Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 16:49
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Albano per la
seduta di mercoledì 11 febbraio 2026.
Comunico, altresì, il congedo dell'onorevole Burtone per la seduta
di oggi per motivi di salute. L'Assemblea ne prende atto
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'on. Scuvera sarà in missione dall'11 al
12 febbraio 2026.
L'Assemblea ne prende atto.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Precisazione firmatari interrogazione n. 2684
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 2684, annunziata
nella seduta d'Aula n. 223 del 27 gennaio 2026 a firma dell'on. Di
Paola e altri, è da considerarsi a firma dell'on. Sunseri e altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che:
con D.P.A. n. 43 del 10 febbraio 2026, l'on. Santo Orazio
PRIMAVERA è nominato componente della III Commissione legislativa
permanente Attività produttive, in sostituzione dell'on. Giovanni
Di Mauro, dimissionario;
con D.P.A. n. 45 del 10 febbraio 2026, l'on. Giovanni DI MAURO è
nominato componente della VI Commissione legislativa permanente
Salute, servizi sociali e sanitari, in sostituzione dell'on.
Ludovico Balsamo, dimissionario;
con D.P.A. n. 44 del 10 febbraio 2026, l'on. Ludovico BALSAMO è
nominato componente della I Commissione legislativa permanente
Affari istituzionali, in sostituzione dell'on. Giovanni Di Mauro,
dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
riunitasi oggi 10 febbraio 2026 sotto la presidenza del Presidente
dell'Assemblea, on. Galvagno, e con la partecipazione del Vice
Presidente vicario on. Di Paola, del Vice Presidente on. Lantieri,
del Presidente della I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali , on. Abbate, del Presidente della II Commissione
legislativa permanente Bilancio , on. Daidone, del Vicepresidente
della Regione e Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea, on. Sammartino e dell'Assessore per
l'economia, Prof. Avv. Alessandro Dagnino, ha deliberato
all'unanimità che il programma-calendario dei lavori, a suo tempo
comunicato per la presente sessione, sia così integrato:
nel termine ultimo del 28 febbraio 2026, dopo che la competente
Commissione l'avrà esitato per l'Aula, sarà iscritto all'ordine del
giorno dell'Assemblea per essere votato entro il termine suddetto
un disegno di legge di iniziativa governativa di imminente
presentazione in materia di Fondo Anticipazione Liquidità, con il
quale rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare nel
bilancio della Regione.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Discussione del disegno di legge Norme riguardanti gli enti
locali
(n. 738 Stralcio I Comm ter/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge iscritto
al punto 1) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio I
Comm ter/A).
Colleghi, all'interno dei vostri tablet troverete il disegno di
legge con gli emendamenti.
Colleghi, siamo all'articolo 2. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Marchetta sull'articolo. Ne ha facoltà.
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi esprimo con
convinzione e senza esitazioni il mio voto favorevole su due misure
fondamentali: la promozione della parità di genere nelle
istituzioni e l'estensione del terzo mandato per i sindaci in
Sicilia.
Si tratta di due traguardi per una politica, a mio avviso, giusta,
inclusiva e rispettosa della volontà popolare.
Oggi osservando alcuni dati, in molteplici settori, e non ultima
l'attività politica nelle istituzioni, la parità non è un lusso
ideologico ma una necessità pratica. Votare a favore significa
aprire le porte e riconoscere sempre di più alle donne la
possibilità di un pieno riconoscimento nelle istituzioni.
La presenza equilibrata di uomini e donne nelle istituzioni non è
solo una questione di giustizia, ma è un fattore determinante per
costruire una società più equa ed inclusiva. Oggi, purtroppo, non è
così. La donna non è adeguatamente rappresentata nella politica,
basti guardare quest'Aula, dove il numero delle donne è inferiore
agli uomini. È un atto di giustizia, che rafforzerà la democrazia
siciliana, rendendola specchio fedele nella società che
amministriamo, dove le donne sono la maggioranza della popolazione.
Le donne sono il motore di tante realtà: dalla famiglia alle
imprese, alle associazioni. Oggi è giusto che siano anche presenti
nel cuore delle istituzioni, con maggiore forza e pieno
riconoscimento.
La sensibilità femminile, applicata nei processi decisionali della
politica, porta anche al riconoscimento di tanti valori come la
maternità, servizi per l'infanzia e politiche contro la violenza di
genere.
Una maggiore presenza femminile porta una politica più bilanciata
e attenta ai bisogni trasversali, migliorando la qualità della
democrazia. Le donne devono essere protagoniste della politica con
impegno, capacità e determinazione. Un sistema politico, per
funzionare correttamente, deve riflettere adeguatamente le esigenze
e le prospettive di tutta la popolazione. Le donne, oggi
maggioranza della popolazione, devono avere pari accesso ai
processi decisionali, per politiche più equilibrate ed inclusive.
Il terzo mandato per i sindaci - per il quale ho proposto già uno
specifico emendamento - rappresenta non un privilegio, ma uno
strumento per la continuità amministrativa. Senza questa
possibilità, rischiamo di privare la comunità di sindaci capaci,
premiando non il merito, ma una forma di rotazione forzata;
appello, quest'ultimo lanciato da alcuni autorevoli sindaci.
Occorre porre al centro la sovranità popolare, che possa premiare
con libere elezioni, la capacità amministrativa dei primi
cittadini. Un terzo mandato, a mio avviso, coniuga stabilità e
sviluppo locale; manca un rinnovamento alla fine del mandato.
Privare, oggi, alcuni cittadini di raccogliere il frutto di una
seconda azione amministrativa lede il principio della continuità
amministrativa di cui tanti comuni nella nostra Terra hanno una
particolare necessità.
Anche l'ANCI Sicilia ci invita ad allinearci alla normativa
nazionale, riconoscendo il merito ai sindaci della continuità
amministrativa, uniformità nazionale, e valorizzare l'esperienza
degli amministratori locali in vista delle elezioni.
Tanti comuni hanno visto sindaci capaci interrotti nel loro
cammino, proprio quando stavano raccogliendo i frutti del loro
impegno. Il terzo mandato garantisce stabilità ai progetti, e
premia con la volontà popolare la competenza amministrativa.
Onorevoli colleghi, questi due provvedimenti non sono isolati,
insieme contribuiscono a creare istituzioni paritarie e dare la
corretta rappresentanza ai sindaci confermati dal popolo. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo, il 2.6, a firma
dell'onorevole Catanzaro e altri.
È mantenuto o è ritirato? È un soppressivo all'articolo 2.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento il 2.5. È ritirato perché
sopprime l'intero articolo.
Si passa all'emendamento 2.12 a firma dell'onorevole Assenza e
altri. È una riscrittura.
Onorevole Assenza, il 2.12 è mantenuto o è ritirato?
Lo mantiene, onorevole Assenza? È una riscrittura dell'articolo.
Nel frattempo, chiedo il parere della Commissione Affari
Istituzionali.
Presidente Abbate, parere sull'emendamento 2.12.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Quindi, sull'emendamento 2.12 la Commissione Affari
Istituzionali è favorevole.
Il parere del Governo?
CATANZARO. Chiedo che venga spiegato dal firmatario.
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza ce lo deve spiegare.
Il Governo cosa fa?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, lo può spiegare?
CATANZARO. Signor Presidente, chiediamo che venga spiegato
l'emendamento 2.12.
PRESIDENTE. Sì, dico, ma si può votare. L'onorevole Assenza non è
che per forza lo deve spiegare
ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, l'emendamento costituisce una
rivisitazione del testo base dell'articolo 2 che credo sia
abbastanza esaustiva, perché affrontando il tema dei permessi
cercando peraltro, in gran parte, di adeguarsi alle previsioni
della legge nazionale, di facilitare maggiormente il ruolo dei
Consiglieri comunali e degli Assessori, ampliando la possibilità di
usufruire dei concorsi ed estendendo questo a tutti gli enti locali
e ai liberi consorzi nonché ai Comuni con popolazione...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avete chiesto che l'onorevole
Assenza dovesse spiegare l'emendamento. Però, se non c'è silenzio
in Aula non si capisce.
Prego, onorevole Assenza.
ASSENZA. Presidente, io credo che il testo dell'emendamento sia
abbastanza chiaro. Le finalità dell'emendamento sono quelle di
consentire ai Consiglieri e agli Assessori comunali, che
nell'espletamento della loro funzione di partecipazione alle
sedute, sia del Consiglio comunale, sia della Giunta, sia delle
Commissioni, possano usufruire di permessi sul luogo di lavoro più
adeguati all'impegno sostenuto nella sfera amministrativa e
consiliare. E questo sia per quanto riguarda gli organi esecutivi
dei Comuni, ma anche per quanto riguarda i liberi Consorzi
comunali, le città metropolitane, le unioni dei consorzi e
quant'altro.
E poi estendere le disposizioni, di cui al comma quarto, anche
alle Giunte Comunali dei comuni con popolazione fino a 10 mila
abitanti, e quindi per garantire al meglio l'esercizio delle
funzioni di indirizzo politico e amministrativo, secondo le
modalità e i limiti i limiti previsti.
Quindi, chiedo che l'Aula possa apprezzare favorevolmente questo
emendamento, che è un emendamento sostitutivo dell'intero articolo
e che va nel senso, appunto, di garantire una più proficua...
SAFINA. Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Facciamo completare l'onorevole Assenza e poi vi do la
parola.
Prego, onorevole Assenza, vada avanti.
ASSENZA. Presidente, vedo che c'è, su questo emendamento,
un'attenzione particolare dei colleghi del PD, aspetto con ansia
quali sono le loro osservazioni e le loro eventuali critiche o
richieste di modifica che valuteremo con grande attenzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Non so se c'è prima l'onorevole Cracolici o Safina. Prima
l'onorevole Cracolici e poi l'onorevole Safina.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, al di là del fatto che si sentiva
male anche l'acustica dell'Aula, quindi non è che ho decifrato bene
le ragioni che ha espresso il collega Assenza: però, leggendo
l'emendamento, in realtà, questo emendamento, se ho capito bene,
aggiunge un comma, a quello che era già il testo esitato dalla
Commissione, in cui sostanzialmente estende i benefici di cui al
comma 4, così come introdotto nell'articolo 2 di questo disegno di
legge, anche ai Comuni fino a diecimila abitanti, se ho capito
bene.
La domanda, però, che io faccio è la seguente: se il comma 4
limita quei benefici ai Comuni fino a trentamila abitanti, e con
questo comma estendiamo ai Comuni fino a diecimila abitanti, tra
diecimila e trentamila che succede? Cioè, noi stiamo elaborando una
norma che introduce l'aumento delle ore di permesso per i
consiglieri, i presidenti dei consigli comunali, i gruppi
consiliari, fino a trentamila, poi con questo comma diciamo che
quei benefici - sì, superiore a trentamila - quei benefici si
estendono ai Comuni fino a diecimila. Ora, al di là del merito, ma
tra diecimila e trentamila che condizione giuridica si determina?
Cioè, secondo me, siamo all'improvvisazione anche della scrittura,
perché o si dice che i benefici, cosiddetti del comma 4, si
applicano...
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Dovevano inserire
un correttivo, da diecimila a trentamila.
CRACOLICI. Che cosa? Che cosa dici? Devi parlare al microfono, non
ti capisco, non capisco, non ti sento
Quindi, chiedo di fermarsi un attimo per capire, perché sarebbe
singolare che facciamo una norma che dice che oltre trentamila ci
sono alcune condizioni, diciamo, di benefici per gli eletti, sotto
i diecimila ci sono altri benefici, e tra diecimila e trentamila
non si capisce che cosa c'è Dico, ma possiamo mai scrivere le
norme con questo livello di improvvisazione? Lo chiedo al collega
Assenza, che è un collega esperto, io non so se qualcuno ha
suggerito questo emendamento, ma almeno coordiniamolo, per evitare
di farci ridere addosso.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Ha ragione
CRACOLICI. Grazie, per la prima volta, e sono preoccupato, il
presidente della Commissione mi ha dato ragione, quindi perderò la
battaglia Sono stato chiaro
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è stato chiarissimo, però,
prima di far parlare il presidente della Commissione, c'era
l'onorevole Safina che voleva intervenire, così raccogliamo tutte
le perplessità e vediamo di rispondere.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, ad integrazione di quello che ha detto
l'onorevole Cracolici, che è assolutamente condivisibile, vorrei
far rilevare che, sull'ordine dei lavori, questo non è un
emendamento sostitutivo, perché la norma, così come uscita dalla
Commissione e presentata all'Aula, è rimasta assolutamente identica
ed è un emendamento modificativo, ciò ha una valenza dal punto di
vista regolamentare, perché se l'approvassimo come sostitutivo non
decadrebbero tutti gli altri emendamenti, se lo trattassimo invece
come è stato attualmente trattato, ossia come sostitutivo,
decadrebbero gli emendamenti, ma questo è un emendamento
modificativo
In più aggiungo, aggiungo che la norma sostanzialmente prevede due
tipologie di permessi: i permessi fino a sessanta ore per i Comuni
sotto i trentamila abitanti, e i permessi sino a 72 ore per i
comuni sopra i trentamila abitanti.
Quindi non capisco nemmeno la valenza di questa Giunta, perché la
norma prevede già - il comma 4 prevede già - due fattispecie,
perché dice che i permessi sono 60 ore senza alcuna specificazione
e poi dice nonché a 72 ore per i sindaci, presidenti dei liberi
consorzi, per il sindaco metropolitano, nonché per i presidenti dei
consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a trentamila
abitanti .
Dunque, secondo me, questa norma la dobbiamo vedere bene, perché
rischiamo di fare una confusione immensa, quando già la fattispecie
che vorrebbe aggiungere l'onorevole Assenza già c'è.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente, nella complessità di questo testo degli
enti locali ovviamente ci ritroviamo un emendamento che io ho letto
e riletto, che di fatto modifica l'articolo 2.
E, come nella discussione generale, Presidente Di Paola, chiedo
due minuti di attenzione proprio da parte sua. Io ho detto che su
questo testo, al di là di due o tre cose importanti, cioè quelle
che sono le norme di recepimento nazionale, terzo mandato e parità
di genere, c'è l'articolo 2 che insiste, perché dopo diverse
audizioni - parlo da capogruppo del Gruppo parlamentare, ma anche
da componente della Commissione Prima - più volte l'ANCI è venuta e
ha chiesto questo articolo.
Poi ovviamente su questo articolo ci sono anche degli emendamenti
che modificano l'articolo, perché vanno proprio nella modifica del
Consiglio comunale. Però, su questo emendamento presentato
dall'onorevole Assenza, che io leggo e rileggo dico una cosa:
chiedo il buon senso dell'onorevole Assenza, ancor prima che noi ci
determiniamo di ritirarlo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. In effetti la
modifica sostanziale era quella del comma, la lettera, che è
scritto male; me ne scuso. Tante volte il deputato propone una cosa
e magari qualcun altro, nel redigerlo, cambia il senso.
Quindi, togliendo il comma, sostanzialmente l'emendamento poi
riproduceva il testo base dell'articolo, quindi non ha senso
continuare a insistere, per cui viene ritirato l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. E quindi l'emendamento 2.12
è ritirato. Il 2.4, onorevole Catanzaro, è ritirato? Sopprime la
lettera e).
CATANZARO. Ritiro tutti gli emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE. Bene. Tutti i soppressivi alle lettere sono ritirati.
Si passa all'emendamento 2.8 a firma dell'onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, è un emendamento
molto semplice, perché sostanzialmente l'attuale formulazione della
norma esclude dal beneficio del diritto di astenersi dal lavoro, da
48 a 72 ore, i presidenti dei gruppi consiliari delle
circoscrizioni. Sappiamo benissimo che nelle città metropolitane di
Catania, Messina e Palermo esistono le circoscrizioni e, quindi,
l'emendamento ha l'obiettivo di includere in questa platea anche i
presidenti dei gruppi consiliari circoscrizionali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lombardo, che mantiene l'emendamento.
Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
CRACOLICI. Io sono contrario, lo dico subito, perché è una
vergogna
PRESIDENTE. Il parere del Governo, onorevole Vicepresidente
Sammartino?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Quindi sia la Commissione che il
Governo si rimettono all'Aula.
Pongo in votazione l'emendamento 2.8.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto. Perché io considero sbagliato estendere la norma
dei presidenti dei Gruppi consiliari anche a quelli delle
circoscrizioni, dove spesso manco ci sono i Gruppi, semplicemente
perché c'è una frammentazione tale nei consigli di circoscrizione
che chiamarsi Gruppo è un eufemismo. Non esageriamo
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ha tutto il diritto di chiedere
il voto segreto.
Onorevole De Luca, prima di vedere se la richiesta è appoggiata
vuol fare l'intervento?
DE LUCA Antonino. Sì, semplicemente prima che si passi alla
votazione, io vorrei invitare il collega Lombardo a ritirare questo
emendamento, Presidente Di Paola. Anche rapportando.... Se non c'è
tutto sto traffico sarebbe anche meglio
Le faccio l'esempio su Messina. Su Messina ogni consigliere
fondamentalmente è capogruppo di sé stesso, perché tutti i
consiglieri sono, fondamentalmente, tutti i Gruppi sono formati da
un unico consigliere e conseguentemente tutti i consiglieri sono
capogruppo di sé stesso Si fa così anche perché ogni Gruppo ha
diritto a partecipare ad una Commissione e, allora, materialmente i
consiglieri per partecipare e fare più Commissioni possibili,
ognuno compone un Gruppo. Il che diventerebbe un escamotage anche
per avere nove su nove tutti quanti, una marea di permessi, che in
tanti casi diventa anche ingiustificato a fronte di una Commissione
che normalmente dura 45 minuti. Quindi, io mi associo che se si
vada avanti, si chiede il voto segreto, perché è corretto anche
l'assunto: "che il vento ci vuole in chiesa, ma non per spegnere le
candele ".
