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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 228 di mercoledì 11 febbraio 2026
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   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15:36

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Colleghi,  in assenza del Governo, impegnato in una riunione,  sta
  arrivando... perciò aspettiamo cinque minuti, il tempo che arriva.
   Prego,  onorevole Cracolici. Stiamo aspettando il Governo,  che  è
  già in Assemblea.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 15.55)


      Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
                           ter/A) (Seguito)

   PRESIDENTE. La seduta riprende. Continuiamo con l'articolo 10.

   SPADA.  Il  Governo  è assente. Non possiamo continuare  senza  il
  Governo.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Presidente, l'Aula era convocata per le ore 15.oo.  Sono
  esattamente  le  15  e  53  minuti e  non  c'è  ombra  del  Governo
  regionale.  Ieri  abbiamo trattato un disegno di legge  sugli  enti
  locali  con  l'assessore  per l'agricoltura.  Il  Presidente  della
  Regione  da  tre mesi non nomina l'assessore agli enti  locali,  ha
  cacciato  via  la DC dal Governo regionale, abbiamo  il  Presidente
  della  I  Commissione che è della DCe non gli  degnano  neanche  la
  possibilità  di  avere  il Governo in Aula per  portare  avanti  un
  disegno  di legge che, è evidente, senza il Governo non può  e  non
  deve  andare  avanti, perché non solo dobbiamo sorbirci l'assessore
  per l'agricoltura che ci risponde sugli enti locali, ma addirittura
  oggi  non  ci  sarà nessuno negli scranni del Governo; è  trascorsa
  un'ora,  qui  non  stiamo a giocare o a pettinare  le  bambole,  ma
  dobbiamo  approvare  delle  leggi.  Se  il  Governo  non  viene  in
  Assemblea,  la  prego di rinviare l'Aula affinché ci  possa  quanto
  meno  essere  un  assessore. Non so chi  decideranno  oggi  di  far
  venire,   l'assessore    per   la  sanità,   l'assessore   per   le
  infrastrutture,  ma  sicuramente non  possono  esserci  12  scranni
  vuoti.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Allora,  Presidente, dopo che il  collega  Sunseri  ha
  fatto  l'intervento, non posso che essere d'accordo  perché  siamo,
  Presidente  Lantieri,  di  fronte ad un...  Presidente  Lantieri  e
  Presidente   Abbate,  pure  per  lei  stavo  parlando,   Presidente
  Abbate... sì, perché è un paradosso, Presidente. Il paradosso è che
  dovremmo  continuare a votare un testo che, abbiamo detto in  tutte
  le  salse, soltanto su alcune norme che ci sono, in cui c'è il buon
  senso  del  recepimento nazionale di quello che c'è  dentro  questo
  testo,  dopodiché  sono  norme  che  appartengono  a  deputati,   a
  colleghi, al Governo, a chi ovviamente è in maggioranza:  un  testo
  che, da due anni e mezzo, ci ritroviamo in Aula - lo dico anche nei
  confronti di colleghi, molti assenti della maggioranza - ad essere,
  noi  come  opposizione,  a mantenere il numero  in  quest'Aula  per
  portare  avanti  qualcosa di... come dire, che sia  un  disegno  di
  legge   dove,  nello  stesso  tempo,  non  solo  non   abbiamo   un
  interlocutore  e  quindi  un assessore  di  riferimento  a  cui  ci
  dobbiamo rivolgere come enti locali... un Presidente della Regione,
  avendo  la  delega degli enti locali, e con un periodo  di  vacatio
  dove  non  c'è  l'assessore  e,  allora,  Presidente  Lantieri,   é
  insopportabile  Non possiamo assolutamente permettere a  quest'Aula
  di   procedere   senza  nemmeno  un  ologramma   di   governo    E'
  inaccettabile   Noi pretendiamo - e mi perdoni  il  termine  -  noi
  pretendiamo  che ci sia il Governo presente in Aula e  lo  dico  ai
  colleghi di maggioranza: è davvero assurdo che rimanete in silenzio
  di fronte a un atto di questo tipo.
   E   lei,   Presidente  Abbate,  continua  a  parlare,  lei   viene
  delegittimato  e non lo comprende, non lo comprende ancora   E'  un
  testo da due anni e mezzo...
   E' una vergogna

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Volevo   dire,   volevo  informare  i  colleghi  che   l'onorevole
  Sammartino  è  assente perché è impegnato,  é  nel  Palazzo,  ma  è
  impegnato  in una video call importante per le tragedie che  stiamo
  vivendo  nella nostra Sicilia, con la Protezione civile,  perciò  è
  una  cosa  molto  importante. Non è per giustificare,  ma  dare  le
  motivazioni per l'assenza del Governo.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  eravamo  abituati ad avere l'ologramma Schifani; ora c'è  tutto  il
  Governo, che è un ologramma, però neanche quello si vede
   Veda,  signor  Presidente,  lo  sa  perché  dobbiamo  interrompere
  immediatamente i lavori dell'Aula? Perché il Presidente Schifani ha
  avuto  ormai  ben  due  mesi per nominare  gli  assessori,  e  anzi
  chiederei  al  collega  Messina, che è qui presente,  che  è  stato
  ingiustamente defenestrato dalla Giunta Schifani, lui e la  collega
  Albano, e che ancora non so quale verifica debba subire, perché  il
  collega Messina - ma ho avuto modo di dirglielo in più occasioni  e
  lo devo ribadire in quest'Aula - è stato buttato fuori dalla Giunta
  senza  alcuna  motivazione,  né  di carattere  giudiziario,  né  di
  carattere politico
   Ora   abbiamo   appreso   che   ha   iniziato   un   percorso   di
  "riabilitazione".  I colleghi della Democrazia Cristiana  non  sono
  più  brutti, sporchi e cattivi perché il "Re Sole" ha stabilito che
  possono   iniziare   ad  avvicinarsi,  infatti   hanno   avuto   il
  lasciapassare  per  poter partecipare, intanto,  alle  riunioni  di
  maggioranza del centrodestra, per il tavolo per quanto riguarda  le
  elezioni nei vari comuni, se si comporteranno bene probabilmente il
  collega Abbate potrà realizzare il suo sogno
   Vedi  collega Abbate,  qua lo dico senza spirito di polemica,   tu
  da Presidente della Commissione che non sei riuscito neanche a fare
  approvare  un disegno di legge in quest'Aula, credo che stasera  ti
  dovresti  indignare non solo per questo fatto, di  una  Commissione
  che  alla fine non è  riuscita a produrre - non so se è un problema
  della  Commissione o un problema del suo Presidente - ma  per  come
  siete   stati  trattati  da  "Re  Sole".  E  questa  sera,   signor
  Presidente, noi non possiamo giustificare nessuno, perché da questo
  scranno  il  presidente Schifani era stato  invitato  più  volte  a
  nominare i due Assessori.
   Quest'Aula  ha subìto abbastanza, anche affrontare un  disegno  di
  legge   con  un  uomo  che,  forse,  era  meglio  che  si  dedicava
  all'agricoltura,  ma  abbiamo anche  accettato  che  il  buon  Luca
  Sammartino venisse in Aula a rappresentare il Presidente che, a sua
  volta, ha assunto a sé questa delega delle autonomie locali.
   Di  conseguenza, io mi associo a quanto detto dai  miei  colleghi:
  avevamo  già  annunciato al presidente Schifani che  quest'Aula  si
  sarebbe trasformata in un Vietnam, eccolo qui il Vietnam, è qui  ed
  è  causato  da lui e guai se qualcuno si permette di utilizzare  le
  dinamiche   non  affrontate  da  questo  Governo,  che   riguardano
  esattamente  il  disastro del ciclone Harry  per  trovare  l'alibi,
  perché  quando un Governo continua nel voler agire senza completare
  quelle  che  sono  le  proprie défaillances,  la  mancanza  di  due
  assessorati, è ovvio che poi purtroppo si ritrova nei  momenti  più
  complicati con queste figure.
   Ecco,  la  fotografia  del Governo Schifani  sono  proprio  questi
  scranni  totalmente  vuoti e rispetto al vuoto  che  "Re  Sole"  ha
  voluto  lasciare,  lei non può pensare di continuare  a  violentare
  quest'Aula, quindi, per quanto mi riguarda, Presidente, io  lascio,
  abbandono l'Aula e se lei vuol continuare a mortificare i colleghi,
  faccia quello che ritiene ma, sicuramente, oggi non sta facendo  un
  buon  servizio  a  quest'Aula, alla nostra Terra,  perché  comunque
  anche  la sua sensibilità è nei confronti di un Governo che non  ci
  sente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Volevo  precisare  che  il
  presidente Schifani in questo momento si trova a Niscemi,  e  tutti
  sapete il perché.

   DE LUCA Cateno. Non ha nominato due assessori

   PRESIDENTE.   Lei   ha  ragione,  però  ha  nominato   l'onorevole
  Sammartino  che  è  il  Vicepresidente,  una  persona  qualificata,
  perché l'onorevole Sammartino è il Vicepresidente della Regione.

   Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Sospenda i lavori, Presidente

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo onorevole Micciché, prima c'è l'onorevole De
  Luca Antonino. Prego, onorevole.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, oltre a ribadire la gravità
  di  ciò che sta accadendo, perché a memoria mia - seppur breve,  ma
  sono  pur  sempre otto anni - non ho ricordo di altre occasioni  in
  cui  in  sede di discussione di un disegno di legge non si presente
  alcun  elemento del Governo... però, veda Presidente  Lantieri,  io
  gradirei la sua attenzione assoluta per un attimo, anche perché del
  Governo  non  c'è  nessuno,   perché  quello  che  sta  succedendo,
  innanzitutto,  è da considerarsi come un sabotaggio  nei  confronti
  della norma appena approvata ieri, quella che prevede il 40%  della
  presenza  delle  donne in Giunta, delineando così un  atteggiamento
  assolutamente irrispettoso della volontà popolare, del  Parlamento,
  di tutti i Gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, ma
  soprattutto,  veda,  c'è  un  fatto gravissimo  che  costituirà  un
  precedente   perché   si  sta  violando  la  determinazione   della
  Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari    che,
  all'unanimità e con la presenza del Governo, ha deliberato  che  il
  voto  finale su questo disegno di  legge dovesse essere  rassegnato
  entro  stasera. Ed io l'avviso affinché lei si confronti anche  con
  il  Presidente Galvagno e col Governo, che se si rompe  e  si  crea
  questo  precedente,  poi quando in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si delibera di concludere una finanziaria entro
  un  determinato termine, esisterà il precedente in cui  ciò  non  è
  avvenuto  e  non è avvenuto per volontà del Governo   Perché  veda,
  Presidente  Lantieri,  la  serietà, ecco,  è  arrivato  l'assessore
  Sammartino,  quindi, credo che possiamo serenamente  ripartire  per
  cui,  Presidente,  quando  vuole  possiamo  dare  avvio  ai  lavori
  parlamentari. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca.  Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Micciché. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  è  arrivato  l'
  onorevole Sammartino, il Vicepresidente, quindi, il motivo del  mio
  intervento decade, diciamo, se non si dovesse andare avanti  con  i
  lavori parlamentari allora chiederei di parlare.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole, sempre

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  mi  fa
  piacere che ci sia anche il Governo presente per potere dire quello
  che sto per dire.
   Ieri  quest'Aula  ha  dato  prova di  grande  civiltà,  approvando
  all'unanimità una norma fortemente voluta, non solo dalle donne del
  Parlamento  ma, evidentemente, anche dagli uomini, cioè  da  questo
  Parlamento.  Io  mi  auguro, lo dico in maniera preventiva,  magari
  qualcuno penserà che sia una profezia che si autoavvera ma  siccome
  sono  un  po' pessimista, vorrei dire che mi auguro che quest'Aula,
  comunque,  proceda al voto finale di questa norma perché, colleghi,
  è  chiaro che all'interno di un'Aula in cui si discutono le  regole
  del  gioco,  così  come  è  stato detto, ci  sono  delle  posizioni
  ovviamente discordanti su alcuni temi, diciamo, di cui si  è  molto
  dibattuto: terzo mandato, consigliere supplente.  Allora, io  credo
  che  al  di  là  di  tutto, delle norme di buon senso,  sono  state
  introdotte ieri, certamente quella del 40 per cento delle donne, il
  recepimento  di  una norma nazionale che è stata applaudita,  oggi,
  non  soltanto da noi deputati ma anche dalla stampa, dai sindacati,
  dal mondo,  che guarda e osserva le azioni di questo Parlamento.
   Non vorrei che per caso, se ci fosse la contrarietà del Parlamento
  in  maniera palese o segreta... io mi auguro sempre che sia palese,
  e  questa norma possa in qualche modo arenarsi, perché diventerebbe
  davvero un fatto spiacevole, ma non per me o per le colleghe ma per
  la  democrazia, perché non penso che dopo due anni i sindaci nonché
  l'ANCI  che  ci  chiede di esprimerci su varie misure,  oggi  possa
  vedere una battuta d'arresto. Quindi, io sto facendo, come dire, un
  ragionamento  che,  probabilmente, non  avrà  alcun  senso,  me  lo
  auguro, però siccome è un pensiero che mi è sovvenuto, l'ho  voluto
  condividere  con l'Aula e con la Presidenza, chiedendo  in  maniera
  accorata  che si proceda, speditamente, all'approvazione definitiva
  perché  un testo da due anni presente tra le Commissioni e  l'Aula,
  onestamente,  diventa  un tempo, come dire,  ha  una  scadenza,  lo
  yogurt è scaduto dobbiamo procedere  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
        Norme per la digitalizzazione degli archivi documentali
              degli uffici tecnici comunali della Regione

       1. In attuazione delle disposizioni contenute all'articolo  14
  del   decreto   legislativo  n.  82  del  7  marzo   2005    Codice
  dell'amministrazione  digitale  e successive  modificazioni,  entro
  120  giorni  dalla  data di pubblicazione della presente  legge,  i
  Comuni   avviano   le   procedure   per   la   digitalizzazione   e
  dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici  tecnici
  urbanistici. Dall'attuazione del presente comma non derivano  muovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
       2.  Al  fine  di  uniformare  le  procedure  del  processo  di
  dematerializzazione  di cui al comma 1 sono stabilite  le  seguenti
  fasi:
        a)   fase  1)  digitalizzazione:  conversione  dei  documenti
  cartacei  in  formato  elettronico tramite la scansione,  generando
  file in formati come PDF, TIFF o altri formati standard;
       b)  fase  2)  avvalimento di applicazioni  web  integrate  con
  l'identificazione SPID e con i servizi di PAGOPA per  il  pagamento
  online  delle copie digitali dei documenti richiesti da  parte  dei
  soggetti interessati;
       c)  fase  3) gestione documentale: archiviazione dei documenti
  in   un   sistema   di  gestione  elettronica  documentale   (GED),
  finalizzata alla catalogazione, all'organizzazione, al  recupero  e
  alla condivisione;
       d)  fase 4) conservazione sostitutiva: attestazione del valore
  legale   dei  documenti  elettronici  sostitutivi  degli  originali
  cartacei;
        e)  fase  5)  workflow  digitale:  approvazione,  verifica  e
  distribuzione dei documenti all'interno degli enti locali.»

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ma su che cosa? Sull'argomento? Sempre  sull'articolo
  10.  Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ma
  sulle  perplessità  dell'onorevole Caronia  credo  che  ci  sia  un
  ragionamento  importante  anche perché  l'onorevole  Caronia  si  è
  battuta per quell'articolo che riguarda la percentuale delle  donne
  nelle Giunte ed è, come ha sottolineato, un articolo di recepimento
  di norme nazionali. Penso che il Parlamento, in qualche modo, debba
  fermarsi un attimo e capire che, proprio quelle, sono le norme  che
  vanno complessivamente, perché il disegno di legge nazionale che  è
  passato  e  le  norme nazionali hanno un valore  tutte  insieme...e
  credo che tutte insieme vanno ragionate.
   Quindi,  proseguire per andare a bocciare le norme, o come qualche
  Gruppo  intende  far  capire che su qualche  norma  di  recepimento
  nazionale  intende far valere il voto segreto, credo  che  non  sia
  onorevole  per  quest'Aula  e  sicuramente  metterà  -  come  si  è
  preoccupata,  e  mi  preoccupo anch'io,  l'onorevole  Caronia  -  a
  repentaglio l'intera normativa.
   Quindi,  chiedo  che ci si possa fermare un  attimo  -   i  Gruppi
  parlamentari   -    in   maniera  tale  che  si   possa   discutere
  effettivamente sulle norme che non possono essere, sicuramente,  né
  bocciate né rimandate.

   PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Galluzzo.
   L'onorevole Carta chiede di parlare. Ne ha facoltà.

   CARTA. Sì, grazie Presidente.
   Anch'io vorrei intervenire - come ha fatto il collega ora   -  per
  parlare del recepimento delle norme nazionali.
   Ieri  ho  girato per i banchi del Parlamento per raccogliere,  nei
  vari  Gruppi, il consenso per il recepimento delle sanzioni che  ci
  sono negli enti locali, quindi nella percezione che se facciamo una
  norma  di  ordinamento  regionale che veda  la  prospettiva  di  un
  inquadramento normativo che rispetti le leggi nazionali e le  leggi
  regionali  - come l'articolo 10 è un recepimento di una legge  -  è
  giusto  che  si guardi ad un recepimento globale. Ed è  impossibile
  che  solo  per  la  Sicilia rimanga in piedi una legge  che  non  è
  costituzionale,  che  é  strano che  non  fu  impugnata  quando  il
  Parlamento  recepì  la sanzione della bocciatura  del  bilancio  di
  previsione  con la sola caduta del Consiglio comunale, a differenza
  del  resto d'Italia e dell'OREL, dove quando si boccia il  bilancio
  in  un  comune,  il bilancio di previsione, casca  l'intero  organo
  comunale,  quindi  Amministrazione,  Giunta,  Sindaco  e  Consiglio
  comunale.
   Su  questo argomento, Presidente, penso che il Parlamento si debba
  fermare  un  attimo  sul recepimento delle norme  in  generale,  di
  quelle  che sono le norme dell'ordinamento nazionale e le norme  di
  inquadramento  normativo regionale. Se dobbiamo recepire  le  norme
  che dobbiamo portare in Sicilia, uguali a quelle nazionali, come  è
  stato  per  la  parità di genere, come potrà essere  per  il  terzo
  mandato,  come  sarà per le altre norme che andremo  a  votare,   è
  giusto  pure  che  se  il Consiglio comunale di  Pesaro  boccia  il
  bilancio,   casca  anche  il sindaco, lo stesso  deve  avvenire  in
  Sicilia.
   Se  un Consiglio comunale in questa Regione boccia il bilancio  di
  previsione dentro i termini massimi di proroga è giusto che  caschi
  Consiglio  e  amministrazione  e non  che  questo  strumento  venga
  utilizzato, di parte, per eliminare le minoranze, le opposizioni  e
  qualcuno  scomodo  che  ti  dice  la  verità  nelle  varie   azioni
  democratiche.
   Quindi,  su questo aspetto, Presidente, chiedo di dare  la  stessa
  possibilità  e  la  stessa dignità a tutte le parti  normative.  Se
  dobbiamo recepire l'O.R.E.L., recepiamolo totalmente

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.

   Si  passa  agli emendamenti presentati all'articolo 10.  Il  10.3,
  onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?

   CATANZARO.  Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Onorevole  De  Luca,   il  10.9  lo  mantiene  o  lo  ritira?   E'
  soppressivo dell'articolo.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Il  10.2  dell'onorevole Catanzaro è ritirato, anche  il  10.10  è
  ritirato.
   Il  10.1,  onorevole  Catanzaro,  lo  mantiene  o  lo  ritira?  E'
  soppressivo del comma 2.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. il 10.11 lo ritira, onorevole De Luca?

   DE LUCA Antonino. I soppressivi li ritiro tutti.

   CATANZARO. Io no, io vado ad uno ad uno.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca ritira tutto?

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE. Il 10.8, onorevole Catanzaro lo mantiene o lo ritira?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 10.7, onorevole Catanzaro?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, volevo chiedere soprattutto a coloro
  che  hanno  lavorato in Commissione su questa norma, perché  questa
  appare  una  norma di assoluto buon senso,  il fatto che  i  comuni
  possano  avviare  le procedure per la digitalizzazione  dei  propri
  archivi, non capisco perché soltanto quelli urbanistici, perché qua
  si  fa  riferimento agli archivi documentali degli  uffici  tecnici
  urbanistici.
   Tra  l'altro credo che su questo ci sia stata una linea  specifica
  del  PNRR  che  riguardava appunto le procedure di digitalizzazione
  dei comuni. La domanda che faccio non è l'obiettivo che tra l'altro
  credo  che oggi dovrebbero fare i comuni, a prescindere dalla norma
  regionale.

   ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.  Neanche uno l'ha
  fatto.

   CRACOLICI.  Neanche  uno.  Ma dietro questa  norma  che  c'è?  Tra
  l'altro  doveva  essere una delle norme che, teoricamente,  secondo
  me, non c'è bisogno della norma, perché è un'attività che è fissata
  dal  Ministero dell'innovazione tecnologica, è un compito che hanno
  d'istituto  i  comuni, quindi la ratio per cui si fa una  norma  di
  cose  che  già  dovrebbero fare i comuni qual è?  Perché,  come  ho
  imparato  nel corso dei lunghi anni che frequento quest'Aula  nulla
  arriva  a  caso, qualunque norma, anche la più innocua,  ha  sempre
  un'origine e siccome ancora qua mi sfugge l'origine, si vuole  fare
  cosa?   Digitalizzare,  lo  possono  fare.  Devono  fare  procedure
  specifiche  per affidare le commesse a terzi? Esiste un elenco  del
  sistema Consip con cui possono affidare i lavori. Cioè, qual  è  la
  ragione  per cui stiamo scrivendo una cosa che già è in  capo  alla
  competenza  e  all'obbligo  dei comuni di  digitalizzare  i  propri
  archivi?   E   perché  questa  norma  specifica  che  gli   archivi
  documentali da digitalizzare sono quelli urbanistici? E  il  resto?
  Siccome  quando  io non capisco, mi interrogo, se qualcuno  non  mi
  risponde all'osservazione che sto facendo, io annuncio che  non  la
  voto  questa  norma, perché normalmente queste  norme  nascono  col
  trucco
   Quindi,  c'è qualcuno che è in grado di dirmi perché scriviamo  in
  un testo una cosa che è già in capo ai comuni? Bene, me lo spiega e
  mi convince, altrimenti chiedo di stralciare questa norma, perché è
  già una competenza in capo ai comuni.

   ABBATE,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione  e   relatore.   Grazie,
  Presidente,  grazie  all'onorevole Cracolici che  ha  fatto  questa
  domanda,  queste  considerazioni.  Il  problema  è  questo:   sulla
  digitalizzazione degli archivi dei comuni ci sono finanziamenti del
  PNRR  che  sono  stati messi a disposizione dei  comuni  che  hanno
  partecipato  ai bandi per digitalizzare gli archivi, principalmente
  per la quasi totalità gli archivi dei protocolli interni.
   Per   quanto   riguarda  invece  tutta  la  parte   che   riguarda
  l'urbanistica,   significa  le  concessioni   edilizie,   i   piani
  regolatori,  tutto quello che è la storia urbanistica  dei  comuni,
  che è la storia di ogni comune di quella che è la situazione, della
  consistenza  della storia urbanistica dei comuni, ad oggi  non  c'è
  stato  nessun comune che si è impegnato in questa direzione, perché
  partecipano  ai  bandi  per andare a fare  la  parte  che  riguarda
  l'archivio,  mentre  sappiamo che ci  sono  problemi  enormi  nella
  gestione  di  archivi che stanno scomparendo, onorevole  Cracolici,
  stanno scomparendo perché negli anni c'è anche una autodistruzione,
  cioè  si  vanno a distruggere quelle che sono le veline, i  lucidi,
  che  riguardano specialmente i piani regolatori, che riguardano  le
  concessioni edilizie.
   Noi  stiamo  rischiando, in Sicilia, che tutta  la  nostra  storia
  urbanistica delle concessioni edilizie, dei piani regolatori  della
  Sicilia,  possa scomparire. Quindi questo è invogliare  perché  poi
  non  obbliga,  onorevole Cracolici, questo non  obbliga  nessuno  a
  farlo, ma diamo un input ai comuni per farlo e state attenti perché
  è  la parte più delicata, che è all'interno dei comuni, cioè quella
  che riguarda l'archivio urbanistico dei comuni.
   Fermo restando che poi il Parlamento è libero di approvarla o  no.
  Abbiamo  lavorato  su  questa su questa  procedura,  facendola  più
  libera  possibile,  perché  poi hanno partecipato  tutti  i  Gruppi
  parlamentari per la stesura di questa norma, per poterla  fare  più
  libera possibile, da non obbligare nessuno e non mettere soldi,  ma
  è  un  input  per  i Comuni per potere andare a mettere  mano  agli
  archivi urbanistici per la digitalizzazione.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di  parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, io intervengo perché il chiarimento
  dell'onorevole  Abbate,  a mio parere, non  soddisfa.  Noi  abbiamo
  diversi problemi nei Comuni.
   Cominciamo  col patrimonio, per esempio, che andrebbe  giustamente
  censito e andrebbe digitalizzato. E' l'unico valore vero che ha  il
  Comune, che col 118 è diventata una cosa assolutamente importante.
   Allora,  o  noi ci diamo un indirizzo preciso di stabilire  alcune
  somme nei fondi FES, o in altri fondi che possiamo avere, per  dare
  concretamente  un  sostegno  ai comuni,  oppure  qualcuno  ci  deve
  spiegare   perché  una  direttiva  che,  di  fatto   esiste   nella
  legislazione nazionale, cioè che i Comuni debbano orientare le loro
  attività  verso  la  digitalizzazione, abbiamo bisogno  stasera  di
  approvare una norma che già è contenuta nel dettato nazionale.
   Delle  due  l'una: o qui si trovano le risorse, perché  diamo  una
  priorità a un settore che è importante, ma ce ne sono tanti  altri,
  come  per esempio la questione del patrimonio... come si fa a  fare
  un  bilancio  se  non  sappiamo  realmente  quali  sono  le  nostre
  proprietà? E sappiamo tutti cosa succede nei comuni. Oppure, questa
  norma  è una norma farsa perché ci sono alcune misure che su  scala
  nazionale, per esempio, non dico nel PNRR, ma non so in quale altra
  misura  legislativa, ci sono delle risorse che prevedono una  certa
  priorità in un settore specifico.
   Siccome tutti i settori dei comuni sono importanti e sarebbe  cosa
  buona  e  giusta che attraverso i fondi FES noi potessimo  dare  un
  indirizzo preciso ai comuni, cercando di programmare anno per  anno
  una  destinazione di risorse, oppure questa norma - mi permetto  di
  dire, onorevole Abbate - che è irrilevante, non ha senso, non è  un
  criterio  che  ci  necessita per stabilirlo con legge,  è  un  atto
  amministrativo,    e   l'amministrazione   comunale,    se    vuole
  digitalizzare  tutto  ciò  che riguarda  il  piano  regolatore,  le
  licenze  edilizie,  lo  può benissimo fare.  Quindi,  o  ci  spiega
  concretamente cosa significa, oppure la norma va stralciata  perché
  non ha nessun significato legislativo.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, aspetto che si sieda  l'Assessore,
  che finisce la pausa e poi intervengo.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura. La ascolto, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Ma ci mancherebbe. Vale anche per i colleghi, non vale
  solo per l'Assessore.
   Signor  Presidente,  non so,  infatti è il Presidente,  l'Aula  mi
  pare che è...

   PRESIDENTE. Sta parlando l'onorevole Dipasquale. O uscite fuori  o
  lo ascoltate. Prego, onorevole.

   DIPASQUALE. Non è il problema che parlo io, il problema  vale  per
  tutti,   non è possibile che l'Aula diventi la ricreazione.  Questo
  non  è  neanche il problema del Presidente, ognuno di noi  dovrebbe
  sentirsi un pochino responsabile di questo.
   L'onorevole  Abbate, con questo articolo, solleva  una  questione,
  che  ha  un  significato,  che  è quello  lì,  di  non  perdere  il
  patrimonio,  poi   aggiungo,  non è solo  per  l'urbanistica,  cioè
  l'urbanistica  può avere particolare rilevanza, ma  ci  sono  anche
  altri  documenti  all'interno di un archivio  del  comune  o  altre
  tipologie di documentazioni che vanno mantenute, che vanno  difese,
  che  vanno  digitalizzate. Però, non è questo  il  sistema,  non  è
  questo il metodo.
   Questo è solamente un buon auspicio, è una raccomandazione,  è  un
  auspicio, non è una soluzione, e noi non possiamo fare norme...  ci
  sono gli ordini del giorno che danno raccomandazioni, o mozioni che
  fanno  raccomandazione... Noi, se vogliamo risolvere la  questione,
  lo  possiamo  fare.  E'  una buona idea, io  non  ho  difficoltà  a
  riconoscerglielo,   però questo noi lo possiamo fare  accompagnando
  una  norma di spesa. Cioè noi dobbiamo capire di che cosa parliamo,
  e  quando ritorneremo di nuovo a rimettere mano alla spesa - appena
  si  finisce  questa fase - andiamo a individuare un intervento  che
  mette  in  condizione i comuni di poter digitalizzare tutto  quello
  che  è  il materiale prezioso, che loro hanno. Altrimenti rischiamo
  di fare una cosa priva di significato, anzi una buona idea che però
  non ha né gambe, né piedi per poter camminare.
   Quindi, troviamo la soluzione. Se c'è la soluzione per metterlo da
  parte,  lo  mettiamo da parte. O, altrimenti, lo bocciamo  insieme,
  sapendo  che  ci  deve  essere,  c'è  l'impegno  ad  affrontare  la
  questione  in  una  legge di spesa, perché il problema  esiste,  il
  problema  c'è, ma lo dobbiamo risolvere seriamente, e  lo  possiamo
  risolvere solo in una norma di spesa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  sentito  il
  collega Presidente della Commissione, ho letto attentamente  questo
  articolo, ribadisco che questo è un obbligo, diciamo, che i  comuni
  hanno.  Il  fatto che non l'abbiamo fatto, tra l'altro è  la  prima
  volta  che sento parlare che una legge è un auspicio, cioè di fatto
  un  sollecito   Normalmente per fare i solleciti,  al  massimo,  si
  fanno gli ordini del giorno e non si fanno le leggi
   Le  leggi  ,  per loro natura, hanno effetti, diciamo, dispositivi
  cioè  attuativi. E siccome, rileggendo, capisco che  è  una  norma,
  probabilmente   su   richiesta,  perché  è   troppo   tecnica,   io
  personalmente  una norma del genere così non la  voto.  Se  qualche
  sindaco, o qualche amministrazione, vuole il sollecito per fare una
  cosa che già... tra l'altro, vorrei capire, il PNRR, che è la fonte
  di  finanziamento primaria per la digitalizzazione, scade a  marzo.
  Cioè  noi  faremmo  una  legge, adesso, che  probabilmente  a  fine
  febbraio sarà pubblicata, su risorse eventuali da utilizzare -  che
  non  hanno applicato o utilizzato i comuni - ma per fare  che?  Per
  ricordarglielo?  Che è un ricordino? Presidente  io  questa  norma,
  visto   che   nessuno  la  può  ritirare  perché  è  di  iniziativa
  parlamentare,  io  personalmente voto contro.  Palese,  segreto,  a
  sorteggio  Come volete  Perché quando non capisco, non mi adeguo

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Adorno.

   ADORNO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  Rinuncia? Perfetto. Ha chiesto di parlare l'onorevole
  Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi.  Torniamo  sul
  leitmotiv   che  abbiamo  lasciato  ieri,  Presidente,  Governo   e
  colleghi,   perché,   ancora  una  volta,  questo   Parlamento   ha
  l'intenzione di introdurre delle norme che hanno l'unico  obiettivo
  di  scaricare  costi e responsabilità sugli enti locali  siciliani.
  Diciamocelo chiaro
   Non  siamo nelle condizioni di dare risposte di altro tipo, e ogni
  qualvolta  qualcuno  si  inventa ed  esce  fuori  il  coniglio  dal
  cilindro,  l'obiettivo  è  semplicemente quello  di  scaricare  sui
  nostri  comuni, sui nostri sindaci  E questa, tra l'altro,  sarebbe
  una  norma  per  la  quale legittimamente, io e tutti  i  colleghi,
  potremmo chiedere all'Assessore agli enti locali che cosa ne pensa.
  Potremmo  chiedere  in  che  fase  è,  per  esempio,  lo  stato  di
  digitalizzazione  dei  documenti dei nostri  enti  locali.  Ebbene,
  questo  noi  non  lo possiamo fare perché non c'è l'Assessore  agli
  enti  locali,  perché  non c'è il Presidente della  Regione.  Però,
  naturalmente, questo sta nell'ordine delle cose. Ma  aggiungo:   io
  ritengo  che una norma debba avere due caratteristiche per  trovare
  applicazione: la prima, deve avere un'esigenza e dall'altro che sia
  concretamente applicabile.
   E,  allora,  io  ritengo che qui l'esigenza non ci sia  proprio  o
  quanto  meno  non c'è rispetto a quello che è l'impianto  normativo
  iniziale; più che altro ci può essere per la sua attuazione, perché
  c'è  la  normativa:  il decreto legislativo n.  82  del  2005,  che
  prevede  proprio  tutto un percorso in cui  Stato  ed  enti  locali
  debbano  promuovere quello che è il processo di digitalizzazione  e
  questo  prevede l'articolo 14 di questa norma. Ma il  comma  2  bis
  dice  anche  un'altra  cosa che è quella  sulla  quale  il  Governo
  dovrebbe  intervenire, dovrebbe intervenire  anche  il  Parlamento,
  cioè  quella di promuovere azioni tese affinché questo processo  di
  digitalizzazione abbia compimento.
   E  io  ritengo  che  per attuare quello che  è  il  sistema  della
  digitalizzazione e portare avanti delle azioni concrete, non lo  si
  può  fare  se  non si danno appunto risorse ai nostri  enti  locali
  siciliani.
   Quindi, ancora una volta, si vuole si vuole arrivare a piè pari su
  quelli  che  sono i bilanci dei nostri enti locali, senza  dare  un
  solo centesimo per garantire un servizio che è essenziale
   Noi  tutti sappiamo le difficoltà dei nostri enti locali a portare
  avanti questo processo per la carenza di personale e per la carenza
  di  risorse;  pensare di far sostenere ai nostri  comuni  ulteriori
  costi,  ovvero  non  prevederne la copertura  da  parte  di  questo
  Parlamento, è ingiustificato.
   Aggiungo,  inoltre, che questa norma non prevede una sanzione  nel
  caso   in   cui   non  si  dovesse  ottemperare  al   percorso   di
  digitalizzazione che già è previsto dalla normativa nazionale,  che
  è datata oltre vent'anni.
   Quindi,  io  ritengo che, a meno che non ci sia un chiarimento  da
  parte  del Governo, essenziale e da questo punto di vista,  quindi,
  io  potrei  e noi potremmo anche aspettare l'arrivo del  Presidente
  della  Regione, che ha la delega agli enti locali, il quale ci  può
  fornire chiarimenti su questo e altri articoli: perché di dubbi  ne
  avremo  tanti nel corso della giornata. Diversamente, io credo  che
  non ci siano le condizioni per andare avanti.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Giambona.  Come ho già  detto,  il
  Presidente  della Regione si trova a Niscemi per i fatti  accaduti.
  C'è  il  Vicepresidente  Sammartino, che è  il  Vicepresidente  del
  Presidente  Schifani. Non solo è Vicepresidente ma  è  stato  anche
  delegato.
   Si passa all'emendamento 10.6, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
  altri. E' mantenuto o è ritirato?

   DIPASQUALE. E' mantenuto.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 10.6, soppressivo della lettera c) del comma 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

      PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
                               segreto:

   Presenti                 57
   Votanti                  55
   Maggioranza              28
   Favorevoli               37
   Contrari                 18
   Astenuti                 0

                            (E' approvato )

   PRESIDENTE. Abbiamo soppresso la lettera c) del comma 2.
   Si passa all'emendamento 10.5, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   DIPASQUALE. E' mantenuto.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 10.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 58
   Votanti                  53
   Maggioranza              27
   Favorevoli               33
   Contrari                 20
   Astenuti                 0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Abbiamo soppresso la lettera d) del comma 2.

   Si passa all'emendamento 10.4, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   DIPASQUALE. E' mantenuto.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 10.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 58
   Votanti                  56
   Maggioranza              29
   Favorevoli               36
   Contrari                 20
   Astenuti                 0

                            (E' approvato )

   PRESIDENTE. Allora, abbiamo soppresso la lettera e) del comma 2.
   Pongo in votazione l'articolo 10, così come emendato.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 37
   Votanti                  34
   Maggioranza              18
   Favorevoli               1
   Contrari                 33
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.

                               «Art. 11.
   Modifica termini per rimborso somme del fondo di rotazione per la
                             progettazione

   1.  Al  comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale  14  maggio
  2009,  n. 6, le parole  nel termine di cinque anni  sono sostituite
  dalle seguenti:  nel termine di otto anni ».

   PRESIDENTE. L'articolo 10 è stato bocciato.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì  17  febbraio
  2026, alle ore 15.00.

                   La seduta è tolta alle ore 16:43

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                       dott. Andrea Giurdanella