Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.30
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Spada ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
"Energia e servizi di pubblica utilità"
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazione e di interpellanze della rubrica "Energia
e servizi di pubblica utilità".
Si inizia con l'interrogazione n. 6 "Iniziative urgenti al fine di
risolvere le criticità inerenti al conferimento dei rifiuti nei
comuni delle città metropolitane di Palermo", degli onorevoli
Giambona e altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità per rispondere all'interrogazione. Prego,
Assessore.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Allora, l'interrogazione alla quale sono chiamato a rispondere è
"Iniziative urgenti al fine di risolvere le criticità inerenti al
conferimento dei rifiuti nei comuni delle città metropolitane di
Palermo".
È un'interrogazione che risale al periodo del mese di novembre ed
è una criticità che a suo tempo è stata risolta. Comunque do
contezza del documento che abbiamo preparato col dipartimento.
Gli interroganti chiedono di conoscere quali siano le iniziative
urgenti al fine di risolvere le criticità inerenti al conferimento
dei rifiuti nei comuni della Città metropolitana di Palermo. Al
riguardo, sentiti gli uffici del competente dipartimento si
rappresenta quanto segue: in via preliminare va ricordato che già
da qualche tempo la società Trapani Servizi S.p.A., gestori sia
dell'impianto di TMB che della discarica sita nel territorio di
Trapani, ha comunicato l'imminente saturazione della vasca in
coltivazione, l'8 F di contrada Cuddia di Borranea e quindi la
necessità di trovare spazi in altre discariche presso cui smaltire
i rifiuti trattati presso il proprio impianto TMB. A seguito della
scarsa disponibilità dei volumi residui presso la discarica, la
società Trapani Servizi è stata costretta a comunicare a tutti i
comuni conferitori una riduzione dei quantitativi di rifiuto che
potevano essere accettati in ingresso al proprio impianto TMB. Ciò
ha indotto i comuni della provincia di Palermo a richiedere che il
comune di Palermo, nella figura del sindaco metropolitano della
città, consentisse lo smaltimento dei rifiuti decadenti dal
trattamento nel TMB della Trapani Servizi presso la discarica di
Bellolampo.
Gli onorevoli interroganti chiedono in primis di sapere quali
iniziative urgenti siano state adottate per fronteggiare la mancata
raccolta dei rifiuti nei comuni appartenenti alle SRR del
palermitano.
Per fronteggiare l'emergenza, di concerto con il dipartimento,
sono stati convocati i tavoli tecnici finalizzati alla
sensibilizzazione dei gestori delle discariche per l'aumento degli
spazi di conferimento. L'interlocuzione con il gestore della
discarica ha costituito la risoluzione delle problematiche
emergenziali e la prosecuzione dei conferimenti.
Poiché la crisi impiantistica è ancora un dato di fatto si stanno
accelerando tutte le procedure che consentono l'apertura di nuove
vasche nel sito di Bellolampo di Palermo e Trapani.
Qui di seguito in via sintetica lo stato attuale dell'iter
procedurale della piattaforma in contrada Borranea di Trapani SRR
Trapani nord e della nuova discarica dei rifiuti non pericolosi
denominata TPS 1, contrada Cuddia della Borranea, della società
Trapani Servizio Gran Michele della settima vasca di Bellolampo.
I lavori per la realizzazione del primo lotto, l'impianto di
discarica per rifiuti non pericolosi della piattaforma tecnologica
per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti in contrada
Borranea, a seguito della definizione delle procedure di
geolocalizzazione da parte dell'UREGA e della firma del contratto
di appalto avvenuto il 22 settembre 2022, hanno avuto inizio il 13
settembre 2022, giusto consegna del verbale dell'8 settembre 2022,
emesso dalla direzione dei lavori in via d'urgenza in conformità a
quanto previsto nel decreto di aggiudicazione di efficacia della
stessa.
Per quanto concerne la realizzazione della nuova vasca di
discarica dei rifiuti non pericolosi determinata TPS 1, contraria
Cuddia della Borranea in provincia di Trapani, è stata disposta
l'aggiudicazione ai sensi dell'articolo 32, comma 5, del decreto
legislativo n. 50 del 2016 all'operatore economico Mico Srl per
l'importo contrattuale di 3.949,414,20 euro di cui 3.897.914,20
euro per lavori ed euro 51 milioni per oneri di sicurezza oltre
IVA.
Con nota n. 16941 del 31 marzo 2023 è stata disposta dal direttore
dei lavori la consegna lavori.
Con nota protocollo n. 177186 del 6 aprile 2023 è stata richiesta
dalla società Trapani Servizi la presa in carica delle aree oggetto
dell'intervento al fine di autorizzare l'accesso all'impresa
appaltatrice.
Con nota protocollo n. 18140 dell'11 aprile 2023, considerando che
l'importo dei lavori posto a base di gara pari a euro 5.155.018,84
è di poco inferiore a quello della soglia di rilevanza comunitaria,
stabilita dall'articolo 35 del Codice degli appalti, è stata
proposta dal direttore generale la formazione del collegio
consultivo tecnico.
Allo stato attuale, nelle more della stipula del contratto
d'appalto, una volta acquisita l'autorizzazione da parte della
società Trapani Servizi, si procederà alla consegna dei lavori in
via d'urgenza.
Relativamente alla settima vasca è stata consegnata una perizia di
variante che è stata presentata il 4 aprile ed è praticamente stata
proprio incardinata dopo la relativa istruttoria ed è
all'attenzione del CTS.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, ha facoltà di parlare per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
Governo, io intanto la ringrazio, Assessore, per essere qui
presente e avere fornito una risposta alla mia interrogazione che
analizza il tema del conferimento dei rifiuti nelle discariche
siciliane.
Vero è, caro Assessore, che la mia interrogazione è del 22
novembre, ma ritengo che non sia affatto superata nella
considerazione che mi risulta che solo qualche giorno fa diversi
comuni sia del messinese che dell'agrigentino ma anche del
trapanese hanno rappresentato enormi criticità nel conferimento
nelle discariche siciliane. Quindi è un tema assolutamente urgente
che probabilmente potrebbe anche tramutarsi in un problema
sanitario e in un problema sociale.
Ma qui il tema non è solamente quello dell'abbancamento nelle
discariche siciliane, c'è anche un tema legato all'utilizzo delle
risorse sovraregionali; lei poc'anzi citava alcuni interventi. Io
ritengo che sia necessario, come ho anche indicato nella mia
interrogazione, nella mia richiesta di accesso agli atti,
consegnare al dibattito parlamentare una iniziativa volta appunto a
discutere in maniera organica del piano regionale dei rifiuti in
maniera tale da capire come, in maniera coerente e funzionale
rispetto a quelle che sono state le dichiarazioni programmatiche in
tal senso del Governatore Schifani, saranno bene utilizzate le
risorse appunto sovraregionali.
Per questo motivo e per le criticità, Assessore, che le ho
segnalato e che segnalano gli amministratori e i sindaci siciliani
ai quali noi non possiamo che essere vicini, io mi ritengo
parzialmente soddisfatto nell'intendimento che naturalmente questo
tema sia oggetto di approfondimento comune in quest'Aula. Grazie,
signor Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 61 Chiarimenti in
ordine alla procedura per la realizzazione di due inceneritori nel
territorio regionale , a firma degli onorevoli Spada ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie, signor Presidente. Questa è un'interrogazione importante,
molto articolata, piena di considerazioni di carattere tecnico,
oltre che di carattere programmatorio e di carattere politico ed è
un argomento che è entrato in campo sin dall'inizio di questa
legislatura, ma per la verità anche nell'ultima parte della
legislatura c'è stato un inizio, un percorso - che è stato
sottolineato da parte dei colleghi parlamentari interroganti - che
non ha seguito un iter regolare, nel senso che le osservazioni che
hanno prodotto i deputati tengono conto come se si fosse trattato
al tempo di una gara d'appalto.
In realtà quella era solo una manifestazione di interesse e quindi
non aveva necessità per essere un atto compiuto formalmente in
ordine a quelle che sono le dovute prescrizioni soprattutto in
ordine al via, soprattutto in ordine anche a quella che è la
pubblicazione del dibattito pubblico di cui all'articolo 26 del
decreto n. 50 del 2016 e soprattutto il valore dell'importo della
gara che sarà valutato al momento opportuno.
Quindi, cercando nell'interrogazione di affrontare intanto un tema
di principio, il Governo precedente ha voluto formulare così una
proposta o quanto meno ha voluto rilevare se vi fosse attorno al
territorio siciliano l'interesse di imprese importanti che
volessero partecipare a una sorta di offerta per realizzare un
progetto di financing di iniziativa di carattere industriale che
andrebbe a concludere un percorso che è quello della
finalizzazione, di quella che è considerata da tutte le parti la
chiusura di un progetto di economia circolare in un territorio come
quello siciliano.
Posto questo, quindi, facciamo conto che le richieste che sono
state avanzate, come voi sapete sono sette, cinque non sono state
considerate ammissibili come valutazione di carattere tecnico, per
due si è voluto dire che, in buona sostanza, siamo dinnanzi a due
imprese importanti che hanno manifestato un interesse a realizzare
gli impianti, ci sono anche delle considerazioni in ordine al
materiale R3, R1 che fa parte questo - mi si consenta ai colleghi
parlamentari che hanno sottoscritto questa candidatura - di un
bando che sia quello proprio definitivo, cioè la Regione sollecita
i project financing quindi sarà, ovviamente, secondo i canoni
dettati dalle procedure del project financing, presentata la
relativa istanza e poi ci saranno le varie offerte come normale che
sia.
Quindi il caso che noi qui andiamo a esaminare, escludendo un po'
tutte le inadeguatezze a quello che doveva essere in realtà un
progetto ma come tale non è stato presentato, lo ripeto, è stato
presentato semplicemente come una ipotesi di lavoro, come un
accenno a quello che potrebbe essere interesse da parte del sistema
delle imprese, si è arrivati comunque a una consapevolezza che c'è
un interesse e su questa consapevolezza questo Governo cercherà e
cerca di costruire un percorso.
Per costruire un percorso adeguato ed è stato anche rilevato
nell'interrogazione, ripeto, molto tecnico oltre che politico dice
"Ma come fate una gara d'appalto se non conoscete nemmeno i
flussi?" ed è una domanda, un'osservazione giusta, è
un'osservazione regolare. Quanti devono essere? Che quantità devono
avere? Trecentocinquanta, quattrocento, perché non c'è dubbio che
se si adotta il sistema del project financing bisogna garantire il
servizio e soprattutto bisogna garantire a chi realizza l'impresa
una quantità di prodotti.
Quindi la prima questione che noi abbiamo affrontato con il
Governo è quella di capire di che cosa stiamo parlando, perché c'è
un altro fatto abbastanza strano: aumenta la differenziata, in
realtà l'indifferenziata praticamente resta la stessa, quindi ci è
sembrato opportuno per affrontare in maniera sistematica un
argomento così rilevante, instaurare un rapporto di natura, di
accordo con l'Università, perché l'Università di Palermo, è stata
scelta l'Università di Palermo, possa attraverso la facoltà di
Ingegneria fare una variazione di quello che è lo strumento in
questo momento vigente, stabilire praticamente come dobbiamo
individuare i flussi del conferimento, quindi stabilire la
percentuale, in ordine alla percentuale stabilire quello che serve
in questo territorio siciliano e da lì scaturiscono non solo i
numeri dei termovalorizzatori ma scaturiscono anche la quantità di
prodotto che devono assorbire i termovalorizzatori cioè cominciare
a comprendere con esattezza il fenomeno dei rifiuti in Sicilia.
E questo noi lo abbiamo fatto, abbiamo sottoscritto proprio ieri
questa convenzione che ci permetterà di acquisire una serie di dati
che sono utili alla costruzione di un percorso che deve essere
essenzialmente virtuoso.
Allora noi siamo praticamente per cercare di avere anche la
possibilità di coinvolgere il sistema delle SRR, per chi ha
costruito, e ce ne sono qui parlamentari dal 2009 al 2010,
ricorderanno certamente che l'articolo 8 stabiliva la cosiddetta
necessità che gli impianti fossero concepiti, sviluppati e
realizzati dalle SRR e su questo noi confermiamo l'impegno delle
SRR, però stante l'importanza dell'opera che si vuole realizzare
abbiamo deciso di sederci attorno a un tavolo con le SRR e abbiamo
anche sottoscritto una convenzione abbastanza articolata in cui la
SRR ed è questa che abbiamo instaurato una stagione di
collaborazione con le SRR, non solo il supporto anche dei consigli
di chi vive il territorio attraverso i propri tecnici, delle
problematiche che ci sono in ordine al tema della raccolta dei
rifiuti solidi urbani, ma anche sottoscrivere questa delega al
Presidente, al Governo regionale affinché il Governo della Regione
potesse assumere la titolarità di questa iniziativa che è
un'iniziativa importante, corposa, che ha bisogno anche di essere
sorretta da un Governo, in questo caso il Governo della Regione, e
non da una piccola o grande che sia SRR.
Devo dire che su questi 18, su 18 SRR hanno firmato in ben 16, ed
è stata da parte loro non solo una valutazione positiva. Lo stesso
abbiamo fatto con i sindacati che a breve ci faranno avere anche le
loro opinioni, quindi questo è il percorso che noi abbiamo messo in
campo e, in ordine alla valutazione che farà proprio la Facoltà di
Ingegneria, comprenderemo anche la tipologia di impianto che
intendiamo mettere in campo ai fini della gara, perché riteniamo
che debba essere fatto un percorso virtuoso, un percorso di
rivisitazione in parte, perché scade a fine anno, del Piano dei
rifiuti. Quindi, noi immaginiamo di aggiornare questo Piano dei
rifiuti e con l'individuazione ovviamente delle SRR dove si
dovranno fare queste strutture riteniamo che poi ci sia un giusto
parere che deve essere espresso dal CTS perché vogliamo sapere dove
dobbiamo realizzare queste infrastrutture e infrastrutture che
siano condivise dal Comitato tecnico scientifico.
Questo è il quadro che abbiamo messo in campo con buona volontà
delle SRR che ringrazio per il loro apporto, dei sindacati, degli
uffici perché a mio parere questo è un passaggio fondamentale della
strategia di cui questo Parlamento che sarà continuamente informato
dal Governo deve dotarsi a proposito dell'economia circolare cioè
dalla conclusione di quello che deve essere il progetto della
raccolta dei rifiuti solidi urbani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CRACOLICI. Nella disattenzione generale dell'Aula abbiamo
ascoltato cose molto importanti da parte del Governo in risposta a
questa interrogazione.
Primo, abbiamo sentito per voce dell'Assessore Di Mauro che la
procedura messa in campo da parte del Governo precedente trattavasi
di "acqua fresca" cioè per sostenere una campagna ideologica e,
sostanzialmente, strumentale il Governo, in assenza di qualunque
dato tecnico, addirittura l'assessore Di Mauro ha comunicato
all'Aula che in Sicilia abbiamo un dato che grida, come dire,
necessità di approfondimento quanto meno, cioè a fronte di un
aumento della raccolta differenziata non diminuisce
l'indifferenziata, quindi, delle due l'una, o aumentiamo la
produzione di rifiuti perché nel frattempo è cresciuta l'economia,
l'attività o il numero di abitanti, eppure abbiamo anche un dato
demografico che riduce il numero di abitanti in Sicilia e non è
compensato dall'immigrazione che sbarca in Sicilia ma
immediatamente si trasferisce fuori dalla Sicilia, eppure i dati
della indifferenziata continuano, l'assessore dice a non
diminuire , immagino voleva dire che forse continua ad aumentare
anche a fronte del sistema di aumento della differenziata, quindi,
c'è qualcosa che non torna.
Vorrei ricordare che il conferimento in discarica, la gran parte
di discariche private, i cittadini siciliani la pagano attraverso
le SRR nonché i comuni e, quindi, se l'indifferenziata non si
riduce e io la prendo per buona e aumenta la differenziata c'è
qualcuno che ha truccato le carte.
Mi auguro che il Governo voglia fare tutti gli approfondimenti
perché qui siamo non al danno erariale ma siamo alla truffa
organizzata ai danni dei cittadini della Sicilia.
Seconda questione: il Governo ha fatto una manifestazione di
interesse, bontà sua, per sapere se ci sono soggetti interessati a
realizzare degli impianti di termovalorizzazione, inceneritore,
chiamatelo come volete. Ma si può fare una manifestazione di
interesse se non hai dei dati di riferimento? Perché una cosa è
costruire un impianto per un milione di tonnellate da smaltire
attraverso termovalorizzazione, altra cosa è su quattrocentomila,
altra cosa se ne devi fare due, altra cosa se devi chiudere il
ciclo all'interno delle SRR, come è previsto dalla legge n. 9 che
individua il perimetro geografico delle SRR come un sistema chiuso
nel quale il sistema di smaltimento deve avere una circolazione al
massimo all'interno delle SRR o, comunque, con SRR di prossimità,
quindi, si fa una manifestazione di interesse per sapere cosa?
Nulla.
Lo dico all'assessore Di Mauro che credo che con molta onestà ha
riferito dei dati, vorrei ricordare che quel signore che si è
presentato mesi fa come il Presidente della Regione in assoluta
continuità col Governo precedente, nella continuità c'è quella
truffa, perché quella è una truffa, caro assessore Di Mauro, una
truffa a danno degli elettori perché si è detto ai siciliani che il
Governo Musumeci nonché il nuovo Presidente in continuità, Musu-
Schifani - lo chiamiamo così, va bene? Musu-Schifani -,
sostanzialmente ha venduto la Fontana di Trevi ai siciliani, non
avendo la Fontana di Trevi e neanche individuando i compratori per
poterla vendere.
Eppure continuiamo a chiacchierare: termovalorizzatori sì,
termovalorizzatori no. Bisogna fare i termovalorizzatori. Scusate,
assessore, lei ha detto che il piano dei rifiuti sta per scadere,
provvederà addirittura un aggiornamento ma questo piano dei rifiuti
per cui avete, immagino, sottoscritto una nuova convenzione con
l'Università di Palermo per aggiornare, forse avere per la prima
volta, i dati che possano giustificare qualunque pianificazione,
perché come si fa a fare una pianificazione sul sistema dei rifiuti
se non si hanno i dati di partenza? Siamo all'imbroglio
istituzionale a danno dei sindaci. Noi abbiamo discusso qualche
minuto fa un'altra interrogazione ma che ha, paradossalmente, come
dire, mostrato che le vittime di questo sistema folle che mantiene
un sistema privato, ripeto e mi assumo la responsabilità di quello
che dico, assessore Di Mauro, mi ascolti, che quelle cose di oggi
serviranno anche per il futuro.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, un po' di rispetto, sta parlando il
collega Cracolici.
CRACOLICI. Le cose di cui stiamo parlando oggi e le sue
dichiarazioni serviranno anche per il futuro, in altre sedi. Allora
è evidente che qui, poi, le vittime di tutto questo sistema folle
sono poi i sindaci che sono, alla fine quella interrogazione
nasce, l'Assessore lo ricorderà, perché una delegazione di sindaci
del palermitano, improvvisamente, si sono trovati impediti a poter
conferire all'impianto di Trapani perché, nel frattempo, Trapani
aveva interrotto il conferimento presso la propria discarica e
aveva, contemporaneamente, la discarica di Bellolampo chiusa.
Perché anche qui, prima o poi, bisognerà chiarirlo: se la
discarica di Bellolampo è una discarica regionale, comprensoriale e
non esclusivamente utilizzata dal singolo Comune di Palermo che può
decidere questo sì e questo no in maniera, assolutamente,
inaccettabile. Allora credo che questa questione, Assessore, e io
ne ho apprezzato tra le righe, nel politichese di un uomo navigato
che ha detto e non detto, ma ha detto sostanzialmente che tutto
quello che si è fatto prima è pura letteratura che non serve
neanche a studiarla ma a prendere aria.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.
CRACOLICI. Quanto ho tempo, con calma. Diciamo non stabilisca lei
tempi. Lei mi ha dato la parola per replicare. Poteva chiedermi
anche se volevo anticipare l'interrogazione presentandola. Detto
questo, quindi, io chiedo al Governo e lo chiedevamo anche
nell'interrogazione precedente: Assessore, bisogna venire in Aula e
dire il Governo cosa vuole fare. Lo dica con un provvedimento
legislativo. Dobbiamo superare il modello delle SRR per fare
impianti di tipo sovra SRR? Dica, per legge, volete fare 1
termovalorizzatore, 2, 10, 100? Ci portate nessun ideologismo
portateci i dati veri e discutiamo del futuro dei rifiuti in
Sicilia, non da anni come siamo costretti a discutere solo di
emergenza in emergenza senza che si sia affrontato un nodo
essenziale. Nessun impianto pubblico è stato realizzato dopo 15
anni dalla legge n. 9 o giù di lì che prevedeva impianti pubblici
all'interno delle SRR per fare il sistema di smaltimento e gestire
il ciclo dei rifiuti fino a ritenere una frazione residua, la
frazione sia di conferimento o di termovalorizzazione. Ma come si
sta vedendo la frazione residua che doveva essere a valle di un
lavoro di trasformazione del rifiuto è la frazione essenziale e,
addirittura dopo anni, aumenta e aumenta a scapito dei siciliani e
per garantire i conti correnti di organizzazioni che gestiscono
alcune discariche, alcune di esse malavitose. Perché mai come in
questo settore dei rifiuti l'immondizia puzza, non solo perché fa
puzza l'immondizia ma anche chi la riceve.
PRESIDENTE. Risponda, onorevole Cracolici. Si ritiene soddisfatto
o insoddisfatto?
CRACOLICI. Decida lei...
PRESIDENTE. Parzialmente?
CRACOLICI. Sono assolutamente insoddisfatto.
PRESIDENTE. Insoddisfatto.
Assessore, si passa all'interrogazione n. 96 Notizie in merito
agli interventi di bonifica e messa in sicurezza del sito minerario
dismesso di Pasquasia nel Comune di Enna .
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sciotto è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: "Energia e servizi di pubblica utilità"
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Vorrei rispondere all'onorevole Cracolici dicendo, potrei dire una
cosa banalissima noi abbiamo iniziato la nostra esperienza il 16
novembre e quindi come?
CRACOLICI. Sta rispondendo a me?
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Sto rispondendo all'intervento che... no, no, no, non ho capito
nemmeno qual è.
Quindi, abbiamo assunto l'onere del Governo il 16 novembre, avete
presentato una interrogazione - lo ripeto per lei - molto molto
dettagliata, molto tecnica, politicamente anche interessante e io
ho risposto per quello che è il mio dovere di una persona che si
siede in un posto che è stato - questo è successo con il
Presidente Lombardo, è successo poi con il suo successore e
successo poi nel Governo precedente in cui non c'è stato, ecco, uno
straordinario sforzo da parte di tutti di indicare delle persone
che si tuffassero in questo argomento con molto impegno, ma non c'è
dubbio che i dati che io ho detto sono dati appunto essenziali per
partire ad affrontare un argomento così importante che negli ultimi
vent'anni ci ha tartassato con una limitazione dei costi del
conferimento dei rifiuti tralasciando, non sapendo, perché una
persona che è malavitosa non dovrebbe avere la concessione a
svolgere un servizio pubblico, tralasciando questo aspetto e che,
ovviamente, è una cosa che non è comprensibile e che l'idea che noi
dobbiamo avere è che spendere tanto quanto serve perché ci possa
essere un buon servizio ad un costo minore, questo è l'obiettivo
che ha il Governo.
Per avere questo obiettivo dobbiamo partire dai punti essenziali
perché se c'è la buona volontà, credo da parte di tutti, di vedere
concluso questo percorso e cioè attraverso la legislazione,
termovalorizzatore, io per primo onorevole Cracolici ricorderà
certamente insieme a lei che avevamo delle perplessità in ordine ai
termovalorizzatori di tanti anni fa, di tanti anni fa, ma quello
era una cosa diversa, quello era non un termovalorizzatori per una
porzione di un territorio siciliano quello era un
termovalorizzatore di tante aree geografiche dell'Italia
meridionale e che, quindi, la Sicilia diventava il riferimento di
tutta una serie di situazioni che riguardava il tema dei rifiuti e
su questo noi ci opponiamo.
Noi vogliamo essere autonomi così come prevede la legge regionale,
non siamo disponibili a continuare a far pagare i cittadini 380
Euro in alcune discariche come quella di Lentini dove non esiste
più la discarica, questo per capirlo, tutti esiste il TMB che poi
il prodotto viene portato praticamente all'estero.
Allora, qui dobbiamo essere tutti senza guardare più indietro,
senza guardare indietro perché le colpe sono di tutti, compreso io
che ero qui in questo Parlamento, e cercare di confrontarci
serenamente senza nervosità per raggiungere un obiettivo che è
quello di fare un servizio efficiente al minor costo possibile, al
minor costo possibile.
Qual è l'altra interrogazione, Presidente? E' la n. 96?
PRESIDENTE. Sì, Messa in sicurezza del sito minerario dismesso di
Pasquasia nel comune di Enna , a firma degli onorevoli Venezia e
altri.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Con il documento in esame gli onorevoli interroganti chiedono di
conoscere quali siano le tempistiche per l'avvio degli interventi
di bonifica e messa in sicurezza del sito minerario dismesso di
Pasquasia e quali coperture finanziarie siano state programmate per
l'esecuzione dei lavori necessari.
Inoltre, viene chiesto quali iniziative possano essere a seguito
di ultimazione dei lavori di bonifica per rifunzionalizzare e
valorizzare la miniera creando sviluppo e occupazione.
Al riguardo sentiti gli uffici del dipartimento si rappresenta
quanto segue: con nota 15/56 del diciotto febbraio 2020 l'assessore
regionale dell'energia, dei servizi di pubblica utilità pro tempore
chiedeva di verificare la conferibilità dell'amianto in miniere,
possibilmente in mano pubblica esaurite, così come avviene in molte
realtà del nord Europa evitando di utilizzare volumetrie in
discariche, allungando ulteriormente tempistiche correlate e
attività per il completamento dell'iniziativa.
Con delibera 220 del 2021 la Giunta regionale della Regione
Siciliana ha approvato il piano di protezione dell'ambiente di
decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa
dei pericoli derivanti dall'amianto.
Con decreto presidenziale del 25 giugno 2021 di approvazione del
Piano di produzione dell'ambiente, di decontaminazione, di
smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dei pericoli
derivanti dall'amianto, si evidenzia che, nei siti minerari
dismessi di contrada Bosco nel comune di San Cataldo e Pasquasia
nel comune di Enna, sono presenti capannoni e altri fabbricati con
coperture in cemento amianto ormai in pessimo stato che per la loro
grande estensione renderebbero anti economico lo smaltimento in
siti molto lontani.
Peraltro, l'utilizzo di queste aree abbastanza lontane dai centri
abitati e già a vocazione industriale non comporterebbero un
consumo di suolo destinato all'agricoltura od altre attività né
tanto meno di suolo ancora non sfruttato. In tali aree, ben inteso
all'interno delle gallerie e dei pozzi minerari, potrebbero,
pertanto, realizzarsi un sito per impianto di smaltimento finale
per amianto secondo i criteri previsti dalla normativa vigente
compatibilmente con le esigenze di custodia nel caso in cui siano
oggetto di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria e, più
generale, di bonifica.
Il Dipartimento Acqua e Rifiuti nell'esecuzione della delibera n.
220 del 2021 e del decreto del Presidente del 25 giugno 2021,
pubblicato sulla GURS, n. 30 del 16 luglio 2021 di approvazione del
Piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di
smaltimento e di bonifica ai fini della difesa e dei pericoli
derivanti dall'amianto, si evidenziava che nei siti minerari
dismessi di contrada Bosco nel comune di San Cataldo e Pasquasia
nel comune di Enna ha previsto di realizzare, redigendo un progetto
preliminare, all'interno del sito minerario in argomento una cella
per lo smaltimento dell'amianto dismesso dai fabbricati e quello
raccolto nelle aree dove attualmente è sparso.
Successivamente, il Dipartimento ha provveduto a pubblicare
apposito avviso per l'affidamento della redazione di un progetto,
il coordinamento della sicurezza in base di progettazione e le
prestazioni professionali di un geologo per affiancare l'attuale
progettista al fine di redigere un progetto di messa in sicurezza
ambientale del sito minerario dismesso e un progetto per la
realizzazione di una cella per lo smaltimento dell'amianto
all'interno dello stesso complesso minerario di Pasquasia. L'avviso
è, attualmente, in valutazione.
Effettuata tale progettazione si provvederà a verificare,
approvare e validare il progetto e conseguentemente a trasmettere
l'argomentazione all'UREGA di Enna al fine di affidare i lavori di
messa in sicurezza ambientale con smaltimento dell'amianto
all'interno della cella realizzata nel sito minerario.
La copertura finanziaria dell'intervento pari a circa 17 milioni è
a valere delle somme derivanti dalla chiusura della contabilità
speciale n. 2854 OCDPC, n. 44 del 28.01.2023 che è stato possibile
utilizzare a seguito della stipula di un nuovo accordo di programma
per la bonifica e il recupero ambientale dei siti ex estrattivi del
comprensorio delle miniere saline dismesse della provincia di Enna,
miniera di Pasquasia sottoscritta in data 29 dicembre 2020 tra il
Ministero dell'ambiente e la Regione Siciliana, il libero Consorzio
comunale di Enna, comune di Enna, approvato con decreto 199 del
30.12.2020, registrato alla Corte dei conti al n. 467 del 2021.
In secondo ordine, questo sito relativo alle eventuali iniziative
che verranno poste in essere a seguito dell'ultimazione dei lavori
di bonifica per rifunzionalizzare e valorizzare la miniera va
preliminarmente sottolineato che il sito minerale è stato dismesso
sin dal 1994, quando l'Assessorato industria accetta la richiesta
di revoca della concessione mineraria di sali alcalini misti,
denominata Pasquasia, sottolineando la responsabilità di Italkali
della custodia del giacimento di tutte le sue pertinenze minerarie,
anche durante il periodo di attesa relativo all'espletamento
dell'iter formale di revoca.
Tramite il decreto assessoriale 51 del 1995, in data 1995 viene
decretato il decadimento di Italkali dal diritto di coltivazione
del giacimento Pasquasia le cui pertinenze vengono consegnate
all'ente minerario siciliano in data 12.10.1995.
Successivamente, per effetto dell'applicazione della legge
regionale 8/95 vengono avviati i lavori socialmente utili, con
l'obiettivo di mettere a punto e attuare un programma di
manutenzione di alcuni impianti e strutture.
Il primo periodo di applicazione dei lavoratori socialmente utili
va da febbraio ad aprile '96 con la ripresa del luglio '96 in
seguito ai disagi provocati dall'occupazione del suolo da parte dei
lavoratori. Sempre nello stesso periodo, inoltre, si verifica un
incendio che interessa un capannone contenente materiale d'archivio
della miniera.
Dopo quattro anni dall'interruzione dell'attività di estrazione,
nel '96 il distretto minerario di Caltanissetta redige un documento
relativo allo studio sulle possibilità di ripresa dell'attività
produttiva della miniera di Pasquasia, le conclusioni addotte
puntano a un esito negativo, in quanto la ripresa produttiva
dell'unità mineraria in questione risulta incerta sui possibili
esiti e sviluppi.
Ad oggi, quindi, all'interno di una modesta porzione dell'intera
area di concessione, sono ancora dislocate le infrastrutture, ciò
che è rimasto degli impianti di quello che un tempo è stato il
compendio produttivo della miniera.
L'abbandono, senza nessuna previsione di manutenzione, e il tempo,
hanno reso fatiscente ormai la quasi totalità di detti impianti,
per i quali un'eventuale possibile riconversione potrebbe avvenire
soltanto con l'impiego di ingenti risorse, e pertanto risulterebbe
estremamente antieconomica.
PRESIDENTE. L'onorevole Burtone si ritiene soddisfatto?
SAFINA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 104 "Chiarimenti
sul rilascio delle autorizzazioni per gli impianti fotovoltaici sui
terreni a destinazione agricola", a firma degli onorevoli Campo,
Sunseri e altri. L'Assessore ha facoltà di rispondere.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Sì, grazie. L'interrogazione è, diciamo così abbastanza concreta
che tocca un punto importante di quello che sta succedendo in
questi giorni.
Noi abbiamo approvato, intanto col D.M. 2010 è stata approvata
tutta la strutturazione di quelle che sono le condizioni per cui
un'area si debba dichiarare idonea oppure si debba dichiarare non
idonea. La competenza della dichiarazione della non idoneità dei
terreni è assegnata praticamente al Governo della Regione, e noi
abbiamo già predisposto questa sorta di documento, che serve a fare
chiarezza su quelle che sono le iniziative che debbono essere
portate avanti da parte degli imprenditori, ma serve anche a non
scoraggiare, perché un conto è riuscire ad avere chiarezza sulle
cose, un conto è immaginare di bloccare queste cose.
Su questo argomento noi abbiamo redatto un documento, che
metteremo da domani alla firma del Presidente, che è stato
condiviso con noi, che ricalca anche la strutturazione del Piano
Energetico Ambientale della Regione Siciliana (PEARS), e se
ricorderete il PEARS indicava delle priorità, e delle priorità
erano legate naturalmente ai 701 siti di cave e miniere, ai 4 siti
di interesse nazionale (SIN) che sono importanti, ai 511 siti di
luoghi da bonificare. Questo perché? Perché se riuscissimo noi a
fare un'operazione, anche di caratterizzazione, prima ancora della
chiusura di quella che poteva essere vent'anni fa una discarica, è
certamente un contributo importante che noi potremmo dare, perché
la caratterizzazione, e per questo abbiamo già individuato dieci
milioni di Euro, per fare in modo che si abbia contezza precisa di
che cosa è una discarica abbandonata; se è il caso che può essere
ormai, diciamo estraneo qualsiasi fenomeno di inquinamento, e che
quindi si può benissimo procedere anche nella ricerca del mercato a
soggetti che hanno interesse o hanno intenzione, meglio ancora, di
andare a realizzare luoghi dove realizzare gli impianti.
È certo fatto divieto assoluto di realizzare impianti di
rinnovabili laddove ci sono terreni interessati da iniziative
importanti che sono state finanziate dalla Commissione europea,
sarebbe oltremodo sbagliato andare a realizzare strutture di questo
tipo in aree che sono state nel tempo coinvolte in procedimenti di
riconoscimento "DOC", "DOP", "IGP" o di altre cose similari, quindi
la ricerca perché si vada praticamente ad individuare i terreni che
sono idonei, sono i terreni cosiddetti "agricoli degradati", i
terreni che per mano della iniziativa che è stata prodotta nel
tempo non sono più in grado di determinare a favore di quel
determinato terreno una valorizzazione in termini di agricoltura e,
quindi, è giusto che l'imprenditore scelga una via alternativa.
Noi in questa fase abbiamo soltanto l'obbligo, che scaturisce
dalla legislazione nazionale, di determinare le aree non idonee;
successivamente alla firma di questo decreto noi avremo l'obbligo
di determinare la mappatura del territorio siciliano.
Il decreto domani sarà messo alla firma, lasciatemelo dire, anche
alla consapevolezza e al confronto con il Presidente perché è un
documento che pur ricalcando quello che è il DM del 2010, ha
necessità, però, di essere verificato e considerato come tale, cioè
apprezzabile da parte del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, si ritiene soddisfatta? Onorevole
Sunseri, prego.
SUNSERI. Grazie, Presidente, è un tema che questa Assemblea e
questa Regione tratta da anni, però, la risposta dell'assessore è
in parte incompleta. E faccio riferimento soprattutto alle
dichiarazioni che ha rilasciato il Presidente della Regione proprio
qualche settimana addietro, dicendo di aver bloccato tutto quello
che riguarda le autorizzazioni nel campo del fotovoltaico,
soprattutto su terreni agricoli.
Ecco, noi su questo, Presidente, abbiamo chiesto un'audizione in
Commissione Attività produttive' e in Commissione Ambiente'
affinché il Presidente della Regione e l'Assessore vengano a
riferire per capire bene cosa voglia dire blocchiamo le
autorizzazioni degli impianti fotovoltaici nella nostra regione e,
soprattutto, capire quali sono le volontà del Presidente della
Regione e dell'Assessore in merito al rilascio delle autorizzazioni
e alle misure di compensazione per i danni che la nostra terra, la
nostra regione, i nostri terreni possano subire da queste
autorizzazioni che poi dovranno, ad un certo punto, essere
concesse.
Noi abbiamo già depositato un disegno di legge sull'eolico e uno
sul fotovoltaico proprio per provare a trattare l'argomento in
maniera completa ma questo, ripeto, ormai da anni proprio perché
sembrava ci fosse un minimo di confusione nella gestione di questi
mega impianti all'interno della nostra regione.
Allora, diciamo, quello che chiediamo è che al di là dei
comunicati stampa e delle dichiarazioni fatte ai giornalisti da
parte del Presidente della Regione, che si venga in Assemblea a
relazionare il Parlamento su quello che si vuol fare sui terreni
agricoli siciliani, sulle nostre produzioni e soprattutto sulla
realizzazione degli importantissimi impianti fotovoltaici che
permettono quella riconversione green che la nostra terra attende
da troppo tempo.
Quindi, al di là delle risposte sul caso specifico o delle
dichiarazioni di stampa, vorremmo che su un punto così importante,
perché parliamo di energia, parliamo di energia verde e parliamo
soprattutto della nostra agricoltura, preferiremmo che il
Presidente della Regione, a seguito delle sue dichiarazioni stampa,
e l'Assessore venissero in Assemblea a discutere su quali sono le
azioni che vogliono portare avanti nel prossimo futuro grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sunseri. Si ritiene, quindi,
insoddisfatto o parzialmente soddisfatto?
SUNSERI. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Parzialmente, ok.
Si passa all'interrogazione n. 166 Chiarimenti sulla pulizia del
fiume Dirillo e del torrente Ficuzza nonché sulla gestione della
Diga Ragoleto nel territorio a confine tra Acate (RG) e Gela (CL) ,
a firma degli onorevoli Campo ed altri. Prego, Assessore.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Presidente, questa interrogazione non è competenza nostra, è
competenza delle Autorità di bacino. Noi non trattiamo questo
argomento.
PRESIDENTE. Assessore, però è stato delegato lei. Non le risulta?
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Non mi risulta che sia stato delegato. Dico che è una per carità,
mi posso informare.
PRESIDENTE. Va bene, Assessore, andiamo avanti.
Si passa all'interpellanza n. 15 Iniziative per la realizzazione
di un piano di razionamento e di riutilizzo dell'acqua in eccesso
delle dighe , a firma degli onorevoli Di Paola ed altri del
Movimento 5 Stelle.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Con il documento in esame gli onorevoli interpellanti richiedono di
conoscere quali siano le iniziative finalizzate alla realizzazione
di un piano di razionamento e riutilizzo delle acque in eccesso
delle dighe. Io rispondo per la parte delle dighe, insomma.
Al riguardo, in riscontro alle richieste formulate letteralmente
dallo stato dei piani di gestione delle dighe e nello specifico nel
conoscere quanto siano state vidimate dall'Autorità di bacino e
quanti di questi siano stati appaltati dal Presidente e con
riferimento alle ventisei dighe gestite dal Dipartimento acqua e
rifiuti' attraverso il servizio S3 per ben ventiquattro di esse,
ventitré in esercizio più una in fase di completamento, Pietra
Rossa, si è fatto un importante appalto che è stato aggiudicato.
Restano escluse, numero 1, da realizzare, Blufi e numero 1
esercizio Pasquasia, sono stati tutti affidati ed avviati i servizi
di ingegneria utili alla predisposizione dei progetti di gestione
degli invasi.
In atto solo uno Disueri è ancora in fase di redazione, fase di
appalto, tutti gli altri sono stati predisposti ed è stato avviato
l'iter finalizzato alla loro approvazione da parte dell'Autorità
del bacino idrografico della Sicilia.
Allo stato dei 22 progetti di gestione invasi ultimati ne sono
stati approvati 12, c'è stata un'accelerazione in quest'ultimo
periodo, c'è un buon rapporto con il Dipartimento dell'Autorità di
bacino e c'è stata un'intensa collaborazione e vari tavoli di
discussione in cui abbiamo già raggiunto l'obiettivo di 12. Nella
tabella si riporta lo stato di procedura per ciascuno dei citati.
Con riferimento ai 12 piani approvati nessuno è stato avviato in
quanto sprovvisto di copertura finanziaria. In tal senso è appena
il caso di comunicare che il costo medio necessario per rimuovere,
caratterizzare e smaltire i sedimenti dei laghi dei artificiali è
estremamente elevato, circa 90 euro per metro cubo tenendo conto
delle valutazioni desunte dai piani di gestione, come si evince qui
dall'iter di seguito.
Con riferimento alla richiesta di revisione della cosiddetta
limitazione di invasi, anche alla luce delle reali criticità che
giustificano i limiti di riempimento di ciascuno invaso, si
evidenzia che le limitazioni all'invaso vengono imposte dall'organo
statale di controllo sulle dighe incardinato nel dipartimento
locale delle dighe.
Questo dipartimento ha avviato una serie di interventi, alcuni
ultimati anche in corso di esecuzione, taluno in fase di
progettazione, con necessità di successivo impegno economico,
finanziati con diversi strumenti finalizzati a rimuovere alcune
criticità e consentire il recupero di capacità utile con la
rimozione delle limitazioni imposte.
Per quanto concerne il coordinamento delle azioni volte a
fronteggiare la crisi idrica si rappresenta che lo stesso è
affidato all'Autorità di bacino del distretto idrografico della
Sicilia e non a questo Assessorato. Nello specifico l'Autorità
acquisisce le informazioni relativo allo stato di riempimento degli
invasi nonché le richieste di attingimento su base annua da parte
dei soggetti utilizzatori delle risorse idriche stoccate e, quindi,
attua con proprio provvedimento la prevaricazione di utilizzo dei
volumi disponibili tenendo conto del livello di interrimento dei
laghi e del volume minimo necessario a salvaguardare la salute
della fauna ittica. La pianificazione subisce adattamenti a seguito
della valutazione dell'eventuale instaurarsi di condizioni di
criticità conseguenti al raggiungimento dei livelli di soglia del
lago.
In riferimento al potenziale superamento delle linee guida si
evidenzia - le linee di guardia, scusate - si evidenzia che il
rilascio idrico a valle degli sbarramenti al raggiungimento delle
quote lago autorizzate, esercitato attraverso gli scarichi della
diga è uno scenario che si verifica soprattutto nella stagione
invernale.
Nel caso in cui si compia la necessità di operare l'alleggerimento
volumetrico da invaso, gli uffici di questo Assessorato allertano
come prassi gli utilizzatori invitando a prelevare la maggior
quantità idrica possibile allo scopo di minimizzare i volumi
rilasciati in alveo che per gravità defluiscono verso il corpo
idrico ricettore.
È auspicio di riuscire a minimizzare i volumi idrici scaricati
senza utilizzo massimizzando di contro quelli prelevati dai
soggetti utilizzatori e anche non con attingimenti maggiori della
domanda media richiesta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI PAOLA. Mi dichiaro non soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 18 "Iniziative per
fronteggiare l'aumento dei costi energetici nelle aziende sanitarie
della Regione", a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Di Mauro per rispondere
all'interpellanza.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, noi abbiamo adottato come Governo delle misure a
favore delle famiglie, a favore anche delle imprese. In realtà, a
seguito della interrogazione, ho avuto modo di verificare che sul
sistema sanitario non c'è stata un'attenzione in questo senso.
È chiaro che questo è un punto importante perché ci sono molte
strutture private che hanno subìto, come tante altre strutture
imprenditoriali, questo aumento e c'è stata - in atto dei documenti
approvati da parte del Governo - un forte intervento credo, se
ricordo bene, 350 milioni di Euro a favore del sistema delle
imprese con eccezione appunto della sanità.
Per quanto mi riguarda, farò in modo che confrontandomi con
l'Assessore per la salute e col Presidente farò presente questo
vulnus che si è creato e, fermo restando le risorse da
intercettare, di venire incontro anche alle imprese che operano nel
mondo sanitario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
SUNSERI. Insoddisfatto.
PRESIDENTE. Sempre insoddisfatto. Va bene, continuiamo.
Si passa all'interrogazione n. 247 "Revoca dell'incarico di
dirigente generale del Dipartimento regionale delle autonomie
locali dell'Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica al dottor Salvatore Taormina", a firma
dell'onorevole Dipasquale.
L'Assessore per fortuna o purtroppo non è competente.
Non c'è oggi la rubrica degli enti locali, Assessore. Assessore Di
Mauro, ha avuto delega a rispondere?
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
No.
PRESIDENTE. No, va bene. L'Assessore eccepisce incompetenza.
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
"Discussione dei disegni di legge".
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 17.00)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Assenza e La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni in
merito alla determinazione delle indennità di residenza a favore
dei farmacisti rurali . (n. 304/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III all'ordine del giorno:
"Discussione dei disegni di legge".
In accordo con l'Aula abbiamo deciso di invertire l'ordine dei
disegni di legge, pertanto passeremo all'esame del disegno di legge
n. 304, iscritto al numero 2).
Chiedo al Presidente della Commissione Salute, servizi sociali e
sanitari di prendere posto.
Presidente Laccoto, se potesse svolgere la relazione rispetto al
disegno di legge.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Presidente, per
quanto riguarda la relazione, io credo che posso rimettermi al
testo scritto e, quindi, possiamo praticamente iniziare subito la
votazione.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi possiamo direttamente andare
avanti.
DE LEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, io intervengo perché
questo disegno di legge è molto importante, e mi onoro di essere il
proponente primo firmatario, insieme al collega La Vardera e a
tutti gli altri colleghi.
Al di là del problema avuto durante la finanziaria, che definirei
problema tecnico, oggi abbiamo la possibilità di intervenire sulla
rideterminazione delle indennità per le farmacie rurali attraverso
un provvedimento ad hoc, per questo vorrei ringraziare l'assessore
Falcone per la disponibilità e l'impegno, e vorrei ringraziare il
Presidente della Commissione Salute, servizi sociali e sanitari e
tutti i colleghi componenti per la loro attenzione.
Cari colleghi, con questo disegno di legge interveniamo per
garantire degli importanti presìdi di salute pubblica e per evitare
la chiusura di tantissime farmacie rurali, che sarebbe un problema
e comporterebbe un grave danno sia per le nostre comunità, ma per
la stessa Regione che dovrebbe garantire i servizi.
Oggi con questo provvedimento stiamo tutelando la salute umana nel
rispetto dell'articolo 32 della Costituzione. Stiamo garantendo
l'assistenza farmaceutica nei Comuni sotto i 5.000 abitanti, nelle
frazioni, nei villaggi, nelle zone rurali, dove i farmacisti sono
punti di riferimento per i cittadini, e sono certo che
l'approvazione sarà un risultato importante per l'intera Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
Allora, possiamo direttamente passare all'articolo 1. Ne do
lettura:
«Art. l.
(Modifiche alla legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8 e
successive modificazioni)
1. L'articolo 1 della legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8 e
successive modificazioni è sostituito dal seguente:
1. A decorrere dall'anno 2023, l'Assessore regionale della salute
provvede ad erogare, ai titolari, direttori responsabili e gestori
provvisori di farmacie rurali di cui all'articolo 1 della legge 8
marzo 1968, n. 221 e successive modificazioni ed integrazioni,
l'indennità di residenza nella misura annua lorda di seguito
indicata:
a) euro 25.000,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente fino a 400 abitanti;
b) euro 16.000,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 401 e fino a 600 abitanti;
c) euro 11.000,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 601 e fino a 800 abitanti;
d) euro 8.000,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 801 e fino a l.000 abitanti;
e) euro 5.169,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 1.001 e fino a 2.000 abitanti;
f) euro 2.938,00 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 2.001 e fino a 3.000 abitanti.
2. L'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8 e
successive modificazioni è abrogato.
3. Ai fini della determinazione dell'indennità di residenza di cui
al presente articolo si tiene conto della popolazione del comune,
località o agglomerato rurale in cui è ubicata la farmacia,
prescindendo dalla popolazione della sede farmaceutica prevista
dalla pianta organica.
4. L'indennità di residenza di cui al presente articolo viene
rivalutata annualmente in base al tasso d'inflazione ufficiale
rilevato dall'ISTAT relativo all'anno precedente.
5. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
pari a 1.995.452,00 di euro annui, si provvede a valere sul Fondo
sanitario regionale. .
2. L'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8, e
successive modificazioni, è abrogato.»
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, a firma della
Commissione.
LACCOTO presidente della Commissione e relatore. C'era un errore,
se mi consentite, c'era un errore materiale nella finanziaria, che
con questo emendamento viene corretto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io ho sentito l'onorevole Laccoto, dice che c'è un
errore nella finanziaria: ma qui stiamo intervenendo su una legge
dell'87 che non è, mi pare, la finanziaria.
Stiamo sopprimendo l'articolo 4 della legge n. 8 dell'87, posso
sapere di che cosa parliamo? La finanziaria non c'entra niente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se prendesse l'articolo 1 del
testo, lo troverebbe all'interno. Aspetti un attimo che le dico
dove.
LACCOTO presidente della Commissione e relatore. Presidente,
posso? Scusatemi, c'era ripetuto due volte nel testo, quindi si è
fatto...
PRESIDENTE. Glielo spieghiamo un secondo all'onorevole Cracolici,
visto che, Presidente Laccoto, la questione l'ha seguita
chiaramente lei.
LACCOTO presidente della Commissione e relatore. C'era
praticamente un errore, perché era ripetuto due volte nel testo, e
quindi non è che stiamo modificando, stiamo tagliando quella parte
che era ripetuta per due volte nel testo.
Poi, nel corso della finanziaria, rispetto a quello che era il
testo originario, per errore materiale sono state inserite delle
somme diverse, per questo abbiamo praticamente fatto questo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, io nel merito non ho nulla da
dire, è un atto, lo conosco poco, però una cosa non posso non farla
rilevare: dopo la sospensione abbiamo aspettato che arrivasse quel
minimo di deputati per tenere una maggioranza, in questo momento
siamo 49 - no nessuno si deve seccare perché siamo qui, se volete
noi ce ne possiamo andare - di cui 20 sono della minoranza e il
numero legale è 34, è dovuto venire di corsa anche il Presidente
della Regione, che saluto e che ringrazio.
Lo dico, e rimarremo qui a tenere il numero legale, perché poi
qualche collega, che oggi non c'è, poi ci considera che siamo anche
assenteisti, tipo l'onorevole Abbate, che purtroppo oggi manca e
non garantisce il numero legale, insieme ad altri componenti della
maggioranza. No Presidente, non ci costringete ad andarcene.
PRESIDENTE. No.
DIPASQUALE. Noi siamo qui, stiamo rimanendo, ma è legittimo che
noi oggi rimarchiamo che la maggioranza non è tutta presente, che
stiamo andando avanti grazie alla presenza ed alla responsabilità
dell'opposizione, dopodiché, se mi permette, siccome poi
l'onorevole Abbate e i giornali ...
PRESIDENTE. Ma non è l'onorevole Abbate.
DIPASQUALE... mi scusi, mi scusi non c'entra, non ce n'è
giustificazione, qua non c'è oggi e oggi si sapeva che dovevamo
votare.
Non solo, mancano anche altri che sono in manifestazioni
pubbliche, non mi faccia continuare che è ancora peggio, però noi
non possiamo non rimarcare che noi siamo qui. Noi siamo qui
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ora mi è più chiaro, onorevole Laccoto. Quindi, se ho
capito bene, però vorrei che Laccoto mi ascoltasse, noi con questa
norma, con questo emendamento vogliamo abrogare una cosa che è
contenuta nel testo che stiamo votando oggi e che è contenuta per
due volte, il comma 2 è un comma 2 di riscrittura, cioè trascritto
che è uguale al comma 2, quindi dopo il comma 5 c'è un punto 2 che
è uguale al comma 2.
Allora noi non stiamo andando ad abrogare la legge dell'87, perché
la legge dell'87 la abroga il comma 2, perché se facessimo proprio
quell'emendamento così come è stato scritto abrogheremmo l'articolo
4 tout court al di là di come è scritto e dove è scritto.
Quindi io quello che voglio capire è una cosa nel merito: noi
vogliamo abrogare - dov'è l'assessore alla sanità non c'è? Va beh,
Presidente mi ascolti - che il finanziamento per le farmacie rurali
è a carico del fondo sanitario regionale e nazionale? Perché se
abroghiamo l'articolo 4 della legge n. 8 del 1987, stiamo abrogando
il principio che il finanziamento alle farmacie rurali è
all'interno del fondo. Quindi la domanda è: come li finanziamo?
Perché delle due l'una: o abroghiamo la fonte finanziaria e quindi
diamo una nuova copertura finanziaria o ci limitiamo, e siccome lo
fa ripetutamente questo disegno di legge, vorrei capire come si
finanziano le farmacie rurali, al di là del fatto che sia scritto
due volte ed è chiaramente un errore, un fatto tecnico.
Ma il punto di sostanza, se abroghiamo l'articolo 4 della legge 8,
come si finanziano le farmacie rurali, se non è più il fondo
sanitario?
PRESIDENTE. Ok, grazie onorevole Cracolici. Mi sono confrontato
con gli Uffici, intanto sostanzialmente la soppressione è proprio
relativa al fatto che è scritto due volte. Sulla questione invece
del come finanziare trova risposta al comma 5, dove c'è scritto
"Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, pari
a 1.995.000, si provvede a valere sul Fondo sanitario regionale".
CRACOLICI. Cosa è il Fondo sanitario regionale? È quello
nazionale. Noi cofinanziamo il Fondo sanitario nazionale, speriamo
nel prossimo anno meno, ma ad oggi lo finanziamo per il 49,1 per
cento che è il fondo sanitario assegnato alla Regione. Quindi se
scriviamo che abroghiamo la norma che si finanzia con il fondo
sanitario che è cofinanziato dalla Regione, mi spiegate che cos'è
il Fondo sanitario regionale, c'è un fondo proprio della Regione
che finanzia il Fondo sanitario regionale? Non credo. Quindi non
credo che questa operazione funzioni.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Intanto c'è nel
testo, non sono esatte le cifre, perdonatemi perché quello che è
caricato, scusatemi "A decorrere dall'anno 2023" lo leggo preciso
"l'Assessore regionale della salute provvede ad erogare ai
titolari, direttori responsabili e gestori provvisori di farmacie
rurali di cui all'articolo 1 della legge 8 marzo 1968, n. 221 e
successive modificazioni e integrazioni l'indennità di residenza
nella misura annua lorda di seguito indicato" e queste sono le
cifre esatte "a) euro 25.000 per le farmacie ubicate in località
con popolazione residente fino a 400 abitanti; b) euro 16.000 per
le farmacie ubicate in località con popolazione residente da 401 e
fino a 600 abitanti; c) euro 11.000 per le farmacie ubicate in
località con popolazione residente da 601 e fino a 800 abitanti; d)
euro 8.000 per le farmacie ubicate in località con popolazione
residente da 801 e fino a 1000 abitanti; e) 5.169 per le farmacie
ubicate in località con popolazione residente da 1001 e fino a 2000
abitanti; f) euro 2.938 per le farmacie ubicate in località con
popolazione residente da 2001 e fino a 3000 abitanti."
Perfetto, e qui avevamo una cosa sbagliata. L'articolo 4 della
legge non può essere, questa non è la parte economica, non
l'abbiamo fatto noi, io ritengo che lì si possa mettere "È così
modificato" non abrogato.
CRACOLICI. Le leggi non possono essere trattate così.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Abbiamo sospeso l'Aula attendendo
che alcuni deputati della maggioranza arrivassero in Aula, anche
perché avevamo compreso che mancavano i numeri, dopo di che abbiamo
discusso ed abbiamo parlato per cercare di andare avanti con un ddl
che, per carità, noi condividiamo nel merito, ma non
nell'impostazione, perché ritengo che la Commissione Salute,
servizi sociali e sanitari che ha appena finito il suo intervento
trova forme e formule di confusione, compreso che il mio collega
Cracolici nel merito ha detto che che ci sono anche alcune cose che
non vanno.
Fermo restando per il proponente e per il Gruppo che lo propone,
signor Presidente, io ritengo un attimo che la confusione è grande.
O sospendiamo qualche minuto l'Aula per poter verificare
l'impalcatura per andare avanti, oppure saremo costretti, signor
Presidente, ovviamente a chiedere anche la presenza, e per
l'articolo 86 il numero legale della maggioranza, quindi io le sto
chiedendo soltanto... diciamo ci sono due strade che potremmo
percorrere, quindi decidiamo il da farsi.
Grazie.
PRESIDENTE. Partendo dal presupposto che nessuno le toglie la
possibilità di chiedere il numero legale, qualsiasi genere di
prerogativa sia nel suo stato di parlamentare.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, grazie.
Allora, intanto dobbiamo anche dire come nasce questo disegno di
legge. Il disegno di legge nasce da una norma che è stata
articolata poco correttamente nel disegno di legge della legge di
stabilità. Sostanzialmente, anziché aggiungere qualcosa nella
interpretazione e poi nella definizione finale, è stato tolto, sono
stati sostituiti quei 550 mila euro al milione e 220 mila euro a
cui si volevano aggiungere i primi.
Sostanzialmente, noi oggi cosa stiamo facendo? Stiamo
perfezionando e stiamo assegnando ad ogni tipo di farmacia rurale
una certa cifra che è quella dando, in ragione di ogni tipologia di
farmacia rurale, mettiamo un fondo e un fondo complessivo.
Ora, l'emendamento di cui parliamo serve per creare chiarezza,
perché questo articolo delle farmacie rurali richiama una vecchia
norma che era la legge appunto dell'87, la quale norma dell'87
richiamava il Fondo sanitario nazionale, e lo richiamava in termini
di lire, di vecchie lire. Oggi siamo in euro.
Allora noi cosa diciamo, Presidente Cracolici, noi cosa stiamo
dicendo?
Noi stiamo sopprimendo quell'articolo che così recitava: "Agli
oneri derivanti dall'articolo 1 valutati in lire un milione e cento
milioni annui si provvede annualmente con le assegnazioni dello
Stato per il Fondo sanitario nazionale".
Noi oggi diciamo invece, il valore di questo fondo un milione
novecentomila euro, si provvede col Fondo sanitario regionale.
No, è una norma che chiarisce, anzi stiamo eliminando la norma
precedente l'articolo 4, ma fa chiarezza nel senso che stiamo
sopprimendo le lire, l'intervento finanziario in lire, e lo stiamo
invece sostituendo in euro.
Quindi, di fatto, non la stiamo, come dire, estrapolando dal Fondo
sanitario nazionale, che poi è il Fondo sanitario regionale, lo
stiamo invece puntualizzando. Cioè il milione e 995 mila e 452 euro
insisterà sul Fondo sanitario regionale, che a sua volta deriva dal
Fondo sanitario nazionale, e lo stiamo quantificando in euro
piuttosto che in lire, per cui le lire, quell'articolo che
quantificava invece in lire la dotazione finanziaria delle farmacie
rurali, viene soppresso.
È una norma di chiarezza, anzi stiamo puntualizzando e stiamo
facendo chiarezza punto e basta.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente io volevo porre l'attenzione
preliminarmente sull'emendamento 1.2 a prima firma del collega
Gilistro.
PRESIDENTE. Ma non siamo all'emendamento 1.2.
DE LUCA ANTONINO. Un attimo, è la premessa. Detto emendamento era
stato mandato in Commissione Bilancio per il parere.
La Commissione Bilancio l'ha messo all'ordine del giorno, ma non
ha emesso il parere, perché c'era stata la sospensione del
presidente della Commissione. Quindi io chiedo preliminarmente che
sia sospesa l'Aula e convocata la Commissione bilancio per fornire
il parere sull'emendamento 1.2, e al contempo sempre la Commissione
Bilancio si esprima sull'1.1, il parere me lo devono dare.
FALCONE, assessore per l'economia. Sull'emendamento 1.2 c'è il
parere contrario del Governo.
DE LUCA ANTONINO. Si deve esprimere la Commissione Bilancio ,
Presidente Galvagno, sennò vuol dire che la Commissione Bilancio
non ha funzione di esserci, poi se l'Aula dopo un eventuale parere
contrario o favorevole che sia si vorrà esprimere in maniera
difforme dalla Commissione Bilancio lo farà, ma non è che possiamo
bypassare la procedura.
L'emendamento è stato presentato in bilancio nei termini, è stato
messo in discussione in Commissione bilancio, non è stato espresso
il parere e quindi è un vizio procedurale. Siccome, dico, è una
legge importante, ma non è che blocca le sorti della Sicilia
possiamo sospendere, convocate la Commissione bilancio, esprimete
il parere e tornate in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, noi stiamo cercando di capire se
siamo nelle condizioni di fare quello che lei eventualmente ci ha
chiesto.
DE LUCA ANTONINO. Tengo a precisare, io lo chiedo però credo che
faccia parte della procedura, che se un emendamento viene
presentato nei termini nella Commissione di merito, in questo caso
deve essere esaminato dalla Commissione Bilancio e poi viene in
Aula, a prescindere da quello che poi sarà il parere che la
Commissione vorrà rendere.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Credo che al di là dell'obiettivo
nobile della norma ci sia un po' di confusione per quanto riguarda
sia la copertura finanziaria, perché non c'è un fondo sanitario
regionale, il fondo sanitario è quello nazionale, poi la Regione lo
utilizza, come dire, come pensa di poterlo utilizzare, perché nel
corso degli anni strafalcioni sul fondo sanitario ne abbiamo fatto.
Io non sono così convinto che si possa dare una somma a delle
farmacie specifiche con il Fondo sanitario nazionale, ma quello
diciamo è un mio parere, se c'è un Direttore della sanità che ha
detto che si può fare e che intende fare i decreti del genere, per
carità, se ne prende la responsabilità perché secondo lui si può
attuare.
Però ci sono due punti che, diciamo alla lettura, non mi tornano
abbastanza chiari: uno è questa modifica in base alla popolazione
della sede farmaceutica, cioè si sta dicendo che non è più in base
alla popolazione residente in quei comuni, ma si prescinde dalla
popolazione della sede farmaceutica prevista dalla pianta organica,
e quindi sostanzialmente c'è un altro criterio, e poi è la
variazione in base al tasso di inflazione previsto dall'Istat.
Quindi questo fondo può aumentare ogni anno senza che l'Assemblea
ne abbia coscienza, perché si applica in base alle variazioni ormai
a noi famose dell'Istat dell'anno precedente. Quindi,
sostanzialmente, ogni anno questo, che è un bonus che viene
riconosciuto alle farmacie rurali, perché non sono somme dovute, e
sono delle somme che l'Assemblea sta dicendo con norma di
trasferire alle farmacie rurali per permettergli di compensare
eventuali minori introiti in quei territori, e gli stiamo dicendo
che si adeguano ad una variazione Istat anno dopo anno, quindi
sostanzialmente aumentando quello che è lo stanziamento previsto
inizialmente dalla norma, sempre a carico del fondo sanitario
nazionale, senza che l'Assemblea ne sia mai a conoscenza.
Quindi, anche su questo, come dire, da un lato si cristallizza
addirittura all'euro, io vedo il comma e) ed f) addirittura si va
5.169 euro e l'altro a 2.932 euro, quindi si entra nello specifico
dell'euro però nell'altro si rinvia all'inflazione Istat non
determinando in maniera univoca per norma quale è questo bonus che
si intende dare alle farmacie e si rinvia a un aumento del quale
poi l'Assemblea di fatto non ne sarà mai a conoscenza. Quindi
onestamente non so come la Commissione bilancio abbia affrontato il
tema, ma credo che sia particolarmente scivoloso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Io solamente per riagganciarmi a quello che poc'anzi ho
detto, nulla nel merito, però arrivati al punto in cui siamo e
abbiamo discusso diciamo rispetto agli interventi, siccome si vuole
portare al compimento questo DDL, le chiederei il ritorno in
Commissione e, se è il caso, ovviamente votiamo.
PRESIDENTE. No, no, è giusto quello che dice ma non penso che sia
il tema del ddl. Il tema è soltanto legato all'emendamento.
CATANZARO. Sì, perfetto, all'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, è corretto quello che dice, ma
non su tutto il ddl.
CATANZARO. Sì, e l'ho capito. Quando lei porta, diciamo, in
discussione, si porta in Commissione per comprendere bene.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io sono un poco in imbarazzo. Da quando io
sono in Assemblea il contributo alle farmacie rurali l'abbiamo
sempre dato, e devo dire che lo abbiamo dato malgrado la legge che
lo dava era in lire. Ora, che dopo vent'anni scopriamo che c'è
bisogno di scriverli in euro, non è un fatto tecnico Assessore
Falcone
FALCONE, assessore per l'economia. È una precisazione.
CRACOLICI. Io vorrei che lei, Assessore le do un consiglio, io lo
do a bassa voce, approfondisca prima di esprimere concetti, perché
qui non ci stiamo limitando ad un adeguamento delle lire in euro,
qui stiamo mutando il sistema di riparto del fondo per le farmacie
rurali, quindi non stiamo parlando delle lire che si trasformano in
euro, anche perché lì c'è bisogno di una calcolatrice: ogni 1936,
27 lire corrisponde a 1 euro quindi basta avere una calcolatrice e
non c'è bisogno di tutti questi artifici legislativi.
La questione è un'altra Assessore. Questa norma, così come è
scritta, vi creerà e creerà all'amministrazione più problemi di
quanto voi immaginate.
Primo, Presidente mi ascolti perché a proposito della richiesta di
rinvio in Commissione. Primo non c'è un Fondo sanitario regionale,
scrivere in una legge che c'è un Fondo sanitario regionale non solo
è una bestemmia, ma c'è un altro rischio, che questi soldi che a
oggi li abbiamo utilizzati nell'ambito del Fondo sanitario
nazionale cofinanziato dalla Regione siciliana, se noi lo
estrapoliamo dal testo del Fondo sanitario questi fondi sono
aggiuntivi, non sono nel cofinanziamento. Quindi dobbiamo avere una
copertura specifica se stanno fuori il Fondo sanitario, non è una
questione tecnica, è una questione contabile finanziaria.
Secondo, io chiedo al Governo e alla Commissione i criteri con i
quali sono stati fatti, questo riparto al millesimo, perché se
guardo una farmacia fino a 600 abitanti che ha 16 mila euro, fino
al 600, e da 601 ne ha undicimila, qual è il criterio guida che è
connesso al finanziamento alle farmacie rurali, cioè è commisurato
a un tot per abitante, perché se uno fino a 599 ne prende 16 mila e
da 601 ne prende 11 mila, sono 5 mila euro di differenza con la
variazione di un abitante.
Allora io credo che sarebbe più logico, eventualmente, assegnare
magari la stessa cifra, ma con un pro capite per abitanti. Per cui
se tu hai una farmacia in un comune con 550 abitanti avrai un euro
per 550, se va in un comune con sei 601 abitanti avrai 0,99 per
601. Ma mi pare logico lo dice come dire un ragionamento, se
volete, senza offendere nessuno, si diceva una volta "alla
femminina".
Allora, Presidente, la necessità di ritornare in Commissione non è
perché siamo contrari al finanziamento alle farmacie rurali, lo
abbiamo fatto da oltre, almeno che mi ricordi io, da 21 anni, visto
che sono qui da 21 anni. Ecco perché bisogna scrivere meglio il
testo e aggiungo - e mi dispiace dirlo agli Uffici - non può
entrare in Aula, Segretario generale, non può entrare in Aula un
testo che contiene due norme scritte due volte Gli Uffici hanno il
dovere di controllare i testi prima di metterli all'ordine del
giorno, perché così non si può continuare a fare attività
legislativa. Attenzione, qui ne va della autorevolezza del
Parlamento In Aula questi errori non possono arrivare; il testo va
controllato prima e si tolgono i refusi perché l'Aula non può
impazzire con un emendamento che sopprime l'articolo 4 in un posto,
bastava dire "il punto 2 del testo è soppresso", non si scrive "è
soppresso l'articolo 4 del comma... , perché è una cosa infernale
così
Allora, Presidente, proprio perché noi siamo favorevoli a dare le
risorse alle farmacie, le chiedo di rinviare in Commissione non per
i 15 giorni ma mantenendolo iscritto all'ordine del giorno, in
maniera tale che la Commissione lo aggiusti, lo pulisca - usiamo
questa espressione - e alla prima seduta utile rimane iscritto
all'ordine del giorno e si approva ma con un testo come Dio
comanda
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, dico a me fa piacere
l'intervento, è correttissimo che il testo in Aula debba essere
assolutamente privo di ogni genere di errori, può capitare,
chiaramente c'è già il Segretario generale che sta facendo di tutto
per far sì che ciò non avvenga in futuro; è anche vero però che
queste osservazioni si potevano fare magari in una fase precedente,
ovvero in Commissione legittime...
CRACOLICI. E io qua in Parlamento sono
PRESIDENTE. Il suo Gruppo è ben rappresentato in Commissione.
CRACOLICI. Ma l'Aula è l'Aula, non è il Gruppo
PRESIDENTE. Giustissimo In tutti i casi in funzione del fatto che
dobbiamo ritornare in Commissione per l'emendamento 1.2, se non
ricordo male, dobbiamo riportare in Commissione Bilancio
l'emendamento 1.2 e ci sono queste criticità, io credo che sia
opportuna la riflessione che fa l'onorevole Cracolici rispetto a
tenerlo all'ordine del giorno e far sì però, attenzione, Presidente
Laccoto, di fare in modo che possa essere esitato nel più breve
tempo possibile.
CRACOLICI. Me lo ha detto l'onorevole Dipasquale
PRESIDENTE. Il merito chi ce l'ha?
CRACOLICI. L'onorevole Dipasquale che non ha parlato però me l'ha
suggerito mentalmente
PRESIDENTE. Allora, il merito ce l'ha metà e metà.
II testo rimane all'ordine del giorno, però, sostanzialmente,
martedì prossimo lo portiamo in Commissione con il Presidente
Laccoto. Va bene?
Si passa direttamente all'altro disegno di legge.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni in
materia di tassa automobilistica. Disposizioni finanziarie . (n.
21/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge n. 21/A Disposizioni in materia di tassa automobilistica.
Disposizioni finanziarie . Invito i componenti della Commissione
Bilancio a prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Norma in materia di valorizzazione del patrimonio
artistico e culturale
1. Al fine di valorizzare il patrimonio culturale ed artistico,
l'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana è autorizzato a finanziare le opere per il restauro del
Presepe settecentesco della Diocesi di Acireale.
2. Per la finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2023, l'ulteriore spesa di 115 migliaia di
euro (Missione 5, Programma 1, capitolo 776089) mediante riduzione
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo
215704».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io le chiedo la cortesia, in maniera come
dire umile, di evitare di mettere l'Aula in una situazione
spiacevole. I testi devono essere coerenti, compresi gli
emendamenti. Tutto ciò che non è relativo a un testo, tra l'altro,
specifico, e ricordo questa proroga al 30 aprile, siamo al 10, 11,
quanto ne abbiamo oggi? 12 aprile. Se Dio ce la manda buona verso
il 21 aprile sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, quindi
pubblicheremo una norma per prorogare di 9 giorni il condono bollo
auto. Già siamo molto al limite. Eviti di complicare un testo che
per sua natura è un fatto tecnico con l'introduzione di norme che
non c'entrano nulla. Se lei vuole fare un testo con norme che non
c'entrano nulla proponga alla maggioranza, al Governo, a chi
riterrà, di fare un testo omnibus in maniera tale che ognuno
discute di un testo omnibus, ma se parliamo di tasse
automobilistiche limitiamoci alle tasse automobilistiche.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Sa bene che anche io sono
contrario a quelle che oggi definiamo leggi omnibus che lei sa,
visto che è di lungo corso, quante ne siano state prodotte da
questa Assemblea, ma il Governo aveva un'esigenza specifica e
motivata. Quindi, è chiaro che la mia posizione rimane ferma lì, ma
è altrettanto vero che vorrei sentire l'assessore Falcone che vorrà
darci sicuramente delucidazioni in merito.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Lo abbiamo
detto la volta scorsa, nella seduta precedente. Intanto, rispetto
alle eccezioni che ha fatto sul termine sul riferimento del
termine, questo disegno di legge è stato presentato oltre un mese e
mezzo fa, un mese fa circa, più di un mese fa in Commissione. E'
stato approvato in Commissione, è arrivato qua un po', come dire,
in alcune sedute è stato spostato. Bene, oggi siamo arrivati. Io
dico, approviamo questo testo, nel testo c'è un solo articolo, è
l'articolo 2, che lo abbiamo già spiegato la volta scorsa, è stato
un refuso nella finanziaria per un intervento, assolutamente,
importante che riguarda, vero c'entra poco ma, alla fine, col 117'
Presidente, il Governo presenterà un emendamento per modificare il
testo della norma.
Tra l'altro, ci sono anche due emendamenti che abbiamo spiegato
che, come dire, suggeriscono se non impongono di modificare il
titolo del disegno di legge. Per cui, andiamo avanti, diciamo cosi,
approviamolo velocemente, giusto perché è necessario che
consentiamo a tutti coloro che vogliono mettersi in regola col
pagamento del il bollo auto...
CRACOLICI. Io ho parlato di un'altra cosa
FALCONE, assessore per l'economia. Lo so, lo so; io sto dicendo
onorevole Cracolici,..
(Proteste da parte dell'onorevole Cracolici)
FALCONE, assessore per l'economia. Ma sì, e io l'ho detto e
abbiamo detto che, poiché il testo è questo, è stato approvato
dalla Commissione, andiamo avanti e così evitiamo polemiche
sterili
CRACOLICI. C'è un Regolamento d'Aula Non lo posso consentire Il
Governo qui dentro è uguali agli altri
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, io iniziavo a domandarmi se
questo presepe è Euro3 o Euro4, perché a seconda delle emissioni
potrebbe rientrare anche nella tematica del superbollo.
Le vorrei chiedere, gentilmente, di liberare dall'imbarazzo l'Aula
di dover bocciare l'articolo 2, perché le preannuncio sin da adesso
che, se dovesse essere necessario, chiederemo la conta del numero
legale o sull'articolo 2 financo il voto segreto perché, ripeto,
non c'è motivo di procedere con queste forzature. E' un imbarazzo
in cui ci stiamo trovando.
Lo avevamo già detto l'altra volta, ne abbiamo parlato in maniera
informale, creiamo uno strumento dedicato a questo come ad altre
norme che, correttamente, l'assessore Falcone ci ha detto essere
rimaste fuori dalla finanziaria per scelte politiche, per
incapienza di fondi, per motivazioni tecniche, per sviste, ma
cerchiamo, facciamo un disegno di legge specifico, diamo il via
libera all'esenzione al bollo, ma senza metterci dentro cose che
non hanno nulla a che vedere con questa materia.
Presidente, vede, anche il ragionamento che oggi capita a un
collega, domani capita a un collega del mio Gruppo, dopodomani
capiterà a un altro ancora, questo è sempre stato il modo di
procedere a tentoni dell'Aula. Noi, invece, in questa Legislatura
abbiamo la possibilità, Presidente, e l'opportunità di iniziare a
lavorare in maniera diversa, seguendo quello che è il Regolamento,
seguendo quella che è la procedura, dando anche il giusto riscontro
al lavoro delle Commissioni e degli Uffici.
Quindi, io la invito, Presidente, con senso veramente di
responsabilità, non parlo da opposizione parlo da minoranza, le
dico tolga l'Aula da questo imbarazzo e i lavori avranno modo di
procedere in maniera certamente più serena.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Catanzaro Non aveva chiesto di intervenire?
CRACOLICI. Deve stralciarlo e mandarlo in Commissione
PRESIDENTE. Assessore Falcone, rispetto agli interventi delle
forze d'opposizione rispetto a quello che deve essere chiaramente
un equilibrio che noi dobbiamo cercare di tenere, è indispensabile
Assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Possiamo andare avanti,
Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Presidente, intanto siccome nel mio intervento iniziale
dopo che ho parlato lei, giustamente, mi ha detto che è nelle mie
prerogative chiederlo, arrivati al punto in cui siamo, considerando
che più volte le minoranze, come ha detto il collega De Luca, hanno
chiesto non per l'articolo 2 ma per quello che noi avevamo un
attimino immaginato sull'articolo 1 sul bollo auto l'abbiamo detto
a più riprese, arrivato al punto in cui siamo io penso, Presidente,
di poter chiedere per ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento
interno dell'Assemblea il numero legale, non ricordo se sia l'86,
dovrebbe essere questo. Quindi, chiediamo il numero legale e
dopodiché procediamo.
PRESIDENTE. Ancora non siamo in votazione quindi quando saremo in
votazione
CATANZARO. Intanto, la mia è una richiesta.
CRACOLICI. Deve stralciare il testo Lei che è il Presidente di
tutti, lo deve stralciare Ne va della sua autorevolezza
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.44, è ripresa alle ore 17.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, dopo l'intervento dell'onorevole Cracolici -
onorevole Cracolici ci siamo fermati per lei, anche per lei, un
secondo di attenzione - avendo parlato con il Governo rispetto
all'articolo 2, la Presidenza, ma questo varrà chiaramente per
tutta la Legislatura così come era anche stato detto, cioè
significa che non ci saranno eccezioni - seppur questa eccezione
era un tantino differente perché era passata dalla Commissione -
non ci saranno eccezioni di alcun genere per il futuro, cosicché
non ci potranno essere né figli né figliastri e ci sarà un
equilibrio sempre. E' chiaro che però questo ragionamento -
onorevole Dipasquale lei mi dice di sì - varrà per sempre.
Quindi, questo articolo lo stralciamo e lo mandiamo in II
Commissione. Chiedo al Presidente dei Daidone di far sì che la
settimana prossima possa ritornare, con l'emendamento chiaramente
relativo, possa ritornare già la settimana prossima il testo in
Aula per essere votato.
Si passa all'articolo 3. Non sono stati presentati emendamenti.
CRACOLICI. E l'articolo 1?
PRESIDENTE. L'articolo 1 è stato votato. Siamo all'articolo 3 e
non ci sono emendamenti. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifica di autorizzazione di spesa
di cui alla legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2
1. L'autorizzazione di spesa della Missione 7, Programma 1,
capitolo 474102, di cui al comma 3 dell'articolo 118, Tabella 1,
della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2023, di euro 45.298,58. Ai relativi oneri,
per l'esercizio finanziario medesimo, si provvede mediante
riduzione di pari importo delle disponibilità della Missione 20,
Programma 3, Capitolo 215704».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2023 e per il triennio 2023-
2025 sono introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella A
discendenti dall'applicazione delle disposizioni della presente
legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Ci sono quattro emendamenti aggiuntivi che sono di variazione di
spesa, ma sono attinenti al testo perché se no stiamo parlando di
aria fritta. Non sono attinenti al testo.
Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, sono due
emendamenti tra tutti che sono assolutamente importanti e spiego e
poi li rimetto all'Aula. Il primo riguarda la Resais. La Resais è
stata condannata a, diciamo, a un contenzioso da parte con
l'Agenzia delle entrate per poter vabbè, ritiro, li mettiamo tutti
nella norma.
PRESIDENTE. Scusate, prima facciamo parlare l'assessore Falcone,
quando finisce di parlare l'assessore Falcone, se c'è qualcuno che
vuole intervenire, intervenga.
Assessore, mi scusi per l'interruzione.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, non ci sono
problemi, li mandiamo in Commissione.
PRESIDENTE. Allora, mandiamo anche questi emendamenti in
Commissione Bilancio .
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
C'è un emendamento, è un fuori sacco, ma è semplicemente per far
sì che questa legge entri in vigore subito. Penso che ci dovrebbe
essere il parere favorevole dell'Aula. E' l'emendamento 5.1, se lo
volete leggere è già sul tablet.
Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in materia di tassa automobilistica. Disposizioni
finanziarie. (n. 21/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Disposizioni in materia di tassa
automobilistica. Disposizioni finanziarie. (n. 21/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in materia di tassa automobilistica. Disposizioni
finanziarie. (n. 21/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 26
Maggioranza 14
Favorevoli 26
Contrari 0
Astenuti 23
(L'Assemblea approva)
C'è pure il voto favorevole dell'onorevole Lantieri.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 18 aprile
2023, alle ore 15.00, con la Rubrica Agricoltura e con i disegni
di legge.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 18.04 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
III SESSIONE ORDINARIA
36a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 18 aprile 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea (V.
allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
residenza a favore dei farmacisti rurali . (n. 304/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato:
- Interrogazioni e interpellanze della Rubrica Energia e servizi
di pubblica utilità (testi)
- ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA