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Resoconto d'Aula della Seduta n. 24 di martedì 07 febbraio 2023
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   2023-2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. 165)

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.14

   Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2023-
  2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. 165)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto dell'ordine  del
  giorno  'Schema  di bilancio di previsione triennio  23  -24  e  25
  dell'Assemblea regionale siciliana'.
   Invito  i  Deputati  Questori a prendere  posto  nel  banco  della
  Commissione, gli onorevoli Lombardo, Dipasquale e Figuccia.
   Ha  facoltà  di  parlare il Deputato Questore, Onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.

   LOMBARDO  GIUSEPPE GEREMIA, Deputato Questore. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, diamo lettura della relazione illustrativa allo
  schema di bilancio 2023-25.
   Il  progetto di bilancio di previsione, approvato dal Consiglio di
  Presidenza  nella  seduta n. 2 del 14 dicembre 2022  denominato  ai
  sensi  di  legge  Schema di bilancio di previsione per il  triennio
  2023-2025 ,   è  stato  redatto  secondo  le  modalità  introdotte,
  nell'ordinamento regionale, dall'articolo 11 comma  5  della  legge
  regionale  13  gennaio  2015  n. 3, con cui  l'Assemblea  regionale
  siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai  princìpi
  di   cui   al  decreto  legislativo  118  del  2011,  e  successive
  modificazioni ed integrazioni.
   Nel  rispetto  della suddetta normativa il bilancio di  previsione
  finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio per  la
  prima  annualità di esercizio, e le sue previsioni  di  entrate  di
  spesa   sono   elaborate   distintamente  per   ciascun   esercizio
  finanziario, in coerenza con i documenti di programmazione. Con  il
  presente  progetto  di  bilancio  l'Assemblea  Regionale  Siciliana
  prosegue  il  doveroso e impegnativo processo di  contenimento  del
  costo  dell'istituzione parlamentare, senza comprometterne  la  sua
  funzionalità, iniziato con la legge regionale 4 gennaio 2014  n.  1
  recante "Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
  della spesa relativa ai costi della politica".
   La dotazione annuale, a carico del Bilancio regionale per il 2023,
  ammonta  ad euro 133 milioni 500 mila, cassa e competenza inferiore
  di 500 mila euro rispetto alle previsioni di cassa e competenza del
  2022,  di  2 milioni e mezzo rispetto alle previsioni di competenza
  del   2021.  In  tal  modo  l'Assemblea,  nel  rispetto  delle  sue
  prerogative costituzionali, dà attuazione all'accordo Stato Regione
  del  14 gennaio 2021 che, tra le misure di contenimento della spesa
  previste,  include anche la progressiva riduzione dei trasferimenti
  all'Assemblea Regionale Siciliana.
   Il  suddetto  ridimensionamento della dotazione si  inserisce  nel
  percorso   virtuoso  di  riduzione  delle  spese   dell'istituzione
  parlamentare regionale, iniziato con l'esercizio finanziario  2013.
  In  definitiva  le  riduzioni della dotazione ordinaria,  a  carico
  della  Regione  siciliana operate a partire dal  2013,  sono  state
  complessivamente pari a 28 milioni 700 mila euro in undici anni. La
  seguente   tabella  esplicativa  che,  ovviamente,  trovate   nella
  relazione   illustrativa  vi  dà  poi  contezza   delle   riduzioni
  progressive che sono state effettuate, a partire dal 2012  sino  al
  2023.
   Tale  progressiva e costante riduzione della dotazione  richiesta,
  grazie  ad  una  razionale autorizzazione locazione  delle  risorse
  disponibili,  non ha comunque pregiudicato l'ordinario  svolgimento
  delle  funzioni  istituzionali dell'Assemblea regionale  siciliana,
  eppure  nel  corso dell'emergenza pandemica, che ha  comportato  un
  incremento  dei  costi  di  sicurezza sui  luoghi  di  lavoro,  una
  ponderata   gestione   e  allocazione  delle  risorse   finanziarie
  stanziate  per i fondi di riserva, obbligatoriamente  previsti  per
  legge,  ha  permesso  di liberare risorse per il  finanziamento  di
  alcune  operazioni  finanziarie volte  al  rispetto  della  società
  istituzionale.
   In particolare si è ridotto del quindici per cento lo stanziamento
  previsto  per  il  Rimborso missioni deputati", da trentacinquemila
  euro  a  trentamila  euro, previsti nel 2023. Si  è  aumentato  del
  diciannove  percento lo stanziamento, a titolo di contributo,  alla
  Fondazione  Falcone per la concessione di borse  di  studio,  si  è
  passati  da centounomila euro duecento cinquanta a centoventicinque
  mila  euro  previsti  nel  2023. Pur  nel  superamento  della  fase
  emergenziale  dell'epidemia di Covid-19, si è mantenuta  una  forte
  consistenza del capitolo sulle iniziative di finalità sociale e  di
  solidarietà,  che  mantiene  per il 2023  uno  stanziamento  di  un
  milione   duecento   diecimila   euro,   con   un   risparmio    di
  centonovantamila euro rispetto allo stanziamento dello scorso anno.
   Nel  corso del 2022 sono state concluse le operazioni di  concorso
  finalizzate   all'assunzione  di  n.  11  segretari   parlamentari,
  colmando  così parte della vacanza di pianta organica che  si  sono
  verificate  a  seguito  dei numerosi pensionamenti  avvenuti  negli
  ultimi  anni.  Il  suddetto concorso, così  come  il  concorso  per
  consiglieri  parlamentari espletato nel corso  del  2021,  oltre  a
  rappresentare  un'importante opportunità occupazionale  alternativa
  alla  fuga  di  cervelli,  da  cui la nostra  regione  è  afflitta,
  consentirà  di  ricostruire  i ruoli dell'assemblea  attraverso  la
  selezione delle migliori competenze e professionalità.
   Nonostante  ciò, grazie a politiche di contenimento dei  costi  di
  razionalizzazione  dell'utilizzo del personale,  l'articolo  "Voci,
  stipendi  corrisposti  al personale a tempo  interminato"  dedicato
  alle  retribuzioni del personale di ruolo, lo stanziamento previsto
  per  il  2023  è  rimasto  pressoché  invariato  rispetto  all'anno
  precedente.
   Con riferimento alle varie poste di bilancio vengono stanzialmente
  riconfermate le previsioni dell'esercizio precedente, tra le  quali
  spicca  lo  stanziamento  per  la ristrutturazione  di  palazzo  ex
  Ministeri.  Si  tratta  di  un palazzo di proprietà  dell'Assemblea
  Regione  siciliana  dal  1936 per il quale è  stato  effettuato  un
  importante lavoro di ristrutturazione dei fronti e delle coperture,
  ed è in corso di affidamento la gara per la sua ristrutturazione  e
  destinazione   a  biblioteca  dell'Assemblea  regionale   siciliana
  intitolata a Piersanti Mattarella.
   Ingente  altresì  lo stanziamento previsto per gli  interventi  di
  manutenzione  straordinaria  su  beni  demaniali  terzi,   tale   è
  configurata  la  manutenzione  che gli uffici  dell'Amministrazione
  programmano e mettono in opera per la salvaguardia del Palazzo  dei
  Normanni,  il Palazzo è inserito dal 3 luglio 2015 nella lista  dei
  beni  patrimonio  dell'umanità Protetti dall'Unesco.  Sia  pure  in
  un'ottica  di  bilancio  derivato può  altrettanto  affermarsi  che
  l'Amministrazione  regionale è sollevata dagli  oneri  economici  e
  amministrativi  connessi  alla  manutenzione  di  un  bene  storico
  artistico   di   così  primario  interesse  del   preciso   compito
  dell'Assemblea preservare la bellezza del sito le funzionalità  del
  bene   anche  con  riguardo  all'accesso  al  sito  da  parte   dei
  diversamente abili.
   Gli  stanziamenti  previsti per la manutenzione straordinaria  del
  Palazzo Reale sono distinti in due articoli in base alla competenza
  ad  operare  gli interventi di manutenzione, uno è la  manutenzione
  straordinaria su beni demaniali di terzi per un importo complessivo
  di  11  milioni  300  mila euro, comportando un risparmio  rispetto
  l'adozione  dell'anno  precedente di un 1 milione  e  sette  e  poi
  l'altro  di manutenzione straordinaria su beni demani di terzi  per
  un importo complessivo di 11 milioni e 300 mila con un risparmio di
  340 mila rispetto all'anno precedente.
   E'    opportuno   richiamare   attenzione   su   una   circostanza
  particolarmente  importante  per  la  corretta  comprensione  della
  dinamica   delle  spese  dell'Assemblea  regionale  rispetto   alle
  corrispondenti  spese  dei consigli regionali  e  delle  regioni  a
  statuto  ordinario,  è fatto notorio che l'Assemblea  regionale  in
  quanto organo legislativo istituito in forza di norma avente  rango
  costituzionale  definita  organo a rilevanza  costituzionale  dalla
  cosiddetta giurisprudenza della Consulta, a far data dal  mio  1947
  ha  adottato un modello organizzativo analogo a quello degli organi
  legislativi dello Stato con particolare riferimento al Senato della
  Repubblica,  tarle  modello prevede che  l'Assemblea  svolga  anche
  funzioni di ente pensionistico per il proprio personale dipendente,
  in  forza  del  disposto di cui l'articolo 4 dello  Statuto  e  dei
  connessi   Regolamenti  parlamentari,  anche   in   ragione   della
  contribuzione versata in conto agli eventi di diritto, ciò comporta
  contabilmente  che  all'interno  della  dotazione  stanziata  dalla
  regione  siciliana per l'Assemblea regionale vi sia  contenuto  tra
  l'altro  per  intero  lo stanziamento per far fronte  al  pagamento
  delle  pensioni dirette e di reversibilità del personale dipendente
  posto  in  quiescenza, con il metodo retributivo  o  misto,  nonché
  delle  pensioni e degli assegni vitalizi erogati agli  ex  deputati
  che  ricadono nell'applicazione della normativa ante  2012  per  un
  complessivo importo di 66 milioni 460 mila euro circa.
   Occorre sottolineare che i costi delle pensioni nella regione  sud
  ordinario  sono a carico dell'Inps e non a carico dei  bilanci  dei
  consigli regionali, pertanto al netto della spesa per pensioni  per
  il  personale  la  spesa complessiva dell'Assemblea  regionale  per
  l'anno  2023  a carico della regione siciliana, meglio  comparabile
  con  quella di altre regioni è pari a 84 milioni 540 mila euro  con
  una riduzione di spesa di 500 mila euro rispetto al dato del 2022.
   Se  a  ciò si aggiunge che molte spese poste a carico del bilancio
  l'Assemblea  riguardano la manutenzione straordinaria  del  palazzo
  dei  normanni, bene demaniale di proprietà della regione  siciliana
  iscritta  al programma cinque della missione uno gestione dei  beni
  demaniali  patrimoniali alla misura di 36 milioni 825  mila  circa,
  tipologia  di spesa che nelle regioni sud ordinario è a carico  del
  bilancio  regionale ecco che il vero dato della spesa  obbligatoria
  di  funzionamento del Parlamento regionale è pari a 47 milioni  715
  mila  euro, in linea con la spesa complessiva che si riscontra  nei
  bilanci  dei consigli delle regioni comparabili con la Sicilia  per
  dimensioni e popolazione.
   Un significativo passo verso l'omogenizzazione di bilancio interno
  con  quello  degli  altri  consigli regionali  è  stato  finalmente
  compiuto con entrate a regime a decorrere dal primo gennaio duemila
  ventidue  di  due  distinte case dotate di  autonomia  giuridica  e
  contabile,  autorizzate al pagamento delle pensioni  del  personale
  dei  deputati con metodo contributivo, ci riferiamo alla  cassa  di
  quiescenza  dei  deputati  dell'assemblea regione  siciliana  nella
  cassa   di   quiescenza  del  personale  dell'assemblea   regionale
  siciliana,  fuori  delle  quali sono state  stanziate  le  previste
  dotazioni  di  legge a seguito dell'insediamento  dei  consigli  di
  amministrazione  delle  casse dicembre 2022  e  l'approvazione  dei
  rispetti bilanci preventivi per il triennio 2022-2024.
   Può  sottolinearsi  come  allo  stato  attuale  già  la  cassa  di
  quiescenza  dei deputati dell'assemblea regionale siciliana  eroghi
  pensioni interamente contributive in favore dei deputati che  hanno
  svolto il loro mandato, in tutto in parte, successivamente al 2012,
  liberando  così  il bilancio generale dell'Ars dai  relativi  oneri
  finanziari.
   Per  il  2023  il bilancio della suddetta casa prevede  di  pagare
  pensioni  contributive  per un totale di  270.000  euro.  A  regime
  l'intera  uscita  finanziaria  per pensioni  sarà  a  carico  della
  suddetta  cassa, con progressivo svuotamento nel tempo degli  oneri
  finanziari   per   pensioni  a  carico   del   bilancio   regionale
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   È   di   interesse   segnalare,  altresì,  l'attivazione   di   un
  procedimento giurisdizionale, il cui esito poter essere foriero  di
  possibili  risparmi di spesa per l'Amministrazione. A tal  riguardo
  l'Assemblea regionale siciliana, contestando la pretesa impositoria
  dell'Amministrazione  finanziaria in tema di  Irap  sulle  pensioni
  erogate,  con  esborso  di  circa 4 milioni  di  euro  annuali,  ha
  promosso  un  contenzioso  con l'Amministrazione  finanziaria,  nel
  convincimento, supportato dal dato normativo, che tale imposta  non
  sia dovuta sui trattamenti pensionistici diretti e di reversibilità
  corrisposti, stante la natura di ente pensionistico che l'Assemblea
  regionale riveste.
   Nelle  more  dell'espletamento dell'iter  del  contenzioso  e  nel
  rispetto del principio di prudenza della redazione del bilancio, la
  somma   necessaria  al  pagamento  dell'imposta  è  comunque  stata
  accantonata alla voce 'Fondo oneri rischi e processi in corso'.
   Si  è altresì provveduto, come negli anni precedenti, a confermare
  gli  stanziamenti  nella Missione dei fondi di  accantonamento,  al
  fine   di  dotare  le  scritture  contabili  dell'Assemblea   degli
  strumenti  idonei a rispondere alle esigenze poste dalla  normativa
  contabile  da spese impreviste derivanti da contenziosi  ed  oneri,
  come  peraltro  indicato  nei  giudizi  di  parifica  del  bilancio
  regionale  della  Corte  dei  Conti  nonché  per  fra  fronte  alla
  problematica  inerente alla quiescenza e previdenza di  deputati  e
  personale.
   Il  documento di bilancio, come previsto dalla legge, è redatto su
  base  triennale;  accoglie  accanto agli stanziamenti  previsti  in
  entrata  e  in  uscita  per il 2023, i corrispondenti  stanziamenti
  previsti  per  gli  anni 2024 e 2025, con i  relativi  allegati  di
  legge.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lombardo, per la relazione.

   DIPASQUALE, deputato questore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE, deputato questore. Signor Presidente, nella qualità di
  relatore  di minoranza, del resto questo è il mio ruolo all'interno
  del  Collegio  dei Questori, innanzitutto io mi permetto  di  dire,
  senza difficoltà, che i lavori che sono stati fatti all'interno del
  Collegio,  pur nel rispetto delle parti, sono stati lavori  che  ci
  hanno visti collaborare insieme.
   Io  mi permetto di ringraziare innanzitutto il Segretario generale
  e il direttore della Ragioneria e dei servizi finanziari, insieme a
  tutto  il gruppo che si muove e che lavora insieme al Collegio  dei
  Questori.  Io  devo  dire  che senza  -  ma  ovviamente  questo  lo
  comprendiamo tutti, chi ha esperienza amministrativa - senza questa
  macchina amministrativa questo bilancio non poteva essere fatto  in
  questo modo.
   Io sono particolarmente contento, perché noi avevamo un interesse,
  che del resto è l'input che arriva da quelle che sono le minoranze:
  cercare  di  risparmiare ancora di più. E qua  ci  siamo  riusciti,
  perché non era facile, già avevamo avuto diversi tagli negli ultimi
  anni,  durante la Presidenza dell'onorevole Micciché, che ha  avuto
  la  capacità  di  fare  due  cose: una di risparmiare,  l'altra  di
  mettere a regime il Palazzo e di fare aumentare le entrate.  Questo
  ha  permesso di potere abbattere una serie di spese, una  serie  di
  costi dell'Assemblea.
   Noi anche quest'anno stiamo effettuando un ulteriore risparmio.  E
  lo  dico non perché questo era l'input che era arrivato dal Partito
  Democratico,  ma  mi  era  arrivato  anche  dalle  altre  forze  di
  opposizione,  sia dal Movimento Cinque Stelle che, mi  permetto  di
  dire,  era  scontato, ma anche dai gruppi che fanno  riferimento  a
  Cateno De Luca e cercare di risparmiare, di ridurre quelle che sono
  le  spese  e cercare, caso mai, di aumentare qualcosa che aveva  un
  significato  particolare. E devo dire che ci siamo  anche  riusciti
  perché, nonostante i tagli, una spesa è aumentata, che è quella  lì
  del  25  per cento delle borse di studio che la Fondazione Giovanni
  Falcone  ogni anno svolge un'attività rivolta alle borse di studio,
  quest'anno questo importo è aumentato del 25 per cento. Quindi,  da
  una  parte  abbiamo tagliato, ancora abbiamo continuato a  tagliare
  spesa,   dall'altra  parte  c'era  una  cosa  che  è  un'iniziativa
  dell'Assemblea, non è che è della minoranza o della maggioranza,  è
  un'iniziativa  dell'Assemblea che porta un incremento  del  25  per
  cento.  Io penso che con un minimo di soddisfazione, dico,  abbiamo
  cercato  di  fare  la  nostra parte e, quindi,  sono  contento  che
  abbiamo  chiuso questa prima esperienza di bilancio dell'Assemblea.
  Cercheremo di fare ancora di più e ancora meglio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Onorevoli colleghi dichiaro aperta la discussione generale.
   Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del Documento contabile numero 165.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si   dà   lettura  del   Fondo  pluriennale  vincolato  per  spese
  correnti .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà lettura del  Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del  Fondo di cassa all'1/01/2023
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)
          (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extratributarie .
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)
         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si passa al Titolo 4 -  Entrate in conto capitale .
   Si dà lettura della Tipologia 200  Contributi agli investimenti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)
        (Il Titolo 4 -  Entrate in conto capitale  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvata)
     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)
  (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione  è
                              approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
        (La Missione 20 -  Fondi e accantonamenti  è approvata)

   Si passa alla Missione 99 -  Servizi per conto terzi .
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       (La Missione 99 -  Servizi per conto terzi  è approvata)

   PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per  Missioni, del Quadro generale  riassuntivo,  del
  prospetto  degli  Equilibri di Bilancio e  degli  Allegati,  nonché
  degli  allegati  bilanci  della Cassa di  Quiescenza  dei  Deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza  del
  personale  dell'Assemblea regionale siciliana, come  approvati  dai
  rispettivi  organi, ponendo in votazione l'intero Documento  numero
  165 con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Seguito  della  discussione dei disegni  di  legge   Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana per il triennio 2023-2025   (n.
  244/A) e  Legge di stabilità regionale 2023/2025  (n. 245/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ritorniamo  alla   discussione
  generale del bilancio di previsione della Regione siciliana e della
  legge di stabilità.
   Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. No, ascolti onorevole,
  non ha tempo perché il Movimento 5 Stelle ha terminato il tempo. Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Geraci.

   SUNSERI. Erano rimasti 3 minuti.

   PRESIDENTE. Non c'è più tempo.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Glieli diamo noi.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Gilistro.

   GILISTRO.  Ringrazio i colleghi, l'onorevole De Luca.  Io  perderò
  solo  pochissimi  minuti. Ringrazio tutti, gli onorevoli  colleghi,
  gli Assessori, per il lavoro che state facendo innanzitutto.
   "Buongiorno  dottore, sono la mamma di Giada, la ragazzina  di  11
  anni  che  ha visitato venerdì. Le dico già che venerdì  sera  dopo
  aver  preso  solo  delle  gocce ha già  avuto  i  primi  risultati.
  L'indomani  qualsiasi  disturbo sparito, ieri  correva  e  giocava.
  Grazie."
   Avevo deciso di fare un altro intervento ma questo messaggio,  che
  mi  è arrivato alcuni minuti fa, mi ha fatto cambiare completamente
  la direttiva del mio discorso.
   Questa  è una mia paziente, una bambina di 11 anni, Giada,  che  è
  arrivata  nel mio studio due giorni fa accompagnata da tre  persone
  perché  zoppicava,  non riusciva a stare in piedi  ed  era  in  una
  situazione   di  deambulazione  praticamente  impossibile.   Questa
  ragazzina - Assessore, mi ascolti perché è molto importante  quello
  che  le  sto  dicendo  - questa ragazzina ha  fatto  una  risonanza
  magnetica,   tac,   visite  neurologiche,  ha   fatto   una   serie
  interminabile  di  accessi ai Pronto soccorsi e  accessi  anche  in
  ospedale  con  un  costo, per la sanità, straordinario  credo.  Io,
  quelle  gocce  che ho dato quella sera alla bambina  avendo  capito
  intuito qual era il problema, ho dato delle gocce omeopatiche  dove
  non   c'era   veramente  nulla.  La  bambina  aveva   un   problema
  psicosomatico grave che si portava avanti da anni.
   La  mia  intuizione - ripeto - era quella di dire a questa bambina
  togliamo  cellulare,  televisione, tutto e appena  la  bambina  sta
  meglio le ridaremo di nuovo il cellulare. Cosa vuol dire questo? Il
  50  per  cento  di  quello che noi vediamo negli ospedali  è  quasi
  completamente di origine psicosomatica; cioè, se vogliamo veramente
  abbattere le liste d'attesa e vogliamo ridare fiducia a una  sanità
  che   sia   per  tutti,  dobbiamo  cercare  di  risolvere,  scusate
  colleghi...

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  gentilmente sta  raccontando  un  episodio
  vero, penso importante il collega. Se voi parlate tra di voi è  una
  mancanza di rispetto. Grazie.

   MICCICHÈ. Questo è un intervento che si fa a fine seduta, ai sensi
  dell'articolo  83.  Il tema è importante, ma non possiamo  togliere
  tempo alla discussione generale.

   GILISTRO. Io volevo solo dire questo, che dobbiamo dare - mi scusi
  collega  -  il  problema più importante credo  che  sia  quello  di
  cercare  di  capire e di andare all'origine e il Governo  può  fare
  tanto  per trovare risorse che vadano all'inizio, all'origine delle
  problematiche,  non a correre dietro all'emergenza cercando  medici
  che  non  ci  sono, non ce li possiamo inventare  i  medici  per  i
  prossimi  dieci  anni.  Quindi, dobbiamo cercare  assolutamente  di
  trovare  soluzioni che anticipino la richiesta  di  soccorso  e  di
  medicina. Soprattutto, ho presentato anche un emendamento a  questo
  livello,  per  cercare di sfruttare al massimo con la  carenza  dei
  medici la telemedicina. E' un argomento molto importante che sta  -
  come si dice -  interessando parecchie regioni in questo momento  e
  credo   che   un'attenzione  particolare   alla   telemedicina   e,
  soprattutto,  all'anticipazione i  problemi  della  salute  sia  un
  argomento importante, improrogabile del Governo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Geraci.  Ne  ha
  facoltà.

   GERACI. Grazie Presidente, un saluto ai colleghi e un benvenuto al
  Governo qua in Aula rappresentato dall'assessore Falcone.
   La  discussione  di oggi, chiaramente, arriva questa  approvazione
  sia di bilancio che della legge di stabilità a febbraio del 2023 e,
  quindi,  rispetto al cronoprogramma e rispetto agli anni precedenti
  arriva  con un tempo utile rispetto ad aprile, maggio, degli ultimi
  dieci  anni.  E,  quindi, questo risultato è apprezzabile.  Il  mio
  leader  De  Luca diceva a Falcone:  sarà sicuramente un  ragioniere
  non  bravo,  però  devo  dire  che il  ragioniere  ha  superato  il
  professore, professore Armao .
   E'  chiaro che si aprono con questa approvazione due direzioni. La
  prima   direzione   che   si  apre  è  quella   di   dare   seguito
  all'approvazione  e,  quindi, seguire nei  vari  uffici,  nei  vari
  dipartimenti  nei vari assessorati, tutto quello che  l'Aula  tutto
  quello  che la Commissione  Bilancio  ha deciso. Però, c'è di  più:
  dobbiamo  fare il salto avanti; c'è di più perché noi  ci  dobbiamo
  preparare  finalmente a una Finanziaria, a una legge  di  stabilità
  che venga approvata al 31 dicembre 2023 per il 2024.
   Allora,  io  che  cosa  suggerisco?  Suggerisco  di  lavorare,  di
  lavorare.  Si devono fare due livelli di lavoro, perché?  Perché  è
  chiaro  che questa finanziaria che è stata approvata è stata  quasi
  un  copia-incolla rispetto a quella del 2022, ma noi per avere  una
  visione,  per  dare  un  futuro alla  Sicilia,  dobbiamo  fare  una
  finanziaria nel 2024 che tenga conto delle reali esigenze, e gliene
  voglio  suggerire  una:  non  è  possibile  che  ancora  il   fondo
  perequativo  e il fondo per le autonome locali subisca  decrementi,
  mentre lo dobbiamo portare in avanti questo fondo.
   Questo  fondo  ci  dobbiamo ragionare, perché noi dobbiamo  capire
  veramente qual è la spesa utile e quella che non è utile;  dobbiamo
  aprire un tavolo, qua c'è all'Assessore per gli enti locali che già
  è  stato  sindaco e sa quello che significa operare nei Comuni  con
  questi chiari di luna che non ne vedo.
   Allora  il  problema qual è, praticamente? Noi dobbiamo avere  una
  visione,  dobbiamo essere un hub di servizi, però dobbiamo guardare
  la  realtà dei Comuni siciliani, che su 390 la maggior parte non ha
  approvato il bilancio nel 2022. Ci sono molti Comuni, tra Comuni in
  dissesto  e  Comuni in predissesto sono almeno più di 150.  Quindi,
  voglio  dire  qual  è la visione della Regione  nei  confronti  dei
  Comuni? Dobbiamo caricare di responsabilità e adempimenti i  Comuni
  senza  risorse?  Questa  è  una domanda  che  faccio  all'assessore
  Falcone  e all'Assessore per gli enti locali, perché è una partita,
  noi  ci  dobbiamo giocare questa partita, perché  al  di  là  degli
  annunci,  degli adempimenti che facciamo, che abbiamo approvato  il
  bilancio  entro fine febbraio, questi annunci li dobbiamo  riempire
  di contenuti. Questa è la domanda.
   Un'altra  domanda che faccio, gli 8 miliardi di euro - io  ritorno
  sempre  agli 8 miliardi di euro - che fine hanno fatto? Il  Governo
  ancora su questi 8 miliardi di euro ha cercato di dribblare l'Aula.
  Io  pretendo  una  risposta  specifica,  precisa,  per  porre  fine
  finalmente.  Questi  8  miliardi di euro erano  dovuti?  Non  erano
  dovuti?  Cioè, aspettiamo una risposta, perché è chiaro che  con  8
  miliardi  di  euro  noi  risaniamo il bilancio  della  Regione,  il
  bilancio  dei  Comuni,  il  bilancio delle  grosse  città;  perché,
  attenzione, i 600 milioni di euro che avremo per la riduzione della
  spesa  di  compartecipazione, assessore Falcone, e qua  il  Governo
  deve  prendere un impegno preciso in Assemblea, questi soldi devono
  ritornare  ai  Comuni.  Questi soldi devono  ritornare  ai  Comuni,
  perché diversamente i Comuni il PNRR non lo potranno attuare, e  il
  gap  tra  la  Sicilia e il resto dell'Italia si allarga,  e  quindi
  l'autonomia.  Qual  è  la  posizione  sull'autonomia  del   Governo
  regionale? Qual è la posizione? Noi non possiamo più tollerare  che
  gli  amministratori, gli imprenditori del Nord ci pongano  come  un
  problema  politico  siciliano,  è una  cosa  che  non  ci  possiamo
  permettere   Qua  ci sono dei sindaci che sono nel territorio,  che
  sono in frontiera, che sono dei bravi sindaci e molti sono pure  in
  questa  Assemblea  e,  quindi, non possiamo permetterci  che  degli
  imprenditori  del  Nord la pongano su una questione  antropologica,
  questo è il problema.
   Allora,  noi  vogliamo  una Sicilia che si  riscatti?  E  l'ultima
  domanda che faccio è sul "salva Sicilia", quando si parla di blocco
  delle  assunzioni,  qual è la posizione del  Governo,  come  volete
  praticamente  prendere  il  treno della nuova  tecnologia  e  dello
  sviluppo,  con  questa  classe dirigente che  abbiamo,  con  questi
  impiegati  che  abbiamo?  Abbiamo  bisogno  di  risorse,  di  nuove
  risorse,  di nuove energie, laureati in ingegneria, in  economia  e
  commercio,  questi  ragazzi se ne stanno andando  a  Milano  e  noi
  abbiamo  fatto  il doppio interesse per le Regioni  del  nord:  gli
  abbiamo  formato persone a costo zero e il costo sociale tutto  sui
  siciliani,  e  oggi  lavorano  a Milano  a  costo  zero  e  faranno
  famiglia, compreranno case e quindi creeranno Pil.
   Queste sono le domande, tre domande: blocco delle assunzioni,  gli
  8  miliardi  e il futuro dei giovani. Questa emorragia la  possiamo
  fermare  solo  ed esclusivamente con le assunzioni di  massa  nelle
  pubbliche amministrazioni, cosa che ha fatto la Francia.
   Noi  questa cosa non la dobbiamo guardare come se fosse così,  con
  disprezzo,  con distacco, la dobbiamoguardare come un'occasione  di
  sviluppo  e  un'occasione affinché i nostri  giovani  rimangono  in
  Sicilia.  Queste sono le risposte che noi come forza di opposizione
  pretendiamo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lombardo  Giuseppe.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO  GIUSEPPE. Grazie, signor Presidente, Governo,  colleghi,
  onorevoli.  Io  prima  di  iniziare il mio intervento,  Presidente,
  volevo   manifestare   vicinanza  ed   esprimere   cordoglio   alle
  popolazioni della Turchia e della Siria che sono stati  colpite  da
  una  calamità  immane. In questo momento migliaia sono  le  vittime
  sotto le macerie. Chiedo al Governo su questo, di essere più vicini
  anche  materialmente  a  queste popolazioni  inviando  anche  se  è
  possibile,  signor  Assessore, un nostro distaccamento,  un  nostro
  aiuto  con  la Protezione civile regionale; valuti lei  insieme  al
  Presidente della Regione se è possibile farlo e in che termini sarà
  possibile farlo. Grazie.
   E  vado  all'argomento all'ordine del giorno,  signor  Presidente.
  Francamente,  intervenire sulla legge finanziaria da  deputato  neo
  eletto  non  è  facile  e chiedo all'Aula di avere  indulgenza  nei
  confronti  anche  del sottoscritto se non sarò preciso,  tecnico  e
  dettagliato   sull'intervento;  però,  qualche  riflessione,   caro
  Assessore, di carattere generale la voglio fare, poi nel  merito  e
  nell'articolato  ci  sarà modo nei giorni che  verranno  quando  si
  andrà  a valutarli articolo per articolo e punto per punto. Quindi,
  mi riserverò poi di intervenire sui singoli articoli.
   Ho   visto  come  nasce  la  legge  di  stabilità.  Io  la  vedevo
  dall'esterno, questa legge sembrava un essere mitologico,  sembrava
  qualcosa  di  impossibile. Invece devo apprezzare, caro  Assessore,
  tant'è  che  il primo giudizio che aveva espresso sulla  legge  che
  aveva  presentato il Governo così risicata con 17 articoli sembrava
  che  ci fosse qualcosa a monte che ci impediva di ragionare, invece
  poi,  seguendo  l'iter  in Commissione insieme  ai  due  componenti
  effettivi  e  seguendo anche il lavoro del Governo, ho  capito  che
  c'era la possibilità di lavorare tutti insieme, ho capito che c'era
  la  possibilità di potere incidere su una norma che glielo dico con
  tutto  il  cuore,  è  una  norma che per  i  prossimi  tre  anni  e
  nell'immediato  nell'anno  attuale darà una  prospettiva  a  questa
  Terra;  una  prospettiva che spero che con il  contributo  che  noi
  abbiamo  dato come forze di opposizione, come forze di  opposizione
  che abbiamo dimostrato di essere forze di opposizione responsabile,
  possa incidere di più di quanto non sarebbe stato se ci fosse stata
  una  legge di stabilità imposta dal Governo. Quindi, per questo  la
  ringrazio,  Assessore, per aver dato la possibilità alle  forze  di
  opposizione  di  incidere  su  quelle  che  sono  le  nostre   vite
  quotidiane.
   Qualche  riflessione, perché non voglio rubare tempo  ai  colleghi
  che  devono parlare dopo di me. Io ho sentito girando in  tutte  le
  Commissioni,  parlare  di  emergenza  nella  Commissione   Sanità ,
  parlare  di  emergenza  nella  Commissione   Rifiuti ,  parlare  di
  emergenza  per  gli  Enti locali. E allora mi  chiedo,  ma  cosa  è
  successo   negli  ultimi  dieci  anni  con  due  Governi   uno   di
  centrosinistra  e l'altro di centrodestra? Cosa è mancato  affinché
  si  potesse dare una risposta a questa terra? Secondo me è mancata,
  caro Assessore, la voglia di dialogare in Aula, è mancata la voglia
  di   far   dialogare  anche  quelli  che  non  fanno  parte   della
  maggioranza, è mancata la possibilità di poter incidere  anche  non
  essendo  nel Governo, c'è stata chiusura totale secondo me,  tant'è
  che i risultati che oggi non si consegnano con i Governi precedenti
  sono fisicamente e plasticamente documentati da una norma nazionale
  che tutti si sono riempiti la bocca chiamandolo  salva Sicilia , ma
  chiamandolo  salva Sicilia  è stato documentato che la Sicilia  era
  da salvare.
   E  allora,  stiamo  ripartendo  da zero,  caro  Assessore,  stiamo
  riprendo  con  un  percorso  nuovo,  stiamo  ripartendo   con   una
  opposizione   responsabile   perché  i   nostri   contributi   sono
  fondamentali per dare risposte.
   Qualcuno prima di me parlava dei giovani che vanno via. Assessore,
  ma  non sono solo 20 mila giovani che ogni giorno se ne vanno,  che
  ogni  anno se ne vanno; la Sicilia negli ultimi dieci anni ha perso
  più  di 200 mila residenti. Significa che negli ultimi dieci  anni,
  tanto  per  avere la raffigurazione plastica di cosa significa  200
  mila  abitanti,  che  la città di Messina è scomparsa  dalla  mappa
  geografica  di  questa Terra  Ed è un danno immenso  dal  punto  di
  vista  sociale,  dal punto di vista economico, dal punto  di  vista
  storico.
   Caro  Assessore,  io voglio soltanto farle qualche raccomandazione
  perché  non  mi permetterei mai di dirle cosa deve fare lei  perché
  lei ha un ruolo di responsabilità un ruolo di governo e noi abbiamo
  un ruolo di opposizione. Le vede quelle due date in fondo?  1130  -
  1947 ; il Parlamento più antico del mondo con l'insediamento e  con
  la  proclamazione di Ruggero II re del Regno di Sicilia e 1947  con
  l'attuazione  dello  Statuto dell'autonomia  siciliana  nato  prima
  ancora della Repubblica, nato prima ancora che venisse approvata la
  Costituzione.
   Noi da là dobbiamo partire, caro Assessore, dobbiamo partire dalla
  nostra  storia,  dobbiamo partire da quello  che  siamo  stati  per
  ricordarci  quello che siamo stati per andare oltre. Questa  terra,
  Assessore, era famosa nel mondo perché era la terra dei Florio e la
  terra  dei  Basile.  Non  possiamo tornare indietro,  non  possiamo
  essere meno di quello che ci hanno lasciato, caro Assessore.
   Io  spero che questo inizio di Legislatura, che questa finanziaria
  possa  dare  una  prospettiva  non  solo  in  termini  di  crescita
  economica, ma anche per ritornare a quella che è la nostra identità
  per  ritornare quella che era la nostra tradizione, di  quello  che
  era la nostra terra, non ce lo dobbiamo dimenticare non ci dobbiamo
  dimenticare ogni giorno noi che veniamo in questo Palazzo perché  è
  il  Palazzo  che  ci  parla  e dobbiamo  dare  risposte  fuori  per
  ricordare  che  noi siamo qua perché vogliamo ritornare  meglio  di
  quello che eravamo. Grazie, Assessore. Grazie, colleghi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà. Prenderà il tempo della Democrazia Cristiana.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente, Assessori e  colleghi.  Sì,  caro
  Assessore  per  l'economia abbiamo dato  via  ad  una  stagione  di
  collaborazione,  di  responsabilità, di un'opposizione  costruttiva
  che  vuole  fare  qualcosa per la Sicilia, ma non dimentichiamo  le
  tantissime  emergenze  che  di anno  in  anno,  di  finanziaria  in
  finanziaria sono sempre lì a ricordarci che la Sicilia è  immobile.
  Tantissime: il precariato, come possiamo dire la fuga dei cervelli,
  le  infrastrutture,  la sanità inadeguata e  i  rifiuti,  e  a  tal
  proposito  nella finanziaria c'è veramente poco su questo argomento
  e  abbiamo  incontrato  i  sindaci della provincia  di  Trapani  in
  Commissione Antimafia a Castelvetrano che ci ha ricordato  che  c'è
  un  impianto di compostaggio che è quasi pronto, aspetta le  ultime
  autorizzazioni e che potrebbe dare grandissimo respiro a un  intero
  territorio.
   Quindi,  Assessore,  mi  auguro che lei  possa  accelerare  questi
  percorsi  perché sono fondamentali soprattutto per un'impiantistica
  pubblica.  Ma  naturalmente il Movimento 5 Stelle sta  cercando  di
  costruire,  di arricchire questa manovra finanziaria, mi  riferisco
  ad  esempio  alla premialità che abbiamo introdotto  per  gli  over
  cinquanta e per le donne che verranno assunte dalle imprese, oppure
  altre  misure di inclusione sociale che sono fondamentali.  Proprio
  per  questo  voglio  evidenziare che il tema socio-economico,  caro
  Assessore,  è  il tema di questo territorio. Noi abbiamo  veramente
  preoccupazione, mostriamo preoccupazioni per il momento storico che
  ci  accingiamo  a vivere, non solo per il caro energia  e  il  caro
  vita,  ma perché da una parte c'è l'imminente erosione del  reddito
  di  cittadinanza  e  dall'altra l'arrivo delle nefaste  conseguenze
  dell'autonomia differenziata.
   Noi siamo preoccupati ma vediamo un Governo assolutamente immobile
  su questi temi. Io mi chiedo dove  gentilmente

   PRESIDENTE. Se può accelerare.

   SCHILLACI    mi   chiedo   dove  sono   finiti   i   percorsi   di
  riqualificazione  che  ancora non ci sono e  tra  qualche  mese  le
  persone perderanno l'unico sostentamento e quindi mi chiedo anche i
  centri  per  l'impiego che sono lì fermi, immobili, non sono  stati
  potenziati  sebbene le risorse il Governo regionale le ha  ricevute
  ben  tre  anni fa. Quindi io le chiedo, Assessore, degli interventi
  urgenti,  delle  aperture  di tavoli di confronto  con  il  Governo
  romano,  abbiamo una congiunzione astrale fondamentale, formidabile
  tra  il  Governo  regionale  e il Governo  nazionale.  Quindi,  io,
  Assessore,  le chiedo assolutamente di uscire da questo immobilismo
  e quindi di uscire dagli ultimi posti di ogni classifica.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole, grazie, gentilissima.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà.

   SCIOTTO.  Signor Presidente, grazie, grazie e benvenuto al  nostro
  Presidente Schifani, agli Assessori e grazie ai colleghi  deputati.
  Il  mio sarà ovviamente un intervento breve perchè il tempo  che  è
  rimasto  a  disposizione è poco. Pur tuttavia sento  il  dovere  di
  complimentarmi  con  l'assessore Falcone  per  il  metodo,  per  la
  determinazione con la quale ha lavorato per potere  giungere  a  un
  risultato  che  in  questo momento sembra  veramente  storico  cioè
  l'approvazione in tempi rapidi di una finanziaria. In  realtà  però
  comunque  non  c'è molto da festeggiare perchè stiamo  praticamente
  approvando in anticipo sull'enorme ritardo perché la regola  è  che
  in realtà come tutti i comuni virtuosi, come bene diceva il collega
  Cateno  De  Luca per il Comune di Messina, ma anche per me  che  mi
  onoro di essere il sindaco di un comune piccolo della provincia  di
  Messina  che da anni approva regolarmente il bilancio anzi,  fra  i
  primi  comuni d'Italia, ad approvarlo, questo adempimento va  fatto
  entro il 31 dicembre.
   Pur   tuttavia   avendo  poco  tempo  a  disposizione   preferisco
  concentrarmi  sugli aspetti della finanziaria che in  qualche  modo
  non mi soddisfano nel senso che avrei preferito che ci fosse ancora
  più passione, più coraggio, più amore in questa finanziaria.
   Non  posso non notare per esempio come nella finanziaria non siano
  previsti  degli  interventi seri, organici,  quasi  strutturali  in
  favore  degli  enti comunali che sono in dissesto o in pre-dissesto
  così  come  un'altra  problematica che a  mio  avviso  è  parecchio
  urgente, ed è quella determinata dall'aumento del costo dei rifiuti
  solidi urbani per lo smaltimento dei rifiuti.
   Ora  è necessario intervenire immediatamente e mi dispiace che non
  ci sia presente l'Assessore Di Mauro, ma un aumento del costo della
  raccolta dello smaltimento di un po'.

   PRESIDENTE.  Se per favore in Aula si fa un pò di silenzio  perchè
  non si riesce ad ascoltare. Grazie.

   SCIOTTO.  L'aumento del costo dei rifiuti, dello  smaltimento  che
  passa  da cento euro a quattrocento euro è un costo enorme.  Questo
  costo  enorme  non  ricade, caro assessore, sui comuni.  In  realtà
  ricade  sui cittadini; è un furto che viene preso dalla  tasca  dei
  cittadini  perché  noi entro il 30 aprile del 2023,  noi,  tutti  i
  comuni dovremmo approvare il piano TARI, dovremmo approvare il PEF,
  Piano   economico-finanziario,  e  se  aumenta   il   costo   dovrà
  necessariamente aumentare l'entrata cioè vorrà dire che i cittadini
  dovranno  pagare di più, dovranno pagare molto di più.   Quindi  un
  intervento  del  Governo va fatto in termini, in  tempi  rapidi  e,
  comunque,  entro il 30 aprile, altrimenti i cittadini,  soprattutto
  quelli virtuosi, soprattutto quelli che hanno sempre pagato e  che,
  magari,   fanno  pure  la  raccolta  differenziata  per  bene,   si
  troveranno a dover pagare molto, molto di più.
   Altra  circostanza,  sulla quale mi permetto  di  evidenziare  una
  mancanza di amore, io, assessore Falcone, le chiedo questa cortesia
  di  ascoltarmi  due  minuti, e soltanto  su  questo  aspetto.  Come
  sindaco  so la problematica degli ex contrattisti, quelli che  sono
  stati   stabilizzati,  alcuni  anni  fa,  e  che  i  comuni   hanno
  stabilizzato,  praticamente, senza usufruire dei  fondi  propri  ma
  usando i fondi regionali del trasferimento precedente, quelli della
  legge regionale n. 5 del 2014.
   Ora,  chiaramente, ogni comune non ha messo fondi  propri.  Perché
  non  li  ha messi? Alcuni comuni non avevano i fondi, altri  comuni
  non  potevano sforare il parametro di spesa, previsto  dal  decreto
  ministeriale  del 2020. Ora, in qualche modo, abbiamo  superato  la
  fase  del  precariato,  ma non abbiamo superato  la  disparità  che
  esiste  fra  i  dipendenti. Per cui tutti i dipendenti  del  nostro
  comune,  abbiamo  noi dipendenti di serie A, che lavorano  a  tempo
  pieno   con  contratto  indeterminato  a  tempo  pieno,  e  abbiamo
  dipendenti  di serie B, di serie C, che hanno, magari, contratti  a
  24 ore, altri addirittura a 18 ore, altri ancora che non sono stati
  stabilizzati perché i comuni hanno problemi di bilancio.
   Ora,  questa  passione e questo amore che si chiede alla  Regione,
  fate  un  colpo di coraggio, un atto di amore perché,  vedete,  non
  occuparsi  di questa problematica è una cosa sconcertante.  Perché,
  in questo momento, questa categoria di persone prende uno stipendio
  misero  ma  non  è  solo questo il problema. Fra  dieci  anni,  fra
  quindici  anni  noi avremo una nuova categoria di  poveri:  saranno
  quei  poveri,  cioè questi contrattisti attualmente ex contrattisti
  stabilizzati, che andranno in pensione, con una pensione di  500  o
  600  euro.  E allora è perché è giusto? E' per evitare che  abbiano
  una  pensione sconcertante, è perché noi comuni abbiamo bisogno  di
  loro,  è perché così, grazie a loro, potremo dare servizi migliori,
  la  Regione si deve fare carico di questo. Come? Creando  un  fondo
  apposito, anche di soli 30 milioni, da poter consentire... Capisco,
  non sono pochi, però quale atto e quale merito al Governo Schifani,
  all'assessore   Falcone,  di  intervenire  anche   solo   con   una
  integrazione di sei ore settimanali, che consentiranno a una platea
  che  non  è più di diecimila persone ma è di circa seimila persone,
  di  fare  in  modo che abbiano il giusto, che non siano considerati
  più categoria zero, serie C.
   E  aggiungo, quando si andrà a fare questa modifica occorrerà  una
  attenzione  particolare a legiferare bene. E cioè,  legiferare  nel
  modo che prevederà che, espressamente, il costo deve essere escluso
  dai  parametri  di  cui al decreto ministeriale  del  2020,  perché
  altrimenti,  pure  se  faremo la legge,  lo  stesso  i  comuni  non
  potranno  ricavare questi soldi e destinarli perché,  praticamente,
  sforeranno il limite della spesa.
     Io  non  so  se si può, ma si potrebbe anche ridurre  di  trenta
  milioni  il  decreto  sul  fondo  delle  progettazioni,  se   fosse
  possibile,  e,  certamente, i siciliani, anche gli  enti  comunali,
  tutti saremmo molto più felici.
   Concludo  per  una  questione ulteriore  di  equità,  gli  aspetti
  positivi  li  dirò successivamente, ma un aspetto importante  sugli
  ASU. Abbiamo ottenuto che gli ASU abbiano un'integrazione oraria  a
  trentasei  ore.  Abbiamo evitato una vergogna,  dal  mio  punto  di
  vista,  che fossero destinati soltanto agli ASU dei beni culturali.
  Non  ci sono, anche in questo caso, ASU bravi, ASU buoni e ASU  non
  buoni.  Gli  ASU  degli enti locali hanno dignità,  professionalità
  come  tutti gli altri. Ottenuto questo risultato, occorre un  altro
  passaggio con il quale, in quest'Aula certamente Cateno De  Luca  e
  tutti noi, saremo, insisteremo in questo, che la spesa sia prevista
  e  questa integrazione sia prevista, almeno per tre anni o,  quanto
  meno,  per due perché non è possibile che noi il 31 dicembre  siamo
  coperti  e  da gennaio il comune continua a lavorare, i  dipendenti
  continuano a lavorare. Quindi, pensare che fino al 31 dicembre  del
  2023  gli  ASU  avranno  la copertura e da gennaio  invece  non  ce
  l'avranno e dovremo aspettare quando, è una cosa, dal mio punto  di
  vista, illogica.
   Io vi ringrazio. Ci aggiorniamo dopo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Presidente Micciché.
  Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  devo
  se   ho   un   attimo  l'attenzione  del  Governo,  devo   soltanto
  sottolineare un paio di cose nemmeno tanto complicate  o  difficili
  da  capire,  diciamo  una  è quella sul  cinema,  essendo  una  mia
  fissazione  già  da  alcuni anni, sono molto  contento  che  questo
  Governo si stia occupando di cinema, però, presidente Schifani, già
  una  volta  ebbe a dire che bisogna occuparsene in maniera  diversa
  non  andando  a  Cannes a fare non si sa che  cosa,  ma  creando  i
  presupposti perché il cinema venga in Sicilia.
   Significa  i  capannoni  da  offrire alle  case  cinematografiche,
  significa i corsi di formazione che invece che essere fatti  sempre
  tutti  per la solita cosa dei parrucchieri piuttosto che per altro,
  si comincino a fare per gli elettricisti di scena, per le comparse,
  per  gli  scenografi, per tutto quello che serve, a quel  punto  sì
  potremmo   avere   gli  strumenti  da  offrire   al   mondo   della
  cinematografia dicendo  qua ci sono gli stabilimenti, qui c'è gente
  preparata  che vi deve dare una mano per cui potrete  cominciare  a
  venire qui , e si vanno a chiudere gli accordi perché poi come dire
  la mondanità è una cosa, l'accordo commerciale è un'altra.
   Bisogna andare a vedere quali sono queste case cinematografiche ma
  sono  informazioni  che  esistono, che  hanno  tantissime  persone;
  basterebbe  individuare le persone che hanno  questa  informazione.
  Ovviamente  io so chi sono, ma questo poi voi deciderete ovviamente
  per  quello che volete fare, però se questa cosa si vuole  fare  si
  deve fare seriamente, se no si buttano quattrini inutilmente e  non
  servono assolutamente a niente.
   Geraci,  i  famosi  8  miliardi, io  ebbi  a  dire  al  mio  primo
  intervento  all'assessore Falcone che secondo  me  Falcone  è  meno
  imbroglione   di  come  non  fosse  il  precedente  assessore   per
  l'economia, che quanto meno le cose le potrebbe dire in maniera  un
  po'più  chiara; e allora 8 miliardi non esistono più, è bene dirlo,
  perché  se  uno  si  presenta al popolo  dicendo  che  avanziamo  8
  miliardi  e  mi  garantiscono  che li  prenderò,  dopodiché  se  ne
  prendono 800,  poi non si possono pure vendere questi 800 come  una
  vittoria  ma bisogna dire con molta serietà e con molta  semplicità
  che degli 8 miliardi ne sono arrivati 800.
   È  una  transazione al 10 per cento, è buona? Secondo me no  ma  è
  quello  che è successo; è inutile andarci a inventare e far credere
  alla  gente ancora che devono arrivare questi 8 miliardi che  tanto
  ormai  è  partita  chiusa,  non potranno arrivare  più,  ma,  vede,
  Presidente  Schifani, io sono contento, perché  il  lavoro  che  ho
  fatto  insieme  ad altri perché si potesse cambiare  il  Presidente
  della  Regione della passata legislatura mi sa ha ragione, qui  c'è
  un altro stile, c'è un altro metodo, voi avete cominciato a parlare
  con  l'Aula  cosa che prima non  prima c'era l'odio  nei  confronti
  dell'Aula,  oggi questo Governo sta facendo bene, sta facendo male,
  lo  vedremo, ma quanto meno dialoga, forse addirittura  secondo  me
  posso  dire  che  la vittoria di questo Governo nasce  un  po'dalla
  sconfitta  delle  opposizioni che hanno ceduto  facilmente  per  un
  po'di  cose  che  servivano ai loro deputati, per  carità  più  che
  legittime, non si è portato a casa niente di strutturale, niente di
  vero,  nessuna  riforma, non si è portato  a  casa  sua  come  dire
  nessuna  promessa  di  quelle  che  sono  state  fatte  durante  le
  elezioni, però quanto meno non c'è più l'arroganza che c'era prima.
   Guardate,  per me questo è comunque un risultato importante  ed  è
  quello   siccome  in tanti abbiamo fatto e abbiamo lavorato  perché
  questo  avvenisse,  e  oggi  allo  specchio  non  faccio  più  cose
  pubbliche,  per  ora,  ma  allo  specchio  mi  sento  assolutamente
  soddisfatto  quando  penso  a quello che  è  successo   questo  che
  significa? Che improvvisamente io adoro il Presidente Schifani? No,
  lo  detesto,  lo dico con grande sincerità perché mi  sono  sentito
  tradito,  non  da Falcone, Falcone sappiate che mi ha attaccato  da
  sempre,  quindi non è un fatto, ha vinto finalmente  una  battaglia
  contro  di  me, bisognava dargliene  punto, no da chi  ha  tradito,
  però  non  mi  interessa, io penso al bene  della  Sicilia  e  alla
  Sicilia  non interessa se Schifani ha tradito, se Micciché è  stato
  tradito.  Non me ne frega niente, non mi interessa nulla. Io  penso
  solo  e  soltanto al bene della Sicilia. E quindi spero enormemente
  che  questo Governo prosegua positivamente la sua strada e  il  suo
  cammino.
   Certo, Presidente Schifani, tanti sono stati traditi nella storia,
  a  partire da Gesù, figuriamoci, Giulio Cesare, vi ricorderete:  Tu
  quote,  Brute,  fili mi  Bene, quello di cui io sono  certo  e  che
  nessuno mi potrà togliere alla testa è che, alla fine della storia,
  visto  e considerato che non mi pare che tante città abbiano piazze
  Bruto o scuole Bruto, mi sembra che abbiano piazza Giulio Cesare  e
  scuole  Giulio Cesare, mi posso permettere di dirle che Bruto  sarà
  sempre lei, io sarò Giulio Cesare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.

   DE  LEO. Grazie, signor Presidente. Io intanto accolgo con  favore
  l'arrivo del Presidente Schifani, quindi vuol dire che lei  ascolta
  il  Parlamento,  perché  tanti  colleghi  hanno  richiesto  la  sua
  presenza  in Aula, per affrontare il tema che riguarda la legge  di
  bilancio e la legge di stabilità.
   Io partirei dal riconoscere alcuni meriti al Governo regionale, ma
  in  particolare  all'assessore Falcone. I meriti  di  aver  accolto
  alcune   proposte  dell'opposizione,  alcune  proposte  costruttive
  dell'opposizione. E questo è un segnale importante, che permette  a
  questo Governo di approvare, diciamo nei tempi, una finanziaria che
  era partita in salita.
   Assessore, come ha evidenziato anche l'onorevole De Luca, i  tempi
  sono importanti. Io provengo, tra l'altro, da quell'esperienza, che
  lui  ha  citato,  del Comune di Messina, essendo stato  consigliere
  comunale durante la legislatura De Luca. E Messina oggi è tra  quei
  comuni  che  hanno  ricevuto  un  premio  da  parte  della  Regione
  siciliana  per  aver  approvato i bilanci  nei  termini  di  legge.
  Messina,  quindi, è passata da città dissestata a  città  virtuosa.
  Questo  a  dimostrazione che amministrare con oculatezza  significa
  avere documenti finanziari in regola.
   Ma  i tempi, caro Assessore, non sono tutto chiaramente e, come ho
  avuto  modo  di dire in altre occasioni all'interno del Parlamento,
  il   problema  principale  resta  l'amministrazione  della  Regione
  stessa. Questo riguarda in modo particolare la macchina burocratica
  su  cui  questo Governo deve intervenire per snellire i processi  a
  sostegno  dei  Comuni,  a sostegno delle imprese,  a  sostegno  dei
  lavoratori,  a sostegno dei Siciliani. Ed è realmente  mortificante
  avere  delle  risorse e non riuscire a spenderle. La  dimostrazione
  sono  i  fondi europei, i 2 miliardi di fondi europei che non  sono
  stati  utilizzati  e  che  vanno rifinanziati.  Su  questo  c'è  la
  necessità  di  intervenire, per fornire  un'assistenza  tecnica  ai
  Comuni  sotto i cinquemila abitanti, affinché possano presentare  i
  progetti per partecipare e ricevere i fondi.
   Io  sinceramente,  alla  mia  prima finanziaria,  alla  mia  prima
  esperienza da deputato regionale, con alcuni emendamenti ho cercato
  di  concentrarmi su temi di ampio respiro, per dare  risposta  alle
  nostre  comunità.  Però restano aperte tante  questioni,  assessore
  Falcone,  come i crediti avanzati dalle imprese, come le difficoltà
  e  i  problemi  dei  lavoratori di diversi  comparti,  che  restano
  irrisolti,  come  resta il grosso problema della rete  ospedaliera,
  per esempio.
   Gli  ospedali  vanno sempre peggio: Messina e la sua provincia  ne
  sono   un   esempio,  basta  analizzare  Taormina,  Sant'Agata   di
  Militello,  Mistretta, Lipari, Milazzo, dove c'è  la  necessità  di
  intervenire,  dove  abbiamo visto chiudere i  punti  nascita,  dove
  abbiamo visto ridurre i posti letto, dove c'è la necessità  che  ci
  sia un pronto soccorso efficiente. Poi c'è anche un'altra questione
  che  riguarda  per esempio il PUA, il punto unico di  accesso,  che
  offre  un  progetto assistenziale individuale per tutti i  soggetti
  fragili.
   Bene,  assessore,  lo sa che a Messina sono stati  sospesi  questi
  servizi il 31 gennaio e quindi verranno danneggiati sia gli  utenti
  che gli operatori?
   Bene  ha  detto  il  collega Pace, il collega  Lombardo  che  sono
  intervenuti  sull'autismo, ma non si è intervenuti per esempio  sui
  centri  diurni sull'autismo. Questo è un servizio semi residenziale
  a  carattere continuativo che va sostenuto con delle risorse perché
  l'accesso  viene  limitato a soli due anni all'interno  dei  centri
  diurni  e  questi  ragazzi invece hanno bisogno di sostegno,  hanno
  bisogno   di   percorsi  di  riabilitazione,   hanno   bisogno   di
  integrazione  e  su  questo  il  Governo  deve  avere  la   massima
  attenzione.
   Riservandomi   chiaramente,   Assessore,   di   intervenire    poi
  sull'articolato nelle prossime ore, evidenzio che i temi aperti  ci
  sono  e  sono  tanti  e  che  tante falle  sono  state  evidenziate
  all'interno della finanziaria e su questi noi tenteremo, con alcuni
  emendamenti che abbiamo presentato in Aula, di mantenere aperta  la
  discussione.  Lo  farò e lo faremo nell'interesse  esclusivo  della
  Sicilia e dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca  Cateno.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, signor Presidente,
  approfitto  della presenza del Presidente Schifani, ovviamente  non
  perché  sollecitiamo il suo ringraziamento per questo momento  che,
  guardi, è storico. Nessun Presidente della Regione siciliana  si  è
  potuto  permettere  negli ultimi vent'anni di  essere  presente  in
  quest'Aula,  a  metà  febbraio, alla vigilia dell'approvazione  del
  bilancio e della legge di stabilità.
   Questo   è  un  elemento  fondamentale  che  ho  avuto   modo   di
  sottolineare già all'Assessore Falcone il quale sono sicuro che  le
  avrà  anche  relazionato  sulla posizione che  abbiamo  assunto  in
  Commissione  Bilancio  e  quindi quelli che  sono  stati  i  nostri
  suggerimenti nel definire un percorso di legge di stabilità che era
  priva di anima.
   Io  voglio  toccare un altro argomento visto che lei è qui  perché
  non  ho ancora capito la sua posizione sull'autonomia differenziata
  qual  è. E lo sa perché desidero spronarla su questo fronte? Perché
  sono  fresco  di  alcuni dibattiti su questo tema e ovviamente  per
  molti aspetti hanno tentato di mortificarci.
   Veda,  non  è pensabile che noi passiamo per questuanti  e  non  è
  pensabile  che  gli amministratori meridionali e anche  quelli  dei
  siciliani   passino  per  incapaci,  anzi  per  lazzaroni   citando
  esattamente quello che ha detto il Presidente della Regione  Veneto
  Zaia.  Lei deve battere un colpo, Presidente Schifani perché non  è
  pensabile  che una Regione a Statuto speciale, che è stata  tradita
  dal   patto  con  lo  Stato,  che  ha  avuto  convertito  in  legge
  costituzionale il proprio Statuto con un passaggio, con un  piccolo
  comma  che ne ha snaturato l'originaria essenza, oggi possa passare
  per  una  Regione di deficienti che non è in condizione di spendere
  le   risorse  e  anzi  anche  per  una  Regione  rappresentata   da
  amministratori  che hanno sfruttato l'autonomia al  rovescio,  come
  dice il sommo costituzionalista Antonio Ruggeri.
   C'è  un  tema di fondo che io oggi le consegno perché  è  tema  di
  questo  Parlamento e ovviamente la invito appositamente a  fare  un
  dibattito definitivo in quest'Aula perché non abbiamo capito se per
  ragion   di  Stato  questo  Governo  è  asservito  allo  squadrismo
  legislativo  che  è stato inserito nella legge di  stabilità  dello
  Stato.  Questo  ancora non lo abbiamo capito, se questo  Governo  è
  scendiletto di un provvedimento che non tiene conto del delitto che
  continuiamo  a subire come siciliani e vado al dunque  proprio  per
  consegnarle anche, in modo pratico, qualche elemento.
   Lei  sa  bene,  Presidente Schifani, che il peculiare  ordinamento
  finanziario siciliano si fonda sugli articoli 36 e 37 dello Statuto
  siciliano  e prevede l'attribuzione all'Ente autonomo, la  Sicilia,
  dell'integralità  del  gettito dei tributi erariali  non  riservati
  allo  Stato, che ai sensi dell'articolo 2, del DPR 26 luglio  1965,
  n.  1074,  ha  consentito alla Regione siciliana  di  applicare  il
  cosiddetto  concetto del criterio del riscosso .
     Attenzione, questo era un elemento fondamentale che aveva fatto,
  già  nella  prima  fase,  della Sicilia una  Regione  che  aveva  a
  disposizione  le  risorse per poter far fronte alle  sue  norme  di
  autonomia.
   La disciplina della spettanza devoluzione di tali tributi, in modo
  particolare  Irpef e Iva, è completata dall'articolo 4 delle  Norme
  di attuazione, che prevede che nelle entrate spettanti alla Regione
  siano  ricomprese anche quelle che, sebbene relative a  fattispecie
  tributarie, maturate nell'ambito regionale affluiscono per esigenze
  amministrative  ad uffici finanziari situati fuori  dal  territorio
  della Regione siciliana.
   Tale  impianto,  come  le  sa,  intendeva  assicurare  l'integrale
  copertura  dei  costi  discendenti  dall'esercizio  delle  funzioni
  attribuite alla Regione siciliana ai sensi dell'articolo  14  e  17
  dello  Statuto di autonomia. Ciò almeno secondo quello che  era  il
  disegno  dei  nostri  padri costituzionali della  nascente  Regione
  siciliana,   che  attribuiva  simultaneamente  quelle   che   erano
  competenze, funzioni e le relative entrate.
   Presidente, noi qua stiamo ancora a discutere di quisquilie e  c'è
  una  questione  di  fondo  che  oggi  lei  deve  porre  in  termini
  definitivi  al  tavolo  romano, come già stanno  facendo  le  altre
  Regioni  a  Statuto speciale, stanno trattando, ciascuna Regione  a
  Statuto speciale, quelle che ancora sono le parti di autonomia  non
  attuata.
   Lei  ha  chiesto al Governo di essere ricevuto? Lei ha  messo  sul
  tavolo  del  Governo le norme dello Statuto non ancora  attuate?  E
  andiamo  esattamente  anche  a questo passaggio:  ancora  oggi  non
  risultano  trasferite  tra le altre cose, visto  che  parliamo  qui
  delle  funzioni  che  queste  Regioni  a  Statuto  ordinario   oggi
  vorrebbero avere, io le chiedo, arrivato a questo punto, perché lei
  non  pone  ancora  le questioni riguardanti alle  funzioni  che  ci
  appartengono per Statuto, come la pubblica istruzione, l'assistenza
  pubblica,  l'insegnamento  universitario  e  la  sanità  nella  sua
  interezza.
   Tanto  per  fare  un primo esempio, mentre gli altri  devono  fare
  salti mortali per inventarsi l'alibi per avere più risorse, noi  ce
  lo abbiamo scritto e allora cominciamo anche su questo fronte.
   Per   quanto  riguarda,  invece,  l'aspetto  delle  entrate,   che
  statutariamente sono previste, vorrei ricordare qui  brevemente  la
  storia  dei  rapporti finanziari tra Stato e Regione,  perché   con
  quello  che era il sistema previsto dal decreto legislativo n.  507
  del  1948,  la  Regione  siciliana ha potuto fruire  delle  entrate
  previste dagli articoli 36 e 37  dello Statuto, ma quando  si  sono
  accorti  che  la Regione siciliana poteva avere quelle entrate  per
  diventare Stato nello Stato è intervenuta quella che era la riforma
  tributaria  del 1971, la famosa legge n. 825. Attenzione  a  questo
  passaggio,  Presidente. Cosa è successo con  quella  riforma?  Sono
  stati   mutuati   i   fondamentali  principi   tributari   con   la
  trasformazione,  ad  esempio,  delle  imposte  reali   in   imposte
  personali  e, quindi, è stato completamente sconvolto il precedente
  sistema tributario, determinando una serie di incertezze.
   Andando  all'aspetto pratico per la Regione siciliana che  cosa  è
  successo?    Veniva    stravolto   lo    stesso    criterio    che,
  discriminatamente, poneva le spettanze relative alle entrate  della
  Regione  siciliana modificando quello che era il  baricentro  della
  riscossione  tributaria  dal luogo, quindi  tutto  ciò  che  veniva
  riscosso qui in Sicilia e, quindi, anche dove si trovavano  i  beni
  produttivi  di  reddito. E tutto questo dove è stato  spostato?  Al
  domicilio  fiscale  del contribuente. Per essere  chiari:  la  Fiat
  quando aveva i suoi stabilimenti, le imposte degli stabilimenti  in
  Sicilia  in  ogni caso andavano a confluire alla regione  Piemonte,
  dove  aveva  sede legale. Questo è successo nello stravolgimento  e
  nella modifica del sistema tributario.
   In  tale modo si è stravolta l'applicazione dell'articolo 37 dello
  Statuto e i relativi proventi legati al principio della riscossione
  presso  gli stabilimenti siciliani dei tributi diretti sul  reddito
  mobiliare  di  rilevanti società operanti  in  campo  nazionale  e,
  quindi, con domicilio fiscale fuori dalla Regione siciliana, presso
  il  quale  ormai veniva dichiarato, accertato e riscosso  anche  il
  reddito proveniente dagli stabilimenti allocati in Sicilia.  Stessa
  sorte, Presidente, per quanto riguarda l'Iva. Parliamo di oltre  10
  miliardi di euro l'anno di tributi che la Regione siciliana non  ha
  più avuto riconosciuti.
   Non  a  caso - e concludo - proprio la legge 825, legge di riforma
  del  '71  prevedeva l'articolo 12, ed è qui che  ora  la  invito  a
  dimostrarci,  Presidente,  che  lei  oltre  ad  essere  il  novello
  Presidente  della Regione siciliana e parlamentare di lungo  corso,
  mette  in  pratica  quella che è anche stata la  sua  posizione  di
  seconda carica dello Stato, perché lei di questo giustamente  si  è
  fregiato  in  quest'Aula, ma io ora voglio  vedere  la  conseguenza
  della  sua storia e il peso che la sua storia avrà ai tavoli romani
  dove  tanti hanno tentato di arrivare, altri hanno fatto  finta  di
  arrivarci  ma  si  è  registrato un totale fallimento.  Passi  alla
  storia, presidente Schifani, passi alla storia su un fronte che può
  realmente  consentire  alla  Sicilia  e  ai  siciliani  di   essere
  orgogliosi e soprattutto rispettosi del sangue che è stato  versato
  per il nostro Statuto di autonomia.
   Proprio su questo aspetto, l'articolo 12 della legge 825 del  '71,
  proprio  al  quarto comma, prevede il coordinamento  della  finanza
  regionale  con  quelle  che  sono le ulteriori  normative  in  atto
  emanate per quanto riguarda il sistema di riforma del fisco e della
  riscossione.
   Ebbene,  in  questo contesto è stato proprio impedito fino  adesso
  alla   Regione   siciliana  di  continuare  ad  avere   l'integrale
  applicazione degli articoli 36, in modo particolare, e 37. Ora,  su
  questo  -  e  concludo perché il tempo a mia disposizione  sta  per
  finire  -,  Presidente,  lei deve dirci cosa  intende  fare:  se  è
  schiavo  della logica politica perché è un vantaggio che la Sicilia
  sia  governata dagli stessi partiti che in questo momento governano
  Roma,  ma  lei Presidente ha - come dice - un rappresentante  della
  Lega  che  è  il  partito che, in questo momento,  per  tentare  di
  recuperare  qualche voto, ha impresso a questo proprio   squadrismo
  normativo , una velocità che, per quanto riguarda il nostro Statuto
  di  autonomia,  rischia  completamente di stravolgerlo.  Perché?  E
  andiamo  anche qui su quelli che sono stati quei 7 commi che  hanno
  definito  i LEP nell'ambito della legge di stabilità, cioè  noi  ci
  meravigliamo - ecco perché ho detto all'assessore Falcone, ha fatto
  bene  ad ampliare gli orizzonti della legge di stabilità ,- come  è
  possibile  che lo Stato italiano si possa permettere  di  fare  una
  legge  di  stabilità  dove  mette anche  quella  che  ormai ,  dove
  vanifica  i princìpi essenziali dell'individuo, introducendo  nella
  legge  di  stabilità la definizione dei LEP, e qui  ci  poniamo  il
  problema  di quella che era la cornice e la competenza della  legge
  di stabilità? Allora lì c'è il colpo di grazia.
   Vorrei  capire,  anche  in considerazione di  come  è  finita  con
  l'articolo 38 del nostro Statuto. Lei sa che è stata data,  allora,
  una  mancia  ai  siciliani  attraverso  il  fondo  di  solidarietà,
  disciplinato  dall'articolo 38. Bene si faccia fare la  storia  dai
  suoi  uffici, come è finito il trasferimento ex articolo  38,  alla
  Regione  siciliana. Veda a quanti spiccioli siamo scesi rispetto  a
  quello  che  era  un  articolo che doveva  riequilibrare  sotto  il
  profilo   soprattutto  infrastrutturale  la  Sicilia,   la   doveva
  riallineare e allinearla alle altre Regioni. Ecco perché ancora  ci
  vantiamo  in  Sicilia di avere "il treno a peggior percorrenza"  13
  ore,  ormai ci fanno anche i servizi, ci prendono a pernacchie,  13
  ore da Trapani a Ragusa, 44 fermate e 4 cambi
   Veda,   noi  non  abbiamo  voluto,  e  noi  in  particolare  parlo
  ovviamente  per  i  due  Gruppi Sud  chiama  Nord  e  Sicilia  Vera
  distrarla  dai  veri  obiettivi che lei  ha.  Certamente  non  sono
  quelli, in questo momento, ha un Assessore che ormai ha superato il
  professore, come è stato detto, per cui l'esame l'assessore Falcone
  lo  sta superando a pieni voti. Non c'è riuscito neanche Armao, lui
  sì
   Lei  si  occupi  delle  questioni  importanti,  veda  per  noi   è
  importante oggi, in una fase della quale

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca...

   DE   LUCA   CATENO,   relatore  di  minoranza.  Sto   concludendo,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Nella fase in cui al  Nord
  dicono che se hanno più funzioni ci dimostreranno che sono bravi, e
  noi  invece,  guarda caso, continuiamo a subire  queste  ruberie  e
  ovviamente ci dicono anche che siamo scarsi.
   Dimostri, Presidente, qual è la posizione del suo Governo,  perché
  vogliamo  capire  una  volta per tutte se lei,  pur  essendo  stato
  scelto  a  Roma, vuole continuare a fare lo schiavo della  politica
  romanocentrica, oppure vuole rappresentare veramente la Sicilia e i
  siciliani.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole De Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Signor Presidente, Presidente Schifani, Governo, colleghi,
  penso  che questa sia una finanziaria, un bilancio che dia risposte
  ai  cittadini.  Un  bilancio che dia risposte  alle  imprese,  alla
  nostra società.
   Penso per me, che per la prima volta mi affaccio a questo ruolo, e
  potere   essere  stato  parte  attiva  della  stesura   di   questa
  finanziaria per me è fonte di orgoglio. Proprio questo  lavoro  per
  qui  voglio fare i complimenti, presidente Schifani, anche alla sua
  Giunta e all'assessore Falcone, di riuscire a coinvolgere tutti. Un
  lavoro  fatto nelle Commissioni, nelle Commissioni di merito,  dove
  si  è  lavorato veramente, e voglio anche ringraziare il presidente
  Daidone  perché poi in II Commissione si è riuscito a fare  sintesi
  sul  lavoro fatto nelle Commissioni, lavoro che nasce proprio dalla
  volontà  di potere accrescere quella già buona finanziaria che  era
  stata  proposta dalla Giunta e che poteva essere ancora  migliorata
  con  quei progetti che ognuno di noi poteva portare al vaglio degli
  altri e farli condividere anche agli altri deputati e all'Aula.
   Io   penso  che  oggi  sia  all'esame  di  questo  Parlamento  una
  finanziaria  che per la prima volta dà risposta reale  alla  nostra
  società,  una  finanziaria che sta vicino al mondo  delle  imprese,
  alle famiglie, alle classi sociali più deboli, che riesce a mettere
  a  disposizione  quelle poche risorse che ci sono, perché  sappiamo
  che  dobbiamo  mantenere quei vincoli che sono  stati  stabiliti  a
  livello centrale, ma riuscire a poter utilizzare quelle risorse nel
  modo  migliore e nella giusta direzione e, quindi, penso che questo
  oggi  sia  un risultato importante che va nella direzione reale  di
  quelle  che  sono le esigenze della nostra società e  della  nostra
  Isola.
   Ma guardi, Presidente, dopo questo scoglio importante perché avere
  una finanziaria e sappiamo quanto chi ha governato, chi ha avuto la
  possibilità di governare anche un ente locale, potere avere  subito
  uno  strumento finanziario con le risorse a disposizione già  nelle
  prime settimane dell'anno dia la possibilità reale di dare risposte
  ai cittadini, dare risposta alla nostra Sicilia.
   Le  scommesse saranno domani, dopo giovedì, venerdì, quando  ormai
  di  questa finanziaria sarà completato l'iter dell'approvazione; la
  scommessa  sarà  nella velocità in cui saranno  emanati  i  decreti
  attuativi,  saranno  quei provvedimenti che  daranno  realmente  la
  possibilità  di potere utilizzare queste risorse e utilizzarle  nel
  modo  giusto e in modo celere; la scommessa sarà quella  quindi  di
  stare  vicino  a  quei  dirigenti  e  funzionari  che  andranno   a
  predisporre   quei   decreti  attuativi  affinché   la   burocrazia
  diminuisca  e che si riesca realmente a dare risposte ai  cittadini
  con quelle misure che abbiamo messo in campo.
   Caro Presidente, da domani, l'altra scommessa è quella di riuscire
  ad  abbassare, a togliere quella burocrazia che ingessa la  società
  siciliana, quella burocrazia che non dà la possibilità alle  nostre
  imprese  di  crescere, le nostre imprese di essere al pari  con  le
  altre imprese del resto d'Europa e del resto del mondo.
   La  scommessa  sarà  questa  e  tutti  insieme  dobbiamo  lavorare
  affinché quelle procedure e quella  burocrazia che ha dato problemi
  in  questi anni possa cambiare per poter dare quelle risposte reali
  che  si  aspettano, quindi un primo passo importante con  la  prima
  finanziaria  approvata  in tempi celeri  e  velocissimi  perché  il
  risultato  è doppio, perché pensare che ci siamo insediati  a  metà
  novembre  e  riuscire  già  oggi a parlare  di  una  programmazione
  finanziaria  e  poter  trasformare  quello  che  era  un  programma
  elettorale  in  atti concreti, in atti finanziari  per  poter  dare
  risposte ai nostri cittadini penso che sia un doppio risultato  che
  stiamo raggiungendo, caro Assessore Falcone, e su questo penso  che
  ognuno  di  noi sia orgoglioso del fatto che siamo riusciti  in  un
  percorso  elettorale,  un percorso di campagna  elettorale,  a  far
  conoscere  i  nostri progetti, i nostri programmi e a  trasformarli
  subito  in  atti concreti con la prima finanziaria; per  noi  è  un
  momento di orgoglio anche per quello che sono stati i sacrifici che
  abbiamo fatto.
   Quindi,  voglio  veramente ringraziarla per quella  apertura,  per
  l'apertura  che  c'è stata da parte del Governo nei  confronti  del
  Parlamento,  di ognuno di noi, di maggioranza o di opposizione  con
  propri  ruoli  diversi sicuramente, ma cercare di  potere  avere  e
  mettere  in  campo  il meglio che ognuno di noi poteva  portare  al
  confronto  per  riuscire a fare questo provvedimento,  fare  uscire
  questo  provvedimento, che è un provvedimento  che  dà  risposte  a
  tutta la società, che dà risposte ai precari, che dà risposte  alle
  imprese, che dà risposte alle famiglie, che dà risposte ai servizi,
  che dà risposte e certezza su quelle che sono anche le attività che
  questo  Governo e la macchina amministrativa regionale deve mettere
  in campo in questi mesi.
   Quindi,  penso che da parte del nostro Gruppo - lo ha fatto  prima
  il  mio  collega  Pace  -,  il  sottoscritto,  ma  penso  i  nostri
  componenti  all'interno del Governo e penso da parte  di  tutti  la
  possibilità  di  riuscire  a supportare l'attività  del  Governo  e
  portare   avanti   le  nostre  idee,  il  nostro   programma   che,
  sicuramente,  sono  parte integrante del Governo,  del  Governo  di
  centro  destra  di questa Regione, lo sosterremo e  continueremo  a
  sostenerlo  ancora  più convinti perché oggi con l'approvazione  di
  questa  finanziaria ci sentiamo ancora più partecipi  dell'attività
  di  questo  Governo  ed essere sicuramente parte  attiva  anche  in
  quelle che saranno le prossime settimane con cui quei provvedimenti
  che   andranno   nella   direzione  dello   snellimento   e   della
  sburocratizzazione della vita amministrativa di questa Regione, che
  sono  importanti alla stessa stregua e nella stessa  dimensione  di
  quanto  era  importante riuscire a poter emanare, potere  approvare
  una   finanziaria   in  tempi  brevi  e  dare  una   programmazione
  finanziaria a questo ente.
   Quindi,  grazie  Presidente, grazie all'assessore  Falcone,  ma  a
  tutto  il  Governo e a tutti i deputati e tutti gli  onorevoli  che
  hanno  contribuito nella la stesura di questa finanziaria  e  penso
  veramente  di cuore che questo lavoro è stato un lavoro  importante
  che  apprezzerà la società siciliana, specialmente il  mondo  delle
  imprese  che,  finalmente,  sarà aiutato  direttamente  con  questi
  provvedimenti che sono all'interno di questa finanziaria.
   Grazie  Presidente, io cedo la parte che resta  del  tempo  a  mia
  disposizione al deputato Campo del Movimento 5 Stelle che si  trova
  lì, proprio perché per dare la possibilità anche all'opposizione di
  fare i complimenti al Governo.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Allora,  il  minuto
  che  rimane lo cede all'onorevole Campo. Si prepari a parlare  dopo
  l'onorevole Figuccia che a quanto pare cederà qualche minuto  anche
  lui all'onorevole Campo. Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori,  colleghi parlamentari, certo che a sentire  l'onorevole
  Abbate  la  Sicilia è salva, le imprese sono salve, il mondo  delle
  associazioni  tutti  sono  salvi e  appena  arriveranno  i  decreti
  attuativi avremmo salvato l'economia di quest'Isola. Ha fatto  bene
  a  ricordarcelo  onorevole  Abbate  glielo  ricorderemo  l'indomani
  dell'approvazione della finanziaria.
   Allora, quando abbiamo iniziato i lavori è intervenuto l'onorevole
  Catanzaro. L'onorevole Catanzaro ha portato, è stato gentile mi  ha
  espresso  la sua solidarietà in merito alle cose che sono  successe
  al  CAS. Noi, Presidente, purtroppo lo avevamo detto "guardate  che
  c'è un bando fasullo, guardate che qua qualcuno se ne va in galera"
  e  purtroppo è successo, pazienza siamo stati presi per   pezzi  di
  merda  io e i colleghi, però a noi non ci fa impressione.
   Grazie della solidarietà; mi dispiace che la solidarietà, no io mi
  fermo   Presidente,  chiedo  l'attenzione  dell'Assessore,   quindi
  bloccatemi il tempo, per favore, quando l'Assessore finisce

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, Presidente.

   DIPASQUALE.  Cioè dico sono stato in Aula dall'inizio dei  lavori,
  mi aspettavo su questa cosa la solidarietà in primis dell'Assessore
  perché le cose che sono state dette in quelle intercettazioni  sono
  gravi,  gravissime, perché chi fa il suo lavoro e chi lo fa  in  un
  determinato   modo  non  può  essere  oggetto  di  quel   tipo   di
  discussione. Mi aspettavo le sue non quella del mio collega.
   Detto  ciò, questa finanziaria e questa legislatura iniziano bene,
  Presidente, veramente glielo dico di cuore. Io sono contento perché
  ho  visto  -  l'ha  detto anche qualcun altro  -  un  atteggiamento
  diverso,   cioè   nella  precedente  legislatura  con   l'Assessore
  precedente,  il  Presidente precedente c'era  la  chiusura  totale.
  Abbiamo capito che qualcosa è cambiato e questo è importante al  di
  là dei contenuti della finanziaria perché ritrovare un dialogo e un
  rapporto   tra   le  forze  di  maggioranza  e  di  opposizione   è
  innanzitutto  un  processo  civile  e  democratico,  cioè   abbiamo
  recuperato  - io gliene dò atto Presidente - il processo  civile  e
  democratico che avevamo perso in quest'Aula perché eravamo arrivati
  a  questo  punto, lo capisco, ormai è qualche anno che sono  qui  e
  quindi  lo  capisco  e  mi fa particolarmente piacere,  ovviamente,
  dobbiamo  cercare di ottimizzarlo al massimo perché la  Commissione
  ha  fatto un grande lavoro, l'Assessore ha fatto il suo lavoro,  il
  Presidente anche, i deputati hanno fatto la parte dei territori.
   Come diceva Mattarella, Piersanti Mattarella, dobbiamo cercare  di
  ragionare  in  maniera complessiva non essendo  rappresentanti  dei
  territori  delle province, ma facendo essendo rappresentanti  della
  Sicilia  e  sicuramente questo metodo che è un metodo  positivo  lo
  dobbiamo utilizzare. Non so cosa potremmo fare in Aula, Presidente.
  Mi  auguro che lei possa seguire i lavori di questa finanziaria; se
  ci  sono  cose che possiamo recuperare lo dobbiamo fare, ma  questo
  metodo  che non dobbiamo perdere sicuramente nella sostanza ci  può
  portare,  invece,  a  ragionamenti molto più importanti  e  a  fare
  uscire finanziarie che abbiano un respiro superiore, fermo restando
  che le cose inserite sono e rappresentano esigenze dei territori  e
  che ci stanno. Però, possiamo fare il salto di qualità.
   Il   Partito  Democratico  ha  dato  il  suo  contributo,  abbiamo
  incontrato  l'assessore Falcone e abbiamo dato  delle  indicazioni,
  alcune  delle  quali  ci  siamo ritrovate  e  già  è  un  punto  di
  riferimento.
   Abbiamo  introdotto un fondo per 10 milioni di euro per il credito
  agevolato alle aziende sequestrate e confiscate alla Mafia. Avrebbe
  detto il mio collega Cracolici, purtroppo è malato niente di grave,
  è  malato  e  mi  permetto  di dirlo io  perché  questa  cosa  l'ha
  sollecitata   lui  condivisa  da  tutto  il  Gruppo   del   Partito
  Democratico: è la prima volta che la Sicilia si muove  per  salvare
  le  aziende  e,  quindi,  l'occupazione ma  non  solo,  Presidente,
  finalmente per far passare un messaggio che non è vero che quando i
  beni  sono   nelle  mani della Mafia funzionano, beni  materiali  e
  immateriali,  e  quando invece poi vengono confiscati  e  finiscono
  nelle mani dello Stato si perdono.
   Questo  fondo ci metterà in condizione di poter dare una  risposta
  seria nei confronti di questa tematica e, quindi, questa è una cosa
  che  avevamo fatto così come avevamo chiesto di inserire  un  fondo
  per  le  famiglie  numerose. Lo abbiamo  chiesto,  l'abbiamo  detto
  all'Assessore, si trova in finanziaria, famiglie con figli numerosi
  con  Isee  basso e per un contributo e c'è. Lo sa qual  è  però  il
  problema, Presidente? Sono stati messi 5 milioni di euro. Tanto  di
  rispetto  per  i  cani  e per il randagismo,  lo  so.  Ma  dobbiamo
  cercare,  se noi facciamo un'operazione per il randagismo,  che  ci
  vuole e vale 5 milioni di euro, ma per le famiglie numerose, per le
  famiglie  che  hanno  uno sfratto, secondo me  dobbiamo  essere  in
  proporzione,  dobbiamo farcene carico. Quindi, questa cosa  secondo
  me va rivista.
   Abbiamo  chiesto all'Assessore di rifinanziare la legge contro  il
  bullismo  e cyberbullismo. In Commissione ci sono stati emendamenti
  che  sono  comparsi, che sono scomparsi. Quelli nostri che  avevamo
  dato  all'Assessore forse si sono inciampati. Ma poco importa.  Noi
  avevamo   affidato  all'Assessore  questa  indicazione  e   ce   la
  ritroviamo. Così come i 3 milioni e mezzo per i centri storici, per
  gli  interventi incontri-interessi per 3 milioni e mezzo di euro  e
  così  come il finanziamento per la legge per Ibla, per la legge  di
  Ortigia  e  per  la legge di Agrigento. Queste erano  richiese  che
  avevamo  dato, insieme ad altri, ma questi le aveva dato il Partito
  Democratico e ci sono. Questo ci mette in condizione di poter dire,
  lo  sa  perché Presidente, alcune di queste cose insieme  ad  altre
  erano  state  presentate negli anni precedenti e non abbiamo  avuto
  neanche piacere di sentirci dire vediamo di cosa discutete.
   Presidente, rimangono tutta una serie di questioni aperte. Lei  le
  sa bene, si è discusso della sanità in tutto e per tutto che io non
  riprendo.  Sono  preoccupato solo di una cosa. E' stata  fatta  una
  nota  e  devo dirle anche che l'Assessore - l'ho incontrata per  la
  questione  Pronto  Soccorso - è veramente  -  cosa  che  non  c'era
  purtroppo   neanche   prima  -,  è  veramente  disponibile   almeno
  all'ascolto.
   E'  partita una nota che chiede la riduzione del 25 per cento  dei
  bilanci alle Asp, cioè stiamo chiedendo di ridurre i bilanci  delle
  Asp  siciliane  del 25 per cento. Attenzione, dobbiamo  capire  che
  cosa  succede, non è un taglio che può essere fatto così di  botto,
  quindi   la  prego  di  attenzionare  questa  nota  che  è  partita
  dall'Assessorato perché tagliare il 25 per cento - già ci  troviamo
  la  sanità  bisognosa  di  interventi - significa  veramente  farla
  morire.
   I  comuni.  E'  stato  detto anche tanto sui comuni,  mi  permetto
  solamente  di  dire che la questione rifiuti è diventata  veramente
  drammatica. Ci sono comuni che per colpa del precedente  Governo  e
  dei  sindaci  che  non hanno avuto il coraggio  e  la  capacità  di
  individuare gli impianti di smaltimento nei loro territori  portano
  l'immondizia fuori e stanno per aumentare di nuovo del 20 per cento
  la  Tari perché i famosi 45 milioni di euro che aspettavamo, slogan
  della  campagna  elettorale, ancora non  ci  sono.  Quindi,  stanno
  iniziando  ad aumentare i rifiuti giorno dopo giorno. La  prego  di
  attenzionare  anche  questo. Ma oltre il  danno  la  beffa.  Questi
  poveri  sindaci.  Oggi  il  Partito Democratico  ne  ha  fatto  una
  battaglia, questo l'ha fatto in I Commissione ma anche al bilancio.
  Non  è  possibile  che le indennità dei sindaci,  e  mi  assumo  la
  responsabilità di quello che dico, abbiano un'impostazione  diversa
  rispetto  al resto del Paese, da Reggio Calabria in su,  i  sindaci
  per  una norma nazionale percepiscono una somma per la Sicilia sono
  costretti  a percepire X meno Y, che sono già una miseria  rispetto
  al  lavoro e alle responsabilità che hanno, e noi non riusciamo  ad
  adottare  una norma che li metta in condizione di essere paragonati
  a  quelli del Nord. Quindi, Presidente, questo è un tema importante
  che  mi  auguro possa avere una risposta, ci auguriamo possa  avere
  una  risposta in questa finanziaria. Mi farebbe piacere pensare  ad
  un grande piano per - ho un minuto, mi ha dato Micciché un minuto e
  cinque -, un grande piano per la forestazione in Sicilia, anche dei
  terreni di proprietà o disponibilità delle imprese.
   Presidente,  l'ho contattata per l'Osservatorio per i  cambiamenti
  climatici.  So  che lei ci sta arrivando. E' stata approvata  nella
  scorsa  legislatura  e  abbiamo bisogno di questo  strumento.  Fine
  settimana,  tra  giovedì  e  venerdì, si  prepara  per  la  Sicilia
  orientale - è già capitato di averlo detto qui in Aula - un evento,
  un  altro evento estremamente serio che toccherà tutta la parte del
  siracusano e il catanese, che è un altro evento ciclonico, non è un
  temporale qualsiasi. E' un altro evento ciclonico  E speriamo che i
  danni non siano troppo elevati.
     Le  riforme,  ne  hanno parlato. Le attendiamo,  le  aspettiamo.
  Aspettiamo la riforma sulla bonifica, sulla forestale. A  proposito
  dei  consorzi di bonifica, è necessario bloccare i canoni  irrigui.
  Guardate che stanno arrivando bollette importanti, insostenibili  e
  deve essere bloccato questo meccanismo.
     Ultime due cose. Un'attenzione particolare, sto concludendo, per
  gli  aeroporti  minori.  Non è possibile  che  in  quest'Isola  gli
  aeroporti  minori non abbiano una strategia complessiva,  che  veda
  come protagonista il Presidente della Regione e la stessa cosa vale
  per  le Camere di Commercio. Chiediamo una sua, davvero, Presidente
  chiedo  che  lei  se  ne occupi personalmente sia  degli  aeroporti
  minori e poi c'è il problema della continuità territoriale, ma  per
  quanto  riguarda  gli  aeroporti  minori  dobbiamo  sviluppare  una
  strategia possibile. Non è possibile che venga lasciata al  singolo
  deputato,  che  porti qualcosa o per Comiso, o  per  Trapani.  Alla
  fine,  poi vince il più forte. Non è possibile  Noi dobbiamo  avere
  una strategia complessiva.
    Quindi, il giudizio è positivo nel metodo. Io penso che lavorando
  con  questo  metodo,  fermo restando le  parti,  possiamo  dare  un
  contributo maggiore alla nostra Isola.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.  Dopo,
  l'onorevole  Campo  ha  avuto due minuti più  uno,  tre  minuti  in
  totale, e infine l'onorevole Laccoto.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole  Galvagno,
  Presidente della Regione, presidente Schifani, Assessori, onorevoli
  colleghi, credo che proprio l'intervento che mi ha testé preceduto,
  che  fa  riferimento ad una valutazione nel merito e nel metodo  di
  questa  finanziaria  da  parte,  lasciatemi  dire,  dell'autorevole
  intervento  del  collega  che, in seno al  Collegio  dei  Questori,
  rappresenta  l'opposizione  in  un  clima  di  collaborazione  che,
  giustamente, lui prima rappresentava, sta caratterizzando l'Ufficio
  di  presidenza  ma,  lasciatemi dire, anche  l'Aula.  Perché  vede,
  Presidente  Schifani, noi nelle prime battute di questa legislatura
  avevamo  tanto parlato dell'importanza del ruolo del Parlamento,  e
  lasciatemi  dire, oggi, che se in democrazia la volontà popolare  è
  affidata  al Parlamento, certamente questa è una giornata non  solo
  positiva,  per  usare le parole del collega Dipasquale,  ma  è  una
  giornata dove vince la democrazia  Vince la democrazia, perché  gli
  atti di questo bilancio, prima, e della finanziaria, dopo, sono  la
  sintesi  di  un  lavoro  fatto  a più  mani,  in  seno  prima  alle
  Commissioni  di merito, poi alla Commissione  Bilancio'  e  ora  in
  seno  a  quest'Aula,  da  parte di tutte  le  forze  politiche,  di
  maggioranza e di opposizione.
   Lasciatemi  dire,  per  citare ad esempio alcune  delle  forze  di
  opposizione  che  ricordo, assessore Falcone, a cui  va  il  merito
  insieme al Presidente della Commissione  Bilancio' di avere tessuto
  in  queste settimane una rete ben fatta che ha davvero tenuto conto
  del  contributo di tutti, lasciatemi dire come fino alla precedente
  legislatura, Presidente Galvagno, onorevole Savarino mi scusi, fino
  alla precedente legislatura parlare di fondi POC...

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, scusate.

   FIGUCCIA... parlare di fondi POC con la naturalezza con  la  quale
  lo stiamo facendo adesso, parlare di fondi extra regionali, parlare
  di  interlocuzione con il Governo nazionale non era così  scontato:
  ricordo come talvolta si assisteva a contrapposizioni tra le  forze
  di   maggioranza  e  di  opposizione,  dove  ai  componenti   della
  maggioranza  venivano mosse delle accuse spesso e si rinviavano  al
  mittente dicendo:  ma intervenite sul Governo nazionale ,  e  c'era
  questo  rimpallo di responsabilità, oggi Presidente Schifani questo
  non è accaduto, perché se siamo arrivati a questa determinazione  è
  anche  grazie ad alcune forze di opposizione e mi riferisco  perché
  no  ai  Gruppi parlamentari collegati all'onorevole De Luca, grazie
  ai  quali  stiamo parlando di risorse extraregionali  con  assoluta
  naturalezza,  avendo  contezza, così  come  condiviso  dal  Governo
  regionale, che quelle risorse sono immediatamente disponibili.   Se
  non  avessimo  avuto  oggi questa naturalezza nel  trattare  questi
  capitoli, con molta probabilità oggi molti degli interventi messi a
  sistema non sarebbero a bando.
   E,  allora, avere un bilancio di previsione dove grazie  a  questi
  interventi,  e  in  questo l'assessore Falcone  è  stato  veramente
  lungimirante,  noi parliamo di 4 miliardi rispetto ai  fondi  della
  programmazione precedente, 4 miliardi aggiuntivi di cui non avremmo
  potuto tenere conto.
   La  stessa cosa potrebbe dirsi rispetto alle interlocuzioni con  i
  ministeri,  grazie a tutte le forze presenti in questo  Parlamento,
  mi  riferisco a Forza Italia, mi riferisco a Fratelli d'Italia,  mi
  riferisco  non ultimo alla Lega, abbiamo qualcosa come 200  milioni
  in  più  rispetto  alla  finanziaria  precedente,  un  bilancio  di
  previsione, dunque, che arriva in un momento particolare, legato ad
  una  fase  in  cui l'Eurozona è in grande sofferenza, e  certamente
  anche  in  una fase di rallentamento, con un Mezzogiorno in  grande
  difficoltà soprattutto rispetto ai temi dell'occupazione,  rispetto
  al  quale  il  Governo  regionale e il  Parlamento  svolgono  delle
  interlocuzioni, fanno delle proposte e lo fanno nella direzione del
  sostegno  alle imprese, con un'importante somma di 300 milioni,  lo
  fanno in favore delle famiglie, lo fanno in favore di una serie  di
  settori strategici per il rilancio della nostra economia, lo  fanno
  rispetto  ai  temi  dell'agricoltura dove grazie ad  un  intervento
  della  Lega riusciamo a creare a mettere in campo delle  misure  di
  contrasto della microcriminalità, condivise anche con Coldiretti  e
  con  i  prefetti,  lo  facciamo rispetto ai temi  della  formazione
  perché   no   creando   finalmente  la  possibilità   di   istituti
  sperimentali  che  possano  davvero rimettere  al  centro  il  tema
  dell'occupazione,  sperando che i giovani terminino  e  abbandonino
  questo processo di abbandono della nostra terra.
   Io  credo  Presidente che è iniziata una nuova  stagione,  abbiamo
  fatto  riferimento  finalmente al fondo per  la  progettazione  dei
  comuni  dove poter fare riferimento a nuove professioni per evitare
  che quelle somme legate alla spesa extra regionale continuassero ad
  essere  perse, lo abbiamo fatto rispetto alle borse  di  studio  in
  ambito   sanitario,  rispetto  agli  interventi  sull'autismo,   ai
  progetti sperimentali nelle scuole, a centri polivalenti in  alcune
  delle  periferie  come quello posto dalla collega  e  assolutamente
  condiviso, sul lago Gibilmanna.
   E  ancora,  il  contributo  in favore degli  atleti  disabili,  la
  prevenzione  del  bullismo. Proprio oggi,  Presidente,  ricorre  la
  giornata   mondiale  contro  il  bullismo  e  questo  deve   essere
  l'approccio  che  deve  caratterizzare questo  Parlamento,  in  una
  logica   reale  di  democrazia,  dove  davvero  possa  vincere   la
  democrazia e dove certi atteggiamenti di prevaricazione, che  sanno
  evidentemente a volte persino non solo di demagogia  -  non  voglio
  essere offensivo nei confronti di nessuno - devono stare lontano da
  un'istituzione, che, prima, il collega di opposizione ha  ricordato
  rispetto  a  quelle  due date: del 1130 e del 1947.  Ecco,  se  con
  questo spirito, tutti insieme, affronteremo questa legislatura sono
  certo  che  non solo passeremo bene questa fase di legislatura,  ma
  soprattutto  potremo avviare un'importante fase di riforme  di  cui
  tutti  i  Gruppi parlamentari potranno andare orgogliosi, certi  di
  poter guardare negli occhi dei Siciliani. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Figuccia.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.  Ricordo,
  tre  minuti.  L'onorevole  Laccoto ha il  tempo  che  gli  è  stato
  lasciato dall'onorevole Figuccia.

   CAMPO. Grazie Presidente. Governo e colleghi deputati, io prima di
  essere  deputato  sono  un  insegnante  e  ho  avuto  un  po'  come
  l'impressione  che  questo  documento  finanziario  sia  stato   il
  compitino che bisognava consegnare entro la scadenza, con il tempo,
  e   quindi  è  stato  fatto,  ma  un  po'svogliatamente,  un  po'di
  malavoglia. E dico questo perché, Presidente, lei è andato a  Roma,
  si  è  fatto dare 200 milioni di Euro a fronte, comunque,  degli  8
  miliardi  che  potevamo  vantare per il  contenzioso  aperto  sulla
  sanità; ha fatto spalmare il debito. Ecco ci aspettavamo ...  si  è
  parlato  della  norma "salva Sicilia", ci aspettavamo  qualcosa  di
  più.  Qualcosa di più strutturato, qualcosa che avesse una  visione
  per  la  nostra  Sicilia del futuro. E invece  abbiamo  l'ordinaria
  amministrazione,  niente più e niente meno di quello  che  è  stato
  fatto  negli  anni  precedenti.  Si sono  salvati  sicuramente  gli
  stipendi, qualche servizio essenziale, però, ecco, questo documento
  manca realmente di progettualità, di visione a lungo termine.
   Abbiamo  fatto  il  possibile, c'è stato un  grande  lavoro  nella
  Commissione  Bilancio , tanti emendamenti, se n'è parlato anche sui
  giornali. In primis ricordo per esempio quelli che hanno salvato le
  risorse per gli enti locali, le riserve per gli enti locali, perché
  sa,  cancellare le riserve agli enti locali significa  togliere  la
  possibilità  a  tutti quei piccoli comuni, che  magari  riescono  a
  intercettare  delle  risorse in più perché  sono  virtuosi,  perché
  sanno  fare  bene la differenziata, o perché mantengono  pulite  le
  coste  e  accessibili e quindi prendono quel fondo per le  bandiere
  blu,  le bandiere verdi, le bandiere lilla, o ancora quelle risorse
  per i centri storici, mi riferisco a Ragusa, Siracusa ed Agrigento.
  Perché  parliamo  tanto di turismo, ma il turismo non  lo  possiamo
  fare  solo  all'estero,  presentando una Sicilia  indorata  su  una
  passerella  a  Cannes,  che  fra  l'altro  aveva  anche  dei  costi
  esorbitanti:   ricordo  i  3,7  milioni  dati  alla   società   del
  Lussemburgo,  che poi, fortunatamente, sono stati  bloccati.  E  no
  Presidente,  il  turismo  lo  dobbiamo fare  in  Sicilia,  dobbiamo
  rendere   accessibili  le  nostre  strade,  intermodali  i   nostri
  trasporti,  dobbiamo  risolvere il  problema  dei  rifiuti  che  ci
  sommergono  nelle strade e che non sono certo una bella  cartolina,
  un bel biglietto da visita.
   Io,   Presidente,  le  ricordo  che  durante  la   sua   relazione
  programmatica mi lamentai del fatto che non c'era un assessore  del
  nostro territorio.

   PRESIDENTE. La prego di avviarsi alla conclusione.

   CAMPO.  Sto  concludendo. Mi lamentai del fatto che non  c'era  un
  assessore  del nostro territorio nella sua Giunta e mi promise  che
  ci   sarebbe  stata  particolare  attenzione.  Io  ora  le   chiedo
  particolare attenzione soprattutto per gli aeroporti. Vorrei capire
  quali prospettive ci sono per gli aeroporti minori e in particolare
  per l'aeroporto di Comiso.
     In  questi  giorni  si  è costituito un  comitato,  un  comitato
  composto da sindaci, da deputati, da associazioni di categoria,  da
  sigle  sindacali. Ecco, siamo pronti a salvare il nostro  aeroporto
  che rischia veramente, è in una situazione molto brutta e quindi le
  chiediamo  un  incontro. Spero, Presidente, che  voglia  accogliere
  questa richiesta, grazie.

   PRESIDENTE.   L'ultimo  intervento,  e  poi  si  è   conclusa   la
  discussione generale. Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne
  ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io credo che l'onorevole Campo  è  un
  poco  così  rispetto a quello che è l'andamento generale di  questa
  finanziaria. Dobbiamo dire che bisogna guardare alle questioni  più
  generali,  se  noi  abbiamo preferito guardare  alle  piccole  cose
  rispetto all'impostazione generale questo è stato attraverso  anche
  un  accordo  generale che vi è stato, quindi io credo  che  bisogna
  ricordare  da che cosa partivamo, partivamo senza i 200  milioni  e
  senza  la  distribuzione dei tre anni in dieci anni con il pericolo
  di non potere veramente fare né un bilancio né una finanziaria.
   Quindi, bisogna ricordare questo intanto, che va dato anche merito
  a  questo  Governo  di essere riuscito, attraverso l'interlocuzione
  col  Governo  nazionale,  a  sanare una  situazione  che  diventava
  insanabile.
   Premesso   questo,  penso  che  l'Assessore  Falcone,   se   vuole
  ascoltarmi  col  Presidente, io credo che qui vi siano  sicuramente
  delle  situazioni  di lacuna principalmente per quanto  riguarda  i
  fondi  in conto corrente agli enti locali. I cinquanta milioni  che
  mancano possono non far chiudere il bilancio agli enti locali della
  Regione Siciliana che già è in una situazione drammatica.
   E  allora  io  chiedo al Governo, Assessore Falcone  e  Presidente
  della  Regione,  che  ci  sia l'impegno appena  possibile,  durante
  l'anno, di una variazione di bilancio che possa incrementare questi
  fondi a livello regionale per gli enti locali.
   Cinquanta milioni in un momento in cui vi è l'aumento delle  tasse
  energetiche, in cui vi è un problema di aumento per l'energia anche
  per  gli  enti locali non è possibile affrontarlo in diminuzione  e
  questa è una prima considerazione che va fatta.
   Noi dobbiamo rendere conto a tutti gli enti locali della Sicilia.
   Quindi,  credo  che  sia  un  impegno  da  parte  del  Presidente,
  dell'Assessore  Falcone,  che ci sia la possibilità  di  impinguare
  questo   fondo  perché,  altrimenti,  tutti  gli  enti  locali   si
  troverebbero in grave crisi.
   Questo  dico, che rispetto a quella che è l'impostazione generale,
  io  credo  che  va dato atto anche alla Commissione Sanità  che  ha
  lavorato  all'unanimità,  facendo anche  delle  proposte  di  largo
  respiro,  cioè  mi riferisco alle borse di studio  che  sono  state
  accettate da tutta la Commissione e che erano partite in una  certa
  maniera, ma l'incremento delle borse di studio vuol dire dare anche
  delle  risposte  grazie anche al Governo che ha accettato,  che  ha
  fatto  la  riunione con i rettori, che poi un poco hanno  diminuito
  quella  che  era  la richiesta della stessa Commissione,  significa
  cercare  di  dare risposte a quell'emergenza sanitaria  soprattutto
  per  alcuni  professionisti specializzati quali gli anestesisti,  i
  cardiologi, eccetera, che in questo momento danno anche quella  che
  è la crisi della sanità nei pronto soccorsi, nei reparti, eccetera.
   Abbiamo dato questa impostazione che è di ordine generale e che  è
  stata accolta io credo con soddisfazione sia dal Governo regionale,
  sia  da tutta l'Assemblea, ma soprattutto anche da quelle che  sono
  le aspettative di tanti studenti.
   Laddove  io  credo che il Governo regionale si debba  fare,  nella
  Conferenza  Stato-Regione, promotore di un allargamento  di  questo
  numero chiuso delle facoltà di medicina.
   Non è possibile in queste condizioni andare avanti sapendo che  vi
  è  carenza di medici di base, di pediatri, di alcuni specialisti di
  branche fondamentali, parta dalla Sicilia questo appello perché  si
  faccia per lo meno un numero molto più ampio rispetto a quello  che
  è oggi.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Laccoto, c'era l'ultimo  minuto  che
  cede il Gruppo Fratelli d'Italia, ha facoltà di parlare l'onorevole
  Antonino De Luca, se vuole ha 60 secondi.

   DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente. Presidente Schifani io volevo
  approfittare  della  sua presenza per consegnarle  un  tema,  nello
  spirito   collaborativo  che  sinora  ha   animato   il   dibattito
  parlamentare, che è quello della cessione dei crediti derivanti  da
  super bonus 110 per cento.
     Noi  adesso stiamo consegnando all'onorevole Presidente dell'Ars
  un emendamento - Presidente Schifani, Assessore Falcone concedetemi
  la  vostra attenzione - che prevede un meccanismo che non è  quello
  di cui sentivo parlare della creazione di un fondo a garanzia ma  è
  quello  che  prevede,  attraverso  un  bando,  l'acquisizione   dei
  cassetti  fiscali dalle banche in modo da liberarle e  di  ottenere
  anche un lucro per la Regione siciliana nella cessione tra banche e
  Stato,  per la creazione non solo di un fondo a garanzia  ma  anche
  di  un  fondo a ripianamento del disavanzo del debito nei confronti
  dello Stato.
   Quindi,  Presidente,  noi  consegneremo  questo  emendamento  alla
  Presidenza  dell'Ars e a lei e vi invitiamo a farlo  proprio  nello
  spirito di collaborazione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca. E' giusto  precisare  che
  tutti  i  Gruppi parlamentari di questa Assemblea stanno  lavorando
  sullo   stesso   tema,  non  c'è  disattenzione  anzi   c'è   molta
  partecipazione  e sembrerebbe anche dal Governo che  gli  Assessori
  abbiano già posto la questione, quindi saremo ben lieti se,  magari
  dopo  l'approvazione del bilancio, durante la Capigruppo, volessimo
  presentare probabilmente un emendamento assolutamente di buon senso
  che  potrebbe  risolvere  un tema che sta attanagliando  moltissime
  imprese siciliane e potrebbe essere anche, secondo me, qualificante
  rispetto alla manovra che stiamo portando avanti,
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per la replica.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Grazie Presidente.  Onorevole
  Presidente  della  Regione, colleghi, noi abbiamo ascoltato,  oggi,
  questo  dibattito d'Aula abbastanza compiuto, intenso, un dibattito
  che  è stato di fatto la conseguenza del confronto serrato che  c'è
  stato  in  Commissione Bilancio e, per quanto  breve,  anche  nelle
  varie  Commissioni  di  merito dove i vari Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza e minoranza si sono confrontati all'insegna soprattutto
  di  una  lealtà  istituzionale, di una  collaborazione  che  mi  fa
  piacere   è   stata   sottolineata  anche   da   diversi   colleghi
  parlamentari,  all'insegna  di un principio   lavoriamo  insieme  e
  lavoriamo'  perché quando ci sono delle norme finanziarie  non  c'è
  una parte, c'è l'intera Sicilia.
   E'  stato  questo  lo spirito, Presidente della  Regione,  che  ha
  animato  il  suo primo intervento, è stato questo signor Presidente
  della  Regione l'imput che ha dato al Governo e che abbiamo cercato
  di raccogliere e di tradurre in fatti concreti.
   In  che  cosa  poggia questa legge di bilancio e questa  legge  di
  stabilità  2023-2025? Poggia su un punto cardine, che è  la  tenuta
  dei  conti, la tenuta del sistema, il rafforzamento delle  entrate,
  la diminuzione del disavanzo, la diminuzione dell'indebitamento.
   Sino  a  poco tempo fa la Regione siciliana andava a Roma  e  Roma
  contestava, signor Presidente della Commissione  Bilancio  a cui va
  il  mio  personale  ringraziamento per  la  sua  intensa,  proficua
  attività,  contestava  Roma che la Regione  Siciliana  voleva  fare
  delle  assunzioni e nel frattempo aumentava il proprio debito.  Per
  cui  ci  hanno bloccato, ci hanno bloccato in ragione di un  debito
  pregresso  e  non  siamo qua a dire di chi fosse la responsabilità,
  abbiamo dovuto sottoscrivere come Regione un accordo. Bene, oggi  a
  distanza  di  due  anni noi ci presentiamo all'Assemblea  regionale
  siciliana,  al Parlamento più antico d'Europa, dicendo guardate  ci
  sono  due  consuntivi, il 2020 il 2021. Nel 2020  vi  erano  alcuni
  dati,  la Regione Siciliana aveva una disponibilità di cassa di  un
  miliardo e quattrocento milioni; nel 2021 la disponibilità di cassa
  di  tre  miliardi; nel 2020 vi erano pagamenti per  circa  diciotto
  miliardi  e  mezzo;  nel '21 i pagamenti hanno  superato  quota  23
  miliardi;  nel  2020  vi era un indebitamento per  sei  miliardi  e
  ottocento milioni di euro; nel 2021 l'indebitamento è sceso  a  sei
  miliardi 181.
   Ma  dalla  relazione di accompagnamento che i revisori  dei  conti
  hanno  voluto rassegnare a tutti i Gruppi parlamentari e al Governo
  della  Regione,  si  è  visto  che  nell'avanzo  o  nei  saldi   di
  amministrazione presunti del 2022 abbiamo ancor migliorato e più la
  condizione  dell'indebitamento e ridotto, ulteriormente,  di  altri
  settecento milioni di euro l'indebitamento della Regione, scendendo
  quasi al di sotto dei cinque miliardi e mezzo.
   Ecco  allora  perché  i conti della Regione sono  migliorati.  Ma,
  guardate che, malgrado nel 2023 i trasferimenti dello Stato di  cui
  al  Titolo terzo sono stati diminuiti di oltre trecento milioni  di
  euro, al contempo abbiamo avuto per l'esattezza 378 milioni di euro
  che  sono  i minori trasferimenti Covid, abbiamo avuto al  contempo
  una maggiore entrata di 330 milioni di euro.
   E  allora  questo indice tendenziale che abbiamo rappresentato  al
  Parlamento siciliano prima con la nota di aggiornamento   del  DEFR
  che,  chiaramente,  ha ragione l'onorevole Cateno  De  Luca  -  che
  ringrazio anche per i suoi spunti che ha dato e che avevamo  voluto
  raccogliere   già  in  Commissione   Bilancio    in   quei   famosi
  ventiquattro  punti  che rappresentavano un elemento  di  ulteriore
  contributo  e noi diciamo anche qualificante alla nota che  abbiamo
  fatto  -  e  allora  cosa abbiamo voluto dire  in  questo  momento?
  Qualcuno  ha parlato - e mi fa piacere - ha ricordato il Presidente
  Piersanti Mattarella, un ente che si vuole - l'ha detto l'onorevole
  Catanzaro,   l'hanno  detto  altri  -  un   ente   che   si   vuole
  contraddistinguere  prima  di  tutto  deve  fare  i  compiti,  deve
  presentarsi  con  i  compiti. Ebbene, noi  da  qui  alla  settimana
  prossima  ci potremo presentare a Roma per poter dire  al  MEF,  al
  Governo nazionale 'siamo pronti', Presidente lei lo ha detto già al
  ministro  Giorgetti 'siamo pronti per poter rivedere questo  patto,
  questo  accordo  Stato-Regione che disciplina in diversi  punti  ma
  soprattutto in due punti i rapporti finanziari tra la Regione e  lo
  Stato'.
   E  ci  sono  dei  punti importanti da dire. Qualche collega  aveva
  detto  anche avete voluto fare un compitino velocemente  consegnato
  là,  questa  legge  di  bilancio e di  stabilità  non  è  stato  un
  compitino  credetemi, non era facile. Abbiamo  fatto  lavorare  gli
  uffici - che voglio ringraziare, signor Presidente - a iniziare dal
  Ragioniere   generale,  l'avvocato  Tozzo  a  continuare   con   la
  dottoressa  Gloria Giglio e tutti gli altri, la dottoressa  Amodeo,
  la  dottoressa Patti, tutti coloro che hanno messo in campo sino  a
  tarda  notte  il  loro  proficuo impegno e lo  zelo  nei  confronti
  dell'Amministrazione della Regione, no, nei confronti della Sicilia
  sì, nei confronti della nostra Regione.
   E allora volevo dire che, appunto, nei vari impegni ci sono alcune
  cose  che  avete auspicato voi, signori colleghi. Uno per  tutti  è
  quello delle riforme, certamente.
   Il  Vicepresidente Sammartino non è qua ma certamente è  impegnato
  nella  riforma  per  i  forestali e per  i  consorzi  di  bonifica.
  Certamente questa manovra finanziaria poggia su alcune questioni, e
  le  prime  questioni abbiamo detto, dare una stabilità  ai  Comuni,
  dare  una  certezza ai Comuni, e anticipare entro il 31  maggio  di
  questo  anno  un'iniezione di liquidità  per  evitare  che  debbano
  accedere al mercato finanziario, al mercato bancario, pagando  fior
  fior di interessi in un momento in cui i tassi sono molto alti.
   E  poi  ancora  abbiamo voluto guardare al sistema delle  imprese,
  quelle  imprese a cui e verso cui si parla tanto, ma  poco  si  fa.
  Ecco  perché  abbiamo istituito questo Fondo per l'occupazione  che
  attenzione, onorevole Schillaci, il Fondo l'ha istituito il Governo
  Schifani,   certamente,   ma  l'ha  consegnato   alla   valutazione
  dell'intera Commissione, io sfido se c'è stato un solo deputato, un
  solo  collega parlamentare di maggioranza o di minoranza,  che  non
  abbia   apportato  il  suo  prezioso  e  proficuo  contributo   per
  migliorare la norma, e la norma l'abbiamo  migliorata,   gli  "over
  50",   le  donne,  si  parla  tanto  di  pari  dignità  e  di  pari
  trattamento, e poi invece magari dimentichiamo, invece no,  abbiamo
  inserito questo altro elemento durante il dibattito d'Aula.
   Preannunciamo,  Presidente mi permetto di preannunciare,  che  c'è
  questa  - perché qualche collega parlamentare lo ha detto -  questa
  materia   importante  per  i  Pip.  Il  Presidente  della   Regione
  incontrerà  i  Pip da qui a qualche momento, perché all'interno  di
  questa  manovra ci sono degli articoli, degli ulteriori emendamenti
  di  Governo, che estendono la possibilità di reclutamento di questa
  sacca  di  precariato anche alle altre, non soltanto  alle  aziende
  partecipate,  ma  anche agli enti controllati e  vigilati,  financo
  alle   altre  aziende sanitarie ospedaliere che  abbiano  nei  loro
  organi vacatio per poter finalmente scrollarci di dosso quello  che
  è  un precariato storico. E allora, se siamo tutti d'accordo che il
  precariato  va abolito per la prima volta e finalmente  dopo  tanto
  tempo, questo Governo è riuscito a mettere in campo la dignità  del
  lavoro, come? Innanzitutto abbiamo riconosciuto l'adeguamento Istat
  ai  Pip,  qua devo dire anche grazie all'assessore Albano, che  per
  prima  ha  raccolto  questo importante  grido  di  allarme,  ma  il
  presidente  Schifani incontrandoli aveva preso  questo  impegno  un
  mese fa, ed è la prima cosa che è stata rispettata.
   Poi  metteremo anche un Fondo oltre a dare, anche a consentire che
  questi  contributi - chiaramente sono soggetti,  però  lo  dobbiamo
  dire,   al  parere  della  Commissione  Europea  e  non  ci  stiamo
  nascondendo dietro un dito - nel momento in cui la Commissione dirà
  "ok"  noi  saremo nelle condizioni di mettere in campo le diecimila
  unità  in  cui  anche ci potranno essere, perché  no,  precari  che
  potranno  essere  legittimamente  assunti  dopo  ventidue  anni,  e
  riconoscere loro la dignità del lavoro stabile.
   E,  allora,  ecco  perché abbiamo però voluto  prevedere  un'altra
  norma con la quale si mette in campo una misura di fuoriuscita, per
  poter   liberare  cinque-seicento  persone  da  questa   condizione
  mortificante.
   E  allora  ecco,  in  questo senso, da un lato  abbiamo  stabilito
  all'articolo quattro, all'articolo sei, abbiamo stabilito qual è il
  monte  ore  di un mondo di diciassettemila persone, che ieri  erano
  ventisettemila, poi diventarono ventitremila, oggi sono poco più di
  diciassette  mila e cinquecento persone, il mondo della  forestale,
  della forestazione.
   Abbiamo dato finalmente una cifra: 248 milioni e trecentomila euro
  come  monte  ore  e  non ci sono più risorse  che  vengono  dati  a
  spizzichi  e  bocconi. Per la prima volta questo bilancio,  intanto
  assegna  a tutti gli Assessorati, ai 29 Dipartimenti, le somme  per
  avere la normalità nell'anno, per poter garantire l'ordinario, dopo
  abbiamo  potuto anche assegnare ulteriori risorse laddove venissero
  -  come  dire  -  rappresentate  la necessità,  l'importanza  e  la
  strategicità.
   E  allora  ecco  perché la manovra - e vado verso  la  conclusione
  rubandovi soltanto qualche altro minuto - è una manovra che  guarda
  alla  dignità  del  lavoro  riconoscendo ad  esempio  l'adeguamento
  ISTAT.  A  chi?  A mille persone del nisseno e dell'ennese  con  il
  reddito   minimo   di  inserimento;  queste  persone,   che   erano
  considerate gli ultimi degli ultimi dei precari, bene anche a loro,
  se   c'è   un'inflazione,   dobbiamo   adeguare   l'indennità   che
  percepiscono,  lo  abbiamo fatto con i PIP, lo facciamo  con  loro,
  così  come  lo  abbiamo fatto nell'adeguamento contrattuale  per  i
  17.500  forestali e lo abbiamo fatto anche con i regionali mettendo
  sette  milioni e duecentomila euro di lato perché è giusto guardare
  anche al loro contratto.
   Un  momento  è stato riservato, in un momento di grande  crisi  lo
  dicemmo  nella nota al DEFR, lo abbiamo detto che se c'è un momento
  di  recessione  in  campo nell'Eurozona, l'aveva detto  l'onorevole
  Burtone  all'inizio  del suo intervento, bene  noi  dobbiamo  farci
  trovare  preparati, ecco perché la norma di contrasto alla povertà,
  ecco  perché  tante  norme  che abbiamo  anche  raccolto  da  parte
  dell'opposizione  -  l'ha  detto  l'onorevole  Dipasquale,   e   lo
  ringrazio  - ma anche altre norme a tutela della vita nascente,  un
  milione  e  mezzo di euro, i dieci milioni che sono stati  proposti
  dall'onorevole  Savarino per poter consentire alle  giovani  coppie
  l'acquisto  della propria casa, oppure nei centri  storici,  oppure
  anche  la norma che vede l'IRFIS in prima persona protagonista  per
  poter  consentire a chi volesse ristrutturare la propria  casa  nel
  centro  storico,  di  avere un contributo  in  conto  interessi.  E
  ancora,  anche  quando si parla nei trasporti abbiamo  sterilizzato
  all'articolo   5   l'aumento  delle  tariffe  sui  treni,   abbiamo
  consentito  poi  alle Forze  dell'ordine, ai corpi dello  Stato,  a
  quelle  figure che danno orgoglio e che ci fanno sentire orgogliosi
  dell'appartenenza del nostro tricolore, abbiamo riconosciuto  anche
  per il 2023 il trasporto gratuito sul trasporto pubblico locale  su
  gomma, ma anche per la prima volta via mare, l'abbiamo riconosciuto
  quando  c'è la necessità che si spostino loro verso le Isole minori
  e dalle Isole minori verso anche la Sicilia.
   Un'altra  cosa, onorevole Aricò. Quest'anno abbiamo introdotto  un
  fatto  di  giustizia  sociale, si è parlato di insularità,  abbiamo
  dato la gratuità a quegli abitanti dell'isola di Linosa per recarsi
  gratuitamente  a Lampedusa e ritornare senza pagare  alcun  ticket,
  abbiamo  riconosciuto lo stesso beneficio agli abitanti  dell'isola
  di  Alicudi  che  è l'ultima Isola per potersi recare  a  Lipari  e
  ritornare  e  così  come a Marettimo e all'Evanzo  per  arrivare  a
  Favignana  e ritornare e perché questo? Perché abbiamo  cercato  di
  ridurre  le  distanze  e i disagi di questi soggetti  e  allora  in
  quest'ottica  abbiamo  voluto certamente  guardare  allo  stato  di
  bisogno,  ma  lo  stato di bisogno che poggia anche  su  una  buona
  sanità.
   Abbiamo raccolto, Presidente, e lei l'ha chiesto esplicitamente in
  Giunta,  e abbiamo messo oltre ventisei milioni di euro per  quanto
  riguarda le borse di studio agli specializzandi per incrementare  i
  medici in corsia, negli ospedali; certamente c'è il numero chiuso e
  non  riguarda  noi,  cioè  non è una competenza  regionale,  è  una
  competenza statale, sulla quale dovremo però comunque ritornare  ma
  la  nostra  parte l'abbiamo fatta anche raccogliendo un emendamento
  dell'onorevole   Cateno  De  Luca  sulle   farmacie   rurali,   che
  giustamente  diventano molte volte un punto di riferimento  cardine
  in  alcuni  contesti penalizzati mortificati. Allora,  ecco  perché
  anche ad esse abbiamo dato anche abbiamo dato una risposta.
   Stringiamo dicendo che cosa? Non abbiamo anche dimenticato  in  un
  momento  in  cui, e mi fa piacere lo ha detto alcuni  colleghi,  mi
  pare  anche  lo  avesse  detto l'onorevole  La  Vardera  quando  ha
  richiamato  al disastro che nelle ore scorse si è potuto verificare
  in  tutta la sua drammaticità in Turchia. Presidente abbiamo  messo
  un  milione e mezzo di euro per le associazioni di volontariato  di
  protezione civile. Non vedevano un euro ormai da tantissimi anni, e
  abbiamo anche raccolto l'impegno - lo ha detto l'onorevole Giuseppe
  Geremia  Lombardo  assieme ad altri gruppi - quando  abbiamo  fatto
  nostra l'esenzione bollo per le associazioni di volontariato. Se ad
  un'associazione chiediamo un impegno di volontariato  non  possiamo
  anche  chiedere  di pagare dalla propria tasca e allora  in  questo
  senso  il Governo Schifani si è fatto carico, così come per  quanto
  riguarda l'IRFIS.
   Con  l'IRFIS  abbiamo guardato a fondi importanti,  il  fondo  per
  quanto  riguarda la ristrutturazione delle case nel centro storico,
  il fondo per quanto riguarda i maggiori costi energetici, onorevole
  Di  Mauro,  anche da lei voluta, i fondi energetici per le  società
  che  gestiscono  il  servizio idrico  oppure  anche  il  fondo  per
  sostenere le aziende sottoposte a misure di prevenzione, così  come
  ha   voluto   il  Partito  Democratico,  onorevole  Catanzaro.   Lo
  riconosciamo, lo riconosciamo perché diciamo che questa è stata una
  misura, diciamo così, una finanziaria che abbiamo voluto scrivere a
  più mani.
   E  allora concludiamo dicendo che noi siamo anche pronti  qua,  ci
  confronteremo  nelle  prossime ore in  questa  importante  manovra.
  Troverete  nella legge di bilancio un emendamento di cinque  pagine
  dove  abbiamo dovuto purtroppo assottigliare alcuni capitoli  anche
  di  duemila euro, di cinquemila euro, di 700 mila euro perché dallo
  Stato  ci arrivano dei segnali chiari "state attenti, non aumentate
  la  spesa corrente" "Regione siciliana fa i compiti a casa e  falli
  bene,  non esagerare anche se ci hai una disponibilità non li  puoi
  spendere  tutte  queste risorse". E allora abbiamo voluto  fare  un
  emendamento che vuole essere di riduzione su circa 70 capitoli  per
  un  totale  di  5  milioni  e  mezzo di  euro  col  quale  vogliamo
  dimostrare  che la Regione è pronta a mettere in campo delle  spese
  di  investimento.  Lo  abbiamo fatto perché il  nostro  bilancio  è
  formato da 16 miliardi e mezzo di euro in entrata e sedici miliardi
  e mezzo di euro in uscita.
   In  più abbiamo messo in campo circa 700 milioni di euro di  spese
  in  conto capitale di FSC o di fondi FESR ad esempio per i consorzi
  di  bonifica  o  di  fondi  per i non autosufficienti,  per  venire
  incontro  all'Oasi  di Troina così come l'onorevole  Venezia  aveva
  chiesto  ma  anche altri. Bene, lo abbiamo fatto in una  logica  di
  rigore, ma se vogliamo anche di espansione di investimento e allora
  ecco  perché,  concludo, ai Comuni oltre a dare delle  risorse  che
  abbiamo  detto  e  su cui ci sono delle riserve che  sono  comunque
  puntuali, abbiamo dato venti milioni per i Comuni facenti parte  al
  Unesco, quindici milioni per i Comuni a cui bisogna porre in essere
  iniziative  di  metanizzazione o completamento  di  metanizzazione,
  caro onorevole Cateno De Luca, dieci milioni di euro per le caserme
  nelle  comunità  montane volute anche dall'onorevole  Intravaia  ed
  altri,  e poi ancora o per i teatri di pietra, altri trenta milioni
  di  euro  per quelle località turistiche che hanno messo in  campo,
  che si sono contraddistinte per determinate iniziative.
   Non  è  una  finanziaria senza anima è una finanziaria  di  grande
  strategia,  di  grande visione che guarda a tanti temi.  Vi  prego,
  andateli  a  vedere e se poi all'interno di questi  temi,  ci  sono
  anche  dei  piccoli interventi territorializzati,  questi,  diciamo
  così,  rappresentano  il vigore di quei parlamentari  che  hanno  a
  cuore i propri territori, oltre che la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Cominciamo con l'esame del bilancio.
   Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo del 23 giugno  2011,
  n.  118, in particolare ai sensi dell'articolo 11 dell'articolo 39,
  comma  9,  dell'allegato 9, dell'allegato 4, paragrafo 9, la  nuova
  struttura   del  bilancio  ai  fini  dell'approvazione   da   parte
  dell'Assemblea è organizzata per entrate in titoli  e  tipologie  e
  per   la   spesa  in  missioni  e  programmi,  tipologie  programmi
  costituiscono le unità di voto ai fini dell'approvazione.
   Si  passa  all'esame  del  disegno di  legge  n.  244  recante  il
  'bilancio regionale', entrate si inizia dall'esame dell'articolo  1
  'stato di previsione dell'entrata'. Ne do lettura:

                               «Art. l.
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.  In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
  e  successive  modificazioni,  l'ammontare  delle  entrate  che  si
  prevede  di  accertare,  riscuotere e  versare  nelle  casse  della
  Regione  per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 in forza  di
  leggi,  decreti,  regolamenti  e  di  ogni  altro  titolo,  risulta
  dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2)».

   Si  passa all'esame dell'allegato 2 al quale sono stati presentati
  emendamenti che trovate direttamente sui vostri tablet.
   Cominciamo con l'allegato 2.1. Sono quelli del Governo,  onorevole
  Sunseri.
   Ce li avete già sul tablet, però se avete bisogno del tempo non  è
  un  problema se lo volete visionare. Sull'area legislativa dovreste
  trovare il fascicolo con tutti quanti gli allegati gli emendamenti,
  allegato 2, entrata che tra l'altro è la prima pagina.
   L'onorevole De Luca ha chiesto di intervenire sull'articolo 1.  Ne
  ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
  onorevole  Assessore,  Presidente  della  Regione  desideravo   una
  riflessione  così con voi su quello che è l'aspetto  delle  entrate
  della Regione siciliana ad integrazione di quello che ho avuto modo
  di  dire in relazione agli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto della
  Regione siciliana.
   Dall'intervento   dell'assessore  Falcone  devo  sottolineare   un
  aspetto.  Ha fatto una descrizione in difesa di quella  che  è  uno
  stato dei conti che gestisce anche la drammatica tagliola che hanno
  subito  tutti gli enti locali per il concorso alla finanza pubblica
  e di conseguenza il concorso da parte delle autonomie nei confronti
  di uno Stato che nonostante questo concorso non è riuscito ancora a
  ridurre di un euro il debito pubblico.
   Noi  mettiamo  sul mercato ogni anno tutta una serie  di  prodotti
  finanziari, bot, cct, ma si riesce a pagare a male pena l'interesse
  sul  debito pubblico. Allora oggi è ancora più attuale la questione
  riguardante  lo stato delle entrate perché veda Assessore,  lei  ha
  fatto una disamina su quelle che sono situazioni di precarietà  che
  ci  trasciniamo da una vita, ma non possiamo ovviamente limitare la
  nostra  riflessione  a  mettere delle pezze  su  provvedimenti  del
  passato dimenticandoci il contesto nel quale operiamo.
   Se  il  Presidente  Schifani si è reso conto  che  per  venire  in
  Sicilia e andare a Roma bisogna fare un mutuo con gli aerei, questa
  questione  non è stata né affrontata, al di là del grido di  dolore
  che  il  Presidente Schifani ha avuto modo di dire, ma non è  stata
  affrontata oggi neanche in una discussione di ampio respiro, che io
  mi auguro faccia il Presidente della Regione in quest'Aula.
   E'  che  noi  non possiamo, assessore Falcone quando  io  mi  sono
  permesso di dirle 'non può svolgere il ruolo del ragioniere e  pure
  scarso',   non   volevo   offenderla.  Assolutamente.   Io   facevo
  riferimento, invece, ad altre tematiche che diventano importanti.
   Qua c'è l'Assessore anche al Territorio e ambiente. Questo Governo
  come  intende velocizzare la spesa? Questo imbuto della Commissione
  VIA  è  una questione personale del Presidente precedente, o  è  un
  problema  di  sistema? Noi abbiamo presentato  un  emendamento  per
  abolire la Commissione VIA. Perchè, veda, la statistica ci dice,  e
  lo  può  verificare con i suoi uffici, che da quando,  nel  2015  o
  2016,  è stata istituita la Commissione VIA, si è dato un colpo  di
  grazia  agli  interventi sul nostro territorio, quelli  pubblici  e
  quelli  privati.  Noi su questo vogliamo delle  risposte  concrete.
  Sono anche entrate.
   E   sotto  il  profilo  delle  entrate,  per  esempio,  un   altro
  emendamento  che  abbiamo presentato - e vogliamo  una  discussione
  chiara - è sul paradosso riguardante il versamento anticipato che i
  comuni  devono fare per avere la valutazione di impatto  ambientale
  su  un  progetto, dopo di che versano. Ci sono comuni che non hanno
  neanche i soldi, e devono aspettare due, tre anni, quattro anni per
  avere un parere dalla stessa Regione
   Ma  allora,  perché non si procede, ecco, sotto il  profilo  delle
  entrate  una  piccola modifica di buon senso. Fate le compensazioni
  col  Fondo  delle autonomie locali, a cui ha diritto  quel  comune.
  Perché  io devo mettere in ginocchio un comune che non ha  i  soldi
  per poter versare quello che è la quota, che poi anche alta. E'  un
  pizzo  legalizzato, mi permetto di dire, nei confronti dello stesso
  Comune quando, invece poi, la Regione posticipa il versamento delle
  rate,  e  abbiamo  quanto  meno risolto in  parte  il  problema  in
  Commissione Bilancio dicendo 'Quanto meno tre rate te le  do  entro
  l'anno'.
   Presidente Schifani, questi sono i contributi che noi ora vogliamo
  offrirle,  perché  quest'Aula ancora può  migliorare  la  legge  di
  stabilità.  Presidente, concludo proprio con questo  auspicio.  Noi
  come  Gruppo  abbiamo presentato pochi emendamenti,  ma  che  hanno
  questa  finalità. Soprattutto sono emendamenti che  fanno  fare  un
  salto di qualità alla Regione siciliana, non costano, sono di  buon
  senso  e  lei, mi permetto di dire, in questa fase si  potrà  anche
  fregiare  di  aver dato un colpo di accetta uno degli  elementi,  e
  questo  è  certificato, che ha paralizzato lo  sviluppo  in  questa
  terra.

   PRESIDENTE.  Siamo  all'emendamento ALL 2.1, che  presumo  abbiate
  avuto  modo  di  leggere. Lo pongo in votazione. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.2. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.3. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.4. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.5. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.6. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.7. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi,  sì  come previsto  dal  decreto  legislativo
  numero  118  del  2011, l'Assemblea procede all'approvazione  delle
  singole   tipologie  all'interno  di  ciascun  Titolo,  così   come
  emendato.  Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato  per
  spese  correnti. Chi è favorevole resti seduto, Chi è contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione il "fondo pluriennale vincolato  per  conto
  capitale". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione di  cui
  avanzo   utilizzato   anticipatamente   di   cui   utilizzo   Fondo
  anticipazione  di liquidità. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione il "fondo di cassa all'1 gennaio 2023". Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'esame  del  Titolo 1 "Entrate  correnti  di  natura
  tributaria  contributiva e perequativa". Si pone  in  votazione  la
  Tipologia  101  "Imposte  tasse  e  proventi  assimilati".  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario Si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la tipologia 102  "tributi  destinati  al
  finanziamento della sanità". Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 103 "tributi devoluti e regolati
  alle  autonomie  speciali". Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  del Titolo 1 Si passa all'esame  del  Titolo  2
  "Trasferimenti  correnti". Si pone in votazione  la  Tipologia  101
  "Trasferimenti  correnti  da  Amministrazioni  pubbliche".  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario Si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti correnti  da
  famiglie". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 103 "Trasferimenti correnti  da
  imprese". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la Tipologia 105 "Trasferimenti  correnti
  dall'Unione Europea e dal resto del mondo". Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 2, Si passa all'esame  del  Titolo  3
  "Entrate  extra tributarie". Si pone in votazione la Tipologia  100
  "Vendita di beni e proventi derivanti dalla gestione dei beni". Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   pone  in  votazione  la  Tipologia  200  "Proventi  derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi".  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi da
  capitale". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                             E' approvato
     Si pone in votazione la tipologia 500" rimborsi ed altre entrate
  correnti". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  del  titolo tre si passa all'esame  del  titolo
  quattro  "entrate  in  conto capitale". Si  pone  in  votazione  la
  tipologia  200  "contributi agli investimenti".  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la tipologia 300 "altri  trasferimenti  in
  conto capitale". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la tipologia 400 "entrate da alienazione  di
  beni materiali di materiali". Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la tipologia 500 "altre entrate  in  conto
  capitale". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo quattro si passa all'esame del  titolo
  cinque  "entrate da riduzione di attività finanziarie" Si  pone  in
  votazione  la  tipologia 100 "alienazione di attività finanziarie".
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la tipologia 200 "riscossione di crediti  di
  breve  termine". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la tipologia 300 "riscossione  crediti  di
  medio  lungo  termine".  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 400 "altre entrate per riduzione
  di  attività  finanziarie". Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 5, si passa all'esame  del  Titolo  6
   Accensione prestiti .
   Si  pone  in votazione la Tipologia 300  Accensione mutui e  altri
  finanziamenti a medio lungo termine  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del  Titolo  9.
   Entrate  per conto terzi e partite di giro . Si pone in  votazione
  la Tipologia 100  Entrate per partite di giro .
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  1.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1 con il relativo  allegato,  così
  come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'articolo 2 del disegno di legge n.  224   Stato  di
  previsione della spesa .

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  De  Luca  ha  chiesto  di   intervenire
  sull'articolo 2. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
  assessore   Falcone,  Presidente  Schifani,   desidero   fare   una
  sottolineatura  in  relazione  all'aspetto  che  ha  toccato  sulla
  riduzione dell'indebitamento.
   Io non so la sua operazione verità se l'ha iniziata, oppure ancora
  la  deve  iniziare, assessore Falcone. E credo  che  in  questo  il
  Presidente  della  Regione la dovrà supportare,  perché  ancora  mi
  risulta,   proprio   in  relazione  a  quello   che   è   il   tema
  dell'indebitamento, che ci potrebbero essere delle  situazioni  che
  non  risultano  effettivamente censite nella  situazione  debitoria
  della Regione siciliana.
   E vado al dunque. Sto parlando di quello che è il sistema pubblico
  allargato,  cioè di tutti quegli enti, società, di  tutto  ciò  che
  riguarda  non solo le partecipate dirette della Regione,  ma  anche
  gli enti vigilati. Faccio un esempio per tutti: il sistema delle ex
  Ipab. Sa mi risulta che non vengono pagati gli stipendi da anni.
   Io  non vorrei fare un giochino, per non metterla in imbarazzo,  e
  questo  credo  che  possa interessare anche ad Elvira  Amata,  come
  ragionamento:  se  andiamo a verificare dove  si  trova,  in  quale
  capitolo  di  bilancio  si  trova la  copertura  finanziaria  della
  situazione  debitoria effettivamente accertata, io  credo  che  sia
  complicato per lei quantificare quanti soldi ancora si devono dare.
   Forse ancora c'è pure il problema di quanti dipendenti, perché c'è
  anche  il gioco delle tre carte su alcuni fronti. E gliel'ho voluto
  citare   perché?   Perché,  veda,  noi  abbiamo   iniziato   questa
  operazione,  allora, anticipando le previsioni del  118,  l'abbiamo
  iniziata nel 2010 con quelli che erano gli articoli 13, 14 e 15  di
  quella  legge  finanziaria,  la legge  11/2010.  Lì  avevamo  posto
  esattamente  questa fotografia, dalla quale poi sono  scaturite  le
  situazioni  che ancora ci trasciniamo, perché avevamo scoperto  che
  tanti  enti,  tante partecipate, rimanevano in piedi grazie  ad  un
  presunto  credito che avevano scritto in entrata;  peccato  che  in
  uscita la Regione siciliana, nel suo bilancio, non aveva la partita
  di  corrispondenza. Risultato: gli enti continuavano  a  rimare  in
  piedi, non si pagava con una situazione di cassa e si continuava ad
  occultare  una  situazione di indebitamento puro.  Veda  è  come  è
  successo nel tempo - tanto qui ce lo possiamo dire - con la  quarta
  trimestralità  dei  trasferimenti ai comuni. Lei  deve  sapere  che
  ancora  nel  2009  la  quarta trimestralità  andava  per  effettiva
  competenza, la situazione è sfuggita di mano credo nel 2011 o 2012,
  dove  alla quarta trimestralità, che prima era da questo  punto  di
  vista  comprendente l'anno di riferimento, come quello che  abbiamo
  discusso come 2023, per esempio, e le quattro rate, dal 2012 in poi
  la quarta andò a finire nel bilancio successivo, come noi in questo
  momento stiamo anche discutendo.
   E  allora, Assessore, mi permetto di darle un consiglio da  questo
  punto di vista. Mettiamo sul tavolo una volta per tutte quali  sono
  gli  effettivi  debiti della Regione siciliana,  questa  operazione
  verità  lei  la deve fare e la deve fare perché? Perché rischia  di
  trovarsi  con  tutta una serie di situazioni che  al  momento  meno
  opportuno le possono scoppiare in mano.
   Chiudo,  anche sotto questo punto di vista con un impegno che  lei
  si era assunto in Commissione Bilancio, c'è un accordo che sottende
  il   cosiddetto  'salva  Sicilia',  la  riduzione  della  spesa   e
  l'attivazione di misure ben precise che riguardano nel decennio  il
  taglio  di circa un miliardo e ottocento milioni di euro  di  spesa
  corrente e l'aumento degli investimenti.
   Ebbene,  chiudo  Presidente sottolineandolo  questo  aspetto,  noi
  siamo  rimasti che prima di arrivare al voto finale della legge  di
  bilancio e della legge di stabilità questo Parlamento debba  essere
  messo  nelle condizioni di stare quanto meno non sereno come diceva
  il  buon  Renzi,  ma  tranquillo che gli  atti  contabili  che  sta
  approvando  siano  in  linea col presupposto del  'salva  Sicilia',
  diversamente  la rateizzazione dei dieci anni che si  è  avuta  per
  quanto  riguarda il disavanzo del 2020, come sapete bene, diventerà
  un  elemento  che  automaticamente  ripiomberà  sulle  casse  della
  Regione siciliana.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, allora  dopo
  il  mio intervento il Presidente mi dice di riferire che sospenderà
  per cinque minuti perché c'è un problema tecnico nei microfoni.
   Volevo  dire soltanto brevissimamente per rispondere all'onorevole
  Cateno De Luca che giustamente ha posto un problema, noi lo avevamo
  detto  in  Commissione,  quest'Aula e la  Commissione  Bilancio  si
  ritroverà  a  discutere  su  quello che  è  il  gap,  i  Gruppi  di
  amministrazione  pubblica,  cioè quella  Amministrazione  allargata
  dove faremo una ricognizione, dove già abbiamo iniziato a fare  una
  puntuale  ricognizione di tutte quelle che sono le  amministrazioni
  che ruotano attorno alla Regione siciliana.
   Fra  due  giorni, giovedì pomeriggio, consegneremo alla giunta  di
  Governo   intanto  il  bilancio  consolidato,  cos'è  il   bilancio
  consolidato? Sono i bilanci di quelle società che ruotano  a  vario
  titolo attorno alla Regione, considerate che ce ne sono circa 150.
   La  Regione siciliana l'anno scorso ne presentò appena 30, ma  era
  già di più rispetto a quei bilanci presentati l'anno precedente che
  erano  venti  e  prima erano sette, noi quest'anno presenteremo  il
  bilancio  consolidato  che  riguarderà  oltre  60  società,  quindi
  significa che stiamo migliorando ulteriormente, e stiamo dando  una
  visione molto più completa rispetto che nel passato.
   Vicino  a questo, però, vorrei rassicurare l'Aula che presenteremo
  tutto   un  lavoro  che  riguarderà  la  ricognizione,  un'attività
  ricognitiva  dei  conti di tutte le società, e  questo  si  fa  col
  consuntivo  consolidato,  ma si fa anche  con  una  verifica  molto
  attenta, puntuale, precisa.
   Inoltre,  onorevole  De Luca, noi stiamo lavorando,  ce  lo  siamo
  detti  in Commissione Bilancio che dobbiamo ritornare alle  quattro
  trimestralità nell'anno.
   Certamente, lo aveva detto l'onorevole Laccoto, aveva lanciato  un
  input,  ma  lo aveva detto anche l'onorevole Sciotto, cioè  noi  ci
  sono  dei  dati  su  cui stiamo lavorando: il  primo,  chiaramente,
  dovremmo  riportare a regime quella che è la finanza  pubblica  per
  quanto  riguarda gli enti locali, ma dobbiamo anche  intervenire  e
  interverremo, vediamo se poi in assestamento di bilancio  o  quando
  le condizioni ce lo consentiranno.
   L'anno  scorso, vorrei ricordare, siamo intervenuti con 48 milioni
  di  euro,  più  4  milioni  dati  ai liberi  consorzi,  alle  città
  metropolitane, quindi con oltre 50 milioni di euro in  più  per  il
  caro energia nei comuni.
   Bene,  vedremo  un  attimino  di  potere  intervenire  altrettanto
  quest'anno,  quando  l'indice  tendenziale  delle  entrate  ce   lo
  consentirà,  dobbiamo anche dire, comunque, che ad  esempio  l'anno
  scorso  abbiamo potuto fare la manovra grazie a un'entrata maggiore
  dei  bolli  automobilistici, quest'anno abbiamo messo ulteriori  19
  milioni di euro.
   Vi  do  soltanto  un dato, lo voglio dare a tutta l'Aula,  noi  in
  entrata  abbiamo previsto quest'anno 330 milioni di euro, che  sono
  30  milioni di euro in più rispetto all'anno scorso, bene  già  nel
  mese  di  gennaio  soltanto la Regione siciliana ha  introitato  70
  milioni  di  euro  per  il  bollo auto,  significa  che  la  misura
  dell'abbatti  e dello straccio bollette sta funzionando,  significa
  che le entrate sono più robuste rispetto al passato.
   Allora,  in  questo senso, vogliamo lavorare, perché siamo  qua  a
  garantire  innanzitutto la tenuta del sistema,  dopo  eventualmente
  potremo  verificare, ragioneremo se ci sono le condizioni per  fare
  ulteriori misure di protezione oltre che espansive.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  intervengo  sull'articolo  2   per
  chiedere effettivamente se è possibile - Assessore io questa  sfida
  l'accetterei  -  se  è  possibile effettivamente  giungere  ad  una
  quantificazione  della situazione debitoria, la  vogliamo  chiamare
  operazione verità, la vogliamo chiamare operazione Schifani, non  è
  stata mai fatta.
   Se riuscissimo, anche alla luce della contingenza legata al salva-
  Sicilia,  a  definire  effettivamente, Assessore,  per  presentarci
  all'Aula  intanto una grande novità, che è quella per cui  noi  non
  accenderemo mutui cercando di fare come è stato fatto in passato.
   Lei  ricorderà, Assessore Falcone, eravamo insieme all'opposizione
  di Crocetta quando si gridò allo scandalo

   DIPASQUALE. Ancora  Lascialo perdere Crocetta

   PRESIDENTE.  Onorevole  tanto  non  la  sento.  Grazie,  Onorevole
  Figuccia.
   Allora all'allegato 4 sono stati presentati degli emendamenti. Nel
  vostro  tablet  li dovreste trovare, ma ce l'avevate  anche  prima.
  L'allegato 4 che è quello relativo alla spesa. Intanto guardiamoli.
   Pongo  in votazione l'allegato 4.1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'allegato 4.2. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'allegato 4.3R. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su quello dopo va bene, onorevole Sunseri. Il bello  è
  che lo dico piano piano chi è favorevole resti seduto...

   SUNSERI. Avevo chiesto la parola non mi ha sentito.

   PRESIDENTE.  Le  chiedo  scusa  onorevole  Sunseri,  non  era  mia
  intenzione. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Sul   milione   per   le  spese   di   ristrutturazione
  straordinaria  del  Palazzo  della Presidenza,  cosa  assolutamente
  lodevole,  ma  non  potremmo  metterlo  sull'Fsc  e  toglierlo   al
  bilancio?  Abbiamo  fatto  una  Finanziaria  ...  alle   spese   di
  investimento   come  questo  soprattutto  sono  le   strutturazioni
  straordinarie del Palazzo potevano essere tolte dal bilancio  della
  Regione  e  caricate  sul  Fondo  di  sviluppo  e  coesione,  somma
  assolutamente leggibile tra l'altro, così piccola. Se  li  togliamo
  dal  bilancio avremo la possibilità sicuramente di utilizzarli  sul
  Fondo di sviluppo e coesione.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, la ringrazio per l'intervento.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Sì Presidente volevo  cogliere
  l'input del Presidente Sunseri per precisare due vicende. Purtroppo
  non  può  essere messo sull'Fsc per due ragioni. La  prima,  perché
  trattasi di piccole spesucce, sono le manutenzioni straordinarie di
  ogni   tipo  dalle  10.000  euro  alle  100,  200,  300.000   euro.
  Considerate  che  l'anno  scorso sono  stati  impegnati  fondi  per
  844.000  euro, quest'anno se mettiamo un milione è perché  vogliamo
  'stare  tranquilli'  e  dare  anche al Palazzo  della  Regione,  al
  Palazzo d'Orléans, la serenità per potere operare.
   Dopodiché,  volevo anche dire un'altra cosa. Il fatto  di  mettere
  somme in conto capitale è importante perché il patto di accordo con
  lo Stato, da un lato ci impone di risparmiare la spesa corrente, ma
  ci suggerisce di riqualificare la spesa con spesa in conto capitale
  quale è questa.
   Quindi,  se  voi  avete  visto, e io vi ho anche  relazionato  che
  abbiamo ridotto di 5 milioni e mezzo la spesa corrente, considerate
  che  dovremmo  fare un ulteriore piccolo, taglio faremo  un  taglio
  lineare  di qualche punto poi in Finanziaria, perché ce  lo  chiede
  anche  il  MEF, fermo restando che oggi c'è una spesa che purtroppo
  sta  aumentando, è la spesa delle pensioni, è la spesa delle  buone
  uscite,  è  la spesa degli aumenti di adeguamenti contrattuali  per
  tutto  il comparto, per la dirigenza, per il personale che  abbiamo
  potuto vedere.
   Quindi, mettere in campo oggi invece un milione di euro non è come
  dire  mettere in campo dieci milioni di euro per un intervento  per
  cui  andrebbe  soltanto in quel caso sull'Fsc. Questo  va,  invece,
  imputato adeguatamente e opportunamente sul capitolo di bilancio.

   PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone.
   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.4.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.5.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.6.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.8.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.10.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.11.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.12.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.13.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.14.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  ALL  4.15.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli emendamenti sono finiti, questo qua era un po' più lungo degli
  altri. quindi così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del
  2011  e  s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione  dei  singoli
  Programmi all'interno di ciascuna Missione, così come emendati.

   Si inizia dall'esame della Missione 0.
   Disavanzo finanziario.
   Si pone in votazione il Programma 0 Disavanzo finanziario

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  della  Missione  1  Servizi  istituzionali,
  generali e di gestione.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
       Programma 1 Organi istituzionali.

                             (È approvato)

       Programma 2 Segreteria Generale.

                             (È approvato)

       Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione  e
     provveditorato.

                             (È approvato)

       Programma  4  Gestione  delle  entrate  tributarie  e  servizi
     fiscali.

                             (È approvato)

       Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali.

                             (È approvato)

       Programma 6 Ufficio tecnico.

                             (È approvato)

       Programma  7  Elezioni e consultazioni popolari -  Anagrafe  e
     stato civile.

                             (È approvato)

       Programma 8 Statistica e sistemi informativi.

                             (È approvato)

       Programma 10 Risorse umane.

                             (È approvato)

       Programma 11 Altri servizi generali.

                             (È approvato)

       Programma  12  Politica  regionale  unitaria  per  i   servizi
     istituzionali, generali e di gestione.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 1,  si  passa  all'esame  della
  Missione 3 Ordine pubblico e sicurezza.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Polizia locale ed amministrativa.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 3,  si  passa  all'esame  della
  Missione 4 Istruzione e diritto allo studio.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Istruzione prescolastica.

                             (È approvato)

    Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria.

                             (È approvato)

    Programma 3 Edilizia scolastica.

                             (È approvato)

    Programma 4 Istruzione universitaria.

                             (È approvato)

    Programma 5 Istruzione tecnica superiore.

                             (È approvato)

    Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione.

                             (È approvato)

    Programma 7 Diritto allo studio.

                             (È approvato)

     Programma  8 Politica regionale unitaria per l'istruzione  e  il
  diritto allo studio.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 4,  si  passa  all'esame  della
  Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico.

                             (È approvato)

   Programma  2  Attività culturali e interventi diversi nel  settore
  culturale.

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei  beni  e
  delle attività culturali.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 5,  si  passa  all'esame  della
  Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Sport e tempo libero.

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport  e
  il tempo libero.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 6,  si  passa  all'esame  della
  Missione 7 Turismo.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo.

                             (È approvato)

   Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 7,  si  passa  all'esame  della
  Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio.

                             (È approvato)

   Programma  2 Edilizia residenziale pubblica e locale  e  piani  di
  edilizia economico - popolare.

                             (È approvato)

   Programma   3  Politica  regionale  unitaria  per  l'assetto   del
  territorio e l'edilizia abitativa.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 8,  si  passa  all'esame  della
  Missione   9  Sviluppo  sostenibile  e  tutela  del  territorio   e
  dell'ambiente.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Difesa del suolo.

                             (È approvato)

   Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale.

                             (È approvato)

   Programma 3 Rifiuti.

                             (È approvato)

   Programma 4 Servizio idrico integrato.

                             (È approvato)

   Programma   5   Aree   protette,   parchi   naturali,   protezione
  naturalistica e forestazione.

                             (È approvato)

   Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche.

                             (È approvato)

   Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento.

                             (È approvato)

   Programma   9   Politica  regionale  unitaria  per   lo   sviluppo
  sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 9,  si  passa  all'esame  della
  Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Trasporto ferroviario.

                             (È approvato)

   Programma 2 Trasporto pubblico locale.

                             (È approvato)

   Programma 3 Trasporto per vie d'acqua.
                             (È approvato)

   Programma 4 Altre modalità di trasporto.

                             (È approvato)

   Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali.

                             (È approvato)

   Programma  6  Politica regionale unitaria per  i  trasporti  e  il
  diritto alla mobilità.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 10, si  passa  all'esame  della
  Missione 11 Soccorso civile.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Sistema di protezione civile.

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali.

                             (È approvato)

   Programma  3  Politica regionale unitaria per  il  soccorso  e  la
  protezione civile.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 11, si  passa  all'esame  della
  Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido.

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi per la disabilità.

                             (È approvato)

   Programma 3 Interventi per gli anziani.

                             (È approvato)

   Programma  4  Interventi  per soggetti  a  rischio  di  esclusione
  sociale.

                             (È approvato)

   Programma 5 Interventi per le famiglie.

                             (È approvato)

   Programma 6 Interventi per il diritto alla casa.

                             (È approvato)

   Programma  7  Programmazione  e governo  della  rete  dei  servizi
  sociosanitari e sociali.

                             (È approvato)

   Programma 8 Cooperazione e associazionismo.

                             (È approvato)

   Programma  10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali  e
  la famiglia.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 12, si  passa  all'esame  della
  Missione 13 Tutela della salute.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
  corrente per la
   garanzia dei LEA.

                             (È approvato)

   Programma   2   Servizio  sanitario  regionale   -   finanziamento
  aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA.

                             (È approvato)

   Programma  4  Servizio sanitario regionale - ripiano di  disavanzi
  sanitari relativi ad esercizi pregressi.

                             (È approvato)

   Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari.

                             (È approvato)

   Programma  6 Servizio sanitario regionale - restituzione  maggiori
  gettiti SSN.

                             (È approvato)

   Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria.

                             (È approvato)

   Programma  8  Politica  regionale unitaria  per  la  tutela  della
  salute.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 13, si  passa  all'esame  della
  Missione 14 Sviluppo economico e competitività.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Industria, PMI e artigianato.

                             (È approvato)

   Programma   2   Commercio  -  reti  distributive  -   tutela   dei
  consumatori.

                             (È approvato)

   Programma 3 Ricerca e innovazione.

                             (È approvato)

   Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità.

                             (È approvato)

   Programma  5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
  e la competitività.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 14, si  passa  all'esame  della
  Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro.

                             (È approvato)

   Programma 2 Formazione professionale.

                             (È approvato)

   Programma 3 Sostegno all'occupazione.

                             (È approvato)

   Programma  4  Politica  regionale unitaria  per  il  lavoro  e  la
  formazione professionale.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 15, si  passa  all'esame  della
  Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma   1   Sviluppo  del  settore  agricolo  e  del   sistema
  agroalimentare.

                             (È approvato)

   Programma 2 Caccia e pesca.

                             (È approvato)

   Programma  3  Politica  regionale unitaria  per  l'agricoltura,  i
  sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 16, si  passa  all'esame  della
  Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Fonti energetiche.

                             (È approvato)

   Programma  2  Politica  regionale  unitaria  per  l'energia  e  la
  diversificazione delle fonti energetiche.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 17, Si  passa  all'esame  della
  Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma   1   Relazioni  finanziarie  con  le  altre   autonomie
  territoriali.

                             (È approvato)

   Programma  2 Politica regionale unitaria per le relazioni  con  le
  altre autonomie locali.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 18, si  passa  all'esame  della
  Missione 19 Relazioni internazionali.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 19, si  passa  all'esame  della
  Missione 20 Fondi e accantonamenti.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Fondo di riserva.

                             (È approvato)

   Programma 3 Altri fondi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 20, si  passa  all'esame  della
  Missione 50 Debito pubblico.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma   1  Quota  interessi  ammortamento  mutui  e   prestiti
  obbligazionari.

                             (È approvato)

   Programma   2  Quota  capitale  ammortamento  mutui   e   prestiti
  obbligazionari.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 50, si  passa  all'esame  della
  Missione 60 Anticipazioni finanziarie.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 60, si  passa  all'esame  della
  Missione 99 Servizi per conto terzi.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro.

                             (È approvato)

   Programma  2  Anticipazioni  per  il  finanziamento  del   Sistema
  Sanitario Nazionale.

                             (È approvato)

   Si  passa  quindi  all'esame dell'articolo 3 al quale  sono  stati
  presentati emendamenti che troverete sempre all'interno del  vostro
  tablet.
   Si  passa all'emendamento 3 GOV 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi  è  contrario  si  alzi.  Stiamo assolutamente  calmi  ci  sono
  comunque  questi  emendamenti sono nel tablet anche  da  prima,  va
  benissimo,  no, dico sono nel tablet anche da prima. Se  serve  del
  tempo noi daremo il tempo necessario.
   Onorevole  Catanzaro solo due emendamenti che  troverà  3.GOV.1  e
  3.GOV.  Ma  infatti  io non lo sto mettendo in votazione  onorevole
  Sunseri,  le  do tutto il tempo che occorre, mi sembra  che  stiamo
  facendo le cose in maniera ordinata.
    Pongo in votazione l'emendamento 3.GOV.1.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 3.GOV. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa quindi all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                Totale generale del bilancio triennale

   1.  È approvato in euro 21.985.702.426,69 in termini di competenza
  ed in euro 22.657.646.503,26 in termini di cassa il totale generale
  dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione siciliana per
  l'esercizio finanziario 2023.

   2.  È approvato in euro 20.072.299.808,40 in termini di competenza
  il  totale  generale dell'entrata e della spesa del bilancio  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2024.

   3.  È approvato in euro 19.085.353.483,41 in termini di competenza
  il  totale  generale dell'entrata e della spesa del bilancio  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2025».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA  CATENO,  relatore  di  minoranza.  Grazie,  Presidente.
  Assessore Falcone, la richiamo io all'Assessore, vedo che Elvira mi
  vuole bene. Grazie.
   Articolo  4, questione triennale. Veda, noi abbiamo qui suggellato
  quello  che  è  il  tema che le abbiamo posto  su  tante  poste  di
  bilancio  in  Commissione  Bilancio . La  prima  ha  riguardato  il
  trasferimento  ai comuni, abbiamo detto che i comuni hanno  diritto
  di  poter  applicare la legge in materia contabile, che per  quanto
  riguarda  la  pluriennalità del bilancio  è  autorizzatoria  e  può
  consentire  di  poter  fare spese sul pluriennale  e  quindi  hanno
  diritto  di  avere  la garanzia dei trasferimenti  nel  triennio  e
  l'intangibilità quanto meno nel triennio.
   La  stessa  cosa abbiamo chiesto per i lavoratori della forestale,
  c'era  il  direttore della programmazione se non ricordo  male,  il
  quale  ovviamente ha posto, io ho posto e anche su questo c'era  la
  condivisione  che  per poter utilizzare in modo  adeguato  i  fondi
  extra  bilancio bisogna fare i progetti e per poter fare i progetti
  bisogna  avere una copertura nel medio termine quanto  meno  quella
  triennale; e anche su questo tema siamo rimasti che in Aula avremmo
  affrontato la questione.
   Questo  bilancio, se lo andiamo a guardare, suggella nel  triennio
  2023, 2024 e 2025 lo stesso problema identico come quello dell'anno
  scorso.
   Allora, io su questo vorrei dei chiarimenti, Assessore, perché c'è
  una  differenza  enorme.  Ora, lasciamo stare  che  alcune  entrate
  potrebbero essere una tantum anche se mi viene da chiederle già,  e
  lo  chiedo  al  presidente Schifani, se già in  una  previsione  di
  entrata  prudenziale  con  un accantonamento  ovviamente  vincolato
  abbiamo  cominciato a prevedere i 600 milioni delle accise  che  ci
  dovrebbero dare dal 2023 in poi. Glielo chiedo se questo  già  come
  programmazione,  attenzione,  con  partita  di   giro   si   chiama
  tecnicamente  è  intanto  nel bilancio di previsione  sul  triennio
  2023,  2024 e 2025. Perché? Perchè voi avete rinunciato, piaccia  o
  non  piaccia  noi  rimaniamo di questa idea, anche  perché  il  suo
  Governo  presieduto da Musumeci aveva detto questo a pagina  7,  il
  suo  maestro,  il professore Armao aveva scritto  a  pagina  7  del
  Documento   di  formazione  economico  regionale  che  quei   soldi
  toccavano.  E'  stato  talmente 'meravigliao'  che  ha  indotto  in
  inganno  il  Presidente  Schifani, che l'1 dicembre  in  quest'Aula
  nelle sue dichiarazioni programmatiche ha detto che erano conti ben
  precisi  e  che ora li avrebbe recuperati. Poi si è reso conto  che
  Armao  era  'meravigliao', e il 16 dicembre il Presidente Schifani,
  senza trucco e senza inganno, ha sottoscritto l'accordo presupposto
  del   salva Sicilia  rinunciando a quei soldi perché si  è  accorto
  dopo che non ci toccavano e nello stesso tempo abbiamo avuto i  200
  milioni. Ma è stato detto in quest'Aula, Assessore, anche  da  lei,
  che   comunque per il futuro  ; siamo nel futuro già,  siamo  nella
  previsione triennale delle entrate.
   E  allora,  la mia domanda è, credo, legittima e se  la  fa  anche
  quest'Aula.   I   600  milioni  di  euro  l'anno,  riguardanti   la
  compartecipazione della spesa sanitaria, la retrocessione da  parte
  delle  accise,  visto che abbiamo rinunciato  da  un  lato,  questo
  Governo  cosa  ha  fatto  sulla previsione  delle  entrate?  Le  ha
  previste,  sì o no? O ci troviamo di fronte al danno certo  e  alle
  entrate  incerte?  Sa,  questa è una scelta importante,  Assessore,
  perché lei sa bene che se quello che ci avete detto è vero,  e  noi
  non  ne  dubitiamo  -  guai  a  chi dubita  qui  della  parola  del
  Presidente  Schifani, anche perché rappresenta noi, e anche  perché
  questa  parola  ha  portato alla rinuncia di 8  miliardi,  certo  o
  incerto  ormai  non  ci interessa più, ormai li abbiamo  persi,  ma
  almeno  sul fronte delle previsioni possiamo avere un, oggi, quadro
  di  chiarezza? E le aggiungo e chiudo. Veda ci sono, tra il 2023  e
  il  2024,  quasi 2 miliardi di euro di differenza in entrata  e  in
  uscita.  Nel 2023, rispetto al 2025, la differenza è di 4  miliardi
  di euro.
   Veda qua bisogna, una volta per tutte, chiarirci se questo Governo
  vuole  intraprendere  quella  che è il percorso  della  correttezza
  contabile  e,  quindi, sul triennale, ovviamente, non  ripetere  le
  spese  una tantum - che sono riferite a un anno contabile. Ma  veda
  che  noi,  e  finisco Presidente, stiamo parlando fondamentalmente,
  tranne  ovviamente che per la parte degli investimenti, di  risorse
  che  comunque  fanno fronte a spesa continuativa nel tempo.  Tranne
  che  si voglia sostenere - e chiudo - che i forestali devono  avere
  la  copertura al centesimo, come ha detto, per il 2023, per il 2024
  gli  mettiamo  noccioline, per il 2025 gli mettiamo  le  pigne  che
  dovrebbero raccogliere.
   E  allora chiudo, dicendole questo. Uno dei 24 punti, che  lei  ha
  fatto  proprio da parte della nostra proposta in ambito  del  DEFR,
  era  quello  di fare delle previsioni triennali corrette,  in  modo
  tale  che  nel  medio periodo - per come impone, come impongono  le
  norme  contabili - ci sia stata una proiezione, da questo punto  di
  vista,  ponderata  e  complessiva, e  lo  stesso  vale  per  quanto
  riguarda  il piano di rientro sul quale vorremmo vedere, Presidente
  Schifani, la proiezione triennale. Grazie.

   PRESIDENTE.   Allora,  siamo  all'articolo  4.  Non   sono   stati
  presentati  emendamenti. Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2023.
   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   sospende  l'esame  del  disegno  di  legge  del  Bilancio   a
  legislazione vigente, prima del voto finale, per passare  all'esame
  del  disegno  di  legge n. 245 "Legge di stabilità regionale  2023-
  2025".


          Comunicazione di Presidenza di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella sua qualità di unico iscritto  al
  Gruppo Misto, l'onorevole Micciché è da considerare Presidente  del
  Gruppo  medesimo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo  25  del
  Regolamento  interno e, più in generale, di tutta la  normativa  di
  riferimento.

    L'assemblea ne prende atto.

    Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per mezz'ora, per fare una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.54)

   La seduta è ripresa.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dalla Conferenza dei Capigruppo si
  è  deciso  che  sospendiamo l'Aula e ci rivediamo domani  alle  ore
  10.15. Domani però dobbiamo riprendere, vi chiedo di essere...

   SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ma  non  è  finita la seduta,  stiamo  sospendendo  e
  riprenderemo domani alle ore 10.15. Può intervenire sull'ordine dei
  lavori.

   SUNSERI. No, parlerò dopo ai sensi dell'articolo 83.

   PRESIDENTE.  Va bene. La seduta è sospesa e riprenderà,  domani  8
  febbraio 2023, alle ore 10.15.

   (La  seduta, sospesa alle ore 18.55 di martedì 7 febbraio 2023,  è
  ripresa alle ore 10.35 di mercoledì 8 febbraio 2023)

   La seduta è ripresa.


   Seguito  della  discussione dei disegni  di  legge   Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana per il triennio 2023-2025   (n.
  244/A) e  Legge di stabilità regionale 2023/2025  (n. 245/A)

   PRESIDENTE. Buongiorno, la seduta riprende.
   Chiedo  al  Presidente  della Commissione  Bilancio   di  prendere
  posto.
   In  funzione  del  fatto che alle 15.00 incontrerò  il  Presidente
  dell'Anci, credo sia rispettoso e corretto accantonare l'articolo 1
  e l'articolo 2. Pertanto, passeremo direttamente all'articolo 3. Ne
  do lettura:

                                Art. 3.
         Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia

   1.  Il  comma 10 dell'articolo 90 della legge regionale  3  maggio
  2001,  n.  6,  modificato dal comma 2 dell'articolo 58 della  legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9, è sostituito dal seguente:
    10.  Nelle more della valorizzazione dei LEPTA di cui al comma  1
  dell'articolo  9  della legge 28 giugno 2016, n. 132,  al  fine  di
  garantire   l'autonomia  amministrativa   e   contabile,   per   il
  funzionamento,  per  le  spese correnti e per  gli  investimenti  è
  assegnato all' ARPA Sicilia:

   a)  un  contributo  annuale di funzionamento indistinto  di  7.000
  migliaia di euro(Missione 9, Programma 8, capitolo 443308);

   b)  un  contributo annuale per il triennio 2023-2025 a valere  sul
  fondo  sanitario regionale per il perseguimento degli obiettivi  di
  prevenzione   primaria  correlati  ai  determinanti  ambientali   e
  climatici  associati direttamente e indirettamente alla prevenzione
  e al controllo dei rischi sanitari correlati all'erogazione dei LEA
  e  al  finanziamento  dei costi per prestazioni  che  abbiano  tali
  caratteristiche  sulla base degli indirizzi  dettati  dalla  giunta
  regionale  su base triennale. Per l'esercizio finanziario  2023,  è
  quantificato nella misura massima di 24.000 migliaia di  euro,  nel
  rispetto delle disposizioni che disciplinano i LEA.

   2. Il comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale 7 maggio 2015
  n. 9 è soppresso.

   3.  Per  l'esercizio  finanziario 2023 il  contributo  annuale  di
  funzionamento di cui alla lettera a) del comma 1, per l'importo  di
  euro 7.000 migliaia, è finanziato mediante l'utilizzo delle risorse
  vincolate  nel risultato presunto di amministrazione all'1  gennaio
  2022 relative alla Missione 20, Programma 3, capitolo 613954  Fondo
  cui  fare  affluire  il  gettito del tributo speciale  relativo  al
  deposito in discarica dei rifiuti solidi .

   PRESIDENTE.   Sui  tablet dovrebbe esserci già il fascicolo  degli
  Uffici  denominato   Fascicolo  Uffici  ddl .  Scusate,   Fascicolo
  emendamenti ddl 245 .
   Onorevole  Sunseri, credo che abbiate trovato il  fascicolo  degli
  emendamenti.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sull'articolo 3? Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, signor Presidente, volevo intervenire  ieri.  Lo
  faccio oggi semplicemente per, diciamo, annunciare anche un esposto
  da parte mia nei confronti  alla Corte dei Conti per un fatto, e lo
  dico all'assessore Falcone, che ha veramente dell'incredibile. E lo
  dico  all'inizio della finanziaria, perché poi ci ritroveremo anche
  degli  emendamenti  in  finanziaria che riguardano  i  consorzi  di
  bonifica.
     Assessore,  lei ricorderà che alla fine del 2020 ci  sono  state
  delle  delibere  che promuovevano dei funzionari  a  dirigenti  dei
  consorzi  di bonifica. L'allora Presidente della Regione  Musumeci,
  lei   faceva  l'Assessore,  insieme  all'assessore  Armao   ed   al
  Ragioniere  generale fecero partire un'azione ispettiva all'interno
  dei consorzi su queste delibere, e parliamo del marzo 2021, con una
  relazione  che  è stata consegnata, successivamente, al  Presidente
  della  Regione nel luglio del 2021. Poi, non si sa bene  per  quale
  motivo   -   tra   l'altro   la   relazione   diceva   che    c'era
  l'insostenibilità delle promozioni dirigenziali e l'integrazione di
  un  diritto  erariale  - poi non si sa bene  per  quale  motivo,  a
  distanza  di  un  anno,  questa  relazione  finalmente  arriva   al
  Dipartimento  che ha, ovviamente, la vigilanza e, solamente,  il  3
  gennaio  di  quest'anno,  da  parte  del  Dipartimento,  arriva  la
  richiesta  di revoca di tutte quelle delibere per tutto quello  che
  era stato fatto precedentemente.
   Ebbene,  a distanza di un mese, il Commissario che avete  nominato
  voi,   giusto   ieri,   decide   di  sospendere   il   procedimento
  amministrativo di revoca delle delibere.
   E'   un   atto   veramente  allucinante  perché   un   Commissario
  straordinario, nominato dal Governo, decide di non dare  seguito  a
  quello che il Dipartimento, organo di vigilanza, dice di fare senza
  dare né una motivazione, né tanto meno un termine ultimo.
   Ora,  siccome,  secondo  me, c'è, a tutti gli  effetti,  un  danno
  erariale,  da  questo  punto di vista, io mi  permetto  intanto  di
  annunciarlo.  Ovviamente  farò un esposto  alla  Corte  dei  Conti,
  perché  ritengo  che sia veramente increscioso, a distanza  di  due
  anni  dall'atto ispettivo del Governo Musumeci in cui accertava  un
  danno  a  tutti gli effetti, procedere ancora in questa  scelta  e,
  come  dire  dubbio,  sul revocare o meno delle delibere  che  tutti
  dicono essere illegittime.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ci   eravamo  trovati  così  bene  ieri,   onorevole
  Cracolici. Se vuole parlare dal posto o come preferisce dal  podio.
  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Immagino che l'assessore Falcone, in  queste  ore,  ha
  festeggiato per la mia assenza. Signor Presidente io, è chiaro, che
  non voglio intervenire sul già fatto, il dibattito
   Noi tra l'altro, cominceremo con l'articolo 3, a seguito della sua
  comunicazione  di  rinviare  l'1 e il 2,  che  riguarda  una  delle
  questioni,  diciamo,  sulla modalità di funzionamento  della  spesa
  della  Regione. Perché noi, ormai, siamo di fronte  ad  un  baratro
  finanziario  di  cui,  se non si prendono provvedimenti  immediati,
  guardate  che qui, come dire, i buoi sono scappati dalla  stalla  e
  difficilmente riusciremo a farli rientrare.
   Dico questo perché l'ARPA è una delle norme che è cofinanziata col
  Fondo  sanitario regionale e, per la prima volta, col fondo  -  non
  per  la  prima volta - e ritorna ad essere cofinanziata  con  fondi
  propri. Poi spiegheremo un po' il perché.
   Ma io ne voglio approfittare, Assessore - Presidente e Assessore -
  ne voglio approfittare, perché qui ormai siamo all'impazzimento del
  sistema della finanza allegra da parte di alcuni Dipartimenti della
  Regione e, in particolare, ne cito uno.
   Mi  dispiace che non c'è il Presidente della Regione; immagino che
  appena  lo  saprà dirà  non ne sapevo nulla , perché  ormai  è  una
  delle prassi con le quali si commentano i fatti di mala gestio.
   L'Assessorato  al  turismo,  ancora  una  volta,   ha   fatto   un
  provvedimento  di spesa a fine anno 2022 per due eventi,  che  sono
  ambedue  eventi che si ripetono da qualche anno: il  Jazz  Festival
  Sicilia  e le celebrazioni Belliniane, una per circa 3 milioni,  le
  Belliniane, e 2 milioni per quello Jazz.
   C'è  un  piccolo problema, Assessore, e riguarda un po' la vicenda
  che  ha  riguardato  la polemica - e speriamo che  si  limiti  alla
  polemica,  non  so come andrà a finire -, la questione  di  Cannes.
  Cioè  noi  siamo  in presenza di eventi che, di anno  in  anno,  si
  ripetono  con valori che mediamente crescono del 30, 40  per  cento
  dell'anno prima, senza nessuna ragione specifica o almeno acclarata
  dagli  atti; senza nessuna valutazione di congruità dei valori  che
  determinano i costi.
   Io   credo  che  siamo  in  presenza  di  una  condizione  in  cui
  l'Amministrazione  reale  ormai  è fuori  da  qualunque  controllo,
  persino politico.
   E  allora lo dico all'Assessore per l'economia, visto che ha  pure
  la  competenza  in  materia di programmazione e la  programmazione,
  come si sa, non riguarda soltanto l'attività di programmazione,  ma
  anche  di  controllo sulla coerenza della spesa con i  programmi  o
  comunitari  o  programmi  nazionali,  per  i  quali  poi  si  va  a
  rendicontazione.
   Io  credo che qui... io ho presentato un'interrogazione assieme al
  mio  Gruppo  in data odierna; annuncio che invierò l'interrogazione
  alla  Procura della Repubblica, così, a scanso di equivoci,  perché
  ognuno faccia poi il proprio lavoro e verifichi la coerenza tra gli
  atti  amministrativi e le disposizioni di legge. Quando una  spesa,
  da  un  anno a un altro, aumenta quasi del 50 per cento o si spiega
  che cosa è avvenuto o siamo a "Cannes due", chiaro? Cannes due, con
  tutte le conseguenze che questo comporta.
   Il tema lo pongo ora, perché non riguarda solo il turismo. Qui c'è
  una  modalità: o il Governo prende il toro per le corna, oppure non
  basta dire  non ne sapevo nulla , perché  non ne sapevo nulla   può
  essere  una forma di complicità silente. E credo che questo rischio
  lo stiamo correndo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ritengo che saranno fatti
  i  dovuti  accertamenti e, sicuramente, verrà fatta ancora maggiore
  luce per dare la trasparenza dovuta.
   Adesso passiamo all'articolo 3. C'è un emendamento soppressivo  da
  parte del ....

   MARANO. Signor Presidente, ero iscritta a parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Marano aveva chiesto di  intervenire.  Mi
  scusi, sull'articolo o sugli emendamenti o sull'articolo?

   MARANO. Sull'articolo.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO. Grazie, signor Presidente. Tra le tante problematiche che,
  appunto,  la  Corte  dei  Conti elenca  sulla  gestione  del  Fondo
  sanitario  regionale,  una  tutta  siciliana  è  quella,   appunto,
  relativa  alle somme impegnate sui capitoli di spesa del  perimetro
  sanitario  riguardante i fondi destinati all'Agenzia regionale  per
  l'ambiente,  che  è  l'Arpa.  Solo  la  Regione,  infatti,   poteva
  considerare  l'ente  afferente alla sanità,  piuttosto  che  essere
  destinato alla protezione ambientale.
   Negli  anni siamo stati abituati a, diciamo, coperture finanziarie
  "creative". In considerazione della incostituzionalità della  legge
  regionale 11 agosto 2017, numero 16, che annoverava l'Arpa tra  gli
  enti  del  Servizio sanitario regionale, la Corte dei  conti  aveva
  formulato  specifici  quesiti sul punto, che ovviamente  non  hanno
  trovato  riscontro  nella  precedente  amministrazione,  e  che  se
  prevedremo di finanziare l'Arpa così come previsto all'articolo  3,
  continueranno anche con la presente Amministrazione  a  non  essere
  riscontrati. Oppure si pensa di presentare un prospetto  nel  quale
  l'intero  ammontare  del  finanziamento Arpa  a  carico  del  fondo
  sanitario  viene  ricondotto nell'ambito dell'erogazione  dei  Lea?
  Vorrei citare un punto esplicitamente espresso dalla Corte, dove si
  dice  "tali  risorse  afferenti  al Fondo  sanitario  regionale  in
  assenza  di  una qualsiasi qualsivoglia precisa destinazione  delle
  stesse,  per specifiche finalità afferenti ad erogazione  dei  Lea,
  risulterebbero  irregolarmente assegnate ed  erogate  per  finalità
  extra  sanitarie, con potenziale violazione dell'articolo 117 della
  Costituzione". Questo era quello appunto che diceva  la  Corte  dei
  conti.
   Nell'attuale  formulazione, l'articolo 58, comma  2,  della  legge
  regionale  7  maggio  2015,  numero  9,  che  oggi  noi  andiamo  a
  modificare,  prevede espressamente la destinazione annuale  di  una
  quota  del Fondo sanitario regionale attualmente pari a 29  milioni
  di  euro,  al  fine  di fa di far fronte agli oneri  derivanti  dal
  passaggio del personale dai laboratori di igiene e profilassi, e di
  una  quota  pari  al  10%  per gli oneri  inerenti  alle  spese  di
  funzionamento e di manutenzione dei beni in uso all'Agenzia stessa.
   E  allora,  credo  sia opportuno analizzare il  bilancio  di  Arpa
  Sicilia  per  quantificare  le  spese  che  possono  rientrare  nel
  perimetro sanitario, perché l'ultimo bilancio pubblicato  da  Arpa,
  che  è  quello  riferito  ovviamente al  2021,  in  cui  l'ente  ha
  registrato un utile di 3 milioni di euro.
   In  questa  situazione quindi economica, a fronte di un contributo
  sul  fondo  sanitario  che  rappresenta il  90%  del  valore  della
  produzione  dell'Ente,  le  spese  sostenute  nel  perimetro  delle
  prestazioni  sanitarie ammontano complessivamente a  7  milioni  di
  euro,  e  derivano 707.000 euro per acquisti di prodotti  sanitari,
  124.000 euro di prestazioni sanitarie e 5.904.000 euro di costo per
  il personale sanitario. Ora, se a questi 7 milioni di euro vogliamo
  aggiungere  una somma di contribuzione alla spesa di  funzionamento
  generale  e di manutenzione dei beni in uso all'Agenzia stessa  del
  10%, come da norma attualmente vigente, che è stimabile in circa  3
  milioni  di euro, arriviamo ad una spesa complessiva di 10  milioni
  di euro.
   Quindi  chiedo, potremmo conoscere da quali studi e calcoli  viene
  fuori la quantificazione di un contributo pari a 24 milioni di euro
  sul  fondo  sanitario regionale, considerato  che  non  sono  stati
  stabiliti i Livelli essenziali di prestazioni tali per cui la cifra
  risulterebbe correttamente destinata? Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 3.1, a firma  dell'onorevole
  Catanzaro, è mantenuto o lo ritira?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.1 è ritirato.
   Si    passa    all'esame   dell'emendamento   3.71,    soppressivo
  dell'articolo,  presentato dall'onorevole De Luca Antonino.  Chiedo
  se è ritirato o mantenuto.

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro, ma vorrei intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. La Corte dei conti su questa
  tematica  ha  fatto dei rilievi abbastanza puntuali. La  questione,
  quindi,  non  è  tanto quella se i 24 milioni di  euro  che  stiamo
  destinando  dal  fondo  sanitario  sono  eccessivi  oppure  no,  la
  questione è di quantificare esattamente qual è la parte di attività
  che  l'Arpa  svolge  in  tema  di  prevenzione,  e  che  quindi   è
  direttamente collegata all'assolvimento dei LEA, e quale no, perché
  la  Corte  dei  conti non ci dice  appostate 10  milioni  di  euro,
  appostatene 30, appostatene 20 , ci dice di appostare quelle  somme
  che  sono  necessarie all'assolvimento dei LEA; ergo,  se  noi  non
  siamo  in  grado  di  quantificare attraverso  un  report  puntuale
  dell'Arpa  queste attività e la connessione ai LEA,  la  Corte  dei
  conti  in  sede  di  parifica  continuerà  a  muovere  le  medesime
  contestazioni che già ha mosso.
   Ragion  per  cui, Presidente, se noi siamo in grado  di  dare  una
  risposta  a  questa  domanda, andiamo avanti; sennò  a  prescindere
  dagli  emendamenti,  chiedo  che questo  che  questo  articolo  sia
  accantonato  in  attesa di avere di chiaramente puntuali  da  parte
  degli Uffici in merito a questa a questa vicenda.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone,  se  volesse  intervenire.  Vuole
  parlare prima l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Allora,  questo  tema  è  stato  già  affrontato   in
  Commissione. Alla luce delle cose che ha detto alla collega  Marano
  e  anche leggendo, tra l'altro, alcune note di rendicontabilità  da
  parte  dell'Arpa,  emerge  un  dato  che  è  esattamente  capovolto
  rispetto  a  questa norma; perché a fronte di un finanziamento  che
  prevediamo di 28 milioni attraverso il fondo sanitario e 7  milioni
  attraverso i fondi propri, l'Arpa ha rendicontato 7 milioni per  la
  spesa sanitaria. Cioè noi, per rispondere al tema che la Corte  dei
  conti   ci  ha  posto,  stiamo  dicendo  che  su  un  finanziamento
  complessivo di 35 milioni l'80 per cento è spesa sanitaria e il  20
  per  cento è spesa fatta con fondi propri. L'Arpa ci risponde dalla
  rendicontazione che, invece, l'80 per cento non è spesa sanitaria e
  il 20 per cento è solo spesa sanitaria.
   Allora,  delle due l'una: o ci stiamo prendendo in giro  e  stiamo
  prevedendo un finanziamento che non è compatibile, cioè utilizzando
  il  fondo  sanitario,  che non è compatibile con  la  stessa  spesa
  perché  lo dice l'Arpa che non fa spesa sanitaria o c'è un problema
  all'Arpa.
   Assessore,   noi  questo  tema  l'abbiamo  posto  in  Commissione,
  dopodichè  questa cosa è rimasta in aria. Ma dalle notizie  che  ha
  letto  la  collega Marano emerge un dato. L'Assessore è presente  e
  diciamo  è stata nel passaggio dell'Arpa, l'abbiamo affrontata  con
  una  certa nonchalance. Mi pare che i dati ci dicono che così com'è
  congegnata questa norma non solo non stiamo rispondendo ai  quesiti
  posti  dalla Corte dei conti, ma si sta dimostrando che l'Arpa  non
  fa,  come dire, attività riconducibile prevalentemente all'attività
  di prevenzione sanitaria per la quale l'Arpa stessa è nata.
   Allora,  io  credo che dobbiamo porre il tema e gestire  e  capire
  qual  è  l'esito  di  questa questione. Quindi non  so  se  bisogna
  sospendere; sicuramente il Governo deve dare una certezza  all'Aula
  di che cosa stiamo parlando.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. L'assessore Falcone vorrà
  sicuramente rispondere.

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, grazie Presidente.  E'  una
  questione  già dibattuta, l'abbiamo anche discusso in  Commissione.
  Sostanzialmente, noi con questo articolo stiamo venendo incontro ad
  un  principio che la Corte dei conti ci ha chiesto; cioè nel  resto
  d'Italia le agenzie come l'Arpa hanno, in toto o in parte, in  gran
  parte,  un  finanziamento  da parte del fondo  sanitario  regionale
  perché  la loro primaria, principale attività è quella di garantire
  i  LEA.  Poi ci sono LEA indiretti, diretti e così via, lo  abbiamo
  detto,  è una materia che abbiamo anche dibattuto e sulla quale  ci
  siamo confrontati.
   Perché  siamo  oggi arrivati e pervenuti a questa quantificazione,
  24  milioni e 7 milioni? Perché l'Arpa ci ha anche riferito, non  è
  vero  che l'arpa non sa cosa fa, ha riferito che entro questa cifra
  possono  ampiamente procedere con la garanzia dei LEA; quindi,  noi
  ci  siamo  voluti  tenere, come dire, più bassi  mettendo  maggiori
  risorse regionali al fine di poter ampiamente rendicontare, entro i
  24  milioni  di  euro,  le  prestazioni, i  livelli  essenziali  di
  assistenza, cioè le prestazioni o i LEPTA.
   Questo significa che cosa? Che oggi noi con questo articolo stiamo
  venendo  incontro  a quello che è un dettato, a  quello  che  è  un
  indirizzo della Corte dei conti. Se durante, in visione, in  virtù,
  di  quel  monitoraggio,  di  quella  vigilanza  a  cui  l'onorevole
  Cracolici  ha  fatto  riferimento per altre vicende,  e  la  voglio
  rassicurare l'onorevole Cracolici che la vigilanza anche per  altre
  vicende  sarà assolutamente effettuata, anche in questa, anche  nel
  monitoraggio  della spesa dell'Arpa verificheremo,  atteso  che  la
  stessa Corte dei conti ci ha posto...

   CRACOLICI.  La vigilanza voi l'avete per obbligo di  legge  con  i
  servizi di ragioneria...

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, sissignore, è questo, e  di
  questo  stiamo parlando e quindi è un fatto naturale. Verificheremo
  successivamente quali saranno eventualmente, come si stanno,  quali
  sono i livelli che vengono garantiti.
   Dopodiché,  bisogna anche dire una cosa stiamo proprio per  venire
  incontro  al  dibattito che c'è stato in Commissione, stiamo  anche
  mettendo la triennalità cioè garantiamo le risorse non per un  anno
  ma almeno per tre anni.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà. Dopo l'onorevole De Luca Antonio.

   CATANZARO. Grazie, Presidente. Io ritengo che su questo  articolo,
  al  di  là dei temi posti dai colleghi Cracolici, Marano,  però  la
  risposta  dell'assessore Falcone non ci lascia tranquilli e  sereni
  rispetto  a  quella che è la modalità e la procedura. E'  vero  che
  all'articolo 1 sull'emendamento soppressivo dell'articolo ho  fatto
  un  passo  indietro,  però ritengo, Presidente Galvagno,  prima  di
  procedere su questo articolo o c'è la chiarezza rispetto  a  questa
  vicenda  dell'Arpa oppure c'è una difficoltà a procedere,  diciamo,
  su questo articolo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Allora, io suggerirei, visti
  i  numerosi dubbi che non fanno riferimento soltanto alle forze  di
  opposizione su questo articolo, io suggerirei di accantonarlo,  nel
  frattempo prepariamo un emendamento insieme ai colleghi che preveda
  un obbligo di rendicontazione puntuale.
   Io insisto per l'accantonamento in modo da darci il tempo anche di
  preparare un emendamento che preveda una rendicontazione puntuale e
  leghiamo l'erogazione di questi fondi all'approvazione da  un  lato
  di  un  piano  preventivo di attività che passi  dalle  Commissioni
  competenti,  quanto meno per un parere in modo che c'è quanto  meno
  cognizione  di  ciò  che  accade,  e  in  secondo  luogo   leghiamo
  l'erogazione   dei  fondi  del  Fondo  sanitario   regionale   alla
  rendicontazione  di  queste attività in modo tale,  Presidente,  mi
  creda,  che  questo  articolo non venga valutato  negativamente  da
  quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Accetto  il  suggerimento.
  Accantoniamo l'articolo 3.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
            Disposizioni per il settore della forestazione

    1.  Per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della
  legge  regionale  7 maggio 2015, n. 9, l'autorizzazione  di  spesa
  finanziata con fondi regionali di cui al comma 1 dell'articolo  22
  della   legge  regionale  15  aprile  2021,  n.  9  e   successive
  modificazioni  è  rideterminata in 174.300 migliaia  di  euro  per
  l'anno  2023, assicurando che il numero delle giornate  lavorative
  eventualmente  aggiuntive autorizzate nell'ambito delle  fasce  di
  appartenenza sia uniforme in tutto il territorio regionale.

    2.  Per  le  finalità dell'articolo 6 della legge  regionale  16
  agosto  1974,  n.  36 e successive modificazioni, l'autorizzazione
  di  spesa di cui al comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale
  n.  9/2021  e  successive modificazioni è  rideterminata  in  euro
  7.000  migliaia per l'esercizio finanziario 2023, cui si  provvede
  a  valere  sulle risorse di cui al comma 1 (Missione 20, Programma
  3, capitolo 215746).

    3.  Le risorse di cui ai commi 1 e 2, pari a 174.300 migliaia di
  euro   per  l'esercizio  finanziario  2023,  sono  iscritte  nelle
  Missioni e Programmi per gli importi di seguito indicati:

    a)  Missione  16,  Programma  1,  capitolo  156604  euro  23.900
  migliaia;

    b)   Missione  9,  Programma  5,  capitolo  150514  euro   6.900
  migliaia;

    c)  Missione  16,  Programma  1,  capitolo  155802  euro  10.500
  migliaia;

    d)  Missione  9,  Programma  5,  quota  parte  capitolo  151001,
  articolo 2 euro 5.000 migliaia;

    e)   Missione  9,  Programma  5,  capitolo  150574  euro   7.000
  migliaia;

    f)  Missione  20,  Programma  3, capitolo  215746  euro  121.000
  migliaia.

    4. In sede di programmazione delle risorse del Fondo Sviluppo  e
  Coesione  2021-2027, una quota pari a 74.000 migliaia  di  euro  è
  destinata,  per  l'anno 2023, alla realizzazione degli  interventi
  di  cui  ai  commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale  7
  maggio 2015, n. 9.

    5.  Per  il  recepimento del contratto collettivo  nazionale  di
  lavoro   riguardante  gli  addetti  ai  lavori   di   sistemazione
  idraulico-forestale   e   idraulico-agraria,    in    carico    al
  Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale  e  al
  Comando   del   Corpo   forestale  della  Regione   siciliana,   è
  autorizzata,   per   l'esercizio  finanziario   2023,   la   spesa
  complessiva  di  euro  22.525.400,00,  di  cui  euro  7.933.000,00
  corrispondenti agli arretrati contrattuali spettanti per gli  anni
  2021  e 2022 e, per gli esercizi finanziari 2024 e 2025, la  spesa
  di  euro  14.566.400,00, comprensiva degli  oneri  contributivi  e
  dell'imposta  regionale  sulle  attività  produttive  di  cui   al
  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

    6.  Le  somme di cui al comma 5 sono accantonate in un  apposito
  fondo  del  Dipartimento del bilancio e del tesoro  (Missione  20,
  Programma   3,  capitolo  N.I.)  e  con  decreto  del   Ragioniere
  generale,  su proposta congiunta del Dipartimento regionale  dello
  sviluppo  rurale e territoriale e del Comando del Corpo  forestale
  della  Regione sono operate le necessarie variazioni  di  bilancio
  per  l'iscrizione  delle  predette somme a  valere  su  specifiche
  Missioni,  Programmi e capitoli appartenenti alle  amministrazioni
  interessate».

       E''    stato   presentato   l'emendamento   soppressivo   4.1,
  dell'onorevole De Luca Cateno. Chiedo se l'emendamento è ritirato.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si passa all'emendamento 4.2, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
  altri. Chiedo se è mantenuto o ritirato. Onorevole Catanzaro? E' il
  soppressivo.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si  passa  all'emendamento 4.214, dell'onorevole De Luca Antonino.
  Chiedo  se  lo  mantiene o lo ritira. E' l'emendamento  soppressivo
  4.214.

   DE LUCA ANTONINO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Grazie. Chiedo se i soppressivi li possiamo  ritirare
  tutti oppure li vogliamo mantenere.

   DE LUCA ANTONINO. Tutti no.

   PRESIDENTE.  No,  va  benissimo. Allora, si passa  all'emendamento
  4.5.  Chiedo  all'onorevole  Catanzaro  sempre  se  è  mantenuto  o
  ritirato.  Scusate, c'è l'emendamento 4.220 che  è  a  firma  della
  Commissione.
   L'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Vorrei  che  il  Presidente  della   Commissione   mi
  ascoltasse perché siccome è stata una mia iniziativa, ho  posto  io
  il  tema  in  Commissione, la Commissione  correttamente  ha  fatto
  questo emendamento.
   Il  punto  è  questo:  io  non vorrei che ci  siano  equivoci  sul
  concetto di  uniforme , perché in questa Terra siamo molto "azzecca
  garbugli"  e  spesso  un  concetto viene  interpretato  in  maniera
  differente  non  solo  da quello che vota  il  Parlamento,  ma  nei
  singoli Dipartimenti.
   Ci  aiuti  anche  la  Segreteria generale,  se  è  necessario.  Il
  concetto è che il numero eventuale di giornate che aumentano sia lo
  stesso  per  tutti  i  lavoratori delle  varie  fasce  nei  diversi
  distretti  forestali della Sicilia. Il concetto di   uniforme   può
  essere equivoco, ecco perché chiedo al Presidente della Commissione
  eventualmente  di  trovare un sinonimo che  riaffermi  però  questo
  concetto, cioè che nessun distretto può fare un numero di  giornate
  diverso  dall'altro  in maniera tale che non abbiamo,  come  spesso
  accade  in  Sicilia,  un trattamento differenziato  a  seconda  del
  distretto di appartenenza, per cui c'è chi ne fa dieci giornate  in
  più,  c'è  chi ne fa due, c'è chi ne fa quindici col risultato  che
  c'è un gran casino in tutto il resto della Sicilia.
   Allora,   non   so  se   uniforme   è  l'espressione  tecnicamente
  corretta,  ma  va  in  qualche  modo definito  in  maniera  chiara,
  puntuale, interpretativa che nell'ambito dei distretti forestali di
  questa   regione,  il  numero  di  giornate  eccedenti   a   quelle
  autorizzate  per  le fasce di appartenenza sia  uguale  per  tutti.
  Chiaro   quello  che  sto  dicendo?  "Uniforme"  raggiunge   questo
  obiettivo,  Segretario? Ci aiuti a trovare una soluzione  anche  di
  terminologia  giuridica,  perché temo  che  "uniforme"  può  essere
  oggetto...

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Era questo il senso

   CRACOLICI. Ma era questo il senso? Vediamo  Siccome poi io conosco
  questa  Amministrazione e ci sono sempre gli interpreti,  spero  di
  essere stato chiaro.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici, andiamo avanti  con  gli
  emendamenti e nel frattempo lo riformuliamo.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 4.4, a firma dell'onorevole
  Catanzaro. E' mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.217, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   4.216,    a    firma
  dell'onorevole De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.7, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.8, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.9, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.32, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO.  Ritirato e poi del comma 3 tutti ritirati.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cateno De  Luca.  Ne
  ha facoltà

   DE   LUCA  CATENO,  relatore  di  minoranza.  Grazie,  Presidente.
  Assessore Falcone, avevamo affrontato in Commissione  Bilancio   la
  tematica riguardante la copertura finanziaria triennale.
   Avevamo  anche fatto un approfondimento per quella che era proprio
  la  necessità  di  poter consentire agli Uffici  di  predisporre  i
  progetti,  soprattutto in relazione alle coperture finanziarie  che
  ormai  stiamo  fornendo  al settore della forestale,  quindi  fondi
  extra regionali.
   Ci siamo anche detti che una copertura triennale garantita avrebbe
  anche  evitato  il fenomeno dell'interruzione delle giornate  o  la
  corsa  a  fare  le  giornate per arrivare  a  coprire  le  giornate
  previste  e  di  conseguenza anche a non avere una prestazione,  in
  questo   caso  non  per  colpa  ovviamente  dei  lavoratori   della
  forestale,   che   erano  collegate  a  delle  esigenze   effettive
  riguardanti anche la lotta agli incendi e quant'altro.
   Ora,  di  questo tema, assessore Falcone, abbiamo esplicitato  che
  non  si  tratta soltanto di un aspetto contabile, ma abbiamo  anche
  messo   in  evidenza  che  determinate  patologie  riguardante   il
  funzionamento  di  questo  settore  erano  dovute  a  una   mancata
  programmazione.
   Quando  abbiamo  affrontato questo tema c'era anche  il  dirigente
  competente, il quale, ovviamente, annuiva su questo principio.
   E  allora ora il tema, assessore Falcone è il seguente -  lo  dico
  anche all'assessore, ovviamente competente, assessore al territorio
  e  ambiente  -  io  desidero capire se dobbiamo continuare  con  la
  situazione  attuale,  questo è un elemento fondamentale  sul  quale
  avevamo  chiesto, in questa fase tra la l'esitazione del  testo  in
  Commissione  Bilancio  e la discussione in Parlamento di  avere  da
  parte del Governo una soluzione.
   Questa   soluzione  consentirebbe  di  fare  anche  dei   progetti
  pluriennali,  perché ci sono degli interventi  che  richiedono  una
  programmazione su base pluriennale, non solo collegata a quella che
  è  la finalità, anzi la tipologia di copertura dei fondi che stiamo
  utilizzando,  ma  anche  per poter rimuovere  o  realizzare  alcuni
  obiettivi  che,  quanto  meno in termini di finalità,  oggi  queste
  coperture impongono e, quindi, passare da quella che in ogni caso è
  un   approccio  di  gestione  ordinaria  ad  interventi,  anche  di
  coltivazione e sfruttamento dei boschi.
   Tutto  questo, finora, non è stato possibile farlo e  il  problema
  principale  in  questo  contesto non è  ovviamente  ascrivibile  al
  comparto  al  settore in sé, ma è ascrivibile a una  responsabilità
  della  politica  che non riesce ad essere consequenziale  a  quegli
  obiettivi   che   vengono  prefissati  l'azione   all'utilizzo   di
  determinate risorse.
   Su  questo punto, Assessore, desidero che venga data una  risposta
  definitiva, perché questo consentirà anche al comparto di avere una
  garanzia complessiva su un accostamento di risorse, un appostamento
  che  diventa stabile nel triennio, ma non solo: consente anche agli
  uffici  di poter predisporre dei progetti, che non siano la  brutta
  fotocopia  di  quelli precedenti, perché se andiamo a guardare  poi
  più nel dettaglio la viabilità della spesa ogni anno, ci ritroviamo
  che,  purtroppo, dovendo poi fare la corsa per poter utilizzare  il
  tempo che rimane per evitare di perdere le cosiddette giornate,  ci
  ritroviamo  che magari spesso in qualche territorio  l'attività  di
  antiincendio  viene  fatto magari a ottobre a novembre,  quindi  in
  totale ritardo.
   Quindi,  noi  vogliamo  che ci sia da questo  punto  di  vista  un
  intervento  da  parte  del Governo, ci sia la copertura  triennale,
  d'altronde  non ne vediamo quale sia il problema, anzi,  questo  ci
  consente  anche  di  stabilire in termini  definitivi  la  priorità
  dell'utilizzo  dei  fondi  extra  regionali  su  settori  che  sono
  strategici, perché se questo comparto è strategico per il Governo -
  e   concludo   Presidente  -  ovviamente   bisogna   anche   essere
  conseguenziali, sulla predisposizione delle risorse.
   Quindi,  chiedo  all'Assessore  competente  e  all'Assessore   per
  l'economia che venga data una risposta su questa questione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Grazie, Presidente. Sì, condivido le  preoccupazioni  e
  l'auspicio del collega De Luca.
   In  sede anche di dibattito sulla programmazione del nuovo Governo
  Schifani  avevo proposto al Presidente di immaginare una cabina  di
  regia, una sorta di pronto intervento, possibilmente anche sotto la
  guida  del  Presidente stesso, che coordinasse anche una  serie  di
  azioni  che  nel  momento delle emergenze possono  essere  attivate
  anche più velocemente.
   Quindi, oltre a dare una programmazione che sia triennale ai fondi
  extra  regionali  per  dare  certezza alle  campagne  antincendi  e
  utilizzandoli anche per quelle attività che servono a  implementare
  il  lavoro  delle giornate dei forestali, serve anche  qualcosa  in
  più,  serve  un coordinamento politico che sappia anche finalizzare
  tutte le risorse umane della forestazione e di quanti in momenti di
  emergenza,  e  non penso solo alle campagne antincendio,  ma  penso
  anche  ai  casi  di alluvione che abbiamo avuto che  troppo  spesso
  siamo  costretti ad affrontare, la Regione siciliana e  il  Governo
  siano pronti ad attivare una serie di aiuti, una serie di attività,
  una  serie  di  uomini, una serie di mezzi.  Ecco,  questo  era  un
  auspicio che io ho fatto al Presidente Schifani. Oggi, che siamo in
  sede  di  bilancio, queste buone pratiche che sono  invocate  dalle
  opposizioni e da me, quindi anche dalla maggioranza, mi auguro  che
  il Governo le possa mettere concretamente in pratica.
   Sull'emendamento    proposto    dall'onorevole    Cracolici,     è
  assolutamente   indispensabile   chiarire   che   queste   giornate
  aggiuntive siano utilizzate in maniera uniforme o che vengano  date
  uniformemente  ai  lavoratori  di tutto  il  territorio  regionale,
  perché  il  rischio può esserci di un maggiore attivismo in  alcuni
  luoghi  e di minore attivismo in altri, voluto non voluto,  insomma
  in  qualche  modo  non  coordinato,  che possa  penalizzare  alcuni
  territori e poi trovarci a risultati che certamente nessuno di  noi
  sul nostro territorio vuole vedere.
   Per  cui, onorevole Cracolici, forse possiamo mettere, per entrare
  nel   merito  dell'emendamento  da  lei  proposto,  scritto   dalla
  Commissione,   che  le  giornate  aggiuntive  siano   uniformemente
  assegnate  ai  lavoratori di tutto il territorio  regionale.  Forse
  scritto in questo modo è più chiaro che sono i lavoratori quelli...
  Se   la  Presidenza  vuole  lo  scriviamo  meglio,  se  si  ritiene
  Commissione e Presidenza che sia abbastanza chiaro, il  concetto  è
  assolutamente quello espresso da noi in questa sede. Grazie,

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, Governo, in Commissione  noi  abbiamo
  apprezzato la volontà del Governo di aumentare lo stanziamento  per
  la forestazione e, quindi, per l'intero comparto della forestazione
  in  Sicilia. Abbiamo apprezzato la volontà di adeguare gli stipendi
  dei  forestali, di garantire le garanzie occupazionali alle diverse
  fasce,  però è chiaro che tutto questo non avrà significato  se  al
  contempo non metteremo in campo una iniziativa forte che porti alla
  reale  forestazione e alla ripresa di quello che  la  tutela  della
  montagna  che negli ultimi dieci anni in Sicilia è stata devastata,
  perché  è noto penso a tutti in quest'Aula che dal 2012 a  oggi  la
  Sicilia è la Regione più colpita da incendi boschivi in Italia,  ed
  è  quella  che a causa anche degli incendi boschivi sta vivendo  un
  aggravarsi  del  già alto rischio idrogeologico  in  Sicilia  e  la
  forestazione ha avuto e ha sempre avuto un ruolo nella  tutela  del
  territorio, non solo da noi, ma diciamo universalmente.
   Allora,  rispetto a questo, quindi rispetto a questo cospicuamente
  degli  stanziamenti anche tramite FSC, 74 milioni di Euro, è chiaro
  che  noi  dobbiamo  arrivare a una politica di  rimboschimento,  ma
  possiamo  farlo  solo  se  aa  fianco  a  ciò  metteremo  in  campo
  un'iniziativa  che  porti all'approvazione dei  piani  di  gestione
  delle  aree  boschive; perché senza piani di  gestione  delle  aree
  boschive   avremo   correttamente  assicurato  l'incremento   delle
  giornate  ai forestali, che rammento sono sempre meno,  le  squadre
  dell'antincendio che dovrebbero essere composte da 7, 8 componenti,
  oggi sono composte da 3, 4 componenti, quindi si fanno interventi a
  rischio per il personale che interviene e molto spesso non in grado
  di  assicurare  quella reazione immediata a boschi, a  incendi  che
  quando entrano nel bosco diventano devastanti, allora o a fianco  a
  questo  il Governo prende l'impegno a mettere in campo i  piani  di
  gestione  del  bosco,  che  tornino  a  far  vivere  quelle  realtà
  attraverso convenzioni con gli agricoltori, con i pastori,  con  le
  associazioni  che  si curano della montagna;  guardate  il  CAI  in
  Sicilia  è  riuscito a fare inserire i percorsi, i  sentieri  della
  nostra  Regione nel sentiero Italia, è una grande forma  di  tutela
  del  bosco  ma è necessario che quella forma di tutela  che  stanno
  mettendo in campo le associazioni del terzo settore venga sostenuta
  dal  Governo regionale, dalle istituzioni e i comuni non  facciamo,
  come ha fatto il Governo precedente, scarica barile sui comuni, gli
  enti locali non hanno né le competenze e nemmeno la forza per poter
  assicurare la tutela della montagna e dei boschi.
   allora facciamoci noi parte attiva perché altrimenti questa  norma
  avrà  assicurato  solo gli stipendi ai forestali ma  avrà  disperso
  l'obiettivo  fondamentale  che  è  quella  di  tutelare  la  nostra
  montagna, il nostro patrimonio boschivo che è devastato.
   Purtroppo,  in  tutta  la Sicilia ad eccezione  probabilmente  del
  bosco  di Ficuzza che è l'unico che negli ultimi anni non  è  stato
  colpito  da  incendi gravi, tutto il resto del territorio  è  stato
  falcidiato   da  gravissimi  eventi  e  poi  mettiamo   in   campo,
  utilizziamo  queste risorse per una politica di  prevenzione  anche
  passiva  perché  la  politica di prevenzione attiva  è  quella  che
  dicevo prima, i rapporti con le associazioni, il recupero di quelle
  convenzioni  che  si  facevano una volta con  gli  agricoltori  che
  stanno  lì  al  limite del bosco con i pastori ma poi  c'è  bisogno
  anche  di  un'implementazione  tecnologica,  un  sistema  di  video
  sorveglianza in boschi che sono fondamentali per la vita del nostro
  territorio.
   Quindi, io vorrei capire se su questo l'Assessorato competente  si
  sta muovendo oppure stiamo semplicemente finanziando per l'ennesima
  volta un bacino, purtroppo di precariato storico.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intervengo  perché  non  mi  sono  ritrovata  un  emendamento   che
  probabilmente  è andato a finire negli emendamenti  aggiuntivi,  un
  emendamento che era stato apprezzato già in IV Commissione   perché
  h  assolutamente  vero che per prevenire gli  incendi  boschivi  si
  devono  rendere  i  boschi vivibili perché non  basta  soltanto  la
  prevenzione  di  alcune  giornate ma il bosco  per  essere  difeso,
  tutelato  e  valorizzato  deve  essere  vissuto:  ecco  perché   ho
  presentato  un  emendamento  che  anche  l'Assessore  ha,  diciamo,
  apprezzato  e  mi  auguro che possa trovare spazio  nel  testo  più
  avanti perché dobbiamo replicare il metodo Calabria.
     In  Calabria è stato sconfitto, non tutto ma sicuramente in gran
  parte, il fenomeno degli incendi proprio perché si dà alla comunità
  la possibilità di vivere il bosco H24 proprio con la collaborazione
  delle  associazioni del terzo settore, quindi, mi auguro,  noi  che
  all'interno dei nostri boschi abbiamo una rete di rifugi  che  oggi
  si trovano chiusi e che vanno assolutamente valorizzati proprio con
  l'obiettivo di prevenire gli incendi. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  all'articolo  4  ci  troviamo disposizioni del  settore  forestale,
  certo  tocca un aspetto, tocca un aspetto che quello di una  parte,
  come  ha  detto bene qualche collega che prima mi ha preceduto,  il
  collega   Safina,  c'è  un  aspetto  di  precari  che  ormai   sono
  storicizzati  e  che  possiamo pensare di dare un  contributo,  ok,
  possiamo sentire appagato questo nostro desiderio di crescita della
  forestazione  nella nostra Isola? O anche la stessa  condizione  di
  questi  lavoratori, ovviamente no, è un piccolo segnale, marginale,
  è  il frutto dell'incapacità in tutti questi anni, ma io dico ormai
  è passato tanto tempo ma questo Governo è un governo, detto da voi,
  che  è  un  governo nella continuità nel bene e  nel  male,  ve  ne
  prendete  le  responsabilità, questo non è  polemica,  è  un  fatto
  coerente concreto.
   E'  chiaro  sono  trascorsi  anni e in  questi  sei  anni  con  la
  precedente Legislatura in quest'epoca purtroppo quella che  era  la
  riforma  della  forestazione  della  Forestale  ancora  rimane  nei
  cassetti  della  Commissione. Queste persone continuano  ad  essere
  precari,  avranno qualche ora in più, ma anche dal punto  di  vista
  della   loro  stessa  condizione  lavorativa  il  problema  non   è
  assolutamente risolto ma la cosa più grave è che noi continuiamo  a
  mantenere  tutto questo bacino che è un bacino comunque  importante
  utilizzandolo al minimo.
   Siamo  contenti  di  come  avviene  la  forestazione  in  Sicilia?
  Riteniamo  che la forestazione che oggi rappresenta un elemento  di
  intervento  politico  e  importantissimo, parliamo  di  cambiamenti
  climatici, cioè non c'è risposta più concreta a quelli che  sono  i
  cambiamenti climatici, il fatto di piantumare alberi, il  fatto  di
  mettere nuova vegetazione cioè nuova vegetazione.
   Ci   sono  stati  tantissimi  incendi  in  questi  anni  e  ancora
  continuiamo in tutte le Province quando giriamo quanto  ne  vediamo
  di  porzioni di boschi bruciati?  Quanti? Tantissimi. Ognuno di noi
  quando  gira  per  il proprio territorio vede quelle  che  sono  le
  condizioni  e le violenze subite nelle nostre foreste -  li  chiamo
  foreste -  non sono foreste ma le nostre appunto forestali dove  il
  fuoco  le  ha  divorate.  Alcune ci sono, in  alcune  esistono,  io
  vedevo  Calaforno  qualche  giorno  fa,  cioè  ancora  ci  sono  le
  testimonianze  e gli alberi là bruciati, gli alberi là  bruciati  a
  testimonianza di questo grandissimo sfregio.
   La  Sicilia  per  la forestazione ha bisogno di  dare  un  segnale
  concreto e lo deve fare non solo con i lavoratori anche perché  noi
  nel   momento   che  mettiamo  in  condizione  la   forestale,   la
  forestazione, di crescere ma è chiaro che creiamo occupazione  cioè
  la   stessa  definizione  di  questo  lavoro  di  precariato  farlo
  diventare  lavoro  stabile  lo possiamo fare  facendo  crescere  la
  forestazione  in  Sicilia  e,  quindi,  possiamo  fare  tante  cose
  positive  puntando  su questo comparto. Maggiori  alberi,  maggiore
  salute,  contrasto ad un clima che cambia attraverso un  intervento
  naturale  che  sono  la piantumazione di nuovi  alberi  e  maggiore
  lavoro.
   Io  mi auguro che questa legislatura, che è appena iniziata, metta
  un  punto  fermo  su questa vicenda cioè che veda  la  chiusura  di
  un'esperienza che abbiamo tutti ereditato sbagliata e che veda  una
  nuova inversione di rotta.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Grazie Presidente, non è la prima volta che in  legge  di
  stabilità ci ritroviamo a previsioni normative che destinano  fondi
  extra regionali al settore della forestazione così come non sarà la
  prima  volta,  a  seguito  magari della mancata  definizione  delle
  correlate  procedure  di  riprogrammazione  che  sarà  praticamente
  necessario  in corso di esercizio a integrare poi con  stanziamento
  di fondi regionali.
   Intanto  mi chiedo se basterà questo stanziamento previsto  perché
  il fenomeno degli incendi è diventato ormai molto molto complesso e
  sicuramente da gestire complicato.
   Io  vorrei  ricordare qualche dato fornito dal corpo  forestale  i
  dati  sono  allarmanti. Tra il primo giugno e il  quindici  ottobre
  sono  andati registrati 9.954 incendi. Sono andati in fiamme 55.726
  ettari  di superficie boscata e non, 1.409 è stato il numero  degli
  interventi  di  velivoli,  26.803 lanci, per  un  danno  ambientale
  stimato, solo nel 2022, di circa 22 milioni di Euro.
   E  dalle  statistiche  emerge che, negli ultimi  dodici  anni,  la
  Sicilia  ha  speso  più di 306 milioni di Euro  per  l'attività  di
  spegnimento degli incendi estivi, con picchi critici nel 2012, 2017
  e  2021.  Capisce bene che 306 milioni di Euro, in dodici anni  non
  sono  roba  da  poco per gestire gli incendi estivi.  Cosa  bisogna
  fare?  Presidente, questo Governo dovrebbe prendersi  l'impegno  di
  fare  prevenzione,  perché  con la prevenzione,  indubbiamente,  si
  risparmia. Non arriveremo a spendere altri 306 milioni di Euro  per
  i  successivi dodici anni. E quindi i viali parafuoco,  la  pulizia
  delle   sterpaglie,  la  rimozione  dei  rifiuti.   L'attività   di
  prevenzione  comporterebbe sicuramente un  considerevole  risparmio
  delle risorse.
   Quindi, a fronte di questi numeri, a fronte di queste spese che ci
  sono  già  state, negli anni precedenti, inviterei il Governo,  già
  dal  mese  di  marzo,  di  mettersi in  moto  con  le  attività  di
  prevenzione,  ai  fini  di  non spendere somme  ingenti.  Le  somme
  ingenti, appunto, che ho già citato precedentemente.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Presidente, noi  ogni  anno,  ci  troviamo  a
  riaffrontare la questione del rifinanziamento di questi operai, che
  svolgono  un  importante funzione, cinquanta giorni, cento  giorni,
  centocinquantuno  giorni.  Una sorta di precariato,  una  sorta  di
  macchia perché poi, tra l'altro, ogni volta la Sicilia figura  come
  una  regione che, anziché programmare il futuro delle proprie  aree
  boschive,   si  trova  in  perenne  emergenza  e  in   carenza   di
  programmazione.
     Nella  scorsa  legislatura il Movimento Cinque Stelle,  a  prima
  firma  del  collega  Giampiero  Trizzino,  presentò  un  articolato
  disegno  di  legge  di  riforma  su questa  materia.  E  io  chiedo
  formalmente,  indipendentemente dalla votazione odierna  su  questo
  articolo, che questo tema sia trattato nell'immediato prosieguo  di
  quest'anno, perché la riforma dei forestali non può attendere.  Noi
  abbiamo un territorio che necessiterebbe di, circa, ottomila figure
  a tempo indeterminato.
   Noi  oggi ne abbiamo quattordicimila, con tutti i costi indiretti,
  che  lavorano:  cinquanta, cento, centocinquantuno giorni.  Siccome
  molte  di  queste persone sono anche in età avanzata e, quindi,  si
  potrebbe anche ragionare su un piano di prepensionamenti, con degli
  scivoli, quindi accompagnarli ad un'uscita naturale perché  nessuno
  deve  rimanere  indietro.  E'  un  principio  che  ci  sentiamo  di
  continuare  ad  affermare, ogni qualvolta ce ne  sia  correttamente
  l'occasione,  chiediamo  -  noi,  su  questa  norma,   non   faremo
  ostruzionismo,  perché  è  giusto finanziare  il  comparto  -  però
  chiediamo  e  pretendiamo  chiarezza, di  affrontare  un  dibattito
  parlamentare,  di  portare  in  Aula  un  disegno  di  riforma   da
  discutere, maggioranza e opposizione, in maniera sana, come si sono
  già  svolti  altri  confronti, perché non è  una  materia  che  può
  continuare ad essere gestita in eterno, come è stato fatto sinora.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Volevo solo puntualizzare, su quello che si  è  detto,
  che  il percorso, secondo me, il percorso giusto sia quello proprio
  della   prevenzione.  Non  possiamo  continuare   a   pensare   che
  piantumare,  o  mettere  un  albero  per  ogni  cento  che  se   ne
  distruggono vengono incendiati questo non ha senso. Noi rincorriamo
  sempre l'emergenza.
   Allora  io  penso, e questo è un dato di fatto,  nelle  zone  dove
  praticamente  ci  sono  parchi  come  in  Alto  Adige,  in  Friuli,
  Lombardia  che  sono abitati, frequentati, abitati significa  anche
  strutture di ricettività per i bambini, anche i parchi giochi.
   Noi  possiamo  sorvegliare questi parchi, queste  risorse,  queste
  foreste,  utilizzandole e fruendole. Per fruirle non  è  necessario
  solo  piantumare gli alberi e basta; bisogna mettere  degli  arredi
  urbani,  arredi  che  possano stimolare le famiglie  e  le  scuole,
  soprattutto le scuole.
   Dobbiamo  anche  sensibilizzare le scuole, per de-digitalizzare  i
  nostri bambini, i nostri ragazzi, noi dobbiamo portarli all'aperto,
  dobbiamo portarli in campagna.
   Questo è il primo problema importante che dobbiamo affrontare: far
  uscire  gli  hikikomori da dentro una camera da letto,  dentro  una
  camera  letto  H24. Se noi a queste persone diamo un arredo  urbano
  dignitoso,  dove  potere  mangiare  qualcosa  all'aria  aperta,   a
  raccogliere  i funghi, a raccogliere quello che offre  la  foresta,
  oggi, ricordiamoci che la foresta non è solo ossigeno, la foresta è
  anche cultura, istruzione, quindi sensibilizzazione.
   Quindi, io chiedo a questo Governo di incidere pesantemente  sugli
  arredi  dei  nostri  boschi,  cioè renderli  fruibili,  perché  nel
  momento   in  cui  sono  resi  fruibili  noi  possiamo  osservarli,
  guardarli  e  proteggerli. Con un'altra cosa:  stiamo  parlando  di
  forestale,  stiamo parlando sempre di stabilità di queste  persone.
  Queste  persone  che  noi assumiamo, perché non dobbiamo  formarle?
  Perché  non  dobbiamo formarle per fare qualcosa oltre  quello  che
  fanno. Cioè queste persone che noi stabilizzeremo potrebbero essere
  formate per fare anche altro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.

   CATANZARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie Presidente, sarò molto breve,  anche  perché  i
  colleghi  del  Gruppo parlamentare del Pd che  mi  hanno  preceduto
  hanno evidenziato questo articolo. Io, approfittando della presenza
  dell'assessore  Sammartino,  che oggi  è  arrivato  e  ieri  io  in
  discussione generale avevo posto - Presidente dell'Assemblea  -  un
  tema  importante  sulle riforme. Considerando che  c'è  l'Assessore
  all'agricoltura, che è presente, al di là del parere favorevole che
  noi  diamo  sull'articolo 4 e quindi del ritiro  degli  emendamenti
  soppressivi, Presidente dell'Assemblea, ritengo che c'è il comma  4
  e  l'assessore Falcone, ovviamente, lì ci deve rassicurare  sui  74
  milioni  di  Euro  sull'FSC,  perché non  diventino  un  domani  un
  bumerang, considerando che stiamo parlando del 2021-2027  e  quindi
  lì   dobbiamo   essere  sicuri  che,  ovviamente,   si   va   sulla
  progettazione e su questa somma.
   Però  ritengo che la presenza all'assessore Sammartino  mi  possa,
  come dire, potere dire che negli anni passati -assessore Sammartino
  -  noi abbiamo più volte affrontato questo tema e in più, l'abbiamo
  detto,  sulla precarietà dei forestali non è un problema dei cinque
  anni; è un problema atavico che noi abbiamo. E sarebbe auspicabile,
  al  di  là  di quello che noi stiamo facendo in questa finanziaria,
  che  la  riforma dei forestali possa essere trattata nel più  breve
  tempo  possibile da questa Assemblea e da tutto ciò  che  comprende
  l'arco  politico,  perché finalmente potremmo mettere  un  punto  a
  quello  che  è  un precariato che ci portiamo avanti da  vent'anni.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Presidente, il dibattito che si è sviluppato dimostra che
  non  parliamo  di  una  questione qualsiasi; parliamo  di  uno  dei
  comparti    più   significativi   dell'agricoltura,   che    guarda
  all'ambiente:  la forestazione. E debbo dire che, innanzitutto,  la
  sottolineatura  è  legata  all'importanza occupazionale  ancora  di
  questo  settore, non sottovalutiamo questo aspetto,  colleghi.  C'è
  ancora  tanta comunità che vive legata alla forestazione,  è  stato
  detto  ci  sono  discrasie,  ci sono  metodi  e  riferimenti  ormai
  superati,  e  quindi  si  rende necessario un  impegno,  sottolineo
  aspetti che sono stati anche citati da altri colleghi, l'impegno  a
  riformare il settore, ad evitare le ingiustizie che, purtroppo,  si
  determinano all'interno del comparto della forestazione.
   Ma  la  forestazione  è  anche ambiente e  protezione  del  nostro
  territorio.  È  un qualcosa che è anche utile per  la  salvaguardia
  idrogeologica  delle  nostre comunità, ecco perché  debbono  essere
  affrontati   argomenti   relativi   all'espansione   dello   stesso
  territorio  legato al processo di forestazione.  C'è  da  dire  che
  tutto  ciò,  però,  è  limitato dai continui  incendi  che  vedono,
  purtroppo,  fatalmente  protagoniste le nostre  comunità.  Io  sono
  sindaco  di un Comune, Militello in Val di Catania, in cui è  molto
  presente   l'attività  forestale,  e  vedo  quanto  negativo   sia,
  purtroppo,  il  perseverare di incendi che non  sono  casuali,  gli
  incendi sono determinati per mano criminale e mafiosa, sono incendi
  che vedono protagonisti personaggi che, purtroppo, hanno interessi,
  e  che cercano di scalfire il processo invece di forestazione,  che
  ha  come  obiettivo  la salvaguardia del nostro ambiente  in  senso
  generale.
   Ecco,  perché,  io  sollecito  l'amministrazione  ad  operare  con
  tempestività, perché signor assessore Sammartino, lei sa che con  i
  progetti legati ai fondi europei bisogna intervenire subito, perché
  altrimenti   possiamo   parlare   di   avviamento   dei   forestali
  all'attività  lavorativa,  ma  è un  avviamento  che  non  avverrà.
  Quindi,  l'invito che io faccio all'amministrazione è  di  lavorare
  con  impegno subito, in modo che i forestali possano al più  presto
  iniziare  le  proprie  attività  e  quindi  determinare  anche   un
  controllo del nostro territorio.
   Concludo,  Presidente. C'è un'attività che viene  esplicitata  dai
  nostri  forestali  anche  all'interno  dei  nostri  Comuni,  perché
  l'Amministrazione progetta anche in convenzione con i Comuni alcune
  attività che hanno come riferimento la bellezza delle nostre città,
  perché  abbiamo aree verdi facilmente utilizzabili  per  le  nostre
  città  che  vengono curate da elementi che dimostrano  giornalmente
  che  il  lavoro in forestazione non è un lavoro passivo,  ma  è  un
  lavoro significativo per le nostre comunità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Saluto il Presidente Schifani che è arrivato in Aula.
   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 4.6,  chiedo  all'onorevole
  Catanzaro se l'emendamento è mantenuto e ritirato.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.6 è ritirato.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 4.187, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.187 è ritirato.
   Nel  frattempo,  se voleste, sui tablet trovate la  riscrittura  a
  firma della Commissione, tra gli emendamenti fuori sacco.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 4.188, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.188 è ritirato.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 4.218, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.218 è ritirato.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 4.189, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.189 è ritirato.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 4.219, a firma dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento,  la  riscrittura
  scusate, l'emendamento 4.220.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca  mediterranea  e
  Vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore regionale per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie
  Presidente,   colleghi,   dopo   il   dibattito   che   è    emerso
  sull'emendamento   oggi  riscritto,  sull'emendamento   4.220,   io
  chiederei  al  Presidente della Commissione   Bilancio ,  ma  anche
  all'Aula, di trasformare questo emendamento in ordine del giorno.
   Dopo  la discussione che ho ascoltato con grande piacere,  che  ha
  interessato  vari  deputati  nell'esporre  con  grande  sensibilità
  quello  che  è  oggi  un tema, la salvaguardia dei  lavoratori  del
  comparto  della  forestale, ma soprattutto  il  loro  utilizzo  nel
  miglioramento, ma soprattutto nell'adeguamento dei progetti  che  i
  due  dipartimenti,  il  Dipartimento da  me  guidato  ma  anche  il
  Dipartimento della collega Pagana farà nel più stretto tempo e  nel
  modo migliore, approvata questa manovra, noi siamo nelle condizioni
  oggi  di poter programmare, però, su fondi extraregionali e non  su
  fondi regionali questa attività.
   Questo  emendamento, così come proposto, ma anche nella  modifica,
  vincolerebbe  la programmazione su ciò che noi oggi dobbiamo  anche
  poter  programmare con la possibilità di guardare ad un  territorio
  che deve, per la prima volta, mettere in campo progettualità che  i
  forestali  devono  potere  eseguire nel rispetto  dell'ambiente  ma
  soprattutto nel rispetto della salvaguardia del nostro ecosistema e
  del nostro patrimonio paesaggistico.
   Non  ci  consentirebbe,  un  emendamento  del  genere,  di  potere
  garantire  le  finalità che il legislatore vuole mettere  in  campo
  essendo finanza extraregionale andando in programmazione.
   Quindi, la proposta, onorevole Presidente, è di trasformarlo in un
  ordine del giorno con l'impegno del Governo di garantire quanto più
  è possibile la garanzia occupazionale e quindi anche la possibilità
  a  tutto  il  comparto  di avere un'uniformità dell'erogazione  del
  servizio.
   Nei  prossimi  giorni insieme al Governo, ma con l'attività  anche
  della  Commissione Attività produttive, dove stiamo lavorando  alla
  stesura  della  riforma  del comparto dei forestali  che  rimetterà
  ordine  in maniera complessiva a questo servizio che non è soltanto
  il  servizio  di garantire le giornate, perché sarebbe sminuire  il
  grande  lavoro  che  il comparto della forestale  fa  nella  nostra
  Regione, ma è soprattutto il servizio che deve volgere alla  tutela
  del  paesaggio  e alla tutela del patrimonio ambientale  che  nella
  nostra Regione esiste e che con una corretta prevenzione e, quindi,
  con  la tempestività che l'onorevole Burtone richiamava al Governo,
  e  che  condivido, può permettere anche che non avvengano  tragedie
  così  come  sono  accadute nell'ultimo recente passato  nei  nostri
  territori  perché ripopolare, rimboschire e valorizzare  il  nostro
  patrimonio  paesaggistico vuol dire anche salvaguardare  il  nostro
  ambiente e le nostre comunità.
   Quindi,  se  è  possibile, chiedo al Presidente della  Commissione
   Bilancio  e al Parlamento di trasformare l'emendamento 4.220  così
  come riscritto in ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO,  relatore di minoranza.  Grazie  Presidente,  ne
  approfitto  della presenza del Vicepresidente della Regione  nonché
  assessore  per l'agricoltura perché è intervenuto su un emendamento
  che  io condivido, però, non ho capito cosa ha detto, probabilmente
  frequentando  troppo  la Lombardia sta perdendo  quello  che  è  il
  senso,  invece, del linguaggio della chiarezza e della sostanza  e,
  quindi, vorrei un attimo capire se ho capito.
   Intanto, abbiamo dato, così, una controllata a quelle che poi sono
  le  finalità, anzi lo voglio ricordare a quest'Aula e  al  Governo,
  per  quanto riguarda il finanziamento del comparto forestale  e  ho
  voluto  solo  sottolineare qualche passaggio per  ribadire  la  mia
  richiesta, assessore Falcone, la copertura triennale; poi  mi  pare
  che  Luca Sammartino abbia detto che sostanzialmente i soldi se  li
  vuole  programmare  lui  per  cui non facciamo  norme  che  possano
  condizionarlo troppo, è, credo, l'ottantesima volta che  quest'Aula
  sente  parlare di riforma del comparto: faccia la riforma e poi  ne
  parliamo.
   Intanto,  per quanto riguarda una corretta programmazione,  questo
  Governo deve dare la copertura triennale perché, assessore Falcone,
  guardi andiamo qui al pratico. Per fare un progetto di sistemazione
  e  manutenzione  idraulica forestale, lo sa,  solo  per  il  parere
  ambientale, quanto ci vuole? Chieda ai suoi Uffici.
   Quando io le dico che se non mettiamo la copertura pluriennale noi
  stiamo svilendo la finalità della norma stessa, le sto parlando  di
  quello  che realmente è la legittimazione dei fondi extra regionali
  per  destinarli a questo comparto. Noi invece stiamo continuando  a
  guardare  il comparto come se fosse, come dice dicono gli amici  di
  Luca   Sammartino  in  questo  momento,  poi  magari  li  cambierà,
  continuiamo ad essere accusati che il comparto della forestale  per
  noi  è  un  ammortizzatore sociale. Ma è ovvio che noi  poi  ce  le
  chiamiamo  certe accuse, perché se noi non diamo una programmazione
  secondo  la finalità dei fondi che stiamo destinando, e quindi  non
  si   progetta  solo  per  avere  un'autorizzazione  per   fare   la
  manutenzione straordinaria ad un avvio, lo sapete quanto ci  vuole?
  Un  anno,  due  anni,  sempre gli Uffici della Regione.  E  allora,
  questa è la prima questione.
   Poi vorrei sapere dall'attività produttiva del comparto forestale,
  considerato  che  la norma prevede anche che cosa?  L'attività  per
  produzione e la vendita di legno a scopi energetici. Quante entrate
  abbiamo prodotto? Zero. Ma abbiamo prodotto entrate zero per  colpa
  di chi? Per colpa di una politica che non mette nelle condizioni il
  comparto di rispettare quelle che sono le finalità della legge.  Ma
  anche questa è un'attività pluriennale.
   Approfitto  della  presenza del Presidente.  Presidente  Schifani,
  ecco,  veda questo è un'altra occasione per rompere un incantesimo.
  L'approccio  sul  comparto della forestale che gli  amici  di  Luca
  Sammartino  ci dicono essere l'esempio, l'esempio di come  i  soldi
  destinati  agli  investimenti  si  sprecano  con  le  finalità   di
  ammortizzatori sociali. Non è giusto. E allora lo vogliamo  rompere
  questo  incantesimo?  Che  il Governo dia  la  copertura  triennale
  cortesemente intanto, perché le attività antincendio non si possono
  fare  a novembre, si devono fare nei tempi giusti, e per farli  nei
  tempi giusti ci vuole la copertura triennale.
   Allora,  lo  ribadisco,  queste sono  questioni  fondamentali  per
  cominciare a dare un segnale di discontinuità. Comprendo, e qua  lo
  comprendiamo tutti i vari colleghi, no? Io comprendo che  se  diamo
  la copertura triennale stiamo vincolando delle somme importanti dei
  fondi extra regionali, e quindi assessore Sammartino non ho capito,
  anzi... come... abbiamo detto che ci sono oltre un miliardo e mezzo
  di  euro  di  risorse  liberate che rischiamo di  perdere,  proprio
  perché  ogni volta fate il gioco delle tre carte rispetto a chi  li
  deve utilizzare, ma la vogliamo finire con questo gioco? Perché  la
  forestale per voi non è un elemento che possa portare a un  vincolo
  triennale  delle risorse? Me lo volete spiegare? Perché dovete  poi
  fare  altri tipi di operazioncine di basso cabotaggio? No,  non  ci
  sta  bene.  Non  ci  sta bene che i fondi extra  regionali  vengono
  utilizzati con queste finalità, e lo capisco che a lei piace questo
  ma noi no.
   Quindi, questo Parlamento oggi ribadisce una richiesta che è stata
  fatta  in  Commissione  Bilancio, e per  la  quale  l'assessore  al
  bilancio  ha assunto un impegno di verificare i profili tecnici  al
  fine  di  poter  dare  questa copertura. C'è  il  presidente  della
  Regione  e le chiedo, Presidente Schifani, che da questo  punto  di
  vista  dia  un  segnale  chiaro di discontinuità,  per  evitare  di
  continuare  ad  essere accusati che il comparto della  forestale  è
  solo  un  ammortizzatore  sociale, e soprattutto  non  rispetta  le
  finalità delle norme che le ho citato, e quindi non riesca anche  a
  portare  avanti  quel profilo produttivo per come è giusto.  Grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Allora, Assessore, per  fare
  quello che lei richiedeva dovremmo eventualmente porre in votazione
  l'emendamento  4.222  del  Governo, che  trovate  nel  tablet,  che
  sopprime  al  comma 1 le parole "assicurando" fino  alla  fine  del
  comma,  però  l'onorevole  Cracolici  mi  sembra  che  ha  proposto
  inizialmente una riscrittura.
   Quindi,  o  l'onorevole  Cracolici accoglie  l'idea,  la  proposta
  dell'assessore   Sammartino  di  fare  l'ordine   del   giorno   o,
  diversamente,  chiede  di intervenire. Le do  la  parola  onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI.   Presidente,  l'Assessore  ha  posto   una   questione
  tecnicamente    corretta,   nel   senso   che   la    progettazione
  inevitabilmente  non  può definire in maniera uniforme,  perché  ci
  possono  essere  progetti  che hanno una quantità  di  giornate  di
  addetti  di  un  certo tipo, rispetto ad altri  distretti  o  altri
  progetti  che hanno altre tipologie. Però, come tutte le  cose,  la
  verità sta sempre in mezzo
   Lo  ricordo  all'Assessore che è giovane - è vero  che  lui  viene
  dalla Lombardia, quindi è lontano dalla Sicilia, e non conosce bene
  il  settore  -   abbiamo una legge che prevede  la  garanzia  delle
  giornate ai lavoratori forestali.
   Le  giornate sono suddivise in quattro tipologie: gli  OTI,  tempo
  indeterminato,  i  centocinquantunisti,  i  centunisti  e  i  fuori
  fascia,  che  fanno  78  giornate. La legge  siciliana  quindi  già
  stabilisce  che  a questi lavoratori dobbiamo garantire  almeno  le
  giornate previste dalla fascia di appartenenza.
   È  evidente  che  il tema che stiamo ponendo non è  che  riguarda,
  perché i progetti non aggiungono nulla rispetto alle giornate,  tra
  progetti  finanziati  da  fondi FSC e fondi  propri,  noi  facciamo
  questa manovra per arrivare a garantire le giornate previste  dalla
  legge.  Ripeto, i fondi comunitari non li usiamo per  aumentare  le
  giornate  rispetto  a quelle previste dalla garanzia  occupazionale
  previste da legge.
   Se  è  così, Assessore, il tema che noi abbiamo posto - ma lo dico
  innanzitutto anche per evitare che il Governo si trovi poi a  dover
  gestire  conflitti territoriali - perché quello che spesso succede,
  parliamoci chiaro, che ci sono distretti che si costituiscono delle
  riserve  che  poi attivano a fine anno dei progetti di variante  ai
  propri progetti, e garantiscono in alcuni distretti più giornate ai
  lavoratori  a seconda le fasce, rispetto al distretto accanto,  che
  siccome  non  si  è fatta la riserva non garantisce  un  numero  di
  giornate superiori. Risultato è il caos
   Ecco  perché  io ribadisco che il Governo con questa manovra,  che
  già  stiamo dicendo oggi ci sono risorse comunitarie, - a proposito
  delle  risorse  comunitarie, volevo mi  ascoltasse  l'Assessore  il
  collega De Luca ha fatto un lapsus, forse involontario, ma ha detto
  una cosa che invece è il tema.
   Qui  non stiamo utilizzando fondi liberati, onorevole De Luca,  di
  cui  continua  ad esserci un grande mistero in questa  Regione   Lo
  dico al Presidente della Regione.
   Guardate che la stima che viene fatta oggi di fondi che la Regione
  potrebbe  utilizzare,  seppur  con  i  vincoli  propri  dei   fondi
  originari,  parliamo dagli 8 ai 10 miliardi di euro  di  fondi  che
  sono  liberati, nel senso che sono opere che erano state finanziate
  con  una  fonte  di  finanziamento che poi è stata  modificata  per
  rendicontarla,  con i fondi comunitari, col risultato  che  abbiamo
  circa 8-10 miliardi che non spuntano. Sono come i residui che  ogni
  tanto  si  cancellano, e una parte restano iscritti,  così  sono  i
  fondi liberati.
   Ad  esempio,  proprio  sul  settore  dei  forestali,  potremmo   -
  considerato  che  una  delle tipologie di  spese  coerenti  con  la
  ragione   per   cui   erano  stati  finanziati  precedentemente   -
  utilizzarli  proprio per un'attività pluriennale,  quindi  con  una
  previsione finanziaria almeno triennale.
   In ogni caso, ribadisco, Assessore, poi possiamo fare l'ordine del
  giorno,  l'importante  è  che ci sia una  cosa,  cioè  che  nessuna
  attività  tra  progettazione con fondi extra regionali  e  attività
  ordinaria  può  consentire, nell'ambito dell'esercizio  finanziario
  2023-2025,  che  ci  sia  un lavoratore forestale  che  faccia  una
  giornata in più o in meno rispetto al suo collega. Aumentano cinque
  giornate? Aumentano per tutti. Non c'è chi li fa e chi non  li  fa,
  se  questo  principio,  il  Governo se  ne  assume  formalmente  la
  responsabilità, politica e amministrativa in Aula.
   Non  ho nulla in contrario a trasformare questo atto in ordine del
  giorno,  però  vorrei che fosse un impegno serio, che  rimanesse  a
  verbale,  per cui ognuno di noi poi ne risponde anche eventualmente
  laddove si determina una mutazione di indirizzo.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intanto grazie al collega De Luca e
  al  collega  Cracolici,  grazie anche per avere  puntualizzato  gli
  amici   e   le  amicizie,  dico  che  sono  reciproche.  Presidente
  dell'Assemblea grazie per avermi dato la parola.
   Intanto  ringrazio  il  collega  Cracolici  per  aver  accolto  la
  proposta  del  Governo.  È chiaro che è un  impegno  formale  ed  è
  politico, di non creare diseguaglianze e discriminazioni.
   Vorrei semplicemente puntualizzare, forse non sono stato chiaro al
  collega   De  Luca,  che  quando  si  programmano  interventi,   si
  programmano  a  finalità  ambientali a tutela  del  paesaggio,  per
  questo  si  fa una programmazione. La programmazione  ha  anche  un
  risvolto sociale, come lei ben sta cavalcando, ribadendo, perché la
  garanzia occupazionale e la parte sociale, che poi dà anche dignità
  al nostro comparto e ai nostri lavoratori.
   Ho   chiesto,   e  quindi  ringrazio  il  collega   Cracolici   di
  trasformarlo  in ordine del giorno, perché non ci  può  essere  una
  programmazione, senza un asset di interventi che vanno  fatti,  che
  devono  garantire, ovviamente, la risposta sociale e occupazionale,
  e  questo  è  l'impegno  che il Governo si assume  nel  non  creare
  discriminanti,  non  ci  sono  altre  ammenicoli,  così   come   ho
  ascoltato,  ma  semplicemente,  una  semplice  procedura   che   va
  rispettata e che va programmata nel più breve tempo possibile.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore   Sammartino.   Votiamo    prima
  l'emendamento 4.222, poi voteremo l'articolo e poi possiamo  votare
  l'ordine del giorno, lo possiamo votare anche a fine seduta.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 4.222. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, ringrazio anche il leghista in  salsa  sicula,
  come ho avuto modo di dire. Io mi aspettavo una risposta, assessore
  Falcone,  Presidente Schifani scusatemi anche per una questione  di
  bon  ton  quanto  meno, perché così io non posso esprimere  il  mio
  voto.
   Credo di aver posto una questione seria al quale il Vicepresidente
  della Regione ha saputo rispondere, perché veda le dico di più, lei
  se  ha già le coperture finanziarie, può programmare correttamente,
  può progettare.
   Lei  invece  mi  sta  facendo  un altro  ragionamento,  siccome  è
  competenza della Giunta programmare i fondi extra regionali, ma  lo
  sappiamo  tutti,  e allora è ovvio che io me li  programmo,  me  li
  progetto  secondo  i miei tempi; ma veda, l'Aula le  sta  chiedendo
  un'altra  cosa, le sta dicendo rispetto a quello che è  un  settore
  strategico,  appostiamo le risorse, poi lei faccia i  progetti,  le
  risorse scusi sempre quelle sono.
   Ora  non  vuol  dare  il merito a quest'Aula, di  poter  dare  uno
  slancio  al  comparto   Non ho capito se  è  un  capriccio,  ancora
  guardi,  non l'ho capito, ma lo dico con molta onestà; cioè  finora
  abbiamo  fatto un lavoro bipartisan per migliorare tutta una  serie
  di   articoli,  abbiamo  inserito  degli  elementi  importanti,  mi
  permetto  di  dire che abbiamo dato realmente una strategia  quanto
  meno,  pur se parziale, una legge di stabilità, ora stiamo  facendo
  una  richiesta  legittima, che fa parte anche di quella  che  è  la
  finalità dei fondi di cui stiamo discutendo, e non riesco ad avere,
  né una risposta impeditiva della nostra richiesta, perché almeno mi
  viene detto 'non c'è la copertura finanziaria', e allora arrivato a
  quel  punto  io  mi  fermo un attimo, e questo Parlamento  si  deve
  interrogare  su  come vengono prese le coperture finanziarie  sulle
  strategie pluriennali, che è il tema di cui abbiamo parlato ieri.
   Allora, per poter votare favorevolmente o contrario, il Gruppo Sud
  chiama  Nord  e  Sicilia Vera, e quindi lo esprimo ora  in  termini
  formali,  ha  bisogno  che  il  Governo  batta  un  colpo  e   dica
  chiaramente,  e  quindi faccia il sub emendamento. Scusatemi,  solo
  voi potete fare il sub emendamento in questa fase. Lo vogliamo fare
  un  sub  emendamento  proprio a firma  del  Presidente  Schifani  o
  dell'Assessore Falcone? Prendetevi il merito di dare  la  copertura
  finanziaria  triennale  ci  va  bene.  Ma  lo  volete  fare  questo
  intervento  e  quindi, anzi l'emendamento credo che  lo  apprezzerà
  tutta l'Aula, su questo già i vari Gruppi ci sono anche espressi al
  di là di quelli che sono gli elementi.
   Facciamo  un  provvedimento, fate voi  un  emendamento  e  noi  lo
  apprezzeremo,   lo   voteremo,  e   avrete   il   voto   favorevole
  sull'articolo 4. Diversamente mi costringete a votare  contro  quel
  che  vale,  e  obiettivamente, ma per quale motivo, io devo  votare
  contro  un articolo sul quale abbiamo ....... tutti quanti, lei  ha
  avuto  anche, devo dire, si è preso la responsabilità di  dare  gli
  arretrati  per  gli aumenti contrattuali. Dico, questo  articolo  è
  quasi  perfetto,  manca  solo l'aspetto  conclusivo,  la  copertura
  triennale.  Allora lo faccia il Governo, e così ci farà votare  con
  soddisfazione questo articolo. Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. L'Assessore Falcone  vuole
  rispondere?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente.  Onorevole
  De Luca, il tema che lei ha posto è un tema serio che abbiamo anche
  affrontato  in  Commissione.  Il  tema  non  riguarda  soltanto  la
  forestazione,  ma riguarda la struttura del bilancio,  non  più  in
  chiave annuale, ma in chiave triennale. Un altro problema si  porrà
  quando  dovremmo discutere sull'articolo 1, all'articolo 2,  quello
  relativamente alle coperture degli enti locali.
   Ora   dobbiamo,  voi  ieri  e  tutti  noi,  abbiamo  votato  ieri,
  l'articolo 5 del bilancio di previsione e voi se andate  a  vedere,
  all'articolo 5 troverete che per il 2023 ci sono circa 21 miliardi,
  poi  ce  ne  sono 20 nel 2024 e 19, poco più, nel 2025. Ora,  fermo
  restando  che  in  quell'articolo  ci  sono  anche  i  fondi  extra
  regionali,  quindi  non può perfettamente essere  considerato  come
  paradigma  da  prendere ad esempio, però vi devo dire  che  noi  in
  questa fase abbiamo la cifra, che è comprensiva di tutto per quanto
  riguarda  il 2023, ci sono appostati circa 50 milioni del 2024,  ma
  oggi  noi faremo per questa materia un errore se mettessimo il 2024
  e  il 2025. Perchè? Perché siamo nell'accordo Stato-Regione per  il
  quale  lo Stato ci chiede una riforma, ci chiede sulla legge, sulla
  forestazione, e noi quindi potremo appostare le risorse in  maniera
  pluriennale  solo dopo che avremo concluso questo iter  legislativo
  di riforma.
   L'impegno,  onorevole De Luca, però è un altro. Noi abbiamo  detto
  che  quest'anno  stiamo  arrivando lunghi  sull'approvazione  della
  finanziaria. L'anno prossimo riteniamo, e l'impegno del  Presidente
  Schifani è quello di arrivare entro il 10 dicembre all'approvazione
  della  finanziaria.  Quindi  questo che significa?  Che  finalmente
  potremo avere anche non soltanto a essere, come dire, a posto con i
  compiti  che  dobbiamo  noi fare a casa,  quindi  che  facciamo  in
  Sicilia,  e  porteremo alla Regione sulla riforma dei  consorzi  di
  bonifica e sulla riforma della forestazione.
   Ma  al  contempo  potremo dire lì, a quel  punto,  se  in  effetti
  servono 8 mila, come diceva l'onorevole Safina, o ne servono  17  o
  14  o  15. Potremmo lì capire se dobbiamo fare una riforma che vede
  tutti  a  tempo indeterminato, full time, oppure vi è una,  diciamo
  cosi,  altro tipo di sistemazione anche verticale nell'espletamento
  dell'orario e del tempo che devono profondere per il lavoro verso i
  nostri  boschi,  dopodiché, onorevole De Luca, l'impegno  rimane  a
  rivedere assieme a quest'Aula una pluralità.
   Una  cosa,  ad  esempio, però abbiamo fatto, dove  c'è  e  l'avete
  visto,  quindi, fermo restando che c'è una piccola massa, cinquanta
  milioni sono poca cosa, ma sarebbero utilissimi eventualmente  alla
  prosecuzione dei progetti, ove si volesse dire, ma c'è una cosa che
  abbiamo  fatto è quello che la pluriennalità, l'abbiamo  messa  per
  l'adeguamento  dei  contratti, se andiamo a  vedere  lo  andiamo  a
  ritrovare al comma 5 la pluriennalità, per questo l'abbiamo  fatto,
  perché?  Perché  questa pluriennalità che è l'adeguamento,  tira  e
  porta con sé e trasporta con sé anche l'intero sistema.

   DE  LUCA  CATENO, relatore di minoranza È un'apertura che facciamo
  nei suoi confronti.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  rapidamente  solo  per  dire davvero troppa musica  per  le  nostre
  orecchie,  ieri  si parlava di vittoria della democrazia,  oggi  il
  settore  della  forestazione porta a casa due grandi risultati:  il
  primo  la  dimensione  pluriennale  della  programmazione,  su  cui
  l'assessore  Sammartino in qualche modo aveva già dato  un'apertura
  di   credito  con  l'invito  dell'onorevole  De  Luca  e   l'altra,
  onorevole, è la riforma del settore della forestazione, la  riforma
  del  settore  della forestazione, questa passerà dalla  Commissione
  Attività  produttive  e,  quindi, la raccoglierei  come  un  invito
  perché   no,  anche  a  tutte  le  opposizioni,  di  votare  questo
  articolato.

   PRESIDENTE.  Allora  pongo in votazione  l'articolo  4  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                 Trasporto gratuito forze dell'ordine

   1. Per le finalità di cui all'articolo 86 della legge regionale 15
  aprile  2021,  n.  9, sono confermati i medesimi  benefici  per  il
  triennio  2023-2025, nel limite di 1.800 migliaia di euro (Missione
  10, Programma 2, capitolo 476521).

   2.  È  altresì autorizzata, per l'esercizio finanziario  2023,  la
  spesa  di  1.000  migliaia di euro per la gratuità  del  costo  del
  biglietto  dalla  Sicilia verso le Isole minori e viceversa  per  i
  dipendenti  che  prestano  servizio  pubblico  nelle  Isole  minori
  (Missione 10, Programma 2).

   3.  È  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa  di
  400  migliaia  di  euro  per la gratuità dei servizi  di  trasporto
  marittimo in favore dei residenti di Alicudi, Marettimo, Levanzo  e
  Linosa  per  il  trasferimento  da e verso  l'isola  principale  di
  ciascun  arcipelago. Con decreto dell'Assessore  regionale  per  le
  infrastrutture  e  la mobilità sono stabilite le  modalità  per  la
  gestione dell'agevolazione di cui al presente comma, per il tramite
  delle  amministrazioni comunali interessate (Missione 10, Programma
  3).

   4.  Al  fine  di  sterilizzare l'aumento tariffario  per  il  2023
  previsto  dal  contratto  decennale  tra  la  Regione  siciliana  e
  Trenitalia,  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario  2023,  la
  spesa  di 3.600 migliaia di euro a valere sulle disponibilità della
  Missione  10, Programma 2, capitolo 273710 (Missione 10,  Programma
  2)».

   Si passa all'emendamento 5.1.
   Onorevole  Cracolici, sull'ordine del giorno potremmo votare  ora,
  oppure potremmo votare a fine seduta insieme agli altri ordini  del
  giorno. È approvato per raccomandazione.

   CRACOLICI. L'ordine del giorno non è una raccomandazione

   PRESIDENTE. È approvato. L'articolo 5, c'era l'emendamento il 5.1,
  è a firma dell'onorevole Catanzaro. Onorevole Catanzaro è mantenuto
  o soppresso? Il 5.1?

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ne
  abbiamo  parlato in Commissione, io lo voglio ribadire  qui,  a  me
  pare  che  ci  sono  delle cose che, come  i  principi  poi  devono
  coniugarsi con la materialità delle condizioni in cui operiamo. Lei
  ha fatto una norma, e l'ha vantata pure ieri, quando ne ha fatto il
  suo  passaggio,  dicevo,  la  novità  di  consentire  ai  cittadini
  residenti  nelle  isole  minori di poter viaggiare  dall'isola  più
  lontana  a  quella  di  riferimento,  per  capirci  come  capo   di
  riferimento all'interno dell'arcipelago.
   Ora però io lo ribadisco, ma come fa spiegare che un cittadino  di
  Alicudi  potrà andare a Lipari gratuitamente e quello  di  Filicudi
  no? Ci sono delle cose che devono avere anche il principio del buon
  senso,  cioè  è  pensabile  che  uno  di  Alicudi,  siccome  è  tre
  chilometri  più  lontano da Filicudi, ha un principio  di  gratuità
  che,  invece, l'altro non ha? Allora, assessore, o una norma perché
  se  dobbiamo  fare  norme spot con il rischio che  tra  l'altro  di
  difficile  applicabilità, perché poi vediamo qual è il sistema  che
  stabilisce,  mi dia il documento, o stabiliamo che all'interno  dei
  residenti   all'interno  delle  isole  minori   nell'ambito   della
  movimentazione tra le singole isole è prevista la possibilità della
  gratuità, ma non possiamo fare una norma che stabilisce che Alicudi
  sì,  Filicudi no, le isole di Salina no, quella di non so che cosa,
  oppure Levanzo con quella di Lampedusa come si chiama? Linosa.
   Cioè  mi  pare una cosa che deve avere un equilibrio, ecco  perché
  io,  ne  abbiamo  parlato in Commissione, le chiedo formalmente  di
  estendere  questa disposizione che io condivido a tutti i cittadini
  residenti nelle isole minori per muoversi dentro l'isola,  non  per
  venire  sulla terra ferma. Perché questa è una norma, per chi  deve
  fare  un documento, per chi deve andare a fare l'analisi del sangue
  della  nell'isola  di  riferimento.  Se  così,  ma  siccome  stiamo
  parlando di cosa? Mi pare del tutto evidente che una norma  che  ha
  un principio di buon senso, ma è tale se evitiamo disparità secondo
  l'isola  da dove parti. Non so se sono stato chiaro. Non mi  faccia
  problemi di soldi.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Onorevole Cracolici,  la  sua,
  diciamo così, perplessità non è che infondata o campata in aria, lo
  abbiamo detto anche in Commissione, però noi stiamo partendo da  un
  principio che l'isola più lontana, Alicudi, ha un motivo, e l'isola
  più  lontana  rispetto a Lipari, e allora in  questo  senso  stiamo
  dando  questo  primo  segnale. Poi l'impegno  che  il  Governo  può
  assumere,  vediamo  come  va  questa  misura,  che  è  una   misura
  totalmente  nuova, ed era una misura, se dobbiamo dire  la  verità,
  nasceva  solo  per Linosa. Quindi dobbiamo dire da  dove  nasce  la
  misura.
   Dopodiché,  chiusa  questa,  vediamo  come  andrà  l'impegno   del
  Governo,  e quello che verifichiamo quanto costerà, se non  costerà
  troppo, se costerà altri 200, 300 mila Euro, possiamo consentire  e
  poi  possiamo  estendere a tutte le altre sei Isole dell'arcipelago
  delle Eolie.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Collega, assessore Sammartino,  capisco
  se può, grazie così evitiamo.

   CAMPO.   Si,  grazie  Presidente,  Governo  e  colleghi  deputati.
  Fortunatamente in Aula c'è sia l'Assessore Falcone che  l'assessore
  Aricò,  perché volevo chiarito un punto dell'articolo 5 al comma  4
  dove  si  prevede  l'aumento di 3 milioni e seicentomila  euro  per
  stabilizzare l'aumento tariffario dei biglietti dei treni  come  da
  contratto  di  servizio tra Regione e Trenitalia. Il dubbio  è  che
  quest'ultimo  punto era stato previsto già nel  contratto  per  gli
  anni 2022-2024, e la Regione con una delibera di Giunta, la 563 del
  18  dicembre 2021 al fine di scongiurare aumento tariffario, si era
  avvalso  dell'articolo 14 del su citato contratto, e aveva  sospeso
  questo aumento.

   PRESIDENTE.  Aspetti, collega Campo. Colleghi  cortesemente  se  è
  possibile,  anche per rispetto della collega che sta  intervenendo,
  se  possiamo  abbassare i toni nel frattempo che dialogate  tra  di
  voi,  oppure  chi vuole dialogare esce dall'Aula, e  poi  caso  mai
  rientra, grazie. Prego onorevole Campo.

   CAMPO.  Sì grazie, allora in buona sostanza non capiamo perché  un
  aumento  che era stato sospeso appunto con una delibera  di  Giunta
  poi  viene sanato. Non vorremmo che questo fondo sanasse un aumento
  di  per  sé  illegittimo e inoltre perché è  stato  fatto  con  una
  delibera di Giunta negli anni precedenti, e ora addirittura con una
  norma di legge, era giusto per capire questa cosa, grazie.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.  Assessore Falcone riguardo alla norma sullo spostamento
  gratuito   verso  il  comune  principale,  il  comune   chiamiamolo
  capoluogo  delle isole, nello specifico delle isole  Eolie,  perché
  sono  quelle  che conosco, condivido quanto espresso dall'onorevole
  Cracolici.  Non  ha  senso fare l'esperimento  su  un'isola,  anche
  perché  molti  isolani stanno chiamando, in questi giorni  dicendo:
  "Ma  perché  Filicudi"?  Perché è la più  lontana.  Stromboli,  per
  esempio,  rispetto  ad  Alicudi, stiamo  parlando  di  un  paio  di
  chilometri.
   E  quindi  credo  che,  se  l'esperimento bisogna  farlo,  bisogna
  trovare  le  modalità per vedere quanto costa e come funziona.  Per
  esempio, perché? Quale deve essere il significato di questa  norma?
  Che se qualche cittadino dell'isola di Filicudi si deve spostare, o
  di  qualche altra isola, al comune di Lipari perché deve  fare  dei
  documenti, che non possono essere fatti sull'isola di residenza,  è
  chiaro  che  ha  un senso lo spostamento all'interno  delle  isole.
  Quindi,  magari,  trovare le modalità di come deve avvenire  questo
  rimborso, questa gratuità. Però mettere fuori altre isole, che sono
  anche  lontane,  magari  non più lontane rispetto  a  Filicudi,  mi
  sembra  una  norma  impari e, sostanzialmente, discriminatoria  nei
  confronti  degli  altri  cittadini. Quindi  anch'io  le  chiedo  di
  estendere la gratuità per determinati, magari, servizi principali a
  tutte  le  isole,  magari in percentuale minore  o  in  percentuale
  rispetto al biglietto, ma comunque estenderla in base alle  risorse
  su tutte le isole.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie Presidente. Allora Governo, io  intervengo  per
  rassegnare all'Aula delle mie preoccupazioni in merito all'articolo
  5 che, come possiamo evincere dalla rubrica della norma ovviamente,
  riguardava,  almeno  in origine, il trasporto gratuito  alle  forze
  dell'ordine.
   Siamo  partiti da lì, in Commissione, insieme all'assessore Aricò,
  per  avviare  un ragionamento che consentisse in qualche  modo,  in
  prima  battuta,  di  superare  una discriminazione  che  riguardava
  queste categorie che viaggiavano sul trasporto su gomma, rispetto a
  quelle  che  viaggiavano via mare per ovvi  motivi,  non  essendoci
  strade  di collegamento. Naturalmente poi in Commissione, prima  in
  Commissione  quarta e poi in Bilancio, si è fatto un  ragionamento,
  condiviso  anche, che poi ha portato alla riscrittura di  cui  oggi
  stiamo  discutendo, per estendere questa gratuità  anche  ad  altre
  categorie di dipendenti che svolgono un servizio pubblico presso le
  isole,  e  poi  si  è  esteso ulteriormente,  fino  alla  scrittura
  attuale.
   Ciò che mi preoccupa, però, è che, a fronte di questo ampliamento,
  che  io non posso che salutare con grande favore, perché in qualche
  modo  tiene conto e dimostra una sensibilità di questo Governo  nei
  confronti dei cittadini delle isole minori, però non c'è stato,  di
  contro  un  aumento  della dotazione, dello stanziamento  di  spesa
  previsto,  ed è evidente - assessore Aricò, le chiedo  la  cortesia
  che,  di  solito le riconosco, di ascoltarmi un attimo - è evidente
  che  questo  stanziamento  di spesa, a  mio  avviso,  è  del  tutto
  insufficiente.
   In  qualche  modo  è testimoniato anche dal fatto  che,  vedo  nel
  fascicolo  degli emendamenti anche un emendamento della Commissione
  che,  ovviamente,  prova  di inserire nel testo  nei  limiti  delle
  risorse  disponibili, probabilmente perché c'è piena coscienza  del
  fatto   che  uno  stanziamento  di  un  milione,  non  può   essere
  assolutamente adeguato e sufficiente.
   Quindi il rischio che oggi si pone è che noi approviamo una  norma
  che  diventa  una  norma di mera propaganda,  che  non  può  essere
  effettivamente attuata. Pertanto io chiedo, in qualche modo, che si
  avvii  una  riflessione  anche sulla possibilità  di  aumentare  lo
  stanziamento   previsto,  in  modo  tale   che   la   norma   possa
  effettivamente poi essere applicata e trovare un'applicazione,  che
  non si traduca in briciole per la platea di beneficiari che abbiamo
  previsto.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Sì, grazie Presidente. Noi abbiamo presentato  diversi
  emendamenti  soppressivi, ai commi dell'articolo 5. Su  questa,  su
  questo   comma   3   che,  ovviamente,  l'onorevole   Cracolici   è
  intervenuto,  io  chiederei  un  attimo,  un  secondo  soltanto  di
  attenzione all'assessore Falcone.
   Ovviamente da più parti, Assessore, sono arrivati alcuni dubbi  su
  come  procedere sui 400.000 euro destinati a questo comma 3. Io  le
  chiederei,  come  dire, nel modus operandi che  stiamo  tenendo  in
  queste  ore  nell'affrontare l'articolato,  nell'affrontare  questa
  manovra, di comprendere se, invece di procedere con questi dubbi  -
  non  su  tutto  l'articolo,  ma su questo  comma  3  -  intanto  la
  disponibilità economica prevista dei 400.000 euro, dal mio punto di
  vista,  rispetto al trasporto non è una somma congrua a quello  per
  cui  dovrebbe servire. E quindi rischiamo di fare quello che  si  è
  rischiato  di fare nel passato: di utilizzare magari qualcosa  come
  norma  slogan che, poi, alla fine non è né sufficiente né riesce  a
  sopperire a quelle che sono le esigenze.
   Allora  io  ritengo, assessore Falcone, nell'idea complessiva,  di
  potere  riformulare con oculatezza ed attenzione  questo  comma  3,
  considerando  che c'è lei, c'è l'assessore Aricò, e  da  più  parti
  arrivano  dubbi; onde evitare di procedere e magari  poi  noi,  nel
  momento  in cui c'è il punto della soppressione, chiedere il  voto.
  Allora,  ancor  prima,  cercare  di potere  azionare  questa  idea.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Sì, grazie Presidente. In merito a questo articolo 5, il
  comma  3 viene fuori da un'elaborazione della Commissione, ma parte
  da un emendamento a mia firma.
   L'emendamento prevedeva la possibilità per gli abitanti di Linosa,
  che  sono molto isolati rispetto ad altri isolani, di collegarsi  a
  Lampedusa a titolo gratuito. E io ringrazio l'assessore Aricò e  il
  Governo Schifani per aver accolto questo nostro emendamento, perché
  era  proprio  nelle  intenzioni  della  sottoscritta  e,  immagino,
  essendo  stato  accolto  dal  Governo,  quindi  gradito  anche  dal
  Governo,  l'idea  di agevolare gli abitanti di Linosa,  che  spesso
  sono totalmente isolati e che, in questo modo, hanno la possibilità
  di  collegarsi per tutti i tipi di servizi che a loro  servono  con
  Lampedusa, perché sono tutti a Lampedusa i servizi per gli abitanti
  di  Linosa.  Dopodiché, probabilmente in Commissione,  sono  emerse
  sensibilità  anche  per  altri fatti  specie,  per  cui  è  entrata
  Marettimo, è entrata Alicudi ed è entrata Levanzo.
   Io  non  so,  a questo punto, se il budget messo a disposizione  è
  sufficiente  per  tutti,  ma  ritengo  che  intanto  sia  opportuno
  iniziare,  dare questo segnale a chi abita in isole particolarmente
  ostiche.  Dargli  un segnale di vicinanza della  Regione  siciliana
  che, appunto, va a sostegno loro, garantendo il trasporto gratuito,
  che  è  una  loro necessità per qualsiasi tipo di servizio  abbiano
  bisogno,  di collegamento con l'isola maggiore. Dopodiché,  se  non
  dovesse essere sufficiente, abbiamo tempo anche nelle variazioni di
  bilancio per aggiungere ciò che serve. Ma intanto partiamo  con  un
  segnale importante, di cui ringrazio il governo e l'assessore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Grazie,  Presidente.  Presidente,  io  vorrei
  ricordare,  innanzitutto, a quest'Aula cosa era venuto fuori  dalla
  Commissione di merito. Il comma 1 è rimasto immutato. Il  trasporto
  gratuito  alle  forze  dell'ordine nelle isole  minori  è  un  tema
  sacrosanto  e, su questo, era stato appostato un milione  di  euro.
  Poi  avevamo previsto 500 mila euro per il trasporto dei dipendenti
  del   comparto  sanitario  e  del  comparto  SEUS  118  e  medicina
  convenzionata.
   Perché  vorrei  ricordare che le strutture sanitarie  delle  isole
  minori vedono grandi difficoltà nel reperimento di personale, anche
  di  quel  personale in convenzione, che oltre ai  disagi  di  dover
  raggiungere le isole minori per svolgere il proprio servizio, vanno
  incontro anche a corposi costi che, sistematicamente, devono  anche
  anticipare.
   E  poi  erano previsti ulteriori 500 mila euro per una scontistica
  che  era  destinata  -  Presidente gradirei attenzione  -  per  una
  scontistica che era destinata ai dipendenti pubblici e privati  che
  risiedevano  sulle  isole.  Quindi  il  monte  totale   di   queste
  agevolazioni era pari a 2 milioni di euro.
   In  Commissione  Bilancio  è stato, correttamente  a  mio  avviso,
  presentato anche il tema del personale scolastico che si reca  alle
  isole,  che  anch'esso  vede una difficoltà  nell'espletamento  del
  servizio. Allora si è deciso di racchiudere tutte queste categorie,
  inquadrandole  in  soggetti  che  svolgono  "pubblico  servizio"  -
  definizione   che   meriterebbe  quanto  meno  la   specifica   che
  all'interno di queste categorie rientra anche il comparto sanitario
  della Seus del 118 e dei medici convenzionati Asp - ma di certo  la
  somma  di  queste  categorie e l'esclusione  della  scontistica  al
  personale pubblico e privato che presta servizio nelle isole minori
  non si comprende come da 2 milioni si è arrivati a dimezzare.
   Quindi  noi  con una mano abbiamo aumentato le categorie,  abbiamo
  eliminato  la  scontistica, anziché sommare le  tre  voci  noi  che
  abbiamo  fatto? Le abbiamo dimezzate. E poi abbiamo preso 400  mila
  euro, e li abbiamo destinati col comma 3, agli abitanti delle isole
  più distanti.
   Ora,  io  non  voglio fare una battaglia sulle 400  mila  euro  da
  destinare  a questi cittadini residenti nelle isole più  lontane  -
  anche  se  non  ne comprendo bene le motivazioni,  perché  sei  più
  lontano  un  miglio non vedo perché deve essere penalizzato  quello
  che  è  lontano  un  miglio  in meno - diciamo  non  è  una  logica
  perfettamente aderente al fabbisogno della popolazione delle  isole
  minori,  però quanto meno si deve - e su questo è stato  presentato
  un emendamento - quanto meno si deve portare la dotazione del comma
  2 a 2 milioni di euro, perché diversamente stiamo prendendo in giro
  noi stessi e il lavoro che abbiamo fatto in Commissione.
   Perché  noi  avevamo, ripeto, 1 milione e 500  mila  euro  per  il
  comparto  sanitario, e 500 mila euro per la scontistica, eliminiamo
  la scontistica, mettiamo dentro tutti i pubblici dipendent,i quindi
  anche  il  personale delle scuole, racchiudiamo tutto in  un  unico
  comma,   in   un'unica   definizione  che  andrebbe   ulteriormente
  specificata, però dobbiamo lasciare 2 milioni di euro,  perché  non
  possiamo pensare di servire il doppio della popolazione con la metà
  dei soldi.
   E  allora,  da questo punto di vista, Presidente Di Paola,  io  le
  chiedo  gentilmente  di accantonare l'articolo,  sistemiamo  questa
  parte,  a meno che l'assessore Falcone insieme all'assessore  Aricò
  non  ci dichiarano la disponibilità di aumentare questo fondo da  1
  milione  a  2  milioni di euro, e per quanto  ci  riguarda  non  ci
  stracceremo  le  vesti per il comma che destina le  400  mila  euro
  all'ulteriore popolazione delle isole più distanti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca. Accolgo  la  proposta  di
  accantonare l'articolo 5, proposta che è venuta anche dal Governo.

   CAMPO. Io aspetto la risposta.

   PRESIDENTE.  Lo  stiamo  accantonando, quindi  ne  riparliamo  poi
  successivamente, perché al momento lo abbiamo accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
     Integrazione oraria del personale A.S.U. in utilizzazione al
       Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
           siciliana, al privato sociale e agli enti locali

   1.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 6 della  legge
  regionale  10  agosto  2022, n. 16 e per consentire  l'integrazione
  oraria, fino al limite massimo di 36 ore settimanali, del personale
  ASU  operante nel comparto del privato sociale, è autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2023, la spesa di 3.500 migliaia  di  euro
  (Missione  15, Programma 3, capitolo 377923 e 313728). Ai  relativi
  oneri     si    provvede    mediante    corrispondente    riduzione
  dell'autorizzazione  di  spesa di cui al comma  1  dell'articolo  7
  (Missione 20, Programma 3, capitolo 215785).

   2.  Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 6 della  legge
  regionale  10  agosto  2022, n. 16 è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2023, la spesa di 14.000 migliaia di euro (Missione 15,
  Programma  3,  capitolo  313325), limitatamente  al  personale  ASU
  utilizzato  negli enti locali. Ai relativi oneri  si  provvede  per
  l'importo   di   5.700   migliaia  di   euro   mediante   riduzione
  dell'autorizzazione  di  spesa di cui al comma  1  dell'articolo  7
  (Missione  20,  Programma 3, capitolo 215785) e  per  l'importo  di
  8.300  migliaia  di euro mediante riduzione dell'autorizzazione  di
  spesa di cui al comma 1 dell'articolo 2 (Missione 18, Programma  1,
  capitolo 191301).»

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessore,
  abbiamo  una  proposta che viene dall'Aula per  scorporare  in  due
  emendamenti  quello che è il primo articolo che  prevede  il  primo
  comma  - assessore Falcone un secondo se è possibile - abbiamo  una
  proposta  che  viene dall'Aula, e che chiedo al Governo  che  venga
  recepito  di scorporare rispetto a quella che è l'articolazione  di
  ora,   il   primo,  un  comma  dove  ci  sono  i  beni   culturali,
  praticamente, fare un altro comma, dare la copertura, e  questo  ce
  lo  dovete dire voi se per dieci mesi o nove mesi rispetto a quelle
  che sono i beni culturali, e l'altra parte metterlo con un comma  a
  parte  per il segretariato sociale per quanto riguarda gli Asu  del
  privato sociale.
   Anche   perché  è  giusto  non  stralciare  totalmente  la   parte
  riguardante  il  privato  sociale, vi sono  delle  cooperative  che
  lavorano per esempio nelle gole dell'Alcantara e in altri ambiti di
  interesse  pubblico, quindi è giusto che anche loro possano  essere
  fatti.
   Noi  divideremo  le somme in base a quello che è  il  calcolo  che
  bisogna fare rispetto ai beni culturali, e fare un comma per i beni
  culturali e un comma per il privato sociale; c'è il consenso  credo
  anche della Commissione, e di molti che hanno lavorato su questo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Mi perdoni Assessore, posso? Però, scusate, se uno  parla
  deve parlare  Eh, scusate.

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore.

   LACCOTO. Le due si possono formare così: o il Governo presenta  un
  emendamento, o noi facciamo un sub emendamento al soppressivo,  che
  è  già  presente, mettendo il comma e dividendo i due commi.  Tutto
  qua

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, grazie. Intanto vi comunico che  il
  Governo  ha  già  presentato  una  riscrittura,  la  potete  vedere
  all'interno della cartella dei fuori sacco, degli emendamenti fuori
  sacco,  è  il  6.Gov,  è  una riscrittura  da  parte  del  Governo.
  Assessore, la vuole illustrare?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente grazie, il  Governo
  ha  manifestato  e  ha presentato una riscrittura dell'articolo  6.
  Allora, io per un attimo volevo ritornare allo spirito della norma.
  La  norma  da  cosa  nasce?  La  norma  nasce  dalla  esigenza  che
  l'assessore   Amata   aveva  manifestato  circa   il   mantenimento
  dell'apertura  dei  musei,  ed ecco perché  nasceva  questa  norma,
  perché ritenevamo che la estensione degli Asu per i beni culturali,
  i  289  Asu,  fosse necessaria più per una questione  di  interesse
  della  Regione  oltre che, poi, in subordine, venire incontro  alle
  esigenze   di   questi  lavoratori,  bistrattati   dobbiamo   dire,
  certamente.
   A  un  certo  punto  il dibattito si è animato, l'anno  scorso  il
  Parlamento precedente aveva esteso per quattro mesi anche agli  Asu
  della pubblica amministrazione, e allora c'è stata una condivisione
  generale di estendere, nei limiti della spesa, per arrivare sino  a
  un  limite  di trentasei ore; a questo punto si dice che l'appetito
  vien  mangiando e quindi si è detto: perché non mettiamo  anche  il
  privato sociale? Mettendolo dentro gli Asu dei beni culturali,  che
  già  con tre milioni e mezzo di euro, facendo dei calcoli da  parte
  della  direzione generale, ci siamo resi conto che  rischiavano  di
  essere, come dire, troppo stretti i numeri.
   Diventavano, invece, sufficienti, se si parte dal primo  marzo;  a
  questo  punto si è detto che cosa? Mettiamo dentro anche il privato
  sociale, che sono diverse, sono più di centocinquanta unità, questo
  farebbe  saltare il sistema e soprattutto perché in questo momento,
  quindi,  io  chiedo all'Aula di accantonare la vicenda del  privato
  sociale, perché allarga in altri settori, su cui per ora non  è  il
  caso  di  intervenire,  anche perché, parliamoci  chiaramente,  noi
  dobbiamo  procedere alla stabilizzazione di questo  personale,  non
  possiamo procedere ad aumentare l'orario senza consentire  loro  di
  poter  pagare  i  contributi previdenziali,  senza  aver  loro  una
  posizione  di regolarità nei confronti dell'Istituto di  previdenza
  sociale.
   Allora, fermiamoci signori colleghi, fermiamoci e diciamo che oggi
  la  partita  riguarda un'esigenza che ha più la Regione  che  loro,
  quella di tenere aperti musei, una seconda esigenza che si, diciamo
  così, si coniuga con quella dei comuni, che dà anche una risposta a
  questo  personale. Ecco perché abbiamo riscritto l'emendamento  col
  6.Gov, che serve appunto per venire incontro a tutte le esigenze.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha chiesto di parlare  l'onorevole
  De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Sì, Presidente, grazie.  L'esigenza  del  mio
  intervento  spero sia superata, perché trattava proprio l'argomento
  di  non  alterare quello che era stato nella scorsa legislatura  un
  emendamento  che  era stato approvato, un articolo  che  era  stato
  approvato,  e  che  non  aveva subito la tagliola  dell'impugnativa
  statale, proprio perché avrei voluto chiedere che il settore  degli
  Asu,  dei  beni culturali, fosse trattato con un comma  e  con  una
  dotazione finanziaria a sé stante.
   Condivido  il  tema che necessita di un'importante interlocuzione,
  che  sono certo non mancherà il presidente Schifani di avviare  con
  lo  Stato  centrale,  per  riportare a una cornice  stabile  questi
  lavoratori.
   Essendo  intervenuto questo emendamento di riscrittura, Presidente
  però,   le   chiedo,   vista  la  delicatezza  dell'argomento,   di
  accantonarlo, sospendere qualche minuto in modo da avere  il  tempo
  di  leggerlo con la dovuta e meritata attenzione. Va bene anche una
  sospensione  di  cinque minuti, ma cinque minuti  per  leggermi  un
  articolo  sugli Asu ce lo dovete dare. E allora perché avete  fatto
  una  riscrittura, bastava un emendamento per togliere  tre  parole,
  non  comprendo  questa  parte. Dico, dateci  appunto  il  tempo  di
  leggerlo bene perché c'è tutta la volontà di approvarlo, non è  che
  c'è  la volontà di contrastarlo, c'è tutta la volontà di approvarlo
  dopo  averlo letto bene. Non penso che sia una richiesta  così  sui
  generis,  quindi  dateci cinque minuti, non  ho  detto  "sospendete
  all'infinito", cinque minuti, ce lo leggiamo e lo approviamo  tutti
  insieme.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Colleghi, l'emendamento  lo
  possiamo leggere nel frattempo che intervengono gli altri colleghi,
  perché  comunque ci sono una serie di colleghi che si sono iscritti
  a  parlare. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA  CATENO,  relatore  di  minoranza.  Grazie,  Presidente.
  Assessore Falcone, mi pare che in Commissione Bilancio avevo aperto
  questa  discussione  proprio in relazione  a  quella  che  era  una
  previsione   limitativa  che  il  Governo   stava   proponendo   al
  Parlamento,  legittima,  le condividiamo,  nessuno  qui  oggi  vuol
  mettere  in  discussione quelle che sono le esigenze  di  garantire
  l'apertura dei nostri siti culturali, ma avevamo posto, ed ho posto
  in  modo  particolare,  una questione di  carattere  più  generale,
  ponendo alla sua attenzione, e qua mi dispiace che l'assessore alle
  autonomie locali non abbia espresso con la stessa sensibilità della
  collega  Amata, perché la collega Amata è molto sensibile, è  stata
  talmente  sensibile e brava che ha tradotto la sua  sensibilità  in
  una  proposta  di  legge  che  è stata condivisa  dalla  Giunta,  e
  l'assessore alle autonomie locali?
   Non ho capito perché non ha avuto la stessa sensibilità per quello
  che  è il problema dei comuni. Tutti sanno, e lei lo sa pure perché
  è stato amministratore, come in questo momento i comuni si reggono,
  come   vengono   impropriamente  utilizzati   i   lavoratori   Asu,
  impropriamente  nel senso che fanno anche attività  che  vanno  ben
  oltre  quella  che  è  la formale anche qualifica.  Sappiamo  tutti
  quanti che i comuni senza questi lavoratori, come lo erano allora i
  colleghi cosiddetti contrattisti, non potrebbero reggere,  anzi  il
  problema  diventa sempre più grave in relazione a che cosa?  A  una
  crescente   frustrazione,  giustamente,   che   questi   lavoratori
  subiscono  in  relazione a quella che è la progressione  che  hanno
  fatto altri colleghi.
   È  ovvio  che  qui  andiamo  al nodo della  questione.  Presidente
  Schifani,  non si riesce a spiegare che l'esigenza della Regione  è
  più  importante dell'esigenza dei comuni. Onestamente,  io  non  ci
  riesco
   Se  lei  ci dà una soluzione affinché possiamo spiegare,  tornando
  nei  comuni,  che  la  Regione  da questo  punto  di  vista  è  più
  importante  del  baluardo dei servizi sul  Territorio  che  sono  i
  comuni e allora ce ne faremo una ragione
   Questa  è  la  questione  che è stata  posta,  l'ho  sollevata  in
  Commissione Bilancio immediatamente su questo aspetto.
   Mi  sono attirato qualche parolaccia, qualche epiteto degli  amici
  dei lavoratori Asu che oggi ritengono che sono, da questo punto  di
  vista, in una situazione diversa rispetto agli altri colleghi - non
  capisco  perché  onestamente, ma per carità   Questo  è  il  nostro
  lavoro.
   Ovviamente  ribadisco  quello  che  è  il  principio.  L'ulteriore
  estensione poi di cui si parla è un'altra questione ancora.  Ma  ci
  dobbiamo andare progressivamente nelle cose - qui dobbiamo  trovare
  anche  una sintesi e questa sintesi è ovvio che la deve trovare  il
  Governo.
   Una cosa sia chiara, però, questo ci tengo a precisarlo
   Non  è  pensabile  che rispetto a quella che  è  l'erogazione  dei
  servizi,  e  soprattutto per quello che sono  gli  enti,  si  possa
  procedere a fare una classificazione con questo tipo di approccio.
   Non  voglio  ovviamente  pensare, perché non  rientra  sicuramente
  nella  sensibilità dell'assessore Amata, che questa è un'operazione
  che oggi si troverebbe il collega - per carità di Dio  - ma lei non
  ne usufruisce, perché ormai la paternità è dell'assessore Amata.
   Mi   auguro   quindi  che  non  si  inneschi  un  meccanismo   che
  obiettivamente non ci sembra decoroso. Delle due, l'una
   Il  Governo,  come d'altronde si stava verificando in  Commissione
  Bilancio, anzi come si è verificato, trovi una sintesi  Lo  faccia,
  evitando  una guerra tra poveri, che non ci qualifica e soprattutto
  dia anche una prospettiva.
   Chiudo  con l'ultimo aspetto, Presidente. Avevamo posto  anche  in
  questo  caso la questione della triennalità. Perché siamo  fissati?
  Perché  la continuità dei servizi a cui attendono questi lavoratori
  sono dei servizi continuativi. Non possiamo pensare che intanto gli
  diamo   il  contentino,  dopo  di  che  il  prossimo  anno,  quando
  approveremo, il bilancio vedremo
   La  continuità vale per quanto riguarda i siti culturali, i musei,
  vale per quanto riguarda i servizi dei comuni. Io le avevo posto la
  questione di dare la copertura triennale. La tesi che è stata detta
  da  qualcuno  che,  se  mettiamo la copertura  triennale  diamo  la
  sensazione  che vogliamo stabilizzare, non mi convince affatto   Lo
  sa perché non mi convince affatto? Perché - veda - l'articolo 7, se
  lei se lo va a vedere, dove parliamo di PIP e di altre categorie ha
  la copertura triennale.
   Obiettivamente  non è pensabile che si possa fare una  distinzione
  tra   quelle   che  sono  situazioni  di  precariato  che   vengono
  approcciati in modo totalmente diverso.
   Non  vorrei ovviamente pensare - e concludo, Presidente -  che  si
  tratti  di un approccio riferito ad essere al centro dell'impero  o
  alla   periferia  dell'impero  perché  questo  ovviamente   sarebbe
  ulteriormente mortificante.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Presidente, intanto devo fare un plauso al Governo Schifani,
  a  Marco  Falcone,  ma  all'Assessore Messina.  Le  accuse  rivolte
  all'Assessore  Messina, poco fa, perché non  avrebbe  pensato  agli
  ASU, semmai è esattamente il contrario.
   È  stata  sensibilità del Presidente Schifani, di Marco Falcone  e
  disponibilità sia dell'Assessore Messina che dall'Assessore Albano,
  finalmente un Governo che si sta occupando di questi lavoratori.
   Presidente Schifani, stiamo parlando di 4.000 lavoratori  e  4.000
  famiglie, che tranne per quattro mesi, da settembre a dicembre  del
  2022, nessun Governo, né di destra, né di centro, né di sinistra si
  erano mai occupati.
   Il  governo Schifani e la maggioranza Schifani, devo ammettere,  e
  poi   all'interno   della   Commissione   Bilancio',   in   stretta
  collaborazione  anche  con alcuni rappresentanti  dell'opposizione,
  finalmente si stanno occupando di queste 4.000 persone.
   Io  colgo  positivamente, assessore Falcone,  il  suo  intervento,
  nella  parte  in  cui  lei,  prende  un  impegno  che  riguarda  la
  stabilizzazione, che è l'ultima parte del mondo del precariato, che
  attiene ai lavoratori precari in Sicilia; su quella parte plaudo al
  suo intervento e sono certo che così come ha dimostrato di fare, in
  Aula   e in Commissione, ma il suo percorso lo dimostra, non è  una
  promessa  che  stiamo facendo a questi 4.000  lavoratori  ma  è  un
  impegno  suo,  del  governo  Schifani, nostro  del  Parlamento,  di
  arrivare finalmente al di là della triennalità, chiesta dal collega
  Cateno De Luca, finalmente per dare stabilità a 4.000 famiglie.
   Le  somme  messe a disposizione, purtroppo non sono bastevoli,  se
  facciamo  dei  calcoli  matematici e proporzionali  vediamo  che  3
  milioni  e  mezzo  per i beni culturali, e lì  sono  d'accordo  con
  l'onorevole Cateno De Luca, non possiamo fare una guerra tra poveri
  e trattare gli Asu dei beni culturali come figli di un Dio maggiore
  e  la rimanente parte che sono 3 mila e 700, perché quelli dei beni
  culturali  sono soltanto 300, ripeto non ce l'ho con  loro,  tant'è
  che oggi sono qua a dare il voto favorevole alla norma, al comma  e
  alla proposta anche dell'assessore Marco Falcone.
   Il  privato  sociale, che in provincia di Agrigento, a  scanso  di
  equivoci  non  ce  n'è,  quindi non è uno spot  elettorale  che  mi
  riguarderebbe, non sono 150, assessore Falcone, sono ben 700,  sono
  700  persone,  sono  700  famiglie che noi oggi  stiamo  dicendo  e
  dobbiamo assumerci tutti la responsabilità, che per quanto riguarda
  affrontare  la loro problematica, forse è il caso di farlo  con  il
  collegato,  successivamente, perché abbiamo i rischi, così  come  i
  loro  stessi  sindacati, ci segnalano di una possibile impugnativa,
  ma  dobbiamo sapere che stiamo salvaguardando 300 persone dei  beni
  culturali, malamente stiamo salvaguardando 3.000 persone  che  sono
  negli  enti  locali; sono stato sindaco come lei, molti uffici  del
  mio  comune, si sorreggevano e si sorreggono con questi  lavoratori
  che  percepiscono  607  euro al mese,  non  soltanto  i  lavori  di
  manutenzione  quotidiana  ma anche gli  uffici  si  sorreggono  con
  questi lavoratori e la proporzione non regge; se mettiamo 3 milioni
  e  mezzo per 300 lavoratori e poi mettiamo 14 milioni per gli altri
  3.000  lavoratori  dei  comuni, credo che non  stiamo  facendo  una
  scelta saggia ed equa. Ma la cosa che mi preme, ripeto che va al di
  là  di  un  discorso  politico elettorale: nel  collegato  dobbiamo
  trovare  una soluzione, e questo deve essere un impegno  di  tutti,
  anche per trovare delle garanzie per dare un'indennità oraria anche
  per i 700 lavoratori che appartengono al privato sociale.
   Quindi,  oggi è un momento importante per il Parlamento, onorevole
  De  Luca,  lei non è nuovo di questo Parlamento e sa  che  tutti  i
  parlamenti  che si sono susseguiti negli ultimi 27 anni  non  hanno
  mai affrontato come lo sto facendo il governo Schifani, finalmente,
  la   prospettiva  di  avere,  non  dico  uno  stipendio  degno,  ma
  un'indennità  che non è da terzo mondo e questo  è  un  merito  che
  voglio  condividere  con  tutti  i  colleghi  di  maggioranza,   di
  minoranza, ma è giusto fare un plauso al governo Schifani e  a  chi
  ha  portato  avanti  questa iniziativa,  non  ultimo  e  lo  voglio
  sottolineare sia Marco Falcone che Andrea Messina. Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Pace.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Catania Giuseppe Sebastiano. Ne ha facoltà.

   CATANIA  GIUSEPPE  SEBASTIANO. Signor Presidente,  anch'io  volevo
  fare  un  intervento in merito all'articolo 6  che  è,  come  dire,
  l'esempio  di una finanziaria scritta a più mani, che ha  visto  la
  presentazione  da parte del Governo di una bozza di  finanziaria  e
  poi  una  discussione ulteriore fatta innanzitutto all'interno  dei
  Gruppi  parlamentari  e ricordo il primo incontro  all'interno  del
  Gruppo  Fratelli  d'Italia in cui chiedemmo all'assessore  Falcone,
  appunto,   di   prevedere   la  possibilità   di   inserire   anche
  l'integrazione per gli Asu degli enti locali e, poi, un  successivo
  passaggio  in  Commissione dove devo dire la sensibilità  dei  vari
  Gruppi  di  maggioranza e di opposizione hanno portato  appunto  la
  Commissione  Bilancio' a predisporre una modifica a questo articolo
  introducendo  appunto  il secondo comma che prevede  l'integrazione
  per i circa 4.000 Asu degli enti locali.
   Do  assolutamente ragione, da amministratore comunale, al  collega
  che mi ha preceduto sull'importanza che questi lavoratori hanno per
  gli  enti  locali.  Molti  di loro svolgono  attività  di  supporto
  nell'ambito dei servizi nelle mense scolastiche, svolgono  attività
  di  supporto  nell'ambito della manutenzione  del  verde,  svolgono
  attività  di supporto nell'ambito della manutenzione ordinaria  dei
  nostri  comuni e del nostro territorio e senza la presenza preziosa
  di  questi  lavoratori  sarebbe  davvero  difficile  per  i  comuni
  siciliani,  soprattutto  per  i  piccoli  comuni  siciliani,  poter
  garantire  alla cittadinanza, alla propria comunità questi  servizi
  indispensabili.  Molto spesso alcuni uffici sono  retti,  non  dico
  esclusivamente  ma quasi esclusivamente, dalla presenza  di  questi
  lavoratori.
   Ebbene  devo  segnalare  e  rimarcare la sensibilità  appunto  del
  governo  Schifani, quindi del Presidente, dell'assessore Falcone  e
  di  tutti  i  Gruppi  parlamentari nella  determinazione  di  voler
  introdurre   questa   variazione   all'interno   dello    strumento
  finanziario che ci ha consentito appunto di poter dare una risposta
  concreta, effettiva, agli amministratori per prima e poi ovviamente
  agli  stessi lavoratori che potranno avere un'integrazione  oraria,
  potranno avere anche un'integrazione di reddito.
   Apprezzo molto anche il ragionamento fatto dall'assessore Falcone,
  fatto  per  la  verità  già in Commissione,  ripetuto  oggi,  sulla
  necessità  di  avviare  un percorso finalmente  definitivo  per  la
  fuoriuscita di questo personale dall'alveo del precariato  e  poter
  procedere finalmente alla loro stabilizzazione.
   Apprezzo  anche  il fatto che oltre agli Asu siano stati  inseriti
  nel   ragionamento   appunto  della  stabilizzazione   e,   quindi,
  dell'avvio  necessario  di  un  tavolo  di  confronto  tra  Regione
  siciliana  e  Governo nazionale anche dei contrattisti,  cioè  quei
  contrattisti che alcuni comuni non hanno potuto stabilizzare perché
  magari   in   piano  di  equilibrio  oppure  perché   in   dissesto
  finanziario.
   Quindi,  bene  questa  prima risposta alla comunità,  agli  stessi
  lavoratori,  andiamo avanti con il percorso successivo  della  loro
  stabilizzazione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catania.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Signor  Presidente, onorevole Presidente Schifani,  penso
  che   questo   sia  uno  degli  argomenti  importanti   di   questa
  finanziaria. Avere approfondito un argomento del genere, che  è  un
  argomento vasto, sappia che ci sono ASU che sono all'interno  delle
  aziende  ospedaliere, i quali Asu sono stati  già  stabilizzati  in
  parte e in parte ricevono le 36 ore, quindi, con un'integrazione da
  parte  delle aziende ospedaliere da anni; come Asu che si  trovano,
  invece,  in  questa categoria del privato sociale, delle cosiddette
  cooperative che erogano servizi sul territorio come nelle chiese  o
  in  alcuni siti culturali i quali, invece, non riescono a  ricevere
  un  aiuto  diretto  e  per la fuoriuscita di tutto  questo  c'è  la
  possibilità, quella di riaprire di nuovi termini per poter dare  la
  possibilità  a  questo  personale di poter  transitare  o  ai  beni
  culturali o nelle Asp o nei comuni come abbiamo fatto ognuno di noi
  affinché questi si vadano ad inquadrare, se ne hanno voglia, perché
  c'è  anche  questo, di inquadrarsi una possibilità  di  lavoro  più
  strutturato  e  che diano servizi reali e forti e concreti  per  il
  territorio.  Quindi,  si  potrebbe bypassare,  io  sono  d'accordo,
  abbiamo  presentato un emendamento, abbiamo sviscerato il  problema
  dal primo giorno per andare ad aiutare specialmente i comuni; porto
  l'esempio  del  mio comune dove sono stato sindaco fino  a  qualche
  mese  fa,  su  270 dipendenti comunali ce ne sono 130 Asu,  abbiamo
  aperto  alla possibilità di prendere gli Asu e in sei mesi  abbiamo
  incamerato,  quindi,  portato  all'interno  130  Asu  e  danno   la
  possibilità di erogare servizi essenziali alla comunità.
   A  questo  punto  è  vitale l'aumento delle ore perché  solo  così
  possiamo  sopperire  al fatto di mancanza di personale  negli  enti
  locali, quindi, penso che oggi si sia fatto un passo importante  in
  avanti,   passo  importante  che  possiamo  concludere   dando   la
  possibilità, con l'Assessore anche per il lavoro, a queste  persone
  che  si trovano in questo momento nel privato sociale di transitare
  o  ai  beni  culturali o nelle Asp o nei comuni così si andrebbe  a
  risolvere  il  problema anche di scarso personale anche  in  questi
  settori,   quindi,  penso  che  momento  importante,  una  risposta
  importante  che  stiamo  dando  a questi  lavoratori  che  da  anni
  percepiscono, sono ammortizzatori sociali e non hanno un giorno  di
  contribuzione, sappiamo che così almeno hanno una dignità su quello
  che percepiscono e danno la possibilità di erogare dei servizi alle
  nostre comunità. Grazie.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  vede
  assessore  Falcone  condivido l'incipit dal quale  lei  è  partito,
  questa  integrazione oraria a 36 ore serve più alla Regione e  agli
  enti  locali  che  al  personale perché gli enti  locali  hanno  la
  necessità  di assicurare i servizi e oggi, in virtù di una  novella
  del  2019,  la capacità assunzionale dei comuni è stata  fortemente
  limitata,  negli  anni 2020-2021  i cosiddetti resti  assunzionali,
  per  chi  fa  e  ha  fatto l'amministratore locale  sa  a  cosa  mi
  riferisco, sono stati sostanzialmente persi perché l'equilibrio tra
  i primi tre capitoli delle entrate e la spesa del personale è stata
  ristretta  e,  dunque, i comuni che in passato avrebbero  avuto  la
  possibilità  di  assumere  decine di unità  di  personale  si  sono
  trovate  d'emblée  nell'impossibilità di farlo e il  personale  Asu
  anche grazie alle integrazioni che molto spesso sono state disposte
  dai comuni a carico dei loro bilanci ha consentito l'erogazione  di
  servizi che, altrimenti, sarebbero stati bloccati.
   Però, vede se lei vuole essere fedele a questo incipit, Assessore,
  che  riguarda ovviamente anche il personale Asu dei beni culturali,
  perché  anche lì senza la presenza non si possono tenere  aperti  i
  nostri  musei,  le nostre aree archeologiche e non  solo,  dobbiamo
  considerare   questa  norma  una  norma  emergenziale,   quest'anno
  facciamo   così  perché  dobbiamo  mettere  freno  a  un  problema,
  assessore  Messina, ma dobbiamo portare in Aula la  stabilizzazione
  di  questo  personale perché dobbiamo dare dignità al lavoro  e  al
  contempo  dobbiamo assicurare ai comuni una capacità e a tutti  gli
  enti  che  ne  fanno uso una capacità di far fronte stabilmente  ai
  bisogni dei cittadini perché non è possibile questo continuo yo-yo,
  oggi  grazie  all'integrazione  oraria  tengo  aperti  gli  uffici,
  assicuro  una certa qualità di servizi e domani a causa  del  venir
  meno  delle risorse per l'integrazione i servizi tornano nuovamente
  a restringersi e, dunque, da questo punto di vista le chiedo di non
  fare  come abbiamo fatto con i ristori per le alluvioni, di  essere
  fedele all'incipit che lei ha voluto dare a quest'Aula e di portare
  nel  più breve tempo possibile, insieme all'Assessore per gli  enti
  locali   a  tutti  gli  Assessori  competenti,  un  piano  per   la
  stabilizzazione di questo personale che serve più a noi che a loro.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo  ai colleghi che qualora volessero potrebbero parlare  dal
  posto.

   CAMPO.  Signor  Presidente, Governo e colleghi deputati,  riguardo
  agli  Asu, intanto so che è stato fatto un grande lavoro  anche  in
  Commissione  perché  sono  stati,  appunto,  inseriti  nella  norma
  originaria  anche i lavoratori dei servizi sociali e  anche  quelli
  degli  enti  locali,  mentre  inizialmente  erano  stati  presi  in
  considerazione solamente quelli del Dipartimento cultura.
   Allora,  il  problema degli Asu è molto importante  e  vorrei  che
  fosse   attenzionato  -  ora  leggeremo  appunto   la   riscrittura
  dell'Assessore -, che diventasse un obiettivo principale di  questa
  Regione,  per finalmente dare un po' di ristoro a questi lavoratori
  che   anche  da  decenni  prestano  servizio  presso  le  Pubbliche
  amministrazioni  senza  mai  alcuna garanzia  e  diventando  adesso
  anche,  di  fatto,  fondamentali per gli  organici  interni  perché
  sappiamo  che  molti  enti  spesso sono  in  sotto  organico  e  si
  avvalgono di questo personale indispensabile.
   Approfitto  per  chiedere che fine abbia fatto il tavolo  che  era
  stato  istituito nella precedente legislatura proprio per gli  Asu;
  era  un  tavolo di confronto molto importante, sappiamo  che  il  7
  marzo  ci  sarà  l'udienza  in  Corte  Costituzionale  proprio  per
  l'impugnativa  sulla  legge regionale 9/21 che  prevedeva  la  loro
  stabilizzazione   e   anche  qui  vorrei   chiedere   al   Governo,
  nell'eventualità appunto che questa impugnativa non andasse a  buon
  fine,  se  già si è pensato a come risolvere il problema di  questo
  personale.  Per  esempio,  mi chiedo se  sia  mai  stata  presa  in
  considerazione la stabilizzazione in sopra numerario dando  appunto
  comunicazione ai dirigenti dei singoli enti di poterli stabilizzare
  con  questa  formula.  In ogni caso, in un  modo  o  nell'altro,  è
  prioritario  trovare una soluzione per questa categoria  lavorativa
  che ha dato tanto senza mai ricevere. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessore, volevo ricordare che  solo
  lo scorso anno quando si parlava di Asu si faceva riferimento ad un
  una tantum, lo ricorderete. Ci fu grande polemica perché il massimo
  che  si  riuscì a fare fu un'erogazione una tantum di mille euro  e
  allora  si  gridò, giustamente, allo scandalo.  Ma gente che  regge
  gli  uffici  dei  comuni dei beni culturali è possibile  che  debba
  avere  un riconoscimento di questo tipo? Finalmente, oggi,  per  la
  prima  volta  nella  storia di questo ventennio affrontiamo  questo
  problema  in  modo  risolutivo,  eliminiamo  la  dimensione   della
  violazione  della  dignità al lavoro e apriamo le basi,  Assessore,
  perché si possa affrontare seriamente questo argomento.
   Rispetto  alla questione del privato sociale, Assessore, diciamoci
  le cose come stanno tanto i giornali e la cronaca di stampa è anche
  ricca di racconti e di vicende di cronaca. Purtroppo, non tutti gli
  Asu  che sono impegnati nel privato sociale - ce ne sono che  fanno
  attività  assolutamente  nobilissima a  sostegno  dei  disabili,  a
  sostegno  -, però, Assessore, penso che sia arrivata la stagione di
  mettere fine a questo bacino che talvolta è a rischio di caporalato
  da  parte di chi gestisce gli enti, che talvolta sfugge, Assessore,
  al controllo anche della firma, delle presenze.
   Allora, assessore Falcone, chiedo scusa, direi una cosa: riapriamo
  i  termini, perché i soggetti che sono rimasti fuori dall'utilizzo,
  all'interno dell'ente pubblico beni culturali, enti locali, possano
  rientrare. Così diciamo, la prossima volta, non sarà più oggetto di
  discussione e potremo trattare ugualmente tutti.
     Rispetto alle somme si faceva riferimento alla sperequazione tra
  le  somme  dei  beni culturali  Potremmo definire una  somma  di  3
  milioni  di euro che, sicuramente, sarebbe bastevole per l'utilizzo
  di  quel  bacino  e così cercare di evitare che possa  esserci  una
  sperequazione di somme. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Figuccia. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
  fare alcune considerazioni. Spero sia terminata quell'epoca in  cui
  dobbiamo porre rimedio, magari, a cattive pratiche utilizzate negli
  anni  precedenti  con un'assunzione di responsabilità  trasversale.
  Magari  inauguriamo  la fine dell'epoca dei  click  day  e  poi  di
  doverci   occupare,  successivamente,  di  dare   dignità   a   dei
  lavoratori.
     Si parla di famiglie, si parla di personale impiegato negli enti
  regionali e negli enti comuni e credo che ognuno di noi saluti  con
  favore questo tipo di integrazione oraria. Però, una considerazione
  su  questa, credo che sia necessario farla. Coniughiamo le esigenze
  dell'ente  regionale, coniughiamo le esigenze dell'ente comunale  e
  integriamo  le ore dei lavoratori che non hanno alcun contratto  di
  lavoro,  quindi,  sarebbero  di  supporto  a  quei  lavoratori  già
  presenti negli enti locali, cioè non si può, materialmente, per non
  girarci  attorno, non possono firmare un atto, non possono assumere
  alcuna  responsabilità di questo tipo. E non si  sta  parlando,  in
  questo  ragionamento,  di  altro personale,  che  è  il  cosiddetto
  personale  contrattista, che sì ha un contratto  di  lavoro  ma  si
  ritrova  ad  avere avuto una contrattualizzazione  a  diciotto  ore
  settimanali,  a  ventuno  ore  settimanali  e  a  ventiquattro  ore
  settimanali.  Ce ne sono pure, Assessore, a diciotto e  a  ventuno.
  Sono tre le categorie diciotto, ventuno e ventiquattro.
   E' chiaro che una riflessione su questo tema, spero che il Governo
  la faccia perché tamponare con qualche milione di euro qua e là per
  un'esigenza  di qualche mese o di qualche anno, non  ritengo  possa
  essere   la   soluzione  al  problema  e  nemmeno   una   questione
  campanilistica perché c'è un comune che ha duecento lavoratori  Asu
  e  un  comune,  ad  esempio, come il comune di Licata  che  ha  140
  lavoratori contrattisti, la maggior parte dei quali a diciotto  ore
  e  la maggior parte dei quali sono inseriti all'interno del Comando
  di Polizia municipale ed erogano servizi essenziali. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cambiano. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, velocissimamente
  anche  per  fare  la  storia. L'Assemblea,  già  nella  finanziaria
  dell'anno  scorso, aveva fatto un importante passo che era  quello,
  all'unanimità,  di dare la stabilizzazione a questi lavoratori  Asu
  che, di fatto, praticamente, non possiamo chiamarli nemmeno precari
  perché non hanno alcun diritto in questo momento di potere avere né
  quelli  che possono essere contributi pensionistici o altro, eppure
  danno dei servizi.
   E  allora,  chiedo solamente al Governo, se è possibile, assessore
  Messina, Presidente della Regione con la sua autorità, prima che ci
  sia  questa  udienza  della  Corte  Costituzionale,  perché  a   me
  risultava  che  l'avevano sospesa, era iscritta a ruolo  perché  il
  Governo  già passato aveva intrapreso un'interlocuzione col Governo
  nazionale   per   far  comprendere  quali  fossero  le   situazioni
  particolari  di  questi Asu, che sono praticamente  lavoratori  che
  prestano servizio.
   Ricordiamo  che,  oggi,  gli  enti  locali  non  possono  assumere
  personale, perché c'è anche un problema di cui, assessore  Messina,
  ci  si  deve fare carico: c'è il problema che la Gospel, in  questo
  momento, considera anche i lavoratori precari extra comuni,  pagati
  quindi  dalla  Regione, come carico degli enti  locali.  In  queste
  condizioni  i  servizi degli enti locali non  potranno  essere  più
  effettuati.
   E  allora,  chiedo all'Assessore per il lavoro, all'Assessore  per
  gli   enti  locali,  ma  soprattutto  con  la  collaborazione   del
  Presidente     della    Regione,    di    avviare    immediatamente
  un'interlocuzione  col Governo nazionale per  tentare  di  bloccare
  quello   che  sarebbe  sicuramente  un  problema  grosso   per   la
  stabilizzazione  di questi Asu. Sono quelli che in  questo  momento
  fanno   per  lo  più  anche  servizi  esterni,  oltre  che  servizi
  indispensabili, pur non avendo la possibilità di potere firmare gli
  atti.   Questa   è   la   situazione   per   quanto   riguarda   la
  stabilizzazione.
   L'Assemblea  nella  scorsa legislatura aveva  fatto  all'unanimità
  questo  provvedimento. Ecco l'appello è: cerchiamo di  fare  questa
  interlocuzione col Governo nazionale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Laccoto.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Sciotto.  Ne  ha  facoltà.  Poi  ci  sono  l'onorevole
  Savarino e l'onorevole Grasso.

   SCIOTTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiedo   la
  cortesia,  al  solito,  di  un  minuto  di  attenzione   da   parte
  dell'Assessore.  Io, proprio ieri, ero intervenuto  sulla  tematica
  degli  Asu. Auspicavo, insieme ai nostri due Gruppi, che ci potesse
  essere l'estensione, diciamo, la copertura triennale.
   Adesso,  cercando  di approfondire nelle carte  e  nei  documenti,
  credo  di aver capito che in questo momento stiamo per prendere  in
  giro circa 4.000 persone, cioè stiamo per prendere in giro, in modo
  particolare il Governo perché, nel momento in cui noi ci accorgiamo
  che  è  una truffa, noi lo stiamo dicendo e lei dovrebbe dare delle
  risposte.
   Allora le 36 ore, in modo chiaro, sono per i dipendenti Asu  degli
  enti locali? Sì o no? E no  No Assessore, no, perché qui dentro non
  c'è  scritto;  perché  nel  comma 1 c'è  scritto  esattamente  "per
  consentire l'integrazione oraria fino al limite massimo di 36 ore",
  nel  comma 2 non c'è  E siccome non c'è, lei mi insegna che se  non
  c'è è perché non è previsto.
   Fra  le altre cose, io forse in matematica non sono bravo,  ma  se
  300  Asu  hanno  una  previsione di spesa di 3 milioni,  4.000  Asu
  dovrebbero  prevedere  per 10 volte, cioè 30  milioni.  Se  lei  ne
  prevede  14 milioni, è chiaro che viene data l'elemosina  agli  Asu
  degli  enti locali. E mi creda, è mortificante  È mortificante  per
  gli  Asu,  per  le  loro famiglie, è mortificante per  noi  sindaci
  perché, con tutto il rispetto, non riesco a capire e non lo  capirò
  mai  qual è la differenza di persona, di professionalità,  fra  gli
  Asu  che  lavorano  presso gli enti locali e gli Asu  che,  invece,
  hanno la fortuna di lavorare presso i beni culturali.
   Non è tollerabile  Io mi appello a lei, al presidente Schifani,  a
  tutti. Intanto estrema chiarezza, perché chiarezza è lealtà. Perché
  domani mattina usciremo che con queste 36 ore abbiamo preso in giro
  gli Asu e non funziona.
   Prima cosa chiarezza e seconda cosa coraggio  Queste persone hanno
  bisogno  di  noi,  noi abbiamo bisogno di loro, i  cittadini  hanno
  bisogno  di  questo. Quando poi ci lamentiamo che con il  PNRR  non
  riusciamo a garantire i servizi, i progetti, ci lamentiamo di  cosa
  se   non  abbiamo  il  personale?  E  se  quelli  che  abbiamo   li
  mortifichiamo
   Assessore,  le  chiedo  la cortesia di fare  chiarezza  su  questo
  punto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Sciotto.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  è  una
  finanziaria  che, come è stato detto più volte, è stata  scritta  a
  più  mani, e respiriamo in quest'Aula un clima di dialogo, e allora
  è  un'opportunità unica, essendo anche noi lontani da elezioni,  di
  cogliere  queste  occasioni per cercare di alzare  il  livello  del
  confronto,  evitare di farci trascinare in populismi inutili  -  le
  campagne  elettorali  sono  finite  -  e  cercare  di  dare  invece
  finalmente risposte concrete.
   Ecco,  gli  Asu, i dipendenti Asu, ci seguono da diversi  anni,  e
  conoscono bene la materia, non hanno bisogno oggi di sentirsi  dire
  cose  che  non hanno prospettiva, o di sentirsi buttare fumo  negli
  occhi,  anche  perché quest'Aula nella scorsa legislatura  è  stata
  protagonista  di una norma, votata all'unanimità,  che  parlava  di
  stabilizzazione,  dando  i  fondi per più  anni.  Quella  norma  fu
  impugnata  a  Roma  e  a  breve ci sarà  il  responso  della  Corte
  costituzionale, perché la Regione siciliana ha resistito rispetto a
  quella  norma,  ma  è  inutile dirsi cose che  quest'Aula  non  può
  approvare  senza  che  prima  non ci sia  una  volontà  concordata,
  misurata  e  voluta  non solo da quest'Aula, ma anche  dal  Governo
  nazionale,  e  che è un lavoro difficile ma indispensabile,  se  si
  vuole passare dalle chiacchiere alle risposte concrete.
   Ecco,  qui  ci sono tanti colleghi presi di buona volontà,  io  lo
  apprezzo,  ma che magari non hanno avuto esperienza e  contezza  di
  quando  le chiacchiere a volte diventano dure da sopportare  per  i
  lavoratori, se rimangono chiacchiere, e allora cogliamo, Assessore,
  Presidente, questa parentesi di serenità conquistata di  cui,  devo
  dire,  le  va  il  merito, e che certamente la  Sicilia  attendeva.
  Perché  se  è  vero  che  nella scorsa  legislatura  la  legge  più
  importante,  quella sull'urbanistica, il governo del territorio,  è
  stata fatta insieme, è un segnale chiaro che le riforme importanti,
  le leggi importanti, le risposte concrete, possono arrivare non con
  i bracci di ferro ma con un lavoro congiunto.
   Ebbene, siamo all'articolo 6 e ne abbiamo accantonati 4. Il  clima
  sulla  carta dovrebbe essere quello di una serenità nel lavoro,  ma
  cerchiamo  anche,  e questo è un invito che faccio  a  noi  ma  che
  faccio  al Governo, di utilizzare questo nuovo strumento di dialogo
  che  la  Sicilia non conosceva da molti anni, per alzare il livello
  delle  risposte  che  al territorio possiamo dare,  per  alzare  il
  livello delle occasioni concrete di norme che servano per costruire
  un  futuro  senza ingannare, senza buttare fumo negli occhi,  senza
  fare chiacchiere inutili.
   Ecco, questo è il mio invito, lo faccio a me stessa, lo faccio  ai
  colleghi  e  lo faccio al Governo, l'invito è di utilizzare  questa
  parentesi importante che avete costruito come Governo e di  cui  vi
  do  merito e che serviva, ma non al ribasso, ma alzando il  livello
  che  quest'Assemblea  merita  e che i siciliani  si  attendono.  Lì
  dobbiamo  aspirare  tutti,  perché poi  diventa  anche  pedagogico,
  quando  il livello si alza tutti noi e ho visto colleghi  anche  di
  prima   legislatura  molto  bravi,  li  ho  visti  lavorare   nelle
  commissioni,  ecco  stimoliamoli a portare idee positive  e  nuove,
  stimoliamoli a migliorare il nostro confronto.
   Non diamo segnali di brutture su cui ognuno di noi con facilità si
  può  adeguare, ma che darebbe il segnale di un'occasione persa, che
  non è giusto perdere. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. E' l'ultimo intervento.

   GRASSO. Rinuncio, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Rinuncia a parlare, ok.
   Siamo  all'articolo 6. Gli emendamenti soppressivi sono  ritirati,
  votiamo allora l'emendamento 6.Gov del Governo al quale sono  stati
  presentati  due subemendamenti; dovreste trovarli nel tablet,  sono
  numerati 6.Gov.1 e 6.Gov.2.

   CRACOLICI. L'emendamento non si carica.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, ce  l'ha  nel  tablet,  non  si
  preoccupi,   aspettiamo.   Non  vado  avanti,   sereno.   Onorevole
  Cracolici,  lo  ha  trovato?  Ok.  Cracolici  più  tecnologico   di
  Catanzaro, ho detto tutto.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di intervenire sull'emendamento 6.Gov.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Grazie,  signor Presidente.  Vorrei  chiedere
  all'assessore Falcone di riflettere bene prima di esprimere  parere
  sul  6.Gov.1  perché la triennalità per questi lavoratori  Asu  del
  settore  dei  beni  culturali  è  fondamentale  prevederla  adesso,
  dopodiché   se  quest'Aula  con  questa  maggioranza,  con   questa
  opposizione,  con  questo  Governo  realmente  intraprenderanno  il
  percorso  della  stabilizzazione  e  questo  andrà  a  buon   fine,
  automaticamente  queste risorse non andranno più in  copertura  per
  gli  anni  2024  e  2025. Ma oggi non approvare la  triennalità  su
  questi fondi equivale a dare un brutto segnale a questi lavoratori,
  equivale a dire  vi teniamo a vita, vi vogliamo continuare a tenere
  nella  precarietà, nella incertezza di quante ore lavorerete l'anno
  prossimo e l'anno dopo ancora  e siccome dietro a questi lavoratori
  c'è una storia di vent'anni di precariato, ci sono delle famiglie e
  soprattutto ci sono anche dei servizi - gestione museale,  apertura
  parchi  -  a cui noi non possiamo rinunciare, quindi non  ha  senso
  dire oggi ci metto i soldi e per domani non si sa.
   Noi   oggi  dobbiamo  avere  quella  serietà  da  legislatori  che
  programmano  quanto meno questo futuro, questo numero  di  ore,  di
  dire  che  le vogliamo mantenere anche per il 2024 e per  il  2025;
  dopodiché  se  nel corso del 2023, come fortemente auspico,  questo
  Governo  e  questa maggioranza, quest'Aula, riusciremo a realizzare
  una  norma che prevede la stabilizzazione, un percorso che  prevede
  la  stabilizzazione  di  questi lavoratori  quindi  una  condizione
  migliorativa  tanto di guadagnato. Ma negargli oggi  l'appostamento
  delle  somme per il 2024 e per il 2025 sarebbe veramente una pecca,
  una macchia che non potremmo cancellare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora  io volevo capire, alla domanda  dell'onorevole
  Sciotto  cosa risponde il Governo? Perché ha posto un tema  che  mi
  pare  logico:  se 350 persone costano tre milioni, quattromila  non
  possono costare quattordici milioni. Dico, saranno tremila, si  dia
  una  risposta perché ripeto la proporzione tra l'aumento delle  ore
  per   quelli  che  fanno  l'attività  nei  siti  museali  che  sono
  trecentocinquanta e il costo è di tre milioni, visto che gli  altri
  sono  tremila, quattromila, dite voi un numero preciso, ma comunque
  non  può  essere 14 milioni, quindi lo dico anche ai colleghi,  voi
  avete  presentato l'emendamento triennale ma se non si  risolve  il
  problema dell'annualità ci stiamo prendendo tutti in giro, per  cui
  dica il Governo come stanno le cose dopodiché se il Governo ritiene
  che  quella  cifra garantirà le 36 ore per tutti gli  altri  se  ne
  assume la responsabilità e lo dichiari in Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Forse l'assessore Falcone
  voleva dire qualcosa?

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, signor Presidente.  Allora,
  intanto   esprimo   parere   negativo,  confermo,   all'emendamento
  dell'onorevole  Antonio De Luca. Per quanto riguarda  l'emendamento
  6.GOV del Governo è molto chiaro, anzi, lo abbiamo riscritto perché
  abbiamo riperimetrato al primo comma i beni culturali e non  altri,
  al  secondo  comma invece abbiamo proprio definito e  puntualizzato
  facendo riferimento prima alla legge 16 ma, in precedenza,  e  dopo
  alla legge precedente la numero 27 del 2016 che appunto perimetra e
  individua  che  trattasi di enti locali. Dopodiché dobbiamo  essere
  anche sinceri. Noi abbiamo messo "nel limite delle 36 ore" ma non è
  una   non  è  che  noi stiamo dicendo "sono 36 ore".  La  copertura
  finanziaria che non è di poco conto, di 14 milioni di euro, sono 14
  milioni  che  stiamo  prendendo, in parte la  stiamo  prendendo  in
  ragione  del  fondo  del precariato e in parte  facendo  anche  una
  riserva  sugli  enti locali, quindi dobbiamo anche capire  che  noi
  quando  si  parla di riserva o di attingimento su altri  fondi  non
  possiamo stabilire oggi per domani la triennalità, ecco perché.
   In  linea  di  principio ha ragione l'onorevole  Cateno  De  Luca,
  l'onorevole   Sciotto  e  così  via,  poi  dobbiamo  scendere   nel
  particolare e dire che c'è la volontà da parte del Governo di  dare
  e  anche  di ripetere ma dobbiamo anche essere sinceri, l'ha  detto
  l'onorevole  Savarino, c'è un fatto, noi dobbiamo  aspettare  anche
  quello  che  la  Corte e il giudice delle leggi ci dirà,  la  Corte
  Costituzionale,  perché  noi dobbiamo  iniziare  e  mi  è  piaciuto
  l'intervento, onorevole Cambiano, cioè signori cerchiamo di  uscire
  dalla  precarietà e dall'emergenza, cerchiamo di vedere, di  capire
  come  stanno  le  cose e di dare una prospettiva a  lunga  gittata,
  abbiamo cinque anni.
   Signori   colleghi,  in  questi  cinque  anni,   lo   spirito   di
  collaborazione  appunto non deve essere al ribasso ma  deve  essere
  per  chiudere  una pagina e prende un altro dossier,  ma  chiuderlo
  quel  dossier  cioè definirlo. Andando così avanti  noi  rischiamo,
  come  dire,  per  fare magari una cortesia a questo  a  quell'altro
  amico  mio poi però di non risolvere in maniera sistemica  l'intera
  questione.

   CRACOLICI.  Quindi,  non  c'è 36 ore, "nei  limiti".  Cioè  stiamo
  vendendo la fontana di Trevi.

   PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione. Onorevole Daidone?
   Facciamo ordine. Calmi tutti, un secondo.

   DE LUCA ANTONINO. Sul Gov.1 chiedo il voto palese.

   PRESIDENTE.  Prima  ha  chiesto di intervenire  l'onorevole  Pace,
  andiamo per ordine. Onorevole Pace, prego.

   PACE. Sì, un chiarimento al Governo perché probabilmente io non lo
  riesco  a interpretare però l'onorevole Falcone che lo ha riscritto
  probabilmente  sì.  Mentre il comma 2 faceva riferimento  esplicito
  citando   la  parola  Asu  utilizzato  negli  enti  locali,   nella
  riscrittura  che ho sul tablet viene riscritto ma viene  citato  un
  articolo  ma  non  fa  riferimento, nel testo riscritto,  agli  Asu
  utilizzato negli enti locali. Fa riferimento alla norma.  Volevamo,
  anche  parlando  con  i colleghi dell'opposizione,  sincerarci  che
  seppur  non  veniva esplicitato nella riscrittura  comunque  stiamo
  parlando  di un articolo che riguarda esclusivamente gli Asu  degli
  enti locali.

   PRESIDENTE.  Il parere contrario del Governo sul 6.Gov 1.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Antonio De Luca chiede il voto palese.


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.Gov 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 6.Gov.1.
   Stiamo  votando  su  richiesta dell'onorevole De  Luca,  con  voto
  palese, il 6.Gov 1.
   Non c'è bisogno che correte.
   Onorevole Laccoto, stia tranquillo, seduto al posto.
   C'è parere contrario tanto del Governo quanto della Commissione
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          29
   Contrari            27
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov 2.   Il  parere
  del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cateno De Luca chiedeil  voto palese.


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.Gov2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 6.Gov2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  61
   Maggioranza              31
   Favorevoli               31
   Contrari                 30
   Astenuti                   0

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.Gov. Lo pongo in votazione, così  come
  emendato.
   Chiedo  ai  colleghi, intanto, di tornare al posto e  soprattutto,
  quando  fanno  la  votazione,  devono tenere  il  bottone  premuto,
  purtroppo ci sono due voti che non risultano, devono tenere premuto
  intanto che non si chiude la votazione.
   Chi è favorevole al 6.Gov, così come emendato resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
                     Misure di sostegno al reddito

   1.  L'autorizzazione di spesa per la prosecuzione  delle  attività
  dei  soggetti  inseriti nell'elenco di cui al comma 1 dell'articolo
  30  della  legge  regionale  28 gennaio  2014  n.  5  e  successive
  modificazioni,  di  cui  al comma 1 dell'articolo  11  della  legge
  regionale 25 maggio 2022, n. 13 è rideterminata in 48.000  migliaia
  di  euro annui per ciascuno degli esercizi finanziari 2023, 2024  e
  2025 (Missione 20, Programma 3, capitolo 215785).

   2.  Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
  dicembre 2016, n. 27, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
  11,  comma  3,  della  legge regionale 25  maggio  2022,  n.  13  è
  rideterminata  in  euro  25.020.988,00  annui  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2023, 2024 e 2025 (Missione 12,  Programma  4,
  capitolo 313727).

   3.  Al fine di contrastare gli effetti negativi dell'inflazione  e
  sostenere il potere di acquisto dell'assegno di sostegno al reddito
  attualmente in godimento dai soggetti iscritti nell'elenco unico ad
  esaurimento  di  cui  al  comma  4  dell'articolo  68  della  legge
  regionale n. 9/2015 istituito presso il Dipartimento regionale  del
  lavoro,  dell'impiego,  dell'orientamento,  dei  servizi  e   delle
  attività  formative, è riconosciuto con decorrenza  dall'1  gennaio
  2023  un  incremento del medesimo assegno entro il  limite  massimo
  dell'importo complessivo di euro 4.892.546,63.

   4.  Le  somme di euro 4.892.546,63 sono accantonate in un apposito
  Fondo  del  Dipartimento del bilancio e del tesoro.  (Missione  20,
  Programma 3, capitolo N.I.) e, previa delibera di Giunta regionale,
  su  proposta  del Dipartimento regionale del lavoro,  dell'impiego,
  dell'orientamento,  dei  servizi e delle  attività  formative,  con
  decreto  del  Ragioniere generale, sono operate  le  variazioni  di
  bilancio per l'iscrizione, entro il limite massimo di cui al  comma
  3, delle somme necessarie per far fronte alle predette finalità.

   5. All'articolo 18, comma 5, della legge regionale 25 maggio 2022,
  n.  13  la cifra  183.882.543,36  e sostituita con  184.682.543,36
  (Missione 20, Programma 3, capitolo 215754).

   6.  Al  fine  di  consentire  l'adeguamento  ISTAT  dell'indennità
  prevista  per i lavoratori utilizzati nei dei cantieri di servizio,
  ex  reddito  minimo di inserimento, di cui alla legge regionale  19
  maggio 2005, n. 5, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023,
  la  spesa massima di 1.000 migliaia di euro a valere sulla Missione
  15, Programma 1, capitolo 712402 .

   Ci sono dei soppressivi dell'onorevole Catanzaro. Posso intenderli
  tutti  ritirati oppure c'è qualcuno che vuole mantenere  gli  altri
  eventualmente  per  evitare che io lo chieda  volta  per  volta  di
  ritirare?
   Sul 7.1 che fa l'onorevole Catanzaro? Mantiene o ritira?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non intervengo
  sul merito degli emendamenti posti, utilizzo questo articolo perché
  c'è  un richiamo ad una questione di ordine generale, che interessa
  tutto il Paese, la comunità nazionale ma in particolare penso  alla
  nostra   Sicilia  ed  è  la  questione  relativa  al   reddito   di
  cittadinanza.
   Noi  non ne abbiamo parlato in questa finanziaria, però credo  sia
  doveroso,  per  tutti noi, aprire una riflessione su una  questione
  che  nel  prossimo futuro potrebbe imprimere, nella nostra  società
  un'accelerazione di protesta, di contestazione nei confronti  delle
  Istituzioni.
   Dico  questo  pur  non  essendo stato tra  coloro  i  quali  hanno
  enfatizzato   questo   provvedimento.   Sono   però   convinto   da
  amministratore che abbia inciso nelle nostre comunità, abbia inciso
  perché,  come in tanti passaggi è stato sottolineato,  noi  abbiamo
  una condizione, dal punto di vista occupazionale, assai grave
   La settimana scorsa siamo stati riuniti come Commissione Antimafia
  a  Trapani, in provincia di Trapani, e il dato che è venuto  fuori,
  rispetto   alla  disoccupazione  di  alcune  aree  è  assolutamente
  sconfortante, drammatico. Il Prefetto ha riferito un dato che dice,
  afferma  che in quella realtà la disoccupazione è oltre il  50  per
  cento,  il  50  per  cento. Ora il reddito di cittadinanza,  signor
  assessore  Falcone,  vedo che c'è molta distrazione  però  la  vedo
  attenta  oltre  che  l'assessore alla famiglia,  che  sta  seguendo
  particolarmente.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Burtone. Chiedo gentilmente un minimo
  di   ordine  in  Aula  per  ascoltare  ed  apprezzare  l'intervento
  dell'onorevole Burtone.

   BURTONE.  Signor Presidente, io ne parlo perché credo nei prossimi
  mesi   questo  tema  diventerà  di  attualità.  Io  quindi  intendo
  sottolineare in quest'Aula che non stiamo parlando di una questione
  qualsiasi.  Stiamo parlando di una questione che tocca la  vita  di
  tanti, di tanti cittadini e quindi di tante famiglie.
   Ecco  perché noi ne parliamo, ne parliamo perché da amministratore
  ho  verificato  che  ci  sono storie, volti  di  persone  che  sono
  veramente in grande difficoltà. Diceva don Tonino Bello 'la povertà
  non  è  una  colpa' quindi è stato fatto un intervento  negli  anni
  scorsi. Bisogna riconoscerlo, bisogna riconoscerlo, allora  con  il
  Governo presieduto da Conte.
   E'  un  provvedimento  importante  perché  da  la  possibilità  di
  sopravvivenza   a  tante  famiglie.  Ci  sono  storture,   andrebbe
  modificato   ma  non  può  essere  la  scelta  quella   determinata
  dall'attuale Governo nazionale.
   Ecco perché approfitto della presenza del Presidente della Regione
  per  dire, Presidente, per dire che noi dobbiamo porre la questione
  politica  al Governo nazionale perché da dati che io ho cercato  di
  assumere in quanto sindaco di una comunità con l'ufficio del lavoro
  oltre  50 per cento di questi percettori di reddito di cittadinanza
  ad agosto saranno fuori. Quindi sarà una situazione lacerante nelle
  nostre comunità.
   Mi  permetto  di  dire tra l'altro che con i progetti  di  utilità
  collettiva  hanno sicuramente dimostrato che è gente  che  vorrebbe
  lavorare,  vorrebbe  trovare  in una condizione  difficilissima  in
  Sicilia  un posto di lavoro. Ecco perché, Presidente, io  ho  colto
  l'occasione per ribadire, per chiedere al Presidente della  Regione
  con  l'autorevolezza  il  suo  ruolo di  interloquire  col  Governo
  nazionale  perché questa scelta che sembra già essere  definita  ad
  agosto di mettere fuori da questo intervento solidale da parte  del
  Governo tanti cittadini sia una scelta che vada comunque ripensata.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Ringrazio il collega Burtone
  di  avere introdotto questo argomento che onestamente da parte  del
  Governo  regionale, io credo che ci sia lo so  un  po'di,  lo  vedo
  troppo silente su questo argomento, così come lo vedo un po' troppo
  allineato  col  Governo romano. Qui non c'è  più  da  perder  tempo
  perché agosto è vicino.
   Avevo  chiesto  già  io  all'Assessore  in  un'interlocuzione  che
  avevamo  avuto con alcuni rappresentanti dei percettori del reddito
  di  cittadinanza  di  aprire immediatamente un tavolo  col  Governo
  romano. Noi non possiamo essere silenti.
   Io  vorrei ricordare che grazie al reddito di cittadinanza  arriva
  sul  territorio regionale un miliardo di euro che viene speso sulle
  nostre,  nei nostri supermercati, che viene speso dagli  artigiani.
  Qua   si  tratta  di  un'economia  che  circola  sul  Governo,  sul
  territorio   regionale.  Ecco,  il  reddito   di   cittadinanza   è
  sicuramente  una  misura  che  al netto  di  alcuni  truffatori  da
  entrambe  le  parti,  sia  da  chi percepisce  illegittimamente  il
  reddito  e che va assolutamente condannato, sia da parte di  quegli
  imprenditori che oggi offrono un lavoro assolutamente  povero,  che
  offrono il lavoro nero, qui occorre fare un ripensamento.
   La  Regione  siciliana ha un tasso di disoccupazione elevatissimo.
  Abbiamo dei territori, soprattutto interni della Sicilia, che hanno
  oltre   il  cinquanta  per  cento  di  disoccupazione.  Ecco,   io,
  Presidente  Schifani,  mi  auguro che lei  apra  immediatamente  un
  tavolo col Governo romano perché noi qui ad agosto avremo un  serio
  problema  di tenuta sociale. E voglio anche ricordare che i  Centri
  per  l'impiego  non  sono stati ancora oggi potenziati,  nonostante
  siano arrivate le risorse ben tre anni fa e non sono ancora partiti
  i  percorsi  di riqualificazione delle persone che sono considerate
  le cosiddette occupabili.
   Quindi,  assessore  Falcone,  Presidente  della  Regione,   aprite
  immediatamente un tavolo di confronto con Roma. Grazie.

   PRESIDENTE. Andiamo all'articolo 7.  Chiedo all'onorevole De  Luca
  se   l'emendamento  7.129  è  ritirato?  Sono  ritirati  onorevole?
  Possiamo  ritirarli  tutti i soppressivi oppure  c'è  qualcuno,  in
  particolare,  che  eventualmente vuole mantenere?  Stiamo  parlando
  chiaramente dell'articolo 7.

   CRACOLICI. Io voglio mantenere il comma 4 perché non l'ho capito

   PRESIDENTE.  Un istante, un istante preciso. Li sta ritirando?  Ad
  uno ad uno? Va bene.
   Si passa all'emendamento 7.2. Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
   Si passa all'emendamento 7.126. Onorevole De Luca Antonino?

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Si  passa  all'emendamento  7.3.   Onorevole
  Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.127. Onorevole De Luca?

   DE  LUCA ANTONINO. Lo ritiro. Li può considerare tutti ritirati  i
  nostri emendamenti.

   PRESIDENTE. Ritirati quelli del Gruppo Movimento 5 Stelle. Grazie,
  onorevole De Luca.
   Si  passa  all'emendamento 7.4. Era questo per il  quale  chiedeva
  chiarimenti? Voleva intervenire l'onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Sinceramente neanche l'avevo capito quando lo  abbiamo
  fatto  in  Commissione. Scusi, Assessore, ma  perché  nel  comma  3
  riconosciamo  questo  importo  di  quattro  milioni   e   ottocento
  novantaduemila  euro  per  le  misure  di  sostegno   al   reddito,
  dell'aumento del potere acquisito e poi col comma 4 li accantoniamo
  in un fondo del bilancio e del suo Assessorato? Mi sfugge la ratio,
  perché  o  è  in capo all'Assessorato al Lavoro e, quindi,  non  si
  capisce  perché  va  iscritto  in un  fondo  di  accantonamento  al
  bilancio  Io sto parlando del comma 3 e poi del comma 4, il comma 4
  dice che "i 4 milioni e rotti sono accantonati in un apposito fondo
  del  Dipartimento Bilancio e Tesoro...", se me lo  spiega,  non  ho
  motivo di   per capirlo.

   FALCONE,  assessore  per l'economia.  Certo, onorevole  Cracolici.
  No,  trattasi dell'aumento Istat dei Pip, sostanzialmente non vanno
  all'Assessorato al Lavoro, li accantoniamo in un nostro  fondo  per
  poterli  poi  dare,  per poterli erogare. E' un fatto  tecnico  che
  l'Ufficio...

   CRACOLICI. O li gestisce l'Assessorato al Lavoro o il Bilancio?

   FALCONE,  assessore per l'economia.  Li gestisce l'Assessorato  al
  Lavoro,  ma siccome queste sono somme aggiuntive, il "Bilancio"  ha
  ritenuto  di  doverle  mettere  in  un  capitolo  del  Dipartimento
  Bilancio per poterle erogare successivamente.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.132. Onorevole Catanzaro, è
  ritirato dopo il chiarimento che c'è stato dell'assessore Falcone?

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  E'  ritirato, grazie. Soddisfatto  non  lo  sarà  mai
  l'onorevole Cracolici. Va bene, ritirato grazie.
   Allora, si passa all'emendamento 7.133, onorevole Catanzaro? E' la
  soppressione del comma 5.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato.
   Si passa al comma 6.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  rappresentanti
  della  Giunta,  il  comma  6  che  è  frutto  di  un  lavoro  della
  Commissione  Bilancio  che ha avuto anche l'apertura da  parte  del
  Governo, accende i riflettori su una categoria di lavoratori o, per
  meglio dire, fruitori come li definisce la legge, la legge n. 5 del
  2005, che è la legge che riguarda i cantieri di servizio.
   Questi fruitori da circa vent'anni percepiscono un emolumento  che
  non  è stato mai oggetto di nessun adeguamento Istat, che era stato
  calcolato sulla base delle tabelle del minimo vitale quando  ancora
  era in vigore la Lira.
   Attraverso  questo emendamento che noi abbiamo proposto  e  che  è
  stato,  ovviamente,  sottoscritto e  condiviso  anche  dagli  altri
  colleghi,  sottoscritto dai colleghi Di Paola, Mancuso,  Catania  e
  altri, abbiamo voluto accendere i riflettori su questa categoria di
  lavoratori  che  come  gli ASU prestano servizio  presso  gli  enti
  locali,  in  particolare nei comuni delle province  di  Enna  e  di
  Caltanissetta.
   E' un primo segnale di attenzione, come è stato ribadito in quella
  circostanza, che occorre ancora di più incrementare non solo  sotto
  il  profilo  finanziario per gli esercizi per gli   finanziari  dei
  prossimi  anni, ma crediamo sia opportuno anche rispetto  a  questa
  categoria  di  fruitori  avviare anche per questi  un  percorso  di
  stabilizzazione  per  presso  gli enti  locali  e  anche  gli  enti
  regionali  ove  sia possibile e chiediamo, quindi,  al  Governo  di
  mantenere  questo  impegno e di nelle prossime,  diciamo,  attività
  parlamentari che prevedono disegni di legge che possano  riguardare
  questo  settore di avviare una discussione in merito. So  che  sono
  stati   depositati  anche  disegni  di  legge  da  alcuni  colleghi
  parlamentari  e ci auguriamo che presto possano essere  incardinati
  nelle Commissioni di merito per andare avanti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
     ha chiesto prima di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
  Sempre su questo?

   DI  PAOLA.  Sì, grazie Presidente, velocemente. Solo per  fare  un
  plauso  sia  a  tutti i colleghi della Commissione   Bilancio   per
  questo  comma 6, ma anche alla sensibilità da parte del Governo  di
  aver   trovato  i  fondi  per  aumentare  l'emolumento  di   questi
  percettori  del  reddito minimo di inserimento che sono  lavoratori
  sono circa 900 della provincia di Caltanissetta ed Enna.
   Sono sicuro che nell'arco dei prossimi mesi cercheremo di fare  un
  progetto che possa portare anche un percorso di lavoro stabile  per
  questa  categoria  che  nasce  circa vent'anni  fa,  forse  più  di
  vent'anni  fa, e che ad oggi ha visto questi lavoratori sempre  con
  un lavoro precario nonostante siano insostituibili e indispensabili
  per  i  comuni  della provincia sia di Caltanissetta  che  di  Enna
  perché portano avanti innumerevoli servizi.
   Quindi,  ringrazio  la sensibilità dell'assessore  Falcone  e  del
  Presidente della Commissione Bilancio. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Di   Paola.   Quindi,   chiedo
  all'onorevole  Catanzaro l'emendamento recante la soppressione  del
  comma 6 è ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Benissimo. Grazie. Pongo in votazione  l'articolo  7.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ha chiesto di parlare l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente,  chiedo  scusa.  A
  questo   articolo   c'erano  due  emendamenti  del   Governo.   Due
  emendamenti  del Governo che servivano per due ordini  di  ragioni,
  intanto  che sono stati ritenuti come emendamenti invece aggiuntivi
  dalla  Presidenza. Il Governo chiedeva di poter inserire in  questo
  articolo perché riguardano i PIP.
   Sostanzialmente, cosa si vuole fare? Si vuole fare che  la  platea
  dei  PIP,  secondo  l'articolo 25 della legge dell'anno  scorso  in
  virtù  della  quale abbiamo consentito di potere utilizzare  i  PIP
  nelle  piante  organiche  delle società partecipate,  noi  con  due
  emendamenti  allarghiamo la sfera di possibilità e  di  inserimento
  dei  PIP  anche negli enti vigilati e controllati e  in  più  anche
  nelle  aziende  sanitarie  e  ospedaliere.  Purtroppo,  questi  due
  emendamenti  anziché  essere  emendamenti  al  testo  sono   stati,
  diciamo, declinati come emendamenti aggiuntivi: l'emendamento A.181
  e  l'emendamento, mi pare, A.182. Se potessimo, Presidente, o  come
  dire  se possiamo noi votare anche perché, come dire, diventano  un
  elemento integrativo di questo articolo, che parla appunto dei PIP.
   Per  rispondere, e per concludere anche all'onorevole Cracolici  e
  per perfezionare, la integrazione, i 4 milioni e 900 mila euro, che
  sono  stati inseriti e verranno inseriti in un capitolo di bilancio
  del  Dipartimento  Bilancio, verranno assegnati,  con  delibera  di
  Giunta,  al Dipartimento Lavoro, e quindi all'assessore Albano,  in
  un  secondo  momento e riguardano due interventi: uno è il  reddito
  minimo  di  inserimento e l'altro appunto sono i  PIP.  Per  questa
  ragione e proprio perché rappresenta una specificità necessitata  e
  non è spesa corrente tout court.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone. Visto e considerato che c'è
  stato, finora, un clima di condivisione rispetto al modus operandi,
  se  c'è  condivisione  da  parte di  tutti  per  me  va  bene.  Se,
  diversamente,  non  c'è condivisione lo tratteremo  in  un  secondo
  momento.  Quindi,  se  voi  volete,  lo  facciamo  distribuire,  lo
  valutiamo e successivamente decidiamo se lo trattiamo in un secondo
  momento o meno.

   LACCOTO.  Assessore Falcone, la minoranza di qua è  d'accordo,  la
  maggioranza pure...

   PRESIDENTE. Colleghi, dei due emendamenti, ne valuteremo  soltanto
  uno  perché  l'altro  è all'articolo 8. Se l'assessore  Falcone  ci
  fornisse  questo emendamento, gentilmente potremmo farlo vedere  ai
  colleghi  e  decidere. Laccoto, lei che è in minoranza si  potrebbe
  adeguare.
   Allora,  l'emendamento in questione lo trovate tra gli emendamenti
  fuori  sacco.  Se  lo  voleste leggere giusto  un  minuto,  poi  lo
  mettiamo in votazione.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente. Naturalmente, su questo emendamento,
  credo   di  interpretare  le  intenzioni  del  Gruppo,  noi   siamo
  favorevoli, come siamo favorevoli all'attenzione che questo Governo
  pone  alla  platea  di  2.500 lavoratori  che  da  oltre  vent'anni
  attendono la stabilizzazione. E proprio questo emendamento va nella
  concreta direzione dell'attuazione dell'articolo 25 della legge del
  16  agosto 2022. Chiedo proprio, in collegamento a questo tema e ad
  altri  che  discuteremo  più  avanti, all'assessore  Falcone  se  è
  intendimento,  proprio per agevolare e rendere  piena  l'attuazione
  per  questa platea di lavoratori precari, se è interesse  prevedere
  una  riserva  nella misura degli incentivi alle assunzioni  di  cui
  all'articolo  8  del decreto che abbiamo in esame.  Credo  che  sia
  doveroso,  al  fine di dare risposte concrete a  questa  platea  di
  lavoratori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare, ed  è  l'ultimo  intervento,
  l'onorevole  Figuccia. Ne ha facoltà. E poi mettiamo  in  votazione
  l'emendamento.

   FIGUCCIA.  Grazie,  Presidente. Solo per  esprimere  apprezzamento
  anche sull'emendamento. Purtroppo noi veniamo dall'approvazione  di
  una legge, nell'ultima finanziaria, che garantiva l'avvio di questo
  percorso  di  stabilizzazione. Tuttavia, le difficoltà  riscontrate
  nella fase in cui sono state ascoltate le società partecipate si  è
  potuto  constatare che effettivamente erano pochi  i  soggetti  che
  potevano transitare all'interno dei Pip, all'interno delle società.
  Quindi,  con questo emendamento mi sembra di capire che si allarga,
  finalmente,   la   platea  dei  possibili  enti   utilizzatori   e,
  finalmente, dopo vent'anni, si potrà dare la possibilità  a  questi
  soggetti   appartenenti  al  bacino  ex  Pip  di   intravedere   la
  prospettiva   di   un  futuro  certo  e  di  una   stabilizzazione.
  Altrimenti,  d'altra  parte, sarebbero intervenuti  i  Tribunali  e
  sarebbero arrivate condanne per la Regione. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.181. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Sospendiamo l'Aula per un'ora. L'assessore Falcone, il  Presidente
  della  Commissione  Bilancio  e tutti coloro i quali ieri  si  sono
  dimostrati  disponibili per un emendamento  condiviso  rispetto  al
  bonus  110 e alle soluzioni da trovare, faremo una piccola riunione
  in  Torre  Pisana,  quindi ora; non pranzate e  si  partecipa  alla
  riunione. Grazie, onorevole De Luca.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 15.33)

   La seduta è ripresa.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  Colleghi, rinvio la seduta di un  quarto  d'ora  così
  aspettiamo l'arrivo del Governo e dei componenti della maggioranza.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e  la  pesca  mediterranea.  Il
  Governo è presente.

   PRESIDENTE.  Ha  ragione, Vicepresidente, però  rinvio  ugualmente
  l'Aula di un quarto d'ora. La seduta riprenderà alle ore 15.50.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 16.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprendiamo dall'articolo  5  che
  avevamo poco fa accantonato e darei la parola al Governo, assessore
  Falcone, sull'articolo 5 così riprendiamo l'articolo 5 e vediamo di
  votarlo.

   FALCONE,    assessore    per   l'economia.   Signor    Presidente,
  sull'articolo 5 mi sono permesso di chiedere ai colleghi di votarlo
  così  com'è con un emendamento che, in un certo senso, viene  anche
  incontro  a  quello  che  ha detto, anche  se  molto  parzialmente,
  l'onorevole Cracolici di aggiungere l'isola di Filicudi,  che  sono
  le  due  isole più lontane, diciamo così, in termini di migliaggio.
  Perché  questo?  Perché poi a giugno verifichiamo,  monitoriamo  la
  spesa  che  è  stata effettuata ed eventualmente a giugno  possiamo
  fare un'ulteriore rettifica, venendo incontro eventualmente a tutte
  le isole dell'arcipelago delle Eolie.
   Siccome  ancora  non sappiamo, abbiamo appena 400  mila  euro  non
  sappiamo  quanto sarà realmente il costo, appena avremo  chiare  un
  po' le idee verremo incontro. Quindi, la proposta che fa il Governo
  e  di  aggiungere  soltanto  Filicudi e  successivamente  a  giugno
  l'impegno di rivederci per fare ulteriori rettifiche.

   PRESIDENTE.  Con  questa ipotesi da parte del  Governo,  considero
  ritirati  tutti  gli emendamenti. Se facciamo la riscrittura   Sono
  iscritti a parlare gli onorevoli Campo e Ciminnisi.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor Presidente, siccome io avevo fatto una domanda  sul
  discorso  della stabilizzazione del prezzo dei biglietti dei  treni
  se mi poteva dare una risposta.

   FALCONE,  assessore per l'economia, Sì, chiedo scusa all'onorevole
  Campo, in effetti dovevamo rispondere.
   Succede questo, onorevole, l'anno scorso non abbiamo attivato  una
  norma  perché  abbiamo utilizzato le penali. Il contratto  consente
  che Trenitalia quando commette un'inadempienza va in penale, quella
  penale  viene  conteggiata  e alla fine  la  possiamo,  come  dire,
  ribaltare  sempre  sul servizio per migliorare  delle  carenze  del
  servizio. Noi lo abbiamo migliorato sterilizzando l'aumento che già
  l'anno  scorso andava fatto. Quest'anno poiché abbiamo  penali  non
  più  per  4 milioni o per 3 milioni, oltre 3 milioni l'anno scorso,
  ma  di appena, mi dicono gli uffici, di 700 mila euro, noi dobbiamo
  mettere  denaro fresco e quindi ecco perché abbiamo messo 3 milioni
  e 600 mila euro.
   Tra  l'altro,  vi  devo  anche,  come  dire,  rassegnare  un'altra
  vicenda:  il  numero  dei passeggeri è in continua  evoluzione,  ha
  superato  già nel 2022 ha superato il 2019, che è stato l'anno  più
  importante  prima  della  pandemia.  Dopo  la  pandemia  nel   2020
  viaggiarono meno di 5 milioni, nel 2021 poco più di 7 milioni,  ora
  siamo  arrivati a 11 milioni e 600 mila passeggeri.  Riteniamo  che
  addirittura quest'anno si possa arrivare a 12 milioni  e  mezzo  se
  non  addirittura qualcosa in più. Più aumentano i passeggeri e  più
  ci  vogliono anche denari da parte delle casse regionali in  questo
  senso.  Quindi, noi riteniamo che prudenzialmente 3 milioni  e  600
  mila  euro dovrebbero essere sufficienti per sterilizzare, appunto,
  l'aumento di questo 10 per cento.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Quindi, vengono ritirati?
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciminnisi.

   CIMINNISI. Presidente, l'emendamento 5.32 non lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 5.32 è inammissibile  perché  manca  la
  copertura, a meno che il Governo non dà copertura; però, il 5.32  è
  inammissibile perché non vi è la copertura. Assessore?

   FALCONE, assessore per l'economia. Non c'è la copertura.  Sono  un
  milione in più, non è poca cosa.

   PRESIDENTE. Quindi, colleghi

   DE LUCA ANTONINO. Sto presentando un subemendamento al 5.32 per la
  copertura.

   PRESIDENTE. E' inammissibile. Se è inammissibile non si  può  fare
  un subemendamento.
   Colleghi, su richiesta del Governo, sospendo la seduta per  cinque
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 16.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, colleghi. Nel frattempo  che  il
  Governo  sta  riscrivendo i commi dell'articolo 5, riprendiamo  con
  l'articolo 8.
   All'articolo  8 c'è l'emendamento 8.1 a prima firma dell'onorevole
  Catanzaro. È ritirato?

   MARANO. Chiedo di parlare sull'articolo 8.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, io intervengo perché si tratta  di  un
  articolo molto importante ed è un articolo con il quale il  Governo
  vuole dare una risposta al tema dell'occupazione.
   In  Sicilia,  Presidente, abbiamo 275 mila disoccupati,  238  mila
  percettori   di   reddito  di  cittadinanza,  20   per   cento   di
  disoccupazione   femminile  e  40  per  cento   di   disoccupazione
  giovanile.
   Anche  questa  norma  viene, chiaramente, fatta  con  fondi  extra
  regionali e, quindi, sarà subordinata alla Commissione europea.  Il
  problema del lavoro, Presidente, è anche il tema del salario perché
  gli  stipendi, in Sicilia, non sono retribuiti in maniera, diciamo,
  equa  e non consentono di non sfiorare il tasso di povertà. Infatti
  avere un lavoro non garantisce il fatto di non essere poveri, visto
  che  visto i rincari e i costi, e il prezzo della vita che  aumenta
  di giorno in giorno.
   Per  questo, Presidente, assessore Falcone - magari poi interverrò
  in  merito  nell'emendamento - ho presentato degli emendamenti  che
  vorrebbero intervenire nell'ottica del contributo sia alle imprese,
  per  gli  stipendi ai lavoratori, ma che siano destinati  a  quelle
  imprese che assumono con un salario minimo di 10 euro.
   E'   un   tema  molto  importante  che,  se  il  Governo   diciamo
  attenzionasse, potrebbe porre la Sicilia, sicuramente,  come  prima
  regione  che attenziona il tema del salario minimo, visto  i  costi
  alti della vita in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Marano.  Andiamo  all'emendamento
  8.35,  a  firma  De  Luca Antonino. Lo ritira, onorevole  De  Luca?
  Perché  equivale alla soppressione dell'intero articolo,  onorevole
  De Luca. Lo ritiriamo?

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Perfetto. Emendamento 8.40. Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Ritirato. L'emendamento 8.50, a firma Marano  non  è
  coerente  con  la  finalità della norma, onorevole  Marano.  Non  è
  coerente con la finalità della norma. Lo ritira?

   MARANO. Perché non è coerente? Me lo spiega?

   PRESIDENTE.   Perché   estende   la   finalità   del    contributo
  all'adeguamento  dei contratti esistenti. E' un contributo  per  il
  sostegno all'occupazione, collega. Lo ritira?

   MARANO. Se non c'è la volontà di farlo

   PRESIDENTE. Come? Lo ritira?

   MARANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ok,  grazie. Emendamento 8.52.  Anche  questo  non  è
  coerente con la finalità della norma. Parametra il contributo  alla
  retribuzione. Lo ritira, collega Marano?

   MARANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ok. 8.53. Onorevole Figuccia?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, allora io parlo sia per questo che per
  l'altro emendamento, così faccio un unico intervento molto rapido.
   Per  quanto riguarda diciamo la riqualificazione, poiché molti dei
  soggetti che devono essere assunti a tempo indeterminato anche  per
  mansioni  superiori  probabilmente  hanno  la  necessità   di   una
  riqualificazione,  abbiamo  inserito  questo,  nonché  l'altro  che
  prevede  - perché c'è stato fatto un sollecito, anche a seguito  di
  alcuni incontri fatti nei Gruppi parlamentari - anche l'ordine  dei
  commercialisti ha sollecitato di abbassare il limite  temporale  di
  cinquant'anni a quarantacinque, poiché la platea dei soggetti oggi,
  diciamo,  occupati in maniera precaria a tempo determinato,  o  che
  potrebbero  essere  oggetto dell'emersione del  lavoro  nero,  sono
  anche  soggetti  di  quarantacinque anni. Se  ne  era  discusso  in
  Commissione, anche diversi colleghi l'avevano presentato.
   Si era detto che ne avremmo riparlato in Aula, quindi diciamo ecco
  lanciamo all'Assessore al Lavoro questa opportunità, questa ipotesi
  di  lavoro  perché questo emendamento possa trovare un accoglimento
  da  parte del Governo ci auguriamo che questo possa in qualche modo
  amplificare gli effetti positivi di questo articolo che,  a  nostro
  avviso, è uno degli articoli più qualificanti dell'intera manovra.

   PRESIDENTE.   Il   parere   del  governo  sull'emendamento   8.53,
  Assessore?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  l'emendamento,
  teoricamente,  può essere accolto, però, bisogna riformularlo,  nel
  senso  che,  così  come  è  fatto,  aggiunge  un  ulteriore  onere:
  l'occupazione e la riqualificazione.
   Secondo  me lo spirito dei due proponenti, dei colleghi Caronia  e
  Figuccia  è quello di, come dire, immaginare che il contributo  sia
  dato per l'occupazione o per la riqualificazione.
   Quindi, dobbiamo mettere e/o riqualificazione, altrimenti dobbiamo
  onerare  l'impresa a fare le due cose, sia l'occupazione, ma  anche
  la riqualificazione, cioè li stiamo ulteriormente aggravando. Basta
  mettere e/o.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, prego.

   CARONIA.  Questa riscrittura la facciamo subito. Dico,  poiché  in
  Commissione  anche  il  Presidente, in questo  momento,  era  stato
  estensore di un emendamento che abbassava a 45 anni, se il  Governo
  è  d'accordo,  noi  riformuleremmo anche con la previsione  dei  45
  anni,  andando  anche sull'emendamento successivo,  che  credo  che
  trovi,  diciamo, la firma anche di diversi Gruppi, anche dei Cinque
  Stelle, ma credo anche del Pd. Se non ricordo male, diversi  Gruppi
  parlamentari lo avevano sottoscritto, per cui, se siamo  d'accordo,
  lo riformuleremmo in unica versione.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  onorevole Caronia. Assessore,  il  Governo
  sull'emendamento   8.39,   quindi,   siete   favorevoli,   possiamo
  riscrivere.

   FALCONE, assessore per l'economia.  Sì, da riscrivere.

   PRESIDENTE.  Perfetto. Allora riscriviamo l'8.53. Collega  Caronia
  all'8.53, a questo punto, anziché "e riqualificazione" facciamo  "o
  riqualificazione"  e aggiungiamo l'età, il parametro  dell'età.  Va
  bene.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Come è noto, già questa norma deve superare  tutta  una
  serie  di  step,  che  è  inutile dire.  Noi  rischiamo  di  creare
  aspettative che, diciamo, avranno una difficile capacità attuativa.
  Primo:  perché ricordo sono fondi di altra natura. Secondo:  perché
  abbiamo  la procedura degli aiuti di Stato, che va notificata  alle
  autorità europee. Terzo: siamo dentro i limiti degli aiuti di Stato
  che,  come  è  noto, possono essere nel triennio fino ad  un  certo
  importo  e, con la stagione Covid, noi abbiamo, come dire,  operato
  una  serie di incentivi alle imprese, quindi col rischio che  molte
  di  queste  attività non potranno essere ... Ma al di là  di  tutti
  questi  aspetti  complicati  e complessi,  io  ricordo  -  qui  c'è
  l'Assessore  al  lavoro  - che noi abbiamo un  programma,  che  tra
  l'altro  vede  in questo momento la Sicilia arrancare pesantemente,
  che è il famoso progetto GOL, che consentirebbe alla nostra Regione
  di   attivare   processi   di  riqualificazione   e,   quindi,   di
  accompagnamento verso forme di re-inserimento nel rapporto  domanda
  e offerta col mercato del lavoro.
   Arranchiamo  perché noi, ad oggi, forse l'unica cosa  che  abbiamo
  fatto - e adesso non so che fine fa con questo provvedimento che ha
  fatto  il  Governo  -  abbiamo fatto un pezzo  di  profilatura  dei
  cosiddetti  percettori  del reddito di cittadinanza.  Un  pezzo  di
  profilatura,  ma  sostanzialmente  non  si  è  attivata  tutta   la
  procedura  del progetto Gol, che sono fondi nazionali e comunitari.
  L'emendamento

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Ma come non si è attivata? Si è attivata

   CRACOLICI. Dove è arrivato? Siamo a 30.000 profilati su ... quanti
  sono  i  percettori del reddito? I nomi, mi deve dire pure i  nomi.
  Ora, al di là della battuta, che significa riqualificazione? Perché
  la  riqualificazione o è attività formativa, e quindi come attività
  formativa  deve  essere poi commisurata da un periodo  di  attività
  formativa, da una abilitazione che in qualche modo deve conseguirsi
  all'esito    dell'attività    di    riqualificazione;    poi     la
  riqualificazione  come  si  coniuga  con  un  contratto   a   tempo
  indeterminato?  E  ricordo che stiamo parlando di  una  misura  che
  incentiva o la trasformazione o l'assunzione a tempo indeterminato,
  ma se devo fare un'assunzione a tempo indeterminato come si coniuga
  con la riqualificazione?
   Attenzione,  non  vorrei  che  le belle  idee  poi  finiscano  per
  paralizzare il sistema. Ripeto, io sono uno di quelli che su questa
  norma  mi  pare una norma da fare un bel manifesto, però, che  dura
  qualche  ora,  perché  come  tutti  i  manifesti  fatti  come  spot
  elettorale, si sa, vengono coperti con una certa rapidità.
   Però,  ripeto, come si dice a New York "Ci voli u ventu in  chiesa
  ma  astutari  i  cannili  mi  pari uno spreco  di  aria",  per  cui
  attenzione a quello che scriviamo.
   Quindi  o  c'è l'assunzione a tempo indeterminato, i cinquantenni,
  quarantacinquenni, io su questo non mi strappo  i  capelli,  ma  la
  riqualificazione è un'altra cosa.

   CARONIA. Allora ci mettiamo 'o'.

   CRACOLICI.  Ma 'o' che significa? Riqualificazione  dal  punto  di
  vista   funzionale,  io  assumo  una  persona  con  una   qualifica
  professionale,  fa  l'assistente, fa  il  dirigente,  ma  cos'è  la
  riqualificazione all'atto dell'assunzione?
   Quindi,  attenzione a non fare errori di ingenuità e di generosità
  che  finiscono  per rendere poi le norme, come dire,  difficilmente
  comprensibili.
   Ripeto,  sono per fissare un incentivo agli anziani, a quelli  che
  hanno maggiore difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. Io ho
  condiviso  con  la collega Caronia quando ha detto "stabiliamo  due
  priorità: donne, giovani, e post cinquantenni, perché sono  persone
  che hanno maggiori difficoltà all'ingresso del mercato del lavoro ,
  ho  capito  poi  qualcuno dirà "Io che ne  ho  44  perché  no?"  ma
  comunque  fa parte delle dinamiche ma la riqualificazione  mi  pare
  obiettivamente sbagliato.

   PRESIDENTE.   Grazie   onorevole  Cracolici.  Onorevole   Caronia,
  mantiene l'emendamento?

   CARONIA. Lo ritiro.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  io  comprendo  anche  le   ragioni
  dell'intervento  dell'onorevole Cracolici e se  riuscissimo,  anche
  con   l'esperienza   di  tutti,  a  verificare   come   riformulare
  l'emendamento.
   Il  tema  che  viene posto dalle organizzazioni sindacali,   dalle
  parti sociali,  da chi ha anche il ruolo di interporsi tra il mondo
  dell'impresa pura e i possibili destinatari di questo intervento è:
  arriva  un  soggetto che è alle soglie dei 50 - definiremo  che  la
  soglia  stabilita sarà dei 45, quella dove arriveremo alla fine  di
  questo  dibattito  - questo soggetto che è fuoriuscito dal  mercato
  del  lavoro, che magari ha beneficiato, onorevole Cracolici- di  un
  sistema  di  ammortizzatori sociali, che è andato in Naspi,  che  è
  stato  in  cassa integrazione e che è stato fuori dal  mercato  del
  lavoro, che nella logica di questa norma tende a premiare anche  le
  specializzazioni, cioè noi auspichiamo che immetta denaro che serve
  alle  imprese  per assumere profili che siano stati e  che  abbiano
  anche delle competenze.
   Allora,  un  percorso  che  serve a fare una  riqualificazione  di
  questo  personale  -  non  so se è il termine  adeguato  sul  piano
  dell'impostazione giuridica - un percorso che  se  va  a  fare  una
  certificazione  delle  competenze, un percorso  che  serve  a  fare
  entrare  all'interno dell'azienda un soggetto che, ahimè, è rimasto
  ai  margini del sistema produttivo dell'economia locale  e  che  in
  qualche  modo  possa avere una possibilità concreta di  entrare  in
  azienda con delle competenze vere.
   Non è detto, onorevoli colleghi, che chi è rimasto fuori per tanto
  tempo  dal  circuito lavorativo, seppure avendo beneficiato  di  un
  sistema  di ammortizzatori sociali, sia nelle condizioni  immediate
  Presidente, di poter spendere la propria professione.
   Allora,  con  questo emendamento si tende, l'Assessore consigliava
  di  aggiungere  la  congiunzione   e/o   riqualificazione,  la  sua
  esperienza  in Giunta, vediamo se riusciamo a creare le  condizioni
  perché questo strumento di erogazione di una somma alle imprese sia
  uno strumento che effettivamente funzioni e che consenta davvero la
  fuoriuscita  da  una  condizione di disoccupazione  incancrenita  a
  soggetti che vogliono essere rimessi nel mercato del lavoro.
   E'   questo   lo  spirito,  diciamo,  dell'emendamento.    Quindi,
  Assessore,  se riuscissimo ripeto senza per questo a presentare  la
  norma penso che faremmo una cosa assolutamente utile.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Colleghi,  ci sono altri iscritti a parlare? Ma dovete intervenire
  sull'emendamento, cioè sull'8.39.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare sull'emendamento 8.39.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie  Presidente,  io  capisco   la   bontà   degli
  emendamenti  della collega perché ne avevamo parlato anche  durante
  la  Commissione  Bilancio , però io vorrei attenzionare l'Aula  che
  questa  era  una  norma,  così come era  uscita  dalla  Commissione
  Attività  produttive  prima  e  dalla Commissione   Bilancio ,  che
  serviva  proprio ad andare a supportare tutto un comparto di  gente
  che  è  veramente  in  un'età  avanzata  e  che  ha  difficoltà  ad
  introdursi nel mercato del lavoro.
   Poi,  vorrei anche sottolineare, su questo sono d'accordo  con  il
  collega Cracolici, che quando si parla di riqualificazione dobbiamo
  anche  stare  attenti perché la norma intendeva supportare  proprio
  l'immissione di forza lavoro, non di riqualificazione dove  già  ci
  sono dei programmi adibiti alla riqualificazione; dopodiché, vorrei
  dire  evitiamo l'uso smodato di questa riqualificazione, dei famosi
  tirocini che sappiamo bene come sono stati usati in questa  Regione
  in  malo  modo,  ancora oggi abbiamo 300 persone che ancora  devono
  ricevere  pagamenti perché hanno lavorato, noi abbiamo  dato  forza
  lavoro  gratuita alle imprese e abbiamo utilizzato questo personale
  gratuitamente, quindi vi prego facciamo delle norme di  buon  senso
  che servono a supportare la vera occupazione. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, collega Schillaci. L'emendamento 8.53 comunque
  è stato ritirato, quindi. L'8.39, collega Caronia, lo ritira?

   FIGUCCIA. L'emendamento 8.39 è stato ritirato?

   PRESIDENTE. L'emendamento 8.53 è stato ritirato, collega Figuccia.
   Onorevole Campo, lei deve intervenire sull'8.39? Collega Figuccia,
  se  lei  lo  vuole mantenere, l'8.53 lo mantiene, lo fa  suo  e  lo
  mantiene.

   FIGUCCIA. L'emendamento lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente, sull'8.39  avevamo
  dato  un parere favorevole così come veniva modificato, la speranza
  che sia

   PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento 8.53, Assessore.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario del Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 8.39, col parere favorevole  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.51. Collega Marano  vuole  illustrare
  l'emendamento?  Assessore, il parere del  Governo  sull'emendamento
  8.51?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  8.51  col  parere
  contrario  del  Governo.  Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.29. Collega De Luca, è mantenuto o  lo
  ritira?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  da  una  lettura
  veloce  credo si faccia un po'di confusione sul comma 2, sul  comma
  3,  cioè non si capisce intanto se i contributi sono cumulabili,  e
  poi  non  si  capisce se chi viene da imprese delle aree  di  crisi
  complessa o di insolvenza delle crisi di impresa o di insolvenza si
  aggiungano alle 30 più 10.
   Secondo me è scritto male sia il comma 2 che il comma 3, cioè  non
  si capisce se i 30 si aggiungono i 10 e poi chi viene dalle aree di
  crisi complessa prende altri trenta e altri 10, e comunque la norma
  non   fa   riferimento  solamente  alla  seconda  parte,  e  quindi
  addirittura una donna over 45 in questo caso, che viene da un'aerea
  di  crisi  complessa, prende centomila euro, l'impresa  ovviamente,
  quindi  io riformulerei il comma 2, il comma 3 perché diciamo  sono
  evidentemente poco chiari proprio nella formulazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si può risolvere
  solo  in  un modo. No credo che ha ragione Sunseri, quindi  bisogna
  prevedere una norma specifica nel comma 2 e anche al comma  3,  che
  tali  incentivi cioè le imprese avranno riconosciuto gli  incentivi
  di  maggior favore rispetto ad altri esistenti, cioè perché non può
  cumulare più incentivi quindi, nel caso specifico, potrà utilizzare
  gli  incentivi di maggior favore per le imprese rispetto  a  quelli
  esistenti, e si risolve il problema.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  in  linea   di
  principio  il  Governo  è  favorevole, allora  l'onorevole  Sunseri
  riscriva,  nel  frattempo andiamo avanti e  riscriva,  accantoniamo
  questo  comma,  riscriva il comma, vediamo come viene  riscritto  e
  così aderiamo alla proposta.

   PRESIDENTE. Grazie, Governo. Se siamo d'accordo allora ritiriamo i
  soppressivi.  Quindi, l'emendamento 8.29 è ritirato.  L'emendamento
  8.41 è ritirato, e quindi andiamo all'emendamento 8.54 del Governo,
  nel  frattempo che si riscrive questa modifica. Assessore, lo vuole
  illustrare?

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente, sostanzialmente
  l'8.54  riguarda i Pip, riguarda un emendamento che va incontro,  è
  la  terza  misura  che mettiamo in atto per quanto riguarda  questo
  personale,   cioè  cosa  diciamo,  che  tutti  gli  enti   pubblici
  economici,  o  tutti  coloro che intendessero avvalersi  di  questo
  personale,  potranno  avere questo ulteriore  beneficio,  e  questo
  ulteriore   beneficio   che   diventa  certamente   consistente   e
  incentiverebbe  secondo  la  nostra logica  anche  l'assunzione  di
  questo di questo bacino

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  avevamo
  presentato  come Gruppo parlamentare un emendamento all'articolo  8
  che  è stato messo tra gli aggiuntivi erroneamente, e quindi chiedo
  che  venga estrapolato e trattato qui, perché tratta appunto  delle
  misure per il sostegno dell'occupazione.
   Noi  avevamo già approvato nelle due finanziarie fa una norma  che
  prevedeva  la  possibilità di dare ai precari Covid una  misura  di
  vantaggio di punteggio nei concorsi che venivano banditi, ora  cosa
  è  successo, che nonostante una circolare dell'assessore le Asp  si
  stanno    muovendo   in   ordine   sparso,   assegnando    punteggi
  eccessivamente minimali, praticamente si annulla il senso di quella
  norma approvata in Ars.
   Abbiamo  riscritto  la  norma indicando  anche  un  punteggio  più
  puntuale,  che  è  quello dello zero venticinque,  io  chiedo  agli
  Uffici  di  riprenderlo,  ce l'ho qua, in modo  tale  che  possiamo
  votarlo  all'articolo  8  perché era stato presentato  qui.  Grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. Intanto, pongo in votazione

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  8.54  non  si  può  fare, è evidente, c'è  un  regime  di  aiuto  a
  un'azienda  pubblica, cioè violiamo il principio della  concorrenza
  colleghi.
   Cioè  noi  stiamo  dicendo a un ente pubblico,  società  pubblica,
  partecipata dalla pubblica amministrazione, comune, Regione, quello
  che  è,  che per trasformare nel caso specifico i rapporti a  tempo
  indeterminato gli diamo una posta dedicata, il 10 per  cento  delle
  somme destinate a questa misura, esclusivamente a quelle aziende...
  ma è una violazione del principio di concorrenza tra le imprese.
   Non  si può fare. È assolutamente improponibile. Lo dico perché...
  Non ho capito.

   FALCONE,   assessore  per  l'economia.  Sono  gli  enti   pubblici
  economici.

   CRACOLICI.  Il  soggetto titolare della proprietà  è  la  pubblica
  amministrazione,  quindi  la pubblica amministrazione  da  un  lato
  eroga dall'altro lato si beneficia dello strumento pubblico.
   Cioè  ragazzi...  ma  mi  pare un minimo...  cioè  chiedete  a  un
  professore minimo di scuola media.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, facciamo intervenire il Governo?
   Assessore Falcone, se ci dà delle delucidazioni in merito.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  la  norma
  riguarda gli enti pubblici economici.
   Eventualmente,  per venire incontro a quello che dice  l'onorevole
  Cracolici, noi potremmo sopprimere dalle parole "e le società" sino
  alla fine.
   Ma  l'ente  pubblico economico, come ad esempio può e se  il  CAS,
  sono  degli enti che per quanto pubblici hanno comunque  lavoro  da
  imprenditori. Quindi in questo senso si inserisce in questa norma.
   In  effetti,  inavvertitamente,  è  stato  messo  "le  società   a
  partecipazioni pubbliche regionali", ma sempre come enti economici.
   Quindi noi dobbiamo eventualmente, come dire, cassare la parte che
  va da "e" sino a "regionale", lasciando ente pubblico economico.
   È una cosa che si può fare perché lavorano da impresa.

   PRESIDENTE.  Assessore presenta la modifica così  la  mettiamo  in
  votazione?

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, intervengo sempre quando  comprendo
  che  c'è  veramente poca visione e lucidità rispetto agli  articoli
  che noi affrontiamo.
   Assessore  Falcone, ho capito che sull'articolo 8,  rispetto  agli
  interventi che si succedono, ovviamente c'è qualche dubbio.
   Io,  come dire, le chiedo, assessore Falcone, onde evitare  perché
  altrimenti qua finisce che noi tutti... lo accantoni e si comprende
  come  fare  una riscrittura, perché ci sono dei temi  che  dal  mio
  punto  di  vista vanno affrontati, considerando che stiamo parlando
  dell'articolo 8, con 100 milioni di euro che lei prevede su tutti i
  commi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Però, il Governo dopo l'intervento dell'onorevole Figuccia poi  ci
  deve dire se questo emendamento lo vuole mantenere oppure no.
   Onorevole Figuccia e poi Assessore se può rispondere.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore Falcone, io credo  che  noi
  su  questo articolo 8 giochiamo una partita importante. Lo  abbiamo
  rappresentato,  raccontato a mezzo stampa, con  conferenze  stampa,
  gli  assessori  tutti  di questa Giunta lo hanno  individuato  come
  un'occasione  per poter raccontare quanto di buono si  sta  facendo
  per  il rilancio dello sviluppo economico, però così come ci stiamo
  trovando     adesso    condivido    l'intervento    del     collega
  dell'opposizione, capogruppo del PD.
   Fermiamoci,  assessore, sull'articolo 8 perché così com'è  non  ci
  sono  assolutamente le condizioni per portare  a  casa  nulla,  ok?
  Quindi verifichiamo come poter procedere.
   Assessore, mi scusi, lei è impegnato al telefono, però  se  io  le
  faccio   delle  richieste  sugli  emendamenti  e  lei   non   sente
  evidentemente se poi gli articoli vengono bocciati, che ci possiamo
  fare.
   Onorevole Cracolici, l'assessore appena finisce... perché prima mi
  aveva  detto che condivideva l'idea, non l'avete visto, aveva detto
  e condivideva l'idea della modifica, se non la condivide tanto vale
  che  è  meglio  accantonare l'articolo 8 va bene? Siete  d'accordo,
  sicuro? All'unanimità? Accantoniamo l'articolo 8 grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia, Assessore?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  se  riusciamo  Presidente,  quello  che  ha   detto   il
  Presidente  Catanzaro, fermo restando che il Governo  rimane  fermo
  sul  suo convincimento, le società partecipate svolgono un servizio
  imprenditoriale, però se l'Aula - siccome l'Aula  è  sovrana  -  se
  l'Aula  ritiene che su questo emendamento il Governo deve  fare  un
  passo  indietro, per ora noi faremo facciamo un passo indietro.  Se
  poi  domani lo dobbiamo inserire, noi ritenevamo di poter  dare  un
  grande  contributo  all'eliminazione di questo  bacino  dei  Pip  a
  Palermo,  però  se riteniamo, il Governo fa un passo  indietro,  lo
  ritira,   e   si  impegna  a  ripresentarlo,  eventualmente,   come
  emendamento, come norma, come norma diciamo specifica.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. A questo punto l'emendamento 8.54 è
  ritirato.  Prego,  onorevole Dipasquale,  il  Governo  ha  ritirato
  l'emendamento però.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Governo
  ritira  l'emendamento,  ma  non  è che  può  decidere  di  ritirare
  l'emendamento, prima incendia la casa e poi dicevo lo usciamo.  No,
  no  no  mi  perdoni  siccome  questo film  ce  lo  siamo  visti  in
  quest'Aula,  quello  che abbiamo da qualche anno  ormai  da  troppo
  tempo.
   Ci sono quelli lì che devono salvare i Pip, e chi è invece contro
  Noi  cerchiamo per l'ennesima volta di non farvi fare norme che poi
  vengono impugnate, che hanno solo significato di farvi fare a tutti
  una  sere di spot che risolvete i problemi ai Pip, e invece poi non
  li risolvete, perché le norme che fanno sono incostituzionali.
   Allora le cose le dobbiamo chiamare per nome e cognome, non è  che
  Cracolici  o  altri  sono  impazziti e non  vogliono  risolvere  il
  problema;  non vogliono fare assolutamente demagogia, nei confronti
  di  chi aspetta risposte concrete da anni, e voi non siete riusciti
  e  a  risolverlo,  quindi smettiamola di giocare  sulla  pelle  dei
  deputati,  noi vi chiediamo solamente chiarezza affinché si  faccia
  una norma che abbia i piedi per camminare, perché poi altrimenti se
  questa norma non dovesse essere a modo, non potrà andare avanti,  e
  quindi essere impugnata.
   Vi  assumete voi la responsabilità di averli presi per  l'ennesima
  volta per i fondelli, noi abbiamo il dovere di dirvi fermiamoci  un
  attimo,  vediamo se questa norma la possiamo fare bene  tutti,  per
  farla camminare, è diversa l'impostazione: bravi, disponibili, però
  scemi no

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. Gli  emendamenti  8.30,
  8.44, 8.37 e 8.45 sono inammissibili. Andiamo all'emendamento  8.55
  che è una riscrittura tecnica della Commissione.
   È un emendamento sulla copertura, una riscrittura tecnica da parte
  della Commissione.  Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia, Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.55, con  il  parere
  favorevole  del  Governo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.36 dell'onorevole De Luca, soppressivo
  del comma 7. Onorevole, lo ritira?

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Presidente l'intervento è semplicemente per evidenziare quanto  già
  anticipato in discussione generale. Il comma 7 è proprio quel comma
  che,  a chiudere l'articolo, pone il dubbio se questo articolo sarà
  impugnato, in quanto letteralmente definisce la copertura incerta.
   L'articolo  8,  l'ultimo  comma dice che il  presente  articolo  è
  efficace  se  la Commissione europea ci dirà va bene.  In  sede  di
  Consiglio  dei Ministri io immagino che questa dicitura  aprirà  il
  campo   all'impugnativa,  ragion  per  cui,  sempre  in   sede   di
  discussione  generale, ho dichiarato che su questo  articolo  sugli
  intenti,  nulla  questio,  ma per il  tenore  letterale  non  è  un
  articolo  che  consentirà  nuove  assunzioni,  ma  tutto   al   più
  consentirà  l'emersione  di  lavoro  nero,  sempre  se  non   verrà
  impugnato.
   A   tal   proposito,   relativamente  all'ipotesi   che   avanzava
  l'Assessore  Falcone  relativamente a  estendere  e  a  creare  una
  riserva  per le società per gli enti pubblici economici,  ha  fatto
  l'esempio   del  Cas,  proprio  perché  questi  soggetti   agiscono
  all'interno  del  mercato,  quindi sono  titolari  di  concessione,
  dobbiamo capire se questo può esporre a un maggior rischio  o  meno
  l'articolo, no no ragion per cui Assessore Falcone, ribadisco e  mi
  unisco  all'invito  a riscrivere l'articolo con  il  massimo  della
  serenità,  nel  senso  che non c'è volontà ostruzionistica,  ma  ci
  sembra  corretto  lasciare agli atti di questi lavori  parlamentari
  che  nutriamo  forti dubbi circa l'ammissibilità  e  il  vaglio  di
  legittimità  costituzionale della norma  che  a  breve  andremo  ad
  approvare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Quindi, l'emendamento  8.36
  è  ritirato.  L'  emendamento  8.46,  collega  Catanzaro,  Venezia,
  Burtone. Ritirato? L'emendamento 8.49, collega Sunseri anzi no. C'è
  un fuori sacco da parte della Commissione, è l'emendamento 8.56, lo
  trovate   nei  tablet,  è  una  riformulazione  tecnica,  assessore
  Falcone, se lo può visionare è l'emendamento 8.56.
   Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.56.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente,  non troviamo inserito  un  emendamento  che
  erroneamente  è stato ritenuto aggiuntivo, anche perché  forse  era
  stato qualificato così. Chiediamo che gli Uffici lo recuperano  per
  illustrarlo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza, in merito all'emendamento  che  è
  tutta un'altra materia, se il Governo lo vuole illustrare, perché è
  completamente   una  materia  differente  rispetto  all'articolato.
  Assessore, nel frattempo andiamo all'emendamento 8.49 a prima firma
  Sunseri.  L'8.49  nel  frattempo che verifichiamo  questo  discorso
  dell'emendamento da recuperare. Emendamento 8.49, collega  Sunseri.
  Lo ritira? Lo illustra.

   SUNSERI.  Riguarda  i  lavoratori somministrati  che  erano  stati
  esclusi  dalla norma e li abbiamo semplicemente inseriti.  Valuterà
  il Governo se aggiungerli o meno.

   PRESIDENTE.  Assessore,  può un attimino verificare  l'emendamento
  8.49 e darmi il parere come Governo? Perché il dubbio è a chi va il
  beneficio.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario, Presidente.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  8.49  col  parere
  contrario  del  Governo.  Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Onorevole Savarino l'emendamento verrà trattato fra gli aggiuntivi
  perché  è aggiuntivo rispetto al testo, onorevole Savarino, abbiamo
  fatto  una verifica anche con gli Uffici, ma anche col Governo,  le
  do la parola però le dico che verrà trattato con gli aggiuntivi.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  capisco  ma  comprendo, non capisco perché  siccome  sono  norme  a
  favore  dell'occupazione noi chiediamo di modificare una norma  già
  approvata che è già nel nostro ordinamento, l'abbiamo approvata nel
  2020, è l'articolo 5, comma 10, della legge regionale numero 9  del
  2020,  quella norma che noi abbiamo già approvato per  fare  uscire
  dal  precariato gli assunti Covid assegnando loro un punteggio  nei
  concorsi  che  si stanno bandendo adesso nelle Asp, purtroppo,  non
  poneva un range minimo.
   Cosa  ha  comportato? Che nell'arco di questi  due  anni  e  mezzo
  alcune Asp hanno assegnato dei punteggi veramente minimali tanto da
  rendere  inutile la norma approvata allora all'unanimità da  questa
  Assemblea.   Siccome   stiamo   parlando   di   norme   a    favore
  dell'occupazione, anche per uscire dal precariato, io  ritengo  che
  sia  assolutamente  in linea mettere oggi un  punto  fermo  in  cui
  aggiungiamo a quella norma già approvata che non viene toccata,  un
  punteggio  inferiore  su cui non scendere per  uniformare  l'azione
  delle Asp in tutta la Regione siciliana.
   Mi  sembra  una  norma di buon senso, non comporta  nulla,  da  un
  sostegno, soprattutto, pone chiarezza all'azione della sanità in un
  momento  in cui precari Covid rischiano di uscire totalmente  dalla
  fascia di lavoro, e nel momento in cui tutte le Asp stanno bandendo
  concorsi, quindi, o lo facciamo oggi o diventa ancora più  inutile,
  poi,  io ripeto, capisco tutto anche se non comprendo politicamente
  quello che è stato deciso dal Governo e dalla Presidenza.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, vuole intervenire sempre su questo
  emendamento? Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  sempre
  su  questo emendamento, perché noi non possiamo lasciare  un  vuoto
  che  è  stato creato, e dobbiamo approfittare di questa opportunità
  per  riagganciare quel personale che ha prestato  servizio  in  una
  fase  delicatissima,  e sarebbe un atto assolutamente  ingiusto  da
  parte  di  questo  Governo,  che  io  mi  sentirei  di  condannare,
  nell'ipotesi  in cui non venisse tesa una mano a questo  personale,
  non  possiamo utilizzare le persone, sfruttarle, questo non  ce  lo
  possiamo permettere.
   Quindi, sono d'accordo con l'onorevole Savarino, ed è un'occasione
  che  certamente non possiamo lasciare. Grazie. Quindi eventualmente
  anche per questo torno a chiedere l'accantonamento dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Figuccia. Così  come  ho  detto  in
  precedenza verrà trattato come aggiuntivo così come tutti gli altri
  aggiuntivi,   sicuramente  è  un  emendamento  meritevole   ma   lo
  tratteremo dopo.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 8,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                        Fondo di progettazione

   1.  Al fine di assicurare, nei tempi imposti dai vari Programmi di
  spesa  extraregionali,  il  pieno  utilizzo  di  tutte  le  risorse
  comunitarie  e  nazionali destinate ad investimenti in  Sicilia,  è
  istituito  un  Fondo  di progettazione cui sono  destinati  200.000
  migliaia  di  euro  a valere sui fondi della politica  unitaria  di
  coesione   a   titolarità  dell'amministrazione   regionale,   così
  ripartiti:

   a)15.000  migliaia  di  euro  per la Regione,  gli  enti  pubblici
  regionali e le SRR;

   b)  170.000 migliaia di euro per le Città metropolitane, i  liberi
  consorzi comunali, i comuni e gli organismi associativi di cui agli
  articoli  30,  31 e 32 del decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.
  267;

   c)  4.000  migliaia  di euro per le aree interne  individuate  con
  delibera  di  Giunta  regionale  n.  519  del  20  settembre   2022
  riconosciute  dall'Autorità di gestione del PO FESR  Sicilia  2021-
  2027 come organismi intermedi già costituiti o che si costituiranno
  entro  il  31  ottobre  2023 e che, ai sensi dell'articolo  29  del
  Regolamento  (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio  2021/1060
  del 24 giugno 2021, provvedono ad attuare le strategie territoriali
  per lo sviluppo integrato delle suddette aree;

   d)  3.000  migliaia  di  euro per i Functional  urban  area  (FUA)
  riconosciuti con delibera di Giunta regionale n. 519 del 2022;

   e)  3.000  migliaia di euro per i Sistemi intercomunali  di  rango
  urbano (SIRU) riconosciuti con delibera di Giunta regionale n.  519
  del 2022;

   f) 3.500 migliaia di euro per i comuni in dissesto con popolazione
  fino a 40.000 abitanti;

   g) 1.500 migliaia di euro per le isole minori.

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità,  da adottarsi entro novanta giorni dalla data di  entrata
  in  vigore  della  presente legge, previo parere della  Commissione
   Bilancio  dell'Assemblea regionale siciliana, sono disciplinate le
  modalità  di accesso alle risorse di cui alla lettera a) del  comma
  1.

   3. Le risorse di cui alla lettera b) del comma 1 sono ripartite in
  misura  del  50  per  cento in parti uguali tra  tutti  i  soggetti
  beneficiari e, in misura del 50 per cento, in base alla popolazione
  di riferimento dei medesimi soggetti beneficiari.

   4. Le risorse di cui alle lettere c), d), e), f) e g) del comma  1
  sono ripartite in parti uguali tra tutti i soggetti beneficiari.

   5. I soggetti beneficiari di cui alle lettere b), c), d), e), f) e
  g)  del  comma  1  sono obbligati a documentare, entro  centottanta
  giorni  dall'assegnazione, l'affidamento degli incarichi a pena  di
  restituzione delle somme assegnate».

   Si  passa  all'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole  Catanzaro.
  Onorevole Catanzaro, lo ritira?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 è ritirato. Si passa all'emendamento
  9.5,  a  firma dell'onorevole De Luca Antonino. Onorevole De  Luca,
  ritira l'emendamento o lo metto in votazione?

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  avevo
  presentato un emendamento modificativo...

   DE  LUCA ANTONINO. Stavamo aspettando la riscrittura dell'articolo
  8.

   GRASSO.  Assessore  avevo  presentato un emendamento  modificativo
  all'articolo 9...

   FIGUCCIA.  È  stato  approvato l'articolo 8  così  com'era?  Avevo
  chiesto una riscrittura dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Collega  Figuccia,  faccia  intervenire  la   collega
  Grasso.

                           (Brusìo in Aula)

   GRASSO. Scusate, collega Figuccia, stiamo trattando l'articolo  9.
  Ho  presentato un emendamento modificativo all'articolo 9 perché  -
  un  plauso  al  Governo per quanto riguarda il Fondo progettazione,
  gli  enti  locali  sappiamo  che sono in  grandi  difficoltà  nella
  redazione di progetti e quindi per la partecipazione ai bandi -  ma
  abbiamo un altro problema che avevo già sottoposto e che sarà stato
  anche  trattato  dalla Prima Commissione che riguarda,  invece,  il
  Fondo regionale per gli espropri.
   Oggi  sono tanti i bandi del PNRR, ma i comuni hanno difficoltà  a
  partecipare proprio perché non sono previste le somme,  le  risorse
  per  gli espropri. Quindi, molti di questi bandi non possono essere
  accolti  e  i comuni non possono accedervi proprio per  questo.  E,
  allora,  si  era  pensato e avevo destinato 10 milioni  di  euro  a
  valere  sul capitolo 215702 che sono spese impreviste, è  andato  a
  finire fra gli aggiuntivi. Io chiedo - assessore Falcone lei non mi
  ha  ascoltato  -  siccome oggi rispetto ai 100  mila  euro  per  il
  campetto  di calcio, 50 mila euro per la pista ciclabile,  20  mila
  euro,  io  credo  che  i  comuni hanno bisogno  di  cogliere  delle
  opportunità,   e   queste  opportunità  sono  legate   anche   alla
  partecipazione ai bandi del PNRR.
   Quindi,  se  noi  vogliamo veramente sostenere l'economia,  perché
  così  si  sostiene l'economia, e dare vigore anche,  o  rinvigorire
  l'edilizia,  e  soprattutto consentire ai  comuni  di  accedere  ai
  bandi,  chiedo  al  Governo  di  tenere  in  considerazione  questo
  emendamento che è andato a finire fra gli aggiuntivi e  di  volerlo
  valutare, e se è possibile accoglierlo come modificativo.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  il Governo ha presentato  una  riscrittura
  dell'articolo 9. La trovate all'interno dei fuori sacco.  Farei  in
  questo  modo:  vi darei la possibilità di visionare la  riscrittura
  del   Governo   su  questo  articolo  9,  perché,  ovviamente,   la
  riscrittura  fa  decadere  tutti  gli  emendamenti  e,  quindi   lo
  accantoniamo per il momento l'articolo 9, così vi do la possibilità
  di  poter visionare la riscrittura del Governo, e se il Governo  ha
  presentato  la  riscrittura  dell'articolo  5,  possiamo  ritornare
  all'articolo 5 perché la riscrittura del comma 2.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori, per un fatto  di
  chiarezza.  Noi  abbiamo  accantonato, il  Governo  ha  accantonato
  l'emendamento 8.54, dopodiché è stato votato l'articolo.  Significa
  che  non  esiste più quell'emendamento. Non è che fra due  articoli
  proviamo a rinfilarcelo dentro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè, non avevamo  accantonato  nessun
  emendamento  tra i modificativi, perché abbiamo votato  quelli  che
  dovevano  essere  votati,  tutti gli  altri  sono  stati  ritirati.
  Quindi, abbiamo votato l'articolo così com'è stato modificato.

   MICCICHÈ. Allora, mi fa capire? Quell'emendamento c'è o no?

   PRESIDENTE.  No, non c'è nessun emendamento. All'articolo  8,  non
  c'era nessun emendamento in sospeso.
   Onorevoli   colleghi,  c'è  la  riscrittura  del   secondo   comma
  dell'articolo  5.  Così torniamo all'articolo 5, visioniamo  questa
  riscrittura. Nei fuori sacco trovate il 5.90, del Governo, che è la
  riscrittura  del  comma  2 dell'articolo 5.  Assessore  Falcone,  o
  assessore Aricò, volete illustrare l'emendamento 5.90?

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  questo emendamento, sub emendamento nasce  da  un'idea
  che si era anche sviluppata in Commissione Trasporti, in cui veniva
  riservata  una  cifra per poter avviare una scontistica,  simile  a
  quella  che  è  stata  introdotta per  i  residenti,  anche  per  i
  pendolari.  I  pendolari  sono tutti quei  soggetti  che  hanno  un
  contratto  di  almeno tre mesi, e che esercitano una professione  e
  un'attività all'interno dell'Isola. Naturalmente, il contratto deve
  essere  validato.  Ritengo  che  la  possibilità  che  daremo   una
  scontistica, similare intorno al 60 per cento, darà la  possibilità
  di  far  diventare  sostenibile  il lavoro  all'interno  dell'Isola
  stessa. Quindi la ritengo una norma assoluto buonsenso.

   PRESIDENTE. E' l'emendamento 5.90, onorevole Cracolici.

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Rispetto  al
  milione,  che  è  previsto  per la gratuità  di  chi  esercita  una
  funzione    pubblica   all'interno   dell'Isola,   abbiamo    posto
  ottocentomila euro per la gratuità mentre appena duecentomila  euro
  per  avviare  la scontistica dei dipendenti privati  che  fanno  la
  spola tra la terraferma e le isole.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Cracolici, si trasferisce a Filicudi. Prego,  onorevole
  De Luca.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Presidente  Di  Paola,  onorevole  Cracolici,
  cortesemente perché dovresti poi essere d'accordo con me. Dovresti,
  ho  detto.  Allora,  Presidente Di Paola, vorrei  evidenziare...Non
  intendo parlare se non c'è silenzio, quindi richiami l'Aula.

   PRESIDENTE.  Colleghi. Onorevole Dipasquale, onorevole  Ardizzone,
  onorevole  Cracolici, onorevole Turano, per rispetto  del  collega.
  Prego onorevole De Luca.

   DE  LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Se l'assessore Turano cede,
  smette di cedere al desiderio di fare traffico, io inizierei.
   Allora, innanzitutto per precisare che la riscrittura che è  stata
  appena  trasmessa non è una riscrittura, fondamentalmente  è  stato
  semplicemente scissa, diminuita la somma, per ripristinare un comma
  che,   già   in   Commissione  Bilancio,   era   stato   stralciato
  all'unanimità  dalla Commissione Bilancio, perché in  quella  sede,
  dove  era  presente anche l'assessore Falcone, si erano manifestati
  dei  dubbi,  che permangono, circa l'applicabilità di questa  norma
  sulla  scontistica. Perché che i Comuni delle isole minori  debbano
  andarsi  a prendere i contratti dei ragazzi che lavorano  nei  bar,
  nei  ristoranti,  in  tutti gli altri posti, contratti  stagionali,
  trimestrali e andare a rilasciare una certificazione, in base  alla
  quale,  questi  ragazzi, poi si presentano in  biglietteria  e  gli
  concedono lo scontro, senza che tra l'altro l'ente pubblico, quindi
  la  Regione,  abbia  alcun controllo, perché noi demanderemmo  alla
  biglietteria  della concessionaria di verificare dei requisiti  che
  dovrebbe  avere verificato a monte il Comune. Quindi è  un  intento
  lodevole,  per  carità, ma che non solo non è  applicabile,  non  è
  determinato con una norma.
   Allora,   Presidente   Di   Paola,  io   ho   già   preparato   un
  subemendamento, che chiedo che sia messo in votazione, per togliere
  questa   parte  e  rimettere  il  milione  sulla  sua  destinazione
  originaria  per  come era uscito dalla Commissione Bilancio  e  per
  come  il  testo era arrivato in Aula, con l'impegno  di  votare  il
  testo  per  come  è  arrivato in Aula e, quindi, ritirare  tutti  i
  modificativi e tutti gli abrogativi. Dopodiché se l'assessore Aricò
  vorrà,  come è nelle sue legittime possibilità, fare un  bando,  un
  decreto, una circolare, per andare a concedere, a contrattare delle
  scontistiche con l'ente concessionario, è nelle sue facoltà  farlo.
  Quindi   io   sto   consegnando  agli  Uffici  l'emendamento   alla
  riscrittura, lo ponga in votazione e dopodiché l'Aula deciderà.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Aricò.

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Per onore di
  cronaca, questo emendamento è stato concordato con gli otto sindaci
  delle  isole  siciliane. Ce l'hanno richiesto; abbiamo trovato  una
  soluzione  affinché  loro possano validare l'autocertificazione  e,
  solo un attimo dopo, il pendolare potrà richiedere la scontistica.
   Io,  Presidente, vorrei informare e ribadire il concetto  a  tutta
  l'Aula,  che oggi stiamo votando, voteremo tra qualche secondo,  la
  possibilità  di non dare la scontistica ai pendolari che  fanno  da
  spola, avanti e indietro, nelle 14 isole siciliane e che potrebbero
  avere uno sconto del 60 per cento anche i lavoratori stagionali. Io
  ritengo che questo sia un problema di giustizia sociale. Si è posto
  il  tema  dei  sindaci; i sindaci ce l'hanno  chiesto,  ce  l'hanno
  chiesto  con  forza.  Io  dico  che il  Parlamento  sta  decidendo,
  giustamente,   di  applicare  una  gratuità  a   tutte   le   Forze
  dell'ordine,  a tutti coloro che svolgono un servizio  pubblico,  a
  tutti i dipendenti sanitari. Secondo me una scontistica del 60  per
  cento   per   i  pendolari  è  un  diritto  che  dobbiamo   mettere
  assolutamente per le isole minori.
   Anche perché poi, colleghi, ci lamentiamo tanto di come a volte lo
  Stato  ci  ha  trattato  in  questi  anni  sul  riconoscimento   di
  insularità;  e noi stiamo trattando le isole - chiamiamole  minori,
  purtroppo  è  un  termine  che  non  vorrei  più  utilizzare  nella
  terminologia  pubblica  - ma noi stiamo trattando  i  residenti,  e
  soprattutto  i lavoratori, non gli stiamo dando una possibilità  di
  risparmiare qualche euro all'interno del loro budget che  riservano
  per gli spostamenti durante l'anno.

   PRESIDENTE. Grazie assessore Aricò. Onorevole Micciché, prego.

   MICCICHÈ.  Signor Presidente, assessore Aricò, ferma  restando  la
  mia totale contentezza per questo emendamento, sono d'accordissimo,
  mi  pongo solo un problema: i privati spesso hanno i contratti  che
  prevedono  anche  il  costo del viaggio. Lei come  fa  a  scoprirlo
  prima?  Perché se no diventa aiuto di Stato, nel senso che  se  no,
  questi  soldi, di fatto, vengono dati all'impresa, non a  loro.  Se
  può soltanto chiarire questo.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. È  un  tema
  che ci siamo posti, quello dell'aiuto di Stato e abbiamo concordato
  col Dipartimento e con i Comuni che queste risorse verranno date ai
  Comuni  i quali poi a consuntivo pagheranno la concessionaria,  no,
  la pagheranno le persone.

   DE LUCA ANTONINO. Allora è sbagliata la norma, non c'è scritto che
  vanno ai Comuni.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, sull'articolo 5,  comma  4,  avevo
  presentato un emendamento, Assessore Aricò, in Commissione e lei mi
  aveva  suggerito di presentare un ordine del giorno,  sto  parlando
  del  collegamento Punta Raisi-Palermo, che oltre a  dimostrarsi  un
  formidabile   strumento  di  accoglienza  del   turismo   nazionale
  internazionale si è dimostrato anche uno strumento extra urbano  di
  mobilità   sostenibile,  perché  ha  consentito  a  tante   persone
  pendolari  e  residenti  di  non  utilizzare  il  mezzo  proprio  e
  utilizzare il collegamento. Solo che cosa avviene?
   A  seguito  di  parecchie segnalazioni che sono  arrivate,  questo
  collegamento ormai è talmente utilizzato ed è sovraffollato.
   Le  avevo chiesto di potenziare le corse che vanno la mattina alle
  7  alle 9 da Punta Raisi a Palermo e soprattutto potenziare, con il
  collegamento  diretto,  nel periodo di alta  stagione  proprio  per
  allinearci agli standard di efficienza di qualità delle altre città
  metropolitane.
   Quindi  io deposito l'ordine del giorno e le chiedo di farne  buon
  uso. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 5.90.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.90,  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.89. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto pongo in votazione tutto l'articolo,  perché  gli
  emendamenti decadono tutti.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  sull'articolo  5,  al  comma  4, volevo  semplicemente  evidenziare
  alcuni punti, perché questo è un risultato importante per il  quale
  io devo ringraziare per la collaborazione anche l'Assessore Falcone
  per  la sensibilità, l'Assessore Aricò, come altri parlamentari che
  hanno  aderito  a  questa  proposta che ha  l'obiettivo  di  venire
  incontro  alle  famiglie,  ai lavoratori siciliani,  che  sono  già
  provati - come noi ben sappiamo - dagli effetti dell'inflazione.
   Il  patto  di  servizio  che  riguarda i  rapporti  nel  trasporto
  ferroviario  tra  la  Regione  siciliana  e  Trenitalia   decennale
  prevedeva  un aumento del 10 per cento, un aumento generalizzato  e
  lineare in alcune tratte ancora maggiore.
   Ecco,  noi ci siamo fatti portavoce di quelle che sono le esigenze
  dei  pendolari,  abbiamo  presentato un  emendamento  che  è  stato
  apprezzato  dalla  Commissione trasporti e  poi  dalla  Commissione
  bilancio.
   Credo  che sia un risultato importante che permette di evidenziare
  la collaborazione, per come c'è stata appunto, tra il Parlamento ed
  il Governo cosicché abbiamo raggiunto un evidente risultato per gli
  utilizzatori siciliani, utili anche a favorire l'utilizzo di  mezzi
  di trasporto alternativi a quelli inquinanti.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  5.87,  che  è  un
  emendamento  tecnico  della Commissione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Signor Presidente, vorrei che l'Assessore Falcone,  in
  qualche modo, in merito alla copertura del secondo comma, Assessore
  Falcone  le  posso  chiedere un impegno in sede  di  variazione  di
  bilancio nella misura in cui le risorse stanziate dal secondo comma
  si  dovessero  rivelare  a  prevedere gli  aggiustamenti  contabili
  necessari  che  saranno ovviamente, secondo me, indispensabili  per
  garantire efficacia ed effettività a questa norma in modo tale  che
  non rimanga una lettera morta. Ci conto. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie   onorevole   Ciminnisi.    Con    l'impegno
  dell'Assessore, pongo in votazione l'articolo 5. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'articolo  9.  C'è  l'emendamento   9.1
  dell'onorevole Catanzaro. Chiedo se è mantenuto o ritirato.

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  C'è  un emendamento di riscrittura  del  Governo  che
  ancora però non è pervenuto in Presidenza. Ok, allora ce lo abbiamo
  nel tablet, l'emendamento 9.Gov.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Signor  Presidente,  solo  per  chiedere  all'assessore
  Falcone  di  riformulare  il  9.Gov in maniera  tale  da  assorbire
  l'emendamento  9.8. Abbiamo costruito questo testo  in  Commissione
  Ambiente prima e poi Bilancio tutti insieme, credo che sia un  buon
  testo, con questo ulteriore dettaglio noi diamo un po'più di  tempo
  ai  comuni  per  utilizzare queste risorse e,  quindi,  rendere  la
  misura  più efficace, quindi far revocare i soldi solo nel caso  in
  cui  a sei mesi non sia stato pubblicato il bando di gara e non cui
  sia  stato affidato un incarico quindi semplicemente dare un po'più
  di margine ai comuni.
   Per  il  resto,  assessore, ne abbiamo già parlato in  Commissione
  Bilancio, so che c'è un'apertura però vorrei la conferma  da  parte
  sua  e  l'impegno  da  parte sua che con queste  risorse  i  comuni
  potranno  eventualmente anche affidare incarichi  per  progetti  di
  fattibilità tecnico-economica.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente, mi pare che sia
  di   buon  senso  il  subemendamento  dell'onorevole  Varrica   che
  andrebbe,  non più 9.8, ma diventa un subemendamento  al  testo  di
  riscrittura del Governo.
   Mi pare, non perché volessi anticipare l'onorevole Cateno De Luca,
  anche  con  l'onorevole  Cateno De  Luca  abbiamo  discusso  di  un
  ulteriore  subemendamento  di  precisazione  alla  lettera  a),  di
  stabilire 15 migliaia di euro per le città metropolitane, quindi di
  cui,  ecco dei liberi consorzi, mi pare anche questo meritevole  di
  apprezzamento.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO,  relatore  di minoranza.  Presidente,  mi  posso
  permettere di fare i complimenti all'assessore Falcone?

   PRESIDENTE. Troppo, questo mi sembra troppo.

   DE  LUCA  CATENO, relatore di minoranza. E, ma no, io glieli  devo
  fare perché lui, questa volta, devo dire che ha tradotto in termini
  compiuti  le  nostre  richieste in sede di  discussione  del  DEFR,
  quando   avevamo   posto  in  termini  complessivi   la   questione
  riguardante  anche  il  tema  dell'accelerazione  della  spesa   e,
  ovviamente,  la  questione  di fondo che  era  poi  l'elemento  che
  portava ad avviare la filiera e rendere in modo compiuto che  cosa?
  Delle  decisioni  e anche delle azioni che potessero  concretamente
  dare un segnale forte e chiaro.
   Mi  ricordo ancora la prima versione di questo articolo, quando  è
  arrivato  in Commissione Bilancio, un articolo che da questo  punto
  di  vista era lì formulato con una impostazione che noi non  è  che
  abbiamo contestato abbiamo chiesto all'Assessore di riformularlo  e
  l'abbiamo  scritto  a  più mani all'interno della  Commissione  con
  tutti i colleghi, cosa è successo l'evoluzione quale è stata, siamo
  partiti  da  quello  che era intanto un'unica destinazione  con  il
  fondo da destinare alla Regione, agli enti regionali e ai comuni, e
  abbiamo chiesto all'interno della Commissione in modo bipartisan di
  fare  delle  distinzioni,  sul fronte delle  distinzioni  il  primo
  elemento  che noi abbiamo posto è stato molto semplice,  è  inutile
  che  mischiamo  quello che sono le esigenze della Regione  e  degli
  enti  regionali, per i quali si può anche provvedere per  legge  ma
  non  abbiamo  voluto  da questo punto di vista  infierire,  abbiamo
  posto  una questione però logica, cercare di mettere da un lato  la
  Regione  con i suoi enti e dall'altro lato i territori. Nell'ambito
  della   discussione  dei  territori  con  altri  colleghi   abbiamo
  individuato, ricordo anche l'intervento del collega Venezia  quelle
  che sono le nuove forme associative, consorzi, e soprattutto quelli
  che sono oggi gli elementi previsti sul territorio, le aggregazioni
  previste  dalla  nuova  programmazione, e  di  conseguenza  abbiamo
  guardato  a quella che è in ogni caso una azione programmatoria  su
  quella che è l'attività e la programmazione 2021-2027.
   Dopo  un  ampio  confronto anche con i colleghi  della  Democrazia
  Cristiana, con i colleghi sindaci no Catania si ma tu sei  Fratelli
  d'Italia,  oh  i Fratelli d'Italia col collega Catania  sindaco  di
  Mussomeli, la lobby dei sindaci sostanzialmente si è messo in  modo
  perché  obiettivamente  poi  siamo quelli  che  sul  territorio  ci
  rendiamo conto spesso quanto sono balorde le leggi che si fanno  in
  questo  Parlamento  anche,  perché manca l'aspetto  pratico,  siamo
  arrivati  con  l'assenso dell'assessore Falcone ad  individuare  un
  articolato che ora viene riscritto per l'ennesima volta, su  quelle
  che effettivamente era questa esigenza.
   Noi  abbiamo  presentato a questa riscrittura, ci  siamo  permessi
  sulla  lettera a di fare la suddivisione definitiva proprio tenendo
  presente  questa  logica, sui 65 milioni previsti  alla  lettera  a
  abbiamo  previsto  15 milioni per le città metropolitane  e  liberi
  consorzi in relazione alla popolazione, 10 milioni per le SRR, sono
  18  se  non  ricordo male, che non hanno un euro per progettare,  e
  tutti  gli  impianti riguardanti la filiera della dello smaltimento
  dei rifiuti sono titolari le SRR, quindi abbiamo da questo punto di
  vista   fatto   ulteriore  suddivisione  partendo  dal  presupposto
  Assessore  che  intanto  40 milioni alla Regione  su  enti  possono
  bastare  tenendo  conto  che la Regione in via  amministrativa  può
  anche  integrare  quando  ritiene, quindi  se  lei  accetta  questa
  impostazione abbiamo fatto veramente un bel lavoro e abbiamo dotato
  l'intero  sistema di quelle risorse necessarie per poter finalmente
  presentare  progetti  e  naturalmente  spendere  le  risorse  della
  programmazione, e di questo la volevo ringraziare dagliene merito.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  verità  io
  intervengo su la riscrittura del governo perché quando ci  sono  le
  riscritture  significa che siamo sulla semplificazione  rispetto  a
  come si presenta l'articolo, il collega De Luca che mi ha preceduto
  ovviamente  ha  tirato  fuori Presidente dell'assemblea  le  chiedo
  trentacinque  secondi  di attenzione Presidente,  ha  tirato  fuori
  quello che è l'argomento che io ho visto sui sessantacinque milioni
  di euro, perché è chiaro che su questo importo assessore Falcone su
  questo  importo è chiaro che se noi non comprendiamo come  vogliamo
  suddividere  la  somma lasciata in questo modo come  sessantacinque
  milioni  di euro non scorporandola e quindi attribuendo alle  città
  metropolitane, alle SRR o a tanto altro, è una norma monca lasciata
  diciamo monca non capendo un attimino dove andare a lavorare, e  su
  quali settori noi lavoriamo.
   Quindi   noi   ci  riserviamo  in  questo  momento  come   Partito
  Democratico,   anche  perché  sull'articolo  9   ci   ha   lavorato
  l'onorevole  Venezia, però possiamo anche eventualmente condividere
  insieme  all'onorevole  De  Luca  un  emendamento,  anzi   un   sub
  emendamento, che va ad emendare quello che il Governo ha  riscritto
  dell'articolo 9.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Micciché. No,
  non c'è.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  rappresentanti
  della  Giunta  come ha già evidenziato l'onorevole De  Luca  questa
  iniziativa  legislativa è una delle poche che  qualifica  realmente
  questa  finanziaria  al di là degli spot che sono  stati  enunciati
  precedentemente  e  mette  a  fuoco  un  tema  che   è   rilevante,
  assolutamente  rilevante, e che è stato  trattato  in  passato  con
  grande  sufficienza che è quello di garantire adeguate  risorse  ai
  comuni per la progettazione.
   Lo  spirito della norma prevede che tali risorse vengano destinate
  agli  enti locali e, come abbiamo già fatto rilevare in Commissione
  Bilancio, l'idea è quella di destinare risorse adeguate soprattutto
  ai  comuni medio piccoli che più degli altri soffrono le difficoltà
  dovute  alle  carenze  dentro gli apparati  burocratici  di  figure
  professionali in grado di fare un'adeguata progettazione.
   L'emendamento, come diceva poco fa l'onorevole De  Luca,  è  stato
  migliorato,  l'articolato è stato migliorato in sede di Commissione
  e  abbiamo  voluto  dare rilevanza principalmente  alle  coalizioni
  territoriali  che  si  sono determinate a seguito  delle  politiche
  territoriali   nell'ambito  della  programmazione   2021/2027.   In
  particolare  abbiamo voluto assegnare oltre che ai  singoli  comuni
  delle  risorse  aggiuntive alle coalizioni territoriali  che  fanno
  capo  alle  aree interne, ai FUA e ai SIRU che sono sostanzialmente
  delle   coalizioni  territoriali  che  si  occuperanno  di  gestire
  direttamente    delle   risorse   assegnate    nell'ambito    della
  programmazione 2021/2027.
   La  riscrittura  del  Governo, come faceva  rilevare  poc'anzi  il
  capogruppo  Catanzaro,  necessita di un  ulteriore  approfondimento
  anche  per capire con quali modalità questi 65 milioni di euro  che
  sono  destinati ai liberi Consorzi, alle Città metropolitane e agli
  altri enti vengono rideterminati, anche perché mettere tutto in  un
  calderone  e non capire come poi ripartirli materialmente  potrebbe
  creare  non poche difficoltà soprattutto ai liberi Consorzi  che  a
  causa  della  lunga stagione dei commissariamenti hanno  subito  un
  rallentamento  e  un  immobilismo sotto  il  profilo  della  spinta
  propulsiva relativa alla progettazione, determinando il quadro  che
  l'onorevole  Falcone  conosce  da  quando  era  assessore  per   le
  infrastrutture  per  quanto riguarda la mancanza  di  progettazioni
  definitive ed esecutive adeguate per la viabilità secondaria.
   E  quindi noi siamo ben lieti di aver contribuito insieme ad altri
  Gruppi  in  Commissione a migliorare il testo  di  questo  articolo
  della  finanziaria  è  saremo ben lieti anche  di  dare  il  nostro
  contributo in questa riscrittura presentata dal Governo.

   CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANIA  GIUSEPPE SEBASTIANO. Signor Presidente, sarò  brevissimo.
  Anch'io  penso che l'articolo 9 sia uno dei punti più  qualificanti
  di questa finanziaria.
   Nello specifico, il fondo progettazione consentirà sostanzialmente
  di  mettere in campo degli strumenti importanti che possono  essere
  utilizzati   per  intercettare  le  risorse  extra  regionali   che
  difficilmente   i  comuni  possono  essere  in   grado   di   poter
  intercettare, non solo i comuni anche altri enti della regione.
   Volevo  semplicemente rimarcare che il lavoro congiunto fatto  dal
  Governo e rispetto a questo voglio ringraziare l'assessore Falcone,
  ma   voglio  ringraziare  anche  l'assessore  Aricò,  per  il   suo
  contributo  che  ha dato all'interno nella riscrittura,  di  questo
  articolo,  che  scritto in questo modo, anche con il subemendamento
  fatto  dal  collega Cateno De Luca, consente di declinare  in  modo
  puntuale  e preciso le risorse che andranno ad essere destinate  al
  libero  consorzio,  alle aree metropolitane e ai  comuni  che  così
  potranno  finalmente beneficiare di strumenti per poter  progettare
  sul territorio.
   Voglio  anche dire che risulta, a mio avviso, importante anche  la
  quota  assegnata  alla Regione siciliana che  potrà  utilizzarla  a
  beneficio dei propri enti regionali - e mi riferisco in particolare
  agli  Iacp, mi riferisco al Genio civile, mi riferisco all'Irsap  -
  quindi  potrà  utilizzare  queste  risorse  per  mettere  in  campo
  progettualità e intercettare risorse.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catania. Allora, i soppressivi sono
  ritirati.
   Passiamo all'emendamento 9.Gov.1. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo stiamo mettendo in votazione. E' su questo?
   Il  suo è dopo, credo. E' sul 9.Gov.1? E' su quello successivo che
  non c'entra, l'altro, va bene.
   Pongo  il votazione l'emendamento 9.Gov.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Lei   ha  presentato  un  subemendamento  al  9.8?   Sì,   sì,
  controlliamo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   INTRAVAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INTRAVAIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   avevamo
  presentato  assieme  agli  altri colleghi del  Gruppo  parlamentare
   Fratelli  d'Italia  un emendamento all'articolo  9,  al  fondo  di
  progettazione,  considerato che era stato inserito  nel  fascicolo,
  considerato  che  è stata presentata dal Governo  una  riscrizione,
  decade,  tuttavia lo riproporremo come ordine del giorno  e  invito
  poi   il  Governo  e  l'assessore  Falcone  a  volerlo  tenere   in
  considerazione.
   E' ritirato. Lo trasformiamo in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Allora,  possiamo  votare  il  9.Gov.  Lo  pongo   in
  votazione. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, abbiamo approvato l'articolo 9.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
          Istituzione capitolo per incarichi professionali al
            Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti

   1.  Per  le  finalità  di studio, ricerca,  consulenza  e  per  il
  conferimento di incarichi professionali, a supporto delle  attività
  del  Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzata
  la spesa di 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2023 e
  di   100  migliaia  di  euro  annui  per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2024 e 2025 (Missione 9, Programma 2).

   2. La spesa di cui al comma 1 è prioritariamente impegnata al fine
  di predisporre i piani di caratterizzazione di siti da bonificare o
  mettere  in  sicurezza, ex articolo 242 del decreto  legislativo  3
  aprile  2006,  n. 152 e successive modificazioni, per  conto  degli
  enti locali dell'Isola, dietro formale richiesta».

   Ci sono dei soppressivi. Chiedo all'onorevole Catanzaro se c'è una
  riscrittura  da parte del Governo che ancora a noi non è  arrivata.
  Non  ci  è  ancora  arrivata, allora,  un  minutino,  che  c'è  una
  riscrittura. Va benissimo.
   Allora,  il  Governo ha chiesto di intervenire e poi eventualmente
  vediamo se i soppressivi sono ritirati.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente, per  venire
  incontro  anche a quella che è stata, diciamo così,  una  richiesta
  della   Commissione,   stiamo  aggiungendo  che   all'attività   di
  consulenza,  di studio e così via aggiungiamo anche  il  piano  dei
  rifiuti cioè quei soldi vengono finalizzati anche all'aggiornamento
  del  piano dei rifiuti. Quindi proprio per venire incontro   quando
  ne abbiamo parlato in Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.  Chiedo  se  i soppressivi sono ritirati.  L'onorevole
  Catanzaro?   Il   10.1.  Ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  io  pensavo,   è   arrivata   la
  riscrittura?  Io soltanto, mi farebbe piacere, come  dire,  che  su
  questo articolo che di competenza dovrebbe essere dall'Assessore Di
  Mauro no? Se l'Assessore Di Mauro magari spiegasse perché questo  è
  un  tema  approfittando della presenza del Presidente della Regione
  che  ieri nella discussione generale io ho parlato di uno  dei  tre
  punti che sono, sì bello questo Governo, però sono punti importanti
  della  Corte costituzionale quando questa Regione, il 16  dicembre,
  fa  quell'accordo  scellerato con lo Stato che non  prevede  e  che
  prevede ovviamente il blocco delle assunzioni. Quindi significa che
  noi dobbiamo attingere a cose esterne da quello che capisco io. Poi
  sarà l'Assessore Di Mauro che ci spiegherà e quindi noi volevamo un
  attimino capire questi 300 mila euro e 100 migliaia di euro a  cosa
  servono e come ovviamente saranno destinati.  Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro.  Prima  ha  chiesto  di
  intervenire l'onorevole De Luca, poi Ciminnisi e poi Venezia.

   DE  LUCA ANTONIO. Grazie, signor Presidente, io sono alquanto poco
  convinto  da  questo  articolo perché, vista la  delicatezza  delle
  materie  trattate,  mi sembra incredibile che la Regione  siciliana
  debba stanziare 300 mila euro per delle attività che altro non sono
  che  consulenze. Sono consulenze su una materia delicata,   su  una
  materia che ha certamente bisogno di una legge di riforma,  su  una
  materia  in cui la Presidenza di questa Regione dovrebbe impegnarsi
  a  dialogare con lo Stato di concerto con il Ministero per  trovare
  anche  delle soluzioni assunzionali per dare risorse umane a questo
  Dipartimento  dove  è  evidente che nessuno  vuole  andare  ma  non
  possiamo  e non condividiamo assolutamente la soluzione di metterci
  delle  pezze  di  cui  fondamentalmente sono da  considerare  delle
  cambiali  in  bianco. Non è una volontà refrattaria  nei  confronti
  dell'assessorato, non è assolutamente una volontà  dilatoria,  però
  non  riteniamo che questa possa essere la soluzione ai problemi  di
  questo  Dipartimento.  Ci sembra un modo di  risolverli  maldestro,
  capestro che non ci sentiamo di condividere, quindi ve lo dico  sin
  ora,  noi  su questo articolo ci opporremo e vedremo di  riflettere
  sulle modalità di voto che richiederemo per cui la invito prima  di
  chiedere il voto di attendere la mia esposizione.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  mi
  associo  a  quanto  anticipato già dal Presidente  del  mio  Gruppo
  parlamentare, dal collega Antonio De Luca, per quanto  riguarda  le
  perplessità relative a questo articolo 10.
   Lo sappiamo che il Dipartimento Acqua, rifiuti ed energia ha delle
  gravissime  carenze strutturali. Tra l'altro è un dipartimento  con
  delle  competenze  strategiche per la  nostra  Regione,  a  maggior
  ragione in un momento come quello che stiamo vivendo non solo da un
  punto  di  vista  energetico ma per un'emergenza  che  ci  portiamo
  dietro  da  decenni che è quella dei rifiuti, anche,  diciamo,  dal
  punto  di  vista  delle risorse idriche non ce  la  passiamo  certo
  benissimo.
   Ora  è  chiaro,  come  diceva il collega,  che  lo  strumento  per
  superare delle carenze organiche di questi dipartimenti non possono
  essere  delle consulenze perché sono necessari i concorsi; parliamo
  di  dipartimenti  che  hanno pochissimo personale  e,  soprattutto,
  l'età  media del personale di questi dipartimenti si aggira intorno
  ai sessant'anni, quindi, consulenze per fare che cosa?
   Viene  annunciata una riscrittura che parla dell'inserimento nella
  norma  del Piano rifiuti quando in realtà poi nel secondo comma  lo
  stesso  stanziamento  di  spesa viene in  qualche  modo  azzoppato,
  comunque,   limitato   perché  prioritariamente   si   prevede   la
  possibilità  di impegnare queste risorse, predisporre  i  piani  di
  caratterizzazione e per i siti da bonificare, quando è  chiaro  che
  il  piano  delle bonifiche è strettamente correlato  al  Piano  dei
  rifiuti,  quindi,  vorremmo  capire  prima  ancora  di  sapere,  di
  inserire  il Piano rifiuti nella norma se i rilievi che sono  stati
  fatti  da Bruxelles si vogliono superare e in che senso si vogliono
  superare,  assessore Di Mauro. Assessore Di Mauro, posso  avere  un
  attimo della sua cortese attenzione, per favore? Vorrei non dovermi
  ripetere su alcune cose già dette, dico se magari ci spiega perché,
  ok,  magari  ci  viene detto che le consulenze  vengono  fatte  per
  accelerare  sul  piano  dei  rifiuti e noi  possiamo  anche  essere
  d'accordo  anche perché se parliamo solo di bonifiche le  due  cose
  sono  strettamente correlate l'una con l'altra, però  ci  sono  dei
  rilievi  che sono stati fatti dalla Commissione europea  e  avremmo
  bisogno  di  capire da questo punto di vista qual è  l'intendimento
  del  Governo  perché  fino a qualche settimana  fa  si  parlava  di
  inceneritori,  quindi,  il Piano rifiuti in  qualche  modo  ha  dei
  rilievi  che  sono  stati  fatti a livello  europeo  che  vanno  in
  un'altra  direzione, quindi, prima di stanziare  trecentomila  euro
  per  delle  consulenze  vorremmo capire  in  che  direzione  stiamo
  andando. Grazie.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sappiamo
  delle  carenze dentro l'apparato burocratico del Dipartimento acqua
  e  rifiuti e crediamo fermamente che non siano certo le attività di
  consulenza  a  poter  far  fronte a tutto quello  che  c'è  dentro,
  all'immobilismo   che  abbiamo  registrato  già   in   altra   sede
  presentando appositi atti parlamentari.
   Assessore  Di  Mauro,  lei  sa che ci  sono  graduatorie  relative
  all'impiantistica dei rifiuti, in particolare, ai  centri  comunali
  di   raccolta  che  giacciono  nei  cassetti  e  nei   tavoli   del
  Dipartimento da un anno e mezzo senza che ci siano decreti e  somme
  giuridicamente  vincolate  da  destinare  ai  soggetti  ammessi   a
  finanziamento.  Stessa  cosa per gli impianti  di  compostaggio  di
  comunità;  decine  e  decine  di  comuni  attendono  i  decreti  di
  finanziamento e non si muove foglia dentro il suo Dipartimento. Nel
  frattempo da quando sono stati presentati i progetti perché i bandi
  sono usciti nel 2018 e nel 2019 abbiamo assistito anche all'aumento
  dei  prezzi delle materie prime non solo energetiche ma  anche  nel
  settore  edile  che hanno fatto aumentare in molti casi  anche  del
  trenta  per  cento e oltre gli importi degli interventi  finanziati
  che  in  molti casi senza un rifinanziamento aggiuntivo  di  queste
  risorse  questi progetti non potranno essere utilizzati perché  nei
  bandi vi era il limite di un milione e 800 mila euro che non poteva
  essere oltrepassato.
   Noi  ci  auguriamo che l'intervento del Governo rispetto a  quello
  che  sta  accadendo  dentro  il dipartimento  non  sia  con  questo
  semplice  articolo dentro la Finanziaria, ma sia molto più incisivo
  anche  perché sappiamo tutti quanto sia importante e nevralgico  il
  settore dei rifiuti in Sicilia. Ci aspettiamo, assessore Di  Mauro,
  anche  un  suo  autorevole intervento rispetto alle  tematiche  che
  abbiamo posto in questa sede.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca  Cateno.  Ne
  ha facoltà.
   Dopo è iscritto a parlare l'onorevole Lombardo.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
  assessore Falcone, assessore Di Mauro, parto con una riflessione in
  merito a questo articolo e mi verrebbe proprio da affermare che 'il
  re  è  nudo'; lo possiamo dire anche in relazione a quelli che sono
  stati I miei trascorsi molti anni fa. Perché su questo articolo noi
  -   qualcuno  se  lo  ricorda  ancora - questo  articolo  entrò  in
  Commissione Bilancio - ricordo - con una misera previsione  di  100
  mila  euro. Noi abbiamo fatto un emendamento che proponeva, invece,
  500  mila euro l'anno. Perché? Perché, intanto, voi dovete  fidarvi
  di  Di  Mauro, per un motivo molto semplice. Sappiamo quanto  è  da
  questo   punto  di  vista  disorganizzato  il  dipartimento,   anzi
  l'assessorato  in  cui lui si trova perché i suoi predecessori  gli
  hanno dato il colpo di grazia. Però, c'è un problema di fondo.  Noi
  ci  ritroviamo con un piano dei rifiuti che, sostanzialmente, dovrà
  essere  riscritto e questo credo che, comunque, quando  l'Assessore
  interverrà queste cose le chiarirà.
   Io  da  sindaco, ex sindaco di Messina, mi ritrovo sotto inchiesta
  per  problemi di caratterizzazioni di luoghi per carenza di risorse
  che  non si sono potute fare e, di conseguenza, vi assicuro che chi
  è  sul  territorio e ha di questi problemi gestisce, tocca il fuoco
  con le mani ogni giorno.
   Ora, è logico che, di fronte a una questione del genere, e che  in
  materia  ambientale  è purtroppo una materia  che  è  alla  ricerca
  intanto  del responsabile protempore, poi che la discarica è  stata
  fatta vent'anni fa, che chi ti ha preceduto non ha attemperato,  ma
  tu   sei   il   sindaco   pro  tempore,  intanto   vieni   inserito
  nell'indagine,  poi  possibilmente ti fai anche  un  processo,  poi
  dimostrerai  nel processo che quando sei arrivato  tu  comunque  il
  danno c'era. Però, le norme ambientali, voi sapete meglio di me che
  da  questo punto di vista sono a reato costante, nel senso che  chi
  si  ritrova  a  ricoprire quel ruolo comunque  viene  a  sua  volta
  coinvolto.  Quindi, l'argomento guardate al di  là  di  quelle  che
  possono essere le posizioni espresse legittime dai colleghi,  è  un
  argomento  serio,  delicato, per il quale noi,  comunque,  dobbiamo
  trovare una soluzione.
   Questa  sicuramente non è la soluzione definitiva  però  vogliamo,
  anche da questo punto di vista, ed ecco perché noi nell'emendamento
  che  abbiamo  fatto in Commissione Bilancio abbiamo posto  il  tema
  della   priorità,   per   quanto   riguarda   gli   interventi   di
  caratterizzazione, l'abbiamo fatto perché il problema lo conosciamo
  bene  come  lo  conoscono tutti i sindaci. Va da  sé  che  oggi  il
  Governo, da questo punto di vista, fa una ammissione. E' una  delle
  tante.  L'ammissione qual è? Quella che il Piano dei rifiuti  tanto
  decantato  dal precedente Governo è carta straccia, sostanzialmente
  va  riformulato.  Questa  la  possiamo prendere  sotto  il  profilo
  politico   come  un'ammissione  di  responsabilità.   Diciamo   che
  l'assessore  Di  Mauro  al di là di quelle che  sono  le  sfumature
  politiche,  sta  dicendo chiaramente all'Aula che  ha  bisogno  dei
  soldi  per  rifare il Piano dei rifiuti. Per cui è ovvio  che  noi,
  avendo seguito questo articolo dalla Commissione Bilancio, e avendo
  messo  delle  risorse che poi l'assessore Falcone  è  riuscito,  in
  ambito  con  la  Commissione  Bilancio  a  individuare,  non  sulla
  proposta di 500 mila euro, poi siamo arrivati a 300 per l'annualità
  2023,  100  2024  e 100 2025 ma sono pochi. Se si trovassero  altre
  risorse, ben vengano.
   Ecco   perché   abbiamo   messo  nell'ambito   dei   fondi   della
  progettazione delle risorse per le SRR per progettare, quanto  meno
  per  cercare, da questo punto di vista, di trovare delle  soluzioni
  al  problema. Quindi chiudo dicendo questo. Noi siamo favorevoli  a
  questo   articolo,  siamo  favorevoli  anche   a   quello   che   è
  l'emendamento proposto dal Governo e, pertanto, invito  l'Aula,  al
  di  là di quelle che sono le legittime prese di posizione, comunque
  a  sostenerlo  perché non è un tema che riguarda  semplicemente  Di
  Mauro, ma è un tema che riguarda l'intero territorio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Grazie, signor Presidente. Assessore Di  Mauro,
  se  mi  da  due minuti di attenzione. Grazie, assessore  Di  Mauro.
  Collega Geremia. Io voglio esprimere la mia soddisfazione su questo
  emendamento  e su questo articolo. Lo sa perché, Assessore?  Perché
  questo  articolo, per come è stato subemendato, è la prova  provata
  del fallimento del Governo Musumeci sulla tematica dei rifiuti.
   Io  voglio  leggere,  semplicemente,  un  passaggio  all'Aula  che
  riguarda quello che diceva la Commissione europea, non più tardi di
  un  anno fa, dove diceva che il Piano regionale per la gestione dei
  rifiuti  non  è conforme alla direttiva quadro sui rifiuti,  perché
  mancano  informazioni sufficienti sul tipo, la quantità e la  fonte
  dei  rifiuti  prodotti  sul  territorio  e  una  valutazione  dello
  sviluppo  dei  flussi  di rifiuti in futuro.  Inoltre,  secondo  la
  Commissione, è privo di una descrizione chiara e dettagliata  delle
  misure previste per conseguire gli obiettivi.
     Assessore,  colleghi. Collega Pace e collega Gallo,  io  capisco
  che...

   PRESIDENTE.   Chiedo  gentilmente  di  tornare  al  posto  e  dare
  attenzione all'onorevole Lombardo.

   LOMBARDO  GIUSEPPE   potrebbe  sembrare  non  prioritaria   questa
  tematica, Assessore. Però, prima che lei venisse in Commissione, io
  ero  convinto, il nostro Gruppo era convinto che gli originari  100
  mila  euro lei li avesse chiesti per consulenze generiche.  Quando,
  invece, lei è venuto in Commissione e ci ha detto che servivano per
  consulenze  finalizzate  a  rispondere  a  quelle  che   erano   le
  problematiche sollevate dalla Commissione europea, abbiamo avuto la
  prova  provata  del fallimento del Governo Musumeci sulla  gestione
  dei  rifiuti. Noi abbiamo messo, infatti, in Commissione un aumento
  delle  somme  che  erano finalizzate ai piani di caratterizzazione,
  perché  per noi la tematica principale era quella di dare  risposte
  alle discariche da bonificare mettendo delle risorse per i piani di
  caratterizzazione. Perché, a volte, i comuni si  ritrovano  con  le
  discariche  in capo al proprio territorio, non hanno  i  soldi  per
  fare  i  piani  di  caratterizzazione e  non  possono  accedere  ai
  finanziamenti per la bonifica delle discariche stesse.
     Lei  stesso, invece, ci ha detto poi in Commissione,  assessore,
   mi  servono,  ci servono queste risorse perché dobbiamo  fare  uno
  studio  e  prendere  delle consulenze proprio per  il  piano  della
  gestione dei rifiuti .
   E  allora, caro assessore, il Governo precedente ha fallito  sulla
  gestione dei rifiuti ma non solo ha fallito. E, assessore, questo è
  un  impegno che chiediamo a lei, glielo chiediamo non come  Gruppo,
  glielo  chiediamo come territorio, perché la città di Messina,  per
  colpa di quello che non si è fatto nei cinque anni precedenti,  sta
  pagando  quello che non hanno fatto, in modo particolare, la  città
  di Palermo e la città di Catania. Cioè hanno riempito le discariche
  della  Sicilia  e  ci stanno costringendo ad andare  fuori  Regione
  aumentando il costo della frazione indifferenziata, in meno  di  un
  anno, da 160 euro a tonnellata a 430 euro a tonnellata.
   Assessore, prenda l'impegno lei, su questo argomento, che dobbiamo
  avere  risposta  non  solo sul Piano per la  gestione  dei  rifiuti
  solido    urbani,    ma    dobbiamo   avere   risposta    immediata
  sull'impiantistica,  Assessore,  perché  così  non  dissanguiamo  i
  Comuni,  dissanguiamo le tasche dei cittadini, perché la  Tari  per
  coprire  questi  costi  extra  regionali  è  a  totale  carico  dei
  cittadini e lei, Assessore, deve darci risposta in tempi  certi  e,
  possibilmente, anche immediati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io sono stato in Commissione e  devo
  dire  che  in  Commissione è entrata, come  veniva  ricordato,  una
  richiesta,  una  norma che chiedeva un contributo,  una  somma  per
  gestire,  diciamo, una serie di attività, attraverso le consulenze,
  di rafforzamento progettuale da parte dell'Assessorato.
   E  però  non posso che rilevare che l'articolo 10 segue l'articolo
  9.  Nell'articolo  9,  a  fronte di un fondo  indistinto,  che  era
  previsto nel testo iniziale, di 200 milioni di euro a favore  degli
  enti  territoriali per l'attività di progettazione, la  Commissione
  lo  ha  "spacchettato" prevedendo, dei 200 milioni, risorse per  la
  Regione, le SRR, gli enti locali, i Comuni delle aree interne e una
  serie di soggetti, per arrivare alla cifra di 200 milioni.
   Se non ricordo male 15 milioni, di questi 200, sono previsti per i
  Dipartimenti  regionali per l'attivazione  della  spesa  dei  fondi
  extra regionali, PNRR, comunitari. E credo che il settore che segue
  l'onorevole  Di Mauro sia uno dei settori a maggior  incapacità  di
  spesa,  sia  nel settore irriguo, sia nel settore idrico,  sia  nel
  settore dei rifiuti.
   Ora  qui  non  è  in discussione la necessità di un  rafforzamento
  amministrativo - ricordo, però, che in materia di impiantistica  la
  capacità di proposizione è innanzitutto delle SRR e che le risorse,
  oggi,  per  la  progettazione  in  qualche  modo  sono  individuate
  dall'articolo  9  -  quindi questo articolo 10, sinceramente,  alla
  luce dell'articolo 9, è assolutamente superfluo. Per cui diamo  una
  posta aggiuntiva a quella già prevista dall'articolo 9, per fare le
  cose  che sono previste nell'articolo 9; quindi non si capisce qual
  è la ratio di questi 300.000 euro, che vengono qui ... 300 più 200,
  300 più 100 più 100 ... 300 più 100 più 100. L'onorevole Dipasquale
  mi corregge sull'aritmetica.
   Allora  io dico che una cosa era questa norma, che infatti era  di
  100.000 euro, in un contesto nel quale il Governo non sapeva ancora
  se  la  Commissione, e poi l'Aula, avesse destinato una parte delle
  risorse  del fondo per la progettazione alla stessa Regione,  altra
  cosa  è  ora  con  l'articolo 9 che abbiamo già  votato  e  che  ha
  ripartito  quelle somme, prevedere che questo articolo  rimanga  in
  vita a prescindere da quello che abbiamo fatto con l'articolo 9.
   Ecco perché io non condivido questo articolo e invito il Governo a
  ritirarlo,  perché è una superfetazione, ripeto,  tra  l'altro  non
  richiesta   dallo   stesso  Governo,  come  l'onorevole   De   Luca
  correttamente  ha ricordato, che in Commissione è  stato  richiesto
  addirittura un rafforzamento ulteriore di risorse ma, ripeto, in un
  contesto nel quale l'articolo 9 non era ancora definito secondo  le
  tipologie con cui lo abbiamo appena approvato.
   Io chiedo al Governo di ritirarlo e sinceramente spero che l'Aula,
  qualora  il Governo non dovesse accedere a questa richiesta,  bocci
  questo articolo perché è una... visto che si parla tanto di ....  -
  mi   ascolti,   Presidente  che  ce  l'ho   con   lei,   Presidente
  dell'Assemblea  ce  l'ho con lei - visto che si parla  tanto  anche
  oggi  della  Regione  degli  sprechi,  che  abbiamo  aumentato   la
  rivalutazione  Istat ai deputati. Ho letto che il Presidente  della
  Regione  ha detto che non condivide, ma il Presidente della Regione
  se  non condivide ha uno strumento: abroghi la legge. Cioè, noi non
  è  che  operiamo  in forza di chi sa quale velleità  intellettuale,
  oppure  se qualcuno di noi ha chiesto di aumentare gli stipendi  ai
  deputati,  non  mi risulta, io non c'ero ieri, ma sono  sicuro  che
  nessuno dei deputati che era presente ieri in quest'Aula, quando ha
  approvato  il  bilancio  dell'Assemblea,  ha  richiesto  di   avere
  aumentati  gli  stipendi  dei deputati, che  cosa  è  successo?  E'
  successo   semplicemente  che  una  norma  varata  nel   2014,   in
  applicazione  del  decreto Monti, cioè parliamo  del  decreto  fine
  2012, che in Sicilia con legge 1 del 2014 ha avuto applicazione dal
  1   gennaio 2014, prevede le indennità omnicomprensive al  pari  di
  tutti  i  consiglieri regionali d'Italia e prevede che  vi  sia  la
  rivalutazione Istat, come da 8 anni è previsto.
   Vorrei ricordare al Presidente dell'Assemblea, al Presidente della
  Regione,  a  tutti i colleghi, che dal 2014 ad oggi  ogni  anno  le
  indennità  dei  deputati,  al  pari di  tutti  gli  altri  Consigli
  regionali e del Parlamento nazionale, sono stati rivalutate, con la
  differenza che mentre nel 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021
  la  rivalutazione ha riguardato pochi spiccioli,  per  la  semplice
  ragione  che  la rivalutazione Istat per ricalcolare  il  tasso  di
  inflazione annuale è stato meno dell'1 per cento annuo, quello  che
  è  avvenuto nel 2012 non è colpa di questa Assemblea, semplicemente
  il costo della vita in tutta Italia è cresciuto dell'8,2 per cento.
  Per cui, la rivalutazione non l'ha fatta l'Assemblea regionale,  ma
  è  connessa  alla  rivalutazione dell'indice  Istat  che  è  stato,
  appunto,  pubblicato in Gazzetta Ufficiale e per cui in automatismo
  - visto che c'è una legge - si applica a quella rivalutazione.
   Lo dico perché poi si può fare tutto, si può abrogare la legge, si
  può  modificare, tutto si può fare, ma non vorrei  che  ci  sia  la
  doppia  morale  per cui ci si indigna "Schifo  I deputati  si  sono
  aumentati lo stipendio ", oggi siamo sulle prime pagine solo perché
  probabilmente   qualcuno  avrebbe  dovuto  meglio   illustrare   il
  contenuto  di  quella  disposizione finanziaria  e  poi  si  fa  un
  emendamento, un testo nella legge finanziaria in cui  a  fronte  di
  200 milioni che prevediamo con l'articolo 9 - non per Di Mauro, tra
  l'altro è un mio amico, non ho problemi nei suoi confronti - si  fa
  una  norma  per  dire   300,  era di 100,  facciamola  di  500,  no
  arriviamo  a 300 , come dire con una logica che tutto ha tranne  la
  logica del buon andamento dell'amministrazione.
   Le  risorse  i dipartimenti regionali con questa legge finanziaria
  li  avranno,  Di  Mauro come tutti gli altri,  non  capisco  perché
  dobbiamo fare una norma specifica ulteriore.
   Ecco  perché  io  chiedo  al Governo di  ritirare  l'articolo  10;
  qualora  non  dovesse  ritirarlo, io chiedo che  venga  bocciato  e
  chiedo il voto segreto, così evitiamo di far finta che tutti ce  la
  scansiamo lo chiedo io.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Cracolici,   anche   per   avere
  puntualizzato rispetto a quello che era...

   CRACOLICI. No, lo deve fare lei a nome di tutta la Sicilia e anche
  il Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Non mi sono sottratto oggi onorevole Cracolici  anche
  ad  un'intervista  rispetto a un'emittente nazionale  che  chiedeva
  lumi  rispetto quella che era un'indicizzazione dell'Istat, non  ci
  siamo  sottratti,  spiegando  anche  che  era  più  un  fatto,  non
  impossibile   come   qualcuno  ha  dichiarato  nel   giornale,   ma
  probabilmente  se si fosse fatto ogni anno così come  nel  passato,
  magari  lo  0,5  che  avrebbe rappresentato  una  cifra  molto  più
  marginale,  non avrebbe avuto lo stesso effetto in una  finanziaria
  in  cui  stiamo raccogliendo 8 anni di 0,5, 0,6 e 1 per  cento.  In
  tutti  i  casi,  se dovessimo fare ancora maggiori  chiarimenti  li
  faremo.
   Ha  chiesto  di parlare l'assessore Di Mauro e poi ha  chiesto  di
  parlare l'onorevole Dipasquale.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  No,  a  questo  punto, Presidente, mi consenta, le  ho  chiesto  di
  intervenire  prima per spiegare all'Aula di che cosa  si  trattava.
  Lei  non  mi ha dato la parola, i colleghi giustamente in virtù  di
  quello  che  c'è  scritto hanno fatto il loro interventi,  facciamo
  completare  l'onorevole Dipasquale, se lei mi  permette,  poi  alla
  fine io concludo cercando di illustrare ai colleghi parlamentari  e
  a chi ci ascolta la natura di questo articolo.

   PRESIDENTE. Aspetti, prima dell'onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE. No, no, io aspetto.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Il Governo interviene dopo, onorevole Dipasquale.

   PRESIDENTE.  Assessore Di Mauro, io non ho visto  che  lei  avesse
  chiesto  di  intervenire, sennò si figuri se non le avrei  dato  la
  parola

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  No,   Presidente,  lei  non  può  non  consentire  al  Governo   di
  intervenire  per spiegare un provvedimento perché gliel'ho  chiesto
  più di una volta, mi dia la parola e fa parlare gli altri.

   PRESIDENTE. Assessore, non ce ne siamo accorti, le chiediamo scusa
  dalla Presidenza.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Va bene, pazienza, ma si figuri, non è un problema di scuse.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, prego intervenga.

   DIPASQUALE. No.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Allora, questo articolo nasce dall'esigenza di dovere affrontare un
  iter  di  natura  amministrativa e tecnica perché,  nonostante  sia
  stato  redatto  il  piano dei rifiuti ufficialmente  tre  anni  fa,
  ancora  non  risulta regolarmente approvato, c'è l'ultima  fase  in
  istruttoria con la Commissione europea che ha una necessità di  una
  integrazione di atti, cosa che abbiamo fatto regolarmente, però nel
  frattempo il piano dei rifiuti è già scaduto, perché noi  entro  il
  2023,  e  ce  lo  chiede la Corte dei conti come credo  l'assessore
  Falcone  può ben ricordare, di dovere dare corso alla realizzazione
  del  piano  dei rifiuti e il Piano rifiuti è una cosa importante  è
  uno  strumento tecnico ma è uno strumento, anche, che dovrà servire
  all'individuazione di quelle iniziative impiantistiche che  debbono
  essere  fatte  -  una  per  tutte quella dei  termovalorizzatori  -
  affinché  ci  sia un'idea di quella che deve essere l'attività  che
  deve  compiere il Governo in ordine alla raccolta dei rifiuti e  in
  ordine alla localizzazione dei rifiuti, dove devono essere portati.
   Durante  il  dibattito, perché l'articolo era formato da  un  solo
  comma, c'è stata in Commissione la presentazione di un emendamento,
  come  ricordava  l'onorevole De Luca,  a  proposito  del  piano  di
  caratterizzazione del piano delle bonifiche e io che so che ci sono
  ben  511  siti da bonificare in Sicilia e che esiste un  piano  dei
  rifiuti  e  che,  telefonando immediatamente per capire  bene  come
  eravamo messi, mi dicono i dirigenti che il piano scade quest'anno;
  già il piano materialmente è scaduto, un piano che ha un valore per
  se  anni e che c'è la necessità di fare un ulteriore piano affinché
  possiamo adottare gli interventi e, quindi, individuare le  risorse
  che vanno spese.
   Quindi,  abbiamo  necessità di predisporre  un  piano  di  rifiuti
  ovviamente avvalendoci, quando si parla di consulenze si  parla  di
  dipartimenti  universitari sia per quanto  riguarda  i  rifiuti,  i
  rifiuti speciali e per quanto riguarda quello che cosiddetto  piano
  delle bonifiche.
   Questa  è  l'idea  che ha il Governo, che deve  mettere  in  atto,
  perché  se  il Governo non realizza questi strumenti saremo  ancora
  fermi  in  una  condizione in cui tutti sanno e  hanno  detto,  tra
  l'altro, che il dipartimento ha difficoltà in ordine ai dirigenti e
  che  ancora  non ha individuato i nuovi direttori, cosa  che  credo
  faremo il prossimo venerdì.
   Accanto a questo, gli interventi che sono stati fatti, per esempio
  dal  collega  Venezia in ordine ai CCR e ai piani di  compostaggio,
  non  c'è un disinteresse da parte del Governo c'è stato un problema
  di  spesa a fine anno, perché non hanno in condizione di concludere
  un'obbligazione  giuridicamente vincolante e, altresì,  non  avendo
  adottato  il bilancio non possiamo fare decreti. Tenendo conto  che
  le somme che erano state individuate all'inizio per quanto riguarda
  questi interventi, credo che hanno necessità di una integrazione di
  risorse  per  confermare gli interventi che sono stati  programmati
  nel 2018 e che inspiegabilmente nel tempo non sono stati spesi,  di
  un  ulteriore  incremento di risorse per almeno il  30  il  40  per
  cento.
   Onorevole  Cracolici,  voglio dire  che  noi  dobbiamo  avere  uno
  strumento, onorevole Cracolici, molto operativo, molto diretto e le
  risorse  che sono state appostate in un apposito capitolo di  spesa
  sono  risorse  del  bilancio ordinario e  che  servono  per  essere
  immediatamente  spese per affrontare un iter,  mi  creda  onorevole
  Cracolici,   che   è   molto   lungo.   Se   noi   perdiamo   tempo
  nell'allocazione  delle  risorse è chiaro che  avremo  un'ulteriore
  difficoltà e soprattutto non potremo intervenire perché parlando di
  termovalorizzatori dobbiamo avere, per esempio, uno  strumento  dei
  rifiuti che sia operativo, che sia efficace, così come anche per le
  bonifiche. Immagini, Presidente, che le bonifiche che sono 511  per
  almeno  più di 300 non ci sono allocate le risorse post  mortem  e,
  quindi,  sono  finanziamenti  che dovranno  essere  recuperati  nel
  bilancio  dei fondi comunitari, dei fondi FSC o di quant'altro  che
  possa  essere  utilizzato,  PNRR per esempio,  per  determinare  un
  percorso virtuoso che serva quanto meno a fare chiarezza in  questo
  contesto delle bonifiche.
   Sono  cose  importanti, sono cose su cui non credo  che  ci  possa
  essere  divisione, non credo che ci possa essere un Parlamento  che
  discuta da dove prendere le risorse. Le risorse a mio parere  vanno
  prese  dal  bilancio ordinario e vanno spese con gente  al  massimo
  livello   come  possono  essere  i  professionisti,  i   professori
  universitari, perché a loro dobbiamo rivolgersi e il termine di cui
  al  comma 1 va inteso e specificatamente allocando le risorse verso
  dipartimenti dell'università che comunque in questo senso hanno una
  grande esperienza.
   Per il resto, mi affido all'Aula faccia l'Aula quello che ritiene;
  tenete  conto che per quanto riguarda il Governo non vuole bloccare
  assolutamente  il  piano  dei rifiuti, né  tanto  meno  quello  dei
  rifiuti speciali, né tanto meno il piano delle bonifiche.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Di Mauro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente, per dichiarazione di voto,  non  un  voto
  contrario segreto  l'ha detto l'Assessore nel suo intervento  e  lo
  sapete perché? Ha detto bene Cracolici il 10 si collega al 9, è  la
  riserva  di  caccia,  è la riserva di caccia. L'articolo  10,  caro
  onorevole  De  Luca, è una riserva di caccia che prevede  500  mila
  euro  da utilizzare perché sono 500, 300 più 200, 500 mila euro  da
  utilizzare per consulenze. Di questo si tratta  Perché i soldi  per
  la  progettazione che sono quelli importanti, stiamo  mettendo  200
  milioni di euro nell'articolo 9.
   Io  ricordo  - ti prego Antonello seguimi, Antonello  seguimi  per
  favore  - io la ricordo la vicenda del piano che stava per  scader.
  Lo  sa  qual  è  la  sua sfortuna? Che io ebbi a  interloquire  con
  l'assessore   che  già  si  era  messa  in  moto   per   realizzare
  l'aggiornamento. Lo sapete quanto costava l'aggiornamento sul piano
  sui  rifiuti?  Sotto  soglia era, e si stavano  preparando,  quindi
  circa  90  mila  euro,  e  si  stavano  preparando  attraverso   la
  piattaforma  Consip  vedi  poi  come  vanno  a  finire   le   cose,
  attraverso...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, se parlasse vicino al  microfono
  anche per aiutare gli stenografi.

   DIPASQUALE... attraverso la piattaforma Consip - Presidente  della
  Regione la prego di ascoltarmi - si stavano preparando per affidare
  il servizio di aggiornamento del piano dei rifiuti.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Ma quale Governo?

   DIPASQUALE.  Assessore Baglieri, siccome io sono abituato  a  dire
  sempre nomi e cognomi, questioni, nomi e cognomi. Quindi, 500  mila
  euro  non  possono  arrivare.  Noi votiamo  su  questo  emendamento
  contrario  e  a  voto segreto perché riserve non  ne  garantiamo  a
  nessuno.  Poi  se  qualcuno in quest'Aula lo  vuole  fare,  che  lo
  faccia

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
   All'ultimo  banco chiedo di fare un po' di silenzio  nel  rispetto
  dell'onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA. Grazie, Presidente, nel condividere l'intervento che ha
  fatto  poco fa l'onorevole Cracolici sulla strumentalizzazione  che
  c'è  stata  secondo me in queste ore da parte del Governo regionale
  su questo discorso relativo all'aumento degli stipendi da parte dei
  deputati   dell'Assemblea  regionale,  e  mi  collego   velocemente
  all'emendamento, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Infatti, parliamo dell'emendamento, non andiamo  fuori
  tema, sennò apriremo un dibattito e non è corretto.

   DI  PAOLA.  Mi  collego  velocemente all'emendamento,  Presidente.
  Perché se il Governo regionale voleva aumentare gli emolumenti  dei
  sindaci  e  degli  assessori, lo poteva fare benissimo,  lo  poteva
  dichiarare  benissimo,  senza che venisse strumentalizzata  appunto
  una norma, come ha ben spiegato l'onorevole Cracolici.
   E  in  tema di sprechi, signor Presidente, mi collego all'articolo
  10 perché se di sprechi dobbiamo parlare, signor Presidente, questo
  articolo   dopo   che  l'Assessore  ha  spiegato   la   motivazione
  dell'inserimento di questo articolo all'interno della finanziaria è
  ovvio  che 500 mila euro, 400 mila euro, 300 mila euro, un  milione
  di  euro  di  consulenze, qualunque sia la cifra, di consulenze  al
  Dipartimento  energia non servirà a nulla,  perché  non  si  è  ben
  capito  questo Governo regionale quale piano e quale programmazione
  ha  sulla  gestione  dei rifiuti. Perché l'assessore  Di  Mauro  ha
  parlato che queste consulenze devono servire per le bonifiche,  per
  il  discorso  del piano rifiuti, per i termovalorizzatori,  non  si
  capisce  qual  è  l'indirizzo  della  gestione  dell'emergenza  sul
  discorso rifiuti di questo Governo regionale.
   E,  quindi,  signor Presidente, l'invito è al Governo di  ritirare
  questo articolo perché anche il Movimento 5 Stelle nel caso in  cui
  il  Governo  decidesse di mantenere l'articolo voterà,  in  maniera
  palese o in maniera segreta, contrario perché questi 500 mila  euro
  verranno   dispersi   in  consulenze;  possono  essere   professori
  universitari,    possono   essere   università,   possono    essere
  professionisti  ma se non si è ben capita qual è la  visione  sulla
  gestione  dei  rifiuti, sulla gestione delle emergenze  e  io  sono
  convinto  che  nemmeno  l'Assessore oggi può  spiegare  qual  è  la
  visione di questo Governo regionale sulla gestione dei rifiuti.
   E   quindi,  preannuncio,  signor  Presidente,  nel  caso  in  cui
  l'Assessore,  il Governo non ritiri l'articolo, il  voto  contrario
  del Movimento 5 Stelle. Grazie.

   PRESIDENTE. Gli interventi sono conclusi.
   Allora, chiedo se c'è il ritiro dell'emendamento? No.
   Pongo in votazione l'emendamento 10.1.

   DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 10.1.
   Allora stiamo votando l'emendamento soppressivo dell'articolo 10.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota per la  soppressione
  dell'articolo  preme  il  pulsante verde;  chi  vota  no  preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Vi  chiedo  di  tenere premuto il pulsante fino  alla  fine  della
  votazione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Ancora  non  ho visto il responso. C'è un problema con l'assessore
  Albano.  E' la seconda volta che succede. La vedo in Aula  e  vota,
  quindi chiedo ai tecnici...
   Non so neanche come sia finito il voto, aspetti.
   L'onorevole Sunseri è arrivato dopo, ma non è un problema.
   Il  tema però è che per tre volte, e non ho mai ripetuto il  voto,
  l'assessore  Albano ha votato. In tutti i casi  è  seduta;  non  so
  neanche come sia finita.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          30
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Allora,  la votazione è con 31 contrari e 30 favorevoli.   Quindi,
  l'emendamento è respinto.

                           (Brusio in Aula)

   Ho  detto  prima di guardare la votazione, glielo dico subito,  se
  aspetta  un  minuto,  glielo  dico  subito,  stiamo  aspettando  il
  verbale.
   Onorevole Cracolici lei ha votato, l'onorevole e assessore  Albano
  non ha votato, qui c'è il verbale se lo volesse guardare.
   Ma  il  voto  è già concluso, andiamo avanti. Non è stato  neanche
  registrato,  però è giusto che io lo dica neanche il  voto  per  la
  terza  volta  di  fila  dell'assessore  Albano,  al  contempo   noi
  metteremo

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E'  precluso.  Ora si vota l'articolo,  intanto  deve
  firmare.  Prima  di  votare in tutti i casi chiedo  ai  tecnici  di
  controllare la postazione dell'assessore Albano e di tutti coloro i
  quali erano in Aula e risultano non votanti.

                 (Proteste dell'onorevole Dipasquale)

   DE  LUCA ANTONINO. Credo che non risultano tutte le votazioni  sul
  comma 1 e sul subemendamento e chiederò un'ulteriore votazione  sul
  comma 1.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca Antonino,  non  solo  non  risulta
  quello  dell'assessore  Albano,  non  risulta  neanche  quello  del
  deputato segretario Marchetta che ce l'abbiamo accanto.
   Sospendo  la  seduta  due  minuti  per  vedere  se  funzionano  le
  postazioni per il voto.

     (La seduta sospesa, alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.43)

     La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Stanno facendo l'ultimo controllo e  sembrerebbe  che
  tutti  funzionano  adesso.  Vi invito  ad  ascoltarmi  rispetto  le
  modalità di voto perché possibilmente talvolta qualcuno o pigia  il
  bottone  sbagliato o non lo pigia sino alla fine  della  votazione.
  Ora funziona.  Va bene.
   Onorevole  De  Luca  Antonino,  l'emendamento  10.3  è  mantenuto?
  Onorevole De Luca, lo ritira?

   DE LUCA ANTONINO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  E'  mantenuto. Il parere del Governo sull'emendamento
  10.3?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, è l'emendamento 10.3,  non  vorrei
  che   magari   nella  confusione  dell'Aula  si  è  sentito   male,
  emendamento  10.3  a firma dell'onorevole De Luca Antonino,  "...al
  comma 1 è inserito il seguente periodo...", lo ha trovato?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è una forzatura nel
  senso che limitiamo l'Assessore, però possiamo dare, ci rimettiamo,
  infatti, è una cosa in più però rettifichiamo il parere e diamo  un
  parere favorevole. Diamo un parere favorevole.

   PRESIDENTE.  La Commissione è favorevole. Lo pongo  in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è  un  fuori sacco che è l'emendamento 10.9, troverete  tra  gli
  allegati, emendamenti fuori sacco, è a firma del Governo. Il parere
  della Commissione? Immagino favorevole.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.9.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 10 così come emendato.

   DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          31
   Contrari            35
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

    Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
           Cofinanziamento regionale dei Programmi operativi
                           regionali Sicilia

   1.  In  sede di programmazione delle risorse del Fondo Sviluppo  e
  Coesione  2021-2027, una quota pari a 60.000  migliaia  di  euro  è
  destinata,  per  l'anno  2023,  ad  incremento  del  Fondo  per  il
  cofinanziamento  regionale dei Programmi operativi regionali  della
  Regione siciliana (Missione 20, Programma 3, capitolo 613950).»

   Si  passa  all'emendamento  soppressivo.  Onorevole  Catanzaro   è
  mantenuto il soppressivo dell'articolo 11?

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.   Onorevole   De  Luca,  è   mantenuto   l'emendamento
  soppressivo dell'articolo 11?

   DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                  Disposizioni in materia di entrate

   1.  Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale del 15 maggio
  1991,   n.  24  dopo  le  parole   copertura  di  eventuali  danni
  aggiungere  la frase  ed eventuali proventi derivanti da riutilizzo
  a scopi privati dei materiali rimossi. »

   Onorevole Catanzaro, è mantenuto il soppressivo?

   CATANZARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è mantenuto il soppressivo?

   DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 12.  Chi  è  favorevole
  resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
           Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 19
                         dicembre 2001, n. 20

   1.  All'articolo 2 della legge regionale 19 dicembre 2001 n. 20  e
  successive modificazioni, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

    1    bis.    Nel   caso   di   preposizione   di   un   dirigente
  dell'amministrazione regionale in quiescenza,  nel  rispetto  della
  vigente normativa nazionale, il preposto non è computato nel limite
  di  cui al comma 1 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della
  Regione 16 novembre 2018, n. 29, e comunque è a titolo gratuito .»

   Onorevole Catanzaro, è mantenuto il soppressivo o lo ritira?

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, chiedo al Governo  chiarimenti  in
  merito all'articolo 13 sia per un appunto che, secondo me, va fatto
  all'interno di questo articolo e mi riferisco al fatto che va  bene
  la   possibilità  di  predisporre  un  dipendente   in   quiescenza
  all'interno  dell'Ufficio di Gabinetto a titolo gratuito,  però  la
  norma nazionale specifica che questo non può superare l'annualità e
  che non può essere prorogabile.

   CRACOLICI. Lei lo dovrebbe ritirare questo articolo.

   ARDIZZONE.  E'  già  previsto dalla norma  vigente,  però  siccome
  specifichiamo  che  è  a  titolo  gratuito,  e  ora  su  questo  lo
  discutiamo,  io farei una specifica anche su questo. Assessore,  se
  mi ascolta, farei una specifica.
   Ho  il  subemendamento già pronto, quindi lo  possiamo  approvare.
  Però,  io  ho un dubbio sulla questione della gratuità, sul  titolo
  gratuito.   Perché   su   questo  il   Ministero   della   Pubblica
  Amministrazione ha inviato circolari e circolari sul  discorso  del
  rimborso spese. Perché io mi chiedo, questa è la domanda che  pongo
  al  Governo,  se  un dipendente dovesse venire da  Canicattì  e  si
  dovesse  spostare  a  Palermo, il rimborso  spese  glielo  dobbiamo
  prevedere?

   CRACOLICI. No, gratis.

   ARDIZZONE.  Quindi,  non  è  proprio a titolo  gratuito  e  questo
  comporterebbe una spesa da parte della Regione e del bilancio della
  Regione che non è prevista.
   Quindi, su questo io farei accortezza e verificherei, farei aprire
  una riflessione, ma chiedo al Governo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone. Il Governo, infatti stava
  parlando di un'eventuale riformulazione.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente, grazie. L'articolo
  di  cui  parliamo,  sostanzialmente, prevede che  un  dirigente  in
  quiescenza  possa  essere  preposto come  a  capo  dell'Ufficio  di
  Gabinetto, capo dell'Ufficio di Gabinetto.
   Questa  previsione - che è già prevista dalla legge  -  in  questa
  fase, con questo articolo, noi cosa prevediamo? Prevediamo che  non
  venga considerato come esterno, ma soltanto come interno, benché  e
  comunque  a  titolo  gratuito.  Sulla  precisazione  che  ci  viene
  chiesta,  teoricamente, lo dice la legge, ma praticamente  dobbiamo
  fare delle differenziazioni cioè il dipendente che ha superato i 67
  anni?  La legge dice può fare soltanto un anno oltre. Il dipendente
  in  pensione  che non avesse superato i 67 anni, invece,  la  legge
  consente di poter continuare sino alla stessa età.
   Quindi,  mi sembra giusto, ragionevole, quello che lei dice,  però
  dall'altro lato non possiamo andare contro una norma nazionale.  E'
  di buon senso, certamente, ma laddove abbiano superato i 67 anni  è
  nelle  cose. Anche se non lo mettiamo, a 68 anni finisce. Cosa  ben
  diversa, invece, è per gli altri dipendenti che sono in quiescenza.
   Allora,  io  mi  permetto di dire, l'emendamento lasciamolo  così,
  poi,  però siamo pronti a fare una riflessione, tra l'altro  vorrei
  anche  dire  una cosa: il Parlamento nazionale, forse, nella  legge
  delle   mille   proroghe  sta  facendo  ulteriori   modifiche.   Mi
  permetterei  anche di aspettare le modifiche, se poi dobbiamo  fare
  dei correttivi li faremo, eventualmente, nel collegato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, l'onorevole Micciché.

   CRACOLICI.  Presidente, proprio perché il Parlamento nazionale sta
  facendo delle modifiche e ad oggi non sappiamo quali saranno, anche
  perché  ieri  sono stati espunti dal testo che al Senato  si  stava
  discutendo  nel decreto mille proroghe le norme che prevedevano  un
  prolungamento  dei rapporti in essere con i cosiddetti  pensionati,
  suggerirei al Governo, se vuole operare in ragione delle  modifiche
  eventuali alla Madia, di non fare nessuna norma. Perché con  questa
  norma  che  voi fate, state dicendo un'altra cosa che  non  c'entra
  nulla con quello di cui ha parlato lei.
   State  dicendo  che,  negli uffici di Gabinetto,  i  dirigenti  in
  quiescenza,  al  di là dell'età, che sono nominati nell'Ufficio  di
  Gabinetto   non  vengono  conteggiati  ai  fini  della  complessiva
  organizzazione dell'Ufficio di Gabinetto. Poi, qualcuno  mi  spiega
  come  si  fa  a  nominare un Capo di Gabinetto che,  in  coscienza,
  ancorché  per  un anno, che firma gli atti da capo di Gabinetto  ma
  non viene conteggiato nell'ambito dei 15, non mi ricordo se sono 15
  o  14,  forse il Presidente della Regione ne ha di più. No parliamo
  di  esterni e interni, complessivamente: se non ricordo  male  sono
  14, complessivi. No, non viene conteggiato. Significa che, oltre  a
  quelli in quiescenza....
   E allora, intanto stabilite che viene conteggiato complessivamente
  nell'Ufficio  di  Gabinetto, ancorché non  viene  conteggiato  come
  esterno. Questo già è un'altra cosa.
   Però,  ripeto,  se  volete  approfittare della  disposizione  che,
  eventualmente, se dovesse modificarsi la Madia, forse vi conviene -
  visto  che è una norma dinamica la Madia e si applica a prescindere
  dall'eventuale  recepimento  o meno  perché  è  una  norma,  grande
  riforma economico sociale e si applica anche alle Regioni a Statuto
  speciale  - quindi o specificate soltanto quello che volevate dire,
  che  i  dirigenti in quiescenza nominati negli uffici di  Gabinetto
  non  possono essere considerati tra gli esterni nominati, in quanto
  gratuiti. Se è questo che volete dire, dite questo. Ma, così come è
  scritto,  non  dite questo perché dite che non vengono  conteggiati
  nell'ambito dei complessivi numeri dell'Ufficio di Gabinetto. Se  è
  così, non ho nulla incontrario.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cracolici  ha  finito  l'intervento.  Ha
  chiesto di intervenire prima l'onorevole Micciché.

   ARDIZZONE.    Ma  sul  rimborso  spese  non  sono   stati   fatti,
  chiaramente.

   PRESIDENTE. Penso che il Governo risponderà alla fine.

   MICCICHÈ.   Grazie  Presidente, io  non  capisco  bene,  anche  se
  immagino che credo abbastanza chiaro, per chi si sta facendo questa
  legge e non so se valeva la pena fare una legge, sinceramente,  per
  potere  dare  qualche Euro in più. Ma vorrei capire  una  cosa.  Se
  questo è una persona che era dipendente, può essere mai esterno? In
  quanto  ex dipendente c'è la possibilità di essere...E' chiaro  che
  non  può  essere considerato un esterno. Però, sinceramente,  avrei
  evitato,  posso dire sinceramente per quanto lui sia  bravissimo  e
  merita  tutti  i complimenti di questo mondo, ma avrei  evitato  di
  fare  una  legge così ad personam, perché è talmente  sfacciata  la
  cosa che si sta facendo questo per dargli mille euro in più l'anno.
   Sinceramente, lo dico per come sono fatto io. Fossi  nel  Governo,
  la  ritirerei. Non vale proprio la pena. Non ne ha bisogno e non ha
  bisogno. La gente ci attacca che ci aumentiamo lo stipendio, quando
  non  è  vero e poi, invece, facciamo una legge ad personam  per  un
  euro perché di questo si tratta.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Io  credo  che  la norma, anche aggiungendo   gratuito',
  possa essere una norma che è importante, perché c'è un limite.
   L'onorevole Micciché pensa che, in questo momento, si possano dare
  delle  somme. Non si stanno dando le somme. Per quanto  riguarda  i
  capi di Gabinetto che sono in quiescenza, loro non possono prendere
  alcuna somma se non, eventualmente, il rimborso delle spese.
   L'osservazione  fatta dall'onorevole Cracolici può essere  quella,
  si può aggiungere dicendo che i capi di gabinetto in quanto sono in
  quiescenza,  in  quanto hanno gratuità e sono gratuiti,  non  fanno
  computo.  Perfetto, non fanno computo perché, altrimenti, andrebbe,
  io  credo, che il computo sia solo ai fini della spesa. Siccome, in
  questo  caso,  non  c'è  spesa  è  chiaro  che  questa  anche   con
  l'osservazione,  aggiungendo  gratuito,  "poiché   gratuiti",   non
  possono ... ecco, solo questo è il senso di questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Laccoto.  Se  l'assessore  Falcone
  vuole   rispondere.Hanno  finito  di  parlare  tutti,  se   volesse
  rispondere lei o volesse riformulare.

   FALCONE,  assessore  per l'economia.  Sì,  Presidente.  Allora  la
  norma ...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, avevo chiesto di intervenire come deputato.

   PRESIDENTE.  Mi  perdoni,  l'ultimo intervento  lo  aveva  chiesto
  l'assessore Turano, come deputato.

   CRACOLICI. A che titolo parla?

   PRESIDENTE. Da deputato.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  È  un  intervento  dedicato  a lei, onorevole  Cracolici.  Sono  un
  collega  che  ha la sua stessa esperienza e intervengo proprio  per
  fare  un  distinguo  tra chi rappresenta un'opposizione,  diciamoci
  chiaramente, diversa, rispetto a quella che deve rappresentare  lei
  per l'esperienza e l'autorevolezza che ha in questa Assemblea.
   Ora  lo  voglio dire a chiare lettere: la Regione  non  è  né  del
  Governo  Schifani,  né  dell'onorevole  Turano,  né  dell'onorevole
  Cracolici. La Regione ha dei problemi oggettivi, strutturali  e  il
  pensionamento  di alcune persone ha indebolito la classe  dirigente
  regionale.  Pensare  di  utilizzare  qualcuno  per  lavorare  negli
  uffici,  con le precisazioni che sono state fatte, cioè pensare  di
  poter  chiedere a qualcuno che ancora ha la forza per  spendersi  -
  fermo  rimanendo  che presta la propria attività a titolo  gratuito
  negli uffici della Regione - io credo che sia una cosa giusta.
   Io  penso  che  l'onorevole Cracolici dovrebbe utilizzare  qualche
  funzionario della Regione anche nella Commissione parlamentare dove
  lui  lavora. E allora appellandomi proprio alle sue capacità e alla
  visione che ha ...

   CRACOLICI. C'è qualcuno da raccomandare?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  ...  e  alla visione che ha di un'esperienza tanto nutrita, che  ha
  visto alcuna classe dirigente andare in pensione, io penso che  lei
  dovrebbe,   come  dire,  sostenere  questa  norma.  Perché   quando
  chiamiamo  qualcuno a lavorare negli uffici, non  lo  facciamo  per
  fare una cortesia all'assessore di turno, lo facciamo soltanto  per
  risolvere qualche problema.
   Ecco  perché  io ho chiesto di parlare come deputato,  dopo  avere
  sentito  il suo intervento, perché spero di poter convincere  tanto
  lei,  quanto  un'opposizione  nuova  e  diversa,  nel  capire   che
  l'intelligenza in Sicilia non è e non deve costituire un  problema.
  E se qualcuno è pensionato e può aiutare la Regione in tutte le sue
  articolazioni, secondo me noi questa opportunità la dobbiamo dare e
  non la dobbiamo rifiutare. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Turano, immagino che abbia  lasciato
  il posto da Assessore? No.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.  E
  poi risponde l'Assessore.

   CRACOLICI. Io sono molto sereno e raccolgo l'appello che ha  fatto
  Turano, anche perché ha ragione: il Governo, l'Amministrazione  non
  è  di  nessuno  di  noi e, fortunatamente, il Governo  è  una  fase
  alternata che nella vita, prima o poi, può capitare a tutti, quindi
  nessuna contrarietà.
   Io  ho  posto  un  tema  e  lo ribadisco. L'assessore  Falcone  mi
  risponderà  dicendo - perché è lui il responsabile della  legge  in
  Aula; sarebbe stato più utile che su questa materia facesse sentire
  la  sua voce il Presidente della Regione, ma comunque sorvoliamo  -
  ...  ho  detto:  attenzione  Se noi interveniamo con  legge  ora  e
  cambia  la  legge Madia - facciamo un esempio: domani il Parlamento
  decide  che i pensionati possono essere retribuiti - che significa?
  Andiamo  a  cambiare di nuovo la legge? Cioè,  il  Senato  sta  per
  varare, martedì prossimo si voterà il "Decreto mille proroghe". Nel
  decreto mille proroghe tra le ipotesi che sono state, almeno questo
  ho  letto dai giornali, era contenuta l'ipotesi di allungare  o  il
  periodo,  che  i  pensionati  possono  mantenere  il  rapporto  con
  l'amministrazione per oltre un anno, o c'è qualche  altra  proposta
  che  dice  che possono essere retribuiti, in quel caso più  per  le
  nomine  ma  nel caso degli uffici Gabinetto è una nomina  e  quindi
  come tale potrebbe anche questo derogare al blocco della spesa.
   Se  noi,  oggi,  discipliniamo questa  norma  e  cambia  la  legge
  nazionale   guardate  che  ci leghiamo le  mani,  ho  fatto  questa
  considerazione: il Governo dice "non me ne frega niente"  e  allora
  io  ho  posto un altro tema, se il tema è considerare i  pensionati
  nominati negli uffici di gabinetto fuori dai limiti previsti per  i
  cosiddetti  esterni all'amministrazione io dico nulla  questio  se,
  invece,  i  pensionati che si nominano sono  in  deroga  ai  numeri
  complessivi dell'Ufficio di Gabinetto e allora quello  si  pone  un
  problema.
   Ecco  perché io ribadisco, il Governo vuole fare la norma? Secondo
  me sbaglia, comunque la vuole fare e vuole fare una modifica allora
  dica in maniera chiara che le eventuali nomine di personale in atto
  in  quiescenza non vengono considerate ai fini della  quantità  dei
  componenti  esterni previsti dagli uffici di gabinetto,  punto,  ma
  non  ai  fini complessivi dell'Ufficio di Gabinetto stesso, perché,
  ripeto, uno non può firmare un atto ed essere esterno al gabinetto,
  perché non può funzionare, perché anche se è pensionato firma atti.
  Il  capo  di gabinetto, il capo della segreteria tecnica,  non  so,
  chiaramente   firma   atti  e,  quindi,  deve   essere   componente
  dell'Ufficio di Gabinetto, ancorché non esterno.
   Quindi, se l'Amministrazione vuole precisare che i pensionati  non
  sono  da  considerare ai fini dei limiti previsti per i  componenti
  esterni  io non ho nulla in contrario ma, ripeto, stiamo attenti  a
  come lo scriviamo, ribadisco, però, che alla fine forse vi conviene
  non  scrivere nulla visto che nelle more può succedere qualcosa  in
  queste ore al Parlamento nazionale.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Grazie  Presidente,  collega  scusami  non  riesco  a ,
  scusate,  so  bene per questo mi sono permessa di  redarguirla  con
  umiltà  ma  era  necessario, perché non riuscivo a sentire  i  miei
  pensieri.
   Presidente,  io  sono d'accordo rispetto a questo  emendamento,  a
  questo  articolo proposto dal Governo. Oggi, purtroppo, viviamo  un
  esodo  dalla  Pubblica  amministrazione che  non  è  compensato  da
  concorsi,  per  cui potere godere della professionalità  di  alcune
  competenze che purtroppo, ahimè,  sono andate in pensione, che però
  possono ancora assolutamente non solo utili ma addirittura rendersi
  indispensabili per il buon funzionamento degli uffici di  Gabinetto
  e quindi del Governo regionale, è una norma di buon senso.
   Assessore, c'è un'altra norma che le chiedo di attenzionare, che è
  in  linea  con  questa stessa ratio, Assessore Falcone,  Presidente
  Micciché però ci devi fare.., Assessore Falcone in linea con questa
  norma,  che  io  condivido, ce n'è  un'altra  che  è  finita  negli
  aggiuntivi,  che  vi  chiedo  di  attenzionare,  che  riguarda   la
  possibilità  di  spostare  l'età  pensionabile  dei  regionali   da
  sessantacinque a sessantasette, anche se hanno maturato il  massimo
  dei  contributi,  proprio per permettere  ad  alcuni  dipendenti  e
  funzionari  di  poter  rimanere ancora  nel comparto  regionale  ed
  evitare che ci sia un ulteriore esodo, visto che non è compensato -
  come sappiamo - con il blocco delle assunzioni, con  nuovi concorsi
  e  nuove  assunzioni  in questo ramo, quindi  oltre  ad  essere  io
  d'accordo a questo articolo vi chiedo di attenzionare anche quello.
   Sulla  sanità  sta  passando  il principio  di  spostare  l'età  a
  settant'anni  ma sui regionali c'è questa norma che la  sposterebbe
  da  sessantacinque a sessantasette e io direi che sarebbe una norma
  assolutamente di buon senso e ci porta a respirare per  i  prossimi
  due   anni   in   attesa  che  col  Governo  nazionale   si   avvii
  un'interlocuzione   che   sblocchi  i   concorsi   nella   Pubblica
  Amministrazione  regionale, che è assolutamente indispensabile  per
  per il buon funzionamento della macchina regionale.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Grazie  Presidente, diciamo che  ascoltando  l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici e a sostegno di quanto  ha  affermato  il
  collega, rileggendo la relazione all'articolo, leggo il pezzo dice:
   l'articolo proposto mira ad eliminare i dubbi interpretativi sorti
  circa  la  computabilità  o meno del dirigente  in  quiescenza  nel
  novero  dei  soggetti di cui all'articolo 14, comma 2, del  decreto
  legislativo  n.  165  del  2001 , quindi i membri  dell'Ufficio  di
  Gabinetto  secondo questo articolo possono far parte nei limiti  di
  un  terzo  delle  rispettive dotazioni, quindi l'articolo  andrebbe
  soppresso. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  stato  presentato un  subemendamento  che,  dagli
  uffici, mi dicono che sostanzialmente è assorbito dal testo, quindi
  mettiamo in votazione.

   CRACOLICI.   Possiamo  capire  qual  è?  Il  governo  non   doveva
  riscrivere il testo?

   PRESIDENTE.  Questo  qui,  subemendamento modificativo  presentato
  dall'onorevole De Luca, Ardizzone e altri.

   CRACOLICI. Ma il Governo aveva annunciato di riscrivere il testo.

   PRESIDENTE. No, no il Governo ha detto di no, il Governo qual è la
  posizione?  Assessore  Falcone,  ci  chiarisce  la  posizione   del
  Governo?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Ma  qual  è,  non  ho  visto
  l'emendamento. Ce lo fate vedere questo emendamento?

   PRESIDENTE. Prego assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Allora,  Presidente  no,  noi
  riteniamo,   abbiamo   spiegato  le  motivazioni   perché   abbiamo
  presentato questo articolo.
   Voglio  dire,  è  stato  spiegato, onorevole  Cracolici,  noi  non
  riteniamo di dover modificare questo testo perché questo

   CRACOLICI. Aveva detto l'esatto contrario.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. No,  no,  non  abbiamo  detto
  questo, abbiamo detto noi un'altra cosa ancora, questo articolo  va
  nell'indirizzo di consentire a un soggetto in quiescenza di  potere
  essere  posto  come  preposizione, quindi come capo  di  gabinetto,
  stiamo chiarendo che non rientra nel computo degli esterni ma viene
  comunque  conteggiato a titolo gratuito,  se  domani  ci  fosse  la
  Madia e consentisse, è difficile quello che succederà, che ci  sarà
  una  nuova  riformulazione  della norma nazionale,  allora  poi  il
  Governo, eventualmente, potrà pensare di adeguarsi o meno,  ma  noi
  nella  norma  stiamo mettendo in relazione, in armonia  alla  norma
  nazionale  e  comunque  a  titolo gratuito,  non  è  una  norma  ad
  personam, non è una norma che vuole  agevolare nessuno, ma soltanto
  l'efficienza della Pubblica Amministrazione regionale.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevole Figuccia,  rapidamente  per
  favore.

   FIGUCCIA. Io voglio ricordare che siamo ancora in una fase in cui,
  purtroppo,  non  abbiamo potuto fare riferimento agli  assessorati,
  quindi  laddove c'è la possibilità di utilizzare a titolo gratuito,
  agganciandoci    alla   norma   nazionale,   personale    dirigente
  dell'amministrazione,  tra  l'altro  l'emendamento  a  cui   faceva
  riferimento la collega Savarino, che non è collegato a questo,  che
  dà   la   possibilità  anche  al  personale  di  rimanere  fino   a
  sessantasette anni, che è un emendamento aggiuntivo e ritengo anche
  quello  possa essere apprezzabile, tutto nella logica di  garantire
  il buon funzionamento degli uffici.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Sì, grazie Presidente io poc'anzi ho posto una  domanda
  al  Governo e all'assessore Falcone, perché io non entro nel merito
  del  buon senso della norma, io posso essere poi d'accordo,  non  è
  quello  il  punto,  a  me sorge un dubbio: il Ministero  dice  che,
  comunque, va riconosciuto il rimborso spese a questi funzionari, il
  rimborso  spese  prevede  che la norma debba  avere  una  copertura
  finanziaria, o sbaglio?
   Voglio sapere solo questo, perché il discorso è che in questo caso
  si  definisce  il titolo di gratuità, che va bene, ma  il  rimborso
  spese deve essere previsto.

   PRESIDENTE. Hanno finito tutti di intervenire e non accetto  altre
  iscrizioni, quindi una risposta e mettiamo in votazione l'articolo.

   FALCONE, assessore per l'economia. Allora collega abbiamo detto le
  cose  che  ci  siamo  e  li  ripetiamo, noi  in  armonia  la  norma
  nazionale,  la  norma nazionale prevede se c'è un  impegno  diciamo
  così che va rimborsato, è chiaro va rimborsato.
   Gli  Uffici  di  gabinetto  hanno tra i vari  capitoli  anche  dei
  capitoli  che prevedono queste spese, ed eventualmente  all'interno
  lo  stesso  plafond non alteriamo nulla, non necessita di ulteriore
  copertura  finanziaria, tra l'altro parliamo di cose  veramente  di
  poco conto.

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie, onorevole assessore Falcone.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  noi  possiamo  sempre  fare  tutto,  però
  prenderci  in  giro  no.  Il  testo  che  è  stato  presentato   fa
  riferimento  all'articolo 6 comma 1 del decreto  29  del  2018  che
  recita  "degli  uffici  di Gabinetto, delle segreterie  tecniche  e
  delle     segreterie    particolari,    oltre     ai     dipendenti
  dell'amministrazione regionale possono far parte nel limite  di  un
  terzo  delle  rispettive  dotazioni  i  soggetti  esterni  di   cui
  all'articolo 14 eccetera eccetera".
   Questa  norma  che  cosa  dice "nel caso  di  preposizione  di  un
  dirigente   dell'amministrazione  regionale  in   quiescenza,   nel
  rispetto della normativa nazionale, il preposto non è computato nel
  limite  di cui al comma 1", che non fa riferimento solo ai soggetti
  esterni, ma fa riferimento all'intero ufficio di Gabinetto,  perché
  i  soggetti  esterni sono solo un terzo, mentre i  due  terzi  sono
  interni, quindi se non fa computo non fa computo, né degli  interni
  né degli esterni.
   Allora  il Governo se ci vuole prendere in giro ce lo dica, perché
  se  ci  vuole  prendere in giro io chiedo che si voti  a  scrutinio
  segreto  per  essere  chiari,  io  ritengo  sbagliato  non  che  si
  utilizzino  i  dirigenti esterni e dirigenti in  pensione,  per  me
  nulla  questio da questo punto di vista, ma ribadisco, i  dirigenti
  utilizzati  che sono in quiescenza, va bene che non possano  essere
  considerati  nel terzo, ma nei due terzi devono essere considerati,
  perché voi non potete nominare un dirigente pensionato che fa parte
  di un Gabinetto come se non ne facesse parte, perché di fatto non è
  in  soprannumero  sia agli interni che agli esterni  e  firma  pure
  atti,  ecco  perché  visto che il Governo aveva detto  che  avrebbe
  modificato il testo, adesso si è rimangiata la modifica del  testo,
  per tale ragione chiedo che si voti a scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cracolici.  Pongo  in   votazione
  l'articolo 13.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          32
   Contrari            31
   Astenuti            0

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
  Contributo per la riqualificazione e la manutenzione straordinaria
                              di immobili
          da destinarsi ad alloggi e residenze universitarie

   1.  Il  comma 3 dell'articolo 14 della legge regionale  25  maggio
  2022, n. 13, è sostituito dal seguente:

    3.   La  Regione  promuove  interventi  di  riqualificazione  e/o
  manutenzione straordinaria sugli immobili di proprietà della stessa
  e/o degli enti strumentali afferenti al GAP da destinare ad alloggi
  e  residenze per il diritto allo studio universitario, al  fine  di
  addivenire  alla  riduzione  della  spesa  per  locazioni   passive
  sostenuta  per  le  medesime finalità, in  attuazione  dell'Accordo
  Stato-Regione   sottoscritto  dal  Presidente  del  Consiglio   dei
  Ministri  e  dal Presidente della Regione siciliana il  14  gennaio
  2021. .

   2.  Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
  non discendono oneri a carico del bilancio della Regione.
     Sull'articolo 14 l'onorevole Catanzaro ha chiesto di parlare. Ne
  ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   intervengo
  sull'articolo quattordici per esprimere, dato che c'è stato il voto
  segreto  sul  tredici,  quando ci sono le cose  in  forma  positiva
  esprimo  apprezzamento,  perché  prevedere  ovviamente  il   cambio
  rispetto  a  quello  che  c'era stato  prima  per  la  manutenzione
  straordinaria, e soprattutto un argomento che mi sta molto a  cuore
  che  è  quello  della  destinazione  alla  costruzione  di  alloggi
  universitari  non mi può trovare che favorevole, anche  perché  noi
  abbiamo  una carenza importante proprio su quella che  è  stata  la
  discussione  generale di ieri, che c'è poca attenzione sul  diritto
  allo studio e sugli universitari.
   Io  ritengo  che l'articolo 14 abbia l'apprezzamento  del  Partito
  Democratico.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  soltanto emendamenti soppressivi,  pertanto
  pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  14.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  chiedevo
  alla Presidenza se possiamo ritornare indietro e iniziare a parlare
  invece  dall'articolo 1 per quanto riguarda i comuni, perché questa
  stasera dobbiamo toglierci le cose più importanti, gli articoli più
  interessanti.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Allora votiamo ormai l'articolo  15  e  poi
  eventualmente,  visto  e  considerato  che  tanto  l'articolo  1  e
  l'articolo  2  prima  o  poi si dovranno fare,  possiamo  ritornare
  serenamente all'articolo 1.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
   Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
                                   3

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 18 della legge regionale  17  marzo
  2016,  n.  3,  e successive modificazioni, è aggiunto  il  seguente
  periodo:   La disposizione di cui al presente comma non si  applica
  al   consiglio  di  amministrazione  del  Fondo  Pensioni  Sicilia,
  istituito  con l'articolo 15 della legge regionale 14 maggio  2009,
  n. 6. .

   2.  La  disposizione del presente articolo non  comparta  oneri  a
  carico del bilancio della Regione».

   L'articolo  15,  così  come l'articolo  14,  ha  solo  emendamenti
  soppressivi,   pertanto   pongo  in   votazione   il   mantenimento
  dell'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
            Disposizioni in favore dei lavoratori ex Keller

   1. All'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 dopo
  il comma 1 è aggiunto il seguente:

    1  bis.  I soggetti di cui al comma 1 sono iscritti, su specifica
  domanda, nell'albo di cui all'articolo 64 della legge regionale  12
  agosto  2014,  n.  21 e possono essere assunti  presso  le  società
  partecipate  pubbliche, per le finalità e con le procedure  di  cui
  all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16. .

   Ci  sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto, così come per
  gli  articoli  14  e  il  15,  pongo in votazione  il  mantenimento
  dell'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (È approvato)

   DE LUCA ANTONINO. Avevo presentato un emendamento modificativo.

   PRESIDENTE.  Ha presentato un emendamento modificativo?  Sarà  tra
  gli aggiuntivi, onorevole De Luca. Non c'è nel tablet?
   È già votato l'articolo 16. Salga in Presidenza allora, salga.

   MICCICHE'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE. Prima che lei intervenga un secondino d'ordine in Aula
  che  l'assessore  Falcone  ritorni al  suo  posto  che  i  deputati
  prendano posto prego.

   MICCICHÈ.  Per un fatto di principio e di regole, lei poco  fa  ha
  detto l'articolo 15 o 16 ha soltanto soppressivi quindi votiamo  sì
  o  no.  Si benissimo, i soppressivi dei singoli articoli sono stati
  votati,  sì o no? No, ma è un problema procedurale, quando ci  sono
  solo  soppressivi si vota per il mantenimento o meno  dell'articolo
  Presidente
   Chiedo  scusa  io  posso capire l'articolo, ma voleva  abolire  il
  comma  2, lei non lo deve fare votare, non se ne abbia male, quindi
  io  credo  che siccome non cambia nulla perché li facciamo ritirare
  ma  per un fatto che non rimanga un precedente per cui si vota  una
  volta  e  basta  cioè  i  singoli o vengono ritirati  o  i  singoli
  emendamenti sui singoli articoli devono essere votati, non ci  sono
  dubbi Presidente

   PRESIDENTE.  Essendo  i commi strettamente collegati  non  possono
  rimanere  un  comma senza l'altro, pertanto si è andato  in  questa
  direzione.

   MICCICHÈ. Non c'è problema basta che lei dichiara.

   PRESIDENTE.  Accettiamo  il  suo  suggerimento.  Grazie  onorevole
  Micciché.
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
       Interventi in materia di mobilità nel comune di Siracusa

   1.  Al  fine di definire il contenzioso con il comune di  Siracusa
  relativamente  alla  progettazione,  all'appalto  e  all'esecuzione
  delle  opere  connesse al collegamento con l'isola di Ortigia,  già
  finanziate  con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  i  lavori
  pubblici  n.  873  dell'1  agosto 1990,  la  Regione  riconosce  la
  funzionalità  delle strutture già realizzate in quanto  utili  alla
  mobilità del territorio interessato.

   2. L'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è
  autorizzato   a   sostenere  economicamente   gli   interventi   di
  miglioramento ed efficientamento del parcheggio  Talete  del comune
  di Siracusa».

   C'è   un   emendamento  modificativo.  Quindi,  intanto  chiediamo
  all'onorevole  Catanzaro se l'emendamento 17.1, il soppressivo,  lo
  mantiene o lo ritira?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, gli emendamenti soppressivi 17.2  e
  17.3 li ritira?

   DE LUCA ANTONINO. Ritiro gli emendamenti 17.2 e 17.3.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.4 dell'onorevole Gilistro.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Ha chiesto di intervenire Assessore, sì credo  che  sia
  importantissimo, perché tutta la riqualificazione di quell'area, ne
  abbiamo  parlato  anche  con  l'Assessore,  è  fondamentale  perché
  prevede  posso continuare.
   Si  prevede  tutta  la  riqualificazione di quell'area  che  è  di
  fondamentale importanza per il collegamento che c'è fra l'isola  di
  Ortigia e la terraferma, ma a parte questo, perché il parcheggio  è
  un'opera  fondamentale  anche perché lì,  per  tutta  la  zona  che
  riguarda  anche  la fascia del demanio, non c'è altra  possibilità,
  perché  è  quella  quindi la riqualificazione del parcheggio  e  di
  tutte  le  aree  circostanti per noi sono di vitale  importanza  in
  questo momento quindi gradirei una risposta anzi, Assessore, volevo
  chiedere al Governo quello di potere avere prossimamente anche  dei
  fondi   proprio   per  la  riprogettazione  qualificazione   e   la
  risistemazione  delle  aree che sono proprio  di  fronte  all'area,
  sarebbe  la  zona vicino al carcere, praticamente dall'altro  lato,
  quindi è tutta l'area circostante che andrebbe riqualificata

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Grazie Presidente. Volevo intervenire, diciamo nel  merito
  del disegno di legge, nell'articolo 17. Quindi volevo spiegare qual
  era il merito il contenuto di questo punto.
   Il  merito dell'emendamento in questione ragiona di un contenzioso
  che  da  decine  di anni va avanti fra il Comune di Siracusa  e  la
  Regione  siciliana,  che  impedisce  la  strategia  dell'opera,  ma
  soprattutto  impedisce che il Comune di Siracusa possa definire  un
  contenzioso  non  indebitando l'ente e,  soprattutto,  non  facendo
  rischiare la paralisi economica della città.
   Questo  a  prescindere  dagli  aspetti  viabilistici  che  possono
  comprendere  il  collegamento di Ortigia con  la  città  ferma,  ma
  soprattutto  per l'interesse economico e sociale  che  ha  oggi  il
  Talete all'interno della città Unesco, capoluogo della provincia di
  Siracusa.
   Quindi,  a prescindere dall'emendamento 17.4 che vede l'inclusione
  delle  aree  vicine, che dal mio punto di vista  già  è  un  ottimo
  risultato,  è  auspicabile che in futuro,  insieme,  maggioranza  e
  minoranza,  possono  sì  dedicare a quell'area  così  importante  e
  strategica  per  il  Comune Siracusa ulteriore  fondi,  ma  oggi  è
  necessario  che  si faccia meno di questo contenzioso  per  salvare
  l'ente,  soprattutto  per salvare la stabilità  economica,  sociale
  della città, Grazie.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie  Presidente, intervengo  solo  per  aggiungere  che
  questo emendamento è frutto di un lavoro fatto in IV Commissione di
  cui  sono  segretario. È un emendamento che ha proposto l'onorevole
  Carta,  ma che è stato fatto proprio dalla Commissione, che  poi  è
  stato   apprezzato  grazie  all'onorevole  Falcone  in  Commissione
  Bilancio.
   Questo  emendamento  consentirebbe  finalmente  di  chiudere   una
  partita decennale che ha il Comune di Siracusa con la Regione e che
  ha  rischiato, e che rischia ancora oggi di mettere in  default  il
  Comune di Siracusa.
   Il parcheggio del Talete, come molti hanno avuto modo di vedere, è
  situato  in  Ortigia,  e  necessita anche di  una  riqualificazione
  importante.  Spero che l'Aula, insieme ai nostri colleghi,  approvi
  questo emendamento per chiudere finalmente questa vicenda.

   PRESIDENTE. Grazie. Assessore Falcone, vuole replicare?

   FALCONE,  assessore  per l'economia. No,  Presidente,  non  è  una
  replica   la   mia,   ma   è  soltanto  una  precisazione.   Faccio
  brevissimamente l'excursus nel 1990, la Regione siciliana  finanzia
  al  Comune di Siracusa un intervento di riqualificazione. Il Comune
  di  Siracusa attua l'intervento di riqualificazione creando  questo
  parcheggio  chiamato Talete. I collaudatori in  corso  d'opera  non
  hanno   mai  riconosciuto  l'omogeneità  dell'intervento   con   la
  progettazione e col finanziamento.
   Si  è andato a un contenzioso dinanzi al Tribunale di Palermo,  il
  quale  Tribunale di Palermo ha condannato il Comune di  Siracusa  a
  restituire alla Regione siciliana dieci milioni di euro. Con questo
  emendamento e con questo articolo noi, che potremo chiamare  'salva
  Siracusa', mettiamo una pietra tombale, anche perché il  comune  di
  Siracusa,  e  tutte  le persone che si recano a Ortigia,  quindi  a
  Siracusa, utilizzano il Talete come parcheggio, al di là  che  sia,
  diciamo così qualificato meno.
   Allora,  ecco  perché la Regione, onorevole Gilistro,  ritiene  la
  funzionalità  e la strategicità dell'opera, perché la  utilizziamo,
  ne  fruiamo  di  questa  opera, poi al  secondo  comma  noi  stiamo
  dicendo,  la vogliamo ulteriormente riqualificare però, se dobbiamo
  andare  anche all'area adiacente non ce ne usciamo più. Per cui  la
  prego, noi votiamo l'articolo così com'è stato formulato.

   PRESIDENTE.  Allora,  l'onorevole  Gilistro  mantiene   o   ritira
  l'emendamento 17.4?

   GILISTRO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 17.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                                «Art. 18.
     Personale dell'Ufficio speciale Centrale unica di committenza
                 per l'acquisizione di beni e servizi

   1.  All'articolo 21 della legge regionale 15 aprile  2021,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

   2  bis.  In  coerenza con l'accordo Stato-Regione del  14  gennaio
  2021,  al fine di potenziare l'organico ed incrementare le attività
  istituzionali  dell'Ufficio speciale Centrale unica di  committenza
  per   l'acquisizione  di  beni  e  servizi,  istituito   ai   sensi
  dell'articolo  55  della legge regionale 7 maggio  2015,  n.  9,  e
  successive  modificazioni, e prorogato per  un  anno  con  delibera
  della  Giunta  regionale n. 593 del 16 dicembre  2022,  può  essere
  disposto presso il medesimo Ufficio speciale, il comando di 3 unità
  di  personale  proveniente dalle aziende  sanitarie  provinciali  e
  dalle  aziende ospedaliere con specifiche competenze principalmente
  nel settore sanitario. ;

   b)  al comma 3 le parole  , la spesa, da quantificare con legge di
  bilancio  ai  sensi  del  comma  1  dell'articolo  38  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118 e successive  modificazioni,
  sono   sostituite  dalle  parole   l'autorizzazione  di   spesa   è
  determinata   e,  dopo le parole  del comma 2 ,  sono  aggiunte  le
  seguenti:   e  di 300 migliaia di euro per le finalità  di  cui  al
  comma 2 bis. .

   2.  L'articolo  9  della legge regionale 6 agosto  2019,  n.  4  è
  abrogato».

   Onorevoli  collegi,  ci dovrebbe essere una  riscrittura  tra  gli
  emendamenti  fuori  sacco  che  dovreste  trovare  come  18.Gov.  I
  soppressivi intanto sono ritirati onorevole De Luca?

   DE LUCA ANTONINO. Ce lo può spiegare l'articolo 18?

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, ci spiega gentilmente l'articolo?

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'articolo 18, così come è stato riscritto dal  Governo,
  cerca di raggiungere due obiettivi. Il primo adeguarci a quello che
  è  l'accordo Stato - Regione, il quale accordo impone alla  Regione
  di  ottimizzare la centrale unica efficientando le gare e  cercando
  di,  come  dire,  di realizzare il migliore prodotto  a  un  prezzo
  quanto più competitivo, quindi, con i maggiori ribassi.
   Dall'altro lato però in questi anni, purtroppo, abbiamo avuto  una
  Centrale unica di committenza con pochissimo personale, la centrale
  unica  oltre a fare la gara oltre ad espletare le gare, deve  anche
  preparare  i  bandi di gara, e li dovrebbe preparare  alle  aziende
  ospedaliere  e  sanitarie,  alle aziende  ospedaliere  e  a  quelle
  sanitarie,  molte volte è capitato che, a causa di un numero  molto
  risicato  di  dipendenti che attualmente è  in  forza  la  CUC  noi
  dobbiamo  derogare  alla legge 15 del 2009, in  virtù  della  quale
  invece  dovremo noi accentrare alla CUC tutte le gare,  ogni  gara,
  quindi,  non  è  di  rado che diamo una deroga alle  varie  aziende
  ospedaliere  o alle varie aziende sanitarie per poter procedere  in
  autonomia e senza una, diciamo così, un'economia di scala alla gara
  unica.
   Questo  che  significa?  Con  questa  norma  noi,  invece,  stiamo
  rafforzando  e  portando sino a trenta unità  massime  prendendo  a
  comando  le  stesse  persone  dalle  aziende  sanitarie  e  aziende
  ospedaliere,  questo è lo spirito perché vogliamo e  riteniamo  che
  nel  giro di sei mesi possiamo dare una accelerazione alla Centrale
  unica  di committenza della Regione e poter realizzare economie  di
  scala.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  come
  molti  ricorderanno in Commissione Antimafia  la  CUC  è  stata  al
  centro  dell'inchiesta  sulla sanità  che  abbiamo  condotto  nella
  scorsa legislatura. Sappiamo benissimo i limiti di questo organismo
  che  è  stato istituito che doveva servire proprio per efficientare
  al  massimo  i  bandi  e  le  gare nel  settore  della  sanità,  va
  benissimo,  Assessore,  che  ci  sia l'intesa  dell'Assessore  alla
  sanità,  ma  sarebbe  più  opportuno  inserire  un'intesa   con   i
  dipartimenti,  diciamo, dei vari servizi della sanità,  perché  non
  tutti  i  medici  hanno delle competenze specifiche su  determinati
  ambiti.
   Faccio  un  esempio  su tutti, se si deve fare  una  gara  per  le
  protesi  da acquistare, non serve un medico qualunque, ma serve  un
  medico  specifico, quindi, se vogliamo che si faccia un emendamento
  mirato  e  che  sia  adeguato, secondo  me,  andrebbe  subemendato.
  Grazie.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  pur  condividendo quanto dichiarato dall'assessore Falcone,  vorrei
  evidenziare alcune questioni: innanzitutto non è un problema quello
  della  CUC che possiamo pensare di risolvere anche minimamente  con
  tre  comandi,  anche  perché  qua  furia  di  fare  i  comandi  tra
  Assessorato  sanità, CUC e "compagnia cantando", non sta  rimanendo
  più nessuno nelle ASP, quindi, da questo punto di vista ci dobbiamo
  mettere d'accordo.
   Secondo  luogo la CUC, io credo, che avrebbe maggiore  bisogno  di
  una  legge  di riordino, non credo che serve ricordare a quest'Aula
  lo   scandalo  più  volte  denunciato  in  Commissione  Sanità,  in
  Commissione  Bilancio al sottoscritto quando evidenziava  che  alla
  CUC  c'era un problema al punto tale che è stata annullata una gara
  da  trecentocinquanta  milioni  di  euro  per  la  fornitura  e  la
  manutenzione  di  apparecchi elettromedicali in tutta  la  Sicilia.
  Cosa  che  poi  è  finita nell'inchiesta "mala sanità",  e  che  ha
  comportato  il blocco di quell'appalto, cosa che ha comportato  che
  nei  nostri  ospedali  tantissimi apparecchi  elettromedicali  sono
  rimasti vetusti, non funzionanti, perché? Perché all'interno  della
  C.U.C.,  oltre ad una carenza di personale, abbiamo un  sistema  di
  formazione delle commissioni e delle sotto commissioni di gara  che
  prende  il  personale, i componenti di queste commissioni  di  gara
  nelle sezioni e nelle sottosezioni formate dagli Urega provinciali.
   Ragion  per  cui,  all'interno di queste sezioni,  ci  sono  anche
  elementi   evidentemente   poco   qualificati,   per   esempio   in
  quell'occasione  a  giudicare e attribuire  il  60  per  cento  del
  punteggio tecnico di quella gara d'appalto - udite, udite - ci finì
  un  geologo  di Patti, della provincia di Messina, che  ebbe  quali
  giudiziari per altre vicende.
   Io  non  ho mai capito come in un appalto per gare elettromedicali
  ci  sia  finito un geologo, però così è, e allora ragion  per  cui,
  Presidente,  io suggerirei all'assessore Falcone - non  perché  non
  concordo  con le finalità di riordinare la C.U.C., che  sicuramente
  ha  bisogno  di  personale, ma ha bisogno anche  di  responsabilità
  chiare  e  di  personale - di ritirare questo  articolo,  assessore
  Falcone, e di venire l'indomani in Aula a discutere di una legge di
  riorganizzazione  della C.U.C., anche perché dobbiamo  decidere  se
  questa  C.U.C.  deve rimanere ed essere incardinata sotto  l'egidia
  dell'assessorato  per l'economia, oppure se  si  deve  occupare  di
  sanità  deve,  invece, rientrare nell'alveo dell'assessorato  della
  salute.
   Perché poi - ripeto - i guai che ha passato la C.U.C., per i quali
  anche la Regione ne ha sicuramente subito un danno di immagine  non
  quantificabile, è un problema che dovremmo iniziare a porci che più
  volte è stato posto durante i cinque anni del Governo Musumeci.
   Ancora  ricordo  quando, convocato il Presidente della  C.U.C.  in
  Commissione  Sanità,  ad  un  certo  punto  arrivò  una   nota   di
  giustificazione - se non ricordo male - il Segretario generale, non
  ricordo  adesso chi, mandò che il soggetto in questione non  poteva
  partecipare.  Da questo punto di vista ci dobbiamo  guardare  negli
  occhi   in   quest'Aula   e  decidere  come   vogliamo   nuovamente
  ricostituire  questo  organismo di cui le aziende  sanitarie  hanno
  forte  bisogno,  ma che ha prodotto, sicuramente, finora  risultati
  non lusinghieri per tutta la Regione Siciliana e soprattutto per  i
  cittadini siciliani.

   PRESIDENTE.  Allora, passiamo all'articolo, alla  votazione  della
  riscrittura.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Posso avere una risposta  dall'assessore?  Ha
  ragione, ha torto, una risposta.

   PRESIDENTE. Assessore, se velocemente desse una risposta.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente,  soltanto  qualche
  minuto  perché ho qualche decina di secondi, perché l'onorevole  De
  Luca merita, obiettivamente, ha fatto un ragionamento interessante.
   Certamente,  onorevole De Luca, però non possiamo in  questa  fase
  immaginare  una  forma di settore. Stiamo soltanto pensando  ad  un
  rafforzamento. Poi se un domani dobbiamo spostare presso la  sanità
  la  C.U.C.  o  lasciarla  all'economia, perché  la  C.U.C.  non  si
  interessa   soltanto   di   sanità,   parla   anche   di    sanità,
  reciprocamente,  di  sanità,  ma  non  soltanto  di  sanità.  È  un
  argomento  che tratteremo, e lo tratteremo in maniera molto  laica,
  quindi nulla di strano che potremmo anche accedere alla sua tesi.

   PRESIDENTE.  Allora, per votare la riscrittura  dovrebbero  essere
  ritirati  i  soppressivi. Sono ritirati? Va  bene  per  l'onorevole
  Catanzaro,  va  bene  per l'onorevole De Luca  Antonino.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 18.GOV. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo approvato l'articolo 18.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
     Disposizioni in favore dei soggetti affetti da disturbi dello
                           spettro autistico

   1.  Al comma 8 dell'articolo 25, della legge regionale 22 dicembre
  2005,  n.  19,  le parole  lo 0,2 per cento  sono sostituite  dalle
  parole  lo 0,3 per cento .

   2. All'attuazione del presente articolo si provvede senza nuovi  o
  maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   Ci  sono  soltanto  soppressivi. Intanto chiedo,  su  suggerimento
  dell'onorevole  Micciché,  se sono tutti  ritirati  i  soppressivi.
  Chiedo  all'onorevole  De  Luca  e  all'onorevole  Catanzaro.  Sono
  ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo  20  è  stralciato; l'articolo 21 pure;  l'articolo  22
  pure.
    Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
                   Atti di programmazione sanitaria

   1. All'articolo 3 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, dopa
  il comma 5 è aggiunto il seguente:

    5  bis. Salvi i casi di diversa previsione espressa di legge, gli
  atti  di  programmazione di cui alla presente legge, di  competenza
  dell'Assessore o della Giunta regionale, sono adottati  sentito  il
  parere   della   competente  Commissione   legislativa   permanente
  dell'Assemblea regionale siciliana.».

   All'articolo  23,  c'è  un emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Catanzaro ed uno dell'onorevole De Luca. Sono mantenuti o ritirati?

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirati, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 23.3, che è tecnico, della Commissione.
  Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 23, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo 24 è stralciato.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
                              C.Re.Ta.M.

   1.  Al  fine di sostenere e implementare le attività di controllo,
  sorveglianza  e monitoraggio del benessere e dello stato  sanitario
  delle tartarughe marine, specie protetta, bioindicatori dello stato
  di  salute  del  mare e del patrimonio indisponibile  dello  Stato,
  inserite  nell'Allegato  IV  della  Direttiva  92/43/CEE  (Habitat)
  classificate  come  Endagered  secondo  l'Unione  Mondiale  per  la
  Conservazione   della   Natura,  è  autorizzata   per   l'esercizio
  finanziario  2023  la  spesa  di 50  migliaia  di  euro  in  favore
  dell'Istituto  zooprofilattico sperimentale della  Sicilia  per  le
  attività del Centro
   di   referenza   nazionale  per  il  benessere,   monitoraggio   e
  diagnostica  delle  malattie delle tartarughe  marine  (C.Re.Ta.M.)
  (Missione 9, Programma 6)».

   Ci sono dei soppressivi a firma degli onorevoli Catanzaro, De Luca
  e Intravaia.
   Ritirati tutti quanti.
   Pongo  in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                               «Art. 26.
            Contributo per il Carnevale di Termini Imerese

   1. Al comune di Termini Imerese, per l'esercizio finanziario 2023,
  è  erogato  un  contributo  pari a 100  migliaia  di  euro  per  il
  Carnevale (Missione 7, Programma 1)».

   Ci sono dei soppressivi a firma Catanzaro, De Luca e Intravaia.
   Ritirati tutti quanti.
   Si passa all'emendamento 26.4, degli onorevoli Sunseri ed altri.

   SUNSERI. E' un modificativo, Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  26.4.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
              Misure di sostegno al risparmio energetico

   1.  Al  fine  di promuovere l'uso razionale dell'energia  e  delle
  fonti rinnovabili nonché il contenimento dei consumi energetici, la
  Regione  è  autorizzata a concedere un contributo straordinario  in
  favore delle persone fisiche residenti in Sicilia, per l'acquisto e
  l'installazione  di  sistemi  di  accumulo  di  energia   elettrica
  prodotta  da  impianti fotovoltaici destinati  esclusivamente  alle
  utenze domestiche.
   2.  Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
  di pubblica utilità, da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata
  in  vigore della presente legge, sono stabiliti criteri e  modalità
  di erogazione dei contributi di cui al comma 1.
   3.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2023, la spesa di  400  migliaia  di  euro
  (Missione 17, Programma 1)».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi. Il 27.1 onorevole Catanzaro
  e onorevole De Luca?
   Ritirati tutti quanti.
   Pongo  in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
                 Riserva naturale orientata Capo Gallo

   1.  Al fine di realizzare interventi di valorizzazione e fruizione
  della   Riserva  naturale  orientata  Capo  Gallo,  anche  mediante
  l'elaborazione   di  un  piano,  è  autorizzata,  per   l'esercizio
  finanziario  2023,  la spesa di 200 migliaia di euro  (Missione  9,
  Programma 5)».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, sull'articolo 28 avevo  presentato  un
  sostitutivo perché si dà un contributo per la valorizzazione  della
  riserva  naturale orientata Capo Gallo, per un importo di 200,  per
  una  spesa  di  200 mila euro. Io avevo presentato  un  sostitutivo
  aggiungendo  che  sempre per la valorizzazione  della  riserva  dei
  sentieri  escursionistici delle Rocche del  crasto,  aggiungere  40
  mila euro.
   Assessore Falcone, assessore Falcone, assessore Falcone così  come
  a  Capo Gallo e, giustamente, viene riconosciuto un contributo  per
  la  valorizzazione, allo stesso modo io chiedevo e avevo presentato
  un  sostitutivo chiedendo 40 mila euro per le Rocche del crasto.  E
  questo sostitutivo, non so per quale motivo e secondo me gli Uffici
  hanno sbagliato.

   PRESIDENTE. Chiedo un minimo di attenzione per l'onorevole Grasso.

   GRASSO.  Presidente, anziché essere inserito negli  emendamenti  è
  stato, invece, inserito negli aggiuntivi. Dobbiamo capire che fare,
  Presidente.  Perché se restiamo qui, e votiamo. Capisco  tutti  gli
  interventi,  però  dico cerchiamo di essere equi nell'apprezzamento
  degli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Abbiamo utilizzato come criterio che il  modificativo
  non può essere la giunta di. Pertanto, purtroppo, viene considerato
  come aggiuntivo e mi dispiace ma, se dobbiamo fare un ragionamento,
  lo  dobbiamo fare purtroppo per tutti. Non posso fare una cosa  per
  uno e una cosa per l'altro. Risulterei imparziale. Intanto dobbiamo
  votare  l'articolo  28,  poi facciamo una sospensione  di  mezz'ora
  così, eventualmente, possiamo mangiare qualcosa.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Laccoto ha chiesto  di  parlare.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, perdoni, io credo che noi  aspettiamo
  tutti  quegli  articoli importanti che abbiamo  accantonato.  Prima
  della  sospensione  sarebbe opportuno  -  anche  perché  in  questo
  momento c'è il Presidente della Regione - ed è anche giusto che noi
  ritorniamo  agli  articoli  che sono di carattere  generale  e  che
  interessano tutti i Comuni della Regione.

   PRESIDENTE.  Facciamo  una Conferenza dei  Capigruppo  fra  cinque
  minuti.

   LACCOTO. Presidente, perdoni, noi ci siamo dati delle regole:  che
  entro giovedì finivamo la finanziaria. In queste condizioni non  la
  possiamo  finire.  E  allora io credo che prima  della  sospensione
  vadano  affrontati  gli  articoli 1 e 2, che  sono  importanti  per
  tutti. Questa è una cosa molto importante. I singoli articoli  sono
  importanti  per alcune categorie, alcuni territori;  quello  che  è
  articolo  1  e articolo 2 sono importanti in ordine generale  ed  è
  giusto,  lì, soffermarci un attimo, perché ci sono delle attese  da
  parte di tutti. Questo è il problema.

   PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, onorevole Laccoto.
   L'onorevole Zitelli aveva chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   ZITELLI.  Signor Presidente, sull'ordine dei lavori  io  non  sono
  d'accordo, credo che non sia utile sospendere: continuiamo e poi si
  stacca  definitivamente per venire domani, perché  limitare  un'ora
  per  la cena, secondo me, non è utile. Continuiamo per un po'e  poi
  si stacca direttamente.

   PRESIDENTE.  Corretto,  e capisco il sentimento  dei  deputati.  È
  altrettanto  corretto  seguire questo  percorso  e  farlo  assieme.
  Pertanto intanto votiamo l'articolo 28, si sospende cinque minuti e
  si decide quale percorso insieme scegliere.
   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 20.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Allora, così come deciso in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari,  si ritorna all'esame  dell'articolo  1.
  Comunico  che  sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
  L'emendamento  è  l'1.7,  a firma  Siamo molto  a  rilento,  stanno
  rientrando  a poco a poco. Onorevole Catanzaro, c'è un emendamento,
  l'1.7 soppressivo. Assessore Falcone, ci relaziona sull'articolo 1?

   FALCONE, assessore per l'economia. Allora, Presidente, velocemente
  per  dire che l'articolo 1 riguarda le assegnazioni ai comuni e  ai
  liberi    consorzi.   Abbiamo   già   discusso   in    Commissione.
  Sostanzialmente, riconosciamo ai comuni, un fondo da 327 milioni di
  euro  circa,  mentre  ai liberi consorzi, alle città  metropolitane
  riconosciamo  un  fondo di 98 milioni e 500  mila  euro.  A  questo
  stiamo  aggiungendo, inoltre, un fondo per investimenti. Nel quarto
  e  nel quinto comma aggiungiamo un fondo per investimenti col quale
  possono  pagare anche le rate di investimento. Quindi,  è  come  se
  fosse  spesa  corrente  ma viene computata  in  conto  investimenti
  perché  trattasi delle rate di mutuo dei vari comuni che  vale  115
  milioni  di euro per il 2023, poi diventa 120 milioni nel 2024  per
  arrivare a 125 milioni di euro nel 2025.
   Per quanto riguarda, invece, le province, le ex province, i liberi
  consorzi e le città metropolitane, quest'anno stiamo prevedendo col
  fondo  di  sviluppo e coesione 21-27 un fondo che è crescente,  che
  quest'anno  è  50 milioni di euro, l'anno prossimo 55 milioni,  per
  arrivare a 60 milioni nel 2025.
   La cosa importante, l'elemento importante, riguarda il comma 3 che
  dà  ben  tre  trimestralità in termini di cassa,  di  liquidità  di
  cassa,  ai comuni entro il 31 maggio 2023. Questo serve per evitare
  che i comuni debbano...

   CRACOLICI. Il comma 2.

   FACOLNE, assessore per l'economia. Come?

   CRACOLICI. Il comma 2.

   FACOLNE,  assessore  per  l'economia. Il  comma  2,  chiedo  scusa
  onorevole  Cracolici. Ecco il comma 2 serve  per  dare  ai  comuni,
  invece,  una liquidità di cassa entro il 31 maggio 2023 ed  evitare
  che  possano  attingere al mercato finanziario con degli  ulteriori
  oneri.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ovviamente
  l'assessore Falcone parla di un contributo notevole che si  è  dato
  ai  comuni,  io voglio soltanto così dare un dato che è quello  del
  2010  perché nel 2010 per i comuni il finanziamento era  circa  700
  milioni  di  euro,  oggi abbiamo un finanziamento dimezzato,  forse
  320,  327, quindi, come dire, oggi questo tema inerente ai  comuni,
  considerando  che  abbiamo moltissimi dei nostri  comuni  che  sono
  tutti in dissesto finanziario, è un tema che, purtroppo, ritengo si
  debba  affrontare  con  grande attenzione anche  perché  noi  in  I
  Commissione, durante i lavori delle Commissioni di merito,  abbiamo
  proposto  emendamenti,  come Partito Democratico,  con  il  collega
  Giambona  ma con altri colleghi, però abbiamo visto che il  Governo
  regionale  non  ha  accettato quelle che  sono  state  le  proposte
  proprio  per  intervenire al grido d'allarme che in questi  giorni,
  Presidente  dell'Assemblea,  lei proprio  il  31  gennaio,  se  non
  ricordo   male  la  data,  si  è  trovato  al  rinnovo   dell'Anci,
  ovviamente, lei era lì presente.
   E  li abbiamo un grande problema perch�� parliamo del PNRR, abbiamo
  una  grande  difficoltà dove molti dei comuni oggi non sono  pronti
  perché  hanno  una  carenza enorme di personale  e  proprio  lì  la
  Regione che potrebbe intervenire, invece, continuo a dire sempre la
  stessa  cosa, secondo me, nicchia, dorme. Lo sa perché dico questo,
  Presidente?  Perché ritengo e vado sempre sullo  stesso  argomento:
  abbiamo fatto un accordo con lo Stato che non ci permette di andare
  avanti  con  quella che, invece, è l'idea del Governo regionale  di
  assumere   personale  e  poterlo  mettere  anche   a   disposizione
  attraverso delle graduatorie che siano disponibili per i comuni.
   Quindi,  Presidente dell'Assemblea lo dico a  lei  e  lo  dico  al
  Governo quello che, ovviamente, si fa per i comuni è dal mio  punto
  di vista un qualcosa che non soddisfa quelle che sono le esigenze e
  quello che potremmo fare, quindi, è come quando si va a scuola:  sì
  studia  ma non studia tanto per quello che potrebbe essere un  buon
  risultato ,  quindi, il nostro giudizio non può essere un  giudizio
  positivo inerente agli enti locali.

   PRESIDENTE.  Grazie, solitamente la frase era "studia  ma  non  si
  impegna, ma non rende", una cosa del genere.
   Ha   chiesto   di   intervenire  prima   dell'onorevole   Burtone,
  l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  bisogna
  avere l'onestà intellettuale di dire le cose come sono, noi su  324
  milioni  che sono stati destinati al fondo per le autonomie  locali
  abbiamo  tolto  delle  riserve che sono per singoli  soggetti  che,
  praticamente,  fanno  sì che il fondo per le  autonomie  locali  di
  spesa  corrente  sia  50  milioni in meno rispetto  all'anno  2022;
  questo  non  è  mai avvenuto nella storia che il  fondo  del  conto
  corrente  in queste condizioni costringe molti comuni a  non  poter
  chiudere i bilanci.
   La  situazione  dei  bilanci degli enti locali  è  una  situazione
  assolutamente  critica. Ora, dico, dobbiamo  metterci  d'accordo  o
  facciamo  un  discorso generale oppure non dobbiamo  dire  che  non
  bastano  le  somme per gli enti locali. Non bastano perché  abbiamo
  tolto tante piccole cose al Fondo di riserva. Non è possibile così.
  I  115  milioni  che sono per investimenti è la  stessa  somma  che
  abbiamo avuto l'anno scorso come enti locali, precisa identica.
   Rispetto a questo c'è da fare una considerazione. Io ho chiesto al
  Governo di trovare, se non in questa sede, una soluzione di impegno
  serio  perché questi 50 milioni vengano rimpinguati, altrimenti  la
  situazione  diventa critica. L'ordine generale  deve  prevalere  su
  alcune  questioni,  quindi non è che voglio  ormai  stravolgere  la
  finanziaria,  però  un impegno ben preciso da  parte  di  tutti  ci
  vuole. Non possiamo da una parte additare che non siamo contenti  e
  dall'altra  parte  prenderci le somme  dal  fondo  delle  autonomie
  locali per le riserve. Il punto è questo.
   Io  credo  che  questa  sia una questione  di  ordine  generale  e
  dobbiamo anche riflettere, perché altrimenti mettiamo in condizione
  tutti i sindaci della Regione ad essere veramente in crisi perché -
  ripeto  -  sappiamo che c'è l'aumento energetico per i  comuni  che
  incide  almeno per il 30 per cento in più se non il  50  e  60  per
  cento.   Quella  è  spesa  corrente,  purtroppo,  perché  l'energia
  elettrica  è  spesa  corrente,  non è  spesa  di  investimento.  Se
  togliamo  queste  somme, immaginate chi si aspettava  di  avere  un
  aiuto  da queste situazioni. Lo sforzo era stato fatto, mettere  al
  fondo 324 milioni ma lo dobbiamo lasciare allora integro o troviamo
  altre soluzioni nel prosieguo. Questo è il punto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Laccoto.  Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, mi viene diciamo d'istinto una domanda  da
  fare al Governo. Ma che vi hanno fatto i sindaci? Perché devo dirvi
  che ho trovato, quantomeno, improvvida la prima azione, e devo dire
  che fino ad ora non era mai avvenuto che il Governo nel predisporre
  la  legge  di  bilancio e la legge finanziaria sia arrivato,  abbia
  depositato  un testo in cui ha stabilito che una riserva,  cioè  il
  famoso 5 per cento, veniva messo nella disponibilità dell'Assessore
  per  destinarlo  secondo criteri che poi si  sarebbero  visti.  Mai
  successo,  perché - forse nella preistoria quando ne  facevi  parte
  tu,  quando  ne  facevi parte tu, da quando  ci  sono  io,  neanche
  Cuffaro c'era arrivato, nel 2001 c'era Cuffaro e non c'era arrivato
  a questo,

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Anzi lo stavo difendendo, siamo a Cuffaro invano
   Per cui già questa norma ha aperto la via a quella che è diventata
  poi  la procedura delle riserve sulle riserve. Risultato, credo che
  siamo  oltre  50  milioni, non 50 milioni delle cosiddette  riserve
  fatte  dal  Parlamento  perché poi è legittimo  che  a  quel  punto
  scatti:   scusa  ma  se il Governo pensa di fare  una  riserva  sul
  Fondo,  ma perché non la posso fare io, non solo Parlamento  che  è
  legittimo  visto che siamo noi a legiferare ma io singolo deputato,
  singolo territorio, eccetera, eccetera '.
   Devo dire, era legittimo aspettarsi da un Governo appena insediato
  che   provasse  a  fare  un'alleanza  strategica  con   i   comuni,
  strategica,  perché qui il successo della Sicilia,  del  Governo  e
  delle  possibilità di obiettivi da raggiungere passa dalla capacità
  che  avremo  di  mettere  insieme  regioni  e  comuni  che  sono  i
  principali centri di spesa e il motore dell'attività amministrativa
  ed  economica della nostra Regione. Invece, li abbiamo vissuti come
  una sorta di fastidioso orpello gestionale a cui dobbiamo provare a
  rispondere,  però vediamo, li mettiamo sotto controllo.  Risultato,
  il  Governo ha fatto Caporetto in Commissione, prima con un  2  per
  cento,  poi con lo zero per cento. Io, molti colleghi ricorderanno,
  nel  momento  in  cui la Commissione ha ritenuto di  andare  avanti
  sull'ipotesi  del 2 per cento, non condividendo quella  scelta,  ho
  deciso di abbandonare la Commissione e andarmene, perché ho detto a
  quel punto "Fate voi  E' inutile che sto qui". Poi, preso atto  che
  l'indomani  mattina,  molti  degli  stessi  colleghi  che   avevano
  sostenuto la ragione di quel testo, di mantenere una riserva del  2
  percento,  hanno convenuto che, dopo un'ulteriore maturazione,  che
  era  inopportuna una riserva e di consentire di avere una  modalità
  di attuazione della spesa.
     Seconda questione. I colleghi del PD della I Commissione avevano
  predisposto un emendamento. In particolare uno che aumentava di  15
  milioni  circa il fondo per le autonomie, chiaramente,  avendo  una
  destinazione, se non esplicitamente definita ma di fatto  indicata,
  che era quella di prevedere il fondo per aumentare l'indennità agli
  amministratori  dei comuni. Non solo perché la Sicilia  è  arrivata
  ultima  nell'ipotesi  di  dare  la stessa  indennità,  diciamo,  ai
  sindaci,  agli amministratori, ai consiglieri comunali rispetto  al
  resto d'Italia, pur essendo almeno provandoci a ragionare da prima.
  Io  non  so,  Micciché  forse è andato via,  ma  noi  nella  scorsa
  legislatura  ci  avevamo  provato  -  ricorderà  anche  l'onorevole
  Falcone  -  a  fare  in modo che la legge siciliana  prevedesse  il
  riconoscimento di un'indennità, perché riteniamo che oggi,  ecco  a
  proposito di moralismi d'accatto, è vergognoso che il sindaco di un
  comune come quello di Palermo prenda un'indennità - l'ha dichiarato
  lui  stesso  -  pari  al salario che percepiva quando  era  giovane
  ricercatore all'università, mi pare anche con responsabilità e  con
  una  quantità  di lavoro che non è minimamente paragonabile.  Però,
  siccome  facciamo  i moralisti ci giriamo tutti la  faccia.  Tanto,
  come  dire, qua parlare di soldi... E' il famoso detto in siciliano
  "Chi  schifiu, ramminni natr'anticchia". Cioè è una  cosa  che,  in
  qualche  modo,  sollecita immediata attività di far  finta  di  non
  parlarne,  però poi non affrontiamo i problemi veri delle  persone.
  Quanto  sono?  C'è  il collega Dipasquale che mi ha  ricordato,  in
  occasione della legge di bilancio,

   DIPASQUALE. I tempi, per uno e due, tempi da Regolamento.

   PRESIDENTE. Continui onorevole.

   CRACOLICI.  Lo sa che non sono lunghissimo ma cerco di arrivare al
  nodo.  E c'è stato detto, di fronte alla proposta fatta al Governo,
  l'assessore Falcone ci ha detto, onestamente - con devo dire io  ho
  modo  tante volte di contestarlo, di criticarlo però ne  ho  sempre
  apprezzato  l'onestà  e  la schiettezza -  ha  detto  "Ragazzi,  il
  Presidente  della  Regione  non  è  d'accordo.  Il  Governo  non  è
  d'accordo,  in  questo  momento, ad  aumentare  le  risorse  per  i
  sindaci".
   Spero  di  dire  cose  che  sono state, non  fate  finta  che  non
  c'eravate giusto? Quindi, è legittima da parte mia la domanda:   Ma
  che  vi  hanno fatto i sindaci? . Che è successo? C'è qualcosa  che
  rende...?  Tra  l'altro  una buona parte delle  amministrazioni  in
  Sicilia, seppur molte confuse, civiche o alleanze di tutti i  tipi,
  però,  diciamo,  ci sono sindaco di Palermo, altri sindaci  che  si
  riferiscono all'area del centro destra. Per cui ho trovato folle  e
  illogico il modo di procedere.
   Ora, non è solo un problema di quantità di soldi perché se ci sono
  meno  risorse, c'è poco da fare. Non è che si possono  inventare  i
  soldi.   Però,  l'approccio  è  un  approccio,  come  dire,   quasi
  vendicativo.  Quasi  che i problemi che hanno  i  comuni,  sono  un
  problema  dei  comuni e se la sbrigano i comuni   Non  vedendo  che
  quando  i  comuni vanno in dissesto o in predissesto chi salta,  in
  Sicilia,  è  il  sistema pubblico complessivo, cioè, saltiamo  pure
  noi. E' il sistema che non tiene più.
   E  allora,  oggi,  farsi carico non in termini caritatevoli  della
  serie  "Voi  siete  scimuniti. Adesso ci  pensiamo  noi".  Ma  come
  proviamo  a  dare  una  mano  a trovare soluzioni,  anche  di  tipo
  legislativo,  una  per  tutti, è pensabile  che  noi,  ancora,  non
  riusciamo ad affrontare un nodo che è quello che il 118, nel  corso
  degli  anni ha determinato l'obbligatorietà dei comuni ad avere  un
  fondo di accantonamento per i cosiddetti crediti inesigibili, per i
  quali i comuni non solo hanno la beffa di non riscuotere i tributi,
  ma  addirittura devono costituire un fondo di pari entità  per  cui
  pagano due volte: da un lato perché non lo ricevono dall'altro lato
  perché  devono  accantonarlo. E questo è un tema che  dobbiamo  far
  diventare  un  problema del Paese e non possiamo dire "sono  cavoli
  vostri".
   Allora  perché voglio oggi dire, sull'articolo 1, voi avete  perso
  l'occasione  di fare voi, non noi, perché tra l'altro era  un  atto
  automatico, già la legge c'è dall'anno scorso. Il governo  Musumeci
  non ha voluto istituire il fondo per dare il contributo ai sindaci,
  così  come  lo  fa  lo  Stato negli altri  comuni.  L'inizio  della
  legislatura era un'occasione per, come dire, recuperare; eppure c'è
  voluto,  diciamo, il dissenso, l'organizzazione, il  caos,  l'Anci,
  oggi l'incontro col Presidente della Regione.
   Oggi  ho  letto che il Presidente della Regione gli ha detto:   va
  bene,  vi  concedo l'aumento  - come se fosse il sovrano,  diciamo,
  nominato  per  legge divina -  vi concedo l'aumento,  visto  che  i
  deputati  si sono aumentati, almeno così ho letto sui giornali,  lo
  stipendio .
   Ripeto quello che ho detto due tre ore fa: i deputati non si  sono
  aumentati nulla, ma esiste l'istituto che consente a ogni  deputato
  di rinunciare a quelli che sono ritenuti, diciamo, aumenti illogici
  o illegittimi o immorali; per cui ognuno può fare quello che vuole.
  Penso che abbiamo dato applicazione a una legge - ripeto - che  sì,
  vige  da  dieci anni, non da dieci mesi, da dieci anni: 1   gennaio
  2014.
   E  allora io penso che questo articolo, così com'è, che in  questo
  articolo  deve  trovare  la soluzione - lo dico  con  perentorietà,
  scusate,  Assessore - in questo articolo deve trovarsi la soluzione
  di  tutto  il Parlamento, per riconoscere l'aumento delle indennità
  ai  sindaci,  senza alcuna elargizione o concessione. È  una  legge
  dello Stato che c'è, abbiamo un obbligo politico e morale di farlo.
   Bene. Ne prendo atto. Ci sono voluti diversi giorni per arrivare a
  questo esito. Spero che ci sia questo esito.
   La  seconda questione. Io credo che il collega Laccoto abbia posto
  un tema: che per risolvere il problema dell'articolo 1 bisogna dare
  uno  sguardo anche all'articolo 2. Quelle riserve così  come  sono,
  obiettivamente... ma senza ripristinare fondi in capo all'Assessore
  che  decide  lui  - non per il povero Assessore, che  non  conosco,
  conosco poco, ma perché è un fatto di principio giuridico, per  cui
  si stabilisca una quantità di riserve accettabili e mettiamo, nella
  massima  disponibilità, in maniera automatica, i soldi in nome  del
  numero  di  abitanti  e  della densità demografica,  della  densità
  territoriale dei singoli comuni, così come si è sempre  fatto.  C'è
  un  euro?  C'è un euro per tutti, uguali. Ci saranno due euro?  Due
  euro  per  tutti uguali. Evitare di fare figli e figliastri  con  i
  fondi regionali.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole  Safina. Ne ha facoltà. Dico l'ordine: Safina,  Marano,
  Burtone,  Spada  e Giambona. Io li ho segnati secondo  l'ordine  di
  prenotazione, non c'è una discrezionalità.

   SAFINA.  Signor  Presidente, Governo, vede, io parto  da  ciò  che
  diceva  il collega Cracolici. Quest'Aula in passato, questo Governo
  oggi,  sembrano avercela realmente con gli enti locali, enti locali
  che  hanno dimostrato in questi anni, nel post pandemia, nonostante
  i  gravi problemi che li affliggono sotto il profilo del personale,
  degli  uffici  carenti,  di  sapere  intercettare  molte  linee  di
  finanziamento  che  sono nate dal post Covid.  Ci  sono  comuni  in
  Sicilia  che, per esempio, hanno primeggiato per quanto riguarda  i
  progetti  Pinqua:  Trapani,  Messina, entrambe  hanno  ottenuto  il
  massimo, i 30 milioni che erano previsti, come tetto massimo per  i
  comuni  sono riusciti ad ottenerli e rigenereranno interi quartieri
  di  quella città, laddove solo li metteremo in condizione di farlo,
  cioè laddove consentiremo loro di poter assumere personale.
   E  la  continua  riduzione dei trasferimenti  correnti  incide  su
  quella  percentuale della quale parlavo nell'intervento di  qualche
  ora  fa.  Più noi riduciamo i primi tre capitoli delle entrate  nei
  quali  ci stanno anche i trasferimenti dello Stato e della  Regione
  più difficile sarà  per gli enti locali assumere, anche perché alla
  riduzione  del personale, assessore Falcone, si registra  un  altro
  elemento che è quello della riduzione delle entrate, perché durante
  il  Covid,  durante la pandemia molti cittadini  non  hanno  potuto
  pagare  le  tasse  e  dunque  con la riduzione  delle  tasse  e  il
  contestuale  aumento  del Fondo crediti di dubbia  esigibilità  più
  volte  l'Anci  ha chiesto che venisse sbloccata una quota  di  quel
  Fondo    per   finanziare   investimenti.   Qua   ci   sono   tanti
  amministratori.
   E' chiaro non è competenza di quest'Aula, è un principio contabile
  previsto  dall'ordinamento statuale e noi non possiamo intervenire,
  però se quello che non possiamo fare non lo facciamo ma quello  che
  invece  possiamo fare non lo facciamo allo stesso modo l'effetto  è
  nefasto.
   Allora, guardate, ci troviamo dinanzi quindi a enti che nonostante
  le  difficoltà sono stati virtuosi al cospetto dell'Amministrazione
  regionale, alla quale oggi abbiamo destinato 40 milioni di euro del
  fondo di progettazione.
   Devo  dire  la  verità, avrei preferito che rimanesse  la  vecchia
  formulazione con i 15 milioni, perché la Regione non ha  dimostrato
  di  essere  efficiente sotto questo profilo. Ancora oggi abbiamo  i
  titoloni  di  tutti  i giornali nazionali che  denunciano  come  la
  Regione Sicilia è stata in condizione di farsi bocciare 31 progetti
  su  31 in materia di efficientamento idrico, mentre ci sono Comuni,
  anche  in  questo caso, che hanno dimostrato di saper progettare  e
  che hanno ottenuto milioni e milioni di euro di finanziamenti sotto
  il profilo dell'efficientamento delle reti.
   Allora è possibile ancora oggi immaginare e non comprendere che le
  amministrazioni  di prossimità, quali sono gli  enti  locali,  sono
  quelle  che  possono dare risposte immediate ai nostri cittadini  e
  che  possono  mettere in campo un sistema di spesa virtuoso  e  più
  rapido di quello che mettono in campo le amministrazioni centrali e
  regionali.
     Se  non  comprendiamo  questo aspetto falliremo  l'obiettivo  di
  assicurare  ai nostri concittadini un reale sviluppo e  gli  esempi
  sono  notevoli.  Guardate,  la  Regione  ha,  forse  tre  anni  fa,
  stanziato  dei  soldi per favorire la trasformazione  delle  nostre
  città  in quelle che vengono definite smart e city anche attraverso
  l'istallazione  di  diverse colonnine di ricarica  elettrica  nelle
  città  medie  e  nei capoluoghi, a Trapani mi pare undici,  non  so
  quante  decine a Palermo, ebbene è tre anni che i Comuni  attendono
  che  queste  colonnine  vengano installate, nei  Comuni  che  hanno
  proceduto  da soli ne hanno già installate il triplo di quelle  che
  la Regione aveva previsto di impiantare.
   Ciò  dimostra come nonostante le difficoltà i Comuni  riescono  ad
  essere  più  produttivi  dell'Amministrazione  regionale,  però   è
  chiaro,  caro Presidente, che ad oggi ancora riescono a  reggere  e
  riusciamo  a reggere nelle comunità  locali ma, Assessore,  se  non
  mettiamo  un  po' di benzina il sistema si incepperà e  quella  che
  vogliamo  mettere  non  è sufficiente a compiere  nemmeno  l'ultimo
  miglio, perché rischiamo di non arrivare all'ultimo miglio e non  è
  un  problema  di consenso per le amministrazioni, non  sono  ancora
  alla fine mi sa..

   PRESIDENTE. Le chiedo di concludere, onorevole Safina.

   DIPASQUALE.  No, ma perché concludere? Ha dieci minuti.

   PRESIDENTE. Continui, grazie.

   SAFINA.  Grazie,  onorevole Dipasquale. Non sono ancora  arrivati,
  non  siamo  ancora  arrivati  all'ultimo  miglio  e  rischiamo   di
  fermarci.  Questo  non  è possibile. O ci rendiamo  conto  che  una
  pubblica  amministrazione efficiente, una pubblica  amministrazione
  in  grado  di  dare  risposte immediate ai cittadini  è  una  delle
  soluzioni per il progresso della nostra Regione o ancora una  volta
  avremo  fallito gli obiettivi perché di parole sono piene  le  aule
  parlamentari,  ma ad oggi servono i fatti e quindi serve  un  fondo
  per  le autonomie che al di là della discussione sulle riserve  che
  l'onorevole Laccoto fa e che è sicuramente seria, ci può stare,  ma
  qui  il  fondo già, a prescindere dalle riserve, nasce  povero.  E'
  chiaro che se a povertà aggiungo le riserve e questo aumenta,  però
  noi  abbiamo  l'esigenza  di cambiare passo  sotto  questo  profilo
  perché  troppi  sono  gli interventi che le amministrazioni  locali
  devono garantire.
   Allora  io,  anche  in  questo caso, non vi chiedo  di  riscrivere
  interamente la finanziaria, assessore, non è possibile ma  dobbiamo
  iniziare a invertire la rotta. Grazie.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Se  l'Aula  mi dà la parola, signor Presidente,  che  non
  sento  nemmeno  la mia voce. Posso? Signor Presidente,  con  questa
  confusione non riesco nemmeno a parlare.

   PRESIDENTE. Infatti, non è partito neanche il suo tempo. Quando ci
  sarà  serenità in Aula potrà parlare. Credo che ora ci sia.  Prego,
  onorevole Marano.

   MARANO.  Signor  Presidente,  grazie.  Avrei  preliminarmente  una
  domanda  da  fare  al Governo. Vorrei appunto un chiarimento  sulle
  risorse  -  per favore, però, io non posso parlare, vi prego  tutti
  quanti,   grazie -, vorrei un chiarimento dal Governo sulle risorse
  stanziate   per  l'esercizio  finanziario  2024  nel   bilancio   a
  legislazione  vigente nel capitolo 191301, che è il  contributo  di
  parte  corrente  in  favore dei comuni. Si  osserva  che  risultano
  stanziate  le  seguenti  somme: 216.749.375  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2023, 135 milioni di euro per l'esercizio  2024,  zero
  euro per l'esercizio 2025.
   Ora,  a  seguito della rideterminazione operata con  il  comma  1,
  l'autorizzazione  di spesa viene quantificata in  326.997.500  euro
  per l'esercizio 202, e in 170 milioni di euro per gli esercizi 2024
  e  2025;  nel  prospetto  allegato  alla  manovra  per  l'esercizio
  finanziario  2024 risulta una maggiore spesa finale di  115.749.375
  euro,  mentre la previsione di bilancio, come detto prima,  riporta
  uno stanziamento di 135 milioni di euro. Di conseguenza la maggiore
  spesa  dovrebbe essere pari a 35 milioni di euro; risultano  invece
  correttamente determinate le maggiori spese finali per gli esercizi
  2023  e  2025.  Chiedo,  quindi, se  si  tratta  di  un  errore  di
  quantificazione e se sì la maggiore spesa di 80.749.375  euro  dove
  verrebbe allocata? Domanda.
   Per  quanto  riguarda,  invece,  il merito  dell'articolo,  signor
  Presidente, bisogna riconoscere che questa rideterminazione risulta
  essere solamente sulla carta se pensiamo che nel 2009 il fondo  era
  di  913 milioni, nel 2013 si è ridotto a 540 milioni e negli ultimi
  anni  si  è  attestato a 320 milioni, una riduzione che chiaramente
  mette  in difficoltà i nostri comuni, i nostri sindaci, le esigenze
  degli  enti  locali  e quindi le esigenze dei cittadini,  perché  è
  chiaro  che  le difficoltà dei comuni e dei sindaci nella  gestione
  degli  stessi portano a problematiche sul territorio  e  quindi  ai
  servizi per i cittadini.
   Vorrei  ricordare  inoltre che  nel 2022 ben  278  -  e  concludo,
  signor Presidente -, vorrei ricordare inoltre che nel 2022 ben  278
  comuni  su  391 sono stati senza bilancio, il settantuno per  cento
  dei  comuni  sono stati commissariati dalla Regione per la  mancata
  approvazione  del  bilancio consuntivo 2021  entro  il  termine  di
  legge.  Un  problema che ormai chiaramente è diventato  strutturale
  perché  i  comuni  sono in difficoltà a far fronte  alla  normativa
  finanziaria derivante dall'applicazione dell'articolo 118.
   Vorrei  capire dove dobbiamo arrivare e vorrei avere delucidazioni
  rispetto alla domanda che ho posto poc'anzi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.  Domanda,  non è question time, alla fine  risponde,  alla
  fine risponde a tutti.

   BURTONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siamo  ad  un
  passaggio  importante della finanziaria, il riferimento ai  comuni.
  Io  intervengo  perché sono sindaco di una città  importante  della
  Sicilia,  orgogliosamente sindaco di una  città  che  è  patrimonio
  dell'Unesco, borgo tra i borghi più belli della Sicilia, una  città
  che  somiglia alle tante città siciliane, perché, Presidente  della
  Regione, noi abbiamo la bellezza della nostra Sicilia e la dobbiamo
  difendere sempre e portarla avanti nelle varie sedi.
   Io   quindi   contribuisco  se  mi  si  permette  a  dare   alcune
  valutazioni,   alcune  proposte.  Abbiamo  iniziato   il   percorso
  legislativo avendo un segnale sugli enti locali, che era quello del
  contributo  per  l'energia elettrica ai comuni, un bel  segnale  da
  parte del Governo. Noi parlammo positivamente di tutto ciò; durante
  il  dibattito,  per  quel  che  mi  riguarda,  abbiamo  cercato  di
  sviluppare  alcune tematiche, indicare alcuni percorsi  da  portare
  avanti,  i  servizi, perché, signor Presidente dell'Assemblea,  noi
  siamo  convinti,  questo senza presunzione  lo  dico  colleghi  che
  operano come sindaco nelle nostre comunità, che veramente il comune
  è lo snodo dello Stato, la prima cellula dello Stato.
   Mi piace che il Vicepresidente acconsente, mi sembra un po'nervoso
  ma  non  c'è  motivo, Assessore, nel senso che  visto  che  il  suo
  consenso  era così palese tanto da pensare che fosse quasi ironico,
  io  le dico invece, mi permetta, io le dico invece, mi permetta, le
  dico invece che veramente il comune è la porta dello Stato.
   Nella sua dimensione regionale lei avrà percepito avendo fatto  il
  deputato  anche  negli  anni scorsi che c'è  un  passaggio  in  cui
  necessariamente  deve essere l'ente locale a dare risposte,  quindi
  la   Regione  deve  avere  questa  dimensione  di  programmare,  di
  legiferare e poi di mettere i comuni nelle condizioni di servire  i
  cittadini,  anche  perché  ai comuni  viene  dato  un  mandato  non
  soltanto  di  erogare servizi - sotto certi aspetti mi fa  piacere,
  qui  è  presente  l'assessore alle attività  produttive  -  e  deve
  promuovere lo sviluppo economico.
   Noi  abbiamo  avuto  già  alcune  interlocuzioni  come  comune  di
  Militello, abbiamo trovato grande disponibilità e ascolto  rispetto
  ad   alcune  problematiche,  perché  il  comune  non  si  ferma  ad
  esplicitare  alcuni  servizi fondamentali, ma deve  necessariamente
  intersecarsi con le dinamiche regionali e statali per dare risposte
  anche in termini produttivi.
   Ecco perché noi sosteniamo che ai comuni bisogna dare risposte che
  vadano oltre il bilancio.
   Sono  intervenuti stamani nella discussione dicendo che, in fondo,
  il passaggio decisivo afferisce proprio a questa responsabilità dei
  comuni  e  che i comuni non possono non trarre forza da quelle  che
  sono le dinamiche regionali, soprattutto su alcuni servizi.
   E  io lo ripeto e mi fermo solo a questa considerazione che già ha
  già fatto.
   Ci  sono  alcuni servizi che in Sicilia afferiscono ai diritti  di
  cittadinanza che sono messi in grande difficoltà.
   Se  dovesse passare il disegno nazionale che è quello di creare un
  dimensionamento  scolastico che veda un numero di 900  alunni  come
  possibilità  di gestione autonoma di una scuola, il  50  per  cento
  delle  nostre  scuole,  assessore  alla  scuola,  non  avranno  una
  direzione, non avranno autonomia, saranno scuole di serie B.
   Noi  abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di scuole di serie A. Perché
  la scuola è il riscatto sociale, è il vero ascensore che serve alle
  nostre comunità.
   Così  come torniamo a discutere, lo abbiamo fatto - ripeto  -  con
  una  grande  attenzione da parte dell'Assessore per la  famiglia  e
  dall'Assessore per la salute.
   Abbiamo bisogno di servizi che afferiscono al diritto fondamentale
  dell'articolo 32 e che è legato alla necessità di avere  anche  nel
  territorio una sanità efficiente, di avere risposte che  diano  una
  tranquillità alle famiglie rispetto alla crescita di stili di  vita
  che debbono essere contenuti, frenati.
   Parlo  dell'abuso  che  c'è  nelle nostre  comunità  dell'utilizzo
  dell'alcol, la diffusione di droghe pesanti e di droghe leggere, la
  presenza  di una ludopatia che galoppa soprattutto nelle fasce  più
  deboli.
   Allora  credo  che  su  questo  ci debba  essere  una  riflessione
  profonda.
   Vado  all'ultima  considerazione,  poi  farò  se  è  il  caso   un
  intervento nel merito anche nel successivo articolo 2. Credo che il
  fondo  abbia  una  grande importanza, Assessore  Messina,  non  c'è
  dubbio.  Però il tema fondamentale - lo diceva il collega Antonello
  Cracolici  -  il tema fondamentale è quello dei crediti  di  dubbia
  esigibilità.
   I comuni possono avere risorse per gli investimenti, per i servizi
  ma  se  non  traggono le risorse dalla fiscalità che è delegata  ai
  comuni,  la  difficoltà aumenta e aumentano perché c'è questo  atto
  ingiusto che è quello dei crediti di dubbia esigibilità, i  crediti
  di dubbia esigibilità.
   Signor Presidente, non la voglio mettere in imbarazzo perché io so
  che  lei è impegnato su tanti fronti però l'anno scorso noi abbiamo
  fatto una battaglia come Anci.
   Lo  ricorderanno qui i sindaci presenti che allora si  impegnarono
  in  tanti,  c'era anche l'Assessore. Abbiamo fatto la battaglia  di
  chiedere allo Stato di intervenire su questo fondo e devo dire  che
  un segnale c'è stato.
   Ecco   perché  le  chiediamo  di  seguire  anche  questa  vicenda,
  Presidente,  perché  se non si interviene su  quel  fondo,  se  non
  vengono  sbloccate alcune risorse, i comuni potranno avere qualcosa
  anche in più da parte della Regione ma sono a rischio.
   Il  dato che emerge è che sono comuni - il più delle volte  -  che
  pur  avendo una forza e una capacità di amministrazione si  trovano
  ad essere sul punto del predissesto, del dissesto.
   Sono  queste  le considerazioni che volevo fare, un contributo  in
  positivo perché riteniamo che nelle nostre comunità ci siano  tanti
  problemi  - alcuni affioreranno anche più avanti -, sono legati  ai
  pochi interventi di natura sociale che potranno essere garantiti in
  una situazione difficile.
   Credo  però che una risposta debba venire, possa venire  da  parte
  della Regione anche perché i problemi che si pongono nei comuni non
  sono  problemi che possono essere risolti utilizzando  i  verbi  al
  futuro.
   Purtroppo si deve utilizzare sempre il verbo al presente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, l'articolo 1
  penso sia l'articolo più importante di questa legge di bilancio per
  due  motivi. Il primo perché riguarda il trasferimento della  spesa
  corrente nei confronti dei Comuni e quindi penso che i Comuni  oggi
  siano  la  parte  fondamentale e principale delle comunità  in  cui
  insistono.
   Io  non  voglio credere che l'assessore Falcone, che il Presidente
  della  Regione, ma anche perché appunto l'assessore Falcone è stato
  sindaco  in  questa Regione, ha amministrato a Mirabella Imbaccari,
  corretto  onorevole Cracolici? Quindi io non penso che  l'assessore
  Falcone non abbia a cuore il destino dei Comuni siciliani. Aggiungo
  di  più:  in  I  Commissione abbiamo fatto  un  lavoro  insieme  ai
  colleghi Catanzaro, Giambona e anche ai colleghi della maggioranza,
  per  cercare  di  incrementare  il fondo  da  destinare  ai  Comuni
  siciliani ed era passato un emendamento che ho voluto sottoscrivere
  insieme  ai  miei  colleghi che era a firma  della  maggioranza  di
  quest'Aula che prevedeva appunto l'incremento di 15 milioni di euro
  da destinare ai Comuni ma non solo.
   Ho  presentato  anche un emendamento che prevedesse  l'adeguamento
  degli  stipendi  dei nostri amministratori locali  a  quelli  delle
  altre Regioni d'Italia. Quindi onorevoli colleghi io penso che oggi
  questa   Regione,  che  quest'Aula  debba  dare   un   segnale   di
  discontinuità rispetto al passato e rimettere al centro i sindaci e
  gli  amministratori  locali  perché  sono  i  veri  frontmen  delle
  problematiche che quotidianamente vivono le nostre comunità.
   Io  faccio una proposta anche se provocatoria a mio avviso ma l'ho
  detto  pubblicamente, l'ho detto anche al mio Gruppo  parlamentare:
  sarebbe corretto che lo stipendio dei deputati andasse ai sindaci e
  che   noi   ci  prendessimo  lo  stipendio  dei  sindaci   per   le
  responsabilità  che hanno i sindaci sui singoli  territori.  Perché
  penso è come se io, è come se lo facessi, onorevole Turano, per due
  motivi  perché oltre a rappresentare la Regione devo  dire  che  ho
  avuto in questi ultimi due anni la possibilità di toccare con  mano
  le  problematiche  che vivono gli amministratori locali  perché  su
  Floridia  abbiamo fatto un lavoro eccezionale, abbiamo ripristinato
  un  territorio da troppo tempo abbandonato e lo abbiamo reso  fiore
  all'occhiello  della provincia di Siracusa.  E  penso  che  per  le
  responsabilità che oggi hanno i sindaci bisognerebbe  sostenerli  e
  bisognerebbe incentivarli nell'azione politica che stanno  portando
  avanti.  Motivo per cui penso che all'articolo 1, ma questo  ce  lo
  aveva  detto  anche  in  Commissione  Bilancio,  il  Governo  debba
  recuperare delle somme per consentire non solo il mantenimento  del
  fondo  rispetto  a  quelli degli anni passati  ma  soprattutto  per
  consentire   agli   amministratori  locali  siciliani   di   essere
  equiparati a quelli del resto d'Italia perché oggi fare il  sindaco
  in Sicilia non è facile anzi è più difficile che farlo a Milano,  è
  più difficile che farlo a Roma, è più difficile che farlo nel resto
  d'Italia  quindi incentiviamo quei sindaci, tuteliamo  e  cerchiamo
  soprattutto  di  dare  un  segnale  di  discontinuità  rispetto  al
  passato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Spada.  Ha  chiesto  di   parlare
  l'onorevole Pace.

   PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho chiesto
  di  intervenire,  inimicandomi anche le  ire  del  mio  amico  Luca
  Sammartino, perché io   io faccio fatica a intervenire in Aula,  se
  i colleghi dell'opposizione poi parlano avrò ancora più difficoltà.
  Dicevo, ho chiesto di intervenire perché, siccome io ho consumato i
  passaggi  in  Commissione, abbiamo consumato una  notte  importante
  anche  in Commissione Bilancio, e la legge finanziaria che è venuta
  fuori,  con  tutti gli articoli e tutti i commi, se io  ho  ricordi
  esatti,  è  venuta  fuori non perché ci sia stata  una  maggioranza
  cattiva  che abbia obbedito a un Governo cattivo che vuole il  male
  dei  Comuni  e  dei sindaci e, caro collega Spada,  io  sono  stato
  sindaco fino all'altro ieri per dieci anni e mezzo e tutti  i  miei
  interventi sono pro-enti locali, sono pro-sindaci, perché  io  sono
  stato  anche tre anni e mezzo con la scorta quindi io  so  ciò  che
  vive un sindaco di periferia.
   Ma  la  legge  finanziaria  che oggi  arriva  in  Aula,  credo  di
  ricordare  bene,  Antonello Cracolici, è frutto di un  ragionamento
  complessivo dove non ci sono stati da una parte i buoni  e  da  una
  parte i cattivi. C'è stato semplicemente un accordo complessivo che
  ha  visto ripartire le somme destinate ai Comuni così come le varie
  Commissioni. In prima Commissione, in prima istanza in  Commissione
  Bilancio, successivamente ma con un accordo bipartisan e  la  gente
  che  ci  ascolta da casa deve sapere che questa legge  finanziaria,
  per  la  prima volta in maniera straordinaria, l'ho detto ieri  nel
  mio intervento, ho fatto un plauso al Presidente Galvagno perché ha
  messo da parte una smania di protagonismo per privilegiare il senso
  delle  Istituzioni, così come l'ha fatto il Presidente  Schifani  e
  soprattutto Marco Falcone.
   Ma  sottolineo  la  disponibilità  dell'assessore  Messina  che  è
  l'assessore per gli enti locali perché, per la prima volta, abbiamo
  privilegiato la concordia, come Traiano. Presidente Schifani,  come
  Traiano,  non come Giulio Cesare. Traiano è stato ricordato  fra  i
  cinque  imperatori buoni perché amava il dialogo e la  concordia  e
  quindi  questa legge finanziaria è il frutto, compreso gli articoli
  1  e  2, che non tolgono soldi agli enti locali ma che ripartiscono
  soldi e finanziamenti agli enti locali non col dito. Per i disabili
  psichici  è  stata una volontà dell'onorevole Intravaia,  ma  anche
  nostro,  della  Democrazia Cristiana, che  avevamo  dimenticato.  I
  sindaci hanno questo spauracchio dell'indennità che devolviamo.
   Io parlo ancora da sindaco alle varie comunità e, per una mancanza
  di   fondi,   abbiamo  visto  che  c'era  un  vulnus  nella   legge
  finanziaria. Abbiamo inserito una somma importante di 6  milioni  e
  mezzo  di  euro così come non era prevista la somma  per  i  Comuni
  virtuosi  che  raggiungono  il  65% della  raccolta  differenziata.
  Abbiamo  previsto  una  somma  per quei  Comuni  virtuosi.  Abbiamo
  previsto delle somme non per il comune Tizio o per il comune  Caio,
  perché  se questo è stato fatto, vi assicuro che non è stato  fatto
  su   indicazioni  di  parlamentari  della  maggioranza.  Le   somme
  ripartite  sono circa 31 milioni che vanno anche per i Comuni,  32,
  per  i Comuni che hanno le varie bandiere blu, che hanno difficoltà
  per  quanto  riguarda il randagismo e il fenomeno del randagismo  è
  uguale  a  Ribera,  a Siracusa, a Palermo, a Catania.  Non  abbiamo
  preferito  dare il contributo a quel Comune e, quindi, oggi  venire
  qua   e   non   è   un'accusa   nei  confronti   dei   parlamentari
  dell'opposizione,  comune  e, quindi, oggi  venire  qua,  e  non  è
  un'accusa nei confronti dei parlamentari dell'opposizione,  a  fare
  apparire  come il Governo Schifani come quel Governo che  è  contro
  l'Anci,  che  contro i sindaci e che, invece, ci sono  parlamentari
  che vogliono privilegiare altro.

   PRESIDENTE. Lasciate completare, l'intervento dell'onorevole Pace,
  così come ha fatto lui nei vostri confronti.

   PACE. Ritengo che sia se non altro ingeneroso.
   Dobbiamo  ammettere, invece, che questa finanziaria  probabilmente
  per  i  comuni  siciliani non è la migliore finanziaria  del  mondo
  perché  327 milioni per i comuni diventano poca cosa, che il lavoro
  che   dovevamo  fare  probabilmente  nelle  varie  Commissioni  era
  togliere  qualche gioco d'artificio e rimpinguare  i  fondi  per  i
  comuni,  cosa  che  comunque  ognuno  di  noi  deve  assumersi   la
  responsabilità  perché lo sanno i giornali, lo sanno  i  media,  lo
  sanno  i cittadini, la finanziaria che noi tra oggi, domani,  spero
  domani  sera,  approveremo è una finanziaria di mediazione  di  cui
  tutti dobbiamo essere orgogliosi, in primis perché non succedeva da
  10  anni che venisse approvata entro la prima decade di febbraio  e
  non lo dice nessuno, dobbiamo dirlo. Collega Dipasquale, io ieri ho
  letto le date, lei non c'era, ho letto le date degli ultimi 10 anni
  e  ricorreva sempre il mese di maggio, aprile, maggio.  Nessuno  lo
  dice  che questo Governo sta dando la possibilità ai comuni di  non
  stare in ansia fino al 30 di aprile o fino al 25 di maggio. Noi  il
  10 di febbraio daremo una certezza a tutti i comuni siciliani. E ho
  voluto  fare questo intervento da sindaco, mi aspettavo uno  sforzo
  in  più per tutti i comuni, ma questo sforzo doveva essere fatto in
  maniera corale.
   Mi  auguro,  Presidente  Schifani,  visto  che  oggi  credo  abbia
  ricevuto   anche  una  delegazione  dell'Anci,  che   la   prossima
  finanziaria  così  come siamo stati bravi  a  fare  le  nottate  in
  Commissione  Bilancio  possiamo essere ancora più rispettosi,  come
  diceva  il collega, nei confronti dei sindaci per dare più  risorse
  sia in conto capitale per fare qualche investimento che i comuni si
  sognano  se  non  con i fondi extra regionali,  sia  per  le  spese
  correnti  perché i comuni fanno fatica a sbarcare il lunario  e  su
  questo  siamo  tutti d'accordo. Non voglio che  passi,  invece,  il
  messaggio che nel Parlamento ci sono i parlamentari buoni che amano
  i  sindaci  e  i comuni e i parlamentari cattivi perché  io  voglio
  essere  scritto,  da ex sindaco, fra i parlamentari  buoni  che  ha
  lavorato per dare forza e linfa ai comuni siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo.  Ho
  sentito adesso, collega Pace, dico è ovvio che sul tema dei  comuni
  io  ritengo  che non ci sia colore politico. Qui noi, come  Partito
  Democratico e credo tutte le forze di questo Governo, vogliamo dare
  un contributo per la situazione di profonda crisi in cui versano  i
  comuni siciliani.
   Guardate,  l'articolo 1 è l'articolo, un articolo  importante  che
  permette  di  trovare  delle soluzioni,  qualora  ve  ne  siano,  a
  superare  le  tante  criticità degli enti locali.  Noi  lo  abbiamo
  dimostrato   nelle   azioni  concrete  e  in   Commissione   perché
  riconosciamo  come  i comuni e gli amministratori  siano  gli  enti
  territoriali  di  massima prossimità, i front  office,  quelli  che
  affrontano  quotidianamente i problemi dei cittadini e  che  devono
  sorbirsi le risposte dovute alle mancanze della politica.
   Guardate, il quadro che emerge, non voglio ripetere

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Chiedo scusa. Un secondino di ordine in Aula.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente. Non voglio ripetere i dati e  quanto
  già  riferito  dai  colleghi poc'anzi, però il  quadro  degli  enti
  locali siciliani, dei comuni è allarmante. Su 391 comuni, che  sono
  i comuni siciliani, ci sono circa un centinaio che versano in stato
  di dissesto o pre-dissesto, con importanti situazioni - come diceva
  anche  la  collega poc'anzi - di enti che sono stati  commissariati
  per  la  mancata approvazione dei consuntivi. Poi c'è  un  problema
  circa le difficoltà di programmare.
   A  fine  dicembre circa 300 dei totali comuni non  avevano  ancora
  approvato il bilancio di previsione. Di questo dirò più avanti.
   Noi,    come   Partito   Democratico,   abbiamo   ascoltato    gli
  amministratori, abbiamo ascoltato i sindaci, abbiamo  quindi  fatto
  nostre  le  loro  richieste, anche di Anci  e  di  ASAEL.  E,  come
  dicevano poc'anzi i colleghi, io sono stato il primo firmatario  di
  un  emendamento  in  Commissione  Affari  istituzionali   e  questo
  emendamento,  fondamentalmente,  aveva  l'idea  di  permettere   ai
  sindaci di superare queste criticità attraverso risorse aggiuntive,
  prevedendo i trasferimenti di parte corrente in 345 mila euro.
   Questo  era  un  modo per tentare di dare ossigeno  e  tentare  di
  superare  questa crisi profonda in cui versano i comuni  siciliani,
  perché  -  come  si diceva poc'anzi - le risorse di parte  corrente
  sono  dimezzate,  assessore Falcone, negli  ultimi  10  anni  e  si
  risente anche qui di quella che è la tematica delle riserve. Alcune
  sono  ineccepibili  però,  entrando nel  merito  delle  stesse,  si
  verifica che si passa dai 40,8 milioni del 2022 ai 48,8 milioni del
  2023.
   Ricordo che alla vigilia, anche in presenza dell'Assessore Messina
  in  Commissione   Affari istituzionali , abbiamo parlato,  appunto,
  delle  riserve  e dell'opportunità di rivederle. Ribadisco,  alcune
  sono ineccepibili, ma di fatto il Fondo di parte corrente si riduce
  a  278 milioni all'incirca. Anche perché ci sono alcune riserve - e
  queste,  assessore  Messina, sommano  12  milioni  di  euro  -  che
  riguardano  anche  solo  potenzialmente la  generalità  dei  comuni
  siciliani.  Invece,  la maggior parte di queste  riserve  sono  ben
  identificate a chi andranno.
   Ecco,   io  ribadisco  molte  di  queste  riserve  hanno  finalità
  lodevoli, ma qui il tema non è tanto quello delle riserve, è che ci
  vogliono più risorse.
   Noi  ci  auguriamo che da quest'Aula si esca fuori con un'idea  di
  massima,  assessore Falcone e assessore Messina.  Ci  vogliono  più
  risorse  per  il  caro energia. Mi risulta che alcuni  enti  locali
  hanno  anche subìto dei decreti ingiuntivi perché non sono riusciti
  a  ottemperare  ai  debiti  che  sono  sorti  con  l'aumento  delle
  forniture energetiche.
   Come un altro tema che si sta abbattendo quest'anno, oltre che nel
  2022,  è  il  tema  dell'inflazione. Ne abbiamo parlato,  assessore
  Falcone, in Commissione  Bilancio . L'inflazione, naturalmente, non
  riguarda  solamente i consumatori finali, ma riguarda  anche  tutti
  gli operatori economici, riguarda anche gli enti locali che rendono
  servizi,   acquistano   beni.  Quindi,   questo,   inevitabilmente,
  comporta, qualora non vi sia un adeguamento delle risorse di  parte
  corrente, un inadeguamento e un ulteriore stato di crisi.
   Ci  auguriamo che da quest'Aula - come abbiamo sentito e visto  in
  alcuni  articoli  di giornale - questo Governo esca  fuori  con  un
  jolly,  tale  da poter dare veramente una boccata di ossigeno  agli
  enti locali siciliani. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.   Grazie,  Presidente,  onorevole  Presidente,  colleghi,
  assessori della Giunta. Allora, proviamo a mettere intanto un punto
  chiaro.  Qui non c'è nessuno che sta aumentando i fondi ai  comuni,
  non  c'è  nessuno che ne sta stanziando di più rispetto  agli  anni
  precedenti,  c'è  un  Governo che ha deciso, invece,  di  fare  una
  riduzione, cioè stanno tagliando il Fondo per investimenti,  perché
  ai sindaci bisogna spiegare che i 115 milioni di euro che da sempre
  sono stati all'interno del bilancio della Regione, quest'anno,  per
  la  seconda volta - non la prima volta, perché Musumeci lo ha fatto
  durante la pandemia - i 115 vengono trasferiti al Fondo di sviluppo
  e coesione.
   Il  Fondo  di  sviluppo  e  coesione  è  un  fondo  veramente  per
  investimenti. E, quindi, le risorse che, precedentemente, i sindaci
  si  vedevano  incamerare  all'interno dei propri  bilanci,  non  ci
  saranno  più e dovranno essere in grado di progettare -  che  è  il
  problema di tutti i comuni di questa Sicilia - qualcosa che  possa,
  poi, essere finanziato dal Fondo di sviluppo e coesione.
   Ora,  la  domanda che io vorrei fare all'assessore Falcone  è:  ma
  prima di destinare le risorse del Fondo di sviluppo e coesione, dal
  quale  diciamo abbiamo riempito la legge finanziaria, ma  sappiamo,
  quanto  meno, a quanto ammonta?  Cioè lei, Presidente, deve  sapere
  che, oggi, la Regione siciliana non sa a quanto ammonta il Fondo di
  sviluppo  e  coesione  21-27. Non è che non  sappiamo  quante  sono
  libere, o quante possiamo utilizzare  Oggi noi non sappiamo  quanto
  verrà   destinato  alla  Regione  siciliana;  però,  questa  stessa
  Assemblea,   oggi,   destina  queste  risorse  per   qualcosa   che
  probabilmente,  se  i  sindaci li vedranno li  vedranno  alla  fine
  dell'anno  e,  nel  frattempo,  si devono  portare  avanti  con  la
  realizzazione di progetti per il quale tutta l'Assemblea è  conscia
  del  fatto  che  non  esistono  oggi  comuni,  che  hanno  progetti
  esecutivi  pronti  per  essere  realizzati  e  pronti  per   essere
  finanziati.
   Quindi   noi,   oggi,   dobbiamo  essere   sinceri.   Al   di   là
  dell'indennità, del trasferimento, delle risorse, dobbiamo dire che
  confermiamo le risorse di parte corrente, stanziate nel bilancio di
  previsione  precedente - perché poi entriamo  nel  dettaglio  delle
  riserve - e tagliamo i 115 milioni che sono del Fondo investimenti.
  Punto.
    Quindi, diciamo, tutta la retorica sul fatto aiutiamo i comuni, i
  sindaci,  i  progetti viene meno leggendo i primi due  articoli,  i
  primi due commi. Non è che bisogna fare chi sa che cosa.
   A questo aggiungo, Presidente, giusto per non andare troppo per le
  lunghe  e,  diciamo, non far sembrare il mio intervento,  meramente
  diciamo,  ostruzionistico  della  legge  finanziaria,  durante   la
  sessione di bilancio - lei ricorderà, il Presidente lo ricorderà  -
  il nostro Gruppo ha presentato un emendamento che riguarda i liberi
  consorzi  in  dissesto. Questo emendamento, dei liberi consorzi  in
  dissesto  era  stato presentato al comma 2 della legge finanziaria,
  all'articolo  1  comma  2,  quando  ancora  il  Governo  non  aveva
  stanziato   le   risorse   per  i  liberi  consorzi   delle   città
  metropolitane.
   E'  evidente che, l'intento della Commissione  Bilancio   non  era
  quello  di  destinare  una quota parte del  Fondo  investimenti  ai
  liberi consorzi in dissesto perché non se ne fanno niente. I liberi
  consorzi in dissesto, mi rivolgo ai colleghi di Siracusa che è  uno
  di  quegli  enti  che  rischia il dissesto sul  dissesto  -  stiamo
  parlando di un libero consorzio che oggi non riesce a garantire  il
  riscaldamento alle scuole, o le strade provinciali in un,  diciamo,
  stato decoroso, ma men che meno gli stipendi ai propri dipendenti -
  il libero consorzio di Siracusa, e i liberi consorzi in generale in
  dissesto, hanno bisogno della parte corrente.
   Quindi, quello che sto annunciando, ma che presenteremo, e lo dirò
  all'assessore Falcone quando sarà presente in Aula,  è  chiaro  che
  quell'emendamento non va bene sulla parte investimenti, tra l'altro
  del 2025, assessore Falcone. La parte corrente, che va destinata  a
  liberi  consorzi in dissesto, è la parte corrente, non è  la  parte
  per   investimenti.   Perché,  destinare  con   legge   finanziaria
  investimenti  del 2025 ai liberi consorzi in dissesto,  non  ce  ne
  facciamo niente  Nel frattempo Siracusa sarà andata in dissesto sul
  dissesto
   Dobbiamo  destinare - questo era un errore che  è  stato  commesso
  poi,  magari  nella formulazione, in Commissione  Bilancio   -  una
  riserva  della  parte dei novantotto milioni  e  mezzo,  che  viene
  destinata  alle  città metropolitane e liberi consorzi,  ai  liberi
  consorzi  in  dissesto. Questo per riequilibrare quello  che  è  un
  argomento  che, purtroppo, ancora questa Assemblea non ha  trattato
  se  non su giornali. Quello dei comuni, a parte diciamo il testo di
  legge che dà la possibilità ai sindaci di ricandidarsi per la terza
  volta  nei  comuni sotto i 15 mila abitanti che si  vedrà  in  sede
  separata,  ad oggi manca un'idea. Perché stiamo parlando di  norme,
  purtroppo, spot che poco servono agli amministratori locali.
     Gli  amministratori  locali,  oggi,  devono  capire  come  poter
  garantire i servizi che, col trasferimento che in questo momento la
  Regione  garantisce nei confronti comuni, non riescono a  garantire
  ai propri cittadini.
   Allora,  sarebbe  opportuno, messa da parte  della  finanziaria  e
  stanziando  più  risorse possibili ai comuni  ai  liberi  consorzi,
  capire qual è l'intenzione da parte del Governo per rivedere,  poco
  fa  dicevamo, al Fondo i crediti di dubbi esigibilità, rivedere  le
  province  che, ad oggi abbandonano del tutto le scuole e le  strade
  provinciali, cioè comprendere qual è la visione che vuole  dare  il
  Governo  Schifani  nei confronti dei comuni e dei liberi  consorzi,
  perché  lo  stanziamento - ripeto - è uguale a  quello  degli  anni
  precedenti non c'è un passo in più, non viene garantita neanche  la
  triennalità;  addirittura, anzi devo dire che l'unico miglioramento
  è quanto meno garantire le tre trimestralità entro maggio dell'anno
  corrente.  Questo  è un passaggio che sicuramente  sarà  apprezzato
  dalle  ragionerie  e  dai  sindaci  dei  comuni,  ma  oltre  quello
  null'altro.
   Allora,  sarebbe opportuno comprendere che visione ha  il  Governo
  Schifani  nei  confronti dei Comuni, dei Liberi  Consorzi  e  delle
  Città  metropolitane  e poi, successivamente, capire  come  poterli
  aiutare  con la parte corrente, che è quello che serve,  e  con  la
  parte  di  investimenti che deve essere trasferita non deve  essere
  progettata,  perché  io  sono sicuro che ci ritroveremo  alla  fine
  dell'anno  dove  tantissimi comuni non riusciranno  a  spendere  la
  parte  a  loro  destinata per investimenti che  noi,  invece,  oggi
  stiamo  vendendo come 115 milioni di euro che, probabilmente,  alla
  fine  dell'anno  verrà  utilizzata per la  metà  della  sua  parte.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Grazie,  Presidente,  signori  onorevoli,   Presidente
  Schifani,   Assessore.  Innanzitutto,  volevo   fare   gli   auguri
  all'all'onorevole Pace che oggi fa il compleanno e, quindi, a  nome
  di tutta l'Assemblea

                              (Applausi)

   GILISTRO.  E  quindi un applauso. Perché devo  dire  la  cosa,  ho
  saputo  questa cosa mi ha fatto anche tenerezza il fatto  che  stia
  festeggiando qui il suo compleanno; quindi, questo ti fa onore  per
  la nostra Sicilia quindi questo mio augurio.
   Allora,  Presidente,  assessore Falcone, inizio  con  una  parola:
   gratitudine   che  dovremmo esercitare un  po'  più  spesso  tutti
  quanti;  gratitudine per aver accolto la richiesta  per  il  libero
  Consorzio di Siracusa che praticamente è veramente un disastro.  Io
  ho   vissuto  in  prima  persona,  come  cittadino,  prima   vedere
  arrampicati sui pali sui tralicci dell'Enel gli impiegati e  quando
  non  gli  arrivava neanche lo stipendio da 6 mesi da 7 mesi  e  che
  comunque avevano famiglia.
   Allora,  credo  che  sia  molto importante impegnare  delle  somme
  perché  Siracusa è una città di importanza turistica di alto valore
  archeologico, paesaggistico, e chi arriva a Siracusa,  il  turista,
  le persone che arrivano da fuori e vedono le strade siracusane sono
  veramente  un disastro sia dal punto di vista di manutenzione,  sia
  dal punto di vista di pulizia. Cioè un turista che arriva dice:  ma
  sono  capitato   siamo in Africa o siamo forse in un  paese  di  un
  altro mondo  .
   Allora,  Assessore,  chiedo con grande  veemenza,  veramente  l'ho
  detto  in prima battuta con gratitudine, che venga preso un impegno
  importante, proprio un impegno sostanziale affinché queste  risorse
  possano  arrivare  nel più breve tempo possibile. Abbiamo  istituti
  scolastici  che  veramente  versano  in  gravissime  condizioni  e,
  soprattutto, sono ragazzi che arrivano da tutta la provincia fra le
  altre  cose; quindi, abbiamo istituti superiori che hanno necessità
  assoluta  di fondi. Credo che sia importante oltretutto  quello  di
  poter   recuperare   fondi,  successivamente  magari,   per   poter
  implementare  questi servizi anche per i ragazzi  che  sono  e  che
  studiano a Siracusa. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Grazie,  Presidente,  onorevole  Presidente,   Governo.
  Fondo  autonomie locali. Credo che 326 milioni di euro,  quasi  327
  milioni  di euro, sia la somma stanziata per l'anno 2023, circa  40
  milioni in più rispetto al 2022. Fondo investimenti incrementato di
  10 milioni di euro, ma la mia sensazione è che non riusciamo ancora
  a  vedere  la luce nonostante questi sforzi - che sicuramente  sono
  apprezzabili  -  e perché? Perché un incremento di  40  milioni  di
  euro,  ripartito sui 391 comuni siciliani, per un comune mediamente
  di  30  mila abitanti, con un'estensione di 180 chilometri quadrati
  circa,  sono  70  mila euro in più all'anno, senza  considerare  il
  fatto  che  su  quel Fondo autonomie locali molti Comuni  hanno  le
  trattenute  per  mutui  erogati con la stessa  Regione,   penso  al
  Comune di Misilmeri, al Comune di Bagheria, al Comune di Licata, al
  Comune  di Trabia, una parte di quelle risorse quei Comuni  non  li
  utilizzeranno.
   Allora, una riflessione va fatta sul sistema Enti locali. Qualcuno
  parlava  di  aperture di credito; io non credo che  siamo  qui  per
  concedere aperture di credito, ma siamo qui per svolgere il  nostro
  ruolo   e  con  scrupolo  e  coscienza  dobbiamo  occuparci   della
  situazione drammatica in cui gli enti locali vivono.
   Si  vuole pensare ad una riforma strutturale che veda al centro  i
  Comuni? I Comuni non hanno solo il problema dei 50 mila euro in più
  del Fondo autonomie locali che quest'anno la Regione può erogare, i
  Comuni  convivono  con  problemi  strutturali  che  riguardano   il
  problema del personale.
   Abbiamo toccato poc'anzi il problema del personale Asu negli  Enti
  locali,  ma  i  vincoli di finanza impediscono di  incrementare  la
  spesa per il personale. Vogliamo sederci con lo Stato e cercare  di
  sbloccare  questa  situazione? Questa sarebbe la  mano  d'aiuto  ai
  Comuni, agli Enti locali. Lo sapete perché? Perché qualcuno poco fa
  diceva: "Quando i cittadini percepiscono questo scollamento con  la
  politica  mettono  tutti  nello stesso calderone",  la  vita  delle
  comunità  locali  dipende  dalle  azioni  che  facciamo  anche   in
  quest'Aula. Quindi, credo che il senso di responsabilità appartenga
  a  tutti e questa riflessione - a cui invito il Governo regionale -
  riguarda   il  problema  del  personale  ma  riguarda  il  problema
  dell'energia.
   Presidente, ieri non era presente, in discussione generale abbiamo
  affrontato  il  tema  delle royalties.  Lei  nel  suo  discorso  di
  insediamento  ha  citato  il  progetto  Argo  Cassiopea.  Nel  2024
  inizierà  l'attività  estrattiva, probabilmente  verranno  estratti
  circa  2 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Come sa il decreto
  legislativo 625 del '96 prevede che le royalties vengano concesse e
  vengano  cedute  quel 10 per cento per il 45 per cento  al  Governo
  centrale e per il 55 per cento al Governo regionale.
     C'è  un  emendamento a firma mia e dell'onorevole Di  Paola  per
  riconoscere  una parte di quelle royalties ai comuni  costieri  che
  hanno  subito  un pregiudizio per le attività poste in  essere  dal
  titolare  della  concessione.  Ma aggiungo  un  altro  elemento  la
  Regione Basilicata, che effettua la stessa attività estrattiva,  ha
  concertato  con  lo Stato ed ha ottenuto la concessione  di  quella
  quota  del  45  per  cento all'intera Regione Basilicata  ed  oggi,
  ricercando  qualche  notizia, ho potuto appurare  che  il  bilancio
  della Regione Basilicata si basa sulle royalties. Il bilancio della
  Regione siciliana non potrebbe incentrarsi su quelle royalties,  ma
  la Sicilia è snodo centrale per l'energia. Lo dicevo ieri: il gas e
  arriva dal Nord Africa passa dalla Sicilia.
   E  allora,  con  forza  dovremmo sederci col  Governo  centrale  e
  tutelare gli interessi dei siciliani. Non mi voglio avventurare  in
  calcoli  matematici  magari rischio di fare  brutta  figura,  ma  2
  miliardi  di metri cubi di gas se il prezzo del gas è 50 centesimi,
  Presidente  mi  aiuti lei, sono una cifra, si  parla  di  circa  55
  milioni  di  royalties sarebbe il 45 per cento  che  lo  Stato,  il
  Governo potrebbe lasciare alla Regione siciliana. Quindi, prego  di
  valutare  questa  proposta  perché  la  ritengo  utile  sia  per  i
  territori interessati ma per l'intera Regione siciliana.
   E  poi  l'ultima riflessione. Gli enti locali, a volte, i  sindaci
  non  hanno  strumenti  per dare risposte ai  cittadini.  Non  si  è
  parlato, o si è parlato poco, di sburocratizzazione. Abbiamo enti e
  varie  articolazioni dello Stato che non riescono a  dialogare  fra
  loro. E' emblematico l'esempio di un viadotto sulla SS 115: non  si
  riescono ad appaltare i lavori perché un'articolazione dello Stato,
  Anas,  non riesce a dialogare con l'Autorità di bacino; si scrivono
  e  si  riscrivono  da  due anni e mezzo e  non  partono  i  lavori.
  Probabilmente, quando parlo di una riforma seria sul sistema  degli
  enti locali dovremmo pensare a tutti questi aspetti.
   Qualcuno  poco fa ha citato il costo per il ricovero dei  disabili
  mentali inseriti nelle riserve. Assessore, erano prima a carico del
  Sistema sanitario nazionale, è prevista la compartecipazione  degli
  enti  locali. Il ricovero di un disabile mentale costa circa  2.200
  euro al mese, è una cifra enorme per comuni che ne hanno almeno 25-
  30,  porto  gli  esempi dei comuni che conosco; i minori  assegnati
  dall'autorità  giudiziaria il costo è a carico degli  enti  locali,
  quali   competenze  hanno  gli  enti  locali?   Penso   ai   comuni
  rivieraschi.  Il  demanio  regionale  che  è  di  competenza  della
  Regione,  sul demanio regionale intervengono i sindaci, la  pulizia
  delle  spiagge  fuori  dei  centri urbani,  demanio  regionale  che
  spetterebbe  alla Regione, viene effettuata dai sindaci  che  molto
  spesso si sostituiscono alle competenze anche della Regione.
   Quindi,  sono  consapevole, e l'ho detto  ieri,  che  la  polemica
  l'oltranza  non  porta a nulla, però spero che  il  Governo  assuma
  questo  impegno  nei confronti dei sindaci, degli amministratori  e
  delle comunità locali di una riforma seria ed organica di tutto  il
  sistema  che  riguarda  e  che poi va a  incidere  sulla  vita  dei
  cittadini.
   Io  spero  di  aver fatto assumere all'Assessore e  al  Presidente
  questo  impegno su una riflessione seria sugli enti  locali  e  sul
  tema energia nodo centrale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente.  Credo
  che  sia l'orario questo del tema libero da quello che ho capito  e
  va bene così. Proprio considerato anche l'orario, lo dico qui anche
  all'assessore  Falcone e al presidente Schifani,  ho  l'impressione
  che questo articolo 2 finisca come

                     (Intervento fuori microfono)

   DE  LUCA  CATENO, relatore di minoranza. Articolo 2, per cortesia,
  articolo 2. Sto parlando dell'articolo 2 perché, come ha detto bene
  il collega Cracolici, l'articolo 1 va visto insieme all'articolo 2.
  E l'articolo 2, voglio partire da lì, sembra come quel profilattico
  trovato  nell'Aula da parte dell'insegnante che chiede a tutti   di
  chi è , e nessuno dice di chi è, gli studenti si inibiscono.
   Ora  questo  articolo 2, se chiediamo di chi è, qua si  inibiscono
  tutti,  perché onestamente il clima che si respira in quest'Aula  è
  proprio  questo. Ed allora vorrei arrivare a ragionare, a fare  una
  riflessione con tutti voi, partendo da quella che è stata l'analisi
  che  ha  fatto  il  collega Cracolici, nei confronti  anche  di  un
  Parlamento  dove  ci sono tanti sindaci tra cui il sottoscritto,  e
  ovviamente la riflessione dalla quale è partito Cracolici - che  io
  condivido  in  pieno, attenzione - è quella che non possiamo  avere
  una  Sicilia  che rispetto al resto dell'Italia pone a  carico  dei
  bilanci   dei  comuni  i  legittimi  aumenti  di  indennità   degli
  amministratori.  E  ve lo dice uno che è stato talmente  fortunato,
  che  quando  si  è insediato sindaco a Messina ha beccato  pure  la
  riduzione ulteriore. Io ho fatto il sindaco a Messina con 3 mila  e
  300 euro nette al mese, tanto per intenderci, perché era entrato in
  vigore  per  quei tre anni l'ulteriore taglio del 20 per  cento  di
  differenza rispetto a chi mi ha preceduto, quindi pensate un po'
   Allora  non  è  che  si può dire in quest'Aula  però  tutto  e  il
  contrario    di   tutti   e   di   tutto,   mettiamoci    d'accordo
  definitivamente.   Siccome   abbiamo  iniziato   dall'articolo   2,
  nell'articolo  2  ci  siamo  tutti,  e  allora  vogliamo  fare   un
  ragionamento serio, o dobbiamo cominciare a chiamarci  con  nome  e
  cognome,  comma  per  comma,  sentiamo ma  parliamoci  chiaramente.
  Perché  vedete, questo è un tema molto serio, è talmente serio  che
  io  vi dico chiaramente che non posso vedere da ex sindaco sentirmi
  fare certi ragionamenti che dobbiamo giocare ora a carte scoperte.
   Partiamo sempre dall'articolo 2, ci sono 30 milioni, 32 milioni di
  riserve,  bene cominciamo a fare una prima valutazione, Presidente,
  perché   io   non   credo   che  lei  sia   contrario   all'aumento
  dell'indennità  dei  sindaci, anche perché  lei  può  anche  essere
  contrario  ma  è una legge nazionale, è contrario a dare  copertura
  col  bilancio regionale e mettere sullo stesso piano i sindaci, gli
  amministratori siciliani con quelli del resto dello  Stato?  E  per
  quale motivo?
   E  allora,  Presidente, ascolti, visto che lei  non  è  contrario,
  cominciamo a fare una riflessione seria qua tutti quanti,  se  vale
  30  milioni, 32 milioni le riserve fatte sul fondo delle  autonomie
  locali,  bene mettiamoci d'accordo o spariscono tutte,  perché  qui
  non  si può dire da questo podio piangere che se abbiamo tolto  che
  abbiamo  limitato i fondi ai sindaci quando qui possiamo ovviamente
  individuare riserva per riserva, perché? Perché poi ci  sputano  in
  faccia,  obiettivamente, allora un minimo di  decenza  lo  dovrebbe
  avere questo Parlamento sì o no?
   Sul  tema  così  delicato e allora vogliamo noi dare  la  risposta
  seria,  togliamo tutte le riserve avanti dell'articolo  due  tutte
  Anche  perché vorrei ricordare a qualche collega che l'autore delle
  riserve, per la bandiera blu, per la raccolta differenziata, per  i
  borghi più belli, eccetera eccetera ha un nome e cognome, Cateno De
  Luca,  fatte  già prima del 2012, alcune del 2018 o  altre,  questo
  solo  per  ricordare la storia, e che ora ovviamente non è  che  la
  possiamo ribaltare.
   E  allora  la  pongo io la questione al Governo, se  è  d'accordo,
  perché diversamente continuare questo stillicidio sui sindaci non è
  onesto, non è onesto, il dibattito che sto sentendo a quest'ora  mi
  disgusta,  ve  lo dico con molta onestà facciamo le discussioni  su
  altro ma non su chi sta sul territorio, rischia quello che rischia,
  e  obiettivamente poi si deve anche sentire quasi preso in giro  da
  un  rito che proprio i sindaci non meritano, e lo voglio dire e  mi
  dispiace che non c'è il collega Cracolici, anche perché parlare poi
  di  altre  situazioni  che non competono  a  quest'Aula,  fondi  di
  credito di dubbia esigibilità e quant'altro, ma potremmo fare tutti
  mille storie.
   Potrei  anche fare un quadro di quelli che sono i reali costi  che
  subisce  un  sindaco, un comune, rispetto a quelli tout  court  dei
  trasferimenti  perché  quanto costano alcuni  ritardi,  ne  abbiamo
  parlato  in  Commissione,  anche l'accreditamento  delle  rate  per
  quanto  riguarda le trimestralità, quanto costano in  interessi  le
  anticipazioni  di  tesoreria, perché c'è un  clima,  una  crisi  di
  liquidità
   Quando  vogliamo  parlare  dei problemi  veri  e  complessivi  dei
  sindaci, noi siamo pronti
   Ma  non tiriamo in ballo ora, onestamente, questo argomento perché
  magari c'è qualche problema.
   Noi  siamo pronti, presidente Schifani, ad accettare questa  sfida
  con  l'Aula. Però basta con questi interventi ipocriti, mi permetto
  di dire
   Se vogliamo dare la copertura alle indennità degli amministratori,
  prendiamo  il  50  per  cento delle riserve, le  tagliamo  in  modo
  lineare, per tutti  Per tutte le voci  Per quello che è - se  siete
  d'accordo  e  così la finiamo  Perché domani non  si  può  dire  ai
  sindaci  quello  era  d'accordo, e io sono più  d'accordo  di  voi,
  onestamente.
   Perché  vedete  anche la copertura, attraverso il  bilancio  della
  Regione, arriva a tutti comuni, non c'è discriminazione, non c'è da
  questo  punto  di vista alcuna distinzione. Quindi  formulo  questa
  proposta per uscire da questa impasse e lo dico al Governo
   Prima  domanda, assessore Falcone: desidero sapere come stanno  le
  cose,  se il Governo è contrario a dare copertura all'aumento delle
  indennità  dei  sindaci;  lo  vogliamo  sapere  in  modo  tale  che
  quest'Aula si possa determinare.
   Quest'Aula  è pronta a fare un'operazione di onestà nei  confronti
  dei  sindaci?  Se  è pronta, noi siamo disponibili  a  fare  questo
  ragionamento.
   Qua  parliamo  dei fondi regionali, è inutile che ci  pigliamo  in
  giro   Quelle che sono riserve su fondi extraregionali, è  inutile,
  non ne stiamo discutendo  Qui il tema è uno: prendere le riserve  a
  valere sul fondo delle autonomie locali e rimetterle in discussione
  tutte.
   Ma  è  molto  semplice  la  proposta da  questo  punto  di  vista,
  Presidente.
   Qui desidero la seconda risposta, assessore Falcone, perché lei in
  Commissione  "Bilancio" aveva preso comunque l'impegno  a  rivedere
  questa  discussione in Aula, come aveva preso l'impegno di chiarire
  in Aula la questione che noi avevamo posto.
   Avevamo  posto noi la questione di evitare le rate posticipate,  e
  in  parte l'avete risolto, però nel testo non è chiarita la  quarta
  trimestralità quando viene data. Quindi se la chiariamo  anche  con
  un apposito emendamento non sarebbe male.
   Aveva  anche  preso  l'impegno di dare la  copertura  triennale  e
  quindi  all'intangibilità  almeno triennale  dei  trasferimenti  ai
  comuni e di conseguenza anche su questo noi attendiamo una risposta
  perché abbiamo posto anche questa questione.
   Sull'aspetto  definitivo - e qui ovviamente  mi  rivolgo  a  tutta
  l'Aula - i Gruppi  Sud chiama Nord  e  Sicilia Vera  sono pronti  a
  fare un emendamento assieme ai Capigruppo.
   Mi  rivolgo  a tutti voi, dove tagliamo per l'importo  necessario,
  per  quanto riguarda la copertura delle indennità - ovviamente  qui
  desideriamo una risposta da parte del Governo - tagliamo le riserve
  in percentuale, che sono a valere sul fondo delle autonomie locali,
  e  diamo copertura all'aumento dell'indennità dei sindaci, così voi
  non  avete  alcun  problema, presidente Schifani. Perché  la  somma
  sempre  quella è, in quanto se sul fondo ci sono in questo  momento
  30 milioni di euro di riserve e servono 15 milioni di euro per dare
  la copertura all'aumento dell'indennità - sto finendo, Presidente -
  se  il  Governo  non è invece ideologicamente contrario,  quella  è
  un'altra storia
   Allora poi parliamo ovviamente due linguaggi diversi.
   Se  il  Governo  è d'accordo e quindi aspettiamo  un  attimino  la
  risposta e i Capigruppo sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, vada a concludere.

   DE  LUCA  CATENO,  relatore  di  minoranza.  Noi  siamo  pronti  a
  sottoscrivere  e  a  sostenere  questa  operazione  di  onestà  nei
  confronti degli amministratori locali.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  colleghi parlamentari, allora qui serve fare immediatamente un  po'
  di  chiarezza.  Noi  abbiamo  votato contro  in  Commissione  nella
  Commissione  Bilancio, cioè abbiamo votato contro  "no"  e  abbiamo
  votato  contro perché non lo abbiamo condiviso altrimenti  votavamo
   sì .
   Ovviamente  abbiamo  detto  in  Aula  che  abbiamo  registrato  un
  atteggiamento  diverso, di confronto, ma questo non vuol  dire  che
  può  autorizzare qualcuno a venire qui dentro a dirci  voi  siccome
  avete avuto la possibilità di intervenire con alcuni emendamenti  -
  come  ha detto Cateno De Luca - e vi prego di seguirmi, caro Cateno
  hanno  tutti  nomi e cognomi quelli delle riserve  e  quelli  fuori
  dalle  riserve  quindi  taglio. Siccome i  nomi  e  cognomi  io  li
  conosco, dove ci sono anche quelli di Cateno De Luca oltre a quelli
  del  Partito Democratico però che sono anche fuori Cateno, e allora
  se  noi  dobbiamo  fare il taglio il taglio lo facciamo  su  tutto.
  Perché  non è che possono riguardare solamente l'articolo  2  e  le
  riserve; ripeto, se il taglio lo dobbiamo fare siamo d'accordo,  lo
  facciamo  su  tutti, dove nomi e cognomi ci rientrano  tutti  anche
  perché  parliamo di cose legittime, non è che parliamo di tagli  di
  interessi personal.
   Chi  gli è andata bene, è riuscito a portare un contributo per  un
  Comune,  chi  gli  è  andata bene ha fatto un  intervento  comunque
  legittimo anche perché altrimenti passa un messaggio che non è vero
  e che è sbagliato. Quindi, prima cosa non taglio solo sulle riserve
  taglio  se  dobbiamo fare su tutto, su tutto quello che viene  dopo
  l'articolo  50,  60 tutto quello che riguarda ogni singolo  Comune,
  dove  ci sono le cose di tutti. Le tagliamo del 40 del 30, io  sono
  perfettamente  d'accordo,  non solo sulle  riserve.  Dopodiché  noi
  abbiamo  votato  contro  la  finanziaria  in  Commissione,  abbiamo
  registrato un atteggiamento che è cambiato e lo abbiamo detto anche
  quello che io vedo.
   A  me  fa  piacere  vedere  il Presidente  della  Regione  qui  da
  stamattina  partecipare con quasi tutti gli Assessori.  Io  non  ho
  difficoltà  a  dirlo, perché è una cosa importante, perché  avevamo
  perso questo, il gusto del confronto della democrazia e capisco - e
  mi  scuso  con il Presidente perché lo capisco - quanto può  essere
  pesante  ascoltare tutti questi interventi, ma è importante,  è  un
  sacrificio che va fatto perché l'avevamo perso questo piacere anche
  del  confronto, anche un confronto visivo, perché  lei  non  si  fa
  provocare,  non cade nelle provocazioni, però il fatto  stesso  che
  qui è importante è importantissimo.
   Quindi ristabiliamo le cose, cioè noi abbiamo votato contro  nella
  finanziaria.  Perché  abbiamo votato contro? Perché  altrimenti  se
  fossero passate tutte le nostre indicazioni è chiaro era la  nostra
  finanziaria  e  votavamo  favorevolmente.  Quindi  che  nessuno  si
  permetta a rimproverarci se interveniamo e diciamo che le cose  non
  le  condividiamo  perché siamo liberi di farlo  in  quanto  abbiamo
  votato contro.
   E'  rivolto  a  me,  l'onorevole Venezia e  io,  mi  permetta,  mi
  permetta  di credere all'onorevole Venezia. Si è detto: ma  chi  ha
  votato  contro?  Sì,  hanno votato contro o si sono  astenuti.  Non
  l'abbiamo condivisa e siamo liberi di dire quello che vogliamo, che
  cosa  volete  fare?  Ma ci volete ingabbiare  anche  nel  giudizio?
  Davvero  abbiamo  fatto  una discussione generale,  Presidente,  mi
  creda,  la  discussione generale l'abbiamo fatto senza  chiedere  i
  tempi regolamentari cioè l'abbiamo fatta solamente in un quarto dei
  tempi  che  generalmente si mette per fare la discussione generale,
  quindi  non intendiamo noi ipotecare il nostro giudizio e il nostro
  pensiero  perché  noi non l'abbiamo condivisa la finanziaria  e  il
  fatto  che siano passati degli emendamenti, ringraziamo,  ma  sulle
  cose che non abbiamo condiviso diciamo come la pensiamo
   E   poi   una  cosa,  l'onorevole  Pace,  l'ha  detto  due   volte
  ritagliandosi un merito: questo Governo ha fatto la finanziaria, la
  prima volta che arriva a febbraio e no  Perché avrà meriti di avere
  anticipato tutti quando lo farà prima del 28 di gennaio, perché nel
  2014,  assessore Falcone lei non lo ricorda ma glielo  ricordo  io,
  noi  abbiamo  approvato la finanziaria, nel gennaio  del  2014.  Ho
  ragione? Perfetto. Allora, quindi, smettiamola con questi programmi
  che  siamo bravi...niente  Ci sono dei fatti positivi, iniziare già
  con  febbraio  è un risultato, l'obiettivo è quello di  arrivare  a
  dicembre,  lì potremmo dire  bravi' e quando andremo sotto  gennaio
  potremo  dire  siete stati più bravi' anche di chi vi ha  preceduto
  ma  oggi,  ancora,  il primato lo porta l'esperienza  di  Crocetta,
  purtroppo.
   Detto  questo, mi avvio al termine perché voglio risparmiare anche
  sui  tempi,  voglio dare un contributo sui tempi.  Io  ci  tengo  a
  ribadirlo: siamo tutti legittimati e abbiamo tutti, noi del Partito
  Democratico  che  non  abbiamo votato questa finanziaria,  di  dire
  quello  che  ci  piace e quello che non ci piace. Sui  tagli  siamo
  d'accordo  non siamo d'accordo solamente sul taglio delle  riserve,
  tagliamo  tutto, tutto quello che non è fondamentale, tutto  quello
  che  hanno  nome  e cognome e che abbiamo inserito  a  seguire,  ci
  stiamo  su  questo ci stiamo, sulle riserve non si può fare  perché
  altrimenti è come tagliamo una parte di nomi e ne salviamo un'altra
  parte, no i nomi se ce li dobbiamo mettere ce li mettiamo tutti.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, correttissimo il suo intervento.
  Ci tengo, però, a precisare che è vero quello che dice lei rispetto
  al  2014, la data se non ricordo male era il 13 gennaio ma  era  il
  secondo anno di quella Legislatura quindi già c'era una finanziaria
  che  era  stata  approvata. La prima fu fatta  il  1   maggio   noi
  abbiamo insediato le Commissioni il 26 di novembre.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo.
  Presidente  comprenderà la stanchezza, visto l'orario e considerato
  che  non ci siamo fermati neanche quei famosi cinque minuti,  dieci
  minuti,  ma pazienza continuerà. Allora purtroppo la questione,  la
  problematica,  degli enti locali che sono costretti  a  vivere  nel
  momento la conosciamo tutti.
   Il  Presidente  lo  saprà meglio di me, come lo  sapranno  i  miei
  colleghi  che sono sindaci in alcuni Comuni siciliani  perché,  con
  alcuni   principi  contabili,  dalla  118,  dall'approvazione   del
  rendiconto  2019 degli enti locali, questi ultimi si  sono  trovati
  costretti  a dichiarare, oltre il dissesto, o comunque hanno  avuto
  seriamente  difficoltà a chiudere i rendiconti e questo, purtroppo,
  oggi  peggiora  con  la  questione della crisi  energetica.  Perché
  l'aumento  da  parte della pandemia, i due anni  di  pandemia,  che
  hanno  distrutto  gli  enti locali. Le percentuali  di  riscossione
  all'interno  degli  enti  locali  erano  bassissimi  e  sono   oggi
  bassissime.
   Purtroppo   la   crisi  energetica  non  fa  altro   che   mettere
  completamente contro il muro quelli che sono i bilanci  degli  enti
  locali  e  questo,  poi, richiama una serie di reazioni  a  catena,
  perché  questo  vuol  dire che gli enti locali devono  aumentare  i
  tributi,  questo vuol dire che devono creare debiti fuori bilancio,
  questo  vuol  dire  che non chiudono i piani di riequilibrio,  sono
  costretti a dichiarare dissesti e così via. Purtroppo, come  diceva
  l'onorevole Cracolici precedentemente, non è solo questione che non
  funziona poi il sistema enti locali, ma poi tutto ciò ricade  anche
  in  quello  che  è  il sistema della pubblica amministrazione,  che
  comprende  anche la Regione siciliana. Perché se molte norme  della
  Regione  siciliana  poi  non riescono a  trovare  applicazione  sui
  territori è perché, purtroppo, quegli organismi che sono  gli  enti
  locali oggi non ce la fanno. E il tema oggi è questo, è inutile che
  ci  nascondiamo sul discorso riserva o meno, il tema, innanzitutto,
  è  che  questo Governo ha deciso di non stanziare un euro  in  più,
  considerato tutte queste questioni, perché questa annualità, a  mio
  parere, è differente rispetto a quelle degli anni precedenti, e  si
  è  deciso di non stanziare un euro in più su quello che è il  fondo
  delle autonomie locali.
   Non  solo  non ha apposto somme maggiori, ma è accondiscendente  a
  quello  che è l'aggressione al fondo di cui si era detto  il  primo
  giorno in Commissione e questa cosa non deve succedere. Ed invece è
  complice, è inutile che ci nascondiamo sul discorso delle riserve.
   Personalmente,  come  ha detto l'onorevole  Dipasquale,  sono  per
  tagliarle tutte, qua non c'è la questione di chi ha firmato quello,
  chi  ha  firmato  l'altro, tagliamole tutte,  poi  io  posso  dire,
  secondo  me,  ci sono riserve che sono più meritevoli  rispetto  ad
  altre,  altre  che, secondo me, potrebbero trovare  tranquillamente
  copertura  finanziaria in altri capitoli, se veramente si  vogliono
  portare  avanti,  non ha senso aggredire il fondo  delle  autonomie
  locali.
   Un  altro  tema  che è stato posto è quello su fondo investimenti,
  perché  ai  comuni ad oggi servono entrate correnti per chiudere  i
  bilanci.
   Poi  e  chiudo.  Onorevole Pace, forse se è  andato,  non  si  può
  sentire  che  ritenteremo alla prossima finanziaria  per  stanziare
  fondi  ai comuni maggiori, non si può sentire perché la finanziaria
  la  stiamo  trattando  ora  quella del 2023,  la  stiamo  trattando
  adesso,  evitiamo di fare quello che non si è fatto  neanche  negli
  anni precedenti, cioè, onorevole De Luca, non per trentadue milioni
  di  riserve, tagliare il fondo per quarantotto milioni, questa cosa
  non  era mai successa prima e il Governo si era posto, ripeto,  con
  altri  presupposti inizialmente, ovvero quello di non  tagliare  il
  fondo   per  le  autonomie  locali  e  stiamo  facendo  esattamente
  l'opposto.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  sono
  stata  assessore alle autonomie locali e alla funzione  pubblica  e
  nella  qualità di assessore avevo portato in Aula il  taglio  delle
  riserve,  era una prerogativa del Governo, così come  ha  fatto  il
  Governo Schifani questa volta.
   Ho parlato con l'assessore Falcone e mi ha detto che abbiamo tolto
  le  riserve.  Gli  ho  detto, caro Assessore,  le  riserve  non  le
  toglierai  perché è stato detto a me più volte che le riserve  sono
  la  finanziaria  e  quindi è anche una norma del Parlamento  ed  il
  Parlamento è sovrano anche nell'approvazione delle riserve. Quindi,
  nessun  taglio ha fatto il Governo, il Governo ha portato in  Aula,
  ha  portato in questo Parlamento lo stesso fondo che manteniamo  da
  più  anni,  trecento trenta milioni di euro, trecento  ventiquattro
  milioni   di   euro  per  quanto  riguarda  la  parte  corrente   e
  centoquindici  milioni  di  euro  per  investimenti,   aumentandoli
  addirittura nel 2024.
   Ricordo  ai  colleghi che hanno la preoccupazione della  copertura
  FSC  per investimenti, che ben ricorderanno, questa somma, gli  FSC
  possono essere utilizzati per investimenti perché si pagheranno  le
  rate  dei  mutui,  quindi,  la copertura per  quanto  riguarda  gli
  investimenti  quella  era  e quella è con  un  aumento  negli  anni
  successivi.
   Che  cosa  è successo alle riserve? Le riserve così, visto  che  è
  patrimonio dell'Aula ciascun deputato legittimamente, come ha fatto
  negli anni, come è successo negli anni precedenti, è un lavoro  che
  aveva  fatto anche la Commissione, ha selezionato delle riserve  da
  destinare ai comuni. Alcune riserve vanno a tutti i comuni,  quando
  c'è  la  riserva per gli Asacom è un servizio che i comuni svolgono
  e,  quindi,  è come se una parte di fondi correnti fosse  destinata
  per quel servizio ma, comunque, arriva ai comuni.
   Poi  vi  sono  altre  riserve di cui, invece,  beneficiano  alcuni
  comuni  e  non altri, bandiera blu, borgo dei borghi e quant'altro,
  ma  sono  ormai riserve consolidate e sono gli stessi  sindaci  che
  quando si prova a togliere quelle riserve dicono 'ma noi con queste
  riserve investiamo sul turismo'.
   Quindi,  è inutile che ci prendiamo in giro sul discorso  tagliamo
  riserve,  non tagliamo riserve , perchè quando si parla  di  comuni
  non  c'è una contrapposizione fra maggioranza e opposizioni, perché
  riguarda una parte importante della Regione Siciliana e io  ritengo
  che  la  Regione  Siciliana, senza supportare gli enti  locali  che
  garantiscono  ed erogano servizi ai cittadini, quindi non  saprebbe
  come fare in un rapporto di leale collaborazione.
   Quest'anno,  rispetto  all'anno  scorso,  ci  sono  delle  riserve
  maggiori.  Che cosa possiamo chiedere al Governo? Che  in  sede  di
  variazioni di bilancio recuperi quei 50 milioni di euro che possano
  servire agli enti locali affinché si possa raggiungere la copertura
  totale.
   Per  quanto riguarda la legge sull'indennità degli amministratori,
  e  quindi  a  carico della Regione non dei bilanci del  comune,  io
  credo  che  il  Governo  stia  lavorando  per  fare  uno  sforzo  e
  recuperare quell'emendamento che, invece, si è perso. Perché  si  è
  perso? Colleghi, abbiamo dato copertura agli ASU, si è data per tre
  anni  la copertura agli ASU e l'anno scorso abbiamo fatto la  legge
  ma  la copertura sul Fondo, per garantire l'aumento delle ore degli
  ASU, era a valere sul Fondo dell'Assessorato lavoro. Quest'anno dal
  Fondo  dell'Assessorato lavoro, gli 8 milioni o 12 quanti sono,  li
  abbiamo  spostati al Fondo delle autonomie locali.  Quindi,  voglio
  dire,  se in una manovra pensiamo di accontentare una categoria,  è
  ovvio che poi le risorse vengono meno.
   Ribadiamo concetti di cui noi stessi siamo stati artefici,  perché
  comunque   questa  manovra  è  stata  modificata  dal   Parlamento,
  legittimamente,  accogliendo  le  proposte  dei  singoli  deputati,
  riserve  che sono state ritenute legittime, ma non sicuramente  dal
  Governo,  che  aveva portato un testo dove le riserve non  c'erano,
  che era un testo epurato dalle riserve.
   Quindi,  chiediamo  al Governo uno sforzo,  se  in  variazioni  di
  bilancio si riescono a recuperare delle somme di parte corrente  da
  destinare ai comuni, andiamo avanti approviamo gli articoli 1, 2  e
  3 perché i comuni hanno bisogno di avere certezza di risorse, anche
  questo  è  un  vanto  se le risorse oggi arrivano  puntualmente  ai
  comuni, perché la sottoscritta ha modificato il Fondo del riparto e
  abbiamo  solo  due  criteri: popolazione e  storico.  Non  i  nuovi
  criteri che c'erano e questo consente la puntualità dell'erogazione
  delle trimestralità.
   Quindi,  cerchiamo, vista l'ora tarda, di approvare i tre articoli
  perché sono frutto di un lavoro fatto in Commissione Bilancio e  in
  prima Commissione e andiamo avanti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catania  Nicolò.  Ne
  ha facoltà.

   CATANIA   NICOLO'.   Signor  Presidente,  io   intervengo   seppur
  brevemente,  anche  perché alcune cose sono  state  già  anticipate
  dalla collega Grasso e, ancor prima, dal collega Pace.
   Io  faccio il sindaco della mia città da dieci anni, quelli  prima
  dieci  vice  sindaco, faccio l'amministratore della  mia  città  da
  vent'anni  e ho contezza esatta di quella che è stata la produzione
  di  legge finanziaria della Regione Siciliana ogni anno rispetto  a
  quella  che  è la ricaduta sui comuni, tanto sul Fondo,  quanto  su
  quello degli investimenti e quant'altro.
   Ora,  trovare  qui un coro unanime di difesa delle  categorie  dei
  sindaci rispetto alle cose che sono state dette - mi consentirete -
  è  musica  per le mie orecchie, ma creare e snocciolare  tutta  una
  serie  di problematiche di carattere economico-finanziario che  non
  hanno  refluenza assoluta con le norme regionali e che in  tutt'uno
  in quest'Aula abbiamo ascoltato, onestamente, mette in cattiva luce
  secondo  il  mio punto di vista, un lavoro che è stato  fatto  che,
  secondo  il punto di vista, è stato fatto anche bene. Perché,  vede
  Presidente,  parlare  di Fondo di credo di  dubbia  esigibilità  in
  quest'Aula  ci può stare, per elencare uno dei problemi  che  hanno
  gli  enti  locali,  ma  che  non  è  riferito  a  una  mancanza  di
  trasferimenti puntuale ma è riferito, esattamente, a una  norma  di
  carattere finanziario nazione che si applica in tutto il territorio
  nazionale,  e  che,  in  ogni  caso, deriva  da  una  impossibilità
  impositiva  dei  comuni  nell'attività di  riscossione.  Quello  la
  Regione  siciliana  potrebbe fare, e potrebbe  agevolare  perché  i
  comuni potessero rimpinguare le proprie casse.
   Proseguo.   Parlare  dell'impossibilità  di  assumere   personale,
  additando  a questa impossibilità la mancanza di trasferimento  dei
  fondi  da parte della Regione, lo diciamo è uno dei problemi  degli
  enti  locali  ma nulla ha a che vedere con i trasferimenti.  E'  un
  ragionamento che è bloccato, in termini proprio di norma  nazionale
  con  un  decreto  ministeriale del 20 marzo  del  2020  per  essere
  puntuali, che mette nelle condizioni i sindaci, gli enti locali,  a
  non  poter sforare una percentuale tra la spesa corrente e la spesa
  del  personale.  Semmai,  caro Presidente della  Regione,  potremmo
  anche  operare una moral suasion perché sulle cose finanziate dalla
  Regione, quel calcolo, quella spesa relativa al costo personale non
  vada più aumentata. Perché, altrimenti, non riusciamo mai ad a fare
  nessuna assunzione.
   Parlare  di  prebende, o parlare di riserve, mi consentirete  cari
  colleghi  ma  io,  pur non facendo parte della  Commissione  Affari
  costituzionali e non facendo parte nemmeno la Commissione Bilancio,
  ho  avuto così - un po' perché sento la responsabilità di farlo, un
  po'perché il mio ruolo mi porta anche a seguire meglio le questioni
  -  ho  avuto l'opportunità di lavorare in quelle Commissioni  e  di
  apportare un mio modesto contributo.
   Allora.  parliamo chiaramente. Le riserve che ci  sono,  hanno  un
  nome  e un cognome - caro Cateno De Luca - e il cognome e nome  che
  hanno,  è  il  cognome  nome di coloro che, vivendo  il  territorio
  amministrando  gli enti locali, quelle riserve le hanno  aggiustate
  nella giusta direzione, senza creare ulteriori nocumenti agli  enti
  locali,  che  su quella spesa corrente dovevano far fronte.  Faccio
  l'elenco?   No   Me  lo  riservo.  ASACOM,  Ricovero   minori   per
  problematiche  psichiche. Abbiamo fatto tutta una riserva  puntuale
  che  va,  sicuramente,  in aggiunta al fondo  complessivo.  Abbiamo
  aggiunto, sostanzialmente, altri trentadue milioni di riserve  che,
  però, questa volta - proprio perché c'è stato, anche, un apporto di
  coloro che hanno un'esperienza sul territorio - abbiamo operato  in
  termini  puntuali  e  precisi. Non sono riserve  campate  in  aria
  Quindi parlare di taglio al fondo, e non dire invece che c'è  stato
  un  aumento  e  un'opportunità per gli  enti  locali,  lo  dico  da
  sindaco, è qualcosa che non sta né in cielo nè in terra.
   Senza dire che la parte degli investimenti, a cui tanto si è fatto
  riferimento, viene assorbita dal Fondo per le progettazioni  perché
  quello  è  il  problema.  E dire che gli investimenti  non  possono
  essere  utilizzati  per  creare  una  condizione  di  pareggio   di
  bilancio,  è sbagliato  Perché sappiamo tutti che, sulle somme  sui
  centoquindici  milioni  diceva prima  bene  la  collega,  i  comuni
  facciamo  semplicemente  una  cosa:  paghiamo  le  rate  di  mutuo,
  liberando risorse che, altrimenti, non potremmo utilizzare.   E  le
  rate di mutuo liberano risorse, no liberano risorse per il bilancio
  -  perché, altrimenti, le dovemmo pagare in maniera diversa - e  ci
  mettono  in condizione di dare una destinazione precisa,  perché  i
  mutui  sono  fatti per investimenti. Lo dico io, che lo  faccio  da
  vent'anni e, come me, tanti altri sindaci. Apprezza la sincerità e,
  comunque, la testimonianza diretta.
   Io  chiudo, Presidente. Sulla questione dell'indennità, posto  che
  io  non la prendo più, parlo anche un po'più liberamente. Dice bene
  l'onorevole  De  Luca,  ma  dimentica  un  passaggio.   Dice   bene
  l'onorevole Dipasquale, ma dimentica un passaggio. Quella riduzione
  del  venti  per  cento, a cui prima si faceva  riferimento,  è  una
  riduzione  che proviene da una norma regionale, emanata  nel  2015,
  che  fa sì che non soltanto non ci sia stato un aumento rispetto  a
  questa  cosa,  ma  abbiamo dovuto subire un taglio  del  venti  per
  cento.  Perché,  Cateno? Perché il Governo Crocetta ha  rinunciato,
  con quella norma, che è un rinvio dinamico alla norma nazionale.  E
  qui  sta  la  differenza. Il Governo nazionale non poteva  dare  un
  contributo  di 100 milioni di euro agli altri comuni d'Italia,  non
  valutando  quel  rinvio  dinamico che  quella  legge  regionale  ha
  portato.  Quella  è la battaglia politica che si deve  fare   Oggi,
  ovviamente,  caricare  il bilancio della Regione  anche  di  questo
  ulteriore  costo  dei sindaci, sa di una parificazione,  sa  di  un
  riscatto, sa di un momento di parificazione rispetto alle cose  che
  abbiamo detto; ma, di norma, dovremmo essere attenti a quello  che,
  poi,  il  Governo  nazionale  dovrebbe operare.  Di  questo  rinvio
  dinamico poi ne parleremo, ne parlerò anche con gli Uffici.
   Quindi,  in  buona sostanza - e chiudo, Presidente -  mi  pare  di
  capire  che  nella disamina generale, mettendo dentro tutte  quelle
  che  sono  le  problematiche dei Comuni - se volete continuo  e  ne
  porto  altri  centomila di casi e di problemi dei Comuni  -  ma  su
  questa   specifica  materia,  sull'articolo  1,  con   le   riserve
  dell'articolo  2,  io ritengo che il Governo, ascoltando  anche  il
  lavoro  fatto  in Commissione dai parlamentari, oggi finalmente  ha
  creato, o abbiamo creato, una finanziaria che va esattamente  nella
  direzione  corretta.  Lo dico anche a beneficio  dei  colleghi  che
  hanno  collaborato in Commissione, a partire dal Presidente Abbate,
  all'onorevole  Pace  e  poi  gli altri, ovviamente,  a  seguire,  e
  l'onorevole  Intravaia che, essendo esperti amministratori  locali,
  hanno contribuito a creare attività che possano andare direttamente
  nell'interesse  dei  cittadini  e dei  servizi  che  noi  offriamo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Catania.  È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Grazie, Presidente. Volevo rimarcare  una  cosa.  Visto
  che,  diciamo,  abbiamo fatto e stiamo facendo un gran  parlare  di
  enti  locali  e  di  Comuni,  io credo  che  questo  Governo  abbia
  un'opportunità,  che  è quella di dimostrare concretamente  che  ai
  Comuni  e agli enti locali ci tiene sul serio, creando e istituendo
  quello  che potrebbe essere un organismo che dia dignità,  appunto,
  ai   Comuni.  Nel  senso  che  deve  esserci  un  luogo   dove   la
  partecipazione, la concertazione, la coprogettazione dei Comuni  si
  possa sentire.
   Poco  fa la collega Grasso diceva, a proposito delle riserve,  che
  poi  i  sindaci magari si lamentano se ne viene tolta qualcuna.  Ma
  dove  si  lamentano  i sindaci? Tramite l'Anci, tramite  comunicati
  stampa, tramite il deputato che conoscono?
   Sto  facendo  riferimento,  Presidente,  al  cosiddetto  Consiglio
  Regione  delle  autonomie  locali. La  Sicilia  è  rimasta  l'unica
  Regione, insieme al Molise, insieme al Molise  a non avere un  Cal,
  un  Consiglio  delle  autonomie locali.  E  nell'ottobre  del  2021
  l'A.s.a.e.l.,  insieme all'all'associazione degli  ex  parlamentari
  dell'Ars,  ha  presentato un disegno di legge,  in  una  conferenza
  stampa,  e  poi questo disegno di legge approvato in I Commissione,
  perché   il  Governo  l'ha  fatto  proprio,  il  Governo  Musumeci.
  Dopodiché  questo disegno di legge si è arenato in I Commissione  e
  poi ... non ti preoccupare vado avanti tranquillamente.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  cortesemente, per rispetto  della  collega
  Chinnici  che sta intervenendo, se c'è qualcuno che vuole  parlare,
  vada fuori dall'Aula e poi rientri all'interno dell'Aula.
   Prego, onorevole Chinnici.

   CHINNICI. Dicevo, questo Governo ha questa possibilità importante:
  di dimostrare che le politiche verso i Comuni non sono, diciamo, il
  paternalismo  della  Regione che, a comando magari,  elargisce  dei
  soldi;  ma  se  si vuole veramente dare dignità agli  enti  locali,
  bisogna trovare i luoghi della partecipazione e della concertazione
  delle  politiche. Il Consiglio delle autonomie locali  è  un  luogo
  concreto  e,  tra l'altro, non ha non un aggravio di costi  per  le
  casse  della Regione, ma sancisce una cosa importante: che i Comuni
  possano  esprimere parere obbligatorio sui disegni  di  legge,  sui
  regolamenti, sugli atti amministrativi generali, almeno quando essi
  riguardano materie di competenza dei Comuni.
   Quindi  faccio un appello forte a tutte le forze politiche,  visto
  che,  come dicevo, nella precedente legislatura è stato proprio  il
  Governo  stesso che ha fatto proprio questo disegno  di  legge.  Il
  disegno  di  legge  è  lì  bello  e pronto,  è  stato  scritto  con
  competenza  dalle  figure  più  illustri  che  potevano  scriverlo,
  facciamo  che la Sicilia non resti ultima, perché la Basilicata  lo
  ha  approvato  nel 2021, lo ha appena approvato,  la  Campania  che
  ancora  nel  2018  non  lo aveva approvato e l'ha  approvato  pure,
  mentre   le  cosiddette  Regioni  virtuose  con  le  quali   sempre
  impietosamente  ci confrontiamo come la Toscana o l'Emilia  Romagna
  lo hanno approvato nel 2000 e nel 2009.
   Quindi  mi  affido, spero, alla sapienza di questo Governo  perché
  possa  offrire  questo  strumento serio di  co-progettazione  e  di
  concertazione.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Rinuncia? Non
  ci dispiace se rinuncia. Prego, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Signor Presidente, abbiamo  fatto  le  10.30,
  facciamo le 11 a questo punto.
   Io  cercherò - nonostante è evidente che non sia costume dell'Aula
  -  di attenermi all'articolo e vorrei evidenziare che a fronte  dei
  327  milioni di euro, destinati per il 2023 al Comune -  pochi  per
  carità,  leggerissimo miglioramento rispetto allo scorso  anno,  ma
  andare  peggio del Governo Musumeci era praticamente impossibile  -
  preoccupa la previsione di 170 milioni di euro per il 2024 e per il
  2025,  perché  è  evidente che questa previsione  non  consente  ai
  Comuni  la  dovuta  programmazione. Io immagino,  penso,  ai  tanti
  servizi  soprattutto quelli nei temi della disabilità,  i  disabili
  psichici,  il  trasporto alunni disabili,  che  noi  ormai  abbiamo
  caricato ai Comuni che dovranno essere svolti con quello che è, tra
  l'altro, l'aumento dei prezzi al consumo, dei costi energetici, dei
  costi di carburante, con queste esigue risorse.
   Esigue risorse che, appunto, seppure leggermente aumentate, questo
  leggero aumento sarà totalmente eroso dagli aumenti dei costi; cosa
  diversa  invece succede, guarda caso, con gli FSC quelli  là  tanto
  sappiamo  che non li spenderanno, quindi non solo non li diminuiamo
  ma  gli  diciamo 115, 120 e 125 tanto campa cavallo, è aria fritta,
  non  mi costa nulla, non sarà in grado di rendicontarli per cui  io
  te  li iscrivo, te li metto, magari faccio pure un bell'articolo di
  giornale, però poi tanto alla fine di sostanza non ce n'è.
   Stesso  discorso  succede con le ex province,  quindi  con  liberi
  consorzi e con le Città metropolitane, 98 milioni e mezzo,  di  cui
  raccomando  al Governo di accogliere il sub emendamento  correttivo
  che  ne  destina  5 alla ex provincia di Siracusa che,  come  hanno
  detto bene i colleghi Sunseri e Gilistro che mi hanno preceduto,  è
  di  vitale  importanza  per  aiutare  questo  ente  ad  uscire  dal
  dissesto.  Però  anche  qui giochiamo con i fondi  FSC,  non  diamo
  programmazione per il 2024 e 2025 su parte corrente,  gli  facciamo
  il   regalo   immaginario,  la  scatola   vuota,   con   cinquanta,
  cinquantacinque e sessanta milioni di FSC, perché un  FSC,  qualche
  milione  di FSC non si negano a nessuno, anche a costo di  prendere
  in giro noi stessi.
   Volevo  evidenziare,  sempre relativamente  agli  stanziamenti  su
  FSC,  che  questi stanziamenti, seppur la Corte Costituzionale  nel
  2020  ha valutato positivamente l'utilizzo di tali fondi per queste
  coperture,  dobbiamo  ricordarci sempre che  poi  le  linee  devono
  essere  concordate  prima  con lo Stato e  poi  con  gli  Organismi
  europei   e   devono   essere  confacenti   a   queste   linee   di
  programmazione, laddove le ex province fondamentalmente li  possono
  utilizzare  solo  e soltanto per strade e per scuole,   per  cui  è
  anche questo il motivo dei dubbi che mi pongono.
   Accolgo  favorevolmente, ovviamente, il fatto  che  da  quest'anno
  erogheremo  entro maggio le prime tre trimestralità,  perché  diamo
  liquidità  ai  Comuni  ma è evidente che si deve  fare  uno  sforzo
  maggiore  per  consentire  al più presto anche  l'erogazione  della
  quarta trimestralità nell'anno corrente.
   Relativamente alle riserve, Presidente Galvagno, io la prego anche
  all'interno del dibattito che seguirà riguardo all'articolo  2  che
  seguirà   ovviamente  domani,  perché  è  evidente   che   non   lo
  affronteremo, non facciamo di tutta l'erba un fascio perché dare un
  milione di euro al Comune X, legittimo per carità, non è come  dire
  questi sono i soldi per le strutture per i disabili psichici, o per
  coprire  le  rette  di questi disabili, o per  il  trasporto  degli
  alunni disabili, o per il maggior costo delle Isole minori, per  il
  trasporto dei rifiuti perché quelli sono soldi, tra l'altro, che la
  Regione esce lo stesso.
   La  differenza qual è? Che se li dà a perequazione, i Comuni delle
  Isole  minori prendono il loro bilancio, lo svuotano per pagare  il
  trasporto dei rifiuti e non hanno i soldi neanche per aggiustare un
  tombino; se, invece, di darglieli a perequazione fissi nella stessa
  misura dell'anno precedente, così come abbiamo fatto, non spendi un
  euro  in  più ma gli consenti di metterseli a bilancio e non  togli
  tutto,  non  svuoti il bilancio comunale perché devi trasportare  i
  rifiuti.
   E  da  quel  punto di vista è fondamentale inserire la triennalità
  sul 2024 e 2025, così si dà ai sindaci anche la possibilità di fare
  una  gara d'appalto e quindi di risparmiare, e noi come Regione non
  gli  pagheremo l'incremento del costo dei rifiuti che ci  sarà  nei
  prossimi  anni;  ma non solo, avranno anche un avanzo  di  cassa  e
  probabilmente saranno più stimolati anche a produrre  meno  rifiuti
  per  trasportare meno rifiuti e quindi diminuire la Tari  dei  loro
  concittadini.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, Governo, colleghi,  molti  colleghi
  sono  intervenuti e hanno sottolineato il clima differente rispetto
  alla  passata legislatura, c'è un clima, dato anche dalla  presenza
  del  Presidente  della Regione, di confronto e di dialogo  che  sta
  portando ad una discussione di legge di stabilità che man mano  sta
  andando avanti.
   Però,  Presidente, ci tengo a precisare un paio di cose.  Poco  fa
  alcuni  colleghi  parlavano e chiedevano al  Governo  regionale  la
  posizione  sull'aumento degli emolumenti di  sindaci  e  assessori,
  partendo dal presupposto che la legge è una legge nazionale, che  i
  fondi  sono  stati  messi in tutte le altre  regioni  e  che  nella
  passata  legislatura  noi  abbiamo, ci siamo  adeguati  alla  legge
  nazionale  ma  non  abbiamo  messo i fondi.  Molti  colleghi  hanno
  chiesto qual è la posizione del Governo regionale.
   Colleghi, la posizione del Governo regionale è chiara ed è  uscita
  fuori  durante  la  Commissione Bilancio perché  l'Assemblea  e  le
  Commissioni  avevano fatto un percorso chiaro  e  netto:  in  prima
  Commissione   era  passato  con  parere  favorevole   della   prima
  Commissione  un emendamento che destinava una parte  di  fondi  dei
  trasferimenti   agli   enti   locali  per   l'aumento,   anzi   per
  l'adeguamento,   degli   emolumenti  di   sindaci   assessori.   In
  Commissione Bilancio, e lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, è
  inutile  che  qui ci giriamo intorno, il Governo con  la  posizione
  dell'assessore  Falcone  ha  detto chiaramente  che  il  Governo  è
  contrario,  perché lo ha detto in Commissione Bilancio, all'aumento
  al  trasferimento di questi fondi, tant'è che poi  l'emendamento  a
  parere  favorevole  dell'intera Commissione  prima  viene  bocciato
  perché c'era il parere contrario del Governo regionale.
   Dopodiché,  Presidente, che cosa succede? E  proprio  per  questo,
  poco  fa,  nell'intervento  anche fatto da  Cracolici,  esce  fuori
  questa,  e  io  dico  a  mio  modo  di  vedere  strumentalizzazione
  sull'aumento degli emolumenti dei deputati regionali perché  stiamo
  parlando,  lo  abbiamo già detto in precedenza, che  c'è  stato  un
  adeguamento  Istat  su una legge, poi possiamo abrogare  la  legge,
  possiamo fare tutto quello che vogliamo, noi come Movimento  Cinque
  Stelle   da   sempre  ci  tagliamo  gli  stipendi,  quindi   questo
  adeguamento  a  noi  poco  scalfisce,  ma  il  punto  qual  è  esce
  un'agenzia da parte del Governo regionale che dice a un certo punto
  considerando  che  i  deputati  regionali  si  sono  aumentati   lo
  stipendio,  si  sono  aumentati  l'emolumento,  allora  il  Governo
  regionale  torna  sui  suoi  passi,  perché  di  fatto  il  Governo
  regionale  sta tornando sui suoi passi e dice noi siamo favorevoli,
  visto che i deputati dell'Assemblea regionale siciliana sono brutti
  e   cattivi,   allora  noi  siamo  favorevoli  all'aumento   e   al
  trasferimento di questi fondi.
   Allora  Presidente, qui il punto qual è? Preciso anche il discorso
  delle  riserve,  colleghi  noi qui non è  che  siamo  favorevoli  o
  contrari  alle riserve, si può discutere tutto sulle riserve,  però
  quando  il  Governo  regionale mi dice che  taglia  le  riserve  ma
  destina parte di quei fondi all'assessore, allora qui non è che noi
  stiamo  tagliando le riserve, noi stiamo solo spostando l'indirizzo
  di  alcuni  fondi dall'Assemblea regionale siciliana e  quindi  dai
  deputati  dell'Assemblea al Governo regionale. E quindi  è  poi  il
  Governo  regionale che deve decidere o che doveva decidere,  perché
  poi  è  stata stralciata è stata bocciata in Commissione  Bilancio,
  che doveva decidere come destinare questi fondi.
   E  allora  Presidente nel clima, assessore Falcone e  chiudo,  nel
  clima  di dialogo e confronto che si è instaurato in questi giorni,
  il   Governo  regionale  a  mio  modo  di  vedere  Presidente,   ha
  l'Assemblea  regionale siciliana accanto, ovviamente con  posizioni
  differenti,  anche su situazioni critiche importanti per  andare  a
  difendere  la  Regione  siciliana a Roma, e  ci  sono  stati  degli
  interventi per quanto riguarda ad esempio le royalties non  capisco
  perché  in  Basilicata si fa e in Sicilia non si fa, e  l'Assemblea
  regionale   siciliana  può  stare  accanto  al  Governo   regionale
  ovviamente con le differenze, ma l'Assemblea regionale siciliana  e
  i deputati tutti non possono non possono ricevere lo scarica barile
  da  parte  del Governo regionale su alcune scelte, come ad  esempio
  l'aumento  e le prese di posizioni sui sindaci degli assessori,  su
  scelte  che il Governo regionale non fa o fa con riserva scaricando
  responsabilità all'Assemblea regionale siciliana.
   Su  questo non ci stiamo Presidente, e allora il clima di dialogo,
  il clima di confronto va bene va bene, ma il Governo regionale deve
  assumersi  le  responsabilità su alcune scelte, e io sono  contento
  che  il  Governo  regionale e il Presidente hanno  fatto  un  passo
  indietro  sul  fatto che prima erano contrari al trasferimento  dei
  fondi  ai  sindaci assessori, perché qui in molti interventi  hanno
  detto  quante difficoltà vivono le nostre comunità, vivono i nostri
  sindaci, i nostri consiglieri comunali, i nostri assessori, io sono
  contento  di questo Presidente però che sia chiaro, che sia  chiaro
  che il governo regionale le scelte, anche le più difficili, le deve
  fare  e  non  deve  scaricare e non deve  scaricare  responsabilità
  all'Assemblea regionale siciliana che poi noi le responsabilità  ce
  le  prendiamo sempre tutte, ma lo scarica barile lo scarica  barile
  non conviene a nessuno.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Si   passa  agli  emendamenti  soppressivi  che  immagino  vengono
  ritirati, onorevole Catanzaro, sì, onorevole De Luca, sì.
   Sull'emendamento  1.26  dell'onorevole De Luca  ci  sono  maggiori
  oneri  per  gli  anni  2024 e 2025 e quindi non  sono  coperti.  E'
  ritirato.
   Si  passa all'emendamento 1.80 dell'onorevole Sunseri. Lo mantiene
  o lo ritira?
   Lo mantiene.
   Con il parere contrario del Governo, lo pongo in votazione.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.80

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento.,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.80.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Ricordo che Governo e Commissione sono contrari.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            68
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          30
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
   L'Assessore Falcone chiede di parlare. Ne ha facoltà.
   Se  nel  frattempo  volesse  dare  risposta  all'onorevole  Marano
  farebbe cosa gradita.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente, allora  per
  quanto riguarda alcune risposte il Governo chiaramente deve darle.
   Vorrei  ricordare che il Governo in Giunta ha deliberato un  fondo
  che era privo di riserve, a tutti i livelli.
   Poi arrivato in Commissione, il fondo è stato di fatto distribuito
  secondo un indirizzo politico di ciascun Gruppo.
   Il  Vicepresidente  Di Paola, da quel pulpito,  nella  discussione
  generale  ha  voluto specificare che la competenza e la prerogativa
  fosse  del  Parlamento  in  merito alle riserve  e  ha  ribadito  e
  rivendicato che le stesse riserve sono state la determinazione  dei
  vari Gruppi parlamentari.
   Ecco perché stasera, opportunamente, l'onorevole Cateno De Luca ha
  detto  "attenzione   L'articolo 2 è figlio di  scelte  che  i  vari
  partiti i vari deputati hanno fatto .
   Per cui vorrei dire, soprattutto al Partito Democratico, che se il
  fondo per i comuni quest'anno è diminuito è perché ciascuno di  voi
  ha voluto fare delle scelte.
   Dobbiamo avere il coraggio di prendercene anche la responsabilità,
  l'onore e l'onere.
   Dopodiché il Governo da parte sua ha stabilizzato la spesa e siamo
  ancora  pronti  a fare delle misure correttive nella qualificazione
  della  spesa  perché - lo voglio dire in maniera  molto  chiara  -,
  domani, mi aspetto, onorevole Cracolici, che non ci siano richieste
  ulteriori di piccoli interventi perché noi abbiamo un dovere oggi -
  ma  io lo sto dicendo così, sto parlando, lo sto dicendo a lei  per
  dirlo a tutti
   Attenzione   Perché  dobbiamo  anche  comprendere  che  stamattina
  abbiamo  anche  un'ulteriore nota da parte  del  Commissario  dello
  Stato  che  ci  dà  un campanello d'allarme e ci dice  "attenzione,
  Parlamento  State attenti nella spesa, la dovete qualificare  .
   E  noi  siamo domani pronti con alcune misure che potrebbero anche
  essere  utili  ai comuni - stiamo attenti - se siamo  d'accordo  il
  Governo  farà la sua parte, noi possiamo e dobbiamo fare  spesa  in
  conto capitale.
   Non  possiamo  più  permetterci il lusso di  fare  spesa  corrente
  perché  l'accordo Stato-Regione non ce lo consente spesa  in  conto
  capitale sì.
   E qualche idea c'è anche che potrà essere utile anche ai comuni se
  siamo  tutti,  come dire, interessati a garantire  il  sistema  dei
  comuni non alle piccole cose.
   Io  sono convinto che noi infatti saremo nella prima ipotesi e non
  nella seconda ipotesi.
   In Commissione  Bilancio  vorrei ricordare che abbiamo fatto delle
  scelte,  avevamo  ritenuto che era opportuno fare  una  riserva  ad
  esempio per gli ASU piuttosto che in una prima fase sulla indennità
  dei  sindaci  - fermo restando che avevamo detto nel  collegato  il
  Governo si impegna a trovare le risorse.
   Bene, a seguito anche di un ragionamento, di una riflessione, oggi
  il  presidente Schifani ha incontrato il Presidente dell'ANCI e  ha
  detto  in  maniera  molto  chiara  che  il  Governo  presenterà  un
  emendamento  che  concorrerà  alla spesa  non  nelle  riserve  come
  qualcuno   vorrebbe  fare,  cioè  fare  arrosolare  i  comuni   con
  un'ulteriore  riserva che si aggiungerebbe ai 58 milioni  di  euro.
  No,  con  fondi  extra, ecco la differenza della  serietà  e  della
  responsabilità.
   Per  cui abbiamo depositato un emendamento che trova 6 milioni  di
  euro.   Se   poi   durante  il  prosieguo   della   legislatura   e
  dell'esercizio finanziario 2023 riusciremo ad avere, come dire,  un
  indice  tendenziale di gettito erariale favorevole,  ma  certamente
  non  ci sottrarremo nel riconoscere interamente agli amministratori
  o  nel riconoscere ai comuni, così come questo Governo ha già fatto
  nel  2022  precisamente nel dicembre del 2022 riuscendo  a  dare  i
  soldi  ai  comuni,  soldi cash, il 30 dicembre 2022.  Non  soltanto
  abbiamo impegnato i soldi, non soltanto abbiamo stanziato i  soldi,
  ma abbiamo materialmente erogato i fondi.
   Vorrei  ricordare  a  tutti  che le  ragionerie  centrali  con  la
  Ragioneria  generale  soltanto nel mese di  dicembre  hanno  emesso
  17.544  mandati; sono dei dati e in questi mandati c'erano anche  i
  soldi per i comuni. Quindi anche qua.
   L'impegno  certamente lo prendiamo, ma che nessuno venga  a  fare,
  come  dire, né lezioncine, né tanto meno a battersi il  petto  e  a
  dire  da  quel  pulpito alcune cose facendone  altre.  Quindi,  noi
  stasera  avremmo  gradito, vi dico chiaramente, che  si  procedesse
  anche  sull'articolo  2,  che ci fosse  un  dibattito  ampio  sulle
  riserve,  ad  esempio, sulle riserve che riguardano le Province  si
  facesse  anche  un  ragionamento perché  si  deve  discutere  tutto
  insieme, non si può fare a spizzichi e bocconi. Non è utile, non  è
  utile che ci sia l'intervento dell'Assessore che prende da un  lato
  a  discapito  di un interesse collettivo. Parlo di  me  così  siamo
  tutti d'accordo. E' diverso invece il taglio quando si affronta  in
  maniera organica una questione e si fa un ragionamento.
   Quindi  per  quanto ci riguarda l'articolo 1, come dire,  possiamo
  chiuderlo  con  questo emendamento che è quello dell'indennità  dei
  sindaci. Sarebbe stato, Presidente, come dire, di nostro gradimento
  continuare stasera, ma mi pare che il clima sia diverso; noi  siamo
  pronti  comunque  a  guardare  a 360 gradi.  Chiaramente  se  sulle
  riserve  non  siamo d'accordo dobbiamo avere anche il  coraggio  di
  dire "facciamo un taglio lineare sulle riserve".

                     (Intervento fuori microfono)

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Va benissimo,  non  ci  sono
  problemi,  possiamo  e  in alcuni casi, onorevole  Abbate,  siccome
  abbiamo le soluzioni per tutto, o quasi, siamo pronti. Alcune  cose
  tanto  le  possiamo garantire diversamente, quindi siamo pronti  ad
  accogliere e accettare la sfida.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore Falcone. Noi sappiamo che  c'è  una
  grandissima  forza di volontà da parte del Governo, soprattutto  da
  parte  sua, nel continuare però, oggettivamente, sono le ore 23.00,
  non  si è fatta neanche la pausa cena per i colleghi, per tutti gli
  uffici,  il  sentimento comune sembrerebbe  quello  di  rinviare  a
  domani mattina. Quindi, poniamo in votazione intanto l'articolo  1.
  Relativamente   all'emendamento  gli  Uffici  stanno  controllando,
  stanno  facendo le giuste verifiche circa le coperture,  quindi  lo
  votiamo domani come aggiuntivo. Intanto votiamo l'articolo 1.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, se salisse in  Presidenza,  gliene
  saremmo grati.
   Onorevoli  colleghi,  stiamo caricando l'emendamento  nei  tablet,
  voteremo questo emendamento, l'articolo 1 e poi ci rivedremo domani
  mattina alle ore10.00.
   Allora,   nei  vostri  tablet  trovate  l'emendamento   aggiuntivo
  rispetto  ai comuni di cui abbiamo discusso. E' classificato  1.81.
  Lo pongo in votazione.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Leggetelo avete tutto il tempo. L'assessore Falcone ve
  lo  leggerà  e  ve  lo spiegherà. Se lo volete  leggere  lo  potete
  trovare  anche  nei  tablet, se lo volete  spiegato  ve  lo  spiega
  l'assessore   Falcone.   Assessore,  ce  lo  illustri   brevemente,
  gentilmente.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  soltanto   per
  comunicare  ai colleghi così come oggi il Presidente della  Regione
  aveva  comunicato al Presidente dell'Anci, il Governo avrebbe fatto
  un  emendamento concorrendo alla maggiore spesa per l'indennità  di
  carica,  l'adeguamento dell'indennità di carica ai sindaci  e  agli
  amministratori   dei   391  comuni  della   nostra   Isola   oltre,
  chiaramente, alle costituende province ed enti intermedi nel limite
  di  6  milioni di euro. Abbiamo preso questi 6 milioni di euro  non
  creando  una  nuova riserva, quindi dal fondo delle  autonomie,  ma
  abbiamo  preso  questi  soldi dai fondi globali.  Così  facendo  ai
  comuni daremo oltre ai 327 milioni di euro, 327 milioni di euro più
  6   milioni  quindi,  333  milioni  di  euro.  Con  queste  risorse
  consentiremo ai comuni, comunque, di adeguare la loro indennità che
  non è al 55 per cento, così come potrebbe immaginarsi, ma diventa a
  circa  il  70 per cento se li fanno decorrere dal primo marzo  cosa
  che  è,  diciamo così, probabile dal primo marzo del 2023.  Quindi,
  gli diamo il 70 per cento di adeguamento di indennità.

   PRESIDENTE. Benissimo allora. Votiamo.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. Una cosa, perché non c'è chiara. A noi preoccupa
  la  frase  "a  concorso della spesa"- faccia stare  in  silenzio  i
  colleghi  -  "a  concorso  della spesa".  Semplicemente  questo  ci
  preoccupa.  La  frase  "a  concorso della spesa",  perché  vorremmo
  capire  tutto  il  resto della spesa come la dovrebbero  coprire  i
  comuni. Se ci viene dato questa spiegazione.

   PRESIDENTE. Grazie.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Quindi, vanno col loro bilancio?  Quindi  voi
  state  dicendo ai sindaci "Siete obbligati ad aumentarle. Vi  diamo
  questa  quota.  Il resto ce li devi mettere tu".  In  tutto  ciò  i
  consiglieri comunali e i consiglieri di quartiere, laddove ci sono,
  che stanno lì in bilancio a votare atti amministrativi, assumendosi
  la responsabilità contabile, stanno lì col naso lungo...

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, se vuole rispondere.  Speravo  che
  non parlassero tutti. No, non sto dicendo...

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Presidente,  la  gattina frettolosa  solitamente  fa  i
  gattini  ciechi  e, siccome sono settimane che parliamo  di  questo
  argomento  -  ne  parla  la stampa, sono  su  tutti  i  giornali  -
  trattarlo  alle  ore 23.00 di sera, comprende  che  non  è  neanche
  semplicissimo. L'emendamento è arrivato adesso. Allora,  da  quello
  che  leggo  è:  1)  non  stiamo dando  le  risorse  necessarie  per
  aumentare  l'indennità  ai  sindaci.  Punto   Perché  quello  detto
  dall'autonomia degli enti locali, l'Assessore potrà confermare, era
  tra  i  10 e i 15 milioni. Noi stiamo stanziando 6 milioni di euro
  Quindi,  cortesemente, se ci garantisce che secondo voi  6  milioni
  sono bastevoli ad aumentare l'indennità dei sindaci... Secondo  me,
  o  abbiamo detto una fesseria in Commissione o la stiamo dicendo in
  Aula; 2) nella legge che abbiamo approvato lo scorso anno davamo la
  facoltà ai sindaci, con delibera di Giunta, di aumentare le proprie
  indennità, non perché non c'era il fondo, quindi dovevano  fare  le
  delibere di Giunta per aumentarsi le proprie indennità. Questa cosa
  oggi  rimane, cosa che, invece in bilancio, tutti eravamo  concordi
  sul  fatto  che era stupido continuare a dire ai sindaci  di  dover
  fare  le delibere e farsi massacrare in Consiglio comunale - perché
  questo avviene normalmente.
   Ora  noi  stiamo facendo, gli diamo di meno, continuiamo a  dirgli
  che c'è una necessità di farsi la delibera di Giunta, perché questo
  vuol  dire, perché l'emendamento che avevamo portato in Commissione
   Bilancio' toglieva quella possibilità, quindi aumentava a tutti le
  indennità  e gli davamo le risorse necessarie per coprire l'aumento
  delle  indennità.  In questo modo non lo stiamo facendo.  E  quindi
  stiamo facendo, veramente, una cosa frettolosa, all'ultimo secondo,
  per  dare  non  so cosa fuori, magari c'è qualche  sindaco  che  ci
  aspetta, una cosa di cui non se ne faranno nulla perché riceveranno
  i  soldi e in parte solo chi si è aumentata l'indennità negli  anni
  precedenti.   Oggi  seppure  volessero  aumentarsi  le   indennità,
  comunque,  queste  risorse  non  sono  bastevoli  per  391   comuni
  siciliani. Poi, ripeto, possiamo lanciare tutti i comuni stampa che
  vogliamo,  ma  che  io ricordi - e non penso di  sbagliare  -  i  6
  milioni  di  euro  non sono bastevoli e, comunque, non  manteniamo,
  come  dire,  l'obbligatorietà ma lasciamo  la  discrezionalità  dei
  sindaci e degli assessori di aumentarsi le proprie indennità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ora io, onestamente, non mi ricordo. Io mi ricordo  che
  abbiamo   approvato  una  norma  che  diceva:  "I  comuni   possono
  aumentarsi, a decorrere dal 2022, il 40 per cento del 2022, il 70 -
  se  non ricordo male - del 2023, il 100 per cento del 2024 - se non
  ricordo male -, salvo che i comuni che ne avessero la disponibilità
  in  termini finanziari, possono già a decorrere dal 2022  applicare
  gli  emolumenti". Ora io, sinceramente, non credo che questa norma,
  in qualche modo impedisca ai comuni di applicare gli emolumenti,  a
  partire  dal  momento in cui gli diamo i soldi e quindi  da  questo
  momento, al 100 per cento per tutti i sindaci .
   Quindi, da questo punto di vista, mi sento - così, a occhio,  l'ho
  studiata  in  due  secondi - il punto è un altro,  mi  permetto  di
  sottolinearlo,  voglio che si ribadisca, che venga ribadito  questo
  principio  in Aula: la norma sulle indennità prevede,  diciamo,  un
  meccanismo automatico. L'indennità del sindaco è quella principale,
  poi ci sono, a scalare, tutte le percentuali per gli Assessori,  il
  Vicesindaco,  il Presidente del Consiglio comunale,  i  consiglieri
  comunali. Come no? I consiglieri comunali...

                           (Brusio in Aula)

   CRACOLICI.  Scusate, se poi qualche giurista,  diciamo,  di  nuovo
  conio  si è inventato il sistema che mentre l'indennità del sindaco
  è  indennità e i gettoni non sono indennità, ricordo che  i  comuni
  hanno  persino la facoltà di introdurre il principio del gettone  e
  trasformarlo  in  indennità. L'obbligo che scatta  è  che  ti  devi
  mettere  in  aspettativa, eccetera, eccetera.  Ma  il  gettone  del
  consigliere   comunale  è  parametrato  al  limite  massimo   della
  indennità prevista per il sindaco, cioè se il 30 per cento,  faccio
  un  esempio, del limite massimo è un sindaco, facciamo l'esempio di
  Palermo,  che  prenderà  l'indennità da Presidente  della  Regione,
  quindi  15.000 euro circa lordi, il 30 per cento di 15.000  euro  è
  4.500   euro.   I   gettoni   vanno   parametrati   alle   giornate
  effettivamente  utilizzabili ai fini  dell'attività,  di  un  mese,
  d'Aula  o  di  Commissione, nel numero massimo che arrivi  a  4.500
  euro.  Significa che se per arrivare a 4.500 euro lavoro 26 giorni,
  il  gettone  è  4.500 diviso 26. Così è sempre stato.  Se  poi  c'è
  qualche interpretazione autentica che, di volta in volta, si  viene
  a determinare io, sinceramente...

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  Eh?  Corte dei Conti? No è la legge  Quale  Corte  dei
  Conti?  Sì,  la  legge.  La  legge stabilisce  la  percentuale  del
  rapporto tra sindaco e consigliere comunale, Assessore, Vicesindaco
  e tutto.
   Dopodiché se il tema è - scusate e chiudo - che dobbiamo, a questo
  punto,  fare un'interpretazione autentica, perché c'è qualcuno  che
  ci dice che non si può fare - e non lo so chi ce lo dice, perché lo
  dica   Scriva  Perché questa storia che lo dice la Corte dei Conti.
  La Corte dei Conti si esprime per sentenze, non è che ce lo dice al
  telefono   È giusto  Quindi se c'è una versione diversa  da  quello
  che io... Io ho fatto il consigliere comunale, un po' di cose le ho
  fatte  pure  io. A quel punto facciamo una norma di interpretazione
  autentica.  Non  è un fatto finanziario, ma diventa interpretazione
  autentica  nel  senso  che  le indennità  per  i  consiglieri,  gli
  Assessori,  i  vicesindaci, il presidente del Consiglio,  eccetera,
  eccetera, sono parametrate in maniera che sia chiara per tutti. Non
  mi  pare che su questo possiamo aprire una discussione né sono  tra
  quelli che pensano che aumentiamo l'indennità ai sindaci e pensiamo
  che  i  consiglieri  e  la parte rappresentativa  sia  da  mandare,
  diciamo,  poi  vediamo  No. Sono disponibile, in questa  legge,  mi
  impegno,   laddove   fosse  necessario,  a  fare   una   norma   di
  interpretazione  autentica  sulle  modalità  di  erogazione   delle
  indennità.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cracolici.  Pongo  in   votazione
  l'emendamento 1.81, a firma del Governo.
      (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   E'  approvato col voto contrario da parte del Gruppo  Movimento  5
  Stelle.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   La seduta è sospesa. Riprenderà domani mattina alle ore 10.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 23.15 di mercoledì 8 febbraio 2023,
         è ripresa alle ore 10.07 di giovedì 9 febbraio 2023)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per consentire al  Governo  e  ai
  deputati  di  giungere in Aula e verificare  il  tutto,  rinvio  la
  seduta di mezz'ora, rinviandola alle ore 10.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.08, è ripresa alle ore 11.03)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'esame dell'articolo  2,  in  precedenza
  accantonato.  Il Governo vuole illustrare l'articolo 2?  ?Assessore
  vuole illustrare l'articolo 2?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Grazie,  Presidente.  Buona
  giornata   ai  signori  e  alle  signore  colleghe.  Oggi  partiamo
  dall'articolo  2,  riprendiamo l'articolo 2 per  poter  andare,  io
  spero,  più spediti nei lavori rispetto a ieri quando sull'articolo
  1  si è fatta la discussione generale ma la discussione generale ha
  riguardato   anche  l'articolo  2  che  è  quello  delle   riserve.
  Sostanzialmente, lo abbiamo detto ieri sull'articolo 2 è come viene
  distribuito il fondo delle autonomie e questo fondo delle autonomie
  che  il  Governo  aveva  assegnato e  consegnato  alla  valutazione
  complessiva dell'Aula come Fondo globale indistinto, in Commissione
  poi  ha subito, ha avuto tutta una serie di interventi finalizzati,
  legittimi,  che  vanno dal randagismo all'attenzione  verso  Ragusa
  Ibla,  Ortigia  e Agrigento, che vanno dal trasporto  degli  alunni
  nelle scuole superiori, quindi, negli istituti di secondo grado  ad
  altri  interventi  che  riguardano eventi alluvionali.  Sono  tutti
  interventi  legittimi che la Commissione, nella  sua  coralità,  ha
  potuto  apprezzare,  così  come ha apprezzato  anche  l'emendamento
  sugli Asu nell'estensione, sino a un massimo di 36 ore, anche se  -
  qua  giova  ripeterlo - difficilmente si arriverà  all'integrazione
  oraria  delle  36  ore,  comunque  gli  Asu  avranno  una  concreta
  risposta, non soltanto per l'anno 2023 - lo vorrei ricordare  -  ma
  per  il  '23,  il  '24  e il '25, in attesa di  ulteriori  sviluppi
  favorevoli  per  questa categoria che ogni anno che  passa  diventa
  sempre più utile per gli enti locali.
   Quindi,  signor Presidente, oggi il Governo consegna  e  rassegna,
  ancora una volta, questa proposta che - ripeto - è il frutto di una
  condivisione.  C'è  qualche emendamento che è  sfuggito  nel  corso
  della   discussione  come  il  milione  e  duecentomila  euro   per
  affrontare le questioni del Belice, dell'alluvione dell'anno scorso
  nel  Belice  ma,  al  di là di questo, è un articolo  assolutamente
  condiviso  che  se  c'è un po' di buona volontà potrebbe  procedere
  velocemente.

   PRESIDENTE.  Allora,  all'articolo 2 sono stati  presentati  degli
  emendamenti soppressivi da parte del...

   DIPASQUALE. C'è la discussione generale.

   PRESIDENTE. La discussione generale è già fatta. Vuole intervenire
  sull'articolo?

   DIPASQUALE. Sì sull'articolo. Ha chiesto di parlare il Capogruppo.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, l'articolo 2, ovviamente  -  abbiamo
  affrontato  ieri  sera  l'articolo 1  -  è  una  continuità  perché
  riguarda  gli  enti locali e, devo dire, che mi preme  evidenziare,
  Presidente  dell'Assemblea, che questo articolo 2, al di  là  delle
  cose  che  sono state condivise in Commissione  Bilancio',  ritengo
  che  il  Governo che tende a cancellare quelli che  sono  un  po'di
  trasferimenti ai comuni e quindi ad esempio riteniamo inaccettabile
  il  tentativo dell'eliminazione delle riserve, per questo inseriamo
  diversi emendamenti. Inoltre, chiedo al Governo la sensibilità  che
  è  arrivata da più parti dei comuni, borghi più belli d'Italia, che
  bisognerebbe  dal  nostro punto di vista  inserire  perché  non  li
  troviamo.
   Nel  frattempo  dico all'Assessore che il comma 7 dell'articolo  2
  che  riguarda  un soppressivo di 160 mila euro che è un  contributo
  che  è stato dato nella scorsa finanziaria bloccherebbe, con questi
  160   mila   euro,   assessore  Falcone,  la  possibilità   di   un
  finanziamento che c'è per un museo nel comune di Sciacca perché  lì
  c'è  una situazione abbastanza complessa e, la prego Assessore,  di
  potere  interloquire immediatamente con gli uffici perché ci stiamo
  accingendo  a  fare  il  soppressivo ai  160  mila  euro  e  questo
  comporterebbe,  ovviamente,  la non possibilità  del  finanziamento
  degli  anni  passati  dati a questo museo  per  non  potere  andare
  avanti.  E  da  lei, come assessore del patrimonio  e  al  bilancio
  gradirei  una risposta da parte degli uffici per capire come  poter
  sanare questa situazione.  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Burtone.
   Chiedo ai deputati che volessero iscriversi, di farlo entro  dieci
  minuti.  Quindi  tra  dieci minuti si chiuderà  la  possibilità  di
  iscriversi.
   Ha  chiesto  l'onorevole  Sunseri. Lo  potete  dire  all'onorevole
  Marchetta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Burtone.

   BURTONE. Presidente

   PRESIDENTE. Chiedo silenzio in Aula, gentilmente.

   BURTONE.  Vedo che ci sono anche gli Assessori che interloquiscono
  fuori dai banchi e mi pare una cosa abbastanza inopportuna.

   PRESIDENTE. Colleghi, il dovuto ordine. Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE.  Signor  Presidente,  ho  seguito  attentamente  i   vari
  interventi  che si sono fatti ieri in Aula. Ho sentito  il  Governo
  anche stamani, ho sentito diverse posizioni altalenarsi.
   C'è  stato un momento in cui sembrava che il Governo avesse deciso
  di   togliere   tutte   le   riserve.   Ora   l'ultimo   intervento
  dell'assessore Falcone ci fa pensare che, invece, ci sia un  gruppo
  che  sarà di riserve garantito, comunque quello già delineato nella
  Commissione   Bilancio'. Io le dico subito, Assessore, non  abbiamo
  capito bene il criterio per cui alcune riserve sono state mantenute
  e  altre riserve sono state cancellate. Se lei accompagnasse il suo
  intervento come Governo, per dire, abbiamo fatto una scelta per cui
  chi  rientra  in  una  categoria sarà mantenuto,  chi  non  rientra
  evidentemente uscirà da quello che era un percorso che  negli  anni
  scorsi è stato sempre garantito.
   Dico questo, Assessore, perché pongo una questione di una riserva,
  lo  dico  subito,  è quella relativa ai borghi più belli  d'Italia,
  un'associazione. E' un'associazione della quale faccio  parte  come
  comune, con franchezza, senza ipocrisie e con chiarezza esprimo una
  posizione  che  vede il mio comune interessato indubbiamente,  però
  sono  portatore  di un emendamento che ripristina una  riserva  che
  negli  anni  scorsi,  Assessore, c'è sempre stata  e  che  è  stata
  cancellata, non si capisce bene il motivo.
   Propongo  questo emendamento con fermezza e avendo  consapevolezza
  che  non parliamo di un'associazione qualsiasi. Parliamo di  comuni
  che  per  essere  ammessi  all'associazione  debbono  avere  alcune
  caratteristiche  fondamentali dal punto di vista  urbanistico,  dal
  punto   di   vista  del  numero  degli  abitanti,   della   qualità
  architettonica  del  proprio  centro  urbano,  del  proprio  centro
  storico.  Io orgogliosamente, come comune ne faccio parte, è  stata
  merito  non  certo mio l'entrata perché sono stati coloro  i  quali
  hanno fondato la nostra città, l'hanno garantita, hanno cercato  di
  abbellirla,   di   chi  ha  salvaguardato  il  patrimonio   storico
  architettonico.  Quindi, ne facciamo parte,  sono  diversi  comuni,
  dicevo  che vengono ammessi all'interno dell'associazione dopo  che
  c'è  stata  un'istruttoria rigorosissima, sono quindi ambienti  che
  vanno tutelati e vanno tutelati anche perché, Assessore, la maggior
  parte  di  questi  comuni sono o nelle aree interne  o  nelle  aree
  montane.  Si  trovano quindi con difficoltà notevoli dal  punto  di
  vista  demografico,  hanno  delle problematiche  determinate  dalle
  carenze  delle  infrastrutture, sono comunità che stanno  man  mano
  perdendo  dei  servizi  e  che  quindi  hanno  bisogno  di   essere
  maggiormente garantiti e tutelati dalla nostra Regione.
   Certo  hanno  questa  caratteristica fondamentale  che  hanno  una
  bellezza  straordinaria che può essere valorizzata,  l'associazione
  sta  lavorando  a  dei  programmi importanti quali  il  turismo  di
  ritorno,  e  credo vadano quindi messe le condizioni perché  questo
  nostro emendamento che vede credo la partecipazione anche di  altre
  forze; sono stato alla riunione e l'Anci ho sentito diversi sindaci
  e  tutti  erano consapevoli di un errore fatto dal Governo,  di  un
  errore   determinato   in  Commissione   Bilancio'   di   escludere
  quest'associazione che merita invece una salvaguardia. Ecco  perché
  noi la sollecitiamo.
   L'associazione opera costantemente, si entra nell'associazione  ma
  si può essere anche esclusi, c'è un piano di riqualificazione, caro
  Assessore,  che lei ben conosce essendo stato Assessore  ai  lavori
  pubblici, che riguarda la riqualificazione di tanti centri  storici
  presenti all'interno dell'associazione dei comuni che hanno  queste
  caratteristiche di borghi più belli d'Italia.
   Ultimamente  l'associazione si è riunita a  Troina,  in  un  luogo
  importante  perché  ha  discusso di un argomento  fondamentale  per
  l'avanzata   della   legalità  nella  nostra  comunità   siciliana,
  l'associazione  si è riunita in un luogo che era  stato  confiscato
  alla  mafia  e che è il comune di Troina che ha sindaco  il  nostro
  collega  Fabio Venezia; ha ristrutturato un luogo sequestrato  alla
  mafia  che  ha  ristrutturato  e che  ha  lanciato  come  luogo  di
  legalità,  come  luogo  in  cui si può avere  residenza  avendo  la
  prospettiva di un'utilizzazione estremamente garantita dal punto di
  vista delle azioni legali.
   Concludo,  Presidente, ribadendo questo impegno  che  deve  essere
  credo accettato dal Governo, l'impegno a prendere in considerazione
  anche  il  nostro emendamento che riguarda la riserva per i  borghi
  più  belli  d'Italia;  è  un qualcosa che non  impegna  in  maniera
  considerevole  il  nostro bilancio, però  darebbe  una  risposta  a
  territori  che hanno caratteristiche architettoniche importanti  ma
  anche tanti problemi.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone. Ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  ieri
  purtroppo avevo ragione, la gattina frettolosa ha fatto il  gattino
  cieco,  perché quell'emendamento portato dal Governo che stanzia  6
  milioni  di  euro  per i sindaci è stato venduto  come  un  aumento
  dell'indennità dei sindaci, cosa assolutamente falsa.
   Allora  facciamo  un  minimo di chiarezza  e  mi  dispiace  che  i
  colleghi sindaci e la maggioranza, onorevole Catania, i sindaci  di
  lunga  esperienza non abbiano sollevato il problema ieri.  Di  cosa
  stiamo  parlando? Lo scorso anno la norma nazionale  stanziando  un
  fondo  dava a tutti i sindaci un'indennità superiore per  tutte  le
  Regioni a Statuto ordinario, l'unica Regione rimasta fuori  era  la
  Regione  siciliana;  la Regione siciliana lo  scorso  anno  fa  una
  norma, l'Assemblea, dove dà la possibilità ai sindaci di aumentarsi
  le  indennità  a carico del proprio bilancio, quindi  dallo  scorso
  anno  in  poi  alcuni  sindaci della nostra  Regione,  in  assoluta
  autonomia,  fanno  delle  delibere in  cui  a  carico  del  proprio
  bilancio  caricano  anche l'aumento dell'indennità,  adeguandolo  a
  quella  di tutti gli altri i sindaci d'Italia, ovviamente  Anci,  i
  sindaci, tutti i si lamentano perché è chiaro che una disparità  di
  trattamento  tra la Regione siciliana e i sindaci che  amministrano
  la  nostra  Regione  e tutto il resto d'Italia, quindi  normalmente
  chiedono ad Anci, chiedono da parte di Anci all'Assemblea regionale
  siciliana di dare la possibilità a tutti di avere un fondo e quindi
  adeguarsi a quello che è l'indennità di tutti i sindaci d'Italia.
   Bene  ieri il Governo dopo - io non voglio riprendere quello detto
  in  bilancio, quello detto fatto non fatto -, ieri il Governo  alle
  11.30  di sera consegna un emendamento che fa una sola cosa, fa  un
  fondo  da 6 milioni di euro assolutamente insufficiente, perché  il
  Dipartimento riconosce tale fondo per l'aumento dei sindaci pari  a
  11  milioni  e  200  mila euro, quindi siamo  a  metà  delle  somme
  necessarie  per  l'aumento  delle indennità  ma,  cosa  ancora  più
  assurda,  che è quello che ho denunciato io ieri sera,  è  che  non
  abbiamo  tolto,  perché chiaramente il fondo non  è  bastevole,  la
  discrezionalità dei sindaci.
   Quindi questi sindaci oggi hanno un fondo da 6 milioni di euro che
  non  copre  l'indennità di tutti i sindaci e  gli  Assessori  della
  nostra  Regione e continuano ad avere la possibilità di  aumentarsi
  la propria indennità.
   Quindi  oggi  cosa abbiamo fatto, ricapitolando e  rendendolo  più
  semplice  anche  per  chi ci ascolta: abbiamo solamente  creato  un
  fondo  dal quale il sindaco che lo ritiene opportuno, e qualora  il
  caso  lo  volesse  con  delibera di  Giunta  aumentare  la  propria
  indennità,  può attingere per una quota pari al 50 per cento  della
  propria  indennità.  Tutto il resto è a  carico  del  bilancio  dei
  comuni.
   Quindi,  abbiamo  fatto  il gattino cieco che  abbiamo  annunciato
  ieri.
   Sarebbe  opportuno, e questo è il messaggio che lancio ai colleghi
  dell'Assemblea, ritrovare i restanti 5 milioni e 200 mila euro  per
  poter   coprire  l'intera  somma  necessaria  per   dare   non   la
  possibilità,  per aumentare l'indennità a tutti i  sindaci  e  agli
  Assessori della nostra Regione.
   Altrimenti, come al solito, la nostra Assemblea è buona a  fare  i
  comunicati stampa ma le norme evidentemente no.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catania  Nicolò.  Ne
  ha facoltà.

   CATANIA   NICOLO'.  Signor  Presidente,  torniamo  un  po'   sulle
  questioni  che  si sono affrontate ieri sera e non  vorrei  che  si
  ripetessero  magari argomenti che, in buona sostanza,  dicevo  ieri
  sera, musica per le mie orecchie, questa difesa a oltranza di tutta
  l'Aula  dell'Assemblea nei confronti degli enti locali, dei sindaci
  per  quanto  mi  riguarda è una bella novità, è una novità  che  va
  nella  direzione ovviamente di scardinare un po' e  di  snocciolare
  quelli che sono i problemi degli enti locali, ma mi pare che un po'
  di  confusione poi ieri sera l'abbiamo fatta rispetto al fatto  che
  qualcuno nel snocciolare, nel creare le condizioni, elencare, ecco,
  le  difficoltà  che  gli  enti locali hanno  ha  fatto  un  po'  di
  confusione  probabilmente rispetto a quella che è la competenza  di
  quest'Aula  e  rispetto  a quella che è la competenza  del  Governo
  nazionale.
   Io  sarò brevissimo, però mi preme sottolineare una cosa. Ritengo,
  parto  dalla fine del mio intervento, che posto che i discorsi  che
  abbiamo  fatto sono quasi all'unisono, posto che i problemi  che  i
  comuni  hanno  li abbiamo tutti individuati, posto  che  una  delle
  prerogative  di  quest'Aula  è  quella  di  creare  anche  atti  di
  indirizzo  nei confronti del Governo, allora sarei per  creare  una
  condizione,  la più unanime possibile, mi accingerò a preparare  un
  ordine  del  giorno, affinché si possa dare l'indirizzo al  Governo
  regionale nella trattativa o comunque nel confronto con il  Governo
  nazionale  di poter eliminare tutta una serie di problemi  che  non
  hanno  competenza qui dentro, ma che in ogni caso con  un  atto  di
  indirizzo  unanime dell'Assemblea può mettere nelle  condizioni  il
  Presidente e gli Assessori con il confronto con lo Stato di  potere
  eliminare.
   Faccio  qualche  esempio, per essere chiari. Proviamo  a  dare  un
  indirizzo  al  Governo  nel trattare direttamente  con  il  Governo
  nazionale  per dare l'opportunità, lo spiego, i motivi  li  abbiamo
  tutti quanti detti ieri sera, almeno alla Sicilia di poter valutare
  il  fondo crediti di dubbia esigibilità al 50 per cento, che poi  è
  lo  stesso problema che ha la Regione nella parifica con  la  Corte
  dei  conti.  E'  lì  il  problema, lo sa bene l'assessore  Falcone.
  Quindi  questa  è una trattativa che va portata. Se  l'Aula  dà  un
  indirizzo unanime, abbiamo dato un atto di indirizzo concreto senza
  fare,  ovviamente, le dovute chiacchiere che qui  vanno  fatte,  ma
  comunque passiamo a fatti concreti.
   Così  come,  ad esempio, non è assolutamente possibile parlare  di
  assunzioni  del personale attraverso, come dire, un  aumento  e  un
  esborso di spesa corrente ai comuni. Sapete che non è così.
   Non è un problema di somme, è un problema di norma.
   E  allora, se l'indirizzo dà al Governo il fatto di poter trattare
  la  possibilità di rivedere il decreto ministeriale del marzo 2020,
  gli  enti locali possono procedere ad assumere e possibilmente,  lo
  dico io perché ho contezza del mio comune, senza che ci sia bisogno
  di ulteriori trasferimenti.
   Assessore, su questa questione anche la rivisitazione dell'accordo
  Stato-Regione ovviamente ha una sua valenza.
   Diceva   bene  qualcuno  ieri,  abbiamo  graduatorie  di  concorsi
  effettuati, la spesa corrente è bloccata, è bloccata a  un  accordo
  vecchio e pregresso per cui sarebbe anche oggi il momento di potere
  intervenire anche attraverso un atto di indirizzo.
   Sulle   indennità  dei  sindaci,  presidente  Galvagno,  c'è   una
  questione  che viene bypassata puntualmente. Si parla  soltanto  di
  una  copertura per adeguare correttamente, io dico, a quella che  è
  la situazione degli altri sindaci del resto d'Italia, ma viene meno
  una questione
   Vorrei   però  che  l'assessore  Falcone  mi  ascoltasse,   Marco,
  Assessore, no, così non va
   Torno  sulla  questione.  Quindi un atto di  indirizzo  che  tutto
  quello  che abbiamo elencato ieri metta nelle condizioni il Governo
  di  poter  proseguire  in  una  trattativa  con  lo  Stato,  perché
  argomenti che riguardano altro momento governativo.
   Però,  sulla questione delle indennità parliamo solo di coperture,
  nessuno oggi ha portato all'attenzione del Governo qual è stato  il
  vero  problema rispetto al fatto che questa situazione si è  creata
  con   una  norma  regionale  del  2015,  Presidente  della  Regione
  Crocetta,  la  Regione in pressing da parte dello Stato  ha  dovuto
  fare  una  norma  per  avere quei famosi  500  milioni  e  adeguare
  l'indennità degli amministratori rispetto alla normativa nazionale.
   Quella  norma  costituisce giuridicamente un rinvio dinamico,  gli
  amministratori  locali di questa Regione dal 2015  sono  uguali  al
  resto  d'Italia,  qui è il problema, questa cosa  l'hanno  pretesa,
  l'hanno voluta, la norma è dinamica sotto questo punto di vista, ma
  nel trattare poi pedissequamente il territorio hanno fatto leva sul
  fatto che siamo in autonomia.
   Non  lo  siamo  più   Su  questa materia  l'autonomia  la  Regione
  siciliana  se  l'è  venduta nel 2015. Quindi che  dico,  bene  oggi
  adeguare,  bene oggi partecipare economicamente per quello  che  si
  può,  ma  è altrettanto bene se nell'atto di indirizzo inseriamo  e
  creiamo una condizione per dare un supporto al Governo nel rivedere
  alcune questioni con lo Stato, questa è un po' la situazione.
   Chiudo, Presidente, perché mi pare che il tempo sia anche finito.
   Ieri  sera si parlava di nomi e cognomi sulle riserve, l'onorevole
  De Luca ha più volte ribadito "fuori i nomi, fuori i nomi", ecco il
  nome.
   C'è   una  sostanziale  differenza,  le  riserve  che  in   questa
  finanziaria,  grazie alla collaborazione tra il Governo,  la  prima
  Commissione  e  la  Commissione   Bilancio',  quasi  nella  propria
  interezza, sono riserve che questa volta hanno guardato  al  merito
  delle  difficoltà  degli  enti locali, lo  dice  uno  che  le  vive
  quotidianamente da dieci anni, sono riserve - eliminando quelle che
  non servivano in altri tempi - che guardano esattamente le esigenze
  dei cittadini, dei territori e dei comuni.
   Riserve  sul  trasporto alunni, mi pare che non se ne facevano  da
  tanto tempo, vero è che è un servizio a domanda individuale per cui
  non  si  può  andare  oltre, perché il 36  per  cento  deve  essere
  compartecipato, ma abbiamo fatto il massimo; mai una riserva  sugli
  Asacom  e  sono  costi  che  gli enti  locali  hanno,  tanti  costi
  onerosissimi;  mai  riserva sul randagismo, il mio  comune  che  un
  comune di 11 mila abitanti spende 130 mila euro l'anno, senza se  e
  senza ma, mai una linea di contributo, c'è un intervento e vanno  i
  comuni;  ricoveri  per  malati  psichici,  lì  c'è  una  norma  mai
  rimpinguata  e siamo andati oltre; ricovero per minori,  c'è  tutta
  una  serie di questioni che oggi hanno fatto sì che quelle  riserve
  siano  state  con attenzione modulate probabilmente una  tantum  di
  coloro  che  il  territorio lo vivono, cercano di governarlo  e  lo
  gestiscono rispetto alle istanze dei cittadini,  quindi non  vorrei
  fare  un  elenco  lungo,  anche questa cosa del  Belice,  assessore
  Falcone, ovviamente, non posso che essere favorevole perché lì  c'è
  una questione di danni un po' particolare. Chiudo Presidente...

   PRESIDENTE. Chiuda, onorevole Catania, la prego.

   CATANIA  NICOLO'.  Ho chiuso. La questione è  una  sola:  dobbiamo
  essere  chiari,  onesti  intellettualmente.  Tutte  queste  riserve
  ammontano  a  circa  34  milioni  di  euro  e  vanno  tutte   nella
  destinazione  di  arricchire le casse dei comuni, ivi  compreso  il
  fondo  di progettazione, per questo mi ritengo soddisfatto e  credo
  che  la dinamica che oggi seguirà sia una dinamica molto snella che
  arrivi poi a compimento.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catania. Ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà. Dopo c'è l'onorevole  De  Luca
  Antonino. Rinuncia.

   GILISTRO.  Assessori,  onorevoli, volevo  mettere  in  risalto  la
  situazione  gravissima in cui versa, anzi versano  parecchi  comuni
  riguardo al randagismo. Lo dico da medico, lo dico da pediatra,  il
  problema  del randagismo è un problema molto importante  in  questo
  momento,  e va guardato e va osservato anche dal punto di vista  di
  prevenzione,  di  quella che può essere la salute e  la  incolumità
  pubblica, che è una cosa importante.
   Io  da  pediatra,  purtroppo,  sono costretto,  anche  nei  pronti
  soccorsi,  a vedere spesso bambini attaccati da questi  branchi  di
  animali,  perché quando il randagismo, come sapete il  cane  deriva
  sempre  da  una  problematica  di gruppo,  quando  i  cani  randagi
  cominciano  ad  essere e a fare gruppo, sono come i lupi.  Ci  sono
  moltissimi  bambini che vengono attaccati da branchi di cani,  cani
  fra di loro, ma non solo la spesa che noi investiamo nel randagismo
  naturalmente può far risparmiare risorse soprattutto per la  sanità
  anche,  perché  queste sono problematiche che riguardano  anche  il
  problema sanitario regionale.
   La  seconda  cosa  che volevo mettere in evidenza  è  l'importanza
  degli  investimenti che vanno fatti sui centri storici di Siracusa,
  in  particolare, questi interventi non sono interventi localistici,
  sono  interventi che sono destinati al patrimonio turistico.  Anche
  quando noi andiamo in un centro storico come Siracusa, come Ragusa,
  Ragusa  Ibla, come Agrigento, certamente non è un investimento  che
  facciamo per qualcosa di nostro e basta, ricordiamoci che i  nostri
  centri  storici  sono in questo momento un fiore  all'occhiello,  e
  sono  visitati  da  milioni di turisti, quindi un  investimento  in
  questi  centri  storici  non  è un investimento  solo  a  Siracusa,
  Agrigento, Ragusa, ma un investimento al nostro turismo regionale.
   Quindi  ritengo,  e abbiamo voluto in parte aumentare  leggermente
  questo  contributo, perché ne riteniamo una importanza  strategica:
  quando arrivano turisti a Siracusa non solo vedono il Teatro Greco,
  non  solo  vedono  il patrimonio archeologico, che sicuramente  non
  abbiamo  costruito  noi,  ma vedono praticamente  anche  un  centro
  storico che è in questo momento in una situazione non piacevole.
   E  finisco col dire che qualunque investimento fatto in un  centro
  storico è un investimento che va alla società, alla collettività in
  toto. Grazie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie Presidente, Governo, colleghi.  Presidente,  io
  intervengo  per  quanto riguarda una riserva che c'era  negli  anni
  passati  e  che  quest'anno  non  siamo  riusciti  ad  inserire,  a
  proposito  di riserve che possono essere utili o meno utili,  ed  è
  quella  relativa  ai  comuni che stanno  gestendo,  che  gestiscono
  maggiormente il fenomeno migratorio.
   Quindi,  ci sono dei comuni in Sicilia che gestiscono il  fenomeno
  migratorio in maniera maggiore rispetto ad altri comuni; nel  corso
  degli  anni  l'Assemblea aveva realizzato  una  riserva,  di  circa
  ottocentomila  euro, per dare un minimo di ristoro  a  quei  comuni
  sparsi  su  tutta  la  Sicilia  -  io  ne  cito  alcuni:  Pozzallo,
  Caltanissetta e altri comuni - che gestiscono l'impatto  migratorio
  in  maniera  maggiore, tant'è che, Presidente, a  gennaio  2023  il
  fenomeno migratorio in Sicilia è aumentato.
   Noi  abbiamo  avuto cinquemila migranti che si sono riversati  sul
  nostro Territorio. E, dico, io ci tengo anche a sottolineare che il
  Governo  regionale  dovrebbe dare, anche, un segnale  sotto  questo
  punto  di vista, perché è stato chiuso pure l'Ufficio speciale  per
  l'immigrazione, cioè l'USI.
   Uno  dei  primi provvedimenti che ha fatto il Governo regionale  è
  stata  la chiusura dell'Ufficio speciale all'immigrazione.  Ufficio
  speciale che aveva ottenuto, nel corso dell'ultimo anno, anche  dei
  buoni obiettivi. C'era riuscito a anche intercettare dei fondi, che
  poi  verranno  utilizzati per la gestione del fenomeno  migratorio.
  Quindi  l'unione  di  queste  due cose,  la  chiusura  dell'Ufficio
  speciale  dell'immigrazione più il taglio della riserva per  quanto
  riguarda i comuni che gestiscono il fenomeno migratorio, mi  lascia
  pensare  -  ma  dico, magari, sto pensando male io  -  che  ci  sia
  proprio  una  volontà,  da  parte  del  Governo  regionale,  a  non
  considerare gli ultimi, o a non considerare questo fenomeno  che  è
  un   fenomeno  che  esiste.  Che  poi,  spesso,  viene   affrontato
  attraverso la stampa, attraverso la comunicazione, però poi  quando
  c'è da fare, in maniera concreta, delle norme che possono andare su
  una direzione, che porta anche alla mitigazione di questo fenomeno,
  alla  fine  nulla  viene fatto e il Governo,  come  dire,  si  gira
  dall'altra parte.
   Quindi  io  auspico che da parte del Governo regionale,  da  parte
  dell'Assessore di riferimento alle Politiche sociali ci  sia  anche
  un impulso sotto questa direzione.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Grazie  Presidente, Governo, io ritengo che  il  problema
  delle riserve, sollevato da alcuni colleghi della maggioranza,  sia
  strettamente  collegato  a  quanto  osservavamo  ieri,  ossia  alla
  circostanza che negli ultimi dieci anni il Fondo per le autonomie è
  stato continuamente falcidiato, e dunque quello che prima rientrava
  in  un  contesto di generalità, e che consentiva ai comuni di  fare
  fronte,  e  non solo ai comuni, di fare fronte a quelle  che  erano
  esigenze ordinarie, veniva soddisfatto dal Fondo per le autonomie.
   Oggi   è   chiaro  che  il  taglio  del  fondo  delle   autonomie,
  continuamente perpretato, ha dato luogo e sfogo alle richieste  dei
  territori per finalità che, comunque, rivestono un grande  impatto,
  diciamo,  dal punto di vista dell'interesse pubblico. E  dunque  la
  discussione, probabilmente, tra l'articolo 1 e l'articolo 2  andava
  legata  perché, probabilmente, quindici anni fa non  avremmo  avuto
  bisogno di prevedere un finanziamento ad hoc per i borghi più belli
  di Sicilia.
   Oggi,  nel  momento  in cui il Fondo per le autonomie  non  è  più
  capiente,  è  chiaro  che  dobbiamo  prevedere  e  ripristinare  un
  finanziamento,  che ha consentito a questi borghi  di  assurgere  a
  località  di  pregio della nostra Regione e di fargli svolgere  una
  funzione  di  motore  anche dell'incoming del  turismo  nel  nostro
  Territorio.
   E,  peraltro, va da sé che questo non è un intervento che riguarda
  una  provincia piuttosto che un'altra, un Territorio piuttosto  che
  un  altro,  ma  è  un intervento che riguarda la Regione  siciliana
  complessivamente, perché in tutte le province sono allocati  questi
  comuni.  Qua, a fianco a me, ci sono due rappresentanti  di  questi
  comuni,  l'onorevole Burtone e l'onorevole Venezia. Ma questo  vale
  anche per quello che diceva, poc'anzi, l'onorevole Di Paola.
   Ci sono comuni che fronteggiano e che devono assicurare servizi di
  protezione  civile, per esempio per i flussi migratori,  sostenendo
  notevoli  costi,  che non ricevono dalla Regione...paradossalmente,
  la  Regione  siciliana non fa quello che fa il  Governo  nazionale.
  Perché il Governo nazionale, negli ultimi anni in qualche modo  col
  Governo Conte bis, era intervenuto a sostegno di questi comuni  con
  qualche  misura,  diciamo,  sostanzialmente  di  ristoro  per   gli
  interventi e per le somme spese.
   E  noi,  invece, questo lo facciamo se non in minima parte e  poi,
  onorevole Falcone, che non vedo in Aula, ma Governo, al comma  6  è
  prevista una riserva che io, onestamente, condivido perché, diciamo
  immagino  che tutti i nostri ragionamenti debbano essere retti  dal
  filo  della coerenza, e il comma 6 prevede una riserva per i comuni
  alluvionati negli eventi del 2021. Una riserva di circa  7  milioni
  di  euro,  perché il 2 per cento del fondo, degli anni  2017  2020,
  comma  5,  chiedo  scusa, grazie onorevole Cracolici,  il  comma  5
  diciamo  circa 7 milioni di euro onestamente non sono in condizione
  di  dire se questi 7 milioni di euro siano sufficienti perché,  tra
  le  carte  allegate  al  bilancio  non  vi  sono  le  delibere  che
  quantificano questo danno.
   Però,  ciò  che  balza  immediatamente agli occhi  è  che  abbiamo
  previsto  i  ristori per i privati, per gli enti pubblici,  per  le
  imprese  per  le alluvioni del 2021, e abbiamo dimenticato  che  la
  Sicilia nel corso del 2022 - lo dice anche Lega Ambiente - è  stata
  la Regione più colpita in Italia dagli eventi alluvionali, e alcune
  province più di altre.
   In   provincia  di  Trapani,  sono  stati  quantificati  solo  per
  l'agricoltura 22 milioni di euro di danni, la Giunta si è  limitata
  a   chiedere   al  Governo  nazionale  alla  fine   del   2022   il
  riconoscimento dello stato di calamità naturale, ad oggi il Governo
  nazionale non ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, ma  le
  nostre  imprese  agricole stanno per mettere in produzione  i  loro
  terreni  pagando  di  tasca loro migliaia e migliaia  di  euro  che
  peseranno  sulla loro capacità produttiva, sulla loro  capacità  di
  espansione e alla fine si trasformeranno in un costo riflesso anche
  sui consumatori,

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   E  sono  22  milioni  di euro, solo per la provincia  di  Trapani,
  secondo   l'accertamento  fatto  dal  Dipartimento,  dell'assessore
  Sammartino, devo dire anche con celerità, perché ciò che  è  giusto
  va   riconosciuto  ma  a  fianco  ai  venti,  parliamo  dei   danni
  all'agricoltura, e facevo i complimenti al suo Dipartimento che  li
  ha  quantificati in fretta, però purtroppo un centesimo ancora  non
  c'è, ma a fianco ai danni all'agricoltura ci sono, peraltro, vorrei
  dire  che quest'anno dopo gli eventi, delle grandinate dell'ottobre
  del  2022,  in  Sicilia  è  accaduta una  cosa,  che  dovrebbe  far
  riflettere  tutti noi, a fronte di una diminuzione della produzione
  dell'oliva  da mensa, generalmente avrebbe dovuto registrarsi,  sul
  mercato  all'ingrosso  un  aumento del prezzo,  perché  sapete,  le
  regole   del  mercato  sono  sempre  le  stesse,  generalmente   se
  diminuisce   la  quantità  di  un  prodotto  e  quindi   diminuisce
  l'offerta,  ma  la domanda è rimasta più o meno uguale,  il  prezzo
  dovrebbe aumentare.
   Quest'anno  è  accaduta  una  cosa  assurda,  a  fronte   di   una
  diminuzione della quantità di olive da mensa prodotte, il prezzo  è
  diminuito,  e dunque dovremmo porci anche il problema  di  tutelare
  questa  categoria  di  produttori, che in  Sicilia  rappresenta  un
  comparto   molto,   molto   importante,   anche   come   quota   di
  compartecipazione al Pil.
   Ma  a  fianco alla produzione agricola ci stanno poi i danni delle
  imprese  commerciali, che dalla provincia di Messina sino a  quella
  di  Trapani,  passando  da quella di Siracusa  e  Ragusa,  per  non
  dimenticare quella di Enna,

   PRESIDENTE. Onorevole Safina, vada a concludere.

   SAFINA. Sono dieci minuti, Presidente.
   Sono  stati  duramente colpiti, ebbene noi avevamo  presentato  un
  emendamento  che, pur consapevoli del fatto che non era sufficiente
  a  ripristinare tutti i danni, perché un conto così fatto, dai vari
  comuni,  sembrerebbe far ammontare tale importo a  circa  cinquanta
  milioni  di euro per i civili e per le imprese commerciali, avevamo
  presentato un emendamento di dieci milioni che voleva rappresentare
  un  primo  passo  verso  il ripristino di una  situazione,  diciamo
  emergenziale, che ha creato notevoli disagi.
   Ebbene, questo emendamento non è stato approvato. Abbiamo previsto
  le  alluvioni del 2021 in un altro articolo della finanziaria,  poi
  mi  pare di aver visto cinquecentomila euro per il ripristino delle
  strade  di  Nara  (??) industriale colpita dalle  alluvioni,  tutti
  interventi meritevoli ma, a mio avviso, questa finanziaria tradisce
  i  siciliani  nel  momento  in cui non  ripristina  i  danni  dalle
  alluvioni  che,  oramai,  è stato acclarato:  sono  dipese  non  da
  manchevolezze  delle  amministrazioni, ma da  eventi  assolutamente
  straordinari  dovuti ai cambiamenti climatici.  E  qui  spero  che,
  grazie  anche  al Gruppo che ha fondato, che è stato  istituito  su
  iniziativa   dell'onorevole  Dipasquale,  si   possa   aprire   una
  discussione  vera,  seria,  su quali devono  essere  le  misure  di
  politica attiva per contrastare i cambiamenti climatici.
   Ieri  abbiamo  parlato  di forestazione,  ma  bisogna  parlare  di
  corretto uso delle risorse idriche, bisogna parlare di mancato,  di
  non  consumo  di  suolo. Sono tutti temi rispetto ai  quali  questo
  Parlamento  deve interessarsi perché, purtroppo, tutte le  indagini
  dei maggiori istituti di ricerca dimostrano che la Sicilia sarà una
  delle  Regioni  maggiormente colpite dai cambiamenti climatici  nel
  nostro Paese nei prossimi anni e, dunque, non si può più attendere,
  perché  quello  che  oggi immaginiamo essere la straordinarietà  in
  realtà sta divenendo l'ordinarietà.
   Pertanto,  io  auguro e mi auguro che il Governo  possa  ripensare
  anche  un  intervento a sostegno di quanti nel 2022, alla fine  del
  2022,  sono  stati  colpiti da eventi nefasti che  hanno  messo  in
  ginocchio numerose famiglie e numerose imprese.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente   della   Regione.  Io  volevo  portare   all'attenzione
  dell'Aula  una situazione che devo dire non possiamo più tollerare,
  e  approfitto  della presenza in Aula del Presidente della  Regione
  Schifani.
   Presidente,  noi non possiamo più tollerare di avere delle  scuole
  in  tutta  la  Sicilia  da Terzo mondo, che non  sono  efficientate
  energeticamente.  Noi non possiamo tollerare che i  nostri  ragazzi
  vadano  a scuola e si debbano vestire per entrare a scuola, che  si
  debbano  coprire, si debbano portare delle coperte, che si  debbano
  addirittura  vestire  da  neve,  così  come  hanno  suggerito   dei
  dirigenti scolastici.
   Ora  io  credo  che  sia arrivato il punto, prima  di  parlare  di
  innovazioni  tecnologiche, prima di parlare  di  città  smart,  noi
  dobbiamo  rendere le nostre città, le nostre strutture  adeguate  a
  grandi   metropolitane   per   cui,  Presidente,   io   chiedo   in
  collaborazione con l'Assessore all'economia, che si faccia un punto
  su  quelli  che sono i fondi extraregionali e regionali  per  poter
  rendere  le nostre scuole degne di una Regione che mira a diventare
  una Regione che sia adeguata ai livelli delle altre Regioni.
   Sappiamo  benissimo che in questi momenti si parla di un'autonomia
  differenziata  che getta nello sconforto e nella preoccupazione  la
  maggior  parte  di  noi  perché, veda Presidente,  per  parlare  di
  autonomia  differenziata noi dovremmo partire,  tutte  le  Regioni,
  dallo stesso punto, e noi non lo siamo, e quello delle scuole è  il
  primo campanello d'allarme. Noi dobbiamo rendere le scuole adeguate
  e  dobbiamo pensare a un efficientamento energetico. Si faccia  una
  cabina  di regia, perché gli enti locali non sono pronti per potere
  avere  quei tecnici e quelle competenze al loro interno  per  poter
  sfruttare  i  soldi del PNRR quindi questa è una  delle  principali
  preoccupazioni.
   Occorre  utilizzare  un  modello virtuoso di  competenze  che  può
  essere  replicato a tutti gli enti locali, perché noi,  altrimenti,
  non  potremo assolutamente utilizzare i soldi del PNRR  in  maniera
  adeguata.
   Abbiamo  incontrato  i  venticinque  sindaci  della  provincia  di
  Trapani e la prima preoccupazione dei sindaci è proprio questa  che
  non abbiamo, non hanno, le competenze al loro interno per sfruttare
  i  soldi del PNRR, ecco perché noi dobbiamo creare questa cabina di
  regia,  creare  un  modello virtuoso da  replicare  per  ogni  ente
  locale,  una  sorta  di supporto lì ogni qual volta  serve  per  la
  progettualità e per la progettualità soprattutto esecutiva.
   Quello  che  inoltre  vorrei evidenziare è  il  tema  sociale  che
  secondo  me la questione sociale è davvero un'emergenza nei  nostri
  Comuni,  soprattutto  delle  grandi città  metropolitane,  c'è  una
  carenza di assistenti sociali che è davvero preoccupante. Le faccio
  l'esempio della città di Palermo, e soprattutto della zona  sud  di
  Palermo, per 1200 plessi scolastici c'è un solo assistente sociale,
  non è sufficiente.
   Noi  dobbiamo veramente, sulla questione sociale, usare  un  Piano
  Marshall ecco perché io presentato un emendamento che è finito  tra
  gli  aggiuntivi per il potenziamento dei consultori familiari,  per
  un  supporto  alla  genitorialità, e  soprattutto  alla  condizione
  minorile.  Noi  siamo la Regione col più alto tasso di  dispersione
  scolastica,  più  del  20 per cento. Presidente,  se  noi  vogliamo
  crescere  in  sviluppo,  in crescita, noi  dobbiamo  partire  dalla
  questione  sociale,  quindi  io  mi auguro  che  l'emendamento  sul
  potenziamento  dei  consultori  familiari  possa  vedere  la  luce,
  grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Grazie Presidente, anzitutto mi corre l'obbligo di  fare
  una   precisazione,   ieri  siamo  intervenuti   sull'articolo   1,
  probabilmente a fine serata la stanchezza si è fatta sentire, ma ci
  tengo  a  precisare che il nostro atteggiamento è stato  sempre,  e
  vuole continuare ad essere, costruttivo.
   Per questo ringrazio l'intero Governo regionale, per la presenza e
  per  la  disponibilità  all'ascolto. È una  precisazione  doverosa,
  perché alcuni interventi di ieri, anche di deputati di maggioranza,
  tendevano  ad  evidenziare degli aspetti riguardanti  il  clima  di
  collaborazione   che   si   era  in  qualche   modo,   e   proficua
  collaborazione, che si era instaurato in Commissione Bilancio.
   Qualcuno poi con, diciamo, penso senza alcun intento polemico,  ha
  posto  il punto su alcune riserve, dicendo che ogni riserva  ha  un
  nome  e  cognome. È stato chiesto di dare un contributo, e  noi  in
  maniera  responsabile l'abbiamo dato, e io pongo l'accento  su  una
  delle  riserve inserite all'articolo 2 che riguarda un  sistema  di
  premialità   per  i  Comuni  che  hanno  effettuato  ordinanze   di
  demolizione  di  immobili abusivi insistenti  entro  la  fascia  di
  inedificabilità assoluta.
   È  chiaro  che  l'abusivismo per certi aspetti è un tema  tabù,  è
  chiaro che è che è un tema scomodo, ma è uno di quei temi con cui i
  sindaci convivono, e noi facciamo un buon servizio in quest'Aula, è
  un  buon  servizio al Territorio, se cerchiamo di mettere da  parte
  l'ipocrisia  ed  affrontare  invece i temi  che  i  sindaci  vivono
  giornalmente, e mi riferisco ad esempio alle migliaia  di  pratiche
  di sanatoria edilizia che giacciono nei Comuni dal 1985.
   Erano  state fatte pure delle assunzioni negli enti locali proprio
  per  smaltire  quelle pratiche di condono edilizio. A  nulla  hanno
  portato,  perché  poi le successive tre sanatorie, quelle  dell'85,
  '94 e 2003, non hanno previsto sanatorie dello Stato.
   Presidente,  chiedo  scusa è un argomento che  riguarda  gli  enti
  locali, i sindaci, e il prezzo caro che hanno pagato alcuni sindaci
  proprio per aver rispettato la legge. E una legge regionale, la '78
  del  '76, prevedeva proprio un vincolo di inedificabilità assoluta,
  e  riguarda  una  riserva inserita nell'articolo  2.  Probabilmente
  l'argomento  non è appassionante, e lo so, perché  è  un  argomento
  scomodo, ma siccome nella nota di aggiornamento al DEFR era proprio
  prevista la volontà di questo Governo regionale - che ho apprezzato
  molto  -  di tendere al consumo zero di suolo, di contrastare  ogni
  forma di abusivismo edilizio, credo che, senza girarci attorno,  il
  problema ci sia e vada affrontato con senso di responsabilità.
   Il  problema è caricare sui sindaci, come è stato fatto per  tanto
  tempo,  una responsabilità che, probabilmente, riguarda decenni  di
  abbandono  del  Territorio e vederli costretti  a  una  rigorosa  e
  puntuale   applicazione  della  legge,  perché  le  procure   della
  Repubblica,  ovviamente, in virtù di sentenze passate  ingiudicate,
  notificano ai sindaci ordinanze di demolizioni di immobili abusivi,
  insistenti  in  fascia  di  inedificabilità  assoluta,  che   vanno
  eseguiti.
   È   una   legge   regionale   che  introduceva   il   vincolo   di
  inedificabilità assoluta, e tre leggi dello Stato -  ripeto  -  '85
  prima  sanatoria,  primo condono edilizio, '94 e  2003,  non  hanno
  permesso  di condonare quegli immobili che insistono in vincolo  di
  inedificabilità assoluta. Quindi, bisogna decidere che cosa fare.
   È  intervenuta  una  legge dello Stato che ha,  in  qualche  modo,
  sollevato  i sindaci dalla responsabilità di portare avanti  ordini
  di   demolizione,   attribuendo  le  competenze  alla   Prefettura.
  Sicuramente  apprezzabile,  ma  il pregresso?  Cioè  quello  che  è
  accaduto  prima  del  2022  come si  smaltisce?  Ecco,  la  riserva
  inserita  nell'articolo  2  introduce  una  premialità  per  quegli
  amministratori  che hanno fatto il proprio dovere, perché  anche  i
  sindaci, Presidente, si ritrovano ad avere e a trovare dei  bilanci
  in  qualche modo non corrispondenti al vero, perché sull'abusivismo
  edilizio  che  cosa  è accaduto? Quando viene messo  un  ordine  di
  demolizione, Presidente chiedo scusa...

   PRESIDENTE.  Onorevole Cambiano, se può andare  a  concludere  nel
  frattempo.  E chiedo ai colleghi di evitare di entrare  nei  banchi
  del Governo, così evitiamo disattenzione.

   CAMBIANO.  In  base  al  DPR 380 del 2001 se  l'ordine  non  viene
  ottemperato  l'immobile viene acquisito al patrimonio  del  comune.
  Che cosa accade? Che i comuni si ritrovano proprietari di centinaia
  di  immobili. Scrive la Corte dei Conti e dice 'scusami signor ente
  locale, con questo patrimonio immobiliare che cosa intendi fare?' E
  laddove  c'è  un  vincolo  di  inedificabilità  assoluta  non   può
  intervenire la dichiarazione di prevalente interesse pubblico.
   Siamo  di fronte anche a casi di finanza creativa, come sono stati
  definiti  in  quest'Aula, perché alcuni comuni, ad  esempio,  hanno
  inserito  voci in bilancio in entrata per la cosiddetta occupazione
  sine  titulo,  cioè  significa  faccio  pagare  l'affitto  agli  ex
  proprietari  degli immobili abusivi, inserendo voci in bilancio  di
  milioni  e  milioni  di  euro per affitti mai  riscossi  sui  quali
  documenti  contabili sono stati effettuati poi impegni di  spesa  e
  abbiamo mandato a gambe all'aria i comuni.
   Credo che nel ragionamento di costruttiva collaborazione, anche se
  non  sono  stato ascoltato, spero che qualcuno poi riporti  da  una
  parte  del  Governo questo argomento che ritengo molto  importante,
  spero  che  questi,  insieme agli altri temi di cui  parlavo  ieri,
  possano far parte di un tema e di un tavolo istituzionale anche col
  Governo nazionale.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cambiano. L'ho  ascoltata  comunque
  io, quindi sia tranquillo che è stato ascoltato.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, io vorrei fare  un  attimo  un  breve
  riepilogo dei fondi che stiamo utilizzando. All'articolo  punto  2,
  nelle riserve del fondo di autonomie locali, al comma 1 utilizziamo
  2  milioni  400 mila euro per garanzie degli equilibri di  bilancio
  dei  comuni che versano in stato di dissesto;  al comma 3 1 milione
  970 mila euro;  al comma 4  850 mila euro per i lavoratori ex Pumex
  del  Comune  di  Lipari  al comma 5,  7  milioni  di  euro  per  la
  ricostruzione,  ripristino  e messa  in  sicurezza  di  immobili  e
  ristoro dei danni ai mezzi, veicoli e attrezzature a seguito  degli
  eventi  calamitosi;   da  8  a  25,   38  milioni  63  mila   euro;
  all'articolo  6 personale Asu 8 milioni 300 mila euro;  totale   58
  milioni 583 mila euro che riducono di fatto il fondo a disposizione
  degli enti locali a 268 milioni 414500 euro.
   Ora  giusto,  giustissimo, chiaramente finanziare queste  voci  ma
  sicuramente  risulta  un  po'in  proprio  chiaramente  trovare   la
  copertura finanziaria a valere dal fondo delle autonomie locali.  E
  come  se dicessimo che da una parte ti dò i lavoratori, per esempio
  con  gli ASU, dall'altra parte ti riduco il fondo cioè da una parte
  te  li  dò  e  da una parte te li tolgo. Quindi sinceramente  è  un
  attimino  un'utilizzazione un po' impropria, quindi sembra stessimo
  giocando al gioco delle tre carte. Quindi volevo esprimere  la  mia
  perplessità sull'utilizzo appunto di così tante riserve ad un fondo
  che  è  necessario  per  gli enti locali per garantire  chiaramente
  servizi nei nostri territori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò brevissimo  nel
  mio   intervento,  assessore  Falcone,  Presidente  della   Regione
  rispetto  a  queste  riserve  abbiamo  dibattuto  molto  sia  nelle
  Commissioni di merito che anche in Commissione Bilancio. Quello che
  è  emerso, al di là dei singoli contributi ai vari comuni, che oggi
  soffrono e che sono al limite del default, quello che emerge  è  lo
  stanziamento all'interno delle riserve di alcune somme che  servono
  ai comuni per far fronte a tutta una serie di problematiche che via
  via negli anni si sono venuti a creare.
   Ci  sono  due temi e due commi su cui voglio soffermare.  Uno  che
  riguarda  il  trasporto alunni pendolari e l'altro che  riguarda  i
  disabili psichici.
   L'anno  scorso  il  fondo destinato agli enti  locali  per  quanto
  riguarda  i disabili psichici era di 5 milioni di euro; quest'anno,
  a seguito di tutta una serie di vicissitudini anche per la mancanza
  di  risorse, questo fondo si è ridotto a 4 milioni; così come anche
  il trasporto degli alunni pendolari. Ecco il trasporto degli alunni
  pendolari è uno dei principi che serve a garantire il diritto  allo
  studio, la possibilità a quelle famiglie meno abbienti di poter far
  frequentare  gli istituti scolastici ai propri figli.  Sono  sicuro
  che  il  Governo  regionale,  che l'assessore  Falcone  insieme  al
  Presidente, nelle variazioni di bilancio o comunque nel momento  in
  cui  la  Regione  riuscirà ad incassare delle  risorse  congrue  ad
  aumentare questo fondo, si impegnerà per le famiglie siciliane.
   Mi  sono  voluto soffermare su questi due commi, perché su  questi
  due  commi  soprattutto  i comuni che sono  in  una  condizione  di
  dissesto,  di  pre-dissesto, non possono far fronte  alla  spesa  e
  quindi  alla compartecipazione, e il costo quindi del trasporto  di
  questi   alunni  è  totalmente  a  carico  delle  famiglie,  quindi
  l'impegno che chiedo al Governo, al Presidente e a tutta l'Aula,  è
  quello di far fronte a questa problematica a questa esigenza  delle
  famiglie  siciliane e consentire e garantire da un lato il  diritto
  allo   studio,  e  dall'altra  la  possibilità  di  mettere   nelle
  condizioni  i  comuni  di far fronte a questa spesa,  Sui  disabili
  psichici,  è  ovvio  che  il contributo dell'anno  scorso  non  era
  sufficiente  a  colmare quello che è il costo che  affrontano  ogni
  anno  i  comuni  per  mantenere queste  strutture  che  ospitano  i
  disabili   psichici,  e  allora  da  uno  studio  fatto   dall'Anci
  occorrerebbero all'incirca dai 10 ai 15 milioni per far fronte alla
  copertura  totale di questa spesa. L'ambizione che  dobbiamo  avere
  come   Parlamento,  ma  soprattutto  come  Governo,  è  quello   di
  raggiungere  il  100  per cento di questa copertura,  e  spero  che
  riusciremo   a  farlo  nel  più  breve  tempo  possibile   con   la
  collaborazione sia del Governo che di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo c'è il  mal
  costume  diffuso  di  percepire i fondi delle riserve  spesso  come
  prebende  da  dare  ai  comuni, a volte ci riempiamo  la  bocca  di
  predicare le premialità a quei comuni, anche più piccoli,  a  tutti
  quegli  enti locali che riescono ad essere virtuosi, a intercettare
  il  turismo per l'efficienza dei loro servizi e per la bellezza dei
  loro  luoghi,  ma poi quando si tratta di aiutarli  questi  piccoli
  comuni, di finanziarli.
   Invece no, c'è l'idea di tagliare necessariamente questo fondo  in
  cambio di che cosa, in cambio di distribuirlo in maniera diretta ad
  altri  comuni,  senza norme, senza norme di legge, e  quindi  senza
  criterio, possibilmente comuni amici, e invece no vedete il  lavoro
  che  ha  fatto  questo  Parlamento, e in particolare  il  Movimento
  Cinque  Stelle, è stato quello di impegnarsi a restituire a  questi
  fondi  per  le  riserve la giusta collocazione, perché  sono  fondi
  molto importanti.
   Abbiamo  parlato  di trasporto per gli alunni  pendolari,  che  mi
  duole  dirlo  è  vero è stato ridotto e deve essere riportato  alla
  somma  originaria,  perché  deve poter  sopperire  a  tutte  quelle
  famiglie  che  non  riescono  a far fronte  in  maniera  diretta  e
  personale  al  trasporto dei propri figli, ci sono i  fondi  per  i
  disabili  psichici;  ci  sono  tutte quelle  premialità  ai  centri
  storici più belli, il borgo più bello, le bandiere blu, le bandiere
  verdi,  i  comuni  che  riescono a  mantenere  le  coste  pulite  e
  accessibili,  la  rete  dei castelli, i piccoli  borghi,  e  ancora
  l'aiuto  appunto per tutti quei comuni piccolini e per il trasporto
  per  esempio dei rifiuti, mi riferisco alle isole minori. Tutta una
  serie  di  contributi che sono stabiliti da norma di  legge  perché
  hanno un criterio ben preciso e ben definito, le norme per i centri
  storici, i centri storici minori, perché vedete Siracusa, Agrigento
  e  Ragusa  non prendono nessun'altra risorsa da questa finanziaria,
  solo questa, e grazie a questo fondo siamo riusciti a far risorgere
  dei  centri  storici che fino a qualche anno fa erano letteralmente
  dimenticati, composti da ruderi e nient'altro, immobili disabitati.
  Adesso  sono  diventati  dei gioielli per  le  nostre  isole,  sono
  patrimonio  Unesco,  sono  meta  turistica,  sono  tappa   per   le
  principali fiction cinematografiche. E questo è stato fatto  grazie
  a  questo fondo che si tenta sempre di cancellare e che invece è un
  beneficio per tutta la Regione, perché, vedete, non sono contributi
  localistici,  sono  contributi di cui ne beneficia  tutta  l'Isola,
  perché  quando arriva il turismo in quest'Isola arriva  per  tutti,
  perché il turista gira, si muove, si sposta.
   Veda,  signor  Presidente, i fondi per gli enti  locali,  per  gli
  investimenti sono in buona parte fondi FSC, fondi per lo sviluppo e
  coesione, lo sappiamo, ce l'ha detto anche la Corte costituzionale,
  sono fondi che molto probabilmente i nostri comuni non vedranno mai
  perché  sono  da  riprogrammare con procedure  farraginose,  spesso
  soggetti  a  impugnativa. Invece questi che sono fondi  diretti  li
  stavamo  cancellando e sono gli unici che danno  un  respiro  e  un
  ristoro ai nostri enti locali.
   Gli  enti locali sono il primo rapporto col cittadino, sono quelli
  che  dobbiamo tutelare maggiormente, i più fragili, ma  quelli  che
  permettono di garantire ai propri cittadini i servizi essenziali.
   Questa è una cosa fondamentale.
   Sono  contenta che adesso in buona parte sono stati ristabiliti  e
  li  difenderemo in qualsiasi modo ogni anno perché purtroppo questo
  si ripete ogni anno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Geraci.  Ne  ha
  facoltà.

   GERACI.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi   sul
  ragionamento  delle  riserve e in particolare sulla  riserva  della
  premialità  per  quanto riguarda la raccolta differenziata,  volevo
  dire all'onorevole Falcone, io avevo presentato un emendamento  che
  ricalcava in un certo qual modo quello che era stata la delibera di
  Giunta del Governo Musumeci che dava 45 milioni ai comuni che hanno
  difficoltà per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e  quindi
  l'innalzamento dei costi. Poi questa delibera siamo  andati  a  chi
  l'ha visto, di questa delibera non c'è traccia.
   Allora  era  l'occasione in questo momento per dare una premialità
  ai comuni agganciandolo lo al 65 % di raccolta differenziata.
   Bene,  quell'emendamento è stato soppresso, però  mi  ritrovo  nei
  fondi  di  riserva qualcosa come 2 milioni di euro, mentre  qualche
  anno fa ce n'erano 5 milioni di euro.
   Nel  frattempo  la  platea, onorevole Falcone, si  è  innalzata  e
  quindi questi 2 milioni per i comuni saranno una mancia.
   Allora  il  ragionamento è questo: sui rifiuti,  sull'innalzamento
  dei  costi  di  conferimento il Governo cosa  vuole  fare?  Perché?
  Perché  la Tari è diventato un problema per i comuni, per  tutti  i
  comuni siciliani. E' un costo insostenibile, perché è un costo  che
  è  una partita di giro al 100 % ed è un costo che va a finire tutto
  su cittadini.
   Quindi  questo  è  un ragionamento e su questo io  pretendo  delle
  risposte da parte del Governo in considerazione dei 45 milioni che,
  ripeto, siamo andati a chi l'ha visto per vedere la delibera.
   Voglio  ritornare un poco indietro, onorevole Falcone, e gli  devo
  dare atto per come ha condotto i lavori di questa legge di bilancio
  e  della  legge di stabilità, devo fare i complimenti al Presidente
  Galvagno,  però  eviterei  i  toni  trionfalistici,  perché  quando
  qualcuno,  qualche  collega pure sindaco,  che  era  sindaco,  come
  l'onorevole  Pace,  dice  che la data di  febbraio  rappresenta  la
  soluzione  di  tutto, devo dire una cosa il problema non  è  quando
  arrivano i soldi ai comuni.
   Il  problema  è  anche questo, ma il problema è  delle  somme  che
  arrivano  ai comuni perché chiedo al Governo ma con 327 milioni  di
  euro  il  Governo è convinto, il Governo regionale, è  convinto  di
  tenere il sistema dei comuni in piedi?
   E'  convinto?  Io dico di no, che non è convinto,  perché  i  dati
  parlano  chiaro e glielo dico subito, perché i dati parlano chiaro,
  perché  non  è un problema di cassa, la cassa ora c'è,  perché  nel
  momento  in cui noi mettiamo da parte col Fondo crediti  di  dubbia
  esigibilità, con tutte le sterilizzazioni della spesa, il  problema
  non  diventa  più la cassa, il problema diventano i  capitoli,  gli
  appostamenti di bilancio e quindi dobbiamo per forza aumentare. Con
  327  milioni  il risultato nel  22 è stato che pochi  Comuni  hanno
  approvato  il bilancio 22; questa è la verità onorevole  Falcone  e
  abbiamo Comuni in dissesto e Comuni in pre-dissesto.
   Quindi,  io  chiedo  al  Governo: lo vogliamo  fare  questo  piano
  Marshall  per gli enti locali? C'è la volontà di fare questo  Piano
  Marshall  per  gli  enti locali, perché al netto delle  riserve  il
  sistema comune è fallito e se è fallito un colpevole c'è.
   Il  colpevole  è che da un miliardo di euro siamo  passati  a  350
  milioni, al di là della bravura dei sindaci, della competenza degli
  uffici, il problema è di tipo economico.
   Non  mi  accontento del fatto che oggi abbiamo le  risorse  pronto
  cassa,  questo è un piccolo contentino ma il problema è di  livello
  strutturale,  perché  noi  vede,  caro  onorevole  Falcone  e  caro
  Presidente,  noi  che cosa viviamo ai comuni?  Allora  viviamo  che
  facciamo i viaggi della speranza in Regione e poi la Regione fa gli
  stessi viaggi della speranza presso lo Stato.
   Questo mi sembra come quel ragazzo che da bambino era bullo e  poi
  diventa  bullo,  quel  ragazzo che subiva violenze  e  poi  diventa
  violento,  allora il Governo regionale è così: con lo Stato  ha  un
  atteggiamento si chiede l'elemosina e poi quando deve fare  la  sua
  parte  nei  confronti dei Comuni questa elemosina non  la  dà,  non
  affronta il problema.
   Allora la domanda è questa "Qual è il futuro dei Comuni siciliani?
  Cosa  vuole  fare  la  Regione siciliana per i  Comuni  siciliani?"
  questa risposta la pretendo

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, brevemente, da ieri  sera  discutiamo
  sulle  riserve, discutiamo sul Fondo delle autonomie locali e  oggi
  dalla discussione che è emersa da parte di tutti viene fuori che  è
  un'esigenza  quella di mantenere le riserve che, come si  è  visto,
  sono  state  frutto  di un accordo stabilito anche  in  Commissione
  Bilancio,  così  come  è  avvenuto  per  tutti  gli  anni.  Quindi,
  insistiamo,  secondo  me potremmo approvare e chiudere  questi  due
  articoli  perché, colleghi, sono le riserve che ogni anno  ci  sono
  sempre  state,  le  riserve  di cui ciascun  deputato  si  è  fatto
  portatore e che poi di alcune di queste beneficiano tutti i Comuni.
   Io, invece, volevo fare una proposta al Governo ma per il prossimo
  anno,  vi sono alcune riserve che sono state istituite con apposita
  legge: Ortigia, Agrigento e Siracusa, io ritengo che dalla prossima
  finanziaria  queste  riserve non devono  gravare  sul  fondo  delle
  Autonomie  locali ma devono essere rifinanziate perché  sono  state
  istituite  con  legge con altri fondi e quindi già liberiamo  fondi
  dal fondo ordinario, dal piano di riparto di spesa corrente.
   Altra  questione: quest'anno si è stati costretti - perché è stata
  approvata la legge sul randagismo e non vi era un euro -  a  dotare
  di  una piccola cifra e di una somma di 5 milioni di euro, che  poi
  va  a   tutti  Comuni,  perché il problema randagismo è in tutti  i
  Comuni,  ma anche quello è necessario che il Governo pensi  che  si
  istituisca  un  fondo presso l'Assessorato alla sanità,  così  come
  quello dei minori psichici non possono gravare sugli Enti locali ma
  devono gravare sulla  famiglia.
   Io ritengo che se noi rivedessimo o rivediamo per il prossimo anno
  tutta la struttura delle riserve,
   ne  beneficeranno i comuni che hanno necessità comunque  di  avere
  risorse  per  assicurare questi servizi e forse  noi  potremmo,  in
  qualche maniera, dare più risorse agli enti locali.
   Però,  Presidente,  è un appello che faccio ai  colleghi,  abbiamo
  sviscerato  da ieri sera sullo stesso argomento e siamo  sempre  al
  punto di partenza, votiamo e andiamo avanti.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Rinuncia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Rinuncia.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Rinuncia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  colleghi  parlamentari,  io non mi soffermo  sulle  valutazioni  di
  carattere  generale perché non voglio togliere tempo  all'Aula.  Mi
  permetto  però di dire, Presidente, che le opposizioni intervengano
  mi  pare scontato, potrebbe aiutarci la maggioranza a limitare  gli
  interventi,   perché   se  poi  sforiamo  contribuisce   anche   la
  maggioranza quando andiamo oltre gli interventi.
   Comunque,   detto  questo,  io  alcune  cose  nel   merito,   così
  risparmiamo  tempo, la prego di attenzionarmi,  anche  perché  sono
  cose  importanti. Al comma 5 noi prevediamo un tipo di  ristoro  di
  cinquecentomila  euro, un intervento economico  per  i  comuni  che
  avevano   avuto,   Presidente,  danni  dovuti  a  fatti   climatici
  dell'ottobre 2021; il problema qual è che questo emendamento, che è
  giusto, chi l'ha fatto ha dato il suo contributo, prevede solamente
  alcuni  comuni  rispetto a tutti quelli che  hanno  avuto  e  hanno
  subito quei danni.
   La  delibera  n.  500, io ve lo dico perché questo emendamento  va
  modificato,  perché  scriverò  comune  per  comune  a  quelli   che
  resteranno fuori e in particolar modo occhio ai deputati della  mia
  provincia  -  l'onorevole  Abbate e l'onorevole  Assenza  -  perché
  quelli che rimangono fuori, tra quelli che rimangono fuori ci  sono
  i comuni della provincia di Ragusa.
   Cosa  fa  questo  emendamento? Prende in  considerazione  solo  la
  delibera n. 500, in quello stesso periodo, dovuto agli stessi fatti
  alluvionali, sono state fatte le delibere n. 455 e la  delibera  n.
  444  che includono tutta un'altra serie di comuni, perché in questa
  delibera n. 500, per esempio, non ci sono quelli della provincia di
  Ragusa, ma non ce n'è della provincia di Siracusa, non ce n'è della
  provincia di Agrigento, non ce n'è della provincia di Messina - una
  parte  della provincia di Messina - perché sono inserite  solamente
  nella  delibera 500. Invece nelle altre due delibere sono  inseriti
  gli altri comuni, quindi che cosa succede?
   Se  dovesse  passare questo articolo - scriverò a ogni  sindaco  -
  cioè  noi ci troveremo una difformità che chi ha avuto nello stesso
  momento  gli stessi danni dovuti all'alluvione, una parte rientrerà
  nel  contributo, nel ristoro tutta un'altra parte no, proprio è nel
  merito, perché il libero consorzio di Agrigento, Alessandria  della
  Rocca,  Bivona, Casteltermini, Lucca Sicula e altri,  Militello  in
  Val  di Catania rimane fuori, caro Burtone, e poi Librizzi, Pirano,
  San  Piero  Patti,  eccetera, eccetera; nella provincia  di  Ragusa
  Chiaramonte  Gulfi,  Giarratana,  Modica,  Monterosso  e   Vittoria
  rimarranno  fuori.  Perché  questo  articolo,  così  come  è  stato
  sviluppato, permette solamente il finanziamento della delibera 500.
   Tanto di rispetto a chi è che l'ha fatto, però danneggia tutto  il
  resto  del mondo. Attenzione modificatelo, perché io l'ho  detto  e
  chiamerò, poi, comune per comune di quelli che rimarranno fuori. Il
  sindaco di Militello non c'è bisogno, perché è qua. Questo è quello
  che  succede  nel comma 5. Perché sono cose buone,  ma  fin  quando
  arriva un intervento per un comune, per alcuni comuni, sta bene. Mi
  fa  piacere. E' grave quando, però, ci vanno di mezzo altre  e  c'è
  una disparità.
   La stessa cosa succede con la stessa, quindi va modificato - io ho
  preparato un emendamento, che è un emendamento al testo - la stessa
  cosa  succede  con  il  comma 12. Con il comma  12  noi  scriviamo,
  Presidente, che vanno riconosciuti va dato un ristoro a chi  ha  la
  bandiera blu, ai comuni che hanno conseguito nell'anno precedente a
  quelli in corso. Significa che gli altri comuni, cioè che hanno  la
  bandiera blu già da qualche anno, rimangono fuori. Anche su questo,
  c'è  una  disparità. No, la devono avere tutti non solo  quelli  in
  corso.
   Così  come è scritto, questo emendamento, e mi dispiace che queste
  cose   sfuggono,  guardate  che  quelli  là,  precedenti,  non   lo
  riceveranno.  Lo riceveranno, no, no dieci minuti, Presidente,  non
  mi  bloccate  sui  tempi anche perché è nel  merito,  e  sono  cose
  importanti  perché chi vota qui si deve assumere le  responsabilità
  di quello che votano. Ho finito, anche, ne ho un altro solo. Quindi
  bisogna togliere "l'anno in corso" e lasciare il ristoro per  tutti
  i comuni che hanno la bandiera blu.
   L'altra genialata, che non so che se l'è inventato. Le riserve non
  sono  tutte  uguali. Ci sono leggi speciali. La legge su  Ibla,  la
  legge  per  quanto riguarda l'Ortigia e Agrigento, che  sono  leggi
  speciali che erano finanziate con le risorse della Regione, che noi
  abbiamo  definanziato, definanziato. Non è che sono capricci,  sono
  leggi della Regione che abbiamo definanziato per metterle nel fondo
  unico.
   Ora  qualche  genio prevede che, l'eventuale fondo  per  le  città
  patrimonio  dell'Unesco non possono utilizzare  i  soldi  le  leggi
  speciali.  Questa è un'assurdità. E attenzione,  e  mi  rivolgo  ai
  parlamentari Abbate e al parlamentare Assenza, di non votare mai un
  articolo  del genere, perché penalizzare...la stessa cosa vale  per
  Siracusa e la stessa cosa vale per Agrigento.
   La  legge  speciale  prevede interventi particolari  ad  hoc,  non
  c'entra con il fondo quello lì per l'Unesco. Riguarda cose diverse.
  La  legge  speciale prevede l'intervento per le facciate, prevedono
  determinati  interventi per le strade, intervento per privati,  per
  la  ristorazione. Le leggi speciali hanno un percorso a  parte.  Il
  fondo  buono,  bello che è stato individuato ha un  altro  tipo  di
  intervento  di  tutela proprio del patrimonio, del sito  patrimonio
  dell'Unesco, del singolo bene. Altrimenti è finita  Quindi,  occhio
  perché  se  dovesse  passare  questo emendamento  Ibla,  Ortigia  e
  Agrigento  ingiustamente non potranno partecipare in proporzione  a
  quelle risorse.
   Io  volevo,  Presidente, solamente entrare nel  merito  di  questi
  emendamenti.   State   attenti,  in  particolar   modo   a   quello
  dell'alluvione  perché non potete creare questa disparità.  Perché,
  questo io assumerò l'impegno di avvisare, sindaco per sindaco,  del
  danno e della malefatta che rischiamo di portare in essere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Balsamo.  Ne  ha
  facoltà.

   BALSAMO.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   Presidente,
  colleghi   deputati  il  mio  sarà  un  breve  intervento,   frutto
  dell'ascolto  in  questi giorni di quelli che  sono  stati  i  temi
  maggiormente trattati dall'Assemblea.
   Vorrei  rassegnare a quest'Aula le mie sensazioni e qualche  breve
  considerazione in merito soprattutto ad uno, che è  stato  il  tema
  maggiormente trattato, quello dei nostri sindaci in Sicilia,  delle
  loro  preoccupazioni,  delle loro esigenze, delle  proposte,  dalle
  tante  proposte  e  osservazioni che sono  venute  fuori,  appunto.
  Vorrei fare qualche considerazione. Io temo, credo, che ieri notte,
  la  pratica  sia stata trattata con un pizzico di superficialità  e
  senza dubbio in maniera più o meno frettolosa.
   Io  invito questo Governo e l'Aula, al più presto, magari non  c'è
  stato   il   tempo   in  questa  finanziaria  di  potere   trattare
  adeguatamente con la giusta importanza il tema, a dei momenti  seri
  di  riflessione, per capire come forse proprio partendo  da  quello
  che  è stato l'intendimento del legislatore nazionale, si possa  un
  attimino  riqualificare  la  classe  dirigente  che  nelle   nostre
  comunità  deve  farsi carico delle principali esigenze  dei  nostri
  concittadini.
   Non  si  può  individuare  o  ridurre  all'individuazione  di   un
  contributo;  bisogna interrogarsi invece su quelle che  sono  anche
  nelle  città  metropolitane le soluzioni potenziali da attuare  per
  far  sì che la migliore classe dirigente ritorni ad occuparsi della
  politica  nelle  nostre comunità, nei nostri enti  locali;  bisogna
  stimolare,  come  e  come  credo  abbia  voluto  fare  il   Governo
  nazionale,  quando  ha  legiferato l'aumento  degli  emolumenti  ai
  sindaci,  la  migliore classe dirigente a tornare ad  occuparsi  di
  problematiche  come  quelle che sono state  discusse.  Bisognerebbe
  domandarsi se al momento i soggetti politici che ci ritroviamo  nei
  nostri  consigli comunali sono i migliori possibili o si  può,  c'è
  margine  di  miglioramento, e se questa normativa  era  finalizzata
  proprio in questa direzione.
   Per  questo  io  chiedo  al Governo, e il  mio  non  vuole  essere
  sicuramente  un  intervento  sterile di  deputato  di  opposizione,
  perché  riconosco a questo Governo fino a questo momento, un'ottima
  propensione  all'ascolto  e  al confronto,  do  atto  all'assessore
  Falcone,  in  un'unica circostanza in cui ci siamo  confrontati  di
  avere  mostrato interesse e apprezzamento per un emendamento che  è
  stato  accolto  e  messo in finanziaria, che  riguarda  proprio  un
  sostegno  alle  piccole   e  medie  imprese,  quindi  il  mio  caro
  assessore  Falcone,  caro  Presidente e Presidente  dell'Assemblea,
  vuole  essere  un  invito  ad un momento  di  confronto  molto  più
  approfondito,  su  un tema che va trattato in maniera  delicata  ed
  importante  e  non  come  è  accaduto  ieri  sera.  Grazie,  signor
  Presidente

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catania  Giuseppe.
  Rinuncia.
   Allora  è iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Presidente,  innanzitutto io volevo fare, volevo evidenziare,  come
  inizialmente  quando  la legge è arrivata in Commissione  Bilancio,
  era  stata  prevista una riserva del 5 per cento  dei  fondi  delle
  autonomie    locali   dei   comuni,   da   assegnare   direttamente
  all'assessorato enti locali, per poi distribuire questo  denaro  ai
  comuni,   secondo   quelli  che  sarebbero  stati   gli   indirizzi
  dell'assessorato.
   Fortunatamente  questa  norma è stata eliminata,  perché  già  più
  volte  questo Parlamento era stato rimproverato, soprattutto  nella
  passata legislatura, di fare delle norme in bianco, senza andare  a
  indicare quella che era la reale destinazione.
   Grazie  al  lavoro  svolto  in Commissione  Bilancio  e  su  input
  soprattutto  delle  opposizioni questa  norma  in  bianco  è  stata
  eliminata, questa delega, ed è stata distribuita con delle  riserve
  questa stessa somma, questa stessa cifra tra vari comuni.
   Alcune  questioni sono oggettivamente più meritevoli. Immagino  il
  trasporto  degli  alunni disabili, la differenziata,  il  trasporto
  rifiuti  per quanto concerne via mare, delle Isole minori;  poi  ci
  sono  delle somme che vengono destinate ai comuni che hanno  subito
  danni a causa delle alluvioni.
   Oggettivamente  è  corretto sostenere  questi  comuni,  però  cosa
  stona?  Il  fatto che la Sicilia, la Regione siciliana,  nonostante
  sia  dotata di un Ufficio per il dissesto idrogeologico che fa capo
  direttamente  alla  Presidenza  della  Regione,  non  si  preoccupi
  costantemente  di investire i miliardi di fondi extraregionali  per
  mitigare  realmente  questi  rischi.  Quindi  noi  ogni   anno   in
  finanziaria  o in altri momenti dell'anno ci troviamo  a  destinare
  milioni  di  euro di risorse per riparare dei danni di cui  non  ci
  preoccupiamo minimamente di prevenire.
   In  queste  ore è in corso un'allerta meteo particolarmente  grave
  che  già  sta flagellando la costa ionica del messinese, così  come
  altre  parti  della  Sicilia,  e sono  sicuro  che  già  in  questa
  finanziaria o nelle prossime settimane ci troveremo qui a discutere
  di  investire,  di  attribuire risorse  per  pagare  i  danni  alle
  famiglie, ai Comuni, agli imprenditori, alle aziende che da  questi
  eventi risultano fortemente danneggiate.
   Ora  io  non  è che voglio star qui a dire  piove, Governo  ladro,
  piove Governo che non hai fatto il tuo dovere, colpa tua se piove ,
  però  dobbiamo  parlarci  chiaro:  se  il  Governo  regionale   non
  interviene per mitigare il rischio al dissesto idrogeologico, che è
  una  competenza che spetta direttamente in capo al Presidente della
  Regione  che  in questo momento mi sta ascoltando, sicuramente  non
  stiamo facendo il nostro dovere.
   Allora  io  mi chiedo che senso ha ogni finanziaria  stare  qui  a
  discutere  ore,  a  produrre decine di interventi  se  poi  durante
  l'anno non mettiamo in campo gli strumenti che la Regione siciliana
  ha  e  i  fondi  che  sono  sicuramente in programmazione  europea,
  assolutamente adeguati, per questo tipo di interventi?
   La  Sicilia  è una terra stretta tra mare e montagna, percorsa  da
  tanti torrenti e fiumi che non vengono puliti. Non diamo le risorse
  ai  Comuni per pulirli, non interveniamo, la Protezione civile ogni
  volta  che deve intervenire lamenta che non ha fondi a sufficienza.
  Allora  i sindaci dei Comuni flagellati chiamano noi deputati,  gli
  assessori, per intervenire perché hanno difficoltà e non sanno come
  ripristinare i collegamenti. Ci sono strade che sono impercorribili
  ormai  da  anni e noi non diamo alcun tipo di risposta  strutturale
  seria, duratura a queste esigenze.
   Poi,  però, ci teniamo a essere qua, a fare l'articoletto  in  cui
  diamo due, trecento, quattrocentomila euro al sindaco di turno,  al
  Comune  di turno per poi vantare che siamo intervenuti. No,  questo
  non funziona, Signor Presidente. Noi dobbiamo avere la capacità  di
  programmare.  Presidente Schifani, lei che è all'inizio  della  sua
  legislatura  se un attimino interrompe il colloquio con l'assessore
  Pagana   dovrebbe  anche  da questo punto  di  vista...  Presidente
  Schifani?

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, si rivolga alla  Presidenza,  alla
  Presidenza dell'Assemblea.

   DE   LUCA   ANTONINO.  Si,  ma  vorrei  anche...  non  mi   taccia
  Presidente...  quindi la tematica dissesto idrogeologico  che  ogni
  anno ci costringe a impiegare denaro di parte corrente per riparare
  ai   danni  potrebbe  essere  tranquillamente  risparmiata  se   la
  Presidenza  della Regione si decidesse a intervenire  correttamente
  su queste linee programmatiche.
   Poi  volevo  evidenziare  anche un  disagio  e  un'opportunità  al
  contempo  che  ci  offre questa finanziaria:  abbiamo  inserito  un
  articolo,  un comma che prevede lo stanziamento di risorse  pari  a
  sei  milioni  di euro per il trasporto rifiuti delle isole  minori.
  Perché  abbiamo fatto questa scelta? L'abbiamo fatta in  quanto  le
  isole  minori  per ovvi motivi rispetto ai Comuni sulla  terraferma
  affrontano questo costo in più del trasporto via mare. Finora  come
  ha   funzionato?  Ha  funzionato  a  rendicontazione  e  questo  ha
  costretto  i Comuni a svuotare durante l'anno i propri bilanci  per
  pagare  questo  trasporto rifiuti per poi ottenere la restituzione.
  Questo  a  che cosa costringe poi? Ad utilizzare le spese di  parte
  corrente del Comune che poi non può fare durante l'anno neppure  un
  intervento  di  manutenzione. Però se noi in  questo  articolo  non
  inseriamo la triennalità, non consentiamo a questi Comuni  di  fare
  le  gare  d'appalto  per  il trasporto rifiuti;  consentire  questo
  servirebbe  da  un  lato  ai  Comuni per  risparmiare,  dall'altro,
  quindi,  di  avere  un  avanzo anche da  queste  riserve  e  a  noi
  consentirebbe, come Regione, anche di cristallizzare  questi  costi
  che, quindi, non sarebbero più soggetti all'aumento di anno in anno
  perché  la spesa per il trasporto rifiuti, dato che anche da questo
  punto  di vista la Regione siciliana negli ultimi decenni nulla  ha
  fatto  per  risolvere il problema. Oggi li portiamo all'Estero.  Ci
  consentirebbe  quindi  anche questo punto  di  vista  di  avere  un
  risparmio.  Ma se non inseriamo la triennalità non ci  sarà  questa
  possibilità   quindi   vorrei   raccomandare   questa   cosa    qui
  all'assessore  Falcone dato che c'è un emendamento  in  tal  senso.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca.
   E'  iscritto  a  parlare  ed  è  l'ultimo  intervento  l'onorevole
  Lombardo  Giuseppe. No, collega, abbiamo chiuso con gli interventi,
  se è proprio di un minuto l'intervento, se deve dire, va bene, dopo
  il collega Lombardo. Abbiamo chiuso poi gli interventi

   LOMBARDO  GIUSEPPE. Signor Presidente, Assessori,  colleghi,  Sarò
  brevissimo.  Approfitto della presenza del presidente  Schifani  in
  Aula.  Se  mi  da due secondi di attenzione il Presidente  Schifani
  visto che sta parlando con l'Assessore per l'ambiente.
   Presidente,  sicuramente  siete  aggiornati  di  quello  che   sta
  succedendo  in  questo momento in atto su tutta la costa  orientale
  della  nostra  Sicilia. L'assessore Falcone  io le dico  se  lei  è
  nelle condizioni in questo momento perché da qua a domani visto che
  stiamo parlando di autonomie locali, visto che stiamo parlando  dei
  comuni,  visto che stiamo parlando della riduzione purtroppo  delle
  risorse  che  vengono trasferite ai Comuni. I  Comuni  non  saranno
  nelle condizioni domani di poter nemmeno sgombrare quelle che  sono
  le  strade  dai detriti che le mareggiate in questo momento  stanno
  trascinando oltre ai danni strutturali che si stanno verificando su
  tutti  gli  abitati  e tutti i centri abitati  della  nostra  costa
  orientale.
   Assessore  io  la  prego di fermarsi un secondo  e  di  vedere  di
  trovare una soluzione immediata per dire ai Comuni quanto meno  non
  sarete  lasciati  soli  per  quello che sta  succedendo  in  questo
  momento, quanto meno per gli interventi immediati , Assessore, e al
  Presidente  chiedo, visto che già avevo fatto anche  una  nota,  di
  rivedere quello che è il sistema dell'allerta meteo; Presidente, di
  rivedere  quello  che  sono  le  previsioni  meteorologiche   fatte
  semplicemente  ancora  oggi  con  un  bollettino  per  il  dissesto
  idrogeologico ma ci sono fenomeni che sono più gravi  del  dissesto
  idrogeologico  stesso che fanno danni ingenti come  quelli  che  si
  stanno verificando in questo momento.
   Ormai  la scienza ci aiuta, Presidente, a fare previsioni anche  a
  72  ore  prima  degli  eventi  stessi che  si  verificano.  Quindi,
  Presidente,  la  invito a rivedere quello che  è  il  sistema.  Una
  Regione  siciliana  non  si può permettere un  semplice  bollettino
  inviato  ai sindaci e poi in tempo reale con una chat continuare  a
  comunicare quello che devono fare i sindaci stessi. Mettiamo  nelle
  condizioni  che  quando  si  verificano  questi  fenomeni  estremi
  purtroppo  ormai  il  Mediterraneo è il luogo  del  mondo  dove  il
  cambiamento climatico agisce più di ogni altra parte del resto  del
  mondo,  quindi, Presidente, su questo la invito ad attivarsi  prima
  possibile. Assessore Falcone, una risposta su questo fenomeno e sui
  danni attuali che si stanno verificando, la prego, una risposta.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lombardo.

   DE LEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Leo, la prego di  essere  breve  perché
  avevamo già chiuso gli interventi. Prego, onorevole De Leo.

   DE  LEO.   Sì,  grazie,  signor  Presidente  per  avermi  dato  la
  possibilità  di intervenire. Sarò brevissimo, ma l'articolo  2  che
  sono  le norme in materia di enti locali ritengo che sia importante
  perché  gli  enti  locali hanno una centralità  strategica  per  la
  Regione siciliana. E proprio per questo partirei dall'affrontare la
  questione  dell'autonomia differenziata su cui capisco  l'imbarazzo
  del  Governo però questa legge truffa nei confronti del  Meridione,
  del  Sud perché l'Italia sarà divisa su salute, scuola, quindi  sui
  servizi fondamentali, e si vuole condannare con questa legge il Sud
  al  degrado. E mi piacerebbe sentire qual è l'opinione, qual  è  la
  posizione  del Presidente Schifani che è in Aula, perché il  Comune
  gli   enti   locali,   come   ho  già   detto,   sono   il   fulcro
  dell'organizzazione  politica  e già  ieri  sono  stati  affrontati
  diversi  temi,  diversi  argomenti  sui  Comuni,  anche  su  quanto
  riguarda  l'adeguamento della legge per i consiglieri comunali  che
  si  assumono diverse responsabilità e su cui parlavamo anche con il
  collega  Pace,  con  il collega Abate, che bisogna  individuare  un
  percorso affinché si affronti anche questo tema, ma tanti sono  gli
  interventi   che   sta   indicando   questo   Parlamento   per   la
  valorizzazione della città e dei centri storici.
   Noi  siamo continuamente contattati dai sindaci che ci manifestano
  e  ci  evidenziano le loro difficoltà nella loro azione quotidiana.
  Giusti  sono  gli aiuti ai comuni che hanno subito  danni  a  causa
  delle  calamità  naturali, ma capisco che ci sono degli  interventi
  del  Governo anche se ritengo che non siano adeguate le risorse che
  sono state stanziate.
    E, allora, resta il problema economico dei comuni. E' un problema
  evidente  che  elemosinano  risorse  nei  confronti  della  Regione
  Siciliana.  E'  giusto,  assessore Falcone,  a  questo  punto  dire
  chiaramente  se c'è la possibilità di effettuare, attraverso  degli
  emendamenti,  delle  modifiche sullo  stanziamento  delle  risorse,
  perché  in caso contrario, assessore Falcone, è necessario comunque
  un  suo  impegno che prevede interventi strutturati, efficienti  al
  servizio  dei  comuni,  anche e soprattutto, attraverso  una  nuova
  programmazione.

   PRESIDENTE.  Dove siamo arrivati? Gli interventi  sono  terminati.
  Siamo all'emendamento 2.2. Onorevole Catanzaro, c'è un soppressivo.
  Chiedo se è mantenuto o ritirato.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.148, De Luca, è ritirato o mantenuto?

   DE LUCA ANTONINO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  2.3?  Catanzaro,  se ritira  i  soppressivi  o  vuole
  mantenerne qualcuno? I soppressivi li possiamo ritirare? Uno a uno,
  benissimo. Il 2.4 lo ritira?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Il 2.5, onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 2.6? Sempre Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 2.7? Sempre a firma Catanzaro.

   CATANZARO.   Noi  ritiriamo  il comma 5 è  soppresso .  Manteniamo
  Catanzaro e Dipasquale.

   PRESIDENTE.  Facciamo una cosa, per semplificare i  lavori  chiedo
  soltanto quelli che mantiene. Allora il 2.7 è mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 2.236, Sunseri.

   SUNSERI. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 2.235, sempre Sunseri.

   SUNSERI. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 2.244, Dipasquale.

   DIPASQUALE.  E'  mantenuto.  Voto  palese,  ed  è  quello  che  ho
  illustrato.

   PRESIDENTE.  Ancora non sappiamo il parere del Governo. Il  parere
  del  Governo? Il 2.244 è a pagina 11 del mio fascicolo, non so qual
  è.

   SUNSERI. Se lo fa spiegare un attimo.

   PRESIDENTE. Certo. Onorevole Dipasquale, prego.

   DIPASQUALE.  L'ho spiegato prima. Riguarda gli eventi  alluvionali
  dell'ottobre  2021.  L'emendamento,  così  come  è  stato  scritto,
  prevede solamente i comuni che riguardano la delibera 500 ed è  una
  parte di comuni, lasciando fuori tutti i comuni della delibera  445
  e 444. Primo, non si capisce perché non ci sono tutti; secondo, non
  si  capisce perché non si scelgono quelli della 444 o quelli  della
  445.  Quindi in maniera palese le chiede il voto. Ognuno si  assume
  la  responsabilità perché se non dovesse passare questo emendamento
  passeranno  solamente i comuni relativi alla delibera 500.  E'  una
  scelta  politica di questo Governo che da il parere e dei  deputati
  di maggioranza e di minoranza che votano. Semplice.

   CRACOLICI. Posso dire una cosa?

   PRESIDENTE.   Ma   prima  forse  voleva  intervenire   l'onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Intanto gentilmente mi fate avere il tesserino  perchè
  non ce l'ho?
    Presidente, la ratio di questa norma, lo dico al Presidente della
  Regione, che è chiaro che nei lavori della Commissione poi  c'è  un
  momento, come è naturale che sia, in cui ci sono mille spinte e  si
  compone poi un equilibrio che il più delle volte finisce per essere
  un  disequilibrio,  la ratio nasce dal fatto  che  questa  norma  è
  figlia del presupposto che c'era la riserva del 2 per cento in capo
  all'Assessore.  La  Commissione, in sede di  esame,  ha  rivalutato
  questa  disposizione prevedendo che più che riserva  all'Assessore,
  il  2  per  cento andava destinato ai comuni sulla base  di  questa
  ordinanza  che  fa  riferimento  all'ordinanza  500.  Ora  mi  pare
  evidente, Presidente, che se noi siamo in presenza di un contributo
  per  i comuni che sono stati alluvionati nel corso del 2021,  o  ci
  stanno  tutti i comuni del 2021, o non si può fare una  riserva  di
  riserva di riserva solo per alcuni comuni e per altri no. Perché se
  la  riserva è per i comuni alluvionati dobbiamo provare a  fare  in
  modo che tutti i comuni alluvionati, diciamo che ci sono stati  nel
  corso  del  2021,  e per i quali ci sono delibere di  dichiarazione
  dello stato di emergenza, siano trattati in maniera pari.
   Io  quindi sostengo l'emendamento del collega Di Pasquale  per  un
  atto  di  giustizia. Ripeto sono fondi delle autonomie locali,  noi
  stiamo  prevedendo una riserva ma non solo per alcuni comuni perché
  magari  hanno il deputato che l'ha segnalato, perché i  comuni  non
  possono  dipendere dal deputato che segnala un'ordinanza ma  almeno
  trattiamo  in  maniera  uniforme tutti i  comuni  che  hanno  avuto
  l'alluvione nel corso del 2021 di cui ci sono le delibere da  parte
  della Giunta regionale.
   Ecco  perché  ritengo corretto consentire a questo emendamento  di
  estenderne, diciamo, di estenderlo anche ad altre ordinanze,  credo
  che sia la 455 - con te parlo, Dipasquale -, quindi sostengo questo
  emendamento e penso che il Governo dovrebbe in qualche modo aiutare
  a favorire una soluzione che come dire riguardi tutti i comuni, non
  riguarda  solo  alcuni  comuni che sono in un'ordinanza  e  non  in
  quella che invece precedentemente era stata stilata.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. E' l'ennesima norma inutile di quest'Assemblea,  cioè  il
  comma  5,  perchè concordo con l'onorevole Dipasquale e l'onorevole
  Cracolici.  E'  ovvio  che dobbiamo inserire le  delibere  di  quei
  giorni  perché abbiamo inserito una delibera e non abbiamo inserito
  le  delibere  che riguardano giusto i giorni successivi.  Quindi  è
  evidente che c'è una palese diciamo disparità di trattamento tra  i
  comuni che sono stati alluvionati il 27 ottobre e non quelli del  5
  novembre.  Quindi è chiaro che dobbiamo inserirle.  Ma  facendo  un
  calcolo veramente semplicissimo, stiamo parlando di una riserva  da
  sei  milioni di euro che solamente nella delibera del 500,  non  ho
  guardato di altre delibere, che riguarda 150 comuni siciliani, cioè
  stiamo  parlando  di una cifra di 30, 40 mila  euro  a  comune  che
  certamente  non  può  servire a provvedere alla  ricostruzione,  al
  ripristino, alla messa in sicurezza degli immobili adibiti a civili
  abitazioni, attività produttive e commerciali di ristoro,  danni  e
  mezzi,  veicoli e attrezzature e tutti gli eventi calamitosi.  Cioè
  stiamo  destinando  a comuni 30, 40 mila euro.  Se  aggiungiamo  le
  altre  delibere probabilmente scendiamo a 15, 20 mila euro per  una
  cosa   che   oggettivamente  non  serve  assolutamente   a   nulla,
  probabilmente,  se  non  ai  comuni  che  informati   della   norma
  presenteranno immediatamente domande e riceveranno le somme e tutti
  gli altri rimarranno senza nemmeno un centesimo, quindi diciamo  la
  proposta   è   o  trasferiamo  questi  fondi  per  investimenti   a
  investimenti  reali,  e  quindi utilizziamo  fondi  extraregionali,
  altrimenti  dobbiamo chiaramente aumentare la  riserva  perché  sei
  milioni  per  coprire  duecento comuni è  chiaro  che  non  servirà
  assolutamente a nulla. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Allora  mettiamo  chiediamo il parere del Governo sull'emendamento
  2.244.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Parere della Commissione contrario. C'è richiesta  di
  voto  palese  dall'onorevole Dipasquale. Vediamo se  è  appoggiata.
  Finora  siete in tre, quattro, cinque. Appoggiata. Allora  mettiamo
  in  votazione  l'emendamento.  Che è successo?  Assessore  Falcone,
  voleva dire qualcosa forse?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  allora
  abbiamo  fatto una riflessione un attimino con il Presidente  della
  Regione.   Sostanzialmente   noi   non   avremmo   voluto   toccare
  l'impalcatura  perché qua il rischio è che diamo a  tutti  per  non
  dare  niente, per dare pochissimo, però da una maggiore riflessione
  arriviamo,  addiveniamo  a  una  considerazione.  Modifichiamo   il
  parere,  nel  senso  che  trasformiamo  il  parere  da  negativo  a
  favorevole, e nel frattempo per venire incontro anche diciamo  così
  al  territorio del ragusano faremo poi eventualmente alla  fine  un
  ulteriore intervento di cinque milioni di euro con FSC, in  maniera
  tale  che  mettiamo  come  dire tutti in  sicurezza  non  lasciando
  nessuno  scontento e potendo intervenire anche alla luce di  quello
  che poc'anzi l'onorevole Lombardo ha voluto rappresentare.
   Certamente noi, il Governo non è come dire indifferente  a  quello
  che  in queste ore sul litorale ionico sta succedendo e sulla parte
  orientale. Avevamo una riunione di programmazione, l'abbiamo  anche
  a  seguito di alcune richieste di diversi sindaci rinviata ad altra
  data.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, poi Galluzzo  e  poi
  Abate, gentilmente.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente io apprezzo  la  rivalutazione  del
  parere da parte della Giunta, e quindi ne prendo atto. Penso che il
  dibattito  serva  anche  a  superare  eventuali  rigidità  che   si
  determinano,  tuttavia dico all'Assessore visto che a fine  manovra
  il  Governo annuncia un emendamento con fondi extraregionali, farei
  un ulteriore approfondimento per evitare che i fondi extraregionali
  siano  definibili  soltanto in un ambito di una  provincia,  ripeto
  laddove  ci  sono stati fenomeni alluvionali in maniera consistente
  in  tutta  la Sicilia orientale, eccetera, eccetera, si  faccia  un
  ragionamento complessivo.
   La  Sicilia è organizzata amministrativamente per province, ma  la
  centralità  sono i comuni e non c'è un comune di una provincia  che
  valga di più rispetto all'altro.
   Quindi,  richiedo al Governo di fare un ulteriore  approfondimento
  senza escludere comuni di una provincia rispetto ad un'altra, tutti
  quelli che hanno le stesse caratteristiche.
   Tra   l'altro   essendo  fondi  extra  regionali   devono   essere
  finalizzati a investimenti e quindi, diciamo, anche con una  logica
  di rilancio e di ripresa e di riassestamento del territorio.
   Comunque grazie per la rivalutazione.
   A  questo punto il voto palese non è più, come dire, necessario si
  vota per alzata seduta.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Falcone,   Presidente   della  Regione   su   questo   ragionamento
  dell'onorevole  Cracolici credo che si possa trovare  un'intesa  su
  come  procedere, perché il dato fondamentale riguardo  agli  eventi
  calamitosi   riguarda  una  organizzazione  che  fa  spesso   corto
  circuito.
   La  Protezione civile sa benissimo e conosce benissimo le priorità
  e  i  danni  sul territorio e non può essere certo il Parlamento  a
  decidere  quali  parti  della Sicilia hanno più  danni  o  priorità
  rispetto  agli altri, anche perché non siamo tecnicamente preparati
  credo a fare questo, ci possiamo cimentare, ma la Protezione civile
  ha  il  compito di individuare quali sono le aree che hanno  subito
  più danni e che hanno priorità e quello che sentiamo sono sempre  i
  sindaci che chiamano per dire che la Protezione civile gli risponde
  che non ha i soldi.
   E'  chiaro che questo corto circuito, poi, ha a che vedere con  la
  tempistica   degli   interventi  sul  territorio   e   un   mancato
  coordinamento,  e  questo signor Presidente della  Regione  che  io
  voglio consegnarle come messaggio, un mancato coordinamento tra  la
  Protezione civile e gli interventi del dissesto idrogeologico.
   Ci  sono  comuni  dove  gli  eventi  calamitosi  sono  in  maniera
  massiccia e ripetuta nel tempo che necessitano delle vie ancora più
  straordinarie  di interventi che possano far fronte  ai  danni  che
  possono causare questi eventi calamitosi.
   Questo  significa che lei, attraverso il suo Governo dovrà  creare
  una  sintesi tra la Protezione civile e dissesto idrogeologico  per
  addivenire a quelle che sono soprattutto l'ordine delle priorità.
   Quindi  va bene la linea di trattare tutti i comuni nella medesima
  maniera  con  l'unico criterio di stabilire un ordine di  priorità,
  dato  da  che  cosa? Dai danni stessi e dalla priorità  che  questi
  eventi calamitosi ripetuti possano causare ulteriori danni. Grazie.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi penso  che  questo
  emendamento,  ma  la  discussione,  anche  la  possibilità  che  il
  Presidente   in   persona,  ma  con  l'Assessore  hanno   dato   la
  disponibilità  di  mettere a disposizione più risorse,  che  va  in
  direzione  di  poter  stare anche vicino a chi  ha  avuto  i  danni
  realmente, case distrutte e aziende distrutte che in questo momento
  non  sono  ancora stati ricostruiti a distanza di due anni  creando
  danni   importanti  per  l'economia  di  un  territorio,  di   quel
  territorio,  perché quei giorni sono stati giorni terribili  perché
  aziende  sono  scomparse completamente perché spazzate via  da  una
  tromba  d'aria  che  ha  distrutto e  sfracellato  direttamente  un
  territorio, quel  territorio lì.
   Oggi,  ci  troviamo  nelle stesse condizioni.  Mentre  noi  stiamo
  discutendo,  ho  sentito  direttamente il  direttore  Cocina,  sono
  riuniti  perché quello stesso territorio dove ancora le  case  sono
  senza tetto, dove le aziende sono state distrutte, o interessato da
  un  evento  di nuovo calamitoso, importante, sappiamo  c'è  allerta
  rossa,  e  quindi  siamo  tutti  preoccupati  per  quello  che  può
  succedere in quel territorio nelle prossime ore.
   E,  quindi,  questo  atto  anche di stare  vicino  e  potere  oggi
  allargare  la platea ma portare a disposizione altre risorse  è  un
  modo  concreto, forse è anche destino che ci porta a  discutere  in
  questo momento di questo argomento così importante in un territorio
  che è colpito, sta vedendo di nuovo questa avversione nei confronti
  di  quel  territorio, di quelle zone, di quelle aziende, di  quelle
  famiglie.
   Quindi, penso che la decisione presa è una decisione importante di
  poter stare vicino e portare ulteriori risorse per la ricostruzione
  di  quei  territori che sono stati interessati nel 2021  da  eventi
  veramente disastrosi. Grazie.

   PRESIDENTE. Chiedo se sia necessario, però, l'intervento da  parte
  di tutti.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Presidente, grazie. Solo per una precisazione,  intanto,
  grazie  al  Governo  per  l'apertura  rispetto  alla  proposta   di
  emendamento  dell'onorevole Dipasquale, per precisare che  ancorché
  gli  eventi  calamitosi che si evincono di  cui  la  riserva  della
  delibera  500, ve ne sono poi altri che non riguardano naturalmente
  solamente la Sicilia orientale.
   La  deliberazione  444, appunto, anche la 500 riguardano  anche  i
  comuni  del palermitano, per cui bene questa apertura da parte  del
  Governo che permette quindi di dare concrete risposte a quelle  che
  sono  le  esigenze  legate  a questi drammatici  eventi  calamitosi
  registrati negli anni scorsi. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Colleghi vi chiedo di evitare nuovamente di intervenire, chi già è
  intervenuto  magari evita a meno che non dobbiamo  fare  interventi
  specifici sull'emendamento, a breve. Io eviterei l'iscrizione.
   Quindi, era iscritto a parlare l'onorevole Burtone, però onorevole
  siccome  già  c'è stato l'intervento poco fa sull'articolo.  Prego,
  onorevole Burtone.

                           (Brusio in Aula)

   BURTONE.  Presidente,  mi dispiace che i  colleghi  contestino  la
  possibilità  di  chiarire, cioè il collega  che  ha  presentato  il
  nostro  emendamento, onorevole Dipasquale, ha posto un tema di  non
  fare differenze.
   Ci  sono  diverse delibere, si tenga conto di tutte  le  delibere,
  come sento ripetere" facciamo priorità, ci sono territori" non  c'è
  nulla  da  selezionare,  ci sono tre delibere  e  il  Governo  deve
  rispondere alle tre delibere non ci sono comuni di serie A e non ci
  sono comuni di serie B.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Burtone.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Ciminnisi, l'onorevole Sciotto e poi andiamo  al  voto.
  Prego onorevole.

   CIMINNISI.  Grazie  Presidente.  Assessore  Falcone,   come   dice
  giustamente  il collega Burtone, non ci sono comuni di  serie  A  e
  comuni   di  serie  B,  quando  si  tratta  di  eventi  calamitosi,
  naturalmente  per  quanto  riguarda la  situazione  di  cui  stiamo
  discutendo  con il presente emendamento, è chiaro che  trovare  dei
  fondi regionali quando si tratta di questi eventi cioè di ristorare
  comuni o civili, comunque siciliani, che sono stati danneggiati  da
  questi eventi meteo avversi noi siamo sempre contenti.
   Del   resto  è  la  stessa  cosa  che  avevamo  chiesto  noi,  con
  riferimento agli eventi calamitosi di novembre e ottobre del  2022,
  vabbè aspetto, l'aspetto Assessore Falcone ...

   PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, si rivolga alla Presidenza.

   CIMINNISI.  Sì,  però  gradirei di avere un attimo  di  attenzione
  dall'Assessore che dovrebbe sapere bene che questo è un tema per me
  molto sensibile, perché quando nelle variazioni di bilancio abbiamo
  chiesto  che venissero trovate nel bilancio regionale  le  somme  a
  disposizione per quegli eventi - e anche lì c'erano delle  delibere
  di  Giunta  la  616  e  la  594 - ci fu detto  che  queste  risorse
  sarebbero state trovate su FSC.
   Oggi,  davanti  all'esame,  diciamo, della  riprogrammazione,  che
  dovrebbe  passare dall'esame e dal parere della Commissione  Unione
  Europea  -  di  cui  sono anche la vicepresidente,  quindi  conosco
  perfettamente la questione - il Presidente Schifani ci comunica che
  quelle  delibere sono delle mere delibere di apprezzamento  e  che,
  quindi,  in  qualche modo dovranno avere una successiva valutazione
  da parte della Giunta regionale.
   Ora,  al  di  là della questione procedurale sulla quale  possiamo
  avere  anche  qualche  riserva, ci aspettiamo,  Assessore,  qualche
  impegno un po' più concreto, perché non si facciano discriminazioni
  tra  i  comuni che vengono danneggiati da questi impegni, perché  è
  chiaro che nel momento in cui gli impegni presi con quelle delibere
  non   dovessero  essere  onorate  ci  prenderemo  sicuramente   noi
  l'impegno  di  trovare  le  risorse nel bilancio  regionale,  e  mi
  aspetto da parte sua l'impegno altrettanto di trovarle. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ciminnisi. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà. E poi andiamo alla votazione.
   Onorevole Sciotto, le chiedo di essere velocissimo.

   DE LUCA ANTONINO. Presidente, le ho chiesto la parola.

   SCIOTTO.   Sì,   sarò   velocissimo,  io  condivido   l'intenzione
  dell'emendamento, mi sono permesso già di evidenziare all'assessore
  Falcone  cosa  è  accaduto nel 2021; agli  eventi  alluvionali,  la
  Protezione  civile, ha fatto più delibere di Giunta per  lo  stesso
  evento  alluvionale, per cui alle delibere che già sono  citate  ne
  manca  una e manca la delibera n. 499 del 25 novembre 2021,  sempre
  delibera  di  Giunta  regionale, e se  non  dovessimo  fare  questa
  integrazione, secondo me, faremmo errori proprio di correttezza, di
  serenità,  di lealtà, trasparenza, di equità e mancano  dei  comuni
  importanti per cui mi permetto di dirli: Castel di Iudica,  Giarre,
  Mascali, Mirabella, Aidone, Milazzo, Naso, Roccella Valdemone,  San
  Teodoro e Castellammare del Golfo.

   DIPASQUALE. Sono inseriti.

   SCIOTTO.  Non  sono  inseriti, questa è la 499,  non  è  inserita;
  importante e che siano inseriti perché è lo stesso evento e secondo
  me  nello  stesso evento non si possono discutere pochi comuni.  Mi
  sembrava corretto evidenziarlo, scusate.

   PRESIDENTE.  La ringrazio onorevole Sciotto anche per la  celerità
  dell'intervento.
   Ha  chiesto  di  intervenire l'onorevole De Luca Antonino.  Ne  ha
  facoltà. Le chiedo la stessa celerità dell'onorevole Sciotto,  così
  andiamo alla votazione.

   DE LUCA ANTONINO. Presidente, semplicemente una cosa perché stanno
  arrivando  video,  telefonate, fotografie in continuazione  per  le
  mareggiate  che  stanno  accadendo, che in  questo  momento  stanno
  flagellando la zona Sud di Messina e la fascia ionica.
   Assessore  Falcone, io l'unica cosa che le chiedo,  veda  lei  con
  fondi  di  parte  corrente, con gli FSC, come vuole  lei,  però  di
  prevedere oggi stesso una risposta quanto meno per le aziende e per
  i  comuni  che stanno subendo le mareggiate, assessore  Falcone  mi
  ascolti perché è determinante, perché ci sono interi locali, intere
  case,  spazzate  via dal mare e interi comuni  con  il  mare  nelle
  strade,  sta succedendo un'apocalisse in questo momento  e,  se  le
  previsioni  del  tempo,  che prevedono  l'innesto  della  rema  nel
  pomeriggio, i danni aumenteranno.
   Quindi  la  prego,  semplicemente, come vuole lei,  con  FSC,  con
  quello  che  vuole,  ma prevediamo una misura per  dare  un  pronto
  ristoro  alle aziende perché il mare si è portato via i locali  per
  intero.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, anche per la celerità.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Assessore Falcone,  vuole  fare  una
  precisazione, così andiamo al voto?

   FALCONE,   assessore  per  l'economia.  Grazie   Presidente,   per
  rispondere  alla  collega Ciminnisi, ma anche agli altri  colleghi,
  Sciotto  e  altri, sostanzialmente vogliamo dire questo, in  questa
  finanziaria voi avete visto che c'è un articolo 92 che ha  proposto
  l'onorevole Cateno De Luca, sostanzialmente se lo andate a  leggere
  dice  in maniera molto chiara che tutti quegli interventi che  sono
  stati  previsti a valere dai fondi extra regionali 2014-2020 e  non
  sono stati realizzati saranno salvaguardati, saranno riprotetti.
   Abbiamo  dato  l'ok a questa norma proprio perché è una  norma  di
  cornice, ma altrettanto importante, proprio perché le cose  che  ci
  siamo  dette,  le cose che andiamo ad approvare poi  non  rimangano
  carta straccia.
   Quindi,  cara  collega, così come abbiamo  preso  un  impegno  nei
  confronti di Trapani e quell'impegno che io ho chiesto di  prendere
  con ordine del giorno e che poi la Giunta di governo ha assunto con
  atto  deliberativo sarà certamente rispettato; per quanto  riguarda
  l'atto  deliberativo a cui ha fatto riferimento il collega  Sciotto
  vorrei   ricordare  che  non  possiamo  eccessivamente   annacquare
  l'intervento però, siccome ci siamo detti che alla fine  con  fondi
  extraregionali faremo una rivisitazione, anche alla luce di  quello
  che  dice  l'onorevole De Luca, se ci saranno comunque  dei  danni,
  vediamo.   Certamente  il Governo non rimarrà indifferente,  lo  ha
  detto il Presidente Schifani e quindi lo ribadiamo ulteriormente.

   PRESIDENTE.  Grazie assessore Falcone, il parere  sull'emendamento
  2.244 è favorevole.
   Il Parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.244.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione pure l'emendamento fuori sacco 2.252, che è  un
  emendamento  tecnico  della Commissione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 2.8.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prego, Assessore.

   FALCONE, assessore per l'economia. Abbiamo votato, Presidente?  Un
  attimo,  non  c'è stato il parere del Governo. Abbiamo  votato,  ma
  quale?

   PRESIDENTE.  Abbiamo votato il 2.252, che è un fuori  sacco  della
  Commissione  Bilancio . E' un fuori sacco, è tecnico, dice  che  al
  comma  5 aggiunge all'inizio, per l'esercizio provvisorio 2023.  E'
  un emendamento tecnico.

   FALCONE, assessore per l'economia. Va bene, va bene. Al Presidente
  Daidone non possiamo dire certamente di no.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.8. Onorevole Catanzaro,  lo
  ritira?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Il   2.1,  onorevole   De   Luca   Cateno,
  l'emendamento 2.1 lo ritira o è mantenuto?

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare. Solo un
  intervento qui dal luogo.

   PRESIDENTE. Prego.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Assessore Falcone,  è  una
  scadenza,   che  era  al  31  di  dicembre  2023,  riguardante   la
  restituzione,   da   parte  dei  comuni,  su  rendicontazione   dei
  contributi  ricevuti. Alcuni comuni, ancora  non  sono  riusciti  a
  completare.  Se c'è la possibilità, semplicemente, di differire  il
  termine e dargli un'altra possibilità, lo valuti il Governo.  Tutto
  qui. Quindi, mi rimetto alla sua valutazione.

   FALCONE assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Assessore, prego.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.   Presidente,  ulteriormente
  apriamo  una  linea  di  credito  ai  comuni  che,  ancorché  siano
  inadempienti, però sappiamo che ci sono delle difficoltà.
   E' chiaro, è l'ultimo, è l'ultima apertura di credito.

   PRESIDENTE.     Quindi,    assessore    Falcone    è    favorevole
  all'emendamento?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo. La Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Perfetto. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Emendamento 2.9. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Lo ritira, grazie.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente, è  un  emendamento
  che   va   ritirato.   Questo,   abbiamo   soppresso   perché   c'è
  un'impugnativa  da  parte  della  Presidenza  del   Consiglio   dei
  Ministri. Quindi per questa ragione...

   PRESIDENTE.  L'emendamento è ritirato.  Si  passa  all'emendamento
  2.213. Onorevole Catanzaro, lo mantiene lo ritira?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.    Grazie,   onorevole  Catanzaro.   L'emendamento   è
  ritirato.  Emendamento 2.234. Onorevole Sunseri, lo mantiene  o  lo
  ritira? 2.234, che è la soppressione del comma 8.

   SUNSERI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri. L'emendamento è  ritirato.
  Emendamento  2.214. Onorevole Catanzaro, lo ritira o  lo  mantiene?
  Soppressione del comma 9.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Lo   ritira,  grazie.  L'emendamento   è   ritirato.
  Emendamento 2.215. Onorevole Catanzaro, lo ritira o lo mantiene?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Lo ritira, grazie. 2.250 che è a firma del  Governo.
  Assessore, lo vuole illustrare?

   FALCONE,  assessore per l'economia.  Presidente,  grazie.  Veniamo
  incontro a una richiesta che l'onorevole Antonio De luca aveva  già
  fatto,  nella  sua discussione generale. Sostanzialmente  diamo  la
  triennalità  nella  riserva  per  le  isole  minori,   che   devono
  effettuare  il  servizio  di trasporto dei rifiuti  presso  l'isola
  maggiore,  presso la Sicilia, e quindi consentiamo loro  di  poter,
  eventualmente, contrattualizzare per più anni questo servizio.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore   Falcone.   Il   parere   della
  Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Col  parere della Commissione  favorevole,  pongo  in
  votazione l'emendamento 2.250. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'emendamento  2.240,  che  è  assorbito.  Si  passa
  all'emendamento  2.216.  Onorevole  Catanzaro,  lo  mantiene  o  lo
  ritira?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Lo ha ritirato. Grazie, onorevole Catanzaro. Si  passa
  all'emendamento 2.217, onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Catanzaro.   Quindi   si   passa
  all'emendamento 2.247.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. E' a
  sua firma.

   DIPASQUALE.    Presidente,   velocemente.   Questo    emendamento,
  presidente  Micciché la prego di seguire, questo emendamento,  così
  come  questo  articolo  così  come  è  scritto  cioè,  siccome,  fa
  riferimento  a chi ha ricevuto la bandiera blu in corso,  significa
  che  350  mila  euro  andranno solo ad un  comune,  quindi  se  voi
  ritenete di lasciare fuori:  Roccalumera, Alì Terme, Ragusa,  Acqua
  calda  Marina di Modica, Pozzallo e così via, è necessario cassare,
  per  questo  io ho presentato l'emendamento, cassare  nell'anno  in
  corso, altrimenti l'emendamento, l'unico riconoscimento che avverrà
  per  le  bandiere  blu  sarà chi è che l'ha ricevuto  nell'anno  in
  corso, non vi dico qual è, perché poco importa ma è uno solo,  poco
  importa  è inutile facciamo la guerra tra  poveri; vi sto  dicendo,
  se  passa  questo  articolo così come è scritto,  tutti  gli  altri
  comuni  province di questa Regione  che hanno la bandiera  blu  non
  riceveranno una lira e li riceverà un comune solamente.
     Io vi prego, vi chiedo il voto palese Presidente, però, sappiate
  che  si fa una scelta che chi vota l'articolo ritiene che le  altre
  province  dove  ci sono comuni, che hanno la bandiera  blu  non  la
  riceveranno.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, però,  così  facendo  potrebbe
  anche  andare  a  coloro i quali hanno perso di  la  bandiera  blu,
  corretto o no?

   DIPASQUALE.  Che  c'entra? No. Solamente chi ha il  riconoscimento
  della bandiera blu.

   PRESIDENTE. Allora forse si dovrebbe migliorarlo?

   DIPASQUALE. No, è scritto bene, Presidente. L'articolo  è  scritto
  bene. Io cosa faccio, casso solamente le parole,  l'anno precedente
  e l'anno in corso .
   Quindi   l'articolo  è  scritto  bene,  io  non  sto   riscrivendo
  l'articolo  io sto togliendo solamente  nell'anno in corso   perché
  poi se dovesse passare, tagliate fuori tutte le altre province.

   PRESIDENTE.  Allora  facciamo  la  seguente,  facciamo   fare   un
  approfondimento,  perché  potrebbe sembrare  che  invece  abbia  un
  indirizzo differente, un approfondimento degli uffici.

   DIPASQUALE.   Questo  articolo,  mi  perdoni  Presidente,   questo
  articolo  gli  avete  dato  il via voi. Questo  articolo  si  trova
  nell'articolato,  perché  è  andato  bene.  L'unica  cosa  su   cui
  chiediamo di modificare è togliere  l'anno in corso .  Presidente è
  semplice.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  può  salire  un  secondo   in
  Presidenza? Così ci confrontiamo, un istante.

   ABBATE. Signor Presidente onorevoli colleghi, intervengo su questa
  considerazione  dell'onorevole Dipasquale, siccome l'emendamento  è
  stato   scritto  e  puntualizzato  da  parte  degli  Uffici   dalla
  dottoressa Rizza, perché si deve puntualizzare.
   Siccome,   il   riconoscimento  delle  bandiere   avviene,   Scusi
  Presidente,  siccome  l'abbiamo  approfondito  in  Commissione,  il
  riconoscimento  delle bandiere, avviene anno per anno,  quindi  una
  bandiera,  ci  sono  comuni che un anno precedente  possono  averla
  l'anno  successivo  e  non lo possono avere;  siccome  loro  devono
  mettere  in  bilancio sull'anno in corso e il riconoscimento  delle
  bandiere per l'anno in corso se avrà non prima del mese di  maggio,
  giugno  a  loro interessa capire e forse puntualizzare,  con  tutti
  quelli  che hanno avuto il riconoscimento l'anno precedente, perché
  l'ultimo anno di riferimento;  per questo è stata scritta in questo
  modo.
   L'hanno  scritto  gli  uffici  e la dottoressa  Rizza  non  è  una
  questione di indirizzo da parte politica e loro che l'hanno scritto
  in questo modo perché, solo così, loro possono capire chi ha avuto

   PRESIDENTE. Il riconoscimento, rapidissimamente.

   DIPASQUALE.  Ho parlato con la dottoressa Rizza,   e  mi  ha  dato
  l'interpretazione autentica, e mi ha detto, due minuti fa, e mi  ha
  detto  se  fate  questo emendamento, se fate questo emendamento  le
  risorse  dovranno essere ripartite a tutti gli altri è stato  fatto
  scientificamente, per evitare che le risorse vadano a  finire  agli
  altri, ho parlato ho parlato con la dottoressa Rizza due minuti fa,
  cioè  l'emendamento è chiaro le risorse vanno riconosciute  solo  a
  chi  ha  avuto il riconoscimento nell'anno in corso ed è  una  solo
  così com'è scritto.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Dipasquale,   nel   frattempo   possiamo
  accantonarlo,  un secondino benissimo. Allora, intanto  salga  però
  onorevole Dipasquale, se riuscisse a salire ci farebbe una cortesia
  sul  2.18 intanto chiedo un po'di ordine in Aula, onorevole  Carta,
  onorevole Catanzaro, c'è l'emendamento 2.18.

   CATANZARO.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.219?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.220?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.230?

   CATANZARO.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  E' ritirato. L'emendamento 2.231?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.232?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   E'  ritirato.  L'emendamento  2.251   del   Governo?
  assessore Falcone? siamo a pagina 14.

   FALCONE.   assessore   per   l'economia.   Presidente,   l'abbiamo
  presentato   perché,  anche  questo,  è  un  altro   che   riguarda
  l'alluvione  e  riguarda  un danno meteorologico  abbastanza  grave
  nella Valle del Belìce. Doveva già passare in Commissione, per  una
  svista  non è passato. Stiamo riducendo in una riserva  che  è  già
  sovradimensionata     rispetto     all'anno     scorso,     rimarrà
  sovradimensionata  ma  entra anche questo territorio  che  è  stato
  flagellato da eventi metereologici.

   PRESIDENTE.  Assessore, comunque l'articolo 116 del testo  prevede
  già un milione e mezzo per la stessa....

   FALCONE,  assessore per l'economia. No, questi sono per interventi
  infrastrutturali e indennizzi ai privati.

   PRESIDENTE.  Va bene. Il parere della Commissione sull'emendamento
  del Governo?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.251.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli  emendamenti 2.233, 2.239 e 2.238 sono preclusi.  E'  precluso
  anche  l'emendamento  2.237. Si passa direttamente  all'emendamento
  2.221. Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato. Si passa all'emendamento 2.246. Onorevole
  Dipasquale?

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione. Per quanto riguarda il  comma  16  l'ho
  spiegato  prima: noi non possiamo permettere che  il  fondo  che  è
  stato  costituito, questo qui per i siti Unesco, i Comuni che hanno
  le  leggi speciali che è una cosa diversa rimangono fuori. Cioè  la
  legge  su Ibla, la legge su Ortigia, la legge su Agrigento  che  ha
  degli  interventi specifici che non sono quelli inseriti dal  fondo
  complessivo,  non  può rimanere fuori e allora la  soppressione  ha
  questo  significato: evitare che Ibla, Ortigia e Agrigento  paghino
  un  prezzo di esclusione dal fondo della legge Unesco che  non  c'è
  motivo  che  esista,  perché sono cose  diverse.  Vedete  le  leggi
  speciali,  quello che si può fare, come si deve fare, lo  prevedono
  per   norme   con  un  articolato  complesso,  invece  l'intervento
  opportuno che riguarda i siti patrimonio Unesco è una cosa diversa.
   Quindi, non facciamo confusione e tuteliamo le leggi speciali  che
  non  sono  patrimonio,  di  Ibra, di Agrigento,  di  Ortigia,  sono
  patrimonio del Parlamento dagli anni ottanta e novanta.  Quindi  vi
  chiedo di approvarlo.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
  della  Regione.  Spero  che almeno l'assessore  Falcone,  prima  di
  esprimere  il  parere  su questo emendamento  dei  colleghi,  possa
  ascoltare.  Con i colleghi accanto avrò difficoltà a fare  arrivare
  la mia voce al Governo.
   Io  questa  volta mi trovo d'accordo con il collega  Dipasquale  e
  ritengo  che il comma 16, credo, sia un refuso perché, a parte  che
  questi  tre  comuni,  col  precedente  comma,  abbiamo  tolto   già
  Quattrocentomila  euro.  Mentre il collega Dipasquale  parlava,  il
  Governo ha tolto 400 mila euro per ogni Comune.
   Però, assessore Falcone, ritengo che il comma 16 sia un refuso  di
  stampa  e  non  penso  possa essere una scelta  politica  condivisa
  nemmeno  dei Capigruppo di maggioranza, a cui faccio appello  oltre
  che  ai  colleghi,  perché se alcuni Comuni che usufruiscono  delle
  leggi speciali poi li togliamo dalle riserve è come dire  ai Comuni
  delle Isole minori diamo un contributo di 2 milioni , e poi diciamo
   agli  stessi  comuni  se  superano il 65  per  cento  non  possono
  usufruire  del  beneficio .  Cioè,  sarebbe  veramente  una  scelta
  scellerata.  Oppure diciamo  diamo un contributo ai  Comuni  per  i
  disabili  psichici ,  nel successivo comma diciamo  "i  Comuni  che
  usufruiscono  del  contributo  per i disabili  psichici  non  posso
  prendere  il  contributo  ordinario".  Quindi,  ritengo   che   sia
  veramente  difficile  da comprendere. E, quindi,  se  ci  sono  tre
  Comuni  individuati con una legge speciale non possiamo  escluderli
  poi perché hanno anche il patrimonio Unesco.
   Quindi,  faccio mio l'emendamento soppressivo e aggiungo la  firma
  se  possibile  ai colleghi Dipasquale e Catanzaro  e  invito  anche
  colleghi di maggioranza a condividere questo emendamento.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Pace. Il parere del Governo  sulla
  soppressione del comma 16?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  allora  vorrei
  soltanto  intanto precisare, onorevole Pace, che ai tre  Comuni  di
  Ragusa, Agrigento e Siracusa quest'anno stiamo prevedendo, malgrado
  l'emendamento testè approvato, 100 mila euro ciascuno in più quindi
  partiamo da questa premessa. Dopodichè

   DIPASQUALE.  Siamo  prevedendo 500 mila euro  con  un  emendamento
  nostro

   FALCONE,  assessore  per l'economia. 500 mila euro.  Ecco,  bravo
  Grazie,  a  un contributo che tutte le forze politiche hanno  volto
  profondere.

   DIPASQUALE. L'incontro che abbiamo avuto nella mia stanza  non  se
  lo dimentichi. Per favore

   FALCONE,  assessore per l'economia. Onorevole Dipasquale,  nessuno
  toglie merito all'azione del suo partito e sua personale. Dopodiché
  voglio  dire  che non è stato proprio un refuso, ma era  stata  una
  logica  all'interno della Commissione a cui il Governo si  è  anche
  adeguato. Però, siccome riteniamo che la sovranità dell'Aula  abbia
  un suo principio fondante, noi accogliamo quanto l'Aula oggi ci sta
  rappresentando, quindi diamo parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Grazie,  assessore Falcone. Parere  favorevole  della
  Commissione.  Pongo  in votazione l'emendamento 2.246,  soppressivo
  del  comma  16. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   DIPASQUALE.  Non parlo più

   PRESIDENTE. Questa è una buona notizia  Non parla più
   Si passa all'emendamento 2.222, dell'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si passa all'emendamento 2.210, dell'onorevole Intravaia.

   INTRAVAIA. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si passa all'emendamento 2.223, dell'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.224,   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.225,   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.242,   dell'onorevole
  Gilistro. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro, prego.

   GILISTRO. Vorrei modificare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo? E quindi lo accantoniamo.  Lei
  lo modifica; lo può subemendare eventualmente.
   Allora si passa all'emendamento 2.243 ma è uguale, quindi, andiamo
  avanti.
   Si passa all'emendamento 2.226, dell'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.227,   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.228,   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO.  Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.229,   dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  2.76,   dell'onorevole
  Intravaia.

   INTRAVAIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  2.211,   dell'onorevole
  Intravaia. E' soppressivo del comma 25.

   INTRAVAIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Grazie. Ritirato. C'è a firma del Governo,  assessore
  Falcone,  un emendamento che è a pagina 17, il 2.249, che  aggiunge
  una riserva per il triennio per l'unione dei comuni.
   Prego, Assessore.

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, grazie, Presidente. Diventa
  una norma che va reinserita. Era già stata inserita l'anno scorso e
  negli  anni  precedenti. È una norma che serve  per  consentire  ai
  comuni  di  poter  ottenere poter beneficiare di un cofinanziamento
  nazionale  che  viene aggiunto, che viene assegnato all'Unione  dei
  comuni in presenza di un finanziamento o cofinanziamento regionale.
  Quindi, la riserva diventa necessaria per consentire che le  Unioni
  dei comuni possano attingere anche a fondi extraregionali.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.249.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Si passa all'emendamento 2.139. Onorevole Venezia, lo mantiene o
  lo ritira?

   VENEZIA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. E' mantenuto. Questo aggiunge la riserva per  Il borgo
  più bello d'Italia . Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.139.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Per  chiedere il voto palese. Io spero  che  il  Governo
  ripensi a questo parere. Sono stato invitato da tutti i sindaci che
  fanno   parte   dell'associazione,  in  occasione  della   riunione
  dell'Anci.
   Voglio  precisare all'assessore che l'associazione dei comuni  che
  hanno  i  borghi più belli d'Italia non è un'associazione politica,
  non appartiene al Partito Democratico, è una associazione in cui ci
  sono  comuni  amministrati da amministratori che hanno  colorazione
  politica  diversa. Però, si sottovaluta un aspetto che noi  abbiamo
  messo  in  evidenza, assessore Falcone, che è quella di realtà  che
  hanno  da  un  lato  la bellezza col dovere di  valorizzare  queste
  caratteristiche,  ma anche le difficoltà che lei  sa,  perché  sono
  comuni  che  sono localizzati nelle aree interne, sono  localizzati
  nelle  aree  montane  e, quindi, hanno degrado  demografico,  hanno
  difficoltà  di  denatalità, hanno servizi  che  sono  veramente  in
  grande ritardo.
   Quindi,  signor Assessore, se lei può ascoltare, capisco  che  c'è
  sempre   un   collega   di  coalizione  che  va   ascoltato   prima
  dell'opposizione e la comprendo, però, le chiedo di ripensare ad un
  parere che a me pare non essere coerente con le cose che lei spesso
  dice  in  occasioni  pubbliche,  quelle  di  valorizzare  i  nostri
  territori.

   PRESIDENTE.  Hanno  chiesto  di intervenire  gli  onorevoli  prima
  Venezia e poi De Luca Cateno.
   Prego, onorevole Venezia.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  del  Governo. Da ormai diversi anni si parla di valorizzazione  dei
  borghi  e  perfino nel piano turistico regionale si fa  riferimento
  alla valorizzazione turistica dei borghi minori rispetto ai siti di
  grande  rilevanza. Dare la possibilità, attraverso questa  riserva,
  ai  comuni  che  fanno  parte del circuito  dei  borghi  più  belli
  d'Italia significa ampliare l'offerta, ampliare i servizi, dare  la
  possibilità di valorizzare questo straordinario patrimonio.
   L'Assessorato regionale dei beni culturali, negli ultimi anni,  ha
  stanziato  risorse  anche  per promuovere  i  borghi  nei  circuiti
  internazionali, nelle fiere relative al turismo.  E  io  credo  che
  eliminare  questa  riserva  sia veramente  un  atto  di  incoerenza
  politica anche di questo Governo.
   Invito l'Assessore Falcone, a ripensare il parere del Governo così
  come  invito  anche  il  Presidente della  Commissione   Bilancio ,
  perché  l'emendamento che noi abbiamo presentato non è il solo  che
  riguarda questa fattispecie di riserva anche ai colleghi Intravaia,
  Assenza,  di  Fratelli  d'Italia hanno posto  l'accento  su  questa
  riserva. I due emendamenti differiscono sugli stanziamenti,  ma  lo
  spirito è lo stesso.
   Concludo  appellandomi al buon senso del Governo e in  particolare
  dell'Assessore Falcone. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora possiamo dire che il Governo   L'onorevole  De
  Luca  deve  parlare. Comunque, sembrerebbe che ci sia da parte  del
  Governo  volontà  nel  voler fare una riscrittura  e  prevedere  le
  risorse. In tutti i casi, Onorevole De Luca ha facoltà di parlare.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Sarò velocissimo. Solo per
  ricordare all'Assessore Falcone e a quest'Aula che questa  norma  è
  stata  fatta  nel 2018 dal sottoscritto. E' stata fatta  questa,  è
  stata  fatta quella per le bandiere blu, è stata fatta  quella  per
  quanto  riguarda  i comuni virtuosi per la raccolta  differenziata,
  quindi

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   DE  LUCA  CATENO,  relatore di minoranza. No,  no,  lascia  stare,
  collega, io l'ho fatta qui in Aula, tutte le riserve.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. E Questa ora la vediamo, io
  me la ricordo pure nel pacchetto riserve. Noi qua l'abbiamo fatta e
  può  essere, può essere anche questo. E quindi ovviamente  siamo  a
  favore  di questo emendamento, anzi ringraziamo il Governo  che  ha
  dato il parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone  allora  stiamo  accantonando,  lo
  accantoniamo.
   L'emendamento 2.208 arrivato a questo punto, onorevole Assenza, in
  funzione  del  fatto  che  il  Governo  farà  una  riscrittura   lo
  accantoniamo pure.
   L'emendamento 2.245, dell'onorevole Dipasquale è ritirato?

   DIPASQUALE. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento 2.248 dell'onorevole Ardizzone è
  uguale  all'emendamento 2.245. Ritirato? Non ho  visto  l'onorevole
  Ardizzone. Non è ritirato? Onorevole De Luca Antonino l'emendamento
  2.248  a  firma  Ardizzone è ritirato? E'  uguale  a  quello  degli
  onorevoli  Dipasquale e Catanzaro, a pagina 19.  Avete  sentito  la
  discussione di prima, c'è una riscrittura rispetto...

   DE  LUCA  ANTONINO. Va bene, se stiamo riscrivendo e si  contempla
  anche  Novara  di Sicilia perché c'è un problema che la  Protezione
  civile non sta riuscendo ad assolvere

   PRESIDENTE.  Era  per  i  borghi. Va bene.  Allora,  è  mantenuto.
  Assessore Falcone?

   DE  LUCA  ANTONINO.  Va bene però l'importante  è  che  diamo  una
  risposta perché il Comune è senz'acqua.

   PRESIDENTE.  ok.  Perfetto.  Ha chiesto di parlare l'onorevole  De
  Leo. Ne ha facoltà.

   DE   LEO.  Sì,  grazie,  Presidente.  Intervengo  perché  c'è   un
  subemendamento   presentato  da  noi   in   riferimento,   appunto,
  all'emendamento  2.248,  in cui bene hanno  fatto  i  colleghi  del
  Movimento 5 Stelle nel destinare delle somme al comune di Novara di
  Sicilia  a  seguito dell'alluvione del 3 dicembre  2022,  ma  senza
  intervenire sulle somme destinate che sono 300 migliaia euro, anche
  in  accordo  con  i  colleghi del Movimento 5 Stelle  quindi  senza
  aumentare  la spesa, è stato previsto quindi che vengano  destinati
  al  comune  di San Pier Niceto 250 migliaia di euro, al  comune  di
  Novara  di  Sicilia  e invece al comune di Villafranca  Tirrena  50
  migliaia  di  euro in quanto ha subìto anche questo comune  per  lo
  stesso  evento  diciamo  per  la stessa calamità  naturale  diversi
  danni, e quindi per la necessità di intervenire anche questo comune
  sul proprio territorio. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole.  Allora,  sull'emendamento  2.248
  assessore  Falcone  c'è  un subemendamento.  Siamo  all'emendamento
  2.248  ma c'è un sub. C'è un sub emendamento al 2.248. Scusami,  al
  245.1, ce l'ha già nel tablet no, ce l'ha ce l'ha già nel tablet.
   Assessore, prego Assessore non ho sentito il parere.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Parere contrario del Governo. Parere contrario  della
  Commissione.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.248.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.241,  dell'onorevole  Ardizzone.  Lo
  mantiene o lo ritira?

   CAMPO. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.241.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.138, degli onorevoli Di Paola ed altri.
  Onorevole Di Paola, è l'emendamento che è stato presentato da lei e
  dagli  onorevoli De Luca, Campo, Sunseri; aggiunge una  riserva  in
  favore  dei  comuni di Lampedusa, Linosa, Pozzallo, Augusta,  Porto
  Empedocle.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente, velocemente andiamo a  ripristinare,  però
  l'Assessore   deve   dare   l'eventuale   copertura,   andiamo    a
  ripristinare,  Assessore, il fondo riserva per  quanto  riguarda  i
  comuni  colpiti dal fenomeno migratorio. Assessore Falcone, se  c'è
  la  possibilità  di  reinserire la riserva per  quanto  riguarda  i
  comuni  che sono colpiti dal fenomeno migratorio; lo abbiamo sempre
  fatto,  per  questa volta per questa legge di stabilità  non  siamo
  riusciti a far rientrare la seguente riserva, che mi pare era negli
  anni  passati  di  circa  800 mila euro ed  erano  coinvolti  erano
  coinvolti  più  comuni.  Capisco che l'importo  è  un  importo  non
  indifferente  considerando  diciamo la situazione  della  legge  di
  stabilità, però mi rimetto al Governo e alla decisione del Governo.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  brevemente,
  condivido  la  richiesta  del collega Di  Paola.  Abbiamo  lavorato
  insieme  nella scorsa legislatura a questa riserva e  ha  avuto  un
  ritorno  incredibile perché sappiamo quanto queste realtà  soffrano
  delle  tante  criticità che sono conseguenze del flusso migratorio.
  Proprio  in  questi giorni infatti siamo stati sollecitati,  io  da
  Lampedusa,  chi  da  altri  territori  che  rientrano   in   questa
  fattispecie,   perché  questo  aiuto  per  loro   è   assolutamente
  indispensabile.
   Quindi,   mi   associo  all'invito  del  collega   nei   confronti
  dell'assessore Falcone se si riesce a rimettere questa riserva  nei
  limiti possibili. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, ha facoltà di parlare.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  purtroppo
  per  quanto  il Governo ritenga che sia meritevole di apprezzamento
  deve   esprimere  parere  negativo  rispetto  all'emendamento,   ma
  vorremmo dire che quest'anno il Governo ha messo già 200 mila euro,
  ha  riproposto 200 mila euro che diventeranno 300 mila euro per  il
  comune  di Lampedusa che è quello più flagellato, sono in  tabella,
  quindi  ecco  perché  l'emendamento. Non carichiamo  il  fondo  dei
  comuni, lo stiamo facendo a parte.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.138.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.137, a firma dell'onorevole Assenza.
   E'  un emendamento che aggiunge la riserva in favore del Comune di
  Barcellona Pozzo di Gotto per lavori urbani.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  noi  sottoponiamo  all'Aula  questo
  emendamento  perché il Comune di Barcellona ha  fatto  presente  la
  necessità di intervenire immediatamente per una situazione precaria
  dell'assetto  urbano e stradale, e così come è  stato  previsto  in
  altri  emendamenti a favore di altri comuni si chiede  all'Aula  di
  approvare questo emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.137.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.212, a firma dell'onorevole Intravaia.
  Lo mantiene.
   Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.212.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   C'è  un  emendamento di riscrittura 2.247R, a firma dell'onorevole
  Dipasquale.
   Il parere del Governo?
   E'  nei  fuori  sacco, Assessore, non lo trova, li  lo  trova  nel
  tablet.

   DIPASQUALE. E' quello delle bandiere blu.

   PRESIDENTE.  E' quello sulle bandiere blu, assessore  Falcone.  Lo
  vuole cartaceo? Sennò è nel tablet. E' l'emendamento 2.247R.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.247R.

   DIPASQUALE DIPASQUALEDI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.247R

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 2.247R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          30
   Contrari            33
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

    Si  passa  al  subemendamento 2.139.1, a  firma  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 2.139.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.139, dell'onorevole Venezia, così come
  emendato. Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  l'economia.  Come  modificato,   parere
  favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.139.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.242, a firma dell'onorevole Gilistro.

   GILISTRO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Pongo  in  votazione  l'articolo  2.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo  la seduta per un'ora e mezza. Ci riaggiorniamo alle  ore
  15.30.

     La seduta, sospesa alle ore 13.59, è ripresa alle ore 16.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Abbiamo tenuto una Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e ci siamo determinati sul voler
  riprendere i lavori alle ore 17.30.
   Quindi, la seduta è sospesa fino alle ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 18.02)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi si riprende l'esame  dell'articolo
  3, in precedenza accantonato.
   L'articolo 2 è stato approvato.
   Si  passa all'emendamento 3.1, soppressivo all'articolo,  a  firma
  dell'onorevole Catanzaro.
   È ritirato?

   CATANZARO. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.71.

   DE  LUCA  ANTONINO. Signor Presidente, avevo capito che  c'era  un
  emendamento di riscrittura dell'articolo 3 a firma del Governo.

   PRESIDENTE.  Non c'è al momento nessuna riscrittura da  parte  del
  Governo.
   L'emendamento   3.71,   soppressivo   dell'articolo,    a    firma
  dell'onorevole De Luca è ritirato?

   DE LUCA ANTONINO. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.3 e 3.49 sono dichiarati preclusi.
   Si  passa  all'emendamento 3.105 a firma dell'onorevole  Catanzaro
  che sopprime il contributo annuale del fondo sanitario.
   Lo ritira?

   CATANZARO. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.105 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.106 a firma dell'onorevole Catanzaro. È
  la soppressione della lettera b) del comma 1. Lo ritira?

   CATANZARO. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 3.108 I parte, a  firma  del
  Governo  che estende al triennio il contributo a carico  del  fondo
  sanitario.
   Assessore, se lo può illustrare.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  allora,
  intanto  veniamo incontro a una richiesta che è stata  fatta  anche
  dal  Parlamento e da alcuni colleghi relativamente alla triennalità
  che  diamo sul fondo, ma oltre a questo, quindi è per dare all'Arpa
  una visione quanto meno triennale.
   Ma  la cosa che stiamo ora presentando è un nuovo emendamento  col
  quale  alla  fine della lettera b) aggiungiamo che i 24 milioni  di
  euro  comunque  saranno  nel rispetto della delibera  approvata  in
  Giunta,  cioè cosa succede? Oggi l'Arpa ha 7 milioni  di  euro  con
  fondi  regionali e 24 milioni col fondo sanitario, poiché  vogliamo
  verificare  fino a che punto i Lea vengono rispettati,  noi  faremo
  anche  un  atto  in Giunta che consentirà così di  poter  precisare
  quanti  sono e quali sono le prestazioni che rientrano e  che  sono
  coerenti col Fondo sanitario regionale.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  Presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Assessore Falcone,  non  ho
  capito una cosa, l'emendamento che ha appena illustrato già è stato
  trasmesso? Potrebbe prevedere in questo emendamento che  una  volta
  che   c'è  questa  sorta  di  report  viene  trasmesso  anche  alla
  Commissione sanità, giusto per avere una cognizione di  quelle  che
  sono   le  attività  dei  Lea  in  programmazione?  Se  lo  prevede
  direttamente  lei  io evito di subemendarlo, e sicuramente  troverà
  facilmente accoglimento. Grazie.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.108 - I parte.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.107, un emendamento tecnico  a  firma
  della Commissione. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   C'è un fuori sacco colleghi, l'emendamento 3.109: "alla lettera  b
  aggiungere 'il rispetto del programma di attività di Arpa approvato
  dalla  Giunta'", lo trovate tra i fuori sacco, è un  emendamento  a
  firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.109.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Comunico  che  gli  emendamenti 3.4  e  3.48  sono  preclusi,  gli
  emendamenti 3.5 e 3.97 sono inammissibili, perché è la soppressione
  del comma 3, quindi inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 3.108 II parte,  a  firma  del  Governo
  "modifica tecnica della norma di copertura".  Assessore,  lo  vuole
  illustrare?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Certamente. Con  questa  norma
  individuiamo  precisamente  i soldi e  le  risorse  e  da  dove  li
  prendiamo,  dobbiamo anche dire che li prendiamo  da  questo  fondo
  vincolato,  però dobbiamo anche dire a quest'Aula  che  noi  faremo
  comunque in Commissione e, tra l'altro, l'emendamento a cui  faceva
  riferimento   il  collega  De  Luca  Antonino  è  compendiato   già
  nell'articolo 23 approvato ieri sera.
   L'articolo  23  sostanzialmente dice che tutte  quelle  norme  che
  hanno  afferenza  al  Fondo  sanitario regionale  di  questa  legge
  andranno  alla  Commissione Sanità. È la norma  che  ha  voluto  il
  Presidente   Laccoto,  ed  alla  quale  abbiamo  dato   un   parere
  favorevole;  l'abbiamo  dato perché ancorché  sembrasse  una  norma
  ordinamentale, è una norma invece come di cornice, per cui vi  devo
  dire  che l'Arpa ha - e la collega Pagana me ne potrà dare  atto  -
  un  fondo di alcune decine di milioni di euro, vogliamo capire come
  saranno  spese, cosa servono, come sono destinate, se  li  possiamo
  riutilizzare.
   Ecco perché con questo emendamento e con l'articolo 23 andremo  in
  Commissione  sanità, dopo essere stati in Giunta  oppure  prima  di
  essere in Giunta e faremo finalmente chiarezza sull'Arpa.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore.  Il  parere  della   Commissione
  sull'emendamento 3.108 II parte?

   DAIDONE,   presidente   della  II  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.108 II parte. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3 come emendato. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso,  colleghi,  dovremmo  riprendere  dall'articolo  29,  però
  chiedo all'assessore Falcone, al Governo se è pronto, diciamo.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Presidente,  grazie.  Abbiamo
  tenuto una Conferenza dei Capigruppo, purtroppo dobbiamo anche  qua
  annunciare  al Parlamento che ieri, anzi l'altro ieri,  è  arrivata
  una  nota da parte del Commissario dello Stato che, pur non  avendo
  più  competenza specifica sul vaglio degli atti, però ha  voluto  -
  come dire - integrare quella che è la disciplina dell'accordo Stato-
  Regione  indicando  un  percorso, anzi, invitando  il  Governo,  ma
  quindi  anche  questo  Parlamento, ad  essere  cauti  nel  rispetto
  dell'accordo Stato-Regione.
   Sostanzialmente  noi  abbiamo proceduto, stiamo  procedendo,  così
  come lo abbiamo fatto in sede di bilancio a recuperare 5 milioni  e
  seicentomila  euro,  stiamo procedendo anche a  un  emendamento  di
  recupero  sulle  tabelle, sugli allegati,  del  3  per  cento,  per
  arrivare  a una somma di circa 31 milioni, 30-31 milioni  di  euro,
  per  venire incontro alle esigenze e non farci impugnare  dal  Mef,
  non una norma, ma eventualmente l'intero bilancio.
   Considerate  che noi in questo anno dovremo recuperare  oltre  100
  milioni  di  euro  valorizzando  la  nostra  spesa.  Allora  si   è
  immaginato,  andiamo  alle  tabelle e  presenteremo  alla  fine  un
  emendamento tecnico che toglierà, in linea di principio, il  3  per
  cento,   su   alcuni  capitoli  che  non  incidono   immediatamente
  toglieremo qualcosa in più, per evitare che ci sia, come dire,  che
  sia  intaccata  la  spesa corrente, quali ad  esempio  forestali  o
  altro.
   Ecco,   noi  vogliamo  lasciare  interi  alcuni  capitoli,  perché
  obiettivamente non sarebbe opportuno farlo, e in più  abbiamo  però
  chiesto  un  soccorso  a tutti i colleghi che  negli  articoli  che
  andiamo ad approvare, è come se ci fosse un emendamento tecnico del
  taglio  del  10  per  cento cioè, laddove ci  sono  200  mila  euro
  diventano  180, laddove ci sono 100 mila euro, diventa  90  e  così
  via.
   Quindi un taglio tecnico, a tutti, orizzontale del 10 per cento su
  tutto quello che stiamo per approvare.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore; però questo emendamento deve essere
  formalizzato.

   FALCONE, assessore per l'economia. Lo formalizziamo alla fine.

   PRESIDENTE.  Alla fine, Assessore, come facciamo  a  formalizzarlo
  alla fine?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Alla fine di ogni articolo  si
  sa che c'è la riduzione del 10 per cento.

   PRESIDENTE.  Sì,  però assessore così, a fare un  emendamento  per
  ogni  articolo,  è  meglio farne solo uno dove  facciamo  tutto  il
  riepilogo.
   Il  rischio è che approviamo gli articoli e poi, magari, le  somme
  che  abbiamo preso in quella percentuale sono basse, quindi  meglio
  fare un lavoro unico fatto per bene anziché, come consiglio, perché
  altrimenti rischiamo poi a fine lavoro, magari approviamo tutti gli
  articoli e poi ci accorgiamo che dobbiamo togliere qualcosa in  più
  o in meno.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. No lo  possiamo  immaginare,
  allora in ogni articolo c'è la riduzione, io presento l'emendamento
  di  riduzione  del  dieci per cento, a meno che  non  c'è  un  caso
  particolare, ma non mi pare però.

   PRESIDENTE.  Quindi,  su ogni articolo il  Governo  presenterà  un
  emendamento con la riduzione del dieci per cento.

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì, sì.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Assessore, in Conferenza dei Capigruppo, noi penso  che
  abbiamo discusso e abbiamo parlato del taglio per venire incontro a
  quelle che sono le esigenze del Governo, ma abbiamo immaginato che,
  invece di presentare per ogni articolo l'emendamento, noi pensavamo
  che  l'assessore si prendesse qualche mezz'ora, un'ora, rispetto  a
  tutti  gli  articoli  che  ci sono e, magari,  portasse  tutti  gli
  articoli con il taglio già fatto.
   Questa era una mia idea, anche perché nelle interlocuzioni che  ci
  sono  state  in  Conferenza  dei  capigruppo  abbiamo,  come  dire,
  immaginato questo per potere procedere, onde evitare ogni  articolo
  di fare l'emendamento del 10 per cento.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro.  Assessore  e  colleghi
  sospendiamo  l'Aula per almeno un quarto d'ora. Quindi  riprendiamo
  alle  18.30,  così, assessore, lei fa una verifica se  è  possibile
  fare  un  unico  emendamento,  così  come  hanno  chiesto  anche  i
  Capigruppo  all'interno della Conferenza dei Capigruppo.  L'Aula  è
  sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 18.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Governo, colleghi, io rinvierei la seduta  di  un'ora,
  alle  19.30, così prepariamo, Assessore, l'emendamento per bene,  e
  diamo  pure la possibilità agli Uffici di verificare in  base  alle
  sue  indicazioni, alle indicazioni del Governo, lo  prepariamo  per
  bene e fra un'ora lo votiamo e abbiamo finito. Diciamo alle 19.15.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli Uffici ed il  Governo  stanno
  lavorando  sull'emendamento quindi direi di rinviare di un'ora  per
  rivederci  qui  alle  20.30  in maniera tale  che  l'emendamento  è
  costruito  in  maniera  opportuna e  lo  esaminiamo.  La  seduta  è
  sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.27, è ripresa alle ore 20.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel frattempo che gli Uffici ed il
  Governo   realizzano  l'emendamento  di  cui  abbiamo  parlato   in
  precedenza andiamo all'articolo 88.
   Assessore, conferma? E' dall'88 o dal 91?

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  potremmo
  iniziare  a lavorare dal 92 anche perchè il 92 è una norma  che  ha
  una refluenza importante. L'abbiamo spiegato poc'anzi.
   E'  una  norma  che  di fatto protegge tutti gli interventi  fatti
  negli  anni  precedenti  che  poi  non  hanno  trovato  un'adeguata
  copertura  finanziaria. L'88, invece siccome nel  maxi  emendamento
  che  va  dall'articolo  29 all'articolo 90 ci  sarà  un  solo  maxi
  emendamento anche perché in questo maxi emendamento dobbiamo  dire,
  si  è  dovuto  fare  un  taglio  per  poter  recuperare  per  poter
  recuperare spese.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il fascicolo lo si sta  caricando
  all'interno della vostra area nei tablet. Fate un aggiornamento.
   Riuscite a visualizzarlo nel tablet il fascicolo o ancora no?
   Si passa all'articolo 92.

                               «Art. 92.
     Copertura finanziaria interventi della legislazione regionale
            a valere sulle risorse extraregionali 2014-2020

   1.  Gli  interventi  già previsti dalla legislazione  regionale  a
  valere  sulle risorse extraregionali 2014-2020, di fonte europea  e
  statale,   non   ancora  attuati,  trovano  copertura   finanziaria
  nell'ambito delle risorse extraregionali della programmazione 2021-
  2027  o  delle riprogrammazioni delle risorse extraregionali  2014-
  2020, in coerenza con le finalità di ogni singolo programma».

   Votiamo  direttamente l'articolo. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:

                               «Art. 93.
                   Contributo comuni con sito Unesco

   1.  Al fine di garantire il decoro urbano dei comuni siciliani nei
  cui  territori  sono  ubicati siti riconosciuti  dall'Unesco  quali
  patrimoni  dell'  umanità, per la realizzazione e  la  manutenzione
  straordinaria delle infrastrutture urbane, l'Assessorato  regionale
  per  le  autonomie locali e la funzione pubblica  è  autorizzato  a
  concedere,  per  l'esercizio finanziario 2023, un  contributo  pari
  20.000 migliaia di euro in favore degli stessi comuni, da ripartire
  tra  i  comuni in cui insistono siti culturali e naturali  iscritti
  nella lista del Patrimonio Mondiale alla data dell'1 gennaio 2023.
   2.  Ai  relativi oneri si provvede a valere sul Fondo  Sviluppo  e
  Coesione 2021-2027».

   Onorevoli  colleghi,  ci  sono  dei  soppressivi  a  firma   degli
  onorevoli De Luca, Catanzaro, quindi il 93.1, il 93.3, il 93.2.  Li
  ritirate? Gli emendamenti sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento  93.5, dell'onorevole  Dipasquale,  che
  prevede una riscrittura.
   Onorevole  Dipasquale, lo ritira? Se può verificare perché  è  una
  riscrittura   dell'intero  articolo.  Emendamento   93,   onorevole
  Dipasquale.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  possiamo  andare   avanti?   Lo
  accantoniamo un attimo. Il tempo che prendo l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 93.5 è ritirato. L'emendamento  93.4  è
  inammissibile.
   Il   93.6,   onorevole  Dipasquale,  lo  ritira?  Ha  chiesto   di
  intervenire l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  No,  non  è  ritirato,  Presidente.  Questo  emendamento
  intende  riconoscere anche i siti Geopark riconosciuti dall'Unesco,
  che  in  Sicilia  sono  due,  insieme alla  lista  del  patrimonio,
  diciamo,  materiale che l'Unesco ha riconosciuto  attraverso  altre
  procedure.  E quindi chiedo al Governo, anche per una questione  di
  giustizia, di inserire anche i due Geopark che sono localizzati  in
  Sicilia nella lista dei beneficiari di questo contributo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Signor  Presidente, io penso che oggi  stiamo  andando  a
  votare  un articolo di questa finanziaria importantissimo:  per  la
  prima  volta si riconosce e si dà la possibilità di poter investire
  per  il  decoro urbano e per la riqualificazione di tutte le  città
  siciliane  che sono patrimonio dell'Unesco, dove ci sono, insistono
  siti  Unesco.  Quindi  penso  che sia un  momento  importantissimo,
  perché nessun'altra Regione, fino ad oggi, aveva pensato a fare  un
  provvedimento del genere, quindi credo che oggi questo è uno  degli
  atti  che nobilita questa finanziaria, che fa diventare questa  una
  finanziaria importante, proprio perché stiamo vicini a tutti questi
  Comuni   che   in   questi  anni  hanno  avuto  questo   bellissimo
  riconoscimento e sono un vanto per l'intera Sicilia.
   Il  fatto  di  inserire anche questi due siti naturalistici  è  un
  momento importante, perché credo che devono essere parte integrante
  di  questo  gruppo  di siti sia urbani, sia non urbani.  Credo  che
  questo  connubio è un connubio importante. Quindi penso  che  anche
  questo emendamento, quindi questo riconoscimento, questo apporto  a
  crescere  questo numero di siti che vengono interessati  da  questo
  provvedimento, è una cosa importante. Quindi da parte nostra, anche
  chi  ha  pensato  questo provvedimento, credo che sia  qualcosa  di
  importante.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 93.6?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi è chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 93. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 94. Ne do lettura:

                               «Art. 94.
          Contributo convento della Basilica di San Francesco
                          d'Assisi in Palermo

   1.  È concesso, per l'esercizio finanziario 2023, un contributo di
  400  migliaia di euro in favore del convento della Basilica di  San
  Francesco  d'Assisi in Palermo al fine di permettere un  intervento
  di  manutenzione straordinaria consistente nella messa in sicurezza
  e  nel restauro della parte di edificio di proprietà della Regione,
  gravemente ammalorato da infiltrazioni d'acqua.

   2.  Ai  relativi oneri si provvede a valere sul Fondo  Sviluppo  e
  Coesione 2021-2027».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 95. Ne do lettura:

                               «Art. 95.
  Interventi per la riqualificazione del campo sportivo di Mussomeli

   1. Ai fini della riqualificazione del campo sportivo del comune di
  Mussomeli è autorizzata la spesa di 1.380 migliaia di euro a valere
  sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».

   Anche   qui   la   stessa  cosa,  votiamo  per   il   mantenimento
  dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:

                               «Art. 96.
     Interventi di ristrutturazione delle caserme dei carabinieri
                     nei comuni montani siciliani

   1.  Al  fine  di  consentire  i lavori di  ristrutturazione  delle
  caserme  dei  Carabinieri situate nei comuni montani  siciliani,  è
  autorizzata  la  spesa di 10.000 migliaia di euro  a  valere  sulle
  risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027».

   Anche   qui   la   stessa  cosa,  votiamo  per   il   mantenimento
  dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:

                               «Art. 97.
   Interventi per opere pubbliche di bonifica ad opera dei consorzi
                              di bonifica

   1.   Per   la   realizzazione   di  interventi   di   manutenzione
  straordinaria delle opere pubbliche di bonifica dei consorzi  della
  Sicilia e di ogni altra opera pubblica di bonifica finalizzata alla
  valorizzazione  agricola dei comprensori irrigui è  autorizzata  la
  spesa  di 20.000 migliaia di euro a valere sulle risorse FESR 2014-
  2020.
   2.  Le  risorse  di  cui  al  comma  1  sono  utilizzate  per  gli
  adempimenti connessi alla progettazione e realizzazione delle opere
  necessarie alla utilizzazione delle acque per fini irrigui.  A  tal
  fine,  per  il  conseguimento delle finalità  di  cui  al  presente
  articolo, sono delegati i consorzi di bonifica della Sicilia.
   3.   I   consorzi  di  bonifica,  ai  fini  dell'attuazione  degli
  interventi  di cui al presente articolo, attingono prioritariamente
  tra  il personale beneficiario delle garanzie occupazionali di  cui
  alla  legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, all'articolo 106 della
  legge  regionale  16  aprile  2003 n. 4,  alle  leggi  regionali  1
  febbraio 2006, n. 4 e 28 giugno 2010, n. 14, nonché all'articolo  8
  della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16.».

   Ci  sono  dei  soppressivi. Onorevoli colleghi,  sono  ritirati  i
  soppressivi? De Luca, Catanzaro?

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Per capire un attimo perché secondo me c'è un attimo di
  confusione  io  non  ho compreso. Assessore Falcone,  mi  può  fare
  comprendere come stiamo procedendo? Perché abbiamo fatto dall'88 se
  per  favore ci spiega per avere un minimo di chiarezza  che  da  un
  po'di  ore siamo tutti qua dentro e non lo stiamo capendo. Sappiamo
  che ci sono un taglio quindi un maxi emendamento e sappiamo che  ce
  n'è  un  altro. Siccome stiamo andando in ordine sparso,  solo  per
  capire  e  comprendere perché, altrimenti, c'è grande confusione  e
  quindi  capire  qual  è  il  criterio che  viene  utilizzato  sugli
  articoli,  perché altrimenti andiamo a saltare e purtroppo  non  si
  comprende più.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente, giusto  per
  chiarire  al Presidente Catanzaro un po' l'ordine dei lavori,  come
  si procederà. Lo avevamo anche detto poc'anzi.
   Dall'articolo  29 all'articolo 90 si sta operando  in  termini  di
  maxi   emendamento,  perché?  Perché  abbiamo  detto  che  dobbiamo
  recuperare  spesa  e c'era qualche precisazione da  fare  nei  vari
  articoli e stiamo procedendo in questo senso, quindi da qui a breve
  arriverà  il  maxi emendamento che va dall'articolo 29 all'articolo
  20  scusate  dall'articolo  29 che è il  contributo  al  Comune  di
  Siracusa per i parchi divertimento sino all'articolo 90. Dopodiché,
  invece, stiamo procedendo e votiamo questi articoli che ci sono che
  riguardano i fondi extraregionali.
   Nel frattempo stiamo preparando il maxi emendamento che riguarderà
  alcuni  interventi  con  fondi  extra  regionali,  qualche  piccolo
  intervento, piccolissimo intervento, con fondi regionali e ci  sono
  poi  degli  emendamenti di aggiustamento, di norme  che  non  hanno
  impegno  di  spesa, non sono ordinamentali ma non hanno impegno  di
  spesa,  quindi  hanno una affinità finanziaria e prima  di  votarli
  chiaramente  saranno regolarmente distribuiti, saranno regolarmente
  vagliati e insieme potremo eventualmente fare una considerazione di
  apprezzamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i soppressivi all'articolo 97 sono
  ritirati? Onorevoli De Luca e Catanzaro, sono ritirati?

   CATANZARO. I Consorzi di bonifica, sì.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 97.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:

                               «Art. 98.
  Contributo al comune di Polizzi Generosa per il ripristino di aree
                           colpite da frane

   1. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a concedere,
  per  l'esercizio  finanziario 2023, un contributo straordinario  di
  600   mila   euro  da  destinare  al  Comune  di  Polizzi  Generosa
  finalizzato  alle  opere di investimento per la sistemazione  e  la
  funzionalizzazione   delle  aree  urbane   limitrofe   alla   frana
  verificatasi sulla strada statale 643 nel gennaio 2022.
   2. Ai relativi oneri si provvede a valere sul POC 2014-2020».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:

                               «Art. 99.
            Interventi nelle aree del comprensorio del Mela

   1.  Per  l'esercizio  finanziario  2023  è  autorizzata  la  spesa
  complessiva  di  10.000 migliaia di euro in favore  dei  comuni  di
  Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo  del
  Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto dichiarati, con decreto
  regionale  ARTA del 4 settembre 2002,  Area ad elevato  rischio  di
  crisi  ambientale del comprensorio del Mela , al fine di realizzare
  interventi   di   riqualificazione  ambientale  e  rivitalizzazione
  urbana.
   2.  Il  contributo di cui al comma 1 è assegnato a ciascun  comune
  per il 50 per cento come quota fissa e per il restante 50 per cento
  in ragione della popolazione residente.
   3.  Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede con  le
  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».

   Anche  qui  ci sono degli emendamenti soppressivi. Colleghi,  sono
  ritirati?

   DIPASQUALE. Sì.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 99.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:

                              «Art. 100.
       Interventi in favore dei comuni per i  Teatri di pietra

   1. Per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 ai comuni nei cui
  territori ricadono i  Teatri di pietra  e che nell'anno 2022  hanno
  superato  la  soglia di 500.000 presenze turistiche è destinata  la
  somma  di  10.000  migliaia di euro annui, da  assegnare  in  parti
  uguali, a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione  (FSC)
  2021-2027,  per  consentire  la  realizzazione  di  interventi   di
  riqualificazione urbana e messa in sicurezza di edifici pubblici».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Anche  in  questa finanziaria è possibile  inserire  di
  tutto.
   Chiedo  scusa, io stasera non posso tornare a casa  se  non  metto
  ventimila euro per Sant'Ambrogio, non me l'abbiate a male. Qua ogni
  Comune  ha ventimila euro, uno per un campo di calcio, l'altro  per
  una  cosa  e  allora non capisco com'è che qualcuno possa  rimanere
  fuori.  Io vi chiedo un minuto per scrivere un sub emendamento,  un
  emendamento da presentarvi e porto almeno ventimila euro che non si
  riesce  a  fare  il parcheggio di Sant'Ambrogio, Comune  di  Cefalù
  perché non si trovano mai soldi, mi dovete dare il tempo di fare un
  emendamento  e  passarlo, perché veramente ogni Comune  ha  qualche
  cos.
   Io  non appena torno a casa mi danno legnata stasera, se non porto
  un  minimo, veramente, lo dico sinceramente, non sto scherzando,  è
  una  cosa  mai  vista  al mondo, ogni comune ha  un  ventimila,  un
  trentamila, uno per i carabinieri, uno per il campo di calcio,  uno
  per  l'altra cosa, vi prego di darmi questa possibilità  perché  mi
  danno legnate appena torno a casa stasera.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100. Lo pongo in votazione.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:

                              «Art. 101.
            Contributo ai comuni per impianti di gas metano

   1.  Per  l'esercizio finanziario 2023 è concesso un contributo  di
  euro  10.000  migliaia  di  euro in favore  dei  comuni  privi  del
  servizio  di  fornitura del gas metano per la  realizzazione  degli
  impianti idonei alla distribuzione del metano.
   2.  È altresì concesso, per il medesimo esercizio finanziario,  un
  contributo  di  5.000  migliaia  di  euro  per  i  comuni  per   il
  completamento  degli  impianti  di  distribuzione  del  metano  già
  esistenti.
   3.  Le somme di cui al presente articolo sono ripartite per il  50
  per  cento  in  base alla popolazione di cui all'ultimo  censimento
  ISTAT e per il restante 50 per cento in base al numero dei comuni.
   4.  Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede  con  le
  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27».

   Onorevoli  colleghi,  nell'articolo 101 ci sono  dei  soppressivi,
  sono   ritirati?   Così   votiamo  direttamente   il   mantenimento
  dell'articolo.
   Pongo  in votazione l'articolo 101. Chi è favorevole resti  seduto
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   All'articolo  101  ci  deve  essere però  l'emendamento  a  cui  è
  agganciato il sub, come fate ad agganciare? Lo facciamo,  onorevoli
  colleghi, lo facciamo sull'articolo 102. Va bene.
   Onorevoli  colleghi,  onorevole Micciché,  lo  può  presentare  il
  subemendamento sull'articolo 103, all'emendamento 103.6.
   Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:

                              «Art. 102.
          Interventi per la riqualificazione urbana dell'area
                       confiscata ex Edilpomice

   1.  L'Assessorato regionale delle autonomie locali e  la  funzione
  pubblica  è autorizzato a concedere un contributo straordinario  di
  300  migliaia  di  euro  in favore del Comune  di  Palermo  per  la
  riqualificazione  urbana  dell'area confiscata  ex  Edilpomice,  in
  località Vergine Maria.
   2.  Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede  con  le
  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».

   Pongo  in  votazione  il  mantenimento dell'articolo  102.  Chi  è
  favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:

                              «Art. 103.
        Interventi per i lavori di completamento dell'Impianto
               Sportivo Polifunzionale  Nelson Mandela

   1.  È  erogato,  per l'esercizio finanziario 2023,  al  comune  di
  Campofelice di Roccella un contributo straordinario di 500 migliaia
  di  euro  per  i  lavori  di completamento  dell'impianto  sportivo
  polifunzionale  Nelson Mandela .
   2.  Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede  con  le
  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».

   Se   i   colleghi  ritirano  i  soppressivi  andiamo  direttamente
  all'emendamento 103.6, a firma dell'onorevole Sunseri. Se lo  vuole
  illustrare  e  nel  frattempo fate il sub  emendamento  nel  103.6.
  Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  è  una
  formulazione che andrebbe rivista un po' anche negli altri articoli
  che  ho  visto scorrendo. Semplicemente non si può dire   nell'anno
  finanziario  corrente   quando il fondo è a  valere  sul  Fondo  di
  sviluppo   e   coesione  perché  evidentemente  l'emendamento   era
  immaginato  per  il  bilancio,  quindi,  lo  abbiamo  semplicemente
  modificato  rimanendo la stessa finalità, lo stesso  fondo  ma  non
  dicendo  per l'esercizio finanziario 2023 .
   All'emendamento 103, ripeto, è una formulazione che, a mio avviso,
  andrebbe  rivista  anche negli articoli precedenti  perché  non  ha
  senso  dire  che la copertura di un fondo di sviluppo e coesione  è
  solo per un esercizio finanziario.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, quello che rappresenta il Presidente Sunseri, in effetti,
  era  stato già dibattuto con gli uffici dell'Ars, con la Segreteria
  generale,  eventualmente alla fine se la Segreteria  lo  consentirà
  con l'articolo 117 facciamo poi una norma, diciamo così, che sia di
  chiusura.
   Ecco  c'è  anche  l'emendamento, me lo  aveva  sottoposto  già  il
  Presidente Daidone, ecco chiedo scusa.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevoli colleghi,  io  l'articolo  103  lo
  accantono   così  nel  frattempo  i  colleghi  preparano   il   sub
  emendamento, quindi, accantoniamo l'articolo 103.
   Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:

                              «Art. 104.
        Interventi per le imprese soggette alle applicazioni di
                                misure
                      di prevenzione patrimoniale

   1. Nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge
  regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni, ed  in
  riferimento al Fondo Sicilia - Sezione specializzata in credito  di
  cui  all'articolo 10 della legge regionale 12 maggio  2020,  n.  9,
  IRFIS-FinSicilia  S.p.A.  è autorizzato  ad  erogare  finanziamenti
  agevolati a tasso zero in favore delle imprese con sede in  Sicilia
  soggette  alla  applicazione di misure di prevenzione patrimoniale,
  ivi compreso sequestro e confisca.
   2. Gli interventi agevolativi sono finalizzati al risanamento e al
  rilancio  delle imprese sulla base di piani asseverati  nell'ambito
  dei  processi  autorizzativi da parte della autorità giudiziaria  e
  dell'Agenzia dei beni confiscati.
   3.  Agli  oneri derivanti al presente articolo, pari a complessivi
  10.000  migliaia  di  euro, si provvede con le  risorse  del  Fondo
  Sviluppo e Coesione 2021-27».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:

                              «Art. 105.
               Interventi in favore del comune di Capaci

   1. Per la realizzazione degli interventi di riqualificazione dello
  spazio esterno del plesso scolastico  Gaetano Longo  del comune  di
  Capaci,  è  autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro  a  valere
  sulle risorse del Programma FSC 2014-2020».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 106. Ne do lettura:

                              «Art. 106.
              Interventi in favore del comune di Floridia

   1.  Ai fini del completamento degli impianti sportivi comunali  di
  Floridia - campo di calcio e polivalente, è autorizzata la spesa di
  800 migliaia di euro a valere sulle economie del programma FSC 2014-
  2020 - Patto per lo Sviluppo della Sicilia».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:

                              «Art. 107.
   Interventi per la ristrutturazione dei centri storici dei comuni
                               siciliani

   1.  È  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa  di
  3.000 migliaia di euro per le finalità di cui all'articolo 33 della
  legge  regionale  14 maggio 2009, n. 6 e successive  modificazioni,
  alle quali si provvede tramite IRFIS-FinSicilia S.p.A..
   2.  Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede  con  le
  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 108. Ne do lettura:

                              «Art. 108.
    Contributo per il mercato ortofrutticolo del comune di Vittoria

   1.  Per  l'esercizio  finanziario 2023  è  erogato  un  contributo
  straordinario  di  600 migliaia di euro per il completamento  e  la
  manutenzione  straordinaria  del  Centro  direzionale  del  mercato
  ortofrutticolo  di  Vittoria,  a  valere  sulle  risorse  del   FSC
  2014/2020 - patto per lo sviluppo della Regione siciliana».

   Gli  emendamenti  soppressivi dei colleghi De  Luca,  Catanzaro  e
  Intravaia sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 108.1 a firma dell'onorevole Dipasquale,
  il  quale  mantiene il 108, ritira l'emendamento 108.1  e  mantiene
  l'emendamento 108.5.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale per illustrarlo.

   DIPASQUALE. Assessore, come lei ha visto ho ritirato l'emendamento
  108.1  che vedeva una maggiorazione della spesa perché ritengo  che
  non  è  a  quest'ora  accettabile discutere, però  mantengo  quello
  successivo  perché  va specificato comune di  Vittoria  per  quanto
  riguarda  l'erogazione del contributo, quindi un fatto tecnico.  Ci
  siamo assessore, ho ritirato quello precedente dove c'era l'aumento
  e ho lasciato quello tecnico.

   PRESIDENTE.    Assessore   Falcone,   il   parere   del    Governo
  sull'emendamento 108.5?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il Governo è favorevole, la Commissione è favorevole.
  Pongo  in  votazione  l'emendamento 108.5. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 108. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 109. Ne do lettura:

                              «Art. 109.
              Contributo per il teatro comunale di Ribera

   1.  Ai  fini  del completamento del teatro comunale  di  Ribera  è
  autorizzata la spesa di 6.000 migliaia di euro.
   2. Ai relativi oneri si provvede con le risorse del Fondo Sviluppo
  e Coesione 2021-2027».

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:

                              «Art. 110.
              Acquisto casa natale di Salvatore Quasimodo

   1.  Al  fine di procedere all'acquisto della casa natale del poeta
  Salvatore  Quasimodo  è  autorizzata, per  l'esercizio  finanziario
  2023, la spesa di 500 migliaia di euro a valere sul POC.».

   Comunico che è stato presentato un emendamento fuori sacco.
   Onorevole Lombardo, lo vuole illustrare? No, bene.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome per  quanto
  riguarda  l'attività  Quasimodo, casa Quasimodo,  parco  letterario
  Quasimodo, visto che nelle somme stanziate potrebbero esserci delle
  economie, potrebbero essere utilizzate per l'attività di unione dei
  due parchi letterari Modica e Roccalumera.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo lo ritira l'emendamento? Magari  lo
  ritira e lo trasforma in ordine del giorno.
   Lo ritira. Grazie, onorevole Lombardo.
   Pongo  in votazione l'articolo 110. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 111. Ne do lettura:

                              «Art. 111.
     Recupero del palazzetto dello sport  Baden Powell  di Modica

   1. Al fine di procedere ai lavori di recupero del palazzetto dello
  sport   Baden  Powell   di Modica, è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2023, la spesa di 1.000 migliaia di euro a  valere  sul
  POC».

   Ha chiesto di parlare l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE,   assessore  per  l'economia.  Signor   Presidente,   qua
  purtroppo c'è stato un refuso, un dibattito c'è stato, la somma era
  quattro  milioni  di euro non un milione, tant'è  che  nella  prima
  formulazione  del testo risultò appunto 4 milioni. Successivamente,
  poiché non era stato specificato, anche qualche collega aveva fatto
  rilevare  che c'era un'concorrenza, lo abbiamo, diciamo  così,  gli
  Uffici  dell'Assemblea  hanno messo 1  milione,  ma  l'impegno  del
  Governo era quello di ripristinarlo a 4 milioni.
   Quindi avevo chiesto l'emendamento del Governo che è quello  di  4
  milioni di euro.

   PRESIDENTE.  Assessore,  lo stiamo scrivendo,  lo  leggiamo  e  lo
  approviamo.
   Pongo in votazione l'emendamento 111.3 che stanzia la cifra  di  4
  milioni di euro. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 111, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 112. Ne do lettura:

                              «Art. 112.
   Interventi in favore dei comuni del libero Consorzio di Siracusa
                  situati in aree di crisi ambientale

   1.  Per  il  triennio 2023-2025 è autorizzata la  spesa  di  2.000
  migliaia di euro annui in favore dei comuni del libero Consorzio di
  Siracusa,  in  condizione  di predissesto e  dissesto  finanziario,
  ricadenti nelle UOC aree ad elevato rischio di crisi ambientale, al
  fine  di  realizzare  interventi di riqualificazione  ambientale  e
  rivitalizzazione urbana.

   2.  Ai relativi oneri si provvede a valere sulle risorse del Fondo
  Sviluppo e Coesione 2021-2027.".
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 113. Ne do lettura:

                              "Art. 113.
       Interventi per promuovere la sicurezza nelle aree rurali

   1.  Al  fine  di  incrementare i livelli di sicurezza  nelle  aree
  rurali,  a  tutela  dell'incolumità pubblica e dello  sviluppo  del
  settore agricolo, i dipartimenti regionali dell'agricoltura e dello
  sviluppo rurale e territoriale:
      a)  promuovono  intese  e  protocolli di  cooperazione  con  le
  Prefetture-UTG, il corpo forestale, i comuni e le organizzazioni di
  settore,  per il monitoraggio dei reati contro il patrimonio  nelle
  aziende  agricole  della Sicilia, anche al fine di  individuare  le
  aree maggiormente colpite, nonché per il coordinamento delle azioni
  di vigilanza e prevenzione;
   b)  promuovono  interventi  per il potenziamento  della  vigilanza
  campestre,  anche  mediante l'acquisizione di  servizi  di  cui  al
  titolo IV del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in favore delle
  aziende  agricole  singole  e associate che  insistono  nelle  aree
  maggiormente  colpite  ed  a  tutela delle  infrastrutture  viarie,
  irrigue e di comunicazione dei medesimi comprensori.
   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  10.000  migliaia di euro per ciascun esercizio del  triennio  2023-
  2025  a  valere sulle risorse destinate ai programmi della politica
  unitaria di coesione.
   3.  Entro  il termine di sessanta giorni dalla data di entrata  in
  vigore della presente legge la Giunta regionale adotta gli atti  di
  modifica delle programmazioni eventualmente occorrenti.».

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   vorrei   un
  chiarimento  dall'Assessore. Assessore, scusi, questo articolo  113
  dà  10  milioni di euro, ben vengano per incrementare i livelli  di
  sicurezza delle aree rurali.
   Mi  può  dire in due parole come vengono spesi? Cioè per fare  che
  cosa?  Assumiamo  gente che così controlla? Oppure  ci  saranno  un
  fatto di strumenti per investimenti che si devono fare?
   Se mi può dire per favore questi 10 milioni l'anno più o meno come
  dovrebbero essere spesi.

   PRESIDENTE. Assessore Sammartino, prego.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Signor
  Presidente, onorevole Miccichè, come è noto da anni nell'entroterra
  della nostra Regione ma soprattutto in alcune aree d'alta purtroppo
  densità   criminale,  che  purtroppo  coinvolgono   la   stragrande
  maggioranza delle nostre province, da anni avvengono dei furti  sia
  nelle  campagne  ma  soprattutto anche negli  enti  vigilati  della
  nostra  Regione  che  hanno messo tecnicamente in  ginocchio  molte
  campagne di produzione.
   Così  come  lei legge nel provvedimento, grazie all'ausilio  delle
  Prefetture con un piano di sorveglianza che insieme alle Prefetture
  il  Governo ha intenzione di portare avanti, avvieremo una campagna
  di  incremento  di sicurezza per i nostri produttori e  soprattutto
  per  i nostri concittadini che hanno anche le proprietà all'interno
  dei  terreni in ausilio alle misure nazionali che il PON  sicurezza
  ha  messo  in  campo. Saranno misure ovviamente concordate  con  le
  Prefetture  siciliane  sia  di vigilanza  terrestre  che  anche  di
  vigilanza  aerea  in  maniera tale da poter  consentire  che  nelle
  nostre campagne si evitino ancora i furti.
   La  risorsa di 10 milioni, ovviamente, verrà stanziata, così  come
  dice  l'emendamento, al dipartimento e ai dipartimenti  in  maniera
  tale  da  intrattenere con le Prefetture siciliane il tavolo  della
  vigilanza.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Assessore, è chiarissimo e sono assolutamente d'accordo
  a che si faccia questo.
   Ricordo  che  quando  il Ministero dell'economia,  di  cui  facevo
  parte,   fece   questa   operazione  in  tutta   l'Italia,   quindi
  figuriamoci. Ma quello che io vorrei capire, siccome questa cosa si
  fa  con  le  Prefetture o questi 10 milioni ogni anno  servono  per
  comprare  telecamere  per fare, come dire, operazioni  di  tipo  di
  controllo aereo, da satellite, o servono per assumere gente. Non  è
  che   ci  possono  essere  tante  differenze,  tante,  tante  altre
  possibilità.
   Per  cui  vorrei  capire  se  sono previste  eventuali,  eventuali
  assunzioni, per esempio, come vengono previste, come vengono fatte?
  Sono  uomini  della  Prefettura  e allora  le  dovrebbe  pagare  il
  Ministero  alla Prefettura oppure, per esempio, sono forestali  che
  in  questo  momento  non  lavorano e pensate  di  portarli  a  fare
  quest'altro  tipo  di  lavoro, cioè vorrei soltanto  capire  -  per
  essere  sicuro  che  non stiamo spendendo soldi  inutilmente  -  se
  questi soldi sono destinati a qualcosa di concreto.
   A  quel  punto   comunque  voterò l'emendamento,  comunque  voterò
  l'articolo,  ma eventualmente le chiederei la cortesia di  inserire
  un  fatto  per  cui ogni sei mesi, ogni tre mesi, l'Assessorato  in
  Assemblea dice come sono stati spesi, perché se no sono 30  milioni
  di  euro  che stiamo dando non si capisce, sinceramente, per  quale
  finalità, fermo restando che l'obiettivo è corretto, è giusto, però
  o  scriviamo  a  che  cosa servono oppure sinceramente  comincia  a
  dubitare  che sono soldi che non si sa come verranno spesi.  Chiedo
  scusa,  ripeto, comunque voterò l'articolo, però voglio trasparenza
  su questo tipo di cosa.

   PRESIDENTE.  Assessore Sammartino, un'ultima  precisazione  e  poi
  andiamo alla votazione dell'articolo.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  Onorevole Micciché, io non ricordo cosa lei abbia fatto quando  era
  al   Ministero  dell'Economia  e  la  ringrazio  perché  mi  chiede
  un'ulteriore  precisazione.  Se  lei  legge  la  lettera   a)   gli
  interventi  saranno  ovviamente,  previe  intese  e  protocolli  di
  comparazione con le Prefetture UTG, quindi territoriali, tutti  gli
  interventi verranno stabiliti dalle Prefetture siciliane che  hanno
  il  controllo di dirci anche quali sono le aree di criticità e come
  meglio si può intervenire a favore dei produttori.

   MICCICHÈ. Non mi vuole rispondere Assessore.

   PRESIDENTE.  Colleghi  i  soppressivi  sono  ritirati?   Onorevole
  Catanzaro l'emendamento 113.5 è ritirato?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, l'emendamento 113.4 è ritirato?

   DE  LUCA  ANTONINO.  Signor  Presidente,  noi  gradiremmo  qualche
  chiarimento  in  più,  perché dall'esame  dell'articolo  si  evince
  chiaramente  che  ci  si rivolge a istituti di  vigilanza  privata,
  ragion  per cui carte sul tavolo spieghiamo le cose come stanno  al
  Parlamento e poi possiamo anche votare.

   PRESIDENTE.  Colleghi, o ritiriamo l'emendamento o lo mettiamo  in
  votazione, cioè o l'uno o l'altro, perché non possiamo continuare a
  reiterare  le  informazioni che già sono state date.  Onorevole  De
  Luca mantiene l'emendamento o lo ritira?

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Onorevole Catanzaro il 113.3
  e i restanti emendamenti soppressivi sono ritirati?

   CATANZARO. Sono ritirati.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 113. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 114. Onorevole De Luca  c'è  l'emendamento
  soppressivo 114.5. Lo ritira?

   DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento soppressivo 114.1 è
  ritirato?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento soppressivo 114.6,  a  firma
  dell'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Assessore, Presidente, ma il Presidente Galvagno  che
  fine ha fatto?

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, prego.

   DIPASQUALE.   Assessore,  Presidente,   questo   è   un   articolo
  importante, cioè lo reputo importante, però attenzione  perché  già
  ritorna  in quest'Aula. Noi prevediamo cinque anni fa  -  e  io  fu
  l'artefice  della bocciatura -  un contributo per diverse  migliaia
  di  euro  per  giovani  coppie che intendono acquistare  una  casa,
  bellissimo.
   E'  un  contributo a fondo perduto, però noi dobbiamo  mettere  un
  limite  per  l'Isee,  cioè  non  è che  possiamo  ed  è  il  motivo
  dell'emendamento che ho presentato io, cioè chi è  che  ha  bisogno
  perché non ha le risorse per potere comprare una casa è giusto  che
  noi li aiutiamo, ma chi è che ha un Isee importante, infatti io  ho
  previsto  un Isee di 20 mila euro che, guardate, è un  Isee  mi  ha
  spiegato  bene  Cracolici su un'altra cosa  tempo  fa,  è  un  ISEE
  abbastanza alto perché se mettiamo in considerazione in una  coppia
  se  lavora la moglie, se lavora, è un reddito giusto e un  ISEE  di
  ventimila euro ha un significato.
   Siccome  le  risorse  sono  comunque  limitate  è  bene  che   noi
  finalizziamo  questo intervento alle famiglie che hanno,  a  quelle
  giovani  coppie  che  hanno  anche più difficoltà  economiche,  per
  questo  c'è  questo emendamento, assessore, che prevede  contributi
  alle  persone  fisiche  con ISEE non superiore  a  ventimila  euro,
  quindi  d'accordo, lo sosteniamo; vi chiediamo solamente di  votare
  questo  emendamento che ci mette in condizione di  privilegiare  le
  coppie che hanno la necessità e hanno più bisogno.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Io volevo solo evidenziare all'onorevole Dipasquale  che
  prevedere   un   ISEE   inferiore   a   ventimila   euro   per   la
  ristrutturazione di una casa significa, con un contributo  di  soli
  quarantamila  euro, che noi ristrutturazioni non ne faremo  neppure
  una, quindi

   DIPASQUALE.  Non ha capito, l'articolo rimane quello  che  è,  noi
  diciamo solamente che chi deve accedere a questo contributo non può
  avere ISEE superiore a ventimila euro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  allora,  onorevole   Assenza,
  completi l'intervento e poi eventualmente ridiamo la parola. Prego,
  onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Avevo  capito  bene,  a prescindere  che  interverrà  la
  collega  Savarino per illustrare meglio la finalità  dell'articolo,
  che  è  la  collega che ha ideato per prima questo  intervento  che
  credo  assolutamente  meritevole  perché  va  anche  collegato  col
  discorso, soprattutto, dei centri storici che stanno sempre via via
  più imboccando la strada del degrado e dell'abbandono.
   Però io, voglio dire, credo che la pur giusta osservazione di fare
  una  gradualità a favore delle categorie che abbiano  meno  redditi
  propri,  però  fissarlo in un ISEE di ventimila euro, che  sappiamo
  come  viene  calcolato l'ISEE che comprende tutti i componenti  del
  nucleo   familiare,   finanche  i  depositi,   le   autovetture   e
  quant'altro, credo che significa, in pratica, darlo solo  a  quelle
  che   poi   non   hanno   le  finanze  per  poter   completare   la
  ristrutturazione.
   Quindi  io  credo  che  se un tetto va messo,  va  necessariamente
  elevato tranne che vogliamo fare veramente un intervento solo spot,
  però  c'è  l'onorevole  Savarino  che  sicuramente  meglio  di   me
  illustrerà l'articolo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Sì, grazie, signor Presidente. Ricorda bene il  collega,
  questa  è  una norma che avevamo elaborato nella scorsa legislatura
  in  quarta Commissione e che poi in Aula non vide la luce ma che ha
  avuto, nell'arco temporale tra l'approvazione in Commissione e poi,
  invece,  la  bocciatura in Aula, un grande seguito,  tant'è  che  i
  nostri  uffici  furono  tempestati di  telefonate  di  persone  che
  volevano sapere come funzionava il contributo, perché chi  come  me
  viene  da realtà di piccoli paesi di provincia sa bene che ci  sono
  tantissime  proprietà spesso ereditate, case  dei  nonni  che  sono
  abbandonate e i ragazzi che le ereditano, i nipoti, sono per lo più
  portati  a  venderle e comprare con quei pochi soldi che racimolano
  una casa nelle città.
   Si  sta  creando  uno  spopolamento dei  nostri  piccoli  paesi  a
  vantaggio  delle grandi città che è incredibile o,  peggio  ancora,
  abbandono delle vecchie case di famiglia.
   Questa  norma  ha  più  funzioni: una, quella della  rigenerazione
  urbana, quindi il recupero delle case esistenti che sono per lo più
  abbandonate;   secondo,   un  principio   di   andare   contro   la
  desertificazione dei nostri piccoli centri.
   Io  capisco,  onorevole Di Pasquale, la conosco e  so  che  lei  è
  spinto  da  buon senso perché, effettivamente, questo  emendamento,
  questo articolo parte da un fondo che è di 10 milioni di euro.  Ma,
  se funziona, abbiamo l'impegno dell'Assessore che questi 10 milioni
  possano essere rimpinguati, già in variazioni o l'anno prossimo, se
  capiamo  che  una è formula che migliora la vivibilità  dei  nostri
  centri e che crea un effetto positivo.
   E'  chiaro che chi ha un reddito minore, onorevole Dipasquale, può
  accedere  anche alle popolari, e vi parlo di comuni  dove,  spesso,
  anche  le case popolari non sono assegnate. Quindi, non c'è  questo
  problema.
   Il  problema  è  quello  di incentivare la ristrutturazione  e  la
  rigenerazione  urbana,  soprattutto  nei  comuni  sotto   i   10000
  abitanti.  Quindi  se  io  posso cercare di  andare  incontro  alla
  volontà  del collega, lo invito a presentare un ordine del  giorno.
  Siccome  è  previsto  che  il decreto venga  fatto  dall'Assessore,
  magari l'assessore nel punteggio potrà dare un maggiore punteggio a
  chi ha un reddito minore a parità di reddito. Può essere questo  un
  modo   per  andare  incontro  a  questo  principio,  che   lei   ha
  esplicitato. Ma snaturare la ratio, che è quella soprattutto  della
  rigenerazione  urbana  e di andare contro la  desertificazione  dei
  piccoli centri, io vi invito a non farlo.

   CATANZARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro, vuole intervenire e poi  andiamo
  alla votazione, eventualmente, dell'emendamento. Prego, onorevole.

   CATANZARO. Grazie, signor Presidente, io ritengo che la norma, che
  ha  un  titolo  che si chiama  Interventi in favore  delle  giovani
  coppie  per la ristrutturazione della prima casa  - ragazzi scusate
  -,  ovviamente  è una norma che ha una finalità.  Se  ci  fosse  un
  importo  di contributo per le coppie, 100 milioni di euro,  ma  noi
  abbiamo  10  migliaia  di  euro.  Ovviamente  la  ratio  di  questo
  emendamento presentato, che va ad inserire un limite ISEE,  non  mi
  pare  che  possa sconvolgere la norma. Perché se noi  facciamo,  ad
  esempio, una riflessione con quello sul paragone che si mette  come
  bando  DPCM per gli studenti che partecipano alle borse di  studio,
  quando  tu  - assessore Falcone, la prego di ascoltarmi  -  quando,
  ovviamente, si partecipa alla borsa di studio, si deve  mettere  un
  importo ISEE ed ISP - quindi stato patrimoniale e stato economico -
  che  prevede un limite per la partecipazione alle borse di  studio.
  Altrimenti,  signor  Presidente, tutti possono partecipare  a  quel
  bando  e,  avendo  un  budget definito, è chiaro  che  non  possono
  attingere tutti a quello che è la borsa di studio. Quindi,  secondo
  me,  lo spirito di questo emendamento, proprio per la norma  che  è
  l'articolo 114, è finalizzato a quelle giovani coppie che hanno  un
  importo, sicuramente, reddituale che non è così elevato da  potersi
  permettere, come dire, somme enormi per la ristrutturazione di  una
  casa.  Quindi, secondo me, la ratio che - sicuramente  io  rispetto
  agli interventi dell'onorevole Savarino, del collega Assenza - però
  la ratio dell'emendamento che noi inseriamo, su questo articolo, ha
  una  sua  logica  legata a quello che è l'importo  per  le  giovani
  coppie. Quindi io chiederei al Governo di dare una lettura attenta,
  per  poter dire di apprezzare questo emendamento mettendo un limite
  ISEE.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.  Devo  dire, onestamente, che ho letto  con  attenzione
  questo  articolo e trovo, intanto, una contraddizione tra il titolo
  e  l'articolo. Nel titolo si parla di giovani coppie, nell'articolo
  il concetto di giovane non c'è più. Relativo che vuol dire? No, nel
  senso  se  è un'attività finalizzata alle giovani coppie,  dobbiamo
  scrivere  nell'articolo  che  sono giovani  coppie,  cosa  sono  le
  giovani coppie.
   Attenzione perché possiamo fare anche bene degli articoli che  poi
  dovranno  trovare  attuazione e poi c'è  qualcuno,  che  non  è  un
  deputato, ma che normalmente è un funzionario che dovrà attuare una
  norma  e  nell'incertezza sapete tutti che  la  migliore  forma  di
  amministrazione  che  vige,  anche  nella  nostra  Regione   è   la
  cosiddetta amministrazione difensiva, cioè non faccio nulla.
   Allora  prima questione: giovani, se sono i giovani specifichiamo,
  chi sono i giovani e che vuol dire giovani, cioè qual è il concetto
  anagrafico della coppia giovane. Io non ci credo. Ti stavo  facendo
  una cattivissima battuta.
   Seconda  questione:  come si fa a stabilire  la  ristrutturazione,
  laddove  il contributo si limita ad essere un contributo di  40.000
  euro, per la disponibilità alla ristrutturazione.
   Questa  disponibilità come la verifico? Cioè ottengo il contributo
  in  nome  di  una  promessa  di  ristrutturazione?  Posso  poi  non
  ristrutturare, c'è un elemento eventuale di norma che mi obbliga  a
  ristrutturare  entro un certo tempo dal momento in cui  ottengo  il
  finanziamento?
   Attenzione il decreto è uno strumento attuativo di una  norma.  Le
  norme  devono  come  dire definire i diritti  che  la  norma  vuole
  intraprendere; non possiamo affidare ad un decreto  il  compito  di
  stabilire  se  la ristrutturazione deve avvenire, entro  sei  mesi,
  entro  un mese, entro un anno, se non previsto dalla legge;  quindi
  il  decreto lo può stabilire se la legge dice che cosa devi fare al
  momento in cui ottiene il finanziamento.
   La  questione  che poneva il collega Dipasquale.  Intanto,  non  è
  vero,  e  lo  dico  al  collega Capogruppo  di  Fratelli  d'Italia,
  scusate, sono stanco, Assenza, reddito isee 20.000 non è un reddito
  di 20.000 euro, chiaro?
   No  è molto di più; il reddito reale, vado a spanne, mediamente un
  reddito  Isee  di un nucleo familiare 20.000 è un reddito  che  può
  arrivare  anche a 40.000 euro. Reddito 20.000 Isee  non  è  reddito
  reale.  Allora anche qui, la finalità di questa legge è  come  dire
  promuoviamo  il  contributo di 40.000 euro in  maniera  indistinta,
  anche  perché  poi è vero che la priorità, ecco, questo,  ha  fatto
  bene,  la priorità è alle aree interne, i piccoli comuni, diecimila
  abitanti, ma è una priorità, è una graduatoria, quindi non è che si
  esclude  chi  non fa la ristrutturazione dei diecimila  abitanti  o
  nelle  aree  interne o nelle aree montane, però se non mettiamo  un
  limite  di reddito, guardate che questa è una di quelle norme,  che
  inevitabilmente, chiunque, chiunque tra l'altro non avendo  vincoli
  iniziali  è  una promessa di ristrutturazione, chiunque potrà  fare
  istanza, per ottenere un contributo di 40.000 euro.
   Avete  chiara la dimensione? Altro che dieci milioni di euro.  Non
  so  se  arriveremo forse a un miliardo di euro per una  misura  del
  genere. Quindi io la valuterei un po'meglio da parte del proponente
  e   forse  la  scriverei  un  po'meglio  per  dare  effettività  di
  attuazione a questa norma.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Onorevole Dipasquale, mantiene l'emendamento o lo ritira?

   DIPASQUALE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Lo  mantiene. Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
  Governo, assessore Falcone?

   FALCONE, assessore per l'economia.  Contrario.

   DIPASQUALE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 114.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 114.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 69
   Votanti                  55
   Maggioranza              28
   Favorevoli               20
   Contrari                 35
   Astenuti                 1

   (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 114.4. E' ritirato, onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato il 114.7, onorevole Dipasquale? Prego.

   DIPASQUALE.   Fermo  restando  quello  che  ha   detto   benissimo
  l'onorevole  Cracolici,  noi di fatto  stiamo  mettendo  un  fondo,
  creando  un fondo di 10 milioni di euro per dare a fondo perduto  a
  chiunque  e con qualunque reddito la possibilità di avere  40  mila
  euro.  Vi  state  assumendo  questa responsabilità,  l'avete  fatto
  palesemente,  speriamo che qualcuno ve ne chieda conto  e  ragione.
  Questo   articolo   per  quanto  riguarda,  lo  spiego,   onorevole
  Cracolici  Io ho messo questa modifica al comma 2 perché  ha  detto
  la collega Savarino che noi vogliamo agevolare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, se  non  parla  attraverso  il
  microfono non la sentiamo, e non la sento nemmeno io. Grazie.

   DIPASQUALE   che si vuole agevolare coloro che vivono  nel  centro
  storico. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Pongo  in votazione l'articolo 114. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:

                               Art. 115.
                Provvedimenti in favore della zootecnia

   1.  Per  l'esercizio  finanziario 2023 l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca  mediterranea  è
  autorizzato a concedere un contributo di 10.000 migliaia di euro, a
  valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, in favore  delle
  aziende zootecniche di carni siciliane finalizzato a contrastare  i
  rincari  conseguenti alla guerra in Ucraina e all'abbattimento  dei
  costi di produzione.

   2. Per l'abbattimento del 60 per cento degli interessi passivi dei
  finanziamenti tramite confidi delle aziende agricole di  produzione
  e  trasformazione è autorizzata la spesa di 5.000 migliaia di  euro
  per  gli  esercizi  finanziari 2023 e 2024 a valere  sul  fondo  di
  Sviluppo e Coesione .

   Ci  sono  dei soppressivi. Onorevole De Luca, onorevole Catanzaro,
  li ritirate? 115.4, 115.1, e 115.3.  Sono ritirati. grazie.
   Emendamento 115.5. Onorevole Dipasquale, lo mantiene o lo  ritira?
  Prego, lo vuole illustrare, prego.

   DIPASQUALE.  E'  semplicissimo. Questo articolo, il  115,  chi  ha
  preparato  il  115,  non  sa  che esistono  anche  gli  allevamenti
  zootecnici   di   carne  di  latte,  nel  senso  che   prevede   un
  finanziamento,  un  contributo di 10  milioni  di  euro  solo  alle
  aziende zootecniche di carne. Io prevedo, io prevedo, io prevedo un
  chiarimento.  Ritengo che sia necessario chiarirlo  e  inserire  da
  latte,  da  latte,  quindi inserirlo non è un problema.  Ha  questo
  significato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
   Va bene, onorevole Dipasquale.

   ABBATE.  Grazie,  signor  Presidente. Questo  provvedimento  nasce
  dall'esigenza  di  poter  sanare un  torto  che  si  era  fatto  in
  precedenza.  Che  significa?  Abbiamo  avuto  un  incontro  in   II
  Commissione  con  le  associazioni di  categoria,  le  quali  hanno
  chiesto  di  potere  intervenire, perché  alla  fine  della  scorsa
  legislatura  e,  poi, all'inizio di questa legislatura  si  è  dato
  corso  a un provvedimento di aiuto per tutte le razze da latte  per
  quanto  riguarda l'abbattimento dei costi di produzione. In  questo
  momento  si sta concludendo l'iter per potere erogare il contributo
  a tutte quelle aziende. Allora, quando fu fatto quel provvedimento,
  non   fu   inserito   quello  da  carne.  E  quindi,   con   questo
  provvedimento, si va a sanare un vulnus rispetto a quella norma che
  era  stata fatta. Quindi con questo provvedimento tutte le aziende,
  da  carne e da latte, avranno quell'aiuto che devono avere  per  il
  rincaro delle materie prime per la produzione.
   Inoltre si sta inserendo, visti i tassi che stanno crescendo,  per
  quanto riguarda l'anticipazione per le banche e per quanto riguarda
  i  prestiti  di  conduzione  agricola,  la  possibilità  di  potere
  abbattere  60  per  cento quelli che sono i costi  degli  interessi
  passivi che gravano sulle aziende. Quindi un precedente importante,
  che  viene  incontro  alle  esigenze  delle  aziende  agricole   di
  produzione zootecnica, per completare il provvedimento iniziale che
  era  già  stato  fatto,  quindi  questo  conclude  tutto  e  da  la
  possibilità,  come  hanno  chiesto  le  associazioni  di  categoria
  agricole, di poter venire incontro alle esigenze e supportare tutto
  il mondo zootecnico siciliano.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
   Assessore Sammartino, vuole intervenire per precisare? Grazie.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie,
  signor  Presidente.  Intervengo in maniera veramente  molto  breve.
  Onorevole   Dipasquale,  ho  sentito  l'intervento  del  Presidente
  Abbate.  Come  lei ben saprà, onorevole Dipasquale,  il  precedente
  Governo  regionale aveva immaginato una misura  di  aiuto  per  gli
  allevamenti  e,  quindi,  per tutte le centrali  di  produzione  da
  latte.  Soprattutto nel periodo post pandemico e anche nel  periodo
  che   ha   accompagnato  il  conflitto  russo-ucraino  il  comparto
  zootecnico italiano, ma quello siciliano, ha vissuto un momento  di
  grande difficoltà.
   Con  l'insediamento del nuovo Governo abbiamo coperto la spesa per
  quanto riguarda le produzioni da latte. Questo intervento, come ben
  diceva  l'onorevole  Abbate, è dedicato alle  vacche  da  carne  e,
  quindi, è dedicato esclusivamente a chiudere il ciclo degli aiuti e
  degli  interventi  che  il  comparto  zootecnico  siciliano  e   la
  produzione della carne ha subito.
   Quindi  nessuno  ha dimenticato niente, onorevole  Dipasquale,  la
  volevo  tranquillizzare: le procedure per le vacche da latte stanno
  completando  l'erogazione  per  le  aziende  e  così  aiutiamo   la
  zootecnica di produzione delle carni.

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole Dipasquale?
   Il parere del Governo sull'emendamento 115.5?

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   DIPASQUALE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Io ho l'impressione che state prendendo una piega,  non
  clientelare, di più. Che vuol dire che l'abbattimento  del  60  per
  cento  degli  interessi è relativo solo alle aziende  che  agiscono
  attraverso  i confidi? Cioè se un'azienda si rivolge ad un  sistema
  creditizio tradizionale non ce l'ha? Ma siete impazziti? Come  fate
  le  norme?  Cioè  siamo in presenza di principi  ordinamentali  che
  devono essere astratti e generali. Che cos'è, una norma fotografia?
  C'è  qualche  confido che dobbiamo finanziare con questa  norma?  E
  allora si faccia una norma che finanzia il confido.
   Signori,  non si possono fare queste norme. Chiedo al  Governo  di
  riscrivere questa norma.

   PRESIDENTE. Allora, assessore Sammartino, interviene lei? Prego.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie,
  signor  Presidente, il mio intervento di poc'anzi  era  dedicato  a
  rivolgere  la  risposta  all'onorevole Dipasquale  in  merito  alle
  vacche   da   latte,   le  vacche  da  carne.   La   sollecitazione
  dell'onorevole Cracolici è puntuale e pertinente. E' uscito scritto
  dalla  Commissione  Bilancio. Chiedo agli Uffici della  Commissione
  Bilancio di rivedere, insieme al Governo, questa parte della norma.
  Quindi, lo accantoniamo, se è possibile, signor Presidente.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Va bene.

   PRESIDENTE.    Allora,    accantoniamo    l'articolo,    colleghi.
  Accantoniamo  l'articolo  115 e andiamo  all'articolo  116.  Ne  do
  lettura:

                               Art. 116.
                  Contributi per la valle del Belice

   1.  Per fronteggiare i danni derivanti dalla tromba d'aria del  30
  settembre  2022  nella  Valle del Belice di cui  alle  delibere  di
  Giunta n. 550 e n. 551 del 25 novembre 2022 è autorizzata la  spesa
  di  1.500  migliaia  di  euro a valere  sui  fondi  della  politica
  unitaria di coesione .

   Pongo   in   votazione  il  mantenimento  dell'articolo.   Chi   è
  favorevole...

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  chiedo
  scusa, c'è un emendamento tecnico perché specifica che i danni sono
  alle  infrastrutture pubbliche. Mentre abbiamo votato prima i danni
  e  un contributo al Comune per gli indennizzi ai privati, questo  è
  per i danni alle infrastrutture pubbliche.

                   Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  116.3.  Il  parere
  della Commissione?

   CARONIA, componente della Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 116. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:

                               Art. 117.
      Contributo al comune di Giarre per la ristrutturazione del
                        Palazzetto dello sport

   1.  Al fine di consentire la ristrutturazione del Palazzetto dello
  Sport   Palacannavò   di  Giarre,  l'Assessore  regionale  per   le
  autonomie  locali e la funzione pubblica è autorizzato a concedere,
  per l'esercizio finanziario 2023, un contributo di 300 migliaia  di
  euro al comune di Giarre.

   2.  Ai relativi oneri si provvede con fondi a valere sulle risorse
  del FSC 2021/2027 - Patto per lo sviluppo della Regione siciliana .

   Ci sono emendamenti? Sono solo soppressivi.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento dell'articolo  117.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

    Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:

                               Art. 118.
       Contributo al comune di Paternò per la progettazione e la
                           riqualificazione
                      del Palazzetto dello Sport

   1.  L'Assessore regionale per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica  è  autorizzato  a concedere, per l'esercizio  finanziario
  2023, un contributo straordinario di 500 migliaia di euro al comune
  di   Paternò  per  la  progettazione  e  la  riqualificazione   del
  Palazzetto dello Sport.

   2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
  sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.

   Ci sono sempre solo dei soppressivi e c'è pure un modificativo che
  è  dell'onorevole Ardizzone. Chiediamo prima agli onorevoli De Luca
  e   Catanzaro  se  ritirano  i  soppressivi.  Ritirati.   Onorevole
  Ardizzone, 118.6?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Grazie,   signor   Presidente,   è   semplicemente   un
  modificativo  come del 103 che abbiamo accantonato precedentemente.
  Semplicemente  per  uniformare la norma ad  evitare...  l'esercizio
  finanziario 2023 ma lasciando la stessa finalità e le stesse somme.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 118.6. Il parere  del
  Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARONIA, componente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 118.1 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 118, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:

                               Art. 119.
                    Istituzione del Fondo Famiglia

   1.La  Regione  istituisce  un  fondo denominato   Fondo  Famiglia
  presso  il  Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche
  Sociali, con una dotazione economica di 5.000 migliaia di euro.

   2.  La  Regione,  al  fine sostenere i nuclei familiari  numerosi,
  istituisce a favore delle famiglie con almeno tre figli a carico un
  contributo annuale pari a 1.000 euro per le famiglie con tre figli.
  Il  contributo è incrementato di euro 200 per ogni figlio oltre  il
  terzo nato nel corso del 2023.

   3.  La  Regione,  ai fini di sostenere le famiglie in  difficoltà,
  istituisce  un contributo una tantum di euro 5.000 a  favore  delle
  famiglie  che  hanno  lo  sfratto  esecutivo  in  corso,   per   la
  sospensione delle procedure.

   4.  Possono accedere ai contributi di cui al presente articolo  le
  persone   fisiche   che  hanno  un  valore  dell'indicatore   della
  situazione  economica  equivalente (ISEE)  non  superiore  ad  euro
  10.000.

   5.  I contributi di cui ai commi 2 e 3 possono essere cumulati tra
  loro nonché con ulteriori eventuali contributi previsti allo stesso
  titolo da disposizioni nazionali.

   6.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, da emanarsi entro 30  giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono definite  le
  modalità  di  attuazione,  fermo  restando  che  l'erogazione   dei
  contributi deve avvenire entro 60 giorni dalla presentazione  della
  relativa istanza da parte degli aventi diritto.

   7.  Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo  si
  provvede con le risorse del FSE .

   C'è  il  soppressivo  degli onorevoli De Luca  e  Catanzaro.  Sono
  ritirati? Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Sì.

   PRESIDENTE. C'è il 119.10, dell'onorevole Dipasquale, che  aumenta
  la dotazione del Fondo famiglia.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente della Regione, mi rivolgo  a  lei,  glielo
  avevo  detto  già  nel  mio intervento iniziale  nella  discussione
  generale.  Questo  articolo,  il 119,  che  ha  voluto  il  Partito
  Democratico ed è stato accolto dal Governo, relativo all'intervento
  economico per le famiglie numerose e bisognose, perché noi  abbiamo
  voluto  mettere  l'ISEE,  voi  non  l'avete  voluto  fare  per  gli
  interventi  per  le  giovani  coppie, noi  l'abbiamo  voluto  fare,
  riteniamo  che se c'è una lira debba essere utilizzata specialmente
  per  chi  ne  ha più bisogno. Riteniamo, Presidente, che  prevedere
  cinque  milioni di euro per questo intervento sia veramente  troppo
  riduttivo.
   Guardi,  Presidente, in questa Finanziaria ci sono cinque  milioni
  di  euro  per  combattere  il randagismo  che  è  una  cosa  utile,
  necessaria, ma equiparare l'intervento per le famiglie  numerose  e
  per  le famiglie che hanno lo sfratto in corso a un intervento  per
  la lotta al randagismo mi sembra veramente mortificante.
   Noi  ovviamente  avevamo chiesto di più. Io vi prego,  c'è  questo
  emendamento  che aumenta l'importo, se voi siete in  condizione  di
  farlo,  ma per uscirne tutti bene perché domani diranno che  questa
  finanziaria  contiene alcune norme che, magari, sono  buone  e  che
  rispetto ad altre non hanno avuto le risorse necessarie.
   Quindi,  io  vi chiedo di sostenerlo, se serve possiamo diminuirlo
  almeno  portarlo  a 10, dipende dalla disponibilità dell'Assessore,
  ma  è un intervento qualificante; ritengo che considerarlo come  la
  lotta al randagismo sia veramente assurdo.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  credo  che  le
  motivazioni   dell'onorevole   Dipasquale   siano   meritevoli   di
  apprezzamento,  magari  non  nella  misura  che  è   stato   detto,
  raddoppiare lo stanziamento attuale. Per cui, se gli Uffici possono
  fare un sub emendamento di 10 milioni complessivi.

   PRESIDENTE.  Allora sostituiamo "cinque" con "dieci", lo  possiamo
  votare direttamente così se l'onorevole è soddisfatto?

   DIPASQUALE. Si, sono soddisfatto.

   PRESIDENTE. Va benissimo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Ringrazio il Presidente della Regione  e  l'assessore
  Falcone  per  questa disponibilità che non è che una disponibilità,
  questa è una norma nostra che dà la possibilità di dare....

   PRESIDENTE.  Va  bene  allora. Pongo  in  votazione  l'emendamento
  119.10  così come subemendato con "10 milioni" anziché "5 milioni".
  Il parere del Governo? Immagino favorevole.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 119.5, a firma dell'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Tutti  ritirati?  Ok.  Anche  gli  altri,  onorevole
  Catanzaro?

   CATANZARO. Sì, tutti ritirati.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 119. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all' articolo 120. Ne do lettura:

                              «Art. 120.
              Borse di studio mediche e di area sanitaria

   1. Per le finalità di cui all'articolo 93 della legge regionale 15
  aprile  2021,  n. 9, per il triennio 2023-2025, la  relativa  spesa
  annua  a  valere  è  incrementata di 1.800  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  2023  e di 4.800 migliaia di euro per  ciascuno  degli
  esercizi 2024 e 2025.

   2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
  sulle risorse del Fondo Sociale Europeo 2021-2027».

   Ci  sono  degli  emendamenti soppressivi a firma  degli  onorevoli
  Catanzaro, De Luca, che sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 120. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 121. Ne do lettura:

                              «Art. 121.
       Contributo alle Università siciliane per borse di studio
             per scuole di specializzazione in area medica

   1.Per   contrastare  il  fenomeno  dell'emergenza  sanitaria   sul
  territorio regionale nei settori specialistici dove è più a rischio
  la  garanzia  dei  livelli  essenziali di  assistenza,  l'Assessore
  regionale  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,  di
  concerto con l'Assessore regionale per la salute, è autorizzato  ad
  erogare,  nel  triennio  2023/2025, alle  Università  siciliane  un
  contributo  annuo pari a 5.000 migliaia di euro per la  istituzione
  di  seicento  nuove borse di studio di area medica da destinare  ai
  laureati  residenti  in  Sicilia per l'iscrizione  alle  scuole  di
  specializzazione  in anestesia e rianimazione e terapia  intensiva,
  in   medicina   di  emergenza-urgenza,  in  malattie  dell'apparato
  cardiovascolare,  in ortopedia e traumatologia,  in  pediatria,  in
  radiologia con indirizzo neurologico-radiologico-interventistica.

   2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
  sulle risorse del Fondo sociale europeo 2021-2027».

   Ci  sono  degli  emendamenti soppressivi a firma  degli  onorevoli
  Catanzaro, De Luca. Sono ritirati?
   Gli emendamenti sono ritirati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 121. Onorevoli  colleghi,  c'è  un
  semplice  refuso  alla  fine dove c'è scritto  "in  radiologia  con
  indirizzo   neurologico  -  radiologico  -   interventistica",   si
  sostituisce con "neurologia - radiologica - interventistica".

   LACCOTO. C'è un errore sul numero. Posso intervenire, per favore?

   PRESIDENTE. Assolutamente sì. Prego, onorevole Laccoto.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  l'emendamento   era   partito   in
  Commissione con 600 borse di studio con 12 milioni; se poi  in  una
  riunione  con  i  Rettori si è diminuito a 5  milioni  non  possono
  essere  600  borse di studio, quindi, dobbiamo fare una  correzione
  che  sono 250, non è che parlo per caso così  L'estensore  sono  io
  con  la  Commissione e, quindi, bisogna correggere  a  "250"  tutto
  questo.

   PRESIDENTE.   Allora,  Grazie  onorevole  Laccoto.   Facciamo   un
  subemendamento,  facciamo  un  subemendamento  che  sostituisce  le
  parole   seicento   con  duecentocinquanta .  Grazie  all'onorevole
  Laccoto. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Abbiamo approvato l'articolo 121.
    Si passa all'articolo 122. Ne do lettura:

                              «Art. 122.
   Convenzione tra la Regione e l'Istituto Oasi Maria SS. Di Troina
                                 Onlus

   1.  Al  fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività
  dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedale
  classificato   specializzato  Oasi  Maria  SS.  di  Troina   Onlus,
  l'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro  stipula entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
  della  presente  legge una convenzione che regoli  i  rapporti  con
  l'istituto  per il triennio 2023-2025, con particolare  riferimento
  alle  funzioni assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi  e  nei
  limiti  di  quanto  previsto dall'articolo  8  sexies  del  decreto
  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, che prevede, tra le  predette
  funzioni, anche la forte integrazione fra assistenza ospedaliera  e
  territoriale, sanitaria e sociale, per patologie croniche di  lunga
  durata o recidivanti.

   2.  Agli  oneri di cui al presente articolo, pari a 5.000 migliaia
  di  euro annui per il triennio 2023-2025, si provvede, per ciascuno
  degli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025, a valere sulle risorse
  del  Fondo  nazionale  per  le  non autosufficienze  (Missione  12.
  Programma 2, capitolo 183357)».

   Ci  sono  degli  emendamenti soppressivi da parte degli  onorevoli
  Catanzaro, De Luca, Intravaia. Ritirato, grazie.
   C'è  un  emendamento dell'onorevole Catanzaro, quello  che  limita
  l'applicazione  della  norma all'anno 2023 e prevede  una  modifica
  tecnica  alla  copertura.  Ritirato, grazie. Poi c'è n'è  un  altro
  dell'onorevole Catanzaro che è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 122.7, del Governo, quello  del  limite
  dell'applicazione della
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA.  Grazie, Presidente. Volevamo chiarimenti  da  parte  del
  Governo  in ordine all'emendamento presentato che, nella  sostanza,
  riduce  la  copertura finanziaria da tre anni a uno sostanzialmente
  assessore Falcone.
   Questa  norma viene ripresentata dal 2009 all'Assemblea  regionale
  siciliana, è stata sempre approvata per tre esercizi finanziari, fa
  riferimento   come   copertura  al  Fondo   nazionale   delle   non
  autosufficienze.  Gli ultimi due provvedimenti normativi  risalgono
  al 2016 e al 2020.
   Per  quanto riguarda il Fondo nazionale delle non autosufficienze,
  negli  ultimi  anni il Governo nazionale ha sempre  incrementato  i
  fondi  destinati  alle  Regioni; per  quanto  riguarda  l'esercizio
  finanziario  2023,  il  fondo a livello nazionale  incrementato  di
  cento  milioni di euro; per quanto riguarda l'esercizio finanziario
  2024,  il  fondo subirà un ulteriore incremento e stessa  cosa  per
  quanto  riguarda  il 2025. Parliamo del comma 189  della  legge  di
  stabilità.
   Per  cui,  inviterei  il  Governo Presidente  Schifani,  assessore
  Falcone,   assessore  Albano,  a  ritirare  questo  emendamento   e
  prevedere,  come  è  stato fatto in altre occasioni,  la  copertura
  finanziaria sulla triennalità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  questo  emendamento  è  stato   condiviso
  dall'Assessore  in  Commissione a tal punto - mi ascolti  assessore
  Falcone con lei parlo, Falcon o Falcao come l'ho definito, non  per
  il mitico calciatore ma per un'altra ragione che Falcone capisce da
  solo,  Falcao  -. Questo emendamento è stato a tal punto  condiviso
  che  c'erano prima un milione di euro di fondi propri e, grazie  al
  fatto  che  viene finanziato con il Fondo delle fragilità,  abbiamo
  dato  copertura a cinque milioni utilizzando interamente una  parte
  del  fondo  fragilità per il 2023, ma era evidente, tant'è  che  la
  norma  è  stata  approvata, con una pluriennalità di finanziamento,
  ripeto, oltretutto dal fondo per le fragilità.
   Non  lo  capisco  questo  emendamento del Governo,  Assessore.  Mi
  auguro  o  che  ci  sia una ragione tecnica talmente  rilevante  da
  specificare  questo  emendamento,  ma  questo  emendamento   è   in
  contraddizione  con  la ragione per la quale è stato  approvato  in
  Commissione. Quindi, mi auguro che sia lo stesso Governo a valutare
  il ritiro del suo emendamento.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, ha facoltà di parlare.

   FALCONE,   assessore   per  l'economia.  Signor   Presidente,   il
  ragionamento  che  fanno i colleghi che hanno articolato  poc'anzi,
  come  dire, è certamente fondato, però dall'altro lato, il  Governo
  ha  messo  e  ha  inserito questo emendamento per cui  siamo  anche
  disponibili a rivedere, a subemendare.
   Perché  lo  abbiamo  fatto? Perché il Fondo  nazionale  delle  non
  autosufficienze è un fondo che viene dato ogni anno, ma è un  fondo
  che  potrebbe  non dipendere da noi, non abbiamo la certezza.  Ecco
  perché  noi abbiamo detto non diciamo  no  alle risorse che abbiamo
  stanziato, ma diciamo  nel limite delle risorse .
   Eventualmente,  per  un attimo ci possiamo fermare  perché  l'idea
  potrebbe  anche  essere  quella del  triennio,  ma  in  ogni  anno,
  esercizio finanziario, nel limite dei 5 milioni, perché se i  soldi
  ci  sono, come dire, li assegniamo; nel caso malaugurato in cui non
  fossero  sufficienti  allora così noi non creiamo  nessun  buco  di
  bilancio.
   Però,  sarebbe il caso magari, signor Presidente, di  accantonarlo
  un  attimo  perché  così con gli Uffici posso  fare  una  ulteriore
  ricognizione.

   PRESIDENTE. Va bene, allora accantoniamo l'articolo.
   Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:

                              «Art. 123.
  Contributo all'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice nel comune di
                                Cesarò

   1.  Per  la  progettazione  e realizzazione  degli  interventi  di
  manutenzione  straordinaria del complesso dell'Istituto  Figlie  di
  Maria Ausiliatrice sito nel comune di Cesarò, è erogata la somma di
  240 migliaia di euro in favore del medesimo istituto.

   2.  Agli  oneri di cui al comma 1 si provvede mediante  risorse  a
  valere sul POC 2014-2020».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 124. Ne do lettura:

                              «Art. 124.
     Istituzione presso l'IRFIS della Sezione specializzata per il
  sostegno finanziario agli enti e alle imprese esposte agli aumenti
                         dei costi energetici

   1.  Al  fine di compensare i maggiori oneri derivanti dall'aumento
  del  costo  dell'energia  elettrica, evitando  squilibri  economico
  finanziari per gli enti e pregiudizi per la continuità del servizio
  idrico  integrato di cui al decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
  152,  è  istituita  presso il Fondo Sicilia di cui  all'articolo  2
  della   legge  regionale  22  febbraio  2019,  n.  1  e  successive
  modificazioni,   la    Sezione  specializzata   per   il   sostegno
  finanziario agli enti e alle imprese esposte agli aumenti dei costi
  energetici ,  finalizzata ad assicurare la continuità del  servizio
  idrico integrato.

   2.  Il  fondo  è  destinato al finanziamento  dei  maggiori  costi
  energetici,  riconoscibili e riconosciuti in  sede  di  conguaglio,
  nell'ambito  delle manovre tariffarie regolarmente approvate  dagli
  enti di regolazione. Il fondo ha natura rotativa, in quanto le  sue
  disponibilità vengono ricostituite attraverso il rimborso da  parte
  dai  soggetti  utilizzatori. A tal fine, i  beneficiari  provvedono
  alla  restituzione  delle somme attraverso i  conguagli  tariffari,
  riconosciuti  dalle  autorità di regolazione,  entro  i  limiti  di
  aumento annuale applicabili alle manovre tariffarie.

   3. Possono accedere al fondo gli enti e le società che svolgono il
  servizio di captazione, adduzione, distribuzione del corpo  idrico,
  del   servizio   di  fognatura  e  depurazione,  come  disciplinato
  dall'articolo 141, comma 2 del decreto legislativo 152/2006, previa
  regolare convenzione sottoscritta con l'Ente di governo dell'ambito
  territorialmente competente.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo,  in  fase  di  prima
  applicazione, il Governo della Regione, è autorizzato, ai  sensi  e
  per  gli  effetti della normativa dell'Unione europea  e  nazionale
  vigente,  alla  utilizzazione  delle  risorse  dei  Fondi  POC  per
  complessivi 15.000 migliaia di euro.

   5.  Con  decreto  interassessoriale dell'Assessore  regionale  per
  l'economia e dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di
  pubblica  utilità  sono  stabilite le modalità  ed  i  criteri  per
  l'erogazione e la restituzione delle risorse».

   Gli  emendamenti sono tutti soppressivi. Onorevole Catanzaro, sono
  ritirati?

   CATANZARO. Sì, li ritiro.

   PRESIDENTE. Stessa cosa, onorevole De Luca?

   DE LUCA ANTONINO. Sì, li ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 124. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, sono rimasti gli articoli 115, 103 e 88.
   Si passa all'articolo 115, in precedenza accantonato.
   All'articolo  115  c'è l'emendamento sul tablet che  è  denominato
  115.7,  che  sopprime  i  confini. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 115.6, a firma della Commissione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 115. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 103, in precedenza accantonato.
   Si  passa  all'emendamento 103.6, a firma dell'onorevole  Sunseri,
  che è corretto.
    Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  103.6.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Pongo in votazione l'articolo 103.

   MICCICHÈ. Avete votato il subemendamento?

   PRESIDENTE.  Non è ancora arrivato. Aspettiamo, tanto  ancora  non
  abbiamo  votato l'articolo. Ha fatto bene perché lo stavo  mettendo
  in  votazione. Ora lo leggo, lo metto in votazione e lo carico  nel
  tablet.
   Allora,  colleghi,  trovate sul tablet l'emendamento  103.6.1.  E'
  quello  dell'onorevole  Micciché,  onorevole  Sunseri.  l'ha  visto
  onorevole Sunseri?
   Pongo  in votazione l'emendamento 103.6.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 103, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Dov'è l'assessore Falcone? C'era la riscrittura del Governo.
   Allora, c'è un emendamento fuori sacco, dov'è l'onorevole Sunseri?
  Onorevole Sunseri, c'è un emendamento fuori sacco che è tecnico  se
  lo  voleste  leggere,  è della Commissione, è già  distribuito,  in
  attesa  che  arrivi  il  Governo; serve a garantire  la  conformità
  dell'utilizzo dei fondi comunitari. E' l'emendamento A.184, è tra i
  fuori sacco.
   Onorevole Sunseri, l'ha letto? Se l'avete letto io faccio dare  il
  parere  e  lo  votiamo.  Era,  più che  altro,  tecnico.  Assessore
  Falcone,  c'era  questo  emendamento  tecnico  vostro,  lo   stiamo
  mettendo  in  votazione. E' della Commissione,  scusatemi.  Allora,
  abbiamo distribuito l'emendamento A.184. E' un emendamento tecnico.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, votiamo gli articoli. Prima quello dell'Oasi di Troina e
  dopo voteremo quello delle farmacie rurali. Poi abbiamo 88, 89 e 90
  e  poi voteremo i due maxi. Colleghi, sempre sul tablet, trovate la
  riscrittura del Governo. Il 122.7.R. Avete avuto modo di  leggerla,
  colleghi,  la riscrittura? Benissimo. Allora, votiamo l'emendamento
  122.7.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione il 122. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'articolo  88,   Farmacie  rurali ,  in  precedenza
  accantonato.
   Questo   fascicolo  parte  dal  91,  quindi  qui.  Allora,   siamo
  all'articolo 88.

   DE LEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LEO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo   88   ma   anche  sull'emendamento   88.13   e   sul
  subemendamento.
   L'articolo  88  riguarda le farmacie rurali,  tanto  amate  quanto
  dimenticate  e  noi abbiamo deciso di riaccendere i riflettori,  lo
  abbiamo fatto con la sensibilità dell'assessore Falcone, in  quanto
  le  farmacie  rurali sono quelle ubicate in quei  comuni  o  quelle
  frazioni,  con  una popolazione non superiore a  5.000  abitanti  e
  queste  farmacie  senza  un aiuto non riusciranno  a  sopravvivere,
  quindi  le stesse hanno più volte dichiarato il rischio chiusura  e
  questo  comporterebbe un danno per i cittadini, ma anche  un  danno
  economico  per  la  Regione  che  dovrebbe  comunque  garantire  un
  presidio.
   In  questi paesi disagiati la funzione del farmacista è poliedrica
  perché  si  va  dal  servizio  cortesia  all'anziano,  al  supporto
  farmacologico e di primo soccorso, oltre tutti i problemi logistici
  che  queste  farmacie hanno essendo ubicate appunto anche  in  zone
  montane.
   Chiaramente noi avevamo individuato un impegno di circa 3  milioni
  di  euro,  oggi la disponibilità e di 500 mila euro, sono pochi  ma
  sono  qualcosa  e  sulla base di questo abbiamo dovuto  fare  delle
  modifiche  attraverso  un  emendamento e un  subemendamento,  delle
  modifiche  tecniche,  quindi  abbiamo  diciamo  dovuto  reimpostare
  l'articolo  88 perché sono cambiate appunto le cifre  e  quindi  le
  risorse.
   In  particolare abbiamo specificato che i 500 mila  euro  sono  ad
  integrazione  di  quanto già previsto dalla legge citata  in  calce
  all'emendamento e quindi abbiamo specificato la distribuzione delle
  risorse che vanno redistribuite sulla base degli abitanti.
   Credo  che  oggi  approvando  questa proposta  si  contribuisce  a
  tutelare  la  salute  umana  nel rispetto  dell'articolo  32  della
  Costituzione. Grazie.

   PRESIDENTE. I soppressivi all'88 sono ritirati? Ritirati.  Grazie.
  L'emendamento 88.13 non si può votare. Gli altri sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 88. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:

                             «Articolo 89
             Tasse sulle concessioni governative regionali

   1.  All'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 24,  e
  successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) dopo il comma 1 quater è aggiunto il seguente:
    1  quinquies. A decorrere dall'1 gennaio 2024 non si applicano le
  voci di cui ai numeri d'ordine 6, 19, 36, 37, 38 e 45 della tariffa
  allegata al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230 e successive
  modificazioni. ;

   b) il comma 6 è sostituito dal seguente:
    6. A decorrere dall'1 gennaio 2024, i pagamenti delle tasse sulle
  concessioni  regionali,  delle sanzioni  e  degli  interessi,  sono
  effettuati    esclusivamente   secondo   le    modalità    previste
  dall'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale,
  di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82  e  successive
  modificazioni. ;

   c) il comma 7 è abrogato a decorrere dall'1 gennaio 2024».

   Ci sono dei soppressivi, solo soppressivi. Ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 89. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:

                             «Articolo 90
   Modifica all'articolo 27 della legge regionale 10 agosto 2022, n.
                                  16

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale  10  agosto
  2022,  n.  16,  le  parole   l'esercizio  finanziario  2024    sono
  sostituite dalle parole  l'esercizio finanziario 2025 .».

     Ci sono dei soppressivi, a firma degli onorevoli Catanzaro e  De
  Luca. Onorevole Catanzaro sono ritirati?

       (L'onorevole Catanzaro dal proprio posto fa cenno di sì)

   PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Pellegrino, il 90.3.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'era   un
  errore,   una   correzione  tecnica,  perché  era   stato   scritto
   sostituisce  piuttosto che  aggiunge ; erano due anni 2023 e  2024
  e  si  sostituisce  2024 con 2025, si voleva  scrivere   aggiunge ,
  piuttosto che  sostituisce . E' un errore grafico.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente, non so i  colleghi
  forse  non  hanno capito. L'articolo va riformulato nel senso  che,
  alle parole  sono sostituite' bisogna dire 'sono aggiunte', cioè al
  24 stiamo aggiungendo anche il 25 che è un esercizio finanziario.

   PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  90.3.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo approvato l'articolo 90. Che cosa manca ancora?
   Allora  stiamo  distribuendo  il primo  maxi  che  rappresenta  la
  riduzione che aveva spiegato prima l'assessore Falcone.
   Assessore Falcone, allora un'ora

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Inviterei  la  Presidenza  e  il  Governo  a  fermarsi
  mezz'ora, 45 minuti, un'ora per arrivare in Aula, diciamo,  con  la
  prosecuzione dei lavori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  ci vediamo tra un'ora. Onorevole  Catanzaro,
  nel frattempo direi che distribuiamo il primo emendamento.
   La seduta è sospesa per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.37, è ripresa alle ore 00.46)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, se vuole rinviamo di dieci  minuti,
  se serve.

   CRACOLICI. Ora basta  Si rinvia a domani

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, se vuole intervenga  sull'ordine
  dei lavori.

   CRACOLICI.   Scusate, c'è rispetto per tutti  Noi è da  stamattina
  dalle  10.00 che siamo qui  Abbiamo superato le 15 ore consecutive,
  mi  pare giusto che si rispetti il Parlamento  Se il Governo non  è
  pronto si rinvia a domattina, non succede nulla. Chiaro

   FALCONE, assessore per l'economia.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente.  Io  credo
  che  l'ora  è un po' tarda. E' chiaro che c'è un po' di stanchezza,
  però  abbiamo tutti lavorato non per perdere tempo ma  per  trovare
  una quadra, così come dall'Aula c'è stato anche chiesto.
   Alla  Presidenza è stato già consegnato il primo maxi, che  chiedo
  di  poter  già  distribuire per poterlo apprezzare; nel  frattempo,
  stavamo discutendo un po' qua sul secondo maxi, che è quello finale
  di  completamento e c'era un momento di confronto, nulla  più.  Non
  siamo  né fuori né dentro, siamo soltanto per discutere insieme  ed
  eventualmente apprezzarlo insieme, tutti insieme.
   C'era anche un'idea che, se si volesse e sarebbe giusto, siccome è
  un  maxiemendamento  che non arriva soltanto dalla  maggioranza  ma
  arriva  dalla  maggioranza e dalla minoranza sarebbe -  immaginiamo
  cosa  buona  e giusta - di sottoscriverlo tutte le forze  politiche
  perché, come dire, quando c'è un concorso ad una norma da parte  di
  tutti si possa anche fare. Però, ripeto, la richiesta che facciamo,
  che  il Governo fa alla Presidenza, iniziamo a discutere sul  primo
  Gov, che mi pare abbiamo già anche caricato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Scusi, Presidente e Assessore, io non ho mai firmato al
  buio  neanche  a casa mia, si figuri in quest'Aula,  con  tutto  il
  rispetto  che  ho  per  i  colleghi, per  la  minoranza  e  per  la
  maggioranza
   Il Governo presenti il maxiemendamento, lo valutiamo, lo leggiamo,
  perché  vorrei  sapere  il confine che si è  dato  il  Governo  nel
  presentare,  siccome  mi  arrivano voci che  è  diventato,  non  un
  emendamento, un nuovo testo di finanziaria con norme di ogni  tipo,
  dall'urbanistica  al personale. Ora è evidente che  un  emendamento
  deve avere dei confini altrimenti è, come dire, il caos.
   Io  chiedo al Governo di espungere norme che non hanno nulla a che
  vedere con la manovra finanziaria per evitare - altro che dibattito
  notturno  - dibattito per le prossime 36 o 48 ore.
   Quindi,  suggerisco,  io  ancora non  conosco  nulla,  quindi  non
  escludo  nulla  se è un maxiemendamento che può essere  compatibile
  col dibattito che c'è stato in Aula e misure che aiutano l'economia
  e  l'attività diciamo politico-istituzionale della nostra  Regione,
  ma se entriamo su un terreno, come dire, inesplorato fino ad ora mi
  pare evidente che non solo non firmiamo, ma mi pare chiaro che  non
  c'è  nessuna  intesa su un maxi di maggioranza  e  minoranza  fatto
  insieme.
   Comunque,  io  non  voglio mettere il carro davanti  ai  buoi.  Le
  chiedo  però, Presidente e Assessore, noi dobbiamo avere il maxi  e
  avere il tempo di capire di che parliamo, quindi di leggere e avere
  anche,  laddove  ci sono norme che non sono state  predisposte  per
  tempo negli emendamenti, i riferimenti normativi perché al buio non
  votiamo nulla.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Presidente della Regione, assessore Falcone, con  grande
  serenità:  qual è il problema? Non è che c'è una corsa, non  è  che
  siamo  al  Giro  d'Italia che dobbiamo arrivare  prima  di  qualcun
  altro   Qual  è  il problema di farlo domattina con  calma   Perché
  quello  che  dice Cracolici ha già un valore di suo,  a  questo  va
  aggiunto  che  tutti  noi  siamo stanchissimi,  io  non  ho  più  -
  assessore  Falcone,  assessore Falcone, con chi  sto  parlando  io?
  chiedo   scusa   -  allora,  siccome  noi  siamo  stanchissimi   io
  personalmente da stamattina alle 8.00 che sono qua, i nostri uomini
  quelli che abbiamo come esperti che ci dicono che cosa significa un
  emendamento piuttosto che un altro sono andati via perché  è  l'una
  di  notte. Qual è il problema a rinviare a domani mattina?  Non  è,
  come  dire,  non è un fatto di scontro, è un fatto di serenità,  di
  normalità,  di  rispetto  non c'è nessuna  cosa  di  dietrologia  a
  ritornare  qua  domattina;  non è che  stanotte  chi  sa  che  cosa
  organizza l'opposizione  No, non succede niente ma soltanto andiamo
  a  riposare,  ce  ne  andiamo a casa, la finanziaria  è  una  legge
  importante,  è  la legge più importante, di notte non  si  fa   Nei
  cinque  anni  precedenti, mi dispiace dirlo,  di  notte  non  si  è
  lavorato mai proprio perché le cose vengono fatte male. Per cui, io
  appoggio   nettamente  la  richiesta,  la  proposta  dell'onorevole
  Cracolici, andiamo a domattina con calma e non se ne parli più.


                  In ricordo dei martiri delle foibe

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente, io vorrei cambiare argomento.  E'  l'una  di
  notte, le finanziarie sono state approvate, io sono ormai da undici
  anni,  sempre  anche  alle  7.00 del mattino  in  continuazione  e,
  quindi, inviterei a proseguire i lavori.
   Però, siccome è passata la mezzanotte e siamo al 10 febbraio ed  è
  la   giornata  del  ricordo,  io  mi  permetto  di  sollecitare  il
  Presidente  ad invitare l'Aula a un minuto di raccoglimento,  e  di
  silenzio,  in  memoria dei martiri delle foibe e del  disastroso  e
  terribile esito istriano e dalmata, in cui fu costretto a un intero
  popolo  italiano,  di origine italiana, di abbandonare  le  proprie
  case sotto la minaccia della persecuzione delle milizie titine.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevole Assenza, accolgo il suo invito facciamo  un
  minuto di silenzio.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

                              (Applausi)


   Riprende la discussione dei disegni di legge n. 244/A e n. 245/A

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.   Allora,   riprendiamo  la  discussione.   E'   stato
  distribuito  il  maxi emendamento che dovreste avere  caricato  sui
  tablet, il maxi Gov.
   Ho  sentito  prima  l'intervento  dell'onorevole  Cracolici  e  mi
  rivolgo  a  lei: in funzione del fatto che ora prendere  tutti  gli
  emendamenti   che  sono  stati  presentati  per  il  secondo   maxi
  emendamento,  collazionarli e fare un unico testo  diventa,  penso,
  più  complicato anche rispetto al tempo che bisognerebbe impiegare,
  potremmo intanto caricare tutti gli emendamenti che sarebbero stati
  all'interno  del  secondo  maxi  emendamento  cosicché  i  colleghi
  possano  comunque vederli uno ad uno e una volta che si sono  visti
  così  come  era stato richiesto da alcuni si può pensare di  votare
  prima  il primo maxi emendamento e successivamente ad uno  ad  uno,
  per ottimizzare i tempi, tutti gli altri emendamenti. Diversamente,
  se  si  volesse  fare un altro maxi emendamento  con  tutti  questi
  emendamenti  è  chiaro  che  servirà la sospensione  dell'Aula  per
  almeno un'ora, un'ora e mezza. Quindi, vorrei andare avanti in  tal
  senso,  a  meno  che  non  ci  sia qualcuno  che  volesse  proporre
  soluzioni  differenti. Allora, se aspettate  cinque  minuti  stiamo
  caricando gli altri emendamenti sui tablet.

   DE  LUCA  ANTONINO. A noi va bene anche all'antica con  una  copia
  cartacea.

   PRESIDENTE. No, no, li stiamo caricando ad uno ad uno.
   Onorevoli colleghi, sono stati inseriti gli emendamenti aggiuntivi
  nei tablet.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Max Gov.
   Tenuto conto che sono stati presentati numerosi subemendamenti  al
  Max  Gov,  sospendo l'Aula per dieci minuti e convoco la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura per definire
  il prosieguo dei lavori.

     (La seduta, sospesa alle ore 02.00, è ripresa alle ore 02.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avete  avuto,  penso,  il  tempo
  necessario  per  poter  leggere  tanto  il  Maxi  Gov  quanto   gli
  aggiuntivi. Al Maxi Gov c'è un solo emendamento sostitutivo...

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Safina)

   PRESIDENTE.   E'  caricato  sul  tablet,  l'abbiamo  detto   prima
  onorevole Safina.
   Stiamo trattando adesso il Maxi Gov, sono stato chiaro?
   L'unico emendamento che trovate al Maxi Gov è un sostitutivo, ed è
  il Maxi Gov.2 che trovate nel vostro tablet tra i fuori sacco.

   DE  LUCA  ANTONINO. Abbiamo presentato dei sub per quanto riguarda
  il Maxi Gov.

   PRESIDENTE. Quelli sono aggiuntivi, questo è un sostitutivo.

   DE LUCA ANTONINO. Ok, grazie.

   PRESIDENTE.  Quindi, non fanno parte, va bene? Pongo in  votazione
  l'emendamento maxi Gov.2.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  Presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento Maxi.Gov, come modificato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO,  relatore di maggioranza.  I  subemendamenti  al
  Maxi.Gov?

   PRESIDENTE. I Subemendamenti al Maxi.Gov che sono aggiuntivi  sono
  stati respinti tutti, c'era soltanto un sostitutivo.

   DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Ah, questo non ho capito,
  quindi  i  subemendamenti  che noi abbiamo  presentato  sono  stati
  dichiarati inammissibili? Mi fai sapere?

   PRESIDENTE.  Sì,  sì, tutti quelli che ha presentato,  aspetti  un
  attimo, però, un secondo che faccio una verifica.

   DE  LUCA  CATENO,  relatore di maggioranza. Ecco, scusate,  fatemi
  capire.

   PRESIDENTE. Sì, sono tutti inammissibili quelli lì.

   DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Il motivo?

   PRESIDENTE.  Perché  sono aggiuntivi, non abbiamo  ammesso  nessun
  aggiuntivo ma solo ed esclusivamente un modificativo.

   DE   LUCA  CATENO,  relatore  di  maggioranza.  Va  bene,   signor
  Presidente, ora vediamo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  adesso mettiamo in  votazione  l'emendamento
  Tab.Gov.G.

   CRACOLICI. Quale?

   PRESIDENTE. Tab.Gov.G, la tabella G nuova mi dicono dagli  Uffici,
  che è allegata all'articolo 125.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Grazie, signor Presidente, tra l'altro scusatemi per la
  voce ma, stiamo trattando la tabella G, giusto?

   PRESIDENTE. Tab.Gov.G.

   ARDIZZONE. Sarò breve e utilizzerò il mio ultimo filo di voce  per
  parlare di questa cosa. Io ho già espresso all'assessore Falcone  i
  miei  dubbi  sul  fatto che il capitolo sulle case rifugio  per  le
  vittime,  le  donne vittime di violenza, non solo non copre  quella
  che  è  la richiesta, perché determina, scusate un attimo,  già  io
  sono senza voce

   PRESIDENTE.  Colleghi,  gli ultimi dieci minuti,  per  favore,  di
  pazienza.

   SUNSERI.  Va  bene, ma non è che i colleghi possono dirci  di  non
  intervenire?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pace, completi  l'intervento  per  favore,
  onorevole Ardizzone. Giustamente siamo tutti stanchi cerchiamo però
  di agevolare la collega Ardizzone che è senza voce, prego.

   ARDIZZONE. Grazie, signor Presidente, tra l'altro sarò brevissima,
  dicevo  che  ho già informato l'assessore del fatto che secondo  la
  determina  di impegno dell'anno 2022 il dipartimento ha  avuto  una
  richiesta  per  gli  enti locali di case rifugio,  per  coprire  le
  rette,  le  case  rifugio, per 5 milioni; noi  già  precedentemente
  stavamo  stanziando  solamente un milione e mezzo  che  mi  ritrovo
  nelle  tabelle, tra l'altro tagliati e di altri 50 mila euro. Cioè,
  non  solo  non  sono  sufficienti,  noi  ora  stiamo  ulteriormente
  tagliando.
   L'assessore,  mi  sembra  di aver capito,  non  fosse  interessato
  dicendomi,  tra l'altro, che la copertura finanziaria sul  capitolo
  che  ho inserito nell'emendamento che comunque può essere cambiato
  prendo  atto  del  fatto che mi dice non ci sia copertura.  non  ci
  credo.   però   ne  prendo  atto  e  il  Governo  si  assumerà   le
  responsabilità delle conseguenze di quello che sta facendo.
   L'importante  è  che  poi,  il  25 novembre,  quando  facciamo  le
  giornate internazionali a favore delle donne vittime di violenza  e
  poi  ci ricordiamo che durante l'anno quando dobbiamo seguire delle
  semplici,  dei semplici piazzi per ottenere degli obiettivi  di  un
  percorso che tra l'altro è nato con il Governo precedente,  con  il
  Governo  Musumeci, perché gli enti locali riconoscono che  i  primi
  anni del Governo Musumeci il discorso delle rette, le case rifugio,
  andava bene e funzionava.
   Questo  Governo  si prende atto e si assume le responsabilità  del
  fatto  che sta creando serie difficoltà a quelli che sono gli  enti
  locali  che  devono  e si trovano costretti ad approvare  i  debiti
  fuori  bilancio  uno  dopo l'altro in merito  a  questa  questione.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone  ok, ha già parlato
   Chiedo  il  parere   votiamo  chiedo il parere della  Commissione.
  Favorevole. Va bene, allora, chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è il voto contrario del Movimento 5 Stelle.
   Pongo  in votazione l'articolo 125. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E' approvato  Allegato 1.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
   Prego, onorevole, nei confronti del Governo ma per comprendere

   SUNSERI. Un po' meglio diciamo le tabelle presentate dallo stesso.
  I  tagli  che  vediamo  dico sono volontà esplicita  da  parte  del
  Governo;  state volontariamente tagliando allo Stabile di  Catania,
  al   Teatro   Massimo,   ai   disabili,   allo   zootecnico,   allo
  zooprofilattico,   all'incremento  ippico,   cioè   è   un   taglio
  discrezionale.
   Intendete   ripristinare  questi  capitoli  in   assestamento   di
  bilancio? Ma giusto per capire quali sono le volontà perché  questa
  è  una  tabella  nuova che ci è stata consegnata  dieci  minuti  fa
  quindi  per  noi è veramente materia assolutamente sconosciuta  mai
  trattata  neanche in Commissione Bilancio. Cioè questi  tagli  sono
  delle  cose  che  intendete portare avanti, volete ripristinare  al
  primo assestamento oppure proprio volontà del Governo tagliare?
   Avevo  poco  fa davanti le riserve. Il Teatro Stabile  di  Catania
  passa da due milioni e tre con centomila euro e meno 500 mila  euro
  al  Vincenzo  Bindi di Catania, al Teatro Milano  ottomila  euro  e
  meno   ci  sono  una serie di tagli che stiamo leggendo  oggi  cioè
  adesso  volevo seriamente comprendere quali sono diciamo le  scelte
  fatte dal Governo in merito a queste riduzioni
   Tra  l'altro  neanche sono dell'anno corrente,  anche  negli  anni
  successivi,  quindi  è  chiaro che c'è diciamo  una  linearità  nel
  taglio.
   Solo  per  avere  qualche informazione in più.  Grazie,  assessore
  Falcone.

   PRESIDENTE.  Vuole dire qualcosa? Se lo mettiamo  direttamente  in
  votazione, va bene?
   Pongo in votazione il Tab.Gov.All.1.1, che è un subemendamento del
  Governo  che  modifica  due  tabelle, due  capitoli  della  tabella
  dell'allegato 1, perfetto
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Voto contrario del PD e voto contrario del Movimento 5 Stelle.
   Pongo  in votazione il Tab.Gov.Allegato 1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con  il  voto  contrario del PD e del Movimento  5  Stelle  e  con
  l'astensione dei due Gruppi dell'onorevole De Luca.
   Allora, pongo in votazione il Tab.Gov.Tab.1. Stiamo sembrando  con
  questi acronimi...  Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Con il voto contrario del Movimento 5 Stelle e del PD. Astensione
  dei due Gruppi di Cateno De Luca.
   Pongo   in  votazione  l'articolo  126  con  le  allegate  tabelle
  modificate. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con   il   voto  contrario  del  PD  e  l'astensione  dei   Gruppi
  dell'onorevole De Luca. Adesso dobbiamo andare nel file che sarebbe
  il  Maxi.Gov.2, dove ci sono tutti gli emendamenti aggiuntivi,  uno
  per uno.  Quello già l'abbiamo fatto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Signor
  Presidente  della  Regione, sono le 3 del  mattino  e  non  vorrei,
  diciamo,  appesantire  già una situazione pesante.  Però  ho  visto
  alcuni emendamenti.
   Vorrei   che   il  Governo  mi  chiarisse  una  cosa:   ho   letto
  l'emendamento  A.227  che  apre con una norma  che  sostanzialmente
  prevede  l'obbligo  di  nomine da parte del  Governo  regionale  di
  persone  che abbiano alcuni requisiti tra i quali quello di  essere
  in  servizio  e a tempo indeterminato. Si abroga questa  norma  per
  fare  cosa? Per nominare pensionati o precari? Perché se abroghiamo
  una   norma  che  prevede  che  per  essere  nominati  in   organi,
  partecipate,  controllate, debbano essere in  servizio  e  a  tempo
  indeterminato  è  evidente  che si vuole  nominare  chi  non  è  in
  servizio o chi non è a tempo indeterminato  Chiaritecelo perché  mi
  pare... ora possiamo votare tutto ma...

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  infatti
  abbiamo  voluto che si discutesse norma per norma perché è  meglio.
  Così dobbiamo anche chiarire  Poi, come dire, l'Aula è sovrana.
   Allora  succede questo: sino al 2020 i componenti degli Uffici  di
  Gabinetto  esterni,  essendo però in servizio,  se  nominati  nelle
  partecipate  quali commissari o altre nomine, non dovevano  passare
  in Commissione I, Affari istituzionali, perché in servizio.
   Nel 2020 si fece una norma con la quale si aggiunse la parolina  o
  le due paroline  a tempo indeterminato  per cui chi era in servizio
  nell'Ufficio di Gabinetto ma non a tempo indeterminato perché  sono
  esterni,  devono,  invece, dal 2020 passare in  Commissione  Affari
  istituzionali  se  vogliono essere nominati.  Soltanto  questo.  Se
  l'Aula ritiene chi è in servizio, che chi è in servizio debba, come
  dire,  passare  comunque,  ancorché  all'interno  dell'Ufficio   di
  Gabinetto,  debba  comunque andare all'interno,  debba  passare  al
  vaglio  della  Commissione Affari istituzionali lasciamo  tutto  il
  mondo così com'è. Se invece, norma di buon senso com'era prima  del
  2020,  chi  è  componente  l'Ufficio di  Gabinetto,  siccome  è  in
  servizio,  è chiaro che non dovrebbe passare. Però, ripeto,  è  una
  norma che è stata chiesta. La mettiamo alla valutazione.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore Falcone. Allora, cominciamo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Ha fatto bene a chiarire, però vorrei ricordarle, visto
  che  lei è vecchietto come me di anzianità, le voglio ricordare che
  per bocciare, la I Commissione, le nomine fatte dal Governo occorre
  che  siano bocciate dai due terzi degli aventi diritto. Cioè,  cosa
  praticamente  impossibile, non solo perché la maggioranza  gode  di
  essere  maggioranza  in Commissione, ma avere  i  due  terzi  della
  Commissione  che respinge una nomina è, tranne se non  si  nominano
  cose abbastanza improbabili, difficilmente succede. Quindi non vedo
  qual è... I tempi, ragazzi, mi pare veramente

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Velocemente,  ha chiesto di  intervenire  l'onorevole
  Micciché. Prego.

   MICCICHÈ.  D'accordo  con  l'onorevole Falcone.  Il  senso  che...
  secondo me, quello fu un errore che abbiamo fatto perché si perdono
  tempi  inutili  perché, comunque proprio per quello che  dice  lei,
  Cracolici,  la  I  Commissione, come dire, o non ha  i  numeri  per
  bocciarlo   o  comunque  si  perde  tempo  per  farlo   andare   in
  prescrizione diciamo. Io, fosse per me, eliminerei tutti i passaggi
  dalla I Commissione.
   E'  giusto  mantenerli, in modo che l'Assemblea abbia contezza  di
  quello  che  si fa, ma ha ragione. E' perfettamente inutile  questo
  passaggio  dalla Commissione. Per me è una perdita  di  tempo,  per
  cui, per quanto mi riguarda, sono assolutamente favorevole.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Micciché.  Momento  storico,  tra
  l'altro. Da ragione a Falcone. Grazie. Allora, andiamo all'A.189.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto...  C'è  un
  refuso  nell'A.189.  Gli  esercizi  finanziari  2021-2023  sono  da
  intendersi  2023-2025. Quindi apponiamo questa modifica, 2023-2025.
  Così  come emendato, mettiamo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.190. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.191. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.192. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.193. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.194. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa? Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate.
  Prego.

   ABBATE. Grazie, signor Presidente. Una domanda per quanto riguarda
  l'assessore  Falcone. Siccome, quando abbiamo votato l'articolo  2,
  comma  5,  per  quanto  riguarda le calamità,  preso  l'impegno  di
  inserire l'emendamento per ulteriori somme per le calamità le altre
  due ordinanze che erano state inserite, allo stato attuale vedo che
  all'interno  non ci sono. E' una dimenticanza, rispetto all'impegno
  che si era preso, o è una scelta politica su questa direzione?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente, a onor  del
  vero,  l'onorevole  Abbate ha ragione. E' stata  una  dimenticanza,
  perché ne avevamo parlato nel pomeriggio quando avevamo, come dire,
  chiesto  la cortesia di estendere la norma che riguardava  soltanto
  un  territorio l'abbiamo estesa ad altri territori così come  anche
  l'onorevole  Dipasquale e altri avevano chiesto. No,  no,  no,  no,
  cosi  noi  diciamo,  un  garbo  per garbo  comunque  per  giustizia
  sociale, chiedo scusa, per giustizia sociale, abbiamo fatto.
   Avevamo però preso al contempo l'impegno anche alla luce dei fatti
  che  sono successi, in serie di proporre una norma con le Fs  di  5
  milioni  di euro che guardasse anche a queste calamità. Se vogliamo
  noi  la norma l'abbiamo magari alla fine se c'è la condivisione  di
  tutti la si potrebbe anche come dire apprezzare.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A.195.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l 'emendamento A.196. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamentoA.197.  Chi  ha  chiesto   di
  intervenire?   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.198. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.199. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.200. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Cracolici, in funzione del suo accorgimento  sull'A.200
  facciamo  una  riscrittura,  quindi  lo  accantoniamo  e  passiamo
  grazie.  Se  lo  dice  al microfono così lo  scrivono  gli  Uffici,
  gentilmente.

   CRACOLICI.  Basta  scrivere  al penultimo  rigo  al  posto   della
  presente  disposizione, eccetera, eccetera  si  scrive   in  deroga
  alle  disposizioni di vincolo previste dalla legge  istitutiva  del
  parco .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo rispetto a questa riscrittura?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Quello  di  prima è superato  ed  è  sostituito  con
  l'emendamento dell'onorevole Cracolici.
   Pongo in votazione l'A.200, così come è emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo all'A.201. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo all'A.202.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Sul  comma 2 c'è da cambiare, sulla  non  costruzione.
  Dobbiamo cambiare perché forse c'è stato un refuso nella scrittura.
  Invece di  manutenzione ,  costruzione .

   PRESIDENTE.  Dice  all'1  o  al  2,  onorevole  Catanzaro.  Quindi
  casseremmo     manutenzione    straordinaria ?    Quindi    cassare
   manutenzione  straordinaria  e scrivere  costruzione .  Questo  ha
  detto. Solo al comma 2.

   PACE. Realizzazione dei capannoni.

   PRESIDENTE.     Realizzazione.    Grazie    per     l'accorgimento
  dell'onorevole Pace. Quindi, sostanzialmente, il comma 2 sarà  così
  sostituito  è concesso un finanziamento di 850 milioni di  euro  al
  Comune di Sciacca per la realizzazione dei capannoni ecc. ecc. .
   Pongo  in  votazione l'A.202, così come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo all'emendamento A.203.

   CRACOLICI. Me lo spiegate?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Si sta costituendo, in  maniera
  anche,  io  dico,  opportuna, un Fondo  presso  l'assessorato  alle
  infrastrutture,   per  poter  intervenire  nella   riqualificazione
  urbana.  Molte volte succede che non c'è un euro in assessorato  e,
  al  di  là  dei  fondi extra regionali, che per  essere  utilizzati
  necessitano  di  un  progetto,  se dobbiamo  intervenire  per  fare
  interventi di manutenzione straordinaria di 100 mila, 150, 80  mila
  euro,  i  comuni molte volte hanno delle difficoltà,  non  sanno  a
  quale  santo  votarsi. Con questo emendamento creiamo  un  Fondo  e
  l'assessore può via via erogare ai vari comuni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Necessita un subemendamento. Previo  avviso  pubblico,
  altrimenti siamo a sportello e stiamo parlando degli enti pubblici.
  Previo  avviso pubblico perché tutti devono sapere che è  possibile
  questo  strumento attivato direttamente dall'assessore. Non c'entra
  l'assessore. Previo avviso pubblico perché stiamo parlando di soldi
  pubblici  in aree pubbliche, anche delle chiese, perché è  previsto
  anche  per le chiese ed è giusto che anche le chiese possano essere
  utilizzabili, da questo punto di vista, tramite un avviso.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Noi siamo contrari.

   CRACOLICI. E io faccio il subemendamento.

   FALCONE, assessore per l'economia. E lo faccia.

   PRESIDENTE.  Nel frattempo che lei prepara il subemendamento,  noi
  lo  accantoniamo e andiamo all'A.204. C'è la riscrittura A.204R nel
  fuori sacco.
   Stiamo  predisponendo l'emendamento, onorevole  Cracolici,  stiamo
  andando avanti intanto mentre lo scrivono.
   Siamo  all'emendamento  204.R.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.205. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A206. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'esame dell'emendamento A.207. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'esame dell'emendamento A208. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Per  precisazione comunico che l'emendamento A.207 è  firmato  dal
  Governo.
   Si  passa  all'emendamento A.209. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si  passa  all'emendamento A.210. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'esame dell'emendamento A.211. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SPADA. Ha saltato l'emendamento A.208
   PRESIDENTE.   L'emendamento  A.208  è   stato   approvato.   Siamo
  all'emendamento  A.212. Sono tutti approvati  tranne  l'emendamento
  A.203  che c'è la riscrittura ed è accantonato. E' arrivato  questo
  subemendamento? Onorevole Cracolici, gliela mette  una  firma,  per
  favore?
   Si  passa  all'emendamento A.212. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.213. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.214. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.215. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si  passa  all'emendamento A.216. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si  passa  all'emendamento A.217. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.218. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  arrivato l'emendamento dell'onorevole Cracolici? Lo avete  già
  caricato?
   Si  passa  all'emendamento A.219. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.220. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.221. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.222. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.223. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.224. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.225. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento del 203 a firma dell'onorevole Cracolici,
  è  un "fuori sacco". E' stato numerato A23.1 oppure A.203 è scritto
  un tantino male.
   Allora,  il parere del Governo, assessore Falcone, è l'emendamento
  dell'onorevole Cracolici?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   DIPASQUALE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  colleghi di andare  al  posto,  onorevole
  Catania.


      Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A.203.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento A.203.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 70
   Votanti                  57
   Maggioranza              29
   Favorevoli               22
   Contrari                 35
   Astenuti                 1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.203. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare sull'emendamento A.225.

   PRESIDENTE. È stato votato.

   CATANIA NICOLO'. No.

   PRESIDENTE. Si, è stato approvato.

   CATANIA NICOLO'. C'erano due subemendamenti all'emendamento A.225,
  presentati puntualmente dal Governo, uno sul comma 4 che riguardava
  un  progetto di salvaguardia della costa del porto di Selinunte,  è
  aggiuntivo   proprio   per  quello;  e  un   altro   subemendamento
  aggiuntivo, che non so che fine hanno fatto.

   PRESIDENTE.  Allora,  siamo all'emendamento  A.226.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.227, quello degli esterni,  ne  avete
  parlato prima.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.228. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.229. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Io  non ne ho più. Li stanno caricando, un istante, qua non ne  ho
  più.
   Votiamo  l'emendamento A.230. L'emendamento  A.230  è  nel   fuori
  sacco .

   DIPASQUALE. Votiamo

   PRESIDENTE.  Vedo che c'è un certo interesse su questo emendamento
  A.230. Ho capito che dall'area del PD mi sembra che ci sia un certo
  interesse.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.230. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento A.234.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Al di là del fatto che è tardi, siamo stanchi, capisco,
  siamo  stanchi  -  ci mancherebbe  - e che come spesso  accade  c'è
  diciamo un certo modo di fare politica che consiglia di girarsi  la
  faccia  di  fronte alle cose che possono apparire  urticanti  anche
  nell'opinione  pubblica, ma chi mi conosce lo sa  sono  abituato  a
  fare  anche battaglie in solitudine e di principio. E questa è  una
  battaglia  che,  per quanto mi riguarda, faccio  in  solitudine  di
  principio  contro  le  grandi ipocrisie che aleggiano  nel  sistema
  comunicativo  e  nell'orientamento e nella  opinione  pubblica  che
  viene alimentata con tentativi di delegittimare non la politica, ma
  di  delegittimare le istituzioni con la conseguenza che i cittadini
  sono,  purtroppo,  sempre più lontani poi  dalla  vita  democratica
  stessa attraverso i passaggi elettorali. E questo è uno di quelli.
   Presidente,  noi  abbiamo la legge che si  vuole  abrogare  che  è
  frutto   di  questa  polemica  che  si  è  innescata  nelle  ultime
  quarantott'ore  perché  la Sicilia è stata  beccata  e  i  deputati
  siciliani  sono  stati  beccati con le dita  dentro  la  marmellata
  perché si sono approvati un aumento di circa ottocento e rotti euro
  al   mese.  Anche,  come  dire,  la  reazione  di  alcuni  colleghi
  apparentemente sorpresi della serie "Ma io non me ne sono  accorto;
  io  non c'ero, io se c'ero dormivo ", ha in qualche modo alimentato
  questa idea che i deputati siciliani stavano per fare una cosa,  la
  chiamo  così,  discutibile e poi non avevano la  forza  neanche  di
  difendere la propria ragione.
   Perché faccio questa considerazione? E' stato detto, ripetuto, gli
  Uffici  hanno  applicato una legge della Regione che c'è  da  dieci
  anni  e  che  regolarmente in questi dieci anni, cioè dal  2014  ad
  oggi,  regolarmente è stato applicato l'articolo 2,  comma  2,  che
  prevede la rivalutazione delle indennità spettanti ai parlamentari,
  rivalutazione Istat.
   Qual è il torto che è arrivato nel 2023? Il torto è dato dal fatto
  che  mentre nel 2014, 2015, 2016, fino al 2022 dell'inflazione  non
  se  n'era accorto nessuno, perché l'Italia fortunatamente aveva  un
  tasso di inflazione molto basso, nel 2022 il tasso di inflazione  è
  arrivato  ai  dati  che conoscete ed è stato stimato  dall'Istat  e
  pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8,2 per cento rispetto  all'anno
  prima e quindi l'adeguamento è connesso a questo dato.
   "Vergogna  la  Sicilia si è fatto un aumento  dell'8,2 ".  Allora,
  andiamo  con  ordine,  lo  dico anche al Presidente  dell'Assemblea
  visto  che  oggi  è  stato  anche  al  centro  delle  cronache  per
  sollecitazioni  esterne a questo Palazzo e questo  è  un  ulteriore
  elemento  di  delegittimazione di questo Palazzo. La legge  che  si
  applica  in  Sicilia  è  vigente nella Regione  Lazio  -  approvata
  addirittura  6  mesi  prima di quella  della  Regione  siciliana  -
  l'articolo 1, comma 11, della legge della Regione Lazio, a  Statuto
  ordinario,  la Regione dove ci sono pure esponenti del partito  del
  Presidente  dell'Assemblea - visto che il  partito  del  Presidente
  dell'Assemblea stamattina si è particolarmente indignato  di questa
  iniziativa  assunta dalla Regione siciliana - vorrei ricordare  che
  anche nel Lazio non hanno fatto notizia, ma anche nel Lazio dal  1
  gennaio  2023   sono  aumentate  le indennità,  così  come  prevede
  l'articolo 1, comma 11, della legge 4 del 2013.
   La  stessa cosa è avvenuta in Trentino Alto Adige, la stessa  cosa
  avviene   in   Umbria,  vorrei  ricordare  Regioni   anche   queste
  amministrate  da Governi - ma qui non c'entra chi governa,  c'entra
  lo dico soltanto per evitare che le ipocrisie diventino ulteriori -
  la  stessa  cosa della Regione Sardegna. Ci sono altre Regioni  che
  applicano   la   rivalutazione  Istat  ancorché  non  espressamente
  prevista  nelle  leggi regionali, proprio perché è  considerato  un
  dato ovvio.
   Perché  ho fatto questo ragionamento? Perché noi possiamo abrogare
  tutto  quello che vogliamo. Vorrei ricordare ai colleghi che stanno
  proponendo l'abrogazione e, ripeto, io non mi straccio le vesti  di
  nulla,  però  se  vogliono abrogare l'articolo 2,  comma  2,  hanno
  dimenticato  che c'è un'altra legge regionale, che è la  legge  che
  consente alla legge n. 19 del 2019, onorevole De Luca, che riguarda
  i   principi  di  rivalutazione  contenuti  nell'articolo   2,   in
  particolare per le persone che sono in pensione.
   La  legge  n. 19 vi ricordo che è una legge - l'onorevole Micciché
  ricorda  bene, perché siamo stati l'unica Regione che ha difeso  un
  principio  e  ha vinto anche davanti alla Corte costituzionale,  se
  non  per un fatto della temporaneità che era un fatto assolutamente
  marginale  - che prevede sempre all'articolo 2, comma  2,  che  gli
  importi  degli  assegni  vitalizi e dei  trattamenti  pensionistici
  diretti e di reversibilità sono soggetti a rivalutazione automatica
  sulla  base dell'indice Istat e di variazione dei prezzi al consumo
  come pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale.
   Perché   ho   voluto   citare  anche  questo   articolo?   Perché,
  attenzione,  che a forza di fare demagogia, a chi insegue  l'ultima
  demagogia,  noi ci stiamo avviando in un crinale che anche  chi  ha
  fatto  demagogia negli anni scorsi alla Camera e al Senato è  stato
  poi  costretto  a  fare marcia indietro perdendo tutti  i  ricorsi,
  malgrado Camera e Senato siano organi, qui c'è il Presidente  della
  Regione  che  ha  fatto,  nella sua vita, anche  un  altro  lavoro,
  mestiere  politico,  ha  fatto pure  il  Presidente  del  Senato  e
  ricorderà  che sono organi in autodichia e quindi sono loro  stessi
  che  giudicano  sui ricorsi presentati, malgrado  tutto  ciò  hanno
  dovuto  riconoscere  le  ragioni  di  chi  ha  presentato  ricorso;
  figuratevi  i tribunali amministrativi che, come dire, appunto,  ai
  quali  siamo  soggetti  noi  come  organo  legislativo  ma  non  in
  autodichia,  dovranno eventualmente giudicare  ricorsi  presenti  e
  futuri, presenti e futuri rispetto a una legge che intanto vogliamo
  abrogare oggi, quando sarà pubblicato in Gazzetta - ricordo a tutti
  che  le leggi si attuano nel momento in cui entrano in vigore,  non
  hanno  effetto retroattivo -. Quindi, lo dico perché qui con questa
  storia  che  ognuno pensa di poter , stamattina avevo sentito  dire
  che  ci  si  apprestava  a  presentare un  ordine  del  giorno  per
  sospendere  l'efficacia  della  legge:  è  un  nuovo  istituto  del
  diritto,  cioè con un ordine del giorno blocchiamo una  legge   Per
  bloccare  una legge bisogna abolire la legge, non si fa  un  ordine
  del giorno
   E  allora,  Presidente, io questo intervento lo faccio  perché  mi
  sento  un uomo libero e non mi vergogno della passione che ci metto
  nel  mio  lavoro  anche rispetto a questi temi, che  so  essere  in
  controtendenza con l'opinione pubblica che ci vorrebbe, come  dire,
  tutti,  forse  ha  ragione  Miccichè  sarebbe  opportuno  fare   un
  emendamento  che  dice   si fa il deputato alla  Regione  siciliana
  gratuitamente ,  ma sappiate che ci sarà sempre qualcuno  che  dirà
   non basta, non basta  .
   E allora, io lo dico: sono contrario a questa demagogia, non di De
  Luca non ce l'ho con De Luca perché capisco che poi ognuno la butta
  in politica e gioca la sua partita politica; ma proprio perché sono
  indignato di questo modo di procedere io sono contrario lo  ritengo
  un  grave errore culturale e politico, di una politica che  non  sa
  rispettare  se  stessa  e non può pretendere di  essere  rispettata
  dagli altri.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Non  mi  sento di impegnare il Governo, voglio parlare  da  singolo
  deputato  che ha la fortuna, il privilegio, di stare in  quest'Aula
  da parecchio tempo.
   Io  onestamente lo spazio all'onorevole Cracolici di difendere una
  categoria  non glielo voglio dare, lo voglio accompagnare,  Qua  il
  problema  è  questo: noi siamo nelle condizioni  di  difendere  una
  categoria,  oppure  siamo  succubi  di  valutazioni  populiste  che
  vengono  alimentate  ad  arte  contro  l'autorevolezza  di   questa
  Assemblea?
   Io vorrei capire che cosa è successo nel Lazio e non è un problema
  di  abrogare la norma o meno o di rinunciare all'indennità, non  mi
  cambia  la  vita   Mi  cambia la vita non sapere  difendere  alcuni
  principi   e  mi  cambia  se  questi  principi  che  sono  principi
  ordinamentali  che  reggono la vita del Paese,  non  dell'Assemblea
  regionale o della classe politica siciliana, nessuno ha la briga di
  difendere.
   Quindi, io intervengo per dire soltanto grazie onorevole Cracolici
  per  l'onestà intellettuale con la quale ha rappresentato la difesa
  di  una  categoria che, per i discorsi che ho sentito oggi  non  sa
  difendersi.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha  facoltà.
  Poi hanno chiesto di parlare gli onorevoli Miccichè, Pace e De Luca
  Antonino.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, signor Presidente,
  onorevoli colleghi, io non ho potuto fare altro che presentare  una
  norma  abrogativa per denunciare l'attentato alla nostra  autonomia
  che abbiamo subìto in queste 48 ore.
   Anche  perché voi pensate che io mi possa fare  pisciare' in testa
  da Roma e fargli prendere i meriti perché qui qualcuno si fa tenere
  al  guinzaglio? Voi pensate che io posso accettare che i quotidiani
  sono  pieni  della leader maxima che si permette di  bacchettare  i
  suoi  stessi uomini di partito? Voi pensate che io posso  accettare
  che  un titolo che non abbiamo ancora capito nel contenuto da parte
  del  Presidente  della Regione se ha preso le distanze  o  meno  da
  parte  del  Parlamento?  Posso accettare  che  parte  un  gioco  al
  massacro  da quest'Aula, io che non ho mai campato di politica?  Ma
  che  avete  in testa  Io che in queste 48 ore ho difeso quello  che
  era  un automatismo di legge e ho detto anche che la Sicilia  viene
  messa  alla  berlina  quando si tratta di  automatismi  che  devono
  essere  presi in considerazione come l'autonomia a rovescio   Però,
  poi  quando  subiamo  i  torti  da  governi  con  la  loro  visione
  centralista di tutti colori non fa notizia, perché tanto noi  siamo
  sudici, noi dobbiamo continuare a scontare un certo retaggio e  una
  certa visione.
   Allora,  scusatemi, visto che è scattato questo gioco al massacro,
  si  è  fatta la gara, Presidente del Parlamento, ci sono dei comuni
  dove  ci  sono i manifesti di nostri colleghi che accusano  noi  di
  aver  preso, di aver accettato l'aumento Istat e loro no  Ma  siamo
  pazzi  Se siamo pazzi, e allora mi dispiace, nella mia follia  ecco
  l'emendamento che risolve il problema.
   Anche  perché,  era  partita pure la corsa  in  questo  Palazzo  a
  inseguire  l'adeguamento Istat, l'aumento dei dipendenti,  dei   ho
  sentito  di tutto e di più  Si stanno preparando emendamenti  o  se
  qualche  collega  pure, in buona fede per carità,  avrà  presentato
  emendamenti in tal senso.
   E allora, guardate, nella vita c'è un limite oltre il quale io non
  consento a nessuno di andare  Ne ho anche subìto le conseguenze, ne
  pago  il  prezzo,  ne pagherò il prezzo della mia impertinenza,  si
  chiama  dignità  E ne ho da vendere  E la rivendico al cospetto  di
  chiunque   Se c'è la dignità rispetto a qualunque tipo  di  attacco
  mediatico  dal  quale io non sono sfuggito: mi hanno cercato  delle
  emittenti nazionali e ho risposto semplicemente esponendo  i  fatti
  com'erano.
   Colleghi,  io  potevo  anche  partire  dal  presupposto  che   nel
  Consiglio   di   Presidenza  dell'Assemblea  noi   non   c'eravamo,
  parliamoci  chiaramente   Nel  luogo  dove  è  stato  esaminato   e
  dibattuto  il  bilancio noi non c'eravamo  E, questo,  non  lo  può
  smentire  nessuno, perché ancora i nostri due segretari  si  devono
  insediare.  Potevamo  dire  che non  c'eravamo  e,  quindi,  questo
  bilancio  era stato esitato dal Collegio dei Questori dove  non  ci
  siamo   Che  a  sua  volta  era stato dibattuto  nel  Consiglio  di
  Presidenza  nel  quale non ci siamo  E ce lo siamo  ritrovati  qui,
  all'interno  del  bilancio  del  quale  non  se  n'è   parlato   in
  quest'Aula  Allora la mia domanda è: chi ha fatto uscire la notizia
  così in modo immediato? Io lo vorrei capire  Cioè non ci siamo resi
  neanche conto noi, in quest'Aula, di questo meccanismo e già  fuori
  si sapeva
   Ma dov'è la dignità? Dov'è la dignità? E, allora, rispetto a tutto
  questo  non  è demagogia ma è esattamente la risposta che  si  deve
  dare in questi casi. Vedete, ho voluto presentare l'emendamento,  e
  qua  non  me ne voglia il Presidente del Parlamento: a me non  deve
  venire  nessuno a dirmi che cazzo devo fare  Va bene  O  si  chiama
  Meloni o si chiama La Russa
   Quello  che devo fare nella mia funzione, Presidente, non consento
  a  nessuno  di dirlo  E concludo, scusi Presidente. Mi dia  i  miei
  minuti, come li ha dati agli altri, per cortesia.

   PRESIDENTE. Uguali.

     DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Quindi, anche qui bisogna
  essere   chiari  nelle  proprie  posizioni.  Potevo  mai  accettare
  qualunque  altra  forma  di  ragionamento,  ordini  del  giorno   e
  continuare ad essere massacrati su che cosa? Su una cosa legittima,
  ha  ragione  Cracolici, non è che gli posso dare torto. Però,  caro
  Antonello, alla fine il problema è sempre uno: la dignità
   Tu, coerentemente, hai difeso quella che è una cosa legittima. Hai
  citato esattamente, come ho detto io, le interviste. Ci sono  altre
  Regioni, sicuramente, sono delle leggi, e non è successo nulla, qua
  è lo scandalo  Bene, siccome non ci possiamo permettere, presidente
  Schifani, di fronte a questo scandalo di avere ora in continuazione
  l'attenzione  mediatica,  allora, per  difendere  anche  la  nostra
  Terra,  se permettete, il caso si chiude qua stasera per quanto  mi
  riguarda.  Se voi lo ritenete opportuno poi potete anche bocciarlo,
  per  carità, ma quanto meno, Presidente, senza polemica con nessuno
  e  neanche  nei  suoi confronti, avevo la necessità,  da  siciliano
  convinto,  di  sfogare  nel  luogo  opportuno  che  è  questo,   il
  Parlamento.
   Fuori  da qui per me il caso è chiuso e mi auguro che chi ha fatto
  azioni   di  sciacallaggio  nei  confronti  di  questo  Parlamento,
  componenti di questo Parlamento, tolgano immediatamente i manifesti
  che  ci  sono nei bar, tolgano i post che sono stati fatti  perché,
  obiettivamente, questa non solo è un'offesa al Parlamento ma  è  un
  travisamento dei fatti nei confronti dei quali è un metodo politico
  del  quale non mi sono mai avvalso e non consento a nessuno che  si
  possa avvalere sulla mia pelle. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Giusto  per  informazione,
  non  c'è stato alcun intervento da Roma così come ha detto lei,  né
  da parte di Meloni, né da parte di La Russa.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Lo dicono i giornali

   PRESIDENTE. I giornali, talvolta, scrivono delle cose  un  tantino
  inesatte  come un comunicato stampa che era stato diramato  a  nome
  del  presidente La Russa che è stato subito smentito. E' chiaro che
  questo  automatismo ha suscitato in moltissimi siciliani, in quella
  che  è l'opinione pubblica, giornali, emittenti locali e nazionali,
  tantissima  indignazione  rispetto a quella  che  è  la  situazione
  momentanea attuale.
   Avevamo  chiesto  anche  agli  Uffici  quale  potesse  essere   lo
  strumento  migliore per, eventualmente, trovare  una  soluzione  e,
  inizialmente,  si era intrapreso un ragionamento  diverso  che  era
  quello   legato  all'ordine  del  giorno.  Probabilmente,  il   suo
  emendamento sarà ancora migliore di quello che era stato proposto.

   PRESIDENTE.  Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Micciché. Ne
  ha facoltà. Può parlare dal posto, se vuole o come vuole.

   MICCICHÈ.  Grazie Presidente, parlerò piano perché mi è finita  la
  voce.  Alle cinque di mattina, normalmente, mi finisce. Con  grande
  serenità, sono molto felice che lei abbia smentito questo fatto  di
  non   avere  ricevuto  indicazioni  da  Roma.  La  prego  di  farlo
  pubblicamente, perché non basta qui.
   Questo  Parlamento,  che adoro anche per  motivi  che  lei  capirà
  avendoci,  come  dire, vissuto per cinque anni  fino  ad  oggi,  in
  maniera  totale sentendo un obbligo, da parte mia,  la  difesa,  la
  cura,  la protezione di questo Palazzo e di tutto quello che questo
  Palazzo  comporta, cioè essere Assemblea, essere  deputato  e  l'ho
  fatto  sin  dal primo giorno, nonostante l'allora Presidente  della
  Regione  che,  rispetto  al problema dei  vitalizi  quando  con  il
  deputato  Cracolici  - che non smetterò mai di  ringraziare  perché
  era,  come  dire, e ancora oggi è un uomo libero - e nella  passata
  legislatura  tutti  immaginavano bisognasse eliminare  i  vitalizi,
  qualsiasi partito compreso il suo, compreso il mio, ma noi  abbiamo
  deciso  di  essere seri. Scusate, al Governo, se potete evitare  di
  parlare vi ringrazio, perché è un argomento molto delicato,  perché
  quello  che io dirò, novanta su cento, appena esco di qua  ci  sarà
  qualcuno che mi tira le pietre, perché sono un fottuto amante dello
  spreco  del  denaro pubblico. E quindi, devo dirlo con  precisione,
  devo  stare  attento a quello che dico, quindi vi  prego  di  farmi
  rimanere senza disturbi.
    Allora noi, quando portammo in Aula la legge sui vitalizi, avemmo
  la  spiacevole, come dire, sorpresa, entrando in Aula,  di  leggere
  dai  giornali che il Presidente della Regione aveva dichiarato  che
  era poco quello che aveva fatto Fico e che lui avrebbe fatto di più
  rendendoci, ovviamente, il lavoro molto più complicato.  Nonostante
  questo,  con  il  partito  - ringrazio anche  l'onorevole  Aricò  e
  l'onorevole    Savarino,    che    in    quell'occasione     furono
  straordinariamente  utili  per arrivare  alla  soluzione  finale  -
  nonostante,  quindi, un parere del Presidente  della  Regione,  che
  conta,  arrivammo a un risultato soddisfacente. Io e  Cracolici  ci
  prendemmo  un  gran dispiacere quando scoprimmo che  il  Presidente
  della  Regione  non  avrebbe  fatto opposizione  al  Consiglio  dei
  Ministri, che aveva - come si dice abrogato, no la parola esatta  è
  impugnato,  che  aveva  impugnato  la  legge.  Pensate   che   noi,
  addirittura, facemmo insieme agli ex parlamentari una difesa  così,
  diciamo,  per telefono perché la Regione, per la prima volta  nella
  storia della Regione siciliana, non si difese sull'impugnativa  del
  Consiglio dei Ministri.
     Nonostante  questo, nonostante la Regione non avesse  presentato
  difesa  nell'impugnativa, la Corte ci ha dato  ragione  e  ha  reso
  assolutamente  valido quello che avevamo scritto. Ma  il  risultato
  vero  e  straordinario, è che la Corte ci diede ragione, ma poi  lo
  stesso  Parlamento nazionale, che era quello che aveva fatto questa
  norma,  mi fece una telefonata dalla Camera dei Deputati -  che  ho
  ricevuto personalmente - con cui mi si chiedeva di mandare loro  la
  legge  nostra,  perché avendo perso tutti i  ricorsi  e  avendo  un
  problema  serio  -  che vi dico che ci sarà pure questa  volta  col
  Consiglio  di Presidenza -, avendo un problema serio e cioè  avendo
  accantonato  così  come la legge prevedeva i  fondi  per  eventuali
  possibili ricorsi - ricordo prima legge della storia del mondo  che
  viene fatta chiedendo di accantonare i soldi caso mai la legge  non
  fosse  valida -, nonostante questo dimenticarono di accantonare  le
  somme  per  interessi e spese legali, avendo perso tutti i  ricorsi
  avrebbero dovuto pagare di tasca propria, onorevole Galvagno,  cioè
  il  Consiglio di Presidenza di tasca propria avrebbe dovuto  pagare
  tutti  gli  interessi  legali e tutti gli  interessi  di  mora  sul
  rimborso avendo perso i vitalizi. Mi chiesero di presentare  io  la
  legge a loro per poterla copiare.
   Allora,  chiedo  ai  miei  amici dei Cinque  Stelle,  perché  sono
  persone  veramente perbene, brave, oneste, smettetela, oggi abbiamo
  subito,  ripeto  la  smentita di Galvagno mi rende  felice  ma,  di
  fatto, su tutti i giornali abbiamo subito un'imposizione romana  su
  quello che si deve fare in quest'Assemblea, non è la prima attenti,
  il  presidente Galvagno lo sa, meglio che non ne parliamo, non è la
  prima  imposizione romana che abbiamo subito, ma su una cosa che  è
  assurda,  cioè tutti gli italiani, tutti tranne quelli a contratto,
  hanno  l'adeguamento  Istat dei loro stipendi perché  l'adeguamento
  Istat  non è un'offesa è soltanto il recupero del costo della  vita
  che  aumenta,  non  è un aumento di stipendio  e  noi  non  abbiamo
  chiesto  niente, è automatico come per tutti, come per  i  bancari,
  come  per gli operai, come per i dirigenti, per tutti in Italia  ma
  noi  siamo sempre schifo, noi siamo sempre lo schifo del Paese  per
  cui dobbiamo, comunque, essere puniti.
   Allora,   io   avevo  fatto  una  proposta  e  ho  presentato   un
  emendamento,  che  il  Presidente,  credo  legittimamente,  non  ha
  ammesso  perché anticostituzionale, e allora dico che però comunque
  bisogna pensarci a questo. Da trent'anni il Parlamento nazionale  e
  regionale diminuisce il proprio stipendio, da trent'anni, la  prima
  volta  importante  fu  con il presidente Schifani,  Presidente  del
  Senato  e  l'onorevole Fini, Presidente della Camera,  con  cui  di
  fatto  vennero  tolti i vitalizi ma era come  se  non  fosse  stato
  fatto,  dal  giorno dopo fummo insultati sempre  e  abbiamo  dovuto
  inseguire  chi  ci  insultava per tagliare  qualche  altra  cosa  e
  continuiamo  ad  inseguire  chi ci insulta  per  cercare  di  farli
  contenti, e quindi ci insultano ancora di più; lei può stare sicuro
  che   appena  leveremo  l'adeguamento  Istat  il  giorno  dopo   ci
  prenderanno   per  merda  uguale,  non  creda  che  qualcuno   dica
  finalmente  i  parlamentari sono bravi  se  lo  levi  dalla  testa,
  diranno che facciamo schifo perché abbiamo la tredicesima e non  ce
  l'abbiamo, comunque facciamo schifo.
   Allora   la  mia  proposta,  la  faccio  seriamente  non   è   una
  provocazione,  eliminiamo lo stipendio,  e  chiudo,  eliminiamo  lo
  stipendio,  troviamo una formula diversa per avere  quelle  quattro
  lire che ci servono quanto meno per le spese che abbiamo e facciamo
  i missionari, non ne posso più di essere insultato dalla gente e la
  verità  vera è che la gente ci insulta perché noi glielo chiediamo,
  perché  noi  glielo  suggeriamo, noi glielo  suggeriamo.  Basta  vi
  supplico,  basta,  ma basta, ma un minimo di serietà  basta  queste
  cose,  abbiamo  uno stipendio che è quello che bisogna  avere,  che
  abbiamo  tutti,  io  non  rubo  e  non  ho  altri  soldi  e  arrivo
  comodamente  a  fine  mese,  chiedo scusa  a  chi  ci  arriva  meno
  comodamente di me, ma quello è, arrivo a fine mese, non  ho  yacht,
  non  ho ville, non ho grandi macchine o grandi pellicce, perché non
  rubo,  perché è quella la categoria che va colpita, sono  quelli  i
  bastardi, sono quelli che rubano, che distruggono questa categoria,
  noi  non  rubiamo  ragazzi dei 5 Stelle,  non  ci  massacriamo  per
  favore.   Indichiamo  noi  quelli  che  rubano  perché   tanto   li
  conosciamo.  Questo  dobbiamo fare se vogliamo  rendere  pulita  la
  nostra  Isola  e  vogliamo rendere pulita la  politica.  Basta  con
  questo auto massacro.
   La  ringrazio, Presidente, per il tempo che mi ha dato in più,  la
  ringrazio  per la sua smentita, però Presidente - e ho  concluso  -
  quest'Assemblea  è  sua, la difenda sempre  e  comunque,  sempre  e
  comunque,  perché il compito del Presidente è difendere il  proprio
  ente, anche se qualche volta potrebbe non essere d'accordo.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Micciché.   Hanno   chiesto   di
  intervenire gli onorevoli Pace e De Luca Antonino.

   PACE. Signor Presidente, chiedo di intervenire perché oggi non  ho
  avuto   il   privilegio  di  essere  intervistato  da   una   delle
  televisioni.  Stranamente sono entrato da  Piazza  del  Parlamento.
  Quindi,  siccome non ho avuto questo privilegio di dire la mia,  ne
  approfitto  per  dirla davanti ai miei colleghi, perché  visto  che
  sono  un  deputato novello è giusto che ci conosciamo  e  penso  di
  interpretare  il  sentimento  di  tantissimi,  forse  tutti  o   la
  stragrande  maggioranza dei miei colleghi che, non per mancanza  di
  coraggio ma per pudore, non dicono ciò che realmente pensano.
   Presidente, sono stato - l'ho detto tante volte - sindaco  di  una
  città e in alcuni momenti mi sono autoridotto l'indennità. Ho usato
  la  mia  macchina, venivo in missione a Palermo e potete  andare  a
  controllare  se  sto  dicendo la verità e non  portavo  nemmeno  lo
  scontrino  del  panino  perché non andavo al ristorante.  Ho  messo
  tante  firme e non so quante ho omesso di metterne. Non sono  stato
  mai  sfiorato da alcun avviso di garanzia o di rinvio  a  giudizio.
  Oggi mi ritrovo a difendere un atto che non ho avuto il piacere  di
  votare, perché l'avrei votato, perché abbiamo approvato il bilancio
  dell'Assemblea e mi ritrovo a difendermi, come parlamentare, da  un
  attacco   inverosimile  che  mandiamo  al  mittente  e  mi   dovrei
  vergognare  di qualcosa che non ho chiesto e non ho fatto.  I  miei
  genitori, mio papà non c'è più da tanto tempo, Presidente, mi hanno
  insegnato  che bisogna vergognarsi soltanto se si ruba. Io  non  ho
  mai rubato e non mi vergogno. Mi vergognerei se avessi rubato nella
  mia vita.
   Ritengo che i siciliani che ci hanno mandato qua, colleghi  dei  5
  Stelle,  ci hanno eletti sapendo che dobbiamo ricoprire un ruolo  e
  che questo ruolo ha degli appannaggi anche di natura economica. Io,
  come  tanti  altri, vivo il territorio, abbiamo le segreterie,  per
  quanto mi riguarda 3, metto a disposizione il mio tempo, così  come
  facevo  nei  miei precedenti mandati da sindaco, da  vicepresidente
  della  Provincia, da consigliere provinciale però, Presidente,  non
  permetto  a  nessuno di darmi lezioni o di essere  da  moralista  e
  moralizzatore.
   E  caro  onorevole  Di  Mauro, sono un uomo di  squadra,  così  ci
  conosciamo,  sono un uomo della maggioranza e voto sempre,  essendo
  uomo  di squadra, ciò che la maggioranza non mi impone ma condivido
  per  portare  avanti.  E  se qualcosa non mi  sta  bene  vengo  sul
  pulpito, come sto facendo adesso, e lo denuncio. Fermo restando che
  se  questo  emendamento ha bisogno del voto della maggioranza,  pur
  non   condividendolo  perché  lo  sto  dicendo  e  spero   che   le
  televisioni,  i  media,  che  hanno  massacrato  questo  Parlamento
  riprendano  questa  mia dichiarazione, pur  se  non  condivido  una
  scelta   che   ci  stanno  obbligando  a  fare,  sono  disposto   a
  sottoscrivere  e a votare, se lo farà la mia maggioranza,  soltanto
  perché  sono  un  uomo di squadra e un uomo di questa  maggioranza,
  presidente Schifani,

   SPADA. Deve essere libero

   PACE.  Però  sono un uomo libero e voglio essere  un  uomo  libero
  anche all'interno di questo Parlamento proprio perché sono libero e
  non  ho  nulla da nascondere, dico che tutto quello che  ha  subito
  questo Parlamento in queste 48 ore è ingiusto, è ingeneroso e non è
  dignitoso  nei  confronti di noi parlamentari  perché  non  abbiamo
  chiesto  nulla,  non  abbiamo estorto nulla e  non  stiamo  rubando
  nulla. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pace. C'è l'ultimo  intervento.  Ha
  chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Grazie, Presidente. E'  incredibile  come  si
  riesca  ad arrivare a quest'ora del mattino e dover sentire  ancora
  talmente  tante sciocchezze da rimanere basiti. Cari colleghi,  qua
  nessuno  vi ha detto che qualcuno ha rubato, nessuno ha  detto  che
  non  lavorate, il tema è un altro, il tema è che nel momento in cui
  il popolo muore di fame non è un bel segnale che i deputati passino
  da  11  mila  euro  a 12 mila euro al mese, nessuno  ha  detto  che
  qualcuno ha votato, ha schiacciato il pulsantino

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, si  sapeva  anche  prima  questo
  eventualmente,  se facciamo questo ragionamento dobbiamo  andare  a
  ritroso.

   DE  LUCA  ANTONINO. Presidente, mi faccia continuare e poi  ce  ne
  andiamo a sei anni prima. Quindi, il concetto non è che qualcuno ha
  rubato, qualcuno ha fatto qualche cosa, semplicemente in un momento
  in  cui  usciamo dalla crisi Covid, usciamo dalla crisi energetica,
  c'è  la  guerra, abbiamo tolto, hanno a Roma, il Governo di  centro
  destra,  ha tolto il reddito di cittadinanza, hanno preso  e  hanno
  eliminato  il  110  per  cento lasciando ditte,  muratori,  operai,
  manovali e le loro famiglie senza uno stipendio sulla crisi  e  non
  stiamo  neanche  intervenendo, forse  è  il  caso  di  fermarsi  un
  attimino  se  c'è la possibilità di farlo e di dire: sì  è  vero  è
  aumentata  la  benzina, è aumentato il pane, sono  aumentate  tutte
  cose, sono aumentate, però dato che c'è gente che vive con 900 euro
  al  mese, c'è gente che non vive nemmeno con quelle, forse  passare
  da  11 mila euro a 12 mila euro è normale che crei un'indignazione,
  e noi questo problema dovremo forse anche crearcelo, non è una cosa
  particolarmente complicata da capire perché è semplicemente questo,
  nessuno qua dentro ha detto che qualcuno ruba, nessuno ha detto che
  qualcuno ha votato, ha fatto, ha detto. Allora è questo, per cui se
  vogliamo  tornare anche a un ragionamento che può  avere  anche  un
  significato  serio,  allora  uno dice:  è  successo  quello  che  è
  successo,  in  passato si aumentava pure, aumentava automaticamente
  solo  che  aumentava di piccole percentuali, adesso è successo  che
  con  l'inflazione  al 9 per cento è aumentato a  dismisura,  allora
  forse,  innanzitutto, è il caso di mettere un  tetto  massimo  agli
  aumenti Istat e non è una cosa complicata da fare e poi ci  si  può
  interrogare anche se approvare la norma che hanno firmato anche gli
  altri  Capigruppo, perché non è che ce l'ho messo io le firme degli
  altri  e  dire non aumentiamo più con l'indice Istat, sono entrambe
  due  soluzioni che, comunque, non porranno rimedio a quello che già
  è successo perché è evidente che, non come dice il collega Assenza,
  le norme non sono retroattive, quindi l'ordine del giorno, la norma
  che  eventualmente tra poco voteremo, se sarà messa  in  votazione,
  risolve questo problema ma non è un problema che qualcuno è  ladro,
  ruba  o  fa sotterfugi o che qualcuno non fa il suo dovere, non  ha
  diritto  a prendere uno stipendio, ma passare da 11 mila a 12  mila
  euro,  nel  momento in cui c'è gente che passa da mille a  zero,  è
  questo il tema

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sono due le cose, mi scusi,  o  lei
  ha  votato  al  buio e non sapeva quello che stava  votando  perché
  queste  cose  si  sapevano  anche  prima,  dobbiamo  essere  onesti
  intellettualmente, bisogna essere onesti intellettualmente; è  vero
  che era un automatismo ma è altrettanto vero che noi abbiamo votato
  un bilancio interno.
   Ha  già  parlato,  onorevole De Luca. Ha  chiesto  di  intervenire
  l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   Ha  già  parlato, onorevole De Luca, non è un dibattito. Ha  fatto
  l'intervento  sull'emendamento e l'emendamento  tra  cinque  minuti
  sarà votato.

   LA  VARDERA.  Grazie, Presidente. Io ritengo che  sia  utile  fare
  chiarezza su questo tema, scusatemi, perché tutto quello che lei ha
  detto,  onorevole  De  Luca,  è  assolutamente  condivisibile.   Il
  problema   è  che  forse  dovevate  saperlo  voi,  che   avete   il
  Vicepresidente  vicario all'interno dell'Ufficio di  Presidenza.  E
  questo  populismo ex post non porta da nessuna parte, perché  avere
  letto un vostro post su facebook "i deputati regionali si alzano lo
  stipendio  di  900  era al mese, tranne noi" è una  falsità.  Ed  è
  vergognoso  Bisogna essere onesti intellettualmente fino in fondo

                              (Applausi)

   LA  VARDERA.  Fino  in fondo  Perché per i fondelli  non  prendete
  nessuno    Perché  nemmeno  noi  lo  condividiamo  e  noi  potevamo
  cavalcare  questa  norma,  in quanto non  eravamo  nell'Ufficio  di
  Presidenza. E il ragionamento lo condividiamo fino in fondo, perché
  è  vero  che in un momento complicato questa norma non  fa  bene  a
  questo  Parlamento  e, inevitabilmente, ci mette  alla  berlina.  È
  condivisibile  Io lo condivido il suo ragionamento, in toto  Ma non
  lo  fate  dopo,  perché fare passare per cattivi quelli  che,  poi,
  anche voi eravate dentro, è una presa in giro e le prese in giro le
  rispediamo al mittente.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera.   Ha   chiesto   di
  intervenire  prima  l'onorevole Savarino. Ne ha  facoltà.  Poi  gli
  onorevoli Carta e Di Paola.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sfatiamo  intanto
  alcune  bugie e ipocrisie. Stamattina mi sono svegliata,  il  primo
  servizio  su  Canale  5 recitava, letteralmente,  che  noi  avevamo
  approvato una norma per cui ci eravamo aumentati lo stipendio e che
  la Regione siciliana è la regione che costa di più in Italia.
   Due  bugie:  la prima che noi non abbiamo approvato alcuna  norma,
  anzi,  questo  automatismo dell'adeguamento  all'Istat  lo  abbiamo
  appreso dai giornali, non ce ne siamo neanche accorti approvando un
  bilancio  che  non  esplicitava  la  voce.  E  quindi  non  abbiamo
  approvato alcuna norma che aumenta i nostri stipendi, così come non
  ci siamo accorti qualche anno fa che, invece, avevamo perso qualche
  cosa,  proprio perché invece l'Istat era in decremento rispetto  ai
  nostri  stipendi;  che  la Regione siciliana  costa  più  di  altre
  Regioni  è  un'altra bugia, un'altra ipocrisia, perché  dimenticano
  tutti  di  dire  che  la  Regione  siciliana  ha  delle  competenze
  esclusive  per  cui,  per  dire, le Sovrintendenze  in  Sicilia  le
  paghiamo  noi e nelle altre Regioni d'Italia le paga  lo  Stato.  E
  questa  è  una cosa che nessuno spiega e che nessuno dice,  ma  che
  serve  a  disegnarci  come  i più cattivi.  Stessa  cosa  il  Corpo
  Forestale. E potrei continuare.
   Siamo un'Assemblea che è un Parlamento e ci fregiamo di essere  il
  primo  Parlamento  della storia d'Europa. A volte lo  dimentichiamo
  nelle azioni di ogni giorno.
   Ecco,  una  domanda vorrei fare ai colleghi, però, con  la  stessa
  onestà  con  cui  io  ho  ascoltato gli interventi  di  chi  mi  ha
  preceduto e sa il collega Cracolici, lo ha raccontato e spiegato il
  collega  Micciché,  quanto fuori da ipocrisie ci  siamo  trovati  a
  cercare soluzioni concrete.
   Quanti  di  noi, se ci fosse stato un aumento con un  articolo  da
  votare  l'avrebbero  votato  in  un momento  storico  come  questo?
  Rispondiamo con un'onestà. Quanti?
   E  allora che oggi si pone alla nostra attenzione la necessità  di
  porre  il  tema,  se opportuno o meno, che questo aumento  rimanga,
  continui,  perseveri,  ritengo  sia  legittimo.  E  lo  dice   una,
  onorevole  Micciché, lo dice una, che in questi  anni  non  ha  mai
  subito telefonate da Arcore per mettersi sugli attenti. Lo dice una
  che fa parte di un Partito a cui finora ha solo portato voti, e che
  se  non  ci  fosse  stata non sarebbe neanche  scattato  il  seggio
  d'Agrigento.
   Non  ho motivi di obbedienza né di riconoscenza, ci sto perché  ci
  credo, ma mi posso permettere di dire quello che penso, come  penso
  anche  molti  altri  colleghi,  anche  se  qualcuno  ha  immaginato
  subdolamente  che  sia  condizionato dalle posizioni  che  riveste.
  Ebbene non è così
   Si  pone  oggi un tema, e lo ripeto, se siamo onesti come  ritengo
  che onesti intellettualmente lo siamo tutti, se ad ognuno di noi ci
  fosse  stata  posta  la  domanda, due  giorni  fa,  quando  abbiamo
  approvato  in toto il bilancio dell'Assemblea Regionale  Siciliana,
  volete approvare un aumento del vostro stipendio di 800 euro lorde?
  Quanti di noi avrebbero risposto sì in questo momento specifico  di
  crisi  economica? Diciamoci la verità. Nessuno, nessuno.  E  allora
  diciamo la verità a chi ci ascolta.
   È stato un automatismo che non poteva essere cambiato fino ad ora.
  Però  diciamo la verità anche a noi stessi. Possiamo porci il  tema
  se  il caso o meno in questo momento in cui abbiamo approvato norme
  sugli  indigenti,  se  è il caso di mantenere  un  automatismo  del
  genere?  Senza  ipocrisia, senza obblighi,  senza  ordini.  Ma  con
  l'onestà  intellettuale  che ci deve appartenere  a  tutti.  Grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Savarino. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole  Carta onorevole. Onorevole Spada, un  secondo  fino  a
  prova contraria ancora forse l'ultima cosa che mi è rimasta da fare
  qua dentro è decidere chi deve parlare e c'è un'iscrizione.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Carta, intanto lei non lo  deve
  chiedere, ci sono altri quattro colleghi prima di lei. Se  c'è  uno
  di maggioranza ed uno di opposizione, c'è Di Paola. Se c'è Di Paola
  che  le  cede  il  posto, lei può parlare al  posto  di  Di  Paola.
  Onorevole Di Paola cede il posto? Prenda parola.

   SPADA. Grazie, Presidente, sono le quattro del mattino. La mia non
  voleva essere una mancanza di rispetto nei suoi confronti, però non
  ci  sto  al  gioco al massacro che si sta svolgendo in  quest'Aula.
  Cioè  non  è  possibile  fare la guerra nei  confronti  dei  Cinque
  Stelle,  piuttosto  che nei confronti del  gruppo  di  De  Luca,  e
  mettere  in contrasto le opposizioni che oggi hanno portato  avanti
  un lavoro in quest'Aula.
   Io  penso  che  siccome  il problema, come  ha  posto  l'onorevole
  Cracolici,  non  lo risolviamo votando l'emendamento  di  De  Luca,
  perché  l'emendamento di De Luca, da quello che ho  capito  io,  di
  fatto,  non  è  retroattivo, e quindi noi continueremo  a  prendere
  eventualmente l'aumento.

   PRESIDENTE.  No,  no,  no  la smentisco purtroppo  nel  senso  che
  rispetto a quello che sta pensando non è così.

   SPADA. Scusi, Presidente, completo l'intervento e poi

   PRESIDENTE. Perde l'effetto già da adesso.

   SPADA.  E quindi completo l'intervento. Siccome dicevano  che  non
  c'è  una  retroattività, e secondo me bisogna invece porla  ora  la
  questione e quindi eliminarla subito.
   A  mio avviso si dovrebbe retrocedere rispetto all'adeguamento che
  è  stato  fatto,  e quindi eventualmente presentare un  emendamento
  modificativo  al bilancio dell'Assemblea, che abbiamo votato  senza
  discuterlo, per tornare indietro sull'adeguamento ...

   PRESIDENTE.  Questo  emendamento, in funzione  del  fatto  che  fa
  perdere  gli effetti da ora, non dà la possibilità da ora  in  poi,
  quindi  già  lei nella prossima busta paga non avrà neanche  questi
  880  euro  lordi  che  ci  sono, quindi  è  ad  effetto  immediato.
  Inizialmente  si  era  detto  di no  e  invece  hanno  fatto  degli
  approfondimenti ...

   SPADA. Ce lo sta comunicando ora.

   PRESIDENTE. Ce lo sta comunicando ora il Segretario generale.

   SPADA. Ma, dico, l'Aula non era a conoscenza di questa cosa.

   PRESIDENTE.  Certamente,  se  sapevo  le  dinamiche  perfettamente
  l'avrei  fatto io stamattina, si è fatto invece adesso, sono  stati
  fatti  gli  approfondimenti,  pertanto  ha  effetto  retroattivo  o
  comunque ha effetto da domani mattina.

   SPADA. Grazie.

   PRESIDENTE. Prego. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carta. Ne  ha
  facoltà.

   CARTA.  Signor  Presidente  grazie,  cari  colleghi,  volevo  solo
  chiarire  un aspetto che è stato diciamo sbandierato in  quest'Aula
  pochi minuti fa: che i deputati non guadagnano 11 mila euro, questo
  è chiaro a tutti?

                              (Applausi)

   Voglio chiarirlo perché domani mattina noi torniamo sui Territori,
  riceviamo  le persone, e ci dobbiamo anche giustificare  di  quelle
  che sono le nostre spese in campo alla trasparenza.
   Un'altra  cosa me la sento di dirla tutta, questo è un  Parlamento
  che  ha una parte discriminata e una parte dove non viene applicata
  la discriminazione, perché una parte viene e fa sei ore di macchina
  per  arrivare a Palermo, gli altri vivono qui, o quanto meno vivono
  a qualche ora da Palermo, e non hanno la stessa discriminazione che
  abbiamo certi deputati, sul lato economico.
   Poi  dico,  grazie a Dio da deputato si vive meglio da chi  non  è
  deputato, questo lo dobbiamo dire, è la realtà dei fatti.  Però  mi
  sento  di ricordare una cosa che è successa in questi cinque  anni,
  che forse può servire di riflessione a tutti.
   Nel 2018 lo Stato decide di tagliare gli stipendi ai sindaci - non
  ha  parlato nessuno nell'incremento dello stipendio dei sindaci  in
  questi  giorni - la Regione siciliana è compresa nel  taglio  degli
  stipendi e i sindaci. Tutti i sindaci in carica, compreso me, hanno
  ritornato  i  soldi allo Stato, tutti senza avere lo stipendio  per
  mesi, lo stipendio da sindaco in un comune di quindicimila abitanti
  è circa 2300 euro, non ci dobbiamo scandalizzare.
   Fanno  una  legge dove danno l'incremento ai sindaci,  la  Regione
  siciliana  non  è  compresa, e questo Parlamento  sta  cercando  di
  mettere una pezza da qualche giorno occupandosi pure di ristorare i
  sindaci  e i comuni per adeguare, come tutta l'Italia, lo stipendio
  da sindaco.
   Ora,  io  dico,  per  quanto tutti gli emendamenti  siano  validi,
  questa  Assemblea  oggi  ha percepito un  dato  che  c'è  stato  un
  incremento che è provocato dall'inflazione. Posto tutto quello  che
  sta  succedendo in Europa, e che ho avuto un aumento  di  800  euro
  circa  lordi  che  vanno negli stipendi dei  parlamentari,  ora  li
  togliamo,  non li togliamo, ma è chiaramente qualcosa di legittimo,
  ed   è  chiaro  che  questa  categoria,  che  è  la  categoria  dei
  parlamentari  che  appartengono al Parlamento più antico  d'Europa,
  che  è  il Parlamento siciliano, oggi si sta privando di un diritto
  che,  secondo me, per quanto possa essere poco importante, è  tanto
  significativo  nel contenuto e nel merito, oltre  che  in  diritto,
  perché  ormai  le regole non li facciamo qui dentro,  ma  li  fanno
  fuori. Grazie a Tutti.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.  Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  non  volevo
  intervenire, però mi sembra giusto intervenire perché  chi  secondo
  me voleva dividere questa Assemblea è riuscito nell'intento.
   Noi    ci   stiamo   dividendo   per   influenze   esterne,    per
  strumentalizzazioni che ci sono, io già ieri ho condiviso in  parte
  l'intervento del collega Cracolici.
   Quest'Aula  si  può  dividere per le opinioni, quest'Aula  si  può
  dividere  per  gli  indirizzi, ma non possiamo farci  dividere  per
  decisioni che quest'Aula ha già preso.
   Noi,  è  vero, il percorso che ha fatto il bilancio dell'Assemblea
  che,   ricordo,   anche   quest'anno  ha   ridotto   i   costi   di
  cinquecentomila  euro  circa, il percorso nasce  dal  Collegio  dei
  Questori,  poi dall'Ufficio di Presidenza e poi in Aula e  si  vota
  all'unanimità,  si  è votata all'unanimità, tutti  i  Gruppi  hanno
  votato l'ok al bilancio dell'Assemblea.
   Ora  dico,  colleghi,  capisco gli attacchi  al  Movimento  Cinque
  Stelle  per  una  locandina ma guardate, Presidente,  le  locandine
  vanno  e vengono, tra l'altro quando c'è stata la rinuncia da parte
  di  un  Gruppo,  anzi  da parte di più Gruppi  di  opposizione,  ad
  entrare  nell'Ufficio di Presidenza qualcuno  ha  fatto  locandine,
  attenzione ci sta è il gioco delle parti, sul fatto che  chi  entra
  all'interno  dell'Ufficio di Presidenza ha tantissimi  benefit,  ha
  l'auto blu, si aumenta lo stipendio, è il gioco delle parti,  è  la
  politica;  nessuno qui ha detto nulla, nessuno qui ha replicato  in
  maniera anche scomposta.
   Io  credo molto nel libero arbitrio, il Movimento Cinque Stelle da
  sempre   per  un  principio,  per  regole  che  si  è  imposto,   i
  parlamentari  regionali e nazionali si tagliano  lo  stipendio,  in
  parte, e lo devolvono ad attività pubbliche, a progetti pubblici  è
  una scelta come tantissime altre scelte, Presidente. Ora c'è questa
  scelta  di  abrogare la norma, è stato presentato  un  emendamento,
  anche  questa  è  una scelta, è una scelta, la  si  mette  ai  voti
  Presidente   e   decidiamo  se  eliminare  o  meno  l'articolo   di
  riferimento.
   Però,  Presidente,  noi possiamo fare qualunque  scelte,  possiamo
  fare  tutte  le scelte possibili e immaginabili però quando  questa
  Assemblea  prende delle decisioni non possono essere,  poi,  queste
  decisioni,  qualunque  esse siano, e attenzione  io  capisco  anche
  l'indignazione  del  fatto che magari i deputati  che,  come  hanno
  detto  altri colleghi che sono intervenuti, siamo sempre  brutti  e
  cattivi indipendentemente da quello che facciamo, e ci sta, ci  sta
  questo perché svolgiamo un compito un compito importante. Dico, non
  è  possibile  che quando in quest'Aula si prende una decisione,  la
  decisione poi venga strumentalizzata, perché io già ieri  ho  detto
  che  questa decisione è stata strumentalizzata perfino dal  Governo
  regionale, Presidente, perché io ieri l'ho ricordato che c'è  stata
  un'agenzia  da parte del Presidente della Regione, si parlava  pure
  dell'aumento degli emolumenti dei sindaci e degli assessori, allora
  sul  tritacarne siamo finiti tutti i colleghi, nessuno escluso; poi
  possiamo,  ognuno  di  noi può prendere delle posizioni  a  livello
  pubblico,  c'è chi presenta l'emendamento, c'è chi fa la locandina,
  c'è  chi  fa  qualunque altra scelta: sono scelte politiche,  è  il
  gioco delle parti della politica, delle scelte che ogni Gruppo fa.
   Però, Presidente, che sia chiaro: noi questa Assemblea la dobbiamo
  difendere  Noi questa Assemblea la dobbiamo difendere perché non  è
  possibile che da Roma o da altri posti arrivino attacchi  a  questa
  Assemblea  in maniera continua, perché da anni che questa Assemblea
  viene messa, e lo dicevano, assessore Turano, anche altri colleghi:
  quando  le  cose  succedono in altre regioni non c'è  nessun  caso;
  quando  le cose succedono all'interno di questa Assemblea nasce  il
  caso.
   Allora  dico  su questo colleghi Presidente dobbiamo riflettere  e
  riflettere attentamente poi dico io non mi scandalizzo se il Gruppo
  di  Grande  Sud  ci  attacca o se ci attacca la maggioranza  se  ci
  attacca  l'opposizione non è questo il punto, Presidente  si  fanno
  delle  scelte  in  maniera  opportuna queste  scelte  vanno  difese
  dopodiché  se  quest'Aula vuole abrogare la norma  la  norma  viene
  abrogata  ma  è  chiaro  Presidente e vado a  concludere  è  chiaro
  Presidente che è innegabile che noi nel corso degli anni - e  credo
  che il mio Capogruppo voleva dire questo - noi nel corso degli anni
  per  scelta così come altri Gruppi fanno altre scelte noi nel corso
  degli anni l'emolumento che percepiamo ce lo siamo sempre tagliati.
  E così come abbiamo detto all'interno di quella locandina che tanto
  ha scandalizzato abbiamo detto guardate che noi questo monumento in
  più questo adeguamento dell'Istat; quindi questa percentuale in più
  del  nostro  monumento la devolviamo in progetti così come  abbiamo
  sempre fatto e aggiungo Presidente che un'ulteriore proposta poteva
  essere pure e non so se questa proposta è possibile da parte  degli
  Uffici  che  sempre  per il libero arbitrio  ognuno  di  noi,  ogni
  deputato, ognuno dei settanta deputati può scegliere liberamente  e
  magari  questa  cosa la possiamo verificare se  norma  non  dovesse
  passare  di devolvere il proprio aumento dell'Istat rinuncia  e  lo
  inserisce  all'interno di un capitolo dell'Assemblea  regionale  in
  maniera molto semplice così come facciamo già con altre cose.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Lei può formalizzare tutte
  le  richieste che riterrà più opportuno e poi vengono valutate alla
  Presidenza.
   L'onorevole Assenza ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, oggi sto tornando indietro nei ricordi
  alle  sedute del 2014 quando questa Assemblea si trovò ad applicare
  il  decreto  Monti  in  quell'occasione io feci  un  intervento  un
  intervento che grazie alla manipolazione e all'estrapolazione di un
  intervento  di  undici minuti, di un tratto di trenta  secondi,  mi
  fece  finire  su  tutti i giornali nazionali, mi  dedicò  la  prima
  pagina del Corriere della Sera a firma di Antonio Stella.
   La  trasmissione anno zero di Santoro mi fece protagonista di  una
  serata  per  carità, questi trenta secondi estrapolati guarda  caso
  poi  ad  ogni  campagna elettorale mi vengono riprodotti  nei  vari
  social  e  in  quant'altro mi costano centinaia se non migliaia  di
  vuoti   ogni  volta  perché  mi  fanno  apparire  come  il  satrapo
  insaziabile per intenderci, io che forse unico in Italia  unico  in
  Italia nel 1996 quando sono arrivati che l'eletto era ineleggibile,
  su cinque in quella stessa situazione quattro fecero il ricorso. Il
  sottoscritto,  per  senso di responsabilità e  perché  non  ha  mai
  vissuto  grazie a dio della politica come tanti di noi qua  dentro,
  rinunciò  a  farlo  e  quando non si parlava  degli  ottomila  euro
  mensili, onorevole De Luca, non è da lei gonfiare perché domani c'è
  il  povero  disgraziato e tu prendi undici mila euro  al  mese,  tu
  prendi  ottomila euro su cui poi come nel mio caso viene  applicato
  l'ulteriore  quarantacinque per cento di tassazione e  prendo  meno
  del direttore di banca o di quant'altro. Ma ci sta per carità, sono
  scelte  che  liberamente  ognuno di noi  fa,  ma  dicevo  quando  i
  privilegi  e gli stipendi e le indennità della politica  erano  ben
  altri di quelle attuali.
   Perché  faccio questa premessa? Perché non mi si può dire, proprio
  a  me, che io su questo uso demagogia, perché l'ho pagato sulla mia
  pelle  in  quegli anni in cui era veramente difficile difendere  le
  indennità  del Parlamento, perché vi era l'odio diffuso  contro  la
  classe  politica. Però in quella stessa seduta, cari  colleghi,  io
  firmai  l'emendamento  per  abrogare  l'aumento  Istat,  perché  lo
  trovavo   un  fuor  d'opera.  Perché  quello  che  è  un   istituto
  assolutamente   legittimo,   però   applicato   all'indennità   del
  parlamentare, mi sembrava un fuor d'opera, ed io fui uno dei  pochi
  a votare contro quella previsione dell'aumento Istat.
   L'aumento   Istat,  poi,  per  effetto  quasi  della   deflazione,
  piuttosto  che  dell'inflazione,  non  è  stata  di  concreto   mai
  applicata,  se non per poche unità di euro, per qualche  decina  di
  euro  e,  quindi, non se ne è accorto nessuno. Oggi  c'è  un  fatto
  automatico,  il  Collegio  dei  Questori  prima,  il  Consiglio  di
  Presidenza  dopo, l'Assemblea complessivamente, non ha fatto  altro
  che  prendere  atto dell'adeguamento, ma già una volta  che  questo
  problema  si  è  trovato  noi  abbiamo  presentato,  come  Fratelli
  d'Italia, un disegno di legge per abrogarlo, e un ordine del giorno
  per impegnare il Consiglio di Presidenza a provvedere.
   Oggi  da  parte  dell'onorevole De Luca e di tutti i  Gruppi,viene
  presentato   questo   emendamento,  quindi   è   chiaro   che   io,
  personalmente, e credo anche il mio Gruppo, voteremo favorevolmente
  per l'abrogazione del comma 2. Che questa abrogazione possa operare
  retroattivamente, onestamente, questo da avvocato, la politica  non
  c'entra  niente, credo che ce ne voglia, perché al 31 dicembre,  al
  primo  gennaio, l'aumento Istat maturato è del 2022,  e  quindi  al
  primo gennaio questa norma era in vigore.
   Checché ne vogliamo dire, non si potrà applicare per il futuro, ed
  è  giusto  che non si applichi in questo momento, e senza accettare
  la  demagogia  di  nessuno  su  questo  tipo,  sull'emendamento   e
  continuo, i miei figli che venivano

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza non prema, non prema  Se  lei  preme
  il pulsante, si stacca il microfono e quindi si sente una parola  e
  tre no.

   ASSENZA.  Quello  che è l'avversario politico come  il  mostro  di
  turno, e quindi se la politica tutta e tutti i Gruppi ritrovano  la
  ragionevolezza  di  compiere una missione alta  al  servizio  della
  collettività, e che questa missione al pari delle altre  merita  la
  giusta  retribuzione  che, oggi come oggi, non  è  superiore  né  a
  quella  di un funzionario di banca, non parliamo poi degli stipendi
  dei magistrati, degli alti burocrati e di quant'altro.
   Però,  se  noi  continuiamo ad auto flagellare e  allora,  poi,  i
  risultati  sono  questi. Allora che blocchiamo l'aumento  Istat  ci
  sta,  ci  sta, è un bel segnale che si dà, perché in questo momento
  di  grande difficoltà è giusto che si proceda in questo senso, però
  non  riprendiamo  e non continuiamo a farci male, quando  anche  il
  Movimento  Cinque  Stelle ora si è reso conto  che  i  costi  della
  politica  non  sono i costi della politica, ma sono i  costi  della
  democrazia, che come tale vanno tutelati.

   DE LEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE  LEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io sono
  stato  stimolato  ad intervenire perché questa mattina  sono  stato
  fermato  all'ingresso  del  Parlamento  dalle  televisioni,  e   ho
  dichiarato  quella  che era la semplice verità:  che  non  è  stato
  votato nessun aumento degli stipendi dei parlamentari, ma che c'era
  stato   un  adeguamento,  che  era  un  adeguamento  Istat,  legato
  all'inflazione.
   Vede Presidente, io sono neo deputato, come lo sono gran parte  di
  quei  miei colleghi che vedete lì seduti del gruppo di Sicilia vera
  e  Sud  chiama a Nord, avremmo potuto dire anche altro oggi, quando
  si  sono  presentati  i giornalisti. Ma invece  noi  abbiamo  detto
  quella che era la verità, la semplice verità.
   Avremmo  potuto  dire  che  noi  non  eravamo  nel  Consiglio   di
  Presidenza, e che siamo entrati ora, e che quindi i due Gruppi  non
  hanno  partecipato  alla stesura nel Collegio e  nel  Consiglio  di
  Presidenza.  Ma non lo abbiamo fatto, non lo abbiamo  fatto  perché
  abbiamo  detto  la verità, come ho detto. Però è inaccettabile  che
  qualche  Gruppo dica "Noi non abbiamo detto nulla di male".  Non  è
  così,  cari  colleghi, perché la vostra locandina - ed è  chiara  -
  dice  che  voi  non  vi siete aumentati lo stipendio  e  gli  altri
  deputati  lo hanno fatto. E questo, non è vero  Perché noi,  adesso
  in quest'Aula, a differenza di altri, non facciamo le locandine, ma
  stiamo  dimostrando, invece, con questo emendamento che  abroghiamo
  l'adeguamento e, piuttosto che fare le locandine, facciamo fatti  e
  atti concreti.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Leo. Ha chiesto  di  intervenire
  l'assessore  Di  Mauro.  Poi  chi  aveva  chiesto  di  intervenire?
  L'onorevole Campo.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Presidente,  posso Presidente? Parlo qui, dai banchi  del  Governo,
  ovviamente a titolo personale, senza coinvolgere il Governo,  e  lo
  faccio dopo avere ascoltato diversi interventi, soprattutto i primi
  molto  puntuali, che hanno registrato un po' i fatti come  si  sono
  susseguiti  nel  tempo,  tutto  ciò  che  è  successo,  come  si  è
  addivenuti  alla  legislazione. Sono mancati alcuni  passaggi,  che
  vorrei precisare.
   La  norma che noi abbiamo fatto, onorevole Cracolici, a suo tempo,
  che  fu  frutto  del  lavoro  di una Commissione,  scaturiva  dalla
  Conferenza  Stato Regione che aveva la forza di  legge,  e  che  ha
  imposto, ovviamente, al Parlamento siciliano, di adottare una legge
  che,  trattandosi della situazione del Parlamento regionale, andava
  in   vigore   dal  primo  gennaio  2014.  Quindi  una   circostanza
  particolare,  un  momento  difficile  dell'Italia,   che   non   ha
  riguardato soltanto i parlamentari, ha riguardato anche  gli  altri
  funzionari  dello Stato, della Regione che hanno dovuto avere,  che
  hanno dovuto ridurre il proprio stipendio di una certa percentuale,
  che  era per fasce, e che poi, scaduto il termine, fu prorogato per
  altri tre anni. Scaduti quegli altri tre anni, diciamo che dai dati
  che  vengono  fuori, tutti quanti tutti coloro i  quali  svolgevano
  attività, ecco, per conto dello Stato, per conto gli Enti  pubblici
  hanno  ripreso a guadagnare lo stipendio di prima. Questo  lo  dico
  per  definire  una  cornice, attorno al quale è stata  attivata  la
  procedura da parte di questo Parlamento, per mettere su la legge.
   E  anche  in ordine allo stipendio, dobbiamo distinguere  che  per
  metà  è  lo  stipendio - cioè il frutto del lavoro di ogni  singolo
  parlamentare - l'altra metà è frutto di una diaria. Questo lo dico,
  perché  dobbiamo  avere idea di che cosa diciamo  alle  persone.  E
  quindi,  se  ottomila  e  cento euro è il compenso  che  riceve  un
  parlamentare,  metà  è lo stipendio - che come diceva  poc'anzi  il
  collega,  a  sua volta ci sono anche le trattenute per  chi  svolge
  un'altra attività, che per quanto mi riguarda non è così, ma  molti
  colleghi  che  svolgono  anche  altre  attività  hanno  anche   una
  trattenuta  - e una spesa che è ricompresa in quella  cifra  che  è
  dell'altra  metà, che serve a compensare il viaggio, il  soggiorno,
  l'organizzazione anche di un parlamentare.
   E  su  questi  argomenti, onorevole Pace, non  credo  che  ci  sia
  vincolo  di  maggioranza. Non credo che ci sia una  maggioranza  di
  Governo, o ci sia una posizione buona e un'opposizione cattiva. C'è
  un  tentativo, che non ho ben compreso da parte di chi, se c'è  una
  volontà  parlamentare, se c'è un disegno di  legge  in  itinere  al
  Parlamento  nazionale,  se c'è un ordine del  giorno  che  è  stato
  convocato, per cui la conferenza Stato Regione dovrà riunirsi.  Non
  ho capito che cosa c'è.
   C'è  di fatto che, da qualche giorno è comparso, a seguito di  una
  specifica,  molto puntuale e dettagliata per onestà, diciamo  così,
  degli  Uffici, scritta nel documento di bilancio che, come ha detto
  l'onorevole  De  Luca,  qualcuno  ha  avuto  la  bontà  di   volere
  comunicare  alla  stampa,  per mettere in  risalto  che  cosa?  Per
  mettere  in risalto che c'era una quota di questa integrazione  che
  ci aspettava, che era stata inserita, che era stata accettata anche
  dal Governo nazionale, che aveva resistito al passaggio dinnanzi al
  ricorso che era stato fatto dinanzi alla Corte Costituzionale.
   Quindi  non  stiamo parlando di ristori ad personam, oppure  fatti
  nei  confronti del Governo di questo Parlamento, assolutamente  no,
  quindi  una cosa che è comprensiva di un percorso che ci  ha  visti
  non  avere  più l'indennità com'era un tempo, ma siamo praticamente
  con  il  contributivo, e come contributivo ci spetta l'Istat.  Poi,
  ognuno  di  noi  può  fare quello che vuole, certo,  se  lo  fa  il
  dirigente  di banca o se lo fa il direttore generale,  non  succede
  niente, lo fanno i parlamentari, sono dei figli di buona madre  che
  si sono permessi di aumentarsi lo stipendio personalmente.
   Allora, da questo punto di vista, cari colleghi, non è che qui c'è
  tanto   da   discutere   ognuno  si  deve   assumere   la   propria
  responsabilità.  Per quanto mi riguarda, nonostante  non  condivida
  l'iniziativa  dell'onorevole De Luca, perché è molto  provocatoria,
  onorevole  De  Luca,  e  al  di  là  della  cornice  che   lei   ha
  rappresentato a questo Parlamento che non accetta ordine  da  Roma,
  non accetta ordini da chissà chi, c'è da parte sua un atteggiamento
  che  è  anche demagogico, e che vuole sostanzialmente fare un passo
  più avanti del Movimento Cinque Stelle.
   Onorevole De Luca, noi non siamo uno vale uno, ognuno di noi, se è
  qui,  ha un merito particolare per essere qui, se ognuno di  noi  è
  qui, vuol dire che vale qualcosa in più di qualche altro che aspira
  a  venire qui, aspira a mandarci a casa, e quindi praticamente fare
  la  demagogia sugli stipendi, per quanto mi riguarda,  rispetto  al
  suo  emendamento,  io voto contro, me ne assumo  la  responsabilità
  politica e la responsabilità morale. Sono un uomo dignitoso, faccio
  il  mio  lavoro  con serietà e con correttezza, e credo  che  se  i
  colleghi ritengono di avere le carte a posto, sono liberi nel voto,
  facciano quello che credono, io voterò contro.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Di Mauro. Ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole   Campo.  Ne  ha  facoltà.  Credo  che   sia   l'ultimo
  intervento.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  volevo
  chiarire  questa  questione  della  locandina  che  ha  urtato   la
  sensibilità  di alcuni colleghi. Noi non abbiamo accusato  nessuno,
  volevamo  semplicemente rimarcare una differenza che  esiste  ed  è
  incontrovertibile.
   Il  Movimento Cinque Stelle da quando fa politica, da  12  anni  a
  questa  parte, ha un fondo dove restituisce i propri emolumenti,  e
  con questo fondo realizza progetti per i cittadini. Qua per esempio
  c'è  l'onorevole Abbate, che è stato sindaco di Modica,  e  lo  può
  testimoniare     personalmente,    perché     abbiamo     investito
  venticinquemila euro per aprire il museo della medicina a Modica, e
  lo  abbiamo  inaugurato insieme, e ancora  i  soldi  per  la  regia
  trazzera,  e  ancora  i trecento mila euro donati  alla  protezione
  civile  in piena emergenza covid, o i cinquantamila euro al  comune
  di  Favignana, quando è scoppiata la bombola e c'è stato un  grande
  disastro.
   E  potrei citare interventi che vanno da centosei milioni di  euro
  che  hanno restituito i nostri parlamentari nazionali, fino ai  sei
  milioni  di  euro  che  ha  restituito il Movimento  Cinque  Stelle
  siciliano  in  questi  anni,  questo  era  il  senso  della  nostra
  locandina, niente di più niente di meno.
   A   noi   l'aumento  non  cambia  nulla,  perché  abbiamo   questa
  sensibilità di restituire una parte dei nostri stipendi, ma non  lo
  facciamo   perché   così   risolveremo  i   problemi   del   mondo,
  semplicemente perché abbiamo voluto tagliare la forbice che  separa
  noi da un cittadino medio che non prende queste somme, e lo abbiamo
  fatto  perché  il  cittadino  ha  bisogno  di  riavvicinarsi   alla
  politica, è stato un segnale, un segnale che ha voluto dare  questa
  forza politica, penso che sia anche giusto rimarcarlo e dirlo,  non
  ci  dobbiamo  sentire  in colpa se abbiamo  fatto  un  meme  o  una
  locandina, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Campo. Sono finiti gli  interventi.
  Onorevole Turano vi chiedo di tornare al posto, scusate un secondo,
  onorevole  Di  Mauro, onorevole Pace, ho ascoltato con  particolare
  attenzione tutti gli interventi.
   È  giusto che faccia una piccola premessa rispetto a quello che  è
  accaduto.  Quando  io  mi sono insediato in questo  Parlamento,  su
  questa  Presidenza,  durante il mio discorso, avevo  spiegato,  con
  grandissima umiltà, che durante il corso degli anni, due  sarebbero
  state  le  cose  che, probabilmente, mi sarei sempre portato,  così
  come  tanti altri, che sono sbagliare ed imparare. Quindi, sono  io
  il  primo a chiedere scusa a questo Parlamento per averlo messo  in
  difficoltà  rispetto a quello che, probabilmente, mi è stato  posto
  come  un  automatismo e, invece, probabilmente e  possibilmente  si
  poteva stoppare.
   Nessuno  di  voi  ha  mai  chiesto un emendamento,  un  aumento  o
  qualcosa  che  potesse ledere la dignità di ognuno di  voi,  né  di
  questo   Parlamento.  Con  grande  sincerità,  la   responsabilità,
  eventualmente,  me la prendo del tutto io, rispetto  a  quello  che
  ritenevo  fosse  un  automatismo, invece oggi, possibilmente  tanto
  automatismo potrebbe non essere.

   CRACOLICI. Che vuol dire? Questo lo deve spiegare. Automatismo che
  potrebbe non essere che vuol dire?

   PRESIDENTE.  Che,  possibilmente,  avrei  potuto  bloccare  queste
  risorse e non arrivare al punto in cui siamo oggi.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Con una legge.

   PRESIDENTE. Arrivati a questo punto, in tutti i casi, siccome  non
  voglio  mettere in imbarazzo i colleghi parlamentari,  non  accetto
  però,  al  contempo,  che  venga  fatta  demagogia  rispetto   alla
  questione,  perché  l'aumento dello stipendio,  che  aumento  dello
  stipendio non è, se lo vogliamo chiamare in un'altra maniera che  è
  l'adeguamento  ISTAT,  in tutti i casi lo si  sapeva  quando  si  è
  venuti  in Aula a votare il bilancio dell'Assemblea, si sapeva  che
  si stava votando anche per questo.
   Se  poi  c'è  qualcuno che vota qualcosa che non sa, questo  è  un
  fatto. Detto questo, non ci sono ingerenze né interferenze da Roma,
  lo tengo a precisare. Tengo a precisare che noi, comunque, rispetto
  all'emendamento  che  ha  presentato, giustamente,  l'onorevole  De
  Luca,  che  avrà  avuto le sue motivazioni e  ha  avuto  anche  una
  formula che magari io cercavo in maniera migliore, probabilmente, o
  uguale,  non sono riuscito a formulare, l'ha formulata lui,  quindi
  io devo mettere in votazione se non ci sono sub emendamenti.

   CRACOLICI. Posso fare una precisazione?

   PRESIDENTE.  C'è  il  sub emendamento prima, onorevole  Cracolici.
  Prego onorevole Cracolici, però veramente in un minuto, la prego.

   CRACOLICI. Lo capisco, siamo esausti. Presidente, però le  chiedo.
  Lei  ha  fatto  un'affermazione che aggrava la situazione.  Lei  ha
  detto che l'automatismo potrebbe non essere un automatismo.
   Questo significa che l'attività del Parlamento che ha fino ad oggi
  discusso  di  una norma che c'era da dieci anni e, quindi,  in  via
  automatica si applicava, lei oggi questo principio lo sta  mettendo
  in  discussione. Quindi, se non c'era un automatismo, o poteva  non
  esserci, c'è stata una volontà ad applicare un automatismo. Io  non
  credo  che qui, compreso lei, ha pensato di applicare l'automatismo
  con volontà.

   PRESIDENTE. Ma infatti non sto dicendo questo.

   CRACOLICI.  E no, ma le parole sono pietre. Si ricordi che  quello
  che  lei  sta dicendo è registrato, domani sarà su tutti i giornali
  quindi,  o c'è l'automatismo, e non potrebbe non esserci. Perché  -
  ripeto - è una cosa delicata quella che lei ha detto. Spero che  la
  precisi   meglio,  rispetto  alle  interpretazioni  che  potrebbero
  esserci.

   PRESIDENTE.  Semmai lo stavo facendo rispetto alla  mia  gestione,
  rispetto  ai  miei  Uffici,  rispetto alle  persone  che  mi  hanno
  consigliato  rispetto alla questione. Però, mi stanno dando,  dalla
  Segreteria  generale  la  legge che,  preciso,  dice:   si  procede
  all'adeguamento  dell'importo di indennità di diaria  spettante  ai
  deputati  regionali  secondo la variazione  dell'indice  Istat  del
  costo della vita", quindi, benissimo.
   Però,   siccome   in   tutti   i  casi  con   questo   emendamento
  dell'onorevole  De Luca potremmo risolvere questa questione,  siamo
  assolutamente felici di metterlo in votazione o come ho già  detto,
  non  mi è piaciuto l'atteggiamento di qualcuno rispetto a demagogia
  eccessiva perché, oggettivamente si sapeva anche prima. In tutti  i
  casi  c'è  un sub emendamento che è A234.R, nel tablet,  nel  fuori
  sacco A234.R.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Presidente. Vuole intervenire sull'emendamento A234.R?
  Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo, voglio intervenire
  perché  voglio fare chiarezza. Poc'anzi ho indicato le ragioni  del
  sostegno  alle  argomentazioni  che  l'onorevole  Cracolici   aveva
  indicato, ed ho pure detto che non mi appassionava sapere se dovevo
  mantenere  più  o  meno l'emendamento, però l'elemento  di  novità,
  l'elemento  di  novità  che nel corso del  dibattito,  mi  seguite?
  Onorevole De Luca, mi segue? L'elemento di novità che nel corso del
  dibattito  emerso al netto del furore politico, che non  serve  per
  rinunciare  ad un proprio diritto, non serve, uno se ha un  diritto
  può  rinunciare a prescindere dalla valutazione politica che  altre
  forze politiche dovrebbero imporre, onorevole Grasso, mi segue?
   L'elemento   di   novità  lo  ha  introdotto   il   Vicepresidente
  dell'Assemblea  che,  specificando il suo  ruolo  e  le  competenze
  nell'esercizio delle funzioni assembleari e, dunque, distinguendole
  dal  furore politico, ha detto se uno può rinunciare a qualcosa che
  un è un suo diritto, non c'è bisogno che ci rinunzia per legge, può
  rinunciarci  autonomamente, e poi lì ha  legato  le  ragioni  della
  rinuncia al suo impegno politico. Ma quella è una sua scelta, non è
  la mia.
   Se  questo è il confine, l'emendamento che io ho sottoscritto  nel
  rivendicare  le  posizioni che avevo prima espresso sulla  validità
  della  tesi giuridica che l'onorevole Cracolici aveva definito,  le
  voglio  ribadire, nessuno può obbligare nessuno, ma tutti  possiamo
  autonomamente  scegliere, se quello che hanno fatto  gli  altri  lo
  ritengono  un esempio, io potrei non sottrarmi al loro  esempio  ma
  nella valutazione mia, discrezionale e di assoluta libertà.

   DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  scusate allora  sul  sub  emendamento  vorrei
  intervenire  partendo  però,  ripeto, senza  spirito  di  polemica,
  perché  alla fin fine dobbiamo cercare di essere chiari  su  questa
  vicenda.
   Io  ho ascoltato con pazienza tutti gli interventi, vedete bisogna
  avere  l'onestà  di dire le cose come stanno e soprattutto  bisogna
  evitare di continuare a prenderci in giro.
   E  lo  dico ai colleghi che ancora da questo pulpito continuano  a
  nascondere  un  atteggiamento che -  e  qui  è  l'unica  parte  che
  condivido  dell'intervento  del Vicepresidente  vicario  di  questo
  Parlamento,  forse  una delle prime volte che l'opposizione  ha  la
  Vicepresidenza  vicaria  -  il collega  Di  Paola  il  quale  dice,
  rivolgendosi al Presidente, che bisogna difendere il Parlamento. Ma
  il  Parlamento,  se  ci sono cavalli di Troia all'interno,  chi  lo
  dovrebbe  difendere? Vede, quella locandina che  avete  fatto  dice
  espressamente  il primo falso  Che il Parlamento si  è  aumento  lo
  stipendio   È  scritto a chiare lettere  Poi c'è scritto:  Noi  dei
  Cinque Stelle non ci siamo aumentati lo stipendio  Punto  Non  dice
  altro   Ecco  perché  vi invito a rimuoverle,  se  vogliamo  essere
  onesti tra di noi  E di non continuare a difendere l'indifendibile,
  perché più continuiamo, è come la merda, continuiamo a puzzare
   Poi,  rivolgendomi all'assessore Di Mauro, onorevole Di Mauro,  mi
  pare che ci conosciamo da molto tempo e sa bene - ma lo sanno tutti
  -  come  la penso sui principi. Lei ha fatto bene, nella sua onestà
  intellettuale,  a  dire che è contrario. Ma  io  le  dico  di  più
  Colleghi   Ma  volete  uscire  dall'imbarazzo   Ve  la  do  io   la
  soluzione   Fate  il voto segreto e bocciatelo questo  emendamento
  Avanti   Forza   Piuttosto che continuare a  girarci  attorno   Che
  cos'è  questo subemendamento? Mi faccia il favore. Che cos'è questo
  subemendamento?  Bene,  il  subemendamento  prevede  che,  in  modo
  libero, ogni deputato potrà destinare la somma dell'aumento Istat a
  un  fondo  istituito  nel  bilancio  del  Parlamento  per  attività
  benefiche.  La  beneficenza io la faccio con i miei  soldi  e  l'ho
  sempre  fatta e non me ne sono mai vantato. Quindi questo  modo  di
  girarci  ancora attorno ovviamente io non lo condivido, Presidente,
  ma  è  una  mia  espressa posizione. E, quindi, sul subemendamento,
  ovviamente,  noi  ci  esprimiamo in modo contrario.  Non  solo,  ma
  manteniamo, ovviamente, la nostra presa di posizione.
   Chiudo, Presidente, chiarendole un fatto, che non è un'esimente  -
  attenzione  -  perché  noi ci siamo presi, veda,  noi  siamo  stati
  corretti,  fino  all'ultimo secondo. Però le  posso  assicurare  un
  fatto,  Presidente, veda, in questo Parlamento,  checché  ne  possa
  dire  la  Segreteria, non è stato pronunciato durante la  relazione
  sul  bilancio  del  Parlamento siciliano, di  cosa  si  parlava  in
  termini di aumento; anche perché l'aumento Istat degli ultimi  anni
  è  stato  di  10  euro, forse è stato anche in negativo,  per  cui,
  obiettivamente,  qui ce le dobbiamo dire le  cose,  non  è  che  ci
  dobbiamo ancora scaricare a vicenda le cose. Nessuno, per quanto mi
  riguarda,  e noi non avendo - ribadisco - all'interno del Consiglio
  di Presidenza componenti, quindi non sapevamo già in anticipo né le
  poste del bilancio, né altro. Per prassi eravamo qui, come tutti. E
  basta.  Il resto è noia, come si suol dire. E ribadisco Presidente,
  e chiudo, più la si mescola e peggio è.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  De  Luca.  Allora  no,  non  l'ha
  chiesto...
   Va bene mettiamo in votazione l'A234.R. Il parere del Governo? Non
  ho capito.

   CRACOLICI. Un emendamento soppressivo di un articolo di  legge,  e
  lei  come,  sa quando si vota un subemendamento poi bisogna  votare
  l'emendamento.  Saremmo  di fronte al  caso  per  cui  si  vota  un
  subemendamento  che  prevede una modalità  di  utilizzo  di  questo
  aumento, e poi bocciamo l'aumento.
   Quindi  non  può  fare votare un subemendamento a  un  emendamento
  soppressivo.  Possiamo  evitare di impazzire  tutti,  di  impazzire
  tutti.   Quindi,  non  ci  prendiamo  in  giro.  Io   voto   contro
  l'emendamento,  e l'ho detto, e però non gioco a  fare,  a  trovare
  soluzioni inventate.

   PRESIDENTE.  Votiamo allora direttamente l'articolo, l'emendamento
  A234.R  è  inammissibile,  quindi votiamo direttamente  l'articolo.
  Appello   nominale   perché   è  inammissibile   l'ha   spiegato...
  l'inammissibile  lo può sostituire soltanto il presentatore,  e  un
  soppressivo non si può sostituire con un emendamento simile.
   Va  bene  come  si chiama l'articolo, l'emendamento? Allora  hanno
  chiesto  voto  palese  nominale. Non è appoggiata.  stiamo  votando
  l'emendamento A 234, dell'onorevole De Luca.

   MICCICHÈ. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Vediamo se è appoggiato richiedenti?  Sono  sei,  sei
  sono. Non so perché

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo il voto palese.

   PRESIDENTE. La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Invito a fare di nuovo  la
  verifica dei richiedenti.

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Solo  per  dichiarazione  di  voto  si  può   parlare
  onorevole Burtone.

   BURTONE.  È  stato fatto un lungo dibattito, un  dibattito  che  è
  mancato  però  quando abbiamo discusso del bilancio dell'Assemblea.
  Ammetto  la  nostra  colpa,  la mia colpa,  perché  avremmo  dovuto
  leggere questi atti.
   Io  non ho sentito, come è stato detto, pur non volendo attribuire
  agli altri responsabilità, che ci sarebbe stato questo automatismo;
  l'automatismo  non  si  discute, non c'è  dubbio,  però  in  questo
  momento, come è stato sottolineato dalla collega Savarino,  se  noi
  avessimo saputo di poter fare quella scelta, se dire sì o dire  no,
  molto probabilmente questa Assemblea si sarebbe indirizzata per  il
  no,  perché  non è questo il momento. Lo abbiamo visto  durante  il
  dibattito  nel bilancio, ci sono tante di quelle problematiche  che
  un  aumento, così come è stato considerato nell'opinione  pubblica,
  avrebbe  portato  tutti  noi a fare una  riflessione  verso  il  no
  all'aumento Istat.
   Presidente,  però la prego, così come mi pare che  ognuno  di  noi
  abbia il dovere e il diritto di parlare, quindi io vado tra l'altro
  alla  conclusione, mi sembra però inopportuna questa  richiesta  di
  voto  segreto,  ripeto, anche il rispetto di chi  ha  fatto  questa
  proposta,  perché  questa  Assemblea,  che  è  l'Assemblea  di   un
  Parlamento, non può essere preda delle critiche che verranno  fatte
  sicuramente all'esterno.
   Dobbiamo  avere il coraggio ognuno di noi di dire come  la  pensa,
  dobbiamo  mettere la faccia e dire quello che pensiamo,  perché  se
  c'è  il  voto segreto, chiunque sarà portato a fare delle  critiche
  che, io credo, questo Parlamento complessivamente non meriti.
   La  Sicilia  attraversa un momento difficile,  lo  abbiamo  detto,
  siamo   pronti   ad   affrontare  la  questione  del   regionalismo
  differenziato,  che  potrebbe ulteriormente penalizzare  la  nostra
  Terra,  ma dobbiamo avere le carte in regole, e le carte in  regola
  si hanno assumendosi le proprie responsabilità.
   Io,  quindi, non ho bisogno di fare dichiarazioni di voto, chi  mi
  conosce  sa  quali sono le mie posizioni, ho fatto  il  sindaco  in
  questi  anni  senza avere indennità, senza avere  nessun  rimborso,
  quindi so come indirizzarmi.
   Pur  tuttavia,  non intendo censurare le cose che qui  sono  state
  dette  con dignità, anche da chi ha avuto la posizione di dire  che
  la  rivalutazione Istat poteva e deve poter entrare nelle dinamiche
  degli  aumenti. Quindi, con rispetto assoluto chiedo  però  che  si
  possa  votare con voto palese, perché è quello che potrebbe  ridare
  un minimo di dignità alla nostra Assemblea.

   PRESIDENTE.  Il  voto  segreto prevale sul voto  palese,  se  devo
  rispettare il Regolamento lo rispetto sempre o non lo rispetto mai,
  per quanto sono convinto che il voto palese va in un modo e il voto
  segreto  andrà  in un altro. A netto di questo però  i  richiedenti
  c'erano,  sono  sette,  ma  quello  dell'onorevole  Balsamo  non  è
  corretto,  ed  è  venuto qui in Presidenza a dirmelo,  quindi  devo
  ripetere  la  verifica per i richiedenti. Ricordo che per  il  voto
  segreto  ne servono sette, emendamento non ce n'è, l'emendamento  è
  quello dell'onorevole De Luca, non c'è subemendamento.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  soltanto  ai  fini  del  verbale.  L'onorevole
  Cracolici  ha  indirizzato  il  suo  ragionamento  alla  Presidenza
  specificando  le  ragioni,  chiedo scusa, dell'inammissibilità  del
  subemendamento mio.
   Io   voglio   specificare,  onorevole  De  Luca,  io  conosco   il
  Regolamento, io voglio specificare che il subemendamento mio mirava
  a  correggere  un  emendamento che abrogava un'altra  legge  e  non
  questa.   Per   questa   ragione   l'emendamento   sarebbe    stato
  assolutamente  ammissibile. Lo dico ai  fini  del  verbale:  se  la
  Presidenza  dell'Assemblea  conferma  l'inammissibilità   del   mio
  emendamento io ne prendo atto, ma è una forzatura. Così rimane  per
  il verbale.

   PRESIDENTE. Sulla scorta del fatto che gli emendamenti soppressivi
  sono  emendabili  solo dal presentatore abbiamo reso  inammissibile
  questo emendamento. Va bene?
   Andiamo avanti. Dobbiamo mettere in votazione, dico, abbiamo perso
  un'ora e mezza per parlare di questo tema.
   Dobbiamo   ripetere  la  verifica  dei  richiedenti.   L'onorevole
  Miccichè  ha  chiesto  il voto segreto. In tutti  i  casi  dobbiamo
  vedere se la richiesta è appoggiata a termini di Regolamento.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Allora, signor Presidente, io ho parlato chiaramente, ho
  dato il mio pensiero su quello che si sta facendo che considero  un
  fatto  abominevole, ma sono d'accordo con l'onorevole  Burtone,  mi
  piacerebbe  farlo  palese in una situazione di  questo  genere,  ma
  hanno  tutti paura, parliamoci chiaro. Perché la paura non è quella
  nei  confronti  della  giustizia, hanno paura nei  confronti  della
  demagogia  perché  tutti  saremmo aggrediti  persona  per  persona,
  quindi  anche se ha ragione l'onorevole Burtone, col voto  segreto,
  se passa, siamo aggrediti in blocco, diciamo, l'unico dichiarato  è
  Miccichè  che  ha  chiesto  il  voto  segreto,  gli  altri    tutti
  ammucciati .
   Per  cui  io capisco bene quello che dice l'onorevole Burtone.  Io
  sarei disponibile a rinunciare al voto segreto solo in un caso: nel
  caso in cui la Presidenza chiuda l'argomento, ma chiuda l'argomento
  senza ordini del giorno. Se la Presidenza chiude l'argomento e  non
  si presentano ordini del giorno, quindi abbiamo fatto un dibattito,
  ci  siamo  chiariti  chi è persona che ama la  demagogia  e  chi  è
  persona  che  non  la  ama e si chiude l'argomento,  altrimenti  lo
  bocciamo col voto segreto.
   Poi  ci  prenderemo  la merda in faccia da  tutta  la  gente,  dai
  giornali, che possiamo fare?
   Quindi,  io mantengo il voto segreto a meno che il Presidente  non
  mi dica:  guardi, abbiamo fatto un dibattito, avete ragione, non  è
  momento di potere parlare di queste cose, ne parleremo la settimana
  prossima , e allora lo facciamo palese.

   PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, io non posso precludere gli ordini
  del giorno.

   MICCICHÈ. Voto segreto. Voto segreto.

   PRESIDENTE.  Ci  dovranno  essere sette  deputati  in  totale  che
  appoggiano.

   MICCICHÈ. Spero che ci siano.

   PRESIDENTE.  Non  lo so, intanto la verifica è  aperta.  E'  stato
  richiesto il voto segreto per l'emendamento A.234.

   MICCICHÈ. Cioè, vi rendete conto? Vi rendete conto della paura che
  c'è della demagogia? Io da solo e altri due...

   PRESIDENTE.  No,  sono  sei,  se  c'è  l'ultimo,  altrimenti  devo
  chiudere. Puoi chiuderla.
   La richiesta di voto segreto non è appoggiata.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.234

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.234.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Chi  vota per l'emendamento di De Luca vota verde; chi vota contro
  vota rosso.
   Chi  vota per l'emendamento di De Luca, ovvero per la soppressione
  del beneficio dell'Istat vota verde; diversamente vota rosso.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          24
   Contrari            29
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Mi  devi  dare  i  richiedenti, per favore. Onorevole  Aricò,  lei
  risulta.
   Cosa dobbiamo votare dopo due ore del nulla

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, prego.

   SUNSERI.   Grazie,  Presidente.  Semplicemente  per,  come   dire
  scusate, onorevole... io non rubo, non rubo, a me non piace diciamo
  non  prendo solitamente lezioni da parte di nessuno se non dai miei
  genitori  e  non le prendo neanche dall'onorevole De Luca,  che  se
  avesse votato avrebbe fatto approvare la norma da lui proposta.

   PRESIDEDNTE. Va bene, adesso portiamo in votazione gli aggiuntivi.
  2.
   Allora, vedo che siamo più effervescenti.
   Pongo in votazione l'emendamento A.185. Il parere del Governo?

                           (Brusìo in Aula)

   Facciamo una cosa  c'era un silenzio prima

   FALCONE, assessore per l'economia. Scusate, scusate, un attimo  di
  pazienza  per favore, ci sediamo

   PRESIDENTE. Assessore ,..
   Allora,  siamo agli aggiuntivi. Il fascicolo si chiama  Aggiuntivi
  2 .
   Emendamento A.185, del Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, prego. Ho detto, le ho  detto  che
  sul  tablet  c'è  un  fascicolo  emendamenti aggiuntivi  2 .  Siamo
  all'emendamento   A.185.  C'è  il  parere  del  Governo   e   della
  Commissione favorevole.
   Ha  bisogno ancora di tempo, onorevole De Luca? Onorevole De Luca,
  l'ha  trovato? Posso metterlo in votazione? Sì o no? Uno  dice  sì,
  uno dice no
   Allora, pongo in votazione l'A.185. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.186, del Governo.

   DE   LUCA   CATENO,  relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente, avevamo
  presentato degli emendamenti aggiuntivi e volevo capire perché  non
  ci sono.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, come sempre collaborativo.
   Pongo in votazione l'A.186. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A.187. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A.231. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A.232. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è  una  riscrittura dell'A.233. Pongo in votazione l'emendamento
  A.233.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'   sul  tablet,  ce  l'avete  tutti.  L'abbiamo  già  votata  la
  riscrittura.
   Pongo  in votazione l'A.235. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A.236. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A.237. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo   finito   tutti  gli  emendamenti?   No.   C'è   l'ultimo
  emendamento, l'A. 238.R che trovate sempre sul tablet. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Torniamo  al  fascicolo. Dobbiamo votare l'articolo  127.  C'è  un
  emendamento del Governo, che è il 127.5, che è nel fascicolo.
   Pongo  in votazione l'articolo 127. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Il  127 è al testo. E' l'approvazione della  norma...
  gli allegati. Ma non è una cosa che non potevamo votare
   Pongo  in  votazione l'entrata in vigore della  norma,  l'articolo
  128:

                              «Art. 128.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Emendamenti ex 117. Sono semplicemente delle correzioni. Pongo in
  votazione l'emendamento 117.Reg. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 117.Reg.2. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Scusate, colleghi, dobbiamo dare il voto finale alla legge  e  poi
  sospendiamo  cinque  minuti  d'orologio.  Io  chiedo  ai   colleghi
  Zitelli, Galluzzo, dobbiamo votare la norma. Ricordo che,  dopo  il
  voto  finale, invito i colleghi a rimanere perché, dopo la  Giunta,
  dobbiamo votare la manovra.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Legge di stabilità regionale 2023-2025  (n. 245/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Legge di stabilità regionale 2023-2025   (n.
  245/A).
   Indìco  la votazione per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Legge di stabilità regionale 2023-2025  (n. 245/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            70
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          35
   Contrari            22
   Astenuti            6

                         (L'Assemblea approva)

   Sospendiamo  per  cinque minuti. Invito i colleghi  chiaramente  a
  rimanere in Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 05.20, è ripresa alle ore 5.42)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi, è arrivata la Nota di variazione  approvata
  dalla  Commissione   Bilancio , che ha espresso parere  favorevole;
  pertanto, la pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Dovevo fare una precisazione, invece, sul voto di De Luca-De Luca,
  perché  questa  Legislatura che è fatta di doppioni  purtroppo  nel
  verbale  ha  invertito  i  nomi, però  ci  tengo  a  precisare  che
  l'onorevole  Cateno De Luca avesse estratto il tesserino  anche  se
  nel verbale figurava diversamente.

   CATANZARO. Cosa abbiamo approvato?

   PRESIDENTE. La Nota di variazione della Commissione  Bilancio .
   Si  passa  all'emendamento 117.BIL. Nei  fuori  sacco  trovate  il
  117.BIL.
   Pongo  in votazione l'emendamento 117.BIL. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


                  Presentazioni di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Gli ordini del giorno che sono stati depositati  sono
  accettati come raccomandazione.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Vuole intervenire, onorevole Burtone? Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente, io ho presentato un ordine  del  giorno  che
  ritengo importante perché riguarda il campo della disabilità  delle
  associazioni no profit, il campo della riabilitazione  di  soggetti
  che hanno patologie neurologiche gravissime.

   PRESIDENTE. Ma penso che sia inserito, onorevole Burtone.

   BURTONE.  E,  quindi, però chiedo che il Governo si pronunci,  non
  voglio  raccomandazioni. Chiedo se il Governo accetta o no. Quindi,
  raccomandazioni io personalmente non ne accetto.

   FALCONE, assessore per l'economia. Poiché manca l'Assessore  Volo,
  per  quanto sia apprezzabile, ed è apprezzabile, lo accettiamo come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, gli altri dove non c'è la sua firma
  sono accolti come raccomandazione. Il suo lo mettiamo in votazione,
  va bene?
   Ci  sono 50 ordini del giorno se volete li voto ad uno ad uno.  Io
  problemi non ne ho.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie, Presidente, semplicemente per dire che  siccome
  si tratta di ordini del giorno che erano degli emendamenti discussi
  in  Commissione  e  che erano stati apprezzati  grazie  anche  alla
  sensibilità  dell'Assessore  Albano,  io  chiedo  al   Governo   di
  pronunciarsi  perché  si  tratta del potenziamento  dei  consultori
  familiari,  che credo sia di assoluta importanza per  la  questione
  sociale che avremo a breve e anche dell'istituzione dello sportello
  sulla  disabilità, che la rincorriamo da anni in anni e che  non  è
  mai  stato istituito. Quindi, pregherei, per favore, il Governo  di
  pronunciarsi su questi due.

   PRESIDENTE. Il Governo si pronuncia?

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Onorevole Schillaci, lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Grazie.

   (Gli  ordini  del giorno accettati come raccomandazione  recano  i
  numeri  d'ordine dal 13 al 16, dal 20 al 32, dal 34 al 41 e dal  43
  al 71)

   PRESIDENTE.  Dobbiamo dare il voto finale solamente e  poi  ce  ne
  possiamo  andare,  se  volete, però potremmo  fare  una  Capigruppo
  eventualmente e decidere


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
                         2023-2025» (n. 244/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana per il triennio 2023-2025» (244/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            66
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          38
   Contrari            24
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Colleghi,  grazie; più che altro grazie agli Uffici che  ci  hanno
  sostenuto  fino a quest'ora. La seduta si riaggiornerà  a  data  da
  destinarsi, non troppo tardi, massimo dieci giorni.
    La seduta è tolta.

      La seduta è tolta alle ore 5.50 di venerdì 10 febbraio 2023

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  ALLEGATO 1:

  -  Relazione  illustrativa allo schema di bilancio  di  previsione
   triennio 2023-2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana.
  -   Schema  di  bilancio  di  previsione  triennio  2023-2024-2025
   dell'Assemblea regionale siciliana. (Doc. n. 165)

  ALLEGATO 2:

   ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA