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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 225 di martedì 03 febbraio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.17

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale delle sedute precedenti

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute  nn.   223
  del  27  gennaio  2026  e  224 del 28 gennaio  2026  sono  posti  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sono considerati approvati, in assenza di osservazioni in
  contrario, nella presente seduta.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'on. Ferrara sarà in missione dal  9  al
  12 febbraio 2026.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di superamento delle mozioni nn. 323 e 324

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accoglimento   come
  raccomandazione, da parte del Governo nella seduta n. 220 del 16-17-
  18-19-20-21 dicembre 2025 degli ordini del giorno nn.  468  e  469,
  sono conseguentemente superate, rispettivamente, le mozioni nn. 323
  e 324 in quanto di identico contenuto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, di interrogazioni e
                             interpellanze
                  della Rubrica  Attività produttive

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  "Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della  Rubrica:
   Attività produttive ".
   Bene  colleghi, l'assessore è in Aula, iniziamo subito la  Rubrica
  "Interrogazioni  e  interpellanze:  Attività  produttive";  andiamo
  all'interrogazione  numero  1740:  "Notizie  circa   le   opportune
  interlocuzioni  con  il  MEF  per la tutela  dei  lavoratori  e  lo
  stabilimento della STMicroelectronics sito nel polo industriale  di
  Catania", a prima firma dell'onorevole Saverino ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Tamajo per fornire la risposta.

   TAMAJO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  in risposta all'interrogazione numero 1740 dell'onorevole Saverino,
  con  l'atto ispettivo in oggetto, pervenuto nel maggio dello scorso
  anno, l'onorevole interrogante, dopo aver sottolineato l'importanza
  della  STMicroelectronics S.r.l. nel settore dei  semi  conduttori,
  con  stabilimenti  in tutto il mondo, fra i quali quello  dell'Etna
  Valley  di  Catania  in cui sono impiegati circa  5000  lavoratori,
  rappresenta   che  la  STMicroelectronics  S.r.l.  è  una   società
  partecipata dallo Stato italiano e di quello francese che detengono
  ciascuno il 27,5 per cento delle azioni.
   Sottolinea  che,  a  fronte  di  una  consistente  riduzione   del
  fatturato nel 2024, è stato annunciato un piano di riduzione  delle
  spese  e l'avvio della cassa integrazione per 2500 lavoratori dello
  stabilimento  catanese,  e  ravvisa l'opportunità  che  la  Regione
  siciliana si faccia parte attiva della vertenza così come richiesto
  con una mozione di pari oggetto.
   Chiede  pertanto quali iniziative siano state intraprese in merito
  alla  situazione  di  crisi  in  cui versa  lo  stabilimento  della
  STMicroelectronics  di  Catania, e se  non  si  ritiene  necessario
  avviare  un'interlocuzione con il Ministero dell'Economia  e  delle
  Finanze e del Governo nazionale, a difesa dei livelli occupazionali
  e della produttività dello stabilimento.
   Nel merito delle questioni poste, si rappresenta che l'impresa  ha
  sede  legale  ad  Agrate  Brianza, e  svolge  l'attività  economica
  afferente  al settore dei semi conduttori riconducibile  al  codice
  Ateco  26.10,  produzione  di  schede  elettroniche  e  componenti,
  prevalentemente negli stabilimenti di Agrate Brianza e di Catania.
   In  particolare la società proponente opera come Integrate  Device
  Manufacturers progetta, sviluppa, produce e commercializza un'ampia
  gamma  di  prodotti  basati su diverse tecnologie,  dalla  mobilità
  intelligente,  all'energia, i cui campi di attività si  svolgono  a
  quattro    principali   settori:   automobilistico,    industriale,
  elettronica e apparecchiature di comunicazione, nonché  computer  e
  periferiche.
   Negli  ultimi  anni, soprattutto nel periodo post  Covid,  la  STM
  attraversa  un  momento di difficoltà, che è il  risultato  di  una
  combinazione di dinamiche di mercato globali e specifiche pressioni
  competitive  e  geopolitiche,  e  si  manifesta  come  un   mercato
  rallentato   dalla   domanda,  per  specifici  semiconduttori,   in
  particolare    quelli   destinati   all'automotive    tradizionale,
  all'elettronica industriale, agli elettrodomestici, che ha  portato
  un calo sostanziale della redditività.
   Come  conseguenza  di  tale  situazione  di  difficoltà,  STM   ha
  annunciato  un  programma  di ristrutturazione  aziendale  volto  a
  rimodellare  l'organizzazione produttiva globale, e  a  ridurre  in
  modo significativo la base di costi, prevedendo anche di ridurre la
  propria  forza  lavoro;  questa  situazione  interessa  anche   gli
  impianti  di  produzione  siti in Italia,  cioè  quello  di  Agrate
  Brianza, e quello di Catania.
   Considerata  la rilevanza della questione, ed il notevole  impatto
  sul   fronte  occupazionale,  la  tematica  che  ha  una  rilevanza
  nazionale è seguita direttamente dal Ministero delle Imprese e  del
  Made  in Italy. Proprio per tale finalità, presso il Mimit è  stato
  costruito un tavolo nazionale, sullo sviluppo industriale di STM in
  cui  partecipano oltre al Ministero delle Imprese  e  del  Made  in
  Italy,   il   Ministero  dell'Economia  e  delle   Finanze,   e   i
  rappresentanti  della Regione Lombardia, della  Regione  siciliana,
  insieme alle organizzazioni sindacali.
   Il  tavolo  è  diventato  un tavolo di confronto  permanente,  per
  sottolineare   la   volontà   delle   istituzioni   di    mantenere
  un'attenzione costante sulle attività strategiche dell'azienda, che
  ha  un  ruolo centrale nel settore della microelettronica nazionale
  ed europea.
   Nell'ottica  del  piano  di  sviluppo  industriale,  la  STM   sta
  intraprendendo    investimenti   strategici   sostanziali,    nelle
  tecnologie del carburo di silicio e del nitruro di gallio,  inclusa
  la  costruzione  di nuove strutture produttive, ad esempio  Catania
  per  il  Sic  e per la formazione di partnership chiave  con  altre
  aziende extra europee.
   Il  carburo  di silicio ed il nitruro di gallio, sono  posizionate
  come   tecnologie   di   potenza  prossima  generazione,   con   un
  significativo   potenziale  di  crescita  a   lungo   termine,   in
  applicazioni  critiche  come  veicoli  elettrici,  data  center,  e
  sistemi di energia rinnovabile. In quest'ottica lo stabilimento  di
  Catania, rappresenta un tassello chiave nella strategia europea per
  la  produzione di semiconduttori: l'azienda infatti ha in programma
  nuovi  investimenti, per trasformare il sito siciliano in  uno  dei
  poli  industriali  più avanzati del continente  nel  settore  della
  microelettronica. Il rimodellamento dell'impronta produttiva di STM
  è  strettamente  allineato  con gli obiettivi  dell'EU  Chips  Act,
  un'iniziativa europea volta a rafforzare la produzione  interna  di
  semiconduttori, e a ridurre la dipendenza strategica  da  fornitori
  esterni.
   Gli  investimenti  in  fabbriche  per  wafer  di  silicio  da  300
  millimetri  e per Sic da 200 millimetri sono considerati strategici
  per  la  capacità produttiva europea. In linea con  le  indicazioni
  europee  e  con le indicazioni ministeriali è opportuno evidenziare
  che  il  Governo  si  è  impegnato  a  sostenere  il  programma  di
  riconversione della STM e di conseguenza tutelare la forza lavoro e
  creare nuove opportunità di inserimento lavorativo in Sicilia.
   Pertanto,  con  la  deliberazione numero 126 del  6  maggio  2025,
  avente  ad oggetto  PO-FESR Sicilia 2021/2027 "Accordo di programma
  tra   la  Regione  siciliana  il  Mimit"  l'Agenzia  nazionale  per
  l'attrazione  degli investimenti e lo sviluppo  di  imprese  S.p.a
  Invitalia  e  la società STM finalizzato a consentire alla  Regione
  siciliana   il   cofinanziamento  di  programmi   di   investimento
  industriale  mediante  il  ricorso allo strumento  agevolativo  dei
  contratti  di sviluppo, la Giunta regionale ha approvato lo  schema
  di  accordo  di  programma  finalizzato a consentire  alla  Regione
  siciliana   il   cofinanziamento  di  programmi   di   investimento
  industriale  mediante  il  ricorso allo strumento  agevolativo  dei
  contratti di sviluppo.
   L'accordo  di programma permetterà di sostenere il cofinanziamento
  di  un contratto di sviluppo consistente nell'ampliamento del  sito
  produttivo  di  Catania mediante la costruzione  di  un  aggiuntivo
  impianto  integrato per la produzione di dispositivi di potenza  in
  carburo di silicio denominato "Campus Sic".
   L'investimento complessivo previsto è di circa 5 miliardi di euro,
  di  cui  la quota pubblica risulta composta da circa 2 miliardi  di
  euro  a valere sul Fondo per l'Innovazione istituto presso il Mimit
  e  300 milioni di euro a valere sul PO-FESR 21/27 Priorità STEP. Il
  Programma  di  sviluppo  prevede un positivo impatto  occupazionale
  favorendo  lo  sviluppo la crescita dell'occupazione qualificata  e
  competente;  in  conseguenza della realizzazione del  Programma  di
  Sviluppo  è prevista l'assunzione di complessive 2.966 unità  nella
  Regione  siciliana,  di cui 1.244 identificate come  qualificate  e
  competenti.
   Le risorse finanziarie per assicurare il cofinanziamento regionale
  sono  state previste nell'ambito del Programma FESR Sicilia  21/27-
  Azione  1.6.1 "Promozione degli investimenti per lo sviluppo  e  la
  fabbricazione  delle  tecnologie digitali, dell'innovazione,  delle
  tecnologie  Deep  Tech, delle biotecnologie, giusta  determinazione
  DGR numero 239 dell'8 agosto 2025.
   Con  la deliberazione numero 343 del 10 novembre 2025 della Giunta
  regionale  sono  state  modificate le basi  giuridiche  dell'Azione
  1.6.1  del  PO-FESR 21/27, scorporando la dotazione finanziaria  di
  300  milioni di euro per il finanziamento di contratti di  sviluppo
  Mimit  coerenti  con  le  finalità  dell'azione,  ivi  compreso  il
  contratto di sviluppo della STM e sui semi conduttori.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Saverino  per  dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  sappiamo bene l'importanza dell'STM, sappiamo quanto sia utile  dal
  punto  di  vista  economico  anche per quanto  riguarda  il  nostro
  territorio, ma non solo. Purtroppo abbiamo seguito con  la  collega
  anche  dei  5 Stelle, con la collega Adorno, abbiamo fatto  diverse
  audizioni, siamo riuscite ad andare anche sul territorio proprio ad
  ascoltare non solo i lavoratori ma anche i sindacati per capire.
   Certo  siamo ancora qui, sono già passati anni, perché per esempio
  questa  risale al 2023, la prima forse al 2023/2024,  siamo  ancora
  qui ad aspettare che si mettono in campo veramente azioni concrete.
   Ho  visto  che,  appunto, oggi avevamo chiesto l'intervento  della
  Regione  anche  per  dialogare, visto che è una  multinazionale  in
  parte italiana e in parte francese, quindi avevamo chiesto anche di
  impegnare  il  Governo  per  capire anche  con  i  soci  di  questa
  produzione, di questa multinazionale, cosa veramente si possa  fare
  per salvare una realtà che è fondamentale per i nostri territori.
   Quindi spero, Assessore, spero che veramente non siamo costretti a
  richiedere fra un po' ancora notizie, ma spero che quello  che  lei
  oggi ha dichiarato possa diventare veramente azione concreta.
   Noi  monitoriamo,  quindi,  già  glielo  diciamo,  saremo  qui   a
  continuare  a seguire perché qui veramente c'è il lavoro  di  tanta
  gente,  ci sono tantissime famiglie dietro ed è importante  che  la
  Regione dia sostegno e che si impegni veramente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino, che si dichiara?

   SAVERINO. Parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1755 "Notizie in ordine
  all'impatto  economico e occupazionale della sentenza  della  Corte
  Costituzionale n. 38 del 2025 che dichiara illegittimo  il  decreto
  sul  polo petrolchimico di Priolo (SR)", a firma dell'onorevole  La
  Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TAMAJO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  con  l'atto  ispettivo in oggetto pervenuto nello  scorso  mese  di
  maggio,  l'onorevole interrogante comunica di  aver  appreso  dagli
  organi di stampa che la recente sentenza della Corte Costituzionale
  n.  38 del 2025 ha dichiarato illegittimo il decreto legge n. 2 del
  2023,    decreto   Priolo ,   che   autorizzava   la   prosecuzione
  dell'attività  del  Polo per ulteriori trentasei  mesi  mettendo  a
  rischio  i  posti  di  lavoro  con  riflessi  economici  e  sociali
  gravissimi. Chiede se vi sia conoscenza della sentenza della  Corte
  Costituzionale  e  dell'impatto sociale, se si  intenda  aprire  un
  tavolo  di  crisi con il Governo nazionale al fine  di  individuare
  soluzioni   industriali  alternative  per  il  rilancio  produttivo
  dell'area.
   Le  problematiche riguardanti il polo petrolchimico di Priolo sono
  state trattate nell'ambito dei tavoli di confronto per la crisi  di
  impresa  di  rilievo  nazionale  la  cui  competenza  attiene  alla
  struttura istituita presso il Mimit in base all'articolo  1,  comma
  852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 recante "Disposizioni per
  la  formazione  del  bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato",
  legge finanziaria del 2027.
   Il  coordinamento delle attività della struttura per la  crisi  di
  impresa  è  stato  attribuito alla divisione 8 - Politiche  per  la
  risoluzione delle crisi di impresa nella direzione generale per  la
  politica  industriale, la riconversione della crisi  industriale  e
  l'innovazione  del  Pmi e il made in Italy del Mimit,  articolo  4,
  comma  1, lett. h), punto 5, decreto del Ministero delle Imprese  e
  del  Made  in  Italy  del 10 gennaio 2024. La  struttura  opera  in
  raccordo con il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale  al
  fine  di  contrastare  il  declino dell'apparato  produttivo  anche
  mediante  salvaguardia  e  consolidamento  di  attività  e  livelli
  occupazionali delle imprese di rilevanti dimensioni che versano  in
  crisi economico-finanziaria, struttura per la crisi di impresa.
   La questione del polo petrolchimico di Priolo è all'attenzione del
  Mimit  che  ha  avviato  degli  incontri  specifici  ai  quali   ha
  partecipato  la  Regione  con  il Presidente,  l'Assessore  per  il
  territorio e ambiente, l'Arpa, il Commissario per l'adeguamento del
  depuratore  consortile.  A  seguito  degli  incontri  tenutisi,  si
  attendono  le  indicazioni che verranno impartite  dalla  struttura
  ministeriale  anche  alla  luce  degli  sviluppi  derivanti   dalla
  sentenza n. 38 del 2025 della Corte Costituzionale.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della  risposta
  dell'Assessore.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto  alla
  vicenda posta in essere in questa interrogazione, la seconda  parte
  dell'interrogazione faceva riferimento anche alla  criticità  della
  vicenda  del  depuratore IAS di proprietà della  Regione  siciliana
  sottoposto a sequestro preventivo dal 2022, rimasto operativo  solo
  grazie  al  decreto che è stato annullato. Senza  questo  impianto,
  ricordo a quest'Aula e all'Assessore, la continuità produttiva  del
  polo è seriamente compromessa.
   È ovviamente inutile ricordare che la nostra Regione ha importanza
  fondamentale  di  quel  polo  e c'è un rischio  concreto  di  quasi
  diecimila  posti  di lavoro che sono in bilico e  che  seguono  con
  ansia   le   determinazioni  che  il  Governo  centrale   intenderà
  intraprendere.
   Quindi, nell'attesa che il Governo centrale possa determinarsi  in
  tal  senso, siamo fiduciosi che il Governo regionale possa  seguire
  da  vicino  le vicende del polo petrolchimico di Priolo. Quindi  mi
  dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Si passa all'interrogazione  numero
  1765:  "Notizie in ordine al pignoramento dell'incubatore d'impresa
  di  Termini Imerese (PA) ed in merito all'indagine della Corte  dei
  Conti per danno erariale", a firma dell'onorevole La Vardera.
    Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto  pervenuto  nel maggio dello scorso  anno,  l'onorevole
  interrogante rappresenta che da notizie di stampa del 2024 è  stata
  aperta un'indagine da parte della Procura della Corte dei conti  in
  merito  a  un  presunto  danno erariale  connesso  al  pignoramento
  dell'incubatore d'impresa realizzato da Invitalia a Termini Imerese
  su  un'area  di  proprietà del Consorzio Asi  di  Palermo;  che  il
  Tribunale   di   Termini  Imerese  ha  disposto   il   pignoramento
  dell'immobile, nei primi mesi dello scorso anno, per un credito  di
  centomila euro risalente ad un decennio che, con interessi e spese,
  è lievitato di circa trecento mila euro.
   L'incubatore di impresa il cui valore complessivo è di tre milioni
  e  mezzo  di  euro, è stato finanziato e realizzato  da  Invitalia,
  società  controllata  dal  Ministero  dell'economia,  ed  è   stato
  affidato  quattro anni fa in gestione al Polo Meccatronica  Valley,
  raggruppamento  di  imprese  operante nell'ambito  dell'innovazione
  industriale.
   Conseguentemente, a seguito del pignoramento e della nomina di  un
  custode  giudiziario, da parte del Tribunale, il Polo  Meccatronica
  Valley  ha  sospeso  tutte le attività di  animazione  e  sviluppo.
  Sempre  attraverso la stampa, l'onorevole interrogante è  venuto  a
  conoscenza  che la Procura della Corte dei conti, ha già  richiesto
  chiarimenti   e   documentazione  all'Assessorato  regionale   alle
  attività produttive, al Consorzio Asi e ad Invitalia.
   Chiede  pertanto quali siano le motivazioni per cui il debito  non
  sia  stato  pagato  ed è notevolmente lievitato,  quali  misure  si
  intendono  adottare per tutelare l'operatività dell'incubatore,  se
  sia    stata   mandata   la   documentazione   richiesta    e    se
  l'Amministrazione regionale intenda costituirsi  parte  civile  ove
  sia accertato il danno erariale.
   Nel   merito   delle  richieste,  lo  scrivente  ha  assunto   dal
  commissario liquidatorio del Consorzio Asi di Palermo le necessarie
  informazioni  e  relazioni a quanto segue:  con  contratto  del  16
  aprile  2004,  il  Consorzio Asi di Palermo  concedeva  a  Sviluppo
  Italia  S.p.A.,  oggi  Invitalia,  l'uso  a  titolo  gratuito   per
  trent'anni  di un proprio lotto di terreno sito a Termini  Imerese.
  Ciò  a  fronte dell'impegno assunto da Sviluppo Italia a  costruire
  l'edificio  destinato ad incubatore di imprese,  a  gestirlo  e  ad
  inserirlo  nella  propria  rete  di analoghe  strutture,  costi  di
  progettazione e costruzione, tutto incluso e nulla escluso, restano
  a totale carico di Sviluppo Italia.
   Sviluppo  Italia  si impegna a propria cura e a proprie  spese  ad
  assicurare la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria
  dell'edificio che verrà realizzato.
   Al termine della concessione, il lotto industriale dell'incubatore
  verrà  restituito al Consorzio Asi senza alcun corrispettivo  e  il
  consorzio  sarà  libero  di destinare il  lotto  e  l'edificio  ivi
  realizzato, per le finalità istituzionali dell'ente.
   Ad  integrale  compensazione  della  gratuità  della  concessione,
  Sviluppo Italia S.p.A. investirà oltre tre milioni e mezzo di  euro
  per  la costruzione dell'incubatore. Invitalia ha sottoscritto  una
  convenzione per la gestione di un centro di imprese con STH  s.r.l.
  e  con la rete di imprese denominata Polo Meccatronica Valley  rete
  di  imprese,  allo scopo di permettere alla STH s.r.l., in  qualità
  di  referente  della  rete di imprese Polo Meccatronica  Valley  di
  utilizzare  l'incubatore di imprese affinché, presso di  esso,  gli
  imprenditori possano trovare allocazione per le proprie  aziende  e
  ricevere  servizi utili per lo svolgimento della propria  attività,
  con  durata fino al trenta giugno 2026 poi prorogata al  30  giugno
  2030.
   L'intenzione    di   affidare   l'immobile   per    la    gestione
  dell'incubatore  veniva comunicata da Invitalia  con  nota  del  26
  luglio  2021  al  Consorzio Asi di Palermo,  in  liquidazione,  che
  pertanto non ha sostenuto alcun investimento.
   Su detti immobili è stata intrapresa dalla curatela del fallimento
  Amia,   creditrice  dal  Consorzio  Asi,  una  procedura  esecutiva
  immobiliare iscritta innanzi al tribunale di Termini Imerese numero
  112/2024  per un complessivo importo precettato di euro 266.826,61.
  La  curatela  del  fallimento Amia agisce in virtù  di  un  decreto
  ingiuntivo non opposto e munito di formula esecutiva 21.9.2020  per
  l'importo di euro 173.717,24 oltre spese di giudizio e interessi.
   Con atto di intervento del terzo del 15 novembre 2024 si insinuava
  nella   procedura  Unicredit  S.p.A.,  creditrice   anch'essa   del
  Consorzio  Asi  di  Palermo per un importo  di  1.136.440,62  euro.
  Nell'ambito della procedura esecutiva il giudice aveva  fissato  il
  termine  di scadenza per la stima dell'immobile al 30 aprile  2025,
  con udienza fissata per il 5 giugno 2025, ma l'esperto chiedeva una
  proroga per la consegna della consulenza tecnica al 30 giugno 2025.
  Il giudice del termine per il deposito della relazione peritale del
  4  luglio  2025, presentata nei termini e sulla base dei rilievi  e
  dei   calcoli  inseriti  in  perizia,  proponeva  al  giudice   una
  valutazione dell'immobile di stima a base d'asta per la vendita del
  cespite pignorato pari a 2.977.395,30 euro.
   All'udienza del 10 settembre 2025 il giudice, sentite le parti  ed
  esaminati gli atti del fascicolo, pone allo Stato la totalità degli
  oneri  derivanti  dalla manutenzione ordinaria e straordinaria  del
  complesso  pignorato in capo alla rete di imprese  denominata  Polo
  Meccatronica   Valley.   Revoca  per  l'effetto   i   provvedimenti
  anteriormente  emessi  che hanno posto il  compimento  delle  opere
  manutentive a carico della procedura del creditore procedente,  con
  l'eccezione  delle spese fino ad oggi sostenute per  l'attività  di
  vigilanza  notturna  eseguite da Mondialpol S.p.A.,  in  forza  del
  contratto  in atti. Dispone che la rete di imprese denominata  Polo
  Meccatronica  Valley  allo  stato  non  sia  tenuta  al  versamento
  dell'indennità di occupazione determinata nella relazione peritale.
  Riserva  l'eventuale modifica - senza efficacia  retroattiva  delle
  disposizioni  di  cui sopra - previa istanza e discussione  tra  le
  parti.  Onera  gli  attuali occupanti i locali formanti  parte  del
  compendio  staggito in forza di contratto di locazione  o  comodato
  d'uso  con la rete di impresa al versamento di tutti i canoni nelle
  more maturati e maturandi, così come previsto nei relativi accordi.
  Assegna al creditore intervenuto, eredi di Canalotti Guido, termine
  per  30 giorni per replicare alle contestazioni mosse dalla società
  debitrice, riservandosi di provvedere all'esito.
   Con  separata  ordinanza del 10.9.2025, il  giudice  disponeva  la
  delega   delle  operazioni  di  vendita  del  compendio   pignorato
  all'avvocato Giancarlo Lo Bello, che a seguito del mandato ricevuto
  con avviso di vendita senza incanto, notificava al Consorzio Asi di
  Palermo  la  vendita senza incanto del compendio pignorato  fissata
  per  il 28 gennaio 2026. Stante la mancata aggiudicazione del  bene
  alla  prima  asta,  andata deserta, veniva  notificato  un  secondo
  avviso  di  vendita senza incanto con modalità telematica  sincrona
  pura per il 13 maggio 2026 alle ore 9:30, per un prezzo base pari a
  2.530.786,00 euro, con offerta minima di 1.898.089,50 euro.
   In   disparte,   è  opportuno  rappresentare  che   le   criticità
  concernenti  le cause del pignoramento conseguenti alle  difficoltà
  di  liquidità  degli Asi erano collegate alle disposizioni  dettate
  dalla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e successive modifiche,
  ed in particolare dall'articolo 19, con il quale è stato costituito
  l'Irsap,  sono stati posti in liquidazione i Consorzi  Asi  e  sono
  state  introdotte  disposizioni per la  liquidazione.  Le  suddette
  disposizioni  non  tenevano  conto dell'esigenza  di  tutelare  gli
  insediamenti  produttivi  attualmente presenti  sul  territorio  e,
  quindi,  innescavano  l'attivazione  di  contenzioso,  che  con  il
  conseguente   rischio  di  un  prolungamento  delle  procedure   di
  liquidazione   e    un   aggravio  dei   costi   delle   procedure,
  riconoscevano un diritto di prelazione all'esito delle procedure di
  vendita in capo alla Regione, e poi in capo ai soggetti titolari di
  regolare  contratti  sui  beni stessi, ma  non  tenevano  conto  di
  irregolarità  derivanti  da  soggetti  insediati  che  non  avevano
  perfezionato i contratti.
   Le  criticità  conseguenti sono state affrontate  dallo  scrivente
  che,  a  seguito di numerosi tavoli tecnici che hanno coinvolto  le
  imprese  insediate  e  i commissari liquidatori  dei  consorzi,  ha
  lavorato alla predisposizione di una modifica dell'articolo  19  ed
  in particolare l'articolo 9, che regola le procedure di vendita che
  è stata inserita nella legge regionale 12 maggio 2025 "Disposizioni
  in materia di attività produttive e sviluppo economico".
   Tale  norma  consentirà  di  snellire  le  procedure  di  vendita,
  tutelerà i soggetti regolarmente insediati o quelli che detengono i
  beni immobili, previa regolarizzazione, che potranno esercitare  il
  diritto di prelazione prima di procedere alla vendita con procedure
  di evidenza pubblica al prezzo determinato da Irsap e consentirà ai
  commissari di procedere alla liquidazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della riposta dell'Assessore.

   LA VARDERA. Sì, grazie Presidente, grazie Assessore. Rispetto alla
  composita    analisi    della    vicenda    in    oggetto     posta
  nell'interrogazione, la relazione mi convince, mi porta a ritenermi
  soddisfatto.
   A proposito di Termini Imerese volevo sottoporre all'Assessore, ma
  ritengo   anche   al   Presidente   della   Commissione    Attività
  produttive',  l'onorevole Vitrano, che da diverse  settimane  ormai
  chiedo  un'audizione  urgente rispetto alla vicenda  Blutec  e  più
  volte  i  commissari  o  comunque  i  partecipanti  hanno  rinviato
  ulteriormente   il  proprio  invito,  avremmo  dovuto   fare   oggi
  l'audizione   in  oggetto  insieme  tra  l'altro  con   l'onorevole
  Giambona,  domani  è stata fatta un'ulteriore modifica  perché  noi
  eravamo disposti a incontrarli oggi, pare che la prossima settimana
  si  degneranno di relazionare alla III Commissione competente sulla
  vicenda di Blutec.
   Credo  Assessore che questa interrogazione che ho posto in essere,
  già   la  richiesta  di  audizione  l'8,  ma  in  modo  particolare
  l'interrogazione  che ho presentato già il 21 novembre  del   2025,
  apra  degli  scenari assolutamente degni di attenzione,  perché  le
  ricordo,  ma lo saprà benissimo, Assessore, che nel maggio  2024  i
  commissari  straordinari dell'ex Blutec hanno firmato il  contratto
  di  cessione  dello stabilimento ex Fiat di Termini  Imerese  e  la
  Pelligra  Italia  Holding  con  impegno  di  riassumere  circa  350
  lavoratori  ex  Blutec  e  avviare  un  piano  di  riqualificazione
  industriale logistico dell'area.
   Con accordo quadro del 12 agosto del 2024 sottoscritto da Regione,
  Ministero, sindacati e Pelligra, è stata sancita la tutela dei  540
  lavoratori.
   In  data  recente l'assetto societario è stato modificato, infatti
  Pelligra  ha  ceduto il 90% della s.r.l. a cui era  stato  affidato
  l'ex  Blutec  con  il  70,22% in capo a  Nicolosi  Trasporti  e  il
  restante 17,78 a un Consorzio della CAEC, Pelligra mantiene  quindi
  solo il 10%.
   Tale cambiamento societario non pare essere stato accompagnato  da
  un piano industriale realmente avviato; secondo fonti sindacali non
  sarebbero   state   avviate  nemmeno  le  ristrutturazioni   e   le
  produzioni, né attività concrete, cioè oggi basterebbe andare lì in
  quel  capannone per evidentemente comprendere cosa è accaduto ed  è
  stato  già  diffusamente anche raccontato dall'emittente televisiva
  Telejato  che sulla vicenda ha fatto diverse puntate per raccontare
  che  la  circostanza è assolutamente incredibile e anche  coloro  i
  quali hanno perso durante la cosiddetta causa di cessione di questo
  bene,  hanno  fatto  un esposto dettagliato persino  alla  Procura.
  Quindi, chiedevamo e sono convinto che questa interrogazione  possa
  avere  anche una priorità, quale sia l'esatto stato dell'attuazione
  del  piano di rilancio dell'area ex Blutec Fiat di Termini  Imerese
  alla  data  odierna, quali interventi sono stati realizzati,  quali
  opere infrastrutturali o logistiche sono in corso, se e quando sarà
  definito    e   reso   pubblico  un  piano  industriale   completo,
  comprensivo  di  calendario  operativo,  investimenti,   produzione
  prevista, numero di posti di lavoro, modalità di monitoraggio,  che
  la  Regione  intende  garantire  la  vigilanza  sul  nuovo  assetto
  societario  con  prevalenza Nicolosi Trasporti e  CAEC  rispetto  a
  Pelligra,  cioè si è fatta una cosa inizialmente, poi  è  diventata
  tutta un'altra cosa.
   Per   evitare  i  rischi  di  speculazione,  abbandono  dell'area,
  ulteriore degrado, se risulta un progetto effettivo utilizzato  dal
  comune,  dal  sito  come polo industriale e  logistico,  oppure  la
  locazione  principale sarà solo ai fini immobiliari o di magazzino,
  perché quello che sta accadendo è questo, e cosa ciò significa  per
  il futuro occupazionale e produttivo del territorio.
   So  che  questa  interrogazione non era  nell'ordine  del  giorno,
  siccome parliamo di Termini Imerese, siccome più volte ho richiesto
  di  essere  audito in Commissione competente sul territorio  e  più
  volte  ho visto delle sue dichiarazioni sul tema di Blutec  sarebbe
  interessante,  qualora lei lo ritenesse opportuno,  nonostante  non
  sia  all'ordine  del  giorno, prendere in  mano  la  situazione  di
  Termini  Imerese perché quello che sta accadendo attorno  a  questo
  mondo  -  il  mondo Pelligra - che, inizialmente, si aggiudica  una
  roba  e poi diventa qualche altra cosa, oggettivamente, meriterebbe
  un  invio  degli  ispettori da parte del  suo  stesso  Assessorato,
  perché  ricordiamo che quel polo strategico, che è Termini Imerese,
  meritava, come dire, una visione occupazionale importante  che,  in
  questo  momento,  è, onestamente, non riesco a  capire  qual  è  il
  piano, qual è il progetto. C'è una struttura abbandonata, i cavi di
  rame   che  fondamentalmente  non  ci  sono  più.  È  una   vicenda
  oggettivamente seria, sulla quale mi auguro, e spero,  che  il  suo
  Assessorato possa sovraintendere.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara?
  Soddisfatto?

   LA   VARDERA.  Sì,  sì  soddisfatto  rispetto  all'interrogazione,
  diciamo, in essere. Poi ho posto l'altra questione, e ho visto  che
  l'Assessore vuole intervenire. Magari sarebbe cosa buona e giusta

   PRESIDENTE.  Assessore,  andiamo avanti.  Risponde  alla  prossima
  interrogazione,  così  si  aggancia...  Andiamo   avanti   con   le
  interrogazioni, e risponde agganciandosi. E sì, dico, appena le  do
  la  parola dà un minimo di excursus sulla precedente domanda,  così
  almeno andiamo avanti.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1768 "Chiarimenti  in  ordine  al
  protocollo  d'intesa  per  la  riconversione  industriale  di   Eni
  Versalis  verso la tecnologia e la transizione green nel territorio
  siciliano", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto,  pervenuto nel maggio dello scorso  anno,  l'onorevole
  interrogante  rappresenta che nel marzo  è  stato  sottoscritto  al
  Ministero delle Imprese e del Made in Italy dalla regione Lombardia
  e  dalle organizzazioni sindacali Cisl, Uiltec, Uil, Ugl e Cisal il
  protocollo  di  intesa  sulla  riconversione  industriale  di   Eni
  Versalis verso la tecnologia e la transizione green.
   Il  piano  di  trasformazione prevede  la  ristrutturazione  della
  chimica di base e lo sviluppo di nuove piattaforme sostenibili  per
  la  chimica  circolare, bio e specializzata, e che il protocollo  è
  stato  sottoscritto anche dalla Regione siciliana con un  addendum,
  richiesto dalla medesima Regione, nel quale si specifica anche  che
  per   la   regione   Sicilia  gli  investimenti  previsti   saranno
  complessivamente superiori ai 900 milioni di euro, di cui  800  per
  la bioraffineria e 100 per la piattaforma circolarità.
   A  seguito  della sottoscrizione da parte della Regione  siciliana
  del  protocollo di intesa del 10 marzo 2025 - già sottoscritto  dal
  Mimit,  dalla  regione Lombardia e dalle sigle  sindacali  con  Eni
  Versalis,  per la riconversione industriale che interessa  anche  i
  siti  di  Priolo  e Ragusa - il Mimit monitora, costantemente,  gli
  impegni  assunti dall'azienda, al fine di garantire  la  continuità
  produttiva ed occupazionale dell'indotto.
   A  tal  proposito, già nel mese di maggio 2025, è stato convocato,
  presso  il  Mimit, un tavolo di confronto, presieduto dal  ministro
  Urso,   cui   hanno  partecipato  i  rappresentanti  sindacali,   i
  rappresentanti dell'azienda e tutti gli altri soggetti  interessati
  al  piano di riconversione. L'attuazione del protocollo di  intesa,
  rientra nell'ambito dei tavoli di confronto per la crisi di impresa
  di  rilievo  nazionale  la  cui competenza  attiene  la  struttura,
  appositamente  istituita presso il Mimit, alle  cui  determinazioni
  questo Assessorato si atterrà.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Giambona   per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   GIAMBONA.  Grazie,  Presidente. Ho ascoltato, con  attenzione,  la
  risposta  alla mia interrogazione, da parte dell'Assessore  per  le
  Attività   produttive,  per  la  quale  devo  dire   di   ritenermi
  soddisfatto.
   Devo  dire,  però, che questa mia soddisfazione  è  anche  dettata
  dalle   novità   che,  a  questo  punto,  sono  io   a   comunicare
  all'Assemblea  e  a  lei  Assessore, che sono  proprio  della  data
  odierna.
   Ma andiamo indietro. Nella mia interrogazione, che è datata aprile
  2025, rappresentavo quelle che erano le esigenze di chiarimento  in
  ordine al protocollo di intesa sottoscritto precedentemente, avente
  l'obiettivo,  appunto,  di  procedere ad una  riqualificazione  dei
  nostri  siti - nello specifico, stiamo parlando di Eni  Versalis  e
  dello  stabilimento di Priolo - che prevedeva una, e  prevede,  una
  transizione green, con un investimento che addirittura è  di  oltre
  900 milioni di euro.
   Ebbene,  a fronte di questo protocollo d'intesa e anche a  seguito
  di  quelle  che  sono state le interlocuzioni con il  Mimit  e  con
  l'Assessorato  competente fino, fondamentalmente, a ieri  nulla  si
  sapeva.
   Tra  l'altro la nostra interrogazione prende anche a cuore  quelle
  che  sono  le  istanze  delle organizzazioni sindacali,  da  sempre
  impegnate  per  la tutela dei livelli occupazionali.  Si  parla  di
  centinaia di addetti diretti e dell'indotto.
   Ebbene, la notizia che riferisco a tutti quanti, anche al Governo,
  è  che  proprio oggi, quindi 3 febbraio, leggo un comunicato stampa
  della  data  odierna:  Eni, che è, appunto, la società  interessata
  alla sottoscrizione, al compimento del piano di riconversione e  di
  transizione green, ha sottoscritto un accordo con Q8 Italia e hanno
  annunciato il piano di trasformazione del sito Versalis  di  Priolo
  per la costruzione di una nuova bioraffineria in Sicilia.
   Il  piano  -  dice  sempre  questa nota di  oggi  -   ha  ottenuto
  l'approvazione  del  Cda di Eni e di Q8 e, a  seguito  dell'offerta
  vincolante  presentata  appunto da Q8, la bioraffineria  di  Priolo
  avrà una capacità di 500 mila tonnellate".
   Ebbene, questa è una buona notizia, che evidenzia quella che è una
  partnership strategica attraverso questi due player importanti  che
  manterranno  quelli che sono i livelli occupazionali, ma  anche  un
  importante  investimento su questo asset  così  importante  per  la
  nostra Regione.
   Quindi,   mi   ritengo   soddisfatto   in   tal   senso   rispetto
  all'interessamento del Governo ma anche in ordine a quelle che sono
  state  le ultime vicissitudini che fondamentalmente propendono  nel
  farci  comprendere  che questa vertenza va a  concludersi  con  una
  certezza dal punto di vista dell'investimento e dell'occupazione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1808 "Iniziative per  tutelare  e
  preservare   le    botteghe  storiche'  presenti   nel   territorio
  siciliano,  con  particolare  riferimento  a  quelle  operanti  nel
  catanese , a firma degli onorevoli Saverino ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto  pervenuto  nel giugno dello scorso  anno,  l'onorevole
  interrogante  evidenzia  che da parecchi  anni  si  assiste  ad  un
  declino e alla chiusura di numerose  botteghe storiche' a vantaggio
  di  altre  attività: centri commerciali, eccetera,  che  attraggono
  anche  per  l'ampia offerta di spazi per il tempo libero.  Aggiunge
  che  a  questi luoghi di consumo, negli ultimi anni, si è  aggiunto
  anche  il  commercio online, che rende quasi superflua  la  bottega
  fisica ed ancora di più le  botteghe storiche' che rappresentano un
  patrimonio  culturale,  identitario ed economico  di  straordinario
  valore  per  la  Sicilia,  anche per  rendere  viva  le  tradizioni
  tramandate  nel  tempo e sottolinea l'evidenza  della  criticità  a
  Catania.  Rappresenta  che per salvaguardare  queste  realtà  molte
  Regioni italiane si sono attivate ed altre si stanno attivando  con
  alcune   iniziative,  tra  le  quali  l'istituzione  dei   registri
  ufficiali  delle  botteghe storiche', prevedendo anche agevolazioni
  fiscali,  sostegni  per  la  digitalizzazione,  incentivi  per   la
  continuità  aziendale e azione di promozione turistica, promuovendo
  progetti per la loro valorizzazione.
   Chiede,   pertanto,  se  il  Governo  intenda  adottare  soluzioni
  efficaci  per  salvaguardare e preservare le  cosiddette   botteghe
  storiche'   presenti  nel  territorio  siciliano,  con  particolare
  riferimento  a  quelle  operanti  nel  catanese;  se  si  intendono
  adottare  iniziative, misure, provvedimenti e strumenti finalizzati
  a  favore  della tutela, il sostegno e la promozione della  bottega
  storica' anche mediante contributi regionali, agevolazioni fiscali,
  incentivi  per  il  passaggio  generazionale  dell'innovazione.  Ed
  infine,  se si intendono adottare progetti finalizzati a rafforzare
  il  tessuto commerciale di prossimità e integrare il turismo con le
  attività    produttive   locali,   adeguandolo   alle   specificità
  territoriali e socio-economico del territorio siciliano.
   Si  premette che, con la legge 14 agosto del 2008, n.  3  è  stato
  normato  il settore relativo al recupero e al riconoscimento  della
  valenza  storica dei mercati sulle aree pubbliche,  perseguendo  la
  valorizzazione e la promozione dei mercati storici e del  commercio
  ad  essi  collegato, attraverso il riconoscimento del  loro  valore
  storico,  artistico, architettonico e ambientale in  considerazione
  del  fatto che essi rappresentano una risorsa preziosa, anche sotto
  il  profilo  dell'attività turistica in quanto testimonianza  della
  storia,   dell'arte,  della  cultura  locale  e  della   tradizione
  imprenditoriale e mercatale locale.
   A  livello nazionale, su proposta del Presidente del Consiglio dei
  Ministri,  del  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione,   del
  Ministro  delle  imprese  e del Made in  Italy,  del  Ministro  del
  turismo e del Ministro della cultura, del Ministro dell'economia  e
  delle  finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, è  stato
  emanato  il  decreto legislativo n. 219, entrato in  vigore  il  31
  gennaio 2025, a tutela della qualità del commercio, nonché  per  il
  contrasto   alla  desertificazione  commerciale,   anche   con   la
  costituzione  di albi delle attività commerciali e  artigianali  di
  pregio e a tutela delle aree di rilevante interesse commerciale.
   Tale   decreto  ha  istituito  l'albo  nazionale  delle   attività
  commerciali,  delle  botteghe artigiane e degli  esercizi  pubblici
  caratterizzati da rilevanza storico culturale o commerciale, le cui
  disposizioni  si applicano alle regioni a statuto speciale  e  alle
  province  autonome  di Trento e di Bolzano, compatibilmente  con  i
  rispettivi Statuti e con le relative norme di attuazione.
   Tale  provvedimento  è stato adottato in attuazione  dell'articolo
  27,  comma 1, della legge 5 agosto 2022, n. 118 e definisce  misure
  uniformi  per la tutela e la valorizzazione dei luoghi storici  del
  commercio  e  delle  botteghe  artigiane  su  tutto  il  territorio
  nazionale.
   Fermo restando il riconoscimento della valenza storica dei mercati
  sulle   aree   pubbliche,  è  intendimento  di  questo  Assessorato
  individuare le necessarie iniziative, quali: il coinvolgimento  dei
  comuni  e  degli Uffici territoriali del Ministero della Cultura  e
  dello Sviluppo economico, nonché il coinvolgimento delle Camere  di
  commercio,    industria,    artigianato    e    agricoltura     per
  l'individuazione   delle  botteghe  e  delle   attività   storiche,
  attraverso  criteri di continuità merceologica e  specialità  e  il
  relativo  censimento, anche attraverso organizzazioni di categoria;
  l'istituzione  di  un  elenco regionale delle botteghe  storiche  e
  delle  attività storiche, che verrà reso pubblico  sui  siti  e  la
  relativa iscrizione con il rilascio di regolare riconoscimento  con
  la definizione di un logo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Saverino   per
  dichiararsi    soddisfatta   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   SAVERINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  ho
  visto che, insomma, all'inizio della sua risposta non fa altro  che
  riprendere  tutti i dati che avevo messo nella mia  interrogazione.
  Sappiamo  bene  che, purtroppo, negli ultimi anni  assistiamo  alla
  chiusura  di  numerose  botteghe,  e  quindi  tradizione,  identità
  siciliana,  perdendo anche la realtà di alcune aree.  Io  ho  fatto
  l'esempio  di  via Etnea, che oggi ha cambiato volto,  che  era  il
  nostro  salotto  catanese  e  che  comunque  traspirava  cultura  e
  identità  nostra siciliana. Oggi noi siamo più franchising.  E  poi
  come  diceva  lei  appunto,  e  come avevo  scritto,  supermercati,
  ipermercati, centri commerciali. È ovvio che è cambiata la  cultura
  e  il  modo,  cioè la gente si approccia in maniera  diversa  anche
  all'acquisto,  ma soprattutto poi c'è stata anche l'aggiunta  degli
  acquisti online, che ha peggiorato ancora di più la situazione.
   Quindi è vero che chiedo in questa interrogazione cosa vuole  fare
  la  Regione per supportare, invece, la nostra tradizione, la nostra
  cultura,  le  nostre  botteghe storiche; senza  pensare  che  sulle
  botteghe   storiche  noi  andiamo  a  perdere  anche  un  passaggio
  generazionale: sono mestieri che noi non ritroveremo più. E, a  tal
  proposito, più volte ho inserito in finanziaria un emendamento  che
  riguardava proprio il passaggio generazionale, perché noi  dobbiamo
  anche aiutare e supportare chi vuole continuare una tradizione.
   Quindi  sì,  le  chiedevo  il  registro,  ben  detto  quello   che
  l'Assessorato  vuole  fare,  ma  di fatto  per  potermi  dichiarare
  soddisfatta  volevo  sapere quello che già è  stato  fatto,  perché
  anche  questa interrogazione risale già a un po' di mesi fa,  a  un
  anno fa, non so di preciso la data.
   Quindi  la buona volontà, per carità, però noi abbiamo bisogno  di
  risposte  concrete e di azioni concrete, quindi io  spero  -  anche
  qui, assessore - che presto possano venire, perché noi non possiamo
  permettere... sì prevedere, ecco, abbiamo deciso di prevedere delle
  agevolazioni   fiscali,  dei  sostegni  per  la   digitalizzazione,
  incentivi  proprio  per la continuità aziendale,  cioè  sono  anche
  proposte  che  noi  possiamo fare, che in tanti  emendamenti  tante
  volte  sono state fatte; c'è anche un disegno di legge che è  stato
  depositato  dal  Partito  Democratico in  tal  senso,  proprio  per
  aiutare  e  sostenere questa continuità, anche territoriale  e  non
  solo culturale.
   Quindi  io  spero,  assessore, che presto  possano  esserci  delle
  risposte,  cioè  che  invece di dire  prevede ,  che  l'Assessorato
  potrà  dire   abbiamo  fatto . Quindi spero  in  questo,  mi  sento
  parzialmente...  vedo che le buone intenzioni  ci  sono,  anche  in
  questo  caso, e spero che, appunto, io sono disponibile a qualsiasi
  tipo di collaborazione per portare avanti risposte concrete, azioni
  concrete. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole,  che  si  dichiara  parzialmente
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1935  "Notizie  in  merito  alla
  vertenza riguardante lavoratori impiegati presso Cammarata Sport di
  Palermo", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico frattanto che l'onorevole Adorno  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna, per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

              Seguito della Rubrica  Attività produttive

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Tamajo per  fornire
  la risposta all'interrogazione n. 1935.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto  indicato, pervenuto nel mese di ottobre  dello  scorso
  anno, l'onorevole interrogante chiede se il Governo regionale sia a
  conoscenza della chiusura dello store Cammarata, come comunicato da
  MG   Consulting,  società  subentrata  nella  gestione  dei  negozi
  Cammarata,  e  nella volontà della società medesima di  retrocedere
  l'azienda Cammarata Sport 2000, compresi i 27 lavoratori dipendenti
  già trasferiti dalla vecchia alla nuova società.
   Tale  situazione ha causato incertezza e preoccupazione  da  parte
  dei lavoratori, sostenuti dalle organizzazioni sindacali, anche  in
  ragione del fatto che la società Cammarata Sport 2000 sembra  avere
  escluso  categoricamente  l'applicazione  dell'articolo  2112   del
  Codice  civile,  che  prevede  il passaggio  dei  lavoratori  senza
  soluzione di continuità.
   Nel  merito, si rappresenta che presso gli uffici dell'Assessorato
  alle  attività produttive non è pervenuta alcuna richiesta formale,
  né   da   parte   delle  aziende  coinvolte  né  da   parte   delle
  organizzazioni sindacali o di altri soggetti istituzionali, tali da
  consentire   l'attivazione  di  iniziative  amministrative   o   di
  specifiche  interlocuzioni sulla vertenza riguardante i  lavoratori
  impiegati presso Cammarata Sport di Palermo.
   Si rappresenta, altresì, che la materia interessa prioritariamente
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro,  ancorché la trattazione di analoghe  fattispecie  sia
  stata  anche  assegnata a questo Assessorato, che  è  stato  sempre
  investito  delle  problematiche concernenti la  salvaguardia  delle
  attività  produttive  e  dei  lavoratori  impiegati.  Pertanto,  si
  rappresenta  la  disponibilità, per gli aspetti  di  competenza,  a
  trattare la questione dei lavoratori, unitamente agli altri rami di
  amministrazione competente per materia.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.

   GIAMBONA.   Grazie.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessore,   allora,   io   intanto   ho   compreso   che    questa
  interrogazione,  per  certi  versi, è a  cavallo  delle  competenze
  dell'Assessorato  alle  attività produttive e  dell'Assessorato  al
  lavoro.
   Detto questo, io, senza voler far polemica con l'assessore per  le
  attività produttive, che del resto definisco, diciamo, come un buon
  musicista  di  una  orchestra,  per  così  dire,  stonata,  Governo
  intendo,   voglio   rappresentare  come,  in  linea   di   massima,
  fondamentalmente,  anche  sui  tempi  con  cui  si  affrontano   le
  interrogazioni   parlamentari,  ci  sarebbe  da  fare   una   bella
  riflessione,  perché questa interrogazione è stata  presentata  ben
  otto  mesi  fa,  e  io  naturalmente a quelle che  sono  le  parole
  dell'assessore,   che   oggi  qui  si  mostra   disponibile,   devo
  aggiungere, però, con estremo rammarico, che la disponibilità  vale
  fino a un certo punto, perché noi abbiamo perso cinquanta posti  di
  lavoro,  fondamentalmente,  in questa importante  attività  storica
  della provincia palermitana.
   E questo ci fa comprendere come, il più delle volte, i tempi della
  politica  non siano compatibili con i tempi della nostra  economia,
  della  società che va sempre più veloce; qui non c'erano  solamente
  cinquanta posti di lavoro, ma c'erano le storie, le esperienze,  la
  dignità dei lavoratori che magari adesso dovranno trovare lavoro in
  altri luoghi, addirittura fuori dalla Regione siciliana.
   Ecco  perché  io ritengo, ma senza veramente voler fare  polemica,
  che su determinati temi ci sia necessità di un maggiore, migliore e
  più  tempestivo raccordo rispetto a quelle che sono le istanze  che
  portano  avanti  i  colleghi parlamentari; non  è  ammissibile  che
  bisogna attendere mesi e mesi, in alcuni casi addirittura anni, per
  ottenere  una risposta. E parlo, in generale, di tutti  quelli  che
  sono  gli atti ispettivi presentati dal sottoscritto e dai colleghi
  parlamentari. Ma al riguardo, proprio nell'obiettivo di voler anche
  trattare  dei  temi  che  sono cogenti,  e  sui  quali  non  è  più
  rinviabile  ulteriormente la trattazione, anche perché parliamo  di
  padri  e madri di famiglia che devono sbarcare il lunario, io credo
  che  anche  oggi, per esempio, sarebbe utile sapere le  notizie  da
  parte  dell'assessore  per le attività produttive  rispetto  a  una
  questione  che  ha  affrontato lei, e gliene do merito,  e  abbiamo
  affrontato   pure  noi,  colleghi  parlamentari,  che  riguarda   i
  lavoratori  Almaviva,  oltre 400 lavoratori che,  ancora  ad  oggi,
  attendono una risposta.
   Ricordo a me stesso come, durante la finanziaria abbiamo fatto  un
  incontro,  proprio in questo Palazzo, con l'obiettivo  parzialmente
  raggiunto, intanto di tenere alta l'attenzione su questa  vertenza;
  in quel contesto fu preso un impegno, anche quello di sottoscrivere
  fondamentalmente un accordo attraverso delle delibere di Giunta che
  avrebbero   previsto   fondamentalmente   il   coinvolgimento   dei
  lavoratori   nel  progetto  116  e  117,  quindi  il  percorso   di
  digitalizzazione, del percorso per così dire, in ambito  sanitario,
  del Sistema sanitario regionale.
   E  allora  io ritengo, assessore, signor Presidente, siccome  vedo
  che c'è l'assessore che è disponibile a rispondere, perché poi dico
  stiamo parlando  per carità, se è disponibile

   PRESIDENTE. Onorevole

   GIAMBONA. Concludo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona

   GIAMBONA. Concludo, concludo.

   TAMAJO,  assessore per le attività produttive. Non è un dibattito,
  io le rispose le ho

   PRESIDENTE. Vi dico questo, ovviamente vi faccio intervenire e non
  intervengo  per interrompere il vostro intervento,  però  il  punto
  qual  è?  Che  ci  dobbiamo attenere all'interrogazione   Perché  è
  chiaro,  se  poi  vengono fatte altre domande, io  non  posso  fare
  rispondere l'assessore, nonostante egli possa dare la disponibilità
  alla   risposta,   ma   la  risposta  è  solo  sull'interrogazione,
  altrimenti  poi  si  crea un dibattito e non riusciamo,  e  andiamo
  fuori dal discorso della rubrica Prego

   GIAMBONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  è   mia
  intenzione assolutamente insistere, ci mancherebbe  Non è, diciamo,
  nei miei modi, lo sapete perfettamente
     Per  cui  io ho rappresentato un tema di ordine procedurale,  in
  funzione del quale molto spesso noi presentiamo interrogazioni, che
  ottengono risposta mesi e mesi dopo
   In  questi  giorni,  noi ci aspettavamo una  risposta  di  matrice
  governativa,  in  ordine  alla  risoluzione  dei  lavoratori  della
  vertenza  dei lavoratori Almaviva, che veramente noi tutti  abbiamo
  seguito, e che ci sta particolarmente a cuore senza guardare quello
  che  è  il  colore politico e nei prossimi giorni ci attendiamo  in
  maniera  spedita e rapida che, a seguito di quelli che  sono  stati
  impegni presi a suo tempo, si passi a concretezza. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Io, al solito, vi...

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Scusi, io le  chiedo
  per favore di trattare temi che sono attinenti alle interrogazioni,
  perché se poi si parla di...
   Io  la ringrazio, onorevole Giambona, non è che io  ci mancherebbe
  altro...
   Lei  pone  dei  problemi  di natura sociale,  delle  vertenze  che
  abbiamo  seguito, e ci sono delle novità  Perché, proprio  venerdì,
  abbiamo  fatto un incontro presso la Presidenza della  Regione,  in
  cui  erano  presenti  sindacati,  ed  era  presente  anche  qualche
  deputato, personalmente che ha partecipato, non ai lavori  tecnici,
  ma  era  giù  e lo abbiamo anche informato insieme ai lavoratori  e
  insieme  ai  sindacati. Quindi la informerò io,  quando  a  margine
  finiremo  le  interrogazioni, e sarò veramente  lieto,  contento  e
  felice  di  informarla  del buon operato da  parte  del  Governo  e
  finalmente  siamo  arrivati  alla conclusione,  probabilmente  alla
  soluzione definitiva, per il Servizio 116, 117.
    Però, io vi prego di attenervi alle materie che fanno parte delle
  interrogazioni,  se poi noi dobbiamo divagare in altri  settori,  e
  diventa  un  dibattito e io oggi penso che non  sia  corretto  fare
  dibattiti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore. Allora, ci tengo a  precisare  una
  cosa,  colleghi.  Intanto  sul discorso  delle  interrogazioni,  vi
  ricordo sempre che le stesse arrivano e vengono portate in Aula  in
  ordine   cronologico,  perché  è  chiaro  che  in  base  all'ordine
  cronologico  e all'ordine in cui poi vengono indirizzati  i  lavori
  d'Aula,  noi  andiamo ad esaminare le varie interrogazioni.  Poi  è
  chiaro  che,  con  la  richiesta di risposta scritta,  i  tempi  si
  accelerano;  poi  è  chiaro, colleghi, che all'interno  del  vostro
  intervento,  io vi lascio intervenire, ovviamente vi  lascio  anche
  spaziare su altri temi.
     Chiedo ovviamente al Governo di, come dire, so benissimo che gli
  interventi magari possono andare fuori tema, ma al limite l'Aula  o
  i  colleghi  li  riprende  il Presidente dell'Assemblea  e  non  il
  Governo.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1954  Notizie urgenti  in  merito
  alla  riqualificazione  e  gestione  delle  Terme  di  Sciacca   ed
  Acireale , dell'onorevole La Vardera.
         Ha   facoltà   di   parlare   l'assessore   per   rispondere
  all'interrogazione.

   TAMAJO,  assessore  per  le  attività  produttive.    Con   l'atto
  ispettivo  in  oggetto, pervenuto nel mese di agosto  dello  scorso
  anno,  l'onorevole  interrogante evidenzia che al  30  maggio  2025
  nessuna  offerta è stata presentata per aderire al bando di Project
  Financing  per  la riqualificazione e la gestione  delle  Terme  di
  Sciacca e di Acireale, che prevedeva, da parte del Dipartimento per
  l'energia, la produzione di una relazione tecnica sulla  qualità  e
  quantità delle acque termali.
   Sottolinea  che  la relazione fornita rileva come le  acque  siano
  ormai  fredde in bassa quantità, e inquinate dalle fognature  della
  violenta  urbanizzazione circostante. Rappresenta  altresì  che  il
  Grand  Hotel delle Terme di Acireale, divenuto nel 2021  patrimonio
  della  Regione siciliana al costo di 5 milioni di euro del bilancio
  regionale,  è  andato completamente distrutto a  causa  del  totale
  abbandono. Chiede pertanto quali immediati e concreti provvedimenti
  si  intendano attuare al fine di dare piena attuazione  al  ritorno
  alla produttività del patrimonio termale di proprietà della Regione
  siciliana,  e  se per le Terme di Acireale si intende  avviare  una
  campagna  di  ricerca di nuove risorse minerarie ed un progetto  di
  totale recupero del patrimonio edilizio e storico, includendo anche
  il  Grand Hotel delle Terme, finalizzato alla predisposizione di un
  nuovo bando più attrattivo per gli investitori.
   Preliminarmente,  si  rappresenta  che  il  Dipartimento  Attività
  Produttive  ha  emesso il DG n. 3396 del 18 dicembre  2024  con  il
  quale  è  stato  approvato un avviso esplorativo  pubblico  per  il
  rilancio  del  complesso  termale  di  Acireale,  finalizzato  alla
  ricerca  di  operatori economici interessati alla presentazione  di
  proposte  di  Partenariato Pubblico Privato ai sensi  dell'articolo
  193  del  decreto legislativo n. 36 del 2023, aventi ad oggetto  la
  concessione  per la progettazione e l'esecuzione dei  lavori  e  la
  gestione    di    ciascun    complesso   termale    di    proprietà
  dell'Amministrazione,   unitamente   alla   relativa    concessione
  mineraria  ai  sensi  della  legge  regionale  n.  54  del  1956  e
  successive  modifiche  ed integrazioni finanziate  nell'ambito  del
  Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, delibera CIPESS 9 luglio
  2024, n. 41, per un importo di quaranta milioni di euro.
   Nel  merito  del  bando pubblicato, l'individuazione  dell'area  e
  definizione  del  presunto  costo dell'intervento  e  durata  della
  concessione,  i  contenuti sono stati definiti dal  tavolo  tecnico
  istituito presso la Presidenza della Regione del quale fanno  parte
  la  Presidenza della Regione, il Dipartimento Attività  Produttive,
  il   Dipartimento   Tecnico,  il  Dipartimento   dell'Energia,   il
  Dipartimento del Turismo, dello Sport e Spettacolo, il Dipartimento
  del  Bilancio  e del tesoro, il Dipartimento delle  finanze  e  del
  credito e l'assistenza tecnica di Cassa Depositi e Prestiti.
   Per  quanto  attiene all'avviso pubblicato nel dicembre  2024,  si
  rappresenta  che alla data del 30 settembre 2025 è stato  accertato
  che  non  sono pervenute proposte di Partenariato Pubblico Privato.
  Tuttavia,  dall'esame degli accessi al portale TUTTOGARE  è  emerso
  che  sono stati effettuati numerosi sopralluoghi che dimostrano che
  non  è venuto meno l'interesse pubblico per la riqualificazione  al
  predetto  complesso. Pertanto si è proceduto alla redazione  di  un
  nuovo  avviso  pubblico,  limitatamente  al  Complesso  termale  di
  Sciacca, che conteneva le sopravvenute novità normative del  Codice
  dei contratti, con la modifica delle modalità di determinazione del
  contributo  a  carico dell'operatore economico privato,  nonché  le
  osservazioni  pervenute  dal  mercato  nel  precedente  periodo  di
  pubblicazione.
   Il  Dipartimento  Attività produttive,  con  DDG  n.  3050  del  5
  novembre  2025,  ha approvato il nuovo avviso pubblico  esplorativo
  per   la   ricerca   di   operatori  economici   interessati   alla
  presentazione  di proposte di Partenariato Pubblico Privato  aventi
  ad  oggetto  la concessione per la progettazione, l'esecuzione  dei
  lavori  e  la  gestione  di un complesso termale  sito  in  Sciacca
  pubblicato sulla piattaforma TUTTOGARA in data 7 novembre 2025.  Le
  proposte  degli operatori economici interessati dovranno  pervenire
  entro il 27 febbraio del 2026.
   Relativamente  al Complesso Terme di Acireale, il  tavolo  tecnico
  istituito  presso la Presidenza della Regione siciliana,  prima  di
  pubblicare   un  nuovo  avviso  pubblico,  ha  ritenuto  necessario
  ridefinire  la qualificazione, caratterizzazione ed efficientamento
  della   risorsa   termale.  Pertanto,  il  Dipartimento   regionale
  dell'energia,  distretto  minerario di Palermo,  nel  luglio  dello
  scorso   anno  ha  rappresentato  al  Dipartimento  delle  attività
  produttive  la necessità di realizzare un nuovo pozzo di captazione
  di fluido termale presente nel sottosuolo nell'Area archeologica di
  Santa  Venera  al  Pozzo nel Comune di Aci Catena  all'interno  del
  compendio  produttivo delle Terme di Acireale.  Tale  previsione  è
  finalizzata   alla  pubblicazione  di  un  nuovo  avviso   pubblico
  esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati  alla
  presentazione  di  proposte  di  partenariato  pubblico  avente  ad
  oggetto  la  concessione  per  la progettazione,  l'esecuzione  dei
  lavori e la gestione del Complesso termale di Acireale.
   Il Dipartimento delle attività produttive ha emesso il DDG n. 2238
  del   25  agosto  2025  con  il  quale,  per  dare  copertura  alla
  realizzazione  dei lavori di trivellazione di un  nuovo  posto  nel
  sito   termale   di   Acireale,  è  stata  accertata   in   entrata
  nell'esercizio 2025 la somma di euro 119.474,10 sul capitolo 8576.
   La Ragioneria generale con il DDG n. 1678 dell'8 settembre 2025 ha
  iscritto  in  bilancio  nell'esercizio  2025  la  somma   di   euro
  119.474,10 sul capitolo 742059, necessaria ad avviare le  procedure
  di  gara  per  la  realizzazione dei  lavori  di  trivellazione  in
  argomento.
   Il  Dipartimento  regionale dell'energia, Distretto  minerario  di
  Palermo,  con  la  nota  protocollo  n.  33149  del  24/9/2025,  ha
  trasmesso  il progetto esecutivo per la realizzazione di lavori  di
  trivellazione in argomento.
   I  lavori  di  trivellazione del nuovo pozzo nel sito  termale  di
  Acireale sono stati avviati in data 17 novembre 2025 e sono  ancora
  in corso di conclusione.
   Nell'ambito della collaborazione tra pubbliche amministrazioni, il
  Dipartimento  delle attività produttive ha conferito l'incarico  di
  consulenza  al  laboratorio di analisi microbiologiche  e  chimiche
  dell'acqua (AMCA) del Dipartimento di scienze chimiche, biologiche,
  farmaceutiche ed ambientali dell'Università degli Studi di  Messina
  per   lo  studio  preliminare  analitico-chimico  e  microbiologico
  dell'acqua  naturale termale delle storiche terme  di  Acireale  da
  captare  nell'area archeologica a Santa Venera al Pozzo del  Comune
  di Aci Catena nonché di eseguire il campionamento e l'analisi delle
  acque emunte del nuovo pozzo.
   In data 15 gennaio u.s., ultimata la fase di escavazione del nuovo
  pozzo,  i rappresentanti del predetto laboratorio di analisi  hanno
  effettuato  un  primo  campionamento  delle  acque.  A  seguito  di
  ulteriore  campionamento, da ripetersi  a  breve,  saranno  resi  i
  risultati.
   In  ordine  alle  intenzioni sulla destinazione  e  valorizzazione
  della  struttura  dell'Hotel Excelsior e del Centro  polifunzionale
  posti  nelle  vicinanze del sito termale di Acireale si rappresenta
  che  gli  stessi  immobili appartengono al patrimonio  regionale  e
  pertanto   la  loro  gestione  è  di  competenza  del  Dipartimento
  regionale delle finanze e del credito e non dell'Assessorato  delle
  attività produttive.
   Si  è,  pertanto, acquisito il contributo del Dipartimento finanze
  che ha relazionato oggi quanto segue.
   Al  fine  di perseguire la realizzazione di un piano di interventi
  per il recupero ed il rilancio dei complessi termali di Acireale  e
  di  Sciacca sono stati destinati novanta milioni di euro del  Fondo
  Sviluppo  e Coesione 2021-2027 (FSC) e per essi è stato considerato
  prioritario   il  rientro  nella  piena  proprietà  della   Regione
  siciliana  degli immobili concessi alla società Terme  di  Acireale
  SPA  a titolo di usufrutto trentennale in seno all'atto costitutivo
  della  medesima  società  ridotto in proporzione  di  19  anni  già
  trascorsi.
   La  società  Terme  Acireale SPA, costituita in  data  21/12/2005,
  nasce  in  esecuzione della legge regionale 10/1999 che ha previsto
  la trasformazione in società per azioni dell'Azienda autonoma delle
  Terme   di  Acireale  con  il  conseguente  conferimento  da  parte
  dell'Azienda   Terme  del  proprio  patrimonio   aziendale   e   il
  conferimento,  da  parte della Regione siciliana,  del  diritto  di
  usufrutto  per  la  durata di anni 30 sui  beni  già  dati  in  uso
  all'Azienda Terme.
   Al  fine della stima di tali conferimenti, il Tribunale di Catania
  ha dato mandato al professore Angelo Raciti di redigere una perizia
  di  stima  dell'Azienda autonoma delle Terme di Acireale, ai  sensi
  dell'articolo  2343, alla data del 31 agosto 2025. Tale  perizia  è
  diventata  la base per la valutazione dei beni e dei diritti  reali
  esistenti. Il Dipartimento finanza e credito con nota n. 27428/2024
  ha  chiesto  al  Dipartimento regionale tecnico  di  elaborare  una
  relazione  di  aggiornamento del parere  di  congruità  del  valore
  economico  del diritto di usufrutto dei seguenti beni  concessi  in
  usufrutto   alla   società   Terme  di   Acireale   per   procedere
  all'operazione  di  estinzione anticipata  dell'usufrutto.  I  beni
  immobili  oggetto di calcolo di aggiornamento del valore  economico
  che  sono  rientrati nella piena proprietà della Regione siciliana,
  con  atto notarile Repertorio 57/239 del 17/12/2024, "Trasferimento
  diritti immobiliari", sono i seguenti: complesso Terme Santa Venera
  in  via delle Terme, del Comune di Acireale; complesso Terme  Santa
  Caterina  in  via  Madonna  delle Grazie nella  frazione  di  Santa
  Caterina, del comune di Acireale; fabbricato per esercizi  sportivi
  a  scopo  non di lucro, in via Madonna delle Grazie, nella frazione
  Santa Caterina del Comune di Acireale. L'estinzione anticipata  del
  diritto   di   usufrutto  è  stato  quantificato  dal  Dipartimento
  regionale  tecnico in complessivi euro 720.232,20. Specificatamente
  all'interno del complesso Terme Santa Venera si trova un  edificio,
  a  destinazione alberghiera, denominato "Hotel delle Terme" sito in
  via   Alcide  De  Gasperi  n.  29,  una  struttura  con  92  camere
  disponibili,  e non dotato di  200 stanze e 400 posti letto ,  come
  indicato  erroneamente  nell'interrogazione  parlamentare  di   che
  trattasi. Giova osservare che nel suddetto aggiornamento del parere
  di congruità, il valore economico attribuito all'Hotel delle Terme,
  per l'estinzione anticipata del diritto di usufrutto è pari a zero,
  mentre   la  valutazione  dell'usufrutto  del  bene  calcolato   il
  21/12/2025 è pari a euro 1.804.180,77.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole La Vardera  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, in tutta questa relazione  copiosa
  di  più  e  più  pagine  resta un dato, che è  un  fatto  non  solo
  squisitamente  politico ma fattuale. La fattualità di  questi  dati
  sono  le dichiarazioni che Schifani, in pompa magna, quasi un  anno
  fa,  a  febbraio del 2025, riempiva i quotidiani siciliani  con  il
  titolo:  "Schifani:  pronti  al rilancio  delle  terme  Acireale  e
  Sciacca. Governatore alla BIT, risolte una serie di criticità".
   Se   ci   troviamo  a  distanza  di  un  anno  con  la  situazione
  assolutamente  equivalente, se non peggiorata,  cioè  quelle  terme
  sono  ricettacolo di rifiuti, sono chiuse non aperte al pubblico...
  Il presidente Schifani dimostra, ancora una volta, e il suo Governo
  ovviamente, di fare soltanto proclami e di non risolvere i problemi
  reali dei siciliani con l'aggravante di prendere in giro gli stessi
  facendo   dei  comunicati  stampa  dicendo:  "abbiamo  risolto   il
  problema, operativi ", un anno fa, sono passati 365 giorni, se  non
  di più e la situazione non è cambiata
   Allora  questo  è  il  contorno su cui si  muove  questo  Governo,
  governo dei proclami che, sostanzialmente, non risponde ai fatti  e
  che, purtroppo, questo è il tema di questa seduta d'Aula, ci invita
  a  disquisire  in  Aula  di  interrogazioni  che,  sostanzialmente,
  possono avere una rilevanza perché li presentiamo mesi e mesi fa  e
  poi, sostanzialmente, oggi... e poi è inutile che qua, qualcuno  si
  offende  e  dice:  "ma che è? Un dibattito?".  Allora,  se  noi  ci
  riuniamo  una  volta  quasi  al mese e, oggettivamente,  abbiamo...
  Questo  è  un  Parlamento  Che piaccia o meno,  nei  nostri  cinque
  minuti  possiamo esprimere il nostro pensiero, anche  di  dissenso,
  rispetto  al modus operandi della gestione delle interrogazioni,  è
  un  sacrosanto diritto. Come è un sacrosanto diritto  far  presente
  all'Assessore  che  è  in  Aula e che è opportunamente  intervenuto
  sulla  vicenda  di  Termini  Imerese,  poco  fa  di  Blutec,  ed  è
  incredibile  che  quando  poniamo delle  domande,  sostanzialmente,
  anche  se si va fuori tema, non è che stiamo parlando del calcetto,
  del  calciobalilla, parliamo sempre di affari che hanno a che fare,
  ovviamente, con le vicende della nostra Regione siciliana.
   Presidente, mi perdoni, ma se l'Assessore le chiede di parlare, ma
  perché  lei  deve impedire di parlare sul tema? Non  è  che  stiamo
  parlando di fatti nostri  Siamo in un momento in cui ci sono  sette
  deputati  in  un'Aula  che è assente, stiamo espletando  il  nostro
  compito, così come lo fa l'Assessore che è presente; riteniamo  che
  ci  siano  dei  problemi  che  riguardano  i  siciliani  e  c'è  la
  possibilità di parlarne, non stiamo parlando del torneo di bocce ma
  parliamo  di argomenti afferenti l'Assessore, ovviamente, al  ramo,
  se  l'Assessore è così gentile da volere parlare, mi pare di capire
  che lei come Presidente mi vuole mettere i bastoni tra le ruote...

   PRESIDENTE. Però, è chiaro che questa Presidenza... c'è un  ordine
  del giorno, come è giusto che sia. In questo ordine del giorno,  ci
  sono delle interrogazioni che sono state trasmesse all'Assessorato,
  è una richiesta da parte dei parlamentari, la richiesta di risposta
  orale,  legittima  così come è legittima la richiesta  di  risposta
  scritta  per  avere  subito  la risposta a  quella  interrogazione,
  dopodiché è chiaro che l'Assessore...

   LA  VARDERA.  Ma se ci troviamo davanti un Assessore  che  è  così
  preparato  che anche se non era a conoscenza dell'interrogazione  e
  vuole rispondere, ma vogliamo tarpare le ali a questo Governo?

   PRESIDENTE.  È  chiaro  che se questa cosa  viene  fatta  da  ogni
  singolo deputato, non c'è più un dibatto regolamentato da un ordine
  del giorno, ma parliamo di qualunque cosa.

   LA  VARDERA.  Ma siamo qua per lavorare, e anche se  stessimo  qua
  fino  a  mezzanotte non succede nulla, non è che parliamo di  altre
  cose,  parliamo  dei  problemi  dei  siciliani,  pare  che  siccome
  dobbiamo  stare 2 ore, ci sono quelle 20 interrogazioni e  dobbiamo
  fare in fretta altrimenti c'è qualcuno che ci fa la multa...

   PRESIDENTE.  Io  non  ho capito se per l'interrogazione  n.  1954,
  rispetto  alla risposta che ha dato l'assessore Tamajo, lei  è  non
  soddisfatto, soddisfatto o parzialmente soddisfatto.

   LA  VARDERA.  Cosa  c'entra l'essere soddisfatto  o  meno?  Io  ho
  risposto,  ho dato le mie impressioni, ho detto più volte  che  ero
  soddisfatto, oggi l'Assessore si è preso tre soddisfazioni, mi  dia
  la  soddisfazione  di  farmi rispondere su  un  tema  che  riguarda
  Termini  Imerese e la vicenda di Blutec. Cosa c'è di  anomalo?  Non
  l'ho capito

   TAMAJO,  assessore  per le attività produttive.  Posso  rispondere
  all'onorevole La Vardera?

   PRESIDENTE.    Assessore,   la   faccio   intervenire    a    fine
  interrogazione,  nel rispetto anche degli altri colleghi  che  sono
  qui e aspettano le risposte per le loro interrogazioni.
   Dopodiché  a  fine  rubrica,  se c'è qualche  onorevole,  compreso
  l'onorevole   La   Vardera,  che  voglia   intervenire   ai   sensi
  dell'articolo  83, lei può rispondere, però deve dare  le  risposte
  anche agli altri colleghi che sono qui che attendono.
   L'interrogazione  n.  1984  "Notizie  in  merito  agli  incubatori
  d'impresa della Sicilia occidentale, con particolare riferimento  a
  quello  di Termini Imerese" è assorbita, perché sul tema ne abbiamo
  parlato precedentemente.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2004 "Riattivazione delle  misure
  IRFIS  a sostegno della liquidità delle imprese siciliane", a firma
  dell'onorevole Chinnici ed altri. Prego, Assessore.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto,  pervenuto nel mese di settembre  dello  scorso  anno,
  l'onorevole  interrogante rappresenta che negli anni  2023  e  2024
  IRFIS  Sicilia  ha promosso iniziative a sostegno  della  liquidità
  delle  imprese  siciliane, tra le quali la moratoria dei  pagamenti
  della  quota  capitale  dei  finanziamenti  in  ammortamento  e  la
  possibilità  di  estendere  il pieno di ammortamento,  al  fine  di
  mitigare  gli  effetti degli aumenti del tasso di  interesse.  Tali
  iniziative sono state parecchio utili alle micro, piccole  e  medio
  imprese, e sono state un importante sostegno operativo. Considerato
  il  successo  di tali iniziative ormai concluse, e le richieste  di
  molte  imprese, e considerato lo scenario, l'onorevole interrogante
  chiede se il Governo intenda promuovere misure analoghe.
   Con l'articolo 4 della legge regionale n. 23 del 4 luglio 2024  la
  Regione siciliana ha previsto la concessione di contributi a  fondo
  perduto, nei limiti della normativa comunitaria in materia di aiuti
  in  de  minimis, per l'abbattimento degli interessi  sui  mutui  in
  essere  dal  1   gennaio 2024 erogati alle micro, piccole  e  medie
  imprese in possesso di una unità operativa in Sicilia.
   Con  il medesimo articolo il Dipartimento regionale delle attività
  produttive è stato autorizzato ad erogare ad IRFIS FinSicilia,  per
  l'esercizio finanziario 2024, la somma di euro 45 milioni,  per  la
  costituzione  di  un  plafond,  nell'ambito  del  "Fondo  Sicilia",
  destinato all'erogazione di contributi a fondo perduto nel rispetto
  della normativa comunitaria in materia di aiuti in de minimis.
   L'individuazione  dei  destinatari  delle  agevolazioni  e   delle
  modalità per la concessione dell'erogazione sono state disciplinate
  dal  decreto  dell'Assessore regionale all'economia  e  dall'Avviso
  pubblicato   in   data  11.10.2024,  emanato  previa   condivisione
  dell'Assessorato delle attività produttive e la gestione  operativa
  in capo a IRFIS Sicilia.
   L'Avviso  in  questione,  con decreto assessoriale  dell'Assessore
  regionale all'economia n. 1 del gennaio 2025 emanato a seguito  del
  DGR  n.  1, del 10 gennaio 2025, Fondo Sicilia contributi  a  fondo
  perduto per l'abbattimento degli interessi sui mutui in essere  dal
  1   gennaio 2024, a favore delle micro, piccole e medie imprese,  è
  stato modificato aumentando la misura del contributo spettante alle
  imprese  e  la  relativa  soglia  massima  e  l'arco  temporale  di
  applicazione della misura.
   L'agevolazione  costituita  da  un  contributo  a  fondo   perduto
  finalizzato all'abbattimento degli interessi corrispettivi è  stata
  estesa  alle rate scadute dal 1  gennaio 2023, al 30 giugno 2024  e
  pagate  alla  data  del  30  settembre 2024  su  finanziamenti  per
  programmi  di investimenti o per fabbisogno di capitale  circolante
  erogati da banche o intermediari finanziari in essere al 1  gennaio
  2024.
    L'ammontare del contributo spettante a ciascun richiedente avente
  diritto   è   stato  aumentato  sino  alla  misura   pari   all'80%
  dell'ammontare  degli interessi corrispettivi delle  relative  rate
  scadute    come    debitamente   certificato    dalla    banca    o
  all'intermediario finanziario.
   L'agevolazione concessa è stata aumentata entro il limite  massimo
  di  euro  15.000;  la  data di presentazione dell'istante  è  stata
  estesa sino alle ore 17.00 del 4 marzo 2025.

   PRESIDENTE.   Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Chinnici per dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.

   CHINNICI. Quello che non ho capito, infatti... l'interrogazione  è
  di  giugno  2025, l'Assessore parlava appunto di marzo  se  non  ho
  capito  bene, cioè chiedevamo, visto appunto che è stata una misura
  buona,  ben  valutata, insomma ha avuto ottimi  riscontri,  se  era
  possibile prorogarla, non ho capito...

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Stiamo valutando  se
  ripeterla.

   CHINNICI. Ecco, perfetto, allora va bene, adesso sono soddisfatta.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2036 recante 'Notizie urgenti  in
  merito  alla grave inadempienza della Regione siciliana a garantire
  il  pagamento  del TFR agli ex dipendenti dell'Ente Autonomo  Fiera
  del Mediterraneo' a firma dell'on. La Vardera. Prego, assessore.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in oggetto pervenuto nel settembre scorso, l'onorevole interrogante
  dopo  aver  richiamato  le  norme istitutive  dell'Ente  Fiera  del
  Mediterraneo  nel  1946, la deliberazione  con  la  quale  è  stato
  disposto lo scioglimento nel 2011, e la conseguente risoluzione dei
  rapporti di lavoro con i propri dipendenti, rappresenta che  l'Ente
  non  ha  provveduto al pagamento del trattamento di  fine  rapporto
  maturato.
   L'ente è stato pertanto posto in liquidazione e soltanto nel  2019
  è stata proposta dall'Assessore alle attività produttive e disposta
  la   trasformazione   della  procedura   in   liquidazione   coatta
  amministrativa,  pertanto, i dipendenti hanno  fatto  richiesta  di
  insinuazione al passivo, specificando l'importo del TFR spettante.
   Il  Commissario non ha mai trasmesso le comunicazioni obbligatorie
  circa  l'esito  della verifica dei crediti né ha formato  lo  stato
  passivo   mentre   le  richieste  di  aggiornamento   e   sollecito
  indirizzate  al  commissario e l'Assessorato unità produttive  sono
  rimaste  prive  di riscontro; si chiede come mai non  si  sia  dato
  riscontro  ai  dipendenti dell'esito delle domande di insinuazione,
  se  non  intendano opportuno revocare l'incarico al  commissario  e
  comunque  assumere in via sussidiaria o solidale la  responsabilità
  nei confronti dei creditori.
   Si premette che l'accertamento del passivo dei diritti dei terzi è
  una   fase   essenziale  della  procedura  concorsuale  finalizzata
  all'individuazione dei crediti che devono essere soddisfatti con  i
  beni compresi nella liquidazione giudiziale.
   In  data  22  marzo 2022 presso il Tribunale di  Palermo  è  stato
  depositato lo stato passivo redatto in seguito alla raccolta  delle
  istanze per l'ammissione al passivo.
   La  maggior  parte  dei  crediti è  stata  ammessa  per  l'importo
  contenuto nei titoli esecutivi e in particolare per i crediti degli
  ex dipendenti dell'ente a cui dovranno aggiungersi gli interessi  e
  comprendono altresì stipendi, emolumenti, somme dovute a titolo  di
  indennità professionale e TFR calcolati al lordo.
   Ai  sensi e per effetti dell'articolo 209 della legge fallimentare
  l'elenco  dei  crediti  ammessi e respinti, è  stato  trasmesso  ai
  creditori.
   Si  fa  presente  che l'Ente autonomo Fiera del  Mediterraneo  non
  possiede  patrimonio immobiliare, in quanto lo  stesso  negli  anni
  utilizzava  per  gli  eventi  fieristici  padiglioni  che  venivano
  concessi in comodato d'uso temporaneo dal Comune di Palermo, e  che
  il  sedime dell'area occupata dagli edifici - in particolare  nella
  zona Nord - è ancora vincolata a usi civici per Monte Pellegrino.
   Pertanto  le  misure che si potranno adottare per  la  tutela  del
  diritto  dei  lavoratori, al pagamento del TFR,  sicuramente  esula
  dalle  reali  possibilità delle procedure, quindi la responsabilità
  patrimoniale,  nei  confronti dei creditori lavoratori  anche  alla
  luce  del  ruolo diretto della vigilanza esercitata  dalla  Regione
  siciliana  sull'Ente  Fiera,  dovrà  sicuramente  avere  un  doppio
  passaggio, politico prima e successivamente legislativo.
   Il  passaggio  è stato consumato con la proposta, da  parte  dello
  scrivente assessore, di inserimento di un emendamento ad hoc al DDL
  1030, Legge di stabilità anno 2026. Tale emendamento prevedeva  che
  il   Dipartimento   regionale  delle  attività   produttive   fosse
  autorizzato   ad  impegnare  la  somma  di  euro  un  milione   per
  l'esercizio  finanziario 2026, destinata a risarcire  le  legittime
  pretese  creditorie dei dipendenti dell'Ente Fiera  di  Palermo  in
  liquidazione  ai quali non sono state erogate le somme  maturate  a
  titolo di trattamento di fine rapporto.
   E, infatti, il mancato pagamento degli emolumenti afferenti il Tfr
  maturato da ciascun dipendente, configura un inadempimento per  non
  avere  provveduto  ad  effettuare  i  previsti  accantonamenti   in
  apposito fondo, e rappresenta oggi un limite insuperabile,  per  il
  Commissario  liquidatore,  per il soddisfacimento  delle  legittime
  pretese creditorie dei dipendenti dell'Ente Fiera.
   Con  l'emendamento in questione si poteva provvedere a soddisfare,
  in  modo  esaustivo e definitivo, una legittima pretesa creditoria,
  anche al fine di scongiurare l'aggravarsi di un contenzioso il  cui
  esito  potrebbe  risolversi in una condanna risarcitoria  a  carico
  dell'Amministrazione regionale, con ulteriore aggravio di  costi  a
  carico della stessa.
   Com'è  noto  non  tutti gli emendamenti sono stati successivamente
  inseriti  nella  norma  approvata, ma  sarà  cura  dello  scrivente
  riproporlo nella prossima possibile finestra legislativa.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto o  meno  della  risposta.
  Prego.

   LA   VARDERA.   Sì,   sulla  risposta  mi  dichiaro   parzialmente
  soddisfatto  e anticipo che rimarrò appositamente in  Aula,  perché
  spero  l'assessore, alla fine della seduta d'Aula, possa finalmente
  svelare il mistero Blutec. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie,   onorevole   La    Vardera.    Si    passa
  all'interpellanza n. 248 "Intendimenti del Governo per  contrastare
  il  caro  bollette  e la povertà energetica, per  salvaguardare  il
  tessuto economico e sociale siciliano" a prima firma dell'onorevole
  Venezia ed altri.
   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per le  Attività  produttive,
  onorevole Tamajo, per fornire la risposta. Prego, assessore.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto,  per il quale è pervenuta delega nel mese  di  ottobre
  dello  scorso anno, l'onorevole interrogante rappresenta l'impatto,
  sulle  famiglie e sulle imprese, della crisi energetica in  termini
  di  aumento  dei  costi,  ed  in  particolare  per  le  imprese   -
  considerato il calo della produzione industriale nel 2024  -  anche
  in  considerazione della circostanza che l'Autorità di  regolazione
  del  mercato,  "Arera",  ha  previsto un  ulteriore  aumento  delle
  tariffe,  evidenziando che molte imprese siciliane stanno riducendo
  la  produzione, e che il divario dei costi applicati, rispetto agli
  altri paesi, compromette la tenuta del sistema nazionale regionale.
  Un'ulteriore criticità è comportata dalla graduale eliminazione del
  servizio  di  maggior tutela, che garantiva prezzi regolati  per  i
  clienti: chiede al Governo se intende avviare un confronto  con  il
  Governo nazionale per chiedere di continuare ad ampliare le  misure
  straordinarie  a  sostegno delle famiglie e  delle  imprese,  e  se
  intenda  porre in essere misure volte a sostenere le PMI, anche  in
  collaborazione  con  le organizzazioni di categoria  -  attivazione
  linee  di  credito  agevolate,  contributi  a  fondo  perduto   per
  investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili.
    Il Dipartimento delle attività produttive, con D.D.G. 2729 del 15
  ottobre  2025 ha approvato l'Avviso pubblico "Sicilia efficiente  -
  Meno   consumo   e  più  futuro",  concernente  la  concessione   e
  l'erogazione   delle   agevolazioni  previste   dall'azione   2.1.2
  "Riqualificazione  energetica delle imprese" in attuazione  del  Po
  Fers "Sicilia 21/27", e con successivo D.D.G. 3360 la data di invio
  delle  domande  di  accesso all'agevolazione  dell'avviso  è  stata
  posticipata  a partire dalle ore 12.00 del 12 gennaio 2026  e  sino
  alle ore 12.00 del 12 febbraio 2026.
   La  dotazione  finanziaria disponibile è pari  a  89.119.066,00  e
  l'obiettivo  dell'Avviso  è  quello di sostenere  le  micro-piccole
  imprese   che  realizzano  interventi  integrati  di  miglioramento
  dell'efficienza  energetica  con conseguente  riduzione  dei  costi
  legati ai consumi energetici e abbattimento delle emissioni di  gas
  climalteranti   nei  cicli  produttivi,  mediante  concessioni   di
  agevolazioni sotto forma di contributo in conto impianti.
   Possono   presentare   domanda   per  l'accesso   all'agevolazione
  dell'Avviso  le  micro, le piccole, le medie  imprese  del  settore
  privato,  in  forma singola o associata, che alla data della  prima
  richiesta di erogazione dell'agevolazione, alla data dell'eventuale
  richiesta  di  anticipazione,  dispongono  di  un'unità  produttiva
  localizzata ed operativa del territorio della regione siciliana.
   Sono   ammissibili   i   programmi  di  investimento   finalizzati
  all'efficientemente energetico di unità o località  produttive  già
  esistenti  e  localizzate nel territorio regionale,  attraverso  la
  realizzazione   di  interventi  sugli  edifici,   sugli   impianti,
  macchinari, le attrezzature utilizzate nei processi di produzione o
  di  erogazione dei servizi, nonché la realizzazione di impianti  di
  produzione  di  energia da fonti rinnovabili per mero  autoconsumo,
  finalizzati nel loro complesso alla riduzione di almeno il 30%  dei
  consumi  energetici  e delle emissioni dirette,  indirette  di  gas
  effetto   serra  rispetto  ai  valori  ex  ante  registrati   nelle
  pertinenti unità locali produttive.
   I programmi di investimento dovranno prevedere la realizzazione di
  interventi  coerenti  con  le tipologie indicate  nell'Avviso,  con
  massimali di investimento che vanno da un valore minimo di 50 mila,
  ad un valore massimo di 500 mila euro.
    Ancora, il Dipartimento delle attività produttive, con DDG 34/25,
  ha  approvato l'Avviso pubblico "Step", che prevede la  concessione
  di   agevolazioni  a  valere,  fra  le  altre  sull'azione,  2.9.1:
  sostenere  lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie  pulite  ed
  efficienti  sotto  il  profilo  delle  risorse  nell'ambito   della
  priorità 9, obiettivo specifico 2.9 del Po FERS Sicilia 2021-2027.
   L'Azione  2.9.1  ha  l'obiettivo  di  promuovere  investimenti  in
  tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse  che
  si   caratterizzano   per   il  contenuto  innovativo,   emergente,
  all'avanguardia  o  per  la  capacità  di  ridurre  le   dipendenze
  strategiche  dell'Unione Europea: tecnologie solari, dell'idrogeno,
  del biogas, del biometano, combustibili alternativi, depurazione  e
  desalinizzazione delle acque, tecnologia dell'economia circolare.
   Beneficiari  dell'avviso sono le piccole  e  medie  imprese  e  le
  grandi  imprese aventi forma giuridica di società di  capitali,  di
  organismi  di  ricerca e di diffusione della  conoscenza,  con  una
  procedura  che  si  svolge in due fasi: la prima, di  presentazione
  della  domanda  preliminare  di accesso  alle  agevolazioni,  e  la
  seconda di presentazione del progetto definitivo.
   I  termini di presentazione della domanda preliminare vanno  dalle
  ore  12.00  del  15 dicembre 2025, alle ore 12.00 del  13  febbraio
  2026.  La presentazione del progetto, fase 2, dovrà avvenire  entro
  75  giorni  dalla  data della comunicazione recante  l'esito  delle
  verifiche istruttorie condotte dalla domanda preliminare di accesso
  all'agevolazione.
   La dotazione finanziaria dell'Avviso è di euro 246.078.276,00 e la
  soglia  di  investimento  minima è di euro  5  milioni,  mentre  la
  massima è di euro 50 milioni.
   La  forma  dell'aiuto  prevista è quella del contributo  in  conto
  capitale pari al massimo del 60% per investimenti iniziali e dal 25
  al 50 % per progetti di ricerca e sviluppo.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA.  Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Tamajo.
   La Sicilia da circa 3 anni vive una fase di incertezza, nonostante
  i   numeri  che  sono  stati  delineati  nel  DEFR.  E  una   delle
  problematiche  più  significative è il caro  energia,  sia  per  la
  produzione industriale, sia anche per le famiglie.
   L'introduzione dei dazi americani sta peggiorando ulteriormente la
  tenuta dell'economia siciliana.
   Il divario tra i prezzi dell'energia elettrica italiana con quelli
  del resto d'Europa è abbastanza lampante, già del 24% rispetto alla
  Francia,  del  33%  rispetto alla Germania, del 41%  rispetto  alla
  Spagna.  E  questi sono i dati relativi al 2024, che nel corso  del
  2025  si sono ulteriormente accentuati. A questo vi è da aggiungere
  anche un calo della produzione industriale che si registra ormai da
  due  anni che non lascia presagire nulla di positivo. E le tensioni
  geopolitiche internazionali rischiano di produrre ulteriori effetti
  negativi. I dazi americani produrranno una perdita economica pari a
  20  miliardi  a  livello nazionale e a circa 2 miliardi  a  livello
  regionale.
   Le  misure che lei ha esposto nel corso della risposta alla nostra
  interpellanza  parlamentare,  e  cioè  l'Avviso  pubblico  "Sicilia
  efficiente"  per  una  capienza di 89 milioni e  l'Avviso  pubblico
  "Step"  nell'ambito del Po Fesr 2021/2027 con una capienza  di  246
  milioni, sono senz'altro significative, ma rischiano di arrivare in
  ritardo  rispetto  alle  esigenze  delle  economiche  dell'apparato
  industriale  e  soprattutto del settore  manifatturiero  a  livello
  regionale, assessore Tamajo.
   E  soprattutto  l'ultima misura da lei enunciata, con  una  soglia
  minima  di  5 milioni di euro di investimento rischia di  agevolare
  solo   le   grandi  imprese,  che  hanno  una  cospicua   liquidità
  finanziaria per poter compartecipare.
   Qui  c'è, come dire, il rischio concreto che il tessuto produttivo
  delle piccole e medie imprese rischia di collassare definitivamente
  e,  soprattutto, anche quello commerciale che è già alle prese  con
  una   condizione  economica  di  grande  sofferenza   dovuta   alle
  transizioni  informatiche, al commercio online,  alla  competizione
  con i grandi centri commerciali.
   Noi chiediamo, rispetto a quello che lei ha già detto, ulteriori e
  immediate  misure  nell'ambito anche dei fondi regionali  ed  extra
  regionali  perché  crediamo che l'economia siciliana  possa  essere
  messa  a  dura  prova  da qui ai prossimi anni  e  serve  non  solo
  stanziare  risorse,  ma  a  mettere le  attività  produttive  nelle
  condizioni  di poterle calare nella realtà, nella concretezza,  per
  salvare   questa  fetta  importante  dell'economia  siciliana   che
  rischia, appunto, di vivere una condizione di ulteriore sofferenza.
   Per queste ragioni, noi ci dichiariamo parzialmente soddisfatti  e
  sollecitiamo  il  Governo  e  lei, assessore  Tamajo,  a  stanziare
  ulteriori  risorse,  linee di credito agevolato  e  investimenti  a
  fondo perduto. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 253 "Interventi volti  a
  favorire nuovi insediamenti imprenditoriali" a firma dell'onorevole
  Carta.  Ha  facoltà  di  intervenire  l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Con l'atto ispettivo
  in  oggetto,  pervenuto  nel  mese di ottobre  dello  scorso  anno,
  l'onorevole   interrogante  rappresenta   che   i   bandi   emanati
  dall'Assessorato regionale delle attività produttive favoriscano le
  imprese  già insediate nel territorio, ma non quelle che  intendono
  insediarsi,  che  generano  importanti  ricadute  occupazionali   e
  contribuiscono  alla  crescita delle aree svantaggiate.  Sottolinea
  che l'incentivazione di nuove realtà imprenditoriali, vincolate  al
  rispetto    di    altri   standard   energetici,   rappresenterebbe
  un'opportunità per uno sviluppo sostenibile. Chiede se si intendano
  promuovere  misure  per  l'accesso ai  contributi  anche  di  nuove
  imprese  con requisiti conformi alla classe energetica  A  e  quali
  misure  per  bilanciare la concessione dei contributi alle  imprese
  già insediate e che intendono insediarsi.
   Nel  merito  della  richiesta, si rappresenta che  l'accesso  alle
  agevolazioni previste dai bandi emanati a valere sulle risorse Fesr
  2021/2027   avviene   nel  rispetto  della  normativa   comunitaria
  nazionale  e regionale in materia. In particolare, nel merito,  con
  l'Avviso "Open innovation Sicilia - Azione 1.1.3 - Realizzazione  e
  potenziamento di spazi dedicati per la promozione dell'innovazione"
  si   sostiene  la  realizzazione  del  potenziamento  dei  poli  di
  innovazione,  attraverso il sostegno finanziario alla realizzazione
  di  programmi  di  accelerazione  e/o di  incubazione  promosse  da
  soggetti  configurabili  come  poli di  innovazione,  in  grado  di
  favorire   la  crescita  delle  micro,  piccole  e  medie   imprese
  innovative, costituite da non oltre 60 mesi, attraverso un processo
  strutturato   e  qualificato  di  accompagnamento  e  potenziamento
  competitivo.
   Tra  i  soggetti aderenti ai poli di innovazione si evidenzia  che
  possono   farne   parte   anche  aspiranti  imprenditori   o   team
  imprenditoriali composti da una o più persone fisiche residenti nel
  territorio  siciliano,  non  ancora  costituiti  in  impresa,   che
  partecipano   ai  programmi  di  incubazione  con  l'obiettivo   di
  costituire   una   nuova  PMI  innovativa  o   promossa   da   team
  imprenditoriali caratterizzati da una rilevante presenza di giovani
  con  età inferiore a 36 anni compiuti o donne, senza limiti di età,
  almeno  il 50 % per teste, o integrazione di servizi specifici  per
  l'imprenditoria giovanile femminile.
   Con  riguardo,  invece,  al rispetto dei  requisiti  della  classe
  energetica  A,  in  coerenza  con gli  obiettivi  di  sostenibilità
  ambientale  e  riduzione delle emissioni,  si  rappresenta  che  le
  agevolazioni, di cui agli avvisi pubblici, devono essere rispettosi
  del  principio di non arrecare un danno significativo. Pertanto,  a
  tutti  gli avvisi, si applicano le disposizioni in materia,  nonché
  quelle di cui all'articolo 73 del Regolamento UE 2021/1060, recante
  le  disposizioni comuni applicabili ai fondi comunitari in  materia
  di  climate  proofing, i soggetti beneficiari dei  vari  avvisi  si
  impegnano a garantire sia il rispetto del principio di non arrecare
  un  danno  significativo contro l'ambiente e  che  l'immunizzazione
  degli effetti del clima per una durata attesa di almeno cinque anni
  nel complesso delle rispettive operazioni assistite, garantendo, al
  contempo,  che  si  sia  rispettato  il  principio  dell'efficienza
  energetica al primo posto, e che il livello delle emissioni di  gas
  a   effetto  serra,  derivanti  dal  progetto,  sia  coerente   con
  l'obiettivo della neutralità climatica per il 2050.
   Quanto,  infine,  all'aspetto  relativo  all'equilibrio   tra   il
  sostegno  delle imprese esistenti e la promozione di nuove attività
  imprenditoriali,  anche  attraverso una revisione  dei  criteri  di
  ammissibilità   nei  bandi  regionali,  fermo   restando   la   non
  modificabilità dei bandi emanati, si rappresenta che ogni eventuale
  procedura  di  revisione non potrà che essere fatta in applicazione
  di   quanto  previsto  dalla  normativa  comunitaria  nazionale   e
  regionale in materia e seguendo le relative procedure.
   Si  evidenzia,  infine,  che sono stati  emanati  degli  specifici
  avvisi  in materia di efficientamento energetico: l'Avviso pubblico
  "Sicilia  efficiente: meno consumi, più futuro" e  l'avviso   STEP
  emanato   con  D.D.G.  3424  del  dicembre  2025,  che,   per   gli
  investimenti in materia energetica, prevede agevolazioni  a  valere
  sull'Azione  2.9.1,  sostenere lo sviluppo e  la  fabbricazione  di
  tecnologie  pulite  ed  efficienti sotto il profilo  delle  risorse
  nell'ambito  della  Priorità  9,  obiettivo  specifico,   con   una
  dotazione finanziaria di euro 246.078.276,00.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Carta  per   dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.

   CARTA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto. Grazie.
   Bene colleghi, abbiamo finito la Rubrica "Atti ispettivi: Attività
  produttive", adesso io ho delle...

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Posso intervenire?

   PRESIDENTE.  Sì,  Assessore,  magari  interviene  a   fine   degli
  interventi, perché ci sono degli interventi da parte dei  colleghi,
  oppure, se vuole, interviene...

   TAMAJO,   assessore   per   le  attività  produttive.   Preferirei
  intervenire adesso.

   PRESIDENTE. Assolutamente sì, prego Assessore.

   TAMAJO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Onorevole   La
  Vardera,  lungi da me, oggi, fare polemiche, anzi,  non  le  voglio
  fare e mi fa piacere che nelle mie risposte alle interrogazioni lei
  è parzialmente soddisfatto, questa è onestà intellettuale.

   LA VARDERA. Soddisfatto

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Soddisfatto,  no,  è
  soddisfatto ma non parzialmente, scusi, è soddisfatto, questo mi fa
  piacere
   Rispetto  alla questione che riguarda Termini Imerese, noi  domani
  avevamo  programmato un incontro, non è mancato  per  me  non  fare
  l'incontro, lei si ricorda, io sono disponibilissimo, ho già pronta
  la  relazione, ho pronte le carte, ho pronti gli atti,  quando  lei
  vuole,  ci vediamo in III Commissione e apriamo il dibattito,  avrà
  tutte le delucidazioni rispetto al caso.
   Fermo  restando  che  le  dico  una  cosa,  io  condivido  le  sue
  preoccupazioni da assessore, e sono sul pezzo su tutto  quello  che
  riguarda  il  percorso:  dalla concessione dell'area,  la  modifica
  dell'assetto  societario, la questione che riguarda  i  dipendenti,
  fermo  restando  che, questo lo devo dire e non voglio  peccare  di
  modestia,  negli  ultimi  14, 15 anni, Termine  Imerese  è  rimasta
  veramente al buio da tutta una serie di interventi.
   Noi   abbiamo  fatto  interventi  sull'area  industriale,  abbiamo
  investito delle risorse per mandare con il sistema dell'isopensione
  183  soggetti, che fanno parte del bacino ex Blutec, abbiamo  fatto
  una serie di interventi e programmato per dare una spinta al famoso
  accordo  di programma, qua c'è l'onorevole Sunseri che mi guarda  e
  sa di che cosa parliamo.
   Una  spinta  a tutta una serie di attività e di progetti  che  ora
  stanno  per  vedere la luce, per cui io sono sul pezzo e  sono  sul
  pezzo  come lo è lei, quando ci sarà la seduta di Commissione  avrà
  tutte  le  delucidazioni e se il caso la invito a venire con  me  a
  Termini  Imerese, io non ho nessun problema, perché a me  interessa
  che  le  cose  si  realizzino  e  si realizzino  nell'ambito  della
  trasparenza   e  della  legalità.  Garantendo  sempre   i   livelli
  occupazionali, che sono alla base di tutto. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare  ai  sensi
  dell'ex   articolo  83  l'onorevole  Chinnici,  Burtone,  Gilistro,
  Schillaci, Saverino e Giambona, Venezia e Spada.
   Colleghi  cercate di rimanere nei minuti, perché comunque  sull'ex
  articolo 83 si può parlare mezz'ora in totale.


                        Sull'ordine dei lavori

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI. Signor Presidente, il mio non era un intervento ai sensi
  dell'ex articolo 83, ero venuta proprio per dirlo.
   Siccome la Presidenza ha accorpato, diciamo per similarità, la mia
  interrogazione   con  quella  dell'onorevole  La  Vardera,   volevo
  precisare che la mia aveva un focus particolare, non sulla  vicenda
  Blutec,  quanto proprio sul Polo meccatronica. Il focus  della  mia
  interrogazione  era  sul  fatto  che  l'incubatore  realizzato   da
  Invitalia,   pur   essendo  potenzialmente  il   più   grande   del
  Mezzogiorno,  con  una  capienza fino a  26  start  up,  è  rimasto
  sostanzialmente inattivo e al momento di fatto c'è una  sola  start
  up avviata.
   Quindi  era per capire, diciamo, che cosa si intende fare rispetto
  appunto al Polo meccatronica, cioè non so se ha risposto su questo,
  non mi è parso.

   PRESIDENTE.  Si,  si  onorevole,  aveva  già  risposto.  Onorevole
  Chinnici, vada a chiusura dell'intervento.

   CHINNICI.  No,  no, semplicemente questo  Era il focus  su  questo
  Polo, poi se posso avere anche la risposta scritta, ovviamente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Onorevole Giambona su cosa
  vuole intervenire?

   GIAMBONA. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, prego.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, l'intervento della collega Chinnici,
  mi  apre  un interrogativo ulteriore. Ho capito adesso che ci  sono
  delle interrogazioni che sono state accorpate.

   PRESIDENTE.  Solo una, onorevole Giambona. Perché  era  lo  stesso
  tema.

   GIAMBONA.  Di  queste  interrogazioni noi ne dovremmo  sapere  nel
  corso della discussione

   PRESIDENTE. Sono nel fascicolo, sono all'interno del fascicolo.

   GIAMBONA. Sì, dell'accorpamento, Presidente

   PRESIDENTE.   No.  Le  interrogazioni  e  le  interpellanze   sono
  all'interno del fascicolo, dopodiché in ordine cronologico,  se  ci
  sono due interrogazioni che sono similari e la risposta è identica,
  vengono assorbite, accorpate. Solo quella dell'onorevole Chinnici è
  stata accorpata.

   GIAMBONA. Presidente, da quello che comprendo, da quello che  dice
  la collega Chinnici, le istanze presentate nella sua interrogazione
  erano diverse da quelle del collega La Vardera.
   Cionondimeno,  prendo  atto  che è  stata  portata  avanti  questa
  attività  di  accorpamento, però ritengo che nelle fasi successive,
  si   debba   analizzare  nel  pieno  rispetto   delle   prerogative
  parlamentari,   l'attività  appunto  volta  ad   accorpare   queste
  interrogazioni,  perché  ci  possono essere  istanze  diverse,  che
  necessitano  di  risposte  diverse, puntuali,  alle  quali  bisogna
  rendere conto ogni singolo parlamentare.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Giambona.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare ai sensi  dell'ex  articolo  83
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
   In  base  agli  interventi dei colleghi che sono registrati,  sono
  quattro minuti per ogni intervento.

   BURTONE. Signor Presidente, sono passati circa quindici giorni  da
  quando  abbiamo  avuto questa situazione così grave determinata  da
  avversità atmosferiche che non avevamo conosciuto nel passato.
   Noi   ribadiamo  una  cosa  fondamentale:  siamo  stati  fortunati
  rispetto a quello che si è determinato - non ci sono stati morti  -
  e  questo  perché c'è stata un'azione significativa da parte  della
  Protezione Civile che ha dato informazioni. Abbiamo avuto volontari
  che  hanno  lavorato  con impegno, i sindaci hanno  fatto  la  loro
  parte,  i  danni  sono stati contenuti da questo  punto  di  vista.
  Possiamo  però anche sottolineare come hanno fatto tanti cittadini,
  come  hanno  fatto  autorità  che  purtroppo  ci  sono  state  aree
  pesantemente colpite.
   Io  voglio  partire da quelle del mio territorio, che sono  quelle
  con  minori problematiche. Noi abbiamo avuto danni alle produzioni,
  signor  Presidente,  nell'agrumicoltura in modo particolare.  Basta
  girare  nelle  campagne di Lentini, di Scordia,  di  Militello,  di
  Palagonia per vedere che il 75 per cento della produzione ormai è a
  terra e, quindi, non utilizzabile.
   Ieri  abbiamo  ascoltato il Vicepresidente del  Consiglio  parlare
  della    necessità    di   intervenire   per    le    problematiche
  dell'esportazione.  Vorremmo  suggerire  in  punta  di   piedi   al
  Vicepresidente che il problema non è questo. Poteva fare a meno  di
  venire con il suo gruppo del Ministero degli Esteri, il problema  è
  quello  dei produttori e quindi, signor Presidente, l'auspicio  che
  io  faccio è che le cose che vengono annunciate nelle dichiarazioni
  che  al  più  presto  ci  potrebbe essere un intervento  di  natura
  finanziaria  verso  i nostri agricoltori, si possa  determinare.  E
  questo è il primo punto per noi importante.
   Il  secondo  è quello della fascia ionica: sono realtà  importanti
  che   sono  state  devastate,  hanno  un  loro  valore  ambientale.
  Probabilmente, la ricostruzione deve essere fatta tenendo conto  di
  alcuni  aggiustamenti perché il litorale è troppo, a volte,  vicino
  al  mare  e  quindi bisogna intervenire subito, perché la  stagione
  estiva  si  interconnette con queste parti di territorio  e  quindi
  tanti  che  lavorano nel campo turistico ricettivo, nella fruizione
  dei  lidi balneari - questi potrebbero avere una grande crisi  -  e
  quindi la necessità di accelerare lungo questo solco coinvolgendo i
  sindaci, facendo gli studi fondamentali.
   Infine  terzo  dato e vado alla conclusione, signor Presidente,  è
  quello  di  Niscemi. Tutti siamo rimasti colpiti da  quello  che  è
  accaduto. Ogni giorno siamo polarizzati nelle immagini che  vengono
  emanate   dalle   emittenti  per  vedere  se  ci   sono   ulteriori
  scivolamenti. La situazione è grave
   Veda,  signor  Presidente, quello che  mi  ha  rammaricato  non  è
  soltanto  vedere  questo crollo della collina, la  disperazione  di
  tante  famiglie  che hanno dovuto lasciare le  case,  ma  anche  le
  polemiche, signor Presidente  Un eccesso di polemiche assolutamente
  sbagliate
   In  Sicilia,  spesso quando c'è un problema si fa  la  storia  del
  problema  Ora, da sindaco, io ho imparato una cosa: che quando  c'è
  un problema non si deve fare la storia, ma si deve agire
   Ora in Sicilia cominciano: "la colpa è di Tizio, poi di Caio.". Ma
  che cosa c'entra? Il cittadino dà la colpa a tutti  A quelli che ci
  sono  stati,  a  quelli che ci siamo, a quelli che  ci  saranno  se
  continuerà così  L'antipolitica crescerà
   Ecco  perché credo che si debbano mettere da parte le polemiche  e
  andare avanti per trovare la soluzione  La soluzione qual è  Quella
  di  utilizzare  gli appartamenti sfitti che ci sono, restaurarli  e
  darli  a  chi  ha perso la casa? Oppure l'attivazione è  quella  di
  utilizzare questo terreno, che pare essere confinante con quello di
  Niscemi? Si decida
   Si facciano alcuni studi preliminari, ma si acceleri  Si acceleri
  Noi  non  vogliamo  che  si continui così,  ognuno  fa  la  propria
  commissione,  ma  si operi concretamente  Ci sono proposte  già  in
  campo, noi speriamo di poterle portare avanti.
   Guardi,  io ricordo nel '90 ci fu un terremoto, non grave,  ma  un
  terremoto che colpì l'area di Carlentini, di Lentini, di Militello,
  di  Scordia.  Allora  il  Presidente era Nicolosi.  Rino  Nicolosi,
  signor Presidente, e allora furono fatti subito gli interventi   Le
  case sostitutive a Carlentini sono visibili, basta andare lungo  la
  strada  Catania-Ragusa. Quelle case furono costruite non  dopo  che
  venne  fatto il dibattito, ma mentre c'era l'emergenza si determinò
  una  scelta. Così come allora vennero dati i contributi per le case
  storiche, quelle che avevano bisogno di essere ristrutturate.
   Si agì  Si agisca su Niscemi. Non si facciano chiacchiere.
   E concludo, signor Presidente.
   Guardi  noi  in questi mesi, in questi anni, abbiamo  parlato  una
  volta di siccità, una volta la bomba d'acqua, ora questa situazione
  così difficile... ci dobbiamo rendere conto di un fatto: è cambiata
  la condizione climatica
   Ecco  perché alla fine, dopo l'emergenza, la riflessione che  deve
  essere  fatta è che la condizione della Sicilia dal punto di  vista
  climatico  che è cambiata e quindi bisogna avere nuove  metodologie
  per   affrontare   quelle   che  sono  le   stagioni,   soprattutto
  collegandole col mondo produttivo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Burtone, condivido molto il suo  intervento
  nella parte riguardante Niscemi e i cittadini di Niscemi.
   Grazie al suo intervento questa Presidenza dà la piena solidarietà
  a  tutte  quelle persone che in questo momento, sono  circa  1.500,
  sono  fuori dalle proprie abitazioni e condivido con lei  il  fatto
  che  la  politica, anche nelle situazioni di emergenza, deve essere
  costruttrice di speranza soprattutto in queste fasi.
   È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, due settimane  fa
  proprio  da  questo scranno, ho accettato di scendere,  se  lei  si
  ricorda, con la promessa da parte del Governo di calendarizzare  al
  più presto un'audizione urgentissima che riguardasse lo stato delle
  scuole nella nostra Regione.
   Esattamente  due  settimane  fa avevo  ricevuto  questa  promessa.
  Ancora non ho avuto notizie
   Ho  parlato  con il Presidente Ferrara, mi ha promesso ancora  una
  volta,   e   sono  sicuro  che  la  manterrà,  che   a   brevissimo
  calendarizzerà questa seduta.
   È una seduta a cui tengo moltissimo. Perché?
   Proprio   oggi,  signor  Presidente,  proprio  oggi   le   testate
  giornalistiche, PalermoToday, è del 3 febbraio 2026, ore 10:20,  un
  articolo  del Codacons che lo testimonia. Quindi non è  l'onorevole
  Gilistro,  non è Gilistro che ha il disco rotto di dire le  scuole,
  le scuole, qua stiamo parlando di Codacons per tutta la Sicilia
   Scrive  letteralmente, lo leggo: "Scuole  al  freddo  e  crolli  a
  Palermo".
   Io  aggiungo crolli anche a Siracusa, perché esattamente,  qualche
  mese  fa, in una scuola siracusana, l'istituto Insolera a Siracusa,
  l'istituto   alberghiero,  un  intero  soffitto  è  crollato,   dei
  calcinacci all'ingresso della scuola sono crollati e fortunatamente
  i  ragazzi,  in quel momento, erano fuori a protestare,  guarda  un
  po'   Quindi,  in questo caso, non c'è stata la prevenzione  che  è
  stata  di  buon  augurio,  c'è stata la fortuna   L'androne,  parlo
  dell'androne, non una classe
   A  parte  che  all'Enrico Fermi qualche  mese  fa  è  crollato  un
  soffitto, anche calcinacci
   Senza  contare  i  chilometri quadrati  di  rete  che  ci  sono  a
  protezione di tantissime scuole in Sicilia. Chilometri quadrati  di
  reti, reti di protezione
   Francesco   Tanasi  giurista  e  segretario  nazionale:   "Non   è
  accettabile che il diritto allo studio venga compromesso da  disagi
  che  incidano  direttamente sulla sicurezza e sulla  dignità  degli
  ambienti.  La  situazione che emerge è grave e non più  rinviabile"
  dichiara Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons,  non
  io
   Sempre  il  Codacons. "Poiché si tratta di problematiche  note  da
  mesi  e  più volte segnalate è particolarmente preoccupante  che  a
  febbraio  inoltrato, in pieno anno scolastico, in diversi  istituti
  si registra ancora l'assenza di riscaldamenti, mancanza di gasolio,
  stufe  che  non  funzionano, e in alcuni casi l'interruzione  delle
  attività  didattiche  per  la  mancanza  di  acqua  o  di   energia
  elettrica .
   È  scritto,  Presidente, non sto parlando di cose che  sono  state
  raccolte per strada
   Allora,  io  mi  chiedo, e con questo voglio  dire  una  cosa:  la
  Costituzione,  all'articolo 34, afferma che la scuola  è  aperta  a
  tutti,  ma non è una scuola aperta una scuola che è indegna  in  un
  Paese civile, una scuola e che viola il diritto allo studio
   Non  è  uguaglianza, Presidente, non è uguaglianza quello  che  le
  scuole  siciliane  non siano uguali a quelle della  Lombardia,  non
  siano  uguali  quelle del Trentino Alto Adige, non siano  uguali  a
  quello del Friuli. Non è uguaglianza questa, a livello nazionale
   Chiudo  dicendo una cosa importantissima: io non mi  fermerò  qui,
  Presidente,  questo, come avevo promesso, questo è  l'esposto  alla
  Procura della Repubblica che sto caricando oggi e che, mi auguro, i
  colleghi  deputati  di  ogni  territorio,  al  di  là  del   colore
  partitico,   possano  presentare  insieme  a  me.  Lo  sa   perché,
  Presidente? Perché in questo momento c'era prima di questo  esposto
  e il dopo di questo esposto.
   Mi  auguro che la Procura della Repubblica sia sensibile a  questo
  problema,  gravissimo,  che sta portando i nostri  ragazzi  in  una
  regione dove non si sentiranno mai al sicuro. Presidente, le chiedo
  con  fermezza  assoluta che lei, lei nella sua persona,  faccia  in
  modo    che    l'audizione,   che   la   Commissione   calendarizzi
  immediatamente  questo problema, questa tematica urgentemente,  che
  vengano convocati tutti i presidenti dei liberi Consorzi, l'ANCI  e
  tutte le persone intorno a questo problema.
   Presidente, lo sa cosa le devo dire? Solo per chiudere, le  chiedo
  solo  un  minuto, un minuto per fare due riferimenti  che  sembrano
  banali  ma  banali  non  sono.  Se si facesse  prevenzione:  Crans-
  Montana.
   Cosa  c'entra Crans-Montana? Sono morti 41 ragazzi, non so  quante
  decine di ragazzi sono ancora negli ospedali, ustionati, perché non
  si  è  fatta  prevenzione.  C'entra perché  la  prevenzione  è  più
  importante  Adesso stiamo facendo i controlli, in tutta Italia, per
  andare  a verificare se gli edifici sono correttamente in ordine  e
  capaci di poter ospitare i ragazzi.
   Secondo,  Presidente e chiudo: Niscemi. Abbiamo  detto  la  stessa
  identica cosa, cosa abbiamo di Niscemi? 1998. Stiamo parlando di 27
  anni di tragedia annunciata e per non fare prevenzione siamo in una
  situazione di disastro ambientale come mai prima d'oggi   Significa
  che  la prevenzione è più importante, dovremmo aspettare che crolli
  un  edificio, che qualche ragazzo si faccia male per poter dire poi
  chi  è  il  colpevole? Chi è stato? Per poi andare a circostanziare
  chi  è  il responsabile? Il Presidente della Regione del 2000?  Del
  2004? Del 2008?
   No   Qui dobbiamo agire immediatamente, tolleranza zero  Mi auguro
  che tutti i colleghi possano presentare questo esposto alla Procura
  della Repubblica insieme a me. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Gilistro. Colleghi,  vi  chiedo  di
  attenervi ai tempi.
   È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.    Signor   Presidente,   intervengo    sulla    scorta
  dell'intervento  che ha fatto il collega Gilistro,  che  ringrazio,
  perché insieme stiamo portando avanti questa battaglia sulle scuole
  siciliane,  sulla mancanza di dignità delle scuole siciliane,  dove
  il  diritto  allo studio viene negato e, non solo da  un  punto  di
  vista   strutturale,  ma  anche  per  l'accoglienza.   La   mancata
  accoglienza   dei  studenti  disabili,  dove  ogni  anno   dobbiamo
  intraprendere  azioni  perché non viene loro  garantito  lo  studio
  dall'inizio  alla  fine  dell'anno scolastico.  Grazie  al  collega
  Gilistro.
   Io  sono  veramente indignata perché questa mattina,  quando  sono
  venuta   in  Assemblea  Regionale,  mi  aspettavo  che  la   Quinta
  Commissione  trattasse l'argomento dell'edilizia  scolastica,  cosa
  che  non è avvenuta. Ho dovuto insistere con il Presidente per fare
  finalmente calendarizzare l'audizione per la settimana prossima.
   È  una situazione veramente grave, abbiamo situazioni incredibili,
  soprattutto a Palermo e nella provincia di Palermo, una bambina  di
  soli  quattro  anni  è andata in ipotermia  È caduto  il  tetto  al
  quinto  piano  dell'istituto Pareto e la  fortuna  è  stata  che  i
  ragazzi non erano ancora entrati a scuola  Abbiamo le scuole  senza
  riscaldamento,  il  Margherita,  il  Vittorio  Emanuele,  anche  in
  provincia,  come Bagheria, in diverse scuole, non è più tollerabile
  questa situazione
   Oggi  è  intervenuto il Segretario nazionale del Codacons, Tanasi,
  che  finalmente chiederà l'intervento del Ministro dell'Istruzione,
  ma  è  davvero  grave  la  situazione,  è  da  mesi  che  chiediamo
  interventi  e una verifica delle condizioni generali di  tutti  gli
  istituti,  ormai siamo veramente stanchi, non è più  possibile   La
  civiltà  di  una  regione, di un Paese, si vede da  come  tratta  i
  soggetti più fragili e soprattutto i più piccoli. La scuola per noi
  è  fondamentale,  ma che esempio di vita diamo ai nostri  studenti?
  Non è più tollerabile, Presidente, assolutamente
   Io   mi  auguro  veramente  che  l'assessore,  che  ha  annunciato
  l'istituzione  di questo fondo, ma vogliamo ricordare all'assessore
  come  il  Movimento  5  Stelle è intervenuto: abbiamo  stanziato  9
  milioni  per i tre anni per i piani di edilizia scolastica, abbiamo
  stanziato 500.000 euro per i piccoli interventi di manutenzione.
   Ora l'assessore ha annunciato l'istituzione di questo fondo per la
  somma  urgenza, ma io mi chiedo allora perché continuiamo ad  avere
  questi problemi, quindi non è solo un problema di risorse, quindi è
  la  Sicilia  che  è immobile, così come lo è stata  a  Niscemi:  le
  risorse c'erano e non si è attivato nessuno
   Ecco, noi non vogliamo e non vorremmo che la scuola faccia la fine
  di  Niscemi, a cui mandiamo il nostro abbraccio di solidarietà come
  comunità.  Noi vogliamo che, così come per Niscemi,  anche  per  la
  scuola,  chi  non  ha  fatto nulla sia individuato,  e  paghi  come
  responsabile. Grazie.


                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bica sarà in missione il 10 e
  l'11 febbraio 2026.
   L'Assemblea ne prende atto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Saverino. Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Signor  Presidente,  mi  dispiace  che  è  andato   via
  l'assessore  Tamajo,  perché era comunque una segnalazione  proprio
  per  lui,  a integrazione di quanto è stato detto prima  sulla  mia
  interrogazione        riguardante       la       STMicroelectronic.
  Nell'interrogazione naturalmente si parlava anche di  sviluppo,  di
  iniziative  e di progetti, ma mi è appena arrivata una segnalazione
  per  una  criticità  molto  grave che  riguarda  proprio  il  nuovo
  stabilimento,  legata  all'approvvigionamento  idrico:  era   stato
  comunicato  ai lavoratori che il problema dell'acqua sarebbe  stato
  risolto  entro  gennaio,  ma ancora oggi  non  hanno  avuto  nessun
  riscontro  e  nessuna  risposta dai vari enti,  né  dal  Comune  né
  tantomeno   dalla   Regione.   Naturalmente,   senza   l'acqua   lo
  stabilimento  non  può  avviarsi ed  essere  messo  a  regime,  con
  conseguenze  dirette  sugli investimenti naturalmente  previsti  e,
  soprattutto, anche sulle assunzioni.
   Il  fabbisogno necessario è di 400 metri cubi di acqua all'ora,  e
  ancora  di  fatto  non è stato chiarito come deve essere  garantita
  questa  quantità di acqua. Si era ipotizzato l'utilizzo dell'invaso
  di  Lentini,  ma  ancora,  di fatto, non si  è  realizzata  nessuna
  infrastruttura  necessaria  per  raccogliere  l'acqua   fino   allo
  stabilimento.
   Quindi,  a  maggior  ragione,  mi  dispiace  che  l'assessore  sia
  scappato, sia andato via, perché era l'occasione appunto - visto  e
  considerato che parlava di progettualità - per capire,  però,  come
  vogliono  portare avanti questa progettualità e se era a conoscenza
  di  questa  criticità che, naturalmente, mette in  ginocchio  tutta
  l'attività.
   Naturalmente  qua  c'è  un  finanziamento  addirittura  di  cinque
  miliardi che è previsto che non può mettersi a regime se non  senza
  l'acqua.
   Anticipo  una  interrogazione parlamentare,  spero  di  non  dover
  aspettare altrettanto tempo come è stata nella prima perché abbiamo
  bisogno di risposte immediate.

   PRESIDENTE. Colleghi, al solito vi ricordo che se avete bisogno di
  celerità nella risposta, eventualmente risposta scritta, perché poi
  la  risposta orale dipende dai tempi di calendarizzazione dell'Aula
  per quanto riguarda l'Assessore e la Rubrica.
   È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
   A  seguire, l'onorevole Venezia e l'onorevole Spada e poi  abbiamo
  concluso.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini che  ci
  ascoltano da casa, io ritorno su un tema peraltro già affrontato da
  alcuni colleghi che però non posso non ribadire, atteso che è stato
  un argomento fortemente dibattuto anche dal sottoscritto durante  i
  lavori della finanziaria e il tema riguarda la scuola.
   Come Partito Democratico siamo da sempre e costantemente impegnati
  rispetto a quello che è il diritto allo studio, atto a garantire ai
  nostri studenti le condizioni come del resto ce le hanno gli  altri
  studenti  d'Italia, ad andare a scuola in sicurezza e in condizioni
  che siano dignitose.
   Noi  lo  sappiamo benissimo quello che succede in Sicilia:  già  è
  complicato arrivarci a scuola, mezzi di trasporto che molto  spesso
  non  sono  all'altezza,  ma frequentare in sicurezza  negli  ultimi
  tempi è diventata veramente una chimera, scuole e aule che sono  al
  freddo, calcinacci che cadono, una scuola in versione survival.
   Questo  io  credo  che  non sia assolutamente  accettabile,  negli
  ultimi  giorni abbiamo anche visto l'interesse della stampa,  anche
  nazionale, sulla scuola siciliana, si parla di alunni al freddo, di
  problematiche  relative  alle infrastrutture,  ma  la  politica  li
  ignora  e  io  da questo scranno devo dire che non è proprio  così,
  personalmente ho ricevuto decine e decine di segnalazioni da  parte
  di  tantissimi studenti, da parte delle istituzioni scolastiche  su
  quello  che  sta  succedendo nell'edilizia scolastica  siciliana  e
  nello  specifico  alcune nella provincia di  Palermo  con  problemi
  relativi al servizio di riscaldamento.
   Al   Vittorio  Emanuele  III,  al  Gioeni  di  Trabia,  al  Regina
  Margherita, temi che riguardano la caduta di calcinacci  al  Danilo
  Dolci, al Pareto, questioni che riguardano infiltrazioni d'acqua  e
  riscaldamento  al  Lugo Mursia, questioni ancora  sulla  sicurezza,
  infiltrazione al Luigi Sturzo di Bagheria, addirittura all'istituto
  Capuana, nel plesso Turrisi, c'è stata una bambina che si è sentita
  male, ha avuto un malore.
   Temi  che  stanno arrivando alla ribalta nazionale  attraverso  le
  associazioni  che rappresentano i consumatori che hanno  annunciato
  un  esposto al Ministero dell'Istruzione, organizzazioni  sindacali
  che intervengono per rappresentare come non sia più procrastinabile
  un'attenzione  sul  tema della sicurezza e  della  nostra  edilizia
  scolastica, studenti che continuano a protestare perché non vengono
  garantiti i loro sacrosanti diritti: diritto di sicurezza e diritto
  alla salute dei nostri studenti, diritto allo studio.
   Recentemente, abbiamo avuto modo di vedere un dossier che  traccia
  un quadro inquietante della scuola siciliana, della nostra edilizia
  scolastica,   con   nove  edifici  su  dieci  che   richiederebbero
  interventi,  un  vero  e proprio immobilismo  dal  punto  di  vista
  strutturale.
   Io  ero  in  questo  scranno  quando  durante  la  finanziaria  ho
  denunciato  all'Assessore all'istruzione come  le  risorse  per  la
  riqualificazione degli edifici più volte chiesti  dai  vari  organi
  competenti   fossero   inadeguate,  abbiamo   tetti   che   cadono,
  infiltrazioni, riscaldamenti che non funzionano più, ascensori  che
  mancano,  in  alcuni plessi mancano addirittura l'acqua  in  alcuni
  momenti  della giornata e io ricordo a me stesso che si  tratta  il
  più  delle  volte  di scuole che sono state realizzate  negli  anni
  cinquanta  e  negli  anni sessanta e che hanno  bisogno  di  essere
  riprese complessivamente ricostruite con norme adeguate.
   Ecco perché, da questo punto di vista, io prendendo a cuore quelle
  che  sono  le  istanze che vengono manifestate a più riprese  dalle
  scuole,  dagli studenti, ma anche dai colleghi: ritengo che occorra
  veramente fare un focus; non è più pensabile che sullo standard  da
  garantire ai nostri studenti si intervenga sempre con provvedimenti
  tampone  o  emergenziali.  Qui  è necessario  fare  un'attività  di
  ricognizione   seria,  ecco  perché  accolgo  con  grande   piacere
  l'ipotesi  di portare avanti un'audizione nella quale ci sia  oltre
  l'Assessore al ramo che fino ad oggi ha negato il problema  insieme
  al Governo, un'audizione nella quale ci siano gli interlocutori, ci
  siano  le città metropolitane, ci siano i liberi consorzi, ci siano
  anche  i rappresentanti dei comuni siciliani che sono enti  che  si
  trovano ad affrontare con enormi difficoltà la garanzia dei  minimi
  livelli   essenziali.  Solamente  in  questa  maniera,  in  maniera
  strutturata   e  seria  sicuramente  possiamo  pensare   forme   di
  investimento  che  garantiscano il sacrosanto  diritto  dei  nostri
  studenti ma anche degli insegnanti di essere nelle nostre scuole  e
  in sicurezza. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Grazie  Presidente.  Il cammino  di  questa  legislatura
  possiamo  dire a più di tre anni dall'inizio è stato costellato  da
  una  parola che è ritornata continuamente in quest'Aula: la  parola
  emergenza. Emergenza incendi, emergenza siccità, emergenza  idrica,
  emergenza maltempo. E l'approccio emergenziale e la legislatura  di
  emergenza   ha   accompagnato,  ecco,  molte  tappe   del   cammino
  legislativo di quest'Aula, ma credo non abbiamo bene in  mente  una
  questione  fondamentale: che la legislazione  d'emergenza  non  può
  essere da sola l'unica risposta alle grandi questioni politiche che
  riguardano il nostro territorio.
   In  base agli scenari futuri previsti dai climatologi, Presidente,
  se  non si adotteranno misure per ridurre le emissioni globali  nel
  2100  la temperatura terrestre potrebbe aumentare di circa 4 gradi,
  compromettendo gravemente la produzione alimentare; un miliardo  di
  persone  rimarrà senz'acqua e circa 2 miliardi di persone patiranno
  la fame.
   La  Sicilia  è  una  delle regioni europee  più  vulnerabile  agli
  effetti    dei   cambiamenti   climatici   con   un   rischio    di
  desertificazione che interesserà, da qui ai prossimi decenni, circa
  il  70 percento del territorio regionale. L'incremento delle ondate
  di  calore, i fenomeni siccitosi prolungati, la crescente frequenza
  degli  eventi  estremi,  mettono  a repentaglio  l'agricoltura,  la
  biodiversità, la salute pubblica e persino il turismo.
   Il  quadro è impietoso e l'approccio che la politica regionale, in
  particolare  questo Governo, hanno rispetto a  questo  tema  non  è
  assolutamente  adeguato alle sfide del futuro. Noi  abbiamo  voluto
  depositare  in  queste  ore, come Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico,   una  proposta.  Si  sta  discutendo   dell'emergenza
  maltempo,  della frana di Niscemi, si stanno facendo  sopralluoghi,
  si  stanno  vedendo  i danni, ma credo che la politica  possa  fare
  qualcosa  di  molto più semplice di quanto ci si  possa  aspettare,
  anzitutto  ascoltare  gli esperti; l'approccio  negazionistico  non
  serve  certo  a  trovare soluzioni improntate alla demagogia  e  al
  populismo  e  dopodiché ci permettiamo di dire che serve  una  cosa
  semplicissima  ed è contenuta in una mozione, come  dicevo,  che  è
  stata presentata.
   Noi  chiediamo al Governo di deliberare nell'immediatezza un piano
  straordinario  di forestazione in tutta la Sicilia. Cinque  milioni
  di alberi l'anno, uno per ogni abitante, per i prossimi cinque anni
  perché  la  forestazione svolge un ruolo cruciale nella prevenzione
  del  dissesto idrogeologico. Si consolidano i versanti, si migliora
  la  capacità di assorbimento dei terreni durante le piogge intense,
  tra  l'altro  l'attuale  patrimonio boschivo,  vorrei  ricordare  a
  quest'Aula  è costantemente minacciato dall'emergenza  incendi  che
  ogni anno colpisce circa ottomila ettari di bosco.
   È  necessario  passare da una gestione emergenziale, come  abbiamo
  volto  più  volte  richiamato in quest'Aula, ad una  pianificazione
  strategica  di  lungo periodo perché la lotta  e  il  contrasto  ai
  cambiamenti climatici è la principale sfida del nostro tempo e deve
  coinvolgere  la  politica e tutti, tutte  le  istituzioni  ad  ogni
  livello per trovare soluzione adeguata.
   Ad oggi, a parte la parola emergenza, a parte le visite nei luoghi
  colpiti, a parte poche iniziative concrete, non abbiamo visto nulla
  di  tutto ciò. È arrivato il momento di prendere coscienza rispetto
  a  ciò  che  sta  accadendo e di fare una programmazione  seria.  È
  questa  la  proposta che sentiamo il dovere di fare in  quest'Aula.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Venezia.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie,  Presidente.  Nell'accogliere  favorevolmente   la
  proposta  avanzata  dal collega rispetto ad  un  interessamento  di
  tutta  la  politica sull'edilizia scolastica, mi preme sottolineare
  come  non  possa sempre intervenire la Magistratura  e  la  Procura
  laddove c'è un fallimento della politica.
   Il nostro territorio, la provincia di Siracusa, è oggetto continuo
  di  interventi  di  questo tipo, scaricando la  responsabilità  sui
  magistrati piuttosto che assumersi la responsabilità chi di  dovere
  e, in questo caso, la politica e chi amministra.
   E,  allora,  accogliendo diciamo favorevolmente  la  proposta  del
  collega  Gilistro, invito formalmente la Presidenza e il Presidente
  della   Commissione  V  a  convocare  una  seduta   dedicata   alla
  trattazione  dell'edilizia  scolastica  nella  nostra  Regione,  in
  provincia  di Siracusa, perché è facile scaricare le responsabilità
  sugli  altri; ci laviamo le mani e la coscienza perché interessiamo
  la  Procura  di  intervenire, di appurare  su  quello  che  non  ha
  funzionato  e  che non sta funzionando, sul rischio che  corrono  i
  nostri  figli,  i  nostri ragazzi, piuttosto che battagliare  nelle
  aule e nei luoghi deputati ad intervenire.
   Siccome sono certo e sicuro che il collega Gilistro, insieme a me,
  hanno  sin da subito fatto queste richieste, queste istanze  e  che
  dall'altra  parte non c'è stata alcuna risposta, il  collega  si  è
  ritrovato  come  unica  alternativa quella appunto  di  mandare  un
  esposto in Procura.
   Io  non  la  condivido  questa  scelta.  Siamo  stati  eletti  dai
  cittadini per intervenire politicamente e quest'Assemblea deve dare
  la possibilità ai parlamentari regionali eletti democraticamente su
  questo  territorio  di  potere intervenire e  agire  politicamente.
  Motivo  per cui, collega, nel condividere insieme a voi la proposta
  che  avete avanzato, ve ne faccio un'altra di proposta: io dico  la
  settimana  prossima  di andare ad occupare la Commissione  V  se  i
  nostri  colleghi non si degneranno di convocare una Commissione  ad
  hoc  rispetto alla problematica dell'edilizia scolastica perché  si
  mette  a  rischio,  a repentaglio, la vita dei  nostri  figli,  dei
  nostri ragazzi.
   Quindi,   chiudo  rispetto  a  questo  argomento   che   interessa
  l'edilizia  scolastica per fare un passaggio che, invece,  riguarda
  Niscemi,  un  comune di cui si sta parlando nelle ultime  settimane
  perché  interessato da una disgrazia e da un fenomeno che  è  stato
  come  dire,  che  anche  lei  ha avuto  modo  di  solidarizzare  in
  quest'Aula.  Dico,  però,  collegandomi  all'intervento  fatto  dal
  collega  Burtone e dal collega Venezia che ha messo  in  campo  una
  proposta concreta: cinque milioni di alberi all'anno per i prossimi
  cinque  anni  per  limitare i disastri legati proprio  al  dissesto
  idrogeologico del nostro territorio.
   Però  l'invito  e  l'appello che faccio è quello  di  stoppare  le
  polemiche.  Ho ascoltato in questi giorni attaccare il sindaco  che
  si  trova  sul fronte a dovere gestire un'emergenza e che  è  stato
  attaccato, appunto, per non essere intervenuto prima, per non avere
  risolto  il problema di una frana che è in atto e che in  corso  da
  decenni.
   Allora,  ritorniamo un momento nel ruolo di ognuno di  noi.  Oggi,
  noi  come parlamentari regionali, oggi, il governo regionale ha  il
  compito, ha l'obbligo di proporre soluzioni perché i cittadini  non
  vogliono sapere le inerzie del passato o quelle che ci saranno  nel
  futuro,  i cittadini vogliono sapere se avranno o meno una casa,  i
  cittadini  vogliono sapere se i propri figli avranno una scuola  in
  cui  andare  e  i  cittadini  vogliono  sapere  se  i  parlamentari
  regionali,  se il Governo che hanno votato e gli eletti in  maniera
  democratica  interverranno concretamente su questa  problematica  o
  meno. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Spada. Colleghi,  a  questo  punto
  l'Aula  è  rinviata a domani, mercoledì 4 febbraio 2026,  alle  ore
  15.00,  con  lo  svolgimento di atti ispettivi della Rubrica   Beni
  culturali'.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 17:41 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         226a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 4 febbraio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Beni culturali e Identità siciliana  (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         2)  Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella