Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15:34
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adorno ha chiesto congedo,
per malattia, per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Non abbiamo altre comunicazioni? Abbiamo l'assessore in Aula.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica: Beni
culturali e Identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica: Beni
culturali e Identità siciliana
Si passa all'interrogazione n. 1735 "Chiarimenti ed intendimenti
del Governo regionale sulla mancata attivazione e nomina
dell'Autorità garante per i diritti e doveri culturali", a firma
dell'onorevole Saverino ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, sostanzialmente mi volevo soffermare solo per
dire, intanto, per ringraziare l'onorevole, e poi, ovviamente, con
riferimento all'interrogazione n. 1735 "Chiarimenti e intendimenti
del Governo regionale sulla mancata attivazione e nomina
dell'Autorità Garante per i diritti e doveri culturali",
comunichiamo che, con delibera n. 38 del 29 gennaio scorso, abbiamo
provveduto a nominare l'architetto Alessandra De Caro, quale
Garante regionale per i diritti e i doveri culturali, ai sensi di
quanto è previsto all'articolo 20 della legge regionale del 27
luglio 2023, n. 9.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Saverino per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta fornita
dall'assessore.
SAVERINO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
naturalmente, non posso che essere soddisfatta, assessore, perché è
una norma a cui, veramente, ho sempre tenuto molto, per cui mi sono
spesa e devo ringraziare, naturalmente, tutto il Gruppo
parlamentare, che l'ha condivisa insieme a me, ed è una norma che
deve riconoscimento dei diritti e doveri culturali che, insieme a
tanti altri diritti, come il diritto al lavoro, il diritto alla
salute, sono previsti dalla nostra Costituzione - anche se, poi,
troppo spesso ce ne dimentichiamo - e come tali devono essere una
cultura a portata di tutti, quindi non una cultura elitaria.
Quindi, ringrazio che si è proceduto, finalmente, si è
riconosciuta questa istituzione del Garante, che deriva, poi, da un
lavoro che si è fatto, che è iniziato insieme un gruppo di studiosi
proprio sul manifesto sui diritti e doveri culturali, di cui ve ne
farò dono, che è, comunque, passata come mozione anche in questo
Parlamento ed è stata votata all'unanimità, perché - come diciamo
sempre - la cultura è uno di quei temi che va al di sopra di
qualsiasi colore politico e così come l'istituzione del Garante per
i diritti e doveri culturali, anche questo è stato un emendamento
in finanziaria del 2023, l'articolo 20, che è stato votato
all'unanimità.
Quindi, sul riconoscimento dell'importanza della cultura sono
contenta che siamo tutti d'accordo.
E vorrei concludere, assessore, invitandola in Commissione
"Cultura, Formazione e Lavoro", insieme al Garante per i diritti e
doveri culturali, perché credo che sia importante iniziare anche un
lavoro di condivisione con il Garante.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1762 "Notizie ed
interventi urgenti in ordine al degrado delle ville storiche di
Palermo" a firma dell'onorevole La Vardera, che si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1798 "Chiarimenti circa lo stato di
incuria e la fruizione del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala,
nonché sulle possibilità di riapertura del transito pedonale presso
il viale del Parco, cd. Plateia Aelia" a firma dell'onorevole
Ciminnisi ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, allora, il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala
è stato istituito con decreto assessoriale n. 21/GAB dell'11 aprile
2019 al fine di terminare il lungo iter espropriativo, avviato già
alla fine dell'Ottocento, volto a preservare un'area di
straordinario valore storico e archeologico.
Dopo essere stato a lungo incardinato nella Soprintendenza di
Trapani, il Parco è divenuto autonomo nel 2019 e dal 2022, anche
sotto il profilo finanziario, il Parco si estende su una superficie
complessiva di 52 ettari, 28 ettari nell'area di Capo Boeo.
Entrando nel merito, Presidente, l'area di Capo Boeo conserva
testimonianze significative dell'antica Lilibeo, città fondata dai
Cartaginesi nel 396 avanti Cristo, divenuta in seguito romana e
dotata di monumentali infrastrutture urbane. Tra queste assume
particolare rilievo la Plateia Aelia, asse viario di età romana
tuttora visibile per oltre 100 metri che costituisce uno degli
elementi identitari e di maggiore pregio del Parco. Tutti i
monumenti archeologici attualmente rinvenuti risultano pienamente
visitabili, la Plateia Aelia in particolare rappresenta il cuore
monumentale e simbolico del Parco e, come tale, è oggetto di
specifici interventi di valorizzazione. Il recente progetto di
illuminazione finanziato nel dicembre 2024 è finalizzato
esclusivamente all'esaltazione del valore storico e scenografico
del monumento e non appare pertanto coerente con tali finalità un
utilizzo della strada quale è semplice corridoio di attraversamento
urbano gratuito durante gli orari di apertura del Parco, anche in
considerazione delle esigenze di tutela e sicurezza del sito. Potrà
invece essere valutata in un'ottica di valorizzazione culturale e
previa intesa con l'amministrazione comunale l'ipotesi di una
apertura gratuita in orari serali nel periodo maggio/ottobre,
subordinata alla copertura dei costi di vigilanza e alla garanzia
della piena salvaguardia dell'area archeologica.
In merito alle affermazioni relative alle presunte barriere tra il
parco e la città si evidenzia che il rafforzamento
dell'integrazione tra l'area archeologica e il tessuto urbano di
Marsala costituisce un obiettivo strategico perseguito con
continuità dalla direzione del Parco. In tale prospettiva, dal mese
di agosto 2024, è stato riattivato l'ingresso da Porta Nuova
consentendo un accesso diretto dal centro storico rispetto delle
modalità di fruizione previste dalla normativa vigente. Sono state
inoltre introdotte misure volte ad ampliare la partecipazione del
pubblico quali agevolazioni per i residenti, aperture serali del
museo nel periodo estivo e una programmazione costante di eventi
culturali gratuiti sempre nel quadro di una fruizione regolata e
compatibile con l'esigenza di tutela.
Per quanto concerne le criticità strutturali e manutentive
segnalate si assicura che l'Amministrazione regionale interviene
con continuità, compatibilmente con le risorse disponibili; in
questo senso, vanno visti i lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria nei siti del Parco per un importo complessivo di
510.000 euro, le attività di manutenzione del verde risultano
condizionate dai tempi di assegnazione del personale regionale
dedicato e dalle avverse condizioni meteorologiche, ma soprattutto
sono state comunque garantite condizioni di decoro, di fruizione
del sito.
I dati relativi alle presenze e agli introiti registrano un
andamento positivo e in crescita confermando l'efficacia
dell'azione amministrativa intrapresa e il crescente interesse del
pubblico per il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala.
Si segnala infine che il parco è stato recentemente teatro di
eventi culturali di rilievo tra cui il concerto "Traviata sotto le
stelle" svoltosi nello spazio antistante la Plateia Aleia
valorizzata per la prima volta dopo anni grazie al completamento
degli interventi di illuminazione.
In conclusione si ringrazia l'onorevole interrogante per
l'attenzione riservata al tema, confermando la piena disponibilità
dell'Amministrazione a proseguire, in un quadro di leale
collaborazione istituzionale, il percorso di valorizzazione del
Parco e di ampliamento del polo museale nell'interesse della
comunità di Marsala e del patrimonio culturale.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciminnisi per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie
assessore, per questa risposta rispetto alla quale non mi posso
dichiarare se non parzialmente soddisfatta, innanzitutto perché è
un'interrogazione di maggio 2025 e naturalmente le condizioni in
cui si presentava il Parco archeologico di Lilibeo in quel periodo
sono state quelle da cui poi è scaturita l'interrogazione stessa; e
la Plateia ci insegna in qualche modo che Marsala è sempre stata
una città di passaggio, una città di scambio, di dialogo e quello
stesso asse che la Plateia rappresenta è la spina dorsale della
storia di Marsala, dell'antica Lilibeo, quindi, anche di un luogo
che racconta l'organizzazione urbana della vecchia città e il ruolo
di Marsala nel Mediterraneo antico. E, quindi, la scelta di quello
che noi oggi facciamo in quel territorio, in quel grandissimo parco
che ospita ovviamente tantissimi beni di pregio, non è solo una
scelta che riguarda l'architettura o la storia del nostro
territorio. Ricordo le navi di Marausa, ricordo la Villa e i
mosaici che la stessa custodisce, quindi, parliamo di un territorio
che sicuramente potrebbe puntare su questo parco archeologico per
una maggiore valorizzazione e per rappresentare a sé stesso un
ponte tra il passato, il presente e il futuro della città di
Marsala. E' un luogo che da sempre è stato vissuto dai marsalesi, è
un luogo che in qualche modo i marsalesi, probabilmente, vorrebbero
tornare a vivere esattamente come facevano un tempo, pur senza
compromettere l'equilibrio e le necessità di tutela perché
valorizzare un bene culturale oggi non significa soltanto
custodirne l'integrità ma significa anche renderlo fruibile in
condizioni di prioritaria, ovviamente, esigenza superiore di tutela
del bene stesso però, naturalmente, è chiaro che la tutela del bene
non cambia a seconda del fatto che la sua fruizione sia gratis o a
pagamento
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Assolutamente.
CIMINNISI quindi, naturalmente, le scelte politiche che vengono
fatte anche su quell'aerea archeologica io auspico che vengano
fatte con la prospettiva altresì di una valorizzazione di quel
patrimonio culturale che non deve essere considerato come un bene
statico che è lì, cioè queste pietre devono prendere vita e devono
in qualche modo restituire alla città di Marsala un patrimonio che
possa essere vissuto prima di tutto dai cittadini e poi in
condizioni, ovviamente, decorose in tutti i periodi dell'anno, non
solo in estate, ma anche nei periodi che non sono di alta stagione
turistica, ma in tutti i periodi dell'anno fruiti con decoro e
dignità, ripeto, da chi decide di visitare la nostra Isola.
Se veramente vogliamo puntare alla cosiddetta destagionalizzazione
del turismo, è un termine che a me non piace, ma oggi il turismo
vive anche di relazioni con i territori, con i paesaggi e anche con
l'archeologia che è completamente diversa rispetto al passato,
abbiamo bisogno di recuperare questa dimensione e il Governo
regionale se ne deve fare carico per sostenere i piccoli parchi
archeologici che, a fronte di una grande estensione in termini di
ettari, di fatto poi hanno uno sbigliettamento minore, quindi,
entrate più basse rispetto ai grandi parchi archeologici: ebbene,
dobbiamo sostenere i piccoli parchi per far sì che possano fare
grande tutto il nostro territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Al solito, onorevoli
colleghi, io vi ricordo, l'ho ripetuto anche ieri in Aula, che per
interrogazioni per cui volete una risposta urgente fate il ricorso
-anziché a risposta orale - a risposta scritta, perché è chiaro che
l'assessore viene convocato in base a quando poi la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari decide di calendarizzare atti
ispettivi e, in quel momento, vengono inviate le interrogazioni in
ordine cronologico.
Si passa all'interrogazione n. 1801 "Notizie urgenti in merito
allo stato di attuazione dei progetti PNRR per la tutela
architettura del paesaggio rurale in Sicilia e sul rischio concreto
di perdita dei fondi assegnati al Ministero della Cultura", a firma
dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie. Signor Presidente, signori onorevoli, a seguito
dell'interrogazione n. 1801, si rappresenta preliminarmente che
l'avviso di architettura rurale approvato con decreto del Direttore
generale del Dipartimento n. 1292 del 12 aprile 2022 è finalizzato
a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), linea
di investimento M1C312.2. L'ammontare delle risorse inizialmente
assegnate alla Regione siciliana con decreto ministeriale n. 107
del 2022 che era di settantasei milioni, è stato rideterminato con
successivo decreto 92/2024 alla quota di 73 milioni 302 mila.
L'avviso gestito dal Servizio 5 del Dipartimento dei Beni culturali
e dell'Identità siciliana è stato caratterizzato da tempistiche di
attuazione dettate dal conseguimento dei target nazionali ed
europei fissati con decreto ministeriale. Le scadenze,
originariamente previste dall'avviso, prevedevano l'avvio dei
lavori al 30 giugno 2023 e la relativa conclusione con collaudo al
31 dicembre 2025.
Si rappresenta in merito che la scadenza temporale di avviso di
avvio dei lavori al 30 giugno 2023 è stata rinviata alla luce delle
direttive ministeriali elaborate in seno al Comitato ristretto
istituito per la linea degli investimenti nell'ambito dell'Unità di
missione per l'attuazione del PNRR, presso il Ministero della
Cultura (MIC), in merito all'interpretazione estensiva del termine
di avvio da intendersi, in senso lato, quale avvio degli
interventi.
È stata emanata, in proposito, la circolare n. 30477 del 18 luglio
2024 recante disposizioni in tema di ammissibilità dei progetti,
ridefinita alla luce delle suddette indicazioni ministeriali,
acquisite dal Dipartimento dei beni culturali, con l'intento di
facilitare la lettura ed interpretazione delle disposizioni
normative contenute nell'avviso di architettura rurale e nei
documenti attuativi derivati dall'obbligo, ovviamente, del
vademecum.
La circolare ha specificato nel dettaglio le tempistiche attuative
degli interventi. Il concetto di avvio dell'intervento è stato
inteso, in attuazione delle indicazioni ministeriali, come
affidamento della progettazione esecutiva per i progetti non
esecutivi, tenuto conto, appunto, del livello di progettazione
iniziale degli elaborati, allegati all'istanza di contributo, fermo
restando il rispetto dei target europei e nazionali istituiti per
la chiusura dei lavori.
Un secondo target temporale è stato definito in ambito nazionale
al 30 settembre per l'apertura effettiva dei cantieri.
Con ultima nota del MIC del 28 novembre 2025, relativa
all'investimento M1C3, investimento 2.2 "Tutela e valorizzazione
dell'architettura del paesaggio rurale", è stato trasmesso
l'allegato della decisione del Consiglio dell'Unione Europea di
approvazione all'ultima proposta di modifica del PNRR con modifica,
per i soggetti attuatori del target, di chiusura degli interventi
posticipato al secondo trimestre 2026. Il Dipartimento regionale
dei beni culturali, pertanto, con decreto dirigenziale n. 321 del
28 gennaio 2026 ha prorogato al 31.05.2026 la conclusione effettiva
dei lavori e il collaudo-certificazione di regolare esecuzione. La
chiusura contabile degli interventi e la preparazione della
richiesta di saldo è prevista per il 30 giugno 2026, data ultima
per effettuare i pagamenti. I soggetti beneficiari hanno potuto
beneficiare di una anticipazione pari al 30% del contributo, previa
stipula di una polizza fideiussoria a garanzia dell'importo erogato
del richiedente il rimborso, delle spese sostenute pari almeno ad
un avanzamento dei lavori equivalente al 15% del contributo
concesso.
Su 445 progetti approvati con decreto dirigenziale n. 2028 del 31
maggio 2023, ad oggi, gli interventi attivi sono 309 al netto dei
progetti revocati, pari a 129; numero 101 i progetti in corso di
revoca e numero 6 i progetti esclusi. Per quanto afferisce più in
dettaglio alle risorse finanziate, si rappresenta che sono state
accreditate nel bilancio regionale le somme richieste al Ministero
a titolo di anticipazioni per complessivi 21 milioni.
Nel merito di quanto riferito nell'interrogazione si rappresenta
che, rispetto all'affermazione che ad oggi numerosi progetti
sembrerebbero bloccati in quanto non è stata completata
l'istruttoria tecnica, non sono stati erogati gli anticipi o non
sono state ancora avviate le procedure di esecuzione, si replica e
si rappresenta che sono stati emanati numero 328 decreti di
liquidazione per un ammontare di 15,5 milioni; si sottolinea che ad
oggi le pratiche risultano tutte lavorate; si resta in attesa delle
integrazioni documentali richieste a mezzo pec ai beneficiari,
necessarie per la definizione degli ulteriori decreti di
liquidazione. Giova sottolineare che i beneficiari sono
costantemente sollecitati e supportati in presenza e
telefonicamente dai funzionari del Servizio assegnati alla gestione
dell'avviso in esame.
Per quanto riguarda l'avvio di eventuali interlocuzioni con il
Governo nazionale, si replica che lo scrivente è stato
costantemente in contatto con il Ministero della cultura cui
mensilmente è inviato, da parte degli uffici dipartimentali, un
prospetto di monitoraggio delle azioni.
In relazione ai ritardi e alle motivazioni fornite dal
Dipartimento dei beni culturali risulta doveroso sottolineare -
come è noto - all'onorevole interrogante la carenza di personale
che attanaglia l'intera Amministrazione regionale. Tuttavia, non
può sottacersi che la liquidazione delle somme dovute ha risentito
di svariati fattori quali la documentazione incompleta presentata
dai beneficiari a corredo della richiesta di anticipazione o
rimborso SAL che ha dilatato, oltremodo, i tempi dell'istruttoria;
le numerose proposte di variazione del quadro economico o di
variante degli elaborati progettuali trasmessi dai beneficiari; il
riaccertamento delle somme impegnate nel 2023 e il successivo
riallineamento dei dati relativi al 2024 sul sistema contabile
regionale 'Score'; il riaccertamento dei residui attivi e
successivo riallineamento dei dati che ha impedito lo stanziamento
di ulteriori somme necessarie ad integrazione dei contributi
concessi in regime de minimis, resa necessaria a causa di erronee
dichiarazioni rilasciate dai beneficiari in merito alla
strumentalità del bene oggetto di finanziamento.
PRESIDENTE. Assessore, all'onorevole La Vardera questa risposta
poi verrà data anche scritta. Se magari va nella parte conclusiva,
la ringrazio.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, grazie, signor Presidente.
Si fornisce, in conclusione, un riepilogo dettagliato sullo stato
di avanzamento delle procedure: progetti avviati 309, beneficiari
che hanno presentato istanza di anticipazione o rimborso SAL 297,
istanze di anticipazione rimborso SAL/Saldo 423, di cui 230
anticipazioni e 193 SAL, istanze liquidate 328 di cui 203
anticipazioni e 125 SAL, istanze lavorate in attesa di integrazioni
documentali da parte dei beneficiari 40, istanze in lavorazione 52.
Un grazie sentito all'onorevole interrogante, in conclusione, per
l'attenzione e per l'azione di impulso riservata a un tema molto
strategico e delicato per l'ampia mole di risorse finanziarie
impiegate e finalizzate alla tutela dell'architettura e del
paesaggio rurale in Sicilia, assicurando, al tempo stesso, che ogni
centesimo di euro sarà impiegato confermando la piena disponibilità
dello scrivente a proseguire in un quadro di collaborazione
istituzionale nel comune interesse e per la valorizzazione del
patrimonio culturale siciliano condivisa dalla comunità e da tutti.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, grazie. Grazie assessore, grazie
anche per la parte finale. È una notizia che il Governo ogni tanto
riconosce ai deputati dell'opposizione anche un ruolo propositivo
nei confronti delle interrogazioni che facciamo che non sono pro
domo dei singoli deputati ma nell'interesse collettivo della
Regione siciliana. Allora, questa cosa è positiva e ringrazio
l'assessore per aver visto nella mia interrogazione la logica di
dare un impulso affinché non si spenda e non si perda nemmeno un
euro dei soldi pubblici. Ovviamente, dopo la captatio benevolentiae
passiamo alla parte amara, perché è oggettivo che ci sono dei
finanziamenti che - ricordo - essere cruciali per la nostra
architettura, per i nostri beni culturali. Non so fin quanto tempo
farà l'assessore o quando diventerà senatore
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Rimango qui a lavorare
LA VARDERA. Io mi auguro che, però, prima che lei diventi
senatore, si possa, in qualche modo, ricordare che i fondi del
PNRR, quasi 76 milioni poi diventati 73 milioni, è un obbligo, noi
dobbiamo spenderli È un treno che passa una volta sola e poi non
possiamo permetterci di poterlo perdere anche perché, poi lo
vedremo nelle altre interrogazioni, le condizioni dei parchi
archeologici in Sicilia ci sono dei parchi che sono in condizioni
assolutamente disastrate. Io più volte ho fatto delle ispezioni nei
parchi di Ustica, di Termini Imerese e ho visto che c'è una
situazione veramente delicata, per non dire particolare. Per cui,
posto che apprezzo la sua risposta, quanto meno l'intenzione del
volere cercare di non perdere un euro, mi ritengo però parzialmente
soddisfatto perché reputo che il tema meriti una dovuta attenzione
che, finora, c'è stata ma non in maniera così approfondita, per
cui, quanto meno, apprezzo che il Governo in qualche modo apprezzi
che il senso delle interrogazioni è quello di stimolare e non
certamente soltanto di denunciare.
Grazie, Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1804 "Interventi
urgenti in ordine alla destinazione dell'area storica dell'ex Villa
Deliella a Palermo", a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Preliminarmente, si rappresenta al riguardo che la Villa Deliella,
l'edificio e il parco annessi, opera dell'architetto Ernesto
Basile, era stata a suo tempo sottoposta a dichiarazione di
importante interesse ai sensi della legge 1089 del 1939, con
decreto ministeriale del 27 luglio 1954, impugnato in sede
giurisdizionale e revocato con decreto ministeriale del 12 ottobre
del 1957, in quanto l'immobile non possedeva la vetustà di
cinquant'anni indicata nella citata legge del 1939.
Successivamente, con decreto ministeriale del 1959, veniva
nuovamente apposto il vincolo di importante interesse artistico,
anch'esso revocato con i decreti ministeriali del 12 giugno del '59
e del 18 novembre del '59, in quanto ancora non trascorso il
cinquantennio previsto dalla legge.
Con licenza concessa dall'Assessorato ai lavori pubblici del
Comune di Palermo - e parliamo del 28 novembre del 1959 - la Villa
Deliella veniva demolita. Nella suddetta area, ricadente a Palermo
tra Piazza Francesco Crispi, Via Alfonso Borrelli, Via Castriota,
Via delle Croci, dove insisteva la demolita Villa Deliella, tuttora
permangono alcuni manufatti, quali la casa del custode e tratti di
recinzione perimetrale.
L'area della demolita Villa Deliella rappresenta una emblematica
testimonianza dello sfregio perpetrato in danno alla città nella
nota vicenda del cosiddetto sacco di Palermo , speculazione
edilizia che ha cancellato in un decennio gran parte del patrimonio
storico e architettonico cittadino. Il vuoto lasciato dalla
demolizione della villa, inoltre, ha assunto negli anni il forte
valore simbolico, per l'intera cittadinanza, della ferita culturale
inflitta e, nel contempo, è monito civile per le nuove generazioni
dell'importanza dei valori culturali da preservare.
E per tali motivazioni, in proposito, si comunica che in merito
all'avvio di procedimento di dichiarazione di interesse culturale
particolare e importante dell'area di Villa Deliella, ai sensi
dell'articolo 10, comma 3, del decreto legislativo n. 42 del 2004,
la Soprintendenza di Palermo ha recentemente trasmesso al Servizio
Tutela del Dipartimento, relazione tecnica, stralcio catastale con
l'individuazione del bene, elenco delle ditte proprietarie e
documentazione fotografica, nonché copia dell'avvenuta notifica del
procedimento ai proprietari e al Comune di Palermo.
Si ritiene opportuno segnalare che, nell'ambito della
programmazione dei fondi FSC 21-27, è stato previsto il
finanziamento dell'intervento denominato "Itinerario del Liberty in
Sicilia - Villino Ida Basile - Casa museo di Ernesto Basile", per
un importo pari a un milione di euro.
Le procedure relative allo stato di avanzamento della spesa
risultano in fase attuativa avanzata. Tale iniziativa, pur non
direttamente riferita a Villa Deliella di Palermo, testimonia
l'interesse concreto del Governo regionale verso la valorizzazione
dello stile liberty, configurandosi come un passo significativo
verso una sua più ampia e organica promozione.
In conclusione, si ritiene fondamentale evidenziare la volontà
dello scrivente di destinare l'area in oggetto alla realizzazione
di un progetto coerente con i principi di tutela e valorizzazione
del patrimonio urbano, sottolineando, in particolare, il valore
culturale e collettivo del recupero del sito, in conformità con le
disposizioni e con le norme vigenti, confidando nel prezioso
sostegno dell'onorevole interrogante, che non mancherà, ovviamente,
di sostenere la preziosa azione di valorizzazione dell'area storica
ex Villa Deliella a Palermo e del patrimonio Liberty nel suo
insieme.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
LA VARDERA. Signor Presidente, a tutti questi complimenti non sono
abituato, quasi quasi l'Assessore forse vuole andare contro
corrente e non lo sapevo. Non è che alla fine della partita, se lei
ci mette il complimento, la storia, a prescindere da tutto, cambia
Il tema è serio e io apprezzo che lei lo abbia affrontato con la
serietà che merita, e oggettivamente questa villa, che è la storia
della nostra città, che è la storia di Palermo, e apprezzo che
anche lei abbia in qualche maniera riconosciuto che, in quel
finanziamento, anche se non è riconducibile direttamente a quella
villa, possa in qualche modo essere finanziata.
Io mi aspetto, e mi auguro, che da queste belle parole
propositive, da questo intento, poi si passi concretamente ai
fatti, perché quella villa, che fa parte di una storia brutta della
nostra città, di distruzione della nostra città, poi si possa
passare alla fase operativa e nella fase operativa di quella villa
io sono ben contento di poter documentare che il Governo,
nell'assessorato che lei sovrintende, possa in qualche modo dare la
destinazione che quella villa merita. Grazie, mi dichiaro
soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Si passa all'interrogazione n. 1809 "Urgenti notizie in ordine
alle criticità nella gestione del sito archeologico della Villa
Romana del Tellaro (SR) ed al personale regionale assegnato", a
firma dell'onorevole La Vardera, che viene trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta, e ringrazio
l'onorevole La Vardera.
Si passa all'interrogazione n. 1852 "Interventi urgenti in ordine
alla prosecuzione delle indagini archeologiche in contrada Manca,
presso Vallelunga Pratameno (CL), nell'ambito dei lavori di
raddoppio ferroviario, prevista del PNRR", a firma dell'onorevole
La Vardera.
Ringrazio, anche qui, l'onorevole La Vardera, e anche questa,
Assessore per i Beni culturali e l'Identità siciliana, viene
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta, e
la consegniamo al collega.
Si passa all'interrogazione n. 1863 "Notizie urgenti in ordine
allo stato di riqualificazione dell'area ove sorgeva Villa Deliella
a Palermo", a firma dell'onorevole Schillaci ed altri, che si
considera assorbita.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Anche perché questo �� un
tema a me molto caro. Perché l'Assessore lo sa, il tema di "Villa
Deliella" è un tema che mi coinvolge particolarmente, a partire già
dalla scorsa Legislatura, perché abbiamo fatto una serie di
interrogazioni diverse, tre addirittura, tra la scorsa Legislatura
e quella odierna. Quindi, noi - diciamo - siamo contenti in parte
della risposta che ha dato l'Assessore che, quindi, attuerà la
delibera 177 del 2021 in cui si era già dato un atto di indirizzo
da parte di questo Governo regionale su un interesse particolare.
Però, nell'arco del tempo, gli interessi sono mutati. Naturalmente,
abbiamo salvato l'idea di trasformare quell'area e riportarla ad
un'area commerciale - addirittura di un parcheggio - quindi,
abbiamo scongiurato, dopo l'attenzione anche dei media, quella
destinazione, quella triste destinazione.
Tuttavia, vero è che abbiamo questo finanziamento dell'FSC, che
prevede un intervento particolare su Villino Ida Basile, però
l'Assessore sa bene che abbiamo agli atti un disegno di legge di
largo respiro, che prevede l'istituzione del percorso Liberty a
Palermo e nella Regione siciliana, quindi, Assessore, visto e
considerato che l'hanno quasi paragonata allo yogurt, cioè in
scadenza, prima che lei vada via, dia questo segnale alla città di
Palermo e all'intera Sicilia. Provi, e mi aiuti, ad approvare
questo disegno di legge, che è cosa buona per Palermo e per
l'intera Sicilia, perché con la cultura si fa davvero economia ed è
uno strumento, un volano economico incredibile Mi aiuti ad
approvare il disegno di legge perché è un percorso più ampio.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Io non ho una scadenza. Avrò il piacere di farlo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Si passa all'interrogazione n. 1889 "Notizie urgenti in ordine
allo stato di abbandono e della custodia inadeguata di reperti
archeologi presso il Villaggio preistorico dei Faraglioni, sito ad
Ustica (PA)" a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per i Beni culturali e
l'Identità siciliana, per rispondere all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente. Al riguardo si rappresenta,
preliminarmente, che il parco archeologico di Himera, Solunto e
Iato, include il sito dell'isola di Ustica, con l'annessa area
archeologica del Villaggio preistorico dei Faraglioni, museo Padre
Carmelo Seminara .
Ad Ustica, inoltre, nel deposito temporaneo sono esposti materiali
di proprietà della Regione siciliana provenienti dal villaggio
preistorico dei Faraglioni e dagli scavi archeologici effettuati
nell'isola; essi, infatti, trovavano allocazione, rispettivamente,
nel Museo Civico ubicato nella Torre Santa Maria e nel museo Padre
Carmelo Seminara , ubicato nei locali denominati Casa
Carabozzello , e Fosso ed orto , nel complesso dei Cameroni di
largo Di Guardia, immobile ubicato nel centro storico di Ustica.
Oltre al sito archeologico di Ustica afferiscono al parco
archeologico di Himera, Solunto e Iato il sito di Himera con
annessa l'area archeologica della città di Alta, l'Antiquarium e
Museo Pirro Marconi, il Tempio della Vittoria dislocati nei comuni
di Termini Imerese, Campofelice di Roccella, Collesano e Cerda, il
sito di Solunto, il sito di Iato con l'area archeologica
dell'Antiquarium ex Case D'alia e nei comuni di San Giuseppe Jato,
San Cipirello e Monreale; il sito di Marineo, il sito di Cefalà
Diana, il sito di Roccamena, eccetera. Quanto appena dichiarato per
affermare che l'ampia articolazione territoriale nel Parco
archeologico di Himera, Solunto e Iato richiede un'attenta
programmazione degli interventi gestionali di salvaguardia, tutela,
valorizzazione e fruizione la cui attuazione risulta
particolarmente gravosa, tenuto conto che i siti archeologici sono
molto distanti tra di loro, distribuiti in diverse località della
provincia di Palermo; il sito archeologico di Ustica rientra nel
ragionamento appena esposto.
Nel merito dell'atto parlamentare ispettivo, preme rilevare che la
realizzazione degli interventi urgenti per mettere in sicurezza i
reperti archeologici presenti nel villaggio preistorico dei
Faraglioni e le misure concrete per la custodia e la conservazione
di tali reperti, hanno costituito l'asse fondante dell'azione
gestionale dell'Ente parco limitatamente all'isola di Ustica volta
a garantire un ambiente sicuro e controllato per prevenire danni
causati da condizioni ambientali sfavorevoli attraverso, anche,
specifici interventi manutentivi nei corpi di fabbrica che
custodiscono i reperti; l'adozione di specifiche misure di
sicurezza sono state improntate ad evitare furti o manomissioni
attraverso il ripristino del sistema di videosorveglianza, con
numerose telecamere che inquadrano l'ingresso principale dell'area
demaniale, ingresso lato mare, ingresso lato cimitero e i corpi di
fabbrica, l'accesso ai depositi con il monitoraggio continuo da
remoto.
L'ampiezza del patrimonio costituito da migliaia di frammenti
ceramici conservati nei depositi ha reso difficoltosa la
quantificazione, sia per la complessità che per i costi elevati,
che, pur in condizioni di carenza di personale adeguato,
costituisce obiettivo fondamentale dell'attività dispiegata
dall'Ente parco; del resto le Forze Armate, le Forze di Polizia e i
Carabinieri presenti nell'isola di Ustica hanno riferito che mai
sono stati segnalati furti di materiale archeologico, né la
presenza di tombaroli e atti di vandalismo sia nel Museo che nel
villaggio preistorico che nell'intera isola di Ustica. Non sono da
trascurare quindi gli interventi manutentivi a carattere d'urgenza
che sono in corso di realizzazione nel sito di Ustica e, in
particolare, sia nel Museo archeologico Padre Carmelo Seminara
che nell'area archeologica villaggio preistorico dei Faraglioni.
C'è stata la massima, incondizionata, disponibilità da parte dello
scrivente, sappiamo bene e ringrazio, ma non perché se si ringrazia
l'onorevole interrogante c'è un secondo fine ma solo per
testimoniare l'impulso che volentieri arriva dall'Aula e dagli
onorevoli che cercano di perseguire sempre il bene comune e, nel
contempo, cercano di fare quadrato al fine di migliorare quello che
viene dettato dal Codice dei beni culturali, ovvero la tutela, la
valorizzazione e la fruizione del nostro patrimonio.
L'onorevole interrogante ha trovato sicuramente l'assessore
Scarpinato pronto a rispondere e l'intervento successivo - ho
chiamato personalmente il Nucleo tutela patrimonio beni culturali -
a testimonianza che l'impulso che arriva dall'Aula e dagli
onorevoli è sempre, non solo ricevuto senza un secondo fine, ma
viene accolto di buon grado perché tutti noi abbiamo solo un fine
ultimo: quello di rendere grande la terra di Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'onorevole La Vardera si dichiara
soddisfatto o insoddisfatto? Prego, onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, mi auguro che i vertici di
Fratelli d'Italia non stiano vedendo questa seduta altrimenti
veramente spediscono Scarpinato al Senato
Detto questo, il tema, a parte la battuta, lei ricorda, Assessore,
che il 24 maggio...
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Mi ricordo bene.
LA VARDERA. Lo ricorda, sono andato ad Ustica, l'ho chiamata
perché ho trovato una situazione veramente incredibile, i reperti
del museo, sostanzialmente custoditi da un frigorifero, in una
finestra aperta, spalancata, distrutta, reperti storici che
rappresentano la storia della nostra Regione che è una storia che
ha, che porta con sé, ovviamente, dei reperti di pregio assoluto.
E trovandomi lì ad Ustica e vedendo, toccando con mano che questi
reperti erano veramente alla mercé di potenziali malintenzionati
che in qualche modo potevano entrare in quegli uffici che, ripeto,
ribadisco, erano custoditi da un frigorifero e una finestra e una
porta aperta, chiunque poteva entrare, chiunque poteva, ovviamente,
farne di quei reperti cosa volesse, ho immediatamente chiamato, lei
mi ha risposto, ha mandato sull'Isola il buon direttore del parco
che sostanzialmente ha appreso, insieme con i Carabinieri e il
Nucleo di tutela del patrimonio dei Carabinieri, hanno appreso la
situazione di estrema difficoltà in cui si trovava quel parco che,
ricordo, ancora non aveva le telecamere nemmeno attivate, quindi,
apprendo dalla sua viva voce che c'è un lavoro anche per... o che
comunque siano forse già attive, non ho capito bene se addirittura
sono già pronte o sono già attive.
C'è un tema, però, che al di là della pericolosità di reperti
lasciati alla mercé di tutti, c'è un fatto ineluttabile che è
presente: quel parco oggi è chiuso, quel parco oggi non è fruibile
alla cittadinanza, quel parco gli Usticesi non possono viverlo e lo
dico per contezza, avendo il nostro Capogruppo in consiglio
comunale, Diego Altezza, che ogni giorno vivendo il territorio mi
racconta delle difficoltà di poterne fruire. Perché i beni
archeologici, caro Assessore, non servono soltanto per essere
conservati dentro gli scaffali, i beni devono essere elementi per
cui il nostro turismo, in qualche modo, possa visionarli e vivere
attraverso quelle comunità, far vivere quei parchi.
Però, purtroppo, al di là della risposta pronta che le riconosco
nel risolvere il problema, manca a mio avviso una strategia
complessiva di come far vivere quei parchi. Manca una strategia
complessiva di come far diventare attrazione concreta cose che in
altri Paesi del mondo - mi permetto di dire - con meno reperti
diventano oggetto di grandi flussi turistici perché le sanno
vendere bene. Io l'impressione che ho è che noi siamo quasi
intorpiditi dalla bellezza e siamo quasi ormai abituati, ecco il
tema vero, e noi non dobbiamo abituarci alla bellezza perché quando
ci abitueremo alla bellezza architettonica, archeologica,
paesaggistica del nostro Paese, non valorizzeremo più le cose che
abbiamo. Il compito della politica è valorizzare affinché ci possa
essere un indotto economico, turistico e sociale che parta anche
dalla rivalutazione dei parchi. E ovviamente non posso, secondo me,
a mio avviso, Assessore, ribadire - e questo poi lo vedremo
nell'altra interrogazione, perché sembra che oggi abbiamo le
interrogazioni a puntate e poi fondamentalmente arriveremo anche a
quello di Termini Imerese - io ho avuto modo di toccare con mano
che questo direttore del parco è un direttore che a mio avviso - e
lo ribadisco in quest'Aula - non è all'altezza di ricoprire il
ruolo che lei le ha affidato, lo dico in quest'Aula, parrebbe
addirittura che i Vigili del Fuoco dopo, come dire, la visita fatta
a Termini Imerese abbiano irrogato una sanzione proprio a quel
parco di Termini Imerese perché sostanzialmente, come avevamo
scoperto noi, non aveva nemmeno gli estintori in regola, erano
tutti quanti scaduti
Ma davanti a questa situazione - dove addirittura, poi lo vedremo
perché voglio ascoltare la sua voce come risponde al fatto che
abbiamo scoperto che in quel parco pascolavano delle vacche
appartenenti a una nota famiglia mafiosa di quel quartiere, alla
famiglia Baratta, che aveva dei parenti e ha dei parenti di un
certo spessore mafioso in quella città - cosa ha fatto quel
direttore del parco? Secondo il nostro avviso e secondo questo
modesto deputato: nulla E sostanzialmente non è in grado di
gestire, come diceva bene lei, l'ampiezza di un parco che è enorme,
che è vero che ha poche risorse, io non lo metto in discussione, ma
il vero tema della vicenda è che noi lasciamo che a gestire i
parchi archeologici in Sicilia siano gli agronomi Ma con tutto il
rispetto per gli agronomi, i geometri, gli architetti, noi dobbiamo
far gestire i parchi archeologici da coloro i quali conoscono il
tema, gli archeologi, coloro che hanno fatto esperienza sul lavoro,
hanno preso delle lauree, hanno preso dei master. Non possiamo far
vivere quei ruoli, come ruoli politici di sottogoverno in risposta
ai partiti, perché se ci troveremo a dare quei ruoli, e concludo,
secondo quella logica spartitoria politica, ci troveremo davanti a
soggetti che intendono e sovraintendono i parchi, e che quei
parchi, anziché valorizzarli, li distruggeranno
E quindi, in questa risposta, purtroppo, non può che trovare il
mio essere assolutamente non favorevole, e quindi, non sono
assolutamente soddisfatto, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Andiamo all'interrogazione n. 1927: "Interventi urgenti per il
riconoscimento e la reintroduzione, reintegro del profilo di
funzionario direttivo antropologo nella Regione siciliana e per la
tutela dei diritti dei disabili nel collocamento mirato, alla luce
della carenza di personale specializzato, delle recenti
esternalizzazioni e delle sentenze favorevoli in materia di riserve
obbligatorie", a firma dell'onorevole La Vardera, che viene
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta, e
la consegniamo all'onorevole La Vardera.
PRESIDENTE. Andiamo all'interrogazione n. 1965: "Interventi
urgenti in merito alla situazione riguardante il ritrovamento, la
custodia ed il recupero del relitto archeologico Marausa 2, e
chiarimenti sul mancato riconoscimento del premio di rinvenimento
al signor Francesco Brascia", a firma dell'onorevole La Vardera.
Prego, Assessore.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente, in proposito si forniscono qui di
seguito gli elementi informativi acquisiti per il tramite degli
uffici dipartimentali in ordine ai requisiti formulati
dall'onorevole interrogante.
Si rappresenta, preliminarmente, che l'onorevole Cristina
Ciminnisi, unitamente ad altri parlamentari, aveva già presentato
con interrogazione 438 del 2023, una richiesta di chiarimenti in
merito alle iniziative volte alla promozione, valorizzazione e
musealizzazione del relitto di nave romana "Marausa 2", rinvenuto
in località Marausa.
Nella considerazione che detta interrogazione, la n. 438,
proponeva almeno in parte alcune delle questioni nuovamente
sollevate con l'interrogazione oggetto dell'odierna trattazione, si
rinvia al testo di risposta già fornito; passando
all'interrogazione cui lo scrivente oggi è chiamato a rispondere,
si rappresenta che il comprensorio archeologico dello Stagnone, in
prossimità della fascia costiera di Marausa, ha restituito nel 1999
il relitto definito: "Marausa 1", imbarcazione interamente scavata,
documentata, recuperata e restaurata nel 2000 e nel 2019, si trova
musealizzata presso il Museo archeologico del Parco di Marsala-
Lilibeo, già custode della maggior parte dei reperti di provenienza
subacquea di quel territorio.
Successivamente, nel luglio 2020, nello stesso tratto di mare,
ormai di conclamato e riconosciuto interesse archeologico, e già
oggetto di altre segnalazioni del signor Francesco Brascia, -
subacqueo locale in attività di snorkeling -, segnalò la presenza
di pochi frammenti anforici e di alcuni elementi lignei, a poche
centinaia di metri dal sito del relitto Marausa 1, come da denuncia
presentata dallo stesso signor Brascia alla Guardia costiera di
Trapani, il 13 luglio 2020.
Nell'agosto dello stesso anno, la Soprintendenza del mare, sebbene
il sito fosse già conosciuto per la presenza di altre evidenze
archeologiche già segnalate, di cui in seguito si riferirà,
condusse un primo sondaggio che confermò la presenza di evidenze
lignee, e ne dispose la messa in sicurezza mediante la copertura,
con oltre cento sacchi di sabbia, in attesa di un intervento
sistematico.
L'Amministrazione regionale, consapevole del valore del patrimonio
culturale sommerso, individuò in tempi rapidi le necessarie linee
di finanziamento a valere sul già esistente "Patto per il Sud
2014/2020", e grazie alle competenze specifiche della
Soprintendenza del mare fu predisposta una rimodulazione organica
del progetto di valorizzazione del comprensorio archeologico dello
Stagnone, denominato: "Patto per il Sud 2014/2020, Marsala-Mozia,
promozione gestione e conservazione del patrimonio sommerso dello
Stagnone di Marausa".
In tale modo fu aggiornato il progetto includendo anche il
recupero del relitto in un unico piano operativo, così da
attualizzare virtuosamente la valorizzazione del comprensorio alle
ultime scoperte archeologiche.
Sebbene uno scavo archeologico, soprattutto subacqueo, comporti
inevitabili margini di incertezze che rendono impossibile
programmare con assoluta precisione le fasi successive di restauro,
fruizione e la valorizzazione dell'esperienza ultraventennale della
Soprintendenza del mare - riconosciuta a livello europeo come
eccellenza del settore - ha consentito di elaborare un progetto
dettagliato e tecnicamente puntuale.
Nel merito, si precisa che il progetto prevedeva la valorizzazione
del comprensorio dello Stagnone non sulla base di attuali confini
intercomunali - si ricordi che il comune di Misiliscemi è stato
istituito solo nel 2021 e, pertanto, in data successiva alla
progettazione - bensì sulla base della definizione del Piano
paesaggistico territoriale, che all'articolo 28 recita
testualmente: "Compreso tra la foce del Birgi e Capo Boeo, lo
Stagnone è parte di un antico altopiano alluvionale parzialmente
colmato. Esso filtra il passaggio tra terra e mare e il mare
aperto, tra la Sicilia e le Egadi, e inoltre, obiettivi di qualità
paesaggistica sono la valorizzazione e il miglioramento della
fruizione delle aree archeologiche".
In tal modo una fonte ufficiale ha chiarito inequivocabilmente che
lo Stagnone di Marsala inizia verso nord, alla foce del fiume
Birgi. La foce storica del fiume Birgi si trova esattamente - così
come da ricerche di Wikipedia - esattamente in contrada Marausa.
Alla luce di quanto sopra, si ritiene aver chiarito come la
località di Marausa è parte integrante dello Stagnone di Marsala,
avendo risolto, senza tema di smentita, il quesito presentato come
grave anomalia amministrativa nell'interrogazione, dove sembrerebbe
ipotizzarsi che l'ambito marino di Marausa non rientri nelle
definizioni "geografico-territoriale" dello Stagnone di Marsala.
Ciò precisato, il 15 giugno 2023 sono state avviate le operazioni
di recupero del relitto "Marausa II", denominazione attribuita
secondo la prassi archeologica e amministrativa in base al toponimo
del luogo di ritrovamento, sotto la direzione scientifica e
archeologica subacquea responsabile della Soprintendenza del mare
del progetto e con il supporto dell'impresa aggiudicataria dei
lavori.
Concluse le operazioni di scavo e documentazione con l'adozione
delle tecnologie più avanzate, si è proceduto alla progettazione
dell'operazione di recupero. L'evento ha rivestito eccezionale
rilevanza poiché, per la prima volta nel Mediterraneo, è stata
realizzata con successo una complessa operazione di recupero e
trasporto via mare mediante la realizzazione in situ di un
esoscheletro strutturale che ha consentito il sollevamento, il
mantenimento e il galleggiamento dell'intera imbarcazione,
presentando del tutto una struttura originaria della stessa e senza
dovere procedere al suo smontaggio.
Si è trattato di un'operazione di altissima tecnologia progettata
nei minimi particolari e confortata anche dal parere di un docente
di idrodinamica dell'università di Palermo, eseguita magistralmente
dalla ditta aggiudicataria, con la sorveglianza continua dei
tecnici della Soprintendenza del mare.
Il relitto, così protetto, è stato riportato in superficie dopo
circa milleottocento anni mediante i palloni di sollevamento e
cassoni, per poi essere trainato a lago e condotto fino al porto di
Marsala. L'operazione autorizzata e scortata dalla Capitaneria di
porto di Trapani e Marsala ha comportato un tragitto di circa 12
ore, con costante monitoraggio subacqueo assistito, continuamente e
attivamente, dalle imbarcazioni della Guardia Costiera.
L'imbarcazione, utilizzata per le operazioni di traino, è stata
selezionata a seguito di approfonditi confronti tra la direzione
lavori e la direzione tecnica della Capitaneria di porto; la scelta
è stata effettuata valutando attentamente le caratteristiche di
dislocamento e la capacità di mantenere una velocità di traino
costante inferiore a un nodo e mezzo, parametro ritenuto essenziale
al fine di evitare qualsiasi rischio di danneggiamento del relitto
durante il trasferimento.
Nel corso della valutazione, né le imbarcazioni di proprietà della
Capitaneria di porto, che si era proposta ad effettuare il traino
con mezzi propri, né il rimorchiatore menzionato
nell'interrogazione hanno dimostrato di possedere requisiti tecnici
adeguati a garantire la salvaguardia del bene nel corso del
trasporto. L'unità prescelta è risultata essere il Merendero, di
proprietà della società Blue Tek Diving con sede a Marettimo, la
quale ha ottenuto sia l'approvazione tecnica dell'ente
certificatore, per lo svolgimento dell'operazione di traino, sia
l'autorizzazione formale della Capitaneria di porto.
Giunto al porto di Marsala il relitto è stato sottoposto a
delicate operazioni di allaccio e successivamente trasferito
mediante trasporto eccezionale terrestre con la scorta della
Polizia municipale fino al Museo archeologico Baglio Anselmi dove è
stato collocato in una grande vasca appositamente realizzata per la
desalinizzazione in acqua dolce e il consolidamento preliminare del
restauro.
Grazie alla collaborazione del Parco archeologico Lilibeo-Marsala,
tali operazioni sono state svolte sotto una tendostruttura
temporaneamente appositamente collocata nell'atrio interno dello
stesso, trasformato per l'occasione in un laboratorio aperto
inserito nel percorso museale che ha innescato positive ricadute
sia nell'offerta espositiva sia sul coinvolgimento delle comunità
locali. Si ricorda che sono state organizzate anche due giornate
dal FAI che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone e
di numerose scolaresche, il primo mese ricordo che sono arrivati
800 bambini a guardare questa meraviglia.
Conformemente alle best practices, la Sovrintendenza del mare ha
garantito la conservazione del relitto in un ambiente protetto
vigilato h24 all'interno dell'area recintata del parco e dotato di
sistemi di video sorveglianza e custodia. Tutto ciò premesso ancora
prima dell'avvio dei lavori la Sovrintendenza del mare, per il
tramite del direttore dei lavori, ha attivato un ampio network di
collaborazione con enti di eccellenza regionale, nazionale,
internazionale per le fasi di diagnostica, consolidamento e
restauro
In particolare la collaborazione col Parco archeologico, accordi
scientifici con il Museo delle navi antiche di Pisa e il relativo
Centro di restauro del legno bagnato, accordo con il Centro
regionale per la progettazione del restauro...
LA VARDERA. Andiamo al signor Brascia
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Andiamo alla fine? Bene.
In merito all'ipotizzata attività di sorveglianza posta in essere
dal signor Brascia in presunta assenza di vigilanza pubblica
adeguata non risulta che allo stesso né tanto meno ai membri della
sua famiglia sia mai stato chiesto da parte della Sovrintendenza
del mare di svolgere attività di sorveglianza sul cantiere di scavo
che, giusta normativa sugli appalti era in consegna e sotto la
diretta responsabilità della ditta appaltatrice, quest'ultima aveva
regolarmente recintato la porzione terrestre del cantiere stesso e
lo aveva dotato di un sistema di video sorveglianza autonomo e
indipendente mentre nella parte marinara aveva segnalato l'area di
intervento mediante apposite boe conformemente all'ordinanza di
interdizione emessa dietro apposita richiesta della Sovrintendenza
del mare della Capitani di porto.
A conferma di ciò si richiamano le sporadiche comunicazioni e le
relative chat intrattenute con la direzione dei lavori (sono state
agli atti della Sovraintendenza) inviate durante ore notturne dallo
stesso signor Brascia al direttore tecnico e alla direzione dei
lavori per segnalare attività estranea al di fuori del cantiere
perimetrato, ad esempio presenza di piccole imbarcazioni da pesca
la cui attività non ha comunque mai in nessun modo arrecato danno
turbativa e quant'altro.
L'eventuale attività di vigilanza posta in essere motu proprio dal
signor Francesco Brascia esterna alla recinzione dell'area di
cantiere anche a lui interdetta deve pertanto ritenersi del tutto
volontaria e ovviamente non richiesta oltre che arbitraria viste
tutte le diligenze poste in essere dalla ditta appaltatrice e dalla
stessa Sovrintendenza del mare, non in ultimo mettendo a conoscenza
dell'attività il nucleo tutela patrimonio culturale dell'Arma dei
Carabinieri.
Si ritiene pertanto di poter del tutto tranquillizzare l'onorevole
interrogante circa la presunta assenza di vigilanza pubblica
adeguata.
In merito al conferimento dell'onorificenza di Cavaliere della
Repubblica al signor Brascia, si precisa che l'Amministrazione
regionale non ha mai avanzato alcuna proposta in tal senso e
conseguentemente non è a conoscenza né di soggetti proponenti né
delle motivazioni adottate a sostegno della nomina.
Del tutto superfluo ricordare a tal proposito che ai sensi del
codice dei beni culturali le ricerche archeologiche e più in
generale le attività finalizzate al rinvenimento di beni culturali
in qualsiasi parte del territorio regionale compresi i fondi marini
sono di competenza esclusiva dell'Assessorato regionale beni
culturali; chiunque rinvenga fortuitamente beni culturali è tenuto
a darne comunicazione entro 24 ore alle autorità competenti,
articoli 88 e 90 del Codice, obbligo di denuncia talmente
stringente che l'omissione della segnalazione nei termini
prescritti comporta una sanzione penale pari all'arresto fino a un
anno e l'ammenda da 310 euro a 3099 euro, così come analoga
sanzione è prevista per chiunque svolga ricerche archeologiche o
comunque operazioni di recupero di beni culturali senza prescritta
autorizzazione, articolo 175 del codice.
Il codice prevede con finalità di incentivo al senso civico che
l'amministrazione possa riconoscere allo scopritore fortuito un
premio non superiore a un quarto del valore del bene rinvenuto,
riconoscendo che non si estende tuttavia al semplice segnalatore o
allo scopritore che abbia fatto ricerca volontaria ne è dovuto a
chi abbia effettuato ricerche lungo i fondali marini, senza le
necessarie autorizzazioni, questo è l'articolo 92.
Alla luce di tale disposizione si noti come il comportamento del
signor Brascia, pur riconoscendone il valore in termini di
collaborazione e di tempestiva segnalazione di un bene culturale
all'interno di un contesto archeologico già noto, rientri tra gli
obblighi previsti dalla normativa vigente dove il senso civico è
debitamente compensato nei casi rigidamente normati e che devono
essere applicati in modo imparziale nei confronti di tutti gli
scopritori che negli anni hanno contribuito alla segnalazione di
siti culturali subacquei.
Nel caso specifico dello specchio d'acqua di Marausa, già inserito
nel Piano paesaggistico territoriale, l'interesse archeologico
dell'area, già noto da oltre vent'anni alla comunità scientifica,
oltre che a quella locale, infatti, in seguito al rinvenimento nel
'99 del relitto Marausa 1, segnalato dai signori Di Bono e D'Amico,
sono stati individuati negli anni precedenti anche un vasto areale
di dispersione di ceramica e di una banchina palificata di età
romana, situata nei pressi della paleo foce del fiume Birgi.
In particolare, il punto esatto del riferimento del relitto
Marausa 2 era già noto negli anni 2000 per la presenza di alcune
lastre litiche semi sommerse segnalate sempre dai signori Di Bono e
D'Amico, ben prima della comunicazione del signor Brascia: tale
circostanza è documentata anche da una pubblicazione dell'ing.
Gaetano Lino, già Dirigente presso la Sovrintendenza del Mare, nel
volume "Sebastiano Tusa, Una Vita per la cultura", dove l'autore
riporta testualmente il luogo del rinvenimento del relitto Marausa
2, era noto sin dall'anno 2000 per la presenza di alcune lastre
litiche.
PRESIDENTE. Assessore, se possiamo andare magari alla parte finale
poi, comunque, questa sarà consegnata in maniera scritta al collega
e a chi ne volesse poi prenderne visione, però io direi di andare
magari all'ultimo pezzo, magari nella parte finale
dell'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Nella parte finale ci sono una serie di cose, si auspica che le
informazioni qui fornite risultino esaustive ai fini del riscontro
all'interrogazione in oggetto, contribuendo altresì a dissipare
ogni possibile incertezza circa la correttezza e la tempestività
delle operazioni condotte dalla Sovraintendenza del Mare, dalla
scoperta del relitto fino alle successive attività di scavo nonché
in ordine all'ipotizzato disinteresse agli ulteriori interventi di
restauro e musealizzazione, così come si ritiene fugato ogni dubbio
in merito alla presunta marginalizzazione del signor Francesco
Brascia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
posto che è fuor di dubbio che sulla vicenda ampiamente si è
occupata la collega Ciminnisi con diversi atti parlamentari, il
tema è uno perché le ho anche fatto io queste interrogazioni, il
signor Brascia che non conoscevo, un paio di mesi fa, mi ha
raggiunto qui in Parlamento raccontandomi questa vicenda
relativamente al fatto che da una parte abbiamo il Presidente della
Repubblica che gli conferisce l'Ordine al Merito della Repubblica
italiana e d'altra parte abbiamo la Regione siciliana che non solo
non gli dice neanche grazie, ma fondamentalmente gli dice: guarda
è colpa tua quasi se hai trovato questo bene . No?
Cioè, è questo l'elemento strano, assessore, abbiamo un cittadino
siciliano che fa il suo dovere, per carità, nessuno lo vuole
elevare ad eroe o a mitizzare, però se da una parte abbiamo il
Presidente della Repubblica che gli dà una onorificenza e lei, uomo
delle Istituzioni, sa quanto sia importante questa onorificenza,
come è possibile che non le è venuto in mente di chiamare questa
creatura nel suo ufficio, quanto meno gli fa una targa, quanto meno
gli dà un riconoscimento.
Questo chiede questo signore, posto che a mio avviso, dovrebbe
essere anche riconosciuto anche un indennizzo, lo dice la legge,
poi il signor Brascia farà benissimo a fare le sue cause, a
intentare le cause contro la Regione, perché la legge parla chiaro,
se tu scopri un relitto hai anche il diritto ad avere un
emolumento. Ma posto che poi si vedrà rispetto alla pecunia, la
particolarità, ma io dico, come atto politico, assessore, questo
signore chiede semplicemente che la Regione gli dica: "Bravo,
quantomeno sei stato cittadino modello".
Ma lo faccia, non le costa nulla Cioè, le do un consiglio
comunicativo. Cioè, io dico, ma se lo chiami questo signore Vada
lì, gli stringa la mano, gli dica complimenti, grazie perché ti sei
reso utile. Questo lamenta il signor Brascia, che nemmeno è stato
considerato e quasi è diventato un problema il fatto che lui quasi
abbia fatto la guardiania e abbia svolto il suo dovere. Questo è
l'elemento di interesse pubblico.
Poi, ovviamente, tutta la vicenda che è complessa, che è
composita, che anche, giustamente, rispetto ai soldi e a come sono
stati spesi rispetto a questa vicenda, è una vicenda che,
giustamente, merita un approfondimento e la ringrazio per la
risposta e prenderò tutto il carteggio e, ovviamente, lo
approfondirò.
Però, mi ritengo in questo parzialmente soddisfatto e le chiedo di
prendere un impegno in quest'Aula. Sarò pienamente soddisfatto
quando la vedrò incontrare il signor Brascia.
Questo impegno, assessore, lo può prendere davanti quest'Aula?
Tanto la prossima è la mia interrogazione, se vuole mi può
rispondere a questa, sennò poi il Presidente si offende.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Andiamo all'interrogazione numero 1981: "Urgenti interventi in
merito alle carenze nella gestione del Parco archeologico di
Himera, Solunto e Iato e accertamenti su un'autorizzazione ad un
soggetto con parentele mafiose", a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Scarpinato per fornire la
risposta.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevole La Vardera, intanto le dico che
l'Assessorato ai beni culturali non ha contezza rispetto alla
concessione di un'onorificenza che ho pure io, perché le
motivazioni, lei lo sa, attengono ad un percorso particolare che,
sostanzialmente, non va ad incrociare, invece, quello che la
Regione siciliana, piuttosto che l'Assessorato ai beni culturali,
svolge.
Sarà mia cura domani fare una telefonata perché io non lo conosco
e non lo sapevo, io so solo che abbiamo risposto ad
un'interrogazione così come è nostro dovere perché ognuno di noi ha
un obbligo e noi dobbiamo dare seguito e risposte certe, sicure e
documentate agli onorevoli interroganti che si prodigano in tal
senso. Tornando all'interrogazione, quindi, già da domani io lo
chiamerò.
LA VARDERA. Le suggerisco di chiamare anche il signor Di Bono.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Mancano i numeri di telefono ma li troverò.
E allora, sulla scorta di quello che ha detto il Presidente,
cercherò di andare un attimino più spedito.
Rispetto all'ultima interrogazione, sempre a firma dell'onorevole
La Vardera, ho fatto una disamina indicando, diciamo, i vari siti
che sono afferenti al nostro parco ed entrando nel merito, dopo
questa necessaria introduzione, ci si può addentrare nell'analisi
specifica trattando i punti cruciali dell'atto ispettivo e si
rappresenta che, nella considerazione dei vantaggi derivati dal
pascolo degli animali, limitatamente al diserbo dell'area data in
concessione, attività che a tutt'oggi, a causa dell'esiguità delle
risorse di cui dispone il parco, si riesce a effettuare con
notevoli difficoltà e ritenuto, altresì, che il pascolo degli
animali è inteso come un'ulteriore attività di diserbo ecologico
sostenibile e rispettosa dell'ambiente, sebbene effettuata in
un'area di interesse archeologico non ancora scavata, è stata
rinnovata l'autorizzazione a titolo oneroso, per la durata di anni
tre, per l'utilizzo dei pascoli dei terreni proprietà dell'ex
Artese ricadente nell'area archeologica di Himera.
A tal fine, è stata acquisita la certificazione sanitaria del
bestiame rilasciata dall'ASP di Palermo nonché la polizza
assicurativa, oltre che il canone del pascolo pagato in un'unica
soluzione.
Con riguardo alla presunta appartenenza della concessionaria ad
organizzazioni mafiose, è stata immediata immediatamente sospesa in
autotutela la concessione di pascolo e sono stati richiesti, al
contempo, alla Procura della Repubblica di Termini Imerese, il
certificato all'anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti
da reato, il certificato carichi dipendenti e il certificato
casellario giudiziale che hanno fornito, rispettivamente, i
seguenti esiti: nulla, non risultano carichi pendenti, nulla.
Si elencano i provvedimenti specifici posti in essere dalla
direzione del Parco archeologico per una gestione efficace del
sito, volta a garantire la tutela e la conservazione e a promuovere
la conoscenza e la valorizzazione; sicurezza del sito,
installazione di sistemi di sorveglianza, collegamento con
l'Antiquarium, presenza h24 di personale addetto, rafforzamento
della recinzione, realizzazione della staccionata, conservazione
della manutenzione, controllo e gestione della vegetazione,
regolare rimodulazione della vegetazione infestante, monitoraggio
dello stato conservativo, accessibilità, sostenibilità, promozione
e valorizzazione del sito culturale.
Questi provvedimenti, integrati, rappresentano un percorso
strategico per la tutela e la valorizzazione del sito di Himera,
assicurandone la conservazione nel tempo e favorendone una
fruizione responsabile e consapevole.
A tal proposito, è stato costituito un gruppo di progettazione
riguardante il ripristino della funzionalizzazione e della
valorizzazione dell'area archeologica della città alta. Trattando i
possibili danni ai reperti causati dal pascolo, si rappresenta che
durante il sopralluogo del 28 maggio 2025 nell'area concessa al
pascolo, alla presenza anche del coordinatore del servizio di
fruizione di tutela e vigilanza del sito, non sono state
riscontrate criticità nell'area archeologica.
Nessun danno, pertanto, è stato causato dal pascolo. Si
sottolinea, ulteriormente, che il pascolo degli animali è stato
effettuato in un'area di interesse archeologica ma non ancora
scavata e che la finalità della concessione è stata di effettuare
un diserbo ecologico sostenibile e rispettoso dell'ambiente,
ovviamente, in relazione all'esiguità delle risorse di cui il Parco
dispone.
Considerata la grandezza dell'area archeologica estesa (circa 100
ettari) si riesce ad effettuare il diserbo meccanico e manuale solo
nelle aree ritenute prioritarie. Per la rimozione delle sterpaglie
si rappresenta che sono stati effettuati interventi di diserbo che
hanno garantito le normali fruizioni del sito, la realizzazione
degli spettacoli e delle manifestazioni estive in comunità del
pubblico e del personale in servizio.
Andando avanti, nel periodo che va dal mese di luglio al mese di
agosto dell'anno scorso è stato effettuato un altro intervento di
diserbo, avvalendosi degli operai dell'Ente Sviluppo Agricolo
ripassando le aree a ridosso dell'Antiquarium nella strada comunale
che si diparte dalla statale 113 e costeggia l'area archeologica
della città alta, un importante canneto tra la 110 e l'area del
Tempio della Vittoria. Ed ancora, tutta l'area del Tempio della
Vittoria dove si trova anche il Museo Pirro Marconi e bonificato il
giardino di agrumi posto a ridosso dello stesso Museo.
Non lo dovrei dire perché lei ha detto no, ma io glielo ridico. Un
ringraziamento conclusivo va rivolto all'onorevole interrogante,
certo che si è reso protagonista nel sostenere nel corso dei
recenti lavori parlamentari per l'approvazione della legge di
stabilità bilancio per l'anno 2026, laddove sono stati inseriti
specifici interventi finanziari a sostegno dei parchi, in
particolar modo dei cosiddetti parchi minori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, allora questa interrogazione
riguardava un fatto che, obiettivamente, merita una riflessione
ampia sul senso dell'opportunità dell'Amministrazione regionale di
contrarre un contratto...
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Abbiamo stoppato subito.
LA VARDERA. ...perché al di là delle sterpaglie, delle non
sterpaglie, il fatto che delle mucche possano pascolare sui reperti
archeologici questo fa sempre riferimento all'idea complessiva che
sia della gestione dell'arte, della cultura, dell'archeologia della
nostra terra, cioè l'idea che la Regione Siciliana ha di custodire
reperti archeologici e farci - scusi il termine improprio di questo
Parlamento - farci cagare le vacche sui reperti archeologici
questo è tecnicamente quello che accade in quella roba lì Allora,
il tema è uno, assessore. Io avevo fatto una interrogazione nella
quale dicevo, sostanzialmente, c'era un contratto posto in essere
con l'allora direttore Domenico Targia in favore della signora
Elisa Baratta, leggo testualmente perché è importante essere
precisi.
Approfondendo, emergeva un dato gravissimo: la signora Elisa
Baratta risulta essere figlia del signor Pietro Baratta nipote, di
Antonino Baratta, soggetto che era stato dichiarato socialmente
pericoloso in quanto imprenditore in affari fin dagli anni Ottanta
con i maggiori esponenti della mafia di Termini Imerese e pertanto
erano stati confiscati alcuni beni a lui intestati, sentenza di
Cassazione numero 35783.
Il canone concesso per tale uso privatistico di un'area
archeologica è di circa 210 euro annui, cifra palesemente
sproporzionata rispetto al valore del bene pubblico coinvolto.
Questo era il nodo di questa interrogazione, cioè noi abbiamo dato
un pezzo importante di terreno, dove far pascolare le proprie
vacche, ad una famiglia che basta andare a Termini Imerese e dire
il cognome Baratta, per rendersi conto che è una famiglia con
importanti parenti in ordine alla mafia di Termini Imerese.
Allora, è questo l'elemento che mi ha fatto saltare dalla sedia,
anche perché il paradosso di questa storia, assessore, è che il
parcheggio, dove insiste il Parco archeologico, cioè il parcheggio
del Parco archeologico, è stato confiscato proprio alla famiglia
Baratta. Cioè, da un lato lo Stato li butta fuori, eludendo il
parcheggio; dall'altra parte, gli concede di poter far pascolare le
proprie vacche all'interno del Parco archeologico Robe degne, robe
degne di Pirandello, se Pirandello fosse vivo potrebbe farsi un
giro all'Assessorato che si occupa di beni archeologici e si
renderebbe conto. Tant'è che era talmente vera la mia segnalazione,
che voi avete immediatamente rescisso il contratto. Ma io dico, ma
serve sempre La Vardera per arrivare nei territori a farvi scoprire
che ci sono dei problemi e poi dovete rescindere?
Il tema è, ma come fa a fidarsi di uno come Domenico Targia? Uno
come Domenico Targia, che è l'architetto che si occupa di più beni
culturali, lei lo ha tenuto lì. Mi sarei aspettato che dopo che La
Vardera le facesse scoprire questa vicenda indecorosa e, ovviamente
degna del fatto che io sono convinto che un uomo come lei, delle
istituzioni, che indossa la divisa, nemmeno lo sapeva di questa
cosa. Gliel'ho fatto presente, lei giustamente, puntualmente,
precisamente, lo ha revocato dopo due secondi quel contratto,
meraviglioso
Ma il tema è: in questo Paese, quando qualcosa non funziona e
quando giustamente un parlamentare tira fuori il problema, non c'è
poi una conseguenza rispetto a quel funzionario che decide
inopinatamente di dare un pezzo di terreno per farci, scusi il
termine, questo è un Parlamento, ma questo succedeva, farci
sostanzialmente defecare le vacche e poi arrivare al punto tale (ho
usato anche un termine buono) al punto tale di darlo a dei parenti,
la cui storia della famiglia è abbastanza pericolosa, al punto tale
che il parcheggio di quel parco archeologico è stato confiscato
alla mafia
Mi sarei aspettato, da parte sua, che prendesse l'architetto
Targia e gli desse un biglietto di sola andata nel Guatemala
superiore. Non lo ha fatto. Non solo non lo ha fatto, ma siccome
Targia risponde a un partito politico, sostanzialmente che è
Fratelli d'Italia, questo è il vero tema, lei l'ha tenuto lì,
continua a star lì, continua a far sì che i parchi archeologici - e
nei prossimi giorni, a proposito di Targia, ne usciremo altre di
cose, ancora peggiori - mi aspetto sostanzialmente che lei, per
l'ennesima volta, abbia un sussulto di dignità rispetto all'ordine
militare di farlo rimanere al suo posto, cioè di buttarlo
sostanzialmente fuori, in maniera pacata, perché non è in grado di
gestire i parchi archeologici, li tiene chiusi, non li fa
proliferare, i biglietti sono morti
Ma non solo, gestisce e fa dare i propri terreni alle famiglie per
farci pascolare le vacche, famiglie in capo alle mafie di Termini
Imerese, folle, una cosa folle Lei interviene, lo fa, giustamente,
ma poi lo mantiene, questo è il Paese in cui gli architetti che
gestiscono i parchi archeologici, se sbagliano devono andare a
casa, perché il messaggio che passa è devastante a chi ci segue
fuori, a chi guarda la politica: tanto alla fine questi fanno ciò
che vogliono e poi non paga nessuno, anzi pagano sempre i
cittadini Non mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo completato con la Rubrica
degli atti ispettivi Beni culturali ed identità siciliana .
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Giambona e
l'onorevole La Vardera, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno dell'Assemblea.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo in
questa seduta d'Aula anche per riprendere quella che è stata una
notizia riportata da varie testate giornalistiche, proprio nella
giornata di oggi. Parto dal presupposto che il presidente della
Regione, tutti i presidenti della Regione, sono primo organo in
termini di controllo del territorio, ma anche per garantire la
sicurezza della propria Regione.
E parto con questa considerazione perché ritengo che il nostro
presidente della Regione, da questo punto di vista, non stia
compiendo tutti gli atti necessari, perché in questo momento,
colleghi e colleghe, Presidente e cittadini che ci sentono e ci
vedono da casa, è in atto una vera e propria strage silenziosa.
L'articolo e gli articoli di giornale, che sono usciti appunto
oggi, e riguardano in questo caso i morti sul lavoro sono, e ci
danno, un quadro che è assolutamente inquietante È una situazione
impietosa in cui versa la Regione siciliana, una vera e propria
strage. Guardate, se notiamo i numeri, ci consegnano un dato che ci
fa preoccupare oltremodo, rispetto ai dati dell'ultimo
monitoraggio. Ecco, questi, sono aumentati dal 2024 al 2025,
passando da 24.334 a 25.199, più 865. Gli infortuni sul lavoro
aumentano, fondamentalmente, in quasi tutte le Province della
Regione siciliana, in alcuni casi anche del 10, del 15%.
Palermo balza in avanti addirittura da 5.587 a 5.950. Catania ha
numero di infortuni sul lavoro addirittura superiore a quello della
provincia di Palermo: i morti sul lavoro passano da 76 a 87, e sono
tutti i settori merceologici che sono interessati a questa vera e
propria carneficina: dall'industria, all'artigianato,
all'agricoltura, anche il settore pubblico.
Gli infortuni mortali sul lavoro sono anch'essi aumentati,
passando da 24 a 23. Fino a ieri l'altro, abbiamo pianto la morte
di Alessio La Targia, un quarantenne di Villabate, che lascia una
moglie e due figlie.
Ma c'è anche un altro dato, signor Presidente e colleghi, che
aumentano gli infortuni in itinere. E questo è un dato che ci fa
riflettere ulteriormente. L'altro giorno c'è stato un infortunio
sul lavoro, una morte sul lavoro, che ha visti coinvolti degli
operatori sanitari sulla Palermo-Agrigento, altri morti sul lavoro
sulla Palermo-Sciacca, sull'autostrada Palermo-Catania. Questo ci
fa riflettere su come, su questo fenomeno, incidano le
inefficienze, anche dal punto di vista infrastrutturale della
nostra rete di trasporti. E allora, quando parliamo di morti, di
gente mutilata, di gente che non avrà più la possibilità di portare
il pane a casa, noi non parliamo, naturalmente qui di numeri, non
parliamo di statistiche, parliamo di volti, parliamo di persone,
parliamo di quelle che sono famiglie spezzate che ci consegnano,
con questi numeri, quella che è una crisi complessiva di sistema, o
un problema dal punto di vista infrastrutturale, dato dal lavoro
nero, dato dal lavoro grigio, dato dal mancato rispetto dei
contratti collettivi maggiormente rappresentativi, dal fenomeno del
dumping contrattuale, dal lavoro povero, dal sistema della catena
dei subappalti.
Noi abbiamo lavoratori che sbarcano il lunario - per così dire - a
600, 800 euro al mese, al settore del turismo, al settore della
ristorazione. E, in tutto questo, c'è una carenza di formazione,
una salute e sicurezza sul lavoro che viene vista in alcuni casi,
solamente come un peso.
Per non parlare poi - e mi accingo a concludere - del nostro
sistema dei controlli, che fondamentalmente, in Regione siciliana,
è quasi assente. Abbiamo poche decine di ispettori, abbiamo il
supporto del Ministero, con ispettori a livello nazionale in
Sicilia, ma sono sempre insufficienti: ci vorrebbero, almeno in
Sicilia, 500 ispettori.
Ma la questione della carenza dei controlli non riguarda solamente
gli infortuni e i morti sul lavoro, riguarda anche un sistema
economico che così, senza controllo, è drogato. C'è un sistema di
concorrenza sleale per cui, molti operatori che lealmente applicano
i contratti collettivi e pagano i contributi, per certi versi sono
superati dal punto di vista commerciale da chi invece tutto questo
non lo fa, per speculare sulla pelle degli impiegati, sulla pelle
degli operai.
Ecco perché, io dico, che su questo tema non abbiamo ascoltato una
sola parola dall'inizio della Legislatura da parte del Presidente
della Regione Schifani. Sul tema degli infortuni sul lavoro: mai
una parola Oggi ci troviamo di fronte ad avere un Governo senza un
Assessore al ramo, ci avevano promesso di bandire i concorsi per
ispettori sul lavoro, e di questi concorsi, ancora, non ne vediamo
l'ombra
Noi, come Partito Democratico, chiediamo e crediamo che ci
vogliano degli interventi strutturali seri, delle misure drastiche,
per contrastare gli infortuni sul lavoro e garantire uno sviluppo
economico della nostra Sicilia che sia leale da parte di tanti
operatori che quotidianamente si muovono in questa direzione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, signor Presidente, Governo disperato, non c'è
più nessuna traccia del Governo, siamo quasi quattro deputati,
ritengo che alla vicenda di quello che sta accadendo a Niscemi si
aggiunga un ulteriore elemento, un ulteriore documento che volevo
consegnare nelle mani del Governo che non c'è, che come martedì
scorso, quando ho tirato fuori il PAI, il documento del Piano
Assetto Idrogeologico, ha fatto molto discutere, tant'è che ha
dovuto costringere oggi il Ministro Musumeci a dovere replicare in
Aula rispetto a quel documento che, sostanzialmente, avevo tirato
fuori in Aula e che dimostrava che il Governo regionale poteva
intervenire prima e non l'ha fatto.
A quel documento, oggi, noi tiriamo fuori un ulteriore elemento
direi quasi, diciamo, purtroppo, forse paradigmatico del modo in
cui questo Governo regionale abbia affrontato questo problema
serio, e mi rivolgo al tema di Niscemi, mandando un forte abbraccio
ai niscemesi, a quelli che stanno vivendo un momento drammatico,
agli oltre mille sfollati che non hanno un posto dove stare in una
politica regionale, purtroppo, che ha bisogno di dare delle
risposte.
Allora, oggi, noi veniamo a scoprire un atto firmato dall'attuale
assessore per l'ambiente, Giusi Savarino, che è quasi, veramente,
paradossale; molti di voi sanno - i colleghi di quest'Aula - che in
quella zona insiste il sistema del MUOS che, ovviamente, gli
americani hanno installato illo tempore, questo sistema importante
nella strumentazione dell'impianto, anche dell'impostazione della
strategia militare degli Stati Uniti d'America e quel MUOS
rappresenta uno dei più importanti impianti anche per la gestione
dei conflitti in Medio Oriente.
Allora, cosa fanno gli americani, che sono più furbi del Governo
italiano e regionale? Si rendono conto che bisognava fare degli
interventi all'interno del loro territorio competente - quasi per
venti campi di calcio, una cosa pazzesca - e scrivono, gli
americani, all'assessore Savarino e dicono vogliamo farci degli
interventi proprio sull'erosione che riguardano la mitigazione del
rischio ; si rendono effettivamente, forse, conto che c'erano
problemi relativamente ai costoni che, quindi, andava sistemato il
loro terreno e, siccome sono americani, non sono secondi a nessuno
e non si aspettano che caschi prima tutto per potere intervenire,
nel settembre del 2025, scrivono appunto all'assessore Savarino e
le dicono ci pensiamo noi, lo facciamo con i nostri soldi; ci
autorizzi, assessore, a potere fare degli interventi all'interno
del territorio , perché, che piaccia o meno, seppure gli americani
ci trattano come se i sudditi devono essere sempre devono
sovraintendere ma devono essere, al contempo, sottoposti alle
regole del territorio siciliano, devono chiedere alla Regione
siciliana di potere intervenire. Tant'è che fanno un documento,
scrivono, si riunisce addirittura la Commissione tecnica
specialistica - cu ci l'havia a diri ad Armao che si doveva in
qualche modo pronunciare su questa vicenda - e, sostanzialmente, si
organizzano per rimettere a posto quel pezzo di terreno e far
fronte anche ad eventuali rischi.
Allora, questa storia cosa ci racconta? Ma io dico all'assessore
Savarino, visto che ha autorizzato gli americani a sistemare il
proprio terreno, ma com'è che non le è venuto in mente, a settembre
del 2025, di farsi una domanda e dire: non è che se per caso questi
americani ci stanno chiedendo di potere sistemare, eventualmente,
il terreno, c'è anche un problema che riguarda il territorio
abitato? Cioè, com'è che non le è venuto in mente, assessore, di
porsi il problema che quell'attività, che giustamente,
sapientemente, gli americani volevano fare nel proprio territorio
andava fatta proprio dal suo stesso Assessorato, che è un
Assessorato che su questo argomento, così come l'assessore
precedente, Toto Cordaro, lei, assessore da poco tempo,
sostanzialmente poco o quasi nulla ha fatto rispetto a questo tema;
ed ha avuto anche un campanellino d'allarme, cioè ha avuto
l'aiutino dell'America, ha avuto l'aiutino degli Stati Uniti
d'America che le hanno chiesto di potere fare degli interventi, lei
l'ha autorizzato, c'è la sua firma.
Allora, questa è una vicenda che pone degli interrogativi sulla
gestione di questa tragedia annunciata, una tragedia che tutti
sapevano che stava accadendo e che tutti i governi che si sono
susseguiti fanno a gara a chi si deve a chi se la deve sfangare
prima, dando le responsabilità agli altri Ed è giusto che in
questo Parlamento vengano fuori gli atti, vengano fuori documenti,
vengano fuori puntualmente, così come ho fatto martedì scorso, e
vedo che mi hanno anche seguito tutti gli altri partiti di
opposizione, tirando fuori quel documento del PAI.
Si incastri il Governo sulle proprie responsabilità
Ed è giusto che in quest'Aula, seppur vuota - siamo tre deputati,
è una cosa incredibile, e quasi zero assessori - si sappia cosa è
accaduto e cosa no, perché questo è il luogo deputato a fare
chiarezza, il Parlamento
E, allora - concludo, signor Presidente, e la ringrazio per il
tempo che mi sta concedendo - ho chiesto al Presidente della III
Commissione Attività produttive , onorevole Vitrano, di audire, la
settimana prossima, gli imprenditori che hanno avuto dei danni
vertiginosi da quella frana, che si trovano in quella zona rossa,
che hanno perso tutto. Un signore che aveva fatto un investimento
su un mulino per un milione e mezzo di euro, che fondamentalmente
si trova disperato e ha chiesto di essere audito la settimana
prossima, verranno qui in Parlamento, perché la politica deve non
solo ascoltare ma mettere le mani in tasca per dare delle risorse.
Grazie, Presidente, perché più volte si è recato a Niscemi,
dimostrando anche un senso di profonda appartenenza a quei
territori e sono convinto che, insieme, il Parlamento tutto, quando
si spegneranno i riflettori, che ormai si stanno spegnendo,
rimarremo accanto a quei cittadini.
Ora, però, dico all'assessore Savarino, si faccia aiutare, la
prossima volta, dagli americani che, probabilmente, sanno gestire
la Regione siciliana meglio di voi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 10 febbraio
2026, alle ore 15.00, con il seguito dei punti all'ordine del
giorno, così come avevamo già stabilito. Riprenderemo con il
disegno di legge sugli enti locali.
La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
227a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 10 febbraio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
2) Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella