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Resoconto d'Aula della Seduta n. 56 di mercoledì 26 luglio 2023
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.19

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Comunicazione  di  elezione  suppletiva  di  Vicepresidente  della
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione Europea

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella seduta n. 22 del 25 luglio  2023,
  la  Commissione per l'esame delle questioni concernenti  l'attività
  dell'Unione  Europea  ha  proceduto  all'elezione  suppletiva   del
  Vicepresidente ed è risultato eletto l'onorevole Nicolò Catania.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Colleghi, hanno chiesto di parlare prima  l'onorevole
  Burtone  e  poi  l'onorevole Cracolici.   Sull'ordine  dei  lavori,
  onorevole Burtone?

   BURTONE. Sì, Presidente.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Grazie,  Presidente. Io intervengo  per  ringraziare  il
  Presidente  della  Repubblica, Sergio Mattarella,  che  stamani  ha
  chiamato  il  Presidente  della Regione - prima  aveva  sentito  il
  Sindaco,  il  professore Lagalla - e ha manifestato  tutta  la  sua
  solidarietà   personale  e,  prima  ancora,  di  Presidente   della
  Repubblica.
   Ha  dimostrato di avere un alto senso delle Istituzioni, ha  messo
  accanto alla Sicilia il resto del Paese.
   La  Sicilia  ha  vissuto  e vive ore drammatiche.  Ci  sono  state
  perdite  di  vite umane, danni incalcolabili in questo  momento.  E
  avere  il  Presidente  della Repubblica che  nella  sua  autorevole
  funzione dimostra di avere a cuore non soltanto la sua Sicilia,  ma
  tutto  il  destino  dei  nostri abitanti, dei  nostri  concittadini
  siciliani è per noi motivo di conforto.
   Io non voglio piegare questo mio intervento alla polemica. Avremmo
  voluto   la  presenza  del  Presidente  della  Regione  per   avere
  un'attenta  disamina di quello che già sono i conti che  si  stanno
  facendo  rispetto a quello che è accaduto. Io invece, ripeto  senza
  voler  per  nulla polemizzare, le chiedo, Presidente, di comunicare
  al  Presidente della Regione, l'onorevole Schifani, che da parte di
  parlamentari,  in  particolare  del Partito  Democratico,  c'è  una
  precisa richiesta.
   I  lavori d'Aula non si stanno concludendo oggi, proseguiranno per
  la  prossima  settimana. Noi consideriamo doveroso,  da  parte  del
  Presidente  della  Regione, la sua venuta  in  Aula  per  esprimere
  intanto  la  solidarietà  dal Parlamento ai  siciliani  e  poi  una
  ricognizione  dei problemi che si sono determinati e  le  soluzioni
  che  debbono  vedere  il  popolo siciliano unito  e  il  Parlamento
  determinato  tutto  a trovare quelle necessarie  risorse  per  dare
  risposte a chi è stato pesantemente colpito. La ringrazio.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Burtone. Devo dire  anche  che  il
  Presidente della Repubblica ha chiamato il Sindaco della  città  di
  Catania,  quindi a lui il ringraziamento per la vicinanza  che  sta
  dimostrando  a  tutti i siciliani e al suo ruolo istituzionale  che
  svolge  nella  migliore delle maniere. Quindi, mi associo  ai  suoi
  ringraziamenti. Credo anche che potrebbe essere soddisfatta la  sua
  richiesta,  onorevole Burtone, perché possibilmente  il  Presidente
  della Regione potrebbe essere presente nel pomeriggio in Aula.
    Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici e poi l'onorevole
  La Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Presidente, io la ringrazio. Credo doveroso,  ha  fatto
  bene  l'onorevole  Burtone a farlo, che il Parlamento  apra  questa
  seduta. Ieri eravamo nel pieno dell'emergenza drammatica e che  non
  è ancora finita, perché vorrei ricordare che noi stiamo operando in
  questo  momento nella sede del Parlamento siciliano che è la  città
  di  Palermo e che in atto non sappiamo se i cittadini che respirano
  l'aria  che  in questo momento c'è nel territorio del  palermitano,
  non  solo  nella città, ma anche in alcuni Comuni della  provincia,
  sia,  come dire, perfettamente compatibile, e non lo sappiamo anche
  perché  non abbiamo notizia nemmeno di un'ordinanza, che  in  altri
  momenti,  quando soprattutto c'è stato il fuoco sulla discarica  di
  Bellolampo per gli effetti nocivi che l'incendio a Bellolampo ha.
   Normalmente,  il  sindaco  emette un'ordinanza  con  la  quale  dà
  notizia  ai  propri concittadini e ai cittadini del territorio  del
  palermitano  sui  rischi, non solo per l'aria  che  respiriamo,  ma
  persino  per  le attività economiche che sono, diciamo,  a  margine
  della  stessa discarica: da quelle agricole in senso tecnico,  cioè
  di  produzione  di frutta e ortaggi, a quelle dei  pascoli  per  le
  attività connesse agli effetti sugli animali di ciò che di  cui  si
  cibano.   Non   abbiamo  notizie.  Abbiamo   avuto   ieri   notizia
  dell'Azienda sanitaria di Palermo che suggeriva ai cittadini di non
  uscire  di  casa. Noi abbiamo preso atto di questo  suggerimento  -
  questo riguarda anche questi parlamentari visto che frequentiamo la
  città  di  Palermo - e ad oggi non sappiamo per davvero qual  è  la
  situazione  sul  piano  delle sostanze nocive  che  sono  contenute
  nell'aria.
   Ma  al di là di questo, Presidente, lo ha fatto con garbo e lei ha
  risposto con altrettanto garbo informandoci che, probabilmente,  il
  Presidente della Regione sarà in Aula oggi pomeriggio, io credo che
  vada  immediatamente calendarizzata una seduta  specifica  dove  il
  Presidente  della Regione ci dia comunicazione tutta, non  solo  su
  quello  che sta avvenendo a Palermo, quello che è venuto a Palermo,
  ma  quello  che  è  avvenuto  a Catania, la  situazione  drammatica
  dell'aeroporto  e  degli aeroporti, la condizione  complessiva  del
  territorio  siciliano, come dire, che è stato  sottoposto,  e  devo
  dire  anche  con grande rammarico vedo - e su questo dovremmo  fare
  tutti  una riflessione - anche un'attenzione mediatica, sì non  c'è
  dubbio  che la coincidenza dell'evento siciliano assieme  a  quello
  lombardo  ha  fatto  prevalere, dal punto di  vista  mediatico,  la
  dimensione lombarda, i famosi chicchi di grandine come le palle  da
  tennis  e  i  danni che ha provocato nella città di  Milano  e  nei
  dintorni,  ma anche mediaticamente, se si esclude qualche  tv,  non
  c'è  stata  secondo  me,  e anche sul piano  della  stampa,  quella
  consapevolezza  della drammaticità che sta vivendo in  queste  ore,
  non  la  Sicilia  come entità geografica, i siciliani  come  entità
  umana compresi i turisti che frequentano la nostra Terra.
   E  allora, noi abbiamo il dovere di parlare non solo degli  eventi
  catastrofici che, purtroppo, il clima ci consegna, ma del fatto che
  dopo  anni non siamo attrezzati, non siamo capaci, non siamo  nelle
  condizioni,  non  di  prevenire, ma di gestire  le  emergenze.  Tra
  l'altro,  il  fuoco  è  un'emergenza  alla  quale  siamo  purtroppo
  abituati  da  anni, abbiamo acquisito anche notizie che  persino  i
  canadair in dotazione per la Sicilia, la metà sarebbe fuori uso: lo
  scopriamo solo dopo che, come dire, il morto scappa. Cioè, dobbiamo
  aspettare l'evento per sapere che poi scopriamo che tutto  ciò  che
  dovremmo avere in dotazione non è funzionante.
   Insomma, per farla breve, Presidente, credo che lei con urgenza  -
  e  io  le  propongo la seduta di martedì - che il Presidente  della
  Regione  venga  a  riferire  non  sulle  disgrazie  ma  su  come  è
  organizzata  la Protezione civile in Sicilia, su come è organizzato
  il   sistema  pubblico  allargato  da  parte  dell'Assessorato  del
  territorio  e dell'ambiente per le competenze del Corpo  forestale,
  dello  sviluppo rurale per le competenze sulle attività di gestione
  del demanio forestale, su ciò che riguarda le attrezzature in campo
  attraverso le province che, o le ex province, che comunque,  al  di
  là  di  tutto  il dibattito se ci sono o non ci sono,  sono  entità
  istituzionali esistenti e hanno anche compiti in tal senso previsti
  dalla  legge che non è stata abolita, insomma avere un resoconto  e
  anche   una  onesta  valutazione  sullo  stato  dell'organizzazione
  dell'amministrazione per fare fronte alle emergenze climatiche, che
  poi ormai emergenze non sono più. Certo, se si arriva a temperature
  alte  come  quelle di ieri a Palermo o in altre città siciliane,  a
  Siracusa siamo a 48 gradi, è chiaro che siamo in presenza di  fatti
  straordinari, ma i fatti straordinari non possono, in qualche modo,
  impedirci  di  affrontare  il come noi siamo  organizzati  per  far
  fronte a questi temi e credo che i buchi che si stanno manifestando
  in Sicilia sono enormi.
   A  fronte  delle  esigenze di organizzare al  meglio  il  servizio
  antincendio, noi negli anni scorsi ci siamo preoccupati di  dotarci
  dei droni ma il risultato è che non mi pare che i droni spengano il
  fuoco,  semmai  possono forse individuare coloro che lo  appiccano,
  che  è  importante,  ma non mi pare che neanche  su  questo  fronte
  abbiamo fatto grandi passi avanti.
   Insomma,  io  le  chiedo, formalmente, che la  Regione  tenga  una
  seduta  straordinaria,  pubblica,  annunciata,  sullo  stato  della
  Sicilia sul fronte delle emergenze proprie connesse alla competenza
  anche della Protezione Civile.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cracolici,  la  sua  proposta  la
  valuteremo  insieme  agli altri Capigruppo e  insieme  al  Governo,
  magari a fine seduta.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente, saluto gli onorevoli colleghi,  il
  Governo, da questo podio, Presidente, spesso e volentieri ho  avuto
  più  volte  occasione  di critica rispetto  all'operato  di  questo
  Governo, però, questo intervento vuole essere anzi propositivo e di
  ringraziamento nei confronti del Presidente Renato Schifani, perché
  ieri   da   questo  podio  alle  15.08  chiedevo  al   Governo   la
  proclamazione  dello stato di crisi, contestualmente  chiedevo  che
  lui  si  potesse rivolgere a Roma, alle 17.20  Renato  Schifani  ha
  risposto   presente   e  ha esattamente seguito  il  consiglio  che
  abbiamo  proposto  come  ordine del giorno,  quindi  riconosco  che
  questo  Presidente ha avuto anche la capacità di  ascoltare  questo
  Parlamento.
   Chiedo  anch'io - come i miei colleghi che hanno fatto  con  molta
  attenzione,  collega  Cracolici e Burtone - che  questo  Parlamento
  possa riunirsi con un punto all'ordine del giorno specifico, perché
  è fondamentale la presenza del Governatore Schifani.
   Lei  ha  annunciato  che sta per arrivare,  io  lo  aspetterò,  lo
  aspetterò con grande ansia, con grande attenzione, perché credo che
  sia  opportuno  che il Presidente rendiconti questo  Parlamento  di
  quello che è stato fatto, perché mi risulta che, rispetto alle cose
  fatte, il dato più drammatico e riportato rispetto a cento famiglie
  che  ancora  oggi non solo risultano essere sfollate ma  non  hanno
  dove andare.
   Io  mi  unisco  ai  ringraziamenti enormi  fatti  alla  Protezione
  Civile,  ai Vigili del Fuoco, ma non possiamo però dimenticare  che
  ci  sono  state  delle  cose  che non hanno  funzionato  in  questa
  macchina,  Presidente, e non posso non parlare di  questo  concorso
  che  ha  visto  sottratti oltre 100 unità operative di  Vigili  del
  fuoco  che si trovavano a Roma e non potevano operare perché  erano
  impegnati a fare, appunto, un'attività, diciamo, di approfondimento
  di  corsi, quindi ovviamente non era prevedibile comprendo;  mentre
  il  Ministro dei trasporti pensava a parlare di ponte sullo stretto
  e,  quindi,  continuava,  per l'ennesima volta,  l'ennesima  solfa,
  questa  Regione  non  aveva collegamenti, aveva  aeroporti  chiusi,
  autostrade  che  non  funzionavano  e,  purtroppo,  in  termini  di
  prevenzione  io  voglio  capire che  cosa  è  stato  fatto,  perché
  sicuramente  la  mano  dell'uomo in questi incendi  non  si  poteva
  prevedere.
   Che  sono  dei pazzi,  quelli che hanno appiccato questi  incendi,
  era  fuor di dubbio e che, quindi, sono comportamenti assolutamente
  assurdi,  però, sicuramente sui temi della prevenzione è importante
  che  questo Governo racconti a questo Parlamento che cosa  è  stato
  fatto,   perché  non  possiamo,  il  giorno  dopo  ogni   tragedia,
  semplicemente dire  è stato fatto, che ci siamo, ma importa  capire
  quali sono  i comportamenti  messi in campo, per capire che cosa  è
  stato fatto in termini di prevenzione, perché ogni anno sembra  una
  storia  che si ripete, ogni anno siamo qui a parlare degli ennesimi
  incendi,  ogni  anno  siamo  qui  a parlare  di  queste  situazioni
  drammatiche,  e non possiamo trovarci nella condizione  in  cui  ci
  siamo  trovati semplicemente il giorno dopo, il day after  non  può
  essere   sempre   questo,  dobbiamo  prenderci   e   assumerci   le
  responsabilità del giorno prima.
   E  allora, avendo veramente grande rispetto nei confronti di  chi,
  ancora   oggi,  sta  lavorando  per  spegnere  gli  ultimi   roghi,
  soprattutto  nella provincia di Palermo, io le chiedo,  Presidente,
  con  i Gruppi  Sud chiama Nord' e   Sicilia Vera' di calendarizzare
  una  seduta d'Aula per parlare di quello che il Governo ha fatto  e
  di  quello che sono anche gli atti di prevenzione rispetto a quello
  che  è  successo,  perché fatti del genere non possono  in  qualche
  maniera accadere più.
   Io ricordo a quest'Aula che mentre stiamo parlando ancora oggi noi
  ci  troviamo  con  un aeroporto, uno dei più importanti  aeroporti,
  chiuso  per  una  vicenda  non collegata  alla  storia  che  stiamo
  affrontando,  e  decine  di persone che si stanno  chiedendo  se  è
  opportuno  anche  venire o meno; purtroppo devo  anche  dire,  caro
  Presidente,   che   a  livello  di  comunicazione   non   c'è   una
  comunicazione  adeguata.  Se  lei  va  sui  social  della  Regione,
  Presidente,   sui   siti  ufficiali,  non  c'è  una   comunicazione
  efficiente, adeguata, che dica ai cittadini che si vogliono  recare
  in Sicilia se la situazione è assolutamente tornata alla normalità.
  Anche  su questo una Regione che ha dei flussi turistici importanti
  come  in questo periodo non ci possiamo permettere una scarsità  di
  informazione. Io la pregherei, anche sotto questo punto di vista, e
  mi  rivolgo  agli onorevoli colleghi del Governo qui  presenti,  di
  fare  un'attività anche di informazione rispetto a  quei  cittadini
  che  ci  scrivono  e ci dicono:  ma possiamo arrivare? ,  assessore
  Aricò,   possiamo  arrivare  in  Sicilia?  Ci  sono  ancora   delle
  condizioni   perché  possiamo  arrivare  in  Sicilia?  Perché   c'è
  confusione sotto questo punto di vista.
   Io sotto questo punto di vista sono consapevole, conoscendo la sua
  sensibilità  assessore  Aricò visto  che  lei  è  l'Assessore  alle
  infrastrutture  che potrà, in qualche maniera, raccontare  in  modo
  preciso  e circostanziato questa situazione che sicuramente  è  una
  situazione che è sfuggita di mano e ricordo al Ministro Salvini, in
  conclusione, che probabilmente alla luce di quello che  è  successo
  riveda le sue priorità perché questa Terra ha bisogno di normalità.
  Quando  ci  sarà  la  normalità, quando ci saranno  le  strade  che
  funzioneranno, quando gli aeroporti funzioneranno, forse  dopo,  si
  potrà  parlare di ponte sullo Stretto perché adesso siamo  l'ultima
  Regione, siamo dimenticati da tutti e la priorità sicuramente non è
  quella del ponte sullo Stretto.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera.


                                Congedo

   PRESIDENTE.   Ha   chiesto  congedo,  per  la  giornata   odierna,
  l'onorevole Grasso.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   CASTIGLIONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE. Grazie Presidente, saluto il Governo, gli Assessori e
  i colleghi onorevoli.
   Presidente,  io intanto volevo fare i complimenti alla  Protezione
  civile,  ai  Vigili  del Fuoco per il lavoro che  stanno  svolgendo
  nell'arco  di questi giorni viste le condizioni che ci  sono  state
  soprattutto  a  Catania perché ricordo che nella provincia,  noi  a
  Catania, avevamo il problema già dell'acqua, dell'ENEL e credo  che
  questo  è  un  problema che poi in Commissione se ne discuterà  per
  quanto riguarda le competenze dell'ENEL.
   Noi,  ieri,  come  Gruppo  parlamentare dei  Popolari  Autonomisti
  avevamo fatto anche un comunicato stampa, l'ordine del giorno, dove
  avevamo  chiesto al Governo, e ringrazio il presidente  Schifani  e
  tutta  la  giunta per quanto riguarda lo stato di calamità naturale
  al governo nazionale, e questo è stato fatto.
   Non vedo, in questo istante, l'assessore Aricò, però volevo dirgli
  una   cosa   importante:  noi  abbiamo  avuto  il  problema   anche
  dell'aeroporto  di Catania e lei sa benissimo, assessore  Aricò  la
  perdita, ogni giorno di circa quaranta milioni di euro per tutta la
  Sicilia per quanto riguarda il problema che è stato causato, e  non
  entro nel merito che non è neanche nelle mie competenze.
   Però,  assessore,  le  chiedo  di avere  -   per  quanto  riguarda
  l'aeroporto  di  Catania -  di dare un servizio più efficiente  nel
  senso  di mettere più autobus a disposizione dei passeggeri  perché
  molti  voli,  come voi sapete, sono stati dirottati a Comiso,  sono
  stati dirottati a Trapani, sono stati dirottati a Palermo, però  mi
  arrivano  diverse segnalazioni da parte dei passeggeri che arrivano
  all'aeroporto di Catania che poi hanno difficoltà per poter  andare
  negli   altri  aeroporti,  quindi  siccome  noi  abbiamo  l'Azienda
  Siciliana Trasporti, lo ricordo a me stesso, che è l'AST, e siccome
  credo  che ci sono diversi autobus, chiedo all'assessore  Aricò  di
  parlare  anche  con  i  vertici sia della  SAC,  sia   degli  altri
  aeroporti  che  ci  sono in Sicilia, di dare un  servizio  migliore
  perché quando si arriva a Comiso la difficoltà è che i passeggeri o
  si prendono il taxi o si prendono l' NCC oppure, per rientrare o  a
  Catania o in altre città ci sono difficoltà enormi. Siccome  io  ho
  avuto diverse segnalazioni su questo e siccome so che il Governo  è
  abbastanza  attento, sia per quanto riguarda l'aeroporto,  sia  per
  quanto riguarda i siciliani e il turismo, credo che questa sia  una
  cosa  da attenzionare e sono certo che l'assessore Aricò lo farà  e
  volevo  ringraziare tutta la giunta per quanto richiesto anche  dal
  presidente  Schifani come abbiamo fatto noi Popolari e  Autonomisti
  per quanto riguarda lo stato di calamità. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Catania Giuseppe Sebastiano. Ne
  ha facoltà.

   CATANIA  GIUSEPPE SEBASTIANO. Grazie Presidente.  Un  saluto  alla
  Giunta, ai colleghi che sono qui in Aula.
   Volevo  esprimere  la  mia solidarietà alle  famiglie  colpite  da
  questi eventi di questi ultimi giorni, alle famiglie delle vittime,
  alle  famiglie  che  sono state coinvolte negli incendi  che  hanno
  messo  a  repentaglio oltre che la vita anche le attività, anche  i
  risparmi di una vita.
   Volevo rappresentare anch'io la necessità di stringerci attorno ai
  tanti  operatori che stanno in queste ore lavorando per cercare  di
  contenere  i  disagi,  i  rischi, quindi i Vigili  del  fuoco,  gli
  operatori della forestale, la Protezione Civile.
   Credo  che  questo  sia  il momento in cui le  istituzioni  devono
  stringersi  attorno alle altre istituzioni, ovviamente ci  sarà  un
  momento  successivo per analizzare e verificare se  ci  sono  stati
  episodi  o situazioni critiche che potevano essere gestite  meglio,
  ma ritengo che in questa fase sarebbe un grave errore alimentare il
  fuoco della polemica.
   Volevo  anch'io  ringraziare  il  governatore  Schifani  per  aver
  raccolto  l'appello che anche come gruppo di Fratelli d'Italia  sia
  come  Gruppo  all'ARS,  sia come deputati e  senatori  di  Fratelli
  d'Italia  abbiamo lanciato per richiedere e ottenere  lo  stato  di
  calamità  naturale;  notizia di queste  ore  è  appunto  la  Giunta
  straordinaria  fatta questa mattina che di fatto dà il  via  libera
  alla  richiesta  di  stato  di calamità  naturale  per  la  Regione
  siciliana.
   Sono  certo  che in serata anche il Governo nazionale, il  Governo
  Meloni, risponderà a questa richiesta da parte del nostro Gruppo  e
  di  tutti i siciliani, di tutti i Gruppi parlamentari che sono  qui
  rappresentati  in  modo  tale da poter avere  risorse  e  strumenti
  idonei e necessari per poter affrontare questa fase critica.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA. Grazie Presidente, buona sera a tutti. E' chiaro che il mio
  intervento  è  pienamente concentrato nei fatti che  sono  successi
  ieri  e  l'altro  ieri  in  Sicilia  ma  in  particolar  modo   nel
  siracusano.
   E'  chiaro che, oltre ad essere parlamentare regionale, sono  pure
  il  sindaco  di  Melilli  e  volevo oggi raccontare  quello  che  è
  accaduto in queste ore, che sta accadendo in questo momento e che è
  accaduto ieri e l'altro eri nel mio territorio.
   Il  territorio  del  comune di Melilli è stato il  territorio  più
  colpito  nella Sicilia orientale, è un comune esteso che circa  175
  chilometri  quadrati e in queste ore, in questo momento ai  margini
  del mio comune che qua rappresento, ancora le fiamme stanno facendo
  il loro corso, sono nel lato montano verso Sortino.
   Oggi  non  dico  che è quasi impossibile fare  la  conta  ma  oggi
  valutiamo  con  un avviso pubblico, fatto dall'ente locale,  stiamo
  valutando seriamente quelli che sono i danni.
   I  danni  sono difficilissimi da stimare, il comune di Melilli  ha
  avuto   un  danno  enorme  alle  aziende  agricole,  alle   aziende
  industriali, più di una volta c'è stato l'intervento da  parte  dei
  canadair  per  evitare che l'incendio colpisse il sito  industriale
  più grande d'Europa. Ma a malincuore.
   Pur  sempre ringraziando quello che è stata l'attenzione del corpo
  forestale  regionale, dell'assessore Pagana, del Governo regionale,
  ieri si è rischiata veramente una strage. Una strage  Per poco  non
  venivano  colpiti seriamente i centri abitati e sono stati evacuati
  più di seicento persone dalle proprie abitazioni. In questo momento
  il comune tramite il metodo del soccorso abitativo sta ricollocando
  le  persone  presso  altre strutture o presso  altre  abitazioni  a
  disposizione del comune stesso.
   Per questo, chiedo fin da adesso che il Governo regionale oltre  a
  quello  che  già  ha  fatto -  e lo ringrazio  per  tale  motivo  -
  dichiarando  lo  stato di emergenza e speriamo che  entro  oggi  il
  Governo  nazionale  proclami la calamità naturale  a  questa  parte
  d'Italia  che  è  stata,  totalmente, - a  mio  modo  di  vedere  -
  desertificata  dagli  incendi di ieri e dell'altro  ieri,  e  degli
  incendi in corso.
   Quindi,  il  mio  appello va, sin da adesso, per  la  parte  della
  Sicilia  orientale,  dove è collocata la zona industriale  dove  ci
  sono 175 chilometri quadrati di territorio colpito dagli incendi  e
  ha totalmente creato distruzione attorno alle aziende, attorno alle
  famiglie,  attorno  a  tutti coloro che sono  stati  colpiti  dagli
  incendi.
   Il mio ringraziamento va oltre alle famiglie che in questo momento
  si  stanno  ricollocando  in  autonomia,  oltre  tutte  le  persone
  disagiate,  per la loro pazienza e per la loro - diciamo,  come  si
  vuol dire - disponibilità a venire incontro all'Amministrazione; va
  a  tutti  i  volontari della Protezione Civile della  provincia  di
  Siracusa e tutte le associazioni che ieri hanno dato solidarietà  a
  un  comune e non l'hanno isolato, e forse per questo motivo non  ci
  sono  stati  oggi  discussioni su morti o  altro  tipo  di  effetti
  negativi sui territori.
     Quindi,  signor  Presidente, faccio a lei  il  mio  appello,  al
  Governo,  di  valutare con urgenza una norma che possa  in  qualche
  maniera, oltre allo stato di emergenza, tutelare sia economicamente
  ma  con  supporti strutturali come mezzi e abitazioni  le  località
  colpite, e in particolar modo la provincia di Siracusa nel comparto
  industriale. Grazie.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno nuovamente
  ad  intervenire  rispetto  a  ieri che c'era  il  Vice  Presidente,
  onorevole Di Paola.
   Essendo  una  situazione,  già ieri,  ma  anche  oggi,  abbastanza
  particolare,  in quanto non si è placata rispetto alle  fiamme,  mi
  unisco  anch'io, anche se nell'intervento di ieri penso  di  averlo
  fatto, ma anche oggi va fatto, per lo sforzo enorme dei Vigili  del
  fuoco, della Protezione Civile, della Polizia, dei Carabinieri e di
  tutti   coloro  i  quali  si  stanno  adoperando  in   queste   ore
  drammatiche.
   Però,  non  si può non cogliere l'occasione, Presidente  Galvagno,
  avendo anche oggi - oltre alla presenza di ieri - dell'assessore Di
  Mauro  ed  anche altri autorevoli assessori di questa Giunta,   non
  soprassedere a quella che è l'idea, poco fa è stato anche detto dai
  miei  colleghi  parlamentari del Gruppo  del  Partito  Democratico,
  prima  l'onorevole  Burtone, ma anche  l'onorevole   Cracolici,  di
  dedicare,  Presidente  Galvagno, una seduta  dove  si  richiede  la
  presenza  del Presidente della Regione per potere comprendere,  non
  soltanto quello che è accaduto, perché è chiaro che su quello che è
  accaduto  speriamo  che si faccia luce presto, ma  soprattutto  per
  capire qual è la strategia di questo Governo regionale e se ci sono
  delle  responsabilità, per cui magari nei mesi pregressi si  poteva
  sicuramente arrivare non impreparati, come ogni anno si  arriva  al
  periodo estivo.
   Non posso unirmi a quello che qualcuno dei colleghi di maggioranza
  ha, nel suo intervento, detto, perché da parte della opposizione  o
  delle opposizioni non c'è stata una presa di posizione strumentale,
  soprattutto  in  queste ore per quello che è il Governo  regionale,
  perché  l'ho detto ieri e lo continuo a dire oggi, non ci sono  qua
  interventi  demagogici di parte, però è pur vero che il  Parlamento
  deve  essere  rispettato  per quello che  è:  la  volontà  politica
  espressa dai cittadini.
   E, quindi, richiediamo, Presidente Galvagno, non ad una Conferenza
  dei  Capigruppo,  ma  io  ritengo che  la  richiesta  di  avere  il
  Presidente della Regione in Aula martedì prossimo sia una richiesta
  legittima,  sia una richiesta che sicuramente viene dai  banchi  di
  quest'Aula,  perché  è  chiaro che vogliamo  sapere  quello  che  è
  accaduto.
   Qui  c'è l'Assessore Aricò, sull'aeroporto di Catania,  qual è  l'
  idea perchè che sui giornali abbiamo letto delle prese di posizione
  di  divergenze  tra  il Governo nazionale e il  Governo  regionale,
  abbiamo  il dovere di sapere quali sono le strategie nei   prossimi
  giorni per quello che sta avvenendo in queste ore;  vogliamo sapere
  le cose legittime che da deputati regionali meritiamo di sapere, ed
  è  per  questo,  Presidente  Galvagno,  che  la  invito  vivamente,
  unendomi  a  quello  che è stato detto dai colleghi  che  mi  hanno
  preceduto,  che lei si deve fare carico di invitare  il  Presidente
  della Regione già nella prossima settimana, nella seduta di martedì
  -   perché  qualche  giorno  è passato  rispetto  a  quello  che  è
  l'emergenza  -  per capire quali sono le azioni che questo  Governo
  vuole  porre  in essere per cercare di sopperire a quello  che  sta
  accadendo.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Catanzaro, così come  abbiamo  detto
  prima, non sappiamo quella che sarà l'evoluzione delle cose,  siamo
  in  un  momento emergenziale, c'è la volontà di voler approfondire,
  ed  ho  detto  che  ne parleremo in sede di Capigruppo  perché  non
  possiamo  fare una cosa unilaterale, dobbiamo certamente concordare
  il percorso, quindi, a fine seduta faremo una Conferenza dei Gruppi
  parlamentari e capiremo col Governo se eventualmente è il  caso  di
  calendarizzare una seduta d'Aula apposita.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Figuccia e infine l'onorevole De
  Luca Antonino. Sono chiuse le iscrizioni.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto ringrazio
  lei  nel  ruolo  per i toni che oggi sta avendo quest'Aula,  e  nel
  ringraziare lei intendo ringraziare il Parlamento tutto, a  partire
  dall'intervento  del  collega Capogruppo del  Partito  Democratico,
  perché i toni che ha utilizzato sono assolutamente toni pertinenti.
   Questa  è  certamente una buona seduta d'Aula Presidente,  in  cui
  come  ella   ha  rappresentato, tutti stanno facendo un  esercizio,
  certamente  dietro  quei momenti tra l'altro  si  nascondono  anche
  occasioni  di  passione, perché ciascuno ha vissuto il  dramma  del
  proprio  territorio,  quindi lasciarsi  andare  ad  un  momento  di
  strumentalizzazione, di sfogatoio, sarebbe stato  semplice,  invece
  nulla  di  questo oggi in Aula da parte delle forze di opposizione,
  come  d'altra  parte da parte dei componenti di questa maggioranza,
  questo  perché  credo  che  oggi questo Parlamento  stia  prendendo
  certamente  atto del fatto che la condizione, è una  condizione  di
  emergenza  e  di drammaticità per tutti i siciliani, e  rispetto  a
  questo,  Presidente,  approfitto  della  presenza  degli  assessori
  Falcone e Aricò in Aula per ringraziare il Governo, perché  con  lo
  stesso  atteggiamento, in silenzio, lontano dai  proclami,  so  che
  proprio  in  queste  ore,  attraverso una delibera  di  Giunta,  ha
  deliberato la richiesta dello stato di calamità e di emergenza, una
  fattispecie che contraddistingue entrambe le scelte e non da  poco,
  perché  sapete che una delle due vertenze è legata alla  condizione
  dell'agricoltura, l'altra invece investe tutte le dimensioni  della
  sfera   sociale   legata  alla  dimensione  delle   infrastrutture,
  dell'emergenza abitativa.
   Credo  che  questi tre giorni siano stati davvero duri per  tutti,
  evito  di  fare  anch'io  l'elenco di  territori  più  colpiti  nel
  palermitano,  ce ne sarebbero davvero tanti, cito semplicemente  la
  questione  della discarica di Bellolampo, non vuole  essere  questo
  certamente il momento per fare rivendicazioni, però, credo che  qui
  oltre  al  tema degli incendi abbiamo assistito ad un dramma  dalla
  portata  davvero incredibile, non sappiamo ancora  quali  sono  gli
  effettivi  danni  e  gli effetti in atmosfera del  liberarsi  della
  diossina, però, sappiamo certamente che una parte degli incendi che
  ha  colpito Palermo arriva purtroppo proprio dal bruciare di cumuli
  di  rifiuti,  segnatamente all'interno della quarta e della  quinta
  vasca.   Certamente  saranno  giornate  in  cui,  finita  la   fase
  emergenziale, bisognerà contare i danni, andare incontro attraverso
  il  coinvolgimento  dei  comuni  cui  spetta  anche  la  dimensione
  dell'intervento della Protezione civile degli stessi per,  intanto,
  aiutare quelle famiglie che sono state costrette a sfollare.
   Ha  funzionato in parte la rete degli interventi della  Protezione
  civile,  dei Vigili del fuoco. Ha funzionato per tutto  quello  che
  questi uomini e queste donne valorosissime avevano da dare, insieme
  agli  uomini della Forestale, insieme ai tanti volontari. Però,  al
  di  là  dei  meriti di ciascuno e, probabilmente  dei  demeriti  di
  tutti,  di  fronte  alla natura che ancora una volta  dimostra  che
  quando  si  ribella non ce n'è per nessuno, ora è il momento  della
  responsabilità. E' il momento del contare i danni ma,  soprattutto,
  è il momento, approfittando anche di questo atto, si potrebbe dire,
  scontato,  invece  ritengo  di  generosità  da  parte  del  Governo
  regionale che chiama in causa il Governo nazionale perché si possa,
  davvero, finalmente, mettere in campo una serie di strategie che la
  Sicilia aspetta da tanto, da tanto, da troppo tempo.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessori,  preliminarmente corre l'obbligo  di  ringraziare  tutti
  coloro i quali si sono adoperati per porre rimedio ai drammi e alle
  tragedie  che  abbiamo  visto nelle ultime  ore.  Però,  Presidente
  Galvagno,  noi, senza voler in questo momento andare a  individuare
  quelle  che  sono  le responsabilità in merito ai  fatti  accaduti,
  dobbiamo anche incontrare il prima possibile il presidente Schifani
  in  quest'Aula  per fare il punto della situazione  su  ciò  che  è
  accaduto  ma  anche  su  ciò che sarebbe potuto  accadere.  Perché,
  nonostante  il  bilancio sia devastante, noi  ci  dobbiamo  rendere
  conto che poteva andare molto peggio, perché noi abbiamo dimostrato
  nell'arco  delle 24 ore che il sistema Regione siciliana è  saltato
  del  tutto,  perché  siamo  in presenza di  collegamenti  che  sono
  saltati:  strade  chiuse, sia la Messina-Palermo  che  la  Messina-
  Catania.
   Evidentemente  non sono state fatte quelle opere di  rispetto,  di
  prevenzione,  affinché un incendio non invada la sede autostradale.
  E  se  l'incendio blocca l'autostrada e devono arrivare i  soccorsi
  dall'autostrada, mi chiedo come fanno ad arrivare.
   Siamo  in  presenza di ospedali al collasso, lo abbiamo  visto  in
  questi  giorni con i pronto soccorso con meno del 50% del personale
  dipendente. Allora, io mi chiedo se da un evento di questo  genere,
  che   ha   interessato  tutta  la  Regione  siciliana,  si  fossero
  verificate  delle  condizioni  ancora  peggiori  i  nostri   pronto
  soccorso,  i  nostri  ospedali, come avrebbero reagito?  Con  quale
  unità? Il Corpo Forestale, Presidente Galvagno, è carente di uomini
  in  divise e di mezzi. Io ho raccolto le testimonianze di alcuni di
  loro,  di  notte  si  sono sentiti impotenti  perché  non  potevano
  reagire come avrebbero voluto.
   Gli aeroporti, a causa dell'incendio, sono andati in tilt ormai da
  una  decina di giorni, e quindi abbiamo degli aeroporti da cui  non
  si  decolla  e  da  cui non si atterra. E allora,  è  evidente  che
  qualcosa non funziona a livello di sistema regionale e non funziona
  a  livello  di sistema, anche, per ciò che concerne la prevenzione,
  per  tutto  quello  che  dovrebbe essere quell'attività  che  viene
  svolta  per  evitare  che,  quando  questi  delinquenti,  perché  è
  evidente  che  c'è  una matrice dolosa, io non credo  che  sia  una
  questione  relativa... Il Ministro Musumeci, a un  certo  punto  ha
  detto:   questo è il problema climatico . No, il problema climatico
  possono essere le alluvioni del Nord, non gli incendi del Sud.  Gli
  incendi  del  Sud  è  perché  ci sono dei  piromani,  ci  sono  dei
  disgraziati, ci sono dei delinquenti, ci sono dei mafiosi, ci  sono
  delle  persone  che non meritavano di venire al  mondo  che  stanno
  distruggendo la nostra terra. Però, di questo - vede, Presidente  -
  è  anche  complice  chi  non compie quelle  azioni  che  servono  a
  mitigare questo rischio e poi servono queste stesse azioni anche ad
  evitare  che  quando  arriveranno le prossime piogge,  la  prossima
  settimana, il prossimo mese, o in autunno, poi nascono le  frane  e
  ci  troviamo sempre a dover deliberare, come Regione e come  Stato,
  uno  stato  di  emergenza dopo l'altro, a dover riconoscere  sempre
  risarcimenti, a dover piangere sempre delle vittime.
   E  tutto  questo  perché - vede Presidente -  probabilmente  siamo
  arrivati a un punto di non ritorno. La Regione siciliana è arrivata
  a un punto in cui tutti i suoi organismi, tutte le sue Istituzioni,
  tutti i suoi presidi non funzionano più per carenza di mezzi e  per
  carenza di uomini. E, allora, è per questo che è necessaria al  più
  presto la presenza del presidente Schifani davanti all'Aula, perché
  ci  dobbiamo  confrontare su tante cose, perché il  problema  degli
  incendi  ha,  semplicemente, suonato la sveglia, ci ha messo  tutti
  quanti col fuoco in faccia ad avere paura e a solo immaginare  cosa
  sarebbe potuto succedere, ma la realtà, Presidente Galvagno, è  che
  la Regione siciliana è impreparata a far fronte a qualsiasi tipo di
  emergenza che venga dai fiumi, che venga dalle montagne, che  venga
  dalle campagne incendiate, che venga dalle mareggiate, che venga da
  un'epidemia.  Noi  siamo impreparati, come Regione,  ad  affrontare
  qualsiasi  tipo di emergenza. Quindi, o ci fermiamo un  attimo,  il
  Parlamento  e  il  Governo, e ci sediamo a discutere  seriamente  e
  affrontare   quelle  che  sono  non  più  emergenze   ma   problemi
  strutturali  che si ripetono, sistematicamente, ogni anno,  oppure,
  Presidente, prima o poi ci troveremo a convocare una seduta in  cui
  discuteremo  del  perché è morta tanta gente. E credo  che  non  lo
  voglia nessuno, anzi ne sono sicuro.

   PRESIDENTE.  Speriamo  di  no. Chiude gli  interventi  l'onorevole
  Safina.

   GILISTRO. Signor Presidente, avevo chiesto prima della chiusura di
  intervenire. Il mio intervento sarà brevissimo.

   PRESIDENTE. Ultimo intervento dell'onorevole Gilistro.
   Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  è  chiaro  che,
  innanzitutto, va il nostro commiato alle vittime, tre vittime,  per
  una  giornata  che rimarrà nera nella storia recente  della  nostra
  Regione, colpita in ogni dove, la città, i beni culturali, il Parco
  archeologico  di  Segesta, luoghi simbolo come lo  Zingaro,  che  è
  stata  la prima riserva siciliana, e tantissimi altri luoghi. Però,
  questo,  al  di là di quello che dicevano i colleghi che  mi  hanno
  preceduto,  sia la necessità di una seduta dove riflettere  e  dove
  comprendere cosa fare.
   In  queste  ore, mi è venuta in mente una somma, mi  è  girata  in
  mente  continuamente  questo  numero,  che  sono  duecentocinquanta
  milioni di euro. Questa è la cifra che la Regione siciliana  spende
  per  la tutela delle nostre montagne, dei nostri boschi, del nostro
  territorio.  E  questi duecentocinquanta milioni di  euro  dobbiamo
  interrogarci,  Assessore, se sono spesi  bene,  se  necessitano  di
  un'implementazione, se sono spesi bene oppure se necessitano di una
  razionalizzazione, se sono spesi male.
   E nemmeno si può dire che esiste più il mito dei forestali, perché
  una  volta  avevamo trentacinquemila forestali, adesso  ne  abbiamo
  diciassettemila, e ogni anno circa mille vanno in pensione, quindi,
  probabilmente,   l'anno  prossimo  continuando   così   ne   avremo
  sedicimila   e,   attualmente,  abbiamo  solo  quattromila   uomini
  destinati all'antincendio, oltre le squadre dei Vigili del fuoco.
   Rispetto  a ciò c'è bisogno, dunque, di una riflessione seria  che
  ci   porti   a  comprendere  come  veramente  tutelare  il   nostro
  territorio,  perché non è possibile assistere ogni  anno  inermi  a
  quella che è una devastazione annunciata. L'anno scorso sono andati
  bruciati  migliaia  e migliaia di ettari di boschi  e  non  abbiamo
  vissuto  una  giornata campale come quella di  ieri.  Ieri  avrebbe
  potuto  finire  anche peggio e dopo di che a me  sta  bene  che  il
  Governo regionale annunci tramite l'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  che  a breve, tra qualche anno, avremo  un  sistema  di
  protezione  satellitare,  ma  nelle  more  che  questo  sistema  di
  protezione  satellitare  venga  messo  in  funzione  che  facciamo,
  rimaniamo fermi, inermi a guardare?

   CRACOLICI. Abbiamo i droni.

   SAFINA.  Sui droni ti dirò, diciamo che non immagino che un  drone
  possa  volare con 70/80 chilometri orari di vento di scirocco,  non
  volano  gli  elicotteri, non volano gli aerei, immagina se  possano
  volare i droni  E' chiaro, la tecnologia serve

   CRACOLICI. Era una battuta ironica

   SAFINA.   L'ho  capito  che  era  ironica,  infatti  ho   risposto
  ironicamente  la tecnologia serve perché per esempio la parte  nord
  della  provincia di Trapani è una parte dove abbiamo un sistema  di
  telecamere  grazie a un'associazione e anche grazie  al  Comune  di
  Erice  che la protegge; probabilmente questo è un sistema che nelle
  more  andrebbe  implementato, ma rispetto a questo  vorrei  che  si
  discutesse  anche  di  un  altro tema. Mi  auguro  che  martedì  la
  Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari   possa
  unanimemente decidere di avviare questo dibattito, però vorrei  che
  si  discutesse  di un altro tema insieme, perché  da  settimane  il
  Governo  regionale sbandiera ai quattro venti che  è  in  corso  la
  riscrittura  dell'accordo Stato-Regione che dovrebbe  sbloccare  la
  spesa corrente o una parte della spesa corrente a fronte di più  di
  500 milioni di euro che vengono bloccati ogni anno per il Piano  di
  rientro.
   Vorrei  capire  come vorrà utilizzarsi e penso che  il  Parlamento
  siciliano  abbia  diritto di dire la sua  su  come  debbano  essere
  utilizzate le risorse che sbloccheremo e vorrei capire se  il  tema
  della tutela del territorio e dell'ambiente, e non solo perché come
  diceva  qualcuno  che  mi ha preceduto c'è  anche  un'altra  grande
  emergenza  in  Sicilia  che  è quella dell'agricoltura:  alluvioni,
  peronospera, caldo, tutti elementi che la stanno falcidiando, crisi
  di mercato.
   Allora,  io vorrei capire se su questa spesa corrente potremo  far
  conto per risolvere o quanto meno mettere in campo delle iniziative
  che  possono alleviare i problemi che la nostra Regione  vive  ogni
  anno e che purtroppo si ripetono ormai da decenni senza che nessuno
  ponga alcun rimedio.
   Vorrei che si aggiungesse anche questo tema perché non vorrei  che
  rimanessimo    schiacciati   sotto   il   macigno    dell'autonomia
  differenziata  e  che  dunque non si possa  discutere  di  come  le
  risorse spettano ai siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.


                                Congedo

   PRESIDENTE.   Comunico che l'onorevole Mancuso ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Gillistro.  Ne  ha
  facoltà.
    Dopo andremo avanti con il Rendiconto.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie  per  aver
  accettato   la  mia  richiesta.  Innanzitutto,  volevo   fare   una
  piccolissima considerazione per quello che riguarda, per quello che
  sta succedendo, quello che potrebbe ancora succedere. Innanzitutto,
  noi  abbiamo  tutti  quanti detto  grazie  alle forze  dell'ordine,
  alla  protezione civile, stiamo ringraziando tutti, i  carabinieri,
  tutti quanti, stiamo continuando a ringraziarli, ogni onorevole che
  è qui in questo momento e sale su questo scranno ringrazia le forze
  dell'ordine. Vorremmo chiedere a loro, a queste persone,  a  questi
  eroi  che  in questo momento stanno combattendo e stanno rischiando
  la  vita,  abbiamo chiesto, vogliamo chiedere a questi  signori,  a
  queste  persone, a questi eroi che cosa pensano di  noi?  Che  cosa
  pensano  della  politica regionale loro che stanno sacrificando  il
  loro  tempo, la loro vita. Qual è il loro sentimento? Cosa  pensano
  di  noi?  Cosa  pensano  di questo Governo, di  quello  che  stiamo
  facendo? Posso capire una grandinata con chicchi da un chilo, posso
  capire  un  tifone,  che  sono tutti eventi imprevedibili,  ma  gli
  incendi  che noi conosciamo e conosciamo da diversi anni  non  sono
  solo prevedibili ma sono anche prevenibili. Questa è la differenza.
  Noi parliamo di qualcosa che può essere prevenuto. Non parliamo  di
  qualcosa  che,  si l'evento climatico, arriva il  disastro  non  ci
  possiamo fare niente.
   Ogni  anno questo Governo ha giurato di fare qualcosa di  più  per
  prevenire questo disastro ma non si fa niente. Allora l'appello mio
  accorato,  signori onorevoli, che siete qui in questo momento:  noi
  abbiamo un profilo di politici assolutamente adeguato a poter  fare
  qualcosa. Tutti insieme. Qui non c'è colore politico in quello  che
  sto  dicendo  io,  non c'è colore politico. Abbiamo  un  gruppo  di
  assessori di altissimo profilo, ma vogliamo una volta tanto,  tutti
  insieme,  tutti insieme, politici di qualunque Gruppo, di qualunque
  colore,  e  assessori, che siete di altissimo livello - vi  conosco
  uno per uno -, ma vogliamo riunirci appena finisce questa stagione,
  appena  abbiamo  finito  di  leccarci le  ferite,  per  poter  fare
  veramente qualcosa?
   Questi  sono  tutti fenomeni prevenibili, prevedibili  e  possiamo
  fare  sicuramente  qualcosa. Ricordo  la  pulizia,  le  strade,  le
  autostrade.  E'  chiaro  che se non facciamo  questo  non  possiamo
  aspettarci qualcosa di più. Allora, dobbiamo promettere  ai  nostri
  eroi,   a  quelli  che  noi,  a  queste  persone  che  noi   stiamo
  ringraziando, dobbiamo prometterci, riprometterci di fare  qualcosa
  di più. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Gilistro.

   l'anno finanziario 2022  (Doc. 166)

   Rendiconto  della gestione dell'Assemblea regionale siciliana  per
  l'anno finanziario 2022
   (Doc. n. 166)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Rendiconto  della gestione dell'Assemblea regionale  siciliana  per
  l'anno finanziario 2022 (Doc. n. 166).
   Preliminarmente comunico che al fine di dar corso  alla  redazione
  del  presente documento finanziario, come previsto dalla  normativa
  vigente,  nella seduta n. 7 il Consiglio di Presidenza ha approvato
  il riaccertamento ordinario dei residui per l'anno 2022.
     Ha  facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.

   LOMBARDO  GIUSEPPE  GEREMIA, deputato  Questore.  Sì,  Presidente,
  grazie.
   In  attuazione  degli articoli 28 e seguenti  del  Regolamento  di
  amministrazione  e  contabilità, si presenta  il  rendiconto  della
  gestione   dell'Assemblea  regionale  siciliana   per   l'esercizio
  finanziario 2022, approvato dal Consiglio di Presidenza,  ai  sensi
  dell'articolo 11 del Regolamento interno, nella seduta n. 7 dell'11
  luglio 2023, per l'approvazione dell'Aula ai sensi articolo 77  del
  Regolamento interno.
   La dimostrazione dei risultati della gestione dell'Assemblea, come
  previsto  dall'articolo  27, comma 1 del RAC  avviene  mediante  il
  documento   che  si  offre  all'attenzione  di  codesto  spettabile
  consesso recante anche gli allegati di cui all'articolo 27 bis,  in
  uno  con  il prospetto recante il quadro riassuntivo e la  verifica
  degli equilibri, il conto economico e lo stato patrimoniale.
   Al fine di meglio comprendere dinamiche rappresentate dal presente
  rendiconto, occorre rammentare che già a partire dall'anno  2016  a
  regime,  a  seguito  dell'introduzione del nuovo sistema  contabile
  sono  state  inserite  anche  le  informazioni  che  riguardano  la
  competenza    economica   oltre   a   quelle   che    rappresentano
  tradizionalmente la cassa, unico criterio secondo il quale venivano
  redatti i precedenti documenti economici dell'Assemblea.
   Pertanto nella presente relazione, ci si soffermerà, oltre che sui
  dati  di cassa relativi agli incassi dei pagamenti effettivi, anche
  sui dati economici e patrimoniali al fine di meglio comprendere  la
  dinamica  delle entrate delle reali spese dell'anno 2022,   secondo
  quanto  disposto dall'articolo 11, comma 6 del decreto  legislativo
  del  23  giugno  2011,  n. 118; la relazione  sulla  gestione  deve
  contenere  ogni  eventuale  informazione  utile  ad  una   migliore
  comprensione  dei  dati  contabili come di seguito  esplicitati,  i
  criteri di produzione utilizzati.
   I  documenti  di  bilancio  relativi  a  rendiconto  e  sottoposti
  all'approvazione  dell'organo deliberante  sono  stati  predisposti
  attenendosi  alle  regole  stabilite dal complesso  articolato  dei
  principi  contabili  generali introdotti  con  le  disposizioni  in
  materia  di  armonizzazione dei sistemi contabili degli  schemi  di
  bilancio.  Si  tratta del decreto legislativo n.  118  del  2011  e
  successive  deroghe, principio in materie contabili di  riferimento
  previste   a   regime  nel  rispetto  di  quanto   previsto   dalle
  disposizioni  integrative del decreto legislativo del giugno  2011,
  n. 118.
   Per  quanto di interesse nella presente relazione delle regole  di
  revisione  di  cui  al  decreto legislativo  n.  39  del  2010,  in
  particolare,  in  considerazione del fatto che  le  amministrazioni
  pubbliche  conformano  la  propria gestione  ai  principi  generali
  contabili,  si  precisa  quanto segue: la redazione  del  documento
  rendiconto   è   stata  formulata  applicando  principi   contabili
  indipendenti  e  imparziali  verso  tutti  i  destinatari.  Si   è,
  pertanto, cercato di privilegiare l'applicazione di metodologie  di
  valutazione e stima più oggettive e neutrali possibili.
   Il  sistema di bilancio, relativamente ai documenti di consuntivo,
  dovendo  assolvere ad una funzione informativa nei confronti  degli
  utilizzatori dei documenti contabili, è stato formulato in modo  da
  rendere effettiva tale funzione, assicurando così ai cittadini e ai
  diversi    organismi   sociali   la   conoscenza   dei    contenuti
  caratteristici del rendiconto.
   I  dati  le  informazioni riportate nella presente relazione  sono
  esposti  in  una  modalità tale da favorire la loro  diffusione  su
  Internet o attraverso altri strumenti di divulgazione.
   Il  rendiconto  della  gestione è stato predisposto  seguendo  dei
  criteri  di  imputazione ed esposizione che hanno privilegiato,  in
  presenza   di  eventuali  dubbi  o  ambiguità  interpretative,   il
  contenuto    sostanziale    del   fenomeno    finanziario-economico
  sottostante,   piuttosto  che  l'aspetto  puramente  formale,   con
  particolare attenzione agli equilibri di bilancio.
   I  principi contabili riferiti sono applicati ai documenti interni
  in  accordo  con  la  speciale autonomia  garantita  dallo  Statuto
  dell'Assemblea;  non  si  tratta  di  una  meccanica  e  pedissequa
  applicazione  della normativa statale, ma di un'attuazione  mediata
  dalle  norme regolamentari dell'ARS secondo le modalità  introdotte
  nell'ordinamento regionale dall'articolo 11, comma 5,  della  legge
  regionale n. 3 del 13 gennaio 2015.
   Come  risulta dal quadro generale riassuntivo in allegato la spesa
  complessiva nell'anno 2022, al netto delle partite di giro, è stata
  pari  ad  euro  171.734.207,97, come si ricava dalle corrispondenti
  finche  del  totale pagamenti nel prospetto del riepilogo  generale
  delle spese per missioni, a fronte di corrispondenti entrate finali
  complessive,  al  netto  alle  partite  di  giro,  pari   ad   euro
  138.006.681,58. Il disavanzo tecnico che si rileva tra le entrate e
  le  uscite riveste natura eccezionale essendo legato esclusivamente
  alle  operazioni di riallocazione dei fondi previsti nel precedente
  esercizio   finanziario   per  la  costituzione   della   provvista
  contributiva  delle  istituite casse  di  quiescenza  e  previdenza
  finalizzate  al  pagamento delle pensioni  per  il  personale  e  i
  deputati  a  regime  integralmente  contributivo.  Tale  disavanzo,
  pertanto, non si riproporrà negli esercizi successivi.
   La  struttura  del rendiconto pone a confronto, per  ogni  singolo
  aggregato,  le  previsioni  iniziali di  entrata  e  di  spesa,  le
  previsioni assestate, cioè comprensive delle variazioni intervenute
  durante l'esercizio, e le effettive entrate e uscite contabilizzate
  nell'anno.  Nello  specifico, per l'analisi dei risultati  salienti
  che  emergono  dai dati registrati durante l'esercizio  finanziario
  2022, in relazione alle entrate e alle uscite, nonché ai prescritti
  allegati  di  legge, si rimanda al dettaglio della relazione  sulla
  gestione trasmessa dagli uffici.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CRACOLICI. A quanto ammonta l'avanzo?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, signor Presidente. Intanto, diciamo, vediamo  di
  dirimere la richiesta che viene dall'Aula, cioè di capire a  quanto
  ammonta   l'avanzo,  se  i  questori  questo  riusciranno   poi   a
  chiarircelo. Detto ciò

   CRACOLICI. Rispetto al previsionale, quanto abbiamo speso?

   SUNSERI.  Rispetto  al bilancio di previsione dell'Assemblea  poi,
  magari,  riusciamo  No, io però ci tenevo a fare un  intervento  in
  merito  invece  ai  provvedimenti delle spese,  signor  Presidente,
  perché

   CRACOLICI. Almeno li mettete qui nei tablet, per leggerli.

   SUNSERI. Appena finisce

   PRESIDENTE.  Ma  lei  ha  la  parola,  se  poi  parla  l'onorevole
  Cracolici. Prego.

   CRACOLICI. Io chiedevo, non parlavo.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente, semplicemente ci tenevo a fare
  una  dichiarazione in merito alle spese, ai provvedimenti di  spesa
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Signor  Presidente,  lei  lo  sa perché  gentilmente  ha  risposto
  immediatamente alla mia richiesta di qualche giorno addietro  sulla
  pubblicazione   dei  provvedimenti  di  spesa,  delle   spese   che
  riguardano la Presidenza, e quindi anche l'Assemblea, solo  qualche
  giorno  addietro abbiamo avuto i prospetti, e sono pubblicati,  che
  riguardano le spese da gennaio a dicembre 2022 e qualche giorno  fa
  anche  quelli  da gennaio a giugno 2023: signor Presidente,  questi
  devono  essere  pubblicati nei sei mesi,  quindi  vanno  pubblicati
  semestralmente,  ma in questo caso eravamo il ritardo  di  diciotto
  mesi.
   Questo  mi  auguro che sotto la sua Presidenza non avvenga  più  e
  soprattutto  la richiesta che le faccio è che tutte  le  spese  che
  riguardano  le zero-cinquemila euro, siccome la trasparenza  non  è
  una  malattia  ma ci deve permettere  di avere e di dare  tutte  le
  risposte  ai  siciliani, le chiederemmo anche da  questo  punto  di
  vista qualora fosse possibile, qualora lo ritenesse opportuno,  che
  tutte   le  spese  effettuate  dalla  Presidenza  e  dall'Assemblea
  regionale  siciliana  che  riguardano  anche  importi  inferiori  a
  cinquemila  euro venissero pubblicate, perché oggi i  provvedimenti
  di  spesa riguardano solamente le spese superiore a cinquemila euro
  e  vengono pubblicati solo semestralmente, quindi secondo me  anche
  per  una  questione  di  trasparenza -  ricordo  benissimo  il  suo
  intervento il primo giorno da Presidente dell'Assemblea - credo che
  un  atto  di  maggiore trasparenza da parte di quest'Assemblea  non
  possa che permettere a tutti di giudicarla e valutarla nel migliore
  dei modi.
   Quindi,  le  due richieste che le faccio sono: 1)  i provvedimenti
  di  spesa  su base semestrale; 2) anche zero-cinquemila  pubblicati
  come  tutte  le altre spese; non per ultimo, signor Presidente,  io
  ritengo che anche a seguito di quanto emerso poi nei giornali nelle
  settimane  scorse  sia, per esempio, opportuno, signor  Presidente,
  che  venga  rivista anche la valutazione della diaria dei  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   E qui formuleremo insieme al nostro Gruppo una proposta, cioè come
  avviene  già  in altre Istituzioni, la diaria si percepisce  se  si
  viene  in  Assemblea regionale siciliana a lavorare, altrimenti  la
  diaria  non si percepisce e si percepisce solamente l'indennità  di
  carica per il ruolo che viene ricoperto, cioè l'indennità.
   Io,  come  lei  ben  sa, ho lavorato diversi  anni  al  Parlamento
  europeo e i parlamentari europei percepiscono l'indennità di carica
  e  la  diaria  la  percepiscono se vanno a Bruxelles,  se  vanno  a
  Strasburgo,   se   partecipano  all'Aula,   se   partecipano   alle
  Commissioni, altrimenti non ha senso prendere la diaria.
   Credo  che  sia un'operazione di assoluta, come dire, trasparenza.
  Formuleremo questa richiesta col Gruppo parlamentare;  poi,  se  la
  Presidenza  e  gli  organi di Presidenza lo  riterranno  opportuno,
  modificheremo anche da questo punto di vista, perché  credo  che  i
  siciliani  non  debbano vedere i Presidenti di  Commissione  e  gli
  Uffici  di Presidenza sempre presenti in Aula anche quando  non  ci
  sono  e  tutti  i deputati continuare a prendere le  indennità,  la
  diaria anche quando non vengono in Assemblea.
   Credo  che, invece, se riuscissimo a togliere la presenza  perenne
  degli  Uffici  di  Presidenza e dei Presidenti  di  Commissione  in
  quest'Assemblea  anche  quando non  ci  sono  e  se  riuscissimo  a
  parametrare  la  diaria ai giorni effettivi di  presenza  in  Aula,
  credo   che  faremmo  una  bellissima  operazione  trasparenza   ai
  cittadini e soprattutto, in qualche modo, saremmo stati in grado di
  dare  effettivamente quello che merita il deputato  nei  giorni  di
  presenza. Grazie.

   PRESIDENTE. Intanto, mi fa piacere che abbia riconosciuto il fatto
  che  subito  dopo  la  richiesta sia  stata,  diciamo,  risolta  la
  questione, probabilmente a cavallo dei due mandati se c'è stato  un
  ritardo  non  penso sia stato un ritardo volontario, cercheremo  di
  far sì che possa essere fatto sempre in maniera semestrale.
   Sulla  seconda  richiesta  che ha fatto  significherebbe  cambiare
  quella  che è la norma attuale, ovvero andare ad agire anche  sulle
  spese che vanno sotto i cinquemila euro.
   Io prendo atto della sua richiesta e valuteremo quello che potremo
  fare;  sul  discorso  della  diaria apriremmo  un  mondo  che  sono
  disposto   anche  ad  aprire,  perché  la  diaria  non  è  soltanto
  commisurata  anche  alla presenza ma in teoria anche  ad  eventuali
  distanze.  Ricordo  che  ci sono colleghi  che  sono  della  stessa
  provincia dove si riunisce l'Assemblea e colleghi che invece devono
  fare diverse centinaia di chilometri per raggiungere l'Assemblea

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Sunseri)

   PRESIDENTE.   Stiamo  parlando  del  Parlamento  europeo,   stiamo
  parlando  dell'Assemblea regionale siciliana, se no parliamo  anche
  del  Parlamento  nazionale o degli altri  Consigli  regionali  che,
  comunque,   sono   differenti   ricordo   all'Assemblea   regionale
  siciliana, se lo vogliamo riconoscere come Parlamento, a  meno  che
  non  vogliamo prendere atto che non lo riconosciamo come Parlamento
  e lo riconosciamo come altro.
   Detto   questo   la  risposta  alla  domanda  che  aveva   chiesto
  l'onorevole Cracolici la trova nella relazione.
   Quindi,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione  il  passaggio all'esame del Documento  contabile  numero
  166.

   DE  LUCA  ANTONINO. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  palese.

   PRESIDENTE.  Non  si è mai votato palese. Si  vota  per  alzata  e
  seduta.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Astensione   o   contrario?   L'onorevole   Lombardo?   Contrario.
  L'onorevole  Lombardo, chiaramente Giuseppe, non Giuseppe  Geremia,
  l'onorevole  La  Vardera è contrario e così  tutto  il  Gruppo  del
  Movimento 5 Stelle  contrario o astenuto? Contrario, benissimo. Gli
  onorevoli Lombardo Giuseppe, La Vardera e il Gruppo del Movimento 5
  Stelle sono contrari.

                             (È approvato)
   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Sempre con il voto contrario del Movimento  5  Stelle,
  dell'onorevole La Vardera e dell'onorevole Lombardo Giuseppe.
   Si  dà  lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Con le stesse modalità della votazione precedente.
   Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
      Sempre   con  il  voto  contrario  dell'onorevole  La  Vardera,
  dell'onorevole Lombardo Giuseppe e del Movimento 5 Stelle.

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
   Visto e considerato che certamente avrete l'allegato e presumo che
  voterete  sempre  alla  stessa maniera, per semplificare  i  lavori
  d'Aula  do voto sempre contrario degli onorevoli Lombardo Giuseppe,
  La Vardera e del Movimento 5 Stelle.

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
          (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extratributarie .
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si passa al Titolo 4 -  Entrate in conto capitale .
   Si dà lettura della Tipologia 200  Contributi agli investimenti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
        (Il Titolo 4 -  Entrate in conto capitale  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione
                             è approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Si dà lettura del programma 3: "Altri fondi".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla missione 99: "Servizi per conto terzi".
   Si  dà lettura del programma 1: "Servizi per conto terzi e partite
  di giro".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi è.

                             (È approvato)

   Si passa ai "Riepiloghi".
   Si  dà  lettura del riepilogo generale: "Entrate per titoli",  del
  riepilogo  generale  delle  spese  per  missioni  e  del  riepilogo
  generale  delle  spese per titoli del quadro generale  riassuntivo,
  degli  equilibri  di  bilancio, del conto  economico,  dello  stato
  patrimoniale, del Fondo di previdenza per il personale,  del  Fondo
  di  solidarietà deputati e degli allegati A, A 1, A2, A 3, D, C, D,
  E,  F,  G,  H e i rendiconti dei Gruppi parlamentari nonché   degli
  allegati  i  rendiconti  della Cassa  di  quiescenza  dei  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di quiescenza  del
  personale dell'Assemblea regionale siciliana.
   Pongo in votazione l'intero documento numero 166 con le variazioni
  conseguenti  al  riaccertamento ordinario dei  residui  per  l'anno
  2022, premesse annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Sempre  immagino  con  voto  contrario dell'onorevole  La  Vardera
  onorevole  Lombardo e del Gruppo parlamentare del Movimento  Cinque
  Stelle.
   L'Assemblea ne prende atto.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marano e Schillaci sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   gli anni 2024 - 2026

   Discussione  del Documento di economia e finanza regionale  (DEFR)
  per gli anni 2024 - 2026

   PRESIDENTE.  Chiedo al Presidente della Commissione  Bilancio   di
  prendere posto nell'apposito banco.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, lei ha  chiesto  ha  chiesto  la
  verifica  del numero legale ma non siamo in votazione. Nel  momento
  in  cui  saremo in votazione potrà chiederla, per ora non siamo  in
  votazione.  Mi fate leggere dove avete letto che si  può?  Così  lo
  facciamo  leggere  eventualmente agli Uffici. Onorevole  Catanzaro.
  Ah  Lo volete ora.
   Prego, Presidente Daidone, illustri la relazione sul DEFR, grazie.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Grazie,
  onorevole Presidente, Governo onorevoli colleghi.
   Come  è  noto,  il  Documento  di  economia  e  finanza  regionale
  rappresenta, nel quadro normativo vigente, il principale  strumento
  della  programmazione  politico economica e di  bilancio  di  medio
  termine.  Esso descrive, infatti, gli scenari economico-finanziari,
  gli obiettivi della manovra di bilancio regionale e le politiche da
  adottare  ed  espone  il quadro finanziario unitario  regionale  di
  tutte  le risorse disponibili, esplicitando gli strumenti attuativi
  per il periodo di riferimento.
   Il  Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli  anni
  2024-2026 è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera  n.
  259  del  29  giugno  2023,  assegnato a questa  Commissione  dalla
  Presidenza  dell'Assemblea il 6 luglio 2023  e,  quindi,  esaminato
  dalle   Commissioni  di  merito  per  il  parere  sulle  parti   di
  competenza.
   A  conclusione dei lavori, la Commissione  Affari istituzionali' e
  la Commissione  Cultura, formazione e lavoro' hanno espresso parere
  favorevole.
   La  Commissione  Ambiente, territorio e mobilità' e la Commissione
   Salute,   servizi   sociali   e   sanitari'   si   sono   espresse
  favorevolmente formulando altresì osservazioni e proposte che  sono
  state  fatte proprie da questa Commissione e che saranno  riportate
  nel prosieguo.
   Il  Documento di economia e finanza regionale (DEFR) si compone di
  tre sezioni:
   -  nella prima sezione si ricostruisce il contesto macroeconomico,
  nazionale  e  internazionale,  in cui  si  inserisce  quello  della
  Regione  e sulla base dell'analisi così condotta e delle proiezioni
  economiche  elaborate,  anche in ragione  della  spesa  attesa  con
  l'impiego  dei  fondi  strutturali,  sono  definite  le  stime   di
  previsione  di variazione del prodotto interno lordo della  Regione
  per il periodo di riferimento;
   - nella seconda sezione sono declinate le politiche della Regione,
  distinte   per  missioni,  attraverso  l'indicazione  delle   linee
  strategiche, del programma di intervento e dei risultati attesi;
   -  nella  terza  sezione si procede all'analisi  della  situazione
  finanziaria della Regione.
   Circa   la  prima  sezione  del  documento,  l'elaborazione  delle
  previsioni  di  finanza  pubblica e la  conseguente  determinazione
  delle  politiche di programmazione, tanto a livello  nazionale  che
  regionale, tengono conto di un quadro macroeconomico internazionale
  che  si è deteriorato in primo luogo per la guerra in Ucraina e che
  risente del tono generalmente restrittivo delle politiche monetarie
  ma che manifesta, tuttavia, segnali di miglioramento.
   Con  riferimento  al  Prodotto interno lordo  (PIL),  il  Governo,
  grazie  all'intervento pubblico che si prevede  di  effettuare  nei
  prossimi  anni, stima un miglioramento dei dati, con  una  maggiore
  crescita rispetto a quelli tendenziali.
   La  stima dei dati programmatici, con la correzione al rialzo  dei
  dati  tendenziali,  ha  avuto luogo tenendo  conto  dell'intervento
  pubblico  regionale che si prevede di finanziare con  fondi  extra-
  regionali, che non includono la spesa connessa al PNRR. In  specie,
  le  risorse  riconducibili a tali fondi,  costituenti  la  politica
  unitaria di coesione, sono indicate nella tabella 1.9 del DEFR e la
  relativa   spesa   per  il  periodo  2023-2026  è   stata   stimata
  complessivamente in 11 miliardi e 831,7 milioni di Euro.
   Nella  seconda  parte  del  DEFR  le  politiche  di  settore  sono
  raggruppate  nelle seguenti cinque aree: istituzionale;  economica;
  culturale;   servizi   sociali,  famiglia  e  salute;   territorio,
  ambiente, urbanistica e infrastrutture.
   Tra  i  punti qualificanti le linee programmatiche delle politiche
  di  settore,  si segnalano i seguenti: riforma degli enti  di  area
  vasta;   assunzioni  in  seno  all'Amministrazione  regionale   nel
  prossimo  triennio;  soppressione degli enti  in  liquidazione  del
  Gruppo  amministrazione pubblica (GAP), tra cui la Aziende autonome
  di soggiorno e turismo; consolidamento della gestione delle società
  partecipate; rafforzamento delle filiere strategiche e degli  aiuti
  per  fronteggiare  la  crisi  energetica;  contrasto  all'abbandono
  scolastico  e sviluppo della dimensione digitale delle  istituzioni
  scolastiche; nelle more della riforma del sistema della  formazione
  professionale,    semplificazione   delle    relative    procedure;
  potenziamento   della   fruibilità  del  patrimonio   archeologico;
  incremento del brand Sicilia e dell'offerta commerciale del turismo
  regionale;  incremento delle misure a valere sui  principali  fondi
  delle  politiche  sociali;  revisione  della  rete  ospedaliera   e
  riduzione   della  mobilità  passiva;  ammodernamento  della   rete
  stradale  e  rafforzamento  del  sistema  portuale;  riduzione  del
  conferimento  dei  rifiuti in discarica;  redazione  del  piano  di
  tutela delle acque.
   L'ultima  parte  del  DEFR  contiene  l'analisi  della  situazione
  finanziaria  della Regione e la costruzione del quadro  tendenziale
  della   finanza   pubblica  regionale,  con  particolare   riguardo
  all'andamento delle entrate. Riporta altresì l'evoluzione nel tempo
  di talune variabili particolarmente rilevanti, quali il debito e il
  disavanzo.
   Dopo   una   breve  ricostruzione  dell'evoluzione  dei   rapporti
  finanziari  tra  Stato e Regione, anche alla luce dei  più  recenti
  accordi, si ribadisce la necessità di assicurare un quadro  stabile
  di  attribuzione  delle entrate spettanti al fine di  garantire  il
  finanziamento delle funzioni, come d'altra parte riconosciuto dalla
  Corte dei conti in occasione degli ultimi giudizi di parificazione.
   A  tal  proposito, si rappresenta che sono in corso interlocuzioni
  con  il Governo nazionale per la riforma dell'Accordo Stato-Regione
  per  il rientro del disavanzo, profilandosi, a fronte di un impegno
  ad  aumentare gli accantonamenti utili alla riduzione dello stesso,
  un  allentamento  dei  vincoli già assunti  specie  in  materia  di
  capacità  assunzionali.  Oggetto delle interlocuzioni  è  anche  la
  definizione del procedimento di attuazione dei commi 830, 831 e 832
  dell'articolo  1  della  legge  n.  296  del  2006  in  materia  di
  retrocessione delle accise a seguito dell'Accordo del  16  dicembre
  2022,  con  l'impegno dello Stato, a decorrere  dall'anno  2023,  a
  concorrere  progressivamente all'onere derivante  dall'innalzamento
  della quota di compartecipazione regionale alla spesa sanitaria dal
  42,50% al 49,11%.
   Di   seguito   si   riporta  la  tabella  inerente   all'andamento
  programmatico dei tributi erariali.
   Passando  alle  risultanze dell'esame svolto dalle Commissioni  di
  merito   e  da  questa  Commissione,  in  materia  di   Territorio,
  ambiente,  urbanistica e infrastrutture', la Commissione  Ambiente,
  territorio  e mobilità' ha espresso un parere nel quale  invita  il
  Governo  a  valutare l'opportunità di prevedere,  con  riguardo  al
  sistema  portuale e interportuale, un intervento di  pianificazione
  strategica  che,  partendo  da una mappatura  dei  porti  turistici
  esistenti  e  delle esigenze dei territori, programmi,  oltre  alle
  opere  di manutenzione e di completamento, la costruzione di  nuovi
  porti,  da  realizzare sia con il ricorso alla finanza di  progetto
  sia  attraverso l'utilizzo di fondi extra-regionali. La Commissione
  esorta  altresì  il  Governo ad intervenire in  modo  più  incisivo
  sull'edilizia residenziale pubblica in quanto necessitante  di  una
  riforma complessiva.
   La  Commissione  Ambiente, territorio e mobilità' ha poi condiviso
  quanto  rappresentato dall'Assessore regionale per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica utilità e che si è tradotto  in  proposte  di
  modifica  al  punto   Servizio  Idrico  Integrato  -Dissalazione  -
  Sovrambito' del Documento che si allegano alla presente relazione
   (allegato 1).
   Nel  parere  reso  dalla Commissione  Salute,  servizi  sociali  e
  sanitari',  con  riferimento  alla Missione  12   Diritti  sociali,
  politiche giovanili e famiglia', è stata segnalata l'opportunità di
  procedere all'adozione del nuovo piano socio-sanitario.
   Sono  state  rilevate poi la necessità, nell'ambito della  riforma
  delle  IIPPAB,  di  trasformare le stesse  esclusivamente  in  ASAP
  (Aziende  servizi  alla  persona) e quella  di  prevedere  adeguato
  sostegno  finanziario  agli enti locali non  soltanto  peri  minori
  soggetti a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria minorile ma  per
  tutti i minori, a diverso titolo, ospitati nelle comunità alloggio.
   Nell'ambito  della  disamina della Missione 13, in  considerazione
  del  rilevante impatto finanziario, assume particolare  rilievo  la
  tematica  relativa alla compartecipazione della Regione alla  spesa
  sanitaria  e all'attuazione, come sopra riportato, dei  commi  830,
  831 e 832 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006.
   Nel  parere  reso  dalla Commissione  Salute,  servizi  sociali  e
  sanitari', con riferimento alla Missione 13  Tutela della  salute',
  è  stata  segnalata l'urgenza dell'adozione di un piano complessivo
  del  fabbisogno  e  conseguentemente  l'adozione  del  nuovo  piano
  sanitario ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale n.  5  del
  2009.
   Sono state poi rilevate la necessità di provvedere all'adeguamento
  delle convenzioni con gli istituti di riabilitazione che operano ai
  sensi  dell'articolo 20 della legge n. 833 del 1978 e l'opportunità
  di  prevedere un adeguato riparto dei costi fra comuni  ed  Aziende
  sanitarie provinciali (ASP) in relazione ai ricoveri psichiatrici.
   Quanto alle considerazioni di questa Commissione, nell'esprimere a
  maggioranza   parere   favorevole  sul  Documento   in   questione,
  condividendo   le  osservazioni  e  le  proposte  formulate   dalla
  Commissioni  di  merito, si ritiene che si debba corrispondere  una
  quota delle royalties, che i titolari di concessione di idrocarburi
  versano  alla  Regione  siciliana,  ai  comuni  costieri   il   cui
  territorio  insiste lungo la linea perpendicolare  alla  direttrice
  degli  impianti  per l'estrazione del gas naturale al  largo  delle
  loro   coste;  sarebbe  opportuno,  altresì,  istituire  un  tavolo
  tecnico,  in  collaborazione  con  l'ente  locale  e  le   ASP   di
  competenza,   al  fine  di  verificare  l'eventuale   impatto   sia
  ambientale sia igienico-sanitario che l'estrazione dei gas naturali
  potrebbe avere sui territori limitrofi ai giacimenti estrattivi.
   La  Commissione reputa, altresì, che, nell'ambito del settore  dei
  trasporti,  occorra,  anche al fine di sostenere  adeguatamente  il
  comparto  turistico,  progettare ed  investire  maggiormente  sulla
  intermodalità.  È  necessario,  inoltre,  gestire  in  maniera  più
  razionale   e  accentrata  il  governo  del  sistema  aeroportuale,
  ragionando anche su una riforma dell'attuale assetto delle relative
  società di gestione.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Secondo  il
  programma  che  il  Governo  ed  il  Presidente  Schifani   avevano
  preannunciato  all'inizio  di  questa legislatura,  quando  avevamo
  detto  che i documenti finanziari, e tutto ciò che era propedeutico
  al  documento principale, allo strumento finanziario,  che  sono  -
  appunto  -  il  bilancio e la legge di stabilità,  sarebbero  stati
  portati   nei   termini,   così  stiamo  cercando   di   rispettare
  quell'impegno.
   E  l'impegno oggi lo rispettiamo portando il Documento di economia
  e finanza regionale. Documento che è stato già valutato, apprezzato
  anche  con  voto  favorevole nelle Commissioni di merito  prima,  e
  nella Commissione Bilancio successivamente.
   Il  nostro documento che presentiamo consta di tre parti: la prima
  è  la  parte  che riguarda la macroeconomia, quella internazionale-
  nazionale  che  arriva ad integrare, soprattutto a  focalizzare  il
  contesto, cioè a contestualizzarla in Sicilia; la seconda  parte  è
  formata  dalle politiche regionali, cioè da quello che  la  Regione
  intende  fare,  da  quello che il Governo  intende  fare  nei  vari
  settori,  nei vari segmenti tramite i vari assessori e assessorati,
  oltre che le diramazioni con i vari dipartimenti.
   Alla  fine  abbiamo  la  terza parte - potrete  leggere  -  che  è
  l'andamento  della finanza locale, con quello che rappresenta  oggi
  lo stato dell'arte, soprattutto quello che è lo stato di salute dei
  conti regionali.
   E  allora,  a quest'Aula il Governo vuole rappresentare,  appunto,
  che oggi la situazione della Regione siciliana, per quanto riguarda
  il  prodotto interno lordo, che prima era stato valutato per lo 0.6
  in  aumento rispetto al 2022, invece con l'andamento dei  conti  ci
  siamo  resi  conto  che  questo andamento è  migliorato,  arrivando
  all'1%  nel 2023, in piena sintonia ed in piena armonia con  quello
  che è l'andamento del Mezzogiorno e del resto d'Italia.
   Vorrei  dirvi soltanto che nei primi sei mesi la Regione siciliana
  ha  attivato  spesa per 7 miliardi e 800 milioni di euro,  cioè  ha
  emesso pagamenti per un miliardo e duecento milioni di euro in  più
  rispetto allo stesso periodo del 2022. Significa che cosa?  Che  se
  il  PIL  tendenziale in Sicilia è ottantasette miliardi circa,  noi
  già  nei  primi sei mesi, con la immissione di denaro  che  abbiamo
  messo in atto, depurato dei soldi che vanno fuori dalla Sicilia, di
  fatto  è come se avessimo traguardato quel punto di percentuale  in
  più  che  oggi il documento di economia e finanza regionale assegna
  alla Sicilia.
   Questo  dato,  che  è in perfetta armonia col dato  nazionale,  si
  rifletterà  anche  sulle  politiche  tendenziali  del   2024.   per
  continuare  nel 2025 e 2026. Vi devo dire che anche  la  situazione
  tendenziale quindi per il 2024 è assolutamente in linea, anche se a
  causa  delle  politiche restrittive bancarie che oggi purtroppo  la
  Banca  centrale europea, ma non soltanto la Banca centrale europea,
  sta attivando per fermare l'inflazione purtroppo darebbero nel 2024
  qualche  zero virgola punto in meno rispetto a quello che  potrebbe
  essere  invece  l'espansione del Pil. Se  tale  politiche  bancarie
  restrittive  non vi fossero, e questo lo dobbiamo anche  prevedere,
  perché   la   politica  monetaria  europea  pone  delle   politiche
  restrittive per fermare l'inflazione.
   Vorrei  ricordare che negli ultimi anni, negli ultimi dieci  anni,
  l'inflazione non aveva mai oltrepassato negli ultimi sette anni  un
  punto  di percentuale. cosa invece che non è accaduta sino al  2000
  sino  al  2020, non è accaduta nel 2021, non è accaduto invece  nel
  2022,  quando  in Sicilia abbiamo avuto un'inflazione  superiore  a
  quella  che era la media nazionale, che era dell'8,1 per cento,  in
  Sicilia invece diventata del 9,7 per cento.
   Oggi abbiamo un'inflazione che cala, ma malgrado ciò ancora rimane
  alta, oltre i 5 punti di percentuale, ecco perché l'andamento della
  domanda  interna, che è in crescita anche in Sicilia, viene fermata
  dalla   viene  in un certo senso ostacolata dalla da quella  che  è
  l'inflazione,  e soprattutto l'aumento delle materie delle  materie
  prime.
   Questo  sistema comunque non impedisce che in Sicilia  abbiamo  un
  Pil  che cresce, quindi che consente un miglioramento della domanda
  interna, un prodotto interno lordo, e non impedisce nemmeno che  ci
  sia  anche una buona esportazione e che settori come il turismo,  o
  settori manifatturieri possono migliorare le proprie performance.
   In  questo senso vorrei invece ricordare che, da un punto  abbiamo
  che  il  Pil  tendenziale, va avanti a prescindere dalle politiche,
  dalla  Regione, dallo Stato, degli enti locali, poi invece  abbiamo
  un  Pil  programmato,  che  è  quel Pil  che  in  Sicilia  potrebbe
  raggiungere anche il 2.7 per cento, quindi molto intenso, se  tutto
  ciò  che  sono  tutto ciò che il Governo ha si è  prefissato  nelle
  politiche  nelle  politiche regionali verrà, o  venisse  realizzato
  Presidente,  in questo senso la seconda parte del nostro  Documento
  di   economia  e  finanze  appunto  focalizza  l'attenzione   sulle
  politiche regionali, e abbiamo in questo senso anche apprezzato gli
  sforzi che tutti i Partiti hanno fatto in Commissione.
   Lo  vorrei  dire  qua,  ringraziando  anche  il  Presidente  della
  Commissione Bilancio, l'onorevole Daidone, perché abbiamo  raccolto
  gli  spunti  che possono provenire da tutti i Partiti,  quando  gli
  stessi sono come dire utili, ad esempio delle indicazioni su  acque
  e  rifiuti,  delle indicazioni sulle royalty di alcuni comuni,  per
  alcuni  comuni, indicazioni che ci sono provenuti dai vari  Partiti
  per  migliorare questo documento che rappresenta, non un  documento
  sterile  come diciamo una volta veniva considerato, abbiamo  voluto
  quest'anno invece proporre un documento molto più snello, molto più
  chiaro, appunto si divide e abbiamo detto suddiviso in tre parti, e
  soprattutto l'ultima parte che parla della finanza locale
   Abbiamo anche il piacere di sottoporre i miglioramenti che ci sono
  stati  in  questi anni con il tendenziale, che viene e che dimostra
  come  i conti della Regione migliorano. E migliorano i conti  della
  Regione,  abbiamo voluto fare delle comparazioni, così come  fa  lo
  Stato, l'indebitamento rispetto al Pil.
   Il   nostro  indebitamento  rispetto  al  Pil  nella  comparazione
  nazionale  è,  certamente, migliorato. Ad esempio vorrei  ricordare
  che nel 2013 noi avevamo un indebitamento, il rapporto era di 6.3%,
  era  a fronte di 5 miliardi e 393 milioni di indebitamento, avevamo
  un  Pil di 86 miliardi di euro. Oggi, invece, nel 2023 a fronte  di
  un indebitamento di 4 miliardi e 300 milioni, abbiamo un Pil di 101
  miliardo di euro.
   In  questo vorrei aggiungere, ad esempio, il cosiddetto disavanzo,
  cioè  quel  disavanzo  che deve essere, che deve  rientrare,  e  lo
  stiamo  facendo  rientrare con degli accantonamenti  importanti  di
  oltre  400  milioni  di  euro l'anno. Bene,  nel  2017  avevamo  un
  disavanzo  pari a 6 miliardi e 300 milioni, nel 2018 era diventato,
  con  la  verifica,  con  il riaccertamento, con  quella  operazione
  verità,  7 miliardi e 300 milioni e, invece, oggi nel 2022  abbiamo
  un  disavanzo di 5 miliardi e 900 milioni, a fronte di un di un Pil
  di 94 miliardi di euro.
   Significa  che  appena  abbiamo  proceduto  al  riaccertamento  ma
  appena,  a  fine settembre, porteremo in Aula il rendiconto,  siamo
  convinti,  ci  accorgeremo, che questi 5  miliardi  e  917  milioni
  caleranno,  avranno  un,  come  dire,  un  ridimensionamento,   una
  riduzione  di  diverse  centinaia di  milioni  di  euro.  Questo  a
  dimostrazione come il bilancio della Regione sta migliorando, ed  è
  di  qualche  giorno fa il rating che Standard and Poor, agenzia  di
  rating, ha dato alla Regione siciliana dimostrando che la stabilità
  dei  conti,  in  un  contesto di fragilità,  la  Regione  siciliana
  mantiene un buon livello di rating. E questo significa, sono  tutte
  delle  nozioni importanti, dei dati che vogliamo dare a quest'Aula,
  per dimostrare che l'operazione che è stata fatta, l'operazione che
  dimostra  come  la  Regione siciliana oggi ha una disponibilità  di
  cassa  superiore ai 5 miliardi di euro che, teoricamente,  potrebbe
  rappresentare  una incapacità di spesa ma, per quello  che  abbiamo
  detto  poc'anzi, che in questi primi sei mesi abbiamo  immesso  nel
  mercato  un  miliardo  e 200 milioni di euro in  più  nello  stesso
  periodo,  significa che oggi la Regione siciliana ha  i  conti  non
  soltanto in regola ma ha un bilancio molto forte.
   Non  a  caso,  grazie  al nuovo gettito erariale,  soprattutto  di
  Irpef,  Iva, di Irap e Ires abbiamo potuto fare, qualche giorno  fa
  in  quest'Aula, due manovre che si sono aggirate intorno a seicento
  milioni  di  euro, e sono tutte manovre con soldi  regionali,  sono
  manovre che sono state fatte grazie ai cinquecento milioni di  euro
  in  più  che  la Regione siciliana ha potuto dimostrare come  nuovo
  gettito erariale soltanto per l'Irpef.
   E  se  considerato che sull'Irpef alla Regione siciliana rimangono
  7,1  decimi significa il 71% su cinquecento milioni di Irpef.  Alla
  Regione  rimangono  circa  300,  350  milioni  di  euro,  al  netto
  dell'Iva, al netto dell'Irap, al netto di altre tasse.
   E  poi abbiamo anche detto il bollo auto, non a caso abbiamo fatto
  la  manovra,  come  dire,  abbiamo  ripreso  la  cosiddetta   norma
  straccia bollo' e lo abbiamo fatto perché abbiamo verificato come i
  cittadini siciliani si stanno abituando a pagare. E se nel 2022, al
  30  giugno  del 2022, i siciliani avevano versato alle casse  della
  Regione  188  milioni  di euro, nel 2023,  al  30  giugno  2023,  i
  cittadini  siciliani  hanno versato alle casse  della  Regione  266
  milioni di euro, ed è un dato che sta crescendo, per cui noi  siamo
  convinti  che  già  al  30  settembre  riusciremo  a  superare   lo
  stanziamento  in  entrata per tutto il 2023, che è  di  appena  330
  milioni di euro.
   Allora,  questi  dati  ci  danno, ci consegnano  un  Documento  di
  economia  e finanza regionale che sarà molto utile per il  bilancio
  24-26   che  sarà  fatto  interamente  con  fondi  regionali.   Noi
  riusciremo  a  coprire tutta la forestazione ad  esempio,  che  una
  volta veniva coperto con fondi extra regionali o, addirittura,  con
  fondi  comunitari. Metteremo i soldi per i comuni anche  nel  fondo
  investimenti,  cioè daremo a settembre, ma noi siamo  convinti  che
  potremo portare entro la fine di agosto la bozza di bilancio  e  di
  legge   di   stabilità  già  in  Giunta,  per  cui  significa   che
  consegneremo  -  così  come mi sono permesso di  dire,  Presidente,
  all'inizio - rispetteremo così come il Presidente Schifani ha detto
  nelle  sue dichiarazioni programmatiche, rispetteremo l'ordine  dei
  documenti   finanziari,  le  scadenze  dei  documenti   finanziari,
  evitando  che  la  Regione Siciliana possa  ricorrere  ad  esercizi
  straordinari.
   Su questo oggi poggia questo documento, molto semplice, snello, un
  documento che può essere letto da chiunque, un documento che  anche
  in  maniera informatizzata è posto sul sito della Regione Siciliana
  e  può essere visualizzato, e può avere tanti richiami interattivi.
  Se  andate  a vedere la occupazione o se andate a vedere il  numero
  delle  aziende 385 partite Iva in Sicilia e cliccate,  ad  esempio,
  industria,  manifattura, edilizia, vedete subito che  ci  sono  dei
  richiami  al numero delle aziende, a quanto fatturano, quanti  sono
  gli  occupati,  cioè abbiamo cercato di creare un nuovo  strumento,
  che  non  è soltanto un documento messo là, ma è uno strumento  che
  può essere utilissimo per l'approfondimento, per l'arricchimento di
  ciascuno di noi, nei dati, nelle nozioni, e, soprattutto, per poter
  parlare  e per poter dire quando siamo chiamati a discutere  su  un
  settore  piuttosto che un altro noi siamo preparati, cioè  possiamo
  anche  avere  nozioni  importanti  utili  e  necessarie  per  poter
  affrontare gli argomenti con cognizione di causa.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore Falcone.
   Intanto,  ringrazio  il Presidente della Regione  per  essere  qui
  presente   in  Aula,  l'avevo  già  anticipato  durante   i   primi
  interventi.  Ha chiesto di intervenire in ordine prima  l'onorevole
  Carta,  poi  Castiglione,  Catanzaro, Di Paola,  Cracolici,  Campo,
  Burtone, Lombardo, Cambiano, De Luca, La Vardera, Catania. Carta ha
  rinunciato   a  parlare.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole
  Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Presidente  Galvagno, ben  arrivato  Presidente  della
  Regione.  A volte, sono convinto, che le riflessioni che  si  fanno
  all'interno  dell'Aula servano perché il Presidente della  Regione,
  sia  ieri  che  oggi  è  stato chiamato per  essere  qua  in  Aula,
  Presidente  Galvagno,  spero nella presenza  del  Presidente  della
  Regione rispetto alla richiesta che poc'anzi le opposizioni abbiamo
  fatto  di  avere il Presidente della Regione la prossima  settimana
  per riferirci quale sono le strategie di quello che sta accadendo a
  Palermo.
   Presidente,  poco  fa,  se  ci fosse un  po'di  silenzio  in  Aula
  Presidente sarebbe una cosa molto gradita, poco fa abbiamo  chiesto
  il  numero  legale,  le  opposizioni, prima della  discussione  del
  Documento  di economia e finanza della Regione, perché ritengo  che
  questo  documento è molto ma molto importante, perché  si  basa  la
  strategia  di  un  Governo  regionale rispetto  alle  cose  che  si
  vogliono fare, o che si sono fatte, o che si dovranno fare.
   Ritengo  Presidente che da quando il Presidente della  Regione  si
  sia  insediato,  insieme  al suo Governo, rispetto  alla  relazione
  prodotta in Aula toccando diversi argomenti, a distanza di quasi un
  anno,  molte di quelle cose che sono state dette in Aula, forse  la
  totalità,  ad  oggi non hanno trovato fondamento,  e  mi  riferisco
  perché il Documento di economia e finanza, che lo abbiamo avuto  in
  200 pagine, oggi io lo ritengo lacunoso di tante cose, perché dalle
  cose  che noi vediamo scritte da un Documento di economia e finanze
  che,  ovviamente, è un atto propedeutico a quello  che  un  Governo
  debba  fare  annualmente, ritengo che molti  degli  argomenti  sono
  argomenti lacunosi, come quello della sanità.
   E lei sa benissimo che il Partito Democratico, non più tardi della
  scorsa  settimana,  ha  più volte detto in Aula  che  ci  sono  tre
  argomenti  che  stanno  a  cuore e che  ovviamente  questo  Governo
  regionale disattende, perché noi abbiamo una sanità in frantumi  in
  Sicilia, con carenze deficitarie enormi degli ospedali, con i fondi
  del  PNRR  che stanno per arrivare, e non sappiamo nulla di  quello
  che  arriva,  abbiamo una situazione infrastrutturale che  è  molto
  preoccupante,  ed  era  argomento iniziale in  continuità  di  quel
  Governo  della Regione dello stesso colore politico che  ovviamente
  non mi pare che stia brillando dal punto di vista infrastrutturale.
   Assessore Falcone, abbiamo, anche considerando diciamo quello  che
  lei  forse  in  passato ha detto, abbiamo che  questo  Governo  sta
  lavorando  ad una importante politica assunzionale che si  tradurrà
  nel  triennio in una immissione di giovani di oltre mille unità,  e
  che a coprire le carenze di organico e ciò sarebbe possibile perché
  sarebbe  in  atto  una  rinegoziazione  dell'accordo  Stato/Regione
  sottoscritto del 14 gennaio del 2021.
   Assessore Falcone, noi di tutto questo accordo, dato che  lei  era
  anche  presente  in  quel  Governo, vorremmo  sapere  di  che  cosa
  parliamo? Quali sono i termini di questo nuovo accordo? Se  può  il
  Parlamento  averne  contezza e avere e dire la  sua  su  questo  su
  questo argomento.
   Ecco  Presidente,  sono queste le tematiche  in  un  documento  di
  economia  e  finanza che ha una enorme importanza,  e  quell'enorme
  importanza  che  non  deve essere richiamata  nella  responsabilità
  delle  opposizioni che stanno in Aula quando si parla del documento
  di  economia e finanza, ma io mi aspetto Presidente, che quando  si
  parla di un importante documento come questo, come quello del DEFR,
  ci sia l'attuale maggioranza a portare avanti questo documento.
   Allora,   non   richiedete  la  responsabilità  alle  opposizioni,
  chiedete  se  mai  la  responsabilità all'attuale  maggioranza,  di
  capire  qual è la futura e la presente strategia di questo  Governo
  regionale.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Presidente,  mi  trovo  a  commentare il Documento  di  Economia  e
  Finanza regionale per la sesta volta. Ho avuto questo onore  perché
  i  siciliani  mi  hanno dato la possibilità di  essere,  di  essere
  rieletto  e Presidente, il Documento di economia finanza  -  diceva
  bene  l'assessore Falcone - è un documento di programmazione, è  un
  documento  dove  il  Governo, assieme alla  maggioranza,  scrive  o
  comunque prova a scrivere la visione che ha della Sicilia da qui ai
  prossimi anni.
   Questa  volta Presidente, quando ho letto le 200 pagine,  poco  fa
  parlavo  con il collega La Vardera sul fatto di studiare e  leggere
  le 200 pagine del Documento di Economia e finanza, mi sono posto un
  dubbio.  Questo Governo regionale, questa maggioranza,  governa  la
  Regione  siciliana  da  6 anni, e quindi mi sono  chiesto:   ma  la
  visione  e  la  programmazione per attuare  quanto  scritto  in  un
  documento  di  quanti  anni  deve essere? ,  perché  se  io  scrivo
  qualcosa  all'interno  di un documento così importante  e  dico  ai
  siciliani  realizzerò questa cosa , ovvio che mi prendo un tempo.
   Sono  passati  6  anni, 6 anni di tempo in cui  questa  compagine,
  questa  stessa  compagine  al di là, se si  sono  inter  scambiati,
  l'assessore  Falcone nella passata legislatura era  Assessore  alle
  infrastrutture, oggi Assessore al bilancio, l'assessore  Aricò  era
  assessore all'Istruzione, oggi assessore alle Infrastrutture,  cioè
  questa stessa compagine c'è da 6 anni in questo Governo.
   Colleghi, io sono convinto che leggendo il Documento di Economia e
  Finanza regionale, mi dispiace che il Presidente Schifani è  uscito
  un  attimo  dall'Aula, si evince chiaramente  che  questo  Governo,
  Presidente, è diviso, è spaccato in due, perché se da un  lato  noi
  parliamo  di inceneritori, cioè se il Presidente Schifani mi  parla
  degli inceneritori, termovalorizzatori o quello che è, che si vuole
  realizzare  per risolvere il problema dei rifiuti -  attenzione  il
  Movimento  Cinque Stelle su questo ha fatto sempre  una  battaglia,
  perché  gli inceneritori sono obsoleti - ma la parola inceneritore,
  Presidente Galvagno, all'interno di questo Documento di Economia  e
  Finanza non c'è.
   Cioè, se fate una ricerca testuale non c'è la parola inceneritore,
  non  c'è  la  parola  termovalorizzatore. E allora,  gli  impianti,
  assessore  Falcone,  agli  impianti  purtroppo  si  sono  succeduti
  tantissimi  assessori,  ora  c'è l'assessore  Di  Mauro,  purtroppo
  l'impiantistica sui rifiuti, assessore Falcone, da 6 anni  in  giro
  per  la  Sicilia, non la realizzate. L'impiantistica  pubblica  non
  viene realizzata, e noi restituiamo, anzi riprogrammiamo, assessore
  Falcone,  riprogrammiamo milioni e milioni di euro che non  vengono
  spesi  per  fare  impiantistica pubblica sui rifiuti  di  qualunque
  natura,  assessore  Falcone,  non  impiantistica  pubblica   chissà
  complessa,  stiamo parlando anche dei centri comunali di  raccolta,
  nemmeno  quelli  si  riescono a realizzare,  assessore  Falcone,  e
  riprogrammiamo sempre le somme.
   Poco  fa  parlava, si parlava di cambiamento climatico  Presidente
  Galvagno.  Ma cambiamento climatico, ma se poi noi non  attuiamo  i
  fondi che ci mette a disposizione la Comunità Europea per andare  a
  realizzare  tutte  quelle  misure per  contrastare  il  cambiamento
  climatico,  ma  di  cosa stiamo parlando assessore  Falcone,  e  mi
  dispiace dirlo anche in questo momento di emergenza che sta vivendo
  la Regione siciliana.
   E  nel  documento  di economia e finanza c'è tutta  una  serie  di
  convenzioni,  di  droni  che sono stati  utilizzati  da  parte  del
  Governo  regionale  passato, passato,  presente  e  futuro,  perché
  ripeto  è la stessa compagine, ma se io programmo per un'emergenza,
  come  è  possibile  che ogni anno mi ritrovo  nella  stessa,  nella
  stessa  emergenza, Presidente. Possibile mai che in 6 anni,  perché
  ogni  anno  Presidente  Galvagno, noi ci  ritroviamo  nella  stessa
  condizione  ogni  anno. Possibile mai che in  un  Governo  con  una
  continuità  che,  a  detta  di  tutti  è  evidente,  non  riesca  a
  programmare misure per contenere gli incendi misure per programmare
  e per prevenire gli incendi.
   L'Assessore   per   il  territorio  e  l'ambiente   nella   scorsa
  legislatura  è  rimasto  Assessore per cinque  anni,  per  l'intera
  legislatura; ora: possibile mai che ci sono foreste,  che  ci  sono
  boschi  che  bruciano  continuamente  in  Sicilia  e  non  c'è   un
  responsabile,  Presidente Galvagno? Uno  E  io  sono  convinto  che
  anche in questa emergenza un responsabile che non ha programmato in
  maniera adeguata non verrà trovato.
   E  poi,  colleghi,  per 26 volte dentro questo  documento  c'è  la
  parola "riforma" e lì mi sono, e li ho sorriso Presidente Galvagno,
  cioè per 26 volte in questo Documento di economia e finanza c'è  la
  parola "riforma": ma quale riforma ad oggi, ad un anno quasi che il
  Governo  si  è insediato, è stata portata in Aula, Presidente?  Una
  riforma,  che  sia  una  Nemmeno la riforma  sulle  elezioni  delle
  province, anche oggi hanno rinviato in prima Commissione perché  il
  Governo è diviso, Presidente Galvagno, il Governo è diviso in  due:
  ci  sono  delle  forze che spingono in una direzione,  delle  altre
  forze che spingono in un'altra direzione; non c'è una sintesi
   E  vede,  Presidente, si parlava in Commissione  Bilancio,  io  ho
  chiesto  all'Assessore  Falcone che ad un  certo  punto  in  questo
  Documento di economia e finanza - so che sono a 6 minuti ma so  che
  il  tempo  è  di 10 minuti, Presidente, in discussione  generale  -
  colleghi sono scomparse, in questo documento, la parola "precari" e
  le  parole  "reddito di cittadinanza". Cioè, assessore  Falcone,  i
  precari,  la  Regione siciliana ha o non ha precari? Li  ha  questi
  precari,  sì o no? Se li ha questi precari, perché all'interno  del
  Documento di economia e finanza non si parla dei precari siciliani,
  e  non si parla di quale percorso si vuol far fare ai precari della
  Regione siciliana? Perché non c'è la parola "precari".
   E  non si sono nemmeno le parole "reddito di cittadinanza" che  va
  ad  interessare, assessore Falcone, non i siciliani in generale, va
  ad  interessare tutti quei siciliani che sono fuori dal  mondo  del
  lavoro, che hanno delle difficoltà enormi per trovare un lavoro;  e
  colleghi,  il  reddito di cittadinanza nel prodotto  interno  lordo
  della Sicilia fino all'anno scorso ha inciso per ben un miliardo di
  euro
   E  Assessore non può essere la risposta che noi non abbiamo più il
  miliardo di euro perché magari, adesso, il Governo nazionale  dà  i
  300 euro all'anno, un euro al giorno per intenderci, cioè l'euro da
  mettere  nel  carrello  della  spesa,  assessore  Falcone,   perché
  comunque lei fa parte della stessa compagine.
   Cioè,   noi   stiamo  dicendo  a  chi  percepiva  il  reddito   di
  cittadinanza:  vi  togliamo  il  reddito  di  cittadinanza  con  la
  promessa del lavoro, del lavoro che non c'è, perché molte di queste
  persone  non  riescono ad essere inserite nel mondo del  lavoro,  e
  diamo  che cosa? La misura, come si chiama Presidente? "Dedicata  a
  te", una carta da 300 euro per dare la possibilità ai siciliani  di
  mettere un euro, perché trecento euro all'anno è l'euro che possono
  mettere i siciliani per prendere il carrello. Di questo si parla
   E dentro questo Documento di economia e finanza per i seicentomila
  percettori  di  reddito di cittadinanza non c'è una programmazione
  Non c'è una visione
   Perché  io  voglio  capire, queste seicentomila  persone  che  non
  potranno  più  vivere di reddito di cittadinanza, perché  le  avete
  definite  poltronare, le avete definite in tantissimi modi,  queste
  seicentomila  persone di cosa devono vivere da  settembre  in  poi?
  Questo Documento di economia e finanza non me lo spiega.
   Questo  Documento  di  economia  e  finanza  mi  dice:  sì  stiamo
  immettendo  più liquidità; ma la liquidità, Assessore Falcone,  non
  permette a quella povera persona, a quel povero siciliano, che oggi
  non  è  formato,  che magari ha problemi di salute  di  trovare  un
  lavoro.  Dentro  il Documento economia e finanza  questa  cosa  non
  viene spiegata.
   E  allora,  Presidente, tutte queste persone  verranno  nuovamente
  intercettate  -  sicuramente non, e io lo  auspico,  la  stragrande
  maggioranza - ma ci sarà una sacca, una piccola porzione di  queste
  persone, che verrà nuovamente, e dico purtroppo, intercettata dalla
  criminalità  organizzata, perché il reddito di  cittadinanza  aveva
  consentito  a  queste persone di dare loro dignità e  di  staccarsi
  dalla  criminalità organizzata, e su questo ci sono varie relazioni
  di commissioni antimafia, di professori e di studiosi.
   Presidente,   per  chiudere:  l'intermodalità.   Credo   che   con
  l'incendio all'aeroporto di Catania siano emerse tutte le falle del
  nostro  sistema,  che  già  conoscevamo,  per  quanto  riguarda  le
  infrastrutture  e  i  collegamenti tra una città  e  l'altra,  però
  colleghi questa cosa ha fatto emergere l'inutilità, Presidente, del
  fatto  che oggi un Governo nazionale capitanato da Salvini e Meloni
  mi  venga  a  dire che la priorità per la Regione siciliana  -  nel
  frattempo  che  bruciano  gli aeroporti e  i  siciliani  in  questo
  momento  hanno  dei  momenti  di  difficoltà  assoluta  -    è   la
  costituzione  della società, anzi la ricostituzione  della  società
  del ponte sullo Stretto. Perché di questo stiamo parlando, il ponte
  sullo Stretto serve per costruire nuovamente quella società che  ha
  sperperato  milioni e milioni di euro e di cui  la  politica  si  è
  fatta i bagni, è stato il bancomat elettorale della politica.
   Quindi,  io  chiedo che questo Governo oggi, davanti ai siciliani,
  mi  deve  dire  se condivide o meno le posizioni che  ha  preso  il
  Ministro  Salvini,  perché nel frattempo che  c'è  una  Sicilia  in
  questo  momento  che  brucia, don Ciotti  ha  preso  una  posizione
  importante  sotto  questo punto di vista, il  Ministro  Salvini  ha
  subito ribattuto.
   Io  voglio capire se questo Governo regionale sta dalla parte  dei
  siciliani o sta dalla parte degli interessi di un Governo nazionale
  che   sta   abbandonando   la  Sicilia,   anche   con   l'autonomia
  differenziata, e spero che il Presidente Schifani oggi in  Aula  ci
  dica  qual  è  l'accordo che sta portando avanti, cosa sta  cedendo
  della  Sicilia  a fronte di non sappiamo che cosa, a  fronte  dello
  sblocco forse delle assunzioni - che ben vengano - però cosa stiamo
  cedendo della Sicilia, cosa stiamo svendendo della nostra Sicilia?
   Oggi,  credo,  che il Presidente Schifani qui in  Aula  deve  dare
  delle spiegazioni, sia sugli accordi che sta facendo a Roma, perché
  gli  accordi devono essere condivisi da quest'Aula, che rappresenta
  la  Sicilia e i siciliani, perché non possono essere fatti  accordi
  sottobanco a ribasso. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.   Presidente,   non   posso   nascondere   di    essere
  profondamente   deluso   dall'impostazione,   dalla   relazione   e
  dall'anima  che ha ispirato l'intervento dell'Assessore Falcone  in
  quest'Aula  nell'illustrare il primo atto programmatico  di  questo
  Governo,  che proprio per essere il primo, meritava, a mio  avviso,
  ben  altra dimensione, come dire, evocativa, ben altra capacità  di
  analisi,  non  soltanto sui dati macroeconomici - molti  dei  quali
  sono  figli di una congiuntura diversa rispetto a qualche  anno  fa
  che in qualche modo interagisce con la nostra Regione - e ben altra
  capacità  anche  di valutazione su come affrontare  i  problemi  di
  questa Terra.
   Il  Presidente della Regione, che ha inaugurato questa legislatura
  annunciando  la  sua vocazione e la sua storia  da  parlamentare  e
  parlamentarista, mi pare che non perda occasione, anche con la  sua
  disattenzione,  manifesta e evidente nei confronti  del  Parlamento
  come  luogo  di discussione, ma soprattutto per chi governa  questa
  Regione luogo di ascolto.
   Si  ha sempre possibilità di imparare, anche quando ognuno di  noi
  si ritiene in grado di conoscere per militanza antica i problemi  e
  le  difficoltà  di  questa Terra. Però mi pare  che  dal  documento
  programmatico  non c'è sufficiente consapevolezza  delle  questioni
  sulle  quali,  in questo momento, i siciliani tutti,  di  qualunque
  parte politica, sono costretti e chiamati a misurarsi.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   CRACOLICI.  Mi  sarei  aspettato,  ad  esempio,  che  con   questo
  documento  il  Governo dicesse cosa farà per le liste  d'attesa  in
  Sicilia,  è  un  tema  con il quale migliaia di famiglie  siciliane
  fanno  i conti ogni giorno, quando devono prenotare qualunque  tipo
  di  visita,  dalla più semplice alla più complessa, e  i  tempi  di
  attesa sono mediamente dai 12 ai 18 mesi, con un grave rischio  che
  questa  condizione sta contribuendo a far sì che  a  curarsi  siano
  soltanto   coloro   che  se  lo  possono  permettere,   visto   che
  inevitabilmente di fronte alla malattia tante persone  non  possono
  aspettare i tempi di un sistema sanitario che è entrato nel sistema
  di  collasso pubblico, e quindi si rivolgono al sistema privato, ma
  forse  questa è una strategia però il Governo avrebbe il dovere  di
  dire come, con quali strumenti, quali risorse finanziarie mette  in
  campo   anche  alla  luce  dei  maggiori  margini  che  si   stanno
  determinando a seguito le maggiori entrate che questa Regione stima
  di avere per l'anno 2024.
   Così  come rispetto a un'altra emergenza di cui non si parla, vede
  Presidente il suo predecessore di quest'Aula ieri ha partecipato ad
  una   conferenza  stampa,  ad  un'iniziativa  promossa  da  diverse
  associazioni dell'antimafia sociale guidati dal Vescovo di Palermo,
  che  sono  venuti a presentare in questo Parlamento un  disegno  di
  legge  elaborato  dalle  associazioni, da  universitari,  da  pezzi
  dell'Amministrazione pubblica e delle competenze  scientifiche  che
  operano nella nostra Regione, per parlarci di un tema di cui sembra
  che  siamo  tutti, come dire, un tema estraneo alla  nostra  agenda
  politica.
   Come  impediamo ai nostri figli, e come aiutiamo i nostri figli  a
  non  essere  schiavi della droga. Allora questo non è  un  tema  di
  analisi  sociologica,  è  un tema di capacità  dell'Amministrazione
  regionale,  perché spetta all'Amministrazione regionale organizzare
  servizi  e  risposte,  sia  in termini  sanitari,  sia  in  termini
  sociali,  capaci  di  non lasciare solo, non solo  chi  fa  uso  di
  sostanze stupefacenti, ma le famiglie che sono disperate.
   Rispetto  a  un  momento storico, io l'ho detto ieri,  l'ho  detto
  anche  in  questi  giorni  anche  nel  lavoro  che  stiamo  facendo
  Commissione  Antimafia, ci viene riferito che  forse  mai  come  in
  questa  epoca  le organizzazioni mafiose hanno deciso di  investire
  con  una quantità senza precedenti di immissione nel mercato  delle
  sostanze  illecite  sulla  cocaina e  soprattutto  sul  crack,  che
  riguarda  soprattutto i ragazzi più giovani. Ebbene,  di  fronte  a
  questo  tema  la Regione non può girarsi la faccia, e quando  parla
  del  documento economico e finanziario non sta parlando di  numeri,
  sta parlando di problemi, e di trovare e indicare su quei problemi,
  se li ritiene prioritari, possibili strumenti per dare soluzioni.
   In questa Terra il tema della droga, e aggiungo della mafia sembra
  che non sia questione che ci riguarda, perché quando parlo di mafia
  parlo  di quella mafia, non solo quella in cui ad ogni giornata  di
  anniversario celebriamo le nostre vittime, i nostri eroi  e  ognuno
  di  noi nella memoria prova a tenere vivo l'impegno proprio e delle
  Istituzioni che rappresentiamo nei confronti della lotta la  mafia,
  ma  quella mafia che trent'anni fa sparava, ha ucciso, ha messo  le
  bombe, ha fatto attentati gravi, tremendi, oggi utilizza bombe  che
  non  esplodono,  di cui non si sentono i rumori,  non  abbiamo  gli
  effetti immediati delle vittime come quelli di trent'anni fa.
   Quella  bomba  si  chiama droga, e sta uccidendo  molti  più,  sta
  facendo  molte più vittime di quelle che trent'anni fa  sono  stati
  fatti  nella  nostra  Terra di Sicilia, nel  silenzio  assoluto,  e
  queste  vittime  sono  ragazzini, ragazzi  appena  maggiorenni  che
  vivono  in  una  condizione di solitudine e  di  inesistenza  delle
  Istituzioni.
   È un tema che riguarda l'impegno programmatico di un Governo o no?
   E allora come si vede il documento economico e finanziario, di cui
  il  Presidente della Regione avrebbe il dovere di sentirlo come  lo
  strumento sul quale scommettersi e sfidare anche il Parlamento e le
  opposizioni  in  Parlamento, a indicare, come dire,  i  terreni  di
  iniziativa  possibile e confrontarsi sulle soluzioni adottabili.  E
  invece  non c'è nulla, il Presidente prova persino fastidio,  visto
  che ho registrato che in questa seduta, in cui era stata annunciata
  la  Presidenza  del  Presidente della Regione, mediamente  è  stato
  seduto,  nelle  due  volte  che è stato  seduto  sui  banchi  della
  Presidenza,  dai  venti ai trenta secondi. Diciamo  per  essere  un
  parlamentarista  è una prova di grande, come dire,  grande  fiducia
  nel ruolo del Parlamento.
   Ma  guardate,  questo  non  lo  dico  io  che  sono  un  esponente
  dell'opposizione. Chi si dovrebbe indignare sono  innanzitutto  gli
  esponenti   della  sua  maggioranza.  Perché  un   Parlamento,   un
  Presidente  che non rispetta la sua maggioranza, e che  quindi  non
  rispetta  il  Parlamento, non vi illudete  che  vi  rispetterà  nei
  prossimi mesi e nelle prossime settimane.
   Magari  qualcuno  di  voi  pensa di  potere  ottenere  un  piccolo
  risultato,  un revisore dei conti, un amico da nominare,  ma  anche
  voi  sarete  chiamati  a rispondere dei drammi  dei  siciliani,  di
  quelli  che ci chiamano per dire cosa fa la Regione? Di quelli  che
  ci  hanno  chiamato  in queste ore di fronte  ai  drammi  che  sono
  scoppiati.
   Pregherei   l'assessore  Turano,  se  non  gli  dà   fastidio   di
  accomodarsi,  ecco  se  ti do fastidio mi fermo  Assessore,  non  è
  fondamentale che io parli.

   PRESIDENTE. Prego onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Di  fronte ai drammi che chiede alla politica,  e  non
  credo  che  chiami me soltanto, credo che ognuno di noi, ognuno  di
  voi  in queste ore è investito da un'opinione pubblica che si sente
  impotente, e che vive questa Regione come un luogo della impotenza,
  della incapacità.
   Io   lo  ribadisco,  anche  se  presiede  lei,  e  c'era  il   suo
  predecessore  qualche minuto fa. Io pretendo che in  quest'Aula  si
  dibatta  in  maniera pubblica l'emergenza clima e gli  effetti  del
  clima che abbiamo avuto in questi giorni in tutta la Sicilia. Ed  è
  per  questa  ragione che sono deluso, ho citato  due  esempi  e  ne
  potrei fare tanti altri cosa facciamo.
   Di  quell'idea che era stata... Scusi come funziona cinque minuti?
  Sono a cinque minuti, ah sono già a dieci.

   PRESIDENTE.  Onorevole è a dieci, perché se è rosso  ne  ha  fatti
  cinque e già più cinque, quindi quasi a undici.

   CRACOLICI.  Presidente io quando vedo rosso mi sento a  casa  mia,
  quindi se vuole se vuole intimidirmi lo metta verde.

   PRESIDENTE. Lo so che quando vede rosso... Vada a chiudere.

   CRACOLICI.  Chiudo.  Tante altre priorità, ci  sono  alcune  delle
  quali  erano state persino annunciate dal Governo in quella  famosa
  finanziaria, che poi ha fatto la fine che ha fatto.
   L'aiuto  alle  imprese  per l'occupazione nel  DEFR,  non  abbiamo
  nessuna  notizia se questo Governo intende attivare una  misura  di
  sostegno per la nuova occupazione nelle nostre imprese.
   Il  sostegno  all'edilizia che in Sicilia,  lo  sappiamo  più  che
  altrove, costituisce un fattore straordinario di crescita del  PIL,
  e   quindi  di  crescita  delle  entrate,  ma  di  occupazione,  di
  manutenzione,   e  quando  parlo  di  edilizia   non   parlo   solo
  dell'edilizia privata, ma parlo anche di quella pubblica a  partire
  dalle nostre strade.
   Ecco,  io  mi sarei aspettato da un Governo che presenta il  primo
  DEFR  che  venisse  qui  a  dire  ci mettiamo  in  discussione  per
  realizzare nell'anno 2024 A-B-C, nell'anno 2025 D, E ed  F  e  così
  via.  Un  Governo che non ha una visione né dei problemi, né  delle
  soluzioni da dare ai problemi. Infatti dopo sette mesi stiamo qui a
  discutere del nulla perché non c'è nulla di cui questo Governo,  su
  cui questo Governo si è caratterizzato in termini di proposta e  di
  capacità di dare una soluzione ai problemi dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho analizzato  molto
  attentamente  questo  documento e ho notato che  ha  una  struttura
  particolare,  perché  ci  sono diverse  aree  di  intervento:  area
  agricoltura,   area   culturale,  diritto   allo   studio,   tutela
  valorizzazione dei beni culturali, turismo, attività sociali e  via
  discorrendo...  ed  in  ogni area di intervento  spunta  sempre  la
  stessa identica frase che contiene due parole: "Covid" e "Ucraina".
  Covid,  è la scusa per non aver raggiunto gli obiettivi degli  anni
  passati; Ucraina è invece l'alibi per non poter raggiungere  quelli
  futuri.
   Questa  è la struttura di questo documento finanziario. Una  sorta
  di  libro  dei sogni, dei desideri che, chiaramente,  se  fosse  un
  programma  elettorale potrebbe funzionare, ma essendo un  documento
  tecnico  di  programmazione  di un Governo,  non  funziona  più,  è
  chiaro.  Perché le parole "Covid" e "Ucraina" non possono  cambiare
  le  prospettive di un Governo regionale, tutt'al più hanno cambiato
  la  situazione di vita dei siciliani. Una situazione di vita che li
  ha  condotti  ad  una  crisi,  ad una  situazione  di  povertà,  di
  miseria...  dove viviamo costantemente il caro energia,  il  prezzo
  del  pane  che  sale,  il caro costi di qualsiasi  altra  forma  di
  esigenza e di servizio.
   Pertanto  questo documento è vago, è aleatorio e in  alcuni  punti
  anche   abbastanza   superato,  perché  non  rispecchia   l'attuale
  situazione,  quella che abbiamo vissuto in questi giorni,  dove  la
  Sicilia  è  stata devastata dai roghi, dove c'è stato un  aeroporto
  che si è fermato causando gravissimi danni al turismo.
   Ebbene,  il  documento - capisco che lo abbiamo  anche  votato  in
  Commissione - ancora è scritto come se non fosse successo nulla. Ma
  sono  cambiati  anche  gli  obiettivi,  perché  se  prima  dovevamo
  raggiungere   degli  obiettivi  particolari,   cioè   se   dovevamo
  implementare  -  per  esempio  - il turismo  esso  sarebbe  già  un
  miracolo se riusciamo a riportarlo nelle condizioni che avevamo  in
  precedenza.  Sarebbe già un miracolo se i turisti  che  vengono  in
  questa Regione non hanno paura delle condizioni di sicurezza  della
  nostra  Regione, perché quello che abbiamo subito è anche un  grave
  danno d'immagine.
   Ed ora io, siccome l'ho letto attentamente, lo vado analizzando  e
  speriamo  che  il tempo mi basti. Per quanto riguarda l'agricoltura
  l'indirizzo del Governo regionale mira a programmare e  ad  erogare
  fondi  sulla  base di criteri basati sui risultati  conseguiti  nel
  perseguimento delle finalità proprie.
   Assessore,  ricordo che nel collegato, in realtà, noi non  abbiamo
  finanziato nessun risultato conseguito, ma solamente i contenziosi.
  Come  per  esempio quelli dei consorzi di Agrigento e Siracusa  per
  6,6  milioni  di  euro;  e ancora per la formazione  professionale:
  "iniziative  rivolte  ai NET, potenziamento  delle  azioni  per  il
  contrasto   dell'abbandono  scolastico  precoce  e   la   correlata
  dispersione.
   Ebbene,  ad oggi, governate da sei anni, siamo la Regione col  più
  alto  tasso  di  giovani  disoccupati  che  non  hanno  istruzione.
  Attivazione di percorsi formativi relativi ai percettori di reddito
  di  cittadinanza. E quando ad agosto non ci sarà più il reddito  di
  cittadinanza,  che  succederà? Che percorsi  formativi  attiveremo,
  Assessore? Ecco perché dico che questo documento fondamentalmente è
  già  superato,  perché non è stato pensato nelle prospettive  reali
  del futuro.
   E  ancora,  riguardo  alla valorizzazione dei beni  culturali,  la
  Sicilia  custodisce  a differenza della gran  parte  del  mondo  un
  patrimonio culturale variegato e multiforme; l'orgoglio  di  essere
  depositari di tanta ricchezza deve essere accompagnato dalla grande
  responsabilità che deriva nel custodirla, ma ieri ha preso fuoco un
  parco  archeologico  e,  come dico sempre, le  cose  non  succedono
  all'improvviso  ma per l'improvvisazione perché mancavano  i  viali
  tagliafuoco, mancava la pulizia dei parchi. E' questa la tutela dei
  parchi e dei beni culturali che ci propone questo documento?
   Riguardo   qua  al  patrimonio  culturale,  ancora  si  parla   di
  incentivare  il sistema art bonus. Per favore, non parlate  più  di
  bonus perché il fallimento totale del SeeSicily ancora lo paghiamo,
  un  fondo che forse ci verrà, dovremo anche restituire; quindi, non
  solo  abbiamo sperperato di questo fondo ben 28 milioni  per  darli
  alle   pubblicità,  a  Mediaset,  a   Ballando  sotto  le  stelle ,
  eccetera,  non  solo  non  è stato dato a chi  realmente  ne  aveva
  bisogno,  ora  ci  viene  contestato dalla Comunità  europea  e  lo
  dovremo pure restituire
   Sul turismo, in Sicilia nel corso del 2022 il settore è tornato  a
  crescere,  peccato che poi grazie a un semplicissimo  cavo  di  una
  stampante   che  prende  fuoco  entra  in  tilt  l'intero   sistema
  aeroportuale  siciliano, entra in tilt tutto il  turismo  siciliano
  con un cavo di una stampante
   E'   intendimento  del  Governo  regionale  organizzare   attività
  collaterali   allo   svolgimento  di  manifestazioni   fieristiche,
  realizzare    eventi   promozionali   presso    prestigiose    sedi
  istituzionali  estere  quali  ambasciate,  consolati,   Camere   di
  Commercio, ma io mi ricordo che nell'ultimo  collegato  si  parlava
  solamente di sagre e di festival folk altro che di grande  richiamo
  internazionale erano tutte cose di paese
   La  Sicilia deve essere rappresentata attraverso forme di  turismo
  lento,  addirittura  si  parla  di valorizzare  percorsi  letterari
  siciliani. Me lo ricordo benissimo, Assessore, questa era  una  mia
  norma,  un mio disegno di legge, perché non è stato ancora  attuato
  il regolamento che permetterebbe alle province, alle ex province di
  realizzare  questi percorsi letterari, visto che  già  alcune  sono
  partite  ma  manca  poi  lo  strumento  che  questo  Governo   deve
  semplicemente approvare per farli funzionare?
   E  ancora,  la  strategia del Dipartimento  della  famiglia  delle
  politiche  sociali  avrà  lo scopo di promuovere  l'inclusione,  si
  parla  anche di immigrazione, di caporalato, e qua si dice  che  ci
  sarà   appunto  il  contrasto  allo  sfruttamento  lavorativo   dei
  cittadini.  Io ricordo che nell'area del sud-est c'è la zona  della
  fascia  trasformata  e un extracomunitario che  si  è  permesso  di
  denunciare  le condizioni di sfruttamento di caporalato  è  sparito
  nel  nulla, il cittadino Dauda nell'indifferenza dell'intera classe
  politica, e la Magistratura sta ancora indagando per questo fatto.
   Assessore Aricò, prima ci sono gli investimenti sanitari. I cinque
  principali  interventi di questo Governo riguardano tutti  solo  ed
  esclusivamente  Palermo, non si capisce perché gli altri  comuni  e
  capoluoghi di provincia non siano presi in considerazione.
   Azioni  volte  alla  riduzione del conferimento  della  discarica.
  Ricordo  a  tutti  che nel precedente Governo bisognava  realizzare
  cinque  opere  fondamentali,  il  Presidente  Musumeci  era   stato
  nominato  addirittura  dal Governo nazionale  responsabile,  queste
  opere  non sono state realizzate e ancora a Vittoria aspettiamo  la
  copertura per mettere in funzione il centro di compostaggio.
   Programma di interventi per il demanio marittimo. Lo abbiamo detto
  tantissime  volte  che bisogna riconfigurare la fascia  costiera  e
  intervenire sul demanio marittimo. La Regione ci ha sempre risposto
  alle nostre interrogazioni che manca il personale per farlo. Mi  fa
  piacere  che  si trovi all'interno del documento, però  chiaramente
  bisogna  risolvere  ben  altro  problema,  quindi  bisognava  forse
  scrivere altro.
   Riefficientamento del Corpo forestale con l'assunzione di 46 nuove
  unità. E noi dovremo efficientare il Corpo forestale siciliano  con
  46 unità?
   Qua  si parla ancora di riduzione del numero degli incendi e delle
  superfici. Di questo ne abbiamo parlato abbondantemente anche  ieri
  e,  di  certo, le cose che sono proposte se non fosse  tragico,  mi
  verrebbe da dire che sarebbe comico.
   Purtroppo,  sta  finendo  il tempo ma questo,  Presidente,  me  lo
  consenta perché si parla...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Campo,  il  tempo  è  finito,  vada   alla
  conclusione. Il tempo è finito, non sta finendo.

   CAMPO. Si parla di particolare attenzione alle leggi in materia di
  repressione  degli abusi edilizi, eppure il capogruppo di  Fratelli
  d'Italia,  l'onorevole  Assenza,  è  il  primo  promotore  di   una
  sanatoria nella fascia costiera.
   E  allora,  che  cosa  devo  dire io  di  questo  documento?  che,
  comunque,   a   mio  avviso  andrebbe  sicuramente   riportato   in
  Commissione  e  riformulato, perché ad  oggi,  dopo  quello  che  è
  successo  in  Sicilia  negli  ultimi  giorni  le  condizioni   sono
  estremamente  cambiate  e,  quindi, è un  documento  nato  vecchio.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Presidente, onorevoli colleghi, Governo, devo dire che
  sono   scioccato,  letteralmente,  dalla  capacità   straordinaria,
  incredibile, quasi pittoresca, del Presidente Schifani che  risulta
  essere assente quando è presente. Complimenti, Presidente, lei è un
  genio   Cioè  lei  è assente quando è presente  Lei  è  riuscito  a
  entrare in quest'Aula, a mettere piede in quest'Aula, perché  forse
  gli  mancavano  i voti e, quindi, è stato chiamato  urgentemente  a
  questo per poi fare che cosa? Arrivare in quest'Aula, starci per 40
  secondi,  fottersene  di questo Parlamento  perché  non  uso  altri
  termini,  perché  questo  è l'atteggiamento  di   Re  Schifani  II'
  rispetto  a  questo  Parlamento e uscirsene senza  alcun  rispetto,
  rispetto a questo Parlamento

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   Presidente Schifani, visto che lei è qui, è in questi corridoi, io
  la  invito  a rientrare, ad avere rispetto verso questo  Parlamento
  rispetto  a  un documento che stiamo disquisendo, che  parla  della
  programmazione,  della  visione  che  lei  ha  di  questa  Regione
  Presidente, la sua visione è la visione plastica di quello che  lei
  è  in  questo momento: assente  Un assente cronico che non rispetta
  questo  Parlamento, che se ne frega degli input che avrebbe  potuto
  dare  questo  Parlamento a questo documento  programmatico   Questo
  documento senz'anima, senza visione, senza prospettiva
   Non una parola, non una sola parola, assessore Falcone visto che è
  rimasto  lei e c'è sempre, dedicata ai giovani. Una parola dedicata
  alla prospettiva di futuro, di cosa si vuole fare rispetto a questa
  emorragia che ha portato decine di giovani a lasciare questa terra.
  Non una programmazione certa su quello che è il comparto sanitario,
  perché  soffriamo  e abbiamo una sanità che va  in  pezzi.  Abbiamo
  trattato  in malo modo un intero comparto dei lavoratori covid  che
  potevano  essere un aiuto a questa sanità che andava in frantumi  e
  questa  sanità che andava in frantumi non abbiamo saputo utilizzare
  le  migliori  risorse che avrebbero potuto dare una mano,  come  il
  comparto covid.
   Non  una  parola, una sola, assessore Falcone, non c'è  la  parola
   droga'   in  quel  documento   Lo  ha  detto  bene  il  Presidente
  Cracolici.  Noi  abbiamo  fatto  ieri  una  conferenza  stampa   da
  Presidente  dell'Intergruppo contro le droghe per ascoltare  quelli
  che  erano  le  prerogative  e le esigenze  dei  giovani  che  sono
  afflitti  da  questo  problema  nelle  città.  Un  crack  che   sta
  riempiendo  a  fiumi  tutte le province e, da Vicepresidente  della
  Commissione  Antimafia,  insieme col Presidente  Cracolici,  stiamo
  ascoltando il grido di allarme di tutte le Prefetture che ci dicono
  che  c'è un dramma sociale in corso. Cosa vogliono fare l'Assessore
  per  la  famiglia  e  l'Assessore per la salute?  Copiano  il  loro
  supremo capo: assenti
   Ieri  li avevamo invitati a una conferenza stampa in cui c'era  il
  papà  di  uno dei giovani che ha perso la vita, lui se n'è fregato
  L'Assessore Volo non c'era, l'Assessore per la famiglia non  c'era,
  opportunamente  invitati.  Questo  è  l'atteggiamento   di   questo
  Governo, un Governo che non c'è
   E,  quindi,  io non ho nient'altro da dire rispetto a  quello  che
  definisco  un  programma che non esiste, una fiaba,  un  libro  dei
  sogni.  A  vuogghia  Assessore Falcone ca  sfoglia   Può  sfogliare
  quanto vuole, questo documento non ci convince perché non ha dentro
  una   visione  di  Sicilia,  una  visione  che  dice  che   bisogna
  implementare le infrastrutture che, purtroppo, sono scadenti.
   Si  sta facendo un grande lavoro: io quando le cose le fate io non
  dico  il contrario, io apprezzo il lavoro di fatica che sta facendo
  l'Assessore  Aricò  per riportare la normalità in  certi  territori
  dove  non ci sono le strade, dove non ci sono i ponti, e quando  le
  cose  vengono  fatte, ad esempio il ponte di Blufi che  collega  un
  territorio come le Madonie abbandonato, io le riconosco. Ma  quando
  certe  cose  non  si  fanno e quando non si ha rispetto  di  questo
  Parlamento  io  lo dirò fino allo sfinimento e per i cinque  minuti
  che  avrò a disposizione, cinque altri minuti, io continuerò a dire
  una  sola  frase  e non mi dovete interrompere: Schifani  torna  in
  Aula   Schifani  torna in Aula   Schifani torna in  Aula   Schifani
  torna  in  Aula   Schifani torna in Aula  Schifani torna  in  Aula
  Schifani  torna in Aula  Schifani torna in Aula  Schifani torna  in
  Aula   Schifani  torna in Aula  Schifani torna  in  Aula   Schifani
  torna in Aula  Schifani torna in Aula  Schifani torna in Aula

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, le chiediamo un atteggiamento...

   LA VARDERA.  Presidente, ho ancora quattro minuti e mezzo.

   PRESIDENTE. Ma non per dire cose senza senso

   LA  VARDERA.  Non mi censuri  Non mi interrompa  Schifani torna in
  Aula

   PRESIDENTE. Io sono costretto ad interromperla

   LA VARDERA. Schifani torna in Aula

   PRESIDENTE. Sta avendo un atteggiamento che non fa bene neanche  a
  lei

   LA  VARDERA.  Non  me ne frega niente dell'atteggiamento  che  sto
  avendo   Presidente, lei richiami il Presidente della Regione.  Lei
  lo richiami

   PRESIDENTE.  Ma  il Presidente della Regione è in  un  momento  di
  emergenza  che  esce dall'Aula  Prima chiedete il Presidente  della
  Regione  in  Aula,  nel  momento in cui  viene  chiamato  in  piena
  emergenza lei ha questo atteggiamento circense

   LA  VARDERA. Ma di che cosa? E' venuto qui in Aula? Dov'è? Ma  che
  rispetto  ha per questo Parlamento, che non c'è mai  Non  c'è  mai,
  non viene mai e quando viene se ne va

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, concluda il suo intervento.

   LA  VARDERA. Si deve vergognare questo Presidente  Non è il nostro
  Presidente, e quindi deve tornare in Aula

   PRESIDENTE. Se vuole, concluda il suo intervento.

   LA VARDERA. Io capisco che quando le toccano il suo Presidente lei
  si infuoca e si infiamma

   PRESIDENTE.  Ma che sta dicendo

   LA  VARDERA.  Si dovrebbe infiammare e infuocare per  chiedere  il
  rispetto  di  questo  Presidente che  non  ha  rispetto  di  questo
  Parlamento  Si vergogni  Vada a casa

   PRESIDENTE.  Ma lo ha capito che c'è una situazione  emergenziale?
  Ma  io  rimango  allibito  Non utilizziamo quel  podio  come  palco
  teatrale   Questo è l'invito che io faccio. Siamo in una situazione
  di  piena emergenza. Il Presidente della Regione è venuto  in  Aula
  perché lo avete convocato tutti quanti.

   LA VARDERA.  E dov'è?

   PRESIDENTE. Se lo chiamano per un'emergenza certamente non sta  ad
  ascoltare   Schifani  torna  in  Aula  .  E'  imbarazzante   questo
  atteggiamento,  Onorevole  Sempre con emergenze   E'  imbarazzante
  Lei lo sa che ho grande rispetto, ma non abbiamo dato un bellissimo
  esempio.  Sono stati qualificati tutti gli interventi. Se  Schifani
  viene  chiamato perché c'è un'emergenza deve rimanere ad  ascoltare
  in Aula  Schifani torna in Aula

   LA  VARDERA.  Sempre con emergenze? E' imbarazzante  Ascoltava  il
  Parlamento e quello che voleva dire

   PRESIDENTE. Ma che sta dicendo? Ma la prego
   Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Lombardo  Giuseppe.  Ne  ha
  facoltà.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   gli anni 2024 - 2026

   Riprende  la  discussione  del Documento  di  economia  e  finanza
  regionale (DEFR) per gli anni 2024 - 2026

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo.

   LOMBARDO   GIUSEPPE.   Grazie  Presidente,  Assessori,   onorevoli
  colleghi,  non  dico  che ho apprezzato anche l'intervento  che  ha
  fatto  il  Presidente Galvagno che sta cercando di non giustificare
  ma  di  spiegare  all'Aula  perché il  Presidente  Schifani  non  è
  presente,  però  mi  sa  tanto Presidente  di  una  giustificazione
  soltanto a coprire chi ancora continua a sfuggire al confronto.
   Io  avrei  avuto  il  piacere  oggi -  e  glielo  dico  con  molta
  sincerità, Presidente - ad avere il Presidente Schifani  seduto  là
  perché  proprio  ieri si è consumato un altro atto di  censura  nei
  confronti di questo Parlamento e cioè quello di aver fatto saltare,
  in modo scientifico, una Commissione dove bisognava discutere di un
  argomento che è strettamente collegato anche a questo documento che
  abbiamo all'ordine del giorno.
   Mi aspettavo che dopo quello che è successo dieci giorni fa con il
  blocco  dell'aeroporto di Catania, mi aspettavo rispetto  a  quello
  che sta succedendo in questi giorni con le emergenze incendi che il
  Governo  si  fermasse  un atto, si fermasse un  attimo  rispetto  a
  quello che c'è scritto in questo documento.
   Nel  momento in cui le premesse sono che noi stiamo uscendo  dagli
  effetti  che  sono stati distruttivi per l'economia regionale,  per
  l'economia   nazionale,   per   l'economia   mondiale,    e    cioè
  dall'emergenza Covid e dalla guerra in Ucraina, mi sarei  aspettato
  che  dopo  che  ce questa premessa che il Governo  si  fermasse  un
  attimo perché quello che è successo in questi giorni è un'emergenza
  a  livello  locale  forse  più importante  di  quella  che  c'è  in
  premessa.   Noi  non sappiamo, non siamo ancora oggi  in  grado  di
  valutare quelli che saranno gli effetti di una devastazione di  una
  intera  Isola  e quelli che saranno gli effetti di  un  blocco  dei
  trasporti  aerei e non solo gli effetti del blocco, ma gli  effetti
  in danno di immagine.
   Voi dovete immaginare che in questo momento i turisti che non sono
  riusciti  più  a  rientrare  o  che non  riescono  ad  arrivare  si
  ritrovano  in  strutture ricettive senza corrente elettrica,  senza
  acqua,  col rischio di spostarsi da una località all'altra per  gli
  incendi  continui, se ritorneranno più in Sicilia. Qual è l'effetto
  a  livello  nazionale, quale sarà l'effetto a livello mondiale  dei
  servizi che non stiamo riuscendo a garantire, servizi essenziali in
  questi   giorni.  Ma  chi  può  dire  oggi  che  non   ci   saranno
  ripercussioni  che impatteranno sul Pil della nostra  Isola,  visto
  che il turismo è uno dei settori più importanti della nostra Isola?
  Perché non ci fermiamo un attimo, assessore Falcone? Perché non  ci
  fermiamo un attimo a ragionare anche su questo?
   Voi vi state limitando, e glielo dico con sincerità, glielo dico a
  lei   perché   la  premessa  la  firma  lei  e  il   documento   di
  programmazione compete a lei, vi state limitando, perché se andiamo
  a leggere il DEFR dell'anno scorso, se andiamo a leggere la NA-DEFR
  dell'anno  scorso,  vi  sta delimitando  a  un  mero  esercizio  di
  attività  finalizzate  ad arrivare all'approvazione  del  bilancio,
  perché se andate a guardare quello che c'è scritto, rigo per rigo e
  pagina per pagina, questo DEFR ha avuto come aggiornamento soltanto
  dati  di  un'annualità e quindi una rivisitazione  dei  dati  macro
  economici, ma nella programmazione, nella sostanza, è il  riassunto
  di  quello che si è fatto negli anni precedenti, avete ridotto solo
  le  pagine, Assessore. Io mi sarei aspettato un documento che fosse
  contestualizzato a quello che sta succedendo, questo è  poi  quello
  che ci deve portare all'approvazione del bilancio.
   Io  ho  vissuto  la  mia  prima finanziaria,  e  ve  lo  dico  con
  sincerità,  pensando che effettivamente poi la finanziaria  sarebbe
  stata  l'effetto  di  quello che era un  documento  di  economia  e
  finanza  regionale  di  un certo livello. La  finanziaria  poi  per
  alcuni  punti  magari ha ripreso il DEFR, ma per il resto  è  stata
  tutta altra cosa, Assessore la finanziaria che sarà quella del vero
  Governo  Schifani quella di questa maggioranza deve partire  da  un
  documento   che   sia   reale,  non  un   esercizio   soltanto   di
  programmazione perché si devono compiere dei passaggi.
   Io  voglio  andare  nel  merito anche di  qualche  punto,  appunto
  proprio parlando del turismo, perché sulla Missione Turismo, perché
  su  quella  che  è la programmazione Turismo nessuno sta  valutando
  quello  che  sta succedendo? Perché non se ne parla? perché  questo
  documento è già vecchio rispetto alla realtà. Questo documento  non
  è collegato con quello che sta succedendo.
   Quando  parliamo  di  trasporti perché nessuno  si  chiede  in  un
  documento  così  importante  perché  la  Sicilia,  una  regione   a
  prevalenza economia turistica, deve avere solo un aeroporto? Perché
  alla fine si è dimostrato che Catania, con il monopolio di gestione
  del  trasporto aeroportuale di tutta la Sicilia orientale,  con  la
  chiusura  di Comiso, con la non possibilità della nascita di  nuove
  piste  e  di nuove infrastrutture perché questa è stata la politica
  degli   ultimi   vent'anni,  ha  dimostrato  che  questa   politica
  monopolista nei momenti in cui succede un incidente per un  cavetto
  di   una   stampante  ferma  una  Regione.  Non  c'è  stata  subito
  un'alternativa  di  collegamenti veloci. Ieri addirittura  si  sono
  fermati anche i treni per collegare tutta la Sicilia. I pullman non
  sono a sufficienza per i collegamenti, i treni si sono fermati.  Ci
  sono  immagini,  Assessore Aricò, che lei ieri, io  le  faccio  una
  domanda e spero che lei possa rispondere e, Presidente Galvagno, le
  chiedo se l'Assessore può rispondere, alla fine del mio intervento.
  Desidero sapere quando è stata convocata la riunione di ieri  visto
  che  lei ce l'ha comunicato avantieri, che non era possibile venire
  e quindi è stata disdetta la Commissione perché era stata convocata
  dal Presidente una riunione con i vertici aeroportuali regionali  a
  Catania.
   Io spero che lei ci possa dare il documento della convocazione che
  ha  fatto  il Presidente Schifani per la riunione a Catania  perché
  così  cominciamo  a capire tante cose, perché mi  sono  assunto  la
  responsabilità, mi sono assunto la responsabilità di  dire  che  il
  Presidente Schifani, in questa vicenda, nel momento in cui  non  dà
  la  possibilità  al  Parlamento di poter capire  cosa  è  successo,
  diventa   complice  del  disastro  della  SAC   e  mi   assumo   la
  responsabilità  di  quello che dico e avrei  avuto  il  piacere  di
  dirglielo  negli  occhi  al  Presidente  Schifani.  Ma  per  motivi
  sicuramente  più  importanti  di questo,  perché  spero  che  siano
  sicuramente   più   importante  di  partecipare   ad   una   seduta
  dell'Assemblea è dovuto andare via.
   Sui rifiuti, altro elemento. Cioè, è stato riportato all'Assessore
  Di Mauro - qua non c'è e mi dispiace - è stata fatta la sintesi, il
  riassunto di quello che c'era nel documento dell'anno scorso, della
  programmazione precedente, cioè i rifiuti paradossalmente  -  è  là
  l'assessore  Di  Mauro, ma è impegnato con i  colleghi  e  non  può
  sentire,    non   gli   interessa   naturalmente   l'argomento    -
  paradossalmente  i  rifiuti  hanno un  riflesso  su  quello  che  è
  l'economia collegata al turismo che non è di poco conto.
   Noi  ancora  paghiamo  le conseguenze in termini  di  immagine  di
  un'influencer che due anni fa, e adesso è ritornata di  nuovo  alla
  ribalta,  ha  caricato  sulla Regione  siciliana  tanto  di  quelle
  critiche che hanno fatto perdere Pil sicuramente a questa terra.
   La  città di Palermo ancora ha una discarica a distanza di 24  ore
  che brucia e l'aria è ammorbata da quello che sta venendo fuori  da
  quella  discarica. Ma i turisti perché dovrebbero stare in Sicilia,
  Assessore  Elvira  Amata? Onorevole Savarino cioè  se  io  mi  devo
  fermare,  io  mi fermo perché l'assessore Di Mauro è impegnato  con
  gli  altri  colleghi.  E  su  questo Presidente,  inviterei  lei  a
  richiamare  chi  deve stare a suo posto. Me lo  spiegate  perché  i
  turisti dovrebbero venire in Sicilia?
   Noi  abbiamo  messo  all'ordine del giorno un punto  che  riguarda
  anche  la  gestione dei beni culturali e dei siti archeologici.  Io
  Assessore  Amata,  le voglio dare solo un dato  e  l'ho  già  fatto
  nell'intervento che riguardava il DEFR 2023-2025: l'Italia da  sola
  detiene  fra  il  65 e il 70% del patrimonio storico,  artistico  e
  culturale di tutto il mondo. Di questo 65-70% circa il 25-30% è  in
  Sicilia. Ora le dò un numero. Già sono arrivato a dieci minuti?

   PRESIDENTE.  Sì,  sono  5 più 5. No, non si preoccupi.  Ho  capito
  che...

   LOMBARDO GIUSEPPE. So finendo.

   PRESIDENTE. Prego, si avvii alla conclusione.

   LOMBARDO  GIUSEPPE.  Voglio dare solo questo numero  all'assessore
  Elvira Amata. La Sicilia, ultimo dato attendibile sul visitatore ai
  siti archeologici e ai musei. Nel 2019 pre-pandemia fa 5 milioni  e
  300  mila  visitatori. Nello stesso anno, solo  la  Galleria  degli
  Uffizi  e  cioè quindi solo una struttura fa 4 milioni e  300  mila
  visitatori,  quindi  c'è qualcosa che non funziona  e  noi  abbiamo
  messo  nel  nostro  punto anche la modalità di  gestione  dei  siti
  archeologici. Non va bene che continua ad essere tutto in  mano  ai
  privati da oltre dieci anni, perché vuol dire che c'è qualcosa  che
  non  funziona. Il pubblico non ha funzionato prima, i  privati  non
  hanno funzionato dopo, allora sicuramente va rivisto qualcosa, caro
  Assessore.
   Chiudo  l'intervento,  purtroppo i  dieci  minuti  sono  pochi.  E
  abbiamo  messo  anche un punto che è fondamentale, Presidente,  che
  riguarda  la modalità di gestione della prevenzione degli  incendi.
  Non  si  può  lasciare tutto in mano ai comuni  se  non  hanno  gli
  strumenti per intervenire. Quindi, abbiamo chiesto che si prevedano
  delle  somme  importanti affinché i comuni, qualora i  privati  non
  intervengano,  di sostituirsi ai privati ed intervenire  in  tempo,
  Presidente.
   Chiudo  l'intervento,  e chiedo scusa se mi sono  dilungato,  però
  aspetto  la  risposta  se  me  la può dare,  dell'assessore  Aricò.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole, credo che le risposte verranno  date
  tutte  alla  fine degli interventi in maniera tale  da  raccogliere
  quelle di tutti i deputati.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
   Poi  sono  iscritti  a  parlare gli onorevoli  De  Luca  Antonino,
  Cambiano, Safina e Catania Nicolò.
   Chiudo le iscrizioni a parlare.

   BURTONE.  Presidente,  io  ho sentito la relazione  dell'assessore
  Falcone  e  i  vari  interventi. Nel  dibattito  la  considerazione
  principale è stata quella, Assessore, che il documento che è  stato
  presentato è un documento che non tiene conto delle ultime vicende.
  Il  Governo  avrebbe dovuto presentare una nota integrativa,  avere
  l'umiltà di dire che quello che era stato programmato necessita  di
  qualche cambiamento, di qualche mutamento.
   E  questo lo dico perché il dibattito si sta svolgendo e però  non
  vorrei  che ci fosse una sottovalutazione, approviamo il  documento
  economico finanziario perché è prassi.
   Il   documento  economico  finanziario,  Assessore,  credo   abbia
  un'importanza  notevole,  non dovrebbe  avere  questo  elemento  di
  essere  considerato  secondario.  Anch'io  considero,  quindi,   il
  documento  inadeguato e lo considero inadeguato  perché  penso  che
  quello  che  sia  successo  nei  giorni  scorsi  non  debba  essere
  assolutamente trascurato.
   Noi  abbiamo avuto conseguenze, abbiamo conseguenze che sono assai
  gravi,  ancora oggi ci sono interi quartieri nei paesi  delle  aree
  interne  in  cui  non c'è elettricità, in cui non c'è  l'erogazione
  dell'acqua  perché è necessaria per poter alimentare le  pompe  che
  poi  portano  alla rete idrica, una condizione quindi  assai  grave
  della Sicilia.
   Io  spero e mi auguro che questo episodio venga circoscritto,  che
  non  si  ripeta,  però  abbiamo più volte  tutti  noi  insistito  e
  insistiamo  sul  fatto  che abbiamo un cambiamento  climatico:  non
  consideriamolo un elemento elitario, una considerazione  che  viene
  fatta  in  certi ambienti. Il cambiamento climatico c'è e favorisce
  questa  situazione  che a volte diventa pericolosa  per  le  nostre
  comunità.
   Ma  veda, Assessore, il documento è, a mio parere, seppur composto
  da  dati  macroeconomici, non legato alla  nostra  realtà  concreta
  perché  lei ha fatto riferimento a dei dati che vengono trascurati.
  Per  esempio, l'inflazione a due cifre incide nel popolo siciliano,
  e  non incide negli effetti macroeconomici, incide nella vita reale
  delle  persone in carne ossa. I Kennedy dicevano:  non guardate  al
  Pil  soltanto  facendo la somma o prevedendo  dal  punto  di  vista
  economicistico, guardate al Pil vedendo i bisogni delle  comunità ,
  e  io credo che quello che abbiamo più volte sollecitato dai banchi
  dell'opposizione,  di  chiedere al  Governo  vostro  amico,  quello
  nazionale,  di attivare l'Autority sui prezzi e il controllo  della
  Guardia  di  Finanza,  non sia un qualcosa di  irrilevante,  perché
  l'aumento c'è ed a volte non è un aumento, diciamo così, legato  ad
  una dinamica internazionale o di altro tipo.
   La ripresa, per esempio, dei costi dei carburanti, come si dice: "
  i costi energetici si sono abbassati perché avevano avuto un rialzo
  durante  l'avvio della fase della guerra in Ucraina", mi  pare  che
  c'è  invece  questo rialzo che pesantemente incide nella  vita  dei
  siciliani quindi, Assessore, un documento non adeguato.
   Io,  credo,  un  documento  che avrebbe dovuto  comportare  alcune
  modifiche  sostanziali e che riteniamo il Governo debba  tenere  in
  considerazione,  anche perché nelle Commissioni noi  abbiamo  fatto
  dei  rilievi,  abbiamo detto che la Sicilia ha alcune problematiche
  che  nel documento non trovano un'indicazione precisa, si è parlato
  e  si continua, io credo, da parte dell'opposizione a sostenere che
  il problema dei problemi rimane l'occupazione.
   Lei, io ricordo, nelle precedenti riunioni in Aula aveva sostenuto
  questa  importanza di sostenere, di dare impulso alle  imprese,  ma
  dove  sono  queste risorse per le imprese? E per l'occupazione,  se
  non  si  circoscrive  quella che è la vicenda  catanese  della  SGS
  Thompson,  per  cui ci sono investimenti mondiali,  quali  sono  le
  risorse  che  vengono  riversate nella  nostra  comunità  per  dare
  slancio alla occupazione nel nostro territorio?
   Tra   l'altro  la  questione  relativa  al  precariato   è   stata
  completamente accantonata, ieri hanno manifestato i lavoratori  che
  erano  stati  assunti durante il periodo Covid,  perché  non  hanno
  risposte e perché ogni azienda sanitaria opera per conto proprio in
  difformità  rispetto  alle  altre,  però  dobbiamo  aggiungere   la
  questione dei forestali che non vengono pagati? Che hanno  lavorato
  per  tre  mesi  e non hanno ricevuto un euro? Dobbiamo  mettere  al
  centro il tema relativo all'occupazione dei lavoratori dei consorzi
  di  bonifica che secondo l'articolo 60 e 61 dell'ultima finanziaria
  del  Governo Musumeci dovevano essere inquadrati e invece sono oggi
  a casa e non hanno alcuna possibilità di tornare al lavoro?
   E perché non parlare del precariato degli enti locali, considerato
  che  si  dice  che le ASU dovrebbero trovare una loro  stagione  di
  superamento,  io  aggiungerei pure quelli dell'articolo  23  perché
  sono ormai gli unici che operano a livello di Assessorato.
   Quindi  il tema del precariato è un tema che pesa fortemente  così
  come  pesa - pesa come un macigno - ciò che accadrà nel momento  in
  cui  la  scelta  del  Governo nazionale si riverbererà  nei  nostri
  territori.
   Io le chiedo Assessore, visto che il Presidente Meloni e tutti gli
  altri  hanno  deciso  di  chiudere  l'esperienza  del  reddito   di
  cittadinanza,  quale alternative si daranno ad un  qualcosa  che  è
  presente  purtroppo  nella nostra società ed è  la  povertà?  Quali
  risposte dovranno dare soprattutto gli amministratori locali quando
  si troveranno le famiglie davanti alla porta del Comune?
   E   mi pare che su questa non ci sia traccia da parte del Governo,
  quindi  io dico con grande umiltà, Assessore, io credo che  i  temi
  siano tanti che, a mio parere, siano stati ampiamente trascurati  e
  superate da tematiche che non credo oggi portino ad una riflessione
  concreta.
   Noi in Commissione  Salute  abbiamo cercato di dare un contributo,
  abbiamo  detto guardate che le liste d'attesa invece di accorciarsi
  si  stanno  allungando e non c'è alcuna strategia,  così  come  gli
  ospedali del territorio sono in una condizione assai grave rispetto
  ad alcuni elementi essenziali affinché questi possano vivere in una
  comunità non essere da peso e quindi i reparti di rianimazione,  di
  anestesia; i riparti di pronto soccorso sono tutti con una  carenza
  di personale che si riverbera, così come le devianze sociali.
   Stasera  si  è  ripreso un discorso che è presente  le  dipendenze
  nelle nostre comunità: l'alcol, il gioco e soprattutto la droga che
  miete vittime.
   Su questo tema io credo che ci debba essere un impegno molto forte
  da  parte  del  nostro Governo della Regione e  dell'Assemblea  per
  finire  sui temi della scuola; lo abbiamo detto ma abbiamo  trovato
  sordità.
   Oggi  c'è  l'assessore  Mimmo Turano,  noi  torniamo  Assessore  a
  ribadire  l'impegno  che  bisogna  promuovere  affinché  a  livello
  nazionale  non venga applicata nelle aree interne là  dove  c'è  le
  aree   montane,   là   dove   c'è   dispersione   scolastica,    il
  dimensionamento che è legge dello Stato perché il Governo nazionale
  l'ha messo nella norma relativa al bilancio del 2023.
   Concludo   Presidente,  non  voglio  assolutamente  sforare.   Noi
  dobbiamo  tener  conto  di quello che è  accaduto,   non  è  caduto
  qualcosa di banale,  la Sicilia si è fermata e si è fermata  perché
  un aeroporto ha avuto un incidente,  noi non siamo andati a cercare
  il  colpevole abbiamo detto si trovino le soluzioni e non c'è stata
  soluzione;   ancora oggi si naviga così passo dopo  passo  qualcosa
  sta  riprendendo  ma  un aeroporto come quello di  Catania  avrebbe
  preteso la presenza di un'unità di crisi con il coinvolgimento  del
  Ministero  delle  infrastrutture,   con  gli  assessorati  presenti
  perché quello che è accaduto non è banale,  quello che è accaduto è
  la perdita di credibilità delle nostre istituzioni e soprattutto un
  danno  che  non  sarà facile riparare per quello che  è  l'immagine
  della  nostra Sicilia. Aggiungo, anche le risorse che  hanno  perso
  gli   operatori   del   turismo,   quindi,   io   credo   che   una
  riconsiderazione e documento si imporrebbe, sappiamo che il Governo
  di  questo  non  ne terrà conto a noi purtroppo le  conseguenze  le
  subiranno i siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Antonino De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Grazie Presidente, Governo, colleghi siciliani,
  dispiace  che il presidente Schifani sia andato via, mi auguro  che
  ci sia stata una motivazione importante perché diversamente ritengo
  il  gesto  scortese, comprendo magari il malessere per le invettive
  ricevute,  però  ritengo che un Presidente della Regione  abbia  il
  dovere di stare in Aula a illustrare e ascoltare le osservazioni su
  questo DEFR.

   PRESIDENTE. Ci siamo già passati su questo tema.  Il Presidente  è
  venuto in Aula ...

   DE LUCA ANTONINO. Non è sbagliato ribadirlo.

   PRESIDENTE. Secondo lei veniva in Aula per un minuto o per dieci e
  se  ne  andava? È chiaro che ci sono state delle problematiche  più
  importanti.

   DE  LUCA  ANTONINO. Lo immagino. A quel punto forse sarebbe  stato
  opportuno interrompere l'Aula e rinviarla, in sua presenza,  perché
  il  DEFR  è  il documento programmatico del Governo, il  Presidente
  Schifani  rappresenta questo Governo ed è con  lui  che  quest'Aula
  avrebbe  gradito confrontarsi su quello che appunto è il  documento
  programmatico.
   L'assessore  Falcone degnamente rappresenta, insieme  con  i  suoi
  colleghi,  il  Governo ma questa è un'occasione che  il  presidente
  Schifani  avrebbe dovuto rimanere in Aula, ove è chiamato ad  altri
  impegni  si  rinvia  l'Aula  e  si  consente  ai  parlamentari  che
  rappresentano il popolo siciliano di confrontarsi con il presidente
  Schifani.
   Andando ora al DEFR che purtroppo non posso commentare davanti  al
  Presidente della Regione certamente non per colpa mia.
   Io,  analizzandolo, rapidamente, la domanda che mi  sono  posto  è
  innanzitutto  se il Governo che l'ha scritto conosce la  situazione
  attuale cioè da dove la Sicilia parte oppure se magari l'ha  votato
  senza  neppure  leggerlo  perché  a  guardarlo  è  incredibile,  su
  duecento e più  pagine ce ne sono circa tre dedicate alla sanità  e
  andandole  ad  analizzare queste tre pagine che ti dicono?  Che  il
  governo  Schifani  pensa  di  risolvere  i  problemi  della  sanità
  siciliana    attuando    due,   tre   linee   programmatiche    che
  fondamentalmente  vanno  tutte  a  convergere  sulla  modifica  del
  sistema  di  accreditamento delle strutture, sulla revisione  delle
  convenzioni quindi con l'apertura alle strutture private. Fine, non
  c'è  altro  Ora la sanità siciliana in questo momento da dove parte
  realmente?
   Parte per il 50 per cento dalle risorse e dobbiamo contribuire con
  le  risorse  del  bilancio regionale perché siamo in  un  piano  di
  rientro.   Abbiamo  personale  che  manca  in  tutte  le  strutture
  pubbliche,  pronto  soccorso  allo sbando  dove  a  volte  ci  sono
  astanterie con 24 - 30 pazienti in luogo di 12 - 10 massimo che  ci
  dovrebbero essere con un solo medico là dentro.
   Professionisti  che  fanno  20  -  30  ore  di  turno  consecutivo
  esponendo se stessi e anche il paziente al rischio clinico; 118  in
  cui  mancano  le  ambulanze, mancano i medici  e  a  volte  mancano
  persino gli autisti soccorritori. Liste d'attesa che sono infinite.
   Schifani si era presentato agli elettori garantendo che si sarebbe
  impegnato  a  ridurle e invece sono aumentate e  sono  aumentate  a
  dismisura.  E  purtroppo quello che viene  detto  nel  DEFR  è  che
  secondo  il  Governo Schifani la soluzione verterebbe  tutta  sulle
  convenzioni.
   Ora  la  Sicilia  è  in questa situazione. Ha  le  liste  d'attesa
  probabilmente  più  lunghe d'Italia ed è  la  Regione  che  ha  più
  convenzioni  d'Italia. Cioè, in Sicilia in questo momento  ci  sono
  più  di  mille  convenzioni con strutture private convenzionate  in
  sanità.  La  sola  Sicilia  ne ha più di  tutte  le  altre  regioni
  d'Italia messe insieme.
   Allora,  io  ora mi domando e avrei voluto chiedere al  presidente
  Schifani  ma se già oggi la sanità siciliana si basa, si fonda,  si
  appoggia oltre mille convenzioni com'è che tu pensi di risolvere il
  problema  rivolgendoti e alle strutture private  convenzionate?  Io
  credo  che  sia  illogico  e  probabilmente  nasconda  un  progetto
  politico  di dismissione della sanità pubblica in favore di  quella
  privata.  E  allora  se  è così, se è mero  calcolo  e  convenienza
  politica che il presidente Schifani abbia il coraggio di venire  in
  Aula e dirlo.
   Parlate  di sanità digitale e anche qua mi chiedo, ma lo conoscete
  lo stato attuale?

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore, silenzio in Aula.

   DE  LUCA  ANTONINO. Parlate di sanità digitale ed è  ridicolo,  in
  questo  momento  le  nove ASP provinciali della Sicilia  utilizzano
  nove  sistemi informatici diversi tra di loro che non sono in grado
  di dialogare l'uno con l'altro. In altri termini non c'è un ASP che
  riesce  a  dialogare  con un'altra ASP perché non  solo  utilizzano
  nuovi  sistemi  informatici diversi ma non c'è neppure  un  sistema
  sovraordinato ad essi che le metta in comunicazione, e  parlate  di
  rivoluzione digitale della sanità.
   Poi  andate  a  individuare un'altra soluzione dei problemi  della
  sanità  siciliana  con  l'utilizzo  delle  risorse  del  PNRR   che
  prevedono che da qua al 31 dicembre 2026 bisognerà spendere tutti i
  soldi  che  il Presidente Conte allora portò in Italia mediante  la
  realizzazione di case di comunità, ospedali di comunità e  COT.  Ma
  quando  avrete  realizzato questo obiettivo ma quale  personale  ci
  andiamo a mettere dentro? Quale personale? Noi andremo a realizzare
  forse  delle strutture, perché poi voglio vedere a fine 2026 quante
  strutture  abbiamo realizzato dato che ancora non è partito  nulla.
  Poi  voglio vedere quale personale ci andiamo a mettere perché sono
  convinto che sarà il più grande spreco della Regione siciliana.
   Andiamo  avanti. Non dite un accenno sulla riforma della legge  5.
  Le  ASP  devono  continuare a gestire gli ospedali  del  territorio
  oppure li volete costituire in aziende ospedaliere autonome? E fare
  questo  quanto costerà, come lo volete fare? Ma se non lo dite  nel
  DEFR dove lo volete dire? Non si comprende, non si capisce. Su come
  intendete abbattere liste di attesa il silenzio assoluto.
   Poi sulla parte dei servizi sociali là calo il velo pietoso sempre
  perché evidentemente non conoscete o fate finta di non conoscere la
  situazione  attuale. Perché i disabili siciliani  oggi  soprattutto
  quelli  psichiatrici sono abbandonati a loro  stessi  e  alle  loro
  famiglie  perché non ci sono CTA pubbliche laddove  ci  sono  senza
  personale  perché  non  esistono in Sicilia centri  per  la  doppia
  diagnosi,  ossia il disabile psichiatrico che ha anche problemi  di
  tossico  dipendenza; non esistono centri per i disturbi alimentari;
  non  esistono  centri per le patologie borderline o  per  tutte  le
  altre  patologie esistenti dedicate, e alla fine sapete qual  è  la
  soluzione che noi oggi diamo a queste persone e alle loro famiglie?
  O  restano  abbandonati  a  loro stessi,  o  finiscono  in  qualche
  struttura   privata  convenzionata,  non  sempre   all'altezza   di
  risolvere i loro problemi, o li mandiamo fuori Regione con  aumento
  della  spesa  pubblica  di  nuovo della  Regione  siciliana  e  del
  comparto  sanitario,  e  quindi invece di diminuirlo  il  disavanzo
  contribuiamo a mantenerlo lo stesso o ad aumentarlo.
   E  la cosa che mi fa ancor più paura è che, evidentemente, non  vi
  rendete conto che queste patologie, vuoi per la cronicità, vuoi per
  quelli  che sono i fattori ambientali, stanno andando ad aumentare,
  quindi  la spesa su questo comparto non può che aumentare, non  può
  diminuire.
   Ma noi continuiamo a non muovere un dito su questo aspetto.
   Turismo  e  infrastrutture poi mi avete fatto  ridere.  Turismo  e
  infrastrutture - ragazzi - sembra il film "Le comiche",  perché  io
  vorrei  capire  come  pensiate  di  fare  turismo  se  mancano   le
  infrastrutture.  Perché?  Aeroporti,  l'abbiamo  visto  in   questi
  giorni,  basta  che  si surriscalda il cavo di  una  stampante  per
  mandare  in tilt tutta la Sicilia, e gli aeroporti politicamente  e
  infrastrutturalmente non collaborano tra di loro.
   Vi  abbiamo  proposto di fare una società unica e  non  ci  volete
  sentire,  perché  dovete mantenere i vostri centri  di  potere  che
  fanno riferimento poi al partito o al deputato di turno;
   Le  autostrade: servirebbero 200 milioni di euro solo per metterle
  in sicurezza, non per renderle fantascientifiche o ai livelli delle
  autostrade  del  Nord, ma soltanto per renderle sicure;  le  strade
  provinciali:  fate  finta che non esistono,  perché  non  ho  visto
  nulla;  trasporti  navali e ferroviari: siamo a livello  di  ottavo
  mondo,  anzi  abbiamo visto che a un certo punto le navi  le  hanno
  sequestrate perché non erano a norma.
   Ma  io mi domando: ma chi deve vigilare? Sulle ferrovie siamo  sul
  binario unico degli anni cinquanta forse...di quando sono? A quando
  risale  questo binario, Assessore Falcone? E quindi, io mi  chiedo:
  se  mancano  le  infrastrutture, voi il  turismo,  come  lo  volete
  portare avanti, con i programmi "SeeSicily"? Oppure con i programmi
  "Cannes",  che probabilmente ci faranno perdere qualche  decina  di
  milioni a fronte di nessun turista guadagnato? Non è dato saperlo.
   Enti  locali: i comuni sono al disastro più totale,  non  ci  sono
  soluzioni  per  i loro bilanci, non c'è capacità assunzionale,  non
  c'è  la possibilità di aiutare i comuni o di salvarli dai piani  di
  riequilibrio  del  dissesto, noi gli diamo una  mano  per  le  reti
  idriche  che in questo momento sono in emergenza, non solo per  gli
  incendi, ma anche perché siamo in presenza di reti costruite  forse
  nel  periodo del mesozoico, non diamo soluzione per il comparto dei
  precari  per  gli ASU, non diamo soluzioni per nessuno,  in  questo
  DEFR tutte queste categorie non esistono.
   Questione  rifiuti:  anche lì fate finta  di  non  vedere.  Vorrei
  capire,  con  quale piano rifiuti? Quando? Con quale  impiantistica
  intendete  intervenire?  Perché non c'è nulla.  Pensate  di  andare
  avanti  per tutta la legislatura trasportando i rifiuti all'estero?
  Non  credo sia la soluzione ottimale per i siciliani. E allora -  e
  mi  avvio  a  concludere  - inutile dire  che  quando  voteremo  il
  Movimento  Cinque  Stelle voterà contrario, ma la  domanda  che  mi
  pongo,  guardando  i banchi della maggioranza, è: quando  voteremo?
  Dato  che  nemmeno la maggioranza crede in questo DEFR, tant'è  che
  non  viene e se ne va dall'Aula perché ha capito che questo DEFR  è
  una  cavolata pazzesca', per citare un vecchio film. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato con
  attenzione   la  relazione  dell'Assessore  al  bilancio   e   alla
  programmazione economica e sono stati snocciolati tutta  una  serie
  di  numeri, 90 miliardi di euro di Pil, crescita superiore  all'uno
  per  cento;  devo  dire  la  verità che questi  numeri  sicuramente
  saranno veri, però mancano, Assessore, tutta una serie di numeri in
  questo  DEFR,  mancano i numeri che indicano lo  svuotamento  delle
  aree  interne, mancano i numeri che indicano che i giovani scelgono
  di andarsene dalla Sicilia: ottocentomila hanno lasciato la Sicilia
  negli  ultimi  anni, e sono giovani formati che  probabilmente  non
  torneranno  più, ma anche i numeri che ci dicono che  questa  è  la
  Regione  con  la più alta percentuale di incidenti  sul  lavoro,  e
  ancora  oggi  non  abbiamo  firmato la convenzione  per  avere  gli
  ispettori  del lavoro, ne sono arrivati 60 ma per tutta la  Sicilia
  sono un misero,  misero numero, ma anche nei dati che ci dicono che
  questa  è  la Regione con la più alta percentuale di disoccupazione
  femminile nel Paese e in Europa.
   Allora  rispetto a tutto questo la prospettiva, al di là  e  oltre
  quello  che  hanno  detto i colleghi che mi hanno  preceduto  sulla
  sanità, sugli altri temi qual è? In questo Documento di economia  e
  finanza  non  si  legge,  non  si intravede  uno  slancio,  non  si
  intravede una ricerca di una via di fuga da questi problemi, c'è il
  richiamarsi ad algidi numeri che, come diceva l'onorevole Lombardo,
  mi  pare  qualche mezzoretta fa, sostanzialmente è un aggiornamento
  dei  numeri dell'anno precedente, ma non basta per tirar  fuori  la
  Sicilia  dalle secche richiamarsi ai numeri, bisogna costruire  una
  prospettiva politica, e questa prospettiva politica non mi pare che
  questa  maggioranza  la  voglia intravedere  la  voglia  costruire,
  perché   ho  sentito  il  vuoto,  il  silenzio  dai  banchi   della
  maggioranza rispetto ai problemi, ai temi che sono stati  sollevati
  dall'opposizione,  perché come diceva qualcuno  la  maggioranza  di
  fatto non esiste politicamente esiste un'aggregazione costruita per
  vincere  le elezioni, ma vincere le elezioni non è sufficiente  per
  governare  una Regione complessa come la Sicilia, e poi  manca  una
  visione  su  come  ricostruire  la centralità,  come  costruire  la
  centralità della Regione siciliana nello sviluppo del Mediterraneo.
   Hai   voglia   Salvini  a  presentare  la  piattaforma   con   gli
  investimenti in infrastrutture che vorrà mettere in campo,  l'unico
  investimento  che io son convinto mai si realizzerà  è  quello  del
  ponte  di  Messina, dopo di che abbiamo assistito al  taglio  delle
  risorse  per  la  ferrovia Palermo-Catania, non  abbiamo  visto  lo
  stanziamento  -   tanti colleghi hanno parlato  di  sanità  -   non
  abbiamo  visto lo stanziamento concreto delle risorse previste  nel
  decreto Schillaci, centinaia di milioni di euro per la Sicilia,  28
  milioni  di  euro solo per la provincia di Trapani, 17 milioni  per
  Marsala,  e 11 milioni per l'ospedale di Trapani, che cosa  attende
  l'assessorato  alla  sanità per sbloccare  queste  risorse  e  dare
  risposte  ai  siciliani che oggi sono sempre più indietro  rispetto
  alle altre regioni.
   Il  COVID  ci  aveva fatto promettere che avremmo investito  nella
  sanità,  che  l'avremmo  resa un elemento di sviluppo  fondamentale
  della  nostra regione, del nostro paese, e invece abbiamo  smentito
  tutto  ciò  anzi tutto ciò che c'eravamo ripromessi ma che  voi  vi
  eravate impegnati a fare.
   E  poi  c'è il tema dei rifiuti, assessore Di Mauro, manca, io  in
  queste settimane vi ho sentito parlare solo di termovalorizzazione,
  come  se la termovalorizzazione fosse la soluzione o la panacea  di
  tutti i mali.
   Ebbene,  in  questa  regione sia chiaro che la termovalorizzazione
  rappresenta  l'ultimo degli elementi su cui puntare,  perché  prima
  bisogna fare quello che stanno facendo le altre regioni, rammento a
  me  stesso  che  già  in  Emilia  Romagna  hanno  spento  il  primo
  termovalorizzatore e si stanno accingendo a spegnere il secondo,  e
  noi  vorremmo  fare  ora  quello  che  le  altre  regioni  facevano
  quarant'anni fa, noi dovremmo puntare a qualcos'altro, a un sistema
  basato  sul riuso, sul riciclo, sulla valorizzazione in termini  di
  energia, ma fondamentalmente sul riuso  e rispetto a questo non c'è
  traccia,  c'è  solo una traccia che i siciliani attualmente  pagano
  trecentottanta Euro a tonnellata per lo smaltimento del secco,  più
  di   centocinquanta  euro  per  lo  smaltimento   dell'umido,   con
  gravissimi  aggravi per i cittadini siciliani. Allora,  rispetto  a
  tutti  questi  temi,  mi  sarei atteso  uno  slancio  maggiore  dal
  Governo.
   Ci  sarebbe  da parlare poi dei trasporti, ci sarebbe  da  parlare
  della  concreta  attuazione delle aree ZES.  Di  tutto  questo  c'è
  qualche  accenno nel Documento di economia e finanza ma, dopodiché,
  nulla che possa far volare la Sicilia.
   Ed  è  per  questo  che bisogna ripensare, ha ragione  l'onorevole
  Burtone, questo DEFR. Se deve essere questo, cioè il documento  del
  vacuo,  meglio  fermarsi e meglio costruire un progetto  che  tenga
  conto di quelle che sono le esigenze dei siciliani.

   CATANZARO. Presidente, l'ultimo intervento, l'onorevole Spada

   PRESIDENTE.  Gli  interventi sono chiusi. Onorevole  Spada,  hanno
  rinunciato in mille. Ma c'era dove  Li abbiamo anche elencati, dove
  era scritto? per favore

   n. 101

    Presentazione di ordini del giorno e votazione dell'ordine del
                             giorno n. 101

   PRESIDENTE. Va bene. Allora colleghi, pongo in votazione  l'ordine
  del giorno n. 101 appoggiato dal Governo. Chi è favorevole...

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo la verifica del numero legale.

   CATANZARO. Numero legale

   PRESIDENTE. Subito il numero legale, ora lo può richiedere  perché
  siamo  in  fase  di  votazione. Sì, prima della  votazione  lo  può
  richiedere.  Come? alza il tesserino, leva il tesserino...  Ma  non
  c'entra,  anche  se ci fosse il tesserino, ai fini della  richiesta
  del numero legale, cosa c'entra?
   Siete mitici  va bene, c'è la richiesta del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Verifica dei richiedenti? verifica richiedenti.
   Hanno richiesto il numero legale in quanti, tra l'altro? Va bene.

   CATANZARO.  Nella prima chiama erano 4  Era corretta la richiesta.

   PRESIDENTE. Ma anche se fossero 4. Quattro, comunque, è il minimo.
     Colleghi,  per procedere alla verifica del numero  legale  basta
  pigiare un tasto qualsiasi.

             (Si procede alla verifica del numero legale)

   PRESIDENTE. Colleghi, possiamo chiudere la verifica: presenti 34.
   Quindi  siamo  in  numero legale, che era di 33.  Possiamo  andare
  avanti.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 101. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Contrario il voto del PD.

   (A seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno n. 101 risulta
  precluso,  ai sensi del comma 3 dell'art. 73 bis.1 del  Regolamento
  interno, l'ordine del giorno n. 104)

   Allora colleghi, rinviamo la seduta a martedì prossimo

   SAFINA. C'era un odine del giorno. Sono diversi.

   PRESIDENTE.   C'è  un  ordine del giorno. Allora  gli  ordini  del
  giorno, ce ne sono uno dell'onorevole Lombardo e l'altro è suo o  è
  insieme a quello dell'onorevole Lombardo?
   Sono  due  distinti. Un attimo, allora, entrambi  gli  ordini  del
  giorno vengono accettati dal Governo come raccomandazione.

   (Gli  ordini  del  giorno  accettati come  raccomandazione  recano
  rispettivamente il numero d'ordine
   100 e 102)

   PRESIDENTE.  La  seduta è rinviata a martedì  prossimo,  alle  ore
  15.00.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Colleghi, sono stati accettati come  raccomandazione.
  Più  di  questo, che dobbiamo fare? Diventa un ordine del giorno  e
  facente parte del DEFR.
   Oltre questo, in funzione del fatto che è stata approvata la legge
  sul  codice  degli appalti, la mettiamo all'ordine  del  giorno  di
  martedì  prossimo, insieme al disegno di legge della V Commissione,
  a  firma  dell'onorevole  Assenza.  Lo  facciamo  prima  dell'Aula.
  Invierò  un  messaggio per la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari. Non ci sono tutti perché uno che sta male.

   CRACOLICI.  Vogliamo  la  seduta con la  presenza  del  Presidente
  Schifani

   PRESIDENTE. E questo lo abbiamo detto una decina di volte

   CRACOLICI. Occupiamo l'Aula

   PRESIDENTE.  Per  me  può occupare quello  che  vuole,  Presidente
  Cracolici  Però, cerchiamo di capire le condizioni della  settimana
  prossima.  Mi auguro che ci saranno le condizioni per  potere  fare
  Aula.
   La seduta è rinviata a martedì, 1  agosto 2023, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.32 (*)

   n. 101

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         V SESSIONE ORDINARIA


                          57a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 1  agosto 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Autonomie locali e funzione pubblica .  (V. allegato)

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE

      - Ratifica, ai sensi dell'art. 117, VIII comma, della Costituzione
        dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
        Bolzano per l'istituzionalizzazione        della Conferenza delle
        Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29 . (n.
         188/A)

           Relatore: on. Ferrara

       2)  Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici . (n.
         519/A)

           Relatore: on. Carta

       3)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  - Rendiconto della gestione dell'Assemblea regionale siciliana per
  l'anno finanziario 2022 (Doc. n. 166).

  - Relazione DEFR 2024-2026.
  -  Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per  gli  anni
  2023-2025.