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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 229 di martedì 17 febbraio 2026
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.50

               Processo verbale delle sedute precedenti

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute  nn.   227
  del  10  febbraio  2026 e 228 dell'11 febbraio 2026  sono  posti  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sono considerati approvati, in assenza di osservazioni in
  contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta. Invito, pertanto, i deputati
  a  munirsi  per  tempo della tessera personale  di  voto.  Ricordo,
  altresì, che anche la richiesta di verifica del numero legale (art.
  85)  ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto
  (art. 127) sono effettuate mediante procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di svolgimento in Commissione di interrogazione

   PRESIDENTE.  Con  nota  protocollo n. 242/2026,  dell'11  febbraio
  2026,  l'Ufficio  di  segreteria della IV  Commissione  legislativa
  permanente   Ambiente, territorio e mobilità   ha  comunicato  che,
  nella   seduta  n.  188  del  10  febbraio  2026,   si   è   svolta
  l'interrogazione  n. 2283  Utilizzo del fondo di progettazione,  ex
  legge  regionale n. 1 del 2024 , a firma dell'onorevole Varrica  ed
  altri.
   L'onorevole    Adriano    Varrica,    quale    primo    firmatario
  dell'interrogazione,  si  è dichiarato soddisfatto  della  risposta
  fornita dall'Assessore per le infrastrutture e la mobilità.

   L'Assemblea ne prende atto.

                Comunicazione di superamento di mozione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione da parte del Governo, nella seduta n.  223  del  27
  gennaio  2026,  dell'ordine del giorno n. 501,  è  da  considerarsi
  conseguentemente superata la mozione n. 326, in quanto di  identico
  contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Sulle conseguenze derivanti dai recenti eventi meteo avversi

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  per  tornare  su una vicenda accaduta circa un mese fa in  Sicilia,
  che è stata e rimane drammatica: quella relativa al ciclone Harry e
  ai danni evidenti che si sono determinati nella nostra comunità, in
  una parte importante della nostra comunità.
   Fortunatamente  non  ci  sono stati morti,  anche  per  il  lavoro
  prezioso  fatto dalla Protezione civile, dai volontari, dai  Vigili
  del Fuoco, dai Carabinieri, dalle Forze dell'ordine.
   Però,  i  danni materiali sono stati notevoli. Abbiamo apprezzato,
  non c'è dubbio, la presenza di autorevoli esponenti: ieri a Niscemi
  è  andata  la Presidente del Consiglio. Però, veda Presidente,  non
  bastano le testimonianze, le presenze.
   Debbo  dire  che,  da questo punto di vista, in tanti  hanno  dato
  solidarietà, si sono presentati e si sono confrontati con una parte
  anche significativa di quelle realtà colpite. Però, Presidente, noi
  dobbiamo tenere il punto e dire che le nostre comunità hanno  avuto
  danni rilevanti.
   Io  parto, se lei permette dai danni minori tra virgolette, quelli
  che hanno subito le aree interne, basta andare nelle nostre zone di
  Siracusa,  di  Catania,  a  Lentini,  a  Scordia,  a  Palagonia,  a
  Militello, a Mineo, per vedere che gli agrumeti sono caratterizzati
  dal fatto che a terra c'è il 70 per cento del prodotto.
   Ora, quando un agrumeto perde questa parte rilevante, i produttori
  debbono essere aiutati. Non c'è alcun segno. Sì  Abbiamo letto  che
  l'Assessore  per l'agricoltura ha indicato una serie di  bandi  che
  potrebbero essere emanati, ma noi vogliamo puntualità, la  vogliono
  gli  agricoltori  che hanno anche incontrato autorevoli  esponenti,
  vedo   qui   il  Presidente  dell'Assemblea,  l'onorevole   Gaetano
  Galvagno,  che  ha  incontrato,  ha  parlato  con  loro,   vogliono
  puntualità, vogliono sapere rispetto ad un anno di lavoro che  cosa
  sarà dato a loro, non un ipotetico bando che sarà pubblicato e sarà
  oggetto di utilizzazione da parte dei produttori, così come ci sono
  le  giornate lavorative, Presidente, lei è una persona che vive nel
  suo  territorio,  e chi lavora come bracciante  e  non  ha  più  la
  possibilità  di utilizzare questo strumento che è fondamentale  per
  avere un'indennità.
   Siccome  noi abbiamo sentito che è venuto l'onorevole  Tajani  per
  parlare  delle  esportazioni, prima di parlare delle  esportazioni,
  parliamo  con i produttori, parliamo con i produttori agricoli  che
  ad oggi non hanno alcun segnale, e soprattutto parliamo anche di un
  ambito  molto debole di questa agricoltura che è quello  degli  dei
  braccianti.
    E poi ci sono i territori devastati, parliamo dei territori della
  riviera che parte da Siracusa e finisce a Messina, anche su  questo
  non  mi pare... sì, sono stati dati circa 50 milioni per affrontare
  le emergenze, ma a che cosa servono?
   In  quelle  realtà dove c'è, tra l'altro un turismo  balneare,  si
  deve intervenire e si deve intervenire in maniera consistente. Si è
  detto  che  il Ministero voleva fare una verifica sulla entità  dei
  danni,  seriamente, la faccia, ma non credo che ci siano danni  per
  meno  di un miliardo di euro in questi territori, così come c'è  la
  vicenda  di  Niscemi, Presidente. E' una ferita  aperta  quella  di
  Niscemi  e  mi  pare che anche su questo ci sia il diluire  di  una
  serie  di  ipotesi: pare che ieri la Presidente abbia indicato  150
  milioni di euro. Ma per fare che cosa?
   Anche   lì  ci  vogliono  delle  somme  consistenti.  E,   allora,
  Presidente,  siccome  non vogliamo fare chiacchiere,  come  Partito
  Democratico,  le  diciamo  che vogliamo  che  il  Presidente  della
  Regione  venga in Aula, la prossima settimana, martedì, a  riferire
  che cosa di concreto è stato dato per le nostre comunità.
   Il  Presidente della Regione non è Presidente del centrodestra,  è
  Presidente  dei siciliani, e deve venire qui per dire che  cosa  ha
  fatto  nel confronto col Presidente del Consiglio, con il  Governo,
  perché  non  si può attendere, perché dalle nostre parti  si  dice:
  "finita  la  festa  gabbatu  lu santu ",  cioè  finita  l'emergenza
  vedremo che cosa poi potrebbe accadere.
   Lo  sappiamo, c'è la dimenticanza, allora vogliamo subito  che  il
  Governo  si impegni, come si è impegnato per l'Emilia Romagna,  per
  la Toscana, non si possono utilizzare due pesi e due misure
   Non  ci  sono  le risorse? Noi pensiamo che ci siano  le  risorse.
  Certo,  il Governo ha affrontato tante spese, ha definito un  piano
  anche  significativo su alcuni fronti, però non c'è dubbio  che  su
  questo  bisogna  dare  una  risposta,  perché  riteniamo  che   sia
  necessario che le popolazioni vengano rassicurate.
   Non  ci  sono  le  risorse? Guardi, io non entro  nel  merito  del
  dibattito: facciamo il ponte, non lo facciamo, è a unica,  campata;
  non entro su questo, ma si prendano quelle risorse, ci vogliono due
  miliardi  di  euro, è inutile che si gira e si  rigira  e  si  dice
  vedremo, c'è una Commissione, valuterà, vedrà, non abbiamo  bisogno
  di Commissioni
   Anche  un  ignorante, chiunque, chi non ha fatto neanche studi  di
  geologia,  di  ingegneria capisce che là c'è un  dramma  che  si  è
  consumato  e che deve trovare risposte. E queste risposte  le  deve
  trovare  attraverso un impegno dello Stato  Perché lo Stato  lo  ha
  fatto per altre realtà e deve fare anche per la Sicilia.
   E' questo quello che chiediamo
   Quindi, signor Presidente, martedì si presenti il Governo. Se  non
  può   venire   martedì  il  Presidente  della  Regione,  Presidente
  dell'Aula,  venga  mercoledì. Ma se non  verranno,  noi  occuperemo
  l'Aula
   Noi  del  Partito  Democratico lo chiediamo a  tutti  di  occupare
  l'Aula perché il Presidente deve rappresentare i siciliani

   PRESIDENTE.  Onorevole Burtone, però il presidente Schifani,  come
  voi  sapete,  non è in Aula non perché non si sente di  venire,  ma
  perché  è impegnato a risolvere proprio le problematiche che stanno
  attanagliando la Sicilia. Per quanto riguarda la presidente Meloni,
  penso  che  non  ha  fatto  passerella  ma  preso  delle  decisioni
  importanti  da  parte del Governo, anche perché è  l'unica  che  le
  poteva prendere, e ha dato anche un segnale forte di presenza dello
  Stato  nel  nostro  territorio,  dando  anche  la  possibilità   al
  Presidente  nazionale della Protezione civile, che è  responsabile,
  che  vede  veramente come verranno gestiti i fondi, di  organizzare
  tutto.


      Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
                           ter/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Primavera.  Ne  ha
  facoltà.

   PRIMAVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  oggi
  in  quest'Aula perché ritengo che sia stata intaccata per  ciò  che
  riguarda... la mia condotta parlamentare, così come quella di altri
  colleghi, a seguito di ciò che è accaduto nella precedente  seduta,
  e  mi  riferisco  al  momento in cui si  è  votato  il  famoso,  il
  famigerato articolo 10.
   Tengo  a  fare questa precisazione, signor Presidente  e  colleghi
  deputati,   perché   il   Gruppo  di  mia  appartenenza,   con   la
  dichiarazione dell'onorevole Di Mauro, è stato abbastanza chiaro.

   PRESIDENTE. Non riesco a sentire quello che vuole dire l'onorevole
  Primavera.
   Un po' di silenzio, un po'di rispetto, gentilmente.

   PRIMAVERA.  Il mio Capogruppo, in nome e per conto del Gruppo,  ha
  dichiarato la propria contrarietà sull'articolo 10 per questioni di
  merito  assai dettagliate: la mancanza della copertura finanziaria;
  la  metodologia  di formulazione della norma che appariva  come  la
  costruzione attraverso la regolamentazione di una domanda  che  già
  trovava   un'offerta  sul  mercato  elettronico;  e  poi  l'aspetto
  circostanziale  della  norma  che si riferiva  esclusivamente  agli
  uffici urbanistici dei comuni.
   Sappiamo  che  l'urbanistica è una materia assai  delicata  i  cui
  dati,  la  cui  raccolta  di dati rappresenta  anche  un  know  how
  rilevante in determinati settori economici che lavorano proprio  su
  questi dati.
   E  poi altre motivazioni che sono seguite e che oggi abbiamo letto
  sui  giornali, su un articolo di stampa, dossier contro  dossier...
  Ciò che risulta evidente, signor Presidente e colleghi deputati,  è
  come  ci sia una certa influenza - legittima, per carità - da parte
  di  soggetti  esterni nell'attività legislativa in  questa  sede  o
  governativa, in altre sedi.
   E, allora, ritengo opportuno, signor Presidente, fare rispolverare
  a  quest'Aula  un  disegno  di legge che  proprio  lo  scorso  anno
  presentai  e  che mira a regolamentare l'attività  di  lobbying  in
  questa Regione siciliana.
   Il  lobbying può apparire come con una brutta parola rispetto alla
  nostra  cultura  politica e al nostro contesto, ma io  ritengo  che
  soltanto  attraverso  una legge, che possa rendere  trasparenti  le
  rappresentanze di interessi sia presso il legislatore che presso il
  Governo,  possa  essere  un modo per evitare  che  questi  equivoci
  accadano e si possa creare una mistificazione.
   Allora,  invito i colleghi, invito la I Commissione a rispolverare
  questo  argomento e a trattare questo disegno di  legge,  cosa  che
  nella  scorsa legislatura è stata anche portata avanti e su cui  ha
  lavorato il Gruppo del Movimento 5 Stelle.
   E'   un'occasione  propizia  questa  ed  evitiamo,  poi,  con   le
  mistificazioni sul voto segreto, sui franchi tiratori... Nessuno si
  è  nascosto  dietro  un  dito  Noi siamo stati  chiari  nel  nostro
  intervento e abbiamo ribadito la nostra contrarietà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  intervengo  sull'ordine dei lavori riprendendo  anche  le
  considerazioni esposte poc'anzi dal collega Burtone ma partendo dal
  disegno  di  legge  che  oggi - mi auguro -  venga  definitivamente
  approvato.
   Quest'Aula  ha  dato  prova  da qui a  diverse  settimane  di  non
  comprendere cosa significa l'attività legislativa e come la  stessa
  vada  ancorata  a  ciò che sta accadendo nel resto  della  Sicilia.
  Dovevamo fare un disegno di legge a sostegno degli enti locali ma è
  diventato un disegno di legge per gli amministratori locali.
   Noi sappiamo, signor Presidente, che i comuni hanno bisogno di ben
  altra  attività legislativa, hanno bisogno di risorse adeguate  per
  fare  fronte ai servizi essenziali, all'assunzione di personale,  a
  piani  di  investimento per il territorio che è messo a dura  prova
  dai  cambiamenti climatici. Eppure questo Parlamento è imbrigliato,
  da  circa un mese, su questioni che riguardano una ristretta  élite
  di  ceto politico e non riesce ad approvare definitivamente  questo
  disegno di legge.
   Noi  chiediamo,  anche  alla luce di  quello  che  è  successo  la
  settimana scorsa, di porre la parola fine all'indecenza che  questo
  Parlamento  ha  messo in atto, anche perché dovremmo occuparci  dei
  problemi veri e reali che riguardano i siciliani.
   Vedo visite lampo nei luoghi colpiti dal ciclone, vedo annunci  di
  stanziamenti di risorse di riprogrammazione di fondi europei,  vedo
  comunicati  roboanti  circa  l'assegnazione  di  16  alloggi   alle
  popolazioni che non hanno più una casa, ricordando che sono più  di
  500  le  famiglie  siciliane e soprattutto quelle  di  Niscemi  che
  purtroppo non possono rientrare nella propria abitazione.
   Io  credo  che  la  politica debba dare un  segno  di  sobrietà  e
  soprattutto   un  segnale  di  sapersi  occupare  realmente   delle
  questioni  che riguardano la vita dei cittadini e i problemi  della
  Sicilia.  Il  presidente Schifani ha annunciato lo stanziamento  di
  più  di  cinquecento milioni di euro di fondi extra  regionali  per
  l'emergenza  maltempo, il Governo nazionale altre  risorse.  Ma  la
  domanda  che  noi  poniamo  é:  quando  questi  fondi  arriveranno,
  materialmente,  nelle tasche dei cittadini colpiti? Delle  attività
  produttive? Degli agricoltori che hanno subito danni? Perché,  come
  dire,  il  rallentamento  delle  procedure  burocratiche  o,  molto
  spesso,  le  illusioni  create dai comunicati  stampa  che  poi,  a
  distanza  di mesi, non portano a nulla di concreto per i cittadini,
  non  fanno  altro che alimentare la disillusione dei cittadini  nei
  confronti della politica regionale e di questo Parlamento.
   Serve uno scatto d'orgoglio, serve che venga ripristinato un clima
  politico  e  istituzionale in grado di poter  produrre  un'attività
  legislativa  che  sia coerente con i bisogni reali  dei  cittadini.
  Auspico  che quest'oggi si ponga fine al disegno di legge,  non  al
  disegno   di   legge  "enti  locali",  ma  al  disegno   di   legge
  "amministratori  locali"  e  da  domani  questo  Parlamento  e   le
  Commissioni  di  merito possano occuparsi di  ben  altre  questioni
  sulle quali i cittadini attendono risposte concrete.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  il  mio  intervento nasce dopo il risultato del voto segreto  della
  settimana  scorsa, quando mi sono ritrovata additata  come  "franco
  tiratore".  Franco sì, tiratore no, perché il mio  voto  e  la  mia
  volontà di voto sono sempre state palesi
   Tornando  all'articolo  10,  la  I  Commissione,  vedo   solo   il
  Presidente  quindi mi rivolgerò al Presidente della I  Commissione,
  questa  norma  che  ci  portiamo ormai da parecchio  tempo,  doveva
  contenere non più di 4 - 5 articoli e metterci allo stesso  livello
  del  resto d'Italia dopo dodici anni. In realtà, dopo dodici  anni,
  noi  siamo ancora indietro e, magari, oggi continueremo a non  fare
  nulla   per   mantenere   questa  distanza   che   sta   diventando
  insormontabile tra il resto d'Italia e la Regione siciliana.  E  io
  anche per questo anticipo - e non voterò più col voto segreto - che
  ogni   qualvolta  verrà  chiesto  il  voto  segreto  farò  la   mia
  dichiarazione di voto palese, perché non temo nessuno: mi fido e mi
  affido  alle  mie idee. Tornando all'articolo 10,  da  sindaco,  mi
  rivolgo  alla  I  Commissione e chiedo: con quale  criterio,  senza
  oneri  per  la  Regione, si poteva immaginare di  far  gravare  sui
  comuni  una  digitalizzazione che ha costi proibitivi?  Qual  è  il
  criterio per cui chi ha votato no ad uno scempio di questo tipo, ad
  una norma tranello debba essere considerata un franco tiratore? Io,
  a  testa alta e guardando quei siciliani che su di me hanno riposto
  la  loro  fiducia,  ribadisco con maggiore fermezza  il  mio  no  a
  quell'articolo 10, che è un articolo della vergogna  Ogni norma che
  facciamo, se non teniamo gli occhi aperti, in ogni articolo c'è  un
  tranello, e qui il tranello era chiaro, chiarissimo
   Vorrei  capire  con  quali fondi i comuni dovevano  digitalizzare,
  guarda   caso  però  solo  un  settore  ed  un  settore   specifico
  dell'ufficio tecnico, cioè a dire l'urbanistica. Bene,  ho  portato
  qui  e vorrei che lo vedeste, un preventivo fatto in un comune  del
  trapanese nel 2023 per servizi di classificazione, digitalizzazione
  dell'archivio  amministrativo composto  da  delibere  comunali,  di
  Giunta,  contratti  e  ordinanze  sindacali;  cioè  poca  roba,  se
  volessimo dire  Bene, lo sapete quanto è stato il preventivo  fatto
  al  comune?  Centottanta  mila euro,  più  Iva,  e  si  arrivava  a
  duecentotrentamila euro e il comune, ovviamente, non lo ha fatto. I
  nostri  comuni - menomale, il mio no e non lo porterò  in  dissesto
  sicuramente  - ma molti comuni sono o già in dissesto  o  sull'orlo
  del dissesto.
   Mi  chiedo: ma con quale criterio questo Parlamento poteva  varare
  una norma che prevede al suo interno, non solo di digitalizzare, ma
  di  mettere  a  repentaglio notizie sensibili?  Perché  gli  uffici
  urbanistici,   chi  digitalizza  questi  uffici   ha   accesso   ad
  informazioni di enorme valore economico: sa dove si può  costruire,
  dove  ci  sono  abusi  potenzialmente  sanabili,  dove  stanno  per
  cambiare   le   destinazioni  d'uso  dei  terreni.  Per   operatori
  immobiliari,  costruttori edili o per chiunque faccia  speculazione
  edilizia, queste norme valgono oro e, allora, io alla Commissione I
  pongo...  scusate,  però, veramente, fare delle domande  in  questo
  Parlamento  è  impossibile   Allora,  io  pongo  due,  tre  domande
  semplicissime, dopo ho chiuso il mio intervento.
   Io  chiedo  alla  Commissione: ma questi contributi  tecnici  sono
  arrivati  da  soggetti  privati?  Come  ha  fatto  una  Commissione
  parlamentare, che poco ha a che vedere con il GED, con il PagoPA  e
  con  tutto  il  resto, a formulare un articolo  di  quel  tipo?  Ci
  saranno stati degli interessi? Vi hanno chiesto di inserire  questo
  articolo?  A quale fine? Perché a carico dei comuni? E  non  mi  si
  venga a dire, e non mi si venga a parlare del PNRR  Tutti sappiamo,
  pure  le pietre, che il PNRR è scaduto, come lo yogurt, nel 2026  i
  fondi sono archiviati
   Allora,  chiedo: quali sono gli interessi? Perché questo  articolo
  10, non solo doveva essere votato, ma si è creato un tranello e  di
  questo  chi rappresenta in Parlamento il Governo - ma oggi  non  lo
  vedo  -  dovrebbe  rispondere  Perché  creare  il  tranello  per  i
  colleghi  per  farli apparire disubbidienti, per fare  l'elenco  al
  Presidente  della  Regione tra buoni e cattivi? Mettetevi  dove  mi
  pare, io starò sempre e solo dalla parte dei cittadini

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca.
   È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Signor Presidente, allora, noi abbiamo, già  all'inizio
  della  discussione di questo disegno di legge "Enti  locali"...  ho
  presentato  un ordine del giorno, rifacendomi un po' a  quelle  che
  sono  le  parole  del Presidente Mattarella: "La  condizione  delle
  donne  attesta  il  grado  di civiltà  raggiunto  da  un  Paese  e,
  sicuramente,  il  primo parametro per misurare la condizione  delle
  donne  è  certamente riferito al fenomeno della violenza  fisica  e
  psicologica subita".
   Noi  sappiamo bene quanto, se guardiamo i dati ISTAT, del  report,
  sulla  sicurezza  delle donne del 2025... noi  abbiamo  dei  numeri
  incredibili,  perché 6,4 milioni di donne hanno  subìto  -  quindi,
  diciamo,  il  32%  -  hanno subìto, almeno una  volta  nella  vita,
  violenza fisica, psicologica o sessuale.
   E  considerando  questi dati, naturalmente,  siamo  andati  oltre,
  perché abbiamo visto anche le piazze che si sono riempite in questi
  giorni, la domenica, sulla manifestazione per il consenso contro il
  disegno di legge "Stupri".
   Allora,  già  la  Camera  dei deputati  aveva  approvato  con  una
  modifica  all'articolo 609 bis del codice penale, che era, appunto,
  volta  ad  introdurre il riferimento al consenso libero e  attuale.
  Nel  corso dell'esame al Senato, purtroppo, abbiamo assistito a  un
  ribaltamento  di  questa decisione, mettendo  avanti,  non  più  il
  consenso,  ma riformulandolo, mettendo, non più l'attenzione  sulla
  presenza di un consenso libero, attuale e volontario, ma ribaltando
  l'impianto fondato sul consenso, rendendo, quindi, più difficile il
  riconoscimento  della  violenza  sessuale;  quindi,  facendo  passi
  indietro  e  riportando la donna, di nuovo, a dover  dimostrare  di
  aver  subito  una violenza, a dover dimostrare che ha  detto  "no",
  dovendo subire, quindi, anche in fase processuale, un'attenzione  e
  anche una strumentalizzazione sul corpo e sulla sua reazione.
   Proprio  per  questo, ho presentato un ordine del  giorno,  perché
  credo  che  sia un tema su cui dobbiamo continuare a  battere,  non
  possiamo  allentare l'attenzione e, quindi, impegnando  il  Governo
  regionale,  non solo a dare sempre maggiore azione di  sostegno  ai
  centri  antiviolenza, alle case famiglie, a mettere in campo  tutti
  quei progetti che possono essere, anche, di sensibilizzazione nelle
  scuole  su  questo  tema;  ma, soprattutto,  chiediamo  al  Governo
  regionale  di  prendere  anche  una posizione  chiara  proprio  sul
  disegno di legge "Stupri" o "Bongiorno" - come lo vogliamo chiamare
  -  e, quindi, intervenire anche presso il Governo nazionale, perché
  quello che chiediamo è il ritiro di questo emendamento "Bongiorno".
   Quindi, questo ordine del giorno spero che possa essere condiviso.
  Oggi  è  firmato  dal Gruppo parlamentare del Partito  Democratico;
  spero  che possa essere condiviso, non solo dalle donne,  ma  anche
  dai  colleghi  - quindi, dalle colleghe parlamentari ma  anche  dai
  colleghi  parlamentari - perché, ricordando sempre che  dietro  una
  donna  c'è... una donna è sempre la moglie, la figlia o la  sorella
  di  un  uomo  Quindi, questo è un tema trasversale e proprio perché
  tale, siccome rientra anche in questo tipo di iniziative il disegno
  di  legge che stiamo portando avanti, spero di poter portare avanti
  questo  ordine  del giorno con la condivisione di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE.   Invito   i   colleghi  ad  attenersi   all'argomento
  dell'ordine  del  giorno, perché, se no, qua  usciamo  tutti  fuori
  fase.
   E' iscritto a parlare l'onore Cambiano. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi,  rispetto
  al  disegno di legge in discussione, rispetto alla mia richiesta di
  intervento,   per   puntualizzare  che   cosa?   Condivido   alcune
  considerazioni,  fatte poc'anzi da colleghi, che  sono  intervenuti
  prima di me.
   L'onorevole   La  Rocca  Ruvolo  di  cui  ho  condiviso   i   toni
  dell'intervento e anche il contenuto, però, ha - secondo me  errato
  - nel rivolgersi alla I Commissione.
   Io  faccio parte di quella Commissione, insieme ad alcuni colleghi
  di  opposizione e, onorevole, lei avrebbe dovuto rivolgersi ai suoi
  colleghi  di  I Commissione di maggioranza, perché quella  norma  e
  quelle  norme  arrivano  in  Aula dopo  essere  state  discusse  in
  Commissione e votate dai componenti della I Commissione,  che  sono
  suoi colleghi di Partito, suoi colleghi di maggioranza
   A  scanso di equivoci, perché rivolgendosi alla I Commissione,  si
  rivolge anche a quella parte politica che, in I Commissione, svolge
  il  proprio dovere, cercando di correggere, a volte, le distrazioni
  del  Governo e della maggioranza e, più volte, proprio in quella  I
  Commissione, onorevole La Rocca Ruvolo, abbiamo fatto notare che le
  esigenze  dei  sindaci, degli amministratori, probabilmente,  erano
  altre;   le   esigenze   dei  comuni,  probabilmente,   non   erano
  rappresentate dal colore della fascia del Presidente del  Consiglio
  comunale;  le  esigenze  degli enti locali,  probabilmente,  questa
  maggioranza
   le ha perse di vista
   Sono  profondamente addolorato per questa profonda spaccatura  che
  c'è  nella maggioranza e spero si ricomponga nei toni, nei termini,
  per  fare  un  servizio  e  rendere un  servizio  a  questa  Terra.
  Sostanzialmente,  quello  che  sta  cadendo  nei   comuni,   io   e
  l'assessore  Dagnino  - che ora non vedo - ci siamo  conosciuti  in
  quest'Aula  quando gli consegnai tremila firme per la realizzazione
  di  un impianto di dissalazione nel comune di Licata che pativa  la
  crisi   idrica  e  aveva  raggiunto  15-20  giorni  nei  turni   di
  erogazione;  oggi il comune di Canicattì, sempre  in  provincia  di
  Agrigento,  si trova a vivere una drammatica situazione rispetto  a
  una  crisi  annunciata.  Lo  sa di chi è  la  responsabilità,  caro
  Presidente?  Dei  cittadini  di  Canicattì,  perché  loro  sono   i
  responsabili, così sono stati additati, cioè la politica tutta  che
  ha  la  responsabilità di aver creato questa situazione oggi  mette
  sul  banco  degli imputati i cittadini, perché c'è  chi  non  si  è
  allacciato  alla rete idrica, c'è l'autobottista che porta  l'acqua
  ai  cittadini...  Ma  chi  l'ha creata questa  situazione?  Chi  ha
  scambiato  gli  ATO idrici e gli ATO rifiuti come serbatoi  per  la
  clientela, i cittadini o la classe politica che oggi punta il  dito
  contro?   Non  possiamo  tollerare  questa  situazione,  diamo   ai
  cittadini un tempo adeguato per allacciarsi alla rete idrica perché
  nessuno vuole evadere o delinquere e cerchiamo di essere seri  come
  classe politica di questa Regione ad affrontare le situazioni e  le
  vere emergenze che attanagliano i territori.

   PRESIDENTE.   E' iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché mi fa piacere potere chiarire alcune  cose  che
  sono  successe  la  scorsa settimana. Intanto, una  riflessione  su
  questo  articolo 10:  l'idea di indicare un termine preciso di  120
  giorni, senza alcuna copertura finanziaria lascia in me molti dubbi
  sull'applicazione della legge, e non voglio aggiungere  altro,  nel
  senso  che o l'attività della I Commissione poneva in condizione  i
  comuni  attraverso un'indicazione di posta in bilancio  adeguata  o
  l'idea  di  indicare i termini di 120 giorni altro non voleva  dire
  che considerato che c'erano stati alcuni dirigenti e forse anche  i
  sindaci  che  si  erano  opposti, è prevalsa  l'idea  di  fare  una
  normativa    che   imponesse   all'amministrazione   comunale    la
  realizzazione  a  tutti  i  costi di una  infrastruttura.  E  quale
  infrastruttura  poteva essere? Poteva essere un'infrastruttura  che
  determinava un ritorno di natura economica: guarda caso il  ritorno
  di  natura economica non poteva essere che finalizzato a chi andava
  a  costruire questa struttura, con danno ovviamente delle  famiglie
  che avevano l'aumento dei costi nella richiesta dei documenti e con
  a  sua  volta  nocumento nei confronti dei comuni  per  un  mancato
  incasso
   E  a  tutto  questo  che  è stato da noi sollevato  con  esplicita
  chiarezza,  si  è  aggiunto  anche  il  comportamento  del  collega
  Sammartino,  perché l'onorevole Sammartino è assessore ai  rapporti
  col  Parlamento,  un  assessore che ovviamente  appartiene  ad  una
  maggioranza  ed  un assessore che deve certamente rappresentare  la
  sua  parte  politica  ma non può dare indicazione  di  togliere  il
  tesserino solo a una parte della maggioranza e non agli altri...

                           (Brusìo in Aula)

   perché  questo  è  un comportamento, onorevole Sammartino,  che  è
  funzionale  soltanto  ad andare a riferire  al  Presidente  chi  ha
  votato  e  chi non ha votato. Qui franchi tiratori non ce ne  sono,
  onorevole Sammartino, tanto per essere chiari, ma qui c'è gente che
  non  ha condiviso questo articolo di legge alla luce del sole, come
  possibilmente  è rimasta delusa anche da un disegno  di  legge  che
  doveva  essere a favore dei comuni ma invece si è trattato  di  una
  materia  elettorale senza che vi sia stata, lasciatemelo dire,  una
  condivisione  con i partiti e si è semplicemente  dato  sfogo  alle
  esigenze   di  tanti  colleghi  che  in  questo  Parlamento   hanno
  sollecitato  nel 2025 un'indicazione, nel 2026 poi ne  hanno  avuta
  un'altra sempre sullo stesso articolo e oggi ci troviamo ad  essere
  impantanati su alcune cose
   Sull'articolo 10 possiamo discutere quanto vogliamo in  futuro,  a
  condizione  che  il Governo della Regione metta delle  risorse  per
  potere  aiutare seriamente i comuni nell'espletamento delle proprie
  attività. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io sto ascoltando diversi  colleghi
  che  sono tornati su un punto su cui l'Aula si è espressa bocciando
  l'articolo 10 di quel disegno di legge.
   Vorrei ricordare che il sottoscritto si è alzato in Aula chiedendo
  chiarimenti su una norma in cui sentiva puzza di bruciato,  non  la
  comprendeva  per com'era scritta, per gli obiettivi e  le  finalità
  che essa conteneva.
   Quello che mi ha e mi preoccupa ancora ora è la disattenzione  con
  cui  quest'Aula sta affrontando alcune norme: quella  dell'articolo
  10  era una norma che definirla pericolosa - diciamo - forse è poca
  cosa,  forse  bisogna  esplicitarla  che  cosa  era,  qual  era  il
  contenuto di quella norma.
   Con quella norma si autorizzavano i Comuni a privatizzare i propri
  archivi   urbanistici,  consentendo  a  coloro  che   facevano   la
  digitalizzazione di riscuotere i canoni della certificazione.
   Quindi,  una  vera privatizzazione, di fatto, di  uomini  e  forse
  anche  di  donne che stanno tornando a girare con le valigette  nei
  comuni e anche negli uffici di questa Regione
   Siamo  in  piena fase di "faccendieri" che operano e che agiscono,
  in  qualche modo, condizionando anche esponenti politici al fine di
  avere  norme, come quella che è stata inserita in questo  testo  di
  legge,  con l'obiettivo di fare interessi privati e cercando  anche
  di nascondersi perché quella norma era una norma, come dire, che si
  nascondeva   se  non  fosse  stato  in  qualche  modo  intercettato
  l'obiettivo che di fatto conteneva quella stessa norma
   Ed è molto grave che questo sia avvenuto ed è ancora più grave che
  la  maggioranza o una parte di essa - io ho apprezzato  l'onorevole
  La Rocca Ruvolo per quello che ha detto - ha cercato di far mancare
  il  numero  legale, far saltare il voto su questo articolo  sapendo
  che in quel momento avrebbe perso.
   Qual    era   l'obiettivo   allora   della   maggioranza?   Volere
  quell'articolo?  A  cosa  si doveva rispondere?  A  chi  si  doveva
  rispondere? Io credo che sia molto grave quello che è avvenuto, non
  è  una  barzelletta quello che è avvenuto e chiedo ai  colleghi,  a
  quelli in buona fede, apritevi gli occhi quando arriva un articolo,
  un  emendamento: in Parlamento nulla è neutro, c'è sempre dietro un
  obiettivo  e  quando quell'obiettivo non è esplicitato quelli  sono
  gli emendamenti o le norme più pericolose
   Ecco  perché ho fatto bene a porre il tema e meno male che  l'Aula
  ha respinto quell'articolo 10 del testo che era stato depositato in
  questo Parlamento.
   Ce  n'è  qualche  altro in questo disegno di legge  perché  questo
  disegno di legge non è solo "raccogliticcio". Io faccio una critica
  al  Governo, Assessore Sammartino, un testo che doveva recepire  le
  norme  nazionali,  il  dovere del Governo era predisporre  un  atto
  proprio  da  presentare  al  Parlamento,  recependo  sia  le  norme
  contenute  nella legislazione nazionale - che aspettano  da  dodici
  anni  come quella della rappresentanza di genere nelle giunte,  sia
  quella del terzo mandato visto che è una legge dello Stato.
   Il  Governo  si  è  sottratto rispetto  a  questa  responsabilità,
  lasciando  che il Parlamento, e che nel Parlamento, si manifestasse
  un  testo  di  legge che è raccogliticcio e che, come si  è  visto,
  contiene  e conteneva - e qualche altra norma ancora lo contiene  -
  obiettivi che nulla avevano a che vedere con le questioni  sia  del
  terzo  mandato  sia  della  rappresentanza  di  genere:  si  voleva
  utilizzare un treno per metterci qualche vagone e costruire qualche
  interesse privato e forse non solo privato, nel senso che non tanti
  interessi legittimi nella vita pubblica di questa Regione.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie,  Presidente, Governo,  colleghi  deputati,  questo
  sabato,  il  21  febbraio,  si svolgerà  la  seconda  edizione  del
  convegno  regionale per le politiche giovanili.  Ho  sentito  tanti
  amministratori  e tanti colleghi politici che si sono  riempiti  la
  bocca  di  politiche giovanili per evitare la fuga dei giovani,  la
  fuga  dei cervelli, e allora io vorrei capire perché tutte le volte
  che  questo  disegno  di  legge sugli enti locali  è  approdato  in
  Commissione, la stessa Commissione ha bocciato la mia proposta  per
  le quote degli under 35 nelle giunte comunali
   Qua  abbiamo una folta rappresentanza femminile, ci siamo  battuti
  per le quote di genere, per il 40% nelle giunte, ma la democrazia è
  partecipazione, è allargare al massimo la platea, quindi,  anche  i
  giovani  e anche gli under 35 devono essere rappresentati e  devono
  avere  una  quota adeguata in tutte le giunte comunali   E  non  mi
  fermo qua, perché la quota degli under 35 dovrebbe essere anche nei
  CdA  delle società partecipate, di tutti gli enti che hanno  a  che
  fare  con  gli enti pubblici e la Regione in primis. E  invece  che
  cosa facciamo? Lo abbiamo sempre bocciato, come se il confronto con
  questi giovani, che invece sono altamente formati e potrebbero dare
  alle amministrazioni un punto di vista diverso e una marcia in più,
  facesse quasi paura
   E'  con  lo  stesso principio che ora non si faranno votare  tutti
  fuori  i fuori sede all'estero, cioè parliamo tanto di includere  i
  giovani   nella  vita  politica  delle  nostra  città,   e   invece
  presentiamo norme per il terzo mandato dei sindaci dei comuni sotto
  i 15.000 abitanti, il mandato a vita per i sindaci dei comuni sotto
  i  5.000  abitanti,  e no  Dobbiamo inserire i giovani  nella  vita
  politica,  quindi  non  capisco  perché  tutte  le  volte  che   ho
  presentato  l'articolo per gli under 35 nelle  giunte  mi  è  stato
  bocciato direttamente nelle Commissioni. È un tema importante e che
  va  affrontato, è un tema di fondamentale importanza perché  ne  va
  anche della rigenerazione della vita politica del nostro Paese.
   Noi  non  possiamo stare sempre legati alle poltrone, ci vuole  un
  ricambio generazionale e questo è un primo passo per coinvolgere  i
  ragazzi  più  giovani  nella politica  Poi  ci  lamentiamo  che  si
  disinteressano,  che non vanno a votare, che non  vogliono  saperne
  nulla  della politica, è questo modo di fare che li respinge  Siamo
  noi  stessi che non ci vogliamo assumere la responsabilità di  fare
  entrare i giovani nella vita politica del nostro Paese

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona,  prego
  onorevole.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente.  Onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  ritengo che è il momento probabilmente di riprendere e di riportare
  la discussione nei giusti binari. Questa Assemblea, e in particolar
  modo  la  maggioranza, la scorsa settimana non ha dato  una  grande
  dimostrazione  di  sé, lo abbiamo visto: veti,  fuochi  incrociati,
  franchi tiratori.

   Obiettivamente, è andato in scena un anticipo di Carnevale, ce  lo
  possiamo pure dire  Una maggioranza spaccata che ormai è sotto  gli
  occhi  di tutti da buon tempo a questa parte. Ma per dare  senso  a
  questo  Parlamento  bisogna probabilmente velocizzare,  velocizzare
  oltremodo  quelli che sono i lavori di questa Assemblea,  perché  è
  impensabile  che dall'inizio del 2026 si sia esitata solamente  una
  norma.  Un recente articolo di stampa riporta una ricostruzione:  i
  lavori  di  questo Parlamento costano 11 mila euro al  minuto.  Noi
  riteniamo  che  sia  necessario  dare  all'esterno,  ai  cittadini,
  risposte  rispetto a quelle che sono le tante esigenze da risolvere
  nella  nostra Terra: parlare di economia, di sviluppo, di crescita,
  di infrastrutture, di sanità.
   Ebbene,  siamo ancorati a questa norma sugli enti locali ormai  da
  due  anni  e  mezzo   Una norma che noi intendevamo  di  tutt'altra
  natura,  che  risolvesse  i  problemi delle  nostre  comunità,  che
  permettesse loro di avere le risorse per garantire quelli che  sono
  i  servizi  al  cittadino. Invece questa  norma,  in  buona  parte,
  anziché  parlare  alle nostre comunità, ha l'obiettivo  di  parlare
  alle segreterie, di parlare all'apparato, e fondamentalmente non dà
  risposte  a  quelle che noi riteniamo essere esigenze assolutamente
  prioritarie.
   In  tutto  questo,  si  è  voluto portare  avanti     e  sono  ben
  consapevole rispetto a quello che si è votato nei giorni  scorsi
  la  nostra volontà chiara di bocciare l'articolo 10, che  non  solo
  non  aveva  esigenza di essere portato avanti in questo Parlamento,
  perché  c'è  una  norma  nazionale che già  lo  prevede,  ma  aveva
  semplicemente   l'obiettivo   di   scaricare,   come   al   solito,
  responsabilità, oneri e costi sui comuni siciliani. Ecco perché noi
  ci  siamo  messi  di  traverso e abbiamo  chiesto  l'abrogazione  e
  abbiamo ottenuto l'abrogazione di quella norma
   Oggi pomeriggio, alle 15.00, c'è stato, Presidente dell'Assemblea,
  un  sit-in  qui  davanti  a  Palazzo  dei  Normanni:  tante  donne,
  tantissime  donne, ma anche tanti uomini, a supportare  quello  che
  già  è  un articolo che questo Parlamento ha deciso giustamente  di
  approvare.  Mi  riferisco all'allineamento rispetto alla  normativa
  nazionale del 40 per cento di genere nelle giunte siciliane.
   In  queste  ultime  ore  sono uscite indiscrezioni,  Presidente  e
  colleghi,  che  vedrebbero  tutta  la  norma,  per  così  dire,  in
  discussione.  Io  ritengo che su questo tema,  considerato  che  la
  Regione Siciliana è fortemente indietro sotto tanti aspetti     dal
  punto  di vista educativo, dal punto di vista culturale, dal  punto
  di  vista della vicinanza delle istituzioni   noi non possiamo fare
  alcun  passo indietro. Per cui, sull'articolo che ha ad oggetto  le
  quote  di genere nelle giunte siciliane, noi faremo le barricate  e
  chiederemo  esplicitamente che si vada con il voto  palese,  perché
  non è ammissibile alcun passo indietro
   Per  il  resto, dobbiamo archiviare la norma sugli enti locali   È
  impensabile  che una norma di questo tipo sia da tre  anni  che  va
  avanti e indietro tra Commissione e Parlamento e non affrontiamo le
  questioni  vere  dei siciliani. Archiviamo questa norma,  onorevoli
  colleghi,  e  andiamo avanti su tanti temi che stanno a  cuore  dei
  siciliani.
   Concludo,  con  la questione di Niscemi e dell'uragano  Harry.  Il
  Parlamento  nazionale  ha  avuto  un'occasione:  una  proposta  del
  Partito  Democratico, ovvero quella di sospendere tasse  e  tributi
  per  le  popolazioni colpite, e mi riferisco per chi  ha  perso  la
  casa, per chi ha perso attività commerciali. Ebbene, la maggioranza
  Meloni  ha  deciso di non accogliere questa proposta.  Ecco  perché
  noi, come parlamentari regionali, abbiamo deciso di presentare  una
  proposta al Presidente Schifani e alla sua maggioranza: se  è  vero
  che  da  Roma  queste  risposte  di attenzione  al  territorio  non
  arrivano, perché non farlo a livello regionale, sospendendo l'IRAP,
  sospendendo  i tributi locali, sospendendo l'imposta di  bollo  per
  quelle  popolazioni  che sono colpite, per quelle  popolazioni  che
  hanno  bisogno  di aiuto e per le quali noi non ci possiamo  tirare
  indietro.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono finiti gli interventi. Si passa al  seguito  del
  disegno  di  legge  "Norme riguardanti gli  enti  locali"  (n.  738
  Stralcio I Comm ter/A).

   Si passa all'esame dell'art. 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Norme in materia di supplenza e di incompatibilità

     1. All'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7  è
  aggiunto il seguente comma:

      4-bis  Nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti,
  qualora  un  consigliere  comunale assuma la  carica  di  assessore
  comunale  nella  rispettiva  giunta,  è  sospeso  dalla  carica  di
  consigliere all'atto dell'accettazione della nomina ed al suo posto
  subentra  il  primo  dei  non  eletti  nella  medesima  lista  come
  consigliere  comunale  supplente per la  durata  dello  svolgimento
  della carica di assessore.
     2. Il comma 3 dell'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto
  2000,   n.  267  e  successive  modificazioni,  trova  applicazione
  nell'ordinamento legislativo della Regione.
     3. Le disposizioni di cui al comma 1 entrano in vigore il giorno
  stesso  della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della  Regione
  siciliana.».
   Benissimo.  C'è  richiesta  di  voto  segreto?  Allora,   c'è   un
  soppressivo dell'onorevole Catanzaro che è il 7.5, lo mantiene o lo
  ritira? Ha chiesto il voto segreto, figurati

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto al soppressivo.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  7.5, soppressivo dell'articolo  7.  Chiarisco  il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
  no  preme  il  pulsante  rosso; chi si astiene  preme  il  pulsante
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 55
   Votanti                  54
   Maggioranza              28
   Favorevoli               32
   Contrari                 22
   Astenuti                 0

                            (E' approvato )

    La norma è bocciata.
    Adesso, si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
   Modifica termini per rimborso somme del fondo di rotazione per la
                             progettazione

     1.  Al  comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale 14 maggio
  2009,  n. 6, le parole "nel termine di cinque anni" sono sostituite
  dalle seguenti: "nel termine di otto anni".».
     C'è  un  soppressivo dell'onorevole Catanzaro. È mantenuto  o  è
  ritirato?  Vuole  relazionare  su cosa?  Si  vota  il  mantenimento
  dell'articolo  perché  ci  sono  soltanto  soppressivi.  Pongo   in
  votazione  l'articolo  11. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
                               «Art. 12.
           Finanziamenti per opere aventi finalità culturali

     1.  Al  comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 12 maggio
  2020, n. 9 dopo le parole  e loro infrastrutture  sono aggiunte  le
  seguenti:  nonché per la realizzazione di nuove opere per  finalità
  culturali .».

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Semplicemente per chiedere al Governo  e  alla
  Commissione  se ci spiegano cosa è questo articolo 12 e soprattutto
  cosa  andiamo ad aggiungere: "nonché per la realizzazione di  nuove
  opere  per  finalità  culturali", perché non è  chiaro  a  cosa  si
  riferisce...

   ABBATE,  Presidente  della  Commissione  e  relatore..  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione  e  relatore..   Grazie,
  Presidente,  io  non  sono  voluto  intervenire  prima,  anche   in
  risposta,  quanto  meno a precisare quello che è  stato  il  lavoro
  d'Aula e quello che era questo disegno di legge, ma credo che  ora,
  viste  le  sollecitazioni da parte di alcuni deputati, io mi  sento
  l'obbligo di chiarire cosa stiamo votando e quello che è il disegno
  di legge.
     Il  disegno  di  legge, non è altro che  lo  stralcio  di  norme
  ordinamentali della scorsa finanziaria, significa finanziaria 2025,
  che  è  stato mandato in Commissione, per essere assemblato  e  per
  poterlo far diventare un disegno di legge e inviarlo in Aula.
   Questo  non  è  un disegno di legge che riguarda la riforma  degli
  enti  locali,  o un disegno di legge che nasce da un  progetto  ben
  definito,   ma   sono  norme  che  provengono  da   opposizione   e
  maggioranza,   che   erano  state  presentate   all'interno   della
  finanziaria 2025, che sono state mandate in Commissione per formare
  un  disegno di legge e inviarle... quindi, non è nient'altro che un
  disegno  di  legge  che  proviene, da che  devono  essere  soltanto
  quattro  articoli,  che erano il recepimento  di  norme  nazionali,
  tutto il resto.
   Quindi,  dobbiamo dirlo anche per chi ci guarda  da  fuori  e  chi
  ascolta,  quindi, è un disegno di legge vecchio  del  2025,  che  è
  stato  inviato in Parlamento nel maggio del 2025, che è rimasto  in
  giacenza  per  tutti  questi mesi, e che oggi  ce  lo  troviamo  in
  Parlamento  a votarlo, dove per caso si è voluto che due  norme  di
  quelle   inserite  all'interno  di  quel  disegno  di  legge,   che
  provenivano   da   un'attività   parlamentare   presentata    nella
  finanziaria  riguardavano  il  terzo mandato,  e  quindi  l'abbiamo
  approvato,   pensato  prima  che  venisse   approvato   a   livello
  nazionale, o quello della quota del quaranta per cento delle  donne
  che si era pensato già in finanziaria prima dell'approvazione della
  norma  finanziaria  o  quanto  meno  nella  direzione  della  norma
  finanziaria.
   Quindi,  questo  è  il  disegno di legge di cui  noi  oggi  stiamo
  parlando  e stiamo approvando in Commissione... quindi, sono  norme
  che  provengono da iniziativa parlamentare che erano state inserite
  nella   finanziaria,  che  sono  state  stralciate  e  inviate   in
  Commissione  per  poterle fare diventare un disegno  di  legge.  Lo
  stesso  che  abbiamo fatto in Commissione già, ed è  in  Aula,  per
  quanto riguarda quelli di competenza per la finanziaria 2026.
   Quindi,  anche  per portarlo a conoscenza del Parlamento,  abbiamo
  fatto  lo  stesso  lavoro in modo veloce e  celere  e  riguarda  la
  finanziaria 2026 già in Aula per poterlo votare.
   Se  poi si voterà fra un anno, si dirà che sono norme vecchie  che
  non  sono  più  attinenti... ma certo, perché lo voteremo  dopo  un
  anno
   Quindi, questo è questo disegno di legge, senza che ci sia  dietro
  un  disegno  non so di cosa, ma non è altro che è un  passaggio  di
  norme  che  vengono  inviate  in Commissione  per  farle  diventare
  disegno di legge e portarle in Aula
   Quindi   questo.  Andare  a  vedere  il  finanziamento  di   opere
  pubbliche, è una norma, l'articolo 12, di un emendamento presentato
  da  un  deputato... l'articolo 12 è un articolo che proviene da  un
  emendamento  presentato  da  un deputato,  e  non  so  chi  sia  il
  deputato, perché nessuno di noi quando ci sono stati inviati... non
  è  stato  detto  neanche da quale componente era  stato  presentato
  perché facevano parte già del maxiemendamento finale; nonché, circa
  la  realizzazione su un articolo 13 della legge regionale 12 maggio
  2020  n.  9  le  parole  "sole infrastrutture"  siano  state  anche
  allargate  a  "nonché la realizzazione di nuove opere  di  finalità
  culturale".
   Può  essere  che  questa norma già sia passata, che  riguarda  una
  norma  che  in  quel  caso  era attinente  a  una  norma  dell'anno
  precedente e che oggi ormai è diventata vecchia rispetto  a  quella
  che  è  la finalità che si prefiggeva in quel momento e che è stata
  inviata in Commissione, che era stata presentata in Commissione.
   Quindi,  è una norma che si può benissimo bocciare, se si  ritiene
  non più attinente rispetto a quella che era stata la finalità nella
  finanziaria 2025.
   Non  so neanche a chi appartiene, a quale deputato appartenga,  ma
  io  penso che sia giusto anche bocciarla perché penso che  non  sia
  neanche attinente a quello che era lo scopo della finanziaria 2025.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo perché
  ovviamente poi alla fine sull'articolo 12 chiedevamo noi di  capire
  da  parte  del  Presidente della Commissione cosa ci  volesse  dire
  questa  norma, però, alla fine del suo ragionamento abbiamo  capito
  che non chiediamo, Presidente Abbate... siccome io ho l'emendamento
  soppressivo quindi siamo d'accordo che questa norma, non sapendo di
  che cosa si tratti, la bocciamo
   Quindi, per quanto ci riguarda, presidente Abbate, noi la vogliamo
  bocciare:  ribadisco,  quindi,  per  quanto  ci  riguarda  possiamo
  bocciare questa norma se siamo tutti d'accordo nel farlo.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Sull'articolo 12, il parere della Commissione?

   ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                          Tagliando antifrode

     1. All' articolo 12 della legge regionale 15 settembre 1997,  n.
  35, è aggiunto il seguente comma:

     2 bis. Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile,
  dotato  di  codice  progressivo  alfanumerico  generato  in  serie,
  denominato  tagliando antifrode', che è rimosso e conservato  dagli
  uffici elettorali prima dell'inserimento della scheda nell'urna.

     2.  Il primo comma dell'articolo 32, del Testo Unico delle leggi
  per  l'elezione  dei  Consigli comunali  nella  Regione  siciliana,
  approvato  con decreto Presidenziale 20 agosto 1960, n. 3,  è  così
  sostituito:
      Riconosciuta   l'identità dell'elettore, il  presidente  estrae
  dalla   cassetta  o  scatola  una  scheda  e,  annotato  il  codice
  progressivo  alfanumerico del tagliando  antifrode,  la    consegna
  all'elettore  opportunamente piegata insieme alla matita copiativa.
  L'elettore si reca nella cabina unicamente per compilare e  piegare
  la  scheda e, una volta compiuta l'operazione di voto, consegna  al
  presidente  a scheda chiusa e la matita. Il presidente constata  la
  chiusura  della  scheda  e,  ove  questa  non  sia  chiusa,  invita
  l'elettore a chiuderla, facendolo rientrare in cabina; ne  verifica
  l'identità  esaminando  la firma e il bollo,  stacca  il  tagliando
  antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia  lo
  stesso  annotato  prima della consegna e, successivamente,  pone  a
  scheda   senza   tagliando nell'urna. Uno dei  membri  dell'Ufficio
  accerta  che  l'elettore  ha  votato, apponendo  la  propria  firma
  nell'apposita  colonna della lista di sezione accanto  al  nome  di
  ciascun votante. .

     3.  Ai maggiori oneri discendenti dall'applicazione del presente
  articolo, quantificati in 15 mila e trecento euro per gli  esercizi
  finanziari 2026 e in 2027 si fa fronte a valere sulle disponibilità
  della Missione 1, Programma 7, capitolo 190515.

   4.  Le disposizioni del presente articolo si applicano dalla prima
  tornata elettorale a partire dal 2026.».

   PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 13.6. Il parere della Commissione?

   ABBATE,  Presidente della Commissione e relatore.. La  Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 13, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
                               «Art. 14.
                Ricandidabilità alla carica di sindaco

      1. All'articolo 3 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7  e
  successive modificazioni, i commi 3 e 3-bis sono così sostituiti:

     3. Il numero dei mandati dei sindaci è così disciplinato:

     a)  nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti,  il
  sindaco può svolgere fino a due mandati consecutivi;

     b)  nei  Comuni con popolazione compresa tra 5 mila  e  15  mila
  abitanti, il sindaco può svolgere fino a tre mandati consecutivi;

     c) nei Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti non si
  applica alcun limite nei mandati.

     3-bis. Ai fini delle lettere a) e b) del comma 3 è consentito un
  ulteriore  mandato  consecutivo se uno dei  mandati  precedenti  ha
  avuto  durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa
  diversa dalle dimissioni volontarie. .

     2.  I  mandati  svolti o in corso di svolgimento  alla  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge sono  computati  ai  fini
  dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1.».

   PRESIDENTE. L'emendamento 14.3 a firma dell'onorevole Catanzaro, è
  ritirato.

   PRESIDENTE.    L'emendamento   14.22,   soppressivo,    a    firma
  dell'onorevole De Luca, è mantenuto e chiede voto segreto.
   Vediamo se la richiesta è appoggiata o meno.


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.22

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 14.22.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Onorevoli  colleghi,  stiamo votando il soppressivo  dell'articolo
  14,  quindi chi è favorevole a sopprimere l'articolo 14 deve votare
  verde, chi è contrario deve votare rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 60
   Votanti                  58
   Maggioranza              30
   Favorevoli               34
   Contrari                 24
   Astenuti                 0

                            (E' approvato )

   L'art. 14 non è approvato.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
     Disposizioni sul secondo turno per le elezioni alla carica di
                                sindaco

    1. Alla fine del comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 15
  settembre  1997, n. 35 e successive modificazioni sono aggiunte  le
  seguenti parole:
      Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per qualsiasi
  altra  causa permanga una sola valida candidatura, al secondo turno
  il candidato alla carica é eletto nel caso in cui riporti un numero
  di voti validi pari alla metà più uno dei votanti al secondo turno.
  Ove  non venga raggiunto il quorum prescritto, la nuova elezione  è
  indetta  alla prima tornata elettorale utile dall'accertamento  dei
  risultati.  Le funzioni del sindaco e della giunta sono assunte  da
  un  commissario  nominato  secondo l'articolo  55  dell'ordinamento
  amministrativo  degli enti locali approvato con la legge  regionale
  15 marzo 1963, n. 16 .

     2.  Dopo  il  comma 8 dell'articolo 3 della legge  regionale  15
  settembre  1997,  n. 35 e successive modificazioni  è  aggiunto  il
  seguente comma:
      8  bis. Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia  o  per
  qualsiasi  altra  causa  permanga una sola valida  candidatura,  al
  secondo  turno il candidato alla carica é eletto nel  caso  in  cui
  riporti un numero di voti validi pari alla metà più uno dei votanti
  al  secondo turno. Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la
  nuova  elezione  è  indetta  alla prima  tornata  elettorale  utile
  dall'accertamento dei risultati. Le funzioni del  sindaco  e  della
  giunta  sono assunte da un commissario nominato secondo  l'articolo
  55  dell'ordinamento amministrativo degli enti locali approvato con
  la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 .».

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Tomarchio. Ne ha
  facoltà.

   TOMARCHIO. Presidente, scusi, solo una domanda sui lavori d'Aula.
   Per  curiosità,  di  questo ddl cosa è  rimasto?  Perché  mi  sono
  confuso,  vorrei capire cosa è rimasto, così capiamo  cosa  si  sta
  votando.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tomarchio, lei mi ha fatto una  domanda,  è
  rimasto quello che ha voluto l'Aula
   E'  rimasto quello che ha voluto l'Aula col voto palese, col  voto
  segreto, è rimasto questo: macerie.
   Il tema è che poi in Commissione siamo tutti.
   Siamo all'articolo 15 e hanno chiesto di intervenire gli onorevoli
  Cracolici e Geraci.

   CRACOLICI.  Presidente, lo chiedo al Presidente della  Commissione
  perché non ricordo, può darsi che mi sfugga.
   Se  non  ricordo male qualora si vada al ballottaggio e,  per  una
  delle ragioni possibili, uno dei due viene meno al ballottaggio...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Se  entro  la  prima settimana non si celebrano le  elezioni,  caso
  Trapani docet.

   CRACOLICI. Ah, il caso Trapani, va bene.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Geraci.

   GERACI.  Presidente, c'è molta confusione.  Il  mio  intervento  è
  questo, alla luce degli interventi sia della collega Margherita  La
  Rocca  Ruvolo  sia  dell'intervento del deputato Cracolici  che  ha
  messo  un  punto  importante e ha messo una pulce nell'orecchio  di
  tutti  -  un  attimo d'attenzione, Presidente - il mio appello,  in
  questo intervento, è al Presidente della Commissione, all'onorevole
  Abbate.
   Si  è  lavorato  due anni su questo d.d.l. "Enti  locali",  stiamo
  vedendo che si sta riducendo a niente. Ma dove andiamo a parare con
  questa legge?
   Faccio  un  appello  al  Presidente della Commissione  che  ci  ha
  lavorato due anni e che chiaramente ha raccolto la sintesi di tutti
  i  partiti,   perché in Commissione sono presenti tutti i  partiti.
  Ora,  tutti i partiti che erano presenti in Commissione  si  stanno
  dileguando  qua  in Assemblea, quindi io chiedo al  Presidente:  ma
  questo disegno dove va a parare? Questa è la mia domanda.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'Onorevole Galluzzo. Ne ha
  facoltà.

   GALLUZZO.  Signor  Presidente, è evidente che  questo  disegno  di
  legge,  anche come il Presidente Abbate ha descritto, non era  solo
  ed esclusivamente recepimento di alcune norme che ci allineavano  a
  livello  nazionale alle altre Regioni, ma l'insieme  di  tutta  una
  serie  di  proposte  di  legge, presenti in finanziaria,  dell'anno
  precedente.
   Oggi mi sembra più che mai, come hanno espresso parecchi colleghi,
  un  disegno di legge che, a parte la norma della quota del  40  per
  cento  delle  donne,  che  ha  un  senso  perché  è  una  norma  di
  recepimento,  perde  parecchio  del  contenuto  e  soprattutto  non
  rispetta quella che era la richiesta di tutti i sindaci e di  tutte
  le  amministrazioni  della nostra Isola, attraverso  richieste  ben
  specifiche a questo Parlamento.
   Io  non  credo che una riforma si possa fare nella sua  interezza,
  solo  ed  esclusivamente, andando a minare dei cardini fondamentali
  per il buon funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Chiedo a
  questo  Parlamento di fermarsi a riflettere, perché  continuare  su
  questa   strada  significa  peggiorare  l'assetto  e  l'ordinamento
  attuale  e,  addirittura, renderlo dannoso. Quindi, Presidente,  la
  invito a fare questo.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale.  Ne
  ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, Assessori, colleghi parlamentari.  Allora,
  io capisco...

                            Brusìo in Aula

   PRESIDENTE. Scusate, Onorevole Venezia? C'è l'Onorevole Dipasquale
  che sta intervenendo.

   DIPASQUALE.  Allora,  io capisco che siamo in  clima  carnevalizio
  però,  veramente  ogni cosa ha un limite. Ascoltare  interventi  da
  esponenti della maggioranza, quasi quasi mi tocca difendere il  mio
  collega di provincia Ignazio Abbate...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego, non esageriamo

   DIPASQUALE.  Ascoltare  i colleghi che sono  di  maggioranza,  che
  hanno  partecipato  alla  Commissione  e  hanno  partecipato   alla
  Commissione determinando l'atto, perché la minoranza non ha  votato
  questo  provvedimento,  noi non abbiamo votato  questo  disegno  di
  legge  in  Commissione, questo disegno di legge  in  Commissione  è
  stato  votato dalla maggioranza che oggi non sta sostenendo neanche
  i  suoi  stessi  atti  Però, almeno, evitateci  gli  interventi  di
  indignazione nei confronti del Presidente della Commissione, perché
  veramente sembriamo in una sagra di carnevale, perché voi, tutta la
  maggioranza, ha condiviso quest'atto, l'avete condiviso a tal punto
  che  ci  sono  articoli - come ha detto prima il  Presidente  della
  Commissione - l'articolo 12... Credetemi, chi è da qualche anno che
  frequenta  questa  Assemblea,  diventa  imbarazzante  ascoltare  il
  Presidente,  ma  la  responsabilità è di  tutta  la  maggioranza...
  ebbene, sentirsi dire: "Questo è un articolo che è presente, ma non
  sappiamo né cos'è, né cosa significa, né da dove arriva ". Questa è
  una   responsabilità  che  ha  la  Commissione,  io  non  l'accollo
  assolutamente solo al Presidente  E' una responsabilità che  ha  la
  Commissione,  perché gli atti che escono dalle  Commissioni  e  che
  arrivano  in  Assemblea e devono avere almeno  i  componenti  della
  Commissione,  della  maggioranza che li vota,  che  deve  avere  la
  consapevolezza   e   la  conoscenza,  altrimenti,   veramente,   ci
  ritroviamo qui in Parlamento a discutere del nulla
   Ci sono delle responsabilità enormi che hanno le Commissioni e che
  dovete    rappresentarle   e   rappresentarle   bene    E    questa
  responsabilità  non può essere del Presidente, è una responsabilità
  di chi determina gli atti nelle Commissioni.

   PRESIDENTE.    Prima  degli  altri  interventi,  ha   chiesto   di
  intervenire il Presidente della Commissione, onorevole Abbate.

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  io  apprezzo e faccio mio l'intervento  dell'onorevole
  Dipasquale e siccome l'atteggiamento che ha avuto la Commissione  è
  un  atteggiamento collegiale su quelli che sono i provvedimenti che
  sono  arrivati  in  Commissione, che sono emendamenti  dei  singoli
  deputati... e, quindi, io sono stata la garanzia - come indicazione
  da  parte  della  Conferenza dei Capigruppo - di potere  andare  ad
  "assemblare"  i disegni di legge e poterli inviare in  Commissione.
  Siccome è un atto collegiale e, quindi, si dice - capisco che viene
  bene ad individuare nella figura del Presidente il responsabile  di
  tutto  ciò  - io penso che gli atti sono conseguenziali, riguardano
  tutta la Commissione.
   Quindi,  a  questo  punto, chiedo di sospendere l'Aula  e  riunire
  subito la Commissione e in seno ad essa si decide se questo disegno
  di legge debba andare avanti o si deve fermare.

                          (Proteste in Aula)


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Intanto, comunico che ha chiesto congedo  l'onorevole
  Cateno De Luca.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.   No,  lui  ha  chiesto  che  cosa?  Ha  chiesto   una
  sospensione. Io posso fare una sospensione di un quarto d'ora.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Allora,  intanto  chiedo  ai  colleghi  di  ritornare
  all'ordine,   anche  perché  ci  sono  tante  persone   all'interno
  dell'Aula che stanno osservando anche il nostro modo di lavorare  e
  ritengo che essere tutti quanti seduti ai propri posti sia una cosa
  assolutamente corretta.
   In  secondo  luogo,  dinnanzi a una richiesta del  Presidente,  in
  virtù  del  fatto che questo disegno di legge c'è da due  anni,  io
  darò  un  quarto d'ora, ma oltre questo noi dobbiamo  ritornare  in
  Aula  perché, comunque, si deve procedere ed andare avanti. Quindi,
  un quarto d'ora lo concedo.
   La seduta è sospesa per un quarto d'ora.

                          Sospensione seduta

     (La seduta, sospesa alle ore 17.07, è ripresa alle ore 17.39)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.


                                Congedi

   PRESIDENTE. C'era il congedo dell'onorevole De Luca Cateno. Ma già
  lo avevo comunicato.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
                           ter/A) (Seguito)

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vi siete riuniti?

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione  e   relatore.    Grazie
  Presidente. Come avevo annunciato precedentemente, visto che questo
  è un disegno di legge che non nasce da una penna o da una scrittura
  di  un singolo deputato, o dall'attività del sottoscritto, ma è  un
  assemblaggio  di  norme che provengono da diversi deputati,  cui  è
  stato garantito di potere arrivare in Aula, in cui l'Aula decide su
  quella  che  è  l'approvazione o la bocciatura di quei  disegni  di
  legge  come  i  provvedimenti che potevano  essere  inseriti  nella
  finanziaria  dove sono stati stralciati per poter fare questo  tipo
  di lavoro, si è deciso in Commissione che non ci sono le condizioni
  di  poter richiedere il rinvio del disegno di legge in Commissione,
  quindi  si può continuare a votare il disegno di legge e completare
  l'approvazione o la bocciatura dei singoli articoli.

   PRESIDENTE. Bene, onorevole Abbate, anche perché va in  linea  con
  quello che era stato detto, ovvero che l'Assemblea dovesse comunque
  esprimersi,  favorevolmente, contraria, rispetto a ogni  genere  di
  norma in funzione del fatto tra l'altro che è passata la norma  sul
  40  per  cento  delle presenze di genere all'interno delle  Giunte,
  sembrava come quasi una deviazione di un percorso.
   Quindi,  sono  ben  contento, però lei me lo ha  chiesto,  noi  lo
  abbiamo  concesso... Ora però dobbiamo votare  perché  ci  dobbiamo
  esprimere, poi come in ogni cosa ognuno si assume la responsabilità
  del voto che dà.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ma non è cambiato nulla, onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Quello che dichiara il presidente Abbate è falso.

   PRESIDENTE. State parlando su cosa?
   Io preferirei che completassimo l'iter di questo disegno di legge,
  anche  in  fretta, consegnassimo agli enti locali, ai comuni  e  ai
  siciliani  questo  disegno  di legge e poi  possiamo  dibattere  su
  quello che volete.

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
     Disposizioni sul secondo turno per le elezioni alla carica di
                                sindaco

    1. Alla fine del comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 15
  settembre  1997, n. 35 e successive modificazioni sono aggiunte  le
  seguenti parole:
      Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per qualsiasi
  altra  causa permanga una sola valida candidatura, al secondo turno
  il candidato alla carica é eletto nel caso in cui riporti un numero
  di voti validi pari alla metà più uno dei votanti al secondo turno.
  Ove  non venga raggiunto il quorum prescritto, la nuova elezione  è
  indetta  alla prima tornata elettorale utile dall'accertamento  dei
  risultati.  Le funzioni del sindaco e della giunta sono assunte  da
  un  commissario  nominato  secondo l'articolo  55  dell'ordinamento
  amministrativo  degli enti locali approvato con la legge  regionale
  15 marzo 1963, n. 16 .

     2.  Dopo  il  comma 8 dell'articolo 3 della legge  regionale  15
  settembre  1997,  n. 35 e successive modificazioni  è  aggiunto  il
  seguente comma:
       8  bis. Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o  per
  qualsiasi  altra  causa  permanga una sola valida  candidatura,  al
  secondo  turno il candidato alla carica é eletto nel  caso  in  cui
  riporti un numero di voti validi pari alla metà più uno dei votanti
  al  secondo turno. Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la
  nuova  elezione  è  indetta  alla prima  tornata  elettorale  utile
  dall'accertamento dei risultati. Le funzioni del  sindaco  e  della
  giunta  sono assunte da un commissario nominato secondo  l'articolo
  55  dell'ordinamento amministrativo degli enti locali approvato con
  la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 .".
   Comunico  che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
  Sono mantenuti o ritirati?


                        Sull'ordine dei lavori

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine dei lavori realmente, non per agganciarci
  ad altro.
   Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Signor Presidente, fino a prova contraria, tutto  quello
  che  facciamo riguarda realmente l'ordine dei lavori e siccome sono
  stato  in I Commissione sino adesso, vorrei che fosse una  volta  e
  per  tutte  chiaro che questo ostruzionismo che si  tenta  di  fare
  sulla legge del 40 per cento è soltanto una stupidità enorme perché
  questa è una legge che non è del centrosinistra. E' una legge che è
  del  Parlamento intero. In questa legge ci potete mettere  pure  le
  firme  mie, dell'onorevole La Rocca Ruvolo, dell'onorevole Caronia,
  dell'onorevole Nuccia Albano, di mezzo centrodestra  Per cui vorrei
  che   fosse  finalmente  chiaro  che  questa  legge  la  vuole   il
  Parlamento,  non  la vuole un partito piuttosto che  un  altro   La
  vogliono tutti e quindi vorrei che si votasse una volta e per tutte
  in modo che questo disegno di legge diventi legge. Io domani voglio
  festeggiare  con  mia moglie che abbiamo fatto passare  un  diritto
  fondamentale che è quello del voto delle donne.

   PRESIDENTE. E infatti noi stiamo andando in questa direzione, anzi
  accelerando rispetto a quello che è stato chiesto di fare.


      Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
                           ter/A) (Seguito)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 15.
   Ci  sono  soltanto emendamenti soppressivi, pertanto  si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
      Proroga termini in merito alla presentazione della relazione
      sullo stato di attuazione del programma da parte del sindaco

   1.Al  comma  4 dell'articolo 119 della legge regionale 31  gennaio
  2024,  n.  3,  le  parole  entro 60 giorni , sono sostituite  dalle
  seguenti:  entro 90 giorni a partire dal primo febbraio 2025 .».

   Presidente  Abbate, essendo il termine novanta  giorni  dal  primo
  febbraio 2025...
   Siamo all'articolo 16.

   ABBATE,  Presidente  della Commissione  e  relatore..   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,  Presidente  della Commissione e relatore..  Questa  norma
  deve essere abrogata perché ormai è tardiva.

   PRESIDENTE. Benissimo, siamo d'accordo.
   Era  giusto  però che glielo dicessimo perché non sapevamo  quelle
  che fossero le vostre intenzioni.
   Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto...
  Colleghi,   scusate,  stavo  mettendo  in  votazione  l'emendamento
  soppressivo. Ma, essendoci invece soltanto emendamenti soppressivi,
  come ricorderete, si vota il mantenimento dell'articolo.
   Pertanto, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 16.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
                               «Art. 17.
        Trasferimento di areali di reticolo idrografico fluviale
                              urbanizzati

      1. Al secondo periodo del comma 4, dell'articolo 3, della legge
  regionale  8 maggio 2018 n. 8, dopo le parole  legge regionale  del
  15  maggio  2013, n. 9 e successive modifiche e integrazioni   sono
  inserite  le  seguenti:  , ad esclusione degli areali  di  reticolo
  idrografico  fluviale  già  oggetto  di  urbanizzazione,   le   cui
  competenze  gestionali sono individuate e trasferite  dall'Autorità
  di  bacino  del  distretto  idrografico  della  Sicilia  ai  Comuni
  pertinenti  per territorio che ne facciano richiesta e qualora  non
  vincolate  da  perimetrazioni  di diversa  gestione  sovracomunale.
  L'Autorità  di  bacino  regola altresì le modalità  e  i  tempi  di
  trasferimento  della  gestione delle aree di demanio  fluviale  con
  decreto di cui al precedente periodo.».

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA. Questo articolo è in discussione in Commissione IV e  due
  settimane  fa,  proprio  lo  stesso identico  articolo,  la  stessa
  identica  norma,  ebbene, due settimane fa l'ingegnere  Santoro  ha
  espresso  parere  contrario  su  questo  testo  -  sto  citando  il
  resoconto  dell'attività della IV Commissione  -  poiché  qualsiasi
  tratto  di demanio idrico può generare canoni concessori e, quindi,
  il  trasferimento comporterebbe inevitabilmente minori entrate  per
  la Regione.
   Questo  l'ha detto l'ingegnere Santoro, dando parere negativo  due
  settimane fa su questa norma in IV Commissione.
   La norma è la stessa, identica.
   Quindi, non capisco come noi poi oggi possiamo votare questa norma
  scritta in questa maniera.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'articolo 17?

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Votiamo  il  mantenimento,  col  parere   contrario,
  sostanzialmente immagino che andremo verso una bocciatura.
   Chi  è  favorevole all'articolo 17 si alzi, chi è contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
                               «Art. 18.
     Norme in materia di commissari straordinari delle II.PP.A.B.

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 16 dicembre
  2008, n. 22 è abrogato.

   2. All'articolo 14 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
  successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:
    3.  L'Assessore  regionale  per la  famiglia,  per  le  politiche
  sociali  e  per  il lavoro nel caso di impossibilità di  incaricare
  personale  regionale  per la nomina a commissario  straordinario  e
  commissario  liquidatore delle II.PP.A.B. ricorre a  professionisti
  esterni  iscritti in un apposito elenco tenuto presso l'Assessorato
  regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,  ed
  in  possesso  dei  requisiti di cui alla legge regionale  28  marzo
  1995,  n. 22. Non si applica l'articolo 1 della legge regionale  20
  aprile 1976, n. 35.».
   Comunico   che   all'articolo  18  sono  stati  presentati   degli
  emendamenti tra cui molti soppressivi.
   Chiedo  all'onorevole  Catanzaro e De Luca  se  sono  mantenuti  o
  ritirati.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Semplicemente capire cosa c'entrano i commissari
  delle II.PP.A.B. con gli enti locali.
   Credo che sia sufficiente a definire il mio parere sulla norma.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 18.3 ,  a
  firma dell'onorevole Catanzaro.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pertanto l'articolo 18 è soppresso.

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                         Abrogazione di norme

     1.  L'articolo 61 della legge regionale 15 gennaio 2025, n. 3  è
  abrogato.».

   Comunico   che   all'articolo  19  sono  stati   presentati   solo
  emendamenti soppressivi.
   Vuole  intervenire?  No?  Tanto non  deve  ritirare,  si  vota  il
  mantenimento e basta.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Presidente, tendo a precisare quali sono  gli  elementi
  oggetto  di questa abrogazione di norme che, tra l'altro,  è  stato
  oggetto  del parere unanime in I Commissione, unanime e positivo  -
  assolutamente sì
   Questa  rientra  tra l'esigenza di porre rimedio  a  tutte  quelle
  situazioni  che abbiamo individuato, e ce ne sono state diverse  in
  questa  fase  della legislatura, in cui nottetempo  si  inseriscono
  magari  articoli  senza  avere la piena opportunità  di  andare  ad
  approfondire  quali siano le motivazioni e cosa  potrebbero  essere
  gli effetti delle norme che poi questo Parlamento va ad approvare.
   Nella  finanziaria  del  2025, proprio  nell'articolo  61,  questo
  Parlamento  con l'approvazione del maxi emendamento  ha  introdotto
  una norma. Una norma che è stata oggetto, oggi, di critica da parte
  di  tantissimi  amministratori degli  enti  locali,  da  parte  dei
  revisori   degli   enti   locali,  da  parte   dell'Asael   che   è
  l'associazione che rappresenta gli enti locali. In sostanza,  si  è
  previsto  in  quella norma che, a differenza del percorso  canonico
  sull'ingaggio  dei revisori degli enti locali, che  sappiamo  tutti
  avviene  per  sorteggio, questa norma ha previsto che i  comuni  in
  stato  di  dissesto e piano di riequilibrio, per questi  comuni  si
  possa  procedere, di fatto, a una sorta di proroga con delibera  di
  Giunta.  Qualcosa che sta assolutamente fuori da ogni criterio,  da
  ogni  norma,  da  ogni  disciplina, che  mette  in  discussione  il
  rapporto  di imparzialità dei nostri revisori degli enti locali  in
  Sicilia,  i  quali  ci chiedono, insieme agli amministratori  degli
  enti  locali, di riportare la norma a quello che è lo  status  quo,
  ovvero di abrogarla, affinché anche nei comuni che sono in stato di
  dissesto o piano di riequilibrio, nel momento in cui scade l'organo
  di   revisione   economico-finanziaria,  questo   si   provveda   a
  ricostituirlo per quello che la norma nazionale prevede: ovvero  il
  sorteggio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Adesso pongo in  votazione
  il mantenimento...

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione   e   relatore.   Grazie
  Presidente. Su questo articolo era stato presentato un emendamento,
  che  poi è stato messo fra gli aggiuntivi - che è importante  e  lo
  dobbiamo   inserire  -  perché  in  questo  anno  che  è  trascorso
  dall'approvazione di quella norma della finanziaria 2025,  ci  sono
  stati  dei  provvedimenti  da  parte di  alcune  Giunte  che  hanno
  prorogato il Collegio dei revisori dei conti. Quindi, ci vuole  una
  norma  che  dice - io ho presentato l'emendamento che  è  condiviso
  anche  dal  dottore Taormina - che entro sei mesi dall'approvazione
  di  questa  norma, anche in quei comuni si deve passare a sorteggio
  e,  quindi,  alla nomina dei nuovi collegi dei revisori dei  conti.
  Altrimenti, rimane che per i prossimi tre anni resteranno in  vita,
  illegittimamente, scusate, illegittimamente, revisori dei conti che
  sono  stati  nominati  dalla Giunta e non  nominati  dal  Consiglio
  comunale.

   DIPASQUALE. La norma non può essere retroattiva

   ABBATE,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  No,  non  è
  retroattiva,  significa che quelli che sono stati  rinnovati  entro
  sei mesi devono andare a rinnovo.

   PRESIDENTE.   Presidente, questo emendamento lo si può  presentare
  negli  "ordinamentali"  che tratteremo  nella  sessione  di  marzo,
  quindi per utilizzare lo stesso criterio che abbiamo utilizzato per
  tutti gli altri, la invito a presentarlo tra gli "ordinamentali".

   ABBATE,  Presidente della Commissione e relatore. Rimaniamo  nella
  condizione   in  cui  ci  sono,  secondo  il  sottoscritto   ma   è
  giurisprudenza,  Collegi  dei revisori dei  conti  che  sono  stati
  prorogati,   rinnovati,  contro  la  norma  nazionale,   che   sono
  illegittimi. Perché noi avevamo una norma che, da oggi deve  andare
  con  sorteggio, e ci è stato per un anno che la Giunta ha rinnovato
  i  Collegi dei revisori dei conti. Stiamo attenti se questa, poi il
  Parlamento  è  nella  propria...  Non  si  possono  lasciare  nelle
  condizioni  i  comuni che hanno rinnovato il Collegio dei  revisori
  dei  conti  con  un  atto di Giunta, quando i  revisori  dei  conti
  vengono a essere nominati dal Consiglio comunale. Io capisco che ci
  possa essere qualcuno a cui faccia piacere e qualcuno cui possa non
  piacere,  ma  un  organo  nominato  dal  Consiglio  comunale  viene
  rinnovato  dalla  Giunta   E'  assurda  una  cosa  del  genere,   è
  illegittima e quindi possiamo sanare quell'approvazione  col  fatto
  che,  almeno  nei prossimi sei mesi, deve essere rinnovata  con  la
  procedura   normale  perché  resterà  per  tre  anni  il   Collegio
  prorogato,  quindi  insediato con  un  atto  di  Giunta  e  non  di
  Consiglio comunale.

   PRIMAVERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRIMAVERA.  Signor Presidente, facendo seguito all'intervento  del
  collega  Abbate e di chi lo ha preceduto, ritengo che  se  passasse
  questa  abrogazione l'effetto sarebbe il venir meno della copertura
  normativa e, pertanto, in quei comuni, cui fa riferimento  lei,  in
  cui  si  è adottata questa proroga, verrebbero a cessare gli organi
  automaticamente  e  si dovrebbe procedere al sorteggio,  così  come
  previsto  dalla  norma  precedente  per  l'elezione,  appunto,  del
  Collegio dei revisori. Quindi, l'effetto caducatorio, a mio parere,
  è ipso facto con l'approvazione di questa norma.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Primavera.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Brevemente, solamente, capisco la preoccupazione  del
  Presidente della I Commissione, però, dal momento che il sindaco fa
  una  determina per la proroga dei revisori dei conti per tre  anni,
  noi, oggi, non possiamo fare una norma e li facciamo decadere, dopo
  che è stata fatta la delibera.
   Quindi,  può avere un significato solamente dalla fine del periodo
  di nomina.

   ABBATE,  Presidente  della Commissione e relatore.  Nei  sei  mesi
  successivi deve andare...

   DIPASQUALE.  Purtroppo  è così, perché, altrimenti,  se  dovessimo
  andare  verso  questa  direzione,  apriremmo  tutta  una  serie  di
  contenziosi tra quelli che sono i nominati che si vedono, di fatto,
  da  una  parte  la delibera di proroga - e quindi  la  nomina  -  e
  dall'altra parte l'intervento dell'Assemblea che, in corso d'opera,
  interviene e fa loro decadere il mandato.

   ABBATE,  Presidente della Commissione e relatore. Ma  non  decade,
  perché significa che si deve andare a rinnovo entro sei mesi.

   DIPASQUALE.  Come no? Se noi diciamo che devono essere...sono  per
  tre  anni. Loro l'hanno fatto sulla base di una legge che noi  oggi
  stiamo abrogando

   ABBATE,  Presidente  della Commissione e relatore.  C'è  la  legge
  nazionale.

   DIPASQUALE.  Credetemi, non c'entra  Noi abbiamo fatto  una  norma
  che,   infatti,  stiamo  abrogando.  Però  non  possiamo   inserire
  ulteriori  elementi,  perché   rendiamo  deboli  le  determine  dei
  sindaci  davanti a quelli che sono i nominati che, di fatto,  hanno
  maturato, hanno un diritto che andrebbero a difendere, ovvio,  cioè
  lo ritengo inutile

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 19.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Sono stati presentati degli emendamenti ai sensi dell'articolo 117
  del Regolamento interno.
   L'emendamento  117.2,  che  è a firma  dell'onorevole  Safina,  la
  correzione dell'emendamento 2.10, lo trovate sui tablet. Vi  do  il
  tempo di poterlo guardare, è una correzione formale.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.2.  Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.3, a firma dell'onorevole Saverino.
  Corregge formalmente l'emendamento 8.7.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.3.  Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
                               «Art. 20.
                             Norma finale

     1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

     2.  È  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   A questo punto possiamo dare il voto finale alla legge.


                  (Per dichiarazione di voto finale)

   ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Assenza. Aspetti, facciamo una  cosa:
  per  dichiarazione di voto quanti sono gli interventi e di chi sono
  ? Così vi iscrivo.
   Allora, Assenza, De Luca, Primavera, Schillaci, Catanzaro. Ci sono
  altri interventi? Caronia, Safina.
   Ripeto  gli  interventi:  Assenza,  De  Luca  Antonio,  Primavera,
  Schillaci, Catanzaro, Caronia, Safina.
   Ci sono altri interventi? Pellegrino.
   Prego, onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Grazie, signor Presidente. Mi faccia esprimere tutta  la
  mia  amarezza - e oserei dire lo sconforto - per quanto è avvenuto,
  in  questi  giorni, in Aula, sul testo che era stato definito  come
  "Riforma  degli enti locali" e che si è ridotto solo ad una  norma,
  sia  pure  importante. Mi faccia esprimere la mia solidarietà  agli
  amministratori  locali, all'ANCI, ai nostri  sindaci,  che  avevano
  sollecitato,  in tutta una serie di interlocuzioni in  Commissione,
  in  colloquio  con  i vari Gruppi e quant'altro, l'accoglimento  di
  quelle  che erano delle norme sacrosante, vigenti in tutta  Italia,
  ma  che  in  Sicilia continueranno a non essere  applicate  per  la
  miopia di quest'Assemblea regionale
   Mi riferisco espressamente a tutte le norme in materia di permessi
  per  la  partecipazione ai consigli comunali, alle amministrazioni;
  cioè,  noi  abbiamo  fatto  una  norma  per  penalizzare  i  nostri
  amministratori  locali  A partire da quelle  norme  in  materia  di
  permessi,  per continuare con la norma sul consigliere supplente  -
  che  quest'Aula  ha,  indegnamente, bocciato   -  per  arrivare  al
  paradosso  di  impedire ai nostri sindaci di  ricandidarsi  per  la
  terza  volta  e  quant'altro; non parliamo, poi, dell'assessore  in
  più, norma che non viene nemmeno posta in votazione perché era  fra
  quelle aggiuntive.
   Questo  è  il  servizio che quest'Assemblea ha  reso  alle  nostre
  amministrazioni  locali   Gloriamocene  Siamo  soddisfatti,  perché
  finalmente  passerà... e mi arrogo il merito, perché  sia  passata,
  per  aver  fatto  l'appello  a quest'Aula,  accolto  dall'Aula,  di
  evitare  il voto segreto e di approvarla all'unanimità, altrimenti,
  in  questo clima, anche la norma sul 40% delle donne in Giunta  non
  sarebbe  passata,  però abbiamo ridotto quella che  era  una  norma
  caposaldo di questa legislatura in una norma spot.
   Siamo   contenti,  siamo  soddisfatti,  abbiamo  ottenuto   questo
  risultato,  ma  mi  permetta  di rinnovare  i  miei  sentimenti  di
  sconforto  e di chiedere, veramente, scusa ai nostri amministratori
  locali,  che diuturnamente affrontano problemi immani  e  che  sono
  stati   trattati,   da   quest'Aula,  con  assoluto   disprezzo   e
  disinteresse

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Assenza. Mi associo anche  a  molte
  delle   sue   parole,  oggi,  però,  comunque  l'Assemblea   si   è
  determinata, finalmente ha votato una norma e poi chi ritornerà nei
  territori   risponderà   rispetto   all'azione   che   ha    voluto
  intraprendere   all'interno  di  quest'Aula.  L'impegno   era   che
  quest'Aula si esprimesse e, oggi - con delle norme che, secondo me,
  erano assolutamente meritorie -, si è espressa.

   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie signor Presidente, Governo,  ai  tanti
  amici  che  ci  seguono in presenza dall'Aula, ma  anche  da  casa.
  Signor  Presidente,  io credo che oggi l'Aula  abbia  semplicemente
  fatto  il  suo dovere; innanzitutto, ha dato una prova di  serietà,
  perché qualcuno ha cercato di trasformare questo Parlamento  in  un
  cortile,  dove, quando le cose non vanno come dice lui,  prende  la
  palla  e  se  la porta a casa; qui, invece, non stavamo giocando  a
  pallone tra ragazzini, ma stavamo discutendo di alcune norme che da
  due  anni  ballano e fanno la spola tra la I Commissione e  l'Aula.
  Tra  queste  norme  ce  n'erano  alcune  buone  -  che  sono  state
  riconosciute tali da un voto positivo dell'Assemblea - come  quella
  che, finalmente, traghetta la Sicilia verso una forma di civiltà,

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   consentendo,  all'interno  delle  giunte,  una  garanzia  per   la
  presenza del genere femminile.
   Io  credo che quest'Aula - anziché tergiversare ancora sulle norme
  che c'erano e che non che non hanno avuto l'approvazione - dovrebbe
  dire:  "Era  ora  Ci siamo arrivati, finalmente, dopo  una  vita ";
  anziché utilizzarla, come è stato fatto in queste settimane come un
  contraccambio dicendo "se chiedete il voto segreto su quella allora
  facciamo  saltare questa". Credo, infatti, che approvare una  norma
  simile  non  sia  una vittoria per nessuno perché  già  è  arrivata
  tardi,  ma  approvarla  in  un clima simile,  io  credo  che  abbia
  ridicolizzato  anche  chi ha proposto simili  formule  svilendo  il
  ruolo  del  Parlamento che legittimamente boccia le norme  che  non
  hanno  un consenso a maggioranza, perché fino a prova contraria  le
  opposizioni non contano su 34 su 40 voti, voto segreto  o  no,  non
  siamo  40 - e su questo non c'è dubbio - e decide di eliminare  dal
  testo come abbiamo fatto delle norme che non hanno né capo né  coda
  o  di  bocciarne alcune che oggettivamente - ricordo  a  me  stesso
  quella  della fascia del Presidente del Consiglio comunale  -  che,
  per carità, possono avere anche un senso formale, ma oggettivamente
  non credo che dovrebbero impegnare un Parlamento.
   E,  allora, signor Presidente, la Commissione di competenza ha  il
  dovere  di  filtrare, raccogliere le istanze e votare, poi  c'è  la
  Commissione Bilancio che ti dà una copertura finanziaria se serve o
  ti  dà  un  parere quando non serve e infine c'è l'Aula. Se  l'Aula
  dovesse  semplicemente ratificare ciò che ha deciso la  Commissione
  non  avrebbe  senso di esistere; sarebbero sei, sette parlamentini,
  ciascuno per la propria competenza ed è finita. Mentre qua non si è
  fatto  altro che votare, ragionare norma su norma e se alcune norme
  sono  state  bocciate è perché la maggioranza di questo  Parlamento
  non  le riteneva approvabili  Quello che è rimasto è ciò che questo
  Parlamento  ha  ritenuto votabile, approvabile e io  oggettivamente
  sono orgoglioso di avere finalmente approvato questa norma che vede
  l'obbligo  nelle giunte di prevedere il 40%  di presenza femminile,
  finalmente,  e  sono  orgoglioso di avere approvato  la  norma  sul
  tagliando antifrode che prevede un ulteriore meccanismo di garanzia
  della  legalità all'interno delle operazioni di voto.  C'è  qualche
  altra  norma  che  è  stata  approvata.  Obiettivamente,  mi  sarei
  risparmiato all'indomani del ciclone che ha devastato la Sicilia  e
  della  frana  che  si sta portando via mezza Niscemi  di  occuparmi
  delle   indennità   degli  amministratori,  per  carità   argomento
  legittimo  e  sacrosanto  ma probabilmente  il  momento  richiedeva
  altro,   dopodiché,  lo  ripeto  al  di  là  delle  contraddistinte
  posizioni  che naturalmente vengono rappresentate nei voti  d'Aula,
  se  la  pensassimo tutti alla stessa maniera, sarebbe un Parlamento
  monocolore e così non è, credo che si sia fatto un buon  lavoro  di
  filtro per cui il Movimento 5 Stelle, sin d'ora, garantisce un voto
  favorevole, all'unanimità del Gruppo...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Palese, siccome lei ha chiesto sempre il voto segreto.

   DE  LUCA  Antonino. Palese, come dice bene il collega e  assessore
  Turano.  Spiace  non  avere  avuto  il  contributo  del  Presidente
  Schifani durante questi lavori o di un assessore delegato agli enti
  locali.  E questo dispiace perché il contributo di queste figure  e
  di   questi   ruoli  sarebbe  stato  importante  per  discutere   e
  analizzare,  ascoltando  anche  il parere  competente  di  chi  era
  deputato a darlo ma ha scelto di non partecipare e di non nominare,
  di  non  conferire a nessuno, a distanza di così tanto tempo  e  in
  vista della discussione di un disegno di legge così importante,  di
  nominare alcuno per le deleghe in essere.

   PRESIDENTE. Ci sono dieci iscritti a parlare per dichiarazione  di
  voto,  quindi  vi  chiedo  di  essere  anche  un  po'  più  veloci,
  altrimenti...

   E' iscritta a parlare l'0norevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, io intervengo,  innanzitutto,  per
  ringraziare le colleghe di quest'Assemblea regionale, 15 su  70,  e
  la  dice  lunga  questo numero, senza parlare del 10%  risicato  di
  presenze nelle Giunte comunali. Bene, intervengo perché le colleghe
  in maniera trasversale, con un'enorme maturità, in quest'Aula hanno
  dimostrato  cosa  le  donne quando sono compatte  e  unite  possono
  raggiungere, ecco.
   Ringrazio,  soprattutto, tutte le donne  che  in  questo  percorso
  della società civile ci hanno accompagnato, ma anche gli uomini che
  sono scesi in piazza, oggi, con noi a Piazza Parlamento.
   Bene,  esprimo soddisfazione per quella che non è una  concessione
  di  quest'Aula,  è  una norma, una battaglia  di  civiltà.  Eravamo
  l'unica  Regione  a non avere recepito questa norma,  un  passo  di
  normalità, bene.
   Naturalmente, esprimo soddisfazione per una norma a cui ho  tenuto
  tantissimo,  che è quella del tagliando antifrode, che  eviterà  il
  famoso fenomeno della scheda ballerina, che è stato introdotto  già
  con  le  politiche nazionali e lo vedremo, quindi, applicato  anche
  alle amministrative della Regione siciliana.
   Non perdo altro tempo, ma lascio spazio agli altri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Primavera.  Ne  ha
  facoltà.

   PRIMAVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo, mi  pare,
  alla   terza  seduta  di  quest'Aula  e,  oggi,  ci  avviamo   alla
  conclusione con la votazione finale dell'articolato. Ebbene, Signor
  Presidente,  io  potrei  dare due letture  rispetto  a  ciò  che  è
  accaduto in queste sedute. Ed è per così dire una lettura politico-
  parlamentare e poi una lettura che io definisco aulica  rispetto  a
  ciò che è stato tagliato, ma andiamo con ordine.
   Il  vero  vulnus, caro Presidente Abbate, del disegno di  legge  è
  stata  la  tempistica di trattazione perché se  questo  disegno  di
  legge  fosse  stato  trattato  in un tempo  lontano  rispetto  agli
  appuntamenti  elettorali  -  e ricordo  che  fra  qualche  mese  si
  terranno le elezioni amministrative in più Comuni dell'Isola  -  io
  ritengo  che  ci sarebbe stata una maggiore riflessione  su  alcune
  disposizioni  e, per così dire, non sarebbe passata una  cosiddetta
  "tagliola" politica.
   Questo  purtroppo non è avvenuto, come se noi per  festeggiare  il
  Natale  invitassimo  il  tacchino che non accetterebbe  mai  questo
  invito, la sua sorte sarebbe già segnata dall'inizio
   Ebbene,  in questo articolato c'erano delle norme importantissime,
  delle   norme   che   ricalcavano  anche   uno   schema   nazionale
  sull'ordinamento degli enti locali. Mi riferisco,  ad  esempio,  al
  terzo  mandato  che noi, come Gruppo del Movimento per  l'Autonomia
  Grande Sud, abbiamo sostenuto o la norma del consigliere supplente.
   Ecco, l'imminenza dell'appuntamento elettorale, secondo me, non ha
  stimolato un'attenta riflessione sulla portata di queste norme,  ma
  dall'altro  lato,  signor  Presidente, io  voglio  dare  anche  una
  lettura, per così dire, aulica di quello che è accaduto in Aula per
  alcune   norme.   La   mia  lettura  aulica  fa  riferimento   alla
  giurisprudenza della  Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la CEDU,
  che  è sempre intervenuta, sindacando le norme elettorali che  sono
  state   approvate  nell'imminenza  degli  appuntamenti  elettorali,
  perché  ha  sempre  sostenuto  l'assunto  che  le  regole  per   la
  partecipazione democratica debbano essere conosciute  per  tempo  e
  che  non si possano influenzare, a pochi giorni dall'indizione  dei
  comizi, le competizioni elettorali.
   Allora,  cosa ha fatto questo Parlamento? Sicuramente  nei  fatti,
  forse molti hanno ignorato questo orientamento, ma nei fatti  si  è
  arrivati  a  questa conclusione: si è portato avanti un  articolato
  semplice, che non potesse influenzare le imminenti elezioni che  da
  qui  a  qualche  settimana si svolgeranno nei comuni siciliani.  Io
  voglio allora sposare, per dare dignità a questo Parlamento, questa
  seconda lettura, al di là delle dinamiche politico-parlamentari.
   Ci  sono  dei  risultati importanti nelle poche norme che  abbiamo
  approvato in questo articolato: la prima è senz'altro la quota  del
  40% nelle giunte comunali, finalmente anche in Sicilia si adegua il
  sistema   alle   disposizioni  nazionali;  poi   l'altro   elemento
  importante, ricordo che questo intervento sulla composizione  delle
  giunte  è stato pervicacemente sostenuto anche da "Grande Sicilia",
  dal mio Gruppo, e poi l'altro elemento importante, che ricordava il
  collega, è il tagliando antifrode.
   A  conclusione di questo intervento, permettetemi una riflessione,
  che  va  a questo Parlamento e va in primis alla I Commissione:  io
  ritengo,  caro  signor Presidente e cari colleghi,  che  quando  si
  parla   di  enti  locali,  così  come  di  altre  tematiche   assai
  importanti, occorra intervenire con una riforma sistematica. Non  è
  possibile una legislazione, per così dire, schizofrenica. Allora la
  grande  sfida  di questo Parlamento è quella di tornare  magari  su
  questo    argomento,    proponendo    una    riforma    sistematica
  dell'ordinamento degli enti locali in Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Primavera.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Vi ricordo, colleghi,
  che  ho  ancora sette iscrizioni a parlare e dobbiamo dare il  voto
  finale a questo disegno di legge.
   Prego, onorevole Catanzaro, ha facoltà di parlare.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, presumo che lei,  anticipando  gli
  iscritti  a parlare dopo il mio intervento, mi vuole dire che  devo
  sbrigarmi  nella  dichiarazione di  voto,  ed  io  accolgo  la  sua
  richiesta e quindi sarò breve. Sarò breve, intanto, per esprimere a
  nome  mio e del Gruppo del Partito Democratico l'apprezzamento  per
  il lavoro di queste settimane da parte dell'Aula e di questo testo.
   Signor Presidente Di Paola, io non lo chiamerei "disegno di  legge
  enti  locali",  e  le  dico subito il motivo:  già  in  discussione
  generale  l'ho  detto, questo testo è stato un approdo  di  diversi
  articoli  da diversi disegni di legge; ho detto anche, per  l'esito
  che  c'è stato su molti degli articoli, che ci sono stati, appunto,
  degli articoli che non avevano niente a che vedere con il testo del
  disegno  di legge sugli enti locali, era soltanto qualche  articolo
  che  veniva inserito dalla Commissione, e il Presidente Abbate,  al
  quale   faccio  i  complimenti  perché  siamo  riusciti,  io   come
  componente  della  I  Commissione e lei come Presidente,  ad  avere
  finalmente   -   forse  -  un  disegno  di  legge,   fortunatamente
  trasformato dall'Aula, approvato dalla I Commissione e le  dico  il
  motivo.  Perché  dico  trasformato?  Di  questo  testo  sono  stati
  approvati  gli articoli 2, 3, 8, 9, 11, 13, 15, 19  e  20,  il  che
  significa che più della metà degli articoli di questo testo o  sono
  stati  bocciati,  concordati  dall'Aula     quindi  maggioranza   e
  opposizione   o sono stati bocciati con il voto segreto.
   Noi,  come  Gruppo  parlamentare  del  Partito  Democratico,   sin
  dall'inizio,  avevamo  dato una visione e  un  criterio  per  poter
  affrontare questo testo che, di fatto, non era armonico tra i  vari
  articoli  per  un  disegno  di legge enti  locali.  Avevamo  detto:
  cerchiamo  di  fare un lavoro che sia quello di recepire  le  norme
  nazionali  che  si  trovano all'articolo 8 della rappresentanza  di
  genere,  e all'articolo 14, ahimè, che ovviamente è stato  bocciato
  con voto segreto per il terzo mandato.
   Avevamo  detto anche di approvare l'articolo 2, che  riguardava  i
  permessi per gli amministratori degli enti locali, una cosa che  di
  fatto è stata richiesta a più riprese con forza dall'ANCI.
   Ritengo che gli interventi   o l'intervento   che ho ascoltato  da
  parte   di  qualche  collega  Capogruppo  di  maggioranza  sia   un
  intervento  che,  ovviamente,  noi  rispediamo  al  mittente   come
  opposizione,  Presidente Di Paola. Dico ciò  perché  quest'Aula  ha
  dimostrato, al di là del voto, la grande partecipazione sul voto
  che dico non è il voto sulla rappresentanza di genere, quindi sulle
  donne  ma,  come  l'ho definito e come continuo a definirlo,  è  un
  recepimento della norma nazionale ed è una battaglia di dignità che
  quest'Assemblea  regionale  doveva fare  nei  confronti  del  resto
  d'Italia, perché era l'unica Regione a non essere adeguata a questa
  norma come recepimento.
   E lo voglio dire. Ringrazio coloro i quali si sono mossi in questi
  giorni  a più livelli, senza appartenenza di partito o appartenenza
  politica,  facendo  un lavoro di massa critica, cercando  di  porre
  l'attenzione  su qualcosa che riguarda la dignità. Lo  dico  perché
  abbiamo  fatto  un lavoro importante: abbiamo tolto  quelle  norme,
  come  l'articolo 10, poco fa, lo abbiamo rivendicato in quest'Aula,
  dove  ovviamente  abbiamo  fatto bene a  bocciarlo,  Presidente  di
  Paola.  Devo sottolineare un grazie al mio Gruppo parlamentare,  al
  Gruppo del PD, perché anche noi, come gli altri Gruppi... su  molti
  punti  che  possono riguardare gli enti locali, ci  possono  essere
  divisioni  anche  nei territori o nelle province,  però  il  grande
  senso di maturità politica del mio Gruppo lo ha portato ad avere un
  confronto interno e a determinarsi all'esterno con un'unica voce  e
  determinazione.  E  per questo io dico grazie  al  mio  Gruppo  del
  Partito  Democratico ed è chiaro che noi non possiamo che esprimere
  il  voto  favorevole su questo testo, ritenendo che avremmo potuto,
  tranquillamente,  Presidente Abbate, davvero in due  anni  e  mezzo
  fare qualcosa di diverso qualora dovessimo parlare di riforma degli
  enti  locali.  Però  abbiamo voluto percorrere  questa  strada:  da
  cinque  articoli sono diventati nove, poi c'era un altro testo,  il
  738  e  siamo arrivati a venti articoli. Era la terza volta che  il
  testo  andava  in  Aula  e ritornava in Commissione.  Oggi  abbiamo
  sventato un ulteriore tentativo di riportarlo in Commissione.
   Quindi  io  ritengo, Presidente Di Paola, e mi accingo a chiudere,
  che  oggi,  al  di  là delle valutazioni, come Gruppo  del  Partito
  Democratico  e  come  opposizione di questo  Parlamento,  che  sono
  davvero  contento di poter esprimere il nostro voto favorevole  per
  il  lavoro  svolto, per gli articoli che sono rimasti,  soprattutto
  per  dare un senso a questo testo e per dare un senso di dignità  e
  di  allineamento al resto d'Italia, perché, davvero, abbiamo  fatto
  qualcosa di importante inserendo l'articolo 8.
   Una  cosa  che non abbiamo fatto è quella che riguarda  l'articolo
  14, però ci riproveremo nelle prossime settimane. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   È iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, signor Presidente. Io intervengo qui  dal  banco
  dell'Aula  perché,  diciamo,  credo che  questa  sia  una  giornata
  estremamente  importante, e sono contenta, signor  Presidente,  che
  peraltro  in  questo  momento  lei è  qui.  Noi  abbiamo  approvato
  l'articolo 8 proprio quel giorno in cui lei presiedeva, in  qualche
  modo  stiamo  concludendo, spero in bellezza, perché è  un  momento
  importante e credo che questo Parlamento stia dando prova di grande
  maturità.
   Anch'io  mi  associo alla considerazione dell'onorevole Schillaci.
  Abbiamo  dato anche dimostrazione, come donne di questo Parlamento,
  di  avere  creato una forza trasversale e quando si lavora  per  il
  bene  dei cittadini e delle cittadine, diventa veramente più facile
  e  anche  più  piacevole  riuscire ad ottenere  un  risultato  così
  importante.
   Io,  dico soltanto, l'ultima considerazione è questa, per le donne
  che  verranno,  molte di noi insomma abbiamo già fatto  tanto,  per
  carità, non stiamo certamente appendendo le scarpe al chiodo, ma  è
  pur vero che comunque, nelle tre legislature in cui io mi onoro  di
  essere  stata deputata, abbiamo dato vita a una piccola rivoluzione
  copernicana per le donne, abbiamo inserito la doppia preferenza nei
  consigli comunali, nella scorsa legislatura, il Presidente Micciché
  se  lo  ricorda  bene, perché è stato a presiedere  e  a  sostenere
  fortemente  il  40  per cento, il 30 per cento  delle  donne,  cioè
  quattro  donne  dentro  la  Giunta regionale.  E  oggi  stiamo  per
  accingerci   a  votare  questa  norma,  che  riguarda  appunto   il
  recepimento  di quello che già in Italia fanno, 40 per cento  delle
  donne nelle giunte dei comuni.
   Personalmente  ritengo il mio mandato, che i cittadini  di  questa
  Regione  hanno voluto darmi, soddisfacente  Perché se  posso  avere
  contribuito,  in  qualche modo, a che il futuro di  questa  Regione
  possa  avere  altre  donne,  che  abbiano  quella  forza  e  quella
  caparbietà, per potere diventare riferimento della propria Regione,
  per   me  questo  basta  per  sentirmi  orgogliosa  di  essere   un
  parlamentare siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
   Colleghi, io vi chiedo la stessa celerità che ha avuto l'onorevole
  Caronia,  perché  gli iscritti a parlare stanno aumentando.  Prego,
  onorevole Safina.

   SAFINA.  Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti
  del  Governo,  quei  pochi, diciamo, che ancora  resistono,  io  ho
  ascoltato gli interventi che mi hanno preceduto, in particolare  di
  alcuni colleghi della maggioranza, e vorrei rassegnare a quest'Aula
  come  il  Parlamento  è sovrano, e l'Aula  si  è  espressa,  e   ad
  esprimersi affinché talune norme di questo disegno di legge, che ha
  avuto un percorso travagliato, più volte è andato e venuto in Aula,
  sono  stati  i deputati della maggioranza, perché su alcune  norme,
  per  esempio  sul  terzo  mandato, era noto  che  solo  alcuni  dei
  deputati  del Partito Democratico erano contrari, la maggior  parte
  dei  miei colleghi ha votato a favore di quella norma. Ora, io  non
  ricordo  perfettamente l'esito del voto, ma  i  contrari  al  terzo
  mandato  erano più di trenta; se aggiungiamo, se togliamo a  questi
  trenta  gli otto deputati del Partito Democratico e i nove deputati
  del  Partito  Democratico,  che avevano  dichiarato  che  avrebbero
  votato  favorevolmente, quanti sono quelli  della  maggioranza  che
  hanno  votato a favore del terzo mandato, norma della quale avevano
  chiesto l'inserimento nel testo del disegno di legge?
   Ora,  io  penso  che prima di guardare dal buco  della  serratura,
  bisogna  guardare alla luna, e la luna, diciamo,  non  vi  ha  dato
  buoni presagi.
   La  verità è che avevate pensato, molti di voi avevano pensato,  a
  un  disegno  di  legge che non dovesse parlare agli  interessi  dei
  cittadini e delle cittadine, che non dovesse riformare il  rapporto
  tra  gli amministratori e gli amministrati, ma un disegno di  legge
  che  dovesse risolvere i problemi che voi avete nelle varie giunte,
  nei   vari  consigli  comunali,  attraverso  tutta  una  serie   di
  escamotage,  che peraltro aumentavano la spesa per i comuni,  senza
  aumentare i trasferimenti a favore degli stessi.
   Ora,  venire in quest'Aula e gridare allo scandalo come se chi  ha
  votato  contro ad alcune norme dovesse avere timore di confrontarsi
  con gli amministratori, guardate, chi fa politica non deve avere il
  timore  di  confrontarsi  né  con  gli  amministratori  né  con   i
  cittadini,  ma  prima  degli  interessi  di  bottega  vengono   gli
  interessi  dei  siciliani e delle siciliane e voi molto  spesso  di
  questo ve ne dimenticate
   E,  allora,  io penso che stasera abbiamo raggiunto un  obiettivo,
  anzi  spero  che  lo raggiungeremo, voglio dire la  verità,  perché
  ancora   dobbiamo   votare,   ma   sono   convinto   che   voteremo
  favorevolmente  perché  abbiamo  mantenuto  all'interno  di  questo
  disegno  di legge quelle norme che dal punto di vista ordinamentale
  possono risolvere alcune criticità e la partecipazione delle  donne
  alla  vita politica e amministrativa delle nostre comunità  era  un
  problema.  Oggi  stiamo  dicendo  alla  politica  locale  che  quel
  problema  lo  si  dovrà risolvere perché una  norma  lo  impone,  e
  quindi,  questo è un buon servizio alla comunità. Questo  è  quello
  che  ha  fatto quest'Aula. Cioè a me pare che di quest'Aula  alcuni
  abbiano  rispetto solo quando fa le cose che piace a  loro   Invece
  quest'Aula va sempre rispettata, qualsiasi sia l'esito del voto.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino.  Ne  ha
  facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  brevemente,
  sono  assolutamente  felice del fatto che  ci  si  sia  adeguati  e
  allineati alla normativa nazionale, è giusto che ci sia un  momento
  di dignità, un momento di decoro, un momento di attenzione verso il
  genere  femminile,  però, questo non vince la battaglia  perché  la
  battaglia  del  genere femminile non si conquista il  sabato  e  la
  domenica  nei convegni, ma va coltivata giorno per giorno,  momento
  per momento e in particolare nel corso delle elezioni.
   Sono  sempre  stato  convinto che al di là della  necessità  delle
  donne,  delle quali non si può fare a meno, la necessità va operata
  nel  corso delle attività elettorali. E, cioè, è necessario  che  i
  partiti si sbraccino, che i partiti inseriscano nelle liste  almeno
  metà  delle  donne.  E'  questa  la  parità.  Con  questo  si   può
  raggiungere la vera parità. Ovviamente la norma ci rallegra  e  non
  può  che averci e tenerci in una situazione di assoluto consenso  e
  condivisione.
   Per  quanto  riguarda poi il resto è ovvio, ormai il voto  segreto
  sta  condizionando  questa  nostra attività  parlamentare.  Si  sta
  cercando  di  strumentalizzare per le  varie  dinamiche  e  logiche
  territoriali,  spesso,  alcune  decisioni  che  potrebbero   essere
  necessarie per il benessere economico della nostra Regione e per il
  bene sociale, ma purtroppo questo è.
   D'altra  parte  col  voto segreto spesso non si raggiunge  neanche
  l'obiettivo,  tant'è  che la stessa nostra deputata  Margherita  La
  Rocca  Ruvolo ha spiegato il motivo per cui ha votato in  un  certo
  senso,  avrebbe votato contrario anche se ci fosse  stato  il  voto
  palese e così anche altri altri deputati.
   Quindi,  io  anticipo  per  Forza Italia il  voto,  assolutamente,
  favorevole per l'approvazione della norma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Burtone.   Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi anch'io do  il  mio
  contributo  per il voto finale, la mia considerazione  partendo  da
  una  battuta  iniziale dell'intervento dell'onorevole  De  Luca  il
  quale ha detto: "abbiamo fatto il nostro dovere in quest'Aula".  Io
  ho  grande rispetto dell'onorevole De Luca, vedo come lavora  anche
  in  Commissione  oltre che in Aula, e debbo dire  che  dissento  da
  questa  sua considerazione perché noi non abbiamo fatto  il  nostro
  dovere  sia  dal  punto di vista formale che  dal  punto  di  vista
  sostanziale,  perché le sedute sono pubbliche,  e  mi  pare  che  i
  cittadini  che  hanno  seguito  i lavori  d'Aula  non  credo  siano
  ampiamente soddisfatti di alcune scene, alcuni voti che sono  stati
  espressi in una certa maniera. L'Aula non ha dato il meglio di sé -
  ecco - non ha fatto il proprio dovere. Anche sul piano sostanziale,
  io  l'ho  detto nel mio intervento sulla discussione  generale;  io
  sono  sindaco da oltre otto anni nel mio comune, Militello  Val  di
  Catania,  e non mi pare che i comuni abbiano l'esigenza  di  alcune
  cose  che  sono state qui proposte e poi bocciate alcune. I  comuni
  hanno  bisogno  di  avere certezza negli organici,  a  partire  dal
  segretario comunale, che spesso hanno a scavalco; hanno bisogno  di
  avere  un  tecnico tutti i giorni, perché ormai la separazione  tra
  l'atto amministrativo e di indirizzo politico è abbastanza netta  e
  quindi c'è bisogno di forza lavoro; hanno bisogno di un ragioniere.
  Tutto ciò - va sottolineato - manca nei comuni  Prendiamone atto
   Non  so se nei prossimi mesi ci sarà possibilità di dire la nostra
  ma  è  chiaro  che  i temi sono questi. Il tema  è  quello  di  una
  burocrazia  che ormai è tutta basata su chi è entrato  giovanissimo
  con l'articolo 23 e che lavora per 24 ore in un comune. Sono questi
  i problemi.
   Così come è un problema avere la consapevolezza che l'Enel strozza
  i   comuni,   mette  dei  vincoli  di  salvaguardia  che  aumentano
  notevolmente il tasso degli interessi. Avremmo bisogno di una nuova
  legge sulla questione idrica.
   Il  tema  della  raccolta  delle  risorse,  della  tassazione  dei
  cittadini  rimane, e non è un caso che i comuni siciliani  siano  i
  più  numerosi,  rispetto alle altre regioni,  per  lo  scivolamento
  verso  un  piano  di  rientro, verso la situazione  che  sottolinea
  l'aspetto della difficoltà economica. Quindi, credo che non ci  sia
  nulla  da festeggiare, tranne la cosa importantissima che  è  stata
  realizzata,  soprattutto voluta dalle donne, pressata dall'opinione
  pubblica  che  abbiamo visto e che vediamo qui presente.  Anche  su
  questo  -  mi permetto di dire - era necessaria la legge perché  in
  Sicilia ampiamente questo dato era tradito, ma io posso dire che ci
  sono  stati  comuni  sempre  virtuosi. Anche  qui,  dico  una  cosa
  personale, io ho avuto la Giunta per i primi cinque anni col 50% di
  rappresentanza  femminile sempre, a partire dal primo  giorno.  Poi
  quando la Giunta è passata da 4 a 5, la rappresentanza è passata al
  40  per  cento.  Non c'è bisogno di norme, se c'è dal  punto  vista
  morale  e dal punto di vista politico un indirizzo netto. Le  donne
  andavano rappresentate senza bisogno di una legge, sì, ora la legge
  lo permetterà ed io sono contento
   Qualcuno  dice che questo tema andava affiancato con la legge  sul
  terzo  mandato, è un'altra cosa la legge sul terzo mandato. Abbiamo
  visto  che entrano in campo altre dinamiche, le dinamiche  relative
  al  sindaco  di un paese vicino, ai gruppi, ai sottogruppi.  Io  ho
  percepito tante cose, anche negli interventi finali che sono  stati
  fatti, perché si è votato in una certa maniera.
   Io sono un sindaco che avrebbe potuto fare il terzo mandato, se ci
  fosse  stata la legge, e debbo dire che - voglio dire la  verità  -
  anche  su  questo  per me la condizione sarebbe  stata  diversa  se
  accettare o meno. Purtroppo, condizionato sarei stato da ben  altre
  cose,  però se avessi avuto il terzo mandato e liberato  da  alcune
  problematiche personali, avrei fatto il terzo mandato perché amo la
  mia città, perché quando mi sono candidato ho detto: «voglio ridare
  al  mio paese quello che il mio paese ha dato a me ». L'avrei fatto
  liberamente,  c'è  una  legge  nazionale,  quando  si  parla  della
  diversità  tra noi e il Paese, dovremmo avere la dignità  di  dire:
  questa  è stata un'occasione mancata, perché è una legge nazionale,
  come vale per Reggio Calabria deve valere anche per la provincia di
  Catania e per le altre province.
   Questa diversità è legata a tatticismi, bassi, che si sono portati
  avanti  e  che hanno visto, nel voto segreto, il nascere di  alcune
  posizioni,  ma questo lo dico, ripeto, con consapevolezza  politica
  ma  scevro da polemiche personali, perché io ho voluto esprimere la
  mia  verità  dicendo  che  non sarebbe  stata  la  scelta  soltanto
  condizionata dal terzo mandato, l'avrei fatto con amore, con  amore
  per  la mia comunità che ho cercato e che cerco di servire tutti  i
  giorni.  Ma  una  consapevolezza da uomo che  vive  guardando  alla
  Costituzione,  sapendo che la Costituzione è stata  realizzata  col
  sacrificio di giovani che hanno dato la propria vita nelle montagne
  con la Resistenza, ho una consapevolezza: che tutti siamo utili  ma
  nessuno è indispensabile quando la vita è democratica ed è una vita
  basata sulla libertà e sulle regole.

   PRESIDENTE.  Grazie, Onorevole Burtone. Ha chiesto di  intervenire
  l'Onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
   Colleghi   è   chiusa,   ovviamente,  la  registrazione   per   le
  dichiarazioni di voto perché sono aumentati gli interventi, quindi,
  non  accetto  più  interventi  per dichiarazioni  di  voto.  Prego,
  Onorevole Abbate.

   ABBATE.   Grazie,  Presidente,  Governo.  Io  inizio  questo   mio
  intervento ringraziando i miei colleghi della Commissione, della  I
  Commissione  perché  se  oggi siamo qua a discutere,  ed  approvare
  alcuni  articoli,  bocciare altri articoli, è solo  per  il  lavoro
  della  Commissione  che  cerca di portare avanti,  ogni  giorno  di
  sfornare  disegni  di  legge, di mettere a disposizione  di  questo
  Parlamento. Se questo Parlamento si è riunito in questi giorni,  si
  è  riunito grazie al lavoro della Commissione che è stato fatto nei
  mesi   di  marzo-aprile  del  2025,  mi  dispiace  che  l'onorevole
  Primavera  dice  che  è  stato tardivo,  forse  perché  l'onorevole
  Primavera  è  mancato per qualche mese dall'Aula, quindi,  non  può
  ricordarsi  e  sapere  che questo che questo  disegno  di  legge  è
  giacente  in  questo Parlamento già da nove mesi e, quindi,  poteva
  essere  approvato  prima  Quanto meno la  prendo  come  una  svista
  perché  il sottoscritto non si tiene sulla scrivania nessun disegno
  di  legge,  e  porta  a sua conoscenza che, se da  domani  possiamo
  parlare o la settimana prossima di un altro disegno di legge  è  il
  lavoro della I Commissione per quanto riguarda i dirigenti. Giusto,
  colleghi?  Lo stesso se vogliamo fare, fra 15 giorni, è perché  c'è
  un altro, lo stralcio sul disegno di legge, sulla finanziaria che è
  stata assegnata alla Commissione che ha già completato il lavoro, e
  quindi è in Aula, e può essere benissimo esaminato.
   Quindi  voglio  ringraziare i colleghi che in  questi  anni  hanno
  portato  avanti e sono riusciti a tenere sempre il numero legale  e
  potere  approvare  tante  riforme che  sono  ferme  in  Commissione
  "Bilancio"  per poter avere la copertura finanziaria da  parte  del
  Governo,  per potere andare avanti e potere arrivare  in  Aula  per
  essere approvate.
   Quindi è un lavoro importante che si porta avanti nel rispetto  di
  quelle che sono anche le richieste dei singoli Deputati.
   Per    quanto  riguarda  il  40  %  abbiamo  parlato,  oggi,   sul
  recepimento  delle norme nazionali, ma il quaranta  per  cento  noi
  l'avevamo   già  portato  avanti  prima,  avevamo  addirittura   in
  Commissione  "Bilancio" - e si siamo andati oltre perché  il  testo
  approvato  in  Commissione "Bilancio" diceva che  il  40  %  veniva
  attuato  già  da  subito  -  significa che,  da  subito,  tutte  le
  amministrazioni  devono portare al 40 % la presenza  nelle  giunte,
  significa  quello  che abbiamo approvato oggi,  e  dobbiamo  essere
  tutti  chiari: ci saranno amministrazioni e comuni che vedranno  il
  40% delle donne nelle proprie amministrazioni fra quattro anni, fra
  tre anni, fra due anni, perché entra in vigore da quando? Da quando
  c'è il rinnovo, questa è la norma. La Commissione era andata oltre,
  la  Commissione  aveva portato avanti un disegno di legge,  portato
  poi  in Parlamento, dove si andava, subito dopo novanta giorni, per
  poter adeguare al 40% la presenza delle donne.
   Il sottoscritto ha fatto l'amministratore, ha fatto il sindaco per
  nove  anni e nelle proprie Giunte ci sono state sempre le donne,  a
  prescindere  da  quello che era il vincolo, così  come  per  quanto
  riguarda  le  liste  che, a sostegno della mia candidatura,  ma  in
  quella successiva ci sono state più donne che uomini, ma questo poi
  è dove le donne si rivedono e dove si vogliono candidare o vogliono
  partecipare  per la vita amministrativa rispetto ad una coalizione,
  rispetto  ad  un'altra  coalizione, dove si  trovano  meglio,  dove
  trovano la possibilità di potere dare il proprio contributo.
   Ma così come le norme che sono state inserite in questo disegno di
  legge,  si dava la possibilità al Parlamento, visto che il  compito
  della  Commissione era quello di poter far diventare un disegno  di
  legge uno stralcio di emendamenti alla finanziaria, di portarli, di
  assemblarli,  di  votarli,  di sviscerarli,  di  poter  trovare  la
  copertura   finanziaria,   dove   era   necessaria   la   copertura
  finanziaria, come il tagliando antifrode e di portarli in Aula, non
  per l'approvazione, ma di portare il tutto in Aula per metterlo  in
  votazione, e quindi, per il Parlamento decidere se approvare  o  no
  un disegno di legge che, in caso contrario, doveva essere approvato
  e  discusso nella Finanziaria, e quindi, poteva essere approvato  o
  bocciato.
   Se,  poi,  parliamo  di  riforma degli enti  locali,  noi  abbiamo
  lavorato - e lo sanno i colleghi della Commissione - sulla  riforma
  degli enti locali, sulla riforma dei revisori dei conti nei comuni,
  la  riforma,  realmente, che abbiamo portato avanti. E  con  questo
  spirito che sicuramente c'è in Aula, che in questi tre anni e mezzo
  -  io sono alla prima Legislatura - quello che mi porterò dietro di
  ricordo  di  questa  mia  esperienza è che  di  riforme  in  questo
  Parlamento...  non è difficile, è quasi impossibile  farle   Non  è
  tanto  pensarle e portarle avanti, è poterle condividere e  poterle
  approvare. Questa, sicuramente, sarà una delle sconfitte di  questa
  maggioranza,  perché  questa maggioranza e questi  deputati  e  noi
  Gruppi   abbiamo  la  nostra  responsabilità,  abbiamo   avuto   la
  responsabilità  dei  Siciliani, che hanno  dato  quella  che  è  la
  responsabilità di fare anche le riforme.
   L'ho detto al Presidente Schifani e lo ridico di nuovo al Governo:
  questa Legislatura ha ancora la possibilità di poter portare avanti
  delle  riforme  che sono ferme al palo: nell'ultimo anno,  l'ultimo
  anno  e  mezzo.  Ma se questo è l'andazzo - guardate,  già  domani,
  quando   andremo   a   discutere  di  una   riforma   epocale   per
  l'organizzazione amministrativa di questa Regione, che è quella dei
  dirigenti,  finalmente  di fare la dirigenza  unica,  di  andare  a
  superare  quelle  che  sono le difficoltà  e  quelle  che  sono  le
  continue  pressioni  da  parte  del  Governo  nazionale,  di  poter
  aggiustare  e  rimettere in ordine quella che  è  la  gestione  dei
  dirigenti,  in  linea con quelle che sono le norme nazionali  -  ci
  troveremo  nelle stesse condizioni: una maggioranza che  non  è  in
  grado di difendere i propri provvedimenti, di portarli avanti e  di
  poterli approvare
   Quindi,  questo  ci  vuole, un momento  di  riflessione  anche  su
  questo.  Vogliamo  noi le riforme? Vogliamo veramente  le  riforme?
  Vogliamo  portare  avanti riforme che cambiano  realmente  la  vita
  amministrativa di questa Regione o non lo vogliamo? Noi  il  lavoro
  lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto seriamente in Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Abbate, vada a conclusione.

   ABBATE,  . Sto completando. Abbiamo recepito quelle che  erano  le
  richieste  dei singoli deputati e sappiamo che non sono quelle  dei
  Gruppi  parlamentari,  perché  ci  siamo  accorti  che,  poi,   chi
  rappresenta  tante volte il Gruppo parlamentare in Commissione  non
  è,  poi,  la voce del Gruppo parlamentare - ce ne siamo accorti  in
  Aula,  ma  ne  prendiamo sicuramente atto - ma quello  che  abbiamo
  fatto l'abbiamo fatto veramente con piacere e con quella serietà di
  cercare  di poter portare in Parlamento tutto quello che  ci  viene
  consegnato  e l'abbiamo fatto in modo celere e se oggi  andiamo  ad
  approvare anche sei, sette, otto articoli, questo avviene  solo  ed
  esclusivamente perché c'è stato qualcuno che ci ha lavorato  e  che
  ha  messo  in  condizione questo Parlamento di poterlo approvare  o
  bocciarlo.
   Quindi,  un minimo di orgoglio resta e resta in capo ai componenti
  di  quella  Commissione  che,  oggi,  mette  in  condizione  questo
  parlamento  di  poter  discutere di disegni di  legge,  di  poterli
  approvare o bocciare. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Colleghi. Io ho: uno, due, tre, quattro, cinque, altri
  sei  interventi per dichiarazione di voto. Tra l'altro,  molti  tra
  l'altro,  molti  colleghi degli stessi Gruppi parlamentari.  Io  vi
  chiedo,  veramente, perché non ho mai visto tutti questi interventi
  per dichiarazione di voto

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Colleghi, possiamo anche intervenire dopo il voto.  Un
  attimo, onorevole Saverino, lei vuole intervenire?

   SAVERINO. Rinuncio.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, rinuncia?

   GIAMBONA. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  Colleghi, io vi sto chiamando... Onorevole  La  Rocca
  Ruvolo?

   LA ROCCA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. Rinuncia. Onorevole Lombardo?

   LOMBARDO Giuseppe. Non rinuncio.

   PRESIDENTE.  Non  rinuncia.  Io ci ho  provato   Prego,  onorevole
  Lombardo.

   GRASSO. Per Forza Italia ha parlato solo il Capogruppo

   LOMBARDO  Giuseppe. Signor Presidente, le chiedo  scusa  ma  hanno
  parlato più componenti per i rispettivi Gruppi, almeno uno  per  il
  Gruppo di Sud chiama Nord.

   PRESIDENTE.  Io,  infatti,  onorevole  Lombardo,  ho  chiamato   i
  colleghi il cui Capogruppo è già intervenuto; lei, ovviamente,  sta
  intervenendo come Sud chiama Nord. Prego.

   LOMBARDO  Giuseppe.  Grazie, Presidente. Mi dispiace  fare  questa
  dichiarazione  di  voto  in assenza...però, Presidente,  ci  devono
  essere le condizioni per potere intervenire

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, Spada e Chinnici o mi permettete
  di   ascoltare  oppure,  magari,  andate  fuori  dall'Aula.  Prego,
  onorevole Lombardo.

   LOMBARDO Giuseppe. Presidente, volevo fare la mia dichiarazione di
  voto,  naturalmente, ma prima della dichiarazione  di  voto  -  che
  naturalmente sarà favorevole - qualche riflessione va fatta, perché
  abbiamo   sentito   interventi,  soprattutto   dai   banchi   della
  maggioranza,  dove si rappresentava un rammarico,  Presidente,  per
  come  sono  andate  le  cose,  ma  noi  l'avevamo  annunciato   che
  quest'Aula sarebbe diventata un Vietnam
   Abbiamo  sentito  -  onorevole Figuccia,  visto  che  non  c'è  il
  Governo,   almeno  mi  ascolti  il  Presidente  dell'Assemblea    -
  interventi a giustificazione di un voto che è avvenuto la settimana
  scorsa, come per dire che non c'erano stati franchi tiratori e come
  è  finito  al primo voto segreto stasera? E' finito 34 a 24:  cioè,
  significa che ancora 10, 12 componenti della maggioranza continuano
  a  votare con l'opposizione  Il collega Safina mi dice che sono  di
  più,  perché  naturalmente  qualcuno  dell'opposizione,  forse,  ha
  votato con la maggioranza; quindi, che questa sarebbe diventata  un
  Vietnam, noi l'avevamo annunciato  E il fatto, Presidente,  che  si
  chiude  uno  pseudo  disegno  di legge  sugli  enti  locali,  senza
  l'assessore agli enti locali... ancora oggi, a distanza di  più  di
  tre  mesi, non c'è l'assessore agli enti locali nominato  Ma si può
  andare  avanti  e  sentire  il collega Abbate  che  rispetto  nella
  qualità  di Presidente della Commissione, che sarà ancora possibile
  fare riforme? Ma quale riforme dovrà fare quest'Aula, che non è  in
  grado  nemmeno di portare a casa un disegno di legge  che  è  stato
  decimato, negli articoli, dalla maggioranza stessa?
   E  allora,  Presidente, naturalmente, su quello che è  rimasto  di
  questo  disegno  di legge... perché anche qualche norma  era  stata
  proposta  dal  Gruppo  Sud  chiama Nord, come  l'articolo  11,  che
  consentirà  ai  comuni che avevano ricevuto nel 2020  un  fondo  di
  rotazione  e che per quello che è successo poi con la pandemia  non
  erano  riusciti  a  portare  a  compimento,  nei  cinque  anni,  il
  risultato dei finanziamenti, di dare la possibilità a questi comuni
  invece di restituire fondi di rotazione in otto anziché in cinque
   Naturalmente  sulla norma, Presidente, che equipara  la  quota  di
  rappresentanza  di  genere  femminile  alla  norma  nazionale   non
  possiamo che essere d'accordo  Come saremmo stati d'accordo,  però,
  Presidente,  a  quella di adeguare, anche, la norma  per  il  terzo
  mandato  nei  comuni fino a quindicimila abitanti - su  quella  noi
  avevamo presentato anche una nostra iniziativa parlamentare  che  è
  stata, purtroppo, osteggiata e inserita in un disegno di legge che,
  oggi, la maggioranza stessa ha affossato - perché quel voto - 34  a
  24  -  che  è  il  voto  che ha espresso quest'Aula,  non  è  stato
  dell'opposizione, non è stato della maggioranza, è   stato  di  uno
  schieramento  trasversale  che,  naturalmente,  ha  avuto  maggiore
  sostegno da parte della maggioranza, per affossare una norma e dare
  un  segnale al Governo  Perché il Governo voleva il terzo  mandato
  La maggioranza voleva il terzo mandato  Chi non l'ha voluta, quella
  norma,  è  la  maggioranza, che con il voto  segreto  ha  affossato
  l'ennesimo  articolo  di questo disegno di  legge,  Presidente.  E,
  naturalmente,  su quello che è rimasto - visto che  ci  sono  delle
  norme importanti - il nostro voto sarà favorevole

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   Io  ho  due  interventi da parte dei colleghi della  Lega,  chiedo
  all'onorevole  Geraci o all'onorevole Figuccia di scegliere  magari
  un solo rappresentante.
   Onorevole  Geraci,  interviene  lei  e  chiedo  poi  all'onorevole
  Figuccia di ritirare l'intervento.
   Prego, onorevole Geraci.

   GERACI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi.  Intanto  volevo
  anticipare il voto favorevole della Lega su questa legge  e  volevo
  fare  dei complimenti e dare solidarietà. I complimenti a tutte  le
  donne  di  questo  Parlamento che in maniera  trasversale  si  sono
  battute  e  hanno messo al centro dell'attenzione questo  articolo,
  perché  dobbiamo  dire una cosa, e solidarietà al Presidente  della
  Commissione  che dopo tre anni di gestazione di questo  disegno  di
  legge  ha portato a casa ben poco e, quindi, va a lui tutta la  mia
  solidarietà, perché nonostante tutto il lavoro che ha fatto,  tutti
  gli articoli che ha portato avanti, c'erano delle norme importanti,
  nonostante questo poi il voto segreto dell'Aula l'ha bocciato.
   Sul  voto  segreto voglio dire questo: è chiaro che le opposizioni
  fanno il loro mestiere, capiscono la difficoltà della maggioranza e
  laddove  non sono d'accordo propongono il voto segreto. Questo  per
  la  maggioranza deve essere un monito, deve essere  un  monito  nel
  senso che dobbiamo capire -  l'ha detto qualche  oratore che mi  ha
  preceduto   -    se  dobbiamo  portare  avanti  questa  Legislatura
  intestandoci  delle riforme perché non possiamo più continuare  con
  l'Aula  a  cui  viene  dettato il passo  dalla  minoranza  o  dalle
  opposizioni.  Ogni volta che andiamo in minoranza abbiamo  qualcuno
  dell'opposizione entusiasta, quasi quasi praticamente   tronfio  di
  aver affossato la maggioranza
   Allora che cosa dobbiamo fare? Questa legge deve essere un esempio
  per  dire: maggioranza vuoi continuare a fare la minoranza in Aula,
  e  quindi,  eventualmente per portare avanti le norme devi  trovare
  sempre  l'accordo  col  Pd o coi 5 Stelle? Oppure  fai  maggioranza
  all'interno, con una regia, con una strategia che in questo disegno
  di  legge  è  mancata? Queste sono le domande che faccio  alla  mia
  maggioranza,  alla  mia  maggioranza  faccio  queste  domande,   se
  veramente vuole continuare ad andare avanti: perché, poi, di fronte
  alla  proposta di legge sul terzo mandato, il consigliere supplente
  che  erano  delle  norme, degli articoli che  si  agganciavano  tra
  l'altro a quello che è il dettato nazionale...
   Sono contento per quello che è successo perché dico, per quanto mi
  riguarda,  in  questa  legge se non ci fosse stato  il  voto  sulle
  donne,  sul  40% della rappresentanza di genere in Giunta,  sarebbe
  stata  una  Waterloo. Questa legge si salva solo ed  esclusivamente
  per  quel  voto e qualcuno che mi ha preceduto dicendo: "non  c'era
  bisogno, comunque, perché nelle giunte c'è stato il 50 per cento di
  donne..."  ebbene, devo dire no  La regola va fatta perché  non  va
  lasciato  al  buon senso dei singoli sindaci; la  scelta  del  40%,
  giusta la regola, così quanto meno per le prossime sindacature e le
  prossime consiliature, le Giunte, si dovranno adeguare
   Quindi,  ribadisco  il  voto è favorevole, e aggiungo:  attenzione
  maggioranza  torniamo  a fare la maggioranza  perché  poi  dobbiamo
  prendercela con noi stessi e non con la minoranza.

   ter/A

        Votazione finale del disegno di legge n. 738 Stralcio I
                           Commissione ter/A

   PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto.

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                  738

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge n. 738.
   Indìco  la votazione finale per scrutinio nominale del disegno  di
  legge.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per  scrutinio
  nominale:

   Presenti                 58
   Votanti                  50
   Maggioranza              26
   Favorevoli               50
   Contrari                 0
   Astenuti                 0

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  comunico l'ordine del  giorno  dell'Aula  di
  domani.
   Andremo  ad  incardinare  e a votare la proposta  di  delibera  in
  attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi  638-643
  della  legge  30  dicembre 2025 n. 139 relative alla  cancellazione
  della  restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle
  Regioni.  Impegno della Regione siciliana ad applicare al  bilancio
  di  previsione  un  risultato di amministrazione  pari  all'importo
  determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della  legge  n.
  199/2025.
   Quindi,  domani  si  voterà questa proposta  di  legge,  dopodiché
  incardineremo pure il riconoscimento di Comiso, Città della pace.

   La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì 18 febbraio 2026,  alle
  ore 15.00.

                   La seduta è tolta alle ore 19:01

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                       dott. Andrea Giurdanella