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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 226 di mercoledì 04 febbraio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15:34

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Adorno ha  chiesto  congedo,
  per malattia, per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Non abbiamo altre comunicazioni? Abbiamo l'assessore in Aula.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
  interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:  Beni
                    culturali e Identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:   Beni
  culturali e Identità siciliana
   Si  passa  all'interrogazione n. 1735 "Chiarimenti ed intendimenti
  del   Governo   regionale  sulla  mancata  attivazione   e   nomina
  dell'Autorità  garante per i diritti e doveri culturali",  a  firma
  dell'onorevole Saverino ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor  Presidente, sostanzialmente mi volevo soffermare  solo  per
  dire, intanto, per ringraziare l'onorevole, e poi, ovviamente,  con
  riferimento  all'interrogazione n. 1735 "Chiarimenti e intendimenti
  del   Governo   regionale  sulla  mancata  attivazione   e   nomina
  dell'Autorità   Garante  per  i  diritti   e   doveri   culturali",
  comunichiamo che, con delibera n. 38 del 29 gennaio scorso, abbiamo
  provveduto  a  nominare  l'architetto  Alessandra  De  Caro,  quale
  Garante  regionale per i diritti e i doveri culturali, ai sensi  di
  quanto  è  previsto all'articolo 20 della legge  regionale  del  27
  luglio 2023, n. 9.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Saverino   per
  dichiararsi    soddisfatta   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  naturalmente, non posso che essere soddisfatta, assessore, perché è
  una norma a cui, veramente, ho sempre tenuto molto, per cui mi sono
  spesa   e   devo   ringraziare,  naturalmente,  tutto   il   Gruppo
  parlamentare, che l'ha condivisa insieme a me, ed è una  norma  che
  deve  riconoscimento dei diritti e doveri culturali che, insieme  a
  tanti  altri  diritti, come il diritto al lavoro, il  diritto  alla
  salute,  sono previsti dalla nostra Costituzione - anche  se,  poi,
  troppo  spesso ce ne dimentichiamo - e come tali devono essere  una
  cultura a portata di tutti, quindi non una cultura elitaria.
   Quindi,    ringrazio  che  si  è  proceduto,  finalmente,   si   è
  riconosciuta questa istituzione del Garante, che deriva, poi, da un
  lavoro che si è fatto, che è iniziato insieme un gruppo di studiosi
  proprio sul manifesto sui diritti e doveri culturali, di cui ve  ne
  farò  dono, che è, comunque, passata come mozione anche  in  questo
  Parlamento  ed è stata votata all'unanimità, perché - come  diciamo
  sempre  -   la  cultura è uno di quei temi che va al  di  sopra  di
  qualsiasi colore politico e così come l'istituzione del Garante per
  i  diritti  e doveri culturali, anche questo è stato un emendamento
  in  finanziaria  del  2023,  l'articolo  20,  che  è  stato  votato
  all'unanimità.
   Quindi,  sul  riconoscimento dell'importanza  della  cultura  sono
  contenta che siamo tutti d'accordo.
   E   vorrei   concludere,  assessore,  invitandola  in  Commissione
  "Cultura, Formazione e Lavoro", insieme al Garante per i diritti  e
  doveri culturali, perché credo che sia importante iniziare anche un
  lavoro di condivisione con il Garante.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  1762  "Notizie  ed
  interventi  urgenti in ordine al degrado delle  ville  storiche  di
  Palermo"  a  firma  dell'onorevole La  Vardera,  che  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1798 "Chiarimenti circa lo stato di
  incuria  e  la fruizione del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala,
  nonché sulle possibilità di riapertura del transito pedonale presso
  il  viale  del  Parco,  cd. Plateia Aelia" a  firma  dell'onorevole
  Ciminnisi ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor Presidente, allora, il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala
  è stato istituito con decreto assessoriale n. 21/GAB dell'11 aprile
  2019 al fine di terminare il lungo iter espropriativo, avviato  già
  alla   fine   dell'Ottocento,  volto  a   preservare   un'area   di
  straordinario valore storico e archeologico.
   Dopo  essere  stato  a lungo incardinato nella  Soprintendenza  di
  Trapani,  il  Parco è divenuto autonomo nel 2019 e dal 2022,  anche
  sotto il profilo finanziario, il Parco si estende su una superficie
  complessiva  di  52  ettari,  28 ettari  nell'area  di  Capo  Boeo.
  Entrando  nel  merito,  Presidente, l'area di  Capo  Boeo  conserva
  testimonianze significative dell'antica Lilibeo, città fondata  dai
  Cartaginesi  nel  396 avanti Cristo, divenuta in seguito  romana  e
  dotata  di  monumentali infrastrutture urbane.  Tra  queste  assume
  particolare  rilievo la Plateia Aelia, asse viario  di  età  romana
  tuttora  visibile  per  oltre 100 metri che costituisce  uno  degli
  elementi  identitari  e  di  maggiore pregio  del  Parco.  Tutti  i
  monumenti  archeologici attualmente rinvenuti risultano  pienamente
  visitabili,  la Plateia Aelia in particolare rappresenta  il  cuore
  monumentale  e  simbolico  del Parco e, come  tale,  è  oggetto  di
  specifici  interventi  di valorizzazione. Il  recente  progetto  di
  illuminazione   finanziato   nel  dicembre   2024   è   finalizzato
  esclusivamente  all'esaltazione del valore storico  e  scenografico
  del  monumento e non appare pertanto coerente con tali finalità  un
  utilizzo della strada quale è semplice corridoio di attraversamento
  urbano  gratuito durante gli orari di apertura del Parco, anche  in
  considerazione delle esigenze di tutela e sicurezza del sito. Potrà
  invece  essere valutata in un'ottica di valorizzazione culturale  e
  previa  intesa  con  l'amministrazione comunale  l'ipotesi  di  una
  apertura  gratuita  in  orari  serali nel  periodo  maggio/ottobre,
  subordinata  alla copertura dei costi di vigilanza e alla  garanzia
  della piena salvaguardia dell'area archeologica.
   In merito alle affermazioni relative alle presunte barriere tra il
  parco    e   la   città   si   evidenzia   che   il   rafforzamento
  dell'integrazione  tra l'area archeologica e il tessuto  urbano  di
  Marsala   costituisce  un  obiettivo  strategico   perseguito   con
  continuità dalla direzione del Parco. In tale prospettiva, dal mese
  di  agosto  2024,  è  stato riattivato l'ingresso  da  Porta  Nuova
  consentendo  un  accesso diretto dal centro storico rispetto  delle
  modalità di fruizione previste dalla normativa vigente. Sono  state
  inoltre  introdotte misure volte ad ampliare la partecipazione  del
  pubblico  quali agevolazioni per i residenti, aperture  serali  del
  museo  nel  periodo estivo e una programmazione costante di  eventi
  culturali  gratuiti sempre nel quadro di una fruizione  regolata  e
  compatibile con l'esigenza di tutela.
   Per   quanto  concerne  le  criticità  strutturali  e  manutentive
  segnalate  si  assicura che l'Amministrazione regionale  interviene
  con  continuità,  compatibilmente con le  risorse  disponibili;  in
  questo  senso,  vanno  visti i lavori di manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria  nei  siti  del Parco per un importo  complessivo  di
  510.000  euro,  le  attività di manutenzione  del  verde  risultano
  condizionate  dai  tempi  di assegnazione del  personale  regionale
  dedicato  e dalle avverse condizioni meteorologiche, ma soprattutto
  sono  state  comunque garantite condizioni di decoro, di  fruizione
  del sito.
   I  dati  relativi  alle  presenze e agli  introiti  registrano  un
  andamento   positivo   e   in   crescita  confermando   l'efficacia
  dell'azione amministrativa intrapresa e il crescente interesse  del
  pubblico per il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala.
   Si  segnala  infine  che il parco è stato recentemente  teatro  di
  eventi culturali di rilievo tra cui il concerto "Traviata sotto  le
  stelle"   svoltosi  nello  spazio  antistante  la   Plateia   Aleia
  valorizzata  per  la prima volta dopo anni grazie al  completamento
  degli interventi di illuminazione.
   In   conclusione   si  ringrazia  l'onorevole   interrogante   per
  l'attenzione  riservata al tema, confermando la piena disponibilità
  dell'Amministrazione  a  proseguire,  in   un   quadro   di   leale
  collaborazione  istituzionale, il percorso  di  valorizzazione  del
  Parco  e  di  ampliamento  del  polo museale  nell'interesse  della
  comunità di Marsala e del patrimonio culturale.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciminnisi  per  dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.

   CIMINNISI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   grazie
  assessore,  per questa risposta rispetto alla quale  non  mi  posso
  dichiarare se non parzialmente soddisfatta, innanzitutto  perché  è
  un'interrogazione di maggio 2025 e naturalmente  le  condizioni  in
  cui  si presentava il Parco archeologico di Lilibeo in quel periodo
  sono state quelle da cui poi è scaturita l'interrogazione stessa; e
  la  Plateia  ci insegna in qualche modo che Marsala è sempre  stata
  una  città di passaggio, una città di scambio, di dialogo e  quello
  stesso  asse  che la Plateia rappresenta è la spina  dorsale  della
  storia  di Marsala, dell'antica Lilibeo, quindi, anche di un  luogo
  che racconta l'organizzazione urbana della vecchia città e il ruolo
  di  Marsala nel Mediterraneo antico. E, quindi, la scelta di quello
  che noi oggi facciamo in quel territorio, in quel grandissimo parco
  che  ospita  ovviamente tantissimi beni di pregio, non è  solo  una
  scelta   che  riguarda  l'architettura  o  la  storia  del   nostro
  territorio.  Ricordo  le navi di Marausa,  ricordo  la  Villa  e  i
  mosaici che la stessa custodisce, quindi, parliamo di un territorio
  che  sicuramente potrebbe puntare su questo parco archeologico  per
  una  maggiore  valorizzazione e per rappresentare a  sé  stesso  un
  ponte  tra  il  passato,  il presente e il futuro  della  città  di
  Marsala. E' un luogo che da sempre è stato vissuto dai marsalesi, è
  un luogo che in qualche modo i marsalesi, probabilmente, vorrebbero
  tornare  a  vivere  esattamente come facevano un tempo,  pur  senza
  compromettere   l'equilibrio  e  le  necessità  di  tutela   perché
  valorizzare   un   bene  culturale  oggi  non  significa   soltanto
  custodirne  l'integrità  ma significa anche  renderlo  fruibile  in
  condizioni di prioritaria, ovviamente, esigenza superiore di tutela
  del bene stesso però, naturalmente, è chiaro che la tutela del bene
  non cambia a seconda del fatto che la sua fruizione sia gratis o  a
  pagamento

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Assolutamente.

   CIMINNISI   quindi, naturalmente, le scelte politiche che  vengono
  fatte  anche  su  quell'aerea archeologica io auspico  che  vengano
  fatte  con  la  prospettiva altresì di una valorizzazione  di  quel
  patrimonio culturale che non deve essere considerato come  un  bene
  statico che è lì, cioè queste pietre devono prendere vita e  devono
  in  qualche modo restituire alla città di Marsala un patrimonio che
  possa  essere  vissuto  prima  di tutto  dai  cittadini  e  poi  in
  condizioni, ovviamente, decorose in tutti i periodi dell'anno,  non
  solo  in estate, ma anche nei periodi che non sono di alta stagione
  turistica,  ma  in tutti i periodi dell'anno fruiti  con  decoro  e
  dignità, ripeto, da chi decide di visitare la nostra Isola.
   Se veramente vogliamo puntare alla cosiddetta destagionalizzazione
  del  turismo, è un termine che a me non piace, ma oggi  il  turismo
  vive anche di relazioni con i territori, con i paesaggi e anche con
  l'archeologia  che  è  completamente diversa rispetto  al  passato,
  abbiamo  bisogno  di  recuperare questa  dimensione  e  il  Governo
  regionale  se  ne deve fare carico per sostenere i  piccoli  parchi
  archeologici che, a fronte di una grande estensione in  termini  di
  ettari,  di  fatto  poi hanno uno sbigliettamento  minore,  quindi,
  entrate  più basse rispetto ai grandi parchi archeologici:  ebbene,
  dobbiamo  sostenere i piccoli parchi per far sì  che  possano  fare
  grande tutto il nostro territorio. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Ciminnisi.  Al  solito,  onorevoli
  colleghi, io vi ricordo, l'ho ripetuto anche ieri in Aula, che  per
  interrogazioni per cui volete una risposta urgente fate il  ricorso
  -anziché a risposta orale - a risposta scritta, perché è chiaro che
  l'assessore viene convocato in base a quando poi la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari decide di calendarizzare  atti
  ispettivi e, in quel momento, vengono inviate le interrogazioni  in
  ordine cronologico.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1801 "Notizie urgenti  in  merito
  allo   stato  di  attuazione  dei  progetti  PNRR  per  la   tutela
  architettura del paesaggio rurale in Sicilia e sul rischio concreto
  di perdita dei fondi assegnati al Ministero della Cultura", a firma
  dell'onorevole La Vardera.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie.   Signor   Presidente,   signori   onorevoli,   a   seguito
  dell'interrogazione  n.  1801, si rappresenta  preliminarmente  che
  l'avviso di architettura rurale approvato con decreto del Direttore
  generale  del Dipartimento n. 1292 del 12 aprile 2022 è finalizzato
  a  valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), linea
  di  investimento  M1C312.2. L'ammontare delle risorse  inizialmente
  assegnate  alla Regione siciliana con decreto ministeriale  n.  107
  del  2022 che era di settantasei milioni, è stato rideterminato con
  successivo  decreto  92/2024 alla quota di  73  milioni  302  mila.
  L'avviso gestito dal Servizio 5 del Dipartimento dei Beni culturali
  e  dell'Identità siciliana è stato caratterizzato da tempistiche di
  attuazione  dettate  dal  conseguimento  dei  target  nazionali  ed
  europei    fissati   con   decreto   ministeriale.   Le   scadenze,
  originariamente  previste  dall'avviso,  prevedevano  l'avvio   dei
  lavori al 30 giugno 2023 e la relativa conclusione con collaudo  al
  31 dicembre 2025.
   Si  rappresenta in merito che la scadenza temporale di  avviso  di
  avvio dei lavori al 30 giugno 2023 è stata rinviata alla luce delle
  direttive  ministeriali  elaborate in seno  al  Comitato  ristretto
  istituito per la linea degli investimenti nell'ambito dell'Unità di
  missione  per  l'attuazione  del PNRR, presso  il  Ministero  della
  Cultura  (MIC), in merito all'interpretazione estensiva del termine
  di   avvio  da  intendersi,  in  senso  lato,  quale  avvio   degli
  interventi.
   È stata emanata, in proposito, la circolare n. 30477 del 18 luglio
  2024  recante  disposizioni in tema di ammissibilità dei  progetti,
  ridefinita  alla  luce  delle  suddette  indicazioni  ministeriali,
  acquisite  dal  Dipartimento dei beni culturali, con  l'intento  di
  facilitare   la  lettura  ed  interpretazione  delle   disposizioni
  normative  contenute  nell'avviso  di  architettura  rurale  e  nei
  documenti   attuativi   derivati  dall'obbligo,   ovviamente,   del
  vademecum.
   La circolare ha specificato nel dettaglio le tempistiche attuative
  degli  interventi.  Il  concetto di avvio dell'intervento  è  stato
  inteso,   in   attuazione  delle  indicazioni  ministeriali,   come
  affidamento  della  progettazione  esecutiva  per  i  progetti  non
  esecutivi,  tenuto  conto,  appunto, del livello  di  progettazione
  iniziale degli elaborati, allegati all'istanza di contributo, fermo
  restando  il rispetto dei target europei e nazionali istituiti  per
  la chiusura dei lavori.
   Un  secondo target temporale è stato definito in ambito  nazionale
  al 30 settembre per l'apertura effettiva dei cantieri.
   Con   ultima   nota  del  MIC  del  28  novembre  2025,   relativa
  all'investimento  M1C3, investimento 2.2 "Tutela  e  valorizzazione
  dell'architettura   del  paesaggio  rurale",  è   stato   trasmesso
  l'allegato  della  decisione del Consiglio dell'Unione  Europea  di
  approvazione all'ultima proposta di modifica del PNRR con modifica,
  per  i  soggetti attuatori del target, di chiusura degli interventi
  posticipato  al  secondo trimestre 2026. Il Dipartimento  regionale
  dei  beni culturali, pertanto, con decreto dirigenziale n. 321  del
  28 gennaio 2026 ha prorogato al 31.05.2026 la conclusione effettiva
  dei lavori e il collaudo-certificazione di regolare esecuzione.  La
  chiusura  contabile  degli  interventi  e  la  preparazione   della
  richiesta  di saldo è prevista per il 30 giugno 2026,  data  ultima
  per  effettuare  i pagamenti. I soggetti beneficiari  hanno  potuto
  beneficiare di una anticipazione pari al 30% del contributo, previa
  stipula di una polizza fideiussoria a garanzia dell'importo erogato
  del  richiedente il rimborso, delle spese sostenute pari almeno  ad
  un  avanzamento  dei  lavori  equivalente  al  15%  del  contributo
  concesso.
   Su  445 progetti approvati con decreto dirigenziale n. 2028 del 31
  maggio  2023, ad oggi, gli interventi attivi sono 309 al netto  dei
  progetti  revocati, pari a 129; numero 101 i progetti in  corso  di
  revoca  e numero 6 i progetti esclusi. Per quanto afferisce più  in
  dettaglio  alle risorse finanziate, si rappresenta che  sono  state
  accreditate nel bilancio regionale le somme richieste al  Ministero
  a titolo di anticipazioni per complessivi 21 milioni.
   Nel  merito  di quanto riferito nell'interrogazione si rappresenta
  che,  rispetto  all'affermazione  che  ad  oggi  numerosi  progetti
  sembrerebbero   bloccati   in  quanto  non   è   stata   completata
  l'istruttoria  tecnica, non sono stati erogati gli anticipi  o  non
  sono state ancora avviate le procedure di esecuzione, si replica  e
  si  rappresenta  che  sono  stati emanati  numero  328  decreti  di
  liquidazione per un ammontare di 15,5 milioni; si sottolinea che ad
  oggi le pratiche risultano tutte lavorate; si resta in attesa delle
  integrazioni  documentali  richieste a mezzo  pec  ai  beneficiari,
  necessarie   per   la  definizione  degli  ulteriori   decreti   di
  liquidazione.   Giova   sottolineare   che   i   beneficiari   sono
  costantemente    sollecitati   e   supportati   in    presenza    e
  telefonicamente dai funzionari del Servizio assegnati alla gestione
  dell'avviso in esame.
   Per  quanto  riguarda l'avvio di eventuali interlocuzioni  con  il
  Governo   nazionale,   si  replica  che  lo   scrivente   è   stato
  costantemente  in  contatto  con il  Ministero  della  cultura  cui
  mensilmente  è  inviato, da parte degli uffici  dipartimentali,  un
  prospetto di monitoraggio delle azioni.
   In   relazione   ai  ritardi  e  alle  motivazioni   fornite   dal
  Dipartimento  dei  beni culturali risulta doveroso  sottolineare  -
  come  è  noto - all'onorevole interrogante la carenza di  personale
  che  attanaglia l'intera Amministrazione regionale.  Tuttavia,  non
  può  sottacersi che la liquidazione delle somme dovute ha risentito
  di  svariati fattori quali la documentazione incompleta  presentata
  dai  beneficiari  a  corredo  della richiesta  di  anticipazione  o
  rimborso  SAL che ha dilatato, oltremodo, i tempi dell'istruttoria;
  le  numerose  proposte  di variazione del  quadro  economico  o  di
  variante degli elaborati progettuali trasmessi dai beneficiari;  il
  riaccertamento  delle  somme impegnate nel  2023  e  il  successivo
  riallineamento  dei  dati relativi al 2024  sul  sistema  contabile
  regionale   'Score';  il  riaccertamento  dei  residui   attivi   e
  successivo  riallineamento dei dati che ha impedito lo stanziamento
  di  ulteriori  somme  necessarie  ad  integrazione  dei  contributi
  concessi  in regime de minimis, resa necessaria a causa di  erronee
  dichiarazioni   rilasciate   dai   beneficiari   in   merito   alla
  strumentalità del bene oggetto di finanziamento.

   PRESIDENTE.  Assessore, all'onorevole La Vardera  questa  risposta
  poi  verrà data anche scritta. Se magari va nella parte conclusiva,
  la ringrazio.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Sì, grazie, signor Presidente.
   Si  fornisce, in conclusione, un riepilogo dettagliato sullo stato
  di  avanzamento delle procedure: progetti avviati 309,  beneficiari
  che  hanno presentato istanza di anticipazione o rimborso SAL  297,
  istanze  di  anticipazione  rimborso  SAL/Saldo  423,  di  cui  230
  anticipazioni  e  193  SAL,  istanze  liquidate  328  di  cui   203
  anticipazioni e 125 SAL, istanze lavorate in attesa di integrazioni
  documentali da parte dei beneficiari 40, istanze in lavorazione 52.
   Un  grazie sentito all'onorevole interrogante, in conclusione, per
  l'attenzione  e per l'azione di impulso riservata a un  tema  molto
  strategico  e  delicato  per l'ampia mole  di  risorse  finanziarie
  impiegate  e  finalizzate  alla  tutela  dell'architettura  e   del
  paesaggio rurale in Sicilia, assicurando, al tempo stesso, che ogni
  centesimo di euro sarà impiegato confermando la piena disponibilità
  dello  scrivente  a  proseguire  in  un  quadro  di  collaborazione
  istituzionale  nel  comune interesse e per  la  valorizzazione  del
  patrimonio culturale siciliano condivisa dalla comunità e da tutti.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, grazie. Grazie assessore,  grazie
  anche  per la parte finale. È una notizia che il Governo ogni tanto
  riconosce  ai deputati dell'opposizione anche un ruolo  propositivo
  nei  confronti delle interrogazioni che facciamo che non  sono  pro
  domo  dei  singoli  deputati  ma  nell'interesse  collettivo  della
  Regione  siciliana.  Allora, questa cosa  è  positiva  e  ringrazio
  l'assessore  per aver visto nella mia interrogazione la  logica  di
  dare  un  impulso affinché non si spenda e non si perda nemmeno  un
  euro dei soldi pubblici. Ovviamente, dopo la captatio benevolentiae
  passiamo  alla  parte amara, perché è oggettivo  che  ci  sono  dei
  finanziamenti  che  -  ricordo  - essere  cruciali  per  la  nostra
  architettura, per i nostri beni culturali. Non so fin quanto  tempo
  farà l'assessore o quando diventerà senatore

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Rimango qui a lavorare

   LA  VARDERA.  Io  mi  auguro  che, però,  prima  che  lei  diventi
  senatore,  si  possa, in qualche modo, ricordare che  i  fondi  del
  PNRR, quasi 76 milioni poi diventati 73 milioni, è un obbligo,  noi
  dobbiamo spenderli  È un treno che passa una volta sola e  poi  non
  possiamo  permetterci  di  poterlo perdere  anche  perché,  poi  lo
  vedremo  nelle  altre  interrogazioni,  le  condizioni  dei  parchi
  archeologici in Sicilia  ci sono dei parchi che sono in  condizioni
  assolutamente disastrate. Io più volte ho fatto delle ispezioni nei
  parchi  di  Ustica,  di  Termini Imerese e ho  visto  che  c'è  una
  situazione veramente delicata, per non dire particolare.  Per  cui,
  posto  che  apprezzo la sua risposta, quanto meno l'intenzione  del
  volere cercare di non perdere un euro, mi ritengo però parzialmente
  soddisfatto perché reputo che il tema meriti una dovuta  attenzione
  che,  finora,  c'è  stata ma non in maniera così approfondita,  per
  cui,  quanto meno, apprezzo che il Governo in qualche modo apprezzi
  che  il  senso  delle interrogazioni è quello di  stimolare  e  non
  certamente soltanto di denunciare.
   Grazie, Assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1804  "Interventi
  urgenti in ordine alla destinazione dell'area storica dell'ex Villa
  Deliella a Palermo", a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Preliminarmente, si rappresenta al riguardo che la Villa  Deliella,
  l'edificio  e  il  parco  annessi,  opera  dell'architetto  Ernesto
  Basile,  era  stata  a  suo  tempo sottoposta  a  dichiarazione  di
  importante  interesse  ai  sensi della legge  1089  del  1939,  con
  decreto  ministeriale  del  27  luglio  1954,  impugnato  in   sede
  giurisdizionale e revocato con decreto ministeriale del 12  ottobre
  del  1957,  in  quanto  l'immobile  non  possedeva  la  vetustà  di
  cinquant'anni indicata nella citata legge del 1939.
   Successivamente,  con  decreto  ministeriale  del   1959,   veniva
  nuovamente  apposto  il vincolo di importante interesse  artistico,
  anch'esso revocato con i decreti ministeriali del 12 giugno del '59
  e  del  18  novembre  del '59, in quanto ancora  non  trascorso  il
  cinquantennio previsto dalla legge.
   Con  licenza  concessa  dall'Assessorato ai  lavori  pubblici  del
  Comune di Palermo - e parliamo del 28 novembre del 1959 - la  Villa
  Deliella veniva demolita. Nella suddetta area, ricadente a  Palermo
  tra  Piazza  Francesco Crispi, Via Alfonso Borrelli, Via Castriota,
  Via delle Croci, dove insisteva la demolita Villa Deliella, tuttora
  permangono alcuni manufatti, quali la casa del custode e tratti  di
  recinzione perimetrale.
   L'area  della demolita Villa Deliella rappresenta una  emblematica
  testimonianza  dello sfregio perpetrato in danno alla  città  nella
  nota  vicenda  del  cosiddetto   sacco  di  Palermo ,  speculazione
  edilizia che ha cancellato in un decennio gran parte del patrimonio
  storico  e  architettonico  cittadino.  Il  vuoto  lasciato   dalla
  demolizione  della villa, inoltre, ha assunto negli anni  il  forte
  valore simbolico, per l'intera cittadinanza, della ferita culturale
  inflitta  e, nel contempo, è monito civile per le nuove generazioni
  dell'importanza dei valori culturali da preservare.
   E  per  tali motivazioni, in proposito, si comunica che in  merito
  all'avvio  di procedimento di dichiarazione di interesse  culturale
  particolare  e  importante dell'area di Villa  Deliella,  ai  sensi
  dell'articolo 10, comma 3, del decreto legislativo n. 42 del  2004,
  la  Soprintendenza di Palermo ha recentemente trasmesso al Servizio
  Tutela del Dipartimento, relazione tecnica, stralcio catastale  con
  l'individuazione  del  bene,  elenco  delle  ditte  proprietarie  e
  documentazione fotografica, nonché copia dell'avvenuta notifica del
  procedimento ai proprietari e al Comune di Palermo.
   Si    ritiene   opportuno   segnalare   che,   nell'ambito   della
  programmazione   dei  fondi  FSC  21-27,  è   stato   previsto   il
  finanziamento dell'intervento denominato "Itinerario del Liberty in
  Sicilia  - Villino Ida Basile - Casa museo di Ernesto Basile",  per
  un importo pari a un milione di euro.
   Le  procedure  relative  allo  stato di  avanzamento  della  spesa
  risultano  in  fase  attuativa avanzata. Tale iniziativa,  pur  non
  direttamente  riferita  a  Villa Deliella  di  Palermo,  testimonia
  l'interesse  concreto del Governo regionale verso la valorizzazione
  dello  stile  liberty, configurandosi come un  passo  significativo
  verso una sua più ampia e organica promozione.
   In  conclusione,  si ritiene fondamentale evidenziare  la  volontà
  dello  scrivente di destinare l'area in oggetto alla  realizzazione
  di  un  progetto coerente con i principi di tutela e valorizzazione
  del  patrimonio  urbano, sottolineando, in particolare,  il  valore
  culturale e collettivo del recupero del sito, in conformità con  le
  disposizioni  e  con  le  norme vigenti,  confidando  nel  prezioso
  sostegno dell'onorevole interrogante, che non mancherà, ovviamente,
  di sostenere la preziosa azione di valorizzazione dell'area storica
  ex  Villa  Deliella  a  Palermo e del patrimonio  Liberty  nel  suo
  insieme.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   LA VARDERA. Signor Presidente, a tutti questi complimenti non sono
  abituato,  quasi  quasi  l'Assessore  forse  vuole  andare   contro
  corrente e non lo sapevo. Non è che alla fine della partita, se lei
  ci mette il complimento, la storia, a prescindere da tutto, cambia
   Il  tema è serio e io apprezzo che lei lo abbia affrontato con  la
  serietà che merita, e oggettivamente questa villa, che è la  storia
  della  nostra  città, che è la storia di Palermo,  e  apprezzo  che
  anche  lei  abbia  in  qualche maniera riconosciuto  che,  in  quel
  finanziamento, anche se non è riconducibile direttamente  a  quella
  villa, possa in qualche modo essere finanziata.
   Io   mi   aspetto,  e  mi  auguro,  che  da  queste  belle  parole
  propositive,  da  questo  intento, poi si  passi  concretamente  ai
  fatti, perché quella villa, che fa parte di una storia brutta della
  nostra  città,  di  distruzione della nostra città,  poi  si  possa
  passare alla fase operativa e nella fase operativa di quella  villa
  io   sono  ben  contento  di  poter  documentare  che  il  Governo,
  nell'assessorato che lei sovrintende, possa in qualche modo dare la
  destinazione   che  quella  villa  merita.  Grazie,   mi   dichiaro
  soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1809 "Urgenti notizie  in  ordine
  alle  criticità  nella gestione del sito archeologico  della  Villa
  Romana  del  Tellaro (SR) ed al personale regionale  assegnato",  a
  firma   dell'onorevole  La  Vardera,  che  viene   trasformata   in
  interrogazione  con  richiesta  di risposta  scritta,  e  ringrazio
  l'onorevole La Vardera.
   Si  passa all'interrogazione n. 1852 "Interventi urgenti in ordine
  alla  prosecuzione delle indagini archeologiche in contrada  Manca,
  presso  Vallelunga  Pratameno  (CL),  nell'ambito  dei  lavori   di
  raddoppio  ferroviario, prevista del PNRR", a firma  dell'onorevole
  La Vardera.
   Ringrazio,  anche  qui, l'onorevole La Vardera,  e  anche  questa,
  Assessore  per  i  Beni  culturali e  l'Identità  siciliana,  viene
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta,  e
  la consegniamo al collega.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1863 "Notizie urgenti  in  ordine
  allo stato di riqualificazione dell'area ove sorgeva Villa Deliella
  a  Palermo",  a  firma dell'onorevole Schillaci ed  altri,  che  si
  considera assorbita.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, signor Presidente. Anche perché  questo  ��  un
  tema  a  me molto caro. Perché l'Assessore lo sa, il tema di "Villa
  Deliella" è un tema che mi coinvolge particolarmente, a partire già
  dalla  scorsa  Legislatura,  perché  abbiamo  fatto  una  serie  di
  interrogazioni diverse, tre addirittura, tra la scorsa  Legislatura
  e  quella odierna. Quindi, noi - diciamo - siamo contenti in  parte
  della  risposta  che  ha dato l'Assessore che, quindi,  attuerà  la
  delibera  177 del 2021 in cui si era già dato un atto di  indirizzo
  da  parte  di questo Governo regionale su un interesse particolare.
  Però, nell'arco del tempo, gli interessi sono mutati. Naturalmente,
  abbiamo  salvato l'idea di trasformare quell'area e  riportarla  ad
  un'area  commerciale  -  addirittura di  un  parcheggio  -  quindi,
  abbiamo  scongiurato,  dopo l'attenzione anche  dei  media,  quella
  destinazione, quella triste destinazione.
   Tuttavia,  vero è che abbiamo questo finanziamento  dell'FSC,  che
  prevede  un  intervento  particolare su Villino  Ida  Basile,  però
  l'Assessore  sa bene che abbiamo agli atti un disegno di  legge  di
  largo  respiro,  che prevede l'istituzione del percorso  Liberty  a
  Palermo  e  nella  Regione siciliana, quindi,  Assessore,  visto  e
  considerato  che  l'hanno quasi paragonata  allo  yogurt,  cioè  in
  scadenza, prima che lei vada via, dia questo segnale alla città  di
  Palermo  e  all'intera  Sicilia. Provi, e mi  aiuti,  ad  approvare
  questo  disegno  di  legge, che è cosa  buona  per  Palermo  e  per
  l'intera Sicilia, perché con la cultura si fa davvero economia ed è
  uno  strumento,  un  volano  economico  incredibile   Mi  aiuti  ad
  approvare il disegno di legge perché è un percorso più ampio.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Io non ho una scadenza. Avrò il piacere di farlo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1889 "Notizie urgenti  in  ordine
  allo  stato  di  abbandono e della custodia inadeguata  di  reperti
  archeologi presso il Villaggio preistorico dei Faraglioni, sito  ad
  Ustica (PA)" a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  per  i  Beni  culturali   e
  l'Identità siciliana, per rispondere all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,    signor   Presidente.   Al   riguardo   si   rappresenta,
  preliminarmente,  che il parco archeologico di  Himera,  Solunto  e
  Iato,  include  il  sito dell'isola di Ustica, con  l'annessa  area
  archeologica del Villaggio preistorico dei Faraglioni, museo  Padre
  Carmelo Seminara .
   Ad Ustica, inoltre, nel deposito temporaneo sono esposti materiali
  di  proprietà  della  Regione siciliana provenienti  dal  villaggio
  preistorico  dei  Faraglioni e dagli scavi archeologici  effettuati
  nell'isola;  essi, infatti, trovavano allocazione, rispettivamente,
  nel Museo Civico ubicato nella Torre Santa Maria e nel museo  Padre
  Carmelo   Seminara ,   ubicato   nei   locali   denominati     Casa
  Carabozzello ,   e  Fosso ed orto , nel complesso dei  Cameroni  di
  largo Di Guardia, immobile ubicato nel centro storico di Ustica.
   Oltre   al  sito  archeologico  di  Ustica  afferiscono  al  parco
  archeologico  di  Himera, Solunto e Iato  il  sito  di  Himera  con
  annessa  l'area  archeologica della città di Alta, l'Antiquarium  e
  Museo  Pirro Marconi, il Tempio della Vittoria dislocati nei comuni
  di  Termini Imerese, Campofelice di Roccella, Collesano e Cerda, il
  sito   di   Solunto,  il  sito  di  Iato  con  l'area  archeologica
  dell'Antiquarium ex Case D'alia e nei comuni di San Giuseppe  Jato,
  San  Cipirello  e Monreale; il sito di Marineo, il sito  di  Cefalà
  Diana, il sito di Roccamena, eccetera. Quanto appena dichiarato per
  affermare   che  l'ampia  articolazione  territoriale   nel   Parco
  archeologico   di  Himera,  Solunto  e  Iato  richiede   un'attenta
  programmazione degli interventi gestionali di salvaguardia, tutela,
  valorizzazione    e    fruizione   la   cui   attuazione    risulta
  particolarmente gravosa, tenuto conto che i siti archeologici  sono
  molto  distanti tra di loro, distribuiti in diverse località  della
  provincia  di Palermo; il sito archeologico di Ustica  rientra  nel
  ragionamento appena esposto.
   Nel merito dell'atto parlamentare ispettivo, preme rilevare che la
  realizzazione degli interventi urgenti per mettere in  sicurezza  i
  reperti   archeologici  presenti  nel  villaggio  preistorico   dei
  Faraglioni  e le misure concrete per la custodia e la conservazione
  di  tali  reperti,  hanno  costituito l'asse  fondante  dell'azione
  gestionale dell'Ente parco limitatamente all'isola di Ustica  volta
  a  garantire  un ambiente sicuro e controllato per prevenire  danni
  causati  da  condizioni ambientali sfavorevoli  attraverso,  anche,
  specifici   interventi  manutentivi  nei  corpi  di  fabbrica   che
  custodiscono  i  reperti;  l'adozione  di  specifiche   misure   di
  sicurezza  sono  state improntate ad evitare furti  o  manomissioni
  attraverso  il  ripristino  del sistema di  videosorveglianza,  con
  numerose  telecamere che inquadrano l'ingresso principale dell'area
  demaniale, ingresso lato mare, ingresso lato cimitero e i corpi  di
  fabbrica,  l'accesso  ai depositi con il monitoraggio  continuo  da
  remoto.
   L'ampiezza  del  patrimonio costituito da  migliaia  di  frammenti
  ceramici   conservati   nei  depositi  ha  reso   difficoltosa   la
  quantificazione,  sia per la complessità che per i  costi  elevati,
  che,   pur   in  condizioni  di  carenza  di  personale   adeguato,
  costituisce   obiettivo   fondamentale   dell'attività   dispiegata
  dall'Ente parco; del resto le Forze Armate, le Forze di Polizia e i
  Carabinieri  presenti nell'isola di Ustica hanno riferito  che  mai
  sono  stati  segnalati  furti  di  materiale  archeologico,  né  la
  presenza  di tombaroli e atti di vandalismo sia nel Museo  che  nel
  villaggio preistorico che nell'intera isola di Ustica. Non sono  da
  trascurare quindi gli interventi manutentivi a carattere  d'urgenza
  che  sono  in  corso  di realizzazione nel sito  di  Ustica  e,  in
  particolare,  sia  nel Museo archeologico  Padre Carmelo  Seminara
  che nell'area archeologica villaggio preistorico dei Faraglioni.
   C'è stata la massima, incondizionata, disponibilità da parte dello
  scrivente, sappiamo bene e ringrazio, ma non perché se si ringrazia
  l'onorevole   interrogante  c'è  un  secondo  fine  ma   solo   per
  testimoniare  l'impulso  che volentieri arriva  dall'Aula  e  dagli
  onorevoli  che cercano di perseguire sempre il bene comune  e,  nel
  contempo, cercano di fare quadrato al fine di migliorare quello che
  viene  dettato dal Codice dei beni culturali, ovvero la tutela,  la
  valorizzazione e la fruizione del nostro patrimonio.
   L'onorevole   interrogante  ha  trovato  sicuramente   l'assessore
  Scarpinato  pronto  a  rispondere e l'intervento  successivo  -  ho
  chiamato personalmente il Nucleo tutela patrimonio beni culturali -
  a   testimonianza  che  l'impulso  che  arriva  dall'Aula  e  dagli
  onorevoli  è  sempre, non solo ricevuto senza un secondo  fine,  ma
  viene  accolto di buon grado perché tutti noi abbiamo solo un  fine
  ultimo: quello di rendere grande la terra di Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'onorevole La Vardera si  dichiara
  soddisfatto o insoddisfatto? Prego, onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA.  Grazie,  Presidente, mi  auguro  che  i  vertici  di
  Fratelli  d'Italia  non  stiano vedendo  questa  seduta  altrimenti
  veramente spediscono Scarpinato al Senato
   Detto questo, il tema, a parte la battuta, lei ricorda, Assessore,
  che il 24 maggio...

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Mi ricordo bene.

   LA  VARDERA.   Lo  ricorda, sono andato ad Ustica,  l'ho  chiamata
  perché  ho trovato una situazione veramente incredibile, i  reperti
  del  museo,  sostanzialmente custoditi da un  frigorifero,  in  una
  finestra   aperta,  spalancata,  distrutta,  reperti  storici   che
  rappresentano la storia della nostra Regione che è una  storia  che
  ha, che porta con sé, ovviamente, dei reperti di pregio assoluto.
   E  trovandomi lì ad Ustica e vedendo, toccando con mano che questi
  reperti  erano  veramente alla mercé di potenziali  malintenzionati
  che  in qualche modo potevano entrare in quegli uffici che, ripeto,
  ribadisco, erano custoditi da un frigorifero e una finestra  e  una
  porta aperta, chiunque poteva entrare, chiunque poteva, ovviamente,
  farne di quei reperti cosa volesse, ho immediatamente chiamato, lei
  mi  ha  risposto, ha mandato sull'Isola il buon direttore del parco
  che  sostanzialmente ha appreso, insieme con  i  Carabinieri  e  il
  Nucleo  di tutela del patrimonio dei Carabinieri, hanno appreso  la
  situazione di estrema difficoltà in cui si trovava quel parco  che,
  ricordo,  ancora non aveva le telecamere nemmeno attivate,  quindi,
  apprendo dalla sua viva voce che c'è un lavoro anche per...  o  che
  comunque  siano forse già attive, non ho capito bene se addirittura
  sono già pronte o sono già attive.
   C'è  un  tema,  però, che al di là della pericolosità  di  reperti
  lasciati  alla  mercé  di tutti, c'è un fatto  ineluttabile  che  è
  presente: quel parco oggi è chiuso, quel parco oggi non è  fruibile
  alla cittadinanza, quel parco gli Usticesi non possono viverlo e lo
  dico  per  contezza,  avendo  il  nostro  Capogruppo  in  consiglio
  comunale,  Diego Altezza, che ogni giorno vivendo il territorio  mi
  racconta  delle  difficoltà  di  poterne  fruire.  Perché  i   beni
  archeologici,  caro  Assessore, non  servono  soltanto  per  essere
  conservati  dentro gli scaffali, i beni devono essere elementi  per
  cui  il  nostro turismo, in qualche modo, possa visionarli e vivere
  attraverso quelle comunità, far vivere quei parchi.
   Però,  purtroppo, al di là della risposta pronta che le  riconosco
  nel  risolvere  il  problema,  manca a  mio  avviso  una  strategia
  complessiva  di  come far vivere quei parchi. Manca  una  strategia
  complessiva di come far diventare attrazione concreta cose  che  in
  altri  Paesi  del  mondo - mi permetto di dire - con  meno  reperti
  diventano  oggetto  di  grandi flussi  turistici  perché  le  sanno
  vendere  bene.  Io  l'impressione che ho  è  che  noi  siamo  quasi
  intorpiditi  dalla bellezza e siamo quasi ormai abituati,  ecco  il
  tema vero, e noi non dobbiamo abituarci alla bellezza perché quando
  ci   abitueremo   alla   bellezza   architettonica,   archeologica,
  paesaggistica del nostro Paese, non valorizzeremo più le  cose  che
  abbiamo. Il compito della politica è valorizzare affinché ci  possa
  essere  un  indotto economico, turistico e sociale che parta  anche
  dalla rivalutazione dei parchi. E ovviamente non posso, secondo me,
  a  mio  avviso,  Assessore, ribadire -  e  questo  poi  lo  vedremo
  nell'altra  interrogazione,  perché  sembra  che  oggi  abbiamo  le
  interrogazioni a puntate e poi fondamentalmente arriveremo anche  a
  quello  di Termini Imerese - io ho avuto modo di toccare  con  mano
  che questo direttore del parco è un direttore che a mio avviso -  e
  lo  ribadisco  in  quest'Aula - non è all'altezza di  ricoprire  il
  ruolo  che  lei  le  ha  affidato, lo dico in quest'Aula,  parrebbe
  addirittura che i Vigili del Fuoco dopo, come dire, la visita fatta
  a  Termini  Imerese abbiano irrogato una sanzione  proprio  a  quel
  parco  di  Termini  Imerese  perché sostanzialmente,  come  avevamo
  scoperto  noi,  non aveva nemmeno gli estintori  in  regola,  erano
  tutti quanti scaduti
   Ma  davanti a questa situazione - dove addirittura, poi lo vedremo
  perché  voglio  ascoltare la sua voce come risponde  al  fatto  che
  abbiamo  scoperto  che  in  quel  parco  pascolavano  delle  vacche
  appartenenti  a  una nota famiglia mafiosa di quel quartiere,  alla
  famiglia  Baratta,  che aveva dei parenti e ha dei  parenti  di  un
  certo  spessore  mafioso  in quella città  -  cosa  ha  fatto  quel
  direttore  del  parco? Secondo il nostro avviso  e  secondo  questo
  modesto  deputato:  nulla  E sostanzialmente  non  è  in  grado  di
  gestire, come diceva bene lei, l'ampiezza di un parco che è enorme,
  che è vero che ha poche risorse, io non lo metto in discussione, ma
  il  vero  tema  della vicenda è che noi lasciamo che  a  gestire  i
  parchi archeologici in Sicilia siano gli agronomi  Ma con tutto  il
  rispetto per gli agronomi, i geometri, gli architetti, noi dobbiamo
  far  gestire  i parchi archeologici da coloro i quali conoscono  il
  tema, gli archeologi, coloro che hanno fatto esperienza sul lavoro,
  hanno preso delle lauree, hanno preso dei master.  Non possiamo far
  vivere  quei ruoli, come ruoli politici di sottogoverno in risposta
  ai  partiti, perché se ci troveremo a dare quei ruoli, e  concludo,
  secondo quella logica spartitoria politica, ci troveremo davanti  a
  soggetti  che  intendono e sovraintendono  i  parchi,  e  che  quei
  parchi, anziché valorizzarli, li distruggeranno
   E  quindi,  in questa risposta, purtroppo, non può che trovare  il
  mio  essere  assolutamente  non  favorevole,  e  quindi,  non  sono
  assolutamente soddisfatto, grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Andiamo  all'interrogazione n. 1927: "Interventi  urgenti  per  il
  riconoscimento  e  la  reintroduzione,  reintegro  del  profilo  di
  funzionario direttivo antropologo nella Regione siciliana e per  la
  tutela dei diritti dei disabili nel collocamento mirato, alla  luce
  della   carenza   di   personale   specializzato,   delle   recenti
  esternalizzazioni e delle sentenze favorevoli in materia di riserve
  obbligatorie",  a  firma  dell'onorevole  La  Vardera,  che   viene
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta,  e
  la consegniamo all'onorevole La Vardera.

   PRESIDENTE.   Andiamo  all'interrogazione  n.  1965:   "Interventi
  urgenti  in merito alla situazione riguardante il ritrovamento,  la
  custodia  ed  il  recupero del relitto archeologico  Marausa  2,  e
  chiarimenti  sul mancato riconoscimento del premio di  rinvenimento
  al  signor  Francesco Brascia", a firma dell'onorevole La  Vardera.
  Prego, Assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,  signor  Presidente,  in proposito  si  forniscono  qui  di
  seguito  gli  elementi informativi acquisiti per il  tramite  degli
  uffici    dipartimentali   in   ordine   ai   requisiti   formulati
  dall'onorevole interrogante.
   Si   rappresenta,   preliminarmente,  che   l'onorevole   Cristina
  Ciminnisi,  unitamente ad altri parlamentari, aveva già  presentato
  con  interrogazione 438 del 2023, una richiesta di  chiarimenti  in
  merito  alle  iniziative  volte alla promozione,  valorizzazione  e
  musealizzazione del relitto di nave romana "Marausa  2",  rinvenuto
  in località Marausa.
   Nella   considerazione  che  detta  interrogazione,  la  n.   438,
  proponeva   almeno  in  parte  alcune  delle  questioni  nuovamente
  sollevate con l'interrogazione oggetto dell'odierna trattazione, si
  rinvia    al    testo    di   risposta   già   fornito;    passando
  all'interrogazione cui lo scrivente oggi è chiamato  a  rispondere,
  si  rappresenta che il comprensorio archeologico dello Stagnone, in
  prossimità della fascia costiera di Marausa, ha restituito nel 1999
  il relitto definito: "Marausa 1", imbarcazione interamente scavata,
  documentata, recuperata e restaurata nel 2000 e nel 2019, si  trova
  musealizzata  presso il Museo archeologico del  Parco  di  Marsala-
  Lilibeo, già custode della maggior parte dei reperti di provenienza
  subacquea di quel territorio.
   Successivamente,  nel luglio 2020, nello stesso  tratto  di  mare,
  ormai  di conclamato e riconosciuto interesse archeologico,  e  già
  oggetto  di  altre  segnalazioni del signor  Francesco  Brascia,  -
  subacqueo  locale in attività di snorkeling -, segnalò la  presenza
  di  pochi frammenti anforici e di alcuni elementi lignei,  a  poche
  centinaia di metri dal sito del relitto Marausa 1, come da denuncia
  presentata  dallo  stesso signor Brascia alla Guardia  costiera  di
  Trapani, il 13 luglio 2020.
   Nell'agosto dello stesso anno, la Soprintendenza del mare, sebbene
  il  sito  fosse  già conosciuto per la presenza di  altre  evidenze
  archeologiche  già  segnalate,  di  cui  in  seguito  si  riferirà,
  condusse  un  primo sondaggio che confermò la presenza di  evidenze
  lignee,  e  ne dispose la messa in sicurezza mediante la copertura,
  con  oltre  cento  sacchi  di sabbia, in attesa  di  un  intervento
  sistematico.
   L'Amministrazione regionale, consapevole del valore del patrimonio
  culturale  sommerso, individuò in tempi rapidi le necessarie  linee
  di  finanziamento  a valere sul già esistente  "Patto  per  il  Sud
  2014/2020",    e   grazie   alle   competenze   specifiche    della
  Soprintendenza  del mare fu predisposta una rimodulazione  organica
  del  progetto di valorizzazione del comprensorio archeologico dello
  Stagnone,  denominato: "Patto per il Sud 2014/2020,  Marsala-Mozia,
  promozione  gestione e conservazione del patrimonio sommerso  dello
  Stagnone di Marausa".
   In  tale  modo  fu  aggiornato  il progetto  includendo  anche  il
  recupero  del  relitto  in  un  unico  piano  operativo,  così   da
  attualizzare virtuosamente la valorizzazione del comprensorio  alle
  ultime scoperte archeologiche.
   Sebbene  uno  scavo archeologico, soprattutto subacqueo,  comporti
  inevitabili   margini   di  incertezze  che   rendono   impossibile
  programmare con assoluta precisione le fasi successive di restauro,
  fruizione e la valorizzazione dell'esperienza ultraventennale della
  Soprintendenza  del  mare - riconosciuta  a  livello  europeo  come
  eccellenza  del  settore - ha consentito di elaborare  un  progetto
  dettagliato e tecnicamente puntuale.
   Nel merito, si precisa che il progetto prevedeva la valorizzazione
  del  comprensorio dello Stagnone non sulla base di attuali  confini
  intercomunali  -  si ricordi che il comune di Misiliscemi  è  stato
  istituito  solo  nel  2021  e, pertanto, in  data  successiva  alla
  progettazione  -  bensì  sulla  base della  definizione  del  Piano
  paesaggistico    territoriale,   che   all'articolo    28    recita
  testualmente:  "Compreso tra la foce del  Birgi  e  Capo  Boeo,  lo
  Stagnone  è  parte di un antico altopiano alluvionale  parzialmente
  colmato.  Esso  filtra il passaggio tra terra  e  mare  e  il  mare
  aperto,  tra la Sicilia e le Egadi, e inoltre, obiettivi di qualità
  paesaggistica  sono  la  valorizzazione e  il  miglioramento  della
  fruizione delle aree archeologiche".
   In tal modo una fonte ufficiale ha chiarito inequivocabilmente che
  lo  Stagnone  di  Marsala inizia verso nord, alla  foce  del  fiume
  Birgi. La foce storica del fiume Birgi si trova esattamente -  così
  come da ricerche di Wikipedia - esattamente in contrada Marausa.
   Alla  luce  di  quanto  sopra, si ritiene aver  chiarito  come  la
  località  di Marausa è parte integrante dello Stagnone di  Marsala,
  avendo risolto, senza tema di smentita, il quesito presentato  come
  grave anomalia amministrativa nell'interrogazione, dove sembrerebbe
  ipotizzarsi  che  l'ambito  marino di  Marausa  non  rientri  nelle
  definizioni "geografico-territoriale" dello Stagnone di Marsala.
   Ciò  precisato, il 15 giugno 2023 sono state avviate le operazioni
  di  recupero  del  relitto  "Marausa II", denominazione  attribuita
  secondo la prassi archeologica e amministrativa in base al toponimo
  del  luogo  di  ritrovamento,  sotto  la  direzione  scientifica  e
  archeologica subacquea responsabile della Soprintendenza  del  mare
  del  progetto  e  con  il supporto dell'impresa aggiudicataria  dei
  lavori.
   Concluse  le  operazioni di scavo e documentazione con  l'adozione
  delle  tecnologie  più avanzate, si è proceduto alla  progettazione
  dell'operazione  di  recupero. L'evento  ha  rivestito  eccezionale
  rilevanza  poiché,  per  la prima volta nel Mediterraneo,  è  stata
  realizzata  con  successo una complessa operazione  di  recupero  e
  trasporto  via  mare  mediante  la  realizzazione  in  situ  di  un
  esoscheletro  strutturale  che ha consentito  il  sollevamento,  il
  mantenimento   e   il   galleggiamento  dell'intera   imbarcazione,
  presentando del tutto una struttura originaria della stessa e senza
  dovere procedere al suo smontaggio.
   Si  è trattato di un'operazione di altissima tecnologia progettata
  nei  minimi particolari e confortata anche dal parere di un docente
  di idrodinamica dell'università di Palermo, eseguita magistralmente
  dalla  ditta  aggiudicataria,  con  la  sorveglianza  continua  dei
  tecnici della Soprintendenza del mare.
   Il  relitto,  così protetto, è stato riportato in superficie  dopo
  circa  milleottocento  anni mediante i palloni  di  sollevamento  e
  cassoni, per poi essere trainato a lago e condotto fino al porto di
  Marsala.  L'operazione autorizzata e scortata dalla Capitaneria  di
  porto  di  Trapani e Marsala ha comportato un tragitto di circa  12
  ore, con costante monitoraggio subacqueo assistito, continuamente e
  attivamente, dalle imbarcazioni della Guardia Costiera.
   L'imbarcazione,  utilizzata per le operazioni di traino,  è  stata
  selezionata  a seguito di approfonditi confronti tra  la  direzione
  lavori e la direzione tecnica della Capitaneria di porto; la scelta
  è  stata  effettuata  valutando attentamente le caratteristiche  di
  dislocamento  e  la  capacità di mantenere una velocità  di  traino
  costante inferiore a un nodo e mezzo, parametro ritenuto essenziale
  al  fine di evitare qualsiasi rischio di danneggiamento del relitto
  durante il trasferimento.
   Nel corso della valutazione, né le imbarcazioni di proprietà della
  Capitaneria di porto, che si era proposta ad effettuare  il  traino
  con     mezzi    propri,    né    il    rimorchiatore    menzionato
  nell'interrogazione hanno dimostrato di possedere requisiti tecnici
  adeguati  a  garantire  la salvaguardia  del  bene  nel  corso  del
  trasporto.  L'unità prescelta è risultata essere il  Merendero,  di
  proprietà  della società Blue Tek Diving con sede a  Marettimo,  la
  quale    ha   ottenuto   sia   l'approvazione   tecnica   dell'ente
  certificatore,  per lo svolgimento dell'operazione di  traino,  sia
  l'autorizzazione formale della Capitaneria di porto.
   Giunto  al  porto  di  Marsala il relitto  è  stato  sottoposto  a
  delicate   operazioni  di  allaccio  e  successivamente  trasferito
  mediante  trasporto  eccezionale  terrestre  con  la  scorta  della
  Polizia municipale fino al Museo archeologico Baglio Anselmi dove è
  stato collocato in una grande vasca appositamente realizzata per la
  desalinizzazione in acqua dolce e il consolidamento preliminare del
  restauro.
   Grazie alla collaborazione del Parco archeologico Lilibeo-Marsala,
  tali   operazioni  sono  state  svolte  sotto  una   tendostruttura
  temporaneamente  appositamente collocata nell'atrio  interno  dello
  stesso,  trasformato  per  l'occasione  in  un  laboratorio  aperto
  inserito  nel  percorso museale che ha innescato positive  ricadute
  sia  nell'offerta espositiva sia sul coinvolgimento delle  comunità
  locali.  Si  ricorda che sono state organizzate anche due  giornate
  dal FAI che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone  e
  di  numerose  scolaresche, il primo mese ricordo che sono  arrivati
  800 bambini a guardare questa meraviglia.
   Conformemente alle best practices, la Sovrintendenza del  mare  ha
  garantito  la  conservazione del relitto in  un  ambiente  protetto
  vigilato h24 all'interno dell'area recintata del parco e dotato  di
  sistemi di video sorveglianza e custodia. Tutto ciò premesso ancora
  prima  dell'avvio  dei lavori la Sovrintendenza del  mare,  per  il
  tramite  del direttore dei lavori, ha attivato un ampio network  di
  collaborazione   con  enti  di  eccellenza  regionale,   nazionale,
  internazionale  per  le  fasi  di  diagnostica,  consolidamento   e
  restauro
   In  particolare la collaborazione col Parco archeologico,  accordi
  scientifici  con il Museo delle navi antiche di Pisa e il  relativo
  Centro  di  restauro  del  legno bagnato,  accordo  con  il  Centro
  regionale per la progettazione del restauro...

   LA VARDERA. Andiamo al signor Brascia

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Andiamo alla fine? Bene.
   In  merito all'ipotizzata attività di sorveglianza posta in essere
  dal  signor  Brascia  in  presunta assenza  di  vigilanza  pubblica
  adeguata non risulta che allo stesso né tanto meno ai membri  della
  sua  famiglia  sia mai stato chiesto da parte della  Sovrintendenza
  del mare di svolgere attività di sorveglianza sul cantiere di scavo
  che,  giusta  normativa sugli appalti era in consegna  e  sotto  la
  diretta responsabilità della ditta appaltatrice, quest'ultima aveva
  regolarmente recintato la porzione terrestre del cantiere stesso  e
  lo  aveva  dotato  di un sistema di video sorveglianza  autonomo  e
  indipendente mentre nella parte marinara aveva segnalato l'area  di
  intervento  mediante  apposite boe conformemente  all'ordinanza  di
  interdizione  emessa dietro apposita richiesta della Sovrintendenza
  del mare della Capitani di porto.
   A  conferma di ciò si richiamano le sporadiche comunicazioni e  le
  relative chat intrattenute con la direzione dei lavori (sono  state
  agli atti della Sovraintendenza) inviate durante ore notturne dallo
  stesso  signor  Brascia al direttore tecnico e alla  direzione  dei
  lavori  per  segnalare attività estranea al di fuori  del  cantiere
  perimetrato, ad esempio presenza di piccole imbarcazioni  da  pesca
  la  cui attività non ha comunque mai in nessun modo arrecato  danno
  turbativa e quant'altro.
   L'eventuale attività di vigilanza posta in essere motu proprio dal
  signor  Francesco  Brascia  esterna alla  recinzione  dell'area  di
  cantiere  anche a lui interdetta deve pertanto ritenersi del  tutto
  volontaria  e  ovviamente non richiesta oltre che arbitraria  viste
  tutte le diligenze poste in essere dalla ditta appaltatrice e dalla
  stessa Sovrintendenza del mare, non in ultimo mettendo a conoscenza
  dell'attività  il nucleo tutela patrimonio culturale dell'Arma  dei
  Carabinieri.
   Si ritiene pertanto di poter del tutto tranquillizzare l'onorevole
  interrogante  circa  la  presunta  assenza  di  vigilanza  pubblica
  adeguata.
   In  merito  al  conferimento dell'onorificenza di Cavaliere  della
  Repubblica  al  signor  Brascia, si precisa  che  l'Amministrazione
  regionale  non  ha  mai avanzato alcuna proposta  in  tal  senso  e
  conseguentemente  non è a conoscenza né di soggetti  proponenti  né
  delle motivazioni adottate a sostegno della nomina.
   Del  tutto  superfluo ricordare a tal proposito che ai  sensi  del
  codice  dei  beni  culturali le ricerche  archeologiche  e  più  in
  generale  le attività finalizzate al rinvenimento di beni culturali
  in qualsiasi parte del territorio regionale compresi i fondi marini
  sono   di  competenza  esclusiva  dell'Assessorato  regionale  beni
  culturali; chiunque rinvenga fortuitamente beni culturali è  tenuto
  a  darne  comunicazione  entro  24 ore  alle  autorità  competenti,
  articoli   88  e  90  del  Codice,  obbligo  di  denuncia  talmente
  stringente   che   l'omissione  della  segnalazione   nei   termini
  prescritti comporta una sanzione penale pari all'arresto fino a  un
  anno  e  l'ammenda  da  310  euro a 3099 euro,  così  come  analoga
  sanzione  è  prevista per chiunque svolga ricerche archeologiche  o
  comunque  operazioni di recupero di beni culturali senza prescritta
  autorizzazione, articolo 175 del codice.
   Il  codice  prevede con finalità di incentivo al senso civico  che
  l'amministrazione  possa riconoscere allo  scopritore  fortuito  un
  premio  non  superiore a un quarto del valore del  bene  rinvenuto,
  riconoscendo che non si estende tuttavia al semplice segnalatore  o
  allo  scopritore che abbia fatto ricerca volontaria ne è  dovuto  a
  chi  abbia  effettuato ricerche lungo i fondali  marini,  senza  le
  necessarie autorizzazioni, questo è l'articolo 92.
   Alla  luce di tale disposizione si noti come il comportamento  del
  signor  Brascia,  pur  riconoscendone  il  valore  in  termini   di
  collaborazione  e di tempestiva segnalazione di un  bene  culturale
  all'interno di un contesto archeologico già noto, rientri  tra  gli
  obblighi  previsti dalla normativa vigente dove il senso  civico  è
  debitamente  compensato nei casi rigidamente normati e  che  devono
  essere  applicati  in modo imparziale nei confronti  di  tutti  gli
  scopritori  che  negli anni hanno contribuito alla segnalazione  di
  siti culturali subacquei.
   Nel caso specifico dello specchio d'acqua di Marausa, già inserito
  nel  Piano  paesaggistico  territoriale,  l'interesse  archeologico
  dell'area,  già noto da oltre vent'anni alla comunità  scientifica,
  oltre che a quella locale, infatti, in seguito al rinvenimento  nel
  '99 del relitto Marausa 1, segnalato dai signori Di Bono e D'Amico,
  sono  stati individuati negli anni precedenti anche un vasto areale
  di  dispersione  di  ceramica e di una banchina palificata  di  età
  romana, situata nei pressi della paleo foce del fiume Birgi.
   In  particolare,  il  punto  esatto del  riferimento  del  relitto
  Marausa  2  era già noto negli anni 2000 per la presenza di  alcune
  lastre litiche semi sommerse segnalate sempre dai signori Di Bono e
  D'Amico,  ben  prima della comunicazione del signor  Brascia:  tale
  circostanza  è  documentata  anche da una  pubblicazione  dell'ing.
  Gaetano Lino, già Dirigente presso la Sovrintendenza del Mare,  nel
  volume  "Sebastiano Tusa, Una Vita per la cultura",  dove  l'autore
  riporta testualmente  il luogo del rinvenimento del relitto Marausa
  2,  era  noto  sin dall'anno 2000 per la presenza di alcune  lastre
  litiche.

   PRESIDENTE. Assessore, se possiamo andare magari alla parte finale
  poi, comunque, questa sarà consegnata in maniera scritta al collega
  e  a  chi ne volesse poi prenderne visione, però io direi di andare
  magari    all'ultimo    pezzo,   magari    nella    parte    finale
  dell'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Nella  parte  finale ci sono una serie di cose, si auspica  che  le
  informazioni qui fornite risultino esaustive ai fini del  riscontro
  all'interrogazione  in oggetto, contribuendo  altresì  a  dissipare
  ogni  possibile  incertezza circa la correttezza e la  tempestività
  delle  operazioni condotte dalla Sovraintendenza  del  Mare,  dalla
  scoperta del relitto fino alle successive attività di scavo  nonché
  in  ordine all'ipotizzato disinteresse agli ulteriori interventi di
  restauro e musealizzazione, così come si ritiene fugato ogni dubbio
  in  merito  alla  presunta marginalizzazione del  signor  Francesco
  Brascia.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,
  posto  che  è  fuor  di dubbio che sulla vicenda  ampiamente  si  è
  occupata  la  collega Ciminnisi con diversi atti  parlamentari,  il
  tema  è  uno perché le ho anche fatto io queste interrogazioni,  il
  signor  Brascia  che  non conoscevo, un paio  di  mesi  fa,  mi  ha
  raggiunto   qui   in   Parlamento  raccontandomi   questa   vicenda
  relativamente al fatto che da una parte abbiamo il Presidente della
  Repubblica  che gli conferisce l'Ordine al Merito della  Repubblica
  italiana e d'altra parte abbiamo la Regione siciliana che non  solo
  non  gli dice neanche grazie, ma fondamentalmente gli dice:  guarda
  è colpa tua quasi se hai trovato questo bene . No?
   Cioè,  è questo l'elemento strano, assessore, abbiamo un cittadino
  siciliano  che  fa  il  suo dovere, per carità,  nessuno  lo  vuole
  elevare  ad  eroe  o a mitizzare, però se da una parte  abbiamo  il
  Presidente della Repubblica che gli dà una onorificenza e lei, uomo
  delle  Istituzioni,  sa quanto sia importante questa  onorificenza,
  come  è  possibile che non le è venuto in mente di chiamare  questa
  creatura nel suo ufficio, quanto meno gli fa una targa, quanto meno
  gli dà un riconoscimento.
   Questo  chiede  questo signore, posto che a mio  avviso,  dovrebbe
  essere  anche riconosciuto anche un indennizzo, lo dice  la  legge,
  poi  il  signor  Brascia farà benissimo a  fare  le  sue  cause,  a
  intentare le cause contro la Regione, perché la legge parla chiaro,
  se  tu  scopri  un  relitto  hai  anche  il  diritto  ad  avere  un
  emolumento.  Ma  posto che poi si vedrà rispetto alla  pecunia,  la
  particolarità,  ma  io dico, come atto politico, assessore,  questo
  signore  chiede  semplicemente che la  Regione  gli  dica:  "Bravo,
  quantomeno sei stato cittadino modello".
   Ma  lo  faccia,  non  le costa nulla  Cioè,  le  do  un  consiglio
  comunicativo.  Cioè, io dico, ma se lo chiami questo signore   Vada
  lì, gli stringa la mano, gli dica complimenti, grazie perché ti sei
  reso  utile. Questo lamenta il signor Brascia, che nemmeno è  stato
  considerato e quasi è diventato un problema il fatto che lui  quasi
  abbia  fatto la guardiania e abbia svolto il suo dovere.  Questo  è
  l'elemento di interesse pubblico.
   Poi,  ovviamente,  tutta  la  vicenda  che  è  complessa,  che   è
  composita, che anche, giustamente, rispetto ai soldi e a come  sono
  stati  spesi  rispetto  a  questa  vicenda,  è  una  vicenda   che,
  giustamente,  merita  un approfondimento  e  la  ringrazio  per  la
  risposta   e   prenderò  tutto  il  carteggio  e,  ovviamente,   lo
  approfondirò.
   Però, mi ritengo in questo parzialmente soddisfatto e le chiedo di
  prendere  un  impegno  in  quest'Aula. Sarò pienamente  soddisfatto
  quando la vedrò incontrare il signor Brascia.
   Questo  impegno,  assessore, lo può prendere  davanti  quest'Aula?
  Tanto  la  prossima  è  la  mia interrogazione,  se  vuole  mi  può
  rispondere a questa, sennò poi il Presidente si offende.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Andiamo  all'interrogazione numero 1981:  "Urgenti  interventi  in
  merito  alle  carenze  nella  gestione del  Parco  archeologico  di
  Himera,  Solunto e Iato e accertamenti su un'autorizzazione  ad  un
  soggetto con parentele mafiose", a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore Scarpinato  per  fornire  la
  risposta.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor  Presidente,  onorevole  La Vardera,  intanto  le  dico  che
  l'Assessorato  ai  beni  culturali non ha  contezza  rispetto  alla
  concessione   di  un'onorificenza  che  ho  pure  io,   perché   le
  motivazioni,  lei lo sa, attengono ad un percorso particolare  che,
  sostanzialmente,  non  va  ad incrociare,  invece,  quello  che  la
  Regione  siciliana, piuttosto che l'Assessorato ai beni  culturali,
  svolge.
   Sarà  mia cura domani fare una telefonata perché io non lo conosco
  e   non   lo   sapevo,   io  so  solo  che  abbiamo   risposto   ad
  un'interrogazione così come è nostro dovere perché ognuno di noi ha
  un  obbligo e noi dobbiamo dare seguito e risposte certe, sicure  e
  documentate  agli  onorevoli interroganti che si prodigano  in  tal
  senso.  Tornando all'interrogazione, quindi, già da  domani  io  lo
  chiamerò.

   LA VARDERA. Le suggerisco di chiamare anche il signor Di Bono.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Mancano i numeri di telefono ma li troverò.
   E  allora,  sulla  scorta di quello che ha  detto  il  Presidente,
  cercherò di andare un attimino più spedito.
   Rispetto  all'ultima interrogazione, sempre a firma dell'onorevole
  La  Vardera, ho fatto una disamina indicando, diciamo, i vari  siti
  che  sono  afferenti al nostro parco ed entrando nel  merito,  dopo
  questa  necessaria introduzione, ci si può addentrare  nell'analisi
  specifica  trattando  i  punti cruciali dell'atto  ispettivo  e  si
  rappresenta  che,  nella considerazione dei vantaggi  derivati  dal
  pascolo  degli animali, limitatamente al diserbo dell'area data  in
  concessione, attività che a tutt'oggi, a causa dell'esiguità  delle
  risorse  di  cui  dispone  il parco, si  riesce  a  effettuare  con
  notevoli  difficoltà  e ritenuto, altresì,  che  il  pascolo  degli
  animali  è  inteso come un'ulteriore attività di diserbo  ecologico
  sostenibile  e  rispettosa  dell'ambiente,  sebbene  effettuata  in
  un'area  di  interesse  archeologico non ancora  scavata,  è  stata
  rinnovata l'autorizzazione a titolo oneroso, per la durata di  anni
  tre,  per  l'utilizzo  dei  pascoli dei terreni  proprietà  dell'ex
  Artese ricadente nell'area archeologica di Himera.
   A  tal  fine,  è  stata acquisita la certificazione sanitaria  del
  bestiame   rilasciata  dall'ASP  di  Palermo  nonché   la   polizza
  assicurativa,  oltre che il canone del pascolo pagato  in  un'unica
  soluzione.
   Con  riguardo  alla presunta appartenenza della concessionaria  ad
  organizzazioni mafiose, è stata immediata immediatamente sospesa in
  autotutela  la  concessione di pascolo e sono stati  richiesti,  al
  contempo,  alla  Procura della Repubblica di  Termini  Imerese,  il
  certificato  all'anagrafe delle sanzioni amministrative  dipendenti
  da  reato,  il  certificato  carichi dipendenti  e  il  certificato
  casellario   giudiziale  che  hanno  fornito,  rispettivamente,   i
  seguenti esiti: nulla, non risultano carichi pendenti, nulla.
   Si  elencano  i  provvedimenti specifici  posti  in  essere  dalla
  direzione  del  Parco  archeologico per una gestione  efficace  del
  sito, volta a garantire la tutela e la conservazione e a promuovere
  la   conoscenza   e   la   valorizzazione;  sicurezza   del   sito,
  installazione   di   sistemi  di  sorveglianza,  collegamento   con
  l'Antiquarium,  presenza  h24 di personale  addetto,  rafforzamento
  della  recinzione,  realizzazione della staccionata,  conservazione
  della   manutenzione,  controllo  e  gestione  della   vegetazione,
  regolare  rimodulazione della vegetazione infestante,  monitoraggio
  dello  stato conservativo, accessibilità, sostenibilità, promozione
  e valorizzazione del sito culturale.
   Questi   provvedimenti,  integrati,  rappresentano   un   percorso
  strategico  per la tutela e la valorizzazione del sito  di  Himera,
  assicurandone   la  conservazione  nel  tempo  e  favorendone   una
  fruizione responsabile e consapevole.
   A  tal  proposito,  è stato costituito un gruppo di  progettazione
  riguardante   il  ripristino  della  funzionalizzazione   e   della
  valorizzazione dell'area archeologica della città alta. Trattando i
  possibili danni ai reperti causati dal pascolo, si rappresenta  che
  durante  il  sopralluogo del 28 maggio 2025 nell'area  concessa  al
  pascolo,  alla  presenza  anche del coordinatore  del  servizio  di
  fruizione   di  tutela  e  vigilanza  del  sito,  non  sono   state
  riscontrate criticità nell'area archeologica.
   Nessun   danno,  pertanto,  è  stato  causato  dal   pascolo.   Si
  sottolinea,  ulteriormente, che il pascolo degli  animali  è  stato
  effettuato  in  un'area  di interesse archeologica  ma  non  ancora
  scavata  e  che la finalità della concessione è stata di effettuare
  un   diserbo  ecologico  sostenibile  e  rispettoso  dell'ambiente,
  ovviamente, in relazione all'esiguità delle risorse di cui il Parco
  dispone.
   Considerata la grandezza dell'area archeologica estesa (circa  100
  ettari) si riesce ad effettuare il diserbo meccanico e manuale solo
  nelle  aree ritenute prioritarie. Per la rimozione delle sterpaglie
  si  rappresenta che sono stati effettuati interventi di diserbo che
  hanno  garantito  le normali fruizioni del sito,  la  realizzazione
  degli  spettacoli  e delle manifestazioni estive  in  comunità  del
  pubblico e del personale in servizio.
   Andando  avanti, nel periodo che va dal mese di luglio al mese  di
  agosto  dell'anno scorso è stato effettuato un altro intervento  di
  diserbo,  avvalendosi  degli  operai  dell'Ente  Sviluppo  Agricolo
  ripassando le aree a ridosso dell'Antiquarium nella strada comunale
  che  si  diparte dalla statale 113 e costeggia l'area  archeologica
  della  città  alta, un importante canneto tra la 110 e  l'area  del
  Tempio  della  Vittoria. Ed ancora, tutta l'area del  Tempio  della
  Vittoria dove si trova anche il Museo Pirro Marconi e bonificato il
  giardino di agrumi posto a ridosso dello stesso Museo.
   Non lo dovrei dire perché lei ha detto no, ma io glielo ridico. Un
  ringraziamento  conclusivo  va rivolto all'onorevole  interrogante,
  certo  che  si  è  reso protagonista nel sostenere  nel  corso  dei
  recenti  lavori  parlamentari  per l'approvazione  della  legge  di
  stabilità  bilancio  per l'anno 2026, laddove sono  stati  inseriti
  specifici   interventi  finanziari  a  sostegno  dei   parchi,   in
  particolar modo dei cosiddetti parchi minori.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LA   VARDERA.  Signor  Presidente,  allora  questa  interrogazione
  riguardava  un  fatto che, obiettivamente, merita  una  riflessione
  ampia sul senso dell'opportunità dell'Amministrazione regionale  di
  contrarre un contratto...

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Abbiamo stoppato subito.

   LA  VARDERA.  ...perché  al  di  là delle  sterpaglie,  delle  non
  sterpaglie, il fatto che delle mucche possano pascolare sui reperti
  archeologici questo fa sempre riferimento all'idea complessiva  che
  sia della gestione dell'arte, della cultura, dell'archeologia della
  nostra  terra, cioè l'idea che la Regione Siciliana ha di custodire
  reperti archeologici e farci - scusi il termine improprio di questo
  Parlamento  -  farci   cagare le vacche  sui reperti  archeologici
  questo  è tecnicamente quello che accade in quella roba lì  Allora,
  il  tema è uno, assessore. Io avevo fatto una interrogazione  nella
  quale  dicevo, sostanzialmente, c'era un contratto posto in  essere
  con  l'allora  direttore Domenico Targia in  favore  della  signora
  Elisa  Baratta,  leggo  testualmente  perché  è  importante  essere
  precisi.
   Approfondendo,  emergeva  un  dato gravissimo:  la  signora  Elisa
  Baratta risulta essere figlia del signor Pietro Baratta nipote,  di
  Antonino  Baratta,  soggetto che era stato  dichiarato  socialmente
  pericoloso in quanto imprenditore in affari fin dagli anni  Ottanta
  con  i maggiori esponenti della mafia di Termini Imerese e pertanto
  erano  stati  confiscati alcuni beni a lui intestati,  sentenza  di
  Cassazione numero 35783.
   Il   canone   concesso  per  tale  uso  privatistico  di   un'area
  archeologica   è  di  circa  210  euro  annui,  cifra   palesemente
  sproporzionata  rispetto  al valore del  bene  pubblico  coinvolto.
  Questo era il nodo di questa interrogazione, cioè noi abbiamo  dato
  un  pezzo  importante  di terreno, dove far  pascolare  le  proprie
  vacche, ad una famiglia che basta andare a Termini Imerese  e  dire
  il  cognome  Baratta, per rendersi conto che  è  una  famiglia  con
  importanti parenti in ordine alla mafia di Termini Imerese.
   Allora,  è questo l'elemento che mi ha fatto saltare dalla  sedia,
  anche  perché il paradosso di questa storia, assessore,  è  che  il
  parcheggio, dove insiste il Parco archeologico, cioè il  parcheggio
  del  Parco  archeologico, è stato confiscato proprio alla  famiglia
  Baratta.  Cioè,  da  un lato lo Stato li butta fuori,  eludendo  il
  parcheggio; dall'altra parte, gli concede di poter far pascolare le
  proprie vacche all'interno del Parco archeologico  Robe degne, robe
  degne  di  Pirandello, se Pirandello fosse vivo potrebbe  farsi  un
  giro  all'Assessorato  che  si occupa di  beni  archeologici  e  si
  renderebbe conto. Tant'è che era talmente vera la mia segnalazione,
  che voi avete immediatamente rescisso il contratto. Ma io dico,  ma
  serve sempre La Vardera per arrivare nei territori a farvi scoprire
  che ci sono dei problemi e poi dovete rescindere?
   Il  tema è, ma come fa a fidarsi di uno come Domenico Targia?  Uno
  come  Domenico Targia, che è l'architetto che si occupa di più beni
  culturali, lei lo ha tenuto lì. Mi sarei aspettato che dopo che  La
  Vardera le facesse scoprire questa vicenda indecorosa e, ovviamente
  degna  del  fatto che io sono convinto che un uomo come lei,  delle
  istituzioni,  che  indossa la divisa, nemmeno lo sapeva  di  questa
  cosa.  Gliel'ho  fatto  presente,  lei  giustamente,  puntualmente,
  precisamente,  lo  ha  revocato dopo due  secondi  quel  contratto,
  meraviglioso
   Ma  il  tema  è: in questo Paese, quando qualcosa non  funziona  e
  quando giustamente un parlamentare  tira fuori il problema, non c'è
  poi   una  conseguenza  rispetto  a  quel  funzionario  che  decide
  inopinatamente  di  dare un pezzo di terreno per  farci,  scusi  il
  termine,  questo  è  un  Parlamento,  ma  questo  succedeva,  farci
  sostanzialmente defecare le vacche e poi arrivare al punto tale (ho
  usato anche un termine buono) al punto tale di darlo a dei parenti,
  la cui storia della famiglia è abbastanza pericolosa, al punto tale
  che  il  parcheggio di quel parco archeologico è  stato  confiscato
  alla mafia
   Mi  sarei  aspettato,  da  parte sua, che  prendesse  l'architetto
  Targia  e  gli  desse  un biglietto di sola  andata  nel  Guatemala
  superiore.  Non lo ha fatto. Non solo non lo ha fatto,  ma  siccome
  Targia  risponde  a  un  partito politico,  sostanzialmente  che  è
  Fratelli  d'Italia,  questo è il vero tema,  lei  l'ha  tenuto  lì,
  continua a star lì, continua a far sì che i parchi archeologici - e
  nei  prossimi giorni, a proposito di Targia, ne usciremo  altre  di
  cose,  ancora  peggiori - mi aspetto sostanzialmente che  lei,  per
  l'ennesima  volta, abbia un sussulto di dignità rispetto all'ordine
  militare   di  farlo  rimanere  al  suo  posto,  cioè  di  buttarlo
  sostanzialmente fuori, in maniera pacata, perché non è in grado  di
  gestire  i  parchi  archeologici,  li  tiene  chiusi,  non  li   fa
  proliferare, i biglietti sono morti
   Ma non solo, gestisce e fa dare i propri terreni alle famiglie per
  farci  pascolare le vacche, famiglie in capo alle mafie di  Termini
  Imerese, folle, una cosa folle  Lei interviene, lo fa, giustamente,
  ma  poi  lo  mantiene, questo è il Paese in cui gli architetti  che
  gestiscono  i  parchi archeologici, se sbagliano  devono  andare  a
  casa,  perché  il messaggio che passa è devastante a chi  ci  segue
  fuori,  a chi guarda la politica: tanto alla fine questi fanno  ciò
  che  vogliono  e  poi  non  paga  nessuno,  anzi  pagano  sempre  i
  cittadini  Non mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo completato con la  Rubrica
  degli atti ispettivi  Beni culturali ed identità siciliana .


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di intervenire l'onorevole  Giambona  e
  l'onorevole  La Vardera, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,  del
  Regolamento interno dell'Assemblea.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  in
  questa  seduta d'Aula anche per riprendere quella che è  stata  una
  notizia  riportata da varie testate giornalistiche,  proprio  nella
  giornata  di  oggi. Parto dal presupposto che il  presidente  della
  Regione,  tutti  i presidenti della Regione, sono primo  organo  in
  termini  di  controllo del territorio, ma anche  per  garantire  la
  sicurezza della propria Regione.
   E  parto  con questa considerazione perché ritengo che  il  nostro
  presidente  della  Regione, da questo  punto  di  vista,  non  stia
  compiendo  tutti  gli  atti necessari, perché  in  questo  momento,
  colleghi  e  colleghe, Presidente e cittadini che ci sentono  e  ci
  vedono  da  casa,  è in atto una vera e propria strage  silenziosa.
  L'articolo  e  gli  articoli di giornale, che sono  usciti  appunto
  oggi,  e  riguardano in questo caso i morti sul lavoro sono,  e  ci
  danno,  un quadro che è assolutamente inquietante  È una situazione
  impietosa  in  cui versa la Regione siciliana, una vera  e  propria
  strage. Guardate, se notiamo i numeri, ci consegnano un dato che ci
  fa    preoccupare   oltremodo,   rispetto   ai   dati   dell'ultimo
  monitoraggio.  Ecco,  questi,  sono aumentati  dal  2024  al  2025,
  passando  da  24.334  a 25.199, più 865. Gli infortuni  sul  lavoro
  aumentano,  fondamentalmente,  in quasi  tutte  le  Province  della
  Regione siciliana, in alcuni casi anche del 10, del 15%.
   Palermo  balza in avanti addirittura da 5.587 a 5.950. Catania  ha
  numero di infortuni sul lavoro addirittura superiore a quello della
  provincia di Palermo: i morti sul lavoro passano da 76 a 87, e sono
  tutti  i settori merceologici che sono interessati a questa vera  e
  propria      carneficina:     dall'industria,      all'artigianato,
  all'agricoltura, anche il settore pubblico.
   Gli   infortuni  mortali  sul  lavoro  sono  anch'essi  aumentati,
  passando  da 24 a 23. Fino a ieri l'altro, abbiamo pianto la  morte
  di  Alessio La Targia, un quarantenne di Villabate, che lascia  una
  moglie e due figlie.
   Ma  c'è  anche  un altro dato, signor Presidente e  colleghi,  che
  aumentano  gli infortuni in itinere. E questo è un dato che  ci  fa
  riflettere  ulteriormente. L'altro giorno c'è stato  un  infortunio
  sul  lavoro,  una  morte sul lavoro, che ha visti  coinvolti  degli
  operatori sanitari sulla Palermo-Agrigento, altri morti sul  lavoro
  sulla  Palermo-Sciacca, sull'autostrada Palermo-Catania. Questo  ci
  fa   riflettere   su   come,  su  questo  fenomeno,   incidano   le
  inefficienze,  anche  dal  punto di  vista  infrastrutturale  della
  nostra  rete di trasporti. E allora, quando parliamo di  morti,  di
  gente mutilata, di gente che non avrà più la possibilità di portare
  il  pane a casa, noi non parliamo, naturalmente qui di numeri,  non
  parliamo  di  statistiche, parliamo di volti, parliamo di  persone,
  parliamo  di  quelle che sono famiglie spezzate che ci  consegnano,
  con questi numeri, quella che è una crisi complessiva di sistema, o
  un  problema dal punto di vista infrastrutturale, dato  dal  lavoro
  nero,  dato  dal  lavoro  grigio, dato  dal  mancato  rispetto  dei
  contratti collettivi maggiormente rappresentativi, dal fenomeno del
  dumping  contrattuale, dal lavoro povero, dal sistema della  catena
  dei subappalti.
   Noi abbiamo lavoratori che sbarcano il lunario - per così dire - a
  600,  800  euro  al mese, al settore del turismo, al settore  della
  ristorazione.  E, in tutto questo, c'è una carenza  di  formazione,
  una  salute e sicurezza sul lavoro che viene vista in alcuni  casi,
  solamente come un peso.
   Per  non  parlare  poi - e mi accingo a concludere  -  del  nostro
  sistema  dei controlli, che fondamentalmente, in Regione siciliana,
  è  quasi  assente.  Abbiamo poche decine di ispettori,  abbiamo  il
  supporto  del  Ministero,  con ispettori  a  livello  nazionale  in
  Sicilia,  ma  sono sempre insufficienti: ci vorrebbero,  almeno  in
  Sicilia, 500 ispettori.
   Ma la questione della carenza dei controlli non riguarda solamente
  gli  infortuni  e  i morti sul lavoro, riguarda  anche  un  sistema
  economico  che così, senza controllo, è drogato. C'è un sistema  di
  concorrenza sleale per cui, molti operatori che lealmente applicano
  i  contratti collettivi e pagano i contributi, per certi versi sono
  superati dal punto di vista commerciale da chi invece tutto  questo
  non  lo fa, per speculare sulla pelle degli impiegati, sulla  pelle
  degli operai.
   Ecco perché, io dico, che su questo tema non abbiamo ascoltato una
  sola  parola dall'inizio della Legislatura da parte del  Presidente
  della  Regione Schifani. Sul tema degli infortuni sul  lavoro:  mai
  una parola  Oggi ci troviamo di fronte ad avere un Governo senza un
  Assessore  al  ramo, ci avevano promesso di bandire i concorsi  per
  ispettori sul lavoro, e di questi concorsi, ancora, non ne  vediamo
  l'ombra
   Noi,  come  Partito  Democratico,  chiediamo  e  crediamo  che  ci
  vogliano degli interventi strutturali seri, delle misure drastiche,
  per  contrastare gli infortuni sul lavoro e garantire uno  sviluppo
  economico  della  nostra Sicilia che sia leale da  parte  di  tanti
  operatori  che  quotidianamente si  muovono  in  questa  direzione.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie, signor Presidente, Governo disperato, non c'è
  più  nessuna  traccia  del Governo, siamo quasi  quattro  deputati,
  ritengo  che alla vicenda di quello che sta accadendo a Niscemi  si
  aggiunga  un ulteriore elemento, un ulteriore documento che  volevo
  consegnare  nelle  mani del Governo che non c'è, che  come  martedì
  scorso,  quando  ho  tirato fuori il PAI, il  documento  del  Piano
  Assetto  Idrogeologico,  ha fatto molto discutere,  tant'è  che  ha
  dovuto costringere oggi il Ministro Musumeci a dovere replicare  in
  Aula  rispetto a quel documento che, sostanzialmente, avevo  tirato
  fuori  in  Aula  e  che dimostrava che il Governo regionale  poteva
  intervenire prima e non l'ha fatto.
   A  quel  documento, oggi, noi tiriamo fuori un ulteriore  elemento
  direi  quasi, diciamo, purtroppo, forse paradigmatico del  modo  in
  cui  questo  Governo  regionale abbia  affrontato  questo  problema
  serio, e mi rivolgo al tema di Niscemi, mandando un forte abbraccio
  ai  niscemesi,  a quelli che stanno vivendo un momento  drammatico,
  agli oltre mille sfollati che non hanno un posto dove stare in  una
  politica  regionale,  purtroppo,  che  ha  bisogno  di  dare  delle
  risposte.
   Allora,  oggi, noi veniamo a scoprire un atto firmato dall'attuale
  assessore  per l'ambiente, Giusi Savarino, che è quasi,  veramente,
  paradossale; molti di voi sanno - i colleghi di quest'Aula - che in
  quella  zona  insiste  il  sistema del MUOS  che,  ovviamente,  gli
  americani  hanno installato illo tempore, questo sistema importante
  nella  strumentazione dell'impianto, anche dell'impostazione  della
  strategia  militare  degli  Stati  Uniti  d'America  e  quel   MUOS
  rappresenta  uno dei più importanti impianti anche per la  gestione
  dei conflitti in Medio Oriente.
   Allora,  cosa fanno gli americani, che sono più furbi del  Governo
  italiano  e  regionale? Si rendono conto che bisognava  fare  degli
  interventi all'interno del loro territorio competente -  quasi  per
  venti  campi  di  calcio,  una  cosa pazzesca  -  e  scrivono,  gli
  americani,  all'assessore Savarino e dicono  vogliamo  farci  degli
  interventi proprio sull'erosione che riguardano la mitigazione  del
  rischio ;  si  rendono  effettivamente, forse,  conto  che  c'erano
  problemi relativamente ai costoni che, quindi, andava sistemato  il
  loro  terreno e, siccome sono americani, non sono secondi a nessuno
  e  non  si aspettano che caschi prima tutto per potere intervenire,
  nel  settembre del 2025, scrivono appunto all'assessore Savarino  e
  le  dicono   ci  pensiamo noi, lo facciamo con i nostri  soldi;  ci
  autorizzi,  assessore,  a potere fare degli interventi  all'interno
  del  territorio , perché, che piaccia o meno, seppure gli americani
  ci  trattano  come  se  i  sudditi  devono  essere  sempre   devono
  sovraintendere  ma  devono  essere, al  contempo,  sottoposti  alle
  regole  del  territorio  siciliano, devono  chiedere  alla  Regione
  siciliana  di  potere intervenire. Tant'è che fanno  un  documento,
  scrivono,   si   riunisce   addirittura  la   Commissione   tecnica
  specialistica  -  cu ci l'havia a diri ad Armao che  si  doveva  in
  qualche modo pronunciare su questa vicenda - e, sostanzialmente, si
  organizzano  per  rimettere a posto quel pezzo  di  terreno  e  far
  fronte anche ad eventuali rischi.
   Allora,  questa storia cosa ci racconta? Ma io dico  all'assessore
  Savarino,  visto che ha autorizzato gli americani  a  sistemare  il
  proprio terreno, ma com'è che non le è venuto in mente, a settembre
  del 2025, di farsi una domanda e dire: non è che se per caso questi
  americani  ci  stanno chiedendo di potere sistemare, eventualmente,
  il  terreno,  c'è  anche  un problema che  riguarda  il  territorio
  abitato?  Cioè, com'è che non le è venuto in mente,  assessore,  di
  porsi    il   problema   che   quell'attività,   che   giustamente,
  sapientemente,  gli americani volevano fare nel proprio  territorio
  andava  fatta  proprio  dal  suo  stesso  Assessorato,  che  è   un
  Assessorato   che  su  questo  argomento,  così  come   l'assessore
  precedente,   Toto   Cordaro,  lei,  assessore   da   poco   tempo,
  sostanzialmente poco o quasi nulla ha fatto rispetto a questo tema;
  ed  ha  avuto  anche  un  campanellino  d'allarme,  cioè  ha  avuto
  l'aiutino  dell'America,  ha  avuto  l'aiutino  degli  Stati  Uniti
  d'America che le hanno chiesto di potere fare degli interventi, lei
  l'ha autorizzato, c'è la sua firma.
   Allora,  questa  è una vicenda che pone degli interrogativi  sulla
  gestione  di  questa  tragedia annunciata, una tragedia  che  tutti
  sapevano  che  stava accadendo e che tutti i governi  che  si  sono
  susseguiti  fanno a gara a chi si deve  a chi se la deve  sfangare
  prima,  dando  le  responsabilità agli altri  Ed è  giusto  che  in
  questo  Parlamento vengano fuori gli atti, vengano fuori documenti,
  vengano  fuori puntualmente, così come ho fatto martedì  scorso,  e
  vedo  che  mi  hanno  anche  seguito tutti  gli  altri  partiti  di
  opposizione, tirando fuori quel documento del PAI.
   Si incastri il Governo sulle proprie responsabilità
   Ed  è giusto che in quest'Aula, seppur vuota - siamo tre deputati,
  è  una cosa incredibile, e quasi zero assessori - si sappia cosa  è
  accaduto  e  cosa  no,  perché questo è il luogo  deputato  a  fare
  chiarezza, il Parlamento
   E,  allora  - concludo, signor Presidente, e la ringrazio  per  il
  tempo  che  mi sta concedendo - ho chiesto al Presidente della  III
  Commissione  Attività produttive , onorevole Vitrano, di audire, la
  settimana  prossima,  gli imprenditori che hanno  avuto  dei  danni
  vertiginosi  da quella frana, che si trovano in quella zona  rossa,
  che  hanno  perso tutto. Un signore che aveva fatto un investimento
  su  un  mulino per un milione e mezzo di euro, che fondamentalmente
  si  trova  disperato  e ha chiesto di essere audito   la  settimana
  prossima, verranno qui in Parlamento, perché la politica  deve  non
  solo ascoltare ma mettere le mani in tasca per dare delle risorse.
   Grazie,  Presidente,  perché più volte  si  è  recato  a  Niscemi,
  dimostrando  anche  un  senso  di  profonda  appartenenza  a   quei
  territori e sono convinto che, insieme, il Parlamento tutto, quando
  si  spegneranno  i  riflettori,  che  ormai  si  stanno  spegnendo,
  rimarremo accanto a quei cittadini.
   Ora,  però,  dico  all'assessore Savarino, si faccia  aiutare,  la
  prossima  volta, dagli americani che, probabilmente, sanno  gestire
  la Regione siciliana meglio di voi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì  10  febbraio
  2026,  alle  ore  15.00, con il seguito dei  punti  all'ordine  del
  giorno,  così  come  avevamo  già stabilito.  Riprenderemo  con  il
  disegno di legge sugli enti locali.

                 La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         227a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 10 febbraio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         2)  Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella