2023-2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. 165)
Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.14
Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2023-
2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. 165)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto dell'ordine del
giorno 'Schema di bilancio di previsione triennio 23 -24 e 25
dell'Assemblea regionale siciliana'.
Invito i Deputati Questori a prendere posto nel banco della
Commissione, gli onorevoli Lombardo, Dipasquale e Figuccia.
Ha facoltà di parlare il Deputato Questore, Onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA, Deputato Questore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, diamo lettura della relazione illustrativa allo
schema di bilancio 2023-25.
Il progetto di bilancio di previsione, approvato dal Consiglio di
Presidenza nella seduta n. 2 del 14 dicembre 2022 denominato ai
sensi di legge Schema di bilancio di previsione per il triennio
2023-2025 , è stato redatto secondo le modalità introdotte,
nell'ordinamento regionale, dall'articolo 11 comma 5 della legge
regionale 13 gennaio 2015 n. 3, con cui l'Assemblea regionale
siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai princìpi
di cui al decreto legislativo 118 del 2011, e successive
modificazioni ed integrazioni.
Nel rispetto della suddetta normativa il bilancio di previsione
finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio per la
prima annualità di esercizio, e le sue previsioni di entrate di
spesa sono elaborate distintamente per ciascun esercizio
finanziario, in coerenza con i documenti di programmazione. Con il
presente progetto di bilancio l'Assemblea Regionale Siciliana
prosegue il doveroso e impegnativo processo di contenimento del
costo dell'istituzione parlamentare, senza comprometterne la sua
funzionalità, iniziato con la legge regionale 4 gennaio 2014 n. 1
recante "Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
della spesa relativa ai costi della politica".
La dotazione annuale, a carico del Bilancio regionale per il 2023,
ammonta ad euro 133 milioni 500 mila, cassa e competenza inferiore
di 500 mila euro rispetto alle previsioni di cassa e competenza del
2022, di 2 milioni e mezzo rispetto alle previsioni di competenza
del 2021. In tal modo l'Assemblea, nel rispetto delle sue
prerogative costituzionali, dà attuazione all'accordo Stato Regione
del 14 gennaio 2021 che, tra le misure di contenimento della spesa
previste, include anche la progressiva riduzione dei trasferimenti
all'Assemblea Regionale Siciliana.
Il suddetto ridimensionamento della dotazione si inserisce nel
percorso virtuoso di riduzione delle spese dell'istituzione
parlamentare regionale, iniziato con l'esercizio finanziario 2013.
In definitiva le riduzioni della dotazione ordinaria, a carico
della Regione siciliana operate a partire dal 2013, sono state
complessivamente pari a 28 milioni 700 mila euro in undici anni. La
seguente tabella esplicativa che, ovviamente, trovate nella
relazione illustrativa vi dà poi contezza delle riduzioni
progressive che sono state effettuate, a partire dal 2012 sino al
2023.
Tale progressiva e costante riduzione della dotazione richiesta,
grazie ad una razionale autorizzazione locazione delle risorse
disponibili, non ha comunque pregiudicato l'ordinario svolgimento
delle funzioni istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana,
eppure nel corso dell'emergenza pandemica, che ha comportato un
incremento dei costi di sicurezza sui luoghi di lavoro, una
ponderata gestione e allocazione delle risorse finanziarie
stanziate per i fondi di riserva, obbligatoriamente previsti per
legge, ha permesso di liberare risorse per il finanziamento di
alcune operazioni finanziarie volte al rispetto della società
istituzionale.
In particolare si è ridotto del quindici per cento lo stanziamento
previsto per il Rimborso missioni deputati", da trentacinquemila
euro a trentamila euro, previsti nel 2023. Si è aumentato del
diciannove percento lo stanziamento, a titolo di contributo, alla
Fondazione Falcone per la concessione di borse di studio, si è
passati da centounomila euro duecento cinquanta a centoventicinque
mila euro previsti nel 2023. Pur nel superamento della fase
emergenziale dell'epidemia di Covid-19, si è mantenuta una forte
consistenza del capitolo sulle iniziative di finalità sociale e di
solidarietà, che mantiene per il 2023 uno stanziamento di un
milione duecento diecimila euro, con un risparmio di
centonovantamila euro rispetto allo stanziamento dello scorso anno.
Nel corso del 2022 sono state concluse le operazioni di concorso
finalizzate all'assunzione di n. 11 segretari parlamentari,
colmando così parte della vacanza di pianta organica che si sono
verificate a seguito dei numerosi pensionamenti avvenuti negli
ultimi anni. Il suddetto concorso, così come il concorso per
consiglieri parlamentari espletato nel corso del 2021, oltre a
rappresentare un'importante opportunità occupazionale alternativa
alla fuga di cervelli, da cui la nostra regione è afflitta,
consentirà di ricostruire i ruoli dell'assemblea attraverso la
selezione delle migliori competenze e professionalità.
Nonostante ciò, grazie a politiche di contenimento dei costi di
razionalizzazione dell'utilizzo del personale, l'articolo "Voci,
stipendi corrisposti al personale a tempo interminato" dedicato
alle retribuzioni del personale di ruolo, lo stanziamento previsto
per il 2023 è rimasto pressoché invariato rispetto all'anno
precedente.
Con riferimento alle varie poste di bilancio vengono stanzialmente
riconfermate le previsioni dell'esercizio precedente, tra le quali
spicca lo stanziamento per la ristrutturazione di palazzo ex
Ministeri. Si tratta di un palazzo di proprietà dell'Assemblea
Regione siciliana dal 1936 per il quale è stato effettuato un
importante lavoro di ristrutturazione dei fronti e delle coperture,
ed è in corso di affidamento la gara per la sua ristrutturazione e
destinazione a biblioteca dell'Assemblea regionale siciliana
intitolata a Piersanti Mattarella.
Ingente altresì lo stanziamento previsto per gli interventi di
manutenzione straordinaria su beni demaniali terzi, tale è
configurata la manutenzione che gli uffici dell'Amministrazione
programmano e mettono in opera per la salvaguardia del Palazzo dei
Normanni, il Palazzo è inserito dal 3 luglio 2015 nella lista dei
beni patrimonio dell'umanità Protetti dall'Unesco. Sia pure in
un'ottica di bilancio derivato può altrettanto affermarsi che
l'Amministrazione regionale è sollevata dagli oneri economici e
amministrativi connessi alla manutenzione di un bene storico
artistico di così primario interesse del preciso compito
dell'Assemblea preservare la bellezza del sito le funzionalità del
bene anche con riguardo all'accesso al sito da parte dei
diversamente abili.
Gli stanziamenti previsti per la manutenzione straordinaria del
Palazzo Reale sono distinti in due articoli in base alla competenza
ad operare gli interventi di manutenzione, uno è la manutenzione
straordinaria su beni demaniali di terzi per un importo complessivo
di 11 milioni 300 mila euro, comportando un risparmio rispetto
l'adozione dell'anno precedente di un 1 milione e sette e poi
l'altro di manutenzione straordinaria su beni demani di terzi per
un importo complessivo di 11 milioni e 300 mila con un risparmio di
340 mila rispetto all'anno precedente.
E' opportuno richiamare attenzione su una circostanza
particolarmente importante per la corretta comprensione della
dinamica delle spese dell'Assemblea regionale rispetto alle
corrispondenti spese dei consigli regionali e delle regioni a
statuto ordinario, è fatto notorio che l'Assemblea regionale in
quanto organo legislativo istituito in forza di norma avente rango
costituzionale definita organo a rilevanza costituzionale dalla
cosiddetta giurisprudenza della Consulta, a far data dal mio 1947
ha adottato un modello organizzativo analogo a quello degli organi
legislativi dello Stato con particolare riferimento al Senato della
Repubblica, tarle modello prevede che l'Assemblea svolga anche
funzioni di ente pensionistico per il proprio personale dipendente,
in forza del disposto di cui l'articolo 4 dello Statuto e dei
connessi Regolamenti parlamentari, anche in ragione della
contribuzione versata in conto agli eventi di diritto, ciò comporta
contabilmente che all'interno della dotazione stanziata dalla
regione siciliana per l'Assemblea regionale vi sia contenuto tra
l'altro per intero lo stanziamento per far fronte al pagamento
delle pensioni dirette e di reversibilità del personale dipendente
posto in quiescenza, con il metodo retributivo o misto, nonché
delle pensioni e degli assegni vitalizi erogati agli ex deputati
che ricadono nell'applicazione della normativa ante 2012 per un
complessivo importo di 66 milioni 460 mila euro circa.
Occorre sottolineare che i costi delle pensioni nella regione sud
ordinario sono a carico dell'Inps e non a carico dei bilanci dei
consigli regionali, pertanto al netto della spesa per pensioni per
il personale la spesa complessiva dell'Assemblea regionale per
l'anno 2023 a carico della regione siciliana, meglio comparabile
con quella di altre regioni è pari a 84 milioni 540 mila euro con
una riduzione di spesa di 500 mila euro rispetto al dato del 2022.
Se a ciò si aggiunge che molte spese poste a carico del bilancio
l'Assemblea riguardano la manutenzione straordinaria del palazzo
dei normanni, bene demaniale di proprietà della regione siciliana
iscritta al programma cinque della missione uno gestione dei beni
demaniali patrimoniali alla misura di 36 milioni 825 mila circa,
tipologia di spesa che nelle regioni sud ordinario è a carico del
bilancio regionale ecco che il vero dato della spesa obbligatoria
di funzionamento del Parlamento regionale è pari a 47 milioni 715
mila euro, in linea con la spesa complessiva che si riscontra nei
bilanci dei consigli delle regioni comparabili con la Sicilia per
dimensioni e popolazione.
Un significativo passo verso l'omogenizzazione di bilancio interno
con quello degli altri consigli regionali è stato finalmente
compiuto con entrate a regime a decorrere dal primo gennaio duemila
ventidue di due distinte case dotate di autonomia giuridica e
contabile, autorizzate al pagamento delle pensioni del personale
dei deputati con metodo contributivo, ci riferiamo alla cassa di
quiescenza dei deputati dell'assemblea regione siciliana nella
cassa di quiescenza del personale dell'assemblea regionale
siciliana, fuori delle quali sono state stanziate le previste
dotazioni di legge a seguito dell'insediamento dei consigli di
amministrazione delle casse dicembre 2022 e l'approvazione dei
rispetti bilanci preventivi per il triennio 2022-2024.
Può sottolinearsi come allo stato attuale già la cassa di
quiescenza dei deputati dell'assemblea regionale siciliana eroghi
pensioni interamente contributive in favore dei deputati che hanno
svolto il loro mandato, in tutto in parte, successivamente al 2012,
liberando così il bilancio generale dell'Ars dai relativi oneri
finanziari.
Per il 2023 il bilancio della suddetta casa prevede di pagare
pensioni contributive per un totale di 270.000 euro. A regime
l'intera uscita finanziaria per pensioni sarà a carico della
suddetta cassa, con progressivo svuotamento nel tempo degli oneri
finanziari per pensioni a carico del bilancio regionale
dell'Assemblea regionale siciliana.
È di interesse segnalare, altresì, l'attivazione di un
procedimento giurisdizionale, il cui esito poter essere foriero di
possibili risparmi di spesa per l'Amministrazione. A tal riguardo
l'Assemblea regionale siciliana, contestando la pretesa impositoria
dell'Amministrazione finanziaria in tema di Irap sulle pensioni
erogate, con esborso di circa 4 milioni di euro annuali, ha
promosso un contenzioso con l'Amministrazione finanziaria, nel
convincimento, supportato dal dato normativo, che tale imposta non
sia dovuta sui trattamenti pensionistici diretti e di reversibilità
corrisposti, stante la natura di ente pensionistico che l'Assemblea
regionale riveste.
Nelle more dell'espletamento dell'iter del contenzioso e nel
rispetto del principio di prudenza della redazione del bilancio, la
somma necessaria al pagamento dell'imposta è comunque stata
accantonata alla voce 'Fondo oneri rischi e processi in corso'.
Si è altresì provveduto, come negli anni precedenti, a confermare
gli stanziamenti nella Missione dei fondi di accantonamento, al
fine di dotare le scritture contabili dell'Assemblea degli
strumenti idonei a rispondere alle esigenze poste dalla normativa
contabile da spese impreviste derivanti da contenziosi ed oneri,
come peraltro indicato nei giudizi di parifica del bilancio
regionale della Corte dei Conti nonché per fra fronte alla
problematica inerente alla quiescenza e previdenza di deputati e
personale.
Il documento di bilancio, come previsto dalla legge, è redatto su
base triennale; accoglie accanto agli stanziamenti previsti in
entrata e in uscita per il 2023, i corrispondenti stanziamenti
previsti per gli anni 2024 e 2025, con i relativi allegati di
legge.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lombardo, per la relazione.
DIPASQUALE, deputato questore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE, deputato questore. Signor Presidente, nella qualità di
relatore di minoranza, del resto questo è il mio ruolo all'interno
del Collegio dei Questori, innanzitutto io mi permetto di dire,
senza difficoltà, che i lavori che sono stati fatti all'interno del
Collegio, pur nel rispetto delle parti, sono stati lavori che ci
hanno visti collaborare insieme.
Io mi permetto di ringraziare innanzitutto il Segretario generale
e il direttore della Ragioneria e dei servizi finanziari, insieme a
tutto il gruppo che si muove e che lavora insieme al Collegio dei
Questori. Io devo dire che senza - ma ovviamente questo lo
comprendiamo tutti, chi ha esperienza amministrativa - senza questa
macchina amministrativa questo bilancio non poteva essere fatto in
questo modo.
Io sono particolarmente contento, perché noi avevamo un interesse,
che del resto è l'input che arriva da quelle che sono le minoranze:
cercare di risparmiare ancora di più. E qua ci siamo riusciti,
perché non era facile, già avevamo avuto diversi tagli negli ultimi
anni, durante la Presidenza dell'onorevole Micciché, che ha avuto
la capacità di fare due cose: una di risparmiare, l'altra di
mettere a regime il Palazzo e di fare aumentare le entrate. Questo
ha permesso di potere abbattere una serie di spese, una serie di
costi dell'Assemblea.
Noi anche quest'anno stiamo effettuando un ulteriore risparmio. E
lo dico non perché questo era l'input che era arrivato dal Partito
Democratico, ma mi era arrivato anche dalle altre forze di
opposizione, sia dal Movimento Cinque Stelle che, mi permetto di
dire, era scontato, ma anche dai gruppi che fanno riferimento a
Cateno De Luca e cercare di risparmiare, di ridurre quelle che sono
le spese e cercare, caso mai, di aumentare qualcosa che aveva un
significato particolare. E devo dire che ci siamo anche riusciti
perché, nonostante i tagli, una spesa è aumentata, che è quella lì
del 25 per cento delle borse di studio che la Fondazione Giovanni
Falcone ogni anno svolge un'attività rivolta alle borse di studio,
quest'anno questo importo è aumentato del 25 per cento. Quindi, da
una parte abbiamo tagliato, ancora abbiamo continuato a tagliare
spesa, dall'altra parte c'era una cosa che è un'iniziativa
dell'Assemblea, non è che è della minoranza o della maggioranza, è
un'iniziativa dell'Assemblea che porta un incremento del 25 per
cento. Io penso che con un minimo di soddisfazione, dico, abbiamo
cercato di fare la nostra parte e, quindi, sono contento che
abbiamo chiuso questa prima esperienza di bilancio dell'Assemblea.
Cercheremo di fare ancora di più e ancora meglio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Onorevoli colleghi dichiaro aperta la discussione generale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 165.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2023
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale .
Si dà lettura della Tipologia 200 Contributi agli investimenti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni, del Quadro generale riassuntivo, del
prospetto degli Equilibri di Bilancio e degli Allegati, nonché
degli allegati bilanci della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, come approvati dai
rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento numero
165 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2023-2025 (n.
244/A) e Legge di stabilità regionale 2023/2025 (n. 245/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritorniamo alla discussione
generale del bilancio di previsione della Regione siciliana e della
legge di stabilità.
Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. No, ascolti onorevole,
non ha tempo perché il Movimento 5 Stelle ha terminato il tempo. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Geraci.
SUNSERI. Erano rimasti 3 minuti.
PRESIDENTE. Non c'è più tempo.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Glieli diamo noi.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Gilistro.
GILISTRO. Ringrazio i colleghi, l'onorevole De Luca. Io perderò
solo pochissimi minuti. Ringrazio tutti, gli onorevoli colleghi,
gli Assessori, per il lavoro che state facendo innanzitutto.
"Buongiorno dottore, sono la mamma di Giada, la ragazzina di 11
anni che ha visitato venerdì. Le dico già che venerdì sera dopo
aver preso solo delle gocce ha già avuto i primi risultati.
L'indomani qualsiasi disturbo sparito, ieri correva e giocava.
Grazie."
Avevo deciso di fare un altro intervento ma questo messaggio, che
mi è arrivato alcuni minuti fa, mi ha fatto cambiare completamente
la direttiva del mio discorso.
Questa è una mia paziente, una bambina di 11 anni, Giada, che è
arrivata nel mio studio due giorni fa accompagnata da tre persone
perché zoppicava, non riusciva a stare in piedi ed era in una
situazione di deambulazione praticamente impossibile. Questa
ragazzina - Assessore, mi ascolti perché è molto importante quello
che le sto dicendo - questa ragazzina ha fatto una risonanza
magnetica, tac, visite neurologiche, ha fatto una serie
interminabile di accessi ai Pronto soccorsi e accessi anche in
ospedale con un costo, per la sanità, straordinario credo. Io,
quelle gocce che ho dato quella sera alla bambina avendo capito
intuito qual era il problema, ho dato delle gocce omeopatiche dove
non c'era veramente nulla. La bambina aveva un problema
psicosomatico grave che si portava avanti da anni.
La mia intuizione - ripeto - era quella di dire a questa bambina
togliamo cellulare, televisione, tutto e appena la bambina sta
meglio le ridaremo di nuovo il cellulare. Cosa vuol dire questo? Il
50 per cento di quello che noi vediamo negli ospedali è quasi
completamente di origine psicosomatica; cioè, se vogliamo veramente
abbattere le liste d'attesa e vogliamo ridare fiducia a una sanità
che sia per tutti, dobbiamo cercare di risolvere, scusate
colleghi...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, gentilmente sta raccontando un episodio
vero, penso importante il collega. Se voi parlate tra di voi è una
mancanza di rispetto. Grazie.
MICCICHÈ. Questo è un intervento che si fa a fine seduta, ai sensi
dell'articolo 83. Il tema è importante, ma non possiamo togliere
tempo alla discussione generale.
GILISTRO. Io volevo solo dire questo, che dobbiamo dare - mi scusi
collega - il problema più importante credo che sia quello di
cercare di capire e di andare all'origine e il Governo può fare
tanto per trovare risorse che vadano all'inizio, all'origine delle
problematiche, non a correre dietro all'emergenza cercando medici
che non ci sono, non ce li possiamo inventare i medici per i
prossimi dieci anni. Quindi, dobbiamo cercare assolutamente di
trovare soluzioni che anticipino la richiesta di soccorso e di
medicina. Soprattutto, ho presentato anche un emendamento a questo
livello, per cercare di sfruttare al massimo con la carenza dei
medici la telemedicina. E' un argomento molto importante che sta -
come si dice - interessando parecchie regioni in questo momento e
credo che un'attenzione particolare alla telemedicina e,
soprattutto, all'anticipazione i problemi della salute sia un
argomento importante, improrogabile del Governo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha
facoltà.
GERACI. Grazie Presidente, un saluto ai colleghi e un benvenuto al
Governo qua in Aula rappresentato dall'assessore Falcone.
La discussione di oggi, chiaramente, arriva questa approvazione
sia di bilancio che della legge di stabilità a febbraio del 2023 e,
quindi, rispetto al cronoprogramma e rispetto agli anni precedenti
arriva con un tempo utile rispetto ad aprile, maggio, degli ultimi
dieci anni. E, quindi, questo risultato è apprezzabile. Il mio
leader De Luca diceva a Falcone: sarà sicuramente un ragioniere
non bravo, però devo dire che il ragioniere ha superato il
professore, professore Armao .
E' chiaro che si aprono con questa approvazione due direzioni. La
prima direzione che si apre è quella di dare seguito
all'approvazione e, quindi, seguire nei vari uffici, nei vari
dipartimenti nei vari assessorati, tutto quello che l'Aula tutto
quello che la Commissione Bilancio ha deciso. Però, c'è di più:
dobbiamo fare il salto avanti; c'è di più perché noi ci dobbiamo
preparare finalmente a una Finanziaria, a una legge di stabilità
che venga approvata al 31 dicembre 2023 per il 2024.
Allora, io che cosa suggerisco? Suggerisco di lavorare, di
lavorare. Si devono fare due livelli di lavoro, perché? Perché è
chiaro che questa finanziaria che è stata approvata è stata quasi
un copia-incolla rispetto a quella del 2022, ma noi per avere una
visione, per dare un futuro alla Sicilia, dobbiamo fare una
finanziaria nel 2024 che tenga conto delle reali esigenze, e gliene
voglio suggerire una: non è possibile che ancora il fondo
perequativo e il fondo per le autonome locali subisca decrementi,
mentre lo dobbiamo portare in avanti questo fondo.
Questo fondo ci dobbiamo ragionare, perché noi dobbiamo capire
veramente qual è la spesa utile e quella che non è utile; dobbiamo
aprire un tavolo, qua c'è all'Assessore per gli enti locali che già
è stato sindaco e sa quello che significa operare nei Comuni con
questi chiari di luna che non ne vedo.
Allora il problema qual è, praticamente? Noi dobbiamo avere una
visione, dobbiamo essere un hub di servizi, però dobbiamo guardare
la realtà dei Comuni siciliani, che su 390 la maggior parte non ha
approvato il bilancio nel 2022. Ci sono molti Comuni, tra Comuni in
dissesto e Comuni in predissesto sono almeno più di 150. Quindi,
voglio dire qual è la visione della Regione nei confronti dei
Comuni? Dobbiamo caricare di responsabilità e adempimenti i Comuni
senza risorse? Questa è una domanda che faccio all'assessore
Falcone e all'Assessore per gli enti locali, perché è una partita,
noi ci dobbiamo giocare questa partita, perché al di là degli
annunci, degli adempimenti che facciamo, che abbiamo approvato il
bilancio entro fine febbraio, questi annunci li dobbiamo riempire
di contenuti. Questa è la domanda.
Un'altra domanda che faccio, gli 8 miliardi di euro - io ritorno
sempre agli 8 miliardi di euro - che fine hanno fatto? Il Governo
ancora su questi 8 miliardi di euro ha cercato di dribblare l'Aula.
Io pretendo una risposta specifica, precisa, per porre fine
finalmente. Questi 8 miliardi di euro erano dovuti? Non erano
dovuti? Cioè, aspettiamo una risposta, perché è chiaro che con 8
miliardi di euro noi risaniamo il bilancio della Regione, il
bilancio dei Comuni, il bilancio delle grosse città; perché,
attenzione, i 600 milioni di euro che avremo per la riduzione della
spesa di compartecipazione, assessore Falcone, e qua il Governo
deve prendere un impegno preciso in Assemblea, questi soldi devono
ritornare ai Comuni. Questi soldi devono ritornare ai Comuni,
perché diversamente i Comuni il PNRR non lo potranno attuare, e il
gap tra la Sicilia e il resto dell'Italia si allarga, e quindi
l'autonomia. Qual è la posizione sull'autonomia del Governo
regionale? Qual è la posizione? Noi non possiamo più tollerare che
gli amministratori, gli imprenditori del Nord ci pongano come un
problema politico siciliano, è una cosa che non ci possiamo
permettere Qua ci sono dei sindaci che sono nel territorio, che
sono in frontiera, che sono dei bravi sindaci e molti sono pure in
questa Assemblea e, quindi, non possiamo permetterci che degli
imprenditori del Nord la pongano su una questione antropologica,
questo è il problema.
Allora, noi vogliamo una Sicilia che si riscatti? E l'ultima
domanda che faccio è sul "salva Sicilia", quando si parla di blocco
delle assunzioni, qual è la posizione del Governo, come volete
praticamente prendere il treno della nuova tecnologia e dello
sviluppo, con questa classe dirigente che abbiamo, con questi
impiegati che abbiamo? Abbiamo bisogno di risorse, di nuove
risorse, di nuove energie, laureati in ingegneria, in economia e
commercio, questi ragazzi se ne stanno andando a Milano e noi
abbiamo fatto il doppio interesse per le Regioni del nord: gli
abbiamo formato persone a costo zero e il costo sociale tutto sui
siciliani, e oggi lavorano a Milano a costo zero e faranno
famiglia, compreranno case e quindi creeranno Pil.
Queste sono le domande, tre domande: blocco delle assunzioni, gli
8 miliardi e il futuro dei giovani. Questa emorragia la possiamo
fermare solo ed esclusivamente con le assunzioni di massa nelle
pubbliche amministrazioni, cosa che ha fatto la Francia.
Noi questa cosa non la dobbiamo guardare come se fosse così, con
disprezzo, con distacco, la dobbiamoguardare come un'occasione di
sviluppo e un'occasione affinché i nostri giovani rimangono in
Sicilia. Queste sono le risposte che noi come forza di opposizione
pretendiamo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Grazie, signor Presidente, Governo, colleghi,
onorevoli. Io prima di iniziare il mio intervento, Presidente,
volevo manifestare vicinanza ed esprimere cordoglio alle
popolazioni della Turchia e della Siria che sono stati colpite da
una calamità immane. In questo momento migliaia sono le vittime
sotto le macerie. Chiedo al Governo su questo, di essere più vicini
anche materialmente a queste popolazioni inviando anche se è
possibile, signor Assessore, un nostro distaccamento, un nostro
aiuto con la Protezione civile regionale; valuti lei insieme al
Presidente della Regione se è possibile farlo e in che termini sarà
possibile farlo. Grazie.
E vado all'argomento all'ordine del giorno, signor Presidente.
Francamente, intervenire sulla legge finanziaria da deputato neo
eletto non è facile e chiedo all'Aula di avere indulgenza nei
confronti anche del sottoscritto se non sarò preciso, tecnico e
dettagliato sull'intervento; però, qualche riflessione, caro
Assessore, di carattere generale la voglio fare, poi nel merito e
nell'articolato ci sarà modo nei giorni che verranno quando si
andrà a valutarli articolo per articolo e punto per punto. Quindi,
mi riserverò poi di intervenire sui singoli articoli.
Ho visto come nasce la legge di stabilità. Io la vedevo
dall'esterno, questa legge sembrava un essere mitologico, sembrava
qualcosa di impossibile. Invece devo apprezzare, caro Assessore,
tant'è che il primo giudizio che aveva espresso sulla legge che
aveva presentato il Governo così risicata con 17 articoli sembrava
che ci fosse qualcosa a monte che ci impediva di ragionare, invece
poi, seguendo l'iter in Commissione insieme ai due componenti
effettivi e seguendo anche il lavoro del Governo, ho capito che
c'era la possibilità di lavorare tutti insieme, ho capito che c'era
la possibilità di potere incidere su una norma che glielo dico con
tutto il cuore, è una norma che per i prossimi tre anni e
nell'immediato nell'anno attuale darà una prospettiva a questa
Terra; una prospettiva che spero che con il contributo che noi
abbiamo dato come forze di opposizione, come forze di opposizione
che abbiamo dimostrato di essere forze di opposizione responsabile,
possa incidere di più di quanto non sarebbe stato se ci fosse stata
una legge di stabilità imposta dal Governo. Quindi, per questo la
ringrazio, Assessore, per aver dato la possibilità alle forze di
opposizione di incidere su quelle che sono le nostre vite
quotidiane.
Qualche riflessione, perché non voglio rubare tempo ai colleghi
che devono parlare dopo di me. Io ho sentito girando in tutte le
Commissioni, parlare di emergenza nella Commissione Sanità ,
parlare di emergenza nella Commissione Rifiuti , parlare di
emergenza per gli Enti locali. E allora mi chiedo, ma cosa è
successo negli ultimi dieci anni con due Governi uno di
centrosinistra e l'altro di centrodestra? Cosa è mancato affinché
si potesse dare una risposta a questa terra? Secondo me è mancata,
caro Assessore, la voglia di dialogare in Aula, è mancata la voglia
di far dialogare anche quelli che non fanno parte della
maggioranza, è mancata la possibilità di poter incidere anche non
essendo nel Governo, c'è stata chiusura totale secondo me, tant'è
che i risultati che oggi non si consegnano con i Governi precedenti
sono fisicamente e plasticamente documentati da una norma nazionale
che tutti si sono riempiti la bocca chiamandolo salva Sicilia , ma
chiamandolo salva Sicilia è stato documentato che la Sicilia era
da salvare.
E allora, stiamo ripartendo da zero, caro Assessore, stiamo
riprendo con un percorso nuovo, stiamo ripartendo con una
opposizione responsabile perché i nostri contributi sono
fondamentali per dare risposte.
Qualcuno prima di me parlava dei giovani che vanno via. Assessore,
ma non sono solo 20 mila giovani che ogni giorno se ne vanno, che
ogni anno se ne vanno; la Sicilia negli ultimi dieci anni ha perso
più di 200 mila residenti. Significa che negli ultimi dieci anni,
tanto per avere la raffigurazione plastica di cosa significa 200
mila abitanti, che la città di Messina è scomparsa dalla mappa
geografica di questa Terra Ed è un danno immenso dal punto di
vista sociale, dal punto di vista economico, dal punto di vista
storico.
Caro Assessore, io voglio soltanto farle qualche raccomandazione
perché non mi permetterei mai di dirle cosa deve fare lei perché
lei ha un ruolo di responsabilità un ruolo di governo e noi abbiamo
un ruolo di opposizione. Le vede quelle due date in fondo? 1130 -
1947 ; il Parlamento più antico del mondo con l'insediamento e con
la proclamazione di Ruggero II re del Regno di Sicilia e 1947 con
l'attuazione dello Statuto dell'autonomia siciliana nato prima
ancora della Repubblica, nato prima ancora che venisse approvata la
Costituzione.
Noi da là dobbiamo partire, caro Assessore, dobbiamo partire dalla
nostra storia, dobbiamo partire da quello che siamo stati per
ricordarci quello che siamo stati per andare oltre. Questa terra,
Assessore, era famosa nel mondo perché era la terra dei Florio e la
terra dei Basile. Non possiamo tornare indietro, non possiamo
essere meno di quello che ci hanno lasciato, caro Assessore.
Io spero che questo inizio di Legislatura, che questa finanziaria
possa dare una prospettiva non solo in termini di crescita
economica, ma anche per ritornare a quella che è la nostra identità
per ritornare quella che era la nostra tradizione, di quello che
era la nostra terra, non ce lo dobbiamo dimenticare non ci dobbiamo
dimenticare ogni giorno noi che veniamo in questo Palazzo perché è
il Palazzo che ci parla e dobbiamo dare risposte fuori per
ricordare che noi siamo qua perché vogliamo ritornare meglio di
quello che eravamo. Grazie, Assessore. Grazie, colleghi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà. Prenderà il tempo della Democrazia Cristiana.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, Assessori e colleghi. Sì, caro
Assessore per l'economia abbiamo dato via ad una stagione di
collaborazione, di responsabilità, di un'opposizione costruttiva
che vuole fare qualcosa per la Sicilia, ma non dimentichiamo le
tantissime emergenze che di anno in anno, di finanziaria in
finanziaria sono sempre lì a ricordarci che la Sicilia è immobile.
Tantissime: il precariato, come possiamo dire la fuga dei cervelli,
le infrastrutture, la sanità inadeguata e i rifiuti, e a tal
proposito nella finanziaria c'è veramente poco su questo argomento
e abbiamo incontrato i sindaci della provincia di Trapani in
Commissione Antimafia a Castelvetrano che ci ha ricordato che c'è
un impianto di compostaggio che è quasi pronto, aspetta le ultime
autorizzazioni e che potrebbe dare grandissimo respiro a un intero
territorio.
Quindi, Assessore, mi auguro che lei possa accelerare questi
percorsi perché sono fondamentali soprattutto per un'impiantistica
pubblica. Ma naturalmente il Movimento 5 Stelle sta cercando di
costruire, di arricchire questa manovra finanziaria, mi riferisco
ad esempio alla premialità che abbiamo introdotto per gli over
cinquanta e per le donne che verranno assunte dalle imprese, oppure
altre misure di inclusione sociale che sono fondamentali. Proprio
per questo voglio evidenziare che il tema socio-economico, caro
Assessore, è il tema di questo territorio. Noi abbiamo veramente
preoccupazione, mostriamo preoccupazioni per il momento storico che
ci accingiamo a vivere, non solo per il caro energia e il caro
vita, ma perché da una parte c'è l'imminente erosione del reddito
di cittadinanza e dall'altra l'arrivo delle nefaste conseguenze
dell'autonomia differenziata.
Noi siamo preoccupati ma vediamo un Governo assolutamente immobile
su questi temi. Io mi chiedo dove gentilmente
PRESIDENTE. Se può accelerare.
SCHILLACI mi chiedo dove sono finiti i percorsi di
riqualificazione che ancora non ci sono e tra qualche mese le
persone perderanno l'unico sostentamento e quindi mi chiedo anche i
centri per l'impiego che sono lì fermi, immobili, non sono stati
potenziati sebbene le risorse il Governo regionale le ha ricevute
ben tre anni fa. Quindi io le chiedo, Assessore, degli interventi
urgenti, delle aperture di tavoli di confronto con il Governo
romano, abbiamo una congiunzione astrale fondamentale, formidabile
tra il Governo regionale e il Governo nazionale. Quindi, io,
Assessore, le chiedo assolutamente di uscire da questo immobilismo
e quindi di uscire dagli ultimi posti di ogni classifica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, grazie, gentilissima.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà.
SCIOTTO. Signor Presidente, grazie, grazie e benvenuto al nostro
Presidente Schifani, agli Assessori e grazie ai colleghi deputati.
Il mio sarà ovviamente un intervento breve perchè il tempo che è
rimasto a disposizione è poco. Pur tuttavia sento il dovere di
complimentarmi con l'assessore Falcone per il metodo, per la
determinazione con la quale ha lavorato per potere giungere a un
risultato che in questo momento sembra veramente storico cioè
l'approvazione in tempi rapidi di una finanziaria. In realtà però
comunque non c'è molto da festeggiare perchè stiamo praticamente
approvando in anticipo sull'enorme ritardo perché la regola è che
in realtà come tutti i comuni virtuosi, come bene diceva il collega
Cateno De Luca per il Comune di Messina, ma anche per me che mi
onoro di essere il sindaco di un comune piccolo della provincia di
Messina che da anni approva regolarmente il bilancio anzi, fra i
primi comuni d'Italia, ad approvarlo, questo adempimento va fatto
entro il 31 dicembre.
Pur tuttavia avendo poco tempo a disposizione preferisco
concentrarmi sugli aspetti della finanziaria che in qualche modo
non mi soddisfano nel senso che avrei preferito che ci fosse ancora
più passione, più coraggio, più amore in questa finanziaria.
Non posso non notare per esempio come nella finanziaria non siano
previsti degli interventi seri, organici, quasi strutturali in
favore degli enti comunali che sono in dissesto o in pre-dissesto
così come un'altra problematica che a mio avviso è parecchio
urgente, ed è quella determinata dall'aumento del costo dei rifiuti
solidi urbani per lo smaltimento dei rifiuti.
Ora è necessario intervenire immediatamente e mi dispiace che non
ci sia presente l'Assessore Di Mauro, ma un aumento del costo della
raccolta dello smaltimento di un po'.
PRESIDENTE. Se per favore in Aula si fa un pò di silenzio perchè
non si riesce ad ascoltare. Grazie.
SCIOTTO. L'aumento del costo dei rifiuti, dello smaltimento che
passa da cento euro a quattrocento euro è un costo enorme. Questo
costo enorme non ricade, caro assessore, sui comuni. In realtà
ricade sui cittadini; è un furto che viene preso dalla tasca dei
cittadini perché noi entro il 30 aprile del 2023, noi, tutti i
comuni dovremmo approvare il piano TARI, dovremmo approvare il PEF,
Piano economico-finanziario, e se aumenta il costo dovrà
necessariamente aumentare l'entrata cioè vorrà dire che i cittadini
dovranno pagare di più, dovranno pagare molto di più. Quindi un
intervento del Governo va fatto in termini, in tempi rapidi e,
comunque, entro il 30 aprile, altrimenti i cittadini, soprattutto
quelli virtuosi, soprattutto quelli che hanno sempre pagato e che,
magari, fanno pure la raccolta differenziata per bene, si
troveranno a dover pagare molto, molto di più.
Altra circostanza, sulla quale mi permetto di evidenziare una
mancanza di amore, io, assessore Falcone, le chiedo questa cortesia
di ascoltarmi due minuti, e soltanto su questo aspetto. Come
sindaco so la problematica degli ex contrattisti, quelli che sono
stati stabilizzati, alcuni anni fa, e che i comuni hanno
stabilizzato, praticamente, senza usufruire dei fondi propri ma
usando i fondi regionali del trasferimento precedente, quelli della
legge regionale n. 5 del 2014.
Ora, chiaramente, ogni comune non ha messo fondi propri. Perché
non li ha messi? Alcuni comuni non avevano i fondi, altri comuni
non potevano sforare il parametro di spesa, previsto dal decreto
ministeriale del 2020. Ora, in qualche modo, abbiamo superato la
fase del precariato, ma non abbiamo superato la disparità che
esiste fra i dipendenti. Per cui tutti i dipendenti del nostro
comune, abbiamo noi dipendenti di serie A, che lavorano a tempo
pieno con contratto indeterminato a tempo pieno, e abbiamo
dipendenti di serie B, di serie C, che hanno, magari, contratti a
24 ore, altri addirittura a 18 ore, altri ancora che non sono stati
stabilizzati perché i comuni hanno problemi di bilancio.
Ora, questa passione e questo amore che si chiede alla Regione,
fate un colpo di coraggio, un atto di amore perché, vedete, non
occuparsi di questa problematica è una cosa sconcertante. Perché,
in questo momento, questa categoria di persone prende uno stipendio
misero ma non è solo questo il problema. Fra dieci anni, fra
quindici anni noi avremo una nuova categoria di poveri: saranno
quei poveri, cioè questi contrattisti attualmente ex contrattisti
stabilizzati, che andranno in pensione, con una pensione di 500 o
600 euro. E allora è perché è giusto? E' per evitare che abbiano
una pensione sconcertante, è perché noi comuni abbiamo bisogno di
loro, è perché così, grazie a loro, potremo dare servizi migliori,
la Regione si deve fare carico di questo. Come? Creando un fondo
apposito, anche di soli 30 milioni, da poter consentire... Capisco,
non sono pochi, però quale atto e quale merito al Governo Schifani,
all'assessore Falcone, di intervenire anche solo con una
integrazione di sei ore settimanali, che consentiranno a una platea
che non è più di diecimila persone ma è di circa seimila persone,
di fare in modo che abbiano il giusto, che non siano considerati
più categoria zero, serie C.
E aggiungo, quando si andrà a fare questa modifica occorrerà una
attenzione particolare a legiferare bene. E cioè, legiferare nel
modo che prevederà che, espressamente, il costo deve essere escluso
dai parametri di cui al decreto ministeriale del 2020, perché
altrimenti, pure se faremo la legge, lo stesso i comuni non
potranno ricavare questi soldi e destinarli perché, praticamente,
sforeranno il limite della spesa.
Io non so se si può, ma si potrebbe anche ridurre di trenta
milioni il decreto sul fondo delle progettazioni, se fosse
possibile, e, certamente, i siciliani, anche gli enti comunali,
tutti saremmo molto più felici.
Concludo per una questione ulteriore di equità, gli aspetti
positivi li dirò successivamente, ma un aspetto importante sugli
ASU. Abbiamo ottenuto che gli ASU abbiano un'integrazione oraria a
trentasei ore. Abbiamo evitato una vergogna, dal mio punto di
vista, che fossero destinati soltanto agli ASU dei beni culturali.
Non ci sono, anche in questo caso, ASU bravi, ASU buoni e ASU non
buoni. Gli ASU degli enti locali hanno dignità, professionalità
come tutti gli altri. Ottenuto questo risultato, occorre un altro
passaggio con il quale, in quest'Aula certamente Cateno De Luca e
tutti noi, saremo, insisteremo in questo, che la spesa sia prevista
e questa integrazione sia prevista, almeno per tre anni o, quanto
meno, per due perché non è possibile che noi il 31 dicembre siamo
coperti e da gennaio il comune continua a lavorare, i dipendenti
continuano a lavorare. Quindi, pensare che fino al 31 dicembre del
2023 gli ASU avranno la copertura e da gennaio invece non ce
l'avranno e dovremo aspettare quando, è una cosa, dal mio punto di
vista, illogica.
Io vi ringrazio. Ci aggiorniamo dopo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Presidente Micciché.
Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io devo
se ho un attimo l'attenzione del Governo, devo soltanto
sottolineare un paio di cose nemmeno tanto complicate o difficili
da capire, diciamo una è quella sul cinema, essendo una mia
fissazione già da alcuni anni, sono molto contento che questo
Governo si stia occupando di cinema, però, presidente Schifani, già
una volta ebbe a dire che bisogna occuparsene in maniera diversa
non andando a Cannes a fare non si sa che cosa, ma creando i
presupposti perché il cinema venga in Sicilia.
Significa i capannoni da offrire alle case cinematografiche,
significa i corsi di formazione che invece che essere fatti sempre
tutti per la solita cosa dei parrucchieri piuttosto che per altro,
si comincino a fare per gli elettricisti di scena, per le comparse,
per gli scenografi, per tutto quello che serve, a quel punto sì
potremmo avere gli strumenti da offrire al mondo della
cinematografia dicendo qua ci sono gli stabilimenti, qui c'è gente
preparata che vi deve dare una mano per cui potrete cominciare a
venire qui , e si vanno a chiudere gli accordi perché poi come dire
la mondanità è una cosa, l'accordo commerciale è un'altra.
Bisogna andare a vedere quali sono queste case cinematografiche ma
sono informazioni che esistono, che hanno tantissime persone;
basterebbe individuare le persone che hanno questa informazione.
Ovviamente io so chi sono, ma questo poi voi deciderete ovviamente
per quello che volete fare, però se questa cosa si vuole fare si
deve fare seriamente, se no si buttano quattrini inutilmente e non
servono assolutamente a niente.
Geraci, i famosi 8 miliardi, io ebbi a dire al mio primo
intervento all'assessore Falcone che secondo me Falcone è meno
imbroglione di come non fosse il precedente assessore per
l'economia, che quanto meno le cose le potrebbe dire in maniera un
po'più chiara; e allora 8 miliardi non esistono più, è bene dirlo,
perché se uno si presenta al popolo dicendo che avanziamo 8
miliardi e mi garantiscono che li prenderò, dopodiché se ne
prendono 800, poi non si possono pure vendere questi 800 come una
vittoria ma bisogna dire con molta serietà e con molta semplicità
che degli 8 miliardi ne sono arrivati 800.
È una transazione al 10 per cento, è buona? Secondo me no ma è
quello che è successo; è inutile andarci a inventare e far credere
alla gente ancora che devono arrivare questi 8 miliardi che tanto
ormai è partita chiusa, non potranno arrivare più, ma, vede,
Presidente Schifani, io sono contento, perché il lavoro che ho
fatto insieme ad altri perché si potesse cambiare il Presidente
della Regione della passata legislatura mi sa ha ragione, qui c'è
un altro stile, c'è un altro metodo, voi avete cominciato a parlare
con l'Aula cosa che prima non prima c'era l'odio nei confronti
dell'Aula, oggi questo Governo sta facendo bene, sta facendo male,
lo vedremo, ma quanto meno dialoga, forse addirittura secondo me
posso dire che la vittoria di questo Governo nasce un po'dalla
sconfitta delle opposizioni che hanno ceduto facilmente per un
po'di cose che servivano ai loro deputati, per carità più che
legittime, non si è portato a casa niente di strutturale, niente di
vero, nessuna riforma, non si è portato a casa sua come dire
nessuna promessa di quelle che sono state fatte durante le
elezioni, però quanto meno non c'è più l'arroganza che c'era prima.
Guardate, per me questo è comunque un risultato importante ed è
quello siccome in tanti abbiamo fatto e abbiamo lavorato perché
questo avvenisse, e oggi allo specchio non faccio più cose
pubbliche, per ora, ma allo specchio mi sento assolutamente
soddisfatto quando penso a quello che è successo questo che
significa? Che improvvisamente io adoro il Presidente Schifani? No,
lo detesto, lo dico con grande sincerità perché mi sono sentito
tradito, non da Falcone, Falcone sappiate che mi ha attaccato da
sempre, quindi non è un fatto, ha vinto finalmente una battaglia
contro di me, bisognava dargliene punto, no da chi ha tradito,
però non mi interessa, io penso al bene della Sicilia e alla
Sicilia non interessa se Schifani ha tradito, se Micciché è stato
tradito. Non me ne frega niente, non mi interessa nulla. Io penso
solo e soltanto al bene della Sicilia. E quindi spero enormemente
che questo Governo prosegua positivamente la sua strada e il suo
cammino.
Certo, Presidente Schifani, tanti sono stati traditi nella storia,
a partire da Gesù, figuriamoci, Giulio Cesare, vi ricorderete: Tu
quote, Brute, fili mi Bene, quello di cui io sono certo e che
nessuno mi potrà togliere alla testa è che, alla fine della storia,
visto e considerato che non mi pare che tante città abbiano piazze
Bruto o scuole Bruto, mi sembra che abbiano piazza Giulio Cesare e
scuole Giulio Cesare, mi posso permettere di dirle che Bruto sarà
sempre lei, io sarò Giulio Cesare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
È iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie, signor Presidente. Io intanto accolgo con favore
l'arrivo del Presidente Schifani, quindi vuol dire che lei ascolta
il Parlamento, perché tanti colleghi hanno richiesto la sua
presenza in Aula, per affrontare il tema che riguarda la legge di
bilancio e la legge di stabilità.
Io partirei dal riconoscere alcuni meriti al Governo regionale, ma
in particolare all'assessore Falcone. I meriti di aver accolto
alcune proposte dell'opposizione, alcune proposte costruttive
dell'opposizione. E questo è un segnale importante, che permette a
questo Governo di approvare, diciamo nei tempi, una finanziaria che
era partita in salita.
Assessore, come ha evidenziato anche l'onorevole De Luca, i tempi
sono importanti. Io provengo, tra l'altro, da quell'esperienza, che
lui ha citato, del Comune di Messina, essendo stato consigliere
comunale durante la legislatura De Luca. E Messina oggi è tra quei
comuni che hanno ricevuto un premio da parte della Regione
siciliana per aver approvato i bilanci nei termini di legge.
Messina, quindi, è passata da città dissestata a città virtuosa.
Questo a dimostrazione che amministrare con oculatezza significa
avere documenti finanziari in regola.
Ma i tempi, caro Assessore, non sono tutto chiaramente e, come ho
avuto modo di dire in altre occasioni all'interno del Parlamento,
il problema principale resta l'amministrazione della Regione
stessa. Questo riguarda in modo particolare la macchina burocratica
su cui questo Governo deve intervenire per snellire i processi a
sostegno dei Comuni, a sostegno delle imprese, a sostegno dei
lavoratori, a sostegno dei Siciliani. Ed è realmente mortificante
avere delle risorse e non riuscire a spenderle. La dimostrazione
sono i fondi europei, i 2 miliardi di fondi europei che non sono
stati utilizzati e che vanno rifinanziati. Su questo c'è la
necessità di intervenire, per fornire un'assistenza tecnica ai
Comuni sotto i cinquemila abitanti, affinché possano presentare i
progetti per partecipare e ricevere i fondi.
Io sinceramente, alla mia prima finanziaria, alla mia prima
esperienza da deputato regionale, con alcuni emendamenti ho cercato
di concentrarmi su temi di ampio respiro, per dare risposta alle
nostre comunità. Però restano aperte tante questioni, assessore
Falcone, come i crediti avanzati dalle imprese, come le difficoltà
e i problemi dei lavoratori di diversi comparti, che restano
irrisolti, come resta il grosso problema della rete ospedaliera,
per esempio.
Gli ospedali vanno sempre peggio: Messina e la sua provincia ne
sono un esempio, basta analizzare Taormina, Sant'Agata di
Militello, Mistretta, Lipari, Milazzo, dove c'è la necessità di
intervenire, dove abbiamo visto chiudere i punti nascita, dove
abbiamo visto ridurre i posti letto, dove c'è la necessità che ci
sia un pronto soccorso efficiente. Poi c'è anche un'altra questione
che riguarda per esempio il PUA, il punto unico di accesso, che
offre un progetto assistenziale individuale per tutti i soggetti
fragili.
Bene, assessore, lo sa che a Messina sono stati sospesi questi
servizi il 31 gennaio e quindi verranno danneggiati sia gli utenti
che gli operatori?
Bene ha detto il collega Pace, il collega Lombardo che sono
intervenuti sull'autismo, ma non si è intervenuti per esempio sui
centri diurni sull'autismo. Questo è un servizio semi residenziale
a carattere continuativo che va sostenuto con delle risorse perché
l'accesso viene limitato a soli due anni all'interno dei centri
diurni e questi ragazzi invece hanno bisogno di sostegno, hanno
bisogno di percorsi di riabilitazione, hanno bisogno di
integrazione e su questo il Governo deve avere la massima
attenzione.
Riservandomi chiaramente, Assessore, di intervenire poi
sull'articolato nelle prossime ore, evidenzio che i temi aperti ci
sono e sono tanti e che tante falle sono state evidenziate
all'interno della finanziaria e su questi noi tenteremo, con alcuni
emendamenti che abbiamo presentato in Aula, di mantenere aperta la
discussione. Lo farò e lo faremo nell'interesse esclusivo della
Sicilia e dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, signor Presidente,
approfitto della presenza del Presidente Schifani, ovviamente non
perché sollecitiamo il suo ringraziamento per questo momento che,
guardi, è storico. Nessun Presidente della Regione siciliana si è
potuto permettere negli ultimi vent'anni di essere presente in
quest'Aula, a metà febbraio, alla vigilia dell'approvazione del
bilancio e della legge di stabilità.
Questo è un elemento fondamentale che ho avuto modo di
sottolineare già all'Assessore Falcone il quale sono sicuro che le
avrà anche relazionato sulla posizione che abbiamo assunto in
Commissione Bilancio e quindi quelli che sono stati i nostri
suggerimenti nel definire un percorso di legge di stabilità che era
priva di anima.
Io voglio toccare un altro argomento visto che lei è qui perché
non ho ancora capito la sua posizione sull'autonomia differenziata
qual è. E lo sa perché desidero spronarla su questo fronte? Perché
sono fresco di alcuni dibattiti su questo tema e ovviamente per
molti aspetti hanno tentato di mortificarci.
Veda, non è pensabile che noi passiamo per questuanti e non è
pensabile che gli amministratori meridionali e anche quelli dei
siciliani passino per incapaci, anzi per lazzaroni citando
esattamente quello che ha detto il Presidente della Regione Veneto
Zaia. Lei deve battere un colpo, Presidente Schifani perché non è
pensabile che una Regione a Statuto speciale, che è stata tradita
dal patto con lo Stato, che ha avuto convertito in legge
costituzionale il proprio Statuto con un passaggio, con un piccolo
comma che ne ha snaturato l'originaria essenza, oggi possa passare
per una Regione di deficienti che non è in condizione di spendere
le risorse e anzi anche per una Regione rappresentata da
amministratori che hanno sfruttato l'autonomia al rovescio, come
dice il sommo costituzionalista Antonio Ruggeri.
C'è un tema di fondo che io oggi le consegno perché è tema di
questo Parlamento e ovviamente la invito appositamente a fare un
dibattito definitivo in quest'Aula perché non abbiamo capito se per
ragion di Stato questo Governo è asservito allo squadrismo
legislativo che è stato inserito nella legge di stabilità dello
Stato. Questo ancora non lo abbiamo capito, se questo Governo è
scendiletto di un provvedimento che non tiene conto del delitto che
continuiamo a subire come siciliani e vado al dunque proprio per
consegnarle anche, in modo pratico, qualche elemento.
Lei sa bene, Presidente Schifani, che il peculiare ordinamento
finanziario siciliano si fonda sugli articoli 36 e 37 dello Statuto
siciliano e prevede l'attribuzione all'Ente autonomo, la Sicilia,
dell'integralità del gettito dei tributi erariali non riservati
allo Stato, che ai sensi dell'articolo 2, del DPR 26 luglio 1965,
n. 1074, ha consentito alla Regione siciliana di applicare il
cosiddetto concetto del criterio del riscosso .
Attenzione, questo era un elemento fondamentale che aveva fatto,
già nella prima fase, della Sicilia una Regione che aveva a
disposizione le risorse per poter far fronte alle sue norme di
autonomia.
La disciplina della spettanza devoluzione di tali tributi, in modo
particolare Irpef e Iva, è completata dall'articolo 4 delle Norme
di attuazione, che prevede che nelle entrate spettanti alla Regione
siano ricomprese anche quelle che, sebbene relative a fattispecie
tributarie, maturate nell'ambito regionale affluiscono per esigenze
amministrative ad uffici finanziari situati fuori dal territorio
della Regione siciliana.
Tale impianto, come le sa, intendeva assicurare l'integrale
copertura dei costi discendenti dall'esercizio delle funzioni
attribuite alla Regione siciliana ai sensi dell'articolo 14 e 17
dello Statuto di autonomia. Ciò almeno secondo quello che era il
disegno dei nostri padri costituzionali della nascente Regione
siciliana, che attribuiva simultaneamente quelle che erano
competenze, funzioni e le relative entrate.
Presidente, noi qua stiamo ancora a discutere di quisquilie e c'è
una questione di fondo che oggi lei deve porre in termini
definitivi al tavolo romano, come già stanno facendo le altre
Regioni a Statuto speciale, stanno trattando, ciascuna Regione a
Statuto speciale, quelle che ancora sono le parti di autonomia non
attuata.
Lei ha chiesto al Governo di essere ricevuto? Lei ha messo sul
tavolo del Governo le norme dello Statuto non ancora attuate? E
andiamo esattamente anche a questo passaggio: ancora oggi non
risultano trasferite tra le altre cose, visto che parliamo qui
delle funzioni che queste Regioni a Statuto ordinario oggi
vorrebbero avere, io le chiedo, arrivato a questo punto, perché lei
non pone ancora le questioni riguardanti alle funzioni che ci
appartengono per Statuto, come la pubblica istruzione, l'assistenza
pubblica, l'insegnamento universitario e la sanità nella sua
interezza.
Tanto per fare un primo esempio, mentre gli altri devono fare
salti mortali per inventarsi l'alibi per avere più risorse, noi ce
lo abbiamo scritto e allora cominciamo anche su questo fronte.
Per quanto riguarda, invece, l'aspetto delle entrate, che
statutariamente sono previste, vorrei ricordare qui brevemente la
storia dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, perché con
quello che era il sistema previsto dal decreto legislativo n. 507
del 1948, la Regione siciliana ha potuto fruire delle entrate
previste dagli articoli 36 e 37 dello Statuto, ma quando si sono
accorti che la Regione siciliana poteva avere quelle entrate per
diventare Stato nello Stato è intervenuta quella che era la riforma
tributaria del 1971, la famosa legge n. 825. Attenzione a questo
passaggio, Presidente. Cosa è successo con quella riforma? Sono
stati mutuati i fondamentali principi tributari con la
trasformazione, ad esempio, delle imposte reali in imposte
personali e, quindi, è stato completamente sconvolto il precedente
sistema tributario, determinando una serie di incertezze.
Andando all'aspetto pratico per la Regione siciliana che cosa è
successo? Veniva stravolto lo stesso criterio che,
discriminatamente, poneva le spettanze relative alle entrate della
Regione siciliana modificando quello che era il baricentro della
riscossione tributaria dal luogo, quindi tutto ciò che veniva
riscosso qui in Sicilia e, quindi, anche dove si trovavano i beni
produttivi di reddito. E tutto questo dove è stato spostato? Al
domicilio fiscale del contribuente. Per essere chiari: la Fiat
quando aveva i suoi stabilimenti, le imposte degli stabilimenti in
Sicilia in ogni caso andavano a confluire alla regione Piemonte,
dove aveva sede legale. Questo è successo nello stravolgimento e
nella modifica del sistema tributario.
In tale modo si è stravolta l'applicazione dell'articolo 37 dello
Statuto e i relativi proventi legati al principio della riscossione
presso gli stabilimenti siciliani dei tributi diretti sul reddito
mobiliare di rilevanti società operanti in campo nazionale e,
quindi, con domicilio fiscale fuori dalla Regione siciliana, presso
il quale ormai veniva dichiarato, accertato e riscosso anche il
reddito proveniente dagli stabilimenti allocati in Sicilia. Stessa
sorte, Presidente, per quanto riguarda l'Iva. Parliamo di oltre 10
miliardi di euro l'anno di tributi che la Regione siciliana non ha
più avuto riconosciuti.
Non a caso - e concludo - proprio la legge 825, legge di riforma
del '71 prevedeva l'articolo 12, ed è qui che ora la invito a
dimostrarci, Presidente, che lei oltre ad essere il novello
Presidente della Regione siciliana e parlamentare di lungo corso,
mette in pratica quella che è anche stata la sua posizione di
seconda carica dello Stato, perché lei di questo giustamente si è
fregiato in quest'Aula, ma io ora voglio vedere la conseguenza
della sua storia e il peso che la sua storia avrà ai tavoli romani
dove tanti hanno tentato di arrivare, altri hanno fatto finta di
arrivarci ma si è registrato un totale fallimento. Passi alla
storia, presidente Schifani, passi alla storia su un fronte che può
realmente consentire alla Sicilia e ai siciliani di essere
orgogliosi e soprattutto rispettosi del sangue che è stato versato
per il nostro Statuto di autonomia.
Proprio su questo aspetto, l'articolo 12 della legge 825 del '71,
proprio al quarto comma, prevede il coordinamento della finanza
regionale con quelle che sono le ulteriori normative in atto
emanate per quanto riguarda il sistema di riforma del fisco e della
riscossione.
Ebbene, in questo contesto è stato proprio impedito fino adesso
alla Regione siciliana di continuare ad avere l'integrale
applicazione degli articoli 36, in modo particolare, e 37. Ora, su
questo - e concludo perché il tempo a mia disposizione sta per
finire -, Presidente, lei deve dirci cosa intende fare: se è
schiavo della logica politica perché è un vantaggio che la Sicilia
sia governata dagli stessi partiti che in questo momento governano
Roma, ma lei Presidente ha - come dice - un rappresentante della
Lega che è il partito che, in questo momento, per tentare di
recuperare qualche voto, ha impresso a questo proprio squadrismo
normativo , una velocità che, per quanto riguarda il nostro Statuto
di autonomia, rischia completamente di stravolgerlo. Perché? E
andiamo anche qui su quelli che sono stati quei 7 commi che hanno
definito i LEP nell'ambito della legge di stabilità, cioè noi ci
meravigliamo - ecco perché ho detto all'assessore Falcone, ha fatto
bene ad ampliare gli orizzonti della legge di stabilità ,- come è
possibile che lo Stato italiano si possa permettere di fare una
legge di stabilità dove mette anche quella che ormai , dove
vanifica i princìpi essenziali dell'individuo, introducendo nella
legge di stabilità la definizione dei LEP, e qui ci poniamo il
problema di quella che era la cornice e la competenza della legge
di stabilità? Allora lì c'è il colpo di grazia.
Vorrei capire, anche in considerazione di come è finita con
l'articolo 38 del nostro Statuto. Lei sa che è stata data, allora,
una mancia ai siciliani attraverso il fondo di solidarietà,
disciplinato dall'articolo 38. Bene si faccia fare la storia dai
suoi uffici, come è finito il trasferimento ex articolo 38, alla
Regione siciliana. Veda a quanti spiccioli siamo scesi rispetto a
quello che era un articolo che doveva riequilibrare sotto il
profilo soprattutto infrastrutturale la Sicilia, la doveva
riallineare e allinearla alle altre Regioni. Ecco perché ancora ci
vantiamo in Sicilia di avere "il treno a peggior percorrenza" 13
ore, ormai ci fanno anche i servizi, ci prendono a pernacchie, 13
ore da Trapani a Ragusa, 44 fermate e 4 cambi
Veda, noi non abbiamo voluto, e noi in particolare parlo
ovviamente per i due Gruppi Sud chiama Nord e Sicilia Vera
distrarla dai veri obiettivi che lei ha. Certamente non sono
quelli, in questo momento, ha un Assessore che ormai ha superato il
professore, come è stato detto, per cui l'esame l'assessore Falcone
lo sta superando a pieni voti. Non c'è riuscito neanche Armao, lui
sì
Lei si occupi delle questioni importanti, veda per noi è
importante oggi, in una fase della quale
PRESIDENTE. Onorevole De Luca...
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Sto concludendo,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Nella fase in cui al Nord
dicono che se hanno più funzioni ci dimostreranno che sono bravi, e
noi invece, guarda caso, continuiamo a subire queste ruberie e
ovviamente ci dicono anche che siamo scarsi.
Dimostri, Presidente, qual è la posizione del suo Governo, perché
vogliamo capire una volta per tutte se lei, pur essendo stato
scelto a Roma, vuole continuare a fare lo schiavo della politica
romanocentrica, oppure vuole rappresentare veramente la Sicilia e i
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, Presidente Schifani, Governo, colleghi,
penso che questa sia una finanziaria, un bilancio che dia risposte
ai cittadini. Un bilancio che dia risposte alle imprese, alla
nostra società.
Penso per me, che per la prima volta mi affaccio a questo ruolo, e
potere essere stato parte attiva della stesura di questa
finanziaria per me è fonte di orgoglio. Proprio questo lavoro per
qui voglio fare i complimenti, presidente Schifani, anche alla sua
Giunta e all'assessore Falcone, di riuscire a coinvolgere tutti. Un
lavoro fatto nelle Commissioni, nelle Commissioni di merito, dove
si è lavorato veramente, e voglio anche ringraziare il presidente
Daidone perché poi in II Commissione si è riuscito a fare sintesi
sul lavoro fatto nelle Commissioni, lavoro che nasce proprio dalla
volontà di potere accrescere quella già buona finanziaria che era
stata proposta dalla Giunta e che poteva essere ancora migliorata
con quei progetti che ognuno di noi poteva portare al vaglio degli
altri e farli condividere anche agli altri deputati e all'Aula.
Io penso che oggi sia all'esame di questo Parlamento una
finanziaria che per la prima volta dà risposta reale alla nostra
società, una finanziaria che sta vicino al mondo delle imprese,
alle famiglie, alle classi sociali più deboli, che riesce a mettere
a disposizione quelle poche risorse che ci sono, perché sappiamo
che dobbiamo mantenere quei vincoli che sono stati stabiliti a
livello centrale, ma riuscire a poter utilizzare quelle risorse nel
modo migliore e nella giusta direzione e, quindi, penso che questo
oggi sia un risultato importante che va nella direzione reale di
quelle che sono le esigenze della nostra società e della nostra
Isola.
Ma guardi, Presidente, dopo questo scoglio importante perché avere
una finanziaria e sappiamo quanto chi ha governato, chi ha avuto la
possibilità di governare anche un ente locale, potere avere subito
uno strumento finanziario con le risorse a disposizione già nelle
prime settimane dell'anno dia la possibilità reale di dare risposte
ai cittadini, dare risposta alla nostra Sicilia.
Le scommesse saranno domani, dopo giovedì, venerdì, quando ormai
di questa finanziaria sarà completato l'iter dell'approvazione; la
scommessa sarà nella velocità in cui saranno emanati i decreti
attuativi, saranno quei provvedimenti che daranno realmente la
possibilità di potere utilizzare queste risorse e utilizzarle nel
modo giusto e in modo celere; la scommessa sarà quella quindi di
stare vicino a quei dirigenti e funzionari che andranno a
predisporre quei decreti attuativi affinché la burocrazia
diminuisca e che si riesca realmente a dare risposte ai cittadini
con quelle misure che abbiamo messo in campo.
Caro Presidente, da domani, l'altra scommessa è quella di riuscire
ad abbassare, a togliere quella burocrazia che ingessa la società
siciliana, quella burocrazia che non dà la possibilità alle nostre
imprese di crescere, le nostre imprese di essere al pari con le
altre imprese del resto d'Europa e del resto del mondo.
La scommessa sarà questa e tutti insieme dobbiamo lavorare
affinché quelle procedure e quella burocrazia che ha dato problemi
in questi anni possa cambiare per poter dare quelle risposte reali
che si aspettano, quindi un primo passo importante con la prima
finanziaria approvata in tempi celeri e velocissimi perché il
risultato è doppio, perché pensare che ci siamo insediati a metà
novembre e riuscire già oggi a parlare di una programmazione
finanziaria e poter trasformare quello che era un programma
elettorale in atti concreti, in atti finanziari per poter dare
risposte ai nostri cittadini penso che sia un doppio risultato che
stiamo raggiungendo, caro Assessore Falcone, e su questo penso che
ognuno di noi sia orgoglioso del fatto che siamo riusciti in un
percorso elettorale, un percorso di campagna elettorale, a far
conoscere i nostri progetti, i nostri programmi e a trasformarli
subito in atti concreti con la prima finanziaria; per noi è un
momento di orgoglio anche per quello che sono stati i sacrifici che
abbiamo fatto.
Quindi, voglio veramente ringraziarla per quella apertura, per
l'apertura che c'è stata da parte del Governo nei confronti del
Parlamento, di ognuno di noi, di maggioranza o di opposizione con
propri ruoli diversi sicuramente, ma cercare di potere avere e
mettere in campo il meglio che ognuno di noi poteva portare al
confronto per riuscire a fare questo provvedimento, fare uscire
questo provvedimento, che è un provvedimento che dà risposte a
tutta la società, che dà risposte ai precari, che dà risposte alle
imprese, che dà risposte alle famiglie, che dà risposte ai servizi,
che dà risposte e certezza su quelle che sono anche le attività che
questo Governo e la macchina amministrativa regionale deve mettere
in campo in questi mesi.
Quindi, penso che da parte del nostro Gruppo - lo ha fatto prima
il mio collega Pace -, il sottoscritto, ma penso i nostri
componenti all'interno del Governo e penso da parte di tutti la
possibilità di riuscire a supportare l'attività del Governo e
portare avanti le nostre idee, il nostro programma che,
sicuramente, sono parte integrante del Governo, del Governo di
centro destra di questa Regione, lo sosterremo e continueremo a
sostenerlo ancora più convinti perché oggi con l'approvazione di
questa finanziaria ci sentiamo ancora più partecipi dell'attività
di questo Governo ed essere sicuramente parte attiva anche in
quelle che saranno le prossime settimane con cui quei provvedimenti
che andranno nella direzione dello snellimento e della
sburocratizzazione della vita amministrativa di questa Regione, che
sono importanti alla stessa stregua e nella stessa dimensione di
quanto era importante riuscire a poter emanare, potere approvare
una finanziaria in tempi brevi e dare una programmazione
finanziaria a questo ente.
Quindi, grazie Presidente, grazie all'assessore Falcone, ma a
tutto il Governo e a tutti i deputati e tutti gli onorevoli che
hanno contribuito nella la stesura di questa finanziaria e penso
veramente di cuore che questo lavoro è stato un lavoro importante
che apprezzerà la società siciliana, specialmente il mondo delle
imprese che, finalmente, sarà aiutato direttamente con questi
provvedimenti che sono all'interno di questa finanziaria.
Grazie Presidente, io cedo la parte che resta del tempo a mia
disposizione al deputato Campo del Movimento 5 Stelle che si trova
lì, proprio perché per dare la possibilità anche all'opposizione di
fare i complimenti al Governo.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Allora, il minuto
che rimane lo cede all'onorevole Campo. Si prepari a parlare dopo
l'onorevole Figuccia che a quanto pare cederà qualche minuto anche
lui all'onorevole Campo. Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, certo che a sentire l'onorevole
Abbate la Sicilia è salva, le imprese sono salve, il mondo delle
associazioni tutti sono salvi e appena arriveranno i decreti
attuativi avremmo salvato l'economia di quest'Isola. Ha fatto bene
a ricordarcelo onorevole Abbate glielo ricorderemo l'indomani
dell'approvazione della finanziaria.
Allora, quando abbiamo iniziato i lavori è intervenuto l'onorevole
Catanzaro. L'onorevole Catanzaro ha portato, è stato gentile mi ha
espresso la sua solidarietà in merito alle cose che sono successe
al CAS. Noi, Presidente, purtroppo lo avevamo detto "guardate che
c'è un bando fasullo, guardate che qua qualcuno se ne va in galera"
e purtroppo è successo, pazienza siamo stati presi per pezzi di
merda io e i colleghi, però a noi non ci fa impressione.
Grazie della solidarietà; mi dispiace che la solidarietà, no io mi
fermo Presidente, chiedo l'attenzione dell'Assessore, quindi
bloccatemi il tempo, per favore, quando l'Assessore finisce
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, Presidente.
DIPASQUALE. Cioè dico sono stato in Aula dall'inizio dei lavori,
mi aspettavo su questa cosa la solidarietà in primis dell'Assessore
perché le cose che sono state dette in quelle intercettazioni sono
gravi, gravissime, perché chi fa il suo lavoro e chi lo fa in un
determinato modo non può essere oggetto di quel tipo di
discussione. Mi aspettavo le sue non quella del mio collega.
Detto ciò, questa finanziaria e questa legislatura iniziano bene,
Presidente, veramente glielo dico di cuore. Io sono contento perché
ho visto - l'ha detto anche qualcun altro - un atteggiamento
diverso, cioè nella precedente legislatura con l'Assessore
precedente, il Presidente precedente c'era la chiusura totale.
Abbiamo capito che qualcosa è cambiato e questo è importante al di
là dei contenuti della finanziaria perché ritrovare un dialogo e un
rapporto tra le forze di maggioranza e di opposizione è
innanzitutto un processo civile e democratico, cioè abbiamo
recuperato - io gliene dò atto Presidente - il processo civile e
democratico che avevamo perso in quest'Aula perché eravamo arrivati
a questo punto, lo capisco, ormai è qualche anno che sono qui e
quindi lo capisco e mi fa particolarmente piacere, ovviamente,
dobbiamo cercare di ottimizzarlo al massimo perché la Commissione
ha fatto un grande lavoro, l'Assessore ha fatto il suo lavoro, il
Presidente anche, i deputati hanno fatto la parte dei territori.
Come diceva Mattarella, Piersanti Mattarella, dobbiamo cercare di
ragionare in maniera complessiva non essendo rappresentanti dei
territori delle province, ma facendo essendo rappresentanti della
Sicilia e sicuramente questo metodo che è un metodo positivo lo
dobbiamo utilizzare. Non so cosa potremmo fare in Aula, Presidente.
Mi auguro che lei possa seguire i lavori di questa finanziaria; se
ci sono cose che possiamo recuperare lo dobbiamo fare, ma questo
metodo che non dobbiamo perdere sicuramente nella sostanza ci può
portare, invece, a ragionamenti molto più importanti e a fare
uscire finanziarie che abbiano un respiro superiore, fermo restando
che le cose inserite sono e rappresentano esigenze dei territori e
che ci stanno. Però, possiamo fare il salto di qualità.
Il Partito Democratico ha dato il suo contributo, abbiamo
incontrato l'assessore Falcone e abbiamo dato delle indicazioni,
alcune delle quali ci siamo ritrovate e già è un punto di
riferimento.
Abbiamo introdotto un fondo per 10 milioni di euro per il credito
agevolato alle aziende sequestrate e confiscate alla Mafia. Avrebbe
detto il mio collega Cracolici, purtroppo è malato niente di grave,
è malato e mi permetto di dirlo io perché questa cosa l'ha
sollecitata lui condivisa da tutto il Gruppo del Partito
Democratico: è la prima volta che la Sicilia si muove per salvare
le aziende e, quindi, l'occupazione ma non solo, Presidente,
finalmente per far passare un messaggio che non è vero che quando i
beni sono nelle mani della Mafia funzionano, beni materiali e
immateriali, e quando invece poi vengono confiscati e finiscono
nelle mani dello Stato si perdono.
Questo fondo ci metterà in condizione di poter dare una risposta
seria nei confronti di questa tematica e, quindi, questa è una cosa
che avevamo fatto così come avevamo chiesto di inserire un fondo
per le famiglie numerose. Lo abbiamo chiesto, l'abbiamo detto
all'Assessore, si trova in finanziaria, famiglie con figli numerosi
con Isee basso e per un contributo e c'è. Lo sa qual è però il
problema, Presidente? Sono stati messi 5 milioni di euro. Tanto di
rispetto per i cani e per il randagismo, lo so. Ma dobbiamo
cercare, se noi facciamo un'operazione per il randagismo, che ci
vuole e vale 5 milioni di euro, ma per le famiglie numerose, per le
famiglie che hanno uno sfratto, secondo me dobbiamo essere in
proporzione, dobbiamo farcene carico. Quindi, questa cosa secondo
me va rivista.
Abbiamo chiesto all'Assessore di rifinanziare la legge contro il
bullismo e cyberbullismo. In Commissione ci sono stati emendamenti
che sono comparsi, che sono scomparsi. Quelli nostri che avevamo
dato all'Assessore forse si sono inciampati. Ma poco importa. Noi
avevamo affidato all'Assessore questa indicazione e ce la
ritroviamo. Così come i 3 milioni e mezzo per i centri storici, per
gli interventi incontri-interessi per 3 milioni e mezzo di euro e
così come il finanziamento per la legge per Ibla, per la legge di
Ortigia e per la legge di Agrigento. Queste erano richiese che
avevamo dato, insieme ad altri, ma questi le aveva dato il Partito
Democratico e ci sono. Questo ci mette in condizione di poter dire,
lo sa perché Presidente, alcune di queste cose insieme ad altre
erano state presentate negli anni precedenti e non abbiamo avuto
neanche piacere di sentirci dire vediamo di cosa discutete.
Presidente, rimangono tutta una serie di questioni aperte. Lei le
sa bene, si è discusso della sanità in tutto e per tutto che io non
riprendo. Sono preoccupato solo di una cosa. E' stata fatta una
nota e devo dirle anche che l'Assessore - l'ho incontrata per la
questione Pronto Soccorso - è veramente - cosa che non c'era
purtroppo neanche prima -, è veramente disponibile almeno
all'ascolto.
E' partita una nota che chiede la riduzione del 25 per cento dei
bilanci alle Asp, cioè stiamo chiedendo di ridurre i bilanci delle
Asp siciliane del 25 per cento. Attenzione, dobbiamo capire che
cosa succede, non è un taglio che può essere fatto così di botto,
quindi la prego di attenzionare questa nota che è partita
dall'Assessorato perché tagliare il 25 per cento - già ci troviamo
la sanità bisognosa di interventi - significa veramente farla
morire.
I comuni. E' stato detto anche tanto sui comuni, mi permetto
solamente di dire che la questione rifiuti è diventata veramente
drammatica. Ci sono comuni che per colpa del precedente Governo e
dei sindaci che non hanno avuto il coraggio e la capacità di
individuare gli impianti di smaltimento nei loro territori portano
l'immondizia fuori e stanno per aumentare di nuovo del 20 per cento
la Tari perché i famosi 45 milioni di euro che aspettavamo, slogan
della campagna elettorale, ancora non ci sono. Quindi, stanno
iniziando ad aumentare i rifiuti giorno dopo giorno. La prego di
attenzionare anche questo. Ma oltre il danno la beffa. Questi
poveri sindaci. Oggi il Partito Democratico ne ha fatto una
battaglia, questo l'ha fatto in I Commissione ma anche al bilancio.
Non è possibile che le indennità dei sindaci, e mi assumo la
responsabilità di quello che dico, abbiano un'impostazione diversa
rispetto al resto del Paese, da Reggio Calabria in su, i sindaci
per una norma nazionale percepiscono una somma per la Sicilia sono
costretti a percepire X meno Y, che sono già una miseria rispetto
al lavoro e alle responsabilità che hanno, e noi non riusciamo ad
adottare una norma che li metta in condizione di essere paragonati
a quelli del Nord. Quindi, Presidente, questo è un tema importante
che mi auguro possa avere una risposta, ci auguriamo possa avere
una risposta in questa finanziaria. Mi farebbe piacere pensare ad
un grande piano per - ho un minuto, mi ha dato Micciché un minuto e
cinque -, un grande piano per la forestazione in Sicilia, anche dei
terreni di proprietà o disponibilità delle imprese.
Presidente, l'ho contattata per l'Osservatorio per i cambiamenti
climatici. So che lei ci sta arrivando. E' stata approvata nella
scorsa legislatura e abbiamo bisogno di questo strumento. Fine
settimana, tra giovedì e venerdì, si prepara per la Sicilia
orientale - è già capitato di averlo detto qui in Aula - un evento,
un altro evento estremamente serio che toccherà tutta la parte del
siracusano e il catanese, che è un altro evento ciclonico, non è un
temporale qualsiasi. E' un altro evento ciclonico E speriamo che i
danni non siano troppo elevati.
Le riforme, ne hanno parlato. Le attendiamo, le aspettiamo.
Aspettiamo la riforma sulla bonifica, sulla forestale. A proposito
dei consorzi di bonifica, è necessario bloccare i canoni irrigui.
Guardate che stanno arrivando bollette importanti, insostenibili e
deve essere bloccato questo meccanismo.
Ultime due cose. Un'attenzione particolare, sto concludendo, per
gli aeroporti minori. Non è possibile che in quest'Isola gli
aeroporti minori non abbiano una strategia complessiva, che veda
come protagonista il Presidente della Regione e la stessa cosa vale
per le Camere di Commercio. Chiediamo una sua, davvero, Presidente
chiedo che lei se ne occupi personalmente sia degli aeroporti
minori e poi c'è il problema della continuità territoriale, ma per
quanto riguarda gli aeroporti minori dobbiamo sviluppare una
strategia possibile. Non è possibile che venga lasciata al singolo
deputato, che porti qualcosa o per Comiso, o per Trapani. Alla
fine, poi vince il più forte. Non è possibile Noi dobbiamo avere
una strategia complessiva.
Quindi, il giudizio è positivo nel metodo. Io penso che lavorando
con questo metodo, fermo restando le parti, possiamo dare un
contributo maggiore alla nostra Isola.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà. Dopo,
l'onorevole Campo ha avuto due minuti più uno, tre minuti in
totale, e infine l'onorevole Laccoto.
FIGUCCIA. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Galvagno,
Presidente della Regione, presidente Schifani, Assessori, onorevoli
colleghi, credo che proprio l'intervento che mi ha testé preceduto,
che fa riferimento ad una valutazione nel merito e nel metodo di
questa finanziaria da parte, lasciatemi dire, dell'autorevole
intervento del collega che, in seno al Collegio dei Questori,
rappresenta l'opposizione in un clima di collaborazione che,
giustamente, lui prima rappresentava, sta caratterizzando l'Ufficio
di presidenza ma, lasciatemi dire, anche l'Aula. Perché vede,
Presidente Schifani, noi nelle prime battute di questa legislatura
avevamo tanto parlato dell'importanza del ruolo del Parlamento, e
lasciatemi dire, oggi, che se in democrazia la volontà popolare è
affidata al Parlamento, certamente questa è una giornata non solo
positiva, per usare le parole del collega Dipasquale, ma è una
giornata dove vince la democrazia Vince la democrazia, perché gli
atti di questo bilancio, prima, e della finanziaria, dopo, sono la
sintesi di un lavoro fatto a più mani, in seno prima alle
Commissioni di merito, poi alla Commissione Bilancio' e ora in
seno a quest'Aula, da parte di tutte le forze politiche, di
maggioranza e di opposizione.
Lasciatemi dire, per citare ad esempio alcune delle forze di
opposizione che ricordo, assessore Falcone, a cui va il merito
insieme al Presidente della Commissione Bilancio' di avere tessuto
in queste settimane una rete ben fatta che ha davvero tenuto conto
del contributo di tutti, lasciatemi dire come fino alla precedente
legislatura, Presidente Galvagno, onorevole Savarino mi scusi, fino
alla precedente legislatura parlare di fondi POC...
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, scusate.
FIGUCCIA... parlare di fondi POC con la naturalezza con la quale
lo stiamo facendo adesso, parlare di fondi extra regionali, parlare
di interlocuzione con il Governo nazionale non era così scontato:
ricordo come talvolta si assisteva a contrapposizioni tra le forze
di maggioranza e di opposizione, dove ai componenti della
maggioranza venivano mosse delle accuse spesso e si rinviavano al
mittente dicendo: ma intervenite sul Governo nazionale , e c'era
questo rimpallo di responsabilità, oggi Presidente Schifani questo
non è accaduto, perché se siamo arrivati a questa determinazione è
anche grazie ad alcune forze di opposizione e mi riferisco perché
no ai Gruppi parlamentari collegati all'onorevole De Luca, grazie
ai quali stiamo parlando di risorse extraregionali con assoluta
naturalezza, avendo contezza, così come condiviso dal Governo
regionale, che quelle risorse sono immediatamente disponibili. Se
non avessimo avuto oggi questa naturalezza nel trattare questi
capitoli, con molta probabilità oggi molti degli interventi messi a
sistema non sarebbero a bando.
E, allora, avere un bilancio di previsione dove grazie a questi
interventi, e in questo l'assessore Falcone è stato veramente
lungimirante, noi parliamo di 4 miliardi rispetto ai fondi della
programmazione precedente, 4 miliardi aggiuntivi di cui non avremmo
potuto tenere conto.
La stessa cosa potrebbe dirsi rispetto alle interlocuzioni con i
ministeri, grazie a tutte le forze presenti in questo Parlamento,
mi riferisco a Forza Italia, mi riferisco a Fratelli d'Italia, mi
riferisco non ultimo alla Lega, abbiamo qualcosa come 200 milioni
in più rispetto alla finanziaria precedente, un bilancio di
previsione, dunque, che arriva in un momento particolare, legato ad
una fase in cui l'Eurozona è in grande sofferenza, e certamente
anche in una fase di rallentamento, con un Mezzogiorno in grande
difficoltà soprattutto rispetto ai temi dell'occupazione, rispetto
al quale il Governo regionale e il Parlamento svolgono delle
interlocuzioni, fanno delle proposte e lo fanno nella direzione del
sostegno alle imprese, con un'importante somma di 300 milioni, lo
fanno in favore delle famiglie, lo fanno in favore di una serie di
settori strategici per il rilancio della nostra economia, lo fanno
rispetto ai temi dell'agricoltura dove grazie ad un intervento
della Lega riusciamo a creare a mettere in campo delle misure di
contrasto della microcriminalità, condivise anche con Coldiretti e
con i prefetti, lo facciamo rispetto ai temi della formazione
perché no creando finalmente la possibilità di istituti
sperimentali che possano davvero rimettere al centro il tema
dell'occupazione, sperando che i giovani terminino e abbandonino
questo processo di abbandono della nostra terra.
Io credo Presidente che è iniziata una nuova stagione, abbiamo
fatto riferimento finalmente al fondo per la progettazione dei
comuni dove poter fare riferimento a nuove professioni per evitare
che quelle somme legate alla spesa extra regionale continuassero ad
essere perse, lo abbiamo fatto rispetto alle borse di studio in
ambito sanitario, rispetto agli interventi sull'autismo, ai
progetti sperimentali nelle scuole, a centri polivalenti in alcune
delle periferie come quello posto dalla collega e assolutamente
condiviso, sul lago Gibilmanna.
E ancora, il contributo in favore degli atleti disabili, la
prevenzione del bullismo. Proprio oggi, Presidente, ricorre la
giornata mondiale contro il bullismo e questo deve essere
l'approccio che deve caratterizzare questo Parlamento, in una
logica reale di democrazia, dove davvero possa vincere la
democrazia e dove certi atteggiamenti di prevaricazione, che sanno
evidentemente a volte persino non solo di demagogia - non voglio
essere offensivo nei confronti di nessuno - devono stare lontano da
un'istituzione, che, prima, il collega di opposizione ha ricordato
rispetto a quelle due date: del 1130 e del 1947. Ecco, se con
questo spirito, tutti insieme, affronteremo questa legislatura sono
certo che non solo passeremo bene questa fase di legislatura, ma
soprattutto potremo avviare un'importante fase di riforme di cui
tutti i Gruppi parlamentari potranno andare orgogliosi, certi di
poter guardare negli occhi dei Siciliani. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Figuccia.
È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà. Ricordo,
tre minuti. L'onorevole Laccoto ha il tempo che gli è stato
lasciato dall'onorevole Figuccia.
CAMPO. Grazie Presidente. Governo e colleghi deputati, io prima di
essere deputato sono un insegnante e ho avuto un po' come
l'impressione che questo documento finanziario sia stato il
compitino che bisognava consegnare entro la scadenza, con il tempo,
e quindi è stato fatto, ma un po'svogliatamente, un po'di
malavoglia. E dico questo perché, Presidente, lei è andato a Roma,
si è fatto dare 200 milioni di Euro a fronte, comunque, degli 8
miliardi che potevamo vantare per il contenzioso aperto sulla
sanità; ha fatto spalmare il debito. Ecco ci aspettavamo ... si è
parlato della norma "salva Sicilia", ci aspettavamo qualcosa di
più. Qualcosa di più strutturato, qualcosa che avesse una visione
per la nostra Sicilia del futuro. E invece abbiamo l'ordinaria
amministrazione, niente più e niente meno di quello che è stato
fatto negli anni precedenti. Si sono salvati sicuramente gli
stipendi, qualche servizio essenziale, però, ecco, questo documento
manca realmente di progettualità, di visione a lungo termine.
Abbiamo fatto il possibile, c'è stato un grande lavoro nella
Commissione Bilancio , tanti emendamenti, se n'è parlato anche sui
giornali. In primis ricordo per esempio quelli che hanno salvato le
risorse per gli enti locali, le riserve per gli enti locali, perché
sa, cancellare le riserve agli enti locali significa togliere la
possibilità a tutti quei piccoli comuni, che magari riescono a
intercettare delle risorse in più perché sono virtuosi, perché
sanno fare bene la differenziata, o perché mantengono pulite le
coste e accessibili e quindi prendono quel fondo per le bandiere
blu, le bandiere verdi, le bandiere lilla, o ancora quelle risorse
per i centri storici, mi riferisco a Ragusa, Siracusa ed Agrigento.
Perché parliamo tanto di turismo, ma il turismo non lo possiamo
fare solo all'estero, presentando una Sicilia indorata su una
passerella a Cannes, che fra l'altro aveva anche dei costi
esorbitanti: ricordo i 3,7 milioni dati alla società del
Lussemburgo, che poi, fortunatamente, sono stati bloccati. E no
Presidente, il turismo lo dobbiamo fare in Sicilia, dobbiamo
rendere accessibili le nostre strade, intermodali i nostri
trasporti, dobbiamo risolvere il problema dei rifiuti che ci
sommergono nelle strade e che non sono certo una bella cartolina,
un bel biglietto da visita.
Io, Presidente, le ricordo che durante la sua relazione
programmatica mi lamentai del fatto che non c'era un assessore del
nostro territorio.
PRESIDENTE. La prego di avviarsi alla conclusione.
CAMPO. Sto concludendo. Mi lamentai del fatto che non c'era un
assessore del nostro territorio nella sua Giunta e mi promise che
ci sarebbe stata particolare attenzione. Io ora le chiedo
particolare attenzione soprattutto per gli aeroporti. Vorrei capire
quali prospettive ci sono per gli aeroporti minori e in particolare
per l'aeroporto di Comiso.
In questi giorni si è costituito un comitato, un comitato
composto da sindaci, da deputati, da associazioni di categoria, da
sigle sindacali. Ecco, siamo pronti a salvare il nostro aeroporto
che rischia veramente, è in una situazione molto brutta e quindi le
chiediamo un incontro. Spero, Presidente, che voglia accogliere
questa richiesta, grazie.
PRESIDENTE. L'ultimo intervento, e poi si è conclusa la
discussione generale. Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne
ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io credo che l'onorevole Campo è un
poco così rispetto a quello che è l'andamento generale di questa
finanziaria. Dobbiamo dire che bisogna guardare alle questioni più
generali, se noi abbiamo preferito guardare alle piccole cose
rispetto all'impostazione generale questo è stato attraverso anche
un accordo generale che vi è stato, quindi io credo che bisogna
ricordare da che cosa partivamo, partivamo senza i 200 milioni e
senza la distribuzione dei tre anni in dieci anni con il pericolo
di non potere veramente fare né un bilancio né una finanziaria.
Quindi, bisogna ricordare questo intanto, che va dato anche merito
a questo Governo di essere riuscito, attraverso l'interlocuzione
col Governo nazionale, a sanare una situazione che diventava
insanabile.
Premesso questo, penso che l'Assessore Falcone, se vuole
ascoltarmi col Presidente, io credo che qui vi siano sicuramente
delle situazioni di lacuna principalmente per quanto riguarda i
fondi in conto corrente agli enti locali. I cinquanta milioni che
mancano possono non far chiudere il bilancio agli enti locali della
Regione Siciliana che già è in una situazione drammatica.
E allora io chiedo al Governo, Assessore Falcone e Presidente
della Regione, che ci sia l'impegno appena possibile, durante
l'anno, di una variazione di bilancio che possa incrementare questi
fondi a livello regionale per gli enti locali.
Cinquanta milioni in un momento in cui vi è l'aumento delle tasse
energetiche, in cui vi è un problema di aumento per l'energia anche
per gli enti locali non è possibile affrontarlo in diminuzione e
questa è una prima considerazione che va fatta.
Noi dobbiamo rendere conto a tutti gli enti locali della Sicilia.
Quindi, credo che sia un impegno da parte del Presidente,
dell'Assessore Falcone, che ci sia la possibilità di impinguare
questo fondo perché, altrimenti, tutti gli enti locali si
troverebbero in grave crisi.
Questo dico, che rispetto a quella che è l'impostazione generale,
io credo che va dato atto anche alla Commissione Sanità che ha
lavorato all'unanimità, facendo anche delle proposte di largo
respiro, cioè mi riferisco alle borse di studio che sono state
accettate da tutta la Commissione e che erano partite in una certa
maniera, ma l'incremento delle borse di studio vuol dire dare anche
delle risposte grazie anche al Governo che ha accettato, che ha
fatto la riunione con i rettori, che poi un poco hanno diminuito
quella che era la richiesta della stessa Commissione, significa
cercare di dare risposte a quell'emergenza sanitaria soprattutto
per alcuni professionisti specializzati quali gli anestesisti, i
cardiologi, eccetera, che in questo momento danno anche quella che
è la crisi della sanità nei pronto soccorsi, nei reparti, eccetera.
Abbiamo dato questa impostazione che è di ordine generale e che è
stata accolta io credo con soddisfazione sia dal Governo regionale,
sia da tutta l'Assemblea, ma soprattutto anche da quelle che sono
le aspettative di tanti studenti.
Laddove io credo che il Governo regionale si debba fare, nella
Conferenza Stato-Regione, promotore di un allargamento di questo
numero chiuso delle facoltà di medicina.
Non è possibile in queste condizioni andare avanti sapendo che vi
è carenza di medici di base, di pediatri, di alcuni specialisti di
branche fondamentali, parta dalla Sicilia questo appello perché si
faccia per lo meno un numero molto più ampio rispetto a quello che
è oggi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Laccoto, c'era l'ultimo minuto che
cede il Gruppo Fratelli d'Italia, ha facoltà di parlare l'onorevole
Antonino De Luca, se vuole ha 60 secondi.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente. Presidente Schifani io volevo
approfittare della sua presenza per consegnarle un tema, nello
spirito collaborativo che sinora ha animato il dibattito
parlamentare, che è quello della cessione dei crediti derivanti da
super bonus 110 per cento.
Noi adesso stiamo consegnando all'onorevole Presidente dell'Ars
un emendamento - Presidente Schifani, Assessore Falcone concedetemi
la vostra attenzione - che prevede un meccanismo che non è quello
di cui sentivo parlare della creazione di un fondo a garanzia ma è
quello che prevede, attraverso un bando, l'acquisizione dei
cassetti fiscali dalle banche in modo da liberarle e di ottenere
anche un lucro per la Regione siciliana nella cessione tra banche e
Stato, per la creazione non solo di un fondo a garanzia ma anche
di un fondo a ripianamento del disavanzo del debito nei confronti
dello Stato.
Quindi, Presidente, noi consegneremo questo emendamento alla
Presidenza dell'Ars e a lei e vi invitiamo a farlo proprio nello
spirito di collaborazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. E' giusto precisare che
tutti i Gruppi parlamentari di questa Assemblea stanno lavorando
sullo stesso tema, non c'è disattenzione anzi c'è molta
partecipazione e sembrerebbe anche dal Governo che gli Assessori
abbiano già posto la questione, quindi saremo ben lieti se, magari
dopo l'approvazione del bilancio, durante la Capigruppo, volessimo
presentare probabilmente un emendamento assolutamente di buon senso
che potrebbe risolvere un tema che sta attanagliando moltissime
imprese siciliane e potrebbe essere anche, secondo me, qualificante
rispetto alla manovra che stiamo portando avanti,
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per la replica.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente. Onorevole
Presidente della Regione, colleghi, noi abbiamo ascoltato, oggi,
questo dibattito d'Aula abbastanza compiuto, intenso, un dibattito
che è stato di fatto la conseguenza del confronto serrato che c'è
stato in Commissione Bilancio e, per quanto breve, anche nelle
varie Commissioni di merito dove i vari Gruppi parlamentari di
maggioranza e minoranza si sono confrontati all'insegna soprattutto
di una lealtà istituzionale, di una collaborazione che mi fa
piacere è stata sottolineata anche da diversi colleghi
parlamentari, all'insegna di un principio lavoriamo insieme e
lavoriamo' perché quando ci sono delle norme finanziarie non c'è
una parte, c'è l'intera Sicilia.
E' stato questo lo spirito, Presidente della Regione, che ha
animato il suo primo intervento, è stato questo signor Presidente
della Regione l'imput che ha dato al Governo e che abbiamo cercato
di raccogliere e di tradurre in fatti concreti.
In che cosa poggia questa legge di bilancio e questa legge di
stabilità 2023-2025? Poggia su un punto cardine, che è la tenuta
dei conti, la tenuta del sistema, il rafforzamento delle entrate,
la diminuzione del disavanzo, la diminuzione dell'indebitamento.
Sino a poco tempo fa la Regione siciliana andava a Roma e Roma
contestava, signor Presidente della Commissione Bilancio a cui va
il mio personale ringraziamento per la sua intensa, proficua
attività, contestava Roma che la Regione Siciliana voleva fare
delle assunzioni e nel frattempo aumentava il proprio debito. Per
cui ci hanno bloccato, ci hanno bloccato in ragione di un debito
pregresso e non siamo qua a dire di chi fosse la responsabilità,
abbiamo dovuto sottoscrivere come Regione un accordo. Bene, oggi a
distanza di due anni noi ci presentiamo all'Assemblea regionale
siciliana, al Parlamento più antico d'Europa, dicendo guardate ci
sono due consuntivi, il 2020 il 2021. Nel 2020 vi erano alcuni
dati, la Regione Siciliana aveva una disponibilità di cassa di un
miliardo e quattrocento milioni; nel 2021 la disponibilità di cassa
di tre miliardi; nel 2020 vi erano pagamenti per circa diciotto
miliardi e mezzo; nel '21 i pagamenti hanno superato quota 23
miliardi; nel 2020 vi era un indebitamento per sei miliardi e
ottocento milioni di euro; nel 2021 l'indebitamento è sceso a sei
miliardi 181.
Ma dalla relazione di accompagnamento che i revisori dei conti
hanno voluto rassegnare a tutti i Gruppi parlamentari e al Governo
della Regione, si è visto che nell'avanzo o nei saldi di
amministrazione presunti del 2022 abbiamo ancor migliorato e più la
condizione dell'indebitamento e ridotto, ulteriormente, di altri
settecento milioni di euro l'indebitamento della Regione, scendendo
quasi al di sotto dei cinque miliardi e mezzo.
Ecco allora perché i conti della Regione sono migliorati. Ma,
guardate che, malgrado nel 2023 i trasferimenti dello Stato di cui
al Titolo terzo sono stati diminuiti di oltre trecento milioni di
euro, al contempo abbiamo avuto per l'esattezza 378 milioni di euro
che sono i minori trasferimenti Covid, abbiamo avuto al contempo
una maggiore entrata di 330 milioni di euro.
E allora questo indice tendenziale che abbiamo rappresentato al
Parlamento siciliano prima con la nota di aggiornamento del DEFR
che, chiaramente, ha ragione l'onorevole Cateno De Luca - che
ringrazio anche per i suoi spunti che ha dato e che avevamo voluto
raccogliere già in Commissione Bilancio in quei famosi
ventiquattro punti che rappresentavano un elemento di ulteriore
contributo e noi diciamo anche qualificante alla nota che abbiamo
fatto - e allora cosa abbiamo voluto dire in questo momento?
Qualcuno ha parlato - e mi fa piacere - ha ricordato il Presidente
Piersanti Mattarella, un ente che si vuole - l'ha detto l'onorevole
Catanzaro, l'hanno detto altri - un ente che si vuole
contraddistinguere prima di tutto deve fare i compiti, deve
presentarsi con i compiti. Ebbene, noi da qui alla settimana
prossima ci potremo presentare a Roma per poter dire al MEF, al
Governo nazionale 'siamo pronti', Presidente lei lo ha detto già al
ministro Giorgetti 'siamo pronti per poter rivedere questo patto,
questo accordo Stato-Regione che disciplina in diversi punti ma
soprattutto in due punti i rapporti finanziari tra la Regione e lo
Stato'.
E ci sono dei punti importanti da dire. Qualche collega aveva
detto anche avete voluto fare un compitino velocemente consegnato
là, questa legge di bilancio e di stabilità non è stato un
compitino credetemi, non era facile. Abbiamo fatto lavorare gli
uffici - che voglio ringraziare, signor Presidente - a iniziare dal
Ragioniere generale, l'avvocato Tozzo a continuare con la
dottoressa Gloria Giglio e tutti gli altri, la dottoressa Amodeo,
la dottoressa Patti, tutti coloro che hanno messo in campo sino a
tarda notte il loro proficuo impegno e lo zelo nei confronti
dell'Amministrazione della Regione, no, nei confronti della Sicilia
sì, nei confronti della nostra Regione.
E allora volevo dire che, appunto, nei vari impegni ci sono alcune
cose che avete auspicato voi, signori colleghi. Uno per tutti è
quello delle riforme, certamente.
Il Vicepresidente Sammartino non è qua ma certamente è impegnato
nella riforma per i forestali e per i consorzi di bonifica.
Certamente questa manovra finanziaria poggia su alcune questioni, e
le prime questioni abbiamo detto, dare una stabilità ai Comuni,
dare una certezza ai Comuni, e anticipare entro il 31 maggio di
questo anno un'iniezione di liquidità per evitare che debbano
accedere al mercato finanziario, al mercato bancario, pagando fior
fior di interessi in un momento in cui i tassi sono molto alti.
E poi ancora abbiamo voluto guardare al sistema delle imprese,
quelle imprese a cui e verso cui si parla tanto, ma poco si fa.
Ecco perché abbiamo istituito questo Fondo per l'occupazione che
attenzione, onorevole Schillaci, il Fondo l'ha istituito il Governo
Schifani, certamente, ma l'ha consegnato alla valutazione
dell'intera Commissione, io sfido se c'è stato un solo deputato, un
solo collega parlamentare di maggioranza o di minoranza, che non
abbia apportato il suo prezioso e proficuo contributo per
migliorare la norma, e la norma l'abbiamo migliorata, gli "over
50", le donne, si parla tanto di pari dignità e di pari
trattamento, e poi invece magari dimentichiamo, invece no, abbiamo
inserito questo altro elemento durante il dibattito d'Aula.
Preannunciamo, Presidente mi permetto di preannunciare, che c'è
questa - perché qualche collega parlamentare lo ha detto - questa
materia importante per i Pip. Il Presidente della Regione
incontrerà i Pip da qui a qualche momento, perché all'interno di
questa manovra ci sono degli articoli, degli ulteriori emendamenti
di Governo, che estendono la possibilità di reclutamento di questa
sacca di precariato anche alle altre, non soltanto alle aziende
partecipate, ma anche agli enti controllati e vigilati, financo
alle altre aziende sanitarie ospedaliere che abbiano nei loro
organi vacatio per poter finalmente scrollarci di dosso quello che
è un precariato storico. E allora, se siamo tutti d'accordo che il
precariato va abolito per la prima volta e finalmente dopo tanto
tempo, questo Governo è riuscito a mettere in campo la dignità del
lavoro, come? Innanzitutto abbiamo riconosciuto l'adeguamento Istat
ai Pip, qua devo dire anche grazie all'assessore Albano, che per
prima ha raccolto questo importante grido di allarme, ma il
presidente Schifani incontrandoli aveva preso questo impegno un
mese fa, ed è la prima cosa che è stata rispettata.
Poi metteremo anche un Fondo oltre a dare, anche a consentire che
questi contributi - chiaramente sono soggetti, però lo dobbiamo
dire, al parere della Commissione Europea e non ci stiamo
nascondendo dietro un dito - nel momento in cui la Commissione dirà
"ok" noi saremo nelle condizioni di mettere in campo le diecimila
unità in cui anche ci potranno essere, perché no, precari che
potranno essere legittimamente assunti dopo ventidue anni, e
riconoscere loro la dignità del lavoro stabile.
E, allora, ecco perché abbiamo però voluto prevedere un'altra
norma con la quale si mette in campo una misura di fuoriuscita, per
poter liberare cinque-seicento persone da questa condizione
mortificante.
E allora ecco, in questo senso, da un lato abbiamo stabilito
all'articolo quattro, all'articolo sei, abbiamo stabilito qual è il
monte ore di un mondo di diciassettemila persone, che ieri erano
ventisettemila, poi diventarono ventitremila, oggi sono poco più di
diciassette mila e cinquecento persone, il mondo della forestale,
della forestazione.
Abbiamo dato finalmente una cifra: 248 milioni e trecentomila euro
come monte ore e non ci sono più risorse che vengono dati a
spizzichi e bocconi. Per la prima volta questo bilancio, intanto
assegna a tutti gli Assessorati, ai 29 Dipartimenti, le somme per
avere la normalità nell'anno, per poter garantire l'ordinario, dopo
abbiamo potuto anche assegnare ulteriori risorse laddove venissero
- come dire - rappresentate la necessità, l'importanza e la
strategicità.
E allora ecco perché la manovra - e vado verso la conclusione
rubandovi soltanto qualche altro minuto - è una manovra che guarda
alla dignità del lavoro riconoscendo ad esempio l'adeguamento
ISTAT. A chi? A mille persone del nisseno e dell'ennese con il
reddito minimo di inserimento; queste persone, che erano
considerate gli ultimi degli ultimi dei precari, bene anche a loro,
se c'è un'inflazione, dobbiamo adeguare l'indennità che
percepiscono, lo abbiamo fatto con i PIP, lo facciamo con loro,
così come lo abbiamo fatto nell'adeguamento contrattuale per i
17.500 forestali e lo abbiamo fatto anche con i regionali mettendo
sette milioni e duecentomila euro di lato perché è giusto guardare
anche al loro contratto.
Un momento è stato riservato, in un momento di grande crisi lo
dicemmo nella nota al DEFR, lo abbiamo detto che se c'è un momento
di recessione in campo nell'Eurozona, l'aveva detto l'onorevole
Burtone all'inizio del suo intervento, bene noi dobbiamo farci
trovare preparati, ecco perché la norma di contrasto alla povertà,
ecco perché tante norme che abbiamo anche raccolto da parte
dell'opposizione - l'ha detto l'onorevole Dipasquale, e lo
ringrazio - ma anche altre norme a tutela della vita nascente, un
milione e mezzo di euro, i dieci milioni che sono stati proposti
dall'onorevole Savarino per poter consentire alle giovani coppie
l'acquisto della propria casa, oppure nei centri storici, oppure
anche la norma che vede l'IRFIS in prima persona protagonista per
poter consentire a chi volesse ristrutturare la propria casa nel
centro storico, di avere un contributo in conto interessi. E
ancora, anche quando si parla nei trasporti abbiamo sterilizzato
all'articolo 5 l'aumento delle tariffe sui treni, abbiamo
consentito poi alle Forze dell'ordine, ai corpi dello Stato, a
quelle figure che danno orgoglio e che ci fanno sentire orgogliosi
dell'appartenenza del nostro tricolore, abbiamo riconosciuto anche
per il 2023 il trasporto gratuito sul trasporto pubblico locale su
gomma, ma anche per la prima volta via mare, l'abbiamo riconosciuto
quando c'è la necessità che si spostino loro verso le Isole minori
e dalle Isole minori verso anche la Sicilia.
Un'altra cosa, onorevole Aricò. Quest'anno abbiamo introdotto un
fatto di giustizia sociale, si è parlato di insularità, abbiamo
dato la gratuità a quegli abitanti dell'isola di Linosa per recarsi
gratuitamente a Lampedusa e ritornare senza pagare alcun ticket,
abbiamo riconosciuto lo stesso beneficio agli abitanti dell'isola
di Alicudi che è l'ultima Isola per potersi recare a Lipari e
ritornare e così come a Marettimo e all'Evanzo per arrivare a
Favignana e ritornare e perché questo? Perché abbiamo cercato di
ridurre le distanze e i disagi di questi soggetti e allora in
quest'ottica abbiamo voluto certamente guardare allo stato di
bisogno, ma lo stato di bisogno che poggia anche su una buona
sanità.
Abbiamo raccolto, Presidente, e lei l'ha chiesto esplicitamente in
Giunta, e abbiamo messo oltre ventisei milioni di euro per quanto
riguarda le borse di studio agli specializzandi per incrementare i
medici in corsia, negli ospedali; certamente c'è il numero chiuso e
non riguarda noi, cioè non è una competenza regionale, è una
competenza statale, sulla quale dovremo però comunque ritornare ma
la nostra parte l'abbiamo fatta anche raccogliendo un emendamento
dell'onorevole Cateno De Luca sulle farmacie rurali, che
giustamente diventano molte volte un punto di riferimento cardine
in alcuni contesti penalizzati mortificati. Allora, ecco perché
anche ad esse abbiamo dato anche abbiamo dato una risposta.
Stringiamo dicendo che cosa? Non abbiamo anche dimenticato in un
momento in cui, e mi fa piacere lo ha detto alcuni colleghi, mi
pare anche lo avesse detto l'onorevole La Vardera quando ha
richiamato al disastro che nelle ore scorse si è potuto verificare
in tutta la sua drammaticità in Turchia. Presidente abbiamo messo
un milione e mezzo di euro per le associazioni di volontariato di
protezione civile. Non vedevano un euro ormai da tantissimi anni, e
abbiamo anche raccolto l'impegno - lo ha detto l'onorevole Giuseppe
Geremia Lombardo assieme ad altri gruppi - quando abbiamo fatto
nostra l'esenzione bollo per le associazioni di volontariato. Se ad
un'associazione chiediamo un impegno di volontariato non possiamo
anche chiedere di pagare dalla propria tasca e allora in questo
senso il Governo Schifani si è fatto carico, così come per quanto
riguarda l'IRFIS.
Con l'IRFIS abbiamo guardato a fondi importanti, il fondo per
quanto riguarda la ristrutturazione delle case nel centro storico,
il fondo per quanto riguarda i maggiori costi energetici, onorevole
Di Mauro, anche da lei voluta, i fondi energetici per le società
che gestiscono il servizio idrico oppure anche il fondo per
sostenere le aziende sottoposte a misure di prevenzione, così come
ha voluto il Partito Democratico, onorevole Catanzaro. Lo
riconosciamo, lo riconosciamo perché diciamo che questa è stata una
misura, diciamo così, una finanziaria che abbiamo voluto scrivere a
più mani.
E allora concludiamo dicendo che noi siamo anche pronti qua, ci
confronteremo nelle prossime ore in questa importante manovra.
Troverete nella legge di bilancio un emendamento di cinque pagine
dove abbiamo dovuto purtroppo assottigliare alcuni capitoli anche
di duemila euro, di cinquemila euro, di 700 mila euro perché dallo
Stato ci arrivano dei segnali chiari "state attenti, non aumentate
la spesa corrente" "Regione siciliana fa i compiti a casa e falli
bene, non esagerare anche se ci hai una disponibilità non li puoi
spendere tutte queste risorse". E allora abbiamo voluto fare un
emendamento che vuole essere di riduzione su circa 70 capitoli per
un totale di 5 milioni e mezzo di euro col quale vogliamo
dimostrare che la Regione è pronta a mettere in campo delle spese
di investimento. Lo abbiamo fatto perché il nostro bilancio è
formato da 16 miliardi e mezzo di euro in entrata e sedici miliardi
e mezzo di euro in uscita.
In più abbiamo messo in campo circa 700 milioni di euro di spese
in conto capitale di FSC o di fondi FESR ad esempio per i consorzi
di bonifica o di fondi per i non autosufficienti, per venire
incontro all'Oasi di Troina così come l'onorevole Venezia aveva
chiesto ma anche altri. Bene, lo abbiamo fatto in una logica di
rigore, ma se vogliamo anche di espansione di investimento e allora
ecco perché, concludo, ai Comuni oltre a dare delle risorse che
abbiamo detto e su cui ci sono delle riserve che sono comunque
puntuali, abbiamo dato venti milioni per i Comuni facenti parte al
Unesco, quindici milioni per i Comuni a cui bisogna porre in essere
iniziative di metanizzazione o completamento di metanizzazione,
caro onorevole Cateno De Luca, dieci milioni di euro per le caserme
nelle comunità montane volute anche dall'onorevole Intravaia ed
altri, e poi ancora o per i teatri di pietra, altri trenta milioni
di euro per quelle località turistiche che hanno messo in campo,
che si sono contraddistinte per determinate iniziative.
Non è una finanziaria senza anima è una finanziaria di grande
strategia, di grande visione che guarda a tanti temi. Vi prego,
andateli a vedere e se poi all'interno di questi temi, ci sono
anche dei piccoli interventi territorializzati, questi, diciamo
così, rappresentano il vigore di quei parlamentari che hanno a
cuore i propri territori, oltre che la Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Cominciamo con l'esame del bilancio.
Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo del 23 giugno 2011,
n. 118, in particolare ai sensi dell'articolo 11 dell'articolo 39,
comma 9, dell'allegato 9, dell'allegato 4, paragrafo 9, la nuova
struttura del bilancio ai fini dell'approvazione da parte
dell'Assemblea è organizzata per entrate in titoli e tipologie e
per la spesa in missioni e programmi, tipologie programmi
costituiscono le unità di voto ai fini dell'approvazione.
Si passa all'esame del disegno di legge n. 244 recante il
'bilancio regionale', entrate si inizia dall'esame dell'articolo 1
'stato di previsione dell'entrata'. Ne do lettura:
«Art. l.
Stato di previsione dell'entrata
1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni, l'ammontare delle entrate che si
prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
Regione per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 in forza di
leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2)».
Si passa all'esame dell'allegato 2 al quale sono stati presentati
emendamenti che trovate direttamente sui vostri tablet.
Cominciamo con l'allegato 2.1. Sono quelli del Governo, onorevole
Sunseri.
Ce li avete già sul tablet, però se avete bisogno del tempo non è
un problema se lo volete visionare. Sull'area legislativa dovreste
trovare il fascicolo con tutti quanti gli allegati gli emendamenti,
allegato 2, entrata che tra l'altro è la prima pagina.
L'onorevole De Luca ha chiesto di intervenire sull'articolo 1. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevole Assessore, Presidente della Regione desideravo una
riflessione così con voi su quello che è l'aspetto delle entrate
della Regione siciliana ad integrazione di quello che ho avuto modo
di dire in relazione agli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto della
Regione siciliana.
Dall'intervento dell'assessore Falcone devo sottolineare un
aspetto. Ha fatto una descrizione in difesa di quella che è uno
stato dei conti che gestisce anche la drammatica tagliola che hanno
subito tutti gli enti locali per il concorso alla finanza pubblica
e di conseguenza il concorso da parte delle autonomie nei confronti
di uno Stato che nonostante questo concorso non è riuscito ancora a
ridurre di un euro il debito pubblico.
Noi mettiamo sul mercato ogni anno tutta una serie di prodotti
finanziari, bot, cct, ma si riesce a pagare a male pena l'interesse
sul debito pubblico. Allora oggi è ancora più attuale la questione
riguardante lo stato delle entrate perché veda Assessore, lei ha
fatto una disamina su quelle che sono situazioni di precarietà che
ci trasciniamo da una vita, ma non possiamo ovviamente limitare la
nostra riflessione a mettere delle pezze su provvedimenti del
passato dimenticandoci il contesto nel quale operiamo.
Se il Presidente Schifani si è reso conto che per venire in
Sicilia e andare a Roma bisogna fare un mutuo con gli aerei, questa
questione non è stata né affrontata, al di là del grido di dolore
che il Presidente Schifani ha avuto modo di dire, ma non è stata
affrontata oggi neanche in una discussione di ampio respiro, che io
mi auguro faccia il Presidente della Regione in quest'Aula.
E' che noi non possiamo, assessore Falcone quando io mi sono
permesso di dirle 'non può svolgere il ruolo del ragioniere e pure
scarso', non volevo offenderla. Assolutamente. Io facevo
riferimento, invece, ad altre tematiche che diventano importanti.
Qua c'è l'Assessore anche al Territorio e ambiente. Questo Governo
come intende velocizzare la spesa? Questo imbuto della Commissione
VIA è una questione personale del Presidente precedente, o è un
problema di sistema? Noi abbiamo presentato un emendamento per
abolire la Commissione VIA. Perchè, veda, la statistica ci dice, e
lo può verificare con i suoi uffici, che da quando, nel 2015 o
2016, è stata istituita la Commissione VIA, si è dato un colpo di
grazia agli interventi sul nostro territorio, quelli pubblici e
quelli privati. Noi su questo vogliamo delle risposte concrete.
Sono anche entrate.
E sotto il profilo delle entrate, per esempio, un altro
emendamento che abbiamo presentato - e vogliamo una discussione
chiara - è sul paradosso riguardante il versamento anticipato che i
comuni devono fare per avere la valutazione di impatto ambientale
su un progetto, dopo di che versano. Ci sono comuni che non hanno
neanche i soldi, e devono aspettare due, tre anni, quattro anni per
avere un parere dalla stessa Regione
Ma allora, perché non si procede, ecco, sotto il profilo delle
entrate una piccola modifica di buon senso. Fate le compensazioni
col Fondo delle autonomie locali, a cui ha diritto quel comune.
Perché io devo mettere in ginocchio un comune che non ha i soldi
per poter versare quello che è la quota, che poi anche alta. E' un
pizzo legalizzato, mi permetto di dire, nei confronti dello stesso
Comune quando, invece poi, la Regione posticipa il versamento delle
rate, e abbiamo quanto meno risolto in parte il problema in
Commissione Bilancio dicendo 'Quanto meno tre rate te le do entro
l'anno'.
Presidente Schifani, questi sono i contributi che noi ora vogliamo
offrirle, perché quest'Aula ancora può migliorare la legge di
stabilità. Presidente, concludo proprio con questo auspicio. Noi
come Gruppo abbiamo presentato pochi emendamenti, ma che hanno
questa finalità. Soprattutto sono emendamenti che fanno fare un
salto di qualità alla Regione siciliana, non costano, sono di buon
senso e lei, mi permetto di dire, in questa fase si potrà anche
fregiare di aver dato un colpo di accetta uno degli elementi, e
questo è certificato, che ha paralizzato lo sviluppo in questa
terra.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento ALL 2.1, che presumo abbiate
avuto modo di leggere. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.5. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.6. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.7. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, sì come previsto dal decreto legislativo
numero 118 del 2011, l'Assemblea procede all'approvazione delle
singole tipologie all'interno di ciascun Titolo, così come
emendato. Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per
spese correnti. Chi è favorevole resti seduto, Chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione il "fondo pluriennale vincolato per conto
capitale". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione di cui
avanzo utilizzato anticipatamente di cui utilizzo Fondo
anticipazione di liquidità. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione il "fondo di cassa all'1 gennaio 2023". Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame del Titolo 1 "Entrate correnti di natura
tributaria contributiva e perequativa". Si pone in votazione la
Tipologia 101 "Imposte tasse e proventi assimilati". Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario Si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 102 "tributi destinati al
finanziamento della sanità". Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 103 "tributi devoluti e regolati
alle autonomie speciali". Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 1 Si passa all'esame del Titolo 2
"Trasferimenti correnti". Si pone in votazione la Tipologia 101
"Trasferimenti correnti da Amministrazioni pubbliche". Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario Si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti correnti da
famiglie". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 103 "Trasferimenti correnti da
imprese". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 105 "Trasferimenti correnti
dall'Unione Europea e dal resto del mondo". Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 2, Si passa all'esame del Titolo 3
"Entrate extra tributarie". Si pone in votazione la Tipologia 100
"Vendita di beni e proventi derivanti dalla gestione dei beni". Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 "Proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi". Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi da
capitale". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
E' approvato
Si pone in votazione la tipologia 500" rimborsi ed altre entrate
correnti". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo tre si passa all'esame del titolo
quattro "entrate in conto capitale". Si pone in votazione la
tipologia 200 "contributi agli investimenti". Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 300 "altri trasferimenti in
conto capitale". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 400 "entrate da alienazione di
beni materiali di materiali". Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 500 "altre entrate in conto
capitale". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo quattro si passa all'esame del titolo
cinque "entrate da riduzione di attività finanziarie" Si pone in
votazione la tipologia 100 "alienazione di attività finanziarie".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 200 "riscossione di crediti di
breve termine". Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 300 "riscossione crediti di
medio lungo termine". Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la tipologia 400 "altre entrate per riduzione
di attività finanziarie". Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 5, si passa all'esame del Titolo 6
Accensione prestiti .
Si pone in votazione la Tipologia 300 Accensione mutui e altri
finanziamenti a medio lungo termine Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del Titolo 9.
Entrate per conto terzi e partite di giro . Si pone in votazione
la Tipologia 100 Entrate per partite di giro .
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
1.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato, così
come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2 del disegno di legge n. 224 Stato di
previsione della spesa .
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole De Luca ha chiesto di intervenire
sull'articolo 2. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente,
assessore Falcone, Presidente Schifani, desidero fare una
sottolineatura in relazione all'aspetto che ha toccato sulla
riduzione dell'indebitamento.
Io non so la sua operazione verità se l'ha iniziata, oppure ancora
la deve iniziare, assessore Falcone. E credo che in questo il
Presidente della Regione la dovrà supportare, perché ancora mi
risulta, proprio in relazione a quello che è il tema
dell'indebitamento, che ci potrebbero essere delle situazioni che
non risultano effettivamente censite nella situazione debitoria
della Regione siciliana.
E vado al dunque. Sto parlando di quello che è il sistema pubblico
allargato, cioè di tutti quegli enti, società, di tutto ciò che
riguarda non solo le partecipate dirette della Regione, ma anche
gli enti vigilati. Faccio un esempio per tutti: il sistema delle ex
Ipab. Sa mi risulta che non vengono pagati gli stipendi da anni.
Io non vorrei fare un giochino, per non metterla in imbarazzo, e
questo credo che possa interessare anche ad Elvira Amata, come
ragionamento: se andiamo a verificare dove si trova, in quale
capitolo di bilancio si trova la copertura finanziaria della
situazione debitoria effettivamente accertata, io credo che sia
complicato per lei quantificare quanti soldi ancora si devono dare.
Forse ancora c'è pure il problema di quanti dipendenti, perché c'è
anche il gioco delle tre carte su alcuni fronti. E gliel'ho voluto
citare perché? Perché, veda, noi abbiamo iniziato questa
operazione, allora, anticipando le previsioni del 118, l'abbiamo
iniziata nel 2010 con quelli che erano gli articoli 13, 14 e 15 di
quella legge finanziaria, la legge 11/2010. Lì avevamo posto
esattamente questa fotografia, dalla quale poi sono scaturite le
situazioni che ancora ci trasciniamo, perché avevamo scoperto che
tanti enti, tante partecipate, rimanevano in piedi grazie ad un
presunto credito che avevano scritto in entrata; peccato che in
uscita la Regione siciliana, nel suo bilancio, non aveva la partita
di corrispondenza. Risultato: gli enti continuavano a rimare in
piedi, non si pagava con una situazione di cassa e si continuava ad
occultare una situazione di indebitamento puro. Veda è come è
successo nel tempo - tanto qui ce lo possiamo dire - con la quarta
trimestralità dei trasferimenti ai comuni. Lei deve sapere che
ancora nel 2009 la quarta trimestralità andava per effettiva
competenza, la situazione è sfuggita di mano credo nel 2011 o 2012,
dove alla quarta trimestralità, che prima era da questo punto di
vista comprendente l'anno di riferimento, come quello che abbiamo
discusso come 2023, per esempio, e le quattro rate, dal 2012 in poi
la quarta andò a finire nel bilancio successivo, come noi in questo
momento stiamo anche discutendo.
E allora, Assessore, mi permetto di darle un consiglio da questo
punto di vista. Mettiamo sul tavolo una volta per tutte quali sono
gli effettivi debiti della Regione siciliana, questa operazione
verità lei la deve fare e la deve fare perché? Perché rischia di
trovarsi con tutta una serie di situazioni che al momento meno
opportuno le possono scoppiare in mano.
Chiudo, anche sotto questo punto di vista con un impegno che lei
si era assunto in Commissione Bilancio, c'è un accordo che sottende
il cosiddetto 'salva Sicilia', la riduzione della spesa e
l'attivazione di misure ben precise che riguardano nel decennio il
taglio di circa un miliardo e ottocento milioni di euro di spesa
corrente e l'aumento degli investimenti.
Ebbene, chiudo Presidente sottolineandolo questo aspetto, noi
siamo rimasti che prima di arrivare al voto finale della legge di
bilancio e della legge di stabilità questo Parlamento debba essere
messo nelle condizioni di stare quanto meno non sereno come diceva
il buon Renzi, ma tranquillo che gli atti contabili che sta
approvando siano in linea col presupposto del 'salva Sicilia',
diversamente la rateizzazione dei dieci anni che si è avuta per
quanto riguarda il disavanzo del 2020, come sapete bene, diventerà
un elemento che automaticamente ripiomberà sulle casse della
Regione siciliana.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, allora dopo
il mio intervento il Presidente mi dice di riferire che sospenderà
per cinque minuti perché c'è un problema tecnico nei microfoni.
Volevo dire soltanto brevissimamente per rispondere all'onorevole
Cateno De Luca che giustamente ha posto un problema, noi lo avevamo
detto in Commissione, quest'Aula e la Commissione Bilancio si
ritroverà a discutere su quello che è il gap, i Gruppi di
amministrazione pubblica, cioè quella Amministrazione allargata
dove faremo una ricognizione, dove già abbiamo iniziato a fare una
puntuale ricognizione di tutte quelle che sono le amministrazioni
che ruotano attorno alla Regione siciliana.
Fra due giorni, giovedì pomeriggio, consegneremo alla giunta di
Governo intanto il bilancio consolidato, cos'è il bilancio
consolidato? Sono i bilanci di quelle società che ruotano a vario
titolo attorno alla Regione, considerate che ce ne sono circa 150.
La Regione siciliana l'anno scorso ne presentò appena 30, ma era
già di più rispetto a quei bilanci presentati l'anno precedente che
erano venti e prima erano sette, noi quest'anno presenteremo il
bilancio consolidato che riguarderà oltre 60 società, quindi
significa che stiamo migliorando ulteriormente, e stiamo dando una
visione molto più completa rispetto che nel passato.
Vicino a questo, però, vorrei rassicurare l'Aula che presenteremo
tutto un lavoro che riguarderà la ricognizione, un'attività
ricognitiva dei conti di tutte le società, e questo si fa col
consuntivo consolidato, ma si fa anche con una verifica molto
attenta, puntuale, precisa.
Inoltre, onorevole De Luca, noi stiamo lavorando, ce lo siamo
detti in Commissione Bilancio che dobbiamo ritornare alle quattro
trimestralità nell'anno.
Certamente, lo aveva detto l'onorevole Laccoto, aveva lanciato un
input, ma lo aveva detto anche l'onorevole Sciotto, cioè noi ci
sono dei dati su cui stiamo lavorando: il primo, chiaramente,
dovremmo riportare a regime quella che è la finanza pubblica per
quanto riguarda gli enti locali, ma dobbiamo anche intervenire e
interverremo, vediamo se poi in assestamento di bilancio o quando
le condizioni ce lo consentiranno.
L'anno scorso, vorrei ricordare, siamo intervenuti con 48 milioni
di euro, più 4 milioni dati ai liberi consorzi, alle città
metropolitane, quindi con oltre 50 milioni di euro in più per il
caro energia nei comuni.
Bene, vedremo un attimino di potere intervenire altrettanto
quest'anno, quando l'indice tendenziale delle entrate ce lo
consentirà, dobbiamo anche dire, comunque, che ad esempio l'anno
scorso abbiamo potuto fare la manovra grazie a un'entrata maggiore
dei bolli automobilistici, quest'anno abbiamo messo ulteriori 19
milioni di euro.
Vi do soltanto un dato, lo voglio dare a tutta l'Aula, noi in
entrata abbiamo previsto quest'anno 330 milioni di euro, che sono
30 milioni di euro in più rispetto all'anno scorso, bene già nel
mese di gennaio soltanto la Regione siciliana ha introitato 70
milioni di euro per il bollo auto, significa che la misura
dell'abbatti e dello straccio bollette sta funzionando, significa
che le entrate sono più robuste rispetto al passato.
Allora, in questo senso, vogliamo lavorare, perché siamo qua a
garantire innanzitutto la tenuta del sistema, dopo eventualmente
potremo verificare, ragioneremo se ci sono le condizioni per fare
ulteriori misure di protezione oltre che espansive.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 2 per
chiedere effettivamente se è possibile - Assessore io questa sfida
l'accetterei - se è possibile effettivamente giungere ad una
quantificazione della situazione debitoria, la vogliamo chiamare
operazione verità, la vogliamo chiamare operazione Schifani, non è
stata mai fatta.
Se riuscissimo, anche alla luce della contingenza legata al salva-
Sicilia, a definire effettivamente, Assessore, per presentarci
all'Aula intanto una grande novità, che è quella per cui noi non
accenderemo mutui cercando di fare come è stato fatto in passato.
Lei ricorderà, Assessore Falcone, eravamo insieme all'opposizione
di Crocetta quando si gridò allo scandalo
DIPASQUALE. Ancora Lascialo perdere Crocetta
PRESIDENTE. Onorevole tanto non la sento. Grazie, Onorevole
Figuccia.
Allora all'allegato 4 sono stati presentati degli emendamenti. Nel
vostro tablet li dovreste trovare, ma ce l'avevate anche prima.
L'allegato 4 che è quello relativo alla spesa. Intanto guardiamoli.
Pongo in votazione l'allegato 4.1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'allegato 4.2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'allegato 4.3R. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su quello dopo va bene, onorevole Sunseri. Il bello è
che lo dico piano piano chi è favorevole resti seduto...
SUNSERI. Avevo chiesto la parola non mi ha sentito.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa onorevole Sunseri, non era mia
intenzione. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Sul milione per le spese di ristrutturazione
straordinaria del Palazzo della Presidenza, cosa assolutamente
lodevole, ma non potremmo metterlo sull'Fsc e toglierlo al
bilancio? Abbiamo fatto una Finanziaria ... alle spese di
investimento come questo soprattutto sono le strutturazioni
straordinarie del Palazzo potevano essere tolte dal bilancio della
Regione e caricate sul Fondo di sviluppo e coesione, somma
assolutamente leggibile tra l'altro, così piccola. Se li togliamo
dal bilancio avremo la possibilità sicuramente di utilizzarli sul
Fondo di sviluppo e coesione.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, la ringrazio per l'intervento.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì Presidente volevo cogliere
l'input del Presidente Sunseri per precisare due vicende. Purtroppo
non può essere messo sull'Fsc per due ragioni. La prima, perché
trattasi di piccole spesucce, sono le manutenzioni straordinarie di
ogni tipo dalle 10.000 euro alle 100, 200, 300.000 euro.
Considerate che l'anno scorso sono stati impegnati fondi per
844.000 euro, quest'anno se mettiamo un milione è perché vogliamo
'stare tranquilli' e dare anche al Palazzo della Regione, al
Palazzo d'Orléans, la serenità per potere operare.
Dopodiché, volevo anche dire un'altra cosa. Il fatto di mettere
somme in conto capitale è importante perché il patto di accordo con
lo Stato, da un lato ci impone di risparmiare la spesa corrente, ma
ci suggerisce di riqualificare la spesa con spesa in conto capitale
quale è questa.
Quindi, se voi avete visto, e io vi ho anche relazionato che
abbiamo ridotto di 5 milioni e mezzo la spesa corrente, considerate
che dovremmo fare un ulteriore piccolo, taglio faremo un taglio
lineare di qualche punto poi in Finanziaria, perché ce lo chiede
anche il MEF, fermo restando che oggi c'è una spesa che purtroppo
sta aumentando, è la spesa delle pensioni, è la spesa delle buone
uscite, è la spesa degli aumenti di adeguamenti contrattuali per
tutto il comparto, per la dirigenza, per il personale che abbiamo
potuto vedere.
Quindi, mettere in campo oggi invece un milione di euro non è come
dire mettere in campo dieci milioni di euro per un intervento per
cui andrebbe soltanto in quel caso sull'Fsc. Questo va, invece,
imputato adeguatamente e opportunamente sul capitolo di bilancio.
PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone.
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.4. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.5. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.6. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.8. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.10. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.11. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.12. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.13. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.14. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento ALL 4.15. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti sono finiti, questo qua era un po' più lungo degli
altri. quindi così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del
2011 e s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione dei singoli
Programmi all'interno di ciascuna Missione, così come emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0.
Disavanzo finanziario.
Si pone in votazione il Programma 0 Disavanzo finanziario
(È approvato)
Si passa all'esame della Missione 1 Servizi istituzionali,
generali e di gestione.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali.
(È approvato)
Programma 2 Segreteria Generale.
(È approvato)
Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato.
(È approvato)
Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi
fiscali.
(È approvato)
Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali.
(È approvato)
Programma 6 Ufficio tecnico.
(È approvato)
Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e
stato civile.
(È approvato)
Programma 8 Statistica e sistemi informativi.
(È approvato)
Programma 10 Risorse umane.
(È approvato)
Programma 11 Altri servizi generali.
(È approvato)
Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 3 Ordine pubblico e sicurezza.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Polizia locale ed amministrativa.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 3, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Istruzione prescolastica.
(È approvato)
Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria.
(È approvato)
Programma 3 Edilizia scolastica.
(È approvato)
Programma 4 Istruzione universitaria.
(È approvato)
Programma 5 Istruzione tecnica superiore.
(È approvato)
Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione.
(È approvato)
Programma 7 Diritto allo studio.
(È approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
diritto allo studio.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico.
(È approvato)
Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel settore
culturale.
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni e
delle attività culturali.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero.
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e
il tempo libero.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo.
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio.
(È approvato)
Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare.
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e
dell'ambiente.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Difesa del suolo.
(È approvato)
Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale.
(È approvato)
Programma 3 Rifiuti.
(È approvato)
Programma 4 Servizio idrico integrato.
(È approvato)
Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e forestazione.
(È approvato)
Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche.
(È approvato)
Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento.
(È approvato)
Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Trasporto ferroviario.
(È approvato)
Programma 2 Trasporto pubblico locale.
(È approvato)
Programma 3 Trasporto per vie d'acqua.
(È approvato)
Programma 4 Altre modalità di trasporto.
(È approvato)
Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali.
(È approvato)
Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sistema di protezione civile.
(È approvato)
Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali.
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido.
(È approvato)
Programma 2 Interventi per la disabilità.
(È approvato)
Programma 3 Interventi per gli anziani.
(È approvato)
Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale.
(È approvato)
Programma 5 Interventi per le famiglie.
(È approvato)
Programma 6 Interventi per il diritto alla casa.
(È approvato)
Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
sociosanitari e sociali.
(È approvato)
Programma 8 Cooperazione e associazionismo.
(È approvato)
Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali e
la famiglia.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la
garanzia dei LEA.
(È approvato)
Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA.
(È approvato)
Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di disavanzi
sanitari relativi ad esercizi pregressi.
(È approvato)
Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari.
(È approvato)
Programma 6 Servizio sanitario regionale - restituzione maggiori
gettiti SSN.
(È approvato)
Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria.
(È approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della
salute.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Industria, PMI e artigianato.
(È approvato)
Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei
consumatori.
(È approvato)
Programma 3 Ricerca e innovazione.
(È approvato)
Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità.
(È approvato)
Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
e la competitività.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro.
(È approvato)
Programma 2 Formazione professionale.
(È approvato)
Programma 3 Sostegno all'occupazione.
(È approvato)
Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
agroalimentare.
(È approvato)
Programma 2 Caccia e pesca.
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fonti energetiche.
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
diversificazione delle fonti energetiche.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 17, Si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali.
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per le relazioni con le
altre autonomie locali.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fondo di riserva.
(È approvato)
Programma 3 Altri fondi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari.
(È approvato)
Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro.
(È approvato)
Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
Sanitario Nazionale.
(È approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 3 al quale sono stati
presentati emendamenti che troverete sempre all'interno del vostro
tablet.
Si passa all'emendamento 3 GOV 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi. Stiamo assolutamente calmi ci sono
comunque questi emendamenti sono nel tablet anche da prima, va
benissimo, no, dico sono nel tablet anche da prima. Se serve del
tempo noi daremo il tempo necessario.
Onorevole Catanzaro solo due emendamenti che troverà 3.GOV.1 e
3.GOV. Ma infatti io non lo sto mettendo in votazione onorevole
Sunseri, le do tutto il tempo che occorre, mi sembra che stiamo
facendo le cose in maniera ordinata.
Pongo in votazione l'emendamento 3.GOV.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.GOV. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Totale generale del bilancio triennale
1. È approvato in euro 21.985.702.426,69 in termini di competenza
ed in euro 22.657.646.503,26 in termini di cassa il totale generale
dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2023.
2. È approvato in euro 20.072.299.808,40 in termini di competenza
il totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2024.
3. È approvato in euro 19.085.353.483,41 in termini di competenza
il totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2025».
Non sono stati presentati emendamenti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, Presidente.
Assessore Falcone, la richiamo io all'Assessore, vedo che Elvira mi
vuole bene. Grazie.
Articolo 4, questione triennale. Veda, noi abbiamo qui suggellato
quello che è il tema che le abbiamo posto su tante poste di
bilancio in Commissione Bilancio . La prima ha riguardato il
trasferimento ai comuni, abbiamo detto che i comuni hanno diritto
di poter applicare la legge in materia contabile, che per quanto
riguarda la pluriennalità del bilancio è autorizzatoria e può
consentire di poter fare spese sul pluriennale e quindi hanno
diritto di avere la garanzia dei trasferimenti nel triennio e
l'intangibilità quanto meno nel triennio.
La stessa cosa abbiamo chiesto per i lavoratori della forestale,
c'era il direttore della programmazione se non ricordo male, il
quale ovviamente ha posto, io ho posto e anche su questo c'era la
condivisione che per poter utilizzare in modo adeguato i fondi
extra bilancio bisogna fare i progetti e per poter fare i progetti
bisogna avere una copertura nel medio termine quanto meno quella
triennale; e anche su questo tema siamo rimasti che in Aula avremmo
affrontato la questione.
Questo bilancio, se lo andiamo a guardare, suggella nel triennio
2023, 2024 e 2025 lo stesso problema identico come quello dell'anno
scorso.
Allora, io su questo vorrei dei chiarimenti, Assessore, perché c'è
una differenza enorme. Ora, lasciamo stare che alcune entrate
potrebbero essere una tantum anche se mi viene da chiederle già, e
lo chiedo al presidente Schifani, se già in una previsione di
entrata prudenziale con un accantonamento ovviamente vincolato
abbiamo cominciato a prevedere i 600 milioni delle accise che ci
dovrebbero dare dal 2023 in poi. Glielo chiedo se questo già come
programmazione, attenzione, con partita di giro si chiama
tecnicamente è intanto nel bilancio di previsione sul triennio
2023, 2024 e 2025. Perché? Perchè voi avete rinunciato, piaccia o
non piaccia noi rimaniamo di questa idea, anche perché il suo
Governo presieduto da Musumeci aveva detto questo a pagina 7, il
suo maestro, il professore Armao aveva scritto a pagina 7 del
Documento di formazione economico regionale che quei soldi
toccavano. E' stato talmente 'meravigliao' che ha indotto in
inganno il Presidente Schifani, che l'1 dicembre in quest'Aula
nelle sue dichiarazioni programmatiche ha detto che erano conti ben
precisi e che ora li avrebbe recuperati. Poi si è reso conto che
Armao era 'meravigliao', e il 16 dicembre il Presidente Schifani,
senza trucco e senza inganno, ha sottoscritto l'accordo presupposto
del salva Sicilia rinunciando a quei soldi perché si è accorto
dopo che non ci toccavano e nello stesso tempo abbiamo avuto i 200
milioni. Ma è stato detto in quest'Aula, Assessore, anche da lei,
che comunque per il futuro ; siamo nel futuro già, siamo nella
previsione triennale delle entrate.
E allora, la mia domanda è, credo, legittima e se la fa anche
quest'Aula. I 600 milioni di euro l'anno, riguardanti la
compartecipazione della spesa sanitaria, la retrocessione da parte
delle accise, visto che abbiamo rinunciato da un lato, questo
Governo cosa ha fatto sulla previsione delle entrate? Le ha
previste, sì o no? O ci troviamo di fronte al danno certo e alle
entrate incerte? Sa, questa è una scelta importante, Assessore,
perché lei sa bene che se quello che ci avete detto è vero, e noi
non ne dubitiamo - guai a chi dubita qui della parola del
Presidente Schifani, anche perché rappresenta noi, e anche perché
questa parola ha portato alla rinuncia di 8 miliardi, certo o
incerto ormai non ci interessa più, ormai li abbiamo persi, ma
almeno sul fronte delle previsioni possiamo avere un, oggi, quadro
di chiarezza? E le aggiungo e chiudo. Veda ci sono, tra il 2023 e
il 2024, quasi 2 miliardi di euro di differenza in entrata e in
uscita. Nel 2023, rispetto al 2025, la differenza è di 4 miliardi
di euro.
Veda qua bisogna, una volta per tutte, chiarirci se questo Governo
vuole intraprendere quella che è il percorso della correttezza
contabile e, quindi, sul triennale, ovviamente, non ripetere le
spese una tantum - che sono riferite a un anno contabile. Ma veda
che noi, e finisco Presidente, stiamo parlando fondamentalmente,
tranne ovviamente che per la parte degli investimenti, di risorse
che comunque fanno fronte a spesa continuativa nel tempo. Tranne
che si voglia sostenere - e chiudo - che i forestali devono avere
la copertura al centesimo, come ha detto, per il 2023, per il 2024
gli mettiamo noccioline, per il 2025 gli mettiamo le pigne che
dovrebbero raccogliere.
E allora chiudo, dicendole questo. Uno dei 24 punti, che lei ha
fatto proprio da parte della nostra proposta in ambito del DEFR,
era quello di fare delle previsioni triennali corrette, in modo
tale che nel medio periodo - per come impone, come impongono le
norme contabili - ci sia stata una proiezione, da questo punto di
vista, ponderata e complessiva, e lo stesso vale per quanto
riguarda il piano di rientro sul quale vorremmo vedere, Presidente
Schifani, la proiezione triennale. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, siamo all'articolo 4. Non sono stati
presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2023.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge del Bilancio a
legislazione vigente, prima del voto finale, per passare all'esame
del disegno di legge n. 245 "Legge di stabilità regionale 2023-
2025".
Comunicazione di Presidenza di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, nella sua qualità di unico iscritto al
Gruppo Misto, l'onorevole Micciché è da considerare Presidente del
Gruppo medesimo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 25 del
Regolamento interno e, più in generale, di tutta la normativa di
riferimento.
L'assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per mezz'ora, per fare una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.54)
La seduta è ripresa.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dalla Conferenza dei Capigruppo si
è deciso che sospendiamo l'Aula e ci rivediamo domani alle ore
10.15. Domani però dobbiamo riprendere, vi chiedo di essere...
SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ma non è finita la seduta, stiamo sospendendo e
riprenderemo domani alle ore 10.15. Può intervenire sull'ordine dei
lavori.
SUNSERI. No, parlerò dopo ai sensi dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Va bene. La seduta è sospesa e riprenderà, domani 8
febbraio 2023, alle ore 10.15.
(La seduta, sospesa alle ore 18.55 di martedì 7 febbraio 2023, è
ripresa alle ore 10.35 di mercoledì 8 febbraio 2023)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2023-2025 (n.
244/A) e Legge di stabilità regionale 2023/2025 (n. 245/A)
PRESIDENTE. Buongiorno, la seduta riprende.
Chiedo al Presidente della Commissione Bilancio di prendere
posto.
In funzione del fatto che alle 15.00 incontrerò il Presidente
dell'Anci, credo sia rispettoso e corretto accantonare l'articolo 1
e l'articolo 2. Pertanto, passeremo direttamente all'articolo 3. Ne
do lettura:
Art. 3.
Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia
1. Il comma 10 dell'articolo 90 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, modificato dal comma 2 dell'articolo 58 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9, è sostituito dal seguente:
10. Nelle more della valorizzazione dei LEPTA di cui al comma 1
dell'articolo 9 della legge 28 giugno 2016, n. 132, al fine di
garantire l'autonomia amministrativa e contabile, per il
funzionamento, per le spese correnti e per gli investimenti è
assegnato all' ARPA Sicilia:
a) un contributo annuale di funzionamento indistinto di 7.000
migliaia di euro(Missione 9, Programma 8, capitolo 443308);
b) un contributo annuale per il triennio 2023-2025 a valere sul
fondo sanitario regionale per il perseguimento degli obiettivi di
prevenzione primaria correlati ai determinanti ambientali e
climatici associati direttamente e indirettamente alla prevenzione
e al controllo dei rischi sanitari correlati all'erogazione dei LEA
e al finanziamento dei costi per prestazioni che abbiano tali
caratteristiche sulla base degli indirizzi dettati dalla giunta
regionale su base triennale. Per l'esercizio finanziario 2023, è
quantificato nella misura massima di 24.000 migliaia di euro, nel
rispetto delle disposizioni che disciplinano i LEA.
2. Il comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale 7 maggio 2015
n. 9 è soppresso.
3. Per l'esercizio finanziario 2023 il contributo annuale di
funzionamento di cui alla lettera a) del comma 1, per l'importo di
euro 7.000 migliaia, è finanziato mediante l'utilizzo delle risorse
vincolate nel risultato presunto di amministrazione all'1 gennaio
2022 relative alla Missione 20, Programma 3, capitolo 613954 Fondo
cui fare affluire il gettito del tributo speciale relativo al
deposito in discarica dei rifiuti solidi .
PRESIDENTE. Sui tablet dovrebbe esserci già il fascicolo degli
Uffici denominato Fascicolo Uffici ddl . Scusate, Fascicolo
emendamenti ddl 245 .
Onorevole Sunseri, credo che abbiate trovato il fascicolo degli
emendamenti.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 3? Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente, volevo intervenire ieri. Lo
faccio oggi semplicemente per, diciamo, annunciare anche un esposto
da parte mia nei confronti alla Corte dei Conti per un fatto, e lo
dico all'assessore Falcone, che ha veramente dell'incredibile. E lo
dico all'inizio della finanziaria, perché poi ci ritroveremo anche
degli emendamenti in finanziaria che riguardano i consorzi di
bonifica.
Assessore, lei ricorderà che alla fine del 2020 ci sono state
delle delibere che promuovevano dei funzionari a dirigenti dei
consorzi di bonifica. L'allora Presidente della Regione Musumeci,
lei faceva l'Assessore, insieme all'assessore Armao ed al
Ragioniere generale fecero partire un'azione ispettiva all'interno
dei consorzi su queste delibere, e parliamo del marzo 2021, con una
relazione che è stata consegnata, successivamente, al Presidente
della Regione nel luglio del 2021. Poi, non si sa bene per quale
motivo - tra l'altro la relazione diceva che c'era
l'insostenibilità delle promozioni dirigenziali e l'integrazione di
un diritto erariale - poi non si sa bene per quale motivo, a
distanza di un anno, questa relazione finalmente arriva al
Dipartimento che ha, ovviamente, la vigilanza e, solamente, il 3
gennaio di quest'anno, da parte del Dipartimento, arriva la
richiesta di revoca di tutte quelle delibere per tutto quello che
era stato fatto precedentemente.
Ebbene, a distanza di un mese, il Commissario che avete nominato
voi, giusto ieri, decide di sospendere il procedimento
amministrativo di revoca delle delibere.
E' un atto veramente allucinante perché un Commissario
straordinario, nominato dal Governo, decide di non dare seguito a
quello che il Dipartimento, organo di vigilanza, dice di fare senza
dare né una motivazione, né tanto meno un termine ultimo.
Ora, siccome, secondo me, c'è, a tutti gli effetti, un danno
erariale, da questo punto di vista, io mi permetto intanto di
annunciarlo. Ovviamente farò un esposto alla Corte dei Conti,
perché ritengo che sia veramente increscioso, a distanza di due
anni dall'atto ispettivo del Governo Musumeci in cui accertava un
danno a tutti gli effetti, procedere ancora in questa scelta e,
come dire dubbio, sul revocare o meno delle delibere che tutti
dicono essere illegittime.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ci eravamo trovati così bene ieri, onorevole
Cracolici. Se vuole parlare dal posto o come preferisce dal podio.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Immagino che l'assessore Falcone, in queste ore, ha
festeggiato per la mia assenza. Signor Presidente io, è chiaro, che
non voglio intervenire sul già fatto, il dibattito
Noi tra l'altro, cominceremo con l'articolo 3, a seguito della sua
comunicazione di rinviare l'1 e il 2, che riguarda una delle
questioni, diciamo, sulla modalità di funzionamento della spesa
della Regione. Perché noi, ormai, siamo di fronte ad un baratro
finanziario di cui, se non si prendono provvedimenti immediati,
guardate che qui, come dire, i buoi sono scappati dalla stalla e
difficilmente riusciremo a farli rientrare.
Dico questo perché l'ARPA è una delle norme che è cofinanziata col
Fondo sanitario regionale e, per la prima volta, col fondo - non
per la prima volta - e ritorna ad essere cofinanziata con fondi
propri. Poi spiegheremo un po' il perché.
Ma io ne voglio approfittare, Assessore - Presidente e Assessore -
ne voglio approfittare, perché qui ormai siamo all'impazzimento del
sistema della finanza allegra da parte di alcuni Dipartimenti della
Regione e, in particolare, ne cito uno.
Mi dispiace che non c'è il Presidente della Regione; immagino che
appena lo saprà dirà non ne sapevo nulla , perché ormai è una
delle prassi con le quali si commentano i fatti di mala gestio.
L'Assessorato al turismo, ancora una volta, ha fatto un
provvedimento di spesa a fine anno 2022 per due eventi, che sono
ambedue eventi che si ripetono da qualche anno: il Jazz Festival
Sicilia e le celebrazioni Belliniane, una per circa 3 milioni, le
Belliniane, e 2 milioni per quello Jazz.
C'è un piccolo problema, Assessore, e riguarda un po' la vicenda
che ha riguardato la polemica - e speriamo che si limiti alla
polemica, non so come andrà a finire -, la questione di Cannes.
Cioè noi siamo in presenza di eventi che, di anno in anno, si
ripetono con valori che mediamente crescono del 30, 40 per cento
dell'anno prima, senza nessuna ragione specifica o almeno acclarata
dagli atti; senza nessuna valutazione di congruità dei valori che
determinano i costi.
Io credo che siamo in presenza di una condizione in cui
l'Amministrazione reale ormai è fuori da qualunque controllo,
persino politico.
E allora lo dico all'Assessore per l'economia, visto che ha pure
la competenza in materia di programmazione e la programmazione,
come si sa, non riguarda soltanto l'attività di programmazione, ma
anche di controllo sulla coerenza della spesa con i programmi o
comunitari o programmi nazionali, per i quali poi si va a
rendicontazione.
Io credo che qui... io ho presentato un'interrogazione assieme al
mio Gruppo in data odierna; annuncio che invierò l'interrogazione
alla Procura della Repubblica, così, a scanso di equivoci, perché
ognuno faccia poi il proprio lavoro e verifichi la coerenza tra gli
atti amministrativi e le disposizioni di legge. Quando una spesa,
da un anno a un altro, aumenta quasi del 50 per cento o si spiega
che cosa è avvenuto o siamo a "Cannes due", chiaro? Cannes due, con
tutte le conseguenze che questo comporta.
Il tema lo pongo ora, perché non riguarda solo il turismo. Qui c'è
una modalità: o il Governo prende il toro per le corna, oppure non
basta dire non ne sapevo nulla , perché non ne sapevo nulla può
essere una forma di complicità silente. E credo che questo rischio
lo stiamo correndo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ritengo che saranno fatti
i dovuti accertamenti e, sicuramente, verrà fatta ancora maggiore
luce per dare la trasparenza dovuta.
Adesso passiamo all'articolo 3. C'è un emendamento soppressivo da
parte del ....
MARANO. Signor Presidente, ero iscritta a parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Marano aveva chiesto di intervenire. Mi
scusi, sull'articolo o sugli emendamenti o sull'articolo?
MARANO. Sull'articolo.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, signor Presidente. Tra le tante problematiche che,
appunto, la Corte dei Conti elenca sulla gestione del Fondo
sanitario regionale, una tutta siciliana è quella, appunto,
relativa alle somme impegnate sui capitoli di spesa del perimetro
sanitario riguardante i fondi destinati all'Agenzia regionale per
l'ambiente, che è l'Arpa. Solo la Regione, infatti, poteva
considerare l'ente afferente alla sanità, piuttosto che essere
destinato alla protezione ambientale.
Negli anni siamo stati abituati a, diciamo, coperture finanziarie
"creative". In considerazione della incostituzionalità della legge
regionale 11 agosto 2017, numero 16, che annoverava l'Arpa tra gli
enti del Servizio sanitario regionale, la Corte dei conti aveva
formulato specifici quesiti sul punto, che ovviamente non hanno
trovato riscontro nella precedente amministrazione, e che se
prevedremo di finanziare l'Arpa così come previsto all'articolo 3,
continueranno anche con la presente Amministrazione a non essere
riscontrati. Oppure si pensa di presentare un prospetto nel quale
l'intero ammontare del finanziamento Arpa a carico del fondo
sanitario viene ricondotto nell'ambito dell'erogazione dei Lea?
Vorrei citare un punto esplicitamente espresso dalla Corte, dove si
dice "tali risorse afferenti al Fondo sanitario regionale in
assenza di una qualsiasi qualsivoglia precisa destinazione delle
stesse, per specifiche finalità afferenti ad erogazione dei Lea,
risulterebbero irregolarmente assegnate ed erogate per finalità
extra sanitarie, con potenziale violazione dell'articolo 117 della
Costituzione". Questo era quello appunto che diceva la Corte dei
conti.
Nell'attuale formulazione, l'articolo 58, comma 2, della legge
regionale 7 maggio 2015, numero 9, che oggi noi andiamo a
modificare, prevede espressamente la destinazione annuale di una
quota del Fondo sanitario regionale attualmente pari a 29 milioni
di euro, al fine di fa di far fronte agli oneri derivanti dal
passaggio del personale dai laboratori di igiene e profilassi, e di
una quota pari al 10% per gli oneri inerenti alle spese di
funzionamento e di manutenzione dei beni in uso all'Agenzia stessa.
E allora, credo sia opportuno analizzare il bilancio di Arpa
Sicilia per quantificare le spese che possono rientrare nel
perimetro sanitario, perché l'ultimo bilancio pubblicato da Arpa,
che è quello riferito ovviamente al 2021, in cui l'ente ha
registrato un utile di 3 milioni di euro.
In questa situazione quindi economica, a fronte di un contributo
sul fondo sanitario che rappresenta il 90% del valore della
produzione dell'Ente, le spese sostenute nel perimetro delle
prestazioni sanitarie ammontano complessivamente a 7 milioni di
euro, e derivano 707.000 euro per acquisti di prodotti sanitari,
124.000 euro di prestazioni sanitarie e 5.904.000 euro di costo per
il personale sanitario. Ora, se a questi 7 milioni di euro vogliamo
aggiungere una somma di contribuzione alla spesa di funzionamento
generale e di manutenzione dei beni in uso all'Agenzia stessa del
10%, come da norma attualmente vigente, che è stimabile in circa 3
milioni di euro, arriviamo ad una spesa complessiva di 10 milioni
di euro.
Quindi chiedo, potremmo conoscere da quali studi e calcoli viene
fuori la quantificazione di un contributo pari a 24 milioni di euro
sul fondo sanitario regionale, considerato che non sono stati
stabiliti i Livelli essenziali di prestazioni tali per cui la cifra
risulterebbe correttamente destinata? Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole
Catanzaro, è mantenuto o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.1 è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.71, soppressivo
dell'articolo, presentato dall'onorevole De Luca Antonino. Chiedo
se è ritirato o mantenuto.
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro, ma vorrei intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. La Corte dei conti su questa
tematica ha fatto dei rilievi abbastanza puntuali. La questione,
quindi, non è tanto quella se i 24 milioni di euro che stiamo
destinando dal fondo sanitario sono eccessivi oppure no, la
questione è di quantificare esattamente qual è la parte di attività
che l'Arpa svolge in tema di prevenzione, e che quindi è
direttamente collegata all'assolvimento dei LEA, e quale no, perché
la Corte dei conti non ci dice appostate 10 milioni di euro,
appostatene 30, appostatene 20 , ci dice di appostare quelle somme
che sono necessarie all'assolvimento dei LEA; ergo, se noi non
siamo in grado di quantificare attraverso un report puntuale
dell'Arpa queste attività e la connessione ai LEA, la Corte dei
conti in sede di parifica continuerà a muovere le medesime
contestazioni che già ha mosso.
Ragion per cui, Presidente, se noi siamo in grado di dare una
risposta a questa domanda, andiamo avanti; sennò a prescindere
dagli emendamenti, chiedo che questo che questo articolo sia
accantonato in attesa di avere di chiaramente puntuali da parte
degli Uffici in merito a questa a questa vicenda.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, se volesse intervenire. Vuole
parlare prima l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, questo tema è stato già affrontato in
Commissione. Alla luce delle cose che ha detto alla collega Marano
e anche leggendo, tra l'altro, alcune note di rendicontabilità da
parte dell'Arpa, emerge un dato che è esattamente capovolto
rispetto a questa norma; perché a fronte di un finanziamento che
prevediamo di 28 milioni attraverso il fondo sanitario e 7 milioni
attraverso i fondi propri, l'Arpa ha rendicontato 7 milioni per la
spesa sanitaria. Cioè noi, per rispondere al tema che la Corte dei
conti ci ha posto, stiamo dicendo che su un finanziamento
complessivo di 35 milioni l'80 per cento è spesa sanitaria e il 20
per cento è spesa fatta con fondi propri. L'Arpa ci risponde dalla
rendicontazione che, invece, l'80 per cento non è spesa sanitaria e
il 20 per cento è solo spesa sanitaria.
Allora, delle due l'una: o ci stiamo prendendo in giro e stiamo
prevedendo un finanziamento che non è compatibile, cioè utilizzando
il fondo sanitario, che non è compatibile con la stessa spesa
perché lo dice l'Arpa che non fa spesa sanitaria o c'è un problema
all'Arpa.
Assessore, noi questo tema l'abbiamo posto in Commissione,
dopodichè questa cosa è rimasta in aria. Ma dalle notizie che ha
letto la collega Marano emerge un dato. L'Assessore è presente e
diciamo è stata nel passaggio dell'Arpa, l'abbiamo affrontata con
una certa nonchalance. Mi pare che i dati ci dicono che così com'è
congegnata questa norma non solo non stiamo rispondendo ai quesiti
posti dalla Corte dei conti, ma si sta dimostrando che l'Arpa non
fa, come dire, attività riconducibile prevalentemente all'attività
di prevenzione sanitaria per la quale l'Arpa stessa è nata.
Allora, io credo che dobbiamo porre il tema e gestire e capire
qual è l'esito di questa questione. Quindi non so se bisogna
sospendere; sicuramente il Governo deve dare una certezza all'Aula
di che cosa stiamo parlando.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. L'assessore Falcone vorrà
sicuramente rispondere.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, grazie Presidente. E' una
questione già dibattuta, l'abbiamo anche discusso in Commissione.
Sostanzialmente, noi con questo articolo stiamo venendo incontro ad
un principio che la Corte dei conti ci ha chiesto; cioè nel resto
d'Italia le agenzie come l'Arpa hanno, in toto o in parte, in gran
parte, un finanziamento da parte del fondo sanitario regionale
perché la loro primaria, principale attività è quella di garantire
i LEA. Poi ci sono LEA indiretti, diretti e così via, lo abbiamo
detto, è una materia che abbiamo anche dibattuto e sulla quale ci
siamo confrontati.
Perché siamo oggi arrivati e pervenuti a questa quantificazione,
24 milioni e 7 milioni? Perché l'Arpa ci ha anche riferito, non è
vero che l'arpa non sa cosa fa, ha riferito che entro questa cifra
possono ampiamente procedere con la garanzia dei LEA; quindi, noi
ci siamo voluti tenere, come dire, più bassi mettendo maggiori
risorse regionali al fine di poter ampiamente rendicontare, entro i
24 milioni di euro, le prestazioni, i livelli essenziali di
assistenza, cioè le prestazioni o i LEPTA.
Questo significa che cosa? Che oggi noi con questo articolo stiamo
venendo incontro a quello che è un dettato, a quello che è un
indirizzo della Corte dei conti. Se durante, in visione, in virtù,
di quel monitoraggio, di quella vigilanza a cui l'onorevole
Cracolici ha fatto riferimento per altre vicende, e la voglio
rassicurare l'onorevole Cracolici che la vigilanza anche per altre
vicende sarà assolutamente effettuata, anche in questa, anche nel
monitoraggio della spesa dell'Arpa verificheremo, atteso che la
stessa Corte dei conti ci ha posto...
CRACOLICI. La vigilanza voi l'avete per obbligo di legge con i
servizi di ragioneria...
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, sissignore, è questo, e di
questo stiamo parlando e quindi è un fatto naturale. Verificheremo
successivamente quali saranno eventualmente, come si stanno, quali
sono i livelli che vengono garantiti.
Dopodiché, bisogna anche dire una cosa stiamo proprio per venire
incontro al dibattito che c'è stato in Commissione, stiamo anche
mettendo la triennalità cioè garantiamo le risorse non per un anno
ma almeno per tre anni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà. Dopo l'onorevole De Luca Antonio.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Io ritengo che su questo articolo,
al di là dei temi posti dai colleghi Cracolici, Marano, però la
risposta dell'assessore Falcone non ci lascia tranquilli e sereni
rispetto a quella che è la modalità e la procedura. E' vero che
all'articolo 1 sull'emendamento soppressivo dell'articolo ho fatto
un passo indietro, però ritengo, Presidente Galvagno, prima di
procedere su questo articolo o c'è la chiarezza rispetto a questa
vicenda dell'Arpa oppure c'è una difficoltà a procedere, diciamo,
su questo articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Allora, io suggerirei, visti
i numerosi dubbi che non fanno riferimento soltanto alle forze di
opposizione su questo articolo, io suggerirei di accantonarlo, nel
frattempo prepariamo un emendamento insieme ai colleghi che preveda
un obbligo di rendicontazione puntuale.
Io insisto per l'accantonamento in modo da darci il tempo anche di
preparare un emendamento che preveda una rendicontazione puntuale e
leghiamo l'erogazione di questi fondi all'approvazione da un lato
di un piano preventivo di attività che passi dalle Commissioni
competenti, quanto meno per un parere in modo che c'è quanto meno
cognizione di ciò che accade, e in secondo luogo leghiamo
l'erogazione dei fondi del Fondo sanitario regionale alla
rendicontazione di queste attività in modo tale, Presidente, mi
creda, che questo articolo non venga valutato negativamente da
quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Accetto il suggerimento.
Accantoniamo l'articolo 3.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. Per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, l'autorizzazione di spesa
finanziata con fondi regionali di cui al comma 1 dell'articolo 22
della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 e successive
modificazioni è rideterminata in 174.300 migliaia di euro per
l'anno 2023, assicurando che il numero delle giornate lavorative
eventualmente aggiuntive autorizzate nell'ambito delle fasce di
appartenenza sia uniforme in tutto il territorio regionale.
2. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 16
agosto 1974, n. 36 e successive modificazioni, l'autorizzazione
di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale
n. 9/2021 e successive modificazioni è rideterminata in euro
7.000 migliaia per l'esercizio finanziario 2023, cui si provvede
a valere sulle risorse di cui al comma 1 (Missione 20, Programma
3, capitolo 215746).
3. Le risorse di cui ai commi 1 e 2, pari a 174.300 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2023, sono iscritte nelle
Missioni e Programmi per gli importi di seguito indicati:
a) Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 23.900
migliaia;
b) Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900
migliaia;
c) Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500
migliaia;
d) Missione 9, Programma 5, quota parte capitolo 151001,
articolo 2 euro 5.000 migliaia;
e) Missione 9, Programma 5, capitolo 150574 euro 7.000
migliaia;
f) Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 121.000
migliaia.
4. In sede di programmazione delle risorse del Fondo Sviluppo e
Coesione 2021-2027, una quota pari a 74.000 migliaia di euro è
destinata, per l'anno 2023, alla realizzazione degli interventi
di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9.
5. Per il recepimento del contratto collettivo nazionale di
lavoro riguardante gli addetti ai lavori di sistemazione
idraulico-forestale e idraulico-agraria, in carico al
Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale e al
Comando del Corpo forestale della Regione siciliana, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa
complessiva di euro 22.525.400,00, di cui euro 7.933.000,00
corrispondenti agli arretrati contrattuali spettanti per gli anni
2021 e 2022 e, per gli esercizi finanziari 2024 e 2025, la spesa
di euro 14.566.400,00, comprensiva degli oneri contributivi e
dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
6. Le somme di cui al comma 5 sono accantonate in un apposito
fondo del Dipartimento del bilancio e del tesoro (Missione 20,
Programma 3, capitolo N.I.) e con decreto del Ragioniere
generale, su proposta congiunta del Dipartimento regionale dello
sviluppo rurale e territoriale e del Comando del Corpo forestale
della Regione sono operate le necessarie variazioni di bilancio
per l'iscrizione delle predette somme a valere su specifiche
Missioni, Programmi e capitoli appartenenti alle amministrazioni
interessate».
E'' stato presentato l'emendamento soppressivo 4.1,
dell'onorevole De Luca Cateno. Chiedo se l'emendamento è ritirato.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 4.2, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri. Chiedo se è mantenuto o ritirato. Onorevole Catanzaro? E' il
soppressivo.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 4.214, dell'onorevole De Luca Antonino.
Chiedo se lo mantiene o lo ritira. E' l'emendamento soppressivo
4.214.
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo se i soppressivi li possiamo ritirare
tutti oppure li vogliamo mantenere.
DE LUCA ANTONINO. Tutti no.
PRESIDENTE. No, va benissimo. Allora, si passa all'emendamento
4.5. Chiedo all'onorevole Catanzaro sempre se è mantenuto o
ritirato. Scusate, c'è l'emendamento 4.220 che è a firma della
Commissione.
L'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Vorrei che il Presidente della Commissione mi
ascoltasse perché siccome è stata una mia iniziativa, ho posto io
il tema in Commissione, la Commissione correttamente ha fatto
questo emendamento.
Il punto è questo: io non vorrei che ci siano equivoci sul
concetto di uniforme , perché in questa Terra siamo molto "azzecca
garbugli" e spesso un concetto viene interpretato in maniera
differente non solo da quello che vota il Parlamento, ma nei
singoli Dipartimenti.
Ci aiuti anche la Segreteria generale, se è necessario. Il
concetto è che il numero eventuale di giornate che aumentano sia lo
stesso per tutti i lavoratori delle varie fasce nei diversi
distretti forestali della Sicilia. Il concetto di uniforme può
essere equivoco, ecco perché chiedo al Presidente della Commissione
eventualmente di trovare un sinonimo che riaffermi però questo
concetto, cioè che nessun distretto può fare un numero di giornate
diverso dall'altro in maniera tale che non abbiamo, come spesso
accade in Sicilia, un trattamento differenziato a seconda del
distretto di appartenenza, per cui c'è chi ne fa dieci giornate in
più, c'è chi ne fa due, c'è chi ne fa quindici col risultato che
c'è un gran casino in tutto il resto della Sicilia.
Allora, non so se uniforme è l'espressione tecnicamente
corretta, ma va in qualche modo definito in maniera chiara,
puntuale, interpretativa che nell'ambito dei distretti forestali di
questa regione, il numero di giornate eccedenti a quelle
autorizzate per le fasce di appartenenza sia uguale per tutti.
Chiaro quello che sto dicendo? "Uniforme" raggiunge questo
obiettivo, Segretario? Ci aiuti a trovare una soluzione anche di
terminologia giuridica, perché temo che "uniforme" può essere
oggetto...
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Era questo il senso
CRACOLICI. Ma era questo il senso? Vediamo Siccome poi io conosco
questa Amministrazione e ci sono sempre gli interpreti, spero di
essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, andiamo avanti con gli
emendamenti e nel frattempo lo riformuliamo.
Si passa all'emendamento soppressivo 4.4, a firma dell'onorevole
Catanzaro. E' mantenuto o ritirato?
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.217, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.216, a firma
dell'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.7, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.8, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.9, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.32, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato e poi del comma 3 tutti ritirati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne
ha facoltà
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, Presidente.
Assessore Falcone, avevamo affrontato in Commissione Bilancio la
tematica riguardante la copertura finanziaria triennale.
Avevamo anche fatto un approfondimento per quella che era proprio
la necessità di poter consentire agli Uffici di predisporre i
progetti, soprattutto in relazione alle coperture finanziarie che
ormai stiamo fornendo al settore della forestale, quindi fondi
extra regionali.
Ci siamo anche detti che una copertura triennale garantita avrebbe
anche evitato il fenomeno dell'interruzione delle giornate o la
corsa a fare le giornate per arrivare a coprire le giornate
previste e di conseguenza anche a non avere una prestazione, in
questo caso non per colpa ovviamente dei lavoratori della
forestale, che erano collegate a delle esigenze effettive
riguardanti anche la lotta agli incendi e quant'altro.
Ora, di questo tema, assessore Falcone, abbiamo esplicitato che
non si tratta soltanto di un aspetto contabile, ma abbiamo anche
messo in evidenza che determinate patologie riguardante il
funzionamento di questo settore erano dovute a una mancata
programmazione.
Quando abbiamo affrontato questo tema c'era anche il dirigente
competente, il quale, ovviamente, annuiva su questo principio.
E allora ora il tema, assessore Falcone è il seguente - lo dico
anche all'assessore, ovviamente competente, assessore al territorio
e ambiente - io desidero capire se dobbiamo continuare con la
situazione attuale, questo è un elemento fondamentale sul quale
avevamo chiesto, in questa fase tra la l'esitazione del testo in
Commissione Bilancio e la discussione in Parlamento di avere da
parte del Governo una soluzione.
Questa soluzione consentirebbe di fare anche dei progetti
pluriennali, perché ci sono degli interventi che richiedono una
programmazione su base pluriennale, non solo collegata a quella che
è la finalità, anzi la tipologia di copertura dei fondi che stiamo
utilizzando, ma anche per poter rimuovere o realizzare alcuni
obiettivi che, quanto meno in termini di finalità, oggi queste
coperture impongono e, quindi, passare da quella che in ogni caso è
un approccio di gestione ordinaria ad interventi, anche di
coltivazione e sfruttamento dei boschi.
Tutto questo, finora, non è stato possibile farlo e il problema
principale in questo contesto non è ovviamente ascrivibile al
comparto al settore in sé, ma è ascrivibile a una responsabilità
della politica che non riesce ad essere consequenziale a quegli
obiettivi che vengono prefissati l'azione all'utilizzo di
determinate risorse.
Su questo punto, Assessore, desidero che venga data una risposta
definitiva, perché questo consentirà anche al comparto di avere una
garanzia complessiva su un accostamento di risorse, un appostamento
che diventa stabile nel triennio, ma non solo: consente anche agli
uffici di poter predisporre dei progetti, che non siano la brutta
fotocopia di quelli precedenti, perché se andiamo a guardare poi
più nel dettaglio la viabilità della spesa ogni anno, ci ritroviamo
che, purtroppo, dovendo poi fare la corsa per poter utilizzare il
tempo che rimane per evitare di perdere le cosiddette giornate, ci
ritroviamo che magari spesso in qualche territorio l'attività di
antiincendio viene fatto magari a ottobre a novembre, quindi in
totale ritardo.
Quindi, noi vogliamo che ci sia da questo punto di vista un
intervento da parte del Governo, ci sia la copertura triennale,
d'altronde non ne vediamo quale sia il problema, anzi, questo ci
consente anche di stabilire in termini definitivi la priorità
dell'utilizzo dei fondi extra regionali su settori che sono
strategici, perché se questo comparto è strategico per il Governo -
e concludo Presidente - ovviamente bisogna anche essere
conseguenziali, sulla predisposizione delle risorse.
Quindi, chiedo all'Assessore competente e all'Assessore per
l'economia che venga data una risposta su questa questione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Grazie, Presidente. Sì, condivido le preoccupazioni e
l'auspicio del collega De Luca.
In sede anche di dibattito sulla programmazione del nuovo Governo
Schifani avevo proposto al Presidente di immaginare una cabina di
regia, una sorta di pronto intervento, possibilmente anche sotto la
guida del Presidente stesso, che coordinasse anche una serie di
azioni che nel momento delle emergenze possono essere attivate
anche più velocemente.
Quindi, oltre a dare una programmazione che sia triennale ai fondi
extra regionali per dare certezza alle campagne antincendi e
utilizzandoli anche per quelle attività che servono a implementare
il lavoro delle giornate dei forestali, serve anche qualcosa in
più, serve un coordinamento politico che sappia anche finalizzare
tutte le risorse umane della forestazione e di quanti in momenti di
emergenza, e non penso solo alle campagne antincendio, ma penso
anche ai casi di alluvione che abbiamo avuto che troppo spesso
siamo costretti ad affrontare, la Regione siciliana e il Governo
siano pronti ad attivare una serie di aiuti, una serie di attività,
una serie di uomini, una serie di mezzi. Ecco, questo era un
auspicio che io ho fatto al Presidente Schifani. Oggi, che siamo in
sede di bilancio, queste buone pratiche che sono invocate dalle
opposizioni e da me, quindi anche dalla maggioranza, mi auguro che
il Governo le possa mettere concretamente in pratica.
Sull'emendamento proposto dall'onorevole Cracolici, è
assolutamente indispensabile chiarire che queste giornate
aggiuntive siano utilizzate in maniera uniforme o che vengano date
uniformemente ai lavoratori di tutto il territorio regionale,
perché il rischio può esserci di un maggiore attivismo in alcuni
luoghi e di minore attivismo in altri, voluto non voluto, insomma
in qualche modo non coordinato, che possa penalizzare alcuni
territori e poi trovarci a risultati che certamente nessuno di noi
sul nostro territorio vuole vedere.
Per cui, onorevole Cracolici, forse possiamo mettere, per entrare
nel merito dell'emendamento da lei proposto, scritto dalla
Commissione, che le giornate aggiuntive siano uniformemente
assegnate ai lavoratori di tutto il territorio regionale. Forse
scritto in questo modo è più chiaro che sono i lavoratori quelli...
Se la Presidenza vuole lo scriviamo meglio, se si ritiene
Commissione e Presidenza che sia abbastanza chiaro, il concetto è
assolutamente quello espresso da noi in questa sede. Grazie,
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, Governo, in Commissione noi abbiamo
apprezzato la volontà del Governo di aumentare lo stanziamento per
la forestazione e, quindi, per l'intero comparto della forestazione
in Sicilia. Abbiamo apprezzato la volontà di adeguare gli stipendi
dei forestali, di garantire le garanzie occupazionali alle diverse
fasce, però è chiaro che tutto questo non avrà significato se al
contempo non metteremo in campo una iniziativa forte che porti alla
reale forestazione e alla ripresa di quello che la tutela della
montagna che negli ultimi dieci anni in Sicilia è stata devastata,
perché è noto penso a tutti in quest'Aula che dal 2012 a oggi la
Sicilia è la Regione più colpita da incendi boschivi in Italia, ed
è quella che a causa anche degli incendi boschivi sta vivendo un
aggravarsi del già alto rischio idrogeologico in Sicilia e la
forestazione ha avuto e ha sempre avuto un ruolo nella tutela del
territorio, non solo da noi, ma diciamo universalmente.
Allora, rispetto a questo, quindi rispetto a questo cospicuamente
degli stanziamenti anche tramite FSC, 74 milioni di Euro, è chiaro
che noi dobbiamo arrivare a una politica di rimboschimento, ma
possiamo farlo solo se aa fianco a ciò metteremo in campo
un'iniziativa che porti all'approvazione dei piani di gestione
delle aree boschive; perché senza piani di gestione delle aree
boschive avremo correttamente assicurato l'incremento delle
giornate ai forestali, che rammento sono sempre meno, le squadre
dell'antincendio che dovrebbero essere composte da 7, 8 componenti,
oggi sono composte da 3, 4 componenti, quindi si fanno interventi a
rischio per il personale che interviene e molto spesso non in grado
di assicurare quella reazione immediata a boschi, a incendi che
quando entrano nel bosco diventano devastanti, allora o a fianco a
questo il Governo prende l'impegno a mettere in campo i piani di
gestione del bosco, che tornino a far vivere quelle realtà
attraverso convenzioni con gli agricoltori, con i pastori, con le
associazioni che si curano della montagna; guardate il CAI in
Sicilia è riuscito a fare inserire i percorsi, i sentieri della
nostra Regione nel sentiero Italia, è una grande forma di tutela
del bosco ma è necessario che quella forma di tutela che stanno
mettendo in campo le associazioni del terzo settore venga sostenuta
dal Governo regionale, dalle istituzioni e i comuni non facciamo,
come ha fatto il Governo precedente, scarica barile sui comuni, gli
enti locali non hanno né le competenze e nemmeno la forza per poter
assicurare la tutela della montagna e dei boschi.
allora facciamoci noi parte attiva perché altrimenti questa norma
avrà assicurato solo gli stipendi ai forestali ma avrà disperso
l'obiettivo fondamentale che è quella di tutelare la nostra
montagna, il nostro patrimonio boschivo che è devastato.
Purtroppo, in tutta la Sicilia ad eccezione probabilmente del
bosco di Ficuzza che è l'unico che negli ultimi anni non è stato
colpito da incendi gravi, tutto il resto del territorio è stato
falcidiato da gravissimi eventi e poi mettiamo in campo,
utilizziamo queste risorse per una politica di prevenzione anche
passiva perché la politica di prevenzione attiva è quella che
dicevo prima, i rapporti con le associazioni, il recupero di quelle
convenzioni che si facevano una volta con gli agricoltori che
stanno lì al limite del bosco con i pastori ma poi c'è bisogno
anche di un'implementazione tecnologica, un sistema di video
sorveglianza in boschi che sono fondamentali per la vita del nostro
territorio.
Quindi, io vorrei capire se su questo l'Assessorato competente si
sta muovendo oppure stiamo semplicemente finanziando per l'ennesima
volta un bacino, purtroppo di precariato storico.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo perché non mi sono ritrovata un emendamento che
probabilmente è andato a finire negli emendamenti aggiuntivi, un
emendamento che era stato apprezzato già in IV Commissione perché
h assolutamente vero che per prevenire gli incendi boschivi si
devono rendere i boschi vivibili perché non basta soltanto la
prevenzione di alcune giornate ma il bosco per essere difeso,
tutelato e valorizzato deve essere vissuto: ecco perché ho
presentato un emendamento che anche l'Assessore ha, diciamo,
apprezzato e mi auguro che possa trovare spazio nel testo più
avanti perché dobbiamo replicare il metodo Calabria.
In Calabria è stato sconfitto, non tutto ma sicuramente in gran
parte, il fenomeno degli incendi proprio perché si dà alla comunità
la possibilità di vivere il bosco H24 proprio con la collaborazione
delle associazioni del terzo settore, quindi, mi auguro, noi che
all'interno dei nostri boschi abbiamo una rete di rifugi che oggi
si trovano chiusi e che vanno assolutamente valorizzati proprio con
l'obiettivo di prevenire gli incendi. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
all'articolo 4 ci troviamo disposizioni del settore forestale,
certo tocca un aspetto, tocca un aspetto che quello di una parte,
come ha detto bene qualche collega che prima mi ha preceduto, il
collega Safina, c'è un aspetto di precari che ormai sono
storicizzati e che possiamo pensare di dare un contributo, ok,
possiamo sentire appagato questo nostro desiderio di crescita della
forestazione nella nostra Isola? O anche la stessa condizione di
questi lavoratori, ovviamente no, è un piccolo segnale, marginale,
è il frutto dell'incapacità in tutti questi anni, ma io dico ormai
è passato tanto tempo ma questo Governo è un governo, detto da voi,
che è un governo nella continuità nel bene e nel male, ve ne
prendete le responsabilità, questo non è polemica, è un fatto
coerente concreto.
E' chiaro sono trascorsi anni e in questi sei anni con la
precedente Legislatura in quest'epoca purtroppo quella che era la
riforma della forestazione della Forestale ancora rimane nei
cassetti della Commissione. Queste persone continuano ad essere
precari, avranno qualche ora in più, ma anche dal punto di vista
della loro stessa condizione lavorativa il problema non è
assolutamente risolto ma la cosa più grave è che noi continuiamo a
mantenere tutto questo bacino che è un bacino comunque importante
utilizzandolo al minimo.
Siamo contenti di come avviene la forestazione in Sicilia?
Riteniamo che la forestazione che oggi rappresenta un elemento di
intervento politico e importantissimo, parliamo di cambiamenti
climatici, cioè non c'è risposta più concreta a quelli che sono i
cambiamenti climatici, il fatto di piantumare alberi, il fatto di
mettere nuova vegetazione cioè nuova vegetazione.
Ci sono stati tantissimi incendi in questi anni e ancora
continuiamo in tutte le Province quando giriamo quanto ne vediamo
di porzioni di boschi bruciati? Quanti? Tantissimi. Ognuno di noi
quando gira per il proprio territorio vede quelle che sono le
condizioni e le violenze subite nelle nostre foreste - li chiamo
foreste - non sono foreste ma le nostre appunto forestali dove il
fuoco le ha divorate. Alcune ci sono, in alcune esistono, io
vedevo Calaforno qualche giorno fa, cioè ancora ci sono le
testimonianze e gli alberi là bruciati, gli alberi là bruciati a
testimonianza di questo grandissimo sfregio.
La Sicilia per la forestazione ha bisogno di dare un segnale
concreto e lo deve fare non solo con i lavoratori anche perché noi
nel momento che mettiamo in condizione la forestale, la
forestazione, di crescere ma è chiaro che creiamo occupazione cioè
la stessa definizione di questo lavoro di precariato farlo
diventare lavoro stabile lo possiamo fare facendo crescere la
forestazione in Sicilia e, quindi, possiamo fare tante cose
positive puntando su questo comparto. Maggiori alberi, maggiore
salute, contrasto ad un clima che cambia attraverso un intervento
naturale che sono la piantumazione di nuovi alberi e maggiore
lavoro.
Io mi auguro che questa legislatura, che è appena iniziata, metta
un punto fermo su questa vicenda cioè che veda la chiusura di
un'esperienza che abbiamo tutti ereditato sbagliata e che veda una
nuova inversione di rotta.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, non è la prima volta che in legge di
stabilità ci ritroviamo a previsioni normative che destinano fondi
extra regionali al settore della forestazione così come non sarà la
prima volta, a seguito magari della mancata definizione delle
correlate procedure di riprogrammazione che sarà praticamente
necessario in corso di esercizio a integrare poi con stanziamento
di fondi regionali.
Intanto mi chiedo se basterà questo stanziamento previsto perché
il fenomeno degli incendi è diventato ormai molto molto complesso e
sicuramente da gestire complicato.
Io vorrei ricordare qualche dato fornito dal corpo forestale i
dati sono allarmanti. Tra il primo giugno e il quindici ottobre
sono andati registrati 9.954 incendi. Sono andati in fiamme 55.726
ettari di superficie boscata e non, 1.409 è stato il numero degli
interventi di velivoli, 26.803 lanci, per un danno ambientale
stimato, solo nel 2022, di circa 22 milioni di Euro.
E dalle statistiche emerge che, negli ultimi dodici anni, la
Sicilia ha speso più di 306 milioni di Euro per l'attività di
spegnimento degli incendi estivi, con picchi critici nel 2012, 2017
e 2021. Capisce bene che 306 milioni di Euro, in dodici anni non
sono roba da poco per gestire gli incendi estivi. Cosa bisogna
fare? Presidente, questo Governo dovrebbe prendersi l'impegno di
fare prevenzione, perché con la prevenzione, indubbiamente, si
risparmia. Non arriveremo a spendere altri 306 milioni di Euro per
i successivi dodici anni. E quindi i viali parafuoco, la pulizia
delle sterpaglie, la rimozione dei rifiuti. L'attività di
prevenzione comporterebbe sicuramente un considerevole risparmio
delle risorse.
Quindi, a fronte di questi numeri, a fronte di queste spese che ci
sono già state, negli anni precedenti, inviterei il Governo, già
dal mese di marzo, di mettersi in moto con le attività di
prevenzione, ai fini di non spendere somme ingenti. Le somme
ingenti, appunto, che ho già citato precedentemente.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, noi ogni anno, ci troviamo a
riaffrontare la questione del rifinanziamento di questi operai, che
svolgono un importante funzione, cinquanta giorni, cento giorni,
centocinquantuno giorni. Una sorta di precariato, una sorta di
macchia perché poi, tra l'altro, ogni volta la Sicilia figura come
una regione che, anziché programmare il futuro delle proprie aree
boschive, si trova in perenne emergenza e in carenza di
programmazione.
Nella scorsa legislatura il Movimento Cinque Stelle, a prima
firma del collega Giampiero Trizzino, presentò un articolato
disegno di legge di riforma su questa materia. E io chiedo
formalmente, indipendentemente dalla votazione odierna su questo
articolo, che questo tema sia trattato nell'immediato prosieguo di
quest'anno, perché la riforma dei forestali non può attendere. Noi
abbiamo un territorio che necessiterebbe di, circa, ottomila figure
a tempo indeterminato.
Noi oggi ne abbiamo quattordicimila, con tutti i costi indiretti,
che lavorano: cinquanta, cento, centocinquantuno giorni. Siccome
molte di queste persone sono anche in età avanzata e, quindi, si
potrebbe anche ragionare su un piano di prepensionamenti, con degli
scivoli, quindi accompagnarli ad un'uscita naturale perché nessuno
deve rimanere indietro. E' un principio che ci sentiamo di
continuare ad affermare, ogni qualvolta ce ne sia correttamente
l'occasione, chiediamo - noi, su questa norma, non faremo
ostruzionismo, perché è giusto finanziare il comparto - però
chiediamo e pretendiamo chiarezza, di affrontare un dibattito
parlamentare, di portare in Aula un disegno di riforma da
discutere, maggioranza e opposizione, in maniera sana, come si sono
già svolti altri confronti, perché non è una materia che può
continuare ad essere gestita in eterno, come è stato fatto sinora.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Volevo solo puntualizzare, su quello che si è detto,
che il percorso, secondo me, il percorso giusto sia quello proprio
della prevenzione. Non possiamo continuare a pensare che
piantumare, o mettere un albero per ogni cento che se ne
distruggono vengono incendiati questo non ha senso. Noi rincorriamo
sempre l'emergenza.
Allora io penso, e questo è un dato di fatto, nelle zone dove
praticamente ci sono parchi come in Alto Adige, in Friuli,
Lombardia che sono abitati, frequentati, abitati significa anche
strutture di ricettività per i bambini, anche i parchi giochi.
Noi possiamo sorvegliare questi parchi, queste risorse, queste
foreste, utilizzandole e fruendole. Per fruirle non è necessario
solo piantumare gli alberi e basta; bisogna mettere degli arredi
urbani, arredi che possano stimolare le famiglie e le scuole,
soprattutto le scuole.
Dobbiamo anche sensibilizzare le scuole, per de-digitalizzare i
nostri bambini, i nostri ragazzi, noi dobbiamo portarli all'aperto,
dobbiamo portarli in campagna.
Questo è il primo problema importante che dobbiamo affrontare: far
uscire gli hikikomori da dentro una camera da letto, dentro una
camera letto H24. Se noi a queste persone diamo un arredo urbano
dignitoso, dove potere mangiare qualcosa all'aria aperta, a
raccogliere i funghi, a raccogliere quello che offre la foresta,
oggi, ricordiamoci che la foresta non è solo ossigeno, la foresta è
anche cultura, istruzione, quindi sensibilizzazione.
Quindi, io chiedo a questo Governo di incidere pesantemente sugli
arredi dei nostri boschi, cioè renderli fruibili, perché nel
momento in cui sono resi fruibili noi possiamo osservarli,
guardarli e proteggerli. Con un'altra cosa: stiamo parlando di
forestale, stiamo parlando sempre di stabilità di queste persone.
Queste persone che noi assumiamo, perché non dobbiamo formarle?
Perché non dobbiamo formarle per fare qualcosa oltre quello che
fanno. Cioè queste persone che noi stabilizzeremo potrebbero essere
formate per fare anche altro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, sarò molto breve, anche perché i
colleghi del Gruppo parlamentare del Pd che mi hanno preceduto
hanno evidenziato questo articolo. Io, approfittando della presenza
dell'assessore Sammartino, che oggi è arrivato e ieri io in
discussione generale avevo posto - Presidente dell'Assemblea - un
tema importante sulle riforme. Considerando che c'è l'Assessore
all'agricoltura, che è presente, al di là del parere favorevole che
noi diamo sull'articolo 4 e quindi del ritiro degli emendamenti
soppressivi, Presidente dell'Assemblea, ritengo che c'è il comma 4
e l'assessore Falcone, ovviamente, lì ci deve rassicurare sui 74
milioni di Euro sull'FSC, perché non diventino un domani un
bumerang, considerando che stiamo parlando del 2021-2027 e quindi
lì dobbiamo essere sicuri che, ovviamente, si va sulla
progettazione e su questa somma.
Però ritengo che la presenza all'assessore Sammartino mi possa,
come dire, potere dire che negli anni passati -assessore Sammartino
- noi abbiamo più volte affrontato questo tema e in più, l'abbiamo
detto, sulla precarietà dei forestali non è un problema dei cinque
anni; è un problema atavico che noi abbiamo. E sarebbe auspicabile,
al di là di quello che noi stiamo facendo in questa finanziaria,
che la riforma dei forestali possa essere trattata nel più breve
tempo possibile da questa Assemblea e da tutto ciò che comprende
l'arco politico, perché finalmente potremmo mettere un punto a
quello che è un precariato che ci portiamo avanti da vent'anni.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, il dibattito che si è sviluppato dimostra che
non parliamo di una questione qualsiasi; parliamo di uno dei
comparti più significativi dell'agricoltura, che guarda
all'ambiente: la forestazione. E debbo dire che, innanzitutto, la
sottolineatura è legata all'importanza occupazionale ancora di
questo settore, non sottovalutiamo questo aspetto, colleghi. C'è
ancora tanta comunità che vive legata alla forestazione, è stato
detto ci sono discrasie, ci sono metodi e riferimenti ormai
superati, e quindi si rende necessario un impegno, sottolineo
aspetti che sono stati anche citati da altri colleghi, l'impegno a
riformare il settore, ad evitare le ingiustizie che, purtroppo, si
determinano all'interno del comparto della forestazione.
Ma la forestazione è anche ambiente e protezione del nostro
territorio. È un qualcosa che è anche utile per la salvaguardia
idrogeologica delle nostre comunità, ecco perché debbono essere
affrontati argomenti relativi all'espansione dello stesso
territorio legato al processo di forestazione. C'è da dire che
tutto ciò, però, è limitato dai continui incendi che vedono,
purtroppo, fatalmente protagoniste le nostre comunità. Io sono
sindaco di un Comune, Militello in Val di Catania, in cui è molto
presente l'attività forestale, e vedo quanto negativo sia,
purtroppo, il perseverare di incendi che non sono casuali, gli
incendi sono determinati per mano criminale e mafiosa, sono incendi
che vedono protagonisti personaggi che, purtroppo, hanno interessi,
e che cercano di scalfire il processo invece di forestazione, che
ha come obiettivo la salvaguardia del nostro ambiente in senso
generale.
Ecco, perché, io sollecito l'amministrazione ad operare con
tempestività, perché signor assessore Sammartino, lei sa che con i
progetti legati ai fondi europei bisogna intervenire subito, perché
altrimenti possiamo parlare di avviamento dei forestali
all'attività lavorativa, ma è un avviamento che non avverrà.
Quindi, l'invito che io faccio all'amministrazione è di lavorare
con impegno subito, in modo che i forestali possano al più presto
iniziare le proprie attività e quindi determinare anche un
controllo del nostro territorio.
Concludo, Presidente. C'è un'attività che viene esplicitata dai
nostri forestali anche all'interno dei nostri Comuni, perché
l'Amministrazione progetta anche in convenzione con i Comuni alcune
attività che hanno come riferimento la bellezza delle nostre città,
perché abbiamo aree verdi facilmente utilizzabili per le nostre
città che vengono curate da elementi che dimostrano giornalmente
che il lavoro in forestazione non è un lavoro passivo, ma è un
lavoro significativo per le nostre comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Saluto il Presidente Schifani che è arrivato in Aula.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.6, chiedo all'onorevole
Catanzaro se l'emendamento è mantenuto e ritirato.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.6 è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.187, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.187 è ritirato.
Nel frattempo, se voleste, sui tablet trovate la riscrittura a
firma della Commissione, tra gli emendamenti fuori sacco.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.188, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.188 è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.218, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.218 è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.189, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.189 è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 4.219, a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento, la riscrittura
scusate, l'emendamento 4.220.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e
Vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie
Presidente, colleghi, dopo il dibattito che è emerso
sull'emendamento oggi riscritto, sull'emendamento 4.220, io
chiederei al Presidente della Commissione Bilancio , ma anche
all'Aula, di trasformare questo emendamento in ordine del giorno.
Dopo la discussione che ho ascoltato con grande piacere, che ha
interessato vari deputati nell'esporre con grande sensibilità
quello che è oggi un tema, la salvaguardia dei lavoratori del
comparto della forestale, ma soprattutto il loro utilizzo nel
miglioramento, ma soprattutto nell'adeguamento dei progetti che i
due dipartimenti, il Dipartimento da me guidato ma anche il
Dipartimento della collega Pagana farà nel più stretto tempo e nel
modo migliore, approvata questa manovra, noi siamo nelle condizioni
oggi di poter programmare, però, su fondi extraregionali e non su
fondi regionali questa attività.
Questo emendamento, così come proposto, ma anche nella modifica,
vincolerebbe la programmazione su ciò che noi oggi dobbiamo anche
poter programmare con la possibilità di guardare ad un territorio
che deve, per la prima volta, mettere in campo progettualità che i
forestali devono potere eseguire nel rispetto dell'ambiente ma
soprattutto nel rispetto della salvaguardia del nostro ecosistema e
del nostro patrimonio paesaggistico.
Non ci consentirebbe, un emendamento del genere, di potere
garantire le finalità che il legislatore vuole mettere in campo
essendo finanza extraregionale andando in programmazione.
Quindi, la proposta, onorevole Presidente, è di trasformarlo in un
ordine del giorno con l'impegno del Governo di garantire quanto più
è possibile la garanzia occupazionale e quindi anche la possibilità
a tutto il comparto di avere un'uniformità dell'erogazione del
servizio.
Nei prossimi giorni insieme al Governo, ma con l'attività anche
della Commissione Attività produttive, dove stiamo lavorando alla
stesura della riforma del comparto dei forestali che rimetterà
ordine in maniera complessiva a questo servizio che non è soltanto
il servizio di garantire le giornate, perché sarebbe sminuire il
grande lavoro che il comparto della forestale fa nella nostra
Regione, ma è soprattutto il servizio che deve volgere alla tutela
del paesaggio e alla tutela del patrimonio ambientale che nella
nostra Regione esiste e che con una corretta prevenzione e, quindi,
con la tempestività che l'onorevole Burtone richiamava al Governo,
e che condivido, può permettere anche che non avvengano tragedie
così come sono accadute nell'ultimo recente passato nei nostri
territori perché ripopolare, rimboschire e valorizzare il nostro
patrimonio paesaggistico vuol dire anche salvaguardare il nostro
ambiente e le nostre comunità.
Quindi, se è possibile, chiedo al Presidente della Commissione
Bilancio e al Parlamento di trasformare l'emendamento 4.220 così
come riscritto in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente, ne
approfitto della presenza del Vicepresidente della Regione nonché
assessore per l'agricoltura perché è intervenuto su un emendamento
che io condivido, però, non ho capito cosa ha detto, probabilmente
frequentando troppo la Lombardia sta perdendo quello che è il
senso, invece, del linguaggio della chiarezza e della sostanza e,
quindi, vorrei un attimo capire se ho capito.
Intanto, abbiamo dato, così, una controllata a quelle che poi sono
le finalità, anzi lo voglio ricordare a quest'Aula e al Governo,
per quanto riguarda il finanziamento del comparto forestale e ho
voluto solo sottolineare qualche passaggio per ribadire la mia
richiesta, assessore Falcone, la copertura triennale; poi mi pare
che Luca Sammartino abbia detto che sostanzialmente i soldi se li
vuole programmare lui per cui non facciamo norme che possano
condizionarlo troppo, è, credo, l'ottantesima volta che quest'Aula
sente parlare di riforma del comparto: faccia la riforma e poi ne
parliamo.
Intanto, per quanto riguarda una corretta programmazione, questo
Governo deve dare la copertura triennale perché, assessore Falcone,
guardi andiamo qui al pratico. Per fare un progetto di sistemazione
e manutenzione idraulica forestale, lo sa, solo per il parere
ambientale, quanto ci vuole? Chieda ai suoi Uffici.
Quando io le dico che se non mettiamo la copertura pluriennale noi
stiamo svilendo la finalità della norma stessa, le sto parlando di
quello che realmente è la legittimazione dei fondi extra regionali
per destinarli a questo comparto. Noi invece stiamo continuando a
guardare il comparto come se fosse, come dice dicono gli amici di
Luca Sammartino in questo momento, poi magari li cambierà,
continuiamo ad essere accusati che il comparto della forestale per
noi è un ammortizzatore sociale. Ma è ovvio che noi poi ce le
chiamiamo certe accuse, perché se noi non diamo una programmazione
secondo la finalità dei fondi che stiamo destinando, e quindi non
si progetta solo per avere un'autorizzazione per fare la
manutenzione straordinaria ad un avvio, lo sapete quanto ci vuole?
Un anno, due anni, sempre gli Uffici della Regione. E allora,
questa è la prima questione.
Poi vorrei sapere dall'attività produttiva del comparto forestale,
considerato che la norma prevede anche che cosa? L'attività per
produzione e la vendita di legno a scopi energetici. Quante entrate
abbiamo prodotto? Zero. Ma abbiamo prodotto entrate zero per colpa
di chi? Per colpa di una politica che non mette nelle condizioni il
comparto di rispettare quelle che sono le finalità della legge. Ma
anche questa è un'attività pluriennale.
Approfitto della presenza del Presidente. Presidente Schifani,
ecco, veda questo è un'altra occasione per rompere un incantesimo.
L'approccio sul comparto della forestale che gli amici di Luca
Sammartino ci dicono essere l'esempio, l'esempio di come i soldi
destinati agli investimenti si sprecano con le finalità di
ammortizzatori sociali. Non è giusto. E allora lo vogliamo rompere
questo incantesimo? Che il Governo dia la copertura triennale
cortesemente intanto, perché le attività antincendio non si possono
fare a novembre, si devono fare nei tempi giusti, e per farli nei
tempi giusti ci vuole la copertura triennale.
Allora, lo ribadisco, queste sono questioni fondamentali per
cominciare a dare un segnale di discontinuità. Comprendo, e qua lo
comprendiamo tutti i vari colleghi, no? Io comprendo che se diamo
la copertura triennale stiamo vincolando delle somme importanti dei
fondi extra regionali, e quindi assessore Sammartino non ho capito,
anzi... come... abbiamo detto che ci sono oltre un miliardo e mezzo
di euro di risorse liberate che rischiamo di perdere, proprio
perché ogni volta fate il gioco delle tre carte rispetto a chi li
deve utilizzare, ma la vogliamo finire con questo gioco? Perché la
forestale per voi non è un elemento che possa portare a un vincolo
triennale delle risorse? Me lo volete spiegare? Perché dovete poi
fare altri tipi di operazioncine di basso cabotaggio? No, non ci
sta bene. Non ci sta bene che i fondi extra regionali vengono
utilizzati con queste finalità, e lo capisco che a lei piace questo
ma noi no.
Quindi, questo Parlamento oggi ribadisce una richiesta che è stata
fatta in Commissione Bilancio, e per la quale l'assessore al
bilancio ha assunto un impegno di verificare i profili tecnici al
fine di poter dare questa copertura. C'è il presidente della
Regione e le chiedo, Presidente Schifani, che da questo punto di
vista dia un segnale chiaro di discontinuità, per evitare di
continuare ad essere accusati che il comparto della forestale è
solo un ammortizzatore sociale, e soprattutto non rispetta le
finalità delle norme che le ho citato, e quindi non riesca anche a
portare avanti quel profilo produttivo per come è giusto. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Allora, Assessore, per fare
quello che lei richiedeva dovremmo eventualmente porre in votazione
l'emendamento 4.222 del Governo, che trovate nel tablet, che
sopprime al comma 1 le parole "assicurando" fino alla fine del
comma, però l'onorevole Cracolici mi sembra che ha proposto
inizialmente una riscrittura.
Quindi, o l'onorevole Cracolici accoglie l'idea, la proposta
dell'assessore Sammartino di fare l'ordine del giorno o,
diversamente, chiede di intervenire. Le do la parola onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, l'Assessore ha posto una questione
tecnicamente corretta, nel senso che la progettazione
inevitabilmente non può definire in maniera uniforme, perché ci
possono essere progetti che hanno una quantità di giornate di
addetti di un certo tipo, rispetto ad altri distretti o altri
progetti che hanno altre tipologie. Però, come tutte le cose, la
verità sta sempre in mezzo
Lo ricordo all'Assessore che è giovane - è vero che lui viene
dalla Lombardia, quindi è lontano dalla Sicilia, e non conosce bene
il settore - abbiamo una legge che prevede la garanzia delle
giornate ai lavoratori forestali.
Le giornate sono suddivise in quattro tipologie: gli OTI, tempo
indeterminato, i centocinquantunisti, i centunisti e i fuori
fascia, che fanno 78 giornate. La legge siciliana quindi già
stabilisce che a questi lavoratori dobbiamo garantire almeno le
giornate previste dalla fascia di appartenenza.
È evidente che il tema che stiamo ponendo non è che riguarda,
perché i progetti non aggiungono nulla rispetto alle giornate, tra
progetti finanziati da fondi FSC e fondi propri, noi facciamo
questa manovra per arrivare a garantire le giornate previste dalla
legge. Ripeto, i fondi comunitari non li usiamo per aumentare le
giornate rispetto a quelle previste dalla garanzia occupazionale
previste da legge.
Se è così, Assessore, il tema che noi abbiamo posto - ma lo dico
innanzitutto anche per evitare che il Governo si trovi poi a dover
gestire conflitti territoriali - perché quello che spesso succede,
parliamoci chiaro, che ci sono distretti che si costituiscono delle
riserve che poi attivano a fine anno dei progetti di variante ai
propri progetti, e garantiscono in alcuni distretti più giornate ai
lavoratori a seconda le fasce, rispetto al distretto accanto, che
siccome non si è fatta la riserva non garantisce un numero di
giornate superiori. Risultato è il caos
Ecco perché io ribadisco che il Governo con questa manovra, che
già stiamo dicendo oggi ci sono risorse comunitarie, - a proposito
delle risorse comunitarie, volevo mi ascoltasse l'Assessore il
collega De Luca ha fatto un lapsus, forse involontario, ma ha detto
una cosa che invece è il tema.
Qui non stiamo utilizzando fondi liberati, onorevole De Luca, di
cui continua ad esserci un grande mistero in questa Regione Lo
dico al Presidente della Regione.
Guardate che la stima che viene fatta oggi di fondi che la Regione
potrebbe utilizzare, seppur con i vincoli propri dei fondi
originari, parliamo dagli 8 ai 10 miliardi di euro di fondi che
sono liberati, nel senso che sono opere che erano state finanziate
con una fonte di finanziamento che poi è stata modificata per
rendicontarla, con i fondi comunitari, col risultato che abbiamo
circa 8-10 miliardi che non spuntano. Sono come i residui che ogni
tanto si cancellano, e una parte restano iscritti, così sono i
fondi liberati.
Ad esempio, proprio sul settore dei forestali, potremmo -
considerato che una delle tipologie di spese coerenti con la
ragione per cui erano stati finanziati precedentemente -
utilizzarli proprio per un'attività pluriennale, quindi con una
previsione finanziaria almeno triennale.
In ogni caso, ribadisco, Assessore, poi possiamo fare l'ordine del
giorno, l'importante è che ci sia una cosa, cioè che nessuna
attività tra progettazione con fondi extra regionali e attività
ordinaria può consentire, nell'ambito dell'esercizio finanziario
2023-2025, che ci sia un lavoratore forestale che faccia una
giornata in più o in meno rispetto al suo collega. Aumentano cinque
giornate? Aumentano per tutti. Non c'è chi li fa e chi non li fa,
se questo principio, il Governo se ne assume formalmente la
responsabilità, politica e amministrativa in Aula.
Non ho nulla in contrario a trasformare questo atto in ordine del
giorno, però vorrei che fosse un impegno serio, che rimanesse a
verbale, per cui ognuno di noi poi ne risponde anche eventualmente
laddove si determina una mutazione di indirizzo.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intanto grazie al collega De Luca e
al collega Cracolici, grazie anche per avere puntualizzato gli
amici e le amicizie, dico che sono reciproche. Presidente
dell'Assemblea grazie per avermi dato la parola.
Intanto ringrazio il collega Cracolici per aver accolto la
proposta del Governo. È chiaro che è un impegno formale ed è
politico, di non creare diseguaglianze e discriminazioni.
Vorrei semplicemente puntualizzare, forse non sono stato chiaro al
collega De Luca, che quando si programmano interventi, si
programmano a finalità ambientali a tutela del paesaggio, per
questo si fa una programmazione. La programmazione ha anche un
risvolto sociale, come lei ben sta cavalcando, ribadendo, perché la
garanzia occupazionale e la parte sociale, che poi dà anche dignità
al nostro comparto e ai nostri lavoratori.
Ho chiesto, e quindi ringrazio il collega Cracolici di
trasformarlo in ordine del giorno, perché non ci può essere una
programmazione, senza un asset di interventi che vanno fatti, che
devono garantire, ovviamente, la risposta sociale e occupazionale,
e questo è l'impegno che il Governo si assume nel non creare
discriminanti, non ci sono altre ammenicoli, così come ho
ascoltato, ma semplicemente, una semplice procedura che va
rispettata e che va programmata nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino. Votiamo prima
l'emendamento 4.222, poi voteremo l'articolo e poi possiamo votare
l'ordine del giorno, lo possiamo votare anche a fine seduta.
Pongo in votazione l'emendamento 4.222. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ringrazio anche il leghista in salsa sicula,
come ho avuto modo di dire. Io mi aspettavo una risposta, assessore
Falcone, Presidente Schifani scusatemi anche per una questione di
bon ton quanto meno, perché così io non posso esprimere il mio
voto.
Credo di aver posto una questione seria al quale il Vicepresidente
della Regione ha saputo rispondere, perché veda le dico di più, lei
se ha già le coperture finanziarie, può programmare correttamente,
può progettare.
Lei invece mi sta facendo un altro ragionamento, siccome è
competenza della Giunta programmare i fondi extra regionali, ma lo
sappiamo tutti, e allora è ovvio che io me li programmo, me li
progetto secondo i miei tempi; ma veda, l'Aula le sta chiedendo
un'altra cosa, le sta dicendo rispetto a quello che è un settore
strategico, appostiamo le risorse, poi lei faccia i progetti, le
risorse scusi sempre quelle sono.
Ora non vuol dare il merito a quest'Aula, di poter dare uno
slancio al comparto Non ho capito se è un capriccio, ancora
guardi, non l'ho capito, ma lo dico con molta onestà; cioè finora
abbiamo fatto un lavoro bipartisan per migliorare tutta una serie
di articoli, abbiamo inserito degli elementi importanti, mi
permetto di dire che abbiamo dato realmente una strategia quanto
meno, pur se parziale, una legge di stabilità, ora stiamo facendo
una richiesta legittima, che fa parte anche di quella che è la
finalità dei fondi di cui stiamo discutendo, e non riesco ad avere,
né una risposta impeditiva della nostra richiesta, perché almeno mi
viene detto 'non c'è la copertura finanziaria', e allora arrivato a
quel punto io mi fermo un attimo, e questo Parlamento si deve
interrogare su come vengono prese le coperture finanziarie sulle
strategie pluriennali, che è il tema di cui abbiamo parlato ieri.
Allora, per poter votare favorevolmente o contrario, il Gruppo Sud
chiama Nord e Sicilia Vera, e quindi lo esprimo ora in termini
formali, ha bisogno che il Governo batta un colpo e dica
chiaramente, e quindi faccia il sub emendamento. Scusatemi, solo
voi potete fare il sub emendamento in questa fase. Lo vogliamo fare
un sub emendamento proprio a firma del Presidente Schifani o
dell'Assessore Falcone? Prendetevi il merito di dare la copertura
finanziaria triennale ci va bene. Ma lo volete fare questo
intervento e quindi, anzi l'emendamento credo che lo apprezzerà
tutta l'Aula, su questo già i vari Gruppi ci sono anche espressi al
di là di quelli che sono gli elementi.
Facciamo un provvedimento, fate voi un emendamento e noi lo
apprezzeremo, lo voteremo, e avrete il voto favorevole
sull'articolo 4. Diversamente mi costringete a votare contro quel
che vale, e obiettivamente, ma per quale motivo, io devo votare
contro un articolo sul quale abbiamo ....... tutti quanti, lei ha
avuto anche, devo dire, si è preso la responsabilità di dare gli
arretrati per gli aumenti contrattuali. Dico, questo articolo è
quasi perfetto, manca solo l'aspetto conclusivo, la copertura
triennale. Allora lo faccia il Governo, e così ci farà votare con
soddisfazione questo articolo. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. L'Assessore Falcone vuole
rispondere?
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Onorevole
De Luca, il tema che lei ha posto è un tema serio che abbiamo anche
affrontato in Commissione. Il tema non riguarda soltanto la
forestazione, ma riguarda la struttura del bilancio, non più in
chiave annuale, ma in chiave triennale. Un altro problema si porrà
quando dovremmo discutere sull'articolo 1, all'articolo 2, quello
relativamente alle coperture degli enti locali.
Ora dobbiamo, voi ieri e tutti noi, abbiamo votato ieri,
l'articolo 5 del bilancio di previsione e voi se andate a vedere,
all'articolo 5 troverete che per il 2023 ci sono circa 21 miliardi,
poi ce ne sono 20 nel 2024 e 19, poco più, nel 2025. Ora, fermo
restando che in quell'articolo ci sono anche i fondi extra
regionali, quindi non può perfettamente essere considerato come
paradigma da prendere ad esempio, però vi devo dire che noi in
questa fase abbiamo la cifra, che è comprensiva di tutto per quanto
riguarda il 2023, ci sono appostati circa 50 milioni del 2024, ma
oggi noi faremo per questa materia un errore se mettessimo il 2024
e il 2025. Perchè? Perché siamo nell'accordo Stato-Regione per il
quale lo Stato ci chiede una riforma, ci chiede sulla legge, sulla
forestazione, e noi quindi potremo appostare le risorse in maniera
pluriennale solo dopo che avremo concluso questo iter legislativo
di riforma.
L'impegno, onorevole De Luca, però è un altro. Noi abbiamo detto
che quest'anno stiamo arrivando lunghi sull'approvazione della
finanziaria. L'anno prossimo riteniamo, e l'impegno del Presidente
Schifani è quello di arrivare entro il 10 dicembre all'approvazione
della finanziaria. Quindi questo che significa? Che finalmente
potremo avere anche non soltanto a essere, come dire, a posto con i
compiti che dobbiamo noi fare a casa, quindi che facciamo in
Sicilia, e porteremo alla Regione sulla riforma dei consorzi di
bonifica e sulla riforma della forestazione.
Ma al contempo potremo dire lì, a quel punto, se in effetti
servono 8 mila, come diceva l'onorevole Safina, o ne servono 17 o
14 o 15. Potremmo lì capire se dobbiamo fare una riforma che vede
tutti a tempo indeterminato, full time, oppure vi è una, diciamo
cosi, altro tipo di sistemazione anche verticale nell'espletamento
dell'orario e del tempo che devono profondere per il lavoro verso i
nostri boschi, dopodiché, onorevole De Luca, l'impegno rimane a
rivedere assieme a quest'Aula una pluralità.
Una cosa, ad esempio, però abbiamo fatto, dove c'è e l'avete
visto, quindi, fermo restando che c'è una piccola massa, cinquanta
milioni sono poca cosa, ma sarebbero utilissimi eventualmente alla
prosecuzione dei progetti, ove si volesse dire, ma c'è una cosa che
abbiamo fatto è quello che la pluriennalità, l'abbiamo messa per
l'adeguamento dei contratti, se andiamo a vedere lo andiamo a
ritrovare al comma 5 la pluriennalità, per questo l'abbiamo fatto,
perché? Perché questa pluriennalità che è l'adeguamento, tira e
porta con sé e trasporta con sé anche l'intero sistema.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza È un'apertura che facciamo
nei suoi confronti.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
rapidamente solo per dire davvero troppa musica per le nostre
orecchie, ieri si parlava di vittoria della democrazia, oggi il
settore della forestazione porta a casa due grandi risultati: il
primo la dimensione pluriennale della programmazione, su cui
l'assessore Sammartino in qualche modo aveva già dato un'apertura
di credito con l'invito dell'onorevole De Luca e l'altra,
onorevole, è la riforma del settore della forestazione, la riforma
del settore della forestazione, questa passerà dalla Commissione
Attività produttive e, quindi, la raccoglierei come un invito
perché no, anche a tutte le opposizioni, di votare questo
articolato.
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione l'articolo 4 così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Trasporto gratuito forze dell'ordine
1. Per le finalità di cui all'articolo 86 della legge regionale 15
aprile 2021, n. 9, sono confermati i medesimi benefici per il
triennio 2023-2025, nel limite di 1.800 migliaia di euro (Missione
10, Programma 2, capitolo 476521).
2. È altresì autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la
spesa di 1.000 migliaia di euro per la gratuità del costo del
biglietto dalla Sicilia verso le Isole minori e viceversa per i
dipendenti che prestano servizio pubblico nelle Isole minori
(Missione 10, Programma 2).
3. È autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa di
400 migliaia di euro per la gratuità dei servizi di trasporto
marittimo in favore dei residenti di Alicudi, Marettimo, Levanzo e
Linosa per il trasferimento da e verso l'isola principale di
ciascun arcipelago. Con decreto dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità sono stabilite le modalità per la
gestione dell'agevolazione di cui al presente comma, per il tramite
delle amministrazioni comunali interessate (Missione 10, Programma
3).
4. Al fine di sterilizzare l'aumento tariffario per il 2023
previsto dal contratto decennale tra la Regione siciliana e
Trenitalia, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la
spesa di 3.600 migliaia di euro a valere sulle disponibilità della
Missione 10, Programma 2, capitolo 273710 (Missione 10, Programma
2)».
Si passa all'emendamento 5.1.
Onorevole Cracolici, sull'ordine del giorno potremmo votare ora,
oppure potremmo votare a fine seduta insieme agli altri ordini del
giorno. È approvato per raccomandazione.
CRACOLICI. L'ordine del giorno non è una raccomandazione
PRESIDENTE. È approvato. L'articolo 5, c'era l'emendamento il 5.1,
è a firma dell'onorevole Catanzaro. Onorevole Catanzaro è mantenuto
o soppresso? Il 5.1?
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ne
abbiamo parlato in Commissione, io lo voglio ribadire qui, a me
pare che ci sono delle cose che, come i principi poi devono
coniugarsi con la materialità delle condizioni in cui operiamo. Lei
ha fatto una norma, e l'ha vantata pure ieri, quando ne ha fatto il
suo passaggio, dicevo, la novità di consentire ai cittadini
residenti nelle isole minori di poter viaggiare dall'isola più
lontana a quella di riferimento, per capirci come capo di
riferimento all'interno dell'arcipelago.
Ora però io lo ribadisco, ma come fa spiegare che un cittadino di
Alicudi potrà andare a Lipari gratuitamente e quello di Filicudi
no? Ci sono delle cose che devono avere anche il principio del buon
senso, cioè è pensabile che uno di Alicudi, siccome è tre
chilometri più lontano da Filicudi, ha un principio di gratuità
che, invece, l'altro non ha? Allora, assessore, o una norma perché
se dobbiamo fare norme spot con il rischio che tra l'altro di
difficile applicabilità, perché poi vediamo qual è il sistema che
stabilisce, mi dia il documento, o stabiliamo che all'interno dei
residenti all'interno delle isole minori nell'ambito della
movimentazione tra le singole isole è prevista la possibilità della
gratuità, ma non possiamo fare una norma che stabilisce che Alicudi
sì, Filicudi no, le isole di Salina no, quella di non so che cosa,
oppure Levanzo con quella di Lampedusa come si chiama? Linosa.
Cioè mi pare una cosa che deve avere un equilibrio, ecco perché
io, ne abbiamo parlato in Commissione, le chiedo formalmente di
estendere questa disposizione che io condivido a tutti i cittadini
residenti nelle isole minori per muoversi dentro l'isola, non per
venire sulla terra ferma. Perché questa è una norma, per chi deve
fare un documento, per chi deve andare a fare l'analisi del sangue
della nell'isola di riferimento. Se così, ma siccome stiamo
parlando di cosa? Mi pare del tutto evidente che una norma che ha
un principio di buon senso, ma è tale se evitiamo disparità secondo
l'isola da dove parti. Non so se sono stato chiaro. Non mi faccia
problemi di soldi.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Onorevole Cracolici, la sua,
diciamo così, perplessità non è che infondata o campata in aria, lo
abbiamo detto anche in Commissione, però noi stiamo partendo da un
principio che l'isola più lontana, Alicudi, ha un motivo, e l'isola
più lontana rispetto a Lipari, e allora in questo senso stiamo
dando questo primo segnale. Poi l'impegno che il Governo può
assumere, vediamo come va questa misura, che è una misura
totalmente nuova, ed era una misura, se dobbiamo dire la verità,
nasceva solo per Linosa. Quindi dobbiamo dire da dove nasce la
misura.
Dopodiché, chiusa questa, vediamo come andrà l'impegno del
Governo, e quello che verifichiamo quanto costerà, se non costerà
troppo, se costerà altri 200, 300 mila Euro, possiamo consentire e
poi possiamo estendere a tutte le altre sei Isole dell'arcipelago
delle Eolie.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Collega, assessore Sammartino, capisco
se può, grazie così evitiamo.
CAMPO. Si, grazie Presidente, Governo e colleghi deputati.
Fortunatamente in Aula c'è sia l'Assessore Falcone che l'assessore
Aricò, perché volevo chiarito un punto dell'articolo 5 al comma 4
dove si prevede l'aumento di 3 milioni e seicentomila euro per
stabilizzare l'aumento tariffario dei biglietti dei treni come da
contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Il dubbio è che
quest'ultimo punto era stato previsto già nel contratto per gli
anni 2022-2024, e la Regione con una delibera di Giunta, la 563 del
18 dicembre 2021 al fine di scongiurare aumento tariffario, si era
avvalso dell'articolo 14 del su citato contratto, e aveva sospeso
questo aumento.
PRESIDENTE. Aspetti, collega Campo. Colleghi cortesemente se è
possibile, anche per rispetto della collega che sta intervenendo,
se possiamo abbassare i toni nel frattempo che dialogate tra di
voi, oppure chi vuole dialogare esce dall'Aula, e poi caso mai
rientra, grazie. Prego onorevole Campo.
CAMPO. Sì grazie, allora in buona sostanza non capiamo perché un
aumento che era stato sospeso appunto con una delibera di Giunta
poi viene sanato. Non vorremmo che questo fondo sanasse un aumento
di per sé illegittimo e inoltre perché è stato fatto con una
delibera di Giunta negli anni precedenti, e ora addirittura con una
norma di legge, era giusto per capire questa cosa, grazie.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Assessore Falcone riguardo alla norma sullo spostamento
gratuito verso il comune principale, il comune chiamiamolo
capoluogo delle isole, nello specifico delle isole Eolie, perché
sono quelle che conosco, condivido quanto espresso dall'onorevole
Cracolici. Non ha senso fare l'esperimento su un'isola, anche
perché molti isolani stanno chiamando, in questi giorni dicendo:
"Ma perché Filicudi"? Perché è la più lontana. Stromboli, per
esempio, rispetto ad Alicudi, stiamo parlando di un paio di
chilometri.
E quindi credo che, se l'esperimento bisogna farlo, bisogna
trovare le modalità per vedere quanto costa e come funziona. Per
esempio, perché? Quale deve essere il significato di questa norma?
Che se qualche cittadino dell'isola di Filicudi si deve spostare, o
di qualche altra isola, al comune di Lipari perché deve fare dei
documenti, che non possono essere fatti sull'isola di residenza, è
chiaro che ha un senso lo spostamento all'interno delle isole.
Quindi, magari, trovare le modalità di come deve avvenire questo
rimborso, questa gratuità. Però mettere fuori altre isole, che sono
anche lontane, magari non più lontane rispetto a Filicudi, mi
sembra una norma impari e, sostanzialmente, discriminatoria nei
confronti degli altri cittadini. Quindi anch'io le chiedo di
estendere la gratuità per determinati, magari, servizi principali a
tutte le isole, magari in percentuale minore o in percentuale
rispetto al biglietto, ma comunque estenderla in base alle risorse
su tutte le isole.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie Presidente. Allora Governo, io intervengo per
rassegnare all'Aula delle mie preoccupazioni in merito all'articolo
5 che, come possiamo evincere dalla rubrica della norma ovviamente,
riguardava, almeno in origine, il trasporto gratuito alle forze
dell'ordine.
Siamo partiti da lì, in Commissione, insieme all'assessore Aricò,
per avviare un ragionamento che consentisse in qualche modo, in
prima battuta, di superare una discriminazione che riguardava
queste categorie che viaggiavano sul trasporto su gomma, rispetto a
quelle che viaggiavano via mare per ovvi motivi, non essendoci
strade di collegamento. Naturalmente poi in Commissione, prima in
Commissione quarta e poi in Bilancio, si è fatto un ragionamento,
condiviso anche, che poi ha portato alla riscrittura di cui oggi
stiamo discutendo, per estendere questa gratuità anche ad altre
categorie di dipendenti che svolgono un servizio pubblico presso le
isole, e poi si è esteso ulteriormente, fino alla scrittura
attuale.
Ciò che mi preoccupa, però, è che, a fronte di questo ampliamento,
che io non posso che salutare con grande favore, perché in qualche
modo tiene conto e dimostra una sensibilità di questo Governo nei
confronti dei cittadini delle isole minori, però non c'è stato, di
contro un aumento della dotazione, dello stanziamento di spesa
previsto, ed è evidente - assessore Aricò, le chiedo la cortesia
che, di solito le riconosco, di ascoltarmi un attimo - è evidente
che questo stanziamento di spesa, a mio avviso, è del tutto
insufficiente.
In qualche modo è testimoniato anche dal fatto che, vedo nel
fascicolo degli emendamenti anche un emendamento della Commissione
che, ovviamente, prova di inserire nel testo nei limiti delle
risorse disponibili, probabilmente perché c'è piena coscienza del
fatto che uno stanziamento di un milione, non può essere
assolutamente adeguato e sufficiente.
Quindi il rischio che oggi si pone è che noi approviamo una norma
che diventa una norma di mera propaganda, che non può essere
effettivamente attuata. Pertanto io chiedo, in qualche modo, che si
avvii una riflessione anche sulla possibilità di aumentare lo
stanziamento previsto, in modo tale che la norma possa
effettivamente poi essere applicata e trovare un'applicazione, che
non si traduca in briciole per la platea di beneficiari che abbiamo
previsto.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sì, grazie Presidente. Noi abbiamo presentato diversi
emendamenti soppressivi, ai commi dell'articolo 5. Su questa, su
questo comma 3 che, ovviamente, l'onorevole Cracolici è
intervenuto, io chiederei un attimo, un secondo soltanto di
attenzione all'assessore Falcone.
Ovviamente da più parti, Assessore, sono arrivati alcuni dubbi su
come procedere sui 400.000 euro destinati a questo comma 3. Io le
chiederei, come dire, nel modus operandi che stiamo tenendo in
queste ore nell'affrontare l'articolato, nell'affrontare questa
manovra, di comprendere se, invece di procedere con questi dubbi -
non su tutto l'articolo, ma su questo comma 3 - intanto la
disponibilità economica prevista dei 400.000 euro, dal mio punto di
vista, rispetto al trasporto non è una somma congrua a quello per
cui dovrebbe servire. E quindi rischiamo di fare quello che si è
rischiato di fare nel passato: di utilizzare magari qualcosa come
norma slogan che, poi, alla fine non è né sufficiente né riesce a
sopperire a quelle che sono le esigenze.
Allora io ritengo, assessore Falcone, nell'idea complessiva, di
potere riformulare con oculatezza ed attenzione questo comma 3,
considerando che c'è lei, c'è l'assessore Aricò, e da più parti
arrivano dubbi; onde evitare di procedere e magari poi noi, nel
momento in cui c'è il punto della soppressione, chiedere il voto.
Allora, ancor prima, cercare di potere azionare questa idea.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Sì, grazie Presidente. In merito a questo articolo 5, il
comma 3 viene fuori da un'elaborazione della Commissione, ma parte
da un emendamento a mia firma.
L'emendamento prevedeva la possibilità per gli abitanti di Linosa,
che sono molto isolati rispetto ad altri isolani, di collegarsi a
Lampedusa a titolo gratuito. E io ringrazio l'assessore Aricò e il
Governo Schifani per aver accolto questo nostro emendamento, perché
era proprio nelle intenzioni della sottoscritta e, immagino,
essendo stato accolto dal Governo, quindi gradito anche dal
Governo, l'idea di agevolare gli abitanti di Linosa, che spesso
sono totalmente isolati e che, in questo modo, hanno la possibilità
di collegarsi per tutti i tipi di servizi che a loro servono con
Lampedusa, perché sono tutti a Lampedusa i servizi per gli abitanti
di Linosa. Dopodiché, probabilmente in Commissione, sono emerse
sensibilità anche per altri fatti specie, per cui è entrata
Marettimo, è entrata Alicudi ed è entrata Levanzo.
Io non so, a questo punto, se il budget messo a disposizione è
sufficiente per tutti, ma ritengo che intanto sia opportuno
iniziare, dare questo segnale a chi abita in isole particolarmente
ostiche. Dargli un segnale di vicinanza della Regione siciliana
che, appunto, va a sostegno loro, garantendo il trasporto gratuito,
che è una loro necessità per qualsiasi tipo di servizio abbiano
bisogno, di collegamento con l'isola maggiore. Dopodiché, se non
dovesse essere sufficiente, abbiamo tempo anche nelle variazioni di
bilancio per aggiungere ciò che serve. Ma intanto partiamo con un
segnale importante, di cui ringrazio il governo e l'assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Presidente, io vorrei
ricordare, innanzitutto, a quest'Aula cosa era venuto fuori dalla
Commissione di merito. Il comma 1 è rimasto immutato. Il trasporto
gratuito alle forze dell'ordine nelle isole minori è un tema
sacrosanto e, su questo, era stato appostato un milione di euro.
Poi avevamo previsto 500 mila euro per il trasporto dei dipendenti
del comparto sanitario e del comparto SEUS 118 e medicina
convenzionata.
Perché vorrei ricordare che le strutture sanitarie delle isole
minori vedono grandi difficoltà nel reperimento di personale, anche
di quel personale in convenzione, che oltre ai disagi di dover
raggiungere le isole minori per svolgere il proprio servizio, vanno
incontro anche a corposi costi che, sistematicamente, devono anche
anticipare.
E poi erano previsti ulteriori 500 mila euro per una scontistica
che era destinata - Presidente gradirei attenzione - per una
scontistica che era destinata ai dipendenti pubblici e privati che
risiedevano sulle isole. Quindi il monte totale di queste
agevolazioni era pari a 2 milioni di euro.
In Commissione Bilancio è stato, correttamente a mio avviso,
presentato anche il tema del personale scolastico che si reca alle
isole, che anch'esso vede una difficoltà nell'espletamento del
servizio. Allora si è deciso di racchiudere tutte queste categorie,
inquadrandole in soggetti che svolgono "pubblico servizio" -
definizione che meriterebbe quanto meno la specifica che
all'interno di queste categorie rientra anche il comparto sanitario
della Seus del 118 e dei medici convenzionati Asp - ma di certo la
somma di queste categorie e l'esclusione della scontistica al
personale pubblico e privato che presta servizio nelle isole minori
non si comprende come da 2 milioni si è arrivati a dimezzare.
Quindi noi con una mano abbiamo aumentato le categorie, abbiamo
eliminato la scontistica, anziché sommare le tre voci noi che
abbiamo fatto? Le abbiamo dimezzate. E poi abbiamo preso 400 mila
euro, e li abbiamo destinati col comma 3, agli abitanti delle isole
più distanti.
Ora, io non voglio fare una battaglia sulle 400 mila euro da
destinare a questi cittadini residenti nelle isole più lontane -
anche se non ne comprendo bene le motivazioni, perché sei più
lontano un miglio non vedo perché deve essere penalizzato quello
che è lontano un miglio in meno - diciamo non è una logica
perfettamente aderente al fabbisogno della popolazione delle isole
minori, però quanto meno si deve - e su questo è stato presentato
un emendamento - quanto meno si deve portare la dotazione del comma
2 a 2 milioni di euro, perché diversamente stiamo prendendo in giro
noi stessi e il lavoro che abbiamo fatto in Commissione.
Perché noi avevamo, ripeto, 1 milione e 500 mila euro per il
comparto sanitario, e 500 mila euro per la scontistica, eliminiamo
la scontistica, mettiamo dentro tutti i pubblici dipendent,i quindi
anche il personale delle scuole, racchiudiamo tutto in un unico
comma, in un'unica definizione che andrebbe ulteriormente
specificata, però dobbiamo lasciare 2 milioni di euro, perché non
possiamo pensare di servire il doppio della popolazione con la metà
dei soldi.
E allora, da questo punto di vista, Presidente Di Paola, io le
chiedo gentilmente di accantonare l'articolo, sistemiamo questa
parte, a meno che l'assessore Falcone insieme all'assessore Aricò
non ci dichiarano la disponibilità di aumentare questo fondo da 1
milione a 2 milioni di euro, e per quanto ci riguarda non ci
stracceremo le vesti per il comma che destina le 400 mila euro
all'ulteriore popolazione delle isole più distanti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Accolgo la proposta di
accantonare l'articolo 5, proposta che è venuta anche dal Governo.
CAMPO. Io aspetto la risposta.
PRESIDENTE. Lo stiamo accantonando, quindi ne riparliamo poi
successivamente, perché al momento lo abbiamo accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Integrazione oraria del personale A.S.U. in utilizzazione al
Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana, al privato sociale e agli enti locali
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 10 agosto 2022, n. 16 e per consentire l'integrazione
oraria, fino al limite massimo di 36 ore settimanali, del personale
ASU operante nel comparto del privato sociale, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2023, la spesa di 3.500 migliaia di euro
(Missione 15, Programma 3, capitolo 377923 e 313728). Ai relativi
oneri si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 7
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215785).
2. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 6 della legge
regionale 10 agosto 2022, n. 16 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2023, la spesa di 14.000 migliaia di euro (Missione 15,
Programma 3, capitolo 313325), limitatamente al personale ASU
utilizzato negli enti locali. Ai relativi oneri si provvede per
l'importo di 5.700 migliaia di euro mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 7
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215785) e per l'importo di
8.300 migliaia di euro mediante riduzione dell'autorizzazione di
spesa di cui al comma 1 dell'articolo 2 (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191301).»
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessore,
abbiamo una proposta che viene dall'Aula per scorporare in due
emendamenti quello che è il primo articolo che prevede il primo
comma - assessore Falcone un secondo se è possibile - abbiamo una
proposta che viene dall'Aula, e che chiedo al Governo che venga
recepito di scorporare rispetto a quella che è l'articolazione di
ora, il primo, un comma dove ci sono i beni culturali,
praticamente, fare un altro comma, dare la copertura, e questo ce
lo dovete dire voi se per dieci mesi o nove mesi rispetto a quelle
che sono i beni culturali, e l'altra parte metterlo con un comma a
parte per il segretariato sociale per quanto riguarda gli Asu del
privato sociale.
Anche perché è giusto non stralciare totalmente la parte
riguardante il privato sociale, vi sono delle cooperative che
lavorano per esempio nelle gole dell'Alcantara e in altri ambiti di
interesse pubblico, quindi è giusto che anche loro possano essere
fatti.
Noi divideremo le somme in base a quello che è il calcolo che
bisogna fare rispetto ai beni culturali, e fare un comma per i beni
culturali e un comma per il privato sociale; c'è il consenso credo
anche della Commissione, e di molti che hanno lavorato su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
LACCOTO. Mi perdoni Assessore, posso? Però, scusate, se uno parla
deve parlare Eh, scusate.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
LACCOTO. Le due si possono formare così: o il Governo presenta un
emendamento, o noi facciamo un sub emendamento al soppressivo, che
è già presente, mettendo il comma e dividendo i due commi. Tutto
qua
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, grazie. Intanto vi comunico che il
Governo ha già presentato una riscrittura, la potete vedere
all'interno della cartella dei fuori sacco, degli emendamenti fuori
sacco, è il 6.Gov, è una riscrittura da parte del Governo.
Assessore, la vuole illustrare?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente grazie, il Governo
ha manifestato e ha presentato una riscrittura dell'articolo 6.
Allora, io per un attimo volevo ritornare allo spirito della norma.
La norma da cosa nasce? La norma nasce dalla esigenza che
l'assessore Amata aveva manifestato circa il mantenimento
dell'apertura dei musei, ed ecco perché nasceva questa norma,
perché ritenevamo che la estensione degli Asu per i beni culturali,
i 289 Asu, fosse necessaria più per una questione di interesse
della Regione oltre che, poi, in subordine, venire incontro alle
esigenze di questi lavoratori, bistrattati dobbiamo dire,
certamente.
A un certo punto il dibattito si è animato, l'anno scorso il
Parlamento precedente aveva esteso per quattro mesi anche agli Asu
della pubblica amministrazione, e allora c'è stata una condivisione
generale di estendere, nei limiti della spesa, per arrivare sino a
un limite di trentasei ore; a questo punto si dice che l'appetito
vien mangiando e quindi si è detto: perché non mettiamo anche il
privato sociale? Mettendolo dentro gli Asu dei beni culturali, che
già con tre milioni e mezzo di euro, facendo dei calcoli da parte
della direzione generale, ci siamo resi conto che rischiavano di
essere, come dire, troppo stretti i numeri.
Diventavano, invece, sufficienti, se si parte dal primo marzo; a
questo punto si è detto che cosa? Mettiamo dentro anche il privato
sociale, che sono diverse, sono più di centocinquanta unità, questo
farebbe saltare il sistema e soprattutto perché in questo momento,
quindi, io chiedo all'Aula di accantonare la vicenda del privato
sociale, perché allarga in altri settori, su cui per ora non è il
caso di intervenire, anche perché, parliamoci chiaramente, noi
dobbiamo procedere alla stabilizzazione di questo personale, non
possiamo procedere ad aumentare l'orario senza consentire loro di
poter pagare i contributi previdenziali, senza aver loro una
posizione di regolarità nei confronti dell'Istituto di previdenza
sociale.
Allora, fermiamoci signori colleghi, fermiamoci e diciamo che oggi
la partita riguarda un'esigenza che ha più la Regione che loro,
quella di tenere aperti musei, una seconda esigenza che si, diciamo
così, si coniuga con quella dei comuni, che dà anche una risposta a
questo personale. Ecco perché abbiamo riscritto l'emendamento col
6.Gov, che serve appunto per venire incontro a tutte le esigenze.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha chiesto di parlare l'onorevole
De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Sì, Presidente, grazie. L'esigenza del mio
intervento spero sia superata, perché trattava proprio l'argomento
di non alterare quello che era stato nella scorsa legislatura un
emendamento che era stato approvato, un articolo che era stato
approvato, e che non aveva subito la tagliola dell'impugnativa
statale, proprio perché avrei voluto chiedere che il settore degli
Asu, dei beni culturali, fosse trattato con un comma e con una
dotazione finanziaria a sé stante.
Condivido il tema che necessita di un'importante interlocuzione,
che sono certo non mancherà il presidente Schifani di avviare con
lo Stato centrale, per riportare a una cornice stabile questi
lavoratori.
Essendo intervenuto questo emendamento di riscrittura, Presidente
però, le chiedo, vista la delicatezza dell'argomento, di
accantonarlo, sospendere qualche minuto in modo da avere il tempo
di leggerlo con la dovuta e meritata attenzione. Va bene anche una
sospensione di cinque minuti, ma cinque minuti per leggermi un
articolo sugli Asu ce lo dovete dare. E allora perché avete fatto
una riscrittura, bastava un emendamento per togliere tre parole,
non comprendo questa parte. Dico, dateci appunto il tempo di
leggerlo bene perché c'è tutta la volontà di approvarlo, non è che
c'è la volontà di contrastarlo, c'è tutta la volontà di approvarlo
dopo averlo letto bene. Non penso che sia una richiesta così sui
generis, quindi dateci cinque minuti, non ho detto "sospendete
all'infinito", cinque minuti, ce lo leggiamo e lo approviamo tutti
insieme.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Colleghi, l'emendamento lo
possiamo leggere nel frattempo che intervengono gli altri colleghi,
perché comunque ci sono una serie di colleghi che si sono iscritti
a parlare. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, Presidente.
Assessore Falcone, mi pare che in Commissione Bilancio avevo aperto
questa discussione proprio in relazione a quella che era una
previsione limitativa che il Governo stava proponendo al
Parlamento, legittima, le condividiamo, nessuno qui oggi vuol
mettere in discussione quelle che sono le esigenze di garantire
l'apertura dei nostri siti culturali, ma avevamo posto, ed ho posto
in modo particolare, una questione di carattere più generale,
ponendo alla sua attenzione, e qua mi dispiace che l'assessore alle
autonomie locali non abbia espresso con la stessa sensibilità della
collega Amata, perché la collega Amata è molto sensibile, è stata
talmente sensibile e brava che ha tradotto la sua sensibilità in
una proposta di legge che è stata condivisa dalla Giunta, e
l'assessore alle autonomie locali?
Non ho capito perché non ha avuto la stessa sensibilità per quello
che è il problema dei comuni. Tutti sanno, e lei lo sa pure perché
è stato amministratore, come in questo momento i comuni si reggono,
come vengono impropriamente utilizzati i lavoratori Asu,
impropriamente nel senso che fanno anche attività che vanno ben
oltre quella che è la formale anche qualifica. Sappiamo tutti
quanti che i comuni senza questi lavoratori, come lo erano allora i
colleghi cosiddetti contrattisti, non potrebbero reggere, anzi il
problema diventa sempre più grave in relazione a che cosa? A una
crescente frustrazione, giustamente, che questi lavoratori
subiscono in relazione a quella che è la progressione che hanno
fatto altri colleghi.
È ovvio che qui andiamo al nodo della questione. Presidente
Schifani, non si riesce a spiegare che l'esigenza della Regione è
più importante dell'esigenza dei comuni. Onestamente, io non ci
riesco
Se lei ci dà una soluzione affinché possiamo spiegare, tornando
nei comuni, che la Regione da questo punto di vista è più
importante del baluardo dei servizi sul Territorio che sono i
comuni e allora ce ne faremo una ragione
Questa è la questione che è stata posta, l'ho sollevata in
Commissione Bilancio immediatamente su questo aspetto.
Mi sono attirato qualche parolaccia, qualche epiteto degli amici
dei lavoratori Asu che oggi ritengono che sono, da questo punto di
vista, in una situazione diversa rispetto agli altri colleghi - non
capisco perché onestamente, ma per carità Questo è il nostro
lavoro.
Ovviamente ribadisco quello che è il principio. L'ulteriore
estensione poi di cui si parla è un'altra questione ancora. Ma ci
dobbiamo andare progressivamente nelle cose - qui dobbiamo trovare
anche una sintesi e questa sintesi è ovvio che la deve trovare il
Governo.
Una cosa sia chiara, però, questo ci tengo a precisarlo
Non è pensabile che rispetto a quella che è l'erogazione dei
servizi, e soprattutto per quello che sono gli enti, si possa
procedere a fare una classificazione con questo tipo di approccio.
Non voglio ovviamente pensare, perché non rientra sicuramente
nella sensibilità dell'assessore Amata, che questa è un'operazione
che oggi si troverebbe il collega - per carità di Dio - ma lei non
ne usufruisce, perché ormai la paternità è dell'assessore Amata.
Mi auguro quindi che non si inneschi un meccanismo che
obiettivamente non ci sembra decoroso. Delle due, l'una
Il Governo, come d'altronde si stava verificando in Commissione
Bilancio, anzi come si è verificato, trovi una sintesi Lo faccia,
evitando una guerra tra poveri, che non ci qualifica e soprattutto
dia anche una prospettiva.
Chiudo con l'ultimo aspetto, Presidente. Avevamo posto anche in
questo caso la questione della triennalità. Perché siamo fissati?
Perché la continuità dei servizi a cui attendono questi lavoratori
sono dei servizi continuativi. Non possiamo pensare che intanto gli
diamo il contentino, dopo di che il prossimo anno, quando
approveremo, il bilancio vedremo
La continuità vale per quanto riguarda i siti culturali, i musei,
vale per quanto riguarda i servizi dei comuni. Io le avevo posto la
questione di dare la copertura triennale. La tesi che è stata detta
da qualcuno che, se mettiamo la copertura triennale diamo la
sensazione che vogliamo stabilizzare, non mi convince affatto Lo
sa perché non mi convince affatto? Perché - veda - l'articolo 7, se
lei se lo va a vedere, dove parliamo di PIP e di altre categorie ha
la copertura triennale.
Obiettivamente non è pensabile che si possa fare una distinzione
tra quelle che sono situazioni di precariato che vengono
approcciati in modo totalmente diverso.
Non vorrei ovviamente pensare - e concludo, Presidente - che si
tratti di un approccio riferito ad essere al centro dell'impero o
alla periferia dell'impero perché questo ovviamente sarebbe
ulteriormente mortificante.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Presidente, intanto devo fare un plauso al Governo Schifani,
a Marco Falcone, ma all'Assessore Messina. Le accuse rivolte
all'Assessore Messina, poco fa, perché non avrebbe pensato agli
ASU, semmai è esattamente il contrario.
È stata sensibilità del Presidente Schifani, di Marco Falcone e
disponibilità sia dell'Assessore Messina che dall'Assessore Albano,
finalmente un Governo che si sta occupando di questi lavoratori.
Presidente Schifani, stiamo parlando di 4.000 lavoratori e 4.000
famiglie, che tranne per quattro mesi, da settembre a dicembre del
2022, nessun Governo, né di destra, né di centro, né di sinistra si
erano mai occupati.
Il governo Schifani e la maggioranza Schifani, devo ammettere, e
poi all'interno della Commissione Bilancio', in stretta
collaborazione anche con alcuni rappresentanti dell'opposizione,
finalmente si stanno occupando di queste 4.000 persone.
Io colgo positivamente, assessore Falcone, il suo intervento,
nella parte in cui lei, prende un impegno che riguarda la
stabilizzazione, che è l'ultima parte del mondo del precariato, che
attiene ai lavoratori precari in Sicilia; su quella parte plaudo al
suo intervento e sono certo che così come ha dimostrato di fare, in
Aula e in Commissione, ma il suo percorso lo dimostra, non è una
promessa che stiamo facendo a questi 4.000 lavoratori ma è un
impegno suo, del governo Schifani, nostro del Parlamento, di
arrivare finalmente al di là della triennalità, chiesta dal collega
Cateno De Luca, finalmente per dare stabilità a 4.000 famiglie.
Le somme messe a disposizione, purtroppo non sono bastevoli, se
facciamo dei calcoli matematici e proporzionali vediamo che 3
milioni e mezzo per i beni culturali, e lì sono d'accordo con
l'onorevole Cateno De Luca, non possiamo fare una guerra tra poveri
e trattare gli Asu dei beni culturali come figli di un Dio maggiore
e la rimanente parte che sono 3 mila e 700, perché quelli dei beni
culturali sono soltanto 300, ripeto non ce l'ho con loro, tant'è
che oggi sono qua a dare il voto favorevole alla norma, al comma e
alla proposta anche dell'assessore Marco Falcone.
Il privato sociale, che in provincia di Agrigento, a scanso di
equivoci non ce n'è, quindi non è uno spot elettorale che mi
riguarderebbe, non sono 150, assessore Falcone, sono ben 700, sono
700 persone, sono 700 famiglie che noi oggi stiamo dicendo e
dobbiamo assumerci tutti la responsabilità, che per quanto riguarda
affrontare la loro problematica, forse è il caso di farlo con il
collegato, successivamente, perché abbiamo i rischi, così come i
loro stessi sindacati, ci segnalano di una possibile impugnativa,
ma dobbiamo sapere che stiamo salvaguardando 300 persone dei beni
culturali, malamente stiamo salvaguardando 3.000 persone che sono
negli enti locali; sono stato sindaco come lei, molti uffici del
mio comune, si sorreggevano e si sorreggono con questi lavoratori
che percepiscono 607 euro al mese, non soltanto i lavori di
manutenzione quotidiana ma anche gli uffici si sorreggono con
questi lavoratori e la proporzione non regge; se mettiamo 3 milioni
e mezzo per 300 lavoratori e poi mettiamo 14 milioni per gli altri
3.000 lavoratori dei comuni, credo che non stiamo facendo una
scelta saggia ed equa. Ma la cosa che mi preme, ripeto che va al di
là di un discorso politico elettorale: nel collegato dobbiamo
trovare una soluzione, e questo deve essere un impegno di tutti,
anche per trovare delle garanzie per dare un'indennità oraria anche
per i 700 lavoratori che appartengono al privato sociale.
Quindi, oggi è un momento importante per il Parlamento, onorevole
De Luca, lei non è nuovo di questo Parlamento e sa che tutti i
parlamenti che si sono susseguiti negli ultimi 27 anni non hanno
mai affrontato come lo sto facendo il governo Schifani, finalmente,
la prospettiva di avere, non dico uno stipendio degno, ma
un'indennità che non è da terzo mondo e questo è un merito che
voglio condividere con tutti i colleghi di maggioranza, di
minoranza, ma è giusto fare un plauso al governo Schifani e a chi
ha portato avanti questa iniziativa, non ultimo e lo voglio
sottolineare sia Marco Falcone che Andrea Messina. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. E' iscritto a parlare
l'onorevole Catania Giuseppe Sebastiano. Ne ha facoltà.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Signor Presidente, anch'io volevo
fare un intervento in merito all'articolo 6 che è, come dire,
l'esempio di una finanziaria scritta a più mani, che ha visto la
presentazione da parte del Governo di una bozza di finanziaria e
poi una discussione ulteriore fatta innanzitutto all'interno dei
Gruppi parlamentari e ricordo il primo incontro all'interno del
Gruppo Fratelli d'Italia in cui chiedemmo all'assessore Falcone,
appunto, di prevedere la possibilità di inserire anche
l'integrazione per gli Asu degli enti locali e, poi, un successivo
passaggio in Commissione dove devo dire la sensibilità dei vari
Gruppi di maggioranza e di opposizione hanno portato appunto la
Commissione Bilancio' a predisporre una modifica a questo articolo
introducendo appunto il secondo comma che prevede l'integrazione
per i circa 4.000 Asu degli enti locali.
Do assolutamente ragione, da amministratore comunale, al collega
che mi ha preceduto sull'importanza che questi lavoratori hanno per
gli enti locali. Molti di loro svolgono attività di supporto
nell'ambito dei servizi nelle mense scolastiche, svolgono attività
di supporto nell'ambito della manutenzione del verde, svolgono
attività di supporto nell'ambito della manutenzione ordinaria dei
nostri comuni e del nostro territorio e senza la presenza preziosa
di questi lavoratori sarebbe davvero difficile per i comuni
siciliani, soprattutto per i piccoli comuni siciliani, poter
garantire alla cittadinanza, alla propria comunità questi servizi
indispensabili. Molto spesso alcuni uffici sono retti, non dico
esclusivamente ma quasi esclusivamente, dalla presenza di questi
lavoratori.
Ebbene devo segnalare e rimarcare la sensibilità appunto del
governo Schifani, quindi del Presidente, dell'assessore Falcone e
di tutti i Gruppi parlamentari nella determinazione di voler
introdurre questa variazione all'interno dello strumento
finanziario che ci ha consentito appunto di poter dare una risposta
concreta, effettiva, agli amministratori per prima e poi ovviamente
agli stessi lavoratori che potranno avere un'integrazione oraria,
potranno avere anche un'integrazione di reddito.
Apprezzo molto anche il ragionamento fatto dall'assessore Falcone,
fatto per la verità già in Commissione, ripetuto oggi, sulla
necessità di avviare un percorso finalmente definitivo per la
fuoriuscita di questo personale dall'alveo del precariato e poter
procedere finalmente alla loro stabilizzazione.
Apprezzo anche il fatto che oltre agli Asu siano stati inseriti
nel ragionamento appunto della stabilizzazione e, quindi,
dell'avvio necessario di un tavolo di confronto tra Regione
siciliana e Governo nazionale anche dei contrattisti, cioè quei
contrattisti che alcuni comuni non hanno potuto stabilizzare perché
magari in piano di equilibrio oppure perché in dissesto
finanziario.
Quindi, bene questa prima risposta alla comunità, agli stessi
lavoratori, andiamo avanti con il percorso successivo della loro
stabilizzazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. E' iscritto a parlare
l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevole Presidente Schifani, penso
che questo sia uno degli argomenti importanti di questa
finanziaria. Avere approfondito un argomento del genere, che è un
argomento vasto, sappia che ci sono ASU che sono all'interno delle
aziende ospedaliere, i quali Asu sono stati già stabilizzati in
parte e in parte ricevono le 36 ore, quindi, con un'integrazione da
parte delle aziende ospedaliere da anni; come Asu che si trovano,
invece, in questa categoria del privato sociale, delle cosiddette
cooperative che erogano servizi sul territorio come nelle chiese o
in alcuni siti culturali i quali, invece, non riescono a ricevere
un aiuto diretto e per la fuoriuscita di tutto questo c'è la
possibilità, quella di riaprire di nuovi termini per poter dare la
possibilità a questo personale di poter transitare o ai beni
culturali o nelle Asp o nei comuni come abbiamo fatto ognuno di noi
affinché questi si vadano ad inquadrare, se ne hanno voglia, perché
c'è anche questo, di inquadrarsi una possibilità di lavoro più
strutturato e che diano servizi reali e forti e concreti per il
territorio. Quindi, si potrebbe bypassare, io sono d'accordo,
abbiamo presentato un emendamento, abbiamo sviscerato il problema
dal primo giorno per andare ad aiutare specialmente i comuni; porto
l'esempio del mio comune dove sono stato sindaco fino a qualche
mese fa, su 270 dipendenti comunali ce ne sono 130 Asu, abbiamo
aperto alla possibilità di prendere gli Asu e in sei mesi abbiamo
incamerato, quindi, portato all'interno 130 Asu e danno la
possibilità di erogare servizi essenziali alla comunità.
A questo punto è vitale l'aumento delle ore perché solo così
possiamo sopperire al fatto di mancanza di personale negli enti
locali, quindi, penso che oggi si sia fatto un passo importante in
avanti, passo importante che possiamo concludere dando la
possibilità, con l'Assessore anche per il lavoro, a queste persone
che si trovano in questo momento nel privato sociale di transitare
o ai beni culturali o nelle Asp o nei comuni così si andrebbe a
risolvere il problema anche di scarso personale anche in questi
settori, quindi, penso che momento importante, una risposta
importante che stiamo dando a questi lavoratori che da anni
percepiscono, sono ammortizzatori sociali e non hanno un giorno di
contribuzione, sappiamo che così almeno hanno una dignità su quello
che percepiscono e danno la possibilità di erogare dei servizi alle
nostre comunità. Grazie.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vede
assessore Falcone condivido l'incipit dal quale lei è partito,
questa integrazione oraria a 36 ore serve più alla Regione e agli
enti locali che al personale perché gli enti locali hanno la
necessità di assicurare i servizi e oggi, in virtù di una novella
del 2019, la capacità assunzionale dei comuni è stata fortemente
limitata, negli anni 2020-2021 i cosiddetti resti assunzionali,
per chi fa e ha fatto l'amministratore locale sa a cosa mi
riferisco, sono stati sostanzialmente persi perché l'equilibrio tra
i primi tre capitoli delle entrate e la spesa del personale è stata
ristretta e, dunque, i comuni che in passato avrebbero avuto la
possibilità di assumere decine di unità di personale si sono
trovate d'emblée nell'impossibilità di farlo e il personale Asu
anche grazie alle integrazioni che molto spesso sono state disposte
dai comuni a carico dei loro bilanci ha consentito l'erogazione di
servizi che, altrimenti, sarebbero stati bloccati.
Però, vede se lei vuole essere fedele a questo incipit, Assessore,
che riguarda ovviamente anche il personale Asu dei beni culturali,
perché anche lì senza la presenza non si possono tenere aperti i
nostri musei, le nostre aree archeologiche e non solo, dobbiamo
considerare questa norma una norma emergenziale, quest'anno
facciamo così perché dobbiamo mettere freno a un problema,
assessore Messina, ma dobbiamo portare in Aula la stabilizzazione
di questo personale perché dobbiamo dare dignità al lavoro e al
contempo dobbiamo assicurare ai comuni una capacità e a tutti gli
enti che ne fanno uso una capacità di far fronte stabilmente ai
bisogni dei cittadini perché non è possibile questo continuo yo-yo,
oggi grazie all'integrazione oraria tengo aperti gli uffici,
assicuro una certa qualità di servizi e domani a causa del venir
meno delle risorse per l'integrazione i servizi tornano nuovamente
a restringersi e, dunque, da questo punto di vista le chiedo di non
fare come abbiamo fatto con i ristori per le alluvioni, di essere
fedele all'incipit che lei ha voluto dare a quest'Aula e di portare
nel più breve tempo possibile, insieme all'Assessore per gli enti
locali a tutti gli Assessori competenti, un piano per la
stabilizzazione di questo personale che serve più a noi che a loro.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
Ricordo ai colleghi che qualora volessero potrebbero parlare dal
posto.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, riguardo
agli Asu, intanto so che è stato fatto un grande lavoro anche in
Commissione perché sono stati, appunto, inseriti nella norma
originaria anche i lavoratori dei servizi sociali e anche quelli
degli enti locali, mentre inizialmente erano stati presi in
considerazione solamente quelli del Dipartimento cultura.
Allora, il problema degli Asu è molto importante e vorrei che
fosse attenzionato - ora leggeremo appunto la riscrittura
dell'Assessore -, che diventasse un obiettivo principale di questa
Regione, per finalmente dare un po' di ristoro a questi lavoratori
che anche da decenni prestano servizio presso le Pubbliche
amministrazioni senza mai alcuna garanzia e diventando adesso
anche, di fatto, fondamentali per gli organici interni perché
sappiamo che molti enti spesso sono in sotto organico e si
avvalgono di questo personale indispensabile.
Approfitto per chiedere che fine abbia fatto il tavolo che era
stato istituito nella precedente legislatura proprio per gli Asu;
era un tavolo di confronto molto importante, sappiamo che il 7
marzo ci sarà l'udienza in Corte Costituzionale proprio per
l'impugnativa sulla legge regionale 9/21 che prevedeva la loro
stabilizzazione e anche qui vorrei chiedere al Governo,
nell'eventualità appunto che questa impugnativa non andasse a buon
fine, se già si è pensato a come risolvere il problema di questo
personale. Per esempio, mi chiedo se sia mai stata presa in
considerazione la stabilizzazione in sopra numerario dando appunto
comunicazione ai dirigenti dei singoli enti di poterli stabilizzare
con questa formula. In ogni caso, in un modo o nell'altro, è
prioritario trovare una soluzione per questa categoria lavorativa
che ha dato tanto senza mai ricevere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessore, volevo ricordare che solo
lo scorso anno quando si parlava di Asu si faceva riferimento ad un
una tantum, lo ricorderete. Ci fu grande polemica perché il massimo
che si riuscì a fare fu un'erogazione una tantum di mille euro e
allora si gridò, giustamente, allo scandalo. Ma gente che regge
gli uffici dei comuni dei beni culturali è possibile che debba
avere un riconoscimento di questo tipo? Finalmente, oggi, per la
prima volta nella storia di questo ventennio affrontiamo questo
problema in modo risolutivo, eliminiamo la dimensione della
violazione della dignità al lavoro e apriamo le basi, Assessore,
perché si possa affrontare seriamente questo argomento.
Rispetto alla questione del privato sociale, Assessore, diciamoci
le cose come stanno tanto i giornali e la cronaca di stampa è anche
ricca di racconti e di vicende di cronaca. Purtroppo, non tutti gli
Asu che sono impegnati nel privato sociale - ce ne sono che fanno
attività assolutamente nobilissima a sostegno dei disabili, a
sostegno -, però, Assessore, penso che sia arrivata la stagione di
mettere fine a questo bacino che talvolta è a rischio di caporalato
da parte di chi gestisce gli enti, che talvolta sfugge, Assessore,
al controllo anche della firma, delle presenze.
Allora, assessore Falcone, chiedo scusa, direi una cosa: riapriamo
i termini, perché i soggetti che sono rimasti fuori dall'utilizzo,
all'interno dell'ente pubblico beni culturali, enti locali, possano
rientrare. Così diciamo, la prossima volta, non sarà più oggetto di
discussione e potremo trattare ugualmente tutti.
Rispetto alle somme si faceva riferimento alla sperequazione tra
le somme dei beni culturali Potremmo definire una somma di 3
milioni di euro che, sicuramente, sarebbe bastevole per l'utilizzo
di quel bacino e così cercare di evitare che possa esserci una
sperequazione di somme. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
fare alcune considerazioni. Spero sia terminata quell'epoca in cui
dobbiamo porre rimedio, magari, a cattive pratiche utilizzate negli
anni precedenti con un'assunzione di responsabilità trasversale.
Magari inauguriamo la fine dell'epoca dei click day e poi di
doverci occupare, successivamente, di dare dignità a dei
lavoratori.
Si parla di famiglie, si parla di personale impiegato negli enti
regionali e negli enti comuni e credo che ognuno di noi saluti con
favore questo tipo di integrazione oraria. Però, una considerazione
su questa, credo che sia necessario farla. Coniughiamo le esigenze
dell'ente regionale, coniughiamo le esigenze dell'ente comunale e
integriamo le ore dei lavoratori che non hanno alcun contratto di
lavoro, quindi, sarebbero di supporto a quei lavoratori già
presenti negli enti locali, cioè non si può, materialmente, per non
girarci attorno, non possono firmare un atto, non possono assumere
alcuna responsabilità di questo tipo. E non si sta parlando, in
questo ragionamento, di altro personale, che è il cosiddetto
personale contrattista, che sì ha un contratto di lavoro ma si
ritrova ad avere avuto una contrattualizzazione a diciotto ore
settimanali, a ventuno ore settimanali e a ventiquattro ore
settimanali. Ce ne sono pure, Assessore, a diciotto e a ventuno.
Sono tre le categorie diciotto, ventuno e ventiquattro.
E' chiaro che una riflessione su questo tema, spero che il Governo
la faccia perché tamponare con qualche milione di euro qua e là per
un'esigenza di qualche mese o di qualche anno, non ritengo possa
essere la soluzione al problema e nemmeno una questione
campanilistica perché c'è un comune che ha duecento lavoratori Asu
e un comune, ad esempio, come il comune di Licata che ha 140
lavoratori contrattisti, la maggior parte dei quali a diciotto ore
e la maggior parte dei quali sono inseriti all'interno del Comando
di Polizia municipale ed erogano servizi essenziali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. E' iscritto a parlare
l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, velocissimamente
anche per fare la storia. L'Assemblea, già nella finanziaria
dell'anno scorso, aveva fatto un importante passo che era quello,
all'unanimità, di dare la stabilizzazione a questi lavoratori Asu
che, di fatto, praticamente, non possiamo chiamarli nemmeno precari
perché non hanno alcun diritto in questo momento di potere avere né
quelli che possono essere contributi pensionistici o altro, eppure
danno dei servizi.
E allora, chiedo solamente al Governo, se è possibile, assessore
Messina, Presidente della Regione con la sua autorità, prima che ci
sia questa udienza della Corte Costituzionale, perché a me
risultava che l'avevano sospesa, era iscritta a ruolo perché il
Governo già passato aveva intrapreso un'interlocuzione col Governo
nazionale per far comprendere quali fossero le situazioni
particolari di questi Asu, che sono praticamente lavoratori che
prestano servizio.
Ricordiamo che, oggi, gli enti locali non possono assumere
personale, perché c'è anche un problema di cui, assessore Messina,
ci si deve fare carico: c'è il problema che la Gospel, in questo
momento, considera anche i lavoratori precari extra comuni, pagati
quindi dalla Regione, come carico degli enti locali. In queste
condizioni i servizi degli enti locali non potranno essere più
effettuati.
E allora, chiedo all'Assessore per il lavoro, all'Assessore per
gli enti locali, ma soprattutto con la collaborazione del
Presidente della Regione, di avviare immediatamente
un'interlocuzione col Governo nazionale per tentare di bloccare
quello che sarebbe sicuramente un problema grosso per la
stabilizzazione di questi Asu. Sono quelli che in questo momento
fanno per lo più anche servizi esterni, oltre che servizi
indispensabili, pur non avendo la possibilità di potere firmare gli
atti. Questa è la situazione per quanto riguarda la
stabilizzazione.
L'Assemblea nella scorsa legislatura aveva fatto all'unanimità
questo provvedimento. Ecco l'appello è: cerchiamo di fare questa
interlocuzione col Governo nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto. È iscritto a parlare
l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà. Poi ci sono l'onorevole
Savarino e l'onorevole Grasso.
SCIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la
cortesia, al solito, di un minuto di attenzione da parte
dell'Assessore. Io, proprio ieri, ero intervenuto sulla tematica
degli Asu. Auspicavo, insieme ai nostri due Gruppi, che ci potesse
essere l'estensione, diciamo, la copertura triennale.
Adesso, cercando di approfondire nelle carte e nei documenti,
credo di aver capito che in questo momento stiamo per prendere in
giro circa 4.000 persone, cioè stiamo per prendere in giro, in modo
particolare il Governo perché, nel momento in cui noi ci accorgiamo
che è una truffa, noi lo stiamo dicendo e lei dovrebbe dare delle
risposte.
Allora le 36 ore, in modo chiaro, sono per i dipendenti Asu degli
enti locali? Sì o no? E no No Assessore, no, perché qui dentro non
c'è scritto; perché nel comma 1 c'è scritto esattamente "per
consentire l'integrazione oraria fino al limite massimo di 36 ore",
nel comma 2 non c'è E siccome non c'è, lei mi insegna che se non
c'è è perché non è previsto.
Fra le altre cose, io forse in matematica non sono bravo, ma se
300 Asu hanno una previsione di spesa di 3 milioni, 4.000 Asu
dovrebbero prevedere per 10 volte, cioè 30 milioni. Se lei ne
prevede 14 milioni, è chiaro che viene data l'elemosina agli Asu
degli enti locali. E mi creda, è mortificante È mortificante per
gli Asu, per le loro famiglie, è mortificante per noi sindaci
perché, con tutto il rispetto, non riesco a capire e non lo capirò
mai qual è la differenza di persona, di professionalità, fra gli
Asu che lavorano presso gli enti locali e gli Asu che, invece,
hanno la fortuna di lavorare presso i beni culturali.
Non è tollerabile Io mi appello a lei, al presidente Schifani, a
tutti. Intanto estrema chiarezza, perché chiarezza è lealtà. Perché
domani mattina usciremo che con queste 36 ore abbiamo preso in giro
gli Asu e non funziona.
Prima cosa chiarezza e seconda cosa coraggio Queste persone hanno
bisogno di noi, noi abbiamo bisogno di loro, i cittadini hanno
bisogno di questo. Quando poi ci lamentiamo che con il PNRR non
riusciamo a garantire i servizi, i progetti, ci lamentiamo di cosa
se non abbiamo il personale? E se quelli che abbiamo li
mortifichiamo
Assessore, le chiedo la cortesia di fare chiarezza su questo
punto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sciotto. E' iscritta a parlare
l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
finanziaria che, come è stato detto più volte, è stata scritta a
più mani, e respiriamo in quest'Aula un clima di dialogo, e allora
è un'opportunità unica, essendo anche noi lontani da elezioni, di
cogliere queste occasioni per cercare di alzare il livello del
confronto, evitare di farci trascinare in populismi inutili - le
campagne elettorali sono finite - e cercare di dare invece
finalmente risposte concrete.
Ecco, gli Asu, i dipendenti Asu, ci seguono da diversi anni, e
conoscono bene la materia, non hanno bisogno oggi di sentirsi dire
cose che non hanno prospettiva, o di sentirsi buttare fumo negli
occhi, anche perché quest'Aula nella scorsa legislatura è stata
protagonista di una norma, votata all'unanimità, che parlava di
stabilizzazione, dando i fondi per più anni. Quella norma fu
impugnata a Roma e a breve ci sarà il responso della Corte
costituzionale, perché la Regione siciliana ha resistito rispetto a
quella norma, ma è inutile dirsi cose che quest'Aula non può
approvare senza che prima non ci sia una volontà concordata,
misurata e voluta non solo da quest'Aula, ma anche dal Governo
nazionale, e che è un lavoro difficile ma indispensabile, se si
vuole passare dalle chiacchiere alle risposte concrete.
Ecco, qui ci sono tanti colleghi presi di buona volontà, io lo
apprezzo, ma che magari non hanno avuto esperienza e contezza di
quando le chiacchiere a volte diventano dure da sopportare per i
lavoratori, se rimangono chiacchiere, e allora cogliamo, Assessore,
Presidente, questa parentesi di serenità conquistata di cui, devo
dire, le va il merito, e che certamente la Sicilia attendeva.
Perché se è vero che nella scorsa legislatura la legge più
importante, quella sull'urbanistica, il governo del territorio, è
stata fatta insieme, è un segnale chiaro che le riforme importanti,
le leggi importanti, le risposte concrete, possono arrivare non con
i bracci di ferro ma con un lavoro congiunto.
Ebbene, siamo all'articolo 6 e ne abbiamo accantonati 4. Il clima
sulla carta dovrebbe essere quello di una serenità nel lavoro, ma
cerchiamo anche, e questo è un invito che faccio a noi ma che
faccio al Governo, di utilizzare questo nuovo strumento di dialogo
che la Sicilia non conosceva da molti anni, per alzare il livello
delle risposte che al territorio possiamo dare, per alzare il
livello delle occasioni concrete di norme che servano per costruire
un futuro senza ingannare, senza buttare fumo negli occhi, senza
fare chiacchiere inutili.
Ecco, questo è il mio invito, lo faccio a me stessa, lo faccio ai
colleghi e lo faccio al Governo, l'invito è di utilizzare questa
parentesi importante che avete costruito come Governo e di cui vi
do merito e che serviva, ma non al ribasso, ma alzando il livello
che quest'Assemblea merita e che i siciliani si attendono. Lì
dobbiamo aspirare tutti, perché poi diventa anche pedagogico,
quando il livello si alza tutti noi e ho visto colleghi anche di
prima legislatura molto bravi, li ho visti lavorare nelle
commissioni, ecco stimoliamoli a portare idee positive e nuove,
stimoliamoli a migliorare il nostro confronto.
Non diamo segnali di brutture su cui ognuno di noi con facilità si
può adeguare, ma che darebbe il segnale di un'occasione persa, che
non è giusto perdere. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. E' l'ultimo intervento.
GRASSO. Rinuncio, signor Presidente.
PRESIDENTE. Rinuncia a parlare, ok.
Siamo all'articolo 6. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati,
votiamo allora l'emendamento 6.Gov del Governo al quale sono stati
presentati due subemendamenti; dovreste trovarli nel tablet, sono
numerati 6.Gov.1 e 6.Gov.2.
CRACOLICI. L'emendamento non si carica.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ce l'ha nel tablet, non si
preoccupi, aspettiamo. Non vado avanti, sereno. Onorevole
Cracolici, lo ha trovato? Ok. Cracolici più tecnologico di
Catanzaro, ho detto tutto.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di intervenire sull'emendamento 6.Gov.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, signor Presidente. Vorrei chiedere
all'assessore Falcone di riflettere bene prima di esprimere parere
sul 6.Gov.1 perché la triennalità per questi lavoratori Asu del
settore dei beni culturali è fondamentale prevederla adesso,
dopodiché se quest'Aula con questa maggioranza, con questa
opposizione, con questo Governo realmente intraprenderanno il
percorso della stabilizzazione e questo andrà a buon fine,
automaticamente queste risorse non andranno più in copertura per
gli anni 2024 e 2025. Ma oggi non approvare la triennalità su
questi fondi equivale a dare un brutto segnale a questi lavoratori,
equivale a dire vi teniamo a vita, vi vogliamo continuare a tenere
nella precarietà, nella incertezza di quante ore lavorerete l'anno
prossimo e l'anno dopo ancora e siccome dietro a questi lavoratori
c'è una storia di vent'anni di precariato, ci sono delle famiglie e
soprattutto ci sono anche dei servizi - gestione museale, apertura
parchi - a cui noi non possiamo rinunciare, quindi non ha senso
dire oggi ci metto i soldi e per domani non si sa.
Noi oggi dobbiamo avere quella serietà da legislatori che
programmano quanto meno questo futuro, questo numero di ore, di
dire che le vogliamo mantenere anche per il 2024 e per il 2025;
dopodiché se nel corso del 2023, come fortemente auspico, questo
Governo e questa maggioranza, quest'Aula, riusciremo a realizzare
una norma che prevede la stabilizzazione, un percorso che prevede
la stabilizzazione di questi lavoratori quindi una condizione
migliorativa tanto di guadagnato. Ma negargli oggi l'appostamento
delle somme per il 2024 e per il 2025 sarebbe veramente una pecca,
una macchia che non potremmo cancellare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora io volevo capire, alla domanda dell'onorevole
Sciotto cosa risponde il Governo? Perché ha posto un tema che mi
pare logico: se 350 persone costano tre milioni, quattromila non
possono costare quattordici milioni. Dico, saranno tremila, si dia
una risposta perché ripeto la proporzione tra l'aumento delle ore
per quelli che fanno l'attività nei siti museali che sono
trecentocinquanta e il costo è di tre milioni, visto che gli altri
sono tremila, quattromila, dite voi un numero preciso, ma comunque
non può essere 14 milioni, quindi lo dico anche ai colleghi, voi
avete presentato l'emendamento triennale ma se non si risolve il
problema dell'annualità ci stiamo prendendo tutti in giro, per cui
dica il Governo come stanno le cose dopodiché se il Governo ritiene
che quella cifra garantirà le 36 ore per tutti gli altri se ne
assume la responsabilità e lo dichiari in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Forse l'assessore Falcone
voleva dire qualcosa?
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, signor Presidente. Allora,
intanto esprimo parere negativo, confermo, all'emendamento
dell'onorevole Antonio De Luca. Per quanto riguarda l'emendamento
6.GOV del Governo è molto chiaro, anzi, lo abbiamo riscritto perché
abbiamo riperimetrato al primo comma i beni culturali e non altri,
al secondo comma invece abbiamo proprio definito e puntualizzato
facendo riferimento prima alla legge 16 ma, in precedenza, e dopo
alla legge precedente la numero 27 del 2016 che appunto perimetra e
individua che trattasi di enti locali. Dopodiché dobbiamo essere
anche sinceri. Noi abbiamo messo "nel limite delle 36 ore" ma non è
una non è che noi stiamo dicendo "sono 36 ore". La copertura
finanziaria che non è di poco conto, di 14 milioni di euro, sono 14
milioni che stiamo prendendo, in parte la stiamo prendendo in
ragione del fondo del precariato e in parte facendo anche una
riserva sugli enti locali, quindi dobbiamo anche capire che noi
quando si parla di riserva o di attingimento su altri fondi non
possiamo stabilire oggi per domani la triennalità, ecco perché.
In linea di principio ha ragione l'onorevole Cateno De Luca,
l'onorevole Sciotto e così via, poi dobbiamo scendere nel
particolare e dire che c'è la volontà da parte del Governo di dare
e anche di ripetere ma dobbiamo anche essere sinceri, l'ha detto
l'onorevole Savarino, c'è un fatto, noi dobbiamo aspettare anche
quello che la Corte e il giudice delle leggi ci dirà, la Corte
Costituzionale, perché noi dobbiamo iniziare e mi è piaciuto
l'intervento, onorevole Cambiano, cioè signori cerchiamo di uscire
dalla precarietà e dall'emergenza, cerchiamo di vedere, di capire
come stanno le cose e di dare una prospettiva a lunga gittata,
abbiamo cinque anni.
Signori colleghi, in questi cinque anni, lo spirito di
collaborazione appunto non deve essere al ribasso ma deve essere
per chiudere una pagina e prende un altro dossier, ma chiuderlo
quel dossier cioè definirlo. Andando così avanti noi rischiamo,
come dire, per fare magari una cortesia a questo a quell'altro
amico mio poi però di non risolvere in maniera sistemica l'intera
questione.
CRACOLICI. Quindi, non c'è 36 ore, "nei limiti". Cioè stiamo
vendendo la fontana di Trevi.
PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione. Onorevole Daidone?
Facciamo ordine. Calmi tutti, un secondo.
DE LUCA ANTONINO. Sul Gov.1 chiedo il voto palese.
PRESIDENTE. Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole Pace,
andiamo per ordine. Onorevole Pace, prego.
PACE. Sì, un chiarimento al Governo perché probabilmente io non lo
riesco a interpretare però l'onorevole Falcone che lo ha riscritto
probabilmente sì. Mentre il comma 2 faceva riferimento esplicito
citando la parola Asu utilizzato negli enti locali, nella
riscrittura che ho sul tablet viene riscritto ma viene citato un
articolo ma non fa riferimento, nel testo riscritto, agli Asu
utilizzato negli enti locali. Fa riferimento alla norma. Volevamo,
anche parlando con i colleghi dell'opposizione, sincerarci che
seppur non veniva esplicitato nella riscrittura comunque stiamo
parlando di un articolo che riguarda esclusivamente gli Asu degli
enti locali.
PRESIDENTE. Il parere contrario del Governo sul 6.Gov 1.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. L'onorevole Antonio De Luca chiede il voto palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.Gov 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 6.Gov.1.
Stiamo votando su richiesta dell'onorevole De Luca, con voto
palese, il 6.Gov 1.
Non c'è bisogno che correte.
Onorevole Laccoto, stia tranquillo, seduto al posto.
C'è parere contrario tanto del Governo quanto della Commissione
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 29
Contrari 27
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov 2. Il parere
del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. L'onorevole Cateno De Luca chiedeil voto palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.Gov2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 6.Gov2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 31
Contrari 30
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.Gov. Lo pongo in votazione, così come
emendato.
Chiedo ai colleghi, intanto, di tornare al posto e soprattutto,
quando fanno la votazione, devono tenere il bottone premuto,
purtroppo ci sono due voti che non risultano, devono tenere premuto
intanto che non si chiude la votazione.
Chi è favorevole al 6.Gov, così come emendato resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Misure di sostegno al reddito
1. L'autorizzazione di spesa per la prosecuzione delle attività
dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 1 dell'articolo
30 della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 e successive
modificazioni, di cui al comma 1 dell'articolo 11 della legge
regionale 25 maggio 2022, n. 13 è rideterminata in 48.000 migliaia
di euro annui per ciascuno degli esercizi finanziari 2023, 2024 e
2025 (Missione 20, Programma 3, capitolo 215785).
2. Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
11, comma 3, della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 è
rideterminata in euro 25.020.988,00 annui per ciascuno degli
esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 (Missione 12, Programma 4,
capitolo 313727).
3. Al fine di contrastare gli effetti negativi dell'inflazione e
sostenere il potere di acquisto dell'assegno di sostegno al reddito
attualmente in godimento dai soggetti iscritti nell'elenco unico ad
esaurimento di cui al comma 4 dell'articolo 68 della legge
regionale n. 9/2015 istituito presso il Dipartimento regionale del
lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative, è riconosciuto con decorrenza dall'1 gennaio
2023 un incremento del medesimo assegno entro il limite massimo
dell'importo complessivo di euro 4.892.546,63.
4. Le somme di euro 4.892.546,63 sono accantonate in un apposito
Fondo del Dipartimento del bilancio e del tesoro. (Missione 20,
Programma 3, capitolo N.I.) e, previa delibera di Giunta regionale,
su proposta del Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative, con
decreto del Ragioniere generale, sono operate le variazioni di
bilancio per l'iscrizione, entro il limite massimo di cui al comma
3, delle somme necessarie per far fronte alle predette finalità.
5. All'articolo 18, comma 5, della legge regionale 25 maggio 2022,
n. 13 la cifra 183.882.543,36 e sostituita con 184.682.543,36
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215754).
6. Al fine di consentire l'adeguamento ISTAT dell'indennità
prevista per i lavoratori utilizzati nei dei cantieri di servizio,
ex reddito minimo di inserimento, di cui alla legge regionale 19
maggio 2005, n. 5, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023,
la spesa massima di 1.000 migliaia di euro a valere sulla Missione
15, Programma 1, capitolo 712402 .
Ci sono dei soppressivi dell'onorevole Catanzaro. Posso intenderli
tutti ritirati oppure c'è qualcuno che vuole mantenere gli altri
eventualmente per evitare che io lo chieda volta per volta di
ritirare?
Sul 7.1 che fa l'onorevole Catanzaro? Mantiene o ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE, Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non intervengo
sul merito degli emendamenti posti, utilizzo questo articolo perché
c'è un richiamo ad una questione di ordine generale, che interessa
tutto il Paese, la comunità nazionale ma in particolare penso alla
nostra Sicilia ed è la questione relativa al reddito di
cittadinanza.
Noi non ne abbiamo parlato in questa finanziaria, però credo sia
doveroso, per tutti noi, aprire una riflessione su una questione
che nel prossimo futuro potrebbe imprimere, nella nostra società
un'accelerazione di protesta, di contestazione nei confronti delle
Istituzioni.
Dico questo pur non essendo stato tra coloro i quali hanno
enfatizzato questo provvedimento. Sono però convinto da
amministratore che abbia inciso nelle nostre comunità, abbia inciso
perché, come in tanti passaggi è stato sottolineato, noi abbiamo
una condizione, dal punto di vista occupazionale, assai grave
La settimana scorsa siamo stati riuniti come Commissione Antimafia
a Trapani, in provincia di Trapani, e il dato che è venuto fuori,
rispetto alla disoccupazione di alcune aree è assolutamente
sconfortante, drammatico. Il Prefetto ha riferito un dato che dice,
afferma che in quella realtà la disoccupazione è oltre il 50 per
cento, il 50 per cento. Ora il reddito di cittadinanza, signor
assessore Falcone, vedo che c'è molta distrazione però la vedo
attenta oltre che l'assessore alla famiglia, che sta seguendo
particolarmente.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Burtone. Chiedo gentilmente un minimo
di ordine in Aula per ascoltare ed apprezzare l'intervento
dell'onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, io ne parlo perché credo nei prossimi
mesi questo tema diventerà di attualità. Io quindi intendo
sottolineare in quest'Aula che non stiamo parlando di una questione
qualsiasi. Stiamo parlando di una questione che tocca la vita di
tanti, di tanti cittadini e quindi di tante famiglie.
Ecco perché noi ne parliamo, ne parliamo perché da amministratore
ho verificato che ci sono storie, volti di persone che sono
veramente in grande difficoltà. Diceva don Tonino Bello 'la povertà
non è una colpa' quindi è stato fatto un intervento negli anni
scorsi. Bisogna riconoscerlo, bisogna riconoscerlo, allora con il
Governo presieduto da Conte.
E' un provvedimento importante perché da la possibilità di
sopravvivenza a tante famiglie. Ci sono storture, andrebbe
modificato ma non può essere la scelta quella determinata
dall'attuale Governo nazionale.
Ecco perché approfitto della presenza del Presidente della Regione
per dire, Presidente, per dire che noi dobbiamo porre la questione
politica al Governo nazionale perché da dati che io ho cercato di
assumere in quanto sindaco di una comunità con l'ufficio del lavoro
oltre 50 per cento di questi percettori di reddito di cittadinanza
ad agosto saranno fuori. Quindi sarà una situazione lacerante nelle
nostre comunità.
Mi permetto di dire tra l'altro che con i progetti di utilità
collettiva hanno sicuramente dimostrato che è gente che vorrebbe
lavorare, vorrebbe trovare in una condizione difficilissima in
Sicilia un posto di lavoro. Ecco perché, Presidente, io ho colto
l'occasione per ribadire, per chiedere al Presidente della Regione
con l'autorevolezza il suo ruolo di interloquire col Governo
nazionale perché questa scelta che sembra già essere definita ad
agosto di mettere fuori da questo intervento solidale da parte del
Governo tanti cittadini sia una scelta che vada comunque ripensata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Ringrazio il collega Burtone
di avere introdotto questo argomento che onestamente da parte del
Governo regionale, io credo che ci sia lo so un po'di, lo vedo
troppo silente su questo argomento, così come lo vedo un po' troppo
allineato col Governo romano. Qui non c'è più da perder tempo
perché agosto è vicino.
Avevo chiesto già io all'Assessore in un'interlocuzione che
avevamo avuto con alcuni rappresentanti dei percettori del reddito
di cittadinanza di aprire immediatamente un tavolo col Governo
romano. Noi non possiamo essere silenti.
Io vorrei ricordare che grazie al reddito di cittadinanza arriva
sul territorio regionale un miliardo di euro che viene speso sulle
nostre, nei nostri supermercati, che viene speso dagli artigiani.
Qua si tratta di un'economia che circola sul Governo, sul
territorio regionale. Ecco, il reddito di cittadinanza è
sicuramente una misura che al netto di alcuni truffatori da
entrambe le parti, sia da chi percepisce illegittimamente il
reddito e che va assolutamente condannato, sia da parte di quegli
imprenditori che oggi offrono un lavoro assolutamente povero, che
offrono il lavoro nero, qui occorre fare un ripensamento.
La Regione siciliana ha un tasso di disoccupazione elevatissimo.
Abbiamo dei territori, soprattutto interni della Sicilia, che hanno
oltre il cinquanta per cento di disoccupazione. Ecco, io,
Presidente Schifani, mi auguro che lei apra immediatamente un
tavolo col Governo romano perché noi qui ad agosto avremo un serio
problema di tenuta sociale. E voglio anche ricordare che i Centri
per l'impiego non sono stati ancora oggi potenziati, nonostante
siano arrivate le risorse ben tre anni fa e non sono ancora partiti
i percorsi di riqualificazione delle persone che sono considerate
le cosiddette occupabili.
Quindi, assessore Falcone, Presidente della Regione, aprite
immediatamente un tavolo di confronto con Roma. Grazie.
PRESIDENTE. Andiamo all'articolo 7. Chiedo all'onorevole De Luca
se l'emendamento 7.129 è ritirato? Sono ritirati onorevole?
Possiamo ritirarli tutti i soppressivi oppure c'è qualcuno, in
particolare, che eventualmente vuole mantenere? Stiamo parlando
chiaramente dell'articolo 7.
CRACOLICI. Io voglio mantenere il comma 4 perché non l'ho capito
PRESIDENTE. Un istante, un istante preciso. Li sta ritirando? Ad
uno ad uno? Va bene.
Si passa all'emendamento 7.2. Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 7.126. Onorevole De Luca Antonino?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 7.3. Onorevole
Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.127. Onorevole De Luca?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro. Li può considerare tutti ritirati i
nostri emendamenti.
PRESIDENTE. Ritirati quelli del Gruppo Movimento 5 Stelle. Grazie,
onorevole De Luca.
Si passa all'emendamento 7.4. Era questo per il quale chiedeva
chiarimenti? Voleva intervenire l'onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Sinceramente neanche l'avevo capito quando lo abbiamo
fatto in Commissione. Scusi, Assessore, ma perché nel comma 3
riconosciamo questo importo di quattro milioni e ottocento
novantaduemila euro per le misure di sostegno al reddito,
dell'aumento del potere acquisito e poi col comma 4 li accantoniamo
in un fondo del bilancio e del suo Assessorato? Mi sfugge la ratio,
perché o è in capo all'Assessorato al Lavoro e, quindi, non si
capisce perché va iscritto in un fondo di accantonamento al
bilancio Io sto parlando del comma 3 e poi del comma 4, il comma 4
dice che "i 4 milioni e rotti sono accantonati in un apposito fondo
del Dipartimento Bilancio e Tesoro...", se me lo spiega, non ho
motivo di per capirlo.
FALCONE, assessore per l'economia. Certo, onorevole Cracolici.
No, trattasi dell'aumento Istat dei Pip, sostanzialmente non vanno
all'Assessorato al Lavoro, li accantoniamo in un nostro fondo per
poterli poi dare, per poterli erogare. E' un fatto tecnico che
l'Ufficio...
CRACOLICI. O li gestisce l'Assessorato al Lavoro o il Bilancio?
FALCONE, assessore per l'economia. Li gestisce l'Assessorato al
Lavoro, ma siccome queste sono somme aggiuntive, il "Bilancio" ha
ritenuto di doverle mettere in un capitolo del Dipartimento
Bilancio per poterle erogare successivamente.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.132. Onorevole Catanzaro, è
ritirato dopo il chiarimento che c'è stato dell'assessore Falcone?
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato, grazie. Soddisfatto non lo sarà mai
l'onorevole Cracolici. Va bene, ritirato grazie.
Allora, si passa all'emendamento 7.133, onorevole Catanzaro? E' la
soppressione del comma 5.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato.
Si passa al comma 6.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, il comma 6 che è frutto di un lavoro della
Commissione Bilancio che ha avuto anche l'apertura da parte del
Governo, accende i riflettori su una categoria di lavoratori o, per
meglio dire, fruitori come li definisce la legge, la legge n. 5 del
2005, che è la legge che riguarda i cantieri di servizio.
Questi fruitori da circa vent'anni percepiscono un emolumento che
non è stato mai oggetto di nessun adeguamento Istat, che era stato
calcolato sulla base delle tabelle del minimo vitale quando ancora
era in vigore la Lira.
Attraverso questo emendamento che noi abbiamo proposto e che è
stato, ovviamente, sottoscritto e condiviso anche dagli altri
colleghi, sottoscritto dai colleghi Di Paola, Mancuso, Catania e
altri, abbiamo voluto accendere i riflettori su questa categoria di
lavoratori che come gli ASU prestano servizio presso gli enti
locali, in particolare nei comuni delle province di Enna e di
Caltanissetta.
E' un primo segnale di attenzione, come è stato ribadito in quella
circostanza, che occorre ancora di più incrementare non solo sotto
il profilo finanziario per gli esercizi per gli finanziari dei
prossimi anni, ma crediamo sia opportuno anche rispetto a questa
categoria di fruitori avviare anche per questi un percorso di
stabilizzazione per presso gli enti locali e anche gli enti
regionali ove sia possibile e chiediamo, quindi, al Governo di
mantenere questo impegno e di nelle prossime, diciamo, attività
parlamentari che prevedono disegni di legge che possano riguardare
questo settore di avviare una discussione in merito. So che sono
stati depositati anche disegni di legge da alcuni colleghi
parlamentari e ci auguriamo che presto possano essere incardinati
nelle Commissioni di merito per andare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
ha chiesto prima di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
Sempre su questo?
DI PAOLA. Sì, grazie Presidente, velocemente. Solo per fare un
plauso sia a tutti i colleghi della Commissione Bilancio per
questo comma 6, ma anche alla sensibilità da parte del Governo di
aver trovato i fondi per aumentare l'emolumento di questi
percettori del reddito minimo di inserimento che sono lavoratori
sono circa 900 della provincia di Caltanissetta ed Enna.
Sono sicuro che nell'arco dei prossimi mesi cercheremo di fare un
progetto che possa portare anche un percorso di lavoro stabile per
questa categoria che nasce circa vent'anni fa, forse più di
vent'anni fa, e che ad oggi ha visto questi lavoratori sempre con
un lavoro precario nonostante siano insostituibili e indispensabili
per i comuni della provincia sia di Caltanissetta che di Enna
perché portano avanti innumerevoli servizi.
Quindi, ringrazio la sensibilità dell'assessore Falcone e del
Presidente della Commissione Bilancio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Quindi, chiedo
all'onorevole Catanzaro l'emendamento recante la soppressione del
comma 6 è ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie. Pongo in votazione l'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ha chiesto di parlare l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, chiedo scusa. A
questo articolo c'erano due emendamenti del Governo. Due
emendamenti del Governo che servivano per due ordini di ragioni,
intanto che sono stati ritenuti come emendamenti invece aggiuntivi
dalla Presidenza. Il Governo chiedeva di poter inserire in questo
articolo perché riguardano i PIP.
Sostanzialmente, cosa si vuole fare? Si vuole fare che la platea
dei PIP, secondo l'articolo 25 della legge dell'anno scorso in
virtù della quale abbiamo consentito di potere utilizzare i PIP
nelle piante organiche delle società partecipate, noi con due
emendamenti allarghiamo la sfera di possibilità e di inserimento
dei PIP anche negli enti vigilati e controllati e in più anche
nelle aziende sanitarie e ospedaliere. Purtroppo, questi due
emendamenti anziché essere emendamenti al testo sono stati,
diciamo, declinati come emendamenti aggiuntivi: l'emendamento A.181
e l'emendamento, mi pare, A.182. Se potessimo, Presidente, o come
dire se possiamo noi votare anche perché, come dire, diventano un
elemento integrativo di questo articolo, che parla appunto dei PIP.
Per rispondere, e per concludere anche all'onorevole Cracolici e
per perfezionare, la integrazione, i 4 milioni e 900 mila euro, che
sono stati inseriti e verranno inseriti in un capitolo di bilancio
del Dipartimento Bilancio, verranno assegnati, con delibera di
Giunta, al Dipartimento Lavoro, e quindi all'assessore Albano, in
un secondo momento e riguardano due interventi: uno è il reddito
minimo di inserimento e l'altro appunto sono i PIP. Per questa
ragione e proprio perché rappresenta una specificità necessitata e
non è spesa corrente tout court.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone. Visto e considerato che c'è
stato, finora, un clima di condivisione rispetto al modus operandi,
se c'è condivisione da parte di tutti per me va bene. Se,
diversamente, non c'è condivisione lo tratteremo in un secondo
momento. Quindi, se voi volete, lo facciamo distribuire, lo
valutiamo e successivamente decidiamo se lo trattiamo in un secondo
momento o meno.
LACCOTO. Assessore Falcone, la minoranza di qua è d'accordo, la
maggioranza pure...
PRESIDENTE. Colleghi, dei due emendamenti, ne valuteremo soltanto
uno perché l'altro è all'articolo 8. Se l'assessore Falcone ci
fornisse questo emendamento, gentilmente potremmo farlo vedere ai
colleghi e decidere. Laccoto, lei che è in minoranza si potrebbe
adeguare.
Allora, l'emendamento in questione lo trovate tra gli emendamenti
fuori sacco. Se lo voleste leggere giusto un minuto, poi lo
mettiamo in votazione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Naturalmente, su questo emendamento,
credo di interpretare le intenzioni del Gruppo, noi siamo
favorevoli, come siamo favorevoli all'attenzione che questo Governo
pone alla platea di 2.500 lavoratori che da oltre vent'anni
attendono la stabilizzazione. E proprio questo emendamento va nella
concreta direzione dell'attuazione dell'articolo 25 della legge del
16 agosto 2022. Chiedo proprio, in collegamento a questo tema e ad
altri che discuteremo più avanti, all'assessore Falcone se è
intendimento, proprio per agevolare e rendere piena l'attuazione
per questa platea di lavoratori precari, se è interesse prevedere
una riserva nella misura degli incentivi alle assunzioni di cui
all'articolo 8 del decreto che abbiamo in esame. Credo che sia
doveroso, al fine di dare risposte concrete a questa platea di
lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, ed è l'ultimo intervento,
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà. E poi mettiamo in votazione
l'emendamento.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Solo per esprimere apprezzamento
anche sull'emendamento. Purtroppo noi veniamo dall'approvazione di
una legge, nell'ultima finanziaria, che garantiva l'avvio di questo
percorso di stabilizzazione. Tuttavia, le difficoltà riscontrate
nella fase in cui sono state ascoltate le società partecipate si è
potuto constatare che effettivamente erano pochi i soggetti che
potevano transitare all'interno dei Pip, all'interno delle società.
Quindi, con questo emendamento mi sembra di capire che si allarga,
finalmente, la platea dei possibili enti utilizzatori e,
finalmente, dopo vent'anni, si potrà dare la possibilità a questi
soggetti appartenenti al bacino ex Pip di intravedere la
prospettiva di un futuro certo e di una stabilizzazione.
Altrimenti, d'altra parte, sarebbero intervenuti i Tribunali e
sarebbero arrivate condanne per la Regione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Pongo in votazione l'emendamento A.181. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Sospendiamo l'Aula per un'ora. L'assessore Falcone, il Presidente
della Commissione Bilancio e tutti coloro i quali ieri si sono
dimostrati disponibili per un emendamento condiviso rispetto al
bonus 110 e alle soluzioni da trovare, faremo una piccola riunione
in Torre Pisana, quindi ora; non pranzate e si partecipa alla
riunione. Grazie, onorevole De Luca.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 15.33)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Colleghi, rinvio la seduta di un quarto d'ora così
aspettiamo l'arrivo del Governo e dei componenti della maggioranza.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Il
Governo è presente.
PRESIDENTE. Ha ragione, Vicepresidente, però rinvio ugualmente
l'Aula di un quarto d'ora. La seduta riprenderà alle ore 15.50.
(La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 16.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo dall'articolo 5 che
avevamo poco fa accantonato e darei la parola al Governo, assessore
Falcone, sull'articolo 5 così riprendiamo l'articolo 5 e vediamo di
votarlo.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente,
sull'articolo 5 mi sono permesso di chiedere ai colleghi di votarlo
così com'è con un emendamento che, in un certo senso, viene anche
incontro a quello che ha detto, anche se molto parzialmente,
l'onorevole Cracolici di aggiungere l'isola di Filicudi, che sono
le due isole più lontane, diciamo così, in termini di migliaggio.
Perché questo? Perché poi a giugno verifichiamo, monitoriamo la
spesa che è stata effettuata ed eventualmente a giugno possiamo
fare un'ulteriore rettifica, venendo incontro eventualmente a tutte
le isole dell'arcipelago delle Eolie.
Siccome ancora non sappiamo, abbiamo appena 400 mila euro non
sappiamo quanto sarà realmente il costo, appena avremo chiare un
po' le idee verremo incontro. Quindi, la proposta che fa il Governo
e di aggiungere soltanto Filicudi e successivamente a giugno
l'impegno di rivederci per fare ulteriori rettifiche.
PRESIDENTE. Con questa ipotesi da parte del Governo, considero
ritirati tutti gli emendamenti. Se facciamo la riscrittura Sono
iscritti a parlare gli onorevoli Campo e Ciminnisi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, siccome io avevo fatto una domanda sul
discorso della stabilizzazione del prezzo dei biglietti dei treni
se mi poteva dare una risposta.
FALCONE, assessore per l'economia, Sì, chiedo scusa all'onorevole
Campo, in effetti dovevamo rispondere.
Succede questo, onorevole, l'anno scorso non abbiamo attivato una
norma perché abbiamo utilizzato le penali. Il contratto consente
che Trenitalia quando commette un'inadempienza va in penale, quella
penale viene conteggiata e alla fine la possiamo, come dire,
ribaltare sempre sul servizio per migliorare delle carenze del
servizio. Noi lo abbiamo migliorato sterilizzando l'aumento che già
l'anno scorso andava fatto. Quest'anno poiché abbiamo penali non
più per 4 milioni o per 3 milioni, oltre 3 milioni l'anno scorso,
ma di appena, mi dicono gli uffici, di 700 mila euro, noi dobbiamo
mettere denaro fresco e quindi ecco perché abbiamo messo 3 milioni
e 600 mila euro.
Tra l'altro, vi devo anche, come dire, rassegnare un'altra
vicenda: il numero dei passeggeri è in continua evoluzione, ha
superato già nel 2022 ha superato il 2019, che è stato l'anno più
importante prima della pandemia. Dopo la pandemia nel 2020
viaggiarono meno di 5 milioni, nel 2021 poco più di 7 milioni, ora
siamo arrivati a 11 milioni e 600 mila passeggeri. Riteniamo che
addirittura quest'anno si possa arrivare a 12 milioni e mezzo se
non addirittura qualcosa in più. Più aumentano i passeggeri e più
ci vogliono anche denari da parte delle casse regionali in questo
senso. Quindi, noi riteniamo che prudenzialmente 3 milioni e 600
mila euro dovrebbero essere sufficienti per sterilizzare, appunto,
l'aumento di questo 10 per cento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Quindi, vengono ritirati?
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Presidente, l'emendamento 5.32 non lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 5.32 è inammissibile perché manca la
copertura, a meno che il Governo non dà copertura; però, il 5.32 è
inammissibile perché non vi è la copertura. Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Non c'è la copertura. Sono un
milione in più, non è poca cosa.
PRESIDENTE. Quindi, colleghi
DE LUCA ANTONINO. Sto presentando un subemendamento al 5.32 per la
copertura.
PRESIDENTE. E' inammissibile. Se è inammissibile non si può fare
un subemendamento.
Colleghi, su richiesta del Governo, sospendo la seduta per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 16.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, colleghi. Nel frattempo che il
Governo sta riscrivendo i commi dell'articolo 5, riprendiamo con
l'articolo 8.
All'articolo 8 c'è l'emendamento 8.1 a prima firma dell'onorevole
Catanzaro. È ritirato?
MARANO. Chiedo di parlare sull'articolo 8.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, io intervengo perché si tratta di un
articolo molto importante ed è un articolo con il quale il Governo
vuole dare una risposta al tema dell'occupazione.
In Sicilia, Presidente, abbiamo 275 mila disoccupati, 238 mila
percettori di reddito di cittadinanza, 20 per cento di
disoccupazione femminile e 40 per cento di disoccupazione
giovanile.
Anche questa norma viene, chiaramente, fatta con fondi extra
regionali e, quindi, sarà subordinata alla Commissione europea. Il
problema del lavoro, Presidente, è anche il tema del salario perché
gli stipendi, in Sicilia, non sono retribuiti in maniera, diciamo,
equa e non consentono di non sfiorare il tasso di povertà. Infatti
avere un lavoro non garantisce il fatto di non essere poveri, visto
che visto i rincari e i costi, e il prezzo della vita che aumenta
di giorno in giorno.
Per questo, Presidente, assessore Falcone - magari poi interverrò
in merito nell'emendamento - ho presentato degli emendamenti che
vorrebbero intervenire nell'ottica del contributo sia alle imprese,
per gli stipendi ai lavoratori, ma che siano destinati a quelle
imprese che assumono con un salario minimo di 10 euro.
E' un tema molto importante che, se il Governo diciamo
attenzionasse, potrebbe porre la Sicilia, sicuramente, come prima
regione che attenziona il tema del salario minimo, visto i costi
alti della vita in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Andiamo all'emendamento
8.35, a firma De Luca Antonino. Lo ritira, onorevole De Luca?
Perché equivale alla soppressione dell'intero articolo, onorevole
De Luca. Lo ritiriamo?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Perfetto. Emendamento 8.40. Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. L'emendamento 8.50, a firma Marano non è
coerente con la finalità della norma, onorevole Marano. Non è
coerente con la finalità della norma. Lo ritira?
MARANO. Perché non è coerente? Me lo spiega?
PRESIDENTE. Perché estende la finalità del contributo
all'adeguamento dei contratti esistenti. E' un contributo per il
sostegno all'occupazione, collega. Lo ritira?
MARANO. Se non c'è la volontà di farlo
PRESIDENTE. Come? Lo ritira?
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ok, grazie. Emendamento 8.52. Anche questo non è
coerente con la finalità della norma. Parametra il contributo alla
retribuzione. Lo ritira, collega Marano?
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ok. 8.53. Onorevole Figuccia?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, allora io parlo sia per questo che per
l'altro emendamento, così faccio un unico intervento molto rapido.
Per quanto riguarda diciamo la riqualificazione, poiché molti dei
soggetti che devono essere assunti a tempo indeterminato anche per
mansioni superiori probabilmente hanno la necessità di una
riqualificazione, abbiamo inserito questo, nonché l'altro che
prevede - perché c'è stato fatto un sollecito, anche a seguito di
alcuni incontri fatti nei Gruppi parlamentari - anche l'ordine dei
commercialisti ha sollecitato di abbassare il limite temporale di
cinquant'anni a quarantacinque, poiché la platea dei soggetti oggi,
diciamo, occupati in maniera precaria a tempo determinato, o che
potrebbero essere oggetto dell'emersione del lavoro nero, sono
anche soggetti di quarantacinque anni. Se ne era discusso in
Commissione, anche diversi colleghi l'avevano presentato.
Si era detto che ne avremmo riparlato in Aula, quindi diciamo ecco
lanciamo all'Assessore al Lavoro questa opportunità, questa ipotesi
di lavoro perché questo emendamento possa trovare un accoglimento
da parte del Governo ci auguriamo che questo possa in qualche modo
amplificare gli effetti positivi di questo articolo che, a nostro
avviso, è uno degli articoli più qualificanti dell'intera manovra.
PRESIDENTE. Il parere del governo sull'emendamento 8.53,
Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, l'emendamento,
teoricamente, può essere accolto, però, bisogna riformularlo, nel
senso che, così come è fatto, aggiunge un ulteriore onere:
l'occupazione e la riqualificazione.
Secondo me lo spirito dei due proponenti, dei colleghi Caronia e
Figuccia è quello di, come dire, immaginare che il contributo sia
dato per l'occupazione o per la riqualificazione.
Quindi, dobbiamo mettere e/o riqualificazione, altrimenti dobbiamo
onerare l'impresa a fare le due cose, sia l'occupazione, ma anche
la riqualificazione, cioè li stiamo ulteriormente aggravando. Basta
mettere e/o.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, prego.
CARONIA. Questa riscrittura la facciamo subito. Dico, poiché in
Commissione anche il Presidente, in questo momento, era stato
estensore di un emendamento che abbassava a 45 anni, se il Governo
è d'accordo, noi riformuleremmo anche con la previsione dei 45
anni, andando anche sull'emendamento successivo, che credo che
trovi, diciamo, la firma anche di diversi Gruppi, anche dei Cinque
Stelle, ma credo anche del Pd. Se non ricordo male, diversi Gruppi
parlamentari lo avevano sottoscritto, per cui, se siamo d'accordo,
lo riformuleremmo in unica versione.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Caronia. Assessore, il Governo
sull'emendamento 8.39, quindi, siete favorevoli, possiamo
riscrivere.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, da riscrivere.
PRESIDENTE. Perfetto. Allora riscriviamo l'8.53. Collega Caronia
all'8.53, a questo punto, anziché "e riqualificazione" facciamo "o
riqualificazione" e aggiungiamo l'età, il parametro dell'età. Va
bene.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Come è noto, già questa norma deve superare tutta una
serie di step, che è inutile dire. Noi rischiamo di creare
aspettative che, diciamo, avranno una difficile capacità attuativa.
Primo: perché ricordo sono fondi di altra natura. Secondo: perché
abbiamo la procedura degli aiuti di Stato, che va notificata alle
autorità europee. Terzo: siamo dentro i limiti degli aiuti di Stato
che, come è noto, possono essere nel triennio fino ad un certo
importo e, con la stagione Covid, noi abbiamo, come dire, operato
una serie di incentivi alle imprese, quindi col rischio che molte
di queste attività non potranno essere ... Ma al di là di tutti
questi aspetti complicati e complessi, io ricordo - qui c'è
l'Assessore al lavoro - che noi abbiamo un programma, che tra
l'altro vede in questo momento la Sicilia arrancare pesantemente,
che è il famoso progetto GOL, che consentirebbe alla nostra Regione
di attivare processi di riqualificazione e, quindi, di
accompagnamento verso forme di re-inserimento nel rapporto domanda
e offerta col mercato del lavoro.
Arranchiamo perché noi, ad oggi, forse l'unica cosa che abbiamo
fatto - e adesso non so che fine fa con questo provvedimento che ha
fatto il Governo - abbiamo fatto un pezzo di profilatura dei
cosiddetti percettori del reddito di cittadinanza. Un pezzo di
profilatura, ma sostanzialmente non si è attivata tutta la
procedura del progetto Gol, che sono fondi nazionali e comunitari.
L'emendamento
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Ma come non si è attivata? Si è attivata
CRACOLICI. Dove è arrivato? Siamo a 30.000 profilati su ... quanti
sono i percettori del reddito? I nomi, mi deve dire pure i nomi.
Ora, al di là della battuta, che significa riqualificazione? Perché
la riqualificazione o è attività formativa, e quindi come attività
formativa deve essere poi commisurata da un periodo di attività
formativa, da una abilitazione che in qualche modo deve conseguirsi
all'esito dell'attività di riqualificazione; poi la
riqualificazione come si coniuga con un contratto a tempo
indeterminato? E ricordo che stiamo parlando di una misura che
incentiva o la trasformazione o l'assunzione a tempo indeterminato,
ma se devo fare un'assunzione a tempo indeterminato come si coniuga
con la riqualificazione?
Attenzione, non vorrei che le belle idee poi finiscano per
paralizzare il sistema. Ripeto, io sono uno di quelli che su questa
norma mi pare una norma da fare un bel manifesto, però, che dura
qualche ora, perché come tutti i manifesti fatti come spot
elettorale, si sa, vengono coperti con una certa rapidità.
Però, ripeto, come si dice a New York "Ci voli u ventu in chiesa
ma astutari i cannili mi pari uno spreco di aria", per cui
attenzione a quello che scriviamo.
Quindi o c'è l'assunzione a tempo indeterminato, i cinquantenni,
quarantacinquenni, io su questo non mi strappo i capelli, ma la
riqualificazione è un'altra cosa.
CARONIA. Allora ci mettiamo 'o'.
CRACOLICI. Ma 'o' che significa? Riqualificazione dal punto di
vista funzionale, io assumo una persona con una qualifica
professionale, fa l'assistente, fa il dirigente, ma cos'è la
riqualificazione all'atto dell'assunzione?
Quindi, attenzione a non fare errori di ingenuità e di generosità
che finiscono per rendere poi le norme, come dire, difficilmente
comprensibili.
Ripeto, sono per fissare un incentivo agli anziani, a quelli che
hanno maggiore difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. Io ho
condiviso con la collega Caronia quando ha detto "stabiliamo due
priorità: donne, giovani, e post cinquantenni, perché sono persone
che hanno maggiori difficoltà all'ingresso del mercato del lavoro ,
ho capito poi qualcuno dirà "Io che ne ho 44 perché no?" ma
comunque fa parte delle dinamiche ma la riqualificazione mi pare
obiettivamente sbagliato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici. Onorevole Caronia,
mantiene l'emendamento?
CARONIA. Lo ritiro.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io comprendo anche le ragioni
dell'intervento dell'onorevole Cracolici e se riuscissimo, anche
con l'esperienza di tutti, a verificare come riformulare
l'emendamento.
Il tema che viene posto dalle organizzazioni sindacali, dalle
parti sociali, da chi ha anche il ruolo di interporsi tra il mondo
dell'impresa pura e i possibili destinatari di questo intervento è:
arriva un soggetto che è alle soglie dei 50 - definiremo che la
soglia stabilita sarà dei 45, quella dove arriveremo alla fine di
questo dibattito - questo soggetto che è fuoriuscito dal mercato
del lavoro, che magari ha beneficiato, onorevole Cracolici- di un
sistema di ammortizzatori sociali, che è andato in Naspi, che è
stato in cassa integrazione e che è stato fuori dal mercato del
lavoro, che nella logica di questa norma tende a premiare anche le
specializzazioni, cioè noi auspichiamo che immetta denaro che serve
alle imprese per assumere profili che siano stati e che abbiano
anche delle competenze.
Allora, un percorso che serve a fare una riqualificazione di
questo personale - non so se è il termine adeguato sul piano
dell'impostazione giuridica - un percorso che se va a fare una
certificazione delle competenze, un percorso che serve a fare
entrare all'interno dell'azienda un soggetto che, ahimè, è rimasto
ai margini del sistema produttivo dell'economia locale e che in
qualche modo possa avere una possibilità concreta di entrare in
azienda con delle competenze vere.
Non è detto, onorevoli colleghi, che chi è rimasto fuori per tanto
tempo dal circuito lavorativo, seppure avendo beneficiato di un
sistema di ammortizzatori sociali, sia nelle condizioni immediate
Presidente, di poter spendere la propria professione.
Allora, con questo emendamento si tende, l'Assessore consigliava
di aggiungere la congiunzione e/o riqualificazione, la sua
esperienza in Giunta, vediamo se riusciamo a creare le condizioni
perché questo strumento di erogazione di una somma alle imprese sia
uno strumento che effettivamente funzioni e che consenta davvero la
fuoriuscita da una condizione di disoccupazione incancrenita a
soggetti che vogliono essere rimessi nel mercato del lavoro.
E' questo lo spirito, diciamo, dell'emendamento. Quindi,
Assessore, se riuscissimo ripeto senza per questo a presentare la
norma penso che faremmo una cosa assolutamente utile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Colleghi, ci sono altri iscritti a parlare? Ma dovete intervenire
sull'emendamento, cioè sull'8.39.
SCHILLACI. Chiedo di parlare sull'emendamento 8.39.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, io capisco la bontà degli
emendamenti della collega perché ne avevamo parlato anche durante
la Commissione Bilancio , però io vorrei attenzionare l'Aula che
questa era una norma, così come era uscita dalla Commissione
Attività produttive prima e dalla Commissione Bilancio , che
serviva proprio ad andare a supportare tutto un comparto di gente
che è veramente in un'età avanzata e che ha difficoltà ad
introdursi nel mercato del lavoro.
Poi, vorrei anche sottolineare, su questo sono d'accordo con il
collega Cracolici, che quando si parla di riqualificazione dobbiamo
anche stare attenti perché la norma intendeva supportare proprio
l'immissione di forza lavoro, non di riqualificazione dove già ci
sono dei programmi adibiti alla riqualificazione; dopodiché, vorrei
dire evitiamo l'uso smodato di questa riqualificazione, dei famosi
tirocini che sappiamo bene come sono stati usati in questa Regione
in malo modo, ancora oggi abbiamo 300 persone che ancora devono
ricevere pagamenti perché hanno lavorato, noi abbiamo dato forza
lavoro gratuita alle imprese e abbiamo utilizzato questo personale
gratuitamente, quindi vi prego facciamo delle norme di buon senso
che servono a supportare la vera occupazione. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, collega Schillaci. L'emendamento 8.53 comunque
è stato ritirato, quindi. L'8.39, collega Caronia, lo ritira?
FIGUCCIA. L'emendamento 8.39 è stato ritirato?
PRESIDENTE. L'emendamento 8.53 è stato ritirato, collega Figuccia.
Onorevole Campo, lei deve intervenire sull'8.39? Collega Figuccia,
se lei lo vuole mantenere, l'8.53 lo mantiene, lo fa suo e lo
mantiene.
FIGUCCIA. L'emendamento lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, sull'8.39 avevamo
dato un parere favorevole così come veniva modificato, la speranza
che sia
PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento 8.53, Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.39, col parere favorevole del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 8.51. Collega Marano vuole illustrare
l'emendamento? Assessore, il parere del Governo sull'emendamento
8.51?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.51 col parere
contrario del Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.29. Collega De Luca, è mantenuto o lo
ritira?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una lettura
veloce credo si faccia un po'di confusione sul comma 2, sul comma
3, cioè non si capisce intanto se i contributi sono cumulabili, e
poi non si capisce se chi viene da imprese delle aree di crisi
complessa o di insolvenza delle crisi di impresa o di insolvenza si
aggiungano alle 30 più 10.
Secondo me è scritto male sia il comma 2 che il comma 3, cioè non
si capisce se i 30 si aggiungono i 10 e poi chi viene dalle aree di
crisi complessa prende altri trenta e altri 10, e comunque la norma
non fa riferimento solamente alla seconda parte, e quindi
addirittura una donna over 45 in questo caso, che viene da un'aerea
di crisi complessa, prende centomila euro, l'impresa ovviamente,
quindi io riformulerei il comma 2, il comma 3 perché diciamo sono
evidentemente poco chiari proprio nella formulazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si può risolvere
solo in un modo. No credo che ha ragione Sunseri, quindi bisogna
prevedere una norma specifica nel comma 2 e anche al comma 3, che
tali incentivi cioè le imprese avranno riconosciuto gli incentivi
di maggior favore rispetto ad altri esistenti, cioè perché non può
cumulare più incentivi quindi, nel caso specifico, potrà utilizzare
gli incentivi di maggior favore per le imprese rispetto a quelli
esistenti, e si risolve il problema.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, in linea di
principio il Governo è favorevole, allora l'onorevole Sunseri
riscriva, nel frattempo andiamo avanti e riscriva, accantoniamo
questo comma, riscriva il comma, vediamo come viene riscritto e
così aderiamo alla proposta.
PRESIDENTE. Grazie, Governo. Se siamo d'accordo allora ritiriamo i
soppressivi. Quindi, l'emendamento 8.29 è ritirato. L'emendamento
8.41 è ritirato, e quindi andiamo all'emendamento 8.54 del Governo,
nel frattempo che si riscrive questa modifica. Assessore, lo vuole
illustrare?
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente, sostanzialmente
l'8.54 riguarda i Pip, riguarda un emendamento che va incontro, è
la terza misura che mettiamo in atto per quanto riguarda questo
personale, cioè cosa diciamo, che tutti gli enti pubblici
economici, o tutti coloro che intendessero avvalersi di questo
personale, potranno avere questo ulteriore beneficio, e questo
ulteriore beneficio che diventa certamente consistente e
incentiverebbe secondo la nostra logica anche l'assunzione di
questo di questo bacino
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo
presentato come Gruppo parlamentare un emendamento all'articolo 8
che è stato messo tra gli aggiuntivi erroneamente, e quindi chiedo
che venga estrapolato e trattato qui, perché tratta appunto delle
misure per il sostegno dell'occupazione.
Noi avevamo già approvato nelle due finanziarie fa una norma che
prevedeva la possibilità di dare ai precari Covid una misura di
vantaggio di punteggio nei concorsi che venivano banditi, ora cosa
è successo, che nonostante una circolare dell'assessore le Asp si
stanno muovendo in ordine sparso, assegnando punteggi
eccessivamente minimali, praticamente si annulla il senso di quella
norma approvata in Ars.
Abbiamo riscritto la norma indicando anche un punteggio più
puntuale, che è quello dello zero venticinque, io chiedo agli
Uffici di riprenderlo, ce l'ho qua, in modo tale che possiamo
votarlo all'articolo 8 perché era stato presentato qui. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Intanto, pongo in votazione
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
8.54 non si può fare, è evidente, c'è un regime di aiuto a
un'azienda pubblica, cioè violiamo il principio della concorrenza
colleghi.
Cioè noi stiamo dicendo a un ente pubblico, società pubblica,
partecipata dalla pubblica amministrazione, comune, Regione, quello
che è, che per trasformare nel caso specifico i rapporti a tempo
indeterminato gli diamo una posta dedicata, il 10 per cento delle
somme destinate a questa misura, esclusivamente a quelle aziende...
ma è una violazione del principio di concorrenza tra le imprese.
Non si può fare. È assolutamente improponibile. Lo dico perché...
Non ho capito.
FALCONE, assessore per l'economia. Sono gli enti pubblici
economici.
CRACOLICI. Il soggetto titolare della proprietà è la pubblica
amministrazione, quindi la pubblica amministrazione da un lato
eroga dall'altro lato si beneficia dello strumento pubblico.
Cioè ragazzi... ma mi pare un minimo... cioè chiedete a un
professore minimo di scuola media.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, facciamo intervenire il Governo?
Assessore Falcone, se ci dà delle delucidazioni in merito.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, la norma
riguarda gli enti pubblici economici.
Eventualmente, per venire incontro a quello che dice l'onorevole
Cracolici, noi potremmo sopprimere dalle parole "e le società" sino
alla fine.
Ma l'ente pubblico economico, come ad esempio può e se il CAS,
sono degli enti che per quanto pubblici hanno comunque lavoro da
imprenditori. Quindi in questo senso si inserisce in questa norma.
In effetti, inavvertitamente, è stato messo "le società a
partecipazioni pubbliche regionali", ma sempre come enti economici.
Quindi noi dobbiamo eventualmente, come dire, cassare la parte che
va da "e" sino a "regionale", lasciando ente pubblico economico.
È una cosa che si può fare perché lavorano da impresa.
PRESIDENTE. Assessore presenta la modifica così la mettiamo in
votazione?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, intervengo sempre quando comprendo
che c'è veramente poca visione e lucidità rispetto agli articoli
che noi affrontiamo.
Assessore Falcone, ho capito che sull'articolo 8, rispetto agli
interventi che si succedono, ovviamente c'è qualche dubbio.
Io, come dire, le chiedo, assessore Falcone, onde evitare perché
altrimenti qua finisce che noi tutti... lo accantoni e si comprende
come fare una riscrittura, perché ci sono dei temi che dal mio
punto di vista vanno affrontati, considerando che stiamo parlando
dell'articolo 8, con 100 milioni di euro che lei prevede su tutti i
commi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però, il Governo dopo l'intervento dell'onorevole Figuccia poi ci
deve dire se questo emendamento lo vuole mantenere oppure no.
Onorevole Figuccia e poi Assessore se può rispondere.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore Falcone, io credo che noi
su questo articolo 8 giochiamo una partita importante. Lo abbiamo
rappresentato, raccontato a mezzo stampa, con conferenze stampa,
gli assessori tutti di questa Giunta lo hanno individuato come
un'occasione per poter raccontare quanto di buono si sta facendo
per il rilancio dello sviluppo economico, però così come ci stiamo
trovando adesso condivido l'intervento del collega
dell'opposizione, capogruppo del PD.
Fermiamoci, assessore, sull'articolo 8 perché così com'è non ci
sono assolutamente le condizioni per portare a casa nulla, ok?
Quindi verifichiamo come poter procedere.
Assessore, mi scusi, lei è impegnato al telefono, però se io le
faccio delle richieste sugli emendamenti e lei non sente
evidentemente se poi gli articoli vengono bocciati, che ci possiamo
fare.
Onorevole Cracolici, l'assessore appena finisce... perché prima mi
aveva detto che condivideva l'idea, non l'avete visto, aveva detto
e condivideva l'idea della modifica, se non la condivide tanto vale
che è meglio accantonare l'articolo 8 va bene? Siete d'accordo,
sicuro? All'unanimità? Accantoniamo l'articolo 8 grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia, Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, se riusciamo Presidente, quello che ha detto il
Presidente Catanzaro, fermo restando che il Governo rimane fermo
sul suo convincimento, le società partecipate svolgono un servizio
imprenditoriale, però se l'Aula - siccome l'Aula è sovrana - se
l'Aula ritiene che su questo emendamento il Governo deve fare un
passo indietro, per ora noi faremo facciamo un passo indietro. Se
poi domani lo dobbiamo inserire, noi ritenevamo di poter dare un
grande contributo all'eliminazione di questo bacino dei Pip a
Palermo, però se riteniamo, il Governo fa un passo indietro, lo
ritira, e si impegna a ripresentarlo, eventualmente, come
emendamento, come norma, come norma diciamo specifica.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. A questo punto l'emendamento 8.54 è
ritirato. Prego, onorevole Dipasquale, il Governo ha ritirato
l'emendamento però.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
ritira l'emendamento, ma non è che può decidere di ritirare
l'emendamento, prima incendia la casa e poi dicevo lo usciamo. No,
no no mi perdoni siccome questo film ce lo siamo visti in
quest'Aula, quello che abbiamo da qualche anno ormai da troppo
tempo.
Ci sono quelli lì che devono salvare i Pip, e chi è invece contro
Noi cerchiamo per l'ennesima volta di non farvi fare norme che poi
vengono impugnate, che hanno solo significato di farvi fare a tutti
una sere di spot che risolvete i problemi ai Pip, e invece poi non
li risolvete, perché le norme che fanno sono incostituzionali.
Allora le cose le dobbiamo chiamare per nome e cognome, non è che
Cracolici o altri sono impazziti e non vogliono risolvere il
problema; non vogliono fare assolutamente demagogia, nei confronti
di chi aspetta risposte concrete da anni, e voi non siete riusciti
e a risolverlo, quindi smettiamola di giocare sulla pelle dei
deputati, noi vi chiediamo solamente chiarezza affinché si faccia
una norma che abbia i piedi per camminare, perché poi altrimenti se
questa norma non dovesse essere a modo, non potrà andare avanti, e
quindi essere impugnata.
Vi assumete voi la responsabilità di averli presi per l'ennesima
volta per i fondelli, noi abbiamo il dovere di dirvi fermiamoci un
attimo, vediamo se questa norma la possiamo fare bene tutti, per
farla camminare, è diversa l'impostazione: bravi, disponibili, però
scemi no
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Gli emendamenti 8.30,
8.44, 8.37 e 8.45 sono inammissibili. Andiamo all'emendamento 8.55
che è una riscrittura tecnica della Commissione.
È un emendamento sulla copertura, una riscrittura tecnica da parte
della Commissione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia, Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.55, con il parere
favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 8.36 dell'onorevole De Luca, soppressivo
del comma 7. Onorevole, lo ritira?
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente l'intervento è semplicemente per evidenziare quanto già
anticipato in discussione generale. Il comma 7 è proprio quel comma
che, a chiudere l'articolo, pone il dubbio se questo articolo sarà
impugnato, in quanto letteralmente definisce la copertura incerta.
L'articolo 8, l'ultimo comma dice che il presente articolo è
efficace se la Commissione europea ci dirà va bene. In sede di
Consiglio dei Ministri io immagino che questa dicitura aprirà il
campo all'impugnativa, ragion per cui, sempre in sede di
discussione generale, ho dichiarato che su questo articolo sugli
intenti, nulla questio, ma per il tenore letterale non è un
articolo che consentirà nuove assunzioni, ma tutto al più
consentirà l'emersione di lavoro nero, sempre se non verrà
impugnato.
A tal proposito, relativamente all'ipotesi che avanzava
l'Assessore Falcone relativamente a estendere e a creare una
riserva per le società per gli enti pubblici economici, ha fatto
l'esempio del Cas, proprio perché questi soggetti agiscono
all'interno del mercato, quindi sono titolari di concessione,
dobbiamo capire se questo può esporre a un maggior rischio o meno
l'articolo, no no ragion per cui Assessore Falcone, ribadisco e mi
unisco all'invito a riscrivere l'articolo con il massimo della
serenità, nel senso che non c'è volontà ostruzionistica, ma ci
sembra corretto lasciare agli atti di questi lavori parlamentari
che nutriamo forti dubbi circa l'ammissibilità e il vaglio di
legittimità costituzionale della norma che a breve andremo ad
approvare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Quindi, l'emendamento 8.36
è ritirato. L' emendamento 8.46, collega Catanzaro, Venezia,
Burtone. Ritirato? L'emendamento 8.49, collega Sunseri anzi no. C'è
un fuori sacco da parte della Commissione, è l'emendamento 8.56, lo
trovate nei tablet, è una riformulazione tecnica, assessore
Falcone, se lo può visionare è l'emendamento 8.56.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.56. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, non troviamo inserito un emendamento che
erroneamente è stato ritenuto aggiuntivo, anche perché forse era
stato qualificato così. Chiediamo che gli Uffici lo recuperano per
illustrarlo all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, in merito all'emendamento che è
tutta un'altra materia, se il Governo lo vuole illustrare, perché è
completamente una materia differente rispetto all'articolato.
Assessore, nel frattempo andiamo all'emendamento 8.49 a prima firma
Sunseri. L'8.49 nel frattempo che verifichiamo questo discorso
dell'emendamento da recuperare. Emendamento 8.49, collega Sunseri.
Lo ritira? Lo illustra.
SUNSERI. Riguarda i lavoratori somministrati che erano stati
esclusi dalla norma e li abbiamo semplicemente inseriti. Valuterà
il Governo se aggiungerli o meno.
PRESIDENTE. Assessore, può un attimino verificare l'emendamento
8.49 e darmi il parere come Governo? Perché il dubbio è a chi va il
beneficio.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario, Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.49 col parere
contrario del Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevole Savarino l'emendamento verrà trattato fra gli aggiuntivi
perché è aggiuntivo rispetto al testo, onorevole Savarino, abbiamo
fatto una verifica anche con gli Uffici, ma anche col Governo, le
do la parola però le dico che verrà trattato con gli aggiuntivi.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
capisco ma comprendo, non capisco perché siccome sono norme a
favore dell'occupazione noi chiediamo di modificare una norma già
approvata che è già nel nostro ordinamento, l'abbiamo approvata nel
2020, è l'articolo 5, comma 10, della legge regionale numero 9 del
2020, quella norma che noi abbiamo già approvato per fare uscire
dal precariato gli assunti Covid assegnando loro un punteggio nei
concorsi che si stanno bandendo adesso nelle Asp, purtroppo, non
poneva un range minimo.
Cosa ha comportato? Che nell'arco di questi due anni e mezzo
alcune Asp hanno assegnato dei punteggi veramente minimali tanto da
rendere inutile la norma approvata allora all'unanimità da questa
Assemblea. Siccome stiamo parlando di norme a favore
dell'occupazione, anche per uscire dal precariato, io ritengo che
sia assolutamente in linea mettere oggi un punto fermo in cui
aggiungiamo a quella norma già approvata che non viene toccata, un
punteggio inferiore su cui non scendere per uniformare l'azione
delle Asp in tutta la Regione siciliana.
Mi sembra una norma di buon senso, non comporta nulla, da un
sostegno, soprattutto, pone chiarezza all'azione della sanità in un
momento in cui precari Covid rischiano di uscire totalmente dalla
fascia di lavoro, e nel momento in cui tutte le Asp stanno bandendo
concorsi, quindi, o lo facciamo oggi o diventa ancora più inutile,
poi, io ripeto, capisco tutto anche se non comprendo politicamente
quello che è stato deciso dal Governo e dalla Presidenza.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, vuole intervenire sempre su questo
emendamento? Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sempre
su questo emendamento, perché noi non possiamo lasciare un vuoto
che è stato creato, e dobbiamo approfittare di questa opportunità
per riagganciare quel personale che ha prestato servizio in una
fase delicatissima, e sarebbe un atto assolutamente ingiusto da
parte di questo Governo, che io mi sentirei di condannare,
nell'ipotesi in cui non venisse tesa una mano a questo personale,
non possiamo utilizzare le persone, sfruttarle, questo non ce lo
possiamo permettere.
Quindi, sono d'accordo con l'onorevole Savarino, ed è un'occasione
che certamente non possiamo lasciare. Grazie. Quindi eventualmente
anche per questo torno a chiedere l'accantonamento dell'articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Così come ho detto in
precedenza verrà trattato come aggiuntivo così come tutti gli altri
aggiuntivi, sicuramente è un emendamento meritevole ma lo
tratteremo dopo.
Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Fondo di progettazione
1. Al fine di assicurare, nei tempi imposti dai vari Programmi di
spesa extraregionali, il pieno utilizzo di tutte le risorse
comunitarie e nazionali destinate ad investimenti in Sicilia, è
istituito un Fondo di progettazione cui sono destinati 200.000
migliaia di euro a valere sui fondi della politica unitaria di
coesione a titolarità dell'amministrazione regionale, così
ripartiti:
a)15.000 migliaia di euro per la Regione, gli enti pubblici
regionali e le SRR;
b) 170.000 migliaia di euro per le Città metropolitane, i liberi
consorzi comunali, i comuni e gli organismi associativi di cui agli
articoli 30, 31 e 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267;
c) 4.000 migliaia di euro per le aree interne individuate con
delibera di Giunta regionale n. 519 del 20 settembre 2022
riconosciute dall'Autorità di gestione del PO FESR Sicilia 2021-
2027 come organismi intermedi già costituiti o che si costituiranno
entro il 31 ottobre 2023 e che, ai sensi dell'articolo 29 del
Regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio 2021/1060
del 24 giugno 2021, provvedono ad attuare le strategie territoriali
per lo sviluppo integrato delle suddette aree;
d) 3.000 migliaia di euro per i Functional urban area (FUA)
riconosciuti con delibera di Giunta regionale n. 519 del 2022;
e) 3.000 migliaia di euro per i Sistemi intercomunali di rango
urbano (SIRU) riconosciuti con delibera di Giunta regionale n. 519
del 2022;
f) 3.500 migliaia di euro per i comuni in dissesto con popolazione
fino a 40.000 abitanti;
g) 1.500 migliaia di euro per le isole minori.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, previo parere della Commissione
Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sono disciplinate le
modalità di accesso alle risorse di cui alla lettera a) del comma
1.
3. Le risorse di cui alla lettera b) del comma 1 sono ripartite in
misura del 50 per cento in parti uguali tra tutti i soggetti
beneficiari e, in misura del 50 per cento, in base alla popolazione
di riferimento dei medesimi soggetti beneficiari.
4. Le risorse di cui alle lettere c), d), e), f) e g) del comma 1
sono ripartite in parti uguali tra tutti i soggetti beneficiari.
5. I soggetti beneficiari di cui alle lettere b), c), d), e), f) e
g) del comma 1 sono obbligati a documentare, entro centottanta
giorni dall'assegnazione, l'affidamento degli incarichi a pena di
restituzione delle somme assegnate».
Si passa all'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole Catanzaro.
Onorevole Catanzaro, lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 è ritirato. Si passa all'emendamento
9.5, a firma dell'onorevole De Luca Antonino. Onorevole De Luca,
ritira l'emendamento o lo metto in votazione?
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, avevo
presentato un emendamento modificativo...
DE LUCA ANTONINO. Stavamo aspettando la riscrittura dell'articolo
8.
GRASSO. Assessore avevo presentato un emendamento modificativo
all'articolo 9...
FIGUCCIA. È stato approvato l'articolo 8 così com'era? Avevo
chiesto una riscrittura dell'articolo.
PRESIDENTE. Collega Figuccia, faccia intervenire la collega
Grasso.
(Brusìo in Aula)
GRASSO. Scusate, collega Figuccia, stiamo trattando l'articolo 9.
Ho presentato un emendamento modificativo all'articolo 9 perché -
un plauso al Governo per quanto riguarda il Fondo progettazione,
gli enti locali sappiamo che sono in grandi difficoltà nella
redazione di progetti e quindi per la partecipazione ai bandi - ma
abbiamo un altro problema che avevo già sottoposto e che sarà stato
anche trattato dalla Prima Commissione che riguarda, invece, il
Fondo regionale per gli espropri.
Oggi sono tanti i bandi del PNRR, ma i comuni hanno difficoltà a
partecipare proprio perché non sono previste le somme, le risorse
per gli espropri. Quindi, molti di questi bandi non possono essere
accolti e i comuni non possono accedervi proprio per questo. E,
allora, si era pensato e avevo destinato 10 milioni di euro a
valere sul capitolo 215702 che sono spese impreviste, è andato a
finire fra gli aggiuntivi. Io chiedo - assessore Falcone lei non mi
ha ascoltato - siccome oggi rispetto ai 100 mila euro per il
campetto di calcio, 50 mila euro per la pista ciclabile, 20 mila
euro, io credo che i comuni hanno bisogno di cogliere delle
opportunità, e queste opportunità sono legate anche alla
partecipazione ai bandi del PNRR.
Quindi, se noi vogliamo veramente sostenere l'economia, perché
così si sostiene l'economia, e dare vigore anche, o rinvigorire
l'edilizia, e soprattutto consentire ai comuni di accedere ai
bandi, chiedo al Governo di tenere in considerazione questo
emendamento che è andato a finire fra gli aggiuntivi e di volerlo
valutare, e se è possibile accoglierlo come modificativo.
PRESIDENTE. Colleghi, il Governo ha presentato una riscrittura
dell'articolo 9. La trovate all'interno dei fuori sacco. Farei in
questo modo: vi darei la possibilità di visionare la riscrittura
del Governo su questo articolo 9, perché, ovviamente, la
riscrittura fa decadere tutti gli emendamenti e, quindi lo
accantoniamo per il momento l'articolo 9, così vi do la possibilità
di poter visionare la riscrittura del Governo, e se il Governo ha
presentato la riscrittura dell'articolo 5, possiamo ritornare
all'articolo 5 perché la riscrittura del comma 2.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori, per un fatto di
chiarezza. Noi abbiamo accantonato, il Governo ha accantonato
l'emendamento 8.54, dopodiché è stato votato l'articolo. Significa
che non esiste più quell'emendamento. Non è che fra due articoli
proviamo a rinfilarcelo dentro.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, non avevamo accantonato nessun
emendamento tra i modificativi, perché abbiamo votato quelli che
dovevano essere votati, tutti gli altri sono stati ritirati.
Quindi, abbiamo votato l'articolo così com'è stato modificato.
MICCICHÈ. Allora, mi fa capire? Quell'emendamento c'è o no?
PRESIDENTE. No, non c'è nessun emendamento. All'articolo 8, non
c'era nessun emendamento in sospeso.
Onorevoli colleghi, c'è la riscrittura del secondo comma
dell'articolo 5. Così torniamo all'articolo 5, visioniamo questa
riscrittura. Nei fuori sacco trovate il 5.90, del Governo, che è la
riscrittura del comma 2 dell'articolo 5. Assessore Falcone, o
assessore Aricò, volete illustrare l'emendamento 5.90?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, questo emendamento, sub emendamento nasce da un'idea
che si era anche sviluppata in Commissione Trasporti, in cui veniva
riservata una cifra per poter avviare una scontistica, simile a
quella che è stata introdotta per i residenti, anche per i
pendolari. I pendolari sono tutti quei soggetti che hanno un
contratto di almeno tre mesi, e che esercitano una professione e
un'attività all'interno dell'Isola. Naturalmente, il contratto deve
essere validato. Ritengo che la possibilità che daremo una
scontistica, similare intorno al 60 per cento, darà la possibilità
di far diventare sostenibile il lavoro all'interno dell'Isola
stessa. Quindi la ritengo una norma assoluto buonsenso.
PRESIDENTE. E' l'emendamento 5.90, onorevole Cracolici.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Rispetto al
milione, che è previsto per la gratuità di chi esercita una
funzione pubblica all'interno dell'Isola, abbiamo posto
ottocentomila euro per la gratuità mentre appena duecentomila euro
per avviare la scontistica dei dipendenti privati che fanno la
spola tra la terraferma e le isole.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
Onorevole Cracolici, si trasferisce a Filicudi. Prego, onorevole
De Luca.
DE LUCA ANTONINO. Presidente Di Paola, onorevole Cracolici,
cortesemente perché dovresti poi essere d'accordo con me. Dovresti,
ho detto. Allora, Presidente Di Paola, vorrei evidenziare...Non
intendo parlare se non c'è silenzio, quindi richiami l'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi. Onorevole Dipasquale, onorevole Ardizzone,
onorevole Cracolici, onorevole Turano, per rispetto del collega.
Prego onorevole De Luca.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Se l'assessore Turano cede,
smette di cedere al desiderio di fare traffico, io inizierei.
Allora, innanzitutto per precisare che la riscrittura che è stata
appena trasmessa non è una riscrittura, fondamentalmente è stato
semplicemente scissa, diminuita la somma, per ripristinare un comma
che, già in Commissione Bilancio, era stato stralciato
all'unanimità dalla Commissione Bilancio, perché in quella sede,
dove era presente anche l'assessore Falcone, si erano manifestati
dei dubbi, che permangono, circa l'applicabilità di questa norma
sulla scontistica. Perché che i Comuni delle isole minori debbano
andarsi a prendere i contratti dei ragazzi che lavorano nei bar,
nei ristoranti, in tutti gli altri posti, contratti stagionali,
trimestrali e andare a rilasciare una certificazione, in base alla
quale, questi ragazzi, poi si presentano in biglietteria e gli
concedono lo scontro, senza che tra l'altro l'ente pubblico, quindi
la Regione, abbia alcun controllo, perché noi demanderemmo alla
biglietteria della concessionaria di verificare dei requisiti che
dovrebbe avere verificato a monte il Comune. Quindi è un intento
lodevole, per carità, ma che non solo non è applicabile, non è
determinato con una norma.
Allora, Presidente Di Paola, io ho già preparato un
subemendamento, che chiedo che sia messo in votazione, per togliere
questa parte e rimettere il milione sulla sua destinazione
originaria per come era uscito dalla Commissione Bilancio e per
come il testo era arrivato in Aula, con l'impegno di votare il
testo per come è arrivato in Aula e, quindi, ritirare tutti i
modificativi e tutti gli abrogativi. Dopodiché se l'assessore Aricò
vorrà, come è nelle sue legittime possibilità, fare un bando, un
decreto, una circolare, per andare a concedere, a contrattare delle
scontistiche con l'ente concessionario, è nelle sue facoltà farlo.
Quindi io sto consegnando agli Uffici l'emendamento alla
riscrittura, lo ponga in votazione e dopodiché l'Aula deciderà.
PRESIDENTE. Prego, assessore Aricò.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Per onore di
cronaca, questo emendamento è stato concordato con gli otto sindaci
delle isole siciliane. Ce l'hanno richiesto; abbiamo trovato una
soluzione affinché loro possano validare l'autocertificazione e,
solo un attimo dopo, il pendolare potrà richiedere la scontistica.
Io, Presidente, vorrei informare e ribadire il concetto a tutta
l'Aula, che oggi stiamo votando, voteremo tra qualche secondo, la
possibilità di non dare la scontistica ai pendolari che fanno da
spola, avanti e indietro, nelle 14 isole siciliane e che potrebbero
avere uno sconto del 60 per cento anche i lavoratori stagionali. Io
ritengo che questo sia un problema di giustizia sociale. Si è posto
il tema dei sindaci; i sindaci ce l'hanno chiesto, ce l'hanno
chiesto con forza. Io dico che il Parlamento sta decidendo,
giustamente, di applicare una gratuità a tutte le Forze
dell'ordine, a tutti coloro che svolgono un servizio pubblico, a
tutti i dipendenti sanitari. Secondo me una scontistica del 60 per
cento per i pendolari è un diritto che dobbiamo mettere
assolutamente per le isole minori.
Anche perché poi, colleghi, ci lamentiamo tanto di come a volte lo
Stato ci ha trattato in questi anni sul riconoscimento di
insularità; e noi stiamo trattando le isole - chiamiamole minori,
purtroppo è un termine che non vorrei più utilizzare nella
terminologia pubblica - ma noi stiamo trattando i residenti, e
soprattutto i lavoratori, non gli stiamo dando una possibilità di
risparmiare qualche euro all'interno del loro budget che riservano
per gli spostamenti durante l'anno.
PRESIDENTE. Grazie assessore Aricò. Onorevole Micciché, prego.
MICCICHÈ. Signor Presidente, assessore Aricò, ferma restando la
mia totale contentezza per questo emendamento, sono d'accordissimo,
mi pongo solo un problema: i privati spesso hanno i contratti che
prevedono anche il costo del viaggio. Lei come fa a scoprirlo
prima? Perché se no diventa aiuto di Stato, nel senso che se no,
questi soldi, di fatto, vengono dati all'impresa, non a loro. Se
può soltanto chiarire questo.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. È un tema
che ci siamo posti, quello dell'aiuto di Stato e abbiamo concordato
col Dipartimento e con i Comuni che queste risorse verranno date ai
Comuni i quali poi a consuntivo pagheranno la concessionaria, no,
la pagheranno le persone.
DE LUCA ANTONINO. Allora è sbagliata la norma, non c'è scritto che
vanno ai Comuni.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, sull'articolo 5, comma 4, avevo
presentato un emendamento, Assessore Aricò, in Commissione e lei mi
aveva suggerito di presentare un ordine del giorno, sto parlando
del collegamento Punta Raisi-Palermo, che oltre a dimostrarsi un
formidabile strumento di accoglienza del turismo nazionale
internazionale si è dimostrato anche uno strumento extra urbano di
mobilità sostenibile, perché ha consentito a tante persone
pendolari e residenti di non utilizzare il mezzo proprio e
utilizzare il collegamento. Solo che cosa avviene?
A seguito di parecchie segnalazioni che sono arrivate, questo
collegamento ormai è talmente utilizzato ed è sovraffollato.
Le avevo chiesto di potenziare le corse che vanno la mattina alle
7 alle 9 da Punta Raisi a Palermo e soprattutto potenziare, con il
collegamento diretto, nel periodo di alta stagione proprio per
allinearci agli standard di efficienza di qualità delle altre città
metropolitane.
Quindi io deposito l'ordine del giorno e le chiedo di farne buon
uso. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Pongo in votazione l'emendamento 5.90.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.90, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.89. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto pongo in votazione tutto l'articolo, perché gli
emendamenti decadono tutti.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
sull'articolo 5, al comma 4, volevo semplicemente evidenziare
alcuni punti, perché questo è un risultato importante per il quale
io devo ringraziare per la collaborazione anche l'Assessore Falcone
per la sensibilità, l'Assessore Aricò, come altri parlamentari che
hanno aderito a questa proposta che ha l'obiettivo di venire
incontro alle famiglie, ai lavoratori siciliani, che sono già
provati - come noi ben sappiamo - dagli effetti dell'inflazione.
Il patto di servizio che riguarda i rapporti nel trasporto
ferroviario tra la Regione siciliana e Trenitalia decennale
prevedeva un aumento del 10 per cento, un aumento generalizzato e
lineare in alcune tratte ancora maggiore.
Ecco, noi ci siamo fatti portavoce di quelle che sono le esigenze
dei pendolari, abbiamo presentato un emendamento che è stato
apprezzato dalla Commissione trasporti e poi dalla Commissione
bilancio.
Credo che sia un risultato importante che permette di evidenziare
la collaborazione, per come c'è stata appunto, tra il Parlamento ed
il Governo cosicché abbiamo raggiunto un evidente risultato per gli
utilizzatori siciliani, utili anche a favorire l'utilizzo di mezzi
di trasporto alternativi a quelli inquinanti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.87, che è un
emendamento tecnico della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, vorrei che l'Assessore Falcone, in
qualche modo, in merito alla copertura del secondo comma, Assessore
Falcone le posso chiedere un impegno in sede di variazione di
bilancio nella misura in cui le risorse stanziate dal secondo comma
si dovessero rivelare a prevedere gli aggiustamenti contabili
necessari che saranno ovviamente, secondo me, indispensabili per
garantire efficacia ed effettività a questa norma in modo tale che
non rimanga una lettera morta. Ci conto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi. Con l'impegno
dell'Assessore, pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. C'è l'emendamento 9.1
dell'onorevole Catanzaro. Chiedo se è mantenuto o ritirato.
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. C'è un emendamento di riscrittura del Governo che
ancora però non è pervenuto in Presidenza. Ok, allora ce lo abbiamo
nel tablet, l'emendamento 9.Gov.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, solo per chiedere all'assessore
Falcone di riformulare il 9.Gov in maniera tale da assorbire
l'emendamento 9.8. Abbiamo costruito questo testo in Commissione
Ambiente prima e poi Bilancio tutti insieme, credo che sia un buon
testo, con questo ulteriore dettaglio noi diamo un po'più di tempo
ai comuni per utilizzare queste risorse e, quindi, rendere la
misura più efficace, quindi far revocare i soldi solo nel caso in
cui a sei mesi non sia stato pubblicato il bando di gara e non cui
sia stato affidato un incarico quindi semplicemente dare un po'più
di margine ai comuni.
Per il resto, assessore, ne abbiamo già parlato in Commissione
Bilancio, so che c'è un'apertura però vorrei la conferma da parte
sua e l'impegno da parte sua che con queste risorse i comuni
potranno eventualmente anche affidare incarichi per progetti di
fattibilità tecnico-economica.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente, mi pare che sia
di buon senso il subemendamento dell'onorevole Varrica che
andrebbe, non più 9.8, ma diventa un subemendamento al testo di
riscrittura del Governo.
Mi pare, non perché volessi anticipare l'onorevole Cateno De Luca,
anche con l'onorevole Cateno De Luca abbiamo discusso di un
ulteriore subemendamento di precisazione alla lettera a), di
stabilire 15 migliaia di euro per le città metropolitane, quindi di
cui, ecco dei liberi consorzi, mi pare anche questo meritevole di
apprezzamento.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Presidente, mi posso
permettere di fare i complimenti all'assessore Falcone?
PRESIDENTE. Troppo, questo mi sembra troppo.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. E, ma no, io glieli devo
fare perché lui, questa volta, devo dire che ha tradotto in termini
compiuti le nostre richieste in sede di discussione del DEFR,
quando avevamo posto in termini complessivi la questione
riguardante anche il tema dell'accelerazione della spesa e,
ovviamente, la questione di fondo che era poi l'elemento che
portava ad avviare la filiera e rendere in modo compiuto che cosa?
Delle decisioni e anche delle azioni che potessero concretamente
dare un segnale forte e chiaro.
Mi ricordo ancora la prima versione di questo articolo, quando è
arrivato in Commissione Bilancio, un articolo che da questo punto
di vista era lì formulato con una impostazione che noi non è che
abbiamo contestato abbiamo chiesto all'Assessore di riformularlo e
l'abbiamo scritto a più mani all'interno della Commissione con
tutti i colleghi, cosa è successo l'evoluzione quale è stata, siamo
partiti da quello che era intanto un'unica destinazione con il
fondo da destinare alla Regione, agli enti regionali e ai comuni, e
abbiamo chiesto all'interno della Commissione in modo bipartisan di
fare delle distinzioni, sul fronte delle distinzioni il primo
elemento che noi abbiamo posto è stato molto semplice, è inutile
che mischiamo quello che sono le esigenze della Regione e degli
enti regionali, per i quali si può anche provvedere per legge ma
non abbiamo voluto da questo punto di vista infierire, abbiamo
posto una questione però logica, cercare di mettere da un lato la
Regione con i suoi enti e dall'altro lato i territori. Nell'ambito
della discussione dei territori con altri colleghi abbiamo
individuato, ricordo anche l'intervento del collega Venezia quelle
che sono le nuove forme associative, consorzi, e soprattutto quelli
che sono oggi gli elementi previsti sul territorio, le aggregazioni
previste dalla nuova programmazione, e di conseguenza abbiamo
guardato a quella che è in ogni caso una azione programmatoria su
quella che è l'attività e la programmazione 2021-2027.
Dopo un ampio confronto anche con i colleghi della Democrazia
Cristiana, con i colleghi sindaci no Catania si ma tu sei Fratelli
d'Italia, oh i Fratelli d'Italia col collega Catania sindaco di
Mussomeli, la lobby dei sindaci sostanzialmente si è messo in modo
perché obiettivamente poi siamo quelli che sul territorio ci
rendiamo conto spesso quanto sono balorde le leggi che si fanno in
questo Parlamento anche, perché manca l'aspetto pratico, siamo
arrivati con l'assenso dell'assessore Falcone ad individuare un
articolato che ora viene riscritto per l'ennesima volta, su quelle
che effettivamente era questa esigenza.
Noi abbiamo presentato a questa riscrittura, ci siamo permessi
sulla lettera a di fare la suddivisione definitiva proprio tenendo
presente questa logica, sui 65 milioni previsti alla lettera a
abbiamo previsto 15 milioni per le città metropolitane e liberi
consorzi in relazione alla popolazione, 10 milioni per le SRR, sono
18 se non ricordo male, che non hanno un euro per progettare, e
tutti gli impianti riguardanti la filiera della dello smaltimento
dei rifiuti sono titolari le SRR, quindi abbiamo da questo punto di
vista fatto ulteriore suddivisione partendo dal presupposto
Assessore che intanto 40 milioni alla Regione su enti possono
bastare tenendo conto che la Regione in via amministrativa può
anche integrare quando ritiene, quindi se lei accetta questa
impostazione abbiamo fatto veramente un bel lavoro e abbiamo dotato
l'intero sistema di quelle risorse necessarie per poter finalmente
presentare progetti e naturalmente spendere le risorse della
programmazione, e di questo la volevo ringraziare dagliene merito.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità io
intervengo su la riscrittura del governo perché quando ci sono le
riscritture significa che siamo sulla semplificazione rispetto a
come si presenta l'articolo, il collega De Luca che mi ha preceduto
ovviamente ha tirato fuori Presidente dell'assemblea le chiedo
trentacinque secondi di attenzione Presidente, ha tirato fuori
quello che è l'argomento che io ho visto sui sessantacinque milioni
di euro, perché è chiaro che su questo importo assessore Falcone su
questo importo è chiaro che se noi non comprendiamo come vogliamo
suddividere la somma lasciata in questo modo come sessantacinque
milioni di euro non scorporandola e quindi attribuendo alle città
metropolitane, alle SRR o a tanto altro, è una norma monca lasciata
diciamo monca non capendo un attimino dove andare a lavorare, e su
quali settori noi lavoriamo.
Quindi noi ci riserviamo in questo momento come Partito
Democratico, anche perché sull'articolo 9 ci ha lavorato
l'onorevole Venezia, però possiamo anche eventualmente condividere
insieme all'onorevole De Luca un emendamento, anzi un sub
emendamento, che va ad emendare quello che il Governo ha riscritto
dell'articolo 9.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Micciché. No,
non c'è.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta come ha già evidenziato l'onorevole De Luca questa
iniziativa legislativa è una delle poche che qualifica realmente
questa finanziaria al di là degli spot che sono stati enunciati
precedentemente e mette a fuoco un tema che è rilevante,
assolutamente rilevante, e che è stato trattato in passato con
grande sufficienza che è quello di garantire adeguate risorse ai
comuni per la progettazione.
Lo spirito della norma prevede che tali risorse vengano destinate
agli enti locali e, come abbiamo già fatto rilevare in Commissione
Bilancio, l'idea è quella di destinare risorse adeguate soprattutto
ai comuni medio piccoli che più degli altri soffrono le difficoltà
dovute alle carenze dentro gli apparati burocratici di figure
professionali in grado di fare un'adeguata progettazione.
L'emendamento, come diceva poco fa l'onorevole De Luca, è stato
migliorato, l'articolato è stato migliorato in sede di Commissione
e abbiamo voluto dare rilevanza principalmente alle coalizioni
territoriali che si sono determinate a seguito delle politiche
territoriali nell'ambito della programmazione 2021/2027. In
particolare abbiamo voluto assegnare oltre che ai singoli comuni
delle risorse aggiuntive alle coalizioni territoriali che fanno
capo alle aree interne, ai FUA e ai SIRU che sono sostanzialmente
delle coalizioni territoriali che si occuperanno di gestire
direttamente delle risorse assegnate nell'ambito della
programmazione 2021/2027.
La riscrittura del Governo, come faceva rilevare poc'anzi il
capogruppo Catanzaro, necessita di un ulteriore approfondimento
anche per capire con quali modalità questi 65 milioni di euro che
sono destinati ai liberi Consorzi, alle Città metropolitane e agli
altri enti vengono rideterminati, anche perché mettere tutto in un
calderone e non capire come poi ripartirli materialmente potrebbe
creare non poche difficoltà soprattutto ai liberi Consorzi che a
causa della lunga stagione dei commissariamenti hanno subito un
rallentamento e un immobilismo sotto il profilo della spinta
propulsiva relativa alla progettazione, determinando il quadro che
l'onorevole Falcone conosce da quando era assessore per le
infrastrutture per quanto riguarda la mancanza di progettazioni
definitive ed esecutive adeguate per la viabilità secondaria.
E quindi noi siamo ben lieti di aver contribuito insieme ad altri
Gruppi in Commissione a migliorare il testo di questo articolo
della finanziaria è saremo ben lieti anche di dare il nostro
contributo in questa riscrittura presentata dal Governo.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Signor Presidente, sarò brevissimo.
Anch'io penso che l'articolo 9 sia uno dei punti più qualificanti
di questa finanziaria.
Nello specifico, il fondo progettazione consentirà sostanzialmente
di mettere in campo degli strumenti importanti che possono essere
utilizzati per intercettare le risorse extra regionali che
difficilmente i comuni possono essere in grado di poter
intercettare, non solo i comuni anche altri enti della regione.
Volevo semplicemente rimarcare che il lavoro congiunto fatto dal
Governo e rispetto a questo voglio ringraziare l'assessore Falcone,
ma voglio ringraziare anche l'assessore Aricò, per il suo
contributo che ha dato all'interno nella riscrittura, di questo
articolo, che scritto in questo modo, anche con il subemendamento
fatto dal collega Cateno De Luca, consente di declinare in modo
puntuale e preciso le risorse che andranno ad essere destinate al
libero consorzio, alle aree metropolitane e ai comuni che così
potranno finalmente beneficiare di strumenti per poter progettare
sul territorio.
Voglio anche dire che risulta, a mio avviso, importante anche la
quota assegnata alla Regione siciliana che potrà utilizzarla a
beneficio dei propri enti regionali - e mi riferisco in particolare
agli Iacp, mi riferisco al Genio civile, mi riferisco all'Irsap -
quindi potrà utilizzare queste risorse per mettere in campo
progettualità e intercettare risorse.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. Allora, i soppressivi sono
ritirati.
Passiamo all'emendamento 9.Gov.1. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo stiamo mettendo in votazione. E' su questo?
Il suo è dopo, credo. E' sul 9.Gov.1? E' su quello successivo che
non c'entra, l'altro, va bene.
Pongo il votazione l'emendamento 9.Gov.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Lei ha presentato un subemendamento al 9.8? Sì, sì,
controlliamo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
INTRAVAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INTRAVAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo
presentato assieme agli altri colleghi del Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia un emendamento all'articolo 9, al fondo di
progettazione, considerato che era stato inserito nel fascicolo,
considerato che è stata presentata dal Governo una riscrizione,
decade, tuttavia lo riproporremo come ordine del giorno e invito
poi il Governo e l'assessore Falcone a volerlo tenere in
considerazione.
E' ritirato. Lo trasformiamo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora, possiamo votare il 9.Gov. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Allora, abbiamo approvato l'articolo 9.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Istituzione capitolo per incarichi professionali al
Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
1. Per le finalità di studio, ricerca, consulenza e per il
conferimento di incarichi professionali, a supporto delle attività
del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzata
la spesa di 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2023 e
di 100 migliaia di euro annui per ciascuno degli esercizi
finanziari 2024 e 2025 (Missione 9, Programma 2).
2. La spesa di cui al comma 1 è prioritariamente impegnata al fine
di predisporre i piani di caratterizzazione di siti da bonificare o
mettere in sicurezza, ex articolo 242 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, per conto degli
enti locali dell'Isola, dietro formale richiesta».
Ci sono dei soppressivi. Chiedo all'onorevole Catanzaro se c'è una
riscrittura da parte del Governo che ancora a noi non è arrivata.
Non ci è ancora arrivata, allora, un minutino, che c'è una
riscrittura. Va benissimo.
Allora, il Governo ha chiesto di intervenire e poi eventualmente
vediamo se i soppressivi sono ritirati.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, per venire
incontro anche a quella che è stata, diciamo così, una richiesta
della Commissione, stiamo aggiungendo che all'attività di
consulenza, di studio e così via aggiungiamo anche il piano dei
rifiuti cioè quei soldi vengono finalizzati anche all'aggiornamento
del piano dei rifiuti. Quindi proprio per venire incontro quando
ne abbiamo parlato in Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Chiedo se i soppressivi sono ritirati. L'onorevole
Catanzaro? Il 10.1. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, io pensavo, è arrivata la
riscrittura? Io soltanto, mi farebbe piacere, come dire, che su
questo articolo che di competenza dovrebbe essere dall'Assessore Di
Mauro no? Se l'Assessore Di Mauro magari spiegasse perché questo è
un tema approfittando della presenza del Presidente della Regione
che ieri nella discussione generale io ho parlato di uno dei tre
punti che sono, sì bello questo Governo, però sono punti importanti
della Corte costituzionale quando questa Regione, il 16 dicembre,
fa quell'accordo scellerato con lo Stato che non prevede e che
prevede ovviamente il blocco delle assunzioni. Quindi significa che
noi dobbiamo attingere a cose esterne da quello che capisco io. Poi
sarà l'Assessore Di Mauro che ci spiegherà e quindi noi volevamo un
attimino capire questi 300 mila euro e 100 migliaia di euro a cosa
servono e come ovviamente saranno destinati. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Prima ha chiesto di
intervenire l'onorevole De Luca, poi Ciminnisi e poi Venezia.
DE LUCA ANTONIO. Grazie, signor Presidente, io sono alquanto poco
convinto da questo articolo perché, vista la delicatezza delle
materie trattate, mi sembra incredibile che la Regione siciliana
debba stanziare 300 mila euro per delle attività che altro non sono
che consulenze. Sono consulenze su una materia delicata, su una
materia che ha certamente bisogno di una legge di riforma, su una
materia in cui la Presidenza di questa Regione dovrebbe impegnarsi
a dialogare con lo Stato di concerto con il Ministero per trovare
anche delle soluzioni assunzionali per dare risorse umane a questo
Dipartimento dove è evidente che nessuno vuole andare ma non
possiamo e non condividiamo assolutamente la soluzione di metterci
delle pezze di cui fondamentalmente sono da considerare delle
cambiali in bianco. Non è una volontà refrattaria nei confronti
dell'assessorato, non è assolutamente una volontà dilatoria, però
non riteniamo che questa possa essere la soluzione ai problemi di
questo Dipartimento. Ci sembra un modo di risolverli maldestro,
capestro che non ci sentiamo di condividere, quindi ve lo dico sin
ora, noi su questo articolo ci opporremo e vedremo di riflettere
sulle modalità di voto che richiederemo per cui la invito prima di
chiedere il voto di attendere la mia esposizione.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io mi
associo a quanto anticipato già dal Presidente del mio Gruppo
parlamentare, dal collega Antonio De Luca, per quanto riguarda le
perplessità relative a questo articolo 10.
Lo sappiamo che il Dipartimento Acqua, rifiuti ed energia ha delle
gravissime carenze strutturali. Tra l'altro è un dipartimento con
delle competenze strategiche per la nostra Regione, a maggior
ragione in un momento come quello che stiamo vivendo non solo da un
punto di vista energetico ma per un'emergenza che ci portiamo
dietro da decenni che è quella dei rifiuti, anche, diciamo, dal
punto di vista delle risorse idriche non ce la passiamo certo
benissimo.
Ora è chiaro, come diceva il collega, che lo strumento per
superare delle carenze organiche di questi dipartimenti non possono
essere delle consulenze perché sono necessari i concorsi; parliamo
di dipartimenti che hanno pochissimo personale e, soprattutto,
l'età media del personale di questi dipartimenti si aggira intorno
ai sessant'anni, quindi, consulenze per fare che cosa?
Viene annunciata una riscrittura che parla dell'inserimento nella
norma del Piano rifiuti quando in realtà poi nel secondo comma lo
stesso stanziamento di spesa viene in qualche modo azzoppato,
comunque, limitato perché prioritariamente si prevede la
possibilità di impegnare queste risorse, predisporre i piani di
caratterizzazione e per i siti da bonificare, quando è chiaro che
il piano delle bonifiche è strettamente correlato al Piano dei
rifiuti, quindi, vorremmo capire prima ancora di sapere, di
inserire il Piano rifiuti nella norma se i rilievi che sono stati
fatti da Bruxelles si vogliono superare e in che senso si vogliono
superare, assessore Di Mauro. Assessore Di Mauro, posso avere un
attimo della sua cortese attenzione, per favore? Vorrei non dovermi
ripetere su alcune cose già dette, dico se magari ci spiega perché,
ok, magari ci viene detto che le consulenze vengono fatte per
accelerare sul piano dei rifiuti e noi possiamo anche essere
d'accordo anche perché se parliamo solo di bonifiche le due cose
sono strettamente correlate l'una con l'altra, però ci sono dei
rilievi che sono stati fatti dalla Commissione europea e avremmo
bisogno di capire da questo punto di vista qual è l'intendimento
del Governo perché fino a qualche settimana fa si parlava di
inceneritori, quindi, il Piano rifiuti in qualche modo ha dei
rilievi che sono stati fatti a livello europeo che vanno in
un'altra direzione, quindi, prima di stanziare trecentomila euro
per delle consulenze vorremmo capire in che direzione stiamo
andando. Grazie.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sappiamo
delle carenze dentro l'apparato burocratico del Dipartimento acqua
e rifiuti e crediamo fermamente che non siano certo le attività di
consulenza a poter far fronte a tutto quello che c'è dentro,
all'immobilismo che abbiamo registrato già in altra sede
presentando appositi atti parlamentari.
Assessore Di Mauro, lei sa che ci sono graduatorie relative
all'impiantistica dei rifiuti, in particolare, ai centri comunali
di raccolta che giacciono nei cassetti e nei tavoli del
Dipartimento da un anno e mezzo senza che ci siano decreti e somme
giuridicamente vincolate da destinare ai soggetti ammessi a
finanziamento. Stessa cosa per gli impianti di compostaggio di
comunità; decine e decine di comuni attendono i decreti di
finanziamento e non si muove foglia dentro il suo Dipartimento. Nel
frattempo da quando sono stati presentati i progetti perché i bandi
sono usciti nel 2018 e nel 2019 abbiamo assistito anche all'aumento
dei prezzi delle materie prime non solo energetiche ma anche nel
settore edile che hanno fatto aumentare in molti casi anche del
trenta per cento e oltre gli importi degli interventi finanziati
che in molti casi senza un rifinanziamento aggiuntivo di queste
risorse questi progetti non potranno essere utilizzati perché nei
bandi vi era il limite di un milione e 800 mila euro che non poteva
essere oltrepassato.
Noi ci auguriamo che l'intervento del Governo rispetto a quello
che sta accadendo dentro il dipartimento non sia con questo
semplice articolo dentro la Finanziaria, ma sia molto più incisivo
anche perché sappiamo tutti quanto sia importante e nevralgico il
settore dei rifiuti in Sicilia. Ci aspettiamo, assessore Di Mauro,
anche un suo autorevole intervento rispetto alle tematiche che
abbiamo posto in questa sede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà.
Dopo è iscritto a parlare l'onorevole Lombardo.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente,
assessore Falcone, assessore Di Mauro, parto con una riflessione in
merito a questo articolo e mi verrebbe proprio da affermare che 'il
re è nudo'; lo possiamo dire anche in relazione a quelli che sono
stati I miei trascorsi molti anni fa. Perché su questo articolo noi
- qualcuno se lo ricorda ancora - questo articolo entrò in
Commissione Bilancio - ricordo - con una misera previsione di 100
mila euro. Noi abbiamo fatto un emendamento che proponeva, invece,
500 mila euro l'anno. Perché? Perché, intanto, voi dovete fidarvi
di Di Mauro, per un motivo molto semplice. Sappiamo quanto è da
questo punto di vista disorganizzato il dipartimento, anzi
l'assessorato in cui lui si trova perché i suoi predecessori gli
hanno dato il colpo di grazia. Però, c'è un problema di fondo. Noi
ci ritroviamo con un piano dei rifiuti che, sostanzialmente, dovrà
essere riscritto e questo credo che, comunque, quando l'Assessore
interverrà queste cose le chiarirà.
Io da sindaco, ex sindaco di Messina, mi ritrovo sotto inchiesta
per problemi di caratterizzazioni di luoghi per carenza di risorse
che non si sono potute fare e, di conseguenza, vi assicuro che chi
è sul territorio e ha di questi problemi gestisce, tocca il fuoco
con le mani ogni giorno.
Ora, è logico che, di fronte a una questione del genere, e che in
materia ambientale è purtroppo una materia che è alla ricerca
intanto del responsabile protempore, poi che la discarica è stata
fatta vent'anni fa, che chi ti ha preceduto non ha attemperato, ma
tu sei il sindaco pro tempore, intanto vieni inserito
nell'indagine, poi possibilmente ti fai anche un processo, poi
dimostrerai nel processo che quando sei arrivato tu comunque il
danno c'era. Però, le norme ambientali, voi sapete meglio di me che
da questo punto di vista sono a reato costante, nel senso che chi
si ritrova a ricoprire quel ruolo comunque viene a sua volta
coinvolto. Quindi, l'argomento guardate al di là di quelle che
possono essere le posizioni espresse legittime dai colleghi, è un
argomento serio, delicato, per il quale noi, comunque, dobbiamo
trovare una soluzione.
Questa sicuramente non è la soluzione definitiva però vogliamo,
anche da questo punto di vista, ed ecco perché noi nell'emendamento
che abbiamo fatto in Commissione Bilancio abbiamo posto il tema
della priorità, per quanto riguarda gli interventi di
caratterizzazione, l'abbiamo fatto perché il problema lo conosciamo
bene come lo conoscono tutti i sindaci. Va da sé che oggi il
Governo, da questo punto di vista, fa una ammissione. E' una delle
tante. L'ammissione qual è? Quella che il Piano dei rifiuti tanto
decantato dal precedente Governo è carta straccia, sostanzialmente
va riformulato. Questa la possiamo prendere sotto il profilo
politico come un'ammissione di responsabilità. Diciamo che
l'assessore Di Mauro al di là di quelle che sono le sfumature
politiche, sta dicendo chiaramente all'Aula che ha bisogno dei
soldi per rifare il Piano dei rifiuti. Per cui è ovvio che noi,
avendo seguito questo articolo dalla Commissione Bilancio, e avendo
messo delle risorse che poi l'assessore Falcone è riuscito, in
ambito con la Commissione Bilancio a individuare, non sulla
proposta di 500 mila euro, poi siamo arrivati a 300 per l'annualità
2023, 100 2024 e 100 2025 ma sono pochi. Se si trovassero altre
risorse, ben vengano.
Ecco perché abbiamo messo nell'ambito dei fondi della
progettazione delle risorse per le SRR per progettare, quanto meno
per cercare, da questo punto di vista, di trovare delle soluzioni
al problema. Quindi chiudo dicendo questo. Noi siamo favorevoli a
questo articolo, siamo favorevoli anche a quello che è
l'emendamento proposto dal Governo e, pertanto, invito l'Aula, al
di là di quelle che sono le legittime prese di posizione, comunque
a sostenerlo perché non è un tema che riguarda semplicemente Di
Mauro, ma è un tema che riguarda l'intero territorio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Grazie, signor Presidente. Assessore Di Mauro,
se mi da due minuti di attenzione. Grazie, assessore Di Mauro.
Collega Geremia. Io voglio esprimere la mia soddisfazione su questo
emendamento e su questo articolo. Lo sa perché, Assessore? Perché
questo articolo, per come è stato subemendato, è la prova provata
del fallimento del Governo Musumeci sulla tematica dei rifiuti.
Io voglio leggere, semplicemente, un passaggio all'Aula che
riguarda quello che diceva la Commissione europea, non più tardi di
un anno fa, dove diceva che il Piano regionale per la gestione dei
rifiuti non è conforme alla direttiva quadro sui rifiuti, perché
mancano informazioni sufficienti sul tipo, la quantità e la fonte
dei rifiuti prodotti sul territorio e una valutazione dello
sviluppo dei flussi di rifiuti in futuro. Inoltre, secondo la
Commissione, è privo di una descrizione chiara e dettagliata delle
misure previste per conseguire gli obiettivi.
Assessore, colleghi. Collega Pace e collega Gallo, io capisco
che...
PRESIDENTE. Chiedo gentilmente di tornare al posto e dare
attenzione all'onorevole Lombardo.
LOMBARDO GIUSEPPE potrebbe sembrare non prioritaria questa
tematica, Assessore. Però, prima che lei venisse in Commissione, io
ero convinto, il nostro Gruppo era convinto che gli originari 100
mila euro lei li avesse chiesti per consulenze generiche. Quando,
invece, lei è venuto in Commissione e ci ha detto che servivano per
consulenze finalizzate a rispondere a quelle che erano le
problematiche sollevate dalla Commissione europea, abbiamo avuto la
prova provata del fallimento del Governo Musumeci sulla gestione
dei rifiuti. Noi abbiamo messo, infatti, in Commissione un aumento
delle somme che erano finalizzate ai piani di caratterizzazione,
perché per noi la tematica principale era quella di dare risposte
alle discariche da bonificare mettendo delle risorse per i piani di
caratterizzazione. Perché, a volte, i comuni si ritrovano con le
discariche in capo al proprio territorio, non hanno i soldi per
fare i piani di caratterizzazione e non possono accedere ai
finanziamenti per la bonifica delle discariche stesse.
Lei stesso, invece, ci ha detto poi in Commissione, assessore,
mi servono, ci servono queste risorse perché dobbiamo fare uno
studio e prendere delle consulenze proprio per il piano della
gestione dei rifiuti .
E allora, caro assessore, il Governo precedente ha fallito sulla
gestione dei rifiuti ma non solo ha fallito. E, assessore, questo è
un impegno che chiediamo a lei, glielo chiediamo non come Gruppo,
glielo chiediamo come territorio, perché la città di Messina, per
colpa di quello che non si è fatto nei cinque anni precedenti, sta
pagando quello che non hanno fatto, in modo particolare, la città
di Palermo e la città di Catania. Cioè hanno riempito le discariche
della Sicilia e ci stanno costringendo ad andare fuori Regione
aumentando il costo della frazione indifferenziata, in meno di un
anno, da 160 euro a tonnellata a 430 euro a tonnellata.
Assessore, prenda l'impegno lei, su questo argomento, che dobbiamo
avere risposta non solo sul Piano per la gestione dei rifiuti
solido urbani, ma dobbiamo avere risposta immediata
sull'impiantistica, Assessore, perché così non dissanguiamo i
Comuni, dissanguiamo le tasche dei cittadini, perché la Tari per
coprire questi costi extra regionali è a totale carico dei
cittadini e lei, Assessore, deve darci risposta in tempi certi e,
possibilmente, anche immediati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io sono stato in Commissione e devo
dire che in Commissione è entrata, come veniva ricordato, una
richiesta, una norma che chiedeva un contributo, una somma per
gestire, diciamo, una serie di attività, attraverso le consulenze,
di rafforzamento progettuale da parte dell'Assessorato.
E però non posso che rilevare che l'articolo 10 segue l'articolo
9. Nell'articolo 9, a fronte di un fondo indistinto, che era
previsto nel testo iniziale, di 200 milioni di euro a favore degli
enti territoriali per l'attività di progettazione, la Commissione
lo ha "spacchettato" prevedendo, dei 200 milioni, risorse per la
Regione, le SRR, gli enti locali, i Comuni delle aree interne e una
serie di soggetti, per arrivare alla cifra di 200 milioni.
Se non ricordo male 15 milioni, di questi 200, sono previsti per i
Dipartimenti regionali per l'attivazione della spesa dei fondi
extra regionali, PNRR, comunitari. E credo che il settore che segue
l'onorevole Di Mauro sia uno dei settori a maggior incapacità di
spesa, sia nel settore irriguo, sia nel settore idrico, sia nel
settore dei rifiuti.
Ora qui non è in discussione la necessità di un rafforzamento
amministrativo - ricordo, però, che in materia di impiantistica la
capacità di proposizione è innanzitutto delle SRR e che le risorse,
oggi, per la progettazione in qualche modo sono individuate
dall'articolo 9 - quindi questo articolo 10, sinceramente, alla
luce dell'articolo 9, è assolutamente superfluo. Per cui diamo una
posta aggiuntiva a quella già prevista dall'articolo 9, per fare le
cose che sono previste nell'articolo 9; quindi non si capisce qual
è la ratio di questi 300.000 euro, che vengono qui ... 300 più 200,
300 più 100 più 100 ... 300 più 100 più 100. L'onorevole Dipasquale
mi corregge sull'aritmetica.
Allora io dico che una cosa era questa norma, che infatti era di
100.000 euro, in un contesto nel quale il Governo non sapeva ancora
se la Commissione, e poi l'Aula, avesse destinato una parte delle
risorse del fondo per la progettazione alla stessa Regione, altra
cosa è ora con l'articolo 9 che abbiamo già votato e che ha
ripartito quelle somme, prevedere che questo articolo rimanga in
vita a prescindere da quello che abbiamo fatto con l'articolo 9.
Ecco perché io non condivido questo articolo e invito il Governo a
ritirarlo, perché è una superfetazione, ripeto, tra l'altro non
richiesta dallo stesso Governo, come l'onorevole De Luca
correttamente ha ricordato, che in Commissione è stato richiesto
addirittura un rafforzamento ulteriore di risorse ma, ripeto, in un
contesto nel quale l'articolo 9 non era ancora definito secondo le
tipologie con cui lo abbiamo appena approvato.
Io chiedo al Governo di ritirarlo e sinceramente spero che l'Aula,
qualora il Governo non dovesse accedere a questa richiesta, bocci
questo articolo perché è una... visto che si parla tanto di .... -
mi ascolti, Presidente che ce l'ho con lei, Presidente
dell'Assemblea ce l'ho con lei - visto che si parla tanto anche
oggi della Regione degli sprechi, che abbiamo aumentato la
rivalutazione Istat ai deputati. Ho letto che il Presidente della
Regione ha detto che non condivide, ma il Presidente della Regione
se non condivide ha uno strumento: abroghi la legge. Cioè, noi non
è che operiamo in forza di chi sa quale velleità intellettuale,
oppure se qualcuno di noi ha chiesto di aumentare gli stipendi ai
deputati, non mi risulta, io non c'ero ieri, ma sono sicuro che
nessuno dei deputati che era presente ieri in quest'Aula, quando ha
approvato il bilancio dell'Assemblea, ha richiesto di avere
aumentati gli stipendi dei deputati, che cosa è successo? E'
successo semplicemente che una norma varata nel 2014, in
applicazione del decreto Monti, cioè parliamo del decreto fine
2012, che in Sicilia con legge 1 del 2014 ha avuto applicazione dal
1 gennaio 2014, prevede le indennità omnicomprensive al pari di
tutti i consiglieri regionali d'Italia e prevede che vi sia la
rivalutazione Istat, come da 8 anni è previsto.
Vorrei ricordare al Presidente dell'Assemblea, al Presidente della
Regione, a tutti i colleghi, che dal 2014 ad oggi ogni anno le
indennità dei deputati, al pari di tutti gli altri Consigli
regionali e del Parlamento nazionale, sono stati rivalutate, con la
differenza che mentre nel 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021
la rivalutazione ha riguardato pochi spiccioli, per la semplice
ragione che la rivalutazione Istat per ricalcolare il tasso di
inflazione annuale è stato meno dell'1 per cento annuo, quello che
è avvenuto nel 2012 non è colpa di questa Assemblea, semplicemente
il costo della vita in tutta Italia è cresciuto dell'8,2 per cento.
Per cui, la rivalutazione non l'ha fatta l'Assemblea regionale, ma
è connessa alla rivalutazione dell'indice Istat che è stato,
appunto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e per cui in automatismo
- visto che c'è una legge - si applica a quella rivalutazione.
Lo dico perché poi si può fare tutto, si può abrogare la legge, si
può modificare, tutto si può fare, ma non vorrei che ci sia la
doppia morale per cui ci si indigna "Schifo I deputati si sono
aumentati lo stipendio ", oggi siamo sulle prime pagine solo perché
probabilmente qualcuno avrebbe dovuto meglio illustrare il
contenuto di quella disposizione finanziaria e poi si fa un
emendamento, un testo nella legge finanziaria in cui a fronte di
200 milioni che prevediamo con l'articolo 9 - non per Di Mauro, tra
l'altro è un mio amico, non ho problemi nei suoi confronti - si fa
una norma per dire 300, era di 100, facciamola di 500, no
arriviamo a 300 , come dire con una logica che tutto ha tranne la
logica del buon andamento dell'amministrazione.
Le risorse i dipartimenti regionali con questa legge finanziaria
li avranno, Di Mauro come tutti gli altri, non capisco perché
dobbiamo fare una norma specifica ulteriore.
Ecco perché io chiedo al Governo di ritirare l'articolo 10;
qualora non dovesse ritirarlo, io chiedo che venga bocciato e
chiedo il voto segreto, così evitiamo di far finta che tutti ce la
scansiamo lo chiedo io.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, anche per avere
puntualizzato rispetto a quello che era...
CRACOLICI. No, lo deve fare lei a nome di tutta la Sicilia e anche
il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Non mi sono sottratto oggi onorevole Cracolici anche
ad un'intervista rispetto a un'emittente nazionale che chiedeva
lumi rispetto quella che era un'indicizzazione dell'Istat, non ci
siamo sottratti, spiegando anche che era più un fatto, non
impossibile come qualcuno ha dichiarato nel giornale, ma
probabilmente se si fosse fatto ogni anno così come nel passato,
magari lo 0,5 che avrebbe rappresentato una cifra molto più
marginale, non avrebbe avuto lo stesso effetto in una finanziaria
in cui stiamo raccogliendo 8 anni di 0,5, 0,6 e 1 per cento. In
tutti i casi, se dovessimo fare ancora maggiori chiarimenti li
faremo.
Ha chiesto di parlare l'assessore Di Mauro e poi ha chiesto di
parlare l'onorevole Dipasquale.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
No, a questo punto, Presidente, mi consenta, le ho chiesto di
intervenire prima per spiegare all'Aula di che cosa si trattava.
Lei non mi ha dato la parola, i colleghi giustamente in virtù di
quello che c'è scritto hanno fatto il loro interventi, facciamo
completare l'onorevole Dipasquale, se lei mi permette, poi alla
fine io concludo cercando di illustrare ai colleghi parlamentari e
a chi ci ascolta la natura di questo articolo.
PRESIDENTE. Aspetti, prima dell'onorevole Dipasquale
DIPASQUALE. No, no, io aspetto.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Il Governo interviene dopo, onorevole Dipasquale.
PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, io non ho visto che lei avesse
chiesto di intervenire, sennò si figuri se non le avrei dato la
parola
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
No, Presidente, lei non può non consentire al Governo di
intervenire per spiegare un provvedimento perché gliel'ho chiesto
più di una volta, mi dia la parola e fa parlare gli altri.
PRESIDENTE. Assessore, non ce ne siamo accorti, le chiediamo scusa
dalla Presidenza.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Va bene, pazienza, ma si figuri, non è un problema di scuse.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, prego intervenga.
DIPASQUALE. No.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Allora, questo articolo nasce dall'esigenza di dovere affrontare un
iter di natura amministrativa e tecnica perché, nonostante sia
stato redatto il piano dei rifiuti ufficialmente tre anni fa,
ancora non risulta regolarmente approvato, c'è l'ultima fase in
istruttoria con la Commissione europea che ha una necessità di una
integrazione di atti, cosa che abbiamo fatto regolarmente, però nel
frattempo il piano dei rifiuti è già scaduto, perché noi entro il
2023, e ce lo chiede la Corte dei conti come credo l'assessore
Falcone può ben ricordare, di dovere dare corso alla realizzazione
del piano dei rifiuti e il Piano rifiuti è una cosa importante è
uno strumento tecnico ma è uno strumento, anche, che dovrà servire
all'individuazione di quelle iniziative impiantistiche che debbono
essere fatte - una per tutte quella dei termovalorizzatori -
affinché ci sia un'idea di quella che deve essere l'attività che
deve compiere il Governo in ordine alla raccolta dei rifiuti e in
ordine alla localizzazione dei rifiuti, dove devono essere portati.
Durante il dibattito, perché l'articolo era formato da un solo
comma, c'è stata in Commissione la presentazione di un emendamento,
come ricordava l'onorevole De Luca, a proposito del piano di
caratterizzazione del piano delle bonifiche e io che so che ci sono
ben 511 siti da bonificare in Sicilia e che esiste un piano dei
rifiuti e che, telefonando immediatamente per capire bene come
eravamo messi, mi dicono i dirigenti che il piano scade quest'anno;
già il piano materialmente è scaduto, un piano che ha un valore per
se anni e che c'è la necessità di fare un ulteriore piano affinché
possiamo adottare gli interventi e, quindi, individuare le risorse
che vanno spese.
Quindi, abbiamo necessità di predisporre un piano di rifiuti
ovviamente avvalendoci, quando si parla di consulenze si parla di
dipartimenti universitari sia per quanto riguarda i rifiuti, i
rifiuti speciali e per quanto riguarda quello che cosiddetto piano
delle bonifiche.
Questa è l'idea che ha il Governo, che deve mettere in atto,
perché se il Governo non realizza questi strumenti saremo ancora
fermi in una condizione in cui tutti sanno e hanno detto, tra
l'altro, che il dipartimento ha difficoltà in ordine ai dirigenti e
che ancora non ha individuato i nuovi direttori, cosa che credo
faremo il prossimo venerdì.
Accanto a questo, gli interventi che sono stati fatti, per esempio
dal collega Venezia in ordine ai CCR e ai piani di compostaggio,
non c'è un disinteresse da parte del Governo c'è stato un problema
di spesa a fine anno, perché non hanno in condizione di concludere
un'obbligazione giuridicamente vincolante e, altresì, non avendo
adottato il bilancio non possiamo fare decreti. Tenendo conto che
le somme che erano state individuate all'inizio per quanto riguarda
questi interventi, credo che hanno necessità di una integrazione di
risorse per confermare gli interventi che sono stati programmati
nel 2018 e che inspiegabilmente nel tempo non sono stati spesi, di
un ulteriore incremento di risorse per almeno il 30 il 40 per
cento.
Onorevole Cracolici, voglio dire che noi dobbiamo avere uno
strumento, onorevole Cracolici, molto operativo, molto diretto e le
risorse che sono state appostate in un apposito capitolo di spesa
sono risorse del bilancio ordinario e che servono per essere
immediatamente spese per affrontare un iter, mi creda onorevole
Cracolici, che è molto lungo. Se noi perdiamo tempo
nell'allocazione delle risorse è chiaro che avremo un'ulteriore
difficoltà e soprattutto non potremo intervenire perché parlando di
termovalorizzatori dobbiamo avere, per esempio, uno strumento dei
rifiuti che sia operativo, che sia efficace, così come anche per le
bonifiche. Immagini, Presidente, che le bonifiche che sono 511 per
almeno più di 300 non ci sono allocate le risorse post mortem e,
quindi, sono finanziamenti che dovranno essere recuperati nel
bilancio dei fondi comunitari, dei fondi FSC o di quant'altro che
possa essere utilizzato, PNRR per esempio, per determinare un
percorso virtuoso che serva quanto meno a fare chiarezza in questo
contesto delle bonifiche.
Sono cose importanti, sono cose su cui non credo che ci possa
essere divisione, non credo che ci possa essere un Parlamento che
discuta da dove prendere le risorse. Le risorse a mio parere vanno
prese dal bilancio ordinario e vanno spese con gente al massimo
livello come possono essere i professionisti, i professori
universitari, perché a loro dobbiamo rivolgersi e il termine di cui
al comma 1 va inteso e specificatamente allocando le risorse verso
dipartimenti dell'università che comunque in questo senso hanno una
grande esperienza.
Per il resto, mi affido all'Aula faccia l'Aula quello che ritiene;
tenete conto che per quanto riguarda il Governo non vuole bloccare
assolutamente il piano dei rifiuti, né tanto meno quello dei
rifiuti speciali, né tanto meno il piano delle bonifiche.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Di Mauro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, per dichiarazione di voto, non un voto
contrario segreto l'ha detto l'Assessore nel suo intervento e lo
sapete perché? Ha detto bene Cracolici il 10 si collega al 9, è la
riserva di caccia, è la riserva di caccia. L'articolo 10, caro
onorevole De Luca, è una riserva di caccia che prevede 500 mila
euro da utilizzare perché sono 500, 300 più 200, 500 mila euro da
utilizzare per consulenze. Di questo si tratta Perché i soldi per
la progettazione che sono quelli importanti, stiamo mettendo 200
milioni di euro nell'articolo 9.
Io ricordo - ti prego Antonello seguimi, Antonello seguimi per
favore - io la ricordo la vicenda del piano che stava per scader.
Lo sa qual è la sua sfortuna? Che io ebbi a interloquire con
l'assessore che già si era messa in moto per realizzare
l'aggiornamento. Lo sapete quanto costava l'aggiornamento sul piano
sui rifiuti? Sotto soglia era, e si stavano preparando, quindi
circa 90 mila euro, e si stavano preparando attraverso la
piattaforma Consip vedi poi come vanno a finire le cose,
attraverso...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, se parlasse vicino al microfono
anche per aiutare gli stenografi.
DIPASQUALE... attraverso la piattaforma Consip - Presidente della
Regione la prego di ascoltarmi - si stavano preparando per affidare
il servizio di aggiornamento del piano dei rifiuti.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Ma quale Governo?
DIPASQUALE. Assessore Baglieri, siccome io sono abituato a dire
sempre nomi e cognomi, questioni, nomi e cognomi. Quindi, 500 mila
euro non possono arrivare. Noi votiamo su questo emendamento
contrario e a voto segreto perché riserve non ne garantiamo a
nessuno. Poi se qualcuno in quest'Aula lo vuole fare, che lo
faccia
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
All'ultimo banco chiedo di fare un po' di silenzio nel rispetto
dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, nel condividere l'intervento che ha
fatto poco fa l'onorevole Cracolici sulla strumentalizzazione che
c'è stata secondo me in queste ore da parte del Governo regionale
su questo discorso relativo all'aumento degli stipendi da parte dei
deputati dell'Assemblea regionale, e mi collego velocemente
all'emendamento, signor Presidente.
PRESIDENTE. Infatti, parliamo dell'emendamento, non andiamo fuori
tema, sennò apriremo un dibattito e non è corretto.
DI PAOLA. Mi collego velocemente all'emendamento, Presidente.
Perché se il Governo regionale voleva aumentare gli emolumenti dei
sindaci e degli assessori, lo poteva fare benissimo, lo poteva
dichiarare benissimo, senza che venisse strumentalizzata appunto
una norma, come ha ben spiegato l'onorevole Cracolici.
E in tema di sprechi, signor Presidente, mi collego all'articolo
10 perché se di sprechi dobbiamo parlare, signor Presidente, questo
articolo dopo che l'Assessore ha spiegato la motivazione
dell'inserimento di questo articolo all'interno della finanziaria è
ovvio che 500 mila euro, 400 mila euro, 300 mila euro, un milione
di euro di consulenze, qualunque sia la cifra, di consulenze al
Dipartimento energia non servirà a nulla, perché non si è ben
capito questo Governo regionale quale piano e quale programmazione
ha sulla gestione dei rifiuti. Perché l'assessore Di Mauro ha
parlato che queste consulenze devono servire per le bonifiche, per
il discorso del piano rifiuti, per i termovalorizzatori, non si
capisce qual è l'indirizzo della gestione dell'emergenza sul
discorso rifiuti di questo Governo regionale.
E, quindi, signor Presidente, l'invito è al Governo di ritirare
questo articolo perché anche il Movimento 5 Stelle nel caso in cui
il Governo decidesse di mantenere l'articolo voterà, in maniera
palese o in maniera segreta, contrario perché questi 500 mila euro
verranno dispersi in consulenze; possono essere professori
universitari, possono essere università, possono essere
professionisti ma se non si è ben capita qual è la visione sulla
gestione dei rifiuti, sulla gestione delle emergenze e io sono
convinto che nemmeno l'Assessore oggi può spiegare qual è la
visione di questo Governo regionale sulla gestione dei rifiuti.
E quindi, preannuncio, signor Presidente, nel caso in cui
l'Assessore, il Governo non ritiri l'articolo, il voto contrario
del Movimento 5 Stelle. Grazie.
PRESIDENTE. Gli interventi sono conclusi.
Allora, chiedo se c'è il ritiro dell'emendamento? No.
Pongo in votazione l'emendamento 10.1.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.1.
Allora stiamo votando l'emendamento soppressivo dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota per la soppressione
dell'articolo preme il pulsante verde; chi vota no preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Vi chiedo di tenere premuto il pulsante fino alla fine della
votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Ancora non ho visto il responso. C'è un problema con l'assessore
Albano. E' la seconda volta che succede. La vedo in Aula e vota,
quindi chiedo ai tecnici...
Non so neanche come sia finito il voto, aspetti.
L'onorevole Sunseri è arrivato dopo, ma non è un problema.
Il tema però è che per tre volte, e non ho mai ripetuto il voto,
l'assessore Albano ha votato. In tutti i casi è seduta; non so
neanche come sia finita.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 30
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Allora, la votazione è con 31 contrari e 30 favorevoli. Quindi,
l'emendamento è respinto.
(Brusio in Aula)
Ho detto prima di guardare la votazione, glielo dico subito, se
aspetta un minuto, glielo dico subito, stiamo aspettando il
verbale.
Onorevole Cracolici lei ha votato, l'onorevole e assessore Albano
non ha votato, qui c'è il verbale se lo volesse guardare.
Ma il voto è già concluso, andiamo avanti. Non è stato neanche
registrato, però è giusto che io lo dica neanche il voto per la
terza volta di fila dell'assessore Albano, al contempo noi
metteremo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' precluso. Ora si vota l'articolo, intanto deve
firmare. Prima di votare in tutti i casi chiedo ai tecnici di
controllare la postazione dell'assessore Albano e di tutti coloro i
quali erano in Aula e risultano non votanti.
(Proteste dell'onorevole Dipasquale)
DE LUCA ANTONINO. Credo che non risultano tutte le votazioni sul
comma 1 e sul subemendamento e chiederò un'ulteriore votazione sul
comma 1.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, non solo non risulta
quello dell'assessore Albano, non risulta neanche quello del
deputato segretario Marchetta che ce l'abbiamo accanto.
Sospendo la seduta due minuti per vedere se funzionano le
postazioni per il voto.
(La seduta sospesa, alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Stanno facendo l'ultimo controllo e sembrerebbe che
tutti funzionano adesso. Vi invito ad ascoltarmi rispetto le
modalità di voto perché possibilmente talvolta qualcuno o pigia il
bottone sbagliato o non lo pigia sino alla fine della votazione.
Ora funziona. Va bene.
Onorevole De Luca Antonino, l'emendamento 10.3 è mantenuto?
Onorevole De Luca, lo ritira?
DE LUCA ANTONINO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. E' mantenuto. Il parere del Governo sull'emendamento
10.3?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, è l'emendamento 10.3, non vorrei
che magari nella confusione dell'Aula si è sentito male,
emendamento 10.3 a firma dell'onorevole De Luca Antonino, "...al
comma 1 è inserito il seguente periodo...", lo ha trovato?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è una forzatura nel
senso che limitiamo l'Assessore, però possiamo dare, ci rimettiamo,
infatti, è una cosa in più però rettifichiamo il parere e diamo un
parere favorevole. Diamo un parere favorevole.
PRESIDENTE. La Commissione è favorevole. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è un fuori sacco che è l'emendamento 10.9, troverete tra gli
allegati, emendamenti fuori sacco, è a firma del Governo. Il parere
della Commissione? Immagino favorevole.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.9. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 così come emendato.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 31
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Cofinanziamento regionale dei Programmi operativi
regionali Sicilia
1. In sede di programmazione delle risorse del Fondo Sviluppo e
Coesione 2021-2027, una quota pari a 60.000 migliaia di euro è
destinata, per l'anno 2023, ad incremento del Fondo per il
cofinanziamento regionale dei Programmi operativi regionali della
Regione siciliana (Missione 20, Programma 3, capitolo 613950).»
Si passa all'emendamento soppressivo. Onorevole Catanzaro è
mantenuto il soppressivo dell'articolo 11?
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è mantenuto l'emendamento
soppressivo dell'articolo 11?
DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Disposizioni in materia di entrate
1. Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale del 15 maggio
1991, n. 24 dopo le parole copertura di eventuali danni
aggiungere la frase ed eventuali proventi derivanti da riutilizzo
a scopi privati dei materiali rimossi. »
Onorevole Catanzaro, è mantenuto il soppressivo?
CATANZARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è mantenuto il soppressivo?
DE LUCA ANTONINO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole
resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 19
dicembre 2001, n. 20
1. All'articolo 2 della legge regionale 19 dicembre 2001 n. 20 e
successive modificazioni, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Nel caso di preposizione di un dirigente
dell'amministrazione regionale in quiescenza, nel rispetto della
vigente normativa nazionale, il preposto non è computato nel limite
di cui al comma 1 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della
Regione 16 novembre 2018, n. 29, e comunque è a titolo gratuito .»
Onorevole Catanzaro, è mantenuto il soppressivo o lo ritira?
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo al Governo chiarimenti in
merito all'articolo 13 sia per un appunto che, secondo me, va fatto
all'interno di questo articolo e mi riferisco al fatto che va bene
la possibilità di predisporre un dipendente in quiescenza
all'interno dell'Ufficio di Gabinetto a titolo gratuito, però la
norma nazionale specifica che questo non può superare l'annualità e
che non può essere prorogabile.
CRACOLICI. Lei lo dovrebbe ritirare questo articolo.
ARDIZZONE. E' già previsto dalla norma vigente, però siccome
specifichiamo che è a titolo gratuito, e ora su questo lo
discutiamo, io farei una specifica anche su questo. Assessore, se
mi ascolta, farei una specifica.
Ho il subemendamento già pronto, quindi lo possiamo approvare.
Però, io ho un dubbio sulla questione della gratuità, sul titolo
gratuito. Perché su questo il Ministero della Pubblica
Amministrazione ha inviato circolari e circolari sul discorso del
rimborso spese. Perché io mi chiedo, questa è la domanda che pongo
al Governo, se un dipendente dovesse venire da Canicattì e si
dovesse spostare a Palermo, il rimborso spese glielo dobbiamo
prevedere?
CRACOLICI. No, gratis.
ARDIZZONE. Quindi, non è proprio a titolo gratuito e questo
comporterebbe una spesa da parte della Regione e del bilancio della
Regione che non è prevista.
Quindi, su questo io farei accortezza e verificherei, farei aprire
una riflessione, ma chiedo al Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone. Il Governo, infatti stava
parlando di un'eventuale riformulazione.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie. L'articolo
di cui parliamo, sostanzialmente, prevede che un dirigente in
quiescenza possa essere preposto come a capo dell'Ufficio di
Gabinetto, capo dell'Ufficio di Gabinetto.
Questa previsione - che è già prevista dalla legge - in questa
fase, con questo articolo, noi cosa prevediamo? Prevediamo che non
venga considerato come esterno, ma soltanto come interno, benché e
comunque a titolo gratuito. Sulla precisazione che ci viene
chiesta, teoricamente, lo dice la legge, ma praticamente dobbiamo
fare delle differenziazioni cioè il dipendente che ha superato i 67
anni? La legge dice può fare soltanto un anno oltre. Il dipendente
in pensione che non avesse superato i 67 anni, invece, la legge
consente di poter continuare sino alla stessa età.
Quindi, mi sembra giusto, ragionevole, quello che lei dice, però
dall'altro lato non possiamo andare contro una norma nazionale. E'
di buon senso, certamente, ma laddove abbiano superato i 67 anni è
nelle cose. Anche se non lo mettiamo, a 68 anni finisce. Cosa ben
diversa, invece, è per gli altri dipendenti che sono in quiescenza.
Allora, io mi permetto di dire, l'emendamento lasciamolo così,
poi, però siamo pronti a fare una riflessione, tra l'altro vorrei
anche dire una cosa: il Parlamento nazionale, forse, nella legge
delle mille proroghe sta facendo ulteriori modifiche. Mi
permetterei anche di aspettare le modifiche, se poi dobbiamo fare
dei correttivi li faremo, eventualmente, nel collegato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, l'onorevole Micciché.
CRACOLICI. Presidente, proprio perché il Parlamento nazionale sta
facendo delle modifiche e ad oggi non sappiamo quali saranno, anche
perché ieri sono stati espunti dal testo che al Senato si stava
discutendo nel decreto mille proroghe le norme che prevedevano un
prolungamento dei rapporti in essere con i cosiddetti pensionati,
suggerirei al Governo, se vuole operare in ragione delle modifiche
eventuali alla Madia, di non fare nessuna norma. Perché con questa
norma che voi fate, state dicendo un'altra cosa che non c'entra
nulla con quello di cui ha parlato lei.
State dicendo che, negli uffici di Gabinetto, i dirigenti in
quiescenza, al di là dell'età, che sono nominati nell'Ufficio di
Gabinetto non vengono conteggiati ai fini della complessiva
organizzazione dell'Ufficio di Gabinetto. Poi, qualcuno mi spiega
come si fa a nominare un Capo di Gabinetto che, in coscienza,
ancorché per un anno, che firma gli atti da capo di Gabinetto ma
non viene conteggiato nell'ambito dei 15, non mi ricordo se sono 15
o 14, forse il Presidente della Regione ne ha di più. No parliamo
di esterni e interni, complessivamente: se non ricordo male sono
14, complessivi. No, non viene conteggiato. Significa che, oltre a
quelli in quiescenza....
E allora, intanto stabilite che viene conteggiato complessivamente
nell'Ufficio di Gabinetto, ancorché non viene conteggiato come
esterno. Questo già è un'altra cosa.
Però, ripeto, se volete approfittare della disposizione che,
eventualmente, se dovesse modificarsi la Madia, forse vi conviene -
visto che è una norma dinamica la Madia e si applica a prescindere
dall'eventuale recepimento o meno perché è una norma, grande
riforma economico sociale e si applica anche alle Regioni a Statuto
speciale - quindi o specificate soltanto quello che volevate dire,
che i dirigenti in quiescenza nominati negli uffici di Gabinetto
non possono essere considerati tra gli esterni nominati, in quanto
gratuiti. Se è questo che volete dire, dite questo. Ma, così come è
scritto, non dite questo perché dite che non vengono conteggiati
nell'ambito dei complessivi numeri dell'Ufficio di Gabinetto. Se è
così, non ho nulla incontrario.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha finito l'intervento. Ha
chiesto di intervenire prima l'onorevole Micciché.
ARDIZZONE. Ma sul rimborso spese non sono stati fatti,
chiaramente.
PRESIDENTE. Penso che il Governo risponderà alla fine.
MICCICHÈ. Grazie Presidente, io non capisco bene, anche se
immagino che credo abbastanza chiaro, per chi si sta facendo questa
legge e non so se valeva la pena fare una legge, sinceramente, per
potere dare qualche Euro in più. Ma vorrei capire una cosa. Se
questo è una persona che era dipendente, può essere mai esterno? In
quanto ex dipendente c'è la possibilità di essere...E' chiaro che
non può essere considerato un esterno. Però, sinceramente, avrei
evitato, posso dire sinceramente per quanto lui sia bravissimo e
merita tutti i complimenti di questo mondo, ma avrei evitato di
fare una legge così ad personam, perché è talmente sfacciata la
cosa che si sta facendo questo per dargli mille euro in più l'anno.
Sinceramente, lo dico per come sono fatto io. Fossi nel Governo,
la ritirerei. Non vale proprio la pena. Non ne ha bisogno e non ha
bisogno. La gente ci attacca che ci aumentiamo lo stipendio, quando
non è vero e poi, invece, facciamo una legge ad personam per un
euro perché di questo si tratta.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Io credo che la norma, anche aggiungendo gratuito',
possa essere una norma che è importante, perché c'è un limite.
L'onorevole Micciché pensa che, in questo momento, si possano dare
delle somme. Non si stanno dando le somme. Per quanto riguarda i
capi di Gabinetto che sono in quiescenza, loro non possono prendere
alcuna somma se non, eventualmente, il rimborso delle spese.
L'osservazione fatta dall'onorevole Cracolici può essere quella,
si può aggiungere dicendo che i capi di gabinetto in quanto sono in
quiescenza, in quanto hanno gratuità e sono gratuiti, non fanno
computo. Perfetto, non fanno computo perché, altrimenti, andrebbe,
io credo, che il computo sia solo ai fini della spesa. Siccome, in
questo caso, non c'è spesa è chiaro che questa anche con
l'osservazione, aggiungendo gratuito, "poiché gratuiti", non
possono ... ecco, solo questo è il senso di questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto. Se l'assessore Falcone
vuole rispondere.Hanno finito di parlare tutti, se volesse
rispondere lei o volesse riformulare.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente. Allora la
norma ...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, avevo chiesto di intervenire come deputato.
PRESIDENTE. Mi perdoni, l'ultimo intervento lo aveva chiesto
l'assessore Turano, come deputato.
CRACOLICI. A che titolo parla?
PRESIDENTE. Da deputato.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
È un intervento dedicato a lei, onorevole Cracolici. Sono un
collega che ha la sua stessa esperienza e intervengo proprio per
fare un distinguo tra chi rappresenta un'opposizione, diciamoci
chiaramente, diversa, rispetto a quella che deve rappresentare lei
per l'esperienza e l'autorevolezza che ha in questa Assemblea.
Ora lo voglio dire a chiare lettere: la Regione non è né del
Governo Schifani, né dell'onorevole Turano, né dell'onorevole
Cracolici. La Regione ha dei problemi oggettivi, strutturali e il
pensionamento di alcune persone ha indebolito la classe dirigente
regionale. Pensare di utilizzare qualcuno per lavorare negli
uffici, con le precisazioni che sono state fatte, cioè pensare di
poter chiedere a qualcuno che ancora ha la forza per spendersi -
fermo rimanendo che presta la propria attività a titolo gratuito
negli uffici della Regione - io credo che sia una cosa giusta.
Io penso che l'onorevole Cracolici dovrebbe utilizzare qualche
funzionario della Regione anche nella Commissione parlamentare dove
lui lavora. E allora appellandomi proprio alle sue capacità e alla
visione che ha ...
CRACOLICI. C'è qualcuno da raccomandare?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
... e alla visione che ha di un'esperienza tanto nutrita, che ha
visto alcuna classe dirigente andare in pensione, io penso che lei
dovrebbe, come dire, sostenere questa norma. Perché quando
chiamiamo qualcuno a lavorare negli uffici, non lo facciamo per
fare una cortesia all'assessore di turno, lo facciamo soltanto per
risolvere qualche problema.
Ecco perché io ho chiesto di parlare come deputato, dopo avere
sentito il suo intervento, perché spero di poter convincere tanto
lei, quanto un'opposizione nuova e diversa, nel capire che
l'intelligenza in Sicilia non è e non deve costituire un problema.
E se qualcuno è pensionato e può aiutare la Regione in tutte le sue
articolazioni, secondo me noi questa opportunità la dobbiamo dare e
non la dobbiamo rifiutare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Turano, immagino che abbia lasciato
il posto da Assessore? No.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà. E
poi risponde l'Assessore.
CRACOLICI. Io sono molto sereno e raccolgo l'appello che ha fatto
Turano, anche perché ha ragione: il Governo, l'Amministrazione non
è di nessuno di noi e, fortunatamente, il Governo è una fase
alternata che nella vita, prima o poi, può capitare a tutti, quindi
nessuna contrarietà.
Io ho posto un tema e lo ribadisco. L'assessore Falcone mi
risponderà dicendo - perché è lui il responsabile della legge in
Aula; sarebbe stato più utile che su questa materia facesse sentire
la sua voce il Presidente della Regione, ma comunque sorvoliamo -
... ho detto: attenzione Se noi interveniamo con legge ora e
cambia la legge Madia - facciamo un esempio: domani il Parlamento
decide che i pensionati possono essere retribuiti - che significa?
Andiamo a cambiare di nuovo la legge? Cioè, il Senato sta per
varare, martedì prossimo si voterà il "Decreto mille proroghe". Nel
decreto mille proroghe tra le ipotesi che sono state, almeno questo
ho letto dai giornali, era contenuta l'ipotesi di allungare o il
periodo, che i pensionati possono mantenere il rapporto con
l'amministrazione per oltre un anno, o c'è qualche altra proposta
che dice che possono essere retribuiti, in quel caso più per le
nomine ma nel caso degli uffici Gabinetto è una nomina e quindi
come tale potrebbe anche questo derogare al blocco della spesa.
Se noi, oggi, discipliniamo questa norma e cambia la legge
nazionale guardate che ci leghiamo le mani, ho fatto questa
considerazione: il Governo dice "non me ne frega niente" e allora
io ho posto un altro tema, se il tema è considerare i pensionati
nominati negli uffici di gabinetto fuori dai limiti previsti per i
cosiddetti esterni all'amministrazione io dico nulla questio se,
invece, i pensionati che si nominano sono in deroga ai numeri
complessivi dell'Ufficio di Gabinetto e allora quello si pone un
problema.
Ecco perché io ribadisco, il Governo vuole fare la norma? Secondo
me sbaglia, comunque la vuole fare e vuole fare una modifica allora
dica in maniera chiara che le eventuali nomine di personale in atto
in quiescenza non vengono considerate ai fini della quantità dei
componenti esterni previsti dagli uffici di gabinetto, punto, ma
non ai fini complessivi dell'Ufficio di Gabinetto stesso, perché,
ripeto, uno non può firmare un atto ed essere esterno al gabinetto,
perché non può funzionare, perché anche se è pensionato firma atti.
Il capo di gabinetto, il capo della segreteria tecnica, non so,
chiaramente firma atti e, quindi, deve essere componente
dell'Ufficio di Gabinetto, ancorché non esterno.
Quindi, se l'Amministrazione vuole precisare che i pensionati non
sono da considerare ai fini dei limiti previsti per i componenti
esterni io non ho nulla in contrario ma, ripeto, stiamo attenti a
come lo scriviamo, ribadisco, però, che alla fine forse vi conviene
non scrivere nulla visto che nelle more può succedere qualcosa in
queste ore al Parlamento nazionale.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie Presidente, collega scusami non riesco a ,
scusate, so bene per questo mi sono permessa di redarguirla con
umiltà ma era necessario, perché non riuscivo a sentire i miei
pensieri.
Presidente, io sono d'accordo rispetto a questo emendamento, a
questo articolo proposto dal Governo. Oggi, purtroppo, viviamo un
esodo dalla Pubblica amministrazione che non è compensato da
concorsi, per cui potere godere della professionalità di alcune
competenze che purtroppo, ahimè, sono andate in pensione, che però
possono ancora assolutamente non solo utili ma addirittura rendersi
indispensabili per il buon funzionamento degli uffici di Gabinetto
e quindi del Governo regionale, è una norma di buon senso.
Assessore, c'è un'altra norma che le chiedo di attenzionare, che è
in linea con questa stessa ratio, Assessore Falcone, Presidente
Micciché però ci devi fare.., Assessore Falcone in linea con questa
norma, che io condivido, ce n'è un'altra che è finita negli
aggiuntivi, che vi chiedo di attenzionare, che riguarda la
possibilità di spostare l'età pensionabile dei regionali da
sessantacinque a sessantasette, anche se hanno maturato il massimo
dei contributi, proprio per permettere ad alcuni dipendenti e
funzionari di poter rimanere ancora nel comparto regionale ed
evitare che ci sia un ulteriore esodo, visto che non è compensato -
come sappiamo - con il blocco delle assunzioni, con nuovi concorsi
e nuove assunzioni in questo ramo, quindi oltre ad essere io
d'accordo a questo articolo vi chiedo di attenzionare anche quello.
Sulla sanità sta passando il principio di spostare l'età a
settant'anni ma sui regionali c'è questa norma che la sposterebbe
da sessantacinque a sessantasette e io direi che sarebbe una norma
assolutamente di buon senso e ci porta a respirare per i prossimi
due anni in attesa che col Governo nazionale si avvii
un'interlocuzione che sblocchi i concorsi nella Pubblica
Amministrazione regionale, che è assolutamente indispensabile per
per il buon funzionamento della macchina regionale.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, diciamo che ascoltando l'intervento
dell'onorevole Cracolici e a sostegno di quanto ha affermato il
collega, rileggendo la relazione all'articolo, leggo il pezzo dice:
l'articolo proposto mira ad eliminare i dubbi interpretativi sorti
circa la computabilità o meno del dirigente in quiescenza nel
novero dei soggetti di cui all'articolo 14, comma 2, del decreto
legislativo n. 165 del 2001 , quindi i membri dell'Ufficio di
Gabinetto secondo questo articolo possono far parte nei limiti di
un terzo delle rispettive dotazioni, quindi l'articolo andrebbe
soppresso. Grazie.
PRESIDENTE. E' stato presentato un subemendamento che, dagli
uffici, mi dicono che sostanzialmente è assorbito dal testo, quindi
mettiamo in votazione.
CRACOLICI. Possiamo capire qual è? Il governo non doveva
riscrivere il testo?
PRESIDENTE. Questo qui, subemendamento modificativo presentato
dall'onorevole De Luca, Ardizzone e altri.
CRACOLICI. Ma il Governo aveva annunciato di riscrivere il testo.
PRESIDENTE. No, no il Governo ha detto di no, il Governo qual è la
posizione? Assessore Falcone, ci chiarisce la posizione del
Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Ma qual è, non ho visto
l'emendamento. Ce lo fate vedere questo emendamento?
PRESIDENTE. Prego assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Allora, Presidente no, noi
riteniamo, abbiamo spiegato le motivazioni perché abbiamo
presentato questo articolo.
Voglio dire, è stato spiegato, onorevole Cracolici, noi non
riteniamo di dover modificare questo testo perché questo
CRACOLICI. Aveva detto l'esatto contrario.
FALCONE, assessore per l'economia. No, no, non abbiamo detto
questo, abbiamo detto noi un'altra cosa ancora, questo articolo va
nell'indirizzo di consentire a un soggetto in quiescenza di potere
essere posto come preposizione, quindi come capo di gabinetto,
stiamo chiarendo che non rientra nel computo degli esterni ma viene
comunque conteggiato a titolo gratuito, se domani ci fosse la
Madia e consentisse, è difficile quello che succederà, che ci sarà
una nuova riformulazione della norma nazionale, allora poi il
Governo, eventualmente, potrà pensare di adeguarsi o meno, ma noi
nella norma stiamo mettendo in relazione, in armonia alla norma
nazionale e comunque a titolo gratuito, non è una norma ad
personam, non è una norma che vuole agevolare nessuno, ma soltanto
l'efficienza della Pubblica Amministrazione regionale.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Figuccia, rapidamente per
favore.
FIGUCCIA. Io voglio ricordare che siamo ancora in una fase in cui,
purtroppo, non abbiamo potuto fare riferimento agli assessorati,
quindi laddove c'è la possibilità di utilizzare a titolo gratuito,
agganciandoci alla norma nazionale, personale dirigente
dell'amministrazione, tra l'altro l'emendamento a cui faceva
riferimento la collega Savarino, che non è collegato a questo, che
dà la possibilità anche al personale di rimanere fino a
sessantasette anni, che è un emendamento aggiuntivo e ritengo anche
quello possa essere apprezzabile, tutto nella logica di garantire
il buon funzionamento degli uffici.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Sì, grazie Presidente io poc'anzi ho posto una domanda
al Governo e all'assessore Falcone, perché io non entro nel merito
del buon senso della norma, io posso essere poi d'accordo, non è
quello il punto, a me sorge un dubbio: il Ministero dice che,
comunque, va riconosciuto il rimborso spese a questi funzionari, il
rimborso spese prevede che la norma debba avere una copertura
finanziaria, o sbaglio?
Voglio sapere solo questo, perché il discorso è che in questo caso
si definisce il titolo di gratuità, che va bene, ma il rimborso
spese deve essere previsto.
PRESIDENTE. Hanno finito tutti di intervenire e non accetto altre
iscrizioni, quindi una risposta e mettiamo in votazione l'articolo.
FALCONE, assessore per l'economia. Allora collega abbiamo detto le
cose che ci siamo e li ripetiamo, noi in armonia la norma
nazionale, la norma nazionale prevede se c'è un impegno diciamo
così che va rimborsato, è chiaro va rimborsato.
Gli Uffici di gabinetto hanno tra i vari capitoli anche dei
capitoli che prevedono queste spese, ed eventualmente all'interno
lo stesso plafond non alteriamo nulla, non necessita di ulteriore
copertura finanziaria, tra l'altro parliamo di cose veramente di
poco conto.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie, onorevole assessore Falcone.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, noi possiamo sempre fare tutto, però
prenderci in giro no. Il testo che è stato presentato fa
riferimento all'articolo 6 comma 1 del decreto 29 del 2018 che
recita "degli uffici di Gabinetto, delle segreterie tecniche e
delle segreterie particolari, oltre ai dipendenti
dell'amministrazione regionale possono far parte nel limite di un
terzo delle rispettive dotazioni i soggetti esterni di cui
all'articolo 14 eccetera eccetera".
Questa norma che cosa dice "nel caso di preposizione di un
dirigente dell'amministrazione regionale in quiescenza, nel
rispetto della normativa nazionale, il preposto non è computato nel
limite di cui al comma 1", che non fa riferimento solo ai soggetti
esterni, ma fa riferimento all'intero ufficio di Gabinetto, perché
i soggetti esterni sono solo un terzo, mentre i due terzi sono
interni, quindi se non fa computo non fa computo, né degli interni
né degli esterni.
Allora il Governo se ci vuole prendere in giro ce lo dica, perché
se ci vuole prendere in giro io chiedo che si voti a scrutinio
segreto per essere chiari, io ritengo sbagliato non che si
utilizzino i dirigenti esterni e dirigenti in pensione, per me
nulla questio da questo punto di vista, ma ribadisco, i dirigenti
utilizzati che sono in quiescenza, va bene che non possano essere
considerati nel terzo, ma nei due terzi devono essere considerati,
perché voi non potete nominare un dirigente pensionato che fa parte
di un Gabinetto come se non ne facesse parte, perché di fatto non è
in soprannumero sia agli interni che agli esterni e firma pure
atti, ecco perché visto che il Governo aveva detto che avrebbe
modificato il testo, adesso si è rimangiata la modifica del testo,
per tale ragione chiedo che si voti a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Pongo in votazione
l'articolo 13.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 32
Contrari 31
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Contributo per la riqualificazione e la manutenzione straordinaria
di immobili
da destinarsi ad alloggi e residenze universitarie
1. Il comma 3 dell'articolo 14 della legge regionale 25 maggio
2022, n. 13, è sostituito dal seguente:
3. La Regione promuove interventi di riqualificazione e/o
manutenzione straordinaria sugli immobili di proprietà della stessa
e/o degli enti strumentali afferenti al GAP da destinare ad alloggi
e residenze per il diritto allo studio universitario, al fine di
addivenire alla riduzione della spesa per locazioni passive
sostenuta per le medesime finalità, in attuazione dell'Accordo
Stato-Regione sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei
Ministri e dal Presidente della Regione siciliana il 14 gennaio
2021. .
2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
non discendono oneri a carico del bilancio della Regione.
Sull'articolo 14 l'onorevole Catanzaro ha chiesto di parlare. Ne
ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
sull'articolo quattordici per esprimere, dato che c'è stato il voto
segreto sul tredici, quando ci sono le cose in forma positiva
esprimo apprezzamento, perché prevedere ovviamente il cambio
rispetto a quello che c'era stato prima per la manutenzione
straordinaria, e soprattutto un argomento che mi sta molto a cuore
che è quello della destinazione alla costruzione di alloggi
universitari non mi può trovare che favorevole, anche perché noi
abbiamo una carenza importante proprio su quella che è stata la
discussione generale di ieri, che c'è poca attenzione sul diritto
allo studio e sugli universitari.
Io ritengo che l'articolo 14 abbia l'apprezzamento del Partito
Democratico.
Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedevo
alla Presidenza se possiamo ritornare indietro e iniziare a parlare
invece dall'articolo 1 per quanto riguarda i comuni, perché questa
stasera dobbiamo toglierci le cose più importanti, gli articoli più
interessanti.
PRESIDENTE. Va bene. Allora votiamo ormai l'articolo 15 e poi
eventualmente, visto e considerato che tanto l'articolo 1 e
l'articolo 2 prima o poi si dovranno fare, possiamo ritornare
serenamente all'articolo 1.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3
1. Al comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3, e successive modificazioni, è aggiunto il seguente
periodo: La disposizione di cui al presente comma non si applica
al consiglio di amministrazione del Fondo Pensioni Sicilia,
istituito con l'articolo 15 della legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6. .
2. La disposizione del presente articolo non comparta oneri a
carico del bilancio della Regione».
L'articolo 15, così come l'articolo 14, ha solo emendamenti
soppressivi, pertanto pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Disposizioni in favore dei lavoratori ex Keller
1. All'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 dopo
il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. I soggetti di cui al comma 1 sono iscritti, su specifica
domanda, nell'albo di cui all'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21 e possono essere assunti presso le società
partecipate pubbliche, per le finalità e con le procedure di cui
all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16. .
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto, così come per
gli articoli 14 e il 15, pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
DE LUCA ANTONINO. Avevo presentato un emendamento modificativo.
PRESIDENTE. Ha presentato un emendamento modificativo? Sarà tra
gli aggiuntivi, onorevole De Luca. Non c'è nel tablet?
È già votato l'articolo 16. Salga in Presidenza allora, salga.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Prima che lei intervenga un secondino d'ordine in Aula
che l'assessore Falcone ritorni al suo posto che i deputati
prendano posto prego.
MICCICHÈ. Per un fatto di principio e di regole, lei poco fa ha
detto l'articolo 15 o 16 ha soltanto soppressivi quindi votiamo sì
o no. Si benissimo, i soppressivi dei singoli articoli sono stati
votati, sì o no? No, ma è un problema procedurale, quando ci sono
solo soppressivi si vota per il mantenimento o meno dell'articolo
Presidente
Chiedo scusa io posso capire l'articolo, ma voleva abolire il
comma 2, lei non lo deve fare votare, non se ne abbia male, quindi
io credo che siccome non cambia nulla perché li facciamo ritirare
ma per un fatto che non rimanga un precedente per cui si vota una
volta e basta cioè i singoli o vengono ritirati o i singoli
emendamenti sui singoli articoli devono essere votati, non ci sono
dubbi Presidente
PRESIDENTE. Essendo i commi strettamente collegati non possono
rimanere un comma senza l'altro, pertanto si è andato in questa
direzione.
MICCICHÈ. Non c'è problema basta che lei dichiara.
PRESIDENTE. Accettiamo il suo suggerimento. Grazie onorevole
Micciché.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Interventi in materia di mobilità nel comune di Siracusa
1. Al fine di definire il contenzioso con il comune di Siracusa
relativamente alla progettazione, all'appalto e all'esecuzione
delle opere connesse al collegamento con l'isola di Ortigia, già
finanziate con decreto dell'Assessore regionale per i lavori
pubblici n. 873 dell'1 agosto 1990, la Regione riconosce la
funzionalità delle strutture già realizzate in quanto utili alla
mobilità del territorio interessato.
2. L'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è
autorizzato a sostenere economicamente gli interventi di
miglioramento ed efficientamento del parcheggio Talete del comune
di Siracusa».
C'è un emendamento modificativo. Quindi, intanto chiediamo
all'onorevole Catanzaro se l'emendamento 17.1, il soppressivo, lo
mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, gli emendamenti soppressivi 17.2 e
17.3 li ritira?
DE LUCA ANTONINO. Ritiro gli emendamenti 17.2 e 17.3.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.4 dell'onorevole Gilistro.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Ha chiesto di intervenire Assessore, sì credo che sia
importantissimo, perché tutta la riqualificazione di quell'area, ne
abbiamo parlato anche con l'Assessore, è fondamentale perché
prevede posso continuare.
Si prevede tutta la riqualificazione di quell'area che è di
fondamentale importanza per il collegamento che c'è fra l'isola di
Ortigia e la terraferma, ma a parte questo, perché il parcheggio è
un'opera fondamentale anche perché lì, per tutta la zona che
riguarda anche la fascia del demanio, non c'è altra possibilità,
perché è quella quindi la riqualificazione del parcheggio e di
tutte le aree circostanti per noi sono di vitale importanza in
questo momento quindi gradirei una risposta anzi, Assessore, volevo
chiedere al Governo quello di potere avere prossimamente anche dei
fondi proprio per la riprogettazione qualificazione e la
risistemazione delle aree che sono proprio di fronte all'area,
sarebbe la zona vicino al carcere, praticamente dall'altro lato,
quindi è tutta l'area circostante che andrebbe riqualificata
CARTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA. Grazie Presidente. Volevo intervenire, diciamo nel merito
del disegno di legge, nell'articolo 17. Quindi volevo spiegare qual
era il merito il contenuto di questo punto.
Il merito dell'emendamento in questione ragiona di un contenzioso
che da decine di anni va avanti fra il Comune di Siracusa e la
Regione siciliana, che impedisce la strategia dell'opera, ma
soprattutto impedisce che il Comune di Siracusa possa definire un
contenzioso non indebitando l'ente e, soprattutto, non facendo
rischiare la paralisi economica della città.
Questo a prescindere dagli aspetti viabilistici che possono
comprendere il collegamento di Ortigia con la città ferma, ma
soprattutto per l'interesse economico e sociale che ha oggi il
Talete all'interno della città Unesco, capoluogo della provincia di
Siracusa.
Quindi, a prescindere dall'emendamento 17.4 che vede l'inclusione
delle aree vicine, che dal mio punto di vista già è un ottimo
risultato, è auspicabile che in futuro, insieme, maggioranza e
minoranza, possono sì dedicare a quell'area così importante e
strategica per il Comune Siracusa ulteriore fondi, ma oggi è
necessario che si faccia meno di questo contenzioso per salvare
l'ente, soprattutto per salvare la stabilità economica, sociale
della città, Grazie.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie Presidente, intervengo solo per aggiungere che
questo emendamento è frutto di un lavoro fatto in IV Commissione di
cui sono segretario. È un emendamento che ha proposto l'onorevole
Carta, ma che è stato fatto proprio dalla Commissione, che poi è
stato apprezzato grazie all'onorevole Falcone in Commissione
Bilancio.
Questo emendamento consentirebbe finalmente di chiudere una
partita decennale che ha il Comune di Siracusa con la Regione e che
ha rischiato, e che rischia ancora oggi di mettere in default il
Comune di Siracusa.
Il parcheggio del Talete, come molti hanno avuto modo di vedere, è
situato in Ortigia, e necessita anche di una riqualificazione
importante. Spero che l'Aula, insieme ai nostri colleghi, approvi
questo emendamento per chiudere finalmente questa vicenda.
PRESIDENTE. Grazie. Assessore Falcone, vuole replicare?
FALCONE, assessore per l'economia. No, Presidente, non è una
replica la mia, ma è soltanto una precisazione. Faccio
brevissimamente l'excursus nel 1990, la Regione siciliana finanzia
al Comune di Siracusa un intervento di riqualificazione. Il Comune
di Siracusa attua l'intervento di riqualificazione creando questo
parcheggio chiamato Talete. I collaudatori in corso d'opera non
hanno mai riconosciuto l'omogeneità dell'intervento con la
progettazione e col finanziamento.
Si è andato a un contenzioso dinanzi al Tribunale di Palermo, il
quale Tribunale di Palermo ha condannato il Comune di Siracusa a
restituire alla Regione siciliana dieci milioni di euro. Con questo
emendamento e con questo articolo noi, che potremo chiamare 'salva
Siracusa', mettiamo una pietra tombale, anche perché il comune di
Siracusa, e tutte le persone che si recano a Ortigia, quindi a
Siracusa, utilizzano il Talete come parcheggio, al di là che sia,
diciamo così qualificato meno.
Allora, ecco perché la Regione, onorevole Gilistro, ritiene la
funzionalità e la strategicità dell'opera, perché la utilizziamo,
ne fruiamo di questa opera, poi al secondo comma noi stiamo
dicendo, la vogliamo ulteriormente riqualificare però, se dobbiamo
andare anche all'area adiacente non ce ne usciamo più. Per cui la
prego, noi votiamo l'articolo così com'è stato formulato.
PRESIDENTE. Allora, l'onorevole Gilistro mantiene o ritira
l'emendamento 17.4?
GILISTRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Personale dell'Ufficio speciale Centrale unica di committenza
per l'acquisizione di beni e servizi
1. All'articolo 21 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. In coerenza con l'accordo Stato-Regione del 14 gennaio
2021, al fine di potenziare l'organico ed incrementare le attività
istituzionali dell'Ufficio speciale Centrale unica di committenza
per l'acquisizione di beni e servizi, istituito ai sensi
dell'articolo 55 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, e
successive modificazioni, e prorogato per un anno con delibera
della Giunta regionale n. 593 del 16 dicembre 2022, può essere
disposto presso il medesimo Ufficio speciale, il comando di 3 unità
di personale proveniente dalle aziende sanitarie provinciali e
dalle aziende ospedaliere con specifiche competenze principalmente
nel settore sanitario. ;
b) al comma 3 le parole , la spesa, da quantificare con legge di
bilancio ai sensi del comma 1 dell'articolo 38 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni,
sono sostituite dalle parole l'autorizzazione di spesa è
determinata e, dopo le parole del comma 2 , sono aggiunte le
seguenti: e di 300 migliaia di euro per le finalità di cui al
comma 2 bis. .
2. L'articolo 9 della legge regionale 6 agosto 2019, n. 4 è
abrogato».
Onorevoli collegi, ci dovrebbe essere una riscrittura tra gli
emendamenti fuori sacco che dovreste trovare come 18.Gov. I
soppressivi intanto sono ritirati onorevole De Luca?
DE LUCA ANTONINO. Ce lo può spiegare l'articolo 18?
PRESIDENTE. Assessore Falcone, ci spiega gentilmente l'articolo?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'articolo 18, così come è stato riscritto dal Governo,
cerca di raggiungere due obiettivi. Il primo adeguarci a quello che
è l'accordo Stato - Regione, il quale accordo impone alla Regione
di ottimizzare la centrale unica efficientando le gare e cercando
di, come dire, di realizzare il migliore prodotto a un prezzo
quanto più competitivo, quindi, con i maggiori ribassi.
Dall'altro lato però in questi anni, purtroppo, abbiamo avuto una
Centrale unica di committenza con pochissimo personale, la centrale
unica oltre a fare la gara oltre ad espletare le gare, deve anche
preparare i bandi di gara, e li dovrebbe preparare alle aziende
ospedaliere e sanitarie, alle aziende ospedaliere e a quelle
sanitarie, molte volte è capitato che, a causa di un numero molto
risicato di dipendenti che attualmente è in forza la CUC noi
dobbiamo derogare alla legge 15 del 2009, in virtù della quale
invece dovremo noi accentrare alla CUC tutte le gare, ogni gara,
quindi, non è di rado che diamo una deroga alle varie aziende
ospedaliere o alle varie aziende sanitarie per poter procedere in
autonomia e senza una, diciamo così, un'economia di scala alla gara
unica.
Questo che significa? Con questa norma noi, invece, stiamo
rafforzando e portando sino a trenta unità massime prendendo a
comando le stesse persone dalle aziende sanitarie e aziende
ospedaliere, questo è lo spirito perché vogliamo e riteniamo che
nel giro di sei mesi possiamo dare una accelerazione alla Centrale
unica di committenza della Regione e poter realizzare economie di
scala.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, come
molti ricorderanno in Commissione Antimafia la CUC è stata al
centro dell'inchiesta sulla sanità che abbiamo condotto nella
scorsa legislatura. Sappiamo benissimo i limiti di questo organismo
che è stato istituito che doveva servire proprio per efficientare
al massimo i bandi e le gare nel settore della sanità, va
benissimo, Assessore, che ci sia l'intesa dell'Assessore alla
sanità, ma sarebbe più opportuno inserire un'intesa con i
dipartimenti, diciamo, dei vari servizi della sanità, perché non
tutti i medici hanno delle competenze specifiche su determinati
ambiti.
Faccio un esempio su tutti, se si deve fare una gara per le
protesi da acquistare, non serve un medico qualunque, ma serve un
medico specifico, quindi, se vogliamo che si faccia un emendamento
mirato e che sia adeguato, secondo me, andrebbe subemendato.
Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
pur condividendo quanto dichiarato dall'assessore Falcone, vorrei
evidenziare alcune questioni: innanzitutto non è un problema quello
della CUC che possiamo pensare di risolvere anche minimamente con
tre comandi, anche perché qua furia di fare i comandi tra
Assessorato sanità, CUC e "compagnia cantando", non sta rimanendo
più nessuno nelle ASP, quindi, da questo punto di vista ci dobbiamo
mettere d'accordo.
Secondo luogo la CUC, io credo, che avrebbe maggiore bisogno di
una legge di riordino, non credo che serve ricordare a quest'Aula
lo scandalo più volte denunciato in Commissione Sanità, in
Commissione Bilancio al sottoscritto quando evidenziava che alla
CUC c'era un problema al punto tale che è stata annullata una gara
da trecentocinquanta milioni di euro per la fornitura e la
manutenzione di apparecchi elettromedicali in tutta la Sicilia.
Cosa che poi è finita nell'inchiesta "mala sanità", e che ha
comportato il blocco di quell'appalto, cosa che ha comportato che
nei nostri ospedali tantissimi apparecchi elettromedicali sono
rimasti vetusti, non funzionanti, perché? Perché all'interno della
C.U.C., oltre ad una carenza di personale, abbiamo un sistema di
formazione delle commissioni e delle sotto commissioni di gara che
prende il personale, i componenti di queste commissioni di gara
nelle sezioni e nelle sottosezioni formate dagli Urega provinciali.
Ragion per cui, all'interno di queste sezioni, ci sono anche
elementi evidentemente poco qualificati, per esempio in
quell'occasione a giudicare e attribuire il 60 per cento del
punteggio tecnico di quella gara d'appalto - udite, udite - ci finì
un geologo di Patti, della provincia di Messina, che ebbe quali
giudiziari per altre vicende.
Io non ho mai capito come in un appalto per gare elettromedicali
ci sia finito un geologo, però così è, e allora ragion per cui,
Presidente, io suggerirei all'assessore Falcone - non perché non
concordo con le finalità di riordinare la C.U.C., che sicuramente
ha bisogno di personale, ma ha bisogno anche di responsabilità
chiare e di personale - di ritirare questo articolo, assessore
Falcone, e di venire l'indomani in Aula a discutere di una legge di
riorganizzazione della C.U.C., anche perché dobbiamo decidere se
questa C.U.C. deve rimanere ed essere incardinata sotto l'egidia
dell'assessorato per l'economia, oppure se si deve occupare di
sanità deve, invece, rientrare nell'alveo dell'assessorato della
salute.
Perché poi - ripeto - i guai che ha passato la C.U.C., per i quali
anche la Regione ne ha sicuramente subito un danno di immagine non
quantificabile, è un problema che dovremmo iniziare a porci che più
volte è stato posto durante i cinque anni del Governo Musumeci.
Ancora ricordo quando, convocato il Presidente della C.U.C. in
Commissione Sanità, ad un certo punto arrivò una nota di
giustificazione - se non ricordo male - il Segretario generale, non
ricordo adesso chi, mandò che il soggetto in questione non poteva
partecipare. Da questo punto di vista ci dobbiamo guardare negli
occhi in quest'Aula e decidere come vogliamo nuovamente
ricostituire questo organismo di cui le aziende sanitarie hanno
forte bisogno, ma che ha prodotto, sicuramente, finora risultati
non lusinghieri per tutta la Regione Siciliana e soprattutto per i
cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Allora, passiamo all'articolo, alla votazione della
riscrittura.
DE LUCA ANTONINO. Posso avere una risposta dall'assessore? Ha
ragione, ha torto, una risposta.
PRESIDENTE. Assessore, se velocemente desse una risposta.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, soltanto qualche
minuto perché ho qualche decina di secondi, perché l'onorevole De
Luca merita, obiettivamente, ha fatto un ragionamento interessante.
Certamente, onorevole De Luca, però non possiamo in questa fase
immaginare una forma di settore. Stiamo soltanto pensando ad un
rafforzamento. Poi se un domani dobbiamo spostare presso la sanità
la C.U.C. o lasciarla all'economia, perché la C.U.C. non si
interessa soltanto di sanità, parla anche di sanità,
reciprocamente, di sanità, ma non soltanto di sanità. È un
argomento che tratteremo, e lo tratteremo in maniera molto laica,
quindi nulla di strano che potremmo anche accedere alla sua tesi.
PRESIDENTE. Allora, per votare la riscrittura dovrebbero essere
ritirati i soppressivi. Sono ritirati? Va bene per l'onorevole
Catanzaro, va bene per l'onorevole De Luca Antonino. Pongo in
votazione l'emendamento 18.GOV. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 18.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Disposizioni in favore dei soggetti affetti da disturbi dello
spettro autistico
1. Al comma 8 dell'articolo 25, della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, le parole lo 0,2 per cento sono sostituite dalle
parole lo 0,3 per cento .
2. All'attuazione del presente articolo si provvede senza nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
Ci sono soltanto soppressivi. Intanto chiedo, su suggerimento
dell'onorevole Micciché, se sono tutti ritirati i soppressivi.
Chiedo all'onorevole De Luca e all'onorevole Catanzaro. Sono
ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 20 è stralciato; l'articolo 21 pure; l'articolo 22
pure.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Atti di programmazione sanitaria
1. All'articolo 3 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, dopa
il comma 5 è aggiunto il seguente:
5 bis. Salvi i casi di diversa previsione espressa di legge, gli
atti di programmazione di cui alla presente legge, di competenza
dell'Assessore o della Giunta regionale, sono adottati sentito il
parere della competente Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana.».
All'articolo 23, c'è un emendamento soppressivo dell'onorevole
Catanzaro ed uno dell'onorevole De Luca. Sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirati, grazie.
Si passa all'emendamento 23.3, che è tecnico, della Commissione.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 24 è stralciato.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
C.Re.Ta.M.
1. Al fine di sostenere e implementare le attività di controllo,
sorveglianza e monitoraggio del benessere e dello stato sanitario
delle tartarughe marine, specie protetta, bioindicatori dello stato
di salute del mare e del patrimonio indisponibile dello Stato,
inserite nell'Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE (Habitat)
classificate come Endagered secondo l'Unione Mondiale per la
Conservazione della Natura, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2023 la spesa di 50 migliaia di euro in favore
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia per le
attività del Centro
di referenza nazionale per il benessere, monitoraggio e
diagnostica delle malattie delle tartarughe marine (C.Re.Ta.M.)
(Missione 9, Programma 6)».
Ci sono dei soppressivi a firma degli onorevoli Catanzaro, De Luca
e Intravaia.
Ritirati tutti quanti.
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26.
Contributo per il Carnevale di Termini Imerese
1. Al comune di Termini Imerese, per l'esercizio finanziario 2023,
è erogato un contributo pari a 100 migliaia di euro per il
Carnevale (Missione 7, Programma 1)».
Ci sono dei soppressivi a firma Catanzaro, De Luca e Intravaia.
Ritirati tutti quanti.
Si passa all'emendamento 26.4, degli onorevoli Sunseri ed altri.
SUNSERI. E' un modificativo, Presidente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Misure di sostegno al risparmio energetico
1. Al fine di promuovere l'uso razionale dell'energia e delle
fonti rinnovabili nonché il contenimento dei consumi energetici, la
Regione è autorizzata a concedere un contributo straordinario in
favore delle persone fisiche residenti in Sicilia, per l'acquisto e
l'installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica
prodotta da impianti fotovoltaici destinati esclusivamente alle
utenze domestiche.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
di pubblica utilità, da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, sono stabiliti criteri e modalità
di erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2023, la spesa di 400 migliaia di euro
(Missione 17, Programma 1)».
Ci sono degli emendamenti soppressivi. Il 27.1 onorevole Catanzaro
e onorevole De Luca?
Ritirati tutti quanti.
Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Riserva naturale orientata Capo Gallo
1. Al fine di realizzare interventi di valorizzazione e fruizione
della Riserva naturale orientata Capo Gallo, anche mediante
l'elaborazione di un piano, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2023, la spesa di 200 migliaia di euro (Missione 9,
Programma 5)».
Ci sono degli emendamenti soppressivi.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, sull'articolo 28 avevo presentato un
sostitutivo perché si dà un contributo per la valorizzazione della
riserva naturale orientata Capo Gallo, per un importo di 200, per
una spesa di 200 mila euro. Io avevo presentato un sostitutivo
aggiungendo che sempre per la valorizzazione della riserva dei
sentieri escursionistici delle Rocche del crasto, aggiungere 40
mila euro.
Assessore Falcone, assessore Falcone, assessore Falcone così come
a Capo Gallo e, giustamente, viene riconosciuto un contributo per
la valorizzazione, allo stesso modo io chiedevo e avevo presentato
un sostitutivo chiedendo 40 mila euro per le Rocche del crasto. E
questo sostitutivo, non so per quale motivo e secondo me gli Uffici
hanno sbagliato.
PRESIDENTE. Chiedo un minimo di attenzione per l'onorevole Grasso.
GRASSO. Presidente, anziché essere inserito negli emendamenti è
stato, invece, inserito negli aggiuntivi. Dobbiamo capire che fare,
Presidente. Perché se restiamo qui, e votiamo. Capisco tutti gli
interventi, però dico cerchiamo di essere equi nell'apprezzamento
degli emendamenti.
PRESIDENTE. Abbiamo utilizzato come criterio che il modificativo
non può essere la giunta di. Pertanto, purtroppo, viene considerato
come aggiuntivo e mi dispiace ma, se dobbiamo fare un ragionamento,
lo dobbiamo fare purtroppo per tutti. Non posso fare una cosa per
uno e una cosa per l'altro. Risulterei imparziale. Intanto dobbiamo
votare l'articolo 28, poi facciamo una sospensione di mezz'ora
così, eventualmente, possiamo mangiare qualcosa.
PRESIDENTE. L'onorevole Laccoto ha chiesto di parlare. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, perdoni, io credo che noi aspettiamo
tutti quegli articoli importanti che abbiamo accantonato. Prima
della sospensione sarebbe opportuno - anche perché in questo
momento c'è il Presidente della Regione - ed è anche giusto che noi
ritorniamo agli articoli che sono di carattere generale e che
interessano tutti i Comuni della Regione.
PRESIDENTE. Facciamo una Conferenza dei Capigruppo fra cinque
minuti.
LACCOTO. Presidente, perdoni, noi ci siamo dati delle regole: che
entro giovedì finivamo la finanziaria. In queste condizioni non la
possiamo finire. E allora io credo che prima della sospensione
vadano affrontati gli articoli 1 e 2, che sono importanti per
tutti. Questa è una cosa molto importante. I singoli articoli sono
importanti per alcune categorie, alcuni territori; quello che è
articolo 1 e articolo 2 sono importanti in ordine generale ed è
giusto, lì, soffermarci un attimo, perché ci sono delle attese da
parte di tutti. Questo è il problema.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, onorevole Laccoto.
L'onorevole Zitelli aveva chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
ZITELLI. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori io non sono
d'accordo, credo che non sia utile sospendere: continuiamo e poi si
stacca definitivamente per venire domani, perché limitare un'ora
per la cena, secondo me, non è utile. Continuiamo per un po'e poi
si stacca direttamente.
PRESIDENTE. Corretto, e capisco il sentimento dei deputati. È
altrettanto corretto seguire questo percorso e farlo assieme.
Pertanto intanto votiamo l'articolo 28, si sospende cinque minuti e
si decide quale percorso insieme scegliere.
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 20.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, così come deciso in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, si ritorna all'esame dell'articolo 1.
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
L'emendamento è l'1.7, a firma Siamo molto a rilento, stanno
rientrando a poco a poco. Onorevole Catanzaro, c'è un emendamento,
l'1.7 soppressivo. Assessore Falcone, ci relaziona sull'articolo 1?
FALCONE, assessore per l'economia. Allora, Presidente, velocemente
per dire che l'articolo 1 riguarda le assegnazioni ai comuni e ai
liberi consorzi. Abbiamo già discusso in Commissione.
Sostanzialmente, riconosciamo ai comuni, un fondo da 327 milioni di
euro circa, mentre ai liberi consorzi, alle città metropolitane
riconosciamo un fondo di 98 milioni e 500 mila euro. A questo
stiamo aggiungendo, inoltre, un fondo per investimenti. Nel quarto
e nel quinto comma aggiungiamo un fondo per investimenti col quale
possono pagare anche le rate di investimento. Quindi, è come se
fosse spesa corrente ma viene computata in conto investimenti
perché trattasi delle rate di mutuo dei vari comuni che vale 115
milioni di euro per il 2023, poi diventa 120 milioni nel 2024 per
arrivare a 125 milioni di euro nel 2025.
Per quanto riguarda, invece, le province, le ex province, i liberi
consorzi e le città metropolitane, quest'anno stiamo prevedendo col
fondo di sviluppo e coesione 21-27 un fondo che è crescente, che
quest'anno è 50 milioni di euro, l'anno prossimo 55 milioni, per
arrivare a 60 milioni nel 2025.
La cosa importante, l'elemento importante, riguarda il comma 3 che
dà ben tre trimestralità in termini di cassa, di liquidità di
cassa, ai comuni entro il 31 maggio 2023. Questo serve per evitare
che i comuni debbano...
CRACOLICI. Il comma 2.
FACOLNE, assessore per l'economia. Come?
CRACOLICI. Il comma 2.
FACOLNE, assessore per l'economia. Il comma 2, chiedo scusa
onorevole Cracolici. Ecco il comma 2 serve per dare ai comuni,
invece, una liquidità di cassa entro il 31 maggio 2023 ed evitare
che possano attingere al mercato finanziario con degli ulteriori
oneri.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
l'assessore Falcone parla di un contributo notevole che si è dato
ai comuni, io voglio soltanto così dare un dato che è quello del
2010 perché nel 2010 per i comuni il finanziamento era circa 700
milioni di euro, oggi abbiamo un finanziamento dimezzato, forse
320, 327, quindi, come dire, oggi questo tema inerente ai comuni,
considerando che abbiamo moltissimi dei nostri comuni che sono
tutti in dissesto finanziario, è un tema che, purtroppo, ritengo si
debba affrontare con grande attenzione anche perché noi in I
Commissione, durante i lavori delle Commissioni di merito, abbiamo
proposto emendamenti, come Partito Democratico, con il collega
Giambona ma con altri colleghi, però abbiamo visto che il Governo
regionale non ha accettato quelle che sono state le proposte
proprio per intervenire al grido d'allarme che in questi giorni,
Presidente dell'Assemblea, lei proprio il 31 gennaio, se non
ricordo male la data, si è trovato al rinnovo dell'Anci,
ovviamente, lei era lì presente.
E li abbiamo un grande problema perch�� parliamo del PNRR, abbiamo
una grande difficoltà dove molti dei comuni oggi non sono pronti
perché hanno una carenza enorme di personale e proprio lì la
Regione che potrebbe intervenire, invece, continuo a dire sempre la
stessa cosa, secondo me, nicchia, dorme. Lo sa perché dico questo,
Presidente? Perché ritengo e vado sempre sullo stesso argomento:
abbiamo fatto un accordo con lo Stato che non ci permette di andare
avanti con quella che, invece, è l'idea del Governo regionale di
assumere personale e poterlo mettere anche a disposizione
attraverso delle graduatorie che siano disponibili per i comuni.
Quindi, Presidente dell'Assemblea lo dico a lei e lo dico al
Governo quello che, ovviamente, si fa per i comuni è dal mio punto
di vista un qualcosa che non soddisfa quelle che sono le esigenze e
quello che potremmo fare, quindi, è come quando si va a scuola: sì
studia ma non studia tanto per quello che potrebbe essere un buon
risultato , quindi, il nostro giudizio non può essere un giudizio
positivo inerente agli enti locali.
PRESIDENTE. Grazie, solitamente la frase era "studia ma non si
impegna, ma non rende", una cosa del genere.
Ha chiesto di intervenire prima dell'onorevole Burtone,
l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che bisogna
avere l'onestà intellettuale di dire le cose come sono, noi su 324
milioni che sono stati destinati al fondo per le autonomie locali
abbiamo tolto delle riserve che sono per singoli soggetti che,
praticamente, fanno sì che il fondo per le autonomie locali di
spesa corrente sia 50 milioni in meno rispetto all'anno 2022;
questo non è mai avvenuto nella storia che il fondo del conto
corrente in queste condizioni costringe molti comuni a non poter
chiudere i bilanci.
La situazione dei bilanci degli enti locali è una situazione
assolutamente critica. Ora, dico, dobbiamo metterci d'accordo o
facciamo un discorso generale oppure non dobbiamo dire che non
bastano le somme per gli enti locali. Non bastano perché abbiamo
tolto tante piccole cose al Fondo di riserva. Non è possibile così.
I 115 milioni che sono per investimenti è la stessa somma che
abbiamo avuto l'anno scorso come enti locali, precisa identica.
Rispetto a questo c'è da fare una considerazione. Io ho chiesto al
Governo di trovare, se non in questa sede, una soluzione di impegno
serio perché questi 50 milioni vengano rimpinguati, altrimenti la
situazione diventa critica. L'ordine generale deve prevalere su
alcune questioni, quindi non è che voglio ormai stravolgere la
finanziaria, però un impegno ben preciso da parte di tutti ci
vuole. Non possiamo da una parte additare che non siamo contenti e
dall'altra parte prenderci le somme dal fondo delle autonomie
locali per le riserve. Il punto è questo.
Io credo che questa sia una questione di ordine generale e
dobbiamo anche riflettere, perché altrimenti mettiamo in condizione
tutti i sindaci della Regione ad essere veramente in crisi perché -
ripeto - sappiamo che c'è l'aumento energetico per i comuni che
incide almeno per il 30 per cento in più se non il 50 e 60 per
cento. Quella è spesa corrente, purtroppo, perché l'energia
elettrica è spesa corrente, non è spesa di investimento. Se
togliamo queste somme, immaginate chi si aspettava di avere un
aiuto da queste situazioni. Lo sforzo era stato fatto, mettere al
fondo 324 milioni ma lo dobbiamo lasciare allora integro o troviamo
altre soluzioni nel prosieguo. Questo è il punto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, mi viene diciamo d'istinto una domanda da
fare al Governo. Ma che vi hanno fatto i sindaci? Perché devo dirvi
che ho trovato, quantomeno, improvvida la prima azione, e devo dire
che fino ad ora non era mai avvenuto che il Governo nel predisporre
la legge di bilancio e la legge finanziaria sia arrivato, abbia
depositato un testo in cui ha stabilito che una riserva, cioè il
famoso 5 per cento, veniva messo nella disponibilità dell'Assessore
per destinarlo secondo criteri che poi si sarebbero visti. Mai
successo, perché - forse nella preistoria quando ne facevi parte
tu, quando ne facevi parte tu, da quando ci sono io, neanche
Cuffaro c'era arrivato, nel 2001 c'era Cuffaro e non c'era arrivato
a questo,
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Anzi lo stavo difendendo, siamo a Cuffaro invano
Per cui già questa norma ha aperto la via a quella che è diventata
poi la procedura delle riserve sulle riserve. Risultato, credo che
siamo oltre 50 milioni, non 50 milioni delle cosiddette riserve
fatte dal Parlamento perché poi è legittimo che a quel punto
scatti: scusa ma se il Governo pensa di fare una riserva sul
Fondo, ma perché non la posso fare io, non solo Parlamento che è
legittimo visto che siamo noi a legiferare ma io singolo deputato,
singolo territorio, eccetera, eccetera '.
Devo dire, era legittimo aspettarsi da un Governo appena insediato
che provasse a fare un'alleanza strategica con i comuni,
strategica, perché qui il successo della Sicilia, del Governo e
delle possibilità di obiettivi da raggiungere passa dalla capacità
che avremo di mettere insieme regioni e comuni che sono i
principali centri di spesa e il motore dell'attività amministrativa
ed economica della nostra Regione. Invece, li abbiamo vissuti come
una sorta di fastidioso orpello gestionale a cui dobbiamo provare a
rispondere, però vediamo, li mettiamo sotto controllo. Risultato,
il Governo ha fatto Caporetto in Commissione, prima con un 2 per
cento, poi con lo zero per cento. Io, molti colleghi ricorderanno,
nel momento in cui la Commissione ha ritenuto di andare avanti
sull'ipotesi del 2 per cento, non condividendo quella scelta, ho
deciso di abbandonare la Commissione e andarmene, perché ho detto a
quel punto "Fate voi E' inutile che sto qui". Poi, preso atto che
l'indomani mattina, molti degli stessi colleghi che avevano
sostenuto la ragione di quel testo, di mantenere una riserva del 2
percento, hanno convenuto che, dopo un'ulteriore maturazione, che
era inopportuna una riserva e di consentire di avere una modalità
di attuazione della spesa.
Seconda questione. I colleghi del PD della I Commissione avevano
predisposto un emendamento. In particolare uno che aumentava di 15
milioni circa il fondo per le autonomie, chiaramente, avendo una
destinazione, se non esplicitamente definita ma di fatto indicata,
che era quella di prevedere il fondo per aumentare l'indennità agli
amministratori dei comuni. Non solo perché la Sicilia è arrivata
ultima nell'ipotesi di dare la stessa indennità, diciamo, ai
sindaci, agli amministratori, ai consiglieri comunali rispetto al
resto d'Italia, pur essendo almeno provandoci a ragionare da prima.
Io non so, Micciché forse è andato via, ma noi nella scorsa
legislatura ci avevamo provato - ricorderà anche l'onorevole
Falcone - a fare in modo che la legge siciliana prevedesse il
riconoscimento di un'indennità, perché riteniamo che oggi, ecco a
proposito di moralismi d'accatto, è vergognoso che il sindaco di un
comune come quello di Palermo prenda un'indennità - l'ha dichiarato
lui stesso - pari al salario che percepiva quando era giovane
ricercatore all'università, mi pare anche con responsabilità e con
una quantità di lavoro che non è minimamente paragonabile. Però,
siccome facciamo i moralisti ci giriamo tutti la faccia. Tanto,
come dire, qua parlare di soldi... E' il famoso detto in siciliano
"Chi schifiu, ramminni natr'anticchia". Cioè è una cosa che, in
qualche modo, sollecita immediata attività di far finta di non
parlarne, però poi non affrontiamo i problemi veri delle persone.
Quanto sono? C'è il collega Dipasquale che mi ha ricordato, in
occasione della legge di bilancio,
DIPASQUALE. I tempi, per uno e due, tempi da Regolamento.
PRESIDENTE. Continui onorevole.
CRACOLICI. Lo sa che non sono lunghissimo ma cerco di arrivare al
nodo. E c'è stato detto, di fronte alla proposta fatta al Governo,
l'assessore Falcone ci ha detto, onestamente - con devo dire io ho
modo tante volte di contestarlo, di criticarlo però ne ho sempre
apprezzato l'onestà e la schiettezza - ha detto "Ragazzi, il
Presidente della Regione non è d'accordo. Il Governo non è
d'accordo, in questo momento, ad aumentare le risorse per i
sindaci".
Spero di dire cose che sono state, non fate finta che non
c'eravate giusto? Quindi, è legittima da parte mia la domanda: Ma
che vi hanno fatto i sindaci? . Che è successo? C'è qualcosa che
rende...? Tra l'altro una buona parte delle amministrazioni in
Sicilia, seppur molte confuse, civiche o alleanze di tutti i tipi,
però, diciamo, ci sono sindaco di Palermo, altri sindaci che si
riferiscono all'area del centro destra. Per cui ho trovato folle e
illogico il modo di procedere.
Ora, non è solo un problema di quantità di soldi perché se ci sono
meno risorse, c'è poco da fare. Non è che si possono inventare i
soldi. Però, l'approccio è un approccio, come dire, quasi
vendicativo. Quasi che i problemi che hanno i comuni, sono un
problema dei comuni e se la sbrigano i comuni Non vedendo che
quando i comuni vanno in dissesto o in predissesto chi salta, in
Sicilia, è il sistema pubblico complessivo, cioè, saltiamo pure
noi. E' il sistema che non tiene più.
E allora, oggi, farsi carico non in termini caritatevoli della
serie "Voi siete scimuniti. Adesso ci pensiamo noi". Ma come
proviamo a dare una mano a trovare soluzioni, anche di tipo
legislativo, una per tutti, è pensabile che noi, ancora, non
riusciamo ad affrontare un nodo che è quello che il 118, nel corso
degli anni ha determinato l'obbligatorietà dei comuni ad avere un
fondo di accantonamento per i cosiddetti crediti inesigibili, per i
quali i comuni non solo hanno la beffa di non riscuotere i tributi,
ma addirittura devono costituire un fondo di pari entità per cui
pagano due volte: da un lato perché non lo ricevono dall'altro lato
perché devono accantonarlo. E questo è un tema che dobbiamo far
diventare un problema del Paese e non possiamo dire "sono cavoli
vostri".
Allora perché voglio oggi dire, sull'articolo 1, voi avete perso
l'occasione di fare voi, non noi, perché tra l'altro era un atto
automatico, già la legge c'è dall'anno scorso. Il governo Musumeci
non ha voluto istituire il fondo per dare il contributo ai sindaci,
così come lo fa lo Stato negli altri comuni. L'inizio della
legislatura era un'occasione per, come dire, recuperare; eppure c'è
voluto, diciamo, il dissenso, l'organizzazione, il caos, l'Anci,
oggi l'incontro col Presidente della Regione.
Oggi ho letto che il Presidente della Regione gli ha detto: va
bene, vi concedo l'aumento - come se fosse il sovrano, diciamo,
nominato per legge divina - vi concedo l'aumento, visto che i
deputati si sono aumentati, almeno così ho letto sui giornali, lo
stipendio .
Ripeto quello che ho detto due tre ore fa: i deputati non si sono
aumentati nulla, ma esiste l'istituto che consente a ogni deputato
di rinunciare a quelli che sono ritenuti, diciamo, aumenti illogici
o illegittimi o immorali; per cui ognuno può fare quello che vuole.
Penso che abbiamo dato applicazione a una legge - ripeto - che sì,
vige da dieci anni, non da dieci mesi, da dieci anni: 1 gennaio
2014.
E allora io penso che questo articolo, così com'è, che in questo
articolo deve trovare la soluzione - lo dico con perentorietà,
scusate, Assessore - in questo articolo deve trovarsi la soluzione
di tutto il Parlamento, per riconoscere l'aumento delle indennità
ai sindaci, senza alcuna elargizione o concessione. È una legge
dello Stato che c'è, abbiamo un obbligo politico e morale di farlo.
Bene. Ne prendo atto. Ci sono voluti diversi giorni per arrivare a
questo esito. Spero che ci sia questo esito.
La seconda questione. Io credo che il collega Laccoto abbia posto
un tema: che per risolvere il problema dell'articolo 1 bisogna dare
uno sguardo anche all'articolo 2. Quelle riserve così come sono,
obiettivamente... ma senza ripristinare fondi in capo all'Assessore
che decide lui - non per il povero Assessore, che non conosco,
conosco poco, ma perché è un fatto di principio giuridico, per cui
si stabilisca una quantità di riserve accettabili e mettiamo, nella
massima disponibilità, in maniera automatica, i soldi in nome del
numero di abitanti e della densità demografica, della densità
territoriale dei singoli comuni, così come si è sempre fatto. C'è
un euro? C'è un euro per tutti, uguali. Ci saranno due euro? Due
euro per tutti uguali. Evitare di fare figli e figliastri con i
fondi regionali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà. Dico l'ordine: Safina, Marano,
Burtone, Spada e Giambona. Io li ho segnati secondo l'ordine di
prenotazione, non c'è una discrezionalità.
SAFINA. Signor Presidente, Governo, vede, io parto da ciò che
diceva il collega Cracolici. Quest'Aula in passato, questo Governo
oggi, sembrano avercela realmente con gli enti locali, enti locali
che hanno dimostrato in questi anni, nel post pandemia, nonostante
i gravi problemi che li affliggono sotto il profilo del personale,
degli uffici carenti, di sapere intercettare molte linee di
finanziamento che sono nate dal post Covid. Ci sono comuni in
Sicilia che, per esempio, hanno primeggiato per quanto riguarda i
progetti Pinqua: Trapani, Messina, entrambe hanno ottenuto il
massimo, i 30 milioni che erano previsti, come tetto massimo per i
comuni sono riusciti ad ottenerli e rigenereranno interi quartieri
di quella città, laddove solo li metteremo in condizione di farlo,
cioè laddove consentiremo loro di poter assumere personale.
E la continua riduzione dei trasferimenti correnti incide su
quella percentuale della quale parlavo nell'intervento di qualche
ora fa. Più noi riduciamo i primi tre capitoli delle entrate nei
quali ci stanno anche i trasferimenti dello Stato e della Regione
più difficile sarà per gli enti locali assumere, anche perché alla
riduzione del personale, assessore Falcone, si registra un altro
elemento che è quello della riduzione delle entrate, perché durante
il Covid, durante la pandemia molti cittadini non hanno potuto
pagare le tasse e dunque con la riduzione delle tasse e il
contestuale aumento del Fondo crediti di dubbia esigibilità più
volte l'Anci ha chiesto che venisse sbloccata una quota di quel
Fondo per finanziare investimenti. Qua ci sono tanti
amministratori.
E' chiaro non è competenza di quest'Aula, è un principio contabile
previsto dall'ordinamento statuale e noi non possiamo intervenire,
però se quello che non possiamo fare non lo facciamo ma quello che
invece possiamo fare non lo facciamo allo stesso modo l'effetto è
nefasto.
Allora, guardate, ci troviamo dinanzi quindi a enti che nonostante
le difficoltà sono stati virtuosi al cospetto dell'Amministrazione
regionale, alla quale oggi abbiamo destinato 40 milioni di euro del
fondo di progettazione.
Devo dire la verità, avrei preferito che rimanesse la vecchia
formulazione con i 15 milioni, perché la Regione non ha dimostrato
di essere efficiente sotto questo profilo. Ancora oggi abbiamo i
titoloni di tutti i giornali nazionali che denunciano come la
Regione Sicilia è stata in condizione di farsi bocciare 31 progetti
su 31 in materia di efficientamento idrico, mentre ci sono Comuni,
anche in questo caso, che hanno dimostrato di saper progettare e
che hanno ottenuto milioni e milioni di euro di finanziamenti sotto
il profilo dell'efficientamento delle reti.
Allora è possibile ancora oggi immaginare e non comprendere che le
amministrazioni di prossimità, quali sono gli enti locali, sono
quelle che possono dare risposte immediate ai nostri cittadini e
che possono mettere in campo un sistema di spesa virtuoso e più
rapido di quello che mettono in campo le amministrazioni centrali e
regionali.
Se non comprendiamo questo aspetto falliremo l'obiettivo di
assicurare ai nostri concittadini un reale sviluppo e gli esempi
sono notevoli. Guardate, la Regione ha, forse tre anni fa,
stanziato dei soldi per favorire la trasformazione delle nostre
città in quelle che vengono definite smart e city anche attraverso
l'istallazione di diverse colonnine di ricarica elettrica nelle
città medie e nei capoluoghi, a Trapani mi pare undici, non so
quante decine a Palermo, ebbene è tre anni che i Comuni attendono
che queste colonnine vengano installate, nei Comuni che hanno
proceduto da soli ne hanno già installate il triplo di quelle che
la Regione aveva previsto di impiantare.
Ciò dimostra come nonostante le difficoltà i Comuni riescono ad
essere più produttivi dell'Amministrazione regionale, però è
chiaro, caro Presidente, che ad oggi ancora riescono a reggere e
riusciamo a reggere nelle comunità locali ma, Assessore, se non
mettiamo un po' di benzina il sistema si incepperà e quella che
vogliamo mettere non è sufficiente a compiere nemmeno l'ultimo
miglio, perché rischiamo di non arrivare all'ultimo miglio e non è
un problema di consenso per le amministrazioni, non sono ancora
alla fine mi sa..
PRESIDENTE. Le chiedo di concludere, onorevole Safina.
DIPASQUALE. No, ma perché concludere? Ha dieci minuti.
PRESIDENTE. Continui, grazie.
SAFINA. Grazie, onorevole Dipasquale. Non sono ancora arrivati,
non siamo ancora arrivati all'ultimo miglio e rischiamo di
fermarci. Questo non è possibile. O ci rendiamo conto che una
pubblica amministrazione efficiente, una pubblica amministrazione
in grado di dare risposte immediate ai cittadini è una delle
soluzioni per il progresso della nostra Regione o ancora una volta
avremo fallito gli obiettivi perché di parole sono piene le aule
parlamentari, ma ad oggi servono i fatti e quindi serve un fondo
per le autonomie che al di là della discussione sulle riserve che
l'onorevole Laccoto fa e che è sicuramente seria, ci può stare, ma
qui il fondo già, a prescindere dalle riserve, nasce povero. E'
chiaro che se a povertà aggiungo le riserve e questo aumenta, però
noi abbiamo l'esigenza di cambiare passo sotto questo profilo
perché troppi sono gli interventi che le amministrazioni locali
devono garantire.
Allora io, anche in questo caso, non vi chiedo di riscrivere
interamente la finanziaria, assessore, non è possibile ma dobbiamo
iniziare a invertire la rotta. Grazie.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Se l'Aula mi dà la parola, signor Presidente, che non
sento nemmeno la mia voce. Posso? Signor Presidente, con questa
confusione non riesco nemmeno a parlare.
PRESIDENTE. Infatti, non è partito neanche il suo tempo. Quando ci
sarà serenità in Aula potrà parlare. Credo che ora ci sia. Prego,
onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, grazie. Avrei preliminarmente una
domanda da fare al Governo. Vorrei appunto un chiarimento sulle
risorse - per favore, però, io non posso parlare, vi prego tutti
quanti, grazie -, vorrei un chiarimento dal Governo sulle risorse
stanziate per l'esercizio finanziario 2024 nel bilancio a
legislazione vigente nel capitolo 191301, che è il contributo di
parte corrente in favore dei comuni. Si osserva che risultano
stanziate le seguenti somme: 216.749.375 euro per l'esercizio
finanziario 2023, 135 milioni di euro per l'esercizio 2024, zero
euro per l'esercizio 2025.
Ora, a seguito della rideterminazione operata con il comma 1,
l'autorizzazione di spesa viene quantificata in 326.997.500 euro
per l'esercizio 202, e in 170 milioni di euro per gli esercizi 2024
e 2025; nel prospetto allegato alla manovra per l'esercizio
finanziario 2024 risulta una maggiore spesa finale di 115.749.375
euro, mentre la previsione di bilancio, come detto prima, riporta
uno stanziamento di 135 milioni di euro. Di conseguenza la maggiore
spesa dovrebbe essere pari a 35 milioni di euro; risultano invece
correttamente determinate le maggiori spese finali per gli esercizi
2023 e 2025. Chiedo, quindi, se si tratta di un errore di
quantificazione e se sì la maggiore spesa di 80.749.375 euro dove
verrebbe allocata? Domanda.
Per quanto riguarda, invece, il merito dell'articolo, signor
Presidente, bisogna riconoscere che questa rideterminazione risulta
essere solamente sulla carta se pensiamo che nel 2009 il fondo era
di 913 milioni, nel 2013 si è ridotto a 540 milioni e negli ultimi
anni si è attestato a 320 milioni, una riduzione che chiaramente
mette in difficoltà i nostri comuni, i nostri sindaci, le esigenze
degli enti locali e quindi le esigenze dei cittadini, perché è
chiaro che le difficoltà dei comuni e dei sindaci nella gestione
degli stessi portano a problematiche sul territorio e quindi ai
servizi per i cittadini.
Vorrei ricordare inoltre che nel 2022 ben 278 - e concludo,
signor Presidente -, vorrei ricordare inoltre che nel 2022 ben 278
comuni su 391 sono stati senza bilancio, il settantuno per cento
dei comuni sono stati commissariati dalla Regione per la mancata
approvazione del bilancio consuntivo 2021 entro il termine di
legge. Un problema che ormai chiaramente è diventato strutturale
perché i comuni sono in difficoltà a far fronte alla normativa
finanziaria derivante dall'applicazione dell'articolo 118.
Vorrei capire dove dobbiamo arrivare e vorrei avere delucidazioni
rispetto alla domanda che ho posto poc'anzi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà. Domanda, non è question time, alla fine risponde, alla
fine risponde a tutti.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo ad un
passaggio importante della finanziaria, il riferimento ai comuni.
Io intervengo perché sono sindaco di una città importante della
Sicilia, orgogliosamente sindaco di una città che è patrimonio
dell'Unesco, borgo tra i borghi più belli della Sicilia, una città
che somiglia alle tante città siciliane, perché, Presidente della
Regione, noi abbiamo la bellezza della nostra Sicilia e la dobbiamo
difendere sempre e portarla avanti nelle varie sedi.
Io quindi contribuisco se mi si permette a dare alcune
valutazioni, alcune proposte. Abbiamo iniziato il percorso
legislativo avendo un segnale sugli enti locali, che era quello del
contributo per l'energia elettrica ai comuni, un bel segnale da
parte del Governo. Noi parlammo positivamente di tutto ciò; durante
il dibattito, per quel che mi riguarda, abbiamo cercato di
sviluppare alcune tematiche, indicare alcuni percorsi da portare
avanti, i servizi, perché, signor Presidente dell'Assemblea, noi
siamo convinti, questo senza presunzione lo dico colleghi che
operano come sindaco nelle nostre comunità, che veramente il comune
è lo snodo dello Stato, la prima cellula dello Stato.
Mi piace che il Vicepresidente acconsente, mi sembra un po'nervoso
ma non c'è motivo, Assessore, nel senso che visto che il suo
consenso era così palese tanto da pensare che fosse quasi ironico,
io le dico invece, mi permetta, io le dico invece, mi permetta, le
dico invece che veramente il comune è la porta dello Stato.
Nella sua dimensione regionale lei avrà percepito avendo fatto il
deputato anche negli anni scorsi che c'è un passaggio in cui
necessariamente deve essere l'ente locale a dare risposte, quindi
la Regione deve avere questa dimensione di programmare, di
legiferare e poi di mettere i comuni nelle condizioni di servire i
cittadini, anche perché ai comuni viene dato un mandato non
soltanto di erogare servizi - sotto certi aspetti mi fa piacere,
qui è presente l'assessore alle attività produttive - e deve
promuovere lo sviluppo economico.
Noi abbiamo avuto già alcune interlocuzioni come comune di
Militello, abbiamo trovato grande disponibilità e ascolto rispetto
ad alcune problematiche, perché il comune non si ferma ad
esplicitare alcuni servizi fondamentali, ma deve necessariamente
intersecarsi con le dinamiche regionali e statali per dare risposte
anche in termini produttivi.
Ecco perché noi sosteniamo che ai comuni bisogna dare risposte che
vadano oltre il bilancio.
Sono intervenuti stamani nella discussione dicendo che, in fondo,
il passaggio decisivo afferisce proprio a questa responsabilità dei
comuni e che i comuni non possono non trarre forza da quelle che
sono le dinamiche regionali, soprattutto su alcuni servizi.
E io lo ripeto e mi fermo solo a questa considerazione che già ha
già fatto.
Ci sono alcuni servizi che in Sicilia afferiscono ai diritti di
cittadinanza che sono messi in grande difficoltà.
Se dovesse passare il disegno nazionale che è quello di creare un
dimensionamento scolastico che veda un numero di 900 alunni come
possibilità di gestione autonoma di una scuola, il 50 per cento
delle nostre scuole, assessore alla scuola, non avranno una
direzione, non avranno autonomia, saranno scuole di serie B.
Noi abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di scuole di serie A. Perché
la scuola è il riscatto sociale, è il vero ascensore che serve alle
nostre comunità.
Così come torniamo a discutere, lo abbiamo fatto - ripeto - con
una grande attenzione da parte dell'Assessore per la famiglia e
dall'Assessore per la salute.
Abbiamo bisogno di servizi che afferiscono al diritto fondamentale
dell'articolo 32 e che è legato alla necessità di avere anche nel
territorio una sanità efficiente, di avere risposte che diano una
tranquillità alle famiglie rispetto alla crescita di stili di vita
che debbono essere contenuti, frenati.
Parlo dell'abuso che c'è nelle nostre comunità dell'utilizzo
dell'alcol, la diffusione di droghe pesanti e di droghe leggere, la
presenza di una ludopatia che galoppa soprattutto nelle fasce più
deboli.
Allora credo che su questo ci debba essere una riflessione
profonda.
Vado all'ultima considerazione, poi farò se è il caso un
intervento nel merito anche nel successivo articolo 2. Credo che il
fondo abbia una grande importanza, Assessore Messina, non c'è
dubbio. Però il tema fondamentale - lo diceva il collega Antonello
Cracolici - il tema fondamentale è quello dei crediti di dubbia
esigibilità.
I comuni possono avere risorse per gli investimenti, per i servizi
ma se non traggono le risorse dalla fiscalità che è delegata ai
comuni, la difficoltà aumenta e aumentano perché c'è questo atto
ingiusto che è quello dei crediti di dubbia esigibilità, i crediti
di dubbia esigibilità.
Signor Presidente, non la voglio mettere in imbarazzo perché io so
che lei è impegnato su tanti fronti però l'anno scorso noi abbiamo
fatto una battaglia come Anci.
Lo ricorderanno qui i sindaci presenti che allora si impegnarono
in tanti, c'era anche l'Assessore. Abbiamo fatto la battaglia di
chiedere allo Stato di intervenire su questo fondo e devo dire che
un segnale c'è stato.
Ecco perché le chiediamo di seguire anche questa vicenda,
Presidente, perché se non si interviene su quel fondo, se non
vengono sbloccate alcune risorse, i comuni potranno avere qualcosa
anche in più da parte della Regione ma sono a rischio.
Il dato che emerge è che sono comuni - il più delle volte - che
pur avendo una forza e una capacità di amministrazione si trovano
ad essere sul punto del predissesto, del dissesto.
Sono queste le considerazioni che volevo fare, un contributo in
positivo perché riteniamo che nelle nostre comunità ci siano tanti
problemi - alcuni affioreranno anche più avanti -, sono legati ai
pochi interventi di natura sociale che potranno essere garantiti in
una situazione difficile.
Credo però che una risposta debba venire, possa venire da parte
della Regione anche perché i problemi che si pongono nei comuni non
sono problemi che possono essere risolti utilizzando i verbi al
futuro.
Purtroppo si deve utilizzare sempre il verbo al presente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, l'articolo 1
penso sia l'articolo più importante di questa legge di bilancio per
due motivi. Il primo perché riguarda il trasferimento della spesa
corrente nei confronti dei Comuni e quindi penso che i Comuni oggi
siano la parte fondamentale e principale delle comunità in cui
insistono.
Io non voglio credere che l'assessore Falcone, che il Presidente
della Regione, ma anche perché appunto l'assessore Falcone è stato
sindaco in questa Regione, ha amministrato a Mirabella Imbaccari,
corretto onorevole Cracolici? Quindi io non penso che l'assessore
Falcone non abbia a cuore il destino dei Comuni siciliani. Aggiungo
di più: in I Commissione abbiamo fatto un lavoro insieme ai
colleghi Catanzaro, Giambona e anche ai colleghi della maggioranza,
per cercare di incrementare il fondo da destinare ai Comuni
siciliani ed era passato un emendamento che ho voluto sottoscrivere
insieme ai miei colleghi che era a firma della maggioranza di
quest'Aula che prevedeva appunto l'incremento di 15 milioni di euro
da destinare ai Comuni ma non solo.
Ho presentato anche un emendamento che prevedesse l'adeguamento
degli stipendi dei nostri amministratori locali a quelli delle
altre Regioni d'Italia. Quindi onorevoli colleghi io penso che oggi
questa Regione, che quest'Aula debba dare un segnale di
discontinuità rispetto al passato e rimettere al centro i sindaci e
gli amministratori locali perché sono i veri frontmen delle
problematiche che quotidianamente vivono le nostre comunità.
Io faccio una proposta anche se provocatoria a mio avviso ma l'ho
detto pubblicamente, l'ho detto anche al mio Gruppo parlamentare:
sarebbe corretto che lo stipendio dei deputati andasse ai sindaci e
che noi ci prendessimo lo stipendio dei sindaci per le
responsabilità che hanno i sindaci sui singoli territori. Perché
penso è come se io, è come se lo facessi, onorevole Turano, per due
motivi perché oltre a rappresentare la Regione devo dire che ho
avuto in questi ultimi due anni la possibilità di toccare con mano
le problematiche che vivono gli amministratori locali perché su
Floridia abbiamo fatto un lavoro eccezionale, abbiamo ripristinato
un territorio da troppo tempo abbandonato e lo abbiamo reso fiore
all'occhiello della provincia di Siracusa. E penso che per le
responsabilità che oggi hanno i sindaci bisognerebbe sostenerli e
bisognerebbe incentivarli nell'azione politica che stanno portando
avanti. Motivo per cui penso che all'articolo 1, ma questo ce lo
aveva detto anche in Commissione Bilancio, il Governo debba
recuperare delle somme per consentire non solo il mantenimento del
fondo rispetto a quelli degli anni passati ma soprattutto per
consentire agli amministratori locali siciliani di essere
equiparati a quelli del resto d'Italia perché oggi fare il sindaco
in Sicilia non è facile anzi è più difficile che farlo a Milano, è
più difficile che farlo a Roma, è più difficile che farlo nel resto
d'Italia quindi incentiviamo quei sindaci, tuteliamo e cerchiamo
soprattutto di dare un segnale di discontinuità rispetto al
passato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Pace.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho chiesto
di intervenire, inimicandomi anche le ire del mio amico Luca
Sammartino, perché io io faccio fatica a intervenire in Aula, se
i colleghi dell'opposizione poi parlano avrò ancora più difficoltà.
Dicevo, ho chiesto di intervenire perché, siccome io ho consumato i
passaggi in Commissione, abbiamo consumato una notte importante
anche in Commissione Bilancio, e la legge finanziaria che è venuta
fuori, con tutti gli articoli e tutti i commi, se io ho ricordi
esatti, è venuta fuori non perché ci sia stata una maggioranza
cattiva che abbia obbedito a un Governo cattivo che vuole il male
dei Comuni e dei sindaci e, caro collega Spada, io sono stato
sindaco fino all'altro ieri per dieci anni e mezzo e tutti i miei
interventi sono pro-enti locali, sono pro-sindaci, perché io sono
stato anche tre anni e mezzo con la scorta quindi io so ciò che
vive un sindaco di periferia.
Ma la legge finanziaria che oggi arriva in Aula, credo di
ricordare bene, Antonello Cracolici, è frutto di un ragionamento
complessivo dove non ci sono stati da una parte i buoni e da una
parte i cattivi. C'è stato semplicemente un accordo complessivo che
ha visto ripartire le somme destinate ai Comuni così come le varie
Commissioni. In prima Commissione, in prima istanza in Commissione
Bilancio, successivamente ma con un accordo bipartisan e la gente
che ci ascolta da casa deve sapere che questa legge finanziaria,
per la prima volta in maniera straordinaria, l'ho detto ieri nel
mio intervento, ho fatto un plauso al Presidente Galvagno perché ha
messo da parte una smania di protagonismo per privilegiare il senso
delle Istituzioni, così come l'ha fatto il Presidente Schifani e
soprattutto Marco Falcone.
Ma sottolineo la disponibilità dell'assessore Messina che è
l'assessore per gli enti locali perché, per la prima volta, abbiamo
privilegiato la concordia, come Traiano. Presidente Schifani, come
Traiano, non come Giulio Cesare. Traiano è stato ricordato fra i
cinque imperatori buoni perché amava il dialogo e la concordia e
quindi questa legge finanziaria è il frutto, compreso gli articoli
1 e 2, che non tolgono soldi agli enti locali ma che ripartiscono
soldi e finanziamenti agli enti locali non col dito. Per i disabili
psichici è stata una volontà dell'onorevole Intravaia, ma anche
nostro, della Democrazia Cristiana, che avevamo dimenticato. I
sindaci hanno questo spauracchio dell'indennità che devolviamo.
Io parlo ancora da sindaco alle varie comunità e, per una mancanza
di fondi, abbiamo visto che c'era un vulnus nella legge
finanziaria. Abbiamo inserito una somma importante di 6 milioni e
mezzo di euro così come non era prevista la somma per i Comuni
virtuosi che raggiungono il 65% della raccolta differenziata.
Abbiamo previsto una somma per quei Comuni virtuosi. Abbiamo
previsto delle somme non per il comune Tizio o per il comune Caio,
perché se questo è stato fatto, vi assicuro che non è stato fatto
su indicazioni di parlamentari della maggioranza. Le somme
ripartite sono circa 31 milioni che vanno anche per i Comuni, 32,
per i Comuni che hanno le varie bandiere blu, che hanno difficoltà
per quanto riguarda il randagismo e il fenomeno del randagismo è
uguale a Ribera, a Siracusa, a Palermo, a Catania. Non abbiamo
preferito dare il contributo a quel Comune e, quindi, oggi venire
qua e non è un'accusa nei confronti dei parlamentari
dell'opposizione, comune e, quindi, oggi venire qua, e non è
un'accusa nei confronti dei parlamentari dell'opposizione, a fare
apparire come il Governo Schifani come quel Governo che è contro
l'Anci, che contro i sindaci e che, invece, ci sono parlamentari
che vogliono privilegiare altro.
PRESIDENTE. Lasciate completare, l'intervento dell'onorevole Pace,
così come ha fatto lui nei vostri confronti.
PACE. Ritengo che sia se non altro ingeneroso.
Dobbiamo ammettere, invece, che questa finanziaria probabilmente
per i comuni siciliani non è la migliore finanziaria del mondo
perché 327 milioni per i comuni diventano poca cosa, che il lavoro
che dovevamo fare probabilmente nelle varie Commissioni era
togliere qualche gioco d'artificio e rimpinguare i fondi per i
comuni, cosa che comunque ognuno di noi deve assumersi la
responsabilità perché lo sanno i giornali, lo sanno i media, lo
sanno i cittadini, la finanziaria che noi tra oggi, domani, spero
domani sera, approveremo è una finanziaria di mediazione di cui
tutti dobbiamo essere orgogliosi, in primis perché non succedeva da
10 anni che venisse approvata entro la prima decade di febbraio e
non lo dice nessuno, dobbiamo dirlo. Collega Dipasquale, io ieri ho
letto le date, lei non c'era, ho letto le date degli ultimi 10 anni
e ricorreva sempre il mese di maggio, aprile, maggio. Nessuno lo
dice che questo Governo sta dando la possibilità ai comuni di non
stare in ansia fino al 30 di aprile o fino al 25 di maggio. Noi il
10 di febbraio daremo una certezza a tutti i comuni siciliani. E ho
voluto fare questo intervento da sindaco, mi aspettavo uno sforzo
in più per tutti i comuni, ma questo sforzo doveva essere fatto in
maniera corale.
Mi auguro, Presidente Schifani, visto che oggi credo abbia
ricevuto anche una delegazione dell'Anci, che la prossima
finanziaria così come siamo stati bravi a fare le nottate in
Commissione Bilancio possiamo essere ancora più rispettosi, come
diceva il collega, nei confronti dei sindaci per dare più risorse
sia in conto capitale per fare qualche investimento che i comuni si
sognano se non con i fondi extra regionali, sia per le spese
correnti perché i comuni fanno fatica a sbarcare il lunario e su
questo siamo tutti d'accordo. Non voglio che passi, invece, il
messaggio che nel Parlamento ci sono i parlamentari buoni che amano
i sindaci e i comuni e i parlamentari cattivi perché io voglio
essere scritto, da ex sindaco, fra i parlamentari buoni che ha
lavorato per dare forza e linfa ai comuni siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Ho
sentito adesso, collega Pace, dico è ovvio che sul tema dei comuni
io ritengo che non ci sia colore politico. Qui noi, come Partito
Democratico e credo tutte le forze di questo Governo, vogliamo dare
un contributo per la situazione di profonda crisi in cui versano i
comuni siciliani.
Guardate, l'articolo 1 è l'articolo, un articolo importante che
permette di trovare delle soluzioni, qualora ve ne siano, a
superare le tante criticità degli enti locali. Noi lo abbiamo
dimostrato nelle azioni concrete e in Commissione perché
riconosciamo come i comuni e gli amministratori siano gli enti
territoriali di massima prossimità, i front office, quelli che
affrontano quotidianamente i problemi dei cittadini e che devono
sorbirsi le risposte dovute alle mancanze della politica.
Guardate, il quadro che emerge, non voglio ripetere
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Un secondino di ordine in Aula.
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Non voglio ripetere i dati e quanto
già riferito dai colleghi poc'anzi, però il quadro degli enti
locali siciliani, dei comuni è allarmante. Su 391 comuni, che sono
i comuni siciliani, ci sono circa un centinaio che versano in stato
di dissesto o pre-dissesto, con importanti situazioni - come diceva
anche la collega poc'anzi - di enti che sono stati commissariati
per la mancata approvazione dei consuntivi. Poi c'è un problema
circa le difficoltà di programmare.
A fine dicembre circa 300 dei totali comuni non avevano ancora
approvato il bilancio di previsione. Di questo dirò più avanti.
Noi, come Partito Democratico, abbiamo ascoltato gli
amministratori, abbiamo ascoltato i sindaci, abbiamo quindi fatto
nostre le loro richieste, anche di Anci e di ASAEL. E, come
dicevano poc'anzi i colleghi, io sono stato il primo firmatario di
un emendamento in Commissione Affari istituzionali e questo
emendamento, fondamentalmente, aveva l'idea di permettere ai
sindaci di superare queste criticità attraverso risorse aggiuntive,
prevedendo i trasferimenti di parte corrente in 345 mila euro.
Questo era un modo per tentare di dare ossigeno e tentare di
superare questa crisi profonda in cui versano i comuni siciliani,
perché - come si diceva poc'anzi - le risorse di parte corrente
sono dimezzate, assessore Falcone, negli ultimi 10 anni e si
risente anche qui di quella che è la tematica delle riserve. Alcune
sono ineccepibili però, entrando nel merito delle stesse, si
verifica che si passa dai 40,8 milioni del 2022 ai 48,8 milioni del
2023.
Ricordo che alla vigilia, anche in presenza dell'Assessore Messina
in Commissione Affari istituzionali , abbiamo parlato, appunto,
delle riserve e dell'opportunità di rivederle. Ribadisco, alcune
sono ineccepibili, ma di fatto il Fondo di parte corrente si riduce
a 278 milioni all'incirca. Anche perché ci sono alcune riserve - e
queste, assessore Messina, sommano 12 milioni di euro - che
riguardano anche solo potenzialmente la generalità dei comuni
siciliani. Invece, la maggior parte di queste riserve sono ben
identificate a chi andranno.
Ecco, io ribadisco molte di queste riserve hanno finalità
lodevoli, ma qui il tema non è tanto quello delle riserve, è che ci
vogliono più risorse.
Noi ci auguriamo che da quest'Aula si esca fuori con un'idea di
massima, assessore Falcone e assessore Messina. Ci vogliono più
risorse per il caro energia. Mi risulta che alcuni enti locali
hanno anche subìto dei decreti ingiuntivi perché non sono riusciti
a ottemperare ai debiti che sono sorti con l'aumento delle
forniture energetiche.
Come un altro tema che si sta abbattendo quest'anno, oltre che nel
2022, è il tema dell'inflazione. Ne abbiamo parlato, assessore
Falcone, in Commissione Bilancio . L'inflazione, naturalmente, non
riguarda solamente i consumatori finali, ma riguarda anche tutti
gli operatori economici, riguarda anche gli enti locali che rendono
servizi, acquistano beni. Quindi, questo, inevitabilmente,
comporta, qualora non vi sia un adeguamento delle risorse di parte
corrente, un inadeguamento e un ulteriore stato di crisi.
Ci auguriamo che da quest'Aula - come abbiamo sentito e visto in
alcuni articoli di giornale - questo Governo esca fuori con un
jolly, tale da poter dare veramente una boccata di ossigeno agli
enti locali siciliani. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente, onorevole Presidente, colleghi,
assessori della Giunta. Allora, proviamo a mettere intanto un punto
chiaro. Qui non c'è nessuno che sta aumentando i fondi ai comuni,
non c'è nessuno che ne sta stanziando di più rispetto agli anni
precedenti, c'è un Governo che ha deciso, invece, di fare una
riduzione, cioè stanno tagliando il Fondo per investimenti, perché
ai sindaci bisogna spiegare che i 115 milioni di euro che da sempre
sono stati all'interno del bilancio della Regione, quest'anno, per
la seconda volta - non la prima volta, perché Musumeci lo ha fatto
durante la pandemia - i 115 vengono trasferiti al Fondo di sviluppo
e coesione.
Il Fondo di sviluppo e coesione è un fondo veramente per
investimenti. E, quindi, le risorse che, precedentemente, i sindaci
si vedevano incamerare all'interno dei propri bilanci, non ci
saranno più e dovranno essere in grado di progettare - che è il
problema di tutti i comuni di questa Sicilia - qualcosa che possa,
poi, essere finanziato dal Fondo di sviluppo e coesione.
Ora, la domanda che io vorrei fare all'assessore Falcone è: ma
prima di destinare le risorse del Fondo di sviluppo e coesione, dal
quale diciamo abbiamo riempito la legge finanziaria, ma sappiamo,
quanto meno, a quanto ammonta? Cioè lei, Presidente, deve sapere
che, oggi, la Regione siciliana non sa a quanto ammonta il Fondo di
sviluppo e coesione 21-27. Non è che non sappiamo quante sono
libere, o quante possiamo utilizzare Oggi noi non sappiamo quanto
verrà destinato alla Regione siciliana; però, questa stessa
Assemblea, oggi, destina queste risorse per qualcosa che
probabilmente, se i sindaci li vedranno li vedranno alla fine
dell'anno e, nel frattempo, si devono portare avanti con la
realizzazione di progetti per il quale tutta l'Assemblea è conscia
del fatto che non esistono oggi comuni, che hanno progetti
esecutivi pronti per essere realizzati e pronti per essere
finanziati.
Quindi noi, oggi, dobbiamo essere sinceri. Al di là
dell'indennità, del trasferimento, delle risorse, dobbiamo dire che
confermiamo le risorse di parte corrente, stanziate nel bilancio di
previsione precedente - perché poi entriamo nel dettaglio delle
riserve - e tagliamo i 115 milioni che sono del Fondo investimenti.
Punto.
Quindi, diciamo, tutta la retorica sul fatto aiutiamo i comuni, i
sindaci, i progetti viene meno leggendo i primi due articoli, i
primi due commi. Non è che bisogna fare chi sa che cosa.
A questo aggiungo, Presidente, giusto per non andare troppo per le
lunghe e, diciamo, non far sembrare il mio intervento, meramente
diciamo, ostruzionistico della legge finanziaria, durante la
sessione di bilancio - lei ricorderà, il Presidente lo ricorderà -
il nostro Gruppo ha presentato un emendamento che riguarda i liberi
consorzi in dissesto. Questo emendamento, dei liberi consorzi in
dissesto era stato presentato al comma 2 della legge finanziaria,
all'articolo 1 comma 2, quando ancora il Governo non aveva
stanziato le risorse per i liberi consorzi delle città
metropolitane.
E' evidente che, l'intento della Commissione Bilancio non era
quello di destinare una quota parte del Fondo investimenti ai
liberi consorzi in dissesto perché non se ne fanno niente. I liberi
consorzi in dissesto, mi rivolgo ai colleghi di Siracusa che è uno
di quegli enti che rischia il dissesto sul dissesto - stiamo
parlando di un libero consorzio che oggi non riesce a garantire il
riscaldamento alle scuole, o le strade provinciali in un, diciamo,
stato decoroso, ma men che meno gli stipendi ai propri dipendenti -
il libero consorzio di Siracusa, e i liberi consorzi in generale in
dissesto, hanno bisogno della parte corrente.
Quindi, quello che sto annunciando, ma che presenteremo, e lo dirò
all'assessore Falcone quando sarà presente in Aula, è chiaro che
quell'emendamento non va bene sulla parte investimenti, tra l'altro
del 2025, assessore Falcone. La parte corrente, che va destinata a
liberi consorzi in dissesto, è la parte corrente, non è la parte
per investimenti. Perché, destinare con legge finanziaria
investimenti del 2025 ai liberi consorzi in dissesto, non ce ne
facciamo niente Nel frattempo Siracusa sarà andata in dissesto sul
dissesto
Dobbiamo destinare - questo era un errore che è stato commesso
poi, magari nella formulazione, in Commissione Bilancio - una
riserva della parte dei novantotto milioni e mezzo, che viene
destinata alle città metropolitane e liberi consorzi, ai liberi
consorzi in dissesto. Questo per riequilibrare quello che è un
argomento che, purtroppo, ancora questa Assemblea non ha trattato
se non su giornali. Quello dei comuni, a parte diciamo il testo di
legge che dà la possibilità ai sindaci di ricandidarsi per la terza
volta nei comuni sotto i 15 mila abitanti che si vedrà in sede
separata, ad oggi manca un'idea. Perché stiamo parlando di norme,
purtroppo, spot che poco servono agli amministratori locali.
Gli amministratori locali, oggi, devono capire come poter
garantire i servizi che, col trasferimento che in questo momento la
Regione garantisce nei confronti comuni, non riescono a garantire
ai propri cittadini.
Allora, sarebbe opportuno, messa da parte della finanziaria e
stanziando più risorse possibili ai comuni ai liberi consorzi,
capire qual è l'intenzione da parte del Governo per rivedere, poco
fa dicevamo, al Fondo i crediti di dubbi esigibilità, rivedere le
province che, ad oggi abbandonano del tutto le scuole e le strade
provinciali, cioè comprendere qual è la visione che vuole dare il
Governo Schifani nei confronti dei comuni e dei liberi consorzi,
perché lo stanziamento - ripeto - è uguale a quello degli anni
precedenti non c'è un passo in più, non viene garantita neanche la
triennalità; addirittura, anzi devo dire che l'unico miglioramento
è quanto meno garantire le tre trimestralità entro maggio dell'anno
corrente. Questo è un passaggio che sicuramente sarà apprezzato
dalle ragionerie e dai sindaci dei comuni, ma oltre quello
null'altro.
Allora, sarebbe opportuno comprendere che visione ha il Governo
Schifani nei confronti dei Comuni, dei Liberi Consorzi e delle
Città metropolitane e poi, successivamente, capire come poterli
aiutare con la parte corrente, che è quello che serve, e con la
parte di investimenti che deve essere trasferita non deve essere
progettata, perché io sono sicuro che ci ritroveremo alla fine
dell'anno dove tantissimi comuni non riusciranno a spendere la
parte a loro destinata per investimenti che noi, invece, oggi
stiamo vendendo come 115 milioni di euro che, probabilmente, alla
fine dell'anno verrà utilizzata per la metà della sua parte.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, signori onorevoli, Presidente
Schifani, Assessore. Innanzitutto, volevo fare gli auguri
all'all'onorevole Pace che oggi fa il compleanno e, quindi, a nome
di tutta l'Assemblea
(Applausi)
GILISTRO. E quindi un applauso. Perché devo dire la cosa, ho
saputo questa cosa mi ha fatto anche tenerezza il fatto che stia
festeggiando qui il suo compleanno; quindi, questo ti fa onore per
la nostra Sicilia quindi questo mio augurio.
Allora, Presidente, assessore Falcone, inizio con una parola:
gratitudine che dovremmo esercitare un po' più spesso tutti
quanti; gratitudine per aver accolto la richiesta per il libero
Consorzio di Siracusa che praticamente è veramente un disastro. Io
ho vissuto in prima persona, come cittadino, prima vedere
arrampicati sui pali sui tralicci dell'Enel gli impiegati e quando
non gli arrivava neanche lo stipendio da 6 mesi da 7 mesi e che
comunque avevano famiglia.
Allora, credo che sia molto importante impegnare delle somme
perché Siracusa è una città di importanza turistica di alto valore
archeologico, paesaggistico, e chi arriva a Siracusa, il turista,
le persone che arrivano da fuori e vedono le strade siracusane sono
veramente un disastro sia dal punto di vista di manutenzione, sia
dal punto di vista di pulizia. Cioè un turista che arriva dice: ma
sono capitato siamo in Africa o siamo forse in un paese di un
altro mondo .
Allora, Assessore, chiedo con grande veemenza, veramente l'ho
detto in prima battuta con gratitudine, che venga preso un impegno
importante, proprio un impegno sostanziale affinché queste risorse
possano arrivare nel più breve tempo possibile. Abbiamo istituti
scolastici che veramente versano in gravissime condizioni e,
soprattutto, sono ragazzi che arrivano da tutta la provincia fra le
altre cose; quindi, abbiamo istituti superiori che hanno necessità
assoluta di fondi. Credo che sia importante oltretutto quello di
poter recuperare fondi, successivamente magari, per poter
implementare questi servizi anche per i ragazzi che sono e che
studiano a Siracusa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, Presidente, onorevole Presidente, Governo.
Fondo autonomie locali. Credo che 326 milioni di euro, quasi 327
milioni di euro, sia la somma stanziata per l'anno 2023, circa 40
milioni in più rispetto al 2022. Fondo investimenti incrementato di
10 milioni di euro, ma la mia sensazione è che non riusciamo ancora
a vedere la luce nonostante questi sforzi - che sicuramente sono
apprezzabili - e perché? Perché un incremento di 40 milioni di
euro, ripartito sui 391 comuni siciliani, per un comune mediamente
di 30 mila abitanti, con un'estensione di 180 chilometri quadrati
circa, sono 70 mila euro in più all'anno, senza considerare il
fatto che su quel Fondo autonomie locali molti Comuni hanno le
trattenute per mutui erogati con la stessa Regione, penso al
Comune di Misilmeri, al Comune di Bagheria, al Comune di Licata, al
Comune di Trabia, una parte di quelle risorse quei Comuni non li
utilizzeranno.
Allora, una riflessione va fatta sul sistema Enti locali. Qualcuno
parlava di aperture di credito; io non credo che siamo qui per
concedere aperture di credito, ma siamo qui per svolgere il nostro
ruolo e con scrupolo e coscienza dobbiamo occuparci della
situazione drammatica in cui gli enti locali vivono.
Si vuole pensare ad una riforma strutturale che veda al centro i
Comuni? I Comuni non hanno solo il problema dei 50 mila euro in più
del Fondo autonomie locali che quest'anno la Regione può erogare, i
Comuni convivono con problemi strutturali che riguardano il
problema del personale.
Abbiamo toccato poc'anzi il problema del personale Asu negli Enti
locali, ma i vincoli di finanza impediscono di incrementare la
spesa per il personale. Vogliamo sederci con lo Stato e cercare di
sbloccare questa situazione? Questa sarebbe la mano d'aiuto ai
Comuni, agli Enti locali. Lo sapete perché? Perché qualcuno poco fa
diceva: "Quando i cittadini percepiscono questo scollamento con la
politica mettono tutti nello stesso calderone", la vita delle
comunità locali dipende dalle azioni che facciamo anche in
quest'Aula. Quindi, credo che il senso di responsabilità appartenga
a tutti e questa riflessione - a cui invito il Governo regionale -
riguarda il problema del personale ma riguarda il problema
dell'energia.
Presidente, ieri non era presente, in discussione generale abbiamo
affrontato il tema delle royalties. Lei nel suo discorso di
insediamento ha citato il progetto Argo Cassiopea. Nel 2024
inizierà l'attività estrattiva, probabilmente verranno estratti
circa 2 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Come sa il decreto
legislativo 625 del '96 prevede che le royalties vengano concesse e
vengano cedute quel 10 per cento per il 45 per cento al Governo
centrale e per il 55 per cento al Governo regionale.
C'è un emendamento a firma mia e dell'onorevole Di Paola per
riconoscere una parte di quelle royalties ai comuni costieri che
hanno subito un pregiudizio per le attività poste in essere dal
titolare della concessione. Ma aggiungo un altro elemento la
Regione Basilicata, che effettua la stessa attività estrattiva, ha
concertato con lo Stato ed ha ottenuto la concessione di quella
quota del 45 per cento all'intera Regione Basilicata ed oggi,
ricercando qualche notizia, ho potuto appurare che il bilancio
della Regione Basilicata si basa sulle royalties. Il bilancio della
Regione siciliana non potrebbe incentrarsi su quelle royalties, ma
la Sicilia è snodo centrale per l'energia. Lo dicevo ieri: il gas e
arriva dal Nord Africa passa dalla Sicilia.
E allora, con forza dovremmo sederci col Governo centrale e
tutelare gli interessi dei siciliani. Non mi voglio avventurare in
calcoli matematici magari rischio di fare brutta figura, ma 2
miliardi di metri cubi di gas se il prezzo del gas è 50 centesimi,
Presidente mi aiuti lei, sono una cifra, si parla di circa 55
milioni di royalties sarebbe il 45 per cento che lo Stato, il
Governo potrebbe lasciare alla Regione siciliana. Quindi, prego di
valutare questa proposta perché la ritengo utile sia per i
territori interessati ma per l'intera Regione siciliana.
E poi l'ultima riflessione. Gli enti locali, a volte, i sindaci
non hanno strumenti per dare risposte ai cittadini. Non si è
parlato, o si è parlato poco, di sburocratizzazione. Abbiamo enti e
varie articolazioni dello Stato che non riescono a dialogare fra
loro. E' emblematico l'esempio di un viadotto sulla SS 115: non si
riescono ad appaltare i lavori perché un'articolazione dello Stato,
Anas, non riesce a dialogare con l'Autorità di bacino; si scrivono
e si riscrivono da due anni e mezzo e non partono i lavori.
Probabilmente, quando parlo di una riforma seria sul sistema degli
enti locali dovremmo pensare a tutti questi aspetti.
Qualcuno poco fa ha citato il costo per il ricovero dei disabili
mentali inseriti nelle riserve. Assessore, erano prima a carico del
Sistema sanitario nazionale, è prevista la compartecipazione degli
enti locali. Il ricovero di un disabile mentale costa circa 2.200
euro al mese, è una cifra enorme per comuni che ne hanno almeno 25-
30, porto gli esempi dei comuni che conosco; i minori assegnati
dall'autorità giudiziaria il costo è a carico degli enti locali,
quali competenze hanno gli enti locali? Penso ai comuni
rivieraschi. Il demanio regionale che è di competenza della
Regione, sul demanio regionale intervengono i sindaci, la pulizia
delle spiagge fuori dei centri urbani, demanio regionale che
spetterebbe alla Regione, viene effettuata dai sindaci che molto
spesso si sostituiscono alle competenze anche della Regione.
Quindi, sono consapevole, e l'ho detto ieri, che la polemica
l'oltranza non porta a nulla, però spero che il Governo assuma
questo impegno nei confronti dei sindaci, degli amministratori e
delle comunità locali di una riforma seria ed organica di tutto il
sistema che riguarda e che poi va a incidere sulla vita dei
cittadini.
Io spero di aver fatto assumere all'Assessore e al Presidente
questo impegno su una riflessione seria sugli enti locali e sul
tema energia nodo centrale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente. Credo
che sia l'orario questo del tema libero da quello che ho capito e
va bene così. Proprio considerato anche l'orario, lo dico qui anche
all'assessore Falcone e al presidente Schifani, ho l'impressione
che questo articolo 2 finisca come
(Intervento fuori microfono)
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Articolo 2, per cortesia,
articolo 2. Sto parlando dell'articolo 2 perché, come ha detto bene
il collega Cracolici, l'articolo 1 va visto insieme all'articolo 2.
E l'articolo 2, voglio partire da lì, sembra come quel profilattico
trovato nell'Aula da parte dell'insegnante che chiede a tutti di
chi è , e nessuno dice di chi è, gli studenti si inibiscono.
Ora questo articolo 2, se chiediamo di chi è, qua si inibiscono
tutti, perché onestamente il clima che si respira in quest'Aula è
proprio questo. Ed allora vorrei arrivare a ragionare, a fare una
riflessione con tutti voi, partendo da quella che è stata l'analisi
che ha fatto il collega Cracolici, nei confronti anche di un
Parlamento dove ci sono tanti sindaci tra cui il sottoscritto, e
ovviamente la riflessione dalla quale è partito Cracolici - che io
condivido in pieno, attenzione - è quella che non possiamo avere
una Sicilia che rispetto al resto dell'Italia pone a carico dei
bilanci dei comuni i legittimi aumenti di indennità degli
amministratori. E ve lo dice uno che è stato talmente fortunato,
che quando si è insediato sindaco a Messina ha beccato pure la
riduzione ulteriore. Io ho fatto il sindaco a Messina con 3 mila e
300 euro nette al mese, tanto per intenderci, perché era entrato in
vigore per quei tre anni l'ulteriore taglio del 20 per cento di
differenza rispetto a chi mi ha preceduto, quindi pensate un po'
Allora non è che si può dire in quest'Aula però tutto e il
contrario di tutti e di tutto, mettiamoci d'accordo
definitivamente. Siccome abbiamo iniziato dall'articolo 2,
nell'articolo 2 ci siamo tutti, e allora vogliamo fare un
ragionamento serio, o dobbiamo cominciare a chiamarci con nome e
cognome, comma per comma, sentiamo ma parliamoci chiaramente.
Perché vedete, questo è un tema molto serio, è talmente serio che
io vi dico chiaramente che non posso vedere da ex sindaco sentirmi
fare certi ragionamenti che dobbiamo giocare ora a carte scoperte.
Partiamo sempre dall'articolo 2, ci sono 30 milioni, 32 milioni di
riserve, bene cominciamo a fare una prima valutazione, Presidente,
perché io non credo che lei sia contrario all'aumento
dell'indennità dei sindaci, anche perché lei può anche essere
contrario ma è una legge nazionale, è contrario a dare copertura
col bilancio regionale e mettere sullo stesso piano i sindaci, gli
amministratori siciliani con quelli del resto dello Stato? E per
quale motivo?
E allora, Presidente, ascolti, visto che lei non è contrario,
cominciamo a fare una riflessione seria qua tutti quanti, se vale
30 milioni, 32 milioni le riserve fatte sul fondo delle autonomie
locali, bene mettiamoci d'accordo o spariscono tutte, perché qui
non si può dire da questo podio piangere che se abbiamo tolto che
abbiamo limitato i fondi ai sindaci quando qui possiamo ovviamente
individuare riserva per riserva, perché? Perché poi ci sputano in
faccia, obiettivamente, allora un minimo di decenza lo dovrebbe
avere questo Parlamento sì o no?
Sul tema così delicato e allora vogliamo noi dare la risposta
seria, togliamo tutte le riserve avanti dell'articolo due tutte
Anche perché vorrei ricordare a qualche collega che l'autore delle
riserve, per la bandiera blu, per la raccolta differenziata, per i
borghi più belli, eccetera eccetera ha un nome e cognome, Cateno De
Luca, fatte già prima del 2012, alcune del 2018 o altre, questo
solo per ricordare la storia, e che ora ovviamente non è che la
possiamo ribaltare.
E allora la pongo io la questione al Governo, se è d'accordo,
perché diversamente continuare questo stillicidio sui sindaci non è
onesto, non è onesto, il dibattito che sto sentendo a quest'ora mi
disgusta, ve lo dico con molta onestà facciamo le discussioni su
altro ma non su chi sta sul territorio, rischia quello che rischia,
e obiettivamente poi si deve anche sentire quasi preso in giro da
un rito che proprio i sindaci non meritano, e lo voglio dire e mi
dispiace che non c'è il collega Cracolici, anche perché parlare poi
di altre situazioni che non competono a quest'Aula, fondi di
credito di dubbia esigibilità e quant'altro, ma potremmo fare tutti
mille storie.
Potrei anche fare un quadro di quelli che sono i reali costi che
subisce un sindaco, un comune, rispetto a quelli tout court dei
trasferimenti perché quanto costano alcuni ritardi, ne abbiamo
parlato in Commissione, anche l'accreditamento delle rate per
quanto riguarda le trimestralità, quanto costano in interessi le
anticipazioni di tesoreria, perché c'è un clima, una crisi di
liquidità
Quando vogliamo parlare dei problemi veri e complessivi dei
sindaci, noi siamo pronti
Ma non tiriamo in ballo ora, onestamente, questo argomento perché
magari c'è qualche problema.
Noi siamo pronti, presidente Schifani, ad accettare questa sfida
con l'Aula. Però basta con questi interventi ipocriti, mi permetto
di dire
Se vogliamo dare la copertura alle indennità degli amministratori,
prendiamo il 50 per cento delle riserve, le tagliamo in modo
lineare, per tutti Per tutte le voci Per quello che è - se siete
d'accordo e così la finiamo Perché domani non si può dire ai
sindaci quello era d'accordo, e io sono più d'accordo di voi,
onestamente.
Perché vedete anche la copertura, attraverso il bilancio della
Regione, arriva a tutti comuni, non c'è discriminazione, non c'è da
questo punto di vista alcuna distinzione. Quindi formulo questa
proposta per uscire da questa impasse e lo dico al Governo
Prima domanda, assessore Falcone: desidero sapere come stanno le
cose, se il Governo è contrario a dare copertura all'aumento delle
indennità dei sindaci; lo vogliamo sapere in modo tale che
quest'Aula si possa determinare.
Quest'Aula è pronta a fare un'operazione di onestà nei confronti
dei sindaci? Se è pronta, noi siamo disponibili a fare questo
ragionamento.
Qua parliamo dei fondi regionali, è inutile che ci pigliamo in
giro Quelle che sono riserve su fondi extraregionali, è inutile,
non ne stiamo discutendo Qui il tema è uno: prendere le riserve a
valere sul fondo delle autonomie locali e rimetterle in discussione
tutte.
Ma è molto semplice la proposta da questo punto di vista,
Presidente.
Qui desidero la seconda risposta, assessore Falcone, perché lei in
Commissione "Bilancio" aveva preso comunque l'impegno a rivedere
questa discussione in Aula, come aveva preso l'impegno di chiarire
in Aula la questione che noi avevamo posto.
Avevamo posto noi la questione di evitare le rate posticipate, e
in parte l'avete risolto, però nel testo non è chiarita la quarta
trimestralità quando viene data. Quindi se la chiariamo anche con
un apposito emendamento non sarebbe male.
Aveva anche preso l'impegno di dare la copertura triennale e
quindi all'intangibilità almeno triennale dei trasferimenti ai
comuni e di conseguenza anche su questo noi attendiamo una risposta
perché abbiamo posto anche questa questione.
Sull'aspetto definitivo - e qui ovviamente mi rivolgo a tutta
l'Aula - i Gruppi Sud chiama Nord e Sicilia Vera sono pronti a
fare un emendamento assieme ai Capigruppo.
Mi rivolgo a tutti voi, dove tagliamo per l'importo necessario,
per quanto riguarda la copertura delle indennità - ovviamente qui
desideriamo una risposta da parte del Governo - tagliamo le riserve
in percentuale, che sono a valere sul fondo delle autonomie locali,
e diamo copertura all'aumento dell'indennità dei sindaci, così voi
non avete alcun problema, presidente Schifani. Perché la somma
sempre quella è, in quanto se sul fondo ci sono in questo momento
30 milioni di euro di riserve e servono 15 milioni di euro per dare
la copertura all'aumento dell'indennità - sto finendo, Presidente -
se il Governo non è invece ideologicamente contrario, quella è
un'altra storia
Allora poi parliamo ovviamente due linguaggi diversi.
Se il Governo è d'accordo e quindi aspettiamo un attimino la
risposta e i Capigruppo sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, vada a concludere.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Noi siamo pronti a
sottoscrivere e a sostenere questa operazione di onestà nei
confronti degli amministratori locali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, allora qui serve fare immediatamente un po'
di chiarezza. Noi abbiamo votato contro in Commissione nella
Commissione Bilancio, cioè abbiamo votato contro "no" e abbiamo
votato contro perché non lo abbiamo condiviso altrimenti votavamo
sì .
Ovviamente abbiamo detto in Aula che abbiamo registrato un
atteggiamento diverso, di confronto, ma questo non vuol dire che
può autorizzare qualcuno a venire qui dentro a dirci voi siccome
avete avuto la possibilità di intervenire con alcuni emendamenti -
come ha detto Cateno De Luca - e vi prego di seguirmi, caro Cateno
hanno tutti nomi e cognomi quelli delle riserve e quelli fuori
dalle riserve quindi taglio. Siccome i nomi e cognomi io li
conosco, dove ci sono anche quelli di Cateno De Luca oltre a quelli
del Partito Democratico però che sono anche fuori Cateno, e allora
se noi dobbiamo fare il taglio il taglio lo facciamo su tutto.
Perché non è che possono riguardare solamente l'articolo 2 e le
riserve; ripeto, se il taglio lo dobbiamo fare siamo d'accordo, lo
facciamo su tutti, dove nomi e cognomi ci rientrano tutti anche
perché parliamo di cose legittime, non è che parliamo di tagli di
interessi personal.
Chi gli è andata bene, è riuscito a portare un contributo per un
Comune, chi gli è andata bene ha fatto un intervento comunque
legittimo anche perché altrimenti passa un messaggio che non è vero
e che è sbagliato. Quindi, prima cosa non taglio solo sulle riserve
taglio se dobbiamo fare su tutto, su tutto quello che viene dopo
l'articolo 50, 60 tutto quello che riguarda ogni singolo Comune,
dove ci sono le cose di tutti. Le tagliamo del 40 del 30, io sono
perfettamente d'accordo, non solo sulle riserve. Dopodiché noi
abbiamo votato contro la finanziaria in Commissione, abbiamo
registrato un atteggiamento che è cambiato e lo abbiamo detto anche
quello che io vedo.
A me fa piacere vedere il Presidente della Regione qui da
stamattina partecipare con quasi tutti gli Assessori. Io non ho
difficoltà a dirlo, perché è una cosa importante, perché avevamo
perso questo, il gusto del confronto della democrazia e capisco - e
mi scuso con il Presidente perché lo capisco - quanto può essere
pesante ascoltare tutti questi interventi, ma è importante, è un
sacrificio che va fatto perché l'avevamo perso questo piacere anche
del confronto, anche un confronto visivo, perché lei non si fa
provocare, non cade nelle provocazioni, però il fatto stesso che
qui è importante è importantissimo.
Quindi ristabiliamo le cose, cioè noi abbiamo votato contro nella
finanziaria. Perché abbiamo votato contro? Perché altrimenti se
fossero passate tutte le nostre indicazioni è chiaro era la nostra
finanziaria e votavamo favorevolmente. Quindi che nessuno si
permetta a rimproverarci se interveniamo e diciamo che le cose non
le condividiamo perché siamo liberi di farlo in quanto abbiamo
votato contro.
E' rivolto a me, l'onorevole Venezia e io, mi permetta, mi
permetta di credere all'onorevole Venezia. Si è detto: ma chi ha
votato contro? Sì, hanno votato contro o si sono astenuti. Non
l'abbiamo condivisa e siamo liberi di dire quello che vogliamo, che
cosa volete fare? Ma ci volete ingabbiare anche nel giudizio?
Davvero abbiamo fatto una discussione generale, Presidente, mi
creda, la discussione generale l'abbiamo fatto senza chiedere i
tempi regolamentari cioè l'abbiamo fatta solamente in un quarto dei
tempi che generalmente si mette per fare la discussione generale,
quindi non intendiamo noi ipotecare il nostro giudizio e il nostro
pensiero perché noi non l'abbiamo condivisa la finanziaria e il
fatto che siano passati degli emendamenti, ringraziamo, ma sulle
cose che non abbiamo condiviso diciamo come la pensiamo
E poi una cosa, l'onorevole Pace, l'ha detto due volte
ritagliandosi un merito: questo Governo ha fatto la finanziaria, la
prima volta che arriva a febbraio e no Perché avrà meriti di avere
anticipato tutti quando lo farà prima del 28 di gennaio, perché nel
2014, assessore Falcone lei non lo ricorda ma glielo ricordo io,
noi abbiamo approvato la finanziaria, nel gennaio del 2014. Ho
ragione? Perfetto. Allora, quindi, smettiamola con questi programmi
che siamo bravi...niente Ci sono dei fatti positivi, iniziare già
con febbraio è un risultato, l'obiettivo è quello di arrivare a
dicembre, lì potremmo dire bravi' e quando andremo sotto gennaio
potremo dire siete stati più bravi' anche di chi vi ha preceduto
ma oggi, ancora, il primato lo porta l'esperienza di Crocetta,
purtroppo.
Detto questo, mi avvio al termine perché voglio risparmiare anche
sui tempi, voglio dare un contributo sui tempi. Io ci tengo a
ribadirlo: siamo tutti legittimati e abbiamo tutti, noi del Partito
Democratico che non abbiamo votato questa finanziaria, di dire
quello che ci piace e quello che non ci piace. Sui tagli siamo
d'accordo non siamo d'accordo solamente sul taglio delle riserve,
tagliamo tutto, tutto quello che non è fondamentale, tutto quello
che hanno nome e cognome e che abbiamo inserito a seguire, ci
stiamo su questo ci stiamo, sulle riserve non si può fare perché
altrimenti è come tagliamo una parte di nomi e ne salviamo un'altra
parte, no i nomi se ce li dobbiamo mettere ce li mettiamo tutti.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, correttissimo il suo intervento.
Ci tengo, però, a precisare che è vero quello che dice lei rispetto
al 2014, la data se non ricordo male era il 13 gennaio ma era il
secondo anno di quella Legislatura quindi già c'era una finanziaria
che era stata approvata. La prima fu fatta il 1 maggio noi
abbiamo insediato le Commissioni il 26 di novembre.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Presidente comprenderà la stanchezza, visto l'orario e considerato
che non ci siamo fermati neanche quei famosi cinque minuti, dieci
minuti, ma pazienza continuerà. Allora purtroppo la questione, la
problematica, degli enti locali che sono costretti a vivere nel
momento la conosciamo tutti.
Il Presidente lo saprà meglio di me, come lo sapranno i miei
colleghi che sono sindaci in alcuni Comuni siciliani perché, con
alcuni principi contabili, dalla 118, dall'approvazione del
rendiconto 2019 degli enti locali, questi ultimi si sono trovati
costretti a dichiarare, oltre il dissesto, o comunque hanno avuto
seriamente difficoltà a chiudere i rendiconti e questo, purtroppo,
oggi peggiora con la questione della crisi energetica. Perché
l'aumento da parte della pandemia, i due anni di pandemia, che
hanno distrutto gli enti locali. Le percentuali di riscossione
all'interno degli enti locali erano bassissimi e sono oggi
bassissime.
Purtroppo la crisi energetica non fa altro che mettere
completamente contro il muro quelli che sono i bilanci degli enti
locali e questo, poi, richiama una serie di reazioni a catena,
perché questo vuol dire che gli enti locali devono aumentare i
tributi, questo vuol dire che devono creare debiti fuori bilancio,
questo vuol dire che non chiudono i piani di riequilibrio, sono
costretti a dichiarare dissesti e così via. Purtroppo, come diceva
l'onorevole Cracolici precedentemente, non è solo questione che non
funziona poi il sistema enti locali, ma poi tutto ciò ricade anche
in quello che è il sistema della pubblica amministrazione, che
comprende anche la Regione siciliana. Perché se molte norme della
Regione siciliana poi non riescono a trovare applicazione sui
territori è perché, purtroppo, quegli organismi che sono gli enti
locali oggi non ce la fanno. E il tema oggi è questo, è inutile che
ci nascondiamo sul discorso riserva o meno, il tema, innanzitutto,
è che questo Governo ha deciso di non stanziare un euro in più,
considerato tutte queste questioni, perché questa annualità, a mio
parere, è differente rispetto a quelle degli anni precedenti, e si
è deciso di non stanziare un euro in più su quello che è il fondo
delle autonomie locali.
Non solo non ha apposto somme maggiori, ma è accondiscendente a
quello che è l'aggressione al fondo di cui si era detto il primo
giorno in Commissione e questa cosa non deve succedere. Ed invece è
complice, è inutile che ci nascondiamo sul discorso delle riserve.
Personalmente, come ha detto l'onorevole Dipasquale, sono per
tagliarle tutte, qua non c'è la questione di chi ha firmato quello,
chi ha firmato l'altro, tagliamole tutte, poi io posso dire,
secondo me, ci sono riserve che sono più meritevoli rispetto ad
altre, altre che, secondo me, potrebbero trovare tranquillamente
copertura finanziaria in altri capitoli, se veramente si vogliono
portare avanti, non ha senso aggredire il fondo delle autonomie
locali.
Un altro tema che è stato posto è quello su fondo investimenti,
perché ai comuni ad oggi servono entrate correnti per chiudere i
bilanci.
Poi e chiudo. Onorevole Pace, forse se è andato, non si può
sentire che ritenteremo alla prossima finanziaria per stanziare
fondi ai comuni maggiori, non si può sentire perché la finanziaria
la stiamo trattando ora quella del 2023, la stiamo trattando
adesso, evitiamo di fare quello che non si è fatto neanche negli
anni precedenti, cioè, onorevole De Luca, non per trentadue milioni
di riserve, tagliare il fondo per quarantotto milioni, questa cosa
non era mai successa prima e il Governo si era posto, ripeto, con
altri presupposti inizialmente, ovvero quello di non tagliare il
fondo per le autonomie locali e stiamo facendo esattamente
l'opposto.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io sono
stata assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica e
nella qualità di assessore avevo portato in Aula il taglio delle
riserve, era una prerogativa del Governo, così come ha fatto il
Governo Schifani questa volta.
Ho parlato con l'assessore Falcone e mi ha detto che abbiamo tolto
le riserve. Gli ho detto, caro Assessore, le riserve non le
toglierai perché è stato detto a me più volte che le riserve sono
la finanziaria e quindi è anche una norma del Parlamento ed il
Parlamento è sovrano anche nell'approvazione delle riserve. Quindi,
nessun taglio ha fatto il Governo, il Governo ha portato in Aula,
ha portato in questo Parlamento lo stesso fondo che manteniamo da
più anni, trecento trenta milioni di euro, trecento ventiquattro
milioni di euro per quanto riguarda la parte corrente e
centoquindici milioni di euro per investimenti, aumentandoli
addirittura nel 2024.
Ricordo ai colleghi che hanno la preoccupazione della copertura
FSC per investimenti, che ben ricorderanno, questa somma, gli FSC
possono essere utilizzati per investimenti perché si pagheranno le
rate dei mutui, quindi, la copertura per quanto riguarda gli
investimenti quella era e quella è con un aumento negli anni
successivi.
Che cosa è successo alle riserve? Le riserve così, visto che è
patrimonio dell'Aula ciascun deputato legittimamente, come ha fatto
negli anni, come è successo negli anni precedenti, è un lavoro che
aveva fatto anche la Commissione, ha selezionato delle riserve da
destinare ai comuni. Alcune riserve vanno a tutti i comuni, quando
c'è la riserva per gli Asacom è un servizio che i comuni svolgono
e, quindi, è come se una parte di fondi correnti fosse destinata
per quel servizio ma, comunque, arriva ai comuni.
Poi vi sono altre riserve di cui, invece, beneficiano alcuni
comuni e non altri, bandiera blu, borgo dei borghi e quant'altro,
ma sono ormai riserve consolidate e sono gli stessi sindaci che
quando si prova a togliere quelle riserve dicono 'ma noi con queste
riserve investiamo sul turismo'.
Quindi, è inutile che ci prendiamo in giro sul discorso tagliamo
riserve, non tagliamo riserve , perchè quando si parla di comuni
non c'è una contrapposizione fra maggioranza e opposizioni, perché
riguarda una parte importante della Regione Siciliana e io ritengo
che la Regione Siciliana, senza supportare gli enti locali che
garantiscono ed erogano servizi ai cittadini, quindi non saprebbe
come fare in un rapporto di leale collaborazione.
Quest'anno, rispetto all'anno scorso, ci sono delle riserve
maggiori. Che cosa possiamo chiedere al Governo? Che in sede di
variazioni di bilancio recuperi quei 50 milioni di euro che possano
servire agli enti locali affinché si possa raggiungere la copertura
totale.
Per quanto riguarda la legge sull'indennità degli amministratori,
e quindi a carico della Regione non dei bilanci del comune, io
credo che il Governo stia lavorando per fare uno sforzo e
recuperare quell'emendamento che, invece, si è perso. Perché si è
perso? Colleghi, abbiamo dato copertura agli ASU, si è data per tre
anni la copertura agli ASU e l'anno scorso abbiamo fatto la legge
ma la copertura sul Fondo, per garantire l'aumento delle ore degli
ASU, era a valere sul Fondo dell'Assessorato lavoro. Quest'anno dal
Fondo dell'Assessorato lavoro, gli 8 milioni o 12 quanti sono, li
abbiamo spostati al Fondo delle autonomie locali. Quindi, voglio
dire, se in una manovra pensiamo di accontentare una categoria, è
ovvio che poi le risorse vengono meno.
Ribadiamo concetti di cui noi stessi siamo stati artefici, perché
comunque questa manovra è stata modificata dal Parlamento,
legittimamente, accogliendo le proposte dei singoli deputati,
riserve che sono state ritenute legittime, ma non sicuramente dal
Governo, che aveva portato un testo dove le riserve non c'erano,
che era un testo epurato dalle riserve.
Quindi, chiediamo al Governo uno sforzo, se in variazioni di
bilancio si riescono a recuperare delle somme di parte corrente da
destinare ai comuni, andiamo avanti approviamo gli articoli 1, 2 e
3 perché i comuni hanno bisogno di avere certezza di risorse, anche
questo è un vanto se le risorse oggi arrivano puntualmente ai
comuni, perché la sottoscritta ha modificato il Fondo del riparto e
abbiamo solo due criteri: popolazione e storico. Non i nuovi
criteri che c'erano e questo consente la puntualità dell'erogazione
delle trimestralità.
Quindi, cerchiamo, vista l'ora tarda, di approvare i tre articoli
perché sono frutto di un lavoro fatto in Commissione Bilancio e in
prima Commissione e andiamo avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Nicolò. Ne
ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, io intervengo seppur
brevemente, anche perché alcune cose sono state già anticipate
dalla collega Grasso e, ancor prima, dal collega Pace.
Io faccio il sindaco della mia città da dieci anni, quelli prima
dieci vice sindaco, faccio l'amministratore della mia città da
vent'anni e ho contezza esatta di quella che è stata la produzione
di legge finanziaria della Regione Siciliana ogni anno rispetto a
quella che è la ricaduta sui comuni, tanto sul Fondo, quanto su
quello degli investimenti e quant'altro.
Ora, trovare qui un coro unanime di difesa delle categorie dei
sindaci rispetto alle cose che sono state dette - mi consentirete -
è musica per le mie orecchie, ma creare e snocciolare tutta una
serie di problematiche di carattere economico-finanziario che non
hanno refluenza assoluta con le norme regionali e che in tutt'uno
in quest'Aula abbiamo ascoltato, onestamente, mette in cattiva luce
secondo il mio punto di vista, un lavoro che è stato fatto che,
secondo il punto di vista, è stato fatto anche bene. Perché, vede
Presidente, parlare di Fondo di credo di dubbia esigibilità in
quest'Aula ci può stare, per elencare uno dei problemi che hanno
gli enti locali, ma che non è riferito a una mancanza di
trasferimenti puntuale ma è riferito, esattamente, a una norma di
carattere finanziario nazione che si applica in tutto il territorio
nazionale, e che, in ogni caso, deriva da una impossibilità
impositiva dei comuni nell'attività di riscossione. Quello la
Regione siciliana potrebbe fare, e potrebbe agevolare perché i
comuni potessero rimpinguare le proprie casse.
Proseguo. Parlare dell'impossibilità di assumere personale,
additando a questa impossibilità la mancanza di trasferimento dei
fondi da parte della Regione, lo diciamo è uno dei problemi degli
enti locali ma nulla ha a che vedere con i trasferimenti. E' un
ragionamento che è bloccato, in termini proprio di norma nazionale
con un decreto ministeriale del 20 marzo del 2020 per essere
puntuali, che mette nelle condizioni i sindaci, gli enti locali, a
non poter sforare una percentuale tra la spesa corrente e la spesa
del personale. Semmai, caro Presidente della Regione, potremmo
anche operare una moral suasion perché sulle cose finanziate dalla
Regione, quel calcolo, quella spesa relativa al costo personale non
vada più aumentata. Perché, altrimenti, non riusciamo mai ad a fare
nessuna assunzione.
Parlare di prebende, o parlare di riserve, mi consentirete cari
colleghi ma io, pur non facendo parte della Commissione Affari
costituzionali e non facendo parte nemmeno la Commissione Bilancio,
ho avuto così - un po' perché sento la responsabilità di farlo, un
po'perché il mio ruolo mi porta anche a seguire meglio le questioni
- ho avuto l'opportunità di lavorare in quelle Commissioni e di
apportare un mio modesto contributo.
Allora. parliamo chiaramente. Le riserve che ci sono, hanno un
nome e un cognome - caro Cateno De Luca - e il cognome e nome che
hanno, è il cognome nome di coloro che, vivendo il territorio
amministrando gli enti locali, quelle riserve le hanno aggiustate
nella giusta direzione, senza creare ulteriori nocumenti agli enti
locali, che su quella spesa corrente dovevano far fronte. Faccio
l'elenco? No Me lo riservo. ASACOM, Ricovero minori per
problematiche psichiche. Abbiamo fatto tutta una riserva puntuale
che va, sicuramente, in aggiunta al fondo complessivo. Abbiamo
aggiunto, sostanzialmente, altri trentadue milioni di riserve che,
però, questa volta - proprio perché c'è stato, anche, un apporto di
coloro che hanno un'esperienza sul territorio - abbiamo operato in
termini puntuali e precisi. Non sono riserve campate in aria
Quindi parlare di taglio al fondo, e non dire invece che c'è stato
un aumento e un'opportunità per gli enti locali, lo dico da
sindaco, è qualcosa che non sta né in cielo nè in terra.
Senza dire che la parte degli investimenti, a cui tanto si è fatto
riferimento, viene assorbita dal Fondo per le progettazioni perché
quello è il problema. E dire che gli investimenti non possono
essere utilizzati per creare una condizione di pareggio di
bilancio, è sbagliato Perché sappiamo tutti che, sulle somme sui
centoquindici milioni diceva prima bene la collega, i comuni
facciamo semplicemente una cosa: paghiamo le rate di mutuo,
liberando risorse che, altrimenti, non potremmo utilizzare. E le
rate di mutuo liberano risorse, no liberano risorse per il bilancio
- perché, altrimenti, le dovemmo pagare in maniera diversa - e ci
mettono in condizione di dare una destinazione precisa, perché i
mutui sono fatti per investimenti. Lo dico io, che lo faccio da
vent'anni e, come me, tanti altri sindaci. Apprezza la sincerità e,
comunque, la testimonianza diretta.
Io chiudo, Presidente. Sulla questione dell'indennità, posto che
io non la prendo più, parlo anche un po'più liberamente. Dice bene
l'onorevole De Luca, ma dimentica un passaggio. Dice bene
l'onorevole Dipasquale, ma dimentica un passaggio. Quella riduzione
del venti per cento, a cui prima si faceva riferimento, è una
riduzione che proviene da una norma regionale, emanata nel 2015,
che fa sì che non soltanto non ci sia stato un aumento rispetto a
questa cosa, ma abbiamo dovuto subire un taglio del venti per
cento. Perché, Cateno? Perché il Governo Crocetta ha rinunciato,
con quella norma, che è un rinvio dinamico alla norma nazionale. E
qui sta la differenza. Il Governo nazionale non poteva dare un
contributo di 100 milioni di euro agli altri comuni d'Italia, non
valutando quel rinvio dinamico che quella legge regionale ha
portato. Quella è la battaglia politica che si deve fare Oggi,
ovviamente, caricare il bilancio della Regione anche di questo
ulteriore costo dei sindaci, sa di una parificazione, sa di un
riscatto, sa di un momento di parificazione rispetto alle cose che
abbiamo detto; ma, di norma, dovremmo essere attenti a quello che,
poi, il Governo nazionale dovrebbe operare. Di questo rinvio
dinamico poi ne parleremo, ne parlerò anche con gli Uffici.
Quindi, in buona sostanza - e chiudo, Presidente - mi pare di
capire che nella disamina generale, mettendo dentro tutte quelle
che sono le problematiche dei Comuni - se volete continuo e ne
porto altri centomila di casi e di problemi dei Comuni - ma su
questa specifica materia, sull'articolo 1, con le riserve
dell'articolo 2, io ritengo che il Governo, ascoltando anche il
lavoro fatto in Commissione dai parlamentari, oggi finalmente ha
creato, o abbiamo creato, una finanziaria che va esattamente nella
direzione corretta. Lo dico anche a beneficio dei colleghi che
hanno collaborato in Commissione, a partire dal Presidente Abbate,
all'onorevole Pace e poi gli altri, ovviamente, a seguire, e
l'onorevole Intravaia che, essendo esperti amministratori locali,
hanno contribuito a creare attività che possano andare direttamente
nell'interesse dei cittadini e dei servizi che noi offriamo.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. È iscritta a parlare
l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Grazie, Presidente. Volevo rimarcare una cosa. Visto
che, diciamo, abbiamo fatto e stiamo facendo un gran parlare di
enti locali e di Comuni, io credo che questo Governo abbia
un'opportunità, che è quella di dimostrare concretamente che ai
Comuni e agli enti locali ci tiene sul serio, creando e istituendo
quello che potrebbe essere un organismo che dia dignità, appunto,
ai Comuni. Nel senso che deve esserci un luogo dove la
partecipazione, la concertazione, la coprogettazione dei Comuni si
possa sentire.
Poco fa la collega Grasso diceva, a proposito delle riserve, che
poi i sindaci magari si lamentano se ne viene tolta qualcuna. Ma
dove si lamentano i sindaci? Tramite l'Anci, tramite comunicati
stampa, tramite il deputato che conoscono?
Sto facendo riferimento, Presidente, al cosiddetto Consiglio
Regione delle autonomie locali. La Sicilia è rimasta l'unica
Regione, insieme al Molise, insieme al Molise a non avere un Cal,
un Consiglio delle autonomie locali. E nell'ottobre del 2021
l'A.s.a.e.l., insieme all'all'associazione degli ex parlamentari
dell'Ars, ha presentato un disegno di legge, in una conferenza
stampa, e poi questo disegno di legge approvato in I Commissione,
perché il Governo l'ha fatto proprio, il Governo Musumeci.
Dopodiché questo disegno di legge si è arenato in I Commissione e
poi ... non ti preoccupare vado avanti tranquillamente.
PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente, per rispetto della collega
Chinnici che sta intervenendo, se c'è qualcuno che vuole parlare,
vada fuori dall'Aula e poi rientri all'interno dell'Aula.
Prego, onorevole Chinnici.
CHINNICI. Dicevo, questo Governo ha questa possibilità importante:
di dimostrare che le politiche verso i Comuni non sono, diciamo, il
paternalismo della Regione che, a comando magari, elargisce dei
soldi; ma se si vuole veramente dare dignità agli enti locali,
bisogna trovare i luoghi della partecipazione e della concertazione
delle politiche. Il Consiglio delle autonomie locali è un luogo
concreto e, tra l'altro, non ha non un aggravio di costi per le
casse della Regione, ma sancisce una cosa importante: che i Comuni
possano esprimere parere obbligatorio sui disegni di legge, sui
regolamenti, sugli atti amministrativi generali, almeno quando essi
riguardano materie di competenza dei Comuni.
Quindi faccio un appello forte a tutte le forze politiche, visto
che, come dicevo, nella precedente legislatura è stato proprio il
Governo stesso che ha fatto proprio questo disegno di legge. Il
disegno di legge è lì bello e pronto, è stato scritto con
competenza dalle figure più illustri che potevano scriverlo,
facciamo che la Sicilia non resti ultima, perché la Basilicata lo
ha approvato nel 2021, lo ha appena approvato, la Campania che
ancora nel 2018 non lo aveva approvato e l'ha approvato pure,
mentre le cosiddette Regioni virtuose con le quali sempre
impietosamente ci confrontiamo come la Toscana o l'Emilia Romagna
lo hanno approvato nel 2000 e nel 2009.
Quindi mi affido, spero, alla sapienza di questo Governo perché
possa offrire questo strumento serio di co-progettazione e di
concertazione.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Rinuncia? Non
ci dispiace se rinuncia. Prego, onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, abbiamo fatto le 10.30,
facciamo le 11 a questo punto.
Io cercherò - nonostante è evidente che non sia costume dell'Aula
- di attenermi all'articolo e vorrei evidenziare che a fronte dei
327 milioni di euro, destinati per il 2023 al Comune - pochi per
carità, leggerissimo miglioramento rispetto allo scorso anno, ma
andare peggio del Governo Musumeci era praticamente impossibile -
preoccupa la previsione di 170 milioni di euro per il 2024 e per il
2025, perché è evidente che questa previsione non consente ai
Comuni la dovuta programmazione. Io immagino, penso, ai tanti
servizi soprattutto quelli nei temi della disabilità, i disabili
psichici, il trasporto alunni disabili, che noi ormai abbiamo
caricato ai Comuni che dovranno essere svolti con quello che è, tra
l'altro, l'aumento dei prezzi al consumo, dei costi energetici, dei
costi di carburante, con queste esigue risorse.
Esigue risorse che, appunto, seppure leggermente aumentate, questo
leggero aumento sarà totalmente eroso dagli aumenti dei costi; cosa
diversa invece succede, guarda caso, con gli FSC quelli là tanto
sappiamo che non li spenderanno, quindi non solo non li diminuiamo
ma gli diciamo 115, 120 e 125 tanto campa cavallo, è aria fritta,
non mi costa nulla, non sarà in grado di rendicontarli per cui io
te li iscrivo, te li metto, magari faccio pure un bell'articolo di
giornale, però poi tanto alla fine di sostanza non ce n'è.
Stesso discorso succede con le ex province, quindi con liberi
consorzi e con le Città metropolitane, 98 milioni e mezzo, di cui
raccomando al Governo di accogliere il sub emendamento correttivo
che ne destina 5 alla ex provincia di Siracusa che, come hanno
detto bene i colleghi Sunseri e Gilistro che mi hanno preceduto, è
di vitale importanza per aiutare questo ente ad uscire dal
dissesto. Però anche qui giochiamo con i fondi FSC, non diamo
programmazione per il 2024 e 2025 su parte corrente, gli facciamo
il regalo immaginario, la scatola vuota, con cinquanta,
cinquantacinque e sessanta milioni di FSC, perché un FSC, qualche
milione di FSC non si negano a nessuno, anche a costo di prendere
in giro noi stessi.
Volevo evidenziare, sempre relativamente agli stanziamenti su
FSC, che questi stanziamenti, seppur la Corte Costituzionale nel
2020 ha valutato positivamente l'utilizzo di tali fondi per queste
coperture, dobbiamo ricordarci sempre che poi le linee devono
essere concordate prima con lo Stato e poi con gli Organismi
europei e devono essere confacenti a queste linee di
programmazione, laddove le ex province fondamentalmente li possono
utilizzare solo e soltanto per strade e per scuole, per cui è
anche questo il motivo dei dubbi che mi pongono.
Accolgo favorevolmente, ovviamente, il fatto che da quest'anno
erogheremo entro maggio le prime tre trimestralità, perché diamo
liquidità ai Comuni ma è evidente che si deve fare uno sforzo
maggiore per consentire al più presto anche l'erogazione della
quarta trimestralità nell'anno corrente.
Relativamente alle riserve, Presidente Galvagno, io la prego anche
all'interno del dibattito che seguirà riguardo all'articolo 2 che
seguirà ovviamente domani, perché è evidente che non lo
affronteremo, non facciamo di tutta l'erba un fascio perché dare un
milione di euro al Comune X, legittimo per carità, non è come dire
questi sono i soldi per le strutture per i disabili psichici, o per
coprire le rette di questi disabili, o per il trasporto degli
alunni disabili, o per il maggior costo delle Isole minori, per il
trasporto dei rifiuti perché quelli sono soldi, tra l'altro, che la
Regione esce lo stesso.
La differenza qual è? Che se li dà a perequazione, i Comuni delle
Isole minori prendono il loro bilancio, lo svuotano per pagare il
trasporto dei rifiuti e non hanno i soldi neanche per aggiustare un
tombino; se, invece, di darglieli a perequazione fissi nella stessa
misura dell'anno precedente, così come abbiamo fatto, non spendi un
euro in più ma gli consenti di metterseli a bilancio e non togli
tutto, non svuoti il bilancio comunale perché devi trasportare i
rifiuti.
E da quel punto di vista è fondamentale inserire la triennalità
sul 2024 e 2025, così si dà ai sindaci anche la possibilità di fare
una gara d'appalto e quindi di risparmiare, e noi come Regione non
gli pagheremo l'incremento del costo dei rifiuti che ci sarà nei
prossimi anni; ma non solo, avranno anche un avanzo di cassa e
probabilmente saranno più stimolati anche a produrre meno rifiuti
per trasportare meno rifiuti e quindi diminuire la Tari dei loro
concittadini.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, molti colleghi
sono intervenuti e hanno sottolineato il clima differente rispetto
alla passata legislatura, c'è un clima, dato anche dalla presenza
del Presidente della Regione, di confronto e di dialogo che sta
portando ad una discussione di legge di stabilità che man mano sta
andando avanti.
Però, Presidente, ci tengo a precisare un paio di cose. Poco fa
alcuni colleghi parlavano e chiedevano al Governo regionale la
posizione sull'aumento degli emolumenti di sindaci e assessori,
partendo dal presupposto che la legge è una legge nazionale, che i
fondi sono stati messi in tutte le altre regioni e che nella
passata legislatura noi abbiamo, ci siamo adeguati alla legge
nazionale ma non abbiamo messo i fondi. Molti colleghi hanno
chiesto qual è la posizione del Governo regionale.
Colleghi, la posizione del Governo regionale è chiara ed è uscita
fuori durante la Commissione Bilancio perché l'Assemblea e le
Commissioni avevano fatto un percorso chiaro e netto: in prima
Commissione era passato con parere favorevole della prima
Commissione un emendamento che destinava una parte di fondi dei
trasferimenti agli enti locali per l'aumento, anzi per
l'adeguamento, degli emolumenti di sindaci assessori. In
Commissione Bilancio, e lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, è
inutile che qui ci giriamo intorno, il Governo con la posizione
dell'assessore Falcone ha detto chiaramente che il Governo è
contrario, perché lo ha detto in Commissione Bilancio, all'aumento
al trasferimento di questi fondi, tant'è che poi l'emendamento a
parere favorevole dell'intera Commissione prima viene bocciato
perché c'era il parere contrario del Governo regionale.
Dopodiché, Presidente, che cosa succede? E proprio per questo,
poco fa, nell'intervento anche fatto da Cracolici, esce fuori
questa, e io dico a mio modo di vedere strumentalizzazione
sull'aumento degli emolumenti dei deputati regionali perché stiamo
parlando, lo abbiamo già detto in precedenza, che c'è stato un
adeguamento Istat su una legge, poi possiamo abrogare la legge,
possiamo fare tutto quello che vogliamo, noi come Movimento Cinque
Stelle da sempre ci tagliamo gli stipendi, quindi questo
adeguamento a noi poco scalfisce, ma il punto qual è esce
un'agenzia da parte del Governo regionale che dice a un certo punto
considerando che i deputati regionali si sono aumentati lo
stipendio, si sono aumentati l'emolumento, allora il Governo
regionale torna sui suoi passi, perché di fatto il Governo
regionale sta tornando sui suoi passi e dice noi siamo favorevoli,
visto che i deputati dell'Assemblea regionale siciliana sono brutti
e cattivi, allora noi siamo favorevoli all'aumento e al
trasferimento di questi fondi.
Allora Presidente, qui il punto qual è? Preciso anche il discorso
delle riserve, colleghi noi qui non è che siamo favorevoli o
contrari alle riserve, si può discutere tutto sulle riserve, però
quando il Governo regionale mi dice che taglia le riserve ma
destina parte di quei fondi all'assessore, allora qui non è che noi
stiamo tagliando le riserve, noi stiamo solo spostando l'indirizzo
di alcuni fondi dall'Assemblea regionale siciliana e quindi dai
deputati dell'Assemblea al Governo regionale. E quindi è poi il
Governo regionale che deve decidere o che doveva decidere, perché
poi è stata stralciata è stata bocciata in Commissione Bilancio,
che doveva decidere come destinare questi fondi.
E allora Presidente nel clima, assessore Falcone e chiudo, nel
clima di dialogo e confronto che si è instaurato in questi giorni,
il Governo regionale a mio modo di vedere Presidente, ha
l'Assemblea regionale siciliana accanto, ovviamente con posizioni
differenti, anche su situazioni critiche importanti per andare a
difendere la Regione siciliana a Roma, e ci sono stati degli
interventi per quanto riguarda ad esempio le royalties non capisco
perché in Basilicata si fa e in Sicilia non si fa, e l'Assemblea
regionale siciliana può stare accanto al Governo regionale
ovviamente con le differenze, ma l'Assemblea regionale siciliana e
i deputati tutti non possono non possono ricevere lo scarica barile
da parte del Governo regionale su alcune scelte, come ad esempio
l'aumento e le prese di posizioni sui sindaci degli assessori, su
scelte che il Governo regionale non fa o fa con riserva scaricando
responsabilità all'Assemblea regionale siciliana.
Su questo non ci stiamo Presidente, e allora il clima di dialogo,
il clima di confronto va bene va bene, ma il Governo regionale deve
assumersi le responsabilità su alcune scelte, e io sono contento
che il Governo regionale e il Presidente hanno fatto un passo
indietro sul fatto che prima erano contrari al trasferimento dei
fondi ai sindaci assessori, perché qui in molti interventi hanno
detto quante difficoltà vivono le nostre comunità, vivono i nostri
sindaci, i nostri consiglieri comunali, i nostri assessori, io sono
contento di questo Presidente però che sia chiaro, che sia chiaro
che il governo regionale le scelte, anche le più difficili, le deve
fare e non deve scaricare e non deve scaricare responsabilità
all'Assemblea regionale siciliana che poi noi le responsabilità ce
le prendiamo sempre tutte, ma lo scarica barile lo scarica barile
non conviene a nessuno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Si passa agli emendamenti soppressivi che immagino vengono
ritirati, onorevole Catanzaro, sì, onorevole De Luca, sì.
Sull'emendamento 1.26 dell'onorevole De Luca ci sono maggiori
oneri per gli anni 2024 e 2025 e quindi non sono coperti. E'
ritirato.
Si passa all'emendamento 1.80 dell'onorevole Sunseri. Lo mantiene
o lo ritira?
Lo mantiene.
Con il parere contrario del Governo, lo pongo in votazione.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.80
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento., indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.80.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo che Governo e Commissione sono contrari.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 30
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
L'Assessore Falcone chiede di parlare. Ne ha facoltà.
Se nel frattempo volesse dare risposta all'onorevole Marano
farebbe cosa gradita.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, allora per
quanto riguarda alcune risposte il Governo chiaramente deve darle.
Vorrei ricordare che il Governo in Giunta ha deliberato un fondo
che era privo di riserve, a tutti i livelli.
Poi arrivato in Commissione, il fondo è stato di fatto distribuito
secondo un indirizzo politico di ciascun Gruppo.
Il Vicepresidente Di Paola, da quel pulpito, nella discussione
generale ha voluto specificare che la competenza e la prerogativa
fosse del Parlamento in merito alle riserve e ha ribadito e
rivendicato che le stesse riserve sono state la determinazione dei
vari Gruppi parlamentari.
Ecco perché stasera, opportunamente, l'onorevole Cateno De Luca ha
detto "attenzione L'articolo 2 è figlio di scelte che i vari
partiti i vari deputati hanno fatto .
Per cui vorrei dire, soprattutto al Partito Democratico, che se il
fondo per i comuni quest'anno è diminuito è perché ciascuno di voi
ha voluto fare delle scelte.
Dobbiamo avere il coraggio di prendercene anche la responsabilità,
l'onore e l'onere.
Dopodiché il Governo da parte sua ha stabilizzato la spesa e siamo
ancora pronti a fare delle misure correttive nella qualificazione
della spesa perché - lo voglio dire in maniera molto chiara -,
domani, mi aspetto, onorevole Cracolici, che non ci siano richieste
ulteriori di piccoli interventi perché noi abbiamo un dovere oggi -
ma io lo sto dicendo così, sto parlando, lo sto dicendo a lei per
dirlo a tutti
Attenzione Perché dobbiamo anche comprendere che stamattina
abbiamo anche un'ulteriore nota da parte del Commissario dello
Stato che ci dà un campanello d'allarme e ci dice "attenzione,
Parlamento State attenti nella spesa, la dovete qualificare .
E noi siamo domani pronti con alcune misure che potrebbero anche
essere utili ai comuni - stiamo attenti - se siamo d'accordo il
Governo farà la sua parte, noi possiamo e dobbiamo fare spesa in
conto capitale.
Non possiamo più permetterci il lusso di fare spesa corrente
perché l'accordo Stato-Regione non ce lo consente spesa in conto
capitale sì.
E qualche idea c'è anche che potrà essere utile anche ai comuni se
siamo tutti, come dire, interessati a garantire il sistema dei
comuni non alle piccole cose.
Io sono convinto che noi infatti saremo nella prima ipotesi e non
nella seconda ipotesi.
In Commissione Bilancio vorrei ricordare che abbiamo fatto delle
scelte, avevamo ritenuto che era opportuno fare una riserva ad
esempio per gli ASU piuttosto che in una prima fase sulla indennità
dei sindaci - fermo restando che avevamo detto nel collegato il
Governo si impegna a trovare le risorse.
Bene, a seguito anche di un ragionamento, di una riflessione, oggi
il presidente Schifani ha incontrato il Presidente dell'ANCI e ha
detto in maniera molto chiara che il Governo presenterà un
emendamento che concorrerà alla spesa non nelle riserve come
qualcuno vorrebbe fare, cioè fare arrosolare i comuni con
un'ulteriore riserva che si aggiungerebbe ai 58 milioni di euro.
No, con fondi extra, ecco la differenza della serietà e della
responsabilità.
Per cui abbiamo depositato un emendamento che trova 6 milioni di
euro. Se poi durante il prosieguo della legislatura e
dell'esercizio finanziario 2023 riusciremo ad avere, come dire, un
indice tendenziale di gettito erariale favorevole, ma certamente
non ci sottrarremo nel riconoscere interamente agli amministratori
o nel riconoscere ai comuni, così come questo Governo ha già fatto
nel 2022 precisamente nel dicembre del 2022 riuscendo a dare i
soldi ai comuni, soldi cash, il 30 dicembre 2022. Non soltanto
abbiamo impegnato i soldi, non soltanto abbiamo stanziato i soldi,
ma abbiamo materialmente erogato i fondi.
Vorrei ricordare a tutti che le ragionerie centrali con la
Ragioneria generale soltanto nel mese di dicembre hanno emesso
17.544 mandati; sono dei dati e in questi mandati c'erano anche i
soldi per i comuni. Quindi anche qua.
L'impegno certamente lo prendiamo, ma che nessuno venga a fare,
come dire, né lezioncine, né tanto meno a battersi il petto e a
dire da quel pulpito alcune cose facendone altre. Quindi, noi
stasera avremmo gradito, vi dico chiaramente, che si procedesse
anche sull'articolo 2, che ci fosse un dibattito ampio sulle
riserve, ad esempio, sulle riserve che riguardano le Province si
facesse anche un ragionamento perché si deve discutere tutto
insieme, non si può fare a spizzichi e bocconi. Non è utile, non è
utile che ci sia l'intervento dell'Assessore che prende da un lato
a discapito di un interesse collettivo. Parlo di me così siamo
tutti d'accordo. E' diverso invece il taglio quando si affronta in
maniera organica una questione e si fa un ragionamento.
Quindi per quanto ci riguarda l'articolo 1, come dire, possiamo
chiuderlo con questo emendamento che è quello dell'indennità dei
sindaci. Sarebbe stato, Presidente, come dire, di nostro gradimento
continuare stasera, ma mi pare che il clima sia diverso; noi siamo
pronti comunque a guardare a 360 gradi. Chiaramente se sulle
riserve non siamo d'accordo dobbiamo avere anche il coraggio di
dire "facciamo un taglio lineare sulle riserve".
(Intervento fuori microfono)
FALCONE, assessore per l'economia. Va benissimo, non ci sono
problemi, possiamo e in alcuni casi, onorevole Abbate, siccome
abbiamo le soluzioni per tutto, o quasi, siamo pronti. Alcune cose
tanto le possiamo garantire diversamente, quindi siamo pronti ad
accogliere e accettare la sfida.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Falcone. Noi sappiamo che c'è una
grandissima forza di volontà da parte del Governo, soprattutto da
parte sua, nel continuare però, oggettivamente, sono le ore 23.00,
non si è fatta neanche la pausa cena per i colleghi, per tutti gli
uffici, il sentimento comune sembrerebbe quello di rinviare a
domani mattina. Quindi, poniamo in votazione intanto l'articolo 1.
Relativamente all'emendamento gli Uffici stanno controllando,
stanno facendo le giuste verifiche circa le coperture, quindi lo
votiamo domani come aggiuntivo. Intanto votiamo l'articolo 1.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Assessore Falcone, se salisse in Presidenza, gliene
saremmo grati.
Onorevoli colleghi, stiamo caricando l'emendamento nei tablet,
voteremo questo emendamento, l'articolo 1 e poi ci rivedremo domani
mattina alle ore10.00.
Allora, nei vostri tablet trovate l'emendamento aggiuntivo
rispetto ai comuni di cui abbiamo discusso. E' classificato 1.81.
Lo pongo in votazione.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Leggetelo avete tutto il tempo. L'assessore Falcone ve
lo leggerà e ve lo spiegherà. Se lo volete leggere lo potete
trovare anche nei tablet, se lo volete spiegato ve lo spiega
l'assessore Falcone. Assessore, ce lo illustri brevemente,
gentilmente.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, soltanto per
comunicare ai colleghi così come oggi il Presidente della Regione
aveva comunicato al Presidente dell'Anci, il Governo avrebbe fatto
un emendamento concorrendo alla maggiore spesa per l'indennità di
carica, l'adeguamento dell'indennità di carica ai sindaci e agli
amministratori dei 391 comuni della nostra Isola oltre,
chiaramente, alle costituende province ed enti intermedi nel limite
di 6 milioni di euro. Abbiamo preso questi 6 milioni di euro non
creando una nuova riserva, quindi dal fondo delle autonomie, ma
abbiamo preso questi soldi dai fondi globali. Così facendo ai
comuni daremo oltre ai 327 milioni di euro, 327 milioni di euro più
6 milioni quindi, 333 milioni di euro. Con queste risorse
consentiremo ai comuni, comunque, di adeguare la loro indennità che
non è al 55 per cento, così come potrebbe immaginarsi, ma diventa a
circa il 70 per cento se li fanno decorrere dal primo marzo cosa
che è, diciamo così, probabile dal primo marzo del 2023. Quindi,
gli diamo il 70 per cento di adeguamento di indennità.
PRESIDENTE. Benissimo allora. Votiamo.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Una cosa, perché non c'è chiara. A noi preoccupa
la frase "a concorso della spesa"- faccia stare in silenzio i
colleghi - "a concorso della spesa". Semplicemente questo ci
preoccupa. La frase "a concorso della spesa", perché vorremmo
capire tutto il resto della spesa come la dovrebbero coprire i
comuni. Se ci viene dato questa spiegazione.
PRESIDENTE. Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Quindi, vanno col loro bilancio? Quindi voi
state dicendo ai sindaci "Siete obbligati ad aumentarle. Vi diamo
questa quota. Il resto ce li devi mettere tu". In tutto ciò i
consiglieri comunali e i consiglieri di quartiere, laddove ci sono,
che stanno lì in bilancio a votare atti amministrativi, assumendosi
la responsabilità contabile, stanno lì col naso lungo...
PRESIDENTE. Assessore Falcone, se vuole rispondere. Speravo che
non parlassero tutti. No, non sto dicendo...
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, la gattina frettolosa solitamente fa i
gattini ciechi e, siccome sono settimane che parliamo di questo
argomento - ne parla la stampa, sono su tutti i giornali -
trattarlo alle ore 23.00 di sera, comprende che non è neanche
semplicissimo. L'emendamento è arrivato adesso. Allora, da quello
che leggo è: 1) non stiamo dando le risorse necessarie per
aumentare l'indennità ai sindaci. Punto Perché quello detto
dall'autonomia degli enti locali, l'Assessore potrà confermare, era
tra i 10 e i 15 milioni. Noi stiamo stanziando 6 milioni di euro
Quindi, cortesemente, se ci garantisce che secondo voi 6 milioni
sono bastevoli ad aumentare l'indennità dei sindaci... Secondo me,
o abbiamo detto una fesseria in Commissione o la stiamo dicendo in
Aula; 2) nella legge che abbiamo approvato lo scorso anno davamo la
facoltà ai sindaci, con delibera di Giunta, di aumentare le proprie
indennità, non perché non c'era il fondo, quindi dovevano fare le
delibere di Giunta per aumentarsi le proprie indennità. Questa cosa
oggi rimane, cosa che, invece in bilancio, tutti eravamo concordi
sul fatto che era stupido continuare a dire ai sindaci di dover
fare le delibere e farsi massacrare in Consiglio comunale - perché
questo avviene normalmente.
Ora noi stiamo facendo, gli diamo di meno, continuiamo a dirgli
che c'è una necessità di farsi la delibera di Giunta, perché questo
vuol dire, perché l'emendamento che avevamo portato in Commissione
Bilancio' toglieva quella possibilità, quindi aumentava a tutti le
indennità e gli davamo le risorse necessarie per coprire l'aumento
delle indennità. In questo modo non lo stiamo facendo. E quindi
stiamo facendo, veramente, una cosa frettolosa, all'ultimo secondo,
per dare non so cosa fuori, magari c'è qualche sindaco che ci
aspetta, una cosa di cui non se ne faranno nulla perché riceveranno
i soldi e in parte solo chi si è aumentata l'indennità negli anni
precedenti. Oggi seppure volessero aumentarsi le indennità,
comunque, queste risorse non sono bastevoli per 391 comuni
siciliani. Poi, ripeto, possiamo lanciare tutti i comuni stampa che
vogliamo, ma che io ricordi - e non penso di sbagliare - i 6
milioni di euro non sono bastevoli e, comunque, non manteniamo,
come dire, l'obbligatorietà ma lasciamo la discrezionalità dei
sindaci e degli assessori di aumentarsi le proprie indennità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ora io, onestamente, non mi ricordo. Io mi ricordo che
abbiamo approvato una norma che diceva: "I comuni possono
aumentarsi, a decorrere dal 2022, il 40 per cento del 2022, il 70 -
se non ricordo male - del 2023, il 100 per cento del 2024 - se non
ricordo male -, salvo che i comuni che ne avessero la disponibilità
in termini finanziari, possono già a decorrere dal 2022 applicare
gli emolumenti". Ora io, sinceramente, non credo che questa norma,
in qualche modo impedisca ai comuni di applicare gli emolumenti, a
partire dal momento in cui gli diamo i soldi e quindi da questo
momento, al 100 per cento per tutti i sindaci .
Quindi, da questo punto di vista, mi sento - così, a occhio, l'ho
studiata in due secondi - il punto è un altro, mi permetto di
sottolinearlo, voglio che si ribadisca, che venga ribadito questo
principio in Aula: la norma sulle indennità prevede, diciamo, un
meccanismo automatico. L'indennità del sindaco è quella principale,
poi ci sono, a scalare, tutte le percentuali per gli Assessori, il
Vicesindaco, il Presidente del Consiglio comunale, i consiglieri
comunali. Come no? I consiglieri comunali...
(Brusio in Aula)
CRACOLICI. Scusate, se poi qualche giurista, diciamo, di nuovo
conio si è inventato il sistema che mentre l'indennità del sindaco
è indennità e i gettoni non sono indennità, ricordo che i comuni
hanno persino la facoltà di introdurre il principio del gettone e
trasformarlo in indennità. L'obbligo che scatta è che ti devi
mettere in aspettativa, eccetera, eccetera. Ma il gettone del
consigliere comunale è parametrato al limite massimo della
indennità prevista per il sindaco, cioè se il 30 per cento, faccio
un esempio, del limite massimo è un sindaco, facciamo l'esempio di
Palermo, che prenderà l'indennità da Presidente della Regione,
quindi 15.000 euro circa lordi, il 30 per cento di 15.000 euro è
4.500 euro. I gettoni vanno parametrati alle giornate
effettivamente utilizzabili ai fini dell'attività, di un mese,
d'Aula o di Commissione, nel numero massimo che arrivi a 4.500
euro. Significa che se per arrivare a 4.500 euro lavoro 26 giorni,
il gettone è 4.500 diviso 26. Così è sempre stato. Se poi c'è
qualche interpretazione autentica che, di volta in volta, si viene
a determinare io, sinceramente...
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Eh? Corte dei Conti? No è la legge Quale Corte dei
Conti? Sì, la legge. La legge stabilisce la percentuale del
rapporto tra sindaco e consigliere comunale, Assessore, Vicesindaco
e tutto.
Dopodiché se il tema è - scusate e chiudo - che dobbiamo, a questo
punto, fare un'interpretazione autentica, perché c'è qualcuno che
ci dice che non si può fare - e non lo so chi ce lo dice, perché lo
dica Scriva Perché questa storia che lo dice la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti si esprime per sentenze, non è che ce lo dice al
telefono È giusto Quindi se c'è una versione diversa da quello
che io... Io ho fatto il consigliere comunale, un po' di cose le ho
fatte pure io. A quel punto facciamo una norma di interpretazione
autentica. Non è un fatto finanziario, ma diventa interpretazione
autentica nel senso che le indennità per i consiglieri, gli
Assessori, i vicesindaci, il presidente del Consiglio, eccetera,
eccetera, sono parametrate in maniera che sia chiara per tutti. Non
mi pare che su questo possiamo aprire una discussione né sono tra
quelli che pensano che aumentiamo l'indennità ai sindaci e pensiamo
che i consiglieri e la parte rappresentativa sia da mandare,
diciamo, poi vediamo No. Sono disponibile, in questa legge, mi
impegno, laddove fosse necessario, a fare una norma di
interpretazione autentica sulle modalità di erogazione delle
indennità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Pongo in votazione
l'emendamento 1.81, a firma del Governo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
E' approvato col voto contrario da parte del Gruppo Movimento 5
Stelle.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
La seduta è sospesa. Riprenderà domani mattina alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 23.15 di mercoledì 8 febbraio 2023,
è ripresa alle ore 10.07 di giovedì 9 febbraio 2023)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire al Governo e ai
deputati di giungere in Aula e verificare il tutto, rinvio la
seduta di mezz'ora, rinviandola alle ore 10.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.08, è ripresa alle ore 11.03)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 2, in precedenza
accantonato. Il Governo vuole illustrare l'articolo 2? ?Assessore
vuole illustrare l'articolo 2?
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Buona
giornata ai signori e alle signore colleghe. Oggi partiamo
dall'articolo 2, riprendiamo l'articolo 2 per poter andare, io
spero, più spediti nei lavori rispetto a ieri quando sull'articolo
1 si è fatta la discussione generale ma la discussione generale ha
riguardato anche l'articolo 2 che è quello delle riserve.
Sostanzialmente, lo abbiamo detto ieri sull'articolo 2 è come viene
distribuito il fondo delle autonomie e questo fondo delle autonomie
che il Governo aveva assegnato e consegnato alla valutazione
complessiva dell'Aula come Fondo globale indistinto, in Commissione
poi ha subito, ha avuto tutta una serie di interventi finalizzati,
legittimi, che vanno dal randagismo all'attenzione verso Ragusa
Ibla, Ortigia e Agrigento, che vanno dal trasporto degli alunni
nelle scuole superiori, quindi, negli istituti di secondo grado ad
altri interventi che riguardano eventi alluvionali. Sono tutti
interventi legittimi che la Commissione, nella sua coralità, ha
potuto apprezzare, così come ha apprezzato anche l'emendamento
sugli Asu nell'estensione, sino a un massimo di 36 ore, anche se -
qua giova ripeterlo - difficilmente si arriverà all'integrazione
oraria delle 36 ore, comunque gli Asu avranno una concreta
risposta, non soltanto per l'anno 2023 - lo vorrei ricordare - ma
per il '23, il '24 e il '25, in attesa di ulteriori sviluppi
favorevoli per questa categoria che ogni anno che passa diventa
sempre più utile per gli enti locali.
Quindi, signor Presidente, oggi il Governo consegna e rassegna,
ancora una volta, questa proposta che - ripeto - è il frutto di una
condivisione. C'è qualche emendamento che è sfuggito nel corso
della discussione come il milione e duecentomila euro per
affrontare le questioni del Belice, dell'alluvione dell'anno scorso
nel Belice ma, al di là di questo, è un articolo assolutamente
condiviso che se c'è un po' di buona volontà potrebbe procedere
velocemente.
PRESIDENTE. Allora, all'articolo 2 sono stati presentati degli
emendamenti soppressivi da parte del...
DIPASQUALE. C'è la discussione generale.
PRESIDENTE. La discussione generale è già fatta. Vuole intervenire
sull'articolo?
DIPASQUALE. Sì sull'articolo. Ha chiesto di parlare il Capogruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, l'articolo 2, ovviamente - abbiamo
affrontato ieri sera l'articolo 1 - è una continuità perché
riguarda gli enti locali e, devo dire, che mi preme evidenziare,
Presidente dell'Assemblea, che questo articolo 2, al di là delle
cose che sono state condivise in Commissione Bilancio', ritengo
che il Governo che tende a cancellare quelli che sono un po'di
trasferimenti ai comuni e quindi ad esempio riteniamo inaccettabile
il tentativo dell'eliminazione delle riserve, per questo inseriamo
diversi emendamenti. Inoltre, chiedo al Governo la sensibilità che
è arrivata da più parti dei comuni, borghi più belli d'Italia, che
bisognerebbe dal nostro punto di vista inserire perché non li
troviamo.
Nel frattempo dico all'Assessore che il comma 7 dell'articolo 2
che riguarda un soppressivo di 160 mila euro che è un contributo
che è stato dato nella scorsa finanziaria bloccherebbe, con questi
160 mila euro, assessore Falcone, la possibilità di un
finanziamento che c'è per un museo nel comune di Sciacca perché lì
c'è una situazione abbastanza complessa e, la prego Assessore, di
potere interloquire immediatamente con gli uffici perché ci stiamo
accingendo a fare il soppressivo ai 160 mila euro e questo
comporterebbe, ovviamente, la non possibilità del finanziamento
degli anni passati dati a questo museo per non potere andare
avanti. E da lei, come assessore del patrimonio e al bilancio
gradirei una risposta da parte degli uffici per capire come poter
sanare questa situazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Burtone.
Chiedo ai deputati che volessero iscriversi, di farlo entro dieci
minuti. Quindi tra dieci minuti si chiuderà la possibilità di
iscriversi.
Ha chiesto l'onorevole Sunseri. Lo potete dire all'onorevole
Marchetta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Burtone.
BURTONE. Presidente
PRESIDENTE. Chiedo silenzio in Aula, gentilmente.
BURTONE. Vedo che ci sono anche gli Assessori che interloquiscono
fuori dai banchi e mi pare una cosa abbastanza inopportuna.
PRESIDENTE. Colleghi, il dovuto ordine. Prego, onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, ho seguito attentamente i vari
interventi che si sono fatti ieri in Aula. Ho sentito il Governo
anche stamani, ho sentito diverse posizioni altalenarsi.
C'è stato un momento in cui sembrava che il Governo avesse deciso
di togliere tutte le riserve. Ora l'ultimo intervento
dell'assessore Falcone ci fa pensare che, invece, ci sia un gruppo
che sarà di riserve garantito, comunque quello già delineato nella
Commissione Bilancio'. Io le dico subito, Assessore, non abbiamo
capito bene il criterio per cui alcune riserve sono state mantenute
e altre riserve sono state cancellate. Se lei accompagnasse il suo
intervento come Governo, per dire, abbiamo fatto una scelta per cui
chi rientra in una categoria sarà mantenuto, chi non rientra
evidentemente uscirà da quello che era un percorso che negli anni
scorsi è stato sempre garantito.
Dico questo, Assessore, perché pongo una questione di una riserva,
lo dico subito, è quella relativa ai borghi più belli d'Italia,
un'associazione. E' un'associazione della quale faccio parte come
comune, con franchezza, senza ipocrisie e con chiarezza esprimo una
posizione che vede il mio comune interessato indubbiamente, però
sono portatore di un emendamento che ripristina una riserva che
negli anni scorsi, Assessore, c'è sempre stata e che è stata
cancellata, non si capisce bene il motivo.
Propongo questo emendamento con fermezza e avendo consapevolezza
che non parliamo di un'associazione qualsiasi. Parliamo di comuni
che per essere ammessi all'associazione debbono avere alcune
caratteristiche fondamentali dal punto di vista urbanistico, dal
punto di vista del numero degli abitanti, della qualità
architettonica del proprio centro urbano, del proprio centro
storico. Io orgogliosamente, come comune ne faccio parte, è stata
merito non certo mio l'entrata perché sono stati coloro i quali
hanno fondato la nostra città, l'hanno garantita, hanno cercato di
abbellirla, di chi ha salvaguardato il patrimonio storico
architettonico. Quindi, ne facciamo parte, sono diversi comuni,
dicevo che vengono ammessi all'interno dell'associazione dopo che
c'è stata un'istruttoria rigorosissima, sono quindi ambienti che
vanno tutelati e vanno tutelati anche perché, Assessore, la maggior
parte di questi comuni sono o nelle aree interne o nelle aree
montane. Si trovano quindi con difficoltà notevoli dal punto di
vista demografico, hanno delle problematiche determinate dalle
carenze delle infrastrutture, sono comunità che stanno man mano
perdendo dei servizi e che quindi hanno bisogno di essere
maggiormente garantiti e tutelati dalla nostra Regione.
Certo hanno questa caratteristica fondamentale che hanno una
bellezza straordinaria che può essere valorizzata, l'associazione
sta lavorando a dei programmi importanti quali il turismo di
ritorno, e credo vadano quindi messe le condizioni perché questo
nostro emendamento che vede credo la partecipazione anche di altre
forze; sono stato alla riunione e l'Anci ho sentito diversi sindaci
e tutti erano consapevoli di un errore fatto dal Governo, di un
errore determinato in Commissione Bilancio' di escludere
quest'associazione che merita invece una salvaguardia. Ecco perché
noi la sollecitiamo.
L'associazione opera costantemente, si entra nell'associazione ma
si può essere anche esclusi, c'è un piano di riqualificazione, caro
Assessore, che lei ben conosce essendo stato Assessore ai lavori
pubblici, che riguarda la riqualificazione di tanti centri storici
presenti all'interno dell'associazione dei comuni che hanno queste
caratteristiche di borghi più belli d'Italia.
Ultimamente l'associazione si è riunita a Troina, in un luogo
importante perché ha discusso di un argomento fondamentale per
l'avanzata della legalità nella nostra comunità siciliana,
l'associazione si è riunita in un luogo che era stato confiscato
alla mafia e che è il comune di Troina che ha sindaco il nostro
collega Fabio Venezia; ha ristrutturato un luogo sequestrato alla
mafia che ha ristrutturato e che ha lanciato come luogo di
legalità, come luogo in cui si può avere residenza avendo la
prospettiva di un'utilizzazione estremamente garantita dal punto di
vista delle azioni legali.
Concludo, Presidente, ribadendo questo impegno che deve essere
credo accettato dal Governo, l'impegno a prendere in considerazione
anche il nostro emendamento che riguarda la riserva per i borghi
più belli d'Italia; è un qualcosa che non impegna in maniera
considerevole il nostro bilancio, però darebbe una risposta a
territori che hanno caratteristiche architettoniche importanti ma
anche tanti problemi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, ieri
purtroppo avevo ragione, la gattina frettolosa ha fatto il gattino
cieco, perché quell'emendamento portato dal Governo che stanzia 6
milioni di euro per i sindaci è stato venduto come un aumento
dell'indennità dei sindaci, cosa assolutamente falsa.
Allora facciamo un minimo di chiarezza e mi dispiace che i
colleghi sindaci e la maggioranza, onorevole Catania, i sindaci di
lunga esperienza non abbiano sollevato il problema ieri. Di cosa
stiamo parlando? Lo scorso anno la norma nazionale stanziando un
fondo dava a tutti i sindaci un'indennità superiore per tutte le
Regioni a Statuto ordinario, l'unica Regione rimasta fuori era la
Regione siciliana; la Regione siciliana lo scorso anno fa una
norma, l'Assemblea, dove dà la possibilità ai sindaci di aumentarsi
le indennità a carico del proprio bilancio, quindi dallo scorso
anno in poi alcuni sindaci della nostra Regione, in assoluta
autonomia, fanno delle delibere in cui a carico del proprio
bilancio caricano anche l'aumento dell'indennità, adeguandolo a
quella di tutti gli altri i sindaci d'Italia, ovviamente Anci, i
sindaci, tutti i si lamentano perché è chiaro che una disparità di
trattamento tra la Regione siciliana e i sindaci che amministrano
la nostra Regione e tutto il resto d'Italia, quindi normalmente
chiedono ad Anci, chiedono da parte di Anci all'Assemblea regionale
siciliana di dare la possibilità a tutti di avere un fondo e quindi
adeguarsi a quello che è l'indennità di tutti i sindaci d'Italia.
Bene ieri il Governo dopo - io non voglio riprendere quello detto
in bilancio, quello detto fatto non fatto -, ieri il Governo alle
11.30 di sera consegna un emendamento che fa una sola cosa, fa un
fondo da 6 milioni di euro assolutamente insufficiente, perché il
Dipartimento riconosce tale fondo per l'aumento dei sindaci pari a
11 milioni e 200 mila euro, quindi siamo a metà delle somme
necessarie per l'aumento delle indennità ma, cosa ancora più
assurda, che è quello che ho denunciato io ieri sera, è che non
abbiamo tolto, perché chiaramente il fondo non è bastevole, la
discrezionalità dei sindaci.
Quindi questi sindaci oggi hanno un fondo da 6 milioni di euro che
non copre l'indennità di tutti i sindaci e gli Assessori della
nostra Regione e continuano ad avere la possibilità di aumentarsi
la propria indennità.
Quindi oggi cosa abbiamo fatto, ricapitolando e rendendolo più
semplice anche per chi ci ascolta: abbiamo solamente creato un
fondo dal quale il sindaco che lo ritiene opportuno, e qualora il
caso lo volesse con delibera di Giunta aumentare la propria
indennità, può attingere per una quota pari al 50 per cento della
propria indennità. Tutto il resto è a carico del bilancio dei
comuni.
Quindi, abbiamo fatto il gattino cieco che abbiamo annunciato
ieri.
Sarebbe opportuno, e questo è il messaggio che lancio ai colleghi
dell'Assemblea, ritrovare i restanti 5 milioni e 200 mila euro per
poter coprire l'intera somma necessaria per dare non la
possibilità, per aumentare l'indennità a tutti i sindaci e agli
Assessori della nostra Regione.
Altrimenti, come al solito, la nostra Assemblea è buona a fare i
comunicati stampa ma le norme evidentemente no.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catania Nicolò. Ne
ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, torniamo un po' sulle
questioni che si sono affrontate ieri sera e non vorrei che si
ripetessero magari argomenti che, in buona sostanza, dicevo ieri
sera, musica per le mie orecchie, questa difesa a oltranza di tutta
l'Aula dell'Assemblea nei confronti degli enti locali, dei sindaci
per quanto mi riguarda è una bella novità, è una novità che va
nella direzione ovviamente di scardinare un po' e di snocciolare
quelli che sono i problemi degli enti locali, ma mi pare che un po'
di confusione poi ieri sera l'abbiamo fatta rispetto al fatto che
qualcuno nel snocciolare, nel creare le condizioni, elencare, ecco,
le difficoltà che gli enti locali hanno ha fatto un po' di
confusione probabilmente rispetto a quella che è la competenza di
quest'Aula e rispetto a quella che è la competenza del Governo
nazionale.
Io sarò brevissimo, però mi preme sottolineare una cosa. Ritengo,
parto dalla fine del mio intervento, che posto che i discorsi che
abbiamo fatto sono quasi all'unisono, posto che i problemi che i
comuni hanno li abbiamo tutti individuati, posto che una delle
prerogative di quest'Aula è quella di creare anche atti di
indirizzo nei confronti del Governo, allora sarei per creare una
condizione, la più unanime possibile, mi accingerò a preparare un
ordine del giorno, affinché si possa dare l'indirizzo al Governo
regionale nella trattativa o comunque nel confronto con il Governo
nazionale di poter eliminare tutta una serie di problemi che non
hanno competenza qui dentro, ma che in ogni caso con un atto di
indirizzo unanime dell'Assemblea può mettere nelle condizioni il
Presidente e gli Assessori con il confronto con lo Stato di potere
eliminare.
Faccio qualche esempio, per essere chiari. Proviamo a dare un
indirizzo al Governo nel trattare direttamente con il Governo
nazionale per dare l'opportunità, lo spiego, i motivi li abbiamo
tutti quanti detti ieri sera, almeno alla Sicilia di poter valutare
il fondo crediti di dubbia esigibilità al 50 per cento, che poi è
lo stesso problema che ha la Regione nella parifica con la Corte
dei conti. E' lì il problema, lo sa bene l'assessore Falcone.
Quindi questa è una trattativa che va portata. Se l'Aula dà un
indirizzo unanime, abbiamo dato un atto di indirizzo concreto senza
fare, ovviamente, le dovute chiacchiere che qui vanno fatte, ma
comunque passiamo a fatti concreti.
Così come, ad esempio, non è assolutamente possibile parlare di
assunzioni del personale attraverso, come dire, un aumento e un
esborso di spesa corrente ai comuni. Sapete che non è così.
Non è un problema di somme, è un problema di norma.
E allora, se l'indirizzo dà al Governo il fatto di poter trattare
la possibilità di rivedere il decreto ministeriale del marzo 2020,
gli enti locali possono procedere ad assumere e possibilmente, lo
dico io perché ho contezza del mio comune, senza che ci sia bisogno
di ulteriori trasferimenti.
Assessore, su questa questione anche la rivisitazione dell'accordo
Stato-Regione ovviamente ha una sua valenza.
Diceva bene qualcuno ieri, abbiamo graduatorie di concorsi
effettuati, la spesa corrente è bloccata, è bloccata a un accordo
vecchio e pregresso per cui sarebbe anche oggi il momento di potere
intervenire anche attraverso un atto di indirizzo.
Sulle indennità dei sindaci, presidente Galvagno, c'è una
questione che viene bypassata puntualmente. Si parla soltanto di
una copertura per adeguare correttamente, io dico, a quella che è
la situazione degli altri sindaci del resto d'Italia, ma viene meno
una questione
Vorrei però che l'assessore Falcone mi ascoltasse, Marco,
Assessore, no, così non va
Torno sulla questione. Quindi un atto di indirizzo che tutto
quello che abbiamo elencato ieri metta nelle condizioni il Governo
di poter proseguire in una trattativa con lo Stato, perché
argomenti che riguardano altro momento governativo.
Però, sulla questione delle indennità parliamo solo di coperture,
nessuno oggi ha portato all'attenzione del Governo qual è stato il
vero problema rispetto al fatto che questa situazione si è creata
con una norma regionale del 2015, Presidente della Regione
Crocetta, la Regione in pressing da parte dello Stato ha dovuto
fare una norma per avere quei famosi 500 milioni e adeguare
l'indennità degli amministratori rispetto alla normativa nazionale.
Quella norma costituisce giuridicamente un rinvio dinamico, gli
amministratori locali di questa Regione dal 2015 sono uguali al
resto d'Italia, qui è il problema, questa cosa l'hanno pretesa,
l'hanno voluta, la norma è dinamica sotto questo punto di vista, ma
nel trattare poi pedissequamente il territorio hanno fatto leva sul
fatto che siamo in autonomia.
Non lo siamo più Su questa materia l'autonomia la Regione
siciliana se l'è venduta nel 2015. Quindi che dico, bene oggi
adeguare, bene oggi partecipare economicamente per quello che si
può, ma è altrettanto bene se nell'atto di indirizzo inseriamo e
creiamo una condizione per dare un supporto al Governo nel rivedere
alcune questioni con lo Stato, questa è un po' la situazione.
Chiudo, Presidente, perché mi pare che il tempo sia anche finito.
Ieri sera si parlava di nomi e cognomi sulle riserve, l'onorevole
De Luca ha più volte ribadito "fuori i nomi, fuori i nomi", ecco il
nome.
C'è una sostanziale differenza, le riserve che in questa
finanziaria, grazie alla collaborazione tra il Governo, la prima
Commissione e la Commissione Bilancio', quasi nella propria
interezza, sono riserve che questa volta hanno guardato al merito
delle difficoltà degli enti locali, lo dice uno che le vive
quotidianamente da dieci anni, sono riserve - eliminando quelle che
non servivano in altri tempi - che guardano esattamente le esigenze
dei cittadini, dei territori e dei comuni.
Riserve sul trasporto alunni, mi pare che non se ne facevano da
tanto tempo, vero è che è un servizio a domanda individuale per cui
non si può andare oltre, perché il 36 per cento deve essere
compartecipato, ma abbiamo fatto il massimo; mai una riserva sugli
Asacom e sono costi che gli enti locali hanno, tanti costi
onerosissimi; mai riserva sul randagismo, il mio comune che un
comune di 11 mila abitanti spende 130 mila euro l'anno, senza se e
senza ma, mai una linea di contributo, c'è un intervento e vanno i
comuni; ricoveri per malati psichici, lì c'è una norma mai
rimpinguata e siamo andati oltre; ricovero per minori, c'è tutta
una serie di questioni che oggi hanno fatto sì che quelle riserve
siano state con attenzione modulate probabilmente una tantum di
coloro che il territorio lo vivono, cercano di governarlo e lo
gestiscono rispetto alle istanze dei cittadini, quindi non vorrei
fare un elenco lungo, anche questa cosa del Belice, assessore
Falcone, ovviamente, non posso che essere favorevole perché lì c'è
una questione di danni un po' particolare. Chiudo Presidente...
PRESIDENTE. Chiuda, onorevole Catania, la prego.
CATANIA NICOLO'. Ho chiuso. La questione è una sola: dobbiamo
essere chiari, onesti intellettualmente. Tutte queste riserve
ammontano a circa 34 milioni di euro e vanno tutte nella
destinazione di arricchire le casse dei comuni, ivi compreso il
fondo di progettazione, per questo mi ritengo soddisfatto e credo
che la dinamica che oggi seguirà sia una dinamica molto snella che
arrivi poi a compimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà. Dopo c'è l'onorevole De Luca
Antonino. Rinuncia.
GILISTRO. Assessori, onorevoli, volevo mettere in risalto la
situazione gravissima in cui versa, anzi versano parecchi comuni
riguardo al randagismo. Lo dico da medico, lo dico da pediatra, il
problema del randagismo è un problema molto importante in questo
momento, e va guardato e va osservato anche dal punto di vista di
prevenzione, di quella che può essere la salute e la incolumità
pubblica, che è una cosa importante.
Io da pediatra, purtroppo, sono costretto, anche nei pronti
soccorsi, a vedere spesso bambini attaccati da questi branchi di
animali, perché quando il randagismo, come sapete il cane deriva
sempre da una problematica di gruppo, quando i cani randagi
cominciano ad essere e a fare gruppo, sono come i lupi. Ci sono
moltissimi bambini che vengono attaccati da branchi di cani, cani
fra di loro, ma non solo la spesa che noi investiamo nel randagismo
naturalmente può far risparmiare risorse soprattutto per la sanità
anche, perché queste sono problematiche che riguardano anche il
problema sanitario regionale.
La seconda cosa che volevo mettere in evidenza è l'importanza
degli investimenti che vanno fatti sui centri storici di Siracusa,
in particolare, questi interventi non sono interventi localistici,
sono interventi che sono destinati al patrimonio turistico. Anche
quando noi andiamo in un centro storico come Siracusa, come Ragusa,
Ragusa Ibla, come Agrigento, certamente non è un investimento che
facciamo per qualcosa di nostro e basta, ricordiamoci che i nostri
centri storici sono in questo momento un fiore all'occhiello, e
sono visitati da milioni di turisti, quindi un investimento in
questi centri storici non è un investimento solo a Siracusa,
Agrigento, Ragusa, ma un investimento al nostro turismo regionale.
Quindi ritengo, e abbiamo voluto in parte aumentare leggermente
questo contributo, perché ne riteniamo una importanza strategica:
quando arrivano turisti a Siracusa non solo vedono il Teatro Greco,
non solo vedono il patrimonio archeologico, che sicuramente non
abbiamo costruito noi, ma vedono praticamente anche un centro
storico che è in questo momento in una situazione non piacevole.
E finisco col dire che qualunque investimento fatto in un centro
storico è un investimento che va alla società, alla collettività in
toto. Grazie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente, io
intervengo per quanto riguarda una riserva che c'era negli anni
passati e che quest'anno non siamo riusciti ad inserire, a
proposito di riserve che possono essere utili o meno utili, ed è
quella relativa ai comuni che stanno gestendo, che gestiscono
maggiormente il fenomeno migratorio.
Quindi, ci sono dei comuni in Sicilia che gestiscono il fenomeno
migratorio in maniera maggiore rispetto ad altri comuni; nel corso
degli anni l'Assemblea aveva realizzato una riserva, di circa
ottocentomila euro, per dare un minimo di ristoro a quei comuni
sparsi su tutta la Sicilia - io ne cito alcuni: Pozzallo,
Caltanissetta e altri comuni - che gestiscono l'impatto migratorio
in maniera maggiore, tant'è che, Presidente, a gennaio 2023 il
fenomeno migratorio in Sicilia è aumentato.
Noi abbiamo avuto cinquemila migranti che si sono riversati sul
nostro Territorio. E, dico, io ci tengo anche a sottolineare che il
Governo regionale dovrebbe dare, anche, un segnale sotto questo
punto di vista, perché è stato chiuso pure l'Ufficio speciale per
l'immigrazione, cioè l'USI.
Uno dei primi provvedimenti che ha fatto il Governo regionale è
stata la chiusura dell'Ufficio speciale all'immigrazione. Ufficio
speciale che aveva ottenuto, nel corso dell'ultimo anno, anche dei
buoni obiettivi. C'era riuscito a anche intercettare dei fondi, che
poi verranno utilizzati per la gestione del fenomeno migratorio.
Quindi l'unione di queste due cose, la chiusura dell'Ufficio
speciale dell'immigrazione più il taglio della riserva per quanto
riguarda i comuni che gestiscono il fenomeno migratorio, mi lascia
pensare - ma dico, magari, sto pensando male io - che ci sia
proprio una volontà, da parte del Governo regionale, a non
considerare gli ultimi, o a non considerare questo fenomeno che è
un fenomeno che esiste. Che poi, spesso, viene affrontato
attraverso la stampa, attraverso la comunicazione, però poi quando
c'è da fare, in maniera concreta, delle norme che possono andare su
una direzione, che porta anche alla mitigazione di questo fenomeno,
alla fine nulla viene fatto e il Governo, come dire, si gira
dall'altra parte.
Quindi io auspico che da parte del Governo regionale, da parte
dell'Assessore di riferimento alle Politiche sociali ci sia anche
un impulso sotto questa direzione.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie Presidente, Governo, io ritengo che il problema
delle riserve, sollevato da alcuni colleghi della maggioranza, sia
strettamente collegato a quanto osservavamo ieri, ossia alla
circostanza che negli ultimi dieci anni il Fondo per le autonomie è
stato continuamente falcidiato, e dunque quello che prima rientrava
in un contesto di generalità, e che consentiva ai comuni di fare
fronte, e non solo ai comuni, di fare fronte a quelle che erano
esigenze ordinarie, veniva soddisfatto dal Fondo per le autonomie.
Oggi è chiaro che il taglio del fondo delle autonomie,
continuamente perpretato, ha dato luogo e sfogo alle richieste dei
territori per finalità che, comunque, rivestono un grande impatto,
diciamo, dal punto di vista dell'interesse pubblico. E dunque la
discussione, probabilmente, tra l'articolo 1 e l'articolo 2 andava
legata perché, probabilmente, quindici anni fa non avremmo avuto
bisogno di prevedere un finanziamento ad hoc per i borghi più belli
di Sicilia.
Oggi, nel momento in cui il Fondo per le autonomie non è più
capiente, è chiaro che dobbiamo prevedere e ripristinare un
finanziamento, che ha consentito a questi borghi di assurgere a
località di pregio della nostra Regione e di fargli svolgere una
funzione di motore anche dell'incoming del turismo nel nostro
Territorio.
E, peraltro, va da sé che questo non è un intervento che riguarda
una provincia piuttosto che un'altra, un Territorio piuttosto che
un altro, ma è un intervento che riguarda la Regione siciliana
complessivamente, perché in tutte le province sono allocati questi
comuni. Qua, a fianco a me, ci sono due rappresentanti di questi
comuni, l'onorevole Burtone e l'onorevole Venezia. Ma questo vale
anche per quello che diceva, poc'anzi, l'onorevole Di Paola.
Ci sono comuni che fronteggiano e che devono assicurare servizi di
protezione civile, per esempio per i flussi migratori, sostenendo
notevoli costi, che non ricevono dalla Regione...paradossalmente,
la Regione siciliana non fa quello che fa il Governo nazionale.
Perché il Governo nazionale, negli ultimi anni in qualche modo col
Governo Conte bis, era intervenuto a sostegno di questi comuni con
qualche misura, diciamo, sostanzialmente di ristoro per gli
interventi e per le somme spese.
E noi, invece, questo lo facciamo se non in minima parte e poi,
onorevole Falcone, che non vedo in Aula, ma Governo, al comma 6 è
prevista una riserva che io, onestamente, condivido perché, diciamo
immagino che tutti i nostri ragionamenti debbano essere retti dal
filo della coerenza, e il comma 6 prevede una riserva per i comuni
alluvionati negli eventi del 2021. Una riserva di circa 7 milioni
di euro, perché il 2 per cento del fondo, degli anni 2017 2020,
comma 5, chiedo scusa, grazie onorevole Cracolici, il comma 5
diciamo circa 7 milioni di euro onestamente non sono in condizione
di dire se questi 7 milioni di euro siano sufficienti perché, tra
le carte allegate al bilancio non vi sono le delibere che
quantificano questo danno.
Però, ciò che balza immediatamente agli occhi è che abbiamo
previsto i ristori per i privati, per gli enti pubblici, per le
imprese per le alluvioni del 2021, e abbiamo dimenticato che la
Sicilia nel corso del 2022 - lo dice anche Lega Ambiente - è stata
la Regione più colpita in Italia dagli eventi alluvionali, e alcune
province più di altre.
In provincia di Trapani, sono stati quantificati solo per
l'agricoltura 22 milioni di euro di danni, la Giunta si è limitata
a chiedere al Governo nazionale alla fine del 2022 il
riconoscimento dello stato di calamità naturale, ad oggi il Governo
nazionale non ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, ma le
nostre imprese agricole stanno per mettere in produzione i loro
terreni pagando di tasca loro migliaia e migliaia di euro che
peseranno sulla loro capacità produttiva, sulla loro capacità di
espansione e alla fine si trasformeranno in un costo riflesso anche
sui consumatori,
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
E sono 22 milioni di euro, solo per la provincia di Trapani,
secondo l'accertamento fatto dal Dipartimento, dell'assessore
Sammartino, devo dire anche con celerità, perché ciò che è giusto
va riconosciuto ma a fianco ai venti, parliamo dei danni
all'agricoltura, e facevo i complimenti al suo Dipartimento che li
ha quantificati in fretta, però purtroppo un centesimo ancora non
c'è, ma a fianco ai danni all'agricoltura ci sono, peraltro, vorrei
dire che quest'anno dopo gli eventi, delle grandinate dell'ottobre
del 2022, in Sicilia è accaduta una cosa, che dovrebbe far
riflettere tutti noi, a fronte di una diminuzione della produzione
dell'oliva da mensa, generalmente avrebbe dovuto registrarsi, sul
mercato all'ingrosso un aumento del prezzo, perché sapete, le
regole del mercato sono sempre le stesse, generalmente se
diminuisce la quantità di un prodotto e quindi diminuisce
l'offerta, ma la domanda è rimasta più o meno uguale, il prezzo
dovrebbe aumentare.
Quest'anno è accaduta una cosa assurda, a fronte di una
diminuzione della quantità di olive da mensa prodotte, il prezzo è
diminuito, e dunque dovremmo porci anche il problema di tutelare
questa categoria di produttori, che in Sicilia rappresenta un
comparto molto, molto importante, anche come quota di
compartecipazione al Pil.
Ma a fianco alla produzione agricola ci stanno poi i danni delle
imprese commerciali, che dalla provincia di Messina sino a quella
di Trapani, passando da quella di Siracusa e Ragusa, per non
dimenticare quella di Enna,
PRESIDENTE. Onorevole Safina, vada a concludere.
SAFINA. Sono dieci minuti, Presidente.
Sono stati duramente colpiti, ebbene noi avevamo presentato un
emendamento che, pur consapevoli del fatto che non era sufficiente
a ripristinare tutti i danni, perché un conto così fatto, dai vari
comuni, sembrerebbe far ammontare tale importo a circa cinquanta
milioni di euro per i civili e per le imprese commerciali, avevamo
presentato un emendamento di dieci milioni che voleva rappresentare
un primo passo verso il ripristino di una situazione, diciamo
emergenziale, che ha creato notevoli disagi.
Ebbene, questo emendamento non è stato approvato. Abbiamo previsto
le alluvioni del 2021 in un altro articolo della finanziaria, poi
mi pare di aver visto cinquecentomila euro per il ripristino delle
strade di Nara (??) industriale colpita dalle alluvioni, tutti
interventi meritevoli ma, a mio avviso, questa finanziaria tradisce
i siciliani nel momento in cui non ripristina i danni dalle
alluvioni che, oramai, è stato acclarato: sono dipese non da
manchevolezze delle amministrazioni, ma da eventi assolutamente
straordinari dovuti ai cambiamenti climatici. E qui spero che,
grazie anche al Gruppo che ha fondato, che è stato istituito su
iniziativa dell'onorevole Dipasquale, si possa aprire una
discussione vera, seria, su quali devono essere le misure di
politica attiva per contrastare i cambiamenti climatici.
Ieri abbiamo parlato di forestazione, ma bisogna parlare di
corretto uso delle risorse idriche, bisogna parlare di mancato, di
non consumo di suolo. Sono tutti temi rispetto ai quali questo
Parlamento deve interessarsi perché, purtroppo, tutte le indagini
dei maggiori istituti di ricerca dimostrano che la Sicilia sarà una
delle Regioni maggiormente colpite dai cambiamenti climatici nel
nostro Paese nei prossimi anni e, dunque, non si può più attendere,
perché quello che oggi immaginiamo essere la straordinarietà in
realtà sta divenendo l'ordinarietà.
Pertanto, io auguro e mi auguro che il Governo possa ripensare
anche un intervento a sostegno di quanti nel 2022, alla fine del
2022, sono stati colpiti da eventi nefasti che hanno messo in
ginocchio numerose famiglie e numerose imprese.
SCHILLACI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione. Io volevo portare all'attenzione
dell'Aula una situazione che devo dire non possiamo più tollerare,
e approfitto della presenza in Aula del Presidente della Regione
Schifani.
Presidente, noi non possiamo più tollerare di avere delle scuole
in tutta la Sicilia da Terzo mondo, che non sono efficientate
energeticamente. Noi non possiamo tollerare che i nostri ragazzi
vadano a scuola e si debbano vestire per entrare a scuola, che si
debbano coprire, si debbano portare delle coperte, che si debbano
addirittura vestire da neve, così come hanno suggerito dei
dirigenti scolastici.
Ora io credo che sia arrivato il punto, prima di parlare di
innovazioni tecnologiche, prima di parlare di città smart, noi
dobbiamo rendere le nostre città, le nostre strutture adeguate a
grandi metropolitane per cui, Presidente, io chiedo in
collaborazione con l'Assessore all'economia, che si faccia un punto
su quelli che sono i fondi extraregionali e regionali per poter
rendere le nostre scuole degne di una Regione che mira a diventare
una Regione che sia adeguata ai livelli delle altre Regioni.
Sappiamo benissimo che in questi momenti si parla di un'autonomia
differenziata che getta nello sconforto e nella preoccupazione la
maggior parte di noi perché, veda Presidente, per parlare di
autonomia differenziata noi dovremmo partire, tutte le Regioni,
dallo stesso punto, e noi non lo siamo, e quello delle scuole è il
primo campanello d'allarme. Noi dobbiamo rendere le scuole adeguate
e dobbiamo pensare a un efficientamento energetico. Si faccia una
cabina di regia, perché gli enti locali non sono pronti per potere
avere quei tecnici e quelle competenze al loro interno per poter
sfruttare i soldi del PNRR quindi questa è una delle principali
preoccupazioni.
Occorre utilizzare un modello virtuoso di competenze che può
essere replicato a tutti gli enti locali, perché noi, altrimenti,
non potremo assolutamente utilizzare i soldi del PNRR in maniera
adeguata.
Abbiamo incontrato i venticinque sindaci della provincia di
Trapani e la prima preoccupazione dei sindaci è proprio questa che
non abbiamo, non hanno, le competenze al loro interno per sfruttare
i soldi del PNRR, ecco perché noi dobbiamo creare questa cabina di
regia, creare un modello virtuoso da replicare per ogni ente
locale, una sorta di supporto lì ogni qual volta serve per la
progettualità e per la progettualità soprattutto esecutiva.
Quello che inoltre vorrei evidenziare è il tema sociale che
secondo me la questione sociale è davvero un'emergenza nei nostri
Comuni, soprattutto delle grandi città metropolitane, c'è una
carenza di assistenti sociali che è davvero preoccupante. Le faccio
l'esempio della città di Palermo, e soprattutto della zona sud di
Palermo, per 1200 plessi scolastici c'è un solo assistente sociale,
non è sufficiente.
Noi dobbiamo veramente, sulla questione sociale, usare un Piano
Marshall ecco perché io presentato un emendamento che è finito tra
gli aggiuntivi per il potenziamento dei consultori familiari, per
un supporto alla genitorialità, e soprattutto alla condizione
minorile. Noi siamo la Regione col più alto tasso di dispersione
scolastica, più del 20 per cento. Presidente, se noi vogliamo
crescere in sviluppo, in crescita, noi dobbiamo partire dalla
questione sociale, quindi io mi auguro che l'emendamento sul
potenziamento dei consultori familiari possa vedere la luce,
grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie Presidente, anzitutto mi corre l'obbligo di fare
una precisazione, ieri siamo intervenuti sull'articolo 1,
probabilmente a fine serata la stanchezza si è fatta sentire, ma ci
tengo a precisare che il nostro atteggiamento è stato sempre, e
vuole continuare ad essere, costruttivo.
Per questo ringrazio l'intero Governo regionale, per la presenza e
per la disponibilità all'ascolto. È una precisazione doverosa,
perché alcuni interventi di ieri, anche di deputati di maggioranza,
tendevano ad evidenziare degli aspetti riguardanti il clima di
collaborazione che si era in qualche modo, e proficua
collaborazione, che si era instaurato in Commissione Bilancio.
Qualcuno poi con, diciamo, penso senza alcun intento polemico, ha
posto il punto su alcune riserve, dicendo che ogni riserva ha un
nome e cognome. È stato chiesto di dare un contributo, e noi in
maniera responsabile l'abbiamo dato, e io pongo l'accento su una
delle riserve inserite all'articolo 2 che riguarda un sistema di
premialità per i Comuni che hanno effettuato ordinanze di
demolizione di immobili abusivi insistenti entro la fascia di
inedificabilità assoluta.
È chiaro che l'abusivismo per certi aspetti è un tema tabù, è
chiaro che è che è un tema scomodo, ma è uno di quei temi con cui i
sindaci convivono, e noi facciamo un buon servizio in quest'Aula, è
un buon servizio al Territorio, se cerchiamo di mettere da parte
l'ipocrisia ed affrontare invece i temi che i sindaci vivono
giornalmente, e mi riferisco ad esempio alle migliaia di pratiche
di sanatoria edilizia che giacciono nei Comuni dal 1985.
Erano state fatte pure delle assunzioni negli enti locali proprio
per smaltire quelle pratiche di condono edilizio. A nulla hanno
portato, perché poi le successive tre sanatorie, quelle dell'85,
'94 e 2003, non hanno previsto sanatorie dello Stato.
Presidente, chiedo scusa è un argomento che riguarda gli enti
locali, i sindaci, e il prezzo caro che hanno pagato alcuni sindaci
proprio per aver rispettato la legge. E una legge regionale, la '78
del '76, prevedeva proprio un vincolo di inedificabilità assoluta,
e riguarda una riserva inserita nell'articolo 2. Probabilmente
l'argomento non è appassionante, e lo so, perché è un argomento
scomodo, ma siccome nella nota di aggiornamento al DEFR era proprio
prevista la volontà di questo Governo regionale - che ho apprezzato
molto - di tendere al consumo zero di suolo, di contrastare ogni
forma di abusivismo edilizio, credo che, senza girarci attorno, il
problema ci sia e vada affrontato con senso di responsabilità.
Il problema è caricare sui sindaci, come è stato fatto per tanto
tempo, una responsabilità che, probabilmente, riguarda decenni di
abbandono del Territorio e vederli costretti a una rigorosa e
puntuale applicazione della legge, perché le procure della
Repubblica, ovviamente, in virtù di sentenze passate ingiudicate,
notificano ai sindaci ordinanze di demolizioni di immobili abusivi,
insistenti in fascia di inedificabilità assoluta, che vanno
eseguiti.
È una legge regionale che introduceva il vincolo di
inedificabilità assoluta, e tre leggi dello Stato - ripeto - '85
prima sanatoria, primo condono edilizio, '94 e 2003, non hanno
permesso di condonare quegli immobili che insistono in vincolo di
inedificabilità assoluta. Quindi, bisogna decidere che cosa fare.
È intervenuta una legge dello Stato che ha, in qualche modo,
sollevato i sindaci dalla responsabilità di portare avanti ordini
di demolizione, attribuendo le competenze alla Prefettura.
Sicuramente apprezzabile, ma il pregresso? Cioè quello che è
accaduto prima del 2022 come si smaltisce? Ecco, la riserva
inserita nell'articolo 2 introduce una premialità per quegli
amministratori che hanno fatto il proprio dovere, perché anche i
sindaci, Presidente, si ritrovano ad avere e a trovare dei bilanci
in qualche modo non corrispondenti al vero, perché sull'abusivismo
edilizio che cosa è accaduto? Quando viene messo un ordine di
demolizione, Presidente chiedo scusa...
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, se può andare a concludere nel
frattempo. E chiedo ai colleghi di evitare di entrare nei banchi
del Governo, così evitiamo disattenzione.
CAMBIANO. In base al DPR 380 del 2001 se l'ordine non viene
ottemperato l'immobile viene acquisito al patrimonio del comune.
Che cosa accade? Che i comuni si ritrovano proprietari di centinaia
di immobili. Scrive la Corte dei Conti e dice 'scusami signor ente
locale, con questo patrimonio immobiliare che cosa intendi fare?' E
laddove c'è un vincolo di inedificabilità assoluta non può
intervenire la dichiarazione di prevalente interesse pubblico.
Siamo di fronte anche a casi di finanza creativa, come sono stati
definiti in quest'Aula, perché alcuni comuni, ad esempio, hanno
inserito voci in bilancio in entrata per la cosiddetta occupazione
sine titulo, cioè significa faccio pagare l'affitto agli ex
proprietari degli immobili abusivi, inserendo voci in bilancio di
milioni e milioni di euro per affitti mai riscossi sui quali
documenti contabili sono stati effettuati poi impegni di spesa e
abbiamo mandato a gambe all'aria i comuni.
Credo che nel ragionamento di costruttiva collaborazione, anche se
non sono stato ascoltato, spero che qualcuno poi riporti da una
parte del Governo questo argomento che ritengo molto importante,
spero che questi, insieme agli altri temi di cui parlavo ieri,
possano far parte di un tema e di un tavolo istituzionale anche col
Governo nazionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. L'ho ascoltata comunque
io, quindi sia tranquillo che è stato ascoltato.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, io vorrei fare un attimo un breve
riepilogo dei fondi che stiamo utilizzando. All'articolo punto 2,
nelle riserve del fondo di autonomie locali, al comma 1 utilizziamo
2 milioni 400 mila euro per garanzie degli equilibri di bilancio
dei comuni che versano in stato di dissesto; al comma 3 1 milione
970 mila euro; al comma 4 850 mila euro per i lavoratori ex Pumex
del Comune di Lipari al comma 5, 7 milioni di euro per la
ricostruzione, ripristino e messa in sicurezza di immobili e
ristoro dei danni ai mezzi, veicoli e attrezzature a seguito degli
eventi calamitosi; da 8 a 25, 38 milioni 63 mila euro;
all'articolo 6 personale Asu 8 milioni 300 mila euro; totale 58
milioni 583 mila euro che riducono di fatto il fondo a disposizione
degli enti locali a 268 milioni 414500 euro.
Ora giusto, giustissimo, chiaramente finanziare queste voci ma
sicuramente risulta un po'in proprio chiaramente trovare la
copertura finanziaria a valere dal fondo delle autonomie locali. E
come se dicessimo che da una parte ti dò i lavoratori, per esempio
con gli ASU, dall'altra parte ti riduco il fondo cioè da una parte
te li dò e da una parte te li tolgo. Quindi sinceramente è un
attimino un'utilizzazione un po' impropria, quindi sembra stessimo
giocando al gioco delle tre carte. Quindi volevo esprimere la mia
perplessità sull'utilizzo appunto di così tante riserve ad un fondo
che è necessario per gli enti locali per garantire chiaramente
servizi nei nostri territori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò brevissimo nel
mio intervento, assessore Falcone, Presidente della Regione
rispetto a queste riserve abbiamo dibattuto molto sia nelle
Commissioni di merito che anche in Commissione Bilancio. Quello che
è emerso, al di là dei singoli contributi ai vari comuni, che oggi
soffrono e che sono al limite del default, quello che emerge è lo
stanziamento all'interno delle riserve di alcune somme che servono
ai comuni per far fronte a tutta una serie di problematiche che via
via negli anni si sono venuti a creare.
Ci sono due temi e due commi su cui voglio soffermare. Uno che
riguarda il trasporto alunni pendolari e l'altro che riguarda i
disabili psichici.
L'anno scorso il fondo destinato agli enti locali per quanto
riguarda i disabili psichici era di 5 milioni di euro; quest'anno,
a seguito di tutta una serie di vicissitudini anche per la mancanza
di risorse, questo fondo si è ridotto a 4 milioni; così come anche
il trasporto degli alunni pendolari. Ecco il trasporto degli alunni
pendolari è uno dei principi che serve a garantire il diritto allo
studio, la possibilità a quelle famiglie meno abbienti di poter far
frequentare gli istituti scolastici ai propri figli. Sono sicuro
che il Governo regionale, che l'assessore Falcone insieme al
Presidente, nelle variazioni di bilancio o comunque nel momento in
cui la Regione riuscirà ad incassare delle risorse congrue ad
aumentare questo fondo, si impegnerà per le famiglie siciliane.
Mi sono voluto soffermare su questi due commi, perché su questi
due commi soprattutto i comuni che sono in una condizione di
dissesto, di pre-dissesto, non possono far fronte alla spesa e
quindi alla compartecipazione, e il costo quindi del trasporto di
questi alunni è totalmente a carico delle famiglie, quindi
l'impegno che chiedo al Governo, al Presidente e a tutta l'Aula, è
quello di far fronte a questa problematica a questa esigenza delle
famiglie siciliane e consentire e garantire da un lato il diritto
allo studio, e dall'altra la possibilità di mettere nelle
condizioni i comuni di far fronte a questa spesa, Sui disabili
psichici, è ovvio che il contributo dell'anno scorso non era
sufficiente a colmare quello che è il costo che affrontano ogni
anno i comuni per mantenere queste strutture che ospitano i
disabili psichici, e allora da uno studio fatto dall'Anci
occorrerebbero all'incirca dai 10 ai 15 milioni per far fronte alla
copertura totale di questa spesa. L'ambizione che dobbiamo avere
come Parlamento, ma soprattutto come Governo, è quello di
raggiungere il 100 per cento di questa copertura, e spero che
riusciremo a farlo nel più breve tempo possibile con la
collaborazione sia del Governo che di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo c'è il mal
costume diffuso di percepire i fondi delle riserve spesso come
prebende da dare ai comuni, a volte ci riempiamo la bocca di
predicare le premialità a quei comuni, anche più piccoli, a tutti
quegli enti locali che riescono ad essere virtuosi, a intercettare
il turismo per l'efficienza dei loro servizi e per la bellezza dei
loro luoghi, ma poi quando si tratta di aiutarli questi piccoli
comuni, di finanziarli.
Invece no, c'è l'idea di tagliare necessariamente questo fondo in
cambio di che cosa, in cambio di distribuirlo in maniera diretta ad
altri comuni, senza norme, senza norme di legge, e quindi senza
criterio, possibilmente comuni amici, e invece no vedete il lavoro
che ha fatto questo Parlamento, e in particolare il Movimento
Cinque Stelle, è stato quello di impegnarsi a restituire a questi
fondi per le riserve la giusta collocazione, perché sono fondi
molto importanti.
Abbiamo parlato di trasporto per gli alunni pendolari, che mi
duole dirlo è vero è stato ridotto e deve essere riportato alla
somma originaria, perché deve poter sopperire a tutte quelle
famiglie che non riescono a far fronte in maniera diretta e
personale al trasporto dei propri figli, ci sono i fondi per i
disabili psichici; ci sono tutte quelle premialità ai centri
storici più belli, il borgo più bello, le bandiere blu, le bandiere
verdi, i comuni che riescono a mantenere le coste pulite e
accessibili, la rete dei castelli, i piccoli borghi, e ancora
l'aiuto appunto per tutti quei comuni piccolini e per il trasporto
per esempio dei rifiuti, mi riferisco alle isole minori. Tutta una
serie di contributi che sono stabiliti da norma di legge perché
hanno un criterio ben preciso e ben definito, le norme per i centri
storici, i centri storici minori, perché vedete Siracusa, Agrigento
e Ragusa non prendono nessun'altra risorsa da questa finanziaria,
solo questa, e grazie a questo fondo siamo riusciti a far risorgere
dei centri storici che fino a qualche anno fa erano letteralmente
dimenticati, composti da ruderi e nient'altro, immobili disabitati.
Adesso sono diventati dei gioielli per le nostre isole, sono
patrimonio Unesco, sono meta turistica, sono tappa per le
principali fiction cinematografiche. E questo è stato fatto grazie
a questo fondo che si tenta sempre di cancellare e che invece è un
beneficio per tutta la Regione, perché, vedete, non sono contributi
localistici, sono contributi di cui ne beneficia tutta l'Isola,
perché quando arriva il turismo in quest'Isola arriva per tutti,
perché il turista gira, si muove, si sposta.
Veda, signor Presidente, i fondi per gli enti locali, per gli
investimenti sono in buona parte fondi FSC, fondi per lo sviluppo e
coesione, lo sappiamo, ce l'ha detto anche la Corte costituzionale,
sono fondi che molto probabilmente i nostri comuni non vedranno mai
perché sono da riprogrammare con procedure farraginose, spesso
soggetti a impugnativa. Invece questi che sono fondi diretti li
stavamo cancellando e sono gli unici che danno un respiro e un
ristoro ai nostri enti locali.
Gli enti locali sono il primo rapporto col cittadino, sono quelli
che dobbiamo tutelare maggiormente, i più fragili, ma quelli che
permettono di garantire ai propri cittadini i servizi essenziali.
Questa è una cosa fondamentale.
Sono contenta che adesso in buona parte sono stati ristabiliti e
li difenderemo in qualsiasi modo ogni anno perché purtroppo questo
si ripete ogni anno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha
facoltà.
GERACI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi sul
ragionamento delle riserve e in particolare sulla riserva della
premialità per quanto riguarda la raccolta differenziata, volevo
dire all'onorevole Falcone, io avevo presentato un emendamento che
ricalcava in un certo qual modo quello che era stata la delibera di
Giunta del Governo Musumeci che dava 45 milioni ai comuni che hanno
difficoltà per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e quindi
l'innalzamento dei costi. Poi questa delibera siamo andati a chi
l'ha visto, di questa delibera non c'è traccia.
Allora era l'occasione in questo momento per dare una premialità
ai comuni agganciandolo lo al 65 % di raccolta differenziata.
Bene, quell'emendamento è stato soppresso, però mi ritrovo nei
fondi di riserva qualcosa come 2 milioni di euro, mentre qualche
anno fa ce n'erano 5 milioni di euro.
Nel frattempo la platea, onorevole Falcone, si è innalzata e
quindi questi 2 milioni per i comuni saranno una mancia.
Allora il ragionamento è questo: sui rifiuti, sull'innalzamento
dei costi di conferimento il Governo cosa vuole fare? Perché?
Perché la Tari è diventato un problema per i comuni, per tutti i
comuni siciliani. E' un costo insostenibile, perché è un costo che
è una partita di giro al 100 % ed è un costo che va a finire tutto
su cittadini.
Quindi questo è un ragionamento e su questo io pretendo delle
risposte da parte del Governo in considerazione dei 45 milioni che,
ripeto, siamo andati a chi l'ha visto per vedere la delibera.
Voglio ritornare un poco indietro, onorevole Falcone, e gli devo
dare atto per come ha condotto i lavori di questa legge di bilancio
e della legge di stabilità, devo fare i complimenti al Presidente
Galvagno, però eviterei i toni trionfalistici, perché quando
qualcuno, qualche collega pure sindaco, che era sindaco, come
l'onorevole Pace, dice che la data di febbraio rappresenta la
soluzione di tutto, devo dire una cosa il problema non è quando
arrivano i soldi ai comuni.
Il problema è anche questo, ma il problema è delle somme che
arrivano ai comuni perché chiedo al Governo ma con 327 milioni di
euro il Governo è convinto, il Governo regionale, è convinto di
tenere il sistema dei comuni in piedi?
E' convinto? Io dico di no, che non è convinto, perché i dati
parlano chiaro e glielo dico subito, perché i dati parlano chiaro,
perché non è un problema di cassa, la cassa ora c'è, perché nel
momento in cui noi mettiamo da parte col Fondo crediti di dubbia
esigibilità, con tutte le sterilizzazioni della spesa, il problema
non diventa più la cassa, il problema diventano i capitoli, gli
appostamenti di bilancio e quindi dobbiamo per forza aumentare. Con
327 milioni il risultato nel 22 è stato che pochi Comuni hanno
approvato il bilancio 22; questa è la verità onorevole Falcone e
abbiamo Comuni in dissesto e Comuni in pre-dissesto.
Quindi, io chiedo al Governo: lo vogliamo fare questo piano
Marshall per gli enti locali? C'è la volontà di fare questo Piano
Marshall per gli enti locali, perché al netto delle riserve il
sistema comune è fallito e se è fallito un colpevole c'è.
Il colpevole è che da un miliardo di euro siamo passati a 350
milioni, al di là della bravura dei sindaci, della competenza degli
uffici, il problema è di tipo economico.
Non mi accontento del fatto che oggi abbiamo le risorse pronto
cassa, questo è un piccolo contentino ma il problema è di livello
strutturale, perché noi vede, caro onorevole Falcone e caro
Presidente, noi che cosa viviamo ai comuni? Allora viviamo che
facciamo i viaggi della speranza in Regione e poi la Regione fa gli
stessi viaggi della speranza presso lo Stato.
Questo mi sembra come quel ragazzo che da bambino era bullo e poi
diventa bullo, quel ragazzo che subiva violenze e poi diventa
violento, allora il Governo regionale è così: con lo Stato ha un
atteggiamento si chiede l'elemosina e poi quando deve fare la sua
parte nei confronti dei Comuni questa elemosina non la dà, non
affronta il problema.
Allora la domanda è questa "Qual è il futuro dei Comuni siciliani?
Cosa vuole fare la Regione siciliana per i Comuni siciliani?"
questa risposta la pretendo
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, brevemente, da ieri sera discutiamo
sulle riserve, discutiamo sul Fondo delle autonomie locali e oggi
dalla discussione che è emersa da parte di tutti viene fuori che è
un'esigenza quella di mantenere le riserve che, come si è visto,
sono state frutto di un accordo stabilito anche in Commissione
Bilancio, così come è avvenuto per tutti gli anni. Quindi,
insistiamo, secondo me potremmo approvare e chiudere questi due
articoli perché, colleghi, sono le riserve che ogni anno ci sono
sempre state, le riserve di cui ciascun deputato si è fatto
portatore e che poi di alcune di queste beneficiano tutti i Comuni.
Io, invece, volevo fare una proposta al Governo ma per il prossimo
anno, vi sono alcune riserve che sono state istituite con apposita
legge: Ortigia, Agrigento e Siracusa, io ritengo che dalla prossima
finanziaria queste riserve non devono gravare sul fondo delle
Autonomie locali ma devono essere rifinanziate perché sono state
istituite con legge con altri fondi e quindi già liberiamo fondi
dal fondo ordinario, dal piano di riparto di spesa corrente.
Altra questione: quest'anno si è stati costretti - perché è stata
approvata la legge sul randagismo e non vi era un euro - a dotare
di una piccola cifra e di una somma di 5 milioni di euro, che poi
va a tutti Comuni, perché il problema randagismo è in tutti i
Comuni, ma anche quello è necessario che il Governo pensi che si
istituisca un fondo presso l'Assessorato alla sanità, così come
quello dei minori psichici non possono gravare sugli Enti locali ma
devono gravare sulla famiglia.
Io ritengo che se noi rivedessimo o rivediamo per il prossimo anno
tutta la struttura delle riserve,
ne beneficeranno i comuni che hanno necessità comunque di avere
risorse per assicurare questi servizi e forse noi potremmo, in
qualche maniera, dare più risorse agli enti locali.
Però, Presidente, è un appello che faccio ai colleghi, abbiamo
sviscerato da ieri sera sullo stesso argomento e siamo sempre al
punto di partenza, votiamo e andiamo avanti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Rinuncia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Rinuncia.
E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Rinuncia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, io non mi soffermo sulle valutazioni di
carattere generale perché non voglio togliere tempo all'Aula. Mi
permetto però di dire, Presidente, che le opposizioni intervengano
mi pare scontato, potrebbe aiutarci la maggioranza a limitare gli
interventi, perché se poi sforiamo contribuisce anche la
maggioranza quando andiamo oltre gli interventi.
Comunque, detto questo, io alcune cose nel merito, così
risparmiamo tempo, la prego di attenzionarmi, anche perché sono
cose importanti. Al comma 5 noi prevediamo un tipo di ristoro di
cinquecentomila euro, un intervento economico per i comuni che
avevano avuto, Presidente, danni dovuti a fatti climatici
dell'ottobre 2021; il problema qual è che questo emendamento, che è
giusto, chi l'ha fatto ha dato il suo contributo, prevede solamente
alcuni comuni rispetto a tutti quelli che hanno avuto e hanno
subito quei danni.
La delibera n. 500, io ve lo dico perché questo emendamento va
modificato, perché scriverò comune per comune a quelli che
resteranno fuori e in particolar modo occhio ai deputati della mia
provincia - l'onorevole Abbate e l'onorevole Assenza - perché
quelli che rimangono fuori, tra quelli che rimangono fuori ci sono
i comuni della provincia di Ragusa.
Cosa fa questo emendamento? Prende in considerazione solo la
delibera n. 500, in quello stesso periodo, dovuto agli stessi fatti
alluvionali, sono state fatte le delibere n. 455 e la delibera n.
444 che includono tutta un'altra serie di comuni, perché in questa
delibera n. 500, per esempio, non ci sono quelli della provincia di
Ragusa, ma non ce n'è della provincia di Siracusa, non ce n'è della
provincia di Agrigento, non ce n'è della provincia di Messina - una
parte della provincia di Messina - perché sono inserite solamente
nella delibera 500. Invece nelle altre due delibere sono inseriti
gli altri comuni, quindi che cosa succede?
Se dovesse passare questo articolo - scriverò a ogni sindaco -
cioè noi ci troveremo una difformità che chi ha avuto nello stesso
momento gli stessi danni dovuti all'alluvione, una parte rientrerà
nel contributo, nel ristoro tutta un'altra parte no, proprio è nel
merito, perché il libero consorzio di Agrigento, Alessandria della
Rocca, Bivona, Casteltermini, Lucca Sicula e altri, Militello in
Val di Catania rimane fuori, caro Burtone, e poi Librizzi, Pirano,
San Piero Patti, eccetera, eccetera; nella provincia di Ragusa
Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Modica, Monterosso e Vittoria
rimarranno fuori. Perché questo articolo, così come è stato
sviluppato, permette solamente il finanziamento della delibera 500.
Tanto di rispetto a chi è che l'ha fatto, però danneggia tutto il
resto del mondo. Attenzione modificatelo, perché io l'ho detto e
chiamerò, poi, comune per comune di quelli che rimarranno fuori. Il
sindaco di Militello non c'è bisogno, perché è qua. Questo è quello
che succede nel comma 5. Perché sono cose buone, ma fin quando
arriva un intervento per un comune, per alcuni comuni, sta bene. Mi
fa piacere. E' grave quando, però, ci vanno di mezzo altre e c'è
una disparità.
La stessa cosa succede con la stessa, quindi va modificato - io ho
preparato un emendamento, che è un emendamento al testo - la stessa
cosa succede con il comma 12. Con il comma 12 noi scriviamo,
Presidente, che vanno riconosciuti va dato un ristoro a chi ha la
bandiera blu, ai comuni che hanno conseguito nell'anno precedente a
quelli in corso. Significa che gli altri comuni, cioè che hanno la
bandiera blu già da qualche anno, rimangono fuori. Anche su questo,
c'è una disparità. No, la devono avere tutti non solo quelli in
corso.
Così come è scritto, questo emendamento, e mi dispiace che queste
cose sfuggono, guardate che quelli là, precedenti, non lo
riceveranno. Lo riceveranno, no, no dieci minuti, Presidente, non
mi bloccate sui tempi anche perché è nel merito, e sono cose
importanti perché chi vota qui si deve assumere le responsabilità
di quello che votano. Ho finito, anche, ne ho un altro solo. Quindi
bisogna togliere "l'anno in corso" e lasciare il ristoro per tutti
i comuni che hanno la bandiera blu.
L'altra genialata, che non so che se l'è inventato. Le riserve non
sono tutte uguali. Ci sono leggi speciali. La legge su Ibla, la
legge per quanto riguarda l'Ortigia e Agrigento, che sono leggi
speciali che erano finanziate con le risorse della Regione, che noi
abbiamo definanziato, definanziato. Non è che sono capricci, sono
leggi della Regione che abbiamo definanziato per metterle nel fondo
unico.
Ora qualche genio prevede che, l'eventuale fondo per le città
patrimonio dell'Unesco non possono utilizzare i soldi le leggi
speciali. Questa è un'assurdità. E attenzione, e mi rivolgo ai
parlamentari Abbate e al parlamentare Assenza, di non votare mai un
articolo del genere, perché penalizzare...la stessa cosa vale per
Siracusa e la stessa cosa vale per Agrigento.
La legge speciale prevede interventi particolari ad hoc, non
c'entra con il fondo quello lì per l'Unesco. Riguarda cose diverse.
La legge speciale prevede l'intervento per le facciate, prevedono
determinati interventi per le strade, intervento per privati, per
la ristorazione. Le leggi speciali hanno un percorso a parte. Il
fondo buono, bello che è stato individuato ha un altro tipo di
intervento di tutela proprio del patrimonio, del sito patrimonio
dell'Unesco, del singolo bene. Altrimenti è finita Quindi, occhio
perché se dovesse passare questo emendamento Ibla, Ortigia e
Agrigento ingiustamente non potranno partecipare in proporzione a
quelle risorse.
Io volevo, Presidente, solamente entrare nel merito di questi
emendamenti. State attenti, in particolar modo a quello
dell'alluvione perché non potete creare questa disparità. Perché,
questo io assumerò l'impegno di avvisare, sindaco per sindaco, del
danno e della malefatta che rischiamo di portare in essere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Balsamo. Ne ha
facoltà.
BALSAMO. Signor Presidente, signori assessori, Presidente,
colleghi deputati il mio sarà un breve intervento, frutto
dell'ascolto in questi giorni di quelli che sono stati i temi
maggiormente trattati dall'Assemblea.
Vorrei rassegnare a quest'Aula le mie sensazioni e qualche breve
considerazione in merito soprattutto ad uno, che è stato il tema
maggiormente trattato, quello dei nostri sindaci in Sicilia, delle
loro preoccupazioni, delle loro esigenze, delle proposte, dalle
tante proposte e osservazioni che sono venute fuori, appunto.
Vorrei fare qualche considerazione. Io temo, credo, che ieri notte,
la pratica sia stata trattata con un pizzico di superficialità e
senza dubbio in maniera più o meno frettolosa.
Io invito questo Governo e l'Aula, al più presto, magari non c'è
stato il tempo in questa finanziaria di potere trattare
adeguatamente con la giusta importanza il tema, a dei momenti seri
di riflessione, per capire come forse proprio partendo da quello
che è stato l'intendimento del legislatore nazionale, si possa un
attimino riqualificare la classe dirigente che nelle nostre
comunità deve farsi carico delle principali esigenze dei nostri
concittadini.
Non si può individuare o ridurre all'individuazione di un
contributo; bisogna interrogarsi invece su quelle che sono anche
nelle città metropolitane le soluzioni potenziali da attuare per
far sì che la migliore classe dirigente ritorni ad occuparsi della
politica nelle nostre comunità, nei nostri enti locali; bisogna
stimolare, come e come credo abbia voluto fare il Governo
nazionale, quando ha legiferato l'aumento degli emolumenti ai
sindaci, la migliore classe dirigente a tornare ad occuparsi di
problematiche come quelle che sono state discusse. Bisognerebbe
domandarsi se al momento i soggetti politici che ci ritroviamo nei
nostri consigli comunali sono i migliori possibili o si può, c'è
margine di miglioramento, e se questa normativa era finalizzata
proprio in questa direzione.
Per questo io chiedo al Governo, e il mio non vuole essere
sicuramente un intervento sterile di deputato di opposizione,
perché riconosco a questo Governo fino a questo momento, un'ottima
propensione all'ascolto e al confronto, do atto all'assessore
Falcone, in un'unica circostanza in cui ci siamo confrontati di
avere mostrato interesse e apprezzamento per un emendamento che è
stato accolto e messo in finanziaria, che riguarda proprio un
sostegno alle piccole e medie imprese, quindi il mio caro
assessore Falcone, caro Presidente e Presidente dell'Assemblea,
vuole essere un invito ad un momento di confronto molto più
approfondito, su un tema che va trattato in maniera delicata ed
importante e non come è accaduto ieri sera. Grazie, signor
Presidente
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Giuseppe.
Rinuncia.
Allora è iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha
facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente, innanzitutto io volevo fare, volevo evidenziare, come
inizialmente quando la legge è arrivata in Commissione Bilancio,
era stata prevista una riserva del 5 per cento dei fondi delle
autonomie locali dei comuni, da assegnare direttamente
all'assessorato enti locali, per poi distribuire questo denaro ai
comuni, secondo quelli che sarebbero stati gli indirizzi
dell'assessorato.
Fortunatamente questa norma è stata eliminata, perché già più
volte questo Parlamento era stato rimproverato, soprattutto nella
passata legislatura, di fare delle norme in bianco, senza andare a
indicare quella che era la reale destinazione.
Grazie al lavoro svolto in Commissione Bilancio e su input
soprattutto delle opposizioni questa norma in bianco è stata
eliminata, questa delega, ed è stata distribuita con delle riserve
questa stessa somma, questa stessa cifra tra vari comuni.
Alcune questioni sono oggettivamente più meritevoli. Immagino il
trasporto degli alunni disabili, la differenziata, il trasporto
rifiuti per quanto concerne via mare, delle Isole minori; poi ci
sono delle somme che vengono destinate ai comuni che hanno subito
danni a causa delle alluvioni.
Oggettivamente è corretto sostenere questi comuni, però cosa
stona? Il fatto che la Sicilia, la Regione siciliana, nonostante
sia dotata di un Ufficio per il dissesto idrogeologico che fa capo
direttamente alla Presidenza della Regione, non si preoccupi
costantemente di investire i miliardi di fondi extraregionali per
mitigare realmente questi rischi. Quindi noi ogni anno in
finanziaria o in altri momenti dell'anno ci troviamo a destinare
milioni di euro di risorse per riparare dei danni di cui non ci
preoccupiamo minimamente di prevenire.
In queste ore è in corso un'allerta meteo particolarmente grave
che già sta flagellando la costa ionica del messinese, così come
altre parti della Sicilia, e sono sicuro che già in questa
finanziaria o nelle prossime settimane ci troveremo qui a discutere
di investire, di attribuire risorse per pagare i danni alle
famiglie, ai Comuni, agli imprenditori, alle aziende che da questi
eventi risultano fortemente danneggiate.
Ora io non è che voglio star qui a dire piove, Governo ladro,
piove Governo che non hai fatto il tuo dovere, colpa tua se piove ,
però dobbiamo parlarci chiaro: se il Governo regionale non
interviene per mitigare il rischio al dissesto idrogeologico, che è
una competenza che spetta direttamente in capo al Presidente della
Regione che in questo momento mi sta ascoltando, sicuramente non
stiamo facendo il nostro dovere.
Allora io mi chiedo che senso ha ogni finanziaria stare qui a
discutere ore, a produrre decine di interventi se poi durante
l'anno non mettiamo in campo gli strumenti che la Regione siciliana
ha e i fondi che sono sicuramente in programmazione europea,
assolutamente adeguati, per questo tipo di interventi?
La Sicilia è una terra stretta tra mare e montagna, percorsa da
tanti torrenti e fiumi che non vengono puliti. Non diamo le risorse
ai Comuni per pulirli, non interveniamo, la Protezione civile ogni
volta che deve intervenire lamenta che non ha fondi a sufficienza.
Allora i sindaci dei Comuni flagellati chiamano noi deputati, gli
assessori, per intervenire perché hanno difficoltà e non sanno come
ripristinare i collegamenti. Ci sono strade che sono impercorribili
ormai da anni e noi non diamo alcun tipo di risposta strutturale
seria, duratura a queste esigenze.
Poi, però, ci teniamo a essere qua, a fare l'articoletto in cui
diamo due, trecento, quattrocentomila euro al sindaco di turno, al
Comune di turno per poi vantare che siamo intervenuti. No, questo
non funziona, Signor Presidente. Noi dobbiamo avere la capacità di
programmare. Presidente Schifani, lei che è all'inizio della sua
legislatura se un attimino interrompe il colloquio con l'assessore
Pagana dovrebbe anche da questo punto di vista... Presidente
Schifani?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si rivolga alla Presidenza, alla
Presidenza dell'Assemblea.
DE LUCA ANTONINO. Si, ma vorrei anche... non mi taccia
Presidente... quindi la tematica dissesto idrogeologico che ogni
anno ci costringe a impiegare denaro di parte corrente per riparare
ai danni potrebbe essere tranquillamente risparmiata se la
Presidenza della Regione si decidesse a intervenire correttamente
su queste linee programmatiche.
Poi volevo evidenziare anche un disagio e un'opportunità al
contempo che ci offre questa finanziaria: abbiamo inserito un
articolo, un comma che prevede lo stanziamento di risorse pari a
sei milioni di euro per il trasporto rifiuti delle isole minori.
Perché abbiamo fatto questa scelta? L'abbiamo fatta in quanto le
isole minori per ovvi motivi rispetto ai Comuni sulla terraferma
affrontano questo costo in più del trasporto via mare. Finora come
ha funzionato? Ha funzionato a rendicontazione e questo ha
costretto i Comuni a svuotare durante l'anno i propri bilanci per
pagare questo trasporto rifiuti per poi ottenere la restituzione.
Questo a che cosa costringe poi? Ad utilizzare le spese di parte
corrente del Comune che poi non può fare durante l'anno neppure un
intervento di manutenzione. Però se noi in questo articolo non
inseriamo la triennalità, non consentiamo a questi Comuni di fare
le gare d'appalto per il trasporto rifiuti; consentire questo
servirebbe da un lato ai Comuni per risparmiare, dall'altro,
quindi, di avere un avanzo anche da queste riserve e a noi
consentirebbe, come Regione, anche di cristallizzare questi costi
che, quindi, non sarebbero più soggetti all'aumento di anno in anno
perché la spesa per il trasporto rifiuti, dato che anche da questo
punto di vista la Regione siciliana negli ultimi decenni nulla ha
fatto per risolvere il problema. Oggi li portiamo all'Estero. Ci
consentirebbe quindi anche questo punto di vista di avere un
risparmio. Ma se non inseriamo la triennalità non ci sarà questa
possibilità quindi vorrei raccomandare questa cosa qui
all'assessore Falcone dato che c'è un emendamento in tal senso.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare ed è l'ultimo intervento l'onorevole
Lombardo Giuseppe. No, collega, abbiamo chiuso con gli interventi,
se è proprio di un minuto l'intervento, se deve dire, va bene, dopo
il collega Lombardo. Abbiamo chiuso poi gli interventi
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, Assessori, colleghi, Sarò
brevissimo. Approfitto della presenza del presidente Schifani in
Aula. Se mi da due secondi di attenzione il Presidente Schifani
visto che sta parlando con l'Assessore per l'ambiente.
Presidente, sicuramente siete aggiornati di quello che sta
succedendo in questo momento in atto su tutta la costa orientale
della nostra Sicilia. L'assessore Falcone io le dico se lei è
nelle condizioni in questo momento perché da qua a domani visto che
stiamo parlando di autonomie locali, visto che stiamo parlando dei
comuni, visto che stiamo parlando della riduzione purtroppo delle
risorse che vengono trasferite ai Comuni. I Comuni non saranno
nelle condizioni domani di poter nemmeno sgombrare quelle che sono
le strade dai detriti che le mareggiate in questo momento stanno
trascinando oltre ai danni strutturali che si stanno verificando su
tutti gli abitati e tutti i centri abitati della nostra costa
orientale.
Assessore io la prego di fermarsi un secondo e di vedere di
trovare una soluzione immediata per dire ai Comuni quanto meno non
sarete lasciati soli per quello che sta succedendo in questo
momento, quanto meno per gli interventi immediati , Assessore, e al
Presidente chiedo, visto che già avevo fatto anche una nota, di
rivedere quello che è il sistema dell'allerta meteo; Presidente, di
rivedere quello che sono le previsioni meteorologiche fatte
semplicemente ancora oggi con un bollettino per il dissesto
idrogeologico ma ci sono fenomeni che sono più gravi del dissesto
idrogeologico stesso che fanno danni ingenti come quelli che si
stanno verificando in questo momento.
Ormai la scienza ci aiuta, Presidente, a fare previsioni anche a
72 ore prima degli eventi stessi che si verificano. Quindi,
Presidente, la invito a rivedere quello che è il sistema. Una
Regione siciliana non si può permettere un semplice bollettino
inviato ai sindaci e poi in tempo reale con una chat continuare a
comunicare quello che devono fare i sindaci stessi. Mettiamo nelle
condizioni che quando si verificano questi fenomeni estremi
purtroppo ormai il Mediterraneo è il luogo del mondo dove il
cambiamento climatico agisce più di ogni altra parte del resto del
mondo, quindi, Presidente, su questo la invito ad attivarsi prima
possibile. Assessore Falcone, una risposta su questo fenomeno e sui
danni attuali che si stanno verificando, la prego, una risposta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
DE LEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Leo, la prego di essere breve perché
avevamo già chiuso gli interventi. Prego, onorevole De Leo.
DE LEO. Sì, grazie, signor Presidente per avermi dato la
possibilità di intervenire. Sarò brevissimo, ma l'articolo 2 che
sono le norme in materia di enti locali ritengo che sia importante
perché gli enti locali hanno una centralità strategica per la
Regione siciliana. E proprio per questo partirei dall'affrontare la
questione dell'autonomia differenziata su cui capisco l'imbarazzo
del Governo però questa legge truffa nei confronti del Meridione,
del Sud perché l'Italia sarà divisa su salute, scuola, quindi sui
servizi fondamentali, e si vuole condannare con questa legge il Sud
al degrado. E mi piacerebbe sentire qual è l'opinione, qual è la
posizione del Presidente Schifani che è in Aula, perché il Comune
gli enti locali, come ho già detto, sono il fulcro
dell'organizzazione politica e già ieri sono stati affrontati
diversi temi, diversi argomenti sui Comuni, anche su quanto
riguarda l'adeguamento della legge per i consiglieri comunali che
si assumono diverse responsabilità e su cui parlavamo anche con il
collega Pace, con il collega Abate, che bisogna individuare un
percorso affinché si affronti anche questo tema, ma tanti sono gli
interventi che sta indicando questo Parlamento per la
valorizzazione della città e dei centri storici.
Noi siamo continuamente contattati dai sindaci che ci manifestano
e ci evidenziano le loro difficoltà nella loro azione quotidiana.
Giusti sono gli aiuti ai comuni che hanno subito danni a causa
delle calamità naturali, ma capisco che ci sono degli interventi
del Governo anche se ritengo che non siano adeguate le risorse che
sono state stanziate.
E, allora, resta il problema economico dei comuni. E' un problema
evidente che elemosinano risorse nei confronti della Regione
Siciliana. E' giusto, assessore Falcone, a questo punto dire
chiaramente se c'è la possibilità di effettuare, attraverso degli
emendamenti, delle modifiche sullo stanziamento delle risorse,
perché in caso contrario, assessore Falcone, è necessario comunque
un suo impegno che prevede interventi strutturati, efficienti al
servizio dei comuni, anche e soprattutto, attraverso una nuova
programmazione.
PRESIDENTE. Dove siamo arrivati? Gli interventi sono terminati.
Siamo all'emendamento 2.2. Onorevole Catanzaro, c'è un soppressivo.
Chiedo se è mantenuto o ritirato.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.148, De Luca, è ritirato o mantenuto?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. 2.3? Catanzaro, se ritira i soppressivi o vuole
mantenerne qualcuno? I soppressivi li possiamo ritirare? Uno a uno,
benissimo. Il 2.4 lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Il 2.5, onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 2.6? Sempre Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 2.7? Sempre a firma Catanzaro.
CATANZARO. Noi ritiriamo il comma 5 è soppresso . Manteniamo
Catanzaro e Dipasquale.
PRESIDENTE. Facciamo una cosa, per semplificare i lavori chiedo
soltanto quelli che mantiene. Allora il 2.7 è mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 2.236, Sunseri.
SUNSERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 2.235, sempre Sunseri.
SUNSERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 2.244, Dipasquale.
DIPASQUALE. E' mantenuto. Voto palese, ed è quello che ho
illustrato.
PRESIDENTE. Ancora non sappiamo il parere del Governo. Il parere
del Governo? Il 2.244 è a pagina 11 del mio fascicolo, non so qual
è.
SUNSERI. Se lo fa spiegare un attimo.
PRESIDENTE. Certo. Onorevole Dipasquale, prego.
DIPASQUALE. L'ho spiegato prima. Riguarda gli eventi alluvionali
dell'ottobre 2021. L'emendamento, così come è stato scritto,
prevede solamente i comuni che riguardano la delibera 500 ed è una
parte di comuni, lasciando fuori tutti i comuni della delibera 445
e 444. Primo, non si capisce perché non ci sono tutti; secondo, non
si capisce perché non si scelgono quelli della 444 o quelli della
445. Quindi in maniera palese le chiede il voto. Ognuno si assume
la responsabilità perché se non dovesse passare questo emendamento
passeranno solamente i comuni relativi alla delibera 500. E' una
scelta politica di questo Governo che da il parere e dei deputati
di maggioranza e di minoranza che votano. Semplice.
CRACOLICI. Posso dire una cosa?
PRESIDENTE. Ma prima forse voleva intervenire l'onorevole
Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Intanto gentilmente mi fate avere il tesserino perchè
non ce l'ho?
Presidente, la ratio di questa norma, lo dico al Presidente della
Regione, che è chiaro che nei lavori della Commissione poi c'è un
momento, come è naturale che sia, in cui ci sono mille spinte e si
compone poi un equilibrio che il più delle volte finisce per essere
un disequilibrio, la ratio nasce dal fatto che questa norma è
figlia del presupposto che c'era la riserva del 2 per cento in capo
all'Assessore. La Commissione, in sede di esame, ha rivalutato
questa disposizione prevedendo che più che riserva all'Assessore,
il 2 per cento andava destinato ai comuni sulla base di questa
ordinanza che fa riferimento all'ordinanza 500. Ora mi pare
evidente, Presidente, che se noi siamo in presenza di un contributo
per i comuni che sono stati alluvionati nel corso del 2021, o ci
stanno tutti i comuni del 2021, o non si può fare una riserva di
riserva di riserva solo per alcuni comuni e per altri no. Perché se
la riserva è per i comuni alluvionati dobbiamo provare a fare in
modo che tutti i comuni alluvionati, diciamo che ci sono stati nel
corso del 2021, e per i quali ci sono delibere di dichiarazione
dello stato di emergenza, siano trattati in maniera pari.
Io quindi sostengo l'emendamento del collega Di Pasquale per un
atto di giustizia. Ripeto sono fondi delle autonomie locali, noi
stiamo prevedendo una riserva ma non solo per alcuni comuni perché
magari hanno il deputato che l'ha segnalato, perché i comuni non
possono dipendere dal deputato che segnala un'ordinanza ma almeno
trattiamo in maniera uniforme tutti i comuni che hanno avuto
l'alluvione nel corso del 2021 di cui ci sono le delibere da parte
della Giunta regionale.
Ecco perché ritengo corretto consentire a questo emendamento di
estenderne, diciamo, di estenderlo anche ad altre ordinanze, credo
che sia la 455 - con te parlo, Dipasquale -, quindi sostengo questo
emendamento e penso che il Governo dovrebbe in qualche modo aiutare
a favorire una soluzione che come dire riguardi tutti i comuni, non
riguarda solo alcuni comuni che sono in un'ordinanza e non in
quella che invece precedentemente era stata stilata.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. E' l'ennesima norma inutile di quest'Assemblea, cioè il
comma 5, perchè concordo con l'onorevole Dipasquale e l'onorevole
Cracolici. E' ovvio che dobbiamo inserire le delibere di quei
giorni perché abbiamo inserito una delibera e non abbiamo inserito
le delibere che riguardano giusto i giorni successivi. Quindi è
evidente che c'è una palese diciamo disparità di trattamento tra i
comuni che sono stati alluvionati il 27 ottobre e non quelli del 5
novembre. Quindi è chiaro che dobbiamo inserirle. Ma facendo un
calcolo veramente semplicissimo, stiamo parlando di una riserva da
sei milioni di euro che solamente nella delibera del 500, non ho
guardato di altre delibere, che riguarda 150 comuni siciliani, cioè
stiamo parlando di una cifra di 30, 40 mila euro a comune che
certamente non può servire a provvedere alla ricostruzione, al
ripristino, alla messa in sicurezza degli immobili adibiti a civili
abitazioni, attività produttive e commerciali di ristoro, danni e
mezzi, veicoli e attrezzature e tutti gli eventi calamitosi. Cioè
stiamo destinando a comuni 30, 40 mila euro. Se aggiungiamo le
altre delibere probabilmente scendiamo a 15, 20 mila euro per una
cosa che oggettivamente non serve assolutamente a nulla,
probabilmente, se non ai comuni che informati della norma
presenteranno immediatamente domande e riceveranno le somme e tutti
gli altri rimarranno senza nemmeno un centesimo, quindi diciamo la
proposta è o trasferiamo questi fondi per investimenti a
investimenti reali, e quindi utilizziamo fondi extraregionali,
altrimenti dobbiamo chiaramente aumentare la riserva perché sei
milioni per coprire duecento comuni è chiaro che non servirà
assolutamente a nulla. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Allora mettiamo chiediamo il parere del Governo sull'emendamento
2.244.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Parere della Commissione contrario. C'è richiesta di
voto palese dall'onorevole Dipasquale. Vediamo se è appoggiata.
Finora siete in tre, quattro, cinque. Appoggiata. Allora mettiamo
in votazione l'emendamento. Che è successo? Assessore Falcone,
voleva dire qualcosa forse?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, allora
abbiamo fatto una riflessione un attimino con il Presidente della
Regione. Sostanzialmente noi non avremmo voluto toccare
l'impalcatura perché qua il rischio è che diamo a tutti per non
dare niente, per dare pochissimo, però da una maggiore riflessione
arriviamo, addiveniamo a una considerazione. Modifichiamo il
parere, nel senso che trasformiamo il parere da negativo a
favorevole, e nel frattempo per venire incontro anche diciamo così
al territorio del ragusano faremo poi eventualmente alla fine un
ulteriore intervento di cinque milioni di euro con FSC, in maniera
tale che mettiamo come dire tutti in sicurezza non lasciando
nessuno scontento e potendo intervenire anche alla luce di quello
che poc'anzi l'onorevole Lombardo ha voluto rappresentare.
Certamente noi, il Governo non è come dire indifferente a quello
che in queste ore sul litorale ionico sta succedendo e sulla parte
orientale. Avevamo una riunione di programmazione, l'abbiamo anche
a seguito di alcune richieste di diversi sindaci rinviata ad altra
data.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, poi Galluzzo e poi
Abate, gentilmente.
CRACOLICI. Signor Presidente io apprezzo la rivalutazione del
parere da parte della Giunta, e quindi ne prendo atto. Penso che il
dibattito serva anche a superare eventuali rigidità che si
determinano, tuttavia dico all'Assessore visto che a fine manovra
il Governo annuncia un emendamento con fondi extraregionali, farei
un ulteriore approfondimento per evitare che i fondi extraregionali
siano definibili soltanto in un ambito di una provincia, ripeto
laddove ci sono stati fenomeni alluvionali in maniera consistente
in tutta la Sicilia orientale, eccetera, eccetera, si faccia un
ragionamento complessivo.
La Sicilia è organizzata amministrativamente per province, ma la
centralità sono i comuni e non c'è un comune di una provincia che
valga di più rispetto all'altro.
Quindi, richiedo al Governo di fare un ulteriore approfondimento
senza escludere comuni di una provincia rispetto ad un'altra, tutti
quelli che hanno le stesse caratteristiche.
Tra l'altro essendo fondi extra regionali devono essere
finalizzati a investimenti e quindi, diciamo, anche con una logica
di rilancio e di ripresa e di riassestamento del territorio.
Comunque grazie per la rivalutazione.
A questo punto il voto palese non è più, come dire, necessario si
vota per alzata seduta.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Falcone, Presidente della Regione su questo ragionamento
dell'onorevole Cracolici credo che si possa trovare un'intesa su
come procedere, perché il dato fondamentale riguardo agli eventi
calamitosi riguarda una organizzazione che fa spesso corto
circuito.
La Protezione civile sa benissimo e conosce benissimo le priorità
e i danni sul territorio e non può essere certo il Parlamento a
decidere quali parti della Sicilia hanno più danni o priorità
rispetto agli altri, anche perché non siamo tecnicamente preparati
credo a fare questo, ci possiamo cimentare, ma la Protezione civile
ha il compito di individuare quali sono le aree che hanno subito
più danni e che hanno priorità e quello che sentiamo sono sempre i
sindaci che chiamano per dire che la Protezione civile gli risponde
che non ha i soldi.
E' chiaro che questo corto circuito, poi, ha a che vedere con la
tempistica degli interventi sul territorio e un mancato
coordinamento, e questo signor Presidente della Regione che io
voglio consegnarle come messaggio, un mancato coordinamento tra la
Protezione civile e gli interventi del dissesto idrogeologico.
Ci sono comuni dove gli eventi calamitosi sono in maniera
massiccia e ripetuta nel tempo che necessitano delle vie ancora più
straordinarie di interventi che possano far fronte ai danni che
possono causare questi eventi calamitosi.
Questo significa che lei, attraverso il suo Governo dovrà creare
una sintesi tra la Protezione civile e dissesto idrogeologico per
addivenire a quelle che sono soprattutto l'ordine delle priorità.
Quindi va bene la linea di trattare tutti i comuni nella medesima
maniera con l'unico criterio di stabilire un ordine di priorità,
dato da che cosa? Dai danni stessi e dalla priorità che questi
eventi calamitosi ripetuti possano causare ulteriori danni. Grazie.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi penso che questo
emendamento, ma la discussione, anche la possibilità che il
Presidente in persona, ma con l'Assessore hanno dato la
disponibilità di mettere a disposizione più risorse, che va in
direzione di poter stare anche vicino a chi ha avuto i danni
realmente, case distrutte e aziende distrutte che in questo momento
non sono ancora stati ricostruiti a distanza di due anni creando
danni importanti per l'economia di un territorio, di quel
territorio, perché quei giorni sono stati giorni terribili perché
aziende sono scomparse completamente perché spazzate via da una
tromba d'aria che ha distrutto e sfracellato direttamente un
territorio, quel territorio lì.
Oggi, ci troviamo nelle stesse condizioni. Mentre noi stiamo
discutendo, ho sentito direttamente il direttore Cocina, sono
riuniti perché quello stesso territorio dove ancora le case sono
senza tetto, dove le aziende sono state distrutte, o interessato da
un evento di nuovo calamitoso, importante, sappiamo c'è allerta
rossa, e quindi siamo tutti preoccupati per quello che può
succedere in quel territorio nelle prossime ore.
E, quindi, questo atto anche di stare vicino e potere oggi
allargare la platea ma portare a disposizione altre risorse è un
modo concreto, forse è anche destino che ci porta a discutere in
questo momento di questo argomento così importante in un territorio
che è colpito, sta vedendo di nuovo questa avversione nei confronti
di quel territorio, di quelle zone, di quelle aziende, di quelle
famiglie.
Quindi, penso che la decisione presa è una decisione importante di
poter stare vicino e portare ulteriori risorse per la ricostruzione
di quei territori che sono stati interessati nel 2021 da eventi
veramente disastrosi. Grazie.
PRESIDENTE. Chiedo se sia necessario, però, l'intervento da parte
di tutti.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Presidente, grazie. Solo per una precisazione, intanto,
grazie al Governo per l'apertura rispetto alla proposta di
emendamento dell'onorevole Dipasquale, per precisare che ancorché
gli eventi calamitosi che si evincono di cui la riserva della
delibera 500, ve ne sono poi altri che non riguardano naturalmente
solamente la Sicilia orientale.
La deliberazione 444, appunto, anche la 500 riguardano anche i
comuni del palermitano, per cui bene questa apertura da parte del
Governo che permette quindi di dare concrete risposte a quelle che
sono le esigenze legate a questi drammatici eventi calamitosi
registrati negli anni scorsi. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Colleghi vi chiedo di evitare nuovamente di intervenire, chi già è
intervenuto magari evita a meno che non dobbiamo fare interventi
specifici sull'emendamento, a breve. Io eviterei l'iscrizione.
Quindi, era iscritto a parlare l'onorevole Burtone, però onorevole
siccome già c'è stato l'intervento poco fa sull'articolo. Prego,
onorevole Burtone.
(Brusio in Aula)
BURTONE. Presidente, mi dispiace che i colleghi contestino la
possibilità di chiarire, cioè il collega che ha presentato il
nostro emendamento, onorevole Dipasquale, ha posto un tema di non
fare differenze.
Ci sono diverse delibere, si tenga conto di tutte le delibere,
come sento ripetere" facciamo priorità, ci sono territori" non c'è
nulla da selezionare, ci sono tre delibere e il Governo deve
rispondere alle tre delibere non ci sono comuni di serie A e non ci
sono comuni di serie B.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. E' iscritta a parlare
l'onorevole Ciminnisi, l'onorevole Sciotto e poi andiamo al voto.
Prego onorevole.
CIMINNISI. Grazie Presidente. Assessore Falcone, come dice
giustamente il collega Burtone, non ci sono comuni di serie A e
comuni di serie B, quando si tratta di eventi calamitosi,
naturalmente per quanto riguarda la situazione di cui stiamo
discutendo con il presente emendamento, è chiaro che trovare dei
fondi regionali quando si tratta di questi eventi cioè di ristorare
comuni o civili, comunque siciliani, che sono stati danneggiati da
questi eventi meteo avversi noi siamo sempre contenti.
Del resto è la stessa cosa che avevamo chiesto noi, con
riferimento agli eventi calamitosi di novembre e ottobre del 2022,
vabbè aspetto, l'aspetto Assessore Falcone ...
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, si rivolga alla Presidenza.
CIMINNISI. Sì, però gradirei di avere un attimo di attenzione
dall'Assessore che dovrebbe sapere bene che questo è un tema per me
molto sensibile, perché quando nelle variazioni di bilancio abbiamo
chiesto che venissero trovate nel bilancio regionale le somme a
disposizione per quegli eventi - e anche lì c'erano delle delibere
di Giunta la 616 e la 594 - ci fu detto che queste risorse
sarebbero state trovate su FSC.
Oggi, davanti all'esame, diciamo, della riprogrammazione, che
dovrebbe passare dall'esame e dal parere della Commissione Unione
Europea - di cui sono anche la vicepresidente, quindi conosco
perfettamente la questione - il Presidente Schifani ci comunica che
quelle delibere sono delle mere delibere di apprezzamento e che,
quindi, in qualche modo dovranno avere una successiva valutazione
da parte della Giunta regionale.
Ora, al di là della questione procedurale sulla quale possiamo
avere anche qualche riserva, ci aspettiamo, Assessore, qualche
impegno un po' più concreto, perché non si facciano discriminazioni
tra i comuni che vengono danneggiati da questi impegni, perché è
chiaro che nel momento in cui gli impegni presi con quelle delibere
non dovessero essere onorate ci prenderemo sicuramente noi
l'impegno di trovare le risorse nel bilancio regionale, e mi
aspetto da parte sua l'impegno altrettanto di trovarle. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà. E poi andiamo alla votazione.
Onorevole Sciotto, le chiedo di essere velocissimo.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, le ho chiesto la parola.
SCIOTTO. Sì, sarò velocissimo, io condivido l'intenzione
dell'emendamento, mi sono permesso già di evidenziare all'assessore
Falcone cosa è accaduto nel 2021; agli eventi alluvionali, la
Protezione civile, ha fatto più delibere di Giunta per lo stesso
evento alluvionale, per cui alle delibere che già sono citate ne
manca una e manca la delibera n. 499 del 25 novembre 2021, sempre
delibera di Giunta regionale, e se non dovessimo fare questa
integrazione, secondo me, faremmo errori proprio di correttezza, di
serenità, di lealtà, trasparenza, di equità e mancano dei comuni
importanti per cui mi permetto di dirli: Castel di Iudica, Giarre,
Mascali, Mirabella, Aidone, Milazzo, Naso, Roccella Valdemone, San
Teodoro e Castellammare del Golfo.
DIPASQUALE. Sono inseriti.
SCIOTTO. Non sono inseriti, questa è la 499, non è inserita;
importante e che siano inseriti perché è lo stesso evento e secondo
me nello stesso evento non si possono discutere pochi comuni. Mi
sembrava corretto evidenziarlo, scusate.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Sciotto anche per la celerità
dell'intervento.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha
facoltà. Le chiedo la stessa celerità dell'onorevole Sciotto, così
andiamo alla votazione.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, semplicemente una cosa perché stanno
arrivando video, telefonate, fotografie in continuazione per le
mareggiate che stanno accadendo, che in questo momento stanno
flagellando la zona Sud di Messina e la fascia ionica.
Assessore Falcone, io l'unica cosa che le chiedo, veda lei con
fondi di parte corrente, con gli FSC, come vuole lei, però di
prevedere oggi stesso una risposta quanto meno per le aziende e per
i comuni che stanno subendo le mareggiate, assessore Falcone mi
ascolti perché è determinante, perché ci sono interi locali, intere
case, spazzate via dal mare e interi comuni con il mare nelle
strade, sta succedendo un'apocalisse in questo momento e, se le
previsioni del tempo, che prevedono l'innesto della rema nel
pomeriggio, i danni aumenteranno.
Quindi la prego, semplicemente, come vuole lei, con FSC, con
quello che vuole, ma prevediamo una misura per dare un pronto
ristoro alle aziende perché il mare si è portato via i locali per
intero.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, anche per la celerità.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore Falcone, vuole fare una
precisazione, così andiamo al voto?
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, per
rispondere alla collega Ciminnisi, ma anche agli altri colleghi,
Sciotto e altri, sostanzialmente vogliamo dire questo, in questa
finanziaria voi avete visto che c'è un articolo 92 che ha proposto
l'onorevole Cateno De Luca, sostanzialmente se lo andate a leggere
dice in maniera molto chiara che tutti quegli interventi che sono
stati previsti a valere dai fondi extra regionali 2014-2020 e non
sono stati realizzati saranno salvaguardati, saranno riprotetti.
Abbiamo dato l'ok a questa norma proprio perché è una norma di
cornice, ma altrettanto importante, proprio perché le cose che ci
siamo dette, le cose che andiamo ad approvare poi non rimangano
carta straccia.
Quindi, cara collega, così come abbiamo preso un impegno nei
confronti di Trapani e quell'impegno che io ho chiesto di prendere
con ordine del giorno e che poi la Giunta di governo ha assunto con
atto deliberativo sarà certamente rispettato; per quanto riguarda
l'atto deliberativo a cui ha fatto riferimento il collega Sciotto
vorrei ricordare che non possiamo eccessivamente annacquare
l'intervento però, siccome ci siamo detti che alla fine con fondi
extraregionali faremo una rivisitazione, anche alla luce di quello
che dice l'onorevole De Luca, se ci saranno comunque dei danni,
vediamo. Certamente il Governo non rimarrà indifferente, lo ha
detto il Presidente Schifani e quindi lo ribadiamo ulteriormente.
PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone, il parere sull'emendamento
2.244 è favorevole.
Il Parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.244. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione pure l'emendamento fuori sacco 2.252, che è un
emendamento tecnico della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.8.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Abbiamo votato, Presidente? Un
attimo, non c'è stato il parere del Governo. Abbiamo votato, ma
quale?
PRESIDENTE. Abbiamo votato il 2.252, che è un fuori sacco della
Commissione Bilancio . E' un fuori sacco, è tecnico, dice che al
comma 5 aggiunge all'inizio, per l'esercizio provvisorio 2023. E'
un emendamento tecnico.
FALCONE, assessore per l'economia. Va bene, va bene. Al Presidente
Daidone non possiamo dire certamente di no.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.8. Onorevole Catanzaro, lo
ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Il 2.1, onorevole De Luca Cateno,
l'emendamento 2.1 lo ritira o è mantenuto?
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare. Solo un
intervento qui dal luogo.
PRESIDENTE. Prego.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Assessore Falcone, è una
scadenza, che era al 31 di dicembre 2023, riguardante la
restituzione, da parte dei comuni, su rendicontazione dei
contributi ricevuti. Alcuni comuni, ancora non sono riusciti a
completare. Se c'è la possibilità, semplicemente, di differire il
termine e dargli un'altra possibilità, lo valuti il Governo. Tutto
qui. Quindi, mi rimetto alla sua valutazione.
FALCONE assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore, prego.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, ulteriormente
apriamo una linea di credito ai comuni che, ancorché siano
inadempienti, però sappiamo che ci sono delle difficoltà.
E' chiaro, è l'ultimo, è l'ultima apertura di credito.
PRESIDENTE. Quindi, assessore Falcone è favorevole
all'emendamento?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo. La Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Perfetto. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Emendamento 2.9. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Lo ritira, grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è un emendamento
che va ritirato. Questo, abbiamo soppresso perché c'è
un'impugnativa da parte della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Quindi per questa ragione...
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. Si passa all'emendamento
2.213. Onorevole Catanzaro, lo mantiene lo ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. L'emendamento è
ritirato. Emendamento 2.234. Onorevole Sunseri, lo mantiene o lo
ritira? 2.234, che è la soppressione del comma 8.
SUNSERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. L'emendamento è ritirato.
Emendamento 2.214. Onorevole Catanzaro, lo ritira o lo mantiene?
Soppressione del comma 9.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Lo ritira, grazie. L'emendamento è ritirato.
Emendamento 2.215. Onorevole Catanzaro, lo ritira o lo mantiene?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Lo ritira, grazie. 2.250 che è a firma del Governo.
Assessore, lo vuole illustrare?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie. Veniamo
incontro a una richiesta che l'onorevole Antonio De luca aveva già
fatto, nella sua discussione generale. Sostanzialmente diamo la
triennalità nella riserva per le isole minori, che devono
effettuare il servizio di trasporto dei rifiuti presso l'isola
maggiore, presso la Sicilia, e quindi consentiamo loro di poter,
eventualmente, contrattualizzare per più anni questo servizio.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere della Commissione favorevole, pongo in
votazione l'emendamento 2.250. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.240, che è assorbito. Si passa
all'emendamento 2.216. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo
ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Lo ha ritirato. Grazie, onorevole Catanzaro. Si passa
all'emendamento 2.217, onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Quindi si passa
all'emendamento 2.247.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. E' a
sua firma.
DIPASQUALE. Presidente, velocemente. Questo emendamento,
presidente Micciché la prego di seguire, questo emendamento, così
come questo articolo così come è scritto cioè, siccome, fa
riferimento a chi ha ricevuto la bandiera blu in corso, significa
che 350 mila euro andranno solo ad un comune, quindi se voi
ritenete di lasciare fuori: Roccalumera, Alì Terme, Ragusa, Acqua
calda Marina di Modica, Pozzallo e così via, è necessario cassare,
per questo io ho presentato l'emendamento, cassare nell'anno in
corso, altrimenti l'emendamento, l'unico riconoscimento che avverrà
per le bandiere blu sarà chi è che l'ha ricevuto nell'anno in
corso, non vi dico qual è, perché poco importa ma è uno solo, poco
importa è inutile facciamo la guerra tra poveri; vi sto dicendo,
se passa questo articolo così come è scritto, tutti gli altri
comuni province di questa Regione che hanno la bandiera blu non
riceveranno una lira e li riceverà un comune solamente.
Io vi prego, vi chiedo il voto palese Presidente, però, sappiate
che si fa una scelta che chi vota l'articolo ritiene che le altre
province dove ci sono comuni, che hanno la bandiera blu non la
riceveranno.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, però, così facendo potrebbe
anche andare a coloro i quali hanno perso di la bandiera blu,
corretto o no?
DIPASQUALE. Che c'entra? No. Solamente chi ha il riconoscimento
della bandiera blu.
PRESIDENTE. Allora forse si dovrebbe migliorarlo?
DIPASQUALE. No, è scritto bene, Presidente. L'articolo è scritto
bene. Io cosa faccio, casso solamente le parole, l'anno precedente
e l'anno in corso .
Quindi l'articolo è scritto bene, io non sto riscrivendo
l'articolo io sto togliendo solamente nell'anno in corso perché
poi se dovesse passare, tagliate fuori tutte le altre province.
PRESIDENTE. Allora facciamo la seguente, facciamo fare un
approfondimento, perché potrebbe sembrare che invece abbia un
indirizzo differente, un approfondimento degli uffici.
DIPASQUALE. Questo articolo, mi perdoni Presidente, questo
articolo gli avete dato il via voi. Questo articolo si trova
nell'articolato, perché è andato bene. L'unica cosa su cui
chiediamo di modificare è togliere l'anno in corso . Presidente è
semplice.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, può salire un secondo in
Presidenza? Così ci confrontiamo, un istante.
ABBATE. Signor Presidente onorevoli colleghi, intervengo su questa
considerazione dell'onorevole Dipasquale, siccome l'emendamento è
stato scritto e puntualizzato da parte degli Uffici dalla
dottoressa Rizza, perché si deve puntualizzare.
Siccome, il riconoscimento delle bandiere avviene, Scusi
Presidente, siccome l'abbiamo approfondito in Commissione, il
riconoscimento delle bandiere, avviene anno per anno, quindi una
bandiera, ci sono comuni che un anno precedente possono averla
l'anno successivo e non lo possono avere; siccome loro devono
mettere in bilancio sull'anno in corso e il riconoscimento delle
bandiere per l'anno in corso se avrà non prima del mese di maggio,
giugno a loro interessa capire e forse puntualizzare, con tutti
quelli che hanno avuto il riconoscimento l'anno precedente, perché
l'ultimo anno di riferimento; per questo è stata scritta in questo
modo.
L'hanno scritto gli uffici e la dottoressa Rizza non è una
questione di indirizzo da parte politica e loro che l'hanno scritto
in questo modo perché, solo così, loro possono capire chi ha avuto
PRESIDENTE. Il riconoscimento, rapidissimamente.
DIPASQUALE. Ho parlato con la dottoressa Rizza, e mi ha dato
l'interpretazione autentica, e mi ha detto, due minuti fa, e mi ha
detto se fate questo emendamento, se fate questo emendamento le
risorse dovranno essere ripartite a tutti gli altri è stato fatto
scientificamente, per evitare che le risorse vadano a finire agli
altri, ho parlato ho parlato con la dottoressa Rizza due minuti fa,
cioè l'emendamento è chiaro le risorse vanno riconosciute solo a
chi ha avuto il riconoscimento nell'anno in corso ed è una solo
così com'è scritto.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, nel frattempo possiamo
accantonarlo, un secondino benissimo. Allora, intanto salga però
onorevole Dipasquale, se riuscisse a salire ci farebbe una cortesia
sul 2.18 intanto chiedo un po'di ordine in Aula, onorevole Carta,
onorevole Catanzaro, c'è l'emendamento 2.18.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.219?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.220?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.230?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.231?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.232?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'emendamento 2.251 del Governo?
assessore Falcone? siamo a pagina 14.
FALCONE. assessore per l'economia. Presidente, l'abbiamo
presentato perché, anche questo, è un altro che riguarda
l'alluvione e riguarda un danno meteorologico abbastanza grave
nella Valle del Belìce. Doveva già passare in Commissione, per una
svista non è passato. Stiamo riducendo in una riserva che è già
sovradimensionata rispetto all'anno scorso, rimarrà
sovradimensionata ma entra anche questo territorio che è stato
flagellato da eventi metereologici.
PRESIDENTE. Assessore, comunque l'articolo 116 del testo prevede
già un milione e mezzo per la stessa....
FALCONE, assessore per l'economia. No, questi sono per interventi
infrastrutturali e indennizzi ai privati.
PRESIDENTE. Va bene. Il parere della Commissione sull'emendamento
del Governo?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.251. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti 2.233, 2.239 e 2.238 sono preclusi. E' precluso
anche l'emendamento 2.237. Si passa direttamente all'emendamento
2.221. Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. Si passa all'emendamento 2.246. Onorevole
Dipasquale?
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione. Per quanto riguarda il comma 16 l'ho
spiegato prima: noi non possiamo permettere che il fondo che è
stato costituito, questo qui per i siti Unesco, i Comuni che hanno
le leggi speciali che è una cosa diversa rimangono fuori. Cioè la
legge su Ibla, la legge su Ortigia, la legge su Agrigento che ha
degli interventi specifici che non sono quelli inseriti dal fondo
complessivo, non può rimanere fuori e allora la soppressione ha
questo significato: evitare che Ibla, Ortigia e Agrigento paghino
un prezzo di esclusione dal fondo della legge Unesco che non c'è
motivo che esista, perché sono cose diverse. Vedete le leggi
speciali, quello che si può fare, come si deve fare, lo prevedono
per norme con un articolato complesso, invece l'intervento
opportuno che riguarda i siti patrimonio Unesco è una cosa diversa.
Quindi, non facciamo confusione e tuteliamo le leggi speciali che
non sono patrimonio, di Ibra, di Agrigento, di Ortigia, sono
patrimonio del Parlamento dagli anni ottanta e novanta. Quindi vi
chiedo di approvarlo.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione. Spero che almeno l'assessore Falcone, prima di
esprimere il parere su questo emendamento dei colleghi, possa
ascoltare. Con i colleghi accanto avrò difficoltà a fare arrivare
la mia voce al Governo.
Io questa volta mi trovo d'accordo con il collega Dipasquale e
ritengo che il comma 16, credo, sia un refuso perché, a parte che
questi tre comuni, col precedente comma, abbiamo tolto già
Quattrocentomila euro. Mentre il collega Dipasquale parlava, il
Governo ha tolto 400 mila euro per ogni Comune.
Però, assessore Falcone, ritengo che il comma 16 sia un refuso di
stampa e non penso possa essere una scelta politica condivisa
nemmeno dei Capigruppo di maggioranza, a cui faccio appello oltre
che ai colleghi, perché se alcuni Comuni che usufruiscono delle
leggi speciali poi li togliamo dalle riserve è come dire ai Comuni
delle Isole minori diamo un contributo di 2 milioni , e poi diciamo
agli stessi comuni se superano il 65 per cento non possono
usufruire del beneficio . Cioè, sarebbe veramente una scelta
scellerata. Oppure diciamo diamo un contributo ai Comuni per i
disabili psichici , nel successivo comma diciamo "i Comuni che
usufruiscono del contributo per i disabili psichici non posso
prendere il contributo ordinario". Quindi, ritengo che sia
veramente difficile da comprendere. E, quindi, se ci sono tre
Comuni individuati con una legge speciale non possiamo escluderli
poi perché hanno anche il patrimonio Unesco.
Quindi, faccio mio l'emendamento soppressivo e aggiungo la firma
se possibile ai colleghi Dipasquale e Catanzaro e invito anche
colleghi di maggioranza a condividere questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. Il parere del Governo sulla
soppressione del comma 16?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, allora vorrei
soltanto intanto precisare, onorevole Pace, che ai tre Comuni di
Ragusa, Agrigento e Siracusa quest'anno stiamo prevedendo, malgrado
l'emendamento testè approvato, 100 mila euro ciascuno in più quindi
partiamo da questa premessa. Dopodichè
DIPASQUALE. Siamo prevedendo 500 mila euro con un emendamento
nostro
FALCONE, assessore per l'economia. 500 mila euro. Ecco, bravo
Grazie, a un contributo che tutte le forze politiche hanno volto
profondere.
DIPASQUALE. L'incontro che abbiamo avuto nella mia stanza non se
lo dimentichi. Per favore
FALCONE, assessore per l'economia. Onorevole Dipasquale, nessuno
toglie merito all'azione del suo partito e sua personale. Dopodiché
voglio dire che non è stato proprio un refuso, ma era stata una
logica all'interno della Commissione a cui il Governo si è anche
adeguato. Però, siccome riteniamo che la sovranità dell'Aula abbia
un suo principio fondante, noi accogliamo quanto l'Aula oggi ci sta
rappresentando, quindi diamo parere favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone. Parere favorevole della
Commissione. Pongo in votazione l'emendamento 2.246, soppressivo
del comma 16. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
DIPASQUALE. Non parlo più
PRESIDENTE. Questa è una buona notizia Non parla più
Si passa all'emendamento 2.222, dell'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 2.210, dell'onorevole Intravaia.
INTRAVAIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 2.223, dell'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.224, dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.225, dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.242, dell'onorevole
Gilistro. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro, prego.
GILISTRO. Vorrei modificare l'emendamento.
PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo? E quindi lo accantoniamo. Lei
lo modifica; lo può subemendare eventualmente.
Allora si passa all'emendamento 2.243 ma è uguale, quindi, andiamo
avanti.
Si passa all'emendamento 2.226, dell'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.227, dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.228, dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.229, dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.76, dell'onorevole
Intravaia.
INTRAVAIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.211, dell'onorevole
Intravaia. E' soppressivo del comma 25.
INTRAVAIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Ritirato. C'è a firma del Governo, assessore
Falcone, un emendamento che è a pagina 17, il 2.249, che aggiunge
una riserva per il triennio per l'unione dei comuni.
Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, grazie, Presidente. Diventa
una norma che va reinserita. Era già stata inserita l'anno scorso e
negli anni precedenti. È una norma che serve per consentire ai
comuni di poter ottenere poter beneficiare di un cofinanziamento
nazionale che viene aggiunto, che viene assegnato all'Unione dei
comuni in presenza di un finanziamento o cofinanziamento regionale.
Quindi, la riserva diventa necessaria per consentire che le Unioni
dei comuni possano attingere anche a fondi extraregionali.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.249. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.139. Onorevole Venezia, lo mantiene o
lo ritira?
VENEZIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. E' mantenuto. Questo aggiunge la riserva per Il borgo
più bello d'Italia . Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.139.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Per chiedere il voto palese. Io spero che il Governo
ripensi a questo parere. Sono stato invitato da tutti i sindaci che
fanno parte dell'associazione, in occasione della riunione
dell'Anci.
Voglio precisare all'assessore che l'associazione dei comuni che
hanno i borghi più belli d'Italia non è un'associazione politica,
non appartiene al Partito Democratico, è una associazione in cui ci
sono comuni amministrati da amministratori che hanno colorazione
politica diversa. Però, si sottovaluta un aspetto che noi abbiamo
messo in evidenza, assessore Falcone, che è quella di realtà che
hanno da un lato la bellezza col dovere di valorizzare queste
caratteristiche, ma anche le difficoltà che lei sa, perché sono
comuni che sono localizzati nelle aree interne, sono localizzati
nelle aree montane e, quindi, hanno degrado demografico, hanno
difficoltà di denatalità, hanno servizi che sono veramente in
grande ritardo.
Quindi, signor Assessore, se lei può ascoltare, capisco che c'è
sempre un collega di coalizione che va ascoltato prima
dell'opposizione e la comprendo, però, le chiedo di ripensare ad un
parere che a me pare non essere coerente con le cose che lei spesso
dice in occasioni pubbliche, quelle di valorizzare i nostri
territori.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli prima
Venezia e poi De Luca Cateno.
Prego, onorevole Venezia.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
del Governo. Da ormai diversi anni si parla di valorizzazione dei
borghi e perfino nel piano turistico regionale si fa riferimento
alla valorizzazione turistica dei borghi minori rispetto ai siti di
grande rilevanza. Dare la possibilità, attraverso questa riserva,
ai comuni che fanno parte del circuito dei borghi più belli
d'Italia significa ampliare l'offerta, ampliare i servizi, dare la
possibilità di valorizzare questo straordinario patrimonio.
L'Assessorato regionale dei beni culturali, negli ultimi anni, ha
stanziato risorse anche per promuovere i borghi nei circuiti
internazionali, nelle fiere relative al turismo. E io credo che
eliminare questa riserva sia veramente un atto di incoerenza
politica anche di questo Governo.
Invito l'Assessore Falcone, a ripensare il parere del Governo così
come invito anche il Presidente della Commissione Bilancio ,
perché l'emendamento che noi abbiamo presentato non è il solo che
riguarda questa fattispecie di riserva anche ai colleghi Intravaia,
Assenza, di Fratelli d'Italia hanno posto l'accento su questa
riserva. I due emendamenti differiscono sugli stanziamenti, ma lo
spirito è lo stesso.
Concludo appellandomi al buon senso del Governo e in particolare
dell'Assessore Falcone. Grazie.
PRESIDENTE. Allora possiamo dire che il Governo L'onorevole De
Luca deve parlare. Comunque, sembrerebbe che ci sia da parte del
Governo volontà nel voler fare una riscrittura e prevedere le
risorse. In tutti i casi, Onorevole De Luca ha facoltà di parlare.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Sarò velocissimo. Solo per
ricordare all'Assessore Falcone e a quest'Aula che questa norma è
stata fatta nel 2018 dal sottoscritto. E' stata fatta questa, è
stata fatta quella per le bandiere blu, è stata fatta quella per
quanto riguarda i comuni virtuosi per la raccolta differenziata,
quindi
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. No, no, lascia stare,
collega, io l'ho fatta qui in Aula, tutte le riserve.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. E Questa ora la vediamo, io
me la ricordo pure nel pacchetto riserve. Noi qua l'abbiamo fatta e
può essere, può essere anche questo. E quindi ovviamente siamo a
favore di questo emendamento, anzi ringraziamo il Governo che ha
dato il parere favorevole.
PRESIDENTE. Assessore Falcone allora stiamo accantonando, lo
accantoniamo.
L'emendamento 2.208 arrivato a questo punto, onorevole Assenza, in
funzione del fatto che il Governo farà una riscrittura lo
accantoniamo pure.
L'emendamento 2.245, dell'onorevole Dipasquale è ritirato?
DIPASQUALE. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento 2.248 dell'onorevole Ardizzone è
uguale all'emendamento 2.245. Ritirato? Non ho visto l'onorevole
Ardizzone. Non è ritirato? Onorevole De Luca Antonino l'emendamento
2.248 a firma Ardizzone è ritirato? E' uguale a quello degli
onorevoli Dipasquale e Catanzaro, a pagina 19. Avete sentito la
discussione di prima, c'è una riscrittura rispetto...
DE LUCA ANTONINO. Va bene, se stiamo riscrivendo e si contempla
anche Novara di Sicilia perché c'è un problema che la Protezione
civile non sta riuscendo ad assolvere
PRESIDENTE. Era per i borghi. Va bene. Allora, è mantenuto.
Assessore Falcone?
DE LUCA ANTONINO. Va bene però l'importante è che diamo una
risposta perché il Comune è senz'acqua.
PRESIDENTE. ok. Perfetto. Ha chiesto di parlare l'onorevole De
Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Sì, grazie, Presidente. Intervengo perché c'è un
subemendamento presentato da noi in riferimento, appunto,
all'emendamento 2.248, in cui bene hanno fatto i colleghi del
Movimento 5 Stelle nel destinare delle somme al comune di Novara di
Sicilia a seguito dell'alluvione del 3 dicembre 2022, ma senza
intervenire sulle somme destinate che sono 300 migliaia euro, anche
in accordo con i colleghi del Movimento 5 Stelle quindi senza
aumentare la spesa, è stato previsto quindi che vengano destinati
al comune di San Pier Niceto 250 migliaia di euro, al comune di
Novara di Sicilia e invece al comune di Villafranca Tirrena 50
migliaia di euro in quanto ha subìto anche questo comune per lo
stesso evento diciamo per la stessa calamità naturale diversi
danni, e quindi per la necessità di intervenire anche questo comune
sul proprio territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Allora, sull'emendamento 2.248
assessore Falcone c'è un subemendamento. Siamo all'emendamento
2.248 ma c'è un sub. C'è un sub emendamento al 2.248. Scusami, al
245.1, ce l'ha già nel tablet no, ce l'ha ce l'ha già nel tablet.
Assessore, prego Assessore non ho sentito il parere.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Parere contrario del Governo. Parere contrario della
Commissione. Pongo in votazione l'emendamento 2.248. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.241, dell'onorevole Ardizzone. Lo
mantiene o lo ritira?
CAMPO. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.241. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.138, degli onorevoli Di Paola ed altri.
Onorevole Di Paola, è l'emendamento che è stato presentato da lei e
dagli onorevoli De Luca, Campo, Sunseri; aggiunge una riserva in
favore dei comuni di Lampedusa, Linosa, Pozzallo, Augusta, Porto
Empedocle.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, velocemente andiamo a ripristinare, però
l'Assessore deve dare l'eventuale copertura, andiamo a
ripristinare, Assessore, il fondo riserva per quanto riguarda i
comuni colpiti dal fenomeno migratorio. Assessore Falcone, se c'è
la possibilità di reinserire la riserva per quanto riguarda i
comuni che sono colpiti dal fenomeno migratorio; lo abbiamo sempre
fatto, per questa volta per questa legge di stabilità non siamo
riusciti a far rientrare la seguente riserva, che mi pare era negli
anni passati di circa 800 mila euro ed erano coinvolti erano
coinvolti più comuni. Capisco che l'importo è un importo non
indifferente considerando diciamo la situazione della legge di
stabilità, però mi rimetto al Governo e alla decisione del Governo.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,
condivido la richiesta del collega Di Paola. Abbiamo lavorato
insieme nella scorsa legislatura a questa riserva e ha avuto un
ritorno incredibile perché sappiamo quanto queste realtà soffrano
delle tante criticità che sono conseguenze del flusso migratorio.
Proprio in questi giorni infatti siamo stati sollecitati, io da
Lampedusa, chi da altri territori che rientrano in questa
fattispecie, perché questo aiuto per loro è assolutamente
indispensabile.
Quindi, mi associo all'invito del collega nei confronti
dell'assessore Falcone se si riesce a rimettere questa riserva nei
limiti possibili. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, ha facoltà di parlare.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, purtroppo
per quanto il Governo ritenga che sia meritevole di apprezzamento
deve esprimere parere negativo rispetto all'emendamento, ma
vorremmo dire che quest'anno il Governo ha messo già 200 mila euro,
ha riproposto 200 mila euro che diventeranno 300 mila euro per il
comune di Lampedusa che è quello più flagellato, sono in tabella,
quindi ecco perché l'emendamento. Non carichiamo il fondo dei
comuni, lo stiamo facendo a parte.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.138. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.137, a firma dell'onorevole Assenza.
E' un emendamento che aggiunge la riserva in favore del Comune di
Barcellona Pozzo di Gotto per lavori urbani.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, noi sottoponiamo all'Aula questo
emendamento perché il Comune di Barcellona ha fatto presente la
necessità di intervenire immediatamente per una situazione precaria
dell'assetto urbano e stradale, e così come è stato previsto in
altri emendamenti a favore di altri comuni si chiede all'Aula di
approvare questo emendamento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.137. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.212, a firma dell'onorevole Intravaia.
Lo mantiene.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.212. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
C'è un emendamento di riscrittura 2.247R, a firma dell'onorevole
Dipasquale.
Il parere del Governo?
E' nei fuori sacco, Assessore, non lo trova, li lo trova nel
tablet.
DIPASQUALE. E' quello delle bandiere blu.
PRESIDENTE. E' quello sulle bandiere blu, assessore Falcone. Lo
vuole cartaceo? Sennò è nel tablet. E' l'emendamento 2.247R.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.247R.
DIPASQUALE DIPASQUALEDI Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.247R
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.247R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 30
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.139.1, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.139.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.139, dell'onorevole Venezia, così come
emendato. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Come modificato, parere
favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.139. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.242, a firma dell'onorevole Gilistro.
GILISTRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per un'ora e mezza. Ci riaggiorniamo alle ore
15.30.
La seduta, sospesa alle ore 13.59, è ripresa alle ore 16.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Abbiamo tenuto una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e ci siamo determinati sul voler
riprendere i lavori alle ore 17.30.
Quindi, la seduta è sospesa fino alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 18.02)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si riprende l'esame dell'articolo
3, in precedenza accantonato.
L'articolo 2 è stato approvato.
Si passa all'emendamento 3.1, soppressivo all'articolo, a firma
dell'onorevole Catanzaro.
È ritirato?
CATANZARO. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.71.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, avevo capito che c'era un
emendamento di riscrittura dell'articolo 3 a firma del Governo.
PRESIDENTE. Non c'è al momento nessuna riscrittura da parte del
Governo.
L'emendamento 3.71, soppressivo dell'articolo, a firma
dell'onorevole De Luca è ritirato?
DE LUCA ANTONINO. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.3 e 3.49 sono dichiarati preclusi.
Si passa all'emendamento 3.105 a firma dell'onorevole Catanzaro
che sopprime il contributo annuale del fondo sanitario.
Lo ritira?
CATANZARO. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.105 è ritirato.
Si passa all'emendamento 3.106 a firma dell'onorevole Catanzaro. È
la soppressione della lettera b) del comma 1. Lo ritira?
CATANZARO. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.108 I parte, a firma del
Governo che estende al triennio il contributo a carico del fondo
sanitario.
Assessore, se lo può illustrare.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, allora,
intanto veniamo incontro a una richiesta che è stata fatta anche
dal Parlamento e da alcuni colleghi relativamente alla triennalità
che diamo sul fondo, ma oltre a questo, quindi è per dare all'Arpa
una visione quanto meno triennale.
Ma la cosa che stiamo ora presentando è un nuovo emendamento col
quale alla fine della lettera b) aggiungiamo che i 24 milioni di
euro comunque saranno nel rispetto della delibera approvata in
Giunta, cioè cosa succede? Oggi l'Arpa ha 7 milioni di euro con
fondi regionali e 24 milioni col fondo sanitario, poiché vogliamo
verificare fino a che punto i Lea vengono rispettati, noi faremo
anche un atto in Giunta che consentirà così di poter precisare
quanti sono e quali sono le prestazioni che rientrano e che sono
coerenti col Fondo sanitario regionale.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Assessore Falcone, non ho
capito una cosa, l'emendamento che ha appena illustrato già è stato
trasmesso? Potrebbe prevedere in questo emendamento che una volta
che c'è questa sorta di report viene trasmesso anche alla
Commissione sanità, giusto per avere una cognizione di quelle che
sono le attività dei Lea in programmazione? Se lo prevede
direttamente lei io evito di subemendarlo, e sicuramente troverà
facilmente accoglimento. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.108 - I parte. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 3.107, un emendamento tecnico a firma
della Commissione. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
C'è un fuori sacco colleghi, l'emendamento 3.109: "alla lettera b
aggiungere 'il rispetto del programma di attività di Arpa approvato
dalla Giunta'", lo trovate tra i fuori sacco, è un emendamento a
firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.109. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Comunico che gli emendamenti 3.4 e 3.48 sono preclusi, gli
emendamenti 3.5 e 3.97 sono inammissibili, perché è la soppressione
del comma 3, quindi inammissibile.
Si passa all'emendamento 3.108 II parte, a firma del Governo
"modifica tecnica della norma di copertura". Assessore, lo vuole
illustrare?
FALCONE, assessore per l'economia. Certamente. Con questa norma
individuiamo precisamente i soldi e le risorse e da dove li
prendiamo, dobbiamo anche dire che li prendiamo da questo fondo
vincolato, però dobbiamo anche dire a quest'Aula che noi faremo
comunque in Commissione e, tra l'altro, l'emendamento a cui faceva
riferimento il collega De Luca Antonino è compendiato già
nell'articolo 23 approvato ieri sera.
L'articolo 23 sostanzialmente dice che tutte quelle norme che
hanno afferenza al Fondo sanitario regionale di questa legge
andranno alla Commissione Sanità. È la norma che ha voluto il
Presidente Laccoto, ed alla quale abbiamo dato un parere
favorevole; l'abbiamo dato perché ancorché sembrasse una norma
ordinamentale, è una norma invece come di cornice, per cui vi devo
dire che l'Arpa ha - e la collega Pagana me ne potrà dare atto -
un fondo di alcune decine di milioni di euro, vogliamo capire come
saranno spese, cosa servono, come sono destinate, se li possiamo
riutilizzare.
Ecco perché con questo emendamento e con l'articolo 23 andremo in
Commissione sanità, dopo essere stati in Giunta oppure prima di
essere in Giunta e faremo finalmente chiarezza sull'Arpa.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Il parere della Commissione
sull'emendamento 3.108 II parte?
DAIDONE, presidente della II Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.108 II parte. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso, colleghi, dovremmo riprendere dall'articolo 29, però
chiedo all'assessore Falcone, al Governo se è pronto, diciamo.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie. Abbiamo
tenuto una Conferenza dei Capigruppo, purtroppo dobbiamo anche qua
annunciare al Parlamento che ieri, anzi l'altro ieri, è arrivata
una nota da parte del Commissario dello Stato che, pur non avendo
più competenza specifica sul vaglio degli atti, però ha voluto -
come dire - integrare quella che è la disciplina dell'accordo Stato-
Regione indicando un percorso, anzi, invitando il Governo, ma
quindi anche questo Parlamento, ad essere cauti nel rispetto
dell'accordo Stato-Regione.
Sostanzialmente noi abbiamo proceduto, stiamo procedendo, così
come lo abbiamo fatto in sede di bilancio a recuperare 5 milioni e
seicentomila euro, stiamo procedendo anche a un emendamento di
recupero sulle tabelle, sugli allegati, del 3 per cento, per
arrivare a una somma di circa 31 milioni, 30-31 milioni di euro,
per venire incontro alle esigenze e non farci impugnare dal Mef,
non una norma, ma eventualmente l'intero bilancio.
Considerate che noi in questo anno dovremo recuperare oltre 100
milioni di euro valorizzando la nostra spesa. Allora si è
immaginato, andiamo alle tabelle e presenteremo alla fine un
emendamento tecnico che toglierà, in linea di principio, il 3 per
cento, su alcuni capitoli che non incidono immediatamente
toglieremo qualcosa in più, per evitare che ci sia, come dire, che
sia intaccata la spesa corrente, quali ad esempio forestali o
altro.
Ecco, noi vogliamo lasciare interi alcuni capitoli, perché
obiettivamente non sarebbe opportuno farlo, e in più abbiamo però
chiesto un soccorso a tutti i colleghi che negli articoli che
andiamo ad approvare, è come se ci fosse un emendamento tecnico del
taglio del 10 per cento cioè, laddove ci sono 200 mila euro
diventano 180, laddove ci sono 100 mila euro, diventa 90 e così
via.
Quindi un taglio tecnico, a tutti, orizzontale del 10 per cento su
tutto quello che stiamo per approvare.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore; però questo emendamento deve essere
formalizzato.
FALCONE, assessore per l'economia. Lo formalizziamo alla fine.
PRESIDENTE. Alla fine, Assessore, come facciamo a formalizzarlo
alla fine?
FALCONE, assessore per l'economia. Alla fine di ogni articolo si
sa che c'è la riduzione del 10 per cento.
PRESIDENTE. Sì, però assessore così, a fare un emendamento per
ogni articolo, è meglio farne solo uno dove facciamo tutto il
riepilogo.
Il rischio è che approviamo gli articoli e poi, magari, le somme
che abbiamo preso in quella percentuale sono basse, quindi meglio
fare un lavoro unico fatto per bene anziché, come consiglio, perché
altrimenti rischiamo poi a fine lavoro, magari approviamo tutti gli
articoli e poi ci accorgiamo che dobbiamo togliere qualcosa in più
o in meno.
FALCONE, assessore per l'economia. No lo possiamo immaginare,
allora in ogni articolo c'è la riduzione, io presento l'emendamento
di riduzione del dieci per cento, a meno che non c'è un caso
particolare, ma non mi pare però.
PRESIDENTE. Quindi, su ogni articolo il Governo presenterà un
emendamento con la riduzione del dieci per cento.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, sì.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Assessore, in Conferenza dei Capigruppo, noi penso che
abbiamo discusso e abbiamo parlato del taglio per venire incontro a
quelle che sono le esigenze del Governo, ma abbiamo immaginato che,
invece di presentare per ogni articolo l'emendamento, noi pensavamo
che l'assessore si prendesse qualche mezz'ora, un'ora, rispetto a
tutti gli articoli che ci sono e, magari, portasse tutti gli
articoli con il taglio già fatto.
Questa era una mia idea, anche perché nelle interlocuzioni che ci
sono state in Conferenza dei capigruppo abbiamo, come dire,
immaginato questo per potere procedere, onde evitare ogni articolo
di fare l'emendamento del 10 per cento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Assessore e colleghi
sospendiamo l'Aula per almeno un quarto d'ora. Quindi riprendiamo
alle 18.30, così, assessore, lei fa una verifica se è possibile
fare un unico emendamento, così come hanno chiesto anche i
Capigruppo all'interno della Conferenza dei Capigruppo. L'Aula è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 18.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Governo, colleghi, io rinvierei la seduta di un'ora,
alle 19.30, così prepariamo, Assessore, l'emendamento per bene, e
diamo pure la possibilità agli Uffici di verificare in base alle
sue indicazioni, alle indicazioni del Governo, lo prepariamo per
bene e fra un'ora lo votiamo e abbiamo finito. Diciamo alle 19.15.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici ed il Governo stanno
lavorando sull'emendamento quindi direi di rinviare di un'ora per
rivederci qui alle 20.30 in maniera tale che l'emendamento è
costruito in maniera opportuna e lo esaminiamo. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.27, è ripresa alle ore 20.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel frattempo che gli Uffici ed il
Governo realizzano l'emendamento di cui abbiamo parlato in
precedenza andiamo all'articolo 88.
Assessore, conferma? E' dall'88 o dal 91?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, potremmo
iniziare a lavorare dal 92 anche perchè il 92 è una norma che ha
una refluenza importante. L'abbiamo spiegato poc'anzi.
E' una norma che di fatto protegge tutti gli interventi fatti
negli anni precedenti che poi non hanno trovato un'adeguata
copertura finanziaria. L'88, invece siccome nel maxi emendamento
che va dall'articolo 29 all'articolo 90 ci sarà un solo maxi
emendamento anche perché in questo maxi emendamento dobbiamo dire,
si è dovuto fare un taglio per poter recuperare per poter
recuperare spese.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il fascicolo lo si sta caricando
all'interno della vostra area nei tablet. Fate un aggiornamento.
Riuscite a visualizzarlo nel tablet il fascicolo o ancora no?
Si passa all'articolo 92.
«Art. 92.
Copertura finanziaria interventi della legislazione regionale
a valere sulle risorse extraregionali 2014-2020
1. Gli interventi già previsti dalla legislazione regionale a
valere sulle risorse extraregionali 2014-2020, di fonte europea e
statale, non ancora attuati, trovano copertura finanziaria
nell'ambito delle risorse extraregionali della programmazione 2021-
2027 o delle riprogrammazioni delle risorse extraregionali 2014-
2020, in coerenza con le finalità di ogni singolo programma».
Votiamo direttamente l'articolo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:
«Art. 93.
Contributo comuni con sito Unesco
1. Al fine di garantire il decoro urbano dei comuni siciliani nei
cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall'Unesco quali
patrimoni dell' umanità, per la realizzazione e la manutenzione
straordinaria delle infrastrutture urbane, l'Assessorato regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a
concedere, per l'esercizio finanziario 2023, un contributo pari
20.000 migliaia di euro in favore degli stessi comuni, da ripartire
tra i comuni in cui insistono siti culturali e naturali iscritti
nella lista del Patrimonio Mondiale alla data dell'1 gennaio 2023.
2. Ai relativi oneri si provvede a valere sul Fondo Sviluppo e
Coesione 2021-2027».
Onorevoli colleghi, ci sono dei soppressivi a firma degli
onorevoli De Luca, Catanzaro, quindi il 93.1, il 93.3, il 93.2. Li
ritirate? Gli emendamenti sono ritirati.
Si passa all'emendamento 93.5, dell'onorevole Dipasquale, che
prevede una riscrittura.
Onorevole Dipasquale, lo ritira? Se può verificare perché è una
riscrittura dell'intero articolo. Emendamento 93, onorevole
Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, possiamo andare avanti? Lo
accantoniamo un attimo. Il tempo che prendo l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 93.5 è ritirato. L'emendamento 93.4 è
inammissibile.
Il 93.6, onorevole Dipasquale, lo ritira? Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. No, non è ritirato, Presidente. Questo emendamento
intende riconoscere anche i siti Geopark riconosciuti dall'Unesco,
che in Sicilia sono due, insieme alla lista del patrimonio,
diciamo, materiale che l'Unesco ha riconosciuto attraverso altre
procedure. E quindi chiedo al Governo, anche per una questione di
giustizia, di inserire anche i due Geopark che sono localizzati in
Sicilia nella lista dei beneficiari di questo contributo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, io penso che oggi stiamo andando a
votare un articolo di questa finanziaria importantissimo: per la
prima volta si riconosce e si dà la possibilità di poter investire
per il decoro urbano e per la riqualificazione di tutte le città
siciliane che sono patrimonio dell'Unesco, dove ci sono, insistono
siti Unesco. Quindi penso che sia un momento importantissimo,
perché nessun'altra Regione, fino ad oggi, aveva pensato a fare un
provvedimento del genere, quindi credo che oggi questo è uno degli
atti che nobilita questa finanziaria, che fa diventare questa una
finanziaria importante, proprio perché stiamo vicini a tutti questi
Comuni che in questi anni hanno avuto questo bellissimo
riconoscimento e sono un vanto per l'intera Sicilia.
Il fatto di inserire anche questi due siti naturalistici è un
momento importante, perché credo che devono essere parte integrante
di questo gruppo di siti sia urbani, sia non urbani. Credo che
questo connubio è un connubio importante. Quindi penso che anche
questo emendamento, quindi questo riconoscimento, questo apporto a
crescere questo numero di siti che vengono interessati da questo
provvedimento, è una cosa importante. Quindi da parte nostra, anche
chi ha pensato questo provvedimento, credo che sia qualcosa di
importante.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 93.6?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 93. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 94. Ne do lettura:
«Art. 94.
Contributo convento della Basilica di San Francesco
d'Assisi in Palermo
1. È concesso, per l'esercizio finanziario 2023, un contributo di
400 migliaia di euro in favore del convento della Basilica di San
Francesco d'Assisi in Palermo al fine di permettere un intervento
di manutenzione straordinaria consistente nella messa in sicurezza
e nel restauro della parte di edificio di proprietà della Regione,
gravemente ammalorato da infiltrazioni d'acqua.
2. Ai relativi oneri si provvede a valere sul Fondo Sviluppo e
Coesione 2021-2027».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 95. Ne do lettura:
«Art. 95.
Interventi per la riqualificazione del campo sportivo di Mussomeli
1. Ai fini della riqualificazione del campo sportivo del comune di
Mussomeli è autorizzata la spesa di 1.380 migliaia di euro a valere
sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».
Anche qui la stessa cosa, votiamo per il mantenimento
dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:
«Art. 96.
Interventi di ristrutturazione delle caserme dei carabinieri
nei comuni montani siciliani
1. Al fine di consentire i lavori di ristrutturazione delle
caserme dei Carabinieri situate nei comuni montani siciliani, è
autorizzata la spesa di 10.000 migliaia di euro a valere sulle
risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027».
Anche qui la stessa cosa, votiamo per il mantenimento
dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:
«Art. 97.
Interventi per opere pubbliche di bonifica ad opera dei consorzi
di bonifica
1. Per la realizzazione di interventi di manutenzione
straordinaria delle opere pubbliche di bonifica dei consorzi della
Sicilia e di ogni altra opera pubblica di bonifica finalizzata alla
valorizzazione agricola dei comprensori irrigui è autorizzata la
spesa di 20.000 migliaia di euro a valere sulle risorse FESR 2014-
2020.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono utilizzate per gli
adempimenti connessi alla progettazione e realizzazione delle opere
necessarie alla utilizzazione delle acque per fini irrigui. A tal
fine, per il conseguimento delle finalità di cui al presente
articolo, sono delegati i consorzi di bonifica della Sicilia.
3. I consorzi di bonifica, ai fini dell'attuazione degli
interventi di cui al presente articolo, attingono prioritariamente
tra il personale beneficiario delle garanzie occupazionali di cui
alla legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, all'articolo 106 della
legge regionale 16 aprile 2003 n. 4, alle leggi regionali 1
febbraio 2006, n. 4 e 28 giugno 2010, n. 14, nonché all'articolo 8
della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16.».
Ci sono dei soppressivi. Onorevoli colleghi, sono ritirati i
soppressivi? De Luca, Catanzaro?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Per capire un attimo perché secondo me c'è un attimo di
confusione io non ho compreso. Assessore Falcone, mi può fare
comprendere come stiamo procedendo? Perché abbiamo fatto dall'88 se
per favore ci spiega per avere un minimo di chiarezza che da un
po'di ore siamo tutti qua dentro e non lo stiamo capendo. Sappiamo
che ci sono un taglio quindi un maxi emendamento e sappiamo che ce
n'è un altro. Siccome stiamo andando in ordine sparso, solo per
capire e comprendere perché, altrimenti, c'è grande confusione e
quindi capire qual è il criterio che viene utilizzato sugli
articoli, perché altrimenti andiamo a saltare e purtroppo non si
comprende più.
PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, giusto per
chiarire al Presidente Catanzaro un po' l'ordine dei lavori, come
si procederà. Lo avevamo anche detto poc'anzi.
Dall'articolo 29 all'articolo 90 si sta operando in termini di
maxi emendamento, perché? Perché abbiamo detto che dobbiamo
recuperare spesa e c'era qualche precisazione da fare nei vari
articoli e stiamo procedendo in questo senso, quindi da qui a breve
arriverà il maxi emendamento che va dall'articolo 29 all'articolo
20 scusate dall'articolo 29 che è il contributo al Comune di
Siracusa per i parchi divertimento sino all'articolo 90. Dopodiché,
invece, stiamo procedendo e votiamo questi articoli che ci sono che
riguardano i fondi extraregionali.
Nel frattempo stiamo preparando il maxi emendamento che riguarderà
alcuni interventi con fondi extra regionali, qualche piccolo
intervento, piccolissimo intervento, con fondi regionali e ci sono
poi degli emendamenti di aggiustamento, di norme che non hanno
impegno di spesa, non sono ordinamentali ma non hanno impegno di
spesa, quindi hanno una affinità finanziaria e prima di votarli
chiaramente saranno regolarmente distribuiti, saranno regolarmente
vagliati e insieme potremo eventualmente fare una considerazione di
apprezzamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i soppressivi all'articolo 97 sono
ritirati? Onorevoli De Luca e Catanzaro, sono ritirati?
CATANZARO. I Consorzi di bonifica, sì.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 97. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:
«Art. 98.
Contributo al comune di Polizzi Generosa per il ripristino di aree
colpite da frane
1. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a concedere,
per l'esercizio finanziario 2023, un contributo straordinario di
600 mila euro da destinare al Comune di Polizzi Generosa
finalizzato alle opere di investimento per la sistemazione e la
funzionalizzazione delle aree urbane limitrofe alla frana
verificatasi sulla strada statale 643 nel gennaio 2022.
2. Ai relativi oneri si provvede a valere sul POC 2014-2020».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:
«Art. 99.
Interventi nelle aree del comprensorio del Mela
1. Per l'esercizio finanziario 2023 è autorizzata la spesa
complessiva di 10.000 migliaia di euro in favore dei comuni di
Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del
Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto dichiarati, con decreto
regionale ARTA del 4 settembre 2002, Area ad elevato rischio di
crisi ambientale del comprensorio del Mela , al fine di realizzare
interventi di riqualificazione ambientale e rivitalizzazione
urbana.
2. Il contributo di cui al comma 1 è assegnato a ciascun comune
per il 50 per cento come quota fissa e per il restante 50 per cento
in ragione della popolazione residente.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede con le
risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».
Anche qui ci sono degli emendamenti soppressivi. Colleghi, sono
ritirati?
DIPASQUALE. Sì.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 99. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:
«Art. 100.
Interventi in favore dei comuni per i Teatri di pietra
1. Per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 ai comuni nei cui
territori ricadono i Teatri di pietra e che nell'anno 2022 hanno
superato la soglia di 500.000 presenze turistiche è destinata la
somma di 10.000 migliaia di euro annui, da assegnare in parti
uguali, a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC)
2021-2027, per consentire la realizzazione di interventi di
riqualificazione urbana e messa in sicurezza di edifici pubblici».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Anche in questa finanziaria è possibile inserire di
tutto.
Chiedo scusa, io stasera non posso tornare a casa se non metto
ventimila euro per Sant'Ambrogio, non me l'abbiate a male. Qua ogni
Comune ha ventimila euro, uno per un campo di calcio, l'altro per
una cosa e allora non capisco com'è che qualcuno possa rimanere
fuori. Io vi chiedo un minuto per scrivere un sub emendamento, un
emendamento da presentarvi e porto almeno ventimila euro che non si
riesce a fare il parcheggio di Sant'Ambrogio, Comune di Cefalù
perché non si trovano mai soldi, mi dovete dare il tempo di fare un
emendamento e passarlo, perché veramente ogni Comune ha qualche
cos.
Io non appena torno a casa mi danno legnata stasera, se non porto
un minimo, veramente, lo dico sinceramente, non sto scherzando, è
una cosa mai vista al mondo, ogni comune ha un ventimila, un
trentamila, uno per i carabinieri, uno per il campo di calcio, uno
per l'altra cosa, vi prego di darmi questa possibilità perché mi
danno legnate appena torno a casa stasera.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:
«Art. 101.
Contributo ai comuni per impianti di gas metano
1. Per l'esercizio finanziario 2023 è concesso un contributo di
euro 10.000 migliaia di euro in favore dei comuni privi del
servizio di fornitura del gas metano per la realizzazione degli
impianti idonei alla distribuzione del metano.
2. È altresì concesso, per il medesimo esercizio finanziario, un
contributo di 5.000 migliaia di euro per i comuni per il
completamento degli impianti di distribuzione del metano già
esistenti.
3. Le somme di cui al presente articolo sono ripartite per il 50
per cento in base alla popolazione di cui all'ultimo censimento
ISTAT e per il restante 50 per cento in base al numero dei comuni.
4. Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede con le
risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27».
Onorevoli colleghi, nell'articolo 101 ci sono dei soppressivi,
sono ritirati? Così votiamo direttamente il mantenimento
dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 101. Chi è favorevole resti seduto
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
All'articolo 101 ci deve essere però l'emendamento a cui è
agganciato il sub, come fate ad agganciare? Lo facciamo, onorevoli
colleghi, lo facciamo sull'articolo 102. Va bene.
Onorevoli colleghi, onorevole Micciché, lo può presentare il
subemendamento sull'articolo 103, all'emendamento 103.6.
Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:
«Art. 102.
Interventi per la riqualificazione urbana dell'area
confiscata ex Edilpomice
1. L'Assessorato regionale delle autonomie locali e la funzione
pubblica è autorizzato a concedere un contributo straordinario di
300 migliaia di euro in favore del Comune di Palermo per la
riqualificazione urbana dell'area confiscata ex Edilpomice, in
località Vergine Maria.
2. Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede con le
risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 102. Chi è
favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:
«Art. 103.
Interventi per i lavori di completamento dell'Impianto
Sportivo Polifunzionale Nelson Mandela
1. È erogato, per l'esercizio finanziario 2023, al comune di
Campofelice di Roccella un contributo straordinario di 500 migliaia
di euro per i lavori di completamento dell'impianto sportivo
polifunzionale Nelson Mandela .
2. Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede con le
risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».
Se i colleghi ritirano i soppressivi andiamo direttamente
all'emendamento 103.6, a firma dell'onorevole Sunseri. Se lo vuole
illustrare e nel frattempo fate il sub emendamento nel 103.6.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è una
formulazione che andrebbe rivista un po' anche negli altri articoli
che ho visto scorrendo. Semplicemente non si può dire nell'anno
finanziario corrente quando il fondo è a valere sul Fondo di
sviluppo e coesione perché evidentemente l'emendamento era
immaginato per il bilancio, quindi, lo abbiamo semplicemente
modificato rimanendo la stessa finalità, lo stesso fondo ma non
dicendo per l'esercizio finanziario 2023 .
All'emendamento 103, ripeto, è una formulazione che, a mio avviso,
andrebbe rivista anche negli articoli precedenti perché non ha
senso dire che la copertura di un fondo di sviluppo e coesione è
solo per un esercizio finanziario.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, quello che rappresenta il Presidente Sunseri, in effetti,
era stato già dibattuto con gli uffici dell'Ars, con la Segreteria
generale, eventualmente alla fine se la Segreteria lo consentirà
con l'articolo 117 facciamo poi una norma, diciamo così, che sia di
chiusura.
Ecco c'è anche l'emendamento, me lo aveva sottoposto già il
Presidente Daidone, ecco chiedo scusa.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, io l'articolo 103 lo
accantono così nel frattempo i colleghi preparano il sub
emendamento, quindi, accantoniamo l'articolo 103.
Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:
«Art. 104.
Interventi per le imprese soggette alle applicazioni di
misure
di prevenzione patrimoniale
1. Nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge
regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni, ed in
riferimento al Fondo Sicilia - Sezione specializzata in credito di
cui all'articolo 10 della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9,
IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato ad erogare finanziamenti
agevolati a tasso zero in favore delle imprese con sede in Sicilia
soggette alla applicazione di misure di prevenzione patrimoniale,
ivi compreso sequestro e confisca.
2. Gli interventi agevolativi sono finalizzati al risanamento e al
rilancio delle imprese sulla base di piani asseverati nell'ambito
dei processi autorizzativi da parte della autorità giudiziaria e
dell'Agenzia dei beni confiscati.
3. Agli oneri derivanti al presente articolo, pari a complessivi
10.000 migliaia di euro, si provvede con le risorse del Fondo
Sviluppo e Coesione 2021-27».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:
«Art. 105.
Interventi in favore del comune di Capaci
1. Per la realizzazione degli interventi di riqualificazione dello
spazio esterno del plesso scolastico Gaetano Longo del comune di
Capaci, è autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro a valere
sulle risorse del Programma FSC 2014-2020».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 106. Ne do lettura:
«Art. 106.
Interventi in favore del comune di Floridia
1. Ai fini del completamento degli impianti sportivi comunali di
Floridia - campo di calcio e polivalente, è autorizzata la spesa di
800 migliaia di euro a valere sulle economie del programma FSC 2014-
2020 - Patto per lo Sviluppo della Sicilia».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:
«Art. 107.
Interventi per la ristrutturazione dei centri storici dei comuni
siciliani
1. È autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa di
3.000 migliaia di euro per le finalità di cui all'articolo 33 della
legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e successive modificazioni,
alle quali si provvede tramite IRFIS-FinSicilia S.p.A..
2. Agli oneri derivanti al presente articolo si provvede con le
risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 108. Ne do lettura:
«Art. 108.
Contributo per il mercato ortofrutticolo del comune di Vittoria
1. Per l'esercizio finanziario 2023 è erogato un contributo
straordinario di 600 migliaia di euro per il completamento e la
manutenzione straordinaria del Centro direzionale del mercato
ortofrutticolo di Vittoria, a valere sulle risorse del FSC
2014/2020 - patto per lo sviluppo della Regione siciliana».
Gli emendamenti soppressivi dei colleghi De Luca, Catanzaro e
Intravaia sono ritirati.
Si passa all'emendamento 108.1 a firma dell'onorevole Dipasquale,
il quale mantiene il 108, ritira l'emendamento 108.1 e mantiene
l'emendamento 108.5.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale per illustrarlo.
DIPASQUALE. Assessore, come lei ha visto ho ritirato l'emendamento
108.1 che vedeva una maggiorazione della spesa perché ritengo che
non è a quest'ora accettabile discutere, però mantengo quello
successivo perché va specificato comune di Vittoria per quanto
riguarda l'erogazione del contributo, quindi un fatto tecnico. Ci
siamo assessore, ho ritirato quello precedente dove c'era l'aumento
e ho lasciato quello tecnico.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, il parere del Governo
sull'emendamento 108.5?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo è favorevole, la Commissione è favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 108.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 108. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 109. Ne do lettura:
«Art. 109.
Contributo per il teatro comunale di Ribera
1. Ai fini del completamento del teatro comunale di Ribera è
autorizzata la spesa di 6.000 migliaia di euro.
2. Ai relativi oneri si provvede con le risorse del Fondo Sviluppo
e Coesione 2021-2027».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:
«Art. 110.
Acquisto casa natale di Salvatore Quasimodo
1. Al fine di procedere all'acquisto della casa natale del poeta
Salvatore Quasimodo è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2023, la spesa di 500 migliaia di euro a valere sul POC.».
Comunico che è stato presentato un emendamento fuori sacco.
Onorevole Lombardo, lo vuole illustrare? No, bene.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome per quanto
riguarda l'attività Quasimodo, casa Quasimodo, parco letterario
Quasimodo, visto che nelle somme stanziate potrebbero esserci delle
economie, potrebbero essere utilizzate per l'attività di unione dei
due parchi letterari Modica e Roccalumera.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo lo ritira l'emendamento? Magari lo
ritira e lo trasforma in ordine del giorno.
Lo ritira. Grazie, onorevole Lombardo.
Pongo in votazione l'articolo 110. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 111. Ne do lettura:
«Art. 111.
Recupero del palazzetto dello sport Baden Powell di Modica
1. Al fine di procedere ai lavori di recupero del palazzetto dello
sport Baden Powell di Modica, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2023, la spesa di 1.000 migliaia di euro a valere sul
POC».
Ha chiesto di parlare l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, qua
purtroppo c'è stato un refuso, un dibattito c'è stato, la somma era
quattro milioni di euro non un milione, tant'è che nella prima
formulazione del testo risultò appunto 4 milioni. Successivamente,
poiché non era stato specificato, anche qualche collega aveva fatto
rilevare che c'era un'concorrenza, lo abbiamo, diciamo così, gli
Uffici dell'Assemblea hanno messo 1 milione, ma l'impegno del
Governo era quello di ripristinarlo a 4 milioni.
Quindi avevo chiesto l'emendamento del Governo che è quello di 4
milioni di euro.
PRESIDENTE. Assessore, lo stiamo scrivendo, lo leggiamo e lo
approviamo.
Pongo in votazione l'emendamento 111.3 che stanzia la cifra di 4
milioni di euro. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 111, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 112. Ne do lettura:
«Art. 112.
Interventi in favore dei comuni del libero Consorzio di Siracusa
situati in aree di crisi ambientale
1. Per il triennio 2023-2025 è autorizzata la spesa di 2.000
migliaia di euro annui in favore dei comuni del libero Consorzio di
Siracusa, in condizione di predissesto e dissesto finanziario,
ricadenti nelle UOC aree ad elevato rischio di crisi ambientale, al
fine di realizzare interventi di riqualificazione ambientale e
rivitalizzazione urbana.
2. Ai relativi oneri si provvede a valere sulle risorse del Fondo
Sviluppo e Coesione 2021-2027.".
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 113. Ne do lettura:
"Art. 113.
Interventi per promuovere la sicurezza nelle aree rurali
1. Al fine di incrementare i livelli di sicurezza nelle aree
rurali, a tutela dell'incolumità pubblica e dello sviluppo del
settore agricolo, i dipartimenti regionali dell'agricoltura e dello
sviluppo rurale e territoriale:
a) promuovono intese e protocolli di cooperazione con le
Prefetture-UTG, il corpo forestale, i comuni e le organizzazioni di
settore, per il monitoraggio dei reati contro il patrimonio nelle
aziende agricole della Sicilia, anche al fine di individuare le
aree maggiormente colpite, nonché per il coordinamento delle azioni
di vigilanza e prevenzione;
b) promuovono interventi per il potenziamento della vigilanza
campestre, anche mediante l'acquisizione di servizi di cui al
titolo IV del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in favore delle
aziende agricole singole e associate che insistono nelle aree
maggiormente colpite ed a tutela delle infrastrutture viarie,
irrigue e di comunicazione dei medesimi comprensori.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
10.000 migliaia di euro per ciascun esercizio del triennio 2023-
2025 a valere sulle risorse destinate ai programmi della politica
unitaria di coesione.
3. Entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge la Giunta regionale adotta gli atti di
modifica delle programmazioni eventualmente occorrenti.».
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi vorrei un
chiarimento dall'Assessore. Assessore, scusi, questo articolo 113
dà 10 milioni di euro, ben vengano per incrementare i livelli di
sicurezza delle aree rurali.
Mi può dire in due parole come vengono spesi? Cioè per fare che
cosa? Assumiamo gente che così controlla? Oppure ci saranno un
fatto di strumenti per investimenti che si devono fare?
Se mi può dire per favore questi 10 milioni l'anno più o meno come
dovrebbero essere spesi.
PRESIDENTE. Assessore Sammartino, prego.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Signor
Presidente, onorevole Miccichè, come è noto da anni nell'entroterra
della nostra Regione ma soprattutto in alcune aree d'alta purtroppo
densità criminale, che purtroppo coinvolgono la stragrande
maggioranza delle nostre province, da anni avvengono dei furti sia
nelle campagne ma soprattutto anche negli enti vigilati della
nostra Regione che hanno messo tecnicamente in ginocchio molte
campagne di produzione.
Così come lei legge nel provvedimento, grazie all'ausilio delle
Prefetture con un piano di sorveglianza che insieme alle Prefetture
il Governo ha intenzione di portare avanti, avvieremo una campagna
di incremento di sicurezza per i nostri produttori e soprattutto
per i nostri concittadini che hanno anche le proprietà all'interno
dei terreni in ausilio alle misure nazionali che il PON sicurezza
ha messo in campo. Saranno misure ovviamente concordate con le
Prefetture siciliane sia di vigilanza terrestre che anche di
vigilanza aerea in maniera tale da poter consentire che nelle
nostre campagne si evitino ancora i furti.
La risorsa di 10 milioni, ovviamente, verrà stanziata, così come
dice l'emendamento, al dipartimento e ai dipartimenti in maniera
tale da intrattenere con le Prefetture siciliane il tavolo della
vigilanza.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Assessore, è chiarissimo e sono assolutamente d'accordo
a che si faccia questo.
Ricordo che quando il Ministero dell'economia, di cui facevo
parte, fece questa operazione in tutta l'Italia, quindi
figuriamoci. Ma quello che io vorrei capire, siccome questa cosa si
fa con le Prefetture o questi 10 milioni ogni anno servono per
comprare telecamere per fare, come dire, operazioni di tipo di
controllo aereo, da satellite, o servono per assumere gente. Non è
che ci possono essere tante differenze, tante, tante altre
possibilità.
Per cui vorrei capire se sono previste eventuali, eventuali
assunzioni, per esempio, come vengono previste, come vengono fatte?
Sono uomini della Prefettura e allora le dovrebbe pagare il
Ministero alla Prefettura oppure, per esempio, sono forestali che
in questo momento non lavorano e pensate di portarli a fare
quest'altro tipo di lavoro, cioè vorrei soltanto capire - per
essere sicuro che non stiamo spendendo soldi inutilmente - se
questi soldi sono destinati a qualcosa di concreto.
A quel punto comunque voterò l'emendamento, comunque voterò
l'articolo, ma eventualmente le chiederei la cortesia di inserire
un fatto per cui ogni sei mesi, ogni tre mesi, l'Assessorato in
Assemblea dice come sono stati spesi, perché se no sono 30 milioni
di euro che stiamo dando non si capisce, sinceramente, per quale
finalità, fermo restando che l'obiettivo è corretto, è giusto, però
o scriviamo a che cosa servono oppure sinceramente comincia a
dubitare che sono soldi che non si sa come verranno spesi. Chiedo
scusa, ripeto, comunque voterò l'articolo, però voglio trasparenza
su questo tipo di cosa.
PRESIDENTE. Assessore Sammartino, un'ultima precisazione e poi
andiamo alla votazione dell'articolo.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Onorevole Micciché, io non ricordo cosa lei abbia fatto quando era
al Ministero dell'Economia e la ringrazio perché mi chiede
un'ulteriore precisazione. Se lei legge la lettera a) gli
interventi saranno ovviamente, previe intese e protocolli di
comparazione con le Prefetture UTG, quindi territoriali, tutti gli
interventi verranno stabiliti dalle Prefetture siciliane che hanno
il controllo di dirci anche quali sono le aree di criticità e come
meglio si può intervenire a favore dei produttori.
MICCICHÈ. Non mi vuole rispondere Assessore.
PRESIDENTE. Colleghi i soppressivi sono ritirati? Onorevole
Catanzaro l'emendamento 113.5 è ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, l'emendamento 113.4 è ritirato?
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, noi gradiremmo qualche
chiarimento in più, perché dall'esame dell'articolo si evince
chiaramente che ci si rivolge a istituti di vigilanza privata,
ragion per cui carte sul tavolo spieghiamo le cose come stanno al
Parlamento e poi possiamo anche votare.
PRESIDENTE. Colleghi, o ritiriamo l'emendamento o lo mettiamo in
votazione, cioè o l'uno o l'altro, perché non possiamo continuare a
reiterare le informazioni che già sono state date. Onorevole De
Luca mantiene l'emendamento o lo ritira?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Onorevole Catanzaro il 113.3
e i restanti emendamenti soppressivi sono ritirati?
CATANZARO. Sono ritirati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 113. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 114. Onorevole De Luca c'è l'emendamento
soppressivo 114.5. Lo ritira?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento soppressivo 114.1 è
ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 114.6, a firma
dell'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Assessore, Presidente, ma il Presidente Galvagno che
fine ha fatto?
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, prego.
DIPASQUALE. Assessore, Presidente, questo è un articolo
importante, cioè lo reputo importante, però attenzione perché già
ritorna in quest'Aula. Noi prevediamo cinque anni fa - e io fu
l'artefice della bocciatura - un contributo per diverse migliaia
di euro per giovani coppie che intendono acquistare una casa,
bellissimo.
E' un contributo a fondo perduto, però noi dobbiamo mettere un
limite per l'Isee, cioè non è che possiamo ed è il motivo
dell'emendamento che ho presentato io, cioè chi è che ha bisogno
perché non ha le risorse per potere comprare una casa è giusto che
noi li aiutiamo, ma chi è che ha un Isee importante, infatti io ho
previsto un Isee di 20 mila euro che, guardate, è un Isee mi ha
spiegato bene Cracolici su un'altra cosa tempo fa, è un ISEE
abbastanza alto perché se mettiamo in considerazione in una coppia
se lavora la moglie, se lavora, è un reddito giusto e un ISEE di
ventimila euro ha un significato.
Siccome le risorse sono comunque limitate è bene che noi
finalizziamo questo intervento alle famiglie che hanno, a quelle
giovani coppie che hanno anche più difficoltà economiche, per
questo c'è questo emendamento, assessore, che prevede contributi
alle persone fisiche con ISEE non superiore a ventimila euro,
quindi d'accordo, lo sosteniamo; vi chiediamo solamente di votare
questo emendamento che ci mette in condizione di privilegiare le
coppie che hanno la necessità e hanno più bisogno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Io volevo solo evidenziare all'onorevole Dipasquale che
prevedere un ISEE inferiore a ventimila euro per la
ristrutturazione di una casa significa, con un contributo di soli
quarantamila euro, che noi ristrutturazioni non ne faremo neppure
una, quindi
DIPASQUALE. Non ha capito, l'articolo rimane quello che è, noi
diciamo solamente che chi deve accedere a questo contributo non può
avere ISEE superiore a ventimila euro.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, allora, onorevole Assenza,
completi l'intervento e poi eventualmente ridiamo la parola. Prego,
onorevole Assenza.
ASSENZA. Avevo capito bene, a prescindere che interverrà la
collega Savarino per illustrare meglio la finalità dell'articolo,
che è la collega che ha ideato per prima questo intervento che
credo assolutamente meritevole perché va anche collegato col
discorso, soprattutto, dei centri storici che stanno sempre via via
più imboccando la strada del degrado e dell'abbandono.
Però io, voglio dire, credo che la pur giusta osservazione di fare
una gradualità a favore delle categorie che abbiano meno redditi
propri, però fissarlo in un ISEE di ventimila euro, che sappiamo
come viene calcolato l'ISEE che comprende tutti i componenti del
nucleo familiare, finanche i depositi, le autovetture e
quant'altro, credo che significa, in pratica, darlo solo a quelle
che poi non hanno le finanze per poter completare la
ristrutturazione.
Quindi io credo che se un tetto va messo, va necessariamente
elevato tranne che vogliamo fare veramente un intervento solo spot,
però c'è l'onorevole Savarino che sicuramente meglio di me
illustrerà l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Sì, grazie, signor Presidente. Ricorda bene il collega,
questa è una norma che avevamo elaborato nella scorsa legislatura
in quarta Commissione e che poi in Aula non vide la luce ma che ha
avuto, nell'arco temporale tra l'approvazione in Commissione e poi,
invece, la bocciatura in Aula, un grande seguito, tant'è che i
nostri uffici furono tempestati di telefonate di persone che
volevano sapere come funzionava il contributo, perché chi come me
viene da realtà di piccoli paesi di provincia sa bene che ci sono
tantissime proprietà spesso ereditate, case dei nonni che sono
abbandonate e i ragazzi che le ereditano, i nipoti, sono per lo più
portati a venderle e comprare con quei pochi soldi che racimolano
una casa nelle città.
Si sta creando uno spopolamento dei nostri piccoli paesi a
vantaggio delle grandi città che è incredibile o, peggio ancora,
abbandono delle vecchie case di famiglia.
Questa norma ha più funzioni: una, quella della rigenerazione
urbana, quindi il recupero delle case esistenti che sono per lo più
abbandonate; secondo, un principio di andare contro la
desertificazione dei nostri piccoli centri.
Io capisco, onorevole Di Pasquale, la conosco e so che lei è
spinto da buon senso perché, effettivamente, questo emendamento,
questo articolo parte da un fondo che è di 10 milioni di euro. Ma,
se funziona, abbiamo l'impegno dell'Assessore che questi 10 milioni
possano essere rimpinguati, già in variazioni o l'anno prossimo, se
capiamo che una è formula che migliora la vivibilità dei nostri
centri e che crea un effetto positivo.
E' chiaro che chi ha un reddito minore, onorevole Dipasquale, può
accedere anche alle popolari, e vi parlo di comuni dove, spesso,
anche le case popolari non sono assegnate. Quindi, non c'è questo
problema.
Il problema è quello di incentivare la ristrutturazione e la
rigenerazione urbana, soprattutto nei comuni sotto i 10000
abitanti. Quindi se io posso cercare di andare incontro alla
volontà del collega, lo invito a presentare un ordine del giorno.
Siccome è previsto che il decreto venga fatto dall'Assessore,
magari l'assessore nel punteggio potrà dare un maggiore punteggio a
chi ha un reddito minore a parità di reddito. Può essere questo un
modo per andare incontro a questo principio, che lei ha
esplicitato. Ma snaturare la ratio, che è quella soprattutto della
rigenerazione urbana e di andare contro la desertificazione dei
piccoli centri, io vi invito a non farlo.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, vuole intervenire e poi andiamo
alla votazione, eventualmente, dell'emendamento. Prego, onorevole.
CATANZARO. Grazie, signor Presidente, io ritengo che la norma, che
ha un titolo che si chiama Interventi in favore delle giovani
coppie per la ristrutturazione della prima casa - ragazzi scusate
-, ovviamente è una norma che ha una finalità. Se ci fosse un
importo di contributo per le coppie, 100 milioni di euro, ma noi
abbiamo 10 migliaia di euro. Ovviamente la ratio di questo
emendamento presentato, che va ad inserire un limite ISEE, non mi
pare che possa sconvolgere la norma. Perché se noi facciamo, ad
esempio, una riflessione con quello sul paragone che si mette come
bando DPCM per gli studenti che partecipano alle borse di studio,
quando tu - assessore Falcone, la prego di ascoltarmi - quando,
ovviamente, si partecipa alla borsa di studio, si deve mettere un
importo ISEE ed ISP - quindi stato patrimoniale e stato economico -
che prevede un limite per la partecipazione alle borse di studio.
Altrimenti, signor Presidente, tutti possono partecipare a quel
bando e, avendo un budget definito, è chiaro che non possono
attingere tutti a quello che è la borsa di studio. Quindi, secondo
me, lo spirito di questo emendamento, proprio per la norma che è
l'articolo 114, è finalizzato a quelle giovani coppie che hanno un
importo, sicuramente, reddituale che non è così elevato da potersi
permettere, come dire, somme enormi per la ristrutturazione di una
casa. Quindi, secondo me, la ratio che - sicuramente io rispetto
agli interventi dell'onorevole Savarino, del collega Assenza - però
la ratio dell'emendamento che noi inseriamo, su questo articolo, ha
una sua logica legata a quello che è l'importo per le giovani
coppie. Quindi io chiederei al Governo di dare una lettura attenta,
per poter dire di apprezzare questo emendamento mettendo un limite
ISEE.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Devo dire, onestamente, che ho letto con attenzione
questo articolo e trovo, intanto, una contraddizione tra il titolo
e l'articolo. Nel titolo si parla di giovani coppie, nell'articolo
il concetto di giovane non c'è più. Relativo che vuol dire? No, nel
senso se è un'attività finalizzata alle giovani coppie, dobbiamo
scrivere nell'articolo che sono giovani coppie, cosa sono le
giovani coppie.
Attenzione perché possiamo fare anche bene degli articoli che poi
dovranno trovare attuazione e poi c'è qualcuno, che non è un
deputato, ma che normalmente è un funzionario che dovrà attuare una
norma e nell'incertezza sapete tutti che la migliore forma di
amministrazione che vige, anche nella nostra Regione è la
cosiddetta amministrazione difensiva, cioè non faccio nulla.
Allora prima questione: giovani, se sono i giovani specifichiamo,
chi sono i giovani e che vuol dire giovani, cioè qual è il concetto
anagrafico della coppia giovane. Io non ci credo. Ti stavo facendo
una cattivissima battuta.
Seconda questione: come si fa a stabilire la ristrutturazione,
laddove il contributo si limita ad essere un contributo di 40.000
euro, per la disponibilità alla ristrutturazione.
Questa disponibilità come la verifico? Cioè ottengo il contributo
in nome di una promessa di ristrutturazione? Posso poi non
ristrutturare, c'è un elemento eventuale di norma che mi obbliga a
ristrutturare entro un certo tempo dal momento in cui ottengo il
finanziamento?
Attenzione il decreto è uno strumento attuativo di una norma. Le
norme devono come dire definire i diritti che la norma vuole
intraprendere; non possiamo affidare ad un decreto il compito di
stabilire se la ristrutturazione deve avvenire, entro sei mesi,
entro un mese, entro un anno, se non previsto dalla legge; quindi
il decreto lo può stabilire se la legge dice che cosa devi fare al
momento in cui ottiene il finanziamento.
La questione che poneva il collega Dipasquale. Intanto, non è
vero, e lo dico al collega Capogruppo di Fratelli d'Italia,
scusate, sono stanco, Assenza, reddito isee 20.000 non è un reddito
di 20.000 euro, chiaro?
No è molto di più; il reddito reale, vado a spanne, mediamente un
reddito Isee di un nucleo familiare 20.000 è un reddito che può
arrivare anche a 40.000 euro. Reddito 20.000 Isee non è reddito
reale. Allora anche qui, la finalità di questa legge è come dire
promuoviamo il contributo di 40.000 euro in maniera indistinta,
anche perché poi è vero che la priorità, ecco, questo, ha fatto
bene, la priorità è alle aree interne, i piccoli comuni, diecimila
abitanti, ma è una priorità, è una graduatoria, quindi non è che si
esclude chi non fa la ristrutturazione dei diecimila abitanti o
nelle aree interne o nelle aree montane, però se non mettiamo un
limite di reddito, guardate che questa è una di quelle norme, che
inevitabilmente, chiunque, chiunque tra l'altro non avendo vincoli
iniziali è una promessa di ristrutturazione, chiunque potrà fare
istanza, per ottenere un contributo di 40.000 euro.
Avete chiara la dimensione? Altro che dieci milioni di euro. Non
so se arriveremo forse a un miliardo di euro per una misura del
genere. Quindi io la valuterei un po'meglio da parte del proponente
e forse la scriverei un po'meglio per dare effettività di
attuazione a questa norma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Onorevole Dipasquale, mantiene l'emendamento o lo ritira?
DIPASQUALE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo mantiene. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo, assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DIPASQUALE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 114.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 114.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 20
Contrari 35
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 114.4. E' ritirato, onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato il 114.7, onorevole Dipasquale? Prego.
DIPASQUALE. Fermo restando quello che ha detto benissimo
l'onorevole Cracolici, noi di fatto stiamo mettendo un fondo,
creando un fondo di 10 milioni di euro per dare a fondo perduto a
chiunque e con qualunque reddito la possibilità di avere 40 mila
euro. Vi state assumendo questa responsabilità, l'avete fatto
palesemente, speriamo che qualcuno ve ne chieda conto e ragione.
Questo articolo per quanto riguarda, lo spiego, onorevole
Cracolici Io ho messo questa modifica al comma 2 perché ha detto
la collega Savarino che noi vogliamo agevolare
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, se non parla attraverso il
microfono non la sentiamo, e non la sento nemmeno io. Grazie.
DIPASQUALE che si vuole agevolare coloro che vivono nel centro
storico. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Pongo in votazione l'articolo 114. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:
Art. 115.
Provvedimenti in favore della zootecnia
1. Per l'esercizio finanziario 2023 l'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea è
autorizzato a concedere un contributo di 10.000 migliaia di euro, a
valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, in favore delle
aziende zootecniche di carni siciliane finalizzato a contrastare i
rincari conseguenti alla guerra in Ucraina e all'abbattimento dei
costi di produzione.
2. Per l'abbattimento del 60 per cento degli interessi passivi dei
finanziamenti tramite confidi delle aziende agricole di produzione
e trasformazione è autorizzata la spesa di 5.000 migliaia di euro
per gli esercizi finanziari 2023 e 2024 a valere sul fondo di
Sviluppo e Coesione .
Ci sono dei soppressivi. Onorevole De Luca, onorevole Catanzaro,
li ritirate? 115.4, 115.1, e 115.3. Sono ritirati. grazie.
Emendamento 115.5. Onorevole Dipasquale, lo mantiene o lo ritira?
Prego, lo vuole illustrare, prego.
DIPASQUALE. E' semplicissimo. Questo articolo, il 115, chi ha
preparato il 115, non sa che esistono anche gli allevamenti
zootecnici di carne di latte, nel senso che prevede un
finanziamento, un contributo di 10 milioni di euro solo alle
aziende zootecniche di carne. Io prevedo, io prevedo, io prevedo un
chiarimento. Ritengo che sia necessario chiarirlo e inserire da
latte, da latte, quindi inserirlo non è un problema. Ha questo
significato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
Va bene, onorevole Dipasquale.
ABBATE. Grazie, signor Presidente. Questo provvedimento nasce
dall'esigenza di poter sanare un torto che si era fatto in
precedenza. Che significa? Abbiamo avuto un incontro in II
Commissione con le associazioni di categoria, le quali hanno
chiesto di potere intervenire, perché alla fine della scorsa
legislatura e, poi, all'inizio di questa legislatura si è dato
corso a un provvedimento di aiuto per tutte le razze da latte per
quanto riguarda l'abbattimento dei costi di produzione. In questo
momento si sta concludendo l'iter per potere erogare il contributo
a tutte quelle aziende. Allora, quando fu fatto quel provvedimento,
non fu inserito quello da carne. E quindi, con questo
provvedimento, si va a sanare un vulnus rispetto a quella norma che
era stata fatta. Quindi con questo provvedimento tutte le aziende,
da carne e da latte, avranno quell'aiuto che devono avere per il
rincaro delle materie prime per la produzione.
Inoltre si sta inserendo, visti i tassi che stanno crescendo, per
quanto riguarda l'anticipazione per le banche e per quanto riguarda
i prestiti di conduzione agricola, la possibilità di potere
abbattere 60 per cento quelli che sono i costi degli interessi
passivi che gravano sulle aziende. Quindi un precedente importante,
che viene incontro alle esigenze delle aziende agricole di
produzione zootecnica, per completare il provvedimento iniziale che
era già stato fatto, quindi questo conclude tutto e da la
possibilità, come hanno chiesto le associazioni di categoria
agricole, di poter venire incontro alle esigenze e supportare tutto
il mondo zootecnico siciliano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
Assessore Sammartino, vuole intervenire per precisare? Grazie.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
signor Presidente. Intervengo in maniera veramente molto breve.
Onorevole Dipasquale, ho sentito l'intervento del Presidente
Abbate. Come lei ben saprà, onorevole Dipasquale, il precedente
Governo regionale aveva immaginato una misura di aiuto per gli
allevamenti e, quindi, per tutte le centrali di produzione da
latte. Soprattutto nel periodo post pandemico e anche nel periodo
che ha accompagnato il conflitto russo-ucraino il comparto
zootecnico italiano, ma quello siciliano, ha vissuto un momento di
grande difficoltà.
Con l'insediamento del nuovo Governo abbiamo coperto la spesa per
quanto riguarda le produzioni da latte. Questo intervento, come ben
diceva l'onorevole Abbate, è dedicato alle vacche da carne e,
quindi, è dedicato esclusivamente a chiudere il ciclo degli aiuti e
degli interventi che il comparto zootecnico siciliano e la
produzione della carne ha subito.
Quindi nessuno ha dimenticato niente, onorevole Dipasquale, la
volevo tranquillizzare: le procedure per le vacche da latte stanno
completando l'erogazione per le aziende e così aiutiamo la
zootecnica di produzione delle carni.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Dipasquale?
Il parere del Governo sull'emendamento 115.5?
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Io ho l'impressione che state prendendo una piega, non
clientelare, di più. Che vuol dire che l'abbattimento del 60 per
cento degli interessi è relativo solo alle aziende che agiscono
attraverso i confidi? Cioè se un'azienda si rivolge ad un sistema
creditizio tradizionale non ce l'ha? Ma siete impazziti? Come fate
le norme? Cioè siamo in presenza di principi ordinamentali che
devono essere astratti e generali. Che cos'è, una norma fotografia?
C'è qualche confido che dobbiamo finanziare con questa norma? E
allora si faccia una norma che finanzia il confido.
Signori, non si possono fare queste norme. Chiedo al Governo di
riscrivere questa norma.
PRESIDENTE. Allora, assessore Sammartino, interviene lei? Prego.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
signor Presidente, il mio intervento di poc'anzi era dedicato a
rivolgere la risposta all'onorevole Dipasquale in merito alle
vacche da latte, le vacche da carne. La sollecitazione
dell'onorevole Cracolici è puntuale e pertinente. E' uscito scritto
dalla Commissione Bilancio. Chiedo agli Uffici della Commissione
Bilancio di rivedere, insieme al Governo, questa parte della norma.
Quindi, lo accantoniamo, se è possibile, signor Presidente.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Va bene.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo, colleghi.
Accantoniamo l'articolo 115 e andiamo all'articolo 116. Ne do
lettura:
Art. 116.
Contributi per la valle del Belice
1. Per fronteggiare i danni derivanti dalla tromba d'aria del 30
settembre 2022 nella Valle del Belice di cui alle delibere di
Giunta n. 550 e n. 551 del 25 novembre 2022 è autorizzata la spesa
di 1.500 migliaia di euro a valere sui fondi della politica
unitaria di coesione .
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole...
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedo
scusa, c'è un emendamento tecnico perché specifica che i danni sono
alle infrastrutture pubbliche. Mentre abbiamo votato prima i danni
e un contributo al Comune per gli indennizzi ai privati, questo è
per i danni alle infrastrutture pubbliche.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 116.3. Il parere
della Commissione?
CARONIA, componente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 116. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:
Art. 117.
Contributo al comune di Giarre per la ristrutturazione del
Palazzetto dello sport
1. Al fine di consentire la ristrutturazione del Palazzetto dello
Sport Palacannavò di Giarre, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a concedere,
per l'esercizio finanziario 2023, un contributo di 300 migliaia di
euro al comune di Giarre.
2. Ai relativi oneri si provvede con fondi a valere sulle risorse
del FSC 2021/2027 - Patto per lo sviluppo della Regione siciliana .
Ci sono emendamenti? Sono solo soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 117. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:
Art. 118.
Contributo al comune di Paternò per la progettazione e la
riqualificazione
del Palazzetto dello Sport
1. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica è autorizzato a concedere, per l'esercizio finanziario
2023, un contributo straordinario di 500 migliaia di euro al comune
di Paternò per la progettazione e la riqualificazione del
Palazzetto dello Sport.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.
Ci sono sempre solo dei soppressivi e c'è pure un modificativo che
è dell'onorevole Ardizzone. Chiediamo prima agli onorevoli De Luca
e Catanzaro se ritirano i soppressivi. Ritirati. Onorevole
Ardizzone, 118.6?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente, è semplicemente un
modificativo come del 103 che abbiamo accantonato precedentemente.
Semplicemente per uniformare la norma ad evitare... l'esercizio
finanziario 2023 ma lasciando la stessa finalità e le stesse somme.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 118.6. Il parere del
Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARONIA, componente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
L'emendamento 118.1 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 118, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:
Art. 119.
Istituzione del Fondo Famiglia
1.La Regione istituisce un fondo denominato Fondo Famiglia
presso il Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche
Sociali, con una dotazione economica di 5.000 migliaia di euro.
2. La Regione, al fine sostenere i nuclei familiari numerosi,
istituisce a favore delle famiglie con almeno tre figli a carico un
contributo annuale pari a 1.000 euro per le famiglie con tre figli.
Il contributo è incrementato di euro 200 per ogni figlio oltre il
terzo nato nel corso del 2023.
3. La Regione, ai fini di sostenere le famiglie in difficoltà,
istituisce un contributo una tantum di euro 5.000 a favore delle
famiglie che hanno lo sfratto esecutivo in corso, per la
sospensione delle procedure.
4. Possono accedere ai contributi di cui al presente articolo le
persone fisiche che hanno un valore dell'indicatore della
situazione economica equivalente (ISEE) non superiore ad euro
10.000.
5. I contributi di cui ai commi 2 e 3 possono essere cumulati tra
loro nonché con ulteriori eventuali contributi previsti allo stesso
titolo da disposizioni nazionali.
6. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, da emanarsi entro 30 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le
modalità di attuazione, fermo restando che l'erogazione dei
contributi deve avvenire entro 60 giorni dalla presentazione della
relativa istanza da parte degli aventi diritto.
7. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si
provvede con le risorse del FSE .
C'è il soppressivo degli onorevoli De Luca e Catanzaro. Sono
ritirati? Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Sì.
PRESIDENTE. C'è il 119.10, dell'onorevole Dipasquale, che aumenta
la dotazione del Fondo famiglia.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente della Regione, mi rivolgo a lei, glielo
avevo detto già nel mio intervento iniziale nella discussione
generale. Questo articolo, il 119, che ha voluto il Partito
Democratico ed è stato accolto dal Governo, relativo all'intervento
economico per le famiglie numerose e bisognose, perché noi abbiamo
voluto mettere l'ISEE, voi non l'avete voluto fare per gli
interventi per le giovani coppie, noi l'abbiamo voluto fare,
riteniamo che se c'è una lira debba essere utilizzata specialmente
per chi ne ha più bisogno. Riteniamo, Presidente, che prevedere
cinque milioni di euro per questo intervento sia veramente troppo
riduttivo.
Guardi, Presidente, in questa Finanziaria ci sono cinque milioni
di euro per combattere il randagismo che è una cosa utile,
necessaria, ma equiparare l'intervento per le famiglie numerose e
per le famiglie che hanno lo sfratto in corso a un intervento per
la lotta al randagismo mi sembra veramente mortificante.
Noi ovviamente avevamo chiesto di più. Io vi prego, c'è questo
emendamento che aumenta l'importo, se voi siete in condizione di
farlo, ma per uscirne tutti bene perché domani diranno che questa
finanziaria contiene alcune norme che, magari, sono buone e che
rispetto ad altre non hanno avuto le risorse necessarie.
Quindi, io vi chiedo di sostenerlo, se serve possiamo diminuirlo
almeno portarlo a 10, dipende dalla disponibilità dell'Assessore,
ma è un intervento qualificante; ritengo che considerarlo come la
lotta al randagismo sia veramente assurdo.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, credo che le
motivazioni dell'onorevole Dipasquale siano meritevoli di
apprezzamento, magari non nella misura che è stato detto,
raddoppiare lo stanziamento attuale. Per cui, se gli Uffici possono
fare un sub emendamento di 10 milioni complessivi.
PRESIDENTE. Allora sostituiamo "cinque" con "dieci", lo possiamo
votare direttamente così se l'onorevole è soddisfatto?
DIPASQUALE. Si, sono soddisfatto.
PRESIDENTE. Va benissimo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Ringrazio il Presidente della Regione e l'assessore
Falcone per questa disponibilità che non è che una disponibilità,
questa è una norma nostra che dà la possibilità di dare....
PRESIDENTE. Va bene allora. Pongo in votazione l'emendamento
119.10 così come subemendato con "10 milioni" anziché "5 milioni".
Il parere del Governo? Immagino favorevole.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 119.5, a firma dell'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Tutti ritirati? Ok. Anche gli altri, onorevole
Catanzaro?
CATANZARO. Sì, tutti ritirati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 119. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all' articolo 120. Ne do lettura:
«Art. 120.
Borse di studio mediche e di area sanitaria
1. Per le finalità di cui all'articolo 93 della legge regionale 15
aprile 2021, n. 9, per il triennio 2023-2025, la relativa spesa
annua a valere è incrementata di 1.800 migliaia di euro per
l'esercizio 2023 e di 4.800 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi 2024 e 2025.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
sulle risorse del Fondo Sociale Europeo 2021-2027».
Ci sono degli emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli
Catanzaro, De Luca, che sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 120. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 121. Ne do lettura:
«Art. 121.
Contributo alle Università siciliane per borse di studio
per scuole di specializzazione in area medica
1.Per contrastare il fenomeno dell'emergenza sanitaria sul
territorio regionale nei settori specialistici dove è più a rischio
la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, l'Assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale, di
concerto con l'Assessore regionale per la salute, è autorizzato ad
erogare, nel triennio 2023/2025, alle Università siciliane un
contributo annuo pari a 5.000 migliaia di euro per la istituzione
di seicento nuove borse di studio di area medica da destinare ai
laureati residenti in Sicilia per l'iscrizione alle scuole di
specializzazione in anestesia e rianimazione e terapia intensiva,
in medicina di emergenza-urgenza, in malattie dell'apparato
cardiovascolare, in ortopedia e traumatologia, in pediatria, in
radiologia con indirizzo neurologico-radiologico-interventistica.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede a valere
sulle risorse del Fondo sociale europeo 2021-2027».
Ci sono degli emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli
Catanzaro, De Luca. Sono ritirati?
Gli emendamenti sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 121. Onorevoli colleghi, c'è un
semplice refuso alla fine dove c'è scritto "in radiologia con
indirizzo neurologico - radiologico - interventistica", si
sostituisce con "neurologia - radiologica - interventistica".
LACCOTO. C'è un errore sul numero. Posso intervenire, per favore?
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Prego, onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, l'emendamento era partito in
Commissione con 600 borse di studio con 12 milioni; se poi in una
riunione con i Rettori si è diminuito a 5 milioni non possono
essere 600 borse di studio, quindi, dobbiamo fare una correzione
che sono 250, non è che parlo per caso così L'estensore sono io
con la Commissione e, quindi, bisogna correggere a "250" tutto
questo.
PRESIDENTE. Allora, Grazie onorevole Laccoto. Facciamo un
subemendamento, facciamo un subemendamento che sostituisce le
parole seicento con duecentocinquanta . Grazie all'onorevole
Laccoto. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 121.
Si passa all'articolo 122. Ne do lettura:
«Art. 122.
Convenzione tra la Regione e l'Istituto Oasi Maria SS. Di Troina
Onlus
1. Al fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività
dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedale
classificato specializzato Oasi Maria SS. di Troina Onlus,
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro stipula entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge una convenzione che regoli i rapporti con
l'istituto per il triennio 2023-2025, con particolare riferimento
alle funzioni assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei
limiti di quanto previsto dall'articolo 8 sexies del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, che prevede, tra le predette
funzioni, anche la forte integrazione fra assistenza ospedaliera e
territoriale, sanitaria e sociale, per patologie croniche di lunga
durata o recidivanti.
2. Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 5.000 migliaia
di euro annui per il triennio 2023-2025, si provvede, per ciascuno
degli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025, a valere sulle risorse
del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Missione 12.
Programma 2, capitolo 183357)».
Ci sono degli emendamenti soppressivi da parte degli onorevoli
Catanzaro, De Luca, Intravaia. Ritirato, grazie.
C'è un emendamento dell'onorevole Catanzaro, quello che limita
l'applicazione della norma all'anno 2023 e prevede una modifica
tecnica alla copertura. Ritirato, grazie. Poi c'è n'è un altro
dell'onorevole Catanzaro che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 122.7, del Governo, quello del limite
dell'applicazione della
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Grazie, Presidente. Volevamo chiarimenti da parte del
Governo in ordine all'emendamento presentato che, nella sostanza,
riduce la copertura finanziaria da tre anni a uno sostanzialmente
assessore Falcone.
Questa norma viene ripresentata dal 2009 all'Assemblea regionale
siciliana, è stata sempre approvata per tre esercizi finanziari, fa
riferimento come copertura al Fondo nazionale delle non
autosufficienze. Gli ultimi due provvedimenti normativi risalgono
al 2016 e al 2020.
Per quanto riguarda il Fondo nazionale delle non autosufficienze,
negli ultimi anni il Governo nazionale ha sempre incrementato i
fondi destinati alle Regioni; per quanto riguarda l'esercizio
finanziario 2023, il fondo a livello nazionale incrementato di
cento milioni di euro; per quanto riguarda l'esercizio finanziario
2024, il fondo subirà un ulteriore incremento e stessa cosa per
quanto riguarda il 2025. Parliamo del comma 189 della legge di
stabilità.
Per cui, inviterei il Governo Presidente Schifani, assessore
Falcone, assessore Albano, a ritirare questo emendamento e
prevedere, come è stato fatto in altre occasioni, la copertura
finanziaria sulla triennalità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, questo emendamento è stato condiviso
dall'Assessore in Commissione a tal punto - mi ascolti assessore
Falcone con lei parlo, Falcon o Falcao come l'ho definito, non per
il mitico calciatore ma per un'altra ragione che Falcone capisce da
solo, Falcao -. Questo emendamento è stato a tal punto condiviso
che c'erano prima un milione di euro di fondi propri e, grazie al
fatto che viene finanziato con il Fondo delle fragilità, abbiamo
dato copertura a cinque milioni utilizzando interamente una parte
del fondo fragilità per il 2023, ma era evidente, tant'è che la
norma è stata approvata, con una pluriennalità di finanziamento,
ripeto, oltretutto dal fondo per le fragilità.
Non lo capisco questo emendamento del Governo, Assessore. Mi
auguro o che ci sia una ragione tecnica talmente rilevante da
specificare questo emendamento, ma questo emendamento è in
contraddizione con la ragione per la quale è stato approvato in
Commissione. Quindi, mi auguro che sia lo stesso Governo a valutare
il ritiro del suo emendamento.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, ha facoltà di parlare.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, il
ragionamento che fanno i colleghi che hanno articolato poc'anzi,
come dire, è certamente fondato, però dall'altro lato, il Governo
ha messo e ha inserito questo emendamento per cui siamo anche
disponibili a rivedere, a subemendare.
Perché lo abbiamo fatto? Perché il Fondo nazionale delle non
autosufficienze è un fondo che viene dato ogni anno, ma è un fondo
che potrebbe non dipendere da noi, non abbiamo la certezza. Ecco
perché noi abbiamo detto non diciamo no alle risorse che abbiamo
stanziato, ma diciamo nel limite delle risorse .
Eventualmente, per un attimo ci possiamo fermare perché l'idea
potrebbe anche essere quella del triennio, ma in ogni anno,
esercizio finanziario, nel limite dei 5 milioni, perché se i soldi
ci sono, come dire, li assegniamo; nel caso malaugurato in cui non
fossero sufficienti allora così noi non creiamo nessun buco di
bilancio.
Però, sarebbe il caso magari, signor Presidente, di accantonarlo
un attimo perché così con gli Uffici posso fare una ulteriore
ricognizione.
PRESIDENTE. Va bene, allora accantoniamo l'articolo.
Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:
«Art. 123.
Contributo all'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice nel comune di
Cesarò
1. Per la progettazione e realizzazione degli interventi di
manutenzione straordinaria del complesso dell'Istituto Figlie di
Maria Ausiliatrice sito nel comune di Cesarò, è erogata la somma di
240 migliaia di euro in favore del medesimo istituto.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante risorse a
valere sul POC 2014-2020».
Ci sono degli emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 124. Ne do lettura:
«Art. 124.
Istituzione presso l'IRFIS della Sezione specializzata per il
sostegno finanziario agli enti e alle imprese esposte agli aumenti
dei costi energetici
1. Al fine di compensare i maggiori oneri derivanti dall'aumento
del costo dell'energia elettrica, evitando squilibri economico
finanziari per gli enti e pregiudizi per la continuità del servizio
idrico integrato di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, è istituita presso il Fondo Sicilia di cui all'articolo 2
della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive
modificazioni, la Sezione specializzata per il sostegno
finanziario agli enti e alle imprese esposte agli aumenti dei costi
energetici , finalizzata ad assicurare la continuità del servizio
idrico integrato.
2. Il fondo è destinato al finanziamento dei maggiori costi
energetici, riconoscibili e riconosciuti in sede di conguaglio,
nell'ambito delle manovre tariffarie regolarmente approvate dagli
enti di regolazione. Il fondo ha natura rotativa, in quanto le sue
disponibilità vengono ricostituite attraverso il rimborso da parte
dai soggetti utilizzatori. A tal fine, i beneficiari provvedono
alla restituzione delle somme attraverso i conguagli tariffari,
riconosciuti dalle autorità di regolazione, entro i limiti di
aumento annuale applicabili alle manovre tariffarie.
3. Possono accedere al fondo gli enti e le società che svolgono il
servizio di captazione, adduzione, distribuzione del corpo idrico,
del servizio di fognatura e depurazione, come disciplinato
dall'articolo 141, comma 2 del decreto legislativo 152/2006, previa
regolare convenzione sottoscritta con l'Ente di governo dell'ambito
territorialmente competente.
4. Per le finalità del presente articolo, in fase di prima
applicazione, il Governo della Regione, è autorizzato, ai sensi e
per gli effetti della normativa dell'Unione europea e nazionale
vigente, alla utilizzazione delle risorse dei Fondi POC per
complessivi 15.000 migliaia di euro.
5. Con decreto interassessoriale dell'Assessore regionale per
l'economia e dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità sono stabilite le modalità ed i criteri per
l'erogazione e la restituzione delle risorse».
Gli emendamenti sono tutti soppressivi. Onorevole Catanzaro, sono
ritirati?
CATANZARO. Sì, li ritiro.
PRESIDENTE. Stessa cosa, onorevole De Luca?
DE LUCA ANTONINO. Sì, li ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 124. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, sono rimasti gli articoli 115, 103 e 88.
Si passa all'articolo 115, in precedenza accantonato.
All'articolo 115 c'è l'emendamento sul tablet che è denominato
115.7, che sopprime i confini. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 115.6, a firma della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 115. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 103, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 103.6, a firma dell'onorevole Sunseri,
che è corretto.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 103.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 103.
MICCICHÈ. Avete votato il subemendamento?
PRESIDENTE. Non è ancora arrivato. Aspettiamo, tanto ancora non
abbiamo votato l'articolo. Ha fatto bene perché lo stavo mettendo
in votazione. Ora lo leggo, lo metto in votazione e lo carico nel
tablet.
Allora, colleghi, trovate sul tablet l'emendamento 103.6.1. E'
quello dell'onorevole Micciché, onorevole Sunseri. l'ha visto
onorevole Sunseri?
Pongo in votazione l'emendamento 103.6.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 103, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Dov'è l'assessore Falcone? C'era la riscrittura del Governo.
Allora, c'è un emendamento fuori sacco, dov'è l'onorevole Sunseri?
Onorevole Sunseri, c'è un emendamento fuori sacco che è tecnico se
lo voleste leggere, è della Commissione, è già distribuito, in
attesa che arrivi il Governo; serve a garantire la conformità
dell'utilizzo dei fondi comunitari. E' l'emendamento A.184, è tra i
fuori sacco.
Onorevole Sunseri, l'ha letto? Se l'avete letto io faccio dare il
parere e lo votiamo. Era, più che altro, tecnico. Assessore
Falcone, c'era questo emendamento tecnico vostro, lo stiamo
mettendo in votazione. E' della Commissione, scusatemi. Allora,
abbiamo distribuito l'emendamento A.184. E' un emendamento tecnico.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, votiamo gli articoli. Prima quello dell'Oasi di Troina e
dopo voteremo quello delle farmacie rurali. Poi abbiamo 88, 89 e 90
e poi voteremo i due maxi. Colleghi, sempre sul tablet, trovate la
riscrittura del Governo. Il 122.7.R. Avete avuto modo di leggerla,
colleghi, la riscrittura? Benissimo. Allora, votiamo l'emendamento
122.7.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione il 122. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 88, Farmacie rurali , in precedenza
accantonato.
Questo fascicolo parte dal 91, quindi qui. Allora, siamo
all'articolo 88.
DE LEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 88 ma anche sull'emendamento 88.13 e sul
subemendamento.
L'articolo 88 riguarda le farmacie rurali, tanto amate quanto
dimenticate e noi abbiamo deciso di riaccendere i riflettori, lo
abbiamo fatto con la sensibilità dell'assessore Falcone, in quanto
le farmacie rurali sono quelle ubicate in quei comuni o quelle
frazioni, con una popolazione non superiore a 5.000 abitanti e
queste farmacie senza un aiuto non riusciranno a sopravvivere,
quindi le stesse hanno più volte dichiarato il rischio chiusura e
questo comporterebbe un danno per i cittadini, ma anche un danno
economico per la Regione che dovrebbe comunque garantire un
presidio.
In questi paesi disagiati la funzione del farmacista è poliedrica
perché si va dal servizio cortesia all'anziano, al supporto
farmacologico e di primo soccorso, oltre tutti i problemi logistici
che queste farmacie hanno essendo ubicate appunto anche in zone
montane.
Chiaramente noi avevamo individuato un impegno di circa 3 milioni
di euro, oggi la disponibilità e di 500 mila euro, sono pochi ma
sono qualcosa e sulla base di questo abbiamo dovuto fare delle
modifiche attraverso un emendamento e un subemendamento, delle
modifiche tecniche, quindi abbiamo diciamo dovuto reimpostare
l'articolo 88 perché sono cambiate appunto le cifre e quindi le
risorse.
In particolare abbiamo specificato che i 500 mila euro sono ad
integrazione di quanto già previsto dalla legge citata in calce
all'emendamento e quindi abbiamo specificato la distribuzione delle
risorse che vanno redistribuite sulla base degli abitanti.
Credo che oggi approvando questa proposta si contribuisce a
tutelare la salute umana nel rispetto dell'articolo 32 della
Costituzione. Grazie.
PRESIDENTE. I soppressivi all'88 sono ritirati? Ritirati. Grazie.
L'emendamento 88.13 non si può votare. Gli altri sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 88. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:
«Articolo 89
Tasse sulle concessioni governative regionali
1. All'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 24, e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 1 quater è aggiunto il seguente:
1 quinquies. A decorrere dall'1 gennaio 2024 non si applicano le
voci di cui ai numeri d'ordine 6, 19, 36, 37, 38 e 45 della tariffa
allegata al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230 e successive
modificazioni. ;
b) il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. A decorrere dall'1 gennaio 2024, i pagamenti delle tasse sulle
concessioni regionali, delle sanzioni e degli interessi, sono
effettuati esclusivamente secondo le modalità previste
dall'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale,
di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive
modificazioni. ;
c) il comma 7 è abrogato a decorrere dall'1 gennaio 2024».
Ci sono dei soppressivi, solo soppressivi. Ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 89. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:
«Articolo 90
Modifica all'articolo 27 della legge regionale 10 agosto 2022, n.
16
1. Al comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 10 agosto
2022, n. 16, le parole l'esercizio finanziario 2024 sono
sostituite dalle parole l'esercizio finanziario 2025 .».
Ci sono dei soppressivi, a firma degli onorevoli Catanzaro e De
Luca. Onorevole Catanzaro sono ritirati?
(L'onorevole Catanzaro dal proprio posto fa cenno di sì)
PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Pellegrino, il 90.3.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era un
errore, una correzione tecnica, perché era stato scritto
sostituisce piuttosto che aggiunge ; erano due anni 2023 e 2024
e si sostituisce 2024 con 2025, si voleva scrivere aggiunge ,
piuttosto che sostituisce . E' un errore grafico.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, non so i colleghi
forse non hanno capito. L'articolo va riformulato nel senso che,
alle parole sono sostituite' bisogna dire 'sono aggiunte', cioè al
24 stiamo aggiungendo anche il 25 che è un esercizio finanziario.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 90.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 90. Che cosa manca ancora?
Allora stiamo distribuendo il primo maxi che rappresenta la
riduzione che aveva spiegato prima l'assessore Falcone.
Assessore Falcone, allora un'ora
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Inviterei la Presidenza e il Governo a fermarsi
mezz'ora, 45 minuti, un'ora per arrivare in Aula, diciamo, con la
prosecuzione dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, ci vediamo tra un'ora. Onorevole Catanzaro,
nel frattempo direi che distribuiamo il primo emendamento.
La seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.37, è ripresa alle ore 00.46)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, se vuole rinviamo di dieci minuti,
se serve.
CRACOLICI. Ora basta Si rinvia a domani
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se vuole intervenga sull'ordine
dei lavori.
CRACOLICI. Scusate, c'è rispetto per tutti Noi è da stamattina
dalle 10.00 che siamo qui Abbiamo superato le 15 ore consecutive,
mi pare giusto che si rispetti il Parlamento Se il Governo non è
pronto si rinvia a domattina, non succede nulla. Chiaro
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Io credo
che l'ora è un po' tarda. E' chiaro che c'è un po' di stanchezza,
però abbiamo tutti lavorato non per perdere tempo ma per trovare
una quadra, così come dall'Aula c'è stato anche chiesto.
Alla Presidenza è stato già consegnato il primo maxi, che chiedo
di poter già distribuire per poterlo apprezzare; nel frattempo,
stavamo discutendo un po' qua sul secondo maxi, che è quello finale
di completamento e c'era un momento di confronto, nulla più. Non
siamo né fuori né dentro, siamo soltanto per discutere insieme ed
eventualmente apprezzarlo insieme, tutti insieme.
C'era anche un'idea che, se si volesse e sarebbe giusto, siccome è
un maxiemendamento che non arriva soltanto dalla maggioranza ma
arriva dalla maggioranza e dalla minoranza sarebbe - immaginiamo
cosa buona e giusta - di sottoscriverlo tutte le forze politiche
perché, come dire, quando c'è un concorso ad una norma da parte di
tutti si possa anche fare. Però, ripeto, la richiesta che facciamo,
che il Governo fa alla Presidenza, iniziamo a discutere sul primo
Gov, che mi pare abbiamo già anche caricato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusi, Presidente e Assessore, io non ho mai firmato al
buio neanche a casa mia, si figuri in quest'Aula, con tutto il
rispetto che ho per i colleghi, per la minoranza e per la
maggioranza
Il Governo presenti il maxiemendamento, lo valutiamo, lo leggiamo,
perché vorrei sapere il confine che si è dato il Governo nel
presentare, siccome mi arrivano voci che è diventato, non un
emendamento, un nuovo testo di finanziaria con norme di ogni tipo,
dall'urbanistica al personale. Ora è evidente che un emendamento
deve avere dei confini altrimenti è, come dire, il caos.
Io chiedo al Governo di espungere norme che non hanno nulla a che
vedere con la manovra finanziaria per evitare - altro che dibattito
notturno - dibattito per le prossime 36 o 48 ore.
Quindi, suggerisco, io ancora non conosco nulla, quindi non
escludo nulla se è un maxiemendamento che può essere compatibile
col dibattito che c'è stato in Aula e misure che aiutano l'economia
e l'attività diciamo politico-istituzionale della nostra Regione,
ma se entriamo su un terreno, come dire, inesplorato fino ad ora mi
pare evidente che non solo non firmiamo, ma mi pare chiaro che non
c'è nessuna intesa su un maxi di maggioranza e minoranza fatto
insieme.
Comunque, io non voglio mettere il carro davanti ai buoi. Le
chiedo però, Presidente e Assessore, noi dobbiamo avere il maxi e
avere il tempo di capire di che parliamo, quindi di leggere e avere
anche, laddove ci sono norme che non sono state predisposte per
tempo negli emendamenti, i riferimenti normativi perché al buio non
votiamo nulla.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Presidente della Regione, assessore Falcone, con grande
serenità: qual è il problema? Non è che c'è una corsa, non è che
siamo al Giro d'Italia che dobbiamo arrivare prima di qualcun
altro Qual è il problema di farlo domattina con calma Perché
quello che dice Cracolici ha già un valore di suo, a questo va
aggiunto che tutti noi siamo stanchissimi, io non ho più -
assessore Falcone, assessore Falcone, con chi sto parlando io?
chiedo scusa - allora, siccome noi siamo stanchissimi io
personalmente da stamattina alle 8.00 che sono qua, i nostri uomini
quelli che abbiamo come esperti che ci dicono che cosa significa un
emendamento piuttosto che un altro sono andati via perché è l'una
di notte. Qual è il problema a rinviare a domani mattina? Non è,
come dire, non è un fatto di scontro, è un fatto di serenità, di
normalità, di rispetto non c'è nessuna cosa di dietrologia a
ritornare qua domattina; non è che stanotte chi sa che cosa
organizza l'opposizione No, non succede niente ma soltanto andiamo
a riposare, ce ne andiamo a casa, la finanziaria è una legge
importante, è la legge più importante, di notte non si fa Nei
cinque anni precedenti, mi dispiace dirlo, di notte non si è
lavorato mai proprio perché le cose vengono fatte male. Per cui, io
appoggio nettamente la richiesta, la proposta dell'onorevole
Cracolici, andiamo a domattina con calma e non se ne parli più.
In ricordo dei martiri delle foibe
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, io vorrei cambiare argomento. E' l'una di
notte, le finanziarie sono state approvate, io sono ormai da undici
anni, sempre anche alle 7.00 del mattino in continuazione e,
quindi, inviterei a proseguire i lavori.
Però, siccome è passata la mezzanotte e siamo al 10 febbraio ed è
la giornata del ricordo, io mi permetto di sollecitare il
Presidente ad invitare l'Aula a un minuto di raccoglimento, e di
silenzio, in memoria dei martiri delle foibe e del disastroso e
terribile esito istriano e dalmata, in cui fu costretto a un intero
popolo italiano, di origine italiana, di abbandonare le proprie
case sotto la minaccia della persecuzione delle milizie titine.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, accolgo il suo invito facciamo un
minuto di silenzio.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
(Applausi)
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 244/A e n. 245/A
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Allora, riprendiamo la discussione. E' stato
distribuito il maxi emendamento che dovreste avere caricato sui
tablet, il maxi Gov.
Ho sentito prima l'intervento dell'onorevole Cracolici e mi
rivolgo a lei: in funzione del fatto che ora prendere tutti gli
emendamenti che sono stati presentati per il secondo maxi
emendamento, collazionarli e fare un unico testo diventa, penso,
più complicato anche rispetto al tempo che bisognerebbe impiegare,
potremmo intanto caricare tutti gli emendamenti che sarebbero stati
all'interno del secondo maxi emendamento cosicché i colleghi
possano comunque vederli uno ad uno e una volta che si sono visti
così come era stato richiesto da alcuni si può pensare di votare
prima il primo maxi emendamento e successivamente ad uno ad uno,
per ottimizzare i tempi, tutti gli altri emendamenti. Diversamente,
se si volesse fare un altro maxi emendamento con tutti questi
emendamenti è chiaro che servirà la sospensione dell'Aula per
almeno un'ora, un'ora e mezza. Quindi, vorrei andare avanti in tal
senso, a meno che non ci sia qualcuno che volesse proporre
soluzioni differenti. Allora, se aspettate cinque minuti stiamo
caricando gli altri emendamenti sui tablet.
DE LUCA ANTONINO. A noi va bene anche all'antica con una copia
cartacea.
PRESIDENTE. No, no, li stiamo caricando ad uno ad uno.
Onorevoli colleghi, sono stati inseriti gli emendamenti aggiuntivi
nei tablet.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Max Gov.
Tenuto conto che sono stati presentati numerosi subemendamenti al
Max Gov, sospendo l'Aula per dieci minuti e convoco la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura per definire
il prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 02.00, è ripresa alle ore 02.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avete avuto, penso, il tempo
necessario per poter leggere tanto il Maxi Gov quanto gli
aggiuntivi. Al Maxi Gov c'è un solo emendamento sostitutivo...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Safina)
PRESIDENTE. E' caricato sul tablet, l'abbiamo detto prima
onorevole Safina.
Stiamo trattando adesso il Maxi Gov, sono stato chiaro?
L'unico emendamento che trovate al Maxi Gov è un sostitutivo, ed è
il Maxi Gov.2 che trovate nel vostro tablet tra i fuori sacco.
DE LUCA ANTONINO. Abbiamo presentato dei sub per quanto riguarda
il Maxi Gov.
PRESIDENTE. Quelli sono aggiuntivi, questo è un sostitutivo.
DE LUCA ANTONINO. Ok, grazie.
PRESIDENTE. Quindi, non fanno parte, va bene? Pongo in votazione
l'emendamento maxi Gov.2.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Maxi.Gov, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. I subemendamenti al
Maxi.Gov?
PRESIDENTE. I Subemendamenti al Maxi.Gov che sono aggiuntivi sono
stati respinti tutti, c'era soltanto un sostitutivo.
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Ah, questo non ho capito,
quindi i subemendamenti che noi abbiamo presentato sono stati
dichiarati inammissibili? Mi fai sapere?
PRESIDENTE. Sì, sì, tutti quelli che ha presentato, aspetti un
attimo, però, un secondo che faccio una verifica.
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Ecco, scusate, fatemi
capire.
PRESIDENTE. Sì, sono tutti inammissibili quelli lì.
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Il motivo?
PRESIDENTE. Perché sono aggiuntivi, non abbiamo ammesso nessun
aggiuntivo ma solo ed esclusivamente un modificativo.
DE LUCA CATENO, relatore di maggioranza. Va bene, signor
Presidente, ora vediamo. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, adesso mettiamo in votazione l'emendamento
Tab.Gov.G.
CRACOLICI. Quale?
PRESIDENTE. Tab.Gov.G, la tabella G nuova mi dicono dagli Uffici,
che è allegata all'articolo 125.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Grazie, signor Presidente, tra l'altro scusatemi per la
voce ma, stiamo trattando la tabella G, giusto?
PRESIDENTE. Tab.Gov.G.
ARDIZZONE. Sarò breve e utilizzerò il mio ultimo filo di voce per
parlare di questa cosa. Io ho già espresso all'assessore Falcone i
miei dubbi sul fatto che il capitolo sulle case rifugio per le
vittime, le donne vittime di violenza, non solo non copre quella
che è la richiesta, perché determina, scusate un attimo, già io
sono senza voce
PRESIDENTE. Colleghi, gli ultimi dieci minuti, per favore, di
pazienza.
SUNSERI. Va bene, ma non è che i colleghi possono dirci di non
intervenire?
PRESIDENTE. Onorevole Pace, completi l'intervento per favore,
onorevole Ardizzone. Giustamente siamo tutti stanchi cerchiamo però
di agevolare la collega Ardizzone che è senza voce, prego.
ARDIZZONE. Grazie, signor Presidente, tra l'altro sarò brevissima,
dicevo che ho già informato l'assessore del fatto che secondo la
determina di impegno dell'anno 2022 il dipartimento ha avuto una
richiesta per gli enti locali di case rifugio, per coprire le
rette, le case rifugio, per 5 milioni; noi già precedentemente
stavamo stanziando solamente un milione e mezzo che mi ritrovo
nelle tabelle, tra l'altro tagliati e di altri 50 mila euro. Cioè,
non solo non sono sufficienti, noi ora stiamo ulteriormente
tagliando.
L'assessore, mi sembra di aver capito, non fosse interessato
dicendomi, tra l'altro, che la copertura finanziaria sul capitolo
che ho inserito nell'emendamento che comunque può essere cambiato
prendo atto del fatto che mi dice non ci sia copertura. non ci
credo. però ne prendo atto e il Governo si assumerà le
responsabilità delle conseguenze di quello che sta facendo.
L'importante è che poi, il 25 novembre, quando facciamo le
giornate internazionali a favore delle donne vittime di violenza e
poi ci ricordiamo che durante l'anno quando dobbiamo seguire delle
semplici, dei semplici piazzi per ottenere degli obiettivi di un
percorso che tra l'altro è nato con il Governo precedente, con il
Governo Musumeci, perché gli enti locali riconoscono che i primi
anni del Governo Musumeci il discorso delle rette, le case rifugio,
andava bene e funzionava.
Questo Governo si prende atto e si assume le responsabilità del
fatto che sta creando serie difficoltà a quelli che sono gli enti
locali che devono e si trovano costretti ad approvare i debiti
fuori bilancio uno dopo l'altro in merito a questa questione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone ok, ha già parlato
Chiedo il parere votiamo chiedo il parere della Commissione.
Favorevole. Va bene, allora, chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è il voto contrario del Movimento 5 Stelle.
Pongo in votazione l'articolo 125. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato Allegato 1.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole, nei confronti del Governo ma per comprendere
SUNSERI. Un po' meglio diciamo le tabelle presentate dallo stesso.
I tagli che vediamo dico sono volontà esplicita da parte del
Governo; state volontariamente tagliando allo Stabile di Catania,
al Teatro Massimo, ai disabili, allo zootecnico, allo
zooprofilattico, all'incremento ippico, cioè è un taglio
discrezionale.
Intendete ripristinare questi capitoli in assestamento di
bilancio? Ma giusto per capire quali sono le volontà perché questa
è una tabella nuova che ci è stata consegnata dieci minuti fa
quindi per noi è veramente materia assolutamente sconosciuta mai
trattata neanche in Commissione Bilancio. Cioè questi tagli sono
delle cose che intendete portare avanti, volete ripristinare al
primo assestamento oppure proprio volontà del Governo tagliare?
Avevo poco fa davanti le riserve. Il Teatro Stabile di Catania
passa da due milioni e tre con centomila euro e meno 500 mila euro
al Vincenzo Bindi di Catania, al Teatro Milano ottomila euro e
meno ci sono una serie di tagli che stiamo leggendo oggi cioè
adesso volevo seriamente comprendere quali sono diciamo le scelte
fatte dal Governo in merito a queste riduzioni
Tra l'altro neanche sono dell'anno corrente, anche negli anni
successivi, quindi è chiaro che c'è diciamo una linearità nel
taglio.
Solo per avere qualche informazione in più. Grazie, assessore
Falcone.
PRESIDENTE. Vuole dire qualcosa? Se lo mettiamo direttamente in
votazione, va bene?
Pongo in votazione il Tab.Gov.All.1.1, che è un subemendamento del
Governo che modifica due tabelle, due capitoli della tabella
dell'allegato 1, perfetto
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Voto contrario del PD e voto contrario del Movimento 5 Stelle.
Pongo in votazione il Tab.Gov.Allegato 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario del PD e del Movimento 5 Stelle e con
l'astensione dei due Gruppi dell'onorevole De Luca.
Allora, pongo in votazione il Tab.Gov.Tab.1. Stiamo sembrando con
questi acronimi... Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario del Movimento 5 Stelle e del PD. Astensione
dei due Gruppi di Cateno De Luca.
Pongo in votazione l'articolo 126 con le allegate tabelle
modificate. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario del PD e l'astensione dei Gruppi
dell'onorevole De Luca. Adesso dobbiamo andare nel file che sarebbe
il Maxi.Gov.2, dove ci sono tutti gli emendamenti aggiuntivi, uno
per uno. Quello già l'abbiamo fatto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signor
Presidente della Regione, sono le 3 del mattino e non vorrei,
diciamo, appesantire già una situazione pesante. Però ho visto
alcuni emendamenti.
Vorrei che il Governo mi chiarisse una cosa: ho letto
l'emendamento A.227 che apre con una norma che sostanzialmente
prevede l'obbligo di nomine da parte del Governo regionale di
persone che abbiano alcuni requisiti tra i quali quello di essere
in servizio e a tempo indeterminato. Si abroga questa norma per
fare cosa? Per nominare pensionati o precari? Perché se abroghiamo
una norma che prevede che per essere nominati in organi,
partecipate, controllate, debbano essere in servizio e a tempo
indeterminato è evidente che si vuole nominare chi non è in
servizio o chi non è a tempo indeterminato Chiaritecelo perché mi
pare... ora possiamo votare tutto ma...
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, infatti
abbiamo voluto che si discutesse norma per norma perché è meglio.
Così dobbiamo anche chiarire Poi, come dire, l'Aula è sovrana.
Allora succede questo: sino al 2020 i componenti degli Uffici di
Gabinetto esterni, essendo però in servizio, se nominati nelle
partecipate quali commissari o altre nomine, non dovevano passare
in Commissione I, Affari istituzionali, perché in servizio.
Nel 2020 si fece una norma con la quale si aggiunse la parolina o
le due paroline a tempo indeterminato per cui chi era in servizio
nell'Ufficio di Gabinetto ma non a tempo indeterminato perché sono
esterni, devono, invece, dal 2020 passare in Commissione Affari
istituzionali se vogliono essere nominati. Soltanto questo. Se
l'Aula ritiene chi è in servizio, che chi è in servizio debba, come
dire, passare comunque, ancorché all'interno dell'Ufficio di
Gabinetto, debba comunque andare all'interno, debba passare al
vaglio della Commissione Affari istituzionali lasciamo tutto il
mondo così com'è. Se invece, norma di buon senso com'era prima del
2020, chi è componente l'Ufficio di Gabinetto, siccome è in
servizio, è chiaro che non dovrebbe passare. Però, ripeto, è una
norma che è stata chiesta. La mettiamo alla valutazione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone. Allora, cominciamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Ha fatto bene a chiarire, però vorrei ricordarle, visto
che lei è vecchietto come me di anzianità, le voglio ricordare che
per bocciare, la I Commissione, le nomine fatte dal Governo occorre
che siano bocciate dai due terzi degli aventi diritto. Cioè, cosa
praticamente impossibile, non solo perché la maggioranza gode di
essere maggioranza in Commissione, ma avere i due terzi della
Commissione che respinge una nomina è, tranne se non si nominano
cose abbastanza improbabili, difficilmente succede. Quindi non vedo
qual è... I tempi, ragazzi, mi pare veramente
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Velocemente, ha chiesto di intervenire l'onorevole
Micciché. Prego.
MICCICHÈ. D'accordo con l'onorevole Falcone. Il senso che...
secondo me, quello fu un errore che abbiamo fatto perché si perdono
tempi inutili perché, comunque proprio per quello che dice lei,
Cracolici, la I Commissione, come dire, o non ha i numeri per
bocciarlo o comunque si perde tempo per farlo andare in
prescrizione diciamo. Io, fosse per me, eliminerei tutti i passaggi
dalla I Commissione.
E' giusto mantenerli, in modo che l'Assemblea abbia contezza di
quello che si fa, ma ha ragione. E' perfettamente inutile questo
passaggio dalla Commissione. Per me è una perdita di tempo, per
cui, per quanto mi riguarda, sono assolutamente favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché. Momento storico, tra
l'altro. Da ragione a Falcone. Grazie. Allora, andiamo all'A.189.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto... C'è un
refuso nell'A.189. Gli esercizi finanziari 2021-2023 sono da
intendersi 2023-2025. Quindi apponiamo questa modifica, 2023-2025.
Così come emendato, mettiamo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.190. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.191. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.192. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.193. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.194. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa? Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate.
Prego.
ABBATE. Grazie, signor Presidente. Una domanda per quanto riguarda
l'assessore Falcone. Siccome, quando abbiamo votato l'articolo 2,
comma 5, per quanto riguarda le calamità, preso l'impegno di
inserire l'emendamento per ulteriori somme per le calamità le altre
due ordinanze che erano state inserite, allo stato attuale vedo che
all'interno non ci sono. E' una dimenticanza, rispetto all'impegno
che si era preso, o è una scelta politica su questa direzione?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, a onor del
vero, l'onorevole Abbate ha ragione. E' stata una dimenticanza,
perché ne avevamo parlato nel pomeriggio quando avevamo, come dire,
chiesto la cortesia di estendere la norma che riguardava soltanto
un territorio l'abbiamo estesa ad altri territori così come anche
l'onorevole Dipasquale e altri avevano chiesto. No, no, no, no,
cosi noi diciamo, un garbo per garbo comunque per giustizia
sociale, chiedo scusa, per giustizia sociale, abbiamo fatto.
Avevamo però preso al contempo l'impegno anche alla luce dei fatti
che sono successi, in serie di proporre una norma con le Fs di 5
milioni di euro che guardasse anche a queste calamità. Se vogliamo
noi la norma l'abbiamo magari alla fine se c'è la condivisione di
tutti la si potrebbe anche come dire apprezzare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.195. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l 'emendamento A.196. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamentoA.197. Chi ha chiesto di
intervenire? Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.198. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.199. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.200. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Cracolici, in funzione del suo accorgimento sull'A.200
facciamo una riscrittura, quindi lo accantoniamo e passiamo
grazie. Se lo dice al microfono così lo scrivono gli Uffici,
gentilmente.
CRACOLICI. Basta scrivere al penultimo rigo al posto della
presente disposizione, eccetera, eccetera si scrive in deroga
alle disposizioni di vincolo previste dalla legge istitutiva del
parco .
PRESIDENTE. Il parere del Governo rispetto a questa riscrittura?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Quello di prima è superato ed è sostituito con
l'emendamento dell'onorevole Cracolici.
Pongo in votazione l'A.200, così come è emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo all'A.201. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo all'A.202.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sul comma 2 c'è da cambiare, sulla non costruzione.
Dobbiamo cambiare perché forse c'è stato un refuso nella scrittura.
Invece di manutenzione , costruzione .
PRESIDENTE. Dice all'1 o al 2, onorevole Catanzaro. Quindi
casseremmo manutenzione straordinaria ? Quindi cassare
manutenzione straordinaria e scrivere costruzione . Questo ha
detto. Solo al comma 2.
PACE. Realizzazione dei capannoni.
PRESIDENTE. Realizzazione. Grazie per l'accorgimento
dell'onorevole Pace. Quindi, sostanzialmente, il comma 2 sarà così
sostituito è concesso un finanziamento di 850 milioni di euro al
Comune di Sciacca per la realizzazione dei capannoni ecc. ecc. .
Pongo in votazione l'A.202, così come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo all'emendamento A.203.
CRACOLICI. Me lo spiegate?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Si sta costituendo, in maniera
anche, io dico, opportuna, un Fondo presso l'assessorato alle
infrastrutture, per poter intervenire nella riqualificazione
urbana. Molte volte succede che non c'è un euro in assessorato e,
al di là dei fondi extra regionali, che per essere utilizzati
necessitano di un progetto, se dobbiamo intervenire per fare
interventi di manutenzione straordinaria di 100 mila, 150, 80 mila
euro, i comuni molte volte hanno delle difficoltà, non sanno a
quale santo votarsi. Con questo emendamento creiamo un Fondo e
l'assessore può via via erogare ai vari comuni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Necessita un subemendamento. Previo avviso pubblico,
altrimenti siamo a sportello e stiamo parlando degli enti pubblici.
Previo avviso pubblico perché tutti devono sapere che è possibile
questo strumento attivato direttamente dall'assessore. Non c'entra
l'assessore. Previo avviso pubblico perché stiamo parlando di soldi
pubblici in aree pubbliche, anche delle chiese, perché è previsto
anche per le chiese ed è giusto che anche le chiese possano essere
utilizzabili, da questo punto di vista, tramite un avviso.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Noi siamo contrari.
CRACOLICI. E io faccio il subemendamento.
FALCONE, assessore per l'economia. E lo faccia.
PRESIDENTE. Nel frattempo che lei prepara il subemendamento, noi
lo accantoniamo e andiamo all'A.204. C'è la riscrittura A.204R nel
fuori sacco.
Stiamo predisponendo l'emendamento, onorevole Cracolici, stiamo
andando avanti intanto mentre lo scrivono.
Siamo all'emendamento 204.R. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.205. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A206. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento A.207. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento A208. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Per precisazione comunico che l'emendamento A.207 è firmato dal
Governo.
Si passa all'emendamento A.209. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.210. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento A.211. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPADA. Ha saltato l'emendamento A.208
PRESIDENTE. L'emendamento A.208 è stato approvato. Siamo
all'emendamento A.212. Sono tutti approvati tranne l'emendamento
A.203 che c'è la riscrittura ed è accantonato. E' arrivato questo
subemendamento? Onorevole Cracolici, gliela mette una firma, per
favore?
Si passa all'emendamento A.212. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.213. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.214. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.215. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.216. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.217. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.218. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' arrivato l'emendamento dell'onorevole Cracolici? Lo avete già
caricato?
Si passa all'emendamento A.219. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.220. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.221. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.222. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.223. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.224. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.225. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del 203 a firma dell'onorevole Cracolici,
è un "fuori sacco". E' stato numerato A23.1 oppure A.203 è scritto
un tantino male.
Allora, il parere del Governo, assessore Falcone, è l'emendamento
dell'onorevole Cracolici?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di andare al posto, onorevole
Catania.
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A.203.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento A.203.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 70
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 22
Contrari 35
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.203. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare sull'emendamento A.225.
PRESIDENTE. È stato votato.
CATANIA NICOLO'. No.
PRESIDENTE. Si, è stato approvato.
CATANIA NICOLO'. C'erano due subemendamenti all'emendamento A.225,
presentati puntualmente dal Governo, uno sul comma 4 che riguardava
un progetto di salvaguardia della costa del porto di Selinunte, è
aggiuntivo proprio per quello; e un altro subemendamento
aggiuntivo, che non so che fine hanno fatto.
PRESIDENTE. Allora, siamo all'emendamento A.226. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.227, quello degli esterni, ne avete
parlato prima.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.228. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.229. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Io non ne ho più. Li stanno caricando, un istante, qua non ne ho
più.
Votiamo l'emendamento A.230. L'emendamento A.230 è nel fuori
sacco .
DIPASQUALE. Votiamo
PRESIDENTE. Vedo che c'è un certo interesse su questo emendamento
A.230. Ho capito che dall'area del PD mi sembra che ci sia un certo
interesse.
Pongo in votazione l'emendamento A.230. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.234.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Al di là del fatto che è tardi, siamo stanchi, capisco,
siamo stanchi - ci mancherebbe - e che come spesso accade c'è
diciamo un certo modo di fare politica che consiglia di girarsi la
faccia di fronte alle cose che possono apparire urticanti anche
nell'opinione pubblica, ma chi mi conosce lo sa sono abituato a
fare anche battaglie in solitudine e di principio. E questa è una
battaglia che, per quanto mi riguarda, faccio in solitudine di
principio contro le grandi ipocrisie che aleggiano nel sistema
comunicativo e nell'orientamento e nella opinione pubblica che
viene alimentata con tentativi di delegittimare non la politica, ma
di delegittimare le istituzioni con la conseguenza che i cittadini
sono, purtroppo, sempre più lontani poi dalla vita democratica
stessa attraverso i passaggi elettorali. E questo è uno di quelli.
Presidente, noi abbiamo la legge che si vuole abrogare che è
frutto di questa polemica che si è innescata nelle ultime
quarantott'ore perché la Sicilia è stata beccata e i deputati
siciliani sono stati beccati con le dita dentro la marmellata
perché si sono approvati un aumento di circa ottocento e rotti euro
al mese. Anche, come dire, la reazione di alcuni colleghi
apparentemente sorpresi della serie "Ma io non me ne sono accorto;
io non c'ero, io se c'ero dormivo ", ha in qualche modo alimentato
questa idea che i deputati siciliani stavano per fare una cosa, la
chiamo così, discutibile e poi non avevano la forza neanche di
difendere la propria ragione.
Perché faccio questa considerazione? E' stato detto, ripetuto, gli
Uffici hanno applicato una legge della Regione che c'è da dieci
anni e che regolarmente in questi dieci anni, cioè dal 2014 ad
oggi, regolarmente è stato applicato l'articolo 2, comma 2, che
prevede la rivalutazione delle indennità spettanti ai parlamentari,
rivalutazione Istat.
Qual è il torto che è arrivato nel 2023? Il torto è dato dal fatto
che mentre nel 2014, 2015, 2016, fino al 2022 dell'inflazione non
se n'era accorto nessuno, perché l'Italia fortunatamente aveva un
tasso di inflazione molto basso, nel 2022 il tasso di inflazione è
arrivato ai dati che conoscete ed è stato stimato dall'Istat e
pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8,2 per cento rispetto all'anno
prima e quindi l'adeguamento è connesso a questo dato.
"Vergogna la Sicilia si è fatto un aumento dell'8,2 ". Allora,
andiamo con ordine, lo dico anche al Presidente dell'Assemblea
visto che oggi è stato anche al centro delle cronache per
sollecitazioni esterne a questo Palazzo e questo è un ulteriore
elemento di delegittimazione di questo Palazzo. La legge che si
applica in Sicilia è vigente nella Regione Lazio - approvata
addirittura 6 mesi prima di quella della Regione siciliana -
l'articolo 1, comma 11, della legge della Regione Lazio, a Statuto
ordinario, la Regione dove ci sono pure esponenti del partito del
Presidente dell'Assemblea - visto che il partito del Presidente
dell'Assemblea stamattina si è particolarmente indignato di questa
iniziativa assunta dalla Regione siciliana - vorrei ricordare che
anche nel Lazio non hanno fatto notizia, ma anche nel Lazio dal 1
gennaio 2023 sono aumentate le indennità, così come prevede
l'articolo 1, comma 11, della legge 4 del 2013.
La stessa cosa è avvenuta in Trentino Alto Adige, la stessa cosa
avviene in Umbria, vorrei ricordare Regioni anche queste
amministrate da Governi - ma qui non c'entra chi governa, c'entra
lo dico soltanto per evitare che le ipocrisie diventino ulteriori -
la stessa cosa della Regione Sardegna. Ci sono altre Regioni che
applicano la rivalutazione Istat ancorché non espressamente
prevista nelle leggi regionali, proprio perché è considerato un
dato ovvio.
Perché ho fatto questo ragionamento? Perché noi possiamo abrogare
tutto quello che vogliamo. Vorrei ricordare ai colleghi che stanno
proponendo l'abrogazione e, ripeto, io non mi straccio le vesti di
nulla, però se vogliono abrogare l'articolo 2, comma 2, hanno
dimenticato che c'è un'altra legge regionale, che è la legge che
consente alla legge n. 19 del 2019, onorevole De Luca, che riguarda
i principi di rivalutazione contenuti nell'articolo 2, in
particolare per le persone che sono in pensione.
La legge n. 19 vi ricordo che è una legge - l'onorevole Micciché
ricorda bene, perché siamo stati l'unica Regione che ha difeso un
principio e ha vinto anche davanti alla Corte costituzionale, se
non per un fatto della temporaneità che era un fatto assolutamente
marginale - che prevede sempre all'articolo 2, comma 2, che gli
importi degli assegni vitalizi e dei trattamenti pensionistici
diretti e di reversibilità sono soggetti a rivalutazione automatica
sulla base dell'indice Istat e di variazione dei prezzi al consumo
come pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale.
Perché ho voluto citare anche questo articolo? Perché,
attenzione, che a forza di fare demagogia, a chi insegue l'ultima
demagogia, noi ci stiamo avviando in un crinale che anche chi ha
fatto demagogia negli anni scorsi alla Camera e al Senato è stato
poi costretto a fare marcia indietro perdendo tutti i ricorsi,
malgrado Camera e Senato siano organi, qui c'è il Presidente della
Regione che ha fatto, nella sua vita, anche un altro lavoro,
mestiere politico, ha fatto pure il Presidente del Senato e
ricorderà che sono organi in autodichia e quindi sono loro stessi
che giudicano sui ricorsi presentati, malgrado tutto ciò hanno
dovuto riconoscere le ragioni di chi ha presentato ricorso;
figuratevi i tribunali amministrativi che, come dire, appunto, ai
quali siamo soggetti noi come organo legislativo ma non in
autodichia, dovranno eventualmente giudicare ricorsi presenti e
futuri, presenti e futuri rispetto a una legge che intanto vogliamo
abrogare oggi, quando sarà pubblicato in Gazzetta - ricordo a tutti
che le leggi si attuano nel momento in cui entrano in vigore, non
hanno effetto retroattivo -. Quindi, lo dico perché qui con questa
storia che ognuno pensa di poter , stamattina avevo sentito dire
che ci si apprestava a presentare un ordine del giorno per
sospendere l'efficacia della legge: è un nuovo istituto del
diritto, cioè con un ordine del giorno blocchiamo una legge Per
bloccare una legge bisogna abolire la legge, non si fa un ordine
del giorno
E allora, Presidente, io questo intervento lo faccio perché mi
sento un uomo libero e non mi vergogno della passione che ci metto
nel mio lavoro anche rispetto a questi temi, che so essere in
controtendenza con l'opinione pubblica che ci vorrebbe, come dire,
tutti, forse ha ragione Miccichè sarebbe opportuno fare un
emendamento che dice si fa il deputato alla Regione siciliana
gratuitamente , ma sappiate che ci sarà sempre qualcuno che dirà
non basta, non basta .
E allora, io lo dico: sono contrario a questa demagogia, non di De
Luca non ce l'ho con De Luca perché capisco che poi ognuno la butta
in politica e gioca la sua partita politica; ma proprio perché sono
indignato di questo modo di procedere io sono contrario lo ritengo
un grave errore culturale e politico, di una politica che non sa
rispettare se stessa e non può pretendere di essere rispettata
dagli altri.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Non mi sento di impegnare il Governo, voglio parlare da singolo
deputato che ha la fortuna, il privilegio, di stare in quest'Aula
da parecchio tempo.
Io onestamente lo spazio all'onorevole Cracolici di difendere una
categoria non glielo voglio dare, lo voglio accompagnare, Qua il
problema è questo: noi siamo nelle condizioni di difendere una
categoria, oppure siamo succubi di valutazioni populiste che
vengono alimentate ad arte contro l'autorevolezza di questa
Assemblea?
Io vorrei capire che cosa è successo nel Lazio e non è un problema
di abrogare la norma o meno o di rinunciare all'indennità, non mi
cambia la vita Mi cambia la vita non sapere difendere alcuni
principi e mi cambia se questi principi che sono principi
ordinamentali che reggono la vita del Paese, non dell'Assemblea
regionale o della classe politica siciliana, nessuno ha la briga di
difendere.
Quindi, io intervengo per dire soltanto grazie onorevole Cracolici
per l'onestà intellettuale con la quale ha rappresentato la difesa
di una categoria che, per i discorsi che ho sentito oggi non sa
difendersi.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
Poi hanno chiesto di parlare gli onorevoli Miccichè, Pace e De Luca
Antonino.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie, signor Presidente,
onorevoli colleghi, io non ho potuto fare altro che presentare una
norma abrogativa per denunciare l'attentato alla nostra autonomia
che abbiamo subìto in queste 48 ore.
Anche perché voi pensate che io mi possa fare pisciare' in testa
da Roma e fargli prendere i meriti perché qui qualcuno si fa tenere
al guinzaglio? Voi pensate che io posso accettare che i quotidiani
sono pieni della leader maxima che si permette di bacchettare i
suoi stessi uomini di partito? Voi pensate che io posso accettare
che un titolo che non abbiamo ancora capito nel contenuto da parte
del Presidente della Regione se ha preso le distanze o meno da
parte del Parlamento? Posso accettare che parte un gioco al
massacro da quest'Aula, io che non ho mai campato di politica? Ma
che avete in testa Io che in queste 48 ore ho difeso quello che
era un automatismo di legge e ho detto anche che la Sicilia viene
messa alla berlina quando si tratta di automatismi che devono
essere presi in considerazione come l'autonomia a rovescio Però,
poi quando subiamo i torti da governi con la loro visione
centralista di tutti colori non fa notizia, perché tanto noi siamo
sudici, noi dobbiamo continuare a scontare un certo retaggio e una
certa visione.
Allora, scusatemi, visto che è scattato questo gioco al massacro,
si è fatta la gara, Presidente del Parlamento, ci sono dei comuni
dove ci sono i manifesti di nostri colleghi che accusano noi di
aver preso, di aver accettato l'aumento Istat e loro no Ma siamo
pazzi Se siamo pazzi, e allora mi dispiace, nella mia follia ecco
l'emendamento che risolve il problema.
Anche perché, era partita pure la corsa in questo Palazzo a
inseguire l'adeguamento Istat, l'aumento dei dipendenti, dei ho
sentito di tutto e di più Si stanno preparando emendamenti o se
qualche collega pure, in buona fede per carità, avrà presentato
emendamenti in tal senso.
E allora, guardate, nella vita c'è un limite oltre il quale io non
consento a nessuno di andare Ne ho anche subìto le conseguenze, ne
pago il prezzo, ne pagherò il prezzo della mia impertinenza, si
chiama dignità E ne ho da vendere E la rivendico al cospetto di
chiunque Se c'è la dignità rispetto a qualunque tipo di attacco
mediatico dal quale io non sono sfuggito: mi hanno cercato delle
emittenti nazionali e ho risposto semplicemente esponendo i fatti
com'erano.
Colleghi, io potevo anche partire dal presupposto che nel
Consiglio di Presidenza dell'Assemblea noi non c'eravamo,
parliamoci chiaramente Nel luogo dove è stato esaminato e
dibattuto il bilancio noi non c'eravamo E, questo, non lo può
smentire nessuno, perché ancora i nostri due segretari si devono
insediare. Potevamo dire che non c'eravamo e, quindi, questo
bilancio era stato esitato dal Collegio dei Questori dove non ci
siamo Che a sua volta era stato dibattuto nel Consiglio di
Presidenza nel quale non ci siamo E ce lo siamo ritrovati qui,
all'interno del bilancio del quale non se n'è parlato in
quest'Aula Allora la mia domanda è: chi ha fatto uscire la notizia
così in modo immediato? Io lo vorrei capire Cioè non ci siamo resi
neanche conto noi, in quest'Aula, di questo meccanismo e già fuori
si sapeva
Ma dov'è la dignità? Dov'è la dignità? E, allora, rispetto a tutto
questo non è demagogia ma è esattamente la risposta che si deve
dare in questi casi. Vedete, ho voluto presentare l'emendamento, e
qua non me ne voglia il Presidente del Parlamento: a me non deve
venire nessuno a dirmi che cazzo devo fare Va bene O si chiama
Meloni o si chiama La Russa
Quello che devo fare nella mia funzione, Presidente, non consento
a nessuno di dirlo E concludo, scusi Presidente. Mi dia i miei
minuti, come li ha dati agli altri, per cortesia.
PRESIDENTE. Uguali.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Quindi, anche qui bisogna
essere chiari nelle proprie posizioni. Potevo mai accettare
qualunque altra forma di ragionamento, ordini del giorno e
continuare ad essere massacrati su che cosa? Su una cosa legittima,
ha ragione Cracolici, non è che gli posso dare torto. Però, caro
Antonello, alla fine il problema è sempre uno: la dignità
Tu, coerentemente, hai difeso quella che è una cosa legittima. Hai
citato esattamente, come ho detto io, le interviste. Ci sono altre
Regioni, sicuramente, sono delle leggi, e non è successo nulla, qua
è lo scandalo Bene, siccome non ci possiamo permettere, presidente
Schifani, di fronte a questo scandalo di avere ora in continuazione
l'attenzione mediatica, allora, per difendere anche la nostra
Terra, se permettete, il caso si chiude qua stasera per quanto mi
riguarda. Se voi lo ritenete opportuno poi potete anche bocciarlo,
per carità, ma quanto meno, Presidente, senza polemica con nessuno
e neanche nei suoi confronti, avevo la necessità, da siciliano
convinto, di sfogare nel luogo opportuno che è questo, il
Parlamento.
Fuori da qui per me il caso è chiuso e mi auguro che chi ha fatto
azioni di sciacallaggio nei confronti di questo Parlamento,
componenti di questo Parlamento, tolgano immediatamente i manifesti
che ci sono nei bar, tolgano i post che sono stati fatti perché,
obiettivamente, questa non solo è un'offesa al Parlamento ma è un
travisamento dei fatti nei confronti dei quali è un metodo politico
del quale non mi sono mai avvalso e non consento a nessuno che si
possa avvalere sulla mia pelle. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Giusto per informazione,
non c'è stato alcun intervento da Roma così come ha detto lei, né
da parte di Meloni, né da parte di La Russa.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Lo dicono i giornali
PRESIDENTE. I giornali, talvolta, scrivono delle cose un tantino
inesatte come un comunicato stampa che era stato diramato a nome
del presidente La Russa che è stato subito smentito. E' chiaro che
questo automatismo ha suscitato in moltissimi siciliani, in quella
che è l'opinione pubblica, giornali, emittenti locali e nazionali,
tantissima indignazione rispetto a quella che è la situazione
momentanea attuale.
Avevamo chiesto anche agli Uffici quale potesse essere lo
strumento migliore per, eventualmente, trovare una soluzione e,
inizialmente, si era intrapreso un ragionamento diverso che era
quello legato all'ordine del giorno. Probabilmente, il suo
emendamento sarà ancora migliore di quello che era stato proposto.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Micciché. Ne
ha facoltà. Può parlare dal posto, se vuole o come vuole.
MICCICHÈ. Grazie Presidente, parlerò piano perché mi è finita la
voce. Alle cinque di mattina, normalmente, mi finisce. Con grande
serenità, sono molto felice che lei abbia smentito questo fatto di
non avere ricevuto indicazioni da Roma. La prego di farlo
pubblicamente, perché non basta qui.
Questo Parlamento, che adoro anche per motivi che lei capirà
avendoci, come dire, vissuto per cinque anni fino ad oggi, in
maniera totale sentendo un obbligo, da parte mia, la difesa, la
cura, la protezione di questo Palazzo e di tutto quello che questo
Palazzo comporta, cioè essere Assemblea, essere deputato e l'ho
fatto sin dal primo giorno, nonostante l'allora Presidente della
Regione che, rispetto al problema dei vitalizi quando con il
deputato Cracolici - che non smetterò mai di ringraziare perché
era, come dire, e ancora oggi è un uomo libero - e nella passata
legislatura tutti immaginavano bisognasse eliminare i vitalizi,
qualsiasi partito compreso il suo, compreso il mio, ma noi abbiamo
deciso di essere seri. Scusate, al Governo, se potete evitare di
parlare vi ringrazio, perché è un argomento molto delicato, perché
quello che io dirò, novanta su cento, appena esco di qua ci sarà
qualcuno che mi tira le pietre, perché sono un fottuto amante dello
spreco del denaro pubblico. E quindi, devo dirlo con precisione,
devo stare attento a quello che dico, quindi vi prego di farmi
rimanere senza disturbi.
Allora noi, quando portammo in Aula la legge sui vitalizi, avemmo
la spiacevole, come dire, sorpresa, entrando in Aula, di leggere
dai giornali che il Presidente della Regione aveva dichiarato che
era poco quello che aveva fatto Fico e che lui avrebbe fatto di più
rendendoci, ovviamente, il lavoro molto più complicato. Nonostante
questo, con il partito - ringrazio anche l'onorevole Aricò e
l'onorevole Savarino, che in quell'occasione furono
straordinariamente utili per arrivare alla soluzione finale -
nonostante, quindi, un parere del Presidente della Regione, che
conta, arrivammo a un risultato soddisfacente. Io e Cracolici ci
prendemmo un gran dispiacere quando scoprimmo che il Presidente
della Regione non avrebbe fatto opposizione al Consiglio dei
Ministri, che aveva - come si dice abrogato, no la parola esatta è
impugnato, che aveva impugnato la legge. Pensate che noi,
addirittura, facemmo insieme agli ex parlamentari una difesa così,
diciamo, per telefono perché la Regione, per la prima volta nella
storia della Regione siciliana, non si difese sull'impugnativa del
Consiglio dei Ministri.
Nonostante questo, nonostante la Regione non avesse presentato
difesa nell'impugnativa, la Corte ci ha dato ragione e ha reso
assolutamente valido quello che avevamo scritto. Ma il risultato
vero e straordinario, è che la Corte ci diede ragione, ma poi lo
stesso Parlamento nazionale, che era quello che aveva fatto questa
norma, mi fece una telefonata dalla Camera dei Deputati - che ho
ricevuto personalmente - con cui mi si chiedeva di mandare loro la
legge nostra, perché avendo perso tutti i ricorsi e avendo un
problema serio - che vi dico che ci sarà pure questa volta col
Consiglio di Presidenza -, avendo un problema serio e cioè avendo
accantonato così come la legge prevedeva i fondi per eventuali
possibili ricorsi - ricordo prima legge della storia del mondo che
viene fatta chiedendo di accantonare i soldi caso mai la legge non
fosse valida -, nonostante questo dimenticarono di accantonare le
somme per interessi e spese legali, avendo perso tutti i ricorsi
avrebbero dovuto pagare di tasca propria, onorevole Galvagno, cioè
il Consiglio di Presidenza di tasca propria avrebbe dovuto pagare
tutti gli interessi legali e tutti gli interessi di mora sul
rimborso avendo perso i vitalizi. Mi chiesero di presentare io la
legge a loro per poterla copiare.
Allora, chiedo ai miei amici dei Cinque Stelle, perché sono
persone veramente perbene, brave, oneste, smettetela, oggi abbiamo
subito, ripeto la smentita di Galvagno mi rende felice ma, di
fatto, su tutti i giornali abbiamo subito un'imposizione romana su
quello che si deve fare in quest'Assemblea, non è la prima attenti,
il presidente Galvagno lo sa, meglio che non ne parliamo, non è la
prima imposizione romana che abbiamo subito, ma su una cosa che è
assurda, cioè tutti gli italiani, tutti tranne quelli a contratto,
hanno l'adeguamento Istat dei loro stipendi perché l'adeguamento
Istat non è un'offesa è soltanto il recupero del costo della vita
che aumenta, non è un aumento di stipendio e noi non abbiamo
chiesto niente, è automatico come per tutti, come per i bancari,
come per gli operai, come per i dirigenti, per tutti in Italia ma
noi siamo sempre schifo, noi siamo sempre lo schifo del Paese per
cui dobbiamo, comunque, essere puniti.
Allora, io avevo fatto una proposta e ho presentato un
emendamento, che il Presidente, credo legittimamente, non ha
ammesso perché anticostituzionale, e allora dico che però comunque
bisogna pensarci a questo. Da trent'anni il Parlamento nazionale e
regionale diminuisce il proprio stipendio, da trent'anni, la prima
volta importante fu con il presidente Schifani, Presidente del
Senato e l'onorevole Fini, Presidente della Camera, con cui di
fatto vennero tolti i vitalizi ma era come se non fosse stato
fatto, dal giorno dopo fummo insultati sempre e abbiamo dovuto
inseguire chi ci insultava per tagliare qualche altra cosa e
continuiamo ad inseguire chi ci insulta per cercare di farli
contenti, e quindi ci insultano ancora di più; lei può stare sicuro
che appena leveremo l'adeguamento Istat il giorno dopo ci
prenderanno per merda uguale, non creda che qualcuno dica
finalmente i parlamentari sono bravi se lo levi dalla testa,
diranno che facciamo schifo perché abbiamo la tredicesima e non ce
l'abbiamo, comunque facciamo schifo.
Allora la mia proposta, la faccio seriamente non è una
provocazione, eliminiamo lo stipendio, e chiudo, eliminiamo lo
stipendio, troviamo una formula diversa per avere quelle quattro
lire che ci servono quanto meno per le spese che abbiamo e facciamo
i missionari, non ne posso più di essere insultato dalla gente e la
verità vera è che la gente ci insulta perché noi glielo chiediamo,
perché noi glielo suggeriamo, noi glielo suggeriamo. Basta vi
supplico, basta, ma basta, ma un minimo di serietà basta queste
cose, abbiamo uno stipendio che è quello che bisogna avere, che
abbiamo tutti, io non rubo e non ho altri soldi e arrivo
comodamente a fine mese, chiedo scusa a chi ci arriva meno
comodamente di me, ma quello è, arrivo a fine mese, non ho yacht,
non ho ville, non ho grandi macchine o grandi pellicce, perché non
rubo, perché è quella la categoria che va colpita, sono quelli i
bastardi, sono quelli che rubano, che distruggono questa categoria,
noi non rubiamo ragazzi dei 5 Stelle, non ci massacriamo per
favore. Indichiamo noi quelli che rubano perché tanto li
conosciamo. Questo dobbiamo fare se vogliamo rendere pulita la
nostra Isola e vogliamo rendere pulita la politica. Basta con
questo auto massacro.
La ringrazio, Presidente, per il tempo che mi ha dato in più, la
ringrazio per la sua smentita, però Presidente - e ho concluso -
quest'Assemblea è sua, la difenda sempre e comunque, sempre e
comunque, perché il compito del Presidente è difendere il proprio
ente, anche se qualche volta potrebbe non essere d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché. Hanno chiesto di
intervenire gli onorevoli Pace e De Luca Antonino.
PACE. Signor Presidente, chiedo di intervenire perché oggi non ho
avuto il privilegio di essere intervistato da una delle
televisioni. Stranamente sono entrato da Piazza del Parlamento.
Quindi, siccome non ho avuto questo privilegio di dire la mia, ne
approfitto per dirla davanti ai miei colleghi, perché visto che
sono un deputato novello è giusto che ci conosciamo e penso di
interpretare il sentimento di tantissimi, forse tutti o la
stragrande maggioranza dei miei colleghi che, non per mancanza di
coraggio ma per pudore, non dicono ciò che realmente pensano.
Presidente, sono stato - l'ho detto tante volte - sindaco di una
città e in alcuni momenti mi sono autoridotto l'indennità. Ho usato
la mia macchina, venivo in missione a Palermo e potete andare a
controllare se sto dicendo la verità e non portavo nemmeno lo
scontrino del panino perché non andavo al ristorante. Ho messo
tante firme e non so quante ho omesso di metterne. Non sono stato
mai sfiorato da alcun avviso di garanzia o di rinvio a giudizio.
Oggi mi ritrovo a difendere un atto che non ho avuto il piacere di
votare, perché l'avrei votato, perché abbiamo approvato il bilancio
dell'Assemblea e mi ritrovo a difendermi, come parlamentare, da un
attacco inverosimile che mandiamo al mittente e mi dovrei
vergognare di qualcosa che non ho chiesto e non ho fatto. I miei
genitori, mio papà non c'è più da tanto tempo, Presidente, mi hanno
insegnato che bisogna vergognarsi soltanto se si ruba. Io non ho
mai rubato e non mi vergogno. Mi vergognerei se avessi rubato nella
mia vita.
Ritengo che i siciliani che ci hanno mandato qua, colleghi dei 5
Stelle, ci hanno eletti sapendo che dobbiamo ricoprire un ruolo e
che questo ruolo ha degli appannaggi anche di natura economica. Io,
come tanti altri, vivo il territorio, abbiamo le segreterie, per
quanto mi riguarda 3, metto a disposizione il mio tempo, così come
facevo nei miei precedenti mandati da sindaco, da vicepresidente
della Provincia, da consigliere provinciale però, Presidente, non
permetto a nessuno di darmi lezioni o di essere da moralista e
moralizzatore.
E caro onorevole Di Mauro, sono un uomo di squadra, così ci
conosciamo, sono un uomo della maggioranza e voto sempre, essendo
uomo di squadra, ciò che la maggioranza non mi impone ma condivido
per portare avanti. E se qualcosa non mi sta bene vengo sul
pulpito, come sto facendo adesso, e lo denuncio. Fermo restando che
se questo emendamento ha bisogno del voto della maggioranza, pur
non condividendolo perché lo sto dicendo e spero che le
televisioni, i media, che hanno massacrato questo Parlamento
riprendano questa mia dichiarazione, pur se non condivido una
scelta che ci stanno obbligando a fare, sono disposto a
sottoscrivere e a votare, se lo farà la mia maggioranza, soltanto
perché sono un uomo di squadra e un uomo di questa maggioranza,
presidente Schifani,
SPADA. Deve essere libero
PACE. Però sono un uomo libero e voglio essere un uomo libero
anche all'interno di questo Parlamento proprio perché sono libero e
non ho nulla da nascondere, dico che tutto quello che ha subito
questo Parlamento in queste 48 ore è ingiusto, è ingeneroso e non è
dignitoso nei confronti di noi parlamentari perché non abbiamo
chiesto nulla, non abbiamo estorto nulla e non stiamo rubando
nulla. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. C'è l'ultimo intervento. Ha
chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. E' incredibile come si
riesca ad arrivare a quest'ora del mattino e dover sentire ancora
talmente tante sciocchezze da rimanere basiti. Cari colleghi, qua
nessuno vi ha detto che qualcuno ha rubato, nessuno ha detto che
non lavorate, il tema è un altro, il tema è che nel momento in cui
il popolo muore di fame non è un bel segnale che i deputati passino
da 11 mila euro a 12 mila euro al mese, nessuno ha detto che
qualcuno ha votato, ha schiacciato il pulsantino
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si sapeva anche prima questo
eventualmente, se facciamo questo ragionamento dobbiamo andare a
ritroso.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, mi faccia continuare e poi ce ne
andiamo a sei anni prima. Quindi, il concetto non è che qualcuno ha
rubato, qualcuno ha fatto qualche cosa, semplicemente in un momento
in cui usciamo dalla crisi Covid, usciamo dalla crisi energetica,
c'è la guerra, abbiamo tolto, hanno a Roma, il Governo di centro
destra, ha tolto il reddito di cittadinanza, hanno preso e hanno
eliminato il 110 per cento lasciando ditte, muratori, operai,
manovali e le loro famiglie senza uno stipendio sulla crisi e non
stiamo neanche intervenendo, forse è il caso di fermarsi un
attimino se c'è la possibilità di farlo e di dire: sì è vero è
aumentata la benzina, è aumentato il pane, sono aumentate tutte
cose, sono aumentate, però dato che c'è gente che vive con 900 euro
al mese, c'è gente che non vive nemmeno con quelle, forse passare
da 11 mila euro a 12 mila euro è normale che crei un'indignazione,
e noi questo problema dovremo forse anche crearcelo, non è una cosa
particolarmente complicata da capire perché è semplicemente questo,
nessuno qua dentro ha detto che qualcuno ruba, nessuno ha detto che
qualcuno ha votato, ha fatto, ha detto. Allora è questo, per cui se
vogliamo tornare anche a un ragionamento che può avere anche un
significato serio, allora uno dice: è successo quello che è
successo, in passato si aumentava pure, aumentava automaticamente
solo che aumentava di piccole percentuali, adesso è successo che
con l'inflazione al 9 per cento è aumentato a dismisura, allora
forse, innanzitutto, è il caso di mettere un tetto massimo agli
aumenti Istat e non è una cosa complicata da fare e poi ci si può
interrogare anche se approvare la norma che hanno firmato anche gli
altri Capigruppo, perché non è che ce l'ho messo io le firme degli
altri e dire non aumentiamo più con l'indice Istat, sono entrambe
due soluzioni che, comunque, non porranno rimedio a quello che già
è successo perché è evidente che, non come dice il collega Assenza,
le norme non sono retroattive, quindi l'ordine del giorno, la norma
che eventualmente tra poco voteremo, se sarà messa in votazione,
risolve questo problema ma non è un problema che qualcuno è ladro,
ruba o fa sotterfugi o che qualcuno non fa il suo dovere, non ha
diritto a prendere uno stipendio, ma passare da 11 mila a 12 mila
euro, nel momento in cui c'è gente che passa da mille a zero, è
questo il tema
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sono due le cose, mi scusi, o lei
ha votato al buio e non sapeva quello che stava votando perché
queste cose si sapevano anche prima, dobbiamo essere onesti
intellettualmente, bisogna essere onesti intellettualmente; è vero
che era un automatismo ma è altrettanto vero che noi abbiamo votato
un bilancio interno.
Ha già parlato, onorevole De Luca. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
Ha già parlato, onorevole De Luca, non è un dibattito. Ha fatto
l'intervento sull'emendamento e l'emendamento tra cinque minuti
sarà votato.
LA VARDERA. Grazie, Presidente. Io ritengo che sia utile fare
chiarezza su questo tema, scusatemi, perché tutto quello che lei ha
detto, onorevole De Luca, è assolutamente condivisibile. Il
problema è che forse dovevate saperlo voi, che avete il
Vicepresidente vicario all'interno dell'Ufficio di Presidenza. E
questo populismo ex post non porta da nessuna parte, perché avere
letto un vostro post su facebook "i deputati regionali si alzano lo
stipendio di 900 era al mese, tranne noi" è una falsità. Ed è
vergognoso Bisogna essere onesti intellettualmente fino in fondo
(Applausi)
LA VARDERA. Fino in fondo Perché per i fondelli non prendete
nessuno Perché nemmeno noi lo condividiamo e noi potevamo
cavalcare questa norma, in quanto non eravamo nell'Ufficio di
Presidenza. E il ragionamento lo condividiamo fino in fondo, perché
è vero che in un momento complicato questa norma non fa bene a
questo Parlamento e, inevitabilmente, ci mette alla berlina. È
condivisibile Io lo condivido il suo ragionamento, in toto Ma non
lo fate dopo, perché fare passare per cattivi quelli che, poi,
anche voi eravate dentro, è una presa in giro e le prese in giro le
rispediamo al mittente.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Ha chiesto di
intervenire prima l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà. Poi gli
onorevoli Carta e Di Paola.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sfatiamo intanto
alcune bugie e ipocrisie. Stamattina mi sono svegliata, il primo
servizio su Canale 5 recitava, letteralmente, che noi avevamo
approvato una norma per cui ci eravamo aumentati lo stipendio e che
la Regione siciliana è la regione che costa di più in Italia.
Due bugie: la prima che noi non abbiamo approvato alcuna norma,
anzi, questo automatismo dell'adeguamento all'Istat lo abbiamo
appreso dai giornali, non ce ne siamo neanche accorti approvando un
bilancio che non esplicitava la voce. E quindi non abbiamo
approvato alcuna norma che aumenta i nostri stipendi, così come non
ci siamo accorti qualche anno fa che, invece, avevamo perso qualche
cosa, proprio perché invece l'Istat era in decremento rispetto ai
nostri stipendi; che la Regione siciliana costa più di altre
Regioni è un'altra bugia, un'altra ipocrisia, perché dimenticano
tutti di dire che la Regione siciliana ha delle competenze
esclusive per cui, per dire, le Sovrintendenze in Sicilia le
paghiamo noi e nelle altre Regioni d'Italia le paga lo Stato. E
questa è una cosa che nessuno spiega e che nessuno dice, ma che
serve a disegnarci come i più cattivi. Stessa cosa il Corpo
Forestale. E potrei continuare.
Siamo un'Assemblea che è un Parlamento e ci fregiamo di essere il
primo Parlamento della storia d'Europa. A volte lo dimentichiamo
nelle azioni di ogni giorno.
Ecco, una domanda vorrei fare ai colleghi, però, con la stessa
onestà con cui io ho ascoltato gli interventi di chi mi ha
preceduto e sa il collega Cracolici, lo ha raccontato e spiegato il
collega Micciché, quanto fuori da ipocrisie ci siamo trovati a
cercare soluzioni concrete.
Quanti di noi, se ci fosse stato un aumento con un articolo da
votare l'avrebbero votato in un momento storico come questo?
Rispondiamo con un'onestà. Quanti?
E allora che oggi si pone alla nostra attenzione la necessità di
porre il tema, se opportuno o meno, che questo aumento rimanga,
continui, perseveri, ritengo sia legittimo. E lo dice una,
onorevole Micciché, lo dice una, che in questi anni non ha mai
subito telefonate da Arcore per mettersi sugli attenti. Lo dice una
che fa parte di un Partito a cui finora ha solo portato voti, e che
se non ci fosse stata non sarebbe neanche scattato il seggio
d'Agrigento.
Non ho motivi di obbedienza né di riconoscenza, ci sto perché ci
credo, ma mi posso permettere di dire quello che penso, come penso
anche molti altri colleghi, anche se qualcuno ha immaginato
subdolamente che sia condizionato dalle posizioni che riveste.
Ebbene non è così
Si pone oggi un tema, e lo ripeto, se siamo onesti come ritengo
che onesti intellettualmente lo siamo tutti, se ad ognuno di noi ci
fosse stata posta la domanda, due giorni fa, quando abbiamo
approvato in toto il bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana,
volete approvare un aumento del vostro stipendio di 800 euro lorde?
Quanti di noi avrebbero risposto sì in questo momento specifico di
crisi economica? Diciamoci la verità. Nessuno, nessuno. E allora
diciamo la verità a chi ci ascolta.
È stato un automatismo che non poteva essere cambiato fino ad ora.
Però diciamo la verità anche a noi stessi. Possiamo porci il tema
se il caso o meno in questo momento in cui abbiamo approvato norme
sugli indigenti, se è il caso di mantenere un automatismo del
genere? Senza ipocrisia, senza obblighi, senza ordini. Ma con
l'onestà intellettuale che ci deve appartenere a tutti. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Carta onorevole. Onorevole Spada, un secondo fino a
prova contraria ancora forse l'ultima cosa che mi è rimasta da fare
qua dentro è decidere chi deve parlare e c'è un'iscrizione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carta, intanto lei non lo deve
chiedere, ci sono altri quattro colleghi prima di lei. Se c'è uno
di maggioranza ed uno di opposizione, c'è Di Paola. Se c'è Di Paola
che le cede il posto, lei può parlare al posto di Di Paola.
Onorevole Di Paola cede il posto? Prenda parola.
SPADA. Grazie, Presidente, sono le quattro del mattino. La mia non
voleva essere una mancanza di rispetto nei suoi confronti, però non
ci sto al gioco al massacro che si sta svolgendo in quest'Aula.
Cioè non è possibile fare la guerra nei confronti dei Cinque
Stelle, piuttosto che nei confronti del gruppo di De Luca, e
mettere in contrasto le opposizioni che oggi hanno portato avanti
un lavoro in quest'Aula.
Io penso che siccome il problema, come ha posto l'onorevole
Cracolici, non lo risolviamo votando l'emendamento di De Luca,
perché l'emendamento di De Luca, da quello che ho capito io, di
fatto, non è retroattivo, e quindi noi continueremo a prendere
eventualmente l'aumento.
PRESIDENTE. No, no, no la smentisco purtroppo nel senso che
rispetto a quello che sta pensando non è così.
SPADA. Scusi, Presidente, completo l'intervento e poi
PRESIDENTE. Perde l'effetto già da adesso.
SPADA. E quindi completo l'intervento. Siccome dicevano che non
c'è una retroattività, e secondo me bisogna invece porla ora la
questione e quindi eliminarla subito.
A mio avviso si dovrebbe retrocedere rispetto all'adeguamento che
è stato fatto, e quindi eventualmente presentare un emendamento
modificativo al bilancio dell'Assemblea, che abbiamo votato senza
discuterlo, per tornare indietro sull'adeguamento ...
PRESIDENTE. Questo emendamento, in funzione del fatto che fa
perdere gli effetti da ora, non dà la possibilità da ora in poi,
quindi già lei nella prossima busta paga non avrà neanche questi
880 euro lordi che ci sono, quindi è ad effetto immediato.
Inizialmente si era detto di no e invece hanno fatto degli
approfondimenti ...
SPADA. Ce lo sta comunicando ora.
PRESIDENTE. Ce lo sta comunicando ora il Segretario generale.
SPADA. Ma, dico, l'Aula non era a conoscenza di questa cosa.
PRESIDENTE. Certamente, se sapevo le dinamiche perfettamente
l'avrei fatto io stamattina, si è fatto invece adesso, sono stati
fatti gli approfondimenti, pertanto ha effetto retroattivo o
comunque ha effetto da domani mattina.
SPADA. Grazie.
PRESIDENTE. Prego. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carta. Ne ha
facoltà.
CARTA. Signor Presidente grazie, cari colleghi, volevo solo
chiarire un aspetto che è stato diciamo sbandierato in quest'Aula
pochi minuti fa: che i deputati non guadagnano 11 mila euro, questo
è chiaro a tutti?
(Applausi)
Voglio chiarirlo perché domani mattina noi torniamo sui Territori,
riceviamo le persone, e ci dobbiamo anche giustificare di quelle
che sono le nostre spese in campo alla trasparenza.
Un'altra cosa me la sento di dirla tutta, questo è un Parlamento
che ha una parte discriminata e una parte dove non viene applicata
la discriminazione, perché una parte viene e fa sei ore di macchina
per arrivare a Palermo, gli altri vivono qui, o quanto meno vivono
a qualche ora da Palermo, e non hanno la stessa discriminazione che
abbiamo certi deputati, sul lato economico.
Poi dico, grazie a Dio da deputato si vive meglio da chi non è
deputato, questo lo dobbiamo dire, è la realtà dei fatti. Però mi
sento di ricordare una cosa che è successa in questi cinque anni,
che forse può servire di riflessione a tutti.
Nel 2018 lo Stato decide di tagliare gli stipendi ai sindaci - non
ha parlato nessuno nell'incremento dello stipendio dei sindaci in
questi giorni - la Regione siciliana è compresa nel taglio degli
stipendi e i sindaci. Tutti i sindaci in carica, compreso me, hanno
ritornato i soldi allo Stato, tutti senza avere lo stipendio per
mesi, lo stipendio da sindaco in un comune di quindicimila abitanti
è circa 2300 euro, non ci dobbiamo scandalizzare.
Fanno una legge dove danno l'incremento ai sindaci, la Regione
siciliana non è compresa, e questo Parlamento sta cercando di
mettere una pezza da qualche giorno occupandosi pure di ristorare i
sindaci e i comuni per adeguare, come tutta l'Italia, lo stipendio
da sindaco.
Ora, io dico, per quanto tutti gli emendamenti siano validi,
questa Assemblea oggi ha percepito un dato che c'è stato un
incremento che è provocato dall'inflazione. Posto tutto quello che
sta succedendo in Europa, e che ho avuto un aumento di 800 euro
circa lordi che vanno negli stipendi dei parlamentari, ora li
togliamo, non li togliamo, ma è chiaramente qualcosa di legittimo,
ed è chiaro che questa categoria, che è la categoria dei
parlamentari che appartengono al Parlamento più antico d'Europa,
che è il Parlamento siciliano, oggi si sta privando di un diritto
che, secondo me, per quanto possa essere poco importante, è tanto
significativo nel contenuto e nel merito, oltre che in diritto,
perché ormai le regole non li facciamo qui dentro, ma li fanno
fuori. Grazie a Tutti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, non volevo
intervenire, però mi sembra giusto intervenire perché chi secondo
me voleva dividere questa Assemblea è riuscito nell'intento.
Noi ci stiamo dividendo per influenze esterne, per
strumentalizzazioni che ci sono, io già ieri ho condiviso in parte
l'intervento del collega Cracolici.
Quest'Aula si può dividere per le opinioni, quest'Aula si può
dividere per gli indirizzi, ma non possiamo farci dividere per
decisioni che quest'Aula ha già preso.
Noi, è vero, il percorso che ha fatto il bilancio dell'Assemblea
che, ricordo, anche quest'anno ha ridotto i costi di
cinquecentomila euro circa, il percorso nasce dal Collegio dei
Questori, poi dall'Ufficio di Presidenza e poi in Aula e si vota
all'unanimità, si è votata all'unanimità, tutti i Gruppi hanno
votato l'ok al bilancio dell'Assemblea.
Ora dico, colleghi, capisco gli attacchi al Movimento Cinque
Stelle per una locandina ma guardate, Presidente, le locandine
vanno e vengono, tra l'altro quando c'è stata la rinuncia da parte
di un Gruppo, anzi da parte di più Gruppi di opposizione, ad
entrare nell'Ufficio di Presidenza qualcuno ha fatto locandine,
attenzione ci sta è il gioco delle parti, sul fatto che chi entra
all'interno dell'Ufficio di Presidenza ha tantissimi benefit, ha
l'auto blu, si aumenta lo stipendio, è il gioco delle parti, è la
politica; nessuno qui ha detto nulla, nessuno qui ha replicato in
maniera anche scomposta.
Io credo molto nel libero arbitrio, il Movimento Cinque Stelle da
sempre per un principio, per regole che si è imposto, i
parlamentari regionali e nazionali si tagliano lo stipendio, in
parte, e lo devolvono ad attività pubbliche, a progetti pubblici è
una scelta come tantissime altre scelte, Presidente. Ora c'è questa
scelta di abrogare la norma, è stato presentato un emendamento,
anche questa è una scelta, è una scelta, la si mette ai voti
Presidente e decidiamo se eliminare o meno l'articolo di
riferimento.
Però, Presidente, noi possiamo fare qualunque scelte, possiamo
fare tutte le scelte possibili e immaginabili però quando questa
Assemblea prende delle decisioni non possono essere, poi, queste
decisioni, qualunque esse siano, e attenzione io capisco anche
l'indignazione del fatto che magari i deputati che, come hanno
detto altri colleghi che sono intervenuti, siamo sempre brutti e
cattivi indipendentemente da quello che facciamo, e ci sta, ci sta
questo perché svolgiamo un compito un compito importante. Dico, non
è possibile che quando in quest'Aula si prende una decisione, la
decisione poi venga strumentalizzata, perché io già ieri ho detto
che questa decisione è stata strumentalizzata perfino dal Governo
regionale, Presidente, perché io ieri l'ho ricordato che c'è stata
un'agenzia da parte del Presidente della Regione, si parlava pure
dell'aumento degli emolumenti dei sindaci e degli assessori, allora
sul tritacarne siamo finiti tutti i colleghi, nessuno escluso; poi
possiamo, ognuno di noi può prendere delle posizioni a livello
pubblico, c'è chi presenta l'emendamento, c'è chi fa la locandina,
c'è chi fa qualunque altra scelta: sono scelte politiche, è il
gioco delle parti della politica, delle scelte che ogni Gruppo fa.
Però, Presidente, che sia chiaro: noi questa Assemblea la dobbiamo
difendere Noi questa Assemblea la dobbiamo difendere perché non è
possibile che da Roma o da altri posti arrivino attacchi a questa
Assemblea in maniera continua, perché da anni che questa Assemblea
viene messa, e lo dicevano, assessore Turano, anche altri colleghi:
quando le cose succedono in altre regioni non c'è nessun caso;
quando le cose succedono all'interno di questa Assemblea nasce il
caso.
Allora dico su questo colleghi Presidente dobbiamo riflettere e
riflettere attentamente poi dico io non mi scandalizzo se il Gruppo
di Grande Sud ci attacca o se ci attacca la maggioranza se ci
attacca l'opposizione non è questo il punto, Presidente si fanno
delle scelte in maniera opportuna queste scelte vanno difese
dopodiché se quest'Aula vuole abrogare la norma la norma viene
abrogata ma è chiaro Presidente e vado a concludere è chiaro
Presidente che è innegabile che noi nel corso degli anni - e credo
che il mio Capogruppo voleva dire questo - noi nel corso degli anni
per scelta così come altri Gruppi fanno altre scelte noi nel corso
degli anni l'emolumento che percepiamo ce lo siamo sempre tagliati.
E così come abbiamo detto all'interno di quella locandina che tanto
ha scandalizzato abbiamo detto guardate che noi questo monumento in
più questo adeguamento dell'Istat; quindi questa percentuale in più
del nostro monumento la devolviamo in progetti così come abbiamo
sempre fatto e aggiungo Presidente che un'ulteriore proposta poteva
essere pure e non so se questa proposta è possibile da parte degli
Uffici che sempre per il libero arbitrio ognuno di noi, ogni
deputato, ognuno dei settanta deputati può scegliere liberamente e
magari questa cosa la possiamo verificare se norma non dovesse
passare di devolvere il proprio aumento dell'Istat rinuncia e lo
inserisce all'interno di un capitolo dell'Assemblea regionale in
maniera molto semplice così come facciamo già con altre cose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Lei può formalizzare tutte
le richieste che riterrà più opportuno e poi vengono valutate alla
Presidenza.
L'onorevole Assenza ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, oggi sto tornando indietro nei ricordi
alle sedute del 2014 quando questa Assemblea si trovò ad applicare
il decreto Monti in quell'occasione io feci un intervento un
intervento che grazie alla manipolazione e all'estrapolazione di un
intervento di undici minuti, di un tratto di trenta secondi, mi
fece finire su tutti i giornali nazionali, mi dedicò la prima
pagina del Corriere della Sera a firma di Antonio Stella.
La trasmissione anno zero di Santoro mi fece protagonista di una
serata per carità, questi trenta secondi estrapolati guarda caso
poi ad ogni campagna elettorale mi vengono riprodotti nei vari
social e in quant'altro mi costano centinaia se non migliaia di
vuoti ogni volta perché mi fanno apparire come il satrapo
insaziabile per intenderci, io che forse unico in Italia unico in
Italia nel 1996 quando sono arrivati che l'eletto era ineleggibile,
su cinque in quella stessa situazione quattro fecero il ricorso. Il
sottoscritto, per senso di responsabilità e perché non ha mai
vissuto grazie a dio della politica come tanti di noi qua dentro,
rinunciò a farlo e quando non si parlava degli ottomila euro
mensili, onorevole De Luca, non è da lei gonfiare perché domani c'è
il povero disgraziato e tu prendi undici mila euro al mese, tu
prendi ottomila euro su cui poi come nel mio caso viene applicato
l'ulteriore quarantacinque per cento di tassazione e prendo meno
del direttore di banca o di quant'altro. Ma ci sta per carità, sono
scelte che liberamente ognuno di noi fa, ma dicevo quando i
privilegi e gli stipendi e le indennità della politica erano ben
altri di quelle attuali.
Perché faccio questa premessa? Perché non mi si può dire, proprio
a me, che io su questo uso demagogia, perché l'ho pagato sulla mia
pelle in quegli anni in cui era veramente difficile difendere le
indennità del Parlamento, perché vi era l'odio diffuso contro la
classe politica. Però in quella stessa seduta, cari colleghi, io
firmai l'emendamento per abrogare l'aumento Istat, perché lo
trovavo un fuor d'opera. Perché quello che è un istituto
assolutamente legittimo, però applicato all'indennità del
parlamentare, mi sembrava un fuor d'opera, ed io fui uno dei pochi
a votare contro quella previsione dell'aumento Istat.
L'aumento Istat, poi, per effetto quasi della deflazione,
piuttosto che dell'inflazione, non è stata di concreto mai
applicata, se non per poche unità di euro, per qualche decina di
euro e, quindi, non se ne è accorto nessuno. Oggi c'è un fatto
automatico, il Collegio dei Questori prima, il Consiglio di
Presidenza dopo, l'Assemblea complessivamente, non ha fatto altro
che prendere atto dell'adeguamento, ma già una volta che questo
problema si è trovato noi abbiamo presentato, come Fratelli
d'Italia, un disegno di legge per abrogarlo, e un ordine del giorno
per impegnare il Consiglio di Presidenza a provvedere.
Oggi da parte dell'onorevole De Luca e di tutti i Gruppi,viene
presentato questo emendamento, quindi è chiaro che io,
personalmente, e credo anche il mio Gruppo, voteremo favorevolmente
per l'abrogazione del comma 2. Che questa abrogazione possa operare
retroattivamente, onestamente, questo da avvocato, la politica non
c'entra niente, credo che ce ne voglia, perché al 31 dicembre, al
primo gennaio, l'aumento Istat maturato è del 2022, e quindi al
primo gennaio questa norma era in vigore.
Checché ne vogliamo dire, non si potrà applicare per il futuro, ed
è giusto che non si applichi in questo momento, e senza accettare
la demagogia di nessuno su questo tipo, sull'emendamento e
continuo, i miei figli che venivano
PRESIDENTE. Onorevole Assenza non prema, non prema Se lei preme
il pulsante, si stacca il microfono e quindi si sente una parola e
tre no.
ASSENZA. Quello che è l'avversario politico come il mostro di
turno, e quindi se la politica tutta e tutti i Gruppi ritrovano la
ragionevolezza di compiere una missione alta al servizio della
collettività, e che questa missione al pari delle altre merita la
giusta retribuzione che, oggi come oggi, non è superiore né a
quella di un funzionario di banca, non parliamo poi degli stipendi
dei magistrati, degli alti burocrati e di quant'altro.
Però, se noi continuiamo ad auto flagellare e allora, poi, i
risultati sono questi. Allora che blocchiamo l'aumento Istat ci
sta, ci sta, è un bel segnale che si dà, perché in questo momento
di grande difficoltà è giusto che si proceda in questo senso, però
non riprendiamo e non continuiamo a farci male, quando anche il
Movimento Cinque Stelle ora si è reso conto che i costi della
politica non sono i costi della politica, ma sono i costi della
democrazia, che come tale vanno tutelati.
DE LEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io sono
stato stimolato ad intervenire perché questa mattina sono stato
fermato all'ingresso del Parlamento dalle televisioni, e ho
dichiarato quella che era la semplice verità: che non è stato
votato nessun aumento degli stipendi dei parlamentari, ma che c'era
stato un adeguamento, che era un adeguamento Istat, legato
all'inflazione.
Vede Presidente, io sono neo deputato, come lo sono gran parte di
quei miei colleghi che vedete lì seduti del gruppo di Sicilia vera
e Sud chiama a Nord, avremmo potuto dire anche altro oggi, quando
si sono presentati i giornalisti. Ma invece noi abbiamo detto
quella che era la verità, la semplice verità.
Avremmo potuto dire che noi non eravamo nel Consiglio di
Presidenza, e che siamo entrati ora, e che quindi i due Gruppi non
hanno partecipato alla stesura nel Collegio e nel Consiglio di
Presidenza. Ma non lo abbiamo fatto, non lo abbiamo fatto perché
abbiamo detto la verità, come ho detto. Però è inaccettabile che
qualche Gruppo dica "Noi non abbiamo detto nulla di male". Non è
così, cari colleghi, perché la vostra locandina - ed è chiara -
dice che voi non vi siete aumentati lo stipendio e gli altri
deputati lo hanno fatto. E questo, non è vero Perché noi, adesso
in quest'Aula, a differenza di altri, non facciamo le locandine, ma
stiamo dimostrando, invece, con questo emendamento che abroghiamo
l'adeguamento e, piuttosto che fare le locandine, facciamo fatti e
atti concreti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo. Ha chiesto di intervenire
l'assessore Di Mauro. Poi chi aveva chiesto di intervenire?
L'onorevole Campo.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Presidente, posso Presidente? Parlo qui, dai banchi del Governo,
ovviamente a titolo personale, senza coinvolgere il Governo, e lo
faccio dopo avere ascoltato diversi interventi, soprattutto i primi
molto puntuali, che hanno registrato un po' i fatti come si sono
susseguiti nel tempo, tutto ciò che è successo, come si è
addivenuti alla legislazione. Sono mancati alcuni passaggi, che
vorrei precisare.
La norma che noi abbiamo fatto, onorevole Cracolici, a suo tempo,
che fu frutto del lavoro di una Commissione, scaturiva dalla
Conferenza Stato Regione che aveva la forza di legge, e che ha
imposto, ovviamente, al Parlamento siciliano, di adottare una legge
che, trattandosi della situazione del Parlamento regionale, andava
in vigore dal primo gennaio 2014. Quindi una circostanza
particolare, un momento difficile dell'Italia, che non ha
riguardato soltanto i parlamentari, ha riguardato anche gli altri
funzionari dello Stato, della Regione che hanno dovuto avere, che
hanno dovuto ridurre il proprio stipendio di una certa percentuale,
che era per fasce, e che poi, scaduto il termine, fu prorogato per
altri tre anni. Scaduti quegli altri tre anni, diciamo che dai dati
che vengono fuori, tutti quanti tutti coloro i quali svolgevano
attività, ecco, per conto dello Stato, per conto gli Enti pubblici
hanno ripreso a guadagnare lo stipendio di prima. Questo lo dico
per definire una cornice, attorno al quale è stata attivata la
procedura da parte di questo Parlamento, per mettere su la legge.
E anche in ordine allo stipendio, dobbiamo distinguere che per
metà è lo stipendio - cioè il frutto del lavoro di ogni singolo
parlamentare - l'altra metà è frutto di una diaria. Questo lo dico,
perché dobbiamo avere idea di che cosa diciamo alle persone. E
quindi, se ottomila e cento euro è il compenso che riceve un
parlamentare, metà è lo stipendio - che come diceva poc'anzi il
collega, a sua volta ci sono anche le trattenute per chi svolge
un'altra attività, che per quanto mi riguarda non è così, ma molti
colleghi che svolgono anche altre attività hanno anche una
trattenuta - e una spesa che è ricompresa in quella cifra che è
dell'altra metà, che serve a compensare il viaggio, il soggiorno,
l'organizzazione anche di un parlamentare.
E su questi argomenti, onorevole Pace, non credo che ci sia
vincolo di maggioranza. Non credo che ci sia una maggioranza di
Governo, o ci sia una posizione buona e un'opposizione cattiva. C'è
un tentativo, che non ho ben compreso da parte di chi, se c'è una
volontà parlamentare, se c'è un disegno di legge in itinere al
Parlamento nazionale, se c'è un ordine del giorno che è stato
convocato, per cui la conferenza Stato Regione dovrà riunirsi. Non
ho capito che cosa c'è.
C'è di fatto che, da qualche giorno è comparso, a seguito di una
specifica, molto puntuale e dettagliata per onestà, diciamo così,
degli Uffici, scritta nel documento di bilancio che, come ha detto
l'onorevole De Luca, qualcuno ha avuto la bontà di volere
comunicare alla stampa, per mettere in risalto che cosa? Per
mettere in risalto che c'era una quota di questa integrazione che
ci aspettava, che era stata inserita, che era stata accettata anche
dal Governo nazionale, che aveva resistito al passaggio dinnanzi al
ricorso che era stato fatto dinanzi alla Corte Costituzionale.
Quindi non stiamo parlando di ristori ad personam, oppure fatti
nei confronti del Governo di questo Parlamento, assolutamente no,
quindi una cosa che è comprensiva di un percorso che ci ha visti
non avere più l'indennità com'era un tempo, ma siamo praticamente
con il contributivo, e come contributivo ci spetta l'Istat. Poi,
ognuno di noi può fare quello che vuole, certo, se lo fa il
dirigente di banca o se lo fa il direttore generale, non succede
niente, lo fanno i parlamentari, sono dei figli di buona madre che
si sono permessi di aumentarsi lo stipendio personalmente.
Allora, da questo punto di vista, cari colleghi, non è che qui c'è
tanto da discutere ognuno si deve assumere la propria
responsabilità. Per quanto mi riguarda, nonostante non condivida
l'iniziativa dell'onorevole De Luca, perché è molto provocatoria,
onorevole De Luca, e al di là della cornice che lei ha
rappresentato a questo Parlamento che non accetta ordine da Roma,
non accetta ordini da chissà chi, c'è da parte sua un atteggiamento
che è anche demagogico, e che vuole sostanzialmente fare un passo
più avanti del Movimento Cinque Stelle.
Onorevole De Luca, noi non siamo uno vale uno, ognuno di noi, se è
qui, ha un merito particolare per essere qui, se ognuno di noi è
qui, vuol dire che vale qualcosa in più di qualche altro che aspira
a venire qui, aspira a mandarci a casa, e quindi praticamente fare
la demagogia sugli stipendi, per quanto mi riguarda, rispetto al
suo emendamento, io voto contro, me ne assumo la responsabilità
politica e la responsabilità morale. Sono un uomo dignitoso, faccio
il mio lavoro con serietà e con correttezza, e credo che se i
colleghi ritengono di avere le carte a posto, sono liberi nel voto,
facciano quello che credono, io voterò contro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Di Mauro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà. Credo che sia l'ultimo
intervento.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
chiarire questa questione della locandina che ha urtato la
sensibilità di alcuni colleghi. Noi non abbiamo accusato nessuno,
volevamo semplicemente rimarcare una differenza che esiste ed è
incontrovertibile.
Il Movimento Cinque Stelle da quando fa politica, da 12 anni a
questa parte, ha un fondo dove restituisce i propri emolumenti, e
con questo fondo realizza progetti per i cittadini. Qua per esempio
c'è l'onorevole Abbate, che è stato sindaco di Modica, e lo può
testimoniare personalmente, perché abbiamo investito
venticinquemila euro per aprire il museo della medicina a Modica, e
lo abbiamo inaugurato insieme, e ancora i soldi per la regia
trazzera, e ancora i trecento mila euro donati alla protezione
civile in piena emergenza covid, o i cinquantamila euro al comune
di Favignana, quando è scoppiata la bombola e c'è stato un grande
disastro.
E potrei citare interventi che vanno da centosei milioni di euro
che hanno restituito i nostri parlamentari nazionali, fino ai sei
milioni di euro che ha restituito il Movimento Cinque Stelle
siciliano in questi anni, questo era il senso della nostra
locandina, niente di più niente di meno.
A noi l'aumento non cambia nulla, perché abbiamo questa
sensibilità di restituire una parte dei nostri stipendi, ma non lo
facciamo perché così risolveremo i problemi del mondo,
semplicemente perché abbiamo voluto tagliare la forbice che separa
noi da un cittadino medio che non prende queste somme, e lo abbiamo
fatto perché il cittadino ha bisogno di riavvicinarsi alla
politica, è stato un segnale, un segnale che ha voluto dare questa
forza politica, penso che sia anche giusto rimarcarlo e dirlo, non
ci dobbiamo sentire in colpa se abbiamo fatto un meme o una
locandina, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Sono finiti gli interventi.
Onorevole Turano vi chiedo di tornare al posto, scusate un secondo,
onorevole Di Mauro, onorevole Pace, ho ascoltato con particolare
attenzione tutti gli interventi.
È giusto che faccia una piccola premessa rispetto a quello che è
accaduto. Quando io mi sono insediato in questo Parlamento, su
questa Presidenza, durante il mio discorso, avevo spiegato, con
grandissima umiltà, che durante il corso degli anni, due sarebbero
state le cose che, probabilmente, mi sarei sempre portato, così
come tanti altri, che sono sbagliare ed imparare. Quindi, sono io
il primo a chiedere scusa a questo Parlamento per averlo messo in
difficoltà rispetto a quello che, probabilmente, mi è stato posto
come un automatismo e, invece, probabilmente e possibilmente si
poteva stoppare.
Nessuno di voi ha mai chiesto un emendamento, un aumento o
qualcosa che potesse ledere la dignità di ognuno di voi, né di
questo Parlamento. Con grande sincerità, la responsabilità,
eventualmente, me la prendo del tutto io, rispetto a quello che
ritenevo fosse un automatismo, invece oggi, possibilmente tanto
automatismo potrebbe non essere.
CRACOLICI. Che vuol dire? Questo lo deve spiegare. Automatismo che
potrebbe non essere che vuol dire?
PRESIDENTE. Che, possibilmente, avrei potuto bloccare queste
risorse e non arrivare al punto in cui siamo oggi.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Con una legge.
PRESIDENTE. Arrivati a questo punto, in tutti i casi, siccome non
voglio mettere in imbarazzo i colleghi parlamentari, non accetto
però, al contempo, che venga fatta demagogia rispetto alla
questione, perché l'aumento dello stipendio, che aumento dello
stipendio non è, se lo vogliamo chiamare in un'altra maniera che è
l'adeguamento ISTAT, in tutti i casi lo si sapeva quando si è
venuti in Aula a votare il bilancio dell'Assemblea, si sapeva che
si stava votando anche per questo.
Se poi c'è qualcuno che vota qualcosa che non sa, questo è un
fatto. Detto questo, non ci sono ingerenze né interferenze da Roma,
lo tengo a precisare. Tengo a precisare che noi, comunque, rispetto
all'emendamento che ha presentato, giustamente, l'onorevole De
Luca, che avrà avuto le sue motivazioni e ha avuto anche una
formula che magari io cercavo in maniera migliore, probabilmente, o
uguale, non sono riuscito a formulare, l'ha formulata lui, quindi
io devo mettere in votazione se non ci sono sub emendamenti.
CRACOLICI. Posso fare una precisazione?
PRESIDENTE. C'è il sub emendamento prima, onorevole Cracolici.
Prego onorevole Cracolici, però veramente in un minuto, la prego.
CRACOLICI. Lo capisco, siamo esausti. Presidente, però le chiedo.
Lei ha fatto un'affermazione che aggrava la situazione. Lei ha
detto che l'automatismo potrebbe non essere un automatismo.
Questo significa che l'attività del Parlamento che ha fino ad oggi
discusso di una norma che c'era da dieci anni e, quindi, in via
automatica si applicava, lei oggi questo principio lo sta mettendo
in discussione. Quindi, se non c'era un automatismo, o poteva non
esserci, c'è stata una volontà ad applicare un automatismo. Io non
credo che qui, compreso lei, ha pensato di applicare l'automatismo
con volontà.
PRESIDENTE. Ma infatti non sto dicendo questo.
CRACOLICI. E no, ma le parole sono pietre. Si ricordi che quello
che lei sta dicendo è registrato, domani sarà su tutti i giornali
quindi, o c'è l'automatismo, e non potrebbe non esserci. Perché -
ripeto - è una cosa delicata quella che lei ha detto. Spero che la
precisi meglio, rispetto alle interpretazioni che potrebbero
esserci.
PRESIDENTE. Semmai lo stavo facendo rispetto alla mia gestione,
rispetto ai miei Uffici, rispetto alle persone che mi hanno
consigliato rispetto alla questione. Però, mi stanno dando, dalla
Segreteria generale la legge che, preciso, dice: si procede
all'adeguamento dell'importo di indennità di diaria spettante ai
deputati regionali secondo la variazione dell'indice Istat del
costo della vita", quindi, benissimo.
Però, siccome in tutti i casi con questo emendamento
dell'onorevole De Luca potremmo risolvere questa questione, siamo
assolutamente felici di metterlo in votazione o come ho già detto,
non mi è piaciuto l'atteggiamento di qualcuno rispetto a demagogia
eccessiva perché, oggettivamente si sapeva anche prima. In tutti i
casi c'è un sub emendamento che è A234.R, nel tablet, nel fuori
sacco A234.R.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Presidente. Vuole intervenire sull'emendamento A234.R?
Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, voglio intervenire
perché voglio fare chiarezza. Poc'anzi ho indicato le ragioni del
sostegno alle argomentazioni che l'onorevole Cracolici aveva
indicato, ed ho pure detto che non mi appassionava sapere se dovevo
mantenere più o meno l'emendamento, però l'elemento di novità,
l'elemento di novità che nel corso del dibattito, mi seguite?
Onorevole De Luca, mi segue? L'elemento di novità che nel corso del
dibattito emerso al netto del furore politico, che non serve per
rinunciare ad un proprio diritto, non serve, uno se ha un diritto
può rinunciare a prescindere dalla valutazione politica che altre
forze politiche dovrebbero imporre, onorevole Grasso, mi segue?
L'elemento di novità lo ha introdotto il Vicepresidente
dell'Assemblea che, specificando il suo ruolo e le competenze
nell'esercizio delle funzioni assembleari e, dunque, distinguendole
dal furore politico, ha detto se uno può rinunciare a qualcosa che
un è un suo diritto, non c'è bisogno che ci rinunzia per legge, può
rinunciarci autonomamente, e poi lì ha legato le ragioni della
rinuncia al suo impegno politico. Ma quella è una sua scelta, non è
la mia.
Se questo è il confine, l'emendamento che io ho sottoscritto nel
rivendicare le posizioni che avevo prima espresso sulla validità
della tesi giuridica che l'onorevole Cracolici aveva definito, le
voglio ribadire, nessuno può obbligare nessuno, ma tutti possiamo
autonomamente scegliere, se quello che hanno fatto gli altri lo
ritengono un esempio, io potrei non sottrarmi al loro esempio ma
nella valutazione mia, discrezionale e di assoluta libertà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, scusate allora sul sub emendamento vorrei
intervenire partendo però, ripeto, senza spirito di polemica,
perché alla fin fine dobbiamo cercare di essere chiari su questa
vicenda.
Io ho ascoltato con pazienza tutti gli interventi, vedete bisogna
avere l'onestà di dire le cose come stanno e soprattutto bisogna
evitare di continuare a prenderci in giro.
E lo dico ai colleghi che ancora da questo pulpito continuano a
nascondere un atteggiamento che - e qui è l'unica parte che
condivido dell'intervento del Vicepresidente vicario di questo
Parlamento, forse una delle prime volte che l'opposizione ha la
Vicepresidenza vicaria - il collega Di Paola il quale dice,
rivolgendosi al Presidente, che bisogna difendere il Parlamento. Ma
il Parlamento, se ci sono cavalli di Troia all'interno, chi lo
dovrebbe difendere? Vede, quella locandina che avete fatto dice
espressamente il primo falso Che il Parlamento si è aumento lo
stipendio È scritto a chiare lettere Poi c'è scritto: Noi dei
Cinque Stelle non ci siamo aumentati lo stipendio Punto Non dice
altro Ecco perché vi invito a rimuoverle, se vogliamo essere
onesti tra di noi E di non continuare a difendere l'indifendibile,
perché più continuiamo, è come la merda, continuiamo a puzzare
Poi, rivolgendomi all'assessore Di Mauro, onorevole Di Mauro, mi
pare che ci conosciamo da molto tempo e sa bene - ma lo sanno tutti
- come la penso sui principi. Lei ha fatto bene, nella sua onestà
intellettuale, a dire che è contrario. Ma io le dico di più
Colleghi Ma volete uscire dall'imbarazzo Ve la do io la
soluzione Fate il voto segreto e bocciatelo questo emendamento
Avanti Forza Piuttosto che continuare a girarci attorno Che
cos'è questo subemendamento? Mi faccia il favore. Che cos'è questo
subemendamento? Bene, il subemendamento prevede che, in modo
libero, ogni deputato potrà destinare la somma dell'aumento Istat a
un fondo istituito nel bilancio del Parlamento per attività
benefiche. La beneficenza io la faccio con i miei soldi e l'ho
sempre fatta e non me ne sono mai vantato. Quindi questo modo di
girarci ancora attorno ovviamente io non lo condivido, Presidente,
ma è una mia espressa posizione. E, quindi, sul subemendamento,
ovviamente, noi ci esprimiamo in modo contrario. Non solo, ma
manteniamo, ovviamente, la nostra presa di posizione.
Chiudo, Presidente, chiarendole un fatto, che non è un'esimente -
attenzione - perché noi ci siamo presi, veda, noi siamo stati
corretti, fino all'ultimo secondo. Però le posso assicurare un
fatto, Presidente, veda, in questo Parlamento, checché ne possa
dire la Segreteria, non è stato pronunciato durante la relazione
sul bilancio del Parlamento siciliano, di cosa si parlava in
termini di aumento; anche perché l'aumento Istat degli ultimi anni
è stato di 10 euro, forse è stato anche in negativo, per cui,
obiettivamente, qui ce le dobbiamo dire le cose, non è che ci
dobbiamo ancora scaricare a vicenda le cose. Nessuno, per quanto mi
riguarda, e noi non avendo - ribadisco - all'interno del Consiglio
di Presidenza componenti, quindi non sapevamo già in anticipo né le
poste del bilancio, né altro. Per prassi eravamo qui, come tutti. E
basta. Il resto è noia, come si suol dire. E ribadisco Presidente,
e chiudo, più la si mescola e peggio è.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Allora no, non l'ha
chiesto...
Va bene mettiamo in votazione l'A234.R. Il parere del Governo? Non
ho capito.
CRACOLICI. Un emendamento soppressivo di un articolo di legge, e
lei come, sa quando si vota un subemendamento poi bisogna votare
l'emendamento. Saremmo di fronte al caso per cui si vota un
subemendamento che prevede una modalità di utilizzo di questo
aumento, e poi bocciamo l'aumento.
Quindi non può fare votare un subemendamento a un emendamento
soppressivo. Possiamo evitare di impazzire tutti, di impazzire
tutti. Quindi, non ci prendiamo in giro. Io voto contro
l'emendamento, e l'ho detto, e però non gioco a fare, a trovare
soluzioni inventate.
PRESIDENTE. Votiamo allora direttamente l'articolo, l'emendamento
A234.R è inammissibile, quindi votiamo direttamente l'articolo.
Appello nominale perché è inammissibile l'ha spiegato...
l'inammissibile lo può sostituire soltanto il presentatore, e un
soppressivo non si può sostituire con un emendamento simile.
Va bene come si chiama l'articolo, l'emendamento? Allora hanno
chiesto voto palese nominale. Non è appoggiata. stiamo votando
l'emendamento A 234, dell'onorevole De Luca.
MICCICHÈ. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Vediamo se è appoggiato richiedenti? Sono sei, sei
sono. Non so perché
DE LUCA ANTONINO. Chiedo il voto palese.
PRESIDENTE. La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Invito a fare di nuovo la
verifica dei richiedenti.
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Solo per dichiarazione di voto si può parlare
onorevole Burtone.
BURTONE. È stato fatto un lungo dibattito, un dibattito che è
mancato però quando abbiamo discusso del bilancio dell'Assemblea.
Ammetto la nostra colpa, la mia colpa, perché avremmo dovuto
leggere questi atti.
Io non ho sentito, come è stato detto, pur non volendo attribuire
agli altri responsabilità, che ci sarebbe stato questo automatismo;
l'automatismo non si discute, non c'è dubbio, però in questo
momento, come è stato sottolineato dalla collega Savarino, se noi
avessimo saputo di poter fare quella scelta, se dire sì o dire no,
molto probabilmente questa Assemblea si sarebbe indirizzata per il
no, perché non è questo il momento. Lo abbiamo visto durante il
dibattito nel bilancio, ci sono tante di quelle problematiche che
un aumento, così come è stato considerato nell'opinione pubblica,
avrebbe portato tutti noi a fare una riflessione verso il no
all'aumento Istat.
Presidente, però la prego, così come mi pare che ognuno di noi
abbia il dovere e il diritto di parlare, quindi io vado tra l'altro
alla conclusione, mi sembra però inopportuna questa richiesta di
voto segreto, ripeto, anche il rispetto di chi ha fatto questa
proposta, perché questa Assemblea, che è l'Assemblea di un
Parlamento, non può essere preda delle critiche che verranno fatte
sicuramente all'esterno.
Dobbiamo avere il coraggio ognuno di noi di dire come la pensa,
dobbiamo mettere la faccia e dire quello che pensiamo, perché se
c'è il voto segreto, chiunque sarà portato a fare delle critiche
che, io credo, questo Parlamento complessivamente non meriti.
La Sicilia attraversa un momento difficile, lo abbiamo detto,
siamo pronti ad affrontare la questione del regionalismo
differenziato, che potrebbe ulteriormente penalizzare la nostra
Terra, ma dobbiamo avere le carte in regole, e le carte in regola
si hanno assumendosi le proprie responsabilità.
Io, quindi, non ho bisogno di fare dichiarazioni di voto, chi mi
conosce sa quali sono le mie posizioni, ho fatto il sindaco in
questi anni senza avere indennità, senza avere nessun rimborso,
quindi so come indirizzarmi.
Pur tuttavia, non intendo censurare le cose che qui sono state
dette con dignità, anche da chi ha avuto la posizione di dire che
la rivalutazione Istat poteva e deve poter entrare nelle dinamiche
degli aumenti. Quindi, con rispetto assoluto chiedo però che si
possa votare con voto palese, perché è quello che potrebbe ridare
un minimo di dignità alla nostra Assemblea.
PRESIDENTE. Il voto segreto prevale sul voto palese, se devo
rispettare il Regolamento lo rispetto sempre o non lo rispetto mai,
per quanto sono convinto che il voto palese va in un modo e il voto
segreto andrà in un altro. A netto di questo però i richiedenti
c'erano, sono sette, ma quello dell'onorevole Balsamo non è
corretto, ed è venuto qui in Presidenza a dirmelo, quindi devo
ripetere la verifica per i richiedenti. Ricordo che per il voto
segreto ne servono sette, emendamento non ce n'è, l'emendamento è
quello dell'onorevole De Luca, non c'è subemendamento.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, soltanto ai fini del verbale. L'onorevole
Cracolici ha indirizzato il suo ragionamento alla Presidenza
specificando le ragioni, chiedo scusa, dell'inammissibilità del
subemendamento mio.
Io voglio specificare, onorevole De Luca, io conosco il
Regolamento, io voglio specificare che il subemendamento mio mirava
a correggere un emendamento che abrogava un'altra legge e non
questa. Per questa ragione l'emendamento sarebbe stato
assolutamente ammissibile. Lo dico ai fini del verbale: se la
Presidenza dell'Assemblea conferma l'inammissibilità del mio
emendamento io ne prendo atto, ma è una forzatura. Così rimane per
il verbale.
PRESIDENTE. Sulla scorta del fatto che gli emendamenti soppressivi
sono emendabili solo dal presentatore abbiamo reso inammissibile
questo emendamento. Va bene?
Andiamo avanti. Dobbiamo mettere in votazione, dico, abbiamo perso
un'ora e mezza per parlare di questo tema.
Dobbiamo ripetere la verifica dei richiedenti. L'onorevole
Miccichè ha chiesto il voto segreto. In tutti i casi dobbiamo
vedere se la richiesta è appoggiata a termini di Regolamento.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Allora, signor Presidente, io ho parlato chiaramente, ho
dato il mio pensiero su quello che si sta facendo che considero un
fatto abominevole, ma sono d'accordo con l'onorevole Burtone, mi
piacerebbe farlo palese in una situazione di questo genere, ma
hanno tutti paura, parliamoci chiaro. Perché la paura non è quella
nei confronti della giustizia, hanno paura nei confronti della
demagogia perché tutti saremmo aggrediti persona per persona,
quindi anche se ha ragione l'onorevole Burtone, col voto segreto,
se passa, siamo aggrediti in blocco, diciamo, l'unico dichiarato è
Miccichè che ha chiesto il voto segreto, gli altri tutti
ammucciati .
Per cui io capisco bene quello che dice l'onorevole Burtone. Io
sarei disponibile a rinunciare al voto segreto solo in un caso: nel
caso in cui la Presidenza chiuda l'argomento, ma chiuda l'argomento
senza ordini del giorno. Se la Presidenza chiude l'argomento e non
si presentano ordini del giorno, quindi abbiamo fatto un dibattito,
ci siamo chiariti chi è persona che ama la demagogia e chi è
persona che non la ama e si chiude l'argomento, altrimenti lo
bocciamo col voto segreto.
Poi ci prenderemo la merda in faccia da tutta la gente, dai
giornali, che possiamo fare?
Quindi, io mantengo il voto segreto a meno che il Presidente non
mi dica: guardi, abbiamo fatto un dibattito, avete ragione, non è
momento di potere parlare di queste cose, ne parleremo la settimana
prossima , e allora lo facciamo palese.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, io non posso precludere gli ordini
del giorno.
MICCICHÈ. Voto segreto. Voto segreto.
PRESIDENTE. Ci dovranno essere sette deputati in totale che
appoggiano.
MICCICHÈ. Spero che ci siano.
PRESIDENTE. Non lo so, intanto la verifica è aperta. E' stato
richiesto il voto segreto per l'emendamento A.234.
MICCICHÈ. Cioè, vi rendete conto? Vi rendete conto della paura che
c'è della demagogia? Io da solo e altri due...
PRESIDENTE. No, sono sei, se c'è l'ultimo, altrimenti devo
chiudere. Puoi chiuderla.
La richiesta di voto segreto non è appoggiata.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.234
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.234.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Chi vota per l'emendamento di De Luca vota verde; chi vota contro
vota rosso.
Chi vota per l'emendamento di De Luca, ovvero per la soppressione
del beneficio dell'Istat vota verde; diversamente vota rosso.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 24
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
Mi devi dare i richiedenti, per favore. Onorevole Aricò, lei
risulta.
Cosa dobbiamo votare dopo due ore del nulla
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, prego.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Semplicemente per, come dire
scusate, onorevole... io non rubo, non rubo, a me non piace diciamo
non prendo solitamente lezioni da parte di nessuno se non dai miei
genitori e non le prendo neanche dall'onorevole De Luca, che se
avesse votato avrebbe fatto approvare la norma da lui proposta.
PRESIDEDNTE. Va bene, adesso portiamo in votazione gli aggiuntivi.
2.
Allora, vedo che siamo più effervescenti.
Pongo in votazione l'emendamento A.185. Il parere del Governo?
(Brusìo in Aula)
Facciamo una cosa c'era un silenzio prima
FALCONE, assessore per l'economia. Scusate, scusate, un attimo di
pazienza per favore, ci sediamo
PRESIDENTE. Assessore ,..
Allora, siamo agli aggiuntivi. Il fascicolo si chiama Aggiuntivi
2 .
Emendamento A.185, del Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, prego. Ho detto, le ho detto che
sul tablet c'è un fascicolo emendamenti aggiuntivi 2 . Siamo
all'emendamento A.185. C'è il parere del Governo e della
Commissione favorevole.
Ha bisogno ancora di tempo, onorevole De Luca? Onorevole De Luca,
l'ha trovato? Posso metterlo in votazione? Sì o no? Uno dice sì,
uno dice no
Allora, pongo in votazione l'A.185. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.186, del Governo.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Signor Presidente, avevamo
presentato degli emendamenti aggiuntivi e volevo capire perché non
ci sono.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, come sempre collaborativo.
Pongo in votazione l'A.186. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.187. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.231. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.232. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è una riscrittura dell'A.233. Pongo in votazione l'emendamento
A.233.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' sul tablet, ce l'avete tutti. L'abbiamo già votata la
riscrittura.
Pongo in votazione l'A.235. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.236. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.237. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo finito tutti gli emendamenti? No. C'è l'ultimo
emendamento, l'A. 238.R che trovate sempre sul tablet. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Torniamo al fascicolo. Dobbiamo votare l'articolo 127. C'è un
emendamento del Governo, che è il 127.5, che è nel fascicolo.
Pongo in votazione l'articolo 127. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il 127 è al testo. E' l'approvazione della norma...
gli allegati. Ma non è una cosa che non potevamo votare
Pongo in votazione l'entrata in vigore della norma, l'articolo
128:
«Art. 128.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Emendamenti ex 117. Sono semplicemente delle correzioni. Pongo in
votazione l'emendamento 117.Reg. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.Reg.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Scusate, colleghi, dobbiamo dare il voto finale alla legge e poi
sospendiamo cinque minuti d'orologio. Io chiedo ai colleghi
Zitelli, Galluzzo, dobbiamo votare la norma. Ricordo che, dopo il
voto finale, invito i colleghi a rimanere perché, dopo la Giunta,
dobbiamo votare la manovra.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Legge di stabilità regionale 2023-2025 (n. 245/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Legge di stabilità regionale 2023-2025 (n.
245/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
Legge di stabilità regionale 2023-2025 (n. 245/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 70
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 35
Contrari 22
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Sospendiamo per cinque minuti. Invito i colleghi chiaramente a
rimanere in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 05.20, è ripresa alle ore 5.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, è arrivata la Nota di variazione approvata
dalla Commissione Bilancio , che ha espresso parere favorevole;
pertanto, la pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvata)
Dovevo fare una precisazione, invece, sul voto di De Luca-De Luca,
perché questa Legislatura che è fatta di doppioni purtroppo nel
verbale ha invertito i nomi, però ci tengo a precisare che
l'onorevole Cateno De Luca avesse estratto il tesserino anche se
nel verbale figurava diversamente.
CATANZARO. Cosa abbiamo approvato?
PRESIDENTE. La Nota di variazione della Commissione Bilancio .
Si passa all'emendamento 117.BIL. Nei fuori sacco trovate il
117.BIL.
Pongo in votazione l'emendamento 117.BIL. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presentazioni di ordini del giorno
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno che sono stati depositati sono
accettati come raccomandazione.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole intervenire, onorevole Burtone? Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, io ho presentato un ordine del giorno che
ritengo importante perché riguarda il campo della disabilità delle
associazioni no profit, il campo della riabilitazione di soggetti
che hanno patologie neurologiche gravissime.
PRESIDENTE. Ma penso che sia inserito, onorevole Burtone.
BURTONE. E, quindi, però chiedo che il Governo si pronunci, non
voglio raccomandazioni. Chiedo se il Governo accetta o no. Quindi,
raccomandazioni io personalmente non ne accetto.
FALCONE, assessore per l'economia. Poiché manca l'Assessore Volo,
per quanto sia apprezzabile, ed è apprezzabile, lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, gli altri dove non c'è la sua firma
sono accolti come raccomandazione. Il suo lo mettiamo in votazione,
va bene?
Ci sono 50 ordini del giorno se volete li voto ad uno ad uno. Io
problemi non ne ho.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, semplicemente per dire che siccome
si tratta di ordini del giorno che erano degli emendamenti discussi
in Commissione e che erano stati apprezzati grazie anche alla
sensibilità dell'Assessore Albano, io chiedo al Governo di
pronunciarsi perché si tratta del potenziamento dei consultori
familiari, che credo sia di assoluta importanza per la questione
sociale che avremo a breve e anche dell'istituzione dello sportello
sulla disabilità, che la rincorriamo da anni in anni e che non è
mai stato istituito. Quindi, pregherei, per favore, il Governo di
pronunciarsi su questi due.
PRESIDENTE. Il Governo si pronuncia?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Onorevole Schillaci, lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Grazie.
(Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano i
numeri d'ordine dal 13 al 16, dal 20 al 32, dal 34 al 41 e dal 43
al 71)
PRESIDENTE. Dobbiamo dare il voto finale solamente e poi ce ne
possiamo andare, se volete, però potremmo fare una Capigruppo
eventualmente e decidere
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2023-2025» (n. 244/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per il triennio 2023-2025» (244/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 38
Contrari 24
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Colleghi, grazie; più che altro grazie agli Uffici che ci hanno
sostenuto fino a quest'ora. La seduta si riaggiornerà a data da
destinarsi, non troppo tardi, massimo dieci giorni.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 5.50 di venerdì 10 febbraio 2023
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO 1:
- Relazione illustrativa allo schema di bilancio di previsione
triennio 2023-2024-2025 dell'Assemblea regionale siciliana.
- Schema di bilancio di previsione triennio 2023-2024-2025
dell'Assemblea regionale siciliana. (Doc. n. 165)
ALLEGATO 2:
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA