Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 12.56
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale delle sedute n. 46 e
n. 47 del 20 giugno 2023 sono posti a disposizione degli onorevoli
deputati che intendano prenderne visione e sono considerati
approvati in assenza di osservazioni in contrario nella presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
Comunico che gli onorevoli Grasso, La Rocca e De Luca Cateno sono
da considerarsi in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Seguito della discussione del Disegno di legge voto da sottoporre
al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19
del Decreto-Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' .
(n. 395/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
discussione dei disegni di legge. Si procede con il prelievo del
Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19 del Decreto-
Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A),
posto al numero 2).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto.
Invito, altresì, il relatore, onorevole Chinnici, a svolgere la
relazione.
CHINNICI, relatore. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, vi
chiedo qualche minuto di attenzione. Questo disegno di legge voto
che oggi presentiamo, mi corre l'obbligo ringraziare intanto subito
l'intera V Commissione, il Presidente Fabrizio Ferrara, e tutti i
colleghi per l'attenzione che hanno mostrato subito a questo
disegno di legge.
Stiamo cercando con questo disegno di legge voto di porre
all'attenzione le criticità molto gravi che il dimensionamento
scolastico, deciso nell'ultima manovra di bilancio, nella legge n.
197 del 2022, possono infliggere al sistema scolastico e alla
scuola, in generale, italiana.
Parliamo di un dimensionamento che prevede la perdita
dell'autonomia per le scuole che passeranno da 8700 scuole, in
tutta Italia, a 7309.
Per la Sicilia, in particolare, si tratta di un danno gravissimo
perché saranno previste istituzioni scolastiche di livello
mostruoso a partire da 961 alunni. Significa che, soprattutto nei
comuni montani, nelle zone interne, nelle aree periferiche, nelle
piccole isole, ma che nelle zone dove è alto il tasso di
dispersione scolastica, noi perderemo il presidio, il dirigente
scolastico, il Dsga, il direttore amministrativo che tutti voi
sapete essere un po'il cuore economico della scuola, nonché il
personale amministrativo, il personale ATA.
Quindi, con questo disegno di legge voto, noi vogliamo chiedere al
Parlamento nazionale un'attenzione sulla scuola. Dimensionare la
scuola significa indebolire. Indebolire la scuola statale. Quello
che noi chiediamo non è di abolire del tutto il dimensionamento
perché ci rendiamo conto che purtroppo è un trend che va avanti
ormai da molti anni e che è stato previsto già da una legge del
2011, ma chiediamo attenzione particolare almeno a queste tre
categorie.
Le scuole delle zone interne montane, per cui prevediamo un
dimensionamento, di mantenere almeno diciamo gli standard che ci
sono adesso, né più né meno, di non sottoporre perché poi facciamo
delle politiche contro lo spopolamento delle zone interne montane,
però togliamo la scuola. Non ha senso.
Allo stesso modo la dispersione scolastica. Chiediamo
un'attenzione particolare per le scuole che superano il 15 per
cento in Sicilia, sono moltissime purtroppo, di dispersione
scolastica. Un dirigente scolastico in un territorio cosiddetto a
rischio' in una scuola che con brutta espressione si dice 'a
rischio' non è possibile toglierlo, non è possibile eliminarlo, a
meno che poi non dobbiamo incorrere in tante altre problematiche
molto più gravi e qua c'è il collega La Vardera con cui
condividiamo un impegno, insieme al collega Spada e a tanti altri
colleghi, per il discorso del crack e delle dipendenze.
L'emergenza, il disagio giovanile, non è slegato dal discorso
delle scuole depotenziate. Vi prego di avere uno sguardo unitario
su questo. Il giudice Di Bella, famoso perché ha mandato avanti un
progetto dove, appunto, tenta di rieducare i figli delle famiglie
mafiose togliendoli a quelle famiglie, dice che, giustamente,
quello è un atto finale a cui non si dovrebbe mai arrivare, ma che
la prevenzione è fondamentale e prevenire i fenomeni di disagio e
di devianza sociale significa tenere le scuole aperte il più
possibile, trasformarle in hub culturali, che siano aperte tutto il
giorno. Invece, il dimensionamento scolastico va in direzione
opposta, va in direzione dell'indebolimento del presidio
territoriale delle scuole.
Quindi il segnale che vogliamo mandare qui è un segnale politico
di alto livello, non è un segnale né di destra né di sinistra
perché la scuola della Costituzione dovrebbe stare a cuore a tutti.
Diceva Piero Calamandrei che la scuola è l'organo costituzionale
per eccellenza, come il Parlamento, e che se si deve paragonare a
un organo del corpo umano, Calamandrei lo paragonava all'organo che
produce il sangue, che produce la vita nella società.
E, allora, o facciamo retorica sull'importanza della scuola
pubblica o facciamo degli atti conseguenti. Ricordo che regioni
come l'Abruzzo, la Sardegna, che sono governate da presidenti e da
governi di centrodestra, si sono opposte in Conferenza Stato
Regione al dimensionamento. Molte altre Regioni hanno fatto anche
appello.
Ecco, credo che dal nostro Parlamento siciliano debba venire forte
e chiaro un messaggio unitario. Vi chiedo questo colleghi e
colleghe.
Vedo che il mio tempo è scaduto e vi ringrazio per l'attenzione,
auspicando veramente unanimità a difesa della scuola, dell'articolo
3, comma 2, della Costituzione italiana diceva Tullio De Mauro
perché è compito della scuola e della Repubblica rimuovere quegli
ostacoli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Le sue parole sono
ampiamente condivisibili.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri è in missione.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
395/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che abbia
fatto bene la collega Chinnici a fare un appello all'Aula tutta
affinché questo testo sia condiviso ma consentitemi di dire: non
basta la condivisione in questo Parlamento. Occorre qualche cosa in
più, perché questo è appunto un disegno di legge voto, che viene
inviato al Parlamento nazionale e diciamo il cui rischio, alto, è
che vi sia un provvedimento vissuto con l'iniziativa velleitaria di
una Regione a fronte di una disciplina che è regolata dallo Stato.
Credo che su questa materia si possa assolutamente affermare di
essere in presenza di una sorta di centralismo differenziato, a
proposito di quello che potrebbe essere l'autonomia differenziata,
perché si applica un dispositivo uniforme, seppure con qualche
deroga nel territorio nazionale, che riguarda il dimensionamento
scolastico e quindi l'autonomia dei singoli istituti di chi è
chiamato poi a dirigerli, in un sistema Paese che non è uguale.
Quindi, formalmente, c'è una regola unitaria ma con effetti
diversificati in giro per il Paese.
Ora, la collega Chinnici citava il caso della Sicilia che assieme
alla Campania sono tra le regioni dove, purtroppo devo dire, torna
a crescere l'abbandono scolastico, torna a crescere una condizione
in cui una parte dei nostri ragazzi non vive e non viene seguita
dalle Istituzioni affinché in qualche modo la scuola sia il
presidio fondamentale della costruzione della cittadinanza.
E, allora, questo provvedimento che ha varato il Governo nazionale
e devo dire nel silenzio e nel disimpegno di questo Governo, che è
uno dei problemi che abbiamo, perché, vede Presidente, un Governo
si può fare in tanti modi e su questo credo che questo Governo lo
stia applicando, diciamo, con una certa dovizia di attenzione: la
gestione dell'esistente o provare a rappresentare al di là del
fatto che sei un Governo con un quadro, con uno schieramento
politico definito, ma un Governo si dovrebbe porre, dovrebbe avere
l'ambizione di rappresentare gli interessi di tutto il territorio e
il popolo che governa, non solo di chi, magari, ha il sogno che
anche la scuola, come altri settori, viva uno scivolamento verso il
sistema privatistico e, quindi, abbia la possibilità di dare una
risposta ai bisogni sociali con un'offerta scolastica e formativa
di tipo privatistico, perché c'è anche questo nell'attuale
maggioranza di Governo che, a Roma come a Palermo, ipotizza come
prospettiva futura del nostro sistema istituzionale.
Ma qui stiamo mettendo, come dire, al centro la qualità della
cittadinanza in Sicilia. Ciò che dovranno essere i cittadini di
oggi e i cittadini del futuro. Allora, questo testo, che anch'io mi
auguro venga approvato all'unanimità, il tema non è approvarlo qui.
Il tema è come lo facciamo diventare strumento di rappresentanza di
un bisogno territoriale, che credo sia più esteso rispetto alla
sola Sicilia, come tema di rivisitazione da parte del Governo
nazionale sulle logiche che hanno ispirato questo provvedimento.
Noi avremo la cancellazione tra 150 e 200 soggetti scolastici che
perderanno l'autonomia. Chi perderà l'autonomia, inevitabilmente,
allontanerà il rapporto tra l'azione di governo della scuola e i
bisogni che in quella scuola bisogna affrontare e governare, a
partire dal disagio e a partire anche dalle necessità di ampliare
l'offerta formativa, rispetto alle nuove tecnologie, rispetto ai
nuovi alfabeti, all'alfabeto digitale.
Bene, tutto questo in un tempo in cui abbiamo bisogno di più
offerta formativa, noi riduciamo, attraverso la direzione didattica
degli istituti, di fatto riduciamo l'offerta formativa.
Allontaniamo la scuola dagli studenti, allontaniamo aggiungo la
scuola dai professori. E se c'è una risorsa, e chiudo, che in tutti
questi anni abbiamo avuto, e devo dire che noi tutti dobbiamo
essere grati al mondo della scuola, ai suoi docenti, al suo
personale che è stato un luogo di resistenza civile, oltre che
culturale, questo messaggio di disintegrare la scuola, come
sistema, come dire, di governo del territorio, ha un effetto
devastante per il nostro futuro.
Ecco perché, approveremo questa legge ma cosa faremo da domani
perché questa legge entri in Parlamento? Noi, per la nostra parte,
faremo di tutto perché questo testo possa essere calendarizzato al
Parlamento nazionale, altrimenti rischieremo tutti di fare finta di
occuparci dei problemi della Sicilia, senza poi cercare di trovare
il modo per risolverli.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, ma intanto il famosissimo Presidente
della Regione, che doveva avere questo atteggiamento così
parlamentare con l'Assemblea regionale siciliana, per l'ennesima
volta, non so, oggi è in vacanza? Io sto cominciando a perdere le
speranze. E poi oggi manca anche l'Assessore alla formazione e
all'istruzione, dico almeno avere... comprendiamo che, insomma,
liti in Giunta ci possono stare, "non ti appoggio a Trapani", "esci
dalla Giunta", però, dico, quando si parla di scuola, dei giovani e
di formazione, la presenza del Presidente della Regione o
dell'Assessore che lo rappresenta mi pare assolutamente il minimo e
non posso che prenderlo come una mancanza di rispetto nei confronti
dell'Aula che, oggi, finalmente, si riunisce per discutere un
disegno di legge, seppur voto, ma un disegno di legge che lancia un
messaggio politico importante dalla nostra Regione.
Ma l'argomento non è nuovo. Presidente, lei rappresenta come me il
Movimento Cinque Stelle e sa perfettamente che la legge del 2019 è
nostra, è dell'onorevole Casa e del sottosegretario Barbara
Floridia. È stata fatta nel 2019; è stata fatta nel 2022; è stata
ripresentata in legge di bilancio; è stata cancellata da questo
Governo di destra, perché probabilmente questo Governo di destra
non ha a cuore le sorti di migliaia di studenti, non ha cuore la
formazione del nostro Paese, non ha a cuore le scuole del nostro
Paese, perché nel momento in cui tu vai a tagliare il servizio
scolastico decentrato che permette alle nostre province, alle
nostre città più lontane dai grandi centri di avere un presidio
così importante per la nostra cultura, probabilmente, diciamo, il
messaggio che lanciano al nostro Paese e ai nostri giovani è
veramente mortificante per un messaggio che, invece, dovrebbe
essere totalmente all'opposto rispetto a quello che vogliono
immaginare.
Allora, da quest'Aula - e per questo mi aspettavo la presenza del
Presidente della Regione, dell'Assessore - deve passare un
messaggio univoco, un messaggio che rappresenti tutta la Regione,
che metta insieme tutte le forze della Regione, seppur, come dire,
chiaramente comprendo anche l'imbarazzo di chi è rappresentato a
Roma dallo stesso partito e che si vede invece tagliare questi
istituti che sono fondamentali per i nostri giovani, perché non
solo vogliamo tagliare gli istituti scolastici all'interno delle
aree che man mano vedono una desertificazione economica, sociale e,
a questo punto, anche scolastica ma, addirittura, quest'Assemblea
tutti i santi anni continua a tagliare i fondi ai comuni, il fondo
ai trasporti, non sappiamo bene che fine farà l'Ast, anche questo
che serve comunque al trasporto pubblico locale, quindi al
trasporto degli studenti, non comprendiamo come i disabili possano
trasferirsi da un comune a un altro per frequentare le scuole, con
quali risorse lo facciamo. Cioè c'è un indirizzo chiaro, specifico,
netto da parte del centro destra nazionale e regionale, a questo
punto, di voler dare la mazzata finale al sistema scuola e al
sistema istruzione della nostra Regione.
Noi a questo, Presidente, ci opponiamo. Ci opponiamo con forza e
determinazione; lo stiamo facendo a Roma. Ho sentito poco fa l'ex
sottosegretario all'istruzione, la senatrice Floridia, che
ripresenterà nuovamente l'emendamento al primo documento utile,
così come abbiamo fatto già in legge di bilancio e lo farà anche in
quest'Aula, votando un argomento, un disegno di legge voto - per
quello che vale, ovviamente, perché la nostra competenza è
limitata, ed è quella - lo farà perché il messaggio che deve
passare è chiaro: dobbiamo investire sui nostri giovani, dobbiamo
investire sulla cultura, dobbiamo investire sulle nostre scuole.
Chi vuole tagliare le nostre scuole ha un progetto criminale per la
nostra Nazione, per il nostro paese Italia, che non permetterà al
nostro Paese di vedere la luce nei prossimi anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, stiamo discutendo - speriamo che
venga votato oggi - un provvedimento di grande importanza per la
nostra comunità. Un Parlamento, quello nostro, quello siciliano,
che pone una questione perché venga risolta al Parlamento
nazionale, non in maniera subordinata ma con un'iniziativa che
vuole spingere ad una, innanzitutto, riflessione e poi speriamo ad
una rimeditazione da parte del Parlamento del Paese.
Noi interveniamo su una norma che è già nel bilancio dello Stato,
è una norma che fa riferimento al dimensionamento scolastico.
Proposito da parte della maggioranza del Governo nazionale è
quello che le scuole debbano essere accorpate, avere una presenza
di studenti che vada oltre i novecento alunni.
Questa ipotesi è un'ipotesi che abbiamo considerato sbagliata.
Purtroppo a considerarla positivamente è stato il Presidente della
Regione da quello che abbiamo letto perché, come è stato detto,
stamani non è presente, non è presente neanche l'Assessore per la
pubblica istruzione, avrebbero potuto confermare o dissentire
perché dai giornali abbiamo letto che il Presidente ha dato
conferma di questa linea nella Conferenza Stato-Regione, quindi, si
è allineato il Governo e il Presidente con quella che è la norma
attualmente presente nella nostra legislazione.
Noi, invece, abbiamo un'idea diversa ed è un'idea che non è,
diciamo, così astratta, è ancorata con quelle che sono le
condizioni della scuola siciliana. Dall'Istat abbiamo appreso
chiaramente che la Sicilia ha tre limiti, innanzitutto,
nell'organizzazione della scuola.
Il primo limite, purtroppo evidente, è quello della dispersione
scolastica. Abbiamo una dispersione che tocca in alcune parti della
Regione oltre il 20 per cento.
Abbiamo un altro limite che è quello delle mense scolastiche. Solo
il 12 per cento dei nostri ragazzi ha una mensa scolastica a
disposizione.
Il terzo limite è che le nostre scuole sono sottoposte a delle
reggenze, cioè per poter avere innanzitutto l'autonomia bisogna
raggiungere, insieme a volte ad altri istituti, il numero di 600
alunni e molto spesso queste scuole vengono gestite da un reggente
che ha una scuola principale e poi una serie di scuole secondarie.
Chiaramente, l'indirizzo da parte del dirigente scolastico diventa
parziale soprattutto nelle scuole che sono più periferiche rispetto
alla sede principale.
Ora, la norma invece che è inserita nel bilancio dello Stato
aggraverebbe questa situazione perché porterebbe il dimensionamento
a 900 alunni e, quindi, la situazione potrebbe ulteriormente
complicarsi. Noi avremmo alcune ricadute subito, cioè 100 scuole si
aggiungerebbero a quelle che sono sotto reggenza e quello che è
anche grave è che alcuni dirigenti scolastici che hanno vinto il
concorso e oggi sperano di poter tornare in Sicilia, in questo
momento guidano alcune scuole nelle aree del Paese del Nord, del
Centro Nord, questi si vedrebbero bloccati così come i dirigenti
amministrativi. Perderemo circa 500 posti di personale Ata, una
conseguenza che è chiara, è netta, ma la conseguenza più grave è
quella che è stata qui rappresentata da chi è intervenuto, a
partire dal collega Cracolici, che la portata culturale che è
necessario dare attraverso la scuola nella nostra Regione, nelle
nostre comunità verrebbe ridotta.
Ora, la scuola esce da due anni di crisi, prendiamone atto. Chi
come me è stato amministratore ed è amministratore di una città e
ha visto come sono andate avanti le condizioni delle nostre scuole
con la Dad sa che avremmo bisogno di recuperare il tempo perduto, i
ragazzi sono rimasti a casa, hanno avuto una didattica a distanza,
oggi ci sarebbe bisogno di più scuola, di più indirizzo e invece
cogliamo quest'iniziativa da parte del Governo nazionale e, sotto
certi aspetti, del Governo regionale che non tiene conto di questo
fatto fondamentale.
Noi abbiamo, quindi, presentato un disegno di legge voto, ma è
stato fatto in maniera rigorosa. Ha tenuto conto di questi dati
fondamentali. Ad essere messi al centro sono i temi legati alle
aree interne, Presidente, perché le aree interne comunque
perderanno l'autonomia, le scuole perché sappiamo che c'è un
declino demografico e, quindi, queste scuole perderanno la
possibilità di essere autonome, così come il dato che viene messo
in luce dal disegno di legge presentato da noi è quello di dire che
vanno privilegiate le aree, quindi, va mantenuto un dimensionamento
al di sotto di quello previsto dal Governo nazionale
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si avvii alla conclusione.
BURTONE. Sto completando, Presidente. Ma proprio anche dove c'è la
dispersione scolastica e, quindi, ci sono condizioni di fragilità
culturali.
Noi ci batteremo, non soltanto stamani, per approvare il disegno
di legge, ma soprattutto a livello nazionale chiederemo
un'iniziativa da parte di chi ci rappresenta a livello nazionale,
il nostro Segretario nazionale, affinché questo disegno di legge
non si fermi, che si faccia una battaglia, tra l'altro motivata,
perché abbiamo detto il disegno di legge voto contiene alcune
questioni che sono rilevanti: declino demografico e soprattutto la
dispersione scolastica.
Concludo perché avrei dovuto aggiungere altre cose, Presidente,
lei sa che la legge voto che vogliamo è questa della scuola ma
anche quella relativa al numero chiuso della sanità, ma di quello
parleremo successivamente.
Io mi fermo perché ora c'è un punto all'ordine del giorno che
merita rispetto e, quindi, ci impegneremo successivamente a
discutere dei fatti altrettanto significativi e importanti per la
comunità siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, teniamoci sempre all'interno dei cinque
minuti, se è possibile. Io ovviamente vi faccio sforare un po',
però
SCHILLACI. Signor Presidente, volevo semplicemente soffermarmi
sull'importanza di questa legge voto per ribadire che le scuole
sono presidi di legalità.
Nella scorsa legislatura la Commissione Antimafia' regionale ha
condotto un'inchiesta importante dove è emersa la condizione dei
minori in Sicilia davvero preoccupante.
Mentre parliamo qui, possibilmente, nelle piazze più degradate di
questa città - le piazze di Ballaro, le piazze del Capo o del Borgo
- abbiamo i bambini che non sono a scuola e che fanno le vedette
dello spaccio della droga.
Noi dobbiamo assolutamente gridare con forza che questo disegno di
legge deve essere votato all'unanimità perché siamo la Regione con
il più alto tasso di dispersione scolastica e lo dobbiamo dire con
forza, ma soprattutto dobbiamo chiedere a questo Governo regionale
e al Presidente della Regione che faccia anche un passo in più
perché così avrà la possibilità anche di dimostrare che questo
Governo regionale non è prono ai dettami di Roma che sta facendo
cassa sui cittadini più fragili con lo smantellamento del reddito
di cittadinanza e a settembre avremo i cosiddetti occupabili in
difficoltà che non avremo come gestire e lo dobbiamo tenere in
considerazione. Noi abbiamo anche i sindaci del centro destra che
sono preoccupati su questo argomento.
Quindi, caro Presidente e cari colleghi, facciamo sentire la
nostra voce a Roma e mi auguro che questo Governo regionale la
faccia sentire anche con il suo Presidente della Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Ha chiesto di parlare il Presidente della V Commissione, onorevole
Ferrara. Ne ha facoltà.
FERRARA, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sento il dovere di ricondurre la discussione su
quello che è il tema che è quello della salvaguardia del presidio
che la scuola rappresenta per le nostre comunità.
Comprendo l'esigenza di chi in quest'Aula ha anche la necessità di
fare opposizione per far sentire la propria voce, ma sono convinto
che su determinate tematiche non esista maggioranza e opposizione,
esiste soltanto un sentimento comune che è quello dell'attenzione e
della cura dei nostri territori.
Questo disegno di legge, che in Commissione ha visto il voto
all'unanimità di tutti i colleghi, consente al nostro territorio di
potere rappresentare un'esigenza. Governare non è semplice, sono
tante le esigenze che si devono contemperare tra cui quella del
risanamento dei nostri conti ed è possibile che determinate
sfumature vadano sottolineate.
Ecco, questo disegno di legge va proprio in questo senso, vuole
rappresentare l'esigenza di un territorio, quella di salvaguardare
la scuola come davvero cellula dalla quale la nostra società ha poi
una diramazione e attraverso la quale le future generazioni si
formino.
Io mi auguro che su questo disegno di legge, al di là della
discussione che c'è stata, sul voto non ci siano spaccature, non ci
siano diversificazioni ma ci sia l'unanimità di vedute per
rappresentare con forza l'esigenza del nostro territorio e dare un
segnale di maturità che quest'Aula ha l'esigenza di dovere e volere
dare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ferrara.
E' iscritto a parlare l'onorevole Safina e poi l'onorevole
Catanzaro. Prego, onorevole Catanzaro. Io faccio in ordine di
richiesta, però cede al suo Capogruppo ed è cosa buona.
CATANZARO. Presidente, la ringrazio. Desideravo intervenire per
pochissimi minuti, intanto per esprimere il compiacimento, perché
più volte noi, come Gruppo parlamentare, abbiamo chiesto alla
Presidenza dell'Assemblea di calendarizzare il disegno di legge
voto, che con grande - come dire - tenacia la V Commissione, nella
sua interezza, ha tirato fuori come lavoro ed è chiaro,
raccogliendo le parole del Presidente della V Commissione, che sia
nostra intenzione non dividerci su un tema così importante che è
quello del disegno di legge voto sul dimensionamento scolastico che
racchiude la scuola, che racchiude qualcosa che di importante deve
essere tenuto nell'agenda politica di qualsiasi Governo regionale e
nazionale e di qualsiasi colore.
Caro Presidente, però, mi corre l'obbligo di sottolineare due
aspetti che non vogliono essere né demagogia e nemmeno polemica e
lo dico non da Capogruppo o da deputato regionale di questa
Regione, ma lo dico da soggetto che negli anni passati - come lei
sa, Presidente - si è occupato non soltanto di scuola e di
università, ma di scuola me ne sono occupato nel 2008 facendo il
consulente proprio sulla scuola ad un Assessore regionale e le
posso garantire che già in quel periodo si parlava soprattutto di
dimensionamento scolastico, con alcune lacune che ancora non sono
state colmate dalla politica, soprattutto in un territorio davvero
particolare come il nostro che ha delle zone montane dove,
ovviamente, ci sono delle strade impervie, dove si rischia di
chiudere delle scuole pur non essendoci il numero degli alunni.
E, allora, caro Presidente, a questo mi appello ed è il senso per
cui il disegno di legge voto, oggi, con forza spero che possa
essere votato, raccogliendo anche le parole degli altri colleghi,
del collega del Movimento Cinque Stelle perché, per carità, nessuno
si vuole mettere delle medaglie, però mi sarei aspettato anche qui
in quest'Aula - ringraziando gli Assessori presenti - la presenza
anche dell'Assessore al ramo all'istruzione che su un tema così
importante fosse anche lui qui e noi tutti ci opponiamo e ci
dobbiamo opporre con la forza del Presidente della Regione a quello
che è un dimensionamento scolastico in tutti i segmenti, dice bene
il collega Burtone dividendo in tre segmenti importanti, ed è per
questo presidente Ferrara che le dico che noi con forza
rivendichiamo il fatto che dobbiamo portare a casa insieme questo
lavoro sul disegno di legge voto, che deve essere un lavoro senza
distinguo, senza problematiche, senza alcun tipo di medaglietta
politica.
Io accolgo le sue parole, però è chiaro che dobbiamo opporci
ancora con più forza su un tema che è molto, ma molto importante
che negli anni non è stato affrontato nel migliore dei modi come
Regione siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, colleghi io, devo dire la verità, ringrazio
evidentemente la Commissione, l'onorevole Chinnici, l'onorevole
Sanseverino per il lavoro fatto, e li ringrazio perché hanno tratto
un elemento fondamentale in questa discussione, discutere di
autonomia vuol dire, o meglio, privare di autonomia, vuol dire
privare i Territori di un presidio che è capace di interloquire con
le altre autorità locali, con le amministrazioni, di mettere in
campo iniziative vere che possono rappresentare un presidio appunto
contro per esempio un fenomeno che nella nostra Regione, che non
solo sta vivendo una recrudescenza fondamentale, grossissima, che è
quella del traffico di stupefacenti.
Quanti giovani oggi, talvolta ne ha parlato anche adeguatamente
l'onorevole La Vardera, quanti giovani oggi fanno uso di crack.
Immaginate cosa può accadere in un territorio che perde un presidio
quale la scuola, che può ed ha sempre rappresentato una fonte e un
luogo in cui i giovani possano esplicare la loro personalità al
meglio.
Oggi in alcune aree, soprattutto nelle aree interne, immaginare di
chiudere e di privare di autonomia i presidi scolastici vuol dire
dare sfogo a fenomeni di questo genere, e noi non possiamo
permettercelo perché essere area interna in Sicilia l'abbiamo detto
più volte, non è la stessa cosa che essere aria interna in
Lombardia, in Piemonte, in altre parti del Paese e poi guardate,
Presidente di Commissione, non sono d'accordo con lei, glielo devo
dire, la presenza del Presidente della Regione a un dibattito così
importante, al di là delle posizioni di ciascuno di noi, poi può
esprimere, ha anche un valore simbolico, perché oggi avrebbe
manifestato vicinanza al popolo siciliano, ai siciliani.
E invece devo dire la verità che ad oggi la cifra di questo
Governo è la cifra di un Governo che supinamente accetta dieci
milioni di euro per l'applicazione dell'articolo 119 della
Costituzione sull'insularità, che supinamente accetta accordi che
riguardano la spesa sanitaria e rientra la spesa sanitaria e che
privano la Regione siciliana di 570 milioni di spesa corrente, che
vuol dire meno servizi, è la cifra di un Governo che accetta
supinamente il disegno di legge Calderoli sull'autonomia
differenziata. Oggi, se il Presidente della Regione fosse
intervenuto e avesse manifestato vicinanza a questa iniziativa
legislativa, avesse dichiarato pubblicamente che si farà promotore,
insieme ai Gruppi parlamentari, della calendarizzazione di questo
disegno di legge in Parlamento, avrebbe in qualche modo dato un
segnale di risveglio rispetto a una condotta che oggi si mostra
nemica dei siciliani.
Questa è l'assenza e vede, non è mancare di rispetto o denigrare
il Governo, qui nessuno denigra alcuno, ma valutiamo i fatti, e i
fatti sono che il Parlamento, e di questo ne va dato atto e ne sono
sicuro, voterà questo disegno di legge voto, ma non sappiamo quello
che vorrà fare il Governo, non sappiamo se il Governo sarà il main
sponsor di questo disegno di legge, e deve essere il Governo il
main sponsor di questo disegno di legge. Questo significa
l'assenza, noi non lo sappiamo e non lo sapranno i siciliani, non
lo sapranno i nostri figli, non lo sapranno i dirigenti, non lo
saprà il corpo docente della nostra della nostra Regione, e allora
rispetto a questo io invito la maggioranza ad interrogarsi delle
ragioni delle assenze. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. Ci tengo però a precisare
una cosa, colleghi, che comunque il Governo è presente con quattro
assessori, e che l'Assessore alla formazione non è presente perché
abbiamo invertito l'ordine del giorno. Al primo punto dell'ordine
del giorno c'era il disegno di legge sulle province. Abbiamo
iniziato con la legge voto, quindi al momento l'Assessore non è
presente anche per questo.
È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli deputati, assessori, la
parola ridimensionamento è quello che già mi fa veramente
preoccupare. Ridimensionamento, già la stessa parola mi fa venire i
brividi. Di cosa stiamo parlando? Della cosa più importante.
Abbiamo già evidenziato come le problematiche scolastiche durante
il Covid abbiano determinato un disastro dal punto di vista
comportamentale e sociale nei confronti dei ragazzi.
La scuola, che è il punto di partenza cruciale per una buona
crescita, per una crescita felice, per il benessere dei nostri
ragazzi, dobbiamo tagliare. Tagliare anche sulla scuola secondo me
è la cosa più grave che si possa fare in questo momento. Anzi,
dovremmo investire e investire ancora di più sulla scuola dai primi
mille giorni anche sulle scuole dell'infanzia per il potenziamento
delle intelligenze, per il potenziamento delle attività cognitivo-
comportamentali sui nostri ragazzi. Non si deve e non si può
parlare di tagli all'istruzione e alla scuola.
PRESIDENTE. Non è iscritto a parlare nessun altro collega. Direi
di andare al voto.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Modifiche all'articolo 19 del decreto legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15
luglio 2011, n. 111
1. All'articolo 19 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
come modificato dall'articolo 1, comma 557 della legge 29 dicembre
2022, n. 197, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 5, dopo le parole su altre istituzioni scolastiche
autonome sono aggiunte le parole aventi sede di titolarità ad una
distanza massima di 30 kilometri, isole minori escluse ;
b) al comma 5 quater, dopo le parole delle istituzioni
scolastiche situate sono inserite le parole nei comuni delle aree
interne, in quelli classificati come periferici e ultraperiferici
nell'ambito della Strategia Nazionale Aree Interne e nei contesti
urbani nei quali le particolari condizioni socio-economiche
determinano una forte propensione all'abbandono scolastico, ;
c) al comma 5 quinquies, dopo le parole sulla base di un
coefficiente indicato dal decreto medesimo, sono inserite le
parole non inferiore a 400 e non superiore a 500 per le
istituzioni scolastiche caratterizzate da un tasso di dispersione
scolastica superiore al 15 per cento, non inferiore a 200 e non
superiore a 300 per le istituzioni scolastiche ricadenti nei comuni
montani, in quelli classificati come periferici e ultraperiferici
nell'ambito della Strategia Nazionale Aree Interne, nelle isole
minori e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità
linguistiche, e dopo le parole non inferiore a 900 e non
superiore a 1000 sono inserite le parole per tutte le altre
istituzioni scolastiche ».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, della
Commissione. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Il voto finale sul disegno di legge lo faremo successivamente.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
transitorie sulle elezioni degli organi degli enti di area vasta
(n. 502/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passerei subito al disegno di
legge n. 502/A "Disposizioni transitorie sulle elezioni degli
organi degli enti di area vasta", posto al numero 1) del II punto
dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco. Invito il relatore a svolere la relazione al
disegno di legge n. 502/A.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, Governo, colleghi, siamo alla discussione per quanto
riguarda il disegno di legge, originariamente, presentato dal
Governo regionale dopo una rapida fase istruttoria, è stato esitato
dalla prima Commissione per l'Assemblea.
La presente proposta normativa si rende necessaria per garantire
un raccordo applicativo per l'iniziativa legislativa del Governo
regionale tesa all'introduzione dell'elezione del suffragio
universale e diretto degli organi di livello consorzi comunale
delle città metropolitane, il mutato quadro di indirizzo politico
generale evidenziano delle diverse iniziative legislative all'esame
del Parlamento nazionale, tendente a introdurre l'elezione a
suffragio universale diretto agli organi di province che città
metropolitane. Ed infine la disposizione della legge regionale 4
agosto 2015 numero 15, relative all'elezione degli organi dei
predetti enti di area vasta mediante procedimento elettorale di
secondo grado.
L'articolo 1 del presente disegno di legge n. 502 prevede che in
caso di mancata approvazione entro il 31 luglio 2023 dell'iter
legislativo della predetta riforma regionale, l'elezione di secondo
grado degli organi di livello dei liberi consorzi e città
metropolitane, avranno luogo entro la fine del 2024; alla lettera
c) del medesimo articolo, 1 in relazione a quanto disposto dalle
precedenti lettere, viene previsto il termine finale del 31
dicembre 2024 e la gestione commissariale necessarie a garantire la
funzione amministrativa degli enti di area vasta.
L''articolo 2 prevede le norme finali. Quindi questo disegno di
legge non fa altro che spostare in avanti al 31 dicembre 2024, la
possibilità di poter avere la deroga, e quindi la presenza dei
commissari, e dare la possibilità al Parlamento di potersi
pronunciare sulla possibilità di poter approvare una norma che
porti la legge quadro, che porti alla possibilità di un'elezione di
primo livello sui liberi consorzi e sulle città metropolitane.
Questo è il disegno di legge che oggi discutiamo, deve esserci
anche un emendamento che è stato presentato a mia firma
sull'entrata in vigore della norma stessa quindi il giorno dopo
della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della norma stessa. È
tutto, Presidente.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei preferito
sentire l'intervento del Governo prima di iniziare gli interventi
in quanto oggi sappiamo che la discussione di questo disegno di
legge è una grande assunzione di responsabilità.
Le dichiarazioni dell'Assessore le ho avute, le ho sentite, dalle
testate giornalistiche dai media, ma avrei preferito di gran lunga
sentirle qui in Aula, l'ascolto anche di tutti gli altri deputati,
ma magari dopo l'Assessore avrà modo di rispondere.
Semplicemente io andrei al dunque. Quello che emerge da questo
disegno di legge, secondo me sono tre gli aspetti principali, uno
quello che purtroppo dobbiamo dire che avevamo ragione, qualche
mese fa, quando dicevamo che questo governo a marzo, quando è
uscito con il disegno di legge sulle province, ha fatto solamente
un grande bluff perché?
Perché era solo un modo per anticipare e correre, forse per
chiudersi gli accordi prima delle amministrative, questo non lo
sappiamo, ma che oggi con questa proroga dei commissari noi
facciamo una frenata che è evidente; il secondo aspetto che è
quello che purtroppo avevamo ragione, anche sul fatto che non ha
senso - Presidente poi se può - perché c'è troppo brusio.
Sul secondo aspetto è che purtroppo avevamo ragione anche sul
fatto, che si stia correndo inutilmente, perché anche l'assessore,
anche questa maggioranza, questo Governo ha tranquillamente ammesso
che va aspettata Roma, che ha dei tempi diversi rispetto a noi, e
che comunque legiferare oggi su questo disegno di legge correndo
non ha alcun senso.
Il terzo aspetto che a mio parere è quello più grave è che
nonostante il rischio incostituzionalità delle proroghe precedenti,
per cui oggi vi trovate a correre, letteralmente a correre, per
approvare una norma che avrà a sua volta il rischio impugnativa,
voi state cercando di risolvere il vostro stesso disastro che avete
provocato, perché la realtà è questa. Parlate di assumersi le
responsabilità perché quello che ha detto l'Assessore nelle
settimane precedenti è che questo Governo deve assumersi le
responsabilità di approvare questa proroga, che certamente è a
rischio impugnativa ed è vero Assessore, vi state assumendo le
responsabilità e vi assumete chiaramente le responsabilità di fare
adesso quello che avreste dovuto fare cinque anni fa e che non
avete fatto. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
l'argomento delle province, Presidente, è un argomento che da
diversi mesi come notizia rimbalza nelle cronache dei giornali. Io
essendo in I Commissione, abbiamo più volte, ci siamo confrontati
anche con l'assessore Messina, il Partito Democratico ha presentato
un ddl sulla elezione diretta, quindi al ritorno delle province,
dopo di che la cosa che oggi viene fuori, Presidente, è un problema
politico. Perché è un problema politico? Perché per carità noi
stiamo entrando nel tecnicismo della norma, Presidente Abate, però
non possiamo non avere letto ed ascoltato le dichiarazioni del
Governo regionale.
Non più tardi di qualche settimana fa il Presidente Schifani
interveniva sull'argomento delle province dicendo che ci pensava
lui direttamente col Governo nazionale, essendo in continuità a
dare una risoluzione a quello che era il dilemma che nelle
giornate, ovviamente avveniva sulle cronache dei giornali, per
capire l'argomento delle province come veniva trattato.
Noi come Partito Democratico ieri l'altro non abbiamo partecipato
al voto della I Commissione su quello che oggi si presenta in Aula.
Questo non significa Presidente che non comprendiamo e non capiamo
che bisogna prorogare il commissariamento, però è chiaro che la
nostra posizione, il nostro intervento, è dovuto ed è dettato da un
fatto di un corto circuito politico.
Il mio collega capogruppo di Forza Italia che ho qui davanti
ovviamente ha sorriso, però io già settimane passate ho detto che
su questo argomento dovevamo fare chiarezza e capire quello che
volevamo fare non demandando sempre la responsabilità al Governo
nazionale, perché il Governo nazionale comunque è in continuità
politica con quello regionale. Quindi noi ai quesiti abbiamo
bisogno di dare delle risposte Presidente. Ed oggi io volevo
sottolineare questo aspetto che non è tecnico ma è politico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessori, quei pochi rimasti,
onorevoli colleghi, anche qua, Presidente, io oggi sarò ripetitivo,
però ci tengo a farlo.
Il Presidente della Regione continua a essere assente in Aula
quando si discute di un argomento, probabilmente, la prima legge di
riforma nonché la legge di riforma che si aspettano io, credo, la
maggioranza non del Governo Schifani perché è nel loro programma
elettorale, perché annunciato mesi addietro dal presidente
Schifani, la reintroduzione dell'organo, anzi no la rinascita delle
province.
Così l'annunciò il Presidente Schifani quando poi, invece, abbiamo
visto che tutto si derubricava perfettamente alla ricostituzione
dell'organo politico perché, poi, alla fine, probabilmente a Forza
Italia, ai partiti di maggioranza interessa solo questo: cioè
creare qualche posto da poter dare a chi non riesce ad essere
eletto alle regionali ed è giusto che venga accontentato con un
posto politico all'interno dei liberi consorzi delle città
metropolitane. Perché nel disegno di legge non abbiamo visto
nient'altro. Nel disegno di legge non abbiamo visto l'istituzione
di nuove competenze per le città metropolitane, i liberi consorzi,
non abbiamo visto risorse non abbiamo visto competenze aggiuntive o
tolte alle ex province della nostra Regione.
Oggi trattiamo un argomento nuovo, bello fresco, mai trattato in
questa Assemblea regionale siciliana: la proroga dei commissari
delle province oh, i colleghi qua la leggono per la prima volta,
mai approvata in questa Assemblea. Oggi avete la possibilità di
studiarla, di approfondirla e scoprire che da sei anni di fila il
Presidente Musumeci la presentava, sei anni di fila veniva
impugnata, sei anni di fila la Corte Costituzionale la dichiarava
incostituzionale, e noi oggi anticipiamo l'ultima sentenza della
Corte Costituzionale e arriverà a giorni, non è che dobbiamo
aspettare chi sa quanto, e scopriremo che abbiamo fatto l'ennesima
legge incostituzionale. Oh non l'avesse mai detto nessuno,
veramente imbarazzante il tentativo continuo e perenne di rinviare
senza, mai trattare realmente quello che è l'argomento principale:
cioè ai siciliani che non hanno gli assi viari secondari
leggermente asfaltati che non hanno delle scuole per i propri
studenti leggermente decenti con il riscaldamento, l'illuminazione
al proprio interno, noi oggi proponiamo la proroga dei commissari,
non si è capito bene a quando a ottobre 2024.
Dovevamo votare ad ottobre 2023, questi erano gli annunci della
maggioranza prima delle amministrative: voteremo ad ottobre 2023
per far stare tutti calmi e tranquilli e dirgli per le
amministrative abbassiamo tutti un po' i toni perché qualche
posticino poi alle provinciali lo troviamo e, invece, passano le
amministrative e ci ripresentano nuovamente il rinnovo dei
commissari, non si capisce come vogliono approvare la legge sulle
province se non modifichiamo la legge Del Rio, questo poi ce lo
spiegheranno i costituzionalisti di quest'Aula che volevano il
terzo mandato per i sindaci, salvo poi scoprire che anche quella
era incostituzionale.
È dato di fatto che oggi questa Assemblea si ritroverà,
nuovamente, a approvare mi immagino, perché altrimenti non si
capisce tutta questa urgenza, una norma che verrà dichiarata
incostituzionale e che, nuovamente, proroga i commissari
straordinari per l'ennesima volta nell'arco di questi anni.
Allora noi non vogliamo approfondire, non vogliamo affrontare
questo argomento così importante per i cittadini siciliani in
questo modo, perché è veramente imbarazzante e, onestamente, dal
Governo Schifani ci si aspettava un passo diverso rispetto a quello
Musumeci che, devo dire, oggi è completamente inesistente. Quanto
meno il presidente Musumeci, nelle diversità di vedute politiche,
aveva portato le leggi di riforma all'Assemblea regionale
siciliana. Qui c'è la calma piatta a tratti veramente imbarazzante,
che lancia un messaggio assolutamente negativo nei confronti della
Sicilia che si aspetta invece delle leggi di riforma seria, e non
si aspetta semplicemente la ricostituzione di un organo politico
che, ad oggi, non serve assolutamente a nulla.
A meno che, Presidente, io oggi ho lanciato questa provocazione in
I Commissione convocata dal Presidente Abate, a meno che i 32
consiglieri comunali, 32, 36 consiglieri provinciali della città
metropolitana di Palermo, e tutti gli altri degli altri liberi
consorzi e città metropolitane, e non gli diciamo che dovranno
andare ad asfaltare le strade, a riparare le luci nelle scuole, a
far ripartire l'impianto di riscaldamento nelle scuole e, quindi,
gli diamo un senso di utilità che altrimenti non capisco come
possano anche solo, lontanamente, immaginare di potere espletare il
loro mandato quando gli uffici, quando le risorse, quando i bilanci
sono assolutamente in bianco.
Quindi Presidente, come dire, non scopriamo certamente l'acqua
calda, oggi faremo l'ennesima legge incostituzionale nell'attesa
che qualcuno capisca che se si vogliono ripristinare le province
bisogna certamente prima dagli il personale prima trasferire le
risorse che oggi togliamo, Presidente, perché nella norma che c'è
oggi all'attenzione dell'Aula e chiudo, bisogna spiegare che
l'Assemblea regionale siciliana sta tagliando quelle risorse delle
Fs che erano destinate ai liberi consorzi e città metropolitane e
che invece oggi si vedono solamente rinnovare i propri commissari
che da anni governano le province.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
È iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Grazie Presidente, ringrazio i colleghi ringrazio il
Governo volevo dire all'assessore Messina che tutti questi attacchi
sono strumentali, perché lei non c'entra niente, una riforma una
disfatta che c'è stata negli anni passati quando lei ancora non era
nemmeno deputato.
Bisogna fare una valutazione seria per quanto riguarda le
province, perché quando si è fatta la riforma si è fatta una
riforma di pancia non di testa, non meditata, proprio perché si
doveva togliere l'ente intermedio, si è tolto lento intermedio e
sono state lasciate le competenze all'interno dei consorzi o delle
città metropolitane, e questo ha creato un corto circuito, ma la
cosa fondamentale di cui noi tutti i parlamentari siciliani
dovremmo chiedere al Governo, che è un Governo di centro destra,
l'alimento del prelievo forzoso per il risanamento della finanza
pubblica, perché se noi non aboliamo il prelievo che fa lo Stato
forzoso, perché lo prende automaticamente, noi all'interno delle
province possiamo andare al voto, possiamo fare quello che
vogliamo, ma avremmo sempre dei problemi, perché la Regione deve
fare sempre sacrifici maggiori per inserire quello che lo Stato
toglie, dobbiamo inserirlo nella Regione siciliana per dare la
possibilità alle province di fare quelle che sono le competenze le
strade le scuole per i disabili.
Io volevo porre un altro quesito all'assessore, noi andiamo a
rinnovare i commissari la politica ogni tre anni quattro anni
cinque anni se si dimette e ogni cinque anni siamo costretti ad
andare al voto lei i commissari e questo Governo avete rinnovato
dai commissari che sono lì ormai da diversi anni e hanno fatto le
radici, io dico questo Governo si è insediato spol system per i
direttori generali per i dirigenti, perché all'interno dei
commissari delle province dei consorzi e delle città metropolitane
lei non adotta lo stesso sistema.
Mi sembra che sia un fatto di democrazia, perché noi siamo
chiamati a dare conto agli elettori, i commissari non sono chiamati
a dare conto a nessuno perciò chiedo sinceramente e non è per fare
polemica nei suoi confronti perché ripeto lei è qui da pochi mesi,
ma di fare una valutazione politica col Governo, una valutazione
seria, perché noi siamo chiamati al voto, democraticamente veniamo
rieletti o meno se facciamo qualche errore, i commissari agiscono
bene agiscono male rimangono confermati che per il duemila
venticinque e non mi sembra corretto
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri, il tema che ha sollevato è
sicuramente un tema importante.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà. Poi, gli
onorevoli De Luca Antonino e Pace.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo e colleghi deputati, io non
volevo intervenire perché già i miei colleghi Ardizzone e Sunseri
hanno detto abbastanza, ma non posso fare a meno di chiedermi che
modo è questo di legiferare cioè, come è possibile che noi
legiferiamo reiterando qualcosa che abbiamo la certezza assoluta
che sarà impugnata.
Di certo non fa onore a questo parlamento questo metodo di lavoro,
gli Uffici studio dell'Ars l'hanno detto in maniera chiarissima
quali sono tutte le criticità di questa norma, dobbiamo dirci la
verità Presidente, oggi questo è solo un modo per perdere tempo,
per allungare il brodo, perché non c'è comunicazione col Governo
nazionale, non c'è comunicazione con Roma, perché della Del Rio
dell'abrogazione non abbiamo nessunissima notizia, e quindi oggi ci
stiamo prendendo in giro offendendo il nostro mandato e offendendo
questo Parlamento
PRESIDENTE. Questa è la verità. Grazie, onorevole Campo.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca, non lo vedo in Aula.
È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Grazie, Presidente. Non posso esimermi dall'intervenire su
questo importante punto, non fosse altro perché il relatore di
questo disegno di legge è il Presidente Abbate, che è collega di
partito, e l'Assessore di riferimento è l'assessore Messina,
Assessore agli enti locali.
Io tento di riportare un po' tutti nella logicità e nella verità
di un percorso che non è iniziato con noi. Lo voglio ricordare a
chi in questo Parlamento è entrato prima di me, a chi siede tra i
banchi di alcuni partiti, che non siamo stati certo noi ad abolire
e ad abrogare le province.
DIPASQUALE. Sì, ma poi ha governato Musumeci.
PACE. Presidente, il collega Dipasquale è il più buono, ogni volta
che faccio un intervento io non parla mai.
PRESIDENTE. Il collega Dipasquale interverrà successivamente.
Prego, onorevole Pace.
PACE. Mi fa piacere, lo fa soltanto dopo un mio intervento. Sarà
per una questione di affinità territoriale. Dicevo, ma realmente
senza polemica collega Dipasquale, per ricordare che probabilmente
- non vorrei sbagliarmi - la Sicilia è stata la prima Regione
d'Italia ad abrogare le province; lo ha fatto annunciandolo in un
talk show televisivo sulla Rai o su La7, prima che si esprimesse il
Parlamento regionale.
Francamente io ho portato già la testimonianza personale del
grande valore delle province: sono stato per sette anni nella
provincia regionale di Agrigento come consigliere provinciale e poi
come vice Presidente. E alle cose che diceva qualche collega
dell'opposizione, quando la politica governava e amministrava
quegli enti, anche le strade avevano la giusta manutenzione, nel
rispetto delle finanze messe a disposizione. Anche le scuole
avevano la giusta attenzione.
Da quegli anni in avanti, e non soltanto per una mancanza di
risorse finanziarie, che è anche questa una motivazione, ma per la
mancanza di quel collante naturale, quella cinghia di trasmissione
che altro non è che i rappresentanti della politica e il Governo, i
rappresentanti della politica e la burocrazia, noi purtroppo oggi
viviamo in determinati territori, soprattutto quelli periferici,
che non hanno più la manutenzione delle strade ormai da dieci,
quindici anni.
Quali responsabilità dare a questo Governo e a questa maggioranza,
se non quello di avere inserito in un chiaro programma elettorale,
che i cittadini siciliani hanno voluto e votato, nel dire ai
Siciliani "dateci il voto, perché noi vogliamo reintrodurre le
province"?
Le perplessità della collega Lantieri io le condivido. Questo
Governo ha avuto l'ardire e il coraggio attraverso lo spoil system
di cambiare direttori generali, commissari. Addirittura mi risulta
che per alcuni enti - ma questo sarà oggetto di una mia
interrogazione - sono stati nominati due commissari: il commissario
e il commissario vicario. Mi è stato detto che è così. Lo
verificherò, perché se così è stato fatto, è un fatto grave. Ma
comunque, assessore Messina, in tutti gli altri Assessorati,
giustamente, attraverso la logica dello spoil system, sono stati
cambiati tutti i commissari. Perché lo diceva bene l'onorevole
Lantieri: noi politici rispondiamo ai nostri elettori, i commissari
non sappiamo a chi.
Ritengo, ed è una proposta, che al di là della proroga, che
giustamente dobbiamo votare in quest'Aula, dobbiamo rivedere - vale
per le province, ma vale anche per gli altri enti in cui non si è
proceduto al cambio di registro del commissario - che anche noi ci
assumiamo la responsabilità, attraverso le indicazioni
dell'Assessore e del Presidente della Regione, di poter cambiare
ciò che giustamente i cittadini ogni tre anni, ogni cinque anni,
desiderano cambiare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà. Poi
l'onorevole Dipasquale.
LA VARDERA. Onorevole Dipasquale siamo tutti pronti ad ascoltarla,
quindi in attesa. Sarò telegrafico infatti, telegrafico perché
volevo soltanto riportare a quest'Aula dei fatti, perché poi
bisogna, come dico sempre, freezarli nel tempo perché altrimenti
ci perdiamo dei pezzi e, oltre a quello che hanno detto i miei
colleghi, che ritengo essere assolutamente centrale, che un disegno
di legge così per come fatto completamente, diciamo, inefficace e
che probabilmente sarà impugnato, ma questo è stato detto, volevo
dare il benvenuto alla collega Lantieri nell'opposizione. Collega
Lantieri dov'è? Io le do ufficialmente il benvenuto. Quale Gruppo
ha scelto, il Pd? Noi siamo disponibili, se vuole, ad accoglierla
nelle nostre liste, perché non abbiamo capito esattamente.
CRACOLICI. Il PD ha già dato.
LA VARDERA. Se voi non la volete... esatto. Io dico che questa è
la dimostrazione del fatto che questa maggioranza, cari colleghi,
caro Presidente, via via nel tempo si squaglia come neve al sole,
perché è la dimostrazione che tra i deputati della maggioranza, e
questo stesso Governo non vi parlate tra di voi.
Ieri abbiamo assistito anche all'ennesima incredibile
interrogazione del collega Figuccia che parla col Governo
attraverso interrogazioni. Ma dico io, ma se è questo l'andazzo, se
questo l'andazzo di questo Parlamento, come si dice ne rami
cantico, "we are in the sea", "semu a mari". Cioè, nel senso
dobbiamo entrare nell'ottica che probabilmente tra di voi non
state, e non state facendo bene, quello che è il dialogo tra le
opposizioni. La giornata è lunghissima, ci saranno tante cose su
cui intervenire, perché poi avremo modo di approfondire anche
questo collegato, ma l'inizio di questa giornata la dice lunga sul
fatto che, probabilmente, questa maggioranza continua a perdere
pezzi. Benvenuta alla collega Lantieri.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, io sinceramente non volevo neanche intervenire, mi ha
provocato l'intervento dell'onorevole Pace dove, entrando in merito
a questa proroga per i commissari, cioè ha bacchettato quei
parlamentari che nel 2000, e quindi i parlamentari allora di
maggioranza, e tra i quali io, Cracolici e qualcun altro che
votammo per abolire, come vi ricordate, le province. Questo
corrisponde a vero, quello che gli manca però all'onorevole Pace,
perché cioè quando veniamo qua dobbiamo essere anche corretti
istituzionalmente, la correttezza politica cioè vuole raccontare le
cose in maniera completa, poi c'è stato Musumeci, il Governo
Musumeci, questo rappresenta, questa è la continuità del Governo
Musumeci, cioè voi siete la continuità del Governo Musumeci, non
perché lo dice Di Pasquale, perché lo ha dichiarato all'indomani
delle elezioni Schifani.
E voi non dovete dimenticare che il Governo Musumeci per cinque
anni che aveva fatto la campagna elettorale per riportare le
province di nuovo in essere non ha fatto nulla, quindi questa
favola della responsabilità sempre del Governo Crocetta, della
maggioranza di Crocetta è davvero fastidiosa, inopportuna e fuori
luogo. Si deve avere nella vita la capacità di assumersi le
responsabilità, cioè di dire che i cinque anni che sono passati del
centro destra, della destra, di quello che è questa cosa, in poche
parole, sono state per le province uguali a quelle del Governo e
della maggioranza di Crocetta.
È una questione di correttezza che il Capogruppo Pace non può far
passare con questa superficialità. Poi su questa narrazione che noi
risolveremo tutti i problemi, io sarò uno di quelli che se il mio
Gruppo mi autorizzerà, io voterò per questo le province. Le
dobbiamo mettere queste province, perché abbiamo narrato che con le
province, appena mettiamo le province, facciamo le strade. Li mi
divertirò.
Collega Abbate lì mi diverrò. Dobbiamo fare le strade, dobbiamo
fare le scuole, quando metteremo le province perché io lo vedrò
l'indomani, ogni sei mesi, Assessore, ci vogliono strade, ci
vogliono scuole, tutto quello che stiamo narrando... vi sto
anticipando l'intervento per quando dovremmo fare quello delle
province, però preparatevi su questo, perché se voi non darete
anche le coperture finanziarie, noi avremo fatto le province,
avremo nominato un presidente, avremo nominato... e siccome noi due
ci siamo stati alla provincia, e sappiamo cos'era la provincia e
cosa diventerà la provincia, innanzitutto ogni bilancio dobbiamo
preparare già subito 2 milioni di euro minimo per le spese degli
organismi, quindi dobbiamo preparare subito un intervento economico
di trasferimento per mettere in condizione le province di dare le
risorse necessarie per gli organismi istituzionali e poi per fare
le strade, cioè i commissari non ci sono riusciti, nominati dai
governatori e nominati dalla maggioranza, e quindi avevano pieni
poteri, voi ci state raccontando e io vi dico io sono sempre
dell'idea che quel modo servivano i soldi, ma funzionava.
Oggi voglio venirvi dietro, e vi voglio venire dietro con questo
ragionamento, ma per fortuna noi voteremo, se voteremo il prossimo
anno, poi rimarranno quattro anni, per quattro anni dovrete e
sarete chiamati a dare risposte per queste province che devono fare
le strade, che devono fare le scuole, che devono fare tutto quello
che noi ci aspettiamo, e staremo attenti se le province
diventeranno stipendifici, se serviranno per nominare consulenti,
se serviranno per nominare addetti stampa, per andare all'UPI
delegazione di 20, 30, 40 persone, 10 e così via... cioè se
diventerà quello che erano una volta.
Avrete lì la fortuna di avere un Gruppo parlamentare che sarà
quello del Partito Democratico che conterà veramente passo dopo
passo i benefici di queste province.
Quindi di questo ne parleremo comunque quando verrà la discussione
sulle province, di questo ne parleremo quando...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Dipenderà chi amministra.
DIPASQUALE. Però, preparatevi intanto, già sapete quali sono le
cose che vi diremo e già sapete quali sono le cose che poi per tre
anni... cioè verrete chiamati davanti quali sono le vostre
responsabilità.
Però su questo non voglio dilungarmi e concludo subito.
Però la storia dobbiamo avere la correttezza politica di
raccontarla tutti: Crocetta, si è finita quell'esperienza, è stato
bocciato, dopo di che c'è stata l'esperienza Musumeci, di cui voi
ne siete la continuazione, e dovete avere l'onestà intellettuale di
riconoscere le responsabilità che voi avete avuto e che avete oggi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha
facoltà.
CASTIGLIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
credo che nella I Commissione dove c'è il Presidente Abbate, io
sono il Vice Presidente, e tutta la Commissione, stiamo facendo un
lavoro importante.
Fino ad oggi abbiamo convocato tutti i commissari per quanto
riguarda il ripristino delle province.
Ritengo che il Governo Schifani e il Presidente Schifani, quando
nel programma elettorale aveva detto che è una delle prime cose che
si devono fare erano le province, è stato condiviso da parte di
tutta la maggioranza, e su questo si sta lavorando.
Quindi il disegno di legge che oggi siamo tenuti a votare è solo
per dare la possibilità che in tempi brevi e in tempi certi ci sarà
di nuovo il ripristino delle province.
Per quanto riguarda le competenze che ci sono, io mi auguro che
sia in Commissione e tutti i colleghi deputati, io credo che fino
ad oggi le province si occupano delle strade, delle scuole e credo
che siccome la Regione è un po' distante rispetto ai problemi che
ci sono reali dei cittadini, forse è meglio che qualche altra
competenza si potrà dare alle province.
Quindi su questo noi stiamo lavorando, e credo che ormai è certo
che stiamo aspettando gli emendamenti e quello che sta per accadere
a breve, perché il Governo nazionale, lo dicevano anche molti
deputati di Fratelli d'Italia, ci sarà una norma dove ci saranno le
province.
Quindi io ho ascoltato attentamente gli interventi, il collega La
Vardera - non perché è un deputato che fa parte della maggioranza -
non condivide alcune cose, è giusto che debba parlare e quindi non
credo che è passato all'opposizione, ma questo non sono io a dirlo,
e per quanto riguarda il collega Dipasquale io credo che le
province che sono al centro tra la Regione e il comune, perché in
questo momento i commissari, purtroppo, lo dico con molta sincerità
è stato un fallimento, perché non stanno facendo le strade, perché
non stanno facendo le scuole.
Ma è non solo un discorso di soldi, e poi ricordo a me stesso che
noi anche in quest'Aula avevamo parlato anche del problema che
abbiamo avuto, e credo che i deputati che fanno parte di Catania
della provincia lo conoscono abbastanza bene, anche l'assessore
Sammartino, la vicenda della Publiservizi, poi ricordate bene che
noi, ci sono 300 - anche l'onorevole Burtone di questo credo che
tutti l'abbiamo condiviso - dipendenti che da quando c'è il
commissario che viene messo alla Publiservizi da 39 ore ora sono
passati a 25 ore, e ci sono stati dei problemi enormi, perché
stavano perdendo l'opportunità di lavorare, grazie all'intervento
della politica, anche sicuramente da parte della Regione, tutto
questo non sta accadendo.
Quindi io ritengo che siccome l'onorevole Schifani e il Governo e
il centro destra si era preso l'impegno di portare e di rimettere
di nuovo le province, e anche il Governo nazionale, è giusto che
intanto vengono messe, abbiamo l'opportunità a tutti i componenti
della Commissione e tutti i deputati oltre che di mettere altre
deleghe e altre cose, e quindi credo che i soldi ... poi i soldi
qua abbiamo l'Assessore per il bilancio che poi glieli chiederemo a
lui per quanto riguarda le province, però ritengo che questo che ci
doveva essere di nuovo le elezioni.
Questo è il mio pensiero condiviso da tutto il Gruppo parlamentare
Popolare ed Autonomisti, e credo che quasi tutti, tutti no perché
ho visto che da parte dei Cinque Stelle, credo che qualche
differenza e qualche difficoltà c'è, quindi io mi auguro che a
breve sia il Presidente della Commissione e sia in Aula si possa
portare il disegno di legge per le province per dare l'opportunità
ai cittadini non per mettere la politica, ma per essere la politica
al centro e dei cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Volevo capire chi è il genio che ha ispirato proprio
la norma così com'è scritta. Che vuol dire "In sede di prima
applicazione della presente legge ed in caso di mancata
approvazione entro il 31 luglio 2023 della legge di riordino dei
liberi consorzi", cioè vuol dire che noi stiamo dicendo al
Consiglio dei Ministri - qualora ci fosse un dubbio - che lo
esaminerà, se lo approviamo oggi e pubblicheremo che so fra una
settimana in Gazzetta Ufficiale, quindi scadranno il 27 agosto i 60
giorni dal momento della pubblicazione della legge, siccome la
legge non è stata approvata noi sosterremo la tesi della Corte
Costituzionale che ci ha bacchettato dicendo "Voi non potete
continuare a prorogare i commissari in attesa di un rinnovo che
comunque in tutta Italia si è fatto".
Ora, al di là, anch'io sono tra quelli cosiddetti pentiti, mi
autoconsegno all'autorità della pubblica accusa che è fatta dal
Governo attuale, penso che sia meglio eleggere gli organi di
amministrazione delle province rispetto a non eleggerli. Ma,
attenzione, nel resto d'Italia le province ci sono, che ancora si
chiamano tra l'altro province, noi le abbiamo denominati liberi
consorzi e ci sono diciamo con organi elettivi di secondo grado, le
strade fra le mille difficoltà, le scuole da Reggio Calabria in su
le province li gestiscono, in Sicilia d'emblée abbiamo fatto
passare nell'immaginario collettivo che siccome abbiamo abolito gli
organi elettivi, abbiamo abolito le province, cosa non vera perché
lo dico ai colleghi che ricorderanno forse la legge regionale che
ha istituito i liberi consorzi e le città metropolitane ha dato
poteri ai liberi consorzi e alle città metropolitane che in altre
parti d'Italia non hanno le province, a partire dalla gestione dei
servizi alla disabilità, etc. etc.
Allora, lo dico perché non è che non ci sono le province, non c'è
nessuno che le ha governate, e visto il fallimento dei commissari,
anch'io ho rivisto il mio pensiero, perché visto che il Governo non
ne ha mai voluti far votare con le elezioni di secondo grado,
perché lo dico al collega Pace, da sei anni noi proroghiamo i
commissari senza indire le elezioni di secondo grado che avrebbero
dato gli organi elettivi alle province, quindi mischiare capre e
cavoli è un'operazione diciamo che parla solo a un piccolo ridotto
ceto politico, e che poi non è che in tutta la Sicilia c'è questa
richiesta, "ah ridateci gli organi elettivi di primo grado
piuttosto .... ", è il ceto politico, di cui io faccio parte
attenzione, che è interessato all'elezione ma così come è scritta
sta legge stiamo dicendo che siccome noi non siamo in grado di fare
la legge il 31 luglio lo Stato è autorizzato, stavolta col parere
della Corte costituzionale che ci ha già bacchettato, è
autorizzato a dire io non vorrei che nomini un commissario per
indire le elezioni, capisco che è complesso dal punto di vista
politico visto che il Governo di centro destra che c'è in Sicilia è
uguale a quello che c'è a Roma, però guardate che noi rischiamo
questa condizione cioè qui siamo in presenza di un dato omissivo.
Allora avrei capito, visto che ci sono disegni di legge e il
Governo nazionale ha annunciato che intende ripristinare gli organi
elettivi, non le province, perché le province non sono abolite.
Visto che c'è questo intendimento avrei capito che in questo testo
si scrivesse " nelle more della riforma connessa alla legge Delrio,
il Parlamento siciliano che dovrà, che potrà recepire solo dopo la
riforma Delrio, rinvia come dire, nomina i commissari, proroga gli
attuali commissari o indice le elezioni nel turno elettorale del
2024 proprio per consentire tutto questo. Ma dire se non faremo la
legge entro il 31 luglio, Assessore non la potete fare la legge
perché ci sono dei principi costituzionali che né lei né io abbiamo
la facoltà di derogare perché quella legge essendo una riforma, una
grande riforma economico sociale, ha applicazione, come dire,
generale nell'ordinamento dello Stato, non ha un'applicazione
connessa alle competenze esclusive delle regioni quindi non
continuate a prendervi in giro a far finta di volere affrontare la
questione.
Voi non potete scrivere in una legge che farete la legge il 31
luglio e se non la farete facciamo le elezioni del 2024. Ma perché
se si fa la legge, cosa che non si può fare, se si facesse la legge
il 31 luglio 2023 quando si voterebbe? Che l'unico turno elettorale
previsto è nel duemila.... , appunto visto che è scaduto quello
ordinario del 2023 è nel 2024, allora io suggerisco al Governo per
evitare l'ennesima brutta figura di scrivere la verità, noi
proroghiamo i commissari nelle more che venga modificata la legge
nazionale e consenta anche alle province siciliane o ai liberi
consorzi e, tra l'altro vi ricordo che noi operiamo in atto con
una norma dichiarata incostituzionale, cioè i sindaci delle città
metropolitane non possono essere i sindaci dei comuni capoluoghi,
noi di questo non ne parliamo, facciamo finta di non capire, è un
tema che non ci riguarda, allora capite che le questioni, la
demagogia come dire non serve a far funzionare le istituzioni,
dite la verità vogliamo gli organi elettivi, nelle more che il
Parlamento approvi la riforma Delrio in Sicilia proroghiamo i
commissari fino a quando non si faranno gli organi elettivi. È un
tema di battaglia politica.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente, buongiorno colleghi. Io non
trovo nulla di strano in quello che sta accadendo in queste
settimane, in questi mesi, in questi giorni, perché il Governo
Schifani si è sempre dichiarato in continuità col Governo Musumeci,
per cui così come Musumeci ci ha abituato a dire che voleva
recuperare le province, e poi per anni ha fatto esattamente il
contrario, il Governo Schifani in perfetta continuità con
quell'andazzo sta riproponendo lo stesso modello, riproponendo
l'ennesima legge che sarà dichiarata incostituzionale e,
aggiungendo anche un tentativo di mettere il carro davanti ai buoi,
al punto tale che presenta il ddl sulle province ancor prima che
venisse abolita la legge Del Rio e, peraltro, Presidente anche
cercando di fare correre questo disegno di legge.
Addirittura, era stato dato il termine per emendamenti senza che
neppure potessero essere ancora effettuate le audizioni che ci si
aspetta per un disegno di legge tanto importante. Se riesco ad
avere anche l'attenzione dell'assessore Massina, e magari il
collega Cracolici torna al posto, mi fa una gentilezza, così come
io ho ascoltato il suo pregevole intervento lei ascolterà il mio.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si rivolga alla Presidenza.
DE LUCA ANTONINO. E, allora, Presidente provveda. Quindi, quello
che stavo cercando di dire è questo disegno di legge anche sulle
province fa acqua da tutte le parti, ha ragione il collega
Dipasquale che ci troveremo a ricostituire l'organo politico - per
carità meglio le elezioni dirette che quelle indirette - ma è
evidente che state cercando di mettere l'ennesima pezza senza
neppure porvi il problema di cosa avrebbero bisogno questi enti per
funzionare. Ed è evidente che in questi anni, con il Governo
Musumeci di cui vi dichiarate in continuità, questi enti li avete
abbandonati non a dei commissari, ma a dei commissari liquidatori.
Quelli che avete nominato non sono commissari straordinari, sono
commissari liquidatori, perché avete totalmente abdicato a quelle
che erano le funzioni e le prerogative di questi enti, le avete
votate di capacità, di risorse finanziarie.
Le province, se non fosse intervenuto il Governo Conte con dei
contributi importanti e con delle norme importanti, sarebbero già
tutte fallite. I liberi consorzi non avrebbero chiuso i bilanci, e
vi dovete prendere la responsabilità delle persone che avete
nominato e delle leggi che non avete fatto e che state continuando
a non fare, perché in questo disegno di legge delle province, a
parte le elezioni dirette non c'è niente.
Non possiamo fare il ragionamento - collega Castiglione - facciamo
la legge, ai soldi poi ci pensiamo, perché le strade non le fai con
le nocciole, ci devi mettere i soldi, ci devi mettere la capacità
progettuale, ci devi mettere le professionalità che servono per
intercettare i contributi per partecipare ai bandi, se no non sono
enti, sono postifici, e non possiamo continuare nel 2023 a
ragionare in questa maniera perché è veramente un discorso di basso
livello, non è un rilancio degli enti. Non avremo nuove scuole, non
avremo nuove strade, avremo solo nuovi sprechi se non interveniamo
bene e per tempo.
E per questo - collega Abbate, Presidente - mi rimetto alle sue
capacità, dobbiamo fare le udizioni, dobbiamo ascoltare i
commissari, i presidenti, i direttori generali, i ragionieri, i
dirigenti, i segretari provinciali, le associazioni degli enti
locali, i sindaci. Perché se noi, dopo tutti questi anni che
mancano gli enti, non capiamo quali sono le nuove necessità, come
possiamo legiferare? Pensiamo di risolvere il problema
semplicemente rimettendoci dentro consiglieri e assessori? No,
questo è un discorso che piace ai partiti, ma non può piacere ai
cittadini. Relativamente a questo disegno di legge, il Movimento
Cinque Stelle in alcun modo non favorirà il percorso della proroga
dei commissari, ve lo dico sin d'ora. Perché non ci stiamo ad
avallare l'ennesima legge che sarà impugnata. L'avete fatto,
l'avete rifatto, ma vi assumerete interamente la responsabilità di
farlo ancora.
PRESIDENTE. Ultimo intervento. È iscritto a parlare l'onorevole
Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Vorrei partire da alcune cose che sono state dette in
quest'Aula. Qui sembra che ci sia, da una parte il Partito
Democratico o le opposizioni che non vogliono ripristinare le
province, e dall'altra il Governo Schifani con la sua Giunta che
vogliono ripristinare le province.
Allora, voglio dire che il primo disegno di legge che è stato
presentato in quest'Aula è a firma del Partito Democratico, sul
ripristino delle province, quindi, non c'è dubbio che la volontà
degli organi elettivi, come suggerisce il collega Cracolici, non
c'è dubbio, quindi, che la volontà politica del ripristino di
questi organi elettivi sia trasversale.
Detto questo non posso non sottolineare un aspetto che da cinque
anni, scandaloso, ci portiamo appresso, ovvero il fatto che l'unica
provincia, l'unico libero consorzio che oggi in Sicilia è in
dissesto è il libero consorzio di Siracusa. E, allora, continuare a
non considerare il libero consorzio di Siracusa in maniera diversa,
rispetto a tutti gli altri, perché come diceva prima l'onorevole
Castiglione il problema non è di soldi perché è di gestione
politica; il problema è economico perché possiamo nominare tutti i
commissari che vogliamo ma se non gli mettiamo i soldi all'interno
di questo organismo per consentire la manutenzione delle scuole,
delle strade, per fare la pulizia anche delle strade provinciali
non avremmo ottenuto nulla, quindi, fermo restando che, sul voto
rispetto all'articolo che è stato presentato ci esprimeremo più
avanti, perché abbiamo presentato anche degli emendamenti
all'articolato, io ritengo che questo Governo debba mettere mano
soprattutto sull'aspetto economico che deve poi consentire,
soprattutto al libero consorzio di Siracusa, la possibilità di
uscire fuori da questo dissesto.
Capisco bene che il problema è nazionale perché il prelievo
forzoso oggi non ci consente di uscire dal dissesto, abbiamo
dichiarato il secondo dissesto, come libero consorzio di Siracusa,
e allora dico a tutti gli onorevoli colleghi, soprattutto a quelli
di Siracusa, soprattutto a coloro i quali fanno parte di questa
maggioranza, facciamo fronte comune su questa vicenda, altrimenti
avremo ripristinato degli organi che non saranno in grado né di
gestire il territorio ma neanche di gestire i servizi che
dovrebbero garantire a tutti i cittadini della provincia di
Siracusa. Grazie.
DIPASQUALE. Preannuncio la presentazione di un emendamento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Dipasquale, intanto lo depositi.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
e successive modificazioni
1. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di riordino
dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitana,
finalizzata all'elezione a suffragio universale e diretto degli
organi dei predetti enti di area vasta, la legge regionale 4 agosto
2015, n. 15 e sue successive modificazioni è così modificata:
a) al comma 2 dell'articolo 6 le parole "In sede prima
applicazione della presente legge la data dell'elezione è fissata
dal Presidente della Regione col decreto di cui al comma 1 entro
sessanta giorni dalla data dell'ultima proclamazione degli eletti
nei comuni interessati dal rinnovo degli organi nel turno
elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2023 ", sono sostituite
dalle seguenti: "In sede prima applicazione della presente legge ed
in caso di mancata approvazione, entro il 31 luglio 2023 della
legge regionale di riordino dei liberi consorzi comunali e delle
città metropolitana, finalizzata all'elezione a suffragio
universale e diretto degli organi dei predetti enti di area vasta,
la data dell'elezione è fissata dal Presidente della Regione col
decreto di cui al comma I entro centoventi giorni dalla data di
svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno
elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024 ;
b) al comma 7 dell'articolo 14 bis le parole "In sede di prima
applicazione della presente legge l'elezione si svolge entro
sessanta giorni dalla data dell'ultima proclamazione degli eletti
nei comuni interessati dal rinnovo degli organi nel turno
elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2023", sono sostituite
dalle seguenti: "In sede prima applicazione della presente legge ed
in caso di mancata approvazione, entro il 31 luglio 2023 della
legge regionale di riordino dei liberi consorzi comunali e delle
città metropolitana, finalizzata all'elezione a suffragio
universale e diretto degli organi dei predetti enti di area vasta,
la data dell'elezione è fissata dal Presidente della Regione col
decreto di cui al comma I entro centoventi giorni dalla data di
svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno
elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024 " ;
c) al comma 1 dell'articolo 51 le parole "e comunque non oltre il
31 agosto 2023", sono sostituite dalle seguenti: "e comunque non
oltre il 31 dicembre 2024"».
Si passa all'emendamento fuori sacco 1.1 R, a firma degli
onorevoli Safina, Catanzaro Spada.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAFINA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente, molto
velocemente, c'è un parere dell'Ufficio legislativo legale che
nell'ultima tornata di nomine dei commissari ha chiarito che
commissari possono essere nominati solo i dirigenti regionali,
poiché la Giunta di Governo su questo però non si è adeguata, il
senso della norma è quello di evitare ulteriori nomine illegittime
e dunque prevedere che questi commissari potranno essere solo
scelti tra i dirigenti regionali, molto semplice. E' chiaro che
ringrazio gli uffici, che hanno anche diciamo sistemato
l'emendamento, evitando delle imperfezioni normative. Siccome la
legge prevede che verranno nominati nuovamente i commissari,
abbiamo espunto la parte che prevedeva che decadessero quelli già
attualmente in carica. Questo è il senso dell'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Assessore, se vuole replicare e poi mi dà il parere su questo
emendamento.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, signor Presidente, più che replicare volevo un poco
chiarire le varie domande che avevano sottoposto alcuni colleghi
deputati.
Allora innanzitutto specifichiamo bene che questa norma nasce
dalla decisione di evitare che si possano in questo momento
consumare le elezioni di secondo livello. Voi sapete bene che
l'attuale normativa regionale prevede che entro 60 giorni dalle
elezioni amministrative bisognerebbe procedere ad indire le
elezioni di secondo livello.
Quindi comprendete bene che, entro agosto massimo, noi dovremmo
indire le elezioni di secondo livello, dotare i liberi consorzi e
diciamo degli amministratori eletti dai consiglieri comunali e dai
sindaci.
Comprendete bene che la novità rispetto al passato, io ovviamente
non mi sottraggo a quelli che sono le situazioni di fatto e non
faccio valutazioni politiche, perché sappiamo bene che dieci anni
fa sono state abolite le province, ovvero sono state abolite le
possibilità di eleggere gli organi a suffragio universale, però le
province sono continuate ad esistere con ovviamente la gestione
commissariale.
La novità di oggi qual è? Che sappiamo bene che sia il Governo
centrale, sia il Governo regionale, sia questa Assemblea hanno in
programma diciamo anche per scelte e decisioni non solamente della
maggioranza ma anche ovviamente della minoranza, che hanno anche
loro depositato dei disegni di legge per ricostituire l'elezione a
suffragio universale, c'è la volontà chiara, ormai credo dichiarata
da tutti, anche ovviamente con gli atti amministrativi perché io vi
ricordo che già la Giunta regionale ha deliberato il disegno di
legge che in questo momento è depositato in Commissione I che lo
sta valutando, ci sta lavorando e a giorni verrà qui in Aula per
essere discusso e approvato.
Quindi, questa novità ovviamente rispetto alle altre diciamo dieci
proroghe che si sono fatte nei dieci anni precedenti, perché
dobbiamo dire la verità, così come voi avete esortato di
puntualizzare, questa è l'undicesima proroga che si fa chiaramente
al rinnovo dei commissari, perché per dieci anni si è fatta la
stessa cosa, perché si dovevano indire le elezioni di secondo
livello, qualche volta si sono anche indette, poi sono state anche
sospese.
Quindi la storia penso che la conosciamo tutti, la conoscete più
voi perché io è da sei mesi che sono qui ma chiaramente chi è stato
prima conosce bene quale è stato l'iter amministrativo di questi
enti provinciali.
Oggi dobbiamo secondo noi, secondo la nostra proposta, evitare che
si possano realizzare nei prossimi due, tre mesi le elezioni di
secondo livello e poi nel giro di un anno massimo quando saranno
ovviamente poi eletti gli organi a suffragio universale, mandare a
casa coloro che saranno eletti da parte dei consiglieri comunali.
Comprendete bene che anche questo potrebbe innescare ulteriori poi
difficoltà la sì di natura anche diciamo di costituzionalità perché
io che vado a eleggere organi di secondo livello e poi dopo tre
mesi o dopo sei mesi gli dico di decadere perché eleggo quelli a
suffragio universale, ovviamente anche lì ci sono dei diritti che
poi dovremmo anche insieme, insieme valutare.
Quindi cosa cambia? E questo, rispondo anche in ordine alle
ipotesi di incostituzionalità di questa norma, cambia che oggi, a
differenza dei dieci anni precedenti, c'è la reale volontà ma anche
ci sono gli atti parlamentari in corso sia in questo Parlamento sia
nel Parlamento nazionale, c'è la volontà di ricostruire la
possibilità di eleggere gli amministratori delle province a
suffragio universale. Quindi oggi è questa la differenza rispetto
al passato, che chiaramente secondo noi potrebbe far superare anche
quel dubbio di costituzionalità di questa norma.
Quindi secondo noi riteniamo indispensabile in questo momento
evitare l'elezione di secondo livello e dotare gli enti, farli
continuare ad amministrare ai commissari perché riteniamo che nei
prossimi sei, otto, dieci mesi massimo, si possa tornare a votare.
Io non mi sottraggo neanche alle sollecitazioni fatte
dall'onorevole Lantieri, Pace, eccetera, in merito alle nomine dei
commissari o diciamo alle figure della nomina commissariale.
Chiaramente voi comprendete che non è una scelta solo mia, è una
scelta mia insieme al Presidente della Regione. Mi farò portavoce e
chiaramente attenzionerò e approfondirò anche questo aspetto
chiaramente nell'eventuale possibilità anche di prevedere un
ricambio anche da questo punto di vista.
Per quanto riguarda invece, e tutto quello che avete detto voi lo
condivido quasi tutto, il merito della legge sulle nuove province,
quindi le competenze, gli amministratori, la vigilanza, faranno le
strade, faranno le scuole, atteso che poi comunque la decisione su
quello che faranno sarà demandata, ovviamente, agli eletti no? Non
lo decidiamo noi, lo deciderà il popolo delle varie province,
eleggeranno i loro amministratori e a loro sarà chiesto,
chiaramente, di dare risultato della loro attività.
Non vi è dubbio che noi, sicuramente, vigileremo così come
l'abbiamo fatto già in questi mesi, lo ricordava l'onorevole
Castiglione. L'abbiamo fatto per Catania quando c'è stata la crisi
dei lavoratori, l'abbiamo fatto fino a ieri per Enna quando abbiamo
convocato il commissario per risolvere alcune problematiche con le
scuole, quindi dico che la nostra azione di vigilanza e controllo è
sempre attiva e non smetteremo né oggi né domani che saranno
eletti, così come lo facciamo per tutti i Comuni. Quindi non c'è
dubbio, però dico, in merito a tutte le possibili anche competenze
o funzioni che possiamo dotare alle nuove province, io vi ricordo
che fra qualche settimana arriverà in Aula il testo che riguarda le
province, allora sì lì sarà il momento su cui, ovviamente, ci
dovremmo confrontare, su cui insieme magari possiamo decidere di
apportare tutte le modifiche, integrazioni o variazioni che
riteniamo opportuno in ordine alle competenze, in ordine alle
funzioni, in ordine alle figure degli amministratori, in ordine
anche alla dotazione finanziaria degli enti.
Quindi su questo ritengo che oggi non è il momento di parlarne ma
che, probabilmente, fra qualche settimana quando andiamo ad
approfondire, ad approvare il testo definitivo delle elezioni, lì
sì che potremmo sicuramente ancora apportare tutte le modifiche che
vogliamo. Noi, ovviamente, e questo diciamo è l'unica notizia che
vi posso dare, abbiamo certezza anche da parte del Governo
centrale, del Parlamento nazionale, che stanno ovviamente correndo
perché anche loro hanno in programma di abolire la cosiddetta legge
Del Rio e di approvare il testo delle province che già come
sappiamo è stato depositato in Senato, è stato già unificato il
testo di tanti disegni di legge presentati anche lì bipartisan da
maggioranza e minoranza e, quindi, abbiamo dati certi che la
volontà in questo momento di ambedue i parlamenti è quella di
correre il più veloce possibile. Quindi non riteniamo idoneo che,
in questo momento, andiamo a fare elezioni di secondo livello e non
sarebbe neanche semplice da spiegare, ovviamente anche al cittadino
perché eleggiamo organi che dopo sei mesi poi dovrebbero decadere,
chiaramente anche con costi che dovremmo anche sostenere che,
probabilmente, non avranno neanche una funzionalità.
PRESIDENTE. Assessore, non ho capito il parere sull'emendamento.
Lo vuole visionare? Lo trova tra gli emendamenti fuori sacco.
CRACOLICI. Volevo un chiarimento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici. Stiamo valutando
l'emendamento 1.1.R, onorevole. Modifica questa legge, onorevole.
Aggiunge un comma.
CRACOLICI. Come dire l'attuale dispositivo contenuto va votato
prima quello, perché quello è aggiuntivo al comma, scusate. Tranne
che le procedure...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non vanno in conflitto. Votiamo
prima questo e poi quello che avete presentato. Non vanno in
conflitto. Non vanno in conflitto, quindi.
Assessore, mi dà il parere su questo emendamento? Stiamo
aspettando il parere del Governo sull'emendamento 1.1.R e poi
mettiamo al voto.
Il parere della Commissione è contrario.
Assessore, il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Allora, io da quello che capisco leggendo l'emendamento, si parla
che si restringe la possibilità di nominare i commissari ma
solamente per questa norma, solamente per questa norma, fra i
dirigenti regionali in servizio. Comprendete bene che, chiaramente,
è un limite molto restrittivo. Significa dirigenti in servizio che
fanno i dirigenti della Regione, devono anche andare ad
amministrare i liberi consorzi di Trapani, o di Agrigento, o di
Ragusa. Quindi comprendete bene che, secondo me, è molto
restrittivo. Io mi rimetto all'Aula, però io ho qualche dubbio che
questo possa essere funzionale. Contrario.
PRESIDENTE. Quindi, il parere del Governo è contrario. Il parere
della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario. Allora un
attimo, colleghi, e poi vi do la parola per chi deve intervenire.
Parere della Commissione contrario e il Governo si rimette
all'Aula. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Assenza. Poi
onorevole Catanzaro, già Pd... solo l'onorevole Assenza e poi
andiamo al voto. Prego, onorevole. Prego, onorevole Assenza.
(Interventi fuori microfono)
ASSENZA. Signor Presidente, la figura del commissario e i
requisiti che la stessa deve possedere per essere indicata è
evidentemente regolata da una ben precisa disposizione normativa
che noi, ora così d'emblée, ci permettiamo di strappare in virtù di
chi sa quale cosa contro ogni logica e contro anche l'attuazione
pratica e con un aggravio ulteriore di spese per gli enti.
Perché, per quello che mi risulta, la gran parte dei commissari
attualmente nominati sono funzionari in pensione o dello Stato o
della Regione.
Noi stiamo stravolgendo questo principio, dicendo che devono
essere per forza invece funzionari in servizio, depauperando,
depauperando la già deficitaria macchina burocratica regionale, che
non ha assolutamente i dirigenti in grado di affrontare l'ordinaria
amministrazione - proprio per quello scellerato blocco del
turnover, che impedisce la formazione di una nuova classe
dirigenziale - così d'emblée perché a qualcuno sta antipatico il
commissario di una provincia, rispetto ad un'altra, azzeriamo
tutto. Facciamo questa norma solo per distruggere quel poco che
risultava ancora in piedi dell'organizzazione delle varie province.
Quindi io, onestamente, mi sorprendo che sia stato ammesso a
votazione un emendamento del genere, perché non è che possiamo
stravolgere le norme che prevedono quali sono i requisiti che una
figura deve assumere e, dall'oggi al domani, diciamo "No, abbiamo
scherzato Non c'è più questo, c'è altro"
E poi, anche dal punto di vista pratico, riflettiamoci bene
dall'andare a insistere su una norma del genere. Che poi che ci
siano, l'assessore l'ha detto, l'ha detto benissimo, proroga della
funzione dei commissari non significa che non si può intervenire
caso per caso, eventualmente per rimediare a qualche eventuale
dirigenza deficitaria. Ma da qui a buttare tutto il bambino con
l'acqua sporca, ce ne corre. Quindi io mi permetto di rivolgere un
appello ai colleghi, al di là della maggioranza o dell'opposizione,
perché poi si tratta tutti di funzionari pubblici, o in servizio o
in quiescenza, che evidentemente non hanno, non ricevono né gli
ordini da parte di Giorgio Assenza, né da Cracolici o da
Dipasquale o da chiunque altro, ma svolgono la loro funzione, al
novanta per cento dei casi, con grande diligenza e correttezza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Mettiamo in votazione
l'emendamento 1.1.R col voto
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.1R, col parere contrario della Commissione e del
Governo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 30
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2. Lo trovate sempre tra gli
emendamenti fuori sacco.
CATANZARO. Il parere del Governo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.2?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole. Il parere
del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2, con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione".
All'articolo 2 c'è l'emendamento 2.1, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Mettiamo in votazione il disegno di legge.
Onorevoli colleghi, non ci sono dichiarazioni di voto?
Colleghi, facciamo in questo modo: siccome si sono fatte le 15.00
e finora abbiamo rinviato le votazioni di tutti i disegni di legge,
io vi propongo una sospensione di un'ora, un'ora un quarto; ci
aggiorniamo intorno alle 16.00. Pertanto, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 16.15.
(La seduta, sospesa alle ore 14.55, è ripresa alle ore 16.43)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie varie. Modifiche di norme. (21/A Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Daidone per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della II Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimetto al testo della relazione scritta, quindi se
l'Assessore vuole prendere la parola può tranquillamente farlo.
PRESIDENTE. Se il Governo vuole prendere la parola qualche minuto.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi il Governo presente a questo disegno di legge collegato,
così come anticipato e promesso durante il dibattito sul disegno di
legge di bilancio e sul disegno di legge di stabilità, perché vi
sono delle norme che non erano entrate in quella prima fase nel
dibattito d'Aula in legge di stabilità e quindi avevamo detto che
si rinviavano in successivo disegno di legge collegato al fine di
ovviare alcuni temi che non erano stati affrontati.
Nel frattempo, rispetto a giorno 9 febbraio scorso, quando abbiamo
approvato la finanziaria, sono emersi altri problemi, uno di questi
è l'impugnativa che il Consiglio dei Ministri ha voluto fare alle
norme finanziarie che riguardavano i Fondi extra regionali. Per cui
noi con questo ddl collegato innanzitutto vogliamo mettere in
sicurezza tutte quelle misure, tutti quegli interventi, soprattutto
mi riferisco ai Comuni, mi riferisco al cofinanziamento comunitario
e quindi ai forestali che erano stati coperti finanziariamente dai
Fondi FSC .
Noi con questo ddl collegato, il quale testo che era di 50
articoli è diventato di poco meno di 40 articoli e c'è
sostanzialmente poi un emendamento da parte del Governo che
riguarda i Comuni a cui daremo, annunciamo un emendamento per dare
ai Comuni 115 milioni di euro del Fondo investimenti e 22 milioni
di euro che riguardano i minori trasferimenti di parte corrente a
seguito delle maggiori riserve che l'Aula ha voluto stabilire per
gli stessi Enti locali, quindi 137 milioni di euro, giusto perché
così l'Anci possa essere rasserenata ma a maggior ragione per dare
serenità e sicurezza ai conti dei Comuni, i cui i sindaci possano
così da qui a qualche giorno completare le procedure di
approvazione dei rispettivi bilanci.
Nel frattempo ci sono alcune norme importanti in questo collegato,
velocemente togliamo alcuni contenziosi dei consorzi di bonifica,
soprattutto Siracusa e Agrigento per evitare che i vari
pignoramenti impediscano il pagamento degli stipendi,
conseguentemente si impedisca l'erogazione dei servizi primari,
soprattutto in estate; il problema dei Pip; il piano emergenza a
Palermo, finalmente dopo 23 anni procediamo all'assunzione dei
primi 1166 lavoratori che fino a questo momento hanno prestato
lavoro a nero e poi abbiamo la chiusura delle cosiddette
partecipate, quelle società mi riferisco alla Biosfera, alla
Resais, su cui pende un contenzioso di 256 milioni di euro e invece
con questo articolo e con la norma che abbiamo proposto accediamo
alla sanatoria e così riusciamo col 5 per cento a chiudere un
intero contenzioso, un'intera vertenza con l'Agenzia delle entrate
e mettendo in sicurezza i conti della Regione ma altrettanto,
diciamo così, potendo portare finalmente a completamento la
procedura di chiusura di questo altro ente ormai in liquidazione da
un bel po'.
Dopodiché ci sono altri articoli, uno per tutti l'articolo 11 che
riguarda i forestali, lo abbiamo detto nell'introduzione vi era un
problema: avevamo cofinanziato la misura di 248 milioni dei
forestali, del mondo della forestazione con 74 milioni di euro Fsc,
nel momento in cui la norma è stata impugnata stiamo dando seguito
con, appunto, misure con fondi regionali.
E poi, ancora, abbiamo delle misure che riguardano gli ASU, voi
sapete bene che abbiamo proceduto all'integrazione del contratto
delle ore lavorative, stiamo consentendo di poter utilizzare il
fondo di fuoriuscita per poter pagare coloro che volessero andare
via da questo bacino, così come abbiamo previsto un milione di euro
per i Pip che volessero lasciare anzitempo il proprio bacino di
appartenenza.
Ci sono alcune norme che riguardano le aree di sviluppo
industriali per dare seguito a una sentenza della Corte
Costituzionale, oppure per consentire ai sistemi liquidatori di
poter far fronte a delle esigenze finanziarie.
Devo dire che nel frattempo la Presidenza dell'Assemblea ha sotto
un suo profilo legittimamente, ma anche noi non l'abbiamo guardata
con occhio ostile, ma abbiamo compreso le ragioni di stralciare
circa dieci norme, perché erano delle norme che pur essendo
arrivate in Commissione Bilancio non erano passate dalle
Commissioni di merito quindi, nostro malgrado, abbiamo detto che
alla fine riproporremo queste norme nelle Commissioni di merito
facendo uno stralcio, Presidente Galvagno, di questa noi chiediamo
che venga fatto eventualmente poi uno stralcio nel senso che
presenteremo un pacchetto di queste norme diciamo con un percorso
autonomo per poter dar seguito ad altre esigenze.
L'articolo 50 riguarda invece di chiusura, che riguarderà invece
tutta l'abrogazione delle norme impugnate dal Consiglio dei
Ministri, in più vi devo e chiudo dicendo che abbiamo previsto
l'abrogazione di alcune norme di intesa col Consiglio dei Ministri
per le precedenti finanziarie, per qualche precedente finanziaria,
i cui articoli non stati impugnati a seguito di un impegno che era
stato assunto da Palazzo d'Orleans precedente e il Consiglio dei
Ministri a cui è giusto dare seguito.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ci sono altri interventi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente io la ringrazio. Ho ascoltato l'Assessore
con un atteggiamento diciamo pieno di buone intenzioni, salvo devo
dire con grande rammarico, assistere anche alla gestione
parlamentare dei provvedimenti come questo improntati più sulla
approssimazione e su atteggiamenti che inevitabilmente
irrigidiscono anche le modalità e i comportamenti che in un
Parlamento, pur avendo opinioni diverse su singole norme, però non
si perde mai di vista il fatto che esiste il principio di
maggioranza, ma anche di minoranza.
E parto da questo per fare una prima considerazione, e mi rivolgo
all'Assessore Falcone. Mercoledì scorso Presidente, lei ha disposto
a causa del lutto nazionale la chiusura delle sedute d'Aula di
martedì e mercoledì. Io avevo la Commissione Antimafia convocata,
c'era la Commissione Bilancio convocata, e mi sono premurato di
arrivare non sapendo se il percorso dell'Aula venisse seguito anche
dalle Commissioni, alcuni colleghi hanno provveduto a disdire le
convocazioni, l'ho fatto io nella giornata di mercoledì.
Martedì incontro l'Assessore, perché siamo per caso arrivati
assieme in Parlamento, e alla domanda che dobbiamo fare visto che
l'Aula si fa non si fa, le Commissioni che fine fanno? L'Assessore
mi dice con grande onestà, guarda non credo che oggi faremo nulla,
semplicemente faremo uno un approfondimento come maggioranza delle
norme che sono oggetto di valutazione, per cui a quel punto fatto
che si riunisca la maggioranza per valutare gli emendamenti delle
norme, è un fatto come dire che ci sta, salvo poi scoprire, alla
fine dei lavori della mia Commissione, che i funzionari della
Commissione mi comunicano che la Commissione, poiché c'erano sette
componenti aveva valutato di approvare il testo, tra l'altro, in
assenza di tutti i deputati della minoranza.
Ora, stiamo parlando di un provvedimento che sta in Commissione da
qualche settimana, tempi per emendamenti, poi sospensione degli
emendamenti, poi discussione su ammissibilità, sulle norme che
avevano ricadute finanziarie rispetto a quelli che erano
ordinamentali. Una grande confusione, per poi determinare l'esito
che oggi viene presentato in Aula, che io considero - intanto da
modalità di gestione dei rapporti di civiltà parlamentare - un atto
veramente insopportabile.
Ora, non perché io mi scandalizzi di norme, di una norma piuttosto
che di un'altra, ma c'è anche uno sforzo che bisogna fare - e lo
dico ai colleghi che magari hanno qualche anno in meno di
esperienza parlamentare - proprio perché quando ci sono questioni
urgenti, questioni 'tecniche' si dice, è buona prassi avere il
massimo di condivisione, perché se sono questioni tecniche o
questioni urgenti, tutto dobbiamo fare tranne quello di fare danni
all'Amministrazione.
E questo interesse ce l'ha chi governa, ma deve averlo anche chi
fa l'opposizione. Se, invece, come si è fatto, si procede 'vediamo
chi c'è, se ci siamo andiamo avanti, se non ci siamo poi
discutiamo' io credo che questa metodologia non vi porterà lontano.
E lo dico anche perché, vede Assessore, mi dispiace che non c'è il
Presidente della Regione oggi, ormai sta emergendo con drammaticità
- Presidente io però vorrei che lei ascoltasse perché le questioni
di cui parlo riguardano anche lei - perché se ci fosse il
Presidente della Regione, sarebbe utile che il Presidente della
Regione che si è dichiarato un parlamentarista, anche perché lo è,
ma almeno nelle intenzioni si era espresso nella volontà di avere
rispetto di questo Parlamento.
Io comincio a non avere più rispetto di questo Governo. E non per
gli assessori che lo compongono, ma perché io penso che si cominci
ad appalesare un elevato livello di inadeguatezza da parte di chi
lo dirige. Noi siamo a otto, nove, mesi dalle elezioni, viviamo una
sorta di clima tipico di otto, nove, mesi prima che finisce una
legislatura. È un Governo sfilacciato, un Parlamento anche
sfilacciato, siamo appena a otto mesi e già siamo come se fossimo
alla fine, con un Presidente della Regione che mi pare che
delegittimi. Chiunque - on. Lombardo la prego sto parlando anche
con il decano- qualunque assessore fa parte di questo Governo io
non so se ne farà parte anche domani, perché è evidente che c'è un
livello di delegittimazione che è tale da mettere in discussione
l'esistenza stessa della credibilità e dell'autorevolezza di un
Governo.
Non mi era mai capitato di assistere a un Governo che lo si tiene
in vita annunciando rimpasti almeno da tre mesi, e questo appena a
cinque mesi dalla nomina di un Governo. Dico, dove volete andare? E
dove volete portare la Sicilia? Ed è anche per questo, Presidente,
che il Parlamento è morto. Perché quando non c'è un Governo, non ci
può essere neanche una visione su cosa fare e su come fare, si vive
alla giornata. Il galleggiamento è l'unica cosa che caratterizza
l'attività amministrativa, salvo poi che anche questa attività
amministrativa viene di fatto sconfessata da battute o
dichiarazioni come quelle che ho letto stamattina su un organo di
informazione in cui, sostanzialmente, il giorno in cui entra questo
famoso collegato - che non ho capito a cosa è collegato, perché se
è collegato alla Finanziaria vi ricordo che la Finanziaria è stata
falcidiata dalle impugnative - bene, il giorno che entra il
collegato leggo che il Presidente della Regione fa una
dichiarazione 'ci sono dei nodi politici da risolvere in questo
collegato'. Dove li dovremmo risolvere? Con chi li vuole risolvere?
Ci sono luoghi diversi dal Parlamento in cui bisogna, si possono
risolvere, si debbono risolvere? Non è dato sapere.
Voi capite che così stiamo andando a sbattere tutti perché è un
Parlamento paralizzato che da mesi non ha nessun provvedimento
reale da affrontare problemi strutturali di questa Terra. Non parlo
delle riforme, ma parlo dell'emergenze, le emergenze, quelle che
vivono i siciliani, la gente che non riesce a entrare a fare più un
esame di sangue o un elettrocardiogramma perché ormai aspetta un
anno, un anno e mezzo, due, per fare un esame perché il sistema
sanitario sta saltando. Chi se ne dovrebbe occupare se non noi? O
altri problemi potrei elencarli, ma di tutto questo non se ne
parla. Perché siamo tutti affaccendati o al totale, diciamo di sì,
impegno rispetto agli obiettivi di amministrare e governare i
problemi di questa Terra o c'è il tira a campare, vediamo che
succede domani. Leggo di Giunte dove assessori partecipano,
assessori non partecipano, assessori se ne vanno durante, assessori
non parlano perché temono di essere messi all'angolo e messi fuori
dalla Giunta.
C'è un clima che è sinceramente imbarazzante e lo dice uno che non
credo di avere motivo di poter pensare che, come dire, un Governo,
che un Governo sia debole è tutta salute, ma lo è per i siciliani?
Abbiamo problemi enormi sui rifiuti, sull'acqua, traghetti che
vengono sequestrati dall'autorità giudiziaria, mettendo in
discussione le tratte sociali e di collegamento. Ma si affrontano
come si può affrontare, come dire, il problema di un'emergenza
semplicemente chiamando o il 115 o il 118.
Non c'è una visione di affrontare il problema e oggi ci portate un
collegato che è frutto di quel modello. Ora io non ho nulla,
figuratevi se mi metto contro le norme sui forestali piuttosto che
vorrei ricordare che la facciamo perché il Governo ha sbagliato, ha
sbagliato imputazione di bilancio, cioè si è fatto impugnare pure
le norme di copertura sulla legge, su quello che serve per i
forestali o sulla vicenda della Resais, che siamo stati o rischiamo
di essere sanzionati per pagare oltre 200 e rotti milioni di euro
di IVA, visto che ci è stato obbligato il riconoscimento dell'IVA o
gli ASU. Ma il tema di cui stiamo parlando: c'è un Governo, c'è un
Presidente della Regione che fa il Presidente della Regione
parlando alla Sicilia attraverso il Parlamento o c'è una sorta di
quotidiana resa dei conti?
C'è una cosa che emerge e il Presidente di questa Regione mi
dispiace che non c'è. Lo avrei detto meglio se fosse presente. Il
Presidente di questa Regione non si fida di nessuno dei suoi
Assessori. Non ha fiducia sui provvedimenti che ognuno di loro è in
grado di portare avanti o di intraprendere. C'è una sorta di
commissariamento permanente dell'azione che, ripeto e ricordo,
signor Presidente dell'Assemblea, da noi le nomine degli Assessori
le fa il Presidente ma le competenze degli assessori non le
stabilisce il Presidente, ma sono stabilite dallo Statuto della
Regione. Ogni Assessore che ha una delega ce l'ha in forza di
competenze che sono di tipo statutario, quindi c'è, quindi se un
Presidente non si fida dell'Assessore deve sostituirlo o ne nomina
un altro, ma non può commissariare l'azione di un Assessore perché
questo viola l'autonomia delle competenze che sono in capo
all'assessore in quanto preposto a quelle non è delegato dal
Presidente. E' preposto a quelle competenze. E allora io penso che
oggi il tema che si pone, a otto mesi dal voto, è che questo non è
un Governo così continuando per essere adeguato ai problemi che ha
la Sicilia. Non è un caso che non abbiamo lo possiamo dire con
onestà tutti quanti e lo dico ai colleghi di maggioranza, non
mettetevi la testa sotto la sabbia perché se a otto mesi siamo a
questo livello vi assicuro che fra due anni qui non ci sarà più
niente. E allora pensare di poter far finta di non vedere che c'è
una crisi politica vera, e si deve affrontare la crisi politica se
vogliamo affrontare i problemi della Sicilia e non al contrario,
che tentiamo di affrontare i problemi della Sicilia intervenendo
due, tre volte sulle stesse norme, perché non si hanno nemmeno le
idee chiare su come affrontare i problemi, e allora ecco perché è
necessario che ci sia una vera interlocuzione col Presidente della
Regione, perché il problema a questo punto, lo dico con affetto, è
ma che cosa mi deve dire Falcone?
Brutalmente, con il grande rispetto che ho, oltre che per la
persona anche per la funzione che lui ricopre, cosa mi deve dire,
in questo momento chi rappresenta Falcone? E allora lo dico a
Falcone, lo potrei dire a tutti, Di Mauro con cui ho maggiore
confidenza piuttosto che, no non abbiamo confidenza, allora dammi
di lei, allora io penso che la discussione che dobbiamo fare oggi
chiede una discussione generale su un provvedimento che è un, lo
dico, niente di trascendentale, ma è una marmellata, è una cosa
insulsa, non si capisce, sì, affrontiamo singoli problemi ma qual è
la visione, il disegno, l'obiettivo, tra l'altro dopo avere avuto
la più grande impugnativa che ha subito una legge finanziaria
all'inizio della legislatura? Dico di cosa dobbiamo parlare?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si avvii alla conclusione, per
favore.
CRACOLICI. Sì, io non vorrei fare Pierino, però lei sa che sulla
discussione generale i termini non sono quelli che fissa lei.
PRESIDENTE. No, sono 15 minuti, e sono 5 più 9 e 43, quello è un
più.
CRACOLICI. E, quindi, a 15 non c'ero.
PRESIDENTE. Tra 10 secondi sì.
CRACOLICI. Quindi, detto questo io non mi dilungo perché penso che
il vero problema che questo Governo al momento in cui siamo è che
è arrivato al capolinea: o c'è una svolta e la svolta la deve dare
innanzitutto chi lo presiede se è capace, oppure è evidente che ci
apprestiamo a vivere una lunga agonia che non sappiamo quando
finirà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, ha sforato di 12 secondi,
quindi, è rientrato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le servono tutti i minuti?
DIPASQUALE. No, lei pensi, signor Presidente, che ho scritto le
cose che devo dire e quindi risparmieremo un po' di tempo. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, noi ci siamo
lasciati con l'ultima finanziaria dove ci siamo visti impugnati
tutta una serie di articoli, tantissimi; ogni numero di questa
finanziaria, il comma 4, l'articolo 1, l'articolo 9, l'articolo 10,
riguardava un finanziamento con un'esigenza di un territorio. Sto
parlando di quelli impugnati, delle risorse perse con il fondo, con
l'FSC, e tutte queste, tutti questi interventi si sono persi, dove
dietro ognuno di questi interventi, di questi articoli c'erano
tantissimi comunicati stampa di ognuno di noi, che preannunciano
una serie di interventi e dove alla fine però non è rimasto nulla.
Io, no, però, io così mi fermo, cioè perché ho bisogno che ci
ascolta l'assessore
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi un minimo di attenzione.
DIPASQUALE. No, no, ma i colleghi non mi interessano, questo è un
problema, però l'assessore è fondamentale, allora riprendo
l'intervento secondo me dovevamo ripartire da questa finanziaria,
dalle norme che erano state abrogate, perché le norme che sono
state abrogate, e guardate parliamo di centinaia e centinaia di
milioni di euro, che erano aspettative dei territori che avevamo
creato noi con la finanziaria, secondo me queste risorse noi
dovevamo rimpinguarle, scusate, onorevole Cracolici, onorevole
Spada, onorevole Safina, perdonatemi, almeno l'attenzione del mio
Gruppo, l'attenzione
PRESIDENTE. Onorevole, è osannato anche dagli altri Gruppi
parlamentari, c'è un invito da parte del Movimento 5 Stelle.
DIPASQUALE. Secondo me noi dovevamo partire, signor Presidente,
proprio da questo e, Assessore, dovevamo partire nel ripristinare
le risorse che abbiamo perso nella finanziaria, che era lavoro che
avevamo fatto tutti, lavoro che avevamo fatto ognuno di noi e
questo, purtroppo, non è stato fatto.
Io mi auguro che questo Governo rimetta in condizione tutti quanti
i parlamentari che si erano spesi per quel lavoro di avere quel
giusto riscontro. Quindi, io questo me lo aspetto, ovviamente, non
in questo strumento ma nel prossimo strumento finanziario o,
altrimenti, quello che noi facciamo qui dentro non ha nessun
significato. Quindi, questo è, sicuramente, la prima cosa che va
fatta.
Il mio intervento di oggi, purtroppo, non può che essere
fortemente critico nei confronti di questo Governo e, soprattutto,
del Presidente Schifani che ci aveva detto che sarebbe stato un
Presidente parlamentarista ma in Parlamento non si è più visto. Lo
aspettiamo da mesi, invano. Sembra che la priorità del Presidente
sia una sola: risolvere le innumerevoli questioni e lacerazioni
aperte in Forza Italia, tra rese dei conti e prove di forza, nella
continua ricerca di qualche consigliere comunale, sindaco da
raccattare in extremis. Comprendo che Forza Italia è anche una sua
creatura, ma non possiamo permetterci che la Sicilia e i siciliani,
forzisti e no, restino in attesa di un suo cenno.
La nostra Sicilia si sta spegnendo giorno dopo giorno e le sue
energie dovrebbero essere convogliate a cercare di evitare il
disastro e il tempo tanto, troppo, dedicato a tenere in vita Forza
Italia non solo è dannoso per la Sicilia, ma appare sempre più un
inutile accanimento terapeutico. Avete lasciato dopo cinque anni di
Governo la Sicilia sommersa di rifiuti senza, fino ad oggi, segnali
seri e concreti di inversione di marcia.
I sindaci dovevano individuare i siti per il conferimento
dell'indifferenziata: sono da anni commissariati, alcuni
ovviamente, ma non obbligati a farlo. Il risultato di tale
inconcludenza è che si è costretti a conferire fuori dalla Sicilia,
pagando circa 400 euro a tonnellata, tutte a spese dei nostri
cittadini che con la Tari pagano e dovranno pagare tutte queste
risorse.
La sanità è ridotta ai minimi termini, riserva di voti per pochi
eletti mentre i cittadini restano fuori per ore ad aspettare
davanti i pronti soccorso svuotati di personale sanitario e con
tanti, troppi precari ancora fuori.
Non siete riusciti a fare una riforma seria in sei anni, parlo di
sei anni perché siete la continuità amministrativa, l'avete detto
voi, della precedente.
Questo Parlamento attende riforme, leggi che diano dignità alla
Sicilia e ai siciliani.
State costringendo i nostri figli a scappare da quest'Isola, non
per scelta ma per bisogno e, forse, il tanto decantato ponte,
chimera del Governo nazionale, ne potrà agevolare solo, ahimè, la
fuga Ma davvero pensate che i siciliani siano così sciocchi da non
rendersene conto? Credete veramente che possano accettare
supinamente la vostra indifferenza, superficialità e pressapochismo
convinti che tanto sono costretti a votare solo voi? Alla domanda
che mi è stata rivolta, nei primi mesi di questa legislatura,
com'è Schifani? , sapete cos'è che ho risposto? Vedremo . E'
ancora presto per giudicare, ma vedo un'inversione di rotta nei
rapporti con la minoranza.
Purtroppo, oggi, mi rincresce di dover ammettere che le mie attese
sono rimaste disattese in toto. Le avevo chiesto, al Presidente,
perché mi auguravo che fosse presente. Ma ve lo immaginate? E' così
impegnato Doveva essere così parlamentarista che il Parlamento se
l'è dimenticato.
Viene. Ma quando viene? Alla fine? Avevo chiesto al Presidente un
incontro urgente per l'aeroporto di Comiso, mentre eravamo con il
Libero Consorzio. Ancora aspetto risposta.
Ho chiesto più volte, anche in quest'Aula, di provvedere a
definire l'Osservatorio sui cambiamenti climatici - già istituito
dal precedente Parlamento - ma attendo che lei faccia, che il
Presidente faccia le nomine. E i silenzi si sommano.
Ancora nessuna risposta sui danni subiti nella Sicilia orientale,
per il ciclone di febbraio. Nessuna impresa agricola e zootecnica
ha ricevuto un centesimo. Solo parole, parole, parole. E' del tutto
inutile - Presidente, grazie per essere venuto - dichiarare lo
stato di calamità naturale, se poi non ci si trasferisce a Roma, da
un Governo, peraltro, vicinissimo a lei con i Ministri siciliani,
più impegnati a farsi intervistare dai giornalisti, che a occuparsi
della Regione, della Regione.
Presidente Schifani, avrei voluto vederla, come il presidente
Bonaccini, operativo, fattivo, presente in prima linea, con
determinazione e impegno massimo per salvare la propria terra, le
proprie aziende violentate e devastate dal ciclone di febbraio.
Presidente, avremmo voluto vederla, non dico forte come il ciclone
nella rivendicazione con il premier Meloni, ma ci saremmo
accontentati anche di una rugiada di primavera. E invece qui, caro
Presidente, è calma piatta - a mare, noi diciamo "bonaccia" - ma,
purtroppo, qui si è fermato non il mare ma la nostra bella Sicilia.
Il presente e il futuro, con le loro ambizioni e con le loro
aspettative, delle nuove generazioni.
Il tempo è davvero scaduto, per me con l'intervento, per lei
nell'avvio dell'azione di Governo, ancora totalmente ferma. O
arrivano segnali seri, Presidente, di rilancio o saremo pronti alla
mobilitazione perché il tempo è veramente scaduto.
E concludo, quindi, non avendo consumato neanche tutto il tempo a
disposizione, facendo un'analisi del lavoro che abbiamo fatto.
Guardate che questo Parlamento ha prodotto Presidente, ritengo
che sia di cattivo gusto che non solo lei sia venuto in ritardo ma
che stia anche parlando, si sia messo a parlare da quando è
arrivato con l'Assessore Questa è mancanza di rispetto No, non lo
permetto a nessuno A nessuno
PRESIDENTE. La stanno seguendo tutti, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Detto questo, io ritengo che questo Parlamento sia un
Parlamento che abbia lavorato, perché non è vero che questo
Parlamento non ha fatto nulla. Guardate che abbiamo prodotto 480
disegni di legge, 480 disegni di legge, di cui abbiamo prodotto 332
disegni di legge dalla maggioranza che, giustamente, ha fatto la
sua parte e, in maniera numerica, essendo anche scusi, consigliere
De Luca, appena interviene... è da quando ho iniziato ad
intervenire che giri. Appena intervieni non ti preoccupare. Te lo
faccio capire - 332, 332 disegni di legge fatti dalla maggioranza.
Un grande impegno che gli va dato, così come 147 disegni di legge
fatti dall'opposizione, dalla minoranza, nonostante siamo molti di
meno, sono stati tantissimi i disegni di legge. Lo sapete quanti
sono i disegni di legge di iniziativa governativa? 46. 46 Ma non
solo, cioè se per i disegni di legge fatti dal Parlamento non c'è
quel supporto da parte del Governo, non c'è quella spinta,
rischiano di rappresentare il nulla.
Allora, abbiamo bisogno veramente di darci una smossa. Ci sono i
segnali, io sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno e
mezzo vuoto. Però i segnali che ci sono, di qualche rubrica, di
qualcuno che si muove, l'attività ispettiva che è ripartita e che
era morta in quest'Aula; però non siamo partiti, è come se questa
legislatura non fosse mai decollata, perché - come ha detto bene
Cracolici - quello che manca è la testa, quello che manca è
l'azione di Governo. E penso veramente che se meno il Presidente
della Regione si occupa delle questioni di Forza Italia e più si
occupa delle questioni della Sicilia e dei Siciliani, noi
riusciremo a svolgere il nostro ruolo. E noi vogliamo contribuire.
Noi vogliamo contribuire e fare la nostra parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, signor Presidente, Governo e colleghi deputati, ho
letto il documento, il Collegato, e ho notato che una parte è
abbastanza concentrata sulla situazione dei precari.
Ovviamente i precari stanno a cuore a tutti noi. Penso che non ci
sia nessuno in questo Parlamento che possa dire una cosa diversa.
Del resto noi siamo scesi in piazza, sabato scorso, proprio per
protestare contro il Governo nazionale, che in una data simbolica,
come quella del primo maggio, fa un decreto "precari", un decreto
"Lavoro", scusate, istituendo la precarietà, agevolando i contratti
a termine, che sono chiaramente contratti che continueranno a
creare sacche e bacini di precari; continueranno a metterci nelle
condizioni di affrontare continui contenziosi e continui problemi
fra categorie lavorative che devono essere stabilizzate, con tutto
quello che comporta e che sappiamo.
Quindi che ben venga che questa Regione Sicilia dia un
insegnamento al suo stesso Governo nazionale, cercando di fare
delle norme per stabilizzare diversi bacini di precari. Quello che
mi preoccupa sono le modalità, perché non si possono fare
stabilizzazioni andando contro quella che è la Costituzione e le
normative nazionali e regionali. Tant'è che siamo continuamente
sottoposti a impugnative. Quindi, si creano, praticamente,
illusioni nei confronti di migliaia di lavoratori, parlando di
stabilizzazione, e poi di fatto ci sono impugnative.
Ora sarà il caso dei Pip, domani è il caso degli Asu: 4.500 Asu
che dovevano essere stabilizzati già nella passata legislatura e
sono stati dimenticati. Lo stesso Presidente Schifani, che ora si è
allontanato, aveva detto che gli Asu sarebbero stati una sua
priorità, che avrebbe sconfitto il precariato in Sicilia proprio
partendo dagli Asu. E, invece, fino ad oggi, si è limitato
semplicemente a prolungare i loro contratti di tre anni e ad
ampliare un po' la situazione salariale.
La stessa norma di cui si parla a Roma praticamente non risolverà
il problema per i tanti e tanti paletti che ha introdotto: al
massimo riuscirà, se andrà in porto chiaramente, a stabilizzare
quasi il dieci per cento di questi precari. Quindi, che ben vengano
queste norme, ma per evitare che ci siano tutte queste continue
impugnative, il Presidente deve attivare un confronto serrato col
suo Governo nazionale. Dovrebbe ogni giorno sapere se queste norme
veramente potranno essere risolutive per stabilizzare questi
precari o se, nuovamente, saremo sottoposti a varie impugnative.
Un esempio così, parlare di bacino e sacchi di precari, è quello
dei consorzi di bonifica. Io ho visto che ci sono due norme in
questo collegato che parlano di consorzio di bonifica di Siracusa e
Agrigento che è praticamente... proprio racchiude tutta la
situazione di contenziosi, precariato, categorie inquadrate con
diversi giorni lavorativi che si fanno la guerra a vicenda a furia,
ecco, di decreti ingiuntivi e quant'altro, e non capisco perché due
comuni sì e gli altri no. Penso che Ragusa sia uno dei consorzi di
bonifica più problematici di tutta la Sicilia, ma nel collegato è
stato completamente dimenticato, così come sono stati dimenticati
per esempio i comuni, non vedo norme per i comuni eppure ci sono
altre cose che sono state reputate, all'interno di questo
collegato, urgenti. Mi riferisco, per esempio, ai centoquindici
mila euro per il Carnevale di Acireale o ai duecentomila euro che,
non so a che titolo, a chi dovrebbero essere dati, per le
progettazioni degli immobili. Ma, scusate, ma non ne abbiamo
tecnici all'interno della Regione? Perché duecento mila euro per le
progettazioni. Sono, ecco, tutta una serie di cose che,
chiaramente, non reputo che abbiano tutta questa forma di urgenza e
che debbano essere inserite in un collegato.
Invece, come dicevo, apprezzabilissime le norme sui precari, se
queste però non saranno impugnate.
Quindi, Presidente, ora che è rientrato, io la esorto ad attivare
questa interlocuzione serrata col Governo nazionale affinché
veramente si trovi una situazione soprattutto per gli Asu che sono
stati presi in giro troppe e troppe volte. Non vorrei che questa
fosse l'ennesima volta ancora. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marano. Marano, conferma o
rinuncia?
MARANO. Grazie, signor Presidente. 10 febbraio 2023: "La Sicilia
inaugura un nuovo percorso virtuoso per il sostegno all'occupazione
con l'erogazione di fondi alle aziende. Trentamila euro nel
triennio 2023-2025 per l'assunzione a tempo indeterminato. La
manovra si basa su tre pilastri: la certezza dei conti, il sostegno
all'economia siciliana, l'ascolto di tutte le forze politiche e
sociali. Questi, Presidente, assessori, sono gli annunci fatti a
febbraio, quando è stata approvata la finanziaria. Non c'è solo un
ambito economico, socio-economico che non viene toccato
dall'iniziativa della Regione siciliana. In una logica
interventista ed espansiva, occupazione, imprese, sanità, disagio
sociale, famiglie, precari e ancora, investimenti su trasporti,
turismo, sport e cultura. Nei prossimi giorni al via le prime
misure."
Questa è la propaganda post finanziaria del Governo, chiaramente
approvata in tempi record; oggi ci ritroviamo chiaramente, dopo
mesi, a non avere nessuna azione concreta dopo questi annunci fatti
dal Governo. Chiaramente, finita la propaganda, si ritorna alla
tristissima realtà. Realtà dove abbiamo tutte le norme,
chiaramente, con copertura con fondi extraregionali soppresse,
capitoli rimpinguati perché insufficienti e norme rifinanziate
perché erano importanti, fondamentali, ma senza provvista
finanziaria. Chiaramente, chi paga sono sempre i siciliani che ogni
giorno si ritrovano a dover subire scelte, o meglio, non scelte di
questo Governo, che ogni giorno si ritrovano a vivere situazioni
angoscianti, per esempio ne citiamo una: la sanità; per esempio, le
prenotazioni delle visite, le file negli ospedali, le liste di
attesa. Ricordo quando il Presidente Schifani durante il suo
insediamento puntò su questo tema moltissimo e siamo curiosi di
capire cosa succederà nei prossimi mesi in questo settore che
riguarda semplicemente il diritto alla salute e il diritto
all'accesso alle cure di tutti i siciliani.
Ma non è solo la sanità, l'agricoltura, i precari, consorzi di
bonifica per esempio, che è un tema che segue dalla scorsa
Legislatura, che ogni anno devono piegarsi e mettersi in ginocchio
per la questione del turnover. Ma non è solo il consorzio di
bonifica, ovviamente, precari ne abbiamo all'infinito, la
disuguaglianza sociale regna sovrana e azioni concrete non se ne
fanno e non se ne mettono in atto in ogni settore. E non siamo
soltanto noi da parlamentari di opposizione a dire ciò e a rilevare
ciò, perché qualunque essere umano che si mettesse qui a guardarci
in maniera neutrale e in maniera super partes senza essere parte
politica di nessun partito politico qui dentro, qualunque essere
umano rimarrebbe sconvolto dal modo di agire di questo Parlamento e
di questo Governo. Non bisogna essere per forza forze di
opposizione per poterlo rilevare, è oggettivo.
Stiamo navigando a vista Stiamo navigando a vista e i siciliani
lo pagano ogni giorno sulla loro pelle Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Presidente della Regione, Governo,
colleghi, cittadini.
Presidente, io credo che la luna di miele tra l'Assemblea
regionale siciliana è questo Governo regionale oltre che la luna di
mela tra i cittadini siciliani e questo Governo regionale, credo
che sia finita e sia finita, onorevoli colleghi, già per come
questo disegno di legge che oggi arriva in Aula, questo
collegato , che hanno fatto bene già alcuni colleghi a
sottolineare, non ha minimamente interessato o non è stata
completamente coinvolta la minoranza dell'Assemblea regionale
siciliana.
Un disegno di legge che è stato portato in Commissione Bilancio
e dove sono stati inseriti, dove è stata fatta una discussione
escludendo totalmente la minoranza, le minoranze di questa
Assemblea regionale siciliana.
E vede, signor Presidente, portare un disegno di legge con oltre
40 articoli, quindi non è un disegno di legge che arriva con 40
articoli in Aula perché c'è la minoranza che va ad aggiungere
articoli, ma è un disegno di legge fatto solo ed esclusivamente dal
suo Governo, dai suoi Assessori e dalla sua maggioranza. Un disegno
di legge con articoli vari che riguardano varie tematiche e nel
frattempo che noi andiamo a fare un disegno di legge che è tutto un
insieme di norme su settori differenti, questo Governo regionale,
Presidente Galvagno, non porta nelle Commissioni nessuna riforma, e
sono passati sette mesi. Sette mesi e nessuna riforma è stata
portata da parte di questo Governo regionale in Assemblea regionale
siciliana. Nessuna riforma è stata portata all'interno delle
Commissioni.
E poi non si può scaricare la colpa sull'Assemblea regionale
siciliana perché noi non sappiamo come dobbiamo affrontare il
problema dei rifiuti e in campagna elettorale mi pare che voi
avevate un programma ben definito che poi non è stato più ben
definito, Presidente Schifani.
Abbiamo delle enormi difficoltà per quanto riguarda la sanità e ad
oggi, probabilmente, il suo Governo regionale pensa solo ed
esclusivamente a rinnovare i direttori generali e non c'è una
visione di insieme su come migliorare la sanità siciliana.
Non abbiamo nessuna visione di insieme per quanto riguarda il tema
della povertà. Presidente Galvagno, noi nel 2021, l'Assemblea
regionale siciliana nella passata Legislatura, abbiamo approvato
una legge sulla povertà e questa legge è stata approvata da molti
degli Assessori che oggi siedono tra i banchi del Governo. Ebbene,
non c'è nessuna proposta da parte di questo Governo regionale per
andare a sconfiggere, anche se in minima parte, la povertà che
aumenterà sempre di più, già da questo autunno, già da settembre,
perché questo Governo regionale - che è un Governo di centrodestra,
ed era un Governo di centrodestra pure il passato Governo regionale
- mentre fino a qualche anno fa lodava il reddito di cittadinanza e
io ricordo le varie relazioni da parte dell'Assessore Armao,
dell'assessore per l'economia della Regione siciliana, che diceva
che il prodotto interno lordo della Regione siciliana si basava e
cresceva anche grazie al reddito di cittadinanza; reddito di
cittadinanza che è stato completamente smantellato dal Governo di
centrodestra a livello nazionale con la promessa dei posti di
lavoro.
Ora, dove sono questi posti di lavoro, Presidente Galvagno? I
siciliani hanno dei posti di lavoro? Ci sono dei posti di lavoro in
più? E la chimera non può essere solo ed esclusivamente il ponte
sullo Stretto, perché ad oggi ho visto spendere solo ed
esclusivamente soldi per quanto riguarda la progettazione. Quindi,
ai siciliani di quei soldi che oggi si stanno investendo non sta
entrando un euro, mentre a settembre ci saranno tantissimi
siciliani che non percepiranno nemmeno più l'emolumento di quei 500-
600 euro al mese.
E come dovremmo affrontare la stagione dell'autunno con
l'innalzamento dei costi, con l'innalzamento dell'inflazione, con
l'innalzamento dei costi dell'energia, se da parte di questo
Governo regionale non c'è una visione di insieme?
Presidente Schifani, io capisco che lei a inizio Legislatura per
realizzare il suo Governo con i suoi Assessori avesse dell'enormi
difficoltà per mettere d'accordo tutti i Partiti, tant'è che la
maggior parte dei suoi Assessori sono deputati di questa
Legislatura, e io capisco che sette mesi fa lei aveva delle
grossissime difficoltà nell'andare a comporre tutto il Governo
regionale. Ma oggi, Presidente, se c'è da dare una scossa la dia,
la dia questa scossa, perché questa Legislatura non può essere una
legislatura così lenta fin dall'inizio, Presidente, perché a questo
punto stiamo quasi rimpiangendo il Presidente Musumeci. Almeno nei
primi due anni e mezzo del Governo Musumeci qualche riforma in Aula
arrivava, poi si votava in maniera favorevole o in maniera non
favorevole, ma le riforme in Aula arrivavano, Presidente Schifani,
le riforme in Aula arrivavano Oggi non c'è nemmeno questo
E allora, se ci sono problemi all'interno del suo Esecutivo
sciolga questi nodi, di cui anche lei ha parlato, di cui anche lei
ha parlato tramite i media, li sciolga questi nodi e faccia in modo
che il suo Governo i suoi Assessori abbiano una visione comune e
non ci siano visioni diverse all'interno del suo Governo, visioni
diverse dal punto di vista dei rifiuti, visioni diverse dal punto
di vista della sanità, visioni diverse dal punto di vista della
formazione, visioni diverse dal punto di vista del turismo, visioni
diverse dal punto di vista di tutti i settori che oggi a livello
regionale, a parte la gestione assessoriale, a parte la gestione
dipartimentale, risultano essere bloccati, Presidente.
E questo non glielo dico solamente io, sono i siciliani che in
questo momento stanno avvertendo un enorme immobilismo da parte di
questo Governo regionale e oggi la soluzione non può essere andare
a discutere e andremo a discutere questo disegno di legge che è
costituito da più di 40 articoli, Presidente, un disegno di legge
composto più di 40 articoli fatti dal suo Governo fatti, dalla sua
maggioranza.
Ma non si risolvono così i problemi dei siciliani. Non si
risolvono con articoli spot all'interno di una norma di collegato,
ci deve essere una visione di insieme. E io auspico, Presidente,
che lei questa visione di insieme la possa comunicare ai siciliani,
la possa comunicare a questa Assemblea, perché noi siamo stanchi,
Presidente, di vedere un'Assemblea e di vedere un Governo immobile.
Diamola questa scossa Noi non possiamo aspettare l'autunno quando,
Presidente, i siciliani avranno maggiori difficoltà sia dal punto
di vista economico, sia dal punto di vista lavorativo.
Quindi, Presidente, io spero che a fine discussione generale,
Presidente Schifani, io spero che lei possa dare all'Aula la sua
visione, che lei possa dare all'Aula la sua visione di come la
Sicilia nel prossimo anno possa recuperare tutti i gap che in
questo momento stanno aumentando sempre di più e la soluzione,
Presidente, non può essere questo collegato realizzato dai suoi
Assessori e realizzato dalla sua maggioranza, perché sono articoli
che, al di là di qualche articolo che mira a risolvere il problema
del precariato siciliano, ed è un problema enorme che noi ci
portiamo avanti nel corso degli anni, il resto degli articoli,
Presidente, sono articoli che veramente sono articoli spot, perché
io non capisco come è possibile mettere all'interno di un collegato
200 mila euro per andare a prendere dei collaboratori per fare il
censimento immobiliare, Presidente, 200 mila euro per andare a dare
incarichi per migliorare il censimento immobiliare, censimento
immobiliare che già abbiamo, Presidente Schifani, e anzi lo
dobbiamo utilizzare al meglio. Quindi, ci sono articoli che, per
quanto riguarda la visione di insieme dei siciliani, poco
c'entrano.
Allora, Presidente, a me piacerebbe, ma credo piacerebbe a tutta
quest'Aula, capire qual è la sua visione perché questo collegato
non ha una visione, Presidente, sono vari articoli; tra l'altro,
molti di questi articoli non sono passati dalle Commissioni di
merito, sono articoli che sono stati fatti solo ed esclusivamente
all'interno della Commissione Bilancio .
E quindi, l'invito, Presidente, è quello di darla questa scossa a
questa Sicilia perché noi non possiamo aspettare le prossime
elezioni affinché si dia una scossa alla Sicilia. I siciliani sono
in difficoltà oggi e adesso. E allora, il nostro compito è cercare
di dare soluzioni e prospettive. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Bentornato, Presidente della Regione.
Beh, io oggi, Presidente Galvagno, inizio questo intervento dopo
avere ascoltato con profonda attenzione gli interventi dei
colleghi, non me ne vogliano quelli del mio Gruppo parlamentare che
sottoscrivo e condivido, e dico una cosa che sicuramente abbiamo
anche detto qualche giorno fa con i colleghi delle opposizioni: il
tempo è scaduto E lo dico perché, Presidente Galvagno, ricordo,
non appena all'inizio della Legislatura, che il Presidente
Schifani, arrivato in Aula, leggendo una bellissima relazione sulle
cose da sviluppare da parte del Governo regionale, ovviamente noi
immaginavamo anche su un punto importante che era quello del
rispetto di questo Parlamento.
Di quelle cose che il Presidente Schifani elencava nella sua
relazione ad oggi, a diversi mesi di attività parlamentare, noi non
abbiamo visto un bel nulla Con un argomento, Presidente Galvagno,
che su quella relazione, se non ricordo male, il Governo regionale
metteva tra le prime posizioni la sanità.
Ad oggi, noi siamo in una situazione davvero drammatica, non
sull'argomento della sanità, ma su qualcosa che, invece, è
fondamentale che è il diritto alla salute. Perché il Presidente
Schifani quando arrivò in Aula con quell'accordo scellerato fatto a
Roma non aveva compreso che quei soldi venivano sottratti al
Governo e alla Sicilia. L'autonomia differenziata, altri argomenti
che, ovviamente, il Presidente della Regione in quel periodo
trattava.
Bene, noi come opposizioni subito dopo abbiamo condiviso con il
Governo regionale cercando di dare il nostro contributo su quella
Finanziaria presentata dopo due mesi appena di Governo, e abbiamo
contribuito, Presidente Galvagno, dando il nostro contributo,
cercando di portare ognuno delle migliorie per quello che era il
testo presentato.
Bene, quella Finanziaria pur essendo in continuità politica il
Governo regionale con quello nazionale, subì e ha subito
un'impugnativa abbastanza importante che, ovviamente, ci fa
comprendere che ancora una volta su molti argomenti per come era
partita quella Finanziaria le opposizioni avevano ragione, perché
il Governo in quel momento cercava di arricchire quell'articolato.
Finita quella Finanziaria, ci siamo anche detti che c'erano
cinque, sei, sette norme che dovevano essere poi ridiscusse per
essere ripresentate perché il 30 giugno si arrivava ad una
scadenza. Bene, Presidente della Regione lei che, ovviamente, in
alcune occasioni ha anche fatto delle dichiarazioni dicendo che
forse, l'Assemblea non lavora. Poco fa il collega Dipasquale
ricordava all'Aula quello che sono stati i testi presentati, i
disegni di legge da parte delle opposizioni e quello che,
ovviamente, noi stiamo trattando. Certo è che non siamo noi al
Governo della Regione, noi siamo le opposizioni. E oggi, Presidente
Galvagno, la scorsa settimana ci rendiamo conto che in una mattina
dove lei ha sospeso i lavori di Aula per il lutto, il martedì e il
mercoledì, quella Commissione si è riunita perché qualche ora prima
forse non c'era nemmeno la convocazione di quella Commissione o non
si convocava la Commissione o si affrontavano altri argomenti.
Bene, da quella Commissione, Presidente Galvagno, sono usciti 52
articoli, 52 articoli che, ovviamente, ognuno parla e io mi sono
assunto anche la responsabilità con una dichiarazione a mezzo
stampa di dire che forse c'era qualche articolo, che erano partiti
ordinamentali, che forse era qualche articolo che serviva per il
post elezioni comunali. E lo dico, Presidente Galvagno, nella
consapevolezza che, ad oggi, di quei 50 articoli si sono stralciati
alcuni e siamo di fronte a 32.
Però, io ritengo che questo Governo della Regione, al di là di
quello che sono le vicende che escono sui giornali e che questo
Parlamento ha il diritto di sapere qual è la situazione politica
che la Sicilia vive con questo Governo regionale pur non entrando
nel merito delle questioni dell'alleanza che ha vinto le elezioni
del centrodestra, noi oggi come Partito Democratico rivendichiamo,
Presidente Galvagno, perché lo abbiamo anche detto ieri, che noi
siamo qui a voler lavorare, a voler portare quelle che sono le
norme che la Sicilia aspetta, quelle che sono, ovviamente, quelle
norme che servono per potere dare risposta a quelle categorie che
hanno difficoltà e che non vanno avanti con l'azione produttiva.
Però, è anche vero, Presidente Galvagno, che non possiamo
accettare che, al di là di quelle norme, si possano prendere in
giro i siciliani raccontando che le opposizioni forse non vogliono
andare avanti con quelle norme o con tutto quello che è l'impianto,
perché noi siamo pronti ad andare sugli argomenti che riguardano i
forestali, gli ASU. Quello, Presidente Galvagno, siamo pronti
adesso, ora ad affrontarli. Però, smettiamola di inserire con una
idea che si partiva di 6, 7 articoli diventata 52 e oggi è 32
articoli perché mi sembra di rivivere quello che abbiamo vissuto
qualche mese fa durante la finanziaria che abbiamo prodotto più di
100 articoli approvati e che poi 850 milioni di euro da quella
finanziaria sono andati via. E oggi vi dico che quegli articoli
devono essere ripresi nel prossimo strumento finanziario.
E allora, Presidente Galvagno, cerchiamo di avere la
responsabilità assumendoci, come Aula, di potere procedere con
l'idea di entrare nel merito delle cose che riguardano davvero le
esigenze dei siciliani; non cadiamo nell'altra idea di inserire
qualsiasi cosa. E poco fa il collega Di Paola citava articoli
superflui che possono essere inseriti in uno strumento finanziario.
E allora, ritengo, Presidente Galvagno, che ci vuole il buon senso
per andare avanti, perché è vero, è vero, che dentro questi
articoli ci sono somme che vengono destinate a quelle millantate
riforme che questo Governo regionale adesso e anche prima in
continuità politica diceva ai siciliani di portare avanti e in
Aula, e ad oggi dopo - mi permetto di dire - sei anni che svolgo
il ruolo di deputato, ancora non c'è traccia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, noi c'eravamo lasciati in
quest'Aula dopo l'approvazione della finanziaria e la successiva
impugnativa che il collegato avrebbe recuperato una norma che era
finita per sbaglio, definiamolo così, nella legge sulla proroga dei
termini per il pagamento del bollo, che era il famoso presepe di
Acireale, oramai famosa alle cronache parlamentari, e poi avremmo
inserito una serie di norme ordinamentali nell'attesa che il
Governo nazionale avesse, diciamo, decretato, lo stanziamento
dell'Fsc.
Senonché, e ciò a dimostrazione della debolezza di questo Governo,
il collegato alla finanziaria diventa un testo dove si inseriscono
per essere diciamo buono tutta una serie di prebende, prebende per
tizio, prebende per caio. Perché questo è l'unico modo di tenere in
vita questa maggioranza non c'è altro modo di far esistere questo
Governo se non quello di mettere in campo iniziative che guardano
ai singoli territori.
Io non sono contrario alle iniziative che guardano i singoli
territori, sempreché queste però si inseriscano nell'ambito di una
programmazione più generale, di un'idea di progresso della Sicilia
di un'idea che possa dare respiro alle nostre imprese, ai nostri
lavoratori, agli enti locali lo ebbi a dire in discussione durante
la discussione della finanziaria. Questo Governo è un Governo
nemico degli enti locali perché nella finanziaria abbiamo tagliato
ulteriormente ve lo ricorderete il fondo per le autonomie locali e
non solo lo abbiamo tagliato, ma abbiamo inserito tutta una serie
di riserve che hanno falcidiato la capacità generale di spesa degli
enti locali e, considerate le difficoltà che essi vivono a causa
della difficoltà anche ad accertare le entrate e a riscuotere
perché la pandemia ancor si sente, hanno provocato tagli di
notevoli servizi per i cittadini negli enti che sono il primo front
office per i diritti dei cittadini.
E dinanzi a questo si inserisce poi il tema della propaganda. Vedo
qui l'assessore Scarpinato che saluto evidentemente, e ricordo che
l'assessore Scarpinato durante la campagna elettorale a Trapani
venne a dire, e lo ringraziamo per questo io sono un trapanese doc
cresciuto guardando quella processione, che la processione dei
misteri sarebbe stata inserita nel Reis e lo è stata. Ebbene, però
questo Governo che fa spese per tutto, durante la campagna
elettorale propagandava che l'inserimento nel Reis era importante,
peccato che poi c'era un emendamento da 150 mila euro per
finanziare la promozione di quella processione della Settimana
Santa, che rappresenta un motore culturale, turistico fondamentale
e il Governo e la maggioranza non lo ha tenuto in considerazione.
Lo capisco, è finita la campagna elettorale e quindi va bene solo
l'inserimento nel Reis, quando serve invece promuovere che è lo
scopo che dovremmo avere, promuovere le nostre iniziative
promuovere le iniziative questo non si fa.
E la propaganda è zeppa in molti, molti moltissimi altri
interventi, ne abbiamo parlato, ne abbiamo parlato più volte. Io
capisco che il Governo abbia la necessità di fare crescere il suo
consenso, e bisogna dare atto che ad oggi il consenso di questo
Governo tra i siciliani non è sicuramente calato, le elezioni
amministrative le abbiamo perse, però facendo e continuando a fare
propaganda il consenso si mostrerà effimero e come tutte le cose
effimere spariscono, poi bisogna mettere in campo i fatti e i fatti
mancano. Perché anche come diceva bene la collega Campo, io so
benissimo qual è la difficile situazione dei consorzi di bonifica
in Sicilia.
Ci sarebbe anche da discutere evidentemente di quelle che sono i
presunti monte crediti, perché oltre i debiti i consorzi,
Assessore, i consorzi di bonifica hanno anche un presunto monte
crediti, qualcuno lo stima in 150 milioni di euro, io non ho la
possibilità di smentire la notizia. Però, discutere del Consorzio
di bonifica di Agrigento e del Consorzio di bonifica di Siracusa,
quando tra qualche settimana, e ne sono contento, il Governo
porterà una riforma importante che andrà discussa con le parti
sociali, in Commissione e che poi dovrà vedere il coinvolgimento di
tutta l'Aula, mi sembra anche questa una norma spot, non mi sembra
frutto di un ragionamento generale. Io sono affinché tutto si tenga
all'interno del ragionamento generale perché può avere un senso
finanziare Agrigento e Siracusa, ma abbiamo visto se c'è
un'esigenza complessiva, probabilmente nella legge di riforma
avremmo potuto affrontarlo contemporaneamente.
E poi, io ricordo che questo Governo durante la finanziaria, col
supporto e col collegamento con l'Aula, aveva introdotto una norma
che prevedeva, per esempio, i fondi di progettazione per gli enti
locali, fondi di progettazione per gli enti locali e per la stessa
Regione che abbiamo ritenuto nella discussione generale strategici,
perché ci rendiamo conto che i comuni non hanno la forza di
progettare e, quindi, hanno bisogno di ricorrere a incarichi
esterni. Nel collegato se avessimo voluto fare un servizio alla
Sicilia avremmo potuto inserire una norma di tal genere che avrebbe
dato una mano agli enti locali che adesso saranno impegnati nella
gestione delle FUA delle SNAI.
E peraltro, su questo voglio dire una cosa: il Governo regionale
anziché trattenere le somme per l'assistenza tecnica presso
l'Assessorato, perché non distribuisce questi soldi ai Comuni
affinché possano nominare l'assistenza tecnica e possano procedere
all'approvazione delle strategie e poi all'approvazione dei vari
progetti che, all'interno di quelle strategie, si inseriscono? Che
interesse c'è a trattenere queste somme che si è dimostrato già con
Agenda Urbana ha fallito? L'accentramento presso l'Assessorato alla
programmazione è stato un fallimento nella precedente gestione di
Agenda Urbana.
Le FUA sono la riedizione dell'Agenda Urbana ma stiamo ripetendo
il medesimo errore e poi nessuna strategia in questa norma, io devo
dire la verità: trovo spesso la disponibilità della discussione con
l'assessore Di Mauro, ma qui non sono affrontati i temi centrali.
Quello dei rifiuti: la Tari nei comuni aumenterà. Tranne in
alcuni, più virtuosi, ma nel resto dei comuni aumenterà e i
cittadini siciliani dovranno pagare a caro prezzo la mancanza di
una strategia sui rifiuti.
La sanità, le liste d'attesa oramai stanno facendo venir meno
l'universalità del Servizio sanitario nazionale, perché le persone,
a causa della lista d'attesa decidono di non curarsi più e questo è
dimostrato dai numeri. Il numero di prestazioni abbandonate in
Sicilia rispetto alle richieste è aumentata a dismisura negli
ultimi anni e potremmo continuare all'infinito.
La speculazione che colpisce l'agricoltura siciliana. Non basta,
non bastano i comunicati stampa né quelli della maggioranza né
quelli dell'opposizione. Ci vuole una strategia e per fare una
strategia ci vogliono le risorse che non è solo la partecipazione
alle fiere. L'internazionalizzazione è un tema ma proteggere dalla
speculazione è un altro tema, come si fa? Mettiamo soldi,
probabilmente, per tutelare la filiera? Per far sì che dalla terra
al supermercato la nostra filiera sia tutelata e abbia un
riconoscimento valoriale maggiore? Di questo, in questo collegato,
non si parla. Si parla solo di come abbiamo dovuto distribuire le
prebende a questo Parlamento e non penso che la Sicilia abbia
bisogno di questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevoli deputati,
onorevole Presidente della Regione. Io intervengo perché voglio
proporre all'Aula, in sua presenza Presidente, alcune
considerazioni che penso questo Parlamento siciliano debba
discutere con la presenza del Governo, del suo Presidente e della
maggioranza dei parlamentari.
Inizio col dire che noi, il 7 marzo, credo, signor Presidente
dell'Assemblea, abbiamo discusso di regionalismo differenziato. Se
n'è discusso in assenza del Presidente dell'Assemblea e in assenza
del Presidente della Regione.
Il dibattito ha visto partecipare quasi la totalità dei deputati
della minoranza presente, qualche parlamentare, qualche capogruppo
della minoranza, poi ha risposto il governo è stato l'assessore
Falcone a fare il proprio intervento, però io credo che, anche
rispetto al tipo di proposta di riforma che è stata definita dal
ministro Calderoni, noi non possiamo non discutere in presenza del
Presidente della Regione, non possiamo non prendere atto delle
considerazioni del Governo avendo come orizzonte il cambiamento
della struttura istituzionale del Paese senza che il Governo dica
in quest'aula quello che realmente pensa. Che lo dica nei giornali,
lo dica in una riunione del proprio Partito, poco conta, questo è
il Parlamento siciliano ed è dovuto un rispetto a partire dal fatto
che ci debba essere un dibattito che noi richiediamo, come Partito
Democratico, attorno ad un tema fondamentale che, ripeto, disegnerà
il nuovo assetto istituzionale del nostro Paese e debbono essere
presenti il Presidente dell'Assemblea, e deve essere presente il
Presidente della Regione che deve dire, in quest'Aula, che cosa
realmente pensa di una riforma che viene discussa nel Paese.
Ci sono costituzionalisti che ne dibattono, ne parlano. Ci sono
giornalisti, ci sono professori universitari, ci sono i cittadini
che chiedono quale posizione si abbia. E che ci sia anche un voto
finale, perché è facile andare in giro a dire "Bene, io non la
penso così ", però noi abbiamo la misura delle posizioni di ognuno,
nel momento in cui si vota. Questo è il primo tema. Io Presidente,
formalmente le chiedo di tornare a convocare l'Aula in presenza sua
e del Presidente della Regione.
Il secondo tema, signor Presidente, riguarda questa vicenda, un
po' pittoresca, diciamo così, dell'alta velocità. Assistiamo
puntualmente ogni settimana a notizie di stampa che dicono si sono
fatti gli affidamenti di sei lotti. No, il collegamento Lercara con
Caltanissetta e Caltanissetta Enna sono stati stralciati, perché
bisogna trovare altre fonti di finanziamento. Poi si dice da parte
del Ministro, autorevole esponente del Governo e della maggioranza,
Ministro delle infrastrutture "Noi faremo l'alta velocità in
Sicilia". Allora, noi pensiamo che questa Palermo-Catania si potrà
attraversare in un'ora e dieci così come Napoli Roma. E invece poi
ci si dice "No, è quasi un'alta velocità, perché sarà un
miglioramento della rete ferroviaria. Arriverete da Catania a
Palermo, e viceversa da Palermo a Catania, invece di due ore e 45
minuti in due ore e qualche altro minuto". E tutto questo lo
sappiamo per le dichiarazioni che fa il signor Ministro, lo
sappiamo da qualche dichiarazione fatta dal Presidente della
Regione, dall'assessore Aricò. Noi lo vogliamo sapere in Aula
Abbiamo presentato, signor Presidente dell'Assemblea, una mozione,
chiediamo che venga calendarizzata e, anche qui, vogliamo sentire
il parere del Presidente della Regione, in nome del Governo e poi i
vari Gruppi parlamentari, perché io sento i colleghi, anche della
maggioranza, dire "No, noi vogliamo l'alta velocità ". Si debbono
spendere tre miliardi di Euro. Se non ora, quando l'alta velocità?
Siamo noi cittadini di serie B che, rispetto alle aree forti del
Paese, dobbiamo avere una quasi alta velocità? E gli altri parlano
di super alta velocità, in Veneto particolarmente. Noi pensiamo di
avere diritti e doveri, che debbono essere uguali in tutto il
Paese, ancora non c'è il regionalismo differenziato Ancora siamo
l'Italia unita, che ha una Costituzione repubblicana nata dalla
Resistenza, determinata dal sacrificio di tante donne e di tanti
giovani che hanno combattuto per la libertà, per avere la
democrazia E abbiamo un Parlamento che deve decidere su questo, e
ognuno deve dire la propria opinione e noi vogliamo sentire
innanzitutto l'opinione del Governo chiara, in maniera netta Si
dica qual è la scelta se tre miliardi di Euro debbono servire a
qualcosa che non sarà l'alta velocità
Ed infine, signor Presidente, noi abbiamo questo tema
fondamentale del dimensionamento scolastico. Le nostre scuole già
sono gestite con una approssimazione. Cento scuole sono seguite da
dirigenti che sono reggenti Non sono quelli che hanno la funzione
di dare un percorso scolastico alla propria scuola. Hanno più
scuole e le gestiscono in maniera approssimativa, perché un
dirigente può seguire una scuola con cinquecento alunni, non può
seguire tre quattro scuole con cinquecento alunni ciascuna.
Allora noi abbiamo questo, speravamo che nel tempo - col
trasferimento dei dirigenti scolastici che lavorano al Nord - si
potesse arrivare ad avere la reggenza in ogni istituto.
Abbiamo, purtroppo, letto che il Governo nazionale e, quindi il
Parlamento nazionale, la maggioranza, hanno deciso di determinare
un dimensionamento che sia a 900 alunni.
Signor Presidente, questo significherà che noi perderemo altri 100
Istituti nell'autonomia scolastica. E questo cosa determinerà?
Determinerà il fatto che avremo istituti che non avranno una guida
precisa da parte del proprio dirigente. Lei sa, ne è a conoscenza,
che in Sicilia noi abbiamo oltre il problema del dimensionamento e
della reggenza, il problema della dispersione scolastica. Siamo la
regione che ha le più alte percentuali, circa il 20 per cento di
dispersione scolastica. Solo il 12 per cento degli alunni ha una
mensa scolastica. Avere questa precarietà nel mondo della scuola
non aiuterà
Bene, noi abbiamo appreso dalla stampa che c'è stata una riunione
di Conferenza Stato-Regione in cui il Governo ha detto che quella
norma va bene. Noi non ci stiamo Abbiamo stamani discusso e votato
tutto l'articolato di una legge voto perché il Parlamento la cambi.
Ma per cambiarla il Parlamento nazionale deve sentire l'apporto
anche del Governo, ecco perché, Presidente, noi poniamo anche
questa questione, ci si impegni perché si risolva un problema che
non afferisce alla distinzione tra partiti o tra Governo e
minoranza, questo è nell'interesse dei Siciliani, nell'interesse
della Sicilia.
E vado verso la conclusione. Ho letto che era stata presentata una
norma, un insieme di articoli che sono stati prima stralciati. Ora
c'è un ulteriore stralcio dello stralcio, e una parte sarà rinviata
nel prossimo futuro, si pensa a fine luglio. Io voglio dare delle
annotazioni, dei promemoria al Governo.
Si è parlato di precariato: il precariato degli enti locali non è
un precariato che è limitato soltanto agli ASU, noi ne dobbiamo
parlare con trasparenza. Non si tratta che c'è un gruppo che spinge
e un gruppo che respinge, c'è una situazione degli enti locali
assai grave, perché quello che ormai è la struttura dell'ente
locale è tutta poggiata su persone che hanno avuto contratti
precari, che hanno superato attraverso la legge Madìa e col
contributo della Regione.
Ora si spera che queste unità lavorative, che sono fondamentali
per i comuni - chi è sindaco lo sa - che queste unità lavorative
superino la fase del tempo determinato. La Regione aiuti a superare
uno stato di difficoltà che è presente negli enti locali e che, di
fatto, diminuisce l'apporto della burocrazia. Non possono rimanere
queste unità lavorative a tempo determinato: c'è la necessità di
passarle a tempo indeterminato e, soprattutto, con un monte ore che
sia tale da poter permettere una gestione di un comune adeguata e
anche la possibilità che queste unità lavorative abbiano una
soddisfazione anche materiale di quello che loro fanno.
La seconda questione è relativa - lo diceva qualcuno prima di me -
alla norma che è stata individuata per i Consorzi di bonifica. Io
ho partecipato a diversi incontri - l'Assessore lo sa - ho
incontrato gli operai più volte, li ho incontrati però in uno stato
di agitazione.
Signor Assessore, io proprio lunedì scorso sono stato chiamato di
mattina, erano saliti nella terrazza del palazzo dell'ESA, là dove
c'è la sede della Regione siciliana a Catania, e protestavano.
Protestavano perché a giugno finiscono le giornate lavorative.
Questi lavoratori sono stati imbrogliati, sono stati derisi,
perché il Parlamento aveva votato una norma che prevedeva la
possibilità man mano di avere dei contingenti che potessero passare
da tempo determinato a tempo indeterminato, con un turnover.
Purtroppo questa norma non è stata ulteriormente finanziata,
finanziatela nei prossimi giorni Anche perché noi non vorremmo,
Assessore, che invece di sistemare la rete idraulica gli operai
precari dei Consorzi di bonifica, lo facessero poi le imprese con
dei contratti, con degli appalti specifici da dare a loro. Io credo
che sia dovere nostro non frustrare le giuste aspettative di
lavoratori delle loro famiglie che la Regione siciliana si ponesse
questo tema, lo segnaliamo a lei Assessore all'agricoltura perché
sappiamo che ci sono propositi di grandi riforme. Guardi io ne ho
sentite tante di riforme possibili nel sistema dei consorzi di
bonifica, temo che questa riforma sarà come al solito portata
avanti nel tempo, si faranno ipotesi che poi nella concretezza sarà
difficile realizzare. Si faccia quello che è doveroso fare, dare la
possibilità dei lavoratori di continuare a lavorare, di non
chiudere a giugno, sono precari che aspettavano una stagione quanto
meno perimetrata per poter guadagnare e vivere nei prossimi mesi.
E infine all'ultima considerazione, so che in questo trovo la
disponibilità, la sensibilità da parte dell'assessore Albano e
guardate, parlate voi in una norma di disabilità, in questo
Parlamento ricordo che il 2 aprile si fece riferimento all'autismo,
c'era la giornata internazionale dell'autismo, c'era l'impegno che
bisognava porre in essere nelle varie istituzioni, si era detto
questo deve essere il giorno della consapevolezza, la
consapevolezza che sull'autismo, signor assessore, chiedo scusa
Presidente, si era detto che dovesse essere la giornata della
consapevolezza, la consapevolezza che l'autismo è in aumento nelle
nostre realtà, che l'eziologia ancora di questa difficile patologia
non è stata riscontrata, che c'è bisogno di ricerca, che è una
delle patologie neurologiche più gravi e più difficili nel termine
del rapporto di comunicazione e nei rapporti relazionali.
Allora, su questo tema noi sappiamo che c'è una fase della vita
del bambino che viene seguita ed è quella scolastica. Un bambino
che ha problemi quando va all'asilo, quando va nella scuola
elementare è seguito da chi ha specializzazione nella materia ma
poi, finita la scuola, questi ragazzi da chi vengono assistiti?
Allora, io spero, mi auguro che da parte del Governo ci sia la
sensibilità a predisporre delle risorse visto che state ragionando
in termini di dare alcuni segnali alla comunità, che ci siano delle
risorse per un tema tanto avvertito nella nostra Sicilia perché
abbiamo il dovere di rispondere, di dare risposte soprattutto alle
famiglie perché questi ragazzini che hanno la necessità di essere
assistiti, aiutati, integrati, riabilitati subito dopo il periodo
scolastico sono lasciati soltanto nel lavoro, nel lavoro difficile
che fanno le famiglie. Ecco perché concludo con la speranza che le
cose dette possano trovare ascolto; sulle richieste, però
Presidente, sono richieste formali che il Partito Democratico fa e
sono quelle che mi sono permesso di indicare a partire dalla
riforma istituzionale sul regionalismo differenziato, l'alta
velocità e poi l'altra questione afferente al diritto allo studio e
al dimensionamento. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone.
L'ultimo intervento. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri,
prego onorevole. Abbiamo detto a inizio seduta concludiamo con
questi ultimi due interventi.
SUNSERI. Grazie Presidente, grazie Presidente Schifani per essere
finalmente ritornato in Aula, aspettavamo da dicembre, Presidente,
quando ha annunciato che il suo rapporto con l'Assemblea sarebbe
stato certamente diverso da quello - questo lo immaginavamo noi -
dal presidente Musumeci ma certamente molto più dialogante con
l'organo che poi legifera, no? O almeno dovrebbe legiferare perché
ad oggi, diciamo, abbiamo fatto ben poco.
Io, oggi ho guardato questo documento che è arrivato in Aula che è
una sorta di, non so, accozzaglia di norme che non ha alcuna
visione strategica per la nostra regione ma mette delle pezze a
destra e a manca, una decina di questi articoli mi sembrano
facilmente identificabili come incostituzionali, lo vedremo tra
sessanta giorni, se dovessimo approvarlo, quando la Presidenza del
Consiglio impugnerà una serie di norme che oggi sono state poste
all'attenzione dell'Assemblea regionale siciliana ma, mi chiedevo
se anche voi utilizzate un metodo che utilizzo io quando mi
chiedono dove trovare la copertura. Cioè, molte volte arrivano i
colleghi e mi dicono "ma dove posso trovare la copertura" e
diciamo, si dà a tutti no, Presidente Galvagno lei era in
Commissione Bilancio la scorsa Legislatura, quando non si sapeva
dove trovare la copertura si diceva "mettila nel 21.57.04, che è
quello che ha fatto un po' l'Assessore per il bilancio, cioè
qualsiasi copertura la mettiamo al 21.57.04, poi quante risorse ci
sono non lo sappiamo, è un fondo di quelli chiamati globali dove ci
infiliamo di tutto, ai colleghi suggerisco di metterci tutto quello
che vogliamo, poi quando e se scopriremo se ci sono le coperture lo
vedremo alla fine dell'anno.
Intanto oggi qualsiasi norma di questo collegato è il 21.57.04
che, diciamo, è la soluzione che si dà ai neofiti, no? Chi arriva e
non sa trovare le coperture al bilancio della nostra Regione.
Ma l'articolo più bello è quello sui fondi di sviluppo e coesione.
Signor Presidente, questa cosa l'abbiamo sollevata durante la
finanziaria. Era talmente palese che, come dire, quando ne
discutevamo anche con l'Assessore non capivo, immaginavo comunque
che ci fosse un accordo col Governo nazionale. Cioè, immaginavo che
il Governo avesse chiuso un accordo con il Governo nazionale, col
ministro Fitto in cui si diceva il Fondo di sviluppo e coesione
pari a un tot verrà assegnato a giugno, luglio, quindi avete il
tempo di fare le norme e poi seppur, diciamo, non deve essere il
Parlamento a rimodulare il Fondo di sviluppo e coesione, ma
comunque sono quelle norme di atto di indirizzo nei confronti del
Governo regionale in cui si dice poi con delibera di Giunta fate
quello che il Parlamento voleva realizzare.
E invece oggi, dopo l'impugnativa del Governo, ci ritroviamo a
dovere abrogare tutto il lavoro svolto durante la finanziaria cioè
tutti i fondi stanziati con il Fondo di sviluppo e coesione
2021/2027 che ad oggi non sono stati assegnati alla Regione
siciliana; io Presidente Schifani, non so se ne è accorto, ma
abbiamo perso 1 miliardo e 200 milioni delle FSC 2014/2020 che il
suo predecessore non è riuscito a spendere e non sappiamo del
2021/2027 quante siano le risorse e quali siano le risorse che
verranno assegnate alla nostra Regione.
Ora, io posso capire quando al Governo nazionale c'è un colore
politico differente dal proprio, ma non posso immaginare che questo
Governo non avesse in alcun modo immaginato di trovare una
copertura all'interno di quei fondi che spettano alle Regioni del
Mezzogiorno. Il Fondo sviluppo e coesione prevede l'80% delle
risorse al Mezzogiorno e il 20% alla restante parte dell'Italia.
Ecco, noi ad oggi abbiamo perso 1 miliardo e 200 milioni e del
Fondo di sviluppo e coesione 2021/2027 non se ne ha assolutamente
notizia.
E cosa facciamo? Facciamo gli interventi tampone, poco fa i
colleghi citavano quelli dei consorzi di bonifica, assessore
Sammartino, aspettiamo il progetto di riforma che hanno fuori e che
non ha questa Assemblea, perché le bozze circolano, però noi ancora
non ce l'abbiamo nelle mani, ci sono state proposte due, tre norme
incostituzionali: la norma sulle province, lo abbiamo detto
stamattina, ma è talmente palese che pure è inutile, come dire,
parlarne e non abbiamo capito questo Governo cosa intende fare per
questa Regione, perché i problemi di questa Regione sono...
vogliamo capire cosa vuole fare con gli enti, le società
partecipate vigilate e controllate da parte della nostra regione,
quali sono i progetti di riforma che questo Governo intende portare
avanti, cosa vuole fare il Presidente della Regione, insieme ai
suoi assessori, per migliorare lo stato di salute del bilancio
della nostra Regione... questi sono gli argomenti che ci aspettiamo
da un Governo che si è insediato sei mesi fa.
Ancora oggi di fatto è un governo che latita, che non porta in
alcun modo alcuna riforma all'interno dell'Assemblea regionale
siciliana, che quasi quasi colpevolizza l'Assemblea perché non si
riunisce e non legifera quando l'attività legislativa da parte
delle opposizioni è abnorme, ci sono più di 400 disegni di legge
portati all'attenzione dell'Assemblea e da parte del Governo ad
oggi bazzecole oltre il bilancio e questo pseudo collegato.
Poi, articolo per articolo, signor Presidente, interverremo perché
qui non la si fa franca facilmente.
Articolo per articolo, lo studiamo, lo attenzioniamo, capiamo qual
è l'importanza di ogni norma presente all'interno di questo
collegato, ma quello che manca, e questo è talmente palese a tutti,
è una visione di Regione che ci aspettavamo dal Governo Schifani e
che invece non abbiamo ancora visto
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avevo
atteso per molto tempo il rientro in Aula del Presidente Schifani,
ma non sono evidentemente fortunata visto che è uscito giusto nel
momento in cui ho chiesto la parola.
E' evidente che in questo stralcio troviamo un po' di tutto,
troviamo anche norme che non sono neanche passate dalle Commissioni
di merito e, Presidente, le chiedo se questo è il modo in cui
vogliamo affrontare la nostra attività parlamentare da qui per i
prossimi quattro anni, perché se è così lo dite prima, aboliamo le
Commissioni di merito e arriviamo direttamente in Commissione
Bilancio e ce l'andiamo a discutere lì, troviamo norme su parchi
e riserve, troviamo norme sul recupero volumetrico a fini
abitativi, mentre attualmente in Commissione IV stiamo anche
discutendo del disegno di legge urbanistica e poi ci piove sulla
testa nel disegno di legge stralcio anche una norma di questo tipo,
per non parlare di quello che riguarda l'edilizia popolare e,
quindi, tutte le norme che riguarderebbero le competenze della IV
Commissione che, invece, oggi ci ritroviamo in Aula in un unico
pacchetto prendere o lasciare', ma come giustamente dicevano i
colleghi poi nell'ambito dei singoli articoli entreremo nel merito.
Però, c'è una questione che ovviamente mi preme sottolineare ed è
ormai diventata una questione che forse questo Governo non vuole
affrontare, alcune settimane fa in Commissione Unione Europea e
anche in Commissione Bilancio è arrivato, per il parere di
competenza, la riprogrammazione delle delibere di Giunta.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli, c'è la collega che vorrebbe
completare l'intervento.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. La riprogrammazione delle delibere
di Giunta nn. 594 e 616 che, ricordo a quest'Aula, riguardavano
anche i ristori per i danni subiti dalle alluvioni di ottobre delle
province di Trapani, Messina e Siracusa.
Questo Governo, che aveva dato rassicurazioni a quest'Aula sul
fatto che queste risorse sarebbero state reperibili e pronte, ci ha
presentato una riprogrammazione che nella migliore delle ipotesi
andrà a proteggere queste somme sull'Asse 5 del POC e che quindi
non se ne parlerà prima di settembre.
E' evidente che c'è urgenza di reperire queste somme e io mi
aspettavo in questo disegno di legge che il Governo lanciasse un
segnale anche di responsabilità in questo senso, segnale che non è
arrivato a seguito anche di promesse prese in loco davanti anche ai
cittadini che hanno subìto questi danni, poi però si trovano
centinaia di migliaia di euro per la videosorveglianza del comune
di Chiaramonte Gulfi, si trovano i soldi per le consulenze per il
recupero del patrimonio immobiliare, si trovano centinaia di
migliaia di euro per un presepe, insomma si trovano soldi per tutto
fuorché per mantenere le promesse fatte ai cittadini danneggiati
dall'alluvione, alluvione che non è soltanto frutto del cambiamento
climatico o di episodi meteo particolarmente avversi, bombe acque,
ma che derivano dall'esondazione di un fiume la cui competenza e
la cui manutenzione è stata omessa probabilmente anche da strutture
regionali di cui oggi la Regione dovrebbe anche assumersi la
responsabilità e avrebbe potuto farlo presentando in questo disegno
di legge anche quelle risorse promesse in merito alle quali non
abbiamo più notizie.
Io ho presentato un emendamento, l'ennesimo, per chiedere che
questo Governo trovi immediatamente nel bilancio regionale le somme
per ristorare i danneggiati delle alluvioni di ottobre delle
province di Trapani Messina e Siracusa e mi aspetto che questa
volta il Governo mantenga le promesse che ha fatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi, nel caso dopo, se volesse
salire per farmi vedere l'emendamento che ha predisposto.
CIMINNISI. E' un aggiuntivo, è già depositato.
PRESIDENTE. Perfetto. La ringrazio.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente, buongiorno colleghi, ha
ragione perché stiamo facendo tardi, però almeno ogni tanto si fa
un po' di Parlamento dato che ultimamente le sedute sono state
poche e anche brevi, dato che abbiamo portato un paio di
interrogazioni, spesso anche mal risposte, all'attenzione di questo
Parlamento.
Ma vede, Presidente Galvagno, io onestamente sono basito da questo
testo di legge che è approdato qui in Aula, sono basito, e per il
metodo con cui è stato portato avanti, perché era partito che ci
doveva essere un collegato, in un certo senso quasi riparatorio
delle norme che erano state impugnate, o che comunque avevano una
certa indifferibilità ed urgenza - se si ricorda doveva essere un
collegato di sette articoli -, poi a un certo punto ci siamo
trovati la legge sul bollo auto con un presepe, poi questo presepe
è passato dentro al collegato, quindi sette articoli più il
presepe, poi a un certo punto ci siamo svegliati una mattina ed era
di 52 articoli, quasi approvato alla baionetta senza le
opposizioni, di colpo, così, senza neanche un dialogo su cosa ci
finiva dentro. E cosa ne viene fuori? Ne viene fuori una
minifinanziaria in versione sbiadita e, peraltro, totalmente
distante da quelle che sono le reali esigenze dei siciliani.
E questo, se da un lato ce lo si aspetta da un Governo litigioso,
assente e distante dal Parlamento e dal Territorio, io non capisco
come questo disegno di legge potrebbe o dovrebbe trovare
condivisione da parte di quest'Aula.
Cioè, io quello che chiedo ai miei colleghi, indipendentemente dal
partito di appartenenza o dall'emendamentino ottenuto all'interno
degli articoli superstiti è: ma vale così poco quest'Aula? Cioè,
noi abbiamo il coraggio di approvare un documento che neanche
merita di essere chiamato legge, che neanche meriterebbe di finire
in una Gazzetta Ufficiale, semplicemente perché abbiamo ottenuto i
centomila euro, i duecentomila euro o i trecentomila euro; ma a
questo si è ridotto questo Parlamento?
Non si parla di sanità, ce ne stiamo fregando delle liste
d'attesa, ce ne stiamo fregando degli ospedali che stanno
crollando, non si parla di povertà; Presidente Galvagno gli ultimi
report ci dicono - ci vorrebbe un po' meno di brusio -, gli ultimi
report denunciano che il 40 per cento dei siciliani dopo il Covid è
a rischio di povertà, che è l'8 per cento dei siciliani circa vive
in condizioni di deprivazione abitativa, vuol dire che sta in case
o sovraffollate o con l'assenza dei requisiti igienico-sanitari che
la legge prevede per viverci, cioè i siciliani stanno in condizioni
non degne.
Non si parla di dissesto idrogeologico - la collega Ciminnisi
giustamente dice siete intervenuti sulle strutture ma ve ne siete
fregati di risarcire i cittadini e gli imprenditori -, non diamo
sostegno all'imprenditoria; è un collegato che non serve alla
Sicilia.
Questo è un collegato che per far passare cinque o sei norme,
cinque o sei norme di valore, nel senso che sono necessarie, ne
mette dentro altre quaranta per, politicamente parlando, acquisire
il consenso e quindi il voto del deputato presente in Aula, perché
altrimenti sarebbe spoglio, i deputati si lamenterebbero e non
sosterrebbero questo collegato, e io credo che questo percorso sia
assolutamente indegno di un Parlamento, per giunta del Parlamento
più antico d'Europa.
Io credo che non si può più procedere in questa maniera, io non
credo che un Governo al netto di tutti i problemi che hanno, perché
sono uniti e si vedono solo quando vengono chiamati perché
altrimenti non avrebbero neanche il numero per fare passare le
leggi, altrimenti non ci vengono in Parlamento, io credo che questo
sia uno spettacolo indecoroso, assolutamente indecoroso.
E allora io la invito a riflettere se bisogna proseguire su questa
strada o meno. Io credo di no, io credo che la Sicilia non meriti
uno spettacolo simile, io credo che questo Parlamento non possa
prendersi la responsabilità, nel momento in cui ci troviamo, di
approvare certe norme. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Abbiamo finito con gli interventi.
Passiamo all'esame dell'articolato. Dopo i vari interventi abbiamo
ritenuto, forse, di dare una priorità differente rispetto
all'ordine che dovrebbe essere cronologico, quindi passiamo
direttamente all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Disposizioni finanziarie per il settore della forestazione
1. Il comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 è sostituito dai seguenti:
4. Per l'esercizio finanziario 2023 al fine di consentire la
realizzazione di interventi in conto capitale per le finalità di
cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale n. 9/2015
è autorizzata la spesa di 74.000 migliaia di euro, da iscrivere in
un apposito fondo del Dipartimento regionale del bilancio e del
tesoro (Missione 20, Programma 3). Con decreto del Ragioniere
generale, su proposta congiunta del Dipartimento regionale dello
sviluppo rurale e territoriale e del Comando del Corpo forestale
della Regione, sono operate le necessarie variazioni di bilancio
per l'iscrizione delle predette somme a valere su specifiche
Missioni, Programmi e capitoli appartenenti alle amministrazioni
interessate.
4-bis. Agli oneri di cui al comma 4 si provvede mediante utilizzo
delle risorse vincolate nel risultato presunto di amministrazione
di cui al comma 823 dell'articolo l della legge 30 dicembre 2020,
n. 178 e successive modificazioni e non destinate alla restituzione
di cui al medesimo comma 823 nei limiti delle minori entrate per
l'anno 2020 individuate dal tavolo tecnico presso il Ministero
dell'economia e delle finanze di cui al comma 2 dell'articolo 111
del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77».
Essendoci soltanto degli emendamenti soppressivi, voteremo
soltanto il mantenimento. Quindi, pongo in votazione l'articolo 11.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Articolo 14.
Disposizioni per la fuoriuscita dal bacino ASU
1. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 dopo le parole 25 maggio 2022, n. 13 sono inserite le
seguenti: , nonché per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo
4 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modificazioni, .
DE LUCA ANTONINO. Abbiamo votato il soppressivo prima?
PRESIDENTE. Quando ci sono solo emendamenti soppressivi, il
Regolamento ci dice che dobbiamo votare semplicemente il
mantenimento. Erano solo soppressivi. Andiamo all'articolo 14.
CAMPO. Chiedo di parlare sull'articolo 14.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, io ci tengo
a ribadire l'importanza di questo articolo, perché noi abbiamo
preso in giro gli Asu nella passata legislatura.
Il Presidente Schifani si è interessato di questa categoria
dichiarando gli Asu priorità assoluta e, quindi, ad oggi l'unico
intervento che è stato fatto per questi 4500 lavoratori, che sono
precari da più di 25 anni, soprattutto per le pubbliche
amministrazioni, perché io ricordo che ad oggi sono così suddivisi,
ne abbiamo 300 che prestano servizio per la Regione, meno di 700
per le cooperative e ben 3629 per i comuni. Ad oggi per questi 4500
lavoratori sono stati semplicemente allungati i contratti e
ampliati gli stipendi ma, di fatto, di stabilizzazione ancora non
se ne parla.
E' intervenuta una norma salvagente da parte di Roma, ma io voglio
sottolineare le criticità di questa norma che è stata inserita nel
decreto Pubblica Amministrazione bis, praticamente non si parla di
assunzioni, ma di facoltà di assunzione, queste facoltà, fra
l'altro, devono essere in linea con l'organico della Pubblica
Amministrazione e con i bilanci, ma ad oggi sapendo che 3600
lavoratori sono quelli che fanno capo ai comuni, quanti comuni
abbiamo con i bilanci sani che possono veramente assumere questi
lavoratori?
E, ancora, altri paletti su paletti, a conti fatti questa norma
nazionale si e no riesce ad assumere il 10 per cento di tutti i
lavoratori Asu di cui stiamo parlando. Ora si interviene con
un'ulteriore norma per farli transitare in un altro ente, però
tutto questo, siccome è una categoria che già è stata tantissime
volte presa in giro, deve essere concordato con un confronto
serrato e fitto con il Governo nazionale. Non possiamo rischiare
ulteriormente che questa categoria di lavoratori venga illusa e
continui ad avere contratti che poi, di fatto, non danno nessuna e
nessuna garanzia lavorativa. Lavoratori che prestano servizio da
anni senza ferie, senza nessun diritto appunto di malattia e
quant'altro. Quindi, questo, tenevo a sottolineare l'importanza di
non fare l'ennesima norma farlocca, impugnata dal Governo
nazionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, io ritengo che l'intento di voler stabilizzare
gli ASU, che tra l'altro in questi anni hanno consentite a molti
Comuni di poter assicurare i servizi, perché le piante organiche
dei comuni ormai sono falcidiate, non ci stanno tecnici, non ci
stanno nemmeno gli uscieri ci stanno, non ci stanno cantonieri, non
ci sta più niente nei Comuni, sia sicuramente apprezzabile.
Ritengo però anche alla luce di quanto appena affermato dalla
collega Campo che sia necessario evitare che la norma sia
costituzionalmente illegittima, e che venga nuovamente impugnata e,
peraltro, è alle cronache di questi giorni che il Governo nazionale
ha approvato un disegno di legge che prevede una norma che concerne
proprio la stabilizzazione degli ASU, 4600 siciliani.
Su questo sarebbe utile capire come il Governo regionale intende
coordinarsi con quello nazionale e se la norma, che è in via di
approvazione, in discussione in quest'Aula, sia in qualche modo
coincidente o invece vada in contrasto. Ritengo che su questo
l'Assessore sicuramente sarà più informato di noi, e che su tale
questione quindi si meriti anche un approfondimento, perché quei
lavoratori non meritano un ulteriore corto circuito, hanno portato
avanti la baracca, ma adesso è arrivato il momento che la baracca
riconosca loro il ruolo di dipendenti a tutti gli effetti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Sì brevissimamente, mi rivolgo sicuramente al Governo, ma
anche ai colleghi, noi abbiamo fatto nel 2021 una norma per la
stabilizzazione degli ASU. Questa norma, e ci sono stati pure messi
fondi nel bilancio sia triennale per la stabilizzazione, questa
norma io credo anche per una mancata interlocuzione col Governo
nazionale è stata impugnata.
Oggi ci troviamo in una situazione per cui questi ASU, così come è
formulata la norma nel decreto nazionale, non potranno essere
stabilizzati, perché già abbiamo un problema per quanto riguarda le
singole figure anche specialistiche, perché molti Comuni superano
quello che è il fabbisogno previsto dalla norma nazionale per cui
anche gli extra bilancio comunale vengono considerati per esempio
gli ex contrattisti vengono considerati impiegati normali, anche se
pagati a livello regionale. Io chiedo all'Assessore Falcone,
all'Assessore al lavoro e all'Assessore agli enti locali, già da me
sollecitato in prima Commissione, che si faccia oggi
un'interlocuzione a livello nazionale prima che venga convertito in
legge il decreto nazionale e si faccia comprendere che quella
norma, così come è scritta, a noi non può servire.
Siccome i fondi sono regionali, così come è stato per i PIP, io
credo che sia assolutamente indispensabile arrivare a una
stabilizzazione con la norma regionale, con i fondi regionali già
appostati nel Bilancio della Regione. Questo è un fatto
importantissimo perché consente a molti Comuni, oggi che non hanno
la possibilità di assumere, per lo meno di avere i servizi da parte
di questi ASU che sono naturalmente da moltissimo tempo applicati
nei Comuni e pagati dall'INPS attraverso la norma regionale. Oggi è
indispensabile cercare di risolverlo.
Ci sia un'interlocuzione col Governo nazionale, non so chi lo deve
fare, ma certamente il Governo si dovrebbe impegnare in questo per
dare due possibilità, o si modifica questa norma prima della
conversione in legge con qualche emendamento che può presentare il
Governo nazionale, o che si faccia una norma concordata con Roma,
ma che non può gravare sicuramente sui bilanci comunali, perché non
hanno la possibilità né di stabilizzare né di assumere.
E' questo l'appello che io faccio a tutto il Governo, e speriamo
che questa soluzione, che allora era passata all'unanimità
dall'Aula lo dobbiamo ricordare, possa essere più presto risolto,
certo non è facile, bisogna lavorarci, ma credo che facendo
comprendere qual è l'essenzialità di queste figure, si possa
veramente portare a compimento finalmente un problema decennale.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a volte ho
difficoltà a capire le norme, e quindi chiedo a chi l'ha ispirata a
chi l'ha scritta, se l'Assessore al lavoro, se l'Assessore al
bilancio, decidete qualcuno che lo spieghi, perché quello che leggo
e mi si dice è che questa è una norma che favorisce la fuoriuscita
degli Asu dagli Asu, cioè quindi con un'anticipazione quinquennale
delle risorse per uscire.
Se è così penso che ci voglia la copertura finanziaria, se non è
così la domanda è: può una legge che sarebbe la legge 2 del comma 1
dell'articolo 8 della legge 2 del 2023, cioè la finanziaria,
aggiungere una norma che è antecedente a cui si fa riferimento, che
è la 27 del 2016, a cui si fa riferimento e successive
modificazioni? Se questa norma che noi vogliamo introdurre è una
norma con le sue successive modificazioni, immagino che tra le
successive modificazioni c'è anche la 2 del 2023, cioè tranne che
non scriviamo in arabo, o tranne per non far capire che cosa
vogliamo fare, è il modo più perfetto, ma qualcuno ci spiega qual è
l'obiettivo.
Perché ho sentito ora il collega Laccoto che parlava della
fattispecie degli Asu dei comuni, mi chiama qualche sindaco e mi
dice se stabilizzate gli Asu per favore evitate di portarceli via
dai comuni, perché noi abbiamo questo personale ormai come
personale fondamentale, ma a queste domande io non so rispondere,
perché non ho capito di cosa stiamo parlando, perché il titolo è
"Disposizione per la fuoriuscita" ma se c'è una disposizione per la
fuoriuscita ci vogliono le risorse, non so a chi sto facendo la
domanda, lei lo ha chiaro Presidente a chi mi sto rivolgendo io.
Perché delle due l'una, mi rivolgo all'assessore al lavoro e mi fa
segno che non sa nulla, allora ce lo spiega l'Assessore al
bilancio, però per favore ce lo spieghi in maniera tale che lo
comprendiamo anche come dire noi comuni mortali, perché questo
gioco sulle norme che salgono e scendono poi alla fine di fatto,
c'è chi li deve applicare, che non sa che cosa deve applicare, ce
lo spieghi e poi capiamo se è utile, se servono risorse se non
servono risorse o meno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
questione degli Asu devo dire che già ha fatto vita parlamentare,
la conosce, la conosciamo, e purtroppo non siamo riusciti tutti a
trovarne una definizione, nonostante nella scorsa Legislatura, lo
ricorderanno i colleghi che c'erano in V Commissione, una sera
riuscimmo a individuare un percorso con la collaborazione del
Governo, perché fu fatto un lavoro veramente egregio, un bel lavoro
fatto all'unanimità.
Ve lo ricordate, quelli che c'eravate che, purtroppo, però non
andò in porto perché mancava di un raccordo tra la Regione e Roma.
Allora cos'è che veniva detto? Non c'è il collegamento, manca un
raccordo politico e quindi, purtroppo, questo ha portato alla morte
di quel percorso che vedeva gli Asu avere questa possibilità di
stabilizzarsi. Cioè gli Asu, come tutti noi sappiamo, rappresentano
4500 persone, tante famiglie, tanti drammi.
Io ho la sensazione che noi rischiamo di nuovo di continuare ad
illudere queste persone perché, allora non è che li abbiamo voluti
illudere, perché l'abbiamo fatto tutti insieme questo percorso,
abbiamo creduto in un percorso che ha portato, purtroppo, a una non
soluzione. Perché mancava il raccordo politico tra Regione e Stato.
Io oggi faccio una domanda al Presidente, all'Assessore, se
vogliono mi possono rispondere: c'è stata un'interlocuzione? Noi
oggi abbiamo ripreparato una norma, e abbiamo preparato questa
norma dove, ovviamente, crea e creerà tutta una serie di
aspettative, ma l'interlocuzione c'è stata?
Io non sono d'accordo col collega Laccoto, l'interlocuzione non ci
deve essere domani. Io mi auguro che l'interlocuzione ci sia stata
ieri perché, per fortuna, oggi abbiamo un allineamento tra Governo
regionale e Governo nazionale, quindi sugli Asu questa
interlocuzione c'è stata? Abbiamo una garanzia, un conforto che
questa norma...perché noi siamo pronti a votarla, cioè noi, il
Partito Democratico, è pronto a votare favorevolmente l'articolo
14, però noi vi chiediamo: questa interlocuzione c'è stata? Ha
prodotto risultati positivi? Voi siete in grado oggi di dirci:
Parlamento votate perché questa volta abbiamo messo la parola fine
sulla vicenda? Io gradirei, su questo, una risposta e un confronto
e una risposta veloce in modo che sappiamo di che morte dobbiamo
morire, sappiamo che domani quando uscirà il comunicato 'approvato
norma a favore degli Asu' sarà supportata già a monte da un
confronto che c'è stato con il Governo, e che rappresenti la
garanzia di questo percorso.
Io per una questione di serietà e proprio per metterci a noi in
condizione di votare favorevolmente, perché riteniamo l'obiettivo
condiviso, però non possiamo continuare ovviamente a commettere
errori e strafalcioni.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri ha chiesto di intervenire?
SUNSERI. Sì.
PRESIDENTE. Ricordavo bene, ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi. Ma anche io, ovviamente, non so a chi
rivolgermi perché non si capisce di chi è questa norma o meglio chi
l'ha ideata però, occhio Presidente, perché la lista dei
comunicatori è lunga.
Nella scorsa legislatura ricordo il vice Presidente Sammartino che
aveva stabilizzato tutti gli Asu, Lega; ricordo l'assessore
Scavone, Mpa, li aveva già tutti stabilizzati dopo la norma del
2021; l'assessore Zambuto, Forza Italia, stabilizzati tutti; il
Presidente Musumeci, comunicato stampa, abbiamo risolto la vita a
4600 persone. Non vorrei che questa lista che abbiamo avuto in
questi lunghi anni si aggiungono anche l'assessore Falcone e il
presidente Schifani.
Non vorrei ritrovarmi domani con un comunicato stampa dove si dice
che abbiamo risolto il problema di 4600 persone con una norma che
non si capisce chi l'ha presentata, qual è l'intento e dove
vogliamo arrivare e, soprattutto, se non verrà impugnata dal
governo nazionale.
Allora diciamo, prima di avviare la discussione, io mi aspettavo
che il Governo in qualche modo, perché immagino che non sia di
natura parlamentare, ma che sia di natura governativa, ci spiegasse
qual è l'intento della norma. Perché una cosa è il titolo poi,
diciamo, la derubricazione della norma poi sembra aprire altri
spiragli, oltre a quello del titolo dell'articolo. Quindi gradirei
per evitare di aggiungere, come dire, alla lista di chi ha
millantato risultati, che poi i fatti ci dimostrano che sono stati
assolutamente cancellati dalla storia, di aggiungere anche
l'attuale Presidente della Regione e il Vice Presidente che, nella
scorsa legislatura era Presidente della V Commissione e l'assessore
Falcone. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente questo
articolo è l'esempio di cui parlavamo prima, e di cui hanno parlato
anche molti colleghi, del fatto che moltissimi articoli non sono
passati nelle Commissioni di merito.
Questo è un articolo che doveva passare dalla Commissione V,
perché la Commissione - io ricordo la passata legislatura - noi
avevamo fatto un percorso con vari Gruppi, con tutti i Gruppi
parlamentari minoranza maggioranza, avevamo fatto una norma che poi
quella norma, dico, è stata decantata da parte del Presidente,
allora, della Regione. Poi svanì, e non fu concretizza e non fu
concretizzata.
Ora non si capisce se questo articolo è un articolo che arriva
direttamente dal Governo e, quindi, è un articolo che propone il
Governo regionale, e io la richiesta che faccio, visto che non è
passato dalle Commissioni di merito, e se l'assessore Albano è a
conoscenza di questo articolo e di che cosa, di fatto, dice questo
articolo.
Perché da un lato, nella passata legislatura, si parlava di un
percorso da fare per questi 4500 lavoratori del bacino ASU, che
doveva comprendere un percorso di stabilizzazione, oggi, invece, si
fa un articolo che parla di fuori uscita. Cioè la fuoriuscita è
qualcosa di diverso. Ora se è cambiato l'intento da parte di questo
Governo regionale, o da parte di questa maggioranza, secondo me sia
i lavoratori che l'Assemblea regionale siciliana lo devono capire,
ne devono prendere atto. Perché quando noi parliamo di fuori
uscita, significa che noi stiamo andando o vogliamo andare a
stanziare dei fondi per permetterlo, per dare la possibilità a
questi lavoratori di uscire dal bacino.
Ora io ricordo che non ci sono solamente i lavoratori ASU, ci sono
pure altri precari - come ad esempio i precari della provincia di
Enna e Caltanissetta, del reddito minimo di inserimento. Anche lì,
colleghi, si è fatta una norma negli anni passati che riguardava,
che dava la possibilità a questi lavoratori di fuoriuscire da
questo bacino, salvo poi non mettere i fondi per fuori uscire dal
bacino.
Cioè la cosa paradossale che noi abbiamo già norme che riguardano
la fuoriuscita di alcuni lavoratori, di alcuni bacini di precari, e
a quelle norme noi non mettiamo i fondi. Cioè ci sono le richieste
da parte dei lavoratori, ex reddito minimo di inserimento, per
fuoriuscire dal bacino e non ci sono i soldi per la fuori uscita.
Quindi noi abbiamo lavoratori precari che vogliono uscire da quel
bacino, intrappolati in quel bacino perché non riusciamo a trovare
i fondi.
Ora cosa si inventa questo Governo o la maggioranza? Perché io non
ho capito di chi è, chi l'ha inserito questo articolo all'interno
di questo documento, di questo disegno di legge? Ci si inventa una
norma per favorire la fuoriuscita degli ASU. Ma i fondi ci sono?
Dove vengono presi questi fondi? E dopodiché, è l'intento del
Governo regionale favorire la fuoriuscita del bacino ASU da parte
dei quattromila cinquecento lavoratori? Perché io ricordo che
l'intento, da parte del Governo regionale, era diverso.
Io, Presidente Galvagno, visto che questi articolig e chiedo anche
al Presidente Schifani, perché quando le minoranze qui in Assemblea
dicono che l'iter di questo disegno di legge è stato un iter molto
strano, soprattutto di norme che sono state inserite e non sono
passate dalle Commissioni di merito, e non è stato fatto un
dibattito su norme che possono cambiare o stravolgere la vita di
alcuni lavoratori siciliani, di alcuni precari che, magari, stanno
aspettando un determinato percorso, che viene proposto al Governo
regionale, che viene proposto al Governo nazionale, oggi non ci
sono più scuse e io mi accodo alla richiesta che ha fatto il
collega Laccoto - ma questo Governo regionale va a Roma, si siede
nei tavoli romani per cercare di individuare dei percorsi condivisi
con i ministri di riferimento? Noi qui abbiamo Governo di centro-
destra a livello regionale e Governo di centro-destra a livello
nazionale - per andare a realizzare delle norme che poi non vengono
impugnate? Queste sono tutte domande, Presidente Galvagno, che
dovevano essere fatte all'interno delle Commissioni di merito e che
non sono state fatte, perché questi articoli sono stati inseriti
bypassando le Commissioni di merito.
E quindi, Presidente Galvagno, io la richiesta che faccio è che
voglio una risposta qui in Aula da parte dell'Assessore. Io voglio
sapere se questo articolo è un articolo che sta presentando il
Governo, se ci sono le coperture, o è un articolo che sta
presentando un componente - che, attenzione, è lecito - da parte
della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
Alla fine di questi ultimi tre interventi faremo una Capigruppo.
BURTONE. Signor Presidente, io reitero le richieste che sono state
fatte. Il rapporto di lealtà che bisogna avere con i cittadini,
quindi consapevolezza di quello che stiamo veramente facendo e
quali obiettivi si debbano cogliere. Noi riteniamo che nel tempo il
precariato vada superato e vada superato tutto.
Qui sono state riportate le situazioni degli Asu, del reddito di
inserimento in alcune realtà. Ma io aggiungo che noi abbiamo tutta
una struttura, ormai, degli uffici comunali che regge sul lavoro di
dipendenti che nel tempo hanno avuto lo status, purtroppo, di
precari. Con la legge Madia sono stati stabilizzati, sono a tempo
indeterminato ma sono con un orario definito. Io non vorrei che si
aprisse ulteriormente un fronte di ingiustizie, per cui alcuni
arrivano ad avere l'orario a 36 ore e gli altri rimangono a 24.
Tra l'altro è la struttura ormai portante dei comuni e i comuni
non sono in condizione di portare questo personale tutto a 36 ore.
Quindi reitero la richiesta che ho fatto al Governo di fare un
ragionamento complessivo, di sostenere l'impegno eventuale degli
enti locali, se lo propongono - e alcuni comuni lo vogliamo
proporre - per superare questo status, perché in effetti creerebbe
difficoltà, se continua, all'interno della burocrazia e poi una
condizione di ingiustizia che, io credo, non si debba determinare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, intervengo proprio per ricordare -
perché lo dobbiamo dire anche ai cittadini a casa e, soprattutto,
ai tanti precari che questa Sicilia ha sfornato - perché non lo
dobbiamo dimenticare, perché abbiamo gli Asu, abbiamo i Pip,
abbiamo gli Lsu, che sono stati il bancomat della politica degli
ultimi quarant'anni, perché la vicenda degli Asu parte dagli anni
Cinquanta, alla fine degli anni Cinquanta, quindi lo dobbiamo
ricordare, probabilmente anche perché questa terra non ha avuto
delle politiche di sviluppo economiche di altro tipo.
Caro Presidente, e mi rivolgo anche al Presidente della Regione
che, però, è impegnato con l'Assessore ...
PRESIDENTE. Assessore, Assessore.
SCHILLACI. Approfitto della presenza del Presidente della Regione,
perché - veda, caro Presidente - la storia degli Asu, che abbiamo
contribuito a risolvere anche nella scorsa legislatura in maniera
trasversale, con tutti i colleghi della V Commissione ... non ci
siamo riusciti perché questo Governo regionale non ha dato un
segnale e la voglia davvero di risolvere il problema, perché la
norma è stata impugnata per violazione dell'articolo 81 per la
mancanza di una messa in campo di risorse sufficienti per potere
stabilizzare gli Asu.
E andiamo alla norma che è stata presentata a livello nazionale.
Questa norma, che è uno specchietto allodole, perché il problema
non verrà assolutamente risolto fino a quando il Governo regionale
siciliano non si siederà a Roma per contrattare due parole:
capacità assunzionale. Noi fino a quando avremo queste parole non
potremo risolvere il problema dei tanti precari che la Sicilia ha
sfornato negli anni, perché, lo sappiamo, la norma è molto chiara,
in fase di stabilizzazione occorre che le risorse vengano messe in
campo dagli enti locali, gli enti locali la maggior parte dei quali
non hanno questa capacità assunzionale così come non hanno la
capacità del fabbisogno per potere davvero drenare e assumere tutti
questi precari che abbiamo in Sicilia.
Quindi, caro Presidente, per potere risolvere il problema degli
Asu così come di tanti altri precari, occorre che ci sia un Piano
Marshall per i nostri precari, occorre che la Sicilia si sieda
davvero perché le norme nazionali che sono intervenute negli anni,
compresa la legge Madia, che è nata per i precari che c'erano in
giro per le regioni italiane, lì davvero hanno risolto il problema
ma perché la quantità dei precari che c'erano nelle altre regioni
non sono quelli della Sicilia Quindi, da parte di queste forze
politiche, ci sarà tutta la possibilità e la voglia di dare una
risposta ma chiediamo serietà a questo Governo regionale, da parte
delle forze politiche ci sarà tutta la collaborazione così come c'è
sempre stata e smettiamo di utilizzare gli Asu, smettiamola di dare
false aspettative.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Onorevole
Grasso, è iscritta a parlare, no, c'è un ordine.
Prego, onorevole Pace.
PACE. Signor Presidente, io spero di chiarire, no, ma c'è poco da
chiarire, semmai ribadire che - ma lo abbiamo detto anche nelle
dichiarazioni programmatiche - ricordo il mio intervento, ma non
soltanto il mio intervento, che la questione Asu è una questione
che sta cuore sia alla maggioranza sia al Governo della Regione. Io
purtroppo negli interventi del Parlamento di oggi un po'di
confusione l'ho riscontrata. Si fa un po'di confusione fra questo
articolo che parla della fuori uscita di chi vuole non essere più
Asu e un processo di stabilizzazione che invece è qualcosa di
diverso ed è quello su cui noi ci stiamo battendo e ancora né
questo Governo, né questa maggioranza ha prodotto alcun atto. Si
citavano i provvedimenti impugnati, ma del precedente Governo, io
non facevo parte di quella maggioranza, si citavano i provvedimenti
di quel Parlamento, oggi stiamo discutendo di un'altra cosa.
L'articolo, francamente scritto un po'maluccio, un po'in modicano,
detto ciò non parla di una stabilizzazione degli Asu, stiamo dando
la possibilità, se votiamo questo articolo che ha la copertura
finanziaria, di decidere a qualcuno di questi quattromila e passa
Asu se non vuol far parte più di questo bacino la Regione darà
cinque annualità per permettergli di trovare un altro lavoro. Cosa
diversa, e lì sono d'accordo con alcuni esponenti anche
dell'opposizione, impegnare i nostri esponenti del governo
considerato che c'è un decreto legge che andrà nel Parlamento
nazionale che, anche in quel caso non dico che è scritto male, ma
che se dovesse passare senza alcuna modifica probabilmente non
risolveremo i problemi dei nostri Asu, soprattutto degli Asu degli
enti locali. Siccome abbiamo ribadito più volte anche con i fatti,
perché nessuno lo ha detto e lo voglio dire, io questo governo
questo Parlamento per gli Asu, nella recente finanziaria, cosa che
non era mai accaduta, ha investito quasi diciotto milioni di euro
per dare a loro la possibilità di fare non più venti ore
settimanali ma di farne trentasei ore. Sta passando quasi nel
dimenticatoio come se fosse un fatto scontato ma, per ventisette
anni, questi lavoratori hanno semplicemente avuto un'indennità di
seicento sette euro è stata volontà di questo governo, di questa
maggioranza, devo dire di tutto il Parlamento nella sua interezza
per la prima volta dare loro un'indennità per 36 ore.
Le cose che condivido anche degli amici e dei colleghi
dell'opposizione invece sono: intervenire ora, caro presidente
Schifani, considerato che il Governo della Nazione ha fatto un
decreto che andrà in Aula e che se questo decreto dovesse essere
approvato così come è, probabilmente non risolviamo il problema dei
nostri Asu, caro assessore Falcone, intervenire per far modificare
considerato che ha manifestato il Governo nazionale la volontà di
trovare una soluzione per i nostri ASU, per fare un emendamento
correttivo che poi sì ci permetterebbe di tornare in Aula,
affrontare globalmente, unanimemente fra Governo, maggioranza e
opposizione una nostra norma che va in direzione finalmente della
stabilizzazione e credo che ci sia la volontà oggi espressa unanime
di tutto il Parlamento e questo vogliamo rassegnare al Governo
della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io su
questo articolo 14 nel ricollegarmi anche a quanto già detto dal
collega Pace proprio perché questo articolo non parla in alcun modo
di stabilizzazione, ma parla di semplice fuoriuscita e alla domanda
come mai non è indicata la copertura finanziaria, vorrei dare
risposta io, ma poi vorrei trovare conferma nelle parole
dell'assessore Falcone o dall'assessore Albano che sia perché
fondamentalmente qua noi cosa stiamo dicendo agli ASU?
Assessore Falcone, la sua attenzione grazie.
Assessore Falcone, mi corregga se sbaglio e dico così perché
stranamente e forse per come avete lavorato questa volta il testo
di legge non è accompagnato neppure dalla nota del Servizio Studi,
quindi non abbiamo neanche la possibilità di vedere cosa l'Ufficio
legislativo del Parlamento ritiene di ciascun articolo. Non
conosciamo le considerazioni.
Questo articolo non comporta impegno di spesa per il semplice
motivo che agli ASU che sono a dieci anni di distanza dal
pensionamento e che decidono di fuoriuscire dal bacino come premio
gli diamo cinque annualità, ma gliele diamo un anno alla volta.
Quindi immaginate che vantaggio: a me mancano dieci anni per
andare in pensione e la Regione mi dice guarda se te nesci oggi, io
ti do cinque anni, ma non te li do tutti in una volta, te li do un
anno alla volta.
Quindi praticamente noi agli ASU li stiamo dicendo se vuoi uscire
ci fai un favore, se no continua a rimanere nel precariato dove ti
ho lasciato negli ultimi trent'anni.
Poi invece facciamo un ragionamento diverso con i PIP
nell'articolo dopo dove se fuoriescono dal bacino i cinque anni
glieli diamo in una volta e quindi per l'ennesima volta questo
Governo fa figli e figliastri. Per l'ennesima volta utilizzate due
pesi e due misure e noi su questo non ci stiamo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo dal
dibattito sull'articolo si evince chiaramente che c'è stata
dell'approssimazione rispetto a un tema che è di una delicatezza
incredibile, un tema su cui tutto questo Parlamento e come dicevano
i colleghi anche nella Legislatura precedente chi c'era, ce ne
siamo occupati più volte, ce ne siamo occupati in maniera
trasversale al di là del colore politico, coinvolgendo commissioni,
coinvolgendo l'Aula fino ad adottare la famosa norma che
stabilizzava, che doveva essere concordata con Roma che poi invece
fu impugnata.
Il tema è delicato.
Il tema è delicato soprattutto perché investe la vita di oltre
quattromila persone, di quattromila famiglie, per cui
l'approssimazione dimostra scarsa sensibilità verso queste
persone. Il fatto che non sia passato dalla Commissione di merito e
che non abbia permesso quindi un approfondimento anche giuridico
diventa anche un tema di perplessità in più.
Io, personalmente, sono a favore della possibilità che venga data
una chance in più a chi vuole condursi fuori da questo bacino con
una norma che glielo consente, però sono assolutamente convinta,
invito il Governo a fare un approfondimento sul tema coinvolgendo
la Commissione di merito e coinvolgendo quindi anche il Servizio
Studi dell'Assemblea e l'interlocuzione con il Governo nazionale
perché questo tema che, appunto, coinvolge così tanta gente venga
sviluppato e promosso con un massimo rigore, perché nessuno di noi
vuole vendere fumo ai tanti bisognosi di certezze come lo sono gli
Asu.
Ognuno di noi ha un senso di responsabilità legato al nostro ruolo
che ci permette di dire oggi che questo tema così delicato deve
essere affrontato con serietà, con competenza, con lungimiranza e
con l'interlocuzione che certamente c'è col Governo nazionale, ne
abbiamo visti i frutti in questi mesi grazie all'autorevolezza del
Presidente Schifani, grazie ai buoni rapporti con i Ministri del
Governo Meloni che già hanno approntato una norma che fa intendere
questa volontà di stabilizzare i precari, anche gli Asu.
E allora affrontiamola, caro Assessore competente al merito, lo
dico a te Assessore ma lo dico a tutti noi, affrontiamolo nella
sede opportuna e affrontiamolo in modo da dare certezze e non più
illusioni. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, posso chiedere di fare intervenire prima
il Capogruppo e dopo intervengo io?
CATANZARO. Sarò brevissimo, Presidente Galvagno.
PRESIDENTE. C'è stato uno switch in automatico.
CATANZARO. Quello che le voglio chiedere nell'immediato è - come
diciamo pregiudiziale, dato che noi abbiamo questione
pregiudiziale, dato che noi abbiamo parlato - capire dalla
Presidenza quali sono, arrivato al punto anche ascoltando gli
interventi di altri colleghi, quali sono le norme che sono passate
dalle Commissioni e le norme che invece non sono passate dalle
Commissioni di merito e questa è una richiesta che le faccio.
Ritengo che sugli Asu non c'è una non volontà, Presidente
Galvagno, c'è la volontà perché lo diceva la collega Savarino che
mi ha preceduto, è un argomento che negli anni ce ne siamo occupati
tutti, come tutti i Gruppi parlamentari, perché si parla di
quattromila famiglie, si parla di gente che, ovviamente, da anni e
anni vive e soffre il precariato.
Ritengo, però, anche che il Governo precedente, ricordiamocelo,
avevamo tutti insieme quasi brindato all'idea della stabilizzazione
degli ASU per poi subito dopo renderci conto, anche dalla Corte
Costituzionale, che quello che si era approvato non era qualcosa
che poteva rimanere sull'approvazione.
Oggi noi ci ritroviamo questo articolo, io oltre alla
pregiudiziale avendo anche la presenza del Presidente della Regione
ma dall'Assessore per l'economia Falcone, io chiedo anche di potere
comprendere quello che viene previsto da questo articolo per almeno
fare chiarezza, perché poi non vorrei che all'esterno ancora
un'altra volta si prendessero in giro quattromila famiglie come
negli anni passati si è fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Onorevole Spada, vuole intervenire o ha rinunciato?
CRACOLICI. Presidente, noi volevamo conoscere le norme che sono
passate dalle Commissioni di merito. E' una pregiudiziale per noi.
SPADA. Intervengo, Presidente. Come annunciato dai miei colleghi è
un argomento importante che abbiamo avuto modo di trattare durante
la finanziaria e durante le Commissioni di merito che si sono
susseguite in quel periodo.
La problematica degli ASU è una problematica che alla fine mette
sullo stesso piano tutti i lavoratori precari, qui si tende sempre
a fare un distinguo tra lavoratori ASU, PIP, adesso abbiamo i nuovi
precari, quelli Covid, però a mio avviso dovremmo cercare in
qualche modo di dare semplicemente dignità a questi lavoratori.
Ho letto qualche giorno, fa esattamente cinque giorni fa, diverse
note stampa diramate dai segretari regionali dei sindacati ma,
soprattutto, da diversi deputati di maggioranza del Governo
nazionale che annunciavano la stabilizzazione di più di quattromila
ASU.
Oggi in Aula stiamo affrontando un argomento che di fatto non
consente, appunto, la stabilizzazione di questi ASU ma, invece, ne
consente la fuoriuscita; una fuoriuscita penalizzante perché, come
annunciato e anticipato da altri colleghi, la fuoriuscita e il
pensionamento di questi ASU non solo non consente loro di avere una
pensione dignitosa rispetto agli anni di lavoro che hanno portato
avanti all'interno degli enti locali e all'interno dei quali stanno
svolgendo un ruolo fondamentale, non solo per gli enti locali ma
per altri enti in cui prestano il loro servizio, non dimentichiamo
che noi oggi utilizziamo gli ASU all'interno di quello che è il
bacino dei beni culturali, dei musei e dei parchi archeologici.
E allora dobbiamo, a mio avviso, dare dignità a questi lavoratori
e come possiamo dare dignità a questi lavoratori se non rimettendo
in discussione, e quindi riscrivendo, questo emendamento per
consentire loro la stabilizzazione, da una parte, e, per chi lo
ritiene opportuno, più conveniente, la possibilità della
fuoriuscita.
Io, quindi, mi rimetto - rispetto a quello che ha detto il
Capogruppo del Partito Democratico, quindi del mio partito - di
rivalutare soprattutto il passaggio ulteriore che si dovrebbe
svolgere all'interno della Commissione per poter procedere e dare
finalmente dignità ai lavoratori ASU. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso.
GRASSO. Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, Governo, non è per fare polemica,
assolutissimamente, chiedo solamente se è possibile, all'Assessore
e al Presidente, che abbiamo i lavoratori del reddito minimo di
inserimento, adesso cantieri di servizio, che c'è una legge in
Commissione che deve essere portata avanti, se si può mettere, se
c'è la possibilità di mettere qualcosa anche per loro, per la
fuoriuscita che c'è il capitolo, già era stata messa qualcosa in
precedenza perché molti lavoratori, e diventa anche più facile
gestire questi lavoratori, possano avere anche loro la possibilità,
non dico tutti, chi fa richiesta, di poter anche loro usufruire
della fuoriuscita, perciò di mettere qualcosa, che il Governo dia
un segnale anche per questi lavoratori che sappiamo che non sono
nemmeno precari perché non vengono riconosciuti come lavoratori.
Chiedo al Governo se è possibile. Basta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
Allora, gli interventi sono finiti, andiamo all'articolo 14. Ne do
lettura:
«Art. 14.
Disposizioni per la fuoriuscita dal bacino ASU
1. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 dopo le parole 25 maggio 2022, n. 13 sono inserite le
seguenti: , nonché per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo
4 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modificazioni, ».
DE LUCA ANTONINO. Presidente, ho chiesto dei chiarimenti.
CRACOLICI. L'articolo 14 è passato dalla Commissione di merito?
PRESIDENTE. Questo articolo non è passato dalla Commissione di
merito. Alla fine della conferenza dei Capigruppo le forniremo i
chiarimenti, faremo una conferenza dei Capigruppo subito dopo
questo articolo, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Prima di votare, però.
PRESIDENTE. Lo stiamo mettendo in votazione. Voleva intervenire
l'onorevole De Luca? No.
Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, soltanto per
dire brevissimamente che questa norma serve soltanto per
consentire, in varianza di spesa, quindi con lo stesso fondo con
cui ogni anno vengono pagati gli Asu per consentire la fuoriuscita
in un quinquennio, per cui faccio un esempio. Il signor Tizio che
oggi è Asu nel bacino fuoriesce e porta con sé fuori la stessa
dotazione finanziaria, soltanto questo stiamo facendo. Quindi,
onorevole Pace, la norma non è scritta male anche perché - ricordo
- che l'ha scritta lei. Dopodiché, voglio dire mi pare, scusi un
attimo ho fatto la battuta ho fatto la battuta per essere chiari,
voglio dire siccome il Governo la condivide e, soprattutto, non è
scritta male il mio è un apprezzamento, non è un rimprovero,
Presidente le chiedo di metterlo ai voti perché può essere ben
votata.
PRESIDENTE. Benissimo, allora mettiamo in votazione...
CRACOLICI. Le abbiamo fatto una domanda. Lei ha detto dopo la
Capigruppo mi risponde. Io le ho chiesto, questa norma non è
passata in Commissione, lei ha stralciato le norme che non sono
passate in Commissione.
PRESIDENTE. Abbiamo stralciato diverse norme che non sono passate
in Commissione. Questa abbiamo ritenuto di tenerla all'interno del
collegato e di non stralciarla.
CRACOLICI. Abbiamo ritenuto, chi?
PRESIDENTE. La Presidenza. Questa è una valutazione che si è
assunta la responsabilità la Presidenza di volerla tenere.
CRACOLICI. Lei deve applicare un Regolamento.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Va bene, votiamo il mantenimento dell'articolo 14. Chi
è favorevole resti seduto...
CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Vediamo se è appoggiata. Sì, la stiamo aprendo.
Onorevole Cracolici, le organizzi bene però queste verifiche. Vi ho
dato il tempo di poter benissimo. Possiamo fare la verifica del
numero legale, si può premere un tasto qualsiasi.
(L'Assemblea è in numero legale)
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Brusio in Aula)
Sospendo la seduta per cinque minuti per una Conferenza dei
Capigruppo. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 20.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, dopo la Conferenza dei Capigruppo,
si è convenuto che gli articoli 2, 4, 7, 9, 15, 16...
CRACOLICI. Piano, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ce l'ha il foglio? Glieli ripeto,
2, 4, 7, 9, 15, 16, 18, 25, 28, 30, 33, 35, 36, 37, 38, 43, 46, 47,
e una modifica che si dovrebbe fare eventualmente al 50, saranno
votati stasera con voto finale, tutti gli altri articoli rimangono
al testo e verranno votati la settimana prossima, quindi, non
dovranno seguire altri percorsi, rimarranno in Aula senza dovere
ritornare in Commissione.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Definizione contenzioso Resais S.p.A.-Agenzia delle entrate
1. Al fine di consentire la definizione dei contenziosi pendenti
tra l'Agenzia delle entrate e Resais S.p.A. in liquidazione,
avvalendosi delle agevolazioni previste dall'articolo 1, commi 186
e seguenti, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 e successive
modificazioni, l'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato
ad erogare in favore di Resais S.p.A. in liquidazione l'importo
complessivo di euro 30.655.403,62, di cui euro 9.100.067,13
nell'esercizio finanziario 2023, euro 10.525.466,11 nell'esercizio
finanziario 2024 ed euro 11.029.870,38 nell'esercizio finanziario
2025, affinché la predetta società possa accedere alla definizione
agevolata dei contenziosi relativi agli accertamenti IVA per gli
anni dal 2003 al 2007.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante
corrispondente riduzione di pari importi, per gli esercizi
finanziari 2023, 2024 e 2025, delle disponibilità della Missione
20, Programma 3, Capitolo 215740».
CRACOLICI. Eventualmente, si può parlare?
PRESIDENTE. Poco. All'articolo 2 sono stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi, pertanto si vota soltanto il mantenimento
dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Norma in materia di valorizzazione del patrimonio artistico e
culturale
1. Al fine di valorizzare il patrimonio culturale ed artistico,
l'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana è autorizzato a concedere un contributo alla Diocesi di
Acireale per il restauro del presepe settecentesco.
2. Per la finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2023, la spesa di 115 migliaia di euro
(Missione 5, Programma 1, capitolo 776089), cui si provvede
mediante corrispondente riduzione delle disponibilità della
Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704».
Anche all'articolo 4 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi, pertanto si vota soltanto il mantenimento
dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Fondo unico per il personale gestito dalla Resais S.p.A.
trasferito alla SAS
1. Per le finalità di cui al comma 4-bis dell'articolo 13 della
legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, come introdotto dal comma 2
dell'articolo 3 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2024, è istituito un fondo
unico presso il Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro -
Ragioneria generale della Regione al quale affluiscono le risorse
di cui alle autorizzazioni di spesa di seguito elencate:
a) articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
n. 2 (Allegato 1 - Parte A) per le finalità della legge regionale
20 gennaio 1999, n. 5 e successive modificazioni - capitolo 242524;
b) articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
n. 2 (Allegato l - Parte A) per le finalità dell'articolo 1 della
legge regionale 28 novembre 2002, n. 21 e successive modificazioni
- capitolo 242525;
c) articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
n. 2 (Allegato 1 - Parte A) per le finalità del comma 99
dell'articolo 11 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 e
successive modificazioni - capitolo 342534;
d) articolo 118, comma 3, della legge regionale 22 febbraio 2023,
n. 2 (Tabella 1) per le finalità del comma l dell'articolo 4 della
legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 - capitolo 344127;
e) articolo 3, comma 4, della legge regionale 22 febbraio 2023, n.
2 per le finalità dell'articolo 14 della legge regionale 16 ottobre
2019, n. 17 e successive modificazioni - capitolo 314142;
f) articolo 118, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 2023,
n. 2 (Allegato 1 - Parte A) per le finalità dell'articolo 7 della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5 e successive modificazioni e
dell'articolo 13 della legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e
successive modificazioni - capitolo 242523».
All'articolo 7 sono stati presentati emendamenti soppressivi, ma
alcuni non sono come negli altri articoli, pertanto devono essere
eventualmente ritirati. Chiedo all'onorevole De Luca Antonino se
ritira il soppressivo all'articolo 7.
DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento dell'onorevole Catanzaro è ritirato. Si danno tutti
per ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Disposizioni finanziarie in materia di SAS
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'art. 118 della
legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 (Allegato 1 - Parte B), per
le finalità dell'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 è incrementata, per l'esercizio finanziario 2023, di euro 360
migliaia di euro (Missione 1, Programma 11, Capitolo 216529).
2. I commi 78, 79 e 80 dell'articolo 26 della legge regionale 22
febbraio 2023, n. 2 sono abrogati.
3. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante le risorse
derivanti dalle abrogazioni di cui al comma 2 (Missione 1,
Programma 11, Capitolo 214111)».
CRACOLICI. Assessore, i 360 milioni di euro a che cosa servono?
PRESIDENTE. Assessore Falcone, un secondo intanto chiedo
all'onorevole Caronia se ritira l'emendamento 9.17.
CARONIA. E' mantenuto.
PRESIDENTE. E' mantenuto.
Allora, l'onorevole Cracolici chiedeva chiarimenti, assessore
Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente,
sostanzialmente nella manovra finanziaria, nella legge di stabilità
alla SAS avevamo tolto 850 mila euro per venire incontro
all'accordo Stato-Regione che prevedeva di alleggerire la spesa
corrente.
Oggi è molto avviata ed entro fine mese, riteniamo nei primi di
luglio, di poter conseguire invece la modifica di questo accordo e
poiché queste somme diventano necessarie per garantire i contratti
in essere, gli adeguamenti contrattuali della stessa SAS, stiamo
dando una prima tranche anziché 850, 360 che sono le economie
dall'impugnativa del Governo.
In più vi voglio dire che c'è un emendamento dell'onorevole
Caronia che dice che questi soldi servono esclusivamente al
personale interno onde evitare nuovi reclutamenti e nuovi
inserimenti.
Quindi, a maggior ragione, la collega Caronia ha inserito questo
emendamento che secondo il Governo è molto opportuno.
PRESIDENTE. Allora, se gli emendamenti soppressivi all'articolo 9
sono ritirati, votiamo direttamente quello dell'onorevole Caronia.
Onorevoli Catanzaro e De Luca Antonino?
(Gli onorevoli Catanzaro e De Luca Antonino, dal loro posto, fanno
cenno di sì)
Pongo in votazione l'emendamento 9.17. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
al bacino ex PIP Emergenza Palermo
1. Il comma 3 dell'articolo 68 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, così come sostituito dal comma 2 dell'articolo 6 della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27, è sostituito dal seguente:
3. I soggetti di cui al comma 1 possono richiedere,
nell'esercizio finanziario 2023, per la fuoriuscita definitiva dal
bacino di appartenenza, la corresponsione di un'indennità
omnicomprensiva di un importo massimo pari a cinque anni
dell'assegno di sostegno al reddito già in godimento, da
corrispondere interamente in un'unica soluzione. Il beneficio di
cui al presente comma, quale misura di fuoriuscita dal predetto
bacino, è riconosciuto, nei limiti dello stanziamento previsto, a
tutti i soggetti qualunque sia il numero di anni necessari al
raggiungimento dei requisiti di pensionabilità, con priorità per i
soggetti più vicini temporalmente al raggiungimento di tale
requisito. Per i soggetti che raggiungono il requisito di
pensionabilità entro il quinquennio, l'indennità da corrispondere è
rapportata al numero di anni che residuano al raggiungimento del
requisito. Per tale misura è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2023, la spesa di 1.000 migliaia di euro cui si
provvede mediante riduzione di pari importo, per il medesimo
esercizio finanziario, delle disponibilità della Missione 20,
Programma 3, Capitolo 215704. .».
All'articolo 15 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi, pertanto si vota il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino
ex PIP Emergenza Palermo
1. Ai sensi del comma 4 dell'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, così come modificato dall'articolo 25 della
legge regionale 10 agosto 2022, n. 16, la società consortile per
azioni Servizi Ausiliari Sicilia (SAS) è autorizzata ad assumere,
previa apposita selezione, un numero massimo di 1.166 soggetti
appartenenti al bacino unico ad esaurimento ex PIP Emergenza
Palermo .
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa nel
limite massimo di 7.500 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2023 e di 22.500 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi 2024 e 2025, da iscrivere in un apposito fondo del
Dipartimento regionale del bilancio e tesoro - Ragioneria generale
della Regione.
3. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede:
a) quanto a 2.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2023 e a 7.500 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2024 e 2025 mediante riduzione di pari importo, per il
medesimo esercizio finanziario, delle disponibilità della Missione
20, Programma 3, Capitolo 215704;
b) per un importo massimo di 5.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2023 e di 15.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2024 e 2025 mediante variazioni
di bilancio, da effettuarsi con decreto del Ragioniere generale, su
proposta del Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative, per
l'iscrizione delle relative somme sul Fondo di cui al comma 2 e
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 8, comma 2, della legge regionale 22 febbraio 2023, n.
2 per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27 (Missione 12, Programma 4, Capitolo 313727).».
All'articolo 16 è stato presentato un emendamento di riscrittura
del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Visto che il Governo annuncia una riscrittura,
suggerirei...
PRESIDENTE. La riscrittura è nel fascicolo.
CRACOLICI. Posso? Non l'ho vista, ho il testo con gli articoli.
Chiedo al Governo di garantire - mi ascolti assessore Falcone -
una specifica disposizione che consenta che, fermo restando il
transito alla SAS degli ex Pip, il personale previa selezione,
tutto quello che è stato già scritto, prioritariamente venga
assegnato nei luoghi di lavoro dove opera. Perché dico questo?
Chiarisco: ci sono alcuni lavoratori ex Pip che sono stati
assegnati ad alcuni comuni della provincia di Palermo, la venuta
meno di questi lavoratori farebbe venire meno alcuni servizi che in
atto gestiscono questi comuni, soprattutto comuni che per ragioni
turistiche eccetera, eccetera hanno un incremento di popolazione
nei periodi, diciamo, estivi e, quindi, questo personale è stato
messo a supporto di quelle amministrazioni.
Quindi, chiedo al Governo nella riscrittura di subemendare
scrivendo: "Prioritariamente - vedete la formula - i lavoratori
vengono assegnati nei luoghi di lavoro dove essi espletano la
propria attività". E' d'accordo?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente. E' molto
opportuno quello che ha detto il presidente Cracolici, però questo
è tema di dibattito di queste settimane, di questi mesi. In questi
giorni si è insediato un tavolo tecnico presso il Dipartimento
lavoro che sta discutendo sui criteri di reclutamento, questo sarà
condiviso con i sindacati, uno dei criteri di reclutamento, quando
si aprirà il bando, sarà inserito nel bando che sarà data priorità
con un punteggio a quelli che prestano servizio già in quel
Dipartimento. Perché l'idea qual è?
CRACOLICI. Io ho detto un'altra cosa.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, ma siccome il bando sarà
fatto prima per le 1.166 unità, che sono pari a quelli che prestano
servizio presso le amministrazioni della Regione, i Dipartimenti
della Regione, non riguarda i comuni o altro.
In questo senso tutti potranno partecipare, però si darà nel bando
un punteggio superiore a coloro che già prestano servizio nei vari
Dipartimenti regionali; questo consentirà di fare una cernita.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io non mi riferisco ai criteri di reclutamento che il
Governo visto che il numero è inferiore a quelli che sono gli
effettivi appartenenti al bacino ex Pip è chiaro che ci dovrà
essere un criterio per chi sarà nei 1.186. La mia affermazione era
un'altra, cioè che una volta fatto il reclutamento il personale che
sarà in forza alla SAS non più nel bacino ex Pip, prioritariamente,
venga destinato nei luoghi di lavoro ove essi hanno operato. Che
vuol dire? Proprio perché non vorremmo che fosse una materia...
FALCONE, assessore per l'economia. Ma se lo mettiamo nel bando.
CRACOLICI. No, ma quello per il reclutamento va bene, io sto
dicendo un'altra cosa: una volta fatto il reclutamento e stabiliti
chi sono i 1.100 e rotti, siccome non li gestirà la SAS,
l'assegnazione del personale sarà prioritariamente fatta seguendo
il criterio di tornare nei luoghi dove essi hanno svolto la loro
attività.
Credo che sia un modo per rassicurare anche gli enti locali, mi
ascolti. Basta un subemendamento, prioritariamente non per il
reclutamento ma per l'assegnazione una volta fatto il reclutamento.
Questo vale anche per i Dipartimenti regionali, poi,
prioritariamente significa prioritariamente, giusto?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Onorevole Cracolici, allora,
fermo restando, ripeto, che è opportuno quello che lei dice, ha
ragione e ci convince.
Noi abbiamo due ordini di problemi, però: primo la Sas è una
società in house a cui, come dire, non possiamo comunque imporre
determinate cose; seconda cosa nel momento in cui noi mettiamo nel
bando, va da sé che nel bando, se una persona ha preso un punteggio
in più e vince, e viene reclutato perché era in quel luogo, andrà
in quel luogo. Quindi noi abbiamo fatto un approfondimento, lo
volevamo mettere, già anche i sindacati, qualche sindacato ci disse
di metterlo nell'emendamento, ma con gli Uffici abbiamo fatto una
verifica, ci siamo confrontati, ed è stato detto lo mettiamo nei
criteri del bando, e va da sé che chi ha vinto, anche in ragione di
quel criterio, sarà utilizzato in quello stesso posto di lavoro.
Soltanto questo mi permetto di dire, poi il principio è
assolutamente condivisibile.
CRACOLICI. Lo faremo con ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento 16.12 del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Procedure finanziarie e contabili degli enti locali
1. All'articolo 5 della legge regionale 15 giugno 2021, n. 13, le
parole Per il triennio 2021-2023 sono sostituite con le parole
Per gli anni dal 2021 al 2026 .»
All'articolo 18 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi, pertanto si vota il mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, siccome è una norma che consente
l'utilizzo, cioè estende un triennio a un sestennio, però. No, non
è questo l'articolo di parlavo io, va bene.
PRESIDENTE. Ok. Allora possiamo andare avanti.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 18. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Disposizioni finanziarie relative alle procedure di
trasferimento ai comuni delle strade ad uso pubblico e
delle relative pertinenze delle aree di sviluppo
industriale
1. In ottemperanza alla sentenza della Corte costituzionale n. 73
dell'8 febbraio 2023, il Dipartimento regionale delle attività
produttive è autorizzato ad erogare all'IRSAP un contributo
straordinario, entro i limiti dello stanziamento di cui al comma 4,
da attribuire interamente ai comuni per i quali, al momento della
pubblicazione della presente legge, non sono state definite le
procedure di trasferimento delle strade ad uso pubblico e delle
relative pertinenze ai sensi della legge regionale 12 gennaio 2012,
n. 8 e successive modificazioni.
2. Le risorse finanziarie sono attribuite ai comuni di cui al
comma 1 per la gestione, la manutenzione, l'incremento dei livelli
di sicurezza ed il decoro delle infrastrutture viarie oggetto del
trasferimento.
3. L'IRSAP attribuisce le risorse finanziarie di cui al presente
articolo proporzionalmente alla superficie di strade oggetto di
trasferimento e sulla base di un piano dei costi predisposto
annualmente dai comuni.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2023 la spesa di 500 migliaia di euro e,
per ciascuno degli esercizi finanziari 2024 e 2025, la spesa di 400
migliaia di euro. Ai relativi oneri si provvede per gli esercizi
finanziari 2023, 2024 e 2025 mediante corrispondente riduzione
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo
215704.»
Si passa all'emendamento 25.16 a firma dell'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. È ritirato. Grazie, onorevole.
Si passa all'emendamento 25.17 a firma dell'onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. È ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 25.18 a firma dell'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. È ritirato, grazie. Gli emendamenti soppressivi
possiamo considerarli ritirati, per cui pongo in votazione
l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Interventi di manutenzione straordinaria ATI idrico
Caltanissetta
1. Ai fini dell'osservanza dei compiti affidati alla Regione
siciliana in qualità di amministratore giudiziario del procedimento
penale n. 2894/21 RG N.R., 2237/21 RG G.I.P, per far fronte alle
spese per la realizzazione degli interventi di manutenzione
straordinaria volti al superamento delle criticità riscontrate
negli impianti industriali di depurazione di Caltanissetta,
località Calderara, e di San Cataldo Scalo, è autorizzata in favore
dell'ATI idrico di Caltanissetta la spesa complessiva di 2.500
migliaia di euro, di cui 1.000 migliaia per l'esercizio finanziario
2023 e 1.500 migliaia per l'esercizio finanziario 2024. Ai relativi
oneri, per gli esercizi finanziari medesimi, si provvede mediante
riduzione delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704.»
All'articolo 28 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi per cui pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
Art. 30.
Contributi per il funzionamento dei servizi aerei di linea
1. Per le finalità di cui all'articolo 135 della legge 23 dicembre
2000, n. 388 e successive modificazioni, l'autorizzazione di spesa
di cui all'articolo 118, comma 3, della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 è incrementata, per l'esercizio finanziario 2023,
dell'importo 5.000 migliaia di euro (Missione 10, Programma 4,
Capitolo 478109). Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione
di pari importo, per il medesimo esercizio finanziario, delle
disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704.
SUNSERI. Qualcuno ce lo spiega?
PRESIDENTE. All'articolo 30 ci sono soltanto soppressivi. Sì
glielo faccio illustrare. Il Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, parliamo dei
servizi di linea e, soprattutto, i servizi linea in continuità
territoriale di Trapani e di Birgi, Trapani Birgi.
CRACOLICI. Trapani e Comiso.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo scusa, Trapani e Comiso.
Ha ragione, l'onorevole Cracolici. Sostanzialmente, mentre prima la
continuità territoriale veniva garantita al 33 per cento dal
contributo regionale e al 66 per cento dal contributo statale,
ultimamente, invece, siamo 50 e 50. Quindi, questo ha comportato un
maggiore onere per la Regione siciliana, per cui a seguito di una
richiesta dei due aeroporti, condivisa e apprezzata da parte
dell'Ufficio, abbiamo proceduto a integrare questa somma di 5
milioni di euro.
CRACOLICI. Questo è uno dei successi del Governo vostro che avete
ridotto... Bravo, le facciamo una medaglia in nome dell'autonomia
della Sicilia.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente perché, purtroppo, è proprio quello che
immaginavo cioè, sostanzialmente, la continuità territoriale la
stiamo pagando noi. Il Governo Meloni ha dato minori risorse alla
Regione siciliana perché ha stanziato 5 milioni di euro da dividere
tra Sicilia e Sardegna e la continuità territoriale che, in teoria,
dovrebbe incentivare le risorse alla Sicilia, addirittura, siamo
noi che ce li mettiamo per provare a risolvere i nostri stessi
problemi.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
È il paradosso dei paradossi, io non capisco come il Presidente
Schifani che da sei mesi fa comunicati stampa, si fa le foto con
tutti gli aerei e i ponti di questo mondo, oggi chiede
all'Assemblea regionale siciliana di metterci soldi per la
continuità territoriale che non viene garantita da Roma.
Mai, in sei anni da che sono qui dentro, abbiamo aumentato le
risorse per fare quello che deve fare il Governo Meloni, che è lo
stesso che governa la nostra stessa Regione. Io mai letto nulla di
questo genere, mi dispiace che non c'è il Presidente Schifani, la
prossima volta che leggiamo un comunicato stampa del Presidente
Schifani sappiamo, quanto meno, cosa rispondere, perché è un
atteggiamento ridicolo del Governo nazionale e imbarazzante del
Governo regionale.
CRACOLICI. Ha ragione.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, io sento
parlare di continuità territoriale da molto tempo, ma i fatti sono
ben diversi. Da noi questa continuità territoriale per il quale il
precedente Governo Conte aveva stanziato ben 21 milioni di euro si
è interrotta già a ottobre del 2021, sebbene funzionasse in maniera
ridotta a causa del Covid prima ce l'avevamo, poi a causa del
fallimento di Aero Italia non abbiamo avuto più la continuità
territoriale.
Sull'aeroporto di Comiso, e il lapsus dell'assessore Falcone non è
per nulla casuale perché ad oggi l'aeroporto di Birgi viene
chiaramente garantito con una serie di voli dalla Regione
siciliana, mentre l'aeroporto di Comiso ha subito dei danni
gravissimi, danni dovuti alla cancellazione dei voli di Ryanair a
causa di un mancato accordo con SAC c'è stato un rimpallo di
responsabilità, non abbiamo capito di chi è la colpa
Io ancora ho chiesto una commissione di indagine perché si faccia
chiarezza, perché non è possibile attivare una continuità
territoriale per un aeroporto che poi, di fatto, è la ruota di
scorta di Catania, che viene utilizzato solo ed esclusivamente per
fare atterrare gli aerei quando l'Etna è in eruzione. Quindi,
vorremmo capire anche con che modalità questa continuità
territoriale interesserà anche Comiso. Fra l'altro, io ho chiesto
alla SAC che, ad oggi, gestisce Comiso il nuovo piano industriale
dopo l'accorpamento con SO.A.CO. e mi è stato negato l'accesso agli
atti, cioè io praticamente l'ho dovuto rifare sperando che mi
vengano consegnati documenti perché io penso che SAC non abbia
neanche una visione su Comiso e non abbia neanche il piano
industriale.
Quindi che ci sia un'attenzione particolare per un territorio dove
non si parla neanche di caro voli, magari si parlasse di caro voli
Assessore Noi non abbiamo voli, abbiamo semplicemente un danno di
immagine enorme perché, in piena stagione estiva, sono stati
cancellati tutti i voli, i sei voli che Ryanair faceva da e per
Comiso, e ad oggi questa continuità territoriale vorremmo capire in
che misura si sviluppi nel nostro territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Se non ci sono altri iscritti a parlare, pongo in votazione
l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Assegnazione alloggi di edilizia economica e popolare
1. Le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 63 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni si
applicano altresì a tutti i detentori senza titolo di alloggi di
edilizia economica e popolare alla data dello sgombero coattivo
disposto con ordinanza sindacale per situazioni tecnico-oggettive
accertate che hanno comportato la demolizione e successiva
ricostruzione degli alloggi».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, questa è una norma che mi sono sforzato di
capire in tutti i modi, ma se ho capito bene questa è una norma che
noi ci apprestiamo al ridicolo nazionale su questa norma, perché
utilizzando una norma giusta che ha consentito, scusate un secondo,
che ha consentito a detentori senza titolo degli alloggi economici
e popolari di poter, come dire, regolarizzare i loro rapporti in
essere, e quindi di regolarizzare il rapporto di affitto con gli
enti proprietari.
Questa norma se ho capito bene estende questo principio ai
detentori che ne erano tali per alloggi che sono stati dichiarati
inagibili, e quindi per questioni tecnico oggettive, e che sono
stati demoliti e ricostruiti, cioè signori noi possiamo fare una
sanatoria di un titolo di detenzione di un alloggio che, nel
migliore dei casi è stato riattivato dopo almeno un paio d'anni che
è stato demolito, e mi immagino, cioè siamo al ridicolo
Ma chiedo al Governo dov'è l'Assessore alle infrastrutture, lei è
il titolare, lei ha il controllo degli IACP. Ma chiedo al Governo
voi siete in grado di difendere una norma che avrà mille, noi
abbiamo avuto già rilievi nei tempi in cui facevamo le norme per
sanare l'abusivismo negli alloggi popolari con una serie di
querelle qualcuno impugnata, qualcuna poi l'abbiamo superata con
una negoziazione con lo Stato.
In un tempo nel quale vi chiedono di sgomberare, c'è il Governo
nazionale che fa il provvedimento di sgombero di tutti gli alloggi.
Qui rischiamo di parlare lingue diverse soprattutto lo dico anche
non so chi è che l'ha proposto questa norma, guardate che
un'impugnativa su questa norma può trascinarsi anche la norma
madre. Perché chi sa che in quest'Aula qual è stata la fatica di
affrontare la norma sulla sanatoria degli alloggi abusivi anche nel
rapporto con lo Stato, per capirci, a un certo punto l'ultimo credo
proprio quella del 2017, è stato scritto nel provvedimento da parte
del Consiglio dei Ministri che sarebbe stata l'ultima volta che la
Regione siciliana, vista l'emergenza delle occupazioni, nelle
grandi aree urbane, eccetera, eccetera, avrebbe autorizzato una
norma di sanatoria per coloro che avevano un rapporto alloggiativo
in essere e che potevano dimostrarlo.
Io penso che questa norma va stralciata e lo chiedo al Governo di
farsi portare come dire garante dello stralcio, perché è una norma
pericolosa, non solo per questa, ma per quella che è la legge
originaria, quindi non vorrei che facciamo danni in su un terreno
molto complicato, ripeto tra l'altro con un clima politico
istituzionale in cui il Governo nazionale ha varato un
provvedimento con le ordinanze di sgombero in tutte le grandi aree
urbane dove ci sono.
Cioè qui faremo una sanatoria a gente che non ci abita più, vorrei
che fosse chiaro di cosa stiamo parlando, la casa gli è stata
demolita, ricostruita e adesso si pretende di tornarne in possesso
perché era detentore di un alloggio abusivo a quel tempo, insomma
mi sembra saranno pochi casi eh, ma il problema è il principio
giuridico che apre, quindi io chiedo che venga stralciata, se no io
chiedo di votarla a voto segreto, perché io questa norma non la
voto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Galluzzo e poi l'onorevole
Dipasquale. Prego onorevole Galluzzo.
Dopo l'onorevole Galluzzo, l'onorevole Pace e poi l'onorevole
Dipasquale.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma le ragioni che
ha descritto l'onorevole Cracolici hanno un fondamento, noi come
Fratelli d'Italia comunque abbiamo sempre portato avanti il
ragionamento che ogni forma di abusivismo, anche se nello specifico
riferito a questa norma, non sappiamo neanche e non siamo a
conoscenza neanche dei casi dove sono avvenuti, però non ritengo
che questo impianto di oggi normativo debba vedere questa norma
approvata da questo Parlamento, quindi già da adesso sosteniamo che
se si porta avanti e non si stralcia la norma, sarebbe opportuno
per il nostro Gruppo non partecipare al voto e astenersi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galluzzo.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dove è Cracolici.
Spiegarla mi verrà un po'difficile, ma mi aiuterà l'assessore
Falcone, non nella veste di Assessore all'economia ma di già
assessore alle infrastrutture che ha seguito questa vicenda.
La vicenda intanto è circoscritta, e lo possiamo aggiungere
nell'emendamento, onorevole Cracolici amerei la sua attenzione, è
circoscritta alla città di Ribera, si tratta di 60 alloggi che sono
stati costruiti con cemento depotenziato e che poi il sindaco
protempore ha fatto un'ordinanza di sgombero per queste 60
famiglie, quando è stata fatta l'ordinanza di sgombero il sindaco
pro tempore ha sottoscritto una convenzione con la Regione,
l'assessore Falcone e lo Iacp per demolire, ricostruire e
riconsegnare le case agli aventi diritto.
Gli aventi diritto erano i proprietari, perché alcuni erano
diventati proprietari, gli assegnatari, ma nella convenzione
sottoscritta fra il sindaco, l'assessore falcone allora e lo Iacp a
qualsiasi avente titolo detentivo, questo accade nel 2012, il
sindaco protempore emana ordinanza di sgombero e viene sottoposto a
scorta dei carabinieri per tre anni e mezzo, in un quartiere molto
delicato, conosco bene il sindaco pro tempore perché ero io me
medesimo.
Successivamente il 2018 questa Assemblea approva una norma, e
questa norma di oggi non sana alcun che, dice che tutti coloro che
al 31/12/2017 dimostravano di essere detentori senza titolo, è una
norma di questo Parlamento...
CRACOLICI. La conosco bene
PACE. ...potevano aver riconosciuto il titolo, quelle sei persone,
quelle sei famiglie, quindi la norma sana sei famiglie non possono
dimostrare al 31/12/2017, quindi stiamo parlando di sei famiglie,
al 31/12/2017 non possono dimostrare di essere in quelle case
perché sono stati oggetto di ordinanza di sgombero assieme alle
altre 60 famiglie, perché abitavano nel cemento depotenziato.
L'emendamento di oggi cosa dice? vuole chiarire che quelle sei
famiglie che dovevano essere lì al 31/12/2017, come il resto dei
siciliani, non erano lì dentro soltanto perché il sindaco pro
tempore, cinque anni prima, li aveva cacciati fuori con
un'ordinanza di sgombero, che è stata poi sottoposta alla Procura
della Repubblica, alla Prefettura, ai Carabinieri, a tutti gli
organi di controllo.
Quindi è un emendamento che non riguarderebbe tutta la Sicilia,
che riguarderebbe queste sei famiglie di via Fani a Ribera. Se poi
questo Parlamento vuole fare il voto segreto, vuole bocciare un
emendamento, ognuno può fare ciò che vuole, ma è giusto riportare
alla verità che non stiamo sanando niente, perché nessuno vuole
sanare, stiamo riprendendo una norma del 2018 di questo Parlamento
che diceva che tutti coloro che abitavano al 31/12/2017, sei
famiglie non abitavano al 31/12/2017, non per un loro capriccio,
non perché erano delinquenti, ma perché il sindaco protempore aveva
emanato un'ordinanza di sgombero - ripeto - perché abitavano in
case con cemento depotenziato.
Quindi io faccio appello, non soltanto al Pd dell'onorevole
Cracolici, ma anche agli amici alleati di Fratelli d'Italia. Non
stiamo sanando nulla, stiamo dando la possibilità anche a queste
famiglie, così come tutti coloro che dal 2018 in avanti hanno
potuto sanare la loro posizione, non l'hanno potuto fare per
un'ordinanza di sgombero non per altro.
PRESIDENTE. Un attimo colleghi. Sono iscritti a parlare
l'onorevole Dipasquale e l'onorevole Sunseri. Lei si era scritto
pure a parlare, onorevole Dipasquale? allora, quindi, una
precisazione, proprio di un paio di minuti all'onorevole Cracolici,
poi l'onorevole Galluzzo e poi andiamo al voto.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
comprendo, diciamo, anche la questione, e avevo già percepito che
riguardava poche famiglie, perché immagino che non tante case sono
state demolite in Sicilia per un fatto del genere. Però vorrei,
proprio perché c'è una convenzione sottoscritta - come ha
raccontato l'onorevole Pace - capire perché la norma a cui si fa
riferimento stabilisce che al 31 dicembre coloro che avevano i
requisiti di detenzione non è che è il giorno 31. Cioè perché, tra
l'altro, il 31 dicembre è un periodo di estensione di una
precedente norma che lo fissava al 2012
PACE. La Iacp di Agrigento la interpreta diversamente
CRACOLICI. E no, purtroppo, la Iacp lo interpreta qui...purtroppo
relativamente, perché se questi signori avevano un titolo di
detenzione al 2012 quando, o 2013 quando è stata fatta l'ordinanza
di demolizione, quindi abitavano in quelle case, e solo per cause
di forza maggiore non hanno potuto utilizzare la norma che ne
consentiva, come dire, la sanatoria usiamo questa espressione,
tanto più che c'è una convenzione perché, allora, vorrei capire se
la convenzione che è stata sottoscritta era cartastraccia.
Perché era evidente che quella convenzione faceva riferimento a
quelle famiglie sia proprietari, sia inquilini assegnatari, sia
anche quelli che erano occupanti ma che con la norma del 2018 ha
esteso fino al 2017 il titolo di
PACE. Non è "fino", ma è "al".
CRACOLICI. No, "al" è un'estensione, onorevole Pace, conosco
bene...lei sta parlando con chi ha scritto quella norma.
PRESIDENTE. Colleghi, però, evitiamo il dibattito...
CRACOLICI. No, io voglio provare a risolvere il problema non è che
voglio, come dire, figuratevi se voglio creare diciamo un disagio a
famiglie di gente, tutto sommato, bisognosa. Non stiamo parlando di
chissà quali condizioni, quindi ci mancherebbe.
Però troviamo una soluzione, che la norma non sia generale e
astratta, che sia tipizzata proprio per evitare che si possa
sottoporre ad un giudizio di impugnativa, che rischia di trascinare
anche la legge madre, ecco perché, se chiedo all'onorevole Pace e
al Governo, con una precisazione tipizzata in cui si dice: gli
inquilini di cui alle convenzioni sottoscritte, che erano detentori
all'atto della del rilascio del comune, anche scrivendo del Comune
di Ribera, se questo può servire, e allora è una soluzione. Ma se
facciamo una norma generale e astratta, attenzione che mettiamo a
rischio anche la legge madre.
Quindi, si individui una formula che, se Dio ce la fa passare non
lo so, ma che insomma evitiamo però di fare danni all'umanità.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Galluzzo, voleva precisare qualcosa? Però,
velocemente onorevole. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Sì, velocemente come tutti gli altri.
PACE. Il problema è lo IACP di Agrigento
GALLUZZO. Allora, onorevole Presidente, è già la seconda norma che
ci troviamo a discutere, dibattiamo e poi, giustamente, viene fuori
chi la norma, giustamente, l'ha pensata l'ha costruita.
Quindi il fatto che l'onorevole Pace abbia fatto un appello a una
forza alleata di maggioranza, a me giustamente fa piacere, ma avrei
chiesto anche all'onorevole Pace, magari sulla prossima norma che
sarà costruita, e che risulta costruita da lui, magari di
intervenire prima che noi interveniamo.
Io sposo per intero il ragionamento fatto dall'onorevole
Cracolici, cioè non possiamo fare una norma astratta che stabilisce
un precedente, un precedente che può ricadere sulla norma madre.
Quindi se questa norma viene modificata, circoscrivendola facendo
riferimento a tutte...
CRACOLICI. A tutte le convenzioni
GALLUZZO. A tutte le convenzioni, alle ordinanze di sgombero e a
tutta la storia che ha seguito la vicenda e ne acquisiamo i
relativi pareri, credo che sia nella garanzia assoluta della
giustezza della norma, e sia garanzia stessa dell'iniziativa
portata avanti dell'onorevole Pace. Cambia il ragionamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galluzzo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, io penso
che il clima positivo e costruttivo, perché qua non c'è nessuno che
non si vuole fare carico di questo problema, e il fatto che non ci
sia stato detto prima, questo a noi non ci mette in difficoltà,
della minoranza.
Detto questo, perché può capitare che vengono poste in Aula
questioni delicate come questa, però - mi ascolti, per favore -
prima cosa, non abbiamo veramente l'urgenza di farla questa sera,
perché rispetto alle altre norme che abbiamo messe da parte noi ce
lo possiamo permettere benissimo, senza contrapposizioni, senza
voti segreti che non ci serve. Noi dobbiamo risolvere la questione.
La questione abbiamo la possibilità di non doverla risolvere
questa sera. Abbiamo il Presidente che ci ha detto che ci riconvoca
con gli altri dieci, dodici, quindici articoli e su questo, e su
questo noi mettiamo in condizione. Non c'è l'urgenza, riguarda una
porzione, così come tante altre norme che sono state messe da
parte. Quindi non ci costringete a chiedere, onorevole Di Mauro,
Assessore, non ci costringete a chiedere il voto segreto perché non
lo vogliamo fare, perché non siamo contro a nessuno. Però
l'impostazione è veramente di tipo politica, cioè nel senso qui
rischiamo di far saltare comunque una norma che ha dieci, dodici,
tredici articoli che sono importantissimi. Quindi, questa parte la
rinviamo con gli altri, con l'impegno che la dobbiamo risolvere
senza mettere a rischio e a repentaglio di impugnativa la norma
madre.
Quindi continuiamo questo atteggiamento costruttivo e veloce. Per
favore rimandiamola con le altre, rimandiamolo con le altre dieci,
dodici e non ci costringete a fare, a metterlo in votazione. Vi
supplico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, io credo che di fronte alla
difficoltà di alcune famiglie, ai problemi che possono nascere, il
Parlamento non si tirerà indietro, ma voglio ricordare, a me
stesso, che a breve, oltre al disegno di legge dove andranno tutte
le norme che abbiamo accantonato, stralciato in data odierna - e in
questo devo anche registrare che alla fine dopo tanto dibattere,
devo dare anche atto al Governo che ha accettato la tesi secondo
cui oggi bisognava lavorare solo ed esclusivamente su quelle norme
che erano urgenti e indifferibili - io credo che questa norma possa
trovare non solo una sua formulazione corretta nel prossimo disegno
di legge di stralcio, come anche nel disegno di legge
sull'urbanistica, che dovrebbe approdare a breve e su cui abbiamo
fatto andare tutte le norme urbanistiche.
Anche perché, collega Pace, queste norme, se noi le facciamo bene
e in maniera inequivocabile, evitiamo di prestare il fianco non
solo alle impugnative dello Stato, ma cerchiamo di evitare anche di
prestare il fianco a chi poi delle norme abusa, e abusa andando poi
a sanare immobili, per cui non è intendimento di questa Assemblea
consentire la sanatoria.
Quindi quando trattiamo questo tipo di argomenti, dobbiamo essere
non precisi, chirurgici. Pertanto, chiedo semplicemente che la
norma sia stralciata dal testo.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, io vi propongo questa cosa. Aspetti
onorevole Pace, vediamo se ... Ah, prego. La proposta la vuole fare
lei, la faccio fare a lei. Prego.
PACE. Ringrazio tutti i colleghi, sia gli alleati che i colleghi
dell'opposizione, per la sensibilità dimostrata. Ribadisco ancora
una volta: non c'è la volontà, né con questa norma, né con
un'altra, di fare sanatorie che non si possono fare e accetto
l'invito a, magari, fare un subemendamento che chiarisca e
circoscriva la vicenda al dare la possibilità anche a queste sei
famiglie.
Una cosa mi preme dire in presenza dell'Assessore. Il problema non
lo stiamo sollevando noi dell'interpretazione "fino al 31/12" o "al
31/12/2017". Il problema è che queste case, nuove di zecca,
fortunatamente grazie a Marco Falcone, devono essere assegnate
dallo Iacp, ed è lo Iacp che chiede al sindaco di Ribera - di
Fratelli d'Italia tra parentesi - e a me, per tramite, di fare
questa norma che chiarisce.
Non è una norma che io sto interpretando male, onorevole
Cracolici. La norma che dice "al 31/12/2017", e che io per primo
interpreto "fino al 31/12", ce la chiede lo Iacp. Detto ciò,
siccome siamo in un Parlamento di galantuomini, accetto la proposta
del rinvio alla prossima seduta, il 28 o il 4. Sarà cura mia,
dell'assessore Aricò, magari, se vuole, o dell'onorevole Falcone,
riscriverlo o fare un subemendamento, circoscrivendo la vicenda.
PRESIDENTE. Benissimo onorevole, perfetto. Ringrazio per il
dibattito schietto che c'è stato. Spostiamo l'articolo 33 al testo
che verrà votato la prossima settimana.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Norma in materia di commissioni di gara di appalti di
lavori pubblici
1. Nelle more del recepimento con legge regionale del decreto
legislativo 31 marzo 2023, n. 36 recante la nuova disciplina dei
contratti pubblici e della nuova regolamentazione degli Uffici
regionali per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori e
della Centrale unica di committenza per l'acquisizione di beni e
servizi, gli incarichi dei componenti delle commissioni di gara di
cui all'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, in
scadenza dopo il 30 giugno 2023, sono prorogati fino al 31 dicembre
2023».
Abbiamo solamente emendamenti soppressivi, quindi votiamo per il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidenza GALVAGNO
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Norme in materia di lavori in economia nel settore
forestale
1. All'articolo l della legge regionale 11 aprile 2012, n. 24 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole da prescindendo a integrazioni sono
sostituite dalle parole nel rispetto delle soglie di rilevanza
europea di cui all'articolo 14, comma l, lett. a), del decreto
legislativo 31 marzo 2023, n. 36 ;
b) il comma 2 è abrogato».
Assessore Sammartino, prego.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie
Presidente. Onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, l'articolo 36
adegua il nostro ordinamento al decreto legislativo n. 36/2023.
Permetterà l'utilizzazione del contingente dei forestali in
amministrazione diretta, quindi dirà al Dipartimento di potere fare
i lavori in amministrazione diretta, utilizzando i nostri
forestali, fino alla soglia prevista dal nuovo ordinamento
nazionale.
Serve perché, come prima avete ben votato e si è votato in
Parlamento, abbiamo sbloccato finalmente 74 milioni di euro, così
potremo iniziare subito dei lavori attraverso l'utilizzo dei nostri
forestali.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo 36.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37.
Contributo straordinario al consorzio di bonifica di Siracusa
1. Al fine di consentire l'estinzione della procedura esecutiva
derivante dal contenzioso tra la società SAFAB s.r.l. in
liquidazione e il consorzio di bonifica di Siracusa, di cui alla
sentenza n. 2460/2021 del Tribunale di Catania - Sez. Imprese, è
concesso al medesimo consorzio, per l'esercizio finanziario 2023,
un contributo straordinario di 3.250 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1). Ai relativi oneri si provvede, per il medesimo
esercizio finanziario, mediante riduzione di pari importo delle
disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704.
2. Il consorzio destinatario dell'intervento di cui al presente
articolo è onerato, al momento del pagamento, della trasmissione
degli atti alla Corte dei conti».
PRESIDENTE. Votiamo sempre il mantenimento... ha chiesto di
intervenire l'onorevole Campo. Prego onorevole ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo e colleghi deputati. Io ho letto
qua l'articolo 37 e 38 sui consorzi di bonifica di Agrigento e di
Siracusa, 3 milioni e due 3 milioni e quattro. Non capisco
veramente perché sono stati tenuti in considerazione solo
contributi straordinari per questi due consorzi, come se gli altri
consorzi non avessero gli stessi identici problemi.
E ora su questo approfondisco anche sulla situazione locale di
Ragusa, ma io avevo inserito tra l'altro un emendamento, fra gli
aggiuntivi, proprio per fare un contributo storia anche per il
Consorzio di Ragusa a questo punto, perché non possiamo fare figli
e figliastri. Tra l'altro noi abbiamo una situazione che aspettiamo
la riforma, che viene messo sempre avanti come la pace di tutti i
mali, che deve arrivare questa riforma da quando c'era l'assessore
Bandiera, poi c'era l'assessore Scilla, ogni Natale c'era la
riunione, e ci promettevano la riforma, ora l'Assessore Sammartino
è qua, pure lui sta lavorando alla riforma.
La riforma quando arriverà bene, saremo molto felici che ci sarà
la riforma, ma siccome a noi serve un contributo immediato per
risolvere una serie di problematiche, quale miglior occasione visto
che già si stanno prendendo in considerazione ben due consorzi. Io
vi dico una situazione che c'è nel Comune di Modica e anche in
altri comuni limitrofi. Ci sono tutte le contrade senz'acqua, in
pieno agosto, contrade servite - in piena estate, scusate -
contrade servite proprio dal Consorzio di bonifica che per tutte
queste fasce di precariato che sono state in parte licenziate, in
parte spostate non ci sono supervisioni e manutenzione all'interno
del potabilizzatore, e quindi non viene erogata acqua.
Si sta sopperendo con delle autobotti, chi ha le cisterne
chiaramente può riempire le autobotti, può riempire le cisterne e
avere l'acqua per qualche giorno, ma chi ha dei semplici serbatoi
di 1000 litri, di 2000 litri praticamente resta senz'acqua per
intere settimane, utilizzando l'acqua delle bottiglie confezionata
per cucinare. Questo potabilizzatore fa pagare ai cittadini, visto
che svolge un servizio idrico, acqua potabile all'interno delle
bollette, ma in realtà non viene attivato il biossido all'interno
del potabilizzatore quindi è anche acqua non potabile, non
utilizzabile per uso domestico. Ecco, tutto un problema legato ai
consorzi di bonifica e non diciamo in giro fesserie cittadini come
è stato detto da qualcuno che si sposterà questo servizio a Iblea
acque perché non è così, io ho parlato con Iblea acque e non c'è
nessun'intenzione di passare il servizio erogato dal consorzio di
bonifica delle contrade ad Iblea acque quindi i cittadini sono, e
sono da due anni e mezzo, senza acqua in queste condizioni. E ora
noi oggi, stasera, ignoriamo gli emendamenti di altri consorzi di
bonifica e diamo contributo straordinario solo a due consorzi di
bonifica. Mi sembra veramente assurda questa cosa è inaccettabile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di intervenire... vuole
parlare prima lei onorevole Sunseri? Va bene.
SUNSERI. Grazie Presidente, ma volevo intervenire prima
all'assessore Sammartino giusto così almeno potrà, insomma,
rispondere ad entrambi gli interventi. Mi sono segnato velocemente
due appunti al volo in merito a questi due articoli, che comunque
sono sì diversi, ma collegati tra di loro.
Io ricordo a tutti che il Consorzio di bonifica di Siracusa è il
Consorzio di bonifica dell'ex assessore regionale Bandiera, che
faceva il dipendente del Consorzio di bonifica di Siracusa e
l'assessore regionale all'agricoltura, ed è lo stesso che piuttosto
che occuparsi di sanare i bilanci e i contenziosi del suo consorzio
di bonifica ha pensato di sanare la sua stessa posizione diventando
capo settore non appena terminato il mandato da assessore
regionale.
È quella di una decina di colleghi insieme a tutti gli altri
dirigenti che poi diciamo si sono rivelati con delle nomine
assolutamente illegittime, l'Assessore ha preso per fortuna una
posizione chiara al riguardo.
E il consorzio di bonifica di Agrigento è lo stesso consorzio di
bonifica in cui un gruppo di funzionari, a seguito della legge di
riforma ad oggi inattuata, decise di impugnare immediatamente tutti
gli atti conseguenziali a quella riforma e prima il TAR, poi il
CGA, rigettò tutte le sospensive e proprio qualche settimana fa il
TAR ha rigettato definitivamente tutte le loro richieste del
Consorzio di bonifica di Agrigento.
Perché, io lo ricordo, in Sicilia siamo in quella Regione in cui
si può fare di tutto e di più perfino non applicare le norme di
riforma dei consorzi di bonifica in attesa delle riforme
successive, cioè noi non stiamo applicando quella che abbiamo
approvato, abbiamo aspettato per cinque anni quella di Musumeci,
ora aspettiamo da sei mesi quella di Schifani.
E proprio nell'articolo 19 del nuovo regolamento dei consorzi di
bonifica era previsto col piano di risanamento che oggi stiamo
provando a mettere, come dire, in atto semplicemente tamponando una
situazione piuttosto che un'altra.
Quindi a Siracusa servono 4 milioni di euro, non mi ricordo quanti
e glieli diamo, ad Agrigento altri sei probabilmente perché i
deputati di quella provincia di maggioranza sono stati un po'più
attenti rispetto agli altri, ma non si affronta il problema dei
consorzi di bonifica nella sua interezza né tanto meno da un punto
di vista sistemico e addirittura, come dire, costringe i deputati
dell'opposizione a presentare agli esposti alla Corte dei Conti per
provare a sanare quello che non si è riuscito a fare nei sei mesi
precedenti.
E assessore, mi perdoni, l'altra volta lei non c'era in
Commissione, era assente giustificato, però noi oggi diamo 6-7
milioni di euro per tamponare questi problemi, e addirittura c'è
una nota, io questa è la prima volta che la vedo, non glielo
nascondo, in cui c'è il suo direttore generale che dice che non
deve fare il controllo, glielo dico in maniera puntuale, di
vigilanza ex ante e lei le risponde che invece il controllo di
vigilanza spetta al suo direttore generale che deve controllare i
consorzi di bonifica.
Questo a distanza di ventiquattro ore, questo a distanza di un
piano l'uno dall'altro immagino, che piano siete all'interno del
dipartimento?
Allora siccome diciamo sui consorzi di bonifica io vedo un
po',come dire, di confusione sia negli anni precedenti sia
nell'attuale Governo, al di là delle posizioni che ognuno può
avere, Assessore, la prego evitiamo questo botta e risposta tra
l'Assessore e il direttore generale che dice che non deve fare il
controllo di vigilanza, salvo poi scrivere adesso oggi l'Assemblea
che all'ultimo i documenti dobbiamo inviarli alla Corte dei conti
perché forse a questo punto qualche problemino c'è, e al contempo
lei fa una nota in cui dice al direttore generale il giorno dopo
che invece il controllo di vigilanza va fatto e lo deve fare
proprio lui.
Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io quello che sto
per dire non riguarda la mia collocazione all'opposizione, ma
riguarda in parte quello che ha detto l'onorevole Sunseri.
Io non ho nulla in contrario a pagare debiti, tra l'altro se sono
espressione di sentenze, quindi se c'è una ragione per la quale io
ho dovuto, come dire, in qualche modo frenare quella riforma che,
per ricordarlo a tutti, non feci io, nel senso che la legge che
istituì i due consorzi di bonifica fu fatta prima che io diventassi
assessore.
Mi sono semplicemente limitato a dare applicazione a quella legge
e oggi giuridicamente, Assessore, esistono due consorzi di bonifica
uno Sicilia occidentale e uno Sicilia orientale, con due commissari
- perché nel frattempo ancora non si fanno gli organi - che ne
hanno la titolarità giuridico amministrativa, con due direttori
generali uno di Oriente e uno di Occidente, per cui noi possiamo
dare soldi a chi vogliamo, tanto più se ci sono sentenze, ma non si
possono dare soldi né al consorzio di Siracusa né al consorzio di
Agrigento, semplicemente perché non esistono.
I consorzi sono Sicilia Occidentale e Sicilia Orientale poi si può
scrivere che per dare esecuzione alla sentenza numero e che
riguarda Siracusa o alla sentenza che riguarda Agrigento, ma non
c'è né Agrigento né Siracusa.
Lo dico all'Assessore che ha annunciato una riforma - mi ascolti
assessore Sammartino - che comunque modifica l'attuale assetto,
però credo che lo porti o a quattro o a cinque se ho capito bene
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. A
quattro.
CRACOLICI. A quattro. Guardi che lei rischia - quando lo
affronteremo ne parleremo - di avere lo stesso problema, lo stesso
gioco del rimpiattino in cui noi possiamo farne quattro, tre, uno,
zero, ma ognuno pensa di essere titolare di quello che aveva prima,
cioè il consorzio di Ragusa e il Consorzio di Siracusa, il
Consorzio di Palermo e il Consorzio di Trapani non esistono più.
Ecco perché nella legge noi dobbiamo scrivere che "in attuazione
alla sentenza del ... si dà al Consorzio Sicilia Orientale e si dà
al Consorzio Sicilia Occidentale" che poi sono risorse destinate
per quelle sentenze, ma non è un fatto di forma è un fatto di
sostanza. Altrimenti noi in Sicilia possiamo fare tutte le riforme
che vogliamo, se poi qualcuno decide che non la deve attuare, in
questo caso a deciderlo sono state gran parte dei funzionari, tanto
che hanno fatto ricorso, hanno perso e sono stati condannati alle
spese - tanto per avere chiaro di cosa stiamo parlando - però hanno
tenuto bloccato l'attuazione di questa riforma per cinque anni con
tutto quello che ne è conseguito. Ecco perché Assessore io le
suggerisco con un sub emendamento di dare, come dire, certezza
giuridica...
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Non si
può modificare.
CRACOLICI. Perfetto, io lo so bene che anche il Tribunale ha
espresso al Consorzio perché sono debiti pregressi, però siccome
lei li paga attraverso i Consorzi di Occidente e Oriente basta che
scrive Occidente e Oriente in esecuzione alla sentenza numero,
quella che è, perché la sentenza quella è.
E siccome riguarda Siracusa e Agrigento non potranno essere
utilizzate per altro tipo di sentenze, quindi è un fatto di forma
ma è un fatto di principio.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie
Presidente. Colleghi io, se la Presidente mi consente, risponderei
già all'articolo 37 e 38 in maniera congiunta, perché l'argomento è
lo stesso e anche le sollecitazioni dell'Aula sono uguali.
Onorevole Campo, innanzitutto le tolgo le preoccupazioni,
all'emendamento A51 che il Presidente poi metterà in votazione
troverà gli interventi di cui lei ha parlato sul ............. di
Modica, così come altri interventi straordinari che sono stati
coperti in questa e che verranno votati dall'Aula che sono figli,
non soltanto di una emergenza, ma anche delle sollecitazioni di
molti deputati della maggioranza e dell'opposizione che hanno
sollevato il problema.
Qui non si dà, onorevoli colleghi, il contributo a un singolo
consorzio piuttosto che a un altro, poi si chiudono due partite
economiche che risalgono a oltre vent'anni, che sono state
decretate con sentenza definitiva e con atto di pignorabilità sui
conti correnti dei Consorzi di bonifica di Siracusa e di Agrigento
che attualmente impediscono al Consorzio di Agrigento da quattro
mesi di pagare gli stipendi ai lavoratori di quel consorzio, perché
la ditta che ai tempi vinse le cause ma soprattutto ha pignorato il
capitolo dal quale ha iniziato a prelevare le risorse è l'unico
capitolo dal quale si pagano gli emolumenti ai lavoratori.
Quei lavoratori non percepiscono reddito da quattro mesi, questo
contributo non è un contributo al consorzio di Agrigento, ma chiude
una controversia che è una controversia giuridica e che consentirà,
non soltanto di ritornare nella serenità a centinaia di lavoratori
di quel consorzio nella serenità di riavere stipendi ma,
soprattutto, riconsentirà di erogare le somme da quel consorzio.
Per quanto riguarda Siracusa, onorevole Cracolici, rispondo a
Siracusa, ma è la stessa fattispecie di Agrigento, le sentenze
risalgono purtroppo a un contenzioso che è antecedente rispetto
alla riforma che poi lei attuò, che fu la riforma del 2013 se non
ricordo male.
CRACOLICI. Cartabellotta Assessore.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Governo
Crocetta, la sentenza cita esplicitamente i nomi dei consorzi di
Siracusa e di Agrigento in questa fattispecie, quindi io non chiedo
di cambiare la dicitura che è già stata concordata, ovviamente, con
la ragioneria generale della Regione, ma che è anche una procedura
concordata con i legali della controparte che, ovviamente, sono
stati interessati per la chiusura di questo contenzioso.
In più vorrei aggiungere, Presidente dell'Assemblea, se me lo
consente, visto che l'onorevole Campo, ma anche l'onorevole
Sunseri, mi hanno stimolato in un ragionamento: confusione il
Governo Schifani non ne ha sui consorzi di bonifica, ci eravamo
impegnati nel primo semestre a portare in Commissione e a
presentare in Parlamento la riforma dei consorzi e verrà mandata in
Giunta di Governo già questa settimana, spero che l'Aula - non è la
sede non è il punto all'ordine del giorno - la potrà, insieme ai
lavori parlamentari, arricchirla di contenuti, ma di certo non c'è
né confusione né immobilismo.
Onorevole Sunseri, anche sugli atti di cui lei ha parlato, ha
visto il cambio di tendenza da parte di questo Governo, ma
soprattutto questo Governo si insedia a seguito - perché non mi
sottraggo a risponderle - di un iter che lei conosce bene, di cui
abbiamo già affrontato la tematica in Commissione Attività
produttive' e che già dal mese di gennaio ha cambiato la tendenza
su atti che sono amministrativi e non sono atti di governo, né
politici sui quali, come lei sa, sto vigilando perché il nostro
servizio di vigilanza vigila sugli enti da noi proposti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino. Allora all'articolo 37
sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi, per cui
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Contributo straordinario al consorzio di bonifica di Agrigento
1. Al fine di consentire l'estinzione delle procedure esecutive
derivanti dal contenzioso tra la società Findema e il consorzio di
bonifica di Agrigento, di cui alla sentenza della Corte di
Cassazione n. 4454/2018, è concesso al medesimo consorzio, per
l'esercizio finanziario 2023, un contributo straordinario di 3.400
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1).
2. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede mediante
utilizzo delle risorse vincolate nel risultato presunto di
amministrazione di cui al comma 823 dell'articolo 1 della legge 30
dicembre 2020, n. 178 e successive modificazioni e non destinate
alla restituzione di cui al medesimo comma 823 nei limiti delle
minori entrate per l'anno 2020 individuate dal tavolo tecnico
presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, di cui al comma
2 dell'articolo 111 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
3. Il consorzio destinatario dell'intervento di cui al presente
articolo è onerato, al momento del pagamento, della trasmissione
degli atti alla Corte dei conti.»
Anche all'articolo 38 sono stati presentati solo emendamenti
soppressivi, pertanto pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Fondo per l'accordo transattivo tra l'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente e Biosphera S.p.A. in
liquidazione
1. Il Dipartimento regionale dell'ambiente è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2023, a definire il contenzioso con la
società Biosphera S.p.A. in liquidazione con un accordo
transattivo, da stipulare previa acquisizione del parere favorevole
dell'Avvocatura dello Stato, nei limiti di un importo massimo di
2.000 migliaia di euro.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2023, mediante riduzione delle disponibilità della
Missione 20, Programma 3, Capitolo 215740.»
DE LUCA ANTONINO. Chiedo che venga illustrato l'articolo.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, prego.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie, questa è
un'altra vexata quaestio: Biosphera. In liquidazione ormai da oltre
dieci anni, dal 2012, non più in attività Biosphera in questo
momento ha tre contenziosi: uno con l'Agenzia delle Entrate verso
cui dobbiamo procedere a dare, diciamo così, a fare una
rottamazione, c'è un debito che vale un milione e mezzo di euro e
con la rottamazione si riuscirebbe ad abbattere questo debito di
almeno 750-800 mila euro.
Con gli altri due contenziosi, invece, noi dando questi soldi
consentiremo di poterli chiudere e, addirittura, di mettere quasi
in bonis la società, per cui a quel punto i soldi se ci sono, la
società farebbe delle partite, valuterebbe, conteggerebbe le
partite in perdita, e le partite in attivo e, soltanto in quel
momento, potrebbe presentare i bilanci per la chiusura definitiva e
la cancellazione della stessa società.
Quindi, questa norma, così come quella precedente sulla Resais
dell'articolo 2, diventano necessarie perché entro settembre/31
dicembre 2023 diamo seguito a quello che ha detto il Presidente
Schifani e a quello che abbiamo già confermato in Commissione
Bilancio e in Commissione Affari europei quando abbiamo
preannunciato che avremmo chiuso entro questo anno e l'anno
prossimo almeno 35 società già poste in liquidazione, alcune da
pochi anni, altre da oltre cinque lustri.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 43.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46.
Opere di recupero volumetrico ai fini abitativi
1. Al punto 1) della lettera d) del comma 1 dell'articolo 5 della
legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e successive modificazioni,
le parole 30 giugno 2023 sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2023 ».
Mi sembra che siano sempre tutti i soppressivi, pertanto si vota
il...
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Presidente, solo perché vorrei porre all'attenzione
dell'Aula l'assurdità dell'inserimento di questa norma all'interno
di questo disegno di legge. L'ho accennato pocanzi in discussione
generale, quando ho fatto riferimento al fatto che ci sono delle
norme che non sono neanche passate dalle Commissioni di merito, e
questa è una di quelle, non fosse altro che si tratta di una norma
non solo tecnica che riguarda il disegno di legge urbanistica che
stiamo attualmente discutendo in Commissione Quarta, ma si tratta
anche di una norma sulla quale è intervenuto anche un'impugnativa
del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Quindi stiamo trattando una norma che riguarda la proroga di un
termine per il recupero volumetrico dei sottotetti affini che,
assolutamente, non è questa la sede per trattare. Pertanto, chiedo
quanto meno che sia stralciato dal testo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Non l'ho fatta io la norma e la trovo qui, però credo che
sia anche una norma di buon senso perché nella norma del 2016 c'era
già questa previsione del recupero volumetrico. È avvenuto che
nella passata legislatura è stata fatta una norma di
interpretazione a cui io mi opposi, se voi ricordate, con un
intervento dicendo che non c'era bisogno della norma di
interpretazione e poi fu bocciata la norma di interpretazione che
non aveva senso perché già, praticamente, c'era questa norma che
era del 2016.
Il recupero volumetrico ci può essere che possa essere in
Commissione ma ricordiamoci che in questo momento, con questa norma
che non ci capisce bene com'è, viene tutto bloccato e che,
naturalmente, questi recuperi volumetrici previsti dalla norma
iniziale e poi chissà perché vi fu questa norma di interpretazione
possono creare dei problemi. Io lo voglio dire solamente perché
questi sono casi che avvengono giornalmente, poi non è una mia
norma.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente io sono, ovviamente, d'accordissimo con
questa norma. Sono d'accordissimo perché non è nient'altro che la
proroga di una norma che già ha dato dei benefici, che ha messo in
condizione di recuperare... è la famosa norma dei sottotetti, che
ha messo in condizione di recuperare una serie di... non stiamo
parlando dei grandi abusi o delle grandi speculazioni edilizie,
urbanistiche, dobbiamo stare attenti anche di cosa discutiamo e su
queste cose io sono, particolarmente, rigido.
Però, la norma esiste, l'abbiamo fatta e l'abbiamo anche
prorogata, oggi quello che si sta facendo è portarla alla scadenza
al 31 dicembre. Venire qui, oggi, a dire, cioè sì, ma c'è la norma
dell'urbanistica . La norma dell'urbanistica non andrà in Aula
prima del 30 giugno e chi sostiene cose diverse, purtroppo, non ha
le idee chiare. Quindi, se poi noi abbiamo deciso, se noi abbiamo,
se è una questione di onestà intellettuale, se uno non è d'accordo,
interviene e dice "io non sono d'accordo, non mi piace, non la
faccio", ma dire e sostenere che la norma la dobbiamo fare, la
dobbiamo fare e poi con la legge dell'urbanistica significa non
farla. Quindi, io sono completamente in disaccordo. Chiedo,
ovviamente, di non stralciare nulla, di andare avanti, perché
veramente è un peccato. Non è che si fa uno, non facciamo uno
sgarbo, non facciamo uno sgarbo a Dipasquale, a Spada o non so a
chi, facciamo uno sgarbo a tutte quelle povere persone perché si
parla di piccoli interventi edilizi che si vedranno chiusa la porta
di questa norma. Chi lo vuole fare lo faccia; io come sempre ci
metto la faccia e dico quello che penso anche in questa materia che
è una materia delicata.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il mio è, onorevole Dipasquale, fermo restando che
l'Aula è sovrana e il Parlamento decide, dico, però, a me pare che
proprio da quegli scranni, poco fa, c'è stato l'appello a trattare
norme che fossero passate prima dalle Commissioni di merito.
Io dico una cosa sulla legge: sulla nostra legge sull'edilizia già
la Corte Costituzionale si è espressa e si è anche espressa
sull'articolo e sulla lettera dell'articolo di cui noi, oggi,
chiediamo non una proroga, un'ulteriore proroga.
A mio avviso, è imprudente e a forte rischio impugnativa e credo
che sia un'occasione, diciamo, persa, per poter affrontare il tema
in modo serio e organico in Commissione, per poterlo affrontare
seriamente facendo anche ricorso alle audizioni, alle cose.
Stiamo lavorando, in IV Commissione, in un clima di assoluta
serenità, però, è giusto che io vi dica che, a mio avviso, su
questa norma si pone un forte rischio impugnativa, fatta così
com'è.
Due. Il tema è estremamente delicato, ferme restando le
motivazioni che ognuno ritiene chiaramente valide come vuole, però,
io, chiaramente, mi rimetterò all'Aula, dico, non lo faccio, dico,
però, è chiaro che l'Aula si assumerà la responsabilità di questo
provvedimento e basta. Quindi, il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, votiamo il mantenimento dell'articolo
46.
SPADA. Che si vota?
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale del mantenimento dell'articolo 46
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
mantenimento dell'articolo 46.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 36
Contrari 13
Astenuti 4
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Art. 47.
Modalità di accesso al Fondo unico regionale per lo spettacolo
(FURS)
1. Al comma 5 bis dell'articolo 65 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 è aggiunto il seguente periodo: Per gli esercizi
finanziari 2023-2027 i predetti criteri trovano applicazione con
riferimento ai requisiti già maturati al 31 dicembre 2019. È fatta
salva, altresì, l'applicazione dell'articolo 4 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modificazioni nelle
ipotesi di avvenuta maturazione, a decorrere dal 2020, dei
requisiti ivi prescritti .
Ci sono soltanto dei soppressivi, pertanto, votiamo il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 50 abbiamo detto che va nell'altro testo. Ora votiamo
quello degli enti locali, lo trovate nella cartella corrente degli
emendamenti fuori sacco, A.25.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza ha chiesto di parlare. Prego,
onorevole.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'elenco
indicato è rimasto fuori l'articolo 51. L'articolo 51 prevede gli
interventi urgenti per la potabilizzazione dell'acqua, per il
ripristino delle condutture.
PRESIDENTE. No, no, c'è dopo.
ASSENZA. Ah, A.51, va bene, d'accordo, grazie, mi perdoni. Siccome
io ricordavo che era l'articolo 51 non A.51
PRESIDENTE. Se andate sull'emendamento A.25 trovate l'emendamento
in questione. E' quello, A.25. Onorevole Cracolici, ma perché devi
spiegare ce l'ha scritto, ma glielo deve chiedere.
Prego, onorevole Falcone, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente,
brevissimamente per dire che stiamo coprendo i 115 milioni di euro
degli enti locali, fondo investimenti, che era stato coperto,
all'inizio, originariamente, con i fondi dell'FSC, e in più stiamo
dando altri 22 milioni di euro ai comuni per riallinearli, attese
le riserve che erano state prodotte in maniera più ingente rispetto
all'anno precedente nell'ultima finanziaria, quindi, è una norma di
giustizia sociale per gli enti locali che oggi sono in grande
difficoltà.
PRESIDENTE. Allora, se non ci sono osservazioni, votiamo l'A25.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'A.51. Non lo trovo, però, aspetta, votiamo l'A.51, lo
trovate tra i fuori sacco sempre.
Ha chiesto l'onorevole Lantieri di intervenire. Prego, onorevole.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
ringraziare il Governo nella qualità del Presidente Schifani e
dell'assessore Sammartino, che è stato sensibilissimo a quella che
era la problematica di Leonforte, la diga Nicoletti, dove ha
salvato tutto quello che è la coltivazione delle pesche di
Leonforte, del consorzio, perché ha permesso tramite un
finanziamento di poter risolvere la problematica della diga di
Leonforte e di conseguenza di salvare i produttori e la città.
Perciò, grazie all'onorevole Sammartino; ringrazio i colleghi che
voteranno anche questo emendamento perché è di fondamentale
importanza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, votiamo l'A.51 ah, no, voleva intervenire
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una domanda
all'Assessore: volevo sapere questo fondo come viene suddiviso,
cioè ne faranno richiesta i comuni che hanno problemi di siccità o
c'è una ripartizione?
PRESIDENTE. Prego, assessore Sammartino, vuole intervenire?
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
signor Presidente. Onorevole Campo, gli interventi sono interventi
d'urgenza che il Governo sta, ha già programmato e ha bisogno
dell'autorizzazione di spesa da parte del Parlamento, così come i
112 mila euro potabilizzatore di Modica, i 250 mila euro della
condotta che purtroppo, onorevole Assenza, durante, onorevole
Dipasquale, durante l'alluvione del mese di febbraio, hanno visto
venire meno la condotta di Acate. Ci sono interventi che riguardano
ovviamente la Sicilia occidentale e la Sicilia orientale; sono le
urgenze che i consorzi di bonifica hanno in programma di andare
subito a riparare, sono dei piccoli decisivi interventi per
garantire la stagione irrigua di quest'anno, ma soprattutto per
garantire, consentitemi di dirlo, e voglio ringraziare il
Parlamento per la sensibilità e il Presidente della Commissione,
Daidone, e i componenti della Commissione tutta, per potere
intervenire subito nell'immediato ad affrontare davvero un grande
disagio che anche a causa del maltempo è sopraggiunto a tanti
produttori siciliani.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Mi sembra però importante puntualizzare che sono degli
interventi mirati e, quindi, stiamo attenti nell'andare a
trasferire le somme che le stesse vengano utilizzate esclusivamente
per quegli interventi.
Lei ha detto una cosa, forse non tanto giusta; lei dice che sono
degli interventi urgenti per ripristinare i problemi. Noi stiamo
andando a ripristinare problemi che sono stati chiesti i fondi
alla Regione e, quindi al Governo, nel febbraio del 2021, nel
maggio del 2021, nel giugno del 2021, e quel territorio, significa
il territorio di Ragusa e di Modica, specialmente per quanto
riguarda la parte dell'acqua potabile per le famiglie è da quel
periodo, quindi da febbraio 2021 a maggio 2021, che per colpa di
questi problemi che riguardano le manutenzioni non ricevono acqua,
quindi, oggi, con questo stanziamento andiamo a risolvere un
problema che, dal febbraio 2021, non si può risolvere e che non ha
dato acqua alle famiglie, quindi, questo è un intervento mirato -
ed è questa la preoccupazione mia, ma penso la preoccupazione
anche della Commissione - e abbiamo voluto allegare le relazioni
che queste somme vengono ad essere utilizzate esclusivamente per
quegli affidamenti mirati, per quegli interventi che, dal 2021, non
sono stati riparati.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, scusi, io apprezzo l'intervento
dell'onorevole Abbate, però gli interventi urgenti, a parte la
potabilizzazione, sono quelli delle condotte travolte
dall'alluvione perché quelle...
(Intervento fuori microfono)
ASSENZA. No, non diciamo la stessa cosa, se tu parli di Ragusa e
di Modica, i maggiori danni sono avvenuti nell'acatese perché la
condotta che porta l'acqua nelle campagne della contrada Dirillo e
dell'altro fiume, quindi, io so che fra le urgenze assolute vi è
questo intervento, perché, altrimenti
(Intervento fuori microfono)
ASSENZA. Ma, se mi fa parlare un attimo, se vuoi parlare tu solo
io, magari, rinuncio. Dicevo, e quindi, è chiaro che nell'ottica di
questi interventi urgenti le opere indispensabili distrutte
dall'alluvione devono essere ripristinate, altrimenti vuol dire
gettare ulteriormente sul lastrico centina di aziende che non
riceveranno un goccio d'acqua dal consorzio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Ma se i miei colleghi di maggioranza non fanno
autocontrollo e ne approfittano per intervenire, ovviamente
immaginiamoci l'opposizione, la minoranza. Allora, io ci tengo a
chiarire su questa cosa, questa è una vicenda che non è che potete
pensare solamente i deputati di maggioranza di mettergli il
cappello sugli interventi perché su questo, io lo dico bello chiaro
per evitare e poi nel territorio di doverci scontrare anche che non
mi piace troppo venirvi dietro su queste cose .
(Intervento fuori microfono)
DIPASQUALE. No, onorevole, quando parlano quelli di maggioranza
poi immaginiamoci quelli d'opposizione. Oh, niente, non ti
siddiare, perché non ti devi seccare, perché noi siamo stati in
silenzio Noi siamo stati in silenzio
Allora, su questa questione, su questa questione ci siamo
interessati tutti, sia delle questioni danni idrici, per quanto ce
ne sono stati con il ciclone. E l'Assessore lo sa e questo non può
non dirlo, non può smentirlo perché tutti, tanto la maggioranza
quanto alcuni della minoranza, io ho avuto modo di incontrarlo, di
incontrarlo anche con degli imprenditori e per quanto riguarda
Acate i danni fatti nel .... c'è stato l'impegno, c'è l'impegno
assoluto.
Così come il problema della potabilizzazione, che abbiamo sia a
Frigintini, ma ce lo abbiamo anche a San Giacomo. Su questo che sia
chiaro che l'Assessore, così come le aveva date a voi, tutto il
conforto l'aveva dato anche a me, in qualità anche della minoranza.
Quindi, questo è un risultato che ce lo portiamo a casa tutti, ce
lo portiamo a casa tutti, ce lo portiamo per il territorio. Per
questo, però, permettetemi di ringraziare l'Assessore, perché,
ovviamente, lui - perfetto - questa disponibilità l'ha data subito,
l'ha portato avanti e ha consentito questa sera di chiudere la
vicenda. Io penso che queste sono le cose più belle per tutti.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevole Falcone, assessore Falcone,
lei io, devo dire la verità, condivido quanto testé affermato dal
collega Dipasquale perché è giusto che questa Assemblea riconosca e
intervenga a sostegno di quanti hanno subito danni dai diversi
eventi atmosferici che si sono abbattuti sulla Sicilia. Però le
ricordo, assessore Falcone, che, in quest'Aula, lei ha più volte
preso l'impegno di finanziare, assessore Falcone, di finanziare i
ristori per le alluvioni del mese di settembre e ottobre, che hanno
coinvolto diverse province siciliane ivi comprese quella di
Trapani, ma anche Siracusa, Ragusa, Messina. Se non che, qualche
settimana fa, avete approvato una delibera di Giunta che prevede di
stanziare 8 milioni di euro, circa, a valere sulla riprogrammazione
dei fondi Poc per le infrastrutture pubbliche - e su quello nulla
quaestio, l'intervento è sicuramente compatibile e i comuni colpiti
potranno giovarsi, per le infrastrutture pubbliche danneggiate, di
quell'investimento - ma per i ristori ai privati, commercianti,
proprietari di civili abitazioni, avete previsto nulla.
Dico ciò perché, in quella delibera, si parla di 6 milioni di euro
che dovrebbero essere smistati dal programma e dall'obiettivo
relativo al sostegno dell'occupazione. E voi stessi ammettete che
quei 6 milioni di euro, per potere essere utilizzati, dovrebbero
trovare l'autorizzazione del Dipartimento della Formazione.
Autorizzazione che lei sa, Assessore, meglio di me non perverrà mai
perché quei fondi non sono utilizzabili per lo scopo che lei invece
indica, ossia i ristori.
Ci saremmo aspettati che, oltre ai soldi che avete previsto per i
danni subiti dall'agricoltura, i danni subiti dalle opere
idrauliche di cui si accennava poc'anzi, si sarebbero trovate le
risorse per ristorare i cittadini siciliani, colpiti da eventi
atmosferici gravi.
Ancora una volta l'impegno non è stato mantenuto. Probabilmente, è
l'ennesima, l'ennesima propaganda che si avvierà e continuerà per
parecchi mesi, ma i siciliani rimarranno senza ristori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, in merito a
quelle che sono le preoccupazioni che l'onorevole Safina ha
rappresentato, ma erano anche già state rappresentate
dall'onorevole Ciminnisi, qualche giorno fa - ma ne ho parlato, ne
abbiamo anche parlato -, c'è un emendamento, lo so, voglio dire
l'ha presentato, c'è anche un emendamento da parte del Governo.
Questo per dire che noi siamo ben pronti, ma ho detto che se ci
fosse un raccordo, allora, pronti a farlo confluire; diversamente,
arriverà nella legge stralcio e con l'impegno, tra l'altro non lo
facciamo con i fondi Poc, non lo facciamo con l'FSC, ma lo stiamo
facendo con denari freschi della Regione siciliana.
Quindi, significa che, anche se perdiamo un'altra settimana,
avrete la possibilità che quei fondi li potete utilizzare anche
senza dover sottoporre a delle regole comunitarie, quindi anche in
maniera molto più snella e molto più agile.
Si perderà qualche giorno di tempo ma si guadagneranno mesi
nell'utilizzo di questi fondi.
Quindi, il Governo è assolutamente pronto a mettere in campo la
cifra di 6 milioni di euro, così come c'era stato l'impegno in illo
tempore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Assessore Falcone, ma se c'è l'emendamento
dell'opposizione, c'è l'emendamento del Governo, non comprendo qual
è la difficoltà a farlo adesso.
Perché rimandare in un altro momento una cosa che abbiamo già
rimandato per mesi? Se l'emendamento che lo fa il Governo o che lo
facciamo, a prima firma, del Movimento 5 Stelle non cambia niente
Però facciamolo Inutile rimandare ulteriormente ad un ulteriore
stralcio.
Assessore, non ci sono alluvionati di serie 'A' e alluvionati di
serie 'B'. Se c'è l'accordo, c'è l'emendamento del Governo, c'è
l'emendamento dell'opposizione, facciamolo adesso e non rimandiamo
ad un ulteriore stralcio.
PRESIDENTE. C'era qualcuno che voleva intervenire? Allora,
mettiamo in votazione.
Assessore Falcone, gentilmente, potrebbe rispondere all'onorevole?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'ho detto,
se c'è l'accordo con emendamento a parte, che non c'entra col
Consorzio di bonifica, come emendamento a parte, lo possiamo fare,
perché diversamente confluirà ma, per quanto mi riguarda, se siamo
tutti d'accordo, se il PD è d'accordo, il Movimento Cinque Stelle è
d'accordo, noi siamo d'accordo, tra l'altro un torto al mio
Presidente di Gruppo parlamentare, onorevole Pellegrino, non lo
posso fare.
Signor Presidente, votiamolo come emendamento autonomo, non
legato
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.51. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.23, è ripresa alle ore 22.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, intanto, votiamo del fascicolo l'emendamento
51.7 all'articolo 51. E' un emendamento sulle tabelle. Emendamento
51.7 sulla cassa. E' nel fascicolo, onorevole Cracolici.
(Brusìo in Aula)
Nel fascicolo del testo, non dei fuori sacco. Onorevole De Luca
ci siamo? E' nel tablet.
Allora, è l'emendamento 51.7; è nel tablet, è tra gli emendamenti
del fascicolo.
Ha chiesto di parlare l'assessore Sammartino. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie
Presidente, colleghi, Governo. Presidente, le chiedo cinque minuti
esatti di sospensione per parlare coi Capigruppo di maggioranza.
Grazie.
PRESIDENTE. No, abbiamo fatto già diverse Capigruppo, sono le
11.00 di sera, siamo anche abbastanza stanchi
DIPASQUALE. Basta Presidente, votiamo Non è giusto
PRESIDENTE. E me lo devono dire
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, visto e considerato che servono ulteriori
approfondimenti e non c'è la possibilità di poterli fare in questo
momento e in funzione del fatto che la settimana prossima, così
come già è stato preannunciato, giorno 27 giugno ci sarà il
Presidente della Repubblica Mattarella, noi sospenderemo l'Aula,
probabilmente, a giorno 28 giugno. Quindi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.38 di mercoledì 21 giugno 2023, è
ripresa alle ore 11.11 di mercoledì 28 giugno 2023)
La seduta è ripresa.
Comunicazione relativa al ricorso in appello dell'onorevole Nicolò
Catania avverso l'ordinanza del Tribunale civile di Palermo che ne
ha dichiarato la ineleggibilità alla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Comunico che in data 26 giugno 2023 è pervenuto
ricorso in appello dell'on. Nicolò Catania, protocollato al n.
18306-DIG/2023 di pari data, avverso l'ordinanza del Tribunale
civile di Palermo che ne ha dichiarato la ineleggibilità alla
carica di deputato regionale.
Pertanto, l'efficacia dell'esecutività dell'ordinanza del
Tribunale di Palermo, Sez. I civile del 1 giugno 2023 (R.G. n.
2962/2023) pubblicata il 15 giugno successivo, ai sensi dell'art.
22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011 rimane sospesa.
Ne consegue che l'on. Nicolò Catania è reimmesso nella carica di
deputato regionale a seguito della notifica telematica del
superiore appello, pervenuta in data 26 giugno 2023 a questa
Assemblea regionale da parte del legale di fiducia della parte
appellante, salva la definizione del giudizio di secondo grado.
A tal proposito, preciso che l'onorevole Nicolò Catania, reimmesso
nella carica, non tornerà a ricoprire automaticamente anche le
cariche interne da questi rivestite in precedenza (nello specifico,
carica di componente e Vice Presidente della Commissione permanente
per l'esame delle attività dell'Unione Europea", di componente
della III Commissione legislativa permanente Attività produttive
e della Commissione parlamentare speciale per l'esame dei disegni
di legge di modifica dello Statuto e della materia statutaria)", e
ciò conformità a quanto evidenziato da parere reso dall'Avvocatura
erariale su analoga fattispecie in data 24 maggio 2012.
Riepilogando:
a) l'on. Nicolò Catania dovrà dichiarare a quale Gruppo
parlamentare si iscrive ed essere nuovamente designato componente
di Commissione;
b) l'on. Nicolò Catania non è tenuto a prestare nuovamente
giuramento, avendolo già prestato ad inizio di legislatura all'atto
del suo insediamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Comunico che ulteriori comunicazioni di rito saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico dell'odierna
seduta.
Comunicazione relativa a delega, da parte del Presidente della
Regione, all'onorevole Sammartino alla gestione dei rapporti del
Governo con l'Assemblea regionale siciliana, in sostituzione
dell'onorevole Di Mauro
PRESIDENTE. Comunico che, con nota n. 12956 del 23 giugno 2023,
protocollata al n. 3744-ARS/2023 del 26 giugno successivo, il
Presidente della Regione ha delegato l'on. Sammartino alla gestione
dei rapporti del Governo con l'Assemblea regionale siciliana, in
sostituzione dell'on. Di Mauro.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto del Presidente della Regione relativo
alla revoca della delega all'onorevole Falcone per la trattazione
degli affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento
regionale della Programmazione della Presidenza della Regione con
contestuale riassunzione di detta trattazione da parte del
Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pec del 26 giugno 2023,
protocollata al n. 18164-DIG/2023 di pari data, la Segreteria
generale della Presidenza della Regione, facendo seguito alla
precedente nota protocollata al n. 17903-DIG/2023 del 22 giugno
2023, ha trasmesso copia del Decreto presidenziale n. 407/Area
1/S.G. del 22 giugno 2023, con il quale è stata revocata la delega
conferita con D.P. n. 777 del 15 novembre 2022 all'on. Marco
Falcone, Assessore regionale preposto all'Assessorato regionale
dell'economia, per la trattazione degli affari ricompresi nelle
competenze del Dipartimento regionale della Programmazione della
Presidenza della Regione con contestuale riassunzione di detta
trattazione da parte del Presidente della Regione.
Ne do lettura:
REPUBBLICA ITALIANA
REGIONE SICILIANA
Presidenza
IL PRESIDENTE
D.P. 407/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTA la legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, di modifica
del medesimo Statuto;
VISTA la legge costituzionale 31 gennaio 200l, n. 2, con la quale
è stato ulteriormente modificato lo Statuto ed è stata introdotta
l'elezione diretta del Presidente della Regione e la contestuale
elezione dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTA la legge costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO in particolare, l'articolo 9 dello Statuto Regionale, che,
nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione Regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, e, in particolare, le disposizioni di
cui al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Siciliana 5 aprile
2022, n. 9 "Regolamento di attuazione del Titolo II della legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti
organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell'articolo 13,
comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3";
VISTA la legge regionale 28 ottobre 2020, n. 26 "Nonne relative al
funzionamento della forma di governo regionale, alla nomina ed alla
revoca degli Assessori, alla conclusione anticipata della
legislatura, in attuazione degli articoli 9, 10 e 8 bis dello
Statuto della Regione" e, in particolare, l'articolo 3;
VISTO il decreto del Presidente della Regione n. 490/Area 1/S.G.
dell'8 agosto 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana, parte prima, n. 36 del 10 agosto 2022, con il
quale sono stati ripartiti i seggi dell'Assemblea Regionale
Siciliana spettanti ai collegi provinciali in proporzione alla
popolazione;
VISTO il decreto del Presidente della Regione n. 491/Area 1/S.G.
dell'8 agosto 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana, parte prima, n. 36 del 10 agosto 2022, con il
quale sono stati convocati per il giorno di domenica 25 settembre
2022 i comizi per l'elezione del Presidente della Regione e dei
deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana per la XVIII
Legislatura;
VISTA la nota segretariale n. 35218 del 13 ottobre 2022 con la
quale è stato comunicato che la Corte di Appello di Palermo -
Ufficio Centrale Regionale per la Elezione del Presidente della
Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 25
settembre 2022) - ha proclamato eletto l'On.le Renato Schifani alle
cariche di Presidente delta Regione Siciliana e di Deputato
dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 709 del
26 ottobre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana, parte prima, n. 49 del 28 ottobre 2022, con il quale
l'Assemblea Regionale Siciliana è stata convocata per la seduta
inaugurale della XVIII Legislatura il giorno 10 novembre 2022;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 777 del
15 novembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana, parte prima, n. 53 del 25 novembre 2022, con il quale è
stato costituito il Governo della Regione Siciliana - XVIII
Legislatura - e sono stati nominati e preposti gli Assessori
regionali ai singoli rami dell'Amministrazione regionale;
CONSIDERATO che con l'articolo 3 del predetto decreto l'On.le
Marco Falcone, Assessore regionale preposto all'Assessorato
regionale dell'economia, è stato delegato alla trattazione degli
affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
programmazione della Presidenza della Regione, individuati per
blocchi di materie corrispondenti a quelli esercitati dalle
strutture intermedie indicate nel D.P. Reg. 5 aprile 2022, n. 9;
RITENUTO di volere revocare la suddetta delega conferita all'On.le
Marco Falcone, con contestuale riassunzione, da parte del
Presidente della Regione, della trattazione degli affari ricompresi
nelle suddette competenze del Dipartimento regionale della
programmazione della Presidenza della Regione;
D E C R E T A
ART. 1
E' revocata la delega di cui all'articolo 3 del decreto del
Presidente della Regione Siciliana n. 777 del 15 novembre 2022,
conferita all'On.le Marco Falcone, Assessore regionale preposto
all'Assessorato regionale dell'economia, per la trattazione degli
affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
programmazione della Presidenza della Regione, con contestuale
riassunzione della trattazione degli affari ricompresi nelle stesse
competenze da parte del Presidente della Regione.
ART. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione Siciliana, ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21.
Palermo, lì 22 giugno 2023
Il Presidente
SCHIFANI»
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato con le
comunicazioni. Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 11.15, è ripresa alle ore 11.44)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Sunseri e Schillaci hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie varie. Modifiche di norme . (21/A Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti A.4, A.13 e
A.69.
Sul tablet troverete gli emendamenti, che sono l'emendamento A.4,
l'emendamento A.13, l'emendamento A.69. Poi c'è l'emendamento A.68
che è la norma di chiusura.
Cominciamo dall'emendamento A 4, che è quello dei parchi. Si pone
in votazione. Sono i tre, comunque, concordati. Grazie.
Pongo in votazione l'emendamento A 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.13. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.69. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, sull'emendamento A.69 che, se non sbaglio, riguarda la
norma che è stata sollevata dal Gruppo parlamentare Sud Chiama
Nord , per quanto riguarda i parchi archeologici.
Stavo leggendo l'emendamento perché volevo capire un po' qual è
stata poi la sintesi fatta da parte del Governo, però, signor
Presidente, noi questa mattina abbiamo fatto un incontro, che devo
dire è stato un incontro importante, con i sindaci che ricadono
all'interno delle aree dei parchi archeologici. Dico, è stato
sicuramente sollevato un problema - gliene devo dare atto al Gruppo
parlamentare di Sud chiama Nord - sul fatto che i comuni, i sindaci
sono esclusi dalle percentuali poi di sbigliettamento e, quindi, i
sindaci e i comuni sono completamente, erano completamente esclusi
e con questo emendamento noi li andiamo a ristorare in qualche
modo, per tutti i servizi che svolgono.
Oggi, però, signor Presidente, la maggior parte dei sindaci non ne
facevano solo un discorso economico, che attenzione è pure
importante, ma oltre al discorso economico, alcuni sindaci,
soprattutto dei parchi archeologici minori e che non hanno tutti
questi grossi ingressi per quanto riguarda lo sbigliettamento,
parlavano anche della gestione dei parchi archeologici da cui oggi
i sindaci e i comuni sono completamente estromessi e mi facevano
l'esempio del CTS, quindi, il Comitato tecnico scientifico che
nella maggior parte dei parchi archeologici, anzi forse nella
totalità dei parchi archeologici, non è ad oggi costituito e non
essendo costituito il CTS e del CTS devono far parte i sindaci e,
quindi, è un organo poi di controllo, è un organo in aggiunta al
parco archeologico, a chi gestisce il parco archeologico, si
rischia anche di perdere fondi o, comunque, che i fondi non vengano
spesi in maniera opportuna e celere.
Quindi, signor Presidente, io stavo leggendo con attenzione
l'emendamento, perché è un emendamento abbastanza corposo, però, mi
riservo, in base anche agli input che sono arrivati da parte dei
sindaci, di realizzare, in brevissimo tempo, dei subemendamenti a
questo emendamento.
Perché, dico, è giusto ascoltare quello che avviene, altrimenti,
se poi ascoltiamo i sindaci che partecipano ad un incontro e che si
spostano da tutta la Sicilia, è giusto quanto meno provare,
ovviamente concordando anche con l'Assessore, perché c'è la piena
disponibilità nell'andare a concordare con l'Assessore l'eventuale,
gli eventuali subemendamenti in base agli input che so che sono
venuti dai sindaci, poi dare la disponibilità, sia al Governo, che
eventualmente alla Presidenza, che da la disponibilità se accettare
o meno i subemendamenti.
Quindi, io le chiedo, signor Presidente, vista la corposità di
questo emendamento e considerando che noi lo stiamo visualizzando
in questa fase, cinque minuti per leggere un attimino l'emendamento
ed eventualmente fare dei subemendamenti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, questi cinque minuti che
impiegherà l'onorevole Dipasquale per fare il suo intervento,
magari, possono servirle per leggere meglio l'emendamento. In tutti
i casi, suggerisco di fare eventuali correzioni per il futuro
perché l'emendamento concordato con il Governo è questo, quindi,
mettere altra materia aggiuntiva sarebbe rallentare la sintesi che
si è trovata sino a questo momento, quindi, si può fare, ma nel
caso nella seduta di giorno 4 luglio 2023.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo una
cortesia, veramente lo chiedo agli assessori lo chiedo
all'assessore più anziano di tutti qua, all'assessore per
l'energia: dovete portare un messaggio al Presidente della Regione,
cioè almeno gli strumenti, durante gli strumenti finanziari è
necessaria la sua presenza, almeno questo; non è è polemica
costruttiva anzi, cioè la presenza del Presidente, almeno per gli
strumenti finanziari.
Allora, per quanto riguarda questo emendamento, innanzitutto,
questo è stato un emendamento che riguarda le città su cui ricadono
i parchi archeologici, che è stato motivo di discussione durante la
seduta precedente, emendamento che era passato come emendamento
Taormina , che non era emendamento Taormina , ma era un
emendamento importante. Io l'ho condiviso e lei lo sa, signor
Presidente, e lo sa anche il mio Gruppo. Già la scorsa volta ero
pronto, eravamo pronti, a votarlo, a votarlo da subito perché è un
emendamento utile e importante per le città che hanno la fortuna di
avere i siti archeologici e i parchi archeologici. Quindi, io mi
permetto di dire al collega Di Paola che noi dobbiamo fare uno
sforzo, lo dobbiamo fare questo sforzo, perché pensare e non può
essere motivo di divisioni tra di noi, perché riguarda tutte le
città, riguarda le città importanti, riguarda Taormina, riguarda
Ragusa, riguarda Agrigento, riguarda veramente città importanti del
nostro territorio.
Oggi, così come ha detto il Presidente Galvagno, mettere in
discussione l'emendamento o pensare a forme di subemendamenti
significa bloccare la discussione, di fatto, non ce lo possiamo
permettere. Abbiamo l'esigenza di chiudere oggi almeno questa prima
parte per poi riprendere giorno 4 e giorno 5 il resto del lavoro.
Io sono sicuro, onorevole Di Paola, che innanzitutto l'impianto
dell'emendamento ci mette in condizione di dare delle risposte
subito. Non ce n'è cose definitive, gli atti possono essere sempre
modificati.
Consideriamo questo atto sperimentale, vediamo come si sviluppa e
quello che produrrà in questi sei mesi, dopodiché l'impegno del
Presidente dell'Assemblea, di tutti quanti noi sarà quello di
portare alcune modifiche per renderlo più attuale. Ma, intanto,
oggi, andiamo avanti, chiudiamo, e io sono sicuro che il giorno 4 e
giorno 5, quando ritorneremo, saremo in condizione poi di chiudere
definitivamente l'adozione dell'atto.
Io era questo che volevo fare, dare questo contributo, però, vi
prego: il Presidente della Regione cioè noi non ne vogliamo alzare
toni in quest'Aula. Lei, signor Presidente, lo ha visto: noi ci
stiamo veramente comportando bene, però, almeno la presenza in Aula
durante gli atti ispettivi.
PRESIDENTE. La ringraziamo per il suo intervento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
accolgo la sua richiesta di intervenire a modifiche parziali,
laddove si dovessero valutare necessarie, del testo, e io ne pongo
due. La prima è che dobbiamo togliere il che possono prevedere ;
se si fanno convenzioni, "prevedono". Cioè, quindi, un evitare...
chi è che mi ascolta del Governo?... evitare, diciamo, una
discrezionalità che, nel caso in specie, può determinare poi una
paralisi di tipo amministrativo. Quindi, al quinto rigo del primo
comma, che 'prevedono l'onere non possono prevedere .
La seconda questione, che mi pareva importante sottolineare, è
che, aspetti qua c'era un'altra, il 15% dei proventi derivanti
dalla vendita dei biglietti. Anche qui: cosa sono i proventi
derivanti? E, allora, scriviamo dalla vendita dei biglietti non
dai proventi derivanti , per una ragione: perché ci può essere poi
un equivoco sul concetto dei proventi che vadano decurtati dagli
oneri della gestione. Siccome questo è un intervento che deve
essere anche trasparente, se io incasso 100, il 15% è 15. Se,
invece, scrivo dai proventi derivanti dalla vendita ci può essere
un ulteriore elemento, come dire, di opinione. Allora, scriviamo in
italiano: per un importo del 15% della vendita dei biglietti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la ringrazio perché già il testo
era stato migliorato rispetto a parole come netto che potevano,
in qualche modo, essere fuorvianti e, pertanto, non dare una
certezza della quantificazione di quel 15, che poteva scendere a
una percentuale inferiore. Sicuramente con i suoi suggerimenti
riusciremo a rendere il testo ancora più ...
CRACOLICI Antonino. Più netto. "La vendita dei biglietti" e quello
devono. Non "possono prevedere".
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Allora, stiamo apportando queste due
modifiche, cosicché non ci sia la possibilità di non capire che
quel 15 per cento è un 15 per cento lordo, cioè rispetto non ad
altri fattori.
Onorevole Cracolici, salga un secondo.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Si, grazie Presidente. Volevo semplicemente rispondere
alle sollecitazioni dei colleghi. Questo è un emendamento che, come
lei giustamente ha detto, trova una risposta immediata a un
problema che è stato sollevato ed è stato studiato dagli Uffici,
dal Governo, dalla Ragioneria, in modo che immediatamente una
risposta possa essere data.
È chiaro che i sindaci, ma non solo, anche il mondo della cultura,
sollecitano anche altri cambiamenti, altri aggiustamenti; non solo
la Cts, ma anche la necessità di rendere più snelli e più
efficienti parchi e musei.
E, a questo scopo, Presidente, abbiamo sia noi come Fratelli
d'Italia, ma so che ci sta lavorando anche l'assessore Scarpinato a
disegno di legge più organico - c'è la disponibilità del Presidente
della V Commissione di metterlo subito all'ordine del giorno - che
possa rivedere il sistema museale e anche l'organizzazione dei
parchi, secondo questa necessità di maggiore efficienza e
immaginando, peraltro, di mettere a capo di musei e parchi persone
che siano disponibili dall'esterno del mondo delle Soprintendenze a
guidare e a portare un management più moderno, più efficiente, che
guardi non solo alla tutela e alla conservazione dei beni, ma che
sappia anche organizzare queste nostre grandi risorse, per cercare
di attrarre turismo, quindi con una visione anche di comunicazione,
di promozione, molto più moderne e inclini alle esigenze di una
Sicilia che, per fortuna, grazie al lavoro di questo Governo e del
Governo precedente, è la meta più ambita del turismo di quest'anno,
anche di quest'anno. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
Allora, stiamo distribuendo l'emendamento A69.1.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Desideravo spendere qualche
parola su questo emendamento, perché è stato oggetto di ampia
discussione.
Intanto per me è doveroso ringraziare l'assessore ai beni
culturali, Scarpinato, che fin dall'inizio ha compreso la questione
che era stata posta e che parte dall'abrogazione di una norma che,
fino al 2015, riconosceva ai comuni dove ricadevano questi siti
archeologici il 30 per cento sullo sbigliettamento.
Dal 2016 in poi questa norma è stata cancellata e ha portato i
comuni a garantire i servizi senza avere alcun ristoro, con grande
difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il livello della
qualità dei servizi urbani.
Da sindaco di Taormina ho conosciuto questo mondo, che mancava
nella mia esperienza, e da qui è emerso che il comune era onerato,
non solo a garantire la sicurezza urbana secondo i piani "imposti"
giustamente dal Questore e dal Prefetto, ma anche poi alla raccolta
e allo smaltimento dei rifiuti collegati soprattutto ai grandi
eventi, è ovviamente il decoro urbano.
Questo elemento è importante tenerlo presente perché abbiamo anche
già verificato che l'iniziativa riguardante i cosiddetti "grandi
eventi" non porta benefici particolari nei comuni dove vengono
realizzati perché si tratta di una presenza transitoria, tranne
alcune eccezioni che portano anche al pernottamento. Mediamente si
attestano al 5 per cento i soggetti che pernottano quando
partecipano ai grandi eventi organizzati, soprattutto poi in fasi
come queste dove le città turistiche già sono piene di per sé.
Abbiamo sollevato la questione, è arrivata oggi a un compromesso
che è sintetizzato in questo emendamento in discussione.
In questo voglio ringraziare anche il Presidente del Parlamento
siciliano che si è fatto carico di una giusta mediazione tra
un'esigenza che era posta non dal sindaco di Taormina ma da tutti i
sindaci della Sicilia.
Oggi abbiamo avuto una riunione con varie delegazioni, a questa
riunione hanno partecipato vari capigruppo proprio perché volevo
che si spersonalizzasse la questione. Quindi, è ovvio che siamo a
un punto quantomeno che dà un primo segnale importante.
Su cosa io, ovviamente, ho da osservare - e lo dico anche da
conoscitore oggi del sistema - la percentuale che è stata oggi
inserita come elemento di trasferimento ai comuni dove ricade il
bene, non è stata applicata anche ai grandi eventi organizzati dai
privati che sono quelli che producono maggiori introiti e maggiori
problemi.
La concentrazione dei grandi eventi organizzati dai privati
infatti richiede un dispiegamento di forze che, per quanto riguarda
il comune di Taormina, è stato calcolato una media di 15-20 vigili
urbani. Io ne ho per ora in dotazione organica solo quattro
Quindi, tanto per capirci, con quale elemento di sicurezza
possiamo organizzare per ora gli eventi. Avevo chiesto, infatti,
che ci fosse anche una compartecipazione - pure minima - a quelli
che in ogni caso erano gli eventi organizzati dai privati.
Purtroppo, nel ragionamento complessivo non si è arrivato anche a
questo elemento ma posso dire oggi con serenità che su tre
questioni che sono state poste quanto meno il Governo si è aperto
ad accoglierne due, perché l'altro elemento che era paradossale è
che i comuni dove ricadono questi beni, non potevano utilizzare
questo bene per proprie iniziative. Ed ecco che è stato previsto un
minimo di giornate di cui i comuni possono legittimamente disporre
con una propria programmazione.
Chiudo il mio intervento, manifestando il mio apprezzamento per la
sintesi che si è raggiunta, il mio apprezzamento - al di là di
quelli che sono stati toni - e ovviamente gli Assessori in campo,
voglio anche ringraziare l'Assessore Falcone, voglio ringraziare
anche la sintesi finale che ha fatto il nuovo delegato nei rapporti
con il Parlamento, il Vice Presidente del Governo, per quanto meno
aver riconfermato un principio che è quello di una
compartecipazione agli introiti da parte dei territori, che
nell'utilizzazione del bene sia ai fini turistico-culturali sia ai
fini anche "commerciali", quali sono le iniziative dei privati che
vengono qui utilizzate all'interno del Parco, quanto meno ci
consenta di poter cominciare a dare una prima risposta.
L'Aula se poi riterrà di volerlo migliorare ovviamente a
migliorare c'è tanto tempo ancora ma io comunque oggi, rispetto al
punto da dove siamo partiti, devo manifestare il mio apprezzamento
e il mio ringraziamento.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie Presidente, colleghi. Ho sentito l'intervento
dell'onorevole De Luca, come dire, a me non sembra onorevole De
Luca che questa da parte vostra sia una soluzione un risultato
positivo, lo vedo come un risultato veramente abbastanza inutile,
perché il concetto vero che è quello su cui io insisterò anche
presentando un emendamento. E'quello del regalo ai privati della
scelta di tutto quello che avviene.
Ora, l'altro giorno mi hai portato delle carte mi fatto vedere
come il parco di Taormina quando ci sono degli eventi è costretto a
chiudere e perde quarantamila euro di incassi che non gli
restituisce nessuno. Allora avevo detto, avevo chiesto, quanto meno
inseriamo il rimborso di questi quattrini.
Questa è una perdita secca del comune di Taormina, così come
avviene nelle altre città che hanno parchi archeologici e non solo
archeologici che in cui vengono presentati degli eventi. Io dico
come possiamo pensare di continuare a penalizzare i Comuni, e
l'accordo che è stato chiuso oggi che accordo è? Non riesco a
capire che cosa ci sia di nuovo rispetto a prima.
Allora la cosa che io sinceramente chiedo è che si possa,
probabilmente non si potrà fare oggi, mi dispiace molto, ma si
possa trovare una soluzione perché quanto meno i Comuni non perdano
ogni volta che c'è un evento, e quando qualcuno dice che l'evento
però porta turisti in quel Comune, sì forse a settembre, ma non
luglio agosto sono già stracolmi. Provate a prenotare oggi un
albergo a Taormina, e certamente non ci riuscite, perché sono
totalmente stracolmi.
E poi devo fare una proposta Presidente, Assessore Sammartino
chiedo scusa, devo fare una proposta e la faccio al responsabile
del bilancio, questi accordi che vengono fatti coi privati non si
fanno gare pubbliche, benissimo, si fa una trattativa privata, ma
questa trattativa privata può essere inviata all'Urega perché venga
in qualche maniera gestita non da sempre dalle solite persone che
sono i privati che gestiscono i siti archeologici con gli impresari
che loro hanno, perché sono loro, perché sono i loro impresari. Non
sono impresari che vengono scelti. Perché ognuno di questi gestori
di parchi ai loro impresari che a vita saranno quelli che faranno
gli eventi in quel sito archeologico.
Si può trovare la soluzione perché quanto meno passino all'Urega
per avere un visto, un minimo di approvazione, in modo che si renda
quanto meno visibile a tutti il perché è stato scelto
quell'impresario rispetto a un altro.
Ecco io su questa storia dei parchi ho mille dubbi. Anche nella
passata Legislatura dissi al Presidente Musumeci che avevo mille
dubbi. I parchi sono gestiti male, perché se noi andiamo a
Selinunte e a Segesta c'è da vergognarsi ad andare in quei parchi,
Assessore Turano. Mia figlia ha accompagnato una sua amica
americana a Segesta mi ha detto "mi sono vergognata siamo entrati
in un bagno che era da terzo mondo".
E allora, ma perché questa, che è una ricchezza assoluta per la
Sicilia, noi la utilizziamo soltanto per fare arricchire i
piemontesi, perché poi di questo si tratta, perché poi i gestori di
questi parchi non sono mai siciliani, scusi onorevole Di Mauro, non
sono mai siciliani, ma sono quasi sempre piemontesi e li conosciamo
e li conosciamo tutti. Tutto quello che i Beni Culturali producono
qua in Sicilia non rimane in Sicilia. Già facciamo produrre molto
poco, quel poco che facciamo lo regaliamo al Piemonte.
Onorevole Falcone, Assessore Falcone trovi il sistema perché
queste gare possano essere controllate, perché non siano tutte
nelle mani delle solite persone, per carità che saranno
onestissime, che lo faranno col massimo della buona fede, perché
sono realmente convinti che quello è lo spettacolo migliore, ma chi
la dice che è quello è lo spettacolo migliore
PRESIDENTE. Allora, intanto, stiamo distribuendo l'emendamento che
ha presentato l'onorevole Di Paola.
Pongo in votazione l'emendamento A.69.1 a firma dell'onorevole
Cracolici. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Stanno caricando l'emendamento dell'onorevole di Paola recante la
numerazione A.69.2.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catania Nicolò ha aderito al
Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia XVIII legislatura.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di designazione di componente di Commissioni
PRESIDENTE. Comunico la designazione dell'onorevole Catania Nicolò
quale componente della Commissione parlamentare speciale Statuto
in materia statutaria , Commissione III Attività Produttive e
Commissione Unione Europea .
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 21/A
Stralcio I/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A 69.2, presentato
dall'onorevole Di Paola.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.69, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(È approvato)
CRACOLICI. L'emendamento A.69.1 a mia firma?
PRESIDENTE. Già è votato, onorevole Cracolici, già è stato votato
il suo, l'emendamento 69.1, onorevole Cracolici, è nello stesso
emendamento, ci sono tutte e due le parole.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Sostituzione Allegato 6 - Quadro generale riassuntivo -
approvato con la lettera f) del comma 1 dell'articolo 3
della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 3
1. All'Allegato 6 - Quadro generale riassuntivo - approvato con la
lettera f) del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 22
febbraio 2023, n. 3, l'importo, inerente alla voce per l'anno 2025
di cui Utilizzo Fondo anticipazione di liquidità , di euro
1.957.313.229,51 è sostituito dall'importo 1.958.313.229,51 ».
L'emendamento tecnico dove c'era il refuso, si ricorda onorevole
Catanzaro?
CATANZARO. Ce lo deve spiegare.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, onorevoli
colleghi, soltanto un emendamento tecnico, l'articolo 10 di fatto è
nelle tabelle, sostanzialmente la differenza di un milione ma è un
fatto meramente materiale, un errore meramente materiale per
allineare il bilancio così come ci ha chiesto il Mef, è un errore
di riscrittura che va corretto. Ora siccome già l'abbiamo corretto
nelle tabelle dove confluisce anche l'articolo 10 di fatto
approvando l'articolo 10 abbiamo risolto il problema.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2023 e per il
triennio 2023-2025 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabelle A e B , comprensive delle variazioni discendenti
dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.68. Ne do lettura:
«Art.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al voto dello stralcio, al voto finale, che comprende gli
articoli: 2, 4, 7, 9, 10, 11, 14, 15, 16, 18, 25, 28, 30, 35, 36,
37, 38, 43, 46, 47, 51, A.25, A.51, A.68, A.4, A.13 e A.69 ed i
relativi emendamenti confluiscono nel disegno di legge n. 21/A
Stralcio II, che unitamente alle relative tabelle è posto in
votazione.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non ho capito, c'è una esigenza colleghi, c'è
un'esigenza del Governo su un emendamento tecnico che spiega, se
una spiegazione che soddisfa ce ne sono due, gentilmente ha facoltà
di parlare l'assessore Tamajo per illustrarlo.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, allora stiamo chiedendo con questo emendamento
la proroga al 30 settembre per quanto riguarda l'ultima azione di
alcuni programmi di investimento da parte di enti di ricerca sia
pubblici che privati, quindi, la prima scadenza è il trenta giugno,
stiamo dando la possibilità a enti di ricerca pubblici e privati di
poter definire i progetti al 30 settembre, grazie.
DE LUCA ANTONINO. Non lo potete fare in via amministrativa?
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Tre mesi. No, no no
c'è la norma, essendoci la norma dobbiamo intervenire con norma.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento, ne ho parlato
anche con alcuni Gruppi parlamentari, riguarda la possibilità di
non perdere circa 46 milioni di euro di finanziamento da parte
dell'Assessore dal Ministero dei trasporti che ha messo per alcune
regioni del Sud, quali Calabria Campania Sicilia Puglia e
Basilicata.
Un cospicuo numero di milioni, la quota parte della Sicilia
sarebbe 46, questo servirebbe per erogare a fondo perduto circa
l'ottanta per cento per l'acquisto di nuovi mezzi, per un totale di
211 totale, di 211 mezzi, siccome l'operazione dell'acquisto deve
essere certificata al 31/12, e materialmente non ci potranno essere
si l'acquisto con l'ordinativo, ma non potranno essere
immatricolati i mezzi, si chiede con questo emendamento di dare
l'autorizzazione, se richiesta dai beneficiari, di poter attivare
l'anticipazione e successivamente a presentazione di fideiussione.
Questo potrebbe aiutare gli operatori del settore ad avere questo
cospicuo finanziamento, e alla flotta della Regione siciliana sul
trasporto pubblico locale di avere nell'arco dei prossimi 12- 18
mesi oltre 200 autobus e pullman nuovi in circolazione, grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho nulla
in contrario, e noi non abbiamo in contrario nulla a fare una norma
che consenta di non perdere 48 milioni e di rinnovare il parco
mezzi per le aziende in concessione, l'unica preoccupazione che ho,
e su questo forse l'Assessore al bilancio più che l'Assessore alle
infrastrutture deve in qualche modo offrire una garanzia, perché
anche le anticipazioni che non sono solo di cassa, ma riguardano
fondi sui quali c'è una misura di tipo comunitario, deve avvenire
attraverso una disponibilità della Regione a poter impegnare queste
risorse avendo fatto fino in fondo l'attività di riaccertamento dei
residui.
Ora siccome stiamo assistendo ad una situazione surreale, per cui
mi pare che ad oggi l'Assessore credo che ultima data aveva offerto
la prospettiva del 30 giugno, come data di tutta la macchina
regionale per il riaccertamento dei residui al fine di poter
impegnare le risorse che vengono liberate dal riaccertamento, mi
pare che questa operazione si potrà attivare concretamente non solo
successivamente, ma entro il 30 dicembre, quindi siamo nell'arco
dell'anno finanziario, ma ci vuole la certezza che l'Assessorato al
bilancio è in grado poi di garantire che questa anticipazione avrà
luogo.
Perché se poi inneschiamo un altro elemento di conflitto, per cui
quello che in atto c'è per tante imprese che ad oggi non hanno
avuto liquidate le spettanze dovute per le attività svolte per nome
e per conto della Regione, noi torniamo come dire in un sistema
dell'ingorgo caotico, aggiungo e su questo l'assessore potrà dare
come dire garanzia anche con il suo intervento in Aula, che mi si
dice che ci sarebbe anche un problema di liquidità della regione,
cioè io vorrei che l'assessore certificasse in Aula che questo
timore dell'assenza di liquidità sia un timore come dire del tutto
infondato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie Presidente, io da neofita, è da sette mesi che
vivo questa esperienza parlamentare, oggi, Presidente, non le
nascondo il mio imbarazzo.
Nulla ovviamente in contrario contro una richiesta di proroga, o
contro una richiesta da parte del Governo rispetto a non fare
perdere finanziamenti e opportunità a questa Terra, però il modo in
cui si lavora lo ritengo mortificante per ognuno di noi.
Lei poc'anzi in apertura parlava di aver concordato un testo, io
ho fatto in tempo a leggere l'emendamento sui Parchi archeologici,
meritevole di attenzione e sicuramente, che trova il mio consenso,
perché so quale difficoltà vivono gli Enti locali, ma nemmeno il
tempo di leggere il testo, la stessa cosa per questi emendamenti
richiesti dal Governo, esigenze sicuramente a cui questa
opposizione - parlo a titolo personale, non ho nulla in contrario -
ma non vedo perché ad esempio non vengano presi in considerazione
dal Governo altri emendamenti tecnici che vanno incontro ad
esigenze del Territorio.
Il Presidente Schifani nel suo discorso di insediamento, e lo
ribadisco perché già è stato oggetto di un mio intervento, ha
parlato di un grande progetto Argo Cassiopea che si sviluppa a
largo delle coste di Gela - Licata.
C'è un emendamento presentato, perché per le estrazioni in mare
non sono previste royalties in favore dei Comuni e in questo
momento l'Assessore Sammartino conosce bene la problematica delle
marinerie di Licata, di Gela, di Porto Empedocle, di Sciacca e non
credo che ci possano essere siciliani di serie "A" e di serie "B",
utilizzo una frase, un modo ricorrente anche inflazionata, per
esprimere il mio disappunto rispetto a un modo di operare in
emergenza che svilisce anche il nostro ruolo.
E lo dico senza polemica alcuna, non abbiamo il tempo nemmeno di
leggere e documentarci, quindi la inviterei, Presidente, anche
rispetto ad emendamenti tecnici del Governo, ripeto nulla in
contrario voto la proroga, perché non voglio che si perdono
opportunità, ma anche rispetto al metodo con cui vengono valutati
dal Governo le esigenze, ripeto conosco la marineria di Licata e ci
sono in questo momento 150 famiglie che attendono una risposta da
questo Governo regionale, sarebbe il caso di tutelare al di là
delle misure di compensazione, che ENI possa riconoscere anche la
nostra Regione.
Avevo già fatto presente che la Regione Basilicata su questa è
riuscita ad ottenere una norma dal Governo nazionale che riconosce
le intere royalties alla Regione Basilicata, perché non sfruttare
questa opportunità rispetto alla strategicità e rispetto alla
risorsa che abbiamo per tutelare il nostro Territorio e per creare
opportunità nel nostro territorio, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'Assessore Sammartino.
Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie
Presidente, una breve precisazione all'onorevole Cambiano, il
Governo è attento alla vicenda delle marinerie di Gela, Porto
Empedocle e Licata. Come lei ben sa già due settimane fa ho
convocato un incontro tra tutte le marinerie coinvolte ed ENI, il
tema di Cassiopea, il tema delle trivellazioni in quegli specchi
d'acqua è all'attenzione del Governo regionale, si sta trovando la
convergenza anche grazie all'interlocuzione con ENI per il ristoro
che verrà dato ai pescatori.
Il tema che lei ha posto di un emendamento sicuramente sarà stato
al vaglio della Commissione bilancio, sarà nel fascicolato, verrà
trattato nel momento in cui l'iter parlamentare sarà consumato, nel
frattempo però, onorevole Cambiano, era giusto precisare in
quest'Aula anche a nome del Governo, e per tutti i deputati che in
queste settimane hanno in maniera sempre più esplicita e chiara
sposato la preoccupazione dei pescatori di quelle marinerie, e
rassicurare il Parlamento che a breve verrà siglata l'intesa tra le
marinerie siciliane ed ENI.
PRESIDENTE. Grazie. Allora colleghi, capisco le perplessità, ha
chiesto di parlare l'onorevole Ciminnisi la quale aveva anche
presentato un emendamento di buon senso rispetto alle alluvioni,
già discusso, che sarà inserito all'interno dello stralcio, che
sarà trattato a partire dal giorno 4; sull'iter è vero quello che
dice l'onorevole Cambiano, ma è altrettanto vero che, talvolta, ci
sono delle contingenze e delle emergenze tali che portano ad
utilizzare delle procedure differenti.
Prima di dare la parola all'onorevole Cambiano, ha chiesto di
intervenire l'assessore Turano. Brevissimamente, per favore,
grazie.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Lo faccio perché si tratta di un emendamento che poc'anzi ha
illustrato il collega Tamajo, io non voglio apparire come uno che
si occupa di competenze dei miei colleghi.
Molte imprese che fanno innovazione e ricerca hanno sottoscritto
con le università siciliane dei protocolli di intesa; la fase di
sperimentazione le università non sono nelle condizioni di
chiuderla entro il 30 di giugno. Per legge, per legge, è dato quel
termine e, quindi, avremo al danno la beffa non solo di non
realizzare il progetto ma neanche di poterlo certificare.
Le stesse imprese, siano esse pubbliche o private, hanno chiesto
di utilizzare il termine del 30 settembre, congruo comunque, per
arrivare al 31 dicembre, alla chiusura del programma.
Tre mesi di proroga a me sembra un fatto accoglibile, ecco perché
volevo chiedere.
CRACOLICI. Abbiamo detto di sì.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, intervengo
soltanto per rispondere al Presidente Cracolici circa alcune sue,
giuste, legittime, perplessità e preoccupazioni.
Innanzitutto, l'accertamento dei residui del 2022 e ante, oggi
riteniamo di poterlo chiudere e di poter portare già domani ai
revisori, venerdì sono riuniti per dare il parere, e portarlo tra
martedì, mercoledì in Giunta, c'è un ritardo di qualche giorno
appena, perché ci sono state delle ulteriori verifiche,
riaccertamenti, però una questione, Presidente Cracolici, le posso
garantire che il consuntivo 21 e il consuntivo 22 saranno
sicuramente migliori rispetto al pregresso, perché abbiamo
incrementato i controlli, abbiamo corretto ulteriori partite e
siamo convinti, fermo restando che la Corte dei conti dovrà alla
fine dare la propria valutazione, ma siamo convinti di presentarci
con una maggiore capacità di aver fatto bene o meglio i compiti a
casa.
Seconda questione, tra l'altro, ad oggi su 3 miliardi e mezzo di
residui abbiamo messo in pagamento la metà, un miliardo e 700
milioni, perché tutti i residui regionali del 2022, tutti i residui
regionali ante 2022, tutti i residui extra regionali anti
duemilaventidue sono tutti in pagamento, più tante altri fondi.
La seconda questione, invece, relativamente all'emendamento del
collega Aricò non soltanto è opportuno, ma dà un'autorizzazione al
Dipartimento per poter, onde evitare di riportare poi a residui
ulteriori questioni di perdere anche questi la certificazione di
questi fondi, di potere anticipare, atteso che, noi come regione
oggi noi abbiamo anche una disponibilità di cassa non indifferente,
quindi, in più, nel caso in cui vi fossero problemi, il secondo
comma parla appunto di una fideiussione, cioè la Regione viene
garantita e il direttore, il dirigente del Dipartimento che
procederà o procedesse - utilizziamo il congiuntivo - procedesse
a questa norma, nel caso in cui vi fossero dei problemi potrebbe
immediatamente escutere la fideiussione e quindi mantenere in bonis
la Regione.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. Io oggi sono a dir poco sconcertata
perché, Assessore Falcone, da quanto tempo ci portiamo dietro
questo lavoro? Abbiamo concesso anzi fin troppo tempo a questo
Governo, abbiamo accettato una riprogrammazione sugli FFC sapendo
che non sarebbe stata possibile, come tanto è vero poi stato
dimostrato, perché questa riprogrammazione non ci sarà e non c'è
stata perché c'è stata solo la riprogrammazione per la parte che
attiene alle infrastrutture.
Ci siamo lasciati, la scorsa seduta prima della sospensione,
dicendoci che c'era l'emendamento a mia prima firma per i ristori
alluvioni e lei mi ha risposto, Assessore, che c'era anche
l'emendamento del Governo. Ora a me non importa che si metta ai
voti il mio emendamento o l'emendamento del Governo, importa che
diamo una risposta a dei cittadini che la stanno attendendo da nove
mesi. L'assessore Sammartino qualche giorno fa ha mandato a Trapani
un suo delegato, quindi, in rappresentanza anche del Governo
regionale, proprio per farsi carico, dimostrando quanto meno
l'apparente volontà di farsi carico di questo problema.
Non comprendo le ragioni per cui se c'è anche la volontà del
Governo, se c'è l'emendamento del Governo come lei aveva detto la
scorsa seduta, non comprendo perché dobbiamo rimandare al 4, al 5,
ulteriormente ad altre sedute, oppure il 4 e il 5 rimandare poi
ulteriormente. Mi sembra una presa in giro vergognosa
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ardizzone e infine l'onorevole
Spada, e poi dobbiamo mettere in votazione la norma.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE. Grazie Presidente, io mi unisco al rammarico della
collega Ciminnisi e quello che è stato il concetto espresso
poc'anzi dal collega Cambiano perché qui il punto non è disquisire
su quelli che sono i meriti degli emendamenti aggiuntivi proposti
dal Governo, tecnici non tecnici, questo non importa. E' una
questione di metodo.
Abbiamo detto, la settimana scorsa, ed è uno dei motivi che sono
stati posti poi in questione, per quello che poi è stato il rinvio
a questa settimana sulla discussione di questo collegato, del fatto
che alcuni articoli necessitavano, obbligatoriamente, di passare
dalle Commissioni per essere discussi in collettività e io ritengo
che questi, anche questi emendamenti proposti, soprattutto quelli
dell'assessore Aricò hanno necessità di passare dalle Commissioni
di competenza per una questione anche di correttezza.
Io non penso che il Governo o chiunque abbia proposto un
emendamento, come anche quello della proroga, si renda conto del
giorno prima per il giorno dopo dell'esigenza che c'è.
Quindi, io credo che sia una questione di correttezza, non è una
questione di impegno che è stato fatto nelle Capigruppo in base a
quelle che sono le priorità di un emendamento rispetto a un'altra,
è una questione di correttezza nei confronti di tutto il
Parlamento, né della maggioranza, né dell'opposizione, di tutto il
Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Presidente, siccome noi l'ultima volta che ci siamo
lasciati, onorevole Sammartino, ora sto per citarla e quindi se
potesse dedicarmi due minuti di attenzione.
Siccome nell'ultima seduta d'Aula c'eravamo detti che dovevamo
prevedere un emendamento da 6 milioni di Euro per coprire i ristori
alluvionali nei confronti della provincia di Siracusa, di Trapani e
di Messina. Presidente, scusate Assessori, Giunta e Governo io
chiedo ufficialmente che venga inserito questo emendamento perché
non possiamo più aspettare. Presidente. cioè non è che perché qui
abbiamo stabilito che si devono inserire solo alcuni emendamenti ne
possano pagare le conseguenze le province di Siracusa, Trapani e
Messina. Siccome ci sono le coperture, ci sono i soldi inseriamo
immediatamente questo emendamento.
Onorevole Sammartino la invito, in quanto referente di questo
emendamento, di mettere e onorevole Falcone, vista la disponibilità
che era stata data di inserire questo emendamento oggi non la
prossima volta perché i ristori non li prende l'onorevole Spada non
li prendono gli onorevoli colleghi, li prendono gli agricoltori e
coloro i quali hanno subìto dei danni e che aspettano da diversi
anni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Così come è già stato
ampiamente detto c'è un impegno tanto da parte di questa
Presidenza, quanto da parte del Governo di trattare temi con gli
stessi caratteri, connotazioni, ce ne sono molti altri oltre quello
dell'alluvione che riguarda le province che lei ha detto a partire
da giorno 4 in poi e sarà certamente centrale la richiesta che ha
fatto lei e che già aveva fatto, riconosco, l'onorevole Ciminnisi
nella scorsa seduta.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Semplicemente per ribadire quello che lei poc'anzi ha detto, cioè
in Conferenza dei Capigruppo, la scorsa settimana si è concordato
un percorso, onorevole Spada, è chiaro che questo tema che lei ha
sollevato, ma che è tema sensibile ovviamente al Governo, verrà
trattato da giorno 4 secondo i lavori che il Presidente
dell'Assemblea, insieme ai Capigruppo ha stabilito, insieme a tanti
altri temi che sono di eguale importanza, sui quali il Governo,
ovviamente ha dato la disponibilità.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie, allora procediamo al voto finale.
Prima del voto finale c'era l'emendamento che è stato concordato
in Aula dell'Assessore
DI PAOLA. Nessun emendamento approvato
PRESIDENTE. Assessore, non trova l'unanimità in Aula, pertanto
diamo il voto finale. Pertanto, diamo il voto finale alla manovra,
così siamo rimasti e così andiamo avanti.
Votazione finale del disegno di legge Disposizioni finanziarie
varie. Modifiche di norme. (n. 21/A Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Disposizioni finanziarie varie. Modifiche di norme. (n. 21/A
Stralcio II/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 39
Contrari 19
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Il disegno di legge è approvato con il voto favorevole
dell'assessore Sammartino e voto favorevole dell'Assessore Turano.
Votazione finale del disegno di legge Disposizioni transitorie
sulle elezioni degli organi degli enti di area vasta (n. 502/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Disposizioni transitorie sulle elezioni degli organi degli enti di
area vasta (n. 502/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 37
Contrari 9
Astenuti 11
(L'Assemblea approva)
L'onorevole Dipasquale si è astenuto dalla votazione.
Erroneamente, ha votato, no? Ha votato, ma si astiene.
Votazione finale del disegno di legge Disegno di legge voto da
sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto, recante Dimensionamento scolastico. Modifiche
all'art. 19 del Decreto-Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n.
111/2011' . (n. 395/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Dimensionamento scolastico. Modifiche all'art. 19 del Decreto-
Legge n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011' . (n. 395/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 58
Contrari 0
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
C'è un astenuto, chi è l'astenuto? Lo scopriremo. La votazione è
conclusa, tanto è approvato.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
residenza a favore dei farmacisti rurali. (n. 304/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Disposizioni in merito alla determinazione delle indennità di
residenza a favore dei farmacisti rurali. (n. 304/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
Contrari 0
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Adesso votiamo, c'è l'ultimo, c'è l'intesa, che è l'articolo unico
senza emendamento. Si dà direttamente il voto finale, è il disegno
di legge n. 332 che è quello della I Commissione.
CATANZARO. Qual è questo? Se ne riparla il 4 o il 5. Stop,
discorso chiuso.
PRESIDENTE. Non era inserito, nel discorso che abbiamo fatto, ma
non c'è bisogno, non sapevamo che fosse questo. Si parlerà giorno 4
anche di questo disegno di legge.
Tutti i disegni di legge che sono stati concordati sono stati
votati.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Chiedo all'onorevole Di Paola di
sostituirmi.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, in realtà avrei bisogno della
sua attenzione personale perché è rivolto alla sua figura ma anche
alla sua persona perché io più volte, per iscritto e per le vie
brevi, e qui in Aula, ho chiesto ufficialmente la convocazione di
un'Aula dedicata al caso SeeSicily, al caso Cannes.
Io non amo essere categorico verso la Presidenza ma, in questa
occasione, mi tocca esserlo. Presidente Galvagno, io le chiedo: o
cortesemente convoca questa Assemblea dedicata, entro il mese di
luglio, o sarò costretto a depositare una mozione di sfiducia, a
raccogliere le firme, in modo da portare l'argomento in Assemblea
perché le opposizioni non sono più disponibili ad attendere
ulteriormente. Vogliamo discutere di questo argomento.
PRESIDENTE. Mi dispiacerebbe.
DE LUCA ANTONINO. Non di sfiducia nei suoi confronti, nei
confronti dell'Assessorato perchè, ripeto, vogliamo discutere
l'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, facciamo la seguente: così come
bisogna concordare quelle che sono le priorità da portare avanti
decideremo insieme, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, quando calendarizzare questa data.
DE LUCA ANTONINO. Perfetto.
PRESIDENTE. C'è attenzione da parte di questa Presidenza e nessuno
vuole...
DE LUCA ANTONINO. Io desideravo sentire queste parole.
PRESIDENTE. Ma già ce lo siamo detti.
DE LUCA ANTONINO. La settimana prossima facciamo, quindi, la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e la
calendarizziamo?
PRESIDENTE. Faremo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e decideremo insieme il percorso da seguire.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole Marano.
MARANO. Avevo già chiesto la parola.
PRESIDENTE. Non l'ho vista. Come volete, cambia poco, tanto potete
intervenire entrambi.
ASSENZA. Signor Presidente, è solo perché abbiamo presentato un
ordine del giorno a firma di tutti i Gruppi parlamentari per
chiedere una proroga sulla spinosa vicenda della restituzione della
richiesta dei dispositivi medici, in attesa di una sentenza della
Corte costituzionale che sarà a breve. Quindi, se possiamo dare il
voto su questo ordine del giorno che, credo, raggiunga l'unanimità
dei consensi.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Questo
intervento di oggi è un intervento relativo a un tema fondamentale,
importantissimo, la salute. Direi che sia necessario dire al
presidente Schifani di fermarsi di occuparsi di turismo e, quindi,
di bloccare qualsiasi sua iniziativa, del Governo, della Presidenza
sul SeeSicily, sul caro-voli, sugli albergatori, sulla ricezione
turistica perché, se arrivano i turisti in Sicilia, la sanità e la
salute dei cittadini non può essere garantita, e mi riferisco ad
una direttiva dell'Asp di Catania, questa, dove c'è scritto, dopo
alcune premesse, recita: Il nostro territorio, nel periodo estivo,
subisce una profonda trasformazione legata all'imponente flusso di
turisti e di siciliani di origine che rientrano in regione per il
periodo vacanziero . Non la leggo tutta, ovviamente, leggo le
parti più importanti, viene ricordato anche il problema della
carenza di organico. Fatte delle premesse: Per tali ragioni, si
dispone, a decorrere dal 15 luglio fino al 15 settembre, le
attività di ricovero programmate nei presidi ospedalieri aziendali
dovranno essere sospese e riprogrammate, dovendosi assicurare
esclusivamente ricoveri di urgenza
Quindi, un cittadino a Catania che deve ricoverarsi per motivi non
di urgenza, magari può esserci un catanese della provincia che, in
seguito a delle analisi, dai controlli fatti nei mesi precedenti,
che deve ricoverarsi per un motivo non urgente a Catania non si può
ricoverare in nessun ospedale, perché questa direttiva dice che dal
15 luglio al 15 settembre saranno sospesi e riprogrammati tutti i
ricoveri. Saranno fatti solamente quelli di urgenza.
Quindi, noi qui in Sicilia, ci ritroviamo a dover scegliere se
fare venire i turisti o fare curare i Siciliani, perché a questo
punto questo è il bivio.
Ora, rispetto alla carenza di organico, perché è un problema la
carenza di organico e lo sappiamo, vi cito un esempio di una
condizione di un ospedale di provincia, della provincia di Catania,
Caltagirone. Esempio: a luglio c'è una carenza di anestesisti; a
luglio, per esempio, non sarà possibile garantire 64 turni; mancano
64 turni da coprire a luglio, cioè 400 ore. Ad agosto non sarà
possibile garantire 77 turni, cioè 480 ore.
Cioè, ditemi, mi dica il Presidente della Regione - che ovviamente
non è in Aula - mi dica qualcosa questo Governo, se è possibile che
in Sicilia la sanità sta affossando Cioè, io non so se ve ne
rendete conto, se il Presidente se ne rende conto, se ci rendiamo
conto che le persone non si possono più curare Io rimango
sconvolta E ogni giorno sento qualcosa sul tema e mi metto nei
panni delle persone che hanno bisogno di curarsi, che non possono
né accedere alle cure, hanno i problemi per fare le analisi, non
possono più ricoverarsi Cioè, ma dove stiamo andando a finire,
Presidente? Capiamo che la situazione è molto grave o la vediamo
soltanto noi? Qua non è questione di opposizione e di maggioranza,
qui la gente non si può curare Le persone rischiano la vita
Quindi, per favore, fateci sapere cosa vuole fare il Presidente
Schifani e questo Governo, perché stiamo andando completamente a
fondo Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Burtone, perché è iscritto a parlare l'onorevole
Burtone, poi l'onorevole Gilistro e l'onorevole Safina. Prego,
onorevole Burtone.
BURTONE. Presidente, la scorsa settimana noi abbiamo audito in
Commissione Salute i rappresentanti della SEUS, del 118. E hanno
posto delle questioni molto significative, che riguardano
l'emergenza in generale, ma in particolare hanno messo in evidenza
alcune carenze di organico. Le carenze prevalenti sono quelle
legate alla figura dei medici, medici che debbono avere anche
questa professionalità nel campo dell'emergenza, degli interventi
da fare con tempestività.
Poi abbiamo audito il sindaco di Lipari, un sindaco che è venuto
preoccupatissimo per la condizione del proprio ospedale, in
un'isola che è al centro di un arcipelago complessivo, e che ha
messo in evidenza le difficoltà operative dell'ospedale. Non erano
difficoltà legate alla strumentazione, alle apparecchiature; le
difficoltà erano quelle del personale medico: mancano i medici
anche a Lipari.
Infine, la vicenda ci è stata rappresentata in questi termini
anche da un'altra delegazione, che abbiamo sentito sempre in
Commissione, la delegazione dell'area comprensoriale di Corleone. È
venuto il sindaco Nicolosi e ha posto il tema relativo agli
ospedali del territorio: ha evidenziato che anche in quel
territorio c'è carenza di medici.
La collega Marano diceva che ci sono ospedali che non riescono a
fare i turni di pronto soccorso, ci sono un numero preoccupante di
anestesisti che operano negli ospedali fuori dalla città
metropolitana. Il tema, colleghi, è questo Il punto centrale della
questione è che in Sicilia - mi permetto di dire, ormai in tutto il
Paese - mancano i medici
Noi possiamo fare tutti gli sforzi che vogliamo, noi come Partito
Democratico abbiamo presentato un disegno di legge già incardinato
in Commissione sul reclutamento del personale.
Stiamo inserendo alcune norme che potrebbero riguardare
l'organizzazione interaziendale in modo da dare la possibilità agli
ospedali del territorio di avere un sostegno, un aiuto, di
realizzare un'osmosi nel rapporto con gli ospedali delle aziende
delle città metropolitane in modo avere il personale.
Abbiamo ripreso il decreto Calabria e, quindi, l'opportunità di
utilizzare al meglio anche gli specializzandi.
La necessità è che i concorsi operino in un livello regionale in
modo che quelli che sono idonei in un concorso bandito possano
andare ad utilizzare anche i posti liberi.
Ma il punto determinante non può essere questo correttivo che noi
vogliamo porre in un sistema che sta man mano franando. Sono degli
aggiustamenti quelli che noi porremo, speriamo che il Governo, le
altre forze politiche facciano altre proposte. Sono degli
aggiustamenti che, comunque, non saranno sufficienti perché mancano
i medici.
Il tema è proprio questo, arrivare al superamento del numero
chiuso, finire con questa logica per cui i ragazzi devono fare dei
quiz complessi e difficili, che si debba entrare nel tunnel della
formazione di questi quiz, man mano che i ragazzi studiano nel
percorso delle scuole medie superiori. Il numero è limitatissimo
ormai in Italia e in Sicilia. Dobbiamo quindi arrivare a questo
obiettivo e per arrivare a questo obiettivo certamente sappiamo che
ad operare debba essere il Parlamento nazionale ma noi non possiamo
essere totalmente assenti nel processo.
Abbiamo detto - e qui lo ribadiamo - è necessario seguire la
strada che si è seguita per il dimensionamento scolastico e,
quindi, una legge voto che dobbiamo promuovere in Sicilia per poi
chiedere alle forze politiche nazionali di arrivare all'obiettivo
di abolire o di sospendere, ma meglio abolire il numero chiuso
dell'entrata nella facoltà di medicina. E' questo il lavoro da
fare
Noi apprezziamo, ho sentito proprio qualche minuto fa il
Presidente della Commissione Pubblica Istruzione , collega
Ferrara, che ha dato la disponibilità.
Spero, mi auguro, che dalla prossima settimana si convochi la
Commissione, se necessario si facciano Commissioni congiunte,
Commissione Pubblica Istruzione e Commissione Sanità perché
dobbiamo produrre subito la legge voto e chiedere poi alle forze
politiche nazionali di arrivare all'obiettivo.
Possiamo discutere di tante problematiche della sanità come le
lunghe liste d'attesa, i medici di medicina generale che mancano,
le emergenze, ma se non arriviamo al punto e - ribadisco e
concludo - per formare un medico oggi, signor Presidente, ci
vogliono undici anni: sei anni per la facoltà di medicina e cinque
anni di specializzazione.
Nella condizione in cui noi ci troviamo oggi non avere il
personale medico sufficiente, se non si parte subito quando? Se non
ora, quando?
Avere un minimo di responsabilità e di consapevolezza che il tema
è proprio questo: non lo vogliono alcune baronaggini universitarie?
Bene Ce ne faremo una ragione
Deve decidere la politica, deve decidere la democrazia, debbono
decidere i parlamenti, noi non possiamo ascoltare poteri che non
accettano questa logica. Oggi, non è più tempo di numero chiuso, è
necessario avere la possibilità per i nostri giovani di entrare
all'università e poi vedere se meritano, se meritano vadano avanti,
altrimenti scelgano altre strade.
Comunque, l'auspicio che noi facciamo, come Partito Democratico, è
che dalla prossima settimana la Sicilia indichi la strada al Paese,
la strada di superare le condizioni di difficoltà che oggi abbiamo
nella sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie colleghi. Mi associo
assolutamente alla collega Marano e al collega Burtone. Presidente,
la situazione non è quella che noi stiamo vedendo oggi, che è già
drammatica. La situazione nei prossimi mesi, nei prossimi anni,
sarà ancora peggio, molto peggio, perché ancora il personale che
non abbiamo, che e non è sufficiente, a questo personale verrà
sottratto ancora altro personale che andrà in pensione nei prossimi
due-tre anni e non avremo come ricambiare questo personale.
Un altro appello importante è che, purtroppo, in Sicilia con
l'apertura di strutture di secondo livello come a Catania è
successo tre strutture di secondo livello hanno impoverito e
cannibalizzato i piccoli ospedali di periferia. La situazione degli
ospedali di periferia, cioè chiamiamoli di periferia, di Siracusa,
Ragusa, Noto, Avola sono nel disastro più assoluto. C'è personale
al 100 per cento nei grandi ospedali e personale al 10, al 20, al
30 per cento che lavorano in maniera disumana nei piccoli ospedali.
C'è una disorganizzazione assoluta, una disorganizzazione assoluta
in questo momento nella sanità, anche perché per una situazione che
non è solo colpa della mancanza di medici ma perché esiste una
richiesta impropria, richiesta impropria di accessi ai Pronto
soccorso e a indagini che potrebbero essere inutili se non
addirittura dannosi.
Quindi, la mia preghiera è che questo Governo possa occuparsi una
volta per tutte di riorganizzare veramente tutto il territorio
della sanità, non solo cercando di migliorare i rapporti fra i
grandi ospedali e i piccoli ospedali, ma soprattutto cercando di
riorganizzare il rapporto tra medicina del territorio, medicina del
territorio, medici di famiglia e pediatri e rapportarli in maniera
più responsabile nei confronti degli ospedali. Questo è il nostro
futuro, altrimenti fra un anno, due anni non potremo più corre
dietro questa emergenza. Questa è una situazione ancora al 50 per
cento di quello che succederà nei prossimi due anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, Onorevoli colleghi, nel mese di aprile,
mi pare, ho presentato un'interpellanza con la quale chiedevo
all'assessore Amata, tra le tante cose, se a seguito delle note
vicende SeeSicily ci fosse il rischio che venissero revocate le
risorse alle imprese albergatrici che avevano sottoscritto i
contratti e che non avevano però ottenuto, diciamo, le prenotazioni
per quei voucher di cui erano titolari.
L'Assessore Amata in quest'Aula ebbe espressamente a dichiarare
che l'unica ragione per la quale poteva esserci la revoca di quelle
risorse, o meglio la risoluzione in questo caso, era
l'inadempimento accertato degli operatori commerciali ed ebbe pure
a dire che era suo intendimento prorogare sino al 31 dicembre del
corrente anno la misura SeeSicily.
La discussione su l'inefficacia di questo intervento è nota, le
posizioni si sono oramai, diciamo, solidificate, è inutile che vi
ritorni; però, c'è un problema: che sono di questi giorni i decreti
dirigenziali che hanno revocato e con i quali è stato chiesto a
molti esercenti che avevano sottoscritto i contratti con la Regione
di fare le note di credito e, dunque, di restituire i soldi che
avevano già tenuto non già per inadempimento, come aveva in questa
sede dichiarato l'Assessore Amata, ma perché è venuto meno
l'interesse pubblico alla misura.
Ora, la cosa grave qual è? Non solo e non tanto la rescissione per
mancanza dell'interesse pubblico, ma il fatto che qui c'è un corto
circuito tra il Governo e gli Uffici, quello che fa il Governo e
quello che fanno gli Uffici non lo sa nessuno; l'Assessore qui
dichiara, a questo punto mentendo al Parlamento che non ci
sarebbero state le risoluzioni, gli Uffici rescindono i contratti
perché manca l'interesse pubblico e, dunque, non comprendo nemmeno
che fine abbia fatto questa ipotetica proroga fino al 31 dicembre.
Allora, Presidente, la cosa qui è grave, che si fa solo
propaganda, perché la propaganda rimane sui giornali, questi atti
amministrativi probabilmente svaniranno nel volgere di pochi giorni
dalle memorie dei cittadini siciliani, ma il nostro compito è
aprire - come diceva correttamente il Capogruppo del Movimento 5
Stelle - un dibattito su SeeSicily e su Cannes perché quello che
sta accadendo è gravissimo, non c'è più certezza del diritto, gli
operatori commerciali che dovevano aiutare ora saranno costretti a
fare le restituzioni di queste somme a causa di una misura che non
ha funzionato per problemi degli operatori commerciali, ma non ha
funzionato perché il Governo aveva, il precedente e l'attuale,
poche idee e confuse per giunta Ciò non è ammissibile
E allora, noi dobbiamo chiarezza ai cittadini siciliani e gli
operatori siciliani perché abbiamo speso milioni e milioni di euro
in misure che hanno visto l'impiego del 2, manco del 2 per cento
delle risorse con una ricaduta sul turismo prossimo allo zero,
perché, ricordo, qui tante volte, il Gruppo dei patrioti è
totalmente assente, ma ricordo tante volte che i patrioti hanno
rivendicato il grande successo. Ricordo che prima della pandemia 5
milioni circa erano le presenze turistiche in Sicilia, post
pandemia sono sempre 5 milioni le presenze turistiche in Sicilia.
Dunque, questa misura non è vero che è stata un successo perché il
punto di riferimento non è il 2020 e il 2021, è il 2019 e nel 2019
c'erano 5 milioni di turisti, nel 2021 e 2022 ce n'erano di meno
perché c'era la pandemia.
Allora, io vorrei che il Governo per una volta anziché fare
propaganda dicesse la verità ai siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, sottopongo a
quest'Aula l'ennesima forma di disattenzione di questo Governo
rispetto ad un tema che sta veramente attanagliando un intero
territorio che è il territorio delle Madonie ma non soltanto le
Madonie, i Nebrodi che ogni giorno vivono il dramma di questo
sovraffollamento dei daini, dei suidi e dei cinghiali. Devo
registrare per l'ennesima volta il non pervenuto dell'assessore
Pagana che è stata invitata opportunamente ad un incontro di
sindaci fatto la settimana scorsa, ma noi l'avevamo già organizzato
diverse settimane prima in cui abbiamo invitato, nella fattispecie
l'ha organizzato il comune di Polizzi che ha invitato tutti, io
avevo Commissione Antimafia non potevo andare ma c'erano la
rappresentanza di tanti deputati del territorio, ma nella
fattispecie avevo già invitato due mesi fa l'assessore Pagana e
sembra che sul tema lei non voglia prendere una posizione di aiuto
concreto in quei territori dove hanno una difficoltà enorme già gli
agricoltori che, ovviamente, si devono trovare a un periodo di
pandemia che li ha distrutti e con questo sovraffollamento dei
daini e dei suidi almeno un dire il Governo vuole prendere una
posizione chiara al riguardo , non pervenuta.
Allora, io dico all'assessore Pagana di mettersi d'impegno e di
non disertare ogni volta che si organizzano questi incontri
puntualmente tutti gli eventi, perché questo Governo su dei temi
che stanno a cuore ai cittadini e che attanagliano interi territori
non soltanto le Madonie, basti pensare a tutti i territori dove
ricadono dei parchi della nostra Regione, non può stare a guardare.
Assessore Pagana, lei oggi non c'è, spesso e volentieri non viene
in Aula, spesso e volentieri quando viene invitata agli incontri
ufficiali non ci va, io mi chiedo di mettere in discussione il suo
operato da assessore di questa Regione; anche perché ricordo,
assessore Pagana, che lei deve mantenere, ecco a differenza degli
altri assessori, un maggiore impegno perché è il famoso "strappo
alla regola". Lei è stata nominata nonostante non faccia il
deputato e, quindi, si deve ricordare che avendo ricevuto questa
grazia dal Presidente Schifani nel fare l'assessore senza fare il
deputato deve dare ancora maggiori risultati.
C'era l'onorevole Safina che è andato, c'era l'onorevole Vitrano
che hanno in qualche modo parlato con questi allevatori,
agricoltori, ma mancava il Governo.
Spesso e volentieri i cittadini sollecitano questo Governo che
risponde assente. E poi cosa succede? Succede pure che Schifani
compie dei miracoli. Questa a questo Parlamento, agli amici e ai
cittadini che in qualche modo seguono va raccontata, perché questa
è veramente una storia incredibile. Due mesi fa avevo investito
questo Governo di una situazione gravissima che attanagliava una
piccola a cui mancavano delle lenti a contatto che non erano
assolutamente commerciabili in Italia e quindi bastava che
l'impegno di questo Governo per cercare di sbloccare questa
situazione assurda. Allora, cosa succede? Schifani non risponde,
latita, perché bastavano due Regioni per firmare questo accordo,
due Regioni, e il Ministero alla Salute dava il suo ok. Parlo col
governatore del Piemonte Cirio, con il quale raggiungo un accordo,
grande lavoro di interesse e di intesa per risolvere questo
problema, il governatore Schifani non presente a mettere una firma
cosa fa? Ovviamente, arriva la risposta dopo l'ennesimo
sollecitamento da parte del qui presente che a volte fa un lavoro
di svilimento perché non vengono date risposte alle domande, dopo
che risolviamo il problema, questo è incredibile, dopo un mese di
risoluzione del problema ieri cosa fa Schifani? Bel comunicato
stampa sugli organi di stampa con tanto di fotografia: "grazie
all'interessamento del governatore Schifani abbiamo portato a casa
il risultato". Bugiardo oserei dire al governatore Schifani, che
non solo non fa, ma che quando fa si prende i meriti che non ha
Allora, questo non ce lo possiamo permettere. Lei, l'unico,
l'ultimo dei moicani, assessore Messina, che è rimasto in Aula deve
in qualche modo fare una reprimenda al suo stesso Governatore che
pensa di essere il Gesù Cristo su questo Parlamento, che quando
entra in Parlamento o lo incrociamo noi deputati nei corridoi
nemmeno saluta Ecco, questo atteggiamento di in qualche modo
superiorità rispetto a questo Governatore la dobbiamo smettere E
quando i deputati dell'opposizione danno un suggerimento a questa
Giunta, smettetela di prendere meriti che non avete E lo dico
anche l'assessore Aricò dopo avere fatto una battaglia enorme sul
ponte di Blufi sono contento che anche lui sta cercando di
risolvere il problema, e mi auguro che quando farà l'inaugurazione
non si metterà là col sorrisino tagliamo i nastri lo abbiamo
risolto , ma che coinvolga anche i deputati che hanno fatto una
battaglia al riguardo forte per un intero territorio. Siamo stanchi
di questo Governo inefficiente che si prende meriti che non ha
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, Presidente. Solo per raccontare ogni tanto qualcosa
di positivo. Battagliamo quotidianamente in Aula cercando di far
approvare degli emendamenti o piuttosto di portare avanti alcuni
disegni di legge che possano consentire ai nostri concittadini di
avere dei servizi migliori o di avere anche delle strutture
migliori rispetto a quelle che oggi hanno. Paradossalmente, diversi
mesi fa ho iniziato insieme a diversi colleghi di quest'Aula un
percorso costituendo un Intergruppo parlamentare che aveva e che ha
ancora oggi lo scopo di contrastare l'uso del crack e delle droghe
in generale tra gli adolescenti. Ecco, abbiamo sperimentato in
questi mesi che uno dei deterrenti rispetto al consumo e all'uso
delle droghe è quello di incentivare i ragazzi, i giovanissimi,
alla pratica sportiva. Fare sport ti consente non solo di portare
via questi ragazzi dalla strada, ma soprattutto di educarli ad una
vita sana.
E allora, se vogliamo contrastare il consumo delle droghe tra gli
adolescenti non possiamo che fare un investimento importante e
massivo all'interno delle strutture e dell'impiantistica sportiva.
Ho iniziato il mio ragionamento dicendo voglio parlare di cose
positive. E' notizia di qualche giorno fa il fatto che due atleti
di Floridia e di Solarino sono diventati campioni italiani nelle
rispettive categorie: una ragazza, Valenti nel salto in lungo di
Floridia ed un ragazzo di Solarino, Giliberto, nei 400 metri. Lei
forse non lo sa, io sono un ex atleta era un ex quattrocentista,
però devo sottolineare un aspetto che spero venga poi discusso non
solo in quest'Aula, ma sottoposto all'Assessore al ramo. Questi due
ragazzi sono riusciti a distinguersi a livello nazionale nel campo
dell'atletica leggera allenandosi su una pista in asfalto, perché
paradossalmente mentre Floridia ad oggi non ha una struttura
sportiva attiva, un impianto sportivo a Florida non esiste, avevo
presentato nella scorsa finanziaria un emendamento da 800 mila
euro per ripristinare il campo di calcio e il pallone tensostatico
a Floridia, purtroppo l'emendamento è stato impugnato e adesso
dovremmo porre rimedio a questa impugnativa, mentre per quanto
riguarda Solarino si aspetta da diversi anni la realizzazione di
una pista di atletica in tartan. Siccome Solarino ha fatto storia
nel campo e nel mondo dell'atletica leggera sfornando diversi
campioni italiani, sarebbe un bel segnale che quest'Aula ma
soprattutto che l'Assessorato allo sport dedicasse delle risorse
per consentire in ogni Comune della nostra terra la possibilità di
avere un impianto sportivo funzionante, altrimenti tutte le
battaglie che affronteremo per contrastare tutte le devianze che
oggi affliggono i nostri giovani saranno inutili.
Dobbiamo dare risposte concrete, dobbiamo proporre soluzioni, e a
mio avviso un investimento massivo sull'impiantistica sportiva per
consentire ai nostri giovani di avere un luogo in cui poter
svolgere questo tipo di attività sarebbe una bella risposta, sia di
prevenzione ma anche di risoluzione a diverse problematiche che
quotidianamente ci troviamo ad affrontare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
Colleghi, rinvio la seduta a martedì, 4 giugno 2023, alle ore
11.00, con all'ordine del giorno interrogazioni e interpellanze
della Rubrica Energia e servizi di pubblica utilità 1 e poi con i
disegni di legge che sono già incardinati.
La seduta è tolta alle ore 13.17 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
IV SESSIONE ORDINARIA
49a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 4 luglio 2023 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Economia (V. allegato)
III - VOTAZIONE FINALE DEL DIESGNO DI LEGGE:
- Ratifica, ai sensi dell'art. 117, 8 comma della Costituzione
dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano per l'istituzionalizzazione della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie varie. Modifiche di norme. (21/A
Stralcio I/A). (Seguito)
Relatore: on. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 123 - Iniziative urgenti per sbloccare il mancato pagamento
dei tirocini a valere sull'Avviso 22.
Firmatari: De Leo Alessandro; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele;
Geraci Salvatore; Balsamo Ludovico; Vasta Davide Maria; Lombardo
Giuseppe; Sciotto Matteo
- Con nota prot. n. 10268 del 1 marzo 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro.
- Da parte dell'Assessore per la salute:
N. 87 - Iniziative urgenti per superare le problematiche e le
criticità del Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio e
Sant'Isidoro di Giarre (CT) per garantire un'efficiente ed
adeguata gestione della salute pubblica.
Firmatari: Vasta Davide Maria; De Luca Cateno; La Vardera
Ismaele; Geraci Salvatore; Balsamo Ludovico; De Leo Alessandro;
Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
- Con nota prot. n. 10286 del 1 marzo 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 224 - Gravi criticità nell'erogazione dei servizi sanitari
essenziali nel Comune di Pietraperzia (EN).
Firmatari: Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 15297 del 6 aprile 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici. (n. 519).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 20 giugno 2023.
Inviato il 23 giugno 2023.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Articolo 4, comma 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n.
10 Bilanci finali di liquidazione delle Aziende Autonome di
Soggiorno e Turismo di Messina, Capo d'Orlando, Giardini Naxos,
Erice e Nicolosi. (n. 15/V).
Pervenuto in data 21 giugno 2023.
Inviato in data 23 giugno 2023.
Allegato B
- Risposte scritte ad interrogazioni
Allegato C
- ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
1 Successivamente, a seduta conclusa, modificata in: Economia .