Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15:36
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Colleghi, in assenza del Governo, impegnato in una riunione, sta
arrivando... perciò aspettiamo cinque minuti, il tempo che arriva.
Prego, onorevole Cracolici. Stiamo aspettando il Governo, che è
già in Assemblea.
(La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 15.55)
Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
PRESIDENTE. La seduta riprende. Continuiamo con l'articolo 10.
SPADA. Il Governo è assente. Non possiamo continuare senza il
Governo.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, l'Aula era convocata per le ore 15.oo. Sono
esattamente le 15 e 53 minuti e non c'è ombra del Governo
regionale. Ieri abbiamo trattato un disegno di legge sugli enti
locali con l'assessore per l'agricoltura. Il Presidente della
Regione da tre mesi non nomina l'assessore agli enti locali, ha
cacciato via la DC dal Governo regionale, abbiamo il Presidente
della I Commissione che è della DCe non gli degnano neanche la
possibilità di avere il Governo in Aula per portare avanti un
disegno di legge che, è evidente, senza il Governo non può e non
deve andare avanti, perché non solo dobbiamo sorbirci l'assessore
per l'agricoltura che ci risponde sugli enti locali, ma addirittura
oggi non ci sarà nessuno negli scranni del Governo; è trascorsa
un'ora, qui non stiamo a giocare o a pettinare le bambole, ma
dobbiamo approvare delle leggi. Se il Governo non viene in
Assemblea, la prego di rinviare l'Aula affinché ci possa quanto
meno essere un assessore. Non so chi decideranno oggi di far
venire, l'assessore per la sanità, l'assessore per le
infrastrutture, ma sicuramente non possono esserci 12 scranni
vuoti.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Allora, Presidente, dopo che il collega Sunseri ha
fatto l'intervento, non posso che essere d'accordo perché siamo,
Presidente Lantieri, di fronte ad un... Presidente Lantieri e
Presidente Abbate, pure per lei stavo parlando, Presidente
Abbate... sì, perché è un paradosso, Presidente. Il paradosso è che
dovremmo continuare a votare un testo che, abbiamo detto in tutte
le salse, soltanto su alcune norme che ci sono, in cui c'è il buon
senso del recepimento nazionale di quello che c'è dentro questo
testo, dopodiché sono norme che appartengono a deputati, a
colleghi, al Governo, a chi ovviamente è in maggioranza: un testo
che, da due anni e mezzo, ci ritroviamo in Aula - lo dico anche nei
confronti di colleghi, molti assenti della maggioranza - ad essere,
noi come opposizione, a mantenere il numero in quest'Aula per
portare avanti qualcosa di... come dire, che sia un disegno di
legge dove, nello stesso tempo, non solo non abbiamo un
interlocutore e quindi un assessore di riferimento a cui ci
dobbiamo rivolgere come enti locali... un Presidente della Regione,
avendo la delega degli enti locali, e con un periodo di vacatio
dove non c'è l'assessore e, allora, Presidente Lantieri, é
insopportabile Non possiamo assolutamente permettere a quest'Aula
di procedere senza nemmeno un ologramma di governo E'
inaccettabile Noi pretendiamo - e mi perdoni il termine - noi
pretendiamo che ci sia il Governo presente in Aula e lo dico ai
colleghi di maggioranza: è davvero assurdo che rimanete in silenzio
di fronte a un atto di questo tipo.
E lei, Presidente Abbate, continua a parlare, lei viene
delegittimato e non lo comprende, non lo comprende ancora E' un
testo da due anni e mezzo...
E' una vergogna
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Volevo dire, volevo informare i colleghi che l'onorevole
Sammartino è assente perché è impegnato, é nel Palazzo, ma è
impegnato in una video call importante per le tragedie che stiamo
vivendo nella nostra Sicilia, con la Protezione civile, perciò è
una cosa molto importante. Non è per giustificare, ma dare le
motivazioni per l'assenza del Governo.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
eravamo abituati ad avere l'ologramma Schifani; ora c'è tutto il
Governo, che è un ologramma, però neanche quello si vede
Veda, signor Presidente, lo sa perché dobbiamo interrompere
immediatamente i lavori dell'Aula? Perché il Presidente Schifani ha
avuto ormai ben due mesi per nominare gli assessori, e anzi
chiederei al collega Messina, che è qui presente, che è stato
ingiustamente defenestrato dalla Giunta Schifani, lui e la collega
Albano, e che ancora non so quale verifica debba subire, perché il
collega Messina - ma ho avuto modo di dirglielo in più occasioni e
lo devo ribadire in quest'Aula - è stato buttato fuori dalla Giunta
senza alcuna motivazione, né di carattere giudiziario, né di
carattere politico
Ora abbiamo appreso che ha iniziato un percorso di
"riabilitazione". I colleghi della Democrazia Cristiana non sono
più brutti, sporchi e cattivi perché il "Re Sole" ha stabilito che
possono iniziare ad avvicinarsi, infatti hanno avuto il
lasciapassare per poter partecipare, intanto, alle riunioni di
maggioranza del centrodestra, per il tavolo per quanto riguarda le
elezioni nei vari comuni, se si comporteranno bene probabilmente il
collega Abbate potrà realizzare il suo sogno
Vedi collega Abbate, qua lo dico senza spirito di polemica, tu
da Presidente della Commissione che non sei riuscito neanche a fare
approvare un disegno di legge in quest'Aula, credo che stasera ti
dovresti indignare non solo per questo fatto, di una Commissione
che alla fine non è riuscita a produrre - non so se è un problema
della Commissione o un problema del suo Presidente - ma per come
siete stati trattati da "Re Sole". E questa sera, signor
Presidente, noi non possiamo giustificare nessuno, perché da questo
scranno il presidente Schifani era stato invitato più volte a
nominare i due Assessori.
Quest'Aula ha subìto abbastanza, anche affrontare un disegno di
legge con un uomo che, forse, era meglio che si dedicava
all'agricoltura, ma abbiamo anche accettato che il buon Luca
Sammartino venisse in Aula a rappresentare il Presidente che, a sua
volta, ha assunto a sé questa delega delle autonomie locali.
Di conseguenza, io mi associo a quanto detto dai miei colleghi:
avevamo già annunciato al presidente Schifani che quest'Aula si
sarebbe trasformata in un Vietnam, eccolo qui il Vietnam, è qui ed
è causato da lui e guai se qualcuno si permette di utilizzare le
dinamiche non affrontate da questo Governo, che riguardano
esattamente il disastro del ciclone Harry per trovare l'alibi,
perché quando un Governo continua nel voler agire senza completare
quelle che sono le proprie défaillances, la mancanza di due
assessorati, è ovvio che poi purtroppo si ritrova nei momenti più
complicati con queste figure.
Ecco, la fotografia del Governo Schifani sono proprio questi
scranni totalmente vuoti e rispetto al vuoto che "Re Sole" ha
voluto lasciare, lei non può pensare di continuare a violentare
quest'Aula, quindi, per quanto mi riguarda, Presidente, io lascio,
abbandono l'Aula e se lei vuol continuare a mortificare i colleghi,
faccia quello che ritiene ma, sicuramente, oggi non sta facendo un
buon servizio a quest'Aula, alla nostra Terra, perché comunque
anche la sua sensibilità è nei confronti di un Governo che non ci
sente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Volevo precisare che il
presidente Schifani in questo momento si trova a Niscemi, e tutti
sapete il perché.
DE LUCA Cateno. Non ha nominato due assessori
PRESIDENTE. Lei ha ragione, però ha nominato l'onorevole
Sammartino che è il Vicepresidente, una persona qualificata,
perché l'onorevole Sammartino è il Vicepresidente della Regione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Sospenda i lavori, Presidente
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Micciché, prima c'è l'onorevole De
Luca Antonino. Prego, onorevole.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, oltre a ribadire la gravità
di ciò che sta accadendo, perché a memoria mia - seppur breve, ma
sono pur sempre otto anni - non ho ricordo di altre occasioni in
cui in sede di discussione di un disegno di legge non si presente
alcun elemento del Governo... però, veda Presidente Lantieri, io
gradirei la sua attenzione assoluta per un attimo, anche perché del
Governo non c'è nessuno, perché quello che sta succedendo,
innanzitutto, è da considerarsi come un sabotaggio nei confronti
della norma appena approvata ieri, quella che prevede il 40% della
presenza delle donne in Giunta, delineando così un atteggiamento
assolutamente irrispettoso della volontà popolare, del Parlamento,
di tutti i Gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, ma
soprattutto, veda, c'è un fatto gravissimo che costituirà un
precedente perché si sta violando la determinazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che,
all'unanimità e con la presenza del Governo, ha deliberato che il
voto finale su questo disegno di legge dovesse essere rassegnato
entro stasera. Ed io l'avviso affinché lei si confronti anche con
il Presidente Galvagno e col Governo, che se si rompe e si crea
questo precedente, poi quando in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si delibera di concludere una finanziaria entro
un determinato termine, esisterà il precedente in cui ciò non è
avvenuto e non è avvenuto per volontà del Governo Perché veda,
Presidente Lantieri, la serietà, ecco, è arrivato l'assessore
Sammartino, quindi, credo che possiamo serenamente ripartire per
cui, Presidente, quando vuole possiamo dare avvio ai lavori
parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Micciché. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevole colleghi, è arrivato l'
onorevole Sammartino, il Vicepresidente, quindi, il motivo del mio
intervento decade, diciamo, se non si dovesse andare avanti con i
lavori parlamentari allora chiederei di parlare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole, sempre
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi fa
piacere che ci sia anche il Governo presente per potere dire quello
che sto per dire.
Ieri quest'Aula ha dato prova di grande civiltà, approvando
all'unanimità una norma fortemente voluta, non solo dalle donne del
Parlamento ma, evidentemente, anche dagli uomini, cioè da questo
Parlamento. Io mi auguro, lo dico in maniera preventiva, magari
qualcuno penserà che sia una profezia che si autoavvera ma siccome
sono un po' pessimista, vorrei dire che mi auguro che quest'Aula,
comunque, proceda al voto finale di questa norma perché, colleghi,
è chiaro che all'interno di un'Aula in cui si discutono le regole
del gioco, così come è stato detto, ci sono delle posizioni
ovviamente discordanti su alcuni temi, diciamo, di cui si è molto
dibattuto: terzo mandato, consigliere supplente. Allora, io credo
che al di là di tutto, delle norme di buon senso, sono state
introdotte ieri, certamente quella del 40 per cento delle donne, il
recepimento di una norma nazionale che è stata applaudita, oggi,
non soltanto da noi deputati ma anche dalla stampa, dai sindacati,
dal mondo, che guarda e osserva le azioni di questo Parlamento.
Non vorrei che per caso, se ci fosse la contrarietà del Parlamento
in maniera palese o segreta... io mi auguro sempre che sia palese,
e questa norma possa in qualche modo arenarsi, perché diventerebbe
davvero un fatto spiacevole, ma non per me o per le colleghe ma per
la democrazia, perché non penso che dopo due anni i sindaci nonché
l'ANCI che ci chiede di esprimerci su varie misure, oggi possa
vedere una battuta d'arresto. Quindi, io sto facendo, come dire, un
ragionamento che, probabilmente, non avrà alcun senso, me lo
auguro, però siccome è un pensiero che mi è sovvenuto, l'ho voluto
condividere con l'Aula e con la Presidenza, chiedendo in maniera
accorata che si proceda, speditamente, all'approvazione definitiva
perché un testo da due anni presente tra le Commissioni e l'Aula,
onestamente, diventa un tempo, come dire, ha una scadenza, lo
yogurt è scaduto dobbiamo procedere Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Norme per la digitalizzazione degli archivi documentali
degli uffici tecnici comunali della Regione
1. In attuazione delle disposizioni contenute all'articolo 14
del decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 Codice
dell'amministrazione digitale e successive modificazioni, entro
120 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, i
Comuni avviano le procedure per la digitalizzazione e
dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici tecnici
urbanistici. Dall'attuazione del presente comma non derivano muovi
o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
2. Al fine di uniformare le procedure del processo di
dematerializzazione di cui al comma 1 sono stabilite le seguenti
fasi:
a) fase 1) digitalizzazione: conversione dei documenti
cartacei in formato elettronico tramite la scansione, generando
file in formati come PDF, TIFF o altri formati standard;
b) fase 2) avvalimento di applicazioni web integrate con
l'identificazione SPID e con i servizi di PAGOPA per il pagamento
online delle copie digitali dei documenti richiesti da parte dei
soggetti interessati;
c) fase 3) gestione documentale: archiviazione dei documenti
in un sistema di gestione elettronica documentale (GED),
finalizzata alla catalogazione, all'organizzazione, al recupero e
alla condivisione;
d) fase 4) conservazione sostitutiva: attestazione del valore
legale dei documenti elettronici sostitutivi degli originali
cartacei;
e) fase 5) workflow digitale: approvazione, verifica e
distribuzione dei documenti all'interno degli enti locali.»
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ma su che cosa? Sull'argomento? Sempre sull'articolo
10. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ma
sulle perplessità dell'onorevole Caronia credo che ci sia un
ragionamento importante anche perché l'onorevole Caronia si è
battuta per quell'articolo che riguarda la percentuale delle donne
nelle Giunte ed è, come ha sottolineato, un articolo di recepimento
di norme nazionali. Penso che il Parlamento, in qualche modo, debba
fermarsi un attimo e capire che, proprio quelle, sono le norme che
vanno complessivamente, perché il disegno di legge nazionale che è
passato e le norme nazionali hanno un valore tutte insieme...e
credo che tutte insieme vanno ragionate.
Quindi, proseguire per andare a bocciare le norme, o come qualche
Gruppo intende far capire che su qualche norma di recepimento
nazionale intende far valere il voto segreto, credo che non sia
onorevole per quest'Aula e sicuramente metterà - come si è
preoccupata, e mi preoccupo anch'io, l'onorevole Caronia - a
repentaglio l'intera normativa.
Quindi, chiedo che ci si possa fermare un attimo - i Gruppi
parlamentari - in maniera tale che si possa discutere
effettivamente sulle norme che non possono essere, sicuramente, né
bocciate né rimandate.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Galluzzo.
L'onorevole Carta chiede di parlare. Ne ha facoltà.
CARTA. Sì, grazie Presidente.
Anch'io vorrei intervenire - come ha fatto il collega ora - per
parlare del recepimento delle norme nazionali.
Ieri ho girato per i banchi del Parlamento per raccogliere, nei
vari Gruppi, il consenso per il recepimento delle sanzioni che ci
sono negli enti locali, quindi nella percezione che se facciamo una
norma di ordinamento regionale che veda la prospettiva di un
inquadramento normativo che rispetti le leggi nazionali e le leggi
regionali - come l'articolo 10 è un recepimento di una legge - è
giusto che si guardi ad un recepimento globale. Ed è impossibile
che solo per la Sicilia rimanga in piedi una legge che non è
costituzionale, che é strano che non fu impugnata quando il
Parlamento recepì la sanzione della bocciatura del bilancio di
previsione con la sola caduta del Consiglio comunale, a differenza
del resto d'Italia e dell'OREL, dove quando si boccia il bilancio
in un comune, il bilancio di previsione, casca l'intero organo
comunale, quindi Amministrazione, Giunta, Sindaco e Consiglio
comunale.
Su questo argomento, Presidente, penso che il Parlamento si debba
fermare un attimo sul recepimento delle norme in generale, di
quelle che sono le norme dell'ordinamento nazionale e le norme di
inquadramento normativo regionale. Se dobbiamo recepire le norme
che dobbiamo portare in Sicilia, uguali a quelle nazionali, come è
stato per la parità di genere, come potrà essere per il terzo
mandato, come sarà per le altre norme che andremo a votare, è
giusto pure che se il Consiglio comunale di Pesaro boccia il
bilancio, casca anche il sindaco, lo stesso deve avvenire in
Sicilia.
Se un Consiglio comunale in questa Regione boccia il bilancio di
previsione dentro i termini massimi di proroga è giusto che caschi
Consiglio e amministrazione e non che questo strumento venga
utilizzato, di parte, per eliminare le minoranze, le opposizioni e
qualcuno scomodo che ti dice la verità nelle varie azioni
democratiche.
Quindi, su questo aspetto, Presidente, chiedo di dare la stessa
possibilità e la stessa dignità a tutte le parti normative. Se
dobbiamo recepire l'O.R.E.L., recepiamolo totalmente
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
Si passa agli emendamenti presentati all'articolo 10. Il 10.3,
onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Onorevole De Luca, il 10.9 lo mantiene o lo ritira? E'
soppressivo dell'articolo.
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Il 10.2 dell'onorevole Catanzaro è ritirato, anche il 10.10 è
ritirato.
Il 10.1, onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira? E'
soppressivo del comma 2.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. il 10.11 lo ritira, onorevole De Luca?
DE LUCA Antonino. I soppressivi li ritiro tutti.
CATANZARO. Io no, io vado ad uno ad uno.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca ritira tutto?
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Il 10.8, onorevole Catanzaro lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 10.7, onorevole Catanzaro?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo chiedere soprattutto a coloro
che hanno lavorato in Commissione su questa norma, perché questa
appare una norma di assoluto buon senso, il fatto che i comuni
possano avviare le procedure per la digitalizzazione dei propri
archivi, non capisco perché soltanto quelli urbanistici, perché qua
si fa riferimento agli archivi documentali degli uffici tecnici
urbanistici.
Tra l'altro credo che su questo ci sia stata una linea specifica
del PNRR che riguardava appunto le procedure di digitalizzazione
dei comuni. La domanda che faccio non è l'obiettivo che tra l'altro
credo che oggi dovrebbero fare i comuni, a prescindere dalla norma
regionale.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Neanche uno l'ha
fatto.
CRACOLICI. Neanche uno. Ma dietro questa norma che c'è? Tra
l'altro doveva essere una delle norme che, teoricamente, secondo
me, non c'è bisogno della norma, perché è un'attività che è fissata
dal Ministero dell'innovazione tecnologica, è un compito che hanno
d'istituto i comuni, quindi la ratio per cui si fa una norma di
cose che già dovrebbero fare i comuni qual è? Perché, come ho
imparato nel corso dei lunghi anni che frequento quest'Aula nulla
arriva a caso, qualunque norma, anche la più innocua, ha sempre
un'origine e siccome ancora qua mi sfugge l'origine, si vuole fare
cosa? Digitalizzare, lo possono fare. Devono fare procedure
specifiche per affidare le commesse a terzi? Esiste un elenco del
sistema Consip con cui possono affidare i lavori. Cioè, qual è la
ragione per cui stiamo scrivendo una cosa che già è in capo alla
competenza e all'obbligo dei comuni di digitalizzare i propri
archivi? E perché questa norma specifica che gli archivi
documentali da digitalizzare sono quelli urbanistici? E il resto?
Siccome quando io non capisco, mi interrogo, se qualcuno non mi
risponde all'osservazione che sto facendo, io annuncio che non la
voto questa norma, perché normalmente queste norme nascono col
trucco
Quindi, c'è qualcuno che è in grado di dirmi perché scriviamo in
un testo una cosa che è già in capo ai comuni? Bene, me lo spiega e
mi convince, altrimenti chiedo di stralciare questa norma, perché è
già una competenza in capo ai comuni.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente, grazie all'onorevole Cracolici che ha fatto questa
domanda, queste considerazioni. Il problema è questo: sulla
digitalizzazione degli archivi dei comuni ci sono finanziamenti del
PNRR che sono stati messi a disposizione dei comuni che hanno
partecipato ai bandi per digitalizzare gli archivi, principalmente
per la quasi totalità gli archivi dei protocolli interni.
Per quanto riguarda invece tutta la parte che riguarda
l'urbanistica, significa le concessioni edilizie, i piani
regolatori, tutto quello che è la storia urbanistica dei comuni,
che è la storia di ogni comune di quella che è la situazione, della
consistenza della storia urbanistica dei comuni, ad oggi non c'è
stato nessun comune che si è impegnato in questa direzione, perché
partecipano ai bandi per andare a fare la parte che riguarda
l'archivio, mentre sappiamo che ci sono problemi enormi nella
gestione di archivi che stanno scomparendo, onorevole Cracolici,
stanno scomparendo perché negli anni c'è anche una autodistruzione,
cioè si vanno a distruggere quelle che sono le veline, i lucidi,
che riguardano specialmente i piani regolatori, che riguardano le
concessioni edilizie.
Noi stiamo rischiando, in Sicilia, che tutta la nostra storia
urbanistica delle concessioni edilizie, dei piani regolatori della
Sicilia, possa scomparire. Quindi questo è invogliare perché poi
non obbliga, onorevole Cracolici, questo non obbliga nessuno a
farlo, ma diamo un input ai comuni per farlo e state attenti perché
è la parte più delicata, che è all'interno dei comuni, cioè quella
che riguarda l'archivio urbanistico dei comuni.
Fermo restando che poi il Parlamento è libero di approvarla o no.
Abbiamo lavorato su questa su questa procedura, facendola più
libera possibile, perché poi hanno partecipato tutti i Gruppi
parlamentari per la stesura di questa norma, per poterla fare più
libera possibile, da non obbligare nessuno e non mettere soldi, ma
è un input per i Comuni per potere andare a mettere mano agli
archivi urbanistici per la digitalizzazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io intervengo perché il chiarimento
dell'onorevole Abbate, a mio parere, non soddisfa. Noi abbiamo
diversi problemi nei Comuni.
Cominciamo col patrimonio, per esempio, che andrebbe giustamente
censito e andrebbe digitalizzato. E' l'unico valore vero che ha il
Comune, che col 118 è diventata una cosa assolutamente importante.
Allora, o noi ci diamo un indirizzo preciso di stabilire alcune
somme nei fondi FES, o in altri fondi che possiamo avere, per dare
concretamente un sostegno ai comuni, oppure qualcuno ci deve
spiegare perché una direttiva che, di fatto esiste nella
legislazione nazionale, cioè che i Comuni debbano orientare le loro
attività verso la digitalizzazione, abbiamo bisogno stasera di
approvare una norma che già è contenuta nel dettato nazionale.
Delle due l'una: o qui si trovano le risorse, perché diamo una
priorità a un settore che è importante, ma ce ne sono tanti altri,
come per esempio la questione del patrimonio... come si fa a fare
un bilancio se non sappiamo realmente quali sono le nostre
proprietà? E sappiamo tutti cosa succede nei comuni. Oppure, questa
norma è una norma farsa perché ci sono alcune misure che su scala
nazionale, per esempio, non dico nel PNRR, ma non so in quale altra
misura legislativa, ci sono delle risorse che prevedono una certa
priorità in un settore specifico.
Siccome tutti i settori dei comuni sono importanti e sarebbe cosa
buona e giusta che attraverso i fondi FES noi potessimo dare un
indirizzo preciso ai comuni, cercando di programmare anno per anno
una destinazione di risorse, oppure questa norma - mi permetto di
dire, onorevole Abbate - che è irrilevante, non ha senso, non è un
criterio che ci necessita per stabilirlo con legge, è un atto
amministrativo, e l'amministrazione comunale, se vuole
digitalizzare tutto ciò che riguarda il piano regolatore, le
licenze edilizie, lo può benissimo fare. Quindi, o ci spiega
concretamente cosa significa, oppure la norma va stralciata perché
non ha nessun significato legislativo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, aspetto che si sieda l'Assessore,
che finisce la pausa e poi intervengo.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura. La ascolto, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Ma ci mancherebbe. Vale anche per i colleghi, non vale
solo per l'Assessore.
Signor Presidente, non so, infatti è il Presidente, l'Aula mi
pare che è...
PRESIDENTE. Sta parlando l'onorevole Dipasquale. O uscite fuori o
lo ascoltate. Prego, onorevole.
DIPASQUALE. Non è il problema che parlo io, il problema vale per
tutti, non è possibile che l'Aula diventi la ricreazione. Questo
non è neanche il problema del Presidente, ognuno di noi dovrebbe
sentirsi un pochino responsabile di questo.
L'onorevole Abbate, con questo articolo, solleva una questione,
che ha un significato, che è quello lì, di non perdere il
patrimonio, poi aggiungo, non è solo per l'urbanistica, cioè
l'urbanistica può avere particolare rilevanza, ma ci sono anche
altri documenti all'interno di un archivio del comune o altre
tipologie di documentazioni che vanno mantenute, che vanno difese,
che vanno digitalizzate. Però, non è questo il sistema, non è
questo il metodo.
Questo è solamente un buon auspicio, è una raccomandazione, è un
auspicio, non è una soluzione, e noi non possiamo fare norme... ci
sono gli ordini del giorno che danno raccomandazioni, o mozioni che
fanno raccomandazione... Noi, se vogliamo risolvere la questione,
lo possiamo fare. E' una buona idea, io non ho difficoltà a
riconoscerglielo, però questo noi lo possiamo fare accompagnando
una norma di spesa. Cioè noi dobbiamo capire di che cosa parliamo,
e quando ritorneremo di nuovo a rimettere mano alla spesa - appena
si finisce questa fase - andiamo a individuare un intervento che
mette in condizione i comuni di poter digitalizzare tutto quello
che è il materiale prezioso, che loro hanno. Altrimenti rischiamo
di fare una cosa priva di significato, anzi una buona idea che però
non ha né gambe, né piedi per poter camminare.
Quindi, troviamo la soluzione. Se c'è la soluzione per metterlo da
parte, lo mettiamo da parte. O, altrimenti, lo bocciamo insieme,
sapendo che ci deve essere, c'è l'impegno ad affrontare la
questione in una legge di spesa, perché il problema esiste, il
problema c'è, ma lo dobbiamo risolvere seriamente, e lo possiamo
risolvere solo in una norma di spesa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito il
collega Presidente della Commissione, ho letto attentamente questo
articolo, ribadisco che questo è un obbligo, diciamo, che i comuni
hanno. Il fatto che non l'abbiamo fatto, tra l'altro è la prima
volta che sento parlare che una legge è un auspicio, cioè di fatto
un sollecito Normalmente per fare i solleciti, al massimo, si
fanno gli ordini del giorno e non si fanno le leggi
Le leggi , per loro natura, hanno effetti, diciamo, dispositivi
cioè attuativi. E siccome, rileggendo, capisco che è una norma,
probabilmente su richiesta, perché è troppo tecnica, io
personalmente una norma del genere così non la voto. Se qualche
sindaco, o qualche amministrazione, vuole il sollecito per fare una
cosa che già... tra l'altro, vorrei capire, il PNRR, che è la fonte
di finanziamento primaria per la digitalizzazione, scade a marzo.
Cioè noi faremmo una legge, adesso, che probabilmente a fine
febbraio sarà pubblicata, su risorse eventuali da utilizzare - che
non hanno applicato o utilizzato i comuni - ma per fare che? Per
ricordarglielo? Che è un ricordino? Presidente io questa norma,
visto che nessuno la può ritirare perché è di iniziativa
parlamentare, io personalmente voto contro. Palese, segreto, a
sorteggio Come volete Perché quando non capisco, non mi adeguo
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Adorno.
ADORNO. Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia? Perfetto. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Torniamo sul
leitmotiv che abbiamo lasciato ieri, Presidente, Governo e
colleghi, perché, ancora una volta, questo Parlamento ha
l'intenzione di introdurre delle norme che hanno l'unico obiettivo
di scaricare costi e responsabilità sugli enti locali siciliani.
Diciamocelo chiaro
Non siamo nelle condizioni di dare risposte di altro tipo, e ogni
qualvolta qualcuno si inventa ed esce fuori il coniglio dal
cilindro, l'obiettivo è semplicemente quello di scaricare sui
nostri comuni, sui nostri sindaci E questa, tra l'altro, sarebbe
una norma per la quale legittimamente, io e tutti i colleghi,
potremmo chiedere all'Assessore agli enti locali che cosa ne pensa.
Potremmo chiedere in che fase è, per esempio, lo stato di
digitalizzazione dei documenti dei nostri enti locali. Ebbene,
questo noi non lo possiamo fare perché non c'è l'Assessore agli
enti locali, perché non c'è il Presidente della Regione. Però,
naturalmente, questo sta nell'ordine delle cose. Ma aggiungo: io
ritengo che una norma debba avere due caratteristiche per trovare
applicazione: la prima, deve avere un'esigenza e dall'altro che sia
concretamente applicabile.
E, allora, io ritengo che qui l'esigenza non ci sia proprio o
quanto meno non c'è rispetto a quello che è l'impianto normativo
iniziale; più che altro ci può essere per la sua attuazione, perché
c'è la normativa: il decreto legislativo n. 82 del 2005, che
prevede proprio tutto un percorso in cui Stato ed enti locali
debbano promuovere quello che è il processo di digitalizzazione e
questo prevede l'articolo 14 di questa norma. Ma il comma 2 bis
dice anche un'altra cosa che è quella sulla quale il Governo
dovrebbe intervenire, dovrebbe intervenire anche il Parlamento,
cioè quella di promuovere azioni tese affinché questo processo di
digitalizzazione abbia compimento.
E io ritengo che per attuare quello che è il sistema della
digitalizzazione e portare avanti delle azioni concrete, non lo si
può fare se non si danno appunto risorse ai nostri enti locali
siciliani.
Quindi, ancora una volta, si vuole si vuole arrivare a piè pari su
quelli che sono i bilanci dei nostri enti locali, senza dare un
solo centesimo per garantire un servizio che è essenziale
Noi tutti sappiamo le difficoltà dei nostri enti locali a portare
avanti questo processo per la carenza di personale e per la carenza
di risorse; pensare di far sostenere ai nostri comuni ulteriori
costi, ovvero non prevederne la copertura da parte di questo
Parlamento, è ingiustificato.
Aggiungo, inoltre, che questa norma non prevede una sanzione nel
caso in cui non si dovesse ottemperare al percorso di
digitalizzazione che già è previsto dalla normativa nazionale, che
è datata oltre vent'anni.
Quindi, io ritengo che, a meno che non ci sia un chiarimento da
parte del Governo, essenziale e da questo punto di vista, quindi,
io potrei e noi potremmo anche aspettare l'arrivo del Presidente
della Regione, che ha la delega agli enti locali, il quale ci può
fornire chiarimenti su questo e altri articoli: perché di dubbi ne
avremo tanti nel corso della giornata. Diversamente, io credo che
non ci siano le condizioni per andare avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Come ho già detto, il
Presidente della Regione si trova a Niscemi per i fatti accaduti.
C'è il Vicepresidente Sammartino, che è il Vicepresidente del
Presidente Schifani. Non solo è Vicepresidente ma è stato anche
delegato.
Si passa all'emendamento 10.6, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
altri. E' mantenuto o è ritirato?
DIPASQUALE. E' mantenuto.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.6, soppressivo della lettera c) del comma 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 37
Contrari 18
Astenuti 0
(E' approvato )
PRESIDENTE. Abbiamo soppresso la lettera c) del comma 2.
Si passa all'emendamento 10.5, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
altri. E' mantenuto o ritirato?
DIPASQUALE. E' mantenuto.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 33
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. Abbiamo soppresso la lettera d) del comma 2.
Si passa all'emendamento 10.4, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
altri. E' mantenuto o ritirato?
DIPASQUALE. E' mantenuto.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 36
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato )
PRESIDENTE. Allora, abbiamo soppresso la lettera e) del comma 2.
Pongo in votazione l'articolo 10, così come emendato.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 37
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 1
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
«Art. 11.
Modifica termini per rimborso somme del fondo di rotazione per la
progettazione
1. Al comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6, le parole nel termine di cinque anni sono sostituite
dalle seguenti: nel termine di otto anni ».
PRESIDENTE. L'articolo 10 è stato bocciato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 17 febbraio
2026, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 16:43
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella