Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 230 di mercoledì 18 febbraio 2026
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15:35

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Burtone  e  Albano  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna per motivi di salute.
   Comunico  che  gli onorevoli De Luca Cateno, Lombardo  Giuseppe  e
  Sciotto hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   siciliana

    Discussione della proposta di delibera dell'Assemblea regionale
                               siciliana
    Delibera in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1,
  commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative
     alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di
   liquidità da parte delle regioni. Impegno della Regione siciliana
        ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
  amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642
               dell'articolo 1 della legge n. 199/2025 .

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  proposta di delibera  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  «Delibera  in  attuazione  delle  disposizioni  di   cui
  all'articolo  1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre  2025,
  n.  199,  relative  alla  cancellazione  della  restituzione  delle
  anticipazioni  di liquidità da parte delle regioni.  Impegno  della
  Regione  siciliana  ad  applicare  al  bilancio  di  previsione  un
  risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai  sensi
  del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025».
     Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
    Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Daidone, per svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Grazie.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la delibera di Giunta in  esame  si
  inserisce  nella procedura prevista dall'ultima legge  di  bilancio
  dello Stato, legge 30 dicembre 2025, n. 199, volta a cancellare  il
  debito  contratto dalle Regioni per le anticipazioni  di  liquidità
  nei confronti dello Stato e di Cassa Depositi e Prestiti SPA.
   Si  prevede, in particolare, per ciascuna regione, da un  lato  la
  soppressione   a   decorrere   dall'esercizio   finanziario    2025
  dell'obbligo di accantonamento del Fondo di anticipazione liquidità
  e  dall'altro  il  versamento allo Stato di  una  rata  annuale  in
  sostituzione  dei precedenti piani di ammortamento  dei  debiti  in
  questione.
   Detta  rata  sarà  determinata  dalla  Conferenza  delle  Regioni,
  tuttavia  sulla  base  dell'attuale  piano  di  ammortamento  della
  Regione siciliana per i debiti in essere relativi all'anticipazione
  di  liquidità,  la Ragioneria generale ha effettuato un'ipotesi  di
  stima del contributo versato dallo Stato che ammonterebbe così  per
  gli anni 2026, 2027 e 2028, rispettivamente in euro 84 milioni,  85
  milioni e 84 milioni per il 2028.
   Tale   meccanismo   opererà   solamente   tra   le   Regioni   che
  comunicheranno entro il 28 febbraio 2026 al Ministero dell'economia
  e  delle finanze una delibera dell'organo legislativo con l'impegno
  ad  applicare  al  proprio bilancio di previsione un  risultato  di
  amministrazione,  che  nel  caso  della  Sicilia  appare  l'importo
  determinato  con riferimento ai risultati del rendiconto  2024,  al
  netto  del Fondo di anticipazione liquidità e del Fondo di  crediti
  di dubbia esigibilità.
   Detto  importo, sulla base del rendiconto generale per l'esercizio
  finanziario 2024, approvato dalla delibera di Giunta n. 36  del  29
  gennaio 2026, ammonta a 10 miliardi 328 milioni.
   Gli  effetti sul bilancio regionale del meccanismo in  esame  sono
  dunque  i seguenti: versamento annuale allo Stato dal 2026 al  2045
  che  negli  anni 2026, 2027 e 2028 ammonterebbe rispettivamente  ad
  84,  85  e  84  milioni. I limiti di 10 miliardi  328  milioni  per
  l'applicazione del risultato di amministrazione per  gli  anni  dal
  2026  al  2045, soppressione a decorrere dall'esercizio finanziario
  2025  dell'obbligo di accantonamento del fondo di  anticipazione  e
  liquidità.
   Riguardo a tale ultimo punto, in particolare la Regione, una volta
  definito  il  giudizio  di  parifica  della  Corte  dei  conti  sul
  Rendiconto  generale  dell'esercizio finanziario  2025,  beneficerà
  della  liberazione di risorse finanziarie pari  a  1  miliardo  875
  milioni,  corrispondenti  cioè all'accantonamento  che  si  sarebbe
  dovuto operare per il fondo di anticipazione di liquidità.
   La  Commissione ha, quindi, esaminato la delibera di Giunta n.  62
  del  2026, esprimendo parere favorevole sull'impegno che la Regione
  dovrà  assumere,  ai  sensi dei commi 638  e  643  della  legge  30
  dicembre 2025, n. 199.
   La  Commissione ha, altresì, raccomandato dal Governo di destinare
  una  parte  delle  risorse  che si libereranno,  in  quanto  frutto
  dell'incremento dell'avanzo utilizzabile per opere infrastrutturali
  strategiche,  quali  reti  autostradali,  ferroviarie,  portuali  e
  aeroportuali, e per interventi di salvaguardia e messa in sicurezza
  del territorio, con priorità per il completamento delle opere i cui
  progetti siano già stati in parte realizzati con lotti funzionali e
  per  le  opere  per  le  quali  vi  siano  già  progetti  esecutivi
  cantierabili.

   PRESIDENTE. Grazie, signor Presidente.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Grazie, signor Presidente.
   Onorevoli  colleghi, io vorrei un chiarimento su cosa  si  intenda
  per  questo  limite di 10 miliardi 328 milioni e,  laddove  non  si
  raggiungesse e non si rispettasse questo limite, quali sarebbero le
  conseguenze?   Penso   che   l'Assessore   per   l'economia   possa
  tranquillamente rispondere.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Grasso ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Seguito della discussione sulla proposta di delibera
                  dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE.   Ci  sono  altri  colleghi  che  hanno   chiesto   di
  intervenire? No?
   Prego, assessore.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Sì,  è   un   limite   che
  sostanzialmente  nel  caso  della Regione  siciliana  direi  che  è
  talmente elevato che è come se non sussistesse. Il problema si pone
  per  le altre regioni perché vi è il limite di applicazione  di  un
  avanzo di amministrazione; non superare una certa soglia che  viene
  determinata,  regione  per regione, sulla base  dei  parametri  del
  rendiconto.  Nel caso della Regione siciliana, il limite  è  di  10
  miliardi, che è un limite sostanzialmente non sussistente.

   PRESIDENTE. Grazie
   Assessore Dagnino, vuole dire qualche altra cosa prima di metterla
  in votazione?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per  noi  la
  relazione del Presidente della Commissione Bilancio pare sia  stata
  esaustiva,  c'è  stato  già un parere della  Commissione  Bilancio,
  quindi  non  ho  elementi  aggiuntivi da sottoporre  all'attenzione
  dell'Assemblea. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   CRACOLICI. La faccio io una domanda

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Io una domanda volevo farla, forse, però, travalica  le
  competenze   dell'Assessore  per  l'economia.   Noi,   con   questa
  operazione  stiamo  di  fatto cancellando o estinguendo  il   mutuo
  sanità ,  quello  che fu contratto tra il 2013 - credo  -  che  poi
  portò  al  piano di rientro della sanità siciliana.  Se  ho  capito
  bene,   l'estinzione   di   questi   mutui,   di   fatto,   elimina
  l'indebitamento  che abbiamo contratto e che  paghiamo  -  credo  -
  trentennale, se non ricordo male.
   Questo vuol dire che non appena sarà assunta la delibera e inviata
  al Ministero dell'Economia, cessa formalmente la procedura di piano
  di rientro della sanità siciliana? Perché questo è un tema delicato
  e  dirimente.  Al fine di rientrare in un'ordinarietà  del  Sistema
  sanitario siciliano nelle procedure di spesa, considerato  che,  ad
  oggi   allora,  quando  fu fatto il piano di  rientro,  il  sistema
  sanitario  sostanzialmente era un sistema che si era  rovesciato  a
  favore  della ospedalità in maniera prevalente, lasciando  indietro
  sia  la  territorialità che l'attività di prevenzione  propria  del
  sistema sanitario.
   Ora,  chiudere  la stagione del piano di rientro è certamente  una
  condizione  essenziale,  ma  altrettanto  dico  per  la   questione
  finanziaria  della  sanità - ricordo che  per  il  nostro  bilancio
  riguarda  dieci miliardi l'anno, circa - altrettanto  importante  è
  che  la chiusura del piano di rientro venga accompagnata da un'idea
  di riforma del Sistema sanitario siciliano.
   Allora,  voglio sapere se il Governo, al di là dei fatti  tecnico-
  contabili  che sono contenuti in questo testo dove, sostanzialmente
  ad  oggi, dovremmo ridurre le spese del bilancio approvato del 2026
  e  successivi di 83/84 milioni circa l'anno, salvo poi  recuperarli
  con l'applicazione dei cosiddetti accantonamenti che, però, saranno
  liberati dalla cessazione dell'indebitamento.
   Ma,  ripeto,  al  di là dei fatti tecnicamente di contabilità,  il
  nodo  politico  é: c'è l'intenzione del Governo di accompagnare  la
  chiusura del piano del rientro nella sanità con un'idea di  riforma
  e  in  moto  un'azione che possa affrontare la  buona  spesa  nella
  sanità,  superando  quello che da oltre un  decennio  noi  viviamo?
  Cioè,  noi,  da  oltre un decennio, parliamo di tagli  nel  sistema
  sanitario  con  le  conseguenze sotto  gli  occhi  di  tutti  della
  condizione  della  sanità  siciliana che,  al  di  là  delle  liste
  d'attesa,  pone  un  tema  di come viene  riorganizzato,  anche  in
  maniera moderna, l'attività territoriale, la prevenzione, i servizi
  connessi, uno per tutti il 118.
   Allora, per questo ho detto che va oltre le competenze intrinseche
  dell'assessore  per  la salute. Però, questo atto  può  essere,  mi
  auguro, propedeutico a una chiusura di una stagione, ma se è chiara
  qual  è la visione che si ha: altrimenti noi passeremo da piano  di
  rientro  a  piano di rientro, e meno male che abbiamo il  piano  di
  rientro, però col danno che si è fatto nel corso degli anni, che la
  sanità,  diciamocelo pure, alla fine è peggiorata, non è migliorata
  in  termini  di  offerta  e di diritto alla  salute  dei  cittadini
  siciliani. Spero di essere stato chiaro.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. No, un  attimo,  c'è  l'onorevole
  Safina iscritto a parlare. Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore,
  innanzitutto,  onorevoli  colleghi,  grazie  all'assessore  per  le
  spiegazioni.  Io  vorrei  fare  delle  considerazioni.   Oltre   le
  considerazioni  che  ha  fatto  l'onorevole  Cracolici,  che   sono
  assolutamente  pertinenti,  vorrei farne  altre  di  carattere  più
  prettamente politico. Oggi siamo qui ad adottare questa delibera  e
  faccio  notare  alla  Presidenza  e  all'Aula  come,  a  parte   le
  opposizioni  che sono quasi tutte presenti, c'è una sparuta  truppa
  di  deputati della maggioranza per approvare un atto che rischia di
  passare   sotto   silenzio,   ma   si   tratta   dell'applicazione,
  sostanzialmente, della liberazione di un avanzo da 1,8 miliardi  di
  euro
   Mi spiace perché, su una delibera così importante avrebbe dovuto e
  potuto  svilupparsi un dibattito serrato, come penso,  immagino  si
  sia  fatto  anche  in  Commissione Bilancio, perché  ho  apprezzato
  l'indicazione della Commissione che chiede al Governo di  applicare
  l'avanzo  per  interventi importanti quali quelli, sostanzialmente,
  della  difesa del territorio, per infrastrutture strategiche.  Però
  devo  dire la verità: quest'Aula mi lascia alquanto scettico perché
  son  convinto  che,  su questi 1,8 miliardi,  visto  che  questo  è
  l'ultimo, sostanzialmente, anno di legislatura, si rovesceranno gli
  appetiti dei colleghi e della maggioranza di Governo che vorrà fare
  man bassa per preparare manovre elettorali da miliardi di euro.
   E  questo, obiettivamente, va contro gli interessi delle siciliane
  e   dei  siciliani  che,  invece,  da  queste  risorse,  dovrebbero
  attingere  spazi e margini per uscire dalla crisi che attanaglia  i
  nostri   settori   produttivi.  Questa  mattina   con   l'onorevole
  Dipasquale  e  con  tutta  la  III Commissione  abbiamo  audito  la
  Coldiretti  per  ciò che attiene alla crisi del  settore  primario,
  come  quello della zootecnia e della produzione del latte ma, nelle
  scorse   settimane,  abbiamo  ascoltato  i  lavoratori  di  Termini
  Imerese,  abbiamo  ascoltato  gli agricoltori  della  provincia  di
  Caltanissetta,  e  non solo, e rispetto a questo il  Governo,  come
  diceva bene l'onorevole Cracolici, si presenta con una delibera che
  vale  1  miliardo e 800 milioni di euro, illustrandola  in  maniera
  tecnica,  come  se  non  fosse  importante  su  questo  aprire   un
  dibattito.
   Noi  abbiamo chiesto, peraltro, un dibattito importante  anche  su
  come  si  vuole  fronteggiare la crisi che è nata  dalla  frana  di
  Niscemi  e  dal Ciclone Harry, perché è giusto, abbiamo  fatto  una
  norma all'indomani della catastrofe, con la quale abbiamo sbloccato
  93  milioni  di  euro,  ma ci siamo pure detti  che  sarebbe  stato
  corretto  che  il  presidente Schifani, forse sarebbe  meglio  dire
  parlare  direttamente con la Meloni, visto che  la  Presidente  del
  Consiglio  sostanzialmente  snobba  il  presidente  della   Regione
  siciliana, snobba anche, a dire il vero, il Ministro Musumeci,  che
  è  il  Ministro della Protezione Civile; ma al di là di chi  snobba
  chi,  sarebbe  il  caso,  viste  le ingenti  risorse,  e  vista  la
  necessità  di programmare interventi sul territorio che  devono  il
  più  possibile  attenuare  gli effetti dei  cambiamenti  climatici,
  sviluppare un dibattito alla presenza del presidente della Regione,
  il  quale dovrebbe dirci su cosa punta, e non con il solito  bluff.
  Bluff  al quale abbiamo assistito, lo ricorderà quest'Aula,  quando
  per la prima volta si parlò dei fondi FSC.
   Se  vi  ricordate, i fondi FSC - l'onorevole Sunseri ne fece anche
  una battaglia - furono discussi solo per capitoli, quando invece in
  passato  si  era  sempre discusso di quali interventi  si  dovevano
  concretamente  finanziare. Ebbene, poi quello  che  è  accaduto  lo
  sappiamo  tutti, si fece un accordo per titoli anche  col  Governo,
  dopodiché  il  Governo regionale decise quali opere  finanziarie  e
  quali   no,  sottraendo  risorse  a  molti  interventi  che  invece
  sarebbero stati meritevoli di apprezzamento.
   Allora,  quest'Aula,  oggi  manifesta quello  che  già  le  scorse
  settimane   avevano  platealmente  rappresentato,  ossia   che   la
  maggioranza  di Governo non esiste, ma esiste solo nel  momento  in
  cui  c'è da spartirsi la carne e poi lasciare l'osso  E per  questo
  io  manifesto  tutta la mia preoccupazione, perché  noi  andremo  a
  gestire,  oramai  l'assessore  Dagnino  e  il  presidente  Schifani
  evocano  questo  mese  di luglio come un mese fondamentale,  perché
  sarà  il  mese in cui dovrebbe arrivare, anche alla luce di  quelli
  che  sono  stati  i  giudizi innanzi alla Corte Costituzionale,  le
  parifiche  degli anni 2021-22-23-2024, con lo sblocco di oltre  due
  miliardi di euro di avanzo.
   Ebbene,  io son contento che i siciliani possano godere  di  casse
  sane e piene di risorse, sono preoccupato perché queste risorse non
  son  convinto  che  voi abbiate in testa come  gestirle  e,  peggio
  ancora, son convinto che abbiate in testa di gestirle male, e  solo
  per  preparare la prossima campagna elettorale, al di là di  quello
  che  è  il  merito  delle questioni che invece  i  siciliani  e  le
  siciliane  si aspettano di vedere affrontate da un Governo,  che  a
  prescindere  da  chi  lo  rappresenta,  dovrebbe  comunque   essere
  responsabile.

   PRESIDENTE. Qualcun altro vuole parlare? No.
   Ha facoltà di parlare l'assessore.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  L'onorevole  Cracolici   fa
  riferimento al tema che riguarda il piano del rientro della sanità.
  In  realtà,  devo  dire che l'operazione ha un carattere  puramente
  contabile,  con  una  refluenza sostanziale  significativa,  non  è
  un'operazione che è legata all'eliminazione di una quota di  debito
  specificamente  vincolata. Poi, è chiaro,  che  nel  debito  che  è
  riportato nel fondo anticipazione di liquidità ci può anche  essere
  eventualmente  una quota riferibile alla sanità, ma  questa  è  una
  ricostruzione empirica, che non è stata oggetto di esame specifico,
  perché  attiene  comunque  allo storico.  L'operazione  è  di  tipo
  contabile,  quale che sia l'origine di questo debito contenuto  nel
  Fondo  anticipazione  di liquidità, quello è l'oggetto  dell'ordine
  del  giorno  che viene sottoposto a codesta Aula e la cancellazione
  di  questo debito prescinde dalla causa per cui il debito  è  stato
  contratto.
   Il  vantaggio  è  quello che è evidenziato nella  relazione  anche
  della  Commissione  Bilancio, e sta nel fatto che  la  Regione,  le
  Regioni,  perché  non  riguarda soltanto la  Regione  siciliana,  è
  un'operazione  che è maturata in sede di Conferenza delle  Regioni,
  continueranno sostanzialmente a pagare un importo corrispondente  a
  quello  che  sarebbe stato dovuto a titolo di obbligo  restitutorio
  delle  anticipazioni  di liquidità, sebbene a  diverso  titolo,  in
  quanto il nuovo titolo è un contributo alla finanza pubblica e  non
  è  una  restituzione, con l'effetto contabile di  grande  rilevanza
  pratica  che  si  va  a  eliminare  il  debito  di  un  miliardo  e
  ottocentosettantacinquemilaeuro,   dal   fondo   anticipazione   di
  liquidità, liberando delle risorse.
   Quindi  è  un'operazione  che non ha una connotazione  di  merito,
  legata  alle causali per le quali il debito è stato formato. Questa
  è  quindi  la  risposta  che  mi sento di  dare  al  quesito  posto
  dall'onorevole Cracolici.
   In  relazione a quanto osservato dall'onorevole Safina,  è  chiaro
  che,  nel  momento  in cui avremo questa ulteriore  liberazione  di
  risorse,  che  si  andrebbe ad accumulare  con  i  due  miliardi  e
  trecento  milioni,  legati all'avanzo già  registrato  in  sede  di
  rendiconto, sarà necessario credo in quella sede aprire  certamente
  un  ampio  dibattito,  non  dubito  che  sarà  piuttosto  ampio  il
  dibattito, sulle modalità di spesa di quei maggiori importi. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Pongo in votazione la delibera n. 12 del 2026.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   DIPASQUALE. Grazie all'opposizione

   SCHILLACI. Signor Presidente, il numero legale c'era?

   PRESIDENTE. Il numero legale c'è, in ogni caso si vota per  alzata
  e seduta. L'onorevole Sunseri ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  signor  Presidente. È incredibile,  mi  guardi,
  Presidente,  veramente  quest'Aula ormai  non  mi  finisce  mai  di
  sorprendere: su un argomento così delicato e importante, anche  sul
  bilancio   della   Regione  siciliana,  abbiamo   l'assessore   per
  l'economia  che  ci  ha portato un documento, di  una  delibera  di
  Giunta  di tutto rispetto, che si ritrova senza la sua maggioranza
  Perché se oggi ci fossero stati solamente i deputati presenti della
  maggioranza, che sostiene questo Governo, di fatto non  ci  sarebbe
  stato  il  numero legale  Cioè noi oggi stiamo liberando milioni  e
  milioni di euro per il bilancio di questa Regione, solo grazie alle
  forze  di  opposizione che, con rispetto, per gli atti parlamentari
  che  giungono  qua, sono a mettere il tesserino, a  presenziare,  a
  intervenire, perché gli interventi sono stati solamente delle forze
  di  opposizione  e  il Governo regionale, con la  sua  maggioranza,
  completamente assente, disinteressata, presente solo quando c'è  da
  spartirsi  risorse per poi, immagino, quando si libereranno  queste
  risorse,   che  suppongo  saranno  l'ultimo  bilancio  e   l'ultima
  finanziaria  che  andremo  ad  approvare,  perché  l'assessore   mi
  confermerà,  se non abbiamo il rendiconto 2025, queste risorse  non
  possiamo utilizzarle.
   E  noi  oggi  ci  ritroviamo a fare i deputati  a  sostegno  della
  Regione  siciliana, non certamente la maggioranza, per risorse  che
  poi  probabilmente, quando ci sarà il momento di spenderle, saranno
  tutti qua belli a presentare gli emendamenti territoriali, per  poi
  farsi la campagna elettorale delle regionali del 2027.
   È  un'assoluta  mancanza di rispetto per  i  siciliani  e  per  la
  Sicilia,  ma  qualifica perfettamente questa maggioranza  e  questo
  Governo di centrodestra

   PRESIDENTE. Grazie, collega, onorevole Sunseri.
   Intanto  ci  sono dei congedi che sono motivati,  per  ragioni  di
  salute, e poi i colleghi sono in piedi perché appena si siedono   i
  colleghi della maggioranza, ci sono. Comunque noi ringraziamo tutti
  i deputati, perché è nostro dovere essere qua e oggi col contributo
  di tutti è stata approvata una cosa importante. Grazie a tutti.

   PRESIDENTE. È stato caricato l'ordine del giorno numero 517 che il
  Governo accoglie come raccomandazione. Grazie, assessore.


   Discussione del disegno di legge ''Riconoscimento di Comiso 'Città
  della pace'' n. 947/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  ''Riconoscimento  di  Comiso  'Città  della  pace''.  Invito  la  V
  Commissione a prendere posto. Incardiniamo il disegno di  legge  n.
  947/A.  L'onorevole Chinnici farà la relazione. Onorevole  Ferrara,
  lei  è  il Presidente della Commissione, deve andare al banco della
  Commissione

   CHINNICI.  Presidente, posso approfittare intanto, per un  ricordo
  di una persona che ci ha lasciato in questi giorni?

   PRESIDENTE. Prego, onorevole.


         Cordoglio per la scomparsa dell'editore Mario Palumbo

   CHINNICI. Volevo ricordare a quest'Aula, che nei giorni scorsi  ci
  ha  lasciato  un  grande  imprenditore, un  editore  palermitano  e
  siciliano, un editore libero e indipendente, Mario Palumbo, che per
  quarant'anni ha diretto la casa editrice Palumbo, fondata dal padre
  Giovanbattista Palumbo, nel 1939.
   Penso  che  molti in quest'Aula avranno studiato  sui  libri  come
  l'Albanese  o il Matteo Marrone: Istituzioni di diritto  romano,  e
  per quanto riguarda chi è laureato in lettere, invece, ricorderà il
  Petronio, o il Luperini - Cataldi. Sono testi - oltre 7 mila  testi
  - che questa Casa editrice, piccola, forte, resistente, resiliente,
  indipendente e palermitana, ha pubblicato in questa lunga storia.
   Mi  sembra  giusto  ricordarlo,  anche  perché  due  anni  fa,  il
  Presidente  Mattarella ha insignito Mario Palumbo di  un'importante
  onorificenza,  ma  nello stile di questa persona  c'era  l'assoluta
  umiltà  e  mitezza, quindi abbiamo scoperto di questa  onorificenza
  soltanto dopo la sua morte.
   Volevo, quindi, portare il ricordo, la memoria, il cordoglio  alla
  famiglia e a tutta l'azienda: la Casa editrice Palumbo, che davvero
  è  un  vanto,  un  orgoglio per la Sicilia e per  l'Italia  intera.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. L'Assemblea si  unisce  al
  ricordo  formulato  dall'onorevole Chinnici. Prego  onorevole,  può
  iniziare a fare la relazione.


               Discussione del disegno di legge n. 947/A

   DIPASQUALE. Presidente, poi mi segni, per la discussione.

   CHINNICI,  relatore.  Dunque, il disegno di legge in questione  ha
  come  titolo  ''Riconoscimento di Comiso 'Città  della  pace''.  Il
  primo  firmatario è l'onorevole Dipasquale, è stato presentato  dal
  Partito Democratico, fatto proprio dalla Commissione tutta.
   Questo disegno di legge vede il riconoscimento di Comiso come  una
  delle più importanti capitali mondiali del pacifismo. Sappiamo che,
  negli  anni  Ottanta, Comiso fu protagonista, in anni assolutamente
  difficili,  di  una mobilitazione straordinaria,  relativa  appunto
  alla pace.
   Ricordiamo  l'impegno di Pio La Torre, che riuscì a portare  oltre
  100  mila  persone  a Comiso e a raccogliere oltre  un  milione  di
  firme   Grande,  a tal proposito, anche l'impegno  delle  donne,  i
  movimenti  delle donne, che si riunirono anche nel gruppo  chiamato
  "La  Ragnatela",  sulla  scorta anche  dei  movimenti  delle  donne
  inglesi,  e  ci piace ricordare anche l'impegno di Angela  Bottari,
  che subì, in quell'occasione, anche una carica della Polizia.
   Molte donne furono arrestate, furono fermate, e Angela Bottari, da
  parlamentare  nel 1983, firmò due interrogazioni parlamentari,  per
  capire  che  cosa  era  veramente  accaduto  in  quei  giorni  così
  terribili.  Ecco,  in  questi giorni  e  in  questi  mesi  in  cui,
  veramente,  i  venti di guerra sono così forti,  in  questi  giorni
  ricorre il 4  anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina, per
  non  parlare,  ovviamente, del genocidio palestinese  e  anche  dei
  cadaveri  restituiti dal mare: sono 13 i cadaveri, in  queste  ore,
  proprio dal mar Mediterraneo.
   Ci  sembra  importante  puntare il focus su Comiso,  perché  dalla
  Sicilia  possa tornare oggi, come allora e più di allora, un  grido
  di  pace  che si faccia anche concretezza e che aiuti a ricostruire
  un  lessico  della pace, che ci aiuti a ridire la pace  con  parole
  anche nuove.
   E, allora, il testo è molto snello: sono soltanto cinque articoli,
  ma  sono  appunto significativi. L'articolo 1 richiama ai  principi
  pacifisti a cui la nostra Regione intende ispirarsi, in armonia con
  la  Costituzione  e  con  gli obblighi internazionali.  Il  secondo
  articolo prevede il riconoscimento, appunto, di Comiso come  "Città
  della  pace". L'articolo 3 prevede la costituzione di  un  comitato
  "Comiso città della pace", stabilendone la composizione. L'articolo
  4  affida  al comitato il compito di proporre iniziative  culturali
  per  la  promozione della cultura della pace. L'articolo 5 prevede,
  infine,  a cura del comitato stesso, l'elaborazione di un programma
  di iniziative da tenersi in un'apposita settimana della pace.
   Crediamo  con  questo  disegno  di legge  di  dare  un  contributo
  fattivo,  perché le istituzioni hanno un dovere anche pedagogico  e
  perché  il Mediterraneo possa tornare a essere, come diceva Pio  La
  Torre, un Mediterraneo mare di pace. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti  è  fissato  a
  venerdì, alle ore 12.00.
   È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
   Siamo in discussione generale e inizia lei, grazie.

   DIPASQUALE. Signora Presidente, io la ringrazio per avermi dato la
  parola.
   Ringrazio la relatrice, l'onorevole Chinnici, per avere illustrato
  bene il disegno di legge e di averne spiegato le motivazioni.
   Oggi,  perché pensare a un disegno di legge che veda Comiso  città
  della  pace,  proprio con una legge che sancisce questo  passaggio?
  Per  le  cose che ha detto l'onorevole Chinnici, ma anche perché  i
  tempi,  purtroppo, ci portano a evidenziare ed esaltare determinati
  significati.  E pensare quello che è stato Comiso  -  così  come  è
  stato  ben detto - e quello che può essere... perché questo disegno
  di  legge  ha  solamente  un  limite:  noi  dovremmo  pensare  alla
  copertura  -  mi  rivolgo all'onorevole Assenza, che  ha  condiviso
  insieme  a  me  questo percorso sin dall'inizio - dobbiamo  pensare
  alla  copertura finanziaria, perché per agevolare i  lavori  d'Aula
  non  è prevista la copertura finanziaria, ma dovremmo pensare  alla
  copertura  finanziaria, perché ci dovrà essere un comitato,  perché
  il  comitato  che è previsto dal disegno di legge  dovrà  avere  la
  possibilità di creare iniziative.
   Quella  di  questa sera è un'altra dimostrazione di come  le  cose
  possano   essere  fatte  in  maniera  bipartisan.  Ho   ringraziato
  l'onorevole  Chinnici,  così come ringrazio  l'onorevole  Saverino,
  perché  da  componenti  del Partito Democratico  hanno  seguito  in
  Commissione  il  disegno di legge. Ma non posso non ringraziare  il
  Presidente    dell'Assemblea,   che   si   è   assunto   l'impegno,
  condividendone  i  significati, di portare  al  più  presto  questo
  disegno di legge, che è già pronto da un poco di tempo. E così come
  anche   il   presidente  Ferrara,  che  lo  ha  seguito  mettendolo
  all'ordine del giorno, perché noi siamo minoranza e abbiamo bisogno
  della  maggioranza; così come la maggioranza ha bisogno  di  noi  -
  l'abbiamo dimostrato nel precedente atto - e ci sono delle cose che
  ci devono vedere lavorare insieme.
   Lo  abbiamo fatto ieri per le quote, per un intervento di civiltà,
  per  questa  battaglia  che non è stata solo  una  battaglia  delle
  donne.  Mi  permetto di dire che le donne in questa Assemblea  sono
  quindici   È diventata legge perché ci sono state le donne,  ma  in
  maniera trasversale anche gli uomini che hanno voluto chiudere  una
  vicenda  che  era,  appunto,  una  vicenda  che  andava  chiusa.  E
  l'abbiamo fatto tutti insieme
   Così  come tutti insieme, in maniera bipartisan, siamo intervenuti
  immediatamente dopo il ciclone Harry per fare un intervento  e  per
  impegnare   alcune  risorse.  Così  come  c'è  stato  un   percorso
  bipartisan su un tema importante come la pace e su quello che  deve
  essere fatto tutti insieme.
   Questo  è  un  disegno  di  legge che ha  visto  la  condivisione,
  ovviamente,  dei  colleghi della provincia, in  prima  persona  del
  collega, onorevole Assenza, che è anche di Comiso oltre a essere il
  capogruppo  di  Fratelli d'Italia, ma che ha visto i sindaci  anche
  dei  territori.  Perché  noi,  come  Partito  Democratico,  abbiamo
  presentato  degli ordini del giorno in vari comuni che hanno  avuto
  il sostegno anche delle forze di centrodestra, a partire dal comune
  di  Comiso, a partire dal suo sindaco, dalla sua maggioranza e così
  anche  per  gli altri comuni della provincia di Ragusa. E,  quindi,
  sia  ieri  che oggi, è bello registrare questa capacità di  trovare
  una   sintesi  su  temi  importanti.  Noi  l'abbiamo   fatto   fino
  all'intervento precedente, un intervento importante.
   L'atto che abbiamo votato prima mette e metterà in moto tutta  una
  serie  di  risorse, ma noi potevamo benissimo alzare il  tesserino,
  far  mancare  il  numero legale e non ottenere quel risultato.  Non
  l'abbiamo  fatto  perché non è vero che siamo un'opposizione,  così
  come  qualcuno  ci  dipinge,  che utilizza  il  voto  segreto,  che
  utilizza  tutte  le strategie per distruggere la Sicilia,  no   Noi
  utilizziamo  il  voto segreto quando riteniamo che ci  siano  delle
  cose  che  non possono andare avanti e ci giochiamo tutte le  carte
  possibili  per  evitarle  Ma davanti alle cose serie  e  importanti
  riusciamo  a fare squadra, anche con voi, così come voi riuscite  a
  fare  squadra  con noi. E questo è un altro degli elementi  che  si
  aggiungono al nostro lavoro.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO. Grazie, signor Presidente ed onorevoli colleghi. Qualche
  mese  fa  da  questo  scranno mostrai come in un documento  stilato
  dalla Comunità europea, in un articolo, si esortassero le scuole  a
  educare  alla  cultura della guerra. E quindi, onorevole  Chinnici,
  onorevole  Ferrara,  signor  Presidente:  grazie,  grazie,  grazie,
  cinquanta volte grazie per questo disegno di legge  Perché, come ha
  detto  l'onorevole  Dipasquale, qui veramente dimostriamo  di  cosa
  siamo fatti. Perché ci sono temi dove i colori politici, lo diciamo
  continuamente   e  instancabilmente,  non  possono   avere   colore
  partitico  La politica vera è questa
   Ricordo quella giornata in cui mostrai questo documento infame,  a
  mio  avviso infame, secondo cui dovrebbe passare per le  scuole  la
  cultura  della  guerra. Questo disegno di legge  è  esattamente  il
  contrario. Noi siamo per la pace  Quattro anni di guerra in Ucraina
  con oltre un milione di morti dimostra che la guerra è qualcosa  di
  infame e noi ci batteremo per la pace
   Grazie  infinite  alla Commissione e a tutti quelli  che  si  sono
  dedicati  per darci questa grande opportunità, per fare un  disegno
  di legge straordinario, a mio avviso. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevoli  colleghi.  Non   ci   sono   più
  interventi.  Siamo in discussione generale, non si può  intervenire
  adesso ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento.
   È  iscritto  a  parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.  Poi,
  l'onorevole Assenza.

   GIAMBONA.  Presidente,  onorevoli colleghi,  io  credo  che  nella
  discussione  di  questo disegno di legge si  vada  oltre  il  gesto
  simbolico, si vuole portare avanti un'idea concreta di una  società
  che  oggi debba ripudiare ogni forma di violenza e di guerra e, per
  questo, ringrazio tutti i parlamentari che hanno lavorato a  questo
  disegno di legge.
   Un  ringraziamento particolare a Nello Dipasquale,  e  a  tutti  i
  componenti  della  V  Commissione che  oggi  portano  all'Aula  uno
  strumento  che ci permette di ricordare ciò che successe a  partire
  dal  1982  a Comiso, in quella straordinaria stagione in cui  si  è
  certificato il simbolo della resistenza storica contro  ogni  forma
  di  armamento,  contro ogni forma di minaccia nucleare;  e  da  lì,
  appunto,  è partita quella che è la cosiddetta cultura della  pace:
  oltre  centomila persone invasero letteralmente la città di Comiso,
  nelle sue strade e nelle sue campagne.
   Ma oggi c'è da dire che il tema è drammaticamente attuale, il tema
  delle  guerre in giro nel mondo è drammaticamente attuale. Si stima
  che  oggi ci siano oltre 50 guerre sparse nell'intero pianeta e che
  oltre  230.000  tra  donne, uomini e bambini,  tantissimi  bambini,
  siano le vittime di queste guerre in giro per il mondo.
   Oggi  sono  quattro  anni  del conflitto  russo-ucraino,  sappiamo
  quello  che  sta  avvenendo nella Striscia di  Gaza  e,  quindi,  è
  evidente  come  questo  argomento oggi è veramente  drammaticamente
  attuale.
   Ecco  perché  questo Parlamento, dalla Sicilia, così  centrale  in
  quelle   che   sono  le  dinamiche  geopolitiche  e   sociali   del
  Mediterraneo, si fa ancora una volta portavoce di un messaggio,  un
  messaggio chiaro, netto, di ripudio di ogni forma di violenza e  di
  ogni forma di guerra. Ma vado oltre, Presidente e colleghi.
   Io  credo  che  ad  ogni norma, lo dico sempre ad ogni  occasione,
  bisogna  trovare quelle che sono le fonti che le ispirano,  bisogna
  trovare  anche  concretezza ed attuazione; dico  questo  perché  il
  Parlamento  in altre occasioni si è reso protagonista  di  percorsi
  analoghi  che  per  certi  versi  hanno  indirizzato  anche  questa
  proposta normativa  questo Parlamento ha esitato una norma  per  la
  cultura  della  pace in Sicilia, era il 2019 con la  legge  n.  11,
  molti  colleghi parlamentari erano qui presenti e hanno partecipato
  a  questa  importante fase normativa che ha qualificato in  maniera
  importante, appunto, il Parlamento.
   Ebbene,   questa  norma,  Presidente  dell'Assemblea,  Governo   e
  colleghi,  ad oggi non ha finanziamento, non ha risorse  economiche
  per  potere portare avanti quelli che sono gli obiettivi che quella
  disposizione  normativa  prevedeva:  contrastare  ogni   forma   di
  violenza,   contrastare  ogni  forma  di  guerra,  contrastare   il
  razzismo,  la  discriminazione, portare avanti attività  di  natura
  culturale, di ricerca e di educazione a quello che è la pace  e  al
  rispetto degli altri.
   E,   allora,   io   oggi  voglio  lanciare  un  messaggio.   Siamo
  assolutamente  ben contenti che oggi si arrivi a questo  risultato,
  esitando  questo  disegno di legge che è un inno alla  pace,  ma  è
  altresì  vero  che il Parlamento e il Governo devono mettere  nelle
  condizioni  affinché i provvedimenti normativi trovino  attuazione,
  bisogna speditamente andare avanti a finanziare la norma sulla pace
  in  Sicilia così da poter dare seguito a tutti quei nobili  intenti
  che  noi  tutti parlamentari riteniamo siano utili portare  avanti.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. È iscritto a parlare  l'onorevole
  Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Sì, Presidente grazie. Questa iniziativa che avuto  come
  primo firmatario l'onorevole Dipasquale, il quale ha avuto anche la
  amabilità di informarmi dell'iniziativa e di chiedermi l'opinione e
  io  ho  dato subito spontaneamente la mia adesione, credo che segni
  un  momento importante per questa Assemblea e per l'intera  Regione
  siciliana,  al  di là della città di Comiso che  è  giusto  che  da
  simbolo della militarizzazione del territorio, quale è stata  negli
  anni  Ottanta,  oggi  nel corso degli anni sia invece  diventata  e
  diventi  sempre  di più simbolo del sentimento  di  pace  che  deve
  aleggiare pur nei momenti più bui quali sono quelli attuali in  cui
  la  forza  e  il suono e la voce delle armi purtroppo  sovrasta  al
  sentimento di solidarietà fra i popoli.
   Credo   che   questa  iniziativa  legislativa  sia   assolutamente
  importante,  come  è importante, assessore Dagnino,  cercare  nella
  prossima  finanziaria di reperire dei fondi che poi possano  essere
  assolutamente modesti, non chiediamo milioni di euro per finanziare
  una  norma ma decine di migliaia di euro credo che possano  trovare
  ingresso  fra  le  pieghe  della prossima manovra  finanziaria  per
  finanziare una norma di questo tipo che può essere utile.
   Io  ho avuto la ventura di essere in quegli anni vicepretore della
  Pretura  di  Comiso, all'epoca c'erano le preture e  spesso,  debbo
  dire, di essermi trovato a contatto con le manifestazioni pacifiste
  su ruoli diversi, perché qualcuno magari cercava di arrampicarsi ai
  cancelli,  di  entrare  a forza nella base  e  veniva  naturalmente
  fermato  dai  Carabinieri e dalle forze dell'ordine, poi  il  fermo
  veniva convalidato, nel 90 per cento dei casi veniva subito rimesso
  in  libertà  perché  era  chiaro  che  lo  spirito  era  quello  di
  testimoniare a favore della pace e non altro.
   Accanto  a questo, io vorrei ricordare che mi sono permesso  nelle
  più   recenti   manovre  finanziarie,  non  quelle  immediate,   di
  finanziare  il  percorso  della 'Pagoda della  pace',  cioè  quella
  struttura che  noi abbiamo a Comiso, la Pagoda più grande d'Europa,
  una  pagoda  dovuta all'opera incessante del monaco Morishita  che,
  dai primi anni Ottanta, è venuto a Comiso, e che da allora non si è
  più allontanato da Comiso e che ha sensibilizzato tante energie per
  la   realizzazione  di  quest'opera  imponente:  e  grazie   a   un
  intervento,  in  una recente manovra finanziaria,  quell'opera  sta
  andando in appalto proprio in questi giorni da parte del comune  di
  Comiso per realizzare attorno a quella pagoda un Parco della  pace,
  la Via della pace,  così come la strada degli Aragonesi che porterà
  e  che  permetterà di raggiungere dalla città di Comiso agevolmente
  questo sito.
   Questo, mi consenta, è una delle tante  mance  per cui finiamo sui
  giornali,  io  sono orgoglioso di avere favorito  una   mancia   di
  questo genere che permette di dare alla Sicilia, alla provincia  di
  Ragusa,  alla  città  di Comiso questa bellissima  istituzione  del
   Parco della pace  attorno alla Pagoda della pace.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  assenza.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Sarò brevissimo per associarmi a quelle che sono state
  le considerazioni dell'onorevole Valentina Chinnici, dell'onorevole
  Assenza, perché andare incontro a quelle che sono le esigenze e  la
  necessità di intervenire per trovare anche forme di pacificazione e
  forme  di  inclusione verso soggetti che magari  hanno  bisogno  di
  solidarietà, che hanno bisogno di serenità nella loro vita,  io  mi
  riferisco  anche  a  Gaza,  mi  riferisco  al  mondo.  Noi  abbiamo
  dimenticato  in questo momento la situazione di Gaza, ma  Gaza  c'è
  ancora,  il  problema di Gaza c'è ancora, ci  sono  i  filmati  dei
  ragazzini che cercano cibo, che piangono per il cibo
   È  necessario  mantenere  la barra dritta,  la  schiena  dritta  e
  cercare di trovare anche delle soluzioni, anche per i 58 Paesi.  Ci
  sono 58-60 Paesi, ancora, nel mondo dove c'è la guerra, non c'è  la
  guerra solo in Ucraina, non c'è la guerra solo a Gaza: in Sudan  ci
  sono  le guerre civili dove migliaia di persone e bambini in questo
  momento  muoiono. Quindi, trovare in questo momento, altri  momenti
  per  discutere sulla pace, sulla necessità e sulla solidarietà,  mi
  pare assolutamente consono e congruo a quello che è il compito e la
  funzione di questa Assemblea.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino. Dichiaro chiusa ...

   SAFINA. Presidente, io ho chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Ma sempre lei deve parlare? Prego, prego, non me n'ero
  accorta. Siccome ha parlato tante volte

   SAFINA. Più questa volta

   PRESIDENTE. No, la faccio parlare con piacere...

   SAFINA.  Grazie,  Presidente. Al di là  delle  battute,  onorevoli
  colleghi,  io  voglio  ringraziare  l'onorevole  Dipasquale  e   la
  Commissione  Cultura  che ci dà l'opportunità di ricordare come  la
  Sicilia  può  e deve essere Terra di pace. E indicare  Comiso  come
  città  della  pace, luogo dove si tenne la più grande e  importante
  manifestazione mai svoltasi in Sicilia: la marcia contro i missili,
  che  non  fu  la  marcia solo di Pio La Torre,  perché  faremmo  un
  errore, sicuramente Pio La Torre fu un grande ispiratore di  quella
  iniziativa  e  fu una delle ragioni per le quali fu ucciso,  perché
  Pio  La Torre riuscì a mettere insieme i cattolici, i liberali,  il
  mondo  delle  Acli, dell'associazionismo, perché  quando  tornò  in
  Sicilia voleva contribuire a creare un fronte ampio per sconfiggere
  la  mafia  e  per  far sì che la Sicilia potesse  avere  un  futuro
  diverso da quello che alcuni volevano assegnarle.
   E  oggi, guardate, è un tema che torna, se volete di moda,  perché
  il  MUOS,  la  base  per l'addestramento degli  F-35,  noi  abbiamo
  presentato  come  Gruppo, il Partito Democratico, un'interrogazione
  per  sapere se è intendimento del Governo discutere con le autorità
  nazionali che quella base, che è una base ad oggi definita solo  di
  addestramento  ed  è  una base, peraltro, una piattaforma  privata,
  gruppo  Lockheed Martin, sostanzialmente con Finmeccanica,  non  si
  trasformerà mai in una base operativa per gli F-35 in Sicilia.
   Rispetto  a  tutto  questo la Sicilia, che dovrebbe  essere  terra
  d'accoglienza, la più grande isola del Mediterraneo, il più  grande
  ponte  logistico  sul  Mediterraneo e nel Mediterraneo,  da  alcuni
  vuole essere trasformata in base logistica militare per le missioni
  in  Medio  Oriente, per risolvere le crisi che riguardano  il  Nord
  Africa.
   Noi oggi stiamo lanciando un chiaro segnale e per questo ringrazio
  ancora  una  volta  Dipasquale, perché ha  portato  al  centro  del
  dibattito  di  quest'Aula un tema, che non è un tema  che  riguarda
  solo   i  siciliani  e  le siciliane, ma è  un  tema  che  riguarda
  apertamente,  perché  se ci trasformassimo in  una  base  logistica
  militare  cambierebbe il modello di sviluppo  della  nostra  terra,
  quando  invece  la  nostra  terra  ha  risorse  infinite  che  deve
  utilizzare, non sfruttare, utilizzare al meglio per far sì  che  il
  nostro  territorio, con la sua bellezza, possa diventare un esempio
  di convivenza tra i popoli.
   E,  allora,  stiamo  facendo  bene e ringrazio  anche  l'onorevole
  Assenza  per  avere ricordato che Comiso può meglio di tante  altre
  città  rappresentare una piattaforma di pace, perché  è  anche  una
  città  dell'inclusione.  E, dunque, spero che  anche  questa  volta
  quest'Aula  possa esprimersi all'unanimità come ha fatto  in  altre
  occasioni  per  far sì che arrivi un messaggio chiaro  a  chi  oggi
  governa il nostro Paese.
   Noi non siamo quelli che vogliamo violare la Costituzione, facendo
  gli  osservatori  al Board of Peace di trumpiana impostazione,  noi
  siamo  quelli  che,  invece, siamo per il  multilateralismo,  siamo
  quelli  che  vogliamo che l'ONU svolga una funzione e che  l'Unione
  Europea  svolga una funzione fondamentale per riportare la pace  in
  Medio  Oriente, per evitare che si giochi con i Paesi che non sanno
  nemmeno cos'è la democrazia.
   Alcuni  dei  Paesi  che sono stati invitati al Board  of  Peace  -
  diciamo  -  sono iscritti tra i Paesi che non rispettano i  diritti
  umani:  la  Bielorussia,  una tra tutte;  l'Arabia  Saudita,  altra
  Nazione  dove  la  tutela dei diritti umani non è  al  primo  posto
  dell'agenda politica.
   Allora,  la  Sicilia  è  in controtendenza  oggi,  può  essere  in
  controtendenza,  e  mi auguro veramente che l'unanimità  su  questo
  disegno  di  legge si possa trovare e che si possano -  l'onorevole
  Assenza  richiamava  alle  "mancette"  -  anche  stanziare  risorse
  adeguate  per  far  sì  che dalla Sicilia possa  venire  un  grande
  messaggio  di pace per l'Europa, per il mondo e per i paesi  che  -
  come  diceva  anche l'onorevole Giambona, oltre cinquanta  sono  le
  guerre  che  si  combattono attualmente in  tutti  gli  emisferi  -
  possano  veramente  trovare  la pace e un  duraturo  sostegno  alla
  politica dei diritti e dell'inclusione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la discussione generale è  chiusa.
  Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti scade
  venerdì  20 febbraio 2026, alle ore 12:00, e si inizierà  a  votare
  martedì 24 febbraio.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA   VARDERA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,
  ritengo  che  quest'Aula  non possa concludersi  facendo  finta  di
  quello  che accade...non facendo finta di quello che accade  fuori
  Non  possiamo far finta di nulla rispetto all'ennesima  notizia  di
  cronaca che ha visto protagonista - guarda caso - un nuovo deputato
  della maggioranza e se non ci fosse quasi da piangere o da ridere -
  mi  verrebbe  da dire, caro assessore Dagnino, ne resterà  soltanto
  uno, perché, tra arrestati, tra indagati, da rinviati a giudizio...
  sostanzialmente  -  diciamo  -  è un  accerchiamento  a  tutti  gli
  effetti, no? Ogni giorno si apre il giornale e questa maggioranza è
  schiava di una delle pagine più buie che sta affrontando la  nostra
  Terra
   Ora, con rispetto del garantismo, della sua caratteristica propria
  che  fino  a sentenza definitiva si è innocenti, con questa  storia
  della  solfa del garantismo state riducendo la Sicilia alle  pagine
  più   buie  degli  ultimi  vent'anni  e  il  silenzio  latente  del
  Governatore  Schifani, del capogruppo Pellegrino  sempre  pronto  a
  fare  comunicati  stampa,  sempre  pronto  a  dire  le  cose...  il
  silenzio
   Arrestano  un deputato di Forza Italia, non spiccicate una  parola
  per  affari  -  guarda caso - afferenti a finanziarie,  per  affari
  afferenti a donazione di denaro - lo vedrà la Magistratura il corso
  che  farà  -  ma ovviamente, quando c'è da prendere la  parola  non
  parlate  e  questa sedia, la sedia di Schifani, vuota,  rispetto  a
  questi  fatti dirimenti che portano la nostra Regione  nelle  prime
  pagine  dei giornali nazionali  state in silenzio, in pieno  regime
  omertoso.  Il  far  finta  di nulla: "speriamo  che  passi  subito,
  speriamo che non se ne accorgano ".
   Allora,  l'arresto  di  Mancuso rientra in  una  vicenda  ben  più
  un'ampia che non può limitarsi soltanto all'arresto di un deputato.
  Ricordo  che  Mancuso  è stato determinante  per  la  vittoria  del
  centrodestra  a  Caltanissetta,  ha  determinato  la  vittoria   di
  Tesauro,  ha  determinato la vittoria del campo  del  centrodestra;
  noi,  già  qualche settimana fa - insieme alla consigliera  Petito,
  all'onorevole  Miceli  -  abbiamo fatto  una  conferenza  stampa  a
  Caltanissetta  dove  abbiamo  ampiamente  raccontato  a  tutti  gli
  effetti  un  sistema  politico marcio, che  parte  dalla  città  di
  Caltanissetta e che si propaga anche alla Città metropolitana.
   Allora,  rispetto a questi fatti io comprendo l'imbarazzo. Anch'io
  fossi  in  voi proverei imbarazzo, vergogna e stupore  e  chiederei
  riunioni  operative ma Mancuso è riuscito, come dire, ad aprire  un
  nuovo squarcio perché ancora Forza Italia era l'unico dei partiti a
  non essere coinvolto da vicende giudiziarie.
   Mi  verrebbe  da dire, di esprimere solidarietà ai colleghi  della
  Democrazia  Cristiana  che  sono stati presi  di  mira,  di  petto,
  rispetto  al fatto che nessuno di loro è stato arrestato  eppure  è
  stato  messo  alla gogna mediatica. La Vardera che  dà  solidarietà
  alla Democrazia Cristiana: è una notizia incredibile  Però ecco  il
  peso,  i due pesismi di questo Governo, i due pesismi di affrontare
  le  cose a convenienza: quando gli va bene, quando i problemi ce li
  hanno  in Forza Italia e ce l'avete in casa, il silenzio la  fa  da
  padrona   Allora  questo  è il punto in cui  avete  portato  questa
  Regione.
   Domani apriremo i giornali, stasera guarderemo il Tg1, vedremo  il
  Tg5:  l'ennesimo  arresto di un deputato. Allora, in  questi  casi,
  verrebbe  da dire che un passo indietro è d'obbligo, non avete  più
  numeri in quest'Aula, non avete più deputati, non riuscite a  farvi
  approvare nemmeno una legge  Stamattina abbiamo letto sui  giornali
  che,  ovviamente, il Presidente Galvagno dice:  è una Caporetto,  è
  una  tragedia   non  riusciamo più nemmeno a  portare  a  casa  dei
  risultati . Vi stanno arrestando sostanzialmente un giorno  pure  e
  un  giorno l'altro quasi tutti, guarda caso sempre componenti della
  maggioranza,  e  la  vostra migliore risposta è fuggire,  stare  in
  silenzio,  lasciare vuota quella sedia, e per l'ennesima volta  far
  diventare, far vergognare i siciliani di uno dei Governi peggiori.
   Per questa ragione, non potevamo che fare echeggiare in quest'Aula
  queste  parole che suonano come parole di quei tanti siciliani  che
  stanno guardando questo Palazzo e che pregano e sperano che,  prima
  o  poi,  la  sciagura Schifani e del suo Governo possano  andare  a
  casa.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Marchetta.  Ne  ha
  facoltà.

   MARCHETTA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intervengo  oggi  per  portare  all'attenzione  di  quest'Aula  una
  vicenda che riguarda lavoratrici e lavoratori OSS che, tra maggio e
  giugno  del  2020,  hanno prestato attività di  lavoro  subordinato
  presso   l'ASP   di  Agrigento  con  la  qualifica   di   ausiliari
  specializzati  nel  momento più drammatico e incerto  della  nostra
  storia recente: l'inizio della pandemia da Covid-19.
   Parliamo di settimane in cui il Paese era paralizzato dalla paura,
  in cui le misure di sicurezza non erano ancora chiare, gli ospedali
  non   erano  attrezzati  ed  il  personale  sanitario  operava   in
  condizioni  di rischio assoluto: eppure, questi lavoratori  non  si
  sono  tirati  indietro,  hanno accettato  di  lavorare  mettendo  a
  repentaglio  la  propria vita per il bene comune e  per  la  tutela
  della salute collettiva.
   Furono reclutati tramite una graduatoria regolarmente approvata. I
  loro  contratti  ebbero  una  durata di  tre  mesi.  Nonostante  le
  ripetute richieste di proroga e la piena disponibilità a continuare
  il  servizio  quei  contratti  non furono  rinnovati.  L'esperienza
  maturata,  seppure intensa e ad altissimo rischio, è  rimasta  così
  limitata a soli tre mesi.
   Con  la  delibera  del direttore generale dell'ASP  di  Agrigento,
  numero 816 del 7 novembre 2024, quel periodo di lavoro non è  stato
  ritenuto utile ai fini della stabilizzazione in quanto inferiore al
  requisito  temporale previsto. Una decisione  che  non  può  essere
  condivisa perché appare profondamente lesiva dei diritti di  questi
  lavoratori.
   Signor Presidente, ritengo sia dovere di questa Assemblea prendere
  in  carico  questa vicenda per restituire giustizia a  persone  che
  tutti,  in  questi  mesi, abbiamo definito eroi. Hanno  lavorato  a
  stretto contatto con pazienti affetti da Covid-19 quando ancora non
  esistevano protocolli chiari, quando molti di noi erano  chiusi  in
  casa.  Oggi, forse, quella memoria si è affievolita. Io non  voglio
  dimenticare e spero che neppure voi vogliate farlo.
   Ricordo che il decreto legge 9 marzo 2020, n. 14, pubblicato della
  Gazzetta  Ufficiale  n. 62, consentiva alle  Aziende  Sanitarie  di
  procedere  ad assunzioni straordinarie e stabiliva che le  attività
  professionali  svolte in emergenza costituissero titolo  valutabile
  nelle  procedure  concorsuali  del  Servizio  Sanitario  Nazionale.
  Eppure,  a questi lavoratori non è stato riconosciuto alcun titolo,
  anzi sono stati esclusi dalle procedure di stabilizzazione.
   Il  requisito  dei 18 mesi di servizio, previsto  dalla  normativa
  vigente,  applicata in modo rigido, ha prodotto una grave disparità
  di  trattamento.  A  parità di posizione in graduatoria,  titolo  e
  competenze,  ad  alcuni è stata concessa la proroga del  contratto,
  consentendo  loro  di  maturare l'anzianità  richiesta;  ad  altri,
  invece,  la  prova che è stata negata, impedendo di raggiungere  lo
  stesso  requisito. Una scelta discrezionale che ha determinato  una
  palese   violazione   del   principio   di   uguaglianza,   sancito
  dall'articolo 3 della Costituzione.
   Non  si  tratta di mettere in discussione le assunzioni effettuate
  durante la pandemia, che sono state giuste e necessarie, si  tratta
  di  non  dimenticare  chi  per primo ha rischiato  la  vita,  senza
  tutele,  senza  certezze, quando pericolo era massimo   Per  queste
  ragioni,  invito la Commissione, l'assessore e il Governo regionale
  a  prendere  atto  di  quanto  rappresentato  oggi  in  quest'Aula,
  affinché si possa finalmente riconoscere il giusto diritto a questi
  lavoratori  e  restituire dignità a chi ha  servito  lo  Stato  nel
  momento  più  buio,  con coraggio, senso del dovere  e  spirito  di
  sacrificio.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO.  Signor  Presidente,  noi ci troviamo  in  questo  Palazzo
  dorato  e  sempre  le dodici sedie davanti a me  rosse  sono  tutte
  vuote,   mentre   nei  giorni  scorsi  parlavamo  del   consigliere
  supplente,  delle  indennità, del terzo mandato per  i  sindaci,  e
  l'unica  certezza, e l'unica nota positiva è stata quella di  avere
  fatto   una  norma  per  le  quote  di  genere,  quando  le   donne
  trasversalmente  appartenenti  a  tutti  i  colori  politici  hanno
  portato a casa almeno questa riforma. Ma da parte del centrodestra,
  che  oggi  è ancora protagonista di un arresto, e non è  il  primo,
  mentre  le  inchieste  continuano a susseguirsi  su  altri  ambiti,
  sappiamo   benissimo   del   rinvio  a  giudizio   del   Presidente
  dell'Assemblea  regionale siciliana, sappiamo bene anche  di  altre
  indagini a carico di assessori, sappiamo bene che alcuni sono stati
  anche  tolti, malgrado non siano stati nemmeno toccati da indagini,
  soltanto  perché  appartenenti al cosiddetto  "cuffarismo",  mentre
  oggi che viene arrestato un deputato di Forza Italia, il presidente
  della Regione Schifani non ci dà notizie.
   Ma  veda, signor Presidente, il mio intervento oggi doveva toccare
  altre  note,  però è chiaro che la cronaca ci tocca e ci  mette  di
  fronte  a  questi continui scandali, a questo Palazzo  che  diventa
  inutile,  perché non vediamo riforme del centrodestra che  riescono
  ad  andare  in porto, vediamo sempre il gioco dei franchi tiratori,
  che a noi personalmente, ci favorisce. Ci favorisce perché è chiaro
  che abbiamo tolto quelle norme che erano e prevedevano dei costi  a
  carico  dei  cittadini,  abbiamo  tolto  infatti  l'aumento   delle
  poltrone,   con   il  consigliere  supplente,  abbiamo   tolto   la
  possibilità  di  un terzo mandato per i sindaci e lo rivendichiamo,
  perché  altrimenti  si  sarebbe creata per la  terza  volta,  così,
  consecutiva, una gestione di potere troppo accentrato
   Il  mio intervento oggi, però, voleva toccare la realtà, una delle
  tante  realtà  che  invece c'è nel mondo  reale,  nel  mondo  reale
  succede   Niscemi , ma ci sono tante altre comunità che  vivono  le
  medesime  situazioni,  in maniera più o meno  piccola,  rispetto  a
  Niscemi.
   Tutto  ciò  che concerne il dissesto idrogeologico  non  ha  fatto
  sconti a nessuno e oggi volevo parlare di Motta Sant'Anastasia,  un
  comune che appartiene alla provincia di Catania, toccato dal  2010,
  da numerose frane e smottamenti. Ecco, dal 2010 a oggi, esattamente
  come  Niscemi, non è stato fatto nulla  E allora Presidente,  prima
  che  esista  una  nuova  Niscemi , ho cercato di sollecitare  e  di
  accendere i riflettori su quelle che sono purtroppo delle  continue
  mancanze  di progettualità e di interventi da parte dei Governi  di
  centrodestra che si sono susseguiti, da Musumeci a Schifani,  tanto
  per citarne alcuni.
   Allora,  io  a  questo  punto, visto  che  le  avverse  condizioni
  atmosferiche  si  susseguono bruscamente, chiedo, appunto,  che  si
  prenda atto di questa situazione, per quella che viene definita  la
  cosiddetta  zona ponte , una zona che riguarda alcune vie  centrali
  a  200  metri  dalla piazza Umberto, prima che ci si ritrovi,  come
  dicevo poc'anzi, ad avere una nuova  Niscemi .
   Io  vorrei comprendere, perché pare che ora, all'inizio del  2026,
  quando  tutti si sono allertati per ciò che è successo, sia  venuto
  il  commissario della Regione a Motta Sant'Anastasia e abbia  avuto
  un incontro col sindaco e degli interventi che sembravano essere, a
  partire dal 2027, si dovrebbero anticipare al 2026 con 5 milioni  e
  trecentomila euro che sono stati destinati.
   Vorrei   comprendere  quale  sarà  il  cronoprogramma  di   questi
  interventi  e  vorrei,  soprattutto,  comprendere  quali  siano  le
  intenzioni  rispetto allo stato d'emergenza e le spiego il  perché.
  Perché  in  questo momento ci sono delle strade chiuse proprio  per
  quei  fenomeni di smottamento e di frane e tutto ciò ha creato  una
  serie  di  difficoltà,  dal  punto di vista  economico  per  quelle
  attività  produttive  che  risiedono  in  quell'area,  per   quelle
  famiglie che sono state evacuate da quelle zone.
   Ecco,  rispetto a tutto questo, chiediamo delle celeri risposte  e
  chiediamo  che  venga,  per quelle famiglie, per  quelle  attività,
  dichiarato lo stato di emergenza e, poi, certo, ci chiediamo  quali
  siano stati i motivi che non abbiano permesso, dal 2010 ad oggi, di
  fare alcun intervento.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  che  a
  dire  il vero non vedo, ed è oramai una costante che abbiamo  avuto
  modo  di  registrare, specialmente nell'ultimo  periodo  di  questi
  lavori   d'Aula.  Una  situazione  che  obiettivamente  squalifica,
  squalifica   questa   Istituzione,   anche   noi,   che    vogliamo
  rappresentare  i  siciliani  e le istanze  che  intendiamo  portare
  avanti in quest'Aula e in e in questo Palazzo.
   Oggi  voglio  rappresentare un tema che sembrerebbe essere  uscito
  oramai fuori, anzi, ad onore del vero, mai entrato nel dibattito di
  questo  Governo,  di  questa  maggioranza,  ovvero  parlare   della
  questione lavoro.
   Lo  dico  oggi a ragion veduta, quando oramai ad oltre  due  mesi,
  anzi  ad  oltre tre mesi, da quando il presidente della Regione  ha
  deciso di togliere le deleghe all'assessore per il lavoro e per  la
  famiglia,  ancora  oggi,  malgrado  una  norma  regionale  che   il
  Presidente della Regione si ostina a non voler rispettare, lui  che
  dovrebbe  essere  il  garante della legge, dello  Statuto  e  della
  Costituzione, ecco, lui si ostina a non ricomporre il  plenum  e  a
  non  nominare  l'assessore al lavoro, in  una  fase  storica  molto
  delicata,  dal punto di vista sociale, dal punto di vista economico
  per  la  nostra  Terra, dove si moltiplicano  quelle  che  sono  le
  vertenze in ambito lavorativo.
   Già  il 2025 si era chiuso con molti lati oscuri, io ricordo a  me
  stesso  -  ne  abbiamo discusso in tante occasioni -  la  questione
  della vertenza Almaviva: 500 lavoratori impiegati in Sicilia, in un
  periodo  storico molto particolare, quello del Covid, che ad  oggi,
  ancora, aspettano delle risposte.
   Solamente  promesse,  tavoli tecnici,  momenti,  sicuramente,  nei
  quali abbiamo visto anche la disponibilità da parte del Governo, ma
  ad  oggi siamo arrivati a metà febbraio e di quell'impegno, di  una
  proposta  di  delibera  che permetta almeno  una  parte  di  questo
  importante  bacino di trovare occupazione, ancora  non  ne  vediamo
  l'ombra   Allora io credo, che da questo punto di vista, da  questo
  pulpito,  non  possiamo  che  intraprendere  azioni,  tutti  quanti
  all'unisono,  per tentare di dare una risposta, che è una  risposta
  coerente  rispetto  all'indirizzo che questo Parlamento  ha  voluto
  dare a questa platea importante di lavoratori del bacino Almaviva.
   Ma  non è solamente la questione Almaviva: ieri l'altro sono stato
  ad  accogliere,  insieme  ai sindacati, una  platea  importanti  di
  lavoratori  che prestano servizio da oltre due anni per l'ARPA:  95
  lavoratori  impiegati in tutta la Sicilia che rischiano  di  essere
  tagliati  fuori,  perché  la scadenza del  contratto  è  il  28  di
  febbraio,  malgrado  vi  sia una norma  nazionale  che  prevede  la
  possibilità  di  prorogare e di stabilizzare.  Io  non  capisco  il
  motivo per cui questi lavoratori, che tra l'altro stanno garantendo
  dei   servizi  essenziali  sulla  salvaguardia,  la  tutela  e   il
  monitoraggio  del nostro territorio, dei nostri mari e  dei  nostri
  fiumi, ecco, come possiamo pensare di portare avanti un'azione così
  importante,  in un periodo così delicato di attenzione alla  nostra
  Terra,  quando  noi parliamo di fragilità, quando noi  parliamo  di
  cambiamenti climatici.
   Potrei  andare avanti, e dire quante volte abbiamo discusso  delle
  vertenze  delle IPAB: centinaia di lavoratori che ormai da  anni  -
  non da un mese, ormai da anni - non percepiscono retribuzione e non
  hanno  i  contributi  versati.  Si  continua  a  reiterare  con   i
  commissariamenti,  ma  risposte  su  una  riforma,  che  era  stata
  annunciata dal Presidente della Regione sulle IPAB, non se ne  vede
  nemmeno l'ombra
   Ma ci sono tanti lavoratori che non possono sbarcare il lunario: a
  loro  noi dobbiamo chiedere scusa, perché questa Istituzione non  è
  nelle  condizioni  di dare risposte, e oggi è semideserta.  Anziché
  parlare  di quelli che sono i temi dei siciliani, i temi di  coloro
  che  bramano il lavoro, buona parte della maggioranza e  la  totale
  assenza del Governo, ne certificano letteralmente il fallimento
   In questo contesto, avviene qualcosa di assolutamente delirante  a
  livello   nazionale,  perché  fino  ad  oggi  molte  categorie   di
  lavoratori sono sopravvissute con gli ammortizzatori sociali: penso
  al  settore metalmeccanico, penso alle aree di crisi complessa come
  Gela, come Termini Imerese.
   Ebbene, la doccia fredda di un paio di giorni fa, quando scopriamo
  che  il  Governo  nazionale ha deciso di tagliare  letteralmente  i
  fondi  per  la  mobilità in deroga, significa che 107  famiglie  di
  Termini  Imerese, 55 di Gela - per parlare della nostra  Sicilia  -
  non  riceveranno, almeno a breve, alcun ammortizzatore  sociale,  e
  stiamo  parlando  di  450  euro al mese,  stiamo  parlando  di  una
  miseria, di risorse che comunque per loro, sono vitali.
   In  tutto questo, manca l'assessore al lavoro, io credo che  tutto
  questo  sia  vergognoso. In una Terra che è avara di occasioni,  in
  una  Terra che deve meritarsi un riscatto, l'assenza per oltre  tre
  mesi  dell'assessore al lavoro certifica come non ci sia  veramente
  attenzione,  da questo punto di vista, rispetto ad una Sicilia  che
  debba avere speranza.
   Io  ritengo che, a queste condizioni, con questo Governo, speranza
  non ce ne possa essere

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, l'Aula viene  rinviata  a
  martedì, 24 febbraio 2026, alle ore 15:00.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor Presidente, il collega il collega  La  Vardera
  lancia  la pietra, ma poi va via. Mi dispiace, io non sono abituato
  senza  il contraddittore a esplicare quelle che sono le mie ragioni
  o  le  ragioni di un mio eventuale dissenso. Lo fa, ovviamente,  La
  Vardera  in  assenza di un contraddittore, che  è  il  collega,  il
  collega Mancuso.
   Noi  di Forza Italia siamo troppo responsabili e troppo rispettosi
  della  Magistratura  e  quindi non pretendiamo  che  non  ci  siano
  processi mediatici, pretendiamo che non ci siano processi politici,
  pretendiamo che non ci siano processi illiberali contro ogni  forma
  di  garanzia  e,  anzi,  secondo quelle  che  sono  le  regole  del
  giustizialismo e del populismo.
   Quindi  noi siamo stati sempre rispettosi nei confronti di  tutti,
  indagati e imputati di tutti i partiti, imputati e indagati  dei  5
  Stelle,  imputati  e  indagati, ricordiamo già  il  Presidente  del
  Consiglio comunale di Roma, che è stato applaudito al suo rientro.
   Lasciamo  stare questo, non voglio fare nomi, proprio  perché  noi
  non  abbiamo  mai  criticato e mai avanzato  giudizi  prima  di  un
  processo.
   Quindi  io  capisco che ci possono essere delle critiche,  capisco
  che  ci  possono  essere  anche delle  affermazioni  politiche,  ma
  certamente  che si faccia un processo in un'Aula che non  è  quella
  giudiziaria,  che ci sia una prevaricazione di un  potere  politico
  che  noi rappresentiamo rispetto al potere giudiziario, questo  noi
  non  lo  possiamo  consentire, perché  il  processo  mediatico,  il
  processo sociale, il processo politico - l'ho sempre detto - non ha
  difesa e non ha appello.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Signor  Presidente,  il  Movimento  5  Stelle  è  stato
  chiamato in causa dall'intervento del Capogruppo...

   PRESIDENTE.   Scusate,   sta  parlando   il   collega.   Onorevole
  Pellegrino, sta parlando il collega. Prego, onorevole Cambiano.

   CAMBIANO.   Proprio  per  chiarire  rispetto  all'intervento   del
  capogruppo di Forza Italia, che cita e chiama in causa il Movimento
  5  Stelle  per  rispondere al collega La  Vardera;  il  tema,  caro
  onorevole  Pellegrino, è uno e uno solo: l'approccio alla  politica
  di questa destra e di questo Governo di destra, centro, in Sicilia.
  L'approccio  alle  esigenze dei cittadini che  passano  in  secondo
  piano, rispetto a una continua spartizione di poltrone e di potere.
   Il tema, caro onorevole Pellegrino, non lo ha posto né l'onorevole
  La  Vardera,  né  il Movimento 5 Stelle. Il tema  lo  ha  posto  il
  Presidente della Regione Schifani quando ha ritenuto opportuno,  ad
  esempio,  defenestrare  il  caro collega  qui  presente,  onorevole
  Messina, e quel garantismo di cui lei tanto parla lo vediamo a  due
  misure,  a  due  velocità  rispetto a  delle  esigenze  mediatiche.
  Quindi,  se  c'è  l'esigenza mediatica di parare  il  colpo  contro
  un'indagine  o  contro  un'inchiesta  sulla  Democrazia  Cristiana,
  facciamo  dimettere  gli assessori e condanniamo  quel  sistema  di
  clientela  -  in maniera ipocrita - salvo poi stare in silenzio  in
  tante altre circostanze per cui bisognava, forse, alzare la voce.
   Onorevole Pellegrino, se in Sicilia ancora manca l'acqua nel  2026
  -  ieri  ho  citato  Canicattì, oggi cito  Grotte  -  per  presunti
  malfunzionamenti del depuratore comunale, presunti  a Licata,  dopo
  venti  giorni,  attendiamo il turno dell'acqua e  noi,  nei  nostri
  regolamenti  edilizi,  non  abbiamo  l'obbligatorietà  di  avere  i
  serbatoi quando ci rilasciano una concessione edilizia.
   Ci  siamo  rassegnati e, se ci siamo rassegnati a questo stato  di
  cose,  probabilmente  è  perché la politica,  quella  politica  che
  questo  centrodestra interpreta egregiamente, ha perso di vista  le
  priorità:  perché  si  è distratti da una continua  spartizione  di
  potere ed esercizio dello stesso, perché si sono perse di vista  le
  esigenze   dei  cittadini,  perché  dopo  una  nomina  ne  arriverà
  un'altra  Perché il tema è che, adesso, il dottor Iacolino andrà  a
  fare  il  direttore  generale al Policlinico  di  Messina,  ma  chi
  prenderà  il suo posto? Spetta a Fratelli d'Italia? I due assessori
  a  chi spettano? Rientra in Giunta la Democrazia Cristiana? E Forza
  Italia  che  cosa fa? E l'assessore regionale per la  salute  è  un
  tecnico  o  un politico? O si rifà alla Lega? A capo di Siciliacque
  chi abbiamo messo? Un sindaco della Lega.
   Onorevole  Pellegrino,  la decenza almeno di  tacere,  la  decenza
  almeno di tacere rispetto a un approccio marcio alla politica. E la
  decenza  di  non chiamare in causa e di non citare il  Movimento  5
  Stelle  che,  in questi tre anni di malgoverno di centrodestra,  ha
  tenuto  un atteggiamento responsabile permettendovi, come  accaduto
  oggi,  di  approvare atti fondamentali che vanno anche a  beneficio
  della comunità.
   Onorevole  Pellegrino, il Movimento 5 Stelle ha  perso  parte  del
  voto di opinione, è cambiato, probabilmente è maturato, ha commesso
  degli  errori, ma sull'approccio alla politica, sull'etica, non  le
  consento  di  chiamarlo  in  causa e  di  citarlo  rispetto  ad  un
  populismo  che  probabilmente apparteneva ad  una  prima  fase.  Il
  Movimento 5 Stelle ha pagato anche in termini di consenso per degli
  errori che sono stati commessi, ma ha fatto tante cose buone. Anche
  in questo percorso di questa legislatura, ha dimostrato di avere le
  carte in regola per dare un contributo, per scardinare quel sistema
  marcio e quel modo di fare politica che non consente a questa terra
  di progredire.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Onorevole Pellegrino


                          Per fatto personale

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Io comprendo e capisco che l'onorevole Cambiano non ha
  ben  percepito  quello che ho detto. Non l'ha ben percepito  perché
  ognuno vuole comprendere e capire quello che vuole capire e  non  è
  così,  perché  si deve comprendere quello che si  dice  e  si  deve
  essere attenti alle parole, specialmente quando sono pesate.
   Io  ho  detto  tutt'altro. Ho detto che Forza Italia,  che  io  in
  questo  momento rappresento, non si è mai permessa di  criticare  a
  livello nazionale chiunque sia stato imputato o indagato, in attesa
  di  un  giudizio di colpevolezza o di assoluzione. Perché noi siamo
  rispettosi della Magistratura, siamo rispettosi della Costituzione,
  siamo rispettosi dell'articolo 27 della nostra Costituzione. Io non
  volevo  offendere assolutamente né il Movimento 5 stelle e  neanche
  gli  altri,  perché sono assolutamente garantista, e  che  cosa  ho
  detto?  Ho  detto che se ci sono indagati o imputati, ma ovviamente
  non  parlavo  della  Sicilia perché ho fatto  riferimento  a  fatti
  nazionali, noi non ci permettiamo di fare affermazioni così  gravi.
  Si  può  dire  "è  stato indagato". Sì, è vero.  Ma  a  pronunciare
  sentenze di condanna, senza conoscere gli atti - io mi riferisco  a
  La Vardera - non è assolutamente ammissibile
   Anzi, devo dire che è illiberale ed ingiusto, specialmente per  la
  persona,  perché  dobbiamo  considerare  che  ogni  imputato,  ogni
  indagato,  ha  una  famiglia; ogni imputato e indagato  ha  un  suo
  lavoro; ogni imputato o indagato ha una sua relazione sociale; ogni
  imputato  o ogni indagato ha un suo sentimento e, quindi,  non  può
  assolutamente essere pregiudicata, prima di una sentenza definitiva
  di  condanna come vuole l'articolo 27 della nostra Costituzione, la
  vita  di una persona, come venne, per esempio, pregiudicata la vita
  di Enzo Tortora.
   E,  quindi,  è  questo a cui io mi riferivo  e,  se  per  caso  il
  Movimento  5  Stelle,  che è qui presente  in  questo  momento,  ha
  ritenuto di essere offeso, io me ne scuso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino, sempre preciso.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì  24  febbraio
  2026, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         231a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 24 febbraio 2026 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Riconoscimento di Comiso  Città della pace' . (DDL n. 947/A)
            (Seguito)

              Relatore: On. Chinnici

         2)  Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
            70-88/A)

              Relatore: On. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella