Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.41
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute n. 50 del
5 luglio 2023 e n. 51 del 6 luglio 2023 sono posti a disposizione
degli onorevoli deputati che intendano prenderne visione e sono
considerati approvati, in assenza di osservazioni in contrario,
nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Marano.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissioni
PRESIDENTE. Do lettura dei decreti di nomina di componente di
Commissioni:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 619
VISTA l'ordinanza del Tribunale civile di Palermo,
sez. I civile, del 1 giugno 2023, pubblicata il 15
giugno successivo e notificata all'Assemblea regionale il
19 giugno 2023, con la quale è stata dichiarata
l'ineleggibilità dell'on. Nicolò Catania alla carica di
deputato regionale;
CONSIDERATO che la predetta ordinanza, ai sensi
dell'art. 22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, è
immediatamente esecutiva e che, pertanto, risulta
vacante, a decorrere dal 15 giugno 2023, il seggio già
ricoperto dall'on. Nicolò Catania nella Commissione
permanente per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea, in quanto componente
originariamente designato dal Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia XVIII Legislatura ;
CONSIDERATO che è successivamente pervenuto ricorso
in appello protocollato al n. 18306-DIG/2023 del 26
giugno 2023, notificato in pari data all'Assemblea
regionale, cosicché l'efficacia dell'esecutività
dell'ordinanza sopra citata è sospesa, ai sensi dell'art.
22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, dal giorno della
notifica telematica dell'appello, e che l'on. Nicolò
Catania è stato reimmesso nella carica di deputato
regionale, salva la definizione del giudizio di secondo
grado;
VISTA la comunicazione resa dal Presidente
dell'Assemblea nel corso della seduta d'Aula n. 48 del 21
giugno - 28 giugno 2023, secondo cui l'on. Nicolò
Catania, pur essendo stato reimmesso nella carica di
deputato regionale, non è tornato a ricoprire
automaticamente anche le cariche interne da questi già
rivestite, nella fattispecie quella di componente della
Commissione permanente per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea;
VISTA la nota protocollata al n. 3771-ARS/2023 del 28
giugno 2023, con la quale l'onorevole Nicolò Catania ha
dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Fratelli
d'Italia XVIII Legislatura ;
VISTA la nota del Presidente del Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia XVIII Legislatura , on. Giorgio
Assenza, protocollata al n. 3772-ARS/2023 del 28 giugno
2023, con la quale si designa l'on. Nicolò Catania
componente della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea;
CONSIDERATO che occorre pertanto procedere alla
relativa nomina;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
DECRETA
l'onorevole Nicolò Catania è nominato componente
della Commissione permanente per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 luglio 2023
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 625
VISTA l'ordinanza del Tribunale civile di Palermo,
sez. I civile, del 1 giugno 2023, pubblicata il 15
giugno successivo e notificata all'Assemblea regionale il
19 giugno 2023, con la quale è stata dichiarata
l'ineleggibilità dell'on. Nicolò Catania alla carica di
deputato regionale;
CONSIDERATO che la predetta ordinanza, ai sensi
dell'art. 22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, è
immediatamente esecutiva e che, pertanto, risulta
vacante, a decorrere dal 15 giugno 2023, il seggio già
ricoperto dall'on. Nicolò Catania nella Commissione
speciale per l'esame dei disegni di legge di modifica
dello Statuto, della legge statutaria di cui all'art. 9,
comma 3, e all'art. 8 bis dello Statuto e delle proposte
di Norme di attuazione da parte del Governo regionale, in
quanto componente originariamente designato dal Gruppo
parlamentare Fratelli d'Italia XVIII Legislatura ;
CONSIDERATO che è successivamente pervenuto ricorso
in appello protocollato al n. 18306-DIG/2023 del 26
giugno 2023, notificato in pari data all'Assemblea
regionale, cosicché l'efficacia dell'esecutività
dell'ordinanza sopra citata è sospesa, ai sensi dell'art.
22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, dal giorno della
notifica telematica dell'appello, e che l'on. Nicolò
Catania è stato reimmesso nella carica di deputato
regionale, salva la definizione del giudizio di secondo
grado;
VISTA la comunicazione resa dal Presidente
dell'Assemblea nel corso della seduta d'Aula n. 48 del 21
giugno - 28 giugno 2023, secondo cui l'on. Nicolò
Catania, pur essendo stato reimmesso nella carica di
deputato regionale, non è tornato a ricoprire
automaticamente anche le cariche interne da questi già
rivestite, nella fattispecie quella di componente della
Commissione speciale per l'esame dei disegni di legge di
modifica dello Statuto, della legge statutaria di cui
all'art. 9, comma 3, e all'art. 8 bis dello Statuto e
delle proposte di Norme di attuazione da parte del
Governo regionale;
VISTA la nota protocollata al n. 3771-ARS/2023 del 28
giugno 2023, con la quale l'onorevole Nicolò Catania ha
dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Fratelli
d'Italia XVIII Legislatura ;
VISTA la nota del Presidente del Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia XVIII Legislatura , on. Giorgio
Assenza, protocollata al n. 3772-ARS/2023 del 28 giugno
2023, con la quale si designa l'on. Nicolò Catania
componente della Commissione speciale per l'esame dei
disegni di legge di modifica dello Statuto, della legge
statutaria di cui all'art. 9, comma 3, e all'art. 8 bis
dello Statuto e delle proposte di Norme di attuazione da
parte del Governo regionale;
CONSIDERATO che occorre pertanto procedere alla
relativa nomina;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
DECRETA
l'onorevole Nicolò Catania è nominato componente
della Commissione speciale per l'esame dei disegni di
legge di modifica dello Statuto, della legge statutaria
di cui all'art. 9, comma 3, e all'art. 8 bis dello
Statuto e delle proposte di Norme di attuazione da parte
del Governo regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 luglio 2023 .
L'Assemblea ne prende atto.
Colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 15.43, è ripresa alle ore 18.25)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli De Leo e La Vardera.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Do lettura del decreto di nomina di componente di
Commissione:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 618
VISTA l'ordinanza del Tribunale civile di Palermo,
sez. I civile, del 1 giugno 2023, pubblicata il 15
giugno successivo e notificata all'Assemblea regionale il
19 giugno 2023, con la quale è stata dichiarata
l'ineleggibilità dell'on. Nicolò Catania alla carica di
deputato regionale;
CONSIDERATO che la predetta ordinanza, ai sensi
dell'art. 22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, è
immediatamente esecutiva e che, pertanto, risulta
vacante, a decorrere dal 15 giugno 2023, il seggio già
ricoperto dall'on. Nicolò Catania nella III Commissione
legislativa permanente Attività produttive, in quanto
componente originariamente designato dal Gruppo
parlamentare Fratelli d'Italia XVIII Legislatura ;
CONSIDERATO che è successivamente pervenuto ricorso
in appello protocollato al n. 18306-DIG/2023 del 26
giugno 2023, notificato in pari data all'Assemblea
regionale, cosicché l'efficacia dell'esecutività
dell'ordinanza sopra citata è sospesa, ai sensi dell'art.
22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011, dal giorno della
notifica telematica dell'appello, e che l'on. Nicolò
Catania è stato reimmesso nella carica di deputato
regionale, salva la definizione del giudizio di secondo
grado;
VISTA la comunicazione resa dal Presidente
dell'Assemblea nel corso della seduta d'Aula n. 48 del 21
giugno - 28 giugno 2023, secondo cui l'on. Nicolò
Catania, pur essendo stato reimmesso nella carica di
deputato regionale, non è tornato a ricoprire
automaticamente anche le cariche interne da questi già
rivestite, nella fattispecie quella di componente della
III Commissione legislativa permanente Attività
produttive;
VISTA la nota protocollata al n. 3771-ARS/2023 del 28
giugno 2023, con la quale l'onorevole Nicolò Catania ha
dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Fratelli
d'Italia XVIII Legislatura ;
VISTA la nota del Presidente del Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia XVIII Legislatura , on. Giorgio
Assenza, protocollata al n. 3772-ARS/2023 del 28 giugno
2023, con la quale si designa l'on. Nicolò Catania
componente della III Commissione legislativa permanente
Attività produttive;
CONSIDERATO che occorre pertanto procedere alla
relativa nomina;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
DECRETA
l'onorevole Nicolò Catania è nominato componente
della III Commissione legislativa permanente Attività
produttive.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 luglio 2023
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie varie. Modifiche di norme . (n. 21/A Stralcio I)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, ricominciamo dall'articolo 1.
Per dare maggiore chiarezza lavoreremo intanto sull'articolato;
successivamente, in funzione del fatto che ci sono diversi
emendamenti aggiuntivi che sono la maggior parte di carattere
certamente importante e degni di valutazione e approfondimento, si
pensa di fare un ragionamento unico e di mandarlo comunque alla
Commissione Bilancio .
Pertanto, noi adesso cominceremo con quello che riusciamo a fare
sino ad un orario consono, le 20.00-20.30, e successivamente domani
chiedo al Presidente della Commissione Bilancio , onorevole
Daidone, di poter convocare la Commissione per le ore 10.00.
Allora, passiamo all'articolo 1.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Non ho compreso perché forse mi sono distratto un
attimo, l'iter qual è?
PRESIDENTE. L'iter è di seguire gli articoli, raccogliere gli
aggiuntivi che sono meritevoli di attenzione i più importanti, di
fare un testo unico e mandarlo alla Commissione Bilancio che si
riunirà domani alle ore 10.00.
CATANZARO. Presidente, se mi dà la parola un minuto sull'ordine
dei lavori, volevo desideravo, avendo l'opportunità del Governo
dell'assessore Sammartino e non vedo l'assessore Di Mauro, anzi
l'ho visto, ieri sera si è svolta una riunione preoccupante a
Sciacca su 100 agricoltori per la vicenda del lago Arancio che in
queste precise ore e settimane sta attraversando una situazione di
grande difficoltà dove l'assessore Di Mauro ieri ha fatto un
incontro con i sindaci per la presenza dell'alga rossa, che io nel
mese già di febbraio avevo incontrato e sollecitato per questa
presenza dell'alga rossa nel lago Arancio che, di fatto, non
permette e non consente il sistema irriguo.
Ora su questa vicenda, Presidente, io avendo la possibilità veloce
con la presenza dei due Assessori riterrei davvero un argomento,
assessore Sammartino, davvero preoccupante su quello che potrebbe
accadere da qua alle prossime settimane, perché si compromette la
produzione agricola su quello che è la non possibilità del sistema
irriguo.
E allora, bisogna capire, Assessore, se c'è già una soluzione, se
avete già parlato con l'Arpa, se avete parlato con l'Asp e capire
quando questi agricoltori possono attingere dal lago Arancio.
Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Ha chiesto di parlare il Vicepresidente della Regione, onorevole
Sammartino. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
Presidente, grazie, colleghi. Io per puntualizzare, onorevole
Catanzaro come sa, la competenza, visto che c'è il collega Di
Mauro, credo sia più opportuno che risponda il collega Di Mauro che
è responsabile, col Dipartimento acque e rifiuti, dell'invaso.
Come sa, in sinergia stiamo già lavorando visto che la
preoccupazione degli agricoltori sull'alga rossa, ma soprattutto la
preoccupazione del non utilizzo ad oggi della risorsa idrica su
quella zona dell'agrigentino preoccupa le produzioni di filiera che
insistono su quel comprensorio, io ho coinvolto il collega Di Mauro
che credo potrà per competenza meglio di me rispondere alla sua
preoccupazione su quello che è un problema che abbiamo oggi
registrato sull'invaso, un invaso che è attenzionato da molteplici
provvedimenti di natura amministrativa che il collega Di Mauro sta
mettendo in campo.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Sammartino.
Assessore Di Mauro, vuole rispondere? Prego.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Subito dopo che l'Assessore all'agricoltura mi ha investito di
questa problematica, abbiamo tenuto proprio ieri un incontro a
Sambuca di Sicilia, presenti i sindaci di Sambuca, di Santa
Margherita, che sono i soggetti interessati per il territorio, la
società AICA che ha la gestione del depuratore di Sambuca, perché
quello di Santa Margherita è una gestione ai sensi del 147 e quindi
dell'Amministrazione comunale, presente anche il Consorzio di
bonifica con il direttore e il commissario e presenti anche i
funzionari dell'autorità del Dipartimento dell'acqua e rifiuti,
attraverso l'ingegnere Ginex.
La riunione si è svolta in un clima abbastanza sereno, consapevoli
tuttavia della difficoltà che in questo momento versa quel
territorio, perché siamo in un periodo di un grande caldo e quindi
la necessità di avere la disponibilità dell'acqua, che è abbastanza
accumulata nel lago in questione. Abbiamo anche ottenuto dall'AICA
che proceda con urgenza all'attivazione di una serie di controlli
sul territorio e soprattutto al completamento dei lavori di
manutenzione straordinaria che sono stati iniziati da tempo dalla
società che ha ricevuto, se ricordo bene, il 28 o 23 gennaio,
adesso non ricordo bene, l'affidamento, il trasferimento del
depuratore e, quindi, in questa settimana avremo notizie
aggiornatissime per quanto riguarda lo stato dell'acqua e riteniamo
che avere responsabilizzato anche i sindaci in ordine a quelli che
sono le cantine sociali che insistono in quel territorio, in ordine
a tutti gli allacci, ai caseifici, un'attività zelante da parte dei
sindaci attraverso anche un percorso di protezione civile, perché
possano farsi anche le verifiche in tutte le abitazioni.
I tempi che ci siamo dati sono quindici giorni, in cui completa il
lavoro l'AICA ma che, comunque, già può essere funzionale quello
che è stato fatto perché consentirà, certamente al depuratore di
Sambuca di essere nelle condizioni di avere acqua, diciamo, di
depurare bene le acque. E con riguardo a quello che è l'attività di
sensibilizzazione del territorio i sindaci ci hanno assicurato, ed
è stato redatto in questo senso un documento in cui si impegnano
con urgenza a dare conto e ragione sullo stato dell'arte in cui
versa il lago perché, a parere dell'ufficio del Consorzio di
bonifica, noi non possiamo far trascorrere dieci giorni per
l'utilizzazione di quelle acque.
Quindi, un clima di grande attenzione ma anche una situazione
purtroppo difficile, complicata, perché l'allarme del quale noi
abbiamo preso atto e che, ovviamente, vuole essere risolto, ha
necessità di alcuni tempi tecnici. Ci stiamo impegnando per
risolverli ma ci vuole un po'di tempo.
Il consorzio, ripeto, ha detto che necessitano dieci giorni,
superati i dieci giorni si rischia di perdere il prodotto, però per
quanto ci riguarda da quando siamo entrati in campo, da ieri,
stiamo cercando di fare il possibile per raggiungere l'obiettivo.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Catania Nicolò, l'onorevole
Antonino De Luca e poi l'onorevole Lantieri.
BURTONE. Io ho sentito attentamente gli interventi degli
Assessori. Ringrazio soprattutto l'Assessore Di Mauro che ha fatto
una dettagliata analisi di quella che è la situazione che si è
determinata in quell'area, però io sono particolarmente preoccupato
perché avendo questa consapevolezza di competenze che si
intrecciano, i consorzi di bonifica dicono qualcosa, poi
l'assessorato ai rifiuti e all'acqua, giustamente prospetta altre
questioni, l'Assessore all'agricoltura dovrebbe presidiare le
questioni agricole. Ripeto, io manifesto una particolare
preoccupazione, che il sistema stia sfuggendo di mano.
L'assessore Sammartino spesso dichiara che c'è una proposta di
modifica, di riforma globale dei consorzi di bonifica, è lanciare
la palla avanti, aspettiamo che si farà questa riforma, ma
attualmente il problema chi lo gestisce? Ci sono competenze,
ripeto, che confliggono tra di loro, ma quello che mi preoccupa è
che ci sono consorzi di bonifica che sono bloccati. Lei lo sa,
assessore, che attualmente nell'area di Scordia, Palagonia e
Lentini non si distribuisce neppure un litro di acqua irrigua? Mi
pare che lei dovrebbe saperlo. La situazione attualmente non è
diventata disastrosa, dal punto di vista della perdita del
prodotto, perché abbiamo avuto queste copiose cadute di acqua nel
mese di giugno, ma siamo a metà luglio e questa caratteristica del
terreno man mano cambia, perché abbiamo delle temperature
assolutamente alte.
Allora io, Presidente, sollecito i due Assessori di fare una
riunione, con la presenza del Presidente della Regione, con le
associazioni di categoria, perché al di là di questo processo di
riforma globale che viene individuato, si metta al centro quella
che è la situazione attuale dei nostri consorzi di bonifica, perché
gli operai non sono stati utilizzati fino in fondo, così come
avrebbe dovuto prevedere la norma, ci sono degli affidamenti che
non vengono fatti perché i Consorzi non hanno le condizioni
economiche per farle, e la situazione agricola diventa pesante,
signor Presidente, ci sono difficoltà. Non c'è nulla da ridere,
Assessore, perché lei sa che io sto parlando con le parole della
verità, perché mi sono state rappresentate dagli agricoltori
CATANZARO. Vergogna
BURTONE. Lei deve avere consapevolezza delle difficoltà che oggi
vive il mondo agricolo. Noi non possiamo aspettare questo sogno
della riforma, speriamo che sia una riforma seria, però ci sono
problemi immediati che gli assessori debbono risolvere.
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Grazie, Presidente. Il mio intervento era mirato
un po' alla prima questione che era stata sollevata puntualmente
dal collega Catanzaro, ma l'intervento del collega Burtone tedia un
po' la questione perché volevo rassicurarlo, non volevo fare
l'avvocato del Governo, ma mi tocca farlo in quanto componente
della III Commissione, proprio stamattina è stato già affrontato in
prima battuta in Commissione con una presentazione di questa
riforma dei consorzi di bonifica, che non è nulla di, come dire,
come diceva bene questa mattina l'Assessore, di eccezione ma è
qualcosa di obbligato, di immediato, che dobbiamo per forza di cosa
continuare a portare avanti in Commissione, c'è stato un impegno
ben preciso, l'assessore lo ha rispettato nei termini assunti con
la Commissione, ha presentato il disegno di legge e oggi abbiamo
iniziato a fare già la prima discussione.
Ci siamo dati una scadenza piuttosto importante con il Presidente
della Commissione, con il Presidente Vitrano, e quindi nelle
settimane a venire faremo le audizioni, arriveremo penso a
concludere il processo quanto più urgentemente possibile.
Questo è un modo per tranquillizzare un po' l'onorevole Burtone e
quant'altri ancora su questa cosa, ovviamente con le dovute
motivazioni, portano ancora in evidenza la questione.
La questione invece sollevata dall'onorevole Catanzaro mi preme
molto, perché apprezzo sicuramente il lavoro, la presenza fisica
dell'assessore in quel di Sambuca, per questa tematica che riguarda
il lago Arancio - se l'onorevole Carta mi dà la possibilità di
parlare con l'assessore - ma qui la questione, caro assessore, non
è che si risolve in tempi brevi e riusciamo a salvare il patrimonio
culturale o le produzioni che già sono di per sé danneggiate, il
danno già è fatto, e fatto con un'altissima percentuale, aspettare
ancora anche altri dieci giorni significherebbe mettere in
ginocchio un'agricoltura intera che non riguarda soltanto quei due
comuni ma tutto il territorio che il lago Arancio serve.
Qui la questione è piuttosto particolare, e se mi consente anche
un po'delicata, perché interviene l'Arpa su questa questione,
interviene con un verbale che blocca, sostanzialmente, tutto perché
dai campioni, dalle analisi, vien fuori un risultato un
po'particolare, e a nulla è servito l'ulteriore immissione di 3
milioni di metri cubi di acqua per cercare di diluire un po' le
questioni; allora qui il tutto ormai saprà sicuramente l'assessore
è in mano all'Asp competente che deve emettere un parere, c'è una
via di uscita, si è trovata tempi fa, si può riproporre, la via
d'uscita è quella di autorizzare l'uso irriguo di quell'acqua
soltanto per le colture arboree, che non hanno, certificato alla
mano, nessun tipo di problematica rispetto a un'irrigazione
allorché c'è la presenza di questa alga rossa. Questo potrebbe
essere già, come dire, un primo rimedio, almeno a farne soffrire
metà delle produzioni che abbiamo in sospeso; quindi, io invito
onestamente e in maniera diretta il Governo a intervenire in tal
senso, a cercare di avere questa interlocuzione con l'Asp di
Agrigento, perché su questa tematica veramente mettiamo in
ginocchio un'intera produzione agricola che, oggi, manderebbe tutti
al collasso economico e sociale.
Questo è, come dire, un suggerimento che vorrei dare al Governo
perché onestamente è possibile fare qualcosa in attesa che in
questi giorni con le verifiche che farà la società che ha avuto
l'incarico possa magari darci l'opportunità di aprire i rubinetti
per qualsiasi tipo di cultura, grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
semplicemente due questioni: tempo fa io le avevo scritto una
missiva chiedendole di tornare ad autorizzare i giornalisti ad
essere presenti in Aula, lei mi rispose che già potevano tornare ad
assistere ai lavori, però, volevo chiedere chiarimenti in quanto
vedo che seppure come mi ha detto lei non ho motivo di dubitarne
essere autorizzati, come mai non sono presenti in platea? Se non ci
sono giornalisti che si sono accreditati a seguire i lavori d'Aula,
o se ci sono delle procedure che ancora non sono state portate
avanti.
La seconda cosa - così fa tutto in una volta - ricordarle
semplicemente l'impegno a convocare la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari al fine di calendarizzare le prossime
sedute d'Aula, tra cui quella che le avevo chiesto su SeeSicily e
su Cannes, grazie.
PRESIDENTE. Entrambe le domande che mi ha posto hanno risposta
felice, la prima perché i giornalisti possano entrare serenamente,
se non ci sono non li possiamo andare a prendere noi, magari, visto
e considerato che abbiamo posticipato l'Aula sei volte, è probabile
che si siano allontanati, loro hanno tranquillamente la possibilità
di potere accedere, a meno che non mi smentiscano gli Uffici ma non
mi pare, quindi questa è la prima questione, perfetto quindi
possono entrare, abbiamo rinviato l'Aula diverse volte, è possibile
che loro non siano qui per questa ragione, sulla seconda questione
così come le è stato detto nella scorsa seduta, nella prima
capigruppo utile che faremo, tra oggi o domani, affronteremo anche
la questione che mi aveva sottoposto, va bene?
Congedi
PRESIDENTE. Sono da considerarsi in congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli La Rocca, Mancuso e Gallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
parlare per cercare di risolvere il problema con il vicepresidente,
l'onorevole Luca Sammartino, l'assessore all'agricoltura, perché
l'anno scorso, proprio in questo periodo, lei era deputato come me,
la diga Sciaguana che si trova nei pressi di Agira- Regalbuto, ha
avuto un problema e non si poteva dare l'acqua ai contadini perché
prima si diceva che c'era una problematica di acqua, e poi,
successivamente di tubi, comunque non si riusciva a risolvere il
problema, e gli agricoltori che insistono in quella zona erano in
gravi difficoltà, al che io ho pensato bene di fare una riunione in
loco, dove ho convocato sia i responsabili del consorzio, i
responsabili dell'assessorato all'energia e l'autorità di bacino,
facendo una riunione con tutti i soggetti protagonisti si è capito
qual era il problema, e nel giro di pochi giorni siamo riusciti a
dare l'acqua - sono riusciti loro - ma siamo riusciti anche noi
con l'intervento della politica, a dare l'acqua a quel bacino.
Adesso si sta ripetendo la stessa cosa con la diga Pozzillo, dove
prima c'era un problema con l'Enel che ho risolto parlando con i
responsabili dell'Enel. Poi ho coinvolto il commissario, nominato
da lei, del Consorzio di bonifica esponendo quelle che erano le
difficoltà: bene, adesso la diga, per fortuna, ha molta acqua, però
non si può dare l'acqua per irrigazione perché, con i tubi in
pressione si è notato che ci sono molti fori, dei buchi, insomma
che non c'è stata manutenzione.
Io, l'anno scorso, avevo chiesto di fare prevenzione prima di
mettere sotto pressione i tubi in modo che, con la nuova stagione,
non avremmo avuto problemi. Assessore, non è un'accusa,
assolutamente E' soltanto per aggiornarla, perché sicuramente lei
non sa questa problematica del territorio di Enna, se può fare
intervenire il commissario nominato da lei, per cercare di trovare
una soluzione, per ...anche delle somme. No, non c'entra
l'assessore Di Mauro. No, è un fatto di consorzi di bonifica. E' un
problema di pressione di tubi, perché ci sono dei fori, perciò
serve una manutenzione. Perciò, un preventivo fatto dal Consorzio e
noi ci dovremmo, poi, impegnare in modo che tutti gli agricoltori,
e tutti gli agrumeti di quella zona, possano avere la possibilità
di irrigare e non di chiudere completamente con l'agricoltura.
Grazie assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è, ci sono gli ultimi due interventi. L'onorevole
Safina e l'onorevole Di Paola. E l'onorevole Ardizzone, non l'avevo
vista.
SAFINA. Presidente, colleghi, Governo, io ho ascoltato i colleghi
che mi hanno preceduto che, correttamente, parlano di distribuzione
di acqua agli agricoltori. C'è, però, un problema più serio. Se non
interveniamo subito, alcuni agricoltori tra qualche anno non
saranno più tali, perché le piogge del mese di maggio e di giugno
hanno creato gravissimi danni all'agricoltura.
Il 40 per cento delle produzioni della vite andrà persa a causa
della Peronospora. C'è un problema generale, che riguarda
complessivamente l'andamento del mercato. Il consumo, soprattutto,
dei rossi è crollato e, quindi, le cantine, soprattutto le cantine
sociali, hanno accumuli di riserve che non potranno vendere.
Io, proprio oggi, ho presentato anche alla luce di alcuni incontri
che abbiamo avuto ai quali hanno partecipato anche i colleghi
Pellegrino e Ciminnisi un ordine del giorno col quale si chiede al
Governo di andare oltre la delibera del 15 di giugno. Perché la
delibera del 15 giugno è sicuramente corretta. Va chiesto lo stato
di emergenza, ma va immediatamente convocato, col Governo
nazionale, un tavolo tecnico perché noi non possiamo più attendere.
La vitivinicoltura, soprattutto nella Sicilia occidentale, rischia
veramente di sparire se non metteremo in campo la distillazione di
crisi, se non metteremo in campo una serie di interventi a sostegno
degli agricoltori.
Probabilmente sarebbe il caso di rivedere, a partire da subito
l'OCM vino, spostando alcune risorse dagli investimenti ai
produttori, perché altrimenti non avremo più che cosa produrre, e
poi per verificare la possibilità anche di addivenire alla
cosiddetta "vendemmia verde".
Io spero che il Governo voglia esprimere apprezzamento per questo
ordine del giorno e spero che possa chiedere, immediatamente, al
Governo nazionale di convocare un tavolo, per addivenire allo
stanziamento delle risorse necessarie perché capisco che solo col
bilancio regionale non è possibile risolvere il problema della
vitivinicoltura siciliana, che, però, rappresenta la gran parte
delle viti di cultura del nostro Paese e in Sicilia in particolare.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Safìna.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Presidente, io ci tenevo intanto a sottolineare - e mi dispiace
per questo - l'assenza del Presidente Schifani, che non era
presente né nel passato disegno di legge, e credo che c'erano norme
di importanza per tutti i siciliani, tant'è che il Governo ha
spinto per quel disegno di legge, è stato approvato anche con il
supporto dell'Assemblea in brevissimo tempo perché era una
richiesta specifica da parte del Governo regionale, e il
presidente Schifani due settimane fa non era presente in Aula
nemmeno per il voto finale; oggi, noi stiamo proseguendo gli
articoli di quel disegno di legge che sono stati stralciati e
portati in Aula in una tempistica diversa.
Poco fa i colleghi intervenivano sulle problematiche che
riguardano l'agricoltura e, quindi, a riguardo degli agricoltori
siciliani, ma possiamo parlare pure sulle problematiche a riguardo
delle marinerie siciliane e su tanti settori che in questo momento
in Sicilia risultano avere grandi difficoltà.
Quello in cui non si ha difficoltà, e io voglio capire, e
ritorniamo, sembrerà Presidente, qual è la visione di sviluppo da
parte di questo Governo regionale per la Sicilia, perché quello che
non ha difficoltà ad oggi per la Sicilia è il discorso energetico.
Quindi, la Sicilia, ad oggi, per quello che posso vedere io
Presidente ma, le posso dire che oramai anche molti che stanno
studiando e stanno verificando come sta agendo il Governo nazionale
e come sta agendo questo Governo regionale, che non porta in Aula e
in Commissione proposte di sviluppo che vanno in determinate
direzioni, noi stiamo diventando la Regione che fa da passaggio al
gas, dove si lavora il petrolio, tutte risorse importantissime sia
a livello nazionale, che a livello europeo, che a livello
regionale.
Ora, Presidente, io non capisco perché noi come Regione siamo solo
di passaggio rispetto a queste risorse? Perché quando qui un anno
fa - perché è quasi passato un anno - il presidente Schifani
diceva che sarebbe andato - a livello nazionale - a battere i
pugni per far sì che la Regione siciliana diventi come la Regione
Basilicata, perché nella Regione Basilicata la maggior parte delle
cose rimangono in quel territorio, c'è della scontistica per quanto
riguarda l'energia per i cittadini della Basilicata e noi, invece,
a livello regionale non mi sembra, Presidente, e mi corregga - io
lo chiedo a lei perché in assenza del Presidente della Regione,
magari ci sarà il Vicepresidente della Regione o qualcuno del
Governo che magari ci dirà qual è la prospettiva di sviluppo - non
si capisce perché noi come Regione siciliana abbiamo le risorse,
perché qua noi in questo momento abbiamo risorse che sono
strategiche a livello nazionale, abbiamo risorse che in questo
momento portano avanti non solo lo sviluppo dell'intera Italia ma
anche dell'Unione Europea, abbiamo giacimenti e situazioni che
sono strategiche, ma non capisco perché poi il Governo regionale su
questo non dica nulla.
E anzi, Presidente, c'è l'aggravante, e mi dispiace dirlo perché
lei fa parte anche di quella forza politica che sta avallando
l'autonomia differenziata, perché noi non solo in questo momento
non abbiamo prospettive di sviluppo e non stiamo battendo i pugni a
livello nazionale su proposte che possono servire in Sicilia, ma
nello stesso tempo siamo supini per quanto riguarda l'autonomia
differenziata; e, Presidente, glielo dico in maniera abbastanza
concreta, noi qui avremo uno dei più grossi giacimenti - e il
Presidente Schifani un anno fa quando ha fatto il suo discorso di
insediamento ne ha parlato, ha accennato, che è "Argo-Cassiopea",
dove ci saranno milioni e milioni di metri cubi di gas che verranno
estratti e verranno portati poi al Nord Italia, verranno portati
fuori dalla Sicilia.
Di tutto quel gas a livello regionale non rimane nulla, quindi,
per quanto riguarda i siciliani non c'è nessuna scontistica e,
inoltre, tutti i comuni che vengono interessati dalle estrazioni,
che vengono interessati in generale, Presidente, perché ce lo
dobbiamo dire, perché dove ci sono quegli insediamenti comunque
stiamo facendo dei danni ambientali anche se oggi la tecnologia è
migliorata, possiamo dire tutto quello che vogliamo, ma comunque
stiamo facendo dei danni ambientali, stiamo facendo dei danni al
settore della marineria, stiamo creando ripercussioni che
riguardano quei territori.
Ora: o ci sono delle compensazioni serie e la Regione siciliana,
il Presidente Schifani viene qui in Aula e dice: Il mio progetto
di sviluppo per la Sicilia è questo , o noi continueremo a trattare
disegni di legge, norme, Presidente, che sono fini a se stessi e
che i cittadini oggi non capiscono più, non comprendono più.
Grazie.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
vedo che siamo a temi a piacere, a un certo punto approfitto della
presenza dell'assessore Messina per chiedere chiarimenti in
merito...
PRESIDENTE. No, onorevole Ardizzone, hanno chiesto di intervenire
poi hanno fatto interventi...
ARDIZZONE. ... hanno seguito, e sì, però, approfitto della
presenza dell'Assessore, esattamente due minuti.
Considerato anche che dalla Commissione ultimamente l'Assessore
non è neanche passato, ma sicuramente non per impegni personali ma
istituzionali, quindi approfitto della presenza per chiedere
chiarimenti su un tema che, a mio parere, è importantissimo anche
perché è finito sulle testate giornalistiche nelle ultime settimane
e parlo delle indennità per quanto riguarda gli amministratori
locali.
Qualche giorno fa il Dipartimento ha emesso il decreto per la
distribuzione di quelli che sono i finanziamenti che abbiamo
inserito all'interno dell'ultima finanziaria, ma su questo io
personalmente ho diversi dubbi. Il primo per quanto riguarda quello
che è inserito all'interno del decreto è il metodo di finanziamento
agli enti locali, perché nel decreto lei come Assessore dice agli
enti locali che devono dimostrare, attraverso una determina, una
delibera al Dipartimento, di aver aumentato le indennità e che,
quindi, alla dimostrazione il Dipartimento riconosce il 60% della
quota e che poi l'ultima parte della quota, del contributo, verrà
data a dimostrazione del maggior onere a carico
dell'amministrazione comunale. Ma questo, dico, è un po' ad
interpretazione.
Ne approfitto per chiedere, appunto, se le amministrazioni
comunali devono dimostrare al Dipartimento, in effetti, di
affrontare davvero il maggior onere anche perché abbiamo visto
dalle tabelle di distribuzione del riconoscimento del contributo
dell'Assessorato che contribuirà solamente per un coefficiente del
30% in percentuale, rispetto al 68% dell'aumento.
Quindi la domanda è: le amministrazioni comunali potranno
aumentare l'indennità solamente di quel 30% riconosciuto
dall'Assessorato oppure dovranno aumentare, per come tra l'altro è
scritto nella legge? E arrivo al secondo dubbio.
Questa Assemblea ha recepito una norma nazionale anche in una
materia in cui abbiamo autonomia e competenza.
Recependo quella norma nazionale che dispone un'obbligatorietà
entro il 2024 dell'aumento delle indennità e che tra l'altro
dispone anche quegli scaglioni per arrivare a regime nel 2024, io
temo, ma questo è un dubbio, chiedo a lei di dare delucidazioni,
temo che gli enti locali che recepiscano quella norma poi siano
veramente obbligati nel 2024 ad entrare a regime e, quindi,
aumentandole del 100% e che tra l'altro noi non ci possiamo
permettere di inventare degli scaglioni nostri chiedendo un aumento
solamente del 30%.
Questo è un mio dubbio e, tra l'altro, le dico, mi sono
confrontata con gli uffici del dipartimento e già gli uffici la
pensano esattamente in questo modo, e confrontandomi anche con
alcuni segretari comunali dei territori che hanno già attuato la
delibera per l'aumento delle indennità e vedono anche loro quel
carattere di obbligatorietà nel recepimento della norma.
Quindi, assessore, se così non fosse cioè se non era intenzione di
questo Governo chiaramente obbligare i comuni, e come abbiamo
detto, portare ulteriore aggravio ai bilanci comunali o si fa
chiarezza o si interviene con una norma perché in questo modo si
agisce totalmente nel caos.
Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi andiamo all'articolato.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io invece
intervengo proprio su questo argomento perché avevamo pensato di
risolvere e fare anche un atto di giustizia Nei confronti degli
amministratori siciliani e però, spesso come ci capita, abbiamo
finito, o almeno così appare, per rendere più caotica
l'applicazione di questa norma.
Allora, Assessore, voglio essere semplice e se c'è bisogno il
Governo dica come vuole risolvere. E' evidente che le indennità
degli amministratori aumentavano innanzitutto sul parametro del
sindaco, a secondo il numero di abitanti, ed è naturale, così come
prevede la legge, che l'indennità, quindi, degli assessori per la
parte delle giunte, dei consiglieri comunali sia in percentuale
rispetto all'indennità percepita dal sindaco, credo che la legge
preveda il 30 per cento.
Ora, qual è il paradosso? Che da un lato abbiamo riconosciuto
l'aumento agli amministratori, sindaci e giunte, dall'altro lato
quest'interpretazione che secondo me è da azzeccagarbugli che
abbiamo determinato in Sicilia ha determinato il fatto che ai
consiglieri comunali non si applica l'aumento previsto per i
sindaci. Allora, mi pare che non fosse questo lo spirito della
legge, non era questo lo spirito con il quale siamo intervenuti al
di là del finanziamento. Io credo che ci debba essere un atto
chiaro che secondo me non può che essere anche un atto di tipo
amministrativo con una circolare interpretativa.
La percentuale di aumento dalla vecchia indennità alla nuova
indennità che ha il sindaco va rapportata, quella percentuale,
anche all'aumento dei gettoni di presenza per i consiglieri
comunali. Altro che stabilire noi nuovi gettoni, l'ordinamento,
credo che basti una semplice operazione aritmetica: le indennità
per i sindaci sono aumentate del 30 per cento, il gettone di
presenza corrispondente al consigliere che opera in quel comune
aumenta del 30 per cento come quello del sindaco, cioè non in
valore assoluto quindi un aumento equiparato a quello del sindaco,
ma in valore percentuale. Così facendo avremmo già risolto tutta
questa querelle che sento dire che in ogni comune c'è un caos, per
cui i sindaci si applicano l'aumento, i consiglieri sono in quella
condizione che non sanno se si può applicare, fino a correre il
rischio - e lo dico dichiarandolo in Aula - che si possa
determinare quello che si determinò, forse lei era giovane
Assessore, una ventina d'anni fa quando quest'Assemblea con una
norma speciale stabilì che i comuni rientranti nelle perimetrazioni
delle aree metropolitane che erano in via di costituzione, non le
città metropolitane, le aree metropolitane della vecchia legge 26,
aumentavano il gettone, cresceva del 50 per cento rispetto a quello
percepito dal comune in via ordinaria facente parte dell'area
metropolitana. Risultato, la Corte dei conti ha aperto fascicoli
di responsabilità contabile in maniera diffusa, determinando
situazioni anche incresciose, gente che ha dovuto restituire,
eccetera, eccetera.
Allora, che ci vuole Assessore a fare in modo che si applichi la
legge così come si era interpretata. Non ci vogliono i soldi,
questa storiella dei soldi chiudiamola perché nella storia
dell'Assemblea regionale e dell'ordinamento degli enti locali le
indennità non sono mai state connesse al trasferimento della
Regione. L'abbiamo fatto per la prima volta ora in ragione del
fatto che l'ha fatto lo Stato, ma come contributo agli enti locali;
non è che le indennità degli amministratori locali dipendono dal
bilancio della Regione.
Il bilancio della Regione trasferisce risorse secondo quanto
previsto dalla legge, ma le indennità sono materia che attiene
all'ordinamento autonomo di ogni singolo comune, anche perché un
comune può decidere di aumentarsele, può decidere di non
aumentarsele, è nell'ambito della competenza autonoma statutaria
del proprio comune.
Allora, non parliamo di soldi, qui parliamo di interpretazione
della legge. Ripeto, basta secondo me una circolare interpretativa
che i gettoni di presenza aumentano nella stessa percentuale nei
comuni in cui è aumentata l'indennità del rispettivo sindaco e in
misura percentuale rispetto a quanto la legge stessa prevede del
rapporto tra l'indennità del sindaco e l'indennità del consigliere
comunale.
Se facciamo così non c'è bisogno di fare, sento dire che dovremmo
fare una nuova norma, che addirittura dovremmo ora sganciarci
dall'ordinamento nazionale per consentire di ripristinare una
competenza autonoma della Regione siciliana.
Vi ricordo che in nome della competenza nazionale abbiamo fatto la
norma di adeguamento delle indennità, quindi, evitiamo di
impazzire.
Credo che sia un atto di buona amministrazione e di buon senso e
soprattutto di dare certezza agli amministratori.
Assessore, se lei si dota di un Gabinetto un poco più strutturato
giuridicamente forse qualche problema lo risolviamo, diciamo, senza
dovere impazzire dietro le interpretazioni.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Prima di dare la parola
all'assessore Messina, che l'ha chiesta in risposta a questa
questione, mi permetto di aggiungere un qualcosa in più rispetto
alla sua riflessione, onorevole Cracolici, rispetto a una
percentuale fissa probabilmente questo non è il percorso più
corretto, perché ci sono dei comuni - lei mi insegna - dove c'è il
raddoppio delle indennità, alcune con una percentuale inferiore,
quindi si deve tenere in considerazione anche la percentuale per la
quale viene aumentata.
Comunque, c'è un impegno, un dialogo che abbiamo avuto con l'Anci
e c'è un dialogo che ha pure questo Governo per trovare la
soluzione.
Ha facoltà di parlare l'assessore Messina.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, Presidente. Volevo rispondere a tutti e due i quesiti.
Innanzitutto per quanto riguarda il decreto di trasferimento delle
somme ricordo all'Assemblea che in finanziaria abbiamo previsto una
copertura di circa 6 milioni, che equivale più o meno al 50 per
cento della somma globale che occorre per aumentare l'intero
importo che ha stabilito la tabella dello Stato. Quindi,
chiaramente, i comuni possono avere quella erogazione se ci
dimostrano che vogliono avvalersi di questa norma che prevede
l'aumento, se loro provvedono a deliberare e a richiedere e a
dimostrare che vogliono l'aumento, chiaramente, la Regione erogherà
un acconto del 60 per cento, così come previsto nel decreto, e poi
a rendiconto finale verrà erogata la differenza del 40 per cento.
I comuni possono decidere di operare l'intero aumento, quello che
è previsto nella tabella ministeriale, come si diceva poco fa,
intorno al 65, 68 per cento dell'importo base o operare solamente
un aumento diciamo equivalente a quello che è il contributo che la
Regione in questo momento può erogare che, chiaramente, è
proporzionale a quei 6 milioni di cui abbiamo detto.
Quindi, se i comuni operano solamente un aumento relativo a
quella quota parte avranno l'intero importo erogato, chiaramente
l'erogazione globale avverrà a fine anno, si fa l'erogazione così
come per tutti i contributi che la Regione eroga con
un'assegnazione iniziale del 60 e un'erogazione del 40 a saldo ad
avvenuto rendiconto; se, invece, i comuni vogliono operare il 100
per cento dell'aumento possibile, così come già - diciamoci la
verità - lo potevano fare prima a prescindere dal contributo da
parte della Regione, chiaramente la Regione darà sempre quel
contributo e la differenza rimarrà a carico dei bilanci comunali.
Non v'è dubbio che tutta questa operazione, onorevole, riguarda
solamente l'esercizio 2023, nulla ovviamente abbiamo deciso in
questo momento, credo, per il 2024 e quindi poi decideremo
eventualmente se mantenere questa previsione o eventualmente
aumentarla.
Volevo rispondere all'onorevole Cracolici che per quanto riguarda
la situazione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali
preciso che, è vero che la Regione nel 2015 ha deciso con una legge
regionale che si avvale dei parametri e delle tabelle previste da
un decreto ministeriale dello Stato, quindi in questo momento la
Regione non ha deciso né per i sindaci e neanche per i consiglieri
comunali di determinare gli importi.
Ultimamente, abbiamo capito e detto poco fa che lo Stato ha
aumentato l'importo dei sindaci e, quindi, stiamo erogando quel
contributo, però faccio presente che lo Stato non ha aumentato
l'importo dei gettoni dei consiglieri comunali.
Quindi, se ci rapportiamo con quella norma del 2015, la n. 11 se
non erro, se ci rapportiamo alla tabella ministeriale i gettoni di
presenza, l'importo dei gettoni di presenza non viene aumentato
automaticamente e chiaramente non può essere fatto neanche per
circolare.
E' vero che l'importo dei gettoni di presenza non può essere
superiore a un terzo di quello che è l'indennità del sindaco del
comune a cui si fa riferimento, però chiaramente per poter
permettere di raggiungere quel terzo, onorevole, o modifichiamo
quella norma e credo, come diceva poco fa il presidente Galvagno,
in questo momento c'è anche un'interlocuzione con l'Anci e, quindi,
probabilmente da qui a breve potremmo anche portare in Assemblea
una proposta modificativa in cui decidiamo di aumentare o
modificare l'importo del gettone di presenza, altrimenti in questo
momento dobbiamo solamente applicare quella che è la tabella dello
Stato che, non essendo stata aumentata recentemente, non abbiamo
capacità con una circolare di potere modificare quella che è una
previsione normativa, quindi, se vogliamo possibilmente da qui a
breve potremmo anche modificare quella norma e decidere che noi,
perché questo sta nella nostra prerogativa regionale, determiniamo
l'importo del gettone di presenza e in quella fase potremmo anche
aumentarlo o diminuirlo e a quel punto potremmo anche avere una
nostra tabella e un nostro parametro, diciamo così, regionale.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Messina.
Stralcio I
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 21/A
Stralcio I
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Modifica di autorizzazione di spesa per la
valorizzazione e la fruizione sociale dei parchi e delle riserve
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 17 dell'articolo 14
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 è rideterminata, per il
triennio 2023-2025, in euro 150.000,00 annui (Missione 9, Programma
5, capitolo 842009). Ai maggiori oneri discendenti dal presente
articolo si provvede mediante riduzione di pari importo delle
disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704».
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti soppressivi.
L'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli De Luca Antonio e altri
è mantenuto.
DE LUCA ANTONINO. E' mantenuto, Presidente. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Volevo avere un chiarimento
anche in esito all'incontro che abbiamo avuto prima con lei, con
l'assessore Sammartino. Questo articolo interviene sul triennale
2023-2025 perché i 150.000 euro in favore di parchi e riserve,
ricordo anche di che si tratta, si tratta di un fondo che i parchi
hanno per indennizzare i privati, gli imprenditori, che per
adeguarsi alle normative del decreto legislativo, hanno un lucro
cessante l'uro diminuito. Ora, al netto che questa è una legge del
1981, quindi, dovremmo anche capire questi indennizzi in che misura
sono stati corrisposti e per quanto tempo ancora dovranno essere
corrisposti, perché non immagino che sul territorio un imprenditore
dal 1981 al 2023 continui a mantenere le attività se queste non
hanno una resa, altrimenti diventerebbe una rendita a vita a carico
della Regione siciliana, ma credo che questa norma debba essere
tolta dal testo, Presidente, esattamente per i motivi di cui
abbiamo discusso prima. Questa norma riguarda il triennale, quindi,
dovrebbe andare in finanziaria e non in questo stralcio, come mi è
stato spiegato, cioè parole vostre
PRESIDENTE. Su tutti gli aggiuntivi
DE LUCA ANTONINO. Che riguardava anche...
PRESIDENTE. Su tutti gli aggiuntivi
DE LUCA ANTONINO. Ma aggiuntivo o non aggiuntivo, scusi, un
aggiuntivo non entra perché incide sul triennale e, quindi, va
fatto in finanziaria, però un articolo che entra nel testo e incide
parimenti sul triennale va bene. Lei comprende facilmente che non
ha alcun senso né giuridico, né procedurale. Se noi diciamo che le
norme che riguardano il triennale dovrebbero andare nel momento in
cui si discute il triennale, quindi, quando approveremo il
triennale con la finanziaria anche questo deve fare parte di quel
ragionamento, cioè mi pare una cosa anche logica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. E' vero che abbiamo detto che sugli
aggiuntivi nessun emendamento che aveva bisogno della copertura
triennale sarebbe stato inserito, sull'articolato che è un testo
che tra l'altro è uscito dalla Commissione Bilancio' sì, quindi.
Assessore se vuole aggiungere qualcosa, però abbiamo già dato
risposta.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, in aggiunta
a quello che lei ha detto, soltanto vorrei precisare al collega De
Luca che, sostanzialmente è vero che c'è una previsione finanziaria
triennale ma è sempre a legislazione vigente, cioè 2023- 2024-2025,
così come dice la nostra legge di stabilità triennale che parte dal
2023 e arriva al 2025, quindi, non stiamo andando al 2026, per cui
la norma ha la sua copertura finanziaria, è una norma ancora in
vigore e può essere ben rifinanziata.
PRESIDENTE. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non parlo sulla triennalità, parlo
sulla ragione di questa norma perché abbiamo approvato a maggio una
norma che prevedeva 150 mila euro per annualità, 2023- 2024-2025,
sostanzialmente il rimborso ai proprietari delle aree di parco e,
credo, anche delle riserve. O solo dei parchi, Assessore? Anche
delle riserve.
Questo importo, normalmente, ha avuto questa entità finanziaria,
circa 150 mila euro l'anno. Cos'è che determina il raddoppio di
un'esigenza, oltre tutto a metà dell'anno in corso? Ancorché sia
triennale? Cioè o viene giustificato un provvedimento per cui si
giustifica che, rispetto... perché questo contributo esiste, credo,
dal 2014 ed abbiamo sempre dato 150 mila euro l'anno. Cosa avviene
nel 2023 avendolo già approvato con 150 mila euro per cui oggi lo
dobbiamo raddoppiare? Perché con questo emendamento raddoppiamo la
previsione che era contenuta nella legge di bilancio che abbiamo
approvato a maggio.
Ecco se l'Assessore ci spiega perché, ripeto, c'è un'esigenza, una
sopravvenienza straordinaria, addirittura ho visto che c'è pure un
emendamento che aumenta ancor di più questa previsione. Si può fare
tutto, basta che qualcuno ci spiega perché dobbiamo farlo, perché
credo che una previsione, come dire storicizzata, se ad un certo
momento muta dobbiamo spiegare perché sta mutando e non perché,
magari, l'Assessore fa più simpatia di altri e, quindi, gli
approviamo una norma specifica. Basta che si spiega e siamo pronti
a discutere.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, vuole rispondere all'onorevole
Cracolici?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, soltanto per
ribadire quello che abbiamo detto. Sostanzialmente, come dire, c'è
una relazione anche tecnica che è stata versata in atti e che
prevede la necessità di ulteriori risorse da mettere. Vorrei
ricordare che queste somme venivano inserite puntualmente anche
nelle precedenti finanziarie e, quindi, nei precedenti bilanci. Non
stiamo facendo altro che mettere dinanzi a un'esigenza, stiamo
mettendo i 150 mila euro per far fronte...
CRACOLICI. Di più
FALCONE, assessore per l'economia. No no, perché non c'erano. Ci
fu una dimenticanza
DE LUCA ANTONINO. Non c'è nel triennale 22-24?
PRESIDENTE. Intanto, chiedo all'onorevole De Luca Antonino se
l'emendamento 1.1 è ritirato. Onorevole De Luca, il soppressivo
chiedo se è ritirato o meno.
DE LUCA ANTONINO. No.
PRESIDENTE. No. Allora, pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi
è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.5 e all'1.4 che non si possono...
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori - lei mi
manderà in confusione, Presidente -, fino a ieri pensavo che
potesse intervenire da questo scranno solo chi avesse fatto il test
del capello e ad un certo punto ho detto "io non l'ho fatto
volontariamente, non potrò più intervenire". Adesso, invece, ha
dato mandato di intervenire a tutti su qualsiasi argomento, a
piacere. Io mi ero concentrato sull'articolo 1 e su quello volevo
PRESIDENTE. Voleva essere una carineria nei confronti dei tanti
colleghi che hanno aspettato i tanti rinvii.
SUNSERI. Tre ore in Aula. Anche io ho aspettato.
PRESIDENTE. E quindi abbiamo voluto derogare su questo, la
prossima volta saremo ferrei. Apriamo alle ore 16.00, chi c'è, c'è,
però ci si attiene al Regolamento.
SUNSERI. Ho commesso un errore, lo ammetto, ho alzato il ditino
prima che lei stesse dicendo una cosa che non volevo sentire, cioè
che non ci sono le coperture o che, comunque, non può essere
ammesso al voto. Perché, a questo punto, chiedo all'Assessore per
l'economia sul 215704, quanti sono i soldi a disposizione per
questa manovra. Perché se lei dovesse dirmi che l'emendamento non è
a disposizione, la copertura non c'è, al primo articolo, al primo
comma, dove un deputato chiede di incrementare uno stanziamento che
propone il Governo, evidentemente ci possiamo fermare per tutto il
resto del disegno di legge, perché vuol dire che è blindato solo ed
esclusivamente su quei commi.
Io, invece, le ricordo e ricordo a me stesso che ogni deputato può
presentare degli emendamenti di incremento o diminuzione delle voci
in capitolo, ammesso che ci sia la copertura e io, mi creda, so che
sul 215704 la copertura c'è e anche abbondante, se aggiungiamo che
siamo al primo articolo del disegno Stralcio mi pare che sia
paradossale.
Ma la domanda è una, Presidente: voglio capire qual è l'intento
del Governo sui parchi e sulle riserve, perché ad oggi dal governo
Schifani non abbiamo sentito dire una parola su quello che riguarda
i parchi e le riserve della nostra Regione, dove andiamo
sostanzialmente come andavamo negli anni precedenti.
Ricordo a me stesso che il Parco delle Madonie, uno dei più grandi
parchi regionali, riceve annualmente 180 mila euro di trasferimento
regionale per un parco di 40 mila ettari. Ricordo a me stesso che
il Parco di Pantelleria, un parco nazionale, riceve per 6 mila
ettari 2 milioni di euro di trasferimenti di parte ordinaria, cioè
noi a malapena ci paghiamo gli stipendi dei commissari e qualcosina
che si lascia fare all'interno del parco e, invece, un parco che è
dieci volte più piccolo rispetto a quello regionale riceve per
dieci volte quello che riceve un parco regionale.
Allora, quando quest'Assemblea capirà che parchi e riserve sono
delle risorse per la nostra Regione e che non possono essere
gestite come stipendifici per i commissari nominati dal Governo ma
che devono essere messe a frutto affinché la nostra Regione possa
usufruirne a pieno, possa incentivare quel turismo che serve ai
parchi e alle riserve, possa dare nuova linfa per gli investimenti
ai parchi e alle riserve della nostra Regione, cominceremo ad
apprezzare anche gli emendamenti che fa l'Assemblea. Se invece ogni
volta, Assessore, mi dispiace sentire quel che diceva
precedentemente, stiamo mettendo le risorse che abbiamo sempre
messo negli anni precedenti, è lì l'errore. L'errore è proprio
quello continuare a gestire i parchi e le riserve come sono sempre
stati gestiti finora, cioè abbandonati e utili esclusivamente a
pagare le risorse e le indennità ai commissari che nominano di
volta in volta.
Allora, al di là dell'emendamento che stiamo trattando,
comprendiamo che c'è un problema se il Parco di Pantelleria per 6
mila ettari prende 2 milioni di euro l'anno dallo Stato e il Parco
delle Madonie, 40 mila ettari, non 6 mila, 40 mila ettari, prende
180 mila euro. Allora, se affrontiamo l'argomento in maniera molto
più bassa, con un disegno di legge di riforma, so che anche
l'Assessore ci stava lavorando, in cui si riparla del rilancio dei
nostri parchi e delle nostre riserve ha un senso, altrimenti questo
sarà l'ennesimo emendamento presentato da non so da chi,
probabilmente dal Governo, in cui dobbiamo dare 150 mila euro,
com'è stato fatto precedentemente negli altri anni e non servirà
assolutamente a nulla alla nostra Regione.
La prego, Presidente, non mi dica che non ci sono soldi nel
capitolo al primo articolo, al primo emendamento, su un capitolo
che con milioni e milioni di euro che è il 215704 che conosciamo
tutti essere molto capiente e che non possiamo certamente dire
avere esaurito le risorse al primo articolo. Grazie.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Io inviterei intanto a tenere separata la questione di
questo emendamento che rientra in una fattispecie specifica che è
stata prevista già per la prima volta nella finanziaria del 2022 e
riguarda gli indennizzi e nel caso particolare abbiamo proposto
questa variazione alla legge di bilancio per un contenzioso con
tanto di sentenze passate in giudicato per cui abbiamo previsto lo
stanziamento nuovamente di 150 mila euro annui che per quest'anno,
nell'ultima finanziaria, non erano stanziati, dai trasferimenti
ordinari che vengono fatti per i parchi e le riserve. Allora,
queste sono intanto due cose distinte e separate.
Proprio oggi in IV Commissione, a proposito del DEFR e analizzando
il DEFR, abbiamo spiegato cosa stiamo facendo in base a quanto
previsto in sede di dichiarazioni programmatiche, rese proprio alla
IV Commissione in merito a parchi e riserve. E qui visto che è un
tema a me particolarmente caro, particolarmente caro al Governo
della Regione, particolarmente caro alla IV Commissione sicuramente
all'Assemblea regionale siciliana abbiamo voluto, ho illustrato,
quanto è stato fatto e le linee di intervento.
Il primo obiettivo è quello di mettere i parchi regionali nelle
condizioni di camminare da soli e per fare questo, onorevole
Sunseri, abbiamo anche fatto, proprio prima dell'Aula, una riunione
in sede di Assessorato al bilancio perché già stiamo lavorando per
la prossima legge di bilancio e la prossima legge di stabilità per
trovare le coperture e trovare il modo per cui le spese dei
dipendenti degli enti parco siano considerate spese obbligatorie e
non gravino più sui bilanci degli enti parco, anche perché abbiamo
situazioni in cui il contenzioso per il personale contro la Regione
supera - anche di molto, certe volte raddoppia - il costo che i
dipendenti hanno se solo non fossero dipendenti pagati
direttamente dalla Regione e non dagli enti parco.
Stiamo lavorando a un disegno di legge e ad una riforma che poi
vorrà e dovrà essere condivisa con la IV Commissione e con
l'Assemblea regionale siciliana tutta, ed è proprio di questi
giorni il lavoro che stiamo facendo, sempre per tornare al discorso
di prima, sulla fruizione dei parchi e sull'aggiornamento delle
norme, perché quando sono stati concepiti i parchi siciliani,
quando è stata concepita la normativa siciliana sulla fruibilità
dei parchi e delle aree protette, erano anni diversi: non erano gli
anni dello sviluppo sostenibile, erano gli anni in cui si gettava
cemento ovunque e si è pensato di tutelare la biodiversità, il
territorio siciliano da determinati attacchi in un determinato
modo.
È il 2023, abbiamo scoperto tante cose, abbiamo capito - per
fortuna - tante cose, ed è anche il momento, alla luce di quello
che abbiamo visto, alla luce di quello che è stato fatto, ma anche
alla luce di quello che non è stato fatto perché non si è potuto
fare, perché mi creda, onorevole Sunseri, molte volte si assiste a
delle cose in cui il procedimento sembra, come dire, patologico.
Quindi, alla luce di quella che è la nostra esperienza,
interverremo con una legge di riforma vera sui parchi che
proporremo come Governo della Regione alla IV Commissione e
all'Assemblea regionale siciliana, lavorando chiaramente da una
parte con gli enti parco che io, onorevole Sunseri mi creda, mi
rifiuto di considerare come poltronificio regionale, anche perché -
e questo è un tema su cui saremo chiamati a riflettere - un
commissario, un presidente di un ente parco percepisce uno
stipendio di circa 400,00 euro al mese, quindi non è nemmeno un bel
poltronificio, se poltronificio deve essere.
E poi chiaramente la legge di riforma, seria e importante, che
abbracci tutto il tema in modo organico, trasversale e completo,
che abbiamo anche inserito nella bozza, proprio per evitare di
lasciarla come opera, diciamo come dichiarazione di intenti,
l'intera revisione delle norme, del pacchetto di norme, lo abbiamo
anche inserito nella strategia regionale dello sviluppo sostenibile
che ci apprestiamo ad approvare perché è stata presentata al
partenariato e stiamo raccogliendo le ultime osservazioni.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 21/A
Stralcio I
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Schillaci,
quindi De Luca Antonino e Cracolici.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Approfitto dell'argomento che è
stato appena esplicato dall'Assessore. So che l'Assessore sta
lavorando a questa riforma, però mi preme di puntualizzare,
Assessore, che c'è un'emergenza in determinati territori che
riguardano in particolare le "Petralie", che riguardano in
particolare la zona di Collesano, Castelbuono. Lei sa benissimo che
le autobotti per antincendio che sono gestite dal Corpo Forestale,
appunto, l'antincendio, sono in manutenzione. Io voglio lanciare
l'allarme in quest'Aula, raccogliendo le preoccupazioni di
residenti, di abitanti, e soprattutto anche degli stessi operatori,
proprio sulla mancanza delle autobotti per lo spegnimento, in virtù
anche del fatto che ci avviciniamo ad una stagione estremamente
calda, che ha fatto già andare in fibrillazione le popolazioni di
quei territori.
Quindi, mi auguro e credo che un piano preveda, noi abbiamo il
piano del 2020 in corso, anche la sostituzione delle autobotti in
manutenzione.
Quindi, mi raccomando, Assessore, cerchi di risolvere questa
problematica nel più breve tempo possibile. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Non per tornare sulle mie
parole, ma non ho ben compreso se l'assessore Falcone, potrei avere
capito male Assessore Falcone se mi concede la sua attenzione e la
collega... assessore Falcone, io non so se ho sentito male o se non
ho ben compreso, che lei avrebbe detto che la norma in questo
momento non è presente nel triennale 2022/2024, perché, va, però
così non si può, ah, mi rifiuto, dico perché il comma 17
dell'articolo 14 della legge del 2022, n. 13, appone 150.000 euro
per il triennio 2022/2024, e poi ricordo che questi soldi, come la
legge del 1981, sono relativi agli indennizzi ai privati, gli
imprenditori, per un eventuale lucro cessante o diminuito, quindi,
ripeto, non cambia la cifra e attualmente la cifra è già coperta
per il triennio 2022/2024. Così c'è scritto nell'articolo no, no,
al microfono, Assessore, se no non..
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Appena finisce il suo intervento interverrà pure
l'Assessore.
DE LUCA ANTONINO. Quindi, se questo ce lo chiarisce, perché ripeto
io vedo solo il trasferimento delle risorse, semplicemente il
prolungamento del triennale per garantirle oggi per il 2025. Non
c'è altro.
PRESIDENTE. Assessore, vuole rispondere, prima l'onorevole
Cracolici. Prego, onorevole.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sì, perché io mi
sono arreso di fronte alla spiegazione no, mi ascolti, Assessore,
chiuda il telefono mi sono arreso di fronte alla spiegazione che
era semplicemente logica nel momento in cui mi dice che nella legge
finanziaria ce lo siamo dimenticati sostanzialmente; non è così
però, perché o lei ha parlato di relazione tecnica che era
supportata; noi non ci siamo dimenticati nulla, semplicemente
perché nel 2022 abbiamo approvato un finanziamento per il triennio,
quindi per quest'anno e per il 2024 ci sono nel bilancio della
Regione 150 mila euro. Se lei aveva l'esigenza di fare una norma
che coprisse anche il 2025, ora io capisco tutto, ma che motivo
c'era di fare una norma in un provvedimento cosiddetto a stralcio,
aggiuntivo, aggregato, allegato? Che motivo c'era di fare una norma
ora per il 2025? Perché con questa norma non incidiamo nè sul 2023,
né sul 2024, per la semplice ragione che già il bilancio e la legge
di bilancio prevedeva la copertura triennale, quindi la prego,
Assessore, anche su fatti apparentemente marginali o siamo precisi
nel modo in cui rispondiamo ai parlamentari in Aula, altrimenti
quest'Aula non capisce più nulla di quello che vota, dopodiché, io
non ho nulla in contrario che si possa arrivare al 2025 per la
copertura dell'anno dell'ultimo anno del triennio che ad oggi
manca. Non mi pare però che questa fosse una norma che
giustificava, diciamo, mi dispiace che se in Commissione Bilancio
questa norma è stata valutata, la Commissione Bilancio non lo ha
rilevato, perché la Commissione Bilancio serve anche a rilevare
queste cose, altrimenti è solo una commissione di passacarte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Vuole rispondere l'assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, abbiamo già
risposto. La dimenticanza è che la norma non è stata riportata, la
previsione di spesa non è stata riportata nelle tabelle, dopo di
che però per vostra e perché ci sia come dire una comprensione
accantoniamo un attimo, signor Presidente, questo articolo, così
mettiamo, facciamo vedere un attimino gli atti e siamo tutti più
tranquilli, anziché dire, diciamo, così fare illazioni, ma non è
grave, è chiara la norma, infatti.
PRESIDENTE. No, no, no, vabbè accantoniamo qualche minuto.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS)
1. Per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei
materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici
in relazione alle opere di investimento in corso e al fine di
consentire la prosecuzione dei cantieri di lavoro, in relazione
alle somme richieste sino all'anno 2022 dal Consorzio per le
autostrade siciliane allo Stato ai sensi dell'articolo 1-septies
del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 convertito, con
modificazioni, dalla legge s, e dell'articolo 26 del decreto legge
17 maggio 2022, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 15
luglio 2022, n. 91, il Dipartimento regionale delle infrastrutture,
della mobilità e dei trasporti è autorizzato ad erogare al medesimo
Consorzio un'anticipazione nel limite di euro 14.444.748,24
(Missione 10, Programma 5), previa acquisizione delle relative note
di debito da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti.
2. L'anticipazione di cui al comma 1 è restituita entro il 31
dicembre 2023 con versamento in entrata nel bilancio della Regione
per l'anno corrente per l'importo pari alle corrispondenti somme di
cui al comma 1 (Titolo 5, Tipologia 200) .
Ci sono dei soppressivi. Sì, assessore Falcone, lo spiega lei o
chiamiamo l'assessore, quello sul Cas.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, certamente.
Questo del Cas è un emendamento che abbiamo presentato e oggi
rappresenta una norma del "Collegato bis", cosiddetto, che
servirebbe per pagare, per anticipare, per pagare in anticipazione
le spese che sta subendo e deve sopportare il CAS.
Sostanzialmente, a seguito della guerra in Ucraina, il "caro
materiale" è schizzato in alto. Per cui c'è stato, come dire, un
decreto del Governo nazionale che prevede una refusione, un
indennizzo aggiuntivo rispetto a quelli che sono, diciamo così, i
costi che sono stati già delimitati, già deliberati e previsti nel
quadro tecnico economico delle varie opere messe in gara e
appaltate.
Ora poiché il caro materiali, gli interventi sul caro materiali
non arrivano puntualmente e le imprese, come dire, anche se
prendono i SAL, vengono pagate con i vari stati di avanzamento
lavori, non hanno, però, non riescono a coprire tutte le spese,
spese che sarebbero, invece, coperte con l'intervento del
Ministero, del caro materiali, noi abbiamo immaginato e delineato
una norma, in virtù della quale noi anticipiamo con una partita di
giro queste risorse, previa nota di debito da parte del Ministero
delle Infrastrutture e dei trasporti e poi, entro l'anno 31 del
2023, entro il 31 dicembre 2023, poter diciamo così restituire
queste somme alla Regione siciliana. E' soltanto un'anticipazione,
è un'anticipazione di liquidità, è un'anticipazione che può essere
fatta e che metterebbe nelle condizioni il CAS di poter far fronte,
di poter far fronte ai vari pagamenti delle imprese che in questo
momento, come dire, stanno facendo dei lavori e li stanno facendo
sottocosto in attesa che il Ministero paghi.
Quindi, nelle more, il Ministero trasferisca al CAS i soldi, le
risorse per il "caro materiale", la Regione interviene in
anticipazione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha chiesto d'intervenire prima l'onorevole Campo, poi Dipasquale e
Sunseri.
CAMPO. Grazie. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati,
comprendo la necessità dell'anticipazione di questi 14 milioni di
euro, per via del caro materiali e di tutto quello che serve,
appunto, per portare avanti i cantieri, ma vorrei precisare a
questo Governo e spero che l'assessore Falcone - che si è tanto
prodigato soprattutto nel nostro territorio per la Siracusa-Gela -
e l'assessore Sammartino a riferire al Presidente Schifani che
queste somme, visto che poi verranno reintrodotte dal Ministero e
quindi è solo un anticipo, che... di evitare che, appunto, nella
Siracusa-Gela, un'opera infrastrutturale che aspettiamo da più di
cinquant'anni e che, praticamente, ad oggi, rappresenta l'unico
pezzo di autostrada del territorio ragusano, di evitare che ci sia
un pedaggio. Perché il Presidente Schifani ha, recentemente,
proprio dichiarato questo. Lo leggo: "Noi ci aspettiamo entrate dai
pedaggi, tra quindici e diciassette milioni di euro l'anno".
Siccome è un territorio che, chiaramente, non ha mai avuto
autostrada e questo collegamento servirà sia per motivi di studio,
che di lavoro, ma anche per motivi di salute, avere un pedaggio ci
taglierebbe fuori anche... a parte che andrebbe a mettere, appunto,
le mani in tasca ai cittadini e questo non lo trovo giusto,
taglierebbe fuori anche la nostra provincia da un possibile
circuito turistico, considerando che già stiamo pagando le
conseguenze dei voli Ryanair che sono stati cancellati, e quindi
del disastro che è avvenuto per l'aeroporto di Comiso.
Quindi va bene l'anticipo, visto che poi il Ministero chiaramente
verserà queste somme, però, ecco, si riferisca al Presidente
Schifani - che oggi non vedo in Aula - di evitare un pedaggio,
soprattutto in questo tratto di autostrada. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Dipasquale. Prego, onorevole.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, colleghi
parlamentari.
PRESIDENTE. Assessore, assessore Falcone. Grazie.
DIPASQUALE. Allora, è una storia vecchia questa dell'anticipazione
al CAS: questa anticipazione, la prova a fare un'anticipazione per
il CAS, già è avvenuta la scorsa legislatura; già dalla scorsa
legislatura, non per lo stesso importo ma per circa 10 milioni di
euro, si è cercato di fare questa anticipazione e io ho spiegato,
l'Assessore lo ricorda bene, ma lo ricordano anche gli Uffici, che
noi non ne possiamo fare anticipazioni. Cioè, non siamo istituto
bancario. Non ne possiamo fare, secondo me non dovrebbe essere
neanche messa in votazione e io su questo chiederò il voto segreto.
Io non ho nulla contro l'assessore, è proprio un fatto di
principio, contabile, cioè noi non siamo un istituto bancario che
facciamo anticipazioni di cassa e anticipazioni di cassa per 14
milioni di euro.
Non solo. Ora la motivazione è quella lì dei maggiori costi, ma
non è una giustificazione; cioè perché immaginatevi i consorzi di
bonifica, gli IACP, tutti coloro che fanno lavori, che sono
collegati con la Regione, che sono collegati con la Regione, che
hanno e sono centrali
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si avvicini al microfono
altrimenti non la sentiamo.
DIPASQUALE. Perché non mi sentite?
PRESIDENTE. No, non la sentiamo.
DIPASQUALE. Quindi immaginatevi per un attimo se noi dobbiamo
farci carico, attraverso l'anticipazione di cassa, di tutti coloro
che hanno in corso appalti: è una forzatura.
Io già l'ho detto, mi dispiace veramente ritrovarmi a ribadire
questi concetti, è assolutamente sbagliato, assolutamente Non ci
sono precedenti e in queste condizioni, quindi, va bocciato, cioè
per me l'Aula lo deve bocciare perché crea precedente sbagliato,
errato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. Sa cosa mi ricorda questa
norma, signor Presidente? Mi sembrano le anticipazioni che davamo a
Riscossione Sicilia, erano quelle somme che noi davamo e poi non
ricevevamo più indietro.
Ci sono due nature, diciamo, errate, secondo me, all'interno di
questa norma. Uno, che dovrebbero restituirci le somme al 31
dicembre, quindi, sostanzialmente, il CAS ci può fare il versamento
in cassa il 31 dicembre quando le casse della Regione sono già
chiuse e il bilancio è già chiuso. Non capisco come possa avvenire
un trasferimento del genere, quanto meno anticiparlo a fine
novembre, se proprio dobbiamo concedere un'anticipazione del
genere, e non al 31 dicembre.
Seconda cosa. Ma questa eventuale norma che andrà in Gazzetta a
fine luglio e il CAS riceverà questo trasferimento ad agosto o a
settembre, cioè se lo tengono per un mese in cassa e ce lo
restituiscono? Non capisco. Siamo in attesa di un decreto del
Ministero già deliberato e glielo anticipiamo per due, tre mesi?
Allora io credo che la norma, diciamo, al di là della bontà non
possa essere messa al voto dell'Assemblea perché credo ci siano una
serie di sentenze della Corte costituzionale che dicono che le
anticipazioni, in questo caso di cassa, si possono dare
esclusivamente per spese già effettuate ed iscritte in bilancio;
non possiamo dare anticipazioni di cassa ad un ente pubblico, un
ente pubblico economico come il CAS dicendo poi le riceverete dal
Ministero e ce le restituirete indietro, alla fine dell'anno .
La Regione non fa prestiti a enti: o gli trasferisce risorse
oppure non gliele trasferisce; prestiti da parte della Regione nei
confronti di un proprio ente in cui dici che ti anticipo delle
somme e poi me li ridai, onestamente io l'unico caso che ricordo
negli ultimi anni riguarda quelli concessi alla buon arma di
Riscossione Sicilia, poi buon'anima di Riscossione Sicilia, che poi
sappiamo bene come sono andati a finire, non sono mai ritornati
nelle casse della nostra Regione, salvo poi dovere intervenire lo
Stato trasformandola e mettendoci le risorse in Agenzia delle
entrate.
Quindi, a mio avviso, diciamo, non è un emendamento che può essere
messo al voto dell'Aula e soprattutto non ne comprendo neanche la
ratio: visto che se c'è un decreto ministeriale possono
tranquillamente continuare a erogare quelle risorse tanto c'è un
decreto che trasferirà quelle risorse entro la fine dell'anno al
CAS e quindi non serve che noi gliele anticipiamo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare di aver
compreso che staremmo per votare un'erogazione per dare liquidità
al CAS rispetto a una domanda fatta in seguito a un decreto
ministeriale, il Ministero delle Infrastrutture, del caro materiali
per l'aumento delle materie prime e mi pare di comprendere altresì
che tutte le istruttorie del 2022 e del 2023 dello stesso Ministero
delle Infrastrutture siano già state esitate. Questa è
un'istruttoria che dovrebbe riguardare a cavallo tra il 2021 e il
2022.
Assessore, per completezza di informazioni, considerato che
dovremmo esprimere un voto, il Ministero ha già erogato una parte
di queste somme? Perché mi pare di essere a conoscenza che una
parte di queste somme sia già stata erogata al CAS e noi diamo
un'anticipazione su una restante parte.
Quindi questa è una domanda che volevo porre per chiarezza
rispetto all'articolo che andremo a votare.
E poi mi permetta una riflessione rispetto ai lavori d'Aula.
Abbiamo atteso con ansia questo collegato. Abbiamo atteso tra
rinvii, false partenze rispetto a temi importanti e rispetto a
tematiche che i siciliani attendono. Attendono risposte da questo
Governo regionale eppure siamo stati qua con giochetti d'Aula a
votare qualche articolo, a stralciarne qualche altro per poi
ritrovarci ad accantonare articoli, a non sapere quanto vale questo
collegato, a parlare di tante emergenze e su questo mi permetta di
ricordare all'assessore Sammartino che in questo momento, e conosce
bene la questione e lo ribadisco e non vorrei essere monotematico,
ci sono più di 150 famiglie ed armatori che da quindici giorni non
vanno a lavoro, quindi non vanno a pescare, per attività posta in
essere dall'ENI, e non mi si venga a dire che c'è una trattativa in
corso, lo so bene che c'è una trattativa in corso, ma so anche bene
che questo Governo si è posto in continuità del precedente Governo,
so bene che il progetto Argo-Cassiopea è un progetto che nasce in
anni lontani, il Governo non si poteva far trovare impreparato di
fronte a una questione così importante soprattutto quando lo pone
al centro del proprio discorso programmatico di insediamento il
Presidente della Regione siciliana, rispetto a una prospettiva che
questa Regione deve avere come hub energetico nel Mediterraneo.
Il gas arrivava dal Nord Europa, adesso arriva dal Nord Africa.
Che cosa vuole fare questo Governo rispetto alla nostra risorsa?
Noi parliamo di autonomia differenziata e questa maggioranza porta
avanti i temi sull'autonomia differenziata e ci facciamo fregare
come siciliani la risorsa dalle regioni del nord perché non siamo
capaci di contrattare rispetto a delle cose corrette quello che
spetta alla Regione siciliana e ai siciliani perché un cittadino
della Basilicata deve avere la card per lo sconto sui carburanti e
noi che abbiamo la risorsa e abbiamo autonomia e chiediamo
autonomia dobbiamo permettere che i colossi dell'energia versino le
royalties al Governo centrale.
E' inammissibile, è inaccettabile questo atteggiamento. Questo
collegato alla finanziaria io mi aspettavo di trovare norme che
dessero risposte alle esigenze dei comuni dei territori dei
siciliani, il problema della gestione dei rifiuti, il conferimento
in discarica e invece ci ritroviamo a votare anzi ad accantonare un
articolo per inserire 150 mila euro per l'esercizio finanziario del
2025. Non vorrei citare il paradosso di Olbers ma mi pare che come
può essere il cielo della notte buio nonostante l'infinità di
stelle, nonostante tutto questo immenso lavoro del Governo, questi
articoli presentati in legge di stabilità con collegati, adesso
siamo qua, ma la misura è colma perché siamo stanchi.
Quando mi veniva chiesto di esprimere un parere su questo Governo
mi sono sempre limitato per non viziare il mio parere rispetto a un
pregiudizio quindi nei fatti all'opera manca dall'acqua fino al
sale. Ci ritroviamo in Aula con accordi e disaccordi rispetto a un
testo che non ha contenuti, non ha visione, non ha prospettiva.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Prego, onorevole.
CRACOLICI. Scelgo il podio perché non c'è peggior sordo di chi non
vuol sentire. In Commissione Bilancio abbiamo trattato questa
materia e all'Assessore avevo suggerito, in maniera garbata e
pacata, che questa è una norma che non ha fondamento giuridico per
una semplice ragione: trattasi di finanza creativa; aggiungo che
questa norma produce un danno erariale perché noi stiamo
anticipando senza oneri finanziari a carico del ricevente
quest'anticipazione, una partita finanziaria che come diceva il
collega Dipasquale - e le ricordo, onorevole, lei tra l'altro era
deputato con me - credo che la Regione è stata oggetto di rilievo
durante il giudizio di parifica del bilancio che per la prima
volta autorizzava Riscossione Sicilia su tributi che gestiva per
conto dei comuni ad anticipare per la vicenda dei rifiuti una quota
della propria riscossione direttamente ai comuni e poi la Regione
fece la norma sull'anticipazione sul fondo per le autonomie locali.
Noi su questa materia abbiamo avuto un rilievo formale della Corte
dei Conti che ha posto un tema: la Regione non è organismo
finanziario che può decidere di fare anticipazione. La Regione può
fare con i propri soldi deve spenderli ma non può prestare soldi.
Allora credo che questo tema, mi dispiace che la questione sia
stata vissuta con tanta leggerezza, io dico perché guardate se voi
fosse stati convinti di questa facilità con cui disporre di questa
attività potevate fare con un atto di Giunta... la gestione del
bilancio soprattutto sulla cassa é in capo alla Giunta. Perché non
l'avete fatto? Perché li temete che qualcuno vi potrà chiedere i
danni erariali prodotti dal non ristoro degli oneri finanziari. E
lo chiedete all'Aula? Lo chiedete all'Aula di fare una norma in cui
trasformiamo la Regione in ente finanziario verso soggetti terzi.
Tra l'altro, se come diceva, non ricordo chi l'ha detto, se il CAS
ha un titolo di debito, che in quel caso è un titolo di credito,
vada dal proprio come dire gestore della propria cassa e si fa
anticipare, tra l'altro parliamo di due, tre mesi, è un credito
certo, il creditore è certo e nello stesso tempo è solido perché è
lo Stato, non capisco in questa operazione che c'entra la Regione.
Assessore, io la invito a ritirare questa norma per evitare di
costituire quei precedenti pericolosi e delicati nella vita di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo direttamente qui dal
posto, viste tutte le criticità che effettivamente, Assessore
Falcone, sono condivisibili, ed io la proposta che faccio, signor
Presidente, anziché come dire andare a votazione magari se questo
articolo lo accantoniamo e andiamo avanti, perché comunque ci sono
moltissime criticità e poi non voglio andare oltre alle criticità
che già hanno espresso i colleghi, però la domanda che faccio è:
oggi stiamo dando dei soldi al CAS, potrebbe essere condivisibile
perché se c'è una partecipata importante e strategica della
Regione, il Governo regionale, l'Assemblea viene incontro a questa
partecipata strategica, ma voglio capire perché poi invece su AST,
signor Presidente, ad oggi non si fa nulla.
Quindi da un lato veniamo incontro al CAS e gli diamo un anticipo
- e anche io tutti i dubbi che sono stati espressi dai colleghi li
condivido - però su AST non si fa nulla.
E quindi se questa norma, se questo articolo, fosse passato in
Commissione Ambiente, territorio e infrastrutture e poi in
Commissione Bilancio ovvio che una discussione si sarebbe potuta
affrontare e tutto quello che oggi sta emergendo qui in Aula, sulle
criticità di cui hanno parlato i colleghi, queste criticità
potevano essere benissimo discusse direttamente in Commissione per
trovare una soluzione.
La proposta quindi, signor Presidente, è anziché poi andare a
votazione e magari bocciare l'articolo, anche perché i numeri al
momento delle minoranze si equivalgono, sono addirittura maggiori
rispetto alla maggioranza, visto che ci sono tutte queste
criticità, le chiedo di accantonare l'articolo e di andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, la ringrazio, però poi i numeri
si determinano con un voto.
Intanto, ha chiesto di parlare l'Assessore Falcone. Ne ha facoltà.
C'è prima il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, onorevole De Luca.
Prego, onorevole.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, al netto di tutte le
considerazioni già espresse e che condivido, perché è evidente che
non c'è una quantificazione degli oneri su questo trasferimento,
perché normalmente se tu trasferisci dei soldi nella restituzione
devi prevedere il costo del denaro, al netto della facilità con cui
il CAS potrebbe andare a scontare il decreto e quindi chiedere
un'anticipazione di liquidità ma, vede, signor Presidente, la cosa
pure che politicamente balza agli occhi fondamentalmente è il
fallimento dichiarato della legge n. 4 del 2021 con cui il CAS era
stato trasformato in ente pubblico economico, perché in quella
sede, signor Presidente e Assessore Falcone, lei ci disse "Grazie
alla trasformazione del CAS in ente pubblico economico il CAS
recupera l'Iva su cento e rotti milioni di ticket che incassa ogni
anno e quindi già recuperando questi dieci, quindici, venti milioni
di euro all'anno il CAS va a recuperare delle risorse importanti
che può andare a utilizzare per affrontare i tanti problemi che
ha".
Oggi, invece, viene e chiede all'Assemblea - perché la Giunta,
come è stato detto, non ha il coraggio di fare un atto deliberativo
e di assumersi le proprie responsabilità - viene in Assemblea e ci
chiede di anticipare una tranche di quattordici milioni al CAS, la
cui concessione - ricordo a me stesso - scade nel 2030 e mi chiedo
poi che fine farebbero se nel termine di legge non dovessero essere
restituiti, poi che gli fate l'atto ingiuntivo al CAS? Gli andate a
pignorare i soldini ai caselli? Cioè io m'immagino voi che andate
là, questi non ci restituiscono i soldi perché magari non ce la
fanno o perché subiscono a loro volta qualche pignoramento da
qualche fornitore e si va a pignorare l'anticipazione o magari
dobbiamo andare noi a pignorare i pedaggini nei caselli a cento
euro all'ora, quant'è che ne entrano.
E, allora, vede, Assessore Falcone, se noi siamo a fine 2023
costretti anche solo a porci il tema di dover fare un'anticipazione
di cassa misera, misera al Cas, è evidente che la trasformazione
del Cas in ente pubblico economico non ha avuto quegli effetti
finanziari benefici che lei appena un anno e mezzo fa, due anni fa,
ci aveva prospettato.
E, allora, io le chiedo, anche da questo punto di vista, di
rendere il conto a questa Assemblea la trasformazione del Cas in
ente pubblico economico quali risultati economici ha portato.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io ringrazio i colleghi perché finalmente danno la
possibilità di poter chiarire sia la portata dell'articolo 3, ma
anche a questo punto ritorniamo un attimino indietro, alla fine la
portata dell'articolo 1 per chiedere a lei, Presidente e
all'Assemblea, che possa consentire di votare entrambi gli articoli
per le motivazioni che testé espliciterò.
Allora, intanto, vorrei dire, vorrei rassicurare il collega Di
Pasquale, perché le sue preoccupazioni sono assolutamente
infondate, vorrei ricordare ai colleghi che erano in quest'Aula
nella scorsa legislatura che allora l'emendamento che mi venne
ritirato riguardava tutt'altra materia, era un'anticipazione che la
Regione dava al Cas, atteso che l'Unicredit, dopo oltre vent'anni,
ritirava l'anticipazione, il fido, il cosiddetto fido, onorevole
Cracolici, quel fido che sino al 2017 era di 25 milioni di euro
l'anno.
Il Cas in tutti questi anni è riuscito a passare da un fido, da
un'anticipazione di tesoreria o di cassa con l'Unicredit, da 25
milioni a zero, oggi il Cas è uno dei pochi enti che non ha un euro
di fido, un euro di anticipazione, da nessuna banca, lavora con
fondi propri, quindi, è una materia diversa rispetto alle
preoccupazioni che sono state sollevate, no va bene, è una grande
cosa perché significa che non paga interessi.
Attenzione, quello che stiamo facendo stasera riguarda, invece,
una anticipazione che noi faremo, che la Regione siciliana farebbe
al Cas a seguito di una nota di credito attestata e certificata da
parte del Mit. Se il Mit non facesse una nota di credito, quindi,
se il Mit non certificasse che vi è un suo debito nei confronti del
Cas, la Regione non darebbe un euro, quindi, la Regione è oltre che
coperta da una garanzia ministeriale, diversamente la Regione non è
tenuta a scucire un solo euro ma lei ha detto, onorevole Cracolici,
perché non lo avete fatto in Giunta, quindi, con atto
amministrativo?
Molto semplice, lo abbiamo spiegato in Commissione, la norma serve
per istituire il capitolo, la partita di giro, la norma serve per
istituire un capitolo in entrata e un capitolo in uscita, cosa che
non può fare la Giunta di Governo, che è un organo amministrativo,
e non istituisce alcun tipo di capitolo.
Vorrei rispondere anche agli altri colleghi che hanno manifestato
le preoccupazioni perché da un lato siamo tutti, come dire, dietro
a pensare, ma la Siracusa - Gela si può realizzare, e nessuno ci
credeva avremmo aperto il primo svincolo a Ispica, e nessuno ci
credeva che avremmo completato i lavori e, invece, l'assessore
Aricò, che è stato qualche settimana fa, ha visto, e le imprese
hanno di gran lunga rallentato i lavori proprio perché ogni metro
cubo di asfalto che mettono a terra, perdono, che costa
centosessantotto euro vengono saldati per centodieci euro, perdendo
ogni metro cubo ben cinquanta euro.
Significa che le aziende che in questo momento stanno svolgendo e
stanno effettuando il lavoro con grande sacrificio si stanno
sobbarcando, e sono loro la cassa finanziaria del Cas, non è
possibile, quindi, o alle aziende al mondo produttivo siamo vicini,
e siamo vicini con fatti concreti, oppure dobbiamo dire al mondo
produttivo fai i lavori anche se ti affogherai.
Il Governo Schifani questo non l'accetta, il Governo Schifani,
invece, dice siamo qua, vi proponiamo questa norma, riteniamo che
sia la panacea a tutti i mali? No, non lo sappiamo, non lo
pensiamo, è un elemento utile non, come dire, risolutivo, ma
certamente utile per dare una soluzione a quelle imprese che oggi
stanno lavorando.
Vorrei ricordare a chi l'abbia dimenticato che quell'opera era
data per morta, che quell'opera era data per perduta, che quando ci
siamo insediati nel 2017 c'era l'impalcato che era pendente. Se
qualcuno non lo ricorda e io lo vorrei dire ai siracusani: l'allora
sindaco di Modica, Ignazio Abate, venne con noi a verificare la
bontà dell'opera, e se andiamo a vedere com'era quel Territorio e
come è oggi, ci accorgiamo tutti che passi avanti sono stati fatti
grazie alle imprese siciliane. Per cui, Presidente, mi fermo qua e
dico che la legittimità dell'atto è data anche dal Ragioniere
generale che lo ha dato e l'ha confermato in Commissione.
Per favore, io non vi ho interrotto, la ringrazio. Dopodiché
andiamo all'articolo 1, Presidente, e così chiariamo. È vero che
c'erano stati...
(brusio in Aula)
FALCONE, assessore per l'economia. Per favore, per favore
Scusate, così concludo e non intervengo più. Sull'articolo 1: è
vero che erano stati, con la legge 13/22, previsti 150.000,00 euro.
Inavvertitamente in bilancio ne sono stati portati soltanto
10.000,00, onorevole Cracolici.
Ecco perché vi ho detto di dimenticanza o di errore materiale che
è stato fatto, per cui noi cosa stiamo facendo? Stiamo
rigarantendo, riproteggendo quei 150.000,00 euro. Qual è la novità?
Che la triennalità passa dal 22-24 al 23-25. Questa è una novità,
certamente, e ne diamo atto però, comunque, questa è la vicenda.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto...
(Intervento fuori microfono)
C'è una richiesta di voto segreto sull'articolo 3. Hanno chiesto
il voto segreto...non ho capito Però, gli interventi si fanno
prima dell'Assessore, noi le chiudiamo, a valere per il futuro. Una
volta che parla l'Assessore non facciamo più intervenire.
SPADA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, solo per
sottolineare un aspetto, visto che comunque sono stati chiamati in
causa i deputati siracusani e, in questo momento, il dibattito è
tra maggioranza e opposizione, tra applausi e qualche fischio.
Io dico, semplicemente, e lo dico ai colleghi di maggioranza,
perché se vogliamo partire con gli applausi ce la facciamo anche
noi ad applaudire, e siamo, forse, anche più bravi. Però vorrei
riportare l'Aula ad un dibattito sereno che ci porti a valutare
bene gli atti che portiamo avanti, e a non fare demagogia sulle
cose.
Allora se parliamo, scusate onorevoli colleghi, di tutela delle
imprese e, nello specifico, sulla Siracusa-Gela, assessore lei deve
sapere che insieme all'assessore Aricò, e le do atto di un fatto:
che lei, durante il suo mandato, durante il governo Musumeci, è
riuscito a portare avanti tutta una serie di opere che, in quel
tratto di strada, erano bloccate. Quindi io gliene do atto, ma deve
dare anche atto che qui c'è stata un'opposizione che ha lavorato
per il bene del Territorio e che, insieme all'assessore Aricò in
Commissione IV, insieme al Presidente anche della Commissione,
abbiamo fatto una battaglia per la riapertura dello svincolo di
Cassibile. In quell'occasione è emersa la difficoltà delle imprese
per portare avanti i lavori, ma la difficoltà era anche legata al
riaccertamento delle somme dei residui.
Quindi, se diamo un'accelerazione anche da parte dell'assessorato
da lei presieduto, da lei governato anzi, riusciremo a dare delle
risposte immediate e concrete alle imprese che stanno facendo i
lavori, che in questo momento stanno affrontando non poche
difficoltà a causa dell'anticipazione.
Nello specifico io voglio che qui non passi assolutamente un
messaggio: ovvero che le opposizioni e il Partito democratico siano
contro le imprese, contro le attività produttive e contro, diciamo,
il rimpinguamento dei capitoli che riguardano l'aumento degli extra
costi dovuti alla guerra in Ucraina.
Qui si parla di una questione di metodo e di una fattibilità
dell'operazione. Quindi, se gli Uffici, se anche gli Uffici
dell'Assemblea dicono che è una procedura che si può fare, se ne
assumano la responsabilità, perché, a nostro avviso, questa
procedura cozza con quella che è la normativa, ma nessuno dica che
le opposizioni o che il Partito Democratico sia contro le attività
produttive e contro le imprese. Se c'è qualcuno a favore delle
imprese sono io.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, mettiamo in votazione l'articolo. Ha
chiesto la votazione per scrutinio segreto? Essendo tutti
soppressivi si pone in votazione il mantenimento dell'articolo.
Votazione per scrutinio segreto del mantenimento dell'articolo 3
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indico la
votazione per scrutinio segreto del mantenimento dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 3 è approvato. Quindi, alla fine, c'erano.
Ritorniamo all'articolo 1 che era accantonato. Pongo in votazione
l'articolo 1.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indico la
votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 33
Contrari 22
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6
Modifiche della codificazione di capitoli di bilancio
1. I capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione di pertinenza dell'Assessorato regionale
dell'economia, Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro -
Ragioneria generale della Regione di seguito indicati ed inclusi
nelle Missioni-Programmi a fianco specificate sono trasferiti alla
Missione 1, Programma 3:
- capitoli 242523, 242524, 242525 e 344127 Missione 1, Programma
11;
- capitolo 342534 Missione 14, Programma 2;
- capitolo 314142 Missione 18, Programma 1.
2. All'articolo 26, comma 90, della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2, le parole (Missione 12, Programma 4) sono sostituite
dalle parole (Missione 16, Programma 1)».
Ci sono solo emendamento soppressivi. Quindi, votiamo il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Interventi per la valorizzazione del patrimonio immobiliare
regionale
1. Al fine di valorizzare il patrimonio immobiliare regionale, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2023, la spesa di 200
migliaia di euro per l'affidamento da parte del Dipartimento
regionale delle finanze e del credito di appositi incarichi
professionali, anche tramite convenzione con gli ordini
professionali.
2. Alla spesa di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione di
pari importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704».
Chi è che ha chiesto di intervenire? L'onorevole Ardizzone chiede
che qualcuno spieghi l'articolo 8. Va bene, prima illustriamo
l'articolo. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente è una vicenda antica
questa, che la Regione siciliana ha tentato negli anni di poter
risolvere con qualche tentativo, magari timido, non sempre
efficace, come avrebbe voluto.
Di cosa parliamo? Parliamo della ricognizione dei nostri beni
immobili, parliamo di tutto ciò che è il patrimonio della Regione,
e parliamo che il patrimonio della Regione si differenzia in
patrimoni immobiliari, patrimonio terriero, demanio marittimo,
demanio forestale, insomma tutto ciò che sono i beni della Regione
siciliana.
Ora, noi con questo articolo stiamo, invece, guardando a un
segmento, a uno dei segmenti che è il patrimonio immobiliare. Cosa
facciamo e cosa stiamo facendo? Stiamo consentendo che il
Dipartimento delle finanze, rispetto ai numerosissimi, alle
centinaia di unità immobiliari del proprio patrimonio, possa fare
ordine e addirittura in molti casi possa procedere alla
catastazione, così come è giusto che avvenga.
Guardate che molti immobili non sono nemmeno accatastati, molti
immobili non sono nemmeno frazionati, molti immobili si ritiene che
siano di proprietà della Regione, e magari poi ci sono dei
problemi, altri immobili si ritiene che siano di proprietà di
privati, e invece andando a fare delle verifiche, degli
accertamenti, procedendo con la catastazione, poi invece con il
frazionamento si verifica e si accerta che questi beni sono invece
di proprietà della Regione siciliana.
E allora noi stiamo così istituendo il capitolo di spesa, e nel
capitolo di spesa stiamo inserendo i primi 200 mila euro, ma che
possono diventare 300 mila euro con un emendamento del Governo,
perché si possa procedere alle prime verifiche, ai primi incarichi,
cioè si possa mettere a frutto una questione di ricognizione seria
che parta da un vero e proprio accertamento.
Per fare questa attività ci vorrebbe almeno un milione, un milione
e mezzo, forse due milioni, ma noi vedremo, lo definiremo, diciamo
così in fieri, in progress. Noi per ora stiamo iniziando istituendo
il capitolo. E allora in questo senso l'articolo merita
l'apprezzamento. L'Ufficio mi aveva chiesto di mettere un milione
di euro, ma noi un milione per ora non lo abbiamo. Iniziamo con le
prime risorse per poi arrivare, magari nella prossima legge di
stabilità che, speriamo arrivi a quest'Aula non molto tardi
quest'anno, ma in precedenza, ma riteniamo di poter procedere come
inizio di attività per la ricognizione e per l'accertamento.
Presidente preannuncio che il Governo presenta un emendamento di
riscrittura che vede anziché duecento, trecento mila euro.
PRESIDENTE. Assessore, non so, dico ci sarebbe una riflessione da
fare sulle coperture. Non è la stessa cosa che abbiamo detto prima.
Se vuole intervenire però forse è il caso di accantonarlo magari un
minuto?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, soltanto per
chiedere nelle more di perfezionare le coperture, lo accantoniamo e
andiamo avanti.
PRESIDENTE. Perfetto. Sarebbe cosa buona e giusta.
Allora, è accantonato l'articolo, l'articolo 8. Invece, chiedo al
Governo se l'articolo 12 e l'articolo 13 sono ritirati.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, si sono ritirati.
Domani speriamo tra l'altro con il collega Messina di incontrare i
sindacati, perché sostanzialmente questi due articoli che
riguardano la riclassificazione, soprattutto del personale, e
l'integrazione del loro contratto, possono rischiare di essere
impugnati per una breve copertura finanziaria.
Cioè, noi daremo, possiamo lavorare, siamo in collegato a
legislazione vigente. La legislazione vigente ci porta a una
copertura finanziaria sino al 2025 non oltre, perché siamo
2023/2025. Allora l'idea del Governo è quella di poter ritirare
questa norma, reinserirla nella legge di stabilità che da qui alla
fine di settembre arriverà in questa Aula, e poter dare una
copertura almeno sino al 2026 per evitare che ci sia eventualmente
un'impugnativa o una censura da parte della Corte Costituzionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Allora l'articolo 12 e l'articolo
13 sono stralciati.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Utilizzo fondo perequativo degli enti locali
1. Considerati gli effetti negativi sull'economia scaturenti dalla
crisi ucraina e per fare fronte al consequenziale aumento dei costi
delle utenze, i comuni, per l'anno 2023, possono utilizzare per le
stesse finalità le risorse residue, relative all'articolo 11 della
legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 già impegnate dall'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica con DDG
n. 492 del 31 dicembre 2020 e del DDG n. 554 del 17 dicembre 2021».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto si vota il
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sunseri
sull'articolo 19, prego onorevole.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma intanto
possiamo capire a quanto ammontano queste risorse, no il fondo
perequativo sono cinque milioni di euro? il 19 siamo, per iniziare
una discussione, immagino che quantomeno l'Assemblea debba sapere a
quanto ammonta questo fondo perequativo, perché noi lo abbiamo
lasciato a trecento milioni di euro, 275 è quello che abbiamo
stanziato, e quanto sono rimasti, perché vogliamo utilizzare quelli
non utilizzati.
Ho letto l'articolo velocemente, però mi sembra di capire, diciamo
ancora riesco a comprendere quello che leggo, mi sembra di capire
che vogliamo riutilizzare quello che i comuni non hanno utilizzato,
ma sappiamo quanto non hanno utilizzato, questa è la domanda
Presidente, sui trecento milioni di euro del fondo perequativo
della cosiddetta finanziaria di guerra del Governo Musumeci, poi
sappiamo tutti come è andato a finire, di fatto non è servito
assolutamente a nulla, anche se il Governo non avesse messo le
pezze oggi non avremmo più neanche le imprese in Sicilia, e la cosa
bella che a livello nazionale ci fanno le Commissioni di inchiesta.
La domanda è, il fondo perequativo era di trecento milioni di
euro, 275 milioni di euro li abbiamo stanziati e destinati ai
comuni, la restante parte ricordo a me stesso venticinque milioni
di euro era una serie di riserve che aveva fatto questa Assemblea,
e che mai sono arrivate nelle casse dei comuni, restano
duecentosettantacinque milioni di euro, di questi 275 quanti euro
sono rimasti ancora a disposizione della Regione che oggi vogliamo
reinvestire nuovamente cambiando la definizione, non più emergenza
Covid, ma l'emergenza guerra Ucraina-Russia, questa è la domanda
prima di iniziare la trattazione, quando scopriremo l'ammontare poi
possiamo affrontare serenamente l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Onorevole Laccoto ha
chiesto di intervenire dal podio, Onorevole Laccoto prego.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perdonatemi io
chiedo all'Assessore e al Governo di accantonare questo
emendamento, anche perché non è la storia quella che racconta
l'onorevole Sunseri perdonate, queste sono le somme che sono state
fatte con decreto per quanto riguarda gli enti locali, ora sono
misere somme, perché quasi tutti gli enti locali hanno già speso.
Ora io dico al Governo, però Assessore, perdonatemi c'è un
problema serio che è l'aumento di tutti questi costi, non è che lo
facciamo con fondi che sono dei comuni in quei comuni che non li
hanno spesi, ma il novantanove percento, novantacinque percento dei
comuni ha già speso queste somme, quindi noi non stiamo dando
niente agli enti locali per essere molto chiari, non c'è né
cinquanta milioni, né cento milioni, ma non c'è niente, quindi
chiediamo di fare una riflessione e di mettere veramente qualche
somma a favore degli enti locali in una situazione particolare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà. Credo che
non ci siano altri interventi dopo.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna un attimo
ricostruire meglio la norma.
Io più volte ho detto che questo Governo è nemico degli enti
locali, perché vede assessore Falcone, lei non può sapere quanti
sono i soldi, perché i soldi sono nei bilanci comunali, e sono
negli eventuali avanzi di amministrazione, la norma ha
semplicemente autorizzato il fondone, il cosiddetto fondone covid
nasceva per alcuni tipi di spesa, dopodiché, per effetto della
guerra, dell'emergenza, i comuni sono stati autorizzati a
utilizzare quelle somme anche per coprire gli aumenti dei costi
energetici. E così è stato fatto.
Ora noi non sappiamo quante sono le risorse rimaste nei bilanci
comunali, perché molti comuni - ahimè - non riescono a chiudere i
bilanci. Dunque il tema non è autorizzare i comuni a utilizzare i
residui di questo fondone, ma è rimpinguare questo fondone, il tema
politico vero è questo
Perché noi non possiamo, non possiamo consentire ai comuni di
rimanere bloccati perché devono aumentare i costi da 2 milioni a 3
milioni per le utenze elettriche, da 500 mila un milione per il
gas Perché questo è accaduto e, rispetto al 2019, nonostante i
costi siano calati, comunque rispetto al 2019, nonostante nel 2023
ci sia stato un calo in ogni caso i costi sono sempre maggiori
Allora o noi rimpinguiamo il fondone, oppure non avremo risolto
nulla Perché i comuni, in massima parte, hanno già utilizzato
questi fondi e li hanno esauriti Il primo anno, Assessore, non lo
esaurirono...perché, veda, questa norma ha una genesi. Fu dato a
dicembre del 2021. e a dicembre del 2021 i comuni non poterono
impegnare tutte le somme. Allora furono autorizzati nel 2022 a
riutilizzare il fondone Covid residuo. Questa è la genesi, ma il
tema è quello che dicevo poc'anzi. Bisogna mettere le risorse
Perché senza risorse, bilanci non ne chiuderanno, e quindi non
assicureranno servizi ai cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20
Iniziative sociali, economiche e culturali degli enti locali nel
territorio regionale
1. Per le finalità di cui al comma 66 dell'articolo 26 della legge
regionale 22 febbraio 2023, n.2, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2023, l'ulteriore spesa di 600 migliaia di euro
(Missione18, Programma 1, Capitolo 191345). Ai relativi oneri si
provvede mediante riduzione di pari
importo, per il medesimo esercizio finanziario, delle
disponibilità della Missione 20, Programma3, Capitolo 215704».
Ci sono degli emendamenti soppressivi. Quelli in aumento...
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Intervengo perché vorrei spiegato dall'Assessore alle
autonomie locali - considerando che noi, in finanziaria del
febbraio 2023, abbiamo istituito un fondo che prevedeva un milione
e tre - vorrei capire questo articolo 20, che va a rimpinguare
altri seicentomila euro per tutta una serie di iniziative. E se
l'Assessore mi spiega quali sono le iniziative, in un momento dove
noi dobbiamo dare delle risposte su argomenti che hanno, come dire,
una idea abbastanza ampia e larga di risoluzione, vorrei capire
queste 600 mila euro a cosa servono.
PRESIDENTE. Grazie.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, assessore Messina. Allora prima ha chiesto di
intervenire l'onorevole Cracolici, dopo Di Paola, dopo Spada. Ci
sono altre persone, altri deputati che vogliono intervenire?
L'onorevole Ardizzone, perfetto.
CRACOLICI. Presidente, Assessore, su questo fondo, istituito per
la prima volta col bilancio di quest'anno, come diceva il collega
Catanzaro sono stati stanziati nella legge di bilancio un milione e
tre. Oggi ci viene chiesto un ulteriore impinguamento di seicento
mila euro.
Io faccio una domanda all'assessore. Questi seicento mila euro
servono a completare le istanze, di cui all'avviso emanato
dall'assessorato alle autonomie locali, o, come io temo, si
utilizzano questi seicentomila euro rispetto ad un bando in cui si
conoscono le posizioni in graduatoria?
Per cui c'è qualcuno che riuscirà a entrare con i seicento mila
euro, visto che non era entrato sul milione e tre, ma c'è chi
rimarrà fuori
Allora dobbiamo intenderci Perché...eh
FALCONE, assessore per l'economia. Lo aumentiamo
CRACOLICI. Ho capito che l'aumentiamo. L'aumentiamo a che?
Ulteriormente? C'è un emendamento del Governo? No, ma io,
Assessore, non la prenda a battuta, perché se lei impingua un
capitolo dove già sono conosciuti i destinatari, non sta facendo un
atto di buona amministrazione, perché se lei mi dice oggi che quei
600 mila euro serviranno a scorrere l'intera graduatoria nulla
quaestio, ma se i 600 mila euro serviranno a finanziare alcuni
comuni di cui già lei sa chi è in posizione utile e altri comuni
non si finanziano perché lei sa che non saranno finanziati, quello
è inaccettabile.
Lei ha fatto un avviso su un milione e tre, ha avuto un milione e
tre, ha erogato un milione e tre, dopodiché ci dica oggi se con
questi 600 mila euro si completa la graduatoria di cui all'avviso,
altrimenti, Assessore, lei deve fare un nuovo bando, perché non si
può permettere di impinguare un capitolo e, come dire, utilizzare
una graduatoria in essere sulla base di un importo messo a bando
perché così lei, inevitabilmente, finisce per agevolare, ancorché
siano enti locali, ma ci mancherebbe, ma agevolare gli enti locali
di cui lei sa chi entrerà e chi non entrerà, e quello
inaccettabile.
Ecco perché il Governo assicuri che con questi 600 mila euro
completa la graduatoria; se non è in grado di assicurarlo il
Governo faccia un emendamento per il completamento della
graduatoria visto che ha fatto un avviso e, come si sa Assessore
mi ascolti, se vuole io mi fermo
FALCONE, assessore per l'economia. Stavamo parlando di questa
cosa.
CRACOLICI. Io, come dire, sono d'accordo a dare i soldi ai comuni,
ma l'importante è che li diamo a tutti, non vorrei che ci siano
figli e figliastri Questo deve essere chiaro ed è inaccettabile
qualora dovesse prevalere. Ci dica quanto serve e l'Aula valuterà
se sono necessari ulteriori risorse per trasferirli ai comuni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Presidente, solo per riconfermare la bontà dell'intervento
dell'onorevole Cracolici.
Ritengo che questo tipo di iniziativa che è stata portata avanti
dall'Assessorato che ha fatto un avviso e un bando a sportello
consentendo indistintamente a tutti gli enti locali di poter
partecipare, debba essere portata a termine e, quindi, si dovrebbe
chiudere il circuito dell'avviso.
Quindi, Assessore l'invito che le faccio - e da questa parte avrà
il sostegno delle opposizioni, almeno posso parlare per quanto
riguarda il Partito Democratico - che tutte le risorse necessarie
all'espletamento di tutta la graduatoria e quindi di tutti i comuni
della Sicilia dovranno trovare copertura da parte dell'assessore
Falcone e soprattutto da parte di quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Grazie, Presidente. Io intervengo solamente per
chiedere chiarimenti in merito agli emendamenti successivi. Cioè,
io vedo che c'è un emendamento della Commissione, non si specifica
quale, e confrontandomi con i colleghi considerato che il
Qcollegato' non è passato dalle Commissioni di competenza, qua
parliamo di un articolo, che è passato...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' passato
ARDIZZONE. Dalla I Commissione non mi risulta sia passato. E ho
capito, però dico, è di competenza della Commissione e torno alla
premessa di questo collegato'. Nessuno di questi articoli è
passato dalle Commissioni di competenza e qui parliamo di funzioni
pubbliche e di enti locali e poi vedo che la Commissione ha fatto
un emendamento. Credo sia inaccettabile. Io proprio faccio questo
appunto sul metodo di lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ha rinunciato.
Non è in Aula. Va bene, andiamo avanti.
Pongo in votazione...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Come no, Assessore, ci mancherebbe Prego, assessore
Messina, le volevo evitare questo sforzo.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, Presidente. Io volevo informare l'Aula, per coloro che non
ne sono a conoscenza, che il nostro Assessorato ha fatto una
circolare nel mese di marzo, dopo l'approvazione e la pubblicazione
della finanziaria, e ha dato possibilità a tutti i comuni della
Sicilia di potere partecipare per accedere a questa erogazione.
Sono stati già erogati in maniera, onorevole Cracolici, a
sportello, in maniera cronologica, non è stato escluso nessun
comune tranne chi aveva documentazione carente e sono stati erogati
a tutti i comuni.
Tra l'altro, era previsto nella circolare che ad ogni comune
poteva avere finanziato un massimo di due interventi. Quindi, ci
sono stati comuni che hanno già presentato progetto per un
intervento e altri per due interventi. Tra l'altro, c'è una soglia
di spesa massima che ogni comune può avere che è stato parametrato
in funzione della grandezza demografica, proprio per evitare
sperequazioni. Chiaramente, non è stato possibile potere evadere
tutte le istanze con il milione e tre.
Ricordo che abbiamo 391 comuni e ci sono anche città, ci sono
anche i comuni di 50, 60, 70 mila abitanti in cui sono stati
erogati anche 20, 30.000 euro, adesso non ricordo a memoria.
Quindi, non vi è dubbio che i 600 mila o 650, se viene accolto
l'emendamento, siano insufficienti a soddisfare i 150 comuni di cui
io avevo conoscenza quando abbiamo predisposto le richieste.
Probabilmente, nel frattempo, sono state presentate altre istanze
di altri comuni. Ricordo che alcuni comuni che già avevano
presentato per tempo l'istanza o il progetto sono stati, diciamo,
decretati e quindi anche in parte erogati, altri comuni che l'hanno
presentato dopo stanno aspettando e - credo - che in maniera
paritaria sarebbe opportuno e corretto dare la stessa opportunità.
CRACOLICI. Quanto serve?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Allora io, in questo momento specifico, con certezza, non ho il
conteggio perché ogni giorno - voi comprendete - fino a stamattina
probabilmente saranno state presentate istanze e progetti.
Comunque, non vi è dubbio che con 600 mila non riusciamo a
finanziare almeno altri 150-200 comuni.
Quindi, se voi volete, domani mattina - visto che l'Aula non si
conclude oggi - posso darvi una contezza un po' più precisa ed
essere corretta, altrimenti comprendete che ovviamente diamo numeri
che non hanno fondamento.
Siccome sono abituato in maniera anche corretta e puntuale a dire
le cose come stanno, se ritenete che domattina faccio fare
all'Ufficio una ricognizione di tutte le istanze presentate a oggi
e se l'Aula lo ritiene poi magari potremmo anche aumentarlo per
cercare di soddisfare tutti i comuni che hanno fatto istanza. Io,
chiaramente, adesso ho i dati che vi ho detto, non ho i dati
aggiornati ad oggi. Grazie.
PACE. Votiamo adesso
PRESIDENTE. Ma se ne sta chiedendo l'accantonamento
CRACOLICI. E' corretto
PRESIDENTE. Sì, ma me la deve formulare una richiesta L'ho capito
che è corretto, ma lo deve formulare, devo capire che cosa mi sta
chiedendo
Assessore, prima che do la parola all'onorevole Catanzaro,
rispetto al suo intervento, ho capito che lei vorrà dare una
risposta. Quindi, vuol dire che questo devo accantonarlo.
L'articolo 20 è accantonato.
Serve ancora l'intervento? Penso di no chiaramente Benissimo,
onorevole Catanzaro.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Partecipazione della Regione siciliana al Centro
interregionale
di studi e documentazione (CINSEDO)
1. Per le finalità di cui all'articolo 24 della legge regionale 31
dicembre 1985, n. 57, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
118, comma 2, della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2023, dell'importo di
euro 9.157,23 (Missione 1, Programma 2, Capitolo 105701). Ai
relativi oneri si provvede mediante riduzione di pari importo, per
il medesimo esercizio finanziario, delle disponibilità della
Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704.
2. A decorrere dall'esercizio finanziario 2024, l'onere per le
finalità di cui all'articolo 24 della legge regionale 31 dicembre
1985, n. 57 è quantificato annualmente con legge di bilancio ai
sensi del comma 1 dell'articolo 38 del decreto legislativo del 23
giugno 2011, n. 118».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Si vota,
pertanto, il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Incremento delle misure gestite dalla CRIAS
1. L'Assessorato regionale delle attività produttive è autorizzato
ad incrementare la soglia di finanziamento massimo per il credito
di esercizio CRIAS fino a 50 migliaia di euro senza il ricorso a
garanzie reali e ad incrementare la soglia minima di finanziamento
per start-up da 5 migliaia di euro a 10 migliaia di euro per le
imprese individuali artigiane e a 20 migliaia di euro per le
società.
All'articolo 23 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi e in più è stato presentato un emendamento di 60.000
euro.
L'emendamento dell'onorevole Figuccia è ritirato.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà. Le
ricordo che se sta intervenendo sull'emendamento lo hanno ritirato.
SUNSERI. Intervengo sull'articolo. Giusto per capire, da quando
esiste ancora la CRIAS? Credo che nel 2018 abbiamo fatto una norma
che metteva insieme la CRIAS e l'IRCAC in un unico ente che si
chiama IRCA. Perchè ancora dobbiamo finanziare un ente che non
esiste più? Non c'è più L'ente è IRCA. Ma chi l'ha proposta la
legge? Per capire qual è la ratio.
PRESIDENTE. Va bene, abbiamo capito che forse bisognerebbe
cambiare denominazione. Assessore Sammartino, lo accantoniamo un
minuto, andiamo avanti e, nel frattempo, possiamo fare altro.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Spese per il funzionamento delle gestioni liquidatorie
dei consorzi ASI
1. All'articolo 32 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 le
parole la spesa di 250 migliaia di euro sono sostituite dalle
parole la spesa di 500 migliaia di euro . (Missione 14, Programma
1, Capitolo 343321). Agli oneri di cui al presente articolo pari a
250 migliaia di euro si provvede mediante riduzione di pari
importo, per l'esercizio finanziario 2023, delle disponibilità
della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704».
PRESIDENTE. All'articolo 24 è stato presentato l'emendamento 24.4,
a firma dell'onorevole Sunseri. Lo mantiene o lo ritira?
SUNSERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti soppressivi immagino che siano ritirati, onorevoli
Sunseri, De Luca e Catanzaro? Benissimo.
Pongo in votazione l'articolo 24, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Contributi per interventi di restauro del Villino Ida
Basile
1. Al fine di recuperare e valorizzare il Villino Ida Basile sito
a Palermo, appartenente al patrimonio storico-artistico del liberty
siciliano, è autorizzata la spesa di 100 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2023.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede, per
l'esercizio finanziario 2023, mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo
215704».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Pertanto,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Intervento presso il tratto stradale sito in
Castelvetrano c/da Belice Mare
1. Al fine di eliminare il potenziale contenzioso in atto e per
effettuare i necessari e indifferibili lavori di manutenzione e
messa in sicurezza nel tratto stradale sito in Castelvetrano c/da
Belice Mare, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la
spesa di 200 migliaia di euro. Ai relativi oneri si provvede, per
il medesimo esercizio finanziario, mediante riduzione di pari
importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Pertanto,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Contributo per l'introduzione di sistemi di
videosorveglianza
nel comune di Chiaramonte Gulfi
1. A1 fine di incrementare la sicurezza nel territorio del comune
di Chiaramonte Gulfi mediante
l'introduzione di sistemi di videosorveglianza, è autorizzata la
spesa di 200 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2023. Ai relativi oneri si provvede, per
il medesimo esercizio finanziario,
mediante riduzione di pari importo delle disponibilità della
Missione 20, Programma 3, Capitolo
215704».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Pertanto,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Assegnazione alloggi di edilizia economica e popolare
1. Le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 63 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni si
applicano altresì a tutti i detentori senza titolo di alloggi di
edilizia economica e popolare alla data dello sgombero coattivo
disposto con ordinanza sindacale per situazioni tecnico-oggettive
accertate che hanno comportato la demolizione e successiva
ricostruzione degli alloggi».
C'è un emendamento di riscrittura. Un attimo, onorevole Pace, le
chiedo un minuto di pazienza. Lo mettiamo in votazione, hanno fatto
la riscrittura di quello sulla CRIAS, per dare per dare un ordine.
Poi, chiedo anche al Governo, in funzione anche del fatto che c'è
stato un impegno con i lavoratori della Keller domani tra gli
aggiuntivi e credo che ci sia grande condivisione da parte di tutti
i Gruppi tanto di maggioranza quanto di opposizione di trovare la
soluzione assolutamente migliore. E' arrivato l'emendamento sulla
riscrittura, onorevole Presidente Daidone?
Pongo in votazione, intanto, l'emendamento 23.5 che, grazie
all'onorevole Sunseri che ha fatto l'accorgimento prima in Aula, la
precisazione, sostanzialmente cambia semplicemente CRIAS con IRCA.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ha chiesto di parlare l'assessore Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, soltanto una
precisazione, lo diceva la Segreteria generale: se a fine della
legge con il 117' possiamo intervenire sull'articolo 31 perché
dobbiamo indicare l'ente destinatario a cui diamo queste risorse
per fare questo intervento che, in effetti, è il Genio civile di
Trapani. Soltanto questa precisazione che serve, appunto, per
veicolare e far camminare bene la norma.
PRESIDENTE. Se l'Aula è d'accordo la possiamo fare con il 117'.
Mi sembra che non ci siano obiezioni. Va bene, assessore Falcone.
Si torna all'articolo 33 con l'emendamento di riscrittura.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PACE. Presidente, ricordo che questo articolo che era stato
presentato precedentemente, mi era stato chiesto dall'Aula di
riscriverlo e circoscriverlo alla vicenda locale riberese. Lo
voglio ricordare, si tratta di 60 famiglie che devono rientrare e 6
che non possono utilizzare una legge già esistente del 2018.
Abbiamo fatto la riscrittura che è agli atti e che circoscrive il
provvedimento proprio a queste 6 famiglie, denominate famiglie che
alloggiano a Ribera in via Largo Martire di via Fani . Quindi, non
è nessuna sanatoria, non si estende al resto della Regione
siciliana, ma se l'Assemblea regionale dovesse approvare questo
emendamento diamo la possibilità anche a queste 6 famiglie di
tornare a casa.
Devo testimoniare che mentre noi siamo in Aula, da sette giorni
queste famiglie stanno facendo un sit-in dinanzi le case che sono
ormai costruite da due anni ma che non possono accedere né le 6
famiglie, né le restanti 54 famiglie fino a quando non si definisce
questo percorso diavolo.
Quindi, chiedo alla responsabilità di tutta l'Assemblea regionale
di votare favorevolmente questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 33.R, che è tra gli emendamenti
fuori sacco, che sostituisce interamente l'articolo 33. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Colleghi, rinvio la seduta, su richiesta del Governo perché deve
essere presente, a domani mercoledì 12 luglio 2023, alle ore 16.30.
La seduta è tolta alle ore 21.48 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
V SESSIONE ORDINARIA
53a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 12 luglio 2023 - ore 16.30
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -PARERE, AI SENSI DELL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 28 OTTOBRE
2020, N. 26, SU SCHEMA DI NORMA DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO
SPECIALE DELLA REGIONE:
- Deliberazione della Giunta regionale n. 223 del 15 giugno
2023 "Schema di decreto: Abrogazione dell'articolo 7 del
decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 recante «Norme di
attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti
giudiziali e dei controlli» .
Relatore: on. Daidone
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Ratifica, ai sensi dell'art. 117, 8 comma della Costituzione
dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano per l'istituzionalizzazione della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie varie. Modifiche di norme. (n. 21/A
Stralcio I). (Seguito)
Relatore: on. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 16 - Applicazione della legge regionale 8 maggio 2019, n. 6
'Norme in materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum
regionale dei giovani e dell'Osservatorio regionale delle politiche
giovanili'.
Firmatari: Catanzaro Michele; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero
- La firma dell'on. Barbagallo è decaduta a seguito della presa
d'atto da parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica
di deputato regionale. (V. seduta n. 20 del 30 gennaio 2023). - Con
nota prot. n. 4613 del 26 gennaio 2023 il Presidente della Regione
ha delegato l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro.
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 60 - Iniziative urgenti sulla autolinea Palermo-Sciacca operata
dalla ditta Gallo S.r.l.
Firmatari: Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 10236 del 1 marzo 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 388 - Chiarimenti in merito alla situazione economico-
finanziaria dei consorzi di bonifica.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 389 - Notizie urgenti inerenti alla proroga del contratto per
l'affidamento del servizio pubblico di trasporto urbano alla
società 'TUA Trasporti' di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 391 - Interventi urgenti al fine di ripristinare le modalità di
visita ai pazienti presso il Centro neurolesi Bonino Pulejo di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 392 - Iniziative urgenti volte a fronteggiare la grave carenza
di personale medico nei presidi ospedalieri del territorio del
Libero Consorzio comunale di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Carta Giuseppe
N. 393 - Chiarimenti in merito alle criticità del Poliambulatorio
di Palma di Montechiaro (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Catanzaro Michele
N. 394 - Chiarimenti in merito alla violazione degli obblighi di
pubblicità e trasparenza dei consorzi di bonifica.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 395 - Iniziative urgenti per il completamento dei lavori e la
riapertura del Ponte Akragas di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 397 - Notizie in merito al riparto, utilizzo e monitoraggio
delle risorse destinate ai Liberi Consorzi comunali dall'Accordo
Stato-Regione del 19 dicembre 2018.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Varrica Adriano
N. 398 - Chiarimenti in merito alla gestione dei rifiuti in
Sicilia, nonché sull'attuazione della Strategia nazionale per
l'economia circolare.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 399 - Chiarimenti in merito alla salvaguardia, alla tutela e
all'utilizzo del legno di castagno per uso strutturale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Marano Jose; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 400 - Interventi urgenti finalizzati alla riduzione delle liste
di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie del Servizio
sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 403 - Chiarimenti in merito alle irregolarità di gestione del
rendiconto 2022 dell'Ente di Sviluppo Agricolo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 407 - Notizie urgenti in merito alle mancate nomine dei garanti
dei diritti dei detenuti nei Comuni siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 402 - Interventi urgenti di ripristino della diga foranea del
porto rifugio della baia di Santa Panagia a Siracusa.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 390 - Chiarimenti in merito ai ritardi nell'erogazione della
buonuscita al personale regionale da parte del Fondo pensioni
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 396 - Chiarimenti in ordine alle criticità relative al progetto
di 'elettrificazione della tratta Cinisi - Alcamo Diramazione -
Trapani via Milo'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 404 - Notizie circa la procedura di gara bandita nel 2017
dall'Ufficio Speciale Centrale Unica di Committenza per
l'Acquisizione di Beni e Servizi per l'affidamento quadriennale dei
servizi integrati e servizi accessori in ambito sanitario per gli
enti del Servizio sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Geraci Salvatore
N. 405 - Chiarimenti in merito alla proroga della commessa WindTre
s.p.a. al Consorzio Sintesi - Convenzione ai sensi dell'art. 11
della Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro
dei disabili) e ai sensi dell'art.14 del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Intravaia Marco
N. 406 - Iniziative urgenti sul perdurante disservizio idrico
nelle c.de del Comune di Modica (RG).
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Campo Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 408 - Incremento dei fondi sull'Avviso pubblico 'Ripresa
Sicilia'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Auteri Carlo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 37 - Interventi finalizzati alla manutenzione e messa in
sicurezza delle strade forestali nel territorio di Montagna Grande
sul versante di Chinea (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Safina Dario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 86 - Iniziative volte alla salvaguardia dell'integrità del
Castello Utveggio di Palermo e alla restituzione del bene alla
pubblica fruizione.
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
Presentata il 7/06/23
N. 87 - Scorrimento della graduatoria, ai fini del successivo
finanziamento, delle proposte progettuali ammesse a finanziamento
afferenti all'Avviso pubblico n. 8/2016 riguardante la
'Realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al
rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia - Programma Operativo
della Regione Siciliana - Fondo Sociale Europeo 2014-2020'.
Geraci Salvatore
Presentata il 8/06/23
N. 88 - Iniziative urgenti per la manutenzione, conservazione e
riqualificazione del patrimonio termale di Sciacca (AG).
Marchetta Serafina; Caronia Maria Anna; Lantieri Annunziata Luisa
Presentata il 8/06/23
N. 89 - Riorganizzazione del sistema di assistenza in salute
mentale in Sicilia.
Saverino Ersilia; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero
Presentata il 13/06/23
N. 90 - Iniziative volte ad avviare le attività di assistenza
tecnica utili all'attuazione della Strategia territoriale per le
aree urbane funzionali (FUA).
Safina Dario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Presentata il 16/06/23
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
- Risposte scritte ad interrogazioni
Allegato C
- Allegato emendamenti approvati nel corso della seduta