Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 11:06
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Discussione del disegno di legge Norme riguardanti gli enti
locali
(n. 738 Stralcio I Comm ter/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge iscritto
al punto 1) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio I
Comm ter/A).
Onorevoli colleghi, così come avevamo concordato, dobbiamo
chiudere la discussione generale sul disegno di legge degli enti
locali, quindi chiedo ai colleghi se c'è qualcuno che volesse
intervenire, di iscriversi.
Sono autorizzate a riunirsi e a continuare le attività di
Commissione, parallelamente all'Aula, le Commissioni Antimafia, IV
e VI.
Dicevo, chiudiamo questa mattina la discussione generale e poi
oggi pomeriggio riconvochiamo la seduta alle ore 15:00 per iniziare
a votare gli articoli del disegno di legge.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Schillaci, Campo e Cambiano.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, intervengo in discussione generale
su questo disegno di legge che abbiamo incardinato oggi all'ordine
del giorno sugli enti locali.
È un disegno di legge che non risolverà il problema degli enti
locali che poi, con la cronaca di questi giorni, mette proprio e
scopre i nervi di una struttura amministrativa molto fragile, per
questo motivo, intanto vorrei mandare un abbraccio di solidarietà
alle comunità che stanno vivendo ore tragiche in questo momento, in
particolare alla comunità di Niscemi, che vede franare veramente
impegno e diciamo beni propri di una vita in queste ore
drammatiche.
Tornando al disegno di legge sugli enti locali, dicevo, non è un
disegno di legge che risolve le principali criticità, prime fra
tutte la scarsa possibilità di utilizzare la spesa anche extra
regionale per la mancanza di tecnici di una cabina di regia che
possa risolvere i problemi degli enti locali.
L'abbiamo detto tante volte, abbiamo anche fatto ordini del giorno
come Movimento 5 Stelle per l'istituzione di uno staff tecnico
proprio in questa direzione, ma purtroppo non abbiamo visto delle
soluzioni in questa direzione.
Cosa salviamo di questo disegno di legge sugli enti locali? In
particolar modo, il Movimento 5 Stelle introduce il tagliando
antifrode anche per le elezioni amministrative comunali che dà la
possibilità di evitare il famoso fenomeno della scheda ballerina
con l'applicazione del tagliando che fa diventare la scheda univoca
ma non riconoscibile, così come già è stato attuato per le elezioni
nazionali e poi il disegno di legge finalmente ci darà la
possibilità, ad una delle pochissime regioni che non ha ancora
recepito la norma nazionale sull'equiparazione della presenza nelle
Giunte comunali del genere, di uno dei due generi.
Bene, il Movimento 5 Stelle ha anche presentato un emendamento che
eleva questa percentuale al cinquanta per cento, perché non
riteniamo che la quota del quaranta per cento sia, diciamo, giusta
nell'essere applicata; il Movimento 5 Stelle non è mai stato
favorevole alle riserve sulle quote rosa, perché abbiamo una
metodologia di accesso alle candidature bipartisan, cosa che non
avviene negli altri partiti politici.
Infatti, sin da quando siamo entrati nelle istituzioni, abbiamo
una percentuale di donne, presenti sia a livello regionale che
nazionale, in altissima percentuale rispetto ad altre forze
politiche, ma ci rendiamo conto che ciò non avviene in altri
partiti politici, ed è il motivo per il quale la politica ha
bisogno di donne che si occupano dei problemi dei propri territori,
ed è il motivo per il quale mi auguro che, oggi, i colleghi uomini
non facciano alcun scherzetto, che ci mettano la faccia e che non
si arrocchino dietro il voto segreto.
Quindi, io mi auguro che la votazione, immagino a partire dalle
quindici, possa finalmente restituire un minimo di dignità a questo
Parlamento siciliano.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, oggi mi chiedo: "ma cosa stiamo
facendo?" Perché, oggi, siamo qua a discutere di un disegno di
legge sulle poltrone, sul mandato in più, sul gettone in più, sul
consigliere in più, sulla percentuale in più, quando la Sicilia sta
scomparendo, da 391 comuni forse ne avremo 390.
Io capisco il calendario, l'ordine del giorno, la Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari, ma è una situazione in cui noi
dovremmo essere tutti con gli stivali di gomma, e non con i
mocassini e i tacchi a spillo, sui territori, a cercare aiuti, a
cercare di accelerare le risorse, dovremmo essere qui ad agevolare,
il più possibile, il collegato per avere fondi immediati, dovremmo
essere a battere i pugni sui tavoli romani.
Questo disegno di legge che arriva oggi qui, in questa giornata,
con un'Aula vacante, è inopportuno, perché la Sicilia è in una
situazione precaria, le dico solo che, qualche anno fa, a Cava
Mortella e Ispica si è aperta una voragine, non della portata di
Niscemi ma quasi, perché ci sono case sull'orlo, e questi Comuni
non sono soltanto due, sono cinquanta in Sicilia, è certificato Ci
sono delle situazioni che potrebbero succedere da un momento
all'altro, anche in altri Comuni della Sicilia, da 391 potremmo
diventare 390, 389, 388 Comuni e via discorrendo, e noi siamo qua a
parlare delle poltrone, degli enti locali, a me sembra, veramente,
che siamo fuori dal mondo, dentro il Palazzo, mentre la Sicilia
affonda, non va bene, Presidente.
Io non sono dello stato d'animo per essere qui a discutere di un
disegno di legge sulle poltrone degli enti locali, perché questo è,
l'abbiamo voluto chiamare disegno di legge sugli enti locali, ma il
nome non va bene, perché non aiuterà affatto gli enti locali ad
affrontare tutti i danni che hanno subito in questi giorni, sia dal
ciclone Harry che dalla situazione di Niscemi, e siamo tutti
niscemesi, Presidente
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, è anacronistico discutere, oggi, di
un disegno di legge degli enti locali che viene presentato,
all'opinione pubblica, come riforma degli enti locali.
Io sfido chiunque, e ogni cittadino siciliano, a immaginare che
cosa riforma questo disegno di legge, una riforma degli enti locali
ci saremmo aspettati, soprattutto in questo grave momento in cui la
classe politica è inchiodata alle proprie responsabilità,
un'assunzione di maturità, di coscienza, rispetto a quello che sta
accadendo nel territorio siciliano. Ecco, riforma degli enti locali
che prevede, intervengo in discussione regionale, di cui discutiamo
in Commissione ormai da qualche anno, mi pare che la montagna abbia
partorito un topolino, perché le norme che dovrebbero essere
introdotte nell'ordinamento regionale riguardano permessi
retribuiti per i Consiglieri comunali, indennità di carica per il
secondo Vicepresidente del Consiglio, laddove è prevista,
l'introduzione del Consigliere supplente.
Ecco, ma secondo voi i siciliani, quando leggeranno sulla stampa
riforma degli enti locali, si aspettavano che questa classe
politica introducesse, sentivano l'esigenza di introdurre la figura
del consigliere supplente? Quanto costa l'introduzione di questa
nuova figura? Non è stimabile il costo Perché nei comuni superiori
a quindicimila abitanti, si parla di incompatibilità tra il ruolo
di consigliere comunale e di assessore, quindi qualora un
consigliere comunale venga nominato assessore o ricopra la carica
di assessore nella Giunta comunale, subentra il consigliere
supplente possono essere uno, due, tre, questo in tutti i comuni
superiori ai quindicimila abitanti.
Quanto costa? Non è stimabile Perché non sappiamo quanti
consiglieri comunali assumeranno una carica in Giunta
Ecco, ma questo intervento è per far riflettere sul fatto che la
politica e la classe politica, non è abituata ad un'assunzione di
responsabilità, anziché concentrarci su quello che gli eventi,
purtroppo catastrofici, ci consegnano come messaggio che è quello
di un territorio fragile, di strutture amministrative non in grado
di preservare il territorio, di strutture amministrative non in
grado di programmare, di strutture amministrative non in grado di
avere una progettualità.
Io credo che non stiamo rendendo un buon servizio ai siciliani,
perché le classificazioni del PAI, le classificazioni del rischio
idrogeologico ad esempio, impongono massima prudenza nella spesa
pubblica nei territori: eppure in Sicilia ci sono comuni, sindaci,
che continuano a spendere risorse in zone a rischio R4, e allora io
mi sarei aspettato una riforma che vada in tal senso, e che faccia
assumere responsabilità anche a una classe dirigente, e di
amministratori locali, che probabilmente insieme all'intera classe
politica regionale e nazionale, è solo alla ricerca del consenso,
perché è il carburante della politica il consenso
Quindi, piuttosto che mettere in sicurezza un costone roccioso, si
preferisce ad esempio quello che è accaduto in un comune siciliano
qualche mese fa, spendere un milione e trecentomila euro per
realizzare una passerella in legno, e un'area giochi per bambini,
sotto una zona classificata R4 dal PAI, perché la realizzazione di
una passerella e di un'area giochi per bambini, anche in una zona
R4, magari porta consenso, mentre la messa in sicurezza del
territorio non porta consenso
Allora, la riforma degli enti locali che probabilmente serve ai
siciliani, è una riforma delle strutture amministrative che
permettono di impegnare le risorse e di preservare il territorio.
Perché veda, signor Presidente, l'altro elemento che deve far
riflettere la politica tutta, la comunità siciliana è che la
fragilità del territorio, riconosciuta e conclamata da anni, il
commissario contro il dissesto idrogeologico è il Presidente della
Regione, almeno da otto anni e mezzo a questa parte senza soluzione
di continuità. Quindi il commissario contro il dissesto geologico
era Musumeci e adesso è Schifani e purtroppo la responsabilità è
sempre di qualcun altro perché quello che sta accadendo a Niscemi,
ad esempio, è responsabilità di qualcun altro e non si comprende di
chi sia la responsabilità
È una classe politica non all'altezza di assumersi responsabilità
di governo. Questa destra che continua a fare propaganda rispetto
ad azioni mai realizzate, a infrastrutture che possono esistere
solo sulla carta, fa venire i brividi alla gente per bene.
GILISTRO. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Poi ci sono gli onorevoli Chinnici, Adorno e Burtone.
GILISTRO. Signor Presidente, grazie colleghi, dovrei dire grazie
Governo. Presidente, dov'è il Governo?
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, stiamo continuando la discussione
generale, c'è di mezzo pure un'emergenza, il Governo sarà presente
poi oggi pomeriggio per il voto.
GILISTRO. Sì, dico, io mi auguro che questo Parlamento possa, con
l'intervento, con l'avvento dell'intelligenza artificiale,
finalmente utilizzare l'intervento dell'intelligenza artificiale,
Presidente, per creare ologrammi dei nostri deputati, visto che
l'Aula è totalmente deserta
Ci sono deputati sempre dell'opposizione, poi questa è un'Aula
dove speriamo che in futuro, ah c'è un deputato, due, tre, quattro,
a chi più ne ha. Siamo arrivati a tre, a tre deputati del Governo.
È bellissima questa cosa, grazie per darmi una mano. Lo dico che ci
sono tre, e devo dire anche i nomi e cognomi. Questa è un'Aula che
ormai è diventata un'Aula deserta praticamente, solo noi
dell'opposizione siamo qui a vigilare.
Presidente, volevo dire soltanto, già i miei colleghi del
Movimento e anche gli altri colleghi di opposizione hanno definito
questo disegno di legge un "disegno farsa", un "disegno
barzelletta", così dicono. Perché di che cosa stiamo parlando? Un
disegno di legge sugli enti locali che dovremmo chiamare disegno di
legge "poltrone e sofà", perché è un disegno di legge solo per
poltrone Lo dobbiamo dire Con tutti i bisogni, con tutte le
necessità che gli enti locali hanno in questo momento - oltre tutto
in questi istanti di grande emergenza - noi stiamo a discutere sul
deputato supplente, abbiamo bisogno dei consiglieri. Stiamo
parlando di "poltronificio" Per l'ennesima volta, questo
Parlamento sta scadendo, sta scadendo nei contenuti.
Io credo che, Presidente, l'ho detto ieri e lo ribadisco ancora
una volta che credo che ci sia una fetta di popolazione che ormai
da anni, da decenni non va più a votare. Queste persone non vanno
più a votare perché sono indignate da come questa politica, oggi
becera, continua a comportarsi. E noi queste persone le stiamo
chiamando, le rivogliamo, le rivogliamo in piazza, vogliamo queste
persone che sono la metà della popolazione votante, che queste
persone con una matita possano mandare a casa governi beceri che
non sanno cosa vuol dire politica, non sanno cosa vuol dire
politica con la "P" maiuscola Sanno parlare di "P", le due uniche
"P": poltrone e partiti. Questo è quello che non vogliono più
sentire i nostri cittadini
Allora, Presidente, io chiedo che ci voglia in questo momento,
bisogna avere un quel guizzo d'orgoglio, quel guizzo d'orgoglio che
tutti noi, tutti noi indignati dovremmo sentire, questo è un
disegno di legge che veramente indigna tutti noi dell'opposizione
ma, soprattutto, indigna i nostri cittadini.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a parlare
della discussione degli enti locali ma in realtà dovremmo parlare
dell'ordine dei lavori, Presidente, perché l'ordine dei lavori
prevedrebbe che il Parlamento si occupasse della nostra Regione in
una fase in cui siamo in estrema emergenza, in una fase in cui
siamo in ginocchio e, invece, mi trovo a ripetere gli stessi
refrain che io stessa sono ormai stanca di ripetere, di fronte a me
ci sono tutte le sedie rosse degli assessori vuote e quella più
grave è l'assenza del Presidente della Regione siciliana e lo dico
perché?
Lo dico perché ancora una volta quelle che sono le esigenze dei
cittadini non vengono affatto rispettate, allora la priorità di
questa destra che ci governa in Sicilia, di questa destra che ci
governa in Italia, di questa destra che governa anche la mia città,
Catania, ma io voglio soffermarmi sulle priorità che sono messe qua
a disposizione dell'Assemblea regionale siciliana sono questo
disegno di legge sugli enti locali.
E io voglio dire ai cittadini di cosa tratta questo disegno di
legge: voglio leggere l'articolo 6, per esempio, perché è
importante dopo quello che sta succedendo a Niscemi, dopo che ci
sono 1500 famiglie, persone sfollate, dopo che forse un comune
intero non ci sarà più e non sarà presente nella nostra Regione,
l'articolo 6 prevede "Disposizioni in materia di rappresentanza del
Presidente del Consiglio comunale", perché dobbiamo dirlo
chiaramente, la politica determina le priorità e le priorità del
Governo Schifani sono "il Presidente del Consiglio comunale
rappresenta l'intero Consiglio nelle occasioni istituzionali, segno
distintivo del Presidente è una fascia bicolore gialla e rossa,
portata a tracolla e recante lo stemma della Regione siciliana e
quello del Comune di appartenenza".
Per non parlare dell'articolo 3 che prevede le "Disposizioni in
materia di gettoni di presenza e di indennità": Presidente, ci
troviamo come sempre di fronte a scelte inqualificabili, a scelte
delle quali noi parlamentari presenti in Aula, peraltro, in
stragrande prevalenza dell'opposizione perché loro mettono le loro
priorità ma poi non hanno la faccia nemmeno di scendere in Aula
E, allora, Presidente, io quello che chiedo è che questo
Parlamento torni ad occuparsi di quelli che sono i veri temi dei
siciliani e, allora, ci sono le coste della Sicilia orientale che
sono disintegrate, ci sono porti disintegrati, ci sono paesi che
non hanno più il lungomare, ci sono infrastrutture stra-importanti,
altro che Ponte sullo Stretto, la ferrovia che collega Catania con
Messina è distrutta, le linee sono interrotte, glielo possiamo dire
al ministro Salvini questo? Glielo possiamo dire al Governo Meloni
che un miliardo e trecento milioni di FSC ieri sono stati votati
non da questo Governo di destra ma dalle opposizioni insieme, unite
che con qualche franco tiratore, perché i mal di pancia nel
centrodestra non finiscono mai e tutti in maniera forte abbiamo
detto che i soldi destinati al Ponte sullo Stretto venissero invece
destinati a quelle necessarie infrastrutture siciliane?
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riservo poi di
intervenire nuovamente quando cominceremo a discutere l'articolato,
però volevo mettere subito le cose in chiaro per quello che
riguarda uno degli articoli di questo disegno di legge, che per
questo Parlamento dovrebbe essere prioritario, mi riferisco
all'articolo che riguarda la differenza di genere, perché non è un
articolo sulle quote rosa ma è un articolo che, com'è noto,
dovrebbe adeguare finalmente la Sicilia al resto d'Italia e
garantire che ogni genere sia rappresentato nelle Giunte almeno per
il 40 per cento.
E, allora, noi che siamo solo 15 donne su 70 - e questo la dice
lunga - auspichiamo e ci rivolgiamo fin da ora ai nostri 55
colleghi uomini perché su questo articolo non si chieda il voto
segreto, ognuno ci deve mettere la faccia.
Lo cominciamo a dire subito, lo ribadiremo più tardi, che non si
chieda il voto segreto su questo, perché il voto segreto noi
opposizioni lo usiamo, lo abbiamo usato fino a ieri notte, fino a
ieri sera per fare opposizione, ma qua si tratta semplicemente di
adeguare una normativa che pone la Sicilia allo stesso modo, allo
stesso livello delle altre Regioni.
E siccome siamo particolarmente indietro sulla rappresentanza di
genere, i numeri sono impietosi, quanto meno chiediamo e facciamo
appello perché non si chieda il voto segreto, perché ci si metta
tutte e tutti la faccia.
Come le dicevo prima, mi riservo poi di intervenire nel corso
della seduta, più tardi quando riprenderemo con il voto. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. È iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, un disegno di legge in discussione in
Aula che abbia come centralità la questione degli enti locali - è
stato detto da qualche collega - non può che portare la nostra
mente a quanto sia successo in queste giornate.
Ci sono stati interventi, anche in Aula, significativi nei giorni
scorsi, stamani, però aprire il dibattito sulle condizioni degli
enti locali in Sicilia non può che avere quel riferimento,
purtroppo triste, di ciò che è accaduto nella nostra Sicilia.
Lo abbiamo detto subito, un grazie alla Protezione civile per
quello che ha fatto, perché avere anticipato alcune segnalazioni,
alcune previsioni meteorologiche è stato fondamentale.
Noi non abbiamo fortunatamente dei morti, abbiamo tanti, tanti
danni e questa situazione, quindi, non è stata drammatica perché
abbiamo avuto un'anticipazione significativa, tecnicamente valida
da parte della Protezione civile che ringrazio, ringrazio il
Direttore, ingegnere Cocina.
Noi sindaci siamo stati allertati continuamente con richieste di
istituire il COC, di seguire puntualmente ciò che accadesse.
I danni ci sono stati e noi delle aree interne abbiamo detto con
chiarezza: "Guardate alle aree rivierasche, ai litorali, perché la
situazione è molto più grave nella fascia ionica".
Questo lo ribadiamo, aggiungendo però due considerazioni: una meno
grave che è quella, però, significativa per i protagonisti, quella
della perdita dei prodotti; ci sono numerosi produttori agricoli
che hanno perso quasi tutta la produzione, parlo degli
agrumicoltori ma parlo anche di altre attività agricole che sono
state falcidiate, ma il tema centrale, Presidente, che qui
ribadisco, è quello di Niscemi, un comune a noi molto caro, un
comune che si trova in grande difficoltà.
Proprio ieri il direttore della Protezione civile nazionale ha
ribadito la gravità della situazione, il peggioramento che si
potrebbe determinare.
Allora, Presidente, concludo questa parte dicendo con chiarezza
che non c'è tempo da perdere, incalzeremo il Governo nazionale, non
si possono usare due pesi due misure, si è detto che nel resto
d'Italia si sono fatti interventi significativi, ribadiamo un
impegno che deve essere veloce, deve essere veloce per ripristinare
le condizioni nella zona ionica, deve essere veloce per mettere al
centro questo comune che ha avuto una funzione importante anche dal
punto di vista produttivo - è stato il centro per la produzione dei
carciofi, ha orientato anche questo tipo di attività -, ora si
trova in difficoltà e le difficoltà ripeto potrebbero peggiorare,
c'è bisogno di tanto tanto lavoro, siamo pronti come minoranza a
dare il nostro apporto perché la condizione della Sicilia è una
condizione piegata, gravemente in sofferenza, non possiamo non
tener conto che saranno necessari studi geologici, piani regolatori
da rivedere, c'è una situazione talmente impegnativa che deve
richiedere senso di responsabilità e lavoro.
Rispetto a questo, certo il disegno di legge che è stato
presentato sembra minimale, la collega Chinnici parlava della
necessità di non votare col voto segreto una norma che in tutto il
Paese, quella della parità dei generi, importantissima. Sono
sindaco, Presidente, ho sempre messo la metà degli assessori, anche
nel Consiglio comunale la metà sono donne, quindi non sento questo
problema.
Credo però, lo dico all'Aula, che se non si dovrà votare col voto
segreto su una norma che è in tutta la Nazione, non si dovrà votare
col voto segreto neanche per l'altra norma che è in tutta Italia
cioè quella del terzo mandato.
Credo che dovrebbe essere buona norma questa qua, perché se in
Italia sono riconosciute alcune norme credo che la Sicilia, qualora
non dovesse vedere qualche pericolo, dovrebbe seguirle e quindi
credo che ci debba essere questa un'uniformità di vedute.
Per il resto, Presidente, non credo ci siano tanti atti
importanti, i comuni hanno grande esigenza. Veda, Presidente, la
Svimez nei giorni scorsi ha scritto una cosa interessante, ha detto
se in Sicilia - ed è così - il Pil è aumentato e poi la condizione
della vita è diversa rispetto al Pil, purtroppo, amaramente
diversa, se è aumentato è perché si sono utilizzati i fondi del
PNRR, si è utilizzato il Fondo del 110 e questo è merito dei
comuni, lo ha sottolineato lo Svimez, ha detto che i comuni hanno
avuto questa funzione importante, hanno dimostrato di essere - se
mi si permette l'utilizzo di un termine scientifico - l'asse
muscolo scheletrico del nostro del nostro territorio, sono stati
quelli che recepiscono, i primi recettori che colgono quelle che
sono le esigenze delle comunità, quindi vanno aiutati laddove hanno
problemi, non dove non ci sono le problematiche e le questioni che
andrebbero superate.
Si vogliono fare alcuni aggiustamenti formali, io non li ritengo
necessari, però specie in questa fase, penso che i comuni avrebbero
bisogno d'altro, avrebbero bisogno intanto di rimettere al centro
la loro funzione di erogatore di servizi ma anche di promotore
dello sviluppo. Io parlavo del PNRR. La condizione delle nostre
città non è quella derivante dal Pil registrato, è quella di
cittadini che vedono aumentare l'energia e quindi le bollette, che
si trovano in difficoltà quando vanno a fare la spesa. È questo il
tema E che trovano difficoltà ancora dal punto di vista produttivo
per far decollare alcuni settori.
Così come sul tema della burocrazia, Presidente. I comuni hanno
difficoltà, intanto, perché non hanno il segretario a tempo pieno.
La gran parte dei comuni ha un segretario, se riesce, a scavalco.
Non parliamo dell'ufficio tecnico, anche questo a scavalco. Non
parliamo del ragioniere. Per non finire, per non sottovalutare,
anzi, per mettere al centro il tema... la maggior parte dei
funzionari sono persone che sono entrate con l'ex articolo 23 e che
hanno un monte ore assolutamente inadeguato; è là che bisogna
incidere, rimettere in sesto un percorso che possa essere utile
alla comunità per avere delle strutture burocratiche efficienti,
così come - non c'è dubbio - la denatalità che colpisce le aree
interne, è un tema che va posto con grande attenzione. Ne parliamo,
dopodiché i dati ci dicono che c'è bisogno di alcuni interventi da
fare subito, anche perché la denatalità non è determinata soltanto
dalla poca nascita di bambini, ma anche dal fatto che tanti giovani
lasciano la nostra Terra per andare in altre parti dell'Italia.
Così come abbiamo problemi notevoli dal punto di vista fiscale,
Presidente. I comuni non riescono ad arrivare, ad avere le risorse
che i cittadini devono dare. Lo dicevo per le condizioni
economiche, quindi non abbiamo evasori ma creditori, però, non c'è
dubbio, che anche su questo bisogna fare un ragionamento se è vero,
come è vero, che gran parte dei comuni scivola nel Piano di rientro
e poi nel piano che prevede quasi il fallimento dell'azione
amministrativa del comune.
Concludo, Presidente. C'è un grande dibattito sul tema della
violenza, della sicurezza. Si è detto che anche i comuni devono
essere interessati, si sta facendo molto sul piano della
videosorveglianza. Presidente, però, il cancro delle nostre
comunità sono le devianze legate alla droga, all'alcool e i giovani
hanno anche ormai questa tendenza di utilizzare armi improprie, di
fare violenza immotivata. Su questo bisogna intervenire. E per fare
questo non serve soltanto aumentare la pena, serve soprattutto
un'azione di prevenzione. La scuola, innanzitutto, deve fare questo
lavoro.
Noi abbiamo attivato - come comune di Militello in Val di Catania
- dei nuclei di ascolto all'interno della nostra scuola con lo
psicologo, con alcune figure che operano nell'ambito della
prevenzione, ma si è visto subito che si è in una condizione di
insufficienza, perché il mondo giovanile è in grande difficoltà e
la risposta, Presidente, la devono i comuni. Lo Stato sì, deve fare
ed è opportuno che si muova, che attivi soprattutto la
realizzazione di nuove caserme, la presenza delle forze dell'ordine
nel territorio, ma l'attività di prevenzione, i messaggi di vita
che possono contrastare questa violenza inaudita, non possono che
venire dai nostri comuni e noi su questo, Presidente, lavoreremo
convinti che i comuni continuino ad essere l'unico luogo in cui ci
possa essere una richiesta e poi l'impegno concreto da parte di
amministratori che non devono attendere, ma che devono lavorare
immediatamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritto a parlare
l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Intervengo in sede di discussione
generale su questa normativa approdata finalmente dopo un lungo
percorso in Commissione, un primo approdo in Aula per poi ritornare
in Commissione. Normativa indubbiamente importante che interviene
sulla vita dei nostri enti locali.
Le norme più importanti le avete già ricordate nei precedenti
interventi, credo che l'attenzione si concentri soprattutto sul
terzo mandato per i sindaci dei comuni sino a 15 mila abitanti e la
norma volta ad assicurare una maggiore parità di genere nell'ambito
delle amministrazioni locali. Sono entrambe due norme che
appartengono al patrimonio normativo del resto d'Italia e dobbiamo
riconoscere che siamo in profondo ritardo per recepire due norme
che, tra l'altro, oltre ad essere, ripeto, applicate nelle altre
Regioni, sono anche norme di assoluto buon senso.
Personalmente, ma è una mia convinzione personale che non impegna
assolutamente il partito, io eliminerei qualsiasi limite ai
mandati. Fino a quando un soggetto ha la fiducia dell'elettore, per
me, merita di rappresentare al meglio quell'elettorato in tutti i
campi in cui ciò avviene, sia nella politica sia nelle professioni,
sia in quant'altro. È il consenso che determina, a mio modestissimo
avviso, la durata del mandato e non un tetto, un limite, imposto
dalla norma, ma sono riflessioni estranee rispetto al dettato
normativo oggi all'esame del Parlamento.
Vi sono altre norme importanti: quella dell'introduzione del
consigliere supplente, quella che regolamenta meglio i permessi per
i consiglieri. Ci siamo permessi anche di presentare degli
emendamenti che, finalmente, rendono giustizia, quanto meno in tema
di rimborso spese per i consiglieri dei liberi consorzi che, in
questo momento, finalmente, sono stati eletti sia pure con
un'elezione di secondo livello e che, però, non possono nemmeno
fruire del rimborso spese per la loro attività, come un'altra norma
che, secondo noi, è sacrosanta che è quella di equiparare almeno
l'indennità del presidente del libero consorzio a quella del
sindaco del comune capoluogo. Spero che l'Aula li apprezzi.
Per quanto riguarda quella norma che ha suscitato tanto interesse
e anche tante discussioni e tanta preoccupazione, soprattutto da
parte delle nostre colleghe donne nel Parlamento, io ho già detto
pubblicamente, lo ribadisco formalmente da questo podio, che ho
impegnato il Gruppo di Fratelli d'Italia a non chiedere il voto
segreto su questa norma e a non sostenere l'eventuale richiesta di
voto segreto da parte di terzi.
Credo che sia importante come, mi permetto di dire che, quanto
testé affermato dal collega Burtone è altrettanto sacrosanto, cioè
sarebbe opportuno che, anche sul terzo mandato, si evitasse di
chiedere il voto segreto, con una precisazione però: l'entrata in
vigore della norma sulla rappresentanza di genere non può essere
immediata. Non può essere immediata per una serie di ragioni perché
abbiamo tutta una serie di Giunte che hanno faticosamente raggiunto
degli equilibri e che verrebbero sconquassate da un'entrata in
vigore immediata di questa norma.
Tra l'altro, il primo turno elettorale è fra cinque mesi, quindi
l'emendamento da noi presentato è nel senso che la norma sul limite
del 40 per cento della rappresentanza in Giunta debba avere
applicazione dal prossimo turno elettorale. Inoltre, non essendo
ancora in vigore, evidentemente, la norma che permette l'ingresso
del consigliere supplente, abbiamo tutta una serie di Giunte in cui
gli assessori eletti come consiglieri, si sono dimessi da
consiglieri per far fronte all'ingresso dei primi dei non eletti e
quant'altro e che, in questo momento, se dovessero essere
sostituiti a forza per il raggiungimento della quota di genere, si
troverebbero ad essere estromessi sia dalla Giunta sia dal
Consiglio Quindi, ragioni di assoluta opportunità propendono per
far sì che una norma di assoluto buon senso che assicuri questa
rappresentanza, però, trovi applicazione dal prossimo turno
elettorale, dal prossimo cambio dell'amministrazione.
Uguale sconquasso non sorgerebbe per il consigliere supplente o
per quant'altro perché, evidentemente, si potrebbe solo allargare
la compagine e non, invece, stravolgere le compagini come
avverrebbe nel primo senso che, credo che sia una proposta di buon
senso, che possa trovare accoglimento nell'Aula, e penso di poter
dire che è una proposta che agevolerebbe di molto anche il percorso
di approvazione della norma in sé sulla rappresentanza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. È iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Diciamo che ieri abbiamo affrontato
in Aula, stravolgendo quello che era stato deciso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e ritorniamo, per la quarta
volta, con il disegno di legge degli enti locali. Ritorniamo, lo
dico in Aula perché, presidente Di Paola, più volte abbiamo
dibattuto in quest'Aula e, nelle discussioni generali che abbiamo
fatto, abbiamo sempre sostenuto - e lo dico non solo da Capogruppo
del Gruppo parlamentare del Partito Democratico ma anche di
componente della I Commissione - che questo testo di disegno di
legge, al di là di tutto quelle che sono state le audizioni,
ritengo che non risolva il problema degli enti locali, perché
abbiamo parlato e abbiamo audìto più volte ciò che degli enti
locali è la governance, cioè l'ANCI, l'ALI, abbiamo parlato con i
sindaci, ai quali dobbiamo dare delle risposte. Però, le risposte
che, ovviamente, dobbiamo dare agli amministratori, non possono
essere risposte dentro un articolato, per esigenze di territorio e
di provincia.
Questo intervento già lo avevo fatto nell'ultima volta che questo
testo approdava in quest'Aula, perché quello che l'ANCI, gli
amministratori, chiedono al Governo regionale è più presenza dal
punto di vista di azioni governative, è più presenza rispetto a
quelle che sono le materie legate ai rifiuti, legate alle risorse
che la Regione dovrebbe dare ai comuni.
Noi abbiamo fatto delle battaglie in finanziaria proprio per dare
un contributo importante ai comuni perché hanno difficoltà nei
governi delle città, perché abbiamo diversi comuni che sono in
dissesto e in predissesto. Abbiamo detto che non sono le norme
legate al consigliere supplente o a qualche altra norma di qualche
deputato che mette dentro questo disegno di legge.
Abbiamo voluto dire, attraverso quella è stata la nostra posizione
e battaglia in Commissione ma soprattutto in Aula: guardate che
agli amministratori quello che serve sono le cose importanti che la
Regione può dare come le risorse agli enti locali.
E lo dico, presidente Di Paola, perché vorrei un attimino fare un
excursus di quello che è questo testo. Questo disegno di legge
inizia il suo percorso nel 2024. Due anni fa, con cinque articoli
che, ovviamente, erano dentro l'ARS. Doveva contenere delle norme
correttive della legge di stabilità che servivano ad evitare
l'impugnativa dello Stato e invece è diventato di fatto, per la
quarta volta, il cavallo di Troia di una legislazione confusa e
frammentata, la nostra.
Da quel disegno di legge si sono generati, Presidente, 21 disegni
di legge Ci ritroviamo, presidente Di Paola, ad affrontare questa
discussione generale e ancora una volta la affrontiamo, ma del
Governo non vediamo nessuno, la delega ad oggi è del Presidente
della Regione, abbiamo due Assessori, compreso quello che è
ovviamente mancante della delega e quindi la competenza è degli
enti locali assente, quindi stiamo facendo una discussione generale
dove parliamo di aria fritta tra di noi, siamo 15 colleghi e quindi
ci stiamo dicendo le cose.
Di questi 21 stralci, Presidente, il disegno di legge degli enti
locali è forse quello che ha avuto una vita tormentata rispetto a
tutte le cose che abbiamo affrontato, molte norme in questo
provengono da articoli, Presidente, che hanno un altro disegno di
legge che è il numero 105, che è un disegno di legge di tantissime
e numerose riunioni che abbiamo fatto in I Commissione, il collega
Giambona che è stato con me ovviamente lo sa, abbiamo fatto
tantissime riunioni e innumerevoli riscritture.
Nel corso del 2025, Presidente, il 738 che, in sostanza ha
assorbito il disegno di legge 105, è discusso in Commissione da
febbraio ad aprile e questo testo deve essere esitato ancora in
Aula, vengono dati i termini per la presentazione degli
emendamenti, praticamente non la voglio fare lunga, perché c'è
tutta la cronistoria, presidente Di Paola, siamo davvero di fronte
ad un testo che ci fa comprendere come questo testo non abbia
nemmeno, da parte della stessa maggioranza, la voglia e la volontà
di essere affrontato in Aula perché, di fatto, quando parliamo con
l'ANCI, sono poche le norme che interessano e che hanno un
interesse importante per quello che riguarda appunto i sindaci; una
su tutte che ovviamente ci hanno chiesto e richiesto, lo potevamo
fare in altre occasioni, è il permesso che loro chiedono per gli
amministratori.
Poi ci sono degli argomenti, presidente Di Paola, in cui
ovviamente poi in quest'Aula, è chiaro che ogni Gruppo parlamentare
può avere anche all'interno delle sensibilità diverse perché magari
possono insistere delle prerogative rispetto ad una provincia,
piuttosto che un'altra; però non possiamo esimerci da temi che non
sono più temi che possono essere rimandati alle calende greche,
sono temi che hanno bisogno di essere affrontati e temi dove non
possiamo ad esempio non recepire delle norme nazionali. Lo dico,
uno su tutti, perché per noi è stato e continua ad essere non un
cavallo di battaglia, ma è una questione di dignità, non possiamo
non recepire la norma del 40 per cento sulla parità di genere e noi
su questo, presidente Di Paola, poco fa mi ha anche preceduto il
mio collega Burtone, non facciamo barricate nel dire che possiamo
anche lanciare dei messaggi nel recepimento di norme nazionali,
però quest'Aula non si può, ancora una volta, classificare per dire
di no a norme che hanno carattere di dignità a livello nazionale. E
noi, come Regione siciliana, ancora insistiamo, che attenzione, non
vuole essere una battaglia tra uomini donne, è una battaglia di
dignità, perché non possiamo essere quella Regione che non ha la
norma sulla parità di genere, non possiamo dire in Sicilia sì,
vogliamo che ci sia la classe dirigente con parità di genere e poi
siamo quella Regione che non recepisce la norma
Allora, ci deve essere un sussulto di dignità, e lo dico a tutti i
colleghi, perché non c'è da fare maggioranza e opposizione, c'è, da
Parlamento regionale, di assumersi una responsabilità, perché,
comunque, nel resto d'Italia, la Sicilia viene guardata; e
soprattutto in queste ore, io lo dico, certo, affrontare il disegno
di legge "enti locali" in un momento davvero drammatico per quello
che sta avvenendo - fino a ieri sera abbiamo votato quel minimo di
risorse per il comune di Niscemi, per l'alluvione, per il ciclone -
dico, è chiaro che noi dobbiamo andare avanti con i lavori.
Ritengo, però, una cosa, Presidente Di Paola: quest'Aula, tra
qualche ora, al di là di questo articolato, dei venti articoli ci
sono articoli che davvero, lo dico perché non sono proposte che
partono da noi, ma sono proposte che partono da qualcuno che
vorrebbe un qualcosa in un Comune, perché gli torna utile rispetto
a una norma, un emendamento, un qualcosa. Ci sono delle norme che
hanno davvero la valenza della dignità di una Regione e la
classificazione della classe dirigente tutta, di un Parlamento
antico come quello siciliano. Non possiamo continuare a demandare
cose importanti, come quello del recepimento della norma del 40 per
cento sulla parità di genere, e su questo io spero davvero che
questa Assemblea possa avere un sussulto di dignità nel resto di
tutte le altre Regioni d'Italia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come abbiamo detto
più volte, questo è un disegno di legge che, enfaticamente,
qualcuno ha voluto definire una riforma, ma in realtà non riforma
alcunché e cerca di dare, con la maggior parte delle norme che lì
sono state inserite, uno strumento alla maggioranza di Governo, a
questa maggioranza di Governo, che governa moltissimi Comuni
siciliani, per risolvere i problemi che ciascuno di essi vive nei
diversi enti locali.
La norma più emblematica è quella del consigliere supplente, che
non serve ad altro che ad acconsentire a chi oggi governa gli enti
locali, e quindi a questa maggioranza di Governo, di arruolare
ulteriore personale politico; sostanzialmente, è un arruolamento di
massa che questo Governo sta mettendo in campo, ricoprendo più
caselle e dando, sostanzialmente, più incarichi, infischiandosene,
però, di una cosa, di un dato che è conosciuto a tutti, ma del
quale questa maggioranza intende infischiarsene, ossia la
difficoltà dei Comuni siciliani a chiudere i bilanci.
E, veda, tra l'altro, mi dispiace che tra i promotori di questa
norma ci siano tanti colleghi che hanno fatto gli amministratori
locali, e sanno e conoscono le difficoltà che tanti amministratori
hanno nel chiudere i bilanci, perché con questa norma, con queste
norme, si sta aumentando la spesa obbligatoria degli enti locali,
costringendo, dunque, ogni amministrazione a tagliare i servizi ai
cittadini per chiudere i bilanci. Perché, vedete, questa norma che
cosa fa? Entra a gamba tesa, queste norme entrano a gamba tesa, sul
sistema di governo degli enti locali, prevedendo nuova spesa, senza
trasferire un centesimo.
Io, guardate, lo dico, non è che sono ideologicamente contrario
all'aumento dei permessi, se dai permessi può derivare un
miglioramento della qualità dell'amministrazione, soprattutto nei
piccoli Comuni, se si dà la possibilità agli amministratori, che
prendono pochi euro, perché per esempio un tema che dovremmo
affrontare è che nei piccoli comuni sta diventando sempre più
difficile trovare chi è disponibile a fare l'assessore, perché gli
assessori prendono 100, 200 euro e devono rinunciare, per l'impegno
che profondono, al loro lavoro, alla loro vita privata. Allora,
probabilmente quello sarebbe il tema, ma non è un tema che deve
gravare sulle casse degli enti locali, questo è il tema che l'Aula
dovrebbe affrontare decidendo di trasferire più risorse per questo
scopo. Invece noi che facciamo? Entriamo a gamba tesa, prevediamo
nuove spese, senza prevedere alcun nuovo trasferimento
Quindi decidiamo sulla vita di un ente, che nella nostra
Costituzione è definito come un ente autarchico, quindi in grado di
autogestirsi nei limiti demandatigli dalla legge, perché questo è.
Peraltro, rammento che con la riforma del Titolo V della
Costituzione abbiamo previsto che i comuni, le province, la Regione
creano il sistema istituzionale della Repubblica, però questa
Assemblea, in maniera maldestra, intende entrare a gamba tesa su
quel sistema, dicendogli intanto tu questa spesa la devi fare,
dopo di che come riuscirai a realizzare i servizi, come riuscirai
ad assicurare i servizi ai cittadini te la vedi tu . Questo non è
un modello che deve seguire un legislatore sano. Un legislatore
sano non utilizza la legislazione per i suoi scopi, una maggioranza
di Governo non sfrutta il ruolo che riveste in questo Parlamento
per assicurarsi sostegno da parte dei consiglieri di turno, che
verranno beneficiati da queste norme. Ha in mente un sistema in cui
le parti politiche competono, competono lealmente e non utilizzano
le Istituzioni per i loro obiettivi personali. Invece, con questa
iniziativa legislativa, al netto di alcune norme che sono di
assoluto buon senso, ivi compresa quella del 40 per cento nelle
Giunte dedicato, in questo caso bisogna dire alle donne, ma al
netto di alcune norme che sono di buon senso, tutto il resto viene
utilizzato strumentalmente.
Allora, ieri l'Assemblea che ogni tanto si è ricordata di essere
il Parlamento più antico d'Europa, ma non molto spesso il
Parlamento più autorevole d'Europa, ha dato una buona prova di sé.
Oggi, approvando alcuni degli articoli contenuti in questo disegno
di legge, daremmo buona prova di noi? Saremmo all'altezza del
compito che i siciliani ci hanno affidato? O saremmo ancora qui
dipinti come quelli che vogliono, o alcuni di voi, saranno contenti
di essere dipinti come quelli che vogliono perpetrare un sistema di
potere, a discapito della qualità della democrazia? Questo è il
tema che oggi questo disegno di legge ci consegna, non altro
Perché poi sul terzo mandato, sul numero di mandati illimitati, è
legittimo che ciascuno di noi possa avere le sue opinioni, io le
mie già le ho espresse, è noto. Però, tutte quelle norme che non
hanno a che fare con la qualità della vita dei cittadini, che non
hanno al centro della loro impostazione il problema di migliorare
il rapporto tra amministratori e amministrati, dovremmo avere il
coraggio di stralciarle, e dovremmo avere magari il coraggio di
pensare a norme che invece recuperano quel senso, invece no.
Qui, si parla praticamente di riforma degli enti locali, ma di
riforma non c'è niente.
E poi concludo, signor Presidente, su una annotazione sull'ordine
dei lavori. Noi abbiamo presentato, e in particolare a mia prima
firma, diversi emendamenti, alcuni anche di riscrittura, che non
sono riportati sul fascicolo. Vorremmo capire dal punto di vista
regolamentare come sono stati trattati, se siano stati stralciati
perché aggiuntivi, perché sono stati trattati come aggiuntivi.
Perché anche in questo, anche in questo c'è bisogno,
nell'esercizio legittimo delle prerogative della Presidenza, non è
mio ovviamente obiettivo sradicare le competenze che sono della
Presidenza, però vorremmo capire perché alcuni emendamenti che per
noi erano di riscrittura, per esempio, sono stati trattati come
aggiuntivi e sono stati esclusi dal fascicolo; e poi vorremmo
capire se questi aggiuntivi verranno trattati, laddove
eventualmente fossero stati trattati come tali, nella discussione
che seguirà questo pomeriggio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Se gli emendamenti non sono all'interno del testo vuol dire che
sono stati considerati come aggiuntivi, però se ci sono dubbi su
qualche emendamento presentato può rivolgersi agli Uffici con il
testo dell'emendamento e verifichiamo.
È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Io, naturalmente, innanzitutto, ringrazio la collega
Campo perché la penso perfettamente come lei per quanto riguarda
questo disegno di legge. Per carità, è un disegno di legge che più
volte è stato spostato, siamo all'ennesima volta che entra in Aula
e che se ne deve parlare e si deve affrontare, però è chiaro che in
un momento come questo noi siamo tutti concentrati su quello che
sta accadendo nei nostri territori, naturalmente alcuni territori
sono maggiormente colpiti rispetto ad altri ma, ricordiamoci tutti,
sia da donna, che da parlamentare, ma soprattutto da siciliana, io
credo che in questo momento, le priorità siano trovare tutte le
soluzioni e tocca a noi trovarle perché siamo noi che dobbiamo
legiferare. Io credo che tocchi a noi trovare tutte le soluzioni,
quando ce ne possono essere, perché è ovvio e lei sa meglio di me,
conosce la storia di Niscemi, lei sa bene che noi in questo momento
dobbiamo solo andare ad aiutare migliaia di famiglie che sono messe
al freddo e al gelo con la ricerca delle coperte, delle lenzuola,
dei cuscini, con le cucine da campo che stanno partendo dalle altre
province per cercare di dare aiuto. Quindi, credo che la priorità
di questo Parlamento sia questa. E questo lo voglio ribadire da
donna, da parlamentare e da siciliana. Dopodiché, è chiaro che noi
siamo di fronte a un disegno di legge, oggi abbiamo questo
all'ordine del giorno, lo affronteremo. Non mi sono mai tirata
indietro sul sostegno alle donne e lo dico convintamente perché non
sarà una parità di genere, il 40 per cento, che potrà risolvere i
problemi che ci sono sull'arretratezza di questa Regione dal punto
di vista "donne".
Allora, siccome sono convinta che si deve partire dai dati, io
vorrei fornire alcuni dati della nostra Terra. La Sicilia, secondo
le tabelle Eurostat riferite al 2024, registra un tasso di
occupazione femminile del 34,9%, mentre in Italia la media è del
53,3 %, cioè 20 punti percentuali in più. Se poi vogliamo andare in
alcune regioni, come la provincia autonoma di Bolzano, il distacco
salirebbe oltre il 33 % in più rispetto alla Sicilia. Se noi
continuiamo a guardare poi in un quadro internazionale, noi siamo
agli ultimi posti di tutta l'Unione Europea, superati solo da
Melilla e Ceuta, che si trovano in Sudamerica e in Africa. Allora,
questi sono i numeri che dicono quanto il talento femminile in
Sicilia continui ad essere mortificato, quindi è ovvio che noi
stiamo discutendo su una norma semplice, che si basa sui principi
costituzionali, che non è altro che il recepimento di una norma
nazionale che è stata già votata nel 2014, cioè dodici anni fa. E
se noi andiamo a guardare chi l'ha votata, tra il voto in appello
nominale c'è il "sì", il voto favorevole del Presidente Schifani.
Quindi, mi dispiace che il Presidente Schifani non sia in Aula
perché vorrei soltanto semplicemente chiedere: "se la norma andava
bene per Roma, perché non va bene per la Sicilia"?
Quindi, io non voglio neanche stare lì a discutere, a chiedere,
perché non dobbiamo chiedere. Noi stiamo chiedendo il recepimento
di una norma nazionale, abbiamo visto che ci sono già colleghi
uomini che si sono pronunciati e che ringrazio, quindi perché sono
favorevoli a questa norma, a prescindere dal colore politico,
perché non ha appartenenza politica. Questo è un fatto di
restituire dignità e democrazia alla nostra Terra e, soprattutto, è
indice di modernità.
Noi siamo considerati sempre e comunque l'ultimo fanalino di coda
della nostra Italia. E lo stiamo vedendo purtroppo - dico purtroppo
- anche in questa emergenza, che nessuno del Governo nazionale - o
almeno pochi del Governo nazionale - stanno prestando la giusta
attenzione al disastro che sta accadendo nella nostra Terra e nei
nostri territori.
Proprio perché io sono convinta dell'arretratezza della nostra
Terra e della situazione dell'occupazione femminile, già
nell'aprile del 2023 avevo presentato un disegno di legge che
nasceva proprio da un'analisi severa che avevo fatto sulla
condizione femminile in Sicilia e proprio in questo disegno di
legge, l'articolo 9 prevedeva il riequilibrio della presenza di
uomini e donne negli organi di amministrazione e di controllo degli
enti e delle società partecipate della Regione, garantendo che il
genere meno rappresentato avesse almeno un terzo dei componenti e
che la metà delle cariche di nomina regionale fosse riservata alle
donne; l'articolo 10 di questo disegno di legge introduceva misure
per assicurare la parità nelle giunte comunali, prevedendo persino
un sistema di premialità per i comuni virtuosi e di sanzione per
chi non adegua i propri Statuti: erano delle norme semplici ma
forti perché continuo a dire che noi non abbiamo bisogno di avere
più donne, noi abbiamo bisogno di avere donne libere di esserci, di
scegliere e di guidare, quindi, occorre un cambio culturale ed è su
questo che noi dobbiamo lavorare; quindi, donne che abbiano
competenze, sempre premiando una meritocrazia, perché sono convinta
che la meritocrazia è fondamentale, perché non c'è democrazia senza
rappresentanza e, allora, che la libertà delle donne possa essere
la libertà di tutti
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ormai è abitudine e consuetudine, Presidente Di Paola, che in ogni
legislatura si parli sempre di sistema elettorale, di innovazione e
abbiamo assistito ad alcuni periodi in quest'Assemblea per cui si
parlava solo ed esclusivamente di spending review, che bisognava
ridurre il numero dei consiglieri comunali, bisognava non dare più
il compenso al Vicepresidente, bisognava non riconoscere ai
consiglieri comunali la giusta indennità.
Oggi, invece, tutto cambia perché ci siano invece non solo un
Vicepresidente a cui è corrisposta l'indennità ma addirittura due,
poi ci sono anche altre risorse destinate un po' attraverso
naturalmente i bilanci comunali anche a una integrazione di qual è
il compenso in questo momento dei consiglieri comunali e tutto
questo però è frutto di una situazione in cui i partiti sono sempre
più o meno decisivi nelle scelte politiche a proposito di sistemi
elettorali. E credo che siamo qui in una condizione in cui ciascuno
dice la propria, a seconda degli interessi provinciali e secondo
l'anno in cui si vota. E questo dispiace perché cambiare le regole
elettorali, a me che ho una certa esperienza in questo senso, ho il
convincimento che devono essere fatte per sempre e per tutti i
periodi, senza guardare le convenienze che in questo momento
possono esserci, registro con profondo dispiacere anche che non c'è
un tempo nel quale entra la legge in vigore, anzi registro che
proprio l'assenza, quanto meno di indicare che deve essere la
legge, voglio dire l'entrata in vigore con l'anno successivo, ma
qui invece c'è tutto un sistema che prevede improvvisamente, a due
mesi dalla presentazione delle liste, di dare una opportunità
diversa rispetto a quella che è stata fino ad oggi l'attività
legislativa.
Vorrei, quindi, che ci fosse da parte di tutti i parlamentari un
maggiore senso di responsabilità nell'applicazione della legge
elettorale e quanto meno, qualora ci siano delle sostanziali
modifiche a ciò che è disposto normativamente in questo momento, ci
sia una riflessione sui tempi entro i quali la norma entra in
vigore ma di fatto deve essere applicata.
A mio parere, quindi, credo che tutta la norma dovrebbe entrare in
vigore con l'anno prossimo.
Relativamente ai punti, invece, salienti che sono, per esempio,
quello del terzo mandato, io dico che sul piano politico il mio
Gruppo parlamentare è attestato su una posizione molto semplice ed
h la seguente: la legislazione che noi stiamo andando a esaminare
prevede la possibilità di un terzo mandato per i comuni sotto i 15
mila abitanti.
E dico una cosa importante: a mio parere, non è che c'è scritta
una norma per cui si dice che chi ha fatto il secondo mandato ha
diritto ad avere il terzo mandato, la norma stabilisce - se dovesse
essere approvata - che c'è la possibilità che un candidato si possa
rimettere nuovamente in pista per la terza volta.
E successivamente c'è anche la norma che stabilisce che per i
comuni sotto un certo numero di abitanti possono durare senza
limiti di mandato.
E in questo periodo, che è il periodo di presenze di candidatura,
registro - lo dico con profondo dispiacere - un nesso che è quello
che vede molta gente emigrare per ragioni di lavoro e quindi lo
spopolamento non solo delle aree interne ma anche delle città
capoluogo di provincia o dei centri importanti, rilevanti, come può
essere per esempio Marsala e la difficoltà di trovare candidature
adeguate a rappresentare una città.
E laddove la cittadina è con pochi abitanti e si ha la fortuna di
avere indicato ed eletto a suo tempo un sindaco che è attento alla
legislazione regionale, è attento alla legislazione nazionale, è
attento a tutti i bandi che le amministrazioni nazionali e
regionali mettono in campo, credo che sia un'opportunità per un
comune.
E noi registriamo che a pochi chilometri da un comune rispetto ad
un altro ci sono trasferimenti di risorse, che sono ormai datate a
seguito dell'attività che buoni sindaci hanno fatto, anche grazie
ad una sorta di continuità di presenza nell'impegno politico e nel
ruolo di sindaco, la possibilità che ovviamente alcuni comuni hanno
maggiori vantaggi, parlo di comuni a poca distanza di chilometri.
Nella provincia agrigentina, per esempio, ci sono alcuni comuni
che segnano il passo, che non hanno lo scuolabus, non hanno la
refezione scolastica, non hanno quei servizi che sono essenziali a
discapito di che cosa? Di risorse che vengono destinate ad altri
comuni.
Allora l'idea di potere consentire ai comuni sotto i 3.000
abitanti una certa continuità di presenza politica, quindi senza
limiti di tempo, la possibilità che nei comuni fino a 15.000
abitanti si possa arrivare al terzo mandato, credo che sia sul
piano politico, in un momento di difficoltà di rappresentanza,
soprattutto nel territorio, una grande opportunità.
Noi, come Gruppo politico, rappresentiamo questa posizione, lo
annunciamo in maniera chiara e senza infingimenti perché possa
anche il resto del Parlamento prenderne atto ed esaminare
positivamente.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
Nel frattempo comunico che la V Commissione è autorizzata a
riunirsi e a svolgere la seduta in contemporanea all'Aula.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
cominciare l'esame di questo disegno di legge, che parla dei nostri
enti locali, mi permetta di fare qualche considerazione rispetto ad
un disallineamento - che io ritengo oramai sia insanabile - tra
quello che è il Parlamento siciliano, che ci induce la maggioranza
e il Governo Schifani rispetto a quelle che sono le esigenze da
affrontare in questo momento drammatico che sta vivendo la nostra
Terra.
Noi ieri abbiamo dato sicuramente un primo segnale ma è un segnale
insufficiente rispetto alla situazione enorme di disagio, di
problemi che a tutti i livelli, dal punto di vista economico,
sociale e abitativo stanno vivendo i nostri corregionali e per i
quali io ritengo che ancora ad oggi abbiamo la necessità di
comprendere, con le proprie parole, il Presidente della Regione che
continua ad essere l'assente, l'assente oramai a tutte le
occasioni.
Guardate, oggi sarebbe importante vedere il Presidente della
Regione, non solo lui ma qualsiasi componente del Governo, a
discutere di questa norma che arriva al quarto tentativo in
quest'Aula ed è il segno di una carenza di raccordo punto di vista
esecutivo rispetto a quello legislativo, ma ritengo che trattare
oggi questa norma sugli enti locali abbia una valenza oltremodo
politica.
Adesso mi riferisco e mi rivolgo a lei, Presidente dell'Assemblea,
chiedo a lei, le sembra normale, ed estendo a tutti i colleghi, ai
cittadini che ci stanno seguendo, che noi oggi dobbiamo parlare di
una norma che riguarda gli enti locali senza il Presidente della
Regione? Ma non solo il Presidente della Regione nella qualità di
Presidente della Regione ma anche nella qualità di assessore per
gli enti locali perché lui è assessore, oramai da oltre due mesi,
un assessore che considero abusivo perché non rispetta le norme. La
legge n. 26 del 2020 stabilisce che per i criteri del buon
funzionamento della macchina amministrativa regionale il Presidente
della Regione debba ricomporre il plenum entro trenta giorni. Oggi
il Presidente della Regione è abusivo e non solo, non si presenta
qui a discutere con i parlamentari di questa norma così importante.
Allora chiedo e mi chiedo fino a quale momento il Presidente
intenda tenere in ostaggio i parlamentari, intende tenere in
ostaggio la Sicilia su due deleghe così importanti?
Ci sono amministratori oggi in crisi che non sanno con chi si
devono confrontare perché non c'è l'assessore per le autonomie;
abbiamo approvato ieri l'altro una finanziaria con delle norme che
necessitano degli assessori competenti, l'assessore per la
famiglia, abbiamo un grande disagio sociale e lui ancora perde
tempo? Ma che cosa attende? Su questo vogliamo una risposta perché
credo che sia l'ennesima dimostrazione della inadeguatezza.
Probabilmente lui pensa di voler ricomporre degli equilibri
politici, di farci attendere "sine die" ma i siciliani,
specialmente in questo momento, signor Presidente, non possono
attendere i lavori d'Aula su questo argomento - attenzione, signor
Presidente, su questo non transigo - i lavori d'Aula oggi sulla
discussione che riguarda gli enti locali non possono andare avanti
senza l'assessore competente e l'assessore competente è il
Presidente della Regione, quindi, se lui non viene qui oggi e
discute e si confronta con noi su questo tema la discussione non
può andare avanti e lui ci deve spiegare per quanto tempo deve
continuare questo balletto in cui non nomina l'assessore per la
famiglia e l'assessore per gli enti locali. E ci deve pure spiegare
quale è la sua posizione su questo disegno di legge, se condivide
tutto quello che si sta portando avanti, anche perché avremmo la
curiosità, vorremmo capire la posizione del Governo e se poi, alla
fine, il voto finale di questo Parlamento sarà coerente rispetto
alla posizione del Governo, ovvero se ci saranno i soliti inciampi
o sgambetti all'interno della maggioranza. Una norma che è
assolutamente fuori tempo, una norma che ha l'obiettivo,
permettetemi di dire, non di parlare ai territori, non di parlare a
quelle che sono le esigenze dei siciliani ma di parlare alla casta,
di parlare agli apparati, di parlare a quelle che sono le
segreterie politiche. Non disciplina quelle che sono le competenze,
le risorse e non interviene su quelle che sono le esigenze di
avvicinare la gente, i cittadini alle Istituzioni che sono sempre
più stanchi di tutto questo ed è il motivo per il quale questa
norma oggi arriva dopo tre tentativi nuovamente, perché il
Presidente della Regione, lo ha dichiarato a più riprese, si è
vergognato di presentare questa norma in altre occasioni e ha
chiesto che venisse ritirata. Perché, ditemi voi, ai siciliani cosa
interessa del tema dei mandati, dei permessi, dei gettoni, delle
incompatibilità quando i problemi e le emergenze sono ben altri, da
quello che sta succedendo in giro per la Sicilia alla sanità, alle
infrastrutture e quant'altro.
Oltre a non parlare ai cittadini che si allontanano dalla
politica, caro Presidente, colleghi e cittadini, aggiungiamo costi
agli enti locali perché questo Parlamento, questa maggioranza è
bravissima a prevedere nuovi oneri ai comuni che già sono in crisi
senza mettere un solo centesimo per permettere di compensare
appunto questi nuovi oneri che noi prevediamo.
Allora, ritengo che questa che è una norma, una banalissima norma,
che la maggioranza ha annunciato come una riforma e che per
definirsi tale debba affrontare alcuni temi. Per essere una
riforma, Presidente dell'Assemblea, intanto deve allinearsi.
Il primo elemento che noi come Partito Democratico chiediamo è
l'allineamento alla normativa nazionale in ordine alla presenza
delle donne nella Giunta. È assolutamente inaccettabile - e noi su
questo faremo le barricate - che ancora oggi, in Sicilia, non sia
stata applicata questa norma che prevede il 40% delle donne nella
Giunta. È una norma di democrazia. È una norma che rispetta quelli
che sono i princìpi della nostra Costituzione e l'arretratezza
della nostra Terra è anche figlia della mancata applicazione di
questa disposizione normativa, ma naturalmente questo non basta e
noi vogliamo portare avanti altre disposizioni, altri interventi su
quelle che sono le possibilità delle donne, sulle possibilità di
chance, sulle possibilità di carriera. In sostanza, su quello che
deve essere un approccio di tipo culturale. Primo tema, quindi,
l'allineamento.
Secondo tema: quello della vicinanza delle Giunte ai giovani
siciliani. La proposta del Partito Democratico è che nelle Giunte
siciliane ci siano più giovani, ci siano più donne e ci siano anche
più giovani under 35 tali da essere ascoltati e avvicinarli alle
istituzioni.
Il terzo tema - e concludo - è il collegamento con i territori:
ecco perché noi abbiamo proposto che, finalmente, si dia seguito a
quello che è il Consiglio regionale per le Autonomie Locali, un
ente, un organismo di raccordo con la Regione siciliana, che riesca
a portare avanti le istanze dei territori all'interno di queste
aule, tra questi banchi.
Concludo. Il Presidente della Regione siciliana deve oggi qui
intervenire, prima, per dirci se non vuole - ancora - tenerci
ostaggio rispetto a quella che è la norma n. 26 del 2020 che
prevede che debba ricomporre il plenum della sua Giunta; ci deve
rispondere su donne, giovani e territorio, perché - diversamente -
qualora non voglia rispondere a queste domande, faremmo un grande e
pessimo servizio alla Sicilia, diversamente da quello che noi
vogliamo fare: portare avanti una norma che sia coerente e
rispondente a quelle che sono le esigenze dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Onorevoli colleghi, io non ho altri interventi. A questo punto, la
discussione generale viene dichiarata chiusa e l'Aula è rinviata
alle ore 15.00 con la votazione dell'articolato.
(La seduta, sospesa alle ore 12:32, è ripresa alle ore 16:54)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, all'interno dei vostri tablet troverete il
disegno di legge con gli emendamenti. Invito i componenti la Prima
Commissione a prendere posto.
Dov'è il Presidente Abbate e la Prima Commissione? Il Governo?
Se mi chiamate il Vicepresidente, così iniziamo.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1.
Sull'ordine dei lavori
MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io trovo
alquanto surreale che noi, oggi, dobbiamo affrontare questo disegno
di legge per parlare di enti locali e consiglieri supplenti e
poltrone varie mentre in Sicilia c'è il disastro e mentre il
Governo nazionale ci ha sbeffeggiato rispetto a quello che è stato
il disastro del ciclone
Abbiamo avuto - e l'abbiamo detto già ieri Presidente - abbiamo
ricevuto uno schiaffo dal Governo Meloni con lo stanziamento di
soli 100 milioni, divisi in 33 milioni per Regione e, a mio parere,
prima cosa: il Ministro Musumeci farebbe bene a dimettersi, in
quanto già Presidente della Regione - persona che conosce bene
quest'Isola - il quale non ha saputo battere i pugni sul tavolo
Farebbe bene a dimettersi Ministro Musumeci, si dimetta
Seconda cosa: il Presidente Schifani farebbe bene ad andare a
Roma, stare a Roma e tornare in Aula quando viene fatto uno
stanziamento dignitoso per affrontare i danni che ci sono in
Sicilia, perché il Sud non può essere considerato soltanto quando
ci sono le elezioni e le campagne elettorali
Terza cosa: dica al Ministro Salvini, onorevole Sammartino, dica
al suo leader di informarsi e di capire quali sono le priorità in
Sicilia, onorevole Sammartino Lei, oggi, si trova nella Lega ed è
rappresentato da un leader che dice che il ponte sarebbe servito ad
affrontare la tempesta, in questo caso, Presidente È quel leader
che rappresenta gli interessi del nord - e lo sappiamo tutti,
storicamente, cos'è la Lega - è quel leader che ci sta strappando
miliardi di euro per un ponte che non verrà mai fatto
Presidente, oggi, noi pretendiamo che questi siciliani che abbiamo
a Roma - che hanno comandato in Sicilia e che continuano a
comandare - di questo Governo di centrodestra, noi pretendiamo che
chiedano risposte, a Roma, concrete
Invito Schifani a piazzarsi lì - visto che il Presidente Schifani
è un uomo di esperienza, è stato Presidente del Senato ed è una
persona autorevole, sa quello che deve fare a Roma - di starsi là
fino a quando in Sicilia non viene data una mano concreta E invito
anche il Presidente Galvagno a starsi a Roma, pure lui, parlare con
la Meloni - che oggi si è fatto il volo su Niscemi - e di chiedere
aiuti concreti, perché questo schiaffo che abbiamo avuto in
Sicilia, i siciliani non se lo meritano
PRESIDENTE. Colleghi, io devo proseguire. Un attimo, vi faccio
intervenire, però rispetto alla richiesta di intervento sull'ordine
dei lavori, il contenuto dell'intervento deve essere attinente
l'ordine dei lavori, il contenuto dell'intervento dovrà essere
conseguentemente sull'ordine dei lavori, altrimenti sarò costretto
poi ad interrompervi.
Colleghi, per quanto riguarda il prosieguo dei lavori d'Aula, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si è deciso che
bisognava e serve esitare il disegno di legge sugli enti locali,
perché ci sono anche delle richieste da parte dei sindaci e da
parte dell'ANCI su alcune norme, per capire in tempi brevi -
considerando che a fine maggio ci saranno delle elezioni comunali -
cosa quest'Aula deciderà di approvare e cosa non deciderà di
approvare. Quindi, da parte della Presidenza c'è l'assoluta volontà
di andare avanti e votare, norma per norma ed emendamento per
emendamento.
Io vi do sicuramente la parola, però è chiaro che l'intervento
deve essere propositivo sull'ordine dei lavori, altrimenti dovrò
togliervi la parola durante il vostro intervento.
Hanno chiesto la parola l'onorevole Catanzaro, poi l'onorevole
Gilistro. Colleghi, posso fare intervenire due deputati per Gruppo,
ma non di più.
DE LUCA Antonino. Questa cosa non c'è scritta da nessuna parte
Non abbiamo contingentato i tempi, non c'è nulla di tutto ciò
PRESIDENTE. Anche se non c'è il contingentamento dei tempi, gli
interventi devono essere o sull'articolo 1, o sugli emendamenti o
sull'ordine dei lavori, ma solo uno può intervenire sull'ordine dei
lavori.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Grazie, signor Presidente. Ho chiesto al Vicepresidente
Sammartino, mentre stava per uscire, di rimanere almeno per tre
minuti in Aula, perché è davvero, come dire... Stamattina sono
intervenuto nella discussione generale e intervengo nuovamente per
l'assenza del Governo. Almeno il Vicepresidente della Regione, che
è stato presente in questa informale "Capigruppo" mi ascolti due o
tre minuti, anche perché io ritengo che abbiamo tutti parlato. La
collega che mi ha preceduto ha ragione su quella che è la
situazione, anche se il senso di responsabilità ci impone di andare
avanti con i lavori.
Presidente Di Paola, io voglio ribadire la posizione detta come
Gruppo parlamentare del Partito Democratico nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari: è chiaro che questa norma -
quindi ritorno sulla discussione di questa mattina - non è un
disegno di legge di riforma degli enti locali, ma è un susseguirsi
di articoli che sono stati messi l'uno dopo l'altro, da 5 siamo
arrivati a 19 articoli. Ognuno ha messo dentro ogni mese, ogni due
mesi, qualcosa che avesse un ritorno nei territori, e siamo
arrivati a questi 19 articoli.
Dopo due anni ci stiamo accingendo a definire questa norma degli
enti locali e io mi sono permesso, Presidente Di Paola, di fare una
riflessione, dopo avere fatto una profonda riflessione con il mio
Gruppo parlamentare, perché è chiaro - e lo ribadisco - che ognuno
all'interno dei propri Gruppi può avere sensibilità diverse
rispetto a quelli che sono i territori, però ci sono delle cose che
hanno un faro e che devono avere un faro portante rispetto a questa
norma non organica negli articoli. La proposta che ho fatto è di
non continuare a rimandare una norma o delle norme che comunque
hanno una rilevanza di recepimento nazionale. E io mi sono permesso
- Presidente Di Paola, poi per carità, noi iniziamo oggi
l'articolato dall'articolo 1 - di dire una cosa molto semplice: ci
sono delle norme che hanno un recepimento nazionale, una per quanto
ci riguarda è stata sempre una battaglia, ma attenzione, è una
battaglia di dignità, che è quella della parità di genere,
dall'altro lato anche con storture che ci sono o magari posizione
diverse, abbiamo detto: "c'è il terzo mandato? Bene tiriamo fuori
le cose su cui siamo d'accordo", e tiriamo fuori il terzo mandato e
la parità di genere.
Dopodiché, Presidente Di Paola, noi siamo pronti a votare tutto
quello che c'è da votare però, su queste cose che noi vi stiamo
dicendo, al di là, l'ho detto stamattina, lo ribadisco anche
adesso, ci sono su tutte le norme che ci sono dentro questo
articolato, per quanto ci riguarda, possiamo fare tutto quello che
c'è da fare. Anzi, una cosa che ho dimenticato, che poi è l'ANCI
che la vuole, che sono i permessi, rivisitata, guardandola cercando
di non andare oltre, dopodiché ci sono due cose, che sono due
pilastri fondamentali: il recepimento della norma sul 40% della
parità di genere e il terzo mandato, sul quale noi siamo pronti,
ora, subito, al voto dentro quest'Aula, fermo restando che io,
rispetto quelle che sono le regole del Parlamento partendo da
quello che è l'articolato. Grazie.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà... c'era l'intervento dell'onorevole
Caronia sempre sull'ordine dei lavori e poi gli altri.
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Devo dire che non succede
molto spesso, ma condivido pienamente ciò che ha detto l'onorevole
Catanzaro, perché è una proposta di buon senso, peraltro ne abbiamo
discusso anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Io, al di là del fatto che noi, come donne del Parlamento, abbiamo
assunto una posizione, al netto ovviamente di chi poi può anche
avere dei ripensamenti - per carità, siamo liberi, quando si palesa
il proprio convincimento - credo che non ci sia nulla di meglio
perché la democrazia si vive dentro quest'Aula, ed è giusto che sia
così. Però è pur vero che, comunque, rispetto alle norme che questo
testo contiene, ce ne sono alcune che l'ANCI, da circa un anno e
mezzo, forse anche di più, ci sollecita in maniera particolare e
facendo seguito a quello che ha detto il collega Catanzaro, ci sono
almeno due norme che sono norme che oggi vengono applicate nel
resto d'Italia.
Adesso, sminuire il significato della tragedia che la Sicilia sta
vivendo in termini di disastro ambientale, dovuto alle ragioni che
tutti noi sappiamo, ne testimonia oggi la presenza del nostro
Premier in Sicilia, è significativo, anche sintomo del fatto che è
una tragedia, che ha colpito l'intera Italia, quindi non soltanto
la Sicilia, ma è pur vero che questo Parlamento è chiamato comunque
a fare il proprio dovere e, comunque, a continuare ad esaminare i
testi che sono all'ordine del giorno, già da un anno e mezzo.
Peraltro è anche mortificante, in qualche modo, pensare che
l'appello dei sindaci piuttosto che l'ANCI che rappresentano, anche
diciamo, l'attività dei comuni venga del tutto ignorato da
quest'Aula.
Per cui credo che sia doveroso da parte nostra continuare così
come è stato previsto anche dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, un ordine dei lavori e quindi poiché ci stiamo
occupando di enti locali, oggi credo che sia importante se vogliamo
darci anche un ordine dei lavori così come la Capigruppo aveva
stabilito, cominciare sicuramente da qualche parte: sarà iniziare
dall'articolo 1. Ma credo che sia importante almeno affrontare in
maniera molto lineare dei temi che sono dirimenti di questa norma,
se è pur vero sono delle norme, alcune sono state aggiunte in corso
d'opera, ed è chiaro che alcune rispondono a delle sensibilità di
alcuni deputati e di alcuni partiti e altre meno. Ma certamente le
norme che riguardano l'applicazione di norme nazionali non sono
oggi oggetto, a mio avviso, di una intuizione di qualche
parlamentare o di qualche Gruppo politico locale, stiamo parlando
di adeguarci al resto d'Italia
Rispetto a quella del 40% così come quella del terzo mandato, io
credo che ci sia non una corsia preferenziale, ma sicuramente un
atteggiamento che ci vede, come dire, uniformarci al resto
d'Italia.
Ora, nella fattispecie, dico soltanto due parole e non voglio
dilungarmi ancora: colleghi, io su questa norma del 40%, al di là
del fatto che in tutto il resto d'Italia viene applicata, una norma
che riguarda un diritto costituzionale, che è la parità dei generi,
non è che ci stiamo inventando nulla, qui nessuno vuole concessioni
speciali, anzi, per la verità, il 40% non è neanche il cinquanta.
Per cui voglio dire, al netto del fatto che le regole del gioco si
cambiano a bocce ferme, come si suol dire, e quindi io sono
assolutamente d'accordo anche con la proposta di Fratelli d'Italia,
che ha introdotto insieme ad altri Gruppi parlamentari il fatto di
farle partire dal rinnovo dei consigli comunali, perché credo che
sia anche giusto che ci sia la possibilità all'interno delle giunte
di individuare degli equilibri, ovviamente, legati alla
rappresentanza politica, ma è oggettivo che oggi c'è un'esigenza da
parte del mondo femminile anche impegnato, non soltanto in
politica, ma nelle professioni.
C'è un mondo che oggi ci sta ascoltando e ci sta guardando e sta
anche valutando il comportamento di tutti noi rispetto al fatto che
in maniera palese ciascuno dica il proprio convincimento, pertanto
nessuno ovviamente sarà non è assolutamente una minaccia qualcuno
ci ha voluto dire "ah voi volete spaventare ". No, noi vogliamo
semplicemente che, come è giusto che sia, in quest'Aula ciascun
parlamentare, in coscienza, dia il proprio, come dire, voto palese,
palese e ovviamente libero, ci mancherebbe Io credo che sia una
norma di buon senso questa e, pertanto, poiché oggi stiamo parlando
in un giorno particolare, in cui ci sono delle tragedie, dei
momenti davvero drammatici, questo è un Parlamento che si sta
assumendo, ieri abbiamo approvato una norma tempestivamente per
appostare 40 milioni per le emergenze; oggi, in maniera
responsabile, proseguiamo per delle norme, diciamo, di civiltà e
credo che quella sul 40 per cento sia una tra queste.
Quindi, il mio auspicio è che si possa oggi arrivare a questo
articolo 8, che da un anno e mezzo attende di essere trattato, per
cui noi ci auguriamo che sia anche un voto favorevole, perché
significherebbe, come dire, la misura di quanto una Regione si sia,
come dire, aggiornata e sia diventata civile, a mio modo di vedere.
Però è pur giusto che comunque si voti e, quindi, io chiedo alla
Presidenza, ringrazio il signor Presidente per avermi dato la
parola, che si voti l'articolo 8.
Grazie.
MICCICHÈ. A nome del Gruppo Misto.
PRESIDENTE. È chiaro, onorevole Caronia, che c'è la disponibilità
da parte di questa Presidenza di votare tutti gli articoli e di
farlo anche in maniera veloce per arrivare entro stasera anche
all'articolo 8, ovviamente dipende dal numero di interventi e dalle
votazioni che poi dobbiamo effettuare.
È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie. Signor Presidente, colleghi, Governo, onorevole
Sammartino, è successo qualcosa? È successo qualcosa?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Tante cose, mi sono
preoccupato, in questo senso.
GILISTRO. Grazie, signor Presidente, grazie onorevoli colleghi,
volevo dire, signor Presidente, l'ordine dei lavori, io non sono
assolutamente d'accordo a votare oggi questo disegno di legge.
Praticamente, al di là dell'articolo, come l'onorevole Caronia ha
detto, l'8, sulle quote, ci sono articoli importanti che dovremmo
sicuramente votare, ma non adesso.
Ieri c'è stato il disastro, in questi giorni abbiamo parlato di
disastro e oggi, come se nulla fosse accaduto, come se nulla fosse
accaduto, continuiamo a parlare di un disegno di legge che, al di
là di qualche piccolo articolo, non vale nulla Signor Presidente,
non vale nulla questo disegno di legge, perché non si affronta un
disegno di legge sugli enti locali solo per trasformarlo in
qualcosa che riguarda le poltrone Noi qua "poltronifici" non ne
vogliamo, signor Presidente. Colleghi, noi poltrone, poltronifici,
in questo Parlamento non ne vogliamo più Ne abbiamo già visti
tanti, basta andare, praticamente, in televisione e ci sono tanti
poltronifici. Quindi, questo disegno di legge io chiedo a tutti i
parlamentari di procrastinarlo, di discuterlo, di risistemarlo
meglio e di affrontarlo in altro momento.
Quello che è accaduto, questo non è il momento per questo disegno
di legge. Questo è il momento del dolore Questo è il momento del
dolore per quello che sta accadendo.
Signor Presidente, avevo chiesto ieri... Presidente Di Paola, ieri
ero stato chiaro, pacato all'inizio, poi sono stato interrotto dal
Presidente Galvagno, ma di questo ne parleremo praticamente la
prossima volta quando lui sarà presente. Sono rimasto molto
amareggiato, quindi, oggi, questa cosa la mettiamo per ora da
parte. Io credo che quello che sta accadendo, ancora una volta, nei
confronti delle persone che in questo momento hanno visto sparire
la propria casa, che hanno visto sparire le loro proprietà in un
batter d'occhio, in un giorno, sia irrispettoso, in questo momento
nei loro confronti, continuare a parlare di altro, a parlare di
altro.
Faccio presente, signor Presidente, che sono stati stanziati 33
milioni, che non basteranno neanche per il gasolio. La stagione,
colleghi, colleghi, onorevoli, la stagione turistica, che interessa
tutta quella terra, tutta quella zona costiera che vive di turismo,
sta per aprire le porte, ad aprile, e vi arrivano 30 milioni di
euro. Questo significa voler schiacciare, piove sul bagnato Perché
noi per le somme non possiamo aspettare due mesi, tre mesi. La
signora Meloni, il Presidente Meloni, il prossimo giro con gli
elicotteri lo faccia fra uno o due giorni con un decreto-legge che
porti i soldi veri
Signor Presidente, se non riaprono le attività turistiche in
questo momento in tutte le nostre zone, metteremo in ginocchio un
intero settore che è fiorentissimo e vitale per la nostra Sicilia:
il turismo
A marzo/aprile arrivano i primi turisti, ci sono già disdette in
tutta la zona, disdette di turisti da tutto il mondo e noi saremo
lì, ad aprile, a maggio, ancora con le ruspe? I soldi devono
arrivare e devono arrivare subito I cittadini non vogliono
chiacchiere, i cittadini vogliono fatti ma non fra dieci anni,
signor Presidente, non fra dieci anni, domani Avevo proposto al
Presidente Schifani, con tutto l'affetto possibile perché noi
abbiamo messo subito fondi come Regione, ma addirittura ricevere
una beffa, una sberla
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, il tempo è finito.
GILISTRO. Signor Presidente, mi perdoni un minuto. Se mi
interrompete sempre... Ho finito, un minuto, lo faccia come ha
fatto con gli altri, signor Presidente.
PRESIDENTE. Vada alla conclusione.
GILISTRO. Vado alla conclusione per dire, onorevoli colleghi, che
ho proposto al Presidente Schifani di andare al di là... onorevoli
colleghi, fate un po' di silenzio, vi sto facendo una proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, si rivolga alla Presidenza e
concluda l'intervento.
GILISTRO. Allora faccia stare in silenzio l'Aula.
PRESIDENTE. Si, ma il tempo è concluso.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, può far stare al suo posto il
Governo? Si alzi solo se ha un'esigenza fisiologica.
PRESIDENTE. Il Governo è rimasto fino a poco fa. Noi stiamo
ascoltando la richiesta e la proposta dell'onorevole Gilistro che
deve concludere, perché il tempo è concluso.
Onorevole Gilistro, non siamo in discussione generale.
GILISTRO. Ho fatto una proposta che non è populista perché se io
ieri ho invitato tutti i colleghi deputati, di qualunque colore
politico, ad alzarci ed andare a Roma, tutti insieme significa
volere uno scatto d'orgoglio, uno scatto d'orgoglio di tutti
affinché i soldi non arrivino fra tre mesi. I soldi devono arrivare
adesso Ve l'ho spiegato qual è il problema. Ci sarà un intero
settore, il turismo, in ginocchio, e non ci piacciono tutte queste
passerelle con gli elicotteri. Quindi, andiamo tutti a Roma
DE LUCA Antonino. Io non accetto che continui l'Aula se il
Vicepresidente Sammartino non resta seduto al suo posto. È una
condizione formale e sostanziale.
PRESIDENTE. Onorevole Gilistro, ha concluso l'intervento?
GILISTRO. Ho finito, chiudo proponendo il rinvio di questo disegno
di legge, assolutamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Onorevoli colleghi, mentre il Governo rientra in Aula io ho
capito da questi interventi, onorevole Gilistro mi rivolgo anche a
lei, c'è stato anche l'intervento dell'onorevole Caronia noi
possiamo continuare a fare anche dieci, quindici, venti interventi,
io vi darò la parola e potete intervenire, l'importante è che
rispettiate i cinque minuti, ma qua è chiaro che ci sono due
visioni differenti. L'onorevole Caronia, così come penso altri
onorevoli colleghi, vogliono andare avanti con la votazione del
disegno di legge.
Onorevole Gilistro, è una sua proposta, non so se è la proposta
anche del suo Presidente di Gruppo parlamentare, però il calendario
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è quello di
andare avanti con il disegno di legge ed è una decisione che è già
stata presa in Conferenza dei Capigruppo.
Dopo di che io vi sto dando la possibilità di votare articolo per
articolo, emendamento per emendamento e di, eventualmente, bocciare
o approvare le norme che ritenete opportune.
Io sono sicuro, onorevole Gilistro, ma sono convinto che, anche
per gli interventi di alcune sue colleghe di Gruppo, che ci sono
alcuni articoli meritevoli, possibilmente, di essere approvati e
articoli che non sono meritevoli di esserlo; però, se non andiamo
avanti con l'articolato e non votiamo, questo non accadrà mai.
Quindi, possiamo continuare negli interventi ma, dico, non
riusciremo mai a trovare, poi, una sintesi; l'unica sintesi che io
trovo opportuna è quella di votare gli emendamenti e l'articolato e
di intervenire sia per gli emendamenti che per l'articolato, però
devono essere gli interventi inerenti o all'articolato o agli
emendamenti.
Ho altri iscritti a parlare: se gli interventi sono sull'ordine
dei lavori, assolutamente vi faccio intervenire; se sono similari
agli interventi già effettuati, vi prego di non ripeterli, perché
siamo sempre sull'ordine dei lavori.
Prego, onorevole De Luca Cateno, poi avevo l'intervento, e mi
direte se è confermato, degli onorevoli Adorno, Schillaci,
Cambiano, Campo, Spada, Chinnici e Giambona. Va bene.
Prego, onorevole De Luca Cateno.
Onorevole Assenza, onorevole Assenza, colleghi. Però, dico, anche
la maggioranza mi deve dare un minimo di supporto, onorevole
Assenza, e il Governo, altrimenti rischiamo di non andare avanti.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi,
preliminarmente desidero ringraziare il Presidente del Consiglio
dei Ministri, Giorgia Meloni, per aver visitato la comunità di
Niscemi ed aver convocato i sindaci della Città metropolitana e di
Siracusa, di Messina, di Catania per fare il punto della situazione
sugli interventi che si stanno portando avanti ed ha anche
acquisito altri elementi che i sindaci hanno fornito, nella
speranza che la situazione che è stata deliberata in ambito
nazionale possa essere integrata al più presto.
In merito al disegno di legge che stiamo discutendo, desidero
sottolineare alcune questioni che il Governo, per il tramite del
Vicepresidente del Governo, Luca Sammartino, ha evidenziato
nell'informale Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che abbiamo fatto.
C'è un'ipotesi, ormai concreta, di votare il 24 e il 25 maggio,
con un ballottaggio per il 7 e l'8 giugno; da questa valutazione è
stato fatto anche un ragionamento entro il quale questo disegno di
legge dovrebbe essere esitato dal Parlamento siciliano e sarebbe
l'11 febbraio.
Io voglio chiarire che in relazione alle due questioni che sono
all'interno di questo disegno di legge, riguardo al terzo mandato e
anche all'innalzamento della quota di parità di genere, quindi il
quaranta per cento - che riguardano le due norme nazionali - che il
nostro Gruppo non è contrario. Alcuni aspetti, però, ci tengo a
sottolinearli perché noi stiamo portando avanti una modifica che,
rispetto agli elementi importanti che riguardano il funzionamento
delle autonomie locali, onestamente è completamente lontano dalle
grandi questioni.
Prima tra tutte: abbiamo nelle tre Città metropolitane i comitati,
anzi le circoscrizioni, i cosiddetti quartieri, e sappiamo bene che
la norma regionale non ha trovato concreta attuazione per mancanza
di risorse ed eventualmente per una necessità di revisione. Questa
sicuramente è l'occasione per stabilire una volta per tutte se
queste circoscrizioni possono diventare a tutti gli effetti delle
municipalità, come già in altre Città metropolitane del resto
d'Italia.
Un'altra questione che ci tengo a sottolineare riguarda anche la
reciprocità tra i componenti di questo Parlamento e i sindaci.
Voglio solo ricordare che qui circa venti anni fa è stata fatta una
norma che ha posto in una posizione di disparità di trattamento i
sindaci rispetto ai parlamentari, e vado al dunque: se un
parlamentare si vuole candidare in un comune superiore a ventimila
abitanti lo può fare senza la necessità preventiva di dimettersi e
se un sindaco di un comune superiore a ventimila abitanti si vuole
candidare a deputato si deve dimettere preventivamente. Questa
l'abbiamo allora definita una norma per la casta, cioè per quelli
che sono i componenti di questo Parlamento che pare che abbiano
paura dei sindaci e, quindi, devono fare delle norme che ne
limitano in ogni caso la crescita.
A questo voglio anche aggiungere quello che è un elemento che
tocca la sussidiarietà: questo Parlamento ha dimostrato, in tante
occasioni, di violare questo principio di sussidiarietà decidendo
fondamentalmente di limitare quella che è l'autonomia dei Palazzi
municipali e anche di intervenire su quello che è l'elemento
fondamentale che riguarda le risorse.
Questo Parlamento ha avuto la capacità, dal 2012 ad ora, di
ridurre il Fondo delle Autonomie Locali da un miliardo di euro che
era nel 2012 a circa trecentocinquanta milioni di euro di parte
corrente che è allo stato attuale. Ed è ovvio che questo Parlamento
ha usato il Fondo delle Autonomie Locali come un bancomat.
Concludo, signor Presidente, con la riflessione amara che io devo
fare, intanto, da sindaco: io non ritengo che tutte le materie che
sono incluse in questo disegno di legge, al cospetto delle
questioni che io ho posto, siano importati. E a questo aggiungo, a
conclusione del mio intervento, che a maggior ragione, oggi, in una
fase delicata che sta attraversando la Sicilia, non avere ancora i
due assessori nominati dal Presidente della Regione è altrettanto
grave, perché parliamo dell'assessore per le autonomie locali, ed
oggi siamo in una situazione dove i comuni sono stati messi in
ginocchio dal ciclone Harry, e manca un altro Assessorato chiave
che è quello della famiglia e delle politiche sociali, che sono
quelli che, in questo momento, devono intervenire soprattutto in un
comune come Niscemi, ma in tanti altri dove ci sono altri sfollati,
che ovviamente richiedono da parte della Regione un intervento
concreto e operativo.
Quindi, ne approfitto, a conclusione di questo mio intervento, nel
ribadire che, nonostante ci troviamo in una situazione tragica, il
Presidente Schifani la sta aggravando, continuando a violare una
delle norme di questo Parlamento e continuando a non individuare
due elementi chiave che in questa situazione di emergenza sono
fondamentali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
È iscritto a parlare l'onorevole Carta. Onorevole Carta, voleva
intervenire? Prego, ne ha facoltà.
E poi mi pare che ci fosse l'onorevole Giambona. Sto cercando di
sentire due, tre colleghi per Gruppo per l'ordine dei lavori,
altrimenti non andiamo avanti.
Prego, onorevole Carta.
CARTA. Signor Presidente, grazie Grazie per questa azione di
democrazia visto che sta dividendo gli interventi per Gruppo. Se lo
stesso sentimento venisse adottato in questa norma, avremmo dei
consigli comunali e delle giunte molto più democratiche, non
attualmente sempre commissariati. Questa è l'occasione per dare
delle regole a vari enti che sono nel nostro territorio regionale e
possiamo definire che i comuni sono la casa dei siciliani, la casa
dei cittadini che ne vivono, dove vengono espletati i servizi e
dove si può contemplare anche la possibilità di essere il settore
giovanile della politica.
Quindi, se volessimo oggi veramente fare una riforma che possa
essere una riforma geografica o riforma normativa per quelli che si
chiamano comuni in Sicilia, dovremmo prima capire perché nel
sistema vigente esistono due norme concorrenti, una che annulla
l'altra, e parlo della 35 del 1997 e la 16 del 1963, che poi viene
ancora corretta con la 6 del 1998. Tutte norme concorrenti che non
tolgono via le norme prima e non annullano le precedenti, e quindi,
vanno sempre parallelamente in quelle che sono le scelte dei T.A.R.
e del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Se vogliamo fare il Testo unico degli enti locali, vero, in
Sicilia con la propria autonomia, con la propria capacità di
decidere, di ampliare quelle che sono anche le possibilità dei
siciliani, di potersi candidare, appartenere alla vita democratica
della nostra Regione, perché come vede, signor Presidente - lo dico
pure al Governo - ormai è moda delle maggioranze, delle
opposizioni, di usare le regole democratiche per fare fallire la
democrazia insieme al consiglio comunale, e non è possibile che, se
per la legge 35 del 1997, il 50% del consiglio comunale si dimette
casca l'assise, se invece, applichiamo la 16 del 1963 casca con il
50%, se invece applichiamo la 35 del 1997 ci vuole la maggioranza
assoluta. Questo lo dico perché, così siamo nelle mani delle
minoranze e non nelle mani delle maggioranze dei vari comuni che
hanno deciso di dare la maggioranza a una parte dei candidati alla
campagna elettorale, e così non funziona, perché poi c'è un'altra
norma ancora, c'è la 6 del 1998, che interpreta la 35 del 97.
Quindi, ad oggi non c'è la certezza che un consiglio comunale
possa partire e finire con l'organo democratico, ma addirittura,
possa finire con un commissariamento. E poi ce n'è un altro, che è
assurdo in Sicilia che accade, ancora continua ad accadere, quando
un sindaco perde il 50% del consiglio comunale per motivi di
incompatibilità personale, per motivi che oggi non sto qui a
decifrare, perché non voglio nemmeno immedesimarmi in un sindaco
che deve governare con gli stessi che lo hanno eletto che se ne
vanno, oppure con gli altri che hanno perso e che vanno a
sostenerlo e visto che non c'è la continuità di mandato, non è
possibile che l'assessore, che è consigliere comunale, approva i
bilanci in giunta, dalla giunta il bilancio passa all'organo dei
revisori, i revisori danno l'okay, lo portano in consiglio comunale
e poi lo stesso consigliere che lo ha approvato in giunta lo boccia
e fa cascare il consiglio comunale, perché la maggioranza ha deciso
che non ci deve essere opposizione
Vogliamo portare una legge ai siciliani che preveda il mandato a
vita per i sindaci - di cui sono d'accordo perché sono sindaco - e
poi non diamo la possibilità di continuità del mandato democratico,
in quanto le regole sono per disattivare la democrazia in Sicilia e
attivare i commissariamenti
E allora, quale migliore occasione per un Parlamento, come questo,
questo attuale che è pieno di sindaci, di bravi amministratori
locali, per fare la vera riforma degli enti locali Sedersi,
maggioranza, opposizione e quelli che si trovano in mezzo, per
decidere di uniformare le regole delle località dove i siciliani
iniziano a comprendere, a stilare e portare avanti la democrazia.
A questo, aggiungo i liberi Consorzi, ad oggi non governati,
abbiamo votato per il rinnovo, quindi, abbiamo tolto i commissari e
abbiamo messo i politici con il voto ponderato, ad oggi le province
non sono governate, non sono governate perché le strutture, ormai,
si sono commissariate, i capi settore non comprendono più la legge
che permette alla politica l'indirizzo, e voglio aggiungere che non
è possibile - come anche in provincia di Siracusa - che un
consigliere comunale, eletto a Portopalo, che fa il consigliere
provinciale e deve recarsi nel capoluogo, deve essere discriminato
nei confronti del consigliere comunale, che è consigliere
provinciale del capoluogo: uno fa 100 chilometri e l'altro ce l'ha
davanti casa
Non è possibile che la politica venga depenalizzata e la
rappresentanza non venga autorizzata e "autorevolizzata" con i
rimborsi e con la capacità di fare partecipare alla politica i
professionisti e i più bravi della società civile, perché oggi, per
fare politica devi sacrificare la tua attività.
Quindi, o ci mettiamo mano attorno a queste norme e diamo
autorevolezza, anche economica, ai rappresentanti del territorio
oppure la politica è destinata ad essere rappresentata da chi nella
vita ha avuto difficoltà e, forse, all'interno delle istituzioni
non portiamo proprio i migliori. Vogliamo ancora aggiornarci.
Oggi abbiamo tutti letto e sentito la discussione sul ciclone
Harry: sono solidale con il sindaco di Niscemi - mio caro amico -
che comprendo, oggi, sarà in grandi difficoltà e sfrutto
quest'occasione per dare tutta la mia solidarietà e la solidarietà
del mio Gruppo, ma un sindaco senza competenze ambientali, perché
in Sicilia, in Italia, le competenze ambientali sono state date ai
liberi Consorzi, ma senza competenze ambientali, le applicazioni
del PAI e le applicazioni dei Piani di rischio idrogeologico, che
le facciamo a fare?
Oggi c'è un'opportunità, tutti stiamo parlando di rimborsi, di
ristori, di opportunità per gli enti locali e quale potrebbe essere
la migliore opportunità, Presidente - tolga il tempo a un altro
deputato del mio Gruppo, penso che questo intervento sia un
intervento volto a chiarire quelle che sono le competenze - lo dico
pure da presidente della Commissione Ambiente di questo
Parlamento. Vogliamo che i sindaci si debbano difendere con i
social? Abbiamo vinto la campagna elettorale tutti, il sindaco di
Niscemi, poverino, in questi giorni pieno di solidarietà fra tre
mesi non se lo ricorderanno nemmeno i parenti più stretti Questo è
capitato a me, è capitato a tutti i sindaci che sono in questa
platea. L'ha detto poco fa anche il sindaco di Taormina che ha
chiarito benissimo quali sono le prospettive, le ambizioni dei
sindaci siciliani.
Io sono per la regola del sindaco a vita però per tutti i sindaci,
dai mille abitanti ad un milione di abitanti, perché se si dà
l'opportunità a uno la si deve dare a tutti Ben vengano ulteriori
mandati
Ma non sono d'accordo a tenere i comuni senza competenze,
soprattutto con le regole che sono miste in Sicilia fra TUEL e
leggi regionali: o si chiarisce, una volta per tutte, e uniformiamo
le regole oppure stiamo facendo, stiamo creando istituzioni isolate
che devono reggere le maggioranze con i commissariamenti e non
devono essere autoregolamentari perché poi l'auto-regola li porta
pure a essere sfiduciati
Finisco, nel comprendere e chiarire uno degli argomenti di cui
tenevo a dire in questa sede.
Uno dei problemi maggiori dei sindaci in Sicilia è quello che per
due anni non può essere sfiduciato e dopo i due anni può essere
sfiduciato. Se vai nei comuni da 15.000 abitanti in poi bastano
dieci consiglieri comunali, se vai nei comuni sotto i 15.000
abitanti bastano undici consiglieri comunali. Ma è normale?
E faccio l'esempio del mio comune che è Melilli, che ha 14.000
abitanti, sfiducia il sindaco con undici e Lentini che ne ha 18.000
lo sfiducia con dieci? Quindi un sindaco che opera nella parte
fuori il mio confine deve discutere con undici persone, il sindaco
che discute dall'altra parte ne deve discutere con dieci Non
possiamo continuare con queste regole ad personam ma dovremmo
unificare le regole nazionali. Ad esempio, se il consiglio comunale
boccia il bilancio non capisco perché in Italia caschi il sindaco,
in Sicilia resta in piedi.
PRESIDENTE. Sono iscritti gli onorevoli Giambona e De Luca, poi
iniziamo con la votazione.
GIAMBONA. Onorevoli colleghi, gente che ci ascolta da casa, io non
voglio ritornare su quelle che sono le argomentazioni che ho
trattato stamane nella discussione generale in cui abbiamo
affrontato in maniera analitica...
PRESIDENTE. Scusate, c'è talmente...onorevole Pellegrino...la
vostra voce è più forte rispetto a quella dell'onorevole Giambona
col microfono.
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, naturalmente l'onorevole Pellegrino
non è, diciamo, nuovo a creare disturbo in quest'Aula. Non solo
abbiamo la mancanza di tanti deputati di maggioranza, ma in molti
casi è proprio l'onorevole che stimo, per certi versi, ma continua
ad alimentare quella che è una polemica sterile, direi, con i
nostri colleghi. Però, torno alle considerazioni di poc'anzi.
Io, veramente, non voglio riprendere quanto detto stamattina
rispetto a questa norma ben lontana dall'essere una riforma, del
resto, ho preso e riprendo qualche considerazione dei colleghi che
mi hanno preceduto, evidentemente, sul tema degli enti locali:
risorse, competenze. Bisognerebbe mettere mano in maniera organica
anche, ecco, avendo ad oggetto il nostro Testo Unico degli Enti
Locali a livello regionale.
Cionondimeno, Presidente dell'Assemblea, colleghi, io stamattina
le ho rappresentato un aspetto di natura politica, al quale io
penso e credo sia doveroso fornire un riscontro a me e a tutti i
colleghi parlamentari che rappresentiamo i siciliani, perché,
qualora oggi ci fosse stato presente il Presidente della Regione,
avrei posto una domanda, perché lui oggi sarebbe intervenuto
personalmente - mi immagino - ma anche nella qualità di assessore
ad interim agli enti locali. Un assessore ad interim - che, lo
ribadisco, ad oggi - fuori da ogni regola, un assessore "abusivo" -
definiamolo così, tanto per dare termini che possono essere anche
di impatto - perché il Presidente della Regione continua a
disapplicare, lui, Presidente della Regione, la normativa
regionale: la legge n. 26/2020, che stabilisce che entro trenta
giorni dal momento in cui la Giunta non è completa ha quel termine
per ricomporre il plenum, questo per il principio della buona
amministrazione.
E allora, giacché io non sono nelle condizioni, perché Schifani
non viene in Aula, non viene l'Assessore perché non lo nomina,
abbiamo qui il Vicepresidente, al quale io mi rivolgo e chiedo a
lui, nell'impossibilità di poter chiedere ad altri: fino a quanto
tempo la maggioranza di centrodestra, il Presidente della Regione
Schifani intende tenere in ostaggio la Sicilia, intende
disapplicare la norma n. 26/2020 e non nominare l'Assessore agli
enti locali e non nominare l'Assessore alla famiglia? Stiamo
parlando di deleghe pesanti, specialmente in questo momento
storico.
Assessore Sammartino, a questo punto, nella qualità di
Vicepresidente, io mi rivolgo a lei, perché mi aspetto una
risposta, non solo da questo punto di vista, ma anche rispetto a
quella che è la posizione del Governo rispetto a questo disegno di
legge. Non abbiamo l'Assessore, non abbiamo il Presidente, abbiamo
il Vicepresidente, quanto meno ci dirà, su alcuni temi di cui oggi
abbiamo lungamente dibattuto, e io li sintetizzo in tre, che sono
quelli che probabilmente rispetto a una norma, che, anziché parlare
degli enti locali, forse, parla più che altro agli amministratori
degli enti locali, ma ci sono alcuni aspetti su cui noi del Partito
Democratico puntiamo in maniera rilevante e particolare. Cioè
quello dell'allineamento della normativa nazionale rispetto alla
presenza di almeno il 40% delle donne in Giunta, aggiungo io
l'esigenza di aprire affinché le giunte siciliane abbiano più
giovani, più under 35 all'interno delle compagini, in maniera tale
da poter essere concretamente all'ascolto di tanti giovani che si
allontanano dalla politica e non la vedono come un servizio
rispetto a quelli che sono i loro interessi, rispetto all'ascolto
dei territori.
Su questi temi, se non ci confrontiamo, se non abbiamo una
risposta da parte del Presidente della Regione, diventa un
problema, perché altrimenti il dibattito rimane fine a sé stesso.
Detto questo, considerato che, Presidente dell'Assemblea e
colleghi, l'unico articolo sul quale noi riteniamo che ci sia una
convergenza comune sia quello che riguarda appunto l'allineamento
della normativa regionale a quella nazionale, ovvero della presenza
delle donne in Giunta di almeno il 40%, io credo che sia una
proposta ragionevole, sia una proposta ragionevole cominciare a
discutere l'articolato, appunto, da questo punto in poi.
Invece, su tutto il resto mi aspetto di sapere qual è la posizione
del Governo.
PRESIDENTE. Io ho gli ultimi interventi, colleghi, io ho
l'intervento...
SCHILLACI. Avevo chiesto la parola.
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo detto siamo sempre sull'ordine dei
lavori, io posso ascoltare un collega per Gruppo, per Gruppi di
opposizione...
CRACOLICI. Avevo chiesto il prelievo dell'articolo 8
PRESIDENTE. Intanto devo ascoltare gli interventi degli altri
colleghi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Ritiriamo gli interventi
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento verteva
proprio su questo punto; siccome il Regolamento prevede la
possibilità di prelevare l'articolo 8 e di votarlo, chiedo che la
Presidenza, insieme agli Uffici, mettano in atto questo
procedimento.
Se gli Uffici non sono d'accordo e dicono che questo aspetto non
può essere valutato dall'Aula che ci venga comunicato, ma - ripeto
- è stata fatta una richiesta specifica: votiamo l'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, così come ho ascoltato gli interventi
dei colleghi del PD e di altre forze politiche, fatemi ascoltare
gli interventi sull'ordine dei lavori delle altre forze politiche.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che le
proposte che erano state fatte in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari erano un po' diverse. Si può discutere - a mio
avviso - trovando un'intesa, però, su quello che �� il recepimento
totale delle norme nazionali ma, naturalmente, ci vuole, per far
questo, un'intesa; si era detto che ogni Gruppo avrebbe parlato nel
proprio Gruppo per provare, la prossima volta, a trovare una
sintesi e io credo che nessuno sia contrario a questo Mi ascolti,
onorevole Catanzaro, io credo che non si possa stralciare
l'articolo 8 o l'articolo 14 o altro, la sintesi si può trovare sul
recepimento di tutte le norme che vengono...nazionali e in modo da
farlo - chiaramente, iniziamo oggi con l'articolo 1, si era detto
- e si dava una settimana di tempo per trovare una sintesi a cui
siamo favorevolissimi Lo dico da qui, come Lega, siamo favorevoli
al recepimento, sic et simpliciter, di tutte le norme nazionali
insieme Questa è la posizione che credo sia una posizione anche
equilibrata per tutti; e, allora, iniziamo...
CRACOLICI. Noi pure
LACCOTO. E io credo che tutti dovremmo discutere, ritrovare, la
prossima settimana, una Conferenza dei Capigruppo, dopo che ognuno
ha fatto il proprio passaggio...sì, dico questo, anche perché
giustamente così si era detto, comunque noi siamo favorevoli a
questa posizione, non a stralciare un articolo o l'altro
Recepimento di tutte le norme nazionali. Lo facciamo, discutiamo,
dopodiché si inizia, intanto, per dare un segnale. In questa
giornata facciamo l'articolo 1, dopodiché si discute.
SAFINA. Presidente, c'è la proposta
PRESIDENTE. Colleghi, sì, un attimo, intanto la proposta: non
siamo all'interno dei punti dell'ordine del giorno, quindi, noi non
dobbiamo prelevare un punto all'ordine del giorno; siamo
all'interno di una votazione dell'articolato.
Mi pare - anche dall'intervento dell'onorevole Laccoto - che non
ci sia l'unanimità - perché è chiaro che l'Aula è sempre sovrana -
non c'è l'unanimità di votare e di partire con la votazione su un
determinato articolo; considerando che non c'è l'unanimità
dell'Aula - che, assolutamente, è sempre sovrana - si inizia con
la votazione dell'articolo 1 e si va avanti votando gli emendamenti
e votando l'articolato, a meno che non ci sia l'unanimità d'Aula,
ma mi pare, appunto, dall'intervento dell'onorevole Laccoto, che
questa unanimità non ci sia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Volevo sapere se si è riunita la Commissione per il
Regolamento e l'Aula abbia approvato una modifica del Regolamento
interno: può darsi che sia successo, ma non me ne sono accorto
Dove è prevista l'unanimità per chiedere il prelievo di un articolo
che è contenuto nel disegno di legge? Dov'è prevista?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il prelievo si fa sui punti
all'ordine del giorno, non sugli articoli.
CRACOLICI. Ma di che sta parlando, Presidente? Non so chi la stia
suggerendo, ma sta dicendo un'imprecisione
LANTIERI. Ha ragione l'onorevole Cracolici
PRESIDENTE. Gli articoli possono essere accantonati, motivandoli,
oppure, se c'è l'unanimità dell'Aula, possiamo andare avanti con
altri articoli
CRACOLICI. È possibile che un deputato, un Gruppo parlamentare,
chieda il prelievo di un articolo del testo in discussione. Mi pare
che la discussione generale si è chiusa stamattina, siamo di fatto
al passaggio agli articoli, se non si è ancora al passaggio agli
articoli deve farlo votare, altrimenti ci fermiamo e ce ne andiamo,
perché questa sceneggiata non aiuta nessuno
Quindi, o si assume una decisione, in un senso o in un altro, se
ancora non c'è il passaggio agli articoli...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il passaggio alla votazione degli
articoli è stato già fatto e votato.
CRACOLICI. Perfetto, allora si chiede che l'articolo 8 - e io sono
d'accordo con l'onorevole Laccoto - e l'articolo 14 possano essere
prelevati prioritariamente rispetto all'esame del testo.
Si può votare, sì o no? Qual è la norma che lo vieta? Ditemi la
norma del Regolamento interno
PRESIDENTE. Non c'è una norma che consenta il prelievo
dell'articolo, onorevole Cracolici, così è, Regolamento alla mano
CRACOLICI. Vorrei vedere il Regolamento
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici, può venire qui agli
Uffici.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Grazie, presidente Di Paola. Buongiorno Governo,
colleghi, spero di avere l'attenzione anche dell'assessore
Sammartino.
Io volevo, innanzitutto, sull'ordine dei lavori, rassegnare il mio
imbarazzo - che avevo già rassegnato in Conferenza dei Capigruppo -
per trovarmi il giorno dopo un disastro infinito, a discutere di un
disegno di legge che, al netto di due, tre norme apprezzabili, su
cui tornerò tra poco, per il resto discute - per carità, voluta da
ANCI e quello che vogliamo - dei permessi dei consiglieri comunali;
di adeguare il gettone del sindaco di Enna; dell'indennità del
vicepresidente dei Consigli comunali; dell'adeguamento Istat dei
gettoni e delle indennità; del colore della fascia che deve
utilizzare il Presidente del Consiglio comunale quando va in giro
in occasioni ufficiali; della norma importantissima sul
"consigliere supplente" laddove qualche consigliere sia chiamato a
svolgere l'incarico di assessore; del contributo per le
stabilizzazioni; della digitalizzazione degli archivi; di
finanziamenti per opere aventi finalità culturali; del terzo
mandato, tanto caro a buona parte dei sindaci; di norme relative a
come debbano svolgersi i ballottaggi se uno dei candidati al
ballottaggio si ritiri; della relazione programmatica che i sindaci
fanno durante l'anno, e persino dei commissari IPAB che, fino a
prova contraria, Presidente Di Paola, non sono competenza
dell'Assessorato per le Autonomie locali, ma sono di competenza
dell'Assessorato Famiglia - vedo il Presidente Laccoto che
correttamente annuisce - nonché dei trasferimenti ai comuni di
alcuni areali di reticolo ideografico fluviale urbanizzati che, per
carità, gli enti locali come enti ricettori, ci stanno, però, la
competenza fino a prova contraria è dell'Assessorato Territorio
ambiente.
E allora avete, Presidente Di Paola, io trovo e ritengo che se il
popolo siciliano, in questo momento, così come vede staccarsi la
terra a Niscemi, e poi vede un distacco con la politica regionale,
sta esattamente in questo tipo di provvedimenti, che sono
letteralmente ridicoli, a fronte delle emergenze che stiamo
affrontando. E trovo anche, non solo irrispettoso nei confronti del
popolo siciliano, portare avanti questo tipo di norme, ripeto, ne
salvo solo due o tre, ma trovo anche profondamente irrispettoso non
solo l'assenza, oggi, da parte di quello che avrebbe dovuto tenere
la delega agli enti locali (e che il presidente Schifani, in
violazione delle norme che questo stesso Parlamento ha approvato,
ha violato), ma anche dell'atteggiamento di disinteresse
platealmente mostrato da chi dovrebbe rappresentare oggi il
presidente Schifani, che io questo glielo concedo, quando viene in
Aula, quelle rare volte, quanto meno abbia il buon gusto di
rimanere per tutto il tempo seduto al suo posto ad ascoltare i
deputati parlare e, quindi, sarebbe bene che chi ha l'onere e
l'onore di sostituirlo facesse altrettanto.
E allora, Presidente Di Paola, io non voglio entrare nella
diatriba se il prelievo è regolarmente concesso o meno, però,
ritengo che quest'Aula possa legittimamente determinare l'ordine
degli articoli da votare e, quindi, se la Presidenza, il Segretario
generale, il segretario della Presidenza, non mi smentiscono, forse
"prelievo" non è il termine corretto da utilizzare, però credo che
l'Aula, sicuramente, si possa determinare sull'ordine degli
articoli da votare.
E allora, come Movimento 5 Stelle chiedo, Presidente Di Paola,
formalizzo la richiesta alla Presidenza e all'Aula di volersi
determinare per modificare l'ordine di votazione degli articoli
quindi non parlo di prelievo, cominciando con l'articolo 8 che è
una norma, non solo di civiltà, è norma di giustizia, è norma di
giustezza, è norma che qualificherebbe in positivo questo
Parlamento e questa Regione che, sul punto, è già in ritardo, in
ritardo politicamente e in ritardo culturalmente.
E allora, Presidente, io chiedo che si cominci a votare
dall'articolo 8 dopodiché, se si vuole continuare con l'articolo
14, continuate, però vi dico che il Movimento 5 Stelle è
letteralmente inorridito da tutto il resto di norme contenute in
questo disegno di legge, che non servono a nessuno, non servono ai
siciliani, non servono a chi ha perso la casa o il proprio lavoro e
destina anche qualche somma a delle cose che sono perfettamente
inutili.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, io ho gli ultimi due
interventi e poi andiamo avanti, permettetemi poi di andare avanti,
ho l'intervento dell'onorevole Micciché e poi dell'onorevole
Schillaci.
MICCICHÈ. Chiedo scusa Presidente, su quest'ultima questione, il
Regolamento prevede il prelievo di un punto dell'ordine del giorno,
però non è che dobbiamo fare lana caprina , perché quando io ero
presidente, ci fu un deputato, l'onorevole Panepinto, che tutti
loro conoscono, che decise di fare una protesta, di stare zitto per
dieci minuti sul podio, io, contrariamente a quello che prevede il
Regolamento, gli tolsi il microfono, e lui mi disse: "ma lei non lo
può fare "; gli risposi: "Guardi, il Regolamento prevede che io
possa levarle la parola, si figuri se non posso levarle il
silenzio " e, allora, bisogna fare lo stesso ragionamento.
Se il Regolamento prevede, visto che questa legge si basa tutta su
questo, è un fatto politico se il Regolamento non prevede, ma
prevede che si possa prelevare un punto all'ordine del giorno,
nella stessa maniera, con un minimo di apertura da parte della
Presidenza, secondo me, anche perché lei lo può fare, il Presidente
può fare votare prima un articolo.
Invece, secondo me, lei si deve assumere questa responsabilità di
farlo: votare prima, visto e considerato che tutta l'Aula lo vuole,
senza bisogno di mettere in votazione niente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Miccichè. L'ultimo intervento è
dell'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, anch'io rinnovo la richiesta di
prelevare l'articolo 8, ma soprattutto per un motivo: che oggi in
Aula sono presenti tante donne ad assistere a questa seduta e tante
altre che ci assistono da casa, rappresentanti di categorie, donne
che rinnovano ogni giorno il proprio impegno non solo in politica,
ma anche in vari ambiti della società civile.
Io credo che prelevare questa norma e approvarla sia un segno di
grande civiltà. Siamo l'unica Regione in Italia a non avere
recepito questa norma. Una norma di civiltà, perché lì dove non
arriva la politica, dove non arriva in maniera, noi come Movimento
5 Stelle non abbiamo mai sentito l'esigenza di avere le quote rosa
perché, sia nel 2012 che nel 2013, ai rinnovi dei Parlamenti
nazionale e regionale, abbiamo invertito la tendenza: abbiamo fatto
entrare tantissime donne nella politica
Ma veda, signor Presidente, questo non continua a succedere negli
altri partiti, negli altri partiti tradizionali, che hanno un
accesso alle candidature diverso dal Movimento 5 Stelle; quindi,
per questo motivo, noi chiediamo fortemente che venga recepita
questa norma.
Avevamo anche presentato un emendamento del 50 per cento, perché
non riteniamo che nessuno dei due generi debba essere inferiore uno
all'altro, però ci rendiamo conto che non è giusto.
È arrivato il momento per avere la parità di genere vera, perché
stiamo incontrando tantissime difficoltà. Quindi, che si proceda
finalmente con questo recepimento, che è una norma di dignità
assoluta, perché la politica ha bisogno di più donne nelle
istituzioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vi ho ascoltato e ci sono,
ovviamente, delle proposte differenti: delle proposte che vanno dal
non votare l'articolato, da quello che ho capito, a votare alcuni
articoli anziché altri.
Io sto cercando di riassumere tutti gli interventi, poi è chiaro
che ci sono stati interventi differenti. Io vi ripeto che, in
termini regolamentari, non c'è la richiesta di prelievo
dell'articolo, ribadisco in termini regolamentari; dopodiché voi,
secondo me, potete richiedere, e questo è previsto dal Regolamento
e lo valuteremo, potete richiedere l'accantonamento degli articoli.
Devo, quindi, iniziare con l'articolo uno; l'Aula mi chiede
l'accantonamento dell'articolo uno e si va avanti, e si va avanti
con gli altri articoli: mi chiedete l'accantonamento dei primi
sette articoli, se per esigenze, ovviamente, di approfondimento mi
devo consultare col Governo per capire se queste esigenze sono
concrete ed, eventualmente, poi si passa all'articolo 8.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, mi perdoni, io non volevo intervenire,
però, onestamente, non ci sto a questo gioco, diciamo, del
professore che spiega agli alunni come stanno le cose, perché prima
ha iniziato dicendo che potevano intervenire solamente un deputato
per Gruppo, non si sa per quale motivo, non si sa per quale punto
del Regolamento, salvo poi disattendere e, soprattutto, non mi
sembra di aver sentito dalla Presidenza una parola di richiamo nei
confronti del Governo, che si è presentato con due ore di ritardo
rispetto all'inizio dell'Aula, punto primo
Punto secondo: signor Presidente, questa cosa del prelievo,
dell'accantonamento, mi faccia capire. Durante la finanziaria,
quando passate dall'articolo 1, all'articolo 99, all'articolo 77 e
poi all'articolo 36 che cosa facciamo? C'è bisogno che ci sia
l'unanimità dell'Aula? C'è bisogno? Ci sono più Gruppi parlamentari
che le stanno chiedendo di affrontare un tema, un articolo di
questo disegno di legge.
Lei si deve prendere la responsabilità di farlo o di non farlo. È
inutile discutere: votiamo, non votiamo, decidiamolo
Lei ha questa facoltà di trattare l'articolo 8 o di non trattarlo.
Altrimenti, signor Presidente, si prepari, perché sull'articolo 1
ci sono gli interventi di tutti i colleghi e ce ne andiamo
dopodomani mattina
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Chinnici. Per rispondere
all'onorevole Sunseri...
CRACOLICI. Lei si è dato il modello dell'ascolto
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io infatti sto ascoltando.
Intanto gli interventi sono sull'ordine dei lavori, quindi partiamo
da questo presupposto: qui si sta intervenendo sull'ordine dei
lavori.
Il Governo si è scusato con i Capigruppo poco fa, quando ho
convocato una Capigruppo informale e si è scusato per il ritardo.
Onorevole Sunseri, è chiaro che l'Aula può fare delle proposte per
accantonare o meno un articolo, dopodiché è la Presidenza che
decide, ma è ovvio che ci deve essere la richiesta da parte
dell'Aula sull'accantonamento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, le chiedo formalmente
l'accantonamento degli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Non so se adesso, dopo
l'intervento dell'onorevole Chinnici, voglia intervenire
l'onorevole Cracolici, però ringrazio l'onorevole Chinnici.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, rischiare di incartarci su questioni
di lana caprina è la cosa peggiore che possiamo fare. Così come è
previsto dal Regolamento che si può chiedere l'accantonamento di un
articolo, si deduce che se accantoni vuol dire che vuoi trattare un
articolo che è successivo a quello accantonato.
Ma se l'Aula chiede, a mia memoria, poi io in questo Regolamento
ho sempre difficoltà a trovare dalla legenda il testo
dell'articolo, comunque ho letto che è facoltà del Presidente
dell'Assemblea e dell'Assemblea stessa, chiedere l'accantonamento e
quindi la trattazione di altri articoli.
Le è stato chiesto di trattare l'articolo 8 e l'articolo 14. Se
questo non le piace, le chiediamo di sospendere la trattazione
dall'articolo 1 all'articolo 7, e dall'articolo 9 all'articolo 13.
La somma fa il totale , direbbe Totò
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, però il dibattito e il confronto
sicuramente permettono di trovare anche una forma corretta, perché
è chiaro che noi non dobbiamo creare precedenti come Presidenza.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, in Conferenza dei Capigruppo, sia pure
informale, era emersa una proposta, sollevata non solo dal
sottoscritto ma anche da altri Gruppi, di stralciare dal testo
tutte le norme che sono già vigenti a livello nazionale e di
partire a votare complessivamente, stralciando quelle norme, solo
su queste.
Questa proposta non è stata ritenuta accettabile dagli altri
Gruppi, quindi noi chiediamo che a questo punto si proceda,
articolo per articolo, dall'articolo 1. Non possiamo assolutamente
stravolgere l'ordine di trattazione degli articoli. Quando arriverà
l'articolo 8, discuteremo l'articolo 8 e lo approveremo o non lo
approveremo.
Io faccio notare sin da ora che non trovo il mio emendamento, che
era stato ritualmente presentato, che demandava la decorrenza dal
prossimo rinvio. Quindi chiedo che gli uffici facciano le opportune
ricerche perché era stato detto che quegli emendamenti che erano
già stati presentati nei collegati, si era deciso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari che automaticamente venissero
trasferiti al testo, quindi c'è anche da fare queste verifiche,
perché altrimenti rischiamo veramente di impantanarci su ogni cosa.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, anch'io ovviamente ero presente
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, anche se
informale, per la verità sia l'onorevole Assenza che io avevamo già
indicato e dato un orientamento per quelli che erano i nostri
indirizzi e cioè che si procedesse, ricorderà bene lei che
presiedeva la Conferenza dei Capigruppo, con quelle norme che
comportavano un adeguamento alle norme del Governo nazionale.
Quindi non c'è stata, mi pare, particolare attenzione a tutto
questo, nonostante il collega Catanzaro avesse diversamente
compreso, e a questo punto noi diciamo che possiamo andare avanti
con l'articolo 1, se c'è da accantonare qualche articolo -
l'articolo 1, l'articolo 2, l'articolo 3 - si arriverà anche
all'articolo 8.
In ogni caso, se per caso ci dovesse essere da parte dell'Aula la
volontà di volersi riunire anche in un altro momento, in un momento
più sereno, più tranquillo, potremmo anche rinviare, tanto c'è
stata una discussione abbastanza forte, non dico violenta ma forte,
in relazione a quello che è l'ordine dei lavori, e potremmo anche
rinviare a domani o ad altra data vicina; l'importante è che si
possa chiudere la votazione entro l'11 febbraio, perché ci sono i
sindaci che possono ricandidarsi nei comuni sotto i 15.000 abitanti
e che aspettano se sarebbero o meo candidabili.
SCHILLACI. Votiamo le proposte
PRESIDENTE. Non c'è una votazione sulle proposte, onorevole
Schillaci. Dagli interventi che sono emersi in Aula, ci sono
diversità di pensiero e io devo cercare di garantire la pluralità
dell'Aula e, considerando che questo disegno di legge in Aula è
incardinato, poi ritornato in Commissione, è un disegno di legge
che va avanti, ci siamo detti in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, da almeno due anni io direi, viste le varie
proposte e viste le diversità che sono emerse dall'Aula, di partire
dalla votazione dell'articolo 1, dopodiché se ci sono degli
articoli da approfondire bene, ma iniziamo con la votazione, perché
credo che iniziando la votazione si possano portare a termine le
votazioni di tutti gli articoli e del disegno di legge, perché
altrimenti questo disegno di legge, o gli articoli all'interno del
disegno di legge, non vedranno mai la luce.
E, quindi, si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
ter/A
Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio I
Comm ter/A
«Art. 1.
Modifiche normative in materia di controlli sostitutivi
negli enti locali
1. All'articolo 1 della legge regionale 23 dicembre 1962, n. 25 e
successive modificazioni, le parole per mezzo di un apposito
ufficio ispettivo dell'Assessorato regionale degli enti locali,
composto di 12 unità di personale appartenenti alle carriere
direttive e di concetto ed aventi un'anzianità di servizio non
inferiore a 5 anni sono sostituite dalle seguenti: per mezzo di
personale dell'apposito servizio ispettivo del dipartimento
regionale delle autonomie locali con qualifica non inferiore ad
assistente e un'anzianità di servizio di almeno 2 anni, composto
anche da unità di personale assegnate ad altri servizi del medesimo
dipartimento ed aggregate con decreto del dirigente generale per
l'esercizio delle funzioni ispettive e sostitutive .
2. Alla legge regionale 3 dicembre 1991, n. 44, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dell'articolo 24 le parole la cui durata in carica
non può superare il termine di un mese, salvo proroga fino a tre
mesi, per gravi e giustificati motivi di carattere amministrativo
sono soppresse;
b) all'articolo 26 è aggiunto il seguente comma:
1bis. I controlli previsti dall'articolo 24 possono essere
altresì espletati attraverso personale in servizio presso altri
rami dell'Amministrazione regionale iscritto in un apposito elenco,
istituito e aggiornato ogni due anni con decreto dell' Assessore
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, purché
in possesso di qualifica non inferiore ad istruttore direttivo, di
cinque anni di anzianità effettiva nella qualifica stessa, di
laurea di primo o secondo livello ovvero di titoli equiparati e di
almeno cinque anni, anche non continuativi, di esperienza maturata
nell'esercizio di funzioni di vigilanza e controllo su enti
pubblici istituzionali o territoriali. .
3. Dall'attuazione del comma 2 non derivano nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica. Agli adempimenti disposti si provvede con
le risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a
legislazione vigente assicurando l'invarianza di spesa per il
bilancio della Regione e delle altre amministrazioni pubbliche
interessate.
4. A valere sui trasferimenti regionali di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modifiche ed integrazioni previsti per l'anno 2025 e nei
limiti dell'importo complessivo massimo di 500 migliaia di euro,
l'Assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione
Pubblica è autorizzato, sentita la Conferenza Regione - Autonomie
Locali, a concedere il contributo straordinario previsto
dall'articolo 2 della legge regionale 12 agosto 2024, n. 25 e
successive modificazioni ai Comuni con popolazione fino a 25 mila
abitanti la cui chiusura del conto di tesoreria acceso dall'organo
straordinario della liquidazione (OSL) sia avvenuta successivamente
alla data di entrata in vigore della medesima legge regionale 12
agosto 2024, n. 25 e comunque non oltre 30 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge».
Si passa all'emendamento 1.7, dell'onorevole Catanzaro, che è
soppressivo dell'articolo 1.
CRACOLICI. Lei ha deciso che si vota l'articolo 1, violando il
principio che può essere chiesto il prelievo dell'articolo
PRESIDENTE. È una prerogativa della Presidenza se ci sono più
proposte.
SCHILLACI. Quindi lei ha deciso di passare all'articolo 1
PRESIDENTE. È una prerogativa della Presidenza se c'è una
diversità d'Aula per cercare di portare a termine il disegno di
legge e trasformarlo in legge, perché l'interesse della Presidenza
non è di approvare o meno un singolo articolo ma di approvare la
legge perché, diciamolo a chi ci ascolta, se approviamo l'articolo
e non approviamo la legge non abbiamo fatto nulla.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro, sull'emendamento 1.7.
CATANZARO. Signor Presidente, stucchevole tutto quello che accade;
io non entro nel merito di quelle che poi sono le determinazioni
della Presidenza, però è chiaro che dal mio intervento iniziale
sull'ordine dei lavori, uscendo dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, avevo cercato di parlare con l'Aula, al di là
di quella che era la determinazione, dicendo andiamo avanti. Però
ho detto: "guardate, siccome questa di qua è una norma messa non
organica, è una norma messa articolo per articolo, territorio per
territorio, qualche deputato, emendamento ed altro"... dopodiché,
che cos'è che accade? Ho detto: "Presidente, tiriamo fuori un
ragionamento che potrebbe dare un criterio su questa norma, su
quello che è il recepimento delle norme nazionali.".
Poi c'è stato anche l'intervento del collega De Luca che parlava
di quello che è stato l'annuncio da parte del Governo, immaginando
quelle che sono le date delle elezioni, e quindi capiamo che noi
entro giorno 11 di febbraio dobbiamo votare comunque questo testo
per dare dopo due anni anche un significato ad un lavoro.
Dopo di che i vari interventi. I vari interventi a cosa hanno
portato, signor Presidente? Ad una contrapposizione dentro
quest'Aula che vede chi ovviamente come noi tiriamo fuori l'idea
del recepimento delle norme nazionali e, dall'altro lato, ci sono i
miei colleghi Capigruppo che dicono la Conferenza dei Capigruppo...
comunque andiamo all'articolo 1.
Presidente, io sull'articolo 1 non ho nulla, però a questo punto,
proprio perché ovviamente noi abbiamo gli emendamenti soppressivi,
abbiamo ovviamente cercato di entrare nel merito di quella che è
un'idea di come procedere le dico: guardi Presidente, l'articolo 1
per noi, per come stiamo procedendo, se continuiamo a non trovare
nemmeno una soluzione, altro che ritirare gli emendamenti
soppressivi sull'articolo 1 Io non solo lo mantengo, ma se non c'è
davvero una volontà da parte della Presidenza di poter comprendere
qual è il sentimento di quello che è stato detto un po' dai
colleghi di tirare fuori delle norme sul recepimento nazionale,
saremo veramente costretti a chiedere il voto segreto, partendo da
questo articolo 1 per quello che riguarda i commi e tutto.
Quindi, signor Presidente, la invito nuovamente a poter fare con
gli Uffici una riflessione su quelle che sono state le cose di buon
senso detto, per non arrivare ad una contrapposizione che
ovviamente ci porterà già sul primo articolo a poter chiedere il
voto segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli articoli tra di loro non sono
correlati. È un disegno di legge che ci portiamo avanti da due anni
e mezzo. Sono del parere che, al di là della scelta della votazione
se sopprimere o approvare un articolo, io direi comunque di
cominciare a votare l'articolato, dopodiché è chiaro che c'è tutta
la volontà da parte della Presidenza non di accelerare sulle
votazioni degli articoli ma in caso poi rinviare, anche
successivamente, le votazioni degli articoli.
Quindi si passa all'emendamento soppressivo 1.7 a firma
dell'onorevole Catanzaro ed altri.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, mi pare che c'è un'idea, così come è
stato detto, intanto anche per dare un segnale a quest'Aula di
oggi: facciamo l'articolo 1 e dopo di che si sospende per trovare
quella sintesi
(Brusìo in Aula)
Perdonatemi Perdonatemi Posso avere il diritto di parlare una
sola volta, rispetto alle dieci o venti che sono intervenuti gli
altri? Posso averne il diritto? È una proposta Io ho colto il
senso dell'onorevole Catanzaro e dico: votiamo l'articolo 1 e
sospendiamo per trovare poi la sintesi sul recepimento delle norme
nazionali Ma non è che una sola e c'era pure la richiesta
dell'onorevole Pellegrino. L'impegno, se siamo d'accordo tutti
PRESIDENTE. Un attimo, un attimo, un attimo Grazie, onorevole
Laccoto. Un attimo Sì, dico, un attimo C'è un ragionamento da
parte dell'onorevole Laccoto, che penso abbia fatto pure
l'onorevole Catanzaro, che cerca di venire incontro ai due
ragionamenti: il primo ragionamento che è quello della Presidenza
di andare a votare e di votare gli articoli in maniera tale che si
possa iniziare la trattazione di questo disegno di legge, e da
parte di altri colleghi che è emerso in Aula di fare una sintesi
sugli articolati.
Io direi di votare l'articolo 1 e dopo di che sospendiamo l'Aula e
si vede poi di rinviarla per trovare una sintesi, ed eventualmente
votare solo alcuni degli articoli.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, quella che è la proposta del
Movimento 5 Stelle è la seguente: votiamo l'articolo 1, ma poi non
sospendiamo, perché il Movimento 5 Stelle vuole votare, almeno fino
all'articolo 8, e voglio che resti agli atti.
Quindi, questa è la proposta del Movimento 5 Stelle, non chiede di
fermarsi, vuole Volete votare? Votiamo, ma vogliamo votare
l'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento 1.7, è mantenuto?
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, io torno nuovamente alla
considerazione che ho fatto poc'anzi in quel mio intervento.
Se è possibile avere, giacché siamo nella fase della discussione,
quelli che sono gli emendamenti relativamente a questo articolato,
se è possibile avere chiarimenti relativamente a quello che è
l'articolo 1, e nello specifico al comma 2, ai punti a) e b).
Grazie.
PRESIDENTE. Il Governo, sul comma 2, si rimette alla Presidenza
della Commissione. Prego, onorevole Abbate.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io penso che, dai contributi che sono arrivati, dalle
richieste dei vari Gruppi, specialmente dai Gruppi
dell'opposizione, penso che sarebbe anche il caso, visto che ci
sono le condizioni per votare più di un articolo, oggi, di poter
pensare di trovare anche un minimo di accordo, e quindi, chiedere
un attimo di sospensione rispetto all'articolo 1, l'articolo 8, e
individuare quali articoli votare.
(Brusìo in Aula)
MESSINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA. Signor Presidente, ritengo opportuno e doveroso informare
l'Aula che questo è uno degli articoli che io avevo proposto già
nella mia qualità di assessore agli enti locali.
Allora, questo articolo dico che, ovviamente non aumenta poltrone
e non riguarda i consigli o gli amministratori locali, è un
articolo che serve per risolvere la carenza di organico che in
questo momento, purtroppo, ha l'Assessorato enti locali, perché
quando c'è l'esigenza di disporre il commissariamento, così come
capita ogni anno, di 170 commissari ad acta per i bilanci
consuntivi e preventivi, purtroppo, all'interno dell'ufficio
ispettivo, con tutti i pensionamenti che ci sono stati, non ci sono
più le persone idonee ad assumere tale incarico, e quindi, fra poco
il prossimo assessore agli enti locali non potrà più procedere a
nominare i commissari ad acta, perché non ci sono le figure che
hanno la qualifica.
Quindi dico, a mio avviso, questo è più urgente di qualsiasi altra
scelta politica, di consiglieri, assessori o sindaci o mandati,
perché altrimenti non riusciremo a garantire la correttezza
amministrativa, ma soprattutto, la trasparenza sull'approvazione
dei bilanci dei vari comuni.
Nello specifico, chiedeva l'onorevole Giambona, il comma 2,
prevede che le nomine dei commissari ad acta, anziché durare un
mese, possano durare più mesi, perché altrimenti, siccome sappiamo
bene che l'ufficio di commissario ad acta, in un mese quasi mai si
risolve, altrimenti, ogni mese bisogna prorogare l'incarico, pena
ovviamente, il rischio di ricorsi da parte di terzi e quindi poi
diciamo la connessione di ulteriori contenziosi.
Quindi, è un articolo per quanto riguarda i primi tre commi, è un
articolo che serve a dare continuità, ma soprattutto, funzionalità
agli uffici degli enti locali per la nomina solamente dei
commissari ad acta, non commissari straordinari, commissari ad acta
obbligatori per legge, soprattutto per i bilanci consuntivi e
preventivi. A volte, venivano nominati anche per il problema del
rischio incendi, per il problema delle farmacie, ma la funzione
essenziale era quella che riguardava e che riguardano bilanci
consuntivi e preventivi.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Micciché e
Ferrara. Prego, onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, vorrei soltanto ricordare a tutti
che, così come è stato detto più volte, questo non è un testo del
Governo, è del Parlamento.
Onorevole Presidente della Commissione, Presidente, vorrei dirle
che questo non è un testo governativo, non è che approvarlo o
bocciarlo significa approvare o bocciare il Governo.
Per cui non è la maggioranza e l'opposizione, in maggioranza
moltissimi vogliono questo articolo.
Allora, piuttosto che andare per forza con le corna contro il
muro, si potesse capire che c'è metà di maggioranza che lo vuole,
oltre che l'opposizione, lo si fa votare e lo si approva senza
bisogno di fare alcuna tragedia
Non ce n'è tragedia se si vota un articolo di questi
Non è governativo - ripeto - vorrei che lo capisse, non si sta
bocciando il Governo, se si boccia questo articolo, se si boccia
l'articolo 1, si sta tentando di fare una cosa che vuole
l'Assemblea ed il Presidente dell'Assemblea dovrebbe tutelare il
fatto che l'Assemblea vuole questa cosa e lo deve far fare. Basta
Non si deve più discutere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Ferrara e poi
l'onorevole Cracolici.
FERRARA. Signor Presidente, riprendo il termine stucchevole che ha
utilizzato, precedentemente, qualche mio collega perché davvero non
riesco a comprendere come sia possibile che da due ore dibattiamo
sull'anticipazione o meno di un articolo.
Lei ha sintetizzato perfettamente che, in ogni caso, qualsiasi sia
l'articolo che si vota, se non si completa la votazione del testo,
qualsiasi articolo e qualsiasi votazione non ha nessun effetto,
cioè non viene mai pubblicato, non sarà mai legge.
Allora, mi comincia a venire il sospetto che tutti coloro che
vogliono l'anticipazione di un articolo o l'accantonamento, per
dirla con Cracolici, in realtà forse vogliono qualcosa di diverso.
Ritengo che ci siano momenti nei quali questo Parlamento può
dibattere sul nulla e altri, come quello che stiamo vivendo, che
invece impongono una maggiore riflessione a tutti ed un maggiore
impegno, motivo per il quale, senza ulteriore indugio, passiamo
alla votazione articolo per articolo e se davvero volete arrivare
all'articolo 8, arriviamo anche stasera, stanotte, all'articolo 8.
Credo che faremo in questo modo un buon servizio e renderemo
omaggio a tutti coloro che in questo momento non sono in quest'Aula
e si stanno impegnando per la tragedia che sta vivendo la nostra
Terra.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi siamo sempre all'emendamento 1.7.
C'è l'intervento dell'onorevole Pellegrino e dell'onorevole
Cracolici e andiamo poi a votazione.
PELLEGRINO. Insisto nella precedente richiesta e cioè se fosse
possibile una sospensione, considerato il tenore trasversale degli
interventi.
(Brusìo in Aula dai banchi dell'opposizione)
Quindi, secondo me sarebbe opportuno, per un clima di serenità
dell'Aula, sospendere e poi vedere cosa fare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei voleva aggiungere
un'ulteriore cosa?
CRACOLICI. Io non ci ho capito più nulla tra fermarci e andare
avanti
Avevo capito che l'onorevole Pellegrino mi avesse sussurrato che
avrebbe proposto una sospensione per arrivare ad una proposta
condivisa di recepimento delle norme nazionali, punto.
Non lo ha spiegato bene, l'avrà spiegato prima però questo non si
è capito.
Poi ci sono colleghi che invece ci sollecitano ad andare avanti,
arriveremo all'articolo 8, certo che ci arriveremo, ci mancherebbe,
era già chiaro
Se facciamo l'1, poi c'è il 2, poi c'è il 3, poi c'è il 4, prima o
poi arriveremo all'8, fino all'ultimo articolo
Detto questo, signor Presidente, se lei ha deciso di far trattare
l'articolo 1 e noi non ritiriamo l'emendamento soppressivo, perché
nel merito - vorrei che ricordasse - l'ex Assessore ha spiegato le
ragioni connesse al fatto che all'Ufficio ispettivo degli enti
locali manca personale per essere nominato commissario negli enti
locali. Questa norma fa un'operazione che non rimpingua il
personale, ma stabilisce che il personale di fascia direttiva, di
fascia ex C e di fascia D, perché prima solo i dirigenti
dell'Assessorato potevano essere nominati ispettori nei comuni - vi
ricordo che l'ispettore è una funzione molto delicata e molto
complessa - poi, fu fatta una norma che stabiliva che ci volevano
almeno cinque anni di esperienza nel dipartimento, qui si propone
di ridurre a due anni.
Qual è la faccia dell'altra medaglia? Se si riduce a due anni,
vuol dire che l'Amministrazione pensa di rimpinguare il personale
del servizio ispettivo e di utilizzare il biennio come strumento
per la nomina a ispettore degli enti locali.
Vi ricordo che gli ispettori degli enti locali non sono a titolo
gratuito, hanno un'indennità connessa.
Allora, con tutto il rispetto, posso dire che questa non è una
norma di buongoverno? Perché, se si deve rimpinguare il servizio
ispettivo, si utilizzi il personale con le qualifiche necessarie
per essere nominato ispettore, anche perché si assumono
responsabilità nell'attività ispettiva da parte degli enti locali.
Allora, se dobbiamo entrare nel merito, io vi dico che nel merito
sono contrario e la richiesta che ha fatto il mio collega, il mio
Presidente di Gruppo parlamentare, di chiedere non solo il
mantenimento del soppressivo, ma il voto segreto, io la sostengo.
Se, invece - come noi suggeriamo - consentite di fare una
discussione in cui ci limitiamo, stasera, a recepire le norme che
sono contenute nella legge nazionale e poi approfondiamo quello che
si potrà fare e quello che non si potrà fare entro l'11 febbraio -
così come ci è stato detto - al fine di consentirne l'attuazione
alla prima tornata utile, allora è un altro paio di maniche, perché
si valuta e si discute più nel merito.
Questo è il senso della proposta: recepire le norme nazionali
stasera - perché parliamo degli articoli 8 e 14, di questo parliamo
- e rinviare l'approfondimento di alcune norme, sulle quali non
saremo mai tutti d'accordo. Chiaro?
Questo abbiamo detto da mezz'ora, forse da un'ora, per cui, se
dobbiamo votare, noi vi chiediamo il voto segreto.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Votiamo 1, 8, 14.
Fate voi
CRACOLICI. Ma l'articolo 1 non lo votiamo a favore
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Campo, intervento veloce perché... la sintesi.
Prego, onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, siccome ho sentito prima l'ex assessore
vantare questo articolo 1, questo è un articolo vuoto, come tante
norme di questo disegno di legge, perché non si risolverà, di
certo, il problema modificando la composizione dell'ufficio
ispettivo o cambiando le mansioni o aumentando il numero dei
componenti.
È una questione di poteri che bisogna attribuire all'ufficio
ispettivo, l'abbiamo detto tante volte
E, infatti, non hanno alcuna competenza, molte volte, nei
confronti degli enti locali. Pertanto, noi abbiamo chiesto il
soppressivo.
Se volete votare, votiamo questo articolo, per noi non è un
problema ma, ripeto, questo disegno di legge, in questo momento
preciso, è abbastanza inopportuno per i siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Questa Presidenza, rispetto agli interventi che ci sono stati, è
ancora più convinta che, per vedere la luce di questo disegno di
legge, bisogna iniziare a votare dall'articolo 1.
Pongo in votazione, con la richiesta di voto segreto,
l'emendamento 1.7.
Vediamo se la richiesta risulta appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 33
Contrari 21
Astenuti 0
(È approvato)
L'articolo 1 è, pertanto, soppresso.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
1. All'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre 2000 n. 30 e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:
1 bis. Quanto previsto al comma 1 si applica anche ai componenti
delle giunte comunali invitati a partecipare ai consigli comunali ;
b) al comma 2, le parole comprese tra per partecipare fino a al
posto di lavoro sono sostituite dalle seguenti: l'intera giornata
per la partecipazione a ciascuna delle sedute della commissione ;
c) al comma 3, le parole il diritto di assentarsi di cui al
presente comma comprende un tempo massimo di due ore prima
dell'orario di convocazione della riunione e un'ora dopo la fine
della stessa sono sostituite dalle seguenti: tale diritto
comporta la possibilità di assentarsi per l'intera giornata di
convocazione della riunione stessa ;
d) il comma 4 è così sostituito:
4. I componenti degli organi esecutivi dei Comuni, dei liberi
Consorzi comunali, delle Città metropolitane, delle Unioni di
comuni, dei consorzi fra enti locali e i presidenti dei consigli
comunali, dei liberi Consorzi comunali, delle Città metropolitane
e dei consigli circoscrizionali, nonché i presidenti dei gruppi
consiliari dei Comuni, delle Città metropolitane e dei liberi
Consorzi comunali hanno diritto, oltre ai permessi di cui ai
precedenti commi, di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per
un massimo di sessanta ore lavorative al mese, elevate a
settantadue ore per i sindaci, per i presidenti dei liberi Consorzi
comunali e per il sindaco metropolitano, nonché per i presidenti
dei consigli comunali dei Comuni con popolazione superiore a
trentamila abitanti .».
Sull'articolo 2 ci sono interventi?
È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi - onorevole Assenza -
ci siamo lasciati nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari - che non so perché, abbiamo definito informale o
formale - con un intendimento, soprattutto quello di evitare che,
specie in queste ore drammatiche per la Sicilia, questo Parlamento
non si sarebbe fermato, ma avrebbe continuato i lavori e nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo detto:
"continuiamo i lavori, perché i drammi ci sono ma il Parlamento
deve continuare a lavorare ed evitiamo di regalare uno spettacolo
indecoroso".
Alla fine, ci siamo fatti tutti un'idea: l'articolo 8, l'articolo
14 li preleviamo, accantoniamo gli altri, ritengo che sia -
onorevole Caronia, se mi sto sbagliando mi corregga - più una
questione di principio che di sostanza, perché se questo disegno di
legge prevedeva 19 articoli - ora ne prevede 18 - o votiamo prima
l'8 e il 14 o votiamo prima l'1, il 2 e il 3, dobbiamo approvare,
comunque, tutti gli articoli per dare la luce a questo disegno di
legge, credo che poco cambi
Invece, ci siamo lasciati trascinare da una battaglia di
principio, piuttosto che di sostanza e, per l'ennesima volta - io
per primo - abbiamo dato lo spettacolo che, nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ci eravamo impegnati a non dare
a tutti i siciliani, soprattutto alle popolazioni colpite, e io
dico: per quanto mi riguarda, possiamo continuare, da qui in
avanti, e fare ad oltranza non l'8 e il 14, tutti Ritengo che se
non ritroviamo la serenità - perché questo disegno di legge l'ha
voluto il Parlamento, non è stato voluto da altri, ma l'ha voluto
il Parlamento Se il Parlamento, signor Presidente, non è pronto -
e mi è sembrato di capire che non è pronto - facciamo la
sospensione.
Mi auguro che quella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che si è impegnata a concludere questo disegno di
legge l'11 febbraio per dare regole certe ai comuni, che a fine
maggio andranno al voto, almeno questo impegno lo manteniamo
E, quindi, signor Presidente, lei è padrone di fare qualsiasi cosa
perché il Regolamento glielo consente, ma ritengo che non ci sia il
clima adatto per andare avanti Chiederei una sospensione, un
rinvio, così come qualche collega, decano di questo Parlamento ci
aveva anche consigliato, ci riuniamo e stabiliamo le regole vere su
come andare avanti e lo facciamo magari senza dare, ripeto io per
primo, uno spettacolo che i siciliani non meritano. Questo è il mio
invito, la mia proposta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
È iscritta a parlare l'onorevole Caronia, poi l'onorevole Safina.
Prego, onorevole Caronia, ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Io dell'intervento
dell'onorevole Pace prendo soltanto una parte: quella in cui ci
invita a riflettere e a rivedere un attimo le posizioni, per
evitare di interrompere la seduta. Credo che siamo qui per fare il
nostro dovere, che è quello di cercare di portare avanti una norma
che ha dei contenuti importanti. Ovviamente, quello che riguarda il
recepimento delle norme nazionali, quindi nella fattispecie
l'articolo 8 che riguarda la rappresentanza di almeno il 40% delle
donne nei consigli comunali e il terzo mandato per i sindaci, sono
norme nazionali che noi, come Parlamento, stiamo tentando di
approcciare, e chiaramente ciascuno deciderà ciò che fare.
Ora, io credo che l'idea di abbandonare o comunque sospendere sia
una scelta che mi auguro la Presidenza non voglia fare, perché sono
le 18.42, veniamo qui per fare il nostro dovere e abbiamo ancora un
pomeriggio, forse una serata, per potere lavorare. Ciascuno, nella
serenità delle proprie posizioni, io mi auguro in maniera palese
più possibile, perché la possibilità di confrontarsi sulle regole
del gioco in maniera palese è una cosa che noi chiediamo non
soltanto per l'articolo 8, ma anche per gli altri. Io credo che c'è
la possibilità stasera, con il buonsenso, di continuare a lavorare
perché si porti a casa un risultato che sia il migliore possibile.
Quindi, il mio appello, signor Presidente, è che non si sospendano
i lavori, ma che si continui fintanto che sarà, come dire, per me
sarebbe auspicabile addirittura concludere, perché ricordiamoci che
queste norme incidono su quella che è la prossima tornata
elettorale, ed è chiaro che oltre alle donne che aspettano di
vedere se ci sarà la possibilità di governare i comuni dove si
vogliono spendere, ci sono anche tanti sindaci che devono capire se
possono essere candidati: ci sono tante norme che riguardano la
vita degli enti locali, ed è corretto dare una risposta.
Per cui è chiaro che la Presidenza, stabilito un termine, che è
l'11 febbraio ed è l'ultima data entro cui noi dobbiamo votare ma
io credo che se col buon senso stasera si riuscisse a fare uno
sforzo, e si riuscisse ad arrivare a una definizione, stasera
stessa, di questa norma che attende da troppo tempo - il Presidente
Abbate ha fatto tantissime sedute con grande spirito di sacrificio,
insieme a tutti i componenti della Commissione - sarebbe un buon
servizio che noi diamo. Il mio invito è a rasserenare gli animi e a
continuare con fermezza.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là
del fatto che condivido ciò che ha testé affermato l'onorevole
Caronia, vorrei rammentare innanzitutto che questo non è un disegno
di legge, ad oggi, voluto dal Parlamento. È stato discusso in
Commissione e, per esempio, il Partito Democratico non ha votato
favorevolmente questo testo base. Dunque è qui e vedremo su che
cosa sarà d'accordo il Parlamento, perché dire che è voluto dal
Parlamento, e quindi con questa copertura è ammissibile tutto ed il
contrario di tutto, è qualcosa che non è corretto comunicare ai
cittadini, così come vorrei che la smettessimo anche con la
demologia: ieri abbiamo dato buona prova di noi approvando,
all'unanimità, un disegno di legge che aiuta e che stanzia i primi
aiuti per le famiglie e per le imprese colpite tanto dal disastro
di Niscemi tanto dall'uragano Harry e oggi giocare per approvare un
articolo piuttosto che un altro sulle disgrazie è qualcosa che non
possiamo permetterci, ed è questo che rende torto alle famiglie e
alle imprese colpite da una disgrazia.
Dopodiché, signor Presidente, mi rivolgo a lei, perché è tutta la
sera che parliamo del Regolamento, ma ho l'impressione che qualche
volta ci si dimentichi delle norme che stanno alla base dello
svolgimento dei lavori d'Aula, e la norma che in questo caso
sovviene è l'articolo 112, signor Presidente.
Noi abbiamo fatto una discussione di due ore - nella quale avremmo
potuto già votare diversi articoli - e l'articolo 112, al comma 9,
affida a lei, in qualità di Presidente e di garante dei lavori
d'Aula, il diritto di scegliere per il buon andamento dei lavori,
quali articoli e quali emendamenti mettere in trattazione,
eventualmente accantonandoli o sospendendo la seduta.
Ora, è chiaro che i due articoli fondamentali sui quali, mi pare
di capire, c'è la volontà che si esprima questo Parlamento, sono
l'8 e il 14, articoli che sono stati così definiti di recepimento
della disciplina nazionale, espressione che non mi vede d'accordo
perché noi non recepiamo alcunché. Questa è competenza esclusiva
dell'Assemblea regionale siciliana ed è la stessa che decide, in
materia di enti locali, quali sono le norme da applicare, ma ciò
non di meno, al di là della nomenclatura che intendiamo utilizzare,
il tema vero è che ci sono queste due norme; lei ha la facoltà e
deve decidere se le vuole mettere in votazione, al di là di tutte
le altre discussioni, quindi io la invito ad esercitare le sue
prerogative, anche perché ora abbiamo bocciato l'articolo 1 che,
come ci narrava l'onorevole Cracolici, era una norma che non aveva
alcun senso, ma con questo clima, allora lì sì che renderemmo torto
alle siciliane e siciliani, rischiamo di bocciare anche norme di
buon senso, come già accaduto in quest'Aula solo per una mera
contrapposizione.
A lei il compito di evitare che questa mera contrapposizione
arrechi danno, non a quest'Aula, sicuramente anche a quest'Aula e
al suo prestigio, ma in primo luogo ai siciliani, perché avete
sbandierato e hanno sbandierato in tutti i luoghi che questa è una
norma che serve ai siciliani questo disegno di legge
Io non lo penso, l'ho detto più volte, però, quanto meno,
misuriamoci sulle norme e partiamo da quelle che probabilmente sono
più importanti. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, sulla scorta degli ultimi
interventi, le rinnovo la richiesta di prelevare l'articolo 8 e il
13, che sono due norme di buon senso.
CRACOLICI. 14 no 13
SCHILLACI. No, 13, che è il tagliando antifrode, che è un articolo
di buon senso.
Signor Presidente, quindi, le rinnoviamo la richiesta di prelevare
gli articoli 8 e 13.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'assemblea ne prende atto.
ter/A
Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio I
Comm ter/A
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.
CARTA. Grazie, signor Presidente, ho ascoltato gli interventi
successivi alla bocciatura dell'articolo 1, che fanno comprendere a
tutti che sono cambiate le regole d'ingaggio.
C'è stata una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che ha fissato dei punti su cui lavorare, che erano quelli che ha
accennato l'onorevole Pace. Adesso siamo in una fase dove
l'onorevole Safina dice che se andiamo avanti così, bocceranno
tutti gli articoli
(Brusìo in Aula)
SAFINA. Lei sa cosa ho votato io?
CARTA. A questo punto, penso che si devono... ma io ho votato al
contrario di lei... quindi su questo aspetto... io, signor
Presidente, però non ho fatto un intervento disturbando se
l'avvocato Safina ha questa abitudine comprendo che oggi le regole
non ci sono davvero.
In tutta questa fase, vorrei dire, è comprensibile il fatto che
questa è una legge così importante che dà la regola alla democrazia
negli enti periferici di questa Regione, è comprensibile che
abbiamo disdetto quella che era la regola madre instaurata durante
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che adesso non
c'è più e, tra l'altro, noto che il voto non è un voto politico
dato alla regola ma è un voto politico dato all'appartenenza
politica e questo testimonia la bocciatura dell'articolo 1 che era
utile per favorire la continuità delle procedure burocratiche nei
vari enti collaterali e periferici di questa Regione.
Quindi, come ha detto l'onorevole Pace, continuo io a dire che
forse è giusto che si sospenda l'Aula, si ricreano le condizioni
per rimettere ordine all'interno di quest'attività parlamentare e,
come ha detto l'onorevole Caronia, così possiamo continuare a
votare e penso che tutti quanti abbiamo l'obbligo e il diritto di
dire la propria opinione e di portare avanti le proprie idee
all'interno di questo Parlamento.
Quindi, il mio invito è la proposta di sospendere, riunirci e
comprendere come andare avanti per l'esecuzione e l'effettuazione
di una delle riforme più importanti che nel 2026 si aspettano i
siciliani, i sindaci e gli amministratori locali.
Pertanto, all'interno di questo articolato non è possibile che
venga approvato in Commissione, ritorna in Aula, ritorna in
Commissione il punto 1, il punto 2, viene dato questo
cronoprogramma all'articolato e adesso ragioniamo se dobbiamo
prelevarne uno o due Io penso che tutti gli articoli siano
importanti per i siciliani e vanno trattati con la stessa
autorevolezza e meritocrazia, per il lavoro che ha fatto la I
Commissione e, soprattutto, i deputati che hanno emendato e scritto
in questo documento le regole per gli enti locali.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, colleghi
parlamentari, scusate, io non riesco veramente a capire il
significato del rinvio, e vi spiego perché: c'è una posizione
chiara, cioè l'ultima cosa che voleva fare la minoranza era quella
di chiedere il voto segreto. L'abbiamo detto in tutti i modi, lo
abbiamo detto in tutti i modi: noi vogliamo partecipare, non
vogliamo utilizzare il voto segreto. Vi chiediamo, come minoranza
per giunta, non solo come minoranza, come minoranza, condiviso
anche da una parte della maggioranza, di anticipare la votazione
dell'articolo 8 e dell'articolo 14, che per giunta rientra anche in
quel ragionamento fatto da alcuni Presidenti dei Gruppi
parlamentari, dall'onorevole Assenza e dall'onorevole Pellegrino,
che riguarda la normativa nazionale.
Quindi, non era un capriccio, era una garanzia che chiedeva la
minoranza e voi e, davanti a questo, avete detto no, a tal punto da
costringere la minoranza ad esercitare poi il ruolo
dell'ostruzionismo sull'articolo 1.
L'avete fatto in maniera inconsapevole o l'avete fatto per creare
il caso e, quindi, trovarvi anche la scusa per non andare avanti?
Certo, il dubbio ora mi viene.
Allora, se noi rinviamo, ci ritroveremo di nuovo lo stesso quadro,
cioè dobbiamo essere seri e obiettivi: se noi rinviamo, giorno 11,
ci ritroveremo la minoranza, una parte della maggioranza che
riderà. Noi chiediamo il prelievo, che venga discusso prima
l'articolo 8 dell'articolo 14, succederà questo. A cosa serve? Sì,
succederà questo, onorevole Pellegrino. Se lei mette in dubbio che
la prossima settimana cosa pensa, che ci rincontriamo qui e noi vi
diciamo: sì, va bene, facciamo l'articolo 2 o facciamo l'articolo
3? Non esiste
Noi ripartiremo, minoranza e parte della maggioranza, di nuovo con
la stessa richiesta e, se voi pensate di andare avanti, noi
utilizzeremo quello strumento, l'unico strumento che abbiamo, che è
quello dell'ostruzionismo con lo stesso risultato. Allora, non
insistete, perché poi ve lo ricorderò la prossima volta.
Cerchiamo, invece, di fare una velocissima sospensione di alcuni
minuti; definiamo, riportiamo di nuovo indietro le lancette
dell'orologio, approvando l'articolo 4 e l'articolo 14 scusate,
l'articolo 8 e l'articolo 14, dopodiché, nella sospensione,
definiamo dove dobbiamo andare, dove dobbiamo arrivare questa sera,
altrimenti veramente è stata non solo una perdita di tempo, ma ci
ritroveremo la prossima settimana, e ne avrete tutti la
responsabilità di questo, di nuovo con questo quadro.
Quindi, mi permetto di dire: facciamo un minimo di sforzo,
portiamoci almeno due articoli a casa, che sono due articoli
importanti, che rientrano nelle cose che hanno detto giustamente
l'onorevole Assenza e l'onorevole Pellegrino, che sono quelle
riconosciute dalla normativa nazionale e anche dall'onorevole
Laccoto; dopodiché, invece, il seguito lo andiamo a definire,
quello che possiamo definire, se possiamo fare qualcosa stasera. E,
secondo me, possiamo fare oltre l'articolo 4 - sono bloccato con
l'articolo 4 - oltre l'articolo 8 e l'articolo 14 - dobbiamo anche
fare, e poi completiamo giorno 11. Però, non lasciamo il quadro a
questo punto, perché lo riprenderemo la prossima settimana proprio
da questa posizione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, credo che le ultime osservazioni
dell'onorevole Dipasquale meritino condivisione e, quindi, intanto,
mi associo anch'io alla richiesta di una sospensione dei lavori per
valutare il prosieguo. Mi faccia però dire, non per spirito di
polemica, che tutte le richieste fatte dalle colleghe di evitare il
voto segreto sono state testé smentite sull'articolo 1, perché...
(Brusìo in Aula)
ASSENZA. Scusate, ma non è corretto, perché se ognuno si deve
assumere le sue responsabilità, se le deve assumere su ciascun
articolo. Non è che ci sono articoli che hanno una valenza maggiore
degli altri.
Allora, se sui controlli eravate contrari non c'era bisogno di
chiedere il voto segreto: si votava e si bocciava.
Ora c'è l'articolo sui permessi. Siete contrari? Palesatelo che
siete contrari, e se c'è qualcuno di noi che è contrario lo palesi
pure. Ma questo ricorrere al voto segreto, a cadenza alternata o a
seconda degli argomenti, io non credo che faccia parte del galateo
di correttezza istituzionale che dovrebbe contraddistinguere questo
Parlamento.
Quindi, signor Presidente, io reitero la richiesta di una
sospensione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.
GERACI. Grazie, signor Presidente. Intanto, a questa Presidenza va
la mia solidarietà per come sta conducendo i lavori. Chiaramente ha
ricevuto molti attacchi da parte del suo partito ma, ancora una
volta, la Presidenza Di Paola dimostra di essere super partes.
Ciò detto, signor Presidente...
(Brusìo in Aula)
GERACI. Un po' di silenzio, specialmente da parte del suo Gruppo.
Le dispiace che le dò solidarietà però non potevo iniziare a
parlare non dandole solidarietà.
Per quanto riguarda la questione, credo che siamo arrivati ad un
punto: la sollecitazione che arriva dal deputato Dipasquale è molto
importante. Dobbiamo ritornare indietro con le lancette alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Io dico questo:
ma secondo voi, in una giornata come oggi, vogliamo approvare una
legge che stabilisce le regole del gioco nei Comuni, la vogliamo
approvare a colpi di maggioranza e a voti segreti? O la vogliamo
approvare alla luce del sole? Credo che di fronte ai siciliani, di
fronte alle donne che sono qui in Assemblea, dobbiamo approvarla
all'unanimità, trovando punti d'incontro tutti assieme. Lo dobbiamo
ai siciliani e alle persone.
La mia proposta, quindi, è quella, e faccio buona la proposta del
deputato Dipasquale: mettere le lancette due ore indietro, riunirci
brevemente per stabilire quello che va bene, su cui tutti siamo
d'accordo e votare subito.
Questo è quello che dobbiamo fare Così esce una legge condivisa
perché, ripeto, le regole del gioco si fanno assieme, ci sono
voluti due anni per farle e ancora non riusciamo a trovare una
quadra. Allora troviamola questa quadra, una volta per tutte Non
possiamo più tergiversare. C'è una scadenza, l'11 febbraio, ci sono
delle comunità che aspettano, devono andare al voto, anche loro
hanno bisogno delle regole del gioco. Certo il mio appello è a
tutti i Gruppi: facciamo un passo indietro per farne due avanti.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Geraci.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, signor Presidente, semplicemente per
puntualizzare una cosa, perché non accetto quanto detto poc'anzi
dal collega Assenza, collega che tra l'altro io rispetto tanto per
l'esperienza e per i valori che spesso accompagnano i suoi
discorsi. Io non accetto che passi il messaggio che le norme
contenute in questo disegno di legge siano tutte uguali, perché io
non intendo che si mettano sullo stesso piano una norma che
accompagna il genere femminile all'interno delle amministrazioni
pubbliche, nella parte delle giunte comunali, con una norma che
impone che il Presidente del Consiglio comunale, quando rappresenti
il Consiglio comunale, si deve mettere una fascia gialla e verde o
blu e rossa, o alle norme in cui gli aumentiamo le indennità.
Io non ho alcuna difficoltà a dire a quali norme voterò a favore o
contro col voto segreto - e ve le dico adesso, una per una - a
partire dall'articolo 2 su cui chiederò il voto segreto e voterò
per la sua abrogazione. E sa perché non ho difficoltà? Perché le
norme che fanno pena si distinguono agevolmente dalle norme di buon
senso, per cui io non solo dichiarerò cosa voterà il Movimento 5
Stelle per ogni norma, è la maggioranza che non ha il coraggio di
dirlo e poi vota con l'opposizione, per cui io questa sfida la
raccolgo.
In secondo luogo, Presidente Di Paola, io chiedo che si vada
avanti regolarmente nella discussione, avevamo data l'opportunità
di dire votiamo due, tre articoli e poi lasciamo perdere il resto
perché non è il momento; per cui io già glielo anticipo, perché non
voglio fare perdere tempo a lei e al personale dell'Assemblea: in
Conferenza dei Capigruppo per determinate decisioni serve
l'unanimità e il voto del Movimento 5 Stelle non c'è.
PRESIDENTE. Colleghi, vi dico che rispetto agli interventi che ho
ascoltato, sono convinto che noi oggi abbiamo fatto un grande passo
nell'iniziare a votare questo disegno di legge che ci portiamo
avanti da due anni, da due anni e mezzo.
Per questo, anche raccogliendo gli inviti - perché sono convinto
che, comunque, quest'Aula poi è sempre sovrana - che sono stati
fatti da chi è intervenuto poco fa e, considerando che da parte di
questa Presidenza c'è la volontà di portare avanti questo disegno
di legge e di approvare o bocciare le norme che questa Assemblea
reputa opportune, sospendo l'Aula per dieci minuti e do
l'opportunità, così come richiesto da parte di alcuni Capigruppo,
di trovare un'ulteriore sintesi. Quindi l'Aula è sospesa per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.11)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Colleghi, non essendoci le condizioni di andare oltre, la seduta è
rinviata a martedì prossimo, 3 febbraio 2026, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19:11 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
225a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 3 febbraio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Attività produttive (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
- Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella