Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.15
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Colleghi, il Governo è presente, l'assessore Turano è
qui. Iniziamo subito con lo svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della Rubrica "Istruzione e formazione professionale"
e procediamo con l'interpellanza n. 2. Ok, c'è una richiesta da
parte dell'Assessore. Sì, Assessore. La richiesta da parte
dell'Assessore è di fare prima le interrogazioni e poi le
interpellanze.
Passiamo subito all'interrogazione n. 226 "Chiarimenti in merito
ai lavoratori dei servizi operativi e gestionali presso gli
immobili delle istituzioni universitarie pubbliche di Catania", a
firma degli onorevoli Marano ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, l'interrogante chiede lumi in relazione ad un appalto
che riguarda l'ERSU di Catania.
L'articolo 53 comma 1 della legge del 2004 dispone che il
controllo esercitato dalla Regione sugli enti vigilati si esercita
di norma attraverso gli organi di controllo interno degli stessi.
L'ERSU di Catania, ai sensi della legge 20 del 2002 articolo 7, è
un ente di diritto pubblico dotato di proprio patrimonio, autonomia
amministrativa e gestionale e di personale, individuato ai sensi
dell'articolo 20, ed opera sotto l'indirizzo la vigilanza e il
controllo di questa Amministrazione. Il successivo articolo 19
comma 3 indica gli atti sottoposti all'approvazione dell'organo
tutorio che sono la delibera della pianta organica e il regolamento
organizzativo. La legge regionale 6 del 97, articolo 32 comma 1,
così come modificato dal comma 13 del citato articolo 53 della
legge del 2004 n. 17, stabilisce che i bilanci degli enti vengono
sottoposti all'approvazione dell'Amministrazione regionale.
Nel caso di esame, pertanto, gli atti relativi alla gara d'appalto
e successiva adempimenti rientrano nell'esclusiva competenza
dell'ERSU di Catania in quanto stazione appaltante e non sono
sottoposti al controllo dell'organo di vigilanza. Nel caso di
specie se dovessero rappresentare situazioni particolari ci faremo
carico di ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, grazie per la sintesi.
Onorevole Marano, come si dichiara?
MARANO. Presidente, ovviamente sono insoddisfatta. La questione
dell'ERSU, Assessori, la seguo da parecchi anni. I lavoratori
avevano in principio 40 ore settimanali poi sono passati a 32 ore,
hanno contratti part-time, lavorano in condizioni abbastanza di
precariato assoluto. Ho fatto richiesta di accesso agli atti, ma è
fuori dal tema dell'interrogazione, ma ho fatto richiesto di
accesso agli atti all'ERSU nei mesi scorsi negando i documenti come
se queste persone si scordano a volte che gestiscono cosa pubblica
pensando che sono aziende private.
Chiaramente, sono insoddisfatta. Spero che nei prossimi mesi
magari seriamente e concretamente attenzionerete le condizioni di
questi lavoratori perché si trovano a lavorare con pochissime ore
settimanali con contratti part-time, non possono progettare la loro
ovviamente esistenza perché le condizioni non sono adeguate.
Quindi, Assessore, siccome gliel'ho chiesto anche in passato,
spero che questa sia un'occasione per cominciare a valutare
concretamente di cambiare un attimino le condizioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marano, che si dichiara
insoddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 250 "Provvedimenti urgenti inerenti
l'insegnante Laura Bonafede indagata per favoreggiamento aggravato
della latitanza del boss Matteo Messina Denaro e in servizio presso
l'Istituto Capuano-Pardo di Castelvetrano (TP)", a prima firma
dell'onorevole La Vardera ed altri che non ci sono, quindi, si
trasforma in risposta scritta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
No, Presidente, questo argomento è così delicato che non può essere
liquidato con una risposta scritta.
PRESIDENTE. Però, Assessore, depositi la risposta scritta perché
non ci sono gli interroganti.
TURANO, Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale. Farò pervenire presso gli Uffici dell'Assemblea una
nota di riscontro perché sulla cronaca di tutti i giornali...
PRESIDENTE. Ah, è presente l'onorevole Geraci. Prego, Assessore,
può fornire la risposta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
La vicenda è così rilevante che merita un confronto sereno con
l'Aula perché questa vicenda ha lasciato di stucco tutta la Sicilia
nel sapere che un insegnante che rappresenta, dunque, il mondo
dell'istruzione, della formazione, soprattutto con i bambini,
potesse avere contatti o frequentazioni di questo tipo con il
latitante più ricercato d'Italia e questa è una cosa che gridava
vendetta.
Quando abbiamo saputo e soltanto dalla stampa ci siamo attivati,
perché nonostante l'Ufficio scolastico regionale, che ringrazio per
la solerzia e la collaborazione, avesse di concerto con la preside
dell'Istituto istituito una sospensione prevista dalla legge che
consentiva il massimo della pena in dieci giorni, nonostante
questo, dicevo, l'Assessorato alla Pubblica istruzione che -
ribadisco - non ha nessuna competenza sul personale del Ministero
della Pubblica Istruzione, si è, come dire, fatto parte dirigente
chiedendo un confronto con il Ministro Valditara, che voglio
pubblicamente ringraziare per la disponibilità, per l'attenzione e
per la tempestività nella risposta e la sospensione a tempo
determinato nel massimo della pena prevista dalla regola e, come
dire, è stata trasformata in una sospensione a tempo indeterminato.
Poi le vicende giudiziarie hanno dimostrato il grado di complicità
della maestra con il noto latitante Matteo Messina Denaro e da qui
ne è scaturito l'arresto con i provvedimenti che l'Ufficio
scolastico regionale adotterà; ma voglio essere chiaro, e in questo
ringrazio tutta l'Assemblea e tutti i parlamentari che hanno
manifestato solidarietà all'azione del Governo mia e del Presidente
Schifani, perché su questo punto non solo non si possono fare
sconti, ma era chiaro che andava assunta con rigore una pena
esemplare anche non prevista allo stato dell'arte in quei giorni
dalla normativa del Ministero della Pubblica istruzione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole La Vardera, come si
dichiara? Se volete, potete oggi intervenire anche dal posto perché
i sono stati ripristinati i microfoni.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. Assessore
Turano, rispetto alla sua risposta, ovviamente, posso esprimere
soddisfazione perché sin dalle prime ore di questa questo accaduto
avevo mandato una nota al coordinatore, al dottor Pierro, che è
appunto il Provveditore regionale all'Istruzione per cercare di
capire che cosa stesse succedendo nelle ore immediatamente
successive. E' stata presa immediatamente una posizione chiara,
netta e inequivocabile, devo anche prendere atto, Assessore, che
rispetto a questo tema lei e il suo Assessorato avete dato risposte
chiare e nette sin da subito.
Quindi, non posso che dichiararmi soddisfatto di questo suo
intervento, ma non posso però, a sua volta, non sottolineare come,
spesso e volentieri, in quest'Aula si discutono delle cose che sono
anacronisticamente scollegate con la realtà. Cioè, noi ad oggi,
esattamente anno domini, siamo al 7 di giugno e stiamo discutendo
di una faccenda che di fatto è chiusa un mese e mezzo fa. Ora, mi
rendo conto che bisogna, anche come dire, portare in quest'Aula
delle vicende che sono concrete e che hanno un utilizzo reale
rispetto a quello che succede là fuori.
Quindi, Assessore, rispetto anche alla velocità sulla quale lei è
il suo Assessorato rispondete all'interrogazione, vi chiedo
cortesemente di essere più attenti, perché appunto su questi temi
non possiamo lasciare, come dire, i detti e non detti. E caro
Assessore e pregherei, anche, tutta quanta l'Assemblea di, come
dire, porre attenzione a questa discussione, perché Assessore io le
voglio dire un'altra cosa. Lei ha detto due parole fondamentali su
questa vicenda, che su questi temi cioè sulla lotta alla mafia noi
non possiamo lasciare dei non detti o situazioni grigie o d'ombra.
Ebbene, io le dico allora, caro Assessore, di rivolgere questa sua
affermazione, sacrosanta, fondamentale al Presidente del suo stesso
Governo perché, in questo momento mentre noi stiamo parlando, cari
cittadini anche che ci seguono da casa, sta succedendo una cosa
gravissima ad Acireale. Cioè, voi avete un candidato sindaco della
vostra coalizione che incontrava i boss Allora, qual è la
coerenza, rispetto alle cose che ci siamo detti? Ci muoviamo in un
modo sulla storia della maestra vicina a Bonafede, e la vostra
coalizione sostiene un candidato sindaco vicino boss?
Allora, rispetto a questa vicenda, dovreste solo vergognarvi e lo
faccio e lo dico se senza ma Perché non possiamo essere un giorno
mafiosi, antimafiosi, e un giorno essere vicino a chi incontra i
mafiosi Su questa storia non ci possono essere storie grigie e,
quindi, io la reprimenda la faccio su questo punto nel merito.
Chiedo ufficialmente al governatore Schifani di togliere la
fiducia a questo candidato sindaco che incontrava vertici del clan
Santapaola-Ercolano. Questa cosa è veramente gravissima E quindi,
siamo seri Discutiamo delle cose concrete, ma abbiamo il coraggio
di dire no alla mafia tutti i giorni senza se e senza ma
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, Assessore, prima di darle la parola, un attimo.
Onorevole La Vardera, però deve dare atto a questa Presidenza che,
dal momento in cui noi abbiamo iniziato con le rubriche degli atti
ispettivi, li abbiamo calendarizzati almeno uno a settimana e, tra
l'altro, ne abbiamo fatti due a settimana. Consideri anche che il
Governo è fatto da 12 assessori, quindi se c'è un mese e mezzo,
come dire, di ritardo tra l'interrogazione e la risposta siamo nei
tempi, rispetto diciamo agli anni precedenti i tempi sono i
migliori possibili.
Assessore, lei vuole ulteriormente replicare?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì, Presidente. L'onorevole La Vardera sa che mi fa simpatia, che
lo stimo e che si è sempre distinto, al pari di tanti altri me
compreso, su alcuni argomenti come quello di oggi. Ma, onestamente,
l'intervento di oggi non le fa onore, perché questo Governo
nell'atteggiamento della maestra Bonafede non ha perso neppure
dodici secondi. Speculare su un fatto di inaudita gravità,
accostandolo a un fatto elettorale che per ora è in itinere, è una
cosa, onestamente peraltro senza l'interlocutore, che trovo fuori
luogo.
Avremo modo di parlare di candidati, di comportamenti illegittimi,
di campagna elettorale, ma certamente non legandoli all'esempio che
la politica ha dato, questa volta arrivando prima di altri, nel
sollecitare una sospensione dalle funzioni di un'insegnante che,
come dire, doveva rappresentare in classe l'emblema della
educazione, formazione e legalità e fuori faceva ben altro.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Si passa all'interrogazione n. 289 "Chiarimenti in merito alla
paventata chiusura del plesso della scuola secondaria di primo
grado della frazione di Villadoro, nel Comune di Nicosia", a firma
degli onorevoli Venezia ed altri. Prego, Assessore.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, io voglio tranquillizzare l'onorevole Venezia che il
problema è risolto già da tempo, perché da un confronto costruttivo
con il sindaco di Valledolmo e con il sindaco di Nicosia, nell'arco
di pochi minuti siamo riusciti, parlando con il Direttore
scolastico regionale, a risolvere il problema e, quindi, non vedo
nessun pericolo se non, come dire, testimoniare il fatto che
rapidamente, per la peculiarità del luogo e per la garanzia che a
quei pochi bambini andava fornita, ci siamo attivati
tempestivamente nel rispetto dei ruoli, ognuno con i suoi
strumenti, il sindaco rappresentando l'esigenza del territorio,
l'onorevole Venezia sollecitando il Governo a intervenire e il
Governo facendo la sua parte, a rispondere in pochi secondi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Venezia, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VENEZIA. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 302 "Chiarimenti in
merito alla perdita dell'autonomia scolastica dell'Istituto di
istruzione superiore Alessandro Volta di Nicosia", a firma degli
onorevoli Venezia ed altri. Prego, Assessore.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì, Presidente, qua potrei essere più articolato nella risposta
perché chiaramente questo processo di dimensionamento e di
accorpamento, che non mira a privare i ragazzi dell'istruzione, ha
una dinamica più lunga, però voglio dire, l'Assessore regionale ha
preso soltanto atto di quello che era stato statuito nella
Conferenza provinciale che aveva proposto, alla presenza appunto
anche delle persone, quale sarebbe stato l'orientamento.
Quindi, se vuole io posso, se l'onorevole Venezia ritiene, dare
con dovizia di particolari tutto il resoconto che si è tenuto nella
Conferenza provinciale, ma ad ogni buon conto si trattava di un
atto amministrativo che andava secondo l'indirizzo del
dimensionamento con regole stabilite prima che cominciasse il
confronto tra l'Assessorato, il dirigente scolastico regionale, le
conferenze provinciali su principi che già erano stati valutati ed
apprezzati nel caso di specie positivamente dalla Conferenza
provinciale di Enna Caltanissetta.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Venezia per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Assessore Turano,
io ho seguito questa vicenda e l'abbiamo ricostruita anche con la
documentazione che ha messo a disposizione la scuola, compresi i
documenti che lei ha citato nel suo intervento, ma a mio sommesso
avviso non si può far perdere l'autonomia scolastica ad una
istituzione che opera da più di trent'anni per un mero errore di
comunicazione di dati, così come è avvenuto nei mesi scorsi e
questo si inquadra, questo aspetto, questa problematica, in un
dibattito più ampio che è stato trattato recentemente anche in V
Commissione, il disegno di legge voto sul dimensionamento
scolastico su cui il Gruppo parlamentare del Partito Democratico ha
voluto dare un segno di attenzione promuovendolo e ci auguriamo al
contempo che possa essere portato presto in Aula per il voto
definitivo per accendere i riflettori a livello nazionale su una
questione che non riguarda solo l'istituto di Nicosia Alessandro
Volta ma che riguarda decine e decine di istituzioni scolastiche
siciliane che rischiano di perdere l'autonomia a causa dei nuovi
parametri relativi al dimensionamento, con un impoverimento
complessivo della presenza delle scuole nel territorio e,
soprattutto, come si evince dal provvedimento normativo che noi
stiamo portando avanti, per i piccoli comuni delle aree interne e
per le periferie delle città.
Per cui riteniamo opportuno e doveroso, anche alla luce di questo
dibattito che si sta venendo a creare a livello nazionale e che ci
auguriamo possa presto arrivare anche in quest'Aula, di valutare,
di rivedere questa scelta burocratica dovuta, ripeto, solo ed
esclusivamente ad una errata comunicazione dei numeri ed
eventualmente se i tempi ormai sono superati, con il nuovo anno
scolastico porre rimedio a questa ingiustizia che penalizza
un'intera comunità.
Per cui alla luce di questo non mi ritengo soddisfatto della
risposta dell'onorevole Turano ma lo invito a rivedere, al di là
dell'aridità delle comunicazioni numeriche, la posizione su questo
caso specifico come su altri casi che risultano a nostra
conoscenza. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Venezia si dichiara non soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 312 "Chiarimenti in merito ai
tirocini formativi avviati con l'Avviso pubblico n. 26 del 2018", a
prima firma degli onorevoli Venezia ed altri.
L'assessore Turano ha facoltà di parlare.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, con decreto... leggo l'interrogazione perché è
articolata.
Anticipo subito che, ahimè, la risposta sarà non positiva a causa
di una nota dell'Assessorato al lavoro che evidenzia come nel...
vabbè, posso parlare a braccio, che evidenzia come nella disciplina
comunitaria, ente erogatore del finanziamento che ha attivato i
percorsi dei tirocini formativi, vi era un limite massimo di dodici
mesi, quindi, nonostante noi abbiamo attivato un percorso virtuoso
di finanziamento di giovani laureati che potessero fare attività di
tirocinio presso gli enti pubblici, completato il progetto dei
dodici mesi non siamo stati nelle condizioni di potere, a causa
giustamente di quanto evidenziato dall'Ufficio del lavoro,
prorogare il progetto stesso.
E' una cosa che dispiace, però, viviamo in un posto dove ci
dobbiamo attenere a delle regole comunitarie e i termini del bando
erano chiari e lo stesso programma comunitario non prevedeva
nessuna attività che si potesse aggiungere a quella già finanziata
oltre al termine previsto.
Questa cosa, ripeto, a me dispiace perché formare e poi non
valorizzare dei laureati grida vendetta, ma le regole erano quelle
e di più non si poteva fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Venezia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta all'interrogazione.
VENEZIA. Non soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 338 "Iniziative volte
a garantire lo svolgimento delle attività didattiche per l'anno
scolastico 2023/2024", a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
L'assessore Turano ha facoltà di parlare.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, io ringrazio l'onorevole Di Paola e tutto il
Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle perché questa era
un'attività, un'interrogazione... le dispiace che ringrazio la
solerzia del suo Gruppo parlamentare nell'attività di stimolo
dell'Assessorato? No? Ripeto: un'attività di stimolo niente di
più.
Il Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, sapendo che
l'Assessorato non poteva fare niente, è intervenuto per dire: ma
come facciamo per sollecitare gli enti locali a mettere in
sicurezza tutti gli edifici e a garantire un buon funzionamento? .
E' chiaro che noi più di quello che potevamo fare non abbiamo
fatto, ma io voglio ricordare l'attività fatta da questo Governo,
non solo da me, dal Presidente della Regione perché è stato oggetto
di una conferenza stampa sulla definizione dei parametri sui
criteri di vulnerabilità sismica.
Quando ci siamo insediati, e lo voglio ribadire, vedete che le
cose sono lunghe, talvolta appaiono molto lunghe per chi non
conosce i tempi, per chi invece si attiva e cerca di risolvere un
problema prima di trovare la soluzione e di metterla in atto si
perde qualche giorno di tempo perché bisogna essere certi di non
incorrere in errori.
Nel caso di specie proprio per sollecitare i comuni ad attivarsi
sui certificati di vulnerabilità sismica che significa, come dire,
un certificato di sana e robusta costituzione di tutti gli edifici
dove noi mandiamo i nostri bambini a fare scuola, ci siamo trovati
con una gara d'appalto per circa 16 milioni di Euro che doveva
essere gestita dalla Regione siciliana, dalla Centrale unica di
committenza che poi affidava ad uno studio di progettazione la
certificazione.
Questo era per me assolutamente incompatibile con i tempi dettati
dal Ministero, e poi sarò più puntuale, e con la possibilità di
avere tutti i certificati per capire quali erano gli istituti.
Ci siamo preoccupati di bloccare quella procedura, ci siamo
preoccupati di splittare quelle somme, abbiamo fatto una somma
algebrica tra il numero degli istituti, il numero dei discenti e
degli alunni di tal che abbiamo consegnato ai comuni le cifre, che
a questo punto non erano più di 16 milioni di Auro, ma diventavano
poche migliaia di Euro a comune o poche decine di migliaia, per
permettere ai sindaci di fare l'affidamento diretto.
Questo perché abbiamo dato un tempo al 30 di giugno perché entro
il 30 di giugno in Conferenza Stato-Regioni, l'Assessorato assieme
a tutti gli altri colleghi delle varie Regioni di qualunque
estrazione politica, in un confronto con il Ministero
individueranno i criteri per il finanziamento dei progetti ed è fin
troppo chiaro che l'obiettivo della Regione siciliana è
prioritariamente finanziare gli ammodernamenti degli istituti dove
abbiamo certificati che ci indicano elementi di criticità.
Su questo, chiaramente, siamo sul pezzo, più di questo non
possiamo fare, ma tutto quello che era di competenza della Regione
che, non volendo travalicare le competenze degli enti locali ma
entrando in un rapporto di fattiva collaborazione ha il dovere di
intervenire, abbiamo fatto una procedura che in un rapporto di
leale collaborazione vedrà - buona parte dei certificati già sono
arrivati altri arriveranno - entro il 30 giugno chiudere la
procedura e capire e fare lo screening vero di tutti gli edifici
scolastici regionali.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Sunseri per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
SUNSERI. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Abbiamo finito le interrogazioni. Torniamo alle interpellanze. Si
passa, quindi, all'interpellanza n. 2 "Iniziative per restituire
alle scuole siciliane una gestione stabile garantendo loro il
maggior numero di dirigenti scolastici titolari valorizzando il
capitale umano e professionale attualmente in servizio fuori
Regione", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, le interpellanze solitamente vengono risolte con
delle risposte scritte ma io non sarei a posto con la mia coscienza
se non dicessi che le preoccupazioni che vengono individuate, da
qui - la risposta che poc'anzi ho esitato a dare proposito
dell'interrogazione 302, dell'onorevole Venezia - chiederò
chiaramente con la trattazione dell'interpellanza, nasce da un
fatto che, come dire, è oggettivo.
Le preoccupazioni che vengono rappresentate sono preoccupazioni
legittime, perché noi abbiamo - e di questo dobbiamo essere fieri,
quasi nessuno ne parla, e l'onorevole Marano invece più volte mi
ha chiesto di interloquire su questo punto ma oggi la vedo
impegnata in altra discussione - la fortuna di avere una classe
dirigente così qualificata che quando partecipa ai concorsi
nazionali si classifica sempre nei migliori posti, quindi, grazie
alla preparazione dei giovani siciliani o dei siciliani in
generale, perché non tutti i presidi sono giovani, ci sono persone
che hanno una certa età tra i primi posti nel concorso e in grande
abbondanza rispetto agli altri rispetto alle altre Regioni, abbiamo
avuto tantissimi presidi ma questi presidi, però, hanno
partecipato, appunto per diventare presidi, a un concorso
nazionale.
Un concorso nazionale è un concorso che viene tarato su tutte le
regioni italiane, quindi c'è una graduatoria unica nazionale e noi
grazie alla preparazione di queste persone ci troviamo tante
persone che vengono dalla Sicilia e che sono andate fuori. Bene,
tra tutte queste persone ci sono circa 150 presidi che sono fuori
regione.
L'ufficio scolastico regionale è una cosa con la quale io mi
confronto serenamente col dott. Pierro, nonostante non è una
competenza che appartiene a me, avrebbe potuto attivare una
procedura per il rientro delle persone che prevedeva un rientro del
60 per cento delle persone da attingere sul bacino delle reggenze,
che attualmente sono 130.
Ora io lo voglio dire, sembra strano quello che vi sto per dire ma
voglio ringraziare il dott. Pierro che non ha attivato questo
percorso, perché alla luce della legge nazionale, ecco
l'interrogazione 302, su cui l'onorevole Venezia si è dichiarato
insoddisfatto, pure io cerco di lavorare con tutti i sistemi che ho
e che mi consente il mio ruolo di costruire un meccanismo per
garantire ai presidi siciliani di potere rientrare, ma io al pari
dell'onorevole Venezia devo rispettare la legge e la legge ha
previsto che c'è un dimensionamento con numeri più alti rispetto ai
precedenti di tal che il rientro del 60 per cento del bacino di 150
persone, nonostante ci fossero 130 reggenze assegnate, pari a 90
persone, avrebbe comunque determinato l'effetto di garantire, per
pochi mesi, queste persone, perché poi sarebbero diventati perdenti
posto alla luce dei nuovi accorpamenti.
Accorpamenti che ancora non sono stati fatti sui quali io mi
impegno, fino all'ultima goccia di sangue, a resistere o a
condividere con lo Stato una procedura che possa garantire numeri
diversi, anche in relazione, non alla necessità del preside di
tornare - per amor di Dio legittima - però sempre una necessità
personale, a garantire i servizi in alcuni territori disagiati, o
particolarmente disagiati, su cui una negoziazione con lo Stato
potrebbe portare anche a rivedere i numeri. Ma questo è tutto un
processo in divenire su cui il disegno di legge che il PD sta
presentando io lo vedo di buon occhio, ma io le leggi le devo
rispettare.
Quindi, non potevo fare niente, non potevo fare di più e non posso
che prendere atto del comportamento del dirigente dell'ufficio
scolastico regionale che avrebbe costruito un meccanismo che poi
diventava infruttuoso. Così come voglio ringraziare tutti i
parlamentari della coalizione di centrodestra, in particolare
quelli di Fratelli d'Italia, che su un problema che riguardano 28
presidenze sono intervenuti presso il Parlamento nazionale in una
modifica legislativa che permetterà di recuperare un problema
tecnico che si era verificato. Grazie.
PRESIDENTE. Risponde lei, onorevole Burtone? Assessore, solo per
ricordarle che lei fa con merito da tempo l'assessore, però sono le
interrogazioni che possono essere con risposta scritta mentre le
interpellanze sono solo con risposta, però lei è da tempo che fa
l'Assessore, quindi, capisco.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, la ringrazio. Io mi scuso con tutti, ma è da tempo che
non sono interrogato.
PRESIDENTE. E lo capisco. Prego, onorevole Burtone.
BURTONE. Presidente, io ho seguito la risposta dell'Assessore,
prendiamo atto dell'impegno personale, però ci sono delle questioni
che non ci convincono molto, Assessore. Intanto, partiamo dal dato,
il collega Venezia insieme alle colleghe Chinnici e Saverino hanno
fatto una attenta analisi della situazione che abbiamo nel nostro
territorio e lei sa che le scuole cosiddette 'accorpate' con una
dirigenza sono parecchie in Sicilia, 150 e, quindi, parliamo su una
platea di quasi 820, 850, scuole, quindi un dato estremamente
preoccupante.
Sono scuole che hanno grandi difficoltà perché lei sa la direzione
scolastica dà guida con la stessa presenza. Ora, quando un
dirigente scolastico ha una scuola come titolarità e poi si deve
occupare anche di altre due scuole, non può dare un apporto
significativo, impulsivo, soprattutto nelle scuole dove ha la
reggenza. Ora la legge, giustamente, lei dice avrebbe permesso di
avere un contingente sul 60 per cento di queste scuole che non
hanno dirigenza, invece quest'anno sono state attivate soltanto il
22 per cento del contingente e lei ha dato una spiegazione, per il
futuro si prevedono ulteriori accorpamenti.
Ecco perché, assessore, noi la leghiamo la sua risposta a un
discorso che abbiamo fatto proprio ieri da questo podio, l'ho fatto
io personalmente. Il Presidente della Regione è andato in
Conferenza Stato-Regioni a dire che è d'accordo al dimensionamento
a novecento studenti. Questo significa che non solo noi avremo le
reggenze già definite in Sicilia ma ne aggiungeremo altre cento.
Non solo, ma perderemo dirigenti amministrativi, perderemo circa
cinquecento posti ATA. La Sicilia, quindi, avrebbe questo ulteriore
dato negativo da aggiungere al 20 per cento, quasi, della
dispersione scolastica e al 13 per cento degli studenti che
utilizzano le mense scolastiche.
Allora, assessore, lei ha detto 'io mi impegnerò' e noi abbiamo
fiducia nella sua attività. Lei ha detto che farà il possibile. Il
possibile significa questo, venire in Aula da parte del Presidente
e venire a spiegare perché ha detto sì. Non hanno detto non
soltanto le regioni guidate dal centrosinistra, hanno detto no
anche la Sardegna, ha detto no anche l'Abruzzo che hanno una
configurazione politica uguale a quella del Governo regionale.
Quindi, ci chiediamo: perché questa subalternità ad un Governo
nazionale che intende fare un dimensionamento che non garantirà il
diritto allo studio in alcune aree, in particolare quelle delle
interne; perché lei sa che le aree interne hanno comunque un
declino demografico, quindi sono già condannate ad un
dimensionamento e a perdere tante titolarità.
Lei è fiducioso, io mi auguro che la sua fiducia possa rispondere
poi alla concretezza. Ci limitiamo a dire che nella discussione,
speriamo presto, in Aula sulla legge-voto promossa dal Partito
Democratico ci possa essere un confronto e si possa dire al Governo
nazionale al Parlamento nazionale che quella norma è una norma che
non garantisce il diritto allo studio; il diritto allo studio per
noi è fondamentale perché è il vero elemento di riscatto della
nostra terra.
PRESIDENTE. Quindi, come si dichiara, onorevole Burtone?
BURTONE. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto. Va bene, Assessore, andiamo
avanti con l'interpellanza caso mai le risponde nell'altra
interpellanza. Facciamo l'ultima interpellanza. Assessore, ora le
do la parola, passiamo all'interpellanza n. 17 così eventualmente
se deve fare la precisazione la fa e risponde all'interpellanza 17
Scorrimento della graduatoria, ai fini del finanziamento, delle
proposte progettuali ammesse a finanziamento afferenti all'Avviso
pubblico n. 8/2016 riguardante la 'Realizzazione di percorsi
formativi di qualificazione mirati al rafforzamento
dell'occupabilità in Sicilia - Programma Operativo della Regione
Siciliana - Fondo sociale europeo 2014-2020' , a firma
dell'onorevole Geraci ed altri. Prego, Assessore.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo argomento credo che
meriti molta attenzione - ecco non la vedevo, vedevo l'onorevole
Ferrara che è il Presidente della V Commissione con il quale mi
confronto e mi raccordo, vuole prima, non ho capito, sì lei sta
facendo una scena come dire da ripresa televisiva per intestarsi
PRESIDENTE. Aspettiamo la risposta dell'Assessore, poi risponderà
onorevole Geraci.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di trattare per
ultimo le interpellanze perché sapevo, che sull'argomento che
stiamo per trattare vi è molta attenzione da parte di tutto il
Parlamento che, nelle sue articolazioni e nelle sue sfumature anche
dell'area geografica politica, rappresenta interessi diversi.
Ora lungi da me, onorevole Grasso posso chiedere una cortesia su
questo punto vorrei che ci fosse un poco di attenzione, sa perché?
Perché io sono uno che conosce bene questo argomento lo conosco
perché ne ho sentito parlare in quest'Aula e mi sono intestato in
quest'Aula battaglie fin dal 1998 e oggi essere visto o dipinto
come uno che blocca il sistema, chiaramente, non può essere
accettato ma poiché il mio ruolo è quello di assessore della
Regione e voglio dire e ribadire che ho perfettamente concordato
una strategia di innovazione della formazione professionale con il
Presidente della Regione, al quale ho mandato le note che ora vi
illustrerò e che sono depositate da tempo, chiaramente io credo che
su questo punto ci sia grande interesse, allora l'Aula in maniera
bipartita mi chiede lo scorrimento dell'Avviso 8 e io non ho
nessuna difficoltà a dire che non ho nulla in contrario allo
scorrimento dell'Avviso 8.
E' vero c'è stato un confronto con il Presidente della Regione,
confronto istituzionalmente corretto è un suo dovere intervenire
con tutte le forze sindacali e noi ci siamo attivati e il
Presidente si è impegnato per lo scorrimento dell'Avviso, però
dobbiamo essere chiari, lo scorrimento dell'Avviso 8, onorevole
Laccoto, è l'ultima promanazione della legge 24 del 1976, ancorata
ad un parametro antico che ha visto nella Regione siciliana
l'impegno di una serie di risorse, fiumi di denari che miravano a
finanziare l'offerta, miravano a finanziare l'offerta e non anche
la domanda.
Miravano a finanziare l'offerta significa che la Regione
pubblicava un bando e questo bando era finalizzato all'attivazione
di alcuni percorsi e i percorsi che venivano attivati erano dei
percorsi su cui gli enti di formazione, liberamente, decidevano
cosa finanziare.
Vi faccio un esempio: la Regione siciliana si è preoccupata di
pubblicare due diversi bandi l'Avviso 8 e l'Avviso 33. Tutti avete
sentito parlare dell'Avviso 33. E' inutile che io ricordi a
quest'Aula che sull'Avviso 8, onorevole Presidente, sono state
impiegate 136 milioni di risorse.
Su queste risorse, onorevole Laccoto mi aiuti, lei è un profondo
conoscitore della materia. Sull'Avviso 8, io, non il Presidente
Schifani o l'assessore Turano, no, l'Assemblea regionale si gioca
una grande partita e io questa partita non la voglio giocare da
solo, la voglio giocare con voi perché è giusto che sappiamo come
stanno le cose.
Sull'Avviso 8 che cubava a 136 milioni di Euro finora la spesa
attivata è stata pari a 76 milioni di euro e di questi 76 milioni
di euro, 63 milioni di euro sono stati già erogati, quindi io sono
in torto nel non avere pagato i 13 milioni che vanno pagati e con
il collega Falcone, appena si riaprono le linee del bilancio,
saremo nelle condizioni in maniera rapidissima di pagare i 13
milioni.
Però, va detto che la somma finanziata e decretata è pari a 136
milioni, mancano ancora rendicontazioni per 58 milioni di euro e il
programma dell'Avviso 8 va chiuso entro il 31.12 del 2023. Ecco
perché ci siamo preoccupati di capire come finanziare un eventuale,
anzi uno scorrimento perché l'impegno che è stato preso sarà
mantenuto, ma non lo possiamo finanziare con i fondi del programma
comunitario perché sappiamo che i progetti che andremmo a
finanziare hanno una scadenza anche biennale.
Quindi, dovremmo costringere enti a fare un'attività che non
possono fare. Ma non la potevano fare neanche prima
dell'insediamento del Presidente Schifani. Questa è la verità. E la
verità, onorevole La Vardera mi aiuti, perché noi in Commissione
parlamentare abbiamo parlato, la verità è che se noi sulla
formazione non cambiamo approccio non possiamo raggiungere gli
obiettivi di fare una formazione performante se l'Avviso 8 che dà
un indice di occupabilità inferiore al 10% cuba 136 milioni e
l'Avviso 33 che invece finanzia le persone che lavorano nelle
aziende cuba 9 milioni 800 mila euro e dà un indice di occupabilità
che va dal 94% al 100% nonostante nel bando fosse previsto il
rispetto soltanto del 25% delle assunzioni io mi devo porre il
problema di capire come intervenire.
Allora, vi faccio un esempio su tutti. E' chiaro, è chiaro, è
chiaro che non parlo a vanvera ed è chiaro che ho studiato ed è
quello che vi sto per dire onorevole Chinnici, quello che vi sto
per dire vale per la formazione in generale, in tutte le sue
articolazioni, quindi anche per l'OIFP. Benissimo, il Ministero
della Pubblica istruzione riconosce sull'attivazione delle
qualifiche dell'OIFP, che è una cosa diversa dall'Avviso 8, ma in
termini di formazione speculare all'Avviso 8 perché mira a formare,
questa volta, discenti che è in obbligo scolastico.
Noi abbiamo il dovere di garantire e di intervenire rispetto a
categorie diverse di inoccupati o disoccupati o disoccupati di
lunga durata che vengono finanziati dall'Avviso 8. Dicevo che il
Ministero riconosce 26 qualifiche. Bene, di queste 26 qualifiche in
Sicilia risultano attivate soltanto 10 qualifiche e delle 10
qualifiche attivate non vi è una distribuzione territoriale.
Ragazzi, sto parlando di numeri, non sono cose difficili, e su
questo io il confronto penso di poterlo fare con tutti e allora vi
faccio vedere così le aree geografiche perché, figuriamoci se
Turano può accettare mai il principio di non avere un confronto
sereno con le categorie sociali, con le forze datoriali e anche con
il Parlamento.
Io voglio costruire un meccanismo calmierato che permette di
passare da un sistema all'altro senza fare vittime, ma non mi
presto a fare un'attività che mantiene un sistema che non produce
gli effetti che la formazione deve produrre. Si passa, questa
volta, dall'offerta alla domanda e, finora, se non si è fatto è
colpa della Regione perché la Regione non ha fatto un'attività
programmatoria, la Regione si è limitata a dire faccio un avviso
di 150 milioni di euro e gli enti hanno fatto quello che hanno
voluto. Si sono presentati con proposte tutte nobili ma
disconnesse, senza un principio, senza una logica, senza
un'articolazione, senza una distribuzione territoriale.
Io non ho nulla da rimproverare o da rimproverarmi e quando parlo
di me parlo della classe politica, ecco perché lo voglio costruire
con voi. Mi chiedete di fare lo scorrimento dell'Avviso 8 e lo
faremo, ma aiutatemi a passare da un sistema all'altro, altrimenti,
ragazzi, continuiamo così.
Questa è la distribuzione degli operatori del benessere, anzi
prima di farvi vedere questa tabella ho il dovere di dirvi che
sull'Avviso 8 immagino che se vi chiedo: quali sono i settori
trainanti in Sicilia? L'artigianato? La meccanica? Il commercio? O
le nuove professioni dell'energia? Bene, su 193 corsi finanziati,
noi abbiamo solo tre corsi che riguardano l'artigianato, 5 che
riguardano la meccanica, 7 che riguardano il commercio. Tutto il
resto sapete cos'è? Servizi alla persona e questa è la mappa.
Questa è la mappa, onorevoli colleghi. Perché ci sono 207 corsi
attivati per operatori del benessere. Cambiamo pagina: 60 corsi
attivati per operatori della ristorazione. Cambiamo pagina: sempre
delle 10 qualifiche attivate, 38 corsi per riparazioni dei veicoli
a motore. E sapete qual è l'emergenza? Che a Siracusa non servono,
perché non hanno attivato nessun corso. Gli operatori elettrici,
invece, non servono a Trapani perché non c'è nessun corso. Gli
operatori informatici, invece, non servono a Messina, a Ragusa e ad
Agrigento. Gli operatori delle produzioni elementari non servono a
Catania, non servono a Messina, non servono a Siracusa. I
meccanici, invece, signor Presidente - questi sono atti che posso
depositare -, non servono a Messina, a Siracusa, a Ragusa, a
Catania e a Trapani. Gli operatori termoidraulici, che sono sempre
una delle 10 qualifiche già attivate, non servono a Trapani,
Palermo, Agrigento, Siracusa e Messina.
Non dico le qualifiche minori: operatori grafici, no, operatori
grafici non è una qualifica minore guardate qua la mappa non
serve in mezza Sicilia. Gli operatori dei metalli preziosi non
servono in nessuna parte della Sicilia e stiamo parlando delle 10
qualifiche attivate. Andiamo ora alle 16 qualifiche non attivate e
ripeto, ripeto, voglio essere chiaro, nessuno sta muovendo
un'accusa agli enti di formazione, che legittimamente, in mancanza
di indicazioni, hanno fatto come hanno potuto e forse nel modo
migliore.
Vogliamo parlare dei carpentieri, degli installatori di infissi e
serramenta, degli installatori di impianti di isolamento, dei
muratori in pietra? Il PNRR ci dà le risorse e la Comunità
Economica Europea ci impone di intervenire
(Brusìo in Aula)
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Ehi Stiamo parlando dell'argomento più importante
CATANZARO. Ehi a chi Sta facendo un monologo Si rivolga alla
Presidenza, che sta facendo un monologo
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo scusa, onorevole Catanzaro, chiedo scusa
PRESIDENTE. Assessore, onorevole Catanzaro.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevole Catanzaro, lei mi ha interrogato, le chiedo scusa, le
chiedo scusa, se lei non è interessato
PRESIDENTE. Assessore, si rivolga a me.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Perché resti agli atti, io chiedo scusa all'onorevole Catanzaro,
sono stato infelice nell'espressione.
PRESIDENTE. Va bene, Assessore.
TURANO assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Però, considerare un monologo quello che sto dicendo io va bene,
se volete mi fermo.
Io, signor Presidente, mi devo porre il problema di come stiamo
cercando di accedere al vostro aiuto, di cambiare la formazione. E'
mai possibile che l'indagine Explorer ci dice che servono una serie
di qualifiche che non vengono attivate? I carpentieri non vengono
attivati, i meccanici non vengono attivati, gli elettricisti non
vengono attivati.
Ecco perché io chiedo che su questa impostazione, nella spesa, non
decidendo di non fare più i corsi per le qualifiche non
performanti, perché non è facile intervenire dall'oggi al domani,
ma costruire un meccanismo calmierato per cui si passi da un
sistema all'altro, potenziando le qualifiche che servono e non mi
sono affidato a un'indagine di un mio amico, ho soltanto chiesto
all'indagine fornita dalle Camere di Commercio, con l'indagine
Explorer, quali sono i fabbisogni reali e in prospettiva. Se
servono settemila carpentieri e nel triennio ne servono
ventiquattromila noi dobbiamo porci questo problema.
Ecco perché io rispondo serenamente che noi faremo di tutto per lo
scorrimento dell'Avviso 8, trovando la dotazione finanziaria con le
coperture legittime che svincola gli enti dalla tagliola del 31
dicembre 2023, il che significa che dobbiamo riprogrammare le
risorse comunitarie del POC, ma voglio dire pure che i prossimi
bandi che non devono contenere perché voglio essere chiaro, noi
come Regione siamo in ritardo e non è Mimmo Turano in ritardo.
Se sulla rendicontazione abbiamo perso anni di tempo non è perché
Turano non sa fare l'Assessore o perché il precedente non ha saputo
fare o perché quello ancora Ci sono ritardi atavici che sulle
rendicontazioni impiegano mesi, mesi e mesi, anni, forse decenni.
Abbiamo fatto l'Ufficio speciale e nell'Ufficio speciale si è
proceduto a fare un'articolazione della semplificazione delle
rendicontazioni.
Onorevole Geraci, sa che cosa sto cercando di costruire nei
prossimi bandi? Sto pensando di mettere un meccanismo che prevede
di dare un'anticipazione pari al settanta per cento e anche più se
mi viene chiesto e di disporre con una norma che la rendicontazione
del venti per cento va fatta entro sei mesi dalla chiusura del
progetto, pena la revoca, perché va detto che tanti enti non hanno
fatto la rendicontazione del venti per cento perché hanno incassato
l'ottanta per cento.
Ecco quello che dobbiamo fare; questa è la riforma che dobbiamo
fare. Io ripeto, siccome ho chiuso con l'impegno dello scorrimento
dell'Avviso 8, l'aiuto che chiedo all'Aula, perché già il
Presidente della Regione condivide questa impostazione di una
riforma del settore che premi la domanda piuttosto che l'offerta.
In chiusura, volevo di nuovo chiedere scusa all'onorevole
Catanzaro, al quale chiaramente non volevo mancare di rispetto, non
per il ruolo che ha di deputato, di Presidente di Gruppo
parlamentare, no, perché è un amico mio e io non manco di rispetto
a nessuno figuriamoci agli amici miei. Grazie, onorevole Catanzaro.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, magari, deposita la documentazione
che ci stava leggendo. Se la deposita così poi la rendiamo. Grazie,
Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Geraci per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io,
prima di dichiararmi, volevo fare delle considerazioni. Intanto,
non ho capito se questo scorrimento avverrà, avviene; questo ancora
non ci è dato sapere, però, su una cosa volevo puntare il dito,
cioè, perché dal ragionamento che ha fatto l'onorevole Turano si
tende a criminalizzare gli istituti di formazione, allora noi,
attenzione, agli istituti di formazione, se la Regione dice di
formare carpentieri, elettricisti, gli istituti di formazione hanno
organizzazione, sono delle strutture organizzate per formare
qualsiasi personale, quindi, quando diciamo che dobbiamo cambiare
il sistema e li abbiamo ricevuti in audizione in V Commissione, e
sono venuti e lei non c'era, c'era il dottore Pirillo, allora,
questo sistema di formazione con chi è il no out della formazione,
con chi lo vuole fare? Cioè, voi ve la cantate e voi ve la suonate
E poi si viene qua in Aula a criminalizzare quel mondo, dove
l'Avviso 8 rappresenta la chiusura di un percorso, dove ci sono
persone che sono in Naspi, dove c'è un mondo in crisi e noi come
politica dobbiamo dare una risposta. Non si può liquidare dicendo
che il problema della formazione sono gli enti di formazione. E' un
discorso che non accetto completamente, non accetto completamente,
perché chi era al Governo nella passata legislatura siete stati
voi, quindi, quando si tende a criminalizzare qualcosa, un sistema,
io dico che la ragione e il torto non stanno sempre da una parte,
allora, dobbiamo vivere un periodo transitorio? Va bene, l'Aula, la
Commissione, il Governo, gli Enti, ci dobbiamo sedere attorno a un
tavolo e programmare le cose per bene, facendo gli interessi della
Sicilia. Così, invece, lo scarica barile di dire sulla formazione
la colpa è interamente sugli enti formatori io non ci sto, io non
ci sto.
Allora, dopo di che, ancora oggi, non so se questo scorrimento
avverrà entro fine anno, quando avverrà, perché non è stato chiaro,
non è stato chiaro e, quindi, non posso essere non parzialmente
soddisfatto , sono totalmente insoddisfatto perché mi aspetto dal
Governo che dica una data, perché riprogrammare risorse per altri
bandi significa perdere un altro anno e là c'è un altro problema,
c'è un problema anche di DURC, dove le aziende, quindi, gli enti di
formazione per mancanza di pagamenti sono incorsi in DURC
irregolari e quando hanno il DURC irregolare la Regione non può
pagare, quindi, questo sistema, se lo vogliamo migliorare, lo
dobbiamo migliorare assieme ma mettendoci in discussione, non
puntando il dito, perché viene facile puntare del dito su un
settore a pezzi. E la parte più debole di questo settore sono
proprio gli enti di formazione, quindi, rivediamo quando facciamo
le affermazioni perché è troppo facile sedersi sulla sedia e fare
il saccente come se lei, assessore, è nuovo e novello e, quindi,
sta affrontando ora questo problema.
Non ci sto a queste cose. Lei ha fatto parte almeno delle ultime
tre legislature, è stato un assessore e, quindi, questo discorso
come gliel'ho detto io in Commissione glielo ripeto qua in Aula:
quando vogliamo fare le cose le dobbiamo fare partendo da un
presupposto, di coinvolgere tutti, di sentire tutti e poi di fare
la scelta migliore, non di fare la sua scelta, perché possibilmente
la scelta che vuole fare il Governo o l'assessore non è la migliore
scelta; se, invece, la confrontiamo con gli attori, con
l'Assemblea, con la Commissione, forse faremo un servizio, ed esce
fuori una proposta anche di transizione, come lei diceva, come la
chiamava? Calmierare, passare da un sistema all'altro? Io lo chiamo
passare da un sistema all'altro, lo chiamo transizione, si passa da
un sistema all'altro.
Per me, se quel nuovo si dimostrerà di performare meglio, va bene,
ma non criminalizziamo gli enti. Agli enti dobbiamo dire quello che
bisogna fare, e gli enti sono nelle condizioni di formare personale
che noi richiediamo. Gli enti non sono affezionati a formare quel
tipo di personale. Gli enti fanno il loro know how e formazione. E
la maggior parte degli enti, anzi la totalità degli enti hanno
dimostrato, secondo dei bandi che fate voi e, quindi, per essere in
quella graduatoria, per essere riconosciuti come enti, hanno dei
requisiti, sia economici che organizzativi, che la Regione ha
attestato, ha asseverato. Questo è quello che risulta. Se poi ci
sono altre regole, gli enti si adegueranno ad altre regole, perché
le regole del gioco, fino ad ora, le fa la politica. Ma se noi
dobbiamo criminalizzare gli enti che hanno seguito le regole del
gioco, io non ci sto.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Geraci, che si dichiara
insoddisfatto.
Assessore, il tema, ovviamente, è un tema importante. Tra l'altro,
io capisco anche l'attenzione da parte dei colleghi, perché,
comunque, ci sono state dichiarazioni stampa diverse da parte,
diciamo, del Presidente e del Governo.
Io ho capito, però, e rispondo anche all'onorevole Geraci, che
l'Assessore è disponibile allo scorrimento. Io ho ascoltato questo.
Non ho ben capito il discorso delle risorse, però, mi pare che c'è
l'impegno da parte dell'Assessore sullo scorrimento.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se vuole qualche altro minuto e poi
chiudiamo.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, lo spiego meglio. L'onorevole Geraci è un uomo
intelligente.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E poi vuole parlare lei. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Allora, replico dopo?
PRESIDENTE. No, però, un attimo, onorevole, non c'è il dibattito
sull'interpellanza. Se c'è una precisazione, così facciamo
concludere l'Assessore velocemente e andiamo avanti perché abbiamo
completato la rubrica.
CATANZARO. Signor Presidente, era per una precisazione,
considerando che l'Assessore e compagno, anzi amico, Turano, mi
aveva, come dire, citato nel suo intervento, anche perché
l'argomento, che è quello dell'Avviso 8, mi sembra che tutti
abbiamo, in egual modo, in queste settimane, un attimo, siamo
intervenuti. Addirittura, noi, come Partito Democratico, abbiamo
presentato una mozione che all'assessore Turano, spero gli Uffici,
già abbiano dato, proprio perché ritengo che, intanto, io ho capito
che l'assessore Turano ha parlato dello scorrimento sui 40 milioni
di euro dell'Avviso 8, e questo è un fatto positivo perché noi
siamo usciti il lunedì, e poi il mercoledì, c'è stata una riunione
con il Presidente della Regione e con gli enti di formazione e
l'assessore presente a questa riunione.
E l'altra cosa che mi fa enorme piacere, perché è in linea con
quello che noi abbiamo detto come Partito Democratico nella
mozione, Assessore Turano, è proprio quella di istituire un tavolo,
se ho capito bene, lei con tutti i dati statistici che oggi ha
portato in Aula, suppongo che sia disponibile e disposto a sedersi
attorno ad un tavolo, per mettere su una nuova legge di riforma
sulla formazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Assessore, se riusciamo a fare sintesi. Così va bene.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Certo. Volevo ringraziare i colleghi che mi hanno ascoltato e i
colleghi che sono intervenuti. All'onorevole Geraci dico che è un
uomo, lei, intelligente. Lei sa che io non ho detto che sono contro
gli enti di formazione. Onorevole Geraci, io l'ho ascoltata. Lei sa
pure che quello che io ho detto, e non è il Vangelo mi creda, nasce
da un sano confronto con tutte le forze datoriali e sindacali. Ed è
fin troppo chiaro che dobbiamo costruire un meccanismo che sia più
performante possibile - transazione o attività calmierata, la
definisca come vuole - ma non dica che io sono contro gli enti di
formazione, che sto bloccando il sistema. Perché il sistema, oggi,
è impantanato per l'importo di tredici milioni di euro, voglio
essere chiaro, voglio essere chiaro, così abbiamo la certezza di
non sbagliare con i numeri. Sull'Avviso 8 abbiamo fatto decreti per
134.155.000,15. Sono state rendicontate risorse per 76.171.178.
Abbiamo disposto erogazioni per 62.972.000 di euro, quindi, siamo
in difetto di 13 milioni di euro, anzi 13.199.000. Gli enti ancora
devono...
PRESIDENTE. Assessore, facciamo così, questa documentazione, se
lei già ci ha detto che la deposita, io chiuderei qui, perché
abbiamo già...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Certo, sì, però, mi faccia dire una cosa all'onorevole Catanzaro.
PRESIDENTE. Abbiamo già dibattuto abbastanza.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
L'onorevole Catanzaro ha indicato una cifra di 40 milioni di euro
che io non ho detto, perché non sono oggi nelle condizioni di dire
se saranno di più o saranno di meno. Ci sarà lo scorrimento
dell'Avviso 8.
PRESIDENTE. Assessore, va bene, anche perché l'onorevole Geraci si
è dichiarato insoddisfatto, quindi, comunque, non cambia parere.
Abbiamo finito, grazie, Assessore, abbiamo finito con la Rubrica.
Ora, colleghi, io vorrei verificare se ci sono le condizioni per
andare avanti e votare un disegno di legge. Io vorrei sospendere,
sospendere un attimo, cinque minuti, e parlare un attimo con voi
per capire se ci sono le condizioni.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Geraci)
PRESIDENTE. La trasforma in mozione. Va bene.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, semplicemente, da due mesi
circa abbiamo all'ordine del giorno tutta una serie di debiti fuori
bilancio che vengono rinviati di seduta in seduta e, ora, siccome,
diciamo, a me non piace e non mi piaceva neanche quando facevo
parte della Commissione Bilancio, che questi debiti messi in ordine
del giorno senza che mai né si trattino, né vengano messi in
discussione, né abbiamo possibilità di farlo, prego la Presidenza e
ovviamente anche gli Uffici che o si mettono al voto, vengono
approvati o bocciati, oppure, visto che sono la lettera a), quindi,
diciamo, non vengono neanche da sentenza, ma devono essere messi al
voto dell'Aula, oppure che vengano tolti dall'ordine del giorno,
perché non manca certamente per il Gruppo parlamentare che
rappresentiamo metterli in votazione, ma manca per la maggioranza
di quest'Aula, che li ha fatti arrivare dalla Commissione Bilancio
in Aula. Qualcuno, però, si deve prendere pure la responsabilità di
approvarli o di bocciarli, perché, onestamente, tenerli più di due
mesi all'ordine del giorno senza nemmeno essere trattati ritengo
che non sia assolutamente utile e, ripeto, non è certamente
responsabilità delle opposizioni, ma evidentemente la maggioranza o
non li vuole votare oppure non sa cosa fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per qualche minuto per capire
se ci sono le condizioni per votare un disegno di legge oggi
stesso.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 16.27)
La seduta è ripresa.
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, un attimo, in Aula sta intervenendo la collega
Chinnici, così vediamo di andare avanti e vediamo di procedere
anche con la votazione di un disegno di legge.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce anche
di tutto quello che abbiamo ascoltato, oggi, con puntualità,
dall'assessore Turano, ricordo, appunto, come aveva già detto prima
l'onorevole Venezia che, come V Commissione, abbiamo approvato,
all'unanimità, quindi da parte di tutte le forze politiche e con il
parere favorevole dell'assessore Turano, che ringrazio per
l'attenzione, il disegno di legge voto contro il dimensionamento
scolastico.
Siccome credo che sia importante che dalla Sicilia unita venga una
risposta forte contro questa iattura del dimensionamento scolastico
che, ricordo, fissa 961 alunni l'autonomia delle scuole.
961 alunni significa che oltre 110 scuole in Sicilia perderanno
l'autonomia. Parliamo di scuole delle zone montane, delle zone
interne, delle zone con alto tasso di dispersione scolastica.
Quindi, chiedo che, con urgenza, signor Presidente, onorevoli
colleghi grazie per l'attenzione, credo che sarebbe un gesto
importante se tutta l'Aula, all'unanimità, facesse arrivare a Roma
questo disegno di legge voto che blocca il dimensionamento
scolastico almeno nelle zone interne montane ripristinando i canoni
che c'erano prima, perché sarebbe una perdita gravissima di
ulteriori dirigenze scolastiche per i prossimi anni, a partire al
2024.
Noi abbiamo questo potere di esprimerci con un disegno di legge
voto da fare arrivare a Roma, subito, però, perché entro il 30
giugno si deciderà tutto.
Quindi, ringrazio la V Commissione, il Presidente Ferrara, i
colleghi tutti, che insieme all'onorevole Saverino, ci hanno fatto
votare all'unanimità e approvare all'unanimità il voto, ripeto, col
parere favorevole della Giunta di Governo e dell'Assessore, quindi,
chiedo la calendarizzazione, se è possibile, di questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io procederei in questo modo se
siamo d'accordo e poi sentiamo il Governo; c'è il Vicepresidente
della Regione così sentiamo pure il Governo, visto che i Capigruppo
sono d'accordo su questo iter. Noi adesso proseguiamo con la
votazione del disegno di legge n. 303/A "Disposizioni per
l'attribuzione della qualifica dirigenziale al personale medico
delle Aziende ospedaliere universitarie della Regione siciliana",
il Governo se mi dà l'ok sul disegno di legge di cui ha parlato
l'onorevole Chinnici sul dimensionamento scolastico e c'è l'ok
anche dei Capigruppo martedì lo possiamo mettere all'ordine del
giorno.
GERACI. La Conferenza delle Regioni, la ratifica, siamo rimasti
l'unica Regione
PRESIDENTE. Quindi se il Governo, se il Vicepresidente Sammartino
mi dà l'ok su questa cosa, altrimenti convoco una Conferenza dei
Capigruppo in merito.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, si tratta di un disegno di legge voto.
PRESIDENTE. E' un disegno di legge voto.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Quando sarà calendarizzato?
PRESIDENTE. Martedì prossimo. Allora, martedì mettiamo all'ordine
del giorno il disegno di legge voto di cui ha parlato l'onorevole
Chinnici e poi daremo termine per la presentazione degli
emendamenti martedì stesso e si voterà mercoledì e inizierei con la
trattazione del disegno di legge numero 303.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
l'attribuzione della qualifica dirigenziale al personale medico
delle Aziende ospedaliere universitarie della Regione siciliana»
(n. 303/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per l'attribuzione della qualifica dirigenziale al
personale medico delle Aziende ospedaliere universitarie della
Regione siciliana» (n. 303/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, com'è noto questo disegno di legge - che è stato
approvato sia in Commissione Salute sia in Commissione Bilancio -
prevede dopo tanto tempo un atto di giustizia verso coloro che
hanno esercitato difatti la funzione di dirigente medico e che per
un errore praticamente della 507, che non ha trasferito le stesse
funzioni, quando si è trattato di trasferire da parte delle
Università agli Asp Policlinico, cioè alle aziende Policlinico, non
è stato praticamente scritto che questi erano dirigenti medici.
La situazione, chiaramente, crea alcuni problemi perché quelli che
di fatto hanno per tanto tempo esercitato le funzioni di
anestesisti, di vice primario, chi è stato responsabile di
struttura semplice, chi non è stato responsabile nei Pronto
Soccorso etc. in queste condizioni si trovano in forte difficoltà,
perché anche nelle funzioni che esercitano ai fini assicurativi o
altri incidenti possono avere sicuramente grossi problemi.
Mi sono permesso, oltre al disegno di legge, anche su richiesta di
un Gruppo parlamentare, di aggiungere alla dirigenza medica anche
il personale sanitario, per cui il disegno di legge così emendato è
così "Al fine di salvaguardare la continuità assistenziale
garantita da personale medico e sanitario con elevata
professionalità e del comparto universitario le aziende ospedaliere
universitarie nella regione siciliana sono autorizzate ad avviare,
nell'ambito delle risorse attribuite, le necessarie procedure
selettive interne per l'attribuzione della qualifica dirigenziale
al suddetto personale già in servizio presso le medesime Aziende
ospedaliere universitarie". Naturalmente l'articolo due prevede che
"Sono fatti salvi i diritti relativi al trattamento giuridico ed
economico precedentemente maturati. Dalla presente legge non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Le
amministrazioni interessate provvedono all'attuazione nelle
disposizioni di cui alla presente legge, nei limiti delle risorse
umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nella
Regione siciliana, entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione . Dopodiché, su questo c'è il parere, naturalmente,
favorevole del Governo che è stato già espresso in Commissione e
che ripeterà qui in Aula.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
303/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge n.
303/A.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni per l'attribuzione della qualifica al personale
medico delle
Aziende ospedaliere universitarie della Regione Siciliana
1. Al fine di salvaguardare la continuità assistenziale garantita
dal personale medico direttivo con elevata professionalità ( E.P. )
del comparto universitario, le Aziende ospedaliere universitarie
della Regione siciliana sono autorizzate ad avviare, nell'ambito
delle risorse attribuite, le necessarie procedure selettive interne
per l'attribuzione della qualifica dirigenziale al suddetto
personale medico, già in servizio presso le medesime Aziende
ospedaliere universitarie.
2. Sono fatti salvi tutti i diritti relativi al trattamento
giuridico ed economico precedentemente maturati».
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
fuori sacco 1.4, dal Presidente della Commissione.
A questo punto, onorevole Assenza, lei ritira l'emendamento 1.2,
visto l'emendamento presentato dalla Commissione?
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io intervengo solo per preannunciare
che Fratelli d'Italia voterà favorevolmente al disegno di legge e
all'emendamento. Però, mi corre l'obbligo di evidenziare - come ho
già fatto personalmente col Presidente Laccoto - forti dubbi sulla
possibilità di questa Assemblea regionale, di questo Parlamento, di
intervenire legiferando su questa materia.
Per cui noi siamo assolutamente d'accordo sulla finalità che il
disegno di legge si prefigura e che tende sostanzialmente a rendere
giustizia a una situazione anomala che si perpetua da decenni.
Però, temo che stiamo strabordando oltre le nostre competenze, ce
ne assumiamo tutti le responsabilità e lo facciamo volentieri.
PRESIDENTE. Devo dire, è giusto avvalorare anche l'intervento del
collega Assenza, che comunque gli Uffici durante l'istruttoria
qualcosa hanno segnalato al riguardo però l'Aula è sovrana, quindi
andiamo avanti e pongo in votazione l'emendamento 1.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dalla presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.
2. Le Amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle
disposizioni di cui alla presente legge nei limiti delle risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale del disegno di legge.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, con questo disegno di legge stiamo
superando un problema tecnico. Io comprendo le perplessità che sono
state espresse, le rispetto, però noi abbiamo seguito un percorso
in Commissione, di ascoltare, intanto, i rappresentanti dei
lavoratori. C'è stato posto questo problema, è stato fatto un
ragionamento attorno a questa specificità che avremmo dovuto
superare per rendere giustizia a questo mondo che presentava questa
anomalia.
Poi abbiamo anche ascoltato le indicazioni dell'Assessorato, ciò
che è emerso dalla Commissione dal punto di vista tecnico e ci
siamo anche orientati a determinare una norma che fosse uguale per
tutta la Sicilia, perché inizialmente - lo ricorderanno i colleghi
- la attività sembrava orientata soltanto verso un'anomalia
presente nel Policlinico di Messina.
In verità c'erano anche altre strutture che presentavano queste
caratteristiche, quindi la Commissione si è determinata nel dare un
indirizzo di tipo generale. Speriamo, riteniamo, di aver fatto un
atto di giustizia a tutti i lavoratori interessati.
PRESIDENTE. Presidente Laccoto voleva precisare qualcosa e poi c'è
l'onorevole De Luca che ha chiesto di intervenire. Prego,
Presidente Laccoto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Ma guardi io
devo ringraziare, intanto, la Commissione tutta e l'Aula e tutti i
Gruppi parlamentari perché con questa legge si fa un atto di
giustizia rispetto ad una situazione che è paradossale.
Da oltre vent'anni vi sono dei medici che svolgono le funzioni di
dirigente medico e che praticamente non hanno oggi riconosciuta la
loro funzione; questo è un fatto grave anomalo che è avvenuto,
purtroppo, nella maggior parte solo presso i Poliginico di Messina
ne esistono altri quindici a Pollinico di Palermo ma la maggior
parte si tratta di 150, che senza di loro praticamente non avremmo
potuto dare assistenza e servizi ai malati.
Per quanto riguarda le perplessità, io spero, che a livello
nazionale ci sia la consapevolezza, che questo è un fatto di
giustizia, che intanto risolve un problema anche dal punto di vista
economico alla Regione siciliana.
Noi dobbiamo ricordare che questi I.P. sono stati pagati per oltre
vent'anni dalla Regione siciliana, come Servizio sanitario
regionale il che significa che sono stati riconosciuti già come
funzione di medici perché altrimenti dovevano essere pagati dalla
università, per questo io nel ringraziare tutta l'Aula chiedo che
finalmente possa essere messa fine a questo stato di ingiustizia.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo per
la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
303/A
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Movimento 5 Stelle ha qualche perplessità relativamente all'iter ma
sosterrà questo disegno di legge col proprio voto favorevole anche
perché vogliamo dare un segnale preciso e ai siciliani e al Governo
romano perché le condizioni dei nostri ospedali devono consentire
di attrarre medici di qualità e non invece creare le condizioni per
perderle.
Quindi, votando a favore di questo disegno di legge noi intendiamo
anche chiedere e invitare l'Assessore Volo, insieme al presidente
Schifani, ove ci fosse qualche perplessità romana nei confronti di
questo percorso a intervenire, anche normativamente come è stato
fatto per altre occasioni, anche meno importanti di questo, al fine
di creare una cornice normativa che consente a questa Regione le
sue aziende ospedaliere, in questo caso i policlinici universitari,
di non perdere ulteriori risorse a favore di altre regioni che
sarebbero, invece, ben felici di accogliere questi professionisti,
in quanto compito della politica, non è semplicemente fermarsi a
quello che è il quadro ma anche deve essere compito suo mutarlo per
renderlo più favorevole a quelle che sono le esigenze del
territorio.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, va bene ok.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
"Disposizioni per l'attribuzione della qualifica dirigenziale al
personale medico delle Aziende ospedaliere universitarie della
Regione siciliana". (n. 303/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge n. 303/A "Disposizioni per l'attribuzione della
qualifica dirigenziale al personale medico delle Aziende
ospedaliere universitarie della Regione siciliana".
Dichiaro aperta la votazione.
Ricordo che si vota col metodo che abbiamo utilizzato negli ultimi
mesi, anzi col metodo antico pre Covid, dovete tenere premuto fino
a quando non chiudiamo la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 42
Votanti 35
Maggioranza 18
Favorevoli 35
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Mettiamo a verbale il voto favorevole degli onorevoli Grasso,
Falcone, Gallo e Giambona.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, a questo punto rinvio la seduta a
martedì.
Ci sono degli interventi ai sensi dell'articolo 83. Hanno chiesto
di parlare l'onorevole Safina, l'onorevole Schillaci, l'onorevole
Burtone e Geraci.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.
(Brusìo in Aula)
Colleghi, un attimo che facciamo questi tre interventi.
SAFINA. Onorevoli colleghi, mi spiace.
Discussione del disegno di legge Ratifica, ai sensi dell'art.
117, 8 comma della Costituzione dell'Intesa tra le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano per l'istituzionalizzazione
della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome . (n.
332/A)
PRESIDENTE. Un attimo colleghi, Governo, se possiamo rimanere
cinque minuti perché diamo la parola ai tre colleghi. Dopodiché,
prima di dare la parola all'onorevole Safina, darei il termine per
la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 332/A a
venerdì prossimo alle ore 12.00, perché tanto è già inserito
all'ordine del giorno.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace ancora
una volta intervenire per segnalare come questo Governo si stia
contraddistinguendo per essere il Governo diciamo della
'propaganda' in perfetta continuità col Governo Musumeci del resto,
rivendicata sin dagli albori di questa Legislatura.
In questo caso, purtroppo, però la propaganda si fa sulla pelle
dei nostri lavoratori e sulla pelle delle famiglie perché è oramai
da mesi, è oramai da mesi che viene annunciata la sottoscrizione
del protocollo col Ministero del Lavoro per l'arrivo in Sicilia di
oltre 60 ispettori, ed è da mesi che questa convenzione non viene
firmata.
Nel frattempo in Sicilia ci sono stati 12 morti sul lavoro
prevalentemente nei cantieri edili e uno nell'agricoltura, 7 mila e
più infortuni, qualcuno direbbe, può dire, in calo rispetto al 2022
nei primi 4 mesi dell'anno ma 7 mila infortuni in Sicilia
rappresentano un trend del 10% in più rispetto alla media
nazionale, dunque diciamo che c'è poco da sorridere per questo
calo. Allora sia chiaro che in Sicilia, che è una terra che ha fame
di lavoro non si può morire di lavoro o sia chiaro che è
fondamentale che il Governo immediatamente intervenga e faccia
entrare in servizio questi 63, 65 quanti sono ispettori del lavoro
oppure il Governo avrà sulla coscienza ulteriori morti e avrà sulla
coscienza un'altra cosa, quello di mantenere in vita, io ricordo
che in questa, nella finanziaria che è stata poi impugnata dal
Governo nazionale c'era una misura, se non ricordo male 200 milioni
di euro, che doveva favorire le assunzioni nelle imprese siciliane.
Ebbene ma che senso ha a pensare a una norma del genere quando nel
frattempo si consente ad alcuni imprenditori definirli tali e anche
un eccesso di zelo da parte mia di mantenere in vita un sistema che
si basa sul lavoro nero, sullo sfruttamento dei lavoratori che
hanno come dicevo poc'anzi fame di lavoro e sono costretti ad
accettare delle condizioni assolutamente inique e delle condizioni
di assoluto sfruttamento. Allora o questo Governo immediatamente
sottoscrive queste convenzioni o immediatamente fa entrare in
servizio questi ispettori oppure avrà ancora una volta la coscienza
macchiata del sangue dei lavoratori siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, dalla stampa abbiamo appreso che ieri
è iniziata una raccolta di firme da parte del sindacato.
Simbolicamente i sindacati sono partiti dall'ospedale civico di
Palermo per portare avanti una petizione contro la legge sul
regionalismo differenziato.
E' un fatto importante, partono da una struttura sanitaria proprio
perché il sindacato, la Cgil, la Uil, vogliono rimarcare che questa
ipotesi di riforma peggiorerebbe, innanzitutto, alcuni diritti
costituzionali nella nostra Regione, nel Mezzogiorno, in
particolare il diritto alla salute e il diritto alla formazione.
Quindi è indicativo tutto ciò, i sindaci si stanno muovendo e
stanno raccogliendo firme in varie regioni del Mezzogiorno. Parte
anche il sindacato per sostenere una battaglia contro una riforma
che è stata annunciata dal Governo. E' quanto dato apprendere, il
Governo vorrebbe andare avanti celermente.
Si dibatte, quindi, nel Paese. Si dibatte in Sicilia, in tanti
settori della vita civica delle nostre comunità e io mi domando: ma
il nostro Parlamento, il Parlamento siciliano, ha dibattuto in
maniera adeguata queste tematiche relative alla riforma
costituzionale? noi abbiamo fatto una seduta, lei lo ricorderà
Presidente credo che fosse lei a presiedere la seduta di quel
giorno, il 7 marzo. Abbiamo fatto alcuni degli interventi, era
presente largamente la minoranza, debbo dire con tutto rispetto
molto esigua la presenza della maggioranza e del Governo. Alla fine
l'assessore Falcone ha fatto un lungo intervento, però il Governo
era rappresentato soltanto da un assessore. A presiedere era lei
non il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana che, a mio
parere, un dibattito del genere avrebbe dovuto presiedere come atto
di importanza da dare all'argomento che è stato trattato dalla
nostra Aula.
Io debbo dire che sono rimasto particolarmente colpito dal fatto
che, in quella sede, non si sia votato. Se io oggi dovessi dire ad
un cittadino siciliano, ad uno di quelli che ha firmato la
petizione ieri o stamattina promossa dalla Cgil e dalla Uil, se
dovessi dire qual è la posizione della Regione siciliana,
dell'Assemblea regionale siciliana, dovrei dire: ognuno di noi ha
espresso un parere.
Ma è questo il modo di atteggiarsi di un Parlamento? io penso di
no. Ecco perché, Presidente, le chiedo di porre la questione
nell'ambito della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
con il Presidente dell'Assemblea, che si possa fare un'apposita
seduta, ci sia qui presente il Presidente della Regione, indichi la
linea del Governo e noi dell'opposizione diremo quali siano le
nostre posizioni, anche perché alla fine è necessario e doveroso
votare, dire ai siciliani qual è la posizione del Governo Schifani
e qual è la posizione dei singoli Gruppi parlamentari.
E' questa la richiesta che le faccio, mi sembra doveroso perché
nel nostro Paese, in Sicilia, si discute. Ne parlano i cittadini,
ci sono costituzionalisti che stanno facendo degli esami molto seri
sul progetto di riforma, ci sono tanti nei partiti, ci sono
associazioni che discutono e che dicono la propria. Il Parlamento
siciliano, doverosamente, deve discutere e dibattere e poi votare,
dire che cosa il Parlamento ha deciso. Noi faremo la nostra parte,
confermeremo la nostra linea contraria a questa riforma che
potrebbe danneggiare seriamente il nostro paese, dividerlo e
renderlo più ingiusto.
PRESIDENTE. Porterò la sua richiesta alla prossima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aveva rinunciato. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sì,
avevo rinunciato perché non era presente l'assessore Turano a cui
dovevo, diciamo, far pervenire una richiesta. Però per i cittadini
che sono a casa è giusto affrontare la questione. Parlo del 'caro
affitti' per la comunità universitaria non solo di Palermo ma della
maggior parte delle province siciliane ma, in particolare, di
Palermo e di Catania dove il caro affitti, davvero, mette a disagio
tantissimi studenti universitari che sono costretti a rinunciare ad
un affitto costosissimo anche per la città di Palermo e di Catania
e dovere viaggiare con tantissime difficoltà vista anche la nostra
rete autostradale e ferroviaria. Cosa preoccupa? Noi ieri in V
Commissione abbiamo audito i Presidenti degli ERSU siciliani i
quali hanno lanciato un grido di allarme perché non siamo nelle
condizioni di potere soddisfare tutte le richieste stiamo parlando
di 2925 richieste solo su Palermo a fronte di soli 944 posti
disponibili.
E' ovvio che nel medio ma neanche nel breve termine noi non
potremo soddisfare queste richieste quindi abbiamo chiesto
l'immediata istituzione di un tavolo tecnico dove faremo sedere a
questo tavolo gli attori istituzionali principali per risolvere o
provare, tentare, di risolvere la questione.
Stiamo parlando di un trend di crescita enorme del 50 per cento
dal 2020 ad oggi al 2023 e sicuramente sarà una forbice che andrà a
crescere principalmente per le città di Palermo e di Catania perché
le famiglie saranno già in estrema difficoltà dovuto al caro
energia, al caro bollette. Questa Istituzione, questo Parlamento
siciliano deve fare qualcosa e lo deve fare presto ecco perché
istituiremo questo tavolo tecnico volevo comunicarlo all'Assessore
che spesso è latitante in Commissione quindi volevo assicurarmi la
sua presenza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Prego
onorevole Spada, so che sarà velocissimo, la sua sintesi è
riconosciuta.
SPADA. Signor Presidente, sarò brevissimo. Volevo sottolineare due
aspetti: il primo riprendendo l'argomento dell'onorevole Schillaci
in V Commissione abbiamo udito i Presidenti degli siciliani speravo
che l'assessore Turano potesse rimanere per sottoporgli questa
questione di cui le sto parlando adesso. Ad oggi il contributo
destinato agli studenti universitari vincitori di borsa di studio è
di circa settemila euro. Di questi settemila euro, allo studente
universitario ne vengono dati materialmente solamente tremila, il
resto dei soldi viene distribuito tra servizi e quant'altro che
comunque non vanno e non rientrano nelle tasche diciamo di questi
studenti.
Allora, occorre oggi fare una riforma concreta che possa
consentire ai giovani studenti siciliani la possibilità di ottenere
non dico il 100 per cento del contributo ma almeno l'ottanta per
cento del contributo in modo tale da potersi organizzare
autonomamente la gestione di queste risorse e come soprattutto
spenderli.
Un altro appunto, invece, lo volevo fare Presidente Di Paola
rispetto ad un altro tema molto sentito attuale ma di cui in
quest'Aula ancora oggi non si è mai parlato se non sporadicamente
grazie all'iniziativa promossa dall'onorevole Dipasquale che ha
istituito un intergruppo parlamentare di cui è Presidente, di cui
faccio parte anche io, che riguarda i cambiamenti climatici nel
Mediterraneo.
E allora io penso Presidente che quest'Aula insieme anche alla
collega Saverino in quest'Aula si debba occupare in maniera
concreta dei cambiamenti climatici perché al di là di quello che si
dice nei talk show ho pure del dibattito che si è aperto in queste
settimane sulla reale esistenza o meno di un pericolo di
cambiamento climatico che possa compromettere il futuro della
nostra terra. Io penso che noi oggi come parlamentari e come
deputati regionali abbiamo l'obbligo di legiferare in questo senso
perché dobbiamo guardare non all'oggi ma alle future generazioni.
E siccome questo tema è più sentito dalle future generazioni che
dai parlamentari o dalla politica in generale la invito ad iniziare
un dibattito in questo senso e la invito riprendendo l'intervento
che ha fatto ieri l'onorevole Dipasquale a spingere e sollecitare
il governatore Schifani nell'istituzione dell'osservatorio per i
cambiamenti climatici regionali deve semplicemente nominare i
componenti e daremo finalmente uno strumento di monitoraggio
all'interno del nostro mediterraneo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13
giugno 2023, alle ore 15.00, con la Rubrica Famiglia, politiche
sociali e lavoro e i disegni di legge all'ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 17.00 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail del 13 giugno 2023, la seduta n. 46, già convocata per
martedì 13 giugno 2023 alle ore 15.00, è stata rinviata a martedì
20 giugno 2023 con il medesimo ordine del giorno ed al medesimo
orario.
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
IV SESSIONE ORDINARIA
46a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 20 giugno 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Famiglia, politiche sociali e lavoro (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
residenza a favore dei farmacisti rurali . (n. 304/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Ratifica, ai sensi dell'art. 117, 8 comma della Costituzione
dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano per l'istituzionalizzazione della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A) (Seguito)
Relatore: on. Abbate
3) Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19 del Decreto-
Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A)
Relatore: on. Chinnici
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
8) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazione
- Con richiesta di risposta orale presentata:
N. 308 - Iniziative urgenti finalizzate a garantire il corretto e
regolare svolgimento delle operazioni elettorali relative alle
elezioni amministrative in Sicilia del 28-29 maggio 2023.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Carta Giuseppe
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Allegato B
- Interrogazioni e interpellanze della Rubrica Istruzione e
formazione professionale (testi)
Allegato C:
- Allegato emendamenti approvati nel corso della seduta