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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 48 di mercoledì 21 giugno 2023
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 12.56

   PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale delle sedute n.  46  e
  n.  47 del 20 giugno 2023 sono posti a disposizione degli onorevoli
  deputati   che  intendano  prenderne  visione  e  sono  considerati
  approvati  in  assenza di osservazioni in contrario nella  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   Comunico che gli onorevoli Grasso, La Rocca e De Luca Cateno  sono
  da considerarsi in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Seguito della discussione del  Disegno di legge voto da sottoporre
  al  Parlamento  della Repubblica, ai sensi dell'articolo  18  dello
  Statuto, recante  Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19
  del Decreto-Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' .
  (n. 395/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  discussione  dei disegni di legge. Si procede con il  prelievo  del
   Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Dimensionamento  scolastico. Modifiche all'art.  19  del  Decreto-
  Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A),
  posto al numero 2).
   Invito i componenti la V Commissione a prendere posto.
   Invito,  altresì, il relatore, onorevole Chinnici, a  svolgere  la
  relazione.

   CHINNICI,  relatore.  Grazie Presidente,  onorevoli  colleghi,  vi
  chiedo  qualche minuto di attenzione. Questo disegno di legge  voto
  che oggi presentiamo, mi corre l'obbligo ringraziare intanto subito
  l'intera V Commissione, il Presidente Fabrizio Ferrara, e  tutti  i
  colleghi  per  l'attenzione  che hanno  mostrato  subito  a  questo
  disegno di legge.
   Stiamo  cercando  con  questo  disegno  di  legge  voto  di  porre
  all'attenzione  le  criticità molto gravi  che  il  dimensionamento
  scolastico, deciso nell'ultima manovra di bilancio, nella legge  n.
  197  del  2022,  possono infliggere al sistema  scolastico  e  alla
  scuola, in generale, italiana.
   Parliamo   di   un   dimensionamento  che   prevede   la   perdita
  dell'autonomia  per  le scuole che passeranno da  8700  scuole,  in
  tutta Italia, a 7309.
   Per  la  Sicilia, in particolare, si tratta di un danno gravissimo
  perché   saranno  previste  istituzioni  scolastiche   di   livello
  mostruoso  a partire da 961 alunni. Significa che, soprattutto  nei
  comuni  montani, nelle zone interne, nelle aree periferiche,  nelle
  piccole  isole,  ma  che  nelle  zone  dove  è  alto  il  tasso  di
  dispersione  scolastica, noi perderemo il  presidio,  il  dirigente
  scolastico,  il  Dsga, il direttore amministrativo  che  tutti  voi
  sapete  essere  un  po'il cuore economico della scuola,  nonché  il
  personale amministrativo, il personale ATA.
   Quindi, con questo disegno di legge voto, noi vogliamo chiedere al
  Parlamento  nazionale un'attenzione sulla scuola.  Dimensionare  la
  scuola  significa indebolire. Indebolire la scuola statale.  Quello
  che  noi  chiediamo  non è di abolire del tutto il  dimensionamento
  perché  ci  rendiamo conto che purtroppo è un trend che  va  avanti
  ormai  da  molti anni e che è stato previsto già da una  legge  del
  2011,  ma  chiediamo  attenzione particolare almeno  a  queste  tre
  categorie.
   Le  scuole  delle  zone  interne montane, per  cui  prevediamo  un
  dimensionamento, di mantenere almeno diciamo gli  standard  che  ci
  sono  adesso, né più né meno, di non sottoporre perché poi facciamo
  delle  politiche contro lo spopolamento delle zone interne montane,
  però togliamo la scuola. Non ha senso.
   Allo    stesso   modo   la   dispersione   scolastica.   Chiediamo
  un'attenzione  particolare per le scuole che  superano  il  15  per
  cento   in  Sicilia,  sono  moltissime  purtroppo,  di  dispersione
  scolastica. Un dirigente scolastico in un territorio cosiddetto   a
  rischio'  in  una  scuola  che con brutta espressione  si  dice  'a
  rischio'  non è possibile toglierlo, non è possibile eliminarlo,  a
  meno  che  poi  non dobbiamo incorrere in tante altre problematiche
  molto  più  gravi  e  qua  c'è  il  collega  La  Vardera  con   cui
  condividiamo un impegno, insieme al collega Spada e a  tanti  altri
  colleghi, per il discorso del crack e delle dipendenze.
   L'emergenza,  il  disagio giovanile, non è  slegato  dal  discorso
  delle  scuole depotenziate. Vi prego di avere uno sguardo  unitario
  su  questo. Il giudice Di Bella, famoso perché ha mandato avanti un
  progetto  dove, appunto, tenta di rieducare i figli delle  famiglie
  mafiose  togliendoli  a  quelle famiglie,  dice  che,  giustamente,
  quello è un atto finale a cui non si dovrebbe mai arrivare, ma  che
  la  prevenzione è fondamentale e prevenire i fenomeni di disagio  e
  di  devianza  sociale  significa tenere le  scuole  aperte  il  più
  possibile, trasformarle in hub culturali, che siano aperte tutto il
  giorno.  Invece,  il  dimensionamento scolastico  va  in  direzione
  opposta,   va   in   direzione  dell'indebolimento   del   presidio
  territoriale delle scuole.
   Quindi  il segnale che vogliamo mandare qui è un segnale  politico
  di  alto  livello,  non è un segnale né di destra  né  di  sinistra
  perché la scuola della Costituzione dovrebbe stare a cuore a tutti.
  Diceva  Piero  Calamandrei che la scuola è l'organo  costituzionale
  per  eccellenza, come il Parlamento, e che se si deve paragonare  a
  un organo del corpo umano, Calamandrei lo paragonava all'organo che
  produce il sangue, che produce la vita nella società.
   E,  allora,  o  facciamo  retorica  sull'importanza  della  scuola
  pubblica  o  facciamo degli atti conseguenti. Ricordo  che  regioni
  come l'Abruzzo, la Sardegna, che sono governate da presidenti e  da
  governi  di  centrodestra,  si  sono opposte  in  Conferenza  Stato
  Regione  al dimensionamento. Molte altre Regioni hanno fatto  anche
  appello.
   Ecco, credo che dal nostro Parlamento siciliano debba venire forte
  e  chiaro  un  messaggio  unitario. Vi  chiedo  questo  colleghi  e
  colleghe.
   Vedo  che  il mio tempo è scaduto e vi ringrazio per l'attenzione,
  auspicando veramente unanimità a difesa della scuola, dell'articolo
  3,  comma  2,  della Costituzione italiana diceva Tullio  De  Mauro
  perché  è compito della scuola e della Repubblica rimuovere  quegli
  ostacoli. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Chinnici.  Le  sue  parole   sono
  ampiamente condivisibili.


                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri è in missione.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 395/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  abbia
  fatto  bene  la  collega Chinnici a fare un appello all'Aula  tutta
  affinché  questo testo sia condiviso ma consentitemi di  dire:  non
  basta la condivisione in questo Parlamento. Occorre qualche cosa in
  più,  perché questo è appunto un disegno di legge voto,  che  viene
  inviato  al Parlamento nazionale e diciamo il cui rischio, alto,  è
  che vi sia un provvedimento vissuto con l'iniziativa velleitaria di
  una Regione a fronte di una disciplina che è regolata dallo Stato.
   Credo  che  su questa materia si possa assolutamente affermare  di
  essere  in  presenza di una sorta di centralismo  differenziato,  a
  proposito  di quello che potrebbe essere l'autonomia differenziata,
  perché  si  applica  un dispositivo uniforme, seppure  con  qualche
  deroga  nel  territorio nazionale, che riguarda il  dimensionamento
  scolastico  e  quindi l'autonomia dei singoli  istituti  di  chi  è
  chiamato  poi  a dirigerli, in un sistema Paese che non  è  uguale.
  Quindi,  formalmente,  c'è  una  regola  unitaria  ma  con  effetti
  diversificati in giro per il Paese.
   Ora,  la collega Chinnici citava il caso della Sicilia che assieme
  alla  Campania sono tra le regioni dove, purtroppo devo dire, torna
  a  crescere l'abbandono scolastico, torna a crescere una condizione
  in  cui  una parte dei nostri ragazzi non vive e non viene  seguita
  dalle  Istituzioni  affinché  in qualche  modo  la  scuola  sia  il
  presidio fondamentale della costruzione della cittadinanza.
   E, allora, questo provvedimento che ha varato il Governo nazionale
  e  devo dire nel silenzio e nel disimpegno di questo Governo, che è
  uno  dei  problemi che abbiamo, perché, vede Presidente, un Governo
  si  può fare in tanti modi e su questo credo che questo Governo  lo
  stia  applicando, diciamo, con una certa dovizia di attenzione:  la
  gestione  dell'esistente o provare a rappresentare  al  di  là  del
  fatto  che  sei  un  Governo con un quadro,  con  uno  schieramento
  politico definito, ma un Governo si dovrebbe porre, dovrebbe  avere
  l'ambizione di rappresentare gli interessi di tutto il territorio e
  il  popolo  che governa, non solo di chi, magari, ha il  sogno  che
  anche la scuola, come altri settori, viva uno scivolamento verso il
  sistema  privatistico e, quindi, abbia la possibilità di  dare  una
  risposta  ai bisogni sociali con un'offerta scolastica e  formativa
  di   tipo   privatistico,  perché  c'è  anche  questo  nell'attuale
  maggioranza  di Governo che, a Roma come a Palermo,  ipotizza  come
  prospettiva futura del nostro sistema istituzionale.
   Ma  qui  stiamo  mettendo, come dire, al centro la  qualità  della
  cittadinanza  in Sicilia. Ciò che dovranno essere  i  cittadini  di
  oggi e i cittadini del futuro. Allora, questo testo, che anch'io mi
  auguro venga approvato all'unanimità, il tema non è approvarlo qui.
  Il tema è come lo facciamo diventare strumento di rappresentanza di
  un  bisogno  territoriale, che credo sia più esteso  rispetto  alla
  sola  Sicilia,  come  tema di rivisitazione da  parte  del  Governo
  nazionale sulle logiche che hanno ispirato questo provvedimento.
   Noi  avremo la cancellazione tra 150 e 200 soggetti scolastici che
  perderanno  l'autonomia. Chi perderà l'autonomia,  inevitabilmente,
  allontanerà il rapporto tra l'azione di governo della  scuola  e  i
  bisogni  che  in  quella scuola bisogna affrontare e  governare,  a
  partire  dal disagio e a partire anche dalle necessità di  ampliare
  l'offerta  formativa, rispetto alle nuove tecnologie,  rispetto  ai
  nuovi alfabeti, all'alfabeto digitale.
     Bene,  tutto  questo in un tempo in cui abbiamo bisogno  di  più
  offerta formativa, noi riduciamo, attraverso la direzione didattica
  degli   istituti,   di   fatto   riduciamo   l'offerta   formativa.
  Allontaniamo  la  scuola dagli studenti, allontaniamo  aggiungo  la
  scuola dai professori. E se c'è una risorsa, e chiudo, che in tutti
  questi  anni  abbiamo  avuto, e devo dire che  noi  tutti  dobbiamo
  essere  grati  al  mondo  della scuola, ai  suoi  docenti,  al  suo
  personale  che  è  stato un luogo di resistenza civile,  oltre  che
  culturale,  questo  messaggio  di  disintegrare  la  scuola,   come
  sistema,  come  dire,  di  governo del territorio,  ha  un  effetto
  devastante per il nostro futuro.
   Ecco  perché,  approveremo questa legge ma cosa faremo  da  domani
  perché  questa legge entri in Parlamento? Noi, per la nostra parte,
  faremo di tutto perché questo testo possa essere calendarizzato  al
  Parlamento nazionale, altrimenti rischieremo tutti di fare finta di
  occuparci dei problemi della Sicilia, senza poi cercare di  trovare
  il modo per risolverli.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente, ma intanto il famosissimo  Presidente
  della   Regione,   che  doveva  avere  questo  atteggiamento   così
  parlamentare  con l'Assemblea regionale siciliana,  per  l'ennesima
  volta,  non so, oggi è in vacanza? Io sto cominciando a perdere  le
  speranze.  E  poi  oggi manca anche l'Assessore alla  formazione  e
  all'istruzione,  dico  almeno avere... comprendiamo  che,  insomma,
  liti in Giunta ci possono stare, "non ti appoggio a Trapani", "esci
  dalla Giunta", però, dico, quando si parla di scuola, dei giovani e
  di   formazione,  la  presenza  del  Presidente  della  Regione   o
  dell'Assessore che lo rappresenta mi pare assolutamente il minimo e
  non posso che prenderlo come una mancanza di rispetto nei confronti
  dell'Aula  che,  oggi,  finalmente, si riunisce  per  discutere  un
  disegno di legge, seppur voto, ma un disegno di legge che lancia un
  messaggio politico importante dalla nostra Regione.
   Ma l'argomento non è nuovo. Presidente, lei rappresenta come me il
  Movimento Cinque Stelle e sa perfettamente che la legge del 2019  è
  nostra,   è  dell'onorevole  Casa  e  del  sottosegretario  Barbara
  Floridia. È stata fatta nel 2019; è stata fatta nel 2022;  è  stata
  ripresentata  in  legge di bilancio; è stata cancellata  da  questo
  Governo  di destra, perché probabilmente questo Governo  di  destra
  non  ha  a cuore le sorti di migliaia di studenti, non ha cuore  la
  formazione  del nostro Paese, non ha a cuore le scuole  del  nostro
  Paese,  perché  nel  momento in cui tu vai a tagliare  il  servizio
  scolastico  decentrato  che  permette alle  nostre  province,  alle
  nostre  città  più lontane dai grandi centri di avere  un  presidio
  così  importante per la nostra cultura, probabilmente, diciamo,  il
  messaggio  che  lanciano al nostro Paese  e  ai  nostri  giovani  è
  veramente  mortificante  per  un messaggio  che,  invece,  dovrebbe
  essere  totalmente  all'opposto  rispetto  a  quello  che  vogliono
  immaginare.
   Allora, da quest'Aula - e per questo mi aspettavo la presenza  del
  Presidente   della  Regione,  dell'Assessore  -  deve  passare   un
  messaggio  univoco, un messaggio che rappresenti tutta la  Regione,
  che  metta insieme tutte le forze della Regione, seppur, come dire,
  chiaramente  comprendo anche l'imbarazzo di chi è  rappresentato  a
  Roma  dallo  stesso  partito e che si vede invece  tagliare  questi
  istituti  che  sono fondamentali per i nostri giovani,  perché  non
  solo  vogliamo  tagliare gli istituti scolastici all'interno  delle
  aree che man mano vedono una desertificazione economica, sociale e,
  a  questo  punto, anche scolastica ma, addirittura, quest'Assemblea
  tutti  i santi anni continua a tagliare i fondi ai comuni, il fondo
  ai  trasporti, non sappiamo bene che fine farà l'Ast, anche  questo
  che  serve  comunque  al  trasporto  pubblico  locale,  quindi   al
  trasporto degli studenti, non comprendiamo come i disabili  possano
  trasferirsi da un comune a un altro per frequentare le scuole,  con
  quali risorse lo facciamo. Cioè c'è un indirizzo chiaro, specifico,
  netto  da  parte del centro destra nazionale e regionale, a  questo
  punto,  di  voler  dare la mazzata finale al sistema  scuola  e  al
  sistema istruzione della nostra Regione.
   Noi  a questo, Presidente, ci opponiamo. Ci opponiamo con forza  e
  determinazione; lo stiamo facendo a Roma. Ho sentito poco  fa  l'ex
  sottosegretario   all'istruzione,  la   senatrice   Floridia,   che
  ripresenterà  nuovamente l'emendamento al  primo  documento  utile,
  così come abbiamo fatto già in legge di bilancio e lo farà anche in
  quest'Aula, votando un argomento, un disegno di legge  voto  -  per
  quello  che  vale,  ovviamente,  perché  la  nostra  competenza   è
  limitata,  ed  è  quella  - lo farà perché il  messaggio  che  deve
  passare  è chiaro: dobbiamo investire sui nostri giovani,  dobbiamo
  investire  sulla cultura, dobbiamo investire sulle  nostre  scuole.
  Chi vuole tagliare le nostre scuole ha un progetto criminale per la
  nostra  Nazione, per il nostro paese Italia, che non permetterà  al
  nostro Paese di vedere la luce nei prossimi anni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.   Signor  Presidente, stiamo discutendo  -  speriamo  che
  venga  votato oggi -  un provvedimento di grande importanza per  la
  nostra  comunità.  Un Parlamento, quello nostro, quello  siciliano,
  che   pone   una  questione  perché  venga  risolta  al  Parlamento
  nazionale,  non  in  maniera subordinata ma con  un'iniziativa  che
  vuole spingere ad una, innanzitutto, riflessione e poi speriamo  ad
  una rimeditazione da parte del Parlamento del Paese.
   Noi  interveniamo su una norma che è già nel bilancio dello Stato,
  è una norma che fa riferimento al dimensionamento scolastico.
   Proposito  da  parte  della maggioranza del  Governo  nazionale  è
  quello  che le scuole debbano essere accorpate, avere una  presenza
  di studenti che vada oltre i novecento alunni.
   Questa  ipotesi  è  un'ipotesi che abbiamo considerato  sbagliata.
  Purtroppo a considerarla positivamente è stato il Presidente  della
  Regione  da  quello che abbiamo letto perché, come è  stato  detto,
  stamani non è presente, non è presente neanche l'Assessore  per  la
  pubblica  istruzione,  avrebbero  potuto  confermare  o  dissentire
  perché  dai  giornali  abbiamo letto  che  il  Presidente  ha  dato
  conferma di questa linea nella Conferenza Stato-Regione, quindi, si
  è  allineato il Governo e il Presidente con quella che è  la  norma
  attualmente presente nella nostra legislazione.
   Noi,  invece,  abbiamo un'idea diversa ed è  un'idea  che  non  è,
  diciamo,  così  astratta,  è  ancorata  con  quelle  che  sono   le
  condizioni  della  scuola  siciliana.  Dall'Istat  abbiamo  appreso
  chiaramente   che   la   Sicilia  ha  tre   limiti,   innanzitutto,
  nell'organizzazione della scuola.
   Il  primo  limite, purtroppo evidente, è quello della  dispersione
  scolastica. Abbiamo una dispersione che tocca in alcune parti della
  Regione oltre il 20 per cento.
   Abbiamo un altro limite che è quello delle mense scolastiche. Solo
  il  12  per  cento  dei nostri ragazzi ha una  mensa  scolastica  a
  disposizione.
   Il  terzo  limite è che le nostre scuole sono sottoposte  a  delle
  reggenze,  cioè  per  poter avere innanzitutto l'autonomia  bisogna
  raggiungere,  insieme a volte ad altri istituti, il numero  di  600
  alunni  e molto spesso queste scuole vengono gestite da un reggente
  che  ha una scuola principale e poi una serie di scuole secondarie.
  Chiaramente, l'indirizzo da parte del dirigente scolastico  diventa
  parziale soprattutto nelle scuole che sono più periferiche rispetto
  alla sede principale.
   Ora,  la  norma  invece  che è inserita nel bilancio  dello  Stato
  aggraverebbe questa situazione perché porterebbe il dimensionamento
  a  900  alunni  e,  quindi,  la situazione  potrebbe  ulteriormente
  complicarsi. Noi avremmo alcune ricadute subito, cioè 100 scuole si
  aggiungerebbero a quelle che sono sotto reggenza  e  quello  che  è
  anche  grave è che alcuni dirigenti scolastici che hanno  vinto  il
  concorso  e  oggi  sperano di poter tornare in Sicilia,  in  questo
  momento  guidano alcune scuole nelle aree del Paese del  Nord,  del
  Centro  Nord, questi si vedrebbero bloccati così come  i  dirigenti
  amministrativi.  Perderemo circa 500 posti di  personale  Ata,  una
  conseguenza  che è chiara, è netta, ma la conseguenza più  grave  è
  quella  che  è  stata  qui rappresentata da chi  è  intervenuto,  a
  partire  dal  collega  Cracolici, che la portata  culturale  che  è
  necessario  dare attraverso la scuola nella nostra  Regione,  nelle
  nostre comunità verrebbe ridotta.
   Ora,  la  scuola esce da due anni di crisi, prendiamone atto.  Chi
  come  me è stato amministratore ed è amministratore di una città  e
  ha  visto come sono andate avanti le condizioni delle nostre scuole
  con la Dad sa che avremmo bisogno di recuperare il tempo perduto, i
  ragazzi  sono rimasti a casa, hanno avuto una didattica a distanza,
  oggi  ci  sarebbe bisogno di più scuola, di più indirizzo e  invece
  cogliamo  quest'iniziativa da parte del Governo nazionale e,  sotto
  certi  aspetti, del Governo regionale che non tiene conto di questo
  fatto fondamentale.
   Noi  abbiamo, quindi, presentato un disegno di legge  voto,  ma  è
  stato  fatto  in maniera rigorosa. Ha tenuto conto di  questi  dati
  fondamentali.  Ad  essere messi al centro sono i temi  legati  alle
  aree   interne,   Presidente,  perché  le  aree  interne   comunque
  perderanno  l'autonomia,  le  scuole perché  sappiamo  che  c'è  un
  declino   demografico  e,  quindi,  queste  scuole  perderanno   la
  possibilità  di essere autonome, così come il dato che viene  messo
  in luce dal disegno di legge presentato da noi è quello di dire che
  vanno privilegiate le aree, quindi, va mantenuto un dimensionamento
  al di sotto di quello previsto dal Governo nazionale

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si avvii alla conclusione.

   BURTONE. Sto completando, Presidente. Ma proprio anche dove c'è la
  dispersione  scolastica e, quindi, ci sono condizioni di  fragilità
  culturali.
   Noi  ci  batteremo, non soltanto stamani, per approvare il disegno
  di   legge,   ma   soprattutto  a  livello   nazionale   chiederemo
  un'iniziativa  da parte di chi ci rappresenta a livello  nazionale,
  il  nostro Segretario nazionale, affinché questo disegno  di  legge
  non  si  fermi, che si faccia una battaglia, tra l'altro  motivata,
  perché  abbiamo  detto  il disegno di legge  voto  contiene  alcune
  questioni che sono rilevanti: declino demografico e soprattutto  la
  dispersione scolastica.
   Concludo  perché  avrei dovuto aggiungere altre cose,  Presidente,
  lei  sa  che  la legge voto che vogliamo è questa della  scuola  ma
  anche  quella relativa al numero chiuso della sanità, ma di  quello
  parleremo successivamente.
   Io  mi  fermo  perché ora c'è un punto all'ordine del  giorno  che
  merita  rispetto  e,  quindi,  ci  impegneremo  successivamente   a
  discutere dei fatti altrettanto significativi e importanti  per  la
  comunità siciliana.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi,  teniamoci  sempre  all'interno  dei   cinque
  minuti,  se  è possibile. Io ovviamente vi faccio sforare  un  po',
  però

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, volevo  semplicemente  soffermarmi
  sull'importanza  di questa legge voto per ribadire  che  le  scuole
  sono presidi di legalità.
   Nella  scorsa legislatura la Commissione  Antimafia' regionale  ha
  condotto  un'inchiesta importante dove è emersa la  condizione  dei
  minori in Sicilia davvero preoccupante.
   Mentre parliamo qui, possibilmente, nelle piazze più degradate  di
  questa città - le piazze di Ballaro, le piazze del Capo o del Borgo
  -  abbiamo  i bambini che non sono a scuola e che fanno le  vedette
  dello spaccio della droga.
   Noi dobbiamo assolutamente gridare con forza che questo disegno di
  legge deve essere votato all'unanimità perché siamo la Regione  con
  il  più alto tasso di dispersione scolastica e lo dobbiamo dire con
  forza,  ma soprattutto dobbiamo chiedere a questo Governo regionale
  e  al  Presidente della Regione che faccia anche un  passo  in  più
  perché  così  avrà  la possibilità anche di dimostrare  che  questo
  Governo  regionale non è prono ai dettami di Roma che  sta  facendo
  cassa  sui cittadini più fragili con lo smantellamento del  reddito
  di  cittadinanza  e a settembre avremo i cosiddetti  occupabili  in
  difficoltà  che  non  avremo come gestire e lo dobbiamo  tenere  in
  considerazione. Noi abbiamo anche i sindaci del centro  destra  che
  sono preoccupati su questo argomento.
   Quindi,  caro  Presidente  e cari colleghi,  facciamo  sentire  la
  nostra  voce  a  Roma e mi auguro che questo Governo  regionale  la
  faccia sentire anche con il suo Presidente della Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   Ha chiesto di parlare il Presidente della V Commissione, onorevole
  Ferrara. Ne ha facoltà.

   FERRARA,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, sento il dovere di ricondurre la discussione su
  quello  che è il tema che è quello della salvaguardia del  presidio
  che la scuola rappresenta per le nostre comunità.
   Comprendo l'esigenza di chi in quest'Aula ha anche la necessità di
  fare  opposizione per far sentire la propria voce, ma sono convinto
  che  su determinate tematiche non esista maggioranza e opposizione,
  esiste soltanto un sentimento comune che è quello dell'attenzione e
  della cura dei nostri territori.
   Questo  disegno  di legge, che in Commissione  ha  visto  il  voto
  all'unanimità di tutti i colleghi, consente al nostro territorio di
  potere  rappresentare un'esigenza. Governare non è  semplice,  sono
  tante  le  esigenze che si devono contemperare tra cui  quella  del
  risanamento  dei  nostri  conti  ed  è  possibile  che  determinate
  sfumature vadano sottolineate.
   Ecco,  questo  disegno di legge va proprio in questo senso,  vuole
  rappresentare  l'esigenza di un territorio, quella di salvaguardare
  la scuola come davvero cellula dalla quale la nostra società ha poi
  una  diramazione  e  attraverso la quale le future  generazioni  si
  formino.
   Io  mi  auguro  che su questo disegno di legge,  al  di  là  della
  discussione che c'è stata, sul voto non ci siano spaccature, non ci
  siano  diversificazioni  ma  ci  sia  l'unanimità  di  vedute   per
  rappresentare con forza l'esigenza del nostro territorio e dare  un
  segnale di maturità che quest'Aula ha l'esigenza di dovere e volere
  dare. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ferrara.
   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina  e  poi  l'onorevole
  Catanzaro.   Prego,  onorevole Catanzaro. Io faccio  in  ordine  di
  richiesta, però cede al suo Capogruppo ed è cosa buona.

   CATANZARO.  Presidente, la ringrazio. Desideravo  intervenire  per
  pochissimi  minuti, intanto per esprimere il compiacimento,  perché
  più  volte  noi,  come  Gruppo parlamentare, abbiamo  chiesto  alla
  Presidenza  dell'Assemblea di calendarizzare il  disegno  di  legge
  voto,  che con grande - come dire - tenacia la V Commissione, nella
  sua   interezza,  ha  tirato  fuori  come  lavoro  ed   è   chiaro,
  raccogliendo le parole del Presidente della V Commissione, che  sia
  nostra  intenzione non dividerci su un tema così importante  che  è
  quello del disegno di legge voto sul dimensionamento scolastico che
  racchiude la scuola, che racchiude qualcosa che di importante  deve
  essere tenuto nell'agenda politica di qualsiasi Governo regionale e
  nazionale e di qualsiasi colore.
   Caro  Presidente,  però, mi corre l'obbligo  di  sottolineare  due
  aspetti  che non vogliono essere né demagogia e nemmeno polemica  e
  lo  dico  non  da  Capogruppo  o da deputato  regionale  di  questa
  Regione,  ma lo dico da soggetto che negli anni passati - come  lei
  sa,  Presidente  -  si  è  occupato non soltanto  di  scuola  e  di
  università,  ma di scuola me ne sono occupato nel 2008  facendo  il
  consulente  proprio  sulla scuola ad un Assessore  regionale  e  le
  posso  garantire che già in quel periodo si parlava soprattutto  di
  dimensionamento scolastico, con alcune lacune che ancora  non  sono
  state  colmate dalla politica, soprattutto in un territorio davvero
  particolare  come  il  nostro  che  ha  delle  zone  montane  dove,
  ovviamente,  ci  sono delle strade impervie,  dove  si  rischia  di
  chiudere delle scuole pur non essendoci il numero degli alunni.
   E,  allora, caro Presidente, a questo mi appello ed è il senso per
  cui  il  disegno  di legge voto, oggi, con forza  spero  che  possa
  essere  votato, raccogliendo anche le parole degli altri  colleghi,
  del collega del Movimento Cinque Stelle perché, per carità, nessuno
  si  vuole mettere delle medaglie, però mi sarei aspettato anche qui
  in  quest'Aula - ringraziando gli Assessori presenti - la  presenza
  anche  dell'Assessore al ramo all'istruzione che su  un  tema  così
  importante  fosse  anche  lui qui e noi tutti  ci  opponiamo  e  ci
  dobbiamo opporre con la forza del Presidente della Regione a quello
  che  è un dimensionamento scolastico in tutti i segmenti, dice bene
  il  collega Burtone dividendo in tre segmenti importanti, ed è  per
  questo   presidente  Ferrara  che  le  dico  che  noi   con   forza
  rivendichiamo  il fatto che dobbiamo portare a casa insieme  questo
  lavoro  sul disegno di legge voto, che deve essere un lavoro  senza
  distinguo,  senza  problematiche, senza alcun tipo  di  medaglietta
  politica.
   Io  accolgo  le  sue  parole, però è chiaro che  dobbiamo  opporci
  ancora  con  più forza su un tema che è molto, ma molto  importante
  che  negli  anni non è stato affrontato nel migliore dei modi  come
  Regione siciliana.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Presidente, colleghi io, devo dire la  verità,  ringrazio
  evidentemente  la  Commissione, l'onorevole  Chinnici,  l'onorevole
  Sanseverino per il lavoro fatto, e li ringrazio perché hanno tratto
  un  elemento  fondamentale  in  questa  discussione,  discutere  di
  autonomia  vuol  dire,  o meglio, privare di autonomia,  vuol  dire
  privare i Territori di un presidio che è capace di interloquire con
  le  altre  autorità locali, con le amministrazioni, di  mettere  in
  campo iniziative vere che possono rappresentare un presidio appunto
  contro  per esempio un fenomeno che nella nostra Regione,  che  non
  solo sta vivendo una recrudescenza fondamentale, grossissima, che è
  quella del traffico di stupefacenti.
   Quanti  giovani  oggi, talvolta ne ha parlato anche  adeguatamente
  l'onorevole  La Vardera, quanti giovani oggi fanno  uso  di  crack.
  Immaginate cosa può accadere in un territorio che perde un presidio
  quale la scuola, che può ed ha sempre rappresentato una fonte e  un
  luogo  in  cui  i giovani possano esplicare la loro personalità  al
  meglio.
   Oggi in alcune aree, soprattutto nelle aree interne, immaginare di
  chiudere  e di privare di autonomia i presidi scolastici vuol  dire
  dare  sfogo  a  fenomeni  di  questo genere,  e  noi  non  possiamo
  permettercelo perché essere area interna in Sicilia l'abbiamo detto
  più  volte,  non  è  la  stessa cosa che  essere  aria  interna  in
  Lombardia,  in  Piemonte, in altre parti del Paese e poi  guardate,
  Presidente di Commissione, non sono d'accordo con lei, glielo  devo
  dire, la presenza del Presidente della Regione a un dibattito  così
  importante,  al di là delle posizioni di ciascuno di noi,  poi  può
  esprimere,  ha  anche  un  valore simbolico,  perché  oggi  avrebbe
  manifestato vicinanza al popolo siciliano, ai siciliani.
   E  invece  devo  dire  la verità che ad oggi la  cifra  di  questo
  Governo  è  la  cifra di un Governo che supinamente  accetta  dieci
  milioni   di  euro  per  l'applicazione  dell'articolo  119   della
  Costituzione sull'insularità, che supinamente accetta  accordi  che
  riguardano  la spesa sanitaria e rientra la spesa sanitaria  e  che
  privano la Regione siciliana di 570 milioni di spesa corrente,  che
  vuol  dire  meno  servizi, è la cifra di  un  Governo  che  accetta
  supinamente   il   disegno   di  legge   Calderoli   sull'autonomia
  differenziata.   Oggi,  se  il  Presidente  della   Regione   fosse
  intervenuto  e  avesse manifestato vicinanza  a  questa  iniziativa
  legislativa, avesse dichiarato pubblicamente che si farà promotore,
  insieme  ai Gruppi parlamentari, della calendarizzazione di  questo
  disegno  di  legge in Parlamento, avrebbe in qualche modo  dato  un
  segnale  di  risveglio rispetto a una condotta che oggi  si  mostra
  nemica dei siciliani.
   Questa  è  l'assenza e vede, non è mancare di rispetto o denigrare
  il  Governo, qui nessuno denigra alcuno, ma valutiamo i fatti, e  i
  fatti sono che il Parlamento, e di questo ne va dato atto e ne sono
  sicuro, voterà questo disegno di legge voto, ma non sappiamo quello
  che  vorrà fare il Governo, non sappiamo se il Governo sarà il main
  sponsor  di  questo disegno di legge, e deve essere il  Governo  il
  main   sponsor  di  questo  disegno  di  legge.  Questo   significa
  l'assenza,  noi non lo sappiamo e non lo sapranno i siciliani,  non
  lo  sapranno  i nostri figli, non lo sapranno i dirigenti,  non  lo
  saprà  il corpo docente della nostra della nostra Regione, e allora
  rispetto  a  questo io invito la maggioranza ad interrogarsi  delle
  ragioni delle assenze. Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Safina. Ci tengo però  a  precisare
  una  cosa, colleghi, che comunque il Governo è presente con quattro
  assessori, e che l'Assessore alla formazione non è presente  perché
  abbiamo  invertito l'ordine del giorno. Al primo punto  dell'ordine
  del  giorno  c'era  il  disegno di legge  sulle  province.  Abbiamo
  iniziato  con  la legge voto, quindi al momento l'Assessore  non  è
  presente anche per questo.
   È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
   GILISTRO.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  assessori,  la
  parola   ridimensionamento  è  quello  che  già  mi  fa   veramente
  preoccupare. Ridimensionamento, già la stessa parola mi fa venire i
  brividi.  Di  cosa  stiamo  parlando? Della  cosa  più  importante.
  Abbiamo  già evidenziato come le problematiche scolastiche  durante
  il  Covid  abbiano  determinato un  disastro  dal  punto  di  vista
  comportamentale e sociale nei confronti dei ragazzi.
   La  scuola,  che  è il punto di partenza cruciale  per  una  buona
  crescita,  per  una  crescita felice, per il benessere  dei  nostri
  ragazzi, dobbiamo tagliare. Tagliare anche sulla scuola secondo  me
  è  la  cosa  più  grave che si possa fare in questo momento.  Anzi,
  dovremmo investire e investire ancora di più sulla scuola dai primi
  mille  giorni anche sulle scuole dell'infanzia per il potenziamento
  delle  intelligenze, per il potenziamento delle attività cognitivo-
  comportamentali  sui  nostri ragazzi. Non si  deve  e  non  si  può
  parlare di tagli all'istruzione e alla scuola.

   PRESIDENTE.  Non è iscritto a parlare nessun altro collega.  Direi
  di andare al voto.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Modifiche all'articolo 19 del decreto legge 6 luglio
       2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15
                          luglio 2011, n. 111

   1.  All'articolo  19  del decreto legge  6  luglio  2011,  n.  98,
  convertito  con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011,  n.  111,
  come  modificato dall'articolo 1, comma 557 della legge 29 dicembre
  2022, n. 197, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  5, dopo le parole  su altre istituzioni scolastiche
  autonome  sono aggiunte le parole  aventi sede di titolarità ad una
  distanza massima di 30 kilometri, isole minori escluse ;

   b)   al   comma  5  quater,  dopo  le  parole   delle  istituzioni
  scolastiche situate  sono inserite le parole  nei comuni delle aree
  interne,  in  quelli classificati come periferici e ultraperiferici
  nell'ambito  della Strategia Nazionale Aree Interne e nei  contesti
  urbani   nei   quali  le  particolari  condizioni  socio-economiche
  determinano una forte propensione all'abbandono scolastico, ;

   c)  al  comma  5  quinquies,  dopo le parole   sulla  base  di  un
  coefficiente  indicato  dal  decreto medesimo,   sono  inserite  le
  parole   non  inferiore  a  400  e  non  superiore  a  500  per  le
  istituzioni  scolastiche caratterizzate da un tasso di  dispersione
  scolastica  superiore al 15 per cento, non inferiore a  200  e  non
  superiore a 300 per le istituzioni scolastiche ricadenti nei comuni
  montani,  in  quelli classificati come periferici e ultraperiferici
  nell'ambito  della  Strategia Nazionale Aree Interne,  nelle  isole
  minori  e  nelle  aree  geografiche caratterizzate  da  specificità
  linguistiche,   e  dopo  le  parole  non  inferiore  a  900  e  non
  superiore  a  1000   sono inserite le parole  per  tutte  le  altre
  istituzioni scolastiche ».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento   1.1,   della
  Commissione. Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Il voto finale sul disegno di legge lo faremo successivamente.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Disposizioni
  transitorie  sulle elezioni degli organi degli enti di area  vasta
  (n. 502/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, passerei  subito  al  disegno  di
  legge  n.  502/A  "Disposizioni transitorie  sulle  elezioni  degli
  organi  degli enti di area vasta", posto al numero 1) del II  punto
  dell'ordine del giorno.
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco. Invito il relatore a svolere la  relazione  al
  disegno di legge n. 502/A.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  Governo, colleghi, siamo alla discussione  per  quanto
  riguarda  il  disegno  di  legge, originariamente,  presentato  dal
  Governo regionale dopo una rapida fase istruttoria, è stato esitato
  dalla prima Commissione per l'Assemblea.
   La  presente proposta normativa si rende necessaria per  garantire
  un  raccordo  applicativo per l'iniziativa legislativa del  Governo
  regionale   tesa  all'introduzione  dell'elezione   del   suffragio
  universale  e  diretto  degli organi di livello  consorzi  comunale
  delle  città metropolitane, il mutato quadro di indirizzo  politico
  generale evidenziano delle diverse iniziative legislative all'esame
  del  Parlamento  nazionale,  tendente  a  introdurre  l'elezione  a
  suffragio  universale  diretto agli organi di  province  che  città
  metropolitane.  Ed infine la disposizione della legge  regionale  4
  agosto  2015  numero  15, relative all'elezione  degli  organi  dei
  predetti  enti  di area vasta mediante procedimento  elettorale  di
  secondo grado.
   L'articolo 1 del presente disegno di legge n. 502 prevede  che  in
  caso  di  mancata  approvazione entro il 31 luglio  2023  dell'iter
  legislativo della predetta riforma regionale, l'elezione di secondo
  grado   degli  organi  di  livello  dei  liberi  consorzi  e  città
  metropolitane, avranno luogo entro la fine del 2024;  alla  lettera
  c)  del  medesimo articolo, 1 in relazione a quanto disposto  dalle
  precedenti  lettere,  viene  previsto  il  termine  finale  del  31
  dicembre 2024 e la gestione commissariale necessarie a garantire la
  funzione amministrativa degli enti di area vasta.
   L''articolo  2 prevede le norme finali. Quindi questo  disegno  di
  legge  non fa altro che spostare in avanti al 31 dicembre 2024,  la
  possibilità  di  poter avere la deroga, e quindi  la  presenza  dei
  commissari,  e  dare  la  possibilità  al  Parlamento  di   potersi
  pronunciare  sulla  possibilità di poter approvare  una  norma  che
  porti la legge quadro, che porti alla possibilità di un'elezione di
  primo livello sui liberi consorzi e sulle città metropolitane.
   Questo  è  il  disegno di legge che oggi discutiamo, deve  esserci
  anche   un   emendamento  che  è  stato  presentato  a  mia   firma
  sull'entrata  in vigore della norma stessa quindi  il  giorno  dopo
  della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della norma stessa.  È
  tutto, Presidente.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei  preferito
  sentire  l'intervento del Governo prima di iniziare gli  interventi
  in  quanto  oggi sappiamo che la discussione di questo  disegno  di
  legge è una grande assunzione di responsabilità.
   Le  dichiarazioni dell'Assessore le ho avute, le ho sentite, dalle
  testate giornalistiche dai media, ma avrei preferito di gran  lunga
  sentirle  qui in Aula, l'ascolto anche di tutti gli altri deputati,
  ma magari dopo l'Assessore avrà modo di rispondere.
   Semplicemente  io  andrei al dunque. Quello che emerge  da  questo
  disegno  di legge, secondo me sono tre gli aspetti principali,  uno
  quello  che  purtroppo dobbiamo dire che avevamo  ragione,  qualche
  mese  fa,  quando  dicevamo che questo governo a  marzo,  quando  è
  uscito  con il disegno di legge sulle province, ha fatto  solamente
  un grande bluff perché?
   Perché  era  solo  un  modo per anticipare e  correre,  forse  per
  chiudersi  gli  accordi prima delle amministrative, questo  non  lo
  sappiamo,  ma  che  oggi  con  questa proroga  dei  commissari  noi
  facciamo  una  frenata  che è evidente; il secondo  aspetto  che  è
  quello  che purtroppo avevamo ragione, anche sul fatto che  non  ha
  senso - Presidente poi se può - perché c'è troppo brusio.
   Sul  secondo  aspetto è che purtroppo avevamo  ragione  anche  sul
  fatto,  che si stia correndo inutilmente, perché anche l'assessore,
  anche questa maggioranza, questo Governo ha tranquillamente ammesso
  che  va aspettata Roma, che ha dei tempi diversi rispetto a noi,  e
  che  comunque  legiferare oggi su questo disegno di legge  correndo
  non ha alcun senso.
   Il  terzo  aspetto  che  a mio parere è quello  più  grave  è  che
  nonostante il rischio incostituzionalità delle proroghe precedenti,
  per  cui  oggi  vi trovate a correre, letteralmente a correre,  per
  approvare  una  norma che avrà a sua volta il rischio  impugnativa,
  voi state cercando di risolvere il vostro stesso disastro che avete
  provocato,  perché  la  realtà è questa. Parlate  di  assumersi  le
  responsabilità  perché  quello  che  ha  detto  l'Assessore   nelle
  settimane  precedenti  è  che  questo  Governo  deve  assumersi  le
  responsabilità  di  approvare questa proroga, che  certamente  è  a
  rischio  impugnativa  ed è vero Assessore, vi  state  assumendo  le
  responsabilità e vi assumete chiaramente le responsabilità di  fare
  adesso  quello che avreste dovuto fare cinque anni  fa  e  che  non
  avete fatto. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'argomento  delle  province, Presidente, è  un  argomento  che  da
  diversi mesi come notizia rimbalza nelle cronache dei giornali.  Io
  essendo  in  I Commissione, abbiamo più volte, ci siamo confrontati
  anche con l'assessore Messina, il Partito Democratico ha presentato
  un  ddl  sulla elezione diretta, quindi al ritorno delle  province,
  dopo di che la cosa che oggi viene fuori, Presidente, è un problema
  politico.  Perché  è un problema politico? Perché  per  carità  noi
  stiamo entrando nel tecnicismo della norma, Presidente Abate,  però
  non  possiamo  non  avere letto ed ascoltato le  dichiarazioni  del
  Governo regionale.
   Non  più  tardi  di  qualche settimana fa il  Presidente  Schifani
  interveniva  sull'argomento delle province dicendo che  ci  pensava
  lui  direttamente col Governo nazionale, essendo  in  continuità  a
  dare  una  risoluzione  a  quello che  era  il  dilemma  che  nelle
  giornate,  ovviamente  avveniva sulle cronache  dei  giornali,  per
  capire l'argomento delle province come veniva trattato.
   Noi  come Partito Democratico ieri l'altro non abbiamo partecipato
  al voto della I Commissione su quello che oggi si presenta in Aula.
  Questo  non significa Presidente che non comprendiamo e non capiamo
  che  bisogna  prorogare il commissariamento, però è chiaro  che  la
  nostra posizione, il nostro intervento, è dovuto ed è dettato da un
  fatto di un corto circuito politico.
   Il  mio  collega  capogruppo di Forza Italia che  ho  qui  davanti
  ovviamente ha sorriso, però io già settimane passate ho  detto  che
  su  questo  argomento dovevamo fare chiarezza e capire  quello  che
  volevamo  fare non demandando sempre la responsabilità  al  Governo
  nazionale,  perché il Governo nazionale comunque  è  in  continuità
  politica  con  quello  regionale. Quindi  noi  ai  quesiti  abbiamo
  bisogno  di  dare  delle risposte Presidente.  Ed  oggi  io  volevo
  sottolineare questo aspetto che non è tecnico ma è politico.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Grazie  Presidente,  Assessori,  quei  pochi   rimasti,
  onorevoli colleghi, anche qua, Presidente, io oggi sarò ripetitivo,
  però ci tengo a farlo.
   Il  Presidente  della Regione continua a essere  assente  in  Aula
  quando si discute di un argomento, probabilmente, la prima legge di
  riforma  nonché la legge di riforma che si aspettano io, credo,  la
  maggioranza  non del Governo Schifani perché è nel  loro  programma
  elettorale,   perché  annunciato  mesi  addietro   dal   presidente
  Schifani, la reintroduzione dell'organo, anzi no la rinascita delle
  province.
   Così l'annunciò il Presidente Schifani quando poi, invece, abbiamo
  visto  che  tutto si derubricava perfettamente alla  ricostituzione
  dell'organo politico perché, poi, alla fine, probabilmente a  Forza
  Italia,  ai  partiti  di maggioranza interessa  solo  questo:  cioè
  creare  qualche  posto  da poter dare a chi non  riesce  ad  essere
  eletto  alle  regionali ed è giusto che venga accontentato  con  un
  posto   politico  all'interno  dei  liberi  consorzi  delle   città
  metropolitane.  Perché  nel  disegno di  legge  non  abbiamo  visto
  nient'altro.  Nel disegno di legge non abbiamo visto  l'istituzione
  di  nuove competenze per le città metropolitane, i liberi consorzi,
  non abbiamo visto risorse non abbiamo visto competenze aggiuntive o
  tolte alle ex province della nostra Regione.
   Oggi  trattiamo un argomento nuovo, bello fresco, mai trattato  in
  questa  Assemblea  regionale siciliana: la proroga  dei  commissari
  delle  province  oh, i colleghi qua la leggono per la prima  volta,
  mai  approvata  in questa Assemblea. Oggi avete la  possibilità  di
  studiarla, di approfondirla e scoprire che da sei anni di  fila  il
  Presidente  Musumeci  la  presentava,  sei  anni  di  fila   veniva
  impugnata,  sei anni di fila la Corte Costituzionale la  dichiarava
  incostituzionale,  e noi oggi anticipiamo l'ultima  sentenza  della
  Corte  Costituzionale  e  arriverà a giorni,  non  è  che  dobbiamo
  aspettare  chi sa quanto, e scopriremo che abbiamo fatto l'ennesima
  legge   incostituzionale.  Oh  non  l'avesse  mai  detto   nessuno,
  veramente imbarazzante il tentativo continuo e perenne di  rinviare
  senza,  mai trattare realmente quello che è l'argomento principale:
  cioè   ai   siciliani  che  non  hanno  gli  assi  viari  secondari
  leggermente  asfaltati  che non hanno delle  scuole  per  i  propri
  studenti  leggermente decenti con il riscaldamento, l'illuminazione
  al  proprio interno, noi oggi proponiamo la proroga dei commissari,
  non si è capito bene a quando a ottobre 2024.
   Dovevamo  votare ad ottobre 2023, questi erano gli  annunci  della
  maggioranza  prima delle amministrative: voteremo ad  ottobre  2023
  per   far  stare  tutti  calmi  e  tranquilli  e  dirgli   per   le
  amministrative  abbassiamo  tutti un  po'  i  toni  perché  qualche
  posticino  poi alle provinciali lo troviamo e, invece,  passano  le
  amministrative  e  ci  ripresentano  nuovamente  il   rinnovo   dei
  commissari,  non si capisce come vogliono approvare la legge  sulle
  province  se non modifichiamo la legge Del Rio, questo  poi  ce  lo
  spiegheranno  i  costituzionalisti di quest'Aula  che  volevano  il
  terzo  mandato per i sindaci, salvo poi scoprire che  anche  quella
  era incostituzionale.
   È   dato   di  fatto  che  oggi  questa  Assemblea  si  ritroverà,
  nuovamente,  a  approvare  mi immagino, perché  altrimenti  non  si
  capisce  tutta  questa  urgenza, una  norma  che  verrà  dichiarata
  incostituzionale   e   che,  nuovamente,   proroga   i   commissari
  straordinari per l'ennesima volta nell'arco di questi anni.
   Allora  noi  non  vogliamo approfondire, non  vogliamo  affrontare
  questo  argomento  così  importante per i  cittadini  siciliani  in
  questo  modo,  perché è veramente imbarazzante e, onestamente,  dal
  Governo Schifani ci si aspettava un passo diverso rispetto a quello
  Musumeci  che, devo dire, oggi è completamente inesistente.  Quanto
  meno  il  presidente Musumeci, nelle diversità di vedute politiche,
  aveva   portato   le  leggi  di  riforma  all'Assemblea   regionale
  siciliana. Qui c'è la calma piatta a tratti veramente imbarazzante,
  che  lancia un messaggio assolutamente negativo nei confronti della
  Sicilia che si aspetta invece delle leggi di riforma seria,  e  non
  si  aspetta  semplicemente la ricostituzione di un organo  politico
  che, ad oggi, non serve assolutamente a nulla.
   A meno che, Presidente, io oggi ho lanciato questa provocazione in
  I  Commissione  convocata dal Presidente Abate, a  meno  che  i  32
  consiglieri  comunali, 32, 36 consiglieri provinciali  della  città
  metropolitana  di  Palermo, e tutti gli altri  degli  altri  liberi
  consorzi  e  città  metropolitane, e non gli diciamo  che  dovranno
  andare  ad asfaltare le strade, a riparare le luci nelle scuole,  a
  far  ripartire l'impianto di riscaldamento nelle scuole e,  quindi,
  gli  diamo  un  senso di utilità che altrimenti  non  capisco  come
  possano anche solo, lontanamente, immaginare di potere espletare il
  loro mandato quando gli uffici, quando le risorse, quando i bilanci
  sono assolutamente in bianco.
   Quindi  Presidente,  come dire, non scopriamo  certamente  l'acqua
  calda,  oggi  faremo l'ennesima legge incostituzionale  nell'attesa
  che  qualcuno capisca che se si vogliono ripristinare  le  province
  bisogna  certamente  prima dagli il personale prima  trasferire  le
  risorse  che oggi togliamo, Presidente, perché nella norma che  c'è
  oggi  all'attenzione  dell'Aula  e  chiudo,  bisogna  spiegare  che
  l'Assemblea regionale siciliana sta tagliando quelle risorse  delle
  Fs  che erano destinate ai liberi consorzi e città metropolitane  e
  che  invece  oggi si vedono solamente rinnovare i propri commissari
  che da anni governano le province.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   È iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Grazie  Presidente, ringrazio i colleghi  ringrazio  il
  Governo volevo dire all'assessore Messina che tutti questi attacchi
  sono  strumentali, perché lei non c'entra niente, una  riforma  una
  disfatta che c'è stata negli anni passati quando lei ancora non era
  nemmeno deputato.
   Bisogna  fare  una  valutazione  seria  per  quanto  riguarda   le
  province,  perché  quando si è fatta la  riforma  si  è  fatta  una
  riforma  di  pancia non di testa, non meditata, proprio  perché  si
  doveva  togliere l'ente intermedio, si è tolto lento  intermedio  e
  sono  state lasciate le competenze all'interno dei consorzi o delle
  città  metropolitane, e questo ha creato un corto circuito,  ma  la
  cosa  fondamentale  di  cui  noi  tutti  i  parlamentari  siciliani
  dovremmo  chiedere al Governo, che è un Governo di  centro  destra,
  l'alimento  del prelievo forzoso per il risanamento  della  finanza
  pubblica,  perché se noi non aboliamo il prelievo che fa  lo  Stato
  forzoso,  perché  lo prende automaticamente, noi all'interno  delle
  province  possiamo  andare  al  voto,  possiamo  fare  quello   che
  vogliamo,  ma  avremmo sempre dei problemi, perché la Regione  deve
  fare  sempre  sacrifici maggiori per inserire quello che  lo  Stato
  toglie,  dobbiamo  inserirlo nella Regione siciliana  per  dare  la
  possibilità alle province di fare quelle che sono le competenze  le
  strade le scuole per i disabili.
   Io  volevo  porre un altro quesito all'assessore,  noi  andiamo  a
  rinnovare  i  commissari la politica ogni  tre  anni  quattro  anni
  cinque  anni  se si dimette e ogni cinque anni siamo  costretti  ad
  andare  al  voto lei i commissari e questo Governo avete  rinnovato
  dai  commissari che sono lì ormai da diversi anni e hanno fatto  le
  radici,  io  dico questo Governo si è insediato spol system  per  i
  direttori   generali  per  i  dirigenti,  perché  all'interno   dei
  commissari  delle province dei consorzi e delle città metropolitane
  lei non adotta lo stesso sistema.
   Mi  sembra  che  sia  un  fatto di democrazia,  perché  noi  siamo
  chiamati a dare conto agli elettori, i commissari non sono chiamati
  a  dare conto a nessuno perciò chiedo sinceramente e non è per fare
  polemica nei suoi confronti perché ripeto lei è qui da pochi  mesi,
  ma  di  fare  una valutazione politica col Governo, una valutazione
  seria,  perché noi siamo chiamati al voto, democraticamente veniamo
  rieletti  o meno se facciamo qualche errore, i commissari  agiscono
  bene   agiscono  male  rimangono  confermati  che  per  il  duemila
  venticinque e non mi sembra corretto

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri, il tema che ha sollevato è
  sicuramente un tema importante.
   È  iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.  Poi,  gli
  onorevoli De Luca Antonino e Pace.

   CAMPO.  Grazie  Presidente, Governo e colleghi  deputati,  io  non
  volevo  intervenire perché già i miei colleghi Ardizzone e  Sunseri
  hanno  detto abbastanza, ma non posso fare a meno di chiedermi  che
  modo  è  questo  di  legiferare cioè,  come  è  possibile  che  noi
  legiferiamo  reiterando qualcosa che abbiamo la  certezza  assoluta
  che sarà impugnata.
   Di certo non fa onore a questo parlamento questo metodo di lavoro,
  gli  Uffici  studio  dell'Ars l'hanno detto in maniera  chiarissima
  quali  sono tutte le criticità di questa norma, dobbiamo  dirci  la
  verità  Presidente, oggi questo è solo un modo per  perdere  tempo,
  per  allungare il brodo, perché non c'è comunicazione  col  Governo
  nazionale,  non c'è comunicazione con Roma, perché  della  Del  Rio
  dell'abrogazione non abbiamo nessunissima notizia, e quindi oggi ci
  stiamo  prendendo in giro offendendo il nostro mandato e offendendo
  questo Parlamento

   PRESIDENTE. Questa è la verità. Grazie, onorevole Campo.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca, non lo vedo in Aula.
   È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.  Grazie, Presidente. Non posso esimermi dall'intervenire  su
  questo  importante  punto, non fosse altro perché  il  relatore  di
  questo  disegno di legge è il Presidente Abbate, che è  collega  di
  partito,  e  l'Assessore  di  riferimento  è  l'assessore  Messina,
  Assessore agli enti locali.
   Io  tento di riportare un po' tutti nella logicità e nella  verità
  di  un  percorso che non è iniziato con noi. Lo voglio ricordare  a
  chi  in questo Parlamento è entrato prima di me, a chi siede tra  i
  banchi  di alcuni partiti, che non siamo stati certo noi ad abolire
  e ad abrogare le province.

   DIPASQUALE. Sì, ma poi ha governato Musumeci.

   PACE. Presidente, il collega Dipasquale è il più buono, ogni volta
  che faccio un intervento io non parla mai.

   PRESIDENTE.  Il  collega  Dipasquale  interverrà  successivamente.
  Prego, onorevole Pace.

   PACE.  Mi fa piacere, lo fa soltanto dopo un mio intervento.  Sarà
  per  una  questione di affinità territoriale. Dicevo, ma  realmente
  senza  polemica collega Dipasquale, per ricordare che probabilmente
  -  non  vorrei  sbagliarmi - la Sicilia è stata  la  prima  Regione
  d'Italia ad abrogare le province; lo ha fatto annunciandolo  in  un
  talk show televisivo sulla Rai o su La7, prima che si esprimesse il
  Parlamento regionale.
   Francamente  io  ho  portato  già la testimonianza  personale  del
  grande  valore  delle  province: sono stato per  sette  anni  nella
  provincia regionale di Agrigento come consigliere provinciale e poi
  come  vice  Presidente.  E  alle cose che  diceva  qualche  collega
  dell'opposizione,  quando  la  politica  governava  e  amministrava
  quegli  enti,  anche le strade avevano la giusta manutenzione,  nel
  rispetto  delle  finanze  messe  a disposizione.  Anche  le  scuole
  avevano la giusta attenzione.
   Da  quegli  anni  in avanti, e non soltanto per  una  mancanza  di
  risorse finanziarie, che è anche questa una motivazione, ma per  la
  mancanza  di quel collante naturale, quella cinghia di trasmissione
  che altro non è che i rappresentanti della politica e il Governo, i
  rappresentanti  della politica e la burocrazia, noi purtroppo  oggi
  viviamo  in  determinati territori, soprattutto quelli  periferici,
  che  non  hanno  più la manutenzione delle strade ormai  da  dieci,
  quindici anni.
   Quali responsabilità dare a questo Governo e a questa maggioranza,
  se  non quello di avere inserito in un chiaro programma elettorale,
  che  i  cittadini  siciliani hanno voluto e  votato,  nel  dire  ai
  Siciliani  "dateci  il  voto, perché noi vogliamo  reintrodurre  le
  province"?
   Le  perplessità  della  collega Lantieri io le  condivido.  Questo
  Governo ha avuto l'ardire e il coraggio attraverso lo spoil  system
  di  cambiare direttori generali, commissari. Addirittura mi risulta
  che   per  alcuni  enti  -  ma  questo  sarà  oggetto  di  una  mia
  interrogazione - sono stati nominati due commissari: il commissario
  e  il  commissario  vicario.  Mi è  stato  detto  che  è  così.  Lo
  verificherò,  perché se così è stato fatto, è un  fatto  grave.  Ma
  comunque,  assessore  Messina,  in  tutti  gli  altri  Assessorati,
  giustamente,  attraverso la logica dello spoil system,  sono  stati
  cambiati  tutti  i  commissari. Perché lo diceva  bene  l'onorevole
  Lantieri: noi politici rispondiamo ai nostri elettori, i commissari
  non sappiamo a chi.
   Ritengo,  ed  è  una  proposta, che al di là  della  proroga,  che
  giustamente dobbiamo votare in quest'Aula, dobbiamo rivedere - vale
  per  le province, ma vale anche per gli altri enti in cui non si  è
  proceduto al cambio di registro del commissario - che anche noi  ci
  assumiamo    la    responsabilità,   attraverso   le    indicazioni
  dell'Assessore  e del Presidente della Regione, di  poter  cambiare
  ciò  che  giustamente i cittadini ogni tre anni, ogni cinque  anni,
  desiderano cambiare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.  Poi
  l'onorevole Dipasquale.

   LA VARDERA. Onorevole Dipasquale siamo tutti pronti ad ascoltarla,
  quindi  in  attesa.  Sarò telegrafico infatti,  telegrafico  perché
  volevo  soltanto  riportare  a quest'Aula  dei  fatti,  perché  poi
  bisogna,  come dico sempre,  freezarli  nel tempo perché altrimenti
  ci  perdiamo  dei pezzi e, oltre a quello che hanno  detto  i  miei
  colleghi, che ritengo essere assolutamente centrale, che un disegno
  di  legge così per come fatto completamente, diciamo, inefficace  e
  che  probabilmente sarà impugnato, ma questo è stato detto,  volevo
  dare  il  benvenuto alla collega Lantieri nell'opposizione. Collega
  Lantieri  dov'è? Io le do ufficialmente il benvenuto. Quale  Gruppo
  ha  scelto,  il Pd? Noi siamo disponibili, se vuole, ad accoglierla
  nelle nostre liste, perché non abbiamo capito esattamente.

   CRACOLICI. Il PD ha già dato.

   LA  VARDERA. Se voi non la volete... esatto. Io dico che questa  è
  la  dimostrazione del fatto che questa maggioranza, cari  colleghi,
  caro  Presidente, via via nel tempo si squaglia come neve al  sole,
  perché  è la dimostrazione che tra i deputati della maggioranza,  e
  questo stesso Governo non vi parlate tra di voi.
   Ieri    abbiamo    assistito   anche   all'ennesima    incredibile
  interrogazione   del  collega  Figuccia  che  parla   col   Governo
  attraverso interrogazioni. Ma dico io, ma se è questo l'andazzo, se
  questo  l'andazzo  di  questo Parlamento,  come  si  dice  ne  rami
  cantico,  "we  are  in  the sea", "semu a mari".  Cioè,  nel  senso
  dobbiamo  entrare  nell'ottica che probabilmente  tra  di  voi  non
  state,  e  non state facendo bene, quello che è il dialogo  tra  le
  opposizioni.  La giornata è lunghissima, ci saranno tante  cose  su
  cui  intervenire,  perché  poi avremo modo  di  approfondire  anche
  questo collegato, ma l'inizio di questa giornata la dice lunga  sul
  fatto  che,  probabilmente, questa maggioranza continua  a  perdere
  pezzi. Benvenuta alla collega Lantieri.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari, io sinceramente non volevo neanche intervenire, mi ha
  provocato l'intervento dell'onorevole Pace dove, entrando in merito
  a  questa  proroga  per  i  commissari, cioè  ha  bacchettato  quei
  parlamentari  che  nel  2000, e quindi  i  parlamentari  allora  di
  maggioranza,  e  tra  i quali io, Cracolici  e  qualcun  altro  che
  votammo  per  abolire,  come  vi  ricordate,  le  province.  Questo
  corrisponde  a vero, quello che gli manca però all'onorevole  Pace,
  perché  cioè  quando  veniamo qua dobbiamo  essere  anche  corretti
  istituzionalmente, la correttezza politica cioè vuole raccontare le
  cose  in  maniera  completa,  poi c'è stato  Musumeci,  il  Governo
  Musumeci,  questo rappresenta, questa è la continuità  del  Governo
  Musumeci,  cioè voi siete la continuità del Governo  Musumeci,  non
  perché  lo  dice Di Pasquale, perché lo ha dichiarato  all'indomani
  delle elezioni Schifani.
   E  voi  non dovete dimenticare che il Governo Musumeci per  cinque
  anni  che  aveva  fatto  la campagna elettorale  per  riportare  le
  province  di  nuovo  in  essere non ha fatto nulla,  quindi  questa
  favola  della  responsabilità sempre del  Governo  Crocetta,  della
  maggioranza di Crocetta è davvero fastidiosa, inopportuna  e  fuori
  luogo.  Si  deve  avere  nella vita la  capacità  di  assumersi  le
  responsabilità, cioè di dire che i cinque anni che sono passati del
  centro destra, della destra, di quello che è questa cosa, in  poche
  parole,  sono state per le province uguali a quelle del  Governo  e
  della maggioranza di Crocetta.
   È  una questione di correttezza che il Capogruppo Pace non può far
  passare con questa superficialità. Poi su questa narrazione che noi
  risolveremo tutti i problemi, io sarò uno di quelli che se  il  mio
  Gruppo  mi  autorizzerà,  io  voterò per  questo  le  province.  Le
  dobbiamo mettere queste province, perché abbiamo narrato che con le
  province,  appena mettiamo le province, facciamo le strade.  Li  mi
  divertirò.
   Collega  Abbate  lì mi diverrò. Dobbiamo fare le strade,  dobbiamo
  fare  le  scuole, quando metteremo le province perché io  lo  vedrò
  l'indomani,  ogni  sei  mesi, Assessore,  ci  vogliono  strade,  ci
  vogliono  scuole,  tutto  quello  che  stiamo  narrando...  vi  sto
  anticipando  l'intervento  per quando dovremmo  fare  quello  delle
  province,  però  preparatevi su questo, perché se  voi  non  darete
  anche  le  coperture  finanziarie, noi avremo  fatto  le  province,
  avremo nominato un presidente, avremo nominato... e siccome noi due
  ci  siamo  stati alla provincia, e sappiamo cos'era la provincia  e
  cosa  diventerà  la provincia, innanzitutto ogni bilancio  dobbiamo
  preparare  già subito 2 milioni di euro minimo per le  spese  degli
  organismi, quindi dobbiamo preparare subito un intervento economico
  di  trasferimento per mettere in condizione le province di dare  le
  risorse  necessarie per gli organismi istituzionali e poi per  fare
  le  strade,  cioè i commissari non ci sono riusciti,  nominati  dai
  governatori  e  nominati dalla maggioranza, e quindi avevano  pieni
  poteri,  voi  ci  state raccontando e io vi  dico  io  sono  sempre
  dell'idea che quel modo servivano i soldi, ma funzionava.
   Oggi  voglio venirvi dietro, e vi voglio venire dietro con  questo
  ragionamento, ma per fortuna noi voteremo, se voteremo il  prossimo
  anno,  poi  rimarranno  quattro anni, per quattro  anni  dovrete  e
  sarete chiamati a dare risposte per queste province che devono fare
  le  strade, che devono fare le scuole, che devono fare tutto quello
  che   noi   ci  aspettiamo,  e  staremo  attenti  se  le   province
  diventeranno  stipendifici, se serviranno per nominare  consulenti,
  se  serviranno  per  nominare addetti stampa,  per  andare  all'UPI
  delegazione  di  20,  30, 40 persone, 10  e  così  via...  cioè  se
  diventerà quello che erano una volta.
   Avrete  lì  la  fortuna di avere un Gruppo parlamentare  che  sarà
  quello  del  Partito Democratico che conterà veramente  passo  dopo
  passo i benefici di queste province.
   Quindi di questo ne parleremo comunque quando verrà la discussione
  sulle province, di questo ne parleremo quando...

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Dipenderà chi amministra.

   DIPASQUALE.  Però, preparatevi intanto, già sapete quali  sono  le
  cose che vi diremo e già sapete quali sono le cose che poi per  tre
  anni...  cioè  verrete  chiamati  davanti  quali  sono  le   vostre
  responsabilità.
   Però su questo non voglio dilungarmi e concludo subito.
   Però   la  storia  dobbiamo  avere  la  correttezza  politica   di
  raccontarla tutti: Crocetta, si è finita quell'esperienza, è  stato
  bocciato, dopo di che c'è stata l'esperienza Musumeci, di  cui  voi
  ne siete la continuazione, e dovete avere l'onestà intellettuale di
  riconoscere le responsabilità che voi avete avuto e che avete oggi.

   PRESIDENTE.  È iscritto a parlare l'onorevole Castiglione.  Ne  ha
  facoltà.

   CASTIGLIONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  io
  credo  che  nella I Commissione dove c'è il Presidente  Abbate,  io
  sono il Vice Presidente, e tutta la Commissione, stiamo facendo  un
  lavoro importante.
   Fino  ad  oggi  abbiamo  convocato tutti i commissari  per  quanto
  riguarda il ripristino delle province.
   Ritengo  che il Governo Schifani e il Presidente Schifani,  quando
  nel programma elettorale aveva detto che è una delle prime cose che
  si  devono  fare erano le province, è stato condiviso da  parte  di
  tutta la maggioranza, e su questo si sta lavorando.
   Quindi  il disegno di legge che oggi siamo tenuti a votare è  solo
  per dare la possibilità che in tempi brevi e in tempi certi ci sarà
  di nuovo il ripristino delle province.
   Per  quanto  riguarda le competenze che ci sono, io mi auguro  che
  sia  in Commissione e tutti i colleghi deputati, io credo che  fino
  ad  oggi le province si occupano delle strade, delle scuole e credo
  che  siccome la Regione è un po' distante rispetto ai problemi  che
  ci  sono  reali  dei  cittadini, forse è meglio che  qualche  altra
  competenza si potrà dare alle province.
   Quindi  su questo noi stiamo lavorando, e credo che ormai è  certo
  che stiamo aspettando gli emendamenti e quello che sta per accadere
  a  breve,  perché  il  Governo nazionale, lo dicevano  anche  molti
  deputati di Fratelli d'Italia, ci sarà una norma dove ci saranno le
  province.
   Quindi io ho ascoltato attentamente gli interventi, il collega  La
  Vardera - non perché è un deputato che fa parte della maggioranza -
  non  condivide alcune cose, è giusto che debba parlare e quindi non
  credo che è passato all'opposizione, ma questo non sono io a dirlo,
  e  per  quanto  riguarda  il collega Dipasquale  io  credo  che  le
  province  che sono al centro tra la Regione e il comune, perché  in
  questo momento i commissari, purtroppo, lo dico con molta sincerità
  è  stato un fallimento, perché non stanno facendo le strade, perché
  non stanno facendo le scuole.
   Ma  è non solo un discorso di soldi, e poi ricordo a me stesso che
  noi  anche  in  quest'Aula avevamo parlato anche del  problema  che
  abbiamo  avuto, e credo che i deputati che fanno parte  di  Catania
  della  provincia  lo conoscono abbastanza bene,  anche  l'assessore
  Sammartino, la vicenda della Publiservizi, poi ricordate  bene  che
  noi,  ci  sono 300 - anche l'onorevole Burtone di questo credo  che
  tutti  l'abbiamo  condiviso  - dipendenti  che  da  quando  c'è  il
  commissario  che viene messo alla Publiservizi da 39 ore  ora  sono
  passati  a  25  ore,  e ci sono stati dei problemi  enormi,  perché
  stavano  perdendo l'opportunità di lavorare, grazie  all'intervento
  della  politica,  anche sicuramente da parte della  Regione,  tutto
  questo non sta accadendo.
   Quindi io ritengo che siccome l'onorevole Schifani e il Governo  e
  il  centro  destra si era preso l'impegno di portare e di rimettere
  di  nuovo  le province, e anche il Governo nazionale, è giusto  che
  intanto  vengono messe, abbiamo l'opportunità a tutti i  componenti
  della  Commissione e tutti i deputati oltre che  di  mettere  altre
  deleghe  e altre cose, e quindi credo che i soldi ... poi  i  soldi
  qua abbiamo l'Assessore per il bilancio che poi glieli chiederemo a
  lui per quanto riguarda le province, però ritengo che questo che ci
  doveva essere di nuovo le elezioni.
   Questo è il mio pensiero condiviso da tutto il Gruppo parlamentare
  Popolare  ed Autonomisti, e credo che quasi tutti, tutti no  perché
  ho  visto  che  da  parte  dei  Cinque Stelle,  credo  che  qualche
  differenza  e  qualche difficoltà c'è, quindi io mi  auguro  che  a
  breve  sia il Presidente della Commissione e sia in Aula  si  possa
  portare  il disegno di legge per le province per dare l'opportunità
  ai cittadini non per mettere la politica, ma per essere la politica
  al centro e dei cittadini. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.   Volevo capire chi è il genio che ha ispirato  proprio
  la  norma  così  com'è scritta. Che vuol dire  "In  sede  di  prima
  applicazione   della  presente  legge  ed  in   caso   di   mancata
  approvazione  entro il 31 luglio 2023 della legge di  riordino  dei
  liberi  consorzi",   cioè  vuol dire  che  noi  stiamo  dicendo  al
  Consiglio  dei  Ministri - qualora ci fosse  un  dubbio  -  che  lo
  esaminerà,  se lo approviamo oggi e pubblicheremo che  so  fra  una
  settimana in Gazzetta Ufficiale, quindi scadranno il 27 agosto i 60
  giorni  dal  momento della pubblicazione della  legge,  siccome  la
  legge  non  è  stata approvata noi sosterremo la tesi  della  Corte
  Costituzionale  che  ci  ha bacchettato  dicendo  "Voi  non  potete
  continuare  a  prorogare i commissari in attesa di un  rinnovo  che
  comunque in tutta Italia si è fatto".
   Ora,  al  di  là, anch'io sono tra quelli cosiddetti  pentiti,  mi
  autoconsegno  all'autorità della pubblica accusa che  è  fatta  dal
  Governo  attuale,  penso  che sia meglio  eleggere  gli  organi  di
  amministrazione  delle  province  rispetto  a  non  eleggerli.  Ma,
  attenzione, nel resto d'Italia le province ci sono, che  ancora  si
  chiamano  tra  l'altro province, noi le abbiamo  denominati  liberi
  consorzi e ci sono diciamo con organi elettivi di secondo grado, le
  strade fra le mille difficoltà, le scuole da Reggio Calabria in  su
  le  province  li  gestiscono,  in Sicilia  d'emblée  abbiamo  fatto
  passare nell'immaginario collettivo che siccome abbiamo abolito gli
  organi  elettivi, abbiamo abolito le province, cosa non vera perché
  lo  dico ai colleghi che ricorderanno forse la legge regionale  che
  ha  istituito  i liberi consorzi e le città metropolitane  ha  dato
  poteri  ai liberi consorzi e alle città metropolitane che in  altre
  parti d'Italia non hanno le province, a partire dalla gestione  dei
  servizi alla disabilità, etc. etc.
   Allora, lo dico perché non è che non ci sono le province, non  c'è
  nessuno  che le ha governate, e visto il fallimento dei commissari,
  anch'io ho rivisto il mio pensiero, perché visto che il Governo non
  ne  ha  mai  voluti  far votare con le elezioni di  secondo  grado,
  perché  lo  dico  al  collega Pace, da sei anni noi  proroghiamo  i
  commissari senza indire le elezioni di secondo grado che  avrebbero
  dato  gli organi elettivi alle province, quindi mischiare  capre  e
  cavoli  è un'operazione diciamo che parla solo a un piccolo ridotto
  ceto  politico, e che poi non è che in tutta la Sicilia c'è  questa
  richiesta,  "ah  ridateci  gli  organi  elettivi  di  primo   grado
  piuttosto  ....  ",  è  il ceto politico, di cui  io  faccio  parte
  attenzione, che è interessato all'elezione ma così come  è  scritta
  sta legge stiamo dicendo che siccome noi non siamo in grado di fare
  la  legge il 31 luglio lo Stato è autorizzato,  stavolta col parere
  della   Corte   costituzionale  che  ci  ha  già  bacchettato,    è
  autorizzato  a  dire  io non vorrei che nomini un  commissario  per
  indire  le  elezioni,  capisco che è complesso dal punto  di  vista
  politico visto che il Governo di centro destra che c'è in Sicilia è
  uguale  a  quello che c'è a Roma, però guardate che  noi  rischiamo
  questa  condizione cioè qui siamo in presenza di un dato  omissivo.
  Allora  avrei  capito,  visto che ci sono disegni  di  legge  e  il
  Governo nazionale ha annunciato che intende ripristinare gli organi
  elettivi, non le province, perché le province non sono abolite.
   Visto che c'è questo intendimento avrei capito che in questo testo
  si scrivesse " nelle more della riforma connessa alla legge Delrio,
  il  Parlamento siciliano che dovrà, che potrà recepire solo dopo la
  riforma Delrio, rinvia come dire, nomina i commissari, proroga  gli
  attuali  commissari o indice le elezioni nel turno  elettorale  del
  2024 proprio per consentire tutto questo. Ma dire se non faremo  la
  legge  entro il 31 luglio, Assessore non la potete fare  la  legge
  perché ci sono dei principi costituzionali che né lei né io abbiamo
  la facoltà di derogare perché quella legge essendo una riforma, una
  grande  riforma  economico  sociale, ha  applicazione,  come  dire,
  generale  nell'ordinamento  dello  Stato,  non  ha  un'applicazione
  connessa  alle  competenze  esclusive  delle  regioni  quindi   non
  continuate a prendervi in giro a far finta di volere affrontare  la
  questione.
   Voi  non  potete scrivere in una legge che farete la legge  il  31
  luglio  e se non la farete facciamo le elezioni del 2024. Ma perché
  se si fa la legge, cosa che non si può fare, se si facesse la legge
  il 31 luglio 2023 quando si voterebbe? Che l'unico turno elettorale
  previsto  è  nel duemila....  , appunto visto che è scaduto  quello
  ordinario del 2023 è nel 2024,  allora io suggerisco al Governo per
  evitare  l'ennesima  brutta  figura di  scrivere  la  verità,   noi
  proroghiamo i commissari nelle more che venga modificata  la  legge
  nazionale  e  consenta anche alle province siciliane  o  ai  liberi
  consorzi  e,  tra l'altro vi ricordo che noi operiamo in  atto  con
  una  norma dichiarata incostituzionale, cioè i sindaci delle  città
  metropolitane  non possono essere i sindaci dei comuni  capoluoghi,
  noi di questo non ne parliamo, facciamo finta di non capire,  è  un
  tema  che  non  ci  riguarda, allora capite che  le  questioni,  la
  demagogia  come  dire  non serve a far funzionare  le  istituzioni,
  dite  la  verità vogliamo gli organi elettivi,  nelle more  che  il
  Parlamento  approvi  la  riforma Delrio in  Sicilia  proroghiamo  i
  commissari fino a quando non si faranno gli organi elettivi.  È  un
  tema di battaglia politica.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO.  Grazie Presidente, buongiorno colleghi. Io non
  trovo  nulla  di  strano  in quello che  sta  accadendo  in  queste
  settimane,  in  questi mesi, in questi giorni,  perché  il  Governo
  Schifani si è sempre dichiarato in continuità col Governo Musumeci,
  per  cui  così  come  Musumeci ci ha abituato  a  dire  che  voleva
  recuperare  le  province, e poi per anni ha  fatto  esattamente  il
  contrario,   il   Governo  Schifani  in  perfetta  continuità   con
  quell'andazzo  sta  riproponendo lo  stesso  modello,  riproponendo
  l'ennesima   legge   che   sarà  dichiarata   incostituzionale   e,
  aggiungendo anche un tentativo di mettere il carro davanti ai buoi,
  al  punto  tale che presenta il ddl sulle province ancor prima  che
  venisse  abolita  la  legge Del Rio e, peraltro,  Presidente  anche
  cercando di fare correre questo disegno di legge.
   Addirittura, era stato dato il termine per emendamenti  senza  che
  neppure potessero essere ancora effettuate le audizioni che  ci  si
  aspetta  per  un disegno di legge tanto importante.  Se  riesco  ad
  avere  anche  l'attenzione  dell'assessore  Massina,  e  magari  il
  collega  Cracolici torna al posto, mi fa una gentilezza, così  come
  io ho ascoltato il suo pregevole intervento lei ascolterà il mio.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si rivolga alla Presidenza.

   DE  LUCA ANTONINO. E, allora, Presidente provveda. Quindi,  quello
  che  stavo  cercando di dire è questo disegno di legge anche  sulle
  province  fa  acqua  da  tutte  le parti,  ha  ragione  il  collega
  Dipasquale che ci troveremo a ricostituire l'organo politico -  per
  carità  meglio  le  elezioni dirette che quelle indirette  -  ma  è
  evidente  che  state  cercando di mettere  l'ennesima  pezza  senza
  neppure porvi il problema di cosa avrebbero bisogno questi enti per
  funzionare.  Ed  è  evidente che in questi  anni,  con  il  Governo
  Musumeci  di cui vi dichiarate in continuità, questi enti li  avete
  abbandonati  non a dei commissari, ma a dei commissari liquidatori.
  Quelli  che  avete nominato non sono commissari straordinari,  sono
  commissari liquidatori, perché avete totalmente abdicato  a  quelle
  che  erano  le funzioni e le prerogative di questi enti,  le  avete
  votate di capacità, di risorse finanziarie.
   Le  province,  se non fosse intervenuto il Governo Conte  con  dei
  contributi  importanti e con delle norme importanti, sarebbero  già
  tutte fallite. I liberi consorzi non avrebbero chiuso i bilanci,  e
  vi  dovete  prendere  la  responsabilità delle  persone  che  avete
  nominato  e delle leggi che non avete fatto e che state continuando
  a  non  fare,  perché in questo disegno di legge delle province,  a
  parte le elezioni dirette non c'è niente.
   Non possiamo fare il ragionamento - collega Castiglione - facciamo
  la legge, ai soldi poi ci pensiamo, perché le strade non le fai con
  le  nocciole, ci devi mettere i soldi, ci devi mettere la  capacità
  progettuale,  ci  devi mettere le professionalità che  servono  per
  intercettare i contributi per partecipare ai bandi, se no non  sono
  enti,  sono  postifici,  e  non  possiamo  continuare  nel  2023  a
  ragionare in questa maniera perché è veramente un discorso di basso
  livello, non è un rilancio degli enti. Non avremo nuove scuole, non
  avremo  nuove strade, avremo solo nuovi sprechi se non interveniamo
  bene e per tempo.
   E  per  questo - collega Abbate, Presidente - mi rimetto alle  sue
  capacità,   dobbiamo  fare  le  udizioni,  dobbiamo   ascoltare   i
  commissari,  i  presidenti, i direttori generali, i  ragionieri,  i
  dirigenti,  i  segretari  provinciali, le associazioni  degli  enti
  locali,  i  sindaci.  Perché se noi, dopo  tutti  questi  anni  che
  mancano  gli enti, non capiamo quali sono le nuove necessità,  come
  possiamo    legiferare?   Pensiamo   di   risolvere   il   problema
  semplicemente  rimettendoci  dentro consiglieri  e  assessori?  No,
  questo  è  un discorso che piace ai partiti, ma non può piacere  ai
  cittadini.  Relativamente a questo disegno di legge,  il  Movimento
  Cinque  Stelle in alcun modo non favorirà il percorso della proroga
  dei  commissari,  ve lo dico sin d'ora. Perché  non  ci  stiamo  ad
  avallare  l'ennesima  legge  che  sarà  impugnata.  L'avete  fatto,
  l'avete rifatto, ma vi assumerete interamente la responsabilità  di
  farlo ancora.

   PRESIDENTE.  Ultimo  intervento. È iscritto a parlare  l'onorevole
  Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Vorrei  partire da alcune cose che  sono  state  dette  in
  quest'Aula.  Qui  sembra  che  ci sia,  da  una  parte  il  Partito
  Democratico  o  le  opposizioni che non  vogliono  ripristinare  le
  province,  e dall'altra il Governo Schifani con la sua  Giunta  che
  vogliono ripristinare le province.
   Allora,  voglio  dire che il primo disegno di legge  che  è  stato
  presentato  in  quest'Aula è a firma del Partito  Democratico,  sul
  ripristino  delle province, quindi, non c'è dubbio che  la  volontà
  degli  organi  elettivi, come suggerisce il collega Cracolici,  non
  c'è  dubbio,  quindi,  che la volontà politica  del  ripristino  di
  questi organi elettivi sia trasversale.
   Detto  questo non posso non sottolineare un aspetto che da  cinque
  anni, scandaloso, ci portiamo appresso, ovvero il fatto che l'unica
  provincia,  l'unico  libero consorzio che  oggi  in  Sicilia  è  in
  dissesto è il libero consorzio di Siracusa. E, allora, continuare a
  non considerare il libero consorzio di Siracusa in maniera diversa,
  rispetto  a  tutti gli altri, perché come diceva prima  l'onorevole
  Castiglione  il  problema  non è di  soldi  perché  è  di  gestione
  politica; il problema è economico perché possiamo nominare tutti  i
  commissari  che vogliamo ma se non gli mettiamo i soldi all'interno
  di  questo  organismo per consentire la manutenzione delle  scuole,
  delle  strade,  per fare la pulizia anche delle strade  provinciali
  non  avremmo ottenuto nulla, quindi, fermo restando che,  sul  voto
  rispetto  all'articolo che è stato presentato  ci  esprimeremo  più
  avanti,   perché   abbiamo  presentato  anche   degli   emendamenti
  all'articolato,  io ritengo che questo Governo debba  mettere  mano
  soprattutto   sull'aspetto  economico  che  deve  poi   consentire,
  soprattutto  al  libero consorzio di Siracusa,  la  possibilità  di
  uscire fuori da questo dissesto.
   Capisco  bene  che  il  problema è nazionale  perché  il  prelievo
  forzoso  oggi  non  ci  consente di uscire  dal  dissesto,  abbiamo
  dichiarato il secondo dissesto, come libero consorzio di  Siracusa,
  e  allora dico a tutti gli onorevoli colleghi, soprattutto a quelli
  di  Siracusa,  soprattutto a coloro i quali fanno parte  di  questa
  maggioranza,  facciamo fronte comune su questa vicenda,  altrimenti
  avremo  ripristinato degli organi che non saranno in  grado  né  di
  gestire  il  territorio  ma  neanche  di  gestire  i  servizi   che
  dovrebbero  garantire  a  tutti  i  cittadini  della  provincia  di
  Siracusa. Grazie.

   DIPASQUALE. Preannuncio la presentazione di un emendamento.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole Dipasquale, intanto lo depositi.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
          Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
                      e successive modificazioni

   1.  Nelle more dell'approvazione della legge regionale di riordino
  dei   liberi   consorzi  comunali  e  delle  città   metropolitana,
  finalizzata  all'elezione a suffragio universale  e  diretto  degli
  organi dei predetti enti di area vasta, la legge regionale 4 agosto
  2015, n. 15 e sue successive modificazioni è così modificata:

   a)   al   comma  2  dell'articolo  6  le  parole  "In  sede  prima
  applicazione della presente legge la data dell'elezione  è  fissata
  dal  Presidente della Regione col decreto di cui al comma  1  entro
  sessanta  giorni dalla data dell'ultima proclamazione degli  eletti
  nei   comuni  interessati  dal  rinnovo  degli  organi  nel   turno
  elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2023 ", sono sostituite
  dalle seguenti: "In sede prima applicazione della presente legge ed
  in  caso  di  mancata approvazione, entro il 31 luglio  2023  della
  legge  regionale di riordino dei liberi consorzi comunali  e  delle
  città   metropolitana,   finalizzata   all'elezione   a   suffragio
  universale e diretto degli organi dei predetti enti di area  vasta,
  la  data  dell'elezione è fissata dal Presidente della Regione  col
  decreto  di  cui al comma I entro centoventi giorni dalla  data  di
  svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno
  elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024 ;

   b)  al  comma 7 dell'articolo 14 bis le parole "In sede  di  prima
  applicazione  della  presente  legge  l'elezione  si  svolge  entro
  sessanta  giorni dalla data dell'ultima proclamazione degli  eletti
  nei   comuni  interessati  dal  rinnovo  degli  organi  nel   turno
  elettorale  ordinario da svolgersi nell'anno 2023", sono sostituite
  dalle seguenti: "In sede prima applicazione della presente legge ed
  in  caso  di  mancata approvazione, entro il 31 luglio  2023  della
  legge  regionale di riordino dei liberi consorzi comunali  e  delle
  città   metropolitana,   finalizzata   all'elezione   a   suffragio
  universale e diretto degli organi dei predetti enti di area  vasta,
  la  data  dell'elezione è fissata dal Presidente della Regione  col
  decreto  di  cui al comma I entro centoventi giorni dalla  data  di
  svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno
  elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024 " ;

   c)  al comma 1 dell'articolo 51 le parole "e comunque non oltre il
  31  agosto  2023", sono sostituite dalle seguenti: "e comunque  non
  oltre il 31 dicembre 2024"».

   Si  passa  all'emendamento  fuori  sacco  1.1  R,  a  firma  degli
  onorevoli Safina, Catanzaro Spada.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAFINA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente,  molto
  velocemente,  c'è  un  parere dell'Ufficio legislativo  legale  che
  nell'ultima  tornata  di  nomine dei  commissari  ha  chiarito  che
  commissari  possono  essere nominati solo  i  dirigenti  regionali,
  poiché  la  Giunta di Governo su questo però non si è adeguata,  il
  senso  della norma è quello di evitare ulteriori nomine illegittime
  e  dunque  prevedere  che questi commissari  potranno  essere  solo
  scelti  tra  i dirigenti regionali, molto semplice. E'  chiaro  che
  ringrazio   gli   uffici,   che  hanno  anche   diciamo   sistemato
  l'emendamento,  evitando delle imperfezioni normative.  Siccome  la
  legge  prevede  che  verranno  nominati  nuovamente  i  commissari,
  abbiamo  espunto la parte che prevedeva che decadessero quelli  già
  attualmente in carica. Questo è il senso dell'emendamento.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Safina.
   Assessore,   se  vuole replicare e poi mi dà il parere  su  questo
  emendamento.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie,  signor  Presidente,  più  che  replicare  volevo  un  poco
  chiarire  le  varie domande che avevano sottoposto alcuni  colleghi
  deputati.
   Allora  innanzitutto  specifichiamo bene che  questa  norma  nasce
  dalla  decisione  di  evitare  che si  possano  in  questo  momento
  consumare  le  elezioni di secondo livello.  Voi  sapete  bene  che
  l'attuale  normativa regionale prevede che entro  60  giorni  dalle
  elezioni   amministrative  bisognerebbe  procedere  ad  indire   le
  elezioni di secondo livello.
   Quindi  comprendete bene che, entro agosto massimo,  noi  dovremmo
  indire  le elezioni di secondo livello, dotare i liberi consorzi  e
  diciamo degli amministratori eletti dai consiglieri comunali e  dai
  sindaci.
   Comprendete bene che la novità rispetto al passato, io  ovviamente
  non  mi  sottraggo a quelli che sono le situazioni di fatto  e  non
  faccio  valutazioni politiche, perché sappiamo bene che dieci  anni
  fa  sono  state abolite le province, ovvero sono state  abolite  le
  possibilità di eleggere gli organi a suffragio universale, però  le
  province  sono  continuate ad esistere con ovviamente  la  gestione
  commissariale.
   La  novità  di oggi qual è? Che sappiamo bene che sia  il  Governo
  centrale, sia il Governo regionale, sia questa Assemblea  hanno  in
  programma diciamo anche per scelte e decisioni non solamente  della
  maggioranza  ma anche ovviamente della minoranza, che  hanno  anche
  loro depositato dei disegni di legge per ricostituire l'elezione  a
  suffragio universale, c'è la volontà chiara, ormai credo dichiarata
  da tutti, anche ovviamente con gli atti amministrativi perché io vi
  ricordo  che  già la Giunta regionale ha deliberato il  disegno  di
  legge  che in questo momento è depositato in Commissione I  che  lo
  sta  valutando, ci sta lavorando e a giorni verrà qui in  Aula  per
  essere discusso e approvato.
   Quindi, questa novità ovviamente rispetto alle altre diciamo dieci
  proroghe  che  si  sono  fatte nei dieci  anni  precedenti,  perché
  dobbiamo   dire  la  verità,  così  come  voi  avete  esortato   di
  puntualizzare, questa è l'undicesima proroga che si fa  chiaramente
  al  rinnovo  dei commissari, perché per dieci anni si  è  fatta  la
  stessa  cosa,  perché  si dovevano indire le  elezioni  di  secondo
  livello, qualche volta si sono anche indette, poi sono state  anche
  sospese.
   Quindi  la storia penso che la conosciamo tutti, la conoscete  più
  voi perché io è da sei mesi che sono qui ma chiaramente chi è stato
  prima  conosce bene quale è stato l'iter amministrativo  di  questi
  enti provinciali.
   Oggi dobbiamo secondo noi, secondo la nostra proposta, evitare che
  si  possano  realizzare nei prossimi due, tre mesi le  elezioni  di
  secondo  livello e poi nel giro di un anno massimo  quando  saranno
  ovviamente poi eletti gli organi a suffragio universale, mandare  a
  casa  coloro che saranno eletti da parte dei consiglieri  comunali.
  Comprendete bene che anche questo potrebbe innescare ulteriori  poi
  difficoltà la sì di natura anche diciamo di costituzionalità perché
  io  che  vado a eleggere organi di secondo livello e poi  dopo  tre
  mesi  o  dopo sei mesi gli dico di decadere perché eleggo quelli  a
  suffragio  universale, ovviamente anche lì ci sono dei diritti  che
  poi dovremmo anche insieme, insieme valutare.
   Quindi  cosa  cambia?  E questo, rispondo  anche  in  ordine  alle
  ipotesi  di incostituzionalità di questa norma, cambia che oggi,  a
  differenza dei dieci anni precedenti, c'è la reale volontà ma anche
  ci sono gli atti parlamentari in corso sia in questo Parlamento sia
  nel  Parlamento  nazionale,  c'è  la  volontà  di  ricostruire   la
  possibilità  di  eleggere  gli  amministratori  delle  province   a
  suffragio  universale. Quindi oggi è questa la differenza  rispetto
  al passato, che chiaramente secondo noi potrebbe far superare anche
  quel dubbio di costituzionalità di questa norma.
   Quindi  secondo  noi riteniamo indispensabile  in  questo  momento
  evitare  l'elezione  di secondo livello e dotare  gli  enti,  farli
  continuare ad amministrare ai commissari perché riteniamo  che  nei
  prossimi sei, otto, dieci mesi massimo, si possa tornare a votare.
   Io   non   mi   sottraggo   neanche  alle   sollecitazioni   fatte
  dall'onorevole Lantieri, Pace, eccetera, in merito alle nomine  dei
  commissari  o  diciamo  alle  figure  della  nomina  commissariale.
  Chiaramente voi comprendete che non è una scelta solo  mia,  è  una
  scelta mia insieme al Presidente della Regione. Mi farò portavoce e
  chiaramente  attenzionerò  e  approfondirò  anche  questo   aspetto
  chiaramente  nell'eventuale  possibilità  anche  di  prevedere   un
  ricambio anche da questo punto di vista.
   Per quanto riguarda invece, e tutto quello che avete detto voi  lo
  condivido  quasi tutto, il merito della legge sulle nuove province,
  quindi le competenze, gli amministratori, la vigilanza, faranno  le
  strade, faranno le scuole, atteso che poi comunque la decisione  su
  quello che faranno sarà demandata, ovviamente, agli eletti no?  Non
  lo  decidiamo  noi,  lo  deciderà il popolo delle  varie  province,
  eleggeranno   i   loro  amministratori  e  a  loro  sarà   chiesto,
  chiaramente, di dare risultato della loro attività.
   Non  vi  è  dubbio  che  noi, sicuramente,  vigileremo  così  come
  l'abbiamo  fatto  già  in  questi mesi,  lo  ricordava  l'onorevole
  Castiglione. L'abbiamo fatto per Catania quando c'è stata la  crisi
  dei lavoratori, l'abbiamo fatto fino a ieri per Enna quando abbiamo
  convocato il commissario per risolvere alcune problematiche con  le
  scuole, quindi dico che la nostra azione di vigilanza e controllo è
  sempre  attiva  e  non  smetteremo né oggi né  domani  che  saranno
  eletti,  così come lo facciamo per tutti i Comuni. Quindi  non  c'è
  dubbio,  però dico, in merito a tutte le possibili anche competenze
  o  funzioni che possiamo dotare alle nuove province, io vi  ricordo
  che fra qualche settimana arriverà in Aula il testo che riguarda le
  province,  allora  sì  lì sarà il momento su  cui,  ovviamente,  ci
  dovremmo  confrontare, su cui insieme magari possiamo  decidere  di
  apportare  tutte  le  modifiche,  integrazioni  o  variazioni   che
  riteniamo  opportuno  in  ordine alle competenze,  in  ordine  alle
  funzioni,  in  ordine alle figure degli amministratori,  in  ordine
  anche alla dotazione finanziaria degli enti.
   Quindi su questo ritengo che oggi non è il momento di parlarne  ma
  che,  probabilmente,  fra  qualche  settimana  quando  andiamo   ad
  approfondire, ad approvare il testo definitivo delle  elezioni,  lì
  sì che potremmo sicuramente ancora apportare tutte le modifiche che
  vogliamo.  Noi, ovviamente, e questo diciamo è l'unica notizia  che
  vi  posso  dare,  abbiamo  certezza  anche  da  parte  del  Governo
  centrale, del Parlamento nazionale, che stanno ovviamente  correndo
  perché anche loro hanno in programma di abolire la cosiddetta legge
  Del  Rio  e  di  approvare il testo delle  province  che  già  come
  sappiamo  è  stato depositato in Senato, è stato già  unificato  il
  testo  di tanti disegni di legge presentati anche lì bipartisan  da
  maggioranza  e  minoranza  e, quindi, abbiamo  dati  certi  che  la
  volontà  in  questo  momento di ambedue i parlamenti  è  quella  di
  correre  il più veloce possibile. Quindi non riteniamo idoneo  che,
  in questo momento, andiamo a fare elezioni di secondo livello e non
  sarebbe neanche semplice da spiegare, ovviamente anche al cittadino
  perché  eleggiamo organi che dopo sei mesi poi dovrebbero decadere,
  chiaramente  anche  con  costi che dovremmo  anche  sostenere  che,
  probabilmente, non avranno neanche una funzionalità.

   PRESIDENTE.  Assessore, non ho capito il parere  sull'emendamento.
  Lo vuole visionare? Lo trova tra gli emendamenti fuori sacco.

   CRACOLICI. Volevo un chiarimento.

   PRESIDENTE.   Prego,   onorevole   Cracolici.   Stiamo   valutando
  l'emendamento  1.1.R, onorevole. Modifica questa legge,  onorevole.
  Aggiunge un comma.

   CRACOLICI.   Come dire l'attuale dispositivo contenuto  va  votato
  prima  quello, perché quello è aggiuntivo al comma, scusate. Tranne
  che le procedure...

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, non vanno in conflitto.  Votiamo
  prima  questo  e  poi  quello che avete presentato.  Non  vanno  in
  conflitto. Non vanno in conflitto, quindi.
   Assessore,   mi  dà  il  parere  su  questo  emendamento?   Stiamo
  aspettando  il  parere  del Governo sull'emendamento  1.1.R  e  poi
  mettiamo al voto.
   Il parere della Commissione è contrario.
   Assessore, il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Allora,  io da quello che capisco leggendo l'emendamento, si  parla
  che  si  restringe  la  possibilità di  nominare  i  commissari  ma
  solamente  per  questa norma, solamente per  questa  norma,  fra  i
  dirigenti regionali in servizio. Comprendete bene che, chiaramente,
  è  un limite molto restrittivo. Significa dirigenti in servizio che
  fanno   i   dirigenti  della  Regione,  devono  anche   andare   ad
  amministrare  i  liberi consorzi di Trapani, o di Agrigento,  o  di
  Ragusa.   Quindi  comprendete  bene  che,  secondo  me,   è   molto
  restrittivo. Io mi rimetto all'Aula, però io ho qualche dubbio  che
  questo possa essere funzionale. Contrario.

   PRESIDENTE.  Quindi, il parere del Governo è contrario. Il  parere
  della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Il  parere della Commissione è contrario.  Allora  un
  attimo,  colleghi, e poi vi do la parola per chi deve  intervenire.
  Parere   della  Commissione  contrario  e  il  Governo  si  rimette
  all'Aula.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Assenza.  Poi
  onorevole  Catanzaro,  già  Pd... solo l'onorevole  Assenza  e  poi
  andiamo al voto. Prego, onorevole. Prego, onorevole Assenza.

                     (Interventi fuori microfono)

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  la  figura  del  commissario  e   i
  requisiti  che  la  stessa deve possedere  per  essere  indicata  è
  evidentemente  regolata  da una ben precisa disposizione  normativa
  che noi, ora così d'emblée, ci permettiamo di strappare in virtù di
  chi  sa  quale  cosa contro ogni logica e contro anche l'attuazione
  pratica e con un aggravio ulteriore di spese per gli enti.
   Perché,  per  quello che mi risulta, la gran parte dei  commissari
  attualmente  nominati sono funzionari in pensione o dello  Stato  o
  della Regione.
   Noi  stiamo  stravolgendo  questo principio,  dicendo  che  devono
  essere  per  forza  invece  funzionari in  servizio,  depauperando,
  depauperando la già deficitaria macchina burocratica regionale, che
  non ha assolutamente i dirigenti in grado di affrontare l'ordinaria
  amministrazione  -  proprio  per  quello  scellerato   blocco   del
  turnover,   che  impedisce  la  formazione  di  una  nuova   classe
  dirigenziale  - così d'emblée perché a qualcuno sta  antipatico  il
  commissario  di  una  provincia, rispetto  ad  un'altra,  azzeriamo
  tutto.  Facciamo questa norma solo per distruggere  quel  poco  che
  risultava ancora in piedi dell'organizzazione delle varie province.
   Quindi  io,  onestamente, mi sorprendo che  sia  stato  ammesso  a
  votazione  un  emendamento del genere, perché non  è  che  possiamo
  stravolgere le norme che prevedono quali sono i requisiti  che  una
  figura  deve assumere e, dall'oggi al domani, diciamo "No,  abbiamo
  scherzato  Non c'è più questo, c'è altro"
     E  poi,  anche  dal  punto di vista pratico, riflettiamoci  bene
  dall'andare  a insistere su una norma del genere. Che  poi  che  ci
  siano, l'assessore l'ha detto, l'ha detto benissimo, proroga  della
  funzione  dei  commissari non significa che non si può  intervenire
  caso  per  caso,  eventualmente per rimediare a  qualche  eventuale
  dirigenza  deficitaria. Ma da qui a buttare tutto  il  bambino  con
  l'acqua sporca, ce ne corre. Quindi io mi permetto di rivolgere  un
  appello ai colleghi, al di là della maggioranza o dell'opposizione,
  perché poi si tratta tutti di funzionari pubblici, o in servizio  o
  in  quiescenza,  che evidentemente non hanno, non ricevono  né  gli
  ordini  da  parte  di  Giorgio  Assenza,  né  da  Cracolici  o   da
  Dipasquale  o  da chiunque altro, ma svolgono la loro funzione,  al
  novanta per cento dei casi, con grande diligenza e correttezza.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Assenza.  Mettiamo  in  votazione
  l'emendamento 1.1.R col voto

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.1R, col parere contrario della Commissione e del
  Governo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 58
   Votanti                  55
   Maggioranza              28
   Favorevoli               30
   Contrari                 25
   Astenuti                   0

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  1.2.  Lo  trovate  sempre   tra   gli
  emendamenti fuori sacco.

   CATANZARO. Il parere del Governo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.2?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione è favorevole.  Il  parere
  del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.2, con  il  parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               "Art. 2.
                             Norma finale

   1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

   2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione".

   All'articolo 2 c'è l'emendamento 2.1, a firma della Commissione.
  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Mettiamo in votazione il disegno di legge.
   Onorevoli colleghi, non ci sono dichiarazioni di voto?
   Colleghi, facciamo in questo modo: siccome si sono fatte le  15.00
  e finora abbiamo rinviato le votazioni di tutti i disegni di legge,
  io  vi  propongo una sospensione di un'ora, un'ora  un  quarto;  ci
  aggiorniamo  intorno alle 16.00. Pertanto, la seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 16.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.55, è ripresa alle ore 16.43)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Disposizioni
  finanziarie varie. Modifiche di norme.  (21/A Stralcio I/A)

   PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
  al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Daidone per svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente  della  II  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, mi rimetto al testo della relazione scritta, quindi  se
  l'Assessore vuole prendere la parola può tranquillamente farlo.

   PRESIDENTE. Se il Governo vuole prendere la parola qualche minuto.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi  il Governo presente a questo disegno di legge  collegato,
  così come anticipato e promesso durante il dibattito sul disegno di
  legge  di  bilancio e sul disegno di legge di stabilità, perché  vi
  sono  delle  norme che non erano entrate in quella prima  fase  nel
  dibattito  d'Aula in legge di stabilità e quindi avevamo detto  che
  si  rinviavano in successivo disegno di legge collegato al fine  di
  ovviare alcuni temi che non erano stati affrontati.
   Nel frattempo, rispetto a giorno 9 febbraio scorso, quando abbiamo
  approvato la finanziaria, sono emersi altri problemi, uno di questi
  è  l'impugnativa che il Consiglio dei Ministri ha voluto fare  alle
  norme finanziarie che riguardavano i Fondi extra regionali. Per cui
  noi  con  questo  ddl  collegato innanzitutto vogliamo  mettere  in
  sicurezza tutte quelle misure, tutti quegli interventi, soprattutto
  mi riferisco ai Comuni, mi riferisco al cofinanziamento comunitario
  e  quindi ai forestali che erano stati coperti finanziariamente dai
  Fondi FSC .
   Noi  con  questo  ddl  collegato, il quale testo  che  era  di  50
  articoli   è  diventato  di  poco  meno  di  40  articoli   e   c'è
  sostanzialmente  poi  un  emendamento  da  parte  del  Governo  che
  riguarda i Comuni a cui daremo, annunciamo un emendamento per  dare
  ai  Comuni 115 milioni di euro del Fondo investimenti e 22  milioni
  di  euro che riguardano i minori trasferimenti di parte corrente  a
  seguito  delle maggiori riserve che l'Aula ha voluto stabilire  per
  gli  stessi Enti locali, quindi 137 milioni di euro, giusto  perché
  così  l'Anci possa essere rasserenata ma a maggior ragione per dare
  serenità  e sicurezza ai conti dei Comuni, i cui i sindaci  possano
  così   da   qui  a  qualche  giorno  completare  le  procedure   di
  approvazione dei rispettivi bilanci.
   Nel frattempo ci sono alcune norme importanti in questo collegato,
  velocemente  togliamo alcuni contenziosi dei consorzi di  bonifica,
  soprattutto   Siracusa  e  Agrigento  per  evitare   che   i   vari
  pignoramenti    impediscano    il   pagamento    degli    stipendi,
  conseguentemente  si  impedisca l'erogazione dei  servizi  primari,
  soprattutto  in estate; il problema dei Pip; il piano  emergenza  a
  Palermo,  finalmente  dopo  23 anni procediamo  all'assunzione  dei
  primi  1166  lavoratori  che fino a questo momento  hanno  prestato
  lavoro   a   nero  e  poi  abbiamo  la  chiusura  delle  cosiddette
  partecipate,  quelle  società  mi  riferisco  alla  Biosfera,  alla
  Resais, su cui pende un contenzioso di 256 milioni di euro e invece
  con  questo articolo e con la norma che abbiamo proposto  accediamo
  alla  sanatoria  e  così riusciamo col 5 per cento  a  chiudere  un
  intero  contenzioso, un'intera vertenza con l'Agenzia delle entrate
  e  mettendo  in  sicurezza  i conti della Regione  ma  altrettanto,
  diciamo  così,  potendo  portare  finalmente  a  completamento   la
  procedura di chiusura di questo altro ente ormai in liquidazione da
  un bel po'.
   Dopodiché ci sono altri articoli, uno per tutti l'articolo 11  che
  riguarda i forestali, lo abbiamo detto nell'introduzione vi era  un
  problema:  avevamo  cofinanziato  la  misura  di  248  milioni  dei
  forestali, del mondo della forestazione con 74 milioni di euro Fsc,
  nel  momento in cui la norma è stata impugnata stiamo dando seguito
  con, appunto, misure con fondi regionali.
   E  poi,  ancora, abbiamo delle misure che riguardano gli ASU,  voi
  sapete  bene  che abbiamo proceduto all'integrazione del  contratto
  delle  ore  lavorative, stiamo consentendo di poter  utilizzare  il
  fondo  di fuoriuscita per poter pagare coloro che volessero  andare
  via da questo bacino, così come abbiamo previsto un milione di euro
  per  i  Pip  che volessero lasciare anzitempo il proprio bacino  di
  appartenenza.
   Ci   sono   alcune  norme  che  riguardano  le  aree  di  sviluppo
  industriali   per   dare  seguito  a  una  sentenza   della   Corte
  Costituzionale,  oppure  per consentire ai sistemi  liquidatori  di
  poter far fronte a delle esigenze finanziarie.
   Devo  dire che nel frattempo la Presidenza dell'Assemblea ha sotto
  un  suo profilo legittimamente, ma anche noi non l'abbiamo guardata
  con  occhio  ostile, ma abbiamo compreso le ragioni  di  stralciare
  circa  dieci  norme,  perché  erano delle  norme  che  pur  essendo
  arrivate   in   Commissione  Bilancio  non  erano   passate   dalle
  Commissioni  di merito quindi, nostro malgrado, abbiamo  detto  che
  alla  fine  riproporremo queste norme nelle Commissioni  di  merito
  facendo  uno stralcio, Presidente Galvagno, di questa noi chiediamo
  che  venga  fatto  eventualmente poi uno  stralcio  nel  senso  che
  presenteremo un pacchetto di queste norme diciamo con  un  percorso
  autonomo per poter dar seguito ad altre esigenze.
   L'articolo  50 riguarda invece di chiusura, che riguarderà  invece
  tutta  l'abrogazione  delle  norme  impugnate  dal  Consiglio   dei
  Ministri,  in  più  vi devo e chiudo dicendo che  abbiamo  previsto
  l'abrogazione di alcune norme di intesa col Consiglio dei  Ministri
  per  le precedenti finanziarie, per qualche precedente finanziaria,
  i  cui articoli non stati impugnati a seguito di un impegno che era
  stato  assunto  da Palazzo d'Orleans precedente e il Consiglio  dei
  Ministri a cui è giusto dare seguito.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ci sono altri interventi?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente  io la ringrazio. Ho ascoltato  l'Assessore
  con  un atteggiamento diciamo pieno di buone intenzioni, salvo devo
  dire   con   grande  rammarico,  assistere  anche   alla   gestione
  parlamentare  dei  provvedimenti come questo improntati  più  sulla
  approssimazione    e    su   atteggiamenti   che    inevitabilmente
  irrigidiscono  anche  le  modalità e  i  comportamenti  che  in  un
  Parlamento, pur avendo opinioni diverse su singole norme, però  non
  si  perde  mai  di  vista  il  fatto che  esiste  il  principio  di
  maggioranza, ma anche di minoranza.
   E  parto da questo per fare una prima considerazione, e mi rivolgo
  all'Assessore Falcone. Mercoledì scorso Presidente, lei ha disposto
  a  causa  del  lutto nazionale la chiusura delle sedute  d'Aula  di
  martedì  e  mercoledì. Io avevo la Commissione Antimafia convocata,
  c'era  la  Commissione Bilancio convocata, e mi sono  premurato  di
  arrivare non sapendo se il percorso dell'Aula venisse seguito anche
  dalle  Commissioni, alcuni colleghi hanno provveduto a  disdire  le
  convocazioni, l'ho fatto io nella giornata di mercoledì.
   Martedì  incontro  l'Assessore, perché  siamo  per  caso  arrivati
  assieme  in Parlamento, e alla domanda che dobbiamo fare visto  che
  l'Aula  si fa non si fa, le Commissioni che fine fanno? L'Assessore
  mi  dice con grande onestà, guarda non credo che oggi faremo nulla,
  semplicemente faremo uno un approfondimento come maggioranza  delle
  norme  che sono oggetto di valutazione, per cui a quel punto  fatto
  che  si riunisca la maggioranza per valutare gli emendamenti  delle
  norme,  è  un fatto come dire che ci sta, salvo poi scoprire,  alla
  fine  dei  lavori  della mia Commissione, che  i  funzionari  della
  Commissione mi comunicano che la Commissione, poiché c'erano  sette
  componenti  aveva valutato di approvare il testo, tra  l'altro,  in
  assenza di tutti i deputati della minoranza.
   Ora, stiamo parlando di un provvedimento che sta in Commissione da
  qualche  settimana,  tempi per emendamenti, poi  sospensione  degli
  emendamenti,  poi  discussione su ammissibilità,  sulle  norme  che
  avevano   ricadute   finanziarie  rispetto  a  quelli   che   erano
  ordinamentali.  Una grande confusione, per poi determinare  l'esito
  che  oggi  viene presentato in Aula, che io considero - intanto  da
  modalità di gestione dei rapporti di civiltà parlamentare - un atto
  veramente insopportabile.
   Ora, non perché io mi scandalizzi di norme, di una norma piuttosto
  che  di un'altra, ma c'è anche uno sforzo che bisogna fare -  e  lo
  dico  ai  colleghi  che  magari  hanno  qualche  anno  in  meno  di
  esperienza  parlamentare - proprio perché quando ci sono  questioni
  urgenti,  questioni  'tecniche' si dice, è buona  prassi  avere  il
  massimo  di  condivisione,  perché se  sono  questioni  tecniche  o
  questioni urgenti, tutto dobbiamo fare tranne quello di fare  danni
  all'Amministrazione.
   E  questo interesse ce l'ha chi governa, ma deve averlo anche  chi
  fa  l'opposizione. Se, invece, come si è fatto, si procede 'vediamo
  chi  c'è,  se  ci  siamo  andiamo  avanti,  se  non  ci  siamo  poi
  discutiamo' io credo che questa metodologia non vi porterà lontano.
  E  lo dico anche perché, vede Assessore, mi dispiace che non c'è il
  Presidente della Regione oggi, ormai sta emergendo con drammaticità
  -  Presidente io però vorrei che lei ascoltasse perché le questioni
  di  cui  parlo  riguardano  anche lei  -  perché  se  ci  fosse  il
  Presidente  della  Regione, sarebbe utile che il  Presidente  della
  Regione che si è dichiarato un parlamentarista, anche perché lo  è,
  ma  almeno nelle intenzioni si era espresso nella volontà di  avere
  rispetto di questo Parlamento.
   Io  comincio a non avere più rispetto di questo Governo. E non per
  gli  assessori che lo compongono, ma perché io penso che si cominci
  ad  appalesare un elevato livello di inadeguatezza da parte di  chi
  lo dirige. Noi siamo a otto, nove, mesi dalle elezioni, viviamo una
  sorta  di  clima tipico di otto, nove, mesi prima che  finisce  una
  legislatura.   È  un  Governo  sfilacciato,  un  Parlamento   anche
  sfilacciato, siamo appena a otto mesi e già siamo come  se  fossimo
  alla  fine,  con  un  Presidente della  Regione  che  mi  pare  che
  delegittimi.  Chiunque - on. Lombardo la prego sto  parlando  anche
  con  il  decano- qualunque assessore fa parte di questo Governo  io
  non so se ne farà parte anche domani, perché è evidente che c'è  un
  livello  di  delegittimazione che è tale da mettere in  discussione
  l'esistenza  stessa  della credibilità e dell'autorevolezza  di  un
  Governo.
   Non  mi era mai capitato di assistere a un Governo che lo si tiene
  in vita annunciando rimpasti almeno da tre mesi, e questo appena  a
  cinque mesi dalla nomina di un Governo. Dico, dove volete andare? E
  dove  volete portare la Sicilia? Ed è anche per questo, Presidente,
  che il Parlamento è morto. Perché quando non c'è un Governo, non ci
  può essere neanche una visione su cosa fare e su come fare, si vive
  alla  giornata.  Il galleggiamento è l'unica cosa che  caratterizza
  l'attività  amministrativa, salvo poi  che  anche  questa  attività
  amministrativa   viene   di   fatto  sconfessata   da   battute   o
  dichiarazioni come quelle che ho letto stamattina su un  organo  di
  informazione in cui, sostanzialmente, il giorno in cui entra questo
  famoso collegato - che non ho capito a cosa è collegato, perché  se
  è  collegato alla Finanziaria vi ricordo che la Finanziaria è stata
  falcidiata  dalle  impugnative -  bene,  il  giorno  che  entra  il
  collegato   leggo   che  il  Presidente  della   Regione   fa   una
  dichiarazione  'ci  sono dei nodi politici da risolvere  in  questo
  collegato'. Dove li dovremmo risolvere? Con chi li vuole risolvere?
  Ci  sono  luoghi diversi dal Parlamento in cui bisogna, si  possono
  risolvere, si debbono risolvere? Non è dato sapere.
   Voi  capite che così stiamo andando a sbattere tutti perché  è  un
  Parlamento  paralizzato  che da mesi non  ha  nessun  provvedimento
  reale da affrontare problemi strutturali di questa Terra. Non parlo
  delle  riforme, ma parlo dell'emergenze, le emergenze,  quelle  che
  vivono i siciliani, la gente che non riesce a entrare a fare più un
  esame  di  sangue o un elettrocardiogramma perché ormai aspetta  un
  anno,  un  anno e mezzo, due, per fare un esame perché  il  sistema
  sanitario sta saltando. Chi se ne dovrebbe occupare se non  noi?  O
  altri  problemi  potrei elencarli, ma di tutto  questo  non  se  ne
  parla. Perché siamo tutti affaccendati o al totale, diciamo di  sì,
  impegno  rispetto  agli  obiettivi di amministrare  e  governare  i
  problemi  di  questa  Terra o c'è il tira a  campare,  vediamo  che
  succede   domani.  Leggo  di  Giunte  dove  assessori  partecipano,
  assessori non partecipano, assessori se ne vanno durante, assessori
  non  parlano perché temono di essere messi all'angolo e messi fuori
  dalla Giunta.
   C'è un clima che è sinceramente imbarazzante e lo dice uno che non
  credo  di avere motivo di poter pensare che, come dire, un Governo,
  che un Governo sia debole è tutta salute, ma lo è per i siciliani?
   Abbiamo  problemi  enormi sui rifiuti, sull'acqua,  traghetti  che
  vengono   sequestrati   dall'autorità  giudiziaria,   mettendo   in
  discussione  le tratte sociali e di collegamento. Ma si  affrontano
  come  si  può  affrontare, come dire, il problema  di  un'emergenza
  semplicemente chiamando o il 115 o il 118.
   Non c'è una visione di affrontare il problema e oggi ci portate un
  collegato  che  è  frutto di quel modello. Ora  io  non  ho  nulla,
  figuratevi se mi metto contro le norme sui forestali piuttosto  che
  vorrei ricordare che la facciamo perché il Governo ha sbagliato, ha
  sbagliato  imputazione di bilancio, cioè si è fatto impugnare  pure
  le  norme  di  copertura sulla legge, su quello  che  serve  per  i
  forestali o sulla vicenda della Resais, che siamo stati o rischiamo
  di  essere sanzionati per pagare oltre 200 e rotti milioni di  euro
  di IVA, visto che ci è stato obbligato il riconoscimento dell'IVA o
  gli ASU. Ma il tema di cui stiamo parlando: c'è un Governo, c'è  un
  Presidente  della  Regione  che  fa  il  Presidente  della  Regione
  parlando  alla Sicilia attraverso il Parlamento o c'è una sorta  di
  quotidiana resa dei conti?
   C'è  una  cosa  che  emerge e il Presidente di questa  Regione  mi
  dispiace  che non c'è. Lo avrei detto meglio se fosse presente.  Il
  Presidente  di  questa  Regione non si fida  di  nessuno  dei  suoi
  Assessori. Non ha fiducia sui provvedimenti che ognuno di loro è in
  grado  di  portare  avanti o di intraprendere.  C'è  una  sorta  di
  commissariamento  permanente dell'azione  che,  ripeto  e  ricordo,
  signor  Presidente dell'Assemblea, da noi le nomine degli Assessori
  le  fa  il  Presidente  ma  le competenze degli  assessori  non  le
  stabilisce  il  Presidente, ma sono stabilite dallo  Statuto  della
  Regione.  Ogni  Assessore che ha una delega ce  l'ha  in  forza  di
  competenze  che sono di tipo statutario, quindi c'è, quindi  se  un
  Presidente non si fida dell'Assessore deve sostituirlo o ne  nomina
  un  altro, ma non può commissariare l'azione di un Assessore perché
  questo  viola  l'autonomia  delle  competenze  che  sono  in   capo
  all'assessore  in  quanto  preposto a quelle  non  è  delegato  dal
  Presidente. E' preposto a quelle competenze. E allora io penso  che
  oggi il tema che si pone, a otto mesi dal voto, è che questo non  è
  un  Governo così continuando per essere adeguato ai problemi che ha
  la  Sicilia.  Non è un caso che non abbiamo  lo possiamo  dire  con
  onestà  tutti  quanti  e lo dico ai colleghi  di  maggioranza,  non
  mettetevi  la testa sotto la sabbia perché se a otto mesi  siamo  a
  questo  livello vi assicuro che fra due anni qui non  ci  sarà  più
  niente.  E allora pensare di poter far finta di non vedere che  c'è
  una crisi politica vera, e si deve affrontare la crisi politica  se
  vogliamo  affrontare i problemi della Sicilia e non  al  contrario,
  che  tentiamo  di affrontare i problemi della Sicilia  intervenendo
  due,  tre volte sulle stesse norme, perché non si hanno nemmeno  le
  idee  chiare su come affrontare i problemi, e allora ecco perché  è
  necessario che ci sia una vera interlocuzione col Presidente  della
  Regione, perché il problema a questo punto, lo dico con affetto,  è
  ma che cosa mi deve dire Falcone?
   Brutalmente,  con  il grande rispetto che ho,  oltre  che  per  la
  persona  anche per la funzione che lui ricopre, cosa mi deve  dire,
  in  questo  momento chi rappresenta Falcone? E  allora  lo  dico  a
  Falcone,  lo  potrei  dire a tutti, Di Mauro con  cui  ho  maggiore
  confidenza  piuttosto che, no non abbiamo confidenza, allora  dammi
  di  lei, allora io penso che la discussione che dobbiamo fare  oggi
  chiede  una discussione generale su un provvedimento che è  un,  lo
  dico,  niente di trascendentale, ma è una marmellata,  è  una  cosa
  insulsa, non si capisce, sì, affrontiamo singoli problemi ma qual è
  la  visione, il disegno, l'obiettivo, tra l'altro dopo avere  avuto
  la  più  grande  impugnativa che ha subito  una  legge  finanziaria
  all'inizio della legislatura? Dico di cosa dobbiamo parlare?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, si avvii alla  conclusione,  per
  favore.

   CRACOLICI. Sì, io non vorrei fare Pierino, però lei sa  che  sulla
  discussione generale i termini non sono quelli che fissa lei.

   PRESIDENTE. No, sono 15 minuti, e sono 5 più 9 e 43, quello  è  un
  più.

   CRACOLICI. E, quindi, a 15 non c'ero.

   PRESIDENTE. Tra 10 secondi sì.

   CRACOLICI. Quindi, detto questo io non mi dilungo perché penso che
  il  vero problema  che questo Governo al momento in cui siamo è che
  è  arrivato al capolinea: o c'è una svolta e la svolta la deve dare
  innanzitutto chi lo presiede se è capace, oppure è evidente che  ci
  apprestiamo  a  vivere  una lunga agonia che  non  sappiamo  quando
  finirà.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, ha sforato di 12 secondi,
  quindi, è rientrato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le servono tutti i minuti?

   DIPASQUALE.  No, lei pensi, signor Presidente, che ho  scritto  le
  cose  che devo dire e quindi risparmieremo un po' di tempo.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, signori Assessori,  noi  ci  siamo
  lasciati  con  l'ultima finanziaria dove ci siamo  visti  impugnati
  tutta  una  serie  di articoli, tantissimi; ogni numero  di  questa
  finanziaria, il comma 4, l'articolo 1, l'articolo 9, l'articolo 10,
  riguardava  un finanziamento con un'esigenza di un territorio.  Sto
  parlando di quelli impugnati, delle risorse perse con il fondo, con
  l'FSC, e tutte queste, tutti questi interventi si sono persi,  dove
  dietro  ognuno  di  questi interventi, di questi  articoli  c'erano
  tantissimi  comunicati stampa di ognuno di noi,  che  preannunciano
  una  serie di interventi e dove alla fine però non è rimasto nulla.
  Io,  no,  però,  io così mi fermo, cioè perché ho  bisogno  che  ci
  ascolta l'assessore

   PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi un minimo di attenzione.

   DIPASQUALE. No, no, ma i colleghi non mi interessano, questo è  un
  problema,   però   l'assessore  è  fondamentale,  allora   riprendo
  l'intervento  secondo me dovevamo ripartire da questa  finanziaria,
  dalle  norme  che erano state abrogate, perché le  norme  che  sono
  state  abrogate, e guardate parliamo di centinaia  e  centinaia  di
  milioni  di  euro, che erano aspettative dei territori che  avevamo
  creato  noi  con  la  finanziaria, secondo me  queste  risorse  noi
  dovevamo  rimpinguarle,  scusate,  onorevole  Cracolici,  onorevole
  Spada,  onorevole Safina, perdonatemi, almeno l'attenzione del  mio
  Gruppo, l'attenzione

   PRESIDENTE.  Onorevole,  è  osannato  anche  dagli  altri   Gruppi
  parlamentari, c'è un invito da parte del Movimento 5 Stelle.

   DIPASQUALE.   Secondo me noi dovevamo partire, signor  Presidente,
  proprio  da  questo e, Assessore, dovevamo partire nel ripristinare
  le  risorse che abbiamo perso nella finanziaria, che era lavoro che
  avevamo  fatto  tutti, lavoro che avevamo fatto  ognuno  di  noi  e
  questo, purtroppo, non è stato fatto.
   Io mi auguro che questo Governo rimetta in condizione tutti quanti
  i  parlamentari che si erano spesi per quel lavoro  di  avere  quel
  giusto riscontro. Quindi, io questo me lo aspetto, ovviamente,  non
  in  questo  strumento  ma  nel prossimo  strumento  finanziario  o,
  altrimenti,  quello  che  noi facciamo qui  dentro  non  ha  nessun
  significato. Quindi, questo è, sicuramente, la prima  cosa  che  va
  fatta.
   Il   mio  intervento  di  oggi,  purtroppo,  non  può  che  essere
  fortemente  critico nei confronti di questo Governo e, soprattutto,
  del  Presidente  Schifani che ci aveva detto che sarebbe  stato  un
  Presidente parlamentarista ma in Parlamento non si è più visto.  Lo
  aspettiamo  da mesi, invano. Sembra che la priorità del  Presidente
  sia  una  sola:  risolvere le innumerevoli questioni e  lacerazioni
  aperte in Forza Italia, tra rese dei conti e prove di forza,  nella
  continua  ricerca  di  qualche  consigliere  comunale,  sindaco  da
  raccattare in extremis. Comprendo che Forza Italia è anche una  sua
  creatura, ma non possiamo permetterci che la Sicilia e i siciliani,
  forzisti e no, restino in attesa di un suo cenno.
   La  nostra Sicilia si sta spegnendo giorno dopo giorno  e  le  sue
  energie  dovrebbero  essere convogliate a  cercare  di  evitare  il
  disastro e il tempo tanto, troppo, dedicato a tenere in vita  Forza
  Italia  non solo è dannoso per la Sicilia, ma appare sempre più  un
  inutile accanimento terapeutico. Avete lasciato dopo cinque anni di
  Governo la Sicilia sommersa di rifiuti senza, fino ad oggi, segnali
  seri e concreti di inversione di marcia.
   I   sindaci  dovevano  individuare  i  siti  per  il  conferimento
  dell'indifferenziata:   sono   da   anni   commissariati,    alcuni
  ovviamente,  ma  non  obbligati  a  farlo.  Il  risultato  di  tale
  inconcludenza è che si è costretti a conferire fuori dalla Sicilia,
  pagando  circa  400  euro a tonnellata, tutte a  spese  dei  nostri
  cittadini  che  con la Tari pagano e dovranno pagare  tutte  queste
  risorse.
   La  sanità è ridotta ai minimi termini, riserva di voti per  pochi
  eletti  mentre  i  cittadini restano fuori  per  ore  ad  aspettare
  davanti  i  pronti soccorso svuotati di personale sanitario  e  con
  tanti, troppi precari ancora fuori.
   Non siete riusciti a fare una riforma seria in sei anni, parlo  di
  sei  anni perché siete la continuità amministrativa, l'avete  detto
  voi, della precedente.
   Questo  Parlamento attende riforme, leggi che diano  dignità  alla
  Sicilia e ai siciliani.
   State  costringendo i nostri figli a scappare da quest'Isola,  non
  per  scelta  ma  per  bisogno e, forse, il tanto  decantato  ponte,
  chimera  del Governo nazionale, ne potrà agevolare solo, ahimè,  la
  fuga  Ma davvero pensate che i siciliani siano così sciocchi da non
  rendersene   conto?   Credete  veramente  che   possano   accettare
  supinamente la vostra indifferenza, superficialità e pressapochismo
  convinti  che tanto sono costretti a votare solo voi? Alla  domanda
  che  mi  è  stata  rivolta, nei primi mesi di  questa  legislatura,
   com'è  Schifani? ,  sapete cos'è che ho  risposto?   Vedremo .  E'
  ancora  presto per giudicare, ma vedo un'inversione  di  rotta  nei
  rapporti con la minoranza.
   Purtroppo, oggi, mi rincresce di dover ammettere che le mie attese
  sono  rimaste  disattese in toto. Le avevo chiesto, al  Presidente,
  perché mi auguravo che fosse presente. Ma ve lo immaginate? E' così
  impegnato  Doveva essere così parlamentarista che il Parlamento  se
  l'è dimenticato.
   Viene. Ma quando viene? Alla fine? Avevo chiesto al Presidente  un
  incontro urgente per l'aeroporto di Comiso, mentre eravamo  con  il
  Libero Consorzio. Ancora aspetto risposta.
   Ho  chiesto  più  volte,  anche  in quest'Aula,  di  provvedere  a
  definire  l'Osservatorio sui cambiamenti climatici - già  istituito
  dal  precedente  Parlamento - ma attendo che  lei  faccia,  che  il
  Presidente faccia le nomine. E i silenzi si sommano.
   Ancora  nessuna risposta sui danni subiti nella Sicilia orientale,
  per  il  ciclone di febbraio. Nessuna impresa agricola e zootecnica
  ha ricevuto un centesimo. Solo parole, parole, parole. E' del tutto
  inutile  -  Presidente, grazie per essere venuto  -  dichiarare  lo
  stato di calamità naturale, se poi non ci si trasferisce a Roma, da
  un  Governo, peraltro, vicinissimo a lei con i Ministri  siciliani,
  più impegnati a farsi intervistare dai giornalisti, che a occuparsi
  della Regione, della Regione.
   Presidente  Schifani,  avrei voluto vederla,  come  il  presidente
  Bonaccini,  operativo,  fattivo,  presente  in  prima  linea,   con
  determinazione e impegno massimo per salvare la propria  terra,  le
  proprie aziende violentate e devastate dal ciclone di febbraio.
   Presidente, avremmo voluto vederla, non dico forte come il ciclone
  nella   rivendicazione  con  il  premier  Meloni,  ma  ci   saremmo
  accontentati anche di una rugiada di primavera. E invece qui,  caro
  Presidente, è calma piatta - a mare, noi diciamo "bonaccia"  -  ma,
  purtroppo, qui si è fermato non il mare ma la nostra bella Sicilia.
  Il  presente  e  il futuro, con le loro ambizioni  e  con  le  loro
  aspettative, delle nuove generazioni.
     Il  tempo  è davvero scaduto, per me con l'intervento,  per  lei
  nell'avvio  dell'azione  di  Governo, ancora  totalmente  ferma.  O
  arrivano segnali seri, Presidente, di rilancio o saremo pronti alla
  mobilitazione perché il tempo è veramente scaduto.
   E  concludo, quindi, non avendo consumato neanche tutto il tempo a
  disposizione, facendo un'analisi del lavoro che abbiamo fatto.
     Guardate che questo Parlamento ha prodotto  Presidente,  ritengo
  che sia di cattivo gusto che non solo lei sia venuto in ritardo  ma
  che  stia  anche  parlando, si sia messo  a  parlare  da  quando  è
  arrivato con l'Assessore  Questa è mancanza di rispetto  No, non lo
  permetto a nessuno  A nessuno

   PRESIDENTE. La stanno seguendo tutti, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Detto questo, io ritengo che questo Parlamento sia un
  Parlamento  che  abbia  lavorato, perché  non  è  vero  che  questo
  Parlamento  non ha fatto nulla. Guardate che abbiamo  prodotto  480
  disegni di legge, 480 disegni di legge, di cui abbiamo prodotto 332
  disegni  di legge dalla maggioranza che, giustamente, ha  fatto  la
  sua parte e, in maniera numerica, essendo anche  scusi, consigliere
  De   Luca,  appena  interviene...  è  da  quando  ho  iniziato   ad
  intervenire che giri. Appena intervieni non ti preoccupare.  Te  lo
  faccio  capire - 332, 332 disegni di legge fatti dalla maggioranza.
  Un  grande impegno che gli va dato, così come 147 disegni di  legge
  fatti dall'opposizione, dalla minoranza, nonostante siamo molti  di
  meno,  sono  stati tantissimi i disegni di legge. Lo sapete  quanti
  sono  i disegni di legge di iniziativa governativa? 46. 46  Ma  non
  solo,  cioè se per i disegni di legge fatti dal Parlamento non  c'è
  quel  supporto  da  parte  del  Governo,  non  c'è  quella  spinta,
  rischiano di rappresentare il nulla.
   Allora, abbiamo bisogno veramente di darci una smossa. Ci  sono  i
  segnali,  io  sono abituato a vedere  il bicchiere  mezzo  pieno  e
  mezzo  vuoto.  Però i segnali che ci sono, di qualche  rubrica,  di
  qualcuno che si muove, l'attività ispettiva che è ripartita  e  che
  era  morta in quest'Aula; però non siamo partiti, è come se  questa
  legislatura  non fosse mai decollata, perché - come ha  detto  bene
  Cracolici  -  quello  che  manca è la testa,  quello  che  manca  è
  l'azione  di  Governo. E penso veramente che se meno il  Presidente
  della  Regione si occupa delle questioni di Forza Italia e  più  si
  occupa   delle  questioni  della  Sicilia  e  dei  Siciliani,   noi
  riusciremo  a svolgere il nostro ruolo. E noi vogliamo contribuire.
  Noi vogliamo contribuire e fare la nostra parte.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie, signor Presidente, Governo e colleghi deputati,  ho
  letto  il  documento, il Collegato, e ho notato  che  una  parte  è
  abbastanza concentrata sulla situazione dei precari.
   Ovviamente i precari stanno a cuore a tutti noi. Penso che non  ci
  sia  nessuno in questo Parlamento che possa dire una cosa  diversa.
  Del  resto  noi siamo scesi in piazza, sabato scorso,  proprio  per
  protestare  contro il Governo nazionale, che in una data simbolica,
  come  quella del primo maggio, fa un decreto "precari", un  decreto
  "Lavoro", scusate, istituendo la precarietà, agevolando i contratti
  a  termine,  che  sono  chiaramente contratti che  continueranno  a
  creare  sacche e bacini di precari; continueranno a metterci  nelle
  condizioni  di affrontare continui contenziosi e continui  problemi
  fra  categorie lavorative che devono essere stabilizzate, con tutto
  quello che comporta e che sappiamo.
   Quindi   che  ben  venga  che  questa  Regione  Sicilia   dia   un
  insegnamento  al  suo stesso Governo nazionale,  cercando  di  fare
  delle norme per stabilizzare diversi bacini di precari. Quello  che
  mi   preoccupa  sono  le  modalità,  perché  non  si  possono  fare
  stabilizzazioni  andando contro quella che è la Costituzione  e  le
  normative  nazionali  e regionali. Tant'è che  siamo  continuamente
  sottoposti   a   impugnative.  Quindi,  si  creano,   praticamente,
  illusioni  nei  confronti  di migliaia di lavoratori,  parlando  di
  stabilizzazione, e poi di fatto ci sono impugnative.
   Ora  sarà  il caso dei Pip, domani è il caso degli Asu: 4.500  Asu
  che  dovevano  essere stabilizzati già nella passata legislatura  e
  sono stati dimenticati. Lo stesso Presidente Schifani, che ora si è
  allontanato,  aveva  detto  che gli Asu  sarebbero  stati  una  sua
  priorità,  che  avrebbe sconfitto il precariato in Sicilia  proprio
  partendo  dagli  Asu.  E,  invece, fino  ad  oggi,  si  è  limitato
  semplicemente  a  prolungare i loro contratti  di  tre  anni  e  ad
  ampliare un po' la situazione salariale.
   La  stessa norma di cui si parla a Roma praticamente non risolverà
  il  problema  per  i  tanti e tanti paletti che ha  introdotto:  al
  massimo  riuscirà,  se andrà in porto chiaramente,  a  stabilizzare
  quasi il dieci per cento di questi precari. Quindi, che ben vengano
  queste  norme,  ma per evitare che ci siano tutte  queste  continue
  impugnative, il Presidente deve attivare un confronto  serrato  col
  suo  Governo nazionale. Dovrebbe ogni giorno sapere se queste norme
  veramente  potranno  essere  risolutive  per  stabilizzare   questi
  precari o se, nuovamente, saremo sottoposti a varie impugnative.
   Un  esempio così, parlare di bacino e sacchi di precari, è  quello
  dei  consorzi  di bonifica. Io ho visto che ci sono  due  norme  in
  questo collegato che parlano di consorzio di bonifica di Siracusa e
  Agrigento  che  è  praticamente...  proprio  racchiude   tutta   la
  situazione  di  contenziosi, precariato, categorie  inquadrate  con
  diversi giorni lavorativi che si fanno la guerra a vicenda a furia,
  ecco, di decreti ingiuntivi e quant'altro, e non capisco perché due
  comuni sì e gli altri no. Penso che Ragusa sia uno dei consorzi  di
  bonifica  più problematici di tutta la Sicilia, ma nel collegato  è
  stato  completamente dimenticato, così come sono stati  dimenticati
  per  esempio i comuni, non vedo norme per i comuni eppure  ci  sono
  altre   cose  che  sono  state  reputate,  all'interno  di   questo
  collegato,  urgenti.  Mi riferisco, per esempio,  ai  centoquindici
  mila  euro per il Carnevale di Acireale o ai duecentomila euro che,
  non  so  a  che  titolo,  a  chi dovrebbero  essere  dati,  per  le
  progettazioni  degli  immobili. Ma,  scusate,  ma  non  ne  abbiamo
  tecnici all'interno della Regione? Perché duecento mila euro per le
  progettazioni.   Sono,  ecco,  tutta  una  serie   di   cose   che,
  chiaramente, non reputo che abbiano tutta questa forma di urgenza e
  che debbano essere inserite in un collegato.
   Invece,  come dicevo, apprezzabilissime le norme sui  precari,  se
  queste però non saranno impugnate.
   Quindi,  Presidente, ora che è rientrato, io la esorto ad attivare
  questa   interlocuzione  serrata  col  Governo  nazionale  affinché
  veramente si trovi una situazione soprattutto per gli Asu che  sono
  stati  presi in giro troppe e troppe volte. Non vorrei  che  questa
  fosse l'ennesima volta ancora. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Ha  chiesto di intervenire l'onorevole Marano. Marano, conferma  o
  rinuncia?

   MARANO.  Grazie, signor Presidente. 10 febbraio 2023: "La  Sicilia
  inaugura un nuovo percorso virtuoso per il sostegno all'occupazione
  con  l'erogazione  di  fondi  alle  aziende.  Trentamila  euro  nel
  triennio  2023-2025  per  l'assunzione a  tempo  indeterminato.  La
  manovra si basa su tre pilastri: la certezza dei conti, il sostegno
  all'economia  siciliana, l'ascolto di tutte le  forze  politiche  e
  sociali.  Questi, Presidente, assessori, sono gli annunci  fatti  a
  febbraio, quando è stata approvata la finanziaria. Non c'è solo  un
  ambito   economico,   socio-economico   che   non   viene   toccato
  dall'iniziativa   della   Regione   siciliana.   In   una    logica
  interventista  ed espansiva, occupazione, imprese, sanità,  disagio
  sociale,  famiglie,  precari e ancora, investimenti  su  trasporti,
  turismo,  sport  e cultura. Nei prossimi giorni  al  via  le  prime
  misure."
   Questa  è  la propaganda post finanziaria del Governo, chiaramente
  approvata  in  tempi record; oggi ci ritroviamo  chiaramente,  dopo
  mesi, a non avere nessuna azione concreta dopo questi annunci fatti
  dal  Governo.  Chiaramente, finita la propaganda, si  ritorna  alla
  tristissima   realtà.   Realtà  dove  abbiamo   tutte   le   norme,
  chiaramente,  con  copertura  con fondi  extraregionali  soppresse,
  capitoli  rimpinguati  perché insufficienti  e  norme  rifinanziate
  perché   erano   importanti,  fondamentali,  ma   senza   provvista
  finanziaria. Chiaramente, chi paga sono sempre i siciliani che ogni
  giorno si ritrovano a dover subire scelte, o meglio, non scelte  di
  questo  Governo,  che ogni giorno si ritrovano a vivere  situazioni
  angoscianti, per esempio ne citiamo una: la sanità; per esempio, le
  prenotazioni  delle  visite, le file negli ospedali,  le  liste  di
  attesa.  Ricordo  quando  il Presidente  Schifani  durante  il  suo
  insediamento  puntò su questo tema moltissimo e  siamo  curiosi  di
  capire  cosa  succederà  nei prossimi mesi in  questo  settore  che
  riguarda  semplicemente  il  diritto  alla  salute  e  il   diritto
  all'accesso alle cure di tutti i siciliani.
   Ma  non  è  solo la sanità, l'agricoltura, i precari, consorzi  di
  bonifica  per  esempio,  che  è  un tema  che  segue  dalla  scorsa
  Legislatura, che ogni anno devono piegarsi e mettersi in  ginocchio
  per  la  questione  del  turnover. Ma non è solo  il  consorzio  di
  bonifica,   ovviamente,   precari  ne  abbiamo   all'infinito,   la
  disuguaglianza sociale regna sovrana e azioni concrete  non  se  ne
  fanno  e  non  se ne mettono in atto in ogni settore. E  non  siamo
  soltanto noi da parlamentari di opposizione a dire ciò e a rilevare
  ciò,  perché qualunque essere umano che si mettesse qui a guardarci
  in  maniera  neutrale e in maniera super partes senza essere  parte
  politica  di  nessun partito politico qui dentro, qualunque  essere
  umano rimarrebbe sconvolto dal modo di agire di questo Parlamento e
  di   questo  Governo.  Non  bisogna  essere  per  forza  forze   di
  opposizione per poterlo rilevare, è oggettivo.
   Stiamo  navigando a vista  Stiamo navigando a vista e i  siciliani
  lo pagano ogni giorno sulla loro pelle  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie Presidente, Presidente della Regione,  Governo,
  colleghi, cittadini.
   Presidente,  io  credo  che  la  luna  di  miele  tra  l'Assemblea
  regionale siciliana è questo Governo regionale oltre che la luna di
  mela  tra  i cittadini siciliani e questo Governo regionale,  credo
  che  sia  finita  e sia finita, onorevoli colleghi,  già  per  come
  questo   disegno  di  legge  che  oggi  arriva  in   Aula,   questo
   collegato ,   che   hanno  fatto  bene  già  alcuni   colleghi   a
  sottolineare,  non  ha  minimamente  interessato  o  non  è   stata
  completamente  coinvolta  la  minoranza  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.
   Un  disegno di legge che è stato portato in Commissione  Bilancio
  e  dove  sono  stati inseriti, dove è stata fatta  una  discussione
  escludendo  totalmente  la  minoranza,  le  minoranze   di   questa
  Assemblea regionale siciliana.
   E  vede, signor Presidente, portare un disegno di legge con  oltre
  40  articoli,  quindi non è un disegno di legge che arriva  con  40
  articoli  in  Aula  perché c'è la minoranza che  va  ad  aggiungere
  articoli, ma è un disegno di legge fatto solo ed esclusivamente dal
  suo Governo, dai suoi Assessori e dalla sua maggioranza. Un disegno
  di  legge  con articoli vari che riguardano varie tematiche  e  nel
  frattempo che noi andiamo a fare un disegno di legge che è tutto un
  insieme  di  norme su settori differenti, questo Governo regionale,
  Presidente Galvagno, non porta nelle Commissioni nessuna riforma, e
  sono  passati  sette  mesi. Sette mesi e nessuna  riforma  è  stata
  portata da parte di questo Governo regionale in Assemblea regionale
  siciliana.  Nessuna  riforma  è  stata  portata  all'interno  delle
  Commissioni.
   E  poi  non  si  può  scaricare la colpa sull'Assemblea  regionale
  siciliana  perché  noi  non sappiamo come  dobbiamo  affrontare  il
  problema  dei  rifiuti e in campagna elettorale  mi  pare  che  voi
  avevate  un  programma ben definito che poi non  è  stato  più  ben
  definito, Presidente Schifani.
   Abbiamo delle enormi difficoltà per quanto riguarda la sanità e ad
  oggi,  probabilmente,  il  suo  Governo  regionale  pensa  solo  ed
  esclusivamente  a  rinnovare i direttori generali  e  non  c'è  una
  visione di insieme su come migliorare la sanità siciliana.
   Non abbiamo nessuna visione di insieme per quanto riguarda il tema
  della  povertà.  Presidente  Galvagno, noi  nel  2021,  l'Assemblea
  regionale  siciliana nella passata Legislatura,  abbiamo  approvato
  una  legge sulla povertà e questa legge è stata approvata da  molti
  degli  Assessori che oggi siedono tra i banchi del Governo. Ebbene,
  non  c'è nessuna proposta da parte di questo Governo regionale  per
  andare  a  sconfiggere, anche se in minima parte,  la  povertà  che
  aumenterà  sempre di più, già da questo autunno, già da  settembre,
  perché questo Governo regionale - che è un Governo di centrodestra,
  ed era un Governo di centrodestra pure il passato Governo regionale
  - mentre fino a qualche anno fa lodava il reddito di cittadinanza e
  io  ricordo   le  varie  relazioni da parte  dell'Assessore  Armao,
  dell'assessore per l'economia della Regione siciliana,  che  diceva
  che  il prodotto interno lordo della Regione siciliana si basava  e
  cresceva  anche  grazie  al  reddito di  cittadinanza;  reddito  di
  cittadinanza che è stato completamente smantellato dal  Governo  di
  centrodestra  a  livello nazionale con la  promessa  dei  posti  di
  lavoro.
   Ora,  dove  sono  questi posti di lavoro, Presidente  Galvagno?  I
  siciliani hanno dei posti di lavoro? Ci sono dei posti di lavoro in
  più?  E  la chimera non può essere solo ed esclusivamente il  ponte
  sullo   Stretto,  perché  ad  oggi  ho  visto  spendere   solo   ed
  esclusivamente soldi per quanto riguarda la progettazione.  Quindi,
  ai  siciliani di quei soldi che oggi si stanno investendo  non  sta
  entrando   un  euro,  mentre  a  settembre  ci  saranno  tantissimi
  siciliani che non percepiranno nemmeno più l'emolumento di quei 500-
  600 euro al mese.
   E   come   dovremmo   affrontare  la  stagione  dell'autunno   con
  l'innalzamento  dei costi, con l'innalzamento dell'inflazione,  con
  l'innalzamento  dei  costi dell'energia,  se  da  parte  di  questo
  Governo regionale non c'è una visione di insieme?
   Presidente  Schifani, io capisco che lei a inizio Legislatura  per
  realizzare  il suo Governo con i suoi Assessori avesse  dell'enormi
  difficoltà  per mettere d'accordo tutti i Partiti,  tant'è  che  la
  maggior   parte  dei  suoi  Assessori  sono  deputati   di   questa
  Legislatura,  e  io  capisco che sette  mesi  fa  lei  aveva  delle
  grossissime  difficoltà  nell'andare a comporre  tutto  il  Governo
  regionale. Ma oggi, Presidente, se c'è da dare una scossa  la  dia,
  la  dia questa scossa, perché questa Legislatura non può essere una
  legislatura così lenta fin dall'inizio, Presidente, perché a questo
  punto stiamo quasi rimpiangendo il Presidente Musumeci. Almeno  nei
  primi due anni e mezzo del Governo Musumeci qualche riforma in Aula
  arrivava,  poi  si votava in maniera favorevole o  in  maniera  non
  favorevole, ma le riforme in Aula arrivavano, Presidente  Schifani,
  le riforme in Aula arrivavano  Oggi non c'è nemmeno questo
   E  allora,  se  ci  sono problemi all'interno del   suo  Esecutivo
  sciolga questi nodi, di cui anche lei ha parlato, di cui anche  lei
  ha parlato tramite i media, li sciolga questi nodi e faccia in modo
  che  il  suo Governo i suoi Assessori abbiano una visione comune  e
  non  ci  siano visioni diverse all'interno del suo Governo, visioni
  diverse  dal punto di vista dei rifiuti, visioni diverse dal  punto
  di  vista  della sanità, visioni diverse dal punto di  vista  della
  formazione, visioni diverse dal punto di vista del turismo, visioni
  diverse  dal punto di vista di tutti i settori che oggi  a  livello
  regionale,  a parte la gestione assessoriale, a parte  la  gestione
  dipartimentale, risultano essere bloccati, Presidente.
   E  questo  non glielo dico solamente io, sono i siciliani  che  in
  questo momento stanno avvertendo un enorme immobilismo da parte  di
  questo  Governo regionale e oggi la soluzione non può essere andare
  a  discutere  e andremo a discutere questo disegno di legge  che  è
  costituito da più di 40 articoli, Presidente, un disegno  di  legge
  composto più di 40 articoli fatti dal suo Governo fatti, dalla  sua
  maggioranza.
   Ma  non  si  risolvono  così  i problemi  dei  siciliani.  Non  si
  risolvono  con articoli spot all'interno di una norma di collegato,
  ci  deve  essere una visione di insieme. E io auspico,  Presidente,
  che lei questa visione di insieme la possa comunicare ai siciliani,
  la  possa  comunicare a questa Assemblea, perché noi siamo stanchi,
  Presidente, di vedere un'Assemblea e di vedere un Governo immobile.
  Diamola questa scossa  Noi non possiamo aspettare l'autunno quando,
  Presidente, i siciliani avranno maggiori difficoltà sia  dal  punto
  di vista economico, sia dal punto di vista lavorativo.
   Quindi,  Presidente,  io  spero che a fine  discussione  generale,
  Presidente  Schifani, io spero che lei possa dare all'Aula  la  sua
  visione,  che  lei possa dare all'Aula la sua visione  di  come  la
  Sicilia  nel  prossimo anno possa recuperare tutti  i  gap  che  in
  questo  momento  stanno aumentando sempre di più  e  la  soluzione,
  Presidente, non può essere questo  collegato  realizzato  dai  suoi
  Assessori e realizzato dalla sua maggioranza, perché sono  articoli
  che,  al di là di qualche articolo che mira a risolvere il problema
  del  precariato  siciliano,  ed è un problema  enorme  che  noi  ci
  portiamo  avanti  nel  corso degli anni, il resto  degli  articoli,
  Presidente, sono articoli che veramente sono articoli spot,  perché
  io non capisco come è possibile mettere all'interno di un collegato
  200  mila euro per andare a prendere dei collaboratori per fare  il
  censimento immobiliare, Presidente, 200 mila euro per andare a dare
  incarichi  per  migliorare  il censimento  immobiliare,  censimento
  immobiliare  che  già  abbiamo,  Presidente  Schifani,  e  anzi  lo
  dobbiamo  utilizzare al meglio. Quindi, ci sono articoli  che,  per
  quanto   riguarda  la  visione  di  insieme  dei  siciliani,   poco
  c'entrano.
   Allora,  Presidente, a me piacerebbe, ma credo piacerebbe a  tutta
  quest'Aula,  capire qual è la sua visione perché questo  collegato
  non  ha  una visione, Presidente, sono vari articoli; tra  l'altro,
  molti  di  questi  articoli non sono passati dalle  Commissioni  di
  merito,  sono  articoli che sono stati fatti solo ed esclusivamente
  all'interno della Commissione  Bilancio .
   E  quindi, l'invito, Presidente, è quello di darla questa scossa a
  questa  Sicilia  perché  noi  non possiamo  aspettare  le  prossime
  elezioni affinché si dia una scossa alla Sicilia. I siciliani  sono
  in  difficoltà oggi e adesso. E allora, il nostro compito è cercare
  di dare soluzioni e prospettive. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Paola.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Grazie,  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo.
  Bentornato, Presidente della Regione.
   Beh,  io oggi, Presidente Galvagno, inizio questo intervento  dopo
  avere   ascoltato  con  profonda  attenzione  gli  interventi   dei
  colleghi, non me ne vogliano quelli del mio Gruppo parlamentare che
  sottoscrivo  e  condivido, e dico una cosa che sicuramente  abbiamo
  anche detto qualche giorno fa con i colleghi delle opposizioni:  il
  tempo  è  scaduto  E lo dico perché, Presidente Galvagno,  ricordo,
  non   appena   all'inizio  della  Legislatura,  che  il  Presidente
  Schifani, arrivato in Aula, leggendo una bellissima relazione sulle
  cose  da sviluppare da parte del Governo regionale, ovviamente  noi
  immaginavamo  anche  su  un punto importante  che  era  quello  del
  rispetto di questo Parlamento.
   Di  quelle  cose  che  il Presidente Schifani elencava  nella  sua
  relazione ad oggi, a diversi mesi di attività parlamentare, noi non
  abbiamo  visto un bel nulla  Con un argomento, Presidente Galvagno,
  che  su quella relazione, se non ricordo male, il Governo regionale
  metteva tra le prime posizioni la sanità.
   Ad  oggi,  noi  siamo  in una situazione davvero  drammatica,  non
  sull'argomento  della  sanità,  ma  su  qualcosa  che,  invece,   è
  fondamentale  che  è il diritto alla salute. Perché  il  Presidente
  Schifani quando arrivò in Aula con quell'accordo scellerato fatto a
  Roma  non  aveva  compreso  che quei soldi  venivano  sottratti  al
  Governo  e alla Sicilia. L'autonomia differenziata, altri argomenti
  che,  ovviamente,  il  Presidente della  Regione  in  quel  periodo
  trattava.
   Bene,  noi come opposizioni subito dopo abbiamo condiviso  con  il
  Governo  regionale cercando di dare il nostro contributo su  quella
  Finanziaria presentata dopo due mesi appena di Governo,  e  abbiamo
  contribuito,  Presidente  Galvagno,  dando  il  nostro  contributo,
  cercando  di portare ognuno delle migliorie per quello che  era  il
  testo presentato.
   Bene,  quella  Finanziaria pur essendo in continuità  politica  il
  Governo   regionale  con  quello  nazionale,  subì  e   ha   subito
  un'impugnativa  abbastanza  importante  che,  ovviamente,   ci   fa
  comprendere  che ancora una volta su molti argomenti per  come  era
  partita  quella Finanziaria le opposizioni avevano ragione,  perché
  il Governo in quel momento cercava di arricchire quell'articolato.
   Finita  quella  Finanziaria,  ci siamo  anche  detti  che  c'erano
  cinque,  sei,  sette norme che dovevano essere poi  ridiscusse  per
  essere  ripresentate  perché  il  30  giugno  si  arrivava  ad  una
  scadenza.  Bene, Presidente della Regione lei che,  ovviamente,  in
  alcune  occasioni  ha anche fatto delle dichiarazioni  dicendo  che
  forse,  l'Assemblea  non  lavora. Poco  fa  il  collega  Dipasquale
  ricordava  all'Aula  quello che sono stati i  testi  presentati,  i
  disegni  di  legge  da  parte  delle  opposizioni  e  quello   che,
  ovviamente,  noi  stiamo trattando. Certo è che non  siamo  noi  al
  Governo della Regione, noi siamo le opposizioni. E oggi, Presidente
  Galvagno, la scorsa settimana ci rendiamo conto che in una  mattina
  dove lei ha sospeso i lavori di Aula per il lutto, il martedì e  il
  mercoledì, quella Commissione si è riunita perché qualche ora prima
  forse non c'era nemmeno la convocazione di quella Commissione o non
  si convocava la Commissione o si affrontavano altri argomenti.
   Bene,  da quella Commissione, Presidente Galvagno, sono usciti  52
  articoli,  52 articoli che, ovviamente, ognuno parla e io  mi  sono
  assunto  anche  la  responsabilità con una  dichiarazione  a  mezzo
  stampa  di dire che forse c'era qualche articolo, che erano partiti
  ordinamentali,  che forse era qualche articolo che serviva  per  il
  post  elezioni  comunali.  E  lo dico, Presidente  Galvagno,  nella
  consapevolezza che, ad oggi, di quei 50 articoli si sono stralciati
  alcuni e siamo di fronte a 32.
   Però,  io  ritengo che questo Governo della Regione, al di  là  di
  quello  che  sono le vicende che escono sui giornali e  che  questo
  Parlamento  ha  il diritto di sapere qual è la situazione  politica
  che  la  Sicilia vive con questo Governo regionale pur non entrando
  nel  merito delle questioni dell'alleanza che ha vinto le  elezioni
  del  centrodestra, noi oggi come Partito Democratico rivendichiamo,
  Presidente  Galvagno, perché lo abbiamo anche detto ieri,  che  noi
  siamo  qui  a  voler lavorare, a voler portare quelle che  sono  le
  norme  che la Sicilia aspetta, quelle che sono, ovviamente,  quelle
  norme  che servono per potere dare risposta a quelle categorie  che
  hanno difficoltà e che non vanno avanti con l'azione produttiva.
   Però,   è  anche  vero,  Presidente  Galvagno,  che  non  possiamo
  accettare  che,  al di là di quelle norme, si possano  prendere  in
  giro  i siciliani raccontando che le opposizioni forse non vogliono
  andare avanti con quelle norme o con tutto quello che è l'impianto,
  perché noi siamo pronti ad andare sugli argomenti che riguardano  i
  forestali,  gli  ASU.  Quello, Presidente  Galvagno,  siamo  pronti
  adesso,  ora ad affrontarli. Però, smettiamola di inserire con  una
  idea  che  si  partiva di 6, 7 articoli diventata 52 e  oggi  è  32
  articoli  perché  mi sembra di rivivere quello che abbiamo  vissuto
  qualche mese fa durante la finanziaria che abbiamo prodotto più  di
  100  articoli  approvati e che poi 850 milioni di  euro  da  quella
  finanziaria  sono  andati via. E oggi vi dico che  quegli  articoli
  devono essere ripresi nel prossimo strumento finanziario.
   E   allora,   Presidente   Galvagno,   cerchiamo   di   avere   la
  responsabilità  assumendoci, come Aula,  di  potere  procedere  con
  l'idea  di entrare nel merito delle cose che riguardano davvero  le
  esigenze  dei  siciliani; non cadiamo nell'altra idea  di  inserire
  qualsiasi  cosa.  E  poco fa il collega Di  Paola  citava  articoli
  superflui che possono essere inseriti in uno strumento finanziario.
   E allora, ritengo, Presidente Galvagno, che ci vuole il buon senso
  per  andare  avanti,  perché  è vero, è  vero,  che  dentro  questi
  articoli  ci  sono somme che vengono destinate a quelle  millantate
  riforme  che  questo  Governo regionale adesso  e  anche  prima  in
  continuità  politica  diceva ai siciliani di portare  avanti  e  in
  Aula,  e ad oggi dopo - mi permetto di dire -  sei anni che  svolgo
  il ruolo di deputato, ancora non c'è traccia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, noi c'eravamo lasciati  in
  quest'Aula  dopo l'approvazione della finanziaria e  la  successiva
  impugnativa che il  collegato  avrebbe recuperato una norma che era
  finita per sbaglio, definiamolo così, nella legge sulla proroga dei
  termini  per il pagamento del bollo, che era il famoso  presepe  di
  Acireale,  oramai famosa alle cronache parlamentari, e poi  avremmo
  inserito  una  serie  di  norme ordinamentali  nell'attesa  che  il
  Governo  nazionale  avesse,  diciamo,  decretato,  lo  stanziamento
  dell'Fsc.
   Senonché, e ciò a dimostrazione della debolezza di questo Governo,
  il  collegato alla finanziaria diventa un testo dove si inseriscono
  per  essere diciamo buono tutta una serie di prebende, prebende per
  tizio, prebende per caio. Perché questo è l'unico modo di tenere in
  vita  questa maggioranza non c'è altro modo di far esistere  questo
  Governo  se non quello di mettere in campo iniziative che  guardano
  ai singoli territori.
   Io  non  sono  contrario alle iniziative che  guardano  i  singoli
  territori, sempreché queste però si inseriscano nell'ambito di  una
  programmazione più generale, di un'idea di progresso della  Sicilia
  di  un'idea che possa dare respiro alle nostre imprese,  ai  nostri
  lavoratori, agli enti locali lo ebbi a dire in discussione  durante
  la  discussione  della  finanziaria. Questo Governo  è  un  Governo
  nemico  degli enti locali perché nella finanziaria abbiamo tagliato
  ulteriormente ve lo ricorderete il fondo per le autonomie locali  e
  non  solo lo abbiamo tagliato, ma abbiamo inserito tutta una  serie
  di riserve che hanno falcidiato la capacità generale di spesa degli
  enti  locali e, considerate le difficoltà che essi vivono  a  causa
  della  difficoltà  anche  ad accertare le entrate  e  a  riscuotere
  perché  la  pandemia  ancor  si sente,  hanno  provocato  tagli  di
  notevoli servizi per i cittadini negli enti che sono il primo front
  office per i diritti dei cittadini.
   E dinanzi a questo si inserisce poi il tema della propaganda. Vedo
  qui  l'assessore Scarpinato che saluto evidentemente, e ricordo che
  l'assessore  Scarpinato durante la campagna  elettorale  a  Trapani
  venne a dire, e lo ringraziamo per questo io sono un trapanese  doc
  cresciuto  guardando  quella processione, che  la  processione  dei
  misteri sarebbe stata inserita nel Reis e lo è stata. Ebbene,  però
  questo  Governo  che  fa  spese  per  tutto,  durante  la  campagna
  elettorale  propagandava che l'inserimento nel Reis era importante,
  peccato  che  poi  c'era  un  emendamento  da  150  mila  euro  per
  finanziare  la  promozione  di quella processione  della  Settimana
  Santa,  che rappresenta un motore culturale, turistico fondamentale
  e  il  Governo e la maggioranza non lo ha tenuto in considerazione.
  Lo  capisco, è finita la campagna elettorale e quindi va bene  solo
  l'inserimento  nel Reis, quando serve invece promuovere  che  è  lo
  scopo   che   dovremmo  avere,  promuovere  le  nostre   iniziative
  promuovere le iniziative questo non si fa.
   E   la  propaganda  è  zeppa  in  molti,  molti  moltissimi  altri
  interventi,  ne abbiamo parlato, ne abbiamo parlato più  volte.  Io
  capisco che il Governo abbia la necessità di fare crescere  il  suo
  consenso,  e  bisogna dare atto che ad oggi il consenso  di  questo
  Governo  tra  i  siciliani non è sicuramente  calato,  le  elezioni
  amministrative le abbiamo perse, però facendo e continuando a  fare
  propaganda  il consenso si mostrerà effimero e come tutte  le  cose
  effimere spariscono, poi bisogna mettere in campo i fatti e i fatti
  mancano.  Perché  anche come diceva bene la collega  Campo,  io  so
  benissimo  qual è la difficile situazione dei consorzi di  bonifica
  in Sicilia.
   Ci  sarebbe anche da discutere evidentemente di quelle che sono  i
  presunti   monte  crediti,  perché  oltre  i  debiti  i   consorzi,
  Assessore,  i  consorzi di bonifica hanno anche un  presunto  monte
  crediti,  qualcuno lo stima in 150 milioni di euro, io  non  ho  la
  possibilità  di smentire la notizia. Però, discutere del  Consorzio
  di  bonifica di Agrigento e del Consorzio di bonifica di  Siracusa,
  quando  tra  qualche  settimana, e ne  sono  contento,  il  Governo
  porterà  una  riforma importante che andrà discussa  con  le  parti
  sociali, in Commissione e che poi dovrà vedere il coinvolgimento di
  tutta  l'Aula, mi sembra anche questa una norma spot, non mi sembra
  frutto di un ragionamento generale. Io sono affinché tutto si tenga
  all'interno  del ragionamento generale perché può  avere  un  senso
  finanziare   Agrigento  e  Siracusa,  ma  abbiamo  visto   se   c'è
  un'esigenza  complessiva,  probabilmente  nella  legge  di  riforma
  avremmo potuto affrontarlo contemporaneamente.
   E  poi, io ricordo che questo Governo durante la finanziaria,  col
  supporto e col collegamento con l'Aula, aveva introdotto una  norma
  che  prevedeva, per esempio, i fondi di progettazione per gli  enti
  locali, fondi di progettazione per gli enti locali e per la  stessa
  Regione che abbiamo ritenuto nella discussione generale strategici,
  perché  ci  rendiamo  conto che i comuni  non  hanno  la  forza  di
  progettare  e,  quindi,  hanno bisogno  di  ricorrere  a  incarichi
  esterni.  Nel  collegato  se avessimo voluto fare un servizio  alla
  Sicilia avremmo potuto inserire una norma di tal genere che avrebbe
  dato  una mano agli enti locali che adesso saranno impegnati  nella
  gestione delle FUA delle SNAI.
   E  peraltro, su questo voglio dire una cosa: il Governo  regionale
  anziché  trattenere  le  somme  per  l'assistenza  tecnica   presso
  l'Assessorato,  perché  non distribuisce  questi  soldi  ai  Comuni
  affinché  possano nominare l'assistenza tecnica e possano procedere
  all'approvazione  delle strategie e poi all'approvazione  dei  vari
  progetti che, all'interno di quelle strategie, si inseriscono?  Che
  interesse c'è a trattenere queste somme che si è dimostrato già con
  Agenda Urbana ha fallito? L'accentramento presso l'Assessorato alla
  programmazione è stato un fallimento nella precedente  gestione  di
  Agenda Urbana.
   Le  FUA  sono la riedizione dell'Agenda Urbana ma stiamo ripetendo
  il medesimo errore e poi nessuna strategia in questa norma, io devo
  dire la verità: trovo spesso la disponibilità della discussione con
  l'assessore Di Mauro, ma qui non sono affrontati i temi centrali.
   Quello  dei  rifiuti:  la  Tari nei comuni  aumenterà.  Tranne  in
  alcuni,  più  virtuosi,  ma  nel resto dei  comuni  aumenterà  e  i
  cittadini  siciliani dovranno pagare a caro prezzo la  mancanza  di
  una strategia sui rifiuti.
   La  sanità,  le  liste d'attesa oramai stanno facendo  venir  meno
  l'universalità del Servizio sanitario nazionale, perché le persone,
  a causa della lista d'attesa decidono di non curarsi più e questo è
  dimostrato  dai  numeri.  Il numero di prestazioni  abbandonate  in
  Sicilia  rispetto  alle  richieste è aumentata  a  dismisura  negli
  ultimi anni e potremmo continuare all'infinito.
   La  speculazione che colpisce l'agricoltura siciliana. Non  basta,
  non  bastano  i  comunicati stampa né quelli della  maggioranza  né
  quelli  dell'opposizione. Ci vuole una strategia  e  per  fare  una
  strategia  ci  vogliono le risorse che non è solo la partecipazione
  alle  fiere. L'internazionalizzazione è un tema ma proteggere dalla
  speculazione  è  un  altro  tema,  come  si  fa?  Mettiamo   soldi,
  probabilmente, per tutelare la filiera? Per far sì che dalla  terra
  al   supermercato  la  nostra  filiera  sia  tutelata  e  abbia  un
  riconoscimento valoriale maggiore? Di questo, in questo  collegato,
  non  si parla. Si parla solo di come abbiamo dovuto distribuire  le
  prebende  a  questo  Parlamento e non penso che  la  Sicilia  abbia
  bisogno di questo.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente dell'Assemblea,  onorevoli  deputati,
  onorevole  Presidente  della Regione. Io intervengo  perché  voglio
  proporre    all'Aula,   in   sua   presenza   Presidente,    alcune
  considerazioni   che  penso  questo  Parlamento   siciliano   debba
  discutere con la presenza del Governo, del suo Presidente  e  della
  maggioranza dei parlamentari.
   Inizio  col  dire  che noi, il 7 marzo, credo,  signor  Presidente
  dell'Assemblea, abbiamo discusso di regionalismo differenziato.  Se
  n'è  discusso in assenza del Presidente dell'Assemblea e in assenza
  del Presidente della Regione.
   Il  dibattito ha visto partecipare quasi la totalità dei  deputati
  della  minoranza presente, qualche parlamentare, qualche capogruppo
  della  minoranza,  poi ha risposto il governo è  stato  l'assessore
  Falcone  a  fare  il proprio intervento, però io credo  che,  anche
  rispetto  al  tipo di proposta di riforma che è stata definita  dal
  ministro Calderoni, noi non possiamo non discutere in presenza  del
  Presidente  della  Regione, non possiamo non  prendere  atto  delle
  considerazioni  del  Governo avendo come orizzonte  il  cambiamento
  della  struttura istituzionale del Paese senza che il Governo  dica
  in quest'aula quello che realmente pensa. Che lo dica nei giornali,
  lo  dica in una riunione del proprio Partito, poco conta, questo  è
  il Parlamento siciliano ed è dovuto un rispetto a partire dal fatto
  che  ci debba essere un dibattito che noi richiediamo, come Partito
  Democratico, attorno ad un tema fondamentale che, ripeto, disegnerà
  il  nuovo  assetto istituzionale del nostro Paese e debbono  essere
  presenti  il  Presidente dell'Assemblea, e deve essere presente  il
  Presidente  della  Regione che deve dire, in quest'Aula,  che  cosa
  realmente pensa di una riforma che viene discussa nel Paese.
   Ci  sono  costituzionalisti che ne dibattono, ne parlano. Ci  sono
  giornalisti, ci sono professori universitari, ci sono  i  cittadini
  che  chiedono quale posizione si abbia. E che ci sia anche un  voto
  finale,  perché  è facile andare in giro a dire "Bene,  io  non  la
  penso così ", però noi abbiamo la misura delle posizioni di ognuno,
  nel  momento in cui si vota. Questo è il primo tema. Io Presidente,
  formalmente le chiedo di tornare a convocare l'Aula in presenza sua
  e del Presidente della Regione.
   Il  secondo  tema, signor Presidente, riguarda questa vicenda,  un
  po'   pittoresca,  diciamo  così,  dell'alta  velocità.  Assistiamo
  puntualmente ogni settimana a notizie di stampa che dicono si  sono
  fatti gli affidamenti di sei lotti. No, il collegamento Lercara con
  Caltanissetta  e  Caltanissetta Enna sono stati stralciati,  perché
  bisogna trovare altre fonti di finanziamento. Poi si dice da  parte
  del Ministro, autorevole esponente del Governo e della maggioranza,
  Ministro  delle  infrastrutture  "Noi  faremo  l'alta  velocità  in
  Sicilia". Allora, noi pensiamo che questa Palermo-Catania si  potrà
  attraversare in un'ora e dieci così come Napoli Roma. E invece  poi
  ci   si  dice  "No,  è  quasi  un'alta  velocità,  perché  sarà  un
  miglioramento  della  rete ferroviaria.  Arriverete  da  Catania  a
  Palermo, e viceversa da Palermo a Catania, invece di due ore  e  45
  minuti  in  due  ore  e qualche altro minuto". E  tutto  questo  lo
  sappiamo  per  le  dichiarazioni che  fa  il  signor  Ministro,  lo
  sappiamo  da  qualche  dichiarazione  fatta  dal  Presidente  della
  Regione,  dall'assessore  Aricò. Noi lo vogliamo  sapere  in  Aula
  Abbiamo  presentato, signor Presidente dell'Assemblea, una mozione,
  chiediamo  che venga calendarizzata e, anche qui, vogliamo  sentire
  il parere del Presidente della Regione, in nome del Governo e poi i
  vari  Gruppi parlamentari, perché io sento i colleghi, anche  della
  maggioranza, dire "No, noi vogliamo l'alta velocità ".  Si  debbono
  spendere  tre miliardi di Euro. Se non ora, quando l'alta velocità?
  Siamo  noi  cittadini di serie B che, rispetto alle aree forti  del
  Paese,  dobbiamo avere una quasi alta velocità? E gli altri parlano
  di  super alta velocità, in Veneto particolarmente. Noi pensiamo di
  avere  diritti  e  doveri, che debbono essere uguali  in  tutto  il
  Paese,  ancora non c'è il regionalismo differenziato  Ancora  siamo
  l'Italia  unita,  che ha una Costituzione repubblicana  nata  dalla
  Resistenza, determinata dal sacrificio di tante donne  e  di  tanti
  giovani  che  hanno  combattuto  per  la  libertà,  per  avere   la
  democrazia  E abbiamo un Parlamento che deve decidere su questo,  e
  ognuno  deve  dire  la  propria opinione  e  noi  vogliamo  sentire
  innanzitutto  l'opinione del Governo chiara, in maniera  netta   Si
  dica  qual  è la scelta se tre miliardi di Euro debbono  servire  a
  qualcosa che non sarà l'alta velocità
      Ed   infine,   signor  Presidente,  noi  abbiamo  questo   tema
  fondamentale del dimensionamento scolastico. Le nostre  scuole  già
  sono gestite con una approssimazione. Cento scuole sono seguite  da
  dirigenti che sono reggenti  Non sono quelli che hanno la  funzione
  di  dare  un  percorso scolastico alla propria  scuola.  Hanno  più
  scuole  e  le  gestiscono  in  maniera  approssimativa,  perché  un
  dirigente  può seguire una scuola con cinquecento alunni,  non  può
  seguire tre quattro scuole con cinquecento alunni ciascuna.
   Allora  noi  abbiamo  questo,  speravamo  che  nel  tempo  -   col
  trasferimento dei dirigenti scolastici che lavorano al  Nord  -  si
  potesse arrivare ad avere la reggenza in ogni istituto.
   Abbiamo,  purtroppo, letto che il Governo nazionale e,  quindi  il
  Parlamento  nazionale, la maggioranza, hanno deciso di  determinare
  un dimensionamento che sia a 900 alunni.
   Signor Presidente, questo significherà che noi perderemo altri 100
  Istituti  nell'autonomia  scolastica. E  questo  cosa  determinerà?
  Determinerà il fatto che avremo istituti che non avranno una  guida
  precisa  da parte del proprio dirigente. Lei sa, ne è a conoscenza,
  che in Sicilia noi abbiamo oltre il problema del dimensionamento  e
  della reggenza, il problema della dispersione scolastica. Siamo  la
  regione  che ha le più alte percentuali, circa il 20 per  cento  di
  dispersione  scolastica. Solo il 12 per cento degli alunni  ha  una
  mensa  scolastica. Avere questa precarietà nel mondo  della  scuola
  non aiuterà
   Bene,  noi abbiamo appreso dalla stampa che c'è stata una riunione
  di  Conferenza Stato-Regione in cui il Governo ha detto che  quella
  norma va bene. Noi non ci stiamo  Abbiamo stamani discusso e votato
  tutto l'articolato di una legge voto perché il Parlamento la cambi.
  Ma  per  cambiarla  il Parlamento nazionale deve sentire  l'apporto
  anche  del  Governo,  ecco perché, Presidente,  noi  poniamo  anche
  questa  questione, ci si impegni perché si risolva un problema  che
  non  afferisce  alla  distinzione  tra  partiti  o  tra  Governo  e
  minoranza,  questo  è nell'interesse dei Siciliani,  nell'interesse
  della Sicilia.
   E vado verso la conclusione. Ho letto che era stata presentata una
  norma, un insieme di articoli che sono stati prima stralciati.  Ora
  c'è un ulteriore stralcio dello stralcio, e una parte sarà rinviata
  nel  prossimo futuro, si pensa a fine luglio. Io voglio dare  delle
  annotazioni, dei promemoria al Governo.
   Si è parlato di precariato: il precariato degli enti locali non  è
  un  precariato  che è limitato soltanto agli ASU, noi  ne  dobbiamo
  parlare con trasparenza. Non si tratta che c'è un gruppo che spinge
  e  un  gruppo  che respinge, c'è una situazione degli  enti  locali
  assai  grave,  perché  quello che ormai è  la  struttura  dell'ente
  locale  è  tutta  poggiata  su persone che  hanno  avuto  contratti
  precari,  che  hanno  superato attraverso  la  legge  Madìa  e  col
  contributo della Regione.
   Ora  si  spera  che queste unità lavorative, che sono fondamentali
  per  i  comuni - chi è sindaco lo sa - che queste unità  lavorative
  superino la fase del tempo determinato. La Regione aiuti a superare
  uno stato di difficoltà che è presente negli enti locali e che,  di
  fatto,  diminuisce l'apporto della burocrazia. Non possono rimanere
  queste  unità  lavorative a tempo determinato: c'è la necessità  di
  passarle a tempo indeterminato e, soprattutto, con un monte ore che
  sia  tale da poter permettere una gestione di un comune adeguata  e
  anche  la  possibilità  che  queste unità  lavorative  abbiano  una
  soddisfazione anche materiale di quello che loro fanno.
   La seconda questione è relativa - lo diceva qualcuno prima di me -
  alla  norma che è stata individuata per i Consorzi di bonifica.  Io
  ho  partecipato  a  diversi  incontri -  l'Assessore  lo  sa  -  ho
  incontrato gli operai più volte, li ho incontrati però in uno stato
  di agitazione.
   Signor Assessore, io proprio lunedì scorso sono stato chiamato  di
  mattina, erano saliti nella terrazza del palazzo dell'ESA, là  dove
  c'è  la  sede  della Regione siciliana a Catania,  e  protestavano.
  Protestavano perché a giugno finiscono le giornate lavorative.
   Questi  lavoratori  sono  stati imbrogliati,  sono  stati  derisi,
  perché  il  Parlamento  aveva votato una  norma  che  prevedeva  la
  possibilità man mano di avere dei contingenti che potessero passare
  da  tempo  determinato  a  tempo indeterminato,  con  un  turnover.
  Purtroppo  questa  norma  non  è  stata  ulteriormente  finanziata,
  finanziatela  nei prossimi giorni  Anche perché noi  non  vorremmo,
  Assessore,  che  invece di sistemare la rete idraulica  gli  operai
  precari  dei Consorzi di bonifica, lo facessero poi le imprese  con
  dei contratti, con degli appalti specifici da dare a loro. Io credo
  che  sia  dovere  nostro  non frustrare le  giuste  aspettative  di
  lavoratori delle loro famiglie che la Regione siciliana si  ponesse
  questo  tema, lo segnaliamo a lei Assessore all'agricoltura  perché
  sappiamo che ci sono propositi di grandi riforme. Guardi io  ne  ho
  sentite  tante  di riforme possibili nel sistema  dei  consorzi  di
  bonifica,  temo  che  questa riforma sarà come  al  solito  portata
  avanti nel tempo, si faranno ipotesi che poi nella concretezza sarà
  difficile realizzare. Si faccia quello che è doveroso fare, dare la
  possibilità  dei  lavoratori  di  continuare  a  lavorare,  di  non
  chiudere a giugno, sono precari che aspettavano una stagione quanto
  meno perimetrata per poter guadagnare e vivere nei prossimi mesi.
     E  infine all'ultima considerazione, so che in questo  trovo  la
  disponibilità,  la  sensibilità da parte  dell'assessore  Albano  e
  guardate,  parlate  voi  in  una norma  di  disabilità,  in  questo
  Parlamento ricordo che il 2 aprile si fece riferimento all'autismo,
  c'era la giornata internazionale dell'autismo, c'era l'impegno  che
  bisognava  porre in essere nelle varie istituzioni,  si  era  detto
  questo   deve   essere   il   giorno   della   consapevolezza,   la
  consapevolezza  che  sull'autismo, signor assessore,  chiedo  scusa
  Presidente,  si  era  detto che dovesse essere  la  giornata  della
  consapevolezza, la consapevolezza che l'autismo è in aumento  nelle
  nostre realtà, che l'eziologia ancora di questa difficile patologia
  non  è  stata riscontrata, che c'è bisogno di ricerca,  che  è  una
  delle  patologie neurologiche più gravi e più difficili nel termine
  del rapporto di comunicazione e nei rapporti relazionali.
   Allora,  su  questo tema noi sappiamo che c'è una fase della  vita
  del  bambino che viene seguita ed è quella scolastica.  Un  bambino
  che  ha  problemi  quando  va all'asilo,  quando  va  nella  scuola
  elementare  è seguito da chi ha specializzazione nella  materia  ma
  poi,  finita  la  scuola, questi ragazzi da chi vengono  assistiti?
  Allora,  io  spero, mi auguro che da parte del Governo  ci  sia  la
  sensibilità a predisporre delle risorse visto che state  ragionando
  in termini di dare alcuni segnali alla comunità, che ci siano delle
  risorse  per  un  tema tanto avvertito nella nostra Sicilia  perché
  abbiamo il dovere di rispondere, di dare risposte soprattutto  alle
  famiglie  perché questi ragazzini che hanno la necessità di  essere
  assistiti,  aiutati, integrati, riabilitati subito dopo il  periodo
  scolastico sono lasciati soltanto nel lavoro, nel lavoro  difficile
  che fanno le famiglie. Ecco perché concludo con la speranza che  le
  cose   dette   possano  trovare  ascolto;  sulle  richieste,   però
  Presidente, sono richieste formali che il Partito Democratico fa  e
  sono  quelle  che  mi  sono permesso di indicare  a  partire  dalla
  riforma   istituzionale  sul  regionalismo  differenziato,   l'alta
  velocità e poi l'altra questione afferente al diritto allo studio e
  al dimensionamento. La ringrazio.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone.
   L'ultimo  intervento.  E' iscritto a parlare l'onorevole  Sunseri,
  prego  onorevole.  Abbiamo detto a inizio seduta   concludiamo  con
  questi ultimi due interventi.

   SUNSERI. Grazie Presidente, grazie Presidente Schifani per  essere
  finalmente  ritornato in Aula, aspettavamo da dicembre, Presidente,
  quando  ha  annunciato che il suo rapporto con l'Assemblea  sarebbe
  stato  certamente diverso da quello - questo lo immaginavamo noi  -
  dal  presidente  Musumeci ma certamente molto  più  dialogante  con
  l'organo che poi legifera, no? O almeno dovrebbe legiferare  perché
  ad oggi, diciamo, abbiamo fatto ben poco.
   Io, oggi ho guardato questo documento che è arrivato in Aula che è
  una  sorta  di,  non  so, accozzaglia di norme che  non  ha  alcuna
  visione  strategica per la nostra regione ma mette  delle  pezze  a
  destra  e  a  manca,  una  decina di questi  articoli  mi  sembrano
  facilmente  identificabili come incostituzionali,  lo  vedremo  tra
  sessanta giorni, se dovessimo approvarlo, quando la Presidenza  del
  Consiglio  impugnerà una serie di norme che oggi sono  state  poste
  all'attenzione dell'Assemblea regionale siciliana ma,  mi  chiedevo
  se  anche  voi  utilizzate  un metodo che  utilizzo  io  quando  mi
  chiedono  dove trovare la copertura. Cioè, molte volte  arrivano  i
  colleghi  e  mi  dicono  "ma dove posso  trovare  la  copertura"  e
  diciamo,  si  dà  a  tutti  no,  Presidente  Galvagno  lei  era  in
  Commissione  Bilancio  la scorsa Legislatura, quando non si  sapeva
  dove  trovare la copertura si diceva "mettila nel 21.57.04,  che  è
  quello  che  ha  fatto un po' l'Assessore per  il   bilancio,  cioè
  qualsiasi copertura la mettiamo al 21.57.04, poi quante risorse  ci
  sono non lo sappiamo, è un fondo di quelli chiamati globali dove ci
  infiliamo di tutto, ai colleghi suggerisco di metterci tutto quello
  che vogliamo, poi quando e se scopriremo se ci sono le coperture lo
  vedremo alla fine dell'anno.
   Intanto  oggi  qualsiasi norma di questo collegato è  il  21.57.04
  che, diciamo, è la soluzione che si dà ai neofiti, no? Chi arriva e
  non sa trovare le coperture al bilancio della nostra Regione.
   Ma l'articolo più bello è quello sui fondi di sviluppo e coesione.
   Signor  Presidente,  questa cosa l'abbiamo  sollevata  durante  la
  finanziaria.  Era  talmente  palese  che,  come  dire,  quando   ne
  discutevamo  anche con l'Assessore non capivo, immaginavo  comunque
  che ci fosse un accordo col Governo nazionale. Cioè, immaginavo che
  il  Governo avesse chiuso un accordo con il Governo nazionale,  col
  ministro  Fitto  in cui si diceva il Fondo di sviluppo  e  coesione
  pari  a  un tot verrà assegnato a giugno, luglio, quindi  avete  il
  tempo  di  fare le norme e poi seppur, diciamo, non deve essere  il
  Parlamento  a  rimodulare  il  Fondo di  sviluppo  e  coesione,  ma
  comunque  sono quelle norme di atto di indirizzo nei confronti  del
  Governo  regionale in cui si dice poi con delibera di  Giunta  fate
  quello che il Parlamento voleva realizzare.
   E  invece  oggi, dopo l'impugnativa del Governo, ci  ritroviamo  a
  dovere abrogare tutto il lavoro svolto durante la finanziaria  cioè
  tutti  i  fondi  stanziati  con il Fondo  di  sviluppo  e  coesione
  2021/2027  che  ad  oggi  non  sono stati  assegnati  alla  Regione
  siciliana;  io  Presidente Schifani, non so se  ne  è  accorto,  ma
  abbiamo perso 1 miliardo e 200 milioni delle FSC 2014/2020  che  il
  suo  predecessore  non è riuscito a spendere  e  non  sappiamo  del
  2021/2027  quante  siano le risorse e quali siano  le  risorse  che
  verranno assegnate alla nostra Regione.
   Ora,  io  posso capire quando al Governo nazionale c'è  un  colore
  politico differente dal proprio, ma non posso immaginare che questo
  Governo  non  avesse  in  alcun  modo  immaginato  di  trovare  una
  copertura  all'interno di quei fondi che spettano alle Regioni  del
  Mezzogiorno.  Il  Fondo  sviluppo e coesione  prevede  l'80%  delle
  risorse al Mezzogiorno e il 20% alla restante parte dell'Italia.
   Ecco,  noi  ad oggi abbiamo perso 1 miliardo e 200 milioni  e  del
  Fondo  di  sviluppo e coesione 2021/2027 non se ne ha assolutamente
  notizia.
   E  cosa  facciamo?  Facciamo gli interventi  tampone,  poco  fa  i
  colleghi  citavano  quelli  dei  consorzi  di  bonifica,  assessore
  Sammartino, aspettiamo il progetto di riforma che hanno fuori e che
  non ha questa Assemblea, perché le bozze circolano, però noi ancora
  non  ce l'abbiamo nelle mani, ci sono state proposte due, tre norme
  incostituzionali:  la  norma  sulle  province,  lo  abbiamo   detto
  stamattina,  ma  è talmente palese che pure è inutile,  come  dire,
  parlarne e non abbiamo capito questo Governo cosa intende fare  per
  questa  Regione,  perché  i  problemi  di  questa  Regione  sono...
  vogliamo   capire  cosa  vuole  fare  con  gli  enti,  le   società
  partecipate  vigilate e controllate da parte della nostra  regione,
  quali sono i progetti di riforma che questo Governo intende portare
  avanti,  cosa  vuole fare il Presidente della Regione,  insieme  ai
  suoi  assessori,  per  migliorare lo stato di salute  del  bilancio
  della nostra Regione... questi sono gli argomenti che ci aspettiamo
  da un Governo che si è insediato sei mesi fa.
   Ancora  oggi  di fatto è un governo che latita, che non  porta  in
  alcun  modo  alcuna  riforma all'interno  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, che quasi quasi colpevolizza l'Assemblea perché  non  si
  riunisce  e  non  legifera quando l'attività legislativa  da  parte
  delle  opposizioni è abnorme, ci sono più di 400 disegni  di  legge
  portati  all'attenzione dell'Assemblea e da parte  del  Governo  ad
  oggi bazzecole oltre il bilancio e questo pseudo collegato.
   Poi, articolo per articolo, signor Presidente, interverremo perché
  qui non la si fa franca facilmente.
   Articolo per articolo, lo studiamo, lo attenzioniamo, capiamo qual
  è  l'importanza  di  ogni  norma  presente  all'interno  di  questo
  collegato, ma quello che manca, e questo è talmente palese a tutti,
  è  una visione di Regione che ci aspettavamo dal Governo Schifani e
  che invece non abbiamo ancora visto
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  avevo
  atteso  per molto tempo il rientro in Aula del Presidente Schifani,
  ma  non sono evidentemente fortunata visto che è uscito giusto  nel
  momento in cui ho chiesto la parola.
   E'  evidente  che  in questo stralcio troviamo un  po'  di  tutto,
  troviamo anche norme che non sono neanche passate dalle Commissioni
  di  merito  e,  Presidente, le chiedo se questo è il  modo  in  cui
  vogliamo  affrontare la nostra attività parlamentare da qui  per  i
  prossimi quattro anni, perché se è così lo dite prima, aboliamo  le
  Commissioni  di  merito  e  arriviamo direttamente  in  Commissione
   Bilancio  e ce l'andiamo a discutere lì, troviamo norme su  parchi
  e   riserve,  troviamo  norme  sul  recupero  volumetrico  a   fini
  abitativi,  mentre  attualmente  in  Commissione  IV  stiamo  anche
  discutendo  del disegno di legge urbanistica e poi ci  piove  sulla
  testa nel disegno di legge stralcio anche una norma di questo tipo,
  per  non  parlare  di  quello che riguarda l'edilizia  popolare  e,
  quindi,  tutte le norme che riguarderebbero le competenze della  IV
  Commissione  che, invece, oggi ci ritroviamo in Aula  in  un  unico
  pacchetto   prendere  o lasciare', ma come giustamente  dicevano  i
  colleghi poi nell'ambito dei singoli articoli entreremo nel merito.
   Però, c'è una questione che ovviamente mi preme sottolineare ed  è
  ormai  diventata una questione che forse questo Governo  non  vuole
  affrontare, alcune settimane fa in Commissione  Unione  Europea   e
  anche  in  Commissione   Bilancio  è arrivato,  per  il  parere  di
  competenza, la riprogrammazione delle delibere di Giunta.

   PRESIDENTE.   Scusate,  onorevoli, c'è  la  collega  che  vorrebbe
  completare l'intervento.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente. La riprogrammazione delle  delibere
  di  Giunta  nn.  594 e 616 che, ricordo a quest'Aula,  riguardavano
  anche i ristori per i danni subiti dalle alluvioni di ottobre delle
  province di Trapani, Messina e Siracusa.
   Questo  Governo,  che aveva dato rassicurazioni a  quest'Aula  sul
  fatto che queste risorse sarebbero state reperibili e pronte, ci ha
  presentato  una riprogrammazione che nella migliore  delle  ipotesi
  andrà  a  proteggere queste somme sull'Asse 5 del POC e che  quindi
  non se ne parlerà prima di settembre.
   E'   evidente  che c'è urgenza di reperire queste somme  e  io  mi
  aspettavo  in  questo disegno di legge che il Governo lanciasse  un
  segnale anche di responsabilità in questo senso, segnale che non  è
  arrivato a seguito anche di promesse prese in loco davanti anche ai
  cittadini  che  hanno  subìto questi danni,  poi  però  si  trovano
  centinaia  di migliaia di euro per la videosorveglianza del  comune
  di  Chiaramonte Gulfi, si trovano i soldi per le consulenze per  il
  recupero  del  patrimonio  immobiliare,  si  trovano  centinaia  di
  migliaia di euro per un presepe, insomma si trovano soldi per tutto
  fuorché  per  mantenere le promesse fatte ai cittadini  danneggiati
  dall'alluvione, alluvione che non è soltanto frutto del cambiamento
  climatico o di episodi meteo particolarmente avversi, bombe  acque,
  ma che  derivano dall'esondazione di un fiume la cui competenza   e
  la cui manutenzione è stata omessa probabilmente anche da strutture
  regionali  di  cui  oggi  la Regione dovrebbe  anche  assumersi  la
  responsabilità e avrebbe potuto farlo presentando in questo disegno
  di  legge  anche quelle  risorse promesse in merito alle quali  non
  abbiamo più notizie.
   Io  ho  presentato  un emendamento, l'ennesimo, per  chiedere  che
  questo Governo trovi immediatamente nel bilancio regionale le somme
  per  ristorare  i  danneggiati delle  alluvioni  di  ottobre  delle
  province  di  Trapani Messina e Siracusa e mi  aspetto  che  questa
  volta il Governo mantenga le promesse che ha fatto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Ciminnisi, nel caso dopo, se volesse
  salire per farmi vedere l'emendamento che ha predisposto.

   CIMINNISI. E' un aggiuntivo, è già depositato.

   PRESIDENTE. Perfetto. La ringrazio.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.   Grazie Presidente, buongiorno  colleghi,  ha
  ragione perché stiamo facendo tardi, però almeno ogni tanto  si  fa
  un  po'  di  Parlamento dato che ultimamente le sedute  sono  state
  poche  e  anche  brevi,  dato  che  abbiamo  portato  un  paio   di
  interrogazioni, spesso anche mal risposte, all'attenzione di questo
  Parlamento.
   Ma vede, Presidente Galvagno, io onestamente sono basito da questo
  testo  di legge che è approdato qui in Aula, sono basito, e per  il
  metodo  con cui è stato portato avanti, perché era partito  che  ci
  doveva  essere  un  collegato, in un certo senso quasi  riparatorio
  delle  norme che erano state impugnate, o che comunque avevano  una
  certa  indifferibilità ed urgenza - se si ricorda doveva essere  un
  collegato  di  sette  articoli -, poi a un  certo  punto  ci  siamo
  trovati  la legge sul bollo auto con un presepe, poi questo presepe
  è  passato  dentro  al  collegato, quindi  sette  articoli  più  il
  presepe, poi a un certo punto ci siamo svegliati una mattina ed era
  di   52   articoli,  quasi  approvato  alla  baionetta   senza   le
  opposizioni, di colpo, così, senza neanche un dialogo  su  cosa  ci
  finiva  dentro.  E  cosa  ne  viene  fuori?  Ne  viene  fuori   una
  minifinanziaria  in  versione  sbiadita  e,  peraltro,   totalmente
  distante da quelle che sono le reali esigenze dei siciliani.
   E  questo, se da un lato ce lo si aspetta da un Governo litigioso,
  assente  e distante dal Parlamento e dal Territorio, io non capisco
  come   questo   disegno  di  legge  potrebbe  o  dovrebbe   trovare
  condivisione da parte di quest'Aula.
   Cioè, io quello che chiedo ai miei colleghi, indipendentemente dal
  partito  di  appartenenza o dall'emendamentino ottenuto all'interno
  degli  articoli  superstiti è: ma vale così poco quest'Aula?  Cioè,
  noi  abbiamo  il  coraggio di approvare un  documento  che  neanche
  merita  di essere chiamato legge, che neanche meriterebbe di finire
  in una Gazzetta Ufficiale, semplicemente perché abbiamo ottenuto  i
  centomila  euro, i duecentomila euro o i trecentomila  euro;  ma  a
  questo si è ridotto questo Parlamento?
   Non  si  parla  di  sanità,  ce  ne stiamo  fregando  delle  liste
  d'attesa,   ce  ne  stiamo  fregando  degli  ospedali  che   stanno
  crollando, non si parla di povertà; Presidente Galvagno gli  ultimi
  report  ci dicono - ci vorrebbe un po' meno di brusio -, gli ultimi
  report denunciano che il 40 per cento dei siciliani dopo il Covid è
  a  rischio di povertà, che è l'8 per cento dei siciliani circa vive
  in  condizioni di deprivazione abitativa, vuol dire che sta in case
  o sovraffollate o con l'assenza dei requisiti igienico-sanitari che
  la legge prevede per viverci, cioè i siciliani stanno in condizioni
  non degne.
   Non  si  parla  di  dissesto idrogeologico - la collega  Ciminnisi
  giustamente dice siete intervenuti sulle strutture ma ve  ne  siete
  fregati  di risarcire i cittadini e gli imprenditori -,  non  diamo
  sostegno  all'imprenditoria;  è un collegato  che  non  serve  alla
  Sicilia.
   Questo  è  un  collegato che per far passare cinque o  sei  norme,
  cinque  o  sei  norme di valore, nel senso che sono necessarie,  ne
  mette  dentro altre quaranta per, politicamente parlando, acquisire
  il  consenso e quindi il voto del deputato presente in Aula, perché
  altrimenti  sarebbe  spoglio, i deputati si  lamenterebbero  e  non
  sosterrebbero questo collegato, e io credo che questo percorso  sia
  assolutamente  indegno di un Parlamento, per giunta del  Parlamento
  più antico d'Europa.
   Io  credo che non si può più procedere in questa maniera,  io  non
  credo che un Governo al netto di tutti i problemi che hanno, perché
  sono  uniti  e  si  vedono  solo  quando  vengono  chiamati  perché
  altrimenti  non  avrebbero neanche il numero per  fare  passare  le
  leggi, altrimenti non ci vengono in Parlamento, io credo che questo
  sia uno spettacolo indecoroso, assolutamente indecoroso.
   E allora io la invito a riflettere se bisogna proseguire su questa
  strada  o meno. Io credo di no, io credo che la Sicilia non  meriti
  uno  spettacolo  simile, io credo che questo Parlamento  non  possa
  prendersi  la  responsabilità, nel momento in cui ci  troviamo,  di
  approvare certe norme. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Abbiamo finito con gli interventi.
   Passiamo all'esame dell'articolato. Dopo i vari interventi abbiamo
  ritenuto,   forse,   di  dare  una  priorità  differente   rispetto
  all'ordine   che  dovrebbe  essere  cronologico,  quindi   passiamo
  direttamente all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
      Disposizioni finanziarie per il settore della forestazione

   1.  Il  comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale 22  febbraio
  2023, n. 2 è sostituito dai seguenti:

    4.  Per  l'esercizio finanziario 2023 al fine  di  consentire  la
  realizzazione  di interventi in conto capitale per le  finalità  di
  cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale n. 9/2015
  è  autorizzata la spesa di 74.000 migliaia di euro, da iscrivere in
  un  apposito  fondo del Dipartimento regionale del bilancio  e  del
  tesoro  (Missione  20,  Programma 3). Con  decreto  del  Ragioniere
  generale,  su  proposta congiunta del Dipartimento regionale  dello
  sviluppo  rurale  e territoriale e del Comando del Corpo  forestale
  della  Regione, sono operate le necessarie variazioni  di  bilancio
  per  l'iscrizione  delle  predette somme  a  valere  su  specifiche
  Missioni,  Programmi  e capitoli appartenenti alle  amministrazioni
  interessate.

   4-bis.  Agli oneri di cui al comma 4 si provvede mediante utilizzo
  delle  risorse  vincolate nel risultato presunto di amministrazione
  di  cui al comma 823 dell'articolo l della legge 30 dicembre  2020,
  n. 178 e successive modificazioni e non destinate alla restituzione
  di  cui  al medesimo comma 823 nei limiti delle minori entrate  per
  l'anno  2020  individuate dal tavolo tecnico  presso  il  Ministero
  dell'economia  e delle finanze di cui al comma 2 dell'articolo  111
  del   decreto  legge  19  maggio  2020,  n.  34,  convertito,   con
  modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77».

   Essendoci   soltanto   degli  emendamenti  soppressivi,   voteremo
  soltanto il mantenimento. Quindi, pongo in votazione l'articolo 11.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                              Articolo 14.
            Disposizioni per la fuoriuscita dal bacino ASU

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 22  febbraio
  2023, n. 2 dopo le parole  25 maggio 2022, n. 13  sono inserite  le
  seguenti:  , nonché per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo
  4  della  legge  regionale 29 dicembre 2016,  n.  27  e  successive
  modificazioni, .

   DE LUCA ANTONINO. Abbiamo votato il soppressivo prima?

   PRESIDENTE.  Quando  ci  sono  solo  emendamenti  soppressivi,  il
  Regolamento   ci   dice  che  dobbiamo  votare   semplicemente   il
  mantenimento. Erano solo soppressivi. Andiamo all'articolo 14.

   CAMPO. Chiedo di parlare sull'articolo 14.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, io ci tengo
  a  ribadire  l'importanza di questo articolo,  perché  noi  abbiamo
  preso in giro gli Asu nella passata legislatura.
   Il  Presidente  Schifani  si  è interessato  di  questa  categoria
  dichiarando  gli Asu priorità assoluta e, quindi, ad  oggi  l'unico
  intervento che è stato fatto per questi 4500 lavoratori,  che  sono
  precari   da   più  di  25  anni,  soprattutto  per  le   pubbliche
  amministrazioni, perché io ricordo che ad oggi sono così suddivisi,
  ne  abbiamo 300 che prestano servizio per la Regione, meno  di  700
  per le cooperative e ben 3629 per i comuni. Ad oggi per questi 4500
  lavoratori  sono  stati  semplicemente  allungati  i  contratti   e
  ampliati  gli stipendi ma, di fatto, di stabilizzazione ancora  non
  se ne parla.
   E' intervenuta una norma salvagente da parte di Roma, ma io voglio
  sottolineare le criticità di questa norma che è stata inserita  nel
  decreto Pubblica Amministrazione bis, praticamente non si parla  di
  assunzioni,  ma  di  facoltà  di assunzione,  queste  facoltà,  fra
  l'altro,  devono  essere  in  linea con l'organico  della  Pubblica
  Amministrazione  e  con  i bilanci, ma ad  oggi  sapendo  che  3600
  lavoratori  sono  quelli che fanno capo ai  comuni,  quanti  comuni
  abbiamo  con  i bilanci sani che possono veramente assumere  questi
  lavoratori?
   E,  ancora,  altri paletti su paletti, a conti fatti questa  norma
  nazionale  si e no riesce ad assumere il 10 per cento  di  tutti  i
  lavoratori  Asu  di  cui  stiamo parlando. Ora  si  interviene  con
  un'ulteriore  norma  per farli transitare in un  altro  ente,  però
  tutto  questo,  siccome è una categoria che già è stata  tantissime
  volte  presa  in  giro,  deve essere concordato  con  un  confronto
  serrato  e  fitto con il Governo nazionale. Non possiamo  rischiare
  ulteriormente  che questa categoria di lavoratori  venga  illusa  e
  continui ad avere contratti che poi, di fatto, non danno nessuna  e
  nessuna  garanzia lavorativa. Lavoratori che prestano  servizio  da
  anni  senza  ferie,  senza nessun diritto  appunto  di  malattia  e
  quant'altro. Quindi, questo, tenevo a sottolineare l'importanza  di
  non   fare   l'ennesima  norma  farlocca,  impugnata  dal   Governo
  nazionale.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Presidente, io ritengo che l'intento di voler stabilizzare
  gli  ASU, che tra l'altro in questi anni hanno consentite  a  molti
  Comuni  di  poter assicurare i servizi, perché le piante  organiche
  dei  comuni  ormai sono falcidiate, non ci stanno tecnici,  non  ci
  stanno nemmeno gli uscieri ci stanno, non ci stanno cantonieri, non
  ci sta più niente nei Comuni, sia sicuramente apprezzabile.
   Ritengo  però  anche  alla luce di quanto appena  affermato  dalla
  collega  Campo  che  sia  necessario  evitare  che  la  norma   sia
  costituzionalmente illegittima, e che venga nuovamente impugnata e,
  peraltro, è alle cronache di questi giorni che il Governo nazionale
  ha approvato un disegno di legge che prevede una norma che concerne
  proprio la stabilizzazione degli ASU, 4600 siciliani.
   Su  questo sarebbe utile capire come il Governo regionale  intende
  coordinarsi  con quello nazionale e se la norma, che è  in  via  di
  approvazione,  in discussione in quest'Aula, sia  in  qualche  modo
  coincidente  o  invece  vada in contrasto. Ritengo  che  su  questo
  l'Assessore  sicuramente sarà più informato di noi, e che  su  tale
  questione  quindi si meriti anche un approfondimento,  perché  quei
  lavoratori non meritano un ulteriore corto circuito, hanno  portato
  avanti  la baracca, ma adesso è arrivato il momento che la  baracca
  riconosca loro il ruolo di dipendenti a tutti gli effetti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Sì brevissimamente, mi rivolgo sicuramente al Governo, ma
  anche  ai  colleghi, noi abbiamo fatto nel 2021 una  norma  per  la
  stabilizzazione degli ASU. Questa norma, e ci sono stati pure messi
  fondi  nel  bilancio  sia triennale per la stabilizzazione,  questa
  norma  io  credo anche per una mancata interlocuzione  col  Governo
  nazionale è stata impugnata.
   Oggi ci troviamo in una situazione per cui questi ASU, così come è
  formulata  la  norma  nel decreto nazionale,  non  potranno  essere
  stabilizzati, perché già abbiamo un problema per quanto riguarda le
  singole  figure anche specialistiche, perché molti Comuni  superano
  quello  che è il fabbisogno previsto dalla norma nazionale per  cui
  anche  gli extra bilancio comunale vengono considerati per  esempio
  gli ex contrattisti vengono considerati impiegati normali, anche se
  pagati  a  livello  regionale.  Io  chiedo  all'Assessore  Falcone,
  all'Assessore al lavoro e all'Assessore agli enti locali, già da me
  sollecitato   in   prima   Commissione,   che   si   faccia    oggi
  un'interlocuzione a livello nazionale prima che venga convertito in
  legge  il  decreto  nazionale e si faccia  comprendere  che  quella
  norma, così come è scritta, a noi non può servire.
   Siccome  i fondi sono regionali, così come è stato per i  PIP,  io
  credo   che  sia  assolutamente  indispensabile  arrivare   a   una
  stabilizzazione con la norma regionale, con i fondi  regionali  già
  appostati   nel  Bilancio  della  Regione.  Questo   è   un   fatto
  importantissimo perché consente a molti Comuni, oggi che non  hanno
  la possibilità di assumere, per lo meno di avere i servizi da parte
  di  questi  ASU che sono naturalmente da moltissimo tempo applicati
  nei Comuni e pagati dall'INPS attraverso la norma regionale. Oggi è
  indispensabile cercare di risolverlo.
   Ci sia un'interlocuzione col Governo nazionale, non so chi lo deve
  fare, ma certamente il Governo si dovrebbe impegnare in questo  per
  dare  due  possibilità,  o  si modifica questa  norma  prima  della
  conversione in legge con qualche emendamento che può presentare  il
  Governo  nazionale, o che si faccia una norma concordata con  Roma,
  ma che non può gravare sicuramente sui bilanci comunali, perché non
  hanno la possibilità né di stabilizzare né di assumere.
   E'  questo l'appello che io faccio a tutto il Governo, e  speriamo
  che   questa   soluzione,  che  allora  era  passata  all'unanimità
  dall'Aula  lo dobbiamo ricordare, possa essere più presto  risolto,
  certo  non  è  facile,  bisogna lavorarci,  ma  credo  che  facendo
  comprendere  qual  è  l'essenzialità di  queste  figure,  si  possa
  veramente  portare  a compimento finalmente un problema  decennale.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a  volte  ho
  difficoltà a capire le norme, e quindi chiedo a chi l'ha ispirata a
  chi  l'ha  scritta,  se l'Assessore al lavoro,  se  l'Assessore  al
  bilancio, decidete qualcuno che lo spieghi, perché quello che leggo
  e  mi si dice è che questa è una norma che favorisce la fuoriuscita
  degli  Asu dagli Asu, cioè quindi con un'anticipazione quinquennale
  delle risorse per uscire.
   Se  è così penso che ci voglia la copertura finanziaria, se non  è
  così la domanda è: può una legge che sarebbe la legge 2 del comma 1
  dell'articolo  8  della  legge 2 del  2023,  cioè  la  finanziaria,
  aggiungere una norma che è antecedente a cui si fa riferimento, che
  è   la   27  del  2016,  a  cui  si  fa  riferimento  e  successive
  modificazioni?  Se questa norma che noi vogliamo introdurre  è  una
  norma  con  le sue successive modificazioni, immagino  che  tra  le
  successive  modificazioni c'è anche la 2 del 2023, cioè tranne  che
  non  scriviamo  in  arabo, o tranne per non  far  capire  che  cosa
  vogliamo fare, è il modo più perfetto, ma qualcuno ci spiega qual è
  l'obiettivo.
   Perché  ho  sentito  ora  il  collega Laccoto  che  parlava  della
  fattispecie  degli Asu dei comuni, mi chiama qualche sindaco  e  mi
  dice  se stabilizzate gli Asu per favore evitate di portarceli  via
  dai   comuni,  perché  noi  abbiamo  questo  personale  ormai  come
  personale  fondamentale, ma a queste domande io non so  rispondere,
  perché  non ho capito di cosa stiamo parlando, perché il  titolo  è
  "Disposizione per la fuoriuscita" ma se c'è una disposizione per la
  fuoriuscita  ci  vogliono le risorse, non so a chi sto  facendo  la
  domanda, lei lo ha chiaro Presidente a chi mi sto rivolgendo io.
   Perché delle due l'una, mi rivolgo all'assessore al lavoro e mi fa
  segno  che  non  sa  nulla,  allora ce  lo  spiega  l'Assessore  al
  bilancio,  però  per favore ce lo spieghi in maniera  tale  che  lo
  comprendiamo  anche  come dire noi comuni  mortali,  perché  questo
  gioco  sulle norme che salgono e scendono poi alla fine  di  fatto,
  c'è  chi li deve applicare, che non sa che cosa deve applicare,  ce
  lo  spieghi  e  poi capiamo se è utile, se servono risorse  se  non
  servono risorse o meno.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  la
  questione  degli Asu devo dire che già ha fatto vita  parlamentare,
  la  conosce, la conosciamo, e purtroppo non siamo riusciti tutti  a
  trovarne  una definizione, nonostante nella scorsa Legislatura,  lo
  ricorderanno  i  colleghi che c'erano in V  Commissione,  una  sera
  riuscimmo  a  individuare  un percorso con  la  collaborazione  del
  Governo, perché fu fatto un lavoro veramente egregio, un bel lavoro
  fatto all'unanimità.
   Ve  lo  ricordate, quelli che c'eravate che, purtroppo,  però  non
  andò  in porto perché mancava di un raccordo tra la Regione e Roma.
  Allora  cos'è che veniva detto? Non c'è il collegamento,  manca  un
  raccordo politico e quindi, purtroppo, questo ha portato alla morte
  di  quel  percorso che vedeva gli Asu avere questa  possibilità  di
  stabilizzarsi. Cioè gli Asu, come tutti noi sappiamo, rappresentano
  4500 persone, tante famiglie, tanti drammi.
   Io  ho  la sensazione che noi rischiamo di nuovo di continuare  ad
  illudere queste persone perché, allora non è che li abbiamo  voluti
  illudere,  perché  l'abbiamo fatto tutti insieme  questo  percorso,
  abbiamo creduto in un percorso che ha portato, purtroppo, a una non
  soluzione. Perché mancava il raccordo politico tra Regione e Stato.
  Io  oggi  faccio  una  domanda  al  Presidente,  all'Assessore,  se
  vogliono  mi  possono rispondere: c'è stata un'interlocuzione?  Noi
  oggi  abbiamo  ripreparato  una norma, e abbiamo  preparato  questa
  norma   dove,  ovviamente,  crea  e  creerà  tutta  una  serie   di
  aspettative, ma l'interlocuzione c'è stata?
   Io non sono d'accordo col collega Laccoto, l'interlocuzione non ci
  deve  essere domani. Io mi auguro che l'interlocuzione ci sia stata
  ieri  perché, per fortuna, oggi abbiamo un allineamento tra Governo
  regionale   e   Governo   nazionale,  quindi   sugli   Asu   questa
  interlocuzione  c'è stata? Abbiamo una garanzia,  un  conforto  che
  questa  norma...perché  noi siamo pronti a votarla,  cioè  noi,  il
  Partito  Democratico,  è pronto a votare favorevolmente  l'articolo
  14,  però  noi  vi chiediamo: questa interlocuzione c'è  stata?  Ha
  prodotto  risultati  positivi? Voi siete in grado  oggi  di  dirci:
  Parlamento votate perché questa volta abbiamo messo la parola  fine
  sulla  vicenda? Io gradirei, su questo, una risposta e un confronto
  e  una  risposta veloce in modo che sappiamo di che morte  dobbiamo
  morire,  sappiamo che domani quando uscirà il comunicato 'approvato
  norma  a  favore  degli Asu' sarà supportata  già  a  monte  da  un
  confronto  che  c'è  stato con il Governo,  e  che  rappresenti  la
  garanzia di questo percorso.
   Io  per  una questione di serietà e proprio per metterci a noi  in
  condizione  di votare favorevolmente, perché riteniamo  l'obiettivo
  condiviso,  però  non possiamo continuare ovviamente  a  commettere
  errori e strafalcioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri ha chiesto di intervenire?

   SUNSERI. Sì.

   PRESIDENTE. Ricordavo bene, ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi.  Ma  anche  io,  ovviamente,  non  so  a   chi
  rivolgermi perché non si capisce di chi è questa norma o meglio chi
  l'ha   ideata  però,  occhio  Presidente,  perché  la   lista   dei
  comunicatori è lunga.
   Nella scorsa legislatura ricordo il vice Presidente Sammartino che
  aveva   stabilizzato  tutti  gli  Asu,  Lega;  ricordo  l'assessore
  Scavone,  Mpa, li aveva già tutti stabilizzati dopo  la  norma  del
  2021;  l'assessore  Zambuto, Forza Italia, stabilizzati  tutti;  il
  Presidente Musumeci, comunicato stampa, abbiamo risolto la  vita  a
  4600  persone.  Non vorrei che questa lista che  abbiamo  avuto  in
  questi  lunghi anni si aggiungono anche l'assessore  Falcone  e  il
  presidente Schifani.
   Non vorrei ritrovarmi domani con un comunicato stampa dove si dice
  che  abbiamo risolto il problema di 4600 persone con una norma  che
  non  si  capisce  chi  l'ha presentata, qual  è  l'intento  e  dove
  vogliamo  arrivare  e,  soprattutto, se  non  verrà  impugnata  dal
  governo nazionale.
   Allora  diciamo, prima di avviare la discussione, io mi  aspettavo
  che  il  Governo in qualche modo, perché immagino che  non  sia  di
  natura parlamentare, ma che sia di natura governativa, ci spiegasse
  qual  è  l'intento della norma. Perché una cosa è  il  titolo  poi,
  diciamo,  la  derubricazione della norma poi  sembra  aprire  altri
  spiragli, oltre a quello del titolo dell'articolo. Quindi  gradirei
  per  evitare  di  aggiungere,  come dire,  alla  lista  di  chi  ha
  millantato risultati, che poi i fatti ci dimostrano che sono  stati
  assolutamente   cancellati  dalla  storia,  di   aggiungere   anche
  l'attuale Presidente della Regione e il Vice Presidente che,  nella
  scorsa legislatura era Presidente della V Commissione e l'assessore
  Falcone. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente questo
  articolo è l'esempio di cui parlavamo prima, e di cui hanno parlato
  anche  molti colleghi, del fatto che moltissimi articoli  non  sono
  passati nelle Commissioni di merito.
   Questo  è  un  articolo  che doveva passare dalla  Commissione  V,
  perché  la  Commissione - io ricordo la passata legislatura  -  noi
  avevamo  fatto  un  percorso con vari Gruppi, con  tutti  i  Gruppi
  parlamentari minoranza maggioranza, avevamo fatto una norma che poi
  quella  norma,  dico,  è stata decantata da parte  del  Presidente,
  allora,  della Regione. Poi svanì, e non fu concretizza  e  non  fu
  concretizzata.
   Ora  non  si  capisce se questo articolo è un articolo che  arriva
  direttamente  dal Governo e, quindi, è un articolo che  propone  il
  Governo  regionale, e io la richiesta che faccio, visto che  non  è
  passato  dalle Commissioni di merito, e se l'assessore Albano  è  a
  conoscenza di questo articolo e di che cosa, di fatto, dice  questo
  articolo.
   Perché  da  un lato, nella passata legislatura, si parlava  di  un
  percorso  da  fare per questi 4500 lavoratori del bacino  ASU,  che
  doveva comprendere un percorso di stabilizzazione, oggi, invece, si
  fa  un  articolo che parla di fuori uscita. Cioè la  fuoriuscita  è
  qualcosa di diverso. Ora se è cambiato l'intento da parte di questo
  Governo regionale, o da parte di questa maggioranza, secondo me sia
  i  lavoratori che l'Assemblea regionale siciliana lo devono capire,
  ne  devono  prendere  atto. Perché quando  noi  parliamo  di  fuori
  uscita,  significa  che  noi stiamo andando  o  vogliamo  andare  a
  stanziare  dei  fondi per permetterlo, per dare  la  possibilità  a
  questi lavoratori di uscire dal bacino.
   Ora io ricordo che non ci sono solamente i lavoratori ASU, ci sono
  pure  altri precari - come ad esempio i precari della provincia  di
  Enna e Caltanissetta, del reddito minimo di inserimento. Anche  lì,
  colleghi,  si è fatta una norma negli anni passati che  riguardava,
  che  dava  la  possibilità a questi lavoratori  di  fuoriuscire  da
  questo  bacino, salvo poi non mettere i fondi per fuori uscire  dal
  bacino.
   Cioè  la cosa paradossale che noi abbiamo già norme che riguardano
  la fuoriuscita di alcuni lavoratori, di alcuni bacini di precari, e
  a  quelle norme noi non mettiamo i fondi. Cioè ci sono le richieste
  da  parte  dei  lavoratori, ex reddito minimo di  inserimento,  per
  fuoriuscire  dal bacino e non ci sono i soldi per la fuori  uscita.
  Quindi  noi abbiamo lavoratori precari che vogliono uscire da  quel
  bacino,  intrappolati in quel bacino perché non riusciamo a trovare
  i fondi.
   Ora cosa si inventa questo Governo o la maggioranza? Perché io non
  ho  capito  di chi è, chi l'ha inserito questo articolo all'interno
  di  questo documento, di questo disegno di legge? Ci si inventa una
  norma  per favorire la fuoriuscita degli ASU. Ma i fondi  ci  sono?
  Dove  vengono  presi  questi fondi? E dopodiché,  è  l'intento  del
  Governo  regionale favorire la fuoriuscita del bacino ASU da  parte
  dei  quattromila  cinquecento lavoratori?  Perché  io  ricordo  che
  l'intento, da parte del Governo regionale, era diverso.
   Io, Presidente Galvagno, visto che questi articolig e chiedo anche
  al Presidente Schifani, perché quando le minoranze qui in Assemblea
  dicono che l'iter di questo disegno di legge è stato un iter  molto
  strano,  soprattutto di norme che sono state inserite  e  non  sono
  passate  dalle  Commissioni di merito,  e  non  è  stato  fatto  un
  dibattito  su norme che possono cambiare o stravolgere la  vita  di
  alcuni  lavoratori siciliani, di alcuni precari che, magari, stanno
  aspettando  un determinato percorso, che viene proposto al  Governo
  regionale,  che viene proposto al Governo nazionale,  oggi  non  ci
  sono  più  scuse  e io mi accodo alla richiesta  che  ha  fatto  il
  collega Laccoto  - ma questo Governo regionale va a Roma, si  siede
  nei tavoli romani per cercare di individuare dei percorsi condivisi
  con  i  ministri di riferimento? Noi qui abbiamo Governo di centro-
  destra  a  livello regionale e Governo di centro-destra  a  livello
  nazionale - per andare a realizzare delle norme che poi non vengono
  impugnate?  Queste  sono  tutte domande, Presidente  Galvagno,  che
  dovevano essere fatte all'interno delle Commissioni di merito e che
  non  sono  state fatte, perché questi articoli sono stati  inseriti
  bypassando le Commissioni di merito.
   E  quindi, Presidente Galvagno, io la richiesta che faccio  è  che
  voglio  una risposta qui in Aula da parte dell'Assessore. Io voglio
  sapere  se  questo  articolo è un articolo che sta  presentando  il
  Governo,  se  ci  sono  le  coperture, o  è  un  articolo  che  sta
  presentando un componente - che, attenzione, è lecito  -  da  parte
  della maggioranza. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
   Alla fine di questi ultimi tre interventi faremo una Capigruppo.

   BURTONE. Signor Presidente, io reitero le richieste che sono state
  fatte.  Il  rapporto di lealtà che bisogna avere con  i  cittadini,
  quindi  consapevolezza  di quello che stiamo  veramente  facendo  e
  quali obiettivi si debbano cogliere. Noi riteniamo che nel tempo il
  precariato vada superato e vada superato tutto.
   Qui  sono state riportate le situazioni degli Asu, del reddito  di
  inserimento in alcune realtà. Ma io aggiungo che noi abbiamo  tutta
  una struttura, ormai, degli uffici comunali che regge sul lavoro di
  dipendenti  che  nel  tempo hanno avuto lo  status,  purtroppo,  di
  precari. Con la legge Madia sono stati stabilizzati, sono  a  tempo
  indeterminato ma sono con un orario definito. Io non vorrei che  si
  aprisse  ulteriormente  un fronte di ingiustizie,  per  cui  alcuni
  arrivano ad avere l'orario a 36 ore e gli altri rimangono a 24.
   Tra  l'altro è la struttura ormai portante dei comuni e  i  comuni
  non  sono in condizione di portare questo personale tutto a 36 ore.
  Quindi  reitero  la richiesta che ho fatto al Governo  di  fare  un
  ragionamento  complessivo, di sostenere l'impegno  eventuale  degli
  enti  locali,  se  lo  propongono - e  alcuni  comuni  lo  vogliamo
  proporre  - per superare questo status, perché in effetti creerebbe
  difficoltà,  se continua, all'interno della burocrazia  e  poi  una
  condizione di ingiustizia che, io credo, non si debba determinare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, intervengo proprio per ricordare  -
  perché  lo  dobbiamo dire anche ai cittadini a casa e, soprattutto,
  ai  tanti  precari che questa Sicilia ha sfornato - perché  non  lo
  dobbiamo  dimenticare,  perché abbiamo  gli  Asu,  abbiamo  i  Pip,
  abbiamo  gli  Lsu, che sono stati il bancomat della politica  degli
  ultimi  quarant'anni, perché la vicenda degli Asu parte dagli  anni
  Cinquanta,  alla  fine  degli anni Cinquanta,  quindi  lo  dobbiamo
  ricordare,  probabilmente anche perché questa terra  non  ha  avuto
  delle politiche di sviluppo economiche di altro tipo.
   Caro  Presidente, e mi rivolgo anche al Presidente  della  Regione
  che, però, è impegnato con l'Assessore ...

   PRESIDENTE. Assessore, Assessore.

   SCHILLACI. Approfitto della presenza del Presidente della Regione,
  perché  - veda, caro Presidente - la storia degli Asu, che  abbiamo
  contribuito a risolvere anche nella scorsa legislatura  in  maniera
  trasversale, con tutti i colleghi della V Commissione  ...  non  ci
  siamo  riusciti  perché questo Governo regionale  non  ha  dato  un
  segnale  e  la voglia davvero di risolvere il problema,  perché  la
  norma  è  stata impugnata per violazione dell'articolo  81  per  la
  mancanza  di una messa in campo di risorse sufficienti  per  potere
  stabilizzare gli Asu.
   E  andiamo  alla norma che è stata presentata a livello nazionale.
  Questa  norma, che è uno specchietto allodole, perché  il  problema
  non  verrà assolutamente risolto fino a quando il Governo regionale
  siciliano  non  si  siederà  a  Roma per  contrattare  due  parole:
  capacità  assunzionale. Noi fino a quando avremo queste parole  non
  potremo  risolvere il problema dei tanti precari che la Sicilia  ha
  sfornato negli anni, perché, lo sappiamo, la norma è molto  chiara,
  in  fase di stabilizzazione occorre che le risorse vengano messe in
  campo dagli enti locali, gli enti locali la maggior parte dei quali
  non  hanno  questa  capacità assunzionale così come  non  hanno  la
  capacità del fabbisogno per potere davvero drenare e assumere tutti
  questi precari che abbiamo in Sicilia.
   Quindi,  caro  Presidente, per potere risolvere il problema  degli
  Asu  così come di tanti altri precari, occorre che ci sia un  Piano
  Marshall  per  i  nostri precari, occorre che la Sicilia  si  sieda
  davvero perché le norme nazionali che sono intervenute negli  anni,
  compresa  la legge Madia, che è nata per i precari che  c'erano  in
  giro  per le regioni italiane, lì davvero hanno risolto il problema
  ma  perché la quantità dei precari che c'erano nelle altre  regioni
  non  sono  quelli  della Sicilia Quindi, da parte di  queste  forze
  politiche,  ci sarà tutta la possibilità e la voglia  di  dare  una
  risposta ma chiediamo serietà a questo Governo regionale, da  parte
  delle forze politiche ci sarà tutta la collaborazione così come c'è
  sempre stata e smettiamo di utilizzare gli Asu, smettiamola di dare
  false aspettative.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Pace.  Onorevole
  Grasso, è iscritta a parlare, no, c'è un ordine.
   Prego, onorevole Pace.

   PACE. Signor Presidente, io spero di chiarire, no, ma c'è poco  da
  chiarire,  semmai  ribadire che - ma lo abbiamo detto  anche  nelle
  dichiarazioni  programmatiche - ricordo il mio intervento,  ma  non
  soltanto  il  mio intervento, che la questione Asu è una  questione
  che sta cuore sia alla maggioranza sia al Governo della Regione. Io
  purtroppo  negli  interventi  del  Parlamento  di  oggi  un   po'di
  confusione  l'ho riscontrata. Si fa un po'di confusione fra  questo
  articolo  che parla della fuori uscita di chi vuole non essere  più
  Asu  e  un  processo di stabilizzazione che invece  è  qualcosa  di
  diverso  ed  è  quello su cui noi ci stiamo battendo  e  ancora  né
  questo  Governo, né questa maggioranza ha prodotto alcun  atto.  Si
  citavano  i provvedimenti impugnati, ma del precedente Governo,  io
  non facevo parte di quella maggioranza, si citavano i provvedimenti
  di quel Parlamento, oggi stiamo discutendo di un'altra cosa.
   L'articolo, francamente scritto un po'maluccio, un po'in modicano,
  detto  ciò non parla di una stabilizzazione degli Asu, stiamo dando
  la  possibilità,  se votiamo questo articolo che  ha  la  copertura
  finanziaria, di decidere a qualcuno di questi quattromila  e  passa
  Asu  se  non  vuol far parte più di questo bacino la  Regione  darà
  cinque annualità per permettergli di trovare un altro lavoro.  Cosa
  diversa,   e   lì   sono  d'accordo  con  alcuni  esponenti   anche
  dell'opposizione,   impegnare  i  nostri  esponenti   del   governo
  considerato  che  c'è  un decreto legge che  andrà  nel  Parlamento
  nazionale che, anche in quel caso non dico che è scritto  male,  ma
  che  se  dovesse  passare senza alcuna modifica  probabilmente  non
  risolveremo i problemi dei nostri Asu, soprattutto degli Asu  degli
  enti  locali. Siccome abbiamo ribadito più volte anche con i fatti,
  perché  nessuno  lo  ha detto e lo voglio dire, io  questo  governo
  questo Parlamento per gli Asu, nella recente finanziaria, cosa  che
  non  era mai accaduta, ha investito quasi diciotto milioni di  euro
  per  dare  a  loro  la  possibilità  di  fare  non  più  venti  ore
  settimanali  ma  di  farne trentasei ore. Sta  passando  quasi  nel
  dimenticatoio  come se fosse un fatto scontato ma,  per  ventisette
  anni,  questi lavoratori hanno semplicemente avuto un'indennità  di
  seicento  sette euro è stata volontà di questo governo,  di  questa
  maggioranza,  devo dire di tutto il Parlamento nella sua  interezza
  per la prima volta dare loro un'indennità per 36 ore.
   Le   cose   che  condivido  anche  degli  amici  e  dei   colleghi
  dell'opposizione  invece  sono: intervenire  ora,  caro  presidente
  Schifani,  considerato che il Governo della  Nazione  ha  fatto  un
  decreto  che  andrà in Aula e che se questo decreto dovesse  essere
  approvato così come è, probabilmente non risolviamo il problema dei
  nostri  Asu, caro assessore Falcone, intervenire per far modificare
  considerato che ha manifestato il Governo nazionale la  volontà  di
  trovare  una  soluzione per i nostri ASU, per fare  un  emendamento
  correttivo  che  poi  sì  ci  permetterebbe  di  tornare  in  Aula,
  affrontare  globalmente, unanimemente fra  Governo,  maggioranza  e
  opposizione  una nostra norma che va in direzione finalmente  della
  stabilizzazione e credo che ci sia la volontà oggi espressa unanime
  di  tutto  il  Parlamento e questo vogliamo rassegnare  al  Governo
  della Regione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  su
  questo  articolo 14 nel ricollegarmi anche a quanto già  detto  dal
  collega Pace proprio perché questo articolo non parla in alcun modo
  di stabilizzazione, ma parla di semplice fuoriuscita e alla domanda
  come  mai  non  è  indicata la copertura finanziaria,  vorrei  dare
  risposta   io,   ma  poi  vorrei  trovare  conferma  nelle   parole
  dell'assessore  Falcone  o dall'assessore  Albano  che  sia  perché
  fondamentalmente qua noi cosa stiamo dicendo agli ASU?
   Assessore Falcone, la sua attenzione grazie.
   Assessore  Falcone,  mi corregga se sbaglio  e  dico  così  perché
  stranamente e forse per come avete lavorato questa volta  il  testo
  di  legge non è accompagnato neppure dalla nota del Servizio Studi,
  quindi  non abbiamo neanche la possibilità di vedere cosa l'Ufficio
  legislativo  del  Parlamento  ritiene  di  ciascun  articolo.   Non
  conosciamo le considerazioni.
   Questo  articolo  non comporta impegno di spesa  per  il  semplice
  motivo  che  agli  ASU  che  sono a  dieci  anni  di  distanza  dal
  pensionamento e che decidono di fuoriuscire dal bacino come  premio
  gli diamo cinque annualità, ma gliele diamo un anno alla volta.
   Quindi  immaginate  che  vantaggio: a me mancano  dieci  anni  per
  andare in pensione e la Regione mi dice guarda se te nesci oggi, io
  ti  do cinque anni, ma non te li do tutti in una volta, te li do un
  anno alla volta.
   Quindi  praticamente noi agli ASU li stiamo dicendo se vuoi uscire
  ci  fai un favore, se no continua a rimanere nel precariato dove ti
  ho lasciato negli ultimi trent'anni.
   Poi   invece   facciamo  un  ragionamento  diverso   con   i   PIP
  nell'articolo  dopo dove se fuoriescono dal bacino  i  cinque  anni
  glieli  diamo  in  una volta e quindi per l'ennesima  volta  questo
  Governo fa figli e figliastri. Per l'ennesima volta utilizzate  due
  pesi e due misure e noi su questo non ci stiamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo  dal
  dibattito  sull'articolo  si  evince  chiaramente  che  c'è   stata
  dell'approssimazione rispetto a un tema che è  di  una  delicatezza
  incredibile, un tema su cui tutto questo Parlamento e come dicevano
  i  colleghi  anche nella Legislatura precedente chi  c'era,  ce  ne
  siamo   occupati  più  volte,  ce  ne  siamo  occupati  in  maniera
  trasversale al di là del colore politico, coinvolgendo commissioni,
  coinvolgendo   l'Aula  fino  ad  adottare  la  famosa   norma   che
  stabilizzava, che doveva essere concordata con Roma che poi  invece
  fu impugnata.
   Il tema è delicato.
   Il  tema  è delicato soprattutto perché investe la vita  di  oltre
  quattromila   persone,   di   quattromila   famiglie,    per    cui
  l'approssimazione    dimostra  scarsa  sensibilità   verso   queste
  persone. Il fatto che non sia passato dalla Commissione di merito e
  che  non  abbia permesso quindi un approfondimento anche  giuridico
  diventa anche un tema di perplessità in più.
   Io,  personalmente, sono a favore della possibilità che venga data
  una  chance in più a chi vuole condursi fuori da questo bacino  con
  una  norma  che glielo consente, però sono assolutamente  convinta,
  invito  il  Governo a fare un approfondimento sul tema coinvolgendo
  la  Commissione di merito e coinvolgendo quindi anche  il  Servizio
  Studi  dell'Assemblea e l'interlocuzione con il  Governo  nazionale
  perché questo tema che,  appunto, coinvolge così tanta gente  venga
  sviluppato e promosso con un massimo rigore, perché nessuno di  noi
  vuole vendere fumo ai tanti bisognosi di certezze come lo sono  gli
  Asu.
   Ognuno di noi ha un senso di responsabilità legato al nostro ruolo
  che  ci  permette di dire oggi che questo tema così  delicato  deve
  essere  affrontato con serietà, con competenza, con lungimiranza  e
  con  l'interlocuzione che certamente c'è col Governo nazionale,  ne
  abbiamo visti i frutti in questi mesi grazie all'autorevolezza  del
  Presidente  Schifani, grazie ai buoni rapporti con i  Ministri  del
  Governo Meloni che già hanno approntato una norma che  fa intendere
  questa volontà di stabilizzare i precari, anche  gli Asu.
   E  allora  affrontiamola, caro Assessore competente al merito,  lo
  dico  a  te  Assessore ma lo dico a tutti noi, affrontiamolo  nella
  sede  opportuna e affrontiamolo in modo da dare certezze e non  più
  illusioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.

   SPADA. Signor Presidente, posso chiedere di fare intervenire prima
  il Capogruppo e dopo intervengo io?

   CATANZARO. Sarò brevissimo, Presidente Galvagno.

   PRESIDENTE. C'è stato uno switch in automatico.

   CATANZARO. Quello che le voglio chiedere nell'immediato è  -  come
  diciamo    pregiudiziale,   dato   che   noi   abbiamo    questione
  pregiudiziale,  dato  che  noi  abbiamo  parlato  -  capire   dalla
  Presidenza  quali  sono,  arrivato al punto  anche  ascoltando  gli
  interventi di altri colleghi, quali sono le norme che sono  passate
  dalle  Commissioni  e le norme che invece non  sono  passate  dalle
  Commissioni di merito e questa è una richiesta che le faccio.
   Ritengo  che  sugli  Asu  non  c'è  una  non  volontà,  Presidente
  Galvagno,  c'è la volontà perché lo diceva la collega Savarino  che
  mi ha preceduto, è un argomento che negli anni ce ne siamo occupati
  tutti,  come  tutti  i  Gruppi parlamentari,  perché  si  parla  di
  quattromila famiglie, si parla di gente che, ovviamente, da anni  e
  anni vive e soffre il precariato.
   Ritengo,  però,  anche che il Governo precedente,  ricordiamocelo,
  avevamo tutti insieme quasi brindato all'idea della stabilizzazione
  degli  ASU  per poi subito dopo renderci conto, anche  dalla  Corte
  Costituzionale,  che quello che si era approvato non  era  qualcosa
  che poteva rimanere sull'approvazione.
   Oggi   noi   ci   ritroviamo  questo  articolo,  io   oltre   alla
  pregiudiziale avendo anche la presenza del Presidente della Regione
  ma dall'Assessore per l'economia Falcone, io chiedo anche di potere
  comprendere quello che viene previsto da questo articolo per almeno
  fare  chiarezza,  perché  poi  non vorrei  che  all'esterno  ancora
  un'altra  volta  si prendessero in giro quattromila  famiglie  come
  negli anni passati si è fatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Onorevole Spada, vuole intervenire o ha rinunciato?

   CRACOLICI.  Presidente, noi volevamo conoscere le norme  che  sono
  passate dalle Commissioni di merito. E' una pregiudiziale per noi.

   SPADA. Intervengo, Presidente. Come annunciato dai miei colleghi è
  un  argomento importante che abbiamo avuto modo di trattare durante
  la  finanziaria  e  durante le Commissioni di merito  che  si  sono
  susseguite in quel periodo.
   La  problematica degli ASU è una problematica che alla fine  mette
  sullo  stesso piano tutti i lavoratori precari, qui si tende sempre
  a fare un distinguo tra lavoratori ASU, PIP, adesso abbiamo i nuovi
  precari,  quelli  Covid,  però a mio  avviso  dovremmo  cercare  in
  qualche modo di dare semplicemente dignità a questi lavoratori.
   Ho  letto qualche giorno, fa esattamente cinque giorni fa, diverse
  note  stampa  diramate dai segretari regionali  dei  sindacati  ma,
  soprattutto,  da  diversi  deputati  di  maggioranza  del   Governo
  nazionale che annunciavano la stabilizzazione di più di quattromila
  ASU.
   Oggi  in  Aula  stiamo affrontando un argomento che di  fatto  non
  consente, appunto, la stabilizzazione di questi ASU ma, invece,  ne
  consente la fuoriuscita; una fuoriuscita penalizzante perché,  come
  annunciato  e  anticipato da altri colleghi, la  fuoriuscita  e  il
  pensionamento di questi ASU non solo non consente loro di avere una
  pensione  dignitosa rispetto agli anni di lavoro che hanno  portato
  avanti all'interno degli enti locali e all'interno dei quali stanno
  svolgendo  un ruolo fondamentale, non solo per gli enti  locali  ma
  per altri enti in cui prestano il loro servizio,  non dimentichiamo
  che  noi  oggi utilizziamo gli ASU all'interno di quello che  è  il
  bacino dei beni culturali, dei musei e dei parchi archeologici.
   E  allora dobbiamo, a mio avviso, dare dignità a questi lavoratori
  e  come possiamo dare dignità a questi lavoratori se non rimettendo
  in  discussione,  e  quindi  riscrivendo,  questo  emendamento  per
  consentire  loro la stabilizzazione, da una parte, e,  per  chi  lo
  ritiene   opportuno,   più  conveniente,   la   possibilità   della
  fuoriuscita.
   Io,  quindi,  mi  rimetto  - rispetto a quello  che  ha  detto  il
  Capogruppo  del Partito Democratico, quindi del mio  partito  -  di
  rivalutare  soprattutto  il  passaggio ulteriore  che  si  dovrebbe
  svolgere all'interno della Commissione per poter procedere  e  dare
  finalmente dignità ai lavoratori ASU. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso.

   GRASSO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.  Signor  Presidente, Governo, non è per  fare  polemica,
  assolutissimamente, chiedo solamente se è possibile,  all'Assessore
  e  al  Presidente, che abbiamo i lavoratori del reddito  minimo  di
  inserimento,  adesso cantieri di servizio, che  c'è  una  legge  in
  Commissione  che deve essere portata avanti, se si può mettere,  se
  c'è  la  possibilità di mettere qualcosa anche  per  loro,  per  la
  fuoriuscita  che c'è il capitolo, già era stata messa  qualcosa  in
  precedenza  perché  molti lavoratori, e diventa  anche  più  facile
  gestire questi lavoratori, possano avere anche loro la possibilità,
  non  dico  tutti, chi fa richiesta, di poter anche  loro  usufruire
  della fuoriuscita,  perciò di mettere qualcosa, che il Governo  dia
  un  segnale anche per questi lavoratori che sappiamo che  non  sono
  nemmeno precari perché non vengono riconosciuti come lavoratori.
   Chiedo al Governo se è possibile. Basta. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
   Allora, gli interventi sono finiti, andiamo all'articolo 14. Ne do
  lettura:

                               «Art. 14.
            Disposizioni per la fuoriuscita dal bacino ASU

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 22  febbraio
  2023, n. 2 dopo le parole  25 maggio 2022, n. 13  sono inserite  le
  seguenti:  , nonché per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo
  4  della  legge  regionale 29 dicembre 2016,  n.  27  e  successive
  modificazioni, ».

   DE LUCA ANTONINO. Presidente, ho chiesto dei chiarimenti.

   CRACOLICI. L'articolo 14 è passato dalla Commissione di merito?

   PRESIDENTE.  Questo  articolo non è passato dalla  Commissione  di
  merito.  Alla fine della conferenza dei Capigruppo le  forniremo  i
  chiarimenti,  faremo  una  conferenza dei  Capigruppo  subito  dopo
  questo articolo, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Prima di votare, però.

   PRESIDENTE.  Lo  stiamo mettendo in votazione. Voleva  intervenire
  l'onorevole De Luca? No.
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, soltanto per
  dire   brevissimamente  che  questa  norma   serve   soltanto   per
  consentire,  in varianza di spesa, quindi con lo stesso  fondo  con
  cui  ogni anno vengono pagati gli Asu per consentire la fuoriuscita
  in  un quinquennio, per cui faccio un esempio. Il signor Tizio  che
  oggi  è  Asu  nel bacino fuoriesce e porta con sé fuori  la  stessa
  dotazione  finanziaria,  soltanto questo  stiamo  facendo.  Quindi,
  onorevole Pace, la norma non è scritta male anche perché -  ricordo
  -  che  l'ha scritta lei. Dopodiché, voglio dire mi pare, scusi  un
  attimo  ho fatto la battuta ho fatto la battuta per essere  chiari,
  voglio dire siccome il Governo la condivide e, soprattutto,  non  è
  scritta  male  il  mio  è un apprezzamento, non  è  un  rimprovero,
  Presidente  le  chiedo di metterlo ai voti perché  può  essere  ben
  votata.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora mettiamo in votazione...

   CRACOLICI.  Le  abbiamo fatto una domanda. Lei ha  detto  dopo  la
  Capigruppo  mi  risponde.  Io le ho chiesto,  questa  norma  non  è
  passata  in  Commissione, lei ha stralciato le norme che  non  sono
  passate in Commissione.

   PRESIDENTE. Abbiamo stralciato diverse norme che non sono  passate
  in  Commissione. Questa abbiamo ritenuto di tenerla all'interno del
  collegato e di non stralciarla.

   CRACOLICI. Abbiamo ritenuto, chi?

   PRESIDENTE.   La  Presidenza. Questa è una valutazione  che  si  è
  assunta la responsabilità la Presidenza di volerla tenere.

   CRACOLICI. Lei deve applicare un Regolamento.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Va bene, votiamo il mantenimento dell'articolo 14. Chi
  è favorevole resti seduto...

   CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.  Vediamo  se  è appoggiata.  Sì,  la  stiamo  aprendo.
  Onorevole Cracolici, le organizzi bene però queste verifiche. Vi ho
  dato  il  tempo di poter benissimo. Possiamo fare la  verifica  del
  numero legale, si può premere un tasto qualsiasi.

                   (L'Assemblea è in numero legale)

   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  14.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                           (Brusio in Aula)

   Sospendo  la  seduta  per  cinque minuti per  una  Conferenza  dei
  Capigruppo. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 20.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, dopo la Conferenza dei  Capigruppo,
  si è convenuto che gli articoli 2, 4, 7, 9, 15, 16...

   CRACOLICI. Piano, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ce l'ha il foglio? Glieli ripeto,
  2, 4, 7, 9, 15, 16, 18, 25, 28, 30, 33, 35, 36, 37, 38, 43, 46, 47,
  e  una  modifica che si dovrebbe fare eventualmente al 50,  saranno
  votati  stasera con voto finale, tutti gli altri articoli rimangono
  al  testo  e  verranno  votati la settimana prossima,  quindi,  non
  dovranno  seguire altri percorsi, rimarranno in Aula  senza  dovere
  ritornare in Commissione.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
      Definizione contenzioso Resais S.p.A.-Agenzia delle entrate

   1.  Al  fine di consentire la definizione dei contenziosi pendenti
  tra  l'Agenzia  delle  entrate  e Resais  S.p.A.  in  liquidazione,
  avvalendosi delle agevolazioni previste dall'articolo 1, commi  186
  e  seguenti,  della  legge 29 dicembre 2022, n.  197  e  successive
  modificazioni, l'Assessorato regionale dell'economia è  autorizzato
  ad  erogare  in  favore di Resais S.p.A. in liquidazione  l'importo
  complessivo   di  euro  30.655.403,62,  di  cui  euro  9.100.067,13
  nell'esercizio  finanziario 2023, euro 10.525.466,11 nell'esercizio
  finanziario  2024 ed euro 11.029.870,38 nell'esercizio  finanziario
  2025,  affinché la predetta società possa accedere alla definizione
  agevolata  dei contenziosi relativi agli accertamenti IVA  per  gli
  anni dal 2003 al 2007.
   2.   Agli   oneri   di  cui  al  comma  1  si  provvede   mediante
  corrispondente  riduzione  di  pari  importi,  per   gli   esercizi
  finanziari  2023, 2024 e 2025, delle disponibilità  della  Missione
  20, Programma 3, Capitolo 215740».

   CRACOLICI. Eventualmente, si può parlare?

   PRESIDENTE.  Poco.  All'articolo 2 sono stati presentati  soltanto
  emendamenti  soppressivi, pertanto si vota soltanto il mantenimento
  dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
     Norma in materia di valorizzazione del patrimonio artistico e
                               culturale

   1.  Al  fine  di valorizzare il patrimonio culturale ed artistico,
  l'Assessorato   regionale  dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana  è autorizzato a concedere un contributo alla Diocesi  di
  Acireale per il restauro del presepe settecentesco.
   2.  Per  la  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2023, la spesa di  115  migliaia  di  euro
  (Missione  5,  Programma  1,  capitolo  776089),  cui  si  provvede
  mediante   corrispondente  riduzione  delle   disponibilità   della
  Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704».
   Anche  all'articolo  4 sono stati presentati soltanto  emendamenti
  soppressivi,    pertanto   si   vota   soltanto   il   mantenimento
  dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
       Fondo unico per il personale gestito dalla Resais S.p.A.
                          trasferito alla SAS

   1.  Per  le finalità di cui al comma 4-bis dell'articolo 13  della
  legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, come introdotto dal comma  2
  dell'articolo  3 della legge regionale 10 agosto  2022,  n.  16,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2024, è  istituito  un  fondo
  unico presso il Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro  -
  Ragioneria  generale della Regione al quale affluiscono le  risorse
  di cui alle autorizzazioni di spesa di seguito elencate:
   a)  articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
  n.  2  (Allegato 1 - Parte A) per le finalità della legge regionale
  20 gennaio 1999, n. 5 e successive modificazioni - capitolo 242524;
   b)  articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
  n.  2  (Allegato l - Parte A) per le finalità dell'articolo 1 della
  legge  regionale 28 novembre 2002, n. 21 e successive modificazioni
  - capitolo 242525;
   c)  articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
  n.  2  (Allegato  1  -  Parte  A) per  le  finalità  del  comma  99
  dell'articolo  11  della legge regionale 9 maggio  2012,  n.  26  e
  successive modificazioni - capitolo 342534;
   d)  articolo 118, comma 3, della legge regionale 22 febbraio 2023,
  n.  2 (Tabella 1) per le finalità del comma l dell'articolo 4 della
  legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 - capitolo 344127;
   e) articolo 3, comma 4, della legge regionale 22 febbraio 2023, n.
  2 per le finalità dell'articolo 14 della legge regionale 16 ottobre
  2019, n. 17 e successive modificazioni - capitolo 314142;
   f)  articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
  n.  2  (Allegato 1 - Parte A) per le finalità dell'articolo 7 della
  legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5 e successive modificazioni  e
  dell'articolo  13  della legge regionale 6 giugno  1975,  n.  42  e
  successive modificazioni - capitolo 242523».

   All'articolo  7 sono stati presentati emendamenti soppressivi,  ma
  alcuni  non sono come negli altri articoli, pertanto devono  essere
  eventualmente  ritirati. Chiedo all'onorevole De Luca  Antonino  se
  ritira il soppressivo all'articolo 7.

   DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento dell'onorevole Catanzaro è ritirato. Si danno  tutti
  per ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
              Disposizioni finanziarie in materia di SAS

   1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'art. 118 della
  legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 (Allegato 1 - Parte B),  per
  le  finalità dell'articolo 61 della legge regionale 17 marzo  2016,
  n.  3 è incrementata, per l'esercizio finanziario 2023, di euro 360
  migliaia di euro (Missione 1, Programma 11, Capitolo 216529).
   2.  I commi 78, 79 e 80 dell'articolo 26 della legge regionale  22
  febbraio 2023, n. 2 sono abrogati.
   3.  Agli  oneri di cui al comma 1 si provvede mediante le  risorse
  derivanti  dalle  abrogazioni  di  cui  al  comma  2  (Missione  1,
  Programma 11, Capitolo 214111)».

   CRACOLICI. Assessore, i 360 milioni di euro a che cosa servono?

   PRESIDENTE.   Assessore   Falcone,  un  secondo   intanto   chiedo
  all'onorevole Caronia se ritira l'emendamento 9.17.

   CARONIA. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. E' mantenuto.
   Allora,  l'onorevole  Cracolici  chiedeva  chiarimenti,  assessore
  Falcone.

   FALCONE,    assessore    per   l'economia.   Signor    Presidente,
  sostanzialmente nella manovra finanziaria, nella legge di stabilità
  alla   SAS   avevamo  tolto  850  mila  euro  per  venire  incontro
  all'accordo  Stato-Regione che prevedeva di  alleggerire  la  spesa
  corrente.
   Oggi  è  molto avviata ed entro fine mese, riteniamo nei primi  di
  luglio, di poter conseguire invece la modifica di questo accordo  e
  poiché  queste somme diventano necessarie per garantire i contratti
  in  essere,  gli adeguamenti contrattuali della stessa SAS,  stiamo
  dando  una  prima  tranche anziché 850, 360 che  sono  le  economie
  dall'impugnativa del Governo.
   In  più  vi  voglio  dire  che  c'è un emendamento  dell'onorevole
  Caronia  che  dice  che  questi  soldi  servono  esclusivamente  al
  personale   interno  onde  evitare  nuovi  reclutamenti   e   nuovi
  inserimenti.
   Quindi,  a maggior ragione, la collega Caronia ha inserito  questo
  emendamento che secondo il Governo è molto opportuno.

   PRESIDENTE.  Allora, se gli emendamenti soppressivi all'articolo 9
  sono ritirati, votiamo direttamente quello dell'onorevole Caronia.
   Onorevoli Catanzaro e De Luca Antonino?

  (Gli onorevoli Catanzaro e De Luca Antonino, dal loro posto, fanno
                             cenno di sì)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.17. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 9, così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15
          Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
                 al bacino  ex PIP Emergenza Palermo

   1.  Il  comma  3 dell'articolo 68 della legge regionale  7  maggio
  2015,  n. 9, così come sostituito dal comma 2 dell'articolo 6 della
  legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27, è sostituito dal seguente:

    3.   I   soggetti   di   cui  al  comma  1  possono   richiedere,
  nell'esercizio finanziario 2023, per la fuoriuscita definitiva  dal
  bacino   di   appartenenza,  la  corresponsione   di   un'indennità
  omnicomprensiva  di  un  importo  massimo  pari   a   cinque   anni
  dell'assegno   di  sostegno  al  reddito  già  in   godimento,   da
  corrispondere  interamente in un'unica soluzione. Il  beneficio  di
  cui  al  presente comma, quale misura di fuoriuscita  dal  predetto
  bacino,  è riconosciuto, nei limiti dello stanziamento previsto,  a
  tutti  i  soggetti  qualunque sia il numero di  anni  necessari  al
  raggiungimento dei requisiti di pensionabilità, con priorità per  i
  soggetti  più  vicini  temporalmente  al  raggiungimento  di   tale
  requisito.   Per  i  soggetti  che  raggiungono  il  requisito   di
  pensionabilità entro il quinquennio, l'indennità da corrispondere è
  rapportata  al  numero di anni che residuano al raggiungimento  del
  requisito.   Per   tale  misura  è  autorizzata,  per   l'esercizio
  finanziario  2023,  la  spesa di 1.000  migliaia  di  euro  cui  si
  provvede  mediante  riduzione  di pari  importo,  per  il  medesimo
  esercizio  finanziario,  delle  disponibilità  della  Missione  20,
  Programma 3, Capitolo 215704. .».

   All'articolo   15  sono  stati  presentati  soltanto   emendamenti
  soppressivi, pertanto si vota il mantenimento dell'articolo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                             «Articolo 16
         Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino
                       ex PIP Emergenza Palermo

   1.  Ai sensi del comma 4 dell'articolo 64 della legge regionale 12
  agosto  2014,  n. 21, così come modificato dall'articolo  25  della
  legge  regionale 10 agosto 2022, n. 16, la società  consortile  per
  azioni  Servizi Ausiliari Sicilia (SAS) è autorizzata ad  assumere,
  previa  apposita  selezione, un numero massimo  di  1.166  soggetti
  appartenenti  al  bacino  unico ad esaurimento   ex  PIP  Emergenza
  Palermo .
   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa  nel
  limite   massimo   di  7.500  migliaia  di  euro  per   l'esercizio
  finanziario  2023 e di 22.500 migliaia di euro per  ciascuno  degli
  esercizi  2024  e  2025,  da iscrivere in  un  apposito  fondo  del
  Dipartimento regionale del bilancio e tesoro - Ragioneria  generale
  della Regione.
   3. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede:

   a)  quanto  a  2.500 migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2023  e  a  7.500  migliaia  di euro per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2024 e 2025 mediante riduzione di pari importo,  per  il
  medesimo  esercizio finanziario, delle disponibilità della Missione
  20, Programma 3, Capitolo 215704;
   b)   per  un  importo  massimo  di  5.000  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario  2023 e di 15.000  migliaia  di  euro  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2024 e 2025 mediante variazioni
  di bilancio, da effettuarsi con decreto del Ragioniere generale, su
  proposta  del  Dipartimento  regionale  del  lavoro,  dell'impiego,
  dell'orientamento,  dei  servizi e delle  attività  formative,  per
  l'iscrizione  delle relative somme sul Fondo di cui al  comma  2  e
  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di   cui
  all'articolo 8, comma 2, della legge regionale 22 febbraio 2023, n.
  2  per  le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale  29
  dicembre 2016, n. 27 (Missione 12, Programma 4, Capitolo 313727).».

   All'articolo  16 è stato presentato un emendamento di  riscrittura
  del Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Visto  che  il  Governo  annuncia  una   riscrittura,
  suggerirei...

   PRESIDENTE. La riscrittura è nel fascicolo.

   CRACOLICI. Posso? Non l'ho vista, ho il testo con gli articoli.
   Chiedo  al  Governo di garantire - mi ascolti assessore Falcone  -
  una  specifica  disposizione che consenta che,  fermo  restando  il
  transito  alla  SAS  degli ex Pip, il personale  previa  selezione,
  tutto  quello  che  è  stato  già scritto,  prioritariamente  venga
  assegnato  nei  luoghi di lavoro dove opera.  Perché  dico  questo?
  Chiarisco:  ci  sono  alcuni  lavoratori  ex  Pip  che  sono  stati
  assegnati  ad alcuni comuni della provincia di Palermo,  la  venuta
  meno di questi lavoratori farebbe venire meno alcuni servizi che in
  atto  gestiscono questi comuni, soprattutto comuni che per  ragioni
  turistiche  eccetera, eccetera hanno un incremento  di  popolazione
  nei  periodi, diciamo, estivi e, quindi, questo personale  è  stato
  messo a supporto di quelle amministrazioni.
   Quindi,   chiedo  al  Governo  nella  riscrittura  di  subemendare
  scrivendo:  "Prioritariamente - vedete la formula  -  i  lavoratori
  vengono  assegnati  nei  luoghi di lavoro dove  essi  espletano  la
  propria attività". E' d'accordo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Grazie Presidente.  E'  molto
  opportuno quello che ha detto il presidente Cracolici, però  questo
  è  tema di dibattito di queste settimane, di questi mesi. In questi
  giorni  si  è  insediato un tavolo tecnico presso  il  Dipartimento
  lavoro che sta discutendo sui criteri di reclutamento, questo  sarà
  condiviso con i sindacati, uno dei criteri di reclutamento,  quando
  si  aprirà il bando, sarà inserito nel bando che sarà data priorità
  con  un  punteggio  a  quelli che prestano  servizio  già  in  quel
  Dipartimento. Perché l'idea qual è?

   CRACOLICI. Io ho detto un'altra cosa.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Sì, ma siccome il  bando  sarà
  fatto prima per le 1.166 unità, che sono pari a quelli che prestano
  servizio  presso le amministrazioni della Regione,  i  Dipartimenti
  della Regione, non riguarda i comuni o altro.
   In questo senso tutti potranno partecipare, però si darà nel bando
  un  punteggio superiore a coloro che già prestano servizio nei vari
  Dipartimenti regionali; questo consentirà di fare una cernita.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Io non mi riferisco ai criteri di reclutamento  che  il
  Governo  visto  che  il numero è inferiore a quelli  che  sono  gli
  effettivi  appartenenti al bacino ex Pip  è  chiaro  che  ci  dovrà
  essere un criterio per chi sarà nei 1.186. La mia affermazione  era
  un'altra, cioè che una volta fatto il reclutamento il personale che
  sarà in forza alla SAS non più nel bacino ex Pip, prioritariamente,
  venga  destinato nei luoghi di lavoro ove essi hanno  operato.  Che
  vuol dire? Proprio perché non vorremmo che fosse una materia...

   FALCONE, assessore per l'economia. Ma se lo mettiamo nel bando.

   CRACOLICI.  No,  ma quello per il reclutamento  va  bene,  io  sto
  dicendo  un'altra cosa: una volta fatto il reclutamento e stabiliti
  chi  sono  i  1.100  e  rotti,  siccome  non  li  gestirà  la  SAS,
  l'assegnazione  del personale sarà prioritariamente fatta  seguendo
  il  criterio di tornare nei luoghi dove essi hanno svolto  la  loro
  attività.
   Credo  che  sia un modo per rassicurare anche gli enti locali,  mi
  ascolti.   Basta  un subemendamento, prioritariamente  non  per  il
  reclutamento ma per l'assegnazione una volta fatto il reclutamento.
  Questo   vale   anche   per   i   Dipartimenti   regionali,    poi,
  prioritariamente significa prioritariamente, giusto?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Onorevole Cracolici,  allora,
  fermo  restando, ripeto, che è opportuno quello che  lei  dice,  ha
  ragione e ci convince.
   Noi  abbiamo  due ordini di problemi, però: primo  la  Sas  è  una
  società  in  house a cui, come dire, non possiamo comunque  imporre
  determinate cose; seconda cosa nel momento in cui noi mettiamo  nel
  bando, va da sé che nel bando, se una persona ha preso un punteggio
  in  più e vince, e viene reclutato perché era in quel luogo,  andrà
  in  quel  luogo.  Quindi noi abbiamo fatto un  approfondimento,  lo
  volevamo mettere, già anche i sindacati, qualche sindacato ci disse
  di  metterlo nell'emendamento, ma con gli Uffici abbiamo fatto  una
  verifica,  ci  siamo confrontati, ed è stato detto lo mettiamo  nei
  criteri del bando, e va da sé che chi ha vinto, anche in ragione di
  quel criterio, sarà utilizzato in quello stesso posto di lavoro.
   Soltanto   questo  mi  permetto  di  dire,  poi  il  principio   è
  assolutamente condivisibile.

   CRACOLICI. Lo faremo con ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Allora,  pongo in votazione l'emendamento  16.12  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
          Procedure finanziarie e contabili degli enti locali

   1.  All'articolo 5 della legge regionale 15 giugno 2021, n. 13, le
  parole   Per il triennio 2021-2023  sono sostituite con  le  parole
   Per gli anni dal 2021 al 2026 .»

   All'articolo   18  sono  stati  presentati  soltanto   emendamenti
  soppressivi, pertanto si vota il mantenimento dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Presidente,  siccome  è  una   norma   che   consente
  l'utilizzo, cioè estende un triennio a un sestennio, però. No,  non
  è questo l'articolo di parlavo io, va bene.

   PRESIDENTE. Ok. Allora possiamo andare avanti.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  18.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
          Disposizioni finanziarie relative alle procedure di
        trasferimento ai comuni delle strade ad uso pubblico e
           delle relative pertinenze delle aree di sviluppo
                              industriale

   1.  In ottemperanza alla sentenza della Corte costituzionale n. 73
  dell'8  febbraio  2023,  il Dipartimento regionale  delle  attività
  produttive   è  autorizzato  ad  erogare  all'IRSAP  un  contributo
  straordinario, entro i limiti dello stanziamento di cui al comma 4,
  da  attribuire interamente ai comuni per i quali, al momento  della
  pubblicazione  della  presente legge, non sono  state  definite  le
  procedure  di  trasferimento delle strade ad uso pubblico  e  delle
  relative pertinenze ai sensi della legge regionale 12 gennaio 2012,
  n. 8 e successive modificazioni.

   2.  Le  risorse finanziarie sono attribuite ai comuni  di  cui  al
  comma  1 per la gestione, la manutenzione, l'incremento dei livelli
  di  sicurezza ed il decoro delle infrastrutture viarie oggetto  del
  trasferimento.

   3.  L'IRSAP attribuisce le risorse finanziarie di cui al  presente
  articolo  proporzionalmente alla superficie di  strade  oggetto  di
  trasferimento  e  sulla  base  di un piano  dei  costi  predisposto
  annualmente dai comuni.

   4.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2023 la spesa di 500 migliaia  di  euro  e,
  per ciascuno degli esercizi finanziari 2024 e 2025, la spesa di 400
  migliaia  di  euro. Ai relativi oneri si provvede per gli  esercizi
  finanziari  2023,  2024  e  2025 mediante corrispondente  riduzione
  delle  disponibilità  della  Missione  20,  Programma  3,  Capitolo
  215704.»

   Si passa all'emendamento 25.16 a firma dell'onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. È ritirato. Grazie, onorevole.
   Si  passa  all'emendamento 25.17 a firma  dell'onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia.

   LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. È ritirato, grazie.
   Si passa all'emendamento 25.18 a firma dell'onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   È  ritirato,  grazie.  Gli  emendamenti  soppressivi
  possiamo   considerarli  ritirati,  per  cui  pongo  in   votazione
  l'articolo  25. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
          Interventi di manutenzione straordinaria ATI idrico
                             Caltanissetta

   1.  Ai  fini  dell'osservanza dei compiti  affidati  alla  Regione
  siciliana in qualità di amministratore giudiziario del procedimento
  penale  n.  2894/21 RG N.R., 2237/21 RG G.I.P, per far fronte  alle
  spese   per  la  realizzazione  degli  interventi  di  manutenzione
  straordinaria  volti  al  superamento delle  criticità  riscontrate
  negli   impianti   industriali  di  depurazione  di  Caltanissetta,
  località Calderara, e di San Cataldo Scalo, è autorizzata in favore
  dell'ATI  idrico  di  Caltanissetta la spesa complessiva  di  2.500
  migliaia di euro, di cui 1.000 migliaia per l'esercizio finanziario
  2023 e 1.500 migliaia per l'esercizio finanziario 2024. Ai relativi
  oneri,  per gli esercizi finanziari medesimi, si provvede  mediante
  riduzione  delle  disponibilità della  Missione  20,  Programma  3,
  Capitolo 215704.»

   All'articolo   28  sono  stati  presentati  soltanto   emendamenti
  soppressivi   per   cui   pongo   in  votazione   il   mantenimento
  dell'articolo.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                               Art. 30.
      Contributi per il funzionamento dei servizi aerei di linea

   1. Per le finalità di cui all'articolo 135 della legge 23 dicembre
  2000,  n. 388 e successive modificazioni, l'autorizzazione di spesa
  di cui all'articolo 118, comma 3, della legge regionale 22 febbraio
  2023,  n.  2  è  incrementata,  per l'esercizio  finanziario  2023,
  dell'importo  5.000  migliaia di euro (Missione  10,  Programma  4,
  Capitolo  478109). Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione
  di  pari  importo,  per  il medesimo esercizio  finanziario,  delle
  disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704.

   SUNSERI. Qualcuno ce lo spiega?

   PRESIDENTE.  All'articolo  30  ci sono  soltanto  soppressivi.  Sì
  glielo faccio illustrare. Il Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, parliamo dei
  servizi  di  linea  e, soprattutto, i servizi linea  in  continuità
  territoriale di Trapani e di Birgi, Trapani Birgi.

   CRACOLICI. Trapani e Comiso.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo scusa, Trapani e Comiso.
  Ha ragione, l'onorevole Cracolici. Sostanzialmente, mentre prima la
  continuità  territoriale  veniva garantita  al  33  per  cento  dal
  contributo  regionale  e  al 66 per cento dal  contributo  statale,
  ultimamente, invece, siamo 50 e 50. Quindi, questo ha comportato un
  maggiore onere per la Regione siciliana, per cui a seguito  di  una
  richiesta  dei  due  aeroporti, condivisa  e  apprezzata  da  parte
  dell'Ufficio,  abbiamo  proceduto a integrare  questa  somma  di  5
  milioni di euro.

   CRACOLICI. Questo è uno dei successi del Governo vostro che  avete
  ridotto...  Bravo, le facciamo una medaglia in nome  dell'autonomia
  della Sicilia.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Grazie Presidente perché, purtroppo, è proprio quello che
  immaginavo  cioè,  sostanzialmente, la continuità  territoriale  la
  stiamo  pagando noi. Il Governo Meloni ha dato minori risorse  alla
  Regione siciliana perché ha stanziato 5 milioni di euro da dividere
  tra Sicilia e Sardegna e la continuità territoriale che, in teoria,
  dovrebbe  incentivare le risorse alla Sicilia,  addirittura,  siamo
  noi  che  ce  li  mettiamo per provare a risolvere i nostri  stessi
  problemi.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   È  il  paradosso dei paradossi, io non capisco come il  Presidente
  Schifani  che da sei mesi fa comunicati stampa, si fa le  foto  con
  tutti   gli   aerei  e  i  ponti  di  questo  mondo,  oggi   chiede
  all'Assemblea  regionale  siciliana  di  metterci  soldi   per   la
  continuità territoriale che non viene garantita da Roma.
   Mai,  in  sei  anni da che sono qui dentro, abbiamo  aumentato  le
  risorse per fare quello che deve fare il Governo Meloni, che  è  lo
  stesso che governa la nostra stessa Regione. Io mai letto nulla  di
  questo  genere, mi dispiace che non c'è il Presidente Schifani,  la
  prossima  volta  che leggiamo un comunicato stampa  del  Presidente
  Schifani  sappiamo,  quanto  meno, cosa  rispondere,  perché  è  un
  atteggiamento  ridicolo del Governo nazionale  e  imbarazzante  del
  Governo regionale.

   CRACOLICI. Ha ragione.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo e colleghi deputati,  io  sento
  parlare di continuità territoriale da molto tempo, ma i fatti  sono
  ben diversi. Da noi questa continuità territoriale per il quale  il
  precedente Governo Conte aveva stanziato ben 21 milioni di euro  si
  è interrotta già a ottobre del 2021, sebbene funzionasse in maniera
  ridotta  a  causa  del Covid prima ce l'avevamo, poi  a  causa  del
  fallimento  di  Aero  Italia non abbiamo avuto  più  la  continuità
  territoriale.
   Sull'aeroporto di Comiso, e il lapsus dell'assessore Falcone non è
  per  nulla  casuale  perché  ad oggi  l'aeroporto  di  Birgi  viene
  chiaramente   garantito  con  una  serie  di  voli  dalla   Regione
  siciliana,  mentre  l'aeroporto  di  Comiso  ha  subito  dei  danni
  gravissimi, danni dovuti alla cancellazione dei voli di  Ryanair  a
  causa  di  un  mancato  accordo con SAC c'è stato  un  rimpallo  di
  responsabilità, non abbiamo capito di chi è la colpa
   Io  ancora ho chiesto una commissione di indagine perché si faccia
  chiarezza,   perché  non  è  possibile  attivare   una   continuità
  territoriale  per un aeroporto che poi, di fatto,  è  la  ruota  di
  scorta di Catania, che viene utilizzato solo ed esclusivamente  per
  fare  atterrare  gli  aerei quando l'Etna è  in  eruzione.  Quindi,
  vorremmo   capire   anche  con  che  modalità   questa   continuità
  territoriale interesserà anche Comiso. Fra l'altro, io  ho  chiesto
  alla  SAC  che, ad oggi, gestisce Comiso il nuovo piano industriale
  dopo l'accorpamento con SO.A.CO. e mi è stato negato l'accesso agli
  atti,  cioè  io  praticamente l'ho dovuto rifare  sperando  che  mi
  vengano  consegnati documenti perché io penso  che  SAC  non  abbia
  neanche  una  visione  su  Comiso e  non  abbia  neanche  il  piano
  industriale.
   Quindi che ci sia un'attenzione particolare per un territorio dove
  non  si parla neanche di caro voli, magari si parlasse di caro voli
  Assessore  Noi non abbiamo voli, abbiamo semplicemente un danno  di
  immagine  enorme  perché,  in  piena stagione  estiva,  sono  stati
  cancellati  tutti i voli, i sei voli che Ryanair faceva  da  e  per
  Comiso, e ad oggi questa continuità territoriale vorremmo capire in
  che misura si sviluppi nel nostro territorio. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Se  non  ci  sono  altri iscritti a parlare,  pongo  in  votazione
  l'articolo  30. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               «Art. 33.
         Assegnazione alloggi di edilizia economica e popolare

   1.  Le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 63 della legge
  regionale  8  maggio  2018,  n.  8 e  successive  modificazioni  si
  applicano  altresì a tutti i detentori senza titolo di  alloggi  di
  edilizia  economica  e popolare alla data dello  sgombero  coattivo
  disposto  con  ordinanza sindacale per situazioni tecnico-oggettive
  accertate   che  hanno  comportato  la  demolizione  e   successiva
  ricostruzione degli alloggi».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, questa è una norma che mi sono sforzato  di
  capire in tutti i modi, ma se ho capito bene questa è una norma che
  noi  ci  apprestiamo al ridicolo nazionale su questa norma,  perché
  utilizzando una norma giusta che ha consentito, scusate un secondo,
  che  ha consentito a detentori senza titolo degli alloggi economici
  e  popolari  di poter, come dire, regolarizzare i loro rapporti  in
  essere,  e quindi di regolarizzare il rapporto di affitto  con  gli
  enti proprietari.
   Questa  norma  se  ho  capito  bene estende  questo  principio  ai
  detentori  che ne erano tali per alloggi che sono stati  dichiarati
  inagibili,  e quindi per questioni tecnico oggettive,  e  che  sono
  stati  demoliti e ricostruiti, cioè signori noi possiamo  fare  una
  sanatoria  di  un  titolo di detenzione di  un  alloggio  che,  nel
  migliore dei casi è stato riattivato dopo almeno un paio d'anni che
  è stato demolito, e mi immagino, cioè siamo al ridicolo
   Ma chiedo al Governo dov'è l'Assessore alle infrastrutture, lei  è
  il  titolare, lei ha il controllo degli IACP. Ma chiedo al  Governo
  voi  siete  in  grado di difendere una norma che  avrà  mille,  noi
  abbiamo  avuto già rilievi nei tempi in cui facevamo le  norme  per
  sanare  l'abusivismo  negli  alloggi  popolari  con  una  serie  di
  querelle  qualcuno impugnata, qualcuna poi l'abbiamo  superata  con
  una negoziazione con lo Stato.
   In  un  tempo nel quale vi chiedono di sgomberare, c'è il  Governo
  nazionale che fa il provvedimento di sgombero di tutti gli alloggi.
  Qui  rischiamo di parlare lingue diverse soprattutto lo dico  anche
  non  so  chi  è  che  l'ha  proposto  questa  norma,  guardate  che
  un'impugnativa  su  questa  norma può trascinarsi  anche  la  norma
  madre.  Perché chi sa che in quest'Aula qual è stata la  fatica  di
  affrontare la norma sulla sanatoria degli alloggi abusivi anche nel
  rapporto con lo Stato, per capirci, a un certo punto l'ultimo credo
  proprio quella del 2017, è stato scritto nel provvedimento da parte
  del Consiglio dei Ministri che sarebbe stata l'ultima volta che  la
  Regione  siciliana,  vista  l'emergenza  delle  occupazioni,  nelle
  grandi  aree  urbane, eccetera, eccetera, avrebbe  autorizzato  una
  norma  di sanatoria per coloro che avevano un rapporto alloggiativo
  in essere e che potevano dimostrarlo.
   Io  penso che questa norma va stralciata e lo chiedo al Governo di
  farsi  portare come dire garante dello stralcio, perché è una norma
  pericolosa,  non  solo per questa, ma per quella  che  è  la  legge
  originaria, quindi non vorrei che facciamo danni in su  un  terreno
  molto   complicato,  ripeto  tra  l'altro  con  un  clima  politico
  istituzionale   in   cui  il  Governo  nazionale   ha   varato   un
  provvedimento con le ordinanze di sgombero in tutte le grandi  aree
  urbane dove ci sono.
   Cioè qui faremo una sanatoria a gente che non ci abita più, vorrei
  che  fosse  chiaro  di cosa stiamo parlando, la casa  gli  è  stata
  demolita, ricostruita e adesso si pretende di tornarne in  possesso
  perché  era detentore di un alloggio abusivo a quel tempo,  insomma
  mi  sembra  saranno pochi casi eh, ma il problema  è  il  principio
  giuridico che apre, quindi io chiedo che venga stralciata, se no io
  chiedo  di  votarla a voto segreto, perché io questa norma  non  la
  voto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Hanno  chiesto  di parlare l'onorevole Galluzzo e poi  l'onorevole
  Dipasquale. Prego onorevole Galluzzo.
   Dopo  l'onorevole  Galluzzo, l'onorevole Pace  e  poi  l'onorevole
  Dipasquale.

   GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma le ragioni che
  ha  descritto l'onorevole Cracolici hanno un fondamento,  noi  come
  Fratelli  d'Italia  comunque  abbiamo  sempre  portato  avanti   il
  ragionamento che ogni forma di abusivismo, anche se nello specifico
  riferito  a  questa  norma, non sappiamo  neanche  e  non  siamo  a
  conoscenza  neanche dei casi dove sono avvenuti, però  non  ritengo
  che  questo  impianto di oggi normativo debba vedere  questa  norma
  approvata da questo Parlamento, quindi già da adesso sosteniamo che
  se  si  porta avanti e non si stralcia la norma, sarebbe  opportuno
  per il nostro Gruppo non partecipare al voto e astenersi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galluzzo.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, dove  è  Cracolici.
  Spiegarla  mi  verrà  un  po'difficile, ma mi  aiuterà  l'assessore
  Falcone,  non  nella  veste di Assessore  all'economia  ma  di  già
  assessore alle infrastrutture che ha seguito questa vicenda.
   La  vicenda  intanto  è  circoscritta, e  lo  possiamo  aggiungere
  nell'emendamento, onorevole Cracolici amerei la sua  attenzione,  è
  circoscritta alla città di Ribera, si tratta di 60 alloggi che sono
  stati  costruiti  con cemento depotenziato e  che  poi  il  sindaco
  protempore  ha  fatto  un'ordinanza  di  sgombero  per  queste   60
  famiglie,  quando è stata fatta l'ordinanza di sgombero il  sindaco
  pro  tempore  ha  sottoscritto  una  convenzione  con  la  Regione,
  l'assessore   Falcone  e  lo  Iacp  per  demolire,  ricostruire   e
  riconsegnare le case agli aventi diritto.
   Gli  aventi  diritto  erano  i proprietari,  perché  alcuni  erano
  diventati   proprietari,  gli  assegnatari,  ma  nella  convenzione
  sottoscritta fra il sindaco, l'assessore falcone allora e lo Iacp a
  qualsiasi  avente  titolo detentivo, questo  accade  nel  2012,  il
  sindaco protempore emana ordinanza di sgombero e viene sottoposto a
  scorta dei carabinieri per tre anni e mezzo, in un quartiere  molto
  delicato,  conosco bene il sindaco pro tempore  perché  ero  io  me
  medesimo.
   Successivamente  il  2018 questa Assemblea approva  una  norma,  e
  questa norma di oggi non sana alcun che, dice che tutti coloro  che
  al  31/12/2017 dimostravano di essere detentori senza titolo, è una
  norma di questo Parlamento...

   CRACOLICI. La conosco bene

   PACE. ...potevano aver riconosciuto il titolo, quelle sei persone,
  quelle  sei famiglie, quindi la norma sana sei famiglie non possono
  dimostrare  al 31/12/2017, quindi stiamo parlando di sei  famiglie,
  al  31/12/2017  non  possono dimostrare di essere  in  quelle  case
  perché  sono  stati oggetto di ordinanza di sgombero  assieme  alle
  altre 60 famiglie, perché abitavano nel cemento depotenziato.
   L'emendamento  di oggi cosa dice? vuole chiarire  che  quelle  sei
  famiglie  che dovevano essere lì al 31/12/2017, come il  resto  dei
  siciliani,  non  erano  lì dentro soltanto perché  il  sindaco  pro
  tempore,   cinque   anni  prima,  li  aveva  cacciati   fuori   con
  un'ordinanza  di sgombero, che è stata poi sottoposta alla  Procura
  della  Repubblica,  alla Prefettura, ai Carabinieri,  a  tutti  gli
  organi di controllo.
   Quindi  è  un emendamento che non riguarderebbe tutta la  Sicilia,
  che  riguarderebbe queste sei famiglie di via Fani a Ribera. Se poi
  questo  Parlamento  vuole fare il voto segreto, vuole  bocciare  un
  emendamento,  ognuno può fare ciò che vuole, ma è giusto  riportare
  alla  verità  che non stiamo sanando niente, perché  nessuno  vuole
  sanare,  stiamo riprendendo una norma del 2018 di questo Parlamento
  che  diceva  che  tutti  coloro che abitavano  al  31/12/2017,  sei
  famiglie  non  abitavano al 31/12/2017, non per un loro  capriccio,
  non perché erano delinquenti, ma perché il sindaco protempore aveva
  emanato  un'ordinanza di sgombero - ripeto -  perché  abitavano  in
  case con cemento depotenziato.
   Quindi  io  faccio  appello,  non soltanto  al  Pd  dell'onorevole
  Cracolici,  ma  anche agli amici alleati di Fratelli d'Italia.  Non
  stiamo  sanando nulla, stiamo dando la possibilità anche  a  queste
  famiglie,  così  come  tutti coloro che dal 2018  in  avanti  hanno
  potuto  sanare  la  loro  posizione, non l'hanno  potuto  fare  per
  un'ordinanza di sgombero non per altro.

   PRESIDENTE.   Un   attimo  colleghi.  Sono  iscritti   a   parlare
  l'onorevole  Dipasquale e l'onorevole Sunseri. Lei si  era  scritto
  pure   a   parlare,  onorevole  Dipasquale?  allora,  quindi,   una
  precisazione, proprio di un paio di minuti all'onorevole Cracolici,
  poi l'onorevole Galluzzo e poi andiamo al voto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Io
  comprendo,  diciamo, anche la questione, e avevo già percepito  che
  riguardava poche famiglie, perché immagino che non tante case  sono
  state  demolite  in Sicilia per un fatto del genere.  Però  vorrei,
  proprio   perché  c'è  una  convenzione  sottoscritta  -  come   ha
  raccontato l'onorevole Pace - capire perché la norma a  cui  si  fa
  riferimento  stabilisce che al 31 dicembre  coloro  che  avevano  i
  requisiti di detenzione non è che è il giorno 31. Cioè perché,  tra
  l'altro,  il  31  dicembre  è  un  periodo  di  estensione  di  una
  precedente norma che lo fissava al 2012

   PACE. La Iacp di Agrigento la interpreta diversamente

   CRACOLICI.  E no, purtroppo, la Iacp lo interpreta qui...purtroppo
  relativamente,  perché  se  questi signori  avevano  un  titolo  di
  detenzione  al 2012 quando, o 2013 quando è stata fatta l'ordinanza
  di  demolizione, quindi abitavano in quelle case, e solo per  cause
  di  forza  maggiore non hanno potuto utilizzare  la  norma  che  ne
  consentiva,  come  dire,  la sanatoria usiamo  questa  espressione,
  tanto più che c'è una convenzione perché, allora, vorrei capire  se
  la convenzione che è stata sottoscritta era cartastraccia.
   Perché  era  evidente che quella convenzione faceva riferimento  a
  quelle  famiglie  sia proprietari, sia inquilini  assegnatari,  sia
  anche  quelli che erano occupanti ma che con la norma del  2018  ha
  esteso fino al 2017 il titolo di

   PACE. Non è "fino", ma è "al".

   CRACOLICI.  No,  "al"  è  un'estensione, onorevole  Pace,  conosco
  bene...lei sta parlando con chi ha scritto quella norma.

   PRESIDENTE. Colleghi, però, evitiamo il dibattito...

   CRACOLICI. No, io voglio provare a risolvere il problema non è che
  voglio, come dire, figuratevi se voglio creare diciamo un disagio a
  famiglie di gente, tutto sommato, bisognosa. Non stiamo parlando di
  chissà quali condizioni, quindi ci mancherebbe.
   Però  troviamo  una  soluzione, che la norma non  sia  generale  e
  astratta,  che  sia  tipizzata proprio per  evitare  che  si  possa
  sottoporre ad un giudizio di impugnativa, che rischia di trascinare
  anche  la legge madre, ecco perché, se chiedo all'onorevole Pace  e
  al  Governo,  con una precisazione tipizzata in cui  si  dice:  gli
  inquilini di cui alle convenzioni sottoscritte, che erano detentori
  all'atto della del rilascio del comune, anche scrivendo del  Comune
  di  Ribera, se questo può servire, e allora è una soluzione. Ma  se
  facciamo  una norma generale e astratta, attenzione che mettiamo  a
  rischio anche la legge madre.
   Quindi, si individui una formula che, se Dio ce la fa passare  non
  lo so, ma che insomma evitiamo però di fare danni all'umanità.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Galluzzo, voleva precisare qualcosa?  Però,
  velocemente onorevole. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO. Sì, velocemente come tutti gli altri.

   PACE. Il problema è lo IACP di Agrigento

   GALLUZZO. Allora, onorevole Presidente, è già la seconda norma che
  ci troviamo a discutere, dibattiamo e poi, giustamente, viene fuori
  chi la norma, giustamente, l'ha pensata l'ha costruita.
   Quindi il fatto che l'onorevole Pace abbia fatto un appello a  una
  forza alleata di maggioranza, a me giustamente fa piacere, ma avrei
  chiesto  anche all'onorevole Pace, magari sulla prossima norma  che
  sarà  costruita,  e  che  risulta  costruita  da  lui,  magari   di
  intervenire prima che noi interveniamo.
   Io   sposo   per   intero  il  ragionamento  fatto  dall'onorevole
  Cracolici, cioè non possiamo fare una norma astratta che stabilisce
  un  precedente, un precedente che può ricadere sulla  norma  madre.
  Quindi  se questa norma viene modificata, circoscrivendola  facendo
  riferimento a tutte...

   CRACOLICI. A tutte le convenzioni

   GALLUZZO.  A tutte le convenzioni, alle ordinanze di sgombero e  a
  tutta  la  storia  che  ha seguito la vicenda  e  ne  acquisiamo  i
  relativi  pareri,  credo  che  sia nella  garanzia  assoluta  della
  giustezza  della  norma,  e  sia  garanzia  stessa  dell'iniziativa
  portata avanti dell'onorevole Pace. Cambia il ragionamento.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Galluzzo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, io penso
  che il clima positivo e costruttivo, perché qua non c'è nessuno che
  non si vuole fare carico di questo problema, e il fatto che non  ci
  sia  stato  detto prima, questo a noi non ci mette  in  difficoltà,
  della minoranza.
   Detto  questo,  perché  può capitare che  vengono  poste  in  Aula
  questioni  delicate come questa, però - mi ascolti,  per  favore  -
  prima  cosa, non abbiamo veramente l'urgenza di farla questa  sera,
  perché rispetto alle altre norme che abbiamo messe da parte noi  ce
  lo  possiamo  permettere  benissimo, senza contrapposizioni,  senza
  voti segreti che non ci serve. Noi dobbiamo risolvere la questione.
   La  questione  abbiamo  la possibilità di  non  doverla  risolvere
  questa sera. Abbiamo il Presidente che ci ha detto che ci riconvoca
  con  gli altri dieci, dodici, quindici articoli e su questo,  e  su
  questo noi mettiamo in condizione. Non c'è l'urgenza, riguarda  una
  porzione,  così  come  tante altre norme che sono  state  messe  da
  parte.  Quindi non ci costringete a chiedere, onorevole  Di  Mauro,
  Assessore, non ci costringete a chiedere il voto segreto perché non
  lo   vogliamo  fare,  perché  non  siamo  contro  a  nessuno.  Però
  l'impostazione  è veramente di tipo politica, cioè  nel  senso  qui
  rischiamo  di far saltare comunque una norma che ha dieci,  dodici,
  tredici articoli che sono importantissimi. Quindi, questa parte  la
  rinviamo  con  gli  altri, con l'impegno che la dobbiamo  risolvere
  senza  mettere  a rischio e a repentaglio di impugnativa  la  norma
  madre.
   Quindi continuiamo questo atteggiamento costruttivo e veloce.  Per
  favore  rimandiamola con le altre, rimandiamolo con le altre dieci,
  dodici  e  non  ci costringete a fare, a metterlo in votazione.  Vi
  supplico.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Presidente,  io  credo  che  di  fronte  alla
  difficoltà di alcune famiglie, ai problemi che possono nascere,  il
  Parlamento  non  si  tirerà indietro, ma  voglio  ricordare,  a  me
  stesso, che a breve, oltre al disegno di legge dove andranno  tutte
  le norme che abbiamo accantonato, stralciato in data odierna - e in
  questo  devo  anche registrare che alla fine dopo tanto  dibattere,
  devo  dare  anche atto al Governo che ha accettato la tesi  secondo
  cui  oggi bisognava lavorare solo ed esclusivamente su quelle norme
  che erano urgenti e indifferibili - io credo che questa norma possa
  trovare non solo una sua formulazione corretta nel prossimo disegno
  di   legge   di   stralcio,  come  anche  nel  disegno   di   legge
  sull'urbanistica, che dovrebbe approdare a breve e su  cui  abbiamo
  fatto andare tutte le norme urbanistiche.
   Anche perché, collega Pace, queste norme, se noi le facciamo  bene
  e  in  maniera inequivocabile, evitiamo di prestare il  fianco  non
  solo alle impugnative dello Stato, ma cerchiamo di evitare anche di
  prestare il fianco a chi poi delle norme abusa, e abusa andando poi
  a  sanare  immobili, per cui non è intendimento di questa Assemblea
  consentire la sanatoria.
   Quindi  quando trattiamo questo tipo di argomenti, dobbiamo essere
  non  precisi,  chirurgici. Pertanto, chiedo  semplicemente  che  la
  norma sia stralciata dal testo.

   PRESIDENTE. Allora, colleghi, io vi propongo questa cosa.  Aspetti
  onorevole Pace, vediamo se ... Ah, prego. La proposta la vuole fare
  lei, la faccio fare a lei. Prego.

   PACE.  Ringrazio tutti i colleghi, sia gli alleati che i  colleghi
  dell'opposizione, per la sensibilità dimostrata.  Ribadisco  ancora
  una  volta:  non  c'è  la  volontà, né con  questa  norma,  né  con
  un'altra,  di  fare  sanatorie che non si possono  fare  e  accetto
  l'invito  a,  magari,  fare  un  subemendamento  che  chiarisca   e
  circoscriva  la vicenda al dare la possibilità anche a  queste  sei
  famiglie.
   Una cosa mi preme dire in presenza dell'Assessore. Il problema non
  lo stiamo sollevando noi dell'interpretazione "fino al 31/12" o "al
  31/12/2017".  Il  problema  è  che queste  case,  nuove  di  zecca,
  fortunatamente  grazie  a  Marco Falcone, devono  essere  assegnate
  dallo  Iacp,  ed  è lo Iacp che chiede al sindaco di  Ribera  -  di
  Fratelli  d'Italia  tra parentesi - e a me, per  tramite,  di  fare
  questa norma che chiarisce.
   Non   è  una  norma  che  io  sto  interpretando  male,  onorevole
  Cracolici.  La norma che dice "al 31/12/2017", e che io  per  primo
  interpreto  "fino  al  31/12", ce la chiede  lo  Iacp.  Detto  ciò,
  siccome siamo in un Parlamento di galantuomini, accetto la proposta
  del  rinvio  alla  prossima seduta, il 28 o il 4.  Sarà  cura  mia,
  dell'assessore  Aricò, magari, se vuole, o dell'onorevole  Falcone,
  riscriverlo o fare un subemendamento, circoscrivendo la vicenda.

   PRESIDENTE.  Benissimo  onorevole,  perfetto.  Ringrazio  per   il
  dibattito schietto che c'è stato. Spostiamo l'articolo 33 al  testo
  che verrà votato la prossima settimana.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
         Norma in materia di commissioni di gara di appalti di
                            lavori pubblici

   1.  Nelle  more  del recepimento con legge regionale  del  decreto
  legislativo  31  marzo 2023, n. 36 recante la nuova disciplina  dei
  contratti  pubblici  e  della nuova regolamentazione  degli  Uffici
  regionali  per  l'espletamento di gare per l'appalto  di  lavori  e
  della  Centrale unica di committenza per l'acquisizione di  beni  e
  servizi, gli incarichi dei componenti delle commissioni di gara  di
  cui all'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12,  in
  scadenza dopo il 30 giugno 2023, sono prorogati fino al 31 dicembre
  2023».

   Abbiamo solamente emendamenti soppressivi, quindi votiamo  per  il
  mantenimento  dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

                  Presidenza del Presidenza GALVAGNO

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36.
          Norme in materia di lavori in economia nel settore
                               forestale

   1. All'articolo l della legge regionale 11 aprile 2012, n. 24 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1 le parole da  prescindendo  a  integrazioni   sono
  sostituite  dalle  parole  nel rispetto delle soglie  di  rilevanza
  europea  di  cui  all'articolo 14, comma l, lett. a),  del  decreto
  legislativo 31 marzo 2023, n. 36 ;

   b) il comma 2 è abrogato».

   Assessore Sammartino, prego.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie
  Presidente. Onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, l'articolo  36
  adegua  il  nostro ordinamento al decreto legislativo  n.  36/2023.
  Permetterà   l'utilizzazione  del  contingente  dei  forestali   in
  amministrazione diretta, quindi dirà al Dipartimento di potere fare
  i   lavori   in  amministrazione  diretta,  utilizzando  i   nostri
  forestali,   fino  alla  soglia  prevista  dal  nuovo   ordinamento
  nazionale.
   Serve  perché,  come  prima avete ben votato  e  si  è  votato  in
  Parlamento, abbiamo sbloccato finalmente 74 milioni di  euro,  così
  potremo iniziare subito dei lavori attraverso l'utilizzo dei nostri
  forestali.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Pongo in votazione il mantenimento
  dell'articolo 36.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                             «Articolo 37.
     Contributo straordinario al consorzio di bonifica di Siracusa

   1.  Al  fine di consentire l'estinzione della procedura  esecutiva
  derivante   dal  contenzioso  tra  la  società  SAFAB   s.r.l.   in
  liquidazione e il consorzio di bonifica di Siracusa,  di  cui  alla
  sentenza  n. 2460/2021 del Tribunale di Catania - Sez.  Imprese,  è
  concesso  al medesimo consorzio, per l'esercizio finanziario  2023,
  un contributo straordinario di 3.250 migliaia di euro (Missione 16,
  Programma  1).  Ai  relativi  oneri si provvede,  per  il  medesimo
  esercizio  finanziario, mediante riduzione di  pari  importo  delle
  disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704.

   2.  Il  consorzio destinatario dell'intervento di cui al  presente
  articolo  è  onerato, al momento del pagamento, della  trasmissione
  degli atti alla Corte dei conti».

   PRESIDENTE.  Votiamo  sempre  il  mantenimento...  ha  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Campo. Prego onorevole ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie Presidente, Governo e colleghi deputati. Io ho letto
  qua  l'articolo 37 e 38 sui consorzi di bonifica di Agrigento e  di
  Siracusa,  3  milioni  e  due  3 milioni  e  quattro.  Non  capisco
  veramente   perché   sono  stati  tenuti  in  considerazione   solo
  contributi straordinari per questi due consorzi, come se gli  altri
  consorzi non avessero gli stessi identici problemi.
   E  ora  su  questo approfondisco anche sulla situazione locale  di
  Ragusa,  ma io avevo inserito tra l'altro un emendamento,  fra  gli
  aggiuntivi,  proprio  per fare un contributo storia  anche  per  il
  Consorzio di Ragusa a questo punto, perché non possiamo fare  figli
  e figliastri. Tra l'altro noi abbiamo una situazione che aspettiamo
  la  riforma, che viene messo sempre avanti come la pace di tutti  i
  mali,  che deve arrivare questa riforma da quando c'era l'assessore
  Bandiera,  poi  c'era  l'assessore Scilla,  ogni  Natale  c'era  la
  riunione,  e ci promettevano la riforma, ora l'Assessore Sammartino
  è qua, pure lui sta lavorando alla riforma.
   La  riforma quando arriverà bene, saremo molto felici che ci  sarà
  la  riforma,  ma  siccome a noi serve un contributo  immediato  per
  risolvere una serie di problematiche, quale miglior occasione visto
  che già si stanno prendendo in considerazione ben due consorzi.  Io
  vi  dico  una situazione che c'è nel Comune di Modica  e  anche  in
  altri  comuni  limitrofi. Ci sono tutte le contrade senz'acqua,  in
  pieno  agosto,  contrade  servite -  in  piena  estate,  scusate  -
  contrade  servite proprio dal Consorzio di bonifica che  per  tutte
  queste  fasce di precariato che sono state in parte licenziate,  in
  parte  spostate non ci sono supervisioni e manutenzione all'interno
  del potabilizzatore, e quindi non viene erogata acqua.
   Si  sta  sopperendo  con  delle  autobotti,  chi  ha  le  cisterne
  chiaramente può riempire le autobotti, può riempire le  cisterne  e
  avere  l'acqua per qualche giorno, ma chi ha dei semplici  serbatoi
  di  1000  litri,  di 2000 litri praticamente resta  senz'acqua  per
  intere  settimane, utilizzando l'acqua delle bottiglie confezionata
  per  cucinare. Questo potabilizzatore fa pagare ai cittadini, visto
  che  svolge  un  servizio idrico, acqua potabile all'interno  delle
  bollette,  ma in realtà non viene attivato il biossido  all'interno
  del   potabilizzatore  quindi  è  anche  acqua  non  potabile,  non
  utilizzabile per uso domestico. Ecco, tutto un problema  legato  ai
  consorzi di bonifica e non diciamo in giro fesserie cittadini  come
  è  stato detto da qualcuno che si sposterà questo servizio a  Iblea
  acque  perché non è così, io ho parlato con Iblea acque e  non  c'è
  nessun'intenzione di passare il servizio erogato dal  consorzio  di
  bonifica delle contrade ad Iblea acque quindi i cittadini  sono,  e
  sono  da due anni e mezzo, senza acqua in queste condizioni. E  ora
  noi  oggi, stasera, ignoriamo gli emendamenti di altri consorzi  di
  bonifica  e  diamo contributo straordinario solo a due consorzi  di
  bonifica. Mi sembra veramente assurda questa cosa è inaccettabile.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di intervenire...  vuole
  parlare prima lei onorevole Sunseri? Va bene.

   SUNSERI.   Grazie   Presidente,  ma   volevo   intervenire   prima
  all'assessore   Sammartino  giusto  così  almeno  potrà,   insomma,
  rispondere  ad entrambi gli interventi. Mi sono segnato velocemente
  due  appunti al volo in merito a questi due articoli, che  comunque
  sono sì diversi, ma collegati tra di loro.
   Io  ricordo a tutti che il Consorzio di bonifica di Siracusa è  il
  Consorzio  di  bonifica dell'ex assessore regionale  Bandiera,  che
  faceva  il  dipendente  del Consorzio di  bonifica  di  Siracusa  e
  l'assessore regionale all'agricoltura, ed è lo stesso che piuttosto
  che occuparsi di sanare i bilanci e i contenziosi del suo consorzio
  di bonifica ha pensato di sanare la sua stessa posizione diventando
  capo   settore  non  appena  terminato  il  mandato  da   assessore
  regionale.
   È  quella  di  una  decina di colleghi insieme a tutti  gli  altri
  dirigenti  che  poi  diciamo  si sono  rivelati  con  delle  nomine
  assolutamente  illegittime, l'Assessore ha preso  per  fortuna  una
  posizione chiara al riguardo.
   E  il consorzio di bonifica di Agrigento è lo stesso consorzio  di
  bonifica  in cui un gruppo di funzionari, a seguito della legge  di
  riforma ad oggi inattuata, decise di impugnare immediatamente tutti
  gli  atti  conseguenziali a quella riforma e prima il TAR,  poi  il
  CGA, rigettò tutte le sospensive e proprio qualche settimana fa  il
  TAR  ha  rigettato  definitivamente tutte  le  loro  richieste  del
  Consorzio di bonifica di Agrigento.
   Perché, io lo ricordo, in Sicilia siamo in quella Regione  in  cui
  si  può  fare di tutto e di più perfino non applicare le  norme  di
  riforma   dei   consorzi  di  bonifica  in  attesa  delle   riforme
  successive,  cioè  noi  non stiamo applicando  quella  che  abbiamo
  approvato,  abbiamo aspettato per cinque anni quella  di  Musumeci,
  ora aspettiamo da sei mesi quella di Schifani.
   E  proprio nell'articolo 19 del nuovo regolamento dei consorzi  di
  bonifica  era  previsto col piano di risanamento  che  oggi  stiamo
  provando a mettere, come dire, in atto semplicemente tamponando una
  situazione piuttosto che un'altra.
   Quindi a Siracusa servono 4 milioni di euro, non mi ricordo quanti
  e  glieli  diamo,  ad  Agrigento altri sei probabilmente  perché  i
  deputati  di quella provincia di maggioranza sono stati  un  po'più
  attenti  rispetto agli altri, ma non si affronta  il  problema  dei
  consorzi di bonifica nella sua interezza né tanto meno da un  punto
  di  vista  sistemico e addirittura, come dire, costringe i deputati
  dell'opposizione a presentare agli esposti alla Corte dei Conti per
  provare  a sanare quello che non si è riuscito a fare nei sei  mesi
  precedenti.
   E   assessore,  mi  perdoni,  l'altra  volta  lei  non  c'era   in
  Commissione,  era  assente giustificato, però noi  oggi  diamo  6-7
  milioni  di  euro per tamponare questi problemi, e addirittura  c'è
  una  nota,  io  questa  è la prima volta che la  vedo,  non  glielo
  nascondo,  in  cui c'è il suo direttore generale che dice  che  non
  deve  fare  il  controllo,  glielo dico  in  maniera  puntuale,  di
  vigilanza  ex  ante e lei le risponde che invece  il  controllo  di
  vigilanza  spetta al suo direttore generale che deve controllare  i
  consorzi di bonifica.
   Questo  a  distanza di ventiquattro ore, questo a distanza  di  un
  piano  l'uno  dall'altro immagino, che piano siete all'interno  del
  dipartimento?
   Allora  siccome  diciamo  sui consorzi  di  bonifica  io  vedo  un
  po',come  dire,  di  confusione  sia  negli  anni  precedenti   sia
  nell'attuale  Governo,  al  di là delle posizioni  che  ognuno  può
  avere,  Assessore, la prego evitiamo questo botta  e  risposta  tra
  l'Assessore e il direttore generale che dice che non deve  fare  il
  controllo  di vigilanza, salvo poi scrivere adesso oggi l'Assemblea
  che  all'ultimo i documenti dobbiamo inviarli alla Corte dei  conti
  perché  forse a questo punto qualche problemino c'è, e al  contempo
  lei  fa  una nota in cui dice al direttore generale il giorno  dopo
  che  invece  il  controllo di vigilanza va fatto  e  lo  deve  fare
  proprio lui.
   Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io quello che sto
  per  dire  non  riguarda  la mia collocazione  all'opposizione,  ma
  riguarda in parte quello che ha detto l'onorevole Sunseri.
   Io  non ho nulla in contrario a pagare debiti, tra l'altro se sono
  espressione di sentenze, quindi se c'è una ragione per la quale  io
  ho  dovuto, come dire, in qualche modo frenare quella riforma  che,
  per  ricordarlo a tutti, non feci io, nel senso che  la  legge  che
  istituì i due consorzi di bonifica fu fatta prima che io diventassi
  assessore.
   Mi  sono semplicemente limitato a dare applicazione a quella legge
  e oggi giuridicamente, Assessore, esistono due consorzi di bonifica
  uno Sicilia occidentale e uno Sicilia orientale, con due commissari
  -  perché  nel frattempo ancora non si fanno gli organi  -  che  ne
  hanno  la  titolarità giuridico amministrativa, con  due  direttori
  generali  uno  di Oriente e uno di Occidente, per cui noi  possiamo
  dare soldi a chi vogliamo, tanto più se ci sono sentenze, ma non si
  possono  dare soldi né al consorzio di Siracusa né al consorzio  di
  Agrigento, semplicemente perché non esistono.
   I consorzi sono Sicilia Occidentale e Sicilia Orientale poi si può
  scrivere  che  per  dare  esecuzione alla  sentenza  numero  e  che
  riguarda Siracusa o alla sentenza   che riguarda Agrigento, ma  non
  c'è né Agrigento né Siracusa.
   Lo  dico  all'Assessore che ha annunciato una riforma - mi ascolti
  assessore  Sammartino  - che comunque modifica  l'attuale  assetto,
  però credo che lo porti o a quattro o a cinque se ho capito bene

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale e  la  pesca  mediterranea.  A
  quattro.

   CRACOLICI.  A  quattro.  Guardi  che  lei  rischia  -  quando   lo
  affronteremo ne parleremo - di avere lo stesso problema, lo  stesso
  gioco del rimpiattino in cui noi possiamo farne quattro, tre,  uno,
  zero, ma ognuno pensa di essere titolare di quello che aveva prima,
  cioè  il  consorzio  di  Ragusa  e il  Consorzio  di  Siracusa,  il
  Consorzio di Palermo e il Consorzio di Trapani non esistono più.
   Ecco  perché nella legge noi dobbiamo scrivere che "in  attuazione
  alla sentenza del ... si dà al Consorzio Sicilia Orientale e si  dà
  al  Consorzio  Sicilia Occidentale" che poi sono risorse  destinate
  per  quelle  sentenze, ma non è un fatto di forma  è  un  fatto  di
  sostanza. Altrimenti noi in Sicilia possiamo fare tutte le  riforme
  che  vogliamo, se poi qualcuno decide che non la deve  attuare,  in
  questo caso a deciderlo sono state gran parte dei funzionari, tanto
  che  hanno fatto ricorso, hanno perso e sono stati condannati  alle
  spese - tanto per avere chiaro di cosa stiamo parlando - però hanno
  tenuto bloccato l'attuazione di questa riforma per cinque anni  con
  tutto  quello  che  ne è conseguito. Ecco perché  Assessore  io  le
  suggerisco  con  un  sub emendamento di dare, come  dire,  certezza
  giuridica...

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Non  si
  può modificare.

   CRACOLICI.   Perfetto,  io lo so bene che anche  il  Tribunale  ha
  espresso  al  Consorzio perché sono debiti pregressi, però  siccome
  lei  li paga attraverso i Consorzi di Occidente e Oriente basta che
  scrive  Occidente  e  Oriente in esecuzione alla  sentenza  numero,
  quella che è, perché la sentenza quella è.
   E  siccome  riguarda  Siracusa  e Agrigento  non  potranno  essere
  utilizzate per altro tipo di sentenze, quindi è un fatto  di  forma
  ma è un fatto di principio.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie
  Presidente.  Colleghi io, se la Presidente mi consente, risponderei
  già all'articolo 37 e 38 in maniera congiunta, perché l'argomento è
  lo stesso e anche le sollecitazioni dell'Aula sono uguali.
   Onorevole   Campo,   innanzitutto  le  tolgo  le   preoccupazioni,
  all'emendamento  A51  che il Presidente poi  metterà  in  votazione
  troverà  gli interventi di cui lei ha parlato sul .............  di
  Modica,  così  come altri interventi straordinari  che  sono  stati
  coperti  in questa e che verranno votati dall'Aula che sono  figli,
  non  soltanto  di  una emergenza, ma anche delle sollecitazioni  di
  molti  deputati  della  maggioranza e  dell'opposizione  che  hanno
  sollevato il problema.
   Qui  non  si  dà, onorevoli colleghi, il contributo a  un  singolo
  consorzio  piuttosto  che a un altro, poi si chiudono  due  partite
  economiche  che  risalgono  a  oltre  vent'anni,  che  sono   state
  decretate  con sentenza definitiva e con atto di pignorabilità  sui
  conti  correnti dei Consorzi di bonifica di Siracusa e di Agrigento
  che  attualmente impediscono al Consorzio di Agrigento  da  quattro
  mesi di pagare gli stipendi ai lavoratori di quel consorzio, perché
  la ditta che ai tempi vinse le cause ma soprattutto ha pignorato il
  capitolo  dal quale ha iniziato a prelevare le risorse  è   l'unico
  capitolo dal quale si pagano gli emolumenti ai lavoratori.
   Quei  lavoratori non percepiscono reddito da quattro mesi,  questo
  contributo non è un contributo al consorzio di Agrigento, ma chiude
  una controversia che è una controversia giuridica e che consentirà,
  non  soltanto di ritornare nella serenità a centinaia di lavoratori
  di   quel   consorzio  nella  serenità  di  riavere  stipendi   ma,
  soprattutto, riconsentirà di erogare le somme da quel consorzio.
   Per  quanto  riguarda  Siracusa, onorevole Cracolici,  rispondo  a
  Siracusa,  ma  è  la stessa fattispecie di Agrigento,  le  sentenze
  risalgono  purtroppo  a un contenzioso che è  antecedente  rispetto
  alla  riforma che poi lei attuò, che fu la riforma del 2013 se  non
  ricordo male.

   CRACOLICI. Cartabellotta Assessore.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Governo
  Crocetta,  la sentenza cita esplicitamente i nomi dei  consorzi  di
  Siracusa e di Agrigento in questa fattispecie, quindi io non chiedo
  di cambiare la dicitura che è già stata concordata, ovviamente, con
  la  ragioneria generale della Regione, ma che è anche una procedura
  concordata  con  i  legali della controparte che, ovviamente,  sono
  stati interessati per la chiusura di questo contenzioso.
   In  più  vorrei aggiungere, Presidente dell'Assemblea,  se  me  lo
  consente,   visto  che  l'onorevole  Campo,  ma  anche  l'onorevole
  Sunseri,  mi  hanno  stimolato  in un ragionamento:  confusione  il
  Governo  Schifani  non ne ha sui consorzi di bonifica,  ci  eravamo
  impegnati  nel  primo  semestre  a  portare  in  Commissione  e   a
  presentare in Parlamento la riforma dei consorzi e verrà mandata in
  Giunta di Governo già questa settimana, spero che l'Aula - non è la
  sede  non  è il punto all'ordine del giorno - la potrà, insieme  ai
  lavori parlamentari, arricchirla di contenuti, ma di certo non  c'è
  né confusione né immobilismo.
   Onorevole  Sunseri,  anche sugli atti di cui lei  ha  parlato,  ha
  visto  il  cambio  di  tendenza  da parte  di  questo  Governo,  ma
  soprattutto  questo Governo si insedia a seguito -  perché  non  mi
  sottraggo a risponderle - di un iter che lei conosce bene,  di  cui
  abbiamo   già  affrontato  la  tematica  in  Commissione   Attività
  produttive'  e che già dal mese di gennaio ha cambiato la  tendenza
  su  atti  che  sono amministrativi e non sono atti di  governo,  né
  politici  sui  quali, come lei sa, sto vigilando perché  il  nostro
  servizio di vigilanza vigila sugli enti da noi proposti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore Sammartino. Allora all'articolo  37
  sono  stati  presentati soltanto emendamenti soppressivi,  per  cui
  pongo  in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
    Contributo straordinario al consorzio di bonifica di Agrigento

   1.  Al  fine di consentire l'estinzione delle procedure  esecutive
  derivanti dal contenzioso tra la società Findema e il consorzio  di
  bonifica  di  Agrigento,  di  cui  alla  sentenza  della  Corte  di
  Cassazione  n.  4454/2018, è concesso al  medesimo  consorzio,  per
  l'esercizio finanziario 2023, un contributo straordinario di  3.400
  migliaia di euro (Missione 16, Programma 1).

   2.  Agli  oneri  di cui al presente articolo si provvede  mediante
  utilizzo   delle  risorse  vincolate  nel  risultato  presunto   di
  amministrazione di cui al comma 823 dell'articolo 1 della legge  30
  dicembre  2020, n. 178 e successive modificazioni e  non  destinate
  alla  restituzione di cui al medesimo comma 823  nei  limiti  delle
  minori  entrate  per  l'anno 2020 individuate  dal  tavolo  tecnico
  presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, di cui al  comma
  2  dell'articolo  111  del decreto legge 19  maggio  2020,  n.  34,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

   3.  Il  consorzio destinatario dell'intervento di cui al  presente
  articolo  è  onerato, al momento del pagamento, della  trasmissione
  degli atti alla Corte dei conti.»

  Anche  all'articolo  38  sono  stati  presentati  solo  emendamenti
  soppressivi,   pertanto   pongo  in   votazione   il   mantenimento
  dell'articolo.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43.
      Fondo per l'accordo transattivo tra l'Assessorato regionale
         del territorio e dell'ambiente e Biosphera S.p.A. in
                             liquidazione

   1.  Il  Dipartimento  regionale dell'ambiente è  autorizzato,  per
  l'esercizio  finanziario 2023, a definire  il  contenzioso  con  la
  società   Biosphera   S.p.A.  in  liquidazione   con   un   accordo
  transattivo, da stipulare previa acquisizione del parere favorevole
  dell'Avvocatura  dello Stato, nei limiti di un importo  massimo  di
  2.000 migliaia di euro.

   2.  Agli  oneri  di  cui al comma 1 si provvede,  per  l'esercizio
  finanziario  2023,  mediante riduzione  delle  disponibilità  della
  Missione 20, Programma 3, Capitolo 215740.»

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo che venga illustrato l'articolo.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, prego.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente, grazie,  questa  è
  un'altra vexata quaestio: Biosphera. In liquidazione ormai da oltre
  dieci  anni,  dal  2012, non più in attività  Biosphera  in  questo
  momento  ha tre contenziosi: uno con l'Agenzia delle Entrate  verso
  cui   dobbiamo  procedere  a  dare,  diciamo  così,  a   fare   una
  rottamazione, c'è un debito che vale un milione e mezzo di  euro  e
  con  la  rottamazione si riuscirebbe ad abbattere questo debito  di
  almeno 750-800 mila euro.
   Con  gli  altri  due contenziosi, invece, noi dando  questi  soldi
  consentiremo  di poterli chiudere e, addirittura, di mettere  quasi
  in  bonis  la società, per cui a quel punto i soldi se ci sono,  la
  società  farebbe  delle  partite,  valuterebbe,  conteggerebbe   le
  partite  in  perdita, e le partite in attivo e,  soltanto  in  quel
  momento, potrebbe presentare i bilanci per la chiusura definitiva e
  la cancellazione della stessa società.
   Quindi,  questa  norma, così come quella precedente  sulla  Resais
  dell'articolo  2,  diventano necessarie perché  entro  settembre/31
  dicembre  2023  diamo seguito a quello che ha detto  il  Presidente
  Schifani  e  a  quello  che abbiamo già confermato  in  Commissione
  Bilancio   e   in   Commissione  Affari  europei   quando   abbiamo
  preannunciato  che  avremmo  chiuso  entro  questo  anno  e  l'anno
  prossimo  almeno  35 società già poste in liquidazione,  alcune  da
  pochi anni, altre da oltre cinque lustri.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo  43.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
                               «Art. 46.
            Opere di recupero volumetrico ai fini abitativi

   1.  Al punto 1) della lettera d) del comma 1 dell'articolo 5 della
  legge  regionale 10 agosto 2016, n. 16 e successive  modificazioni,
  le  parole   30  giugno  2023   sono sostituite  dalle  parole   31
  dicembre 2023 ».

   Mi  sembra che siano sempre tutti i soppressivi, pertanto si  vota
  il...

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Presidente,  solo perché vorrei  porre  all'attenzione
  dell'Aula  l'assurdità dell'inserimento di questa norma all'interno
  di  questo  disegno di legge. L'ho accennato pocanzi in discussione
  generale,  quando ho fatto riferimento al fatto che ci  sono  delle
  norme  che non sono neanche passate dalle Commissioni di merito,  e
  questa è una di quelle, non fosse altro che si tratta di una  norma
  non  solo tecnica che riguarda il disegno di legge urbanistica  che
  stiamo  attualmente discutendo in Commissione Quarta, ma si  tratta
  anche  di  una norma sulla quale è intervenuto anche un'impugnativa
  del Presidente del Consiglio dei Ministri.
   Quindi  stiamo trattando una norma che riguarda la proroga  di  un
  termine  per  il  recupero volumetrico dei sottotetti  affini  che,
  assolutamente, non è questa la sede per trattare. Pertanto,  chiedo
  quanto meno che sia stralciato dal testo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Non l'ho fatta io la norma e la trovo qui, però credo che
  sia anche una norma di buon senso perché nella norma del 2016 c'era
  già  questa  previsione del recupero volumetrico.  È  avvenuto  che
  nella   passata   legislatura  è   stata   fatta   una   norma   di
  interpretazione  a  cui  io mi opposi, se  voi  ricordate,  con  un
  intervento   dicendo  che  non  c'era  bisogno   della   norma   di
  interpretazione  e poi fu bocciata la norma di interpretazione  che
  non  aveva  senso perché già, praticamente, c'era questa norma  che
  era del 2016.
   Il  recupero  volumetrico  ci  può  essere  che  possa  essere  in
  Commissione ma ricordiamoci che in questo momento, con questa norma
  che  non  ci  capisce  bene  com'è, viene  tutto  bloccato  e  che,
  naturalmente,  questi  recuperi volumetrici  previsti  dalla  norma
  iniziale  e poi chissà perché vi fu questa norma di interpretazione
  possono  creare  dei problemi. Io lo voglio dire  solamente  perché
  questi  sono  casi che avvengono giornalmente, poi non  è  una  mia
  norma.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente  io sono, ovviamente,  d'accordissimo  con
  questa  norma. Sono d'accordissimo perché non è nient'altro che  la
  proroga di una norma che già ha dato dei benefici, che ha messo  in
  condizione  di recuperare... è la famosa norma dei sottotetti,  che
  ha  messo  in condizione di recuperare una serie di...  non  stiamo
  parlando  dei  grandi  abusi o delle grandi speculazioni  edilizie,
  urbanistiche, dobbiamo stare attenti anche di cosa discutiamo e  su
  queste cose io sono, particolarmente, rigido.
   Però,   la  norma  esiste,  l'abbiamo  fatta  e  l'abbiamo   anche
  prorogata, oggi quello che si sta facendo è portarla alla  scadenza
  al 31 dicembre. Venire qui, oggi, a dire, cioè  sì, ma c'è la norma
  dell'urbanistica .  La norma dell'urbanistica  non  andrà  in  Aula
  prima del 30 giugno e chi sostiene cose diverse, purtroppo, non  ha
  le  idee chiare. Quindi, se poi noi abbiamo deciso, se noi abbiamo,
  se è una questione di onestà intellettuale, se uno non è d'accordo,
  interviene  e  dice "io non sono d'accordo, non mi  piace,  non  la
  faccio",  ma  dire  e sostenere che la norma la dobbiamo  fare,  la
  dobbiamo  fare  e poi con la legge dell'urbanistica  significa  non
  farla.   Quindi,  io  sono  completamente  in  disaccordo.  Chiedo,
  ovviamente,  di  non  stralciare nulla, di  andare  avanti,  perché
  veramente  è  un  peccato. Non è che si fa uno,  non  facciamo  uno
  sgarbo,  non facciamo uno sgarbo a Dipasquale, a Spada o non  so  a
  chi,  facciamo uno sgarbo a tutte quelle povere persone  perché  si
  parla di piccoli interventi edilizi che si vedranno chiusa la porta
  di  questa  norma. Chi lo vuole fare lo faccia; io come  sempre  ci
  metto la faccia e dico quello che penso anche in questa materia che
  è una materia delicata.

   PAGANA,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  il  mio  è, onorevole Dipasquale, fermo  restando  che
  l'Aula è sovrana e il Parlamento decide, dico, però, a me pare  che
  proprio  da quegli scranni, poco fa, c'è stato l'appello a trattare
  norme che fossero passate prima dalle Commissioni di merito.
   Io dico una cosa sulla legge: sulla nostra legge sull'edilizia già
  la  Corte  Costituzionale  si è espressa  e  si  è  anche  espressa
  sull'articolo  e  sulla lettera dell'articolo  di  cui  noi,  oggi,
  chiediamo non una proroga, un'ulteriore proroga.
   A  mio  avviso, è imprudente e a forte rischio impugnativa e credo
  che  sia un'occasione, diciamo, persa, per poter affrontare il tema
  in  modo  serio  e organico in Commissione, per poterlo  affrontare
  seriamente facendo anche ricorso alle audizioni, alle cose.
   Stiamo  lavorando,  in  IV Commissione, in un  clima  di  assoluta
  serenità,  però,  è giusto che io vi dica che,  a  mio  avviso,  su
  questa  norma  si  pone  un forte rischio impugnativa,  fatta  così
  com'è.
   Due.   Il   tema  è  estremamente  delicato,  ferme  restando   le
  motivazioni che ognuno ritiene chiaramente valide come vuole, però,
  io,  chiaramente, mi rimetterò all'Aula, dico, non lo faccio, dico,
  però,  è chiaro che l'Aula si assumerà la responsabilità di  questo
  provvedimento e basta. Quindi, il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Va bene. Allora, votiamo il mantenimento dell'articolo
  46.

   SPADA. Che si vota?

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


  Votazione per scrutinio nominale del mantenimento dell'articolo 46

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  mantenimento dell'articolo 46.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            62
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          36
   Contrari            13
   Astenuti            4

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                               «Art. 47.
    Modalità di accesso al Fondo unico regionale per lo spettacolo
                                (FURS)

   1.  Al comma 5 bis dell'articolo 65 della legge regionale 7 maggio
  2015,  n.  9  è  aggiunto il seguente periodo:   Per  gli  esercizi
  finanziari  2023-2027 i predetti criteri trovano  applicazione  con
  riferimento ai requisiti già maturati al 31 dicembre 2019. È  fatta
  salva,   altresì,  l'applicazione  dell'articolo  4   della   legge
  regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modificazioni  nelle
  ipotesi  di  avvenuta  maturazione,  a  decorrere  dal  2020,   dei
  requisiti ivi prescritti .

   Ci   sono   soltanto   dei  soppressivi,  pertanto,   votiamo   il
  mantenimento  dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  50 abbiamo detto che va nell'altro testo. Ora  votiamo
  quello degli enti locali, lo trovate nella cartella corrente  degli
  emendamenti fuori sacco, A.25.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Assenza ha chiesto  di  parlare.  Prego,
  onorevole.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   dall'elenco
  indicato  è rimasto fuori l'articolo 51. L'articolo 51 prevede  gli
  interventi  urgenti  per  la potabilizzazione  dell'acqua,  per  il
  ripristino delle condutture.

   PRESIDENTE. No, no, c'è dopo.

   ASSENZA. Ah, A.51, va bene, d'accordo, grazie, mi perdoni. Siccome
  io ricordavo che era l'articolo 51 non A.51

   PRESIDENTE.  Se andate sull'emendamento A.25 trovate l'emendamento
  in  questione. E' quello, A.25. Onorevole Cracolici, ma perché devi
  spiegare  ce l'ha scritto, ma glielo deve chiedere.
   Prego, onorevole Falcone, assessore Falcone.

   FALCONE,    assessore    per   l'economia.   Signor    Presidente,
  brevissimamente per dire che stiamo coprendo i 115 milioni di  euro
  degli  enti  locali,  fondo investimenti, che  era  stato  coperto,
  all'inizio, originariamente, con i fondi dell'FSC, e in più  stiamo
  dando  altri 22 milioni di euro ai comuni per riallinearli,  attese
  le riserve che erano state prodotte in maniera più ingente rispetto
  all'anno precedente nell'ultima finanziaria, quindi, è una norma di
  giustizia  sociale  per gli enti locali che  oggi  sono  in  grande
  difficoltà.

   PRESIDENTE.  Allora, se non ci sono osservazioni,  votiamo  l'A25.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'A.51. Non lo trovo, però, aspetta, votiamo l'A.51, lo
  trovate tra i fuori sacco sempre.
   Ha chiesto l'onorevole Lantieri di intervenire. Prego, onorevole.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  ringraziare  il  Governo nella qualità del  Presidente  Schifani  e
  dell'assessore Sammartino, che è stato sensibilissimo a quella  che
  era  la  problematica  di  Leonforte, la diga  Nicoletti,  dove  ha
  salvato  tutto  quello  che  è  la  coltivazione  delle  pesche  di
  Leonforte,   del   consorzio,  perché  ha   permesso   tramite   un
  finanziamento  di  poter risolvere la problematica  della  diga  di
  Leonforte  e  di conseguenza di salvare i produttori  e  la  città.
  Perciò,  grazie all'onorevole Sammartino; ringrazio i colleghi  che
  voteranno   anche  questo  emendamento  perché  è  di  fondamentale
  importanza. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, votiamo l'A.51  ah, no, voleva intervenire

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   una   domanda
  all'Assessore:  volevo  sapere questo fondo come  viene  suddiviso,
  cioè ne faranno richiesta i comuni che hanno problemi di siccità  o
  c'è una ripartizione?

   PRESIDENTE. Prego, assessore Sammartino, vuole intervenire?

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie,
  signor  Presidente. Onorevole Campo, gli interventi sono interventi
  d'urgenza  che  il  Governo sta, ha già programmato  e  ha  bisogno
  dell'autorizzazione di spesa da parte del Parlamento, così  come  i
  112  mila  euro  potabilizzatore di Modica, i 250 mila  euro  della
  condotta  che  purtroppo,  onorevole  Assenza,  durante,  onorevole
  Dipasquale,  durante l'alluvione del mese di febbraio, hanno  visto
  venire meno la condotta di Acate. Ci sono interventi che riguardano
  ovviamente la Sicilia occidentale e la Sicilia orientale;  sono  le
  urgenze  che  i consorzi di bonifica hanno in programma  di  andare
  subito  a  riparare,  sono  dei  piccoli  decisivi  interventi  per
  garantire  la  stagione  irrigua di quest'anno, ma soprattutto  per
  garantire,   consentitemi  di  dirlo,  e  voglio   ringraziare   il
  Parlamento  per  la sensibilità e il Presidente della  Commissione,
  Daidone,  e  i  componenti  della  Commissione  tutta,  per  potere
  intervenire subito nell'immediato ad affrontare davvero  un  grande
  disagio  che  anche  a  causa del maltempo è sopraggiunto  a  tanti
  produttori siciliani.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Mi  sembra però importante puntualizzare che  sono  degli
  interventi   mirati  e,  quindi,  stiamo  attenti   nell'andare   a
  trasferire le somme che le stesse vengano utilizzate esclusivamente
  per quegli interventi.
   Lei  ha detto una cosa, forse non tanto giusta; lei dice che  sono
  degli  interventi urgenti per ripristinare i problemi.  Noi  stiamo
  andando  a  ripristinare problemi che  sono stati chiesti  i  fondi
  alla  Regione  e,  quindi al Governo, nel febbraio  del  2021,  nel
  maggio del 2021, nel giugno del 2021, e  quel territorio, significa
  il  territorio  di  Ragusa  e di Modica,  specialmente  per  quanto
  riguarda  la parte dell'acqua potabile per le famiglie  è  da  quel
  periodo,  quindi da febbraio 2021 a maggio 2021, che per  colpa  di
  questi  problemi che riguardano le manutenzioni non ricevono acqua,
  quindi,  oggi,  con  questo stanziamento  andiamo  a  risolvere  un
  problema che, dal febbraio 2021, non si può risolvere e che non  ha
  dato  acqua alle famiglie, quindi, questo è un intervento mirato  -
  ed  è  questa   la  preoccupazione mia, ma penso la  preoccupazione
  anche   della Commissione - e abbiamo voluto allegare le  relazioni
  che  queste  somme vengono ad essere utilizzate esclusivamente  per
  quegli affidamenti mirati, per quegli interventi che, dal 2021, non
  sono stati riparati.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  scusi,  io  apprezzo  l'intervento
  dell'onorevole  Abbate, però gli interventi  urgenti,  a  parte  la
  potabilizzazione,    sono    quelli   delle    condotte    travolte
  dall'alluvione perché quelle...

                     (Intervento fuori microfono)

     ASSENZA. No, non diciamo la stessa cosa, se tu parli di Ragusa e
  di  Modica, i maggiori danni sono avvenuti nell'acatese  perché  la
  condotta che porta l'acqua nelle campagne della contrada Dirillo  e
  dell'altro  fiume, quindi, io so che fra le urgenze assolute  vi  è
  questo intervento, perché, altrimenti

                     (Intervento fuori microfono)

   ASSENZA. Ma, se mi fa parlare un attimo, se vuoi parlare  tu  solo
  io, magari, rinuncio. Dicevo, e quindi, è chiaro che nell'ottica di
  questi   interventi  urgenti  le  opere  indispensabili   distrutte
  dall'alluvione  devono essere ripristinate,  altrimenti  vuol  dire
  gettare  ulteriormente  sul lastrico centina  di  aziende  che  non
  riceveranno un goccio d'acqua dal consorzio.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Ma  se  i  miei  colleghi di  maggioranza  non  fanno
  autocontrollo   e  ne  approfittano  per  intervenire,   ovviamente
  immaginiamoci l'opposizione, la minoranza. Allora, io  ci  tengo  a
  chiarire su questa cosa, questa è una vicenda che non è che  potete
  pensare  solamente  i  deputati  di  maggioranza  di  mettergli  il
  cappello sugli interventi perché su questo, io lo dico bello chiaro
  per evitare e poi nel territorio di doverci scontrare anche che non
  mi piace troppo venirvi dietro su queste cose .

                     (Intervento fuori microfono)

   DIPASQUALE.  No, onorevole, quando parlano quelli  di  maggioranza
  poi   immaginiamoci  quelli  d'opposizione.  Oh,  niente,  non   ti
  siddiare,  perché non ti devi seccare, perché noi  siamo  stati  in
  silenzio  Noi siamo stati in silenzio
   Allora,  su  questa  questione,  su  questa  questione  ci   siamo
  interessati tutti, sia delle questioni danni idrici, per quanto  ce
  ne  sono stati con il ciclone. E l'Assessore lo sa e questo non può
  non  dirlo,  non  può smentirlo perché tutti, tanto la  maggioranza
  quanto alcuni della minoranza, io ho avuto modo di incontrarlo,  di
  incontrarlo  anche  con degli imprenditori e  per  quanto  riguarda
  Acate  i  danni  fatti nel .... c'è stato l'impegno, c'è  l'impegno
  assoluto.
   Così  come il problema della potabilizzazione, che abbiamo  sia  a
  Frigintini, ma ce lo abbiamo anche a San Giacomo. Su questo che sia
  chiaro  che  l'Assessore, così come le aveva date a voi,  tutto  il
  conforto l'aveva dato anche a me, in qualità anche della minoranza.
  Quindi,  questo è un risultato che ce lo portiamo a casa tutti,  ce
  lo  portiamo  a  casa tutti, ce lo portiamo per il territorio.  Per
  questo,  però,  permettetemi  di ringraziare  l'Assessore,  perché,
  ovviamente, lui - perfetto - questa disponibilità l'ha data subito,
  l'ha  portato  avanti e ha consentito questa sera  di  chiudere  la
  vicenda. Io penso che queste sono le cose più belle per tutti.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevole Falcone, assessore  Falcone,
  lei  io, devo dire la verità, condivido quanto testé affermato  dal
  collega Dipasquale perché è giusto che questa Assemblea riconosca e
  intervenga  a  sostegno di quanti hanno subito  danni  dai  diversi
  eventi  atmosferici che si sono abbattuti sulla  Sicilia.  Però  le
  ricordo,  assessore Falcone, che, in quest'Aula, lei ha  più  volte
  preso  l'impegno di finanziare, assessore Falcone, di finanziare  i
  ristori per le alluvioni del mese di settembre e ottobre, che hanno
  coinvolto  diverse  province  siciliane  ivi  comprese  quella   di
  Trapani,  ma  anche Siracusa, Ragusa, Messina. Se non che,  qualche
  settimana fa, avete approvato una delibera di Giunta che prevede di
  stanziare 8 milioni di euro, circa, a valere sulla riprogrammazione
  dei  fondi Poc per le infrastrutture pubbliche - e su quello  nulla
  quaestio, l'intervento è sicuramente compatibile e i comuni colpiti
  potranno giovarsi, per le infrastrutture pubbliche danneggiate,  di
  quell'investimento  -  ma per i ristori ai  privati,  commercianti,
  proprietari di civili abitazioni, avete previsto nulla.
   Dico ciò perché, in quella delibera, si parla di 6 milioni di euro
  che  dovrebbero  essere  smistati dal  programma  e  dall'obiettivo
  relativo  al sostegno dell'occupazione. E voi stessi ammettete  che
  quei  6  milioni di euro, per potere essere utilizzati,  dovrebbero
  trovare   l'autorizzazione  del  Dipartimento   della   Formazione.
  Autorizzazione che lei sa, Assessore, meglio di me non perverrà mai
  perché quei fondi non sono utilizzabili per lo scopo che lei invece
  indica, ossia i ristori.
   Ci saremmo aspettati che, oltre ai soldi che avete previsto per  i
  danni   subiti  dall'agricoltura,  i  danni  subiti   dalle   opere
  idrauliche  di cui si accennava poc'anzi, si sarebbero  trovate  le
  risorse  per  ristorare i cittadini siciliani,  colpiti  da  eventi
  atmosferici gravi.
   Ancora una volta l'impegno non è stato mantenuto. Probabilmente, è
  l'ennesima,  l'ennesima propaganda che si avvierà e continuerà  per
  parecchi mesi, ma i siciliani rimarranno senza ristori. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, in merito  a
  quelle  che  sono  le  preoccupazioni  che  l'onorevole  Safina  ha
  rappresentato,    ma   erano   anche   già   state    rappresentate
  dall'onorevole Ciminnisi, qualche giorno fa - ma ne ho parlato,  ne
  abbiamo  anche  parlato -, c'è un emendamento, lo so,  voglio  dire
  l'ha  presentato,  c'è anche un emendamento da parte  del  Governo.
  Questo  per dire che noi siamo ben pronti, ma ho detto  che  se  ci
  fosse  un raccordo, allora, pronti a farlo confluire; diversamente,
  arriverà nella legge stralcio e con l'impegno, tra l'altro  non  lo
  facciamo  con i fondi Poc, non lo facciamo con l'FSC, ma lo  stiamo
  facendo con denari freschi della Regione siciliana.
   Quindi,  significa  che,  anche  se perdiamo  un'altra  settimana,
  avrete  la  possibilità che quei fondi li potete  utilizzare  anche
  senza dover sottoporre a delle regole comunitarie, quindi anche  in
  maniera molto più snella e molto più agile.
   Si  perderà  qualche  giorno di tempo  ma  si  guadagneranno  mesi
  nell'utilizzo di questi fondi.
   Quindi,  il Governo è assolutamente pronto a mettere in  campo  la
  cifra di 6 milioni di euro, così come c'era stato l'impegno in illo
  tempore.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
  facoltà.

   CIMINNISI.    Assessore   Falcone,   ma   se   c'è   l'emendamento
  dell'opposizione, c'è l'emendamento del Governo, non comprendo qual
  è la difficoltà a farlo adesso.
   Perché  rimandare  in un altro momento una cosa  che  abbiamo  già
  rimandato per mesi? Se l'emendamento che lo fa il Governo o che  lo
  facciamo, a prima firma, del Movimento 5 Stelle non cambia  niente
  Però  facciamolo  Inutile rimandare ulteriormente ad  un  ulteriore
  stralcio.
   Assessore,  non ci sono alluvionati di serie 'A' e alluvionati  di
  serie  'B'.  Se c'è l'accordo, c'è l'emendamento del  Governo,  c'è
  l'emendamento dell'opposizione, facciamolo adesso e non  rimandiamo
  ad un ulteriore stralcio.

   PRESIDENTE.   C'era  qualcuno  che  voleva  intervenire?   Allora,
  mettiamo in votazione.
   Assessore Falcone, gentilmente, potrebbe rispondere all'onorevole?

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'ho  detto,
  se  c'è  l'accordo  con emendamento a parte, che  non  c'entra  col
  Consorzio di bonifica, come emendamento a parte, lo possiamo  fare,
  perché diversamente confluirà ma, per quanto mi riguarda, se  siamo
  tutti d'accordo, se il PD è d'accordo, il Movimento Cinque Stelle è
  d'accordo,  noi  siamo  d'accordo, tra  l'altro  un  torto  al  mio
  Presidente  di  Gruppo parlamentare, onorevole Pellegrino,  non  lo
  posso fare.
   Signor  Presidente,  votiamolo  come  emendamento  autonomo,   non
  legato

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  A.51.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.23, è ripresa alle ore 22.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, intanto, votiamo del fascicolo l'emendamento
  51.7  all'articolo 51. E' un emendamento sulle tabelle. Emendamento
  51.7 sulla cassa. E' nel fascicolo, onorevole Cracolici.

                           (Brusìo in Aula)

   Nel  fascicolo del testo, non dei fuori sacco.  Onorevole De  Luca
  ci siamo? E' nel tablet.
   Allora,  è l'emendamento 51.7; è nel tablet, è tra gli emendamenti
  del fascicolo.
    Ha chiesto di parlare l'assessore Sammartino. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie
  Presidente, colleghi, Governo. Presidente, le chiedo cinque  minuti
  esatti  di  sospensione per parlare coi Capigruppo di  maggioranza.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  No,  abbiamo fatto già diverse  Capigruppo,  sono  le
  11.00 di sera, siamo anche abbastanza stanchi

   DIPASQUALE. Basta  Presidente, votiamo  Non è giusto

   PRESIDENTE. E me lo devono dire
    La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.37)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi, visto e considerato che  servono  ulteriori
  approfondimenti e non c'è la possibilità di poterli fare in  questo
  momento  e  in  funzione del fatto che la settimana prossima,  così
  come  già  è  stato  preannunciato, giorno 27  giugno  ci  sarà  il
  Presidente  della  Repubblica Mattarella, noi sospenderemo  l'Aula,
  probabilmente, a giorno 28 giugno. Quindi, la seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 23.38 di mercoledì 21 giugno 2023,  è
  ripresa alle ore 11.11 di mercoledì 28 giugno 2023)

   La seduta è ripresa.


   Comunicazione relativa al ricorso in appello dell'onorevole Nicolò
  Catania avverso l'ordinanza del Tribunale civile di Palermo che  ne
  ha dichiarato la ineleggibilità alla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in data 26  giugno  2023  è  pervenuto
  ricorso  in  appello  dell'on. Nicolò Catania, protocollato  al  n.
  18306-DIG/2023  di  pari  data, avverso l'ordinanza  del  Tribunale
  civile  di  Palermo  che  ne ha dichiarato la  ineleggibilità  alla
  carica di deputato regionale.
   Pertanto,   l'efficacia   dell'esecutività   dell'ordinanza    del
  Tribunale  di  Palermo, Sez. I civile del 1  giugno 2023  (R.G.  n.
  2962/2023)  pubblicata il 15 giugno successivo, ai sensi  dell'art.
  22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011 rimane sospesa.
   Ne  consegue che l'on. Nicolò Catania è reimmesso nella carica  di
  deputato   regionale  a  seguito  della  notifica  telematica   del
  superiore  appello,  pervenuta in data  26  giugno  2023  a  questa
  Assemblea  regionale  da parte del legale di  fiducia  della  parte
  appellante, salva la definizione del giudizio di secondo grado.
   A tal proposito, preciso che l'onorevole Nicolò Catania, reimmesso
  nella  carica,  non  tornerà a ricoprire automaticamente  anche  le
  cariche interne da questi rivestite in precedenza (nello specifico,
  carica di componente e Vice Presidente della Commissione permanente
   per  l'esame  delle attività dell'Unione Europea",  di  componente
  della  III Commissione legislativa permanente  Attività produttive
  e  della Commissione parlamentare speciale  per l'esame dei disegni
  di legge di modifica dello Statuto e  della materia statutaria)", e
  ciò  conformità a quanto evidenziato da parere reso dall'Avvocatura
  erariale su analoga fattispecie in data 24 maggio 2012.
   Riepilogando:
   a)   l'on.   Nicolò  Catania  dovrà  dichiarare  a  quale   Gruppo
  parlamentare  si iscrive ed essere nuovamente designato  componente
  di Commissione;
  b) l'on. Nicolò Catania non è tenuto a prestare nuovamente
  giuramento, avendolo già prestato ad inizio di legislatura all'atto
  del suo insediamento.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Comunico che ulteriori comunicazioni di rito  saranno
  pubblicate  in  allegato  al  resoconto  stenografico  dell'odierna
  seduta.

   Comunicazione  relativa a delega, da parte  del  Presidente  della
  Regione,  all'onorevole Sammartino alla gestione dei  rapporti  del
  Governo   con  l'Assemblea  regionale  siciliana,  in  sostituzione
  dell'onorevole Di Mauro

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota n. 12956 del 23  giugno  2023,
  protocollata  al  n.  3744-ARS/2023 del 26  giugno  successivo,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'on. Sammartino alla gestione
  dei  rapporti  del Governo con l'Assemblea regionale siciliana,  in
  sostituzione dell'on. Di Mauro.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione  di  decreto del Presidente della Regione  relativo
  alla  revoca della delega all'onorevole Falcone per la trattazione
  degli   affari   ricompresi  nelle  competenze  del   Dipartimento
  regionale della Programmazione della Presidenza della Regione  con
  contestuale  riassunzione  di  detta  trattazione  da  parte   del
  Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pec  del  26  giugno  2023,
  protocollata  al  n.  18164-DIG/2023 di pari  data,  la  Segreteria
  generale  della  Presidenza  della Regione,  facendo  seguito  alla
  precedente  nota protocollata al n. 17903-DIG/2023  del  22  giugno
  2023,  ha  trasmesso  copia del Decreto presidenziale  n.  407/Area
  1/S.G.  del 22 giugno 2023, con il quale è stata revocata la delega
  conferita  con  D.P.  n.  777 del 15 novembre  2022  all'on.  Marco
  Falcone,  Assessore  regionale preposto  all'Assessorato  regionale
  dell'economia,  per  la trattazione degli affari  ricompresi  nelle
  competenze  del  Dipartimento regionale della Programmazione  della
  Presidenza  della  Regione con contestuale  riassunzione  di  detta
  trattazione da parte del Presidente della Regione.

   Ne do lettura:

                          REPUBBLICA ITALIANA

                           REGIONE SICILIANA
                              Presidenza
                              IL PRESIDENTE

   D.P. 407/Area 1 /S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTA  la  legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, di  modifica
  del medesimo Statuto;

   VISTA  la legge costituzionale 31 gennaio 200l, n. 2, con la quale
  è  stato  ulteriormente modificato lo Statuto ed è stata introdotta
  l'elezione  diretta del Presidente della Regione e  la  contestuale
  elezione dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   VISTA  la  legge costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana in materia  di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

   VISTO  in particolare, l'articolo 9 dello Statuto Regionale,  che,
  nel  prevedere  l'elezione  a suffragio universale  e  diretto  del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  Regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, e, in particolare, le disposizioni  di
  cui  al  Titolo  II  che  rimodulano  l'apparato  ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

   VISTO  il decreto del Presidente della Regione Siciliana 5  aprile
  2022,  n.  9  "Regolamento di attuazione del Titolo II della  legge
  regionale  16  dicembre  2008, n. 19. Rimodulazione  degli  assetti
  organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell'articolo 13,
  comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3";

   VISTA la legge regionale 28 ottobre 2020, n. 26 "Nonne relative al
  funzionamento della forma di governo regionale, alla nomina ed alla
  revoca   degli   Assessori,  alla  conclusione   anticipata   della
  legislatura,  in  attuazione degli articoli 9, 10  e  8  bis  dello
  Statuto della Regione" e, in particolare, l'articolo 3;

   VISTO  il decreto del Presidente della Regione n. 490/Area  1/S.G.
  dell'8  agosto  2022,  pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  Siciliana, parte prima, n. 36 del 10 agosto 2022,  con  il
  quale   sono  stati  ripartiti  i  seggi  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana  spettanti  ai collegi provinciali  in  proporzione  alla
  popolazione;

   VISTO  il decreto del Presidente della Regione n. 491/Area  1/S.G.
  dell'8  agosto  2022,  pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  Siciliana, parte prima, n. 36 del 10 agosto 2022,  con  il
  quale  sono stati convocati per il giorno di domenica 25  settembre
  2022  i  comizi per l'elezione del Presidente della Regione  e  dei
  deputati   dell'Assemblea  Regionale   Siciliana   per   la   XVIII
  Legislatura;

   VISTA  la  nota segretariale n. 35218 del 13 ottobre 2022  con  la
  quale  è  stato  comunicato che la Corte di Appello  di  Palermo  -
  Ufficio  Centrale  Regionale per la Elezione del  Presidente  della
  Regione  e  dell'Assemblea  Regionale Siciliana  (elezioni  del  25
  settembre 2022) - ha proclamato eletto l'On.le Renato Schifani alle
  cariche  di  Presidente  delta  Regione  Siciliana  e  di  Deputato
  dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   VISTO il decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 709 del
  26  ottobre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
  Siciliana,  parte prima, n. 49 del 28 ottobre 2022,  con  il  quale
  l'Assemblea  Regionale Siciliana è stata convocata  per  la  seduta
  inaugurale della XVIII Legislatura il giorno 10 novembre 2022;

   VISTO il decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 777 del
  15 novembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
  Siciliana, parte prima, n. 53 del 25 novembre 2022, con il quale  è
  stato  costituito  il  Governo  della  Regione  Siciliana  -  XVIII
  Legislatura  -  e  sono  stati nominati e  preposti  gli  Assessori
  regionali ai singoli rami dell'Amministrazione regionale;

   CONSIDERATO  che  con  l'articolo 3 del predetto  decreto  l'On.le
  Marco   Falcone,   Assessore  regionale  preposto   all'Assessorato
  regionale  dell'economia, è stato delegato alla  trattazione  degli
  affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
  programmazione  della  Presidenza della  Regione,  individuati  per
  blocchi  di  materie  corrispondenti  a  quelli  esercitati   dalle
  strutture intermedie indicate nel D.P. Reg. 5 aprile 2022, n. 9;

   RITENUTO di volere revocare la suddetta delega conferita all'On.le
  Marco   Falcone,  con  contestuale  riassunzione,  da   parte   del
  Presidente della Regione, della trattazione degli affari ricompresi
  nelle   suddette   competenze  del  Dipartimento  regionale   della
  programmazione della Presidenza della Regione;

                             D E C R E T A

                                ART. 1

   E'  revocata  la  delega di cui all'articolo  3  del  decreto  del
  Presidente  della  Regione Siciliana n. 777 del 15  novembre  2022,
  conferita  all'On.le  Marco Falcone, Assessore  regionale  preposto
  all'Assessorato  regionale dell'economia, per la trattazione  degli
  affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
  programmazione  della  Presidenza della  Regione,  con  contestuale
  riassunzione della trattazione degli affari ricompresi nelle stesse
  competenze da parte del Presidente della Regione.

                                ART. 2

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione Siciliana,  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21.

   Palermo, lì 22 giugno 2023

  Il Presidente

  SCHIFANI»

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.    Onorevoli  colleghi,  abbiamo  terminato   con   le
  comunicazioni. Sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.15, è ripresa alle ore 11.44)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Sunseri e Schillaci  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Disposizioni
  finanziarie varie. Modifiche di norme . (21/A Stralcio I/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti A.4, A.13  e
  A.69.
   Sul  tablet troverete gli emendamenti, che sono l'emendamento A.4,
  l'emendamento A.13, l'emendamento A.69. Poi c'è l'emendamento  A.68
  che è la norma di chiusura.
   Cominciamo dall'emendamento A 4, che è quello dei parchi. Si  pone
  in votazione. Sono i tre, comunque, concordati. Grazie.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A 4. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.13. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.69. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Grazie. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  cittadini,  sull'emendamento A.69 che, se non sbaglio, riguarda  la
  norma  che  è  stata sollevata dal Gruppo parlamentare  Sud  Chiama
  Nord , per quanto riguarda i parchi archeologici.
   Stavo  leggendo l'emendamento perché volevo capire un po'  qual  è
  stata  poi  la  sintesi  fatta da parte del Governo,  però,  signor
  Presidente, noi questa mattina abbiamo fatto un incontro, che  devo
  dire  è  stato  un incontro importante, con i sindaci che  ricadono
  all'interno  delle  aree  dei parchi archeologici.  Dico,  è  stato
  sicuramente sollevato un problema - gliene devo dare atto al Gruppo
  parlamentare di Sud chiama Nord - sul fatto che i comuni, i sindaci
  sono esclusi dalle percentuali poi di sbigliettamento e, quindi,  i
  sindaci  e i comuni sono completamente, erano completamente esclusi
  e  con  questo  emendamento noi li andiamo a ristorare  in  qualche
  modo, per tutti i servizi che svolgono.
   Oggi, però, signor Presidente, la maggior parte dei sindaci non ne
  facevano  solo  un  discorso  economico,  che  attenzione  è   pure
  importante,  ma  oltre  al  discorso  economico,  alcuni   sindaci,
  soprattutto  dei parchi archeologici minori e che non  hanno  tutti
  questi  grossi  ingressi  per quanto riguarda  lo  sbigliettamento,
  parlavano anche della gestione dei parchi archeologici da cui  oggi
  i  sindaci  e i comuni sono completamente estromessi e mi  facevano
  l'esempio  del  CTS,  quindi, il Comitato tecnico  scientifico  che
  nella  maggior  parte  dei parchi archeologici,  anzi  forse  nella
  totalità  dei parchi archeologici, non è ad oggi costituito  e  non
  essendo  costituito il CTS e del CTS devono far parte i sindaci  e,
  quindi,  è  un organo poi di controllo, è un organo in aggiunta  al
  parco  archeologico,  a  chi  gestisce il  parco  archeologico,  si
  rischia anche di perdere fondi o, comunque, che i fondi non vengano
  spesi in maniera  opportuna e celere.
   Quindi,  signor  Presidente,  io  stavo  leggendo  con  attenzione
  l'emendamento, perché è un emendamento abbastanza corposo, però, mi
  riservo,  in base anche agli input che sono arrivati da  parte  dei
  sindaci,  di realizzare, in brevissimo tempo, dei subemendamenti  a
  questo emendamento.
   Perché,  dico, è giusto ascoltare quello che avviene,  altrimenti,
  se poi ascoltiamo i sindaci che partecipano ad un incontro e che si
  spostano  da  tutta  la  Sicilia, è  giusto  quanto  meno  provare,
  ovviamente concordando anche con l'Assessore, perché c'è  la  piena
  disponibilità nell'andare a concordare con l'Assessore l'eventuale,
  gli  eventuali subemendamenti in base agli input che  so  che  sono
  venuti dai sindaci, poi dare la disponibilità, sia al Governo,  che
  eventualmente alla Presidenza, che da la disponibilità se accettare
  o meno i subemendamenti.
   Quindi,  io  le chiedo, signor Presidente, vista la  corposità  di
  questo  emendamento e considerando che noi lo stiamo  visualizzando
  in questa fase, cinque minuti per leggere un attimino l'emendamento
  ed eventualmente fare dei subemendamenti.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Di  Paola,  questi  cinque   minuti   che
  impiegherà  l'onorevole  Dipasquale per  fare  il  suo  intervento,
  magari, possono servirle per leggere meglio l'emendamento. In tutti
  i  casi,  suggerisco  di fare eventuali correzioni  per  il  futuro
  perché  l'emendamento concordato con il Governo è  questo,  quindi,
  mettere altra materia aggiuntiva sarebbe rallentare la sintesi  che
  si  è  trovata sino a questo momento, quindi, si può fare,  ma  nel
  caso nella seduta di giorno 4 luglio 2023.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi  chiedo  una
  cortesia,   veramente   lo   chiedo  agli   assessori   lo   chiedo
  all'assessore   più   anziano  di  tutti  qua,  all'assessore   per
  l'energia: dovete portare un messaggio al Presidente della Regione,
  cioè  almeno  gli  strumenti, durante gli  strumenti  finanziari  è
  necessaria  la  sua  presenza, almeno questo;  non  è   è  polemica
  costruttiva anzi, cioè la presenza del Presidente, almeno  per  gli
  strumenti finanziari.
   Allora,  per  quanto  riguarda questo  emendamento,  innanzitutto,
  questo è stato un emendamento che riguarda le città su cui ricadono
  i parchi archeologici, che è stato motivo di discussione durante la
  seduta  precedente,  emendamento che era passato  come  emendamento
   Taormina ,  che  non  era  emendamento   Taormina ,  ma   era   un
  emendamento  importante. Io l'ho condiviso  e  lei  lo  sa,  signor
  Presidente,  e lo sa anche il mio Gruppo. Già la scorsa  volta  ero
  pronto, eravamo pronti, a votarlo, a votarlo da subito perché è  un
  emendamento utile e importante per le città che hanno la fortuna di
  avere  i siti archeologici e i parchi archeologici. Quindi,  io  mi
  permetto  di  dire  al collega Di Paola che noi dobbiamo  fare  uno
  sforzo,  lo dobbiamo fare questo sforzo, perché pensare  e non  può
  essere  motivo  di divisioni tra di noi, perché riguarda  tutte  le
  città,  riguarda  le città importanti, riguarda Taormina,  riguarda
  Ragusa, riguarda Agrigento, riguarda veramente città importanti del
  nostro territorio.
   Oggi,  così  come  ha  detto il Presidente  Galvagno,  mettere  in
  discussione  l'emendamento  o pensare  a  forme  di  subemendamenti
  significa  bloccare la discussione, di fatto, non  ce  lo  possiamo
  permettere. Abbiamo l'esigenza di chiudere oggi almeno questa prima
  parte per poi riprendere giorno 4 e giorno 5 il resto del lavoro.
   Io  sono  sicuro, onorevole Di Paola, che innanzitutto  l'impianto
  dell'emendamento  ci  mette in condizione di  dare  delle  risposte
  subito. Non ce n'è cose definitive, gli atti possono essere  sempre
  modificati.
   Consideriamo questo atto sperimentale, vediamo come si sviluppa  e
  quello  che  produrrà in questi sei mesi, dopodiché  l'impegno  del
  Presidente  dell'Assemblea, di tutti  quanti  noi  sarà  quello  di
  portare  alcune  modifiche per renderlo più attuale.  Ma,  intanto,
  oggi, andiamo avanti, chiudiamo, e io sono sicuro che il giorno 4 e
  giorno  5, quando ritorneremo, saremo in condizione poi di chiudere
  definitivamente l'adozione dell'atto.
   Io  era  questo che volevo fare, dare questo contributo, però,  vi
  prego: il Presidente della Regione  cioè noi non ne vogliamo alzare
  toni  in  quest'Aula. Lei, signor Presidente, lo ha visto:  noi  ci
  stiamo veramente comportando bene, però, almeno la presenza in Aula
  durante gli atti ispettivi.

   PRESIDENTE. La ringraziamo per il suo intervento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  accolgo  la  sua  richiesta di intervenire  a  modifiche  parziali,
  laddove si dovessero valutare necessarie, del testo, e io ne  pongo
  due.  La  prima è che dobbiamo togliere il  che possono prevedere ;
  se  si  fanno convenzioni, "prevedono". Cioè, quindi, un evitare...
  chi  è  che  mi  ascolta  del  Governo?...  evitare,  diciamo,  una
  discrezionalità  che, nel caso in specie, può determinare  poi  una
  paralisi  di tipo amministrativo. Quindi, al quinto rigo del  primo
  comma,  che 'prevedono l'onere  non  possono prevedere .
   La  seconda  questione, che mi pareva importante  sottolineare,  è
  che,  aspetti  qua  c'era un'altra, il 15% dei  proventi  derivanti
  dalla  vendita  dei  biglietti. Anche qui:  cosa  sono  i  proventi
  derivanti?  E, allora, scriviamo  dalla vendita dei biglietti   non
   dai proventi derivanti , per una ragione: perché ci può essere poi
  un  equivoco  sul concetto dei proventi che vadano decurtati  dagli
  oneri  della  gestione.  Siccome questo è un  intervento  che  deve
  essere  anche  trasparente, se io incasso 100, il  15%  è  15.  Se,
  invece, scrivo  dai proventi derivanti dalla vendita  ci può essere
  un ulteriore elemento, come dire, di opinione. Allora, scriviamo in
  italiano: per un importo del 15% della vendita dei biglietti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la ringrazio perché già il  testo
  era  stato  migliorato rispetto a parole come  netto  che potevano,
  in  qualche  modo,  essere fuorvianti e,  pertanto,  non  dare  una
  certezza  della quantificazione di quel 15, che poteva  scendere  a
  una  percentuale  inferiore. Sicuramente con  i  suoi  suggerimenti
  riusciremo a rendere il testo ancora più ...

   CRACOLICI Antonino. Più netto. "La vendita dei biglietti" e quello
  devono. Non "possono prevedere".

   PRESIDENTE. Assolutamente sì. Allora, stiamo apportando queste due
  modifiche,  cosicché non ci sia la possibilità di  non  capire  che
  quel  15  per cento è un 15 per cento lordo, cioè rispetto  non  ad
  altri fattori.
   Onorevole Cracolici, salga un secondo.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Si, grazie Presidente. Volevo semplicemente  rispondere
  alle sollecitazioni dei colleghi. Questo è un emendamento che, come
  lei  giustamente  ha  detto,  trova una  risposta  immediata  a  un
  problema  che  è stato sollevato ed è stato studiato dagli  Uffici,
  dal  Governo,  dalla  Ragioneria, in modo  che  immediatamente  una
  risposta possa essere data.
   È chiaro che i sindaci, ma non solo, anche il mondo della cultura,
  sollecitano anche altri cambiamenti, altri aggiustamenti; non  solo
  la  Cts,  ma  anche  la  necessità di  rendere  più  snelli  e  più
  efficienti parchi e musei.
   E,  a  questo  scopo, Presidente, abbiamo sia  noi  come  Fratelli
  d'Italia, ma so che ci sta lavorando anche l'assessore Scarpinato a
  disegno di legge più organico - c'è la disponibilità del Presidente
  della V Commissione di metterlo subito all'ordine del giorno -  che
  possa  rivedere  il  sistema museale e anche  l'organizzazione  dei
  parchi,   secondo  questa  necessità  di  maggiore   efficienza   e
  immaginando, peraltro, di mettere a capo di musei e parchi  persone
  che siano disponibili dall'esterno del mondo delle Soprintendenze a
  guidare e a portare un management più moderno, più efficiente,  che
  guardi  non solo alla tutela e alla conservazione dei beni, ma  che
  sappia  anche organizzare queste nostre grandi risorse, per cercare
  di attrarre turismo, quindi con una visione anche di comunicazione,
  di  promozione,  molto più moderne e inclini alle esigenze  di  una
  Sicilia che, per fortuna, grazie al lavoro di questo Governo e  del
  Governo precedente, è la meta più ambita del turismo di quest'anno,
  anche di quest'anno. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
   Allora, stiamo distribuendo l'emendamento A69.1.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Grazie, Presidente. Desideravo spendere  qualche
  parola  su  questo  emendamento, perché è stato  oggetto  di  ampia
  discussione.
   Intanto  per  me  è  doveroso  ringraziare  l'assessore  ai   beni
  culturali, Scarpinato, che fin dall'inizio ha compreso la questione
  che  era stata posta e che parte dall'abrogazione di una norma che,
  fino  al  2015, riconosceva ai comuni dove ricadevano  questi  siti
  archeologici il 30 per cento sullo sbigliettamento.
   Dal  2016  in poi questa norma è stata cancellata e ha  portato  i
  comuni  a garantire i servizi senza avere alcun ristoro, con grande
  difficoltà,  soprattutto  per  quanto  riguarda  il  livello  della
  qualità dei servizi urbani.
   Da  sindaco  di Taormina ho conosciuto questo mondo,  che  mancava
  nella  mia esperienza, e da qui è emerso che il comune era onerato,
  non  solo a garantire la sicurezza urbana secondo i piani "imposti"
  giustamente dal Questore e dal Prefetto, ma anche poi alla raccolta
  e  allo  smaltimento  dei rifiuti collegati soprattutto  ai  grandi
  eventi, è ovviamente il decoro urbano.
   Questo elemento è importante tenerlo presente perché abbiamo anche
  già  verificato  che l'iniziativa riguardante i cosiddetti  "grandi
  eventi"  non  porta  benefici particolari nei comuni  dove  vengono
  realizzati  perché  si tratta di una presenza  transitoria,  tranne
  alcune eccezioni che portano anche al pernottamento. Mediamente  si
  attestano  al  5  per  cento  i  soggetti  che  pernottano   quando
  partecipano ai grandi eventi organizzati, soprattutto poi  in  fasi
  come  queste  dove le città turistiche già sono piene  di  per  sé.
  Abbiamo  sollevato la questione, è arrivata oggi a  un  compromesso
  che è sintetizzato in questo emendamento in discussione.
   In  questo  voglio ringraziare anche il Presidente del  Parlamento
  siciliano  che  si  è  fatto carico di una  giusta  mediazione  tra
  un'esigenza che era posta non dal sindaco di Taormina ma da tutti i
  sindaci della Sicilia.
   Oggi  abbiamo avuto una riunione con varie delegazioni,  a  questa
  riunione  hanno partecipato vari capigruppo proprio  perché  volevo
  che  si spersonalizzasse la questione. Quindi, è ovvio che siamo  a
  un punto quantomeno che dà un primo segnale importante.
   Su  cosa  io,  ovviamente, ho da osservare - e lo  dico  anche  da
  conoscitore  oggi  del sistema - la percentuale che  è  stata  oggi
  inserita  come elemento di trasferimento ai comuni dove  ricade  il
  bene, non è stata applicata anche ai grandi eventi organizzati  dai
  privati  che sono quelli che producono maggiori introiti e maggiori
  problemi.
   La  concentrazione  dei  grandi  eventi  organizzati  dai  privati
  infatti richiede un dispiegamento di forze che, per quanto riguarda
  il  comune di Taormina, è stato calcolato una media di 15-20 vigili
  urbani. Io ne ho per ora in dotazione organica solo quattro
   Quindi,  tanto  per  capirci,  con  quale  elemento  di  sicurezza
  possiamo  organizzare per ora gli eventi. Avevo  chiesto,  infatti,
  che  ci  fosse anche una compartecipazione - pure minima - a quelli
  che in ogni caso erano gli eventi organizzati dai privati.
   Purtroppo, nel ragionamento complessivo non si è arrivato anche  a
  questo  elemento  ma  posso  dire oggi  con  serenità  che  su  tre
  questioni che sono state poste quanto meno il Governo si  è  aperto
  ad  accoglierne due, perché l'altro elemento che era paradossale  è
  che  i  comuni  dove ricadono questi beni, non potevano  utilizzare
  questo bene per proprie iniziative. Ed ecco che è stato previsto un
  minimo  di giornate di cui i comuni possono legittimamente disporre
  con una propria programmazione.
   Chiudo il mio intervento, manifestando il mio apprezzamento per la
  sintesi  che  si è raggiunta, il mio apprezzamento - al  di  là  di
  quelli  che sono stati toni - e ovviamente gli Assessori in  campo,
  voglio  anche  ringraziare l'Assessore Falcone, voglio  ringraziare
  anche la sintesi finale che ha fatto il nuovo delegato nei rapporti
  con  il Parlamento, il Vice Presidente del Governo, per quanto meno
  aver   riconfermato   un   principio   che   è   quello   di    una
  compartecipazione  agli  introiti  da  parte  dei  territori,   che
  nell'utilizzazione del bene sia ai fini turistico-culturali sia  ai
  fini anche "commerciali", quali sono le iniziative dei privati  che
  vengono  qui  utilizzate  all'interno del  Parco,  quanto  meno  ci
  consenta di poter cominciare a dare una prima risposta.
   L'Aula   se  poi  riterrà  di  volerlo  migliorare  ovviamente   a
  migliorare c'è tanto tempo ancora ma io comunque oggi, rispetto  al
  punto  da dove siamo partiti, devo manifestare il mio apprezzamento
  e il mio ringraziamento.

   MICCICHE'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Grazie  Presidente, colleghi. Ho  sentito  l'intervento
  dell'onorevole  De  Luca, come dire, a me non sembra  onorevole  De
  Luca  che  questa  da parte vostra sia una soluzione  un  risultato
  positivo,  lo vedo come un risultato veramente abbastanza  inutile,
  perché  il  concetto  vero che è quello su cui io  insisterò  anche
  presentando  un emendamento. E'quello del regalo ai  privati  della
  scelta di tutto quello che avviene.
   Ora,  l'altro  giorno mi hai portato delle carte mi  fatto  vedere
  come il parco di Taormina quando ci sono degli eventi è costretto a
  chiudere  e  perde  quarantamila  euro  di  incassi  che  non   gli
  restituisce nessuno. Allora avevo detto, avevo chiesto, quanto meno
  inseriamo il rimborso di questi quattrini.
   Questa  è  una  perdita secca del comune di  Taormina,  così  come
  avviene nelle altre città che hanno parchi archeologici e non  solo
  archeologici  che in cui vengono presentati degli eventi.  Io  dico
  come  possiamo  pensare  di continuare a penalizzare  i  Comuni,  e
  l'accordo  che  è  stato chiuso oggi che accordo è?  Non  riesco  a
  capire che cosa ci sia di nuovo rispetto a prima.
   Allora  la  cosa  che  io  sinceramente chiedo  è  che  si  possa,
  probabilmente  non  si potrà fare oggi, mi dispiace  molto,  ma  si
  possa trovare una soluzione perché quanto meno i Comuni non perdano
  ogni  volta che c'è un evento, e quando qualcuno dice che  l'evento
  però  porta  turisti in quel Comune, sì forse a settembre,  ma  non
  luglio  agosto  sono  già stracolmi. Provate a  prenotare  oggi  un
  albergo  a  Taormina,  e  certamente non ci riuscite,  perché  sono
  totalmente stracolmi.
   E  poi  devo  fare  una proposta Presidente, Assessore  Sammartino
  chiedo  scusa,  devo fare una proposta e la faccio al  responsabile
  del  bilancio, questi accordi che vengono fatti coi privati non  si
  fanno  gare pubbliche, benissimo, si fa una trattativa privata,  ma
  questa trattativa privata può essere inviata all'Urega perché venga
  in  qualche maniera gestita non da sempre dalle solite persone  che
  sono i privati che gestiscono i siti archeologici con gli impresari
  che loro hanno, perché sono loro, perché sono i loro impresari. Non
  sono  impresari che vengono scelti. Perché ognuno di questi gestori
  di  parchi ai loro impresari che a vita saranno quelli che  faranno
  gli eventi in quel sito archeologico.
   Si  può  trovare la soluzione perché quanto meno passino all'Urega
  per avere un visto, un minimo di approvazione, in modo che si renda
  quanto   meno   visibile  a  tutti  il  perché   è   stato   scelto
  quell'impresario rispetto a un altro.
   Ecco  io  su questa storia dei parchi ho mille dubbi. Anche  nella
  passata  Legislatura dissi al Presidente Musumeci che  avevo  mille
  dubbi.  I  parchi  sono  gestiti male,  perché  se  noi  andiamo  a
  Selinunte e a Segesta c'è da vergognarsi ad andare in quei  parchi,
  Assessore  Turano.  Mia  figlia  ha  accompagnato  una  sua   amica
  americana  a Segesta mi ha detto "mi sono vergognata siamo  entrati
  in un bagno che era da terzo mondo".
   E  allora, ma perché questa, che è una ricchezza assoluta  per  la
  Sicilia,  noi  la  utilizziamo  soltanto  per  fare  arricchire   i
  piemontesi, perché poi di questo si tratta, perché poi i gestori di
  questi parchi non sono mai siciliani, scusi onorevole Di Mauro, non
  sono mai siciliani, ma sono quasi sempre piemontesi e li conosciamo
  e  li conosciamo tutti. Tutto quello che i Beni Culturali producono
  qua  in Sicilia non rimane in Sicilia. Già facciamo produrre  molto
  poco, quel poco che facciamo lo regaliamo al Piemonte.
   Onorevole  Falcone,  Assessore Falcone  trovi  il  sistema  perché
  queste  gare  possano essere controllate, perché  non  siano  tutte
  nelle   mani   delle  solite  persone,  per  carità   che   saranno
  onestissime,  che lo faranno col massimo della buona  fede,  perché
  sono realmente convinti che quello è lo spettacolo migliore, ma chi
  la dice che è quello è lo spettacolo migliore

   PRESIDENTE. Allora, intanto, stiamo distribuendo l'emendamento che
  ha presentato l'onorevole Di Paola.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.69.1 a firma  dell'onorevole
  Cracolici. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Stanno caricando l'emendamento dell'onorevole di Paola recante  la
  numerazione A.69.2.


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catania Nicolò ha aderito  al
  Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia XVIII legislatura.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di designazione di componente di Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico la designazione dell'onorevole Catania Nicolò
  quale  componente della Commissione parlamentare speciale   Statuto
  in  materia  statutaria , Commissione III  Attività  Produttive   e
  Commissione  Unione Europea .

   L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 21/A
                             Stralcio I/A

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento   A   69.2,   presentato
  dall'onorevole Di Paola.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A.69, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
                             (È approvato)

   CRACOLICI. L'emendamento A.69.1 a mia firma?

   PRESIDENTE. Già è votato, onorevole Cracolici, già è stato  votato
  il  suo,  l'emendamento 69.1, onorevole Cracolici, è  nello  stesso
  emendamento, ci sono tutte e due le parole.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
        Sostituzione Allegato 6 - Quadro generale riassuntivo -
        approvato con la lettera f) del comma 1 dell'articolo 3
             della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 3

   1. All'Allegato 6 - Quadro generale riassuntivo - approvato con la
  lettera  f)  del comma 1 dell'articolo 3 della legge  regionale  22
  febbraio 2023, n. 3, l'importo, inerente alla voce per l'anno  2025
   di  cui  Utilizzo  Fondo  anticipazione  di  liquidità ,  di  euro
   1.957.313.229,51  è sostituito dall'importo  1.958.313.229,51 ».

   L'emendamento  tecnico dove c'era il refuso, si ricorda  onorevole
  Catanzaro?

   CATANZARO. Ce lo deve spiegare.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Grazie Presidente,  onorevoli
  colleghi, soltanto un emendamento tecnico, l'articolo 10 di fatto è
  nelle tabelle, sostanzialmente la differenza di un milione ma è  un
  fatto  meramente  materiale,  un  errore  meramente  materiale  per
  allineare  il bilancio così come ci ha chiesto il Mef, è un  errore
  di  riscrittura che va corretto. Ora siccome già l'abbiamo corretto
  nelle   tabelle  dove  confluisce  anche  l'articolo  10  di  fatto
  approvando l'articolo 10 abbiamo risolto il problema.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2023 e  per  il
  triennio  2023-2025  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alle
  annesse tabelle  A  e  B , comprensive delle variazioni discendenti
  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento A.68. Ne do lettura:

                                 «Art.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al voto dello stralcio, al voto finale, che comprende gli
  articoli: 2, 4, 7, 9, 10, 11, 14, 15, 16, 18, 25, 28, 30,  35,  36,
  37,  38,  43, 46, 47, 51, A.25, A.51, A.68, A.4, A.13 e A.69  ed  i
  relativi  emendamenti confluiscono nel disegno  di  legge  n.  21/A
  Stralcio  II,  che  unitamente alle relative  tabelle  è  posto  in
  votazione.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Non  ho  capito,  c'è  una  esigenza  colleghi,   c'è
  un'esigenza  del Governo su un emendamento tecnico che  spiega,  se
  una spiegazione che soddisfa ce ne sono due, gentilmente ha facoltà
  di parlare l'assessore Tamajo per illustrarlo.

   TAMAJO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, allora stiamo chiedendo con questo emendamento
  la  proroga al 30 settembre per quanto riguarda l'ultima azione  di
  alcuni  programmi di investimento da parte di enti di  ricerca  sia
  pubblici che privati, quindi, la prima scadenza è il trenta giugno,
  stiamo dando la possibilità a enti di ricerca pubblici e privati di
  poter definire i progetti al 30 settembre, grazie.

   DE LUCA ANTONINO. Non lo potete fare in via amministrativa?

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Tre mesi. No, no  no
  c'è la norma, essendoci la norma dobbiamo intervenire con norma.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento, ne  ho  parlato
  anche  con  alcuni Gruppi parlamentari, riguarda la possibilità  di
  non  perdere  circa  46 milioni di euro di finanziamento  da  parte
  dell'Assessore dal Ministero dei trasporti che ha messo per  alcune
  regioni   del  Sud,  quali  Calabria  Campania  Sicilia  Puglia   e
  Basilicata.
   Un  cospicuo  numero  di  milioni, la quota  parte  della  Sicilia
  sarebbe  46,  questo servirebbe per erogare a fondo  perduto  circa
  l'ottanta per cento per l'acquisto di nuovi mezzi, per un totale di
  211  totale, di 211 mezzi, siccome l'operazione dell'acquisto  deve
  essere certificata al 31/12, e materialmente non ci potranno essere
  si   l'acquisto   con   l'ordinativo,  ma   non   potranno   essere
  immatricolati  i  mezzi, si chiede con questo emendamento  di  dare
  l'autorizzazione, se richiesta dai beneficiari, di  poter  attivare
  l'anticipazione e successivamente a presentazione di fideiussione.
   Questo  potrebbe aiutare gli operatori del settore ad avere questo
  cospicuo  finanziamento, e alla flotta della Regione siciliana  sul
  trasporto  pubblico locale di avere nell'arco dei prossimi  12-  18
  mesi oltre 200 autobus e pullman nuovi in circolazione, grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho  nulla
  in contrario, e noi non abbiamo in contrario nulla a fare una norma
  che  consenta  di  non perdere 48 milioni e di rinnovare  il  parco
  mezzi per le aziende in concessione, l'unica preoccupazione che ho,
  e  su questo forse l'Assessore al bilancio più che l'Assessore alle
  infrastrutture  deve in qualche modo offrire una  garanzia,  perché
  anche  le  anticipazioni che non sono solo di cassa, ma  riguardano
  fondi  sui quali c'è una misura di tipo comunitario, deve  avvenire
  attraverso una disponibilità della Regione a poter impegnare queste
  risorse avendo fatto fino in fondo l'attività di riaccertamento dei
  residui.
   Ora  siccome stiamo assistendo ad una situazione surreale, per cui
  mi pare che ad oggi l'Assessore credo che ultima data aveva offerto
  la  prospettiva  del  30 giugno, come data  di  tutta  la  macchina
  regionale  per  il  riaccertamento dei residui  al  fine  di  poter
  impegnare  le  risorse che vengono liberate dal riaccertamento,  mi
  pare che questa operazione si potrà attivare concretamente non solo
  successivamente,  ma entro il 30 dicembre, quindi  siamo  nell'arco
  dell'anno finanziario, ma ci vuole la certezza che l'Assessorato al
  bilancio è in grado poi di garantire che questa anticipazione  avrà
  luogo.
   Perché se poi inneschiamo un altro elemento di conflitto, per  cui
  quello  che  in  atto c'è per tante imprese che ad oggi  non  hanno
  avuto liquidate le spettanze dovute per le attività svolte per nome
  e  per  conto della Regione, noi torniamo come dire in  un  sistema
  dell'ingorgo caotico, aggiungo e su questo l'assessore  potrà  dare
  come  dire garanzia anche con il suo intervento in Aula, che mi  si
  dice  che  ci sarebbe anche un problema di liquidità della regione,
  cioè  io  vorrei  che l'assessore certificasse in Aula  che  questo
  timore dell'assenza di liquidità sia un timore come dire del  tutto
  infondato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Grazie Presidente, io da neofita, è da sette  mesi  che
  vivo  questa  esperienza  parlamentare, oggi,  Presidente,  non  le
  nascondo il mio imbarazzo.
   Nulla  ovviamente in contrario contro una richiesta di proroga,  o
  contro  una  richiesta da parte del Governo  rispetto  a  non  fare
  perdere finanziamenti e opportunità a questa Terra, però il modo in
  cui si lavora lo ritengo mortificante per ognuno di noi.
   Lei  poc'anzi in apertura parlava di aver concordato un testo,  io
  ho  fatto in tempo a leggere l'emendamento sui Parchi archeologici,
  meritevole di attenzione e sicuramente, che trova il mio  consenso,
  perché  so  quale difficoltà vivono gli Enti locali, ma nemmeno  il
  tempo  di  leggere il testo, la stessa cosa per questi  emendamenti
  richiesti   dal  Governo,  esigenze  sicuramente   a   cui   questa
  opposizione - parlo a titolo personale, non ho nulla in contrario -
  ma  non  vedo perché ad esempio non vengano presi in considerazione
  dal  Governo  altri  emendamenti  tecnici  che  vanno  incontro  ad
  esigenze del Territorio.
   Il  Presidente  Schifani nel suo discorso di  insediamento,  e  lo
  ribadisco  perché  già  è stato oggetto di un  mio  intervento,  ha
  parlato  di  un  grande progetto Argo Cassiopea che si  sviluppa  a
  largo delle coste di Gela - Licata.
   C'è  un  emendamento presentato, perché per le estrazioni in  mare
  non  sono  previste  royalties in favore dei  Comuni  e  in  questo
  momento  l'Assessore Sammartino conosce bene la problematica  delle
  marinerie di Licata, di Gela, di Porto Empedocle, di Sciacca e  non
  credo che ci possano essere siciliani di serie "A" e di serie  "B",
  utilizzo  una  frase,  un modo ricorrente anche  inflazionata,  per
  esprimere  il  mio  disappunto rispetto a un  modo  di  operare  in
  emergenza che svilisce anche il nostro ruolo.
   E  lo dico senza polemica alcuna, non abbiamo il tempo nemmeno  di
  leggere  e  documentarci,  quindi la inviterei,  Presidente,  anche
  rispetto  ad  emendamenti  tecnici del  Governo,  ripeto  nulla  in
  contrario  voto  la  proroga, perché  non  voglio  che  si  perdono
  opportunità,  ma anche rispetto al metodo con cui vengono  valutati
  dal Governo le esigenze, ripeto conosco la marineria di Licata e ci
  sono  in questo momento 150 famiglie che attendono una risposta  da
  questo  Governo  regionale, sarebbe il caso di tutelare  al  di  là
  delle  misure di compensazione, che ENI possa riconoscere anche  la
  nostra Regione.
   Avevo  già  fatto presente che la Regione Basilicata su  questa  è
  riuscita  ad ottenere una norma dal Governo nazionale che riconosce
  le  intere  royalties alla Regione Basilicata, perché non sfruttare
  questa  opportunità  rispetto  alla strategicità  e  rispetto  alla
  risorsa che abbiamo per tutelare il nostro Territorio e per  creare
  opportunità nel nostro territorio, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. Ha chiesto di parlare l'Assessore Sammartino.
  Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Grazie
  Presidente,  una  breve  precisazione  all'onorevole  Cambiano,  il
  Governo  è  attento  alla vicenda delle marinerie  di  Gela,  Porto
  Empedocle  e  Licata.  Come lei ben sa  già  due  settimane  fa  ho
  convocato un incontro tra tutte le marinerie coinvolte ed  ENI,  il
  tema  di  Cassiopea, il tema delle trivellazioni in quegli  specchi
  d'acqua è all'attenzione del Governo regionale, si sta trovando  la
  convergenza anche grazie all'interlocuzione con ENI per il  ristoro
  che verrà dato ai pescatori.
   Il  tema che lei ha posto di un emendamento sicuramente sarà stato
  al  vaglio della Commissione bilancio, sarà nel fascicolato,  verrà
  trattato nel momento in cui l'iter parlamentare sarà consumato, nel
  frattempo  però,  onorevole  Cambiano,  era  giusto  precisare   in
  quest'Aula anche a nome del Governo, e per tutti i deputati che  in
  queste  settimane  hanno in maniera sempre più esplicita  e  chiara
  sposato  la  preoccupazione dei pescatori di  quelle  marinerie,  e
  rassicurare il Parlamento che a breve verrà siglata l'intesa tra le
  marinerie siciliane ed ENI.

   PRESIDENTE.  Grazie. Allora colleghi, capisco le  perplessità,  ha
  chiesto  di  parlare  l'onorevole Ciminnisi la  quale  aveva  anche
  presentato  un  emendamento di buon senso rispetto alle  alluvioni,
  già  discusso,  che sarà inserito all'interno dello  stralcio,  che
  sarà  trattato a partire dal giorno 4; sull'iter è vero quello  che
  dice l'onorevole Cambiano, ma è altrettanto vero che, talvolta,  ci
  sono  delle  contingenze  e delle emergenze  tali  che  portano  ad
  utilizzare delle procedure differenti.
   Prima  di  dare  la parola all'onorevole Cambiano, ha  chiesto  di
  intervenire   l'assessore  Turano.  Brevissimamente,  per   favore,
  grazie.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Lo  faccio  perché  si  tratta di un emendamento  che  poc'anzi  ha
  illustrato il collega Tamajo, io non voglio apparire come  uno  che
  si occupa di competenze dei miei colleghi.
   Molte  imprese che fanno innovazione e ricerca hanno  sottoscritto
  con  le  università siciliane dei protocolli di intesa; la fase  di
  sperimentazione  le  università  non  sono  nelle   condizioni   di
  chiuderla entro il 30 di giugno. Per legge, per legge, è dato  quel
  termine  e,  quindi,  avremo al danno la  beffa  non  solo  di  non
  realizzare il progetto ma neanche di poterlo certificare.
   Le  stesse imprese, siano esse pubbliche o private, hanno  chiesto
  di  utilizzare  il termine del 30 settembre, congruo comunque,  per
  arrivare al 31 dicembre, alla chiusura del programma.
   Tre  mesi di proroga a me sembra un fatto accoglibile, ecco perché
  volevo chiedere.

   CRACOLICI.  Abbiamo detto di sì.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie Presidente,  intervengo
  soltanto  per rispondere al Presidente Cracolici circa alcune  sue,
  giuste, legittime, perplessità e preoccupazioni.
   Innanzitutto,  l'accertamento dei residui del 2022 e  ante,   oggi
  riteniamo  di  poterlo chiudere e di poter portare  già  domani  ai
  revisori,  venerdì sono riuniti per dare il parere, e portarlo  tra
  martedì,  mercoledì  in Giunta, c'è un ritardo  di  qualche  giorno
  appena,   perché   ci   sono  state  delle   ulteriori   verifiche,
  riaccertamenti, però una questione, Presidente Cracolici, le  posso
  garantire  che  il  consuntivo  21  e  il  consuntivo  22   saranno
  sicuramente   migliori  rispetto  al  pregresso,   perché   abbiamo
  incrementato  i  controlli, abbiamo corretto  ulteriori  partite  e
  siamo  convinti, fermo restando che la Corte dei conti  dovrà  alla
  fine dare la propria valutazione,  ma siamo convinti di presentarci
  con  una maggiore capacità di aver fatto bene o meglio i compiti  a
  casa.
   Seconda  questione, tra l'altro, ad oggi su 3 miliardi e mezzo  di
  residui  abbiamo  messo in pagamento la metà,  un  miliardo  e  700
  milioni, perché tutti i residui regionali del 2022, tutti i residui
  regionali   ante  2022,  tutti  i  residui  extra  regionali   anti
  duemilaventidue sono tutti in pagamento, più tante altri fondi.
   La  seconda  questione, invece, relativamente all'emendamento  del
  collega Aricò non soltanto è opportuno, ma dà un'autorizzazione  al
  Dipartimento  per poter, onde evitare di riportare  poi  a  residui
  ulteriori  questioni di perdere anche questi la  certificazione  di
  questi  fondi, di potere anticipare, atteso che, noi  come  regione
  oggi noi abbiamo anche una disponibilità di cassa non indifferente,
  quindi,  in  più, nel caso in cui vi fossero problemi,  il  secondo
  comma  parla  appunto di una fideiussione, cioè  la  Regione  viene
  garantita  e  il  direttore,  il  dirigente  del  Dipartimento  che
  procederà  o procedesse  - utilizziamo il congiuntivo -  procedesse
  a  questa  norma, nel caso in cui vi fossero dei problemi  potrebbe
  immediatamente escutere la fideiussione e quindi mantenere in bonis
  la Regione.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente. Io oggi sono a dir poco sconcertata
  perché,  Assessore  Falcone, da quanto  tempo  ci  portiamo  dietro
  questo  lavoro?  Abbiamo concesso anzi fin troppo  tempo  a  questo
  Governo,  abbiamo accettato una riprogrammazione sugli FFC  sapendo
  che  non  sarebbe  stata possibile, come tanto  è  vero  poi  stato
  dimostrato, perché questa riprogrammazione non ci sarà  e  non  c'è
  stata  perché c'è stata solo la riprogrammazione per la  parte  che
  attiene alle infrastrutture.
   Ci  siamo  lasciati,  la  scorsa seduta prima  della  sospensione,
  dicendoci  che c'era l'emendamento a mia prima firma per i  ristori
  alluvioni  e  lei  mi  ha  risposto,  Assessore,  che  c'era  anche
  l'emendamento  del Governo. Ora a me non importa che  si  metta  ai
  voti  il  mio emendamento o l'emendamento del Governo, importa  che
  diamo una risposta a dei cittadini che la stanno attendendo da nove
  mesi. L'assessore Sammartino qualche giorno fa ha mandato a Trapani
  un  suo  delegato,  quindi,  in rappresentanza  anche  del  Governo
  regionale,  proprio  per  farsi  carico,  dimostrando  quanto  meno
  l'apparente volontà di farsi carico di questo problema.
   Non  comprendo  le  ragioni per cui se c'è anche  la  volontà  del
  Governo,  se c'è l'emendamento del Governo come lei aveva detto  la
  scorsa seduta, non comprendo perché dobbiamo rimandare al 4, al  5,
  ulteriormente  ad altre sedute, oppure il 4 e il  5  rimandare  poi
  ulteriormente. Mi sembra una presa in giro vergognosa

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ciminnisi.
   Ha  chiesto  di parlare l'onorevole Ardizzone e infine l'onorevole
  Spada, e poi dobbiamo mettere in votazione la norma.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Ardizzone.

   ARDIZZONE.  Grazie  Presidente, io mi unisco  al  rammarico  della
  collega  Ciminnisi  e  quello  che è  stato  il  concetto  espresso
  poc'anzi  dal collega Cambiano perché qui il punto non è disquisire
  su  quelli che sono i meriti degli emendamenti aggiuntivi  proposti
  dal  Governo,  tecnici  non tecnici, questo  non  importa.  E'  una
  questione di metodo.
   Abbiamo  detto, la settimana scorsa, ed è uno dei motivi che  sono
  stati  posti poi in questione, per quello che poi è stato il rinvio
  a questa settimana sulla discussione di questo collegato, del fatto
  che  alcuni  articoli necessitavano, obbligatoriamente, di  passare
  dalle  Commissioni per essere discussi in collettività e io ritengo
  che  questi, anche questi emendamenti proposti, soprattutto  quelli
  dell'assessore  Aricò hanno necessità di passare dalle  Commissioni
  di competenza per una questione anche di correttezza.
   Io  non  penso  che  il  Governo  o  chiunque  abbia  proposto  un
  emendamento,  come anche quello della proroga, si renda  conto  del
  giorno prima per il giorno dopo dell'esigenza che c'è.
   Quindi, io credo che sia una questione di correttezza, non  è  una
  questione di impegno che è stato fatto nelle Capigruppo in  base  a
  quelle  che sono le priorità di un emendamento rispetto a un'altra,
  è   una  questione  di  correttezza  nei  confronti  di  tutto   il
  Parlamento, né della maggioranza, né dell'opposizione, di tutto  il
  Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Presidente,  siccome  noi  l'ultima  volta  che  ci  siamo
  lasciati,  onorevole Sammartino, ora sto per citarla  e  quindi  se
  potesse dedicarmi due minuti di attenzione.
   Siccome  nell'ultima seduta d'Aula c'eravamo  detti  che  dovevamo
  prevedere un emendamento da 6 milioni di Euro per coprire i ristori
  alluvionali nei confronti della provincia di Siracusa, di Trapani e
  di  Messina.  Presidente, scusate Assessori, Giunta  e  Governo  io
  chiedo  ufficialmente che venga inserito questo emendamento  perché
  non  possiamo più aspettare. Presidente. cioè non è che perché  qui
  abbiamo stabilito che si devono inserire solo alcuni emendamenti ne
  possano  pagare le conseguenze le province di Siracusa,  Trapani  e
  Messina.  Siccome ci sono le coperture, ci sono i  soldi  inseriamo
  immediatamente questo emendamento.
   Onorevole  Sammartino  la invito, in quanto  referente  di  questo
  emendamento, di mettere e onorevole Falcone, vista la disponibilità
  che  era  stata  data di inserire questo emendamento  oggi  non  la
  prossima volta perché i ristori non li prende l'onorevole Spada non
  li  prendono gli onorevoli colleghi, li prendono gli agricoltori  e
  coloro  i  quali hanno subìto dei danni e che aspettano da  diversi
  anni.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Spada.   Così  come  è  già  stato
  ampiamente  detto  c'è  un  impegno  tanto  da  parte   di   questa
  Presidenza,  quanto da parte del Governo di trattare temi  con  gli
  stessi caratteri, connotazioni, ce ne sono molti altri oltre quello
  dell'alluvione che riguarda le province che lei ha detto a  partire
  da  giorno 4 in poi e sarà certamente centrale la richiesta che  ha
  fatto  lei  e che già aveva fatto, riconosco, l'onorevole Ciminnisi
  nella scorsa seduta.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  Semplicemente per ribadire quello che lei poc'anzi ha  detto,  cioè
  in  Conferenza dei Capigruppo, la scorsa settimana si è  concordato
  un  percorso, onorevole Spada, è chiaro che questo tema che lei  ha
  sollevato,  ma  che è tema sensibile ovviamente al  Governo,  verrà
  trattato   da   giorno  4  secondo  i  lavori  che  il   Presidente
  dell'Assemblea, insieme ai Capigruppo ha stabilito, insieme a tanti
  altri  temi  che sono di eguale importanza, sui quali  il  Governo,
  ovviamente ha dato la disponibilità.

   PRESIDENTE. Benissimo, grazie, allora procediamo al voto finale.
   Prima  del  voto finale c'era l'emendamento che è stato concordato
  in Aula dell'Assessore

   DI PAOLA. Nessun emendamento approvato

   PRESIDENTE.   Assessore, non trova l'unanimità in  Aula,  pertanto
  diamo  il voto finale. Pertanto, diamo il voto finale alla manovra,
  così siamo rimasti e così andiamo avanti.


   Votazione  finale  del disegno di legge  Disposizioni  finanziarie
  varie. Modifiche di norme.  (n. 21/A Stralcio II/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Disposizioni  finanziarie varie. Modifiche  di  norme.   (n.  21/A
  Stralcio II/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 63
   Votanti                  58
   Maggioranza              30
   Favorevoli               39
   Contrari                 19
   Astenuti                 1

                         (L'Assemblea approva)

      Il  disegno  di  legge  è  approvato  con  il  voto  favorevole
  dell'assessore Sammartino e voto favorevole dell'Assessore Turano.


   Votazione  finale  del disegno di legge  Disposizioni  transitorie
  sulle elezioni degli organi degli enti di area vasta  (n. 502/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Disposizioni transitorie sulle elezioni degli organi degli enti di
  area vasta  (n. 502/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 62
   Votanti                  46
   Maggioranza              24
   Favorevoli               37
   Contrari                 9
   Astenuti                 11

                         (L'Assemblea approva)

      L'onorevole   Dipasquale   si  è  astenuto   dalla   votazione.
  Erroneamente, ha votato, no? Ha votato, ma si astiene.


   Votazione  finale del disegno di legge  Disegno di legge  voto  da
  sottoporre  al  Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18  dello  Statuto, recante  Dimensionamento scolastico.  Modifiche
  all'art. 19 del Decreto-Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n.
  111/2011' . (n. 395/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Dimensionamento  scolastico. Modifiche all'art.  19  del  Decreto-
  Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 63
   Votanti                  58
   Maggioranza              30
   Favorevoli               58
   Contrari                 0
   Astenuti                 1

                         (L'Assemblea approva)

   C'è un astenuto, chi è l'astenuto? Lo scopriremo.  La votazione  è
  conclusa, tanto è approvato.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
         residenza a favore dei farmacisti rurali.  (n. 304/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Disposizioni  in  merito alla determinazione  delle  indennità  di
  residenza a favore dei farmacisti rurali.  (n. 304/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 63
   Votanti                  60
   Maggioranza              31
   Favorevoli               60
   Contrari                 0
   Astenuti                 1

                         (L'Assemblea approva)

   Adesso votiamo, c'è l'ultimo, c'è l'intesa, che è l'articolo unico
  senza  emendamento. Si dà direttamente il voto finale, è il disegno
  di legge n. 332 che è quello della I Commissione.

   CATANZARO.  Qual  è  questo? Se ne riparla il  4  o  il  5.  Stop,
  discorso chiuso.

   PRESIDENTE. Non era inserito, nel discorso che abbiamo  fatto,  ma
  non c'è bisogno, non sapevamo che fosse questo. Si parlerà giorno 4
  anche di questo disegno di legge.
   Tutti  i  disegni  di legge che sono stati concordati  sono  stati
  votati.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Chiedo  all'onorevole  Di  Paola  di
  sostituirmi.

   DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, in realtà avrei bisogno della
  sua  attenzione personale perché è rivolto alla sua figura ma anche
  alla  sua  persona perché io più volte, per iscritto e per  le  vie
  brevi,  e qui in Aula, ho chiesto ufficialmente la convocazione  di
  un'Aula dedicata al caso SeeSicily, al caso Cannes.
   Io  non  amo essere categorico verso la Presidenza ma,  in  questa
  occasione, mi tocca esserlo. Presidente Galvagno, io le  chiedo:  o
  cortesemente convoca questa Assemblea dedicata, entro  il  mese  di
  luglio,  o  sarò costretto a depositare una mozione di sfiducia,  a
  raccogliere  le firme, in modo da portare l'argomento in  Assemblea
  perché  le  opposizioni  non  sono  più  disponibili  ad  attendere
  ulteriormente. Vogliamo discutere di questo argomento.

   PRESIDENTE. Mi dispiacerebbe.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Non  di  sfiducia  nei  suoi  confronti,  nei
  confronti   dell'Assessorato  perchè,  ripeto,  vogliamo  discutere
  l'argomento.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, facciamo la  seguente:  così  come
  bisogna  concordare quelle che sono le priorità da  portare  avanti
  decideremo  insieme,  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, quando calendarizzare questa data.

   DE LUCA ANTONINO. Perfetto.

   PRESIDENTE. C'è attenzione da parte di questa Presidenza e nessuno
  vuole...

   DE LUCA ANTONINO. Io desideravo sentire queste parole.

   PRESIDENTE. Ma già ce lo siamo detti.

   DE  LUCA  ANTONINO.  La  settimana prossima facciamo,  quindi,  la
  Conferenza   dei   Presidenti  dei   Gruppi   parlamentari   e   la
  calendarizziamo?

   PRESIDENTE.  Faremo  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari e decideremo insieme il percorso da seguire.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole Marano.

   MARANO. Avevo già chiesto la parola.

   PRESIDENTE. Non l'ho vista. Come volete, cambia poco, tanto potete
  intervenire entrambi.

   ASSENZA.  Signor Presidente, è solo perché abbiamo  presentato  un
  ordine  del  giorno  a  firma di tutti i  Gruppi  parlamentari  per
  chiedere una proroga sulla spinosa vicenda della restituzione della
  richiesta  dei dispositivi medici, in attesa di una sentenza  della
  Corte costituzionale che sarà a breve. Quindi, se possiamo dare  il
  voto  su questo ordine del giorno che, credo, raggiunga l'unanimità
  dei consensi.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   MARANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Questo
  intervento di oggi è un intervento relativo a un tema fondamentale,
  importantissimo,  la  salute. Direi  che  sia  necessario  dire  al
  presidente Schifani di fermarsi di occuparsi di turismo e,  quindi,
  di bloccare qualsiasi sua iniziativa, del Governo, della Presidenza
  sul  SeeSicily,  sul caro-voli, sugli albergatori, sulla  ricezione
  turistica perché, se arrivano i turisti in Sicilia, la sanità e  la
  salute  dei  cittadini non può essere garantita, e mi riferisco  ad
  una  direttiva dell'Asp di Catania, questa, dove c'è scritto,  dopo
  alcune premesse, recita:  Il nostro territorio, nel periodo estivo,
  subisce una profonda trasformazione legata all'imponente flusso  di
  turisti e di siciliani di origine che rientrano in regione  per  il
  periodo  vacanziero  .  Non la leggo tutta,  ovviamente,  leggo  le
  parti  più  importanti,  viene ricordato anche  il  problema  della
  carenza  di  organico. Fatte delle premesse:  Per tali ragioni,  si
  dispone,  a  decorrere  dal  15 luglio fino  al  15  settembre,  le
  attività  di ricovero programmate nei presidi ospedalieri aziendali
  dovranno  essere  sospese  e  riprogrammate,  dovendosi  assicurare
  esclusivamente ricoveri di urgenza
   Quindi, un cittadino a Catania che deve ricoverarsi per motivi non
  di  urgenza, magari può esserci un catanese della provincia che, in
  seguito  a  delle analisi, dai controlli fatti nei mesi precedenti,
  che deve ricoverarsi per un motivo non urgente a Catania non si può
  ricoverare in nessun ospedale, perché questa direttiva dice che dal
  15  luglio al 15 settembre saranno sospesi e riprogrammati tutti  i
  ricoveri. Saranno fatti solamente quelli di urgenza.
   Quindi,  noi  qui in Sicilia, ci ritroviamo a dover  scegliere  se
  fare  venire i turisti o fare curare i Siciliani, perché  a  questo
  punto questo è il bivio.
   Ora,  rispetto alla carenza di organico, perché è un  problema  la
  carenza  di  organico  e lo sappiamo, vi cito  un  esempio  di  una
  condizione di un ospedale di provincia, della provincia di Catania,
  Caltagirone.  Esempio: a luglio c'è una carenza di  anestesisti;  a
  luglio, per esempio, non sarà possibile garantire 64 turni; mancano
  64  turni  da  coprire a luglio, cioè 400 ore. Ad agosto  non  sarà
  possibile garantire 77 turni, cioè 480 ore.
   Cioè, ditemi, mi dica il Presidente della Regione - che ovviamente
  non è in Aula - mi dica qualcosa questo Governo, se è possibile che
  in  Sicilia  la sanità sta affossando  Cioè, io non  so  se  ve  ne
  rendete  conto, se il Presidente se ne rende conto, se ci  rendiamo
  conto  che  le  persone  non  si possono  più  curare   Io  rimango
  sconvolta   E  ogni giorno sento qualcosa sul tema e mi  metto  nei
  panni  delle persone che hanno bisogno di curarsi, che non  possono
  né  accedere  alle cure, hanno i problemi per fare le analisi,  non
  possono  più  ricoverarsi  Cioè, ma dove stiamo andando  a  finire,
  Presidente?  Capiamo che la situazione è molto grave o  la  vediamo
  soltanto  noi? Qua non è questione di opposizione e di maggioranza,
  qui la gente non si può curare  Le persone rischiano la vita
   Quindi,  per  favore, fateci sapere cosa vuole fare il  Presidente
  Schifani  e  questo Governo, perché stiamo andando completamente  a
  fondo  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Marano. Ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole  Burtone,  perché  è  iscritto  a  parlare  l'onorevole
  Burtone,  poi  l'onorevole  Gilistro e l'onorevole  Safina.  Prego,
  onorevole Burtone.

   BURTONE.  Presidente, la scorsa settimana noi  abbiamo  audito  in
  Commissione  Salute  i rappresentanti della SEUS, del 118. E  hanno
  posto   delle   questioni  molto  significative,   che   riguardano
  l'emergenza in generale, ma in particolare hanno messo in  evidenza
  alcune  carenze  di  organico. Le carenze  prevalenti  sono  quelle
  legate  alla  figura  dei medici, medici che  debbono  avere  anche
  questa  professionalità nel campo dell'emergenza, degli  interventi
  da fare con tempestività.
   Poi  abbiamo audito il sindaco di Lipari, un sindaco che è  venuto
  preoccupatissimo  per  la  condizione  del  proprio  ospedale,   in
  un'isola  che è al centro di un arcipelago complessivo,  e  che  ha
  messo  in evidenza le difficoltà operative dell'ospedale. Non erano
  difficoltà  legate  alla strumentazione, alle  apparecchiature;  le
  difficoltà  erano  quelle del personale medico:  mancano  i  medici
  anche a Lipari.
   Infine,  la  vicenda ci è stata rappresentata  in  questi  termini
  anche  da  un'altra  delegazione, che  abbiamo  sentito  sempre  in
  Commissione, la delegazione dell'area comprensoriale di Corleone. È
  venuto  il  sindaco  Nicolosi  e ha posto  il  tema  relativo  agli
  ospedali  del  territorio:  ha  evidenziato  che  anche   in   quel
  territorio c'è carenza di medici.
   La  collega Marano diceva che ci sono ospedali che non riescono  a
  fare i turni di pronto soccorso, ci sono un numero preoccupante  di
  anestesisti   che   operano  negli  ospedali  fuori   dalla   città
  metropolitana. Il tema, colleghi, è questo  Il punto centrale della
  questione è che in Sicilia - mi permetto di dire, ormai in tutto il
  Paese - mancano i medici
   Noi  possiamo fare tutti gli sforzi che vogliamo, noi come Partito
  Democratico  abbiamo presentato un disegno di legge già incardinato
  in Commissione sul reclutamento del personale.
   Stiamo   inserendo   alcune   norme  che   potrebbero   riguardare
  l'organizzazione interaziendale in modo da dare la possibilità agli
  ospedali  del  territorio  di  avere  un  sostegno,  un  aiuto,  di
  realizzare  un'osmosi nel rapporto con gli ospedali  delle  aziende
  delle città metropolitane in modo avere il personale.
   Abbiamo  ripreso  il decreto Calabria e, quindi, l'opportunità  di
  utilizzare al meglio anche gli specializzandi.
   La  necessità è che i concorsi operino in un livello regionale  in
  modo  che  quelli  che sono idonei in un concorso  bandito  possano
  andare ad utilizzare anche i posti liberi.
   Ma  il punto determinante non può essere questo correttivo che noi
  vogliamo porre in un sistema che sta man mano franando. Sono  degli
  aggiustamenti quelli che noi porremo, speriamo che il  Governo,  le
  altre   forze  politiche  facciano  altre  proposte.   Sono   degli
  aggiustamenti che, comunque, non saranno sufficienti perché mancano
  i medici.
   Il  tema  è  proprio  questo, arrivare al superamento  del  numero
  chiuso, finire con questa logica per cui i ragazzi devono fare  dei
  quiz  complessi e difficili, che si debba entrare nel tunnel  della
  formazione  di  questi  quiz, man mano che i ragazzi  studiano  nel
  percorso  delle  scuole medie superiori. Il numero è  limitatissimo
  ormai  in  Italia e in Sicilia. Dobbiamo quindi arrivare  a  questo
  obiettivo e per arrivare a questo obiettivo certamente sappiamo che
  ad operare debba essere il Parlamento nazionale ma noi non possiamo
  essere totalmente assenti nel processo.
   Abbiamo  detto  -  e  qui lo ribadiamo - è necessario  seguire  la
  strada  che  si  è  seguita  per il dimensionamento  scolastico  e,
  quindi,  una legge voto che dobbiamo promuovere in Sicilia per  poi
  chiedere  alle  forze politiche nazionali di arrivare all'obiettivo
  di  abolire  o  di sospendere, ma meglio abolire il  numero  chiuso
  dell'entrata  nella  facoltà di medicina. E' questo  il  lavoro  da
  fare
   Noi   apprezziamo,  ho  sentito  proprio  qualche  minuto  fa   il
  Presidente   della   Commissione   Pubblica  Istruzione ,   collega
  Ferrara, che ha dato la disponibilità.
   Spero,  mi  auguro, che dalla prossima settimana  si  convochi  la
  Commissione,  se  necessario  si  facciano  Commissioni  congiunte,
  Commissione   Pubblica  Istruzione  e Commissione   Sanità   perché
  dobbiamo  produrre subito la legge voto e chiedere poi  alle  forze
  politiche nazionali di arrivare all'obiettivo.
   Possiamo  discutere di tante problematiche della  sanità  come  le
  lunghe  liste d'attesa, i medici di medicina generale che  mancano,
  le  emergenze,  ma  se  non arriviamo al punto  e   -  ribadisco  e
  concludo  -  per  formare  un medico oggi,  signor  Presidente,  ci
  vogliono undici anni: sei anni  per la facoltà di medicina e cinque
  anni di specializzazione.
   Nella  condizione  in  cui  noi ci  troviamo  oggi  non  avere  il
  personale medico sufficiente, se non si parte subito quando? Se non
  ora, quando?
   Avere un minimo di responsabilità e di consapevolezza che il  tema
  è proprio questo: non lo vogliono alcune baronaggini universitarie?
  Bene  Ce ne faremo una ragione
   Deve  decidere  la politica, deve decidere la democrazia,  debbono
  decidere  i parlamenti, noi non possiamo ascoltare poteri  che  non
  accettano questa logica. Oggi, non è più tempo di numero chiuso,  è
  necessario  avere  la possibilità per i nostri giovani  di  entrare
  all'università e poi vedere se meritano, se meritano vadano avanti,
  altrimenti scelgano altre strade.
   Comunque, l'auspicio che noi facciamo, come Partito Democratico, è
  che dalla prossima settimana la Sicilia indichi la strada al Paese,
  la  strada di superare le condizioni di difficoltà che oggi abbiamo
  nella sanità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Grazie   Presidente,  grazie  colleghi.   Mi   associo
  assolutamente alla collega Marano e al collega Burtone. Presidente,
  la  situazione non è quella che noi stiamo vedendo oggi, che è  già
  drammatica.  La  situazione nei prossimi mesi, nei  prossimi  anni,
  sarà  ancora  peggio, molto peggio, perché ancora il personale  che
  non  abbiamo,  che  e non è sufficiente, a questo  personale  verrà
  sottratto ancora altro personale che andrà in pensione nei prossimi
  due-tre anni e non avremo come ricambiare questo personale.
   Un  altro  appello  importante è che, purtroppo,  in  Sicilia  con
  l'apertura  di  strutture  di secondo  livello  come  a  Catania  è
  successo  tre  strutture  di  secondo livello  hanno  impoverito  e
  cannibalizzato i piccoli ospedali di periferia. La situazione degli
  ospedali  di periferia, cioè chiamiamoli di periferia, di Siracusa,
  Ragusa,  Noto, Avola sono nel disastro più assoluto. C'è  personale
  al  100 per cento nei grandi ospedali e personale al 10, al 20,  al
  30 per cento che lavorano in maniera disumana nei piccoli ospedali.
  C'è  una disorganizzazione assoluta, una disorganizzazione assoluta
  in questo momento nella sanità, anche perché per una situazione che
  non  è  solo  colpa della mancanza di medici ma perché  esiste  una
  richiesta  impropria,  richiesta impropria  di  accessi  ai  Pronto
  soccorso  e  a  indagini  che  potrebbero  essere  inutili  se  non
  addirittura dannosi.
   Quindi, la mia preghiera è che questo Governo possa occuparsi  una
  volta  per  tutte  di riorganizzare veramente tutto  il  territorio
  della  sanità,  non solo cercando di migliorare i  rapporti  fra  i
  grandi  ospedali e i piccoli ospedali, ma soprattutto  cercando  di
  riorganizzare il rapporto tra medicina del territorio, medicina del
  territorio, medici di famiglia e pediatri e rapportarli in  maniera
  più  responsabile nei confronti degli ospedali. Questo è il  nostro
  futuro,  altrimenti  fra un anno, due anni non  potremo  più  corre
  dietro  questa emergenza. Questa è una situazione ancora al 50  per
  cento di quello che succederà nei prossimi due anni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, Onorevoli colleghi, nel mese di aprile,
  mi  pare,  ho  presentato un'interpellanza con  la  quale  chiedevo
  all'assessore  Amata, tra le tante cose, se a  seguito  delle  note
  vicende  SeeSicily  ci fosse il rischio che venissero  revocate  le
  risorse  alle  imprese  albergatrici  che  avevano  sottoscritto  i
  contratti e che non avevano però ottenuto, diciamo, le prenotazioni
  per quei voucher di cui erano titolari.
   L'Assessore  Amata in quest'Aula ebbe espressamente  a  dichiarare
  che l'unica ragione per la quale poteva esserci la revoca di quelle
  risorse,   o   meglio   la  risoluzione   in   questo   caso,   era
  l'inadempimento accertato degli operatori commerciali ed ebbe  pure
  a  dire che era suo intendimento prorogare sino al 31 dicembre  del
  corrente anno la misura SeeSicily.
   La  discussione su l'inefficacia di questo intervento è  nota,  le
  posizioni si sono oramai, diciamo, solidificate, è inutile  che  vi
  ritorni; però, c'è un problema: che sono di questi giorni i decreti
  dirigenziali  che hanno revocato e con i quali è  stato  chiesto  a
  molti esercenti che avevano sottoscritto i contratti con la Regione
  di  fare  le note di credito e, dunque, di restituire i  soldi  che
  avevano già tenuto non già per inadempimento, come aveva in  questa
  sede   dichiarato  l'Assessore  Amata,  ma  perché  è  venuto  meno
  l'interesse pubblico alla misura.
   Ora, la cosa grave qual è? Non solo e non tanto la rescissione per
  mancanza dell'interesse pubblico, ma il fatto che qui c'è un  corto
  circuito  tra il Governo e gli Uffici, quello che fa il  Governo  e
  quello  che  fanno  gli Uffici non lo sa nessuno;  l'Assessore  qui
  dichiara,  a  questo  punto  mentendo  al  Parlamento  che  non  ci
  sarebbero  state le risoluzioni, gli Uffici rescindono i  contratti
  perché  manca l'interesse pubblico e, dunque, non comprendo nemmeno
  che fine abbia fatto questa ipotetica proroga fino al 31 dicembre.
   Allora,  Presidente,  la  cosa  qui  è  grave,  che  si  fa   solo
  propaganda,  perché la propaganda rimane sui giornali, questi  atti
  amministrativi probabilmente svaniranno nel volgere di pochi giorni
  dalle  memorie  dei  cittadini siciliani, ma il  nostro  compito  è
  aprire  -  come diceva correttamente il Capogruppo del Movimento  5
  Stelle  -  un dibattito su SeeSicily e su Cannes perché quello  che
  sta  accadendo è gravissimo, non c'è più certezza del diritto,  gli
  operatori commerciali che dovevano aiutare ora saranno costretti  a
  fare le restituzioni di queste somme a causa di una misura che  non
  ha  funzionato per problemi degli operatori commerciali, ma non  ha
  funzionato  perché  il  Governo aveva, il precedente  e  l'attuale,
  poche idee e confuse per giunta  Ciò non è ammissibile
   E  allora,  noi  dobbiamo chiarezza ai cittadini siciliani  e  gli
  operatori siciliani perché abbiamo speso milioni e milioni di  euro
  in  misure  che hanno visto l'impiego del 2, manco del 2 per  cento
  delle  risorse  con  una ricaduta sul turismo prossimo  allo  zero,
  perché,  ricordo,  qui  tante  volte,  il  Gruppo  dei  patrioti  è
  totalmente  assente, ma ricordo tante volte che  i  patrioti  hanno
  rivendicato il grande successo. Ricordo che prima della pandemia  5
  milioni  circa  erano  le  presenze  turistiche  in  Sicilia,  post
  pandemia  sono sempre 5 milioni le presenze turistiche in  Sicilia.
  Dunque, questa misura non è vero che è stata un successo perché  il
  punto di riferimento non è il 2020 e il 2021, è il 2019 e nel  2019
  c'erano  5 milioni di turisti, nel 2021 e 2022 ce n'erano  di  meno
  perché c'era la pandemia.
   Allora,  io  vorrei  che  il Governo per una  volta  anziché  fare
  propaganda dicesse la verità ai siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, sottopongo  a
  quest'Aula  l'ennesima  forma di disattenzione  di  questo  Governo
  rispetto  ad  un  tema  che sta veramente attanagliando  un  intero
  territorio  che  è il territorio delle Madonie ma non  soltanto  le
  Madonie,  i  Nebrodi  che ogni giorno vivono il  dramma  di  questo
  sovraffollamento  dei  daini,  dei  suidi  e  dei  cinghiali.  Devo
  registrare  per  l'ennesima volta il non  pervenuto  dell'assessore
  Pagana  che  è  stata invitata opportunamente  ad  un  incontro  di
  sindaci fatto la settimana scorsa, ma noi l'avevamo già organizzato
  diverse  settimane prima in cui abbiamo invitato, nella fattispecie
  l'ha  organizzato  il comune di Polizzi che ha invitato  tutti,  io
  avevo  Commissione  Antimafia  non  potevo  andare  ma  c'erano  la
  rappresentanza   di  tanti  deputati  del  territorio,   ma   nella
  fattispecie  avevo  già invitato due mesi fa l'assessore  Pagana  e
  sembra che sul tema lei non voglia prendere una posizione di  aiuto
  concreto in quei territori dove hanno una difficoltà enorme già gli
  agricoltori  che, ovviamente, si devono trovare  a  un  periodo  di
  pandemia  che  li  ha  distrutti e con questo sovraffollamento  dei
  daini  e  dei  suidi almeno un dire  il Governo vuole prendere  una
  posizione chiara al riguardo , non pervenuta.
   Allora,  io dico all'assessore Pagana di mettersi d'impegno  e  di
  non  disertare  ogni  volta  che  si  organizzano  questi  incontri
  puntualmente tutti gli eventi, perché questo Governo  su  dei  temi
  che stanno a cuore ai cittadini e che attanagliano interi territori
  non  soltanto  le Madonie, basti pensare a tutti i  territori  dove
  ricadono dei parchi della nostra Regione, non può stare a guardare.
   Assessore Pagana, lei oggi non c'è, spesso e volentieri non  viene
  in  Aula,  spesso e volentieri quando viene invitata agli  incontri
  ufficiali non ci va, io mi chiedo di mettere in discussione il  suo
  operato  da  assessore  di questa Regione;  anche  perché  ricordo,
  assessore  Pagana, che lei deve mantenere, ecco a differenza  degli
  altri  assessori, un maggiore impegno perché è il  famoso  "strappo
  alla  regola".  Lei  è  stata nominata  nonostante  non  faccia  il
  deputato  e,  quindi, si deve ricordare che avendo ricevuto  questa
  grazia  dal Presidente Schifani nel fare l'assessore senza fare  il
  deputato deve dare ancora maggiori risultati.
   C'era  l'onorevole Safina che è andato, c'era l'onorevole  Vitrano
  che   hanno   in  qualche  modo  parlato  con  questi   allevatori,
  agricoltori, ma mancava il Governo.
   Spesso  e  volentieri i cittadini sollecitano questo  Governo  che
  risponde  assente.  E poi cosa succede? Succede pure  che  Schifani
  compie  dei miracoli. Questa a questo Parlamento, agli amici  e  ai
  cittadini che in qualche modo seguono va raccontata, perché  questa
  è  veramente  una  storia incredibile. Due mesi fa avevo  investito
  questo  Governo  di una situazione gravissima che attanagliava  una
  piccola  a  cui  mancavano delle lenti a  contatto  che  non  erano
  assolutamente  commerciabili  in  Italia  e  quindi   bastava   che
  l'impegno  di  questo  Governo  per  cercare  di  sbloccare  questa
  situazione  assurda. Allora, cosa succede? Schifani  non  risponde,
  latita,  perché  bastavano due Regioni per firmare questo  accordo,
  due  Regioni, e il Ministero alla Salute dava il suo ok. Parlo  col
  governatore del Piemonte Cirio, con il quale raggiungo un  accordo,
  grande  lavoro  di  interesse  e di  intesa  per  risolvere  questo
  problema, il governatore Schifani non presente a mettere una  firma
  cosa   fa?   Ovviamente,   arriva  la  risposta   dopo   l'ennesimo
  sollecitamento da parte del qui presente che a volte fa  un  lavoro
  di  svilimento perché non vengono date risposte alle domande,  dopo
  che  risolviamo il problema, questo è incredibile, dopo un mese  di
  risoluzione  del  problema  ieri cosa fa Schifani?  Bel  comunicato
  stampa  sugli  organi  di stampa con tanto di  fotografia:  "grazie
  all'interessamento del governatore Schifani abbiamo portato a  casa
  il  risultato". Bugiardo oserei dire al governatore  Schifani,  che
  non solo non fa, ma che quando fa si prende i meriti che non ha
   Allora,  questo  non  ce  lo  possiamo permettere.  Lei,  l'unico,
  l'ultimo dei moicani, assessore Messina, che è rimasto in Aula deve
  in  qualche modo fare una reprimenda al suo stesso Governatore  che
  pensa  di  essere il Gesù Cristo su questo Parlamento,  che  quando
  entra  in  Parlamento  o  lo incrociamo noi deputati  nei  corridoi
  nemmeno  saluta   Ecco, questo atteggiamento  di  in  qualche  modo
  superiorità  rispetto a questo Governatore la dobbiamo smettere   E
  quando  i deputati dell'opposizione danno un suggerimento a  questa
  Giunta,  smettetela di prendere meriti che non  avete   E  lo  dico
  anche  l'assessore Aricò dopo avere fatto una battaglia enorme  sul
  ponte  di  Blufi  sono  contento che  anche  lui  sta  cercando  di
  risolvere  il problema, e mi auguro che quando farà l'inaugurazione
  non  si  metterà  là  col sorrisino  tagliamo i nastri  lo  abbiamo
  risolto  ,  ma che coinvolga anche i deputati che hanno  fatto  una
  battaglia al riguardo forte per un intero territorio. Siamo stanchi
  di questo Governo inefficiente che si prende meriti che non ha

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA. Grazie, Presidente. Solo per raccontare ogni tanto qualcosa
  di  positivo. Battagliamo quotidianamente in Aula cercando  di  far
  approvare  degli emendamenti o piuttosto di portare  avanti  alcuni
  disegni  di legge che possano consentire ai nostri concittadini  di
  avere  dei  servizi  migliori  o di  avere  anche  delle  strutture
  migliori rispetto a quelle che oggi hanno. Paradossalmente, diversi
  mesi  fa  ho  iniziato insieme a diversi colleghi di quest'Aula  un
  percorso costituendo un Intergruppo parlamentare che aveva e che ha
  ancora  oggi lo scopo di contrastare l'uso del crack e delle droghe
  in  generale  tra  gli adolescenti. Ecco, abbiamo  sperimentato  in
  questi  mesi che uno dei deterrenti rispetto al consumo  e  all'uso
  delle  droghe  è  quello di incentivare i ragazzi, i  giovanissimi,
  alla  pratica sportiva. Fare sport ti consente non solo di  portare
  via  questi ragazzi dalla strada, ma soprattutto di educarli ad una
  vita sana.
   E  allora, se vogliamo contrastare il consumo delle droghe tra gli
  adolescenti  non  possiamo  che fare un investimento  importante  e
  massivo all'interno delle strutture e dell'impiantistica sportiva.
   Ho  iniziato  il mio ragionamento dicendo voglio parlare  di  cose
  positive.  E' notizia di qualche giorno fa il fatto che due  atleti
  di  Floridia  e di Solarino sono diventati campioni italiani  nelle
  rispettive  categorie: una ragazza, Valenti nel salto in  lungo  di
  Floridia  ed un ragazzo di Solarino, Giliberto, nei 400 metri.  Lei
  forse  non  lo  sa, io sono un ex atleta era un ex quattrocentista,
  però devo sottolineare un aspetto che spero venga poi discusso  non
  solo in quest'Aula, ma sottoposto all'Assessore al ramo. Questi due
  ragazzi sono riusciti a distinguersi a livello nazionale nel  campo
  dell'atletica  leggera allenandosi su una pista in asfalto,  perché
  paradossalmente  mentre  Floridia ad  oggi  non  ha  una  struttura
  sportiva  attiva, un impianto sportivo a Florida non esiste,  avevo
  presentato  nella  scorsa finanziaria un emendamento  da  800  mila
  euro  per ripristinare il campo di calcio e il pallone tensostatico
  a  Floridia,  purtroppo  l'emendamento è stato impugnato  e  adesso
  dovremmo  porre  rimedio a questa impugnativa,  mentre  per  quanto
  riguarda  Solarino si aspetta da diversi anni la  realizzazione  di
  una  pista di atletica in tartan. Siccome Solarino ha fatto  storia
  nel  campo  e  nel  mondo dell'atletica leggera  sfornando  diversi
  campioni  italiani,  sarebbe  un  bel  segnale  che  quest'Aula  ma
  soprattutto  che l'Assessorato allo sport dedicasse  delle  risorse
  per consentire in ogni Comune della nostra terra la possibilità  di
  avere  un  impianto  sportivo  funzionante,  altrimenti  tutte   le
  battaglie  che affronteremo per contrastare tutte le  devianze  che
  oggi affliggono i nostri giovani saranno inutili.
   Dobbiamo dare risposte concrete, dobbiamo proporre soluzioni, e  a
  mio  avviso un investimento massivo sull'impiantistica sportiva per
  consentire  ai  nostri  giovani di avere  un  luogo  in  cui  poter
  svolgere questo tipo di attività sarebbe una bella risposta, sia di
  prevenzione  ma  anche di risoluzione a diverse  problematiche  che
  quotidianamente ci troviamo ad affrontare. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
   Colleghi,  rinvio  la seduta a martedì, 4 giugno  2023,  alle  ore
  11.00,  con  all'ordine del giorno   interrogazioni e interpellanze
  della Rubrica  Energia e servizi di pubblica utilità  1 e poi con i
  disegni di legge che sono già incardinati.

                 La seduta è tolta alle ore 13.17 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IV SESSIONE ORDINARIA


                          49a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 4 luglio 2023 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
    REGOLAMENTO  INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE  DELLA
    RUBRICA:  Economia  (V. allegato)

   III - VOTAZIONE FINALE DEL DIESGNO DI LEGGE:

         - Ratifica, ai sensi dell'art. 117, 8  comma  della Costituzione
            dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
         Bolzano per l'istituzionalizzazione        della Conferenza delle
            Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)

   IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizioni finanziarie varie. Modifiche di norme. (21/A
         Stralcio I/A). (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       2)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
  il lavoro

   N.  123  -  Iniziative urgenti per sbloccare il mancato pagamento
  dei tirocini a valere sull'Avviso 22.
   Firmatari: De Leo Alessandro; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele;
  Geraci  Salvatore; Balsamo Ludovico; Vasta Davide Maria;  Lombardo
  Giuseppe; Sciotto Matteo
   -  Con  nota prot. n. 10268 del 1  marzo 2023 il Presidente della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per la famiglia,  le  politiche
  sociali e il lavoro.

   - Da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  87  - Iniziative urgenti per superare le problematiche  e  le
  criticità  del  Presidio  ospedaliero  San  Giovanni  di   Dio   e
  Sant'Isidoro  di  Giarre  (CT)  per  garantire  un'efficiente   ed
  adeguata gestione della salute pubblica.
   Firmatari:  Vasta  Davide  Maria;  De  Luca  Cateno;  La  Vardera
  Ismaele;  Geraci  Salvatore; Balsamo Ludovico; De Leo  Alessandro;
  Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
   -  Con  nota prot. n. 10286 del 1  marzo 2023 il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  224  -  Gravi criticità nell'erogazione dei servizi  sanitari
  essenziali nel Comune di Pietraperzia (EN).
   Firmatari:   Venezia  Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone
  Giovanni;  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele;  Safina  Dario;
  Spada  Tiziano  Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con  nota prot. n. 15297 del 6 aprile 2023 il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

     (*)  Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici. (n. 519).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 20 giugno 2023.
   Inviato il 23 giugno 2023.

    Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
                        competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Articolo 4, comma 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n.
  10   Bilanci  finali  di  liquidazione delle  Aziende  Autonome  di
  Soggiorno  e  Turismo di Messina, Capo d'Orlando,  Giardini  Naxos,
  Erice e Nicolosi. (n. 15/V).
   Pervenuto in data 21 giugno 2023.
   Inviato in data 23 giugno 2023.

  Allegato B

  - Risposte scritte ad interrogazioni

  Allegato C

  - ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA


   1 Successivamente, a seduta conclusa, modificata in:  Economia .