Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15:35
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Burtone e Albano hanno
chiesto congedo per la seduta odierna per motivi di salute.
Comunico che gli onorevoli De Luca Cateno, Lombardo Giuseppe e
Sciotto hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
siciliana
Discussione della proposta di delibera dell'Assemblea regionale
siciliana
Delibera in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1,
commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative
alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di
liquidità da parte delle regioni. Impegno della Regione siciliana
ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642
dell'articolo 1 della legge n. 199/2025 .
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione della proposta di delibera dell'Assemblea regionale
siciliana «Delibera in attuazione delle disposizioni di cui
all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025,
n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle
anticipazioni di liquidità da parte delle regioni. Impegno della
Regione siciliana ad applicare al bilancio di previsione un
risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi
del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Daidone, per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Grazie. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la delibera di Giunta in esame si
inserisce nella procedura prevista dall'ultima legge di bilancio
dello Stato, legge 30 dicembre 2025, n. 199, volta a cancellare il
debito contratto dalle Regioni per le anticipazioni di liquidità
nei confronti dello Stato e di Cassa Depositi e Prestiti SPA.
Si prevede, in particolare, per ciascuna regione, da un lato la
soppressione a decorrere dall'esercizio finanziario 2025
dell'obbligo di accantonamento del Fondo di anticipazione liquidità
e dall'altro il versamento allo Stato di una rata annuale in
sostituzione dei precedenti piani di ammortamento dei debiti in
questione.
Detta rata sarà determinata dalla Conferenza delle Regioni,
tuttavia sulla base dell'attuale piano di ammortamento della
Regione siciliana per i debiti in essere relativi all'anticipazione
di liquidità, la Ragioneria generale ha effettuato un'ipotesi di
stima del contributo versato dallo Stato che ammonterebbe così per
gli anni 2026, 2027 e 2028, rispettivamente in euro 84 milioni, 85
milioni e 84 milioni per il 2028.
Tale meccanismo opererà solamente tra le Regioni che
comunicheranno entro il 28 febbraio 2026 al Ministero dell'economia
e delle finanze una delibera dell'organo legislativo con l'impegno
ad applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di
amministrazione, che nel caso della Sicilia appare l'importo
determinato con riferimento ai risultati del rendiconto 2024, al
netto del Fondo di anticipazione liquidità e del Fondo di crediti
di dubbia esigibilità.
Detto importo, sulla base del rendiconto generale per l'esercizio
finanziario 2024, approvato dalla delibera di Giunta n. 36 del 29
gennaio 2026, ammonta a 10 miliardi 328 milioni.
Gli effetti sul bilancio regionale del meccanismo in esame sono
dunque i seguenti: versamento annuale allo Stato dal 2026 al 2045
che negli anni 2026, 2027 e 2028 ammonterebbe rispettivamente ad
84, 85 e 84 milioni. I limiti di 10 miliardi 328 milioni per
l'applicazione del risultato di amministrazione per gli anni dal
2026 al 2045, soppressione a decorrere dall'esercizio finanziario
2025 dell'obbligo di accantonamento del fondo di anticipazione e
liquidità.
Riguardo a tale ultimo punto, in particolare la Regione, una volta
definito il giudizio di parifica della Corte dei conti sul
Rendiconto generale dell'esercizio finanziario 2025, beneficerà
della liberazione di risorse finanziarie pari a 1 miliardo 875
milioni, corrispondenti cioè all'accantonamento che si sarebbe
dovuto operare per il fondo di anticipazione di liquidità.
La Commissione ha, quindi, esaminato la delibera di Giunta n. 62
del 2026, esprimendo parere favorevole sull'impegno che la Regione
dovrà assumere, ai sensi dei commi 638 e 643 della legge 30
dicembre 2025, n. 199.
La Commissione ha, altresì, raccomandato dal Governo di destinare
una parte delle risorse che si libereranno, in quanto frutto
dell'incremento dell'avanzo utilizzabile per opere infrastrutturali
strategiche, quali reti autostradali, ferroviarie, portuali e
aeroportuali, e per interventi di salvaguardia e messa in sicurezza
del territorio, con priorità per il completamento delle opere i cui
progetti siano già stati in parte realizzati con lotti funzionali e
per le opere per le quali vi siano già progetti esecutivi
cantierabili.
PRESIDENTE. Grazie, signor Presidente.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie, signor Presidente.
Onorevoli colleghi, io vorrei un chiarimento su cosa si intenda
per questo limite di 10 miliardi 328 milioni e, laddove non si
raggiungesse e non si rispettasse questo limite, quali sarebbero le
conseguenze? Penso che l'Assessore per l'economia possa
tranquillamente rispondere.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Grasso ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione sulla proposta di delibera
dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Ci sono altri colleghi che hanno chiesto di
intervenire? No?
Prego, assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, è un limite che
sostanzialmente nel caso della Regione siciliana direi che è
talmente elevato che è come se non sussistesse. Il problema si pone
per le altre regioni perché vi è il limite di applicazione di un
avanzo di amministrazione; non superare una certa soglia che viene
determinata, regione per regione, sulla base dei parametri del
rendiconto. Nel caso della Regione siciliana, il limite è di 10
miliardi, che è un limite sostanzialmente non sussistente.
PRESIDENTE. Grazie
Assessore Dagnino, vuole dire qualche altra cosa prima di metterla
in votazione?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per noi la
relazione del Presidente della Commissione Bilancio pare sia stata
esaustiva, c'è stato già un parere della Commissione Bilancio,
quindi non ho elementi aggiuntivi da sottoporre all'attenzione
dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
CRACOLICI. La faccio io una domanda
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Io una domanda volevo farla, forse, però, travalica le
competenze dell'Assessore per l'economia. Noi, con questa
operazione stiamo di fatto cancellando o estinguendo il mutuo
sanità , quello che fu contratto tra il 2013 - credo - che poi
portò al piano di rientro della sanità siciliana. Se ho capito
bene, l'estinzione di questi mutui, di fatto, elimina
l'indebitamento che abbiamo contratto e che paghiamo - credo -
trentennale, se non ricordo male.
Questo vuol dire che non appena sarà assunta la delibera e inviata
al Ministero dell'Economia, cessa formalmente la procedura di piano
di rientro della sanità siciliana? Perché questo è un tema delicato
e dirimente. Al fine di rientrare in un'ordinarietà del Sistema
sanitario siciliano nelle procedure di spesa, considerato che, ad
oggi allora, quando fu fatto il piano di rientro, il sistema
sanitario sostanzialmente era un sistema che si era rovesciato a
favore della ospedalità in maniera prevalente, lasciando indietro
sia la territorialità che l'attività di prevenzione propria del
sistema sanitario.
Ora, chiudere la stagione del piano di rientro è certamente una
condizione essenziale, ma altrettanto dico per la questione
finanziaria della sanità - ricordo che per il nostro bilancio
riguarda dieci miliardi l'anno, circa - altrettanto importante è
che la chiusura del piano di rientro venga accompagnata da un'idea
di riforma del Sistema sanitario siciliano.
Allora, voglio sapere se il Governo, al di là dei fatti tecnico-
contabili che sono contenuti in questo testo dove, sostanzialmente
ad oggi, dovremmo ridurre le spese del bilancio approvato del 2026
e successivi di 83/84 milioni circa l'anno, salvo poi recuperarli
con l'applicazione dei cosiddetti accantonamenti che, però, saranno
liberati dalla cessazione dell'indebitamento.
Ma, ripeto, al di là dei fatti tecnicamente di contabilità, il
nodo politico é: c'è l'intenzione del Governo di accompagnare la
chiusura del piano del rientro nella sanità con un'idea di riforma
e in moto un'azione che possa affrontare la buona spesa nella
sanità, superando quello che da oltre un decennio noi viviamo?
Cioè, noi, da oltre un decennio, parliamo di tagli nel sistema
sanitario con le conseguenze sotto gli occhi di tutti della
condizione della sanità siciliana che, al di là delle liste
d'attesa, pone un tema di come viene riorganizzato, anche in
maniera moderna, l'attività territoriale, la prevenzione, i servizi
connessi, uno per tutti il 118.
Allora, per questo ho detto che va oltre le competenze intrinseche
dell'assessore per la salute. Però, questo atto può essere, mi
auguro, propedeutico a una chiusura di una stagione, ma se è chiara
qual è la visione che si ha: altrimenti noi passeremo da piano di
rientro a piano di rientro, e meno male che abbiamo il piano di
rientro, però col danno che si è fatto nel corso degli anni, che la
sanità, diciamocelo pure, alla fine è peggiorata, non è migliorata
in termini di offerta e di diritto alla salute dei cittadini
siciliani. Spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. No, un attimo, c'è l'onorevole
Safina iscritto a parlare. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
innanzitutto, onorevoli colleghi, grazie all'assessore per le
spiegazioni. Io vorrei fare delle considerazioni. Oltre le
considerazioni che ha fatto l'onorevole Cracolici, che sono
assolutamente pertinenti, vorrei farne altre di carattere più
prettamente politico. Oggi siamo qui ad adottare questa delibera e
faccio notare alla Presidenza e all'Aula come, a parte le
opposizioni che sono quasi tutte presenti, c'è una sparuta truppa
di deputati della maggioranza per approvare un atto che rischia di
passare sotto silenzio, ma si tratta dell'applicazione,
sostanzialmente, della liberazione di un avanzo da 1,8 miliardi di
euro
Mi spiace perché, su una delibera così importante avrebbe dovuto e
potuto svilupparsi un dibattito serrato, come penso, immagino si
sia fatto anche in Commissione Bilancio, perché ho apprezzato
l'indicazione della Commissione che chiede al Governo di applicare
l'avanzo per interventi importanti quali quelli, sostanzialmente,
della difesa del territorio, per infrastrutture strategiche. Però
devo dire la verità: quest'Aula mi lascia alquanto scettico perché
son convinto che, su questi 1,8 miliardi, visto che questo è
l'ultimo, sostanzialmente, anno di legislatura, si rovesceranno gli
appetiti dei colleghi e della maggioranza di Governo che vorrà fare
man bassa per preparare manovre elettorali da miliardi di euro.
E questo, obiettivamente, va contro gli interessi delle siciliane
e dei siciliani che, invece, da queste risorse, dovrebbero
attingere spazi e margini per uscire dalla crisi che attanaglia i
nostri settori produttivi. Questa mattina con l'onorevole
Dipasquale e con tutta la III Commissione abbiamo audito la
Coldiretti per ciò che attiene alla crisi del settore primario,
come quello della zootecnia e della produzione del latte ma, nelle
scorse settimane, abbiamo ascoltato i lavoratori di Termini
Imerese, abbiamo ascoltato gli agricoltori della provincia di
Caltanissetta, e non solo, e rispetto a questo il Governo, come
diceva bene l'onorevole Cracolici, si presenta con una delibera che
vale 1 miliardo e 800 milioni di euro, illustrandola in maniera
tecnica, come se non fosse importante su questo aprire un
dibattito.
Noi abbiamo chiesto, peraltro, un dibattito importante anche su
come si vuole fronteggiare la crisi che è nata dalla frana di
Niscemi e dal Ciclone Harry, perché è giusto, abbiamo fatto una
norma all'indomani della catastrofe, con la quale abbiamo sbloccato
93 milioni di euro, ma ci siamo pure detti che sarebbe stato
corretto che il presidente Schifani, forse sarebbe meglio dire
parlare direttamente con la Meloni, visto che la Presidente del
Consiglio sostanzialmente snobba il presidente della Regione
siciliana, snobba anche, a dire il vero, il Ministro Musumeci, che
è il Ministro della Protezione Civile; ma al di là di chi snobba
chi, sarebbe il caso, viste le ingenti risorse, e vista la
necessità di programmare interventi sul territorio che devono il
più possibile attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici,
sviluppare un dibattito alla presenza del presidente della Regione,
il quale dovrebbe dirci su cosa punta, e non con il solito bluff.
Bluff al quale abbiamo assistito, lo ricorderà quest'Aula, quando
per la prima volta si parlò dei fondi FSC.
Se vi ricordate, i fondi FSC - l'onorevole Sunseri ne fece anche
una battaglia - furono discussi solo per capitoli, quando invece in
passato si era sempre discusso di quali interventi si dovevano
concretamente finanziare. Ebbene, poi quello che è accaduto lo
sappiamo tutti, si fece un accordo per titoli anche col Governo,
dopodiché il Governo regionale decise quali opere finanziarie e
quali no, sottraendo risorse a molti interventi che invece
sarebbero stati meritevoli di apprezzamento.
Allora, quest'Aula, oggi manifesta quello che già le scorse
settimane avevano platealmente rappresentato, ossia che la
maggioranza di Governo non esiste, ma esiste solo nel momento in
cui c'è da spartirsi la carne e poi lasciare l'osso E per questo
io manifesto tutta la mia preoccupazione, perché noi andremo a
gestire, oramai l'assessore Dagnino e il presidente Schifani
evocano questo mese di luglio come un mese fondamentale, perché
sarà il mese in cui dovrebbe arrivare, anche alla luce di quelli
che sono stati i giudizi innanzi alla Corte Costituzionale, le
parifiche degli anni 2021-22-23-2024, con lo sblocco di oltre due
miliardi di euro di avanzo.
Ebbene, io son contento che i siciliani possano godere di casse
sane e piene di risorse, sono preoccupato perché queste risorse non
son convinto che voi abbiate in testa come gestirle e, peggio
ancora, son convinto che abbiate in testa di gestirle male, e solo
per preparare la prossima campagna elettorale, al di là di quello
che è il merito delle questioni che invece i siciliani e le
siciliane si aspettano di vedere affrontate da un Governo, che a
prescindere da chi lo rappresenta, dovrebbe comunque essere
responsabile.
PRESIDENTE. Qualcun altro vuole parlare? No.
Ha facoltà di parlare l'assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. L'onorevole Cracolici fa
riferimento al tema che riguarda il piano del rientro della sanità.
In realtà, devo dire che l'operazione ha un carattere puramente
contabile, con una refluenza sostanziale significativa, non è
un'operazione che è legata all'eliminazione di una quota di debito
specificamente vincolata. Poi, è chiaro, che nel debito che è
riportato nel fondo anticipazione di liquidità ci può anche essere
eventualmente una quota riferibile alla sanità, ma questa è una
ricostruzione empirica, che non è stata oggetto di esame specifico,
perché attiene comunque allo storico. L'operazione è di tipo
contabile, quale che sia l'origine di questo debito contenuto nel
Fondo anticipazione di liquidità, quello è l'oggetto dell'ordine
del giorno che viene sottoposto a codesta Aula e la cancellazione
di questo debito prescinde dalla causa per cui il debito è stato
contratto.
Il vantaggio è quello che è evidenziato nella relazione anche
della Commissione Bilancio, e sta nel fatto che la Regione, le
Regioni, perché non riguarda soltanto la Regione siciliana, è
un'operazione che è maturata in sede di Conferenza delle Regioni,
continueranno sostanzialmente a pagare un importo corrispondente a
quello che sarebbe stato dovuto a titolo di obbligo restitutorio
delle anticipazioni di liquidità, sebbene a diverso titolo, in
quanto il nuovo titolo è un contributo alla finanza pubblica e non
è una restituzione, con l'effetto contabile di grande rilevanza
pratica che si va a eliminare il debito di un miliardo e
ottocentosettantacinquemilaeuro, dal fondo anticipazione di
liquidità, liberando delle risorse.
Quindi è un'operazione che non ha una connotazione di merito,
legata alle causali per le quali il debito è stato formato. Questa
è quindi la risposta che mi sento di dare al quesito posto
dall'onorevole Cracolici.
In relazione a quanto osservato dall'onorevole Safina, è chiaro
che, nel momento in cui avremo questa ulteriore liberazione di
risorse, che si andrebbe ad accumulare con i due miliardi e
trecento milioni, legati all'avanzo già registrato in sede di
rendiconto, sarà necessario credo in quella sede aprire certamente
un ampio dibattito, non dubito che sarà piuttosto ampio il
dibattito, sulle modalità di spesa di quei maggiori importi. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Pongo in votazione la delibera n. 12 del 2026.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
DIPASQUALE. Grazie all'opposizione
SCHILLACI. Signor Presidente, il numero legale c'era?
PRESIDENTE. Il numero legale c'è, in ogni caso si vota per alzata
e seduta. L'onorevole Sunseri ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. È incredibile, mi guardi,
Presidente, veramente quest'Aula ormai non mi finisce mai di
sorprendere: su un argomento così delicato e importante, anche sul
bilancio della Regione siciliana, abbiamo l'assessore per
l'economia che ci ha portato un documento, di una delibera di
Giunta di tutto rispetto, che si ritrova senza la sua maggioranza
Perché se oggi ci fossero stati solamente i deputati presenti della
maggioranza, che sostiene questo Governo, di fatto non ci sarebbe
stato il numero legale Cioè noi oggi stiamo liberando milioni e
milioni di euro per il bilancio di questa Regione, solo grazie alle
forze di opposizione che, con rispetto, per gli atti parlamentari
che giungono qua, sono a mettere il tesserino, a presenziare, a
intervenire, perché gli interventi sono stati solamente delle forze
di opposizione e il Governo regionale, con la sua maggioranza,
completamente assente, disinteressata, presente solo quando c'è da
spartirsi risorse per poi, immagino, quando si libereranno queste
risorse, che suppongo saranno l'ultimo bilancio e l'ultima
finanziaria che andremo ad approvare, perché l'assessore mi
confermerà, se non abbiamo il rendiconto 2025, queste risorse non
possiamo utilizzarle.
E noi oggi ci ritroviamo a fare i deputati a sostegno della
Regione siciliana, non certamente la maggioranza, per risorse che
poi probabilmente, quando ci sarà il momento di spenderle, saranno
tutti qua belli a presentare gli emendamenti territoriali, per poi
farsi la campagna elettorale delle regionali del 2027.
È un'assoluta mancanza di rispetto per i siciliani e per la
Sicilia, ma qualifica perfettamente questa maggioranza e questo
Governo di centrodestra
PRESIDENTE. Grazie, collega, onorevole Sunseri.
Intanto ci sono dei congedi che sono motivati, per ragioni di
salute, e poi i colleghi sono in piedi perché appena si siedono i
colleghi della maggioranza, ci sono. Comunque noi ringraziamo tutti
i deputati, perché è nostro dovere essere qua e oggi col contributo
di tutti è stata approvata una cosa importante. Grazie a tutti.
PRESIDENTE. È stato caricato l'ordine del giorno numero 517 che il
Governo accoglie come raccomandazione. Grazie, assessore.
Discussione del disegno di legge ''Riconoscimento di Comiso 'Città
della pace'' n. 947/A
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
''Riconoscimento di Comiso 'Città della pace''. Invito la V
Commissione a prendere posto. Incardiniamo il disegno di legge n.
947/A. L'onorevole Chinnici farà la relazione. Onorevole Ferrara,
lei è il Presidente della Commissione, deve andare al banco della
Commissione
CHINNICI. Presidente, posso approfittare intanto, per un ricordo
di una persona che ci ha lasciato in questi giorni?
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
Cordoglio per la scomparsa dell'editore Mario Palumbo
CHINNICI. Volevo ricordare a quest'Aula, che nei giorni scorsi ci
ha lasciato un grande imprenditore, un editore palermitano e
siciliano, un editore libero e indipendente, Mario Palumbo, che per
quarant'anni ha diretto la casa editrice Palumbo, fondata dal padre
Giovanbattista Palumbo, nel 1939.
Penso che molti in quest'Aula avranno studiato sui libri come
l'Albanese o il Matteo Marrone: Istituzioni di diritto romano, e
per quanto riguarda chi è laureato in lettere, invece, ricorderà il
Petronio, o il Luperini - Cataldi. Sono testi - oltre 7 mila testi
- che questa Casa editrice, piccola, forte, resistente, resiliente,
indipendente e palermitana, ha pubblicato in questa lunga storia.
Mi sembra giusto ricordarlo, anche perché due anni fa, il
Presidente Mattarella ha insignito Mario Palumbo di un'importante
onorificenza, ma nello stile di questa persona c'era l'assoluta
umiltà e mitezza, quindi abbiamo scoperto di questa onorificenza
soltanto dopo la sua morte.
Volevo, quindi, portare il ricordo, la memoria, il cordoglio alla
famiglia e a tutta l'azienda: la Casa editrice Palumbo, che davvero
è un vanto, un orgoglio per la Sicilia e per l'Italia intera.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. L'Assemblea si unisce al
ricordo formulato dall'onorevole Chinnici. Prego onorevole, può
iniziare a fare la relazione.
Discussione del disegno di legge n. 947/A
DIPASQUALE. Presidente, poi mi segni, per la discussione.
CHINNICI, relatore. Dunque, il disegno di legge in questione ha
come titolo ''Riconoscimento di Comiso 'Città della pace''. Il
primo firmatario è l'onorevole Dipasquale, è stato presentato dal
Partito Democratico, fatto proprio dalla Commissione tutta.
Questo disegno di legge vede il riconoscimento di Comiso come una
delle più importanti capitali mondiali del pacifismo. Sappiamo che,
negli anni Ottanta, Comiso fu protagonista, in anni assolutamente
difficili, di una mobilitazione straordinaria, relativa appunto
alla pace.
Ricordiamo l'impegno di Pio La Torre, che riuscì a portare oltre
100 mila persone a Comiso e a raccogliere oltre un milione di
firme Grande, a tal proposito, anche l'impegno delle donne, i
movimenti delle donne, che si riunirono anche nel gruppo chiamato
"La Ragnatela", sulla scorta anche dei movimenti delle donne
inglesi, e ci piace ricordare anche l'impegno di Angela Bottari,
che subì, in quell'occasione, anche una carica della Polizia.
Molte donne furono arrestate, furono fermate, e Angela Bottari, da
parlamentare nel 1983, firmò due interrogazioni parlamentari, per
capire che cosa era veramente accaduto in quei giorni così
terribili. Ecco, in questi giorni e in questi mesi in cui,
veramente, i venti di guerra sono così forti, in questi giorni
ricorre il 4 anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina, per
non parlare, ovviamente, del genocidio palestinese e anche dei
cadaveri restituiti dal mare: sono 13 i cadaveri, in queste ore,
proprio dal mar Mediterraneo.
Ci sembra importante puntare il focus su Comiso, perché dalla
Sicilia possa tornare oggi, come allora e più di allora, un grido
di pace che si faccia anche concretezza e che aiuti a ricostruire
un lessico della pace, che ci aiuti a ridire la pace con parole
anche nuove.
E, allora, il testo è molto snello: sono soltanto cinque articoli,
ma sono appunto significativi. L'articolo 1 richiama ai principi
pacifisti a cui la nostra Regione intende ispirarsi, in armonia con
la Costituzione e con gli obblighi internazionali. Il secondo
articolo prevede il riconoscimento, appunto, di Comiso come "Città
della pace". L'articolo 3 prevede la costituzione di un comitato
"Comiso città della pace", stabilendone la composizione. L'articolo
4 affida al comitato il compito di proporre iniziative culturali
per la promozione della cultura della pace. L'articolo 5 prevede,
infine, a cura del comitato stesso, l'elaborazione di un programma
di iniziative da tenersi in un'apposita settimana della pace.
Crediamo con questo disegno di legge di dare un contributo
fattivo, perché le istituzioni hanno un dovere anche pedagogico e
perché il Mediterraneo possa tornare a essere, come diceva Pio La
Torre, un Mediterraneo mare di pace. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
venerdì, alle ore 12.00.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Siamo in discussione generale e inizia lei, grazie.
DIPASQUALE. Signora Presidente, io la ringrazio per avermi dato la
parola.
Ringrazio la relatrice, l'onorevole Chinnici, per avere illustrato
bene il disegno di legge e di averne spiegato le motivazioni.
Oggi, perché pensare a un disegno di legge che veda Comiso città
della pace, proprio con una legge che sancisce questo passaggio?
Per le cose che ha detto l'onorevole Chinnici, ma anche perché i
tempi, purtroppo, ci portano a evidenziare ed esaltare determinati
significati. E pensare quello che è stato Comiso - così come è
stato ben detto - e quello che può essere... perché questo disegno
di legge ha solamente un limite: noi dovremmo pensare alla
copertura - mi rivolgo all'onorevole Assenza, che ha condiviso
insieme a me questo percorso sin dall'inizio - dobbiamo pensare
alla copertura finanziaria, perché per agevolare i lavori d'Aula
non è prevista la copertura finanziaria, ma dovremmo pensare alla
copertura finanziaria, perché ci dovrà essere un comitato, perché
il comitato che è previsto dal disegno di legge dovrà avere la
possibilità di creare iniziative.
Quella di questa sera è un'altra dimostrazione di come le cose
possano essere fatte in maniera bipartisan. Ho ringraziato
l'onorevole Chinnici, così come ringrazio l'onorevole Saverino,
perché da componenti del Partito Democratico hanno seguito in
Commissione il disegno di legge. Ma non posso non ringraziare il
Presidente dell'Assemblea, che si è assunto l'impegno,
condividendone i significati, di portare al più presto questo
disegno di legge, che è già pronto da un poco di tempo. E così come
anche il presidente Ferrara, che lo ha seguito mettendolo
all'ordine del giorno, perché noi siamo minoranza e abbiamo bisogno
della maggioranza; così come la maggioranza ha bisogno di noi -
l'abbiamo dimostrato nel precedente atto - e ci sono delle cose che
ci devono vedere lavorare insieme.
Lo abbiamo fatto ieri per le quote, per un intervento di civiltà,
per questa battaglia che non è stata solo una battaglia delle
donne. Mi permetto di dire che le donne in questa Assemblea sono
quindici È diventata legge perché ci sono state le donne, ma in
maniera trasversale anche gli uomini che hanno voluto chiudere una
vicenda che era, appunto, una vicenda che andava chiusa. E
l'abbiamo fatto tutti insieme
Così come tutti insieme, in maniera bipartisan, siamo intervenuti
immediatamente dopo il ciclone Harry per fare un intervento e per
impegnare alcune risorse. Così come c'è stato un percorso
bipartisan su un tema importante come la pace e su quello che deve
essere fatto tutti insieme.
Questo è un disegno di legge che ha visto la condivisione,
ovviamente, dei colleghi della provincia, in prima persona del
collega, onorevole Assenza, che è anche di Comiso oltre a essere il
capogruppo di Fratelli d'Italia, ma che ha visto i sindaci anche
dei territori. Perché noi, come Partito Democratico, abbiamo
presentato degli ordini del giorno in vari comuni che hanno avuto
il sostegno anche delle forze di centrodestra, a partire dal comune
di Comiso, a partire dal suo sindaco, dalla sua maggioranza e così
anche per gli altri comuni della provincia di Ragusa. E, quindi,
sia ieri che oggi, è bello registrare questa capacità di trovare
una sintesi su temi importanti. Noi l'abbiamo fatto fino
all'intervento precedente, un intervento importante.
L'atto che abbiamo votato prima mette e metterà in moto tutta una
serie di risorse, ma noi potevamo benissimo alzare il tesserino,
far mancare il numero legale e non ottenere quel risultato. Non
l'abbiamo fatto perché non è vero che siamo un'opposizione, così
come qualcuno ci dipinge, che utilizza il voto segreto, che
utilizza tutte le strategie per distruggere la Sicilia, no Noi
utilizziamo il voto segreto quando riteniamo che ci siano delle
cose che non possono andare avanti e ci giochiamo tutte le carte
possibili per evitarle Ma davanti alle cose serie e importanti
riusciamo a fare squadra, anche con voi, così come voi riuscite a
fare squadra con noi. E questo è un altro degli elementi che si
aggiungono al nostro lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. È iscritto a parlare
l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, signor Presidente ed onorevoli colleghi. Qualche
mese fa da questo scranno mostrai come in un documento stilato
dalla Comunità europea, in un articolo, si esortassero le scuole a
educare alla cultura della guerra. E quindi, onorevole Chinnici,
onorevole Ferrara, signor Presidente: grazie, grazie, grazie,
cinquanta volte grazie per questo disegno di legge Perché, come ha
detto l'onorevole Dipasquale, qui veramente dimostriamo di cosa
siamo fatti. Perché ci sono temi dove i colori politici, lo diciamo
continuamente e instancabilmente, non possono avere colore
partitico La politica vera è questa
Ricordo quella giornata in cui mostrai questo documento infame, a
mio avviso infame, secondo cui dovrebbe passare per le scuole la
cultura della guerra. Questo disegno di legge è esattamente il
contrario. Noi siamo per la pace Quattro anni di guerra in Ucraina
con oltre un milione di morti dimostra che la guerra è qualcosa di
infame e noi ci batteremo per la pace
Grazie infinite alla Commissione e a tutti quelli che si sono
dedicati per darci questa grande opportunità, per fare un disegno
di legge straordinario, a mio avviso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevoli colleghi. Non ci sono più
interventi. Siamo in discussione generale, non si può intervenire
adesso ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà. Poi,
l'onorevole Assenza.
GIAMBONA. Presidente, onorevoli colleghi, io credo che nella
discussione di questo disegno di legge si vada oltre il gesto
simbolico, si vuole portare avanti un'idea concreta di una società
che oggi debba ripudiare ogni forma di violenza e di guerra e, per
questo, ringrazio tutti i parlamentari che hanno lavorato a questo
disegno di legge.
Un ringraziamento particolare a Nello Dipasquale, e a tutti i
componenti della V Commissione che oggi portano all'Aula uno
strumento che ci permette di ricordare ciò che successe a partire
dal 1982 a Comiso, in quella straordinaria stagione in cui si è
certificato il simbolo della resistenza storica contro ogni forma
di armamento, contro ogni forma di minaccia nucleare; e da lì,
appunto, è partita quella che è la cosiddetta cultura della pace:
oltre centomila persone invasero letteralmente la città di Comiso,
nelle sue strade e nelle sue campagne.
Ma oggi c'è da dire che il tema è drammaticamente attuale, il tema
delle guerre in giro nel mondo è drammaticamente attuale. Si stima
che oggi ci siano oltre 50 guerre sparse nell'intero pianeta e che
oltre 230.000 tra donne, uomini e bambini, tantissimi bambini,
siano le vittime di queste guerre in giro per il mondo.
Oggi sono quattro anni del conflitto russo-ucraino, sappiamo
quello che sta avvenendo nella Striscia di Gaza e, quindi, è
evidente come questo argomento oggi è veramente drammaticamente
attuale.
Ecco perché questo Parlamento, dalla Sicilia, così centrale in
quelle che sono le dinamiche geopolitiche e sociali del
Mediterraneo, si fa ancora una volta portavoce di un messaggio, un
messaggio chiaro, netto, di ripudio di ogni forma di violenza e di
ogni forma di guerra. Ma vado oltre, Presidente e colleghi.
Io credo che ad ogni norma, lo dico sempre ad ogni occasione,
bisogna trovare quelle che sono le fonti che le ispirano, bisogna
trovare anche concretezza ed attuazione; dico questo perché il
Parlamento in altre occasioni si è reso protagonista di percorsi
analoghi che per certi versi hanno indirizzato anche questa
proposta normativa questo Parlamento ha esitato una norma per la
cultura della pace in Sicilia, era il 2019 con la legge n. 11,
molti colleghi parlamentari erano qui presenti e hanno partecipato
a questa importante fase normativa che ha qualificato in maniera
importante, appunto, il Parlamento.
Ebbene, questa norma, Presidente dell'Assemblea, Governo e
colleghi, ad oggi non ha finanziamento, non ha risorse economiche
per potere portare avanti quelli che sono gli obiettivi che quella
disposizione normativa prevedeva: contrastare ogni forma di
violenza, contrastare ogni forma di guerra, contrastare il
razzismo, la discriminazione, portare avanti attività di natura
culturale, di ricerca e di educazione a quello che è la pace e al
rispetto degli altri.
E, allora, io oggi voglio lanciare un messaggio. Siamo
assolutamente ben contenti che oggi si arrivi a questo risultato,
esitando questo disegno di legge che è un inno alla pace, ma è
altresì vero che il Parlamento e il Governo devono mettere nelle
condizioni affinché i provvedimenti normativi trovino attuazione,
bisogna speditamente andare avanti a finanziare la norma sulla pace
in Sicilia così da poter dare seguito a tutti quei nobili intenti
che noi tutti parlamentari riteniamo siano utili portare avanti.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. È iscritto a parlare l'onorevole
Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Sì, Presidente grazie. Questa iniziativa che avuto come
primo firmatario l'onorevole Dipasquale, il quale ha avuto anche la
amabilità di informarmi dell'iniziativa e di chiedermi l'opinione e
io ho dato subito spontaneamente la mia adesione, credo che segni
un momento importante per questa Assemblea e per l'intera Regione
siciliana, al di là della città di Comiso che è giusto che da
simbolo della militarizzazione del territorio, quale è stata negli
anni Ottanta, oggi nel corso degli anni sia invece diventata e
diventi sempre di più simbolo del sentimento di pace che deve
aleggiare pur nei momenti più bui quali sono quelli attuali in cui
la forza e il suono e la voce delle armi purtroppo sovrasta al
sentimento di solidarietà fra i popoli.
Credo che questa iniziativa legislativa sia assolutamente
importante, come è importante, assessore Dagnino, cercare nella
prossima finanziaria di reperire dei fondi che poi possano essere
assolutamente modesti, non chiediamo milioni di euro per finanziare
una norma ma decine di migliaia di euro credo che possano trovare
ingresso fra le pieghe della prossima manovra finanziaria per
finanziare una norma di questo tipo che può essere utile.
Io ho avuto la ventura di essere in quegli anni vicepretore della
Pretura di Comiso, all'epoca c'erano le preture e spesso, debbo
dire, di essermi trovato a contatto con le manifestazioni pacifiste
su ruoli diversi, perché qualcuno magari cercava di arrampicarsi ai
cancelli, di entrare a forza nella base e veniva naturalmente
fermato dai Carabinieri e dalle forze dell'ordine, poi il fermo
veniva convalidato, nel 90 per cento dei casi veniva subito rimesso
in libertà perché era chiaro che lo spirito era quello di
testimoniare a favore della pace e non altro.
Accanto a questo, io vorrei ricordare che mi sono permesso nelle
più recenti manovre finanziarie, non quelle immediate, di
finanziare il percorso della 'Pagoda della pace', cioè quella
struttura che noi abbiamo a Comiso, la Pagoda più grande d'Europa,
una pagoda dovuta all'opera incessante del monaco Morishita che,
dai primi anni Ottanta, è venuto a Comiso, e che da allora non si è
più allontanato da Comiso e che ha sensibilizzato tante energie per
la realizzazione di quest'opera imponente: e grazie a un
intervento, in una recente manovra finanziaria, quell'opera sta
andando in appalto proprio in questi giorni da parte del comune di
Comiso per realizzare attorno a quella pagoda un Parco della pace,
la Via della pace, così come la strada degli Aragonesi che porterà
e che permetterà di raggiungere dalla città di Comiso agevolmente
questo sito.
Questo, mi consenta, è una delle tante mance per cui finiamo sui
giornali, io sono orgoglioso di avere favorito una mancia di
questo genere che permette di dare alla Sicilia, alla provincia di
Ragusa, alla città di Comiso questa bellissima istituzione del
Parco della pace attorno alla Pagoda della pace.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole assenza. È iscritto a parlare
l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Sarò brevissimo per associarmi a quelle che sono state
le considerazioni dell'onorevole Valentina Chinnici, dell'onorevole
Assenza, perché andare incontro a quelle che sono le esigenze e la
necessità di intervenire per trovare anche forme di pacificazione e
forme di inclusione verso soggetti che magari hanno bisogno di
solidarietà, che hanno bisogno di serenità nella loro vita, io mi
riferisco anche a Gaza, mi riferisco al mondo. Noi abbiamo
dimenticato in questo momento la situazione di Gaza, ma Gaza c'è
ancora, il problema di Gaza c'è ancora, ci sono i filmati dei
ragazzini che cercano cibo, che piangono per il cibo
È necessario mantenere la barra dritta, la schiena dritta e
cercare di trovare anche delle soluzioni, anche per i 58 Paesi. Ci
sono 58-60 Paesi, ancora, nel mondo dove c'è la guerra, non c'è la
guerra solo in Ucraina, non c'è la guerra solo a Gaza: in Sudan ci
sono le guerre civili dove migliaia di persone e bambini in questo
momento muoiono. Quindi, trovare in questo momento, altri momenti
per discutere sulla pace, sulla necessità e sulla solidarietà, mi
pare assolutamente consono e congruo a quello che è il compito e la
funzione di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino. Dichiaro chiusa ...
SAFINA. Presidente, io ho chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Ma sempre lei deve parlare? Prego, prego, non me n'ero
accorta. Siccome ha parlato tante volte
SAFINA. Più questa volta
PRESIDENTE. No, la faccio parlare con piacere...
SAFINA. Grazie, Presidente. Al di là delle battute, onorevoli
colleghi, io voglio ringraziare l'onorevole Dipasquale e la
Commissione Cultura che ci dà l'opportunità di ricordare come la
Sicilia può e deve essere Terra di pace. E indicare Comiso come
città della pace, luogo dove si tenne la più grande e importante
manifestazione mai svoltasi in Sicilia: la marcia contro i missili,
che non fu la marcia solo di Pio La Torre, perché faremmo un
errore, sicuramente Pio La Torre fu un grande ispiratore di quella
iniziativa e fu una delle ragioni per le quali fu ucciso, perché
Pio La Torre riuscì a mettere insieme i cattolici, i liberali, il
mondo delle Acli, dell'associazionismo, perché quando tornò in
Sicilia voleva contribuire a creare un fronte ampio per sconfiggere
la mafia e per far sì che la Sicilia potesse avere un futuro
diverso da quello che alcuni volevano assegnarle.
E oggi, guardate, è un tema che torna, se volete di moda, perché
il MUOS, la base per l'addestramento degli F-35, noi abbiamo
presentato come Gruppo, il Partito Democratico, un'interrogazione
per sapere se è intendimento del Governo discutere con le autorità
nazionali che quella base, che è una base ad oggi definita solo di
addestramento ed è una base, peraltro, una piattaforma privata,
gruppo Lockheed Martin, sostanzialmente con Finmeccanica, non si
trasformerà mai in una base operativa per gli F-35 in Sicilia.
Rispetto a tutto questo la Sicilia, che dovrebbe essere terra
d'accoglienza, la più grande isola del Mediterraneo, il più grande
ponte logistico sul Mediterraneo e nel Mediterraneo, da alcuni
vuole essere trasformata in base logistica militare per le missioni
in Medio Oriente, per risolvere le crisi che riguardano il Nord
Africa.
Noi oggi stiamo lanciando un chiaro segnale e per questo ringrazio
ancora una volta Dipasquale, perché ha portato al centro del
dibattito di quest'Aula un tema, che non è un tema che riguarda
solo i siciliani e le siciliane, ma è un tema che riguarda
apertamente, perché se ci trasformassimo in una base logistica
militare cambierebbe il modello di sviluppo della nostra terra,
quando invece la nostra terra ha risorse infinite che deve
utilizzare, non sfruttare, utilizzare al meglio per far sì che il
nostro territorio, con la sua bellezza, possa diventare un esempio
di convivenza tra i popoli.
E, allora, stiamo facendo bene e ringrazio anche l'onorevole
Assenza per avere ricordato che Comiso può meglio di tante altre
città rappresentare una piattaforma di pace, perché è anche una
città dell'inclusione. E, dunque, spero che anche questa volta
quest'Aula possa esprimersi all'unanimità come ha fatto in altre
occasioni per far sì che arrivi un messaggio chiaro a chi oggi
governa il nostro Paese.
Noi non siamo quelli che vogliamo violare la Costituzione, facendo
gli osservatori al Board of Peace di trumpiana impostazione, noi
siamo quelli che, invece, siamo per il multilateralismo, siamo
quelli che vogliamo che l'ONU svolga una funzione e che l'Unione
Europea svolga una funzione fondamentale per riportare la pace in
Medio Oriente, per evitare che si giochi con i Paesi che non sanno
nemmeno cos'è la democrazia.
Alcuni dei Paesi che sono stati invitati al Board of Peace -
diciamo - sono iscritti tra i Paesi che non rispettano i diritti
umani: la Bielorussia, una tra tutte; l'Arabia Saudita, altra
Nazione dove la tutela dei diritti umani non è al primo posto
dell'agenda politica.
Allora, la Sicilia è in controtendenza oggi, può essere in
controtendenza, e mi auguro veramente che l'unanimità su questo
disegno di legge si possa trovare e che si possano - l'onorevole
Assenza richiamava alle "mancette" - anche stanziare risorse
adeguate per far sì che dalla Sicilia possa venire un grande
messaggio di pace per l'Europa, per il mondo e per i paesi che -
come diceva anche l'onorevole Giambona, oltre cinquanta sono le
guerre che si combattono attualmente in tutti gli emisferi -
possano veramente trovare la pace e un duraturo sostegno alla
politica dei diritti e dell'inclusione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la discussione generale è chiusa.
Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti scade
venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 12:00, e si inizierà a votare
martedì 24 febbraio.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
ritengo che quest'Aula non possa concludersi facendo finta di
quello che accade...non facendo finta di quello che accade fuori
Non possiamo far finta di nulla rispetto all'ennesima notizia di
cronaca che ha visto protagonista - guarda caso - un nuovo deputato
della maggioranza e se non ci fosse quasi da piangere o da ridere -
mi verrebbe da dire, caro assessore Dagnino, ne resterà soltanto
uno, perché, tra arrestati, tra indagati, da rinviati a giudizio...
sostanzialmente - diciamo - è un accerchiamento a tutti gli
effetti, no? Ogni giorno si apre il giornale e questa maggioranza è
schiava di una delle pagine più buie che sta affrontando la nostra
Terra
Ora, con rispetto del garantismo, della sua caratteristica propria
che fino a sentenza definitiva si è innocenti, con questa storia
della solfa del garantismo state riducendo la Sicilia alle pagine
più buie degli ultimi vent'anni e il silenzio latente del
Governatore Schifani, del capogruppo Pellegrino sempre pronto a
fare comunicati stampa, sempre pronto a dire le cose... il
silenzio
Arrestano un deputato di Forza Italia, non spiccicate una parola
per affari - guarda caso - afferenti a finanziarie, per affari
afferenti a donazione di denaro - lo vedrà la Magistratura il corso
che farà - ma ovviamente, quando c'è da prendere la parola non
parlate e questa sedia, la sedia di Schifani, vuota, rispetto a
questi fatti dirimenti che portano la nostra Regione nelle prime
pagine dei giornali nazionali state in silenzio, in pieno regime
omertoso. Il far finta di nulla: "speriamo che passi subito,
speriamo che non se ne accorgano ".
Allora, l'arresto di Mancuso rientra in una vicenda ben più
un'ampia che non può limitarsi soltanto all'arresto di un deputato.
Ricordo che Mancuso è stato determinante per la vittoria del
centrodestra a Caltanissetta, ha determinato la vittoria di
Tesauro, ha determinato la vittoria del campo del centrodestra;
noi, già qualche settimana fa - insieme alla consigliera Petito,
all'onorevole Miceli - abbiamo fatto una conferenza stampa a
Caltanissetta dove abbiamo ampiamente raccontato a tutti gli
effetti un sistema politico marcio, che parte dalla città di
Caltanissetta e che si propaga anche alla Città metropolitana.
Allora, rispetto a questi fatti io comprendo l'imbarazzo. Anch'io
fossi in voi proverei imbarazzo, vergogna e stupore e chiederei
riunioni operative ma Mancuso è riuscito, come dire, ad aprire un
nuovo squarcio perché ancora Forza Italia era l'unico dei partiti a
non essere coinvolto da vicende giudiziarie.
Mi verrebbe da dire, di esprimere solidarietà ai colleghi della
Democrazia Cristiana che sono stati presi di mira, di petto,
rispetto al fatto che nessuno di loro è stato arrestato eppure è
stato messo alla gogna mediatica. La Vardera che dà solidarietà
alla Democrazia Cristiana: è una notizia incredibile Però ecco il
peso, i due pesismi di questo Governo, i due pesismi di affrontare
le cose a convenienza: quando gli va bene, quando i problemi ce li
hanno in Forza Italia e ce l'avete in casa, il silenzio la fa da
padrona Allora questo è il punto in cui avete portato questa
Regione.
Domani apriremo i giornali, stasera guarderemo il Tg1, vedremo il
Tg5: l'ennesimo arresto di un deputato. Allora, in questi casi,
verrebbe da dire che un passo indietro è d'obbligo, non avete più
numeri in quest'Aula, non avete più deputati, non riuscite a farvi
approvare nemmeno una legge Stamattina abbiamo letto sui giornali
che, ovviamente, il Presidente Galvagno dice: è una Caporetto, è
una tragedia non riusciamo più nemmeno a portare a casa dei
risultati . Vi stanno arrestando sostanzialmente un giorno pure e
un giorno l'altro quasi tutti, guarda caso sempre componenti della
maggioranza, e la vostra migliore risposta è fuggire, stare in
silenzio, lasciare vuota quella sedia, e per l'ennesima volta far
diventare, far vergognare i siciliani di uno dei Governi peggiori.
Per questa ragione, non potevamo che fare echeggiare in quest'Aula
queste parole che suonano come parole di quei tanti siciliani che
stanno guardando questo Palazzo e che pregano e sperano che, prima
o poi, la sciagura Schifani e del suo Governo possano andare a
casa.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marchetta. Ne ha
facoltà.
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo oggi per portare all'attenzione di quest'Aula una
vicenda che riguarda lavoratrici e lavoratori OSS che, tra maggio e
giugno del 2020, hanno prestato attività di lavoro subordinato
presso l'ASP di Agrigento con la qualifica di ausiliari
specializzati nel momento più drammatico e incerto della nostra
storia recente: l'inizio della pandemia da Covid-19.
Parliamo di settimane in cui il Paese era paralizzato dalla paura,
in cui le misure di sicurezza non erano ancora chiare, gli ospedali
non erano attrezzati ed il personale sanitario operava in
condizioni di rischio assoluto: eppure, questi lavoratori non si
sono tirati indietro, hanno accettato di lavorare mettendo a
repentaglio la propria vita per il bene comune e per la tutela
della salute collettiva.
Furono reclutati tramite una graduatoria regolarmente approvata. I
loro contratti ebbero una durata di tre mesi. Nonostante le
ripetute richieste di proroga e la piena disponibilità a continuare
il servizio quei contratti non furono rinnovati. L'esperienza
maturata, seppure intensa e ad altissimo rischio, è rimasta così
limitata a soli tre mesi.
Con la delibera del direttore generale dell'ASP di Agrigento,
numero 816 del 7 novembre 2024, quel periodo di lavoro non è stato
ritenuto utile ai fini della stabilizzazione in quanto inferiore al
requisito temporale previsto. Una decisione che non può essere
condivisa perché appare profondamente lesiva dei diritti di questi
lavoratori.
Signor Presidente, ritengo sia dovere di questa Assemblea prendere
in carico questa vicenda per restituire giustizia a persone che
tutti, in questi mesi, abbiamo definito eroi. Hanno lavorato a
stretto contatto con pazienti affetti da Covid-19 quando ancora non
esistevano protocolli chiari, quando molti di noi erano chiusi in
casa. Oggi, forse, quella memoria si è affievolita. Io non voglio
dimenticare e spero che neppure voi vogliate farlo.
Ricordo che il decreto legge 9 marzo 2020, n. 14, pubblicato della
Gazzetta Ufficiale n. 62, consentiva alle Aziende Sanitarie di
procedere ad assunzioni straordinarie e stabiliva che le attività
professionali svolte in emergenza costituissero titolo valutabile
nelle procedure concorsuali del Servizio Sanitario Nazionale.
Eppure, a questi lavoratori non è stato riconosciuto alcun titolo,
anzi sono stati esclusi dalle procedure di stabilizzazione.
Il requisito dei 18 mesi di servizio, previsto dalla normativa
vigente, applicata in modo rigido, ha prodotto una grave disparità
di trattamento. A parità di posizione in graduatoria, titolo e
competenze, ad alcuni è stata concessa la proroga del contratto,
consentendo loro di maturare l'anzianità richiesta; ad altri,
invece, la prova che è stata negata, impedendo di raggiungere lo
stesso requisito. Una scelta discrezionale che ha determinato una
palese violazione del principio di uguaglianza, sancito
dall'articolo 3 della Costituzione.
Non si tratta di mettere in discussione le assunzioni effettuate
durante la pandemia, che sono state giuste e necessarie, si tratta
di non dimenticare chi per primo ha rischiato la vita, senza
tutele, senza certezze, quando pericolo era massimo Per queste
ragioni, invito la Commissione, l'assessore e il Governo regionale
a prendere atto di quanto rappresentato oggi in quest'Aula,
affinché si possa finalmente riconoscere il giusto diritto a questi
lavoratori e restituire dignità a chi ha servito lo Stato nel
momento più buio, con coraggio, senso del dovere e spirito di
sacrificio.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, noi ci troviamo in questo Palazzo
dorato e sempre le dodici sedie davanti a me rosse sono tutte
vuote, mentre nei giorni scorsi parlavamo del consigliere
supplente, delle indennità, del terzo mandato per i sindaci, e
l'unica certezza, e l'unica nota positiva è stata quella di avere
fatto una norma per le quote di genere, quando le donne
trasversalmente appartenenti a tutti i colori politici hanno
portato a casa almeno questa riforma. Ma da parte del centrodestra,
che oggi è ancora protagonista di un arresto, e non è il primo,
mentre le inchieste continuano a susseguirsi su altri ambiti,
sappiamo benissimo del rinvio a giudizio del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, sappiamo bene anche di altre
indagini a carico di assessori, sappiamo bene che alcuni sono stati
anche tolti, malgrado non siano stati nemmeno toccati da indagini,
soltanto perché appartenenti al cosiddetto "cuffarismo", mentre
oggi che viene arrestato un deputato di Forza Italia, il presidente
della Regione Schifani non ci dà notizie.
Ma veda, signor Presidente, il mio intervento oggi doveva toccare
altre note, però è chiaro che la cronaca ci tocca e ci mette di
fronte a questi continui scandali, a questo Palazzo che diventa
inutile, perché non vediamo riforme del centrodestra che riescono
ad andare in porto, vediamo sempre il gioco dei franchi tiratori,
che a noi personalmente, ci favorisce. Ci favorisce perché è chiaro
che abbiamo tolto quelle norme che erano e prevedevano dei costi a
carico dei cittadini, abbiamo tolto infatti l'aumento delle
poltrone, con il consigliere supplente, abbiamo tolto la
possibilità di un terzo mandato per i sindaci e lo rivendichiamo,
perché altrimenti si sarebbe creata per la terza volta, così,
consecutiva, una gestione di potere troppo accentrato
Il mio intervento oggi, però, voleva toccare la realtà, una delle
tante realtà che invece c'è nel mondo reale, nel mondo reale
succede Niscemi , ma ci sono tante altre comunità che vivono le
medesime situazioni, in maniera più o meno piccola, rispetto a
Niscemi.
Tutto ciò che concerne il dissesto idrogeologico non ha fatto
sconti a nessuno e oggi volevo parlare di Motta Sant'Anastasia, un
comune che appartiene alla provincia di Catania, toccato dal 2010,
da numerose frane e smottamenti. Ecco, dal 2010 a oggi, esattamente
come Niscemi, non è stato fatto nulla E allora Presidente, prima
che esista una nuova Niscemi , ho cercato di sollecitare e di
accendere i riflettori su quelle che sono purtroppo delle continue
mancanze di progettualità e di interventi da parte dei Governi di
centrodestra che si sono susseguiti, da Musumeci a Schifani, tanto
per citarne alcuni.
Allora, io a questo punto, visto che le avverse condizioni
atmosferiche si susseguono bruscamente, chiedo, appunto, che si
prenda atto di questa situazione, per quella che viene definita la
cosiddetta zona ponte , una zona che riguarda alcune vie centrali
a 200 metri dalla piazza Umberto, prima che ci si ritrovi, come
dicevo poc'anzi, ad avere una nuova Niscemi .
Io vorrei comprendere, perché pare che ora, all'inizio del 2026,
quando tutti si sono allertati per ciò che è successo, sia venuto
il commissario della Regione a Motta Sant'Anastasia e abbia avuto
un incontro col sindaco e degli interventi che sembravano essere, a
partire dal 2027, si dovrebbero anticipare al 2026 con 5 milioni e
trecentomila euro che sono stati destinati.
Vorrei comprendere quale sarà il cronoprogramma di questi
interventi e vorrei, soprattutto, comprendere quali siano le
intenzioni rispetto allo stato d'emergenza e le spiego il perché.
Perché in questo momento ci sono delle strade chiuse proprio per
quei fenomeni di smottamento e di frane e tutto ciò ha creato una
serie di difficoltà, dal punto di vista economico per quelle
attività produttive che risiedono in quell'area, per quelle
famiglie che sono state evacuate da quelle zone.
Ecco, rispetto a tutto questo, chiediamo delle celeri risposte e
chiediamo che venga, per quelle famiglie, per quelle attività,
dichiarato lo stato di emergenza e, poi, certo, ci chiediamo quali
siano stati i motivi che non abbiano permesso, dal 2010 ad oggi, di
fare alcun intervento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, che a
dire il vero non vedo, ed è oramai una costante che abbiamo avuto
modo di registrare, specialmente nell'ultimo periodo di questi
lavori d'Aula. Una situazione che obiettivamente squalifica,
squalifica questa Istituzione, anche noi, che vogliamo
rappresentare i siciliani e le istanze che intendiamo portare
avanti in quest'Aula e in e in questo Palazzo.
Oggi voglio rappresentare un tema che sembrerebbe essere uscito
oramai fuori, anzi, ad onore del vero, mai entrato nel dibattito di
questo Governo, di questa maggioranza, ovvero parlare della
questione lavoro.
Lo dico oggi a ragion veduta, quando oramai ad oltre due mesi,
anzi ad oltre tre mesi, da quando il presidente della Regione ha
deciso di togliere le deleghe all'assessore per il lavoro e per la
famiglia, ancora oggi, malgrado una norma regionale che il
Presidente della Regione si ostina a non voler rispettare, lui che
dovrebbe essere il garante della legge, dello Statuto e della
Costituzione, ecco, lui si ostina a non ricomporre il plenum e a
non nominare l'assessore al lavoro, in una fase storica molto
delicata, dal punto di vista sociale, dal punto di vista economico
per la nostra Terra, dove si moltiplicano quelle che sono le
vertenze in ambito lavorativo.
Già il 2025 si era chiuso con molti lati oscuri, io ricordo a me
stesso - ne abbiamo discusso in tante occasioni - la questione
della vertenza Almaviva: 500 lavoratori impiegati in Sicilia, in un
periodo storico molto particolare, quello del Covid, che ad oggi,
ancora, aspettano delle risposte.
Solamente promesse, tavoli tecnici, momenti, sicuramente, nei
quali abbiamo visto anche la disponibilità da parte del Governo, ma
ad oggi siamo arrivati a metà febbraio e di quell'impegno, di una
proposta di delibera che permetta almeno una parte di questo
importante bacino di trovare occupazione, ancora non ne vediamo
l'ombra Allora io credo, che da questo punto di vista, da questo
pulpito, non possiamo che intraprendere azioni, tutti quanti
all'unisono, per tentare di dare una risposta, che è una risposta
coerente rispetto all'indirizzo che questo Parlamento ha voluto
dare a questa platea importante di lavoratori del bacino Almaviva.
Ma non è solamente la questione Almaviva: ieri l'altro sono stato
ad accogliere, insieme ai sindacati, una platea importanti di
lavoratori che prestano servizio da oltre due anni per l'ARPA: 95
lavoratori impiegati in tutta la Sicilia che rischiano di essere
tagliati fuori, perché la scadenza del contratto è il 28 di
febbraio, malgrado vi sia una norma nazionale che prevede la
possibilità di prorogare e di stabilizzare. Io non capisco il
motivo per cui questi lavoratori, che tra l'altro stanno garantendo
dei servizi essenziali sulla salvaguardia, la tutela e il
monitoraggio del nostro territorio, dei nostri mari e dei nostri
fiumi, ecco, come possiamo pensare di portare avanti un'azione così
importante, in un periodo così delicato di attenzione alla nostra
Terra, quando noi parliamo di fragilità, quando noi parliamo di
cambiamenti climatici.
Potrei andare avanti, e dire quante volte abbiamo discusso delle
vertenze delle IPAB: centinaia di lavoratori che ormai da anni -
non da un mese, ormai da anni - non percepiscono retribuzione e non
hanno i contributi versati. Si continua a reiterare con i
commissariamenti, ma risposte su una riforma, che era stata
annunciata dal Presidente della Regione sulle IPAB, non se ne vede
nemmeno l'ombra
Ma ci sono tanti lavoratori che non possono sbarcare il lunario: a
loro noi dobbiamo chiedere scusa, perché questa Istituzione non è
nelle condizioni di dare risposte, e oggi è semideserta. Anziché
parlare di quelli che sono i temi dei siciliani, i temi di coloro
che bramano il lavoro, buona parte della maggioranza e la totale
assenza del Governo, ne certificano letteralmente il fallimento
In questo contesto, avviene qualcosa di assolutamente delirante a
livello nazionale, perché fino ad oggi molte categorie di
lavoratori sono sopravvissute con gli ammortizzatori sociali: penso
al settore metalmeccanico, penso alle aree di crisi complessa come
Gela, come Termini Imerese.
Ebbene, la doccia fredda di un paio di giorni fa, quando scopriamo
che il Governo nazionale ha deciso di tagliare letteralmente i
fondi per la mobilità in deroga, significa che 107 famiglie di
Termini Imerese, 55 di Gela - per parlare della nostra Sicilia -
non riceveranno, almeno a breve, alcun ammortizzatore sociale, e
stiamo parlando di 450 euro al mese, stiamo parlando di una
miseria, di risorse che comunque per loro, sono vitali.
In tutto questo, manca l'assessore al lavoro, io credo che tutto
questo sia vergognoso. In una Terra che è avara di occasioni, in
una Terra che deve meritarsi un riscatto, l'assenza per oltre tre
mesi dell'assessore al lavoro certifica come non ci sia veramente
attenzione, da questo punto di vista, rispetto ad una Sicilia che
debba avere speranza.
Io ritengo che, a queste condizioni, con questo Governo, speranza
non ce ne possa essere
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, l'Aula viene rinviata a
martedì, 24 febbraio 2026, alle ore 15:00.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, il collega il collega La Vardera
lancia la pietra, ma poi va via. Mi dispiace, io non sono abituato
senza il contraddittore a esplicare quelle che sono le mie ragioni
o le ragioni di un mio eventuale dissenso. Lo fa, ovviamente, La
Vardera in assenza di un contraddittore, che è il collega, il
collega Mancuso.
Noi di Forza Italia siamo troppo responsabili e troppo rispettosi
della Magistratura e quindi non pretendiamo che non ci siano
processi mediatici, pretendiamo che non ci siano processi politici,
pretendiamo che non ci siano processi illiberali contro ogni forma
di garanzia e, anzi, secondo quelle che sono le regole del
giustizialismo e del populismo.
Quindi noi siamo stati sempre rispettosi nei confronti di tutti,
indagati e imputati di tutti i partiti, imputati e indagati dei 5
Stelle, imputati e indagati, ricordiamo già il Presidente del
Consiglio comunale di Roma, che è stato applaudito al suo rientro.
Lasciamo stare questo, non voglio fare nomi, proprio perché noi
non abbiamo mai criticato e mai avanzato giudizi prima di un
processo.
Quindi io capisco che ci possono essere delle critiche, capisco
che ci possono essere anche delle affermazioni politiche, ma
certamente che si faccia un processo in un'Aula che non è quella
giudiziaria, che ci sia una prevaricazione di un potere politico
che noi rappresentiamo rispetto al potere giudiziario, questo noi
non lo possiamo consentire, perché il processo mediatico, il
processo sociale, il processo politico - l'ho sempre detto - non ha
difesa e non ha appello.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, il Movimento 5 Stelle è stato
chiamato in causa dall'intervento del Capogruppo...
PRESIDENTE. Scusate, sta parlando il collega. Onorevole
Pellegrino, sta parlando il collega. Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Proprio per chiarire rispetto all'intervento del
capogruppo di Forza Italia, che cita e chiama in causa il Movimento
5 Stelle per rispondere al collega La Vardera; il tema, caro
onorevole Pellegrino, è uno e uno solo: l'approccio alla politica
di questa destra e di questo Governo di destra, centro, in Sicilia.
L'approccio alle esigenze dei cittadini che passano in secondo
piano, rispetto a una continua spartizione di poltrone e di potere.
Il tema, caro onorevole Pellegrino, non lo ha posto né l'onorevole
La Vardera, né il Movimento 5 Stelle. Il tema lo ha posto il
Presidente della Regione Schifani quando ha ritenuto opportuno, ad
esempio, defenestrare il caro collega qui presente, onorevole
Messina, e quel garantismo di cui lei tanto parla lo vediamo a due
misure, a due velocità rispetto a delle esigenze mediatiche.
Quindi, se c'è l'esigenza mediatica di parare il colpo contro
un'indagine o contro un'inchiesta sulla Democrazia Cristiana,
facciamo dimettere gli assessori e condanniamo quel sistema di
clientela - in maniera ipocrita - salvo poi stare in silenzio in
tante altre circostanze per cui bisognava, forse, alzare la voce.
Onorevole Pellegrino, se in Sicilia ancora manca l'acqua nel 2026
- ieri ho citato Canicattì, oggi cito Grotte - per presunti
malfunzionamenti del depuratore comunale, presunti a Licata, dopo
venti giorni, attendiamo il turno dell'acqua e noi, nei nostri
regolamenti edilizi, non abbiamo l'obbligatorietà di avere i
serbatoi quando ci rilasciano una concessione edilizia.
Ci siamo rassegnati e, se ci siamo rassegnati a questo stato di
cose, probabilmente è perché la politica, quella politica che
questo centrodestra interpreta egregiamente, ha perso di vista le
priorità: perché si è distratti da una continua spartizione di
potere ed esercizio dello stesso, perché si sono perse di vista le
esigenze dei cittadini, perché dopo una nomina ne arriverà
un'altra Perché il tema è che, adesso, il dottor Iacolino andrà a
fare il direttore generale al Policlinico di Messina, ma chi
prenderà il suo posto? Spetta a Fratelli d'Italia? I due assessori
a chi spettano? Rientra in Giunta la Democrazia Cristiana? E Forza
Italia che cosa fa? E l'assessore regionale per la salute è un
tecnico o un politico? O si rifà alla Lega? A capo di Siciliacque
chi abbiamo messo? Un sindaco della Lega.
Onorevole Pellegrino, la decenza almeno di tacere, la decenza
almeno di tacere rispetto a un approccio marcio alla politica. E la
decenza di non chiamare in causa e di non citare il Movimento 5
Stelle che, in questi tre anni di malgoverno di centrodestra, ha
tenuto un atteggiamento responsabile permettendovi, come accaduto
oggi, di approvare atti fondamentali che vanno anche a beneficio
della comunità.
Onorevole Pellegrino, il Movimento 5 Stelle ha perso parte del
voto di opinione, è cambiato, probabilmente è maturato, ha commesso
degli errori, ma sull'approccio alla politica, sull'etica, non le
consento di chiamarlo in causa e di citarlo rispetto ad un
populismo che probabilmente apparteneva ad una prima fase. Il
Movimento 5 Stelle ha pagato anche in termini di consenso per degli
errori che sono stati commessi, ma ha fatto tante cose buone. Anche
in questo percorso di questa legislatura, ha dimostrato di avere le
carte in regola per dare un contributo, per scardinare quel sistema
marcio e quel modo di fare politica che non consente a questa terra
di progredire.
PRESIDENTE. Grazie.
Onorevole Pellegrino
Per fatto personale
PELLEGRINO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Io comprendo e capisco che l'onorevole Cambiano non ha
ben percepito quello che ho detto. Non l'ha ben percepito perché
ognuno vuole comprendere e capire quello che vuole capire e non è
così, perché si deve comprendere quello che si dice e si deve
essere attenti alle parole, specialmente quando sono pesate.
Io ho detto tutt'altro. Ho detto che Forza Italia, che io in
questo momento rappresento, non si è mai permessa di criticare a
livello nazionale chiunque sia stato imputato o indagato, in attesa
di un giudizio di colpevolezza o di assoluzione. Perché noi siamo
rispettosi della Magistratura, siamo rispettosi della Costituzione,
siamo rispettosi dell'articolo 27 della nostra Costituzione. Io non
volevo offendere assolutamente né il Movimento 5 stelle e neanche
gli altri, perché sono assolutamente garantista, e che cosa ho
detto? Ho detto che se ci sono indagati o imputati, ma ovviamente
non parlavo della Sicilia perché ho fatto riferimento a fatti
nazionali, noi non ci permettiamo di fare affermazioni così gravi.
Si può dire "è stato indagato". Sì, è vero. Ma a pronunciare
sentenze di condanna, senza conoscere gli atti - io mi riferisco a
La Vardera - non è assolutamente ammissibile
Anzi, devo dire che è illiberale ed ingiusto, specialmente per la
persona, perché dobbiamo considerare che ogni imputato, ogni
indagato, ha una famiglia; ogni imputato e indagato ha un suo
lavoro; ogni imputato o indagato ha una sua relazione sociale; ogni
imputato o ogni indagato ha un suo sentimento e, quindi, non può
assolutamente essere pregiudicata, prima di una sentenza definitiva
di condanna come vuole l'articolo 27 della nostra Costituzione, la
vita di una persona, come venne, per esempio, pregiudicata la vita
di Enzo Tortora.
E, quindi, è questo a cui io mi riferivo e, se per caso il
Movimento 5 Stelle, che è qui presente in questo momento, ha
ritenuto di essere offeso, io me ne scuso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino, sempre preciso.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 24 febbraio
2026, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
231a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 24 febbraio 2026 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento di Comiso Città della pace' . (DDL n. 947/A)
(Seguito)
Relatore: On. Chinnici
2) Ordinamento della dirigenza nell'Amministrazione regionale.
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 . (n. 779-3-26-
70-88/A)
Relatore: On. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella