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Resoconto d'Aula della Seduta n. 45 di mercoledì 07 giugno 2023
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.15

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
       interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
                 Istruzione e formazione professionale

   PRESIDENTE. Colleghi, il Governo è presente, l'assessore Turano  è
  qui.  Iniziamo  subito  con  lo  svolgimento  di  interrogazioni  e
  interpellanze della Rubrica "Istruzione e formazione professionale"
  e  procediamo  con l'interpellanza n. 2. Ok, c'è una  richiesta  da
  parte   dell'Assessore.  Sì,  Assessore.  La  richiesta  da   parte
  dell'Assessore  è  di  fare  prima  le  interrogazioni  e  poi   le
  interpellanze.
   Passiamo subito all'interrogazione n.  226 "Chiarimenti in  merito
  ai  lavoratori  dei  servizi  operativi  e  gestionali  presso  gli
  immobili  delle istituzioni universitarie pubbliche di Catania",  a
  firma degli onorevoli Marano ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, l'interrogante chiede lumi in relazione ad  un  appalto
  che riguarda l'ERSU di Catania.
   L'articolo  53  comma  1  della legge  del  2004  dispone  che  il
  controllo esercitato dalla Regione sugli enti vigilati si  esercita
  di norma attraverso gli organi di controllo interno degli stessi.
   L'ERSU di Catania, ai sensi della legge 20 del 2002 articolo 7,  è
  un ente di diritto pubblico dotato di proprio patrimonio, autonomia
  amministrativa  e gestionale e di personale, individuato  ai  sensi
  dell'articolo  20,  ed opera sotto l'indirizzo la  vigilanza  e  il
  controllo  di  questa  Amministrazione. Il successivo  articolo  19
  comma  3  indica  gli atti sottoposti all'approvazione  dell'organo
  tutorio che sono la delibera della pianta organica e il regolamento
  organizzativo. La legge regionale 6 del 97, articolo  32  comma  1,
  così  come  modificato dal comma 13 del citato  articolo  53  della
  legge  del 2004 n. 17, stabilisce che i bilanci degli enti  vengono
  sottoposti all'approvazione dell'Amministrazione regionale.
   Nel caso di esame, pertanto, gli atti relativi alla gara d'appalto
  e   successiva  adempimenti  rientrano  nell'esclusiva   competenza
  dell'ERSU  di  Catania  in quanto stazione appaltante  e  non  sono
  sottoposti  al  controllo dell'organo di  vigilanza.  Nel  caso  di
  specie  se dovessero rappresentare situazioni particolari ci faremo
  carico di ulteriori chiarimenti.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore, grazie per la sintesi.
   Onorevole Marano, come si dichiara?

   MARANO.  Presidente, ovviamente sono insoddisfatta.  La  questione
  dell'ERSU,  Assessori,  la  seguo da parecchi  anni.  I  lavoratori
  avevano in principio 40 ore settimanali poi sono passati a 32  ore,
  hanno  contratti  part-time, lavorano in condizioni  abbastanza  di
  precariato assoluto. Ho fatto richiesta di accesso agli atti, ma  è
  fuori  dal  tema  dell'interrogazione, ma  ho  fatto  richiesto  di
  accesso agli atti all'ERSU nei mesi scorsi negando i documenti come
  se  queste persone si scordano a volte che gestiscono cosa pubblica
  pensando che sono aziende private.
   Chiaramente,  sono  insoddisfatta. Spero  che  nei  prossimi  mesi
  magari  seriamente e concretamente attenzionerete le condizioni  di
  questi  lavoratori perché si trovano a lavorare con pochissime  ore
  settimanali con contratti part-time, non possono progettare la loro
  ovviamente esistenza perché le condizioni non sono adeguate.
   Quindi,  Assessore,  siccome gliel'ho chiesto  anche  in  passato,
  spero  che  questa  sia  un'occasione  per  cominciare  a  valutare
  concretamente di cambiare un attimino le condizioni. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie   onorevole   Marano,   che   si    dichiara
  insoddisfatta.
   Si passa all'interrogazione n. 250 "Provvedimenti urgenti inerenti
  l'insegnante Laura Bonafede indagata per favoreggiamento  aggravato
  della latitanza del boss Matteo Messina Denaro e in servizio presso
  l'Istituto  Capuano-Pardo di Castelvetrano  (TP)",  a  prima  firma
  dell'onorevole  La  Vardera ed altri che non ci  sono,  quindi,  si
  trasforma in risposta scritta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  No, Presidente, questo argomento è così delicato che non può essere
  liquidato con una risposta scritta.

   PRESIDENTE.  Però, Assessore, depositi la risposta scritta  perché
  non ci sono gli interroganti.

   TURANO,  Assessore  regionale  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale. Farò pervenire presso gli Uffici dell'Assemblea  una
  nota di riscontro perché sulla cronaca di tutti i giornali...

   PRESIDENTE.  Ah, è presente l'onorevole Geraci. Prego,  Assessore,
  può fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  La  vicenda  è  così rilevante che merita un confronto  sereno  con
  l'Aula perché questa vicenda ha lasciato di stucco tutta la Sicilia
  nel  sapere  che  un insegnante che rappresenta, dunque,  il  mondo
  dell'istruzione,  della  formazione,  soprattutto  con  i  bambini,
  potesse  avere  contatti o frequentazioni di  questo  tipo  con  il
  latitante  più ricercato d'Italia e questa è una cosa  che  gridava
  vendetta.
   Quando  abbiamo saputo e soltanto dalla stampa ci siamo  attivati,
  perché nonostante l'Ufficio scolastico regionale, che ringrazio per
  la  solerzia e la collaborazione, avesse di concerto con la preside
  dell'Istituto  istituito una sospensione prevista dalla  legge  che
  consentiva  il  massimo  della  pena in  dieci  giorni,  nonostante
  questo,  dicevo,  l'Assessorato  alla  Pubblica  istruzione  che  -
  ribadisco  - non ha nessuna competenza sul personale del  Ministero
  della  Pubblica Istruzione, si è, come dire, fatto parte  dirigente
  chiedendo  un  confronto  con  il Ministro  Valditara,  che  voglio
  pubblicamente ringraziare per la disponibilità, per l'attenzione  e
  per  la  tempestività  nella risposta  e  la  sospensione  a  tempo
  determinato  nel massimo della pena prevista dalla regola  e,  come
  dire, è stata trasformata in una sospensione a tempo indeterminato.
   Poi le vicende giudiziarie hanno dimostrato il grado di complicità
  della maestra con il noto latitante Matteo Messina Denaro e da  qui
  ne   è  scaturito  l'arresto  con  i  provvedimenti  che  l'Ufficio
  scolastico regionale adotterà; ma voglio essere chiaro, e in questo
  ringrazio  tutta  l'Assemblea  e tutti  i  parlamentari  che  hanno
  manifestato solidarietà all'azione del Governo mia e del Presidente
  Schifani,  perché  su  questo punto non solo non  si  possono  fare
  sconti,  ma  era  chiaro che andava assunta  con  rigore  una  pena
  esemplare  anche non prevista allo stato dell'arte in  quei  giorni
  dalla normativa del Ministero della Pubblica istruzione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Onorevole  La  Vardera,  come  si
  dichiara? Se volete, potete oggi intervenire anche dal posto perché
  i sono stati ripristinati i microfoni.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Grazie,  Presidente, onorevoli  colleghi.  Assessore
  Turano,  rispetto  alla sua risposta, ovviamente,  posso  esprimere
  soddisfazione perché sin dalle prime ore di questa questo  accaduto
  avevo  mandato  una nota al coordinatore, al dottor Pierro,  che  è
  appunto  il  Provveditore regionale all'Istruzione per  cercare  di
  capire   che   cosa  stesse  succedendo  nelle  ore  immediatamente
  successive.  E'  stata presa immediatamente una  posizione  chiara,
  netta  e  inequivocabile, devo anche prendere atto, Assessore,  che
  rispetto a questo tema lei e il suo Assessorato avete dato risposte
  chiare e nette sin da subito.
   Quindi,  non  posso  che  dichiararmi soddisfatto  di  questo  suo
  intervento, ma non posso però, a sua volta, non sottolineare  come,
  spesso e volentieri, in quest'Aula si discutono delle cose che sono
  anacronisticamente  scollegate con la realtà. Cioè,  noi  ad  oggi,
  esattamente  anno domini, siamo al 7 di giugno e stiamo  discutendo
  di  una faccenda che di fatto è chiusa un mese e mezzo fa. Ora,  mi
  rendo  conto  che bisogna, anche come dire, portare  in  quest'Aula
  delle  vicende  che  sono concrete e che hanno  un  utilizzo  reale
  rispetto a quello che succede là fuori.
   Quindi, Assessore, rispetto anche alla velocità sulla quale lei  è
  il   suo   Assessorato  rispondete  all'interrogazione,  vi  chiedo
  cortesemente di essere più attenti, perché appunto su  questi  temi
  non  possiamo  lasciare, come dire, i detti e  non  detti.  E  caro
  Assessore  e  pregherei, anche, tutta quanta l'Assemblea  di,  come
  dire, porre attenzione a questa discussione, perché Assessore io le
  voglio dire un'altra cosa. Lei ha detto due parole fondamentali  su
  questa vicenda, che su questi temi cioè sulla lotta alla mafia  noi
  non  possiamo lasciare dei non detti o situazioni grigie o d'ombra.
  Ebbene, io le dico allora, caro Assessore, di rivolgere questa  sua
  affermazione, sacrosanta, fondamentale al Presidente del suo stesso
  Governo perché, in questo momento mentre noi stiamo parlando,  cari
  cittadini  anche  che ci seguono da casa, sta succedendo  una  cosa
  gravissima ad Acireale. Cioè, voi avete un candidato sindaco  della
  vostra  coalizione  che  incontrava  i  boss   Allora,  qual  è  la
  coerenza, rispetto alle cose che ci siamo detti? Ci muoviamo in  un
  modo  sulla  storia della maestra vicina a Bonafede,  e  la  vostra
  coalizione sostiene un candidato sindaco vicino boss?
   Allora, rispetto a questa vicenda, dovreste solo vergognarvi e  lo
  faccio  e lo dico se senza ma  Perché non possiamo essere un giorno
  mafiosi,  antimafiosi, e un giorno essere vicino a chi  incontra  i
  mafiosi   Su questa storia non ci possono essere storie  grigie  e,
  quindi, io la reprimenda la faccio su questo punto nel merito.
   Chiedo  ufficialmente  al  governatore  Schifani  di  togliere  la
  fiducia a questo candidato sindaco che incontrava vertici del  clan
  Santapaola-Ercolano. Questa cosa è veramente gravissima  E  quindi,
  siamo  seri  Discutiamo delle cose concrete, ma abbiamo il coraggio
  di dire no alla mafia tutti i giorni senza se e senza ma

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sì, Assessore, prima di darle la parola,  un  attimo.
  Onorevole La Vardera, però deve dare atto a questa Presidenza  che,
  dal  momento in cui noi abbiamo iniziato con le rubriche degli atti
  ispettivi, li abbiamo calendarizzati almeno uno a settimana e,  tra
  l'altro, ne abbiamo fatti due a settimana. Consideri anche  che  il
  Governo  è  fatto da 12 assessori, quindi se c'è un mese  e  mezzo,
  come dire, di ritardo tra l'interrogazione e la risposta siamo  nei
  tempi,  rispetto  diciamo  agli anni  precedenti  i  tempi  sono  i
  migliori possibili.
   Assessore, lei vuole ulteriormente replicare?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì,  Presidente. L'onorevole La Vardera sa che mi fa simpatia,  che
  lo  stimo  e  che si è sempre distinto, al pari di tanti  altri  me
  compreso, su alcuni argomenti come quello di oggi. Ma, onestamente,
  l'intervento  di  oggi  non  le  fa onore,  perché  questo  Governo
  nell'atteggiamento  della maestra Bonafede  non  ha  perso  neppure
  dodici   secondi.  Speculare  su  un  fatto  di  inaudita  gravità,
  accostandolo a un fatto elettorale che per ora è in itinere, è  una
  cosa,  onestamente peraltro senza l'interlocutore, che trovo  fuori
  luogo.
   Avremo modo di parlare di candidati, di comportamenti illegittimi,
  di campagna elettorale, ma certamente non legandoli all'esempio che
  la  politica  ha dato, questa volta arrivando prima di  altri,  nel
  sollecitare  una  sospensione dalle funzioni di un'insegnante  che,
  come   dire,   doveva  rappresentare  in  classe  l'emblema   della
  educazione, formazione e legalità e fuori faceva ben altro.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Si  passa  all'interrogazione n. 289 "Chiarimenti in  merito  alla
  paventata  chiusura  del plesso della scuola  secondaria  di  primo
  grado  della frazione di Villadoro, nel Comune di Nicosia", a firma
  degli onorevoli Venezia ed altri. Prego, Assessore.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente,  io voglio tranquillizzare l'onorevole Venezia  che  il
  problema è risolto già da tempo, perché da un confronto costruttivo
  con il sindaco di Valledolmo e con il sindaco di Nicosia, nell'arco
  di   pochi   minuti  siamo  riusciti,  parlando  con  il  Direttore
  scolastico regionale, a risolvere il problema e, quindi,  non  vedo
  nessun  pericolo  se  non,  come dire, testimoniare  il  fatto  che
  rapidamente, per la peculiarità del luogo e per la garanzia  che  a
  quei    pochi   bambini   andava   fornita,   ci   siamo   attivati
  tempestivamente  nel  rispetto  dei  ruoli,  ognuno  con   i   suoi
  strumenti,  il  sindaco rappresentando l'esigenza  del  territorio,
  l'onorevole  Venezia sollecitando il Governo  a  intervenire  e  il
  Governo facendo la sua parte, a rispondere in pochi secondi.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Venezia,  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VENEZIA. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 302  "Chiarimenti  in
  merito  alla  perdita  dell'autonomia scolastica  dell'Istituto  di
  istruzione  superiore Alessandro Volta di Nicosia", a  firma  degli
  onorevoli Venezia ed altri. Prego, Assessore.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì,  Presidente,  qua potrei essere più articolato  nella  risposta
  perché  chiaramente  questo  processo  di  dimensionamento   e   di
  accorpamento, che non mira a privare i ragazzi dell'istruzione,  ha
  una dinamica più lunga, però voglio dire, l'Assessore regionale  ha
  preso  soltanto  atto  di  quello  che  era  stato  statuito  nella
  Conferenza  provinciale che aveva proposto, alla  presenza  appunto
  anche delle persone, quale sarebbe stato l'orientamento.
   Quindi,  se vuole io posso, se l'onorevole Venezia ritiene,   dare
  con dovizia di particolari tutto il resoconto che si è tenuto nella
  Conferenza  provinciale, ma ad ogni buon conto si  trattava  di  un
  atto   amministrativo   che   andava   secondo   l'indirizzo    del
  dimensionamento  con  regole stabilite  prima  che  cominciasse  il
  confronto tra l'Assessorato, il dirigente scolastico regionale,  le
  conferenze provinciali su principi che già erano stati valutati  ed
  apprezzati  nel  caso  di  specie  positivamente  dalla  Conferenza
  provinciale di Enna Caltanissetta.

   PRESIDENTE.  Grazie  Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Venezia   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Assessore  Turano,
  io  ho seguito questa vicenda e l'abbiamo ricostruita anche con  la
  documentazione  che ha messo a disposizione la scuola,  compresi  i
  documenti che lei ha citato nel suo intervento,  ma a mio  sommesso
  avviso  non  si  può  far  perdere l'autonomia  scolastica  ad  una
  istituzione  che opera da più di trent'anni per un mero  errore  di
  comunicazione  di  dati, così come è avvenuto  nei  mesi  scorsi  e
  questo  si  inquadra,  questo aspetto, questa problematica,  in  un
  dibattito  più ampio che è stato trattato recentemente anche  in  V
  Commissione,   il   disegno  di  legge  voto  sul   dimensionamento
  scolastico su cui il Gruppo parlamentare del Partito Democratico ha
  voluto dare un segno di attenzione promuovendolo e ci auguriamo  al
  contempo  che  possa  essere portato presto in  Aula  per  il  voto
  definitivo  per accendere i riflettori a livello nazionale  su  una
  questione  che  non riguarda solo l'istituto di Nicosia  Alessandro
  Volta  ma  che riguarda decine e decine di istituzioni  scolastiche
  siciliane  che rischiano di perdere l'autonomia a causa  dei  nuovi
  parametri   relativi  al  dimensionamento,  con  un   impoverimento
  complessivo   della  presenza  delle  scuole  nel   territorio   e,
  soprattutto,  come  si evince dal provvedimento normativo  che  noi
  stiamo  portando avanti, per i piccoli comuni delle aree interne  e
  per le periferie delle città.
   Per  cui riteniamo opportuno e doveroso, anche alla luce di questo
  dibattito che si sta venendo a creare a livello nazionale e che  ci
  auguriamo  possa presto arrivare anche in quest'Aula, di  valutare,
  di  rivedere  questa  scelta burocratica dovuta,  ripeto,  solo  ed
  esclusivamente   ad  una  errata  comunicazione   dei   numeri   ed
  eventualmente  se i tempi ormai sono superati, con  il  nuovo  anno
  scolastico  porre  rimedio  a  questa  ingiustizia  che   penalizza
  un'intera comunità.
   Per  cui  alla  luce  di questo non mi ritengo  soddisfatto  della
  risposta  dell'onorevole Turano ma lo invito a rivedere, al  di  là
  dell'aridità delle comunicazioni numeriche, la posizione su  questo
  caso   specifico  come  su  altri  casi  che  risultano  a   nostra
  conoscenza. Grazie.

   PRESIDENTE. L'onorevole Venezia si dichiara non soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 312  "Chiarimenti  in  merito  ai
  tirocini formativi avviati con l'Avviso pubblico n. 26 del 2018", a
  prima firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   L'assessore Turano ha facoltà di parlare.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, con decreto... leggo l'interrogazione perché  è
  articolata.
   Anticipo subito che, ahimè, la risposta sarà non positiva a  causa
  di  una  nota dell'Assessorato al lavoro che evidenzia come  nel...
  vabbè, posso parlare a braccio, che evidenzia come nella disciplina
  comunitaria,  ente erogatore del finanziamento che  ha  attivato  i
  percorsi dei tirocini formativi, vi era un limite massimo di dodici
  mesi,  quindi, nonostante noi abbiamo attivato un percorso virtuoso
  di finanziamento di giovani laureati che potessero fare attività di
  tirocinio  presso  gli enti pubblici, completato  il  progetto  dei
  dodici  mesi  non siamo stati nelle condizioni di potere,  a  causa
  giustamente   di  quanto  evidenziato  dall'Ufficio   del   lavoro,
  prorogare il progetto stesso.
   E'  una  cosa  che  dispiace, però, viviamo in un  posto  dove  ci
  dobbiamo attenere a delle regole comunitarie e i termini del  bando
  erano  chiari  e  lo  stesso  programma comunitario  non  prevedeva
  nessuna  attività che si potesse aggiungere a quella già finanziata
  oltre al termine previsto.
   Questa  cosa,  ripeto,  a me dispiace perché  formare  e  poi  non
  valorizzare dei laureati grida vendetta, ma le regole erano  quelle
  e di più non si poteva fare.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Venezia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta all'interrogazione.

   VENEZIA. Non soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione n. 338 "Iniziative  volte
  a  garantire  lo svolgimento delle attività didattiche  per  l'anno
  scolastico 2023/2024", a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
   L'assessore Turano ha facoltà di parlare.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, io ringrazio l'onorevole Di Paola  e  tutto  il
  Gruppo  parlamentare  del  Movimento 5  Stelle  perché  questa  era
  un'attività,  un'interrogazione... le  dispiace  che  ringrazio  la
  solerzia  del  suo  Gruppo  parlamentare nell'attività  di  stimolo
  dell'Assessorato?   No? Ripeto: un'attività di  stimolo  niente  di
  più.
   Il  Gruppo  parlamentare  del  Movimento  5  Stelle,  sapendo  che
  l'Assessorato non poteva fare niente, è intervenuto per  dire:   ma
  come  facciamo  per  sollecitare  gli  enti  locali  a  mettere  in
  sicurezza tutti gli edifici e a garantire un buon funzionamento? .
   E'  chiaro  che  noi più di quello che potevamo fare  non  abbiamo
  fatto,  ma io voglio ricordare l'attività fatta da questo  Governo,
  non solo da me, dal Presidente della Regione perché è stato oggetto
  di  una  conferenza  stampa  sulla definizione  dei  parametri  sui
  criteri di vulnerabilità sismica.
   Quando  ci  siamo insediati, e lo voglio ribadire, vedete  che  le
  cose  sono  lunghe,  talvolta appaiono molto  lunghe  per  chi  non
  conosce  i tempi, per chi invece si attiva e cerca di risolvere  un
  problema  prima di trovare la soluzione e di metterla  in  atto  si
  perde  qualche giorno di tempo perché bisogna essere certi  di  non
  incorrere in errori.
   Nel  caso  di specie proprio per sollecitare i comuni ad attivarsi
  sui  certificati di vulnerabilità sismica che significa, come dire,
  un  certificato di sana e robusta costituzione di tutti gli edifici
  dove  noi mandiamo i nostri bambini a fare scuola, ci siamo trovati
  con  una  gara  d'appalto per circa 16 milioni di Euro  che  doveva
  essere  gestita  dalla Regione siciliana, dalla Centrale  unica  di
  committenza  che  poi  affidava ad uno studio di  progettazione  la
  certificazione.
   Questo  era per me assolutamente incompatibile con i tempi dettati
  dal  Ministero,  e poi sarò più puntuale, e con la  possibilità  di
  avere tutti i certificati per capire quali erano gli istituti.
   Ci  siamo  preoccupati  di  bloccare quella  procedura,  ci  siamo
  preoccupati  di  splittare quelle somme, abbiamo  fatto  una  somma
  algebrica  tra il numero degli istituti, il numero dei  discenti  e
  degli alunni di tal che abbiamo consegnato ai comuni le cifre,  che
  a  questo punto non erano più di 16 milioni di Auro, ma diventavano
  poche  migliaia  di Euro a comune o poche decine di  migliaia,  per
  permettere ai sindaci di fare l'affidamento diretto.
   Questo  perché abbiamo dato un tempo al 30 di giugno perché  entro
  il  30 di giugno in Conferenza Stato-Regioni, l'Assessorato assieme
  a  tutti  gli  altri  colleghi  delle varie  Regioni  di  qualunque
  estrazione   politica,   in   un   confronto   con   il   Ministero
  individueranno i criteri per il finanziamento dei progetti ed è fin
  troppo   chiaro   che   l'obiettivo  della  Regione   siciliana   è
  prioritariamente finanziare gli ammodernamenti degli istituti  dove
  abbiamo certificati che ci indicano elementi di criticità.
   Su  questo,  chiaramente,  siamo sul  pezzo,  più  di  questo  non
  possiamo fare, ma tutto quello che era di competenza della  Regione
  che,  non  volendo travalicare le competenze degli enti  locali  ma
  entrando  in un rapporto di fattiva collaborazione ha il dovere  di
  intervenire,  abbiamo fatto una procedura che  in  un  rapporto  di
  leale  collaborazione vedrà - buona parte dei certificati già  sono
  arrivati  altri  arriveranno -  entro  il  30  giugno  chiudere  la
  procedura  e  capire e fare lo screening vero di tutti gli  edifici
  scolastici regionali.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Sunseri   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   SUNSERI. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Abbiamo finito le interrogazioni. Torniamo alle interpellanze.  Si
  passa,  quindi,  all'interpellanza n. 2 "Iniziative per  restituire
  alle  scuole  siciliane  una gestione stabile  garantendo  loro  il
  maggior  numero  di dirigenti scolastici titolari  valorizzando  il
  capitale  umano  e  professionale  attualmente  in  servizio  fuori
  Regione", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, le interpellanze solitamente vengono risolte con
  delle risposte scritte ma io non sarei a posto con la mia coscienza
  se  non  dicessi che le preoccupazioni che vengono individuate,  da
  qui  -   la  risposta  che  poc'anzi ho esitato  a  dare  proposito
  dell'interrogazione  302,  dell'onorevole   Venezia   -    chiederò
  chiaramente  con  la trattazione dell'interpellanza,  nasce  da  un
  fatto che, come dire, è oggettivo.
   Le  preoccupazioni  che vengono rappresentate sono  preoccupazioni
  legittime, perché noi abbiamo - e di questo dobbiamo essere  fieri,
  quasi  nessuno ne parla, e  l'onorevole Marano invece più volte  mi
  ha  chiesto  di  interloquire  su questo  punto  ma  oggi  la  vedo
  impegnata  in altra discussione  -  la fortuna di avere una  classe
  dirigente  così  qualificata  che  quando  partecipa  ai   concorsi
  nazionali  si classifica sempre nei migliori posti, quindi,  grazie
  alla  preparazione  dei  giovani  siciliani  o  dei  siciliani   in
  generale, perché non tutti i presidi sono giovani, ci sono  persone
  che  hanno una certa età tra i primi posti nel concorso e in grande
  abbondanza rispetto agli altri rispetto alle altre Regioni, abbiamo
  avuto   tantissimi   presidi  ma  questi   presidi,   però,   hanno
  partecipato,   appunto  per  diventare  presidi,  a   un   concorso
  nazionale.
   Un  concorso nazionale è un concorso che viene tarato su tutte  le
  regioni italiane, quindi c'è una graduatoria unica nazionale e  noi
  grazie  alla  preparazione  di queste  persone  ci  troviamo  tante
  persone  che  vengono dalla Sicilia e che sono andate fuori.  Bene,
  tra  tutte queste persone ci sono circa 150 presidi che sono  fuori
  regione.
   L'ufficio  scolastico regionale è una cosa  con  la  quale  io  mi
  confronto  serenamente  col  dott. Pierro,  nonostante  non  è  una
  competenza  che  appartiene  a  me,  avrebbe  potuto  attivare  una
  procedura per il rientro delle persone che prevedeva un rientro del
  60  per cento delle persone da attingere sul bacino delle reggenze,
  che attualmente sono 130.
   Ora io lo voglio dire, sembra strano quello che vi sto per dire ma
  voglio  ringraziare  il  dott. Pierro che non  ha  attivato  questo
  percorso,   perché   alla   luce  della   legge   nazionale,   ecco
  l'interrogazione 302, su cui l'onorevole Venezia  si  è  dichiarato
  insoddisfatto, pure io cerco di lavorare con tutti i sistemi che ho
  e  che  mi  consente  il mio ruolo di costruire un  meccanismo  per
  garantire ai presidi siciliani di potere rientrare, ma io  al  pari
  dell'onorevole  Venezia devo rispettare la  legge  e  la  legge  ha
  previsto che c'è un dimensionamento con numeri più alti rispetto ai
  precedenti di tal che il rientro del 60 per cento del bacino di 150
  persone,  nonostante ci fossero 130 reggenze assegnate, pari  a  90
  persone,  avrebbe comunque determinato l'effetto di garantire,  per
  pochi mesi, queste persone, perché poi sarebbero diventati perdenti
  posto alla luce dei nuovi accorpamenti.
   Accorpamenti  che  ancora non sono stati fatti  sui  quali  io  mi
  impegno,  fino  all'ultima  goccia  di  sangue,  a  resistere  o  a
  condividere  con lo Stato una procedura che possa garantire  numeri
  diversi,  anche  in relazione, non alla necessità  del  preside  di
  tornare  -  per  amor di Dio legittima - però sempre una  necessità
  personale,  a garantire i servizi in alcuni territori disagiati,  o
  particolarmente  disagiati, su cui una negoziazione  con  lo  Stato
  potrebbe  portare anche a rivedere i numeri. Ma questo è  tutto  un
  processo  in  divenire su cui il disegno di legge  che  il  PD  sta
  presentando  io  lo vedo di buon occhio, ma io  le  leggi  le  devo
  rispettare.
   Quindi, non potevo fare niente, non potevo fare di più e non posso
  che  prendere  atto  del  comportamento del dirigente  dell'ufficio
  scolastico  regionale che avrebbe costruito un meccanismo  che  poi
  diventava  infruttuoso.  Così  come  voglio  ringraziare  tutti   i
  parlamentari  della  coalizione  di  centrodestra,  in  particolare
  quelli  di Fratelli d'Italia, che su un problema che riguardano  28
  presidenze sono intervenuti presso il Parlamento nazionale  in  una
  modifica  legislativa  che  permetterà di  recuperare  un  problema
  tecnico che si era verificato. Grazie.

   PRESIDENTE. Risponde lei, onorevole Burtone? Assessore,  solo  per
  ricordarle che lei fa con merito da tempo l'assessore, però sono le
  interrogazioni  che possono essere con risposta scritta  mentre  le
  interpellanze sono solo con risposta, però lei è da  tempo  che  fa
  l'Assessore, quindi, capisco.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, la ringrazio. Io mi scuso con tutti, ma è da tempo  che
  non sono interrogato.

   PRESIDENTE. E lo capisco. Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE.  Presidente,  io  ho seguito la risposta  dell'Assessore,
  prendiamo atto dell'impegno personale, però ci sono delle questioni
  che non ci convincono molto, Assessore. Intanto, partiamo dal dato,
  il  collega Venezia insieme alle colleghe Chinnici e Saverino hanno
  fatto  una attenta analisi della situazione che abbiamo nel  nostro
  territorio  e lei sa che le scuole cosiddette 'accorpate'  con  una
  dirigenza sono parecchie in Sicilia, 150 e, quindi, parliamo su una
  platea  di  quasi  820,  850, scuole, quindi un  dato  estremamente
  preoccupante.
   Sono scuole che hanno grandi difficoltà perché lei sa la direzione
  scolastica  dà  guida  con  la  stessa  presenza.  Ora,  quando  un
  dirigente  scolastico ha una scuola come titolarità e poi  si  deve
  occupare  anche  di  altre  due scuole, non  può  dare  un  apporto
  significativo,  impulsivo, soprattutto  nelle  scuole  dove  ha  la
  reggenza.  Ora la legge, giustamente, lei dice avrebbe permesso  di
  avere  un  contingente sul 60 per cento di queste  scuole  che  non
  hanno dirigenza, invece quest'anno sono state attivate soltanto  il
  22  per cento del contingente e lei ha dato una spiegazione, per il
  futuro si prevedono ulteriori accorpamenti.
   Ecco  perché,  assessore, noi la leghiamo la  sua  risposta  a  un
  discorso che abbiamo fatto proprio ieri da questo podio, l'ho fatto
  io   personalmente.  Il  Presidente  della  Regione  è  andato   in
  Conferenza  Stato-Regioni a dire che è d'accordo al dimensionamento
  a  novecento studenti. Questo significa che non solo noi avremo  le
  reggenze  già  definite in Sicilia ma ne aggiungeremo altre  cento.
  Non  solo,  ma perderemo dirigenti amministrativi, perderemo  circa
  cinquecento posti ATA. La Sicilia, quindi, avrebbe questo ulteriore
  dato   negativo  da  aggiungere  al  20  per  cento,  quasi,  della
  dispersione  scolastica  e  al  13 per  cento  degli  studenti  che
  utilizzano le mense scolastiche.
   Allora,  assessore, lei ha detto 'io mi impegnerò' e  noi  abbiamo
  fiducia nella sua attività. Lei ha detto che farà il possibile.  Il
  possibile  significa questo, venire in Aula da parte del Presidente
  e  venire  a  spiegare  perché ha detto sì.  Non  hanno  detto  non
  soltanto  le  regioni guidate dal centrosinistra,  hanno  detto  no
  anche  la  Sardegna,  ha  detto no anche l'Abruzzo  che  hanno  una
  configurazione politica uguale a quella del Governo regionale.
   Quindi,  ci  chiediamo: perché questa subalternità ad  un  Governo
  nazionale che intende fare un dimensionamento che non garantirà  il
  diritto  allo  studio in alcune aree, in particolare  quelle  delle
  interne;  perché  lei  sa  che le aree interne  hanno  comunque  un
  declino   demografico,   quindi   sono   già   condannate   ad   un
  dimensionamento e a perdere tante titolarità.
   Lei  è fiducioso, io mi auguro che la sua fiducia possa rispondere
  poi  alla  concretezza. Ci limitiamo a dire che nella  discussione,
  speriamo  presto,  in  Aula sulla legge-voto promossa  dal  Partito
  Democratico ci possa essere un confronto e si possa dire al Governo
  nazionale al Parlamento nazionale che quella norma è una norma  che
  non  garantisce il diritto allo studio; il diritto allo studio  per
  noi  è  fondamentale perché è il vero elemento  di  riscatto  della
  nostra terra.

   PRESIDENTE. Quindi, come si dichiara, onorevole Burtone?

   BURTONE. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto. Va bene, Assessore,  andiamo
  avanti   con   l'interpellanza  caso  mai  le  risponde  nell'altra
  interpellanza. Facciamo l'ultima interpellanza. Assessore,  ora  le
  do  la  parola, passiamo all'interpellanza n. 17 così eventualmente
  se  deve fare la precisazione la fa e risponde all'interpellanza 17
   Scorrimento  della  graduatoria, ai fini del finanziamento,  delle
  proposte  progettuali ammesse a finanziamento afferenti  all'Avviso
  pubblico  n.  8/2016  riguardante  la  'Realizzazione  di  percorsi
  formativi     di    qualificazione    mirati    al    rafforzamento
  dell'occupabilità  in Sicilia - Programma Operativo  della  Regione
  Siciliana   -   Fondo   sociale  europeo   2014-2020' ,   a   firma
  dell'onorevole Geraci ed altri. Prego, Assessore.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questo argomento credo  che
  meriti  molta attenzione -  ecco non la vedevo, vedevo  l'onorevole
  Ferrara  che  è il Presidente della V Commissione con il  quale  mi
  confronto  e mi raccordo, vuole prima, non ho capito,  sì  lei  sta
  facendo una scena come dire da ripresa televisiva per intestarsi

   PRESIDENTE.  Aspettiamo la risposta dell'Assessore, poi risponderà
  onorevole Geraci.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di trattare  per
  ultimo  le  interpellanze  perché sapevo,  che  sull'argomento  che
  stiamo  per  trattare vi è molta attenzione da parte  di  tutto  il
  Parlamento che, nelle sue articolazioni e nelle sue sfumature anche
  dell'area geografica politica, rappresenta interessi diversi.
   Ora  lungi da me, onorevole Grasso posso chiedere una cortesia  su
  questo  punto vorrei che ci fosse un poco di attenzione, sa perché?
  Perché  io  sono uno che conosce bene questo argomento  lo  conosco
  perché  ne ho sentito parlare in quest'Aula e mi sono intestato  in
  quest'Aula  battaglie fin dal 1998 e oggi essere  visto  o  dipinto
  come  uno  che  blocca  il  sistema, chiaramente,  non  può  essere
  accettato  ma  poiché  il  mio ruolo è quello  di  assessore  della
  Regione  e  voglio dire e ribadire che ho perfettamente  concordato
  una strategia di innovazione della formazione professionale con  il
  Presidente  della Regione, al quale ho mandato le note che  ora  vi
  illustrerò e che sono depositate da tempo, chiaramente io credo che
  su  questo punto ci sia grande interesse, allora l'Aula in  maniera
  bipartita  mi  chiede lo scorrimento dell'Avviso  8  e  io  non  ho
  nessuna  difficoltà  a  dire che non ho  nulla  in  contrario  allo
  scorrimento dell'Avviso 8.
   E'  vero  c'è stato un confronto con il Presidente della  Regione,
  confronto  istituzionalmente corretto è un suo  dovere  intervenire
  con  tutte  le  forze  sindacali e  noi  ci  siamo  attivati  e  il
  Presidente  si  è  impegnato per lo scorrimento  dell'Avviso,  però
  dobbiamo  essere  chiari, lo scorrimento dell'Avviso  8,  onorevole
  Laccoto,  è l'ultima promanazione della legge 24 del 1976, ancorata
  ad  un  parametro  antico  che  ha visto  nella  Regione  siciliana
  l'impegno  di una serie di risorse, fiumi di denari che miravano  a
  finanziare l'offerta, miravano a finanziare l'offerta e  non  anche
  la domanda.
   Miravano   a   finanziare  l'offerta  significa  che  la   Regione
  pubblicava  un bando e questo bando era finalizzato all'attivazione
  di  alcuni  percorsi e i percorsi che venivano attivati  erano  dei
  percorsi  su  cui  gli enti di formazione, liberamente,  decidevano
  cosa finanziare.
   Vi  faccio  un  esempio: la Regione siciliana si è preoccupata  di
  pubblicare due diversi bandi l'Avviso 8 e l'Avviso 33. Tutti  avete
  sentito  parlare  dell'Avviso  33. E'  inutile  che  io  ricordi  a
  quest'Aula  che  sull'Avviso 8, onorevole  Presidente,  sono  state
  impiegate 136 milioni di risorse.
   Su  queste risorse, onorevole Laccoto mi aiuti, lei è un  profondo
  conoscitore  della  materia. Sull'Avviso 8, io, non  il  Presidente
  Schifani  o l'assessore Turano, no, l'Assemblea regionale si  gioca
  una  grande  partita e io questa partita non la voglio  giocare  da
  solo,  la voglio giocare con voi perché è giusto che sappiamo  come
  stanno le cose.
   Sull'Avviso  8  che cubava a 136 milioni di Euro finora  la  spesa
  attivata  è stata pari a 76 milioni di euro e di questi 76  milioni
  di  euro, 63 milioni di euro sono stati già erogati, quindi io sono
  in  torto nel non avere pagato i 13 milioni che vanno pagati e  con
  il  collega  Falcone,   appena si riaprono le linee  del  bilancio,
  saremo  nelle  condizioni in maniera rapidissima  di  pagare  i  13
  milioni.
   Però,  va detto che la somma finanziata e decretata è pari  a  136
  milioni, mancano ancora rendicontazioni per 58 milioni di euro e il
  programma  dell'Avviso 8 va chiuso entro il 31.12  del  2023.  Ecco
  perché ci siamo preoccupati di capire come finanziare un eventuale,
  anzi  uno  scorrimento  perché l'impegno che  è  stato  preso  sarà
  mantenuto, ma non lo possiamo finanziare con i fondi del  programma
  comunitario  perché  sappiamo  che  i  progetti  che   andremmo   a
  finanziare hanno una scadenza anche biennale.
   Quindi,  dovremmo  costringere enti a  fare  un'attività  che  non
  possono   fare.   Ma   non   la   potevano   fare   neanche   prima
  dell'insediamento del Presidente Schifani. Questa è la verità. E la
  verità,  onorevole La Vardera mi aiuti, perché noi  in  Commissione
  parlamentare  abbiamo  parlato,  la  verità  è  che  se  noi  sulla
  formazione  non  cambiamo  approccio non possiamo  raggiungere  gli
  obiettivi di fare una formazione performante se l'Avviso 8  che  dà
  un  indice  di  occupabilità inferiore al 10% cuba  136  milioni  e
  l'Avviso  33  che  invece finanzia le persone  che  lavorano  nelle
  aziende cuba 9 milioni 800 mila euro e dà un indice di occupabilità
  che  va  dal  94%  al 100% nonostante nel bando fosse  previsto  il
  rispetto  soltanto del 25% delle assunzioni io  mi  devo  porre  il
  problema di capire come intervenire.
   Allora,  vi  faccio un esempio su tutti. E' chiaro,  è  chiaro,  è
  chiaro  che  non parlo a vanvera ed è chiaro che ho studiato  ed  è
  quello  che vi sto per dire onorevole Chinnici, quello che  vi  sto
  per  dire  vale  per la formazione in generale,  in  tutte  le  sue
  articolazioni,  quindi  anche per l'OIFP. Benissimo,  il  Ministero
  della   Pubblica   istruzione  riconosce   sull'attivazione   delle
  qualifiche dell'OIFP, che è una cosa diversa dall'Avviso 8,  ma  in
  termini di formazione speculare all'Avviso 8 perché mira a formare,
  questa volta, discenti che è in obbligo scolastico.
   Noi  abbiamo  il dovere di garantire e di intervenire  rispetto  a
  categorie  diverse  di inoccupati o disoccupati  o  disoccupati  di
  lunga  durata che vengono finanziati dall'Avviso 8. Dicevo  che  il
  Ministero riconosce 26 qualifiche. Bene, di queste 26 qualifiche in
  Sicilia  risultano  attivate soltanto  10  qualifiche  e  delle  10
  qualifiche  attivate  non  vi  è  una  distribuzione  territoriale.
  Ragazzi,  sto  parlando di numeri, non sono cose  difficili,  e  su
  questo io il confronto penso di poterlo fare con tutti e allora  vi
  faccio  vedere  così  le  aree geografiche perché,  figuriamoci  se
  Turano  può  accettare mai il principio di non avere  un  confronto
  sereno con le categorie sociali, con le forze datoriali e anche con
  il Parlamento.
   Io  voglio  costruire  un meccanismo calmierato  che  permette  di
  passare  da  un  sistema all'altro senza fare vittime,  ma  non  mi
  presto  a fare un'attività che mantiene un sistema che non  produce
  gli  effetti  che  la formazione deve produrre.  Si  passa,  questa
  volta,  dall'offerta alla domanda e, finora, se non si  è  fatto  è
  colpa  della  Regione  perché la Regione non ha  fatto  un'attività
  programmatoria, la Regione si è limitata a dire  faccio  un  avviso
  di  150  milioni di euro  e gli enti hanno fatto quello  che  hanno
  voluto.   Si   sono  presentati  con  proposte  tutte   nobili   ma
  disconnesse,   senza  un  principio,  senza   una   logica,   senza
  un'articolazione, senza una distribuzione territoriale.
   Io  non ho nulla da rimproverare o da rimproverarmi e quando parlo
  di  me parlo della classe politica, ecco perché lo voglio costruire
  con  voi.  Mi chiedete di fare lo scorrimento dell'Avviso  8  e  lo
  faremo, ma aiutatemi a passare da un sistema all'altro, altrimenti,
  ragazzi, continuiamo così.
   Questa  è  la  distribuzione degli operatori del  benessere,  anzi
  prima  di  farvi vedere questa tabella ho il dovere  di  dirvi  che
  sull'Avviso  8   immagino che se vi chiedo: quali  sono  i  settori
  trainanti in Sicilia? L'artigianato? La meccanica? Il commercio?  O
  le  nuove  professioni dell'energia? Bene, su 193 corsi finanziati,
  noi  abbiamo  solo  tre corsi che riguardano l'artigianato,  5  che
  riguardano  la meccanica, 7 che riguardano il commercio.  Tutto  il
  resto  sapete  cos'è? Servizi alla persona e  questa  è  la  mappa.
  Questa  è  la mappa, onorevoli colleghi. Perché ci sono  207  corsi
  attivati  per  operatori del benessere. Cambiamo pagina:  60  corsi
  attivati per operatori della ristorazione. Cambiamo pagina:  sempre
  delle  10 qualifiche attivate, 38 corsi per riparazioni dei veicoli
  a  motore. E sapete qual è l'emergenza? Che a Siracusa non servono,
  perché  non  hanno attivato nessun corso. Gli operatori  elettrici,
  invece,  non  servono a Trapani perché non c'è  nessun  corso.  Gli
  operatori informatici, invece, non servono a Messina, a Ragusa e ad
  Agrigento. Gli operatori delle produzioni elementari non servono  a
  Catania,  non  servono  a  Messina,  non  servono  a  Siracusa.   I
  meccanici, invece, signor Presidente - questi sono atti  che  posso
  depositare  -,  non  servono a Messina, a  Siracusa,  a  Ragusa,  a
  Catania e a Trapani. Gli operatori termoidraulici, che sono  sempre
  una  delle  10  qualifiche già attivate,  non  servono  a  Trapani,
  Palermo, Agrigento, Siracusa e Messina.
   Non  dico  le qualifiche minori: operatori grafici, no,  operatori
  grafici  non  è  una qualifica minore  guardate qua la  mappa   non
  serve  in  mezza  Sicilia. Gli operatori dei metalli  preziosi  non
  servono  in nessuna parte della Sicilia e stiamo parlando delle  10
  qualifiche attivate. Andiamo ora alle 16 qualifiche non attivate  e
  ripeto,   ripeto,  voglio  essere  chiaro,  nessuno  sta   muovendo
  un'accusa agli enti di formazione, che legittimamente, in  mancanza
  di  indicazioni,  hanno fatto come hanno potuto e  forse  nel  modo
  migliore.
   Vogliamo parlare dei carpentieri, degli installatori di infissi  e
  serramenta,  degli  installatori di  impianti  di  isolamento,  dei
  muratori  in  pietra?  Il  PNRR ci dà  le  risorse  e  la  Comunità
  Economica Europea ci impone di intervenire

                           (Brusìo in Aula)

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Ehi  Stiamo parlando dell'argomento più importante

   CATANZARO.  Ehi  a chi  Sta facendo un monologo  Si  rivolga  alla
  Presidenza, che sta facendo un monologo

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo scusa, onorevole Catanzaro, chiedo scusa

   PRESIDENTE. Assessore, onorevole Catanzaro.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevole  Catanzaro, lei mi ha interrogato, le  chiedo  scusa,  le
  chiedo scusa, se lei non è interessato

   PRESIDENTE. Assessore, si rivolga a me.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Perché  resti  agli atti, io chiedo scusa all'onorevole  Catanzaro,
  sono stato infelice nell'espressione.

   PRESIDENTE. Va bene, Assessore.

   TURANO  assessore per l'istruzione e la formazione  professionale.
  Però,  considerare un monologo quello che sto dicendo io  va  bene,
  se volete mi fermo.
   Io,  signor  Presidente, mi devo porre il problema di come  stiamo
  cercando di accedere al vostro aiuto, di cambiare la formazione. E'
  mai possibile che l'indagine Explorer ci dice che servono una serie
  di  qualifiche che non vengono attivate? I carpentieri non  vengono
  attivati,  i  meccanici non vengono attivati, gli elettricisti  non
  vengono attivati.
   Ecco perché io chiedo che su questa impostazione, nella spesa, non
  decidendo   di  non  fare  più  i  corsi  per  le  qualifiche   non
  performanti, perché non è facile intervenire dall'oggi  al  domani,
  ma  costruire  un  meccanismo calmierato per cui  si  passi  da  un
  sistema all'altro, potenziando le qualifiche che servono e  non  mi
  sono  affidato  a un'indagine di un mio amico, ho soltanto  chiesto
  all'indagine  fornita  dalle Camere di  Commercio,  con  l'indagine
  Explorer,  quali  sono  i fabbisogni reali  e  in  prospettiva.  Se
  servono   settemila   carpentieri  e  nel   triennio   ne   servono
  ventiquattromila noi dobbiamo porci questo problema.
   Ecco perché io rispondo serenamente che noi faremo di tutto per lo
  scorrimento dell'Avviso 8, trovando la dotazione finanziaria con le
  coperture  legittime che svincola gli enti dalla  tagliola  del  31
  dicembre  2023,  il  che  significa che dobbiamo  riprogrammare  le
  risorse  comunitarie del POC, ma voglio dire pure  che  i  prossimi
  bandi  che  non devono contenere  perché voglio essere chiaro,  noi
  come Regione siamo in ritardo e non è Mimmo Turano in ritardo.
   Se  sulla rendicontazione abbiamo perso anni di tempo non è perché
  Turano non sa fare l'Assessore o perché il precedente non ha saputo
  fare  o  perché  quello ancora  Ci sono ritardi atavici  che  sulle
  rendicontazioni impiegano mesi, mesi e mesi, anni, forse decenni.
   Abbiamo  fatto  l'Ufficio speciale e nell'Ufficio  speciale  si  è
  proceduto  a  fare  un'articolazione  della  semplificazione  delle
  rendicontazioni.
   Onorevole  Geraci,  sa  che  cosa sto cercando  di  costruire  nei
  prossimi  bandi? Sto pensando di mettere un meccanismo che  prevede
  di  dare un'anticipazione pari al settanta per cento e anche più se
  mi viene chiesto e di disporre con una norma che la rendicontazione
  del  venti  per  cento va fatta entro sei mesi dalla  chiusura  del
  progetto, pena la revoca, perché va detto che tanti enti non  hanno
  fatto la rendicontazione del venti per cento perché hanno incassato
  l'ottanta per cento.
   Ecco  quello  che dobbiamo fare; questa è la riforma che  dobbiamo
  fare.  Io ripeto, siccome ho chiuso con l'impegno dello scorrimento
  dell'Avviso  8,  l'aiuto  che  chiedo  all'Aula,  perché   già   il
  Presidente  della  Regione  condivide questa  impostazione  di  una
  riforma del settore che premi la domanda piuttosto che l'offerta.
   In   chiusura,   volevo  di  nuovo  chiedere  scusa  all'onorevole
  Catanzaro, al quale chiaramente non volevo mancare di rispetto, non
  per   il  ruolo  che  ha  di  deputato,  di  Presidente  di  Gruppo
  parlamentare, no, perché è un amico mio e io non manco di  rispetto
  a nessuno figuriamoci agli amici miei. Grazie, onorevole Catanzaro.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore, magari, deposita la documentazione
  che ci stava leggendo. Se la deposita così poi la rendiamo. Grazie,
  Assessore.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Geraci  per   dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GERACI.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io,
  prima  di  dichiararmi, volevo fare delle considerazioni.  Intanto,
  non ho capito se questo scorrimento avverrà, avviene; questo ancora
  non  ci  è  dato sapere, però, su una cosa volevo puntare il  dito,
  cioè,  perché dal ragionamento che ha fatto l'onorevole  Turano  si
  tende  a  criminalizzare  gli istituti di formazione,  allora  noi,
  attenzione,  agli  istituti di formazione, se la  Regione  dice  di
  formare carpentieri, elettricisti, gli istituti di formazione hanno
  organizzazione,  sono  delle  strutture  organizzate  per   formare
  qualsiasi  personale, quindi, quando diciamo che dobbiamo  cambiare
  il  sistema e li abbiamo ricevuti in audizione in V Commissione,  e
  sono  venuti  e  lei non c'era, c'era il dottore  Pirillo,  allora,
  questo  sistema di formazione con chi è il no out della formazione,
  con chi lo vuole fare? Cioè, voi ve la cantate e voi ve la suonate
   E  poi  si  viene  qua in Aula a criminalizzare quel  mondo,  dove
  l'Avviso  8  rappresenta la chiusura di un percorso, dove  ci  sono
  persone  che sono in Naspi, dove c'è un mondo in crisi e  noi  come
  politica  dobbiamo dare una risposta. Non si può liquidare  dicendo
  che il problema della formazione sono gli enti di formazione. E' un
  discorso  che non accetto completamente, non accetto completamente,
  perché  chi  era al Governo nella passata legislatura  siete  stati
  voi, quindi, quando si tende a criminalizzare qualcosa, un sistema,
  io  dico che la ragione e il torto non stanno sempre da una  parte,
  allora, dobbiamo vivere un periodo transitorio? Va bene, l'Aula, la
  Commissione, il Governo, gli Enti, ci dobbiamo sedere attorno a  un
  tavolo e programmare le cose per bene, facendo gli interessi  della
  Sicilia.  Così, invece, lo scarica barile di dire sulla  formazione
  la  colpa è interamente sugli enti formatori io non ci sto, io  non
  ci sto.
   Allora,  dopo  di  che, ancora oggi, non so se questo  scorrimento
  avverrà entro fine anno, quando avverrà, perché non è stato chiaro,
  non  è  stato  chiaro e, quindi, non posso essere  non parzialmente
  soddisfatto , sono  totalmente insoddisfatto  perché mi aspetto dal
  Governo  che dica una data, perché riprogrammare risorse per  altri
  bandi  significa perdere un altro anno e là c'è un altro  problema,
  c'è un problema anche di DURC, dove le aziende, quindi, gli enti di
  formazione  per  mancanza  di  pagamenti  sono  incorsi   in   DURC
  irregolari  e  quando hanno il DURC irregolare la Regione  non  può
  pagare,  quindi,  questo  sistema, se lo  vogliamo  migliorare,  lo
  dobbiamo  migliorare  assieme  ma mettendoci  in  discussione,  non
  puntando  il  dito,  perché viene facile puntare  del  dito  su  un
  settore  a  pezzi.  E  la parte più debole di questo  settore  sono
  proprio  gli enti di formazione, quindi, rivediamo quando  facciamo
  le  affermazioni perché è troppo facile sedersi sulla sedia e  fare
  il  saccente come se lei, assessore, è nuovo e novello  e,  quindi,
  sta affrontando ora questo problema.
   Non  ci  sto a queste cose. Lei ha fatto parte almeno delle ultime
  tre  legislature, è stato un assessore e, quindi,  questo  discorso
  come  gliel'ho detto io in Commissione glielo ripeto qua  in  Aula:
  quando  vogliamo  fare  le cose le dobbiamo  fare  partendo  da  un
  presupposto, di coinvolgere tutti, di sentire tutti e poi  di  fare
  la scelta migliore, non di fare la sua scelta, perché possibilmente
  la scelta che vuole fare il Governo o l'assessore non è la migliore
  scelta;   se,   invece,  la  confrontiamo  con  gli   attori,   con
  l'Assemblea, con la Commissione, forse faremo un servizio, ed  esce
  fuori  una proposta anche di transizione, come lei diceva, come  la
  chiamava? Calmierare, passare da un sistema all'altro? Io lo chiamo
  passare da un sistema all'altro, lo chiamo transizione, si passa da
  un sistema all'altro.
   Per me, se quel nuovo si dimostrerà di performare meglio, va bene,
  ma non criminalizziamo gli enti. Agli enti dobbiamo dire quello che
  bisogna fare, e gli enti sono nelle condizioni di formare personale
  che  noi richiediamo. Gli enti non sono affezionati a formare  quel
  tipo di personale. Gli enti fanno il loro know how e formazione.  E
  la  maggior  parte  degli enti, anzi la totalità degli  enti  hanno
  dimostrato, secondo dei bandi che fate voi e, quindi, per essere in
  quella  graduatoria, per essere riconosciuti come enti,  hanno  dei
  requisiti,  sia  economici che organizzativi,  che  la  Regione  ha
  attestato, ha asseverato. Questo è quello che risulta.  Se  poi  ci
  sono  altre regole, gli enti si adegueranno ad altre regole, perché
  le  regole  del gioco, fino ad ora, le fa la politica.  Ma  se  noi
  dobbiamo  criminalizzare gli enti che hanno seguito le  regole  del
  gioco, io non ci sto.
   Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Geraci,   che   si    dichiara
  insoddisfatto.
   Assessore, il tema, ovviamente, è un tema importante. Tra l'altro,
  io  capisco  anche  l'attenzione da  parte  dei  colleghi,  perché,
  comunque,  ci  sono  state dichiarazioni stampa diverse  da  parte,
  diciamo, del Presidente e del Governo.
   Io  ho  capito, però, e rispondo anche all'onorevole  Geraci,  che
  l'Assessore è disponibile allo scorrimento. Io ho ascoltato questo.
  Non  ho ben capito il discorso delle risorse, però, mi pare che c'è
  l'impegno da parte dell'Assessore sullo scorrimento.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Se vuole qualche altro  minuto  e  poi
  chiudiamo.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, lo spiego meglio. L'onorevole Geraci è un  uomo
  intelligente.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E poi vuole parlare lei. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Allora, replico dopo?

   PRESIDENTE.  No, però, un attimo, onorevole, non c'è il  dibattito
  sull'interpellanza.   Se  c'è  una  precisazione,   così   facciamo
  concludere l'Assessore velocemente e andiamo avanti perché  abbiamo
  completato la rubrica.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  era   per   una   precisazione,
  considerando  che  l'Assessore e compagno, anzi amico,  Turano,  mi
  aveva,   come  dire,  citato  nel  suo  intervento,  anche   perché
  l'argomento,  che  è  quello dell'Avviso 8,  mi  sembra  che  tutti
  abbiamo,  in  egual  modo, in queste settimane,  un  attimo,  siamo
  intervenuti.  Addirittura, noi, come Partito  Democratico,  abbiamo
  presentato una mozione che all'assessore Turano, spero gli  Uffici,
  già abbiano dato, proprio perché ritengo che, intanto, io ho capito
  che  l'assessore Turano ha parlato dello scorrimento sui 40 milioni
  di  euro  dell'Avviso  8, e questo è un fatto positivo  perché  noi
  siamo  usciti il lunedì, e poi il mercoledì, c'è stata una riunione
  con  il  Presidente della Regione e con gli enti  di  formazione  e
  l'assessore presente a questa riunione.
   E  l'altra  cosa che mi fa enorme piacere, perché è in  linea  con
  quello  che  noi  abbiamo  detto  come  Partito  Democratico  nella
  mozione, Assessore Turano, è proprio quella di istituire un tavolo,
  se  ho  capito bene, lei con tutti i dati statistici  che  oggi  ha
  portato  in Aula, suppongo che sia disponibile e disposto a sedersi
  attorno  ad  un tavolo, per mettere su una nuova legge  di  riforma
  sulla formazione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Assessore, se riusciamo a fare sintesi. Così va bene.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Certo.  Volevo  ringraziare i colleghi che mi hanno ascoltato  e  i
  colleghi che sono intervenuti. All'onorevole Geraci dico che  è  un
  uomo, lei, intelligente. Lei sa che io non ho detto che sono contro
  gli enti di formazione. Onorevole Geraci, io l'ho ascoltata. Lei sa
  pure che quello che io ho detto, e non è il Vangelo mi creda, nasce
  da un sano confronto con tutte le forze datoriali e sindacali. Ed è
  fin  troppo chiaro che dobbiamo costruire un meccanismo che sia più
  performante  possibile  -  transazione o  attività  calmierata,  la
  definisca come vuole - ma non dica che io sono contro gli  enti  di
  formazione, che sto bloccando il sistema. Perché il sistema,  oggi,
  è  impantanato  per l'importo di tredici milioni  di  euro,  voglio
  essere  chiaro, voglio essere chiaro, così abbiamo la  certezza  di
  non sbagliare con i numeri. Sull'Avviso 8 abbiamo fatto decreti per
  134.155.000,15.  Sono  state rendicontate risorse  per  76.171.178.
  Abbiamo  disposto erogazioni per 62.972.000 di euro, quindi,  siamo
  in  difetto di 13 milioni di euro, anzi 13.199.000. Gli enti ancora
  devono...

   PRESIDENTE.  Assessore, facciamo così, questa  documentazione,  se
  lei  già  ci  ha  detto che la deposita, io chiuderei  qui,  perché
  abbiamo già...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Certo, sì, però, mi faccia dire una cosa all'onorevole Catanzaro.

   PRESIDENTE. Abbiamo già dibattuto abbastanza.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  L'onorevole Catanzaro ha indicato una cifra di 40 milioni  di  euro
  che  io non ho detto, perché non sono oggi nelle condizioni di dire
  se  saranno  di  più  o  saranno di meno. Ci  sarà  lo  scorrimento
  dell'Avviso 8.

   PRESIDENTE. Assessore, va bene, anche perché l'onorevole Geraci si
  è dichiarato insoddisfatto, quindi, comunque, non cambia parere.
   Abbiamo finito, grazie, Assessore, abbiamo finito con la Rubrica.
   Ora,  colleghi, io vorrei verificare se ci sono le condizioni  per
  andare  avanti e votare un disegno di legge.  Io vorrei sospendere,
  sospendere  un attimo, cinque minuti, e parlare un attimo  con  voi
  per capire se ci sono le condizioni.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Geraci)

   PRESIDENTE. La trasforma in mozione. Va bene.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, semplicemente, da due  mesi
  circa abbiamo all'ordine del giorno tutta una serie di debiti fuori
  bilancio  che vengono rinviati di seduta in seduta e, ora, siccome,
  diciamo,  a  me  non piace e non mi piaceva neanche  quando  facevo
  parte della Commissione Bilancio, che questi debiti messi in ordine
  del  giorno  senza  che mai né si trattino,  né  vengano  messi  in
  discussione, né abbiamo possibilità di farlo, prego la Presidenza e
  ovviamente  anche  gli  Uffici che o si mettono  al  voto,  vengono
  approvati o bocciati, oppure, visto che sono la lettera a), quindi,
  diciamo, non vengono neanche da sentenza, ma devono essere messi al
  voto  dell'Aula, oppure che vengano tolti dall'ordine  del  giorno,
  perché  non  manca  certamente  per  il  Gruppo  parlamentare   che
  rappresentiamo  metterli in votazione, ma manca per la  maggioranza
  di  quest'Aula, che li ha fatti arrivare dalla Commissione Bilancio
  in Aula. Qualcuno, però, si deve prendere pure la responsabilità di
  approvarli o di bocciarli, perché, onestamente, tenerli più di  due
  mesi  all'ordine  del giorno senza nemmeno essere trattati  ritengo
  che  non  sia  assolutamente  utile e,  ripeto,  non  è  certamente
  responsabilità delle opposizioni, ma evidentemente la maggioranza o
  non li vuole votare oppure non sa cosa fare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri.
   Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per qualche minuto per  capire
  se  ci  sono  le  condizioni per votare un disegno  di  legge  oggi
  stesso.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 16.27)

   La seduta è ripresa.

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi, un attimo, in Aula sta intervenendo la collega
  Chinnici,  così  vediamo di andare avanti e  vediamo  di  procedere
  anche con la votazione di un disegno di legge.

   CHINNICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce  anche
  di  tutto  quello  che  abbiamo ascoltato,  oggi,  con  puntualità,
  dall'assessore Turano, ricordo, appunto, come aveva già detto prima
  l'onorevole  Venezia  che, come V Commissione,  abbiamo  approvato,
  all'unanimità, quindi da parte di tutte le forze politiche e con il
  parere   favorevole  dell'assessore  Turano,  che   ringrazio   per
  l'attenzione,  il  disegno di legge voto contro il  dimensionamento
  scolastico.
   Siccome credo che sia importante che dalla Sicilia unita venga una
  risposta forte contro questa iattura del dimensionamento scolastico
  che, ricordo, fissa 961 alunni l'autonomia delle scuole.
   961  alunni  significa che oltre 110 scuole in Sicilia  perderanno
  l'autonomia.  Parliamo  di scuole delle zone  montane,  delle  zone
  interne, delle zone con alto tasso di dispersione scolastica.
   Quindi,  chiedo  che,  con urgenza, signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi  grazie  per  l'attenzione, credo  che  sarebbe  un  gesto
  importante se tutta l'Aula, all'unanimità, facesse arrivare a  Roma
  questo   disegno  di  legge  voto  che  blocca  il  dimensionamento
  scolastico almeno nelle zone interne montane ripristinando i canoni
  che  c'erano  prima,  perché  sarebbe  una  perdita  gravissima  di
  ulteriori  dirigenze scolastiche per i prossimi anni, a partire  al
  2024.
   Noi  abbiamo questo potere di esprimerci con un disegno  di  legge
  voto  da  fare arrivare a Roma, subito, però, perché  entro  il  30
  giugno si deciderà tutto.
   Quindi,  ringrazio  la  V Commissione, il  Presidente  Ferrara,  i
  colleghi tutti, che insieme all'onorevole Saverino, ci hanno  fatto
  votare all'unanimità e approvare all'unanimità il voto, ripeto, col
  parere favorevole della Giunta di Governo e dell'Assessore, quindi,
  chiedo  la calendarizzazione, se è possibile, di questo disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io procederei in questo  modo  se
  siamo  d'accordo  e poi sentiamo il Governo; c'è il  Vicepresidente
  della Regione così sentiamo pure il Governo, visto che i Capigruppo
  sono  d'accordo  su  questo  iter. Noi adesso  proseguiamo  con  la
  votazione   del  disegno  di  legge  n.  303/A  "Disposizioni   per
  l'attribuzione  della qualifica dirigenziale  al  personale  medico
  delle  Aziende ospedaliere universitarie della Regione  siciliana",
  il  Governo  se mi dà l'ok sul disegno di legge di cui  ha  parlato
  l'onorevole  Chinnici  sul dimensionamento scolastico  e  c'è  l'ok
  anche  dei  Capigruppo martedì lo possiamo mettere  all'ordine  del
  giorno.

   GERACI.  La  Conferenza delle Regioni, la ratifica, siamo  rimasti
  l'unica Regione

   PRESIDENTE. Quindi se il Governo, se il Vicepresidente  Sammartino
  mi  dà  l'ok su questa cosa, altrimenti convoco una Conferenza  dei
  Capigruppo in merito.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, si tratta di un disegno di legge voto.

   PRESIDENTE. E' un disegno di legge voto.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Quando sarà calendarizzato?

   PRESIDENTE. Martedì prossimo. Allora, martedì mettiamo  all'ordine
  del  giorno  il disegno di legge voto di cui ha parlato l'onorevole
  Chinnici   e   poi  daremo  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti martedì stesso e si voterà mercoledì e inizierei con la
  trattazione del disegno di legge numero 303.


   Seguito  della discussione del disegno di legge «Disposizioni  per
  l'attribuzione  della qualifica dirigenziale  al  personale  medico
  delle  Aziende  ospedaliere universitarie della Regione  siciliana»
  (n. 303/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Disposizioni  per l'attribuzione della qualifica  dirigenziale  al
  personale  medico  delle  Aziende ospedaliere  universitarie  della
  Regione siciliana» (n. 303/A), posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  com'è  noto questo disegno di  legge  -  che  è  stato
  approvato  sia in Commissione Salute sia in Commissione Bilancio  -
  prevede  dopo  tanto tempo un atto di giustizia  verso  coloro  che
  hanno esercitato difatti la funzione di dirigente medico e che  per
  un  errore praticamente della 507, che non ha trasferito le  stesse
  funzioni,  quando  si  è  trattato di  trasferire  da  parte  delle
  Università agli Asp Policlinico, cioè alle aziende Policlinico, non
  è stato praticamente scritto che questi erano dirigenti medici.
   La situazione, chiaramente, crea alcuni problemi perché quelli che
  di   fatto  hanno  per  tanto  tempo  esercitato  le  funzioni   di
  anestesisti,  di  vice  primario,  chi  è  stato  responsabile   di
  struttura  semplice,  chi  non  è  stato  responsabile  nei  Pronto
  Soccorso  etc. in queste condizioni si trovano in forte difficoltà,
  perché  anche nelle funzioni che esercitano ai fini assicurativi  o
  altri incidenti possono avere sicuramente grossi problemi.
   Mi sono permesso, oltre al disegno di legge, anche su richiesta di
  un  Gruppo parlamentare, di aggiungere alla dirigenza medica  anche
  il personale sanitario, per cui il disegno di legge così emendato è
  così   "Al   fine  di  salvaguardare  la  continuità  assistenziale
  garantita   da   personale   medico   e   sanitario   con   elevata
  professionalità e del comparto universitario le aziende ospedaliere
  universitarie nella regione siciliana sono autorizzate ad  avviare,
  nell'ambito  delle  risorse  attribuite,  le  necessarie  procedure
  selettive  interne per l'attribuzione della qualifica  dirigenziale
  al  suddetto  personale già in servizio presso le medesime  Aziende
  ospedaliere universitarie". Naturalmente l'articolo due prevede che
  "Sono  fatti  salvi i diritti relativi al trattamento giuridico  ed
  economico  precedentemente  maturati.  Dalla  presente  legge   non
  derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Le
  amministrazioni   interessate   provvedono   all'attuazione   nelle
  disposizioni  di cui alla presente legge, nei limiti delle  risorse
  umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  nella
  Regione  siciliana, entrerà in vigore il giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione .  Dopodiché, su questo c'è il parere,  naturalmente,
  favorevole  del Governo che è stato già espresso in  Commissione  e
  che ripeterà qui in Aula.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole La Rocca.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 303/A

   PRESIDENTE.  Si riprende la discussione del disegno  di  legge  n.
  303/A.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
     Disposizioni per l'attribuzione della qualifica al personale
                             medico delle
       Aziende ospedaliere universitarie della Regione Siciliana

   1.  Al fine di salvaguardare la continuità assistenziale garantita
  dal personale medico direttivo con elevata professionalità ( E.P. )
  del  comparto  universitario, le Aziende ospedaliere  universitarie
  della  Regione  siciliana sono autorizzate ad avviare,  nell'ambito
  delle risorse attribuite, le necessarie procedure selettive interne
  per   l'attribuzione  della  qualifica  dirigenziale  al   suddetto
  personale  medico,  già  in  servizio presso  le  medesime  Aziende
  ospedaliere universitarie.

   2.  Sono  fatti  salvi  tutti i diritti  relativi  al  trattamento
  giuridico ed economico precedentemente maturati».

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
  fuori sacco 1.4, dal Presidente della Commissione.
   A  questo punto, onorevole Assenza, lei ritira l'emendamento  1.2,
  visto l'emendamento presentato dalla Commissione?

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, io intervengo solo per  preannunciare
  che  Fratelli d'Italia voterà favorevolmente al disegno di legge  e
  all'emendamento. Però, mi corre l'obbligo di evidenziare - come  ho
  già  fatto personalmente col Presidente Laccoto - forti dubbi sulla
  possibilità di questa Assemblea regionale, di questo Parlamento, di
  intervenire legiferando su questa materia.
   Per  cui noi siamo assolutamente d'accordo sulla finalità  che  il
  disegno di legge si prefigura e che tende sostanzialmente a rendere
  giustizia  a  una  situazione anomala che si perpetua  da  decenni.
  Però,  temo che stiamo strabordando oltre le nostre competenze,  ce
  ne assumiamo tutti le responsabilità e lo facciamo volentieri.

   PRESIDENTE. Devo dire, è giusto avvalorare anche l'intervento  del
  collega  Assenza,  che  comunque gli Uffici  durante  l'istruttoria
  qualcosa hanno segnalato al riguardo però l'Aula è sovrana,  quindi
  andiamo  avanti  e  pongo  in votazione l'emendamento  1.4.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                  Clausola di invarianza finanziaria

   1.  Dalla  presente legge non derivano nuovi o  maggiori  oneri  a
  carico del bilancio regionale.

   2.  Le Amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle
  disposizioni  di cui alla presente legge nei limiti  delle  risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla votazione finale del disegno di legge.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, con questo disegno di  legge  stiamo
  superando un problema tecnico. Io comprendo le perplessità che sono
  state  espresse, le rispetto, però noi abbiamo seguito un  percorso
  in   Commissione,  di  ascoltare,  intanto,  i  rappresentanti  dei
  lavoratori.  C'è  stato posto questo problema,  è  stato  fatto  un
  ragionamento  attorno  a  questa  specificità  che  avremmo  dovuto
  superare per rendere giustizia a questo mondo che presentava questa
  anomalia.
   Poi  abbiamo anche ascoltato le indicazioni dell'Assessorato,  ciò
  che  è  emerso  dalla Commissione dal punto di vista tecnico  e  ci
  siamo anche orientati a determinare una norma che fosse uguale  per
  tutta  la Sicilia, perché inizialmente - lo ricorderanno i colleghi
  -   la  attività  sembrava  orientata  soltanto  verso  un'anomalia
  presente nel Policlinico di Messina.
   In  verità  c'erano anche altre strutture che presentavano  queste
  caratteristiche, quindi la Commissione si è determinata nel dare un
  indirizzo di tipo generale. Speriamo, riteniamo, di aver  fatto  un
  atto di giustizia a tutti i lavoratori interessati.

   PRESIDENTE. Presidente Laccoto voleva precisare qualcosa e poi c'è
  l'onorevole   De  Luca  che  ha  chiesto  di  intervenire.   Prego,
  Presidente Laccoto.

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore.  Ma  guardi  io
  devo ringraziare, intanto, la Commissione tutta e l'Aula e tutti  i
  Gruppi  parlamentari  perché con questa legge  si  fa  un  atto  di
  giustizia rispetto ad una situazione che è paradossale.
   Da  oltre vent'anni vi sono dei medici che svolgono le funzioni di
  dirigente medico e che praticamente non hanno oggi riconosciuta  la
  loro  funzione;  questo è un fatto grave anomalo  che  è  avvenuto,
  purtroppo, nella maggior parte solo presso i Poliginico di  Messina
  ne  esistono  altri quindici a Pollinico di Palermo ma  la  maggior
  parte  si tratta di 150, che senza di loro praticamente non avremmo
  potuto dare assistenza e servizi ai malati.
   Per  quanto  riguarda  le perplessità, io  spero,  che  a  livello
  nazionale  ci  sia  la consapevolezza, che questo  è  un  fatto  di
  giustizia, che intanto risolve un problema anche dal punto di vista
  economico alla Regione siciliana.
   Noi dobbiamo ricordare che questi I.P. sono stati pagati per oltre
  vent'anni   dalla   Regione  siciliana,  come  Servizio   sanitario
  regionale  il  che significa che sono stati riconosciuti  già  come
  funzione  di medici perché altrimenti dovevano essere pagati  dalla
  università, per questo io nel ringraziare tutta l'Aula  chiedo  che
  finalmente possa essere messa fine a questo stato di ingiustizia.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo  per
  la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 303/A

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  Movimento 5 Stelle ha qualche perplessità relativamente all'iter ma
  sosterrà questo disegno di legge col proprio voto favorevole  anche
  perché vogliamo dare un segnale preciso e ai siciliani e al Governo
  romano  perché le condizioni dei nostri ospedali devono  consentire
  di attrarre medici di qualità e non invece creare le condizioni per
  perderle.
   Quindi, votando a favore di questo disegno di legge noi intendiamo
  anche  chiedere e invitare l'Assessore Volo, insieme al  presidente
  Schifani, ove ci fosse qualche perplessità romana nei confronti  di
  questo  percorso a intervenire, anche normativamente come  è  stato
  fatto per altre occasioni, anche meno importanti di questo, al fine
  di  creare  una cornice normativa che consente a questa Regione  le
  sue aziende ospedaliere, in questo caso i policlinici universitari,
  di  non  perdere  ulteriori risorse a favore di altre  regioni  che
  sarebbero,  invece, ben felici di accogliere questi professionisti,
  in  quanto  compito della politica, non è semplicemente fermarsi  a
  quello che è il quadro ma anche deve essere compito suo mutarlo per
  renderlo  più  favorevole  a  quelle  che  sono  le  esigenze   del
  territorio.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, va bene ok.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  "Disposizioni  per l'attribuzione della qualifica  dirigenziale  al
  personale  medico  delle  Aziende ospedaliere  universitarie  della
  Regione siciliana". (n. 303/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di  legge n. 303/A "Disposizioni per l'attribuzione  della
  qualifica   dirigenziale   al  personale   medico   delle   Aziende
  ospedaliere universitarie della Regione siciliana".
   Dichiaro aperta la votazione.
   Ricordo che si vota col metodo che abbiamo utilizzato negli ultimi
  mesi, anzi col metodo antico pre Covid, dovete tenere premuto  fino
  a quando non chiudiamo la votazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            42
   Votanti             35
   Maggioranza         18
   Favorevoli          35
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Mettiamo  a  verbale  il voto favorevole degli  onorevoli  Grasso,
  Falcone, Gallo e Giambona.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Va bene, colleghi, a questo punto rinvio la  seduta  a
  martedì.
   Ci  sono degli interventi ai sensi dell'articolo 83. Hanno chiesto
  di  parlare  l'onorevole Safina, l'onorevole Schillaci, l'onorevole
  Burtone e Geraci.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.

                           (Brusìo in Aula)

   Colleghi, un attimo che facciamo questi tre interventi.

   SAFINA. Onorevoli colleghi, mi spiace.


   Discussione  del  disegno di legge  Ratifica, ai  sensi  dell'art.
  117,  8  comma  della Costituzione dell'Intesa tra le Regioni e  le
  Province  autonome  di Trento e Bolzano per l'istituzionalizzazione
  della  Conferenza  delle  Regioni e delle Province  autonome .  (n.
  332/A)

   PRESIDENTE.  Un  attimo colleghi, Governo, se   possiamo  rimanere
  cinque  minuti  perché diamo la parola ai tre colleghi.  Dopodiché,
  prima di dare la parola all'onorevole Safina, darei il termine  per
  la  presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 332/A  a
  venerdì  prossimo  alle  ore 12.00, perché  tanto  è  già  inserito
  all'ordine del giorno.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  spiace  ancora
  una  volta  intervenire per segnalare come questo Governo  si  stia
  contraddistinguendo   per   essere   il   Governo   diciamo   della
  'propaganda' in perfetta continuità col Governo Musumeci del resto,
  rivendicata sin dagli albori di questa Legislatura.
   In  questo  caso, purtroppo, però la propaganda si fa sulla  pelle
  dei  nostri lavoratori e sulla pelle delle famiglie perché è oramai
  da  mesi,  è  oramai da mesi che viene annunciata la sottoscrizione
  del protocollo col Ministero del Lavoro per l'arrivo in Sicilia  di
  oltre  60 ispettori, ed è da mesi che questa convenzione non  viene
  firmata.
   Nel  frattempo  in  Sicilia  ci sono stati  12  morti  sul  lavoro
  prevalentemente nei cantieri edili e uno nell'agricoltura, 7 mila e
  più infortuni, qualcuno direbbe, può dire, in calo rispetto al 2022
  nei  primi  4  mesi  dell'anno  ma  7  mila  infortuni  in  Sicilia
  rappresentano  un  trend  del  10%  in  più  rispetto  alla   media
  nazionale,  dunque  diciamo che c'è poco da  sorridere  per  questo
  calo. Allora sia chiaro che in Sicilia, che è una terra che ha fame
  di  lavoro  non  si  può  morire di  lavoro  o  sia  chiaro  che  è
  fondamentale  che  il  Governo immediatamente intervenga  e  faccia
  entrare in servizio questi 63, 65 quanti sono ispettori del  lavoro
  oppure il Governo avrà sulla coscienza ulteriori morti e avrà sulla
  coscienza  un'altra cosa, quello di mantenere in vita,  io  ricordo
  che  in  questa,  nella finanziaria che è stata poi  impugnata  dal
  Governo nazionale c'era una misura, se non ricordo male 200 milioni
  di euro, che doveva favorire le assunzioni nelle imprese siciliane.
   Ebbene ma che senso ha a pensare a una norma del genere quando nel
  frattempo si consente ad alcuni imprenditori definirli tali e anche
  un eccesso di zelo da parte mia di mantenere in vita un sistema che
  si  basa  sul  lavoro nero, sullo sfruttamento dei  lavoratori  che
  hanno  come  dicevo  poc'anzi fame di lavoro e  sono  costretti  ad
  accettare  delle condizioni assolutamente inique e delle condizioni
  di  assoluto  sfruttamento. Allora o questo Governo  immediatamente
  sottoscrive  queste  convenzioni o  immediatamente  fa  entrare  in
  servizio questi ispettori oppure avrà ancora una volta la coscienza
  macchiata del sangue dei lavoratori siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, dalla stampa abbiamo appreso che  ieri
  è   iniziata   una  raccolta  di  firme  da  parte  del  sindacato.
  Simbolicamente  i  sindacati sono partiti dall'ospedale  civico  di
  Palermo  per  portare  avanti una petizione  contro  la  legge  sul
  regionalismo differenziato.
   E' un fatto importante, partono da una struttura sanitaria proprio
  perché il sindacato, la Cgil, la Uil, vogliono rimarcare che questa
  ipotesi  di  riforma  peggiorerebbe, innanzitutto,  alcuni  diritti
  costituzionali   nella   nostra  Regione,   nel   Mezzogiorno,   in
  particolare  il  diritto alla salute e il diritto alla  formazione.
  Quindi  è  indicativo  tutto ciò, i sindaci si  stanno  muovendo  e
  stanno  raccogliendo firme in varie regioni del Mezzogiorno.  Parte
  anche  il sindacato per sostenere una battaglia contro una  riforma
  che  è stata annunciata dal Governo. E' quanto dato apprendere,  il
  Governo vorrebbe andare avanti celermente.
   Si  dibatte,  quindi, nel Paese. Si dibatte in Sicilia,  in  tanti
  settori della vita civica delle nostre comunità e io mi domando: ma
  il  nostro  Parlamento, il Parlamento siciliano,  ha  dibattuto  in
  maniera   adeguata   queste   tematiche   relative   alla   riforma
  costituzionale?  noi  abbiamo fatto una seduta,  lei  lo  ricorderà
  Presidente  credo  che fosse lei a presiedere  la  seduta  di  quel
  giorno,  il  7  marzo. Abbiamo fatto alcuni degli  interventi,  era
  presente  largamente la minoranza, debbo dire  con  tutto  rispetto
  molto esigua la presenza della maggioranza e del Governo. Alla fine
  l'assessore Falcone ha fatto un lungo intervento, però  il  Governo
  era  rappresentato soltanto da un assessore. A presiedere  era  lei
  non  il  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana che,  a  mio
  parere, un dibattito del genere avrebbe dovuto presiedere come atto
  di  importanza  da  dare all'argomento che è stato  trattato  dalla
  nostra Aula.
   Io  debbo dire che sono rimasto particolarmente colpito dal  fatto
  che, in quella sede, non si sia votato. Se io oggi dovessi dire  ad
  un  cittadino  siciliano,  ad  uno di  quelli  che  ha  firmato  la
  petizione  ieri o stamattina promossa dalla Cgil e  dalla  Uil,  se
  dovessi   dire  qual  è  la  posizione  della  Regione   siciliana,
  dell'Assemblea regionale siciliana, dovrei dire: ognuno di  noi  ha
  espresso un parere.
   Ma  è questo il modo di atteggiarsi di un Parlamento? io penso  di
  no.  Ecco  perché,  Presidente, le chiedo  di  porre  la  questione
  nell'ambito della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
  con  il  Presidente dell'Assemblea, che si possa  fare  un'apposita
  seduta, ci sia qui presente il Presidente della Regione, indichi la
  linea  del  Governo e noi dell'opposizione diremo  quali  siano  le
  nostre  posizioni, anche perché alla fine è necessario  e  doveroso
  votare,  dire ai siciliani qual è la posizione del Governo Schifani
  e qual è la posizione dei singoli Gruppi parlamentari.
   E'  questa  la richiesta che le faccio, mi sembra doveroso  perché
  nel  nostro  Paese, in Sicilia, si discute. Ne parlano i cittadini,
  ci sono costituzionalisti che stanno facendo degli esami molto seri
  sul  progetto  di  riforma,  ci sono tanti  nei  partiti,  ci  sono
  associazioni  che discutono e che dicono la propria. Il  Parlamento
  siciliano, doverosamente, deve discutere e dibattere e poi  votare,
  dire  che cosa il Parlamento ha deciso. Noi faremo la nostra parte,
  confermeremo  la  nostra  linea  contraria  a  questa  riforma  che
  potrebbe  danneggiare  seriamente  il  nostro  paese,  dividerlo  e
  renderlo più ingiusto.

   PRESIDENTE. Porterò la sua richiesta alla prossima Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Aveva rinunciato. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  sì,
  avevo  rinunciato perché non era presente l'assessore Turano a  cui
  dovevo,  diciamo, far pervenire una richiesta. Però per i cittadini
  che  sono a casa è giusto affrontare la questione. Parlo del  'caro
  affitti' per la comunità universitaria non solo di Palermo ma della
  maggior  parte  delle  province siciliane ma,  in  particolare,  di
  Palermo e di Catania dove il caro affitti, davvero, mette a disagio
  tantissimi studenti universitari che sono costretti a rinunciare ad
  un  affitto costosissimo anche per la città di Palermo e di Catania
  e  dovere viaggiare con tantissime difficoltà vista anche la nostra
  rete  autostradale e ferroviaria. Cosa preoccupa?  Noi  ieri  in  V
  Commissione  abbiamo  audito i Presidenti degli  ERSU  siciliani  i
  quali  hanno  lanciato un grido di allarme perché non  siamo  nelle
  condizioni di potere soddisfare tutte le richieste stiamo  parlando
  di  2925  richieste  solo su Palermo a fronte  di  soli  944  posti
  disponibili.
   E'  ovvio  che  nel  medio ma neanche nel breve  termine  noi  non
  potremo   soddisfare  queste  richieste  quindi   abbiamo   chiesto
  l'immediata istituzione di un tavolo tecnico dove faremo  sedere  a
  questo  tavolo gli attori istituzionali principali per risolvere  o
  provare, tentare, di risolvere la questione.
   Stiamo  parlando di un trend di crescita enorme del 50  per  cento
  dal 2020 ad oggi al 2023 e sicuramente sarà una forbice che andrà a
  crescere principalmente per le città di Palermo e di Catania perché
  le  famiglie  saranno  già  in estrema difficoltà  dovuto  al  caro
  energia,  al  caro bollette. Questa Istituzione, questo  Parlamento
  siciliano  deve  fare qualcosa e lo deve fare  presto  ecco  perché
  istituiremo  questo tavolo tecnico volevo comunicarlo all'Assessore
  che spesso è latitante in Commissione quindi volevo assicurarmi  la
  sua presenza.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Spada.   Prego
  onorevole  Spada,  so  che  sarà  velocissimo,  la  sua  sintesi  è
  riconosciuta.

   SPADA. Signor Presidente, sarò brevissimo. Volevo sottolineare due
  aspetti:  il primo riprendendo l'argomento dell'onorevole Schillaci
  in V Commissione abbiamo udito i Presidenti degli siciliani speravo
  che  l'assessore  Turano  potesse rimanere per  sottoporgli  questa
  questione  di  cui  le sto parlando adesso. Ad oggi  il  contributo
  destinato agli studenti universitari vincitori di borsa di studio è
  di  circa  settemila euro. Di questi settemila euro, allo  studente
  universitario ne vengono dati materialmente solamente  tremila,  il
  resto  dei  soldi  viene distribuito tra servizi e quant'altro  che
  comunque  non vanno e non rientrano nelle tasche diciamo di  questi
  studenti.
   Allora,   occorre  oggi  fare  una  riforma  concreta  che   possa
  consentire ai giovani studenti siciliani la possibilità di ottenere
  non  dico  il 100 per cento del contributo ma almeno l'ottanta  per
  cento   del   contributo  in  modo  tale  da  potersi   organizzare
  autonomamente  la  gestione di queste risorse  e  come  soprattutto
  spenderli.
   Un  altro  appunto,  invece, lo volevo fare  Presidente  Di  Paola
  rispetto  ad  un  altro tema molto sentito attuale  ma  di  cui  in
  quest'Aula  ancora oggi non si è mai parlato se non  sporadicamente
  grazie  all'iniziativa promossa dall'onorevole  Dipasquale  che  ha
  istituito un intergruppo parlamentare di cui è Presidente,  di  cui
  faccio  parte  anche io, che riguarda i cambiamenti  climatici  nel
  Mediterraneo.
   E  allora  io penso Presidente che quest'Aula insieme  anche  alla
  collega  Saverino  in  quest'Aula  si  debba  occupare  in  maniera
  concreta dei cambiamenti climatici perché al di là di quello che si
  dice  nei talk show ho pure del dibattito che si è aperto in queste
  settimane   sulla  reale  esistenza  o  meno  di  un  pericolo   di
  cambiamento  climatico  che  possa compromettere  il  futuro  della
  nostra  terra.  Io  penso  che noi oggi come  parlamentari  e  come
  deputati regionali abbiamo l'obbligo di legiferare in questo  senso
  perché dobbiamo guardare non all'oggi ma alle future generazioni.
   E  siccome questo tema è più sentito dalle future generazioni  che
  dai parlamentari o dalla politica in generale la invito ad iniziare
  un  dibattito  in questo senso e la invito riprendendo l'intervento
  che  ha  fatto ieri l'onorevole Dipasquale a spingere e sollecitare
  il  governatore Schifani nell'istituzione dell'osservatorio  per  i
  cambiamenti  climatici  regionali  deve  semplicemente  nominare  i
  componenti  e  daremo  finalmente  uno  strumento  di  monitoraggio
  all'interno del nostro mediterraneo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13
  giugno  2023,  alle ore 15.00, con la Rubrica  Famiglia,  politiche
  sociali e lavoro  e i disegni di legge all'ordine del giorno.

                 La seduta è tolta alle ore 17.00 (*)


   (*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con  e-mail del 13 giugno 2023, la seduta n. 46, già convocata  per
  martedì  13 giugno 2023 alle ore 15.00, è stata rinviata a  martedì
  20  giugno  2023 con il medesimo ordine del giorno ed  al  medesimo
  orario.
   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IV SESSIONE ORDINARIA


                          46a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 20 giugno 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
    REGOLAMENTO  INTERNO,  DI INTERROGAZIONI  E  INTERPELLANZE  DELLA
    RUBRICA:  Famiglia, politiche sociali e lavoro  (V. allegato)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
         residenza a favore dei farmacisti rurali . (n. 304/A) (Seguito)

           Relatore: on. Laccoto

       2)  Ratifica, ai sensi dell'art. 117, 8  comma  della Costituzione
         dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
         Bolzano per l'istituzionalizzazione        della Conferenza delle
         Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A) (Seguito)

           Relatore: on. Abbate

       3)  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
          Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19 del Decreto-
         Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A)

           Relatore: on. Chinnici

       4)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       8)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazione

   - Con richiesta di risposta orale presentata:

   N. 308 - Iniziative urgenti finalizzate a garantire il corretto  e
  regolare  svolgimento  delle operazioni  elettorali  relative  alle
  elezioni amministrative in Sicilia del 28-29 maggio 2023.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Carta Giuseppe

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolta al proprio turno.

  Allegato B

  - Interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Istruzione e
  formazione professionale  (testi)

  Allegato C:

  - Allegato emendamenti approvati nel corso della seduta