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie Presidente, se mi danno... Eccolo qua
Io, sarà che sono proprio nemico della demagogia, ma non capisco
cosa c'è di scandaloso in questo emendamento. Una cosa che è utile,
per chi è consigliere, per chi è assessore, perché non debba essere
utile anche a chi è Presidente del Gruppo?
Esistono i Gruppi? Nelle circoscrizioni esistono i Gruppi? Ho
capito ma allora appunto, forse è più facile dire lo si lasci a
tutti e buonanotte
Cioè la differenza, perché esistono gli assessori? La differenza
tra il consigliere normale e gli altri qual è? Non lo capisco
bene Per cui io voto sì, ma solo perché mi interessa molto poco,
solo solo perché non capisco questo scandalo quale possa essere
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
Onorevole Lombardo lo mantiene? Se lo mantiene c'è la richiesta di
voto segreto dell'onorevole Cracolici.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Lo mantengo.
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto segreto dell'onorevole
Cracolici. Vediamo se la richiesta è appoggiata. Verifichiamo i
richiedenti sulla richiesta di voto segreto sull'emendamento 2.8.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.8, a firma dell'onorevole Lombardo Geremia e
altri.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Safina ed
altri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole, ma non posso mettere in votazione questo
emendamento.
SAFINA. Sì, esatto. Dobbiamo riscriverlo. Abbiamo bisogno di
cinque minuti per riscriverlo.
PRESIDENTE. Riscriverlo?
SAFINA. Sì, ci servono tre minuti.
PRESIDENTE. Va bene. Si passa all'emendamento 2.9, a firma degli
onorevoli Lombardo Geremia ed altri. Se vuole intervenire per
illustrarlo, prego onorevole.
CRACOLICI. Posso fare una proposta?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Cracolici, faccia la proposta.
L'onorevole Lombardo lo illustra e poi può intervenire.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Sostanzialmente questo emendamento ha
la finalità di assicurare una dignità sostanziale per i sindaci dei
comuni fino a tremila abitanti dove il limite rimborsabile
all'ente, per le finalità di cui al comma 5, può essere elevato,
con delibere di giunta comunale, nel rispetto dell'autonomia
finanziaria. Sostanzialmente, oggi abbiamo compensi ridicoli per i
sindaci dei comuni fino a tremila abitanti, i quali adempiono alle
funzioni e corrono gli stessi rischi di responsabilità dei comuni
con un numero di abitanti più importante, più significativo. Quindi
questo è un emendamento di buon senso, che ha appunto la finalità
di assicurare loro una dignità pari al ruolo che ricoprono.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici, ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Allora, siccome ho capito che la questione è quella dei
rimborsi dei datori di lavoro per i sindaci, io sono d'accordo,
però eviterei il limite dei 3 mila abitanti, cioè tutti i sindaci
che svolgono la funzione di sindaco...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici se si gira verso l'onorevole
Lombardo, non la sento
CRACOLICI. Condividendo lo spirito che ritiene che con questo
emendamento, di fatto, previa delibera della Giunta, il
regolamento, e tutte le cose che sono state già inserite...ma non
capisco perché si deve limitare ai comuni fino a 3 mila abitanti.
Io penso che anche per i comuni da 3 a 5 mila abitanti, da 5 a 10
mila... il rimborso dal datore di lavoro deve essere per intero e
non in percentuale, così come oggi è. Ecco perché propongo al
collega Lombardo di togliere il limite fino a 3 mila abitanti.
Si fa una norma generale: i sindaci dei comuni siciliani hanno,
con regolamento comunale, ecc... hanno il diritto di avere un
rimborso dal proprio datore di lavoro pari al cento per cento
dell'indennità percepita.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, il collega Cracolici chiede di
fare un sub-emendamento e quindi si deve fare il sub-emendamento.
Predisponiamo il sub-emendamento così lo mettiamo in votazione.
Prego, onorevole Dipasquale. Lei vuole intervenire su questo
emendamento e sull'eventuale sub.
Intanto colleghi... prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi, io vi prego un attimo di
fermarci e di fare una riflessione tranquilla e chiedo anche
l'attenzione da parte del Governo perché poi il Governo dà parere
su queste cose e quando date parere, diamo parere, diventa comunque
una responsabilità anche del Governo.
Qua molti di noi hanno fatto il sindaco e, quindi, sappiamo come
funzionava, cioè c'era la possibilità - e c'è ancora - di poter
recuperare un terzo di quelli che erano i costi dati al datore di
lavoro che erano a carico, appunto, del comune.
Io ritengo che estendere questo rimborso al 100 per cento sia un
errore e lo dice chi ha fatto il sindaco e avevo un terzo di quello
che era in aspettativa e problemi non ne ho mai avuti; l'ho fatto
tranquillamente e serenamente. Cos'è che mi preoccupa e lo dico
esattamente per come la penso: quello che a me preoccupa, non è
tanto il rapporto con i lavoratori dipendenti, dove è certo il
costo della busta paga. Purtroppo, metto in conto che possa esserci
anche con il lavoratore autonomo il rimborso. Perché no il
rimborso? Il rimborso nei confronti del lavoro dipendente c'è.
Il rischio è che ci si ritrovi davanti a buste paga fasulle
Quindi, che succede? Prevediamo questo rimborso fino a diecimila
euro per il comune di Ragusa, per le città metropolitane ventimila
euro e troviamo magari chi si mette d'accordo con l'amico che gli
fa la busta paga e si ritrova un regalo di diecimila euro al mese
Ma voi pensate che questo possa succedere? No, non succederà mai.
Non mi piace questa cosa
Vi prego di lasciare così com'è la previsione di un terzo, perché
si presta veramente a complicare le cose e poi ce ne dobbiamo
pentire quando vediamo i giornali, quando succedono i macelli "ah,
questa cosa, chi ci ha portato a farla? La potevamo evitare ".
Quindi l'invito è di guardarlo con attenzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Grazie, signor Presidente.
Allora, le obiezioni che fa il collega Dipasquale sono pertinenti,
ma c'è un piccolo problema: la norma che si vorrebbe modificare da
parte del collega Lombardo, introduce un principio che, mentre per
il rimborso per i datori di lavoro dipendenti - non autonomi - e
solo privati, cioè i dipendenti dal lavoro privato, non quindi da
enti pubblici, il limite oggi fissato dalla legge è un terzo
rispetto all'indennità, il collega Lombardo propone che questo
limite venga abolito per i comuni fino a 3 mila abitanti.
Allora, delle due l'una: o questo limite si abolisce per tutti i
sindaci, perché si creerebbe una condizione soggettivamente diversa
di avere diritto al rimborso a seconda del numero di abitanti che
ha il comune...
DIPASQUALE. È sbagliato Glielo bocciamo
CRACOLICI. ...o non modifichiamo il comma che introduce il
principio della deroga. Quindi, non possiamo fare una deroga per i
comuni fino a 3 mila abitanti e lasciare che quelli sopra abbiano
un rimborso pari a un terzo ancorché l'indennità sia più alta.
Quindi, se l'Aula intende affermare il principio che non devono
essere modificati i limiti di rimborso al datore di lavoro, allora
il mio subemendamento che modifica l'emendamento viene meno, nella
misura in cui viene meno l'emendamento; ma se si mantiene
l'emendamento e modifichiamo solo quelli sotto i tremila abitanti è
un atto - come dire - di disparità, obiettivamente insopportabile,
anche perché - voglio ricordare - che in Sicilia l'ordinamento non
prevede tremila abitanti. Noi abbiamo introdotto, col sistema
elettorale, una soglia minima che è di cinquemila abitanti; a
livello nazionale c'è la questione dei tremila. Da noi, in Sicilia,
il tremila non costituisce una soglia di differenziazione tra i
comuni, quindi se il collega è disponibile a ritirare l'emendamento
io ritiro anche il mio subemendamento.
PRESIDENTE. Però, colleghi, solo per precisare una cosa che al
momento la legge prevede che fino a diecimila abitanti il rimborso
sia al 50 per cento, sopra i diecimila abitanti sia un terzo.
In questo momento la norma prevede questo.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, molto rapidamente per invitare anche qui il collega al
ritiro perché credo che si determinerebbe, con l'approvazione di
questo articolo, una sperequazione anche tra comuni che hanno una
condizione di stabilità finanziaria e comuni sempre sotto i tremila
abitanti che, invece, per questioni di bilancio, non potrebbero
portare avanti. Quindi, rischiamo di trovarci anche due comuni che
rientrano nella stessa categoria demografica, a parità di
condizioni, uno che può riconoscere un determinato rimborso dei
costi indiretti per il datore di lavoro, il sindaco, e uno che
potrebbe, paradossalmente, essere persino il medesimo datore di
lavoro e non vederli riconosciuti
Allora, comprendo che, alla base di questo articolo, ci siano
delle ragioni sane che hanno visto presentarlo chi l'ha redatto,
però probabilmente sarebbe meglio ritirarlo e fare un
approfondimento poi in Commissione, in modo da cercare di creare,
laddove se ne sentisse l'esigenza, una norma che sia sostenibile ma
anche un po' più democratica, cioè uguale per tutti e,
nell'applicazione nei confronti di quei sindaci che operano in
comuni in dissesto, in predissesto, in riequilibrio e, quindi, non
di equilibrio finanziario, e per i comuni che rientrano in fasce
diverse.
Quindi, mi permetto di suggerire al collega Lombardo di provvedere
al ritiro, così non solo non ci sono i modificativi ma evitiamo
anche un'altra richiesta di voto segreto che ritengo poco utile al
dibattito parlamentare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, sul
merito dell'emendamento, così come è formulato, che riguarda
comunque i sindaci fino a tremila abitanti che, come diceva il
collega Cracolici, non è una soglia regolamentata all'interno della
nostra Regione e, quindi, l'invito, eventualmente, è quello di
spostare questa soglia a cinquemila abitanti, non capisco perché si
dica, e si continui a dire, che ci sarebbe un aumento esponenziale
del rimborso che non va rispetto allo stipendio del sindaco, perché
all'interno dell'emendamento è specificato che nel rispetto
dell'autonomia finanziaria e degli equilibri di bilancio dell'ente,
fino all'importo pari all'indennità massima prevista per il
rispettivo sindaco .
Noi tutti oggi sappiamo che i sindaci dei comuni fino a tremila
abitanti prendono un'indennità, non so, forse di 600, 700 euro.
Cosa diversa è eliminare totalmente questo limite e, quindi,
estenderlo anche ai comuni sopra i centomila abitanti dove ci sono
indennità che vanno anche oltre i diecimila euro.
Quindi, se il collega decide di ritirare l'emendamento, bene.
Diversamente, chiedo di estendere questa soglia fino a cinquemila
abitanti. Grazie.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, voglio precisare che la diversificazione della soglia
che, giustamente, va riportata eventualmente a cinquemila abitanti
è dovuta al fatto che il limite rimborsabile per i sindaci per i
comuni, in questo caso fino a cinquemila abitanti, è pari al
massimo delle indennità previste per il rispettivo sindaco perché,
sappiamo benissimo tutti, che l'indennità di un sindaco fino a
cinquemila abitanti è un'indennità tra virgolette irrisoria.
Detto ciò, e visto che ci sono quindi dei distinguo che non
rendono agevole il percorso dell'emendamento, ritiro il mio
emendamento.
PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto, stiamo attendendo la
riformulazione dell'emendamento 2.10 dell'onorevole Safina. Nel
frattempo, colleghi, si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni in materia di gettoni di presenza e indennità
1. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 giugno 2015,
n. 11 e successive modificazioni, dopo le parole da 200.001 a
500.000 abitanti. sono aggiunte le seguenti: Ai consiglieri dei
Comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 50 mila
abitanti è corrisposto il gettone di presenza previsto per i Comuni
della fascia demografica successiva e dopo le parole stessa
classe demografica sono aggiunte le seguenti: , fatta eccezione
per il presidente del consiglio dei Comuni capoluogo di provincia
con popolazione fino a 50 mila abitanti al quale è corrisposta
un'indennità mensile di funzione pari al 60 per cento di quella
prevista per il sindaco .».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 3.1, a
firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.6, a firma degli onorevoli De Luca Antonino ed altri, sempre
soppressivo.
DE LUCA Antonino. Possiamo accantonare l'articolo 3?
PRESIDENTE. No, collega. Onorevole De Luca, ritira il soppressivo?
Altrimenti, colleghi, torniamo all'articolo 2, tanto l'emendamento
è pronto.
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.5, a firma degli onorevoli Lombardo
Giuseppe Geremia ed altri. Onorevole Lombardo, lo vuole
illustrare? O l'onorevole Di Mauro. Prego.
DI MAURO. Presidente, questo emendamento è funzionale all'attività
che nei piccoli comuni compiono diversi amministratori e, quindi,
si tratta di una integrazione del compenso finalizzata a dare
un'opportunità sia agli amministratori di essere a tempo pieno e,
tra l'altro, potere riuscire a lavorare con maggiore serenità. Io
credo che, tutto sommato, questa indennità se si riesce ad
aumentare, sempre nell'ambito delle spettanze che si trovano nel
bilancio del comune, non sia una cosa errata sia, anzi, una giusta
compensazione a chi tuttora si sacrifica presso l'amministrazione
comunale a svolgere l'attività di amministratore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro. Il parere della
Commissione sul 3.5?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Anche il Governo si rimette all'Aula. A questo punto,
colleghi, pongo in votazione l'emendamento 3.5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 3.4 che è precluso. Anche l'emendamento
3.3 è precluso e pure l'emendamento 3.2.
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 2, in precedenza accantonato.
Ancora non è stata caricata la riformulazione dell'emendamento
2.10, a firma dell'onorevole Safina.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, ho più volte evidenziato
come in questo disegno di legge si introducano tutta una serie di
norme che prevedrebbero una spesa obbligatoria per i comuni, perché
veda, Presidente, se oggi aumentassimo d'emblée i permessi degli
amministratori, creeremmo un effetto di spesa obbligatoria. Perché?
Perché il permesso non è come l'aumento del gettone, l'aumento del
gettone lo possiamo disporre ma dopodiché ogni singolo comune deve
avere la copertura finanziaria.
Quindi, se non viene attestata la copertura finanziaria, non viene
applicato l'aumento e abbiamo fatto una norma autorizzativa senza
gravare direttamente sui comuni.
Aumentare i permessi e i meccanismi di cui alle lettere b), c), e
d), come stiamo facendo, aumenta obbligatoriamente la spesa del
comune, perché, in quel caso, non c'è il ragioniere capo che può
dire no, non ti do il permesso perché non ho soldi devo costruire
il bilancio, mettendo già i soldi per i permessi
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Nel limite delle
risorse
SAFINA. No, non esiste limite, perché è un diritto.
La norma, per come è scritta, prevede un diritto assoluto del
consigliere, del sindaco, dell'assessore, di assentarsi. Io cosa
dico con questo emendamento, sostanzialmente insieme al Gruppo? Di
prevedere un meccanismo per cui autorizziamo i comuni ad adottare
un atto, una delibera di consiglio comunale, per prevedere gli
aumenti, in modo tale che i comuni, in ragione delle risorse delle
quali dispongono, potranno scegliere cosa fare perché, così come
l'abbiamo costruita, saremo costretti a dire ai comuni che non
vivono sicuramente di grandi risorse, a tagliare spesa
obbligatoria, spesa per servizi per i cittadini, introducendo spesa
per il funzionamento degli organi. Non può funzionare così Invece,
se applichiamo e approviamo l'emendamento, diamo loro la
possibilità di adeguare le ore di permesso, ma al contempo gli
diciamo: "con le vostre risorse, se le avete" e gli facciamo
assumere una responsabilità. Cioè, sceglieranno cosa tagliare, se
vogliono tagliare, oppure, se avranno risorse in più, lo faranno
senza gravare sui cittadini. È un emendamento di buon senso, che va
incontro alle esigenze della politica e alle esigenze, ovviamente,
dei cittadini a non vedersi tagliati i servizi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Intravaia ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 738
Stralcio I Comm ter/A
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Dopodiché, il subemendamento dell'onorevole Safina lo trovate
all'interno dei vostri tablet, nella cartella dei fuori sacco ,
2.10.R.
CRACOLICI. Poi, devo intervenire sull'articolo 3?
PRESIDENTE. Allora, prima l'onorevole Giambona. Onorevole
Cracolici, l'articolo 3 è stato approvato.
GIAMBONA. Signor Presidente, grazie. Io credo che abbiamo aperto
la discussione sull'articolo 2 e stiamo un attimino tutti girando
attorno al tema, ma nessuno fondamentalmente vuole affrontarlo con
la dovuta precisione che questo argomento merita. Che l'articolo 2,
come abbiamo ben tutti compreso, abbia l'obiettivo - per certi
versi ritengo anche legittimo - di permettere ai componenti delle
giunte, dei consigli comunali e i sindaci, di avere maggior numero
di ore per potere espletare l'attività politica, molto spesso
riconosciamo che questa, obiettivamente, risulti essere complicata
da svolgersi in determinati contesti e allo stesso tempo, questo
disposto normativo, appunto, prevede l'aumento delle ore, l'aumento
dei permessi, ma non diamo risposte rispetto a quello che è
l'aumento dei costi che questo determinerà, appunto, per le nostre
amministrazioni comunali.
Poc'anzi infatti, l'articolo che si voleva emendare aveva questa
difficoltà, che non si riusciva a superare e il tema che pone il
collega Safina, obiettivamente, è un tema che questo Parlamento non
può non affrontare. Del resto, ricordo a me stesso, come la
relazione proprio sulla norma, nello specifico, appunto,
sull'articolo 2, rappresenti come l'approvazione di questa
disposizione normativa non potrà fare altro che aumentare quelli
che sono i costi a carico dei bilanci degli enti locali siciliani.
Pertanto, sempre il nostro Ufficio Studi, evidenzia come sia
necessario ragionare su quelle che sono le quantificazioni degli
oneri che questa disposizione normativa prevede di introdurre, e
l'individuazione della relativa copertura finanziaria.
Ora, è noto ai più come noi, come Partito Democratico, a più
riprese, fino all'ultima finanziaria regionale, ci siamo impegnati
per aumentare i trasferimenti, il Fondo per le autonomie agli enti
locali siciliani, ai comuni che sono in dissesto, un terzo degli
stessi è in difficoltà economica, dissesto o predissesto, in
pluridissesto in alcuni casi.
Allora, ritengo che l'ipotesi messa in campo, che prevede
l'applicazione della norma, previa copertura finanziaria da parte
dei nostri enti locali, che devono vedere se ci sono le condizioni
per aumentare, per fruire dell'aumento delle ore, delle giornate
così come previste, debba essere ragionato, o diversamente questo
Parlamento dovrebbe entrare nel merito di come coprire i costi
della misura stessa.
Quindi, delle due l'una: o i comuni intervengono, avendo
consapevolezza di poter coprire il maggior carico di costi, o
diversamente, e in questo senso ritengo che dovremmo pure
intervenire anche sul fondo delle autonomie con interventi mirati e
per certi versi anche vincolati, incrementare le risorse proprio
per garantire la copertura di questo costo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Sunseri,
colleghi, è chiaro che per tutto quello che si sta approvando, gli
oneri sono a valere dei comuni. Questo è stato pure ribadito dal
Governo regionale, perché anche gli Uffici hanno sollevato la
questione. Il Governo regionale in Commissione Bilancio ha detto
che i maggiori oneri sono tutti a carico dei comuni.
Quindi...
CRACOLICI. Dov'è scritto?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, all'interno degli articoli, non
ci sono norme che fanno riferimento al bilancio della Regione
siciliana.
CRACOLICI. E quindi?
PRESIDENTE. E, quindi, sono a valere dei bilanci dei comuni.
Quindi, tutto quello che si sta approvando, è bene che sia chiaro,
è tutto a carico dei bilanci comunali.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente.
Assessore, perché ne abbiamo solamente uno in Aula, e onorevoli
colleghi, non so, Presidente, se in questo stato di fibrillazione
generale, dove tutti stanno aspettando due norme su dieci, perché
questo sostanzialmente sta avvenendo in Aula, dove tutti siamo
completamente deconcentrati dall'approvazione di una serie di
emendamenti e norme, ci siamo resi conto che abbiamo approvato un
emendamento, e questo lo dico a tutti i colleghi, che di fatto,
aumenta l'indennità a tutti i vicesindaci, assessori, presidenti
del Consiglio comunale di più di 300 comuni siciliani perché in
Sicilia i comuni che sono sotto i diecimila abitanti sono 280-290,
adesso non ricordo il numero preciso. E, nel silenzio totale
dell'Aula, con un emendamento depositato, con un Governo assente,
col Presidente della Regione che dovrebbe fare le veci
dell'Assessore cacciato, della DC, agli Enti locali, di fatto
abbiamo aumentato l'indennità a una platea di 2 mila persone senza
che nessuno si sia chiesto se è corretto, a carico di chi, se i
comuni potranno farlo e come potranno farlo.
Io vi ricordo che l'ultima volta che abbiamo toccato la materia
dell'indennità dei sindaci e dei consiglieri comunali di questa
Regione ci siamo ritornati 10 volte per dare coperture finanziarie
per coprire fino al 45 per cento, poi al 60 per cento, poi con
deliberazioni di Giunta. E noi, con un emendamento depositato
dall'MPA, che nessuno si è calcolato perché siamo in una fase in
cui abbiamo i sindaci che aspettano il terzo mandato, la norma
sulle donne, i media che pressano da questo punto di vista, tutto
il resto è come se non fosse importante
Lo voglio far notare: abbiamo approvato un emendamento che ha
aumentato a 300 comuni siciliani l'indennità, paragonando il
sindaco che amministra un comune di 200 abitanti a quello che ne
amministra 10 mila, senza dire: a carico di chi, da quando, con
quali modalità, se serve automaticamente una un'indennità e bisogna
parametrare. Cioè, non sappiamo niente. E lo abbiamo fatto nel
silenzio totale, come se fosse una cosa che non ci interessa o come
se avessimo chiaro qual è la platea da andare a suggerire.
Secondo me questo non è il modo di procedere. Cioè, non possiamo
trattare materie con questa facilità senza neanche - diceva bene
poco fa l'onorevole Cracolici -, non è neanche specificato che è a
carico dei comuni.
Perché, vede, io sono sicuro...
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Ma qual è questo
emendamento?
SUNSERI. Quello che abbiamo appena approvato, il 3.5. Ha visto?
Neanche il Presidente della I Commissione parlamentare Affari
Istituzionali , sa di cosa stiamo parlando
È evidente che questo va chiarito perché abbiamo aperto una maglia
dalla quale io non oso immaginare domani i segretari comunali dei
comuni che si ritrovano questa norma in Gazzetta Ufficiale e che
devono applicarla nei confronti dei sindaci, non so neanche come
l'applicheranno.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, faccio ammenda di non essermi
accorto che lei aveva messo ai voti l'emendamento all'articolo 3.
E, lo voglio ribadire, mi dispiace che lei abbia interpretato che
tutto ciò che non ha copertura finanziaria in questa legge sia a
carico dei comuni. Se non è espressamente detto, qualcuno dovrà
chiarire a carico di chi è: o dei comuni o della Regione Secondo
me, va detto e scritto che gli eventuali oneri di aumento sono a
carico dei comuni.
Detto ciò, abbiamo approvato un emendamento, e mi dispiace che
l'abbia proposto il collega Di Mauro, che era nella legislatura in
cui abbiamo stabilito di ridurre i costi della cosiddetta politica.
Abbiamo approvato un emendamento che, sostanzialmente, stabilisce
che oltre mille persone in Sicilia, che sono nei 232 comuni sotto i
diecimila abitanti, aumentano, in alcuni casi a dismisura, le
proprie indennità, e non riguarda solo i sindaci ma riguarda i
vicesindaci, gli assessori, i presidenti del Consiglio; cioè, noi
stiamo dicendo che in un comune di mille abitanti e in un comune di
diecimila abitanti le funzioni amministrative, gli assessori, il
vicesindaco e il presidente del Consiglio, avranno la stessa
indennità
Ora, mi sembra assolutamente irresponsabile Irresponsabile
Perché questo, soprattutto nei comuni piccoli, metterà a dura prova
la condizione Ricordo che in tanti comuni addirittura neanche si
prendono le indennità per fare fronte ai bilanci
Allora, oggi facciamo una norma che, quanto meno, precisi che
rimane a carico dei comuni, perché almeno ci mettono la faccia.
Noi stiamo stabilendo che l'indennità di un comune, come diceva
l'onorevole Sunseri, come si chiama il comune in provincia di
Messina?
SUNSERI. Roccafiorita
CRACOLICI. Roccafiorita che ha duecentottanta abitanti.
DE LUCA Antonino. Centonovantasei
CRACOLICI. Centonovantasei? Avrà la stessa indennità di un comune
sotto i diecimila abitanti. Cioè, mi sembra folle, non si è mai
fatta una cosa del genere
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ma tu hai votato.
CRACOLICI. Colpa mia che non me ne sono reso conto che aveva messo
ai voti.
Chiedo ai colleghi proponenti di valutare l'effetto di questa
norma e, se possiamo, col 117, come dire, superare un incidente
serio che questa legge produrrà nei comuni o, in ogni caso, bisogna
stabilire che qualunque tipo di aumento riguarda questa legge
rimane, in maniera generale, per tutti gli articoli, a carico dei
rispettivi regolamenti comunali perché, altrimenti, si apre un
problema delicato.
La prego, e chiedo anche di farsi supportare dagli Uffici, perché
la questione è molto delicata, più di quello che appare.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ma perché hai votato a
favore?
CRACOLICI. Io non ho votato a favore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Vicepresidente, colleghi
parlamentari, ogni volta che discutiamo di variazioni di bilancio o
discutiamo di finanziaria, litighiamo per mettere qualche euro in
più nel fondo delle autonomie locali. Per quale motivo? Con quale
obiettivo? Quello di mettere i sindaci in condizione di dare
maggiori servizi. Io penso che l'obiettivo di tutti quanti noi, di
tutte le forze politiche, al di là dei colori, quando parliamo
degli enti locali, sia perché pensiamo che attraverso l'aumento
delle risorse date ai comuni, ai trasferimenti, poi si possano
trasformare in servizi.
Noi non stiamo facendo altro che quelle poche risorse che abbiamo
messo nell'ultima finanziaria vadano a finire al ceto politico, a
una parte per giunta del ceto politico, a una parte del ceto
politico rispetto a quelli che sono i servizi. Cioè, ma voi pensate
che sia una cosa moralmente - scusate colleghi, collega Safina,
scusate, perdonatemi, vi prego di prestarmi attenzione, di prestare
un minimo di attenzione - ma voi pensate che sia una cosa
moralmente corretta, quella di...
Intanto noi, come Parlamento, ci facciamo belli con il ceto
politico, gli aumentiamo le indennità, gli diamo la possibilità di
avere un'entrata in più e così via, e dall'altra parte poi lasciamo
il problema, comunque, al Comune, anzi, lo lasciamo al sindaco
stesso, no, all'amministrazione, che dovrà fare la scelta intanto
di impegnare le somme
Quindi, alla fine, il sindaco dirà: ma c'è una legge, ed è la
legge della Regione, come già è accaduto altre volte; è una legge
della Regione, noi la dobbiamo applicare e quindi dobbiamo
aumentare la spesa . E i soldi, invece di andare a finire nei
servizi, nel miglioramento dei servizi, finiscono al ceto politico,
a una parte del ceto politico
Poi, anche su questo, io avrei da ridire, perché continuiamo a
pensare alla Giunta e non pensiamo minimamente al Consiglio, ai
consiglieri, che sono quelli che ogni giorno lavorano, sono a
disposizione dei cittadini e che andrebbero anche loro guardati con
attenzione.
Ma non è tempo, non è tempo E noi la dobbiamo smettere di
continuare a presentare norme che prevedono aumenti di spesa per il
ceto politico, perché abbiamo detto che i soldi che mettiamo ai
Comuni, che servono ai Comuni, servono per i servizi, che sono
sempre minori
Io, signor Presidente, voterò contrario a qualsiasi emendamento
che prevede questo tipo di intervento, e da chiunque venga questo
emendamento, che sia parte amica, non amica, avversaria, alleata e
così via. Ritengo che sia una cosa moralmente sbagliata, moralmente
ed eticamente sbagliata.
La nostra battaglia e le nostre attenzioni devono andare nei
confronti dei cittadini, delle fasce più deboli. Abbiamo risorse
per intervenire per la casa, per i servizi sociali, e noi
continuiamo, quelle poche risorse che ci sono in più, a utilizzarle
per il ceto politico
Ne ha bisogno? Sì, forse ne ha bisogno e forse andrebbe ampliato,
ma non è il momento.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
Colleghi, vi ricordo che l'articolo 3 lo abbiamo approvato con
l'emendamento in questione.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, sì, innanzitutto, per porre
una richiesta alla Presidenza, perché forse durante la votazione,
per via della velocità della stessa, non è stato registrato il voto
contrario del Movimento 5 Stelle all'approvazione dell'emendamento
3.5 e all'approvazione dell'articolo. Le ricordo che già avevo
ritirato la richiesta di voto segreto, ma avevo confermato che
votavamo negativamente sull'intero articolo, non solo
sull'emendamento, ma sull'intero articolo.
Quindi, prego la Presidenza e gli Uffici di metterlo a verbale.
Quello che io vorrei evidenziare in questa sede, Presidente Di
Paola, è l'incredibile disparità che si pone attraverso
l'approvazione di questo articolo che, per carità, è stato già
approvato, ma ci mettiamo poco, con la volontà unanime dell'Aula, a
correggerlo o a presentare, nel prossimo disegno di legge, un
abrogativo.
Perché, come, a volte, in un attimo si approva un articolo, in un
attimo lo si può bocciare, quando questo articolo viene ritenuto
ingiusto.
Per cui io già le comunico che, al primo disegno di legge utile,
proporrò l'abrogazione di questo articolo, nel suo complesso.
Dico ciò perché, Presidente Di Paola, e immagino che sarà
d'accordo anche il Vicepresidente Sammartino, che in questo caso,
facendo le veci del Presidente Schifani come componente governativa
ed essendosi rimesso all'Aula, si assume anche la responsabilità,
insieme all'Aula, questo Governo hanno appena detto il contrario,
che non avete registrato la volontà del Movimento 5 Stelle di
votare contrario, però, siccome lei, Vicepresidente, non era al suo
posto, ma fuori dall'Aula, non ha sentito quello che ho detto. Io
credo, Presidente Di Paola, che all'indomani di un ciclone che ha
devastato... Presidente Di Paola... Io credo che...
PRESIDENTE. La ascolto, onorevole De Luca, la ascolto
DE LUCA Antonino. Grazie. Io credo che, all'indomani di un evento
devastante come il ciclone Harry, che ha devastato mezza Sicilia
orientale, e di ciò che è accaduto a Niscemi, sia assolutamente
inopportuno portare avanti, ma già ve l'avevo detto in sede di
discussione generale, delle norme che offendono l'intelligenza dei
siciliani e la sensibilità di tutte quelle persone che hanno perso
la casa.
E allora io chiedo un atto di decoro a quest'Aula, e anche a tutti
i settanta deputati - sia chiaro, di maggioranza e di opposizione -
di addivenire a una richiesta unanime di modifica di questo
articolo, Presidente Di Paola, e le chiedo la cortesia di
sottoporre all'Aula la possibilità di modificare questo articolo,
laddove ne riconosca la scorrettezza, come momento, all'unanimità.
La prego, quindi, di invitare i colleghi a voler partecipare al
momento di riequilibrio, di moralità e di etica nei confronti dei
siciliani che in questo momento soffrono.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Prima di continuare con gli interventi, colleghi, però io voglio
ribadire una cosa che ho detto poco fa e la sottolineo nuovamente:
tutti gli articoli che hanno spesa, in questo disegno di legge,
sono a carico dei comuni, sono a carico delle casse comunali, e il
Governo lo ha ribadito in Commissione Bilancio, questa è una cosa
che, dico, quanto meno metabolizziamo tutti.
CRACOLICI. I testi vanno scritti, non quello che li
interpreterà... bisogna scrivere le norme non scompare perché il
Governo l'ha scritto in Commissione...
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Hai votato a favore
CRACOLICI. No, io non ho votato a favore
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Hai votato a favore
PACE. Chi ha votato a favore?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ha votato tutta l'Aula.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sospenda
l'Aula
PRESIDENTE. Quindi, colleghi, solo per dirvi... Va bene, va bene,
questo lo tengo a sottolineare.
È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro, poi Giambona. Ne ha
facoltà.
Prego, onorevole Catanzaro.
Come? E dopo l'onorevole Catanzaro, è iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo. Prego, onorevole Catanzaro. Sì, dopo
Catanzaro, onorevole Lombardo.
CATANZARO. Signor Presidente, grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, prego, sono i suoi colleghi,
onorevole Catanzaro
CATANZARO. Cracolici, scusami
PACE. Scusami, Presidente Di Paola, ma chi ha votato a favore?
PRESIDENTE. Ora lo verifichiamo, perché comunque sia il Governo
che la Commissione si sono rimessi all'Aula, abbiamo votato per
alzata e seduta, sia il Governo che la Commissione.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Presidente Di Paola, ovviamente sul voto... Presidente
Di Paola, se lei mi dà la possibilità, io...
PRESIDENTE. Sì, colleghi...
CATANZARO. Io, tanto, tre minuti
PRESIDENTE. Io le do la parola, poi è chiaro che sto registrando,
può essere poi che ho visto male io, però, dico, sto registrando il
voto contrario del Movimento 5 Stelle.
CATANZARO. Quello nostro.
PRESIDENTE. Il voto contrario del Partito Democratico, il voto
contrario dell'onorevole La Vardera.
Prego, onorevole Catanzaro.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Ma può mettere in
votazione la norma?
CATANZARO. Presidente Di Paola, mi sembra un paradosso all'interno
di quest'Aula, perché dobbiamo... Presidente Di Paola, mi ascolti,
Presidente, le chiedo due minuti di attenzione.
Secondo me, si sta creando l'incidente, Presidente Di Paola,
affinché questo testo...
Presidente Di Paola, mi sembra che si stiano creando le
condizioni, all'interno di quest'Aula, per mettere ancora più
confusione in questo testo, che ormai da due anni non vuole andare
avanti, e che già più volte è stato rimandato in Commissione,
finalmente è approdato in Aula.
Dopo tutte le Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che abbiamo fatto, signor Presidente, dopo tutte le richieste
all'interno di quest'Aula, mi sembra davvero il paradosso quello
che sta avvenendo e le dico il motivo. Noi, infatti, più volte,
abbiamo detto che questo era un testo non collegato con le esigenze
dei comuni, ma era un testo contenente delle norme che ognuno
voleva inserire all'interno di un testo che poi chiamiamo "disegno
di legge enti locali".
Noi, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ci siamo
assunti e ci continuiamo ad assumere la responsabilità di dire
quello che abbiamo detto anche nelle settimane scorse. Dentro
questo testo ci sono alcuni articoli che vanno votati perché sono
articoli di recepimento di norme nazionali, e ci sono invece altri
articoli che sono appetiti dai deputati nei vari territori, per
cercare di andare a modificare alcune norme che possono andare bene
a qualche sindaco sì e a qualche altro no, signor Presidente.
Sul voto del comma 3 dell'articolo, quando noi, poco fa, abbiamo
ascoltato l'illustrazione da parte del proponente, e quindi
dell'onorevole Di Mauro, abbiamo detto, in quel momento "guardi che
non si comprende bene". Arrivati ad un certo punto, la Commissione
si rimette all'Aula, il Governo si rimette all'Aula e non si è
compreso, signor Presidente, quello che stavamo andando a votare. E
le dico il motivo. Noi, lo hanno detto poco fa alcuni colleghi,
sull'articolo 2, come sull'articolo 3, che ovviamente va a dare
dignità ad un comune come quello di Enna affinché questo sia
equiparato agli altri comuni come grande città, sull'articolo 2,
relativo ai rimborsi per gli amministratori, abbiamo posto delle
osservazioni.
Allora, signor Presidente, il buon senso dentro quest'Aula ci
chiede di fermarci un attimo e di chiedere la possibilità, come già
è stata espressa, con l'accordo di tutti i deputati, e mi rivolgo
soprattutto all'onorevole Di Mauro, che ovviamente è stato colui il
quale ha proposto e colui il quale quest'Aula la conosce bene...
Negli anni, per esperienza, ha vissuto momenti di riduzione e
momenti di aumento. Le chiediamo, onorevole Di Mauro, nella
distrazione dell'Aula, per potere proseguire i lavori, di applicare
l'articolo 117 del Regolamento interno dell'Assemblea su questo
comma. Poco fa, per l'articolo 2, ci siamo appellati al buon senso
e siamo andati su quel comma al ritiro.
Chiediamo all'onorevole Di Mauro di poter applicare l'articolo
117, che porterebbe serenità nei lavori per gli articoli a seguire,
e che, ovviamente, ripristinerebbe un attimo di equilibrio rispetto
alla prosecuzione dei lavori, rispetto a tutte quelle che saranno
le norme a seguire.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
É iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, sinceramente
registro negli interventi dei miei colleghi una polemica per certi
versi inutile e infondata, perché noi in questa legislatura abbiamo
affrontato vari passaggi normativi in cui abbiamo messo i comuni,
tutti i comuni siciliani, nelle condizioni, non li abbiamo
obbligati, ma li abbiamo messi nelle condizioni di poter aumentare
le spettanze o indennità, come vogliamo chiamarle, previste per i
sindaci che siano assessori, presidenti dei consigli,
vicepresidenti, ecc... ma ci siamo dimenticati dei comuni più
piccoli, dei comuni cioè fino a 5 mila abitanti, e l'emendamento ha
avuto l'obiettivo, quindi... il mio intervento ha l'obiettivo di
placare queste polemiche; abbiamo equiparato i comuni più piccoli a
quelli fino a diecimila abitanti per consentire loro, e cioè agli
amministratori locali, di avere una pari dignità economica, perché
- l'ho detto prima - la responsabilità di un amministratore locale,
di un comune di mille abitanti, per esempio, è pari, nella
conduzione, appunto, dell'attività amministrativa per i rischi che
corre, a quella di un comune metropolitano, se vogliamo fare un
paragone che sia più semplice e chiaro possibile.
Quindi, voglio ribadire a quest'Aula che certe esternazioni
perché non siano dati messaggi distorti all'esterno, a chi ci segue
e ai giornali che domani faranno, come dire, notizia su questo
fronte dei messaggi distorti che abbiano un fine demagogico e
populistico. Tra l'altro, questo è un disegno di legge che riguarda
la materia degli enti locali e una norma del genere trova
collocazione proprio in questo tipo di disegno di legge rispetto al
quale - lo voglio ricordare a qualche collega che ha ricordato
altre norme - ci sono norme di recepimento di leggi nazionali sulle
quali già, anche nella discussione generale, abbiamo espresso come
Gruppo un parere favorevole, ma ci sono tante altre norme che sono
il frutto dell'iniziativa dei singoli deputati, dei singoli
parlamentari, che hanno anche loro una eguale dignità.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, se può salire un attimo in
Presidenza, perché l'emendamento che è stato approvato, il 3.5,
applica, quindi impone l'aumento, però il suo intervento era più in
riferimento al 3.4, che invece non abbiamo... che è sempre a firma
sua, onorevole Lombardo. L'emendamento 3.5, quello che abbiamo
approvato, impone l'aumento, invece l'emendamento 3.4 è un po'
diverso.
Se vuole salire un attimo al banco della Presidenza.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà. Poi
l'onorevole Cracolici.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente.
Allora, lei in quest'ultimo intervento ha centrato il problema,
che è quello che poco fa ho provato a ricordare all'Aula.
L'onorevole Lombardo dimentica che quella norma sull'aumento delle
indennità che approvammo due, tre finanziarie fa, era un
recepimento della norma nazionale che l'allora - scarso se non
scarsissimo - Governo Musumeci impugnò, perché quella norma
stanziava più di 300 milioni di euro per tutte le regioni italiane,
tranne che per la Sicilia, e aumentava l'indennità a tutti i
sindaci e gli assessori di questa Regione. Noi la approvammo e
all'inizio si diede la possibilità agli amministratori locali di
aumentare la propria indennità senza dare alcuna copertura.
Come lei ben ricorderà, poi questa cosa fu criticata, venne
impugnata e alla fine l'Assemblea diede una parziale copertura in
una finanziaria successiva che permetteva ai sindaci di aumentare
l'indennità fino al tetto concesso per trasferimento da parte della
Regione nei confronti dei comuni.
Come lei bene adesso ha fatto notare, l'emendamento 3.5 impone a
tutti i comuni siciliani fino a diecimila abitanti, cioè 280 comuni
su 391, la quasi totalità, di aumentare in maniera esponenziale le
indennità a tutti i vicesindaci, assessori e, addirittura, ai
Presidenti dei Consigli comunali.
Quindi la norma - così come avevo detto precedentemente
nell'intervento - in questo momento, è inapplicabile perché i
segretari comunali, da domani che va in pubblicazione, dovranno,
anche senza deliberazione di Giunta, aumentare l'indennità e
trovare la copertura all'interno dei bilanci dei propri comuni, ed
è una cosa che non solo non avevamo mai fatto ma, addirittura, è
scritta anche male perché, a differenza della norma nazionale,
anche di quella regionale, successivamente approvata, avevamo dato
la possibilità, tramite una deliberazione di Giunta, di aumentare
le indennità. Ma qui, se non diamo copertura, domani, i ragionieri
generali e i segretari generali dovranno obbligatoriamente
aumentare l'indennità a migliaia di amministratori locali ed è una
cosa che non si può né fare né sentire.
Allora, io non so se è applicabile il 117 del Regolamento su
questa norma, ma è evidente che va trovata una soluzione, nel più
breve tempo possibile, perché si sta aprendo una maglia, una
stortura normativa che non è neanche replicabile a quella del 2017
e 2018.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
È iscritto a parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà. E, poi,
l'onorevole Cracolici.
SUNSERI. Applicabile a quella del 2017/2018.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Tomarchio e a seguire
l'onorevole Cracolici.
Prego, onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Grazie, signor Presidente. Solo per capire verso quale
direzione stiamo andando. Cioè, noi siamo fermi quasi da un'ora in
una discussione su un emendamento e un articolo, un comma già
approvato. Credo che il dibattito stia scadendo su un livello di
populismo che poche volte quest'Aula ha toccato.
Noi siamo in discussione su un disegno di legge che riguarda gli
enti locali e mi verrebbe da domandare, ma con grande serenità e
con grande onestà intellettuale: ma che cosa vi hanno fatto i
sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali? Noi stiamo
legiferando un disegno di legge degli enti locali che certamente
non salverà i comuni da tutti i problemi che hanno - questo lo
sappiamo tutti - ma non è l'oggetto del disegno di legge; non è
l'oggetto della discussione Noi stiamo approvando una serie di
norme che vogliono dare delle possibilità ai comuni. E allora, se
vogliamo scadere sul populismo e appellarci e impantanarci su una
discussione che parla del 45% delle indennità degli assessori, dei
Presidenti dei consigli comunali, dei comuni minori, dei comuni di
cinquemila abitanti, settemila e quant'altro. Vogliamo scadere sul
populismo? Scadiamoci La faccio io una proposta: siccome noi qui
dentro come deputati regionali non facciamo nulla di più di un
sindaco, di un assessore, di un Presidente del Consiglio comunale
che sta ventiquattro ore al giorno sul territorio a lavorare.
Vogliamo parlare di indennità? Parliamone. Allora, facciamo noi
populismo e adeguiamoci noi le indennità a loro, al ribasso, perché
un sindaco, un assessore, un consigliere, un Presidente del
Consiglio comunale non fa nulla di meno di quello che noi facciamo
in quest'Aula. Anzi, sta sul territorio ventiquattro ore al giorno
a lavorare
E allora, signor Presidente: o noi continuiamo a fare questo
dibattito estremamente scadente - estremamente scadente, perché sta
scadendo in un populismo becero - o noi andiamo avanti e andiamo ad
approvare una serie di norme di buon senso, tra cui su alcune,
credo, che ci sia l'accordo di quasi tutta l'Aula: le quote rosa,
il terzo mandato e quant'altro...ma andiamo avanti, per cortesia.
Questo è un appello soprattutto alle forze di opposizione. Andiamo
avanti senza scadere su un dibattito così populista, perché parlare
di ciclone Harry, di tutto quello che è accaduto a territori che
noi abbiamo girato la mattina all'alba, ma parlarne ora, mentre
siamo in quest'Aula a parlare e a discutere di altro è veramente un
qualcosa che lascia senza parole. Quello è un qualcosa di cui si
sta occupando il Governo regionale e che noi stiamo monitorando, ma
che diavolo c'entra con un Parlamento che intanto deve continuare a
legiferare ed andare avanti?
Signor Presidente, ci dica come dobbiamo procedere, perché così -
io credo - che faremo ventiquattro ore, quarantotto ore di
dibattito che andrà sempre più verso lo scadere. Grazie.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Cracolici e poi
l'onorevole Di Mauro.
Prego onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. A me dispiace, scusate un attimo...
DI MAURO. Posso intervenire?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Di Mauro, così vediamo se riusciamo a
trovare una soluzione.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Grazie, signor Presidente. Grazie, onorevole Cracolici.
Applicando l'articolo 117 potremmo ipotizzare di sostituire
l'emendamento 3.5 con il 3.4 in cui sono indicate due cose: il
limite di cinquemila abitanti e anche il... e diventa una cosa più
ragionevole. È chiaro che se viene respinto questo emendamento
rivive il 3.5. Quindi, l'emendamento 3.4 mi sembra una soluzione
mediana che mette tutti quanti nella condizione di fare una
valutazione positiva dell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, intanto, la ringrazio. Mi sembra
una buona sintesi, ma è chiaro che ci deve essere l'unanimità da
parte dell'Aula.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Grazie, signor Presidente, io esprimo subito la mia
condivisione all'ipotesi suggerita dall'onorevole Di Mauro. Detto
questo - e chiudo senza fare grandi discorsi - il populismo lo si
alimenta quando si fanno norme che suscitano - come dire -
indignazione e su cui si possono insinuare elementi di populismo.
Allora, proprio in una fase come quella che stiamo vivendo, creare
una situazione in cui il messaggio che si dava, spero si dava, se
l'Aula approva l'emendamento Di Mauro così come suggerito,
determinare il fatto che su 280 comuni, tra sindaci, assessori,
presidenti del consiglio comunale, si aumentavano a circa 1.500-
2.000 persone d'emblée le indennità spettanti in deroga alle norme
statali... io vorrei ricordare, collega Tomarchio, che l'Assemblea
regionale siciliana, in materia di indennità per gli
amministratori, da sempre, ha equiparato tutte le indennità da
1.000 a 500.000 abitanti, o 600.00 quelli che sono - Palermo per
capirci la più grossa - alle norme nazionali. Quando introduciamo
deroghe, alimentiamo il populismo.
Ecco perché io suggerisco sempre, su queste questioni ancoriamoci
il più possibile a norme generali e astratte, altrimenti suscitiamo
quel principio che in Sicilia si può fare tutto e il contrario di
tutto con argomenti che diamo a chi non ama la serietà ma anche per
un modo di legiferare sbagliato che spesso questa Regione ha
scelto.
Io accetto la proposta del collega Di Mauro, mi auguro che tutta
l'Aula la possa accettare, perché dobbiamo farla con l'articolo
117.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, semplicemente per esprimere che il Movimento 5 Stelle,
ovviamente, darà l'assenso alla modifica, ma teniamo a ribadire la
nostra contrarietà all'impianto dell'articolo in sé, e nella parte
dell'impianto originario che aumentava le spese per il comune di
Enna e per quanto riguarda anche l'articolo così modificato, perché
riteniamo che non fosse questo il momento di dare determinate
opportunità ai Comuni, poiché, probabilmente, il momento storico
richiederebbe ben altri tipi di sforzi legislativi e
amministrativi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, ho capito che c'è l'unanimità
dell'Aula sull'articolo 117.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, data
la richiesta di unanimità, io pongo una questione perché ho sentito
l'intervento dell'onorevole Tomarchio che, sostanzialmente, mette
in discussione che noi, come Parlamento, abbiamo qualcosa da ridire
nei confronti dei consiglieri o dei sindaci per potere ritagliarsi
il pezzo di video, mandarlo ai colleghi amministratori locali e
fare vedere un messaggio, far passare il messaggio vedete, le
opposizioni ce l'hanno con i poveri sindaci, ce l'hanno con i
poveri consiglieri comunali .
Allora, questa definizione e questa strategia comunicativa la
stronchiamo immediatamente e condivido in pieno il ragionamento del
Presidente del Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, cioè,
non è la questione legata al fatto che noi siamo contrari tout
court all'introduzione, in qualche modo, anche di rivedere gli
emolumenti, e qui potremmo anche parlarne. Ma la questione è la
tempistica: cioè noi abbiamo, e lo ribadiamo perché è sempre bene
ricordarlo, una popolazione di 1.200 abitanti che sono sfollati,
gli imprenditori che oggi abbiamo incontrato in III Commissione che
non hanno i soldi nella zona rossa, e lei c'era pure, Presidente,
dove abbiamo avuto diverse difficoltà.
Il fatto che il Parlamento metta nella propria agenda politica, in
questo momento storico, la disquisizione dell'aumento rispetto agli
amministratori è un fatto, a nostro modesto, a mio modesto avviso,
è assolutamente non è condivisibile. Questa è l'impostazione, caro
onorevole Tomarchio.
Mi auguro che, come dire, lei possa dire ai suoi amici
consiglieri, sindaci, assessori che noi non siamo contro gli
amministratori. Ben venga il fatto che dice che, tecnicamente,
molti di loro lavorano anche più di noi Forse magari parla per sé
stesso, perché io invece lavoro costantemente e continuamente, ogni
giorno, nel ruolo di deputato come tanti colleghi lo fanno a testa
bassa, e quindi, con tutto il rispetto, diciamo, la mediazione Di
Mauro mi sembra un passaggio che potrebbe anche andare bene, ma è
giusto però precisare e fare questa discrimina altrimenti passa un
messaggio sbagliato dove noi lo rimandiamo al mittente e
raccontiamo i fatti come stanno. Quindi, accetto anch'io questa
mediazione
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Quindi, onorevole Catanzaro, lei voleva ulteriormente intervenire
o possiamo votare?
CATANZARO. Vogli intervenire.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Per ribadire... intanto devo ringraziare l'onorevole Di
Mauro, Presidente Di Paola, perché l'appello fatto sul 117 è stato
accolto, dopo di che non mi soffermo perché già chi mi ha preceduto
ha parlato di quelli che magari erano i tentativi di polemica ed
altro, e non c'è nulla, però il vero rischio, Presidente Di Paola,
era che qualora non ci fosse stato un accoglimento da parte di Di
Mauro su un tema così importante, poteva anche saltare l'impianto
del testo, e ricordo a quest'Aula che ci sono delle norme di
recepimento nazionale. Se qualcuno volesse far saltare quelle che
sono le norme di recepimento nazionale, ha sbagliato Parlamento,
perché noi vogliamo portare a casa un risultato di dignità e non è
politica È dignità Grazie.
PRESIDENTE. Prima della votazione, ha chiesto di parlare
l'onorevole Messina. Ne ha facoltà.
MESSINA. Grazie, Presidente. C'è qualcosa, purtroppo, che non si
sta capendo, cioè quest'Aula sta recitando una commedia. Si approva
un articolo, sono tutti d'accordo, all'unanimità siamo tutti
d'accordo, poi ci si accorge che forse questa norma, per certi
versi, può sembrare populista allora qualcuno cerca o pensa di
tornare indietro e di dire: "io non ero d'accordo ".
Dico, i due commi che stiamo cercando di modificare sono due cose
totalmente diverse, con quello ultimo, il 3.4, si aumenta del 50%
l'indennità dei comuni sotto i 5000 abitanti, vale a dire un
assessore che oggi percepisce un'indennità di 120 euro, perché di
questo stiamo parlando, si può aumentare del 50% e i 120 più 60
diventano 180, e non abbiamo risolto credo quasi nulla a nessun
amministratore siciliano Mentre la norma precedente, che era
un'altra cosa, prevedeva che in tutti i comuni fino a diecimila
abitanti, le indennità degli assessori, vicesindaci e presidente
del Consiglio, arrivavano fino ad un massimo del 45%. Il dubbio,
forse legittimo da parte di qualche Gruppo, è che ovviamente questa
risorsa non può essere posta a carico del bilancio della Regione, e
noi tutti siamo d'accordo e sappiamo bene che, comunque, perché si
potesse applicare tutti i comuni devono comunque approvare una
delibera in cui si prevede la copertura di spesa: sarebbe molto più
semplice e, secondo me molto più serio, se aggiungiamo solamente
una frase in cui si dice: "con oneri a proprio carico" e abbiamo
risolto il problema; altrimenti, secondo me, non possiamo tornare
indietro e cancellare un articolo che quest'Aula ha già approvato.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Messina, per capire. Non c'è quindi
l'unanimità sul 117, sulla modifica che sta proponendo l'onorevole
Di Mauro?
MESSINA. Sono due cose diverse.
PRESIDENTE. Lo so che sono due cose diverse, onorevole Messina,
sono assolutamente consapevole che sono due cose diverse.
L'onorevole Di Mauro ha proposto però come sintesi, lo abbiamo
ringraziato per questo visto anche gli interventi che ci sono stati
in Aula, una modifica sostanziale che fa un qualcosa di diverso. Se
c'è l'unanimità dell'Aula, io la accolgo e la pongo in votazione,
se non c'è l'unanimità dell'Aula allora il testo rimane tale e
quale
MESSINA. Possiamo cancellare un articolo già approvato?
PRESIDENTE. Cioè, ci deve essere l'unanimità dell'Aula fatemi
capire se questa c'è...
MESSINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA. Signor Presidente, era giusto, corretto e trasparente
anche sottolineare la differenza di quello che si stava facendo,
siccome io non voglio essere ostacolo all'approvazione
dell'articolo o della norma, posso anche accettare quella che è la
proposta del collega Di Mauro, però, dico, dobbiamo essere
consapevoli di quello che stiamo approvando.
PRESIDENTE. Va bene, quindi è d'accordo onorevole Messina?
MESSINA. Sì.
PRESIDENTE. Perfetto, quindi c'è l'unanimità da parte dell'Aula.
A questo punto, pongo in votazione, se l'Aula è d'accordo, lo
votiamo adesso e non alla fine.
Pongo adesso in votazione l'emendamento 117.1, presentato
dall'onorevole Di Mauro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ritorniamo all'emendamento 2.10.R.
L'articolo è già stato approvato, onorevole Abbate, ritorniamo al
2.10.R, che trovate all'interno dei vostri tablet. Leggiamo con
attenzione, verifichiamo con attenzione; prego, onorevole Safina,
lo vuole illustrare? L'ha già illustrato. La Commissione come si
esprime?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.10.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto, possiamo mettere in votazione l'articolo 2, così
come è stato emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Modifiche alla legge regionale 26 giugno 2015, n. 11
1. Al comma 1 bis dell'articolo 2 della legge regionale 26 giugno
2015, n. 11, dopo la parola presidente , sono aggiunte le
seguenti: o ai due vicepresidenti, ove previsti e dopo le parole
dell'ente sono aggiunte le seguenti: l'indennità di cui al
precedente periodo, su espressa richiesta da parte degli
interessati, non è corrisposta .».
Si passa all'emendamento 4.1 dell'onorevole Catanzaro. Onorevole
Catanzaro, lo ritira?
CATANZARO. Sì.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Si passa all' emendamento 4.4, dell'onorevole De Luca. Onorevole,
lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Antonino. Lo mantengo e chiedo la votazione per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 è mantenuto, che prevede la
soppressione dell'articolo, e c'è richiesta di voto segreto.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, credo di aver capito che ancora non
siamo in votazione, ciò nondimeno, chiedo un attimo di attenzione,
perché noi abbiamo, credo, tutti la consapevolezza che con
l'approvazione di alcuni articoli di questa norma - mi permetterà
il collega Cracolici - entriamo a piè pari su quelle che sono la
vita, la sorte dei nostri comuni, anche degli amministratori ai
quali dobbiamo dare risposta.
Ora, io sono assolutamente ben contento che noi siamo riusciti,
con il buon senso comune, a superare l'impasse dell'articolo
precedente, però, non vorrei che noi affrontassimo con leggerezza
tutto l'articolato perché, altrimenti, non faremmo un buon servizio
ai nostri comuni, ai nostri amministratori.
Del resto, signor Presidente, io mi rivolgo a lei, ma anche al
Governo e io mi auguro che ci sia il Presidente della Regione qui
ad ascoltare, e a seguire quelli che sono i lavori, perché vero è,
e quindi mi collego a come stanno andando i lavori d'Aula questo
pomeriggio, per certi versi con leggerezza, ma dico che qui
dobbiamo assumerci anche un senso di responsabilità rispetto a
quelli che sono gli effetti di una norma che stiamo portando avanti
per i nostri comuni e per le nostre comunità.
Qualcuno ha parlato di servizi al cittadino, qualcuno ha parlato
anche di come mantenere l'equilibrio economico-finanziario e di
quali possano essere gli effetti di questa norma. Perché dico che è
vero, Presidente dell'Assemblea e colleghi, che questa è una norma
di matrice parlamentare, ma è altrettanto vero che vorremmo pur
capire quali siano gli orientamenti del Governo da questo punto di
vista. Perché, se ci fosse stato oggi un Assessore agli enti locali
seduto nei banchi del Governo, magari ci avrebbe potuto dare una
chiave di lettura, rispetto a quello che è l'indirizzo che noi
stiamo prendendo oggi pomeriggio.
Io credo, signor Presidente, che sia assolutamente inaudito che
questo Parlamento stia affrontando una norma sugli enti locali,
senza che sia, oggi, presente l'Assessore agli enti locali È
questa una cosa inaccettabile Ora, io prendo atto che c'è il
Vicepresidente della Regione ma non c'è il Presidente Schifani.
Oggi doveva essere qui presente. Il Presidente Schifani ha la
delega agli enti locali, ma lui non rispetta le norme della Regione
siciliana perché la norma stessa prevede che debba essere
ricostituito il plenum e oramai da 2 mesi lui non lo fa
Allora, che cosa dobbiamo fare, signor Presidente? Io credo che
non ci siano le condizioni per andare avanti a discutere di questa
norma, perché credo che sia tra l'altro pure mortificante, nei
confronti dei parlamentari, che devono discutere di una norma senza
avere l'interlocuzione di natura governativa che ci deve dire quali
sono gli effetti di una norma, che effetti produce nei territori,
quali sono i costi che questi può determinare, qual è l'indicazione
politica, in quale direzione, fondamentalmente, sia giusto che noi
andiamo. Ebbene, nulla di tutto questo
Ecco perché, mi collego alle considerazioni che stavano nascendo
poc'anzi sull'articolo 4. L'articolo 4, naturalmente, noi non
possiamo così, in maniera leggera, affrontarlo.
Se ci fosse stato l'assessore agli enti locali, probabilmente ci
avrebbe detto, come probabilmente ci dirà il Presidente della
Commissione parlamentare Affari Istituzionali , che c'è la
necessità di superare una impasse: in alcune città metropolitane
dove ci sono due vicepresidenti, per i quali evidentemente non c'è
un uguale trattamento tra la città di Palermo, la città di Messina
e quella di Catania. L'obiettivo è semplicemente questo.
Poi se si vuole trovare una soluzione emendativa, che salvi capra
e cavoli perché l'obiettivo è semplicemente quello di dare
chiarezza ad una norma che è stata introdotta da questo Parlamento
con l'articolo 59 della legge n. 3 del 2024, che riguarda i
vicepresidenti, quando c'è più di un vicepresidente nelle nostre
comunità. E questo riguarda 2,3,4 comuni, di questo stiamo
parlando
Però, ritorno al tema, signor Presidente dell'Assemblea, e qui
chiudo: non avere qui un Assessore competente agli enti locali
mentre noi stiamo discutendo la norma che riguarda gli enti locali
e gli effetti che questa produce, io credo che sia scandaloso, sia
veramente scandaloso
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, io ritengo, da questo punto
di vista, che su queste norme si stia facendo un sacco di
confusione. Perché? Mi confronto, per esempio con il collega,
onorevole Messina, il quale fino a qualche giorno fa era Assessore
agli enti locali e mi dice: "A Messina un vicepresidente prende
l'indennità, e allora vorrebbe poter opzionare se prendere
l'indennità, piuttosto che il gettone a seconda di come gli
conviene; parlo con altro collega e mi dice: "a Catania li prendono
tutti e due. Allora, perché lasciare Palermo fuori?".
Io credo - credo - che le cose non dovrebbero andare così. Non
dovrebbe funzionare a come mi piace di più, a come mi conviene di
più: "in una città facciamo così perché ci viene meglio,
nell'altra..." non può funzionare così la politica, non possono
funzionare così le retribuzioni, le indennità, i gettoni, le
corresponsioni di denaro pubblico nei confronti degli
amministratori pubblici
Ci vorrebbe un attimo di linearità e di collegamento con le
funzioni, perché se a un amministratore si decide di fare percepire
un gettone è perché si ritiene che quell'attività debba funzionare
attraverso un collegamento diretto alla sua presenza. L'indennità,
invece, è un tipo di retribuzione che non è collegata alla
presenza, ma è collegata al ruolo e alla funzione che quella
persona svolge nel momento in cui assurge a un determinato ruolo. E
tutto questo non si sta facendo, si sta cercando di creare dei
sistemi che aggradano chi ricopre la funzione, dimenticandoci di
quella che è la funzione a cui la retribuzione deve essere
correlata. Siccome io ritengo che questo sia il modo sbagliato di
legiferare, il Movimento 5 Stelle è contrario e chiede voto
segreto.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente.
Nel ribadire, ovviamente, quanto già detto dal presidente del mio
Gruppo parlamentare, in modo assolutamente esaustivo, mi permetto
di ribadire quanto detto anche dall'onorevole Giambona, che sta
passando un po' in sordina: il Presidente della Regione per legge -
per legge - deve nominare l'assessore mancante, in questo
momento, anzi gli assessori mancanti, entro trenta giorni
Il Presidente della Regione ha fatto trascorrere, di molto, i
trenta giorni necessari per la nomina degli assessori, e non li ha
ancora nominati per tutta una serie di giochini interni politici
alla sua maggioranza e che non permettono all'Assemblea di
legiferare con la presenza dell'assessore designato al tema che si
sta affrontando; e a me non sta bene che venga delegato, il
Vicepresidente, con delega all'agricoltura, che mi viene a parlare
delle indennità dei sindaci e dei vicepresidenti del consiglio
comunale, perché l'onorevole Sammartino, vicepresidente della
Regione, è l'Assessore designato all'agricoltura della Regione
siciliana, e noi parliamo delle indennità, delle giunte, dei
consigli comunali ed altri, con l'assessore all'agricoltura. Non
funziona, Presidente
Abbiamo la necessità, e questa cosa deve partire anche dalla
Presidenza, di una nota ufficiale al Presidente della Regione in
cui si chiede di nominare gli assessori, perché il parere del
Governo non può essere dato su una norma del genere dall'assessore
per l'agricoltura, deve essere dato dall'assessore al ramo
competente o dal Presidente della Regione entro i 30 giorni, per
cui poteva fare l'assessore designato, non certamente oltre trenta
giorni; questa è una grave mancanza di questo Governo regionale,
che continua a gestire il potere come se fosse casa propria, e non
funziona, Presidente Non funziona perché si deve dare dignità a
questa Regione, si deve dare dignità all'Assemblea regionale
siciliana che deve legiferare in presenza del Governo.
Il Vicepresidente Sammartino mi sta sembrando il Ministro Musumeci
la scorsa settimana, solo al Senato, abbandonato dal Presidente del
Consiglio, solo ad affrontare l'Aula
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Troppo importante. Che
sia di augurio
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, evitiamo i paragoni, evitiamo
paragoni
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io voglio chiarire, se è possibile, questa norma,
perché qui rischiamo di avvitarci su noi stessi. Questa norma non
introduce nulla di nuovo, sta semplicemente stabilendo il principio
che nei comuni dove questo Parlamento ha deciso che vengano eletti
due vicepresidenti, una norma che risale ormai ad oltre dieci anni
fa, non ci può essere un trattamento differenziato dal punto di
vista dell'indennità, perché ad uno si applica l'indennità e
all'altro il gettone. A uno l'indennità e all'altro il gettone
Allora, per essere chiari, questa norma dice semplicemente che
dove i comuni eleggono, per proprio statuto, sulla base di una
legge che è stata fatta da questo Parlamento, due vicepresidenti,
ad ambedue, con le stesse modalità di voto, eletti, ebbene, ad
ambedue si applica lo stesso trattamento, a richiesta, può essere
l'indennità o può essere il gettone, sempre a richiesta
dell'interessato, questa è la questione
Quindi, non stiamo né introducendo, né facendo nulla di nuovo di
quello che già esiste, semplicemente si sta provando a mettere
ordine a una interpretazione differenziata che in alcuni comuni
siciliani si è determinata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
MESSINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA. Sì, vi chiedo scusa, signor Presidente...
CRACOLICI. Onorevole Messina, si vada a sedere al banco del
Governo
MESSINA. Onorevole Cracolici, volevo solamente precisare -
attenzione, è una norma che ho scritto io, però, ovviamente conosco
la materia anche per il ruolo che ho svolto - volevo precisare che
questa norma serve solamente a dare la possibilità ai
vicepresidenti dei consigli comunali, laddove ovviamente già sono
stati eletti e sono previsti, di optare, di scegliere se ricevere
un'indennità o ricevere un gettone di presenza. È solo questa la
differenza. Però può anche capitare che nello stesso Comune ci
possa essere un vicepresidente che ha il regime dell'indennità e
l'altro, il secondo vicepresidente, che ha il regime del gettone di
presenza.
Io voglio precisare ed è giusto che l'Aula lo sappia capiamo
bene che la norma prevede che per coloro che sono lavoratori
dipendenti c'è l'abbattimento del 50 per cento nei confronti delle
indennità, mentre per i gettoni di presenza no.
Quindi, per correttezza, è giusto che sappiamo quello che stiamo
approvando. Però, con questo diamo solo l'opportunità ai
vicepresidenti dei consigli comunali della Sicilia di poter
scegliere, optare, se ricevere l'indennità o ricevere il gettone di
presenza.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata. Verifichiamo.
Ok, mettiamo in votazione l'emendamento 4.4, che sopprime
l'articolo.
(La richiesta risulta appoggiata)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti .59
Votanti ..52
Maggioranza .27
Favorevoli.............28
Contrari .............. 24
Astenuti ..0
(È approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento è approvato. Quindi l'articolo 4 è
soppresso.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Variazioni indennità nuovi dati censimento ISTAT
1. Al comma 51 dell'articolo 13 della legge regionale 25 maggio
2022, n. 13 e successive modificazioni è aggiunto il seguente
periodo: Nei casi in cui, dopo l'insediamento degli organi
elettivi delle amministrazioni locali, avvenga una variazione della
popolazione residente a seguito della pubblicazione dei nuovi dati
del censimento da parte dell'ISTAT, per il calcolo della misura
delle indennità si fa riferimento alla fascia demografica
utilizzata per la determinazione del numero dei consiglieri nelle
medesime consultazioni.».
PRESIDENTE. C'è l'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.2.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .59
Votanti ..52
Maggioranza .27
Favorevoli.............30
Contrari .............. 22
Astenuti ..0
(È approvato)
PRESIDENTE. Quindi, abbiamo soppresso l'articolo 5.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Disposizioni in materia di rappresentanza
del Presidente del Consiglio comunale
1. Il Presidente del Consiglio comunale rappresenta l'intero
Consiglio. Nelle occasioni istituzionali, segno distintivo del
Presidente è una fascia bicolore, gialla e rossa, portata a
tracolla e recante lo stemma della Regione siciliana e quello del
Comune di appartenenza.».
Colleghi, se mi ascoltate un attimo... Un attimo, un attimo Sì,
vi faccio intervenire.
Sull'articolo 6 ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi
andremo a votare l'eventuale soppressione o mantenimento
dell'articolo 6. Ci sono gli interventi...
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, semplicemente, se possiamo...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, o mi date l'opportunità di ascoltare o devo
sospendere la seduta, se non c'è... Allora, cerchiamo un attimo di
ripristinare un minimo di...
DE LUCA Antonino. Presidente
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
DE LUCA Antonino. Soltanto, affinché resti agli atti e nella
memoria di chi ci segue in Aula o da casa, che il Movimento 5
Stelle, ritengo anche le altre opposizioni, chiederanno il voto
segreto per bocciare una norma che prevede che il presidente del
Consiglio comunale, che rappresenta l'intero consiglio comunale,
nelle occasioni istituzionali andrebbe con una fascia gialla e
rossa. Io lo volevo emendare dando anche un cappello col pompon,
però, mi limito a chiedere un voto segreto.
(Proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, un attimo
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Premesso che una norma del genere nel testo poteva essere
evitata, e che sulla soppressione di questo articolo non mi
strapperò sicuramente le vesti, però, onorevole De Luca, una cosa è
la norma, una cosa è usare questi toni dispregiativi nei confronti
dei nostri rappresentanti nei consigli comunali.
DE LUCA Antonino. Non ho usato toni dispregiativi.
ASSENZA. No Usare questo sarcasmo o questo atteggiamento
denigratorio nei confronti dei consiglieri comunali, dei presidenti
dei consigli, che nella stragrande maggioranza fanno, con
grandissimi sacrifici personali, ed egregiamente, il loro ruolo,
non mi sembra corretto
Premesso questo, non c'è bisogno del voto segreto possiamo,
secondo me, approvare anche all'unanimità la soppressione di questo
articolo
PRESIDENTE. Onorevole De Luca non c'è il fatto personale. È
chiaro
DE LUCA Antonino. Non è un fatto personale?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però non è che può... No, non c'è
L'onorevole Assenza ha espresso il suo parere, come lo ha espresso
lei onorevole De Luca. Andiamo avanti.
DE LUCA Antonino. Io chiedo di intervenire per fatto personale
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però, non deve insistere. Onorevole
De Luca, è la Presidenza che decide se c'è fatto personale, oppure
no, quindi mettiamo in votazione....
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Giusto per interpretare quello che
già era chiarissimo da parte del mio Capogruppo, il problema non
sono i presidenti dei consigli comunali o i vicepresidenti del
Consiglio comunale, è questa Assemblea, che in un momento del
genere, sta trattando una norma che gestisce con una legge: il
colore della fascia del Presidente del Consiglio comunale
Cioè, qua noi abbiamo città distrutte dall'uragano, Niscemi che
sta sprofondando, emergenze da tutti i punti di vista e questa
Assemblea sta facendo una legge per decidere che il presidente del
consiglio comunale debba avere una fascia di un colore, piuttosto
che di un altro Lo comprendete che chi ci segue ci prende per dei
cretini? Perché dice: "ma di cosa stanno parlando?".
Allora, l'intervento dell'onorevole De Luca non era certamente per
denigrare il lavoro svolto dai Presidenti dei Consigli comunali ma
quello di un'Assemblea che dovrebbe trattare temi molto più
importanti rispetto a questo.
PRESIDENTE. È stato chiarissimo, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, solo per dire che secondo me hanno
detto bene i colleghi. Non c'è bisogno che continuiamo con
interventi inutili. Bocciamolo all'unanimità e andiamo avanti,
perché abbiamo due norme: il consigliere supplente e, soprattutto,
le quote di genere che attendono di essere approvate, andiamo
avanti.
PRESIDENTE. Va bene, onorevoli colleghi. Allora a questo punto
pongo in votazione l'articolo 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Norme in materia di supplenza e di incompatibilità
1. All'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 è
aggiunto il seguente comma:
4-bis Nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti,
qualora un consigliere comunale assuma la carica di assessore
comunale nella rispettiva giunta, è sospeso dalla carica di
consigliere all'atto dell'accettazione della nomina ed al suo posto
subentra il primo dei non eletti nella medesima lista come
consigliere comunale supplente per la durata dello svolgimento
della carica di assessore.
2. Il comma 3 dell'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267 e successive modificazioni, trova applicazione
nell'ordinamento legislativo della Regione.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 entrano in vigore il giorno
stesso della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana.».
Si passa all'emendamento soppressivo 7.5, a firma dell'onorevole
Catanzaro. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. É mantenuto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole De Luca Antonino, ma l'onorevole Assenza ha chiesto
di parlare prima della votazione. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, siccome stiamo entrando nel cuore
della norma e, quindi, dei vari articoli che costituiscono e
debbono costituire l'ossatura di una norma importante, io credo che
questa norma vada affrontata con la dovuta serenità.
Se già dall'avvio, invece dell'esame della norma chiediamo, come
ha fatto mi pare l'onorevole De Luca, il voto segreto, credo che
stiamo partendo nella misura meno opportuna per affrontare gli
articoli principali. Discutiamone, ognuno esprime le proprie
opinioni, vediamo quali sono i pro e contro della figura del
consigliere supplente e se si ritiene che non ci sia il clima,
sospende i lavori e rinvia a domani per un esame più sereno di
quelle che sono le norme di questa manovra.
Altrimenti, se dobbiamo poi arrivare alla fine perché dobbiamo
necessariamente avere un voto che bocci tout court questo complesso
di norme sugli enti locali, diciamolo chiaramente se è questa la
volontà dell'Aula ed in particolare dei Gruppi di opposizione.
Prendiamo atto anche del fatto che molti colleghi - signor
Presidente, io volevo dirlo all'inizio - non sono in sede perché vi
è la BIT a Milano, che richiede per esempio la presenza dei nostri
tre assessori. I nostri tre assessori sono alla BIT, tranne
l'assessore Aricò che è impegnato nei lavori di giunta, perché
contemporaneamente si sta tenendo una giunta di governo su
problematiche che io ritengo importanti.
E quindi un'Assemblea che vota con una quarantina, cinquanta
massimo, di componenti presenti in Aula non credo che possa
serenamente prendersi la responsabilità di affrontare temi così
delicati.
Perché noi stiamo dimenticando che su queste norme poi ci sarà la
vita degli enti locali siciliani per i prossimi anni, e quindi
continuare con questo clima quasi goliardico di presa in giro delle
figure dei nostri amministratori... io credo che noi non stiamo
facendo un buon servizio a nessuno, senza distinzioni tra
maggioranza ed opposizione.
Forse questo testo è stato - io sono il primo a dirlo -
appesantito da tutta una serie di norme che si poteva evitare di
inserire ma tant'è che lo stiamo votando Sono stati già eliminati
due articoli, sono stati bocciati, altri articoli sono stati in
parte stravolti e modificati, per carità, va bene tutto, l'Aula è
sovrana, però signor Presidente, io le chiedo formalmente di
sospendere i lavori e di rinviare a domani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Ovviamente, onorevole Assenza e colleghi tutti, questa Presidenza
sta facendo il possibile e lo avete visto nelle varie sedute
d'Aula, per portare avanti gli articoli di questo disegno di legge,
per farli votare e quindi per decidere se approvare o bocciare e
poi per votare, nel più breve tempo possibile, il disegno di legge
però; è chiaro che l'onorevole Assenza fa una richiesta, io devo
ascoltare il resto dell'Aula anche per capire un po' come procedere
sull'andamento dei lavori.
Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Caronia, Catanzaro e De
Luca Antonino.
Poi, man mano, se ci sono altri interventi vi faccio intervenire.
Prego, onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io molto spesso mi trovo d'accordo con
le posizioni dell'onorevole Assenza, persona equilibrata e
intellettualmente onesta, però credo che abbia messo a nudo un
problema che quest'Aula ha.
Io non so se molti di voi si sono accorti che questa è un'Aula che
in questo momento, stranamente dico, ha anche un pubblico
abbastanza gremito, cosa che non avviene, alle 7 di sera, spesso
non abbiamo un pubblico così gremito, di una presenza anche
imponente femminile e voi pensate che stasera noi ce ne andiamo a
casa pensando che abbiamo parlato per due anni di avere una norma
che ci mette in condizioni di essere uguale al resto d'Italia? Io
non sono disposta ad elemosinare la dignità delle donne siciliane a
differenza delle donne del resto d'Italia Non me ne andrò fintanto
che non si parlerà di questa norma. Siamo alle 19.07, siamo pagati
lautamente per stare qui a fare il nostro dovere ed io non intendo
lasciare quest'Aula finché non si arriverà al completamento della
norma tutta
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, stiamo riavvolgendo il nastro e
tornando a qualche settimana fa.
Io ritengo che quest'Aula ha avuto fino ad ora, perché non
dobbiamo dimenticare quello che è accaduto fino a qualche mezz'ora
fa, senso di responsabilità da parte di tutti, andando avanti su
queste norme, poi abbiamo voluto bocciare, non bocciare.
Dopodiché, io non posso accettare l'invito del Capogruppo Assenza,
al quale riconosco sempre grande - come dire - modo di porsi
all'Aula, però è chiaro che non possiamo sospendere l'Aula
all'articolo 7 e nemmeno possiamo parlare adesso di mancanze nelle
file della maggioranza di alcuni colleghi deputati che non si
trovano in Aula.
Io ritengo una cosa - l'abbiamo detto tutti - è da ormai
settimane, al di là dell'intervento accorato della collega Caronia,
e al di là di quelli che sono gli interventi di tutte le donne
all'interno di quest'Aula, io l'ho detto e lo continuo a dire dopo
il 7 c'è un articolo che è l'8. L'8 è un articolo non delle donne,
né di chiunque altro sia, ma è un articolo di dignità, perché siamo
l'unica regione a non avere recepito la rappresentanza
E allora, io mi accollo anche, Presidente - mi perdoni il termine
-, qualora si volesse accantonare un articolo come il 7 perché non
ci sono i numeri, però da qui non ci muoviamo perché dopo il 7, c'è
l'8 ed è un articolo di dignità ed è il motivo per cui tutti stiamo
rimanendo in Aula, e dico donne e uomini, per dare un senso a
questo testo che ovviamente è un testo che dà dignità ad una
Regione che ancora non ha recepito tutto quello che è stato
recepito nel resto d'Italia
Quindi, è questa la battaglia che noi vogliamo portare dentro
quest'Aula. Nessuna sospensione, semmai si accantona; se si volesse
andare avanti, votiamo l'articolo 8, dopodiché possiamo votare
tutti gli altri articoli. Però, attenzione signor Presidente,
quest'Aula questa sera non soltanto vuole approvare l'articolo 8,
io ritengo che quest'Aula questa sera debba dimostrare quello che
realmente noi parlamentari siamo tenuti a fare qua dentro, cioè il
recepimento di una dignità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che qualunque proposta, se
all'unanimità dell'Aula, la Presidenza l'accetta, altrimenti
andiamo avanti, perché l'articolo mi sembra chiaro ed è l'articolo
sul consigliere supplente, quindi se c'è l'unanimità dell'eventuale
accantonamento di tutta l'Aula è un discorso, altrimenti si
proseguirà col voto.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, nel ribadire la circostanza -
adesso non c'è più neanche l'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea - di un'assenza del Governo
che mostra la poca sensibilità e il grande discostamento che c'è
tra chi governa questa Regione e i temi che tratta quest'Aula, sia
quando sono di basso profilo - come la norma sulla fascia dei
Presidenti o l'indennità - sia quando si appresta a trattare norme
su cui i Gruppi parlamentari dovrebbero giocare al rialzo, non al
ribasso su cui non si dovrebbe mercanteggiare; su cui non si
dovrebbe andare da un Capogruppo di opposizione e dire: "se voi non
chiedete il voto segreto su questa norma, allora noi non chiediamo
il voto segreto su quest'altra e ci metti dentro una norma", come
quella sul 40% della presenza femminile all'interno delle giunte...
Io trovo che sia già vergognoso che siamo arrivati al 2026 per
discutere di una cosa che neanche dovrebbe esistere La norma
dovrebbe essere un fatto naturale. Invece siamo costretti a
legiferare e siamo costretti anche a fare la figura vergognosa,
irredimibile, che ancora ne stiamo a parlare, ancora rinviamo e
ancora accantoniamo.
No, io, il Movimento 5 Stelle la vogliamo votare stasera, prima
dell'articolo 7, dopo l'articolo 7, accanto all'articolo 7, noi la
vogliamo votare stasera E la vogliamo votare palesemente, perché
noi lo vogliamo dire, ci vogliamo mettere la faccia Noi siamo
disponibili anche ad aumentarla al 50% - ci abbiamo messo
l'emendamento - perché la parità è nei fatti, la parità deve essere
culturale, non dovrebbe essere imposta, ma se siamo costretti a
imporla, perché neanche il Parlamento ha la sensibilità di capire
che questo dovrebbe essere un momento di unione, di condivisione,
in cui tutti dicono "sì" alla chiamata e, allora, signor
Presidente, io lo dico col massimo della serenità: andiamo avanti,
perché una volta tanto ci apprestiamo a votare una norma di cui non
ci dobbiamo vergognare. Quindi, facciamola e facciamola stasera
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà, anche il Capogruppo del
Partito Democratico ha appena fatto un intervento che condivido
nella sostanza, già richiamato dalla collega e certamente nello
stile e nelle considerazioni del Capogruppo del Partito
Democratico, mi sento di condividere l'idea che questa è una norma
importante, quello a cui lui fa riferimento. Lo è perché, vedete,
ci sono momenti nella storia di un Parlamento che possono passare
alla storia.
Magari si può considerare un fatto scontato la possibilità di
equiparare il numero delle donne nelle giunte, magari si potrà
considerare un fatto scontato il diritto di voto universale ma,
vedete, ci sono battaglie che si sono condotte e si sono anche
vinte, talvolta, persino con lo spargimento di sangue. Battaglie
che vale la pena di portare avanti fino in fondo e che, magari, ci
ritroveremo a rileggere fra anni e potremo dire: in quella fase
storica io c'ero
Perché ci sono dei momenti in cui si devono abbandonare le zone
confort e, vedete, talmente, Presidente, io sono convinto di questa
idea che ritengo che questa sia davvero la battaglia delle
battaglie Mi si potrebbe certamente dire che quello dell'articolo
7 è un altro intervento importante e vi dico anche lì, certamente,
sì Perché è importante introdurre, ad esempio, facendo una breve
parentesi sul consigliere supplente? Perché, vedete, portare avanti
l'attività in seno alle assemblee non è una cosa così scontata come
voi sapete in seno al Parlamento e non sempre è facile farlo
coniugandolo con il ruolo all'interno delle giunte e vi direi di
andare oltre.
Io vorrei, perfino, liberare dal mercato quei consigli comunali
dove c'è il consigliere supplente che prende il posto e subentra e
vi dico una cosa: lo dobbiamo liberare dall'idea
dell'incompatibilità Io sono per un'idea semplicissima: subentra
il supplente, l'assessore, non scivoliamo... perché io dovrei oggi
avere la possibilità di ricattare il primo dei non eletti al
consiglio comunale? Posso fare pure un esempio: io, oggi, c'è un
consigliere comunale che è il primo dei non eletti al comune di
Palermo, vi posso dire pure il nome, si chiama Igor Gelarda. Questo
ragazzo, probabilmente, non è più con la Lega. Allora, caro
Ismaele, io vorrei che quest'uomo fosse libero e che non venisse
ricattato dal mio stesso partito che deve stare per forza con me
Allora, l'articolo 7 lo approverei, andando oltre la disposizione
prevista in Aula e lo adeguerei alla norma nazionale e poi vi
stupirò anche sulle donne Non solo è un obbligo morale votare
l'articolo 8, e la invito Presidente a farlo subito, ma preannuncio
l'intenzione di presentare un subemendamento perché questa
indicazione normativa possa essere inserita anche all'Assemblea
regionale siciliana
È arrivato il momento di riflettere su questa cosa
(Applausi in Aula)
È arrivato il momento di dare una risposta vera perché si possa,
finalmente, dare dignità e rispetto dell'inserimento del voto di
genere, come si fa per i consigli comunali, anche all'Assemblea
regionale siciliana
PRESIDENTE. Colleghi un attimo, avete chiesto in tanti di
intervenire, c'è l'intervento dell'onorevole La Vardera, Tomarchio,
Schillaci, Spada, Chinnici, Safina e Cracolici.
LA VARDERA. Signor Presidente, dove siamo? Che sta succedendo?
Presidente, ma dove siamo al mercato? Dove siamo al mercato
ortofrutticolo?
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Prego, onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Innanzitutto, Presidente, quando parla l'onorevole
Figuccia è emozionante sentirlo e bisognerebbe, diciamo, che
tenesse dei corsi di maieutica, l'arte della maieutica, non so se
ricorda di che cosa.
Ora il tema è serio: noi, con tutto il rispetto, onorevole
Figuccia, a noi non interessa niente - e glielo dico qua
pubblicamente - anche sul consigliere supplente, sono pronto pure a
bocciarlo a mie spese. No, no, lasci stare, io voglio intanto
chiarire questo aspetto del consigliere supplente perché non mi
interessa nulla di andare, come dire, ad avere un problema rispetto
all'eventuale consigliere che subentrerebbe. Guardi, lo dico con
onestà: a noi non ce ne frega niente Noi, i nostri consiglieri
comunali, li eleggeremo partecipando alle elezioni e non facendo
oggettivamente inciuci con nessuno La collega Caronia...
(Brusio in Aula)
Abbiamo ascoltato un appello accorato di un deputato e la
maggioranza, l'onorevole Caronia, che ci ha lanciato un appello, un
appello serio cioè noi abbiamo fatto questa seduta d'Aula oggi
pomeriggio disquisendo delle argomentazioni più assurde che non
erano assolutamente emergenziali, su fatti che in questo momento la
Sicilia ci sta guardando, come giustamente diceva l'onorevole
Sunseri, e dice: "ma di che cosa stanno parlando questi mentre
abbiamo Niscemi che sta franando e il ciclone Harry?".
Per dare un senso di dignità a questa giornata, per dire si sono
riuniti e quanto meno hanno approvato una norma di dignità,
smettiamola di parlare di tutto il resto, andiamo all'articolo 8 e,
guai, dico guai, ovviamente guai democraticamente e politicamente,
a chi si assume la responsabilità di chiedere il voto segreto Chi
chiederà il voto segreto sull'articolo 8 dovrà rendere conto ai
siciliani e si dovrà assumere la propria responsabilità,
smettiamola di giocare con una norma che è una norma di dignità, di
buon senso e non è una norma con le donne, per le donne
Ma di che cosa stiamo parlando? È una norma che rende, dà onore, a
questo Parlamento che, ovviamente, rispetto al resto d'Italia, si
trova a essere un passo indietro.
Quindi accantoniamolo questo articolo, bocciamolo facciamo quello
che vogliamo, ma andiamo subito all'articolo 8, perché questo è il
senso da dare a questa giornata, per far ricordare questa giornata
come una giornata proficua e da domani calendarizziamo norme e cose
che hanno a che fare con i problemi dei siciliani, perché non
possiamo riunirci per parlare di enti locali mentre negli enti
locali non c'è l'assessore, i comuni sono allo sbando
È onestamente, assolutamente, anacronistico, portiamo a casa il
rispetto, una battaglia, che hanno fatto le colleghe parlamentari e
è che giusto che oggi questo Parlamento possa approvare.
PRESIDENTE. Colleghi, vi dico che in questo momento ho iscritti a
parlare altri sei colleghi e siamo ancora all'articolo 7, quindi o
mi fate andare avanti accantonando l'articolo o votando l'articolo.
SUNSERI. Dobbiamo parlare dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, sarò brevissimo, proprio per non
aggravare il dibattito d'Aula e provare ad andare avanti e parto
dall'intervento di buon senso che hanno fatto le opposizioni. Uno
fra tutti, il capogruppo del Partito Democratico, l'onorevole
Catanzaro, ma anche poc'anzi, l'onorevole La Vardera, però vorrei
sottoporre, mi sia consentito, un ragionamento all'Aula.
Noi sappiamo tutti che in quest'Aula le cose vengono approvate
nella misura in cui, viva la democrazia, c'è una maggioranza del
Parlamento che le approva. Purtroppo e, sottolineo purtroppo, c'è
anche questo sistema del voto segreto che invece poi con il
mascariamento di tutte le forze, il mescolamento di tutte le forze
politiche, porta a non avere ben chiaro cosa può essere approvato,
cosa viene bocciato e quant'altro.
Ora, dove voglio arrivare? Noi abbiamo già visto l'andamento di
qualche voto segreto ed è stato già palese abbiamo visto, abbiamo
avuto modo di vedere, è stato già palese dai risultati, che non
appena si chiede il voto segreto, su un articolo, quell'articolo
viene bocciato
Dove voglio arrivare onorevole Catanzaro, signor Presidente? Noi
dobbiamo, se vogliamo raggiungere il risultato, che non può essere,
consentitemi con grande onestà intellettuale, non può essere solo
l'approvazione di un articolo, per quanto nobile, perché noi non
stiamo discutendo una norma che recita "norma sulla parità di
genere".
Noi abbiamo in Aula una norma che è il ddl n. 738/Stralcio I Comm
ter/A Norme riguardanti gli enti locali . Quindi, stiamo
discutendo un insieme di norme che regolamentano i comuni, le
amministrazioni locali, all'interno del quale disegno di legge c'è
anche qualche norma. Sicuramente, più lodevole e più meritoria di
essere approvata, qualcun'altra meno.
Allora, la proposta: delle due, l'una. Onorevoli colleghi, o
andiamo avanti con serenità, e non accidentiamo il percorso, perché
se vogliamo arrivare, perché non basta - voi mi insegnate, siete
maestri in quest'Aula - approvare un articolo, perché noi possiamo
anche approvare - lo dobbiamo dire - possiamo anche approvare un
articolo, come quello delle quote di genere, la parità di genere,
ma poi essere bocciato tutto il disegno di legge Ce lo dobbiamo
dire, dobbiamo avere l'onestà intellettuale di dircelo. Allora, se
vogliamo arrivare a casa e portare a casa un risultato meritevole,
non accidentiamo il percorso, cerchiamo di approvare quante più
norme condivise, ragionando, trovando la sintesi, quante più norme
condivise, affinché, nel momento in cui si arrivi al voto finale,
ognuno senta questo disegno di legge anche per un 30, 40, 50, 60,
70, 80% suo, perché si rischia di arrivare a un percorso
incidentato
Opzione B : non c'è la serenità oggi, perché in questo caso noi
possiamo andare avanti con serenità discutendo nel merito
dell'articolo 7 e l'articolo 8 viene approvato in un minuto e
mezzo, e lo sappiamo tutti; non c'è nessuno che chiede voto
segreto, lo possiamo votare a scrutinio palese, vi dirò di più:
volete fare il 50%, facciamo il 50%, quello che volete, io di
questi problemi non ne ho
Dopodiché, però, se non si può andare avanti con serenità, perché
non si possono provocare le parti politiche, creando un clima così
teso e poi aspettarsi che la situazione non degeneri Allora, primo
percorso e prima proposta: andiamo avanti con serenità, leviamo i
voti segreti, si approva l'articolo 7, l'articolo 8, dove vogliamo
arrivare, poi ci mettiamo un punto e domani si riprende. Opzione
B : se invece dobbiamo incidentare eccessivamente il percorso,
allora sono il primo che dice che se non c'è la serenità in questo
momento, bene, accantoniamo questo articolo (che rischia, se
bocciato, di accidentare il percorso), andiamo all'approvazione
dell'articolo 8 e riprendiamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io ripeto, se ci sono altri
interventi, vi faccio intervenire, però vi ricordo sempre che
questo disegno di legge va avanti da due anni e mezzo, ci sono
state più Conferenze dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari,
abbiamo fatto più proposte e controproposte.
Credo che l'unica soluzione - così come abbiamo fatto - sia quella
di votare articolo per articolo, perché altrimenti, nuovamente, ci
incartiamo.
Vi ricordo pure che c'è stato l'impegno, anche di qualche giorno
fa, di approvare o bocciare questo disegno di legge entro giorno 11
febbraio, quindi, negli interventi che adesso man mano vi faccio
fare - perché ci sono altri colleghi che si sono registrati -
consideriamo sempre il percorso di questo disegno di legge.
È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.
SPADA. Signor Presidente, è stata fatta una proposta. Lei può
verificare se c'è l'unanimità per accantonare l'articolo 7?
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Spada, prima ci sono altri
interventi, sono state fatte diverse proposte da un Presidente di
un Gruppo Parlamentare di una forza politica di maggioranza, ma
sono proposte diverse, perché c'è in questo momento la richiesta da
parte dell'onorevole...un attimo, la faccio intervenire, io ho
altri sei interventi.
Sì, la faccio intervenire, onorevole Schillaci, però, onorevoli
colleghi, per ricordarvi che l'onorevole Assenza ha proposto un
rinvio, quindi una sospensione, ha proposto un rinvio dell'Aula,
dopo di che ci sono state altre proposte. Fatemi finire gli
interventi, visto che ho altri interventi, e dopo di che decidiamo.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, per rispetto alle donne che sono in
Aula da oggi alle 15 - e che ringraziamo - perché qua ci sono donne
che hanno dei ruoli, che hanno delle famiglie e hanno delle
associazioni da portare avanti.
Quindi, signor Presidente, nel ringraziare le donne presenti oggi
in Aula, che esprimono - io credo - una forte pressione per
approvare questa norma all'articolo 8, le chiediamo, così come le
sta chiedendo molta parte dell'Aula, di accantonare l'articolo 7 e
di approvare finalmente questo articolo 8, che è una norma di
dignità.
Presidente, glielo chiediamo da più parti, da più Gruppi
parlamentari le chiediamo di accantonare l'articolo 7 e di portare
avanti la norma dell'articolo 8 che prevede, già da troppo tempo,
siamo venuti già in Aula per ben 3 volte per approvare questa norma
e credo che sia arrivato il momento. Ve lo chiedono più Gruppi
parlamentari, ve lo chiedono le donne siciliane, ma ve lo chiede
l'intera Sicilia; la Regione siciliana non può stare indietro
rispetto alle altre Regioni, è una norma di dignità
Signor Presidente, le chiediamo di accantonare l'articolo 7, che è
un articolo controverso dove molti colleghi magari vogliono
esprimersi e portiamo avanti l'articolo 8. Grazie.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Chinnici, che ha
chiesto di intervenire, colleghi, vi ricordo che qualunque articolo
noi approviamo in quest'Aula dobbiamo poi approvare comunque sempre
il disegno di legge. Quindi, è chiaro che andremo poi ad analizzare
e a votare o bocciare tutti gli articoli.
SCHILLACI. Intanto approviamo l'articolo 8
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, ritiro il mio intervento se serve,
però, a sottolineare, tramite l'accantonamento dell'articolo 7,
perché a me sembra che ci sia la volontà di affrontare subito
l'articolo 8, perché non ha senso appaiare i due articoli. E sembra
quasi che ci sia, diciamo, una specie di "do ut des" e di
mercanteggiamento che non si può tollerare, non siamo al mercato.
Non è corretto fare avvertimenti, anche velati, diciamo, sul fatto
che "se qua o là si chiede il voto...". Noi chiediamo una cosa
chiara: si voti subito con voto palese, per non essere la vergogna
dell'Italia È banalissimo, Presidente: votiamo subito l'articolo 8
con voto palese e ci leviamo il pensiero, poi possiamo stare fino a
mezzanotte. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Un attimo, ho altri tre interventi.
Onorevole Spada, lei ritira l'intervento?
SPADA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, lei lo ritira?
SAFINA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ritira il suo intervento?
CRACOLICI. Lo ritiro.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, volevo dire solamente due cose: non è
che noi chiediamo di anticipare l'articolo 8 per ricattare
qualcuno, bensì per rispetto delle donne che oggi, dalle ore 15.00
sono qui, e magari domani non possono venire per assistere ad un
fatto di equità nei confronti di tutte le donne e gli uomini
siciliani. Solo questo. Non è ricatto, non è superare gli altri,
assolutissimamente. Un fatto di rispetto per le signore che sono
sedute qua. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
Accolgo la proposta di accantonare l'articolo 7.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Onorevoli colleghi, scusatemi. Io penso che questo
Parlamento non dovrebbe essere a senso unico; noi abbiamo dato la
disponibilità a votare l'articolo 8 ma a recepire le norme
nazionali e questo è un fatto, scusatemi, non può accadere che
votiamo l'articolo 8 (per cui voglio dirvi nel mio comune
l'articolo 8 è già, in questo momento, approvato perché ho il 40
per cento ) il problema è diverso: non è che gli enti locali si
possono caratterizzare solo per l'articolo 8, né può passare il
principio che sull'articolo 8 non si chiede il voto segreto mentre
sull'articolo 14, che è un'altra norma nazionale, si potrà chiedere
il voto segreto.
Io l'ho detto più volte, c'è un problema: gli enti locali non sono
solo l'articolo 8.
Tutto quello che è stato detto in questo momento sulla crisi che
vi è dal punto di vista di quello che ha Niscemi e di quelle che
sono state le caratterizzazioni, vale per l'articolo 8 e vale anche
per gli altri articoli. Non è che l'articolo 8 perché è il problema
femminile, supera il discorso del disastro, per cui stiamo
lavorando in questo momento; l'articolo 8 ha la stessa dignità come
l'articolo 14, perché, scusate...
SCHILLACI. Vergogna
PRESIDENTE. Allora, colleghi, dovete farmi ascoltare l'intervento
dell'onorevole Laccoto. Prego, onorevole.
(Subbuglio in Aula)
LACCOTO. Presidente, mi perdoni, sono intervenuto una volta, ci
sono qua, interventi...
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Laccoto.
Mi rivolgo alle colleghe deputate, se dobbiamo andare avanti,
dovete evitare di farmi sospendere l'Aula e, per evitare di farmi
sospendere l'Aula, vi chiedo di farmi ascoltare l'intervento
dell'onorevole Laccoto. Prego, onorevole Laccoto.
(Subbuglio in Aula)
SUNSERI. Non possiamo parlare delle donne e di Niscemi insieme
LACCOTO. Presidente, non ci sono più le condizioni per continuare,
io personalmente abbandono l'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, non vorrei dirvelo, sono le opposizioni che
in questo momento, con il comportamento in Aula, mi stanno portando
alla sospensione dell'Aula. Quindi, io spero...
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, prima di fare altri interventi...
Allora, in questo momento, ho una richiesta - perché è chiaro che
c'è un'impasse - ho una richiesta, che ancora non ho verificato, di
voto segreto sull'articolo 7. Quindi, abbiamo oggi due strade al
momento: o verifico la richiesta di voto segreto sull'articolo 7 o
accantono l'articolo 7 e passo all'articolo 8. Non ci sono altre
strade, colleghi
CATANZARO. Accantoniamo l'articolo 7 e passiamo all'articolo 8
PRESIDENTE. Io vorrei anche rivolgermi alla maggioranza, perché ho
capito che ci sono due pareri diversi: o quello della sospensione
dell'intera Aula o, non ho capito, quello della votazione
dell'articolo 7, ma al momento c'è la richiesta di voto segreto
sull'articolo 7.
Colleghi, accantono l'articolo 7.
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura.
«Art. 8.
Norme in materia di rappresentanza di genere nelle giunte comunali
1. L'articolo 12, comma 4, della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7 e successive modificazioni, è così sostituito: 4. Le giunte
dei Comuni sono composte nel rispetto del principio di pari
opportunità tra donne e uomini. Nelle giunte dei Comuni nessun
genere può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per
cento, con arrotondamento aritmetico'.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia a
decorrere dal primo rinnovo di ciascun Consiglio comunale per i
Comuni aventi popolazione compresa tra 3 mila e 15 mila abitanti.
Per i Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti le
disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia dopo novanta
giorni dalla data di pubblicazione della presente legge .».
Si passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri.
Onorevole Catanzaro, è ritirato?
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare tutti i soppressivi.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ritira i soppressivi?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli e chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, lei ha deciso di sospendere la votazione
dell'articolo 7, è una decisione insindacabile alla quale,
evidentemente, ci dobbiamo necessariamente adeguare.
Sull'articolo 8 vorrei fare una proposta che riprende quella
fatta, poco fa, per l'articolo che riguardava la fascia. Io penso
che l'articolo 8 possa essere approvato all'unanimità dall'Aula, ed
evitiamo discussioni, però è una norma che non può trovare
immediato accoglimento nelle giunte già costituite, ma che dovrà
avere efficacia dal prossimo rinnovo dei consigli comunali, la
prima tornata elettorale è fra quattro mesi, fra quattro mesi, in
quei comuni, si applicherà il 40 %, per gli altri fra un altro
anno, fra tre anni, fra cinque anni.
CATANZARO. Giusto, siamo d'accordo.
ASSENZA. Io credo che sia inutile che ci stracciamo le vesti in
questo momento, almeno io, da parte mia, ma credo di poter
rappresentare Fratelli d'Italia, su questo articolo 8, la nostra
posizione è questa, del resto è l'adeguamento alla norma nazionale,
ci augureremmo, però, che uguale responsabilità venisse anche sul
recepimento delle altre norme nazionali che sono in discussione in
questo momento.
SUNSERI. Votiamo, Presidente
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, c'è l'intervento dell'onorevole
Pace e poi dell'onorevole Lombardo.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Grazie, Presidente.
No, a me è dispiaciuto partecipare agli ultimi momenti di Aula ed
essere quasi partecipi di un referendum, o come eravamo a scuola,
alla lavagna, i buoni e i cattivi: chi voleva proseguire nei lavori
d'Aula era cattivo e chi invece voleva anticipare l'articolo 8 era
fra i buoni.
Tra parentesi, nel nostro Gruppo parlamentare abbiamo due donne
che sono state tra le primissime a proporre questo articolo nel
disegno di legge e proprio la Democrazia Cristiana - questi sono
gli atti - è stato il primo partito a depositare un articolo.
Ciò detto, avrei preferito andare avanti serenamente con i lavori,
perché la stessa dignità dell'articolo 8, per quanto mi riguarda,
hanno tutti gli altri articoli.
E concordo con quanto diceva Giorgio Assenza nel dire che
qualsiasi norma, qualsiasi articolo approviamo, sarebbe giusto che
entrasse in vigore dalle prossime consiliature, dal prossimo
mandato.
Su una cosa, però, voglio spezzare una lancia nei confronti
dell'opposizione perché, Presidente, l'opposizione viene vista
sempre come brutta e cattiva, perché chiedono il voto segreto e
quando non lo chiedono sono bravi, e passa il messaggio che è colpa
dell'opposizione se viene bocciato un articolo, ed è colpa
dell'opposizione se viene bocciata una riforma. L'abbiamo visto con
le province, l'abbiamo visto anche con la riforma dei consorzi di
bonifica.
E invece, chi ci ascolta, cara Marianna Caronia, il rispetto non
va portato soltanto alle donne presenti, ma a tutte le donne, a
tutti i cittadini siciliani, sia a quelli di Niscemi, sia a chi è
stato colpito dal ciclone Harry, che a tutti i siciliani, perché
sono norme che appartengono a tutti i siciliani.
Dobbiamo dire che non sempre è colpa dell'opposizione perché
l'opposizione, quando chiede il voto segreto, applica uno strumento
ostruzionistico che la legge le consente.
Probabilmente, noi deputati della maggioranza, noi democristiani,
siamo in una posizione molto ibrida, nel senso che siamo della
maggioranza per nostra scelta; è una scelta di voler appartenere a
tutti i costi alla maggioranza.
Ma se c'è la minaccia, o la spada di Damocle del voto segreto, o
se dobbiamo pietire un accordo affinché l'opposizione non ci chieda
il voto segreto, o se dobbiamo esultare perché nell'articolo 8, cui
tutti siamo d'accordo - e non vorrei che ci fossero primogeniture
di alcun partito politico - non scegliamo di andare col voto
segreto, Presidente, penso - e mi riferisco soprattutto all'amico
Luca Sammartino, che oggi rappresenta il Governo - che una domanda
noi deputati della maggioranza ce la dobbiamo fare perché corriamo
il rischio che questo disegno di legge sia ricordato, e non per
colpa dell'opposizione, ma per noi deputati della maggioranza, non
più per il disegno di legge sugli enti locali, ma corriamo il
rischio che sarà ricordato per il disegno di legge sulle quote di
genere. E sarà una sconfitta non soltanto del Parlamento, ma
dobbiamo dircelo: sarà una sconfitta soprattutto della maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. È iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Dopo, rispetto a quello che
ha detto l'onorevole Assenza c'è l'emendamento 8.7 che riporta ciò
che ha detto l'onorevole Assenza. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, condivido quanto hanno
espresso i colleghi che mi hanno preceduto sulla bontà di questa
norma, che è stata anche da noi approvata in Commissione.
E, come ha ricordato il collega dell'opposizione Catanzaro, sul
recepimento delle norme nazionali, noi abbiamo nel testo un
emendamento al disegno di legge, ma penso anche che coincida con
quello proposto dai colleghi del PD, che sostanzialmente era volto
ad adeguare tutta la norma nazionale a quella che è la previsione
che dobbiamo adottare e approvare oggi.
E così mi auguro, a proposito di voto segreto, che anche per
quanto riguarda la norma successiva di recepimento della legge
nazionale non si richieda, appunto, il voto segreto.
La prego, Presidente, di prendere in esame - tanto penso che i
soppressivi siano stati ritirati -, voglio ricordare all'Aula che i
soppressivi ritirati sono soppressivi presentati dalle opposizioni,
cioè emendamenti che sopprimono l'articolo 8, che fissa la parità
di genere nelle giunte comunali portandolo al 40 per cento, non
sono stati presentati dalle maggioranze, perché oggi si vuole
lanciare un messaggio per cui le opposizioni sono a favore e noi
siamo costretti a ripiegare; noi siamo pienamente, parlo a nome
della maggioranza, condividiamo al 100 per cento e totalmente
questa norma.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, ritengo che i soppressivi siano tutti
ritirati. Si passa all'emendamento 8.7, che è uguale
all'emendamento che diceva l'onorevole Lombardo, cioè l'8.8, che è
identico all'osservazione che ha fatto l'onorevole Assenza.
Quindi, pongo in votazione l'emendamento 8.7. Stiamo votando
l'emendamento.
ASSENZA. Senza distinzione di fascia di comuni.
PRESIDENTE. Sì
MESSINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA. Sì Presidente. In effetti, leggendo l'emendamento 8.7,
stiamo introducendo la possibilità di prevedere la parità di genere
nei comuni superiori a tremila abitanti, questo che vuol dire? Che
nei comuni inferiori non si applica la norma? Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È il recepimento della norma nazionale,
onorevole Messina
SCHILLACI. Sì, anch'io, diciamo, avrei fatto l'intervento
dell'onorevole Messina. Secondo me, appunto, ci dobbiamo esprimere
in tal senso.
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi. Allora, l'emendamento 8.7 è il
recepimento della norma nazionale, statale, che dice che cosa? Che
sotto i tremila abitanti non c'è l'obbligatorietà, c'è il principio
sotto i tremila, sopra i tremila invece c'è la percentuale.
CATANZARO. È norma nazionale.
PRESIDENTE. Va bene È a firma dell'onorevole Saverino.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Assolutamente, sono d'accordo, ma ribadivo proprio il
principio del recepimento della norma nazionale, perché nei comuni
piccoli, ed è giusto che viga, resti il principio, quanto meno fino
a tremila abitanti, della scelta da parte dell'amministrazione.
PRESIDENTE. Colleghi, posso porre in votazione l'emendamento 8.7?
CATANZARO. Vogliamo chiedere il parere degli Uffici? L'emendamento
8.7 e 8.8 sono il recepimento di una norma nazionale?
PRESIDENTE. Sì. Ora prendiamo la norma e lo verifichiamo. È un
vostro emendamento colleghi, cioè, verifichiamo
Nel frattempo, chiedo il parere sull'8.7 della Commissione e del
Governo.
Colleghi, però, l'emendamento è firmato dai colleghi
parlamentari, nondimeno stiamo verificando, c'è stata una richiesta
e la stiamo verificando.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'onorevole Saverino, prima firmataria dell'emendamento. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, mi scusi, stiamo parlando
dell'emendamento che era passato anche in Commissione e che
prevedeva il recepimento della norma nazionale: quindi, ci siamo
mantenuti su questo, che è quello che ripetiamo dall'inizio della
discussione del disegno di legge. Tra l'altro legge che è stata
votata così anche dal presidente Schifani al Senato, quando c'è
stata la legge Delrio.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, metta ordine come Presidente della I
Commissione. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente. Onorevoli colleghi, un attimo. L'articolo 1, comma 137
della norma nazionale, la legge 7 aprile 2014, n. 56 recita: "Nelle
giunte dei comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti
nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore
al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico". Questa è la norma
nazionale, che è il comma 137, dell'articolo 1 della legge n.
56/2014. Quindi, è in linea con l'emendamento che stiamo
approvando. Nell'emendamento c'è messo "al rinnovo del turno
elettorale", quindi, entra in vigore al prossimo turno elettorale.
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi. Il parere della Commissione
sull'emendamento 8.7? L'emendamento 8.8 è uguale all'emendamento
8.7.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Onorevole Schillaci, vuole
intervenire? È paradossale che siano le opposizioni che stanno
fermando...
Pongo in votazione l'emendamento 8.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, fermi un attimo. Votando l'emendamento 8.7,
che è interamente sostitutivo dell'articolo 8, abbiamo approvato
anche l'articolo 8. Quindi l'articolo 8 è approvato.
Si riprende quindi l'esame dell'articolo 7, in precedenza
accantonato.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Semplicemente, per la mia onestà
intellettuale, mi permetto di dire, adesso non ho i dati puntuali,
che abbiamo applicato una norma importantissima che però non
troverà applicazione in più della metà dei comuni siciliani perché
stiamo dicendo che i comuni sotto i 3 mila abitanti non
applicheranno la norma che abbiamo appena approvato. Significa che
200 e passa comuni su 391 non avranno la norma che abbiamo e per la
cui applicazione oggi stiamo tutti esultando.
Bisogna tranquillamente dire che essendo noi i legislatori in
questa Regione potevamo applicare la norma anche per i comuni con
popolazione inferiore ai 3 mila abitanti, al di là di quanto la
norma nazionale possa fare.
Quindi, perdonatemi: esulteremo, usciranno i migliori comunicati
stampa del mondo, diremo che come noi nessuno mai sulla faccia
della terra ma la verità, purtroppo, ce la rassegna la matematica,
e cioè che in Sicilia, su 391 comuni, più della metà è sotto i 3
mila abitanti e più della metà dei comuni siciliani non vedrà
applicata la norma
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Colleghi, riprendiamo quindi l'esame dell'articolo 7, in
precedenza accantonato.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Presidente, da quello che ho capito poc'anzi - scusate ma
sono senza voce - l'accantonamento dell'articolo 7, diciamo, era
stato richiesto nell'attesa anche di ricomporre un po' l'Aula,
quindi la proposta era quella di andare avanti eventualmente
sull'articolo 9, che riguarda i comuni in dissesto e in predissesto
e, soprattutto, su alcune valutazioni che all'interno della norma
vengono fatte.
PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Spada ha fatto una proposta
all'Aula.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Secondo me abbiamo fatto la cosa giusta
anticipando il voto sull'articolo 8 perché era corretto, nei
confronti di chi segue i lavori d'Aula, offrire un momento di
chiarezza su un tema che già non doveva essere neppure oggetto di
eccessive opinioni discordanti.
Io credo che sia utile ora riprendere a seguire l'ordine
matematico degli articoli, quindi proseguire con la votazione
sull'articolo 7 e invito il Presidente a porlo in votazione.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Noi abbiamo accantonato l'articolo, ora si chiede che
si tratti l'articolo. Non è cambiato nulla dal momento
dell'accantonamento, non c'è stata una nuova riflessione, non c'è
stata una nuova considerazione, quindi abbiamo accantonato per
rivederlo, non abbiamo rivisto ancora nulla, per cui mi pare
illogica la richiesta di riprendere l'articolo 7.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, allora, a questo punto, o andiamo
all'articolo 9 e quindi proseguiamo con l'articolo 9...
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente. Soltanto da uomo per manifestare la
mia contentezza per l'articolo che è passato poco fa per le donne e
credo che sia una vittoria di tutti, è una vittoria dei diritti a
cui sono molto, molto affezionato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Miccichè.
Allora, colleghi - se mi ascoltate - tratterei l'articolo 9 che ha
solamente due emendamenti soppressivi. Ne do lettura:
«Art. 9.
Norme riguardanti i Comuni in dissesto finanziario
o con piani di riequilibrio finanziario
1. Il contributo regionale previsto per le finalità di cui
all'articolo 10 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 è
erogato, per quanto riguarda i trasferimenti agli enti locali, in
un'unica soluzione, entro il 30 giugno di ciascun anno, previo
invio al competente Dipartimento degli elenchi nominativi dei
soggetti stabilizzati e dell'importo della spesa effettivamente
sostenuta nell'anno precedente da parte degli enti che hanno
proceduto alle assunzioni.».
È stato presentato un emendamento della Commissione, non so se sia
arrivato, sempre nella buona volontà di cercare di completare
l'iter del disegno di legge in tempi congrui, quindi, visto che qui
ci sono solo pochi emendamenti, proverei a trattare pure l'articolo
9.
C'è questo emendamento della Commissione?
L'emendamento è un aggiuntivo, onorevole Spada, è inammissibile.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. L'Assessore può illustrare l'articolo 9, per
favore?
PRESIDENTE. È un disegno di legge di natura parlamentare,
onorevole De Luca
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 9
nasce su richiesta anche fatte dall'ANCI, quindi dai comuni,
dall'associazione comuni siciliani, per cercare di dare certezze ai
comuni rispetto ai trasferimenti dei contributi per la
stabilizzazione del personale e, quindi, di dare i trasferimenti
entro il 30 giugno per potere avere programmato e non anticipare i
comuni che si trovano in difficoltà di cassa fino a fine anno.
Quindi, è una norma che dà possibilità e certezza di avere
trasferimenti tutto l'anno, entro il 30 giugno, e avere la
liquidità a disposizione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Abbate.
Assessore Sammartino lei voleva intervenire?
DE LUCA Antonino. Su questo siamo a favore, Presidente.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione. Presidente Di Paola,
grazie per la parola ai colleghi. Io semplicemente per una
questione di chiarezza perché - collega Antonio De Luca - siccome
ho ascoltato più volte in quest'Aula richiamare l'attenzione del
Governo, il Governo è qui a rappresentare ovviamente il suo ruolo
nella misura in cui questo, e lo voglio ribadire, è un disegno di
legge di natura squisitamente parlamentare.
Il Governo sta dando i pareri, così com'è previsto da Regolamento,
quindi se la smettiamo con questa prosopopea, onorevole De Luca, lo
chiedo a lei che è il capogruppo di un folto Gruppo di parlamentari
dell'opposizione. Se c'è bisogno di chiarimenti, il Governo è
pronto a darli così come li sta dando il Presidente della
Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino.
L'emendamento aggiuntivo è inammissibile, già l'ho detto prima.
Quindi a questo punto, colleghi, io metterei in votazione...
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca però lei è già intervenuto Sì,
sull'articolo 9 è già intervenuto, è intervenuto poco fa, onorevole
De Luca. E, tra l'altro, ha risposto pure l'assessore Sammartino.
DE LUCA Antonino. È un mio diritto intervenire
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
CRACOLICI. Un tuo diritto Non è obbligatorio il diritto a
intervenire
DE LUCA Antonino. No, semplicemente per precisare una cosa
all'assessore Sammartino. La mia richiesta Presidente Di Paola,
semplicemente intervengo per ricordare all'assessore Sammartino e a
tutti noi che la presenza del Governo, che è richiesta dal
Regolamento all'interno dell'Aula, non è una presenza che ha un
valore meramente formale di rappresentanza. Ha un valore formale di
rappresentanza e sostanziale nel rendere quello che è il parere del
Governo relativamente al merito della norma di cui si discute, che
potrebbe essere serenamente diverso da quello della Commissione.
Per cui se chiedo, nella legittimità del mio ruolo, di esprimere
parere al Governo nel merito della norma lei non deve prendersela
come se fosse un attacco personale alle sue funzioni delegate.
PRESIDENTE. Basta Collega De Luca, basta Collega De Luca
Collega De Luca
Ha ragione l'assessore Sammartino. Collega De Luca Va bene tutto
però. Colleghi metto... Assessore Ripristiniamo un attimino la
calma. È da tre ore... ripristiniamo la calma, colleghi
Pongo in votazione l'articolo 9, perché ci sono solo emendamenti
soppressivi, quindi votiamo il mantenimento dell'articolo 9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Norme per la digitalizzazione degli archivi documentali
degli uffici tecnici comunali della Regione
1. In attuazione delle disposizioni contenute all'articolo 14 del
decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 Codice
dell'amministrazione digitale e successive modificazioni, entro
120 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, i
Comuni avviano le procedure per la digitalizzazione e
dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici tecnici
urbanistici. Dall'attuazione del presente comma non derivano muovi
o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
2. Al fine di uniformare le procedure del processo di
dematerializzazione di cui al comma 1 sono stabilite le seguenti
fasi:
a) fase 1) digitalizzazione: conversione dei documenti cartacei in
formato elettronico tramite la scansione, generando file in formati
come PDF, TIFF o altri formati standard;
b) fase 2) avvalimento di applicazioni web integrate con
l'identificazione SPID e con i servizi di PAGOPA per il pagamento
online delle copie digitali dei documenti richiesti da parte dei
soggetti interessati;
c) fase 3) gestione documentale: archiviazione dei documenti in un
sistema di gestione elettronica documentale (GED), finalizzata alla
catalogazione, all'organizzazione, al recupero e alla condivisione;
d) fase 4) conservazione sostitutiva: attestazione del valore
legale dei documenti elettronici sostitutivi degli originali
cartacei;
e) fase 5) workflow digitale: approvazione, verifica e
distribuzione dei documenti all'interno degli enti locali.».
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, all'articolo 10 sono stati presentati
diversi emendamenti.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Siccome l'articolo 10 ha diversi emendamenti ed è stata
reiterata più volte la richiesta, anche da parte della maggioranza,
di rinviare a domani la discussione di alcuni articoli per
l'assenza di alcuni colleghi impegnati in altre attività legate
sempre al ruolo di parlamentari, chiedo il rinvio a domani della
discussione. A domani, sì. Di tutto.
PRESIDENTE. I Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza
sono d'accordo al rinvio a domani?
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, stiamo andando avanti con
l'articolo 10, però ho visto che l'articolo 10 ha più emendamenti
PELLEGRINO. No, sono tutti soppressivi, Presidente, per cui
secondo me è di facile trattazione...
Facciamone uno, magari, e così definiamo.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Facciamo
l'articolo 10, lo approviamo e andiamo avanti.
PELLEGRINO. Non c'è necessità di sospendere
PRESIDENTE. Onorevole Assenza?
ASSENZA. Sì, sì, possiamo rinviare.
PRESIDENTE. Va bene, onorevoli colleghi, si passa all'emendamento
10.3.
CRACOLICI. Posso fare una proposta?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, suggerirei di
non accentuare questi elementi di nervosismo che non servono a
nulla.
Quindi, nella richiesta di rinviare a domani, visto che
normalmente le sedute di un disegno di legge le facciamo su due
giornate, e mi pare che ci siano tutti i termini perché domani si
chiuda il disegno di legge, quindi, mi pare un atto di buon senso
quello di rinviare a domani.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, accolgo le proposte che sono
venute anche da parte di altri colleghi di maggioranza di cercare
di ripristinare un minimo di clima favorevole che possa portare,
perché ricordiamoci e l'ho ribadito più volte, non dobbiamo
approvare un singolo articolo, ma poi dobbiamo approvare l'intera
legge.
Quindi, visti gli interventi che ci sono stati in Aula, rinvio
l'Aula a domani, mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 15.00 con il
seguito della votazione degli articoli.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20:07 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
228a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 11 febbraio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
- Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella