favore dei titolari di concessioni balneari.
   L'articolo  2  esonera  per  il  periodo  febbraio-giugno  2026  i
  residenti  delle  province di Messina e Catania dal  pagamento  del
  pedaggio  autostradale, dei caselli di Taormina, Giardini  Naxos  e
  Roccalumera,  prevedendo  lo  stanziamento  di  800.000  euro   per
  l'esercizio  2026 da destinare al CAS in compensazione dei  mancati
  introiti derivanti dalla predetta esenzione.
   L'articolo  3 modifica l'organizzazione interna della  Commissione
  tecnica  specialistica  per  il  supporto  allo  svolgimento  delle
  istruttorie per rilascio delle autorizzazioni ambientali prevedendo
  le  articolazioni  in  quattro  sottocommissioni,  in  luogo  delle
  attuali tre.
   L'articolo  5  individua nel fondo di cui al  capitolo  215704  la
  copertura finanziaria degli interventi.
   Questo è tutto Presidente, la ringrazio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.
   Ha  chiesto di intervenire il Capogruppo di opposizione, onorevole
  Catanzaro,  e poi se comunicaste gli altri interventi all'onorevole
  Marchetta, cosicché lei li possa segnare e agevolare il percorso.
   Prego, onorevole Catanzaro. Ha facoltà di intervenire.

   CATANZARO.  Signor Presidente, lo stravolgimento  di  oggi  -  che
  abbiamo dato al calendario dell'Aula - è uno stravolgimento  perché
  gli  eventi che sono definiti "eventi catastrofici naturali"  hanno
  prodotto davvero un disastro negli ultimi giorni, soprattutto nella
  Sicilia orientale.
   Ritengo,  presidente  Galvagno,  che  noi  più  volte,  anche  con
  l'istituzione  di  intergruppi  e di commissioni,  l'argomento  del
  cambio  climatico,  è  stato sempre dibattuto  e  moltissime  volte
  partendo  dall'Europa  a scendere, e quindi nelle  regioni,  questi
  sono  argomenti  che magari noi tracciamo sottogamba  e  poi,  alla
  fine,  avviene  quello che in queste ore stiamo  raccogliendo  come
  dato davvero disarmante per i territori.
   Io,   come   capogruppo  del  Gruppo  parlamentare   del   Partito
  Democratico,  non posso che essere vicino a tutto  quello  che  sta
  accadendo  nei comuni, nelle popolazioni, ai sindaci ma soprattutto
  agli  abitanti, su quello che ovviamente sta accadendo, è  accaduto
  nel  comune  di  Niscemi, in queste ore si parla di  più  di  mille
  cinquecento persone sfollate.
   Signor Presidente, io l'ho detto oggi in Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, questo è un momento in cui  non  bisogna
  assolutamente tracciare la demagogia tra maggioranza e opposizione,
  lo  abbiamo  dimostrato anche nella Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  con  grande senso di responsabilità,  abbiamo
  detto:  "Guardate,  in barba a qualsiasi tipo, quelle  che  possono
  essere  le regole, le disponibilità ed altro ". Non abbiamo  voluto
  fare   nessuna   polemica,   aprire  nessuna   polemica   e   dire,
  immediatamente, portiamo questo testo in Aula per svincolare quelle
  che  sono  le  somme e dare, immediatamente, aiuto alle  emergenze,
  quel poco di aiuto che c'è, Signor vicepresidente Sammartino.
   E  lo  dico,  signor  Presidente, con una critica  perché  noi  ci
  aspettavamo  ieri, considerando che questo Governo regionale  è  un
  Governo  di centrodestra, molta più attenzione da parte del Governo
  nazionale, abbiamo visto soltanto che le somme destinate nelle  tre
  regioni, quindi, divise sono 33 milioni di euro per la Sicilia
   È chiaro, signor Presidente, che sicuramente questo tipo di azione
  portata  avanti dal Governo nazionale non è un'azione  bastevole  e
  chi  mi  ha  preceduto, quindi il collega De Luca, lo ha detto,  ha
  toccato  dei  temi che, anche oggi, la nostra Segretaria  nazionale
  del  Partito Democratico è stata qua in Sicilia andando a  Niscemi,
  lo abbiamo detto come Gruppo parlamentare, lo continuiamo a dire.
   Vicepresidente  Sammartino,  ci  rivolgiamo  a   lei,   oggi   c'è
  un'emergenza importante.
   Noi parliamo di un'opera che viene destinata e massacrata da tutto
  quello  che c'è da massacrare con la Corte dei Conti che  dice  che
  non  si  può  procedere  e siamo di fronte  ad  una  situazione  di
  insistenza  nel  dire:  "No", dobbiamo  andare  avanti  quando  c'è
  un'emergenza enorme.
   Allora, signor Presidente, le dico che la nostra ovviamente, oggi,
  nell'essere qui in Aula per dibattere questi due punti, tre  punti,
  dicendo  che noi dobbiamo, entro questa sera, votare queste risorse
  è  -  ovviamente,  come  dire  -  sempre  la  nostra  posizione  di
  responsabilità,  senza mai porre la demagogia politica  all'interno
  di questa di quest'Aula.
   Non  possiamo, però, non fare i conti con quello che sta avvenendo
  nei  settori dell'agricoltura, della pesca, con quelli che  sono  i
  danni  e  con quello che i sindaci sono chiamati a far  fronte  nei
  territori.
   E   proprio  per  questo,  signor  Presidente,  noi  come   Gruppo
  parlamentare  -  ovviamente lo apriamo  a  qualsiasi  altro  Gruppo
  presente  in Aula - abbiamo voluto presentare un nostro ordine  del
  giorno  che  ovviamente, alla fine del mio  intervento,  darò  agli
  Uffici e in questo ordine del giorno, noi diciamo che, considerando
  tutto  quello che accade, c'è in sede di rendiconto della  Regione,
  ebbene  emerge  la  disponibilità di significative  quote  relative
  all'avanzo di amministrazione.
   Mi  dispiace che non sia presente l'assessore al bilancio, che  le
  norme  di contabilità pubblica consentono l'utilizzazione di queste
  somme  e  quindi  a  questo  punto è  prioritario  che  il  Governo
  regionale dia priorità alla programmazione finanziaria e, quindi, a
  questo  punto  facciamo sì che il Governo impegni la somma  di  500
  milioni di euro di avanzo di amministrazione verso il finanziamento
  di  un  Piano straordinario di interventi per la messa in sicurezza
  del territorio e per ristorare le famiglie e le imprese.
   Un'altra  cosa  dico,  signor  Presidente,  di  destinare,   nello
  specifico, una somma importante di questi 500 milioni di  euro  per
  Niscemi che, ovviamente, è un argomento che deve essere trattato  a
  parte  perché  l'evento franoso è un evento  davvero  drammatico  e
  quindi  noi questo ordine del giorno chiederemo all'Aula che  venga
  votato.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, intanto, io avevo anticipato  che
  altri  Presidenti dei Gruppi parlamentari avevano degli ordini  del
  giorno.
   Ma,  così come aveva detto lei, per evitare di anticiparlo, lo  ha
  voluto  dire  in  Aula,  le  chiederei di consegnare  l'ordine  del
  giorno.
   Per quanto riguarda i suoi interventi, anche in via prudenziale  e
  rispetto a quella che deve essere una quantificazione più certa dei
  danni, e per riuscire ad allocare meglio le risorse, rispetto ad un
  problema piuttosto che un altro, si aspetteranno quelle che sono le
  relazioni  ufficiali,  per  poi andare a  determinarci  rispetto  a
  quelli  che  saranno  gli  interventi che anche  questo  Parlamento
  contribuirà a migliorare, rispetto ad una visione da parte di altri
  colleghi.
   Se vuole il mio punto di vista personale su Niscemi: Niscemi è una
  questione che deve essere trattata assolutamente a parte, perché  è
  una  questione  gravissima, quindi mi trova assolutamente  concorde
  sul  fatto  che  siano trattati con la stessa urgenza  ma  con  due
  provvedimenti differenti.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.
   Sono  iscritti  a parlare gli onorevoli Pace, Lombardo,  Gilistro,
  Safina,  Dipasquale,  De  Luca no perché è adesso,  Marano,  Campo,
  Adorno,   Sunseri,  La  Vardera,  Chinnici,  Giambona,   Marchetta,
  Cracolici. Ci sono altri interventi? Gli onorevoli Spada,  De  Luca
  Cateno,  Severino,  Auteri, Abbate. Sono  chiuse  le  iscrizioni  a
  parlare.
   Prego, onorevole De Luca. Ha facoltà di intervenire.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, colleghi e i siciliani,  che
  sicuramente  stanno seguendo con attenzione quest'Aula,  Presidente
  Galvagno, preliminarmente mi corre l'obbligo di ringraziare la  sua
  persona  e  la  Conferenza dei Capigruppo per avere nella  sostanza
  condiviso  l'idea, che ho lanciato qualche giorno fa, di trarre  un
  momento di riflessione e di fermarci.
   Io  sapevo  che  era sentimento comune, perché non  poteva  essere
  diversamente, di privare di risorse le altre leggi per destinarle a
  quella  che è la più grande emergenza che questa Regione ha vissuto
  dai tempi del Covid, Presidente Galvagno.
   Però   veda,  Presidente,  io  credo  che  nell'affrontare  questa
  emergenza, il Governo regionale  però, Presidente Galvagno, io così
  non  ce  la faccio, sono sincero, perché è anche frustrante parlare
  di un argomento così delicato e vedere che il Governo se n'è andato
  non   so   dove,  dovremmo  cercare  un  attimino  di  inquadrarci,
  altrimenti è inutile parlare, è inutile intervenire
   E  allora, Presidente, io credo che in questo momento, il  Governo
  regionale, così come il Parlamento, debba avere le idee più  chiare
  che  mai. Diversamente, rischiamo di fare un buco nell'acqua  e  di
  non  risollevarci  più da questa emergenza, per la  quale  dobbiamo
  essere  chiari: o si ricostruisce e si riparte in tempi brevissimi;
  o  la  Sicilia non si rialzerà più  E in particolare quella Sicilia
  orientale  che oggi vede, non solo il suo fronte mare  devastato  o
  inesistente, ma vede le sue imprese e i suoi sottoservizi distrutti
  da un evento eccezionale, ma che non è sicuramente il più grave che
  c'è  stato negli ultimi decenni, però sicuramente non è né il primo
  né l'ultimo che andrà a lambire le nostre coste.
   E  allora,  veda, Presidente Galvagno, io perché desidero  la  sua
  attenzione? Perché se no rischiamo di non concludere nulla, né  con
  venti,  né con cinquanta, né con cento milioni. Guardi, io  qui  ho
  portato  una carpetta, io come queste gliene posso portare  qualche
  centinaio,  qua  c'è  la domanda di un'attività  commerciale  della
  costa  di  Santa  Margherita, si chiama  "La  Vela",  che  è  stata
  totalmente  demolita da questo evento eccezionale e che  era  stata
  già  demolita  due anni fa: questa è per il 2023   Adesso  è  stata
  demolita nuovamente, dall'evento eccezionale del 2023, 53 mila euro
  di  danni,  non hanno preso neppure l'acconto di 20 mila  euro  che
  doveva essere assegnato
   Quindi,  noi  ancora oggi, che parliamo nel 2026 dei risarcimenti,
  dei  danni che sono stati prodotti la settimana scorsa, noi  ancora
  non abbiamo liquidato le domande effettuate dalle aziende che erano
  state demolite dal mare due anni fa
   Allora, veda signor Presidente, il tema è il seguente: se noi  non
  siamo in grado di erogare i risarcimenti alle aziende nei tempi che
  questa emergenza richiede, che sarebbe subito, io non comprendo che
  senso  ha  stanziare risorse che saranno date tra 6,  tra  8  mesi,
  quando  queste aziende saranno chiuse, quando queste aziende  ormai
  non  avranno  più  la possibilità di rialzarsi, o comunque  decine,
  centinaia  di persone sono rimaste a casa senza stipendio   Ripeto,
  questa azienda ancora, non ha preso neppure l'acconto
   Signor   Presidente,  un  altro  tema  che  voglio  sollevare,   e
  depositerò  un  ordine del giorno, è anche  un  impegno  che  va  a
  chiedere al Presidente della Regione di voler sollevare il caso con
  Roma,   relativamente   ai   fondi  vergognosi,   insufficienti   e
  inconsistenti, che non servono neppure a nascondere la vergogna per
  essersi  presentati con un provvedimento di 100 milioni di euro  da
  dividere  egualmente  tra le 3 regioni che sono  state  colpite  da
  questo evento eccezionale: perché veda, signor Presidente, quando è
  stata colpita l'Emilia Romagna ed è stato assunto il primo decreto,
  ci  hanno messo sopra 450 milioni, non 33 per ciascuna Regione, non
  è  stata parificata una regione che ha 200 - 300 milioni di euro di
  danni
   Signor Presidente, mi faccia recuperare qualche minuto, perché  ho
  fatto due minuti parlando da solo.
   Non  sono  state  equiparate regioni con un miliardo  e  rotti  di
  danno,  insieme ad altre regioni, che hanno un paio di 100  milioni
  di  euro,  ma  non  solo  questo signor Presidente.  Noi  ci  siamo
  domandati come mai i TG nazionali non abbiano parlato della Sicilia
  e  di  tutto  quello che è successo. La motivazione sta proprio  in
  quello  stanziamento. Perché, se i telegiornali nazionali  avessero
  raccontato  la  devastazione  che  questo  ciclone  ha  portato  in
  Sicilia, probabilmente, il Governo nazionale non sarebbe riuscito a
  portare avanti questo provvedimento ridicolo che, come ha detto  il
  Ministro  Musumeci,  addirittura, doveva  essere,  pensate,  di  60
  milioni, ma poi per lavare la faccia e cercare di salvarla, l'hanno
  portata a 100
   Io  vi  dico  una cosa, signor Presidente, e credo che  in  questo
  dobbiamo  essere uniti come Parlamento; qua non è una questione  di
  destra e di sinistra, questa è una questione di considerazione, che
  il  Governo  centrale,  che  Roma ha delle  regioni  del  Sud,  che
  probabilmente le guarda come delle regioni da cui prendere  i  voti
  ma  a  cui  non restituire la dignità di una regione che  si  vuole
  rialzare  Allora, l'ordine del giorno impegna il Governo, non  solo
  a  mettere dei puntini sulle "i" con Roma, e a chiedere ciò di  cui
  la  Sicilia  ha diritto, che è la dignità innanzitutto; in  secondo
  luogo,  pone  anche il tema: ma in questo contesto - lo  vediamo  a
  Niscemi,  lo abbiamo visto con questo ciclone - in questo  contesto
  di fragilità, che senso ha parlare e destinare miliardi di euro per
  un  Ponte sullo Stretto, quando abbiamo una richiesta di tutela del
  territorio,  di  recupero delle fragilità, a cui ancora  non  siamo
  riusciti a dare una risposta?
   Allora questo Parlamento, questo Governo, si fermino un attimo, si
  interroghino,  e  infine un'ultima cosa, signor  Presidente,  anche
  questa  è  stata  l'oggetto  di una  richiesta  che  ho  fatto.  Il
  Parlamento  siciliano ha bisogno di confrontarsi col suo Presidente
  e con la sua squadra di Governo. Si deve confrontare sulle modalità
  che si vogliono utilizzare per offrire risarcimenti, sulle modalità
  con  cui si vogliono assumere le ordinanze, sui poteri che verranno
  conferiti  ai  subdelegati, alla cabina di regia, al perché  e  per
  quali competenze la Vicari piuttosto che qualcun altro.
   Abbiamo  bisogno di confrontarci sulle strategie. Poi ci  sarà  la
  disponibilità  di  tutte le forze rappresentate in  Parlamento  per
  fare  il  massimo  per mettere le risorse; però abbiamo  bisogno  e
  urgenza  di confrontarci con chi guida la Regione in uno  dei  suoi
  momenti  più  difficili,  sicuramente il più  difficile  di  questa
  legislatura.

   PRESIDENTE.  Grazie. Infatti, la vera scommessa non è soltanto  la
  quantificazione  delle  risorse che,  ribadisco,  tanto  a  livello
  nazionale che a livello regionale, sono le prime risorse, dovute al
  fatto  che  si  attendono anche le relazioni certe  che  diano  una
  fotografia più nitida rispetto agli interventi che si devono fare.
   In  tutti  i casi, la vera scommessa, onorevole De Luca,  sono  le
  procedure, che non possono essere procedure ordinarie ma  procedure
  speciali,  perché  i problemi ci sono adesso e non  vorrei  che  lo
  stesso caso che lei ha sottoposto oggi all'Aula diventasse un  caso
  diffuso rispetto a quelli che, in astratto - anzi no, in concreto -
  ci sono in questo momento.
   È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Signor Presidente, il mio intervento vorrà essere breve  per
  dare un segnale che, in questi momenti drammatici, non soltanto per
  la  Sicilia orientale, non soltanto per la città di Niscemi, ma per
  tutta la Sicilia, il segnale che la politica dovrebbe dare -  e  io
  spero di essere da esempio - è meno parole e più fatti concreti
   Per  questo, signor Presidente, non soltanto ringrazio il  Governo
  regionale  per  la solerzia, ma mi preme ringraziare la  Presidenza
  dell'Assemblea   regionale  e  tutto  il  Parlamento   per   questa
  dimostrazione   di   solidarietà  concreta  nei   confronti   delle
  popolazioni  colpite.  Molto  spesso la  politica  si  limita  alla
  solidarietà  a parole e poi siamo meno bravi a dare una solidarietà
  coi  fatti.  In  questo  caso,  il  Presidente  della  Regione,  il
  Presidente   dell'Assemblea,  unitamente  al   Parlamento,   stanno
  dimostrando di essere pronti a dare i primi aiuti, perché  immagino
  che  questo  non  sia  soltanto l'atto che vorrà contraddistinguere
  l'azione  di Governo e del Parlamento, ma che sia semplicemente  il
  primo atto di questo Parlamento.
   E  al  di là delle polemiche che ho letto in questi giorni e  che,
  immagino,  si succederanno tra un po' anche da questo  pulpito,  in
  questo  Parlamento, io non mi voglio schierare se è meglio togliere
  i soldi dal Ponte e utilizzarli per queste situazioni drammatiche.
   Dico,  semplicemente, che oggettivamente, non  essendo  tifoso  né
  dell'una  né  dell'altra parte che, oggettivamente, lo stanziamento
  di  33  milioni  di euro per la Sicilia, per il dramma  che  stiamo
  vivendo,  penso  che  non siano bastevoli  soltanto  per  due,  tre
  comuni.  Non  soltanto  per  il cataclisma  che  è  successo  nelle
  località  della  Sicilia orientale. Penso alla  città  di  Niscemi,
  perché  spero  di sbagliarmi, ma il dramma della città  di  Niscemi
  rischia   di  essere  soltanto  l'inizio  di  quello  che  potrebbe
  succedere da qui alle prossime ore.
   Quindi, signor Presidente, invito le forze che rappresentano anche
  il  Governo  della  Nazione, il Governo centrale, affinché  possano
  essere  promotrici di buoni propositi e affinché il  Governo  della
  Nazione, visto che i media hanno quasi del tutto ignorato il dramma
  siciliano,   lo  hanno  semplicemente  relegato  ad   articoli   di
  pochissime colonne. E non voglio fare discorsi campanilistici ma mi
  viene  facile  pensare che - auguriamoci di  no  -  qualora  questo
  dramma  fosse  capitato in una delle regioni  del  Nord,  tutte  le
  televisioni  del  nostro  emisfero, tutti  i  quotidiani  avrebbero
  parlato  di  questo dramma. Invece, per noi siciliani, addirittura,
  forse  qualcuno  ha  detto:  È un dramma che riguarda  alcune  zone
  marginali .
   Presidente Galvagno, lo dico agli esponenti di Fratelli  d'Italia,
  agli  esponenti  di  Forza Italia, agli esponenti  della  Lega,  un
  pressing  forzato e con decisione nei confronti del  Governo  della
  Nazione, perché tutto quello che il Governo della Nazione e  questo
  Parlamento  potranno  fare e noi reciteremo  la  nostra  parte  con
  dignità,  chiaramente sarà semplicemente da supporto a ciò  che  il
  Governo  della  Nazione intende fare. E così  come  diceva  qualche
  collega non è importante soltanto quello che farà il Governo  della
  Nazione  e il Governo regionale, è soprattutto importante  come  lo
  faremo  e soprattutto quando lo faremo, perché se interventi devono
  esserci, devono esserci interventi soprattutto nell'immediato.
   È  con  questo  auspicio che lascio la possibilità di  intervenire
  agli  altri  colleghi invitandoli, almeno per questa volta,  a  non
  dividerci  e  a non scivolare sulle polemiche perché penso  che  le
  popolazioni colpite, i territori colpiti riusciranno anche a fare a
  meno delle nostre polemiche.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Pace.  È  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe  Geremia.  Grazie  Presidente.  Inizio  il  mio
  intervento con l'esprimere la piena e compiuta solidarietà, a  nome
  del  Gruppo parlamentare Autonomisti, a tutta la comunità niscemese
  che  sta vivendo ore drammatiche, sta vivendo una tragedia  che  è,
  come  dire,  immensa  e  la cui portata ancora  non  è  prevedibile
  rispetto a quello che potrà accadere da qui alle prossime ore.
     Presidente,  oggi  siamo qui a votare un disegno  di  legge  che
  stanzia  come  Parlamento un primo step di risorse rispetto  ad  un
  dramma  che ha riguardato l'intera Regione, in modo particolare  la
  Sicilia  orientale.  Ma come lei giustamente ha  lamentato  qualche
  giorno  fa - e il mio intervento sarà un intervento breve  per  non
  ripetere  quanto hanno espresso già i miei colleghi che  per  certi
  versi  sottoscrivo  - oggi c'è un tema, c'è un altro  versante  del
  problema di questa emergenza che non ha avuto ascolto nei media non
  solo  nazionali,  ma  anche locali, che è quello  dell'agricoltura,
  oltre  che  il  settore della pesca e rispetto a cui  anche  questo
  disegno di legge stabilisce risorse importanti.
   C'è  un  tema  appunto che è quello di agricoltura, perché  se  la
  mareggiata   ha  cancellato  strade,  ha  cancellato   stabilimenti
  balneari, attività di ristorazione, è altrettanto vero che il vento
  impetuoso   che  si  è  abbattuto  nell'entroterra  e   le   piogge
  abbondanti,  con lo straripamento di fiumi e torrenti,  ha  portato
  all'inondazione di interi campi e mi riferisco in modo  particolare
  a  quelli  della piana di Catania, Area Sigonella e Passo  Martino,
  Ramacca  e  Palagonia  e altri corsi d'acqua  secondari  che  hanno
  portato  alla distruzione di una produzione agrumicola che ormai  è
  ridotta  ai minimi termini, così come anche quella che è la coltura
  degli ortaggi da pieno campo, in primo luogo i carciofeti.
   E  poi  abbiamo anche i danni alle colture serricole che  si  sono
  registrati  nella  zona di Licodia e Mazzarrone,  così  come  nelle
  campagne  di  Bronte  e Maletto. Già c'è, come dire,  una  risposta
  all'interno di questo disegno di legge, ma sappiamo benissimo  -  e
  ne  ho  parlato qualche secondo fa anche con l'Assessore al ramo  -
  che  il  danno è molto più ampio rispetto a quello che oggi  viene,
  come  dire,  compensato con questa misura che abbiamo previsto  nel
  disegno di legge aiuti.
   Allora,  abbiamo presentato a tal riguardo un ordine  del  giorno,
  già  l'ho  depositato  a  nome  di  tutto  il  Gruppo  parlamentare
  Autonomisti,  che  suggerisce al Governo le  possibili  strade  che
  possono  essere  intraprese  per  compensare  i  nostri  produttori
  agricoli e ortofrutticoli.
   Rifacendoci a quanto è accaduto già qualche anno fa -  e  lo  dico
  per  il  tramite  del Presidente al Governo -, cioè quando  abbiamo
  proceduto  alla dichiarazione dello stato di crisi per  la  siccità
  utilizzando le risorse comunitarie, la misura 23 a valere ai  tempi
  sul  PSR,  oggi  abbiamo  la  nuova programmazione  della  PAC  PSP
  2023/2027, potremmo attingere a quelle risorse con la dichiarazione
  della  declaratoria  appunto  di calamità  per  l'agricoltura,  per
  consentire  un ristoro che sia il più compiuto possibile.  Possiamo
  anche  ricorrere  al  Fondo  di  solidarietà  dell'Unione  Europea,
  istituito  col  Regolamento Ce numero 2012/2022 del Consiglio,  per
  offrire  aiuti  economici  agli  Stati  membri  colpiti  da   gravi
  catastrofi naturali. Possiamo accedere anche alle risorse del Fondo
  di solidarietà nazionale, istituito col decreto legislativo 102 del
  2024,  per  sostenere  le  imprese  agricole  colpite  da  calamità
  naturali e avversità atmosferiche.
   Noi  siamo qui - e lo dico al Governo - in piena collaborazione  e
  spirito  propositivo  per consentire appunto ai  nostri  produttori
  agricoli,  che già sono messi a dura prova rispetto a Mercosur  che
  danneggia  profondamente  il  nostro  prodotto  perché  non   viene
  rispettata  quella condizione di reciprocità che è tanto  decantata
  nei   trattati  europei  in  ordine  alla  regolamentazione   delle
  relazioni  commerciali,  e  mi auguro che  la  Corte  di  giustizia
  europea  blocchi  questo scellerato Mercosur: e  dobbiamo  fare  la
  nostra  parte  e sono convinto che insieme, Governo  e  Parlamento,
  anche a tal riguardo potranno dare delle risposte esaustive.
   E   poi,  infine,  un  tema  che,  purtroppo,  sempre  nell'ambito
  dell'agricoltura  non viene adeguatamente preso in  considerazione,
  che  è  quello  dei braccianti agricoli, assessore Sammartino.  Noi
  all'epoca del Covid, se si ricorda, abbiamo consentito come Governo
  nazionale, poi ci siamo fatti da tramite rispetto alle ricadute sul
  territorio, a compensare quella perdita di giornate lavorative  per
  i  braccianti agricoli che non hanno potuto lavorare per il  Covid-
  19.  Questi danni che si registrano in questi giorni comportano  la
  perdita  di  importanti giornate lavorative per i nostri braccianti
  agricoli     e    quindi    anche    la    conseguente    riduzione
  dell'ammortizzatore sociale delle indennità di disoccupazione.
   Su  questi  temi, così come anche sui tanti altri  temi  che  sono
  stati  trattati  dai miei colleghi, mi riferisco alle  attività  di
  impresa, agli stabilimenti balneari, alle attività di ristorazione,
  alle  abitazioni civili, a tutte queste realtà, dobbiamo correre  e
  la  corsa contro il tempo è, come dire, il metro rispetto al  quale
  misureremo  i  nostri  sforzi  e  l'efficienza  dei  risultati  che
  dobbiamo conseguire.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  in  questo
  momento  voglio  ringraziare tutte quelle persone, tutte  le  forze
  dell'ordine, la Protezione civile, i sindaci, i prefetti per quello
  che hanno fatto in questi giorni di questo disastro ambientale,  li
  voglio ringraziare accoratamente e forse, proprio per questa ottima
  regia  che è stata attuata, non ci sono state vittime questa  volta
  nonostante  i  danni  subiti  e,  quindi,  è  per  questo  il   mio
  ringraziamento. Ma adesso è il momento del dolore, del rispetto nei
  confronti delle persone che hanno ricevuto danni incalcolabili  che
  in  un  solo giorno si sono visti abbandonati, hanno perso le  loro
  case, hanno perso le loro attività in un batter d'occhio.
   Presidente Galvagno, presidente Schifani, so che lei vedrà  questo
  video  probabilmente. Io mi rivolgo a questo Parlamento, presidente
  Galvagno,  non  in  maniera  polemica,  per  attaccare  in  termini
  polemici, assolutamente no, però devo manifestare a tutti quanti  i
  colleghi l'indignazione per questo schiaffo, questo schiaffo morale
  che  a  noi  Parlamento, a noi parlamentari, che a  lei  presidente
  Schifani, a lei presidente Galvagno, ha dato questo schiaffo morale
  il  Governo  nazionale. È uno schiaffo morale senza  precedenti  in
  questo Parlamento
   Trentatré  milioni  per la Sicilia che non  basteranno  neanche  a
  pagare  il  gasolio  delle  ruspe, neanche  il  gasolio   Trentatré
  milioni   Questo  è il primo schiaffo morale e lo  dico  con  molta
  umiltà
   Sa  cosa dovremmo fare? Ho visto un film, c'è in questi giorni  un
  film  importante, un film di Paolo Sorrentino, che si intitola  "La
  grazia", che non riguarda poi la grazia, riguarda la scelta e parla
  di un Presidente che deve fare delle scelte.
   Allora, caro presidente Galvagno, caro presidente Schifani,  è  il
  momento di fare una scelta importante, in questo momento, in questo
  stato   di   calamità.  La  prima  scelta  che  voglio   suggerire,
  Presidente,  è  quella,  tutti  insieme,  senza  colore   politico,
  opposizione   e  Governo,  di  alzarci,  di  chiudere   quest'Aula,
  Presidente,  e  andare a Roma a protestare, tutti  insieme,  tutti,
  senza colore partitico, e a fare vedere la nostra indignazione  per
  quello che sta facendo questo Governo. Trentatré milioni  Quando ha
  dato, Presidente...

   PRESIDENTE. Abbiamo già spiegato ampiamente...

   GILISTRO. Non mi interrompa, Presidente

   PRESIDENTE.  No, il tema è se diamo informazioni sbagliate...

   GILISTRO.  Presidente,  trentatré milioni servono  appena  per  il
  gasolio

   PRESIDENTE. Si sta trattando di uno stanziamento che non è neanche
  supportato da una certificazione certa.
   Quello è il primo stanziamento pensato per le somme urgenti, ce ne
  saranno sicuramente degli altri.

   GILISTRO.  La  seconda scelta è quella di dimetterci   Presidente,
  dimettiamoci  Presidente Schifani si dimetta, ci mandi tutti a casa
  per dimostrare che cos'è l'indignazione
   Assessore,  ma  è normale trentatré milioni, quando abbiamo  speso
  settecento  milioni,  quasi un miliardo, per creare  un  centro  in
  Albania?
   E ora qui in Sicilia ci mandano le briciole  Le briciole

   PRESIDENTE.  Onorevole, siamo al Parlamento regionale,  non  siamo
  alla Camera

   GILISTRO. Non ha importanza

   PRESIDENTE. No, non ha importanza  Dico, cerchiamo...

   GILISTRO. No, perché ci stanno dando briciole

   PRESIDENTE.  C'è  stato  da  parte  dei  Capigruppo   una   grande
  disponibilità per accelerare la questione relativa a questo disegno
  di legge. La prego

   GILISTRO.  Lei  mi sta togliendo anche il tempo di parlare,  però,
  Presidente

   PRESIDENTE. La prego

   GILISTRO. No, non è così  Perché, le spiego

   PRESIDENTE. Cerchiamo di essere seri

   GILISTRO.  Allora va bene, la terza scelta è quella  di  accettare
  supinamente  quello  che ci ha destinato il Governo  nazionale:  le
  briciole
   Ha  messo  di  più  il  Governo regionale   Ringrazio  il  Governo
  regionale per quello che sta facendo, non era un problema di quello
  che  fa  le  dimissioni, ma per l'indignazione  nei  confronti  del
  Governo nazionale. Assolutamente
   Ricordatevi  una cosa: questo Governo potrebbe cascare  su  questa
  calamità  Potrebbe cadere su questa calamità
   Io  già  sto  vedendo i container dove abiteranno per  i  prossimi
  dieci  anni gli abitanti di Niscemi, per i prossimi dieci  anni   E
  finirà  così   Io già vedo quei container perché, se  ci  destinano
  trenta   milioni,  voglio  vedere  quando  troveranno  casa  queste
  persone
   E   lo  sa  cosa  dico,  Presidente,  se  noi  accetteremo  questa
  situazione,  supinamente, gli indignati, le persone che  in  questo
  momento  non  sono mai andate a votare scenderanno  in  piazza,  le
  vedremo apparire dalle loro case, dai vicoli, dalle strade, come in
  un  film horror. Ma non useranno le pistole, useranno queste  penne
  per  mandarci  tutti  a  casa,  perché  questo  è  quello  con  cui
  democraticamente  merita  un  Governo  che  dà  briciole  a  questa
  Sicilia   Queste sono briciole  Indegno quello che  sta  accadendo
  Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
  vengo  da  una  provincia  -  la provincia  di  Trapani  -  che  ha
  conosciuto  la distruzione del terremoto; la Valle del  Belice,  58
  anni fa - colpendo anche le province di Agrigento e di Palermo - fu
  distrutta e quelle popolazioni, quelle genti, dovettero abbandonare
  le  loro  terre,  dovettero scegliere di  costruire  la  loro  vita
  altrove  e  ci  fu, in occasione di quel terremoto - lo  denunziamo
  ogni anno, vedo in Aula, c'è anche una collega che fa il sindaco di
  uno di quei comuni - l'abbandono di quelle comunità.
   Una delle più tristi pagine della storia repubblicana  Il Paese  e
  la  regione  Sicilia si dimenticarono di quei territori  che,  solo
  oggi, cominciano ad avere un livello di infrastrutturazione diciamo
  "adeguato", dopo però, avere subito un danno notevole.
   Oggi,  dopo il ciclone Harry, le genti dello Ionio, delle province
  di  Messina,  di  Catania, di Siracusa, di Ragusa, in  parte  anche
  della  provincia di Trapani, ma in dimensioni sicuramente  ridotte,
  rischiano  di  rivivere quello che hanno vissuto  i  cittadini  del
  Belice,  ossia di non poter tornare nelle loro case, di  non  poter
  ricostruire  le loro imprese, di dover abbandonare  i  luoghi  che,
  invece,  possono essere forieri di grande sviluppo  per  la  nostra
  Regione.
   Veda,  non  è il problema, Presidente, dei 33 milioni  di  euro  e
  della difesa di ufficio che si fa di uno stanziamento misero e  non
  è  nemmeno solo la questione che stiamo affrontando oggi. E' giusto
  che  il  Parlamento  regionale  siciliano  abbia  bloccato  le  sue
  attività  per approvare questa variazione di bilancio, però,  veda,
  il  Presidente della Regione siciliana è stato nominato Commissario
  per  l'emergenza,  capisco che oggi era a  Niscemi  per  affrontare
  anche  il tema della frana - tema che noi con questa variazione  di
  bilancio non affrontiamo e che merita un intervento ad hoc,  perché
  le  questioni  che  solleva l'evento di Niscemi sono  assolutamente
  diverse da quelle che hanno colpito i comuni sommersi dalla potenza
  del  ciclone Harry -, però, rammento a me stesso, che la  fragilità
  di  Niscemi è la fragilità della Regione siciliana, è la  fragilità
  che aveva previsto di stanziare due miliardi di euro per il rischio
  idrogeologico in Sicilia e questi 2 miliardi di euro non sono stati
  spesi  e,  molto spesso, quando sono stati spesi, sono stati  spesi
  male,  senza  sanare  le  debolezze e  le  fragilità  della  nostra
  Regione.
   E, allora, per evitare gli errori del passato, sarebbe il caso che
  il  Presidente  della Regione siciliana, nominato  Commissario  per
  l'emergenza,  venisse a raccontarci quali sono le  strategie  sulle
  quali  si  baserà la ricostruzione della Sicilia, sulle basi  delle
  quali  si  baserà la ricostruzione di quei comuni  che  sono  stati
  colpiti  dal ciclone perché immaginare di ricostruire litorali  per
  come  li abbiamo conosciuti, è una follia  Infatti, come più  volte
  ci  ha denunziato in quest'Aula l'onorevole Dipasquale, oramai, nel
  Mediterraneo,  i  cicloni che si creano sono notevoli,  in  passato
  abbiamo avuto la fortuna che scaricassero la loro potenza in  mare,
  questa  volta  non abbiamo avuto la stessa fortuna   Potremo  avere
  sempre la fortuna che si scarichino in mare? No  E lo ha dimostrato
  l'evento  del  19,  20  e  21  e,  allora,  dobbiamo  cominciare  a
  immaginare  -  e sarebbe il caso che su questo il Presidente  della
  Regione  riferisse  -  interventi di  mitigazione,  interventi  che
  possano evitare, in futuro, che la potenza dei venti e del mare  si
  portino via interi litorali.
   Questo  è  il  tema  rispetto al quale dobbiamo riflettere.  Oggi,
  stiamo stanziando le prime risorse - son ben poca cosa -, ha  fatto
  bene il Capogruppo del PD a chiedere cinquecento milioni di euro di
  avanzo, ma quei cinquecento milioni di euro d'avanzo devono  essere
  stanziati dopo avere stabilito una strategia di intervento preciso,
  perché  spendere soldi senza strategie vuol dire sprecarli  e  vuol
  dire  non  risolvere  i  problemi che questo  territorio  -  che  è
  bellissimo ma è fragile - deve, continuamente, affrontare
   Allora,  questo è l'invito che faccio e lo faccio al Presidente  -
  in  queste ore non polemizzo per la sua assenza perché è giusto che
  stia  nei  luoghi delle disgrazie, che senta i cittadini e  farebbe
  bene  ad andare anche in provincia di Siracusa dove non si è ancora
  recato  - però, sarebbe il caso che riferisse a quest'Aula su  come
  intenda spendere quei soldi, su qual è la strategia, perché non  si
  può chiedere al Parlamento di essere unitario quando c'è da fare la
  variazione  di bilancio per i primi interventi e uscire  fuori  dal
  Parlamento  e non consultare questo stesso Parlamento, non  sentire
  l'opinione  di questa Assise, quando c'è da costruire la strategia.
  Questo  è  l'auspicio  che rivolgo a questo  Parlamento,  questo  è
  l'auspicio che rivolgo al Presidente della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Safina  e  mi  complimento   per
  l'intervento  perché secondo il mio punto di vista ha  centrato  il
  punto.
   Andare   ad   indirizzare   delle   risorse   senza   avere    una
  quantificazione  esatta  sarebbe un gravissimo  errore,  stare  sul
  territorio in questo momento è fondamentale e nel momento in cui si
  avranno  dei  dati certi, è corretto che ci sia un confronto  ampio
  all'interno  di questo Parlamento affinché ci si possa  determinare
  nella migliore maniera possibile.
   È  chiaro  che  il segnale che oggi sta dando il Parlamento  è  un
  segnale  importante  perché sblocca delle  risorse  che  in  questo
  momento sono fondamentali per ripristinare alcuni territori.
   È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
  l'onorevole Sciotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione generale sul disegno di
                             legge 1067/A

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari,  ne parlava prima l'onorevole Safina, chi  era  nelle
  scorse legislature si ricorderà quando davanti a un evento che  poi
  non  si  trasformò in ciclone, ebbe a dire: "noi stiamo  diventando
  terra  di  cicloni e di uragani", questo ciclone  non  è  diventato
  uragano  solamente perché si è fermato nella terraferma  in  questo
  periodo  a  gennaio  e quando ha toccato l'acqua,  le  acque  erano
  fredde,  se  le  acque  fossero state calde  sarebbe  diventato  un
  uragano importante.
   Quando  allora  dicevo  queste cose in  Aula  sorridevano,  ancora
  qualcuno sorride. Tu te lo ricordi? E io dissi guardate

   PRESIDENTE.  Fu  fatto anche l'Intergruppo, si  sta  dimenticando.
  Sulla questione fu fatto anche un Intergruppo, se non ricordo male.

   DIPASQUALE.  Sì,  ma  non solo, poi abbiamo fatto  un  intervento,
  prevedendo in una finanziaria quello che era l'Osservatorio  per  i
  cambiamenti climatici.

   PRESIDENTE. Me lo ricordo

   DIPASQUALE.  Non possiamo andare dietro a quelli che  sono  poi  i
  danni  che fanno questi eventi perché, purtroppo, dobbiamo iniziare
  a  mettere in conto, dobbiamo capire qual è il meccanismo  che  sta
  facendo  diventare il Mediterraneo sempre più caldo e  il  problema
  parte da questo, parte dalle temperature sempre maggiori dell'acqua
  del  Mediterraneo e anche della terraferma, delle coste, che stanno
  portando  allo  sviluppo  di questi fenomeni  ciclonici.  Fatto  il
  primo,  dissi  sette, otto anni fa, passato il primo ne  passeranno
  altri, è come una strada, fatta la strada altri la percorreranno  e
  credetemi  se  fosse stato il mese di ottobre quando le  acque  del
  Mediterraneo si trovano ad essere più elevate, l'effetto  rotatorio
  e le acque calde avrebbero portato il ciclone a diventare uragano e
  gli effetti sarebbero diventati devastanti.
   Perché dico questo? C'è voluto tempo per fare questo Osservatorio,
  l'Osservatorio  so che si è messo in moto, ma la  politica  da  una
  parte deve fare quello che sta facendo, che è il ristoro, l'aiuto a
  chi  si  trova  poi  coinvolto da tutto  questo,  ma  non  possiamo
  sottovalutare  quello  che  sta  succedendo  dal  punto  di   vista
  climatico: e non solo noi dobbiamo avere la capacità di riuscire ad
  intraprendere  un  confronto  con tutti  i  paesi  rivieraschi  del
  Mediterraneo,  perché la strategia di studio   e  la  strategia  di
  verifica,  è  capire  dove e perché le acque stanno  aumentando  di
  temperatura e come intervenire, va fatto in maniera transnazionale;
  questo è un aspetto fondamentale.
   Oggi  il Parlamento mette a disposizione delle risorse. Bene,  noi
  siamo  chiamati  a  sostenerlo e siamo qui. Abbiamo  due  emergenze
  enormi:  una  è l'emergenza creata dal ciclone Harry  e  l'altra  è
  l'emergenza  creata  dalla frana di Niscemi  dove,  veramente,  sta
  diventando no preoccupante, ma sta diventando drammatico
   Io  mi  permetto di ricordare... Io non ho molta fiducia in questo
  Governo,  perché  me lo ha dimostrato  Lo ha dimostrato  nel  2023,
  quando c'è stato il precedente ciclone - il 7 e l'8 di febbraio del
  2023  -  quando  quel  ciclone  si  portò  un  terzo  della  nostra
  agricoltura, della nostra fascia trasformata e dove ad oggi  non  è
  arrivato nulla  E mentre il presidente Bonaccini, presidente  della
  regione  Emilia, sedeva insieme alla Meloni che aveva  lasciato  il
  G7,  in Giappone, per partecipare agli eventi calamitosi che  erano
  successi  in Emilia Romagna, prevedendo un intervento  di  circa  2
  miliardi  di  euro, 2 miliardi di euro arrivarono,  2  miliardi  di
  euro, oggi, purtroppo, noi ancora dobbiamo prendere le risorse  del
  2023.
   Quindi,  posso avere fiducia? È polemica se dico queste cose?  No.
  Lo  dico  ma  neanche  da  minoranza, lo dico  da  chi  ha  vissuto
  l'esperienza  insieme a tutti voi del 2023 e dove  un  euro  non  è
  arrivato
   Mi auguro che il presidente Meloni - non è in Giappone, è qua, più
  vicino   del  Giappone,  se  è  venuta,  allora  sospese   la   sua
  partecipazione al G7 in Giappone - venga presto, così come ha fatto
  la  mia segretaria di partito che è stata oggi qua presente, ma noi
  vogliamo...  Intanto è venuta, è venuta caro Presidente,  ha  fatto
  sentire  la sua vicinanza, insieme alla classe dirigente e  i  miei
  colleghi   e   noi   parlamentari  regionali  non  abbiamo   potuto
  partecipare alla conferenza stampa perché abbiamo preferito restare
  qui,  essere  presenti qui, perché la trincea in questo  momento  è
  qui
   Però,  servono  delle risposte immediate, le stesse  risposte  che
  sono state date per l'Emilia Romagna, dove c'era un presidente  che
  si chiamava Bonaccini e che ha avuto la capacità di battere i pugni
  sul tavolo e lo dobbiamo spiegare al Presidente della Regione: e se
  non  ci  riesce  l'accompagniamo noi  Devono  prevedere  subito  la
  sospensione dei mutui degli immobili e delle aziende inagibili,  lo
  stop  agli  adempimenti e versamenti tributari e  contributivi,  lo
  stop  alle utenze  Queste cose, Presidente, servono subito  perché,
  altrimenti, chi ha avuto la casa distrutta e chi ha avuto l'impresa
  distrutta,  si  troverà anche il problema di pagare le  utenze,  di
  pagare  i  mutui,  le rate dei mutui e tutto il resto.  Quindi,  ci
  aspettiamo risposte concrete e veloci.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale, mi fa piacere  che  lei
  abbia ricordato il caso dell'Emilia Romagna perché questo fa capire
  come non contano, in determinate situazioni d'emergenza, i colori e
  le bandiere politiche. Bonaccini non mi pare che faccia parte della
  stessa coalizione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che
  ha avuto una grande attenzione nei confronti dell'Emilia Romagna  e
  sono  convinto  che  avrà  la stessa, se non  maggiore  attenzione,
  quando ci saranno dati assolutamente più certi, anche nei confronti
  della  Sicilia  e  dei siciliani dove ha già mandato,  ricordo,  il
  ministro  per  la Protezione civile, Nello Musumeci,  e  si  è  già
  attivata  affinché...  e lei ritornerà, sono  molto  convinto,  con
  quelle   risposte   concrete,  piuttosto   che   portare   soltanto
  un'eventuale presenza e vicinanza.
   È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Grazie   Presidente,  fratelli  e  sorelle   di   questa
  Repubblica,  oggi non parlo, non voglio parlare qui da parlamentare
  di quest'Isola ma da cittadina siciliana e italiana soprattutto,  e
  voglio fare, semplicemente, una breve considerazione, Presidente.
   Chiaramente,  tutti non siamo soddisfatti di quello  che  è  stato
  l'esito  del  Consiglio dei Ministri che c'è  stato  ieri,  con  lo
  stanziamento  dei 100 milioni di euro da dividere in  tre  Regioni,
  come primo intervento, perché sicuramente a fronte della stima  dei
  danni,   33   milioni  circa  per  Regione  ci  sembrano   alquanto
  insufficienti  e,  sicuramente,  denotano  il  fatto  che  il   Sud
  abbandonato, non considerato, non è un cliché perché, spesso, ci si
  ritrova a dire il Sud abbandonato, non considerato, non è un cliché
  di fatto, è un dato di fatto
     Perché  il  Governo  Meloni,  anche  in  questa  occasione,  sta
  dimostrando, sicuramente  quello che viene percepito è che  non  si
  sta  dando il peso giusto a quello che è successo in questi  giorni
  perché  non  è  un  maltempo banale, non è stata  un'allerta  meteo
  banale, ma è stata un'allerta che ha portato ad un ciclone  che  ha
  devastato  la  nostra  Isola, le nostre coste,  le  abitazioni  dei
  siciliani, le attività commerciali, c'è un paese che sta crollando,
  Niscemi.
   È  stato  dato, veramente, poco peso e, non soltanto,  con  questo
  stanziamento  così da briciole si evince la mancata  attenzione  ma
  anche  dal  fatto  che  la Presidente Giorgia  Meloni,  magari,  ci
  aspettavamo  che  venisse  in Sicilia a  constatare  quello  che  è
  accaduto,  perché  la  prima cosa che doveva  fare  era  venire  in
  Sicilia  e, magari, rendersi conto di quello che è successo perché,
  probabilmente, non è arrivata a Roma questa gravità. A Roma abbiamo
  anche  alte cariche siciliane in questo Governo che, evidentemente,
  non sono riuscite a far sentire la propria voce.
   Io  chiedo  che  in  questa occasione, signor  Presidente,  questo
  Parlamento  venga considerato e non venga snobbato perché  qua  non
  c'è  una  questione  di  bandiera o  di  chi  è  la  maggioranza  e
  l'opposizione,  ma dobbiamo lavorare tutti insieme per  cercare  di
  avere procedure veloci, snelle e, soprattutto, avere le risorse che
  servono.
   Oggi  c'era  in  discussione il disegno di legge sugli  interventi
  urgenti   per   questa  situazione,  io  avevo   presentato   degli
  emendamenti  e ve li propongo anche qui: pensate e attenzionate  la
  questione anche delle risorse alle famiglie e alle imprese  perché,
  chiaramente, ci sono famiglie che, in questo momento - lo  sappiamo
  tutti   -   hanno  bisogno  di  sostegno,  così  come  le  attività
  commerciali che, in questo momento, stanno perdendo tanti soldi.
   Il  mio  non  è  un intervento che vuole chiedere compassione,  ma
  serve  a  Roma o al Governo nazionale  serve responsabilità,  serve
  responsabilità rispetto a quello che è successo.
   Noi siciliani siamo abituati a reagire e, di certo, siamo un'Isola
  che  è  stata dominata, abbiamo subito anche soprusi ma  la  nostra
  dignità è sempre alta.
   Però,  signor  Presidente, la dignità,  chiaramente,  non  si  può
  sostituire alla presenza dello Stato e, sicuramente, da quello  che
  è  stato  il primo Consiglio dei Ministri ci aspettavamo  molto  di
  più. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io non  ho
  ben  compreso  come,  da  un lato, si sia dichiarato  lo  stato  di
  emergenza  che, chiaramente, significa anche stato  di  urgenza  e,
  dall'altro, il Consiglio dei Ministri stanzia solamente  un  decimo
  delle risorse necessarie e questo decimo deve essere suddiviso  per
  tre  regioni  dove  la  Sicilia è quella  che  ha  subito  i  danni
  maggiori
   La  conta, ad oggi, è di circa 1 miliardo - non me ne vogliano  le
  altre  regioni ma i danni sono di gran lunga inferiori - e, quindi,
  avrei  immaginato  che  questo decimo di aiuti  fosse  quanto  meno
  proporzionato  in base all'entità dei danni per le tre  regioni  e,
  invece, è stato attivato il principio del 33, 33, 33.
   33  milioni  sono  un'elemosina  A  questo  punto,  sarebbe  stato
  opportuno  che  il Ministro Salvini, Ministro delle infrastrutture,
  avesse  immediatamente  rinunciato alla sua  propaganda  del  Ponte
  sullo  Stretto,  un fantomatico progetto, fra l'altro  spostato  al
  2033,  pieno  di rilievi e di problemi, liberando risorse  per  1,3
  miliardi   che  sono  state  bloccate  alla  nostra  Regione,   per
  permettere veramente di risolvere lo stato di emergenza  con  aiuti
  immediati e urgenti. Perché su certe cose non si può temporeggiare;
  un  ciclone  si  è  abbattuto su quattro  province,  spazzando  via
  strade, ponti, ferrovie, muri, abitazioni, attività commerciali.  A
  questo danno di proporzioni enormi si è aggiunto il disastro  della
  città  di  Niscemi, che nessuno di noi poteva mai  immaginare,  una
  città squarciata in due, con 1.500 sfollati  Servono aiuti, servono
  container, servono pasti caldi, serve trovare subito nuovi  alloggi
  per  questa  popolazione e cercare di mettere in  sicurezza  quella
  parte di città che ancora si può mettere in sicurezza. Quindi serve
  veramente tanto aiuto in una Regione così fragile.
   Signor Presidente, i siciliani penso che ci siano rimasti male; se
  la politica fa una richiesta di soldi con un numero verde di aiuti,
  queste cose ce le aspettiamo dalle associazioni di volontariato, la
  politica non può chiedere soldi ai cittadini, deve dare risposte, i
  soldi li deve mettere, deve dare riposte immediate e urgenti
   Dov'è  il  presidente Schifani? Deve difendere la nostra  Regione,
  deve  difendere la nostra Isola, perché non ci sentiamo  ugualmente
  trattati  rispetto ad altre Regioni del Nord Italia, come  l'Emilia
  Romagna  o  la Toscana, che nel recente passato hanno  avuto  aiuti
  congrui.  Quindi ci aspettiamo che un presidente di questa  Regione
  vada  a  Roma, perché se no poi dobbiamo fare quello che diceva  il
  mio collega Gilistro prima, cioè chiudiamo il Parlamento e partiamo
  tutti  quanti.  E bisogna chiedere rispetto per la nostra  Regione,
  dobbiamo aiutare i nostri cittadini  E sono d'accordo sul fatto che
  da  questo  momento  in poi le finanziarie, i  collegati,  tutti  i
  documenti che passeranno da quest'Aula, vengano utilizzati per dare
  aiuti per risollevare la nostra economia e per aiutare tutte quelle
  persone  che  oggi  hanno visto spazzato  in  un  solo  istante  il
  sacrificio di una vita.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.
   Adorno,   Sunseri,   La  Vardera,  Chinnici,  Giambona,   Scuvera,
  Marchetta,  Laccoto, Cracolici, Spada, De Luca,  Saverino,  Auteri,
  Venezia, Abbate. L'avrò ripetuto un paio di volte

   SCHILLACI. Presidente, c'ero io

   PRESIDENTE. Lei non ce l'ho.

   ADORNO.  Signor  Presidente,  io sono assolutamente  esterrefatta,
  quest'oggi,  come  prima  giornata d'Aula,  a  non  vedere  qui  il
  presidente  Schifani in mezzo a noi. E glielo dico  perché?  Perché
  stiamo  assistendo  al festival dell'ipocrisia, comandato  da  lei,
  Presidente  Galvagno, e le spiego subito il perché. Io  l'ho  vista
  l'altro  giorno  in  trasmissione, in una  delle  trasmissioni  più
  seguite della politica siciliana, e l'ho vista che si lamentava che
  la  Sicilia  era trattata come una Regione di serie B, rispetto  al
  resto  d'Italia.  Ma  allora lo dobbiamo dire  chiaro  e  tondo  ai
  siciliani  e  agli italiani, chi è il Ministro e  a  quale  partito
  appartiene, il Ministro per la Protezione Civile, che ha  stanziato
  cento milioni per tre Regioni? Che se ne dovrebbe vergognare  A chi
  appartengono  le emittenti, a quale sfera politica appartengono  le
  emittenti private, e quale influenza hanno i partiti di maggioranza
  nelle emittenti pubbliche in TV? E allora, l'assenza dell'interesse
  verso  la  nostra  Regione siciliana ha  dei  nomi  e  dei  cognomi
  politici  ben precisi. E inizio a dirli ad uno ad uno. Il  Ministro
  Musumeci  ha firmato assieme alla Meloni questo primo finanziamento
  in  sostegno di tre regioni. C'è la stima già dei danni,  da  parte
  del  Presidente Schifani, di un miliardo e mezzo, ed  è  vergognoso
  che  siano stati stanziati un terzo di 100 milioni, cioè 33 milioni
  di euro per la nostra Regione, ed è vergognoso che l'attenzione dei
  mass  media,  che  certamente  risente  dell'influenza  di  chi  ci
  governa, cioè del suo partito, Fratelli d'Italia, cioè del  partito
  del  Presidente Schifani, Forza Italia, del partito di  Sammartino,
  vicepresidente della Regione siciliana, cioè la Lega.
   Allora,  se  questa  assenza del Presidente Schifani  è  motivata,
  perché  lui  è a Roma, signor Presidente Galvagno, di cosa  si  sta
  lamentando?  Cosa  vuole? Perché si rivolge al Movimento  5  Stelle
  come a voler dire: "fermatela?

   PRESIDENTE. Io non sto dicendo niente, non metta parole in bocca a
  nessuno. Io non l'ho interrotta.

   ADORNO.  No, lei si sta rivolgendo mentre io parlo... Lei  non  si
  permetta di interrompermi più

   PRESIDENTE.  Lei  ha  detto  una serie di  castronerie  fuori  dal
  normale.

   ADORNO.  Io non le ho dette e lei deve togliersi il vizio

   PRESIDENTE. "Lei, lei", si rivolga a me. Non si animi così  tanto.
  Cerchi di dare un contributo serio a quest'Assemblea, non gridando,
  non servono degli urlatori in quest'Aula, servono delle persone con
  contenuti. Servono dei concetti.

   ADORNO. Vergogna  Siete lo zimbello d'Italia

   PRESIDENTE.  Non  è  onorevole  il  suo  comportamento,   il   suo
  atteggiamento. Ha cominciato ad attaccare raccontando una serie  di
  bugie che stanno fuori da ogni logica.

   ADORNO. Mi permetta di completare un discorso.

   PRESIDENTE. Ma cosa dice?

   ADORNO. Io dico quello che i siciliani hanno toccato con mano.

   PRESIDENTE.   Ma   chi  è  lei?  I  siciliani  chi?   Quelli   che
  rappresenterà lei. Ce ne sono tanti altri.

   ADORNO.  I siciliani, tutti, hanno toccato con mano che la Regione
  siciliana  non  è  sotto i riflettori. Non c'è un numero  verde  in
  tutta  Italia che dica ai siciliani che possono ottenere gli  aiuti
  che  i  siciliani  stessi, con generosità, hanno  dato  alle  altre
  regioni.  E  lei  fa parte del partito di maggioranza  che  governa
  l'Italia, se ne vergogni

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.
   Un intervento serio, almeno.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi
  Presidente, io lo immagino questo Consiglio...

   ADORNO. Come si permette di dire che questo è un intervento  serio
  e il mio non lo è? Lei deve essere super partes

   PRESIDENTE.  No,  super  partes io  lo  sono,  se  poi  non  posso
  giudicare  quello che è un intervento serio da uno  che  non  è  un
  intervento serio, non glielo lascio dire.

   ADORNO.  Io  ho  messo  in difficoltà e  ho  detto  la  verità  ai
  siciliani e agli italiani. Lei fa parte del partito di maggioranza

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
  come  dicevo, lo immagino un po' questo Consiglio dei Ministri  che
  si è tenuto al quale partecipava l'attuale Presidente della Regione
  e  anche  il  precedente Presidente della Regione,  in  qualità  di
  Ministro  della  Protezione civile, quindi,  diciamo,  eravamo  non
  rappresentati, più che rappresentati. E ora le dico, al  di  là  di
  tutte  le narrazioni, che ognuno per la propria parte politica  può
  raccontare:  "chi dice che le risorse sono troppo poche,  chi  dice
  che sono le prime, che arriveranno subito dopo", ma poi lei, signor
  Presidente,  se fosse stato ieri Presidente della Regione,  sarebbe
  tornato  contento da Roma? Cioè, lei pensa che ieri  il  Presidente
  della  Regione, Schifani, dopo essere andato a Roma a rappresentare
  la  Sicilia, dinanzi al Consiglio dei Ministri riunito e convocato,
  perché  l'ex  Presidente della Regione Musumeci oggi Ministro  alla
  Protezione  Civile e alle Politiche del mare, convoca un  Consiglio
  dei Ministri speciale su questo tema e torna a casa con 100 milioni
  di  euro  da  dividere per tre regioni  possa ritenersi soddisfatto
  del risultato ottenuto? Il tutto ottenuto dopo una settimana in cui
  i media nazionali hanno di fatto trattato l'argomento come se fosse
  l'ultimo argomento di questa Nazione
   Allora, io, onestamente, penso di no. E, al di là della narrazione
  che  ripeto ognuno dà anche il presidente Schifani, immagino,  ieri
  sia  tornato da Roma scontento. Scontento per un risultato che  non
  può  essere  neanche  lontanamente  sufficiente  ad  affrontare   i
  problemi che in questo momento stanno attanagliando tutte le  coste
  coinvolte  dall'uragano e, soprattutto, anche la città di  Niscemi,
  che  ancora oggi vede migliaia di persone sfollate. Eppure, io sono
  andato   a  guardare,  signor  Presidente,  i  primi  decreti   del
  Presidente  del Consiglio dei Ministri per l'emergenza  dell'Emilia
  Romagna.  Ricordo il Presidente Meloni che staccò direttamente  dal
  G7 per andare sui luoghi con gli stivali a favore di videocamere  a
  rilanciare le attività del proprio Governo. Ricordo cosa  fece:  la
  sospensione  dei  termini  tributari,  il  differimento  dei  muti,
  l'esonero  delle tasse universitarie, l'esonero delle  bollette  in
  generale.  Ci fu un'azione del Governo importante in quei  momenti.
  E, invece, in Sicilia, il silenzio più totale.
   Ieri  un  post  su  Facebook  del  Presidente  Meloni  in  cui  si
  annunciano 100 milioni di euro, in cui non si capiva neanche a chi,
  a  cosa  e  come,  quando per tre regioni già  dalle  prime  stime,
  parliamo  di cifre diametralmente opposte: in Sardegna  parlano  di
  200  milioni,  in Calabria di 300 milioni, in Sicilia  dalle  prime
  stime di più di 1 miliardo. E cosa fa il Governo Meloni? Decide  di
  stanziare  100  milioni  da dividere in parti  uguali  per  le  tre
  regioni
   Ora,  dico  io,  veramente, al di là delle posizioni  politiche  e
  fuori  da  ogni  strumentalizzazione politica - che  credo  che  in
  questo  momento  non faccia bene a nessuno - si può immaginare  che
  ieri  il presidente Schifani sia tornato con un volo da Roma felice
  del  risultato ottenuto? Ma cosa ce ne dobbiamo fare delle briciole
  che il Governo stanzia? Era meglio non farlo. Era meglio aspettare,
  aspettare  che la Protezione Civile, in qualche modo,  indicasse  i
  reali  costi e facesse una determinazione congrua per le cifre  che
  serviranno per affrontare l'emergenza. Queste sono briciole che  il
  Governo  nazionale sta destinando alla Sicilia e alle altre regioni
  che  non tengono assolutamente conto dell'importanza della tragedia
  che in questo momento la Sicilia sta attraversando. E io mi aggrego
  a tutta la richiesta fatta precedentemente: mancano completamente i
  fondi extraregionali, non si parla dell'FSC
   Ora,  è  ovvio,  qualche collega ha tirato  fuori  il  miliardo  e
  trecento  del Ponte sullo Stretto, ma se ne può parlare  del  Ponte
  sullo Stretto, ma anche di tanto altro. Non si parla del FESR,  non
  si  parla  di  tutte le misure che si possono attuare anche  domani
  mattina,  e qui ci ritroviamo a dover leggere in fretta e furia  un
  disegno di legge - poco fa ne parlavamo con alcuni colleghi -  dove
  alcune  cose non sono chiare, gli aiuti alle imprese, per  esempio,
  non si capiscono, IRFIS dove prende queste risorse? Sono queste che
  noi  trasferiamo  a  IRFIS  o sono quelle  del  Fondo  Sicilia  che
  dobbiamo prendere e utilizzare per le imprese?
   Allora, questo è un argomento che dovremmo affrontare adesso,  nel
  momento  in  cui lei ci darà la possibilità di studiarlo,  leggerlo
  con  attenzione,  perché  il  disegno  di  legge  che  noi  avevamo
  stamattina non è neanche quello approvato in Aula.
   Ora, dico, io mi auguro che non ci sia, diciamo, chi sa che cosa e
  non  voglio  fare  riferimento a dei fatti che, a mio  avviso,  non
  hanno  certamente dato lustro a quest'Aula, ma mi auguro che quanto
  meno  si affronti con attenzione un disegno di legge, che è  uscito
  qualche  ora fa dalla Commissione "Bilancio" e che non le  nascondo
  che  da  una prima lettura, la copertura finanziaria delle  risorse
  destinate  alle  imprese, non si capisce  da  dove  viene.  Quindi,
  fermiamoci un attimo. Non dobbiamo fare le cose frettolose,  perché
  poi  la gattina fa i gattini, purtroppo, ciechi. Facciamolo bene  e
  diamo delle risposte concrete, perché poco fa ascoltavo il video di
  una  signora che a Niscemi urlava contro chi era andato a  fare  in
  questi  giorni passerelle, diceva: "Questa città non ha bisogno  di
  passerelle, ha bisogno di fatti reali, concreti". E credo che  noi,
  per il ruolo che ricopriamo dobbiamo dimostrarlo con i fatti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA VARDERA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
  che  questo  Parlamento riunitosi oggi abbia un compito importante,
  abbia  il compito di assumere responsabilità e di dare risposte  ai
  cittadini. Però non possiamo far finta di nulla rispetto  a  quelle
  che sono le responsabilità di quello che è accaduto, perché qual  è
  l'errore? Non dobbiamo far passare il messaggio che tanto in questo
  Paese  quando  accadono le tragedie, alla fine della partita  è  il
  Paese  delle  emergenze, delle eterne emergenze e  poi  nessuno  si
  assume  le  responsabilità di fatti di Protezione civile che  nella
  parola tecnica della Protezione civile sono fatti prevedibili  E io
  oggi  sulla vicenda di Niscemi sottopongo a quest'Aula un documento
  che oserei dire essere profetico  Profetico rispetto a quello che è
  accaduto nelle scorse 72 ore  Ed è opportuno esprimere solidarietà,
  sì   vero,  ma  bisogna  andare  oltre  la  questione  della   mera
  solidarietà e andare ai fatti incontrovertibili, documentati da  un
  documento  datato 2022 che è l'aggiornamento al Piano del distretto
  del  bacino  per l'assetto idrogeologico, chiamato PAI.  Cosa  dice
  questo  documento?  E chi lo firma? È incredibile,  perché  chi  lo
  firma  si  assume  la  responsabilità che sapeva  esattamente  cosa
  poteva  accadere  a  Niscemi  2022, in  occasione  del  sopralluogo
  congiunto  per  la  verifica sui luoghi delle  criticità  segnalate
  dall'amministrazione    comunale    di     Niscemi,     al     fine
  dell'aggiornamento del PAI geomorfologico del territorio  comunale,
  si  è  constatato  che le aree in dissesto sono  ubicate  lungo  il
  versante  occidentale della collina di Niscemi,  caratterizzato  da
  processi  morfologici intensi che danno luogo a numerose  incisioni
  alquanto  irregolari lungo le quali si esplica una  forte  attività
  erosiva  condizionata  dalle litologie  affioranti...  e  continua
  l'azione erosiva delle acque incanalate proprio in quella roccia  è
  aggravata dallo scarico dei reflui lungo le incisioni, inoltre sono
  presenti diverse aree utilizzate come discariche abusive.
   La   conclusione   è   incredibile:  le  due  strade   provinciali
  rappresentano movimenti ancora attivi e rappresentano le evoluzioni
  del dissesto. Quello che è accaduto a Niscemi era noto già nel 2019-
  2022  e  il  fatto  che in questi giorni tutti andiamo  a  fare  lì
  passerelle  su  quello che si poteva fare e  che  non  si  è  fatto
  dimostra  che  la  firma di questo documento  porta  due  nomi   Il
  direttore  del bacino Leonardo Santoro e un signore che  si  chiama
  onorevole Presidente Nello Musumeci che ancora una volta - e questo
  è  il  dato  politicamente  devastante -  quando  se  ne  va  dalla
  Presidenza  della Regione assume un ruolo consequenziale  a  questo
  documento, che è quello di Capo e Ministro della Protezione  civile
  che  è quell'ente che dovrebbe in qualche modo mitigare il rischio
  Cosa fa Musumeci? Dice:  nel 2019 lo sapevo  Sta succedendo . Va  a
  fare  il Ministro alla protezione civile e dimentica i suoi  stessi
  atti  Sapete cosa ha fatto l'Assessorato del territorio e ambiente,
  l'onorevole   Toto   Cordaro?   Nulla.   Sapete   cosa   ha   fatto
  conseguentemente   il  Governo  Schifani?  Nulla.   Perché   questo
  soggetto, e in questo è straordinario, Schifani, è il recordman dei
  commissari  Lui è commissario all'acqua, all'autostrada,  al  volo,
  ai  rettili, ci manca solo che fa il commissario Rex e poi ha tutti
  i commissariati
   Ora  la  questione seria, al di là della battuta,  è  che  c'è  un
  processo di responsabilità che in questo Paese nessuno si assume  E
  questo  i  cittadini lo devono sapere e ancor di più  è  grave  che
  rispetto  a questa responsabilità politica, perché qua parliamo  di
  politica, il Governo centrale stia derubricando quello che accade a
  Niscemi con quattro spiccioli che forse dopo vedremo.
   Allora  la  responsabilità di tutti è stare vicino  ai  territori,
  vero,   sì   stare  vicini  ai  sindaci,  vero,  ma  assumersi   la
  responsabilità   politica,   perché   in   politica    ogni    atto
  consequenziale è una responsabilità e quando tu sapevi  e  non  hai
  fatto  nulla  sei  doppiamente responsabile e devi  assumertene  la
  responsabilità davanti ai siciliani e ancor di più, in  qualità  di
  Ministro, davanti gli italiani.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Chinnici.  Ne  ha
  facoltà.

   CHINNICI. Grazie, signor Presidente. Molte cose sono state  dette,
  ci sono anche altri interventi, quindi certamente sarò breve ma due
  cose  voglio  dirle.  Intanto, ovviamente,  portare  tutta  la  mia
  solidarietà alle popolazioni colpite dall'uragano Harry, ovviamente
  a  tutta  la  comunità  di  Niscemi, e la solidarietà  deve  essere
  accompagnata  da  un  elemento che però non è scontato,  lo  diceva
  prima il collega Gilistro, per fortuna oggi non piangiamo vittime e
  non era scontato.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   CHINNICI.  E questo va detto con chiarezza, perché è il  risultato
  del   buon   funzionamento  del  sistema  di   Protezione   civile,
  dell'attività di previsione, allertamento e gestione dell'emergenza
  e  dei  provvedimenti che sono stati messi in atto tempestivamente,
  che  hanno consentito appunto di evitare la perdita di vite  umane.
  Ma  questo  ovviamente  non può bastare e, a  proposito,  mi  preme
  ricordare  che  da oltre un anno abbiamo depositato un  disegno  di
  legge  sul sistema integrato e la Protezione civile, sarebbe  forse
  il  caso  -  proprio  per  non  agire  sempre  in  emergenza  -  di
  affrontarlo finalmente.
   E  quindi,  appunto, ancora una volta si agisce  e  si  interviene
  quasi  esclusivamente  in emergenza. Siamo  sicuramente  bravi,  la
  Protezione  civile lo ha dimostrato ma, appunto, non  basta.  Serve
  pianificazione,   prevenzione,   intervenire   prima   di    queste
  catastrofi.  E  allora - come è stato detto da  alcuni  colleghi  -
  ovviamente   le   analisi  geologiche  e  gli   studi   scientifici
  consentivano da tempo di conoscere i possibili scenari di  rischio,
  le criticità erano note, le dinamiche erano già studiate, i segnali
  c'erano  purtroppo tutti. Sul fatto che le risorse sono  ovviamente
  assolutamente insufficienti è stato detto da più parti, quindi  non
  ci  voglio  tornare e mi pare scontato. Resta però anche  il  fatto
  grave,  anche questo è stato in parte sottolineato, sul  fatto  che
  dal  punto di vista mediatico, purtroppo, quello che è accaduto  in
  Sicilia,  in  Calabria  e in Sardegna non ha avuto  minimamente  la
  copertura  necessaria che è stata data ad altre regioni d'Italia  e
  questo è veramente triste.
   Ci saremmo aspettati maratone televisive a reti unificate, come  è
  già  avvenuto, campagne di raccolta fondi, mobilitazioni mediatiche
  e  istituzionali di ben altra intensità. Per questo ringraziamo con
  forza la segretaria Schlein che stamattina è venuta qui.
   Ma c'è un ulteriore nodo ancora più grave: la burocrazia. I comuni
  della  costa  ionica, il comune di Niscemi non  sono  vittime  solo
  degli  eventi  naturali  ma  anche  di  un  sistema  amministrativo
  paralizzante  e  paralizzato. Risultano agli  atti,  come  è  noto,
  finanziamenti già stanziati per oltre 14 milioni di euro  a  favore
  di  Niscemi  che  non  sono  mai stati  spesi.  Risultano  numerosi
  interventi finanziati da anni in diversi comuni del messinese tra i
  più  colpiti, anche questi mai realizzati. È un fatto troppo grave.
  I  fondi sono fondamentali, certo. Ma se la Regione siciliana,  che
  questo Governo di centrodestra amministra da oltre nove anni, non è
  in grado di spendere questi fondi, allora siamo di fronte purtroppo
  ad un grave fallimento politico, non tecnico.
   Per  la ricostruzione e la messa in sicurezza della linea di costa
  ionica servono norme speciali e immediate, procedure straordinarie,
  serve abbattere le lungaggini burocratiche fatte di nulla osta e di
  autorizzazioni   che  oggi  richiedono  ancora  anni.   Le   strade
  provinciali,  del  palermitano ma come di tutta  la  Sicilia,  sono
  costellate  di  chiusure che si trascinano da  anni  per  frane  di
  costoni rocciosi in segmenti viari minuscoli in confronto a  quello
  che  è  accaduto  a Niscemi. Eppure, abbiamo interi  comuni  ancora
  isolati, difficilissimi da raggiungere per questi motivi.
   E  allora  servono  poteri speciali, serve che i  sindaci  possano
  cogestire   le   procedure   insieme   alla   Regione   assumendosi
  responsabilità dirette. Il caso di Niscemi, appunto, è  ancora  più
  delicato  e  complesso perché dobbiamo avere il  coraggio  di  dire
  delle  verità senza proporre soluzioni tecniche, improvvisate dalla
  politica o a colpi di interviste o di post sui social.
   È  chiaro  che  come ci dicono i geologi, ormai  da  diverse  ore,
  bisogna  attendere  certamente  che  il  versante  della  frana  si
  stabilizzi, capire le reali cause geologiche, visto che si parla di
  un fronte di quattro chilometri circa. È un fenomeno complesso e si
  teme,  anche - sembra che non ci siano possibilità diverse,  sembra
  di  non  potere escludere, così ci viene detto - una  dolorosa,  ma
  forse inevitabile, delocalizzazione.
   E  allora, ci aspettiamo da questo Governo regionale, e da  quello
  Nazionale ci saremmo aspettati che la Presidente Meloni venisse qua
  subito,  ecco, ci aspettiamo però, non propaganda, non annunci,  ma
  responsabilità, pianificazione e rispetto per le comunità colpite.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini che ci seguono da casa in quest'Aula all'uopo dedicata  a
  trattare fatti drammatici che hanno interessato questa nostra terra
  nelle ultime settimane.
   Io,  per questo, intanto, intendo ringraziare i colleghi tutti,  i
  Capigruppo, il Governo per, di fatto, aver stravolto quello che era
  un  programma  di  attività parlamentare e avere messo  al  centro,
  nella prima Aula possibile, la discussione di quello che è successo
  in  questi  ultimi  giorni e delle attività di  programmazione  che
  bisognerà  portare avanti sin da subito per far fronte agli  enormi
  danni e disagi a seguito del ciclone Harry e della frana drammatica
  che sta mettendo in ginocchio la cittadina di Niscemi.
   Io,  in tutto questo, naturalmente, non posso che rappresentare  a
  queste  comunità più interessate da questi fenomeni così drammatici
  la vicinanza, la nostra vicinanza e che faremo tutto quanto è nelle
  nostre possibilità per ridurre quelli che sono i disagi.
   A  tutti  i  sindaci,  gli amministratori,  a  coloro  che  stanno
  fornendo  assistenza nei territori rappresentiamo quello che  è  il
  massimo  rispetto per quello che oggi stanno facendo, molto  spesso
  in difficoltà e con minimi mezzi.
   Detto  questo,  Presidente  e  colleghi,  io  oggi  non  vedo   il
  Presidente  della Regione Schifani, io non so dove  sia  in  questo
  momento,  però, guardate un po', io ritengo che - almeno  per  come
  sono  fatto  io,  sarò  un  sentimentale, avrò  un  grande,  enorme
  attaccamento  a  quello che è il ruolo che oggi ho di  parlamentare
  regionale - il fatto di non vedere qui il Presidente della Regione,
  quando noi stiamo a discutere del più importante e drammatico fatto
  che  è  avvenuto dal post terremoto del Belìce ad oggi, lo  ritengo
  qualcosa di assolutamente inqualificabile.
   Io non so se il Presidente della Regione sia in giro ad incontrare
  persone dei territori, ci sta anche, ma io ricordo a me stesso e  a
  tutti  i  colleghi  che  noi, qui, stiamo a rappresentare  tutti  i
  siciliani,  stiamo a rappresentare tutte le province e  io  non  mi
  aspetto,  non mi sarei mai aspettato e non condivido l'assenza  del
  Presidente  della  Regione  a questa discussione   È  assolutamente
  inqualificabile che oggi non ci sia, in un momento così  dirimente,
  in  un  momento  così  importante di  dibattito  politico,  in  cui
  parliamo  del futuro della nostra Regione, a seguito di  fatti  che
  stanno determinando la scomparsa di ponti, la scomparsa di attività
  commerciali,  di strade, di piazze, di danni che sono  quantificati
  per oltre un miliardo e mezzo di euro
   Ma,  allo  stesso  tempo,  voglio rappresentare  la  vicinanza  al
  Presidente  della  Regione Schifani, perché ha preso  un  aereo,  è
  andato,   accompagnato  dall'ex  Presidente  della  Regione,   oggi
  Ministro  della  Protezione Civile, a discutere  in  Consiglio  dei
  Ministri  di  quelli  che dovevano essere gli  aiuti  alla  Regione
  siciliana  e,  credo che lui stesso non possa, assolutamente,  come
  noi,  considerarsi contento di cento milioni di euro, che  saranno,
  tra  l'altro, ripartiti  in maniera non equa tra le tre regioni più
  colpite,  ma la Regione Sicilia,  lo sappiamo, ha quasi un miliardo
  di  euro - se non più - di danni  Danni alle abitazioni, danni alle
  attività  commerciali, danni di natura diretta e  danni  di  natura
  indiretta  e, allora, io ritengo che in questo momento  nel  quale,
  purtroppo,  la  Sicilia registra una scarsa  attenzione  anche  dal
  punto  di  vista mediatico, a quelli che sono stati i  fatti  degli
  ultimi  giorni,  ci  vuole  anche l'attenzione  dei  nostri  leader
  nazionali
   Oggi  abbiamo la presenza di Elly Schlein, in Sicilia - e guardate
  questo  è un segnale importante da parte di chi vuole rappresentare
  la  vicinanza nei territori - in questi ultimi giorni non ho  visto
  la  presenza  della  Presidente del  Consiglio,  non  ho  visto  la
  presenza del Vicepresidente del Consiglio, guardate, io non so cosa
  sarebbe   successo  qualora  questi  fatti  fossero   avvenuti   in
  Lombardia, ma oggi noi dobbiamo fare delle considerazioni; ci  sono
  partiti politici che hanno esponenti importanti a livello nazionale
  che,  ad oggi, in Sicilia non si sono presentati e avrebbero dovuto
  rappresentare  un segnale importante, quanto meno di  vicinanza,  e
  quanto  si  è determinato in seno al Consiglio dei Ministri  -  per
  quanto ci riguarda - è oltraggioso
   Ecco  perché, insieme ai colleghi del Partito Democratico,  stiamo
  portando  avanti delle proposte - qui non stiamo facendo demagogia,
  Presidente  dell'Assemblea - vogliamo portare  esempi  concreti  di
  buone  prassi  e pratiche, per andare concretamente  a  tentare  di
  portare  avanti delle soluzioni concrete a una situazione veramente
  complicata,  in  cui  si trovano sindaci, amministratori,  attività
  commerciali, in sostanza tutta la nostra Sicilia.
   Questi  33 milioni di euro sono inadeguati  Abbiamo proposto,  con
  il   nostro  ordine  del  giorno,  che,  nel  momento  in  cui   si
  sbloccheranno  le  disponibilità attraverso i giudizi  di  parifica
  degli ultimi rendiconti, almeno 500 milioni di euro siano destinati
  alle  attività  di  ricostruzione; ma  questo  non  è  sufficiente
  Abbiamo  la necessità che il presidente Schifani, non solo  vada  a
  interloquire  con  Meloni  e company, ma vada  anche  a  Bruxelles,
  perché esiste un fondo di solidarietà a livello europeo al quale si
  può  attingere nel momento in cui i danni nella regione sono almeno
  l'1,5% del Pil, e qui ci rientriamo
   Abbiamo interloquito con il nostro europarlamentare, Giuseppe Lupo
  - che ringrazio - che si è mostrato disponibile, da questo punto di
  vista   Dobbiamo rivedere - e vado alla conclusione  -  quelle  che
  sono  le gestioni dei fondi extra regionali: ma è pensabile  in  un
  momento  nel  quale  abbiamo questa grande e  importante  criticità
  lasciare  bloccati  oltre un miliardo di euro per  il  ponte  sullo
  Stretto  di  Messina  che, probabilmente, non vedrà  mai  la  luce
  Sblocchiamo  questi  soldi e mettiamoli a  disposizione  di  queste
  comunità   Guardiamo  le  immagini di  Niscemi,  una  città  che  è
  spaccata  in due, che ha bisogno di interventi concreti, interventi
  attuali e non di passerelle

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Scuvera.  Ne  ha
  facoltà.

   SCUVERA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato  tutti gli interventi dei miei predecessori -  interventi
  autorevoli,  per carità  - io, però, ho visitato ieri la  cittadina
  di  Niscemi,  una situazione drammatica, una tragedia  che  abbiamo
  visto  con  i nostri occhi, Presidente - era presente anche  lei  e
  altri  colleghi  parlamentari - in cui si è vista  la  disperazione
  negli occhi della gente
   La  Sicilia  è stata colpita, negli ultimi giorni, da  due  eventi
  calamitosi  importanti  - forse tra i più importanti  negli  ultimi
  decenni -  e la Sicilia deve dare una risposta seria e concreta.
   Io  voglio  ringraziare tutti coloro che,  forse,  noi  diamo  per
  scontato  il loro lavoro, ma scontato non è: la protezione  civile,
  le forze dell'ordine, i volontari, la Prefettura, le diocesi, tutti
  coloro  che  stanno lavorando, ancora; mentre noi  stiamo  parlando
  qui, stanno lavorando nel silenzio, a favore delle nostre comunità.
   Concordo con tutti gli altri che sono due eventi che hanno colpito
  la  Sicilia  ma a Niscemi, ancora, è in corso la frana,  non  si  è
  ancora arrestata e concordo che i due eventi devono essere valutati
  e gli interventi devono essere fatti separatamente.
   La  proposta  è di nominare due Commissari, uno per  l'evento  del
  ciclone  Harry e l'altro per l'evento della frana di  Niscemi  che,
  voglio  ricordare, è in corso; lì c'è un'emergenza che è  veramente
  sociale,  un  dramma incredibile in cui le famiglie, più  di  1.500
  persone  sono state evacuate, speriamo che rimangano solo  1.500  e
  non  diventino  numeri ancora più importanti, a cui  dobbiamo  dare
  immediatamente  un risultato, atteso, per dare  loro  una  casa,  o
  almeno, temporaneamente, un affitto.
   Apprendo  dalle dichiarazioni del Presidente, onorevole  Galvagno,
  dall'Ansa, che con il contributo dell'autonomia, della sistemazione
  dello Stato sembrerebbe che abbia già stanziato dei soldi per  dare
  un  contributo  di  400 euro a nucleo familiare,  più  100  euro  a
  famiglia, fino a 900 euro, per dare loro la possibilità di andare a
  casa in affitto.
   Vero  è    Tanti metodi di prevenzione devono essere  programmati,
  dovevano  essere  programmati prima, devono essere programmati  nel
  futuro,   ma   ad   oggi  la  politica  deve  dare   una   risposta
  immediatamente  alle emergenze, alle imprese, alle  famiglie,  agli
  agricoltori e soprattutto a tutti coloro che ne sono fuori.
   Niscemi  sta vivendo una tragedia, l'ho ripetuto, che a differenza
  del  ciclone  Harry, che noi abbiamo lamentato la  poca  attenzione
  nazionale,  su Niscemi posso confermare che tutti i TG nazionali  e
  regionali ne stanno ancora parlando, ma poco mi basta questo,  poco
  interessa,  la  cosa  che interessa oggi è avere  l'attenzione  del
  Governo  regionale,  della  politica  regionale  e  della  politica
  nazionale,  perché  sì è vero che è meglio  che  se  ne  parli,  ma
  l'importante sono i fatti e  gli atti operativi.
   Ora  stiamo  stanziando questi fondi, ritengo che qualsiasi  cosa,
  sia  da  questi  primi fondi che vengono stanziati  e  dal  Governo
  nazionale  e dal Governo regionale con questo disegno di legge  che
  stiamo andando a votare e sia i fondi sul contributo affitto e  per
  la  ricostruzione,  devono  avere una procedura  d'urgenza,  perché
  anche se in politica pensiamo di poter essere veloci, mai la nostra
  velocità  potrà  essere equiparata alle esigenze e al  bisogno  che
  stanno vivendo i nostri territori.
   Quindi, altra proposta, se è possibile poter mettere in atto,  per
  tutte  quelle famiglie che sono state evacuate, se dovessero avere,
  e  presumo  di sì, un muto sulle spalle, una sospensione di  questo
  mutuo, nelle more che la situazione torni nella regolarità.
   Veda,  in questa Nazione non sono pochi gli eventi calamitosi  che
  hanno colpito la nostra Nazione, in Italia ci sono stati Governi di
  centrodestra,  Governi  di centrosinistra, le  polemiche  non  sono
  mancate  né  da  una parte e né dall'altra, ma bisogna  vedere  non
  tanto   quanto  le  polemiche  che  si  possono  utilizzare   nella
  strumentalizzazione che si vuol fare di ognuno, ma  bisogna  vedere
  realmente quanto è stato fatto sul territorio.
   Voi  avete  citato l'esempio dell'Emilia Romagna, che  il  Governo
  Meloni ha fatto un ottimo lavoro per l'Emilia Romagna, ma anche  in
  quell'occasione l'avevate contestata, avete fatto polemiche,  anche
  in  questa sala, in questa sede, avete dichiarato che per  l'Emilia
  Romagna sono stati stanziati tanti miliardi di euro, quindi,  aveva
  fatto un ottimo lavoro.
   Qua   l'emergenza   è   appena  iniziata,   dobbiamo   intervenire
  immediatamente  senza colori politici, non c'è oggi  un  colore  di
  destra,  un colore di sinistra, ma dobbiamo andare tutti  verso  la
  stessa   direzione   e   molti  colleghi  parlamentari   che   sono
  intervenuti,  sia  di sinistra che di destra,  di  opposizione,  di
  maggioranza, hanno portato delle proposte concrete che  faccio  mie
  anche  quella della sospensione dei mutui che ritengo  che  possano
  essere utili per i nostri cittadini e per i nostri territori.
   Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole Scuvera.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Marchetta. Ne ha facoltà.

   MARCHETTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghe  e  colleghi,
  gentili rappresentanti del Governo, intervengo oggi con un profondo
  sentimento  di  solidarietà, responsabilità istituzionale,  per  la
  drammatica situazione che la Sicilia sta affrontando a seguito  del
  ciclone Harry e della gravissima frana che ha colpito il territorio
  di Niscemi.
   Desidero,  anzitutto, esprimere la mia più sincera vicinanza  alle
  comunità  e  alle  famiglie  duramente  provate  da  questi  eventi
  estremi.  Il  ciclone  Harry  che ha  interessato  il  Mediterraneo
  centrale alla fine di gennaio  ha causato danni ingenti in Sicilia,
  Calabria  e  Sardegna, portando alla dichiarazione dello  stato  di
  emergenza  nazionale e allo stanziamento di una prima dotazione  di
  100 milioni di euro, dal fondo di Protezione civile.
   In  Sicilia,  tuttavia,  la portata dei  danni  è  particolarmente
  grave:  le  prime stime parlano di oltre 1,5 miliardi di  euro  tra
  infrastrutture,   abitazioni,   strade   e   attività    produttive
  compromesse.
   In  molte aree costiere, interi lungomari sono stati distrutti,  i
  collegamenti  viari  danneggiati e  numerose  attività  economiche,
  soprattutto  nei  settori  turistico e  commerciale,  hanno  subìto
  perdite tali da mettere a rischio occupazione e prospettive future.
  E'  evidente che le risorse finora stanziate rappresentano un primo
  passo necessario ma non ancora sufficiente.
   Particolarmente allarmante è la situazione di Niscemi  dove  si  è
  innescata una vasta frana, estesa per oltre quattro chilometri.  Il
  fenomeno è tuttora in evoluzione e ha già costretto all'evacuazione
  oltre mille residenti, con interi quartieri a rischio. Si tratta di
  un'emergenza  che richiede un'attenzione massima  o  un  intervento
  straordinario da parte del Governo regionale e nazionale.
   In   questi   giorni   abbiamo  assistito  ad  una   mobilitazione
  encomiabile  della  Protezione civile, dei Vigili  del  fuoco,  dei
  volontari  e  delle  autorità locali, impegnati senza  sosta  nella
  tutela  delle  persone e del monitoraggio di una situazione  ancora
  instabile.  Di  fronte a tutto questo, non possiamo limitarci  alla
  gestione   dell'urgenza,   è   necessario   un   impegno   unitario
  dell'Assemblea per rafforzare le risorse finanziarie  nazionali  ed
  europee;  garantire il sostegno immediato alle famiglie evacuate  e
  alle attività colpite; avviare un serio piano di messa in sicurezza
  e ricostruzione del territorio basato sulla prevenzione del rischio
  idrogeologico;  coinvolgere, attivamente, le  comunità  locali  nei
  processi di ripresa.
   Dietro  ogni  dato  ci sono vite, famiglie e storie  spezzate.  La
  politica  ha il dovere di essere presente, concreta e responsabile.
   Sono  certa  che questo Parlamento saprà essere all'altezza  della
  sfida
   Concludo,  rinnovando la piena solidarietà della Regione siciliana
  e  mia  personale a tutte le comunità colpite dal ciclone  Harry  e
  alla  popolazione di Niscemi: insieme possiamo ricostruire non solo
  ciò  che  è stato distrutto, ma anche fiducia, sicurezza e  futuro.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marchetta.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Presidente, Governo, io credo che questa sia una  seduta
  da  ricordare, nel senso che tragedie come queste e per fortuna con
  l'aiuto  della  Protezione civile - che va sicuramente  ringraziata
  per  l'egregio  lavoro di prevenzione che ha fatto -   non  abbiamo
  avuto  vittime,  ma abbiamo avuto danni incalcolabili,  rispetto  a
  quelle  che  sono le situazioni che si sono verificate  in  diverse
  province. Penso alla riviera ionica in provincia di Messina,  penso
  a  Catania,  penso  all'altra tragedia che si  sta  consumando  per
  Niscemi.  Ma,  vedete, ci sono momenti in cui le  polemiche  devono
  lasciare  posto a quella che deve essere una proposizione da  parte
  di tutte le forze politiche.
   L'avere  sicuramente  fatto  questa seduta  e  consentito  che  si
  potesse  andare avanti con un disegno di legge proprio per  tentare
  di  avviare le procedure, le prime procedure, con somme che vengono
  stanziate,  sicuramente, è un segnale. Ma il segnale  importante  è
  quello che questa seduta non può essere caratterizzata da polemiche
  ma deve dare anche quel contributo costruttivo - io ritengo - fatto
  all'unanimità.
   Vedete  è  stato  citato  l'esempio  dell'Emilia  Romagna  ma  lì,
  l'Emilia  Romagna,  fu una voce sola quando si  trattò  di  dovere,
  praticamente, intervenire a favore di quelle popolazioni. Non vi fu
  né  da parte del centrodestra, che era all'opposizione, né da parte
  del  centrosinistra, una divisione ma, unanimemente, si tentò e  si
  riuscì ad avere risultati importanti.
   Ora, io credo che il Governo Schifani abbia fatto, immediatamente,
  quello  che doveva essere fatto e quello che poteva essere fatto  a
  un  giorno  di  distanza  dalla tragedia: l'avere,  immediatamente,
  stanziato  50  milioni per venire incontro a quelle  che  erano  le
  prime esigenze.
   Oggi  stiamo  affrontando con altri 40 milioni  un  altro  piccolo
  tassello.  Il  Governo nazionale ha stanziato 100  milioni  ma  può
  essere,  solamente,  un  segnale  immediato  ma,  sicuramente,  noi
  crediamo  che  il Governo nazionale debba, sicuramente,  portare  a
  compimento quelle che sono le somme che servono alla ricostruzione,
  specialmente, delle zone colpite in Sicilia, qui si parla di  danni
  di un miliardo e mezzo.
   Si può intervenire attraverso anche i fondi della Comunità Europea
  ma  io credo, e sono sicuro, che il Governo nazionale - lo dobbiamo
  auspicare  tutti  -  possa, immediatamente, con la  quantificazione
  delle  spese, venire incontro a quelle che sono le giuste richieste
  dei siciliani.
   Per questo, io credo che questa seduta debba essere caratterizzata
  da  un solo ordine del giorno che è quello di chiedere la deroga ai
  mutui, di chiedere, praticamente, la possibilità di bloccare quelle
  che sono le procedure, in questo momento, anche per quanto riguarda
  i servizi, la fornitura dell'energia elettrica e quant'altro.
   Non    perdiamo   quest'occasione,   sarebbe   un'occasione    che
  difficilmente i siciliani ci perdonerebbero.
   E,  allora,  andiamo avanti sulla strada unitaria, andiamo  avanti
  per  far  sì  che  alla fine tutto il Parlamento  siciliano  faccia
  sentire  la sua voce anche in dissenso a quelle che sono  state  le
  testate nazionali che, sicuramente, non hanno dato grande risalto a
  quella che è stata una tragedia immane per la Sicilia.
   E,  allora,  da  qui si vede il significato di un  Parlamento,  un
  Parlamento deve uscire con una sola voce chiedendo tutti quelli che
  sono i nostri diritti rispetto a quelle che devono essere anche  le
  prerogative  di  tutti noi e per questo io credo e invito  tutti  a
  volere  fare,  tutti  insieme,  non  le  polemiche  ma  dare  anche
  contributi costruttivi con un'unica voce.
   Questo  sarebbe  il  significato importante di  questa  seduta  di
  Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ad oggi è stato dichiarato lo  stato
  di  emergenza  ma tra l'emergenza dichiarata dal Governo  nazionale
  non rientra Niscemi.
   Eppure,  Niscemi  ha  visto la riapertura  della  faglia  che  sta
  provocando questo smottamento importante. Io vengo da lì, ho  visto
  stamattina, con i miei occhi, la situazione drammatica di Niscemi.
   Questa  frana  si  è aperta il 16 gennaio. Sono passati,  già,  11
  giorni  e  dal  16  gennaio  ad  oggi si  è  estesa,  praticamente,
  decuplicando la sua estensione sia in termini longitudinali che  in
  termini  di  profondità.  Ma questa frana viene da  lontano.  Nella
  stessa  area,  nel  '97,  vi  è stata una  frana  e  va  detto  con
  drammaticità  che questa frana non è solo frutto di una  condizione
  connessa ad un evento climatico eccezionale, perché lì non sono  le
  piogge ad aver generato la frana, lì è il fatto che un fiume,  dove
  vengono  scaricate  le  acque bianche  e  le  acque  nere  di  quel
  territorio  -  Niscemi  non ha un depuratore  -  hanno  finito  per
  accentuare gli elementi di fragilità di quel territorio, senza  che
  nulla  sia  stato fatto di serio fino ad oggi. Quindi, è una  frana
  annunciata e purtroppo di frane annunciate, in giro per la Sicilia,
  ce ne sono anche altre.
   Veramente un fatto eccezionale ha evitato che ci potessero  essere
  vittime.  Allora, perché io parto da Niscemi per parlare  anche  di
  quello  che  è avvenuto nella costa ionica e anche in  parte  nella
  costa   tirrenica?  Oggi  noi  abbiamo  il  dovere  di   affrontare
  l'emergenza,   intanto  tutte  le  emergenze,  perché   in   questo
  provvedimento che stiamo approvando anche oggi, io consiglierei  al
  Governo di evitare di chiudere l'emergenza alla sola vicenda  della
  costa ionica e dei comuni interessati dal ciclone, perché Niscemi è
  un'emergenza  che  durerà molto a lungo, e  consiglierei  anche  di
  evitare delle cose surreali. Ora, io ho chiesto al presidente della
  Commissione,   ma  che  vuol  dire  all'articolo  2  prevedere   un
  contributo  straordinario  in favore  del  Consorzio  Autostrade  -
  l'assessore  ai  trasporti non lo vedo -   per  i  mancati  incassi
  derivanti dall'esenzione per il periodo febbraio-giugno 2026, per i
  soli  residenti delle province di Messina e Catania,  del  pedaggio
  autostradale  A  18,  nei  caselli  Taormina,  Giardini   Naxos   e
  Roccalumera?

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura. E' stato cassato   per i soli residenti".

   CRACOLICI.  Ma  il  fatto che qualcuno lo abbia  scritto  dimostra
  l'improvvisazione, caro Assessore, cioè gli chiediamo  i  documenti
  al  casello? Cioè, ci sono cose che diventano surreali,  anche  del
  modo  di  concepire provvedimenti come questo, lo  diceva  Sunseri,
  stiamo prevedendo 10 milioni del Fondo Sicilia per le imprese,  per
  fare  fronte  agli  aiuti  per  le  imprese  colpite  dal  ciclone.
  Ribadisco,  al  momento  trattiamo tutte le  emergenze  come  tali,
  evitiamo  di  stabilire  che  c'è l'emergenza  ciclone  e  non  c'è
  l'emergenza  Niscemi, anche per evitare una guerra tra  poveri,  ma
  come  li  copriamo?  Il Fondo Sicilia è un fondo  che  ha  una  sua
  capienza,  tra  l'altro  che si rifinanzia,  essendo  un  fondo  di
  rotazione,  ma come li copriamo? Sarebbe stato opportuno trasferire
  10  milioni  di euro all'IRFIS per impinguare il Fondo Sicilia  per
  fare  fronte, con una misura dedicata alle imprese, per gli  aiuti,
  anche  perché  una  cosa  sono gli aiuti, altra  cosa  è  il  Fondo
  Sicilia, che ha altre finalità.
   Signor  Presidente,  io  non so se sia opportuno  che  ci  sia  un
  approfondimento,  anche nelle norme stesse, per verificare  poi  la
  fattibilità  che queste norme abbiano una ricaduta, come  si  suole
  dire, per affrontare l'emergenza.
   Chiudo,   signor  Presidente,  ho  sentito  in  quest'Aula   anche
  esponenti della maggioranza, come dire, in una sorta di revanscismo
  geografico,  secondo  cui  non  c'è  stata  attenzione  dei   media
  nazionali sull'emergenza, su quello che è avvenuto in Sicilia.
   Signor  Presidente,  l'attenzione dei media  nasce  anche  se  c'è
  un'attenzione del Governo, io continuo a dire, la vicenda "Niscemi"
  risale a undici giorni fa, e fino a ieri, quando abbiamo cominciato
  a vedere le drammatiche immagini del costone occidentale nord-ovest
  di  Niscemi,  di  Niscemi,  tranne il sindaco  che  denunciava  una
  situazione drammatica, con danni incalcolabili, cosa che, io penso,
  altro che stime: su Niscemi i danni saranno incalcolabili. Non  c'è
  stata attenzione da parte di nessuno.
   Allora,  la  questione non è mettere ora Niscemi  contro  Riposto,
  piuttosto che Taormina, o piuttosto che... a proposito di Taormina,
  io   condivido  l'ordine  del  giorno  del  collega  De  Luca,   in
  riferimento  al  fatto che, quest'Aula, se vuole fare  qualcosa  di
  serio,  altrimenti ce la stiamo cantando e ce la stiamo suonando...
  - finisco - di proporre di destinare il fondo che abbiamo vincolato
  al   Ponte  sullo  Stretto,  visto  che  nel  2026  non  partiranno
  sicuramente i lavori, e almeno, una parte di quelle risorse possono
  essere utilizzate per fare fronte all'emergenza.
   Non  condivido  invece,  con  De  Luca,  il  fatto  di  utilizzare
  l'emergenza   Sicilia,  Sardegna  e  Calabria,  per   chiedere   la
  riapertura  dei  termini  di  proroga sulla  Direttiva  Bolkestein.
  Quello  sì,  ci  indebolirebbe, considerato che, la vicenda  non  è
  nelle  nostre  mani,  ma è un tema che è stato ribadito  più  volte
  dalla stessa Corte di giustizia europea.
   Quindi,  separiamo  le  questioni, non affrontiamo  l'iter,  sennò
  diventa demagogia.
   E  allora io penso, che le questioni che noi oggi abbiamo davanti,
  e  al  di  là  se sono 33 milioni oggi, domani vedremo, ma  intanto
  dobbiamo sapere indicare allo Stato e anche alla Regione.
   Io  ho  apprezzato che il Presidente dell'Assemblea ha  annunciato
  che  è  sospeso  qualunque provvedimento di spesa  da  parte  della
  legislazione  regionale, per dare priorità  al  tema  degli  aiuti,
  innanzitutto,  e  poi delle procedure di risanamento.  Ma  dobbiamo
  essere  conseguenti, altrimenti, noi faremo un ulteriore  danno  al
  sistema politico.
   Il  Presidente della Regione è stato nominato commissario. Ora, al
  di  là della battuta carina di La Vardera, che gli manca di fare il
  "commissario Rex"  io non so se è opportuno che sia commissario  il
  Presidente  della Regione, né che si nomini un sub-commissario  per
  fare  fronte  alla  quotidianità. Io credo che, sulla  vicenda  dei
  danni  del ciclone e sulla vicenda "Niscemi", dove forse serve  una
  specifica  ordinanza  di  emergenza  da  parte  del  Consiglio  dei
  Ministri, venga nominato un commissario, così come è stato fatto in
  altro momento.
   Ricordo,  visto  che  avete parlato dell'Emilia  Romagna,  che  in
  Emilia  Romagna  il  Governo  nazionale,  nominò  un  generale,  il
  generale  Figliuolo,  dopo  il Covid  a  fare  il  commissario  per
  l'emergenza Emilia Romagna.
   Io  credo,  io  non  sono  innamorato dei  commissari,  ma  se  il
  commissario  deve  servire ad accelerare procedure  e  determinare,
  come  dire, un impegno costante e quotidiano, allora si  nomini  un
  commissario,  una  struttura, e mi chiedo, ad  esempio,  e  chiudo,
  perché  nel  comitato, che è stato istituito dal  Presidente  della
  Regione  per  fare fronte all'emergenza, non sia stato previsto  il
  funzionario  che  è responsabile dell'Autorità di Bacino  che,  tra
  l'altro,  è  colui che ha firmato quella relazione  del  2022  dove
  preannunciava i rischi di franosità del territorio di Niscemi.
   Allora,  perché  il  dottore Santoro è fuori  e,  invece,  c'è  il
  dottore Armao? È una simpatica domanda che faccio al Governo, senza
  che  la  butti in politica, ma dateci risposte concrete.  Io  penso
  che,  forse, un ulteriore approfondimento, in queste ore, di questo
  testo,  ci può servire domani ad approvare un testo che sia un  po'
  meglio organizzato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Onorevoli  colleghi, io ho altri sette interventi.  Ovviamente  la
  discussione  generale è chiusa. Non accetto più interventi,  ma  lo
  avevamo  già  detto in precedenza e vi chiedo di stare nei  cinque,
  sei minuti massimo di intervento.
   È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ci  troviamo  di
  fronte,   come   detto   più  volte  all'interno   di   quest'Aula,
  all'ennesimo disastro. Un disastro annunciato, un disastro  che  ha
  interessato, non solo coloro i quali sono stati colpiti  da  questo
  ciclone, ma che ha interessato anche il comune di Niscemi.
   Guardi, signor Presidente, io sono nauseato dal dibattito  che  si
  sta sviluppando attorno alle nostre comunità. Sono nauseato perché,
  oggi, non sono venuto qui a fare una polemica politica anche perché
     l'ho detto pubblicamente   dinanzi a tragedie come queste non ci
  sono  colori  politici  che possano interpretare  meglio  o  peggio
  quello che stanno vivendo i territori e i cittadini.
   Ma  mi  sarà  consentito dire che il Governo, il Presidente  della
  Regione,  non  ha trattato e non tratta allo stesso modo  tutte  le
  province.  Perché al dolore che hanno vissuto e che stanno  vivendo
  le  comunità del messinese, del catanese, devono essere  affiancate
  anche quelle che stanno vivendo quelli della provincia di Siracusa.
   E  dico  questo, perché la provincia di Siracusa è  stata  l'unica
  provincia  non attenzionata, non degna di attenzione da  parte  del
  Presidente Schifani. Così come non sta dando la giusta attenzione a
  un  tema  che  oggi  dibattiamo  all'interno  di  quest'Aula  dove,
  ovviamente  per l'ennesima volta, è assente. E dico questo,  signor
  Presidente, perché spero che l'assenza del Presidente Schifani  nei
  confronti dei territori della provincia di Siracusa, della zona sud
  e  della  zona montana, con diversi milioni di euro che sono  stati
  certificati  dai  sindaci,  sia solo ed  esclusivamente  legata  ad
  impegni,  sicuramente,  che non gli hanno consentito,  diciamo,  la
  presenza  fisica,  ma  che non venga meno  l'impegno  concreto  nei
  confronti  del territorio. Perché spero che il Presidente  Schifani
  tenga conto della provincia di Siracusa, alla luce di quello che  è
  successo  anche  con  gli incendi, ma - ripeto  -  non  voglio  far
  diventare  questo intervento un dibattito polemico e, anzi,  spero,
  possa diventare un dibattito propositivo.
   Dico  questo perché anche nel comune di Niscemi abbiamo  assistito
  alle   cosiddette  "passarelle"  e,  tra  le  tante  che  si   sono
  verificate, ho assistito ad una visita da parte di un esponente  di
  questo Governo che è andato lì e che invece di entrare in punta  di
  piedi  in  un territorio martoriato da un disastro, ha inveito  nei
  confronti di chi sta vivendo un dramma
   È mai accettabile che un esponente di questo Governo piuttosto che
  immedesimarsi nel dramma che stanno vivendo quei territori vada  lì
  ad  attaccare magari un cittadino che ha perso la casa e che non sa
  che  futuro  avrà  la  propria famiglia? È  mai  pensabile  che  un
  esponente  di questo Governo possa pensare di andare lì a  fare  la
  lezioncina a chi sta vivendo questi momenti drammatici?
   Ecco,  io  spero  e  dico questo perché spero  che  un  po'  tutti
  ritorniamo  e rientriamo in un ambito che deve essere quello  della
  risoluzione dei problemi e a me personalmente non importa nulla  da
  dove  vengano  presi  i soldi da dare ai cittadini,  alle  comunità
  colpite.
   A  me  interessa che questi soldi arrivino a coloro i  quali  oggi
  stanno  soffrendo perché le persone ci chiedono risposte  concrete
  Non  ci  chiedono una contrapposizione politica ed è il motivo  per
  cui  spero  che questi 100 milioni che noi oggi stiamo  andando  ad
  impegnare  siano  solamente l'inizio della  ricostruzione  di  quei
  territori. Perché questi 100 milioni rappresentano solamente il  10
  per cento dei danni che la nostra Regione ha certificato.
   È  inutile  che facciamo paragoni con altre Regioni, con  l'Emilia
  Romagna o con altri Presidenti, perché non c'è paragone tra  quello
  che ha rappresentato il Presidente Bonaccini per l'Emilia Romagna e
  come  si  è  battuto nei confronti del Governo nazionale,  rispetto
  invece  a  quello  che  stiamo  facendo  noi.  Noi  purtroppo,  noi
  siciliani siamo stati troppo spesso abituati ad andare a  Roma  con
  il  piattino in mano e a chiedere  per favore e per cortesia .  Noi
  dobbiamo pretendere i nostri diritti perché i nostri cittadini,  il
  popolo  siciliano  non è rappresentato da una  classe  politica  di
  serie  B,  come  tutti  i cittadini siciliani  non  possono  essere
  considerati dal Governo nazionale cittadini di serie B.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, colleghi, nel merito di questo
  disegno  di  legge,  desidero porre alcune questioni  all'Assessore
  Savarino per quello che è un articolo che vorrei anche discutere  e
  informo  anche  il Parlamento che la cabina di regia  che  è  stata
  istituita dal Presidente Schifani non mi ha fatto sapere se  potevo
  togliere la cacca dalla spiaggia e allora ho fatto l'ordinanza e mi
  sono   preso  la  responsabilità  di  farlo,  questo  ci  tengo   a
  sottolinearlo  perché l'ho dovuto fare io, lo avrà dovuto  fare  il
  sindaco di Letojanni, questo perché è stata nominata una cabina  di
  regia molto autorevole che da questo punto di vista non so dove  ci
  dovrebbe  portare a sbattere, questo per capirci intanto sul  clima
  che si sta vivendo.
   Noi  abbiamo  chiesto,  e  ora  entreremo  nel  dettaglio,  alcune
  questioni già al Presidente Schifani quando è venuto sui  luoghi  e
  al  Presidente del Parlamento. In merito alla questione,  Assessore
  Savarino,  che  riguarda proprio l'articolo 3, una delle  questioni
  che  avevamo  posto era la creazione di una sottocommissione  della
  Commissione  VIA  per  valutare ora i progetti  che  devono  essere
  finalizzati al superamento di questa situazione emergenziale,  alla
  risoluzione delle questioni. Bene, l'articolo 3 prevede questo,  di
  una  quarta sottocommissione, però Assessore Savarino, la prego  mi
  ascolti,  noi  avevamo  posto  anche  altre  questioni,  la   prima
  riguardava  il  giudizio di ottemperanza che non  doveva  andare  a
  finire  in  plenaria e quindi quello di aggravare ulteriormente  il
  procedimento e non c'è traccia.
   Poi  avevamo  anche posto, Assessore Savarino, un'altra  questione
  che  non era pensabile che i comuni dovessero anticipare le risorse
  per avviare la procedura di valutazione di impatto ambientale e non
  c'è traccia neanche di questo.
   Quindi  desidero anche capire, Presidente, come dobbiamo  emendare
  questi testi perché ovviamente ci troviamo con delle soluzioni  che
  ovviamente non sono assolutamente accettabili.
   Poi   noi  abbiamo  anche  sottoposto  già  varie  questioni   che
  riguardano il merito di un provvedimento che, secondo noi, va fatto
  da  parte del Governo. Abbiamo chiesto, vista la vastità dei comuni
  interessati,  che  tutti  i comuni, che  tutti  i  sindaci  vengono
  nominati sub-commissari in questa situazione emergenziale,  proprio
  perché  c'è  una  serie  di provvedimenti  che  possono  affrontare
  tranquillamente e serenamente i sindaci.
   Su  questo, abbiamo detto di impostare una ordinanza di Protezione
  civile  su tre fasi. La prima, che riguarda intanto la salvaguardia
  della  pubblica  e  privata  incolumità,  che  è  quella  anche  di
  ripristinare  i  servizi  essenziali  di  base  come,  appunto,  le
  fognature,  luce e acqua perché ci sono territori,  oggi,  che  non
  sono in queste condizioni.
   E  voglio ricordare che qui mi si invoca il tempo. Bene, io  parlo
  ora  di una stazione balneare importante e turistico-ricettiva come
  Taormina. Il triangolo Taormina, Giardini Naxos, Letojanni  rischia
  di  mandare  in  fumo  2 miliardi di euro che sono  esattamente  il
  frutto  di  quelle  che sono le presenze turistiche,  da  maggio  a
  ottobre,  e  che riguarda una media di permanenza di un  milione  e
  mezzo di persone che, ovviamente, spendono una media di 1500 euro a
  testa,  tutte  queste sono collegate esattamente  a  quella  che  è
  l'attività di balneazione, la filiera anche della ristorazione e la
  filiera ovviamente degli alberghi. Ebbene, qui mi si invoca che  ci
  vuole  tempo, ma tempo di che cosa? È ovvio che qua la questione  è
  un'altra.   Se  non  c'è  una  chiarezza  su  quella  deve   essere
  complessivamente  la strategia e quindi io pretendo  che  venga  il
  Presidente  della Regione, nel giro di qualche settimana,  a  dirci
  una volta per tutte come intenda affrontare la dinamica.
   Quindi  prima  fase:  salvaguardia della  pubblica  incolumità  ed
  ovviamente  quella  che  è  in ogni caso la  garanzia  dei  servizi
  essenziali. La seconda fase è il monitoraggio, ormai la valutazione
  di quelle che sono le infrastrutture danneggiate.
   Bene,  si  parla  di  oltre  un miliardo  di  euro  e  vorrei  qua
  sottolineare,  in  questo Parlamento, alla presenza  dell'assessore
  Savarino, che se a Santa Teresa il lungomare oggi non c'è più è per
  causa  dell'Assessorato  al Territorio e  Ambiente  che  ha  tenuto
  bloccato,  per  cinque  anni,  un  progetto  di  realizzazione  dei
  pennelli  a  mare, cinque anni per un finanziamento concesso  a  me
  quando ero sindaco nel 2017.
   E  allora  è  ovvio che qui ci troviamo di fronte ad una  tragedia
  annunciata. Per 10 milioni di euro i lavori ancora non hanno  avuto
  neanche  inizio. La mancata realizzazione di quei pennelli  a  mare
  hanno  fatto saltare l'intera infrastruttura. Allora è  ovvio  che,
  oltre  a  quella  che è la seconda fase, che la  valutazione  degli
  interventi per le infrastrutture danneggiate, c'è la terza fase che
  riguarda l'intervento di mitigazione di queste cause.
   E  allora  qui  bisogna mettere assieme tutti  gli  interventi  di
  mitigazione  del  rischio idrogeologico, non  solo  riguardante  la
  costa  ma  anche lo svuotamento dei torrenti, perché  se  oggi  non
  svuoto  i  torrenti  e  faccio ripascimento pagherò  due  volte  il
  materiale  che devo portare per il ripascimento e poi il  materiale
  che svuota i torrenti lo devo portare magari in discarica
   E,  allora, la visione strategica io la voglio vedere da parte  di
  questo Governo, qua non vogliamo assolutamente l'alibi che ancora è
  presto.  In  una settimana si è fatto un monitoraggio  complessivo,
  abbiamo  mandato noi sindaci già per ben due volte  dei  dati,  nel
  giro  di  qualche  settimana il Governo deve venire  a  dirci  dove
  prende questi due miliardi di euro.
   Ecco perché ho presentato i due ordini del giorno, uno riguardante
  l'FSC  quindi  prendere le risorse del Ponte  che  sono  ferme  lì,
  inutilmente, e di conseguenza destinarle ora a queste emergenze.
   E  poi, l'altra questione, la sfida sulla Bolkestein si deve  fare
  perché  qui,  è vero quello che ha detto il collega Cracolici,  c'è
  una  questione di infrazione, ma noi dobbiamo ricordarci che  ormai
  il  termine  2027 è stato fissato da una legge dello  Stato  e,  di
  conseguenza,  oggi non si chiede di non applicare la Bolkestein  ma
  semplicemente uno slittamento di cinque, sei anni solo  per  quelle
  tre  regioni  dove  c'è  stato un evento eccezionale  e  quindi  il
  governo Meloni si deve prendere questa responsabilità di ingaggiare
  comunque  con  l'Unione  Europea quello  che  in  ogni  caso  è  lo
  slittamento di una direttiva in un contesto ben preciso.
   E  chiudo,  Presidente,  è  ovvio che,  rispetto  a  tutte  queste
  dinamiche,  noi attendiamo semplicemente di capire il Governo  come
  si  voglia muovere e voglio sottolineare, anche qui, un aspetto che
  diventa fondamentale.
   Veda, quando per dare la valutazione d'impatto ambientale al Ponte
  sullo Stretto di Messina si impiegano 60 giorni e, poi, per dare un
  parere  ambientale,  un  intervento di difesa  delle  coste  o  per
  svuotare un torrente si impiegano quattro, cinque anni... e  allora
  è  ovvio  che  il  pizzo  legalizzato in questa  Regione,  che  noi
  chiamiamo  tale,  che conosce bene la politica,  conosce  bene  chi
  comanda. E allora questo noi dobbiamo, oggi, puntare a smantellare
   Quindi,  questo testo, signor Presidente, penso che  vada,  quanto
  meno,   corretto  in  queste  direzioni,  perché  voglio  ricordare
  all'Assessore  Savarino  che  ancora  abbiamo  nella  provincia  di
  Messina  la Soprintendenza che per dare un parere, stupido, banale,
  per la realizzazione di un semplice lido, sono passati 150 giorni e
  ancora  non l'ha dato e se ne è sbattuta della legge del Parlamento
  che ha previsto la Conferenza dei servizi che doveva esitare in  45
  giorni l'esito dei lidi
   E  che  fa la politica? E che fanno gli Assessori? Non l'ho capito
  ancora  cosa  vogliono fare gli Assessori, però io  so  quello  che
  intendo fare io
   E  quello che intendo fare io è, comunque, incalzare con la nostra
  esperienza, questo Governo
   Possibilmente gli Assessori, che vivono fuori dal territorio, e di
  conseguenza  quelle  che  sono azioni  concrete,  che  qui  abbiamo
  sottoposto in più occasioni, non le traducono, oggi, nell'occasione
  giusta, che è questo testo
   E  allora,  di  fronte  a tutto questo non sono  polemiche,  ma  è
  semplicemente, oggi, suggerire a un Governo - che, a  quanto  pare,
  non  vuol  vivere le dinamiche reali - soluzioni che mettono  nelle
  condizioni il territorio di reagire.
   Io  non  ci sto a far saltare il mio comune e il sistema turistico
  di  quello  che  è il sistema Naxos-Taormina ed ovviamente  ora  si
  devono  fare  gli interventi, perché è logico che c'è  una  filiera
  complessiva e noi dobbiamo dare anche i messaggi
   Stanno  arrivando già disdette a quelli che sono i titolari  degli
  alberghi  a  Taormina, stanno arrivando già disdette e  abbiamo  la
  necessità - e chiudo, Presidente - di dare un quadro di chiarezza e
  di certezza al più presto
   E  questo deve partire dal Governo, ovviamente, Schifani, ma anche
  dal  Governo  Meloni che, ovviamente, non può, da questo  punto  di
  vista,  rispetto a questa tragedia, liquidare la vicenda  siciliana
  con una miseria.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che  noi
  siamo qui per parlare, per affrontare una realtà drammatica che  ha
  colpito la nostra terra.
   Da  una  parte  abbiamo  il  ciclone Harry,  che  ha  naturalmente
  distrutto  buona  parte della nostra costa orientale,  partendo  da
  Portopalo,  Marzamemi,  passando  da  Siracusa,  Arenella,  Fontane
  Bianche,  Catania  - li voglio citare perché sono  tutti  i  paesi,
  tutte  città, che hanno perso le loro attività, le loro case -  San
  Giovanni  li  Cuti   Non so se voi avete visto, credo  che  abbiate
  guardato  bene,  le immagini e i video che arrivano  e  che  stanno
  girando,  sono  veramente terrificanti e tutto  questo  ha  portato
  anche  a  una perdita fino ad arrivare a Taormina - lo diceva  bene
  anche  il  collega  Cateno De Luca - che ha  colpito  non  solo  le
  attività,  le  produzioni, ma anche le produzioni agricole,  se  ne
  parla poco dell'agricoltura.
   Ringrazio  il  collega Lombardo per aver citato e  elencato  anche
  tutti i vari paesi, si vede, siamo della provincia di Catania, e le
  tante  segnalazioni che abbiamo avuto, purtroppo tutte le raccolte,
  dopo  un  anno  di  lavoro, le raccolte che in  questo  momento  si
  dovevano  fare dalle arance ad altro sono andate distrutte,  quindi
  un anno di lavoro che si è assolutamente perso

   Quindi anche noi, come Partito Democratico, avevamo presentato  un
  ordine  del giorno e quindi che ben venga, insomma, che  si  presti
  attenzione anche a questo.
   Queste,   diciamo,  le  dimensioni  dell'emergenza  che   dobbiamo
  affrontare e le risposte che devono essere date sono anche relative
  a  questo tipo di emergenza. È chiaro che lo stato di calamità,  lo
  Stato nazionale, i cento milioni, tutte queste, però, sono risposte
  insufficienti per quello che c'è veramente sui nostri territori.
   Non  dico  che è offensiva perché neanche questo, non voglio  fare
  polemiche,  credo che questa è una tragedia che ci  vede  coinvolti
  tutti,  non  ci  sono interessi di parte, si  va  al  di  sopra  di
  qualsiasi  colore politico e credo che dobbiamo dare risposte  alle
  persone, ma è chiaro che tutto questo è insufficiente  Si dice  che
  se  ne  parla poco, vero è  Ma non è possibile che sulle reti debba
  essere  Fiorello  a  riportare  l'attenzione  su  quello  che   sta
  succedendo nel nostro...un siciliano alla Rai che porta e fa vedere
  le  difficoltà che ci sono nel nostro territorio  Ecco, credo  che,
  forse,  spingerci  un  po' o stimolare anche le  reti  nazionali  a
  intervenire,  credo,  che  sia  fondamentale,  come   noi   abbiamo
  assistito   sempre   le  tragedie  e  abbiamo  assecondato,   siamo
  intervenuti  sulle raccolte, su tutto quello che poteva  essere  di
  sostegno  e  di  aiuto  quando tutto questo  è  successo  ad  altre
  regioni.
   È  chiaro  che siamo di fronte ad una realtà, a un momento,  a  un
  fenomeno  particolare  Credo che nessuno di noi avesse assistito  a
  onde  che  superavano i 10 metri - io invito chiunque a rivedere  i
  video   dei   faraglioni  di  Aci  Trezza  completamente   travolti
  dall'acqua   - cioè noi siamo arrivati - verso Siracusa,  verso  il
  canale,  verso  Malta - a onde anche di 16 metri, ma a  intervalli,
  anche molto frequenti, e questo sta a indicare anche la gravità del
  fenomeno - come diceva bene il collega Dipasquale, queste  sono  le
  prime  conseguenza cui stiamo assistendo sui cambiamenti dovuti  ai
  cambiamenti climatici -abbiamo fatto un intergruppo, spero  che  da
  questo  momento - mi sembra come quando c'è la violenza di  genere,
  che  poi  ci  battiamo il petto e l'indomani ci dimentichiamo  cosa
  vuol  dire  e  non andiamo avanti - ecco, io spero che,  da  questo
  punto di vista, anche sui cambiamenti climatici si possa iniziare a
  fare qualcosa e a prevenire.
   Naturalmente,  non  stiamo parlando di numeri ma  dietro  a  tutto
  questo ci sono territori, ci sono famiglie, ci sono verità, ci sono
  realtà
   Se,  poi,  noi  vogliamo  parlare di  Niscemi,  già  come  Partito
  Democratico   noi   siamo  intervenuti,  più   volte,   con   delle
  interrogazioni,  con degli ordini del giorno,  già  partendo  dalla
  prima  frana  che  è  avvenuta nella notte  del  16  gennaio  e  ha
  interessato il versante ovest di Niscemi, collegamento fondamentale
  -  Presidente, lei lo sa bene, fra Niscemi, Gela e la  statale  117
  bis  verso Catania - c'è stato un cedimento di oltre tre chilometri
  di strada che l'ha resa non transitabile e ha portato alla chiusura
  delle  scuole,  di  due scuole: Belvedere e Canale  Don  Bosco;  e,
  naturalmente, allo sgombero delle prime persone.
   Successivamente  -  come  diceva prima  l'onorevole  Cracolici,  a
  distanza,  credo, di 11 giorni, quello che è stato  una  decina  di
  giorni - tra il 25 e il 26 gennaio, c'è stata una seconda frana  ed
  è  stata colpita un'altra parte, un altro versante, ma anche qui ci
  ritroviamo di fronte a una situazione che era prevedibile   Perché,
  già  nel  97 - è stato già detto in quest'quest'Aula -  ma nel   97
  era  stato colpito da una frana proprio questo stesso quartiere  di
  Sante Croci e il margine ovest di Niscemi - danneggiando l'SP 10  -
  a  cui non si è mai provveduto, con interventi strutturali che  non
  sono  mai stati completati  Quindi, di fatto, anche lì, dal   97  a
  oggi,  nonostante i fondi del PNRR, nonostante già tante  procedure
  che erano partite, la messa in sicurezza non è mai avvenuta
   Quindi,  infrastrutture  strategiche  per  la  tutela  ambientale,
  l'equilibrio idrogeologico dell'area e tutti i ritardi sui quali la
  Regione  non  ha mai fornito -  pur avendoli chiesti -  chiarimenti
  esaustivi  e  che hanno, sicuramente, inciso sulla  condizione  del
  versante.
   Non  solo,  abbiamo visto che, anche lì, non si è  neanche  andato
  avanti  sul  depuratore fognario, anche questo non ha  fatto  altro
  che,  naturalmente, danneggiare ancora di più,  per  portare,  poi,
  alle  conseguenze; allora, questi sono disastri annunciati  Quindi,
  la  verità  è che quello che noi non abbiamo mai fatto - e  chiudo,
  Presidente  -  è  quello  di pensare alla  prevenzione  del  nostro
  territorio,   al  dissesto  idrogeologico  e  io  credo   che   sia
  fondamentale ripartire da qua, perché noi dobbiamo dare sicurezza
   Oggi  dobbiamo, naturalmente, correre, dobbiamo chiedere  maggiore
  attenzione,  riportarci  -  lo  diceva  bene  Cateno  De   Luca   -
  sull'Europa   Chiediamo  aiuti,  chiediamo  al  Governo  Meloni  di
  intervenire con l'Europa, perché noi, con l'Europa, possiamo  anche
  andare a chiedere sia le risorse del fondo europeo e di sviluppo  -
  il FESR - il fondo di coesione e il fondo europeo plus.
     Quindi,  credo  che  tutto ciò debba  servire  proprio  per  non
  togliere  l'attenzione ma chiedere sempre più, non sono favori  che
  stiamo chiedendo, stiamo chiedendo dignità e la possibilità di dare
  ai  nostri  cittadini sicurezza e di continuare  la  loro  vita  in
  maniera serena. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Saverino. Colleghi, vi ricordo  che
  abbiamo altri interventi, quindi, se potete rimanere nel limite dei
  minuti consentiti dall'intervento.
   È   iscritto  a  parlare  l'onorevole  Venezia.  Ne  ha   facoltà.
  Onorevole,  le chiedo, se è possibile, di rimanere all'interno  dei
  cinque minuti di intervento. Grazie, onorevole.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  prendo la parola questa sera in quest'Aula con  il  cuore
  rivolto anzitutto alle comunità che in queste ore stanno pagando un
  prezzo altissimo a causa delle ferite e delle fragilità di un clima
  che,  purtroppo,  ha un moto impietoso e non fa  certamente  sconti
  alla nostra Regione.
   Da tempo in quest'Aula, e senza possedere pratiche divinatorie, ma
  partendo  da  un approccio certamente non negazionista,  sosteniamo
  che  la  Sicilia  è una Regione in piena emergenza  climatica,  una
  delle Regioni europee più esposte all'emergenza climatica.
   La  tropicalizzazione  del clima, l'aumento degli  eventi  estremi
  che,  secondo i dati degli esperti, si sono triplicati negli ultimi
  anni,  stanno  mettendo  a  dura  prova  non  solo  la  tenuta  dei
  territori,  ma  credo  anche la tenuta della  nostra  economia:  il
  comparto  agricolo  che lo scorso anno ha subito  una  crisi  senza
  precedenti,  il  rischio  che l'impatto dei  cambiamenti  climatici
  possa avere anche delle ripercussioni sul turismo, su altri settori
  nevralgici dell'economia siciliana.
   Il  negazionismo climatico, purtroppo, è stata una piaga che certa
  politica  ha alimentato, sottovalutando invece l'impatto che  hanno
  le  questioni relative al clima, a ciò che di impattante  producono
  gli effetti.
   Comprendo  la  necessità  di  dare  una  risposta  immediata  alle
  comunità  travolte  dalle calamità naturali, a Niscemi,  ai  comuni
  della costa ionica e a tutte le altre comunità siciliane, ma ci sia
  consentito  di  dire che non condividiamo questo  approccio  legato
  alla  legislazione  d'emergenza che, come  la  storia  parlamentare
  antica  e  moderna  ci  insegna, non è mai  risolutiva  in  maniera
  concreta dei problemi e delle emergenze.
   La  legislazione d'emergenza serve a dare delle risposte immediate
  alle  popolazioni, serve a dare delle risposte immediate  a  chi  è
  rimasto  senza un tetto, alle imprese che sono state  travolte  dai
  danni, ma una politica degna di questo nome dovrebbe legiferare  in
  un contesto di normalità.
   In  occasione  del  dibattito  parlamentare  in  quest'Aula  sulla
  programmazione  delle risorse del Fondo sviluppo e  coesione  2021-
  2027,  e  nei  resoconti parlamentari troviamo puntuali  riscontri,
  avevamo posto con forza il tema dei cambiamenti climatici e di  una
  programmazione  adeguata alle sfide del clima  e  alla  mitigazione
  degli  effetti nefasti e vedendo ciò che è stato prodotto da questo
  Governo,   abbiamo  denunciato,  non  adesso  che  sarebbe   troppo
  semplice,  ma  già da qualche anno a questa parte,  che  in  quella
  programmazione  ben  6  miliardi 800 milioni  di  euro  sono  stati
  stanziati  per  tutto  un  insieme di interventi  infrastrutturali,
  senza  una  visione che mettesse al primo posto, il tema drammatico
  dei cambiamenti climatici.
   Serve  sobrietà,  soprattutto, in questo  momento.  Serve  serietà
  perché  chi soffre, chi ha avuto una casa distrutta, chi  ha  avuto
  un'azienda  compromessa, chi vive nell'incertezza  per  il  futuro,
  ecco,  ha bisogno di un atteggiamento, da parte della politica  che
  non  scada, certamente, nella demagogia o nel populismo, ma nemmeno
  nell'illusione  o nella facile promessa perché, poi,  tutto  quello
  che  noi  registriamo  qui, abbiamo il dovere  di  trasformarlo  in
  azioni concrete.
   Io comprendo la necessità di questo Governo, del Governo nazionale
  di  dare  una  risposta già in termini di risorse, ma  abbiamo  una
  sfida  più ardua che è quella di non limitarci ad una seduta d'Aula
  con la destinazione di 30-40 milioni di euro per i primi interventi
  e  poi passare ad altri argomenti, ad altri temi, in attesa di  una
  nuova emergenza.
   Abbiamo il dovere di riflettere, abbiamo il dovere di far lavorare
  questo  Parlamento, insieme ai sindaci, a chi vive nel  territorio,
  agli esperti, per poter fare qualcosa di serio e di concreto.
   Il  Gruppo parlamentare del PD ha presentato un ordine del  giorno
  che va esattamente in questa direzione. Dai dati che il Governo  ha
  prodotto, la Sicilia si troverà nei prossimi mesi in una condizione
  finanziaria, certamente, che non soffre le criticità ataviche.  Noi
  chiediamo  che  il Governo, nel momento in cui la Corte  dei  conti
  esprimerà  il  giudizio  di  parifica  sui  rendiconti  degli  anni
  pregressi  - sappiamo che, nelle prossime settimane, si  pronuncerà
  sul  2020  e  poi, a seguire, sugli altri rendiconti - che  vengano
  stanziati   non  meno  di  500  milioni  di  euro  dell'avanzo   di
  amministrazione  non  vincolato della Regione  per  fare  un  piano
  straordinario, per la messa in sicurezza del territorio.
   Noi  continueremo a vigilare, Presidente, e al di là di  un'azione
  politica che oggi serve e noi lo facciamo in maniera responsabile a
  dare  una prima risposta, continueremo a tenere i riflettori accesi
  quando  si  spegneranno, quando l'azione mediatica non  avrà,  come
  dire,  la luce che ha in queste ore, in questi giorni, e quando  le
  popolazioni, ecco, non avendo risposte faranno sentire il grido  di
  dolore che saremo pronti a raccogliere e a portare in quest'Aula  e
  in tutte le sedi istituzionali e politiche opportune. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Venezia.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Grazie, Presidente. Ho ascoltato tutti gli interventi e  i
  contributi  che  i  colleghi  hanno  dato  alla  discussione  e  al
  dibattito.  Penso che siano stati interventi pacati, nella  maggior
  parte,    e    che   hanno   cercato   di   dare   stimoli    anche
  all'Amministrazione  regionale per mettere in  campo  provvedimenti
  condivisi da questo Parlamento.
   Io  penso  che ci siano due argomenti che non si sono trattati  in
  questa discussione e penso che meritino l'urgenza di trattarli.
   Tutta la parte che riguarda la tassazione tributi. Noi abbiamo, in
  questa  fase,  aziende che si sono fermate, hanno le  scadenze  dei
  mutui, hanno le scadenze dei finanziamenti, hanno le scadenze delle
  tasse  nei  prossimi  giorni e non hanno come  poterle  pagare.  E'
  importante  mettere in campo, col Governo nazionale, la possibilità
  di una moratoria che dia la possibilità a queste aziende, in questa
  fase  di difficoltà, per tutto il 2026, la moratoria di quelle  che
  sono  le  scadenze  tributarie, le scadenze  fiscali,  le  scadenze
  economiche  che hanno per quanto riguarda i mutui e i prestiti  nei
  confronti di istituti bancari, di poter posticipare tutto in avanti
  e  dare  la  possibilità, in questi mesi, di potere  utilizzare  le
  poche  entrate  che  hanno per sopperire  a  quelli  che  sono  gli
  interventi per mettere in campo di nuovo le proprie aziende al fine
  di poter produrre. Questo deve avvenire, sia per quanto riguarda le
  aziende e le imprese ma anche per i cittadini.
   Io  penso a quella frana della città di Niscemi, a quelle famiglie
  che  hanno  costruito quelle case, tante famiglie hanno dei  mutui,
  contratti  e, quindi, le rate da pagare per quella casa  che  hanno
  comprato  e  hanno costruito in quella zona, che sarà completamente
  distrutta  e per la quale dovranno continuare a pagare  quel  mutuo
  anche  se non si trovano nelle condizioni di poter pagare e avranno
  la beffa, non avere più la casa e restare a pagare il mutuo.
     Quindi,  sono  interventi che si devono  programmare  e  pensare
  perché ci deve essere una moratoria che, in questo momento, blocchi
  le scadenze e, poi, si dia la possibilità di avere un provvedimento
  che  vada  ad individuare i singoli casi, le aziende e i  cittadini
  che  devono  essere  aiutati rispetto a quegli altri  che,  invece,
  hanno la possibilità di poter pagare.
   Poi,  un  altro provvedimento importante: questi 110 milioni,  che
  sono  disponibili tra le risorse che stiamo andando ad approvare  e
  quelle  del  Governo  nazionale, servono per  i  primi  interventi,
  interventi  di  somma  urgenza,  ma  somma  urgenza  significa  per
  ristorare  e dare la possibilità, poi, di poter restituire  a  quei
  comuni  che  vanno  ad  intervenire per le  somme  urgenze,  queste
  risorse.
   Io  penso a tutti i comuni che sono in dissesto, che non hanno  la
  possibilità di intervenire in somma urgenza come potranno  riuscire
  ad  avere  queste  risorse  e a potere utilizzare  queste  risorse:
  perché   queste  risorse  vengono  restituite  dopo  che  i  comuni
  intervengono  e  vanno a spendere le risorse nei  primi  giorni  di
  intervento, perché sappiamo che i lavori di somma urgenza sono  gli
  interventi che possono e si mettono in campo nei primi otto,  dieci
  giorni.  Non  sono  interventi  che poi  vengono,  successivamente,
  realizzati - da esperienze da sindaco - vanno in questa direzione.
   Quindi,  dobbiamo  cercare  subito di intervenire,  di  mettere  a
  disposizione le risorse per quei comuni, specialmente, che sono  in
  difficoltà, in dissesto, per potere intervenire per quei lavori  di
  urgenza  per quelle finalità per cui le somme sono state  stanziate
  sia  dal  Governo nazionale che da quello regionale e  poi  pensare
  subito  ad  una progettazione mirata per gli interventi importanti,
  strutturali, utilizzando i fondi strutturali.
   Sbaglieremo   a  utilizzare  fondi  di  bilancio  per   interventi
  strutturali  che  vanno  a  mitigare  quello  che  è   il   rischio
  idrogeologico, il rischio della calamità, quello che  è  stato  poi
  l'intervento  devastante  da parte della natura  nei  confronti  di
  tutta  quella costa che parte da Messina e, non voglio dimenticare,
  arriva fino a Ragusa.
   Non  si è parlato della nostra provincia che è stata completamente
  devastata,  specialmente, per quanto riguarda  l'agricoltura  e  le
  coste, di potere avere interventi che possano nell'immediato andare
  a dare un ristoro ed aiutare, specialmente, i comuni per interventi
  di  prima necessità; alle aziende di avere una moratoria perché non
  possiamo intervenire in altro modo se non su una moratoria e,  dare
  la  possibilità  a  queste aziende - ne abbiamo parlato  già  nella
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari -  specialmente
  per  quanto riguarda il DURC e la regolarità fiscale, perché il  16
  di  febbraio queste aziende non saranno più in regola col DURC, non
  avranno  la  possibilità di potere esibire  la  propria  regolarità
  contributiva  nei  confronti  degli  enti  che  devono  anche  loro
  percepire delle risorse da parte degli enti e si blocca lì  con  un
  circolo  -  sappiamo - non vizioso ma, al contrario, che blocca  la
  possibilità di avere liquidità alle aziende.
   Quindi,  questo  è l'invito che faccio al Governo di  interloquire
  col Governo nazionale per quanto riguarda la possibilità di mettere
  in  campo una misura straordinaria per le moratorie, sia per quanto
  riguarda  i  tributi  e la parte fiscale, sia per  quanto  riguarda
  quelle che sono le scadenze nei confronti degli istituti bancari e,
  dall'altro, mettere a disposizione dei comuni, specialmente  quelle
  in  dissesto, delle risorse una tantum, subito, per gli  interventi
  urgenti, visto che non possono intervenire con somma urgenza perché
  non   hanno  la  possibilità  di  poterle  appostare  in  bilancio,
  utilizzando  somme  di bilancio perché i comuni sono  in  dissesto.
  Quindi, sono interventi necessari e importanti da poter mettere  in
  campo  subito.  Tutto  il resto viene con la programmazione  e  nei
  prossimi giorni.
   Oggi,  si devono aiutare le famiglie, si devono aiutare le imprese
  per  quello  che  è  il  rischio che  corrono  a  causa  di  questa
  devastante  calamità e che si trovano esposti a  fenomeni  che  non
  sono legati alla calamità stessa ma provengono dalla difficoltà  di
  avere  risorse per poter essere in regola con quelle  che  sono  le
  proprie scadenze.
   Quindi,  volevo  dare  questo contributo,  signor  Presidente,  al
  Governo  perché  lì  ci  deve essere una interlocuzione  anche  col
  Governo  nazionale, non sono provvedimenti che nascono soltanto  da
  una  risposta  che  può  dare  il  Governo  regionale,  quindi  una
  interlocuzione  con  il  Governo nazionale,  con  un  provvedimento
  speciale e specifico per queste aree. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Abbate.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà. Vi chiedo al solito se poteste
  rimanere nei tempi.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  cinque  minuti me li deve consentire, Presidente, anche per portare
  una  testimonianza diretta da parte di chi in quelle due notti  non
  solo  non  ha  dormito  ma aveva il peso e la responsabilità  delle
  proprie comunità, soprattutto, per salvaguardarne l'incolumità.
   Io   desidero   ringraziare,  ad  apertura  del  mio   intervento,
  Presidente,  la  macchina  della Protezione  Civile  regionale.  La
  macchina della Protezione civile regionale, non solo ha funzionato,
  ma  ha  dimostrato in questa occasione che le vite  umane,  con  la
  giusta prevenzione, possono essere salvate.
   Presidente,  in  questa occasione sono accanto, nella  qualità  di
  Sindaco, più che di parlamentare, alla comunità di Niscemi,  perché
  quel  tipo di eventi, anche se prevedibili, di fronte alla  natura,
  anche  se  si  fanno interventi di portata rispetto  a  quelli  che
  prevedono  anche  i  piani  di  assesto  idrogeologico,  non   sono
  gestibili,  Presidente. Com'è successa la stessa  cosa  con  questo
  fenomeno,  che  ormai  si ripete sempre di  più,  dei  cicloni  nel
  Mediterraneo che, invece di avere un clima mediterraneo, ormai è un
  clima  tropicale,  si possono solo prevedere  gli  effetti  ma  non
  fermare,  si  possono fermare solo facendo interventi adeguati  per
  tempo  e sbloccando quello che è il sistema di autorizzazione della
  Regione.
   Lo ha detto bene già il collega De Luca, voglio aggiungere invece,
  Presidente,  un  aspetto  fondamentale: ha funzionato  la  macchina
  della   Protezione   civile,  non  sta  funzionando   la   gestione
  dell'emergenza da parte del Governo.
   Io  desidero  portare  la mia esperienza: in  questo  momento,  il
  comune di Roccalumera, sotto la responsabilità di un sindaco che ha
  poco  dalla sua parte e come forza e sotto la responsabilità di  un
  dirigente,  unico dirigente del comune, che già ha impegnato  somme
  che  superano  il milione e mezzo, senza ancora, ad oggi,  ad  otto
  giorni  dall'evento,  avere la copertura  finanziaria.  Qua  stiamo
  litigando, chi mette di più o chi mette di meno, ma oggi  ancora  i
  comuni non hanno la certezza di avere la copertura per uscire delle
  emergenze
   Qua ho sentito interventi di colleghi che ancora non sanno nemmeno
  quello che è successo nei nostri comuni, che non hanno contezza  di
  quello che è successo, noi siamo senza luce, senza acqua, senza gas
  e, ancora peggio, senza fognature. Le nostre fognature scaricano  a
  mare,  le  nostre  fognature non hanno  la  possibilità  di  essere
  gestite perché mancano le condotte, perché mancano gli impianti  di
  sollevamento, e noi stiamo intervenendo assumendoci responsabilità,
  Presidente e Governo, che non sono indifferenti.
   Già  stasera  noi  dovevamo avere la certezza e  il  trasferimento
  delle  risorse, noi già stasera dovevamo avere i provvedimenti  che
  consentissero  di  dare  copertura,  noi  stiamo  agendo  al  buio,
  Presidente,  noi stiamo agendo senza avere la certezza  che  domani
  qualcuno  ci  venga a battere dietro la porta o senza sapere  se  i
  nostri  bilanci  salteranno nelle prossime  settimane.  Ma  siccome
  dobbiamo garantire i servizi pubblici essenziali, nella qualità  di
  sindaci  ci siamo assunti la responsabilità, ma la stessa  cosa  la
  deve  fare  il  Governo,  Presidente,  e  la  deve  fare  stanotte,
  presidente  Sammartino, già stanotte voi dovete darci la  copertura
  delle  spese  che stiamo sostenendo, perché noi sindaci l'emergenza
  l'abbiamo saputa gestire, il Governo ancora no  Avete insediato una
  cabina  di regia, avete detto che avete stanziato le risorse  e  la
  delibera  l'abbiamo  vista pubblicata lunedì e quindi  non  abbiamo
  avuto  nemmeno la possibilità di poterla inserire nei provvedimenti
  che  già  abbiamo fatto mercoledì stesso, il giorno in cui  abbiamo
  preso contezza di quello che era successo. La macchina deve volare,
  come  stiamo  volando  noi sindaci e stiamo dimostrando  di  essere
  stati  all'altezza,  dovete  volare  voi   Io  ho  visto  il  testo
  pubblicato  lunedì  mattina, invece doveva esserci  già  trasferito
  nella  stessa  giornata in cui l'avete approvato, cosa  che  stiamo
  facendo noi, Presidente.
   Io  desidero ringraziare, Presidente, e chiudo, perché è  doveroso
  farlo,  tutti i colleghi che hanno manifestato la loro  solidarietà
  in quei momenti anche con una semplice telefonata, naturalmente non
  posso ringraziare chi, ancora una volta in un'occasione del genere,
  ha perso l'occasione per stare zitto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lombardo.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Grazie,  Presidente.  Mi  fa  piacere  che  l'onorevole
  Lombardo,  in  ultimo, abbia preceduto quello che volevo  dire  io,
  perché  in  questa  grande  tragedia, un settore  ha  indubbiamente
  funzionato,  ossia quello della prevenzione. Se non ci  sono  state
  vittime,  se  non ci sono stati feriti, lo dobbiamo alla  certosina
  previsione di quello che è successo in quei drammatici giorni.  Ciò
  ha  permesso  ai sindaci di attuare anche l'ordinanza  di  sgombero
  delle  case  sui  litorali, che potevano essere investite  da  onde
  anomale,  e  ciò  non  ha potuto evitare i danni  alle  cose,  alle
  strutture, alle abitazioni, ai lidi, ma ha evitato quello che è  la
  cosa più importante: danni alle vite delle persone
   Purtroppo, questo poi ha il rovescio della medaglia perché non  ci
  sono stati morti, non ci sono stati feriti, il fenomeno non è stato
  attenzionato  come  si  doveva dai mass media  nazionali.  Dobbiamo
  dirlo, purtroppo, ormai viviamo in un periodo di attività mediatica
  che  guarda  solo allo scoop, che deve vedere il sangue,  che  deve
  vedere grondare la tragedia, altrimenti, non è successo niente.
   Fortunatamente  non  è successo niente dal punto  di  vista  della
  perdita  di  vite  umane,  ma  è successa  una  devastazione  senza
  precedenti ai territori. E questo ha riguardato, principalmente,  i
  comuni della fascia ionica della provincia di Messina, il catanese,
  ma  vorrei ricordare, ha riguardato anche il siracusano e la fascia
  orientale della provincia di Ragusa. Danni, quindi, enormi, e credo
  che  sia  ingeneroso, oggi, siano stati ingenerosi gli attacchi  al
  Governo,  perché il Governo della Regione è intervenuto prontamente
  da  delibera di Giunta, credo che sia dello stesso mercoledì, o  di
  giovedì mattina, tutte le risorse in quel momento disponibili  sono
  state  impegnate, come devo dire grazie al presidente Galvagno,  ma
  grazie  a  tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione
  di  questo  Parlamento,  che  non hanno  esitato  un  attimo  nello
  stravolgere   la   programmazione  dei  lavori   parlamentari   per
  intervenire immediatamente, per quanto possibile, oggi stesso,  con
  questo disegno di legge che diverrà, mi auguro da qui a poco, legge
  della  Regione  siciliana,  che stanzia  ulteriori  interventi  sui
  settori più colpiti.
   È  chiaro  che si tratta di interventi di emergenza, di interventi
  per le prime necessità, che non ci possono assolutamente far sedere
  sugli  allori, ma che ci devono spingere a monitorare continuamente
  la situazione e ad intervenire quanto più possibile.
   Per  quanto  riguarda l'intervento del Governo nazionale,  non  mi
  trincero  dietro  il  silenzio, dico che, anche  personalmente,  mi
  attendevo  qualcosa  di  più. Però, anche  in  questo  caso,  è  un
  intervento   iniziale,  un  primo  intervento,  e   abbiamo   avuto
  assicurazioni  che,  chiaramente, non ci si soffermerà  su  questo.
  Noto  con  piacere  che  tutta l'opposizione  ha  riconosciuto  gli
  interventi  in  favore dell'Emilia Romagna da parte di  un  Governo
  che,   chiaramente,  non  era  dello  stesso  colore  del   Governo
  dell'Emilia  Romagna, però state sereni che, anche in questo  caso,
  si interverrà.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   ASSENZA.  Un ultimo pensiero agli abitanti di Niscemi, che  stanno
  veramente  vivendo  una tragedia senza pari,  lasciare  le  proprie
  abitazioni con, magari, il timore - e in questo caso temo fondato -
  che non vi si rientrerà più, oltre a un danno materiale, è un danno
  morale, una perdita del proprio habitat, del proprio stare insieme,
  dei  propri  ricordi familiari, dei propri avi, che non può  essere
  compensato  con  alcun  ristoro economico,  che  però  deve  essere
  approntato  quanto  più presto possibile e  credo  che  il  Governo
  regionale non si tirerà indietro neanche in questo caso.
   Per  il  resto,  abbiamo la possibilità di  attivare  anche  fondi
  comunitari, purtroppo, anche ricorrere agli interventi dell'Europa,
  avendo,  purtroppo, superato i danni subiti dalla nostra  Isola  il
  miliardo di euro. Questo, anche attraverso una riprogrammazione dei
  fondi   FSC   e   quant'altro,  potrà  in  seguito  permettere   di
  intervenire,  ma  oggi  era quello che  si  poteva  fare  e  questo
  Parlamento  l'ha  fatto, questo Governo lo ha  fatto  e  di  questo
  dobbiamo essere tutti consapevoli, con un pizzico di orgoglio, però
  non abbiamo fatto altro che il nostro dovere.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Scusi, onorevole Di Mauro. Prego, Assessore.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente.  Sì,  solo  per  alcune  precisazioni.  Partiamo  dalla
  vicenda  legata  al  ciclone  Harry. Io  ho  ricevuto  il  rapporto
  informale di Ispra, che mi sarà dato formalmente venerdì  e  potrei
  anche darlo ai colleghi se lo volessero vedere, e parla di una...
   Scusi,  Presidente,  non  riesco a parlare.  No,  per  voi,  colpa
  vostra
   Il  rapporto di Ispra parla di «un evento atmosferico catastrofico
  unico  registrato  nel Mar Mediterraneo». Le  boe  di  Ispra  hanno
  registrato  onde  alte  16,6  metri,  mai  viste  onde  così  alte,
  considerate  nel Mar Mediterraneo quella precedente  più  alta  era
  intorno  ai 10 metri. Stiamo parlando di cinque piani di un palazzo
  che  si  sono  avventati sulle nostre coste. Un evento  atmosferico
  catastrofico, unico
   Fatta  questa  premessa,  è chiaro che  i  nostri  sono  territori
  fragili e che il cambiamento climatico incide su questi fenomeni  e
  che  dobbiamo cominciare a immaginare le nostre coste  e  i  nostri
  territori  in  maniera  diversa. Stiamo  avviando  questo  tipo  di
  percorso, insediando l'Osservatorio nazionale per l'adattamento  ai
  cambiamenti  climatici e anche una serie di misure che servono  per
  l'impatto contro il cambiamento climatico. Non a caso, i 245 parchi
  urbani  finanziati sono assolutamente su questa linea, così come  i
  fondi  che  dal mio insediamento ho chiesto e ottenuto in  più  per
  l'erosione  della  costa, però è pure vero  che  non  bastano  mai,
  intanto perché la costa siciliana è enorme e perché i tempi per  le
  autorizzazioni  ambientali,  per  quanto  possa  comprimerli,  sono
  delineati  da una normativa nazionale che è la 152 che, ovviamente,
  è una normativa che non spetta a noi potere comprimere.
   Ecco   perché  oggi  ringrazio  i  colleghi,  il  Presidente,   la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  per  avere
  accettato  una serie di proposte che il Governo ha portato  qui  in
  Aula.  Una  tra  queste è quella che mi permette di  istituire  una
  sottocommissione  alla  CTS  ad hoc  che  si  occuperà  proprio  di
  erosione  della  costa, di dissesto, di PUDM e di  tutte  le  opere
  sulla costa in maniera proprio concentrata. Fa il pari a questo  la
  richiesta che inoltriamo al Governo nazionale per avere una  deroga
  all'interno  dell'ordinanza che ha già delle deroghe rispetto  alla
  normativa  sulla  materia degli appalti, rispetto alla  sospensione
  dei  mutui e noi chiederemo, chiediamo, una deroga per dimezzare  i
  termini  nelle  autorizzazioni ambientali  e  metterci  così  nelle
  condizioni di fare prima e di fare presto.
   Io  non  voglio scendere alle provocazioni rare, perché  questa  è
  stata  un'Aula  con interventi tutti di grande profilo,  di  grande
  solidarietà  e,  devo dire, anche di grande senso di responsabilità
  per  il  momento che la Regione siciliana sta vivendo, per cui  non
  scadrò  nella  polemica di quei rari casi, in  cui,  invece,  forse
  perché  magari  non  si  riesce ad accettare  il  fatto  di  essere
  scavalcati a sinistra dai propri discepoli, si scende a un  livello
  che  non  è  quello del senso di responsabilità che la politica  in
  questo momento chiede. Potrei rispondere facilmente dicendo che non
  sono  colpa  mia i ritardi a Santa Teresa di Riva, perché  io  sono
  Assessore  da  poco  più  di un anno, ma  sarebbe  meschino  e  non
  rispettoso di un'autorità come la CTS che, negli ultimi  due  anni,
  ha registrato dei dati sempre record e ha anche azzerato i ritardi,
  con  anche quest'anno oltre 1.100 pareri di cui oltre 800  positivi
  ed  ha  sempre  tentato  di andare incontro  alle  istanze  con  il
  confronto, l'istruttoria e l'ascolto degli altri interlocutori.
   Una  relazione che ho qui - e che posso lasciare agli atti, signor
  Presidente  -  racconta di un'istanza presentata  nel  2022  e  che
  diventa  procedibile  perché  era  corredata  della  documentazione
  richiesta soltanto il 31 marzo 2024, successivamente, il 30  luglio
  2024,  il  Commissario  di  Governo chiedeva  una  sospensione  dei
  termini  per  180  giorni,  per essere messo  nelle  condizioni  di
  rispondere   al  parere  istruttorio  della  stessa  CTS,   quindi,
  un'interruzione  dei  termini non dovuta da noi  ma  richiesta  dal
  Commissario del Governo.
   L'iter   riprende   il  18  dicembre  2024,  ma   è   carente   di
  documentazione  che  viene più volte sollecitata,  compreso  il  13
  maggio  2025, e che finalmente poi viene trasmessa dal  proponente,
  che  non  aveva  corredato  di questa ulteriore  documentazione  la
  richiesta. Il 20 giugno viene emesso parere, e a distanza di  dieci
  giorni, l'1 luglio 2025, io firmo il decreto.
   Questi  sono  fatti,  perché sono i dati,  comunque,  siccome  non
  voglio   entrare  nelle  polemiche,  voglio  invece  segnare,   con
  responsabilità, quello che serve oggi alla Sicilia e ciò che  serve
  è andare incontro a queste imprese che sono in ginocchio.
   Ecco  perché oggi ringrazio i colleghi, ripeto, sia in  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, che ora in Aula, per  aver
  accolto  un  primo segnale di vicinanza alle imprese  balneari  con
  l'esenzione  del  pagamento del canone per il  2026,  poiché  avere
  individuato questi dieci milioni di euro è un segnale, intanto,  di
  assoluta vicinanza a questa categoria che è in ginocchio.  In  più,
  abbiamo  predisposto  - e sono contenta che qualcuno  dei  colleghi
  l'abbia   anche   sottolineato,  perché  vuol  dire   che   abbiamo
  intercettato un'esigenza che è anche in questa Assemblea, ma su cui
  già  stavamo lavorando - la richiesta di proroga dei termini  della
  scadenza  delle  concessioni  balneari,  non  soltanto  perché  non
  riescono ad ammortizzare, da qui al 2027, gli investimenti  di  uno
  stabilimento  che deve, per lo più, essere rifatto  ex  novo  e  la
  scadenza non permette di ammortizzare questo investimento, ma anche
  sulla base di un altro presupposto tecnico-giuridico.
   La  pianificazione dell'utilizzo del demanio marittimo,  in  molti
  casi,  dovrà  essere rivista perché alcuni luoghi dove erano  state
  individuate, nella pianificazione dei territori, aree destinate  ad
  imprese  balneari, molto semplicemente quelle aree  oggi,  dopo  il
  ciclone  Harry e con la devastazione della stessa morfologia  delle
  coste,  purtroppo, non sono più neanche esistenti  Quindi, è chiaro
  che   una   pianificazione  dovrà  essere  rifatta  e  se  dobbiamo
  rivederla, per quanto io chiederò il dimezzamento dei termini anche
  nell'iter  per  l'approvazione dei PUDM, c'è necessità  di  mettere
  mano,  con un iter complesso che vede impegnate le giunte comunali,
  i  consigli comunali, il servizio, la CTS, un iter che  ha  la  sua
  complessità, cosa che non consente, a questo stesso iter, di potere
  essere completato prima della scadenza del 2027.
   Pertanto, sono due necessità e due requisiti, di cui uno  tecnico-
  giuridico che ho appena illustrato, che mi permettono di chiedere a
  Roma  un differimento dei termini delle scadenze dei balneari e  mi
  auguro  che  questo  il  Governo nazionale possa  accoglierlo,  che
  quanto meno attivi un'interlocuzione con Bruxelles, perché sappiamo
  bene  che  molti di questi termini e di questi tempi  sono  dettati
  della Direttiva Bolkestein, sono dettati da Bruxelles.
   Si  è  polemizzato sull'Emilia Romagna e sui fondi destinati  alla
  Regione siciliana dal governo Meloni...

   DE LUCA Antonino. Non è polemica

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io vorrei solo
  ricordare  che  quando è stata declarata l'emergenza  per  l'Emilia
  Romagna,  il  primo  stanziamento del Consiglio dei  Ministri,  nei
  primi di maggio, è stato di dieci milioni di euro, da lì, a qualche
  settimana,    è   stato   incrementato   fino   ad    arrivare    a
  quattrocentonovanta. In tutto i fondi, che poi sono stati dati  per
  la  ricostruzione,  sono arrivati a due miliardi  e  sette,  questi
  sugli  interventi diretti di ricostruzione, escluso poi i  mutui  e
  tutti gli ammortamenti e la cassa integrazione.
   Quindi,  stiamo parlando di step per step in cui il Consiglio  dei
  Ministri, lo stesso Consiglio dei Ministri che si sta occupando  di
  noi,  era  partito da dieci milioni per arrivare  a  quasi  quattro
  miliardi e nove nella spesa complessiva.
   Ora,  è  chiaro  che  questo è un primo stanziamento,  è  talmente
  chiaro  che non è calibrato sulle esigenze, che sono cento  milioni
  divisi  per  tre  regioni e questa è la risposta alla  domanda:  il
  fatto  che non sia stato calibrato su una Regione che ha denunciato
  già danni per quasi il quadruplo rispetto agli altri, vuol dire che
  si tratta proprio di un primo stanziamento legato alla declaratoria
  di emergenza, ma ce ne saranno altri.
   Il  Presidente Schifani ha voluto fare una task force  dove  io  e
  qualche  altro collega siamo stati chiamati a farne parte e  questo
  ci  porta  ad  avere  un impegno ancora maggiore di  responsabilità
  rispetto  a quello che ha direttamente il nostro Presidente  che  è
  designato  Commissario. Non faremo mancare  il  nostro  sforzo,  il
  nostro  apporto  e  il nostro lavoro. Questo lo dobbiamo  ai  tanti
  sfollati  di Niscemi, a tutta la costa della Regione siciliana,  lo
  dobbiamo a quanti hanno perso le loro case, ma anche a quanti hanno
  perso  la loro attività, il loro lavoro e lo facciamo col senso  di
  responsabilità che ci accompagna.
   Qualsiasi idea, supporto che possa arrivare da questa Assemblea  è
  preziosa  per noi, lavoriamo tutti nella stessa direzione.  Abbiamo
  chiesto un'attenzione maggiore dei media e ringraziamo il fatto che
  oggi  sia  venuta  Elly Schlein richiamando così  l'attenzione  dei
  media, così come è venuta nei giorni scorsi, immediatamente,  anche
  la  seconda carica dello Stato, il Presidente La Russa, e così come
  verranno nei prossimi giorni altri esponenti del Governo.
   Non  sono passerelle, sono vicinanze al nostro territorio e  anche
  attenzioni  che  vengono  accese sulla Regione  siciliana  e  tutto
  questo serve, come serve - e ringrazio l'onorevole Venezia e quanti
  altri lo hanno detto - lavorare insieme col senso di responsabilità
  che  oggi  ci  accompagna, perché l'obiettivo non è  fare  campagna
  elettorale sulla disgrazia degli altri, l'obiettivo è dare risposte
  concrete  a  dei bisogni che erano imprevedibili e che, certamente,
  non vogliamo che si ripetano più. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire il  vicepresidente  della
  Regione, Sammartino. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Signor
  Presidente,   ringrazio  il  Parlamento  e  la   presidenza   della
  Commissione  Bilancio  per la celerità con la quale ha incardinato,
  oggi  stesso, un provvedimento voluto dalla Giunta di  Governo  che
  stanzia  le primissime risorse che, con il bilancio della  Regione,
  mettiamo a disposizione dell'articolato che tra poco verrà  esitato
  per  fronteggiare  quello che è un primissimo aiuto  nei  confronti
  delle  comunità colpite dal ciclone che si abbattuto  negli  scorsi
  giorni, sulla costa sud orientale della nostra Regione.
   Questo è un provvedimento che guarda con fiducia al lavoro che, in
  queste  ore, nel raccordo istituzionale tra il Governo regionale  e
  il  Governo nazionale e con il provvedimento di stanziamento  delle
  prime  somme  che il Governo nazionale ha deciso di destinare  alla
  nostra Regione, serve a guardare negli occhi i sindaci, a cui va il
  ringraziamento  di  tutto  il Governo per l'intervento  puntuale  e
  attento  nelle prime ore del disagio che si è iniziato ad avvertire
  nelle nostre coste.
   Un disagio che è stato governato, consentitemelo di dire, perché è
  emerso   anche  dal  dibattito  parlamentare,  dalla  straordinaria
  capacità  degli uomini e delle donne della Protezione Civile  della
  nostra  Regione che hanno lavorato, incessantemente, nelle fasi  di
  pre-allerta delle nostre comunità, ma, soprattutto, nei momenti più
  delicati,  quando  il fenomeno che si andava ad  intensificare,  ha
  colpito  non  soltanto  le  attività commerciali,  che  sono  state
  spazzate  via,  come  se  mai fossero state impiantate  nei  nostri
  litorali, ma anche le civili abitazioni dei nostri concittadini,  a
  cui va la vicinanza, ovviamente, di tutto il Governo regionale.
   Perché il dramma che si sta vivendo, in queste ore, per gran parte
  della  popolazione della Sicilia orientale, è un  dramma  che  vede
  spegnere la speranza di alcune attività commerciali, che vede venir
  meno   alcune  certezze  come  le  proprie  abitazioni,   ma   che,
  soprattutto,  ci  spinge in queste ore a lavorare, incessantemente,
  insieme  al  Presidente della Regione e a tutta  la  Giunta  -  che
  voglio  ringraziare,  non  per  ultima  la  collega  Savarino,  per
  l'intervento che ha fatto - nel rappresentare quello che è un reale
  bisogno che hanno, oggi, i nostri concittadini.
   La  nostra  Regione  si  batterà  E  lo  dico  a  chi,  in  questi
  frangenti, ha voluto utilizzare toni poco consoni e, magari, non ha
  pesato  le parole in quest'Aula, a chi pensa che il Sud del  Paese,
  la nostra Regione, sia stata dimenticata dal Governo nazionale che,
  anche  in  queste  ultime ore, ci sta accompagnando  e  qui  va  un
  ringraziamento,  vero  e sincero, al capo della  Protezione  Civile
  nazionale  per  l'imminente intervento che si  è  dispiegato  nella
  comunità di Niscemi.
   Oggi,  il  Presidente della Regione non è in Aula, cari  colleghi,
  perché,  insieme  al  capo  della Protezione  civile  nazionale  ha
  sorvolato  e  ha  visitato i luoghi di quella che  è  una  nuova  e
  drammatica emergenza della nostra Regione, di una tragedia e di  un
  fenomeno ancora tutto da decifrare, che sta colpendo la comunità di
  Niscemi e che oggi è al centro del dibattito in questo Parlamento.
   Un  fenomeno  che  sta preoccupando non soltanto  la  comunità  di
  Niscemi,  con le migliaia di nostri concittadini che in queste  ore
  si  stanno  allontanando  dalle proprie  abitazioni,  ma  anche  il
  Parlamento siciliano che, sono certo, sarà chiamato nelle  prossime
  ore  ad  intervenire con la stessa attenzione con la quale oggi  si
  sta trattando il primo provvedimento sul ciclone Harry.
   E  questo si è potuto fare grazie alla macchina dell'emergenza che
  si  è messa in campo, ma, consentitemelo di dire, grazie anche alla
  capacità dei nostri sindaci che, in raccordo col Governo regionale,
  hanno messo in campo tutte le misure necessarie che un Governo  può
  mettere  a disposizione, in queste ore, visto quanto la natura  ha,
  purtroppo,  consegnato alla nostra Terra nell'avvio di questo  anno
  che è appena iniziato.
   E'  un  momento davvero drammatico, cari colleghi, lo  dico  senza
  enfasi, ma lo dico con la responsabilità di Governo, di chi sa  che
  le  risorse  che abbiamo appena stanziato con questo  provvedimento
  legislativo  -  tocchiamo i novanta milioni di euro  -  sono  delle
  risorse  irrisorie  per  venire incontro ai provvedimenti  che  gli
  amministratori  locali  -  come qualche sindaco  in  quest'Aula  ha
  voluto  ricordare  - stanno affrontando, con l'impegno  massimo  di
  reperire  somme,  sia dal Governo nazionale che  dalla  Commissione
  europea,  per  quelle che possono essere le spese di  compatibilità
  del  programma comunitario, per venire incontro ai ristori  di  una
  categoria  e di tante altre categorie colpite in queste ore  e  che
  incidono  fortemente sulla filiera produttiva del PIL della  nostra
  Regione,  a partire dal settore turistico che, in queste ore,  vive
  le  prime disdette in una Regione che vive, in quel litorale,  così
  come  in altre zone magnifiche della nostra Regione, di un prodotto
  generato dall'attrazione dei nostri beni culturali, dall'attrazione
  delle nostre bellezze paesaggistiche.
   È  a  quel  comparto che con grande forza il Governo si rivolgerà,
  nelle prossime ore, non solo per ristorare e mitigare, ma anche per
  rimettere in piedi le attività perché dobbiamo sapere dosare  anche
  le  parole  in  queste  ore.   È vero che  l'attenzione  dei  media
  nazionali, che in questi ultimi accadimenti si sta manifestando con
  maggiore  vigore  nella  comunità  di  Niscemi,  è  stata  a  volte
  sottovalutata  per  quanto riguarda il fenomeno dei  cicloni  nella
  costa  sud-orientale,  ma  è  anche  vero,  ed  è  giusto  che  con
  franchezza  lo  diciamo  in  questo  Parlamento,  che   si   devono
  affrontare i problemi con linguaggio giusto.
   Abbiamo  di  fronte  a noi mesi e anni complicati  per  l'economia
  siciliana  ed un termine sbagliato o l'enfatizzazione di una  frase
  può  degenerare anche con la perdita di attrattività che la  nostra
  Regione  potrebbe vivere in termini di investimenti, ma soprattutto
  anche di attrazione turistica.
   Questo  non  ce  lo  possiamo  permettere  e  non  se  lo  possono
  permettere tanti siciliani che, in queste ore, vedranno - grazie al
  provvedimento  dell'emergenza nazionale - il blocco dei  mutui,  la
  deroga   sulla   pressione  fiscale  e  quelle   che   saranno   le
  contribuzioni  nel  mercato  del lavoro,  ma  non  ce  lo  possiamo
  permettere  neanche per i tanti che, in queste ore, vedono  svanire
  la  speranza di attività imprenditoriali, per i quali l'accesso  al
  credito  è  stato complicato e per i quali il Governo sta iniziando
  ad  intervenire  con  il blocco delle rate dei  mutui.  Non  ce  lo
  possiamo permettere per i tanti produttori agrumicoli della  nostra
  Regione  che,  in queste circostanze, hanno visto la perdita  della
  produzione  di  un intero anno e che hanno registrato  un  calo  di
  fatturato  molto più importante rispetto alla crisi agrumicola  del
  2024.  Non ce lo possiamo permettere perché la produzione  primaria
  della  nostra Regione sforna milioni e milioni di euro che incidono
  sulla fascia del trasformato dell'intero Paese. Per ultimo, non  ce
  lo  possiamo permettere per i tanti pescatori che, nelle  marinerie
  della    Sicilia   orientale,   hanno   visto   perdere    servizi,
  infrastrutture, imbarcazioni e un reddito certo.
   Per tali motivi, il Governo inizia, in questo primo provvedimento,
  con  le  parole "somme di urgenza" per potenziare i capitoli  della
  Protezione  civile,  del  Dipartimento   Pesca',  del  Dipartimento
   Agricoltura'   e  sgrava  dai  canoni  demaniali,   di   qualunque
  concessione demaniale, per l'anno 2026, tutti coloro i quali  erano
  possessori  di  una  concessione  e  tutto  ciò  per  avviare   uno
  strategico rapporto di collaborazione con il Governo nazionale,  al
  quale va comunque il nostro ringraziamento, onorevoli colleghi.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, cortesemente, soprattutto  vicino
  al banco del Governo...

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Dicevo,
  che un ringraziamento va al Governo nazionale perché, comunque, sin
  dall'immediata emergenza, la Presidenza del Consiglio dei  Ministri
  ha  lavorato in stretto raccordo con il Presidente della Regione  e
  lo   sta  continuando  a  fare  in  questi  minuti,  con  i  nostri
  dipartimenti,  coordinati dalla Protezione Civile e dal  Presidente
  della  Regione, che inviano atti programmatori per quello che  sarà
  il percorso complicato e lungo della ricostruzione.
   Il  Governo  della Regione, e lo dico a nome di tutto il  Governo,
  farà di tutto, cari colleghi, per difendere non soltanto la dignità
  e  la storia politica della nostra Regione, ma anche per sbattere i
  pugni, se sarà necessario, nei confronti di un Governo amico perché
  nessuno  venga lasciato indietro, con la consapevolezza che  questo
  Governo  nazionale,  come onestamente qualcuno  di  voi  ha  voluto
  ricordare, nell'emergenza del Paese non si è mai tirato indietro.
   L'ha  fatto  nell'emergenza  della  regione  Emilia-Romagna,   che
  qualcuno  ha  voluto  ricordare;  l'ha  fatto  in  altre  occasioni
  nell'anno 2024 e sono certo che interverrà col massimo vigore anche
  nell'anno 2026 con l'emergenza che sta drammaticamente colpendo  la
  nostra  Regione, utilizzando i fondi interministeriali, utilizzando
  tutte le risorse che oggi lo Stato ha a disposizione.
   In   conclusione,  onorevoli  colleghi,  mi  appello   al   lavoro
  intelligente   che  ha  svolto  in  questi  minuti  il   Presidente
  dell'Assemblea,  a nome di tutti i parlamentari  di  quest'Aula,  a
  nome  del  Governo, chiedo  un voto unanime su questo provvedimento
  per  dare  un  segnale di forza politica, di condivisione,  di  non
  lacerazione tra le forze di maggioranza e di opposizione,  affinché
  un  messaggio  anche  unitario possa uscire da Sala  d'Ercole,  per
  rappresentare  a  tutti i Siciliani, in maniera indistinta,  quello
  che  è  un primo inizio di percorso che questo Parlamento  è  stato
  chiamato a fare, con l'ausilio ovviamente del Governo.
   Anche  per  dare  un  segnale alla politica nazionale  che  questa
  Terra,  nei momenti di difficoltà, non soltanto è capace di  essere
  solidale  con i nostri concittadini, con i nostri primi  cittadini,
  ma  anche solidale nei confronti di tutti coloro i quali, fuori  da
  questo  Parlamento, oggi guardano con attenzione a  quello  che  in
  questi minuti andremo a votare.
   Ritengo  che  un  messaggio  chiaro al  Governo  nazionale  questo
  Parlamento,  in questa fase, è chiamato a darlo, per dare  coesione
  di  intenti, ma soprattutto visione di quello che sarà un  percorso
  che  - ribadisco - vedrà instancabilmente il Governo all'azione nei
  prossimi  giorni  e  nei prossimi mesi, ma che sia  anche  di  buon
  auspicio  nei  confronti  del Governo nazionale  perché  si  faccia
  presto e meglio il lavoro di collaborazione istituzionale che si  è
  avviato. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato  chiesto
  di  parlare,  dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   Misure urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo
                                avversi
                  dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026

   1.  Al  fine  di  far fronte ai danni causati dagli  eventi  meteo
  avversi  dei  giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026 le autorizzazioni  di
  spesa  di cui alla tabella 1 dell'articolo 59 della legge regionale
  5  gennaio  2026,  n. 1, previste per le finalità  dell'articolo  3
  della  legge  regionale 7 luglio 2020, n. 13,  e  per  le  finalità
  dell'articolo 39 della legge regionale 20 giugno 2019,  n.  9  sono
  incrementate per gli importi seguenti:

                                                Variazioni
   Nor  M P T A  R  Cap   Descrizio  N  N V  2025    202   202
  mati  i r i m  u itol      ne      OT a i           6     7
   va   s o t m  b   o               E  t n
   di   s g o .  r                      u c
  rife  i r l n  i                      r o
  rime  o a o e  c                      a l
   nto  n m      a                      F a
        e m                             o t
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    L.R   2 1 1  4  117   FONDO        E1    20.00    0,0   0,0
  .     11          318  REGIONALE   BT     0.000,0     0     0
  13/2                   PER     GLI           0
  020                    INTERVENTI
    ART                  DI    PARTE
  . 3                    CORRENTE
    L.R                  CONSEGUENTI
  .                      ALLA
  13/2                   DICHIARAZIO
  022                    NE    DELLO
    Art                  STATO    DI
  . 9                    CRISI E  DI
    L.R                  EMERGENZA
  .                      REGIONALE
  23/2                   DI
  024                    COMPETENZA
    Art                  DEL
  .2,                    DIPARTIMENT
  c.1                    O
                         PROTEZIONE
                         CIVILE
    L.R 1 2 1 1  4  348   FONDO   DI   E1    5.000    0,0   0,0
  .     6     0     123  SOLIDARIETA T      .000,00     0     0
  9/20                   ' REGIONALE
  19                     DELLA PESCA
    ART
  . 39
    L.R
  .
  13/2
  022

                                     TOTALE  25.00    0,0   0,0
                                            0.000,0     0     0
                                            0

     2.  Per le medesime finalità di cui al comma 1, al fine  di  far
  fronte ai danni causati nel settore dell'agricoltura, è autorizzata
  la  spesa di 5.000 migliaia di euro destinata a spese correnti,  da
  iscrivere in un apposito  Fondo per gli interventi conseguenti allo
  stato  di  crisi  e  di  emergenza  regionale  di  competenza   del
  Dipartimento  regionale dell'agricoltura  (Missione  16,  Programma
  1).

   3.   Al   fine   di  consentire  la  realizzazione  di  interventi
  conseguenti  ai  danni causati da eventi eccezionali  per  i  quali
  viene  dichiarato  lo  stato di crisi e di emergenza  regionale  ai
  sensi dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, n. 13  e
  successive  modificazioni, individuati dai commissari delegati  per
  l'emergenza  nominati ai sensi del medesimo articolo 3 della  legge
  regionale  n.  13/2020,  il  Ragioniere generale  è  autorizzato  a
  effettuare  le  eventuali  variazioni di  bilancio  occorrenti  per
  iscrivere  su  differenti  capitoli gli stanziamenti  dei  capitoli
  istituiti  per  le suddette finalità, per adeguarli  al  piano  dei
  conti  integrato  e  garantire la rilevazione  unitaria  dei  fatti
  gestionali, anche prevedendo l'istituzione di nuovi capitoli, ferma
  restando  la  spesa  complessivamente  prevista  per  ciascuno  dei
  medesimi capitoli.

   4.   Le  risorse del Fondo regionale per gli interventi  di  parte
  corrente conseguenti alla dichiarazione dello stato di crisi  e  di
  emergenza  di cui all'articolo 3 della legge regionale  n.  13/2020
  (Missione   11,  Programma  2,  capitolo  117318)  possono   essere
  destinate, nella misura che sarà stabilita ai sensi del comma 3 del
  medesimo articolo, anche al finanziamento di interventi, da attuare
  per  il tramite di IRFIS-FinSicilia S.p.A., finalizzati a sostenere
  le  attività  di  gestione  di stabilimenti  balneari  e  le  altre
  attività   ricadenti   sui  litorali  che  hanno   subito   perdite
  significative  e sospensioni di attività economiche a  causa  degli
  eventi  meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026, al  fine
  di  ripristinare la normale operatività ed evitare ripercussioni di
  ordine ambientale e sanitario.

   5.   Per  le  finalità di cui al comma 4 è costituito un  apposito
  plafond  nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2  della
  legge  regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni,
  la  cui  disciplina  attuativa, che prevedrà  la  pubblicazione  di
  apposito  avviso  pubblico, è stabilita con decreto  del  dirigente
  generale del Dipartimento regionale delle attività produttive.

   6. Il Dipartimento regionale della protezione civile, su richiesta
  del Dipartimento regionale delle attività produttive, è autorizzato
  a  trasferire  le  risorse stanziate, comprensive  degli  oneri  di
  gestione,  a  IRFIS-FinSicilia S.p.A che provvede ad  effettuare  i
  pagamenti in favore dei soggetti beneficiari.

   7. In considerazione dello stato di emergenza dovuto alla calamità
  dichiarata  con delibera del Consiglio dei Ministri del 26  gennaio
  2026   gli  interventi  di  cui  al  presente  articolo  non   sono
  subordinati alla regolarità contributiva fino al 31 dicembre  2026,
  in deroga a quanto disposto dalle disposizioni in materia.

   8.  I titolari di concessioni demaniali marittime che hanno subito
  gravi danni a causa degli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20  e
  21  gennaio 2026, sono esentati dal pagamento dei canoni concessori
  relativi  all'annualità 2026 per le concessioni demaniali marittime
  di competenza regionale avente finalità:

   a) turistico-ricreativa;

   b) sportiva;

   c) nautica da diporto;

   d) cantieristica navale;

   e)   ricadenti   nelle  aree  portuali  di  competenza   regionale
  interessate dagli eventi calamitosi.

   9.  Le minori entrate derivanti dall'applicazione del comma 8 sono
  quantificate in 10.036 migliaia di euro.».

   PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento tecnico a firma  del
  Governo, concordato con i Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, avevo  proposto  di  estendere  il
  concetto  di  emergenza  anche alla cosiddetta  frana  di  Niscemi,
  poiché la stessa Protezione Civile ha chiesto di separare, cosa che
  io considero giusta dal punto di vista tecnico, la fase di sostegno
  e  di  aiuti, dai ristori per gli affitti a tutto il resto, per  il
  comune  di Niscemi: in questo momento, la prospettiva è che sia  in
  capo al Governo nazionale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  1.1  a  firma  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo,  pertanto, in votazione l'articolo 1, così  come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                  Esenzione pedaggio per i residenti

   1.  Per  l'attuazione di un intervento compensativo in favore  del
  Consorzio  autostrade  siciliane, a  seguito  dei  mancati  incassi
  derivanti dall'esenzione, per il periodo da febbraio a giugno 2026,
  per  i  soli  residenti delle province di Messina  e  Catania,  dal
  pedaggio  sull'autostrada  A18 nei caselli  di  Taormina,  Giardini
  Naxos e Roccalumera, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di euro
  per l'esercizio finanziario 2026 (Missione 10, Programma 5)».

   Trovate nei tablet l'emendamento 2.R. Si tratta di una riscrittura
  di natura tecnica, sempre del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo 2 è approvato nel testo della riscrittura.

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
       Modifiche all'articolo73 della legge regionale 15 aprile
                              2021, n. 9

   1.  All'articolo 73 della legge regionale 15 aprile  2021,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  le  parole  è articolata in tre sottocommissioni
  distinte per materia  sono sostituite dalle seguenti:  è articolata
  in quattro sottocommissioni distinte per materia .

   b)  al  comma 2 le parole  le tre sottocommissioni di cui al comma
  1   sono sostituite dalle seguenti:  le quattro sottocommissioni di
  cui al comma 1 .

   2. La deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 73,
  comma  2,  della  legge  regionale  15  aprile  2021,  n.  9,  come
  modificato dal presente articolo, è adottata entro sessanta  giorni
  dalla data di entrata in vigore della presente legge».

   C'è un emendamento tecnico, il 3.1, che trovate sui tablet.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2026 e per il triennio  2026-
  2028  sono  introdotte sono introdotte le variazioni  di  cui  alle
  annesse  tabelle   A   e   B  discendenti  dall'applicazione  delle
  disposizioni della presente legge».

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                           Norma finanziaria

   1.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente  legge,
  pari  a  complessivi euro 40.836.000,00 per l'esercizio finanziario
  2026, si provvede mediante riduzione, per il medesimo importo e per
  il  medesimo esercizio finanziario, dell'autorizzazione di spesa di
  cui  al  comma 1 dell'articolo 59 della legge regionale  5  gennaio
  2026,  n.  1  - Tabella  A  - (Missione 20, Programma  3,  capitolo
  215704)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)


                           Ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Prima  di procedere alla votazione  finale,  dobbiamo
  votare  gli ordini del giorno che recano numerazione dal n. 498  al
  n.  513  che,  ad  eccezione dell'ordine del giorno  n.  505,  sono
  accolti dal Governo come raccomandazione.
   Per  quanto concerne invece l'ordine del giorno n. 505 il  Governo
  chiede  di  poterlo  votare. Quindi, c'è il  parere  contrario  del
  Governo.
   Pongo  dunque  in votazione l'ordine del giorno  n.  505,  con  il
  parere contrario del Governo.

   GIAMBONA. Parere contrario?

   DE  LUCA  Antonino.  Se lo mette sui tablet e se  il  Governo  può
  illustrare le motivazioni...

   CRACOLICI. Si rimetta all'Aula, Assessore.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie, signor Presidente. Ringrazio  anche  il
  Governo  per  voler  affrontare alla luce  del  sole  questo  tema,
  considerato  che  gli  altri  ordini  del  giorno  li  abbiamo  poi
  considerati accettati come raccomandazione.
   Il  tema  è molto semplice e direi, in una situazione di emergenza
  del  genere, anche altrettanto banale. Parla uno che ovviamente non
  è  mai  stato contrario al Ponte, ma non ha accettato che i  cinque
  miliardi...  Vicepresidente  della  Regione,  la  prego  di   avere
  pazienza. La cortesia che le ha fatto questo Parlamento oggi, ma la
  facciamo  ai  siciliani e non a lei, la ripaga con  la  sua  solita
  ingratitudine.
   La  prego, stia calmo e ascolti  Lei che è del partito dei  cielo-
  turisti,  per  essere  chiari,  è  uno  di  quelli  che  ovviamente
  contribuisce a rubare 5 miliardi di Fondo Sviluppo e Coesione  alla
  Sicilia  e  al  Meridione. Bene, io non ho accettato che  il  Ponte
  sullo  Stretto  di Messina venisse finanziato con i  nostri  soldi
  Oggi  siamo  in  una  situazione  di  emergenza,  dove  il  Governo
  regionale  e  il  Governo nazionale, rispetto a  quella  che  è  la
  prospettiva  della  ricostruzione  complessiva,  che  richiede   in
  Sicilia oltre 2 miliardi di euro, ancora non hanno battuto un colpo
  e non so come andrà a finire, da questo punto di vista.
   E,  allora,  visto  che noi abbiamo in questo momento  5  miliardi
  fermi   del  Fondo  Sviluppo  e  Coesione  che  hanno  la  finalità
  esattamente  per gli interventi che si devono fare,  non  comprendo
  perché il Presidente della Regione non possa andare dalla Meloni  e
  dire:  "senti, un miliardo di quello che io ho concesso,  che  sono
  dei siciliani, per ora, siccome dobbiamo ripartire, io devo dare un
  segnale  di  chiarezza  e  di  sicurezza  anche  al  mondo,  perché
  ovviamente  c'è  il  mondo che ci osserva e che  sotto  il  profilo
  turistico  -  l'ho  detto già essendo il sindaco di  Taormina,  gli
  effetti  che si stanno generando - è necessario al più presto  dare
  certezza  Quindi, è una questione estetica da un lato e sostanziale
  dall'altro
   Pertanto,  questo ordine del giorno prevede semplicemente  che  si
  riapra l'intesa tra lo Stato e la Regione e si prenda una parte  di
  questo  Fondo  Sviluppo  e  Coesione  e  venga  destinato  per   la
  ripartenza  della Sicilia, e non credo che sia una  bestemmia,  non
  credo che sia neanche un approccio ideologico al tema del Ponte.
   Quindi,  chiedo ai colleghi, in un momento delicato, di  dare  una
  risposta di serietà alla nostra Terra e, di conseguenza, spero  che
  venga  votato dall'intero Parlamento e che il Governo possibilmente
  ritiri il suo parere contrario. Grazie.

   CRACOLICI. Voto segreto

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   C'è   una  richiesta  di  voto  segreto  da  parte  dell'onorevole
  Cracolici. Vediamo se è appoggiata.

   ASSENZA. Ordine del giorno

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, Assessore  Siamo  in  fase
  di votazione  Siamo in fase di votazione  Siamo in fase di verifica
  dei richiedenti, Assessore Turano... ma si segga, lasci stare
   Assessore  Turano, se deve intervenire, prego  Sembra  che  voglia
  andare contro. Prego.

   TURANO. Io non voglio parlare come Assessore


                Votazione dell'ordine del giorno n. 505

   PRESIDENTE.  Come  deputato.  Verifica  richiedenti...   Onorevole
  Turano, gentilmente, andiamo in votazione  Andiamo in votazione
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno con voto segreto.  Parere
  contrario da parte del Governo.
   Chi  è  favorevole all'ordine del giorno preme il pulsante  verde;
  chi  è  contrario preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti                  64
   Votanti                   56
   Maggioranza               29
   Favorevoli                32
   Contrari                  24
   Astenuti                    0

                             (È approvato)

   Pongo in votazione la legge che è più importante, poi interveniamo
  tutti.   Pongo  in  votazione...  sì,  votiamo  la  legge   e   poi
  successivamente...

                           (Brusìo in Aula)

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor  Presidente,  sarò  celere  perché  il
  dibattito  è  stato ampio e ha, credo, mostrato in  maniera  chiara
  come questo Parlamento voglia dare una risposta seria ai siciliani,
  una  risposta  seria  che  passa anche  da  un  impegno  serio  del
  Presidente della Regione a non andare più al Governo nazionale  con
  un  piattino in mano chiedendo spiccioli e soluzioni non applicate,
  ma  chiedendo  soluzioni  strutturate che passano  da  investimenti
  miliardari  di  cui la Sicilia ha diritto, e che potrebbero  essere
  serenamente    sviluppati,   dismettendo   progetti    inutili    e
  irrealizzabili come quelli del Ponte sullo Stretto.
   Chiediamo  quindi  un  atto di serietà   Abbiamo  bisogno  di  una
  risposta  immediata,  rapida, seria, efficace,  inequivocabile.  Il
  Presidente  Schifani,  per una volta, deve  farsi  portatore  della
  posizione chiara, uscita da quest'Aula.
   Presidente  Galvagno, ci rivediamo spero presto alla presenza  del
  Presidente  Schifani  affinché  offra  queste  soluzioni   che   il
  Parlamento richiede.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Interventi  urgenti  per fronteggiare i danni  causati  da  eventi
  meteo  avversi  verificatisi nei giorni 19, 20 e 21  gennaio  2026»
  (1067/A)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il disegno  di  legge  n.  1067/A
  «Interventi  urgenti  per fronteggiare i danni  causati  da  eventi
  meteo avversi verificatisi nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026».
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Onorevole Cracolici, preme o no? Non può farlo da lì.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                  63
   Votanti                   56
   Maggioranza               29
   Favorevoli                56
   Contrari                   0
   Astenuti                   0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Il disegno di legge è approvato all'unanimità.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  28
  gennaio 2026, alle ore 10.30.

                 La seduta è tolta alle ore 20.42 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         224a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 28 gennaio 2026 - ore 10.30

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         - Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         - Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella


     intervento corretto dall'oratore