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Resoconto d'Aula della Seduta n. 35 di mercoledì 12 aprile 2023
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.30

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Spada ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
                "Energia e servizi di pubblica utilità"

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai  sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno di interrogazione e di interpellanze della rubrica "Energia
  e servizi di pubblica utilità".
   Si inizia con l'interrogazione n. 6 "Iniziative urgenti al fine di
  risolvere  le  criticità inerenti al conferimento dei  rifiuti  nei
  comuni  delle  città  metropolitane di  Palermo",  degli  onorevoli
  Giambona e altri.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per l'energia e i  servizi  di
  pubblica   utilità   per   rispondere  all'interrogazione.   Prego,
  Assessore.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Allora,  l'interrogazione alla quale sono chiamato a  rispondere  è
  "Iniziative  urgenti al fine di risolvere le criticità inerenti  al
  conferimento  dei  rifiuti nei comuni delle città metropolitane  di
  Palermo".
   È  un'interrogazione che risale al periodo del mese di novembre ed
  è  una  criticità  che  a suo tempo è stata  risolta.  Comunque  do
  contezza del documento che abbiamo preparato col dipartimento.
   Gli  interroganti chiedono di conoscere quali siano le  iniziative
  urgenti  al fine di risolvere le criticità inerenti al conferimento
  dei  rifiuti  nei comuni della Città metropolitana di  Palermo.  Al
  riguardo,  sentiti  gli  uffici  del  competente  dipartimento   si
  rappresenta quanto segue: in via preliminare va ricordato  che  già
  da  qualche  tempo la società Trapani Servizi S.p.A.,  gestori  sia
  dell'impianto  di  TMB che della discarica sita nel  territorio  di
  Trapani,  ha  comunicato  l'imminente saturazione  della  vasca  in
  coltivazione,  l'8  F di contrada Cuddia di Borranea  e  quindi  la
  necessità di trovare spazi in altre discariche presso cui  smaltire
  i  rifiuti trattati presso il proprio impianto TMB. A seguito della
  scarsa  disponibilità dei volumi residui presso  la  discarica,  la
  società  Trapani Servizi è stata costretta a comunicare a  tutti  i
  comuni  conferitori una riduzione dei quantitativi di  rifiuto  che
  potevano essere accettati in ingresso al proprio impianto TMB.  Ciò
  ha  indotto i comuni della provincia di Palermo a richiedere che il
  comune  di  Palermo,  nella figura del sindaco metropolitano  della
  città,  consentisse  lo  smaltimento  dei  rifiuti  decadenti   dal
  trattamento  nel TMB della Trapani Servizi presso la  discarica  di
  Bellolampo.
   Gli  onorevoli  interroganti chiedono in primis  di  sapere  quali
  iniziative urgenti siano state adottate per fronteggiare la mancata
  raccolta  dei  rifiuti  nei  comuni  appartenenti  alle   SRR   del
  palermitano.
   Per  fronteggiare  l'emergenza, di concerto con  il  dipartimento,
  sono   stati   convocati   i   tavoli  tecnici   finalizzati   alla
  sensibilizzazione dei gestori delle discariche per l'aumento  degli
  spazi  di  conferimento.  L'interlocuzione  con  il  gestore  della
  discarica   ha   costituito  la  risoluzione  delle   problematiche
  emergenziali e la prosecuzione dei conferimenti.
   Poiché  la crisi impiantistica è ancora un dato di fatto si stanno
  accelerando tutte le procedure che consentono l'apertura  di  nuove
  vasche nel sito di Bellolampo di Palermo e Trapani.
   Qui  di  seguito  in  via  sintetica lo  stato  attuale  dell'iter
  procedurale  della piattaforma in contrada Borranea di Trapani  SRR
  Trapani  nord  e  della nuova discarica dei rifiuti non  pericolosi
  denominata  TPS  1, contrada Cuddia della Borranea,  della  società
  Trapani Servizio Gran Michele della settima vasca di Bellolampo.
   I  lavori  per  la  realizzazione del primo lotto,  l'impianto  di
  discarica  per rifiuti non pericolosi della piattaforma tecnologica
  per  il  trattamento  e la valorizzazione dei rifiuti  in  contrada
  Borranea,   a   seguito  della  definizione  delle   procedure   di
  geolocalizzazione da parte dell'UREGA e della firma  del  contratto
  di  appalto avvenuto il 22 settembre 2022, hanno avuto inizio il 13
  settembre 2022, giusto consegna del verbale dell'8 settembre  2022,
  emesso dalla direzione dei lavori in via d'urgenza in conformità  a
  quanto  previsto  nel decreto di aggiudicazione di efficacia  della
  stessa.
   Per  quanto  concerne  la  realizzazione  della  nuova  vasca   di
  discarica  dei rifiuti non pericolosi determinata TPS 1,  contraria
  Cuddia  della  Borranea in provincia di Trapani, è  stata  disposta
  l'aggiudicazione ai sensi dell'articolo 32, comma  5,  del  decreto
  legislativo  n. 50 del 2016 all'operatore economico  Mico  Srl  per
  l'importo  contrattuale di 3.949,414,20 euro  di  cui  3.897.914,20
  euro  per  lavori  ed euro 51 milioni per oneri di sicurezza  oltre
  IVA.
   Con nota n. 16941 del 31 marzo 2023 è stata disposta dal direttore
  dei lavori la consegna lavori.
   Con  nota protocollo n. 177186 del 6 aprile 2023 è stata richiesta
  dalla società Trapani Servizi la presa in carica delle aree oggetto
  dell'intervento  al  fine  di  autorizzare  l'accesso   all'impresa
  appaltatrice.
   Con nota protocollo n. 18140 dell'11 aprile 2023, considerando che
  l'importo  dei lavori posto a base di gara pari a euro 5.155.018,84
  è di poco inferiore a quello della soglia di rilevanza comunitaria,
  stabilita  dall'articolo  35  del Codice  degli  appalti,  è  stata
  proposta   dal  direttore  generale  la  formazione  del   collegio
  consultivo tecnico.
   Allo  stato  attuale,  nelle  more  della  stipula  del  contratto
  d'appalto,  una  volta acquisita l'autorizzazione  da  parte  della
  società  Trapani Servizi, si procederà alla consegna dei lavori  in
  via d'urgenza.
   Relativamente alla settima vasca è stata consegnata una perizia di
  variante che è stata presentata il 4 aprile ed è praticamente stata
  proprio   incardinata   dopo   la   relativa   istruttoria   ed   è
  all'attenzione del CTS.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Giambona,  ha  facoltà  di  parlare   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   GIAMBONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  Governo,  io  intanto  la  ringrazio,  Assessore,  per  essere  qui
  presente  e avere fornito una risposta alla mia interrogazione  che
  analizza  il  tema  del conferimento dei rifiuti  nelle  discariche
  siciliane.
   Vero  è,  caro  Assessore,  che la mia  interrogazione  è  del  22
  novembre,   ma   ritengo  che  non  sia  affatto   superata   nella
  considerazione  che mi risulta che solo qualche giorno  fa  diversi
  comuni  sia  del  messinese  che  dell'agrigentino  ma  anche   del
  trapanese  hanno  rappresentato enormi criticità  nel  conferimento
  nelle  discariche siciliane. Quindi è un tema assolutamente urgente
  che   probabilmente  potrebbe  anche  tramutarsi  in  un   problema
  sanitario e in un problema sociale.
   Ma  qui  il  tema  non è solamente quello dell'abbancamento  nelle
  discariche  siciliane, c'è anche un tema legato all'utilizzo  delle
  risorse  sovraregionali; lei poc'anzi citava alcuni interventi.  Io
  ritengo  che  sia  necessario, come ho  anche  indicato  nella  mia
  interrogazione,   nella  mia  richiesta  di  accesso   agli   atti,
  consegnare al dibattito parlamentare una iniziativa volta appunto a
  discutere  in maniera organica del piano regionale dei  rifiuti  in
  maniera  tale  da  capire come, in maniera  coerente  e  funzionale
  rispetto a quelle che sono state le dichiarazioni programmatiche in
  tal  senso  del  Governatore Schifani, saranno bene  utilizzate  le
  risorse appunto sovraregionali.
   Per  questo  motivo  e  per le criticità,  Assessore,  che  le  ho
  segnalato  e che segnalano gli amministratori e i sindaci siciliani
  ai  quali  noi  non  possiamo  che essere  vicini,  io  mi  ritengo
  parzialmente soddisfatto nell'intendimento che naturalmente  questo
  tema  sia oggetto di approfondimento comune in quest'Aula.  Grazie,
  signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  61   Chiarimenti  in
  ordine alla procedura per la realizzazione di due inceneritori  nel
  territorio regionale , a firma degli onorevoli Spada ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie,  signor Presidente. Questa è un'interrogazione  importante,
  molto  articolata,  piena di considerazioni di  carattere  tecnico,
  oltre che di carattere programmatorio e di carattere politico ed  è
  un  argomento  che  è  entrato in campo sin dall'inizio  di  questa
  legislatura,  ma  per  la  verità  anche  nell'ultima  parte  della
  legislatura  c'è  stato  un  inizio, un  percorso  -  che  è  stato
  sottolineato da parte dei colleghi parlamentari interroganti -  che
  non ha seguito un iter regolare, nel senso che  le osservazioni che
  hanno  prodotto i deputati tengono conto come se si fosse  trattato
  al tempo di una gara d'appalto.
   In realtà quella era solo una manifestazione di interesse e quindi
  non  aveva  necessità  per essere un atto compiuto  formalmente  in
  ordine  a  quelle  che sono le dovute prescrizioni  soprattutto  in
  ordine  al  via,  soprattutto in ordine anche a  quella  che  è  la
  pubblicazione  del  dibattito pubblico di cui all'articolo  26  del
  decreto  n. 50 del 2016 e soprattutto il valore dell'importo  della
  gara che sarà valutato al momento opportuno.
   Quindi, cercando nell'interrogazione di affrontare intanto un tema
  di  principio, il Governo precedente ha voluto formulare  così  una
  proposta  o quanto meno ha voluto rilevare se  vi fosse attorno  al
  territorio   siciliano  l'interesse  di  imprese   importanti   che
  volessero  partecipare  a una sorta di offerta  per  realizzare  un
  progetto  di  financing di iniziativa di carattere industriale  che
  andrebbe   a   concludere   un  percorso   che   è   quello   della
  finalizzazione, di quella che è considerata da tutte  le  parti  la
  chiusura di un progetto di economia circolare in un territorio come
  quello siciliano.
   Posto  questo,  quindi, facciamo conto che le richieste  che  sono
  state  avanzate, come voi sapete  sono sette, cinque non sono state
  considerate ammissibili come valutazione di carattere tecnico,  per
  due  si è voluto dire che, in buona sostanza, siamo dinnanzi a  due
  imprese importanti che hanno manifestato un interesse  a realizzare
  gli  impianti,  ci  sono anche delle considerazioni  in  ordine  al
  materiale  R3, R1 che fa parte questo - mi si consenta ai  colleghi
  parlamentari  che  hanno sottoscritto questa candidatura  -  di  un
  bando che sia quello proprio  definitivo, cioè la Regione sollecita
  i  project  financing  quindi sarà, ovviamente,  secondo  i  canoni
  dettati  dalle  procedure  del  project  financing,  presentata  la
  relativa istanza e poi ci saranno le varie offerte come normale che
  sia.
   Quindi il caso che noi qui andiamo a esaminare, escludendo un  po'
  tutte  le  inadeguatezze a quello che doveva essere  in  realtà  un
  progetto  ma come tale non è stato presentato, lo ripeto,  è  stato
  presentato  semplicemente  come una  ipotesi  di  lavoro,  come  un
  accenno a quello che potrebbe essere interesse da parte del sistema
  delle imprese, si è arrivati comunque a una consapevolezza che  c'è
  un  interesse e su questa consapevolezza questo Governo cercherà  e
  cerca di costruire un percorso.
     Per  costruire  un percorso adeguato ed è stato  anche  rilevato
  nell'interrogazione, ripeto, molto tecnico oltre che politico  dice
  "Ma  come  fate  una  gara  d'appalto se non  conoscete  nemmeno  i
  flussi?"   ed   è   una   domanda,   un'osservazione   giusta,    è
  un'osservazione regolare. Quanti devono essere? Che quantità devono
  avere?  Trecentocinquanta, quattrocento, perché non c'è dubbio  che
  se  si adotta il sistema del project financing bisogna garantire il
  servizio  e soprattutto bisogna garantire a chi realizza  l'impresa
  una quantità di prodotti.
   Quindi  la  prima  questione  che noi abbiamo  affrontato  con  il
  Governo è quella di capire di che cosa stiamo parlando, perché  c'è
  un  altro  fatto  abbastanza strano: aumenta la  differenziata,  in
  realtà l'indifferenziata praticamente resta la stessa, quindi ci  è
  sembrato  opportuno  per  affrontare  in  maniera  sistematica   un
  argomento  così  rilevante, instaurare un rapporto  di  natura,  di
  accordo  con l'Università, perché l'Università di Palermo, è  stata
  scelta  l'Università  di Palermo, possa attraverso  la  facoltà  di
  Ingegneria  fare  una variazione di quello che è  lo  strumento  in
  questo   momento  vigente,  stabilire  praticamente  come  dobbiamo
  individuare  i  flussi   del  conferimento,  quindi  stabilire   la
  percentuale, in ordine alla percentuale stabilire quello che  serve
  in  questo  territorio siciliano e da lì scaturiscono  non  solo  i
  numeri dei termovalorizzatori ma scaturiscono anche la quantità  di
  prodotto  che devono assorbire i termovalorizzatori cioè cominciare
  a comprendere con esattezza il fenomeno dei rifiuti in Sicilia.
   E  questo noi lo abbiamo fatto, abbiamo sottoscritto proprio  ieri
  questa convenzione che ci permetterà di acquisire una serie di dati
  che  sono  utili  alla costruzione di un percorso che  deve  essere
  essenzialmente virtuoso.
     Allora  noi  siamo praticamente per cercare di  avere  anche  la
  possibilità  di  coinvolgere il sistema  delle  SRR,   per  chi  ha
  costruito,  e  ce  ne sono qui  parlamentari  dal  2009  al   2010,
  ricorderanno  certamente che l'articolo 8 stabiliva  la  cosiddetta
  necessità  che  gli  impianti  fossero  concepiti,   sviluppati   e
  realizzati  dalle SRR e su questo noi confermiamo  l'impegno  delle
  SRR,  però  stante l'importanza dell'opera che si vuole  realizzare
  abbiamo  deciso di sederci attorno a un tavolo con le SRR e abbiamo
  anche sottoscritto una convenzione  abbastanza articolata in cui la
  SRR     ed  è  questa  che  abbiamo  instaurato  una  stagione   di
  collaborazione con le SRR, non solo il supporto anche dei  consigli
  di  chi  vive  il  territorio attraverso i  propri  tecnici,  delle
  problematiche  che  ci sono in ordine al tema  della  raccolta  dei
  rifiuti  solidi  urbani, ma anche sottoscrivere  questa  delega  al
  Presidente, al Governo regionale affinché il Governo della  Regione
  potesse  assumere  la  titolarità  di  questa  iniziativa   che   è
  un'iniziativa importante, corposa, che ha bisogno anche  di  essere
  sorretta da un Governo, in questo caso il Governo della Regione,  e
  non da una piccola o grande che sia SRR.
    Devo dire che su questi 18, su 18 SRR hanno firmato in ben 16, ed
  è stata da parte loro non solo una valutazione positiva.  Lo stesso
  abbiamo fatto con i sindacati che a breve ci faranno avere anche le
  loro opinioni, quindi questo è il percorso che noi abbiamo messo in
  campo e, in ordine alla valutazione che farà proprio la Facoltà  di
  Ingegneria,  comprenderemo  anche  la  tipologia  di  impianto  che
  intendiamo  mettere in campo ai fini della gara,  perché  riteniamo
  che  debba  essere  fatto  un percorso  virtuoso,  un  percorso  di
  rivisitazione  in parte, perché scade a fine anno,  del  Piano  dei
  rifiuti.  Quindi,  noi immaginiamo di aggiornare questo  Piano  dei
  rifiuti  e  con  l'individuazione  ovviamente  delle  SRR  dove  si
  dovranno  fare queste strutture riteniamo che poi ci sia un  giusto
  parere che deve essere espresso dal CTS perché vogliamo sapere dove
  dobbiamo  realizzare  queste infrastrutture  e  infrastrutture  che
  siano condivise dal Comitato tecnico scientifico.
   Questo  è  il quadro che abbiamo messo in campo con buona  volontà
  delle  SRR che ringrazio per il loro apporto, dei sindacati,  degli
  uffici perché a mio parere questo è un passaggio fondamentale della
  strategia di cui questo Parlamento che sarà continuamente informato
  dal  Governo deve dotarsi a proposito dell'economia circolare  cioè
  dalla  conclusione  di  quello che deve essere  il  progetto  della
  raccolta dei rifiuti solidi urbani.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cracolici  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CRACOLICI.   Nella   disattenzione  generale   dell'Aula   abbiamo
  ascoltato cose molto importanti da parte del Governo in risposta  a
  questa interrogazione.
     Primo, abbiamo sentito per voce dell'Assessore Di Mauro  che  la
  procedura messa in campo da parte del Governo precedente trattavasi
  di  "acqua  fresca" cioè per sostenere una campagna  ideologica  e,
  sostanzialmente,  strumentale il Governo, in assenza  di  qualunque
  dato  tecnico,  addirittura  l'assessore  Di  Mauro  ha  comunicato
  all'Aula  che  in  Sicilia abbiamo un dato che  grida,  come  dire,
  necessità  di  approfondimento quanto meno, cioè  a  fronte  di  un
  aumento     della    raccolta    differenziata    non    diminuisce
  l'indifferenziata,  quindi,  delle  due  l'una,  o  aumentiamo   la
  produzione  di rifiuti perché nel frattempo è cresciuta l'economia,
  l'attività  o il numero di abitanti, eppure abbiamo anche  un  dato
  demografico  che riduce il numero di abitanti in Sicilia  e  non  è
  compensato    dall'immigrazione   che   sbarca   in   Sicilia    ma
  immediatamente si trasferisce fuori dalla Sicilia,  eppure  i  dati
  della   indifferenziata  continuano,  l'assessore   dice    a   non
  diminuire ,  immagino voleva dire che forse continua  ad  aumentare
  anche  a fronte del sistema di aumento della differenziata, quindi,
  c'è qualcosa che non torna.
   Vorrei  ricordare che il conferimento in discarica, la gran  parte
  di  discariche private, i cittadini siciliani la pagano  attraverso
  le  SRR  nonché  i  comuni e, quindi, se l'indifferenziata  non  si
  riduce  e  io  la  prendo per buona e aumenta la differenziata  c'è
  qualcuno che ha truccato le carte.
   Mi  auguro  che  il Governo voglia fare tutti gli  approfondimenti
  perché  qui  siamo  non  al danno erariale  ma  siamo  alla  truffa
  organizzata ai danni dei cittadini della Sicilia.
   Seconda  questione:  il  Governo ha fatto  una  manifestazione  di
  interesse, bontà sua, per sapere se ci sono soggetti interessati  a
  realizzare  degli  impianti  di termovalorizzazione,  inceneritore,
  chiamatelo  come  volete.  Ma  si può fare  una  manifestazione  di
  interesse  se non hai dei dati di riferimento? Perché  una  cosa  è
  costruire  un  impianto  per un milione di tonnellate  da  smaltire
  attraverso  termovalorizzazione, altra cosa è su  quattrocentomila,
  altra  cosa  se  ne devi fare due, altra cosa se devi  chiudere  il
  ciclo  all'interno delle SRR, come è previsto dalla legge n. 9  che
  individua il perimetro geografico delle SRR come un sistema  chiuso
  nel quale il sistema di smaltimento deve avere una circolazione  al
  massimo  all'interno delle SRR o, comunque, con SRR di  prossimità,
  quindi,  si  fa  una manifestazione di interesse per  sapere  cosa?
  Nulla.
   Lo  dico all'assessore Di Mauro che credo che con molta onestà  ha
  riferito  dei  dati, vorrei ricordare che quel  signore  che  si  è
  presentato  mesi  fa come il Presidente della Regione  in  assoluta
  continuità  col  Governo precedente, nella  continuità  c'è  quella
  truffa,  perché quella è una truffa, caro assessore Di  Mauro,  una
  truffa a danno degli elettori perché si è detto ai siciliani che il
  Governo  Musumeci  nonché il nuovo Presidente in continuità,  Musu-
  Schifani   -   lo   chiamiamo  così,  va  bene?  Musu-Schifani   -,
  sostanzialmente  ha venduto la Fontana di Trevi ai  siciliani,  non
  avendo la Fontana di Trevi e neanche individuando i compratori  per
  poterla vendere.
   Eppure   continuiamo   a  chiacchierare:  termovalorizzatori   sì,
  termovalorizzatori no. Bisogna fare i termovalorizzatori.  Scusate,
  assessore,  lei ha detto che il piano dei rifiuti sta per  scadere,
  provvederà addirittura un aggiornamento ma questo piano dei rifiuti
  per  cui  avete,  immagino, sottoscritto una nuova convenzione  con
  l'Università  di Palermo per aggiornare, forse avere per  la  prima
  volta,  i  dati  che possano giustificare qualunque pianificazione,
  perché come si fa a fare una pianificazione sul sistema dei rifiuti
  se   non   si   hanno  i  dati  di  partenza?  Siamo  all'imbroglio
  istituzionale  a  danno dei sindaci. Noi abbiamo  discusso  qualche
  minuto fa un'altra interrogazione ma che ha, paradossalmente,  come
  dire,  mostrato che le vittime di questo sistema folle che mantiene
  un  sistema privato, ripeto e mi assumo la responsabilità di quello
  che  dico, assessore Di Mauro, mi ascolti, che quelle cose di  oggi
  serviranno anche per il futuro.

   PRESIDENTE. Scusate, colleghi, un po' di rispetto, sta parlando il
  collega Cracolici.

   CRACOLICI.  Le  cose  di  cui  stiamo  parlando  oggi  e  le   sue
  dichiarazioni serviranno anche per il futuro, in altre sedi. Allora
  è  evidente che qui, poi, le vittime di tutto questo sistema  folle
  sono  poi  i  sindaci  che sono, alla fine   quella  interrogazione
  nasce,  l'Assessore lo ricorderà, perché una delegazione di sindaci
  del  palermitano, improvvisamente, si sono trovati impediti a poter
  conferire  all'impianto di Trapani perché, nel  frattempo,  Trapani
  aveva  interrotto  il  conferimento presso la propria  discarica  e
  aveva, contemporaneamente, la discarica di Bellolampo chiusa.
   Perché  anche  qui,  prima  o  poi,  bisognerà  chiarirlo:  se  la
  discarica di Bellolampo è una discarica regionale, comprensoriale e
  non esclusivamente utilizzata dal singolo Comune di Palermo che può
  decidere   questo  sì  e  questo  no  in  maniera,   assolutamente,
  inaccettabile. Allora credo che questa questione, Assessore,  e  io
  ne  ho apprezzato tra le righe, nel politichese di un uomo navigato
  che  ha  detto e non detto, ma ha detto sostanzialmente  che  tutto
  quello  che  si  è  fatto prima è pura letteratura  che  non  serve
  neanche a studiarla ma a prendere aria.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.

   CRACOLICI. Quanto ho tempo, con calma. Diciamo  non stabilisca lei
  tempi.  Lei  mi  ha dato la parola per replicare. Poteva  chiedermi
  anche  se  volevo anticipare l'interrogazione presentandola.  Detto
  questo,  quindi,  io  chiedo  al  Governo  e  lo  chiedevamo  anche
  nell'interrogazione precedente: Assessore, bisogna venire in Aula e
  dire  il  Governo  cosa  vuole fare. Lo dica con  un  provvedimento
  legislativo.  Dobbiamo  superare il  modello  delle  SRR  per  fare
  impianti  di  tipo  sovra  SRR? Dica,  per  legge,  volete  fare  1
  termovalorizzatore,  2,  10, 100? Ci portate   nessun  ideologismo
  portateci  i  dati  veri  e discutiamo del futuro  dei  rifiuti  in
  Sicilia,  non  da  anni come siamo costretti a  discutere  solo  di
  emergenza  in  emergenza  senza  che  si  sia  affrontato  un  nodo
  essenziale.  Nessun  impianto pubblico è stato realizzato  dopo  15
  anni  dalla legge n. 9 o giù di lì che prevedeva impianti  pubblici
  all'interno delle SRR per fare il sistema di smaltimento e  gestire
  il  ciclo  dei  rifiuti  fino a ritenere una frazione  residua,  la
  frazione sia di conferimento o di termovalorizzazione. Ma  come  si
  sta  vedendo  la frazione residua che doveva essere a valle  di  un
  lavoro  di  trasformazione del rifiuto è la frazione essenziale  e,
  addirittura dopo anni, aumenta e aumenta a scapito dei siciliani  e
  per  garantire  i conti correnti di organizzazioni  che  gestiscono
  alcune  discariche, alcune di esse malavitose. Perché mai  come  in
  questo  settore dei rifiuti l'immondizia puzza, non solo perché  fa
  puzza l'immondizia ma anche chi la riceve.

   PRESIDENTE.  Risponda, onorevole Cracolici. Si ritiene soddisfatto
  o insoddisfatto?

   CRACOLICI. Decida lei...

   PRESIDENTE. Parzialmente?

   CRACOLICI. Sono assolutamente insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Insoddisfatto.
   Assessore,  si passa all'interrogazione n. 96  Notizie  in  merito
  agli interventi di bonifica e messa in sicurezza del sito minerario
  dismesso di Pasquasia nel Comune di Enna .


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sciotto è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
    Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
           Rubrica: "Energia e servizi di pubblica utilità"

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Vorrei rispondere all'onorevole Cracolici dicendo, potrei dire  una
  cosa  banalissima noi abbiamo iniziato la nostra esperienza  il  16
  novembre e quindi come?

   CRACOLICI. Sta rispondendo a me?

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Sto  rispondendo all'intervento che... no, no, no,  non  ho  capito
  nemmeno qual è.
   Quindi, abbiamo assunto l'onere del Governo il 16 novembre,  avete
  presentato  una interrogazione -  lo ripeto per lei -  molto  molto
  dettagliata, molto tecnica, politicamente anche interessante  e  io
  ho  risposto per quello che è il mio dovere di una persona  che  si
  siede  in  un  posto  che  è  stato -  questo  è  successo  con  il
  Presidente  Lombardo,  è  successo poi  con  il  suo  successore  e
  successo poi nel Governo precedente in cui non c'è stato, ecco, uno
  straordinario  sforzo da parte di tutti di indicare  delle  persone
  che si tuffassero in questo argomento con molto impegno, ma non c'è
  dubbio che i dati che io ho detto sono dati appunto essenziali  per
  partire ad affrontare un argomento così importante che negli ultimi
  vent'anni  ci  ha  tartassato con una  limitazione  dei  costi  del
  conferimento  dei  rifiuti tralasciando, non  sapendo,  perché  una
  persona  che  è  malavitosa non dovrebbe  avere  la  concessione  a
  svolgere un servizio pubblico, tralasciando questo aspetto  e  che,
  ovviamente, è una cosa che non è comprensibile e che l'idea che noi
  dobbiamo  avere è che spendere tanto quanto serve perché  ci  possa
  essere  un  buon servizio ad un costo minore, questo è  l'obiettivo
  che ha il Governo.
   Per  avere  questo obiettivo dobbiamo partire dai punti essenziali
  perché  se c'è la buona volontà, credo da parte di tutti, di vedere
  concluso   questo  percorso  e  cioè  attraverso  la  legislazione,
  termovalorizzatore,  io  per  primo onorevole  Cracolici  ricorderà
  certamente insieme a lei che avevamo delle perplessità in ordine ai
  termovalorizzatori di tanti anni fa, di tanti anni  fa,  ma  quello
  era  una cosa diversa, quello era non un termovalorizzatori per una
  porzione    di    un   territorio   siciliano   quello    era    un
  termovalorizzatore   di   tante   aree   geografiche    dell'Italia
  meridionale  e che, quindi, la Sicilia diventava il riferimento  di
  tutta una serie di situazioni che riguardava il tema dei rifiuti  e
  su questo noi ci opponiamo.
   Noi vogliamo essere autonomi così come prevede la legge regionale,
  non  siamo  disponibili a continuare a far pagare i  cittadini  380
  Euro  in  alcune discariche come quella di Lentini dove non  esiste
  più  la discarica, questo per capirlo, tutti esiste il TMB che  poi
  il prodotto viene portato praticamente all'estero.
   Allora,  qui  dobbiamo essere tutti senza guardare  più  indietro,
  senza guardare indietro perché le colpe sono di tutti, compreso  io
  che  ero  qui  in  questo  Parlamento, e  cercare  di  confrontarci
  serenamente  senza  nervosità per raggiungere un  obiettivo  che  è
  quello di fare un servizio efficiente al minor costo possibile,  al
  minor costo possibile.
   Qual è l'altra interrogazione, Presidente? E' la n. 96?

   PRESIDENTE. Sì,  Messa in sicurezza del sito minerario dismesso di
  Pasquasia  nel comune di Enna , a firma degli onorevoli  Venezia  e
  altri.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Con  il  documento in esame gli onorevoli interroganti chiedono  di
  conoscere  quali siano le tempistiche per l'avvio degli  interventi
  di  bonifica  e messa in sicurezza del sito minerario  dismesso  di
  Pasquasia e quali coperture finanziarie siano state programmate per
  l'esecuzione dei lavori necessari.
   Inoltre,  viene chiesto quali iniziative possano essere a  seguito
  di  ultimazione  dei  lavori di bonifica  per  rifunzionalizzare  e
  valorizzare la miniera creando sviluppo e occupazione.
   Al  riguardo  sentiti gli uffici del dipartimento  si  rappresenta
  quanto segue: con nota 15/56 del diciotto febbraio 2020 l'assessore
  regionale dell'energia, dei servizi di pubblica utilità pro tempore
  chiedeva  di  verificare la conferibilità dell'amianto in  miniere,
  possibilmente in mano pubblica esaurite, così come avviene in molte
  realtà  del  nord  Europa  evitando  di  utilizzare  volumetrie  in
  discariche,   allungando  ulteriormente  tempistiche  correlate   e
  attività per il completamento dell'iniziativa.
   Con  delibera  220  del  2021 la Giunta  regionale  della  Regione
  Siciliana  ha  approvato  il piano di protezione  dell'ambiente  di
  decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa
  dei pericoli derivanti dall'amianto.
   Con  decreto presidenziale del 25 giugno 2021 di approvazione  del
  Piano   di   produzione  dell'ambiente,  di  decontaminazione,   di
  smaltimento  e  di  bonifica  ai fini  della  difesa  dei  pericoli
  derivanti  dall'amianto,  si  evidenzia  che,  nei  siti   minerari
  dismessi  di  contrada Bosco nel comune di San Cataldo e  Pasquasia
  nel  comune di Enna, sono presenti capannoni e altri fabbricati con
  coperture in cemento amianto ormai in pessimo stato che per la loro
  grande  estensione  renderebbero anti economico lo  smaltimento  in
  siti molto lontani.
   Peraltro, l'utilizzo di queste aree abbastanza lontane dai  centri
  abitati  e  già  a  vocazione industriale  non  comporterebbero  un
  consumo  di  suolo destinato all'agricoltura od altre  attività  né
  tanto  meno di suolo ancora non sfruttato. In tali aree, ben inteso
  all'interno  delle  gallerie  e  dei  pozzi  minerari,  potrebbero,
  pertanto,  realizzarsi un sito per impianto di  smaltimento  finale
  per  amianto  secondo  i criteri previsti dalla  normativa  vigente
  compatibilmente con le esigenze di custodia nel caso in  cui  siano
  oggetto  di  sequestro da parte dell'Autorità  giudiziaria  e,  più
  generale, di bonifica.
   Il  Dipartimento Acqua e Rifiuti nell'esecuzione della delibera n.
  220  del  2021  e  del decreto del Presidente del 25  giugno  2021,
  pubblicato sulla GURS, n. 30 del 16 luglio 2021 di approvazione del
  Piano   di   protezione  dell'ambiente,  di  decontaminazione,   di
  smaltimento  e  di  bonifica ai fini della difesa  e  dei  pericoli
  derivanti  dall'amianto,  si  evidenziava  che  nei  siti  minerari
  dismessi  di  contrada Bosco nel comune di San Cataldo e  Pasquasia
  nel comune di Enna ha previsto di realizzare, redigendo un progetto
  preliminare, all'interno del sito minerario in argomento una  cella
  per  lo  smaltimento dell'amianto dismesso dai fabbricati e  quello
  raccolto nelle aree dove attualmente è sparso.
   Successivamente,  il  Dipartimento  ha  provveduto  a   pubblicare
  apposito  avviso per l'affidamento della redazione di un  progetto,
  il  coordinamento  della sicurezza in base di  progettazione  e  le
  prestazioni  professionali di un geologo per  affiancare  l'attuale
  progettista  al fine di redigere un progetto di messa in  sicurezza
  ambientale  del  sito  minerario dismesso  e  un  progetto  per  la
  realizzazione   di  una  cella  per  lo  smaltimento   dell'amianto
  all'interno dello stesso complesso minerario di Pasquasia. L'avviso
  è, attualmente, in valutazione.
   Effettuata   tale  progettazione  si  provvederà   a   verificare,
  approvare  e  validare il progetto e conseguentemente a trasmettere
  l'argomentazione all'UREGA di Enna al fine di affidare i lavori  di
  messa   in   sicurezza  ambientale  con  smaltimento   dell'amianto
  all'interno della cella realizzata nel sito minerario.
   La copertura finanziaria dell'intervento pari a circa 17 milioni è
  a  valere  delle  somme derivanti dalla chiusura della  contabilità
  speciale n. 2854 OCDPC, n.  44 del 28.01.2023 che è stato possibile
  utilizzare a seguito della stipula di un nuovo accordo di programma
  per la bonifica e il recupero ambientale dei siti ex estrattivi del
  comprensorio delle miniere saline dismesse della provincia di Enna,
  miniera di Pasquasia sottoscritta in data 29 dicembre 2020  tra  il
  Ministero dell'ambiente e la Regione Siciliana, il libero Consorzio
  comunale  di  Enna, comune di Enna, approvato con decreto  199  del
  30.12.2020, registrato alla Corte dei conti al n. 467 del 2021.
   In  secondo ordine, questo sito relativo alle eventuali iniziative
  che  verranno poste in essere a seguito dell'ultimazione dei lavori
  di  bonifica  per rifunzionalizzare e  valorizzare  la  miniera  va
  preliminarmente sottolineato che il sito minerale è stato  dismesso
  sin  dal  1994, quando l'Assessorato industria accetta la richiesta
  di  revoca  della  concessione mineraria di  sali  alcalini  misti,
  denominata  Pasquasia, sottolineando la responsabilità di  Italkali
  della custodia del giacimento di tutte le sue pertinenze minerarie,
  anche  durante  il  periodo  di  attesa  relativo  all'espletamento
  dell'iter formale di revoca.
   Tramite  il  decreto assessoriale 51 del 1995, in data 1995  viene
  decretato  il  decadimento di Italkali dal diritto di  coltivazione
  del  giacimento  Pasquasia  le  cui pertinenze  vengono  consegnate
  all'ente minerario siciliano in data 12.10.1995.
   Successivamente,   per  effetto  dell'applicazione   della   legge
  regionale  8/95  vengono  avviati i lavori socialmente  utili,  con
  l'obiettivo   di  mettere  a  punto  e  attuare  un  programma   di
  manutenzione di alcuni impianti e strutture.
   Il  primo periodo di applicazione dei lavoratori socialmente utili
  va  da  febbraio  ad aprile '96 con la ripresa del  luglio  '96  in
  seguito ai disagi provocati dall'occupazione del suolo da parte dei
  lavoratori.  Sempre nello stesso periodo, inoltre, si  verifica  un
  incendio che interessa un capannone contenente materiale d'archivio
  della miniera.
   Dopo  quattro anni dall'interruzione dell'attività di  estrazione,
  nel '96 il distretto minerario di Caltanissetta redige un documento
  relativo  allo  studio  sulle possibilità di ripresa  dell'attività
  produttiva  della  miniera  di Pasquasia,  le  conclusioni  addotte
  puntano  a  un  esito  negativo, in quanto  la  ripresa  produttiva
  dell'unità  mineraria  in questione risulta incerta  sui  possibili
  esiti e sviluppi.
   Ad  oggi,  quindi, all'interno di una modesta porzione dell'intera
  area  di concessione, sono ancora dislocate le infrastrutture,  ciò
  che  è  rimasto degli impianti di quello che un tempo  è  stato  il
  compendio produttivo della miniera.
   L'abbandono, senza nessuna previsione di manutenzione, e il tempo,
  hanno  reso  fatiscente ormai la quasi totalità di detti  impianti,
  per  i quali un'eventuale possibile riconversione potrebbe avvenire
  soltanto  con l'impiego di ingenti risorse, e pertanto risulterebbe
  estremamente antieconomica.

   PRESIDENTE. L'onorevole Burtone si ritiene soddisfatto?

   SAFINA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 104  "Chiarimenti
  sul rilascio delle autorizzazioni per gli impianti fotovoltaici sui
  terreni  a  destinazione agricola", a firma degli onorevoli  Campo,
  Sunseri e altri. L'Assessore ha facoltà di rispondere.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Sì,  grazie.  L'interrogazione è, diciamo così abbastanza  concreta
  che  tocca  un  punto importante di quello che  sta  succedendo  in
  questi giorni.
   Noi  abbiamo  approvato, intanto col D.M. 2010 è  stata  approvata
  tutta  la strutturazione di quelle che sono le condizioni  per  cui
  un'area  si debba dichiarare idonea oppure si debba dichiarare  non
  idonea.  La  competenza della dichiarazione della non idoneità  dei
  terreni  è assegnata praticamente al Governo della Regione,  e  noi
  abbiamo già predisposto questa sorta di documento, che serve a fare
  chiarezza  su  quelle  che sono le iniziative  che  debbono  essere
  portate  avanti da parte degli imprenditori, ma serve anche  a  non
  scoraggiare,  perché un conto è riuscire ad avere  chiarezza  sulle
  cose, un conto è immaginare di bloccare queste cose.
   Su   questo  argomento  noi  abbiamo  redatto  un  documento,  che
  metteremo  da  domani  alla  firma  del  Presidente,  che  è  stato
  condiviso  con noi, che ricalca anche la strutturazione  del  Piano
  Energetico  Ambientale  della  Regione  Siciliana  (PEARS),  e   se
  ricorderete  il  PEARS indicava delle priorità,  e  delle  priorità
  erano legate naturalmente ai 701 siti di cave e miniere, ai 4  siti
  di  interesse nazionale (SIN) che sono importanti, ai 511  siti  di
  luoghi  da bonificare. Questo perché? Perché se riuscissimo  noi  a
  fare  un'operazione, anche di caratterizzazione, prima ancora della
  chiusura di quella che poteva essere vent'anni fa una discarica,  è
  certamente  un contributo importante che noi potremmo dare,  perché
  la  caratterizzazione, e per questo abbiamo già  individuato  dieci
  milioni di Euro, per fare in modo che si abbia contezza precisa  di
  che  cosa è una discarica abbandonata; se è il caso che può  essere
  ormai, diciamo estraneo qualsiasi fenomeno di inquinamento,  e  che
  quindi si può benissimo procedere anche nella ricerca del mercato a
  soggetti che hanno interesse o hanno intenzione, meglio ancora,  di
  andare a realizzare luoghi dove realizzare gli impianti.
   È   certo  fatto  divieto  assoluto  di  realizzare  impianti   di
  rinnovabili  laddove  ci  sono terreni  interessati  da  iniziative
  importanti  che  sono  state finanziate dalla Commissione  europea,
  sarebbe oltremodo sbagliato andare a realizzare strutture di questo
  tipo in aree che sono state nel tempo coinvolte in procedimenti  di
  riconoscimento "DOC", "DOP", "IGP" o di altre cose similari, quindi
  la ricerca perché si vada praticamente ad individuare i terreni che
  sono  idonei,  sono  i terreni cosiddetti "agricoli  degradati",  i
  terreni  che  per  mano della iniziativa che è stata  prodotta  nel
  tempo  non  sono  più  in grado di determinare  a  favore  di  quel
  determinato terreno una valorizzazione in termini di agricoltura e,
  quindi, è giusto che l'imprenditore scelga una via alternativa.
   Noi  in  questa  fase abbiamo soltanto l'obbligo,  che  scaturisce
  dalla  legislazione nazionale, di determinare le aree  non  idonee;
  successivamente  alla firma di questo decreto noi avremo  l'obbligo
  di determinare la mappatura del territorio siciliano.
   Il  decreto domani sarà messo alla firma, lasciatemelo dire, anche
  alla  consapevolezza e al confronto con il Presidente perché  è  un
  documento  che  pur  ricalcando quello che è il  DM  del  2010,  ha
  necessità, però, di essere verificato e considerato come tale, cioè
  apprezzabile da parte del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Campo, si ritiene  soddisfatta?  Onorevole
  Sunseri, prego.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente, è un tema che  questa  Assemblea  e
  questa  Regione tratta da anni, però, la risposta dell'assessore  è
  in   parte  incompleta.  E  faccio  riferimento  soprattutto   alle
  dichiarazioni che ha rilasciato il Presidente della Regione proprio
  qualche  settimana addietro, dicendo di aver bloccato tutto  quello
  che   riguarda   le  autorizzazioni  nel  campo  del  fotovoltaico,
  soprattutto su terreni agricoli.
   Ecco,  noi su questo, Presidente, abbiamo chiesto un'audizione  in
  Commissione   Attività  produttive'  e  in  Commissione   Ambiente'
  affinché  il  Presidente  della Regione  e  l'Assessore  vengano  a
  riferire   per   capire  bene  cosa  voglia  dire   blocchiamo   le
  autorizzazioni degli impianti fotovoltaici nella nostra regione  e,
  soprattutto,  capire  quali sono le volontà  del  Presidente  della
  Regione e dell'Assessore in merito al rilascio delle autorizzazioni
  e  alle misure di compensazione per i danni che la nostra terra, la
  nostra   regione,  i  nostri  terreni  possano  subire  da   queste
  autorizzazioni  che  poi  dovranno,  ad  un  certo  punto,   essere
  concesse.
   Noi  abbiamo già depositato un disegno di legge sull'eolico e  uno
  sul  fotovoltaico  proprio per provare a  trattare  l'argomento  in
  maniera  completa ma questo, ripeto, ormai da anni  proprio  perché
  sembrava ci fosse un minimo di confusione nella gestione di  questi
  mega impianti all'interno della nostra regione.
   Allora,  diciamo,  quello  che  chiediamo  è  che  al  di  là  dei
  comunicati  stampa  e delle dichiarazioni fatte ai  giornalisti  da
  parte  del  Presidente della Regione, che si venga in  Assemblea  a
  relazionare  il Parlamento su quello che si vuol fare  sui  terreni
  agricoli  siciliani,  sulle nostre produzioni e  soprattutto  sulla
  realizzazione  degli  importantissimi  impianti  fotovoltaici   che
  permettono  quella riconversione green che la nostra terra  attende
  da troppo tempo.
   Quindi,  al  di  là  delle  risposte sul caso  specifico  o  delle
  dichiarazioni di stampa, vorremmo che su un punto così  importante,
  perché  parliamo di energia, parliamo di energia verde  e  parliamo
  soprattutto   della   nostra  agricoltura,  preferiremmo   che   il
  Presidente della Regione, a seguito delle sue dichiarazioni stampa,
  e  l'Assessore venissero in Assemblea a discutere su quali sono  le
  azioni che vogliono portare avanti nel prossimo futuro grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Sunseri.  Si   ritiene,   quindi,
  insoddisfatto o parzialmente soddisfatto?

   SUNSERI. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Parzialmente, ok.
   Si  passa all'interrogazione n. 166  Chiarimenti sulla pulizia del
  fiume  Dirillo  e del torrente Ficuzza nonché sulla gestione  della
  Diga Ragoleto nel territorio a confine tra Acate (RG) e Gela (CL) ,
  a firma degli onorevoli Campo ed altri. Prego, Assessore.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Presidente,  questa  interrogazione  non  è  competenza  nostra,  è
  competenza  delle  Autorità di bacino.  Noi  non  trattiamo  questo
  argomento.

   PRESIDENTE. Assessore, però è stato delegato lei. Non le risulta?

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Non  mi risulta che sia stato delegato. Dico che è una  per carità,
  mi posso informare.

   PRESIDENTE. Va bene, Assessore, andiamo avanti.
   Si  passa all'interpellanza n. 15  Iniziative per la realizzazione
  di  un  piano di razionamento e di riutilizzo dell'acqua in eccesso
  delle  dighe ,  a  firma  degli onorevoli Di  Paola  ed  altri  del
  Movimento 5 Stelle.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Con il documento in esame gli onorevoli interpellanti richiedono di
  conoscere  quali siano le iniziative finalizzate alla realizzazione
  di  un  piano di razionamento e riutilizzo delle acque  in  eccesso
  delle dighe. Io rispondo per la parte delle dighe, insomma.
   Al  riguardo,  in riscontro alle richieste formulate letteralmente
  dallo stato dei piani di gestione delle dighe e nello specifico nel
  conoscere  quanto siano state vidimate dall'Autorità  di  bacino  e
  quanti  di  questi  siano  stati appaltati  dal  Presidente  e  con
  riferimento alle ventisei dighe gestite dal Dipartimento   acqua  e
  rifiuti'  attraverso il servizio S3 per ben ventiquattro  di  esse,
  ventitré  in  esercizio  più una in fase di  completamento,  Pietra
  Rossa, si è fatto un importante appalto che è stato aggiudicato.
   Restano  escluse,  numero  1,  da realizzare,  Blufi  e  numero  1
  esercizio Pasquasia, sono stati tutti affidati ed avviati i servizi
  di  ingegneria utili alla predisposizione dei progetti di  gestione
  degli invasi.
   In  atto  solo uno Disueri è ancora in fase di redazione, fase  di
  appalto, tutti gli altri sono stati predisposti ed è stato  avviato
  l'iter  finalizzato  alla loro approvazione da parte  dell'Autorità
  del bacino idrografico della Sicilia.
   Allo  stato  dei 22 progetti di gestione invasi ultimati  ne  sono
  stati  approvati  12,  c'è stata un'accelerazione  in  quest'ultimo
  periodo, c'è un buon rapporto con il Dipartimento dell'Autorità  di
  bacino  e  c'è  stata un'intensa collaborazione e  vari  tavoli  di
  discussione in cui abbiamo già raggiunto l'obiettivo di  12.  Nella
  tabella si riporta lo stato di procedura per ciascuno dei citati.
   Con  riferimento ai 12 piani approvati nessuno è stato avviato  in
  quanto  sprovvisto di copertura finanziaria. In tal senso è  appena
  il  caso di comunicare che il costo medio necessario per rimuovere,
  caratterizzare e smaltire i sedimenti dei laghi dei  artificiali  è
  estremamente  elevato, circa 90 euro per metro cubo  tenendo  conto
  delle valutazioni desunte dai piani di gestione, come si evince qui
  dall'iter di seguito.
   Con  riferimento  alla  richiesta di  revisione  della  cosiddetta
  limitazione  di invasi, anche alla luce delle reali  criticità  che
  giustificano  i  limiti  di  riempimento  di  ciascuno  invaso,  si
  evidenzia che le limitazioni all'invaso vengono imposte dall'organo
  statale  di  controllo  sulle  dighe incardinato  nel  dipartimento
  locale delle dighe.
   Questo  dipartimento  ha avviato una serie di  interventi,  alcuni
  ultimati  anche  in  corso  di  esecuzione,  taluno  in   fase   di
  progettazione,  con  necessità  di  successivo  impegno  economico,
  finanziati  con  diversi strumenti finalizzati a  rimuovere  alcune
  criticità  e  consentire  il recupero  di  capacità  utile  con  la
  rimozione delle limitazioni imposte.
   Per  quanto  concerne  il  coordinamento  delle  azioni  volte   a
  fronteggiare  la  crisi  idrica si  rappresenta  che  lo  stesso  è
  affidato  all'Autorità  di bacino del distretto  idrografico  della
  Sicilia  e  non  a  questo Assessorato. Nello specifico  l'Autorità
  acquisisce le informazioni relativo allo stato di riempimento degli
  invasi  nonché le richieste di attingimento su base annua da  parte
  dei soggetti utilizzatori delle risorse idriche stoccate e, quindi,
  attua  con proprio provvedimento la prevaricazione di utilizzo  dei
  volumi  disponibili tenendo conto del livello di  interrimento  dei
  laghi  e  del  volume minimo necessario a salvaguardare  la  salute
  della fauna ittica. La pianificazione subisce adattamenti a seguito
  della  valutazione  dell'eventuale  instaurarsi  di  condizioni  di
  criticità  conseguenti al raggiungimento dei livelli di soglia  del
  lago.
   In  riferimento  al potenziale superamento delle  linee  guida  si
  evidenzia  -   le linee di guardia, scusate - si evidenzia  che  il
  rilascio  idrico a valle degli sbarramenti al raggiungimento  delle
  quote  lago  autorizzate, esercitato attraverso gli scarichi  della
  diga  è  uno  scenario che si verifica soprattutto  nella  stagione
  invernale.
   Nel caso in cui si compia la necessità di operare l'alleggerimento
  volumetrico  da invaso, gli uffici di questo Assessorato  allertano
  come  prassi  gli  utilizzatori invitando a  prelevare  la  maggior
  quantità  idrica  possibile  allo scopo  di  minimizzare  i  volumi
  rilasciati  in  alveo che per gravità defluiscono  verso  il  corpo
  idrico ricettore.
   È  auspicio  di  riuscire a minimizzare i volumi idrici  scaricati
  senza  utilizzo  massimizzando  di  contro  quelli  prelevati   dai
  soggetti  utilizzatori e anche non con attingimenti maggiori  della
  domanda media richiesta.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Di  Paola,  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI PAOLA. Mi dichiaro non soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza n.  18  "Iniziative  per
  fronteggiare l'aumento dei costi energetici nelle aziende sanitarie
  della Regione", a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Di  Mauro  per  rispondere
  all'interpellanza.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor Presidente, noi abbiamo adottato come Governo delle misure a
  favore  delle famiglie, a favore anche delle imprese. In realtà,  a
  seguito  della interrogazione, ho avuto modo di verificare che  sul
  sistema sanitario non c'è stata un'attenzione in questo senso.
   È  chiaro  che questo è un punto importante perché ci  sono  molte
  strutture  private  che  hanno subìto, come tante  altre  strutture
  imprenditoriali, questo aumento e c'è stata - in atto dei documenti
  approvati  da  parte del Governo -  un forte intervento  credo,  se
  ricordo  bene,  350  milioni di Euro a  favore  del  sistema  delle
  imprese con eccezione appunto della sanità.
   Per  quanto  mi  riguarda,  farò in modo  che  confrontandomi  con
  l'Assessore  per  la salute e col Presidente farò  presente  questo
  vulnus   che   si  è  creato  e,  fermo  restando  le  risorse   da
  intercettare, di venire incontro anche alle imprese che operano nel
  mondo sanitario.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Sunseri   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   SUNSERI. Insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Sempre insoddisfatto. Va bene, continuiamo.
     Si  passa  all'interrogazione n. 247  "Revoca  dell'incarico  di
  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale  delle  autonomie
  locali  dell'Assessorato regionale delle autonomie locali  e  della
  funzione   pubblica   al  dottor  Salvatore  Taormina",   a   firma
  dell'onorevole Dipasquale.
   L'Assessore per fortuna o purtroppo non è competente.
   Non c'è oggi la rubrica degli enti locali, Assessore. Assessore Di
  Mauro, ha avuto delega a rispondere?

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  No.

   PRESIDENTE. No, va bene. L'Assessore eccepisce incompetenza.


                   Discussione dei disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  "Discussione dei disegni di legge".
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 17.00)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Assenza e La Rocca.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni in
   merito alla determinazione delle indennità di residenza a favore
                  dei farmacisti rurali . (n. 304/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  III  all'ordine  del   giorno:
  "Discussione dei disegni di legge".
   In  accordo  con l'Aula abbiamo deciso di invertire  l'ordine  dei
  disegni di legge, pertanto passeremo all'esame del disegno di legge
  n. 304, iscritto al numero 2).
   Chiedo al Presidente della Commissione  Salute, servizi sociali  e
  sanitari  di prendere posto.
   Presidente  Laccoto, se potesse svolgere la relazione rispetto  al
  disegno di legge.

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,  per
  quanto  riguarda  la  relazione, io credo che posso  rimettermi  al
  testo  scritto e, quindi, possiamo praticamente iniziare subito  la
  votazione.

   PRESIDENTE. Se non ci sono interventi possiamo direttamente andare
  avanti.

   DE LEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LEO. Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, io intervengo perché
  questo disegno di legge è molto importante, e mi onoro di essere il
  proponente  primo firmatario, insieme al collega  La  Vardera  e  a
  tutti gli altri colleghi.
   Al  di là del problema avuto durante la finanziaria, che definirei
  problema tecnico, oggi abbiamo la possibilità di intervenire  sulla
  rideterminazione delle indennità per le farmacie rurali  attraverso
  un  provvedimento ad hoc, per questo vorrei ringraziare l'assessore
  Falcone  per la disponibilità e l'impegno, e vorrei ringraziare  il
  Presidente della Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari  e
  tutti i colleghi componenti per la loro attenzione.
   Cari  colleghi,  con  questo  disegno di  legge  interveniamo  per
  garantire degli importanti presìdi di salute pubblica e per evitare
  la  chiusura di tantissime farmacie rurali, che sarebbe un problema
  e  comporterebbe un grave danno sia per le nostre comunità, ma  per
  la stessa Regione che dovrebbe garantire i servizi.
   Oggi con questo provvedimento stiamo tutelando la salute umana nel
  rispetto  dell'articolo  32 della Costituzione.  Stiamo  garantendo
  l'assistenza farmaceutica nei Comuni sotto i 5.000 abitanti,  nelle
  frazioni,  nei villaggi, nelle zone rurali, dove i farmacisti  sono
  punti   di   riferimento  per  i  cittadini,  e  sono   certo   che
  l'approvazione sarà un risultato importante per l'intera Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
   Allora,  possiamo  direttamente  passare  all'articolo  1.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. l.
       (Modifiche alla legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8 e
                       successive modificazioni)

   1.  L'articolo 1 della legge regionale 17 febbraio 1987,  n.  8  e
  successive modificazioni è sostituito dal seguente:

    1. A decorrere dall'anno 2023, l'Assessore regionale della salute
  provvede ad erogare, ai titolari, direttori responsabili e  gestori
  provvisori di farmacie rurali di cui all'articolo 1 della  legge  8
  marzo  1968,  n.  221 e successive modificazioni  ed  integrazioni,
  l'indennità  di  residenza  nella misura  annua  lorda  di  seguito
  indicata:

   a)  euro  25.000,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente fino a 400 abitanti;

   b)  euro  16.000,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente da 401 e fino a 600 abitanti;

   c)  euro  11.000,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente da 601 e fino a 800 abitanti;

   d)   euro  8.000,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente da 801 e fino a l.000 abitanti;

   e)   euro  5.169,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente da 1.001 e fino a 2.000 abitanti;

   f)   euro  2.938,00  per  le  farmacie  ubicate  in  località  con
  popolazione residente da 2.001 e fino a 3.000 abitanti.

   2.  L'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 1987,  n.  8  e
  successive modificazioni è abrogato.

   3. Ai fini della determinazione dell'indennità di residenza di cui
  al  presente articolo si tiene conto della popolazione del  comune,
  località  o  agglomerato  rurale in  cui  è  ubicata  la  farmacia,
  prescindendo  dalla  popolazione della sede  farmaceutica  prevista
  dalla pianta organica.

   4.  L'indennità  di  residenza di cui al presente  articolo  viene
  rivalutata  annualmente  in  base al tasso  d'inflazione  ufficiale
  rilevato dall'ISTAT relativo all'anno precedente.

   5.  Agli  oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
  pari  a 1.995.452,00 di euro annui, si provvede a valere sul  Fondo
  sanitario regionale. .

   2.  L'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 1987, n.  8,  e
  successive modificazioni, è abrogato.»

   Si   passa   all'esame  dell'emendamento  1.1,   a   firma   della
  Commissione.

   LACCOTO  presidente della Commissione e relatore. C'era un errore,
  se  mi consentite, c'era un errore materiale nella finanziaria, che
  con questo emendamento viene corretto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Io  ho sentito l'onorevole Laccoto, dice  che  c'è  un
  errore  nella finanziaria: ma qui stiamo intervenendo su una  legge
  dell'87 che non è, mi pare, la finanziaria.
   Stiamo  sopprimendo l'articolo 4 della legge n. 8  dell'87,  posso
  sapere di che cosa parliamo? La finanziaria non c'entra niente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, se prendesse  l'articolo  1  del
  testo,  lo  troverebbe all'interno. Aspetti un attimo che  le  dico
  dove.

   LACCOTO  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Presidente,
  posso? Scusatemi, c'era ripetuto due volte nel testo, quindi  si  è
  fatto...

   PRESIDENTE. Glielo spieghiamo un secondo all'onorevole  Cracolici,
  visto   che,   Presidente  Laccoto,  la  questione   l'ha   seguita
  chiaramente lei.

   LACCOTO   presidente   della   Commissione   e   relatore.   C'era
  praticamente un errore, perché era ripetuto due volte nel testo,  e
  quindi non è che stiamo modificando, stiamo tagliando quella  parte
  che era ripetuta per due volte nel testo.
   Poi,  nel  corso della finanziaria, rispetto a quello che  era  il
  testo  originario, per errore materiale sono state  inserite  delle
  somme diverse, per questo abbiamo praticamente fatto questo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Assessori,  colleghi parlamentari, io nel merito non  ho  nulla  da
  dire, è un atto, lo conosco poco, però una cosa non posso non farla
  rilevare: dopo la sospensione abbiamo aspettato che arrivasse  quel
  minimo  di  deputati per tenere una maggioranza, in questo  momento
  siamo  49 - no nessuno si deve seccare perché siamo qui, se  volete
  noi  ce  ne possiamo andare - di cui 20 sono della minoranza  e  il
  numero  legale  è 34, è dovuto venire di corsa anche il  Presidente
  della Regione, che saluto e che ringrazio.
   Lo  dico,  e  rimarremo qui a tenere il numero legale, perché  poi
  qualche collega, che oggi non c'è, poi ci considera che siamo anche
  assenteisti,  tipo l'onorevole Abbate, che purtroppo oggi  manca  e
  non  garantisce il numero legale, insieme ad altri componenti della
  maggioranza. No Presidente, non ci costringete ad andarcene.

   PRESIDENTE. No.

   DIPASQUALE.  Noi siamo qui, stiamo rimanendo, ma è  legittimo  che
  noi  oggi rimarchiamo che la maggioranza non è tutta presente,  che
  stiamo  andando  avanti grazie alla presenza ed alla responsabilità
  dell'opposizione,   dopodiché,  se   mi   permette,   siccome   poi
  l'onorevole Abbate e i giornali ...

   PRESIDENTE. Ma non è l'onorevole Abbate.

   DIPASQUALE...  mi  scusi,  mi  scusi  non  c'entra,  non  ce   n'è
  giustificazione,  qua non c'è oggi e oggi si  sapeva  che  dovevamo
  votare.
   Non   solo,   mancano  anche  altri  che  sono  in  manifestazioni
  pubbliche, non mi faccia continuare che è ancora peggio,  però  noi
  non possiamo non rimarcare che noi siamo qui. Noi siamo qui

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ora mi è più chiaro, onorevole Laccoto. Quindi,  se  ho
  capito  bene, però vorrei che Laccoto mi ascoltasse, noi con questa
  norma,  con  questo emendamento vogliamo abrogare una  cosa  che  è
  contenuta  nel testo che stiamo votando oggi e che è contenuta  per
  due  volte, il comma 2 è un comma 2 di riscrittura, cioè trascritto
  che  è uguale al comma 2, quindi dopo il comma 5 c'è un punto 2 che
  è uguale al comma 2.
   Allora noi non stiamo andando ad abrogare la legge dell'87, perché
  la  legge dell'87 la abroga il comma 2, perché se facessimo proprio
  quell'emendamento così come è stato scritto abrogheremmo l'articolo
  4 tout court al di là di come è scritto e dove è scritto.
   Quindi  io  quello che voglio capire è una cosa  nel  merito:  noi
  vogliamo abrogare - dov'è l'assessore alla sanità non c'è? Va  beh,
  Presidente mi ascolti - che il finanziamento per le farmacie rurali
  è  a  carico del fondo sanitario regionale e nazionale?  Perché  se
  abroghiamo l'articolo 4 della legge n. 8 del 1987, stiamo abrogando
  il   principio  che  il  finanziamento  alle  farmacie   rurali   è
  all'interno del fondo. Quindi la domanda è: come li finanziamo?
   Perché delle due l'una: o abroghiamo la fonte finanziaria e quindi
  diamo una nuova copertura finanziaria o ci limitiamo, e siccome  lo
  fa  ripetutamente questo disegno di legge, vorrei  capire  come  si
  finanziano  le farmacie rurali, al di là del fatto che sia  scritto
  due volte ed è chiaramente un errore, un fatto tecnico.
   Ma il punto di sostanza, se abroghiamo l'articolo 4 della legge 8,
  come  si  finanziano  le farmacie rurali, se non  è  più  il  fondo
  sanitario?

   PRESIDENTE.  Ok,  grazie onorevole Cracolici. Mi sono  confrontato
  con  gli  Uffici, intanto sostanzialmente la soppressione è proprio
  relativa  al fatto che è scritto due volte. Sulla questione  invece
  del  come  finanziare trova risposta al comma 5, dove  c'è  scritto
  "Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, pari
  a 1.995.000, si provvede a valere sul Fondo sanitario regionale".

   CRACOLICI.  Cosa  è  il  Fondo  sanitario  regionale?   È   quello
  nazionale. Noi cofinanziamo il Fondo sanitario nazionale,  speriamo
  nel  prossimo anno meno, ma ad oggi lo finanziamo per il  49,1  per
  cento  che  è il fondo sanitario assegnato alla Regione. Quindi  se
  scriviamo  che  abroghiamo la norma che si finanzia  con  il  fondo
  sanitario  che è cofinanziato dalla Regione, mi spiegate che  cos'è
  il  Fondo  sanitario regionale, c'è un fondo proprio della  Regione
  che  finanzia il Fondo sanitario regionale? Non credo.  Quindi  non
  credo che questa operazione funzioni.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Intanto c'è  nel
  testo,  non sono esatte le cifre, perdonatemi perché quello  che  è
  caricato,  scusatemi "A decorrere dall'anno 2023" lo leggo  preciso
  "l'Assessore  regionale  della  salute  provvede  ad   erogare   ai
  titolari,  direttori responsabili e gestori provvisori di  farmacie
  rurali  di cui all'articolo 1 della legge 8 marzo 1968,  n.  221  e
  successive  modificazioni e integrazioni l'indennità  di  residenza
  nella  misura  annua lorda di seguito indicato" e  queste  sono  le
  cifre  esatte "a) euro 25.000 per le farmacie ubicate  in  località
  con  popolazione residente fino a 400 abitanti;  b) euro 16.000 per
  le farmacie ubicate in località con popolazione residente da 401  e
  fino  a  600  abitanti; c) euro 11.000 per le farmacie  ubicate  in
  località con popolazione residente da 601 e fino a 800 abitanti; d)
  euro  8.000  per  le farmacie ubicate in località  con  popolazione
  residente  da 801 e fino a 1000 abitanti; e) 5.169 per le  farmacie
  ubicate in località con popolazione residente da 1001 e fino a 2000
  abitanti;  f)  euro 2.938 per le farmacie ubicate in  località  con
  popolazione residente da 2001 e fino a 3000 abitanti."
   Perfetto,  e  qui avevamo una cosa sbagliata. L'articolo  4  della
  legge  non  può  essere,  questa non  è  la  parte  economica,  non
  l'abbiamo  fatto  noi, io ritengo che lì si possa mettere  "È  così
  modificato" non abrogato.

   CRACOLICI. Le leggi non possono essere trattate così.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Grazie, Presidente. Abbiamo sospeso l'Aula  attendendo
  che  alcuni  deputati della maggioranza arrivassero in Aula,  anche
  perché avevamo compreso che mancavano i numeri, dopo di che abbiamo
  discusso ed abbiamo parlato per cercare di andare avanti con un ddl
  che,   per   carità,   noi  condividiamo   nel   merito,   ma   non
  nell'impostazione,  perché  ritengo  che  la  Commissione   Salute,
  servizi  sociali e sanitari che ha appena finito il suo  intervento
  trova  forme  e formule di confusione, compreso che il mio  collega
  Cracolici nel merito ha detto che che ci sono anche alcune cose che
  non vanno.
   Fermo  restando per il proponente e per il Gruppo che lo  propone,
  signor Presidente, io ritengo un attimo che la confusione è grande.
  O   sospendiamo   qualche  minuto  l'Aula  per   poter   verificare
  l'impalcatura  per  andare avanti, oppure saremo costretti,  signor
  Presidente,  ovviamente  a  chiedere  anche  la  presenza,  e   per
  l'articolo 86 il numero legale della maggioranza, quindi io le  sto
  chiedendo  soltanto...  diciamo ci sono  due  strade  che  potremmo
  percorrere, quindi decidiamo il da farsi.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Partendo  dal presupposto che nessuno  le  toglie  la
  possibilità  di  chiedere  il numero legale,  qualsiasi  genere  di
  prerogativa sia nel suo stato di parlamentare.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  grazie.
  Allora,  intanto dobbiamo anche dire come nasce questo  disegno  di
  legge.  Il  disegno  di  legge nasce  da  una  norma  che  è  stata
  articolata poco correttamente nel disegno di legge della  legge  di
  stabilità.  Sostanzialmente,  anziché  aggiungere  qualcosa   nella
  interpretazione e poi nella definizione finale, è stato tolto, sono
  stati  sostituiti quei 550 mila euro al milione e 220 mila  euro  a
  cui si volevano aggiungere i primi.
   Sostanzialmente,   noi   oggi   cosa   stiamo   facendo?    Stiamo
  perfezionando  e stiamo assegnando ad ogni tipo di farmacia  rurale
  una certa cifra che è quella dando, in ragione di ogni tipologia di
  farmacia rurale, mettiamo un fondo e un fondo complessivo.
   Ora,  l'emendamento  di cui parliamo serve per  creare  chiarezza,
  perché  questo articolo delle farmacie rurali richiama una  vecchia
  norma  che  era  la legge appunto dell'87, la quale  norma  dell'87
  richiamava il Fondo sanitario nazionale, e lo richiamava in termini
  di lire, di vecchie lire. Oggi siamo in euro.
   Allora  noi  cosa diciamo, Presidente Cracolici, noi  cosa  stiamo
  dicendo?
   Noi  stiamo  sopprimendo quell'articolo che così  recitava:  "Agli
  oneri derivanti dall'articolo 1 valutati in lire un milione e cento
  milioni  annui  si  provvede annualmente con le assegnazioni  dello
  Stato per il Fondo sanitario nazionale".
   Noi  oggi  diciamo  invece, il valore di questo fondo  un  milione
  novecentomila euro, si provvede col Fondo sanitario regionale.
   No,  è  una norma che chiarisce, anzi stiamo eliminando  la  norma
  precedente  l'articolo  4, ma fa chiarezza  nel  senso  che  stiamo
  sopprimendo le lire, l'intervento finanziario in lire, e lo  stiamo
  invece sostituendo in euro.
   Quindi, di fatto, non la stiamo, come dire, estrapolando dal Fondo
  sanitario  nazionale,  che poi è il Fondo sanitario  regionale,  lo
  stiamo invece puntualizzando. Cioè il milione e 995 mila e 452 euro
  insisterà sul Fondo sanitario regionale, che a sua volta deriva dal
  Fondo  sanitario  nazionale,  e  lo stiamo  quantificando  in  euro
  piuttosto  che  in  lire,  per  cui  le  lire,  quell'articolo  che
  quantificava invece in lire la dotazione finanziaria delle farmacie
  rurali, viene soppresso.
   È  una  norma  di chiarezza, anzi stiamo puntualizzando  e  stiamo
  facendo chiarezza punto e basta.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO. Signor Presidente io volevo porre l'attenzione
  preliminarmente  sull'emendamento 1.2 a  prima  firma  del  collega
  Gilistro.

   PRESIDENTE. Ma non siamo all'emendamento 1.2.

   DE  LUCA ANTONINO. Un attimo, è la premessa. Detto emendamento era
  stato mandato in Commissione Bilancio per il parere.
   La  Commissione Bilancio l'ha messo all'ordine del giorno, ma  non
  ha  emesso  il  parere,  perché  c'era  stata  la  sospensione  del
  presidente della Commissione. Quindi io chiedo preliminarmente  che
  sia  sospesa l'Aula e convocata la Commissione bilancio per fornire
  il parere sull'emendamento 1.2, e al contempo sempre la Commissione
  Bilancio si esprima sull'1.1, il parere me lo devono dare.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Sull'emendamento  1.2  c'è  il
  parere contrario del Governo.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Si deve esprimere la Commissione   Bilancio ,
  Presidente  Galvagno, sennò vuol dire che la Commissione  Bilancio
  non  ha funzione di esserci, poi se l'Aula dopo un eventuale parere
  contrario  o  favorevole  che  sia si vorrà  esprimere  in  maniera
  difforme  dalla Commissione Bilancio lo farà, ma non è che possiamo
  bypassare la procedura.
   L'emendamento è stato presentato in bilancio nei termini, è  stato
  messo  in discussione in Commissione bilancio, non è stato espresso
  il  parere e quindi è un vizio procedurale.  Siccome, dico,  è  una
  legge  importante,  ma  non è che blocca  le  sorti  della  Sicilia
  possiamo  sospendere, convocate la Commissione bilancio,  esprimete
  il parere e tornate in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, noi stiamo cercando di  capire  se
  siamo  nelle condizioni di fare quello che lei eventualmente ci  ha
  chiesto.

   DE  LUCA ANTONINO. Tengo a precisare, io lo chiedo però credo  che
  faccia   parte  della  procedura,  che  se  un  emendamento   viene
  presentato nei termini nella Commissione di merito, in questo  caso
  deve  essere  esaminato dalla Commissione Bilancio e poi  viene  in
  Aula,  a  prescindere  da quello che poi  sarà  il  parere  che  la
  Commissione vorrà rendere.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente.  Credo che al di là  dell'obiettivo
  nobile  della norma ci sia un po' di confusione per quanto riguarda
  sia  la  copertura finanziaria, perché non c'è un  fondo  sanitario
  regionale, il fondo sanitario è quello nazionale, poi la Regione lo
  utilizza,  come dire, come pensa di poterlo utilizzare, perché  nel
  corso degli anni strafalcioni sul fondo sanitario ne abbiamo fatto.
   Io  non  sono  così convinto che si possa dare una somma  a  delle
  farmacie  specifiche  con il Fondo sanitario nazionale,  ma  quello
  diciamo  è un mio parere, se c'è un Direttore della sanità  che  ha
  detto che si può fare e che intende fare i decreti del genere,  per
  carità,  se ne prende la responsabilità perché secondo lui  si  può
  attuare.
   Però  ci  sono due punti che, diciamo alla lettura, non mi tornano
  abbastanza  chiari: uno è questa modifica in base alla  popolazione
  della sede farmaceutica, cioè si sta dicendo che non è più in  base
  alla  popolazione residente in quei comuni, ma si  prescinde  dalla
  popolazione della sede farmaceutica prevista dalla pianta organica,
  e  quindi  sostanzialmente  c'è un  altro  criterio,  e  poi  è  la
  variazione in base al tasso di inflazione previsto dall'Istat.
   Quindi  questo fondo può aumentare ogni anno senza che l'Assemblea
  ne abbia coscienza, perché si applica in base alle variazioni ormai
  a    noi    famose   dell'Istat   dell'anno   precedente.   Quindi,
  sostanzialmente,  ogni  anno questo,  che  è  un  bonus  che  viene
  riconosciuto alle farmacie rurali, perché non sono somme dovute,  e
  sono  delle  somme  che  l'Assemblea  sta  dicendo  con  norma   di
  trasferire  alle  farmacie  rurali per permettergli  di  compensare
  eventuali  minori introiti in quei territori, e gli stiamo  dicendo
  che  si  adeguano  ad una variazione Istat anno dopo  anno,  quindi
  sostanzialmente  aumentando quello che è lo  stanziamento  previsto
  inizialmente  dalla  norma,  sempre a carico  del  fondo  sanitario
  nazionale, senza che l'Assemblea ne sia mai a conoscenza.
   Quindi,  anche  su questo, come dire, da un lato  si  cristallizza
  addirittura all'euro, io vedo il comma e) ed f) addirittura  si  va
  5.169  euro e l'altro a 2.932 euro, quindi si entra nello specifico
  dell'euro  però  nell'altro  si  rinvia  all'inflazione  Istat  non
  determinando in maniera univoca per norma quale è questo bonus  che
  si  intende dare alle farmacie e si rinvia a un aumento  del  quale
  poi  l'Assemblea  di  fatto non ne sarà mai  a  conoscenza.  Quindi
  onestamente non so come la Commissione bilancio abbia affrontato il
  tema, ma credo che sia particolarmente scivoloso. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Io solamente per riagganciarmi a quello che poc'anzi ho
  detto,  nulla  nel merito, però arrivati al punto in  cui  siamo  e
  abbiamo discusso diciamo rispetto agli interventi, siccome si vuole
  portare  al  compimento  questo DDL, le  chiederei  il  ritorno  in
  Commissione e, se è il caso, ovviamente votiamo.

   PRESIDENTE. No, no, è giusto quello che dice ma non penso che  sia
  il tema del ddl. Il tema è soltanto legato all'emendamento.

   CATANZARO. Sì, perfetto, all'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro, è corretto quello che  dice,  ma
  non su tutto il ddl.

   CATANZARO.  Sì,  e  l'ho capito.  Quando lei  porta,  diciamo,  in
  discussione, si porta in Commissione per comprendere bene.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io sono un poco in imbarazzo. Da quando  io
  sono  in  Assemblea  il contributo alle farmacie  rurali  l'abbiamo
  sempre dato, e devo dire che lo abbiamo dato malgrado la legge  che
  lo  dava  era  in lire. Ora, che dopo vent'anni scopriamo  che  c'è
  bisogno  di  scriverli  in euro, non è un fatto  tecnico  Assessore
  Falcone

   FALCONE, assessore per l'economia. È una precisazione.

   CRACOLICI. Io vorrei che lei, Assessore le do un consiglio,  io lo
  do  a bassa voce, approfondisca prima di esprimere concetti, perché
  qui  non ci stiamo limitando ad un adeguamento delle lire in  euro,
  qui  stiamo mutando il sistema di riparto del fondo per le farmacie
  rurali, quindi non stiamo parlando delle lire che si trasformano in
  euro,  anche perché lì c'è bisogno di una calcolatrice: ogni  1936,
  27 lire corrisponde a 1 euro quindi basta avere una calcolatrice  e
  non c'è bisogno di tutti questi artifici legislativi.
   La  questione  è  un'altra Assessore. Questa norma,  così  come  è
  scritta,  vi  creerà e creerà all'amministrazione più  problemi  di
  quanto voi immaginate.
   Primo, Presidente mi ascolti perché a proposito della richiesta di
  rinvio  in Commissione. Primo non c'è un Fondo sanitario regionale,
  scrivere in una legge che c'è un Fondo sanitario regionale non solo
  è  una  bestemmia, ma c'è un altro rischio, che questi soldi che  a
  oggi   li   abbiamo  utilizzati  nell'ambito  del  Fondo  sanitario
  nazionale   cofinanziato  dalla  Regione  siciliana,  se   noi   lo
  estrapoliamo  dal  testo  del  Fondo sanitario  questi  fondi  sono
  aggiuntivi, non sono nel cofinanziamento. Quindi dobbiamo avere una
  copertura specifica se stanno fuori il Fondo sanitario, non  è  una
  questione tecnica, è una questione contabile finanziaria.
   Secondo, io chiedo al Governo e alla Commissione i criteri  con  i
  quali  sono  stati  fatti, questo riparto al millesimo,  perché  se
  guardo  una farmacia fino a 600 abitanti che ha 16 mila euro,  fino
  al  600, e da 601 ne ha undicimila, qual è il criterio guida che  è
  connesso  al finanziamento alle farmacie rurali, cioè è commisurato
  a un tot per abitante, perché se uno fino a 599 ne prende 16 mila e
  da  601  ne prende 11 mila, sono 5 mila euro di differenza  con  la
  variazione di un abitante.
   Allora  io  credo che sarebbe più logico, eventualmente, assegnare
  magari la stessa cifra, ma con un pro capite per abitanti. Per  cui
  se  tu hai una farmacia in un comune con 550 abitanti avrai un euro
  per  550,  se va in un comune con sei 601 abitanti avrai  0,99  per
  601.  Ma  mi  pare  logico lo dice come dire  un  ragionamento,  se
  volete,  senza  offendere  nessuno,  si  diceva  una  volta   "alla
  femminina".
   Allora, Presidente, la necessità di ritornare in Commissione non è
  perché  siamo  contrari al finanziamento alle farmacie  rurali,  lo
  abbiamo fatto da oltre, almeno che mi ricordi io, da 21 anni, visto
  che  sono  qui da 21 anni. Ecco perché bisogna scrivere  meglio  il
  testo  e  aggiungo  - e mi dispiace dirlo agli  Uffici  -  non  può
  entrare  in Aula, Segretario generale, non può entrare in  Aula  un
  testo che contiene due norme scritte due volte  Gli Uffici hanno il
  dovere  di  controllare  i testi prima di metterli  all'ordine  del
  giorno,   perché  così  non  si  può  continuare  a  fare  attività
  legislativa.   Attenzione,  qui  ne  va  della  autorevolezza   del
  Parlamento  In Aula questi errori non possono arrivare; il testo va
  controllato  prima  e  si tolgono i refusi perché  l'Aula  non  può
  impazzire con un emendamento che sopprime l'articolo 4 in un posto,
  bastava  dire "il punto 2 del testo è soppresso", non si scrive  "è
  soppresso  l'articolo 4 del comma... , perché è una cosa  infernale
  così
   Allora, Presidente, proprio perché noi siamo favorevoli a dare  le
  risorse alle farmacie, le chiedo di rinviare in Commissione non per
  i  15  giorni  ma mantenendolo iscritto all'ordine del  giorno,  in
  maniera  tale che la Commissione lo aggiusti, lo pulisca  -  usiamo
  questa  espressione  -  e alla prima seduta utile  rimane  iscritto
  all'ordine  del  giorno  e si approva ma  con  un  testo  come  Dio
  comanda

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici, dico  a  me  fa  piacere
  l'intervento,  è  correttissimo che il testo in Aula  debba  essere
  assolutamente  privo  di  ogni  genere  di  errori,  può  capitare,
  chiaramente c'è già il Segretario generale che sta facendo di tutto
  per  far  sì che ciò non avvenga in futuro; è anche vero  però  che
  queste osservazioni si potevano fare magari in una fase precedente,
  ovvero in Commissione legittime...

   CRACOLICI. E io qua in Parlamento sono

   PRESIDENTE. Il suo Gruppo è ben rappresentato in Commissione.

   CRACOLICI. Ma l'Aula è l'Aula, non è il Gruppo

   PRESIDENTE. Giustissimo  In tutti i casi in funzione del fatto che
  dobbiamo  ritornare in Commissione per l'emendamento  1.2,  se  non
  ricordo   male,   dobbiamo   riportare  in   Commissione   Bilancio
  l'emendamento  1.2 e ci sono queste criticità,  io  credo  che  sia
  opportuna  la riflessione che fa l'onorevole Cracolici  rispetto  a
  tenerlo all'ordine del giorno e far sì però, attenzione, Presidente
  Laccoto,  di  fare in modo che possa essere esitato nel  più  breve
  tempo possibile.

   CRACOLICI. Me lo ha detto l'onorevole Dipasquale

   PRESIDENTE. Il merito chi ce l'ha?

   CRACOLICI. L'onorevole Dipasquale che non ha parlato però me  l'ha
  suggerito mentalmente

   PRESIDENTE. Allora, il merito ce l'ha metà e metà.
   II  testo  rimane  all'ordine del giorno,  però,  sostanzialmente,
  martedì  prossimo  lo  portiamo in Commissione  con  il  Presidente
  Laccoto. Va bene?
   Si passa direttamente all'altro disegno di legge.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Disposizioni  in
  materia  di  tassa automobilistica. Disposizioni finanziarie .  (n.
  21/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  n.  21/A   Disposizioni in materia di tassa automobilistica.
  Disposizioni  finanziarie . Invito i componenti  della  Commissione
   Bilancio  a prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
           Norma in materia di valorizzazione del patrimonio
                         artistico e culturale

   1.  Al  fine  di valorizzare il patrimonio culturale ed artistico,
  l'Assessorato   regionale  dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana  è autorizzato a finanziare le opere per il restauro  del
  Presepe settecentesco della Diocesi di Acireale.

   2.  Per  la  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2023, l'ulteriore spesa di 115 migliaia  di
  euro  (Missione 5, Programma 1, capitolo 776089) mediante riduzione
  delle  disponibilità  della  Missione  20,  Programma  3,  Capitolo
  215704».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, io le chiedo la cortesia, in maniera  come
  dire  umile,  di  evitare  di  mettere  l'Aula  in  una  situazione
  spiacevole.   I   testi  devono  essere  coerenti,   compresi   gli
  emendamenti. Tutto ciò che non è relativo a un testo, tra  l'altro,
  specifico, e ricordo questa proroga al 30 aprile, siamo al 10,  11,
  quanto  ne abbiamo oggi? 12 aprile. Se Dio ce la manda buona  verso
  il   21  aprile  sarà  pubblicata  in  Gazzetta  Ufficiale,  quindi
  pubblicheremo una norma per prorogare di 9 giorni il condono  bollo
  auto.  Già siamo molto al limite. Eviti di complicare un testo  che
  per  sua natura è un fatto tecnico con l'introduzione di norme  che
  non  c'entrano nulla. Se lei vuole fare un testo con norme che  non
  c'entrano  nulla  proponga  alla maggioranza,  al  Governo,  a  chi
  riterrà,  di  fare  un  testo omnibus in maniera  tale  che  ognuno
  discute   di   un   testo  omnibus,  ma  se   parliamo   di   tasse
  automobilistiche limitiamoci alle tasse automobilistiche.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Sa bene che anche io sono
  contrario  a  quelle che oggi definiamo leggi omnibus che  lei  sa,
  visto  che  è  di  lungo corso, quante ne siano state  prodotte  da
  questa  Assemblea,  ma  il  Governo aveva un'esigenza  specifica  e
  motivata. Quindi, è chiaro che la mia posizione rimane ferma lì, ma
  è altrettanto vero che vorrei sentire l'assessore Falcone che vorrà
  darci sicuramente delucidazioni in merito.

   FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Lo  abbiamo
  detto  la  volta scorsa, nella seduta precedente. Intanto, rispetto
  alle  eccezioni  che  ha  fatto  sul termine  sul  riferimento  del
  termine, questo disegno di legge è stato presentato oltre un mese e
  mezzo  fa,  un mese fa circa, più di un mese fa in Commissione.  E'
  stato  approvato in Commissione, è arrivato qua un po', come  dire,
  in  alcune  sedute è stato spostato. Bene, oggi siamo arrivati.  Io
  dico,  approviamo questo testo, nel testo c'è un solo  articolo,  è
  l'articolo 2, che lo abbiamo già spiegato la volta scorsa, è  stato
  un  refuso  nella  finanziaria  per un  intervento,  assolutamente,
  importante che riguarda, vero c'entra poco ma, alla fine, col  117'
  Presidente, il Governo presenterà un emendamento per modificare  il
  testo della norma.
   Tra  l'altro,  ci sono anche due emendamenti che abbiamo  spiegato
  che,  come  dire,  suggeriscono se non impongono di  modificare  il
  titolo del disegno di legge. Per cui, andiamo avanti, diciamo cosi,
  approviamolo   velocemente,  giusto   perché   è   necessario   che
  consentiamo  a  tutti coloro che vogliono mettersi  in  regola  col
  pagamento del il bollo auto...

   CRACOLICI. Io ho parlato di un'altra cosa

   FALCONE,  assessore per l'economia. Lo so, lo so; io  sto  dicendo
  onorevole Cracolici,..

             (Proteste da parte dell'onorevole Cracolici)

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Ma sì,  e  io  l'ho  detto  e
  abbiamo  detto  che, poiché il testo è questo,  è  stato  approvato
  dalla   Commissione,  andiamo  avanti  e  così  evitiamo  polemiche
  sterili

   CRACOLICI. C'è un Regolamento d'Aula  Non lo posso consentire   Il
  Governo qui dentro è uguali agli altri

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, io iniziavo a domandarmi  se
  questo  presepe  è Euro3 o Euro4, perché a seconda delle  emissioni
  potrebbe rientrare anche nella tematica del superbollo.
   Le vorrei chiedere, gentilmente, di liberare dall'imbarazzo l'Aula
  di dover bocciare l'articolo 2, perché le preannuncio sin da adesso
  che,  se dovesse essere necessario, chiederemo la conta del  numero
  legale  o  sull'articolo 2 financo il voto segreto perché,  ripeto,
  non  c'è  motivo di procedere con queste forzature. E' un imbarazzo
  in cui ci stiamo trovando.
   Lo  avevamo già detto l'altra volta, ne abbiamo parlato in maniera
  informale,  creiamo uno strumento dedicato a questo come  ad  altre
  norme  che,  correttamente, l'assessore Falcone ci ha detto  essere
  rimaste   fuori   dalla  finanziaria  per  scelte  politiche,   per
  incapienza  di  fondi,  per motivazioni tecniche,  per  sviste,  ma
  cerchiamo,  facciamo un disegno di legge specifico,  diamo  il  via
  libera  all'esenzione al bollo, ma senza metterci dentro  cose  che
  non hanno nulla a che vedere con questa materia.
   Presidente,  vede,  anche il ragionamento che  oggi  capita  a  un
  collega,  domani  capita  a un collega del mio  Gruppo,  dopodomani
  capiterà  a  un  altro ancora, questo è sempre  stato  il  modo  di
  procedere  a  tentoni dell'Aula. Noi, invece, in questa Legislatura
  abbiamo  la possibilità, Presidente, e l'opportunità di iniziare  a
  lavorare  in maniera diversa, seguendo quello che è il Regolamento,
  seguendo quella che è la procedura, dando anche il giusto riscontro
  al lavoro delle Commissioni e degli Uffici.
   Quindi,   io  la  invito,  Presidente,  con  senso  veramente   di
  responsabilità,  non parlo da opposizione parlo  da  minoranza,  le
  dico  tolga l'Aula da questo imbarazzo e i lavori avranno  modo  di
  procedere in maniera certamente più serena.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole Catanzaro  Non aveva chiesto di intervenire?

   CRACOLICI. Deve stralciarlo e mandarlo in Commissione

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone, rispetto  agli  interventi  delle
  forze  d'opposizione rispetto a quello che deve essere  chiaramente
  un equilibrio che noi dobbiamo cercare di tenere, è indispensabile
  Assessore Falcone?

   FALCONE,   assessore  per  l'economia.  Possiamo  andare   avanti,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Presidente, intanto siccome nel mio intervento iniziale
  dopo  che ho parlato lei, giustamente, mi ha detto che è nelle  mie
  prerogative chiederlo, arrivati al punto in cui siamo, considerando
  che più volte le minoranze, come ha detto il collega De Luca, hanno
  chiesto  non  per  l'articolo 2 ma per quello che  noi  avevamo  un
  attimino immaginato sull'articolo 1 sul bollo auto l'abbiamo  detto
  a più riprese, arrivato al punto in cui siamo io penso, Presidente,
  di  poter  chiedere per ai sensi dell'articolo 86  del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea il numero legale, non ricordo se sia  l'86,
  dovrebbe  essere  questo.  Quindi, chiediamo  il  numero  legale  e
  dopodiché procediamo.

   PRESIDENTE. Ancora non siamo in votazione quindi quando saremo  in
  votazione

   CATANZARO. Intanto, la mia è una richiesta.

   CRACOLICI.  Deve stralciare il testo  Lei che è il  Presidente  di
  tutti, lo deve stralciare  Ne va della sua autorevolezza

   PRESIDENTE.  Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.44, è ripresa alle ore 17.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora, dopo l'intervento dell'onorevole Cracolici  -
  onorevole  Cracolici ci siamo fermati per lei, anche  per  lei,  un
  secondo  di  attenzione - avendo parlato con  il  Governo  rispetto
  all'articolo  2,  la  Presidenza, ma questo varrà  chiaramente  per
  tutta  la  Legislatura  così  come  era  anche  stato  detto,  cioè
  significa  che  non ci saranno eccezioni - seppur questa  eccezione
  era  un  tantino differente perché era passata dalla Commissione  -
  non  ci  saranno eccezioni di alcun genere per il futuro,  cosicché
  non  ci  potranno  essere  né figli né  figliastri  e  ci  sarà  un
  equilibrio  sempre.  E'  chiaro  che  però  questo  ragionamento  -
  onorevole Dipasquale lei mi dice di sì - varrà per sempre.
   Quindi,  questo  articolo  lo  stralciamo  e  lo  mandiamo  in  II
  Commissione.  Chiedo al Presidente dei Daidone di  far  sì  che  la
  settimana  prossima possa ritornare, con l'emendamento  chiaramente
  relativo,  possa ritornare già la settimana prossima  il  testo  in
  Aula per essere votato.
   Si passa all'articolo 3. Non sono stati presentati emendamenti.

   CRACOLICI. E l'articolo 1?

   PRESIDENTE.  L'articolo 1 è stato votato. Siamo all'articolo  3  e
  non ci sono emendamenti. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                  Modifica di autorizzazione di spesa
          di cui alla legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2

   1.  L'autorizzazione  di  spesa della  Missione  7,  Programma  1,
  capitolo  474102, di cui al comma 3 dell'articolo 118,  Tabella  1,
  della  legge  regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è incrementata,  per
  l'esercizio finanziario 2023, di euro 45.298,58. Ai relativi oneri,
  per   l'esercizio   finanziario  medesimo,  si  provvede   mediante
  riduzione  di  pari importo delle disponibilità della Missione  20,
  Programma 3, Capitolo 215704».

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2023 e per il triennio  2023-
  2025  sono  introdotte le variazioni di cui all'annessa  tabella  A
  discendenti  dall'applicazione delle  disposizioni  della  presente
  legge».

     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ci  sono quattro emendamenti aggiuntivi che sono di variazione  di
  spesa,  ma sono attinenti al testo perché se no stiamo parlando  di
  aria fritta. Non sono attinenti al testo.
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  sono  due
  emendamenti tra tutti che sono assolutamente importanti e spiego  e
  poi  li rimetto all'Aula. Il primo riguarda la Resais. La Resais  è
  stata  condannata  a,  diciamo,  a un  contenzioso  da  parte   con
  l'Agenzia delle entrate per poter  vabbè, ritiro, li mettiamo tutti
  nella norma.

   PRESIDENTE.  Scusate, prima facciamo parlare l'assessore  Falcone,
  quando finisce di parlare l'assessore Falcone, se c'è qualcuno  che
  vuole intervenire, intervenga.
   Assessore, mi scusi per l'interruzione.

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, non ci  sono
  problemi, li mandiamo in Commissione.

   PRESIDENTE.   Allora,   mandiamo  anche  questi   emendamenti   in
  Commissione  Bilancio .
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   C'è  un emendamento, è un fuori sacco, ma è semplicemente per  far
  sì  che  questa legge entri in vigore subito. Penso che ci dovrebbe
  essere il parere favorevole dell'Aula. E' l'emendamento 5.1, se  lo
  volete leggere è già sul tablet.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Disposizioni  in  materia  di tassa automobilistica.  Disposizioni
  finanziarie.  (n. 21/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di   legge   Disposizioni  in  materia   di   tassa
  automobilistica. Disposizioni finanziarie.  (n. 21/A)
   Indìco  la votazione per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Disposizioni  in  materia  di tassa automobilistica.  Disposizioni
  finanziarie.  (n. 21/A)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 52
   Votanti                  26
   Maggioranza              14
   Favorevoli               26
   Contrari                 0
   Astenuti                 23

                         (L'Assemblea approva)

   C'è pure il voto favorevole dell'onorevole Lantieri.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  18  aprile
  2023,  alle ore 15.00, con la Rubrica  Agricoltura  e con i disegni
  di legge.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 18.04 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        III SESSIONE ORDINARIA


                          36a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 18 aprile 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
    REGOLAMENTO  INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE  DELLA
    RUBRICA:  Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea   (V.
    allegato)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
         residenza a favore dei farmacisti rurali . (n. 304/A) (Seguito)

           Relatore: on. Laccoto

       2)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato:

  -  Interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Energia e  servizi
  di pubblica utilità  (testi)

  - ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA