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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 224 di mercoledì 28 gennaio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 11:06

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

     Discussione del disegno di legge  Norme riguardanti gli enti
                                locali
               (n. 738 Stralcio I Comm ter/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge iscritto
  al punto 1)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio  I
  Comm ter/A).
   Onorevoli   colleghi,  così  come  avevamo  concordato,   dobbiamo
  chiudere  la discussione generale sul disegno di legge  degli  enti
  locali,  quindi  chiedo  ai colleghi se c'è  qualcuno  che  volesse
  intervenire, di iscriversi.
   Sono  autorizzate  a  riunirsi  e  a  continuare  le  attività  di
  Commissione, parallelamente all'Aula, le Commissioni Antimafia,  IV
  e VI.
   Dicevo,  chiudiamo questa mattina la discussione  generale  e  poi
  oggi pomeriggio riconvochiamo la seduta alle ore 15:00 per iniziare
  a votare gli articoli del disegno di legge.
   Sono iscritti a parlare gli onorevoli Schillaci, Campo e Cambiano.
   Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, intervengo in discussione  generale
  su  questo disegno di legge che abbiamo incardinato oggi all'ordine
  del giorno sugli enti locali.
   È  un  disegno di legge che non risolverà il problema  degli  enti
  locali  che poi, con la cronaca di questi giorni, mette  proprio  e
  scopre  i nervi di una struttura amministrativa molto fragile,  per
  questo  motivo, intanto vorrei mandare un abbraccio di  solidarietà
  alle comunità che stanno vivendo ore tragiche in questo momento, in
  particolare  alla  comunità di Niscemi, che vede franare  veramente
  impegno   e  diciamo  beni  propri  di  una  vita  in  queste   ore
  drammatiche.
   Tornando al disegno di legge sugli enti locali, dicevo, non  è  un
  disegno  di  legge che risolve le principali criticità,  prime  fra
  tutte  la  scarsa  possibilità di utilizzare la spesa  anche  extra
  regionale  per la mancanza di tecnici di una cabina  di  regia  che
  possa risolvere i problemi degli enti locali.
   L'abbiamo detto tante volte, abbiamo anche fatto ordini del giorno
  come  Movimento  5  Stelle per l'istituzione di uno  staff  tecnico
  proprio  in questa direzione, ma purtroppo non abbiamo visto  delle
  soluzioni in questa direzione.
   Cosa  salviamo  di questo disegno di legge sugli enti  locali?  In
  particolar  modo,  il  Movimento 5 Stelle  introduce  il  tagliando
  antifrode anche per le elezioni amministrative comunali che  dà  la
  possibilità  di evitare  il famoso fenomeno della scheda  ballerina
  con l'applicazione del tagliando che fa diventare la scheda univoca
  ma non riconoscibile, così come già è stato attuato per le elezioni
  nazionali  e  poi  il  disegno  di  legge  finalmente  ci  darà  la
  possibilità,  ad  una delle pochissime regioni che  non  ha  ancora
  recepito la norma nazionale sull'equiparazione della presenza nelle
  Giunte comunali del genere, di uno dei due generi.
   Bene, il Movimento 5 Stelle ha anche presentato un emendamento che
  eleva  questa  percentuale  al  cinquanta  per  cento,  perché  non
  riteniamo che la quota del quaranta per cento sia, diciamo,  giusta
  nell'essere  applicata;  il Movimento 5  Stelle  non  è  mai  stato
  favorevole  alle  riserve  sulle quote  rosa,  perché  abbiamo  una
  metodologia  di accesso alle candidature bipartisan, cosa  che  non
  avviene negli altri partiti politici.
   Infatti,  sin  da quando siamo entrati nelle istituzioni,  abbiamo
  una  percentuale  di  donne, presenti sia a livello  regionale  che
  nazionale,  in  altissima  percentuale  rispetto  ad  altre   forze
  politiche,  ma  ci  rendiamo conto che ciò  non  avviene  in  altri
  partiti  politici,  ed  è il motivo per il  quale  la  politica  ha
  bisogno di donne che si occupano dei problemi dei propri territori,
  ed  è il motivo per il quale mi auguro che, oggi, i colleghi uomini
  non  facciano alcun scherzetto, che ci mettano la faccia e che  non
  si arrocchino dietro il voto segreto.
   Quindi,  io  mi auguro che la votazione, immagino a partire  dalle
  quindici, possa finalmente restituire un minimo di dignità a questo
  Parlamento siciliano.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor  Presidente,  oggi  mi  chiedo:  "ma  cosa  stiamo
  facendo?"  Perché, oggi, siamo qua a discutere  di  un  disegno  di
  legge  sulle poltrone, sul mandato in più, sul gettone in più,  sul
  consigliere in più, sulla percentuale in più, quando la Sicilia sta
  scomparendo, da 391 comuni forse ne avremo 390.
   Io  capisco il calendario, l'ordine del giorno, la Conferenza  dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari, ma è una situazione in cui  noi
  dovremmo  essere  tutti  con gli stivali di  gomma,  e  non  con  i
  mocassini  e i tacchi a spillo, sui territori, a cercare  aiuti,  a
  cercare di accelerare le risorse, dovremmo essere qui ad agevolare,
  il  più possibile, il collegato per avere fondi immediati, dovremmo
  essere a battere i pugni sui tavoli romani.
   Questo  disegno di legge che arriva oggi qui, in questa  giornata,
  con  un'Aula  vacante, è inopportuno, perché la Sicilia  è  in  una
  situazione  precaria, le dico solo che, qualche  anno  fa,  a  Cava
  Mortella  e  Ispica si è aperta una voragine, non della portata  di
  Niscemi  ma  quasi, perché ci sono case sull'orlo, e questi  Comuni
  non sono soltanto due, sono cinquanta in Sicilia, è certificato  Ci
  sono  delle  situazioni  che potrebbero  succedere  da  un  momento
  all'altro,  anche in altri Comuni della Sicilia,  da  391  potremmo
  diventare 390, 389, 388 Comuni e via discorrendo, e noi siamo qua a
  parlare  delle poltrone, degli enti locali, a me sembra, veramente,
  che  siamo  fuori dal mondo, dentro il Palazzo, mentre  la  Sicilia
  affonda, non va bene, Presidente.
   Io  non sono dello stato d'animo per essere qui a discutere di  un
  disegno di legge sulle poltrone degli enti locali, perché questo è,
  l'abbiamo voluto chiamare disegno di legge sugli enti locali, ma il
  nome  non  va bene, perché non aiuterà affatto gli enti  locali  ad
  affrontare tutti i danni che hanno subito in questi giorni, sia dal
  ciclone  Harry  che  dalla situazione di  Niscemi,  e  siamo  tutti
  niscemesi, Presidente

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, è anacronistico discutere,  oggi,  di
  un  disegno  di  legge  degli  enti locali  che  viene  presentato,
  all'opinione pubblica, come riforma degli enti locali.
   Io  sfido  chiunque, e ogni cittadino siciliano, a immaginare  che
  cosa riforma questo disegno di legge, una riforma degli enti locali
  ci saremmo aspettati, soprattutto in questo grave momento in cui la
  classe   politica   è   inchiodata  alle  proprie   responsabilità,
  un'assunzione di maturità, di coscienza, rispetto a quello che  sta
  accadendo nel territorio siciliano. Ecco, riforma degli enti locali
  che prevede, intervengo in discussione regionale, di cui discutiamo
  in Commissione ormai da qualche anno, mi pare che la montagna abbia
  partorito  un  topolino,  perché le  norme  che  dovrebbero  essere
  introdotte    nell'ordinamento   regionale   riguardano    permessi
  retribuiti per i Consiglieri comunali, indennità di carica  per  il
  secondo   Vicepresidente  del  Consiglio,   laddove   è   prevista,
  l'introduzione del Consigliere supplente.
   Ecco,  ma secondo voi i siciliani, quando leggeranno sulla  stampa
  riforma  degli  enti  locali,  si  aspettavano  che  questa  classe
  politica introducesse, sentivano l'esigenza di introdurre la figura
  del  consigliere supplente? Quanto costa l'introduzione  di  questa
  nuova figura? Non è stimabile il costo  Perché nei comuni superiori
  a  quindicimila abitanti, si parla di incompatibilità tra il  ruolo
  di   consigliere  comunale  e  di  assessore,  quindi  qualora   un
  consigliere comunale venga nominato assessore o ricopra  la  carica
  di   assessore  nella  Giunta  comunale,  subentra  il  consigliere
  supplente  possono essere uno, due, tre, questo in tutti  i  comuni
  superiori ai quindicimila abitanti.
   Quanto   costa?  Non  è  stimabile   Perché  non  sappiamo  quanti
  consiglieri comunali assumeranno una carica in Giunta
   Ecco,  ma questo intervento è per far riflettere sul fatto che  la
  politica  e la classe politica, non è abituata ad un'assunzione  di
  responsabilità,  anziché concentrarci su  quello  che  gli  eventi,
  purtroppo catastrofici, ci consegnano come messaggio che  è  quello
  di  un territorio fragile, di strutture amministrative non in grado
  di  preservare  il territorio, di strutture amministrative  non  in
  grado  di programmare, di strutture amministrative non in grado  di
  avere una progettualità.
   Io  credo  che non stiamo rendendo un buon servizio ai  siciliani,
  perché  le classificazioni del PAI, le classificazioni del  rischio
  idrogeologico  ad esempio, impongono massima prudenza  nella  spesa
  pubblica  nei territori: eppure in Sicilia ci sono comuni, sindaci,
  che continuano a spendere risorse in zone a rischio R4, e allora io
  mi  sarei aspettato una riforma che vada in tal senso, e che faccia
  assumere  responsabilità  anche  a  una  classe  dirigente,  e   di
  amministratori locali, che probabilmente insieme all'intera  classe
  politica  regionale e nazionale, è solo alla ricerca del  consenso,
  perché è il carburante della politica il consenso
   Quindi, piuttosto che mettere in sicurezza un costone roccioso, si
  preferisce ad esempio quello che è accaduto in un comune  siciliano
  qualche  mese  fa,  spendere un milione  e  trecentomila  euro  per
  realizzare  una passerella in legno, e un'area giochi per  bambini,
  sotto una zona classificata R4 dal PAI, perché la realizzazione  di
  una  passerella e di un'area giochi per bambini, anche in una  zona
  R4,  magari  porta  consenso, mentre  la  messa  in  sicurezza  del
  territorio non porta consenso
   Allora,  la riforma degli enti locali che probabilmente  serve  ai
  siciliani,  è  una  riforma  delle  strutture  amministrative   che
  permettono  di impegnare le risorse e di preservare il  territorio.
  Perché  veda,  signor  Presidente, l'altro elemento  che  deve  far
  riflettere  la  politica  tutta, la comunità  siciliana  è  che  la
  fragilità  del territorio, riconosciuta e conclamata  da  anni,  il
  commissario contro il dissesto idrogeologico è il Presidente  della
  Regione, almeno da otto anni e mezzo a questa parte senza soluzione
  di  continuità. Quindi il commissario contro il dissesto  geologico
  era  Musumeci  e adesso è Schifani e purtroppo la responsabilità  è
  sempre  di qualcun altro perché quello che sta accadendo a Niscemi,
  ad esempio, è responsabilità di qualcun altro e non si comprende di
  chi sia la responsabilità
   È  una classe politica non all'altezza di assumersi responsabilità
  di  governo. Questa destra che continua a fare propaganda  rispetto
  ad  azioni  mai  realizzate, a infrastrutture che possono  esistere
  solo sulla carta, fa venire i brividi alla gente per bene.

   GILISTRO. Chiedo la parola.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Poi ci sono gli onorevoli Chinnici, Adorno e Burtone.

   GILISTRO.  Signor Presidente, grazie colleghi, dovrei dire  grazie
  Governo. Presidente, dov'è il Governo?

   PRESIDENTE.  Onorevole Gilistro, stiamo continuando la discussione
  generale, c'è di mezzo pure un'emergenza, il Governo sarà  presente
  poi oggi pomeriggio per il voto.

   GILISTRO. Sì, dico, io mi auguro che questo Parlamento possa,  con
  l'intervento,   con   l'avvento   dell'intelligenza    artificiale,
  finalmente  utilizzare l'intervento dell'intelligenza  artificiale,
  Presidente,  per  creare ologrammi dei nostri deputati,  visto  che
  l'Aula è totalmente deserta
   Ci  sono  deputati sempre dell'opposizione, poi questa  è  un'Aula
  dove speriamo che in futuro, ah c'è un deputato, due, tre, quattro,
  a  chi più ne ha. Siamo arrivati a tre, a tre deputati del Governo.
  È bellissima questa cosa, grazie per darmi una mano. Lo dico che ci
  sono tre, e devo dire anche i nomi e cognomi. Questa è un'Aula  che
  ormai   è   diventata  un'Aula  deserta  praticamente,   solo   noi
  dell'opposizione siamo qui a vigilare.
   Presidente,  volevo  dire  soltanto,  già  i  miei  colleghi   del
  Movimento e anche gli altri colleghi di opposizione hanno  definito
  questo   disegno   di  legge  un  "disegno  farsa",   un   "disegno
  barzelletta", così dicono. Perché di che cosa stiamo  parlando?  Un
  disegno di legge sugli enti locali che dovremmo chiamare disegno di
  legge  "poltrone  e sofà", perché è un disegno di  legge  solo  per
  poltrone   Lo  dobbiamo  dire  Con tutti i bisogni,  con  tutte  le
  necessità che gli enti locali hanno in questo momento - oltre tutto
  in  questi istanti di grande emergenza - noi stiamo a discutere sul
  deputato   supplente,  abbiamo  bisogno  dei  consiglieri.   Stiamo
  parlando   di   "poltronificio"   Per  l'ennesima   volta,   questo
  Parlamento sta scadendo, sta scadendo nei contenuti.
   Io  credo  che, Presidente, l'ho detto ieri e lo ribadisco  ancora
  una  volta che credo che ci sia una fetta di popolazione che  ormai
  da  anni, da decenni non va più a votare. Queste persone non  vanno
  più  a  votare perché sono indignate da come questa politica,  oggi
  becera,  continua  a comportarsi. E noi queste  persone  le  stiamo
  chiamando, le rivogliamo, le rivogliamo in piazza, vogliamo  queste
  persone  che  sono  la metà della popolazione votante,  che  queste
  persone  con una matita possano mandare a casa governi  beceri  che
  non  sanno  cosa  vuol  dire politica, non  sanno  cosa  vuol  dire
  politica con la "P" maiuscola  Sanno parlare di "P", le due  uniche
  "P":  poltrone  e  partiti. Questo è quello che  non  vogliono  più
  sentire i nostri cittadini
   Allora,  Presidente, io chiedo che ci voglia  in  questo  momento,
  bisogna avere un quel guizzo d'orgoglio, quel guizzo d'orgoglio che
  tutti  noi,  tutti  noi  indignati dovremmo sentire,  questo  è  un
  disegno  di  legge che veramente indigna tutti noi dell'opposizione
  ma, soprattutto, indigna i nostri cittadini.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a parlare
  della  discussione degli enti locali ma in realtà dovremmo  parlare
  dell'ordine  dei  lavori, Presidente, perché  l'ordine  dei  lavori
  prevedrebbe che il Parlamento si occupasse della nostra Regione  in
  una  fase  in  cui siamo in estrema emergenza, in una fase  in  cui
  siamo  in  ginocchio  e,  invece, mi trovo a  ripetere  gli  stessi
  refrain che io stessa sono ormai stanca di ripetere, di fronte a me
  ci  sono  tutte le sedie rosse degli assessori vuote e  quella  più
  grave è l'assenza del Presidente della Regione siciliana e lo  dico
  perché?
   Lo  dico  perché ancora una volta quelle che sono le esigenze  dei
  cittadini  non  vengono affatto rispettate, allora la  priorità  di
  questa  destra che ci governa in Sicilia, di questa destra  che  ci
  governa in Italia, di questa destra che governa anche la mia città,
  Catania, ma io voglio soffermarmi sulle priorità che sono messe qua
  a  disposizione  dell'Assemblea  regionale  siciliana  sono  questo
  disegno di legge sugli enti locali.
   E  io  voglio dire ai cittadini di cosa tratta questo  disegno  di
  legge:   voglio  leggere  l'articolo  6,  per  esempio,  perché   è
  importante  dopo quello che sta succedendo a Niscemi, dopo  che  ci
  sono  1500  famiglie, persone sfollate, dopo che  forse  un  comune
  intero  non  ci sarà più e non sarà presente nella nostra  Regione,
  l'articolo 6 prevede "Disposizioni in materia di rappresentanza del
  Presidente   del   Consiglio  comunale",  perché   dobbiamo   dirlo
  chiaramente,  la politica determina le priorità e le  priorità  del
  Governo   Schifani  sono  "il  Presidente  del  Consiglio  comunale
  rappresenta l'intero Consiglio nelle occasioni istituzionali, segno
  distintivo  del  Presidente è una fascia bicolore gialla  e  rossa,
  portata  a  tracolla e recante lo stemma della Regione siciliana  e
  quello del Comune di appartenenza".
   Per  non  parlare dell'articolo 3 che prevede le "Disposizioni  in
  materia  di  gettoni  di presenza e di indennità":  Presidente,  ci
  troviamo  come sempre di fronte a scelte inqualificabili, a  scelte
  delle  quali  noi  parlamentari  presenti  in  Aula,  peraltro,  in
  stragrande prevalenza dell'opposizione perché loro mettono le  loro
  priorità ma poi non hanno la faccia nemmeno di scendere in Aula
   E,   allora,  Presidente,  io  quello  che  chiedo  è  che  questo
  Parlamento  torni ad occuparsi di quelli che sono i veri  temi  dei
  siciliani  e, allora, ci sono le coste della Sicilia orientale  che
  sono  disintegrate, ci sono porti disintegrati, ci sono  paesi  che
  non hanno più il lungomare, ci sono infrastrutture stra-importanti,
  altro che Ponte sullo Stretto, la ferrovia che collega Catania  con
  Messina è distrutta, le linee sono interrotte, glielo possiamo dire
  al  ministro Salvini questo? Glielo possiamo dire al Governo Meloni
  che  un  miliardo e trecento milioni di FSC ieri sono stati  votati
  non da questo Governo di destra ma dalle opposizioni insieme, unite
  che  con  qualche  franco tiratore, perché  i  mal  di  pancia  nel
  centrodestra  non  finiscono mai e tutti in maniera  forte  abbiamo
  detto che i soldi destinati al Ponte sullo Stretto venissero invece
  destinati a quelle necessarie infrastrutture siciliane?

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Chinnici.  Ne  ha
  facoltà.

   CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riservo poi di
  intervenire nuovamente quando cominceremo a discutere l'articolato,
  però  volevo  mettere  subito le cose  in  chiaro  per  quello  che
  riguarda  uno  degli articoli di questo disegno di legge,  che  per
  questo   Parlamento  dovrebbe  essere  prioritario,  mi   riferisco
  all'articolo che riguarda la  differenza di genere, perché non è un
  articolo  sulle  quote  rosa  ma è un  articolo  che,  com'è  noto,
  dovrebbe  adeguare  finalmente  la  Sicilia  al  resto  d'Italia  e
  garantire che ogni genere sia rappresentato nelle Giunte almeno per
  il 40 per cento.
   E,  allora, noi che siamo solo 15 donne su 70 - e questo  la  dice
  lunga  -  auspichiamo  e ci rivolgiamo fin  da  ora  ai  nostri  55
  colleghi  uomini perché su questo articolo non si  chieda  il  voto
  segreto, ognuno ci deve mettere la faccia.
   Lo  cominciamo a dire subito, lo ribadiremo più tardi, che non  si
  chieda  il  voto  segreto su questo, perché  il  voto  segreto  noi
  opposizioni lo usiamo, lo abbiamo usato fino a ieri notte,  fino  a
  ieri  sera per fare opposizione, ma qua si tratta semplicemente  di
  adeguare  una normativa che pone la Sicilia allo stesso modo,  allo
  stesso livello delle altre Regioni.
   E  siccome siamo particolarmente indietro sulla rappresentanza  di
  genere,  i numeri sono impietosi, quanto meno chiediamo e  facciamo
  appello  perché non si chieda il voto segreto, perché ci  si  metta
  tutte e tutti la faccia.
   Come  le  dicevo  prima, mi riservo poi di intervenire  nel  corso
  della  seduta,  più tardi quando riprenderemo con il voto.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, un disegno di legge in discussione  in
  Aula che abbia come centralità la questione degli enti locali  -  è
  stato  detto  da  qualche collega - non può che portare  la  nostra
  mente a quanto sia successo in queste giornate.
   Ci  sono stati interventi, anche in Aula, significativi nei giorni
  scorsi,  stamani,  però aprire il dibattito sulle condizioni  degli
  enti  locali  in  Sicilia  non  può  che  avere  quel  riferimento,
  purtroppo triste, di ciò che è accaduto nella nostra Sicilia.
   Lo  abbiamo  detto  subito, un grazie alla Protezione  civile  per
  quello  che  ha fatto, perché avere anticipato alcune segnalazioni,
  alcune previsioni meteorologiche è stato fondamentale.
   Noi  non  abbiamo fortunatamente dei morti, abbiamo  tanti,  tanti
  danni  e  questa situazione, quindi, non è stata drammatica  perché
  abbiamo  avuto un'anticipazione significativa, tecnicamente  valida
  da  parte  della  Protezione  civile che  ringrazio,  ringrazio  il
  Direttore, ingegnere Cocina.
   Noi  sindaci siamo stati allertati continuamente con richieste  di
  istituire il COC, di seguire puntualmente ciò che accadesse.
   I  danni ci sono stati e noi delle aree interne abbiamo detto  con
  chiarezza: "Guardate alle aree rivierasche, ai litorali, perché  la
  situazione è molto più grave nella fascia ionica".
   Questo lo ribadiamo, aggiungendo però due considerazioni: una meno
  grave  che è quella, però, significativa per i protagonisti, quella
  della  perdita  dei prodotti; ci sono numerosi produttori  agricoli
  che   hanno   perso   quasi  tutta  la  produzione,   parlo   degli
  agrumicoltori  ma parlo anche di altre attività agricole  che  sono
  state  falcidiate,  ma  il  tema  centrale,  Presidente,  che   qui
  ribadisco,  è  quello di Niscemi, un comune a noi  molto  caro,  un
  comune che si trova in grande difficoltà.
   Proprio  ieri  il direttore della Protezione civile  nazionale  ha
  ribadito  la  gravità  della situazione, il  peggioramento  che  si
  potrebbe determinare.
   Allora,  Presidente, concludo questa parte dicendo  con  chiarezza
  che non c'è tempo da perdere, incalzeremo il Governo nazionale, non
  si  possono  usare due pesi due misure, si è detto  che  nel  resto
  d'Italia  si  sono  fatti  interventi significativi,  ribadiamo  un
  impegno che deve essere veloce, deve essere veloce per ripristinare
  le  condizioni nella zona ionica, deve essere veloce per mettere al
  centro questo comune che ha avuto una funzione importante anche dal
  punto di vista produttivo - è stato il centro per la produzione dei
  carciofi,  ha  orientato anche questo tipo di attività  -,  ora  si
  trova  in  difficoltà e le difficoltà ripeto potrebbero peggiorare,
  c'è  bisogno  di tanto tanto lavoro, siamo pronti come minoranza  a
  dare  il  nostro apporto perché la condizione della Sicilia  è  una
  condizione  piegata,  gravemente in sofferenza,  non  possiamo  non
  tener conto che saranno necessari studi geologici, piani regolatori
  da  rivedere,  c'è  una  situazione talmente impegnativa  che  deve
  richiedere senso di responsabilità e lavoro.
   Rispetto  a  questo,  certo  il  disegno  di  legge  che  è  stato
  presentato  sembra  minimale,  la collega  Chinnici  parlava  della
  necessità di non votare col voto segreto una norma che in tutto  il
  Paese,  quella  della  parità  dei  generi,  importantissima.  Sono
  sindaco, Presidente, ho sempre messo la metà degli assessori, anche
  nel  Consiglio comunale la metà sono donne, quindi non sento questo
  problema.
   Credo però, lo dico all'Aula, che se non si dovrà votare col  voto
  segreto su una norma che è in tutta la Nazione, non si dovrà votare
  col  voto  segreto neanche per l'altra norma che è in tutta  Italia
  cioè quella del terzo mandato.
   Credo  che  dovrebbe essere buona norma questa qua, perché  se  in
  Italia sono riconosciute alcune norme credo che la Sicilia, qualora
  non  dovesse  vedere qualche pericolo, dovrebbe seguirle  e  quindi
  credo che ci debba essere questa un'uniformità di vedute.
   Per   il  resto,  Presidente,  non  credo  ci  siano  tanti   atti
  importanti,  i  comuni hanno grande esigenza. Veda, Presidente,  la
  Svimez nei giorni scorsi ha scritto una cosa interessante, ha detto
  se  in Sicilia - ed è così - il Pil è aumentato e poi la condizione
  della  vita  è  diversa  rispetto  al  Pil,  purtroppo,  amaramente
  diversa,  se  è aumentato è perché si sono utilizzati i  fondi  del
  PNRR,  si  è  utilizzato il Fondo del 110 e  questo  è  merito  dei
  comuni,  lo ha sottolineato lo Svimez, ha detto che i comuni  hanno
  avuto questa funzione importante, hanno dimostrato di essere  -  se
  mi  si  permette  l'utilizzo di un termine  scientifico  -   l'asse
  muscolo  scheletrico  del nostro del nostro territorio, sono  stati
  quelli  che  recepiscono, i primi recettori che colgono quelle  che
  sono le esigenze delle comunità, quindi vanno aiutati laddove hanno
  problemi, non dove non ci sono le problematiche e le questioni  che
  andrebbero superate.
   Si  vogliono fare alcuni aggiustamenti formali, io non li  ritengo
  necessari, però specie in questa fase, penso che i comuni avrebbero
  bisogno  d'altro, avrebbero bisogno intanto di rimettere al  centro
  la  loro  funzione  di erogatore di servizi ma anche  di  promotore
  dello  sviluppo.  Io parlavo del PNRR. La condizione  delle  nostre
  città  non  è  quella  derivante dal Pil registrato,  è  quella  di
  cittadini che vedono aumentare l'energia e quindi le bollette,  che
  si  trovano in difficoltà quando vanno a fare la spesa. È questo il
  tema  E che trovano difficoltà ancora dal punto di vista produttivo
  per far decollare alcuni settori.
   Così  come  sul tema della burocrazia, Presidente. I comuni  hanno
  difficoltà, intanto, perché non hanno il segretario a tempo  pieno.
  La  gran  parte dei comuni ha un segretario, se riesce, a scavalco.
  Non  parliamo  dell'ufficio tecnico, anche questo a  scavalco.  Non
  parliamo  del  ragioniere. Per non finire, per  non  sottovalutare,
  anzi,  per  mettere  al  centro il tema...  la  maggior  parte  dei
  funzionari sono persone che sono entrate con l'ex articolo 23 e che
  hanno  un  monte  ore assolutamente inadeguato; è  là  che  bisogna
  incidere,  rimettere in sesto un percorso che  possa  essere  utile
  alla  comunità  per avere delle strutture burocratiche  efficienti,
  così  come -  non c'è dubbio - la denatalità che colpisce  le  aree
  interne, è un tema che va posto con grande attenzione. Ne parliamo,
  dopodiché i dati ci dicono che c'è bisogno di alcuni interventi  da
  fare  subito, anche perché la denatalità non è determinata soltanto
  dalla poca nascita di bambini, ma anche dal fatto che tanti giovani
  lasciano la nostra Terra per andare in altre parti dell'Italia.
   Così  come  abbiamo problemi notevoli dal punto di vista  fiscale,
  Presidente. I comuni non riescono ad arrivare, ad avere le  risorse
  che   i   cittadini  devono  dare.  Lo  dicevo  per  le  condizioni
  economiche, quindi non abbiamo evasori ma creditori, però, non  c'è
  dubbio, che anche su questo bisogna fare un ragionamento se è vero,
  come è vero, che gran parte dei comuni scivola nel Piano di rientro
  e  poi  nel  piano  che  prevede quasi  il  fallimento  dell'azione
  amministrativa del comune.
   Concludo,  Presidente.  C'è un grande  dibattito  sul  tema  della
  violenza,  della  sicurezza. Si è detto che anche i  comuni  devono
  essere   interessati,  si  sta  facendo  molto  sul   piano   della
  videosorveglianza.  Presidente,  però,  il  cancro   delle   nostre
  comunità sono le devianze legate alla droga, all'alcool e i giovani
  hanno anche ormai questa tendenza di utilizzare armi improprie,  di
  fare violenza immotivata. Su questo bisogna intervenire. E per fare
  questo  non  serve  soltanto aumentare la pena,  serve  soprattutto
  un'azione di prevenzione. La scuola, innanzitutto, deve fare questo
  lavoro.
   Noi  abbiamo attivato - come comune di Militello in Val di Catania
  -  dei  nuclei  di ascolto all'interno della nostra scuola  con  lo
  psicologo,   con  alcune  figure  che  operano  nell'ambito   della
  prevenzione,  ma  si è visto subito che si è in una  condizione  di
  insufficienza, perché il mondo giovanile è in grande  difficoltà  e
  la risposta, Presidente, la devono i comuni. Lo Stato sì, deve fare
  ed   è   opportuno   che  si  muova,  che  attivi  soprattutto   la
  realizzazione di nuove caserme, la presenza delle forze dell'ordine
  nel  territorio, ma l'attività di prevenzione, i messaggi  di  vita
  che  possono contrastare questa violenza inaudita, non possono  che
  venire  dai  nostri comuni e noi su questo, Presidente,  lavoreremo
  convinti che i comuni continuino ad essere l'unico luogo in cui  ci
  possa  essere una richiesta e poi l'impegno concreto  da  parte  di
  amministratori  che  non devono attendere, ma che  devono  lavorare
  immediatamente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Grazie,  Presidente. Intervengo in sede  di  discussione
  generale  su  questa normativa approdata finalmente dopo  un  lungo
  percorso in Commissione, un primo approdo in Aula per poi ritornare
  in  Commissione. Normativa indubbiamente importante che  interviene
  sulla vita dei nostri enti locali.
   Le  norme  più  importanti le avete già ricordate  nei  precedenti
  interventi,  credo  che l'attenzione si concentri  soprattutto  sul
  terzo mandato per i sindaci dei comuni sino a 15 mila abitanti e la
  norma volta ad assicurare una maggiore parità di genere nell'ambito
  delle   amministrazioni  locali.  Sono  entrambe  due   norme   che
  appartengono al patrimonio normativo del resto d'Italia e  dobbiamo
  riconoscere  che siamo in profondo ritardo per recepire  due  norme
  che,  tra  l'altro, oltre ad essere, ripeto, applicate nelle  altre
  Regioni, sono anche norme di assoluto buon senso.
   Personalmente, ma è una mia convinzione personale che non  impegna
  assolutamente  il  partito,  io  eliminerei  qualsiasi  limite   ai
  mandati. Fino a quando un soggetto ha la fiducia dell'elettore, per
  me,  merita di rappresentare al meglio quell'elettorato in tutti  i
  campi in cui ciò avviene, sia nella politica sia nelle professioni,
  sia in quant'altro. È il consenso che determina, a mio modestissimo
  avviso,  la  durata del mandato e non un tetto, un limite,  imposto
  dalla  norma,  ma  sono riflessioni estranee  rispetto  al  dettato
  normativo oggi all'esame del Parlamento.
   Vi  sono  altre  norme  importanti: quella  dell'introduzione  del
  consigliere supplente, quella che regolamenta meglio i permessi per
  i   consiglieri.  Ci  siamo  permessi  anche  di  presentare  degli
  emendamenti che, finalmente, rendono giustizia, quanto meno in tema
  di  rimborso  spese per i consiglieri dei liberi consorzi  che,  in
  questo  momento,  finalmente,  sono  stati  eletti  sia  pure   con
  un'elezione  di  secondo livello e che, però, non  possono  nemmeno
  fruire del rimborso spese per la loro attività, come un'altra norma
  che,  secondo  noi, è sacrosanta che è quella di equiparare  almeno
  l'indennità  del  presidente  del libero  consorzio  a  quella  del
  sindaco del comune capoluogo. Spero che l'Aula li apprezzi.
   Per  quanto riguarda quella norma che ha suscitato tanto interesse
  e  anche  tante discussioni e tanta preoccupazione, soprattutto  da
  parte  delle nostre colleghe donne nel Parlamento, io ho già  detto
  pubblicamente,  lo ribadisco formalmente da questo  podio,  che  ho
  impegnato  il  Gruppo di Fratelli d'Italia a non chiedere  il  voto
  segreto su questa norma e a non sostenere l'eventuale richiesta  di
  voto segreto da parte di terzi.
   Credo  che  sia importante come, mi permetto di dire  che,  quanto
  testé affermato dal collega Burtone è altrettanto sacrosanto,  cioè
  sarebbe  opportuno  che, anche sul terzo mandato,  si  evitasse  di
  chiedere  il voto segreto, con una precisazione però: l'entrata  in
  vigore  della norma sulla rappresentanza di genere non  può  essere
  immediata. Non può essere immediata per una serie di ragioni perché
  abbiamo tutta una serie di Giunte che hanno faticosamente raggiunto
  degli  equilibri  e che verrebbero sconquassate  da  un'entrata  in
  vigore immediata di questa norma.
   Tra  l'altro, il primo turno elettorale è fra cinque mesi,  quindi
  l'emendamento da noi presentato è nel senso che la norma sul limite
  del  40  per  cento  della rappresentanza  in  Giunta  debba  avere
  applicazione  dal prossimo turno elettorale. Inoltre,  non  essendo
  ancora  in  vigore, evidentemente, la norma che permette l'ingresso
  del consigliere supplente, abbiamo tutta una serie di Giunte in cui
  gli   assessori  eletti  come  consiglieri,  si  sono  dimessi   da
  consiglieri per far fronte all'ingresso dei primi dei non eletti  e
  quant'altro   e  che,  in  questo  momento,  se  dovessero   essere
  sostituiti a forza per il raggiungimento della quota di genere,  si
  troverebbero  ad  essere  estromessi  sia  dalla  Giunta  sia   dal
  Consiglio   Quindi, ragioni di assoluta opportunità propendono  per
  far  sì  che  una norma di assoluto buon senso che assicuri  questa
  rappresentanza,  però,  trovi  applicazione  dal   prossimo   turno
  elettorale, dal prossimo cambio dell'amministrazione.
   Uguale  sconquasso non sorgerebbe per il consigliere  supplente  o
  per  quant'altro perché, evidentemente, si potrebbe solo  allargare
  la   compagine  e  non,  invece,  stravolgere  le  compagini   come
  avverrebbe nel primo senso che, credo che sia una proposta di  buon
  senso,  che possa trovare accoglimento nell'Aula, e penso di  poter
  dire che è una proposta che agevolerebbe di molto anche il percorso
  di approvazione della norma in sé sulla rappresentanza. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Assenza.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Grazie, Presidente. Diciamo che ieri abbiamo affrontato
  in Aula, stravolgendo quello che era stato deciso in Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari e ritorniamo,  per  la  quarta
  volta,  con  il disegno di legge degli enti locali. Ritorniamo,  lo
  dico  in  Aula  perché,  presidente Di  Paola,  più  volte  abbiamo
  dibattuto  in quest'Aula e, nelle discussioni generali che  abbiamo
  fatto,  abbiamo sempre sostenuto - e lo dico non solo da Capogruppo
  del  Gruppo  parlamentare  del  Partito  Democratico  ma  anche  di
  componente  della I Commissione - che questo testo  di  disegno  di
  legge,  al  di  là  di  tutto quelle che sono state  le  audizioni,
  ritengo  che  non  risolva il problema degli  enti  locali,  perché
  abbiamo  parlato  e  abbiamo audìto più volte ciò  che  degli  enti
  locali è la governance, cioè l'ANCI, l'ALI, abbiamo parlato  con  i
  sindaci,  ai quali dobbiamo dare delle risposte. Però, le  risposte
  che,  ovviamente,  dobbiamo dare agli amministratori,  non  possono
  essere risposte dentro un articolato, per esigenze di territorio  e
  di provincia.
   Questo  intervento già lo avevo fatto nell'ultima volta che questo
  testo  approdava  in  quest'Aula, perché  quello  che  l'ANCI,  gli
  amministratori,  chiedono al Governo regionale è più  presenza  dal
  punto  di  vista di azioni governative, è più presenza  rispetto  a
  quelle  che sono le materie legate ai rifiuti, legate alle  risorse
  che la Regione dovrebbe dare ai comuni.
   Noi  abbiamo fatto delle battaglie in finanziaria proprio per dare
  un  contributo  importante ai comuni perché  hanno  difficoltà  nei
  governi  delle  città, perché abbiamo diversi comuni  che  sono  in
  dissesto  e  in  predissesto. Abbiamo detto che non sono  le  norme
  legate  al consigliere supplente o a qualche altra norma di qualche
  deputato che mette dentro questo disegno di legge.
   Abbiamo voluto dire, attraverso quella è stata la nostra posizione
  e  battaglia  in Commissione ma soprattutto in Aula:  guardate  che
  agli amministratori quello che serve sono le cose importanti che la
  Regione può dare come le risorse agli enti locali.
   E  lo dico, presidente Di Paola, perché vorrei un attimino fare un
  excursus  di  quello che è questo testo. Questo  disegno  di  legge
  inizia  il suo percorso nel 2024. Due anni fa, con cinque  articoli
  che,  ovviamente, erano dentro l'ARS. Doveva contenere delle  norme
  correttive  della  legge  di stabilità  che  servivano  ad  evitare
  l'impugnativa  dello Stato e invece è diventato di  fatto,  per  la
  quarta  volta,  il cavallo di Troia di una legislazione  confusa  e
  frammentata, la nostra.
   Da  quel disegno di legge si sono generati, Presidente, 21 disegni
  di  legge  Ci ritroviamo, presidente Di Paola, ad affrontare questa
  discussione  generale  e ancora una volta la  affrontiamo,  ma  del
  Governo  non  vediamo nessuno, la delega ad oggi è  del  Presidente
  della  Regione,  abbiamo  due  Assessori,  compreso  quello  che  è
  ovviamente  mancante della delega e quindi la  competenza  è  degli
  enti locali assente, quindi stiamo facendo una discussione generale
  dove parliamo di aria fritta tra di noi, siamo 15 colleghi e quindi
  ci stiamo dicendo le cose.
   Di  questi 21 stralci, Presidente, il disegno di legge degli  enti
  locali  è forse quello che ha avuto una vita tormentata rispetto  a
  tutte  le  cose  che  abbiamo affrontato,  molte  norme  in  questo
  provengono  da articoli, Presidente, che hanno un altro disegno  di
  legge  che è il numero 105, che è un disegno di legge di tantissime
  e  numerose riunioni che abbiamo fatto in I Commissione, il collega
  Giambona  che  è  stato  con me ovviamente  lo  sa,  abbiamo  fatto
  tantissime riunioni e innumerevoli riscritture.
   Nel  corso  del  2025,  Presidente, il 738  che,  in  sostanza  ha
  assorbito  il  disegno di legge 105, è discusso in  Commissione  da
  febbraio  ad  aprile e questo testo deve essere esitato  ancora  in
  Aula,   vengono   dati   i  termini  per  la  presentazione   degli
  emendamenti,  praticamente non la voglio  fare  lunga,  perché  c'è
  tutta  la cronistoria, presidente Di Paola, siamo davvero di fronte
  ad  un  testo  che  ci fa comprendere come questo testo  non  abbia
  nemmeno, da parte della stessa maggioranza, la voglia e la  volontà
  di  essere affrontato in Aula perché, di fatto, quando parliamo con
  l'ANCI,  sono  poche  le  norme che  interessano  e  che  hanno  un
  interesse importante per quello che riguarda appunto i sindaci; una
  su  tutte  che ovviamente ci hanno chiesto e richiesto, lo potevamo
  fare  in  altre occasioni, è il permesso che loro chiedono per  gli
  amministratori.
   Poi   ci  sono  degli  argomenti,  presidente  Di  Paola,  in  cui
  ovviamente poi in quest'Aula, è chiaro che ogni Gruppo parlamentare
  può avere anche all'interno delle sensibilità diverse perché magari
  possono  insistere  delle prerogative rispetto  ad  una  provincia,
  piuttosto che un'altra; però non possiamo esimerci da temi che  non
  sono  più  temi  che possono essere rimandati alle calende  greche,
  sono  temi che hanno bisogno di essere affrontati e temi  dove  non
  possiamo  ad esempio non recepire delle norme nazionali.  Lo  dico,
  uno  su  tutti, perché per noi è stato e continua ad essere non  un
  cavallo  di battaglia, ma è una questione di dignità, non  possiamo
  non recepire la norma del 40 per cento sulla parità di genere e noi
  su  questo,  presidente Di Paola, poco fa mi ha anche preceduto  il
  mio  collega Burtone, non facciamo barricate nel dire che  possiamo
  anche  lanciare  dei messaggi nel recepimento di  norme  nazionali,
  però quest'Aula non si può, ancora una volta, classificare per dire
  di no a norme che hanno carattere di dignità a livello nazionale. E
  noi, come Regione siciliana, ancora insistiamo, che attenzione, non
  vuole  essere  una battaglia tra uomini donne, è una  battaglia  di
  dignità,  perché non possiamo essere quella Regione che non  ha  la
  norma  sulla  parità di genere, non possiamo dire in  Sicilia   sì,
  vogliamo che ci sia la classe dirigente con parità di genere  e poi
  siamo quella Regione che non recepisce la norma
   Allora, ci deve essere un sussulto di dignità, e lo dico a tutti i
  colleghi, perché non c'è da fare maggioranza e opposizione, c'è, da
  Parlamento  regionale,  di  assumersi una  responsabilità,  perché,
  comunque,  nel  resto  d'Italia,  la  Sicilia  viene  guardata;   e
  soprattutto in queste ore, io lo dico, certo, affrontare il disegno
  di  legge "enti locali" in un momento davvero drammatico per quello
  che sta avvenendo - fino a ieri sera abbiamo votato quel minimo  di
  risorse per il comune di Niscemi, per l'alluvione, per il ciclone -
  dico, è chiaro che noi dobbiamo andare avanti con i lavori.
   Ritengo,  però,  una  cosa, Presidente Di Paola:  quest'Aula,  tra
  qualche ora, al di là di questo articolato, dei venti articoli   ci
  sono  articoli  che davvero, lo dico perché non sono  proposte  che
  partono  da  noi,  ma  sono proposte che partono  da  qualcuno  che
  vorrebbe  un qualcosa in un Comune, perché gli torna utile rispetto
  a  una norma, un emendamento, un qualcosa. Ci sono delle norme  che
  hanno  davvero  la  valenza  della dignità  di  una  Regione  e  la
  classificazione  della  classe dirigente tutta,  di  un  Parlamento
  antico  come quello siciliano. Non possiamo continuare a  demandare
  cose importanti, come quello del recepimento della norma del 40 per
  cento  sulla  parità di genere, e su questo io  spero  davvero  che
  questa  Assemblea possa avere un sussulto di dignità nel  resto  di
  tutte le altre Regioni d'Italia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come abbiamo  detto
  più  volte,  questo  è  un  disegno di  legge  che,  enfaticamente,
  qualcuno  ha voluto definire una riforma, ma in realtà non  riforma
  alcunché e cerca di dare, con la maggior parte delle norme  che  lì
  sono  state inserite, uno strumento alla maggioranza di Governo,  a
  questa  maggioranza  di  Governo,  che  governa  moltissimi  Comuni
  siciliani, per risolvere i problemi che ciascuno di essi  vive  nei
  diversi enti locali.
   La  norma più emblematica è quella del consigliere supplente,  che
  non  serve ad altro che ad acconsentire a chi oggi governa gli enti
  locali,  e  quindi  a questa maggioranza di Governo,  di  arruolare
  ulteriore personale politico; sostanzialmente, è un arruolamento di
  massa  che  questo  Governo sta mettendo in campo,  ricoprendo  più
  caselle  e dando, sostanzialmente, più incarichi, infischiandosene,
  però,  di  una  cosa, di un dato che è conosciuto a tutti,  ma  del
  quale   questa   maggioranza  intende  infischiarsene,   ossia   la
  difficoltà dei Comuni siciliani a chiudere i bilanci.
   E,  veda,  tra l'altro, mi dispiace che tra i promotori di  questa
  norma  ci  siano  tanti colleghi che hanno fatto gli amministratori
  locali,  e sanno e conoscono le difficoltà che tanti amministratori
  hanno  nel chiudere i bilanci, perché con questa norma, con  queste
  norme,  si sta aumentando la spesa obbligatoria degli enti  locali,
  costringendo, dunque, ogni amministrazione a tagliare i servizi  ai
  cittadini per chiudere i bilanci. Perché, vedete, questa norma  che
  cosa fa? Entra a gamba tesa, queste norme entrano a gamba tesa, sul
  sistema di governo degli enti locali, prevedendo nuova spesa, senza
  trasferire un centesimo.
   Io,  guardate,  lo dico, non è che sono ideologicamente  contrario
  all'aumento   dei  permessi,  se  dai  permessi  può  derivare   un
  miglioramento  della qualità dell'amministrazione, soprattutto  nei
  piccoli  Comuni,  se si dà la possibilità agli amministratori,  che
  prendono  pochi  euro,  perché per esempio  un  tema  che  dovremmo
  affrontare  è  che  nei  piccoli comuni sta diventando  sempre  più
  difficile trovare chi è disponibile a fare l'assessore, perché  gli
  assessori prendono 100, 200 euro e devono rinunciare, per l'impegno
  che  profondono,  al loro lavoro, alla loro vita  privata.  Allora,
  probabilmente  quello sarebbe il tema, ma non è un  tema  che  deve
  gravare sulle casse degli enti locali, questo è il tema che  l'Aula
  dovrebbe affrontare decidendo di trasferire più risorse per  questo
  scopo.  Invece noi che facciamo? Entriamo a gamba tesa,  prevediamo
  nuove spese, senza prevedere alcun nuovo trasferimento
   Quindi   decidiamo  sulla  vita  di  un  ente,  che  nella  nostra
  Costituzione è definito come un ente autarchico, quindi in grado di
  autogestirsi nei limiti demandatigli dalla legge, perché questo è.
   Peraltro,  rammento  che  con  la  riforma  del  Titolo  V   della
  Costituzione abbiamo previsto che i comuni, le province, la Regione
  creano  il  sistema  istituzionale della  Repubblica,  però  questa
  Assemblea,  in maniera maldestra, intende entrare a gamba  tesa  su
  quel  sistema,  dicendogli  intanto tu questa spesa la  devi  fare,
  dopo  di  che come riuscirai a realizzare i servizi, come riuscirai
  ad assicurare i servizi ai cittadini te la vedi tu  . Questo non  è
  un  modello  che  deve seguire un legislatore sano. Un  legislatore
  sano non utilizza la legislazione per i suoi scopi, una maggioranza
  di  Governo  non sfrutta il ruolo che riveste in questo  Parlamento
  per  assicurarsi sostegno da parte dei consiglieri  di  turno,  che
  verranno beneficiati da queste norme. Ha in mente un sistema in cui
  le  parti politiche competono, competono lealmente e non utilizzano
  le  Istituzioni per i loro obiettivi personali. Invece, con  questa
  iniziativa  legislativa,  al netto di  alcune  norme  che  sono  di
  assoluto  buon  senso, ivi compresa quella del 40 per  cento  nelle
  Giunte  dedicato,  in questo caso bisogna dire alle  donne,  ma  al
  netto  di alcune norme che sono di buon senso, tutto il resto viene
  utilizzato strumentalmente.
   Allora,  ieri l'Assemblea che ogni tanto si è ricordata di  essere
  il   Parlamento  più  antico  d'Europa,  ma  non  molto  spesso  il
  Parlamento più autorevole d'Europa, ha dato una buona prova di  sé.
  Oggi,  approvando alcuni degli articoli contenuti in questo disegno
  di  legge,  daremmo  buona  prova di noi? Saremmo  all'altezza  del
  compito  che  i siciliani ci hanno affidato? O saremmo  ancora  qui
  dipinti come quelli che vogliono, o alcuni di voi, saranno contenti
  di essere dipinti come quelli che vogliono perpetrare un sistema di
  potere,  a  discapito della qualità della democrazia? Questo  è  il
  tema che oggi questo disegno di legge ci consegna, non altro
   Perché poi sul terzo mandato, sul numero di mandati illimitati,  è
  legittimo  che ciascuno di noi possa avere le sue opinioni,  io  le
  mie  già  le ho espresse, è noto. Però, tutte quelle norme che  non
  hanno  a che fare con la qualità della vita dei cittadini, che  non
  hanno  al  centro della loro impostazione il problema di migliorare
  il  rapporto tra amministratori e amministrati, dovremmo  avere  il
  coraggio  di  stralciarle, e dovremmo avere magari il  coraggio  di
  pensare a norme che invece recuperano quel senso, invece no.
   Qui,  si  parla praticamente di riforma degli enti locali,  ma  di
  riforma non c'è niente.
   E  poi concludo, signor Presidente, su una annotazione sull'ordine
  dei  lavori. Noi abbiamo presentato, e in particolare a  mia  prima
  firma,  diversi emendamenti, alcuni anche di riscrittura,  che  non
  sono  riportati sul fascicolo. Vorremmo capire dal punto  di  vista
  regolamentare  come sono stati trattati, se siano stati  stralciati
  perché aggiuntivi, perché sono stati trattati come aggiuntivi.
   Perché   anche   in   questo,  anche  in   questo   c'è   bisogno,
  nell'esercizio legittimo delle prerogative della Presidenza, non  è
  mio  ovviamente  obiettivo sradicare le competenze che  sono  della
  Presidenza, però vorremmo capire perché alcuni emendamenti che  per
  noi  erano  di  riscrittura, per esempio, sono stati trattati  come
  aggiuntivi  e  sono  stati esclusi dal fascicolo;  e  poi  vorremmo
  capire    se   questi   aggiuntivi   verranno   trattati,   laddove
  eventualmente  fossero stati trattati come tali, nella  discussione
  che seguirà questo pomeriggio. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Safina.
   Se  gli  emendamenti non sono all'interno del testo vuol dire  che
  sono  stati considerati come aggiuntivi, però se ci sono  dubbi  su
  qualche  emendamento presentato può rivolgersi agli Uffici  con  il
  testo dell'emendamento e verifichiamo.
   È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Io,  naturalmente, innanzitutto, ringrazio  la  collega
  Campo  perché  la penso perfettamente come lei per quanto  riguarda
  questo disegno di legge. Per carità, è un disegno di legge che  più
  volte è stato spostato, siamo all'ennesima volta che entra in  Aula
  e che se ne deve parlare e si deve affrontare, però è chiaro che in
  un  momento  come questo noi siamo tutti concentrati su quello  che
  sta  accadendo nei nostri territori, naturalmente alcuni  territori
  sono maggiormente colpiti rispetto ad altri ma, ricordiamoci tutti,
  sia da donna, che da parlamentare, ma soprattutto da siciliana,  io
  credo  che  in questo momento, le priorità siano trovare  tutte  le
  soluzioni  e  tocca a noi trovarle perché siamo  noi  che  dobbiamo
  legiferare.  Io credo che tocchi a noi trovare tutte le  soluzioni,
  quando ce ne possono essere, perché è ovvio e lei sa meglio di  me,
  conosce la storia di Niscemi, lei sa bene che noi in questo momento
  dobbiamo solo andare ad aiutare migliaia di famiglie che sono messe
  al  freddo  e al gelo con la ricerca delle coperte, delle lenzuola,
  dei cuscini, con le cucine da campo che stanno partendo dalle altre
  province  per cercare di dare aiuto. Quindi, credo che la  priorità
  di  questo  Parlamento sia questa. E questo lo voglio  ribadire  da
  donna, da parlamentare e da siciliana. Dopodiché, è chiaro che  noi
  siamo  di  fronte  a  un  disegno di  legge,  oggi  abbiamo  questo
  all'ordine  del  giorno, lo affronteremo. Non mi  sono  mai  tirata
  indietro sul sostegno alle donne e lo dico convintamente perché non
  sarà  una parità di genere, il 40 per cento, che potrà risolvere  i
  problemi che ci sono sull'arretratezza di questa Regione dal  punto
  di vista "donne".
   Allora,  siccome sono convinta che si deve partire  dai  dati,  io
  vorrei  fornire alcuni dati della nostra Terra. La Sicilia, secondo
  le  tabelle  Eurostat  riferite  al  2024,  registra  un  tasso  di
  occupazione  femminile del 34,9%, mentre in Italia la media  è  del
  53,3 %, cioè 20 punti percentuali in più. Se poi vogliamo andare in
  alcune  regioni, come la provincia autonoma di Bolzano, il distacco
  salirebbe  oltre  il  33 % in più rispetto  alla  Sicilia.  Se  noi
  continuiamo a guardare poi in un quadro internazionale,  noi  siamo
  agli  ultimi  posti  di tutta l'Unione Europea,  superati  solo  da
  Melilla  e Ceuta, che si trovano in Sudamerica e in Africa. Allora,
  questi  sono  i  numeri che dicono quanto il talento  femminile  in
  Sicilia  continui ad essere mortificato, quindi  è  ovvio  che  noi
  stiamo  discutendo su una norma semplice, che si basa sui  principi
  costituzionali,  che non è altro che il recepimento  di  una  norma
  nazionale che è stata già votata nel 2014, cioè dodici anni  fa.  E
  se  noi  andiamo a guardare chi l'ha votata, tra il voto in appello
  nominale  c'è il "sì", il voto favorevole del Presidente  Schifani.
  Quindi,  mi  dispiace che il Presidente Schifani non  sia  in  Aula
  perché  vorrei soltanto semplicemente chiedere: "se la norma andava
  bene per Roma, perché non va bene per la Sicilia"?
   Quindi,  io  non voglio neanche stare lì a discutere, a  chiedere,
  perché  non  dobbiamo chiedere. Noi stiamo chiedendo il recepimento
  di  una  norma  nazionale, abbiamo visto che ci sono  già  colleghi
  uomini che si sono pronunciati e che ringrazio, quindi perché  sono
  favorevoli  a  questa  norma, a prescindere  dal  colore  politico,
  perché  non  ha  appartenenza  politica.  Questo  è  un  fatto   di
  restituire dignità e democrazia alla nostra Terra e, soprattutto, è
  indice di modernità.
   Noi  siamo considerati sempre e comunque l'ultimo fanalino di coda
  della nostra Italia. E lo stiamo vedendo purtroppo - dico purtroppo
  -  anche in questa emergenza, che nessuno del Governo nazionale - o
  almeno  pochi  del Governo nazionale - stanno prestando  la  giusta
  attenzione al disastro che sta accadendo nella nostra Terra  e  nei
  nostri territori.
   Proprio  perché  io sono convinta dell'arretratezza  della  nostra
  Terra   e   della   situazione  dell'occupazione   femminile,   già
  nell'aprile  del  2023  avevo presentato un disegno  di  legge  che
  nasceva  proprio  da  un'analisi  severa  che  avevo  fatto   sulla
  condizione  femminile  in Sicilia e proprio in  questo  disegno  di
  legge,  l'articolo  9 prevedeva il riequilibrio della  presenza  di
  uomini e donne negli organi di amministrazione e di controllo degli
  enti  e delle società partecipate della Regione, garantendo che  il
  genere  meno rappresentato avesse almeno un terzo dei componenti  e
  che  la metà delle cariche di nomina regionale fosse riservata alle
  donne;  l'articolo 10 di questo disegno di legge introduceva misure
  per  assicurare la parità nelle giunte comunali, prevedendo persino
  un  sistema  di premialità per i comuni virtuosi e di sanzione  per
  chi  non  adegua  i propri Statuti: erano delle norme  semplici  ma
  forti  perché continuo a dire che noi non abbiamo bisogno di  avere
  più donne, noi abbiamo bisogno di avere donne libere di esserci, di
  scegliere e di guidare, quindi, occorre un cambio culturale ed è su
  questo  che  noi  dobbiamo  lavorare;  quindi,  donne  che  abbiano
  competenze, sempre premiando una meritocrazia, perché sono convinta
  che la meritocrazia è fondamentale, perché non c'è democrazia senza
  rappresentanza e, allora, che la libertà delle donne  possa  essere
  la libertà di tutti
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  ormai è abitudine e consuetudine, Presidente Di Paola, che in  ogni
  legislatura si parli sempre di sistema elettorale, di innovazione e
  abbiamo assistito ad alcuni periodi in quest'Assemblea per  cui  si
  parlava  solo  ed esclusivamente di spending review, che  bisognava
  ridurre il numero dei consiglieri comunali, bisognava non dare  più
  il   compenso  al  Vicepresidente,  bisognava  non  riconoscere  ai
  consiglieri comunali la giusta indennità.
   Oggi,  invece,  tutto cambia perché ci siano invece  non  solo  un
  Vicepresidente a cui è corrisposta l'indennità ma addirittura  due,
  poi  ci  sono  anche  altre  risorse destinate  un  po'  attraverso
  naturalmente i bilanci comunali anche a una integrazione di qual  è
  il  compenso  in  questo momento dei consiglieri comunali  e  tutto
  questo però è frutto di una situazione in cui i partiti sono sempre
  più  o  meno decisivi nelle scelte politiche a proposito di sistemi
  elettorali. E credo che siamo qui in una condizione in cui ciascuno
  dice  la  propria, a seconda degli interessi provinciali e  secondo
  l'anno  in cui si vota. E questo dispiace perché cambiare le regole
  elettorali, a me che ho una certa esperienza in questo senso, ho il
  convincimento  che devono essere fatte per sempre  e  per  tutti  i
  periodi,  senza  guardare  le convenienze  che  in  questo  momento
  possono esserci, registro con profondo dispiacere anche che non c'è
  un  tempo  nel  quale entra la legge in vigore, anzi  registro  che
  proprio  l'assenza,  quanto meno di indicare  che  deve  essere  la
  legge,  voglio  dire l'entrata in vigore con l'anno successivo,  ma
  qui  invece c'è tutto un sistema che prevede improvvisamente, a due
  mesi  dalla  presentazione delle liste,  di  dare  una  opportunità
  diversa  rispetto  a  quella che è stata fino  ad  oggi  l'attività
  legislativa.
   Vorrei,  quindi, che ci fosse da parte di tutti i parlamentari  un
  maggiore  senso  di  responsabilità nell'applicazione  della  legge
  elettorale  e  quanto  meno,  qualora ci  siano  delle  sostanziali
  modifiche a ciò che è disposto normativamente in questo momento, ci
  sia  una  riflessione sui tempi entro i quali  la  norma  entra  in
  vigore ma di fatto deve essere applicata.
   A mio parere, quindi, credo che tutta la norma dovrebbe entrare in
  vigore con l'anno prossimo.
   Relativamente  ai punti, invece, salienti che sono,  per  esempio,
  quello  del  terzo mandato, io dico che sul piano politico  il  mio
  Gruppo parlamentare è attestato su una posizione molto semplice  ed
  h  la  seguente: la legislazione che noi stiamo andando a esaminare
  prevede la possibilità di un terzo mandato per i comuni sotto i  15
  mila abitanti.
   E  dico  una cosa importante: a mio parere, non è che c'è  scritta
  una  norma  per cui si dice che chi ha fatto il secondo mandato  ha
  diritto ad avere il terzo mandato, la norma stabilisce - se dovesse
  essere approvata - che c'è la possibilità che un candidato si possa
  rimettere nuovamente in pista per la terza volta.
   E  successivamente  c'è anche la norma che stabilisce  che  per  i
  comuni  sotto  un  certo numero di abitanti  possono  durare  senza
  limiti di mandato.
   E  in questo periodo, che è il periodo di presenze di candidatura,
  registro - lo dico con profondo dispiacere - un nesso che è  quello
  che  vede  molta gente emigrare per ragioni di lavoro e  quindi  lo
  spopolamento  non  solo delle aree interne  ma  anche  delle  città
  capoluogo di provincia o dei centri importanti, rilevanti, come può
  essere  per  esempio Marsala e la difficoltà di trovare candidature
  adeguate a rappresentare una città.
   E  laddove la cittadina è con pochi abitanti e si ha la fortuna di
  avere indicato ed eletto a suo tempo un sindaco che è attento  alla
  legislazione  regionale, è attento alla legislazione  nazionale,  è
  attento  a  tutti  i  bandi  che  le  amministrazioni  nazionali  e
  regionali  mettono  in campo, credo che sia un'opportunità  per  un
  comune.
   E  noi registriamo che a pochi chilometri da un comune rispetto ad
  un altro ci sono trasferimenti di risorse, che sono ormai datate  a
  seguito  dell'attività che buoni sindaci hanno fatto, anche  grazie
  ad  una sorta di continuità di presenza nell'impegno politico e nel
  ruolo di sindaco, la possibilità che ovviamente alcuni comuni hanno
  maggiori vantaggi, parlo di comuni a poca distanza di chilometri.
     Nella  provincia agrigentina, per esempio, ci sono alcuni comuni
  che  segnano  il passo, che non hanno lo scuolabus,  non  hanno  la
  refezione scolastica, non hanno quei servizi che sono essenziali  a
  discapito  di che cosa? Di risorse che vengono destinate  ad  altri
  comuni.
   Allora  l'idea  di  potere  consentire ai  comuni  sotto  i  3.000
  abitanti  una  certa continuità di presenza politica, quindi  senza
  limiti  di  tempo,  la  possibilità che nei comuni  fino  a  15.000
  abitanti  si  possa arrivare al terzo mandato, credo  che  sia  sul
  piano  politico,  in  un momento di difficoltà  di  rappresentanza,
  soprattutto nel territorio, una grande opportunità.
   Noi,  come  Gruppo politico, rappresentiamo questa  posizione,  lo
  annunciamo  in  maniera  chiara e senza infingimenti  perché  possa
  anche   il   resto  del  Parlamento  prenderne  atto  ed  esaminare
  positivamente.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
   Nel  frattempo  comunico  che  la V Commissione  è  autorizzata  a
  riunirsi e a svolgere la seduta in contemporanea all'Aula.
   È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima  di
  cominciare l'esame di questo disegno di legge, che parla dei nostri
  enti locali, mi permetta di fare qualche considerazione rispetto ad
  un  disallineamento - che io ritengo oramai sia  insanabile  -  tra
  quello  che è il Parlamento siciliano, che ci induce la maggioranza
  e  il  Governo Schifani rispetto a quelle che sono le  esigenze  da
  affrontare in questo momento drammatico che sta vivendo  la  nostra
  Terra.
   Noi ieri abbiamo dato sicuramente un primo segnale ma è un segnale
  insufficiente  rispetto  alla  situazione  enorme  di  disagio,  di
  problemi  che  a  tutti i livelli, dal punto  di  vista  economico,
  sociale  e abitativo stanno vivendo i nostri corregionali e  per  i
  quali  io  ritengo  che  ancora ad oggi  abbiamo  la  necessità  di
  comprendere, con le proprie parole, il Presidente della Regione che
  continua   ad  essere  l'assente,  l'assente  oramai  a  tutte   le
  occasioni.
   Guardate,  oggi  sarebbe  importante vedere  il  Presidente  della
  Regione,  non  solo  lui  ma qualsiasi componente  del  Governo,  a
  discutere  di  questa  norma  che arriva  al  quarto  tentativo  in
  quest'Aula ed è il segno di una carenza di raccordo punto di  vista
  esecutivo  rispetto a quello legislativo, ma ritengo  che  trattare
  oggi  questa  norma  sugli enti locali abbia una valenza  oltremodo
  politica.
   Adesso mi riferisco e mi rivolgo a lei, Presidente dell'Assemblea,
  chiedo a lei, le sembra normale, ed estendo a tutti i colleghi,  ai
  cittadini che ci stanno seguendo, che noi oggi dobbiamo parlare  di
  una  norma  che riguarda gli enti locali senza il Presidente  della
  Regione?  Ma non solo il Presidente della Regione nella qualità  di
  Presidente  della Regione ma anche nella qualità di  assessore  per
  gli  enti locali perché lui è assessore, oramai da oltre due  mesi,
  un assessore che considero abusivo perché non rispetta le norme. La
  legge  n.  26  del  2020  stabilisce che per  i  criteri  del  buon
  funzionamento della macchina amministrativa regionale il Presidente
  della Regione debba ricomporre il plenum entro trenta giorni.  Oggi
  il  Presidente della Regione è abusivo e non solo, non si  presenta
  qui a discutere con i parlamentari di questa norma così importante.
   Allora  chiedo  e  mi  chiedo fino a quale momento  il  Presidente
  intenda  tenere  in  ostaggio  i parlamentari,  intende  tenere  in
  ostaggio la Sicilia su due deleghe così importanti?
   Ci  sono  amministratori oggi in crisi che non sanno  con  chi  si
  devono  confrontare perché non c'è l'assessore  per  le  autonomie;
  abbiamo approvato ieri l'altro una finanziaria con delle norme  che
  necessitano   degli  assessori  competenti,  l'assessore   per   la
  famiglia,  abbiamo  un grande disagio sociale e  lui  ancora  perde
  tempo?  Ma che cosa attende? Su questo vogliamo una risposta perché
  credo   che   sia  l'ennesima  dimostrazione  della  inadeguatezza.
  Probabilmente  lui  pensa  di  voler  ricomporre  degli   equilibri
  politici,   di   farci  attendere  "sine  die"  ma   i   siciliani,
  specialmente  in  questo  momento, signor Presidente,  non  possono
  attendere i lavori d'Aula su questo argomento - attenzione,  signor
  Presidente,  su questo non transigo -  i lavori d'Aula  oggi  sulla
  discussione che riguarda gli enti locali non possono andare  avanti
  senza  l'assessore  competente  e  l'assessore  competente   è   il
  Presidente  della  Regione, quindi, se lui non  viene  qui  oggi  e
  discute  e  si confronta con noi su questo tema la discussione  non
  può  andare  avanti  e lui ci deve spiegare per quanto  tempo  deve
  continuare  questo  balletto in cui non nomina l'assessore  per  la
  famiglia e l'assessore per gli enti locali. E ci deve pure spiegare
  quale  è  la sua posizione su questo disegno di legge, se condivide
  tutto  quello che si sta portando avanti, anche perché  avremmo  la
  curiosità, vorremmo capire la posizione del Governo e se poi,  alla
  fine,  il  voto finale di questo Parlamento sarà coerente  rispetto
  alla  posizione del Governo, ovvero se ci saranno i soliti inciampi
  o   sgambetti  all'interno  della  maggioranza.  Una  norma  che  è
  assolutamente   fuori   tempo,  una  norma  che   ha   l'obiettivo,
  permettetemi di dire, non di parlare ai territori, non di parlare a
  quelle che sono le esigenze dei siciliani ma di parlare alla casta,
  di  parlare  agli  apparati,  di  parlare  a  quelle  che  sono  le
  segreterie politiche. Non disciplina quelle che sono le competenze,
  le  risorse  e  non interviene su quelle che sono  le  esigenze  di
  avvicinare  la gente, i cittadini alle Istituzioni che sono  sempre
  più  stanchi  di  tutto questo ed è il motivo per il  quale  questa
  norma  oggi  arriva  dopo  tre  tentativi  nuovamente,  perché   il
  Presidente  della  Regione, lo ha dichiarato a più  riprese,  si  è
  vergognato  di  presentare questa norma in  altre  occasioni  e  ha
  chiesto che venisse ritirata. Perché, ditemi voi, ai siciliani cosa
  interessa  del  tema dei mandati, dei permessi, dei gettoni,  delle
  incompatibilità quando i problemi e le emergenze sono ben altri, da
  quello che sta succedendo in giro per la Sicilia alla sanità,  alle
  infrastrutture e quant'altro.
   Oltre  a  non  parlare  ai  cittadini  che  si  allontanano  dalla
  politica, caro Presidente, colleghi e cittadini, aggiungiamo  costi
  agli  enti  locali perché questo Parlamento, questa  maggioranza  è
  bravissima a prevedere nuovi oneri ai comuni che già sono in  crisi
  senza  mettere  un  solo  centesimo per  permettere  di  compensare
  appunto questi nuovi oneri che noi prevediamo.
   Allora, ritengo che questa che è una norma, una banalissima norma,
  che  la  maggioranza  ha  annunciato come una  riforma  e  che  per
  definirsi  tale  debba  affrontare  alcuni  temi.  Per  essere  una
  riforma, Presidente dell'Assemblea, intanto deve allinearsi.
     Il  primo elemento che noi come Partito Democratico chiediamo  è
  l'allineamento  alla  normativa nazionale in ordine  alla  presenza
  delle donne nella Giunta. È assolutamente inaccettabile - e noi  su
  questo  faremo le barricate - che ancora oggi, in Sicilia, non  sia
  stata  applicata questa norma che prevede il 40% delle donne  nella
  Giunta. È una norma di democrazia. È una norma che rispetta  quelli
  che  sono  i  princìpi della nostra Costituzione  e  l'arretratezza
  della  nostra  Terra è anche figlia della mancata  applicazione  di
  questa  disposizione normativa, ma naturalmente questo non basta  e
  noi vogliamo portare avanti altre disposizioni, altri interventi su
  quelle  che  sono le possibilità delle donne, sulle possibilità  di
  chance,  sulle possibilità di carriera. In sostanza, su quello  che
  deve  essere  un approccio di tipo culturale. Primo  tema,  quindi,
  l'allineamento.
   Secondo  tema:  quello  della vicinanza delle  Giunte  ai  giovani
  siciliani.  La proposta del Partito Democratico è che nelle  Giunte
  siciliane ci siano più giovani, ci siano più donne e ci siano anche
  più  giovani  under 35 tali da essere ascoltati e avvicinarli  alle
  istituzioni.
   Il  terzo  tema - e concludo - è il collegamento con i  territori:
  ecco perché noi abbiamo proposto che, finalmente, si dia seguito  a
  quello  che  è il Consiglio regionale per le Autonomie  Locali,  un
  ente, un organismo di raccordo con la Regione siciliana, che riesca
  a  portare  avanti le istanze dei territori all'interno  di  queste
  aule, tra questi banchi.
   Concludo.  Il  Presidente della Regione siciliana  deve  oggi  qui
  intervenire,  prima,  per dirci se non vuole  -  ancora  -  tenerci
  ostaggio  rispetto  a quella che è la norma  n.  26  del  2020  che
  prevede  che debba ricomporre il plenum della sua Giunta;  ci  deve
  rispondere su donne, giovani e territorio, perché - diversamente  -
  qualora non voglia rispondere a queste domande, faremmo un grande e
  pessimo  servizio  alla Sicilia, diversamente  da  quello  che  noi
  vogliamo  fare:  portare  avanti  una  norma  che  sia  coerente  e
  rispondente a quelle che sono le esigenze dei siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Onorevoli colleghi, io non ho altri interventi. A questo punto, la
  discussione  generale viene dichiarata chiusa e l'Aula  è  rinviata
  alle ore 15.00 con la votazione dell'articolato.

     (La seduta, sospesa alle ore 12:32, è ripresa alle ore 16:54)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  all'interno dei vostri tablet  troverete  il
  disegno di legge con gli emendamenti. Invito i componenti la  Prima
  Commissione a prendere posto.
   Dov'è il Presidente Abbate e la Prima Commissione? Il Governo?
   Se mi chiamate il Vicepresidente, così iniziamo.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1.


                        Sull'ordine dei lavori

   MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  trovo
  alquanto surreale che noi, oggi, dobbiamo affrontare questo disegno
  di  legge  per  parlare  di enti locali e consiglieri  supplenti  e
  poltrone  varie  mentre  in Sicilia c'è il  disastro  e  mentre  il
  Governo nazionale ci ha sbeffeggiato rispetto a quello che è  stato
  il disastro del ciclone
   Abbiamo  avuto - e l'abbiamo detto già ieri Presidente  -  abbiamo
  ricevuto  uno  schiaffo dal Governo Meloni con lo  stanziamento  di
  soli 100 milioni, divisi in 33 milioni per Regione e, a mio parere,
  prima  cosa:  il  Ministro Musumeci farebbe bene a  dimettersi,  in
  quanto  già  Presidente della Regione - persona  che  conosce  bene
  quest'Isola  - il quale non ha saputo battere i pugni  sul  tavolo
  Farebbe bene a dimettersi  Ministro Musumeci, si dimetta
   Seconda  cosa:  il Presidente Schifani farebbe bene  ad  andare  a
  Roma,  stare  a  Roma  e  tornare in Aula quando  viene  fatto  uno
  stanziamento  dignitoso  per affrontare i  danni  che  ci  sono  in
  Sicilia,  perché il Sud non può essere considerato soltanto  quando
  ci sono le elezioni e le campagne elettorali
   Terza  cosa: dica al Ministro Salvini, onorevole Sammartino,  dica
  al  suo leader di informarsi e di capire quali sono le priorità  in
  Sicilia, onorevole Sammartino  Lei, oggi, si trova nella Lega ed  è
  rappresentato da un leader che dice che il ponte sarebbe servito ad
  affrontare  la tempesta, in questo caso, Presidente  È quel  leader
  che  rappresenta  gli  interessi del nord - e  lo  sappiamo  tutti,
  storicamente,  cos'è la Lega - è quel leader che ci sta  strappando
  miliardi di euro per un ponte che non verrà mai fatto
   Presidente, oggi, noi pretendiamo che questi siciliani che abbiamo
  a  Roma  -  che  hanno  comandato in Sicilia  e  che  continuano  a
  comandare - di questo Governo di centrodestra, noi pretendiamo  che
  chiedano risposte, a Roma, concrete
   Invito  Schifani a piazzarsi lì - visto che il Presidente Schifani
  è  un  uomo di esperienza, è stato Presidente del Senato ed  è  una
  persona autorevole, sa quello che deve fare a Roma  - di starsi  là
  fino a quando in Sicilia non viene data una mano concreta  E invito
  anche il Presidente Galvagno a starsi a Roma, pure lui, parlare con
  la Meloni - che oggi si è fatto il volo su Niscemi -  e di chiedere
  aiuti  concreti,  perché  questo  schiaffo  che  abbiamo  avuto  in
  Sicilia, i siciliani non se lo meritano

   PRESIDENTE.  Colleghi, io devo proseguire. Un  attimo,  vi  faccio
  intervenire, però rispetto alla richiesta di intervento sull'ordine
  dei  lavori,  il  contenuto dell'intervento deve  essere  attinente
  l'ordine  dei  lavori,  il contenuto dell'intervento  dovrà  essere
  conseguentemente sull'ordine dei lavori, altrimenti sarò  costretto
  poi ad interrompervi.
   Colleghi,  per quanto riguarda il prosieguo dei lavori d'Aula,  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si è deciso  che
  bisognava  e  serve esitare il disegno di legge sugli enti  locali,
  perché  ci  sono anche delle richieste da parte dei  sindaci  e  da
  parte  dell'ANCI  su  alcune norme, per capire  in  tempi  brevi  -
  considerando che a fine maggio ci saranno delle elezioni comunali -
  cosa  quest'Aula  deciderà di approvare  e  cosa  non  deciderà  di
  approvare. Quindi, da parte della Presidenza c'è l'assoluta volontà
  di  andare  avanti  e  votare, norma per norma ed  emendamento  per
  emendamento.
   Io  vi  do  sicuramente la parola, però è chiaro che  l'intervento
  deve  essere  propositivo sull'ordine dei lavori, altrimenti  dovrò
  togliervi la parola durante il vostro intervento.
   Hanno  chiesto  la parola l'onorevole Catanzaro,  poi  l'onorevole
  Gilistro. Colleghi, posso fare intervenire due deputati per Gruppo,
  ma non di più.

   DE  LUCA  Antonino. Questa cosa non c'è scritta da nessuna  parte
  Non abbiamo contingentato i tempi, non c'è nulla di tutto ciò

   PRESIDENTE.  Anche se non c'è il contingentamento dei  tempi,  gli
  interventi  devono essere o sull'articolo 1, o sugli emendamenti  o
  sull'ordine dei lavori, ma solo uno può intervenire sull'ordine dei
  lavori.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Grazie, signor Presidente. Ho chiesto al Vicepresidente
  Sammartino,  mentre stava per uscire, di rimanere  almeno  per  tre
  minuti  in  Aula,  perché è davvero, come dire...  Stamattina  sono
  intervenuto nella discussione generale e intervengo nuovamente  per
  l'assenza del Governo. Almeno il Vicepresidente della Regione,  che
  è  stato presente in questa informale "Capigruppo" mi ascolti due o
  tre  minuti, anche perché io ritengo che abbiamo tutti parlato.  La
  collega  che  mi  ha  preceduto ha  ragione  su  quella  che  è  la
  situazione, anche se il senso di responsabilità ci impone di andare
  avanti con i lavori.
   Presidente  Di Paola, io voglio ribadire la posizione  detta  come
  Gruppo  parlamentare del Partito Democratico nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari: è chiaro che questa  norma  -
  quindi  ritorno  sulla discussione di questa mattina  -  non  è  un
  disegno  di legge di riforma degli enti locali, ma è un susseguirsi
  di  articoli che sono stati messi l'uno dopo l'altro,  da  5  siamo
  arrivati a 19 articoli. Ognuno ha messo dentro ogni mese, ogni  due
  mesi,  qualcosa  che  avesse  un ritorno  nei  territori,  e  siamo
  arrivati a questi 19 articoli.
   Dopo  due anni ci stiamo accingendo a definire questa norma  degli
  enti locali e io mi sono permesso, Presidente Di Paola, di fare una
  riflessione, dopo avere fatto una profonda riflessione con  il  mio
  Gruppo  parlamentare, perché è chiaro - e lo ribadisco - che ognuno
  all'interno  dei  propri  Gruppi  può  avere  sensibilità   diverse
  rispetto a quelli che sono i territori, però ci sono delle cose che
  hanno un faro e che devono avere un faro portante rispetto a questa
  norma  non organica negli articoli. La proposta che ho fatto  è  di
  non  continuare  a rimandare una norma o delle norme  che  comunque
  hanno una rilevanza di recepimento nazionale. E io mi sono permesso
  -   Presidente  Di  Paola,  poi  per  carità,  noi  iniziamo   oggi
  l'articolato dall'articolo 1 -  di dire una cosa molto semplice: ci
  sono delle norme che hanno un recepimento nazionale, una per quanto
  ci  riguarda  è  stata sempre una battaglia, ma attenzione,  è  una
  battaglia  di  dignità,  che  è  quella  della  parità  di  genere,
  dall'altro  lato anche con storture che ci sono o magari  posizione
  diverse,  abbiamo detto: "c'è il terzo mandato? Bene tiriamo  fuori
  le cose su cui siamo d'accordo", e tiriamo fuori il terzo mandato e
  la parità di genere.
   Dopodiché,  Presidente Di Paola, noi siamo pronti a  votare  tutto
  quello  che  c'è da votare però, su queste cose che noi  vi  stiamo
  dicendo,  al  di  là,  l'ho detto stamattina,  lo  ribadisco  anche
  adesso,  ci  sono  su  tutte le norme che  ci  sono  dentro  questo
  articolato, per quanto ci riguarda, possiamo fare tutto quello  che
  c'è  da  fare. Anzi, una cosa che ho dimenticato, che poi è  l'ANCI
  che la vuole, che sono i permessi, rivisitata, guardandola cercando
  di  non  andare  oltre, dopodiché ci sono due cose,  che  sono  due
  pilastri  fondamentali: il recepimento della norma  sul  40%  della
  parità  di  genere e il terzo mandato, sul quale noi siamo  pronti,
  ora,  subito,  al  voto dentro quest'Aula, fermo restando  che  io,
  rispetto  quelle  che  sono le regole del  Parlamento  partendo  da
  quello che è l'articolato. Grazie.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà... c'era l'intervento  dell'onorevole
  Caronia sempre sull'ordine dei lavori e poi gli altri.

   CARONIA.  Grazie,  signor Presidente. Devo dire  che  non  succede
  molto  spesso, ma condivido pienamente ciò che ha detto l'onorevole
  Catanzaro, perché è una proposta di buon senso, peraltro ne abbiamo
  discusso   anche   in   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.
   Io, al di là del fatto che noi, come donne del Parlamento, abbiamo
  assunto  una  posizione, al netto ovviamente di chi poi  può  anche
  avere dei ripensamenti - per carità, siamo liberi, quando si palesa
  il  proprio  convincimento - credo che non ci sia nulla  di  meglio
  perché la democrazia si vive dentro quest'Aula, ed è giusto che sia
  così. Però è pur vero che, comunque, rispetto alle norme che questo
  testo  contiene, ce ne sono alcune che l'ANCI, da circa un  anno  e
  mezzo,  forse  anche di più, ci sollecita in maniera particolare  e
  facendo seguito a quello che ha detto il collega Catanzaro, ci sono
  almeno  due  norme  che sono norme che oggi vengono  applicate  nel
  resto d'Italia.
   Adesso, sminuire il significato della tragedia che la Sicilia  sta
  vivendo in termini di disastro ambientale, dovuto alle ragioni  che
  tutti  noi  sappiamo,  ne testimonia oggi la  presenza  del  nostro
  Premier in Sicilia, è significativo, anche sintomo del fatto che  è
  una  tragedia, che ha colpito l'intera Italia, quindi non  soltanto
  la Sicilia, ma è pur vero che questo Parlamento è chiamato comunque
  a  fare il proprio dovere e, comunque, a continuare ad esaminare  i
  testi  che  sono  all'ordine del giorno, già da un  anno  e  mezzo.
  Peraltro  è  anche  mortificante,  in  qualche  modo,  pensare  che
  l'appello dei sindaci piuttosto che l'ANCI che rappresentano, anche
  diciamo,  l'attività  dei  comuni  venga  del  tutto  ignorato   da
  quest'Aula.
   Per  cui  credo  che sia doveroso da parte nostra continuare  così
  come  è  stato  previsto anche dalla Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, un ordine dei lavori e quindi poiché ci stiamo
  occupando di enti locali, oggi credo che sia importante se vogliamo
  darci  anche  un  ordine dei lavori così come la  Capigruppo  aveva
  stabilito,  cominciare sicuramente da qualche parte: sarà  iniziare
  dall'articolo  1. Ma credo che sia importante almeno affrontare  in
  maniera molto lineare dei temi che sono dirimenti di questa  norma,
  se è pur vero sono delle norme, alcune sono state aggiunte in corso
  d'opera,  ed è chiaro che alcune rispondono a delle sensibilità  di
  alcuni deputati e di alcuni partiti e altre meno. Ma certamente  le
  norme  che  riguardano l'applicazione di norme nazionali  non  sono
  oggi   oggetto,  a  mio  avviso,  di  una  intuizione  di   qualche
  parlamentare  o di qualche Gruppo politico locale, stiamo  parlando
  di adeguarci al resto d'Italia
   Rispetto  a quella del 40% così come quella del terzo mandato,  io
  credo  che  ci sia non una corsia preferenziale, ma sicuramente  un
  atteggiamento  che  ci  vede,  come  dire,  uniformarci  al   resto
  d'Italia.
   Ora,  nella  fattispecie, dico soltanto due parole  e  non  voglio
  dilungarmi ancora: colleghi, io su questa norma del 40%, al  di  là
  del fatto che in tutto il resto d'Italia viene applicata, una norma
  che riguarda un diritto costituzionale, che è la parità dei generi,
  non è che ci stiamo inventando nulla, qui nessuno vuole concessioni
  speciali, anzi, per la verità, il 40% non è neanche il cinquanta.
   Per cui voglio dire, al netto del fatto che le regole del gioco si
  cambiano  a  bocce  ferme, come si suol  dire,  e  quindi  io  sono
  assolutamente d'accordo anche con la proposta di Fratelli d'Italia,
  che ha introdotto insieme ad altri Gruppi parlamentari il fatto  di
  farle  partire dal rinnovo dei consigli comunali, perché credo  che
  sia anche giusto che ci sia la possibilità all'interno delle giunte
  di   individuare   degli   equilibri,   ovviamente,   legati   alla
  rappresentanza politica, ma è oggettivo che oggi c'è un'esigenza da
  parte  del  mondo  femminile  anche  impegnato,  non  soltanto   in
  politica, ma nelle professioni.
   C'è  un mondo che oggi ci sta ascoltando e ci sta guardando e  sta
  anche valutando il comportamento di tutti noi rispetto al fatto che
  in  maniera palese ciascuno dica il proprio convincimento, pertanto
  nessuno  ovviamente sarà  non è assolutamente una minaccia qualcuno
  ci  ha  voluto dire "ah  voi volete spaventare ". No, noi  vogliamo
  semplicemente  che,  come è giusto che sia, in  quest'Aula  ciascun
  parlamentare, in coscienza, dia il proprio, come dire, voto palese,
  palese  e ovviamente libero, ci mancherebbe  Io credo che  sia  una
  norma di buon senso questa e, pertanto, poiché oggi stiamo parlando
  in  un  giorno  particolare, in cui ci  sono  delle  tragedie,  dei
  momenti  davvero  drammatici, questo è un  Parlamento  che  si  sta
  assumendo,  ieri  abbiamo approvato una norma  tempestivamente  per
  appostare   40   milioni  per  le  emergenze;  oggi,   in   maniera
  responsabile, proseguiamo per delle norme, diciamo,  di  civiltà  e
  credo che quella sul 40 per cento sia una tra queste.
   Quindi,  il  mio  auspicio è che si possa oggi arrivare  a  questo
  articolo 8, che da un anno e mezzo attende di essere trattato,  per
  cui  noi  ci  auguriamo  che sia anche un voto  favorevole,  perché
  significherebbe, come dire, la misura di quanto una Regione si sia,
  come dire, aggiornata e sia diventata civile, a mio modo di vedere.
  Però  è  pur giusto che comunque si voti e, quindi, io chiedo  alla
  Presidenza,  ringrazio  il signor Presidente  per  avermi  dato  la
  parola, che si voti l'articolo 8.
   Grazie.

   MICCICHÈ. A nome del Gruppo Misto.

   PRESIDENTE.  È chiaro, onorevole Caronia, che c'è la disponibilità
  da  parte  di questa Presidenza di votare tutti gli articoli  e  di
  farlo  anche  in  maniera veloce per arrivare entro  stasera  anche
  all'articolo 8, ovviamente dipende dal numero di interventi e dalle
  votazioni che poi dobbiamo effettuare.
   È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie. Signor Presidente, colleghi, Governo, onorevole
  Sammartino, è successo qualcosa? È successo qualcosa?

   SAMMARTINO,  vicepresidente della Regione.  Tante  cose,  mi  sono
  preoccupato, in questo senso.

   GILISTRO.  Grazie,  signor Presidente, grazie onorevoli  colleghi,
  volevo  dire, signor Presidente, l'ordine dei lavori, io  non  sono
  assolutamente  d'accordo  a votare oggi questo  disegno  di  legge.
  Praticamente, al di là dell'articolo, come l'onorevole  Caronia  ha
  detto,  l'8, sulle quote, ci sono articoli importanti che  dovremmo
  sicuramente votare, ma non adesso.
   Ieri  c'è  stato il disastro, in questi giorni abbiamo parlato  di
  disastro e oggi, come se nulla fosse accaduto, come se nulla  fosse
  accaduto, continuiamo a parlare di un disegno di legge che,  al  di
  là  di qualche piccolo articolo, non vale nulla  Signor Presidente,
  non  vale nulla questo disegno di legge, perché non si affronta  un
  disegno  di  legge  sugli  enti locali  solo  per  trasformarlo  in
  qualcosa  che riguarda le poltrone  Noi qua "poltronifici"  non  ne
  vogliamo,  signor Presidente. Colleghi, noi poltrone, poltronifici,
  in  questo  Parlamento non ne vogliamo più  Ne  abbiamo  già  visti
  tanti,  basta andare, praticamente, in televisione e ci sono  tanti
  poltronifici. Quindi, questo disegno di legge io chiedo a  tutti  i
  parlamentari  di  procrastinarlo, di  discuterlo,  di  risistemarlo
  meglio e di affrontarlo in altro momento.
   Quello  che è accaduto, questo non è il momento per questo disegno
  di  legge. Questo è il momento del dolore  Questo è il momento  del
  dolore per quello che sta accadendo.
   Signor Presidente, avevo chiesto ieri... Presidente Di Paola, ieri
  ero  stato chiaro, pacato all'inizio, poi sono stato interrotto dal
  Presidente  Galvagno,  ma  di questo ne parleremo  praticamente  la
  prossima  volta  quando  lui  sarà  presente.  Sono  rimasto  molto
  amareggiato,  quindi,  oggi, questa cosa la  mettiamo  per  ora  da
  parte. Io credo che quello che sta accadendo, ancora una volta, nei
  confronti  delle persone che in questo momento hanno visto  sparire
  la  propria casa, che hanno visto sparire le loro proprietà  in  un
  batter  d'occhio, in un giorno, sia irrispettoso, in questo momento
  nei  loro  confronti, continuare a parlare di altro, a  parlare  di
  altro.
   Faccio  presente, signor Presidente, che sono stati  stanziati  33
  milioni,  che  non basteranno neanche per il gasolio. La  stagione,
  colleghi, colleghi, onorevoli, la stagione turistica, che interessa
  tutta quella terra, tutta quella zona costiera che vive di turismo,
  sta  per  aprire le porte, ad aprile, e vi arrivano 30  milioni  di
  euro. Questo significa voler schiacciare, piove sul bagnato  Perché
  noi  per  le  somme non possiamo aspettare due mesi, tre  mesi.  La
  signora  Meloni,  il Presidente Meloni, il prossimo  giro  con  gli
  elicotteri lo faccia fra uno o due giorni con un decreto-legge  che
  porti i soldi veri
   Signor  Presidente,  se  non riaprono le  attività  turistiche  in
  questo  momento in tutte le nostre zone, metteremo in ginocchio  un
  intero  settore che è fiorentissimo e vitale per la nostra Sicilia:
  il turismo
   A  marzo/aprile arrivano i primi turisti, ci sono già disdette  in
  tutta  la zona, disdette di turisti da tutto il mondo e noi  saremo
  lì,  ad  aprile,  a  maggio, ancora con le ruspe?  I  soldi  devono
  arrivare  e  devono  arrivare  subito   I  cittadini  non  vogliono
  chiacchiere,  i  cittadini vogliono fatti ma non  fra  dieci  anni,
  signor  Presidente, non fra dieci anni, domani  Avevo  proposto  al
  Presidente  Schifani,  con  tutto l'affetto  possibile  perché  noi
  abbiamo  messo  subito fondi come Regione, ma addirittura  ricevere
  una beffa, una sberla

   PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, il tempo è finito.

   GILISTRO.  Signor  Presidente,  mi  perdoni  un  minuto.   Se   mi
  interrompete  sempre... Ho finito, un minuto,  lo  faccia  come  ha
  fatto con gli altri, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Vada alla conclusione.

   GILISTRO. Vado alla conclusione per dire, onorevoli colleghi,  che
  ho  proposto al Presidente Schifani di andare al di là... onorevoli
  colleghi, fate un po' di silenzio, vi sto facendo una proposta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gilistro, si  rivolga  alla  Presidenza  e
  concluda l'intervento.

   GILISTRO. Allora faccia stare in silenzio l'Aula.

   PRESIDENTE. Si, ma il tempo è concluso.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, può far stare al suo posto il
  Governo? Si alzi solo se ha un'esigenza fisiologica.

   PRESIDENTE.  Il  Governo è rimasto fino  a  poco  fa.  Noi  stiamo
  ascoltando  la richiesta e la proposta dell'onorevole Gilistro  che
  deve concludere, perché il tempo è concluso.
   Onorevole Gilistro, non siamo in discussione generale.

   GILISTRO. Ho fatto una proposta che non è populista perché  se  io
  ieri  ho  invitato  tutti i colleghi deputati, di qualunque  colore
  politico,  ad  alzarci  ed andare a Roma, tutti  insieme  significa
  volere  uno  scatto  d'orgoglio, uno  scatto  d'orgoglio  di  tutti
  affinché i soldi non arrivino fra tre mesi. I soldi devono arrivare
  adesso   Ve  l'ho spiegato qual è il problema. Ci  sarà  un  intero
  settore, il turismo, in ginocchio, e non ci piacciono tutte  queste
  passerelle con gli elicotteri. Quindi, andiamo tutti a Roma

   DE  LUCA  Antonino.  Io  non accetto che  continui  l'Aula  se  il
  Vicepresidente  Sammartino non resta seduto al  suo  posto.  È  una
  condizione formale e sostanziale.

   PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, ha concluso l'intervento?

   GILISTRO. Ho finito, chiudo proponendo il rinvio di questo disegno
  di legge, assolutamente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   Onorevoli  colleghi,  mentre il Governo rientra  in  Aula   io  ho
  capito da questi interventi, onorevole Gilistro mi rivolgo anche  a
  lei,  c'è  stato  anche  l'intervento dell'onorevole  Caronia   noi
  possiamo continuare a fare anche dieci, quindici, venti interventi,
  io  vi  darò  la  parola e potete intervenire, l'importante  è  che
  rispettiate  i  cinque  minuti, ma qua è chiaro  che  ci  sono  due
  visioni  differenti.  L'onorevole Caronia, così  come  penso  altri
  onorevoli  colleghi, vogliono andare avanti con  la  votazione  del
  disegno di legge.
   Onorevole  Gilistro, è una sua proposta, non so se è  la  proposta
  anche del suo Presidente di Gruppo parlamentare, però il calendario
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è quello di
  andare avanti con il disegno di legge ed è una decisione che è  già
  stata presa in Conferenza dei Capigruppo.
   Dopo di che io vi sto dando la possibilità di votare articolo  per
  articolo, emendamento per emendamento e di, eventualmente, bocciare
  o approvare le norme che ritenete opportune.
   Io  sono  sicuro, onorevole Gilistro, ma sono convinto che,  anche
  per  gli  interventi di alcune sue colleghe di Gruppo, che ci  sono
  alcuni  articoli meritevoli, possibilmente, di essere  approvati  e
  articoli  che non sono meritevoli di esserlo; però, se non  andiamo
  avanti con l'articolato e non votiamo, questo non accadrà mai.
   Quindi,  possiamo  continuare  negli  interventi  ma,  dico,   non
  riusciremo mai a trovare, poi, una sintesi; l'unica sintesi che  io
  trovo opportuna è quella di votare gli emendamenti e l'articolato e
  di  intervenire sia per gli emendamenti che per l'articolato,  però
  devono  essere  gli  interventi inerenti o  all'articolato  o  agli
  emendamenti.
   Ho  altri  iscritti a parlare: se gli interventi sono  sull'ordine
  dei  lavori, assolutamente vi faccio intervenire; se sono  similari
  agli  interventi già effettuati, vi prego di non ripeterli,  perché
  siamo sempre sull'ordine dei lavori.
   Prego,  onorevole  De Luca Cateno, poi avevo  l'intervento,  e  mi
  direte   se   è  confermato,  degli  onorevoli  Adorno,  Schillaci,
  Cambiano, Campo, Spada, Chinnici e Giambona. Va bene.
   Prego, onorevole De Luca Cateno.
   Onorevole Assenza, onorevole Assenza, colleghi. Però, dico,  anche
  la  maggioranza  mi  deve  dare un minimo  di  supporto,  onorevole
  Assenza, e il Governo, altrimenti rischiamo di non andare avanti.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie, signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  preliminarmente  desidero ringraziare il Presidente  del  Consiglio
  dei  Ministri,  Giorgia Meloni, per aver visitato  la  comunità  di
  Niscemi ed aver convocato i sindaci della Città metropolitana e  di
  Siracusa, di Messina, di Catania per fare il punto della situazione
  sugli  interventi  che  si  stanno  portando  avanti  ed  ha  anche
  acquisito  altri  elementi  che  i  sindaci  hanno  fornito,  nella
  speranza  che  la  situazione  che è  stata  deliberata  in  ambito
  nazionale possa essere integrata al più presto.
   In  merito  al  disegno  di legge che stiamo discutendo,  desidero
  sottolineare  alcune questioni che il Governo, per il  tramite  del
  Vicepresidente   del  Governo,  Luca  Sammartino,  ha   evidenziato
  nell'informale  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  che abbiamo fatto.
   C'è  un'ipotesi, ormai concreta, di votare il 24 e il  25  maggio,
  con un ballottaggio per il 7 e l'8 giugno; da questa valutazione  è
  stato fatto anche un ragionamento entro il quale questo disegno  di
  legge  dovrebbe essere esitato dal Parlamento siciliano  e  sarebbe
  l'11 febbraio.
   Io  voglio chiarire che in relazione alle due questioni  che  sono
  all'interno di questo disegno di legge, riguardo al terzo mandato e
  anche  all'innalzamento della quota di parità di genere, quindi  il
  quaranta per cento - che riguardano le due norme nazionali - che il
  nostro  Gruppo non è contrario. Alcuni aspetti, però,  ci  tengo  a
  sottolinearli  perché noi stiamo portando avanti una modifica  che,
  rispetto  agli  elementi importanti che riguardano il funzionamento
  delle  autonomie locali, onestamente è completamente lontano  dalle
  grandi questioni.
   Prima tra tutte: abbiamo nelle tre Città metropolitane i comitati,
  anzi le circoscrizioni, i cosiddetti quartieri, e sappiamo bene che
  la  norma regionale non ha trovato concreta attuazione per mancanza
  di  risorse ed eventualmente per una necessità di revisione. Questa
  sicuramente  è  l'occasione per stabilire una volta  per  tutte  se
  queste  circoscrizioni possono diventare a tutti gli effetti  delle
  municipalità,  come  già  in altre Città  metropolitane  del  resto
  d'Italia.
   Un'altra  questione che ci tengo a sottolineare riguarda anche  la
  reciprocità  tra  i componenti di questo Parlamento  e  i  sindaci.
  Voglio solo ricordare che qui circa venti anni fa è stata fatta una
  norma  che ha posto in una posizione di disparità di trattamento  i
  sindaci  rispetto  ai  parlamentari,  e  vado  al  dunque:  se   un
  parlamentare si vuole candidare in un comune superiore a  ventimila
  abitanti lo può fare senza la necessità preventiva di dimettersi  e
  se  un sindaco di un comune superiore a ventimila abitanti si vuole
  candidare  a  deputato  si  deve dimettere preventivamente.  Questa
  l'abbiamo  allora definita una norma per la casta, cioè per  quelli
  che  sono  i  componenti di questo Parlamento che pare che  abbiano
  paura  dei  sindaci  e,  quindi, devono fare  delle  norme  che  ne
  limitano in ogni caso la crescita.
   A  questo  voglio  anche aggiungere quello che è un  elemento  che
  tocca  la sussidiarietà: questo Parlamento ha dimostrato, in  tante
  occasioni,  di violare questo principio di sussidiarietà  decidendo
  fondamentalmente di limitare quella che è l'autonomia  dei  Palazzi
  municipali  e  anche  di  intervenire su quello  che  è  l'elemento
  fondamentale che riguarda le risorse.
   Questo  Parlamento  ha avuto la capacità,  dal  2012  ad  ora,  di
  ridurre il Fondo delle Autonomie Locali da un miliardo di euro  che
  era  nel  2012 a circa trecentocinquanta milioni di euro  di  parte
  corrente che è allo stato attuale. Ed è ovvio che questo Parlamento
  ha usato il Fondo delle Autonomie Locali come un bancomat.
   Concludo, signor Presidente, con la riflessione amara che io  devo
  fare, intanto, da sindaco: io non ritengo che tutte le materie  che
  sono  incluse  in  questo  disegno  di  legge,  al  cospetto  delle
  questioni che io ho posto, siano importati. E a questo aggiungo,  a
  conclusione del mio intervento, che a maggior ragione, oggi, in una
  fase delicata che sta attraversando la Sicilia, non avere ancora  i
  due  assessori nominati dal Presidente della Regione è  altrettanto
  grave,  perché parliamo dell'assessore per le autonomie locali,  ed
  oggi  siamo  in  una situazione dove i comuni sono stati  messi  in
  ginocchio  dal  ciclone Harry, e manca un altro Assessorato  chiave
  che  è  quello della famiglia e delle politiche sociali,  che  sono
  quelli che, in questo momento, devono intervenire soprattutto in un
  comune come Niscemi, ma in tanti altri dove ci sono altri sfollati,
  che  ovviamente  richiedono da parte della  Regione  un  intervento
  concreto e operativo.
   Quindi, ne approfitto, a conclusione di questo mio intervento, nel
  ribadire che, nonostante ci troviamo in una situazione tragica,  il
  Presidente  Schifani la sta aggravando, continuando a  violare  una
  delle  norme  di questo Parlamento e continuando a non  individuare
  due  elementi  chiave che in questa situazione  di  emergenza  sono
  fondamentali. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Carta. Onorevole Carta,  voleva
  intervenire? Prego, ne ha facoltà.
   E  poi mi pare che ci fosse l'onorevole Giambona.  Sto cercando di
  sentire  due,  tre  colleghi per Gruppo per  l'ordine  dei  lavori,
  altrimenti non andiamo avanti.
   Prego, onorevole Carta.

   CARTA.  Signor  Presidente, grazie  Grazie per  questa  azione  di
  democrazia visto che sta dividendo gli interventi per Gruppo. Se lo
  stesso  sentimento  venisse adottato in questa norma,  avremmo  dei
  consigli  comunali  e  delle  giunte molto  più  democratiche,  non
  attualmente  sempre  commissariati. Questa è l'occasione  per  dare
  delle regole a vari enti che sono nel nostro territorio regionale e
  possiamo definire che i comuni sono la casa dei siciliani, la  casa
  dei  cittadini che ne vivono, dove vengono espletati  i  servizi  e
  dove  si  può contemplare anche la possibilità di essere il settore
  giovanile della politica.
   Quindi,  se  volessimo oggi veramente fare una riforma  che  possa
  essere una riforma geografica o riforma normativa per quelli che si
  chiamano  comuni  in  Sicilia, dovremmo  prima  capire  perché  nel
  sistema  vigente  esistono due norme concorrenti, una  che  annulla
  l'altra, e parlo della 35 del 1997 e la 16 del 1963, che poi  viene
  ancora corretta con la 6 del 1998. Tutte norme concorrenti che  non
  tolgono via le norme prima e non annullano le precedenti, e quindi,
  vanno sempre parallelamente in quelle che sono le scelte dei T.A.R.
  e del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
   Se  vogliamo  fare  il  Testo unico degli enti  locali,  vero,  in
  Sicilia  con  la  propria  autonomia, con la  propria  capacità  di
  decidere,  di  ampliare quelle che sono anche  le  possibilità  dei
  siciliani,  di potersi candidare, appartenere alla vita democratica
  della nostra Regione, perché come vede, signor Presidente - lo dico
  pure   al   Governo  -  ormai  è  moda  delle  maggioranze,   delle
  opposizioni,  di usare le regole democratiche per fare  fallire  la
  democrazia insieme al consiglio comunale, e non è possibile che, se
  per  la legge 35 del 1997, il 50% del consiglio comunale si dimette
  casca l'assise, se invece, applichiamo la 16 del 1963 casca con  il
  50%,  se  invece applichiamo la 35 del 1997 ci vuole la maggioranza
  assoluta.  Questo  lo  dico perché, così  siamo  nelle  mani  delle
  minoranze  e non nelle mani delle maggioranze dei vari  comuni  che
  hanno deciso di dare la maggioranza a una parte dei candidati  alla
  campagna  elettorale, e così non funziona, perché poi c'è  un'altra
  norma ancora, c'è la 6 del 1998, che interpreta la 35 del  97.
   Quindi,  ad  oggi  non c'è la certezza che un  consiglio  comunale
  possa  partire  e finire con l'organo democratico, ma  addirittura,
  possa finire con un commissariamento. E poi ce n'è un altro, che  è
  assurdo in Sicilia che accade, ancora continua ad accadere,  quando
  un  sindaco  perde  il  50% del consiglio comunale  per  motivi  di
  incompatibilità  personale, per motivi  che  oggi  non  sto  qui  a
  decifrare,  perché non voglio nemmeno immedesimarmi in  un  sindaco
  che  deve  governare con gli stessi che lo hanno eletto che  se  ne
  vanno,  oppure  con  gli  altri che  hanno  perso  e  che  vanno  a
  sostenerlo   e  visto che non c'è la continuità di mandato,  non  è
  possibile  che l'assessore, che è consigliere comunale,  approva  i
  bilanci  in  giunta, dalla giunta il bilancio passa all'organo  dei
  revisori, i revisori danno l'okay, lo portano in consiglio comunale
  e poi lo stesso consigliere che lo ha approvato in giunta lo boccia
  e fa cascare il consiglio comunale, perché la maggioranza ha deciso
  che non ci deve essere opposizione
   Vogliamo  portare una legge ai siciliani che preveda il mandato  a
  vita per i sindaci - di cui sono d'accordo perché sono sindaco -  e
  poi non diamo la possibilità di continuità del mandato democratico,
  in quanto le regole sono per disattivare la democrazia in Sicilia e
  attivare i commissariamenti
   E allora, quale migliore occasione per un Parlamento, come questo,
  questo  attuale  che  è  pieno di sindaci, di bravi  amministratori
  locali,  per  fare  la  vera riforma degli  enti  locali   Sedersi,
  maggioranza,  opposizione e quelli che si  trovano  in  mezzo,  per
  decidere  di  uniformare le regole delle località dove i  siciliani
  iniziano a comprendere, a stilare e portare avanti la democrazia.
   A  questo,  aggiungo  i liberi Consorzi, ad  oggi  non  governati,
  abbiamo votato per il rinnovo, quindi, abbiamo tolto i commissari e
  abbiamo messo i politici con il voto ponderato, ad oggi le province
  non  sono governate, non sono governate perché le strutture, ormai,
  si  sono commissariate, i capi settore non comprendono più la legge
  che permette alla politica l'indirizzo, e voglio aggiungere che non
  è  possibile  -  come  anche in provincia  di  Siracusa  -  che  un
  consigliere  comunale, eletto a Portopalo, che  fa  il  consigliere
  provinciale  e deve recarsi nel capoluogo, deve essere discriminato
  nei   confronti   del  consigliere  comunale,  che  è   consigliere
  provinciale del capoluogo:  uno fa 100 chilometri e l'altro ce l'ha
  davanti casa
   Non  è  possibile  che  la  politica  venga  depenalizzata  e   la
  rappresentanza  non  venga autorizzata e  "autorevolizzata"  con  i
  rimborsi  e  con  la capacità di fare partecipare alla  politica  i
  professionisti e i più bravi della società civile, perché oggi, per
  fare politica devi sacrificare la tua attività.
   Quindi,  o  ci  mettiamo  mano attorno  a  queste  norme  e  diamo
  autorevolezza,  anche economica, ai rappresentanti  del  territorio
  oppure la politica è destinata ad essere rappresentata da chi nella
  vita  ha  avuto difficoltà e, forse, all'interno delle  istituzioni
  non portiamo proprio i migliori. Vogliamo ancora aggiornarci.
   Oggi  abbiamo  tutti  letto e sentito la discussione  sul  ciclone
  Harry: sono solidale con il sindaco di Niscemi -  mio caro amico  -
  che   comprendo,  oggi,  sarà  in  grandi  difficoltà   e   sfrutto
  quest'occasione per dare tutta la mia solidarietà e la  solidarietà
  del  mio Gruppo, ma un sindaco senza competenze ambientali,  perché
  in  Sicilia, in Italia, le competenze ambientali sono state date ai
  liberi  Consorzi, ma senza competenze ambientali,  le  applicazioni
  del  PAI e le applicazioni dei Piani di rischio idrogeologico,  che
  le facciamo a fare?
   Oggi  c'è  un'opportunità, tutti stiamo parlando di  rimborsi,  di
  ristori, di opportunità per gli enti locali e quale potrebbe essere
  la  migliore opportunità, Presidente - tolga il tempo  a  un  altro
  deputato  del  mio  Gruppo,  penso che  questo  intervento  sia  un
  intervento volto a chiarire quelle che sono le competenze - lo dico
  pure   da   presidente  della  Commissione   Ambiente   di   questo
  Parlamento.  Vogliamo  che i sindaci si  debbano  difendere  con  i
  social?  Abbiamo vinto la campagna elettorale tutti, il sindaco  di
  Niscemi,  poverino, in questi giorni pieno di solidarietà  fra  tre
  mesi non se lo ricorderanno nemmeno i parenti più stretti  Questo è
  capitato  a  me,  è capitato a tutti i sindaci che sono  in  questa
  platea.  L'ha  detto poco fa anche il sindaco di  Taormina  che  ha
  chiarito  benissimo  quali sono le prospettive,  le  ambizioni  dei
  sindaci siciliani.
   Io sono per la regola del sindaco a vita però per tutti i sindaci,
  dai  mille  abitanti ad un milione di abitanti,  perché  se  si  dà
  l'opportunità a uno la si deve dare a tutti  Ben vengano  ulteriori
  mandati
   Ma  non  sono  d'accordo  a  tenere  i  comuni  senza  competenze,
  soprattutto  con  le regole che sono miste in Sicilia  fra  TUEL  e
  leggi regionali: o si chiarisce, una volta per tutte, e uniformiamo
  le regole oppure stiamo facendo, stiamo creando istituzioni isolate
  che  devono  reggere  le maggioranze con i commissariamenti  e  non
  devono essere autoregolamentari perché poi  l'auto-regola  li porta
  pure a essere sfiduciati
   Finisco,  nel  comprendere e chiarire uno degli argomenti  di  cui
  tenevo a dire in questa sede.
   Uno  dei problemi maggiori dei sindaci in Sicilia è quello che per
  due  anni  non può essere sfiduciato e dopo i due anni  può  essere
  sfiduciato.  Se  vai nei comuni da 15.000 abitanti in  poi  bastano
  dieci  consiglieri  comunali, se vai  nei  comuni  sotto  i  15.000
  abitanti bastano undici consiglieri comunali. Ma è normale?
   E  faccio  l'esempio del mio comune che è Melilli, che  ha  14.000
  abitanti, sfiducia il sindaco con undici e Lentini che ne ha 18.000
  lo  sfiducia  con  dieci? Quindi un sindaco che opera  nella  parte
  fuori  il mio confine deve discutere con undici persone, il sindaco
  che  discute  dall'altra  parte ne deve discutere  con  dieci   Non
  possiamo  continuare  con  queste regole ad  personam  ma  dovremmo
  unificare le regole nazionali. Ad esempio, se il consiglio comunale
  boccia  il bilancio non capisco perché in Italia caschi il sindaco,
  in Sicilia resta in piedi.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti gli onorevoli Giambona e De  Luca,  poi
  iniziamo con la votazione.

   GIAMBONA. Onorevoli colleghi, gente che ci ascolta da casa, io non
  voglio  ritornare  su  quelle che sono  le  argomentazioni  che  ho
  trattato   stamane  nella  discussione  generale  in  cui   abbiamo
  affrontato in maniera analitica...

   PRESIDENTE.   Scusate,  c'è  talmente...onorevole  Pellegrino...la
  vostra  voce è più forte rispetto a quella dell'onorevole  Giambona
  col microfono.
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, naturalmente l'onorevole  Pellegrino
  non  è,  diciamo, nuovo a creare disturbo in quest'Aula.  Non  solo
  abbiamo  la mancanza di tanti deputati di maggioranza, ma in  molti
  casi  è proprio l'onorevole che stimo, per certi versi, ma continua
  ad  alimentare  quella  che è una polemica sterile,  direi,  con  i
  nostri colleghi. Però, torno alle considerazioni di poc'anzi.
   Io,  veramente,  non  voglio riprendere  quanto  detto  stamattina
  rispetto  a  questa norma ben lontana dall'essere una riforma,  del
  resto, ho preso e riprendo qualche considerazione dei colleghi  che
  mi  hanno  preceduto, evidentemente, sul tema  degli  enti  locali:
  risorse,  competenze. Bisognerebbe mettere mano in maniera organica
  anche,  ecco,  avendo ad oggetto il nostro Testo Unico  degli  Enti
  Locali a livello regionale.
   Cionondimeno,  Presidente dell'Assemblea, colleghi, io  stamattina
  le  ho  rappresentato un aspetto di natura politica,  al  quale  io
  penso  e  credo sia doveroso fornire un riscontro a me e a tutti  i
  colleghi  parlamentari  che  rappresentiamo  i  siciliani,  perché,
  qualora  oggi ci fosse stato presente il Presidente della  Regione,
  avrei  posto  una  domanda,  perché lui  oggi  sarebbe  intervenuto
  personalmente - mi immagino - ma anche nella qualità  di  assessore
  ad  interim  agli enti locali. Un assessore ad interim  -  che,  lo
  ribadisco, ad oggi - fuori da ogni regola, un assessore "abusivo" -
  definiamolo  così, tanto per dare termini che possono essere  anche
  di  impatto  -  perché  il  Presidente  della  Regione  continua  a
  disapplicare,   lui,   Presidente  della  Regione,   la   normativa
  regionale:  la  legge n. 26/2020, che stabilisce che  entro  trenta
  giorni  dal momento in cui la Giunta non è completa ha quel termine
  per  ricomporre  il  plenum, questo per il  principio  della  buona
  amministrazione.
   E  allora,  giacché io non sono nelle condizioni, perché  Schifani
  non  viene  in  Aula, non viene l'Assessore perché non  lo  nomina,
  abbiamo  qui il Vicepresidente, al quale io mi rivolgo e  chiedo  a
  lui,  nell'impossibilità di poter chiedere ad altri: fino a  quanto
  tempo  la maggioranza di centrodestra, il Presidente della  Regione
  Schifani   intende   tenere  in  ostaggio   la   Sicilia,   intende
  disapplicare  la  norma n. 26/2020 e non nominare l'Assessore  agli
  enti  locali  e  non  nominare l'Assessore  alla  famiglia?  Stiamo
  parlando  di  deleghe  pesanti,  specialmente  in  questo   momento
  storico.
   Assessore   Sammartino,   a  questo  punto,   nella   qualità   di
  Vicepresidente,  io  mi  rivolgo  a  lei,  perché  mi  aspetto  una
  risposta,  non solo da questo punto di vista, ma anche  rispetto  a
  quella che è la posizione del Governo rispetto a questo disegno  di
  legge.  Non abbiamo l'Assessore, non abbiamo il Presidente, abbiamo
  il  Vicepresidente, quanto meno ci dirà, su alcuni temi di cui oggi
  abbiamo  lungamente dibattuto, e io li sintetizzo in tre, che  sono
  quelli che probabilmente rispetto a una norma, che, anziché parlare
  degli  enti  locali, forse, parla più che altro agli amministratori
  degli enti locali, ma ci sono alcuni aspetti su cui noi del Partito
  Democratico  puntiamo  in  maniera rilevante  e  particolare.  Cioè
  quello  dell'allineamento della normativa nazionale  rispetto  alla
  presenza  di  almeno  il  40% delle donne in  Giunta,  aggiungo  io
  l'esigenza  di  aprire  affinché le giunte  siciliane  abbiano  più
  giovani, più under 35 all'interno delle compagini, in maniera  tale
  da  poter essere concretamente all'ascolto di tanti giovani che  si
  allontanano  dalla  politica  e non  la  vedono  come  un  servizio
  rispetto  a  quelli che sono i loro interessi, rispetto all'ascolto
  dei territori.
   Su  questi  temi,  se  non ci confrontiamo,  se  non  abbiamo  una
  risposta  da  parte  del  Presidente  della  Regione,  diventa   un
  problema, perché altrimenti il dibattito rimane fine a sé stesso.
   Detto   questo,  considerato  che,  Presidente  dell'Assemblea   e
  colleghi, l'unico articolo sul quale noi riteniamo che ci  sia  una
  convergenza  comune sia quello che riguarda appunto  l'allineamento
  della normativa regionale a quella nazionale, ovvero della presenza
  delle  donne  in  Giunta di almeno il 40%, io  credo  che  sia  una
  proposta  ragionevole,  sia una proposta ragionevole  cominciare  a
  discutere l'articolato, appunto, da questo punto in poi.
   Invece, su tutto il resto mi aspetto di sapere qual è la posizione
  del Governo.

   PRESIDENTE.  Io  ho  gli  ultimi  interventi,  colleghi,   io   ho
  l'intervento...

   SCHILLACI. Avevo chiesto la parola.

   PRESIDENTE.  Colleghi, abbiamo detto siamo sempre sull'ordine  dei
  lavori,  io  posso ascoltare un collega per Gruppo, per  Gruppi  di
  opposizione...

   CRACOLICI. Avevo chiesto il prelievo dell'articolo 8

   PRESIDENTE.  Intanto  devo ascoltare gli  interventi  degli  altri
  colleghi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Ritiriamo gli interventi

   SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento verteva
  proprio  su  questo  punto;  siccome  il  Regolamento  prevede   la
  possibilità di prelevare l'articolo 8 e di votarlo, chiedo  che  la
  Presidenza,   insieme   agli  Uffici,  mettano   in   atto   questo
  procedimento.
   Se  gli Uffici non sono d'accordo e dicono che questo aspetto  non
  può  essere valutato dall'Aula che ci venga comunicato, ma - ripeto
  - è stata fatta una richiesta specifica: votiamo l'articolo 8.

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, così come ho ascoltato gli interventi
  dei  colleghi  del PD e di altre forze politiche, fatemi  ascoltare
  gli  interventi sull'ordine dei lavori delle altre forze politiche.
  Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  le
  proposte  che  erano state fatte in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari erano un po' diverse. Si può discutere - a  mio
  avviso  -  trovando un'intesa, però, su quello che �� il recepimento
  totale  delle norme nazionali ma, naturalmente, ci vuole,  per  far
  questo, un'intesa; si era detto che ogni Gruppo avrebbe parlato nel
  proprio  Gruppo  per  provare, la prossima  volta,  a  trovare  una
  sintesi  e io credo che nessuno sia contrario a questo  Mi ascolti,
  onorevole   Catanzaro,  io  credo  che  non  si  possa   stralciare
  l'articolo 8 o l'articolo 14 o altro, la sintesi si può trovare sul
  recepimento di tutte le norme che vengono...nazionali e in modo  da
  farlo  -  chiaramente, iniziamo oggi con l'articolo 1, si era detto
  -  e  si dava una settimana di tempo per trovare una sintesi a  cui
  siamo  favorevolissimi  Lo dico da qui, come Lega, siamo favorevoli
  al  recepimento,  sic et simpliciter, di tutte le  norme  nazionali
  insieme   Questa  è la posizione che credo sia una posizione  anche
  equilibrata per tutti; e, allora, iniziamo...

   CRACOLICI. Noi pure

   LACCOTO.  E  io credo che tutti dovremmo discutere, ritrovare,  la
  prossima settimana, una Conferenza dei Capigruppo, dopo che  ognuno
  ha  fatto  il  proprio  passaggio...sì, dico questo,  anche  perché
  giustamente  così  si era detto, comunque noi  siamo  favorevoli  a
  questa   posizione,  non  a  stralciare  un  articolo  o   l'altro
  Recepimento  di tutte le norme nazionali. Lo facciamo,  discutiamo,
  dopodiché  si  inizia,  intanto, per dare  un  segnale.  In  questa
  giornata facciamo l'articolo 1, dopodiché si discute.

   SAFINA. Presidente, c'è la proposta

   PRESIDENTE.  Colleghi,  sì, un attimo, intanto  la  proposta:  non
  siamo all'interno dei punti dell'ordine del giorno, quindi, noi non
  dobbiamo   prelevare  un  punto  all'ordine   del   giorno;   siamo
  all'interno di una votazione dell'articolato.
   Mi  pare - anche dall'intervento dell'onorevole Laccoto - che  non
  ci sia l'unanimità - perché è chiaro che l'Aula è sempre sovrana  -
  non  c'è l'unanimità di votare e di partire con la votazione su  un
  determinato   articolo;  considerando  che  non   c'è   l'unanimità
  dell'Aula  - che, assolutamente, è sempre sovrana -  si inizia  con
  la votazione dell'articolo 1 e si va avanti votando gli emendamenti
  e  votando l'articolato, a meno che non ci sia l'unanimità  d'Aula,
  ma  mi  pare, appunto, dall'intervento dell'onorevole Laccoto,  che
  questa unanimità non ci sia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Volevo  sapere se si è riunita la Commissione  per  il
  Regolamento  e l'Aula abbia approvato una modifica del  Regolamento
  interno:  può  darsi che sia successo, ma non me ne  sono  accorto
  Dove è prevista l'unanimità per chiedere il prelievo di un articolo
  che è contenuto nel disegno di legge? Dov'è prevista?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, il prelievo  si  fa  sui  punti
  all'ordine del giorno, non sugli articoli.

   CRACOLICI. Ma di che sta parlando, Presidente? Non so chi la  stia
  suggerendo, ma sta dicendo un'imprecisione

   LANTIERI. Ha ragione l'onorevole Cracolici

   PRESIDENTE.  Gli articoli possono essere accantonati, motivandoli,
  oppure,  se  c'è l'unanimità dell'Aula, possiamo andare avanti  con
  altri articoli

   CRACOLICI.  È  possibile che un deputato, un Gruppo  parlamentare,
  chieda il prelievo di un articolo del testo in discussione. Mi pare
  che  la discussione generale si è chiusa stamattina, siamo di fatto
  al  passaggio  agli articoli, se non si è ancora al passaggio  agli
  articoli deve farlo votare, altrimenti ci fermiamo e ce ne andiamo,
  perché questa sceneggiata non aiuta nessuno
   Quindi,  o si assume una decisione, in un senso o in un altro,  se
  ancora non c'è il passaggio agli articoli...

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il passaggio alla votazione degli
  articoli è stato già fatto e votato.

   CRACOLICI. Perfetto, allora si chiede che l'articolo 8 - e io sono
  d'accordo con l'onorevole Laccoto - e l'articolo 14 possano  essere
  prelevati prioritariamente rispetto all'esame del testo.
   Si  può  votare, sì o no? Qual è la norma che lo vieta? Ditemi  la
  norma del Regolamento interno

   PRESIDENTE.   Non   c'è  una  norma  che  consenta   il   prelievo
  dell'articolo, onorevole Cracolici, così è, Regolamento alla mano

   CRACOLICI. Vorrei vedere il Regolamento

   PRESIDENTE.  Prego,  onorevole  Cracolici,  può  venire  qui  agli
  Uffici.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Grazie, presidente Di Paola. Buongiorno Governo,
  colleghi,   spero   di  avere  l'attenzione  anche   dell'assessore
  Sammartino.
   Io volevo, innanzitutto, sull'ordine dei lavori, rassegnare il mio
  imbarazzo - che avevo già rassegnato in Conferenza dei Capigruppo -
  per trovarmi il giorno dopo un disastro infinito, a discutere di un
  disegno  di legge che, al netto di due, tre norme apprezzabili,  su
  cui tornerò tra poco, per il resto discute - per carità, voluta  da
  ANCI e quello che vogliamo - dei permessi dei consiglieri comunali;
  di  adeguare  il  gettone del sindaco di Enna;  dell'indennità  del
  vicepresidente  dei Consigli comunali; dell'adeguamento  Istat  dei
  gettoni  e  delle  indennità;  del colore  della  fascia  che  deve
  utilizzare il Presidente del Consiglio comunale quando va  in  giro
  in   occasioni   ufficiali;   della   norma   importantissima   sul
  "consigliere supplente" laddove qualche consigliere sia chiamato  a
  svolgere   l'incarico   di  assessore;  del   contributo   per   le
  stabilizzazioni;   della   digitalizzazione   degli   archivi;   di
  finanziamenti  per  opere  aventi  finalità  culturali;  del  terzo
  mandato, tanto caro a buona parte dei sindaci; di norme relative  a
  come  debbano  svolgersi  i ballottaggi se  uno  dei  candidati  al
  ballottaggio si ritiri; della relazione programmatica che i sindaci
  fanno  durante l'anno, e persino dei commissari IPAB  che,  fino  a
  prova   contraria,  Presidente  Di  Paola,  non   sono   competenza
  dell'Assessorato  per le Autonomie locali, ma  sono  di  competenza
  dell'Assessorato  Famiglia  -  vedo  il  Presidente   Laccoto   che
  correttamente  annuisce -  nonché dei trasferimenti  ai  comuni  di
  alcuni areali di reticolo ideografico fluviale urbanizzati che, per
  carità,  gli enti locali come enti ricettori, ci stanno,  però,  la
  competenza  fino  a  prova contraria è dell'Assessorato  Territorio
  ambiente.
   E  allora avete, Presidente Di Paola, io trovo e ritengo che se il
  popolo  siciliano, in questo momento, così come vede  staccarsi  la
  terra  a Niscemi, e poi vede un distacco con la politica regionale,
  sta   esattamente  in  questo  tipo  di  provvedimenti,  che   sono
  letteralmente  ridicoli,  a  fronte  delle  emergenze  che   stiamo
  affrontando. E trovo anche, non solo irrispettoso nei confronti del
  popolo  siciliano, portare avanti questo tipo di norme, ripeto,  ne
  salvo solo due o tre, ma trovo anche profondamente irrispettoso non
  solo  l'assenza, oggi, da parte di quello che avrebbe dovuto tenere
  la  delega  agli  enti  locali (e che il  presidente  Schifani,  in
  violazione  delle norme che questo stesso Parlamento ha  approvato,
  ha   violato),   ma   anche  dell'atteggiamento   di   disinteresse
  platealmente  mostrato  da  chi  dovrebbe  rappresentare  oggi   il
  presidente Schifani, che io questo glielo concedo, quando viene  in
  Aula,  quelle  rare  volte, quanto meno  abbia  il  buon  gusto  di
  rimanere  per  tutto il tempo seduto al suo posto  ad  ascoltare  i
  deputati  parlare  e, quindi, sarebbe bene che  chi  ha  l'onere  e
  l'onore di sostituirlo facesse altrettanto.
   E  allora,  Presidente  Di  Paola, io  non  voglio  entrare  nella
  diatriba  se  il  prelievo è regolarmente concesso  o  meno,  però,
  ritengo  che  quest'Aula possa legittimamente determinare  l'ordine
  degli articoli da votare e, quindi, se la Presidenza, il Segretario
  generale, il segretario della Presidenza, non mi smentiscono, forse
  "prelievo" non è il termine corretto da utilizzare, però credo  che
  l'Aula,   sicuramente,  si  possa  determinare  sull'ordine   degli
  articoli da votare.
   E  allora,  come Movimento 5 Stelle chiedo, Presidente  Di  Paola,
  formalizzo  la  richiesta alla Presidenza  e  all'Aula  di  volersi
  determinare  per  modificare l'ordine di votazione  degli  articoli
  quindi  non parlo di prelievo, cominciando con l'articolo 8  che  è
  una  norma, non solo di civiltà, è norma di giustizia, è  norma  di
  giustezza,   è   norma  che  qualificherebbe  in  positivo   questo
  Parlamento  e questa Regione che, sul punto, è già in  ritardo,  in
  ritardo politicamente e in ritardo culturalmente.
   E   allora,  Presidente,  io  chiedo  che  si  cominci  a   votare
  dall'articolo  8 dopodiché, se si vuole continuare  con  l'articolo
  14,  continuate,  però  vi  dico  che  il  Movimento  5  Stelle   è
  letteralmente  inorridito da tutto il resto di norme  contenute  in
  questo disegno di legge, che non servono a nessuno, non servono  ai
  siciliani, non servono a chi ha perso la casa o il proprio lavoro e
  destina  anche  qualche somma a delle cose che  sono  perfettamente
  inutili.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Colleghi,  io  ho  gli  ultimi  due
  interventi e poi andiamo avanti, permettetemi poi di andare avanti,
  ho   l'intervento  dell'onorevole  Micciché  e  poi  dell'onorevole
  Schillaci.

   MICCICHÈ.  Chiedo scusa Presidente, su quest'ultima questione,  il
  Regolamento prevede il prelievo di un punto dell'ordine del giorno,
  però  non è che dobbiamo fare  lana caprina , perché quando io  ero
  presidente,  ci  fu un deputato, l'onorevole Panepinto,  che  tutti
  loro conoscono, che decise di fare una protesta, di stare zitto per
  dieci minuti sul podio, io, contrariamente a quello che prevede  il
  Regolamento, gli tolsi il microfono, e lui mi disse: "ma lei non lo
  può  fare ";  gli risposi: "Guardi, il Regolamento prevede  che  io
  possa  levarle  la  parola,  si figuri  se  non  posso  levarle  il
  silenzio " e, allora, bisogna fare lo stesso ragionamento.
   Se il Regolamento prevede, visto che questa legge si basa tutta su
  questo,  è  un  fatto politico  se il Regolamento non  prevede,  ma
  prevede  che  si  possa prelevare un punto all'ordine  del  giorno,
  nella  stessa  maniera, con un minimo di apertura  da  parte  della
  Presidenza, secondo me, anche perché lei lo può fare, il Presidente
  può fare votare prima un articolo.
   Invece, secondo me, lei si deve assumere questa responsabilità  di
  farlo: votare prima, visto e considerato che tutta l'Aula lo vuole,
  senza bisogno di mettere in votazione niente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Miccichè.  L'ultimo  intervento  è
  dell'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, anch'io rinnovo  la  richiesta  di
  prelevare l'articolo 8, ma soprattutto per un motivo: che  oggi  in
  Aula sono presenti tante donne ad assistere a questa seduta e tante
  altre  che ci assistono da casa, rappresentanti di categorie, donne
  che  rinnovano ogni giorno il proprio impegno non solo in politica,
  ma anche in vari ambiti della società civile.
   Io  credo che prelevare questa norma e approvarla sia un segno  di
  grande  civiltà.  Siamo  l'unica Regione  in  Italia  a  non  avere
  recepito  questa norma. Una norma di civiltà, perché  lì  dove  non
  arriva  la politica, dove non arriva in maniera, noi come Movimento
  5  Stelle non abbiamo mai sentito l'esigenza di avere le quote rosa
  perché,  sia  nel  2012  che nel 2013, ai  rinnovi  dei  Parlamenti
  nazionale e regionale, abbiamo invertito la tendenza: abbiamo fatto
  entrare tantissime donne nella politica
   Ma  veda, signor Presidente, questo non continua a succedere negli
  altri  partiti,  negli  altri partiti tradizionali,  che  hanno  un
  accesso  alle  candidature diverso dal Movimento 5 Stelle;  quindi,
  per  questo  motivo,  noi chiediamo fortemente che  venga  recepita
  questa norma.
   Avevamo  anche presentato un emendamento del 50 per cento,  perché
  non riteniamo che nessuno dei due generi debba essere inferiore uno
  all'altro, però ci rendiamo conto che non è giusto.
   È  arrivato il momento per avere la parità di genere vera,  perché
  stiamo  incontrando tantissime difficoltà. Quindi, che  si  proceda
  finalmente  con  questo recepimento, che è  una  norma  di  dignità
  assoluta,  perché  la  politica  ha  bisogno  di  più  donne  nelle
  istituzioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io vi ho  ascoltato  e  ci  sono,
  ovviamente, delle proposte differenti: delle proposte che vanno dal
  non  votare l'articolato, da quello che ho capito, a votare  alcuni
  articoli anziché altri.
   Io  sto  cercando di riassumere tutti gli interventi, poi è chiaro
  che  ci  sono  stati interventi differenti. Io vi  ripeto  che,  in
  termini   regolamentari,   non  c'è  la   richiesta   di   prelievo
  dell'articolo,  ribadisco in termini regolamentari; dopodiché  voi,
  secondo  me, potete richiedere, e questo è previsto dal Regolamento
  e lo valuteremo, potete richiedere l'accantonamento degli articoli.
   Devo,  quindi,  iniziare  con l'articolo  uno;  l'Aula  mi  chiede
  l'accantonamento dell'articolo uno e si va avanti, e si  va  avanti
  con  gli  altri  articoli: mi chiedete l'accantonamento  dei  primi
  sette articoli, se per esigenze, ovviamente, di approfondimento  mi
  devo  consultare  col  Governo per capire se queste  esigenze  sono
  concrete ed, eventualmente, poi si passa all'articolo 8.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, mi perdoni, io non volevo intervenire,
  però,  onestamente,  non  ci  sto  a  questo  gioco,  diciamo,  del
  professore che spiega agli alunni come stanno le cose, perché prima
  ha  iniziato dicendo che potevano intervenire solamente un deputato
  per  Gruppo, non si sa per quale motivo, non si sa per quale  punto
  del  Regolamento,  salvo poi disattendere e,  soprattutto,  non  mi
  sembra di aver sentito dalla Presidenza una parola di richiamo  nei
  confronti  del Governo, che si è presentato con due ore di  ritardo
  rispetto all'inizio dell'Aula, punto primo
   Punto  secondo:  signor  Presidente,  questa  cosa  del  prelievo,
  dell'accantonamento,  mi  faccia capire.  Durante  la  finanziaria,
  quando passate dall'articolo 1, all'articolo 99, all'articolo 77  e
  poi  all'articolo  36 che cosa facciamo? C'è  bisogno  che  ci  sia
  l'unanimità dell'Aula? C'è bisogno? Ci sono più Gruppi parlamentari
  che  le  stanno  chiedendo di affrontare un tema,  un  articolo  di
  questo disegno di legge.
   Lei si deve prendere la responsabilità di farlo o di non farlo.  È
  inutile discutere: votiamo, non votiamo, decidiamolo
   Lei ha questa facoltà di trattare l'articolo 8 o di non trattarlo.
  Altrimenti,  signor Presidente, si prepari, perché sull'articolo  1
  ci  sono  gli  interventi  di tutti i  colleghi  e  ce  ne  andiamo
  dopodomani mattina

   PRESIDENTE.   Un   attimo,  onorevole  Chinnici.  Per   rispondere
  all'onorevole Sunseri...

   CRACOLICI. Lei si è dato il modello dell'ascolto

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  io  infatti  sto  ascoltando.
  Intanto gli interventi sono sull'ordine dei lavori, quindi partiamo
  da  questo  presupposto:  qui si sta intervenendo  sull'ordine  dei
  lavori.
   Il  Governo  si  è  scusato con i Capigruppo poco  fa,  quando  ho
  convocato una Capigruppo informale e si è scusato per il ritardo.
   Onorevole Sunseri, è chiaro che l'Aula può fare delle proposte per
  accantonare  o  meno  un articolo, dopodiché è  la  Presidenza  che
  decide,  ma  è  ovvio  che ci deve essere  la  richiesta  da  parte
  dell'Aula sull'accantonamento.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.     Signor    Presidente,    le    chiedo    formalmente
  l'accantonamento degli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Chinnici. Non so  se  adesso,  dopo
  l'intervento    dell'onorevole   Chinnici,    voglia    intervenire
  l'onorevole Cracolici, però ringrazio l'onorevole Chinnici.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, rischiare di incartarci su questioni
  di  lana caprina è la cosa peggiore che possiamo fare. Così come  è
  previsto dal Regolamento che si può chiedere l'accantonamento di un
  articolo, si deduce che se accantoni vuol dire che vuoi trattare un
  articolo che è successivo a quello accantonato.
   Ma  se  l'Aula chiede, a mia memoria, poi io in questo Regolamento
  ho   sempre   difficoltà   a  trovare  dalla   legenda   il   testo
  dell'articolo,  comunque  ho letto che  è  facoltà  del  Presidente
  dell'Assemblea e dell'Assemblea stessa, chiedere l'accantonamento e
  quindi la trattazione di altri articoli.
   Le  è  stato chiesto di trattare l'articolo 8 e l'articolo 14.  Se
  questo  non  le  piace, le chiediamo di sospendere  la  trattazione
  dall'articolo 1 all'articolo 7, e dall'articolo 9 all'articolo  13.
   La somma fa il totale , direbbe Totò

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, però il dibattito e il  confronto
  sicuramente permettono di trovare anche una forma corretta,  perché
  è chiaro che noi non dobbiamo creare precedenti come Presidenza.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, in Conferenza dei Capigruppo, sia pure
  informale,  era  emersa  una  proposta,  sollevata  non  solo   dal
  sottoscritto  ma  anche da altri Gruppi, di  stralciare  dal  testo
  tutte  le  norme  che  sono già vigenti a livello  nazionale  e  di
  partire  a votare complessivamente, stralciando quelle norme,  solo
  su queste.
   Questa  proposta  non  è  stata ritenuta accettabile  dagli  altri
  Gruppi,  quindi  noi  chiediamo che  a  questo  punto  si  proceda,
  articolo  per articolo, dall'articolo 1. Non possiamo assolutamente
  stravolgere l'ordine di trattazione degli articoli. Quando arriverà
  l'articolo 8, discuteremo l'articolo 8 e lo approveremo  o  non  lo
  approveremo.
   Io  faccio notare sin da ora che non trovo il mio emendamento, che
  era  stato ritualmente presentato, che demandava la decorrenza  dal
  prossimo rinvio. Quindi chiedo che gli uffici facciano le opportune
  ricerche  perché era stato detto che quegli emendamenti  che  erano
  già stati presentati nei collegati, si era deciso in Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari che automaticamente  venissero
  trasferiti  al  testo, quindi c'è anche da fare  queste  verifiche,
  perché altrimenti rischiamo veramente di impantanarci su ogni cosa.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente, anch'io ovviamente  ero  presente
  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, anche  se
  informale, per la verità sia l'onorevole Assenza che io avevamo già
  indicato  e  dato  un orientamento per quelli che  erano  i  nostri
  indirizzi  e  cioè  che  si  procedesse,  ricorderà  bene  lei  che
  presiedeva  la  Conferenza dei Capigruppo,  con  quelle  norme  che
  comportavano un adeguamento alle norme del Governo nazionale.
   Quindi  non  c'è  stata, mi pare, particolare attenzione  a  tutto
  questo,   nonostante  il  collega  Catanzaro  avesse   diversamente
  compreso,  e a questo punto noi diciamo che possiamo andare  avanti
  con  l'articolo  1,  se  c'è  da  accantonare  qualche  articolo  -
  l'articolo  1,  l'articolo 2, l'articolo  3  -  si  arriverà  anche
  all'articolo 8.
   In  ogni caso, se per caso ci dovesse essere da parte dell'Aula la
  volontà di volersi riunire anche in un altro momento, in un momento
  più  sereno,  più  tranquillo, potremmo anche rinviare,  tanto  c'è
  stata una discussione abbastanza forte, non dico violenta ma forte,
  in  relazione a quello che è l'ordine dei lavori, e potremmo  anche
  rinviare  a domani o ad altra data vicina; l'importante  è  che  si
  possa  chiudere la votazione entro l'11 febbraio, perché ci sono  i
  sindaci che possono ricandidarsi nei comuni sotto i 15.000 abitanti
  e che aspettano se sarebbero o meo candidabili.

   SCHILLACI. Votiamo le proposte

   PRESIDENTE.  Non  c'è  una  votazione  sulle  proposte,  onorevole
  Schillaci.  Dagli  interventi che sono  emersi  in  Aula,  ci  sono
  diversità  di pensiero e io devo cercare di garantire la  pluralità
  dell'Aula  e, considerando che questo disegno di legge  in  Aula  è
  incardinato,  poi ritornato in Commissione, è un disegno  di  legge
  che  va  avanti,  ci siamo detti in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, da almeno due anni io direi, viste  le  varie
  proposte e viste le diversità che sono emerse dall'Aula, di partire
  dalla  votazione  dell'articolo  1,  dopodiché  se  ci  sono  degli
  articoli da approfondire bene, ma iniziamo con la votazione, perché
  credo  che  iniziando la votazione si possano portare a termine  le
  votazioni  di  tutti gli articoli e del disegno  di  legge,  perché
  altrimenti questo disegno di legge, o gli articoli all'interno  del
  disegno di legge, non vedranno mai la luce.
   E, quindi, si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

   ter/A

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio I
                              Comm ter/A

                               «Art. 1.
        Modifiche normative in materia di controlli sostitutivi
                           negli enti locali

   1. All'articolo 1 della legge regionale 23 dicembre 1962, n. 25  e
  successive  modificazioni,  le parole  per  mezzo  di  un  apposito
  ufficio  ispettivo  dell'Assessorato regionale degli  enti  locali,
  composto  di  12  unità  di  personale appartenenti  alle  carriere
  direttive  e  di  concetto ed aventi un'anzianità di  servizio  non
  inferiore a 5 anni  sono sostituite dalle seguenti:  per  mezzo  di
  personale   dell'apposito  servizio  ispettivo   del   dipartimento
  regionale  delle  autonomie locali con qualifica non  inferiore  ad
  assistente  e  un'anzianità di servizio di almeno 2 anni,  composto
  anche da unità di personale assegnate ad altri servizi del medesimo
  dipartimento  ed aggregate con decreto del dirigente  generale  per
  l'esercizio delle funzioni ispettive e sostitutive .
   2.  Alla  legge  regionale 3 dicembre 1991, n.  44,  e  successive
  modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  al comma 1 dell'articolo 24 le parole  la cui durata in carica
  non  può superare il termine di un mese, salvo proroga fino  a  tre
  mesi,  per gravi e giustificati motivi di carattere amministrativo
  sono soppresse;
   b) all'articolo 26 è aggiunto il seguente comma:
    1bis.  I  controlli  previsti  dall'articolo  24  possono  essere
  altresì  espletati  attraverso personale in servizio  presso  altri
  rami dell'Amministrazione regionale iscritto in un apposito elenco,
  istituito  e  aggiornato ogni due anni con decreto dell'  Assessore
  regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica,  purché
  in  possesso di qualifica non inferiore ad istruttore direttivo, di
  cinque  anni  di  anzianità effettiva nella  qualifica  stessa,  di
  laurea di primo o secondo livello ovvero di titoli equiparati e  di
  almeno  cinque anni, anche non continuativi, di esperienza maturata
  nell'esercizio  di  funzioni  di  vigilanza  e  controllo  su  enti
  pubblici istituzionali o territoriali. .
   3. Dall'attuazione del comma 2 non derivano nuovi o maggiori oneri
  per  la finanza pubblica. Agli adempimenti disposti si provvede con
  le  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie  già  previste   a
  legislazione  vigente  assicurando l'invarianza  di  spesa  per  il
  bilancio  della  Regione  e  delle altre amministrazioni  pubbliche
  interessate.
   4.  A  valere  sui  trasferimenti regionali  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo  6  della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  successive modifiche ed integrazioni previsti per l'anno 2025 e nei
  limiti  dell'importo complessivo massimo di 500 migliaia  di  euro,
  l'Assessore  regionale  per  le  Autonomie  locali  e  la  Funzione
  Pubblica  è autorizzato, sentita la Conferenza Regione -  Autonomie
  Locali,   a   concedere   il   contributo  straordinario   previsto
  dall'articolo  2  della legge regionale 12 agosto  2024,  n.  25  e
  successive modificazioni ai Comuni con popolazione fino a  25  mila
  abitanti  la cui chiusura del conto di tesoreria acceso dall'organo
  straordinario della liquidazione (OSL) sia avvenuta successivamente
  alla  data  di entrata in vigore della medesima legge regionale  12
  agosto  2024, n. 25 e comunque non oltre 30 giorni  dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge».

   Si  passa  all'emendamento 1.7, dell'onorevole  Catanzaro,  che  è
  soppressivo dell'articolo 1.

   CRACOLICI.  Lei  ha deciso che si vota l'articolo 1,  violando  il
  principio che può essere chiesto il prelievo dell'articolo

   PRESIDENTE.  È  una prerogativa della Presidenza se  ci  sono  più
  proposte.

   SCHILLACI. Quindi lei ha deciso di passare all'articolo 1

   PRESIDENTE.  È  una  prerogativa  della  Presidenza  se  c'è   una
  diversità  d'Aula per cercare di portare a termine  il  disegno  di
  legge  e trasformarlo in legge, perché l'interesse della Presidenza
  non  è  di approvare o meno un singolo articolo ma di approvare  la
  legge  perché, diciamolo a chi ci ascolta, se approviamo l'articolo
  e non approviamo la legge non abbiamo fatto nulla.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro, sull'emendamento 1.7.

   CATANZARO. Signor Presidente, stucchevole tutto quello che accade;
  io  non  entro  nel merito di quelle che poi sono le determinazioni
  della  Presidenza,  però è chiaro che dal mio  intervento  iniziale
  sull'ordine dei lavori, uscendo dalla Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari, avevo cercato di parlare con l'Aula, al di  là
  di  quella che era la determinazione, dicendo andiamo avanti.  Però
  ho  detto:  "guardate, siccome questa di qua è una norma messa  non
  organica,  è una norma messa articolo per articolo, territorio  per
  territorio,  qualche deputato, emendamento ed altro"...  dopodiché,
  che  cos'è  che  accade? Ho detto: "Presidente,  tiriamo  fuori  un
  ragionamento  che  potrebbe dare un criterio su  questa  norma,  su
  quello che è il recepimento delle norme nazionali.".
   Poi  c'è  stato anche l'intervento del collega De Luca che parlava
  di  quello che è stato l'annuncio da parte del Governo, immaginando
  quelle  che sono le date delle elezioni, e quindi capiamo  che  noi
  entro  giorno 11 di febbraio dobbiamo votare comunque questo  testo
  per dare dopo due anni anche un significato ad un lavoro.
   Dopo  di  che  i vari interventi. I vari interventi a  cosa  hanno
  portato,   signor   Presidente?  Ad  una  contrapposizione   dentro
  quest'Aula  che vede chi ovviamente come noi tiriamo  fuori  l'idea
  del recepimento delle norme nazionali e, dall'altro lato, ci sono i
  miei colleghi Capigruppo che dicono la Conferenza dei Capigruppo...
  comunque andiamo all'articolo 1.
   Presidente, io sull'articolo 1 non ho nulla, però a questo  punto,
  proprio  perché ovviamente noi abbiamo gli emendamenti soppressivi,
  abbiamo  ovviamente cercato di entrare nel merito di quella  che  è
  un'idea di come procedere le dico: guardi Presidente, l'articolo  1
  per  noi, per come stiamo procedendo, se continuiamo a non  trovare
  nemmeno   una   soluzione,  altro  che  ritirare  gli   emendamenti
  soppressivi sull'articolo 1  Io non solo lo mantengo, ma se non c'è
  davvero  una volontà da parte della Presidenza di poter comprendere
  qual  è  il  sentimento  di quello che è stato  detto  un  po'  dai
  colleghi  di  tirare  fuori delle norme sul recepimento  nazionale,
  saremo veramente costretti a chiedere il voto segreto, partendo  da
  questo articolo 1 per quello che riguarda i commi e tutto.
   Quindi,  signor Presidente, la invito nuovamente a poter fare  con
  gli Uffici una riflessione su quelle che sono state le cose di buon
  senso   detto,  per  non  arrivare  ad  una  contrapposizione   che
  ovviamente  ci porterà già sul primo articolo a poter  chiedere  il
  voto segreto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli articoli tra di loro non  sono
  correlati. È un disegno di legge che ci portiamo avanti da due anni
  e mezzo. Sono del parere che, al di là della scelta della votazione
  se  sopprimere  o  approvare  un articolo,  io  direi  comunque  di
  cominciare a votare l'articolato, dopodiché è chiaro che c'è  tutta
  la  volontà  da  parte  della Presidenza non  di  accelerare  sulle
  votazioni   degli   articoli  ma  in  caso  poi   rinviare,   anche
  successivamente, le votazioni degli articoli.
   Quindi   si   passa  all'emendamento  soppressivo  1.7   a   firma
  dell'onorevole Catanzaro ed altri.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, mi pare che c'è un'idea, così  come  è
  stato  detto,  intanto anche per dare un segnale  a  quest'Aula  di
  oggi:  facciamo l'articolo 1 e dopo di che si sospende per  trovare
  quella sintesi

                           (Brusìo in Aula)

   Perdonatemi   Perdonatemi  Posso avere il diritto di  parlare  una
  sola  volta,  rispetto alle dieci o venti che sono intervenuti  gli
  altri?  Posso  averne il diritto? È una proposta  Io  ho  colto  il
  senso  dell'onorevole  Catanzaro e dico:  votiamo  l'articolo  1  e
  sospendiamo per trovare poi la sintesi sul recepimento delle  norme
  nazionali   Ma  non  è  che  una sola  e c'era  pure  la  richiesta
  dell'onorevole Pellegrino. L'impegno, se siamo d'accordo tutti

   PRESIDENTE.  Un  attimo, un attimo, un attimo   Grazie,  onorevole
  Laccoto.  Un  attimo  Sì, dico, un attimo  C'è un  ragionamento  da
  parte   dell'onorevole  Laccoto,  che  penso   abbia   fatto   pure
  l'onorevole  Catanzaro,  che  cerca  di  venire  incontro  ai   due
  ragionamenti:  il primo ragionamento che è quello della  Presidenza
  di  andare a votare e di votare gli articoli in maniera tale che si
  possa  iniziare  la trattazione di questo disegno di  legge,  e  da
  parte  di  altri colleghi che è emerso in Aula di fare una  sintesi
  sugli articolati.
   Io direi di votare l'articolo 1 e dopo di che sospendiamo l'Aula e
  si  vede poi di rinviarla per trovare una sintesi, ed eventualmente
  votare solo alcuni degli articoli.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, quella che è la proposta del
  Movimento 5 Stelle è la seguente: votiamo l'articolo 1, ma poi  non
  sospendiamo, perché il Movimento 5 Stelle vuole votare, almeno fino
  all'articolo 8, e voglio che resti agli atti.
   Quindi, questa è la proposta del Movimento 5 Stelle, non chiede di
  fermarsi,  vuole   Volete  votare?  Votiamo,  ma  vogliamo   votare
  l'articolo 8.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento 1.7, è mantenuto?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,   io   torno   nuovamente    alla
  considerazione che ho fatto poc'anzi in quel mio intervento.
   Se  è possibile avere, giacché siamo nella fase della discussione,
  quelli  che sono gli emendamenti relativamente a questo articolato,
  se  è  possibile  avere chiarimenti relativamente a  quello  che  è
  l'articolo  1,  e nello specifico al comma 2, ai  punti  a)  e  b).
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Il  Governo, sul comma 2, si rimette alla  Presidenza
  della Commissione. Prego, onorevole Abbate.

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  io penso che, dai contributi che sono arrivati,  dalle
  richieste    dei    vari    Gruppi,   specialmente    dai    Gruppi
  dell'opposizione,  penso che sarebbe anche il caso,  visto  che  ci
  sono  le  condizioni per votare più di un articolo, oggi, di  poter
  pensare  di trovare anche un minimo di accordo, e quindi,  chiedere
  un  attimo di sospensione rispetto all'articolo 1, l'articolo 8,  e
  individuare quali articoli votare.

                           (Brusìo in Aula)

   MESSINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA. Signor Presidente, ritengo opportuno e doveroso informare
  l'Aula  che  questo è uno degli articoli che io avevo proposto  già
  nella mia qualità di assessore agli enti locali.
   Allora,  questo articolo dico che, ovviamente non aumenta poltrone
  e  non  riguarda  i  consigli  o gli amministratori  locali,  è  un
  articolo  che  serve per risolvere la carenza di  organico  che  in
  questo  momento,  purtroppo, ha l'Assessorato enti  locali,  perché
  quando  c'è l'esigenza di disporre il commissariamento,  così  come
  capita  ogni  anno,  di  170  commissari  ad  acta  per  i  bilanci
  consuntivi   e   preventivi,  purtroppo,  all'interno  dell'ufficio
  ispettivo, con tutti i pensionamenti che ci sono stati, non ci sono
  più le persone idonee ad assumere tale incarico, e quindi, fra poco
  il  prossimo  assessore agli enti locali non potrà più procedere  a
  nominare  i  commissari ad acta, perché non ci sono le  figure  che
  hanno la qualifica.
   Quindi dico, a mio avviso, questo è più urgente di qualsiasi altra
  scelta  politica,  di consiglieri, assessori o sindaci  o  mandati,
  perché   altrimenti  non  riusciremo  a  garantire  la  correttezza
  amministrativa,  ma  soprattutto, la trasparenza  sull'approvazione
  dei bilanci dei vari comuni.
   Nello  specifico,  chiedeva  l'onorevole  Giambona,  il  comma  2,
  prevede  che  le nomine dei commissari ad acta, anziché  durare  un
  mese,  possano durare più mesi, perché altrimenti, siccome sappiamo
  bene che l'ufficio di commissario ad acta, in un mese quasi mai  si
  risolve,  altrimenti, ogni mese bisogna prorogare l'incarico,  pena
  ovviamente,  il rischio di ricorsi da parte di terzi e  quindi  poi
  diciamo la connessione di ulteriori contenziosi.
   Quindi, è un articolo per quanto riguarda i primi tre commi, è  un
  articolo  che serve a dare continuità, ma soprattutto, funzionalità
  agli  uffici  degli  enti  locali  per  la  nomina  solamente   dei
  commissari ad acta, non commissari straordinari, commissari ad acta
  obbligatori  per  legge,  soprattutto per i  bilanci  consuntivi  e
  preventivi.  A volte, venivano nominati anche per il  problema  del
  rischio  incendi, per il problema delle farmacie,  ma  la  funzione
  essenziale  era  quella  che riguardava e  che  riguardano  bilanci
  consuntivi e preventivi.

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Micciché  e
  Ferrara. Prego, onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Signor  Presidente, vorrei soltanto ricordare  a  tutti
  che,  così come è stato detto più volte, questo non è un testo  del
  Governo, è del Parlamento.
   Onorevole  Presidente della Commissione, Presidente, vorrei  dirle
  che  questo  non  è  un testo governativo, non è che  approvarlo  o
  bocciarlo significa approvare o bocciare il Governo.
   Per  cui  non  è  la maggioranza e l'opposizione,  in  maggioranza
  moltissimi vogliono questo articolo.
   Allora,  piuttosto  che andare per forza con le  corna  contro  il
  muro,  si potesse capire che c'è metà di maggioranza che lo  vuole,
  oltre  che  l'opposizione, lo si fa votare e lo  si  approva  senza
  bisogno di fare alcuna tragedia
   Non ce n'è tragedia se si vota un articolo di questi
   Non  è  governativo - ripeto - vorrei che lo capisse, non  si  sta
  bocciando  il Governo, se si boccia questo articolo, se  si  boccia
  l'articolo  1,  si  sta  tentando  di  fare  una  cosa  che   vuole
  l'Assemblea  ed il Presidente dell'Assemblea dovrebbe  tutelare  il
  fatto  che l'Assemblea vuole questa cosa e lo deve far fare. Basta
  Non si deve più discutere.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole Ferrara  e  poi
  l'onorevole Cracolici.

   FERRARA. Signor Presidente, riprendo il termine stucchevole che ha
  utilizzato, precedentemente, qualche mio collega perché davvero non
  riesco  a  comprendere come sia possibile che da due ore dibattiamo
  sull'anticipazione o meno di un articolo.
   Lei ha sintetizzato perfettamente che, in ogni caso, qualsiasi sia
  l'articolo che si vota, se non si completa la votazione del  testo,
  qualsiasi  articolo  e qualsiasi votazione non ha  nessun  effetto,
  cioè non viene mai pubblicato, non sarà mai legge.
   Allora,  mi  comincia a venire il sospetto che  tutti  coloro  che
  vogliono  l'anticipazione di un articolo  o  l'accantonamento,  per
  dirla con Cracolici, in realtà forse vogliono qualcosa di diverso.
   Ritengo  che  ci  siano  momenti nei quali questo  Parlamento  può
  dibattere  sul nulla e altri, come quello che stiamo  vivendo,  che
  invece  impongono una maggiore riflessione a tutti ed  un  maggiore
  impegno,  motivo  per il quale, senza ulteriore  indugio,  passiamo
  alla  votazione articolo per articolo e se davvero volete  arrivare
  all'articolo 8, arriviamo anche stasera, stanotte, all'articolo 8.
   Credo  che  faremo  in  questo modo un buon servizio  e  renderemo
  omaggio a tutti coloro che in questo momento non sono in quest'Aula
  e  si  stanno impegnando per la tragedia che sta vivendo la  nostra
  Terra.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi siamo sempre all'emendamento 1.7.
   C'è   l'intervento  dell'onorevole  Pellegrino  e   dell'onorevole
  Cracolici e andiamo poi a votazione.

   PELLEGRINO.  Insisto nella precedente richiesta e  cioè  se  fosse
  possibile una sospensione, considerato il tenore trasversale  degli
  interventi.

             (Brusìo in Aula dai banchi dell'opposizione)

   Quindi,  secondo  me sarebbe opportuno, per un clima  di  serenità
  dell'Aula, sospendere e poi vedere cosa fare.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   lei   voleva    aggiungere
  un'ulteriore cosa?

   CRACOLICI.  Io  non ci ho capito più nulla tra fermarci  e  andare
  avanti
   Avevo  capito che l'onorevole Pellegrino mi avesse sussurrato  che
  avrebbe  proposto  una  sospensione per arrivare  ad  una  proposta
  condivisa di recepimento delle norme nazionali, punto.
   Non lo ha spiegato bene, l'avrà spiegato prima però questo non  si
  è capito.
   Poi  ci  sono colleghi che invece ci sollecitano ad andare avanti,
  arriveremo all'articolo 8, certo che ci arriveremo, ci mancherebbe,
  era già chiaro
   Se facciamo l'1, poi c'è il 2, poi c'è il 3, poi c'è il 4, prima o
  poi arriveremo all'8, fino all'ultimo articolo
   Detto  questo, signor Presidente, se lei ha deciso di far trattare
  l'articolo 1 e noi non ritiriamo l'emendamento soppressivo,  perché
  nel merito - vorrei che ricordasse - l'ex Assessore ha spiegato  le
  ragioni  connesse  al  fatto che all'Ufficio ispettivo  degli  enti
  locali  manca personale per essere nominato commissario negli  enti
  locali.  Questa  norma  fa  un'operazione  che  non  rimpingua   il
  personale,  ma stabilisce che il personale di fascia direttiva,  di
  fascia  ex  C  e  di  fascia  D,  perché  prima  solo  i  dirigenti
  dell'Assessorato potevano essere nominati ispettori nei comuni - vi
  ricordo  che  l'ispettore è una funzione  molto  delicata  e  molto
  complessa  - poi, fu fatta una norma che stabiliva che ci  volevano
  almeno  cinque anni di esperienza nel dipartimento, qui si  propone
  di ridurre a due anni.
   Qual  è  la  faccia dell'altra medaglia? Se si riduce a due  anni,
  vuol  dire  che l'Amministrazione pensa di rimpinguare il personale
  del  servizio  ispettivo e di utilizzare il biennio come  strumento
  per la nomina a ispettore degli enti locali.
   Vi  ricordo che gli ispettori degli enti locali non sono a  titolo
  gratuito, hanno un'indennità connessa.
   Allora,  con tutto il rispetto, posso dire che questa  non  è  una
  norma  di  buongoverno? Perché, se si deve rimpinguare il  servizio
  ispettivo,  si  utilizzi il personale con le qualifiche  necessarie
  per   essere   nominato  ispettore,  anche   perché   si   assumono
  responsabilità nell'attività ispettiva da parte degli enti locali.
   Allora, se dobbiamo entrare nel merito, io vi dico che nel  merito
  sono  contrario e la richiesta che ha fatto il mio collega, il  mio
  Presidente  di  Gruppo  parlamentare,  di  chiedere  non  solo   il
  mantenimento del soppressivo, ma il voto segreto, io la sostengo.
   Se,  invece  -  come  noi  suggeriamo -  consentite  di  fare  una
  discussione in cui ci limitiamo, stasera, a recepire le  norme  che
  sono contenute nella legge nazionale e poi approfondiamo quello che
  si potrà fare e quello che non si potrà fare entro l'11 febbraio  -
  così  come  ci  è stato detto - al fine di consentirne l'attuazione
  alla prima tornata utile, allora è un altro paio di maniche, perché
  si valuta e si discute più nel merito.
   Questo  è  il  senso della proposta: recepire le  norme  nazionali
  stasera - perché parliamo degli articoli 8 e 14, di questo parliamo
  -  e  rinviare l'approfondimento di alcune norme, sulle  quali  non
  saremo mai tutti d'accordo. Chiaro?
   Questo  abbiamo detto da mezz'ora, forse da un'ora,  per  cui,  se
  dobbiamo votare, noi vi chiediamo il voto segreto.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Votiamo 1, 8, 14.
  Fate voi

   CRACOLICI. Ma l'articolo 1 non lo votiamo a favore

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Campo, intervento veloce perché... la sintesi.
   Prego, onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor Presidente, siccome ho sentito prima l'ex assessore
  vantare  questo articolo 1, questo è un articolo vuoto, come  tante
  norme  di  questo  disegno di legge, perché non  si  risolverà,  di
  certo,   il   problema  modificando  la  composizione  dell'ufficio
  ispettivo  o  cambiando  le  mansioni o aumentando  il  numero  dei
  componenti.
   È  una  questione  di  poteri che bisogna  attribuire  all'ufficio
  ispettivo, l'abbiamo detto tante volte
   E,   infatti,  non  hanno  alcuna  competenza,  molte  volte,  nei
  confronti  degli  enti  locali. Pertanto, noi  abbiamo  chiesto  il
  soppressivo.
   Se  volete  votare, votiamo questo articolo,  per  noi  non  è  un
  problema  ma,  ripeto, questo disegno di legge, in  questo  momento
  preciso, è abbastanza inopportuno per i siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Questa  Presidenza, rispetto agli interventi che ci sono stati,  è
  ancora  più  convinta che, per vedere la luce di questo disegno  di
  legge, bisogna iniziare a votare dall'articolo 1.
   Pongo   in   votazione,  con  la  richiesta   di   voto   segreto,
  l'emendamento 1.7.
   Vediamo se la richiesta risulta appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.7

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 60
   Votanti                  54
   Maggioranza              28
   Favorevoli               33
   Contrari                 21
   Astenuti                   0

                             (È approvato)

   L'articolo 1 è, pertanto, soppresso.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30

   1. All'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre 2000 n. 30  e
  successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:

    1  bis. Quanto previsto al comma 1 si applica anche ai componenti
  delle giunte comunali invitati a partecipare ai consigli comunali ;

   b) al comma 2, le parole comprese tra  per partecipare  fino a  al
  posto di lavoro  sono sostituite dalle seguenti:  l'intera giornata
  per la partecipazione a ciascuna delle sedute della commissione ;

   c)  al  comma  3, le parole  il diritto di assentarsi  di  cui  al
  presente  comma  comprende  un  tempo  massimo  di  due  ore  prima
  dell'orario  di convocazione della riunione e un'ora dopo  la  fine
  della   stessa   sono  sostituite  dalle  seguenti:   tale  diritto
  comporta  la  possibilità di assentarsi per  l'intera  giornata  di
  convocazione della riunione stessa ;

   d)  il comma 4 è così sostituito:

    4.  I  componenti degli organi esecutivi dei Comuni,  dei  liberi
  Consorzi  comunali,  delle  Città metropolitane,  delle  Unioni  di
  comuni,  dei  consorzi fra enti locali e i presidenti dei  consigli
  comunali,   dei liberi Consorzi comunali, delle Città metropolitane
  e  dei  consigli circoscrizionali, nonché i presidenti  dei  gruppi
  consiliari  dei  Comuni,  delle Città metropolitane  e  dei  liberi
  Consorzi  comunali  hanno diritto, oltre  ai  permessi  di  cui  ai
  precedenti commi, di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro  per
  un  massimo   di  sessanta  ore  lavorative  al  mese,  elevate   a
  settantadue ore per i sindaci, per i presidenti dei liberi Consorzi
  comunali  e  per il sindaco metropolitano, nonché per i  presidenti
  dei  consigli  comunali  dei  Comuni con  popolazione  superiore  a
  trentamila abitanti .».

   Sull'articolo 2 ci sono interventi?
   È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi - onorevole Assenza  -
  ci  siamo  lasciati  nella  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  -  che  non so perché, abbiamo definito  informale  o
  formale  - con un intendimento, soprattutto quello di evitare  che,
  specie  in queste ore drammatiche per la Sicilia, questo Parlamento
  non  si  sarebbe  fermato, ma avrebbe continuato i lavori  e  nella
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo  detto:
  "continuiamo  i  lavori, perché i drammi ci sono ma  il  Parlamento
  deve  continuare a lavorare ed evitiamo di regalare uno  spettacolo
  indecoroso".
   Alla  fine, ci siamo fatti tutti un'idea: l'articolo 8, l'articolo
  14  li  preleviamo,  accantoniamo gli  altri,  ritengo  che  sia  -
  onorevole  Caronia,  se mi sto sbagliando mi  corregga  -  più  una
  questione di principio che di sostanza, perché se questo disegno di
  legge  prevedeva 19 articoli - ora ne prevede 18 - o votiamo  prima
  l'8  e  il 14 o votiamo prima l'1, il 2 e il 3, dobbiamo approvare,
  comunque,  tutti gli articoli per dare la luce a questo disegno  di
  legge, credo che poco cambi
   Invece,   ci  siamo  lasciati  trascinare  da  una  battaglia   di
  principio, piuttosto che di sostanza e, per l'ennesima volta  -  io
  per  primo  - abbiamo dato lo spettacolo che, nella Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ci eravamo impegnati a non  dare
  a  tutti  i siciliani, soprattutto alle popolazioni colpite,  e  io
  dico:  per  quanto  mi  riguarda, possiamo continuare,  da  qui  in
  avanti, e fare ad oltranza non l'8 e il 14, tutti  Ritengo  che  se
  non  ritroviamo la serenità - perché questo disegno di  legge  l'ha
  voluto  il Parlamento, non è stato voluto da altri, ma l'ha  voluto
  il Parlamento  Se il Parlamento, signor Presidente, non è pronto  -
  e  mi  è  sembrato  di  capire  che non  è  pronto  -  facciamo  la
  sospensione.
   Mi   auguro  che  quella  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  che  si è impegnata a concludere questo  disegno  di
  legge  l'11  febbraio per dare regole certe ai comuni, che  a  fine
  maggio andranno al voto, almeno questo impegno lo manteniamo
   E, quindi, signor Presidente, lei è padrone di fare qualsiasi cosa
  perché il Regolamento glielo consente, ma ritengo che non ci sia il
  clima  adatto  per  andare avanti  Chiederei  una  sospensione,  un
  rinvio,  così come qualche collega, decano di questo Parlamento  ci
  aveva anche consigliato, ci riuniamo e stabiliamo le regole vere su
  come  andare avanti e lo facciamo magari senza dare, ripeto io  per
  primo, uno spettacolo che i siciliani non meritano. Questo è il mio
  invito, la mia proposta, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
   È iscritta a parlare l'onorevole Caronia, poi l'onorevole Safina.
   Prego, onorevole Caronia, ne ha facoltà.

   CARONIA.    Grazie,   signor   Presidente.   Io    dell'intervento
  dell'onorevole  Pace prendo soltanto una parte: quella  in  cui  ci
  invita  a  riflettere  e  a rivedere un attimo  le  posizioni,  per
  evitare di interrompere la seduta. Credo che siamo qui per fare  il
  nostro dovere, che è quello di cercare di portare avanti una  norma
  che ha dei contenuti importanti. Ovviamente, quello che riguarda il
  recepimento   delle  norme  nazionali,  quindi  nella   fattispecie
  l'articolo 8 che riguarda la rappresentanza di almeno il 40%  delle
  donne nei consigli comunali e il terzo mandato per i sindaci,  sono
  norme  nazionali  che  noi,  come Parlamento,  stiamo  tentando  di
  approcciare, e chiaramente ciascuno deciderà ciò che fare.
   Ora, io credo che l'idea di abbandonare o comunque sospendere  sia
  una scelta che mi auguro la Presidenza non voglia fare, perché sono
  le 18.42, veniamo qui per fare il nostro dovere e abbiamo ancora un
  pomeriggio, forse una serata, per potere lavorare. Ciascuno,  nella
  serenità  delle  proprie posizioni, io mi auguro in maniera  palese
  più  possibile, perché la possibilità di confrontarsi sulle  regole
  del  gioco  in  maniera  palese è una cosa che  noi  chiediamo  non
  soltanto per l'articolo 8, ma anche per gli altri. Io credo che c'è
  la  possibilità stasera, con il buonsenso, di continuare a lavorare
  perché si porti a casa un risultato che sia il migliore possibile.
   Quindi, il mio appello, signor Presidente, è che non si sospendano
  i  lavori, ma che si continui fintanto che sarà, come dire, per  me
  sarebbe auspicabile addirittura concludere, perché ricordiamoci che
  queste   norme  incidono  su  quella  che  è  la  prossima  tornata
  elettorale,  ed  è  chiaro che oltre alle donne  che  aspettano  di
  vedere  se  ci  sarà la possibilità di governare i comuni  dove  si
  vogliono spendere, ci sono anche tanti sindaci che devono capire se
  possono  essere  candidati: ci sono tante norme che  riguardano  la
  vita degli enti locali, ed è corretto dare una risposta.
   Per  cui è chiaro che la Presidenza, stabilito un termine,  che  è
  l'11 febbraio ed è l'ultima data entro cui noi dobbiamo votare   ma
  io  credo  che se col buon senso stasera si riuscisse  a  fare  uno
  sforzo,  e  si  riuscisse  ad arrivare a una  definizione,  stasera
  stessa, di questa norma che attende da troppo tempo - il Presidente
  Abbate ha fatto tantissime sedute con grande spirito di sacrificio,
  insieme  a tutti i componenti della Commissione - sarebbe  un  buon
  servizio che noi diamo. Il mio invito è a rasserenare gli animi e a
  continuare con fermezza.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, al  di  là
  del  fatto  che  condivido ciò che ha testé  affermato  l'onorevole
  Caronia, vorrei rammentare innanzitutto che questo non è un disegno
  di  legge,  ad  oggi, voluto dal Parlamento. È  stato  discusso  in
  Commissione  e, per esempio, il Partito Democratico non  ha  votato
  favorevolmente  questo testo base. Dunque è qui e  vedremo  su  che
  cosa  sarà  d'accordo il Parlamento, perché dire che è  voluto  dal
  Parlamento, e quindi con questa copertura è ammissibile tutto ed il
  contrario  di  tutto, è qualcosa che non è corretto  comunicare  ai
  cittadini,  così  come  vorrei  che la  smettessimo  anche  con  la
  demologia:  ieri  abbiamo  dato  buona  prova  di  noi  approvando,
  all'unanimità, un disegno di legge che aiuta e che stanzia i  primi
  aiuti  per le famiglie e per le imprese colpite tanto dal  disastro
  di Niscemi tanto dall'uragano Harry e oggi giocare per approvare un
  articolo piuttosto che un altro sulle disgrazie è qualcosa che  non
  possiamo  permetterci, ed è questo che rende torto alle famiglie  e
  alle imprese colpite da una disgrazia.
   Dopodiché, signor Presidente, mi rivolgo a lei, perché è tutta  la
  sera  che parliamo del Regolamento, ma ho l'impressione che qualche
  volta  ci  si  dimentichi delle norme che stanno  alla  base  dello
  svolgimento  dei  lavori  d'Aula, e la norma  che  in  questo  caso
  sovviene è l'articolo 112, signor Presidente.
   Noi abbiamo fatto una discussione di due ore - nella quale avremmo
  potuto già votare diversi articoli - e l'articolo 112, al comma  9,
  affida  a  lei,  in qualità di Presidente e di garante  dei  lavori
  d'Aula,  il diritto di scegliere per il buon andamento dei  lavori,
  quali   articoli  e  quali  emendamenti  mettere  in   trattazione,
  eventualmente accantonandoli o sospendendo la seduta.
   Ora,  è chiaro che i due articoli fondamentali sui quali, mi  pare
  di  capire,  c'è la volontà che si esprima questo Parlamento,  sono
  l'8  e  il 14, articoli che sono stati così definiti di recepimento
  della  disciplina nazionale, espressione che non mi vede  d'accordo
  perché  noi  non recepiamo alcunché. Questa è competenza  esclusiva
  dell'Assemblea  regionale siciliana ed è la stessa che  decide,  in
  materia  di enti locali, quali sono le norme da applicare,  ma  ciò
  non di meno, al di là della nomenclatura che intendiamo utilizzare,
  il  tema  vero è che ci sono queste due norme; lei ha la facoltà  e
  deve  decidere se le vuole mettere in votazione, al di là di  tutte
  le  altre  discussioni, quindi io la invito ad  esercitare  le  sue
  prerogative,  anche perché ora abbiamo bocciato l'articolo  1  che,
  come  ci narrava l'onorevole Cracolici, era una norma che non aveva
  alcun senso, ma con questo clima, allora lì sì che renderemmo torto
  alle  siciliane e siciliani, rischiamo di bocciare anche  norme  di
  buon  senso,  come  già accaduto in quest'Aula solo  per  una  mera
  contrapposizione.
   A  lei  il  compito  di  evitare che questa mera  contrapposizione
  arrechi  danno, non a quest'Aula, sicuramente anche a quest'Aula  e
  al  suo  prestigio,  ma in primo luogo ai siciliani,  perché  avete
  sbandierato e hanno sbandierato in tutti i luoghi che questa è  una
  norma che serve ai siciliani  questo disegno di legge
   Io  non  lo  penso,  l'ho  detto più  volte,  però,  quanto  meno,
  misuriamoci sulle norme e partiamo da quelle che probabilmente sono
  più importanti. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, signor Presidente, sulla scorta  degli  ultimi
  interventi, le rinnovo la richiesta di prelevare l'articolo 8 e  il
  13, che sono due norme di buon senso.

   CRACOLICI. 14 no 13

   SCHILLACI. No, 13, che è il tagliando antifrode, che è un articolo
  di buon senso.
   Signor Presidente, quindi, le rinnoviamo la richiesta di prelevare
  gli articoli 8 e 13.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'assemblea ne prende atto.

   ter/A

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio I
                              Comm ter/A

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Grazie,  signor  Presidente, ho ascoltato  gli  interventi
  successivi alla bocciatura dell'articolo 1, che fanno comprendere a
  tutti che sono cambiate le regole d'ingaggio.
   C'è  stata  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  che  ha fissato dei punti su cui lavorare, che erano quelli che  ha
  accennato   l'onorevole  Pace.  Adesso  siamo  in  una  fase   dove
  l'onorevole  Safina  dice  che se andiamo avanti  così,  bocceranno
  tutti gli articoli

                           (Brusìo in Aula)

   SAFINA. Lei sa cosa ho votato io?

   CARTA.  A questo punto, penso che si devono... ma io ho votato  al
  contrario  di  lei...  quindi  su  questo  aspetto...  io,   signor
  Presidente,  però  non  ho  fatto  un  intervento  disturbando   se
  l'avvocato Safina ha questa abitudine comprendo che oggi le  regole
  non ci sono davvero.
   In  tutta  questa fase, vorrei dire, è comprensibile il fatto  che
  questa è una legge così importante che dà la regola alla democrazia
  negli  enti  periferici  di  questa Regione,  è  comprensibile  che
  abbiamo  disdetto quella che era la regola madre instaurata durante
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che adesso non
  c'è  più  e,  tra l'altro, noto che il voto non è un voto  politico
  dato  alla  regola  ma  è  un voto politico  dato  all'appartenenza
  politica e questo testimonia la bocciatura dell'articolo 1 che  era
  utile  per favorire la continuità delle procedure burocratiche  nei
  vari enti collaterali e periferici di questa Regione.
   Quindi,  come ha detto l'onorevole Pace, continuo io  a  dire  che
  forse  è  giusto che si sospenda l'Aula, si ricreano le  condizioni
  per rimettere ordine all'interno di quest'attività parlamentare  e,
  come  ha  detto  l'onorevole Caronia, così  possiamo  continuare  a
  votare  e penso che tutti quanti abbiamo l'obbligo e il diritto  di
  dire  la  propria  opinione e di portare  avanti  le  proprie  idee
  all'interno di questo Parlamento.
   Quindi,  il  mio  invito è la proposta di sospendere,  riunirci  e
  comprendere  come andare avanti per l'esecuzione e  l'effettuazione
  di  una  delle riforme più importanti che nel 2026 si  aspettano  i
  siciliani, i sindaci e gli amministratori locali.
   Pertanto,  all'interno di questo articolato non  è  possibile  che
  venga  approvato  in  Commissione,  ritorna  in  Aula,  ritorna  in
  Commissione    il   punto  1,  il  punto  2,  viene   dato   questo
  cronoprogramma  all'articolato  e  adesso  ragioniamo  se  dobbiamo
  prelevarne  uno  o  due   Io  penso che tutti  gli  articoli  siano
  importanti  per  i  siciliani  e  vanno  trattati  con  la   stessa
  autorevolezza  e  meritocrazia, per il lavoro che  ha  fatto  la  I
  Commissione e, soprattutto, i deputati che hanno emendato e scritto
  in questo documento le regole per gli enti locali.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
   È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   colleghi
  parlamentari,  scusate,  io  non  riesco  veramente  a  capire   il
  significato  del  rinvio,  e vi spiego perché:  c'è  una  posizione
  chiara, cioè l'ultima cosa che voleva fare la minoranza era  quella
  di  chiedere il voto segreto. L'abbiamo detto in tutti i  modi,  lo
  abbiamo  detto  in  tutti  i  modi: noi vogliamo  partecipare,  non
  vogliamo  utilizzare il voto segreto. Vi chiediamo, come  minoranza
  per  giunta,  non  solo  come minoranza, come minoranza,  condiviso
  anche  da  una parte della maggioranza, di anticipare la  votazione
  dell'articolo 8 e dell'articolo 14, che per giunta rientra anche in
  quel   ragionamento   fatto  da  alcuni   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  dall'onorevole Assenza e dall'onorevole  Pellegrino,
  che riguarda la normativa nazionale.
   Quindi,  non  era un capriccio, era una garanzia che  chiedeva  la
  minoranza e voi e, davanti a questo, avete detto no, a tal punto da
  costringere   la   minoranza   ad   esercitare   poi    il    ruolo
  dell'ostruzionismo sull'articolo 1.
   L'avete fatto in maniera inconsapevole o l'avete fatto per  creare
  il  caso  e, quindi, trovarvi anche la scusa per non andare avanti?
  Certo, il dubbio ora mi viene.
   Allora, se noi rinviamo, ci ritroveremo di nuovo lo stesso quadro,
  cioè dobbiamo essere seri e obiettivi: se noi rinviamo, giorno  11,
  ci  ritroveremo  la  minoranza, una  parte  della  maggioranza  che
  riderà.  Noi  chiediamo  il  prelievo,  che  venga  discusso  prima
  l'articolo 8 dell'articolo 14, succederà questo. A cosa serve?  Sì,
  succederà questo, onorevole Pellegrino. Se lei mette in dubbio  che
  la prossima settimana  cosa pensa, che ci rincontriamo qui e noi vi
  diciamo:  sì, va bene, facciamo l'articolo 2 o facciamo  l'articolo
  3? Non esiste
   Noi ripartiremo, minoranza e parte della maggioranza, di nuovo con
  la  stessa  richiesta  e,  se voi pensate  di  andare  avanti,  noi
  utilizzeremo quello strumento, l'unico strumento che abbiamo, che è
  quello  dell'ostruzionismo  con lo stesso  risultato.  Allora,  non
  insistete, perché poi ve lo ricorderò la prossima volta.
   Cerchiamo, invece, di fare una velocissima sospensione  di  alcuni
  minuti;   definiamo,  riportiamo  di  nuovo  indietro  le  lancette
  dell'orologio,  approvando l'articolo 4 e l'articolo  14   scusate,
  l'articolo   8  e  l'articolo  14,  dopodiché,  nella  sospensione,
  definiamo dove dobbiamo andare, dove dobbiamo arrivare questa sera,
  altrimenti veramente è stata non solo una perdita di tempo,  ma  ci
  ritroveremo   la   prossima  settimana,  e  ne  avrete   tutti   la
  responsabilità di questo, di nuovo con questo quadro.
   Quindi,  mi  permetto  di  dire: facciamo  un  minimo  di  sforzo,
  portiamoci  almeno  due  articoli a casa,  che  sono  due  articoli
  importanti,  che  rientrano nelle cose che hanno detto  giustamente
  l'onorevole  Assenza  e  l'onorevole Pellegrino,  che  sono  quelle
  riconosciute  dalla  normativa nazionale   e  anche  dall'onorevole
  Laccoto;  dopodiché,  invece, il seguito  lo  andiamo  a  definire,
  quello che possiamo definire, se possiamo fare qualcosa stasera. E,
  secondo  me,  possiamo fare oltre l'articolo 4 - sono bloccato  con
  l'articolo 4 - oltre l'articolo 8 e l'articolo 14 - dobbiamo  anche
  fare,  e poi completiamo giorno 11. Però, non lasciamo il quadro  a
  questo  punto, perché lo riprenderemo la prossima settimana proprio
  da questa posizione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, credo  che  le  ultime  osservazioni
  dell'onorevole Dipasquale meritino condivisione e, quindi, intanto,
  mi associo anch'io alla richiesta di una sospensione dei lavori per
  valutare  il  prosieguo. Mi faccia però dire, non  per  spirito  di
  polemica, che tutte le richieste fatte dalle colleghe di evitare il
  voto segreto sono state testé smentite sull'articolo 1, perché...

                           (Brusìo in Aula)

   ASSENZA.  Scusate,  ma non è corretto, perché se  ognuno  si  deve
  assumere  le  sue  responsabilità, se le deve assumere  su  ciascun
  articolo. Non è che ci sono articoli che hanno una valenza maggiore
  degli altri.
   Allora,  se  sui controlli eravate contrari non c'era  bisogno  di
  chiedere il voto segreto: si votava e si bocciava.
   Ora  c'è  l'articolo sui permessi. Siete contrari? Palesatelo  che
  siete  contrari, e se c'è qualcuno di noi che è contrario lo palesi
  pure. Ma questo ricorrere al voto segreto, a cadenza alternata o  a
  seconda  degli argomenti, io non credo che faccia parte del galateo
  di correttezza istituzionale che dovrebbe contraddistinguere questo
  Parlamento.
   Quindi,  signor  Presidente,  io  reitero  la  richiesta  di   una
  sospensione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.

   GERACI. Grazie, signor Presidente. Intanto, a questa Presidenza va
  la mia solidarietà per come sta conducendo i lavori. Chiaramente ha
  ricevuto  molti  attacchi da parte del suo partito ma,  ancora  una
  volta, la Presidenza Di Paola dimostra di essere super partes.
   Ciò detto, signor Presidente...

                           (Brusìo in Aula)

   GERACI.  Un po' di silenzio, specialmente da parte del suo Gruppo.
  Le  dispiace  che  le  dò solidarietà però non  potevo  iniziare  a
  parlare non dandole solidarietà.
   Per  quanto riguarda la questione, credo che siamo arrivati ad  un
  punto: la sollecitazione che arriva dal deputato Dipasquale è molto
  importante.  Dobbiamo  ritornare  indietro  con  le  lancette  alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Io dico  questo:
  ma  secondo voi, in una giornata come oggi, vogliamo approvare  una
  legge  che  stabilisce le regole del gioco nei Comuni, la  vogliamo
  approvare  a  colpi di maggioranza e a voti segreti? O la  vogliamo
  approvare alla luce del sole? Credo che di fronte ai siciliani,  di
  fronte  alle  donne che sono qui in Assemblea, dobbiamo  approvarla
  all'unanimità, trovando punti d'incontro tutti assieme. Lo dobbiamo
  ai siciliani e alle persone.
   La  mia proposta, quindi, è quella, e faccio buona la proposta del
  deputato Dipasquale: mettere le lancette due ore indietro, riunirci
  brevemente  per  stabilire quello che va bene, su cui  tutti  siamo
  d'accordo e votare subito.
   Questo  è  quello che dobbiamo fare  Così esce una legge condivisa
  perché,  ripeto,  le  regole del gioco si fanno  assieme,  ci  sono
  voluti  due  anni per farle e ancora non riusciamo  a  trovare  una
  quadra.  Allora troviamola questa quadra, una volta per tutte   Non
  possiamo più tergiversare. C'è una scadenza, l'11 febbraio, ci sono
  delle  comunità  che aspettano, devono andare al voto,  anche  loro
  hanno  bisogno  delle regole del gioco. Certo il mio  appello  è  a
  tutti  i  Gruppi: facciamo un passo indietro per farne due  avanti.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Geraci.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie, signor Presidente, semplicemente  per
  puntualizzare  una cosa, perché non accetto quanto  detto  poc'anzi
  dal  collega Assenza, collega che tra l'altro io rispetto tanto per
  l'esperienza  e  per  i  valori  che  spesso  accompagnano  i  suoi
  discorsi.  Io  non  accetto che passi il  messaggio  che  le  norme
  contenute in questo disegno di legge siano tutte uguali, perché  io
  non  intendo  che  si  mettano sullo stesso  piano  una  norma  che
  accompagna  il  genere femminile all'interno delle  amministrazioni
  pubbliche,  nella parte delle giunte comunali, con  una  norma  che
  impone che il Presidente del Consiglio comunale, quando rappresenti
  il Consiglio comunale, si deve mettere una fascia gialla e verde  o
  blu e rossa, o alle norme in cui gli aumentiamo le indennità.
   Io non ho alcuna difficoltà a dire a quali norme voterò a favore o
  contro  col voto segreto -  e ve le dico adesso, una per una  -   a
  partire dall'articolo 2   su cui chiederò il voto segreto e  voterò
  per  la  sua abrogazione. E sa perché non ho difficoltà? Perché  le
  norme che fanno pena si distinguono agevolmente dalle norme di buon
  senso,  per  cui io non solo dichiarerò cosa voterà il Movimento  5
  Stelle  per ogni norma, è la maggioranza che non ha il coraggio  di
  dirlo  e  poi  vota con l'opposizione, per cui io questa  sfida  la
  raccolgo.
   In  secondo  luogo,  Presidente Di Paola, io chiedo  che  si  vada
  avanti  regolarmente nella discussione, avevamo data  l'opportunità
  di  dire votiamo due, tre articoli e poi lasciamo perdere il  resto
  perché non è il momento; per cui io già glielo anticipo, perché non
  voglio  fare perdere tempo a lei e al personale dell'Assemblea:  in
  Conferenza   dei   Capigruppo  per  determinate   decisioni   serve
  l'unanimità e il voto del Movimento 5 Stelle non c'è.

   PRESIDENTE. Colleghi, vi dico che rispetto agli interventi che  ho
  ascoltato, sono convinto che noi oggi abbiamo fatto un grande passo
  nell'iniziare  a  votare questo disegno di legge  che  ci  portiamo
  avanti da due anni, da due anni e mezzo.
   Per  questo, anche raccogliendo gli inviti - perché sono  convinto
  che,  comunque,  quest'Aula poi è sempre sovrana - che  sono  stati
  fatti da chi è intervenuto poco fa e, considerando che da parte  di
  questa  Presidenza c'è la volontà di portare avanti questo  disegno
  di  legge  e di approvare o bocciare le norme che questa  Assemblea
  reputa   opportune,  sospendo  l'Aula  per  dieci   minuti   e   do
  l'opportunità,  così come richiesto da parte di alcuni  Capigruppo,
  di  trovare un'ulteriore sintesi. Quindi l'Aula è sospesa per dieci
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.11)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Colleghi, non essendoci le condizioni di andare oltre, la seduta è
  rinviata a martedì prossimo, 3 febbraio 2026, alle ore 15.00.
                 La seduta è tolta alle ore 19:11 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         225a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 3 febbraio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Attività produttive  (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         - Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         - Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella