Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.50
Processo verbale delle sedute precedenti
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute nn. 227
del 10 febbraio 2026 e 228 dell'11 febbraio 2026 sono posti a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sono considerati approvati, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta. Invito, pertanto, i deputati
a munirsi per tempo della tessera personale di voto. Ricordo,
altresì, che anche la richiesta di verifica del numero legale (art.
85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto
(art. 127) sono effettuate mediante procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di svolgimento in Commissione di interrogazione
PRESIDENTE. Con nota protocollo n. 242/2026, dell'11 febbraio
2026, l'Ufficio di segreteria della IV Commissione legislativa
permanente Ambiente, territorio e mobilità ha comunicato che,
nella seduta n. 188 del 10 febbraio 2026, si è svolta
l'interrogazione n. 2283 Utilizzo del fondo di progettazione, ex
legge regionale n. 1 del 2024 , a firma dell'onorevole Varrica ed
altri.
L'onorevole Adriano Varrica, quale primo firmatario
dell'interrogazione, si è dichiarato soddisfatto della risposta
fornita dall'Assessore per le infrastrutture e la mobilità.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di superamento di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione da parte del Governo, nella seduta n. 223 del 27
gennaio 2026, dell'ordine del giorno n. 501, è da considerarsi
conseguentemente superata la mozione n. 326, in quanto di identico
contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulle conseguenze derivanti dai recenti eventi meteo avversi
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per tornare su una vicenda accaduta circa un mese fa in Sicilia,
che è stata e rimane drammatica: quella relativa al ciclone Harry e
ai danni evidenti che si sono determinati nella nostra comunità, in
una parte importante della nostra comunità.
Fortunatamente non ci sono stati morti, anche per il lavoro
prezioso fatto dalla Protezione civile, dai volontari, dai Vigili
del Fuoco, dai Carabinieri, dalle Forze dell'ordine.
Però, i danni materiali sono stati notevoli. Abbiamo apprezzato,
non c'è dubbio, la presenza di autorevoli esponenti: ieri a Niscemi
è andata la Presidente del Consiglio. Però, veda Presidente, non
bastano le testimonianze, le presenze.
Debbo dire che, da questo punto di vista, in tanti hanno dato
solidarietà, si sono presentati e si sono confrontati con una parte
anche significativa di quelle realtà colpite. Però, Presidente, noi
dobbiamo tenere il punto e dire che le nostre comunità hanno avuto
danni rilevanti.
Io parto, se lei permette dai danni minori tra virgolette, quelli
che hanno subito le aree interne, basta andare nelle nostre zone di
Siracusa, di Catania, a Lentini, a Scordia, a Palagonia, a
Militello, a Mineo, per vedere che gli agrumeti sono caratterizzati
dal fatto che a terra c'è il 70 per cento del prodotto.
Ora, quando un agrumeto perde questa parte rilevante, i produttori
debbono essere aiutati. Non c'è alcun segno. Sì Abbiamo letto che
l'Assessore per l'agricoltura ha indicato una serie di bandi che
potrebbero essere emanati, ma noi vogliamo puntualità, la vogliono
gli agricoltori che hanno anche incontrato autorevoli esponenti,
vedo qui il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Gaetano
Galvagno, che ha incontrato, ha parlato con loro, vogliono
puntualità, vogliono sapere rispetto ad un anno di lavoro che cosa
sarà dato a loro, non un ipotetico bando che sarà pubblicato e sarà
oggetto di utilizzazione da parte dei produttori, così come ci sono
le giornate lavorative, Presidente, lei è una persona che vive nel
suo territorio, e chi lavora come bracciante e non ha più la
possibilità di utilizzare questo strumento che è fondamentale per
avere un'indennità.
Siccome noi abbiamo sentito che è venuto l'onorevole Tajani per
parlare delle esportazioni, prima di parlare delle esportazioni,
parliamo con i produttori, parliamo con i produttori agricoli che
ad oggi non hanno alcun segnale, e soprattutto parliamo anche di un
ambito molto debole di questa agricoltura che è quello degli dei
braccianti.
E poi ci sono i territori devastati, parliamo dei territori della
riviera che parte da Siracusa e finisce a Messina, anche su questo
non mi pare... sì, sono stati dati circa 50 milioni per affrontare
le emergenze, ma a che cosa servono?
In quelle realtà dove c'è, tra l'altro un turismo balneare, si
deve intervenire e si deve intervenire in maniera consistente. Si è
detto che il Ministero voleva fare una verifica sulla entità dei
danni, seriamente, la faccia, ma non credo che ci siano danni per
meno di un miliardo di euro in questi territori, così come c'è la
vicenda di Niscemi, Presidente. E' una ferita aperta quella di
Niscemi e mi pare che anche su questo ci sia il diluire di una
serie di ipotesi: pare che ieri la Presidente abbia indicato 150
milioni di euro. Ma per fare che cosa?
Anche lì ci vogliono delle somme consistenti. E, allora,
Presidente, siccome non vogliamo fare chiacchiere, come Partito
Democratico, le diciamo che vogliamo che il Presidente della
Regione venga in Aula, la prossima settimana, martedì, a riferire
che cosa di concreto è stato dato per le nostre comunità.
Il Presidente della Regione non è Presidente del centrodestra, è
Presidente dei siciliani, e deve venire qui per dire che cosa ha
fatto nel confronto col Presidente del Consiglio, con il Governo,
perché non si può attendere, perché dalle nostre parti si dice:
"finita la festa gabbatu lu santu ", cioè finita l'emergenza
vedremo che cosa poi potrebbe accadere.
Lo sappiamo, c'è la dimenticanza, allora vogliamo subito che il
Governo si impegni, come si è impegnato per l'Emilia Romagna, per
la Toscana, non si possono utilizzare due pesi e due misure
Non ci sono le risorse? Noi pensiamo che ci siano le risorse.
Certo, il Governo ha affrontato tante spese, ha definito un piano
anche significativo su alcuni fronti, però non c'è dubbio che su
questo bisogna dare una risposta, perché riteniamo che sia
necessario che le popolazioni vengano rassicurate.
Non ci sono le risorse? Guardi, io non entro nel merito del
dibattito: facciamo il ponte, non lo facciamo, è a unica, campata;
non entro su questo, ma si prendano quelle risorse, ci vogliono due
miliardi di euro, è inutile che si gira e si rigira e si dice
vedremo, c'è una Commissione, valuterà, vedrà, non abbiamo bisogno
di Commissioni
Anche un ignorante, chiunque, chi non ha fatto neanche studi di
geologia, di ingegneria capisce che là c'è un dramma che si è
consumato e che deve trovare risposte. E queste risposte le deve
trovare attraverso un impegno dello Stato Perché lo Stato lo ha
fatto per altre realtà e deve fare anche per la Sicilia.
E' questo quello che chiediamo
Quindi, signor Presidente, martedì si presenti il Governo. Se non
può venire martedì il Presidente della Regione, Presidente
dell'Aula, venga mercoledì. Ma se non verranno, noi occuperemo
l'Aula
Noi del Partito Democratico lo chiediamo a tutti di occupare
l'Aula perché il Presidente deve rappresentare i siciliani
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, però il presidente Schifani, come
voi sapete, non è in Aula non perché non si sente di venire, ma
perché è impegnato a risolvere proprio le problematiche che stanno
attanagliando la Sicilia. Per quanto riguarda la presidente Meloni,
penso che non ha fatto passerella ma preso delle decisioni
importanti da parte del Governo, anche perché è l'unica che le
poteva prendere, e ha dato anche un segnale forte di presenza dello
Stato nel nostro territorio, dando anche la possibilità al
Presidente nazionale della Protezione civile, che è responsabile,
che vede veramente come verranno gestiti i fondi, di organizzare
tutto.
Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Primavera. Ne ha
facoltà.
PRIMAVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo oggi
in quest'Aula perché ritengo che sia stata intaccata per ciò che
riguarda... la mia condotta parlamentare, così come quella di altri
colleghi, a seguito di ciò che è accaduto nella precedente seduta,
e mi riferisco al momento in cui si è votato il famoso, il
famigerato articolo 10.
Tengo a fare questa precisazione, signor Presidente e colleghi
deputati, perché il Gruppo di mia appartenenza, con la
dichiarazione dell'onorevole Di Mauro, è stato abbastanza chiaro.
PRESIDENTE. Non riesco a sentire quello che vuole dire l'onorevole
Primavera.
Un po' di silenzio, un po'di rispetto, gentilmente.
PRIMAVERA. Il mio Capogruppo, in nome e per conto del Gruppo, ha
dichiarato la propria contrarietà sull'articolo 10 per questioni di
merito assai dettagliate: la mancanza della copertura finanziaria;
la metodologia di formulazione della norma che appariva come la
costruzione attraverso la regolamentazione di una domanda che già
trovava un'offerta sul mercato elettronico; e poi l'aspetto
circostanziale della norma che si riferiva esclusivamente agli
uffici urbanistici dei comuni.
Sappiamo che l'urbanistica è una materia assai delicata i cui
dati, la cui raccolta di dati rappresenta anche un know how
rilevante in determinati settori economici che lavorano proprio su
questi dati.
E poi altre motivazioni che sono seguite e che oggi abbiamo letto
sui giornali, su un articolo di stampa, dossier contro dossier...
Ciò che risulta evidente, signor Presidente e colleghi deputati, è
come ci sia una certa influenza - legittima, per carità - da parte
di soggetti esterni nell'attività legislativa in questa sede o
governativa, in altre sedi.
E, allora, ritengo opportuno, signor Presidente, fare rispolverare
a quest'Aula un disegno di legge che proprio lo scorso anno
presentai e che mira a regolamentare l'attività di lobbying in
questa Regione siciliana.
Il lobbying può apparire come con una brutta parola rispetto alla
nostra cultura politica e al nostro contesto, ma io ritengo che
soltanto attraverso una legge, che possa rendere trasparenti le
rappresentanze di interessi sia presso il legislatore che presso il
Governo, possa essere un modo per evitare che questi equivoci
accadano e si possa creare una mistificazione.
Allora, invito i colleghi, invito la I Commissione a rispolverare
questo argomento e a trattare questo disegno di legge, cosa che
nella scorsa legislatura è stata anche portata avanti e su cui ha
lavorato il Gruppo del Movimento 5 Stelle.
E' un'occasione propizia questa ed evitiamo, poi, con le
mistificazioni sul voto segreto, sui franchi tiratori... Nessuno si
è nascosto dietro un dito Noi siamo stati chiari nel nostro
intervento e abbiamo ribadito la nostra contrarietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, intervengo sull'ordine dei lavori riprendendo anche le
considerazioni esposte poc'anzi dal collega Burtone ma partendo dal
disegno di legge che oggi - mi auguro - venga definitivamente
approvato.
Quest'Aula ha dato prova da qui a diverse settimane di non
comprendere cosa significa l'attività legislativa e come la stessa
vada ancorata a ciò che sta accadendo nel resto della Sicilia.
Dovevamo fare un disegno di legge a sostegno degli enti locali ma è
diventato un disegno di legge per gli amministratori locali.
Noi sappiamo, signor Presidente, che i comuni hanno bisogno di ben
altra attività legislativa, hanno bisogno di risorse adeguate per
fare fronte ai servizi essenziali, all'assunzione di personale, a
piani di investimento per il territorio che è messo a dura prova
dai cambiamenti climatici. Eppure questo Parlamento è imbrigliato,
da circa un mese, su questioni che riguardano una ristretta élite
di ceto politico e non riesce ad approvare definitivamente questo
disegno di legge.
Noi chiediamo, anche alla luce di quello che è successo la
settimana scorsa, di porre la parola fine all'indecenza che questo
Parlamento ha messo in atto, anche perché dovremmo occuparci dei
problemi veri e reali che riguardano i siciliani.
Vedo visite lampo nei luoghi colpiti dal ciclone, vedo annunci di
stanziamenti di risorse di riprogrammazione di fondi europei, vedo
comunicati roboanti circa l'assegnazione di 16 alloggi alle
popolazioni che non hanno più una casa, ricordando che sono più di
500 le famiglie siciliane e soprattutto quelle di Niscemi che
purtroppo non possono rientrare nella propria abitazione.
Io credo che la politica debba dare un segno di sobrietà e
soprattutto un segnale di sapersi occupare realmente delle
questioni che riguardano la vita dei cittadini e i problemi della
Sicilia. Il presidente Schifani ha annunciato lo stanziamento di
più di cinquecento milioni di euro di fondi extra regionali per
l'emergenza maltempo, il Governo nazionale altre risorse. Ma la
domanda che noi poniamo é: quando questi fondi arriveranno,
materialmente, nelle tasche dei cittadini colpiti? Delle attività
produttive? Degli agricoltori che hanno subito danni? Perché, come
dire, il rallentamento delle procedure burocratiche o, molto
spesso, le illusioni create dai comunicati stampa che poi, a
distanza di mesi, non portano a nulla di concreto per i cittadini,
non fanno altro che alimentare la disillusione dei cittadini nei
confronti della politica regionale e di questo Parlamento.
Serve uno scatto d'orgoglio, serve che venga ripristinato un clima
politico e istituzionale in grado di poter produrre un'attività
legislativa che sia coerente con i bisogni reali dei cittadini.
Auspico che quest'oggi si ponga fine al disegno di legge, non al
disegno di legge "enti locali", ma al disegno di legge
"amministratori locali" e da domani questo Parlamento e le
Commissioni di merito possano occuparsi di ben altre questioni
sulle quali i cittadini attendono risposte concrete.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
il mio intervento nasce dopo il risultato del voto segreto della
settimana scorsa, quando mi sono ritrovata additata come "franco
tiratore". Franco sì, tiratore no, perché il mio voto e la mia
volontà di voto sono sempre state palesi
Tornando all'articolo 10, la I Commissione, vedo solo il
Presidente quindi mi rivolgerò al Presidente della I Commissione,
questa norma che ci portiamo ormai da parecchio tempo, doveva
contenere non più di 4 - 5 articoli e metterci allo stesso livello
del resto d'Italia dopo dodici anni. In realtà, dopo dodici anni,
noi siamo ancora indietro e, magari, oggi continueremo a non fare
nulla per mantenere questa distanza che sta diventando
insormontabile tra il resto d'Italia e la Regione siciliana. E io
anche per questo anticipo - e non voterò più col voto segreto - che
ogni qualvolta verrà chiesto il voto segreto farò la mia
dichiarazione di voto palese, perché non temo nessuno: mi fido e mi
affido alle mie idee. Tornando all'articolo 10, da sindaco, mi
rivolgo alla I Commissione e chiedo: con quale criterio, senza
oneri per la Regione, si poteva immaginare di far gravare sui
comuni una digitalizzazione che ha costi proibitivi? Qual è il
criterio per cui chi ha votato no ad uno scempio di questo tipo, ad
una norma tranello debba essere considerata un franco tiratore? Io,
a testa alta e guardando quei siciliani che su di me hanno riposto
la loro fiducia, ribadisco con maggiore fermezza il mio no a
quell'articolo 10, che è un articolo della vergogna Ogni norma che
facciamo, se non teniamo gli occhi aperti, in ogni articolo c'è un
tranello, e qui il tranello era chiaro, chiarissimo
Vorrei capire con quali fondi i comuni dovevano digitalizzare,
guarda caso però solo un settore ed un settore specifico
dell'ufficio tecnico, cioè a dire l'urbanistica. Bene, ho portato
qui e vorrei che lo vedeste, un preventivo fatto in un comune del
trapanese nel 2023 per servizi di classificazione, digitalizzazione
dell'archivio amministrativo composto da delibere comunali, di
Giunta, contratti e ordinanze sindacali; cioè poca roba, se
volessimo dire Bene, lo sapete quanto è stato il preventivo fatto
al comune? Centottanta mila euro, più Iva, e si arrivava a
duecentotrentamila euro e il comune, ovviamente, non lo ha fatto. I
nostri comuni - menomale, il mio no e non lo porterò in dissesto
sicuramente - ma molti comuni sono o già in dissesto o sull'orlo
del dissesto.
Mi chiedo: ma con quale criterio questo Parlamento poteva varare
una norma che prevede al suo interno, non solo di digitalizzare, ma
di mettere a repentaglio notizie sensibili? Perché gli uffici
urbanistici, chi digitalizza questi uffici ha accesso ad
informazioni di enorme valore economico: sa dove si può costruire,
dove ci sono abusi potenzialmente sanabili, dove stanno per
cambiare le destinazioni d'uso dei terreni. Per operatori
immobiliari, costruttori edili o per chiunque faccia speculazione
edilizia, queste norme valgono oro e, allora, io alla Commissione I
pongo... scusate, però, veramente, fare delle domande in questo
Parlamento è impossibile Allora, io pongo due, tre domande
semplicissime, dopo ho chiuso il mio intervento.
Io chiedo alla Commissione: ma questi contributi tecnici sono
arrivati da soggetti privati? Come ha fatto una Commissione
parlamentare, che poco ha a che vedere con il GED, con il PagoPA e
con tutto il resto, a formulare un articolo di quel tipo? Ci
saranno stati degli interessi? Vi hanno chiesto di inserire questo
articolo? A quale fine? Perché a carico dei comuni? E non mi si
venga a dire, e non mi si venga a parlare del PNRR Tutti sappiamo,
pure le pietre, che il PNRR è scaduto, come lo yogurt, nel 2026 i
fondi sono archiviati
Allora, chiedo: quali sono gli interessi? Perché questo articolo
10, non solo doveva essere votato, ma si è creato un tranello e di
questo chi rappresenta in Parlamento il Governo - ma oggi non lo
vedo - dovrebbe rispondere Perché creare il tranello per i
colleghi per farli apparire disubbidienti, per fare l'elenco al
Presidente della Regione tra buoni e cattivi? Mettetevi dove mi
pare, io starò sempre e solo dalla parte dei cittadini
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca.
È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, allora, noi abbiamo, già all'inizio
della discussione di questo disegno di legge "Enti locali"... ho
presentato un ordine del giorno, rifacendomi un po' a quelle che
sono le parole del Presidente Mattarella: "La condizione delle
donne attesta il grado di civiltà raggiunto da un Paese e,
sicuramente, il primo parametro per misurare la condizione delle
donne è certamente riferito al fenomeno della violenza fisica e
psicologica subita".
Noi sappiamo bene quanto, se guardiamo i dati ISTAT, del report,
sulla sicurezza delle donne del 2025... noi abbiamo dei numeri
incredibili, perché 6,4 milioni di donne hanno subìto - quindi,
diciamo, il 32% - hanno subìto, almeno una volta nella vita,
violenza fisica, psicologica o sessuale.
E considerando questi dati, naturalmente, siamo andati oltre,
perché abbiamo visto anche le piazze che si sono riempite in questi
giorni, la domenica, sulla manifestazione per il consenso contro il
disegno di legge "Stupri".
Allora, già la Camera dei deputati aveva approvato con una
modifica all'articolo 609 bis del codice penale, che era, appunto,
volta ad introdurre il riferimento al consenso libero e attuale.
Nel corso dell'esame al Senato, purtroppo, abbiamo assistito a un
ribaltamento di questa decisione, mettendo avanti, non più il
consenso, ma riformulandolo, mettendo, non più l'attenzione sulla
presenza di un consenso libero, attuale e volontario, ma ribaltando
l'impianto fondato sul consenso, rendendo, quindi, più difficile il
riconoscimento della violenza sessuale; quindi, facendo passi
indietro e riportando la donna, di nuovo, a dover dimostrare di
aver subito una violenza, a dover dimostrare che ha detto "no",
dovendo subire, quindi, anche in fase processuale, un'attenzione e
anche una strumentalizzazione sul corpo e sulla sua reazione.
Proprio per questo, ho presentato un ordine del giorno, perché
credo che sia un tema su cui dobbiamo continuare a battere, non
possiamo allentare l'attenzione e, quindi, impegnando il Governo
regionale, non solo a dare sempre maggiore azione di sostegno ai
centri antiviolenza, alle case famiglie, a mettere in campo tutti
quei progetti che possono essere, anche, di sensibilizzazione nelle
scuole su questo tema; ma, soprattutto, chiediamo al Governo
regionale di prendere anche una posizione chiara proprio sul
disegno di legge "Stupri" o "Bongiorno" - come lo vogliamo chiamare
- e, quindi, intervenire anche presso il Governo nazionale, perché
quello che chiediamo è il ritiro di questo emendamento "Bongiorno".
Quindi, questo ordine del giorno spero che possa essere condiviso.
Oggi è firmato dal Gruppo parlamentare del Partito Democratico;
spero che possa essere condiviso, non solo dalle donne, ma anche
dai colleghi - quindi, dalle colleghe parlamentari ma anche dai
colleghi parlamentari - perché, ricordando sempre che dietro una
donna c'è... una donna è sempre la moglie, la figlia o la sorella
di un uomo Quindi, questo è un tema trasversale e proprio perché
tale, siccome rientra anche in questo tipo di iniziative il disegno
di legge che stiamo portando avanti, spero di poter portare avanti
questo ordine del giorno con la condivisione di tutti i Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. Invito i colleghi ad attenersi all'argomento
dell'ordine del giorno, perché, se no, qua usciamo tutti fuori
fase.
E' iscritto a parlare l'onore Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
al disegno di legge in discussione, rispetto alla mia richiesta di
intervento, per puntualizzare che cosa? Condivido alcune
considerazioni, fatte poc'anzi da colleghi, che sono intervenuti
prima di me.
L'onorevole La Rocca Ruvolo di cui ho condiviso i toni
dell'intervento e anche il contenuto, però, ha - secondo me errato
- nel rivolgersi alla I Commissione.
Io faccio parte di quella Commissione, insieme ad alcuni colleghi
di opposizione e, onorevole, lei avrebbe dovuto rivolgersi ai suoi
colleghi di I Commissione di maggioranza, perché quella norma e
quelle norme arrivano in Aula dopo essere state discusse in
Commissione e votate dai componenti della I Commissione, che sono
suoi colleghi di Partito, suoi colleghi di maggioranza
A scanso di equivoci, perché rivolgendosi alla I Commissione, si
rivolge anche a quella parte politica che, in I Commissione, svolge
il proprio dovere, cercando di correggere, a volte, le distrazioni
del Governo e della maggioranza e, più volte, proprio in quella I
Commissione, onorevole La Rocca Ruvolo, abbiamo fatto notare che le
esigenze dei sindaci, degli amministratori, probabilmente, erano
altre; le esigenze dei comuni, probabilmente, non erano
rappresentate dal colore della fascia del Presidente del Consiglio
comunale; le esigenze degli enti locali, probabilmente, questa
maggioranza
le ha perse di vista
Sono profondamente addolorato per questa profonda spaccatura che
c'è nella maggioranza e spero si ricomponga nei toni, nei termini,
per fare un servizio e rendere un servizio a questa Terra.
Sostanzialmente, quello che sta cadendo nei comuni, io e
l'assessore Dagnino - che ora non vedo - ci siamo conosciuti in
quest'Aula quando gli consegnai tremila firme per la realizzazione
di un impianto di dissalazione nel comune di Licata che pativa la
crisi idrica e aveva raggiunto 15-20 giorni nei turni di
erogazione; oggi il comune di Canicattì, sempre in provincia di
Agrigento, si trova a vivere una drammatica situazione rispetto a
una crisi annunciata. Lo sa di chi è la responsabilità, caro
Presidente? Dei cittadini di Canicattì, perché loro sono i
responsabili, così sono stati additati, cioè la politica tutta che
ha la responsabilità di aver creato questa situazione oggi mette
sul banco degli imputati i cittadini, perché c'è chi non si è
allacciato alla rete idrica, c'è l'autobottista che porta l'acqua
ai cittadini... Ma chi l'ha creata questa situazione? Chi ha
scambiato gli ATO idrici e gli ATO rifiuti come serbatoi per la
clientela, i cittadini o la classe politica che oggi punta il dito
contro? Non possiamo tollerare questa situazione, diamo ai
cittadini un tempo adeguato per allacciarsi alla rete idrica perché
nessuno vuole evadere o delinquere e cerchiamo di essere seri come
classe politica di questa Regione ad affrontare le situazioni e le
vere emergenze che attanagliano i territori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché mi fa piacere potere chiarire alcune cose che
sono successe la scorsa settimana. Intanto, una riflessione su
questo articolo 10: l'idea di indicare un termine preciso di 120
giorni, senza alcuna copertura finanziaria lascia in me molti dubbi
sull'applicazione della legge, e non voglio aggiungere altro, nel
senso che o l'attività della I Commissione poneva in condizione i
comuni attraverso un'indicazione di posta in bilancio adeguata o
l'idea di indicare i termini di 120 giorni altro non voleva dire
che considerato che c'erano stati alcuni dirigenti e forse anche i
sindaci che si erano opposti, è prevalsa l'idea di fare una
normativa che imponesse all'amministrazione comunale la
realizzazione a tutti i costi di una infrastruttura. E quale
infrastruttura poteva essere? Poteva essere un'infrastruttura che
determinava un ritorno di natura economica: guarda caso il ritorno
di natura economica non poteva essere che finalizzato a chi andava
a costruire questa struttura, con danno ovviamente delle famiglie
che avevano l'aumento dei costi nella richiesta dei documenti e con
a sua volta nocumento nei confronti dei comuni per un mancato
incasso
E a tutto questo che è stato da noi sollevato con esplicita
chiarezza, si è aggiunto anche il comportamento del collega
Sammartino, perché l'onorevole Sammartino è assessore ai rapporti
col Parlamento, un assessore che ovviamente appartiene ad una
maggioranza ed un assessore che deve certamente rappresentare la
sua parte politica ma non può dare indicazione di togliere il
tesserino solo a una parte della maggioranza e non agli altri...
(Brusìo in Aula)
perché questo è un comportamento, onorevole Sammartino, che è
funzionale soltanto ad andare a riferire al Presidente chi ha
votato e chi non ha votato. Qui franchi tiratori non ce ne sono,
onorevole Sammartino, tanto per essere chiari, ma qui c'è gente che
non ha condiviso questo articolo di legge alla luce del sole, come
possibilmente è rimasta delusa anche da un disegno di legge che
doveva essere a favore dei comuni ma invece si è trattato di una
materia elettorale senza che vi sia stata, lasciatemelo dire, una
condivisione con i partiti e si è semplicemente dato sfogo alle
esigenze di tanti colleghi che in questo Parlamento hanno
sollecitato nel 2025 un'indicazione, nel 2026 poi ne hanno avuta
un'altra sempre sullo stesso articolo e oggi ci troviamo ad essere
impantanati su alcune cose
Sull'articolo 10 possiamo discutere quanto vogliamo in futuro, a
condizione che il Governo della Regione metta delle risorse per
potere aiutare seriamente i comuni nell'espletamento delle proprie
attività. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io sto ascoltando diversi colleghi
che sono tornati su un punto su cui l'Aula si è espressa bocciando
l'articolo 10 di quel disegno di legge.
Vorrei ricordare che il sottoscritto si è alzato in Aula chiedendo
chiarimenti su una norma in cui sentiva puzza di bruciato, non la
comprendeva per com'era scritta, per gli obiettivi e le finalità
che essa conteneva.
Quello che mi ha e mi preoccupa ancora ora è la disattenzione con
cui quest'Aula sta affrontando alcune norme: quella dell'articolo
10 era una norma che definirla pericolosa - diciamo - forse è poca
cosa, forse bisogna esplicitarla che cosa era, qual era il
contenuto di quella norma.
Con quella norma si autorizzavano i Comuni a privatizzare i propri
archivi urbanistici, consentendo a coloro che facevano la
digitalizzazione di riscuotere i canoni della certificazione.
Quindi, una vera privatizzazione, di fatto, di uomini e forse
anche di donne che stanno tornando a girare con le valigette nei
comuni e anche negli uffici di questa Regione
Siamo in piena fase di "faccendieri" che operano e che agiscono,
in qualche modo, condizionando anche esponenti politici al fine di
avere norme, come quella che è stata inserita in questo testo di
legge, con l'obiettivo di fare interessi privati e cercando anche
di nascondersi perché quella norma era una norma, come dire, che si
nascondeva se non fosse stato in qualche modo intercettato
l'obiettivo che di fatto conteneva quella stessa norma
Ed è molto grave che questo sia avvenuto ed è ancora più grave che
la maggioranza o una parte di essa - io ho apprezzato l'onorevole
La Rocca Ruvolo per quello che ha detto - ha cercato di far mancare
il numero legale, far saltare il voto su questo articolo sapendo
che in quel momento avrebbe perso.
Qual era l'obiettivo allora della maggioranza? Volere
quell'articolo? A cosa si doveva rispondere? A chi si doveva
rispondere? Io credo che sia molto grave quello che è avvenuto, non
è una barzelletta quello che è avvenuto e chiedo ai colleghi, a
quelli in buona fede, apritevi gli occhi quando arriva un articolo,
un emendamento: in Parlamento nulla è neutro, c'è sempre dietro un
obiettivo e quando quell'obiettivo non è esplicitato quelli sono
gli emendamenti o le norme più pericolose
Ecco perché ho fatto bene a porre il tema e meno male che l'Aula
ha respinto quell'articolo 10 del testo che era stato depositato in
questo Parlamento.
Ce n'è qualche altro in questo disegno di legge perché questo
disegno di legge non è solo "raccogliticcio". Io faccio una critica
al Governo, Assessore Sammartino, un testo che doveva recepire le
norme nazionali, il dovere del Governo era predisporre un atto
proprio da presentare al Parlamento, recependo sia le norme
contenute nella legislazione nazionale - che aspettano da dodici
anni come quella della rappresentanza di genere nelle giunte, sia
quella del terzo mandato visto che è una legge dello Stato.
Il Governo si è sottratto rispetto a questa responsabilità,
lasciando che il Parlamento, e che nel Parlamento, si manifestasse
un testo di legge che è raccogliticcio e che, come si è visto,
contiene e conteneva - e qualche altra norma ancora lo contiene -
obiettivi che nulla avevano a che vedere con le questioni sia del
terzo mandato sia della rappresentanza di genere: si voleva
utilizzare un treno per metterci qualche vagone e costruire qualche
interesse privato e forse non solo privato, nel senso che non tanti
interessi legittimi nella vita pubblica di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo, colleghi deputati, questo
sabato, il 21 febbraio, si svolgerà la seconda edizione del
convegno regionale per le politiche giovanili. Ho sentito tanti
amministratori e tanti colleghi politici che si sono riempiti la
bocca di politiche giovanili per evitare la fuga dei giovani, la
fuga dei cervelli, e allora io vorrei capire perché tutte le volte
che questo disegno di legge sugli enti locali è approdato in
Commissione, la stessa Commissione ha bocciato la mia proposta per
le quote degli under 35 nelle giunte comunali
Qua abbiamo una folta rappresentanza femminile, ci siamo battuti
per le quote di genere, per il 40% nelle giunte, ma la democrazia è
partecipazione, è allargare al massimo la platea, quindi, anche i
giovani e anche gli under 35 devono essere rappresentati e devono
avere una quota adeguata in tutte le giunte comunali E non mi
fermo qua, perché la quota degli under 35 dovrebbe essere anche nei
CdA delle società partecipate, di tutti gli enti che hanno a che
fare con gli enti pubblici e la Regione in primis. E invece che
cosa facciamo? Lo abbiamo sempre bocciato, come se il confronto con
questi giovani, che invece sono altamente formati e potrebbero dare
alle amministrazioni un punto di vista diverso e una marcia in più,
facesse quasi paura
E' con lo stesso principio che ora non si faranno votare tutti
fuori i fuori sede all'estero, cioè parliamo tanto di includere i
giovani nella vita politica delle nostra città, e invece
presentiamo norme per il terzo mandato dei sindaci dei comuni sotto
i 15.000 abitanti, il mandato a vita per i sindaci dei comuni sotto
i 5.000 abitanti, e no Dobbiamo inserire i giovani nella vita
politica, quindi non capisco perché tutte le volte che ho
presentato l'articolo per gli under 35 nelle giunte mi è stato
bocciato direttamente nelle Commissioni. È un tema importante e che
va affrontato, è un tema di fondamentale importanza perché ne va
anche della rigenerazione della vita politica del nostro Paese.
Noi non possiamo stare sempre legati alle poltrone, ci vuole un
ricambio generazionale e questo è un primo passo per coinvolgere i
ragazzi più giovani nella politica Poi ci lamentiamo che si
disinteressano, che non vanno a votare, che non vogliono saperne
nulla della politica, è questo modo di fare che li respinge Siamo
noi stessi che non ci vogliamo assumere la responsabilità di fare
entrare i giovani nella vita politica del nostro Paese
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona, prego
onorevole.
GIAMBONA. Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, Governo, io
ritengo che è il momento probabilmente di riprendere e di riportare
la discussione nei giusti binari. Questa Assemblea, e in particolar
modo la maggioranza, la scorsa settimana non ha dato una grande
dimostrazione di sé, lo abbiamo visto: veti, fuochi incrociati,
franchi tiratori.
Obiettivamente, è andato in scena un anticipo di Carnevale, ce lo
possiamo pure dire Una maggioranza spaccata che ormai è sotto gli
occhi di tutti da buon tempo a questa parte. Ma per dare senso a
questo Parlamento bisogna probabilmente velocizzare, velocizzare
oltremodo quelli che sono i lavori di questa Assemblea, perché è
impensabile che dall'inizio del 2026 si sia esitata solamente una
norma. Un recente articolo di stampa riporta una ricostruzione: i
lavori di questo Parlamento costano 11 mila euro al minuto. Noi
riteniamo che sia necessario dare all'esterno, ai cittadini,
risposte rispetto a quelle che sono le tante esigenze da risolvere
nella nostra Terra: parlare di economia, di sviluppo, di crescita,
di infrastrutture, di sanità.
Ebbene, siamo ancorati a questa norma sugli enti locali ormai da
due anni e mezzo Una norma che noi intendevamo di tutt'altra
natura, che risolvesse i problemi delle nostre comunità, che
permettesse loro di avere le risorse per garantire quelli che sono
i servizi al cittadino. Invece questa norma, in buona parte,
anziché parlare alle nostre comunità, ha l'obiettivo di parlare
alle segreterie, di parlare all'apparato, e fondamentalmente non dà
risposte a quelle che noi riteniamo essere esigenze assolutamente
prioritarie.
In tutto questo, si è voluto portare avanti e sono ben
consapevole rispetto a quello che si è votato nei giorni scorsi
la nostra volontà chiara di bocciare l'articolo 10, che non solo
non aveva esigenza di essere portato avanti in questo Parlamento,
perché c'è una norma nazionale che già lo prevede, ma aveva
semplicemente l'obiettivo di scaricare, come al solito,
responsabilità, oneri e costi sui comuni siciliani. Ecco perché noi
ci siamo messi di traverso e abbiamo chiesto l'abrogazione e
abbiamo ottenuto l'abrogazione di quella norma
Oggi pomeriggio, alle 15.00, c'è stato, Presidente dell'Assemblea,
un sit-in qui davanti a Palazzo dei Normanni: tante donne,
tantissime donne, ma anche tanti uomini, a supportare quello che
già è un articolo che questo Parlamento ha deciso giustamente di
approvare. Mi riferisco all'allineamento rispetto alla normativa
nazionale del 40 per cento di genere nelle giunte siciliane.
In queste ultime ore sono uscite indiscrezioni, Presidente e
colleghi, che vedrebbero tutta la norma, per così dire, in
discussione. Io ritengo che su questo tema, considerato che la
Regione Siciliana è fortemente indietro sotto tanti aspetti dal
punto di vista educativo, dal punto di vista culturale, dal punto
di vista della vicinanza delle istituzioni noi non possiamo fare
alcun passo indietro. Per cui, sull'articolo che ha ad oggetto le
quote di genere nelle giunte siciliane, noi faremo le barricate e
chiederemo esplicitamente che si vada con il voto palese, perché
non è ammissibile alcun passo indietro
Per il resto, dobbiamo archiviare la norma sugli enti locali È
impensabile che una norma di questo tipo sia da tre anni che va
avanti e indietro tra Commissione e Parlamento e non affrontiamo le
questioni vere dei siciliani. Archiviamo questa norma, onorevoli
colleghi, e andiamo avanti su tanti temi che stanno a cuore dei
siciliani.
Concludo, con la questione di Niscemi e dell'uragano Harry. Il
Parlamento nazionale ha avuto un'occasione: una proposta del
Partito Democratico, ovvero quella di sospendere tasse e tributi
per le popolazioni colpite, e mi riferisco per chi ha perso la
casa, per chi ha perso attività commerciali. Ebbene, la maggioranza
Meloni ha deciso di non accogliere questa proposta. Ecco perché
noi, come parlamentari regionali, abbiamo deciso di presentare una
proposta al Presidente Schifani e alla sua maggioranza: se è vero
che da Roma queste risposte di attenzione al territorio non
arrivano, perché non farlo a livello regionale, sospendendo l'IRAP,
sospendendo i tributi locali, sospendendo l'imposta di bollo per
quelle popolazioni che sono colpite, per quelle popolazioni che
hanno bisogno di aiuto e per le quali noi non ci possiamo tirare
indietro.
Grazie.
PRESIDENTE. Sono finiti gli interventi. Si passa al seguito del
disegno di legge "Norme riguardanti gli enti locali" (n. 738
Stralcio I Comm ter/A).
Si passa all'esame dell'art. 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Norme in materia di supplenza e di incompatibilità
1. All'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 è
aggiunto il seguente comma:
4-bis Nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti,
qualora un consigliere comunale assuma la carica di assessore
comunale nella rispettiva giunta, è sospeso dalla carica di
consigliere all'atto dell'accettazione della nomina ed al suo posto
subentra il primo dei non eletti nella medesima lista come
consigliere comunale supplente per la durata dello svolgimento
della carica di assessore.
2. Il comma 3 dell'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267 e successive modificazioni, trova applicazione
nell'ordinamento legislativo della Regione.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 entrano in vigore il giorno
stesso della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana.».
Benissimo. C'è richiesta di voto segreto? Allora, c'è un
soppressivo dell'onorevole Catanzaro che è il 7.5, lo mantiene o lo
ritira? Ha chiesto il voto segreto, figurati
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto al soppressivo.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.5, soppressivo dell'articolo 7. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 32
Contrari 22
Astenuti 0
(E' approvato )
La norma è bocciata.
Adesso, si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifica termini per rimborso somme del fondo di rotazione per la
progettazione
1. Al comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6, le parole "nel termine di cinque anni" sono sostituite
dalle seguenti: "nel termine di otto anni".».
C'è un soppressivo dell'onorevole Catanzaro. È mantenuto o è
ritirato? Vuole relazionare su cosa? Si vota il mantenimento
dell'articolo perché ci sono soltanto soppressivi. Pongo in
votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Finanziamenti per opere aventi finalità culturali
1. Al comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 dopo le parole e loro infrastrutture sono aggiunte le
seguenti: nonché per la realizzazione di nuove opere per finalità
culturali .».
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Semplicemente per chiedere al Governo e alla
Commissione se ci spiegano cosa è questo articolo 12 e soprattutto
cosa andiamo ad aggiungere: "nonché per la realizzazione di nuove
opere per finalità culturali", perché non è chiaro a cosa si
riferisce...
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Grazie,
Presidente, io non sono voluto intervenire prima, anche in
risposta, quanto meno a precisare quello che è stato il lavoro
d'Aula e quello che era questo disegno di legge, ma credo che ora,
viste le sollecitazioni da parte di alcuni deputati, io mi sento
l'obbligo di chiarire cosa stiamo votando e quello che è il disegno
di legge.
Il disegno di legge, non è altro che lo stralcio di norme
ordinamentali della scorsa finanziaria, significa finanziaria 2025,
che è stato mandato in Commissione, per essere assemblato e per
poterlo far diventare un disegno di legge e inviarlo in Aula.
Questo non è un disegno di legge che riguarda la riforma degli
enti locali, o un disegno di legge che nasce da un progetto ben
definito, ma sono norme che provengono da opposizione e
maggioranza, che erano state presentate all'interno della
finanziaria 2025, che sono state mandate in Commissione per formare
un disegno di legge e inviarle... quindi, non è nient'altro che un
disegno di legge che proviene, da che devono essere soltanto
quattro articoli, che erano il recepimento di norme nazionali,
tutto il resto.
Quindi, dobbiamo dirlo anche per chi ci guarda da fuori e chi
ascolta, quindi, è un disegno di legge vecchio del 2025, che è
stato inviato in Parlamento nel maggio del 2025, che è rimasto in
giacenza per tutti questi mesi, e che oggi ce lo troviamo in
Parlamento a votarlo, dove per caso si è voluto che due norme di
quelle inserite all'interno di quel disegno di legge, che
provenivano da un'attività parlamentare presentata nella
finanziaria riguardavano il terzo mandato, e quindi l'abbiamo
approvato, pensato prima che venisse approvato a livello
nazionale, o quello della quota del quaranta per cento delle donne
che si era pensato già in finanziaria prima dell'approvazione della
norma finanziaria o quanto meno nella direzione della norma
finanziaria.
Quindi, questo è il disegno di legge di cui noi oggi stiamo
parlando e stiamo approvando in Commissione... quindi, sono norme
che provengono da iniziativa parlamentare che erano state inserite
nella finanziaria, che sono state stralciate e inviate in
Commissione per poterle fare diventare un disegno di legge. Lo
stesso che abbiamo fatto in Commissione già, ed è in Aula, per
quanto riguarda quelli di competenza per la finanziaria 2026.
Quindi, anche per portarlo a conoscenza del Parlamento, abbiamo
fatto lo stesso lavoro in modo veloce e celere e riguarda la
finanziaria 2026 già in Aula per poterlo votare.
Se poi si voterà fra un anno, si dirà che sono norme vecchie che
non sono più attinenti... ma certo, perché lo voteremo dopo un
anno
Quindi, questo è questo disegno di legge, senza che ci sia dietro
un disegno non so di cosa, ma non è altro che è un passaggio di
norme che vengono inviate in Commissione per farle diventare
disegno di legge e portarle in Aula
Quindi questo. Andare a vedere il finanziamento di opere
pubbliche, è una norma, l'articolo 12, di un emendamento presentato
da un deputato... l'articolo 12 è un articolo che proviene da un
emendamento presentato da un deputato, e non so chi sia il
deputato, perché nessuno di noi quando ci sono stati inviati... non
è stato detto neanche da quale componente era stato presentato
perché facevano parte già del maxiemendamento finale; nonché, circa
la realizzazione su un articolo 13 della legge regionale 12 maggio
2020 n. 9 le parole "sole infrastrutture" siano state anche
allargate a "nonché la realizzazione di nuove opere di finalità
culturale".
Può essere che questa norma già sia passata, che riguarda una
norma che in quel caso era attinente a una norma dell'anno
precedente e che oggi ormai è diventata vecchia rispetto a quella
che è la finalità che si prefiggeva in quel momento e che è stata
inviata in Commissione, che era stata presentata in Commissione.
Quindi, è una norma che si può benissimo bocciare, se si ritiene
non più attinente rispetto a quella che era stata la finalità nella
finanziaria 2025.
Non so neanche a chi appartiene, a quale deputato appartenga, ma
io penso che sia giusto anche bocciarla perché penso che non sia
neanche attinente a quello che era lo scopo della finanziaria 2025.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo perché
ovviamente poi alla fine sull'articolo 12 chiedevamo noi di capire
da parte del Presidente della Commissione cosa ci volesse dire
questa norma, però, alla fine del suo ragionamento abbiamo capito
che non chiediamo, Presidente Abbate... siccome io ho l'emendamento
soppressivo quindi siamo d'accordo che questa norma, non sapendo di
che cosa si tratti, la bocciamo
Quindi, per quanto ci riguarda, presidente Abbate, noi la vogliamo
bocciare: ribadisco, quindi, per quanto ci riguarda possiamo
bocciare questa norma se siamo tutti d'accordo nel farlo.
Grazie.
PRESIDENTE. Sull'articolo 12, il parere della Commissione?
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Tagliando antifrode
1. All' articolo 12 della legge regionale 15 settembre 1997, n.
35, è aggiunto il seguente comma:
2 bis. Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile,
dotato di codice progressivo alfanumerico generato in serie,
denominato tagliando antifrode', che è rimosso e conservato dagli
uffici elettorali prima dell'inserimento della scheda nell'urna.
2. Il primo comma dell'articolo 32, del Testo Unico delle leggi
per l'elezione dei Consigli comunali nella Regione siciliana,
approvato con decreto Presidenziale 20 agosto 1960, n. 3, è così
sostituito:
Riconosciuta l'identità dell'elettore, il presidente estrae
dalla cassetta o scatola una scheda e, annotato il codice
progressivo alfanumerico del tagliando antifrode, la consegna
all'elettore opportunamente piegata insieme alla matita copiativa.
L'elettore si reca nella cabina unicamente per compilare e piegare
la scheda e, una volta compiuta l'operazione di voto, consegna al
presidente a scheda chiusa e la matita. Il presidente constata la
chiusura della scheda e, ove questa non sia chiusa, invita
l'elettore a chiuderla, facendolo rientrare in cabina; ne verifica
l'identità esaminando la firma e il bollo, stacca il tagliando
antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo
stesso annotato prima della consegna e, successivamente, pone a
scheda senza tagliando nell'urna. Uno dei membri dell'Ufficio
accerta che l'elettore ha votato, apponendo la propria firma
nell'apposita colonna della lista di sezione accanto al nome di
ciascun votante. .
3. Ai maggiori oneri discendenti dall'applicazione del presente
articolo, quantificati in 15 mila e trecento euro per gli esercizi
finanziari 2026 e in 2027 si fa fronte a valere sulle disponibilità
della Missione 1, Programma 7, capitolo 190515.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano dalla prima
tornata elettorale a partire dal 2026.».
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 13.6. Il parere della Commissione?
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Ricandidabilità alla carica di sindaco
1. All'articolo 3 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e
successive modificazioni, i commi 3 e 3-bis sono così sostituiti:
3. Il numero dei mandati dei sindaci è così disciplinato:
a) nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti, il
sindaco può svolgere fino a due mandati consecutivi;
b) nei Comuni con popolazione compresa tra 5 mila e 15 mila
abitanti, il sindaco può svolgere fino a tre mandati consecutivi;
c) nei Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti non si
applica alcun limite nei mandati.
3-bis. Ai fini delle lettere a) e b) del comma 3 è consentito un
ulteriore mandato consecutivo se uno dei mandati precedenti ha
avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa
diversa dalle dimissioni volontarie. .
2. I mandati svolti o in corso di svolgimento alla data di
entrata in vigore della presente legge sono computati ai fini
dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1.».
PRESIDENTE. L'emendamento 14.3 a firma dell'onorevole Catanzaro, è
ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 14.22, soppressivo, a firma
dell'onorevole De Luca, è mantenuto e chiede voto segreto.
Vediamo se la richiesta è appoggiata o meno.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 14.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Onorevoli colleghi, stiamo votando il soppressivo dell'articolo
14, quindi chi è favorevole a sopprimere l'articolo 14 deve votare
verde, chi è contrario deve votare rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 34
Contrari 24
Astenuti 0
(E' approvato )
L'art. 14 non è approvato.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Disposizioni sul secondo turno per le elezioni alla carica di
sindaco
1. Alla fine del comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 15
settembre 1997, n. 35 e successive modificazioni sono aggiunte le
seguenti parole:
Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per qualsiasi
altra causa permanga una sola valida candidatura, al secondo turno
il candidato alla carica é eletto nel caso in cui riporti un numero
di voti validi pari alla metà più uno dei votanti al secondo turno.
Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la nuova elezione è
indetta alla prima tornata elettorale utile dall'accertamento dei
risultati. Le funzioni del sindaco e della giunta sono assunte da
un commissario nominato secondo l'articolo 55 dell'ordinamento
amministrativo degli enti locali approvato con la legge regionale
15 marzo 1963, n. 16 .
2. Dopo il comma 8 dell'articolo 3 della legge regionale 15
settembre 1997, n. 35 e successive modificazioni è aggiunto il
seguente comma:
8 bis. Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per
qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura, al
secondo turno il candidato alla carica é eletto nel caso in cui
riporti un numero di voti validi pari alla metà più uno dei votanti
al secondo turno. Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la
nuova elezione è indetta alla prima tornata elettorale utile
dall'accertamento dei risultati. Le funzioni del sindaco e della
giunta sono assunte da un commissario nominato secondo l'articolo
55 dell'ordinamento amministrativo degli enti locali approvato con
la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 .».
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Tomarchio. Ne ha
facoltà.
TOMARCHIO. Presidente, scusi, solo una domanda sui lavori d'Aula.
Per curiosità, di questo ddl cosa è rimasto? Perché mi sono
confuso, vorrei capire cosa è rimasto, così capiamo cosa si sta
votando.
PRESIDENTE. Onorevole Tomarchio, lei mi ha fatto una domanda, è
rimasto quello che ha voluto l'Aula
E' rimasto quello che ha voluto l'Aula col voto palese, col voto
segreto, è rimasto questo: macerie.
Il tema è che poi in Commissione siamo tutti.
Siamo all'articolo 15 e hanno chiesto di intervenire gli onorevoli
Cracolici e Geraci.
CRACOLICI. Presidente, lo chiedo al Presidente della Commissione
perché non ricordo, può darsi che mi sfugga.
Se non ricordo male qualora si vada al ballottaggio e, per una
delle ragioni possibili, uno dei due viene meno al ballottaggio...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Se entro la prima settimana non si celebrano le elezioni, caso
Trapani docet.
CRACOLICI. Ah, il caso Trapani, va bene.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Geraci.
GERACI. Presidente, c'è molta confusione. Il mio intervento è
questo, alla luce degli interventi sia della collega Margherita La
Rocca Ruvolo sia dell'intervento del deputato Cracolici che ha
messo un punto importante e ha messo una pulce nell'orecchio di
tutti - un attimo d'attenzione, Presidente - il mio appello, in
questo intervento, è al Presidente della Commissione, all'onorevole
Abbate.
Si è lavorato due anni su questo d.d.l. "Enti locali", stiamo
vedendo che si sta riducendo a niente. Ma dove andiamo a parare con
questa legge?
Faccio un appello al Presidente della Commissione che ci ha
lavorato due anni e che chiaramente ha raccolto la sintesi di tutti
i partiti, perché in Commissione sono presenti tutti i partiti.
Ora, tutti i partiti che erano presenti in Commissione si stanno
dileguando qua in Assemblea, quindi io chiedo al Presidente: ma
questo disegno dove va a parare? Questa è la mia domanda.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Onorevole Galluzzo. Ne ha
facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, è evidente che questo disegno di
legge, anche come il Presidente Abbate ha descritto, non era solo
ed esclusivamente recepimento di alcune norme che ci allineavano a
livello nazionale alle altre Regioni, ma l'insieme di tutta una
serie di proposte di legge, presenti in finanziaria, dell'anno
precedente.
Oggi mi sembra più che mai, come hanno espresso parecchi colleghi,
un disegno di legge che, a parte la norma della quota del 40 per
cento delle donne, che ha un senso perché è una norma di
recepimento, perde parecchio del contenuto e soprattutto non
rispetta quella che era la richiesta di tutti i sindaci e di tutte
le amministrazioni della nostra Isola, attraverso richieste ben
specifiche a questo Parlamento.
Io non credo che una riforma si possa fare nella sua interezza,
solo ed esclusivamente, andando a minare dei cardini fondamentali
per il buon funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Chiedo a
questo Parlamento di fermarsi a riflettere, perché continuare su
questa strada significa peggiorare l'assetto e l'ordinamento
attuale e, addirittura, renderlo dannoso. Quindi, Presidente, la
invito a fare questo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. Ne
ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, Assessori, colleghi parlamentari. Allora,
io capisco...
Brusìo in Aula
PRESIDENTE. Scusate, Onorevole Venezia? C'è l'Onorevole Dipasquale
che sta intervenendo.
DIPASQUALE. Allora, io capisco che siamo in clima carnevalizio
però, veramente ogni cosa ha un limite. Ascoltare interventi da
esponenti della maggioranza, quasi quasi mi tocca difendere il mio
collega di provincia Ignazio Abbate...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego, non esageriamo
DIPASQUALE. Ascoltare i colleghi che sono di maggioranza, che
hanno partecipato alla Commissione e hanno partecipato alla
Commissione determinando l'atto, perché la minoranza non ha votato
questo provvedimento, noi non abbiamo votato questo disegno di
legge in Commissione, questo disegno di legge in Commissione è
stato votato dalla maggioranza che oggi non sta sostenendo neanche
i suoi stessi atti Però, almeno, evitateci gli interventi di
indignazione nei confronti del Presidente della Commissione, perché
veramente sembriamo in una sagra di carnevale, perché voi, tutta la
maggioranza, ha condiviso quest'atto, l'avete condiviso a tal punto
che ci sono articoli - come ha detto prima il Presidente della
Commissione - l'articolo 12... Credetemi, chi è da qualche anno che
frequenta questa Assemblea, diventa imbarazzante ascoltare il
Presidente, ma la responsabilità è di tutta la maggioranza...
ebbene, sentirsi dire: "Questo è un articolo che è presente, ma non
sappiamo né cos'è, né cosa significa, né da dove arriva ". Questa è
una responsabilità che ha la Commissione, io non l'accollo
assolutamente solo al Presidente E' una responsabilità che ha la
Commissione, perché gli atti che escono dalle Commissioni e che
arrivano in Assemblea e devono avere almeno i componenti della
Commissione, della maggioranza che li vota, che deve avere la
consapevolezza e la conoscenza, altrimenti, veramente, ci
ritroviamo qui in Parlamento a discutere del nulla
Ci sono delle responsabilità enormi che hanno le Commissioni e che
dovete rappresentarle e rappresentarle bene E questa
responsabilità non può essere del Presidente, è una responsabilità
di chi determina gli atti nelle Commissioni.
PRESIDENTE. Prima degli altri interventi, ha chiesto di
intervenire il Presidente della Commissione, onorevole Abbate.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io apprezzo e faccio mio l'intervento dell'onorevole
Dipasquale e siccome l'atteggiamento che ha avuto la Commissione è
un atteggiamento collegiale su quelli che sono i provvedimenti che
sono arrivati in Commissione, che sono emendamenti dei singoli
deputati... e, quindi, io sono stata la garanzia - come indicazione
da parte della Conferenza dei Capigruppo - di potere andare ad
"assemblare" i disegni di legge e poterli inviare in Commissione.
Siccome è un atto collegiale e, quindi, si dice - capisco che viene
bene ad individuare nella figura del Presidente il responsabile di
tutto ciò - io penso che gli atti sono conseguenziali, riguardano
tutta la Commissione.
Quindi, a questo punto, chiedo di sospendere l'Aula e riunire
subito la Commissione e in seno ad essa si decide se questo disegno
di legge debba andare avanti o si deve fermare.
(Proteste in Aula)
Congedi
PRESIDENTE. Intanto, comunico che ha chiesto congedo l'onorevole
Cateno De Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. No, lui ha chiesto che cosa? Ha chiesto una
sospensione. Io posso fare una sospensione di un quarto d'ora.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Allora, intanto chiedo ai colleghi di ritornare
all'ordine, anche perché ci sono tante persone all'interno
dell'Aula che stanno osservando anche il nostro modo di lavorare e
ritengo che essere tutti quanti seduti ai propri posti sia una cosa
assolutamente corretta.
In secondo luogo, dinnanzi a una richiesta del Presidente, in
virtù del fatto che questo disegno di legge c'è da due anni, io
darò un quarto d'ora, ma oltre questo noi dobbiamo ritornare in
Aula perché, comunque, si deve procedere ed andare avanti. Quindi,
un quarto d'ora lo concedo.
La seduta è sospesa per un quarto d'ora.
Sospensione seduta
(La seduta, sospesa alle ore 17.07, è ripresa alle ore 17.39)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Congedi
PRESIDENTE. C'era il congedo dell'onorevole De Luca Cateno. Ma già
lo avevo comunicato.
L'Assemblea ne prende atto.
Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vi siete riuniti?
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente. Come avevo annunciato precedentemente, visto che questo
è un disegno di legge che non nasce da una penna o da una scrittura
di un singolo deputato, o dall'attività del sottoscritto, ma è un
assemblaggio di norme che provengono da diversi deputati, cui è
stato garantito di potere arrivare in Aula, in cui l'Aula decide su
quella che è l'approvazione o la bocciatura di quei disegni di
legge come i provvedimenti che potevano essere inseriti nella
finanziaria dove sono stati stralciati per poter fare questo tipo
di lavoro, si è deciso in Commissione che non ci sono le condizioni
di poter richiedere il rinvio del disegno di legge in Commissione,
quindi si può continuare a votare il disegno di legge e completare
l'approvazione o la bocciatura dei singoli articoli.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Abbate, anche perché va in linea con
quello che era stato detto, ovvero che l'Assemblea dovesse comunque
esprimersi, favorevolmente, contraria, rispetto a ogni genere di
norma in funzione del fatto tra l'altro che è passata la norma sul
40 per cento delle presenze di genere all'interno delle Giunte,
sembrava come quasi una deviazione di un percorso.
Quindi, sono ben contento, però lei me lo ha chiesto, noi lo
abbiamo concesso... Ora però dobbiamo votare perché ci dobbiamo
esprimere, poi come in ogni cosa ognuno si assume la responsabilità
del voto che dà.
GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ma non è cambiato nulla, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Quello che dichiara il presidente Abbate è falso.
PRESIDENTE. State parlando su cosa?
Io preferirei che completassimo l'iter di questo disegno di legge,
anche in fretta, consegnassimo agli enti locali, ai comuni e ai
siciliani questo disegno di legge e poi possiamo dibattere su
quello che volete.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Disposizioni sul secondo turno per le elezioni alla carica di
sindaco
1. Alla fine del comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 15
settembre 1997, n. 35 e successive modificazioni sono aggiunte le
seguenti parole:
Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per qualsiasi
altra causa permanga una sola valida candidatura, al secondo turno
il candidato alla carica é eletto nel caso in cui riporti un numero
di voti validi pari alla metà più uno dei votanti al secondo turno.
Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la nuova elezione è
indetta alla prima tornata elettorale utile dall'accertamento dei
risultati. Le funzioni del sindaco e della giunta sono assunte da
un commissario nominato secondo l'articolo 55 dell'ordinamento
amministrativo degli enti locali approvato con la legge regionale
15 marzo 1963, n. 16 .
2. Dopo il comma 8 dell'articolo 3 della legge regionale 15
settembre 1997, n. 35 e successive modificazioni è aggiunto il
seguente comma:
8 bis. Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per
qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura, al
secondo turno il candidato alla carica é eletto nel caso in cui
riporti un numero di voti validi pari alla metà più uno dei votanti
al secondo turno. Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la
nuova elezione è indetta alla prima tornata elettorale utile
dall'accertamento dei risultati. Le funzioni del sindaco e della
giunta sono assunte da un commissario nominato secondo l'articolo
55 dell'ordinamento amministrativo degli enti locali approvato con
la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 .".
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
Sono mantenuti o ritirati?
Sull'ordine dei lavori
MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori realmente, non per agganciarci
ad altro.
Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, fino a prova contraria, tutto quello
che facciamo riguarda realmente l'ordine dei lavori e siccome sono
stato in I Commissione sino adesso, vorrei che fosse una volta e
per tutte chiaro che questo ostruzionismo che si tenta di fare
sulla legge del 40 per cento è soltanto una stupidità enorme perché
questa è una legge che non è del centrosinistra. E' una legge che è
del Parlamento intero. In questa legge ci potete mettere pure le
firme mie, dell'onorevole La Rocca Ruvolo, dell'onorevole Caronia,
dell'onorevole Nuccia Albano, di mezzo centrodestra Per cui vorrei
che fosse finalmente chiaro che questa legge la vuole il
Parlamento, non la vuole un partito piuttosto che un altro La
vogliono tutti e quindi vorrei che si votasse una volta e per tutte
in modo che questo disegno di legge diventi legge. Io domani voglio
festeggiare con mia moglie che abbiamo fatto passare un diritto
fondamentale che è quello del voto delle donne.
PRESIDENTE. E infatti noi stiamo andando in questa direzione, anzi
accelerando rispetto a quello che è stato chiesto di fare.
Norme riguardanti gli enti locali . (n. 738 Stralcio I Comm
ter/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 15.
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto si vota il
mantenimento dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Proroga termini in merito alla presentazione della relazione
sullo stato di attuazione del programma da parte del sindaco
1.Al comma 4 dell'articolo 119 della legge regionale 31 gennaio
2024, n. 3, le parole entro 60 giorni , sono sostituite dalle
seguenti: entro 90 giorni a partire dal primo febbraio 2025 .».
Presidente Abbate, essendo il termine novanta giorni dal primo
febbraio 2025...
Siamo all'articolo 16.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore.. Questa norma
deve essere abrogata perché ormai è tardiva.
PRESIDENTE. Benissimo, siamo d'accordo.
Era giusto però che glielo dicessimo perché non sapevamo quelle
che fossero le vostre intenzioni.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto...
Colleghi, scusate, stavo mettendo in votazione l'emendamento
soppressivo. Ma, essendoci invece soltanto emendamenti soppressivi,
come ricorderete, si vota il mantenimento dell'articolo.
Pertanto, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 16.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Trasferimento di areali di reticolo idrografico fluviale
urbanizzati
1. Al secondo periodo del comma 4, dell'articolo 3, della legge
regionale 8 maggio 2018 n. 8, dopo le parole legge regionale del
15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche e integrazioni sono
inserite le seguenti: , ad esclusione degli areali di reticolo
idrografico fluviale già oggetto di urbanizzazione, le cui
competenze gestionali sono individuate e trasferite dall'Autorità
di bacino del distretto idrografico della Sicilia ai Comuni
pertinenti per territorio che ne facciano richiesta e qualora non
vincolate da perimetrazioni di diversa gestione sovracomunale.
L'Autorità di bacino regola altresì le modalità e i tempi di
trasferimento della gestione delle aree di demanio fluviale con
decreto di cui al precedente periodo.».
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Questo articolo è in discussione in Commissione IV e due
settimane fa, proprio lo stesso identico articolo, la stessa
identica norma, ebbene, due settimane fa l'ingegnere Santoro ha
espresso parere contrario su questo testo - sto citando il
resoconto dell'attività della IV Commissione - poiché qualsiasi
tratto di demanio idrico può generare canoni concessori e, quindi,
il trasferimento comporterebbe inevitabilmente minori entrate per
la Regione.
Questo l'ha detto l'ingegnere Santoro, dando parere negativo due
settimane fa su questa norma in IV Commissione.
La norma è la stessa, identica.
Quindi, non capisco come noi poi oggi possiamo votare questa norma
scritta in questa maniera.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'articolo 17?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Contrario.
PRESIDENTE. Votiamo il mantenimento, col parere contrario,
sostanzialmente immagino che andremo verso una bocciatura.
Chi è favorevole all'articolo 17 si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Norme in materia di commissari straordinari delle II.PP.A.B.
1. Il comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 22 è abrogato.
2. All'articolo 14 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:
3. L'Assessore regionale per la famiglia, per le politiche
sociali e per il lavoro nel caso di impossibilità di incaricare
personale regionale per la nomina a commissario straordinario e
commissario liquidatore delle II.PP.A.B. ricorre a professionisti
esterni iscritti in un apposito elenco tenuto presso l'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, ed
in possesso dei requisiti di cui alla legge regionale 28 marzo
1995, n. 22. Non si applica l'articolo 1 della legge regionale 20
aprile 1976, n. 35.».
Comunico che all'articolo 18 sono stati presentati degli
emendamenti tra cui molti soppressivi.
Chiedo all'onorevole Catanzaro e De Luca se sono mantenuti o
ritirati.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Semplicemente capire cosa c'entrano i commissari
delle II.PP.A.B. con gli enti locali.
Credo che sia sufficiente a definire il mio parere sulla norma.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 18.3 , a
firma dell'onorevole Catanzaro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pertanto l'articolo 18 è soppresso.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Abrogazione di norme
1. L'articolo 61 della legge regionale 15 gennaio 2025, n. 3 è
abrogato.».
Comunico che all'articolo 19 sono stati presentati solo
emendamenti soppressivi.
Vuole intervenire? No? Tanto non deve ritirare, si vota il
mantenimento e basta.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Presidente, tendo a precisare quali sono gli elementi
oggetto di questa abrogazione di norme che, tra l'altro, è stato
oggetto del parere unanime in I Commissione, unanime e positivo -
assolutamente sì
Questa rientra tra l'esigenza di porre rimedio a tutte quelle
situazioni che abbiamo individuato, e ce ne sono state diverse in
questa fase della legislatura, in cui nottetempo si inseriscono
magari articoli senza avere la piena opportunità di andare ad
approfondire quali siano le motivazioni e cosa potrebbero essere
gli effetti delle norme che poi questo Parlamento va ad approvare.
Nella finanziaria del 2025, proprio nell'articolo 61, questo
Parlamento con l'approvazione del maxi emendamento ha introdotto
una norma. Una norma che è stata oggetto, oggi, di critica da parte
di tantissimi amministratori degli enti locali, da parte dei
revisori degli enti locali, da parte dell'Asael che è
l'associazione che rappresenta gli enti locali. In sostanza, si è
previsto in quella norma che, a differenza del percorso canonico
sull'ingaggio dei revisori degli enti locali, che sappiamo tutti
avviene per sorteggio, questa norma ha previsto che i comuni in
stato di dissesto e piano di riequilibrio, per questi comuni si
possa procedere, di fatto, a una sorta di proroga con delibera di
Giunta. Qualcosa che sta assolutamente fuori da ogni criterio, da
ogni norma, da ogni disciplina, che mette in discussione il
rapporto di imparzialità dei nostri revisori degli enti locali in
Sicilia, i quali ci chiedono, insieme agli amministratori degli
enti locali, di riportare la norma a quello che è lo status quo,
ovvero di abrogarla, affinché anche nei comuni che sono in stato di
dissesto o piano di riequilibrio, nel momento in cui scade l'organo
di revisione economico-finanziaria, questo si provveda a
ricostituirlo per quello che la norma nazionale prevede: ovvero il
sorteggio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Adesso pongo in votazione
il mantenimento...
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente. Su questo articolo era stato presentato un emendamento,
che poi è stato messo fra gli aggiuntivi - che è importante e lo
dobbiamo inserire - perché in questo anno che è trascorso
dall'approvazione di quella norma della finanziaria 2025, ci sono
stati dei provvedimenti da parte di alcune Giunte che hanno
prorogato il Collegio dei revisori dei conti. Quindi, ci vuole una
norma che dice - io ho presentato l'emendamento che è condiviso
anche dal dottore Taormina - che entro sei mesi dall'approvazione
di questa norma, anche in quei comuni si deve passare a sorteggio
e, quindi, alla nomina dei nuovi collegi dei revisori dei conti.
Altrimenti, rimane che per i prossimi tre anni resteranno in vita,
illegittimamente, scusate, illegittimamente, revisori dei conti che
sono stati nominati dalla Giunta e non nominati dal Consiglio
comunale.
DIPASQUALE. La norma non può essere retroattiva
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. No, non è
retroattiva, significa che quelli che sono stati rinnovati entro
sei mesi devono andare a rinnovo.
PRESIDENTE. Presidente, questo emendamento lo si può presentare
negli "ordinamentali" che tratteremo nella sessione di marzo,
quindi per utilizzare lo stesso criterio che abbiamo utilizzato per
tutti gli altri, la invito a presentarlo tra gli "ordinamentali".
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Rimaniamo nella
condizione in cui ci sono, secondo il sottoscritto ma è
giurisprudenza, Collegi dei revisori dei conti che sono stati
prorogati, rinnovati, contro la norma nazionale, che sono
illegittimi. Perché noi avevamo una norma che, da oggi deve andare
con sorteggio, e ci è stato per un anno che la Giunta ha rinnovato
i Collegi dei revisori dei conti. Stiamo attenti se questa, poi il
Parlamento è nella propria... Non si possono lasciare nelle
condizioni i comuni che hanno rinnovato il Collegio dei revisori
dei conti con un atto di Giunta, quando i revisori dei conti
vengono a essere nominati dal Consiglio comunale. Io capisco che ci
possa essere qualcuno a cui faccia piacere e qualcuno cui possa non
piacere, ma un organo nominato dal Consiglio comunale viene
rinnovato dalla Giunta E' assurda una cosa del genere, è
illegittima e quindi possiamo sanare quell'approvazione col fatto
che, almeno nei prossimi sei mesi, deve essere rinnovata con la
procedura normale perché resterà per tre anni il Collegio
prorogato, quindi insediato con un atto di Giunta e non di
Consiglio comunale.
PRIMAVERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRIMAVERA. Signor Presidente, facendo seguito all'intervento del
collega Abbate e di chi lo ha preceduto, ritengo che se passasse
questa abrogazione l'effetto sarebbe il venir meno della copertura
normativa e, pertanto, in quei comuni, cui fa riferimento lei, in
cui si è adottata questa proroga, verrebbero a cessare gli organi
automaticamente e si dovrebbe procedere al sorteggio, così come
previsto dalla norma precedente per l'elezione, appunto, del
Collegio dei revisori. Quindi, l'effetto caducatorio, a mio parere,
è ipso facto con l'approvazione di questa norma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Primavera.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Brevemente, solamente, capisco la preoccupazione del
Presidente della I Commissione, però, dal momento che il sindaco fa
una determina per la proroga dei revisori dei conti per tre anni,
noi, oggi, non possiamo fare una norma e li facciamo decadere, dopo
che è stata fatta la delibera.
Quindi, può avere un significato solamente dalla fine del periodo
di nomina.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Nei sei mesi
successivi deve andare...
DIPASQUALE. Purtroppo è così, perché, altrimenti, se dovessimo
andare verso questa direzione, apriremmo tutta una serie di
contenziosi tra quelli che sono i nominati che si vedono, di fatto,
da una parte la delibera di proroga - e quindi la nomina - e
dall'altra parte l'intervento dell'Assemblea che, in corso d'opera,
interviene e fa loro decadere il mandato.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Ma non decade,
perché significa che si deve andare a rinnovo entro sei mesi.
DIPASQUALE. Come no? Se noi diciamo che devono essere...sono per
tre anni. Loro l'hanno fatto sulla base di una legge che noi oggi
stiamo abrogando
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. C'è la legge
nazionale.
DIPASQUALE. Credetemi, non c'entra Noi abbiamo fatto una norma
che, infatti, stiamo abrogando. Però non possiamo inserire
ulteriori elementi, perché rendiamo deboli le determine dei
sindaci davanti a quelli che sono i nominati che, di fatto, hanno
maturato, hanno un diritto che andrebbero a difendere, ovvio, cioè
lo ritengo inutile
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Sono stati presentati degli emendamenti ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno.
L'emendamento 117.2, che è a firma dell'onorevole Safina, la
correzione dell'emendamento 2.10, lo trovate sui tablet. Vi do il
tempo di poterlo guardare, è una correzione formale.
Pongo in votazione l'emendamento 117.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.3, a firma dell'onorevole Saverino.
Corregge formalmente l'emendamento 8.7.
Pongo in votazione l'emendamento 117.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto possiamo dare il voto finale alla legge.
(Per dichiarazione di voto finale)
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Assenza. Aspetti, facciamo una cosa:
per dichiarazione di voto quanti sono gli interventi e di chi sono
? Così vi iscrivo.
Allora, Assenza, De Luca, Primavera, Schillaci, Catanzaro. Ci sono
altri interventi? Caronia, Safina.
Ripeto gli interventi: Assenza, De Luca Antonio, Primavera,
Schillaci, Catanzaro, Caronia, Safina.
Ci sono altri interventi? Pellegrino.
Prego, onorevole Assenza.
ASSENZA. Grazie, signor Presidente. Mi faccia esprimere tutta la
mia amarezza - e oserei dire lo sconforto - per quanto è avvenuto,
in questi giorni, in Aula, sul testo che era stato definito come
"Riforma degli enti locali" e che si è ridotto solo ad una norma,
sia pure importante. Mi faccia esprimere la mia solidarietà agli
amministratori locali, all'ANCI, ai nostri sindaci, che avevano
sollecitato, in tutta una serie di interlocuzioni in Commissione,
in colloquio con i vari Gruppi e quant'altro, l'accoglimento di
quelle che erano delle norme sacrosante, vigenti in tutta Italia,
ma che in Sicilia continueranno a non essere applicate per la
miopia di quest'Assemblea regionale
Mi riferisco espressamente a tutte le norme in materia di permessi
per la partecipazione ai consigli comunali, alle amministrazioni;
cioè, noi abbiamo fatto una norma per penalizzare i nostri
amministratori locali A partire da quelle norme in materia di
permessi, per continuare con la norma sul consigliere supplente -
che quest'Aula ha, indegnamente, bocciato - per arrivare al
paradosso di impedire ai nostri sindaci di ricandidarsi per la
terza volta e quant'altro; non parliamo, poi, dell'assessore in
più, norma che non viene nemmeno posta in votazione perché era fra
quelle aggiuntive.
Questo è il servizio che quest'Assemblea ha reso alle nostre
amministrazioni locali Gloriamocene Siamo soddisfatti, perché
finalmente passerà... e mi arrogo il merito, perché sia passata,
per aver fatto l'appello a quest'Aula, accolto dall'Aula, di
evitare il voto segreto e di approvarla all'unanimità, altrimenti,
in questo clima, anche la norma sul 40% delle donne in Giunta non
sarebbe passata, però abbiamo ridotto quella che era una norma
caposaldo di questa legislatura in una norma spot.
Siamo contenti, siamo soddisfatti, abbiamo ottenuto questo
risultato, ma mi permetta di rinnovare i miei sentimenti di
sconforto e di chiedere, veramente, scusa ai nostri amministratori
locali, che diuturnamente affrontano problemi immani e che sono
stati trattati, da quest'Aula, con assoluto disprezzo e
disinteresse
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Mi associo anche a molte
delle sue parole, oggi, però, comunque l'Assemblea si è
determinata, finalmente ha votato una norma e poi chi ritornerà nei
territori risponderà rispetto all'azione che ha voluto
intraprendere all'interno di quest'Aula. L'impegno era che
quest'Aula si esprimesse e, oggi - con delle norme che, secondo me,
erano assolutamente meritorie -, si è espressa.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie signor Presidente, Governo, ai tanti
amici che ci seguono in presenza dall'Aula, ma anche da casa.
Signor Presidente, io credo che oggi l'Aula abbia semplicemente
fatto il suo dovere; innanzitutto, ha dato una prova di serietà,
perché qualcuno ha cercato di trasformare questo Parlamento in un
cortile, dove, quando le cose non vanno come dice lui, prende la
palla e se la porta a casa; qui, invece, non stavamo giocando a
pallone tra ragazzini, ma stavamo discutendo di alcune norme che da
due anni ballano e fanno la spola tra la I Commissione e l'Aula.
Tra queste norme ce n'erano alcune buone - che sono state
riconosciute tali da un voto positivo dell'Assemblea - come quella
che, finalmente, traghetta la Sicilia verso una forma di civiltà,
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
consentendo, all'interno delle giunte, una garanzia per la
presenza del genere femminile.
Io credo che quest'Aula - anziché tergiversare ancora sulle norme
che c'erano e che non che non hanno avuto l'approvazione - dovrebbe
dire: "Era ora Ci siamo arrivati, finalmente, dopo una vita ";
anziché utilizzarla, come è stato fatto in queste settimane come un
contraccambio dicendo "se chiedete il voto segreto su quella allora
facciamo saltare questa". Credo, infatti, che approvare una norma
simile non sia una vittoria per nessuno perché già è arrivata
tardi, ma approvarla in un clima simile, io credo che abbia
ridicolizzato anche chi ha proposto simili formule svilendo il
ruolo del Parlamento che legittimamente boccia le norme che non
hanno un consenso a maggioranza, perché fino a prova contraria le
opposizioni non contano su 34 su 40 voti, voto segreto o no, non
siamo 40 - e su questo non c'è dubbio - e decide di eliminare dal
testo come abbiamo fatto delle norme che non hanno né capo né coda
o di bocciarne alcune che oggettivamente - ricordo a me stesso
quella della fascia del Presidente del Consiglio comunale - che,
per carità, possono avere anche un senso formale, ma oggettivamente
non credo che dovrebbero impegnare un Parlamento.
E, allora, signor Presidente, la Commissione di competenza ha il
dovere di filtrare, raccogliere le istanze e votare, poi c'è la
Commissione Bilancio che ti dà una copertura finanziaria se serve o
ti dà un parere quando non serve e infine c'è l'Aula. Se l'Aula
dovesse semplicemente ratificare ciò che ha deciso la Commissione
non avrebbe senso di esistere; sarebbero sei, sette parlamentini,
ciascuno per la propria competenza ed è finita. Mentre qua non si è
fatto altro che votare, ragionare norma su norma e se alcune norme
sono state bocciate è perché la maggioranza di questo Parlamento
non le riteneva approvabili Quello che è rimasto è ciò che questo
Parlamento ha ritenuto votabile, approvabile e io oggettivamente
sono orgoglioso di avere finalmente approvato questa norma che vede
l'obbligo nelle giunte di prevedere il 40% di presenza femminile,
finalmente, e sono orgoglioso di avere approvato la norma sul
tagliando antifrode che prevede un ulteriore meccanismo di garanzia
della legalità all'interno delle operazioni di voto. C'è qualche
altra norma che è stata approvata. Obiettivamente, mi sarei
risparmiato all'indomani del ciclone che ha devastato la Sicilia e
della frana che si sta portando via mezza Niscemi di occuparmi
delle indennità degli amministratori, per carità argomento
legittimo e sacrosanto ma probabilmente il momento richiedeva
altro, dopodiché, lo ripeto al di là delle contraddistinte
posizioni che naturalmente vengono rappresentate nei voti d'Aula,
se la pensassimo tutti alla stessa maniera, sarebbe un Parlamento
monocolore e così non è, credo che si sia fatto un buon lavoro di
filtro per cui il Movimento 5 Stelle, sin d'ora, garantisce un voto
favorevole, all'unanimità del Gruppo...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Palese, siccome lei ha chiesto sempre il voto segreto.
DE LUCA Antonino. Palese, come dice bene il collega e assessore
Turano. Spiace non avere avuto il contributo del Presidente
Schifani durante questi lavori o di un assessore delegato agli enti
locali. E questo dispiace perché il contributo di queste figure e
di questi ruoli sarebbe stato importante per discutere e
analizzare, ascoltando anche il parere competente di chi era
deputato a darlo ma ha scelto di non partecipare e di non nominare,
di non conferire a nessuno, a distanza di così tanto tempo e in
vista della discussione di un disegno di legge così importante, di
nominare alcuno per le deleghe in essere.
PRESIDENTE. Ci sono dieci iscritti a parlare per dichiarazione di
voto, quindi vi chiedo di essere anche un po' più veloci,
altrimenti...
E' iscritta a parlare l'0norevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, io intervengo, innanzitutto, per
ringraziare le colleghe di quest'Assemblea regionale, 15 su 70, e
la dice lunga questo numero, senza parlare del 10% risicato di
presenze nelle Giunte comunali. Bene, intervengo perché le colleghe
in maniera trasversale, con un'enorme maturità, in quest'Aula hanno
dimostrato cosa le donne quando sono compatte e unite possono
raggiungere, ecco.
Ringrazio, soprattutto, tutte le donne che in questo percorso
della società civile ci hanno accompagnato, ma anche gli uomini che
sono scesi in piazza, oggi, con noi a Piazza Parlamento.
Bene, esprimo soddisfazione per quella che non è una concessione
di quest'Aula, è una norma, una battaglia di civiltà. Eravamo
l'unica Regione a non avere recepito questa norma, un passo di
normalità, bene.
Naturalmente, esprimo soddisfazione per una norma a cui ho tenuto
tantissimo, che è quella del tagliando antifrode, che eviterà il
famoso fenomeno della scheda ballerina, che è stato introdotto già
con le politiche nazionali e lo vedremo, quindi, applicato anche
alle amministrative della Regione siciliana.
Non perdo altro tempo, ma lascio spazio agli altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Primavera. Ne ha
facoltà.
PRIMAVERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo, mi pare,
alla terza seduta di quest'Aula e, oggi, ci avviamo alla
conclusione con la votazione finale dell'articolato. Ebbene, Signor
Presidente, io potrei dare due letture rispetto a ciò che è
accaduto in queste sedute. Ed è per così dire una lettura politico-
parlamentare e poi una lettura che io definisco aulica rispetto a
ciò che è stato tagliato, ma andiamo con ordine.
Il vero vulnus, caro Presidente Abbate, del disegno di legge è
stata la tempistica di trattazione perché se questo disegno di
legge fosse stato trattato in un tempo lontano rispetto agli
appuntamenti elettorali - e ricordo che fra qualche mese si
terranno le elezioni amministrative in più Comuni dell'Isola - io
ritengo che ci sarebbe stata una maggiore riflessione su alcune
disposizioni e, per così dire, non sarebbe passata una cosiddetta
"tagliola" politica.
Questo purtroppo non è avvenuto, come se noi per festeggiare il
Natale invitassimo il tacchino che non accetterebbe mai questo
invito, la sua sorte sarebbe già segnata dall'inizio
Ebbene, in questo articolato c'erano delle norme importantissime,
delle norme che ricalcavano anche uno schema nazionale
sull'ordinamento degli enti locali. Mi riferisco, ad esempio, al
terzo mandato che noi, come Gruppo del Movimento per l'Autonomia
Grande Sud, abbiamo sostenuto o la norma del consigliere supplente.
Ecco, l'imminenza dell'appuntamento elettorale, secondo me, non ha
stimolato un'attenta riflessione sulla portata di queste norme, ma
dall'altro lato, signor Presidente, io voglio dare anche una
lettura, per così dire, aulica di quello che è accaduto in Aula per
alcune norme. La mia lettura aulica fa riferimento alla
giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la CEDU,
che è sempre intervenuta, sindacando le norme elettorali che sono
state approvate nell'imminenza degli appuntamenti elettorali,
perché ha sempre sostenuto l'assunto che le regole per la
partecipazione democratica debbano essere conosciute per tempo e
che non si possano influenzare, a pochi giorni dall'indizione dei
comizi, le competizioni elettorali.
Allora, cosa ha fatto questo Parlamento? Sicuramente nei fatti,
forse molti hanno ignorato questo orientamento, ma nei fatti si è
arrivati a questa conclusione: si è portato avanti un articolato
semplice, che non potesse influenzare le imminenti elezioni che da
qui a qualche settimana si svolgeranno nei comuni siciliani. Io
voglio allora sposare, per dare dignità a questo Parlamento, questa
seconda lettura, al di là delle dinamiche politico-parlamentari.
Ci sono dei risultati importanti nelle poche norme che abbiamo
approvato in questo articolato: la prima è senz'altro la quota del
40% nelle giunte comunali, finalmente anche in Sicilia si adegua il
sistema alle disposizioni nazionali; poi l'altro elemento
importante, ricordo che questo intervento sulla composizione delle
giunte è stato pervicacemente sostenuto anche da "Grande Sicilia",
dal mio Gruppo, e poi l'altro elemento importante, che ricordava il
collega, è il tagliando antifrode.
A conclusione di questo intervento, permettetemi una riflessione,
che va a questo Parlamento e va in primis alla I Commissione: io
ritengo, caro signor Presidente e cari colleghi, che quando si
parla di enti locali, così come di altre tematiche assai
importanti, occorra intervenire con una riforma sistematica. Non è
possibile una legislazione, per così dire, schizofrenica. Allora la
grande sfida di questo Parlamento è quella di tornare magari su
questo argomento, proponendo una riforma sistematica
dell'ordinamento degli enti locali in Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Primavera.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Vi ricordo, colleghi,
che ho ancora sette iscrizioni a parlare e dobbiamo dare il voto
finale a questo disegno di legge.
Prego, onorevole Catanzaro, ha facoltà di parlare.
CATANZARO. Signor Presidente, presumo che lei, anticipando gli
iscritti a parlare dopo il mio intervento, mi vuole dire che devo
sbrigarmi nella dichiarazione di voto, ed io accolgo la sua
richiesta e quindi sarò breve. Sarò breve, intanto, per esprimere a
nome mio e del Gruppo del Partito Democratico l'apprezzamento per
il lavoro di queste settimane da parte dell'Aula e di questo testo.
Signor Presidente Di Paola, io non lo chiamerei "disegno di legge
enti locali", e le dico subito il motivo: già in discussione
generale l'ho detto, questo testo è stato un approdo di diversi
articoli da diversi disegni di legge; ho detto anche, per l'esito
che c'è stato su molti degli articoli, che ci sono stati, appunto,
degli articoli che non avevano niente a che vedere con il testo del
disegno di legge sugli enti locali, era soltanto qualche articolo
che veniva inserito dalla Commissione, e il Presidente Abbate, al
quale faccio i complimenti perché siamo riusciti, io come
componente della I Commissione e lei come Presidente, ad avere
finalmente - forse - un disegno di legge, fortunatamente
trasformato dall'Aula, approvato dalla I Commissione e le dico il
motivo. Perché dico trasformato? Di questo testo sono stati
approvati gli articoli 2, 3, 8, 9, 11, 13, 15, 19 e 20, il che
significa che più della metà degli articoli di questo testo o sono
stati bocciati, concordati dall'Aula quindi maggioranza e
opposizione o sono stati bocciati con il voto segreto.
Noi, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, sin
dall'inizio, avevamo dato una visione e un criterio per poter
affrontare questo testo che, di fatto, non era armonico tra i vari
articoli per un disegno di legge enti locali. Avevamo detto:
cerchiamo di fare un lavoro che sia quello di recepire le norme
nazionali che si trovano all'articolo 8 della rappresentanza di
genere, e all'articolo 14, ahimè, che ovviamente è stato bocciato
con voto segreto per il terzo mandato.
Avevamo detto anche di approvare l'articolo 2, che riguardava i
permessi per gli amministratori degli enti locali, una cosa che di
fatto è stata richiesta a più riprese con forza dall'ANCI.
Ritengo che gli interventi o l'intervento che ho ascoltato da
parte di qualche collega Capogruppo di maggioranza sia un
intervento che, ovviamente, noi rispediamo al mittente come
opposizione, Presidente Di Paola. Dico ciò perché quest'Aula ha
dimostrato, al di là del voto, la grande partecipazione sul voto
che dico non è il voto sulla rappresentanza di genere, quindi sulle
donne ma, come l'ho definito e come continuo a definirlo, è un
recepimento della norma nazionale ed è una battaglia di dignità che
quest'Assemblea regionale doveva fare nei confronti del resto
d'Italia, perché era l'unica Regione a non essere adeguata a questa
norma come recepimento.
E lo voglio dire. Ringrazio coloro i quali si sono mossi in questi
giorni a più livelli, senza appartenenza di partito o appartenenza
politica, facendo un lavoro di massa critica, cercando di porre
l'attenzione su qualcosa che riguarda la dignità. Lo dico perché
abbiamo fatto un lavoro importante: abbiamo tolto quelle norme,
come l'articolo 10, poco fa, lo abbiamo rivendicato in quest'Aula,
dove ovviamente abbiamo fatto bene a bocciarlo, Presidente di
Paola. Devo sottolineare un grazie al mio Gruppo parlamentare, al
Gruppo del PD, perché anche noi, come gli altri Gruppi... su molti
punti che possono riguardare gli enti locali, ci possono essere
divisioni anche nei territori o nelle province, però il grande
senso di maturità politica del mio Gruppo lo ha portato ad avere un
confronto interno e a determinarsi all'esterno con un'unica voce e
determinazione. E per questo io dico grazie al mio Gruppo del
Partito Democratico ed è chiaro che noi non possiamo che esprimere
il voto favorevole su questo testo, ritenendo che avremmo potuto,
tranquillamente, Presidente Abbate, davvero in due anni e mezzo
fare qualcosa di diverso qualora dovessimo parlare di riforma degli
enti locali. Però abbiamo voluto percorrere questa strada: da
cinque articoli sono diventati nove, poi c'era un altro testo, il
738 e siamo arrivati a venti articoli. Era la terza volta che il
testo andava in Aula e ritornava in Commissione. Oggi abbiamo
sventato un ulteriore tentativo di riportarlo in Commissione.
Quindi io ritengo, Presidente Di Paola, e mi accingo a chiudere,
che oggi, al di là delle valutazioni, come Gruppo del Partito
Democratico e come opposizione di questo Parlamento, che sono
davvero contento di poter esprimere il nostro voto favorevole per
il lavoro svolto, per gli articoli che sono rimasti, soprattutto
per dare un senso a questo testo e per dare un senso di dignità e
di allineamento al resto d'Italia, perché, davvero, abbiamo fatto
qualcosa di importante inserendo l'articolo 8.
Una cosa che non abbiamo fatto è quella che riguarda l'articolo
14, però ci riproveremo nelle prossime settimane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
È iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Io intervengo qui dal banco
dell'Aula perché, diciamo, credo che questa sia una giornata
estremamente importante, e sono contenta, signor Presidente, che
peraltro in questo momento lei è qui. Noi abbiamo approvato
l'articolo 8 proprio quel giorno in cui lei presiedeva, in qualche
modo stiamo concludendo, spero in bellezza, perché è un momento
importante e credo che questo Parlamento stia dando prova di grande
maturità.
Anch'io mi associo alla considerazione dell'onorevole Schillaci.
Abbiamo dato anche dimostrazione, come donne di questo Parlamento,
di avere creato una forza trasversale e quando si lavora per il
bene dei cittadini e delle cittadine, diventa veramente più facile
e anche più piacevole riuscire ad ottenere un risultato così
importante.
Io, dico soltanto, l'ultima considerazione è questa, per le donne
che verranno, molte di noi insomma abbiamo già fatto tanto, per
carità, non stiamo certamente appendendo le scarpe al chiodo, ma è
pur vero che comunque, nelle tre legislature in cui io mi onoro di
essere stata deputata, abbiamo dato vita a una piccola rivoluzione
copernicana per le donne, abbiamo inserito la doppia preferenza nei
consigli comunali, nella scorsa legislatura, il Presidente Micciché
se lo ricorda bene, perché è stato a presiedere e a sostenere
fortemente il 40 per cento, il 30 per cento delle donne, cioè
quattro donne dentro la Giunta regionale. E oggi stiamo per
accingerci a votare questa norma, che riguarda appunto il
recepimento di quello che già in Italia fanno, 40 per cento delle
donne nelle giunte dei comuni.
Personalmente ritengo il mio mandato, che i cittadini di questa
Regione hanno voluto darmi, soddisfacente Perché se posso avere
contribuito, in qualche modo, a che il futuro di questa Regione
possa avere altre donne, che abbiano quella forza e quella
caparbietà, per potere diventare riferimento della propria Regione,
per me questo basta per sentirmi orgogliosa di essere un
parlamentare siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
Colleghi, io vi chiedo la stessa celerità che ha avuto l'onorevole
Caronia, perché gli iscritti a parlare stanno aumentando. Prego,
onorevole Safina.
SAFINA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti
del Governo, quei pochi, diciamo, che ancora resistono, io ho
ascoltato gli interventi che mi hanno preceduto, in particolare di
alcuni colleghi della maggioranza, e vorrei rassegnare a quest'Aula
come il Parlamento è sovrano, e l'Aula si è espressa, e ad
esprimersi affinché talune norme di questo disegno di legge, che ha
avuto un percorso travagliato, più volte è andato e venuto in Aula,
sono stati i deputati della maggioranza, perché su alcune norme,
per esempio sul terzo mandato, era noto che solo alcuni dei
deputati del Partito Democratico erano contrari, la maggior parte
dei miei colleghi ha votato a favore di quella norma. Ora, io non
ricordo perfettamente l'esito del voto, ma i contrari al terzo
mandato erano più di trenta; se aggiungiamo, se togliamo a questi
trenta gli otto deputati del Partito Democratico e i nove deputati
del Partito Democratico, che avevano dichiarato che avrebbero
votato favorevolmente, quanti sono quelli della maggioranza che
hanno votato a favore del terzo mandato, norma della quale avevano
chiesto l'inserimento nel testo del disegno di legge?
Ora, io penso che prima di guardare dal buco della serratura,
bisogna guardare alla luna, e la luna, diciamo, non vi ha dato
buoni presagi.
La verità è che avevate pensato, molti di voi avevano pensato, a
un disegno di legge che non dovesse parlare agli interessi dei
cittadini e delle cittadine, che non dovesse riformare il rapporto
tra gli amministratori e gli amministrati, ma un disegno di legge
che dovesse risolvere i problemi che voi avete nelle varie giunte,
nei vari consigli comunali, attraverso tutta una serie di
escamotage, che peraltro aumentavano la spesa per i comuni, senza
aumentare i trasferimenti a favore degli stessi.
Ora, venire in quest'Aula e gridare allo scandalo come se chi ha
votato contro ad alcune norme dovesse avere timore di confrontarsi
con gli amministratori, guardate, chi fa politica non deve avere il
timore di confrontarsi né con gli amministratori né con i
cittadini, ma prima degli interessi di bottega vengono gli
interessi dei siciliani e delle siciliane e voi molto spesso di
questo ve ne dimenticate
E, allora, io penso che stasera abbiamo raggiunto un obiettivo,
anzi spero che lo raggiungeremo, voglio dire la verità, perché
ancora dobbiamo votare, ma sono convinto che voteremo
favorevolmente perché abbiamo mantenuto all'interno di questo
disegno di legge quelle norme che dal punto di vista ordinamentale
possono risolvere alcune criticità e la partecipazione delle donne
alla vita politica e amministrativa delle nostre comunità era un
problema. Oggi stiamo dicendo alla politica locale che quel
problema lo si dovrà risolvere perché una norma lo impone, e
quindi, questo è un buon servizio alla comunità. Questo è quello
che ha fatto quest'Aula. Cioè a me pare che di quest'Aula alcuni
abbiano rispetto solo quando fa le cose che piace a loro Invece
quest'Aula va sempre rispettata, qualsiasi sia l'esito del voto.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha
facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,
sono assolutamente felice del fatto che ci si sia adeguati e
allineati alla normativa nazionale, è giusto che ci sia un momento
di dignità, un momento di decoro, un momento di attenzione verso il
genere femminile, però, questo non vince la battaglia perché la
battaglia del genere femminile non si conquista il sabato e la
domenica nei convegni, ma va coltivata giorno per giorno, momento
per momento e in particolare nel corso delle elezioni.
Sono sempre stato convinto che al di là della necessità delle
donne, delle quali non si può fare a meno, la necessità va operata
nel corso delle attività elettorali. E, cioè, è necessario che i
partiti si sbraccino, che i partiti inseriscano nelle liste almeno
metà delle donne. E' questa la parità. Con questo si può
raggiungere la vera parità. Ovviamente la norma ci rallegra e non
può che averci e tenerci in una situazione di assoluto consenso e
condivisione.
Per quanto riguarda poi il resto è ovvio, ormai il voto segreto
sta condizionando questa nostra attività parlamentare. Si sta
cercando di strumentalizzare per le varie dinamiche e logiche
territoriali, spesso, alcune decisioni che potrebbero essere
necessarie per il benessere economico della nostra Regione e per il
bene sociale, ma purtroppo questo è.
D'altra parte col voto segreto spesso non si raggiunge neanche
l'obiettivo, tant'è che la stessa nostra deputata Margherita La
Rocca Ruvolo ha spiegato il motivo per cui ha votato in un certo
senso, avrebbe votato contrario anche se ci fosse stato il voto
palese e così anche altri altri deputati.
Quindi, io anticipo per Forza Italia il voto, assolutamente,
favorevole per l'approvazione della norma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi anch'io do il mio
contributo per il voto finale, la mia considerazione partendo da
una battuta iniziale dell'intervento dell'onorevole De Luca il
quale ha detto: "abbiamo fatto il nostro dovere in quest'Aula". Io
ho grande rispetto dell'onorevole De Luca, vedo come lavora anche
in Commissione oltre che in Aula, e debbo dire che dissento da
questa sua considerazione perché noi non abbiamo fatto il nostro
dovere sia dal punto di vista formale che dal punto di vista
sostanziale, perché le sedute sono pubbliche, e mi pare che i
cittadini che hanno seguito i lavori d'Aula non credo siano
ampiamente soddisfatti di alcune scene, alcuni voti che sono stati
espressi in una certa maniera. L'Aula non ha dato il meglio di sé -
ecco - non ha fatto il proprio dovere. Anche sul piano sostanziale,
io l'ho detto nel mio intervento sulla discussione generale; io
sono sindaco da oltre otto anni nel mio comune, Militello Val di
Catania, e non mi pare che i comuni abbiano l'esigenza di alcune
cose che sono state qui proposte e poi bocciate alcune. I comuni
hanno bisogno di avere certezza negli organici, a partire dal
segretario comunale, che spesso hanno a scavalco; hanno bisogno di
avere un tecnico tutti i giorni, perché ormai la separazione tra
l'atto amministrativo e di indirizzo politico è abbastanza netta e
quindi c'è bisogno di forza lavoro; hanno bisogno di un ragioniere.
Tutto ciò - va sottolineato - manca nei comuni Prendiamone atto
Non so se nei prossimi mesi ci sarà possibilità di dire la nostra
ma è chiaro che i temi sono questi. Il tema è quello di una
burocrazia che ormai è tutta basata su chi è entrato giovanissimo
con l'articolo 23 e che lavora per 24 ore in un comune. Sono questi
i problemi.
Così come è un problema avere la consapevolezza che l'Enel strozza
i comuni, mette dei vincoli di salvaguardia che aumentano
notevolmente il tasso degli interessi. Avremmo bisogno di una nuova
legge sulla questione idrica.
Il tema della raccolta delle risorse, della tassazione dei
cittadini rimane, e non è un caso che i comuni siciliani siano i
più numerosi, rispetto alle altre regioni, per lo scivolamento
verso un piano di rientro, verso la situazione che sottolinea
l'aspetto della difficoltà economica. Quindi, credo che non ci sia
nulla da festeggiare, tranne la cosa importantissima che è stata
realizzata, soprattutto voluta dalle donne, pressata dall'opinione
pubblica che abbiamo visto e che vediamo qui presente. Anche su
questo - mi permetto di dire - era necessaria la legge perché in
Sicilia ampiamente questo dato era tradito, ma io posso dire che ci
sono stati comuni sempre virtuosi. Anche qui, dico una cosa
personale, io ho avuto la Giunta per i primi cinque anni col 50% di
rappresentanza femminile sempre, a partire dal primo giorno. Poi
quando la Giunta è passata da 4 a 5, la rappresentanza è passata al
40 per cento. Non c'è bisogno di norme, se c'è dal punto vista
morale e dal punto di vista politico un indirizzo netto. Le donne
andavano rappresentate senza bisogno di una legge, sì, ora la legge
lo permetterà ed io sono contento
Qualcuno dice che questo tema andava affiancato con la legge sul
terzo mandato, è un'altra cosa la legge sul terzo mandato. Abbiamo
visto che entrano in campo altre dinamiche, le dinamiche relative
al sindaco di un paese vicino, ai gruppi, ai sottogruppi. Io ho
percepito tante cose, anche negli interventi finali che sono stati
fatti, perché si è votato in una certa maniera.
Io sono un sindaco che avrebbe potuto fare il terzo mandato, se ci
fosse stata la legge, e debbo dire che - voglio dire la verità -
anche su questo per me la condizione sarebbe stata diversa se
accettare o meno. Purtroppo, condizionato sarei stato da ben altre
cose, però se avessi avuto il terzo mandato e liberato da alcune
problematiche personali, avrei fatto il terzo mandato perché amo la
mia città, perché quando mi sono candidato ho detto: «voglio ridare
al mio paese quello che il mio paese ha dato a me ». L'avrei fatto
liberamente, c'è una legge nazionale, quando si parla della
diversità tra noi e il Paese, dovremmo avere la dignità di dire:
questa è stata un'occasione mancata, perché è una legge nazionale,
come vale per Reggio Calabria deve valere anche per la provincia di
Catania e per le altre province.
Questa diversità è legata a tatticismi, bassi, che si sono portati
avanti e che hanno visto, nel voto segreto, il nascere di alcune
posizioni, ma questo lo dico, ripeto, con consapevolezza politica
ma scevro da polemiche personali, perché io ho voluto esprimere la
mia verità dicendo che non sarebbe stata la scelta soltanto
condizionata dal terzo mandato, l'avrei fatto con amore, con amore
per la mia comunità che ho cercato e che cerco di servire tutti i
giorni. Ma una consapevolezza da uomo che vive guardando alla
Costituzione, sapendo che la Costituzione è stata realizzata col
sacrificio di giovani che hanno dato la propria vita nelle montagne
con la Resistenza, ho una consapevolezza: che tutti siamo utili ma
nessuno è indispensabile quando la vita è democratica ed è una vita
basata sulla libertà e sulle regole.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Burtone. Ha chiesto di intervenire
l'Onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
Colleghi è chiusa, ovviamente, la registrazione per le
dichiarazioni di voto perché sono aumentati gli interventi, quindi,
non accetto più interventi per dichiarazioni di voto. Prego,
Onorevole Abbate.
ABBATE. Grazie, Presidente, Governo. Io inizio questo mio
intervento ringraziando i miei colleghi della Commissione, della I
Commissione perché se oggi siamo qua a discutere, ed approvare
alcuni articoli, bocciare altri articoli, è solo per il lavoro
della Commissione che cerca di portare avanti, ogni giorno di
sfornare disegni di legge, di mettere a disposizione di questo
Parlamento. Se questo Parlamento si è riunito in questi giorni, si
è riunito grazie al lavoro della Commissione che è stato fatto nei
mesi di marzo-aprile del 2025, mi dispiace che l'onorevole
Primavera dice che è stato tardivo, forse perché l'onorevole
Primavera è mancato per qualche mese dall'Aula, quindi, non può
ricordarsi e sapere che questo che questo disegno di legge è
giacente in questo Parlamento già da nove mesi e, quindi, poteva
essere approvato prima Quanto meno la prendo come una svista
perché il sottoscritto non si tiene sulla scrivania nessun disegno
di legge, e porta a sua conoscenza che, se da domani possiamo
parlare o la settimana prossima di un altro disegno di legge è il
lavoro della I Commissione per quanto riguarda i dirigenti. Giusto,
colleghi? Lo stesso se vogliamo fare, fra 15 giorni, è perché c'è
un altro, lo stralcio sul disegno di legge, sulla finanziaria che è
stata assegnata alla Commissione che ha già completato il lavoro, e
quindi è in Aula, e può essere benissimo esaminato.
Quindi voglio ringraziare i colleghi che in questi anni hanno
portato avanti e sono riusciti a tenere sempre il numero legale e
potere approvare tante riforme che sono ferme in Commissione
"Bilancio" per poter avere la copertura finanziaria da parte del
Governo, per potere andare avanti e potere arrivare in Aula per
essere approvate.
Quindi è un lavoro importante che si porta avanti nel rispetto di
quelle che sono anche le richieste dei singoli Deputati.
Per quanto riguarda il 40 % abbiamo parlato, oggi, sul
recepimento delle norme nazionali, ma il quaranta per cento noi
l'avevamo già portato avanti prima, avevamo addirittura in
Commissione "Bilancio" - e si siamo andati oltre perché il testo
approvato in Commissione "Bilancio" diceva che il 40 % veniva
attuato già da subito - significa che, da subito, tutte le
amministrazioni devono portare al 40 % la presenza nelle giunte,
significa quello che abbiamo approvato oggi, e dobbiamo essere
tutti chiari: ci saranno amministrazioni e comuni che vedranno il
40% delle donne nelle proprie amministrazioni fra quattro anni, fra
tre anni, fra due anni, perché entra in vigore da quando? Da quando
c'è il rinnovo, questa è la norma. La Commissione era andata oltre,
la Commissione aveva portato avanti un disegno di legge, portato
poi in Parlamento, dove si andava, subito dopo novanta giorni, per
poter adeguare al 40% la presenza delle donne.
Il sottoscritto ha fatto l'amministratore, ha fatto il sindaco per
nove anni e nelle proprie Giunte ci sono state sempre le donne, a
prescindere da quello che era il vincolo, così come per quanto
riguarda le liste che, a sostegno della mia candidatura, ma in
quella successiva ci sono state più donne che uomini, ma questo poi
è dove le donne si rivedono e dove si vogliono candidare o vogliono
partecipare per la vita amministrativa rispetto ad una coalizione,
rispetto ad un'altra coalizione, dove si trovano meglio, dove
trovano la possibilità di potere dare il proprio contributo.
Ma così come le norme che sono state inserite in questo disegno di
legge, si dava la possibilità al Parlamento, visto che il compito
della Commissione era quello di poter far diventare un disegno di
legge uno stralcio di emendamenti alla finanziaria, di portarli, di
assemblarli, di votarli, di sviscerarli, di poter trovare la
copertura finanziaria, dove era necessaria la copertura
finanziaria, come il tagliando antifrode e di portarli in Aula, non
per l'approvazione, ma di portare il tutto in Aula per metterlo in
votazione, e quindi, per il Parlamento decidere se approvare o no
un disegno di legge che, in caso contrario, doveva essere approvato
e discusso nella Finanziaria, e quindi, poteva essere approvato o
bocciato.
Se, poi, parliamo di riforma degli enti locali, noi abbiamo
lavorato - e lo sanno i colleghi della Commissione - sulla riforma
degli enti locali, sulla riforma dei revisori dei conti nei comuni,
la riforma, realmente, che abbiamo portato avanti. E con questo
spirito che sicuramente c'è in Aula, che in questi tre anni e mezzo
- io sono alla prima Legislatura - quello che mi porterò dietro di
ricordo di questa mia esperienza è che di riforme in questo
Parlamento... non è difficile, è quasi impossibile farle Non è
tanto pensarle e portarle avanti, è poterle condividere e poterle
approvare. Questa, sicuramente, sarà una delle sconfitte di questa
maggioranza, perché questa maggioranza e questi deputati e noi
Gruppi abbiamo la nostra responsabilità, abbiamo avuto la
responsabilità dei Siciliani, che hanno dato quella che è la
responsabilità di fare anche le riforme.
L'ho detto al Presidente Schifani e lo ridico di nuovo al Governo:
questa Legislatura ha ancora la possibilità di poter portare avanti
delle riforme che sono ferme al palo: nell'ultimo anno, l'ultimo
anno e mezzo. Ma se questo è l'andazzo - guardate, già domani,
quando andremo a discutere di una riforma epocale per
l'organizzazione amministrativa di questa Regione, che è quella dei
dirigenti, finalmente di fare la dirigenza unica, di andare a
superare quelle che sono le difficoltà e quelle che sono le
continue pressioni da parte del Governo nazionale, di poter
aggiustare e rimettere in ordine quella che è la gestione dei
dirigenti, in linea con quelle che sono le norme nazionali - ci
troveremo nelle stesse condizioni: una maggioranza che non è in
grado di difendere i propri provvedimenti, di portarli avanti e di
poterli approvare
Quindi, questo ci vuole, un momento di riflessione anche su
questo. Vogliamo noi le riforme? Vogliamo veramente le riforme?
Vogliamo portare avanti riforme che cambiano realmente la vita
amministrativa di questa Regione o non lo vogliamo? Noi il lavoro
lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto seriamente in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, vada a conclusione.
ABBATE, . Sto completando. Abbiamo recepito quelle che erano le
richieste dei singoli deputati e sappiamo che non sono quelle dei
Gruppi parlamentari, perché ci siamo accorti che, poi, chi
rappresenta tante volte il Gruppo parlamentare in Commissione non
è, poi, la voce del Gruppo parlamentare - ce ne siamo accorti in
Aula, ma ne prendiamo sicuramente atto - ma quello che abbiamo
fatto l'abbiamo fatto veramente con piacere e con quella serietà di
cercare di poter portare in Parlamento tutto quello che ci viene
consegnato e l'abbiamo fatto in modo celere e se oggi andiamo ad
approvare anche sei, sette, otto articoli, questo avviene solo ed
esclusivamente perché c'è stato qualcuno che ci ha lavorato e che
ha messo in condizione questo Parlamento di poterlo approvare o
bocciarlo.
Quindi, un minimo di orgoglio resta e resta in capo ai componenti
di quella Commissione che, oggi, mette in condizione questo
parlamento di poter discutere di disegni di legge, di poterli
approvare o bocciare. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi. Io ho: uno, due, tre, quattro, cinque, altri
sei interventi per dichiarazione di voto. Tra l'altro, molti tra
l'altro, molti colleghi degli stessi Gruppi parlamentari. Io vi
chiedo, veramente, perché non ho mai visto tutti questi interventi
per dichiarazione di voto
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo anche intervenire dopo il voto. Un
attimo, onorevole Saverino, lei vuole intervenire?
SAVERINO. Rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, rinuncia?
GIAMBONA. Rinuncio.
PRESIDENTE. Colleghi, io vi sto chiamando... Onorevole La Rocca
Ruvolo?
LA ROCCA. Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia. Onorevole Lombardo?
LOMBARDO Giuseppe. Non rinuncio.
PRESIDENTE. Non rinuncia. Io ci ho provato Prego, onorevole
Lombardo.
GRASSO. Per Forza Italia ha parlato solo il Capogruppo
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, le chiedo scusa ma hanno
parlato più componenti per i rispettivi Gruppi, almeno uno per il
Gruppo di Sud chiama Nord.
PRESIDENTE. Io, infatti, onorevole Lombardo, ho chiamato i
colleghi il cui Capogruppo è già intervenuto; lei, ovviamente, sta
intervenendo come Sud chiama Nord. Prego.
LOMBARDO Giuseppe. Grazie, Presidente. Mi dispiace fare questa
dichiarazione di voto in assenza...però, Presidente, ci devono
essere le condizioni per potere intervenire
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, Spada e Chinnici o mi permettete
di ascoltare oppure, magari, andate fuori dall'Aula. Prego,
onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Presidente, volevo fare la mia dichiarazione di
voto, naturalmente, ma prima della dichiarazione di voto - che
naturalmente sarà favorevole - qualche riflessione va fatta, perché
abbiamo sentito interventi, soprattutto dai banchi della
maggioranza, dove si rappresentava un rammarico, Presidente, per
come sono andate le cose, ma noi l'avevamo annunciato che
quest'Aula sarebbe diventata un Vietnam
Abbiamo sentito - onorevole Figuccia, visto che non c'è il
Governo, almeno mi ascolti il Presidente dell'Assemblea -
interventi a giustificazione di un voto che è avvenuto la settimana
scorsa, come per dire che non c'erano stati franchi tiratori e come
è finito al primo voto segreto stasera? E' finito 34 a 24: cioè,
significa che ancora 10, 12 componenti della maggioranza continuano
a votare con l'opposizione Il collega Safina mi dice che sono di
più, perché naturalmente qualcuno dell'opposizione, forse, ha
votato con la maggioranza; quindi, che questa sarebbe diventata un
Vietnam, noi l'avevamo annunciato E il fatto, Presidente, che si
chiude uno pseudo disegno di legge sugli enti locali, senza
l'assessore agli enti locali... ancora oggi, a distanza di più di
tre mesi, non c'è l'assessore agli enti locali nominato Ma si può
andare avanti e sentire il collega Abbate che rispetto nella
qualità di Presidente della Commissione, che sarà ancora possibile
fare riforme? Ma quale riforme dovrà fare quest'Aula, che non è in
grado nemmeno di portare a casa un disegno di legge che è stato
decimato, negli articoli, dalla maggioranza stessa?
E allora, Presidente, naturalmente, su quello che è rimasto di
questo disegno di legge... perché anche qualche norma era stata
proposta dal Gruppo Sud chiama Nord, come l'articolo 11, che
consentirà ai comuni che avevano ricevuto nel 2020 un fondo di
rotazione e che per quello che è successo poi con la pandemia non
erano riusciti a portare a compimento, nei cinque anni, il
risultato dei finanziamenti, di dare la possibilità a questi comuni
invece di restituire fondi di rotazione in otto anziché in cinque
Naturalmente sulla norma, Presidente, che equipara la quota di
rappresentanza di genere femminile alla norma nazionale non
possiamo che essere d'accordo Come saremmo stati d'accordo, però,
Presidente, a quella di adeguare, anche, la norma per il terzo
mandato nei comuni fino a quindicimila abitanti - su quella noi
avevamo presentato anche una nostra iniziativa parlamentare che è
stata, purtroppo, osteggiata e inserita in un disegno di legge che,
oggi, la maggioranza stessa ha affossato - perché quel voto - 34 a
24 - che è il voto che ha espresso quest'Aula, non è stato
dell'opposizione, non è stato della maggioranza, è stato di uno
schieramento trasversale che, naturalmente, ha avuto maggiore
sostegno da parte della maggioranza, per affossare una norma e dare
un segnale al Governo Perché il Governo voleva il terzo mandato
La maggioranza voleva il terzo mandato Chi non l'ha voluta, quella
norma, è la maggioranza, che con il voto segreto ha affossato
l'ennesimo articolo di questo disegno di legge, Presidente. E,
naturalmente, su quello che è rimasto - visto che ci sono delle
norme importanti - il nostro voto sarà favorevole
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
Io ho due interventi da parte dei colleghi della Lega, chiedo
all'onorevole Geraci o all'onorevole Figuccia di scegliere magari
un solo rappresentante.
Onorevole Geraci, interviene lei e chiedo poi all'onorevole
Figuccia di ritirare l'intervento.
Prego, onorevole Geraci.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Intanto volevo
anticipare il voto favorevole della Lega su questa legge e volevo
fare dei complimenti e dare solidarietà. I complimenti a tutte le
donne di questo Parlamento che in maniera trasversale si sono
battute e hanno messo al centro dell'attenzione questo articolo,
perché dobbiamo dire una cosa, e solidarietà al Presidente della
Commissione che dopo tre anni di gestazione di questo disegno di
legge ha portato a casa ben poco e, quindi, va a lui tutta la mia
solidarietà, perché nonostante tutto il lavoro che ha fatto, tutti
gli articoli che ha portato avanti, c'erano delle norme importanti,
nonostante questo poi il voto segreto dell'Aula l'ha bocciato.
Sul voto segreto voglio dire questo: è chiaro che le opposizioni
fanno il loro mestiere, capiscono la difficoltà della maggioranza e
laddove non sono d'accordo propongono il voto segreto. Questo per
la maggioranza deve essere un monito, deve essere un monito nel
senso che dobbiamo capire - l'ha detto qualche oratore che mi ha
preceduto - se dobbiamo portare avanti questa Legislatura
intestandoci delle riforme perché non possiamo più continuare con
l'Aula a cui viene dettato il passo dalla minoranza o dalle
opposizioni. Ogni volta che andiamo in minoranza abbiamo qualcuno
dell'opposizione entusiasta, quasi quasi praticamente tronfio di
aver affossato la maggioranza
Allora che cosa dobbiamo fare? Questa legge deve essere un esempio
per dire: maggioranza vuoi continuare a fare la minoranza in Aula,
e quindi, eventualmente per portare avanti le norme devi trovare
sempre l'accordo col Pd o coi 5 Stelle? Oppure fai maggioranza
all'interno, con una regia, con una strategia che in questo disegno
di legge è mancata? Queste sono le domande che faccio alla mia
maggioranza, alla mia maggioranza faccio queste domande, se
veramente vuole continuare ad andare avanti: perché, poi, di fronte
alla proposta di legge sul terzo mandato, il consigliere supplente
che erano delle norme, degli articoli che si agganciavano tra
l'altro a quello che è il dettato nazionale...
Sono contento per quello che è successo perché dico, per quanto mi
riguarda, in questa legge se non ci fosse stato il voto sulle
donne, sul 40% della rappresentanza di genere in Giunta, sarebbe
stata una Waterloo. Questa legge si salva solo ed esclusivamente
per quel voto e qualcuno che mi ha preceduto dicendo: "non c'era
bisogno, comunque, perché nelle giunte c'è stato il 50 per cento di
donne..." ebbene, devo dire no La regola va fatta perché non va
lasciato al buon senso dei singoli sindaci; la scelta del 40%,
giusta la regola, così quanto meno per le prossime sindacature e le
prossime consiliature, le Giunte, si dovranno adeguare
Quindi, ribadisco il voto è favorevole, e aggiungo: attenzione
maggioranza torniamo a fare la maggioranza perché poi dobbiamo
prendercela con noi stessi e non con la minoranza.
ter/A
Votazione finale del disegno di legge n. 738 Stralcio I
Commissione ter/A
PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
738
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 738.
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 50
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico l'ordine del giorno dell'Aula di
domani.
Andremo ad incardinare e a votare la proposta di delibera in
attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 638-643
della legge 30 dicembre 2025 n. 139 relative alla cancellazione
della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle
Regioni. Impegno della Regione siciliana ad applicare al bilancio
di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo
determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n.
199/2025.
Quindi, domani si voterà questa proposta di legge, dopodiché
incardineremo pure il riconoscimento di Comiso, Città della pace.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 18 febbraio 2026, alle
ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19:01
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella