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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 227 di martedì 10 febbraio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 16:49

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

                                Congedi
   PRESIDENTE.  Comunico  il  congedo dell'onorevole  Albano  per  la
  seduta di mercoledì 11 febbraio 2026.
   Comunico, altresì, il congedo dell'onorevole Burtone per la seduta
   di oggi per motivi di salute. L'Assemblea ne prende atto
                               Missioni
   PRESIDENTE. Comunico che l'on. Scuvera sarà in missione dall'11 al
  12 febbraio 2026.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

             Precisazione firmatari interrogazione n. 2684
   PRESIDENTE.  Comunico  che l'interrogazione  n.  2684,  annunziata
  nella seduta d'Aula n. 223 del 27 gennaio 2026 a firma dell'on.  Di
  Paola e altri, è da considerarsi a firma dell'on. Sunseri e altri.
   L'Assemblea ne prende atto.
    Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che:

   con  D.P.A.  n.  43  del  10  febbraio 2026,  l'on.  Santo  Orazio
  PRIMAVERA  è  nominato componente della III Commissione legislativa
  permanente  Attività produttive, in sostituzione dell'on.  Giovanni
  Di Mauro, dimissionario;

   con  D.P.A. n. 45 del 10 febbraio 2026, l'on. Giovanni DI MAURO  è
  nominato  componente  della VI Commissione  legislativa  permanente
  Salute,  servizi  sociali  e  sanitari,  in  sostituzione  dell'on.
  Ludovico Balsamo, dimissionario;

   con  D.P.A. n. 44 del 10 febbraio 2026, l'on. Ludovico  BALSAMO  è
  nominato  componente  della  I Commissione  legislativa  permanente
  Affari  istituzionali, in sostituzione dell'on. Giovanni Di  Mauro,
  dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  riunitasi  oggi 10 febbraio 2026 sotto la presidenza del Presidente
  dell'Assemblea,  on.  Galvagno, e con la  partecipazione  del  Vice
  Presidente vicario on. Di Paola, del Vice Presidente on.  Lantieri,
  del  Presidente della I Commissione legislativa permanente   Affari
  istituzionali ,  on.  Abbate, del Presidente della  II  Commissione
  legislativa  permanente  Bilancio , on. Daidone, del Vicepresidente
  della  Regione e Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e
  la   pesca  mediterranea,  on.  Sammartino  e  dell'Assessore   per
  l'economia,   Prof.   Avv.   Alessandro  Dagnino,   ha   deliberato
  all'unanimità che il programma-calendario dei lavori, a  suo  tempo
  comunicato per la presente sessione, sia così integrato:
   nel  termine  ultimo del 28 febbraio 2026, dopo che la  competente
  Commissione l'avrà esitato per l'Aula, sarà iscritto all'ordine del
  giorno  dell'Assemblea per essere votato entro il termine  suddetto
  un   disegno  di  legge  di  iniziativa  governativa  di  imminente
  presentazione in materia di Fondo Anticipazione Liquidità,  con  il
  quale  rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare  nel
  bilancio della Regione.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


     Discussione del disegno di legge  Norme riguardanti gli enti
                                locali
               (n. 738 Stralcio I Comm ter/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge iscritto
  al punto 1)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio  I
  Comm ter/A).
   Colleghi,  all'interno dei vostri tablet troverete il  disegno  di
  legge con gli emendamenti.
   Colleghi,   siamo  all'articolo  2.   Ha  chiesto  di  intervenire
  l'onorevole Marchetta sull'articolo. Ne ha facoltà.

   MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi esprimo con
  convinzione e senza esitazioni il mio voto favorevole su due misure
  fondamentali:   la  promozione  della  parità   di   genere   nelle
  istituzioni  e  l'estensione del terzo mandato  per  i  sindaci  in
  Sicilia.
   Si tratta di due traguardi per una politica, a mio avviso, giusta,
  inclusiva e rispettosa della volontà popolare.
   Oggi  osservando alcuni dati, in molteplici settori, e non  ultima
  l'attività  politica nelle istituzioni, la parità non  è  un  lusso
  ideologico  ma  una  necessità pratica. Votare a  favore  significa
  aprire  le  porte  e  riconoscere  sempre  di  più  alle  donne  la
  possibilità di un pieno riconoscimento nelle istituzioni.
   La presenza equilibrata di uomini e donne nelle istituzioni non  è
  solo  una questione di giustizia, ma è un fattore determinante  per
  costruire una società più equa ed inclusiva. Oggi, purtroppo, non è
  così.  La  donna non è adeguatamente rappresentata nella  politica,
  basti  guardare quest'Aula, dove il numero delle donne è  inferiore
  agli  uomini. È un atto di giustizia, che rafforzerà la  democrazia
  siciliana,   rendendola   specchio   fedele   nella   società   che
  amministriamo, dove le donne sono la maggioranza della popolazione.
  Le  donne  sono  il  motore di tante realtà:  dalla  famiglia  alle
  imprese,  alle associazioni. Oggi è giusto che siano anche presenti
  nel   cuore   delle  istituzioni,  con  maggiore  forza   e   pieno
  riconoscimento.
   La sensibilità femminile, applicata nei processi decisionali della
  politica,  porta anche al riconoscimento di tanti  valori  come  la
  maternità, servizi per l'infanzia e politiche contro la violenza di
  genere.
   Una  maggiore presenza femminile porta una politica più bilanciata
  e  attenta  ai  bisogni trasversali, migliorando la  qualità  della
  democrazia. Le donne devono essere protagoniste della politica  con
  impegno,  capacità  e  determinazione.  Un  sistema  politico,  per
  funzionare correttamente, deve riflettere adeguatamente le esigenze
  e   le   prospettive  di  tutta  la  popolazione.  Le  donne,  oggi
  maggioranza  della  popolazione,  devono  avere  pari  accesso   ai
  processi decisionali, per politiche più equilibrate ed inclusive.
   Il  terzo mandato per i sindaci - per il quale ho proposto già uno
  specifico  emendamento  - rappresenta non  un  privilegio,  ma  uno
  strumento   per   la   continuità  amministrativa.   Senza   questa
  possibilità,  rischiamo di privare la comunità di  sindaci  capaci,
  premiando  non  il  merito,  ma  una forma  di  rotazione  forzata;
  appello, quest'ultimo lanciato da alcuni autorevoli sindaci.
   Occorre  porre al centro la sovranità popolare, che possa premiare
  con   libere  elezioni,  la  capacità  amministrativa   dei   primi
  cittadini.  Un  terzo  mandato, a mio avviso, coniuga  stabilità  e
  sviluppo  locale;  manca  un rinnovamento alla  fine  del  mandato.
  Privare,  oggi, alcuni cittadini di raccogliere il  frutto  di  una
  seconda  azione  amministrativa lede il principio della  continuità
  amministrativa  di cui tanti comuni nella nostra  Terra  hanno  una
  particolare necessità.
   Anche  l'ANCI  Sicilia  ci  invita ad  allinearci  alla  normativa
  nazionale,  riconoscendo  il  merito ai  sindaci  della  continuità
  amministrativa,  uniformità nazionale, e  valorizzare  l'esperienza
  degli amministratori locali in vista delle elezioni.
   Tanti  comuni  hanno  visto  sindaci capaci  interrotti  nel  loro
  cammino,  proprio  quando stavano raccogliendo i  frutti  del  loro
  impegno.  Il  terzo  mandato garantisce stabilità  ai  progetti,  e
  premia con la volontà popolare la competenza amministrativa.
   Onorevoli  colleghi, questi due provvedimenti  non  sono  isolati,
  insieme  contribuiscono a creare istituzioni paritarie  e  dare  la
  corretta rappresentanza ai sindaci confermati dal popolo. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo, il 2.6, a  firma
  dell'onorevole Catanzaro e altri.
   È mantenuto o è ritirato? È un soppressivo all'articolo 2.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento il 2.5. È  ritirato  perché
  sopprime l'intero articolo.
   Si  passa  all'emendamento 2.12 a firma dell'onorevole  Assenza  e
  altri. È una riscrittura.
   Onorevole Assenza, il 2.12 è mantenuto o è ritirato?
   Lo mantiene, onorevole Assenza? È una riscrittura dell'articolo.
   Nel   frattempo,   chiedo  il  parere  della  Commissione   Affari
  Istituzionali.
   Presidente Abbate, parere sull'emendamento 2.12.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Quindi, sull'emendamento 2.12 la  Commissione  Affari
  Istituzionali è favorevole.
   Il parere del Governo?

   CATANZARO. Chiedo che venga spiegato dal firmatario.

   PRESIDENTE. L'onorevole Assenza ce lo deve spiegare.
   Il Governo cosa fa?

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, lo può spiegare?

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  chiediamo  che  venga   spiegato
  l'emendamento 2.12.

   PRESIDENTE. Sì, dico, ma si può votare. L'onorevole Assenza non  è
  che per forza lo deve spiegare

   ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  l'emendamento   costituisce   una
  rivisitazione  del  testo  base  dell'articolo  2  che  credo   sia
  abbastanza  esaustiva,  perché affrontando  il  tema  dei  permessi
  cercando  peraltro,  in  gran parte, di adeguarsi  alle  previsioni
  della  legge  nazionale, di facilitare maggiormente  il  ruolo  dei
  Consiglieri comunali e degli Assessori, ampliando la possibilità di
  usufruire dei concorsi ed estendendo questo a tutti gli enti locali
  e ai liberi consorzi nonché ai Comuni con popolazione...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avete  chiesto  che  l'onorevole
  Assenza  dovesse spiegare l'emendamento. Però, se non c'è  silenzio
  in Aula non si capisce.
   Prego, onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Presidente,  io credo che il testo dell'emendamento  sia
  abbastanza  chiaro.  Le finalità dell'emendamento  sono  quelle  di
  consentire   ai   Consiglieri  e  agli  Assessori   comunali,   che
  nell'espletamento  della  loro  funzione  di  partecipazione   alle
  sedute,  sia  del Consiglio comunale, sia della Giunta,  sia  delle
  Commissioni, possano usufruire di permessi sul luogo di lavoro  più
  adeguati   all'impegno  sostenuto  nella  sfera  amministrativa   e
  consiliare.  E questo sia per quanto riguarda gli organi  esecutivi
  dei  Comuni,  ma  anche  per  quanto  riguarda  i  liberi  Consorzi
  comunali,  le  città  metropolitane,  le  unioni  dei  consorzi   e
  quant'altro.
   E  poi  estendere le disposizioni, di cui al comma  quarto,  anche
  alle  Giunte  Comunali dei comuni con popolazione fino  a  10  mila
  abitanti,  e  quindi  per  garantire al  meglio  l'esercizio  delle
  funzioni  di  indirizzo  politico  e  amministrativo,  secondo   le
  modalità e i limiti i limiti previsti.
   Quindi,  chiedo che l'Aula possa apprezzare favorevolmente  questo
  emendamento, che è un emendamento sostitutivo dell'intero  articolo
  e che va nel senso, appunto, di garantire una più proficua...

   SAFINA. Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente.

   PRESIDENTE. Facciamo completare l'onorevole Assenza e poi vi do la
  parola.
   Prego, onorevole Assenza, vada avanti.

   ASSENZA.   Presidente,  vedo  che  c'è,  su  questo   emendamento,
  un'attenzione  particolare dei colleghi del PD, aspetto  con  ansia
  quali  sono  le  loro osservazioni e le loro eventuali  critiche  o
  richieste di modifica che valuteremo con grande attenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Non  so  se  c'è  prima  l'onorevole  Cracolici  o  Safina.  Prima
  l'onorevole Cracolici e poi l'onorevole Safina.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, al di là del fatto che  si  sentiva
  male anche l'acustica dell'Aula, quindi non è che ho decifrato bene
  le  ragioni  che  ha  espresso il collega Assenza:  però,  leggendo
  l'emendamento,  in realtà, questo emendamento, se ho  capito  bene,
  aggiunge  un  comma,  a quello che era già il testo  esitato  dalla
  Commissione, in cui sostanzialmente estende i benefici  di  cui  al
  comma 4, così come introdotto nell'articolo 2 di questo disegno  di
  legge,  anche  ai Comuni fino a diecimila abitanti,  se  ho  capito
  bene.
   La  domanda,  però, che io faccio è la seguente:  se  il  comma  4
  limita  quei benefici ai Comuni fino a trentamila abitanti,  e  con
  questo  comma  estendiamo ai Comuni fino a diecimila abitanti,  tra
  diecimila e trentamila che succede? Cioè, noi stiamo elaborando una
  norma  che  introduce  l'aumento  delle  ore  di  permesso  per   i
  consiglieri,   i  presidenti  dei  consigli  comunali,   i   gruppi
  consiliari,  fino  a trentamila, poi con questo comma  diciamo  che
  quei  benefici  -  sì, superiore a trentamila -  quei  benefici  si
  estendono ai Comuni fino a diecimila. Ora, al di là del merito,  ma
  tra  diecimila e trentamila che condizione giuridica si  determina?
  Cioè,  secondo me, siamo all'improvvisazione anche della scrittura,
  perché  o  si  dice  che i benefici, cosiddetti  del  comma  4,  si
  applicano...

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Dovevano inserire
  un correttivo, da diecimila a trentamila.

   CRACOLICI. Che cosa? Che cosa dici? Devi parlare al microfono, non
  ti capisco, non capisco, non ti sento
   Quindi,  chiedo  di fermarsi un attimo per capire, perché  sarebbe
  singolare  che facciamo una norma che dice che oltre trentamila  ci
  sono  alcune condizioni, diciamo, di benefici per gli eletti, sotto
  i  diecimila  ci sono altri benefici, e tra diecimila e  trentamila
  non  si  capisce  che cosa c'è  Dico, ma possiamo mai  scrivere  le
  norme  con questo livello di improvvisazione? Lo chiedo al  collega
  Assenza,  che  è  un  collega esperto, io non  so  se  qualcuno  ha
  suggerito questo emendamento, ma almeno coordiniamolo, per  evitare
  di farci ridere addosso.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore.  Ha ragione

   CRACOLICI.  Grazie,  per la prima volta, e  sono  preoccupato,  il
  presidente della Commissione mi ha dato ragione, quindi perderò  la
  battaglia  Sono stato chiaro

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei è stato  chiarissimo,  però,
  prima  di  far  parlare  il  presidente  della  Commissione,  c'era
  l'onorevole  Safina che voleva intervenire, così raccogliamo  tutte
  le perplessità e vediamo di rispondere.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, ad integrazione di quello che ha  detto
  l'onorevole  Cracolici, che è assolutamente  condivisibile,  vorrei
  far  rilevare  che,  sull'ordine  dei  lavori,  questo  non  è   un
  emendamento  sostitutivo, perché la norma, così come  uscita  dalla
  Commissione e presentata all'Aula, è rimasta assolutamente identica
  ed  è un emendamento modificativo, ciò ha una valenza dal punto  di
  vista regolamentare, perché se l'approvassimo come sostitutivo  non
  decadrebbero tutti gli altri emendamenti, se lo trattassimo  invece
  come   è   stato  attualmente  trattato,  ossia  come  sostitutivo,
  decadrebbero   gli   emendamenti,  ma  questo  è   un   emendamento
  modificativo
   In più aggiungo, aggiungo che la norma sostanzialmente prevede due
  tipologie di permessi: i permessi fino a sessanta ore per i  Comuni
  sotto  i  trentamila abitanti, e i permessi sino a  72  ore  per  i
  comuni sopra i trentamila abitanti.
   Quindi non capisco nemmeno la valenza di questa Giunta, perché  la
  norma  prevede  già  - il comma 4 prevede già  -  due  fattispecie,
  perché  dice che i permessi sono 60 ore senza alcuna specificazione
  e  poi  dice  nonché a 72 ore per i sindaci, presidenti dei  liberi
  consorzi, per il sindaco metropolitano, nonché per i presidenti dei
  consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a trentamila
  abitanti .
   Dunque,  secondo me, questa norma la dobbiamo vedere bene,  perché
  rischiamo di fare una confusione immensa, quando già la fattispecie
  che vorrebbe aggiungere l'onorevole Assenza già c'è.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Presidente, nella complessità di  questo  testo  degli
  enti locali ovviamente ci ritroviamo un emendamento che io ho letto
  e riletto, che di fatto modifica l'articolo 2.
   E,  come  nella discussione generale, Presidente Di Paola,  chiedo
  due  minuti di attenzione proprio da parte sua. Io ho detto che  su
  questo  testo, al di là di due o tre cose importanti,  cioè  quelle
  che  sono le norme di recepimento nazionale, terzo mandato e parità
  di  genere,  c'è  l'articolo  2 che insiste,  perché  dopo  diverse
  audizioni - parlo da capogruppo del Gruppo parlamentare,  ma  anche
  da componente della Commissione Prima - più volte l'ANCI è venuta e
  ha chiesto questo articolo.
   Poi  ovviamente su questo articolo ci sono anche degli emendamenti
  che  modificano l'articolo, perché vanno proprio nella modifica del
  Consiglio   comunale.   Però,  su  questo  emendamento   presentato
  dall'onorevole  Assenza,  che io leggo e  rileggo  dico  una  cosa:
  chiedo il buon senso dell'onorevole Assenza, ancor prima che noi ci
  determiniamo di ritirarlo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi.  In  effetti  la
  modifica  sostanziale  era  quella del comma,  la  lettera,  che  è
  scritto male; me ne scuso. Tante volte il deputato propone una cosa
  e magari qualcun altro, nel redigerlo, cambia il senso.
   Quindi,  togliendo  il  comma, sostanzialmente  l'emendamento  poi
  riproduceva  il  testo  base dell'articolo,  quindi  non  ha  senso
  continuare a insistere, per cui viene ritirato l'emendamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. E quindi l'emendamento 2.12
  è  ritirato.  Il 2.4, onorevole Catanzaro, è ritirato? Sopprime  la
  lettera e).

   CATANZARO. Ritiro tutti gli emendamenti soppressivi.

   PRESIDENTE. Bene. Tutti i soppressivi alle lettere sono  ritirati.
  Si  passa  all'emendamento  2.8  a  firma  dell'onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente,  è  un  emendamento
  molto semplice, perché sostanzialmente l'attuale formulazione della
  norma esclude dal beneficio del diritto di astenersi dal lavoro, da
  48   a   72   ore,   i  presidenti  dei  gruppi  consiliari   delle
  circoscrizioni. Sappiamo benissimo che nelle città metropolitane di
  Catania,  Messina e Palermo esistono le circoscrizioni  e,  quindi,
  l'emendamento ha l'obiettivo di includere in questa platea anche  i
  presidenti dei gruppi consiliari circoscrizionali.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lombardo, che mantiene l'emendamento.
  Il parere della Commissione?

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   CRACOLICI.  Io  sono  contrario, lo  dico  subito,  perché  è  una
  vergogna

   PRESIDENTE.   Il  parere  del  Governo,  onorevole  Vicepresidente
  Sammartino?

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Quindi sia la Commissione che  il
  Governo si rimettono all'Aula.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.8.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto. Perché io considero sbagliato estendere la norma
  dei   presidenti  dei  Gruppi  consiliari  anche  a  quelli   delle
  circoscrizioni,  dove spesso manco ci sono i Gruppi,  semplicemente
  perché  c'è  una frammentazione tale nei consigli di circoscrizione
  che chiamarsi Gruppo è un eufemismo. Non esageriamo

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, ha tutto il diritto di  chiedere
  il voto segreto.
   Onorevole  De  Luca, prima di vedere se la richiesta è  appoggiata
  vuol fare l'intervento?

   DE  LUCA  Antonino.  Sì, semplicemente prima  che  si  passi  alla
  votazione, io vorrei invitare il collega Lombardo a ritirare questo
  emendamento, Presidente Di Paola. Anche rapportando.... Se non  c'è
  tutto sto traffico sarebbe anche meglio
   Le  faccio  l'esempio  su  Messina. Su  Messina  ogni  consigliere
  fondamentalmente  è  capogruppo  di  sé  stesso,  perché  tutti   i
  consiglieri sono, fondamentalmente, tutti i Gruppi sono formati  da
  un  unico  consigliere e conseguentemente tutti i consiglieri  sono
  capogruppo  di  sé stesso  Si fa così anche perché ogni  Gruppo  ha
  diritto a partecipare ad una Commissione e, allora, materialmente i
  consiglieri  per  partecipare  e fare  più  Commissioni  possibili,
  ognuno  compone un Gruppo. Il che diventerebbe un escamotage  anche
  per avere nove su nove tutti quanti, una marea di permessi, che  in
  tanti casi diventa anche ingiustificato a fronte di una Commissione
  che  normalmente dura 45 minuti. Quindi, io mi associo  che  se  si
  vada  avanti,  si chiede il voto segreto, perché è  corretto  anche
  l'assunto: "che il vento ci vuole in chiesa, ma non per spegnere le
  candele ".

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Grazie Presidente, se mi danno... Eccolo qua
   Io,  sarà che sono proprio nemico della demagogia, ma non  capisco
  cosa c'è di scandaloso in questo emendamento. Una cosa che è utile,
  per chi è consigliere, per chi è assessore, perché non debba essere
  utile anche a chi è Presidente del Gruppo?
   Esistono  i  Gruppi? Nelle circoscrizioni esistono  i  Gruppi?  Ho
  capito  ma  allora appunto, forse è più facile dire lo si  lasci  a
  tutti e buonanotte
     Cioè la differenza, perché esistono gli assessori? La differenza
  tra  il  consigliere  normale  e gli altri qual è? Non  lo  capisco
  bene   Per cui io voto sì, ma solo perché mi interessa molto  poco,
  solo solo perché non capisco questo scandalo quale possa essere

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
   Onorevole Lombardo lo mantiene? Se lo mantiene c'è la richiesta di
  voto segreto dell'onorevole Cracolici.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  C'è  la  richiesta  di  voto  segreto  dell'onorevole
  Cracolici.  Vediamo  se la richiesta è appoggiata.  Verifichiamo  i
  richiedenti sulla richiesta di voto segreto sull'emendamento 2.8.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  2.8, a firma dell'onorevole  Lombardo  Geremia  e
  altri.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 56
   Votanti                  55
   Maggioranza              28
   Favorevoli               22
   Contrari                 33
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Safina  ed
  altri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
   Prego,  onorevole,  ma  non  posso  mettere  in  votazione  questo
  emendamento.

   SAFINA.  Sì,  esatto.  Dobbiamo riscriverlo.  Abbiamo  bisogno  di
  cinque minuti per riscriverlo.

   PRESIDENTE. Riscriverlo?

   SAFINA. Sì, ci servono tre minuti.

   PRESIDENTE.  Va bene. Si passa all'emendamento 2.9, a firma  degli
  onorevoli  Lombardo  Geremia ed altri.  Se  vuole  intervenire  per
  illustrarlo, prego onorevole.

   CRACOLICI. Posso fare una proposta?

   PRESIDENTE.   Sì,   onorevole  Cracolici,  faccia   la   proposta.
  L'onorevole Lombardo lo illustra e poi può intervenire.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Sostanzialmente questo emendamento  ha
  la finalità di assicurare una dignità sostanziale per i sindaci dei
  comuni   fino  a  tremila  abitanti  dove  il  limite  rimborsabile
  all'ente,  per  le finalità di cui al comma 5, può essere  elevato,
  con  delibere  di  giunta  comunale,  nel  rispetto  dell'autonomia
  finanziaria. Sostanzialmente, oggi abbiamo compensi ridicoli per  i
  sindaci dei comuni fino a tremila abitanti, i quali adempiono  alle
  funzioni  e corrono gli stessi rischi di responsabilità dei  comuni
  con un numero di abitanti più importante, più significativo. Quindi
  questo  è  un emendamento di buon senso, che ha appunto la finalità
  di assicurare loro una dignità pari al ruolo che ricoprono.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici,  ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Allora, siccome ho capito che la questione è quella dei
  rimborsi  dei  datori di lavoro per i sindaci, io  sono  d'accordo,
  però  eviterei il limite dei 3 mila abitanti, cioè tutti i  sindaci
  che svolgono la funzione di sindaco...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici se  si  gira  verso  l'onorevole
  Lombardo, non la sento

   CRACOLICI.  Condividendo lo spirito che  ritiene  che  con  questo
  emendamento,   di   fatto,  previa  delibera   della   Giunta,   il
  regolamento,  e tutte le cose che sono state già inserite...ma  non
  capisco  perché si deve limitare ai comuni fino a 3 mila  abitanti.
  Io  penso che anche per i comuni da 3 a 5 mila abitanti, da 5 a  10
  mila...  il rimborso dal datore di lavoro deve essere per intero  e
  non  in  percentuale,  così come oggi è. Ecco  perché  propongo  al
  collega Lombardo di togliere il limite fino a 3 mila abitanti.
   Si  fa  una norma generale: i sindaci dei comuni siciliani  hanno,
  con  regolamento  comunale, ecc... hanno il  diritto  di  avere  un
  rimborso  dal  proprio datore di lavoro pari  al  cento  per  cento
  dell'indennità percepita.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, il collega  Cracolici  chiede  di
  fare  un  sub-emendamento e quindi si deve fare il sub-emendamento.
  Predisponiamo il sub-emendamento così lo mettiamo in votazione.
   Prego,  onorevole  Dipasquale. Lei  vuole  intervenire  su  questo
  emendamento e sull'eventuale sub.
   Intanto colleghi... prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi, io vi prego un attimo  di
  fermarci  e  di  fare  una riflessione tranquilla  e  chiedo  anche
  l'attenzione da parte del Governo perché poi il Governo  dà  parere
  su queste cose e quando date parere, diamo parere, diventa comunque
  una responsabilità anche del Governo.
   Qua  molti di noi hanno fatto il sindaco e, quindi, sappiamo  come
  funzionava,  cioè c'era la possibilità - e c'è ancora  -  di  poter
  recuperare un terzo di quelli che erano i costi dati al  datore  di
  lavoro che erano a carico, appunto, del comune.
   Io  ritengo che estendere questo rimborso al 100 per cento sia  un
  errore e lo dice chi ha fatto il sindaco e avevo un terzo di quello
  che  era in aspettativa e problemi non ne ho mai avuti; l'ho  fatto
  tranquillamente  e serenamente. Cos'è che mi preoccupa  e  lo  dico
  esattamente  per  come la penso: quello che a me preoccupa,  non  è
  tanto  il  rapporto con i lavoratori dipendenti, dove  è  certo  il
  costo della busta paga. Purtroppo, metto in conto che possa esserci
  anche  con  il  lavoratore  autonomo  il  rimborso.  Perché  no  il
  rimborso? Il rimborso nei confronti del lavoro dipendente c'è.
   Il  rischio  è  che  ci si ritrovi davanti a buste  paga  fasulle
  Quindi,  che  succede? Prevediamo questo rimborso fino a  diecimila
  euro  per il comune di Ragusa, per le città metropolitane ventimila
  euro  e troviamo magari chi si mette d'accordo con l'amico che  gli
  fa  la busta paga e si ritrova un regalo di diecimila euro al mese
  Ma  voi pensate che questo possa succedere? No, non succederà  mai.
  Non mi piace questa cosa
   Vi  prego di lasciare così com'è la previsione di un terzo, perché
  si  presta  veramente a complicare le cose e  poi  ce  ne  dobbiamo
  pentire quando vediamo i giornali, quando succedono i macelli  "ah,
  questa  cosa,  chi  ci  ha portato a farla? La potevamo  evitare ".
  Quindi l'invito è di guardarlo con attenzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Grazie, signor Presidente.
   Allora, le obiezioni che fa il collega Dipasquale sono pertinenti,
  ma  c'è un piccolo problema: la norma che si vorrebbe modificare da
  parte del collega Lombardo, introduce un principio che, mentre  per
  il  rimborso per i datori di lavoro dipendenti - non autonomi  -  e
  solo  privati, cioè i dipendenti dal lavoro privato, non quindi  da
  enti  pubblici,  il  limite oggi fissato dalla  legge  è  un  terzo
  rispetto  all'indennità,  il collega Lombardo  propone  che  questo
  limite venga abolito per i comuni fino a 3 mila abitanti.
   Allora,  delle due l'una: o questo limite si abolisce per tutti  i
  sindaci, perché si creerebbe una condizione soggettivamente diversa
  di  avere diritto al rimborso a seconda del numero di abitanti  che
  ha il comune...

   DIPASQUALE. È sbagliato  Glielo bocciamo

   CRACOLICI.  ...o  non  modifichiamo  il  comma  che  introduce  il
  principio della deroga. Quindi, non possiamo fare una deroga per  i
  comuni  fino a 3 mila abitanti e lasciare che quelli sopra  abbiano
  un rimborso pari a un terzo ancorché l'indennità sia più alta.
   Quindi,  se  l'Aula intende affermare il principio che non  devono
  essere  modificati i limiti di rimborso al datore di lavoro, allora
  il  mio subemendamento che modifica l'emendamento viene meno, nella
  misura   in  cui  viene  meno  l'emendamento;  ma  se  si  mantiene
  l'emendamento e modifichiamo solo quelli sotto i tremila abitanti è
  un  atto - come dire - di disparità, obiettivamente insopportabile,
  anche perché - voglio ricordare - che in Sicilia l'ordinamento  non
  prevede  tremila  abitanti.  Noi abbiamo  introdotto,  col  sistema
  elettorale,  una  soglia  minima che è di  cinquemila  abitanti;  a
  livello nazionale c'è la questione dei tremila. Da noi, in Sicilia,
  il  tremila  non costituisce una soglia di differenziazione  tra  i
  comuni, quindi se il collega è disponibile a ritirare l'emendamento
  io ritiro anche il mio subemendamento.

   PRESIDENTE.   Però, colleghi, solo per precisare una cosa  che  al
  momento  la legge prevede che fino a diecimila abitanti il rimborso
  sia al 50 per cento, sopra i diecimila abitanti sia un terzo.
   In questo momento la norma prevede questo.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessore,  molto rapidamente per invitare anche qui il collega  al
  ritiro  perché  credo che si determinerebbe, con l'approvazione  di
  questo  articolo, una sperequazione anche tra comuni che hanno  una
  condizione di stabilità finanziaria e comuni sempre sotto i tremila
  abitanti  che,  invece, per questioni di bilancio,  non  potrebbero
  portare avanti. Quindi, rischiamo di trovarci anche due comuni  che
  rientrano   nella  stessa  categoria  demografica,  a   parità   di
  condizioni,  uno  che può riconoscere un determinato  rimborso  dei
  costi  indiretti  per il datore di lavoro, il sindaco,  e  uno  che
  potrebbe,  paradossalmente, essere persino il  medesimo  datore  di
  lavoro e non vederli riconosciuti
   Allora,  comprendo  che, alla base di questo  articolo,  ci  siano
  delle  ragioni  sane che hanno visto presentarlo chi l'ha  redatto,
  però   probabilmente   sarebbe   meglio   ritirarlo   e   fare   un
  approfondimento poi in Commissione, in modo da cercare  di  creare,
  laddove se ne sentisse l'esigenza, una norma che sia sostenibile ma
  anche   un   po'  più  democratica,  cioè  uguale  per   tutti   e,
  nell'applicazione  nei  confronti di quei sindaci  che  operano  in
  comuni in dissesto, in predissesto, in riequilibrio e, quindi,  non
  di  equilibrio finanziario, e per i comuni che rientrano  in  fasce
  diverse.
   Quindi, mi permetto di suggerire al collega Lombardo di provvedere
  al  ritiro,  così non solo non ci sono i modificativi  ma  evitiamo
  anche un'altra richiesta di voto segreto che ritengo poco utile  al
  dibattito parlamentare. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,  sul
  merito  dell'emendamento,  così  come  è  formulato,  che  riguarda
  comunque  i  sindaci fino a tremila abitanti che,  come  diceva  il
  collega Cracolici, non è una soglia regolamentata all'interno della
  nostra  Regione  e, quindi, l'invito, eventualmente,  è  quello  di
  spostare questa soglia a cinquemila abitanti, non capisco perché si
  dica,  e si continui a dire, che ci sarebbe un aumento esponenziale
  del rimborso che non va rispetto allo stipendio del sindaco, perché
  all'interno  dell'emendamento  è  specificato  che   nel   rispetto
  dell'autonomia finanziaria e degli equilibri di bilancio dell'ente,
  fino  all'importo  pari  all'indennità  massima  prevista  per   il
  rispettivo sindaco .
   Noi  tutti  oggi sappiamo che i sindaci dei comuni fino a  tremila
  abitanti  prendono un'indennità, non so, forse di  600,  700  euro.
  Cosa  diversa  è  eliminare  totalmente questo  limite  e,  quindi,
  estenderlo anche ai comuni sopra i centomila abitanti dove ci  sono
  indennità che vanno anche oltre i diecimila euro.
   Quindi,  se  il  collega decide di ritirare  l'emendamento,  bene.
  Diversamente, chiedo di estendere questa soglia fino  a  cinquemila
  abitanti. Grazie.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  Assessore,  voglio precisare che la diversificazione  della  soglia
  che,  giustamente, va riportata eventualmente a cinquemila abitanti
  è  dovuta al fatto che il limite rimborsabile per i sindaci  per  i
  comuni,  in  questo  caso fino a cinquemila  abitanti,  è  pari  al
  massimo  delle indennità previste per il rispettivo sindaco perché,
  sappiamo  benissimo tutti, che l'indennità di  un  sindaco  fino  a
  cinquemila abitanti è un'indennità tra virgolette irrisoria.
   Detto  ciò,  e  visto  che ci sono quindi dei  distinguo  che  non
  rendono  agevole  il  percorso  dell'emendamento,  ritiro  il   mio
  emendamento.

   PRESIDENTE.   Colleghi,  a  questo  punto,  stiamo  attendendo  la
  riformulazione  dell'emendamento 2.10  dell'onorevole  Safina.  Nel
  frattempo, colleghi, si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
      Disposizioni in materia di gettoni di presenza e indennità

   1.  All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 giugno 2015,
  n.  11  e  successive modificazioni, dopo le parole  da  200.001  a
  500.000  abitanti.  sono aggiunte le seguenti:  Ai consiglieri  dei
  Comuni  capoluogo  di  provincia con popolazione  fino  a  50  mila
  abitanti è corrisposto il gettone di presenza previsto per i Comuni
  della  fascia  demografica successiva  e  dopo  le  parole   stessa
  classe  demografica  sono aggiunte le seguenti:  , fatta  eccezione
  per  il  presidente del consiglio dei Comuni capoluogo di provincia
  con  popolazione  fino a 50 mila abitanti al  quale  è  corrisposta
  un'indennità  mensile di funzione pari al 60 per  cento  di  quella
  prevista per il sindaco .».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  3.1,  a
  firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.6,  a  firma  degli onorevoli De Luca Antonino ed  altri,  sempre
  soppressivo.

   DE LUCA Antonino. Possiamo accantonare l'articolo 3?

   PRESIDENTE. No, collega. Onorevole De Luca, ritira il soppressivo?
  Altrimenti,  colleghi, torniamo all'articolo 2, tanto l'emendamento
  è pronto.

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.5, a firma degli  onorevoli  Lombardo
  Giuseppe   Geremia   ed  altri.   Onorevole  Lombardo,   lo   vuole
  illustrare? O l'onorevole Di Mauro. Prego.

   DI MAURO. Presidente, questo emendamento è funzionale all'attività
  che  nei  piccoli comuni compiono diversi amministratori e, quindi,
  si  tratta  di  una  integrazione del compenso finalizzata  a  dare
  un'opportunità sia agli amministratori di essere a tempo  pieno  e,
  tra  l'altro, potere riuscire a lavorare con maggiore serenità.  Io
  credo  che,  tutto  sommato,  questa  indennità  se  si  riesce  ad
  aumentare,  sempre nell'ambito delle spettanze che si  trovano  nel
  bilancio del comune, non sia una cosa errata sia, anzi, una  giusta
  compensazione  a  chi tuttora si sacrifica presso l'amministrazione
  comunale a svolgere l'attività di amministratore.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Di  Mauro.   Il   parere   della
  Commissione sul 3.5?

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Anche il Governo si rimette all'Aula. A questo  punto,
  colleghi,  pongo in votazione l'emendamento 3.5. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.4 che è precluso. Anche l'emendamento
  3.3 è precluso e pure l'emendamento 3.2.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 2, in precedenza accantonato.
   Ancora  non  è  stata caricata la riformulazione  dell'emendamento
  2.10, a firma dell'onorevole Safina.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Presidente, onorevoli colleghi, ho più volte  evidenziato
  come  in questo disegno di legge si introducano tutta una serie  di
  norme che prevedrebbero una spesa obbligatoria per i comuni, perché
  veda,  Presidente, se oggi aumentassimo d'emblée i  permessi  degli
  amministratori, creeremmo un effetto di spesa obbligatoria. Perché?
  Perché il permesso non è come l'aumento del gettone, l'aumento  del
  gettone lo possiamo disporre ma dopodiché ogni singolo comune  deve
  avere la copertura finanziaria.
   Quindi, se non viene attestata la copertura finanziaria, non viene
  applicato  l'aumento e abbiamo fatto una norma autorizzativa  senza
  gravare direttamente sui comuni.
   Aumentare i permessi e i meccanismi di cui alle lettere b), c),  e
  d),  come  stiamo facendo, aumenta obbligatoriamente la  spesa  del
  comune,  perché, in quel caso, non c'è il ragioniere capo  che  può
  dire   no, non ti do il permesso perché non ho soldi devo costruire
  il bilancio, mettendo già i soldi per i permessi

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Nel limite  delle
  risorse

    SAFINA. No, non esiste limite, perché è un diritto.
   La  norma,  per  come è scritta, prevede un diritto  assoluto  del
  consigliere,  del sindaco, dell'assessore, di assentarsi.  Io  cosa
  dico con questo emendamento, sostanzialmente insieme al Gruppo?  Di
  prevedere  un meccanismo per cui autorizziamo i comuni ad  adottare
  un  atto,  una  delibera di consiglio comunale, per  prevedere  gli
  aumenti, in modo tale che i comuni, in ragione delle risorse  delle
  quali  dispongono, potranno scegliere cosa fare perché,  così  come
  l'abbiamo  costruita, saremo costretti a dire  ai  comuni  che  non
  vivono   sicuramente   di   grandi  risorse,   a   tagliare   spesa
  obbligatoria, spesa per servizi per i cittadini, introducendo spesa
  per il funzionamento degli organi. Non può funzionare così  Invece,
  se   applichiamo  e  approviamo  l'emendamento,   diamo   loro   la
  possibilità  di  adeguare le ore di permesso, ma  al  contempo  gli
  diciamo:  "con  le  vostre risorse, se le  avete"  e  gli  facciamo
  assumere  una responsabilità. Cioè, sceglieranno cosa tagliare,  se
  vogliono  tagliare, oppure, se avranno risorse in più,  lo  faranno
  senza gravare sui cittadini. È un emendamento di buon senso, che va
  incontro  alle esigenze della politica e alle esigenze, ovviamente,
  dei cittadini a non vedersi tagliati i servizi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Intravaia ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 738
                         Stralcio I Comm ter/A

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Dopodiché,  il  subemendamento dell'onorevole  Safina  lo  trovate
  all'interno  dei vostri tablet, nella cartella dei   fuori  sacco ,
  2.10.R.

   CRACOLICI. Poi, devo intervenire sull'articolo 3?

   PRESIDENTE.   Allora,   prima  l'onorevole   Giambona.   Onorevole
  Cracolici, l'articolo 3 è stato approvato.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, grazie. Io credo che abbiamo  aperto
  la  discussione sull'articolo 2 e stiamo un attimino tutti  girando
  attorno al tema, ma nessuno fondamentalmente vuole affrontarlo  con
  la dovuta precisione che questo argomento merita. Che l'articolo 2,
  come  abbiamo  ben tutti compreso, abbia l'obiettivo  -  per  certi
  versi  ritengo anche legittimo - di permettere ai componenti  delle
  giunte, dei consigli comunali e i sindaci, di avere maggior  numero
  di  ore  per  potere  espletare l'attività politica,  molto  spesso
  riconosciamo che questa, obiettivamente, risulti essere  complicata
  da  svolgersi  in determinati contesti e allo stesso tempo,  questo
  disposto normativo, appunto, prevede l'aumento delle ore, l'aumento
  dei  permessi,  ma  non  diamo risposte rispetto  a  quello  che  è
  l'aumento dei costi che questo determinerà, appunto, per le  nostre
  amministrazioni comunali.
   Poc'anzi  infatti, l'articolo che si voleva emendare aveva  questa
  difficoltà,  che non si riusciva a superare e il tema che  pone  il
  collega Safina, obiettivamente, è un tema che questo Parlamento non
  può  non  affrontare.  Del resto, ricordo  a  me  stesso,  come  la
  relazione   proprio   sulla   norma,  nello   specifico,   appunto,
  sull'articolo   2,  rappresenti  come  l'approvazione   di   questa
  disposizione  normativa non potrà fare altro che  aumentare  quelli
  che sono i costi a carico dei bilanci degli enti locali siciliani.
   Pertanto,  sempre  il  nostro Ufficio Studi,  evidenzia  come  sia
  necessario  ragionare  su quelle che sono le quantificazioni  degli
  oneri  che  questa disposizione normativa prevede di introdurre,  e
  l'individuazione della relativa copertura finanziaria.
   Ora,  è  noto  ai  più come noi, come Partito Democratico,  a  più
  riprese,  fino all'ultima finanziaria regionale, ci siamo impegnati
  per  aumentare i trasferimenti, il Fondo per le autonomie agli enti
  locali  siciliani, ai comuni che sono in dissesto, un  terzo  degli
  stessi  è  in  difficoltà  economica, dissesto  o  predissesto,  in
  pluridissesto in alcuni casi.
   Allora,   ritengo  che  l'ipotesi  messa  in  campo,  che  prevede
  l'applicazione della norma, previa copertura finanziaria  da  parte
  dei  nostri enti locali, che devono vedere se ci sono le condizioni
  per  aumentare,  per fruire dell'aumento delle ore, delle  giornate
  così  come previste, debba essere ragionato, o diversamente  questo
  Parlamento  dovrebbe  entrare nel merito di come  coprire  i  costi
  della misura stessa.
   Quindi,   delle  due  l'una:  o  i  comuni  intervengono,   avendo
  consapevolezza  di  poter coprire il maggior  carico  di  costi,  o
  diversamente,   e  in  questo  senso  ritengo  che  dovremmo   pure
  intervenire anche sul fondo delle autonomie con interventi mirati e
  per  certi  versi anche vincolati, incrementare le risorse  proprio
  per garantire la copertura di questo costo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole   Sunseri,
  colleghi, è chiaro che per tutto quello che si sta approvando,  gli
  oneri  sono  a valere dei comuni. Questo è stato pure ribadito  dal
  Governo  regionale,  perché  anche gli Uffici  hanno  sollevato  la
  questione.  Il Governo regionale in Commissione Bilancio  ha  detto
  che i maggiori oneri sono tutti a carico dei comuni.
   Quindi...

   CRACOLICI. Dov'è scritto?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, all'interno degli articoli,  non
  ci  sono  norme  che  fanno riferimento al bilancio  della  Regione
  siciliana.

   CRACOLICI. E quindi?

   PRESIDENTE.  E,  quindi,  sono a valere dei  bilanci  dei  comuni.
  Quindi,  tutto quello che si sta approvando, è bene che sia chiaro,
  è tutto a carico dei bilanci comunali.
   Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente.
   Assessore,  perché ne abbiamo solamente uno in Aula,  e  onorevoli
  colleghi,  non  so, Presidente, se in questo stato di fibrillazione
  generale,  dove tutti stanno aspettando due norme su dieci,  perché
  questo  sostanzialmente  sta avvenendo in Aula,  dove  tutti  siamo
  completamente  deconcentrati  dall'approvazione  di  una  serie  di
  emendamenti  e norme, ci siamo resi conto che abbiamo approvato  un
  emendamento,  e questo lo dico a tutti i colleghi,  che  di  fatto,
  aumenta  l'indennità  a tutti i vicesindaci, assessori,  presidenti
  del  Consiglio  comunale di più di 300 comuni siciliani  perché  in
  Sicilia  i comuni che sono sotto i diecimila abitanti sono 280-290,
  adesso  non  ricordo  il  numero preciso. E,  nel  silenzio  totale
  dell'Aula,  con un emendamento depositato, con un Governo  assente,
  col   Presidente   della  Regione  che  dovrebbe   fare   le   veci
  dell'Assessore  cacciato,  della DC, agli  Enti  locali,  di  fatto
  abbiamo aumentato l'indennità a una platea di 2 mila persone  senza
  che  nessuno si sia chiesto se è corretto, a carico di  chi,  se  i
  comuni potranno farlo e come potranno farlo.
   Io  vi  ricordo che l'ultima volta che abbiamo toccato la  materia
  dell'indennità  dei  sindaci e dei consiglieri comunali  di  questa
  Regione  ci siamo ritornati 10 volte per dare coperture finanziarie
  per  coprire  fino al 45 per cento, poi al 60 per  cento,  poi  con
  deliberazioni  di  Giunta.  E noi, con  un  emendamento  depositato
  dall'MPA,  che nessuno si è calcolato perché siamo in una  fase  in
  cui  abbiamo  i  sindaci che aspettano il terzo mandato,  la  norma
  sulle  donne, i media che pressano da questo punto di vista,  tutto
  il resto è come se non fosse importante
   Lo  voglio  far  notare: abbiamo approvato un emendamento  che  ha
  aumentato  a  300  comuni  siciliani  l'indennità,  paragonando  il
  sindaco  che amministra un comune di 200 abitanti a quello  che  ne
  amministra  10  mila, senza dire: a carico di chi, da  quando,  con
  quali modalità, se serve automaticamente una un'indennità e bisogna
  parametrare.  Cioè,  non sappiamo niente. E lo  abbiamo  fatto  nel
  silenzio totale, come se fosse una cosa che non ci interessa o come
  se avessimo chiaro qual è la platea da andare a suggerire.
   Secondo  me questo non è il modo di procedere. Cioè, non  possiamo
  trattare  materie con questa facilità senza neanche -  diceva  bene
  poco fa l'onorevole Cracolici -, non è neanche specificato che è  a
  carico dei comuni.
   Perché, vede, io sono sicuro...

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Ma qual è  questo
  emendamento?

   SUNSERI.  Quello che abbiamo appena approvato, il 3.5.  Ha  visto?
  Neanche  il  Presidente  della I Commissione  parlamentare   Affari
  Istituzionali , sa di cosa stiamo parlando
   È evidente che questo va chiarito perché abbiamo aperto una maglia
  dalla  quale io non oso immaginare domani i segretari comunali  dei
  comuni  che si ritrovano questa norma in Gazzetta Ufficiale  e  che
  devono  applicarla nei confronti dei sindaci, non so  neanche  come
  l'applicheranno.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  faccio  ammenda  di  non  essermi
  accorto che lei aveva messo ai voti l'emendamento all'articolo 3.
   E,  lo voglio ribadire, mi dispiace che lei abbia interpretato che
  tutto  ciò che non ha copertura finanziaria in questa legge  sia  a
  carico  dei  comuni. Se non è espressamente detto,  qualcuno  dovrà
  chiarire  a carico di chi è: o dei comuni o della Regione   Secondo
  me,  va  detto e scritto che gli eventuali oneri di aumento sono  a
  carico dei comuni.
   Detto  ciò,  abbiamo approvato un emendamento, e mi  dispiace  che
  l'abbia proposto il collega Di Mauro, che era nella legislatura  in
  cui abbiamo stabilito di ridurre i costi della cosiddetta politica.
  Abbiamo  approvato un emendamento che, sostanzialmente,  stabilisce
  che oltre mille persone in Sicilia, che sono nei 232 comuni sotto i
  diecimila  abitanti,  aumentano, in alcuni  casi  a  dismisura,  le
  proprie  indennità,  e non riguarda solo i sindaci  ma  riguarda  i
  vicesindaci, gli assessori, i presidenti del Consiglio;  cioè,  noi
  stiamo dicendo che in un comune di mille abitanti e in un comune di
  diecimila  abitanti le funzioni amministrative, gli  assessori,  il
  vicesindaco  e  il  presidente  del Consiglio,  avranno  la  stessa
  indennità
   Ora,   mi  sembra  assolutamente  irresponsabile   Irresponsabile
  Perché questo, soprattutto nei comuni piccoli, metterà a dura prova
  la  condizione  Ricordo che in tanti comuni addirittura neanche  si
  prendono le indennità per fare fronte ai bilanci
   Allora,  oggi  facciamo una norma che, quanto  meno,  precisi  che
  rimane a carico dei comuni, perché almeno ci mettono la faccia.
   Noi  stiamo  stabilendo che l'indennità di un comune, come  diceva
  l'onorevole  Sunseri,  come si chiama il  comune  in  provincia  di
  Messina?

   SUNSERI. Roccafiorita

   CRACOLICI. Roccafiorita che ha duecentottanta abitanti.

   DE LUCA Antonino. Centonovantasei

   CRACOLICI. Centonovantasei? Avrà la stessa indennità di un  comune
  sotto  i  diecimila abitanti. Cioè, mi sembra folle, non si  è  mai
  fatta una cosa del genere

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ma tu hai votato.

   CRACOLICI. Colpa mia che non me ne sono reso conto che aveva messo
  ai voti.
   Chiedo  ai  colleghi  proponenti di valutare l'effetto  di  questa
  norma  e,  se  possiamo, col 117, come dire, superare un  incidente
  serio che questa legge produrrà nei comuni o, in ogni caso, bisogna
  stabilire  che  qualunque  tipo di aumento  riguarda  questa  legge
  rimane,  in maniera generale, per tutti gli articoli, a carico  dei
  rispettivi  regolamenti  comunali perché, altrimenti,  si  apre  un
  problema delicato.
   La  prego, e chiedo anche di farsi supportare dagli Uffici, perché
  la questione è molto delicata, più di quello che appare.

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ma perché hai  votato  a
  favore?

   CRACOLICI. Io non ho votato a favore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, signor  Vicepresidente,  colleghi
  parlamentari, ogni volta che discutiamo di variazioni di bilancio o
  discutiamo di finanziaria, litighiamo per mettere qualche  euro  in
  più  nel fondo delle autonomie locali. Per quale motivo? Con  quale
  obiettivo?  Quello  di  mettere i sindaci  in  condizione  di  dare
  maggiori servizi. Io penso che l'obiettivo di tutti quanti noi,  di
  tutte  le  forze  politiche, al di là dei colori,  quando  parliamo
  degli  enti  locali,  sia perché pensiamo che attraverso  l'aumento
  delle  risorse  date ai comuni, ai trasferimenti,  poi  si  possano
  trasformare in servizi.
   Noi  non stiamo facendo altro che quelle poche risorse che abbiamo
  messo  nell'ultima finanziaria vadano a finire al ceto politico,  a
  una  parte  per  giunta del ceto politico, a  una  parte  del  ceto
  politico rispetto a quelli che sono i servizi. Cioè, ma voi pensate
  che  sia  una  cosa moralmente - scusate colleghi, collega  Safina,
  scusate, perdonatemi, vi prego di prestarmi attenzione, di prestare
  un  minimo  di  attenzione  -  ma voi  pensate  che  sia  una  cosa
  moralmente corretta, quella di...
   Intanto  noi,  come  Parlamento, ci facciamo  belli  con  il  ceto
  politico, gli aumentiamo le indennità, gli diamo la possibilità  di
  avere un'entrata in più e così via, e dall'altra parte poi lasciamo
  il  problema,  comunque, al Comune, anzi, lo  lasciamo  al  sindaco
  stesso,  no, all'amministrazione, che dovrà fare la scelta  intanto
  di impegnare le somme
   Quindi,  alla fine, il sindaco dirà:  ma c'è una legge,  ed  è  la
  legge  della Regione, come già è accaduto altre volte; è una  legge
  della   Regione,  noi  la  dobbiamo  applicare  e  quindi  dobbiamo
  aumentare  la  spesa . E i soldi, invece di  andare  a  finire  nei
  servizi, nel miglioramento dei servizi, finiscono al ceto politico,
  a una parte del ceto politico
   Poi,  anche  su  questo, io avrei da ridire, perché continuiamo  a
  pensare  alla  Giunta e non pensiamo minimamente al  Consiglio,  ai
  consiglieri,  che  sono  quelli che ogni giorno  lavorano,  sono  a
  disposizione dei cittadini e che andrebbero anche loro guardati con
  attenzione.
   Ma  non  è  tempo,  non  è tempo  E noi la  dobbiamo  smettere  di
  continuare a presentare norme che prevedono aumenti di spesa per il
  ceto  politico,  perché abbiamo detto che i soldi che  mettiamo  ai
  Comuni,  che  servono ai Comuni, servono per i  servizi,  che  sono
  sempre minori
   Io,  signor  Presidente, voterò contrario a qualsiasi  emendamento
  che  prevede questo tipo di intervento, e da chiunque venga  questo
  emendamento, che sia parte amica, non amica, avversaria, alleata  e
  così via. Ritengo che sia una cosa moralmente sbagliata, moralmente
  ed eticamente sbagliata.
   La  nostra  battaglia  e le nostre attenzioni  devono  andare  nei
  confronti  dei  cittadini, delle fasce più deboli. Abbiamo  risorse
  per  intervenire  per  la  casa,  per  i  servizi  sociali,  e  noi
  continuiamo, quelle poche risorse che ci sono in più, a utilizzarle
  per il ceto politico
   Ne  ha bisogno? Sì, forse ne ha bisogno e forse andrebbe ampliato,
  ma non è il momento.
   Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.
   Colleghi,  vi  ricordo che l'articolo 3 lo abbiamo  approvato  con
  l'emendamento in questione.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, sì, innanzitutto, per  porre
  una  richiesta alla Presidenza, perché forse durante la  votazione,
  per via della velocità della stessa, non è stato registrato il voto
  contrario  del Movimento 5 Stelle all'approvazione dell'emendamento
  3.5  e  all'approvazione dell'articolo. Le ricordo  che  già  avevo
  ritirato  la  richiesta di voto segreto, ma  avevo  confermato  che
  votavamo    negativamente   sull'intero    articolo,    non    solo
  sull'emendamento, ma sull'intero articolo.
   Quindi, prego la Presidenza e gli Uffici di metterlo a verbale.
   Quello  che  io  vorrei evidenziare in questa sede, Presidente  Di
  Paola,   è   l'incredibile  disparità  che   si   pone   attraverso
  l'approvazione  di  questo articolo che, per carità,  è  stato  già
  approvato, ma ci mettiamo poco, con la volontà unanime dell'Aula, a
  correggerlo  o  a  presentare, nel prossimo disegno  di  legge,  un
  abrogativo.
   Perché, come, a volte, in un attimo si approva un articolo, in  un
  attimo  lo  si può bocciare, quando questo articolo viene  ritenuto
  ingiusto.
   Per  cui io già le comunico che, al primo disegno di legge  utile,
  proporrò l'abrogazione di questo articolo, nel suo complesso.
   Dico  ciò  perché,  Presidente  Di  Paola,  e  immagino  che  sarà
  d'accordo  anche il Vicepresidente Sammartino, che in questo  caso,
  facendo le veci del Presidente Schifani come componente governativa
  ed  essendosi  rimesso all'Aula, si assume anche la responsabilità,
  insieme  all'Aula, questo Governo  hanno appena detto il contrario,
  che  non  avete  registrato la volontà del Movimento  5  Stelle  di
  votare contrario, però, siccome lei, Vicepresidente, non era al suo
  posto,  ma fuori dall'Aula, non ha sentito quello che ho detto.  Io
  credo,  Presidente Di Paola, che all'indomani di un ciclone che  ha
  devastato... Presidente Di Paola... Io credo che...

   PRESIDENTE. La ascolto, onorevole De Luca, la ascolto

   DE LUCA Antonino.  Grazie. Io credo che, all'indomani di un evento
  devastante  come il ciclone Harry, che ha devastato  mezza  Sicilia
  orientale,  e  di  ciò che è accaduto a Niscemi, sia  assolutamente
  inopportuno  portare avanti, ma già ve l'avevo  detto  in  sede  di
  discussione generale, delle norme che offendono l'intelligenza  dei
  siciliani e la sensibilità di tutte quelle persone che hanno  perso
  la casa.
   E allora io chiedo un atto di decoro a quest'Aula, e anche a tutti
  i settanta deputati - sia chiaro, di maggioranza e di opposizione -
  di  addivenire  a  una  richiesta unanime  di  modifica  di  questo
  articolo,  Presidente  Di  Paola,  e  le  chiedo  la  cortesia   di
  sottoporre  all'Aula la possibilità di modificare questo  articolo,
  laddove ne riconosca la scorrettezza, come momento, all'unanimità.
   La  prego,  quindi, di invitare i colleghi a voler partecipare  al
  momento  di riequilibrio, di moralità e di etica nei confronti  dei
  siciliani che in questo momento soffrono.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Prima  di continuare con gli interventi, colleghi, però io  voglio
  ribadire  una cosa che ho detto poco fa e la sottolineo nuovamente:
  tutti  gli  articoli che hanno spesa, in questo disegno  di  legge,
  sono a carico dei comuni, sono a carico delle casse comunali, e  il
  Governo  lo ha ribadito in Commissione Bilancio, questa è una  cosa
  che, dico, quanto meno metabolizziamo tutti.

   CRACOLICI.    I   testi  vanno  scritti,   non   quello   che   li
  interpreterà... bisogna scrivere le norme  non scompare  perché  il
  Governo l'ha scritto in Commissione...

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Hai votato a favore

   CRACOLICI. No, io non ho votato a favore

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Hai votato a favore

   PACE. Chi ha votato a favore?

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ha votato tutta l'Aula.

   SAVARINO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Sospenda
  l'Aula

   PRESIDENTE. Quindi, colleghi, solo per dirvi... Va bene, va  bene,
  questo lo tengo a sottolineare.
   È  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro, poi Giambona.  Ne  ha
  facoltà.
   Prego, onorevole Catanzaro.
   Come?   E   dopo  l'onorevole  Catanzaro,  è  iscritto  a  parlare
  l'onorevole   Lombardo.  Prego,  onorevole  Catanzaro.   Sì,   dopo
  Catanzaro, onorevole Lombardo.

   CATANZARO.  Signor Presidente, grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catanzaro, prego, sono  i  suoi  colleghi,
  onorevole Catanzaro

   CATANZARO. Cracolici, scusami

   PACE.  Scusami, Presidente Di Paola, ma chi ha votato a favore?

   PRESIDENTE.  Ora lo verifichiamo, perché comunque sia  il  Governo
  che  la  Commissione si sono rimessi all'Aula, abbiamo  votato  per
  alzata e seduta, sia il Governo che la Commissione.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Presidente Di Paola, ovviamente sul voto... Presidente
  Di Paola, se lei mi dà la possibilità, io...

   PRESIDENTE. Sì, colleghi...

   CATANZARO. Io, tanto, tre minuti

   PRESIDENTE.  Io le do la parola, poi è chiaro che sto registrando,
  può essere poi che ho visto male io, però, dico, sto registrando il
  voto contrario del Movimento 5 Stelle.

   CATANZARO. Quello nostro.

   PRESIDENTE.   Il voto contrario del Partito Democratico,  il  voto
  contrario dell'onorevole La Vardera.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   SAMMARTINO,  vicepresidente  della  Regione.  Ma  può  mettere  in
  votazione la norma?

   CATANZARO. Presidente Di Paola, mi sembra un paradosso all'interno
  di  quest'Aula, perché dobbiamo... Presidente Di Paola, mi ascolti,
  Presidente, le chiedo due minuti di attenzione.
     Secondo  me,  si sta creando l'incidente, Presidente  Di  Paola,
  affinché questo testo...
   Presidente   Di  Paola,  mi  sembra  che  si  stiano  creando   le
  condizioni,  all'interno  di quest'Aula,  per  mettere  ancora  più
  confusione in questo testo, che ormai da due anni non vuole  andare
  avanti,  e  che  già  più volte è stato rimandato  in  Commissione,
  finalmente è approdato in Aula.
   Dopo  tutte  le Conferenze dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  che  abbiamo  fatto,  signor Presidente, dopo  tutte  le  richieste
  all'interno  di  quest'Aula, mi sembra davvero il paradosso  quello
  che  sta  avvenendo e le dico il motivo. Noi, infatti,  più  volte,
  abbiamo detto che questo era un testo non collegato con le esigenze
  dei  comuni,  ma  era un testo contenente delle  norme  che  ognuno
  voleva  inserire all'interno di un testo che poi chiamiamo "disegno
  di legge enti locali".
   Noi,  come Gruppo parlamentare del Partito Democratico,  ci  siamo
  assunti  e  ci  continuiamo ad assumere la responsabilità  di  dire
  quello  che  abbiamo  detto  anche nelle settimane  scorse.  Dentro
  questo  testo ci sono alcuni articoli che vanno votati perché  sono
  articoli di recepimento di norme nazionali, e ci sono invece  altri
  articoli  che  sono appetiti dai deputati nei vari  territori,  per
  cercare di andare a modificare alcune norme che possono andare bene
  a qualche sindaco sì e a qualche altro no, signor Presidente.
   Sul  voto del comma 3 dell'articolo, quando noi, poco fa,  abbiamo
  ascoltato  l'illustrazione  da  parte  del  proponente,  e   quindi
  dell'onorevole Di Mauro, abbiamo detto, in quel momento "guardi che
  non  si comprende bene". Arrivati ad un certo punto, la Commissione
  si  rimette  all'Aula, il Governo si rimette all'Aula e  non  si  è
  compreso, signor Presidente, quello che stavamo andando a votare. E
  le  dico  il  motivo. Noi, lo hanno detto poco fa alcuni  colleghi,
  sull'articolo  2, come sull'articolo 3, che ovviamente  va  a  dare
  dignità  ad  un  comune  come quello di Enna  affinché  questo  sia
  equiparato  agli  altri comuni come grande città, sull'articolo  2,
  relativo  ai  rimborsi per gli amministratori, abbiamo posto  delle
  osservazioni.
   Allora,  signor  Presidente, il buon senso  dentro  quest'Aula  ci
  chiede di fermarci un attimo e di chiedere la possibilità, come già
  è  stata  espressa, con l'accordo di tutti i deputati, e mi rivolgo
  soprattutto all'onorevole Di Mauro, che ovviamente è stato colui il
  quale  ha  proposto e colui il quale quest'Aula la conosce  bene...
  Negli  anni,  per  esperienza, ha vissuto momenti  di  riduzione  e
  momenti  di  aumento.  Le  chiediamo,  onorevole  Di  Mauro,  nella
  distrazione dell'Aula, per potere proseguire i lavori, di applicare
  l'articolo  117  del Regolamento interno dell'Assemblea  su  questo
  comma. Poco fa, per l'articolo 2, ci siamo appellati al buon  senso
  e siamo andati su quel comma al ritiro.
   Chiediamo  all'onorevole  Di Mauro di poter  applicare  l'articolo
  117, che porterebbe serenità nei lavori per gli articoli a seguire,
  e che, ovviamente, ripristinerebbe un attimo di equilibrio rispetto
  alla  prosecuzione dei lavori, rispetto a tutte quelle che  saranno
  le norme a seguire.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   É  iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
  facoltà.

   LOMBARDO   Giuseppe   Geremia.  Signor  Presidente,   sinceramente
  registro negli interventi dei miei colleghi una polemica per  certi
  versi inutile e infondata, perché noi in questa legislatura abbiamo
  affrontato vari passaggi normativi in cui abbiamo messo  i  comuni,
  tutti   i  comuni  siciliani,  nelle  condizioni,  non  li  abbiamo
  obbligati, ma li abbiamo messi nelle condizioni di poter  aumentare
  le  spettanze o indennità, come vogliamo chiamarle, previste per  i
  sindaci    che   siano   assessori,   presidenti   dei    consigli,
  vicepresidenti,  ecc...  ma  ci siamo dimenticati  dei  comuni  più
  piccoli, dei comuni cioè fino a 5 mila abitanti, e l'emendamento ha
  avuto  l'obiettivo, quindi... il mio intervento ha  l'obiettivo  di
  placare queste polemiche; abbiamo equiparato i comuni più piccoli a
  quelli  fino a diecimila abitanti per consentire loro, e cioè  agli
  amministratori locali, di avere una pari dignità economica,  perché
  - l'ho detto prima - la responsabilità di un amministratore locale,
  di  un  comune  di  mille  abitanti, per  esempio,  è  pari,  nella
  conduzione, appunto, dell'attività amministrativa per i rischi  che
  corre,  a  quella di un comune metropolitano, se vogliamo  fare  un
  paragone che sia più semplice e chiaro possibile.
   Quindi,  voglio  ribadire  a quest'Aula  che  certe  esternazioni
  perché non siano dati messaggi distorti all'esterno, a chi ci segue
  e  ai  giornali  che domani faranno, come dire, notizia  su  questo
  fronte   dei  messaggi distorti che abbiano un  fine  demagogico  e
  populistico. Tra l'altro, questo è un disegno di legge che riguarda
  la  materia  degli  enti  locali  e  una  norma  del  genere  trova
  collocazione proprio in questo tipo di disegno di legge rispetto al
  quale  -  lo  voglio ricordare a qualche collega che  ha  ricordato
  altre norme - ci sono norme di recepimento di leggi nazionali sulle
  quali già, anche nella discussione generale, abbiamo espresso  come
  Gruppo un parere favorevole, ma ci sono tante altre norme che  sono
  il   frutto  dell'iniziativa  dei  singoli  deputati,  dei  singoli
  parlamentari, che hanno anche loro una eguale dignità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lombardo,  se  può  salire  un  attimo  in
  Presidenza,  perché  l'emendamento che è stato approvato,  il  3.5,
  applica, quindi impone l'aumento, però il suo intervento era più in
  riferimento al 3.4, che invece non abbiamo... che è sempre a  firma
  sua,  onorevole  Lombardo. L'emendamento 3.5,  quello  che  abbiamo
  approvato,  impone l'aumento, invece l'emendamento  3.4  è  un  po'
  diverso.
   Se vuole salire un attimo al banco della Presidenza.
   È  iscritto  a  parlare l'onorevole Sunseri. Ne  ha  facoltà.  Poi
  l'onorevole Cracolici.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente.
   Allora,  lei  in quest'ultimo intervento ha centrato il  problema,
  che  è  quello  che  poco  fa  ho  provato  a  ricordare  all'Aula.
  L'onorevole Lombardo dimentica che quella norma sull'aumento  delle
  indennità   che  approvammo  due,  tre  finanziarie  fa,   era   un
  recepimento  della norma nazionale che l'allora  -  scarso  se  non
  scarsissimo  -  Governo  Musumeci  impugnò,  perché  quella   norma
  stanziava più di 300 milioni di euro per tutte le regioni italiane,
  tranne  che  per  la  Sicilia, e aumentava l'indennità  a  tutti  i
  sindaci  e  gli  assessori di questa Regione. Noi la  approvammo  e
  all'inizio  si diede la possibilità agli amministratori  locali  di
  aumentare la propria indennità senza dare alcuna copertura.
   Come  lei  ben  ricorderà,  poi questa cosa  fu  criticata,  venne
  impugnata  e alla fine l'Assemblea diede una parziale copertura  in
  una  finanziaria successiva che permetteva ai sindaci di  aumentare
  l'indennità fino al tetto concesso per trasferimento da parte della
  Regione nei confronti dei comuni.
   Come  lei bene adesso ha fatto notare, l'emendamento 3.5 impone  a
  tutti i comuni siciliani fino a diecimila abitanti, cioè 280 comuni
  su  391, la quasi totalità, di aumentare in maniera esponenziale le
  indennità  a  tutti  i vicesindaci, assessori  e,  addirittura,  ai
  Presidenti dei Consigli comunali.
   Quindi   la   norma   -  così  come  avevo  detto  precedentemente
  nell'intervento  -  in  questo momento, è  inapplicabile  perché  i
  segretari  comunali,  da domani che va in pubblicazione,  dovranno,
  anche  senza  deliberazione  di  Giunta,  aumentare  l'indennità  e
  trovare la copertura all'interno dei bilanci dei propri comuni,  ed
  è  una  cosa che non solo non avevamo mai fatto ma, addirittura,  è
  scritta  anche  male  perché, a differenza della  norma  nazionale,
  anche di quella regionale, successivamente approvata, avevamo  dato
  la  possibilità, tramite una deliberazione di Giunta, di  aumentare
  le  indennità. Ma qui, se non diamo copertura, domani, i ragionieri
  generali   e   i   segretari  generali  dovranno  obbligatoriamente
  aumentare l'indennità a migliaia di amministratori locali ed è  una
  cosa che non si può né fare né sentire.
   Allora,  io  non  so  se è applicabile il 117 del  Regolamento  su
  questa  norma, ma è evidente che va trovata una soluzione, nel  più
  breve  tempo  possibile,  perché si sta  aprendo  una  maglia,  una
  stortura normativa che non è neanche replicabile a quella del  2017
  e 2018.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   È iscritto a parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà. E, poi,
  l'onorevole Cracolici.

   SUNSERI. Applicabile a quella del 2017/2018.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Sono   iscritti  a  parlare  l'onorevole  Tomarchio  e  a  seguire
  l'onorevole Cracolici.

   Prego, onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO. Grazie, signor Presidente. Solo per capire verso  quale
  direzione stiamo andando. Cioè, noi siamo fermi quasi da un'ora  in
  una  discussione  su  un emendamento e un articolo,  un  comma  già
  approvato.  Credo che il dibattito stia scadendo su un  livello  di
  populismo che poche volte quest'Aula ha toccato.
   Noi  siamo in discussione su un disegno di legge che riguarda  gli
  enti  locali e mi verrebbe da domandare, ma con grande  serenità  e
  con  grande  onestà intellettuale: ma che cosa  vi  hanno  fatto  i
  sindaci,   gli  assessori,  i  consiglieri  comunali?  Noi   stiamo
  legiferando  un  disegno di legge degli enti locali che  certamente
  non  salverà  i comuni da tutti i problemi che hanno  -  questo  lo
  sappiamo  tutti - ma non è l'oggetto del disegno di  legge;  non  è
  l'oggetto  della discussione  Noi stiamo approvando  una  serie  di
  norme  che vogliono dare delle possibilità ai comuni. E allora,  se
  vogliamo scadere sul populismo e appellarci e impantanarci  su  una
  discussione che parla del 45% delle indennità degli assessori,  dei
  Presidenti dei consigli comunali, dei comuni minori, dei comuni  di
  cinquemila abitanti, settemila e quant'altro. Vogliamo scadere  sul
  populismo? Scadiamoci  La faccio io una proposta: siccome  noi  qui
  dentro  come  deputati regionali non facciamo nulla di  più  di  un
  sindaco,  di un assessore, di un Presidente del Consiglio  comunale
  che  sta  ventiquattro  ore al giorno sul  territorio  a  lavorare.
  Vogliamo  parlare  di indennità? Parliamone. Allora,  facciamo  noi
  populismo e adeguiamoci noi le indennità a loro, al ribasso, perché
  un  sindaco,  un  assessore,  un  consigliere,  un  Presidente  del
  Consiglio comunale non fa nulla di meno di quello che noi  facciamo
  in  quest'Aula. Anzi, sta sul territorio ventiquattro ore al giorno
  a lavorare
   E  allora,  signor  Presidente: o noi continuiamo  a  fare  questo
  dibattito estremamente scadente - estremamente scadente, perché sta
  scadendo in un populismo becero - o noi andiamo avanti e andiamo ad
  approvare  una  serie di norme di buon senso, tra  cui  su  alcune,
  credo,  che ci sia l'accordo di quasi tutta l'Aula: le quote  rosa,
  il terzo mandato e quant'altro...ma andiamo avanti, per cortesia.
   Questo è un appello soprattutto alle forze di opposizione. Andiamo
  avanti senza scadere su un dibattito così populista, perché parlare
  di  ciclone  Harry, di tutto quello che è accaduto a territori  che
  noi  abbiamo  girato la mattina all'alba, ma parlarne  ora,  mentre
  siamo in quest'Aula a parlare e a discutere di altro è veramente un
  qualcosa  che lascia senza parole. Quello è un qualcosa di  cui  si
  sta occupando il Governo regionale e che noi stiamo monitorando, ma
  che diavolo c'entra con un Parlamento che intanto deve continuare a
  legiferare ed andare avanti?
   Signor Presidente, ci dica come dobbiamo procedere, perché così  -
  io  credo  -  che  faremo  ventiquattro  ore,  quarantotto  ore  di
  dibattito che andrà sempre più verso lo scadere. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare l'onorevole Cracolici  e  poi
  l'onorevole Di Mauro.
   Prego onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. A me dispiace, scusate un attimo...

   DI MAURO. Posso intervenire?

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Di Mauro, così vediamo se riusciamo a
  trovare una soluzione.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Grazie, signor Presidente. Grazie, onorevole Cracolici.
   Applicando   l'articolo  117  potremmo  ipotizzare  di  sostituire
  l'emendamento  3.5  con il 3.4 in cui sono indicate  due  cose:  il
  limite di cinquemila abitanti e anche il... e diventa una cosa  più
  ragionevole.  È  chiaro  che se viene respinto  questo  emendamento
  rivive  il  3.5. Quindi, l'emendamento 3.4 mi sembra una  soluzione
  mediana  che  mette  tutti  quanti nella  condizione  di  fare  una
  valutazione positiva dell'articolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, intanto, la ringrazio.  Mi  sembra
  una  buona  sintesi, ma è chiaro che ci deve essere l'unanimità  da
  parte dell'Aula.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Grazie, signor Presidente, io esprimo  subito  la  mia
  condivisione  all'ipotesi suggerita dall'onorevole Di Mauro.  Detto
  questo - e chiudo senza fare grandi discorsi - il populismo  lo  si
  alimenta  quando  si  fanno  norme che  suscitano  -  come  dire  -
  indignazione e su cui si possono insinuare elementi di populismo.
   Allora, proprio in una fase come quella che stiamo vivendo, creare
  una  situazione in cui il messaggio che si dava, spero si dava,  se
  l'Aula   approva  l'emendamento  Di  Mauro  così  come   suggerito,
  determinare  il  fatto che su 280 comuni, tra  sindaci,  assessori,
  presidenti  del consiglio comunale, si aumentavano a  circa  1.500-
  2.000  persone d'emblée le indennità spettanti in deroga alle norme
  statali...  io vorrei ricordare, collega Tomarchio, che l'Assemblea
  regionale   siciliana,   in   materia   di   indennità   per    gli
  amministratori,  da  sempre, ha equiparato tutte  le  indennità  da
  1.000  a  500.000 abitanti, o 600.00 quelli che sono - Palermo  per
  capirci  la  più grossa - alle norme nazionali. Quando introduciamo
  deroghe, alimentiamo il populismo.
   Ecco  perché io suggerisco sempre, su queste questioni ancoriamoci
  il più possibile a norme generali e astratte, altrimenti suscitiamo
  quel  principio che in Sicilia si può fare tutto e il contrario  di
  tutto con argomenti che diamo a chi non ama la serietà ma anche per
  un  modo  di  legiferare  sbagliato che spesso  questa  Regione  ha
  scelto.
   Io  accetto la proposta del collega Di Mauro, mi auguro che  tutta
  l'Aula  la  possa accettare, perché dobbiamo farla  con  l'articolo
  117.

   PRESIDENTE.  Va bene, colleghi.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori, semplicemente per esprimere che il Movimento  5  Stelle,
  ovviamente, darà l'assenso alla modifica, ma teniamo a ribadire  la
  nostra contrarietà all'impianto dell'articolo in sé, e nella  parte
  dell'impianto originario che aumentava le spese per  il  comune  di
  Enna e per quanto riguarda anche l'articolo così modificato, perché
  riteniamo  che  non  fosse questo il momento  di  dare  determinate
  opportunità  ai  Comuni, poiché, probabilmente, il momento  storico
  richiederebbe   ben   altri   tipi   di   sforzi   legislativi    e
  amministrativi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole, ho  capito  che  c'è  l'unanimità
  dell'Aula sull'articolo 117.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, data
  la richiesta di unanimità, io pongo una questione perché ho sentito
  l'intervento  dell'onorevole Tomarchio che, sostanzialmente,  mette
  in discussione che noi, come Parlamento, abbiamo qualcosa da ridire
  nei  confronti dei consiglieri o dei sindaci per potere ritagliarsi
  il  pezzo  di video, mandarlo ai colleghi amministratori  locali  e
  fare  vedere  un  messaggio, far passare il messaggio   vedete,  le
  opposizioni  ce  l'hanno con i poveri sindaci,  ce  l'hanno  con  i
  poveri consiglieri comunali  .
   Allora,  questa  definizione e questa  strategia  comunicativa  la
  stronchiamo immediatamente e condivido in pieno il ragionamento del
  Presidente  del Gruppo parlamentare del Movimento 5  Stelle,  cioè,
  non  è  la  questione legata al fatto che noi siamo  contrari  tout
  court  all'introduzione, in qualche modo,  anche  di  rivedere  gli
  emolumenti,  e  qui potremmo anche parlarne. Ma la questione  è  la
  tempistica:  cioè noi abbiamo, e lo ribadiamo perché è sempre  bene
  ricordarlo,  una popolazione di 1.200 abitanti che  sono  sfollati,
  gli imprenditori che oggi abbiamo incontrato in III Commissione che
  non  hanno  i soldi nella zona rossa, e lei c'era pure, Presidente,
  dove abbiamo avuto diverse difficoltà.
   Il fatto che il Parlamento metta nella propria agenda politica, in
  questo momento storico, la disquisizione dell'aumento rispetto agli
  amministratori è un fatto, a nostro modesto, a mio modesto  avviso,
  è  assolutamente non è condivisibile. Questa è l'impostazione, caro
  onorevole Tomarchio.
   Mi   auguro  che,  come  dire,  lei  possa  dire  ai  suoi   amici
  consiglieri,  sindaci,  assessori che  noi  non  siamo  contro  gli
  amministratori.  Ben  venga il fatto che  dice  che,  tecnicamente,
  molti di loro lavorano anche più di noi  Forse magari parla per  sé
  stesso, perché io invece lavoro costantemente e continuamente, ogni
  giorno, nel ruolo di deputato come tanti colleghi lo fanno a  testa
  bassa,  e quindi, con tutto il rispetto, diciamo, la mediazione  Di
  Mauro mi sembra un passaggio che potrebbe anche andare bene,  ma  è
  giusto però precisare e fare questa discrimina altrimenti passa  un
  messaggio   sbagliato  dove  noi  lo  rimandiamo  al   mittente   e
  raccontiamo  i  fatti come stanno. Quindi, accetto  anch'io  questa
  mediazione

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Quindi,  onorevole Catanzaro, lei voleva ulteriormente intervenire
  o possiamo votare?

   CATANZARO. Vogli intervenire.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Per ribadire... intanto devo ringraziare l'onorevole Di
  Mauro, Presidente Di Paola, perché l'appello fatto sul 117 è  stato
  accolto, dopo di che non mi soffermo perché già chi mi ha preceduto
  ha  parlato  di quelli che magari erano i tentativi di polemica  ed
  altro,  e non c'è nulla, però il vero rischio, Presidente Di Paola,
  era  che qualora non ci fosse stato un accoglimento da parte di  Di
  Mauro  su  un tema così importante, poteva anche saltare l'impianto
  del  testo,  e  ricordo a quest'Aula che ci  sono  delle  norme  di
  recepimento nazionale. Se qualcuno volesse far saltare  quelle  che
  sono  le  norme di recepimento nazionale, ha sbagliato  Parlamento,
  perché noi vogliamo portare a casa un risultato di dignità e non  è
  politica  È dignità  Grazie.

   PRESIDENTE.   Prima  della  votazione,  ha  chiesto   di   parlare
  l'onorevole Messina. Ne ha facoltà.

   MESSINA. Grazie, Presidente. C'è qualcosa, purtroppo, che  non  si
  sta capendo, cioè quest'Aula sta recitando una commedia. Si approva
  un  articolo,  sono  tutti  d'accordo,  all'unanimità  siamo  tutti
  d'accordo,  poi  ci si accorge che forse questa  norma,  per  certi
  versi,  può  sembrare populista allora qualcuno cerca  o  pensa  di
  tornare indietro e di dire: "io non ero d'accordo ".
   Dico, i due commi che stiamo cercando di modificare sono due  cose
  totalmente diverse, con quello ultimo, il 3.4, si aumenta  del  50%
  l'indennità  dei  comuni  sotto i 5000 abitanti,  vale  a  dire  un
  assessore  che oggi percepisce un'indennità di 120 euro, perché  di
  questo  stiamo parlando, si può aumentare del 50% e i  120  più  60
  diventano  180,  e non abbiamo risolto credo quasi nulla  a  nessun
  amministratore  siciliano   Mentre la  norma  precedente,  che  era
  un'altra  cosa,  prevedeva che in tutti i comuni fino  a  diecimila
  abitanti,  le  indennità degli assessori, vicesindaci e  presidente
  del  Consiglio, arrivavano fino ad un massimo del 45%.  Il  dubbio,
  forse legittimo da parte di qualche Gruppo, è che ovviamente questa
  risorsa non può essere posta a carico del bilancio della Regione, e
  noi tutti siamo d'accordo e sappiamo bene che, comunque, perché  si
  potesse  applicare  tutti i comuni devono  comunque  approvare  una
  delibera in cui si prevede la copertura di spesa: sarebbe molto più
  semplice  e,  secondo me molto più serio, se aggiungiamo  solamente
  una  frase  in cui si dice: "con oneri a proprio carico" e  abbiamo
  risolto  il problema; altrimenti, secondo me, non possiamo  tornare
  indietro  e cancellare un articolo che quest'Aula ha già approvato.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Messina,  per  capire.  Non   c'è   quindi
  l'unanimità  sul 117, sulla modifica che sta proponendo l'onorevole
  Di Mauro?

   MESSINA. Sono due cose diverse.

   PRESIDENTE.  Lo  so che sono due cose diverse, onorevole  Messina,
  sono assolutamente consapevole che sono due cose diverse.
   L'onorevole  Di  Mauro ha proposto però come sintesi,  lo  abbiamo
  ringraziato per questo visto anche gli interventi che ci sono stati
  in Aula, una modifica sostanziale che fa un qualcosa di diverso. Se
  c'è  l'unanimità dell'Aula, io la accolgo e la pongo in  votazione,
  se  non  c'è  l'unanimità dell'Aula allora il testo rimane  tale  e
  quale

   MESSINA. Possiamo cancellare un articolo già approvato?

   PRESIDENTE.  Cioè,  ci deve essere l'unanimità  dell'Aula   fatemi
  capire se questa c'è...

   MESSINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA.  Signor  Presidente, era giusto, corretto  e  trasparente
  anche  sottolineare la differenza di quello che si  stava  facendo,
  siccome    io   non   voglio   essere   ostacolo   all'approvazione
  dell'articolo o della norma, posso anche accettare quella che è  la
  proposta  del  collega  Di  Mauro,  però,  dico,  dobbiamo   essere
  consapevoli di quello che stiamo approvando.

   PRESIDENTE. Va bene, quindi è d'accordo onorevole Messina?

   MESSINA. Sì.

   PRESIDENTE. Perfetto, quindi c'è l'unanimità da parte dell'Aula.
   A  questo  punto,  pongo in votazione, se l'Aula è  d'accordo,  lo
  votiamo adesso e non alla fine.
   Pongo   adesso   in  votazione  l'emendamento  117.1,   presentato
  dall'onorevole Di Mauro.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ritorniamo all'emendamento 2.10.R.
   L'articolo è già stato approvato, onorevole Abbate, ritorniamo  al
  2.10.R,  che  trovate all'interno dei vostri tablet.  Leggiamo  con
  attenzione,  verifichiamo con attenzione; prego, onorevole  Safina,
  lo  vuole illustrare? L'ha già illustrato. La Commissione  come  si
  esprime?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.10.R.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     A questo punto, possiamo mettere in votazione l'articolo 2, così
  come  è  stato  emendato.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
         Modifiche alla legge regionale 26 giugno 2015, n. 11

    1. Al comma 1 bis dell'articolo 2 della legge regionale 26 giugno
  2015,  n.  11,  dopo  la  parola   presidente ,  sono  aggiunte  le
  seguenti:  o ai due vicepresidenti, ove previsti  e dopo le  parole
   dell'ente   sono  aggiunte le seguenti:   l'indennità  di  cui  al
  precedente   periodo,  su  espressa  richiesta   da   parte   degli
  interessati, non è corrisposta .».

     Si passa all'emendamento 4.1 dell'onorevole Catanzaro. Onorevole
  Catanzaro, lo ritira?

   CATANZARO. Sì.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   Si  passa all' emendamento 4.4, dell'onorevole De Luca. Onorevole,
  lo mantiene o lo ritira?

   DE  LUCA Antonino. Lo mantengo e chiedo la votazione per scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  4.4  è  mantenuto,  che   prevede   la
  soppressione dell'articolo, e c'è richiesta di voto segreto.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, credo di aver capito che ancora  non
  siamo  in votazione, ciò nondimeno, chiedo un attimo di attenzione,
  perché  noi  abbiamo,  credo,  tutti  la  consapevolezza  che   con
  l'approvazione di alcuni articoli di questa norma -  mi  permetterà
  il  collega Cracolici - entriamo a piè pari su quelle che  sono  la
  vita,  la  sorte  dei nostri comuni, anche degli amministratori  ai
  quali dobbiamo dare risposta.
   Ora,  io  sono assolutamente ben contento che noi siamo  riusciti,
  con  il  buon  senso  comune,  a superare  l'impasse  dell'articolo
  precedente,  però, non vorrei che noi affrontassimo con  leggerezza
  tutto l'articolato perché, altrimenti, non faremmo un buon servizio
  ai nostri comuni, ai nostri amministratori.
   Del  resto,  signor Presidente, io mi rivolgo a lei, ma  anche  al
  Governo  e io mi auguro che ci sia il Presidente della Regione  qui
  ad  ascoltare, e a seguire quelli che sono i lavori, perché vero è,
  e  quindi  mi collego a come stanno andando i lavori d'Aula  questo
  pomeriggio,  per  certi  versi  con leggerezza,  ma  dico  che  qui
  dobbiamo  assumerci  anche  un senso di responsabilità  rispetto  a
  quelli che sono gli effetti di una norma che stiamo portando avanti
  per i nostri comuni e per le nostre comunità.
     Qualcuno ha parlato di servizi al cittadino, qualcuno ha parlato
  anche  di  come mantenere l'equilibrio economico-finanziario  e  di
  quali possano essere gli effetti di questa norma. Perché dico che è
  vero,  Presidente dell'Assemblea e colleghi, che questa è una norma
  di  matrice  parlamentare, ma è altrettanto vero che  vorremmo  pur
  capire quali siano gli orientamenti del Governo da questo punto  di
  vista. Perché, se ci fosse stato oggi un Assessore agli enti locali
  seduto  nei banchi del Governo, magari ci avrebbe potuto  dare  una
  chiave  di  lettura,  rispetto a quello che è l'indirizzo  che  noi
  stiamo prendendo oggi pomeriggio.
   Io  credo,  signor Presidente, che sia assolutamente inaudito  che
  questo  Parlamento  stia affrontando una norma sugli  enti  locali,
  senza  che  sia,  oggi, presente l'Assessore agli  enti  locali   È
  questa  una  cosa  inaccettabile  Ora, io prendo atto  che  c'è  il
  Vicepresidente  della  Regione ma non c'è il  Presidente  Schifani.
  Oggi  doveva  essere  qui presente. Il Presidente  Schifani  ha  la
  delega agli enti locali, ma lui non rispetta le norme della Regione
  siciliana   perché  la  norma  stessa  prevede  che  debba   essere
  ricostituito il plenum e oramai da 2 mesi lui non lo fa
   Allora,  che cosa dobbiamo fare, signor Presidente? Io  credo  che
  non  ci siano le condizioni per andare avanti a discutere di questa
  norma,  perché  credo  che sia tra l'altro pure  mortificante,  nei
  confronti dei parlamentari, che devono discutere di una norma senza
  avere l'interlocuzione di natura governativa che ci deve dire quali
  sono  gli  effetti di una norma, che effetti produce nei territori,
  quali sono i costi che questi può determinare, qual è l'indicazione
  politica, in quale direzione, fondamentalmente, sia giusto che  noi
  andiamo. Ebbene, nulla di tutto questo
   Ecco  perché, mi collego alle considerazioni che stavano  nascendo
  poc'anzi  sull'articolo  4.  L'articolo 4,  naturalmente,  noi  non
  possiamo così, in maniera leggera, affrontarlo.
   Se  ci fosse stato l'assessore agli enti locali, probabilmente  ci
  avrebbe  detto,  come  probabilmente ci dirà  il  Presidente  della
  Commissione  parlamentare   Affari  Istituzionali ,  che   c'è   la
  necessità  di  superare una impasse: in alcune città  metropolitane
  dove ci sono due vicepresidenti, per i quali evidentemente non  c'è
  un  uguale trattamento tra la città di Palermo, la città di Messina
  e quella di Catania. L'obiettivo è semplicemente questo.
   Poi  se si vuole trovare una soluzione emendativa, che salvi capra
  e  cavoli   perché  l'obiettivo  è  semplicemente  quello  di  dare
  chiarezza  ad una norma che è stata introdotta da questo Parlamento
  con  l'articolo  59  della  legge n. 3 del  2024,  che  riguarda  i
  vicepresidenti,  quando c'è più di un vicepresidente  nelle  nostre
  comunità.  E  questo  riguarda  2,3,4  comuni,  di  questo   stiamo
  parlando
   Però,  ritorno  al tema, signor Presidente dell'Assemblea,  e  qui
  chiudo:  non  avere qui un Assessore competente  agli  enti  locali
  mentre  noi stiamo discutendo la norma che riguarda gli enti locali
  e  gli effetti che questa produce, io credo che sia scandaloso, sia
  veramente scandaloso

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, io ritengo, da questo  punto
  di  vista,  che  su  queste  norme si  stia  facendo  un  sacco  di
  confusione.  Perché?  Mi  confronto, per esempio  con  il  collega,
  onorevole  Messina, il quale fino a qualche giorno fa era Assessore
  agli  enti  locali  e mi dice: "A Messina un vicepresidente  prende
  l'indennità,  e  allora  vorrebbe  poter  opzionare   se   prendere
  l'indennità,  piuttosto  che  il gettone  a  seconda  di  come  gli
  conviene; parlo con altro collega e mi dice: "a Catania li prendono
  tutti e due. Allora, perché lasciare Palermo fuori?".
   Io  credo  - credo -  che le cose non dovrebbero andare così.  Non
  dovrebbe  funzionare a come mi piace di più, a come mi conviene  di
  più:   "in  una  città  facciamo  così  perché  ci  viene   meglio,
  nell'altra..."  non  può funzionare così la politica,  non  possono
  funzionare  così  le  retribuzioni, le  indennità,  i  gettoni,  le
  corresponsioni    di   denaro   pubblico   nei   confronti    degli
  amministratori pubblici
   Ci  vorrebbe  un  attimo  di linearità e di  collegamento  con  le
  funzioni, perché se a un amministratore si decide di fare percepire
  un  gettone è perché si ritiene che quell'attività debba funzionare
  attraverso  un collegamento diretto alla sua presenza. L'indennità,
  invece,  è  un  tipo  di  retribuzione che  non  è  collegata  alla
  presenza,  ma  è  collegata  al ruolo e alla  funzione  che  quella
  persona svolge nel momento in cui assurge a un determinato ruolo. E
  tutto  questo  non si sta facendo, si sta cercando  di  creare  dei
  sistemi  che  aggradano chi ricopre la funzione, dimenticandoci  di
  quella  che  è  la  funzione  a  cui la  retribuzione  deve  essere
  correlata.  Siccome io ritengo che questo sia il modo sbagliato  di
  legiferare,  il  Movimento  5 Stelle  è  contrario  e  chiede  voto
  segreto.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Grazie, Presidente.
   Nel  ribadire, ovviamente, quanto già detto dal presidente del mio
  Gruppo  parlamentare, in modo assolutamente esaustivo, mi  permetto
  di  ribadire  quanto detto anche dall'onorevole Giambona,  che  sta
  passando un po' in sordina: il Presidente della Regione per legge -
  per  legge   -   deve  nominare  l'assessore  mancante,  in  questo
  momento, anzi gli assessori mancanti, entro trenta giorni
   Il  Presidente  della Regione ha fatto trascorrere,  di  molto,  i
  trenta giorni necessari per la nomina degli assessori, e non li  ha
  ancora  nominati  per tutta una serie di giochini interni  politici
  alla  sua  maggioranza  e  che  non  permettono  all'Assemblea   di
  legiferare con la presenza dell'assessore designato al tema che  si
  sta  affrontando;  e  a  me non sta bene  che  venga  delegato,  il
  Vicepresidente, con delega all'agricoltura, che mi viene a  parlare
  delle  indennità  dei  sindaci e dei vicepresidenti  del  consiglio
  comunale,  perché  l'onorevole  Sammartino,  vicepresidente   della
  Regione,  è  l'Assessore  designato all'agricoltura  della  Regione
  siciliana,  e  noi  parliamo  delle indennità,  delle  giunte,  dei
  consigli  comunali  ed altri, con l'assessore all'agricoltura.  Non
  funziona, Presidente
   Abbiamo  la  necessità,  e questa cosa deve  partire  anche  dalla
  Presidenza,  di una nota ufficiale al Presidente della  Regione  in
  cui  si  chiede  di nominare gli assessori, perché  il  parere  del
  Governo  non può essere dato su una norma del genere dall'assessore
  per   l'agricoltura,  deve  essere  dato  dall'assessore  al   ramo
  competente  o dal Presidente della Regione entro i 30  giorni,  per
  cui  poteva fare l'assessore designato, non certamente oltre trenta
  giorni;  questa  è una grave mancanza di questo Governo  regionale,
  che  continua a gestire il potere come se fosse casa propria, e non
  funziona,  Presidente  Non funziona perché si deve dare  dignità  a
  questa  Regione,  si  deve  dare  dignità  all'Assemblea  regionale
  siciliana che deve legiferare in presenza del Governo.
   Il Vicepresidente Sammartino mi sta sembrando il Ministro Musumeci
  la scorsa settimana, solo al Senato, abbandonato dal Presidente del
  Consiglio, solo ad affrontare l'Aula

   SAMMARTINO,  vicepresidente della Regione. Troppo importante.  Che
  sia di augurio

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri,  evitiamo  i  paragoni,  evitiamo
  paragoni
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Io  voglio  chiarire, se è  possibile,  questa  norma,
  perché  qui rischiamo di avvitarci su noi stessi. Questa norma  non
  introduce nulla di nuovo, sta semplicemente stabilendo il principio
  che  nei comuni dove questo Parlamento ha deciso che vengano eletti
  due  vicepresidenti, una norma che risale ormai ad oltre dieci anni
  fa,  non  ci può essere un trattamento differenziato dal  punto  di
  vista  dell'indennità,  perché  ad uno  si  applica  l'indennità  e
  all'altro il gettone. A uno l'indennità e all'altro il gettone
   Allora,  per  essere chiari, questa norma dice  semplicemente  che
  dove  i  comuni eleggono, per proprio statuto, sulla  base  di  una
  legge  che  è stata fatta da questo Parlamento, due vicepresidenti,
  ad  ambedue,  con  le stesse modalità di voto, eletti,  ebbene,  ad
  ambedue  si applica lo stesso trattamento, a richiesta, può  essere
  l'indennità   o   può  essere  il  gettone,  sempre   a   richiesta
  dell'interessato, questa è la questione
   Quindi,  non stiamo né introducendo, né facendo nulla di nuovo  di
  quello  che  già  esiste, semplicemente si sta provando  a  mettere
  ordine  a  una  interpretazione differenziata che in alcuni  comuni
  siciliani si è determinata.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   MESSINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA. Sì, vi chiedo scusa, signor Presidente...

   CRACOLICI.  Onorevole  Messina, si vada  a  sedere  al  banco  del
  Governo

   MESSINA.   Onorevole  Cracolici,  volevo  solamente  precisare   -
  attenzione, è una norma che ho scritto io, però, ovviamente conosco
  la  materia anche per il ruolo che ho svolto - volevo precisare che
  questa   norma   serve   solamente  a  dare   la   possibilità   ai
  vicepresidenti dei consigli comunali, laddove ovviamente  già  sono
  stati  eletti e sono previsti, di optare, di scegliere se  ricevere
  un'indennità  o ricevere un gettone di presenza. È solo  questa  la
  differenza.  Però  può anche capitare che nello  stesso  Comune  ci
  possa  essere  un vicepresidente che ha il regime dell'indennità  e
  l'altro, il secondo vicepresidente, che ha il regime del gettone di
  presenza.
   Io  voglio precisare   ed è giusto che l'Aula lo sappia    capiamo
  bene  che  la  norma  prevede che per coloro  che  sono  lavoratori
  dipendenti c'è l'abbattimento del 50 per cento nei confronti  delle
  indennità, mentre per i gettoni di presenza no.
   Quindi,  per correttezza, è giusto che sappiamo quello che  stiamo
  approvando.   Però,   con  questo  diamo  solo   l'opportunità   ai
  vicepresidenti  dei  consigli  comunali  della  Sicilia  di   poter
  scegliere, optare, se ricevere l'indennità o ricevere il gettone di
  presenza.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata. Verifichiamo.
   Ok,   mettiamo  in  votazione  l'emendamento  4.4,  che   sopprime
  l'articolo.

                   (La richiesta risulta appoggiata)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

   Presenti    .59
   Votanti    ..52
   Maggioranza  .27
   Favorevoli.............28
   Contrari ..............  24
   Astenuti     ..0

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  L'emendamento  è approvato.  Quindi  l'articolo  4  è
  soppresso.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
           Variazioni indennità nuovi dati censimento ISTAT

   1.  Al  comma 51 dell'articolo 13 della legge regionale 25  maggio
  2022,  n.  13  e  successive modificazioni è aggiunto  il  seguente
  periodo:   Nei  casi  in  cui,  dopo  l'insediamento  degli  organi
  elettivi delle amministrazioni locali, avvenga una variazione della
  popolazione residente a seguito della pubblicazione dei nuovi  dati
  del  censimento  da parte dell'ISTAT, per il calcolo  della  misura
  delle   indennità   si  fa  riferimento  alla  fascia   demografica
  utilizzata  per la determinazione del numero dei consiglieri  nelle
  medesime consultazioni.».

   PRESIDENTE.   C'è   l'emendamento  5.1,  a  firma   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.2.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

                   (La richiesta risulta appoggiata)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti    .59
   Votanti    ..52
   Maggioranza  .27
   Favorevoli.............30
   Contrari ..............  22
   Astenuti     ..0

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Quindi, abbiamo soppresso l'articolo 5.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
               Disposizioni in materia di rappresentanza
                 del Presidente del Consiglio comunale

   1.  Il  Presidente  del  Consiglio comunale  rappresenta  l'intero
  Consiglio.  Nelle  occasioni istituzionali,  segno  distintivo  del
  Presidente  è  una  fascia  bicolore, gialla  e  rossa,  portata  a
  tracolla  e recante lo stemma della Regione siciliana e quello  del
  Comune di appartenenza.».

   Colleghi,  se mi ascoltate un attimo... Un attimo, un attimo   Sì,
  vi faccio intervenire.
   Sull'articolo  6  ci  sono  solo emendamenti  soppressivi,  quindi
  andremo   a   votare   l'eventuale  soppressione   o   mantenimento
  dell'articolo 6. Ci sono gli interventi...

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Presidente, semplicemente, se possiamo...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Colleghi, o mi date l'opportunità di ascoltare o  devo
  sospendere la seduta, se non c'è...  Allora, cerchiamo un attimo di
  ripristinare un minimo di...

   DE LUCA Antonino. Presidente

   PRESIDENTE. Prego, onorevole.

   DE  LUCA  Antonino.  Soltanto, affinché resti agli  atti  e  nella
  memoria  di  chi  ci segue in Aula o da casa, che  il  Movimento  5
  Stelle,  ritengo  anche le altre opposizioni, chiederanno  il  voto
  segreto  per  bocciare una norma che prevede che il presidente  del
  Consiglio  comunale,  che rappresenta l'intero consiglio  comunale,
  nelle  occasioni  istituzionali andrebbe con una  fascia  gialla  e
  rossa.  Io  lo volevo emendare dando anche un cappello col  pompon,
  però, mi limito a chiedere un voto segreto.

                    (Proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, un attimo

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Premesso che una norma del genere nel testo poteva essere
  evitata,  e  che  sulla  soppressione di  questo  articolo  non  mi
  strapperò sicuramente le vesti, però, onorevole De Luca, una cosa è
  la  norma, una cosa è usare questi toni dispregiativi nei confronti
  dei nostri rappresentanti nei consigli comunali.

   DE LUCA Antonino. Non ho usato toni dispregiativi.

   ASSENZA.   No    Usare  questo  sarcasmo  o  questo  atteggiamento
  denigratorio nei confronti dei consiglieri comunali, dei presidenti
  dei   consigli,  che  nella  stragrande  maggioranza   fanno,   con
  grandissimi  sacrifici personali, ed egregiamente, il  loro  ruolo,
  non mi sembra corretto
     Premesso  questo,  non  c'è bisogno del voto  segreto  possiamo,
  secondo me, approvare anche all'unanimità la soppressione di questo
  articolo

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca non c'è  il  fatto  personale.  È
  chiaro

   DE LUCA Antonino. Non è un fatto personale?

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, però non è che può... No, non c'è
   L'onorevole Assenza ha espresso il suo parere, come lo ha espresso
  lei onorevole De Luca. Andiamo avanti.

   DE LUCA Antonino. Io chiedo di intervenire per fatto personale

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però, non deve insistere. Onorevole
  De  Luca, è la Presidenza che decide se c'è fatto personale, oppure
  no, quindi mettiamo in votazione....

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Giusto per interpretare  quello  che
  già  era  chiarissimo da parte del mio Capogruppo, il problema  non
  sono  i  presidenti  dei consigli comunali o i  vicepresidenti  del
  Consiglio  comunale,  è questa Assemblea, che  in  un  momento  del
  genere,  sta  trattando una norma che gestisce con  una  legge:  il
  colore della fascia del Presidente del Consiglio comunale
     Cioè, qua noi abbiamo città distrutte dall'uragano, Niscemi  che
  sta  sprofondando,  emergenze da tutti i punti di  vista  e  questa
  Assemblea sta facendo una legge per decidere che il presidente  del
  consiglio  comunale debba avere una fascia di un colore,  piuttosto
  che  di un altro  Lo comprendete che chi ci segue ci prende per dei
  cretini? Perché dice: "ma di cosa stanno parlando?".
   Allora, l'intervento dell'onorevole De Luca non era certamente per
  denigrare il lavoro svolto dai Presidenti dei Consigli comunali  ma
  quello  di  un'Assemblea  che  dovrebbe  trattare  temi  molto  più
  importanti rispetto a questo.

   PRESIDENTE. È stato chiarissimo, onorevole Sunseri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO. Signor Presidente, solo per dire che secondo  me  hanno
  detto  bene  i  colleghi.  Non  c'è  bisogno  che  continuiamo  con
  interventi  inutili.  Bocciamolo all'unanimità  e  andiamo  avanti,
  perché  abbiamo due norme: il consigliere supplente e, soprattutto,
  le  quote  di  genere  che attendono di essere  approvate,  andiamo
  avanti.

   PRESIDENTE.  Va  bene, onorevoli colleghi. Allora a  questo  punto
  pongo in votazione l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Norme in materia di supplenza e di incompatibilità

   1.  All'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992, n.  7  è
  aggiunto il seguente comma:
    4-bis  Nei  Comuni con popolazione superiore a 15 mila  abitanti,
  qualora  un  consigliere  comunale assuma la  carica  di  assessore
  comunale  nella  rispettiva  giunta,  è  sospeso  dalla  carica  di
  consigliere all'atto dell'accettazione della nomina ed al suo posto
  subentra  il  primo  dei  non  eletti  nella  medesima  lista  come
  consigliere  comunale  supplente per la  durata  dello  svolgimento
  della carica di assessore.
   2.  Il  comma 3 dell'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto
  2000,   n.  267  e  successive  modificazioni,  trova  applicazione
  nell'ordinamento legislativo della Regione.
   3.  Le  disposizioni di cui al comma 1 entrano in vigore il giorno
  stesso  della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della  Regione
  siciliana.».

  Si  passa  all'emendamento soppressivo 7.5, a firma  dell'onorevole
  Catanzaro. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. É mantenuto.

   PRESIDENTE.   C'è   una  richiesta  di  voto  segreto   da   parte
  dell'onorevole De Luca Antonino, ma l'onorevole Assenza ha  chiesto
  di parlare prima della votazione. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, siccome stiamo  entrando  nel  cuore
  della  norma  e,  quindi,  dei vari articoli  che  costituiscono  e
  debbono costituire l'ossatura di una norma importante, io credo che
  questa norma vada affrontata con la dovuta serenità.
   Se  già dall'avvio, invece dell'esame della norma chiediamo,  come
  ha  fatto  mi pare l'onorevole De Luca, il voto segreto, credo  che
  stiamo  partendo  nella misura meno opportuna  per  affrontare  gli
  articoli  principali.  Discutiamone,  ognuno  esprime  le   proprie
  opinioni,  vediamo  quali  sono i pro e  contro  della  figura  del
  consigliere  supplente e se si ritiene che non  ci  sia  il  clima,
  sospende  i  lavori e rinvia a domani per un esame  più  sereno  di
  quelle che sono le norme di questa manovra.
   Altrimenti,  se  dobbiamo poi arrivare alla fine  perché  dobbiamo
  necessariamente avere un voto che bocci tout court questo complesso
  di  norme  sugli enti locali, diciamolo chiaramente se è questa  la
  volontà dell'Aula ed in particolare dei Gruppi di opposizione.
   Prendiamo  atto  anche  del  fatto che  molti  colleghi  -  signor
  Presidente, io volevo dirlo all'inizio - non sono in sede perché vi
  è  la BIT a Milano, che richiede per esempio la presenza dei nostri
  tre  assessori.  I  nostri  tre assessori  sono  alla  BIT,  tranne
  l'assessore  Aricò  che è impegnato nei lavori  di  giunta,  perché
  contemporaneamente  si  sta  tenendo  una  giunta  di  governo   su
  problematiche che io ritengo importanti.
   E  quindi  un'Assemblea  che  vota con una  quarantina,  cinquanta
  massimo,  di  componenti  presenti in  Aula  non  credo  che  possa
  serenamente  prendersi la responsabilità di  affrontare  temi  così
  delicati.
   Perché noi stiamo dimenticando che su queste norme poi ci sarà  la
  vita  degli  enti locali siciliani per i prossimi  anni,  e  quindi
  continuare con questo clima quasi goliardico di presa in giro delle
  figure  dei  nostri amministratori... io credo che noi  non  stiamo
  facendo   un  buon  servizio  a  nessuno,  senza  distinzioni   tra
  maggioranza ed opposizione.
   Forse  questo  testo  è  stato  - io  sono  il  primo  a  dirlo  -
  appesantito  da tutta una serie di norme che si poteva  evitare  di
  inserire  ma tant'è che lo stiamo votando  Sono stati già eliminati
  due  articoli,  sono stati bocciati, altri articoli sono  stati  in
  parte  stravolti e modificati, per carità, va bene tutto, l'Aula  è
  sovrana,  però  signor  Presidente, io  le  chiedo  formalmente  di
  sospendere i lavori e di rinviare a domani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Ovviamente, onorevole Assenza e colleghi tutti, questa  Presidenza
  sta  facendo  il  possibile  e lo avete visto  nelle  varie  sedute
  d'Aula, per portare avanti gli articoli di questo disegno di legge,
  per  farli  votare e quindi per decidere se approvare o bocciare  e
  poi  per votare, nel più breve tempo possibile, il disegno di legge
  però;  è  chiaro che l'onorevole Assenza fa una richiesta, io  devo
  ascoltare il resto dell'Aula anche per capire un po' come procedere
  sull'andamento dei lavori.
   Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Caronia, Catanzaro e De
  Luca Antonino.
   Poi, man mano, se ci sono altri interventi vi faccio intervenire.
   Prego, onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, io molto spesso mi trovo d'accordo con
  le   posizioni   dell'onorevole  Assenza,  persona  equilibrata   e
  intellettualmente  onesta, però credo che abbia  messo  a  nudo  un
  problema che quest'Aula ha.
   Io non so se molti di voi si sono accorti che questa è un'Aula che
  in   questo  momento,  stranamente  dico,  ha  anche  un   pubblico
  abbastanza  gremito, cosa che non avviene, alle 7 di  sera,  spesso
  non  abbiamo  un  pubblico  così gremito,  di  una  presenza  anche
  imponente  femminile e voi pensate che stasera noi ce ne andiamo  a
  casa  pensando che abbiamo parlato per due anni di avere una  norma
  che  ci mette in condizioni di essere uguale al resto d'Italia?  Io
  non sono disposta ad elemosinare la dignità delle donne siciliane a
  differenza delle donne del resto d'Italia  Non me ne andrò fintanto
  che  non si parlerà di questa norma. Siamo alle 19.07, siamo pagati
  lautamente per stare qui a fare il nostro dovere ed io non  intendo
  lasciare  quest'Aula finché non si arriverà al completamento  della
  norma tutta

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, stiamo riavvolgendo  il  nastro  e
  tornando a qualche settimana fa.
   Io  ritengo  che  quest'Aula ha avuto  fino  ad  ora,  perché  non
  dobbiamo  dimenticare quello che è accaduto fino a qualche mezz'ora
  fa,  senso  di responsabilità da parte di tutti, andando avanti  su
  queste norme, poi abbiamo voluto bocciare, non bocciare.
   Dopodiché, io non posso accettare l'invito del Capogruppo Assenza,
  al  quale  riconosco  sempre grande - come dire  -  modo  di  porsi
  all'Aula,  però  è  chiaro  che  non  possiamo  sospendere   l'Aula
  all'articolo 7 e nemmeno possiamo parlare adesso di mancanze  nelle
  file  della  maggioranza di alcuni colleghi  deputati  che  non  si
  trovano in Aula.
   Io  ritengo  una  cosa  -  l'abbiamo detto  tutti  -  è  da  ormai
  settimane, al di là dell'intervento accorato della collega Caronia,
  e  al  di  là di quelli che sono gli interventi di tutte  le  donne
  all'interno di quest'Aula, io l'ho detto e lo continuo a dire  dopo
  il  7 c'è un articolo che è l'8. L'8 è un articolo non delle donne,
  né di chiunque altro sia, ma è un articolo di dignità, perché siamo
  l'unica regione a non avere recepito la rappresentanza
   E  allora, io mi accollo anche, Presidente - mi perdoni il termine
  -,  qualora si volesse accantonare un articolo come il 7 perché non
  ci sono i numeri, però da qui non ci muoviamo perché dopo il 7, c'è
  l'8 ed è un articolo di dignità ed è il motivo per cui tutti stiamo
  rimanendo  in  Aula, e dico donne e uomini, per  dare  un  senso  a
  questo  testo  che  ovviamente è un testo che  dà  dignità  ad  una
  Regione  che  ancora  non  ha recepito tutto  quello  che  è  stato
  recepito nel resto d'Italia
   Quindi,  è  questa  la battaglia che noi vogliamo  portare  dentro
  quest'Aula. Nessuna sospensione, semmai si accantona; se si volesse
  andare  avanti,  votiamo  l'articolo 8, dopodiché  possiamo  votare
  tutti  gli  altri  articoli.  Però, attenzione  signor  Presidente,
  quest'Aula  questa sera non soltanto vuole approvare l'articolo  8,
  io  ritengo che quest'Aula questa sera debba dimostrare quello  che
  realmente noi parlamentari siamo tenuti a fare qua dentro, cioè  il
  recepimento di una dignità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che qualunque proposta, se
  all'unanimità   dell'Aula,  la  Presidenza  l'accetta,   altrimenti
  andiamo  avanti, perché l'articolo mi sembra chiaro ed è l'articolo
  sul consigliere supplente, quindi se c'è l'unanimità dell'eventuale
  accantonamento  di  tutta  l'Aula  è  un  discorso,  altrimenti  si
  proseguirà col voto.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, nel ribadire la circostanza -
  adesso  non  c'è  più  neanche l'Assessore  per  l'agricoltura,  lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea - di un'assenza del Governo
  che  mostra la poca sensibilità e il grande discostamento  che  c'è
  tra  chi governa questa Regione e i temi che tratta quest'Aula, sia
  quando  sono  di  basso profilo - come la norma  sulla  fascia  dei
  Presidenti o l'indennità - sia quando si appresta a trattare  norme
  su  cui i Gruppi parlamentari dovrebbero giocare al rialzo, non  al
  ribasso   su  cui non si dovrebbe mercanteggiare;  su  cui  non  si
  dovrebbe andare da un Capogruppo di opposizione e dire: "se voi non
  chiedete  il voto segreto su questa norma, allora noi non chiediamo
  il  voto segreto su quest'altra e ci metti dentro una norma",  come
  quella sul 40% della presenza femminile all'interno delle giunte...
  Io  trovo  che sia già vergognoso che siamo arrivati  al  2026  per
  discutere  di  una  cosa che neanche dovrebbe  esistere   La  norma
  dovrebbe  essere  un  fatto  naturale.  Invece  siamo  costretti  a
  legiferare  e  siamo  costretti anche a fare la figura  vergognosa,
  irredimibile,  che  ancora ne stiamo a parlare, ancora  rinviamo  e
  ancora accantoniamo.
   No,  io,  il Movimento 5 Stelle la vogliamo votare stasera,  prima
  dell'articolo 7, dopo l'articolo 7, accanto all'articolo 7, noi  la
  vogliamo  votare stasera  E la vogliamo votare palesemente,  perché
  noi  lo  vogliamo  dire, ci vogliamo mettere la faccia   Noi  siamo
  disponibili  anche  ad  aumentarla  al  50%  -  ci  abbiamo   messo
  l'emendamento - perché la parità è nei fatti, la parità deve essere
  culturale,  non  dovrebbe essere imposta, ma se siamo  costretti  a
  imporla,  perché neanche il Parlamento ha la sensibilità di  capire
  che  questo  dovrebbe essere un momento di unione, di condivisione,
  in   cui  tutti  dicono  "sì"  alla  chiamata   e,  allora,  signor
  Presidente, io lo dico col massimo della serenità: andiamo  avanti,
  perché una volta tanto ci apprestiamo a votare una norma di cui non
  ci dobbiamo vergognare. Quindi, facciamola e facciamola stasera

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, in realtà, anche il  Capogruppo  del
  Partito  Democratico  ha appena fatto un intervento  che  condivido
  nella  sostanza,  già richiamato dalla collega e  certamente  nello
  stile   e   nelle   considerazioni  del  Capogruppo   del   Partito
  Democratico, mi sento di condividere l'idea che questa è una  norma
  importante,  quello a cui lui fa riferimento. Lo è perché,  vedete,
  ci  sono  momenti nella storia di un Parlamento che possono passare
  alla storia.
   Magari  si  può  considerare un fatto scontato la  possibilità  di
  equiparare  il  numero delle donne nelle giunte,  magari  si  potrà
  considerare  un  fatto scontato il diritto di voto  universale  ma,
  vedete,  ci  sono battaglie che si sono condotte e  si  sono  anche
  vinte,  talvolta,  persino con lo spargimento di sangue.  Battaglie
  che vale la pena di portare avanti fino in fondo e che, magari,  ci
  ritroveremo  a  rileggere fra anni e potremo dire: in  quella  fase
  storica io c'ero
   Perché  ci sono dei momenti in cui si devono abbandonare  le  zone
  confort e, vedete, talmente, Presidente, io sono convinto di questa
  idea  che  ritengo  che  questa  sia  davvero  la  battaglia  delle
  battaglie   Mi si potrebbe certamente dire che quello dell'articolo
  7  è un altro intervento importante e vi dico anche lì, certamente,
  sì   Perché è importante introdurre, ad esempio, facendo una  breve
  parentesi sul consigliere supplente? Perché, vedete, portare avanti
  l'attività in seno alle assemblee non è una cosa così scontata come
  voi  sapete  in  seno  al Parlamento e non sempre  è  facile  farlo
  coniugandolo con il ruolo all'interno delle giunte e  vi  direi  di
  andare oltre.
   Io  vorrei,  perfino, liberare dal mercato quei consigli  comunali
  dove c'è il consigliere supplente che prende il posto e subentra  e
  vi    dico    una    cosa:    lo   dobbiamo   liberare    dall'idea
  dell'incompatibilità   Io sono per un'idea semplicissima:  subentra
  il  supplente, l'assessore, non scivoliamo... perché io dovrei oggi
  avere  la  possibilità  di ricattare il primo  dei  non  eletti  al
  consiglio  comunale? Posso fare pure un esempio: io, oggi,  c'è  un
  consigliere  comunale che è il primo dei non eletti  al  comune  di
  Palermo, vi posso dire pure il nome, si chiama Igor Gelarda. Questo
  ragazzo,  probabilmente,  non  è più  con  la  Lega.  Allora,  caro
  Ismaele,  io  vorrei che quest'uomo fosse libero e che non  venisse
  ricattato dal mio stesso partito che deve stare per forza con me
   Allora,  l'articolo 7 lo approverei, andando oltre la disposizione
  prevista  in  Aula  e lo adeguerei alla norma nazionale  e  poi  vi
  stupirò  anche  sulle  donne  Non solo è un obbligo  morale  votare
  l'articolo 8, e la invito Presidente a farlo subito, ma preannuncio
  l'intenzione   di  presentare  un  subemendamento   perché   questa
  indicazione  normativa  possa essere inserita  anche  all'Assemblea
  regionale siciliana
   È arrivato il momento di riflettere su questa cosa

                          (Applausi in Aula)

   È  arrivato il momento di dare una risposta vera perché si  possa,
  finalmente,  dare dignità e rispetto dell'inserimento del  voto  di
  genere,  come  si  fa per i consigli comunali, anche  all'Assemblea
  regionale siciliana

   PRESIDENTE.  Colleghi  un  attimo,  avete  chiesto  in  tanti   di
  intervenire, c'è l'intervento dell'onorevole La Vardera, Tomarchio,
  Schillaci, Spada, Chinnici, Safina e Cracolici.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, dove siamo? Che  sta  succedendo?
  Presidente,  ma  dove  siamo  al mercato?  Dove  siamo  al  mercato
  ortofrutticolo?

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Prego, onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA.  Innanzitutto, Presidente, quando  parla  l'onorevole
  Figuccia  è  emozionante  sentirlo  e  bisognerebbe,  diciamo,  che
  tenesse dei corsi di maieutica, l'arte della maieutica, non  so  se
  ricorda di che cosa.
   Ora  il  tema  è  serio:  noi, con tutto  il  rispetto,  onorevole
  Figuccia,  a  noi  non  interessa  niente  -  e  glielo  dico   qua
  pubblicamente - anche sul consigliere supplente, sono pronto pure a
  bocciarlo  a  mie  spese. No, no, lasci stare,  io  voglio  intanto
  chiarire  questo aspetto del consigliere supplente  perché  non  mi
  interessa nulla di andare, come dire, ad avere un problema rispetto
  all'eventuale consigliere che subentrerebbe. Guardi,  lo  dico  con
  onestà:  a  noi  non ce ne frega niente  Noi, i nostri  consiglieri
  comunali,  li eleggeremo partecipando alle elezioni e  non  facendo
  oggettivamente inciuci con nessuno  La collega Caronia...

                           (Brusio in Aula)

   Abbiamo  ascoltato  un  appello  accorato  di  un  deputato  e  la
  maggioranza, l'onorevole Caronia, che ci ha lanciato un appello, un
  appello  serio  cioè  noi abbiamo fatto questa seduta  d'Aula  oggi
  pomeriggio  disquisendo delle argomentazioni più  assurde  che  non
  erano assolutamente emergenziali, su fatti che in questo momento la
  Sicilia  ci  sta  guardando,  come giustamente  diceva  l'onorevole
  Sunseri,  e  dice:  "ma di che cosa stanno parlando  questi  mentre
  abbiamo Niscemi che sta franando e il ciclone Harry?".
   Per  dare un senso di dignità a questa giornata, per dire si  sono
  riuniti  e  quanto  meno  hanno approvato  una  norma  di  dignità,
  smettiamola di parlare di tutto il resto, andiamo all'articolo 8 e,
  guai,  dico guai, ovviamente guai democraticamente e politicamente,
  a  chi si assume la responsabilità di chiedere il voto segreto  Chi
  chiederà  il  voto segreto sull'articolo 8 dovrà rendere  conto  ai
  siciliani   e   si   dovrà  assumere  la  propria   responsabilità,
  smettiamola di giocare con una norma che è una norma di dignità, di
  buon senso e non è una norma con le donne, per le donne
   Ma di che cosa stiamo parlando? È una norma che rende, dà onore, a
  questo  Parlamento che, ovviamente, rispetto al resto d'Italia,  si
  trova a essere un passo indietro.
   Quindi  accantoniamolo questo articolo, bocciamolo facciamo quello
  che vogliamo, ma andiamo subito all'articolo 8, perché questo è  il
  senso  da dare a questa giornata, per far ricordare questa giornata
  come una giornata proficua e da domani calendarizziamo norme e cose
  che  hanno  a  che  fare con i problemi dei siciliani,  perché  non
  possiamo  riunirci  per parlare di enti locali  mentre  negli  enti
  locali non c'è l'assessore, i comuni sono allo sbando
   È  onestamente, assolutamente, anacronistico, portiamo a  casa  il
  rispetto, una battaglia, che hanno fatto le colleghe parlamentari e
  è che giusto che oggi questo Parlamento possa approvare.

   PRESIDENTE. Colleghi, vi dico che in questo momento ho iscritti  a
  parlare altri sei colleghi e siamo ancora all'articolo 7, quindi  o
  mi fate andare avanti accantonando l'articolo o votando l'articolo.

   SUNSERI. Dobbiamo parlare dell'articolo 7.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, onorevole Sunseri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO.  Signor Presidente, sarò brevissimo,  proprio  per  non
  aggravare  il dibattito d'Aula e provare ad andare avanti  e  parto
  dall'intervento  di buon senso che hanno fatto le opposizioni.  Uno
  fra  tutti,  il  capogruppo  del Partito  Democratico,  l'onorevole
  Catanzaro,  ma anche poc'anzi, l'onorevole La Vardera, però  vorrei
  sottoporre, mi sia consentito, un ragionamento all'Aula.
   Noi  sappiamo  tutti che in quest'Aula le cose  vengono  approvate
  nella  misura  in cui, viva la democrazia, c'è una maggioranza  del
  Parlamento  che le approva. Purtroppo e, sottolineo purtroppo,  c'è
  anche  questo  sistema  del voto segreto  che  invece  poi  con  il
  mascariamento di tutte le forze, il mescolamento di tutte le  forze
  politiche,  porta a non avere ben chiaro cosa può essere approvato,
  cosa viene bocciato e quant'altro.
   Ora,  dove  voglio arrivare? Noi abbiamo già visto l'andamento  di
  qualche  voto segreto ed è stato già palese abbiamo visto,  abbiamo
  avuto  modo  di vedere, è stato già palese dai risultati,  che  non
  appena  si  chiede il voto segreto, su un articolo,  quell'articolo
  viene bocciato
   Dove  voglio arrivare onorevole Catanzaro, signor Presidente?  Noi
  dobbiamo, se vogliamo raggiungere il risultato, che non può essere,
  consentitemi con grande onestà intellettuale, non può  essere  solo
  l'approvazione  di un articolo, per quanto nobile, perché  noi  non
  stiamo  discutendo  una  norma che recita "norma  sulla  parità  di
  genere".
   Noi  abbiamo in Aula una norma che è il ddl n. 738/Stralcio I Comm
  ter/A    Norme   riguardanti  gli  enti  locali .  Quindi,   stiamo
  discutendo  un  insieme  di norme che regolamentano  i  comuni,  le
  amministrazioni locali, all'interno del quale disegno di legge  c'è
  anche  qualche norma. Sicuramente, più lodevole e più meritoria  di
  essere approvata, qualcun'altra meno.
   Allora,  la  proposta:  delle due, l'una.  Onorevoli  colleghi,  o
  andiamo avanti con serenità, e non accidentiamo il percorso, perché
  se  vogliamo  arrivare, perché non basta - voi mi insegnate,  siete
  maestri  in quest'Aula - approvare un articolo, perché noi possiamo
  anche  approvare - lo dobbiamo dire - possiamo anche  approvare  un
  articolo,  come quello delle quote di genere, la parità di  genere,
  ma  poi  essere bocciato tutto il disegno di legge  Ce lo  dobbiamo
  dire, dobbiamo avere l'onestà intellettuale di dircelo. Allora,  se
  vogliamo  arrivare a casa e portare a casa un risultato meritevole,
  non  accidentiamo  il percorso, cerchiamo di approvare  quante  più
  norme  condivise, ragionando, trovando la sintesi, quante più norme
  condivise,  affinché, nel momento in cui si arrivi al voto  finale,
  ognuno  senta questo disegno di legge anche per un 30, 40, 50,  60,
  70,   80%  suo,  perché  si  rischia  di  arrivare  a  un  percorso
  incidentato
    Opzione  B : non c'è la serenità oggi, perché in questo caso  noi
  possiamo   andare  avanti  con  serenità  discutendo   nel   merito
  dell'articolo  7  e l'articolo 8 viene approvato  in  un  minuto  e
  mezzo,  e  lo  sappiamo  tutti; non c'è  nessuno  che  chiede  voto
  segreto,  lo  possiamo votare a scrutinio palese, vi dirò  di  più:
  volete  fare  il  50%, facciamo il 50%, quello che  volete,  io  di
  questi problemi non ne ho
   Dopodiché, però, se non si può andare avanti con serenità,  perché
  non  si possono provocare le parti politiche, creando un clima così
  teso e poi aspettarsi che la situazione non degeneri  Allora, primo
  percorso  e prima proposta: andiamo avanti con serenità, leviamo  i
  voti  segreti, si approva l'articolo 7, l'articolo 8, dove vogliamo
  arrivare,  poi ci mettiamo un punto e domani si riprende.   Opzione
  B :  se  invece  dobbiamo incidentare eccessivamente  il  percorso,
  allora  sono il primo che dice che se non c'è la serenità in questo
  momento,  bene,  accantoniamo  questo  articolo  (che  rischia,  se
  bocciato,  di  accidentare  il percorso), andiamo  all'approvazione
  dell'articolo 8 e riprendiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, io  ripeto,  se  ci  sono  altri
  interventi,  vi  faccio  intervenire, però vi  ricordo  sempre  che
  questo  disegno  di legge va avanti da due anni e  mezzo,  ci  sono
  state  più  Conferenze  dei  Presidenti  dei  Gruppi  Parlamentari,
  abbiamo fatto più proposte e controproposte.
   Credo che l'unica soluzione - così come abbiamo fatto - sia quella
  di  votare articolo per articolo, perché altrimenti, nuovamente, ci
  incartiamo.
   Vi  ricordo pure che c'è stato l'impegno, anche di qualche  giorno
  fa, di approvare o bocciare questo disegno di legge entro giorno 11
  febbraio,  quindi, negli interventi che adesso man mano  vi  faccio
  fare  -  perché  ci  sono altri colleghi che si sono  registrati  -
  consideriamo sempre il percorso di questo disegno di legge.
   È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.

   SPADA.  Signor  Presidente, è stata fatta una  proposta.  Lei  può
  verificare se c'è l'unanimità per accantonare l'articolo 7?

   PRESIDENTE.  Un  attimo,  onorevole Spada,  prima  ci  sono  altri
  interventi,  sono state fatte diverse proposte da un Presidente  di
  un  Gruppo  Parlamentare di una forza politica di  maggioranza,  ma
  sono proposte diverse, perché c'è in questo momento la richiesta da
  parte  dell'onorevole...un  attimo, la faccio  intervenire,  io  ho
  altri sei interventi.
   Sì,  la  faccio intervenire, onorevole Schillaci, però,  onorevoli
  colleghi,  per  ricordarvi che l'onorevole Assenza ha  proposto  un
  rinvio,  quindi  una sospensione, ha proposto un rinvio  dell'Aula,
  dopo  di  che  ci  sono  state altre proposte.  Fatemi  finire  gli
  interventi, visto che ho altri interventi, e dopo di che decidiamo.
   Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Signor Presidente, per rispetto alle donne che sono  in
  Aula da oggi alle 15 - e che ringraziamo - perché qua ci sono donne
  che  hanno  dei  ruoli,  che hanno delle  famiglie  e  hanno  delle
  associazioni da portare avanti.
   Quindi, signor Presidente, nel ringraziare le donne presenti  oggi
  in  Aula,  che  esprimono  - io credo -  una  forte  pressione  per
  approvare questa norma all'articolo 8, le chiediamo, così  come  le
  sta chiedendo molta parte dell'Aula, di accantonare l'articolo 7  e
  di  approvare  finalmente questo articolo 8, che  è  una  norma  di
  dignità.
   Presidente,  glielo  chiediamo  da  più  parti,  da   più   Gruppi
  parlamentari le chiediamo di accantonare l'articolo 7 e di  portare
  avanti  la norma dell'articolo 8 che prevede, già da troppo  tempo,
  siamo venuti già in Aula per ben 3 volte per approvare questa norma
  e  credo  che  sia arrivato il momento. Ve lo chiedono  più  Gruppi
  parlamentari, ve lo chiedono le donne siciliane, ma  ve  lo  chiede
  l'intera  Sicilia;  la  Regione siciliana non  può  stare  indietro
  rispetto alle altre Regioni, è una norma di dignità
   Signor Presidente, le chiediamo di accantonare l'articolo 7, che è
  un   articolo  controverso  dove  molti  colleghi  magari  vogliono
  esprimersi e portiamo avanti l'articolo 8. Grazie.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Chinnici, che ha
  chiesto di intervenire, colleghi, vi ricordo che qualunque articolo
  noi approviamo in quest'Aula dobbiamo poi approvare comunque sempre
  il disegno di legge. Quindi, è chiaro che andremo poi ad analizzare
  e a votare o bocciare tutti gli articoli.

   SCHILLACI. Intanto approviamo l'articolo 8

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Chinnici.  Ne  ha
  facoltà.

   CHINNICI.  Signor Presidente, ritiro il mio intervento  se  serve,
  però,  a  sottolineare, tramite l'accantonamento  dell'articolo  7,
  perché  a  me  sembra  che ci sia la volontà di  affrontare  subito
  l'articolo 8, perché non ha senso appaiare i due articoli. E sembra
  quasi  che  ci  sia,  diciamo, una specie  di  "do  ut  des"  e  di
  mercanteggiamento che non si può tollerare, non siamo  al  mercato.
  Non  è corretto fare avvertimenti, anche velati, diciamo, sul fatto
  che  "se  qua  o là si chiede il voto...". Noi chiediamo  una  cosa
  chiara:  si voti subito con voto palese, per non essere la vergogna
  dell'Italia  È banalissimo, Presidente: votiamo subito l'articolo 8
  con voto palese e ci leviamo il pensiero, poi possiamo stare fino a
  mezzanotte. Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Un attimo, ho altri tre interventi.
   Onorevole Spada, lei ritira l'intervento?

   SPADA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Safina, lei lo ritira?

   SAFINA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ritira il suo intervento?

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI. Signor Presidente, volevo dire solamente due cose: non è
  che   noi  chiediamo  di  anticipare  l'articolo  8  per  ricattare
  qualcuno, bensì per rispetto delle donne che oggi, dalle ore  15.00
  sono  qui, e magari domani non possono venire per assistere  ad  un
  fatto  di  equità  nei confronti di tutte le  donne  e  gli  uomini
  siciliani.  Solo questo. Non è ricatto, non è superare  gli  altri,
  assolutissimamente. Un fatto di rispetto per le  signore  che  sono
  sedute qua. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
   Accolgo la proposta di accantonare l'articolo 7.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Onorevoli  colleghi,  scusatemi.  Io  penso  che  questo
  Parlamento non dovrebbe essere a senso unico; noi abbiamo  dato  la
  disponibilità  a  votare  l'articolo  8  ma  a  recepire  le  norme
  nazionali  e  questo è un fatto, scusatemi, non  può  accadere  che
  votiamo  l'articolo  8  (per  cui  voglio  dirvi  nel  mio   comune
  l'articolo 8 è già, in questo momento, approvato perché  ho  il  40
  per  cento )  il problema è diverso: non è che gli enti  locali  si
  possono  caratterizzare solo per l'articolo 8, né  può  passare  il
  principio che sull'articolo 8 non si chiede il voto segreto  mentre
  sull'articolo 14, che è un'altra norma nazionale, si potrà chiedere
  il voto segreto.
   Io l'ho detto più volte, c'è un problema: gli enti locali non sono
  solo l'articolo 8.
   Tutto  quello che è stato detto in questo momento sulla crisi  che
  vi  è  dal punto di vista di quello che ha Niscemi e di quelle  che
  sono state le caratterizzazioni, vale per l'articolo 8 e vale anche
  per gli altri articoli. Non è che l'articolo 8 perché è il problema
  femminile,  supera  il  discorso  del  disastro,  per  cui   stiamo
  lavorando in questo momento; l'articolo 8 ha la stessa dignità come
  l'articolo 14, perché, scusate...

   SCHILLACI. Vergogna

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, dovete farmi ascoltare l'intervento
  dell'onorevole Laccoto. Prego, onorevole.

                          (Subbuglio in Aula)

   LACCOTO.  Presidente, mi perdoni, sono intervenuto una  volta,  ci
  sono qua, interventi...

   PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Laccoto.
   Mi  rivolgo  alle  colleghe deputate, se dobbiamo  andare  avanti,
  dovete  evitare di farmi sospendere l'Aula e, per evitare di  farmi
  sospendere  l'Aula,  vi  chiedo  di  farmi  ascoltare  l'intervento
  dell'onorevole Laccoto. Prego, onorevole Laccoto.

                          (Subbuglio in Aula)

   SUNSERI. Non possiamo parlare delle donne e di Niscemi insieme

   LACCOTO. Presidente, non ci sono più le condizioni per continuare,
  io personalmente abbandono l'Aula.

   PRESIDENTE. Colleghi, non vorrei dirvelo, sono le opposizioni  che
  in questo momento, con il comportamento in Aula, mi stanno portando
  alla sospensione dell'Aula. Quindi, io spero...

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. Allora, colleghi, prima di fare altri interventi...
   Allora, in questo momento, ho una richiesta - perché è chiaro  che
  c'è un'impasse - ho una richiesta, che ancora non ho verificato, di
  voto  segreto sull'articolo 7. Quindi, abbiamo oggi due  strade  al
  momento: o verifico la richiesta di voto segreto sull'articolo 7  o
  accantono  l'articolo 7 e passo all'articolo 8. Non ci  sono  altre
  strade, colleghi

   CATANZARO. Accantoniamo l'articolo 7 e passiamo all'articolo 8

   PRESIDENTE. Io vorrei anche rivolgermi alla maggioranza, perché ho
  capito  che  ci sono due pareri diversi: o quello della sospensione
  dell'intera   Aula  o,  non  ho  capito,  quello  della   votazione
  dell'articolo  7, ma al momento c'è la richiesta  di  voto  segreto
  sull'articolo 7.
   Colleghi, accantono l'articolo 7.
   Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura.

                               «Art. 8.
  Norme in materia di rappresentanza di genere nelle giunte comunali

   1.  L'articolo 12, comma 4, della legge regionale 26 agosto  1992,
  n.  7  e successive modificazioni, è così sostituito:  4. Le giunte
  dei  Comuni  sono  composte  nel rispetto  del  principio  di  pari
  opportunità  tra  donne e uomini. Nelle giunte  dei  Comuni  nessun
  genere  può  essere  rappresentato in misura inferiore  al  40  per
  cento, con arrotondamento aritmetico'.

   2.  Le  disposizioni  di  cui al comma 1  acquistano  efficacia  a
  decorrere  dal  primo rinnovo di ciascun Consiglio comunale  per  i
  Comuni  aventi popolazione compresa tra 3 mila e 15 mila  abitanti.
  Per  i  Comuni  con  popolazione superiore a 15  mila  abitanti  le
  disposizioni  di cui al comma 1 acquistano efficacia  dopo  novanta
  giorni dalla data di pubblicazione della presente legge .».

   Si passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
  altri.
   Onorevole Catanzaro, è ritirato?

   CATANZARO.   Anche  a  nome  degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirare tutti i soppressivi.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ritira i soppressivi?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarli e chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente,  lei ha deciso di  sospendere  la  votazione
  dell'articolo  7,  è  una  decisione  insindacabile   alla   quale,
  evidentemente, ci dobbiamo necessariamente adeguare.
   Sull'articolo  8  vorrei  fare una proposta  che  riprende  quella
  fatta,  poco fa, per l'articolo che riguardava la fascia. Io  penso
  che l'articolo 8 possa essere approvato all'unanimità dall'Aula, ed
  evitiamo  discussioni,  però  è  una  norma  che  non  può  trovare
  immediato  accoglimento nelle giunte già costituite, ma  che  dovrà
  avere  efficacia  dal  prossimo rinnovo dei consigli  comunali,  la
  prima  tornata elettorale è fra quattro mesi, fra quattro mesi,  in
  quei  comuni,  si applicherà il 40 %, per gli altri  fra  un  altro
  anno, fra tre anni, fra cinque anni.

   CATANZARO. Giusto, siamo d'accordo.

   ASSENZA.  Io credo che sia inutile che ci stracciamo le  vesti  in
  questo  momento,  almeno  io,  da parte  mia,  ma  credo  di  poter
  rappresentare Fratelli d'Italia, su questo articolo  8,  la  nostra
  posizione è questa, del resto è l'adeguamento alla norma nazionale,
  ci  augureremmo, però, che uguale responsabilità venisse anche  sul
  recepimento delle altre norme nazionali che sono in discussione  in
  questo momento.

   SUNSERI. Votiamo, Presidente

   PRESIDENTE.  Un  attimo, colleghi, c'è l'intervento dell'onorevole
  Pace e poi dell'onorevole Lombardo.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Grazie, Presidente.
   No, a me è dispiaciuto partecipare agli ultimi momenti di Aula  ed
  essere  quasi partecipi di un referendum, o come eravamo a  scuola,
  alla lavagna, i buoni e i cattivi: chi voleva proseguire nei lavori
  d'Aula era cattivo e chi invece voleva anticipare l'articolo 8  era
  fra i buoni.
   Tra  parentesi, nel nostro Gruppo parlamentare abbiamo  due  donne
  che  sono  state tra le primissime a proporre questo  articolo  nel
  disegno  di  legge e proprio la Democrazia Cristiana - questi  sono
  gli atti - è stato il primo partito a depositare un articolo.
   Ciò detto, avrei preferito andare avanti serenamente con i lavori,
  perché  la  stessa dignità dell'articolo 8, per quanto mi riguarda,
  hanno tutti gli altri articoli.
   E  concordo  con  quanto  diceva  Giorgio  Assenza  nel  dire  che
  qualsiasi norma, qualsiasi articolo approviamo, sarebbe giusto  che
  entrasse  in  vigore  dalle  prossime  consiliature,  dal  prossimo
  mandato.
   Su  una  cosa,  però,  voglio spezzare una  lancia  nei  confronti
  dell'opposizione  perché,  Presidente,  l'opposizione  viene  vista
  sempre  come  brutta e cattiva, perché chiedono il voto  segreto  e
  quando non lo chiedono sono bravi, e passa il messaggio che è colpa
  dell'opposizione  se  viene  bocciato  un  articolo,  ed  è   colpa
  dell'opposizione se viene bocciata una riforma. L'abbiamo visto con
  le  province, l'abbiamo visto anche con la riforma dei consorzi  di
  bonifica.
   E  invece, chi ci ascolta, cara Marianna Caronia, il rispetto  non
  va  portato  soltanto alle donne presenti, ma a tutte le  donne,  a
  tutti  i cittadini siciliani, sia a quelli di Niscemi, sia a chi  è
  stato  colpito  dal ciclone Harry, che a tutti i siciliani,  perché
  sono norme che appartengono a tutti i siciliani.
   Dobbiamo  dire  che  non  sempre è colpa  dell'opposizione  perché
  l'opposizione, quando chiede il voto segreto, applica uno strumento
  ostruzionistico che la legge le consente.
   Probabilmente,  noi deputati della maggioranza, noi democristiani,
  siamo  in  una  posizione molto ibrida, nel senso che  siamo  della
  maggioranza per nostra scelta; è una scelta di voler appartenere  a
  tutti i costi alla maggioranza.
   Ma  se c'è la minaccia, o la spada di Damocle del voto segreto,  o
  se dobbiamo pietire un accordo affinché l'opposizione non ci chieda
  il voto segreto, o se dobbiamo esultare perché nell'articolo 8, cui
  tutti  siamo  d'accordo - e non vorrei che ci fossero primogeniture
  di  alcun  partito  politico - non scegliamo  di  andare  col  voto
  segreto,  Presidente, penso - e mi riferisco soprattutto  all'amico
  Luca  Sammartino, che oggi rappresenta il Governo - che una domanda
  noi  deputati della maggioranza ce la dobbiamo fare perché corriamo
  il  rischio che questo disegno di legge sia ricordato,  e  non  per
  colpa dell'opposizione, ma per noi deputati della maggioranza,  non
  più  per  il  disegno di legge sugli enti locali,  ma  corriamo  il
  rischio  che sarà ricordato per il disegno di legge sulle quote  di
  genere.  E  sarà  una  sconfitta non soltanto  del  Parlamento,  ma
  dobbiamo dircelo: sarà una sconfitta soprattutto della maggioranza.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Pace.  È  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Dopo, rispetto a quello  che
  ha  detto l'onorevole Assenza c'è l'emendamento 8.7 che riporta ciò
  che ha detto l'onorevole Assenza. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Lombardo.

   LOMBARDO  Giuseppe  Geremia. Presidente,  condivido  quanto  hanno
  espresso  i colleghi che mi hanno preceduto sulla bontà  di  questa
  norma, che è stata anche da noi approvata in Commissione.
   E,  come  ha ricordato il collega dell'opposizione Catanzaro,  sul
  recepimento  delle  norme  nazionali,  noi  abbiamo  nel  testo  un
  emendamento  al disegno di legge, ma penso anche che  coincida  con
  quello proposto dai colleghi del PD, che sostanzialmente era  volto
  ad  adeguare tutta la norma nazionale a quella che è la  previsione
  che dobbiamo adottare e approvare oggi.
   E  così  mi  auguro, a proposito di voto segreto,  che  anche  per
  quanto  riguarda  la  norma successiva di recepimento  della  legge
  nazionale non si richieda, appunto, il voto segreto.
   La  prego,  Presidente, di prendere in esame - tanto penso  che  i
  soppressivi siano stati ritirati -, voglio ricordare all'Aula che i
  soppressivi ritirati sono soppressivi presentati dalle opposizioni,
  cioè  emendamenti che sopprimono l'articolo 8, che fissa la  parità
  di  genere  nelle giunte comunali portandolo al 40 per  cento,  non
  sono  stati  presentati dalle maggioranze,  perché  oggi  si  vuole
  lanciare  un messaggio per cui le opposizioni sono a favore  e  noi
  siamo  costretti a ripiegare; noi siamo pienamente,  parlo  a  nome
  della  maggioranza,  condividiamo al 100  per  cento  e  totalmente
  questa norma.

   PRESIDENTE.  Bene, colleghi, ritengo che i soppressivi siano tutti
  ritirati.   Si   passa   all'emendamento   8.7,   che   è    uguale
  all'emendamento che diceva l'onorevole Lombardo, cioè l'8.8, che  è
  identico all'osservazione che ha fatto l'onorevole Assenza.
   Quindi,  pongo  in  votazione l'emendamento  8.7.  Stiamo  votando
  l'emendamento.

   ASSENZA. Senza distinzione di fascia di comuni.

   PRESIDENTE.  Sì

   MESSINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA.   Sì Presidente. In effetti, leggendo l'emendamento  8.7,
  stiamo introducendo la possibilità di prevedere la parità di genere
  nei  comuni superiori a tremila abitanti, questo che vuol dire? Che
  nei comuni inferiori non si applica la norma? Grazie.

   SCHILLACI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È il recepimento della norma nazionale,
  onorevole Messina

   SCHILLACI.   Sì,   anch'io,  diciamo,  avrei  fatto   l'intervento
  dell'onorevole Messina. Secondo me, appunto, ci dobbiamo  esprimere
  in tal senso.

   PRESIDENTE.  Un attimo, colleghi. Allora, l'emendamento 8.7  è  il
  recepimento della norma nazionale, statale, che dice che cosa?  Che
  sotto i tremila abitanti non c'è l'obbligatorietà, c'è il principio
  sotto i tremila, sopra i tremila invece c'è la percentuale.

   CATANZARO. È norma nazionale.

   PRESIDENTE.  Va bene  È a firma dell'onorevole Saverino.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Assolutamente,  sono d'accordo, ma  ribadivo  proprio  il
  principio del recepimento della norma nazionale, perché nei  comuni
  piccoli, ed è giusto che viga, resti il principio, quanto meno fino
  a tremila abitanti, della scelta da parte dell'amministrazione.

   PRESIDENTE. Colleghi, posso porre in votazione l'emendamento 8.7?

   CATANZARO. Vogliamo chiedere il parere degli Uffici? L'emendamento
  8.7 e 8.8 sono il recepimento di una norma nazionale?

   PRESIDENTE.  Sì.  Ora prendiamo la norma e lo verifichiamo.  È  un
  vostro emendamento colleghi, cioè, verifichiamo
     Nel frattempo, chiedo il parere sull'8.7 della Commissione e del
  Governo.
      Colleghi,   però,   l'emendamento  è   firmato   dai   colleghi
  parlamentari, nondimeno stiamo verificando, c'è stata una richiesta
  e la stiamo verificando.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole  Saverino,  prima firmataria  dell'emendamento.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.   Signor   Presidente,   mi   scusi,   stiamo   parlando
  dell'emendamento  che  era  passato  anche  in  Commissione  e  che
  prevedeva  il recepimento della norma nazionale: quindi,  ci  siamo
  mantenuti  su questo, che è quello che ripetiamo dall'inizio  della
  discussione  del disegno di legge. Tra l'altro legge  che  è  stata
  votata  così  anche dal presidente Schifani al Senato,  quando  c'è
  stata la legge Delrio.

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Abbate, metta ordine come Presidente della I
  Commissione. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Grazie,
  Presidente. Onorevoli colleghi, un attimo. L'articolo 1, comma  137
  della norma nazionale, la legge 7 aprile 2014, n. 56 recita: "Nelle
  giunte  dei  comuni  con popolazione superiore a  3  mila  abitanti
  nessuno  dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore
  al  40 per cento, con arrotondamento aritmetico". Questa è la norma
  nazionale,  che  è  il comma 137, dell'articolo 1  della  legge  n.
  56/2014.   Quindi,  è  in  linea  con  l'emendamento   che   stiamo
  approvando.  Nell'emendamento  c'è  messo  "al  rinnovo  del  turno
  elettorale", quindi, entra in vigore al prossimo turno elettorale.

   PRESIDENTE.  Bene, onorevoli colleghi. Il parere della Commissione
  sull'emendamento  8.7?  L'emendamento 8.8 è uguale  all'emendamento
  8.7.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo? Onorevole  Schillaci,  vuole
  intervenire?   È  paradossale che siano le opposizioni  che  stanno
  fermando...
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 8.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi, fermi un attimo. Votando  l'emendamento  8.7,
  che  è  interamente sostitutivo dell'articolo 8, abbiamo  approvato
  anche l'articolo 8. Quindi l'articolo 8 è approvato.
   Si   riprende  quindi  l'esame  dell'articolo  7,  in   precedenza
  accantonato.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente. Semplicemente, per  la  mia  onestà
  intellettuale, mi permetto di dire, adesso non ho i dati  puntuali,
  che  abbiamo  applicato  una  norma importantissima  che  però  non
  troverà applicazione in più della metà dei comuni siciliani  perché
  stiamo   dicendo  che  i  comuni  sotto  i  3  mila  abitanti   non
  applicheranno la norma che abbiamo appena approvato. Significa  che
  200 e passa comuni su 391 non avranno la norma che abbiamo e per la
  cui applicazione oggi stiamo tutti esultando.
   Bisogna  tranquillamente dire che essendo  noi  i  legislatori  in
  questa  Regione potevamo applicare la norma anche per i comuni  con
  popolazione  inferiore ai 3 mila abitanti, al di là  di  quanto  la
  norma nazionale possa fare.
   Quindi,  perdonatemi: esulteremo, usciranno i migliori  comunicati
  stampa  del  mondo, diremo che come noi nessuno  mai  sulla  faccia
  della terra  ma la verità, purtroppo, ce la rassegna la matematica,
  e  cioè che in Sicilia, su 391 comuni, più della metà è sotto  i  3
  mila  abitanti  e  più  della metà dei comuni siciliani  non  vedrà
  applicata la norma

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Colleghi,   riprendiamo  quindi  l'esame   dell'articolo   7,   in
  precedenza accantonato.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Presidente, da quello che ho capito poc'anzi - scusate  ma
  sono  senza  voce - l'accantonamento dell'articolo 7, diciamo,  era
  stato  richiesto  nell'attesa anche di ricomporre  un  po'  l'Aula,
  quindi  la  proposta  era  quella di  andare  avanti  eventualmente
  sull'articolo 9, che riguarda i comuni in dissesto e in predissesto
  e,  soprattutto, su alcune valutazioni che all'interno della  norma
  vengono fatte.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  l'onorevole Spada ha  fatto  una  proposta
  all'Aula.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Secondo  me  abbiamo  fatto  la  cosa  giusta
  anticipando  il  voto  sull'articolo 8  perché  era  corretto,  nei
  confronti  di  chi  segue i lavori d'Aula, offrire  un  momento  di
  chiarezza  su un tema che già non doveva essere neppure oggetto  di
  eccessive opinioni discordanti.
   Io   credo  che  sia  utile  ora  riprendere  a  seguire  l'ordine
  matematico  degli  articoli,  quindi proseguire  con  la  votazione
  sull'articolo 7 e invito il Presidente a porlo in votazione.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Noi abbiamo accantonato l'articolo, ora si chiede che
  si   tratti   l'articolo.  Non  è  cambiato   nulla   dal   momento
  dell'accantonamento, non c'è stata una nuova riflessione,  non  c'è
  stata  una  nuova  considerazione, quindi abbiamo  accantonato  per
  rivederlo,  non  abbiamo  rivisto ancora nulla,  per  cui  mi  pare
  illogica la richiesta di riprendere l'articolo 7.

   PRESIDENTE. Va bene, colleghi, allora, a questo punto,  o  andiamo
  all'articolo 9 e quindi proseguiamo con l'articolo 9...

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Grazie, Presidente. Soltanto da uomo per manifestare  la
  mia contentezza per l'articolo che è passato poco fa per le donne e
  credo  che sia una vittoria di tutti, è una vittoria dei diritti  a
  cui sono molto, molto affezionato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Miccichè.
   Allora, colleghi - se mi ascoltate - tratterei l'articolo 9 che ha
  solamente due emendamenti soppressivi. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
          Norme riguardanti i Comuni in dissesto finanziario
                o con piani di riequilibrio finanziario

   1.  Il  contributo  regionale previsto  per  le  finalità  di  cui
  all'articolo  10  della legge regionale 16 gennaio  2024,  n.  1  è
  erogato,  per quanto riguarda i trasferimenti agli enti locali,  in
  un'unica  soluzione,  entro il 30 giugno di  ciascun  anno,  previo
  invio  al  competente  Dipartimento degli  elenchi  nominativi  dei
  soggetti  stabilizzati  e dell'importo della  spesa  effettivamente
  sostenuta  nell'anno  precedente da  parte  degli  enti  che  hanno
  proceduto alle assunzioni.».

   È stato presentato un emendamento della Commissione, non so se sia
  arrivato,  sempre  nella  buona volontà di  cercare  di  completare
  l'iter del disegno di legge in tempi congrui, quindi, visto che qui
  ci sono solo pochi emendamenti, proverei a trattare pure l'articolo
  9.
   C'è questo emendamento della Commissione?
   L'emendamento è un aggiuntivo, onorevole Spada, è inammissibile.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. L'Assessore può illustrare l'articolo  9,  per
  favore?

   PRESIDENTE.   È  un  disegno  di  legge  di  natura  parlamentare,
  onorevole De Luca

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,  presidente  della Commissione e  relatore.  L'articolo  9
  nasce  su  richiesta  anche  fatte dall'ANCI,  quindi  dai  comuni,
  dall'associazione comuni siciliani, per cercare di dare certezze ai
  comuni   rispetto   ai   trasferimenti  dei   contributi   per   la
  stabilizzazione  del personale e, quindi, di dare  i  trasferimenti
  entro il 30 giugno per potere avere programmato e non anticipare  i
  comuni  che  si trovano in difficoltà di cassa fino  a  fine  anno.
  Quindi,  è  una  norma  che  dà possibilità  e  certezza  di  avere
  trasferimenti  tutto  l'anno,  entro  il  30  giugno,  e  avere  la
  liquidità a disposizione. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, presidente Abbate.
   Assessore Sammartino lei voleva intervenire?

   DE LUCA Antonino. Su questo siamo a favore, Presidente.

   SAMMARTINO,  vicepresidente della Regione.  Presidente  Di  Paola,
  grazie  per  la  parola  ai  colleghi.  Io  semplicemente  per  una
  questione  di chiarezza perché - collega Antonio De Luca -  siccome
  ho  ascoltato  più volte in quest'Aula richiamare l'attenzione  del
  Governo,  il Governo è qui a rappresentare ovviamente il suo  ruolo
  nella  misura in cui questo, e lo voglio ribadire, è un disegno  di
  legge di natura squisitamente parlamentare.
   Il Governo sta dando i pareri, così com'è previsto da Regolamento,
  quindi se la smettiamo con questa prosopopea, onorevole De Luca, lo
  chiedo a lei che è il capogruppo di un folto Gruppo di parlamentari
  dell'opposizione.  Se  c'è  bisogno di chiarimenti,  il  Governo  è
  pronto  a  darli  così  come  li  sta  dando  il  Presidente  della
  Commissione.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino.
   L'emendamento  aggiuntivo è inammissibile, già l'ho  detto  prima.
  Quindi a questo punto, colleghi, io metterei in votazione...

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca però lei è  già  intervenuto   Sì,
  sull'articolo 9 è già intervenuto, è intervenuto poco fa, onorevole
  De Luca. E, tra l'altro, ha risposto pure l'assessore Sammartino.

   DE LUCA Antonino. È un mio diritto intervenire

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   CRACOLICI.  Un  tuo  diritto   Non è  obbligatorio  il  diritto  a
  intervenire

   DE  LUCA  Antonino.  No,  semplicemente  per  precisare  una  cosa
  all'assessore  Sammartino. La mia richiesta  Presidente  Di  Paola,
  semplicemente intervengo per ricordare all'assessore Sammartino e a
  tutti  noi  che  la  presenza  del Governo,  che  è  richiesta  dal
  Regolamento  all'interno dell'Aula, non è una presenza  che  ha  un
  valore meramente formale di rappresentanza. Ha un valore formale di
  rappresentanza e sostanziale nel rendere quello che è il parere del
  Governo relativamente al merito della norma di cui si discute,  che
  potrebbe essere serenamente diverso da quello della Commissione.
   Per  cui  se chiedo, nella legittimità del mio ruolo, di esprimere
  parere  al  Governo nel merito della norma lei non deve prendersela
  come se fosse un attacco personale alle sue funzioni delegate.

   PRESIDENTE.  Basta   Collega  De Luca,  basta   Collega  De  Luca
  Collega De Luca
    Ha ragione l'assessore Sammartino. Collega De Luca  Va bene tutto
  però.  Colleghi  metto... Assessore  Ripristiniamo un  attimino  la
  calma.  È da tre ore... ripristiniamo la calma, colleghi
   Pongo  in  votazione l'articolo 9, perché ci sono solo emendamenti
  soppressivi, quindi votiamo il mantenimento dell'articolo 9. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
        Norme per la digitalizzazione degli archivi documentali
              degli uffici tecnici comunali della Regione

   1.  In attuazione delle disposizioni contenute all'articolo 14 del
  decreto    legislativo   n.   82   del   7   marzo   2005    Codice
  dell'amministrazione  digitale  e successive  modificazioni,  entro
  120  giorni  dalla  data di pubblicazione della presente  legge,  i
  Comuni   avviano   le   procedure   per   la   digitalizzazione   e
  dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici  tecnici
  urbanistici. Dall'attuazione del presente comma non derivano  muovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
   2.   Al   fine   di  uniformare  le  procedure  del  processo   di
  dematerializzazione  di cui al comma 1 sono stabilite  le  seguenti
  fasi:
   a) fase 1) digitalizzazione: conversione dei documenti cartacei in
  formato elettronico tramite la scansione, generando file in formati
  come PDF, TIFF o altri formati standard;
   b)   fase  2)  avvalimento  di  applicazioni  web  integrate   con
  l'identificazione SPID e con i servizi di PAGOPA per  il  pagamento
  online  delle copie digitali dei documenti richiesti da  parte  dei
  soggetti interessati;
   c) fase 3) gestione documentale: archiviazione dei documenti in un
  sistema di gestione elettronica documentale (GED), finalizzata alla
  catalogazione, all'organizzazione, al recupero e alla condivisione;
   d)  fase  4)  conservazione sostitutiva: attestazione  del  valore
  legale   dei  documenti  elettronici  sostitutivi  degli  originali
  cartacei;
   e)   fase   5)   workflow  digitale:  approvazione,   verifica   e
  distribuzione dei documenti all'interno degli enti locali.».

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  all'articolo  10  sono  stati   presentati
  diversi emendamenti.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Siccome l'articolo 10 ha diversi emendamenti  ed  è  stata
  reiterata più volte la richiesta, anche da parte della maggioranza,
  di  rinviare  a  domani  la  discussione  di  alcuni  articoli  per
  l'assenza  di  alcuni colleghi impegnati in altre  attività  legate
  sempre  al  ruolo di parlamentari, chiedo il rinvio a domani  della
  discussione. A domani, sì. Di tutto.

   PRESIDENTE.  I  Presidenti dei Gruppi parlamentari di  maggioranza
  sono d'accordo al rinvio a domani?

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pellegrino,  stiamo  andando  avanti   con
  l'articolo 10, però ho visto che l'articolo 10 ha più emendamenti

   PELLEGRINO.  No,  sono  tutti  soppressivi,  Presidente,  per  cui
  secondo me è di facile trattazione...
   Facciamone uno, magari, e così definiamo.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Facciamo
  l'articolo 10, lo approviamo e andiamo avanti.

   PELLEGRINO. Non c'è necessità di sospendere

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza?

   ASSENZA. Sì, sì, possiamo rinviare.

   PRESIDENTE.  Va bene, onorevoli colleghi, si passa all'emendamento
  10.3.

   CRACOLICI. Posso fare una proposta?

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  suggerirei  di
  non  accentuare  questi elementi di nervosismo che  non  servono  a
  nulla.
   Quindi,   nella  richiesta  di  rinviare  a  domani,   visto   che
  normalmente  le  sedute di un disegno di legge le facciamo  su  due
  giornate,  e mi pare che ci siano tutti i termini perché domani  si
  chiuda  il disegno di legge, quindi, mi pare un atto di buon  senso
  quello di rinviare a domani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, accolgo  le  proposte  che  sono
  venute  anche da parte di altri colleghi di maggioranza di  cercare
  di  ripristinare un minimo di clima favorevole che  possa  portare,
  perché  ricordiamoci  e  l'ho  ribadito  più  volte,  non  dobbiamo
  approvare  un singolo articolo, ma poi dobbiamo approvare  l'intera
  legge.
   Quindi,  visti  gli interventi che ci sono stati in  Aula,  rinvio
  l'Aula a domani, mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 15.00 con  il
  seguito della votazione degli articoli.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 20:07 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         228a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 11 febbraio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         - Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
            ter/A) (Seguito)

              Relatore: On. Abbate

         - Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella