Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.17
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale delle sedute precedenti
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute nn. 223
del 27 gennaio 2026 e 224 del 28 gennaio 2026 sono posti a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sono considerati approvati, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'on. Ferrara sarà in missione dal 9 al
12 febbraio 2026.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di superamento delle mozioni nn. 323 e 324
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accoglimento come
raccomandazione, da parte del Governo nella seduta n. 220 del 16-17-
18-19-20-21 dicembre 2025 degli ordini del giorno nn. 468 e 469,
sono conseguentemente superate, rispettivamente, le mozioni nn. 323
e 324 in quanto di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, di interrogazioni e
interpellanze
della Rubrica Attività produttive
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
"Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
Attività produttive ".
Bene colleghi, l'assessore è in Aula, iniziamo subito la Rubrica
"Interrogazioni e interpellanze: Attività produttive"; andiamo
all'interrogazione numero 1740: "Notizie circa le opportune
interlocuzioni con il MEF per la tutela dei lavoratori e lo
stabilimento della STMicroelectronics sito nel polo industriale di
Catania", a prima firma dell'onorevole Saverino ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Tamajo per fornire la risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
in risposta all'interrogazione numero 1740 dell'onorevole Saverino,
con l'atto ispettivo in oggetto, pervenuto nel maggio dello scorso
anno, l'onorevole interrogante, dopo aver sottolineato l'importanza
della STMicroelectronics S.r.l. nel settore dei semi conduttori,
con stabilimenti in tutto il mondo, fra i quali quello dell'Etna
Valley di Catania in cui sono impiegati circa 5000 lavoratori,
rappresenta che la STMicroelectronics S.r.l. è una società
partecipata dallo Stato italiano e di quello francese che detengono
ciascuno il 27,5 per cento delle azioni.
Sottolinea che, a fronte di una consistente riduzione del
fatturato nel 2024, è stato annunciato un piano di riduzione delle
spese e l'avvio della cassa integrazione per 2500 lavoratori dello
stabilimento catanese, e ravvisa l'opportunità che la Regione
siciliana si faccia parte attiva della vertenza così come richiesto
con una mozione di pari oggetto.
Chiede pertanto quali iniziative siano state intraprese in merito
alla situazione di crisi in cui versa lo stabilimento della
STMicroelectronics di Catania, e se non si ritiene necessario
avviare un'interlocuzione con il Ministero dell'Economia e delle
Finanze e del Governo nazionale, a difesa dei livelli occupazionali
e della produttività dello stabilimento.
Nel merito delle questioni poste, si rappresenta che l'impresa ha
sede legale ad Agrate Brianza, e svolge l'attività economica
afferente al settore dei semi conduttori riconducibile al codice
Ateco 26.10, produzione di schede elettroniche e componenti,
prevalentemente negli stabilimenti di Agrate Brianza e di Catania.
In particolare la società proponente opera come Integrate Device
Manufacturers progetta, sviluppa, produce e commercializza un'ampia
gamma di prodotti basati su diverse tecnologie, dalla mobilità
intelligente, all'energia, i cui campi di attività si svolgono a
quattro principali settori: automobilistico, industriale,
elettronica e apparecchiature di comunicazione, nonché computer e
periferiche.
Negli ultimi anni, soprattutto nel periodo post Covid, la STM
attraversa un momento di difficoltà, che è il risultato di una
combinazione di dinamiche di mercato globali e specifiche pressioni
competitive e geopolitiche, e si manifesta come un mercato
rallentato dalla domanda, per specifici semiconduttori, in
particolare quelli destinati all'automotive tradizionale,
all'elettronica industriale, agli elettrodomestici, che ha portato
un calo sostanziale della redditività.
Come conseguenza di tale situazione di difficoltà, STM ha
annunciato un programma di ristrutturazione aziendale volto a
rimodellare l'organizzazione produttiva globale, e a ridurre in
modo significativo la base di costi, prevedendo anche di ridurre la
propria forza lavoro; questa situazione interessa anche gli
impianti di produzione siti in Italia, cioè quello di Agrate
Brianza, e quello di Catania.
Considerata la rilevanza della questione, ed il notevole impatto
sul fronte occupazionale, la tematica che ha una rilevanza
nazionale è seguita direttamente dal Ministero delle Imprese e del
Made in Italy. Proprio per tale finalità, presso il Mimit è stato
costruito un tavolo nazionale, sullo sviluppo industriale di STM in
cui partecipano oltre al Ministero delle Imprese e del Made in
Italy, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e i
rappresentanti della Regione Lombardia, della Regione siciliana,
insieme alle organizzazioni sindacali.
Il tavolo è diventato un tavolo di confronto permanente, per
sottolineare la volontà delle istituzioni di mantenere
un'attenzione costante sulle attività strategiche dell'azienda, che
ha un ruolo centrale nel settore della microelettronica nazionale
ed europea.
Nell'ottica del piano di sviluppo industriale, la STM sta
intraprendendo investimenti strategici sostanziali, nelle
tecnologie del carburo di silicio e del nitruro di gallio, inclusa
la costruzione di nuove strutture produttive, ad esempio Catania
per il Sic e per la formazione di partnership chiave con altre
aziende extra europee.
Il carburo di silicio ed il nitruro di gallio, sono posizionate
come tecnologie di potenza prossima generazione, con un
significativo potenziale di crescita a lungo termine, in
applicazioni critiche come veicoli elettrici, data center, e
sistemi di energia rinnovabile. In quest'ottica lo stabilimento di
Catania, rappresenta un tassello chiave nella strategia europea per
la produzione di semiconduttori: l'azienda infatti ha in programma
nuovi investimenti, per trasformare il sito siciliano in uno dei
poli industriali più avanzati del continente nel settore della
microelettronica. Il rimodellamento dell'impronta produttiva di STM
è strettamente allineato con gli obiettivi dell'EU Chips Act,
un'iniziativa europea volta a rafforzare la produzione interna di
semiconduttori, e a ridurre la dipendenza strategica da fornitori
esterni.
Gli investimenti in fabbriche per wafer di silicio da 300
millimetri e per Sic da 200 millimetri sono considerati strategici
per la capacità produttiva europea. In linea con le indicazioni
europee e con le indicazioni ministeriali è opportuno evidenziare
che il Governo si è impegnato a sostenere il programma di
riconversione della STM e di conseguenza tutelare la forza lavoro e
creare nuove opportunità di inserimento lavorativo in Sicilia.
Pertanto, con la deliberazione numero 126 del 6 maggio 2025,
avente ad oggetto PO-FESR Sicilia 2021/2027 "Accordo di programma
tra la Regione siciliana il Mimit" l'Agenzia nazionale per
l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di imprese S.p.a
Invitalia e la società STM finalizzato a consentire alla Regione
siciliana il cofinanziamento di programmi di investimento
industriale mediante il ricorso allo strumento agevolativo dei
contratti di sviluppo, la Giunta regionale ha approvato lo schema
di accordo di programma finalizzato a consentire alla Regione
siciliana il cofinanziamento di programmi di investimento
industriale mediante il ricorso allo strumento agevolativo dei
contratti di sviluppo.
L'accordo di programma permetterà di sostenere il cofinanziamento
di un contratto di sviluppo consistente nell'ampliamento del sito
produttivo di Catania mediante la costruzione di un aggiuntivo
impianto integrato per la produzione di dispositivi di potenza in
carburo di silicio denominato "Campus Sic".
L'investimento complessivo previsto è di circa 5 miliardi di euro,
di cui la quota pubblica risulta composta da circa 2 miliardi di
euro a valere sul Fondo per l'Innovazione istituto presso il Mimit
e 300 milioni di euro a valere sul PO-FESR 21/27 Priorità STEP. Il
Programma di sviluppo prevede un positivo impatto occupazionale
favorendo lo sviluppo la crescita dell'occupazione qualificata e
competente; in conseguenza della realizzazione del Programma di
Sviluppo è prevista l'assunzione di complessive 2.966 unità nella
Regione siciliana, di cui 1.244 identificate come qualificate e
competenti.
Le risorse finanziarie per assicurare il cofinanziamento regionale
sono state previste nell'ambito del Programma FESR Sicilia 21/27-
Azione 1.6.1 "Promozione degli investimenti per lo sviluppo e la
fabbricazione delle tecnologie digitali, dell'innovazione, delle
tecnologie Deep Tech, delle biotecnologie, giusta determinazione
DGR numero 239 dell'8 agosto 2025.
Con la deliberazione numero 343 del 10 novembre 2025 della Giunta
regionale sono state modificate le basi giuridiche dell'Azione
1.6.1 del PO-FESR 21/27, scorporando la dotazione finanziaria di
300 milioni di euro per il finanziamento di contratti di sviluppo
Mimit coerenti con le finalità dell'azione, ivi compreso il
contratto di sviluppo della STM e sui semi conduttori.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Saverino per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
sappiamo bene l'importanza dell'STM, sappiamo quanto sia utile dal
punto di vista economico anche per quanto riguarda il nostro
territorio, ma non solo. Purtroppo abbiamo seguito con la collega
anche dei 5 Stelle, con la collega Adorno, abbiamo fatto diverse
audizioni, siamo riuscite ad andare anche sul territorio proprio ad
ascoltare non solo i lavoratori ma anche i sindacati per capire.
Certo siamo ancora qui, sono già passati anni, perché per esempio
questa risale al 2023, la prima forse al 2023/2024, siamo ancora
qui ad aspettare che si mettono in campo veramente azioni concrete.
Ho visto che, appunto, oggi avevamo chiesto l'intervento della
Regione anche per dialogare, visto che è una multinazionale in
parte italiana e in parte francese, quindi avevamo chiesto anche di
impegnare il Governo per capire anche con i soci di questa
produzione, di questa multinazionale, cosa veramente si possa fare
per salvare una realtà che è fondamentale per i nostri territori.
Quindi spero, Assessore, spero che veramente non siamo costretti a
richiedere fra un po' ancora notizie, ma spero che quello che lei
oggi ha dichiarato possa diventare veramente azione concreta.
Noi monitoriamo, quindi, già glielo diciamo, saremo qui a
continuare a seguire perché qui veramente c'è il lavoro di tanta
gente, ci sono tantissime famiglie dietro ed è importante che la
Regione dia sostegno e che si impegni veramente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino, che si dichiara?
SAVERINO. Parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1755 "Notizie in ordine
all'impatto economico e occupazionale della sentenza della Corte
Costituzionale n. 38 del 2025 che dichiara illegittimo il decreto
sul polo petrolchimico di Priolo (SR)", a firma dell'onorevole La
Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
con l'atto ispettivo in oggetto pervenuto nello scorso mese di
maggio, l'onorevole interrogante comunica di aver appreso dagli
organi di stampa che la recente sentenza della Corte Costituzionale
n. 38 del 2025 ha dichiarato illegittimo il decreto legge n. 2 del
2023, decreto Priolo , che autorizzava la prosecuzione
dell'attività del Polo per ulteriori trentasei mesi mettendo a
rischio i posti di lavoro con riflessi economici e sociali
gravissimi. Chiede se vi sia conoscenza della sentenza della Corte
Costituzionale e dell'impatto sociale, se si intenda aprire un
tavolo di crisi con il Governo nazionale al fine di individuare
soluzioni industriali alternative per il rilancio produttivo
dell'area.
Le problematiche riguardanti il polo petrolchimico di Priolo sono
state trattate nell'ambito dei tavoli di confronto per la crisi di
impresa di rilievo nazionale la cui competenza attiene alla
struttura istituita presso il Mimit in base all'articolo 1, comma
852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 recante "Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato",
legge finanziaria del 2027.
Il coordinamento delle attività della struttura per la crisi di
impresa è stato attribuito alla divisione 8 - Politiche per la
risoluzione delle crisi di impresa nella direzione generale per la
politica industriale, la riconversione della crisi industriale e
l'innovazione del Pmi e il made in Italy del Mimit, articolo 4,
comma 1, lett. h), punto 5, decreto del Ministero delle Imprese e
del Made in Italy del 10 gennaio 2024. La struttura opera in
raccordo con il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale al
fine di contrastare il declino dell'apparato produttivo anche
mediante salvaguardia e consolidamento di attività e livelli
occupazionali delle imprese di rilevanti dimensioni che versano in
crisi economico-finanziaria, struttura per la crisi di impresa.
La questione del polo petrolchimico di Priolo è all'attenzione del
Mimit che ha avviato degli incontri specifici ai quali ha
partecipato la Regione con il Presidente, l'Assessore per il
territorio e ambiente, l'Arpa, il Commissario per l'adeguamento del
depuratore consortile. A seguito degli incontri tenutisi, si
attendono le indicazioni che verranno impartite dalla struttura
ministeriale anche alla luce degli sviluppi derivanti dalla
sentenza n. 38 del 2025 della Corte Costituzionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto alla
vicenda posta in essere in questa interrogazione, la seconda parte
dell'interrogazione faceva riferimento anche alla criticità della
vicenda del depuratore IAS di proprietà della Regione siciliana
sottoposto a sequestro preventivo dal 2022, rimasto operativo solo
grazie al decreto che è stato annullato. Senza questo impianto,
ricordo a quest'Aula e all'Assessore, la continuità produttiva del
polo è seriamente compromessa.
È ovviamente inutile ricordare che la nostra Regione ha importanza
fondamentale di quel polo e c'è un rischio concreto di quasi
diecimila posti di lavoro che sono in bilico e che seguono con
ansia le determinazioni che il Governo centrale intenderà
intraprendere.
Quindi, nell'attesa che il Governo centrale possa determinarsi in
tal senso, siamo fiduciosi che il Governo regionale possa seguire
da vicino le vicende del polo petrolchimico di Priolo. Quindi mi
dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Si passa all'interrogazione numero
1765: "Notizie in ordine al pignoramento dell'incubatore d'impresa
di Termini Imerese (PA) ed in merito all'indagine della Corte dei
Conti per danno erariale", a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto pervenuto nel maggio dello scorso anno, l'onorevole
interrogante rappresenta che da notizie di stampa del 2024 è stata
aperta un'indagine da parte della Procura della Corte dei conti in
merito a un presunto danno erariale connesso al pignoramento
dell'incubatore d'impresa realizzato da Invitalia a Termini Imerese
su un'area di proprietà del Consorzio Asi di Palermo; che il
Tribunale di Termini Imerese ha disposto il pignoramento
dell'immobile, nei primi mesi dello scorso anno, per un credito di
centomila euro risalente ad un decennio che, con interessi e spese,
è lievitato di circa trecento mila euro.
L'incubatore di impresa il cui valore complessivo è di tre milioni
e mezzo di euro, è stato finanziato e realizzato da Invitalia,
società controllata dal Ministero dell'economia, ed è stato
affidato quattro anni fa in gestione al Polo Meccatronica Valley,
raggruppamento di imprese operante nell'ambito dell'innovazione
industriale.
Conseguentemente, a seguito del pignoramento e della nomina di un
custode giudiziario, da parte del Tribunale, il Polo Meccatronica
Valley ha sospeso tutte le attività di animazione e sviluppo.
Sempre attraverso la stampa, l'onorevole interrogante è venuto a
conoscenza che la Procura della Corte dei conti, ha già richiesto
chiarimenti e documentazione all'Assessorato regionale alle
attività produttive, al Consorzio Asi e ad Invitalia.
Chiede pertanto quali siano le motivazioni per cui il debito non
sia stato pagato ed è notevolmente lievitato, quali misure si
intendono adottare per tutelare l'operatività dell'incubatore, se
sia stata mandata la documentazione richiesta e se
l'Amministrazione regionale intenda costituirsi parte civile ove
sia accertato il danno erariale.
Nel merito delle richieste, lo scrivente ha assunto dal
commissario liquidatorio del Consorzio Asi di Palermo le necessarie
informazioni e relazioni a quanto segue: con contratto del 16
aprile 2004, il Consorzio Asi di Palermo concedeva a Sviluppo
Italia S.p.A., oggi Invitalia, l'uso a titolo gratuito per
trent'anni di un proprio lotto di terreno sito a Termini Imerese.
Ciò a fronte dell'impegno assunto da Sviluppo Italia a costruire
l'edificio destinato ad incubatore di imprese, a gestirlo e ad
inserirlo nella propria rete di analoghe strutture, costi di
progettazione e costruzione, tutto incluso e nulla escluso, restano
a totale carico di Sviluppo Italia.
Sviluppo Italia si impegna a propria cura e a proprie spese ad
assicurare la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria
dell'edificio che verrà realizzato.
Al termine della concessione, il lotto industriale dell'incubatore
verrà restituito al Consorzio Asi senza alcun corrispettivo e il
consorzio sarà libero di destinare il lotto e l'edificio ivi
realizzato, per le finalità istituzionali dell'ente.
Ad integrale compensazione della gratuità della concessione,
Sviluppo Italia S.p.A. investirà oltre tre milioni e mezzo di euro
per la costruzione dell'incubatore. Invitalia ha sottoscritto una
convenzione per la gestione di un centro di imprese con STH s.r.l.
e con la rete di imprese denominata Polo Meccatronica Valley rete
di imprese, allo scopo di permettere alla STH s.r.l., in qualità
di referente della rete di imprese Polo Meccatronica Valley di
utilizzare l'incubatore di imprese affinché, presso di esso, gli
imprenditori possano trovare allocazione per le proprie aziende e
ricevere servizi utili per lo svolgimento della propria attività,
con durata fino al trenta giugno 2026 poi prorogata al 30 giugno
2030.
L'intenzione di affidare l'immobile per la gestione
dell'incubatore veniva comunicata da Invitalia con nota del 26
luglio 2021 al Consorzio Asi di Palermo, in liquidazione, che
pertanto non ha sostenuto alcun investimento.
Su detti immobili è stata intrapresa dalla curatela del fallimento
Amia, creditrice dal Consorzio Asi, una procedura esecutiva
immobiliare iscritta innanzi al tribunale di Termini Imerese numero
112/2024 per un complessivo importo precettato di euro 266.826,61.
La curatela del fallimento Amia agisce in virtù di un decreto
ingiuntivo non opposto e munito di formula esecutiva 21.9.2020 per
l'importo di euro 173.717,24 oltre spese di giudizio e interessi.
Con atto di intervento del terzo del 15 novembre 2024 si insinuava
nella procedura Unicredit S.p.A., creditrice anch'essa del
Consorzio Asi di Palermo per un importo di 1.136.440,62 euro.
Nell'ambito della procedura esecutiva il giudice aveva fissato il
termine di scadenza per la stima dell'immobile al 30 aprile 2025,
con udienza fissata per il 5 giugno 2025, ma l'esperto chiedeva una
proroga per la consegna della consulenza tecnica al 30 giugno 2025.
Il giudice del termine per il deposito della relazione peritale del
4 luglio 2025, presentata nei termini e sulla base dei rilievi e
dei calcoli inseriti in perizia, proponeva al giudice una
valutazione dell'immobile di stima a base d'asta per la vendita del
cespite pignorato pari a 2.977.395,30 euro.
All'udienza del 10 settembre 2025 il giudice, sentite le parti ed
esaminati gli atti del fascicolo, pone allo Stato la totalità degli
oneri derivanti dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del
complesso pignorato in capo alla rete di imprese denominata Polo
Meccatronica Valley. Revoca per l'effetto i provvedimenti
anteriormente emessi che hanno posto il compimento delle opere
manutentive a carico della procedura del creditore procedente, con
l'eccezione delle spese fino ad oggi sostenute per l'attività di
vigilanza notturna eseguite da Mondialpol S.p.A., in forza del
contratto in atti. Dispone che la rete di imprese denominata Polo
Meccatronica Valley allo stato non sia tenuta al versamento
dell'indennità di occupazione determinata nella relazione peritale.
Riserva l'eventuale modifica - senza efficacia retroattiva delle
disposizioni di cui sopra - previa istanza e discussione tra le
parti. Onera gli attuali occupanti i locali formanti parte del
compendio staggito in forza di contratto di locazione o comodato
d'uso con la rete di impresa al versamento di tutti i canoni nelle
more maturati e maturandi, così come previsto nei relativi accordi.
Assegna al creditore intervenuto, eredi di Canalotti Guido, termine
per 30 giorni per replicare alle contestazioni mosse dalla società
debitrice, riservandosi di provvedere all'esito.
Con separata ordinanza del 10.9.2025, il giudice disponeva la
delega delle operazioni di vendita del compendio pignorato
all'avvocato Giancarlo Lo Bello, che a seguito del mandato ricevuto
con avviso di vendita senza incanto, notificava al Consorzio Asi di
Palermo la vendita senza incanto del compendio pignorato fissata
per il 28 gennaio 2026. Stante la mancata aggiudicazione del bene
alla prima asta, andata deserta, veniva notificato un secondo
avviso di vendita senza incanto con modalità telematica sincrona
pura per il 13 maggio 2026 alle ore 9:30, per un prezzo base pari a
2.530.786,00 euro, con offerta minima di 1.898.089,50 euro.
In disparte, è opportuno rappresentare che le criticità
concernenti le cause del pignoramento conseguenti alle difficoltà
di liquidità degli Asi erano collegate alle disposizioni dettate
dalla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e successive modifiche,
ed in particolare dall'articolo 19, con il quale è stato costituito
l'Irsap, sono stati posti in liquidazione i Consorzi Asi e sono
state introdotte disposizioni per la liquidazione. Le suddette
disposizioni non tenevano conto dell'esigenza di tutelare gli
insediamenti produttivi attualmente presenti sul territorio e,
quindi, innescavano l'attivazione di contenzioso, che con il
conseguente rischio di un prolungamento delle procedure di
liquidazione e un aggravio dei costi delle procedure,
riconoscevano un diritto di prelazione all'esito delle procedure di
vendita in capo alla Regione, e poi in capo ai soggetti titolari di
regolare contratti sui beni stessi, ma non tenevano conto di
irregolarità derivanti da soggetti insediati che non avevano
perfezionato i contratti.
Le criticità conseguenti sono state affrontate dallo scrivente
che, a seguito di numerosi tavoli tecnici che hanno coinvolto le
imprese insediate e i commissari liquidatori dei consorzi, ha
lavorato alla predisposizione di una modifica dell'articolo 19 ed
in particolare l'articolo 9, che regola le procedure di vendita che
è stata inserita nella legge regionale 12 maggio 2025 "Disposizioni
in materia di attività produttive e sviluppo economico".
Tale norma consentirà di snellire le procedure di vendita,
tutelerà i soggetti regolarmente insediati o quelli che detengono i
beni immobili, previa regolarizzazione, che potranno esercitare il
diritto di prelazione prima di procedere alla vendita con procedure
di evidenza pubblica al prezzo determinato da Irsap e consentirà ai
commissari di procedere alla liquidazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della riposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Sì, grazie Presidente, grazie Assessore. Rispetto alla
composita analisi della vicenda in oggetto posta
nell'interrogazione, la relazione mi convince, mi porta a ritenermi
soddisfatto.
A proposito di Termini Imerese volevo sottoporre all'Assessore, ma
ritengo anche al Presidente della Commissione Attività
produttive', l'onorevole Vitrano, che da diverse settimane ormai
chiedo un'audizione urgente rispetto alla vicenda Blutec e più
volte i commissari o comunque i partecipanti hanno rinviato
ulteriormente il proprio invito, avremmo dovuto fare oggi
l'audizione in oggetto insieme tra l'altro con l'onorevole
Giambona, domani è stata fatta un'ulteriore modifica perché noi
eravamo disposti a incontrarli oggi, pare che la prossima settimana
si degneranno di relazionare alla III Commissione competente sulla
vicenda di Blutec.
Credo Assessore che questa interrogazione che ho posto in essere,
già la richiesta di audizione l'8, ma in modo particolare
l'interrogazione che ho presentato già il 21 novembre del 2025,
apra degli scenari assolutamente degni di attenzione, perché le
ricordo, ma lo saprà benissimo, Assessore, che nel maggio 2024 i
commissari straordinari dell'ex Blutec hanno firmato il contratto
di cessione dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese e la
Pelligra Italia Holding con impegno di riassumere circa 350
lavoratori ex Blutec e avviare un piano di riqualificazione
industriale logistico dell'area.
Con accordo quadro del 12 agosto del 2024 sottoscritto da Regione,
Ministero, sindacati e Pelligra, è stata sancita la tutela dei 540
lavoratori.
In data recente l'assetto societario è stato modificato, infatti
Pelligra ha ceduto il 90% della s.r.l. a cui era stato affidato
l'ex Blutec con il 70,22% in capo a Nicolosi Trasporti e il
restante 17,78 a un Consorzio della CAEC, Pelligra mantiene quindi
solo il 10%.
Tale cambiamento societario non pare essere stato accompagnato da
un piano industriale realmente avviato; secondo fonti sindacali non
sarebbero state avviate nemmeno le ristrutturazioni e le
produzioni, né attività concrete, cioè oggi basterebbe andare lì in
quel capannone per evidentemente comprendere cosa è accaduto ed è
stato già diffusamente anche raccontato dall'emittente televisiva
Telejato che sulla vicenda ha fatto diverse puntate per raccontare
che la circostanza è assolutamente incredibile e anche coloro i
quali hanno perso durante la cosiddetta causa di cessione di questo
bene, hanno fatto un esposto dettagliato persino alla Procura.
Quindi, chiedevamo e sono convinto che questa interrogazione possa
avere anche una priorità, quale sia l'esatto stato dell'attuazione
del piano di rilancio dell'area ex Blutec Fiat di Termini Imerese
alla data odierna, quali interventi sono stati realizzati, quali
opere infrastrutturali o logistiche sono in corso, se e quando sarà
definito e reso pubblico un piano industriale completo,
comprensivo di calendario operativo, investimenti, produzione
prevista, numero di posti di lavoro, modalità di monitoraggio, che
la Regione intende garantire la vigilanza sul nuovo assetto
societario con prevalenza Nicolosi Trasporti e CAEC rispetto a
Pelligra, cioè si è fatta una cosa inizialmente, poi è diventata
tutta un'altra cosa.
Per evitare i rischi di speculazione, abbandono dell'area,
ulteriore degrado, se risulta un progetto effettivo utilizzato dal
comune, dal sito come polo industriale e logistico, oppure la
locazione principale sarà solo ai fini immobiliari o di magazzino,
perché quello che sta accadendo è questo, e cosa ciò significa per
il futuro occupazionale e produttivo del territorio.
So che questa interrogazione non era nell'ordine del giorno,
siccome parliamo di Termini Imerese, siccome più volte ho richiesto
di essere audito in Commissione competente sul territorio e più
volte ho visto delle sue dichiarazioni sul tema di Blutec sarebbe
interessante, qualora lei lo ritenesse opportuno, nonostante non
sia all'ordine del giorno, prendere in mano la situazione di
Termini Imerese perché quello che sta accadendo attorno a questo
mondo - il mondo Pelligra - che, inizialmente, si aggiudica una
roba e poi diventa qualche altra cosa, oggettivamente, meriterebbe
un invio degli ispettori da parte del suo stesso Assessorato,
perché ricordiamo che quel polo strategico, che è Termini Imerese,
meritava, come dire, una visione occupazionale importante che, in
questo momento, è, onestamente, non riesco a capire qual è il
piano, qual è il progetto. C'è una struttura abbandonata, i cavi di
rame che fondamentalmente non ci sono più. È una vicenda
oggettivamente seria, sulla quale mi auguro, e spero, che il suo
Assessorato possa sovraintendere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara?
Soddisfatto?
LA VARDERA. Sì, sì soddisfatto rispetto all'interrogazione,
diciamo, in essere. Poi ho posto l'altra questione, e ho visto che
l'Assessore vuole intervenire. Magari sarebbe cosa buona e giusta
PRESIDENTE. Assessore, andiamo avanti. Risponde alla prossima
interrogazione, così si aggancia... Andiamo avanti con le
interrogazioni, e risponde agganciandosi. E sì, dico, appena le do
la parola dà un minimo di excursus sulla precedente domanda, così
almeno andiamo avanti.
Si passa all'interrogazione n. 1768 "Chiarimenti in ordine al
protocollo d'intesa per la riconversione industriale di Eni
Versalis verso la tecnologia e la transizione green nel territorio
siciliano", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto, pervenuto nel maggio dello scorso anno, l'onorevole
interrogante rappresenta che nel marzo è stato sottoscritto al
Ministero delle Imprese e del Made in Italy dalla regione Lombardia
e dalle organizzazioni sindacali Cisl, Uiltec, Uil, Ugl e Cisal il
protocollo di intesa sulla riconversione industriale di Eni
Versalis verso la tecnologia e la transizione green.
Il piano di trasformazione prevede la ristrutturazione della
chimica di base e lo sviluppo di nuove piattaforme sostenibili per
la chimica circolare, bio e specializzata, e che il protocollo è
stato sottoscritto anche dalla Regione siciliana con un addendum,
richiesto dalla medesima Regione, nel quale si specifica anche che
per la regione Sicilia gli investimenti previsti saranno
complessivamente superiori ai 900 milioni di euro, di cui 800 per
la bioraffineria e 100 per la piattaforma circolarità.
A seguito della sottoscrizione da parte della Regione siciliana
del protocollo di intesa del 10 marzo 2025 - già sottoscritto dal
Mimit, dalla regione Lombardia e dalle sigle sindacali con Eni
Versalis, per la riconversione industriale che interessa anche i
siti di Priolo e Ragusa - il Mimit monitora, costantemente, gli
impegni assunti dall'azienda, al fine di garantire la continuità
produttiva ed occupazionale dell'indotto.
A tal proposito, già nel mese di maggio 2025, è stato convocato,
presso il Mimit, un tavolo di confronto, presieduto dal ministro
Urso, cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali, i
rappresentanti dell'azienda e tutti gli altri soggetti interessati
al piano di riconversione. L'attuazione del protocollo di intesa,
rientra nell'ambito dei tavoli di confronto per la crisi di impresa
di rilievo nazionale la cui competenza attiene la struttura,
appositamente istituita presso il Mimit, alle cui determinazioni
questo Assessorato si atterrà.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Giambona per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Ho ascoltato, con attenzione, la
risposta alla mia interrogazione, da parte dell'Assessore per le
Attività produttive, per la quale devo dire di ritenermi
soddisfatto.
Devo dire, però, che questa mia soddisfazione è anche dettata
dalle novità che, a questo punto, sono io a comunicare
all'Assemblea e a lei Assessore, che sono proprio della data
odierna.
Ma andiamo indietro. Nella mia interrogazione, che è datata aprile
2025, rappresentavo quelle che erano le esigenze di chiarimento in
ordine al protocollo di intesa sottoscritto precedentemente, avente
l'obiettivo, appunto, di procedere ad una riqualificazione dei
nostri siti - nello specifico, stiamo parlando di Eni Versalis e
dello stabilimento di Priolo - che prevedeva una, e prevede, una
transizione green, con un investimento che addirittura è di oltre
900 milioni di euro.
Ebbene, a fronte di questo protocollo d'intesa e anche a seguito
di quelle che sono state le interlocuzioni con il Mimit e con
l'Assessorato competente fino, fondamentalmente, a ieri nulla si
sapeva.
Tra l'altro la nostra interrogazione prende anche a cuore quelle
che sono le istanze delle organizzazioni sindacali, da sempre
impegnate per la tutela dei livelli occupazionali. Si parla di
centinaia di addetti diretti e dell'indotto.
Ebbene, la notizia che riferisco a tutti quanti, anche al Governo,
è che proprio oggi, quindi 3 febbraio, leggo un comunicato stampa
della data odierna: Eni, che è, appunto, la società interessata
alla sottoscrizione, al compimento del piano di riconversione e di
transizione green, ha sottoscritto un accordo con Q8 Italia e hanno
annunciato il piano di trasformazione del sito Versalis di Priolo
per la costruzione di una nuova bioraffineria in Sicilia.
Il piano - dice sempre questa nota di oggi - ha ottenuto
l'approvazione del Cda di Eni e di Q8 e, a seguito dell'offerta
vincolante presentata appunto da Q8, la bioraffineria di Priolo
avrà una capacità di 500 mila tonnellate".
Ebbene, questa è una buona notizia, che evidenzia quella che è una
partnership strategica attraverso questi due player importanti che
manterranno quelli che sono i livelli occupazionali, ma anche un
importante investimento su questo asset così importante per la
nostra Regione.
Quindi, mi ritengo soddisfatto in tal senso rispetto
all'interessamento del Governo ma anche in ordine a quelle che sono
state le ultime vicissitudini che fondamentalmente propendono nel
farci comprendere che questa vertenza va a concludersi con una
certezza dal punto di vista dell'investimento e dell'occupazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Si passa all'interrogazione n. 1808 "Iniziative per tutelare e
preservare le botteghe storiche' presenti nel territorio
siciliano, con particolare riferimento a quelle operanti nel
catanese , a firma degli onorevoli Saverino ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto pervenuto nel giugno dello scorso anno, l'onorevole
interrogante evidenzia che da parecchi anni si assiste ad un
declino e alla chiusura di numerose botteghe storiche' a vantaggio
di altre attività: centri commerciali, eccetera, che attraggono
anche per l'ampia offerta di spazi per il tempo libero. Aggiunge
che a questi luoghi di consumo, negli ultimi anni, si è aggiunto
anche il commercio online, che rende quasi superflua la bottega
fisica ed ancora di più le botteghe storiche' che rappresentano un
patrimonio culturale, identitario ed economico di straordinario
valore per la Sicilia, anche per rendere viva le tradizioni
tramandate nel tempo e sottolinea l'evidenza della criticità a
Catania. Rappresenta che per salvaguardare queste realtà molte
Regioni italiane si sono attivate ed altre si stanno attivando con
alcune iniziative, tra le quali l'istituzione dei registri
ufficiali delle botteghe storiche', prevedendo anche agevolazioni
fiscali, sostegni per la digitalizzazione, incentivi per la
continuità aziendale e azione di promozione turistica, promuovendo
progetti per la loro valorizzazione.
Chiede, pertanto, se il Governo intenda adottare soluzioni
efficaci per salvaguardare e preservare le cosiddette botteghe
storiche' presenti nel territorio siciliano, con particolare
riferimento a quelle operanti nel catanese; se si intendono
adottare iniziative, misure, provvedimenti e strumenti finalizzati
a favore della tutela, il sostegno e la promozione della bottega
storica' anche mediante contributi regionali, agevolazioni fiscali,
incentivi per il passaggio generazionale dell'innovazione. Ed
infine, se si intendono adottare progetti finalizzati a rafforzare
il tessuto commerciale di prossimità e integrare il turismo con le
attività produttive locali, adeguandolo alle specificità
territoriali e socio-economico del territorio siciliano.
Si premette che, con la legge 14 agosto del 2008, n. 3 è stato
normato il settore relativo al recupero e al riconoscimento della
valenza storica dei mercati sulle aree pubbliche, perseguendo la
valorizzazione e la promozione dei mercati storici e del commercio
ad essi collegato, attraverso il riconoscimento del loro valore
storico, artistico, architettonico e ambientale in considerazione
del fatto che essi rappresentano una risorsa preziosa, anche sotto
il profilo dell'attività turistica in quanto testimonianza della
storia, dell'arte, della cultura locale e della tradizione
imprenditoriale e mercatale locale.
A livello nazionale, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, del Ministro per la pubblica amministrazione, del
Ministro delle imprese e del Made in Italy, del Ministro del
turismo e del Ministro della cultura, del Ministro dell'economia e
delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, è stato
emanato il decreto legislativo n. 219, entrato in vigore il 31
gennaio 2025, a tutela della qualità del commercio, nonché per il
contrasto alla desertificazione commerciale, anche con la
costituzione di albi delle attività commerciali e artigianali di
pregio e a tutela delle aree di rilevante interesse commerciale.
Tale decreto ha istituito l'albo nazionale delle attività
commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici
caratterizzati da rilevanza storico culturale o commerciale, le cui
disposizioni si applicano alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i
rispettivi Statuti e con le relative norme di attuazione.
Tale provvedimento è stato adottato in attuazione dell'articolo
27, comma 1, della legge 5 agosto 2022, n. 118 e definisce misure
uniformi per la tutela e la valorizzazione dei luoghi storici del
commercio e delle botteghe artigiane su tutto il territorio
nazionale.
Fermo restando il riconoscimento della valenza storica dei mercati
sulle aree pubbliche, è intendimento di questo Assessorato
individuare le necessarie iniziative, quali: il coinvolgimento dei
comuni e degli Uffici territoriali del Ministero della Cultura e
dello Sviluppo economico, nonché il coinvolgimento delle Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura per
l'individuazione delle botteghe e delle attività storiche,
attraverso criteri di continuità merceologica e specialità e il
relativo censimento, anche attraverso organizzazioni di categoria;
l'istituzione di un elenco regionale delle botteghe storiche e
delle attività storiche, che verrà reso pubblico sui siti e la
relativa iscrizione con il rilascio di regolare riconoscimento con
la definizione di un logo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Saverino per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta fornita
dall'assessore.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ho
visto che, insomma, all'inizio della sua risposta non fa altro che
riprendere tutti i dati che avevo messo nella mia interrogazione.
Sappiamo bene che, purtroppo, negli ultimi anni assistiamo alla
chiusura di numerose botteghe, e quindi tradizione, identità
siciliana, perdendo anche la realtà di alcune aree. Io ho fatto
l'esempio di via Etnea, che oggi ha cambiato volto, che era il
nostro salotto catanese e che comunque traspirava cultura e
identità nostra siciliana. Oggi noi siamo più franchising. E poi
come diceva lei appunto, e come avevo scritto, supermercati,
ipermercati, centri commerciali. È ovvio che è cambiata la cultura
e il modo, cioè la gente si approccia in maniera diversa anche
all'acquisto, ma soprattutto poi c'è stata anche l'aggiunta degli
acquisti online, che ha peggiorato ancora di più la situazione.
Quindi è vero che chiedo in questa interrogazione cosa vuole fare
la Regione per supportare, invece, la nostra tradizione, la nostra
cultura, le nostre botteghe storiche; senza pensare che sulle
botteghe storiche noi andiamo a perdere anche un passaggio
generazionale: sono mestieri che noi non ritroveremo più. E, a tal
proposito, più volte ho inserito in finanziaria un emendamento che
riguardava proprio il passaggio generazionale, perché noi dobbiamo
anche aiutare e supportare chi vuole continuare una tradizione.
Quindi sì, le chiedevo il registro, ben detto quello che
l'Assessorato vuole fare, ma di fatto per potermi dichiarare
soddisfatta volevo sapere quello che già è stato fatto, perché
anche questa interrogazione risale già a un po' di mesi fa, a un
anno fa, non so di preciso la data.
Quindi la buona volontà, per carità, però noi abbiamo bisogno di
risposte concrete e di azioni concrete, quindi io spero - anche
qui, assessore - che presto possano venire, perché noi non possiamo
permettere... sì prevedere, ecco, abbiamo deciso di prevedere delle
agevolazioni fiscali, dei sostegni per la digitalizzazione,
incentivi proprio per la continuità aziendale, cioè sono anche
proposte che noi possiamo fare, che in tanti emendamenti tante
volte sono state fatte; c'è anche un disegno di legge che è stato
depositato dal Partito Democratico in tal senso, proprio per
aiutare e sostenere questa continuità, anche territoriale e non
solo culturale.
Quindi io spero, assessore, che presto possano esserci delle
risposte, cioè che invece di dire prevede , che l'Assessorato
potrà dire abbiamo fatto . Quindi spero in questo, mi sento
parzialmente... vedo che le buone intenzioni ci sono, anche in
questo caso, e spero che, appunto, io sono disponibile a qualsiasi
tipo di collaborazione per portare avanti risposte concrete, azioni
concrete. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, che si dichiara parzialmente
soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 1935 "Notizie in merito alla
vertenza riguardante lavoratori impiegati presso Cammarata Sport di
Palermo", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico frattanto che l'onorevole Adorno ha chiesto
congedo per la seduta odierna, per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della Rubrica Attività produttive
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Tamajo per fornire
la risposta all'interrogazione n. 1935.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto indicato, pervenuto nel mese di ottobre dello scorso
anno, l'onorevole interrogante chiede se il Governo regionale sia a
conoscenza della chiusura dello store Cammarata, come comunicato da
MG Consulting, società subentrata nella gestione dei negozi
Cammarata, e nella volontà della società medesima di retrocedere
l'azienda Cammarata Sport 2000, compresi i 27 lavoratori dipendenti
già trasferiti dalla vecchia alla nuova società.
Tale situazione ha causato incertezza e preoccupazione da parte
dei lavoratori, sostenuti dalle organizzazioni sindacali, anche in
ragione del fatto che la società Cammarata Sport 2000 sembra avere
escluso categoricamente l'applicazione dell'articolo 2112 del
Codice civile, che prevede il passaggio dei lavoratori senza
soluzione di continuità.
Nel merito, si rappresenta che presso gli uffici dell'Assessorato
alle attività produttive non è pervenuta alcuna richiesta formale,
né da parte delle aziende coinvolte né da parte delle
organizzazioni sindacali o di altri soggetti istituzionali, tali da
consentire l'attivazione di iniziative amministrative o di
specifiche interlocuzioni sulla vertenza riguardante i lavoratori
impiegati presso Cammarata Sport di Palermo.
Si rappresenta, altresì, che la materia interessa prioritariamente
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, ancorché la trattazione di analoghe fattispecie sia
stata anche assegnata a questo Assessorato, che è stato sempre
investito delle problematiche concernenti la salvaguardia delle
attività produttive e dei lavoratori impiegati. Pertanto, si
rappresenta la disponibilità, per gli aspetti di competenza, a
trattare la questione dei lavoratori, unitamente agli altri rami di
amministrazione competente per materia.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.
GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore, allora, io intanto ho compreso che questa
interrogazione, per certi versi, è a cavallo delle competenze
dell'Assessorato alle attività produttive e dell'Assessorato al
lavoro.
Detto questo, io, senza voler far polemica con l'assessore per le
attività produttive, che del resto definisco, diciamo, come un buon
musicista di una orchestra, per così dire, stonata, Governo
intendo, voglio rappresentare come, in linea di massima,
fondamentalmente, anche sui tempi con cui si affrontano le
interrogazioni parlamentari, ci sarebbe da fare una bella
riflessione, perché questa interrogazione è stata presentata ben
otto mesi fa, e io naturalmente a quelle che sono le parole
dell'assessore, che oggi qui si mostra disponibile, devo
aggiungere, però, con estremo rammarico, che la disponibilità vale
fino a un certo punto, perché noi abbiamo perso cinquanta posti di
lavoro, fondamentalmente, in questa importante attività storica
della provincia palermitana.
E questo ci fa comprendere come, il più delle volte, i tempi della
politica non siano compatibili con i tempi della nostra economia,
della società che va sempre più veloce; qui non c'erano solamente
cinquanta posti di lavoro, ma c'erano le storie, le esperienze, la
dignità dei lavoratori che magari adesso dovranno trovare lavoro in
altri luoghi, addirittura fuori dalla Regione siciliana.
Ecco perché io ritengo, ma senza veramente voler fare polemica,
che su determinati temi ci sia necessità di un maggiore, migliore e
più tempestivo raccordo rispetto a quelle che sono le istanze che
portano avanti i colleghi parlamentari; non è ammissibile che
bisogna attendere mesi e mesi, in alcuni casi addirittura anni, per
ottenere una risposta. E parlo, in generale, di tutti quelli che
sono gli atti ispettivi presentati dal sottoscritto e dai colleghi
parlamentari. Ma al riguardo, proprio nell'obiettivo di voler anche
trattare dei temi che sono cogenti, e sui quali non è più
rinviabile ulteriormente la trattazione, anche perché parliamo di
padri e madri di famiglia che devono sbarcare il lunario, io credo
che anche oggi, per esempio, sarebbe utile sapere le notizie da
parte dell'assessore per le attività produttive rispetto a una
questione che ha affrontato lei, e gliene do merito, e abbiamo
affrontato pure noi, colleghi parlamentari, che riguarda i
lavoratori Almaviva, oltre 400 lavoratori che, ancora ad oggi,
attendono una risposta.
Ricordo a me stesso come, durante la finanziaria abbiamo fatto un
incontro, proprio in questo Palazzo, con l'obiettivo parzialmente
raggiunto, intanto di tenere alta l'attenzione su questa vertenza;
in quel contesto fu preso un impegno, anche quello di sottoscrivere
fondamentalmente un accordo attraverso delle delibere di Giunta che
avrebbero previsto fondamentalmente il coinvolgimento dei
lavoratori nel progetto 116 e 117, quindi il percorso di
digitalizzazione, del percorso per così dire, in ambito sanitario,
del Sistema sanitario regionale.
E allora io ritengo, assessore, signor Presidente, siccome vedo
che c'è l'assessore che è disponibile a rispondere, perché poi dico
stiamo parlando per carità, se è disponibile
PRESIDENTE. Onorevole
GIAMBONA. Concludo.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona
GIAMBONA. Concludo, concludo.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Non è un dibattito,
io le rispose le ho
PRESIDENTE. Vi dico questo, ovviamente vi faccio intervenire e non
intervengo per interrompere il vostro intervento, però il punto
qual è? Che ci dobbiamo attenere all'interrogazione Perché è
chiaro, se poi vengono fatte altre domande, io non posso fare
rispondere l'assessore, nonostante egli possa dare la disponibilità
alla risposta, ma la risposta è solo sull'interrogazione,
altrimenti poi si crea un dibattito e non riusciamo, e andiamo
fuori dal discorso della rubrica Prego
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è mia
intenzione assolutamente insistere, ci mancherebbe Non è, diciamo,
nei miei modi, lo sapete perfettamente
Per cui io ho rappresentato un tema di ordine procedurale, in
funzione del quale molto spesso noi presentiamo interrogazioni, che
ottengono risposta mesi e mesi dopo
In questi giorni, noi ci aspettavamo una risposta di matrice
governativa, in ordine alla risoluzione dei lavoratori della
vertenza dei lavoratori Almaviva, che veramente noi tutti abbiamo
seguito, e che ci sta particolarmente a cuore senza guardare quello
che è il colore politico e nei prossimi giorni ci attendiamo in
maniera spedita e rapida che, a seguito di quelli che sono stati
impegni presi a suo tempo, si passi a concretezza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Io, al solito, vi...
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Scusi, io le chiedo
per favore di trattare temi che sono attinenti alle interrogazioni,
perché se poi si parla di...
Io la ringrazio, onorevole Giambona, non è che io ci mancherebbe
altro...
Lei pone dei problemi di natura sociale, delle vertenze che
abbiamo seguito, e ci sono delle novità Perché, proprio venerdì,
abbiamo fatto un incontro presso la Presidenza della Regione, in
cui erano presenti sindacati, ed era presente anche qualche
deputato, personalmente che ha partecipato, non ai lavori tecnici,
ma era giù e lo abbiamo anche informato insieme ai lavoratori e
insieme ai sindacati. Quindi la informerò io, quando a margine
finiremo le interrogazioni, e sarò veramente lieto, contento e
felice di informarla del buon operato da parte del Governo e
finalmente siamo arrivati alla conclusione, probabilmente alla
soluzione definitiva, per il Servizio 116, 117.
Però, io vi prego di attenervi alle materie che fanno parte delle
interrogazioni, se poi noi dobbiamo divagare in altri settori, e
diventa un dibattito e io oggi penso che non sia corretto fare
dibattiti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Allora, ci tengo a precisare una
cosa, colleghi. Intanto sul discorso delle interrogazioni, vi
ricordo sempre che le stesse arrivano e vengono portate in Aula in
ordine cronologico, perché è chiaro che in base all'ordine
cronologico e all'ordine in cui poi vengono indirizzati i lavori
d'Aula, noi andiamo ad esaminare le varie interrogazioni. Poi è
chiaro che, con la richiesta di risposta scritta, i tempi si
accelerano; poi è chiaro, colleghi, che all'interno del vostro
intervento, io vi lascio intervenire, ovviamente vi lascio anche
spaziare su altri temi.
Chiedo ovviamente al Governo di, come dire, so benissimo che gli
interventi magari possono andare fuori tema, ma al limite l'Aula o
i colleghi li riprende il Presidente dell'Assemblea e non il
Governo.
Si passa all'interrogazione n. 1954 Notizie urgenti in merito
alla riqualificazione e gestione delle Terme di Sciacca ed
Acireale , dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto
ispettivo in oggetto, pervenuto nel mese di agosto dello scorso
anno, l'onorevole interrogante evidenzia che al 30 maggio 2025
nessuna offerta è stata presentata per aderire al bando di Project
Financing per la riqualificazione e la gestione delle Terme di
Sciacca e di Acireale, che prevedeva, da parte del Dipartimento per
l'energia, la produzione di una relazione tecnica sulla qualità e
quantità delle acque termali.
Sottolinea che la relazione fornita rileva come le acque siano
ormai fredde in bassa quantità, e inquinate dalle fognature della
violenta urbanizzazione circostante. Rappresenta altresì che il
Grand Hotel delle Terme di Acireale, divenuto nel 2021 patrimonio
della Regione siciliana al costo di 5 milioni di euro del bilancio
regionale, è andato completamente distrutto a causa del totale
abbandono. Chiede pertanto quali immediati e concreti provvedimenti
si intendano attuare al fine di dare piena attuazione al ritorno
alla produttività del patrimonio termale di proprietà della Regione
siciliana, e se per le Terme di Acireale si intende avviare una
campagna di ricerca di nuove risorse minerarie ed un progetto di
totale recupero del patrimonio edilizio e storico, includendo anche
il Grand Hotel delle Terme, finalizzato alla predisposizione di un
nuovo bando più attrattivo per gli investitori.
Preliminarmente, si rappresenta che il Dipartimento Attività
Produttive ha emesso il DG n. 3396 del 18 dicembre 2024 con il
quale è stato approvato un avviso esplorativo pubblico per il
rilancio del complesso termale di Acireale, finalizzato alla
ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di
proposte di Partenariato Pubblico Privato ai sensi dell'articolo
193 del decreto legislativo n. 36 del 2023, aventi ad oggetto la
concessione per la progettazione e l'esecuzione dei lavori e la
gestione di ciascun complesso termale di proprietà
dell'Amministrazione, unitamente alla relativa concessione
mineraria ai sensi della legge regionale n. 54 del 1956 e
successive modifiche ed integrazioni finanziate nell'ambito del
Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, delibera CIPESS 9 luglio
2024, n. 41, per un importo di quaranta milioni di euro.
Nel merito del bando pubblicato, l'individuazione dell'area e
definizione del presunto costo dell'intervento e durata della
concessione, i contenuti sono stati definiti dal tavolo tecnico
istituito presso la Presidenza della Regione del quale fanno parte
la Presidenza della Regione, il Dipartimento Attività Produttive,
il Dipartimento Tecnico, il Dipartimento dell'Energia, il
Dipartimento del Turismo, dello Sport e Spettacolo, il Dipartimento
del Bilancio e del tesoro, il Dipartimento delle finanze e del
credito e l'assistenza tecnica di Cassa Depositi e Prestiti.
Per quanto attiene all'avviso pubblicato nel dicembre 2024, si
rappresenta che alla data del 30 settembre 2025 è stato accertato
che non sono pervenute proposte di Partenariato Pubblico Privato.
Tuttavia, dall'esame degli accessi al portale TUTTOGARE è emerso
che sono stati effettuati numerosi sopralluoghi che dimostrano che
non è venuto meno l'interesse pubblico per la riqualificazione al
predetto complesso. Pertanto si è proceduto alla redazione di un
nuovo avviso pubblico, limitatamente al Complesso termale di
Sciacca, che conteneva le sopravvenute novità normative del Codice
dei contratti, con la modifica delle modalità di determinazione del
contributo a carico dell'operatore economico privato, nonché le
osservazioni pervenute dal mercato nel precedente periodo di
pubblicazione.
Il Dipartimento Attività produttive, con DDG n. 3050 del 5
novembre 2025, ha approvato il nuovo avviso pubblico esplorativo
per la ricerca di operatori economici interessati alla
presentazione di proposte di Partenariato Pubblico Privato aventi
ad oggetto la concessione per la progettazione, l'esecuzione dei
lavori e la gestione di un complesso termale sito in Sciacca
pubblicato sulla piattaforma TUTTOGARA in data 7 novembre 2025. Le
proposte degli operatori economici interessati dovranno pervenire
entro il 27 febbraio del 2026.
Relativamente al Complesso Terme di Acireale, il tavolo tecnico
istituito presso la Presidenza della Regione siciliana, prima di
pubblicare un nuovo avviso pubblico, ha ritenuto necessario
ridefinire la qualificazione, caratterizzazione ed efficientamento
della risorsa termale. Pertanto, il Dipartimento regionale
dell'energia, distretto minerario di Palermo, nel luglio dello
scorso anno ha rappresentato al Dipartimento delle attività
produttive la necessità di realizzare un nuovo pozzo di captazione
di fluido termale presente nel sottosuolo nell'Area archeologica di
Santa Venera al Pozzo nel Comune di Aci Catena all'interno del
compendio produttivo delle Terme di Acireale. Tale previsione è
finalizzata alla pubblicazione di un nuovo avviso pubblico
esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati alla
presentazione di proposte di partenariato pubblico avente ad
oggetto la concessione per la progettazione, l'esecuzione dei
lavori e la gestione del Complesso termale di Acireale.
Il Dipartimento delle attività produttive ha emesso il DDG n. 2238
del 25 agosto 2025 con il quale, per dare copertura alla
realizzazione dei lavori di trivellazione di un nuovo posto nel
sito termale di Acireale, è stata accertata in entrata
nell'esercizio 2025 la somma di euro 119.474,10 sul capitolo 8576.
La Ragioneria generale con il DDG n. 1678 dell'8 settembre 2025 ha
iscritto in bilancio nell'esercizio 2025 la somma di euro
119.474,10 sul capitolo 742059, necessaria ad avviare le procedure
di gara per la realizzazione dei lavori di trivellazione in
argomento.
Il Dipartimento regionale dell'energia, Distretto minerario di
Palermo, con la nota protocollo n. 33149 del 24/9/2025, ha
trasmesso il progetto esecutivo per la realizzazione di lavori di
trivellazione in argomento.
I lavori di trivellazione del nuovo pozzo nel sito termale di
Acireale sono stati avviati in data 17 novembre 2025 e sono ancora
in corso di conclusione.
Nell'ambito della collaborazione tra pubbliche amministrazioni, il
Dipartimento delle attività produttive ha conferito l'incarico di
consulenza al laboratorio di analisi microbiologiche e chimiche
dell'acqua (AMCA) del Dipartimento di scienze chimiche, biologiche,
farmaceutiche ed ambientali dell'Università degli Studi di Messina
per lo studio preliminare analitico-chimico e microbiologico
dell'acqua naturale termale delle storiche terme di Acireale da
captare nell'area archeologica a Santa Venera al Pozzo del Comune
di Aci Catena nonché di eseguire il campionamento e l'analisi delle
acque emunte del nuovo pozzo.
In data 15 gennaio u.s., ultimata la fase di escavazione del nuovo
pozzo, i rappresentanti del predetto laboratorio di analisi hanno
effettuato un primo campionamento delle acque. A seguito di
ulteriore campionamento, da ripetersi a breve, saranno resi i
risultati.
In ordine alle intenzioni sulla destinazione e valorizzazione
della struttura dell'Hotel Excelsior e del Centro polifunzionale
posti nelle vicinanze del sito termale di Acireale si rappresenta
che gli stessi immobili appartengono al patrimonio regionale e
pertanto la loro gestione è di competenza del Dipartimento
regionale delle finanze e del credito e non dell'Assessorato delle
attività produttive.
Si è, pertanto, acquisito il contributo del Dipartimento finanze
che ha relazionato oggi quanto segue.
Al fine di perseguire la realizzazione di un piano di interventi
per il recupero ed il rilancio dei complessi termali di Acireale e
di Sciacca sono stati destinati novanta milioni di euro del Fondo
Sviluppo e Coesione 2021-2027 (FSC) e per essi è stato considerato
prioritario il rientro nella piena proprietà della Regione
siciliana degli immobili concessi alla società Terme di Acireale
SPA a titolo di usufrutto trentennale in seno all'atto costitutivo
della medesima società ridotto in proporzione di 19 anni già
trascorsi.
La società Terme Acireale SPA, costituita in data 21/12/2005,
nasce in esecuzione della legge regionale 10/1999 che ha previsto
la trasformazione in società per azioni dell'Azienda autonoma delle
Terme di Acireale con il conseguente conferimento da parte
dell'Azienda Terme del proprio patrimonio aziendale e il
conferimento, da parte della Regione siciliana, del diritto di
usufrutto per la durata di anni 30 sui beni già dati in uso
all'Azienda Terme.
Al fine della stima di tali conferimenti, il Tribunale di Catania
ha dato mandato al professore Angelo Raciti di redigere una perizia
di stima dell'Azienda autonoma delle Terme di Acireale, ai sensi
dell'articolo 2343, alla data del 31 agosto 2025. Tale perizia è
diventata la base per la valutazione dei beni e dei diritti reali
esistenti. Il Dipartimento finanza e credito con nota n. 27428/2024
ha chiesto al Dipartimento regionale tecnico di elaborare una
relazione di aggiornamento del parere di congruità del valore
economico del diritto di usufrutto dei seguenti beni concessi in
usufrutto alla società Terme di Acireale per procedere
all'operazione di estinzione anticipata dell'usufrutto. I beni
immobili oggetto di calcolo di aggiornamento del valore economico
che sono rientrati nella piena proprietà della Regione siciliana,
con atto notarile Repertorio 57/239 del 17/12/2024, "Trasferimento
diritti immobiliari", sono i seguenti: complesso Terme Santa Venera
in via delle Terme, del Comune di Acireale; complesso Terme Santa
Caterina in via Madonna delle Grazie nella frazione di Santa
Caterina, del comune di Acireale; fabbricato per esercizi sportivi
a scopo non di lucro, in via Madonna delle Grazie, nella frazione
Santa Caterina del Comune di Acireale. L'estinzione anticipata del
diritto di usufrutto è stato quantificato dal Dipartimento
regionale tecnico in complessivi euro 720.232,20. Specificatamente
all'interno del complesso Terme Santa Venera si trova un edificio,
a destinazione alberghiera, denominato "Hotel delle Terme" sito in
via Alcide De Gasperi n. 29, una struttura con 92 camere
disponibili, e non dotato di 200 stanze e 400 posti letto , come
indicato erroneamente nell'interrogazione parlamentare di che
trattasi. Giova osservare che nel suddetto aggiornamento del parere
di congruità, il valore economico attribuito all'Hotel delle Terme,
per l'estinzione anticipata del diritto di usufrutto è pari a zero,
mentre la valutazione dell'usufrutto del bene calcolato il
21/12/2025 è pari a euro 1.804.180,77.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, in tutta questa relazione copiosa
di più e più pagine resta un dato, che è un fatto non solo
squisitamente politico ma fattuale. La fattualità di questi dati
sono le dichiarazioni che Schifani, in pompa magna, quasi un anno
fa, a febbraio del 2025, riempiva i quotidiani siciliani con il
titolo: "Schifani: pronti al rilancio delle terme Acireale e
Sciacca. Governatore alla BIT, risolte una serie di criticità".
Se ci troviamo a distanza di un anno con la situazione
assolutamente equivalente, se non peggiorata, cioè quelle terme
sono ricettacolo di rifiuti, sono chiuse non aperte al pubblico...
Il presidente Schifani dimostra, ancora una volta, e il suo Governo
ovviamente, di fare soltanto proclami e di non risolvere i problemi
reali dei siciliani con l'aggravante di prendere in giro gli stessi
facendo dei comunicati stampa dicendo: "abbiamo risolto il
problema, operativi ", un anno fa, sono passati 365 giorni, se non
di più e la situazione non è cambiata
Allora questo è il contorno su cui si muove questo Governo,
governo dei proclami che, sostanzialmente, non risponde ai fatti e
che, purtroppo, questo è il tema di questa seduta d'Aula, ci invita
a disquisire in Aula di interrogazioni che, sostanzialmente,
possono avere una rilevanza perché li presentiamo mesi e mesi fa e
poi, sostanzialmente, oggi... e poi è inutile che qua, qualcuno si
offende e dice: "ma che è? Un dibattito?". Allora, se noi ci
riuniamo una volta quasi al mese e, oggettivamente, abbiamo...
Questo è un Parlamento Che piaccia o meno, nei nostri cinque
minuti possiamo esprimere il nostro pensiero, anche di dissenso,
rispetto al modus operandi della gestione delle interrogazioni, è
un sacrosanto diritto. Come è un sacrosanto diritto far presente
all'Assessore che è in Aula e che è opportunamente intervenuto
sulla vicenda di Termini Imerese, poco fa di Blutec, ed è
incredibile che quando poniamo delle domande, sostanzialmente,
anche se si va fuori tema, non è che stiamo parlando del calcetto,
del calciobalilla, parliamo sempre di affari che hanno a che fare,
ovviamente, con le vicende della nostra Regione siciliana.
Presidente, mi perdoni, ma se l'Assessore le chiede di parlare, ma
perché lei deve impedire di parlare sul tema? Non è che stiamo
parlando di fatti nostri Siamo in un momento in cui ci sono sette
deputati in un'Aula che è assente, stiamo espletando il nostro
compito, così come lo fa l'Assessore che è presente; riteniamo che
ci siano dei problemi che riguardano i siciliani e c'è la
possibilità di parlarne, non stiamo parlando del torneo di bocce ma
parliamo di argomenti afferenti l'Assessore, ovviamente, al ramo,
se l'Assessore è così gentile da volere parlare, mi pare di capire
che lei come Presidente mi vuole mettere i bastoni tra le ruote...
PRESIDENTE. Però, è chiaro che questa Presidenza... c'è un ordine
del giorno, come è giusto che sia. In questo ordine del giorno, ci
sono delle interrogazioni che sono state trasmesse all'Assessorato,
è una richiesta da parte dei parlamentari, la richiesta di risposta
orale, legittima così come è legittima la richiesta di risposta
scritta per avere subito la risposta a quella interrogazione,
dopodiché è chiaro che l'Assessore...
LA VARDERA. Ma se ci troviamo davanti un Assessore che è così
preparato che anche se non era a conoscenza dell'interrogazione e
vuole rispondere, ma vogliamo tarpare le ali a questo Governo?
PRESIDENTE. È chiaro che se questa cosa viene fatta da ogni
singolo deputato, non c'è più un dibatto regolamentato da un ordine
del giorno, ma parliamo di qualunque cosa.
LA VARDERA. Ma siamo qua per lavorare, e anche se stessimo qua
fino a mezzanotte non succede nulla, non è che parliamo di altre
cose, parliamo dei problemi dei siciliani, pare che siccome
dobbiamo stare 2 ore, ci sono quelle 20 interrogazioni e dobbiamo
fare in fretta altrimenti c'è qualcuno che ci fa la multa...
PRESIDENTE. Io non ho capito se per l'interrogazione n. 1954,
rispetto alla risposta che ha dato l'assessore Tamajo, lei è non
soddisfatto, soddisfatto o parzialmente soddisfatto.
LA VARDERA. Cosa c'entra l'essere soddisfatto o meno? Io ho
risposto, ho dato le mie impressioni, ho detto più volte che ero
soddisfatto, oggi l'Assessore si è preso tre soddisfazioni, mi dia
la soddisfazione di farmi rispondere su un tema che riguarda
Termini Imerese e la vicenda di Blutec. Cosa c'è di anomalo? Non
l'ho capito
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Posso rispondere
all'onorevole La Vardera?
PRESIDENTE. Assessore, la faccio intervenire a fine
interrogazione, nel rispetto anche degli altri colleghi che sono
qui e aspettano le risposte per le loro interrogazioni.
Dopodiché a fine rubrica, se c'è qualche onorevole, compreso
l'onorevole La Vardera, che voglia intervenire ai sensi
dell'articolo 83, lei può rispondere, però deve dare le risposte
anche agli altri colleghi che sono qui che attendono.
L'interrogazione n. 1984 "Notizie in merito agli incubatori
d'impresa della Sicilia occidentale, con particolare riferimento a
quello di Termini Imerese" è assorbita, perché sul tema ne abbiamo
parlato precedentemente.
Si passa all'interrogazione n. 2004 "Riattivazione delle misure
IRFIS a sostegno della liquidità delle imprese siciliane", a firma
dell'onorevole Chinnici ed altri. Prego, Assessore.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto, pervenuto nel mese di settembre dello scorso anno,
l'onorevole interrogante rappresenta che negli anni 2023 e 2024
IRFIS Sicilia ha promosso iniziative a sostegno della liquidità
delle imprese siciliane, tra le quali la moratoria dei pagamenti
della quota capitale dei finanziamenti in ammortamento e la
possibilità di estendere il pieno di ammortamento, al fine di
mitigare gli effetti degli aumenti del tasso di interesse. Tali
iniziative sono state parecchio utili alle micro, piccole e medio
imprese, e sono state un importante sostegno operativo. Considerato
il successo di tali iniziative ormai concluse, e le richieste di
molte imprese, e considerato lo scenario, l'onorevole interrogante
chiede se il Governo intenda promuovere misure analoghe.
Con l'articolo 4 della legge regionale n. 23 del 4 luglio 2024 la
Regione siciliana ha previsto la concessione di contributi a fondo
perduto, nei limiti della normativa comunitaria in materia di aiuti
in de minimis, per l'abbattimento degli interessi sui mutui in
essere dal 1 gennaio 2024 erogati alle micro, piccole e medie
imprese in possesso di una unità operativa in Sicilia.
Con il medesimo articolo il Dipartimento regionale delle attività
produttive è stato autorizzato ad erogare ad IRFIS FinSicilia, per
l'esercizio finanziario 2024, la somma di euro 45 milioni, per la
costituzione di un plafond, nell'ambito del "Fondo Sicilia",
destinato all'erogazione di contributi a fondo perduto nel rispetto
della normativa comunitaria in materia di aiuti in de minimis.
L'individuazione dei destinatari delle agevolazioni e delle
modalità per la concessione dell'erogazione sono state disciplinate
dal decreto dell'Assessore regionale all'economia e dall'Avviso
pubblicato in data 11.10.2024, emanato previa condivisione
dell'Assessorato delle attività produttive e la gestione operativa
in capo a IRFIS Sicilia.
L'Avviso in questione, con decreto assessoriale dell'Assessore
regionale all'economia n. 1 del gennaio 2025 emanato a seguito del
DGR n. 1, del 10 gennaio 2025, Fondo Sicilia contributi a fondo
perduto per l'abbattimento degli interessi sui mutui in essere dal
1 gennaio 2024, a favore delle micro, piccole e medie imprese, è
stato modificato aumentando la misura del contributo spettante alle
imprese e la relativa soglia massima e l'arco temporale di
applicazione della misura.
L'agevolazione costituita da un contributo a fondo perduto
finalizzato all'abbattimento degli interessi corrispettivi è stata
estesa alle rate scadute dal 1 gennaio 2023, al 30 giugno 2024 e
pagate alla data del 30 settembre 2024 su finanziamenti per
programmi di investimenti o per fabbisogno di capitale circolante
erogati da banche o intermediari finanziari in essere al 1 gennaio
2024.
L'ammontare del contributo spettante a ciascun richiedente avente
diritto è stato aumentato sino alla misura pari all'80%
dell'ammontare degli interessi corrispettivi delle relative rate
scadute come debitamente certificato dalla banca o
all'intermediario finanziario.
L'agevolazione concessa è stata aumentata entro il limite massimo
di euro 15.000; la data di presentazione dell'istante è stata
estesa sino alle ore 17.00 del 4 marzo 2025.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Chinnici per dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.
CHINNICI. Quello che non ho capito, infatti... l'interrogazione è
di giugno 2025, l'Assessore parlava appunto di marzo se non ho
capito bene, cioè chiedevamo, visto appunto che è stata una misura
buona, ben valutata, insomma ha avuto ottimi riscontri, se era
possibile prorogarla, non ho capito...
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Stiamo valutando se
ripeterla.
CHINNICI. Ecco, perfetto, allora va bene, adesso sono soddisfatta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
Si passa all'interrogazione n. 2036 recante 'Notizie urgenti in
merito alla grave inadempienza della Regione siciliana a garantire
il pagamento del TFR agli ex dipendenti dell'Ente Autonomo Fiera
del Mediterraneo' a firma dell'on. La Vardera. Prego, assessore.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto pervenuto nel settembre scorso, l'onorevole interrogante
dopo aver richiamato le norme istitutive dell'Ente Fiera del
Mediterraneo nel 1946, la deliberazione con la quale è stato
disposto lo scioglimento nel 2011, e la conseguente risoluzione dei
rapporti di lavoro con i propri dipendenti, rappresenta che l'Ente
non ha provveduto al pagamento del trattamento di fine rapporto
maturato.
L'ente è stato pertanto posto in liquidazione e soltanto nel 2019
è stata proposta dall'Assessore alle attività produttive e disposta
la trasformazione della procedura in liquidazione coatta
amministrativa, pertanto, i dipendenti hanno fatto richiesta di
insinuazione al passivo, specificando l'importo del TFR spettante.
Il Commissario non ha mai trasmesso le comunicazioni obbligatorie
circa l'esito della verifica dei crediti né ha formato lo stato
passivo mentre le richieste di aggiornamento e sollecito
indirizzate al commissario e l'Assessorato unità produttive sono
rimaste prive di riscontro; si chiede come mai non si sia dato
riscontro ai dipendenti dell'esito delle domande di insinuazione,
se non intendano opportuno revocare l'incarico al commissario e
comunque assumere in via sussidiaria o solidale la responsabilità
nei confronti dei creditori.
Si premette che l'accertamento del passivo dei diritti dei terzi è
una fase essenziale della procedura concorsuale finalizzata
all'individuazione dei crediti che devono essere soddisfatti con i
beni compresi nella liquidazione giudiziale.
In data 22 marzo 2022 presso il Tribunale di Palermo è stato
depositato lo stato passivo redatto in seguito alla raccolta delle
istanze per l'ammissione al passivo.
La maggior parte dei crediti è stata ammessa per l'importo
contenuto nei titoli esecutivi e in particolare per i crediti degli
ex dipendenti dell'ente a cui dovranno aggiungersi gli interessi e
comprendono altresì stipendi, emolumenti, somme dovute a titolo di
indennità professionale e TFR calcolati al lordo.
Ai sensi e per effetti dell'articolo 209 della legge fallimentare
l'elenco dei crediti ammessi e respinti, è stato trasmesso ai
creditori.
Si fa presente che l'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo non
possiede patrimonio immobiliare, in quanto lo stesso negli anni
utilizzava per gli eventi fieristici padiglioni che venivano
concessi in comodato d'uso temporaneo dal Comune di Palermo, e che
il sedime dell'area occupata dagli edifici - in particolare nella
zona Nord - è ancora vincolata a usi civici per Monte Pellegrino.
Pertanto le misure che si potranno adottare per la tutela del
diritto dei lavoratori, al pagamento del TFR, sicuramente esula
dalle reali possibilità delle procedure, quindi la responsabilità
patrimoniale, nei confronti dei creditori lavoratori anche alla
luce del ruolo diretto della vigilanza esercitata dalla Regione
siciliana sull'Ente Fiera, dovrà sicuramente avere un doppio
passaggio, politico prima e successivamente legislativo.
Il passaggio è stato consumato con la proposta, da parte dello
scrivente assessore, di inserimento di un emendamento ad hoc al DDL
1030, Legge di stabilità anno 2026. Tale emendamento prevedeva che
il Dipartimento regionale delle attività produttive fosse
autorizzato ad impegnare la somma di euro un milione per
l'esercizio finanziario 2026, destinata a risarcire le legittime
pretese creditorie dei dipendenti dell'Ente Fiera di Palermo in
liquidazione ai quali non sono state erogate le somme maturate a
titolo di trattamento di fine rapporto.
E, infatti, il mancato pagamento degli emolumenti afferenti il Tfr
maturato da ciascun dipendente, configura un inadempimento per non
avere provveduto ad effettuare i previsti accantonamenti in
apposito fondo, e rappresenta oggi un limite insuperabile, per il
Commissario liquidatore, per il soddisfacimento delle legittime
pretese creditorie dei dipendenti dell'Ente Fiera.
Con l'emendamento in questione si poteva provvedere a soddisfare,
in modo esaustivo e definitivo, una legittima pretesa creditoria,
anche al fine di scongiurare l'aggravarsi di un contenzioso il cui
esito potrebbe risolversi in una condanna risarcitoria a carico
dell'Amministrazione regionale, con ulteriore aggravio di costi a
carico della stessa.
Com'è noto non tutti gli emendamenti sono stati successivamente
inseriti nella norma approvata, ma sarà cura dello scrivente
riproporlo nella prossima possibile finestra legislativa.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
Prego.
LA VARDERA. Sì, sulla risposta mi dichiaro parzialmente
soddisfatto e anticipo che rimarrò appositamente in Aula, perché
spero l'assessore, alla fine della seduta d'Aula, possa finalmente
svelare il mistero Blutec. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Si passa
all'interpellanza n. 248 "Intendimenti del Governo per contrastare
il caro bollette e la povertà energetica, per salvaguardare il
tessuto economico e sociale siciliano" a prima firma dell'onorevole
Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per le Attività produttive,
onorevole Tamajo, per fornire la risposta. Prego, assessore.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto, per il quale è pervenuta delega nel mese di ottobre
dello scorso anno, l'onorevole interrogante rappresenta l'impatto,
sulle famiglie e sulle imprese, della crisi energetica in termini
di aumento dei costi, ed in particolare per le imprese -
considerato il calo della produzione industriale nel 2024 - anche
in considerazione della circostanza che l'Autorità di regolazione
del mercato, "Arera", ha previsto un ulteriore aumento delle
tariffe, evidenziando che molte imprese siciliane stanno riducendo
la produzione, e che il divario dei costi applicati, rispetto agli
altri paesi, compromette la tenuta del sistema nazionale regionale.
Un'ulteriore criticità è comportata dalla graduale eliminazione del
servizio di maggior tutela, che garantiva prezzi regolati per i
clienti: chiede al Governo se intende avviare un confronto con il
Governo nazionale per chiedere di continuare ad ampliare le misure
straordinarie a sostegno delle famiglie e delle imprese, e se
intenda porre in essere misure volte a sostenere le PMI, anche in
collaborazione con le organizzazioni di categoria - attivazione
linee di credito agevolate, contributi a fondo perduto per
investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Il Dipartimento delle attività produttive, con D.D.G. 2729 del 15
ottobre 2025 ha approvato l'Avviso pubblico "Sicilia efficiente -
Meno consumo e più futuro", concernente la concessione e
l'erogazione delle agevolazioni previste dall'azione 2.1.2
"Riqualificazione energetica delle imprese" in attuazione del Po
Fers "Sicilia 21/27", e con successivo D.D.G. 3360 la data di invio
delle domande di accesso all'agevolazione dell'avviso è stata
posticipata a partire dalle ore 12.00 del 12 gennaio 2026 e sino
alle ore 12.00 del 12 febbraio 2026.
La dotazione finanziaria disponibile è pari a 89.119.066,00 e
l'obiettivo dell'Avviso è quello di sostenere le micro-piccole
imprese che realizzano interventi integrati di miglioramento
dell'efficienza energetica con conseguente riduzione dei costi
legati ai consumi energetici e abbattimento delle emissioni di gas
climalteranti nei cicli produttivi, mediante concessioni di
agevolazioni sotto forma di contributo in conto impianti.
Possono presentare domanda per l'accesso all'agevolazione
dell'Avviso le micro, le piccole, le medie imprese del settore
privato, in forma singola o associata, che alla data della prima
richiesta di erogazione dell'agevolazione, alla data dell'eventuale
richiesta di anticipazione, dispongono di un'unità produttiva
localizzata ed operativa del territorio della regione siciliana.
Sono ammissibili i programmi di investimento finalizzati
all'efficientemente energetico di unità o località produttive già
esistenti e localizzate nel territorio regionale, attraverso la
realizzazione di interventi sugli edifici, sugli impianti,
macchinari, le attrezzature utilizzate nei processi di produzione o
di erogazione dei servizi, nonché la realizzazione di impianti di
produzione di energia da fonti rinnovabili per mero autoconsumo,
finalizzati nel loro complesso alla riduzione di almeno il 30% dei
consumi energetici e delle emissioni dirette, indirette di gas
effetto serra rispetto ai valori ex ante registrati nelle
pertinenti unità locali produttive.
I programmi di investimento dovranno prevedere la realizzazione di
interventi coerenti con le tipologie indicate nell'Avviso, con
massimali di investimento che vanno da un valore minimo di 50 mila,
ad un valore massimo di 500 mila euro.
Ancora, il Dipartimento delle attività produttive, con DDG 34/25,
ha approvato l'Avviso pubblico "Step", che prevede la concessione
di agevolazioni a valere, fra le altre sull'azione, 2.9.1:
sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie pulite ed
efficienti sotto il profilo delle risorse nell'ambito della
priorità 9, obiettivo specifico 2.9 del Po FERS Sicilia 2021-2027.
L'Azione 2.9.1 ha l'obiettivo di promuovere investimenti in
tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse che
si caratterizzano per il contenuto innovativo, emergente,
all'avanguardia o per la capacità di ridurre le dipendenze
strategiche dell'Unione Europea: tecnologie solari, dell'idrogeno,
del biogas, del biometano, combustibili alternativi, depurazione e
desalinizzazione delle acque, tecnologia dell'economia circolare.
Beneficiari dell'avviso sono le piccole e medie imprese e le
grandi imprese aventi forma giuridica di società di capitali, di
organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, con una
procedura che si svolge in due fasi: la prima, di presentazione
della domanda preliminare di accesso alle agevolazioni, e la
seconda di presentazione del progetto definitivo.
I termini di presentazione della domanda preliminare vanno dalle
ore 12.00 del 15 dicembre 2025, alle ore 12.00 del 13 febbraio
2026. La presentazione del progetto, fase 2, dovrà avvenire entro
75 giorni dalla data della comunicazione recante l'esito delle
verifiche istruttorie condotte dalla domanda preliminare di accesso
all'agevolazione.
La dotazione finanziaria dell'Avviso è di euro 246.078.276,00 e la
soglia di investimento minima è di euro 5 milioni, mentre la
massima è di euro 50 milioni.
La forma dell'aiuto prevista è quella del contributo in conto
capitale pari al massimo del 60% per investimenti iniziali e dal 25
al 50 % per progetti di ricerca e sviluppo.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Tamajo.
La Sicilia da circa 3 anni vive una fase di incertezza, nonostante
i numeri che sono stati delineati nel DEFR. E una delle
problematiche più significative è il caro energia, sia per la
produzione industriale, sia anche per le famiglie.
L'introduzione dei dazi americani sta peggiorando ulteriormente la
tenuta dell'economia siciliana.
Il divario tra i prezzi dell'energia elettrica italiana con quelli
del resto d'Europa è abbastanza lampante, già del 24% rispetto alla
Francia, del 33% rispetto alla Germania, del 41% rispetto alla
Spagna. E questi sono i dati relativi al 2024, che nel corso del
2025 si sono ulteriormente accentuati. A questo vi è da aggiungere
anche un calo della produzione industriale che si registra ormai da
due anni che non lascia presagire nulla di positivo. E le tensioni
geopolitiche internazionali rischiano di produrre ulteriori effetti
negativi. I dazi americani produrranno una perdita economica pari a
20 miliardi a livello nazionale e a circa 2 miliardi a livello
regionale.
Le misure che lei ha esposto nel corso della risposta alla nostra
interpellanza parlamentare, e cioè l'Avviso pubblico "Sicilia
efficiente" per una capienza di 89 milioni e l'Avviso pubblico
"Step" nell'ambito del Po Fesr 2021/2027 con una capienza di 246
milioni, sono senz'altro significative, ma rischiano di arrivare in
ritardo rispetto alle esigenze delle economiche dell'apparato
industriale e soprattutto del settore manifatturiero a livello
regionale, assessore Tamajo.
E soprattutto l'ultima misura da lei enunciata, con una soglia
minima di 5 milioni di euro di investimento rischia di agevolare
solo le grandi imprese, che hanno una cospicua liquidità
finanziaria per poter compartecipare.
Qui c'è, come dire, il rischio concreto che il tessuto produttivo
delle piccole e medie imprese rischia di collassare definitivamente
e, soprattutto, anche quello commerciale che è già alle prese con
una condizione economica di grande sofferenza dovuta alle
transizioni informatiche, al commercio online, alla competizione
con i grandi centri commerciali.
Noi chiediamo, rispetto a quello che lei ha già detto, ulteriori e
immediate misure nell'ambito anche dei fondi regionali ed extra
regionali perché crediamo che l'economia siciliana possa essere
messa a dura prova da qui ai prossimi anni e serve non solo
stanziare risorse, ma a mettere le attività produttive nelle
condizioni di poterle calare nella realtà, nella concretezza, per
salvare questa fetta importante dell'economia siciliana che
rischia, appunto, di vivere una condizione di ulteriore sofferenza.
Per queste ragioni, noi ci dichiariamo parzialmente soddisfatti e
sollecitiamo il Governo e lei, assessore Tamajo, a stanziare
ulteriori risorse, linee di credito agevolato e investimenti a
fondo perduto. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 253 "Interventi volti a
favorire nuovi insediamenti imprenditoriali" a firma dell'onorevole
Carta. Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la
risposta.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
in oggetto, pervenuto nel mese di ottobre dello scorso anno,
l'onorevole interrogante rappresenta che i bandi emanati
dall'Assessorato regionale delle attività produttive favoriscano le
imprese già insediate nel territorio, ma non quelle che intendono
insediarsi, che generano importanti ricadute occupazionali e
contribuiscono alla crescita delle aree svantaggiate. Sottolinea
che l'incentivazione di nuove realtà imprenditoriali, vincolate al
rispetto di altri standard energetici, rappresenterebbe
un'opportunità per uno sviluppo sostenibile. Chiede se si intendano
promuovere misure per l'accesso ai contributi anche di nuove
imprese con requisiti conformi alla classe energetica A e quali
misure per bilanciare la concessione dei contributi alle imprese
già insediate e che intendono insediarsi.
Nel merito della richiesta, si rappresenta che l'accesso alle
agevolazioni previste dai bandi emanati a valere sulle risorse Fesr
2021/2027 avviene nel rispetto della normativa comunitaria
nazionale e regionale in materia. In particolare, nel merito, con
l'Avviso "Open innovation Sicilia - Azione 1.1.3 - Realizzazione e
potenziamento di spazi dedicati per la promozione dell'innovazione"
si sostiene la realizzazione del potenziamento dei poli di
innovazione, attraverso il sostegno finanziario alla realizzazione
di programmi di accelerazione e/o di incubazione promosse da
soggetti configurabili come poli di innovazione, in grado di
favorire la crescita delle micro, piccole e medie imprese
innovative, costituite da non oltre 60 mesi, attraverso un processo
strutturato e qualificato di accompagnamento e potenziamento
competitivo.
Tra i soggetti aderenti ai poli di innovazione si evidenzia che
possono farne parte anche aspiranti imprenditori o team
imprenditoriali composti da una o più persone fisiche residenti nel
territorio siciliano, non ancora costituiti in impresa, che
partecipano ai programmi di incubazione con l'obiettivo di
costituire una nuova PMI innovativa o promossa da team
imprenditoriali caratterizzati da una rilevante presenza di giovani
con età inferiore a 36 anni compiuti o donne, senza limiti di età,
almeno il 50 % per teste, o integrazione di servizi specifici per
l'imprenditoria giovanile femminile.
Con riguardo, invece, al rispetto dei requisiti della classe
energetica A, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità
ambientale e riduzione delle emissioni, si rappresenta che le
agevolazioni, di cui agli avvisi pubblici, devono essere rispettosi
del principio di non arrecare un danno significativo. Pertanto, a
tutti gli avvisi, si applicano le disposizioni in materia, nonché
quelle di cui all'articolo 73 del Regolamento UE 2021/1060, recante
le disposizioni comuni applicabili ai fondi comunitari in materia
di climate proofing, i soggetti beneficiari dei vari avvisi si
impegnano a garantire sia il rispetto del principio di non arrecare
un danno significativo contro l'ambiente e che l'immunizzazione
degli effetti del clima per una durata attesa di almeno cinque anni
nel complesso delle rispettive operazioni assistite, garantendo, al
contempo, che si sia rispettato il principio dell'efficienza
energetica al primo posto, e che il livello delle emissioni di gas
a effetto serra, derivanti dal progetto, sia coerente con
l'obiettivo della neutralità climatica per il 2050.
Quanto, infine, all'aspetto relativo all'equilibrio tra il
sostegno delle imprese esistenti e la promozione di nuove attività
imprenditoriali, anche attraverso una revisione dei criteri di
ammissibilità nei bandi regionali, fermo restando la non
modificabilità dei bandi emanati, si rappresenta che ogni eventuale
procedura di revisione non potrà che essere fatta in applicazione
di quanto previsto dalla normativa comunitaria nazionale e
regionale in materia e seguendo le relative procedure.
Si evidenzia, infine, che sono stati emanati degli specifici
avvisi in materia di efficientamento energetico: l'Avviso pubblico
"Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro" e l'avviso STEP
emanato con D.D.G. 3424 del dicembre 2025, che, per gli
investimenti in materia energetica, prevede agevolazioni a valere
sull'Azione 2.9.1, sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di
tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse
nell'ambito della Priorità 9, obiettivo specifico, con una
dotazione finanziaria di euro 246.078.276,00.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Carta per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.
CARTA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto. Grazie.
Bene colleghi, abbiamo finito la Rubrica "Atti ispettivi: Attività
produttive", adesso io ho delle...
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Posso intervenire?
PRESIDENTE. Sì, Assessore, magari interviene a fine degli
interventi, perché ci sono degli interventi da parte dei colleghi,
oppure, se vuole, interviene...
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Preferirei
intervenire adesso.
PRESIDENTE. Assolutamente sì, prego Assessore.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Onorevole La
Vardera, lungi da me, oggi, fare polemiche, anzi, non le voglio
fare e mi fa piacere che nelle mie risposte alle interrogazioni lei
è parzialmente soddisfatto, questa è onestà intellettuale.
LA VARDERA. Soddisfatto
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Soddisfatto, no, è
soddisfatto ma non parzialmente, scusi, è soddisfatto, questo mi fa
piacere
Rispetto alla questione che riguarda Termini Imerese, noi domani
avevamo programmato un incontro, non è mancato per me non fare
l'incontro, lei si ricorda, io sono disponibilissimo, ho già pronta
la relazione, ho pronte le carte, ho pronti gli atti, quando lei
vuole, ci vediamo in III Commissione e apriamo il dibattito, avrà
tutte le delucidazioni rispetto al caso.
Fermo restando che le dico una cosa, io condivido le sue
preoccupazioni da assessore, e sono sul pezzo su tutto quello che
riguarda il percorso: dalla concessione dell'area, la modifica
dell'assetto societario, la questione che riguarda i dipendenti,
fermo restando che, questo lo devo dire e non voglio peccare di
modestia, negli ultimi 14, 15 anni, Termine Imerese è rimasta
veramente al buio da tutta una serie di interventi.
Noi abbiamo fatto interventi sull'area industriale, abbiamo
investito delle risorse per mandare con il sistema dell'isopensione
183 soggetti, che fanno parte del bacino ex Blutec, abbiamo fatto
una serie di interventi e programmato per dare una spinta al famoso
accordo di programma, qua c'è l'onorevole Sunseri che mi guarda e
sa di che cosa parliamo.
Una spinta a tutta una serie di attività e di progetti che ora
stanno per vedere la luce, per cui io sono sul pezzo e sono sul
pezzo come lo è lei, quando ci sarà la seduta di Commissione avrà
tutte le delucidazioni e se il caso la invito a venire con me a
Termini Imerese, io non ho nessun problema, perché a me interessa
che le cose si realizzino e si realizzino nell'ambito della
trasparenza e della legalità. Garantendo sempre i livelli
occupazionali, che sono alla base di tutto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare ai sensi
dell'ex articolo 83 l'onorevole Chinnici, Burtone, Gilistro,
Schillaci, Saverino e Giambona, Venezia e Spada.
Colleghi cercate di rimanere nei minuti, perché comunque sull'ex
articolo 83 si può parlare mezz'ora in totale.
Sull'ordine dei lavori
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, il mio non era un intervento ai sensi
dell'ex articolo 83, ero venuta proprio per dirlo.
Siccome la Presidenza ha accorpato, diciamo per similarità, la mia
interrogazione con quella dell'onorevole La Vardera, volevo
precisare che la mia aveva un focus particolare, non sulla vicenda
Blutec, quanto proprio sul Polo meccatronica. Il focus della mia
interrogazione era sul fatto che l'incubatore realizzato da
Invitalia, pur essendo potenzialmente il più grande del
Mezzogiorno, con una capienza fino a 26 start up, è rimasto
sostanzialmente inattivo e al momento di fatto c'è una sola start
up avviata.
Quindi era per capire, diciamo, che cosa si intende fare rispetto
appunto al Polo meccatronica, cioè non so se ha risposto su questo,
non mi è parso.
PRESIDENTE. Si, si onorevole, aveva già risposto. Onorevole
Chinnici, vada a chiusura dell'intervento.
CHINNICI. No, no, semplicemente questo Era il focus su questo
Polo, poi se posso avere anche la risposta scritta, ovviamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Onorevole Giambona su cosa
vuole intervenire?
GIAMBONA. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, prego.
GIAMBONA. Signor Presidente, l'intervento della collega Chinnici,
mi apre un interrogativo ulteriore. Ho capito adesso che ci sono
delle interrogazioni che sono state accorpate.
PRESIDENTE. Solo una, onorevole Giambona. Perché era lo stesso
tema.
GIAMBONA. Di queste interrogazioni noi ne dovremmo sapere nel
corso della discussione
PRESIDENTE. Sono nel fascicolo, sono all'interno del fascicolo.
GIAMBONA. Sì, dell'accorpamento, Presidente
PRESIDENTE. No. Le interrogazioni e le interpellanze sono
all'interno del fascicolo, dopodiché in ordine cronologico, se ci
sono due interrogazioni che sono similari e la risposta è identica,
vengono assorbite, accorpate. Solo quella dell'onorevole Chinnici è
stata accorpata.
GIAMBONA. Presidente, da quello che comprendo, da quello che dice
la collega Chinnici, le istanze presentate nella sua interrogazione
erano diverse da quelle del collega La Vardera.
Cionondimeno, prendo atto che è stata portata avanti questa
attività di accorpamento, però ritengo che nelle fasi successive,
si debba analizzare nel pieno rispetto delle prerogative
parlamentari, l'attività appunto volta ad accorpare queste
interrogazioni, perché ci possono essere istanze diverse, che
necessitano di risposte diverse, puntuali, alle quali bisogna
rendere conto ogni singolo parlamentare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giambona.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. È iscritto a parlare ai sensi dell'ex articolo 83
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
In base agli interventi dei colleghi che sono registrati, sono
quattro minuti per ogni intervento.
BURTONE. Signor Presidente, sono passati circa quindici giorni da
quando abbiamo avuto questa situazione così grave determinata da
avversità atmosferiche che non avevamo conosciuto nel passato.
Noi ribadiamo una cosa fondamentale: siamo stati fortunati
rispetto a quello che si è determinato - non ci sono stati morti -
e questo perché c'è stata un'azione significativa da parte della
Protezione Civile che ha dato informazioni. Abbiamo avuto volontari
che hanno lavorato con impegno, i sindaci hanno fatto la loro
parte, i danni sono stati contenuti da questo punto di vista.
Possiamo però anche sottolineare come hanno fatto tanti cittadini,
come hanno fatto autorità che purtroppo ci sono state aree
pesantemente colpite.
Io voglio partire da quelle del mio territorio, che sono quelle
con minori problematiche. Noi abbiamo avuto danni alle produzioni,
signor Presidente, nell'agrumicoltura in modo particolare. Basta
girare nelle campagne di Lentini, di Scordia, di Militello, di
Palagonia per vedere che il 75 per cento della produzione ormai è a
terra e, quindi, non utilizzabile.
Ieri abbiamo ascoltato il Vicepresidente del Consiglio parlare
della necessità di intervenire per le problematiche
dell'esportazione. Vorremmo suggerire in punta di piedi al
Vicepresidente che il problema non è questo. Poteva fare a meno di
venire con il suo gruppo del Ministero degli Esteri, il problema è
quello dei produttori e quindi, signor Presidente, l'auspicio che
io faccio è che le cose che vengono annunciate nelle dichiarazioni
che al più presto ci potrebbe essere un intervento di natura
finanziaria verso i nostri agricoltori, si possa determinare. E
questo è il primo punto per noi importante.
Il secondo è quello della fascia ionica: sono realtà importanti
che sono state devastate, hanno un loro valore ambientale.
Probabilmente, la ricostruzione deve essere fatta tenendo conto di
alcuni aggiustamenti perché il litorale è troppo, a volte, vicino
al mare e quindi bisogna intervenire subito, perché la stagione
estiva si interconnette con queste parti di territorio e quindi
tanti che lavorano nel campo turistico ricettivo, nella fruizione
dei lidi balneari - questi potrebbero avere una grande crisi - e
quindi la necessità di accelerare lungo questo solco coinvolgendo i
sindaci, facendo gli studi fondamentali.
Infine terzo dato e vado alla conclusione, signor Presidente, è
quello di Niscemi. Tutti siamo rimasti colpiti da quello che è
accaduto. Ogni giorno siamo polarizzati nelle immagini che vengono
emanate dalle emittenti per vedere se ci sono ulteriori
scivolamenti. La situazione è grave
Veda, signor Presidente, quello che mi ha rammaricato non è
soltanto vedere questo crollo della collina, la disperazione di
tante famiglie che hanno dovuto lasciare le case, ma anche le
polemiche, signor Presidente Un eccesso di polemiche assolutamente
sbagliate
In Sicilia, spesso quando c'è un problema si fa la storia del
problema Ora, da sindaco, io ho imparato una cosa: che quando c'è
un problema non si deve fare la storia, ma si deve agire
Ora in Sicilia cominciano: "la colpa è di Tizio, poi di Caio.". Ma
che cosa c'entra? Il cittadino dà la colpa a tutti A quelli che ci
sono stati, a quelli che ci siamo, a quelli che ci saranno se
continuerà così L'antipolitica crescerà
Ecco perché credo che si debbano mettere da parte le polemiche e
andare avanti per trovare la soluzione La soluzione qual è Quella
di utilizzare gli appartamenti sfitti che ci sono, restaurarli e
darli a chi ha perso la casa? Oppure l'attivazione è quella di
utilizzare questo terreno, che pare essere confinante con quello di
Niscemi? Si decida
Si facciano alcuni studi preliminari, ma si acceleri Si acceleri
Noi non vogliamo che si continui così, ognuno fa la propria
commissione, ma si operi concretamente Ci sono proposte già in
campo, noi speriamo di poterle portare avanti.
Guardi, io ricordo nel '90 ci fu un terremoto, non grave, ma un
terremoto che colpì l'area di Carlentini, di Lentini, di Militello,
di Scordia. Allora il Presidente era Nicolosi. Rino Nicolosi,
signor Presidente, e allora furono fatti subito gli interventi Le
case sostitutive a Carlentini sono visibili, basta andare lungo la
strada Catania-Ragusa. Quelle case furono costruite non dopo che
venne fatto il dibattito, ma mentre c'era l'emergenza si determinò
una scelta. Così come allora vennero dati i contributi per le case
storiche, quelle che avevano bisogno di essere ristrutturate.
Si agì Si agisca su Niscemi. Non si facciano chiacchiere.
E concludo, signor Presidente.
Guardi noi in questi mesi, in questi anni, abbiamo parlato una
volta di siccità, una volta la bomba d'acqua, ora questa situazione
così difficile... ci dobbiamo rendere conto di un fatto: è cambiata
la condizione climatica
Ecco perché alla fine, dopo l'emergenza, la riflessione che deve
essere fatta è che la condizione della Sicilia dal punto di vista
climatico che è cambiata e quindi bisogna avere nuove metodologie
per affrontare quelle che sono le stagioni, soprattutto
collegandole col mondo produttivo.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, condivido molto il suo intervento
nella parte riguardante Niscemi e i cittadini di Niscemi.
Grazie al suo intervento questa Presidenza dà la piena solidarietà
a tutte quelle persone che in questo momento, sono circa 1.500,
sono fuori dalle proprie abitazioni e condivido con lei il fatto
che la politica, anche nelle situazioni di emergenza, deve essere
costruttrice di speranza soprattutto in queste fasi.
È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, due settimane fa
proprio da questo scranno, ho accettato di scendere, se lei si
ricorda, con la promessa da parte del Governo di calendarizzare al
più presto un'audizione urgentissima che riguardasse lo stato delle
scuole nella nostra Regione.
Esattamente due settimane fa avevo ricevuto questa promessa.
Ancora non ho avuto notizie
Ho parlato con il Presidente Ferrara, mi ha promesso ancora una
volta, e sono sicuro che la manterrà, che a brevissimo
calendarizzerà questa seduta.
È una seduta a cui tengo moltissimo. Perché?
Proprio oggi, signor Presidente, proprio oggi le testate
giornalistiche, PalermoToday, è del 3 febbraio 2026, ore 10:20, un
articolo del Codacons che lo testimonia. Quindi non è l'onorevole
Gilistro, non è Gilistro che ha il disco rotto di dire le scuole,
le scuole, qua stiamo parlando di Codacons per tutta la Sicilia
Scrive letteralmente, lo leggo: "Scuole al freddo e crolli a
Palermo".
Io aggiungo crolli anche a Siracusa, perché esattamente, qualche
mese fa, in una scuola siracusana, l'istituto Insolera a Siracusa,
l'istituto alberghiero, un intero soffitto è crollato, dei
calcinacci all'ingresso della scuola sono crollati e fortunatamente
i ragazzi, in quel momento, erano fuori a protestare, guarda un
po' Quindi, in questo caso, non c'è stata la prevenzione che è
stata di buon augurio, c'è stata la fortuna L'androne, parlo
dell'androne, non una classe
A parte che all'Enrico Fermi qualche mese fa è crollato un
soffitto, anche calcinacci
Senza contare i chilometri quadrati di rete che ci sono a
protezione di tantissime scuole in Sicilia. Chilometri quadrati di
reti, reti di protezione
Francesco Tanasi giurista e segretario nazionale: "Non è
accettabile che il diritto allo studio venga compromesso da disagi
che incidano direttamente sulla sicurezza e sulla dignità degli
ambienti. La situazione che emerge è grave e non più rinviabile"
dichiara Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons, non
io
Sempre il Codacons. "Poiché si tratta di problematiche note da
mesi e più volte segnalate è particolarmente preoccupante che a
febbraio inoltrato, in pieno anno scolastico, in diversi istituti
si registra ancora l'assenza di riscaldamenti, mancanza di gasolio,
stufe che non funzionano, e in alcuni casi l'interruzione delle
attività didattiche per la mancanza di acqua o di energia
elettrica .
È scritto, Presidente, non sto parlando di cose che sono state
raccolte per strada
Allora, io mi chiedo, e con questo voglio dire una cosa: la
Costituzione, all'articolo 34, afferma che la scuola è aperta a
tutti, ma non è una scuola aperta una scuola che è indegna in un
Paese civile, una scuola e che viola il diritto allo studio
Non è uguaglianza, Presidente, non è uguaglianza quello che le
scuole siciliane non siano uguali a quelle della Lombardia, non
siano uguali quelle del Trentino Alto Adige, non siano uguali a
quello del Friuli. Non è uguaglianza questa, a livello nazionale
Chiudo dicendo una cosa importantissima: io non mi fermerò qui,
Presidente, questo, come avevo promesso, questo è l'esposto alla
Procura della Repubblica che sto caricando oggi e che, mi auguro, i
colleghi deputati di ogni territorio, al di là del colore
partitico, possano presentare insieme a me. Lo sa perché,
Presidente? Perché in questo momento c'era prima di questo esposto
e il dopo di questo esposto.
Mi auguro che la Procura della Repubblica sia sensibile a questo
problema, gravissimo, che sta portando i nostri ragazzi in una
regione dove non si sentiranno mai al sicuro. Presidente, le chiedo
con fermezza assoluta che lei, lei nella sua persona, faccia in
modo che l'audizione, che la Commissione calendarizzi
immediatamente questo problema, questa tematica urgentemente, che
vengano convocati tutti i presidenti dei liberi Consorzi, l'ANCI e
tutte le persone intorno a questo problema.
Presidente, lo sa cosa le devo dire? Solo per chiudere, le chiedo
solo un minuto, un minuto per fare due riferimenti che sembrano
banali ma banali non sono. Se si facesse prevenzione: Crans-
Montana.
Cosa c'entra Crans-Montana? Sono morti 41 ragazzi, non so quante
decine di ragazzi sono ancora negli ospedali, ustionati, perché non
si è fatta prevenzione. C'entra perché la prevenzione è più
importante Adesso stiamo facendo i controlli, in tutta Italia, per
andare a verificare se gli edifici sono correttamente in ordine e
capaci di poter ospitare i ragazzi.
Secondo, Presidente e chiudo: Niscemi. Abbiamo detto la stessa
identica cosa, cosa abbiamo di Niscemi? 1998. Stiamo parlando di 27
anni di tragedia annunciata e per non fare prevenzione siamo in una
situazione di disastro ambientale come mai prima d'oggi Significa
che la prevenzione è più importante, dovremmo aspettare che crolli
un edificio, che qualche ragazzo si faccia male per poter dire poi
chi è il colpevole? Chi è stato? Per poi andare a circostanziare
chi è il responsabile? Il Presidente della Regione del 2000? Del
2004? Del 2008?
No Qui dobbiamo agire immediatamente, tolleranza zero Mi auguro
che tutti i colleghi possano presentare questo esposto alla Procura
della Repubblica insieme a me. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Colleghi, vi chiedo di
attenervi ai tempi.
È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, intervengo sulla scorta
dell'intervento che ha fatto il collega Gilistro, che ringrazio,
perché insieme stiamo portando avanti questa battaglia sulle scuole
siciliane, sulla mancanza di dignità delle scuole siciliane, dove
il diritto allo studio viene negato e, non solo da un punto di
vista strutturale, ma anche per l'accoglienza. La mancata
accoglienza dei studenti disabili, dove ogni anno dobbiamo
intraprendere azioni perché non viene loro garantito lo studio
dall'inizio alla fine dell'anno scolastico. Grazie al collega
Gilistro.
Io sono veramente indignata perché questa mattina, quando sono
venuta in Assemblea Regionale, mi aspettavo che la Quinta
Commissione trattasse l'argomento dell'edilizia scolastica, cosa
che non è avvenuta. Ho dovuto insistere con il Presidente per fare
finalmente calendarizzare l'audizione per la settimana prossima.
È una situazione veramente grave, abbiamo situazioni incredibili,
soprattutto a Palermo e nella provincia di Palermo, una bambina di
soli quattro anni è andata in ipotermia È caduto il tetto al
quinto piano dell'istituto Pareto e la fortuna è stata che i
ragazzi non erano ancora entrati a scuola Abbiamo le scuole senza
riscaldamento, il Margherita, il Vittorio Emanuele, anche in
provincia, come Bagheria, in diverse scuole, non è più tollerabile
questa situazione
Oggi è intervenuto il Segretario nazionale del Codacons, Tanasi,
che finalmente chiederà l'intervento del Ministro dell'Istruzione,
ma è davvero grave la situazione, è da mesi che chiediamo
interventi e una verifica delle condizioni generali di tutti gli
istituti, ormai siamo veramente stanchi, non è più possibile La
civiltà di una regione, di un Paese, si vede da come tratta i
soggetti più fragili e soprattutto i più piccoli. La scuola per noi
è fondamentale, ma che esempio di vita diamo ai nostri studenti?
Non è più tollerabile, Presidente, assolutamente
Io mi auguro veramente che l'assessore, che ha annunciato
l'istituzione di questo fondo, ma vogliamo ricordare all'assessore
come il Movimento 5 Stelle è intervenuto: abbiamo stanziato 9
milioni per i tre anni per i piani di edilizia scolastica, abbiamo
stanziato 500.000 euro per i piccoli interventi di manutenzione.
Ora l'assessore ha annunciato l'istituzione di questo fondo per la
somma urgenza, ma io mi chiedo allora perché continuiamo ad avere
questi problemi, quindi non è solo un problema di risorse, quindi è
la Sicilia che è immobile, così come lo è stata a Niscemi: le
risorse c'erano e non si è attivato nessuno
Ecco, noi non vogliamo e non vorremmo che la scuola faccia la fine
di Niscemi, a cui mandiamo il nostro abbraccio di solidarietà come
comunità. Noi vogliamo che, così come per Niscemi, anche per la
scuola, chi non ha fatto nulla sia individuato, e paghi come
responsabile. Grazie.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bica sarà in missione il 10 e
l'11 febbraio 2026.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, mi dispiace che è andato via
l'assessore Tamajo, perché era comunque una segnalazione proprio
per lui, a integrazione di quanto è stato detto prima sulla mia
interrogazione riguardante la STMicroelectronic.
Nell'interrogazione naturalmente si parlava anche di sviluppo, di
iniziative e di progetti, ma mi è appena arrivata una segnalazione
per una criticità molto grave che riguarda proprio il nuovo
stabilimento, legata all'approvvigionamento idrico: era stato
comunicato ai lavoratori che il problema dell'acqua sarebbe stato
risolto entro gennaio, ma ancora oggi non hanno avuto nessun
riscontro e nessuna risposta dai vari enti, né dal Comune né
tantomeno dalla Regione. Naturalmente, senza l'acqua lo
stabilimento non può avviarsi ed essere messo a regime, con
conseguenze dirette sugli investimenti naturalmente previsti e,
soprattutto, anche sulle assunzioni.
Il fabbisogno necessario è di 400 metri cubi di acqua all'ora, e
ancora di fatto non è stato chiarito come deve essere garantita
questa quantità di acqua. Si era ipotizzato l'utilizzo dell'invaso
di Lentini, ma ancora, di fatto, non si è realizzata nessuna
infrastruttura necessaria per raccogliere l'acqua fino allo
stabilimento.
Quindi, a maggior ragione, mi dispiace che l'assessore sia
scappato, sia andato via, perché era l'occasione appunto - visto e
considerato che parlava di progettualità - per capire, però, come
vogliono portare avanti questa progettualità e se era a conoscenza
di questa criticità che, naturalmente, mette in ginocchio tutta
l'attività.
Naturalmente qua c'è un finanziamento addirittura di cinque
miliardi che è previsto che non può mettersi a regime se non senza
l'acqua.
Anticipo una interrogazione parlamentare, spero di non dover
aspettare altrettanto tempo come è stata nella prima perché abbiamo
bisogno di risposte immediate.
PRESIDENTE. Colleghi, al solito vi ricordo che se avete bisogno di
celerità nella risposta, eventualmente risposta scritta, perché poi
la risposta orale dipende dai tempi di calendarizzazione dell'Aula
per quanto riguarda l'Assessore e la Rubrica.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
A seguire, l'onorevole Venezia e l'onorevole Spada e poi abbiamo
concluso.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini che ci
ascoltano da casa, io ritorno su un tema peraltro già affrontato da
alcuni colleghi che però non posso non ribadire, atteso che è stato
un argomento fortemente dibattuto anche dal sottoscritto durante i
lavori della finanziaria e il tema riguarda la scuola.
Come Partito Democratico siamo da sempre e costantemente impegnati
rispetto a quello che è il diritto allo studio, atto a garantire ai
nostri studenti le condizioni come del resto ce le hanno gli altri
studenti d'Italia, ad andare a scuola in sicurezza e in condizioni
che siano dignitose.
Noi lo sappiamo benissimo quello che succede in Sicilia: già è
complicato arrivarci a scuola, mezzi di trasporto che molto spesso
non sono all'altezza, ma frequentare in sicurezza negli ultimi
tempi è diventata veramente una chimera, scuole e aule che sono al
freddo, calcinacci che cadono, una scuola in versione survival.
Questo io credo che non sia assolutamente accettabile, negli
ultimi giorni abbiamo anche visto l'interesse della stampa, anche
nazionale, sulla scuola siciliana, si parla di alunni al freddo, di
problematiche relative alle infrastrutture, ma la politica li
ignora e io da questo scranno devo dire che non è proprio così,
personalmente ho ricevuto decine e decine di segnalazioni da parte
di tantissimi studenti, da parte delle istituzioni scolastiche su
quello che sta succedendo nell'edilizia scolastica siciliana e
nello specifico alcune nella provincia di Palermo con problemi
relativi al servizio di riscaldamento.
Al Vittorio Emanuele III, al Gioeni di Trabia, al Regina
Margherita, temi che riguardano la caduta di calcinacci al Danilo
Dolci, al Pareto, questioni che riguardano infiltrazioni d'acqua e
riscaldamento al Lugo Mursia, questioni ancora sulla sicurezza,
infiltrazione al Luigi Sturzo di Bagheria, addirittura all'istituto
Capuana, nel plesso Turrisi, c'è stata una bambina che si è sentita
male, ha avuto un malore.
Temi che stanno arrivando alla ribalta nazionale attraverso le
associazioni che rappresentano i consumatori che hanno annunciato
un esposto al Ministero dell'Istruzione, organizzazioni sindacali
che intervengono per rappresentare come non sia più procrastinabile
un'attenzione sul tema della sicurezza e della nostra edilizia
scolastica, studenti che continuano a protestare perché non vengono
garantiti i loro sacrosanti diritti: diritto di sicurezza e diritto
alla salute dei nostri studenti, diritto allo studio.
Recentemente, abbiamo avuto modo di vedere un dossier che traccia
un quadro inquietante della scuola siciliana, della nostra edilizia
scolastica, con nove edifici su dieci che richiederebbero
interventi, un vero e proprio immobilismo dal punto di vista
strutturale.
Io ero in questo scranno quando durante la finanziaria ho
denunciato all'Assessore all'istruzione come le risorse per la
riqualificazione degli edifici più volte chiesti dai vari organi
competenti fossero inadeguate, abbiamo tetti che cadono,
infiltrazioni, riscaldamenti che non funzionano più, ascensori che
mancano, in alcuni plessi mancano addirittura l'acqua in alcuni
momenti della giornata e io ricordo a me stesso che si tratta il
più delle volte di scuole che sono state realizzate negli anni
cinquanta e negli anni sessanta e che hanno bisogno di essere
riprese complessivamente ricostruite con norme adeguate.
Ecco perché, da questo punto di vista, io prendendo a cuore quelle
che sono le istanze che vengono manifestate a più riprese dalle
scuole, dagli studenti, ma anche dai colleghi: ritengo che occorra
veramente fare un focus; non è più pensabile che sullo standard da
garantire ai nostri studenti si intervenga sempre con provvedimenti
tampone o emergenziali. Qui è necessario fare un'attività di
ricognizione seria, ecco perché accolgo con grande piacere
l'ipotesi di portare avanti un'audizione nella quale ci sia oltre
l'Assessore al ramo che fino ad oggi ha negato il problema insieme
al Governo, un'audizione nella quale ci siano gli interlocutori, ci
siano le città metropolitane, ci siano i liberi consorzi, ci siano
anche i rappresentanti dei comuni siciliani che sono enti che si
trovano ad affrontare con enormi difficoltà la garanzia dei minimi
livelli essenziali. Solamente in questa maniera, in maniera
strutturata e seria sicuramente possiamo pensare forme di
investimento che garantiscano il sacrosanto diritto dei nostri
studenti ma anche degli insegnanti di essere nelle nostre scuole e
in sicurezza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. È iscritto a parlare
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente. Il cammino di questa legislatura
possiamo dire a più di tre anni dall'inizio è stato costellato da
una parola che è ritornata continuamente in quest'Aula: la parola
emergenza. Emergenza incendi, emergenza siccità, emergenza idrica,
emergenza maltempo. E l'approccio emergenziale e la legislatura di
emergenza ha accompagnato, ecco, molte tappe del cammino
legislativo di quest'Aula, ma credo non abbiamo bene in mente una
questione fondamentale: che la legislazione d'emergenza non può
essere da sola l'unica risposta alle grandi questioni politiche che
riguardano il nostro territorio.
In base agli scenari futuri previsti dai climatologi, Presidente,
se non si adotteranno misure per ridurre le emissioni globali nel
2100 la temperatura terrestre potrebbe aumentare di circa 4 gradi,
compromettendo gravemente la produzione alimentare; un miliardo di
persone rimarrà senz'acqua e circa 2 miliardi di persone patiranno
la fame.
La Sicilia è una delle regioni europee più vulnerabile agli
effetti dei cambiamenti climatici con un rischio di
desertificazione che interesserà, da qui ai prossimi decenni, circa
il 70 percento del territorio regionale. L'incremento delle ondate
di calore, i fenomeni siccitosi prolungati, la crescente frequenza
degli eventi estremi, mettono a repentaglio l'agricoltura, la
biodiversità, la salute pubblica e persino il turismo.
Il quadro è impietoso e l'approccio che la politica regionale, in
particolare questo Governo, hanno rispetto a questo tema non è
assolutamente adeguato alle sfide del futuro. Noi abbiamo voluto
depositare in queste ore, come Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, una proposta. Si sta discutendo dell'emergenza
maltempo, della frana di Niscemi, si stanno facendo sopralluoghi,
si stanno vedendo i danni, ma credo che la politica possa fare
qualcosa di molto più semplice di quanto ci si possa aspettare,
anzitutto ascoltare gli esperti; l'approccio negazionistico non
serve certo a trovare soluzioni improntate alla demagogia e al
populismo e dopodiché ci permettiamo di dire che serve una cosa
semplicissima ed è contenuta in una mozione, come dicevo, che è
stata presentata.
Noi chiediamo al Governo di deliberare nell'immediatezza un piano
straordinario di forestazione in tutta la Sicilia. Cinque milioni
di alberi l'anno, uno per ogni abitante, per i prossimi cinque anni
perché la forestazione svolge un ruolo cruciale nella prevenzione
del dissesto idrogeologico. Si consolidano i versanti, si migliora
la capacità di assorbimento dei terreni durante le piogge intense,
tra l'altro l'attuale patrimonio boschivo, vorrei ricordare a
quest'Aula è costantemente minacciato dall'emergenza incendi che
ogni anno colpisce circa ottomila ettari di bosco.
È necessario passare da una gestione emergenziale, come abbiamo
volto più volte richiamato in quest'Aula, ad una pianificazione
strategica di lungo periodo perché la lotta e il contrasto ai
cambiamenti climatici è la principale sfida del nostro tempo e deve
coinvolgere la politica e tutti, tutte le istituzioni ad ogni
livello per trovare soluzione adeguata.
Ad oggi, a parte la parola emergenza, a parte le visite nei luoghi
colpiti, a parte poche iniziative concrete, non abbiamo visto nulla
di tutto ciò. È arrivato il momento di prendere coscienza rispetto
a ciò che sta accadendo e di fare una programmazione seria. È
questa la proposta che sentiamo il dovere di fare in quest'Aula.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a parlare
l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, Presidente. Nell'accogliere favorevolmente la
proposta avanzata dal collega rispetto ad un interessamento di
tutta la politica sull'edilizia scolastica, mi preme sottolineare
come non possa sempre intervenire la Magistratura e la Procura
laddove c'è un fallimento della politica.
Il nostro territorio, la provincia di Siracusa, è oggetto continuo
di interventi di questo tipo, scaricando la responsabilità sui
magistrati piuttosto che assumersi la responsabilità chi di dovere
e, in questo caso, la politica e chi amministra.
E, allora, accogliendo diciamo favorevolmente la proposta del
collega Gilistro, invito formalmente la Presidenza e il Presidente
della Commissione V a convocare una seduta dedicata alla
trattazione dell'edilizia scolastica nella nostra Regione, in
provincia di Siracusa, perché è facile scaricare le responsabilità
sugli altri; ci laviamo le mani e la coscienza perché interessiamo
la Procura di intervenire, di appurare su quello che non ha
funzionato e che non sta funzionando, sul rischio che corrono i
nostri figli, i nostri ragazzi, piuttosto che battagliare nelle
aule e nei luoghi deputati ad intervenire.
Siccome sono certo e sicuro che il collega Gilistro, insieme a me,
hanno sin da subito fatto queste richieste, queste istanze e che
dall'altra parte non c'è stata alcuna risposta, il collega si è
ritrovato come unica alternativa quella appunto di mandare un
esposto in Procura.
Io non la condivido questa scelta. Siamo stati eletti dai
cittadini per intervenire politicamente e quest'Assemblea deve dare
la possibilità ai parlamentari regionali eletti democraticamente su
questo territorio di potere intervenire e agire politicamente.
Motivo per cui, collega, nel condividere insieme a voi la proposta
che avete avanzato, ve ne faccio un'altra di proposta: io dico la
settimana prossima di andare ad occupare la Commissione V se i
nostri colleghi non si degneranno di convocare una Commissione ad
hoc rispetto alla problematica dell'edilizia scolastica perché si
mette a rischio, a repentaglio, la vita dei nostri figli, dei
nostri ragazzi.
Quindi, chiudo rispetto a questo argomento che interessa
l'edilizia scolastica per fare un passaggio che, invece, riguarda
Niscemi, un comune di cui si sta parlando nelle ultime settimane
perché interessato da una disgrazia e da un fenomeno che è stato
come dire, che anche lei ha avuto modo di solidarizzare in
quest'Aula. Dico, però, collegandomi all'intervento fatto dal
collega Burtone e dal collega Venezia che ha messo in campo una
proposta concreta: cinque milioni di alberi all'anno per i prossimi
cinque anni per limitare i disastri legati proprio al dissesto
idrogeologico del nostro territorio.
Però l'invito e l'appello che faccio è quello di stoppare le
polemiche. Ho ascoltato in questi giorni attaccare il sindaco che
si trova sul fronte a dovere gestire un'emergenza e che è stato
attaccato, appunto, per non essere intervenuto prima, per non avere
risolto il problema di una frana che è in atto e che in corso da
decenni.
Allora, ritorniamo un momento nel ruolo di ognuno di noi. Oggi,
noi come parlamentari regionali, oggi, il governo regionale ha il
compito, ha l'obbligo di proporre soluzioni perché i cittadini non
vogliono sapere le inerzie del passato o quelle che ci saranno nel
futuro, i cittadini vogliono sapere se avranno o meno una casa, i
cittadini vogliono sapere se i propri figli avranno una scuola in
cui andare e i cittadini vogliono sapere se i parlamentari
regionali, se il Governo che hanno votato e gli eletti in maniera
democratica interverranno concretamente su questa problematica o
meno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Colleghi, a questo punto
l'Aula è rinviata a domani, mercoledì 4 febbraio 2026, alle ore
15.00, con lo svolgimento di atti ispettivi della Rubrica Beni
culturali'.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 17:41 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
226a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 4 febbraio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Beni culturali e Identità siciliana (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
2) Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella