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Resoconto d'Aula della Seduta n. 6 di giovedì 01 dicembre 2022
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 11.12

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

   Richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge  Variazioni
  al bilancio della Regione per il triennio 2022/2024  (n. 100)

   PRESIDENTE. All'ordine del giorno figura, come abbiamo  detto,  la
  richiesta da parte del Governo per la procedura d'urgenza.
   Pongo in votazione, per alzata e seduta, la richiesta di procedura
  d'urgenza del disegno di legge n. 100 avanzata dal Governo.
   Avverto  sin  da ora che in caso di approvazione della  stessa  il
  disegno  di  legge  di  variazioni di  bilancio  avrà  il  seguente
  calendario:
   -  Le  Commissioni di merito dovranno esprimere il  parere,  sulle
  parti  di rispettiva competenza, entro sabato 3 dicembre 2022  alle
  ore 13.00;
   - il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione
   Bilancio  scadrà sabato 3 dicembre 2022 sempre alle ore 13.00;
   -  entro  la  giornata  di lunedì 5 dicembre 2022  la  Commissione
   Bilancio   dovrà  esitare  il testo  per  l'Aula,  in  maniera  da
  consentire   l'iscrizione  dello  stesso  all'ordine   del   giorno
  dell'Assemblea  nella  mattina di martedì 6 dicembre  2022  per  lo
  svolgimento della discussione generale.
   - Il termine per la presentazione degli emendamenti in Aula scadrà
  nella  medesima  giornata di martedì 6 dicembre  2022  alle  ore  e
  18.00.
   -  l'Aula  terrà  seduta,  quindi, nella mattina  di  mercoledì  7
  dicembre  2022  per la discussione dell'articolato unitamente  agli
  emendamenti presentati fino a conclusione dei lavori.
   Pongo, pertanto, in votazione per alzata e seduta, la richiesta di
  procedura d'urgenza.

                             (È approvata)


       Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione.
   Invito il Presidente della Regione a prendere la parola.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di palare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Solo una richiesta. Le  avevo
  inviato,  sabato scorso,  una nota dove le ho chiesto di tenere  in
  considerazione  quella  che era la nostra  posizione  in  relazione
  all'esito  elettorale e, quindi, di avere in aggiunta al tempo  che
  avete  stabilito  per  ogni singolo Gruppo, in  considerazione  del
  numero - mi è stato spiegato - e della composizione dei Gruppi, una
  quantità  di tempo aggiuntiva in relazione a quella che  è  la  mia
  posizione  e mi sono permesso, ma ovviamente l'ho fatto  anche  per
  una  questione  di  garbo  istituzionale anche  in  relazione  alla
  posizione  del  collega Di Paola, cioè siamo in  quest'Aula  i  due
  candidati   alla  Presidenza  della  Regione  che  comunque   hanno
  conseguito un risultato importante e, in relazione a questo, le  ho
  chiesto  se  era possibile avere 20 minuti aggiuntivi come  miglior
  perdente e, in proporzione di quelle che sono anche gli esiti delle
  urne,10  minuti aggiuntivi, se li vuole ovviamente, per il  collega
  Di Paola.
   Le  ho  mandato questa nota sabato scorso, non ho avuto riscontro.
  Comprendo  quelle  che  sono le esigenze  di  contingentamento  dei
  tempi,  mi  è  stato  anche  spiegato che  in  una  Conferenza  dei
  Capigruppo   lei  ha  concesso  un  aumento  del  tempo   messo   a
  disposizione  di  tutti i Gruppi, e di questo noi  la  ringraziamo.
  Però,  non  sono  soddisfatto,  Presidente,  anche  perché  c'è  un
  precedente.  Lo  voglio ricordare perché lei era in quest'Aula,  un
  precedente  che  riguarda, esattamente la  medesima  occasione,  in
  occasione proprio delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
  Musumeci.   Allora   il   Presidente  del   Parlamento   siciliano,
  l'onorevole  Miccichè,  ha proprio concesso  un  termine  temporale
  fuori   sacco,  come  si  dice  tecnicamente,  al  candidato   alla
  Presidenza  della Regione miglior perdente ma era l'unico  presente
  in quest'Aula e, quindi, all'onorevole Giancarlo Cancelleri è stato
  assegnato  un  congruo termine e quindi in aggiunta  a  quello  che
  comunque  era  lo spazio riservato,  secondo i criteri prestabiliti
  per  tutti i Gruppi, al suo Gruppo di appartenenza, appunto  Cinque
  Stelle.
   Quindi,  mi  sono permesso di intervenire sull'ordine  dei  lavori
  perché  desidero da parte sua una risposta, ribadendo  che  c'è  da
  parte mia non solo l'esigenza di avere questo spazio aggiuntivo, ma
  mi  permetta, diciamo che è una questione anche di garbo se  vuole,
  in  considerazione anche del precedente che già si è registrato  in
  quest'Aula  e  che  riguarda comunque una  posizione  distinta  del
  sottoscritto  anche, appunto, in relazione a quelli  che  sono  gli
  argomenti  che mi permetto di fornire al Presidente Schifani,  alla
  sua  Giunta e di conseguenza il tempo che lei mi concederà oltre  a
  riguardare  il bon-ton istituzionale, sono fermamente convinto  che
  riguarderà  anche  tanti  argomenti di  merito  che  anche  la  mia
  esperienza in quest'Aula mi consente di mettere a disposizione  del
  Presidente  Schifani,  fermo  restando  che  poi  ognuno  farà   le
  valutazioni  che ritiene opportuno. Però, le chiedo  di  accogliere
  questa  mia  richiesta  nei termini in cui lei  riterrà  opportuno.
  Grazie,

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole De Luca. Giusto per fare  chiarezza,
  così  possiamo anche ricostruire insieme qual è stato  il  percorso
  che ha portato alla determinazione di questi minuti.
   Noi   la  settimana  scorsa  abbiamo  fatto  una  Conferenza   dei
  Capigruppo dove tutti chiaramente erano invitati. Abbiamo stabilito
  un percorso che dava la possibilità di due ore di dibattito. Queste
  due   ore   di  dibattito,  su  richiesta  del  Capogruppo  Geraci,
  all'ultima  Conferenza  dei Capigruppo che  abbiamo  fatto  ieri  o
  l'altro  ieri  è  passata da due a quattro ore  e  il  suo  Gruppo,
  onorevole De Luca, è passato da 9 minuti a 19 minuti.
   In funzione però del fatto che, ho capito che necessita, di questo
  spazio aggiuntivo e in funzione del fatto che già 10 minuti  li  ha
  avuti  in  più,  così  come richiesto  dalla  sua  nota  che  ci  è
  pervenuta  sabato scorso, la Presidenza le concede altri 10  minuti
  per andare a compensare i 20 minuti che lei ha richiesto: 10 che ha
  avuto  grazie alla ripartizione che è stata suddivisa tra  tutti  i
  Gruppi  parlamentari e altri 10 che sta facendo eccezionalmente  in
  funzione dell'intervento e della richiesta che ha fatto.
     Quindi,  adesso  invito il Presidente della  Regione,  onorevole
  Renato Schifani, a prendere la parola.

   del Dipartimento di scienze politiche e delle relazioni
   internazionali dell'Università degli Studi di Palermo

   Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti di diritto pubblico
  del   Dipartimento   di  scienze  politiche   e   delle   relazioni
  internazionali dell'Università degli Studi di Palermo

   PRESIDENTE.  Prima di prendere la parola, Presidente,  rivolgo  un
  saluto  ai  docenti  e  agli  studenti  di  diritto  pubblico   del
  Dipartimento  di scienze politiche e delle relazioni internazionali
  dell'Università degli Studi di Palermo.


       Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione

   PRESIDENTE. Presidente Schifani, la invito a prendere parola.

   SCHIFANI, Presidente della Regione. Grazie, Presidente.
   Onorevoli  colleghi, prima di dare inizio alle  mie  dichiarazioni
  programmatiche sento il dovere di rivolgere un deferente saluto  al
  Capo  dello  Stato Sergio Mattarella, estremo garante della  nostra
  unità   nazionale   e   delle  regole  inviolabili   della   nostra
  Costituzione.
   Un  pensiero  e un ricordo indelebile intendo poi manifestare  nei
  confronti di tutte le vittime della mafia di cui Giovanni Falcone e
  Paolo Borsellino costituiscono esempio luminare.
   Il  mio  Governo combatterà col massimo rigore ogni  tentativo  di
  infiltrazione  della  mafia  nel  sistema  regionale  della   spesa
  pubblica,  adottando  criteri  e  comportamenti  rigorosi  che  non
  consentano  alcun tipo di infiltrazione. La mafia non è di  destra,
  né di sinistra; persegue i propri interessi tentando di infiltrarsi
  nelle  pubbliche amministrazioni per condizionare, a  proprio  uso,
  tutti  i  procedimenti  che  regolano  la  spesa  ed  i  canali  di
  finanziamento.
   Altro  pensiero va a tutti i nostri corregionali caduti all'estero
  nelle missioni internazionali di pace. Eroi che si battevano per un
  ideale  supremo, lontani dalla loro terra, ma convinti che la  pace
  tra  i popoli non è un valore locale ma universale. Il sottoscritto
  è  stato a quel tempo, quando era presente il Senato, molto  vicino
  ai  parenti  di  quei caduti. Tutte le volte in cui si  recava  col
  Presidente  della Repubblica e col Presidente Fini  a  Ciampino  ad
  accogliere   quelle  salme  e  ha  assistito  ad  atteggiamenti   e
  comportamenti  dei parenti delle vittime della  mafia  che  era  un
  insegnamento per tutto il nostro Paese, la loro compostezza era  un
  monito,  un  segnale  a  tutti noi di  ricordo  e  di  rispetto  in
  relazione  al  loro contegno di quello che era stato il  sacrificio
  dei  loro  figli. E mi permetto di ricordare come in quest'Aula  ci
  sia  un rappresentante del popolo che è espressione e figlio di  un
  caduto di Nassiria al quale siamo stati sempre vicini come famiglia
  unitamente  ad  altre  famiglie  siciliane.  Lo  abbiamo  fatto  in
  silenzio, nel rispetto dei ruoli e nel rispetto di quel dolore.
   Nella  giornata  del  13  agosto mi è  stato  chiesto  dai  leader
  nazionali  e  regionali del centrodestra di candidarmi  alla  guida
  della  nostra  Regione  in prosecuzione di  quella  che  era  stata
  l'esperienza  del  Governo  Musumeci; una  esperienza  segnata  dal
  dovere    affrontare   gravi   emergenze   sanitarie   con   grande
  determinazione e responsabilità. Dopo il mio iniziale  stupore,  in
  quanto  mi  sentivo proiettato a dare un mio contributo  al  Senato
  alla  Repubblica  e  nella convinzione che  sulla  mia  persona  il
  Presidente  Musumeci  non avrebbe manifestato  alcun  dissenso,  ho
  accettato  la  candidatura nella consapevolezza che la  sfida  alla
  quale ero chiamato avrebbe messo alla prova il mio grande amore per
  questa Terra.
   Avverto che su questa Presidenza si ripongono molte aspettative da
  parte  dei  siciliani o, quanto meno, da parte di essi dovute  alla
  mia  storia  politica ed istituzionale, ma è altrettanto  vero  che
  intenderò  mettere  al  servizio  di  tutti  i  siciliani  la   mia
  esperienza  di uomo delle istituzioni per confrontarmi  serenamente
  ma  convintamente con il Governo nazionale per chiedere  il  giusto
  senza  infingimenti o atteggiamenti subalterni.  Analogo  confronto
  sarà da me condotto con quest'Aula.
   Ho sempre creduto nella democrazia parlamentare ed anche se eletto
  direttamente  dai  cittadini  sono un  convinto  sostenitore  della
  sovranità ed autorevolezza del Parlamento. Per la verità, mi  preme
  sottolineare  come  i  primi approcci con  il  Governo  sono  stati
  estremamente  costruttivi ed incoraggianti, ma ciò  dovrà  tuttavia
  spronarci  a realizzare quelle riforme strategiche che da  un  lato
  rendano più efficienti la macchina burocratica e decisionale  sulle
  autorizzazioni,  dall'altro lato razionalizzino la spesa  regionale
  così  come  ci  viene richiesto dalla Corte dei conti  e  ci  viene
  richiesto in maniera garbata ma decisa.
   In  questa  direzione sarà indispensabile intervenire  rapidamente
  sugli  assetti  organizzativi della nostra  Regione.  Infatti,  gli
  interventi   degli  ultimi  anni,  finalizzati  alla  revisione   e
  razionalizzazione   dell'amministrazione  regionale,   sono   stati
  operati  in attuazione della legge regionale 3 del 2016, che  tutti
  voi  sicuramente  conoscete,  che  ha  previsto  l'accorpamento  e,
  quindi, la riduzione di molte strutture dirigenziali.
   Si  è trattato di interventi di carattere amministrativo che hanno
  consentito una importante riduzione delle strutture dirigenziali  e
  in parallelo all'altrettanto e importante riduzione del personale e
  a seguito dei pensionamenti anticipati consentiti.
   Con  l'ultimo regolamento di riorganizzazione dell'amministrazione
  regionale  adottato  da  quest'anno, si chiude  l'attuazione  delle
  disposizioni di carattere transitorio introdotte dalla citata legge
  del 2016. Ora, senza disconoscere il rilievo delle misure messe  in
  campo  con  le  modalità  consentite a  legislazione  vigente,  una
  riforma  di  maggiore  incisività  dovrà  essere  messa  in  campo.
  L'ultima  legge di riforma risale, infatti, al 2008 e  il  naturale
  evolversi  della  normativa  delle  strategie  delle  dotazioni  di
  personale  e  della transizione digitale impone  un  intervento  di
  diversa  intensità, sia per garantire un assetto funzionale  e  più
  flessibile  nella  configurazione delle strutture dirigenziali  non
  apicali che più che un articolato e compiuto disegno riformatore.
   Particolare attenzione andrà data al triste tema della  corruzione
  all'interno dell'Amministrazione regionale. Al riguardo, voi sapete
  come  ho  recentemente  invitato i capi  dipartimento  ad  attivare
  opportune  e  periodiche procedure di rotazione del  personale  per
  evitare pericolose forme di incrostazione. Sia ben chiaro:  il  mio
  ha  voluto  essere un atto di impulso perché le rotazioni avvengano
  periodicamente  senza colpevolizzare i funzionari, ci  mancherebbe,
  ma,  infatti,  sarà  responsabilità dei capi dipartimento  valutare
  quali  eventuali funzionari non rimuovere per la strategicità delle
  loro  funzioni perché la continuità dell'azione amministrativa deve
  essere  garantita,  ma  non vi è dubbio che  il  pericolo  c'è,  lo
  abbiamo vissuto e lo viviamo, non dico annualmente, con episodi  di
  corruzione   nascenti  a  volte  da  soggetti  che,  eccessivamente
  residenti  in  quel luogo di lavoro, tendono per   loro  carattere,
  evidentemente, non tanto per la qualità che ricoprono, a delinquere
  e a lasciarsi andare ad episodi di corruttela.
   Io sono un garantista, però mi rendo perfettamente conto che certe
  vicende  vanno affrontate alla base come elemento deterrente,  come
  elemento  finalizzato ad evitare situazioni come quelle alle  quali
  assistiamo, purtroppo, con sempre più costante periodicità.
   Occorrerà,  quindi,  riformare le procedure che  sono  deputate  a
  definire  gli  atti amministrativi a formazione progressiva,  anche
  questa  è  un'altra importante riforma, finalizzata al  rilascio  o
  meno di autorizzazioni che comportino nuovi investimenti, posti  di
  lavoro, crescita del Pil regionale.
   Troppe  attese, a volte caratterizzate da ingiustificabili mancate
  risposte,  hanno  allontanato  dalla  nostra  terra  occasioni   di
  sviluppo  e crescita correlate ad interessanti iniziative  che  non
  hanno  potuto  aver luogo per colpa del nostro sistema.  Il  nostro
  sistema,  a volte, non ha detto né sì né no; non ha dato  risposte.
  Un   sistema   che   dobbiamo  cambiare  tutti   assieme   con   il
  coinvolgimento  pieno e totale di questo Parlamento,  al  quale  mi
  porrò  con  doveroso  spirito costruttivo e collaborativo,  perché,
  vedete  colleghi, ne andrà della crescita della nostra  terra,  del
  futuro  dei nostri figli, della possibilità di ritorno  a  casa  di
  quei tanti giovani costretti ad emigrare per trovare un lavoro.  E,
  se  riusciremo  in  queste  riforme, non  vincerà  soltanto  questo
  Governo,  non  vincerà  soltanto questo  onorevole  Parlamento,  ma
  vinceranno i siciliani tutti.
   Nello   specifico,  dovremo  razionalizzare  la   gestione   delle
  procedure   di   valutazione  ambientale  al  fine  di   migliorare
  progressivamente   il   rapporto   tra   istanze   procedibili    e
  provvedimenti  emanati  e  tempi  di  svolgimento  delle  procedure
  medesime  e,  segnatamente,  di quelle  soggette  al  parere  della
  Commissione   tecnica   specialistica  che  va   significativamente
  riformata.
   Occorrerà,  poi,  intraprendere iniziative  utili  a  superare  le
  criticità  che,  ad oggi, affliggono il procedimento autorizzatorio
  unico  regionale,  avviato in tutti i casi di progetti  che  devono
  essere sottoposti a via regionale. Le cause sono molteplici, ma  ci
  faremo  carico di segnalarle nei percorsi e nei motivi e rimuoverle
  con intelligenza da un lato e determinazione dall'altra.
   La  nuova sanità, toccando un altro tema sensibile, dovrà guardare
  senza  riserve  al  privato  convenzionato,  sia  ospedaliero   che
  diagnostico,   nella  consapevolezza  che  l'assistenza   sanitaria
  costituisce  una  pubblica funzione al di là del  soggetto  che  la
  eroga,  sia  pubblico che privato. Occorre, quindi, abbattere  ogni
  forma  di pregiudizio sapendo coniugare una leale sinergia tra  due
  mondi  che  stanno  dalla stessa parte: la  salute  del  cittadino.
  Soltanto  così  potremo  anche  abbattere  le  inaccettabili  liste
  d'attesa di cui sono sottoposti molti pazienti che chiedono e hanno
  diritto ad una indagine strumentale e diagnostica immediata per  la
  scelta  della  terapia,  e  consentitemi una  piccola  digressione:
  ieri,  sulla stampa, ho letto un articolo che toccava a una  nostra
  corregionale, una mamma, Gina Maniscalco -  l'ho detto -  a  questa
  donna  io  mi  sento,  a  nome del Governo,  e  credo  a  nome  del
  Parlamento, a nome dei siciliani, di chiedere scusa, una  mamma  di
  una  bambina  malata  di  tumore che  aveva  chiesto  una  indagine
  strumentale in una struttura ospedaliera palermitana e si  è  vista
  rispondere,  ma  non  per responsabilità di quella  struttura,  che
  l'indagine avrebbe potuto essere realizzata sei mesi dopo, è dovuta
  ricorrere al privato, pagare, io chiedo scusa, me ne assumo,  anche
  se  sono  insediato da poco questa responsabilità e sono certo  che
  questo  Governo  con l'assessore Volo e con tutti  voi,  lavoreremo
  perché  questi  fatti non si possano più realizzare perché  non  si
  devono  realizzare  in una democrazia compiuta civile  e  degna  di
  rispetto.
   Il  nostro sistema pubblico sanitario presenta punti di eccellenza
  significativi e l'ha anche dimostrato in occasione e del  contrasto
  al  Covid,  dove  tutto  l'apparato ha dato  prova  di  grandissima
  professionalità   e  spirito  di  abnegazione,   occorrerà   quindi
  potenziare  la  medicina  territoriale per  evitare  il  pericoloso
  intasamento delle strutture ospedaliere chiamate il più delle volte
  a  prestazioni che avrebbero potuto essere evitate da un filtro  di
  base;  non  dimentichiamo, io per primo e voi  sicuramente  non  lo
  dimenticherete, come l'epidemia del Covid ci ha travolto perché  la
  medicina  di  base,  non  soltanto quella  siciliana,  ma  vogliamo
  parlare  anche  di  quella lombarda, di quella  nazionale  non  era
  pronta  a  questo  filtro, non era attrezzata a  questo  filtro  di
  indagini  immediate,  allora, dobbiamo  puntare  sul  potenziamento
  della  medicina  di base, la medicina di territorio,  perché  è  un
  filtro    che   può,   attraverso   indagini   preventive   evitare
  l'intasamento delle strutture ospedaliere.
   E  poi,  particolare  attenzione intenderò  porre  sulle  aree  di
  emergenza   territoriale,   evitando  al  cittadino   traumatizzato
  un'ulteriore  sofferenza psicologica nascente da lunghe  attese,  a
  volte  in situazioni logistiche che offendono la dignità umana.  Su
  questo  vigilerò,  vigilerò con l'assessore  Volo,  vigilerò  anche
  personalmente  assieme  a  lei, uno dei  miei  impegni  assunti  in
  campagna   elettorale  che  intendo  mantenere  e  sui   quali   mi
  concentrerò personalmente.
   Un  capitolo  a parte poi meriterà il tema dello stato  di  salute
  delle strutture ospedaliere, caratterizzato da vecchie e incompiute
  come ad esempio il polo mediatico di Palermo, alcuni ospedali della
  nostra  Regione ed il mancato completamento di alcuni significativi
  interventi previsti e finanziati in regime di emergenza Covid.
   In  tema  di  energia saremo chiamati a scelte  coerenti  con  gli
  obiettivi  inseriti nella Agenda 2030 delle Nazioni Unite,  con  il
   New  green  deal'  europeo,  con la  strategia  nazionale  per  lo
  sviluppo  sostenibile  e  con  il  Piano  nazionale  di  ripresa  e
  resilienza,  occorrerà  mettere in campo un  insieme  integrato  di
  interventi orientato a migliorare la competitività della regione  e
  idonea  a  favorire  l'attrazione degli investimenti  in  generale,
  accrescendo  la  fiducia  di cittadini ed  imprese,  è  questo  che
  dobbiamo  recuperare.  Vi  sarà spazio per  interventi  connessi  e
  funzionali agli obiettivi nazionali, europei e internazionali,  che
  saranno  al  contempo  supportati da interventi  trasversali  e  di
  sistema,   finalizzati  al  rafforzamento   della   governance   ad
  assicurare  il pieno impiego delle risorse finanziarie  di  cui  la
  Sicilia è destinataria.
   Dovremmo  promuovere  energie rinnovabili e  sostenere  una  polis
  regionale  per la decarbonizzazione del mix energetico. In  Sicilia
  la   produzione   energetica  deriva  per  il   71%   da   centrali
  termoelettriche,  il  16%  dall'eolico,  l'1.1%  dal  fotovoltaico,
  mentre  una  quota  residuale, 2% è  data  dalla  bioenergia  e  da
  idroelettrico;  sarà  necessario,  quindi,  intervenire  attraverso
  misure   praticabili,  accessibili,  ed  in  grado  di   migliorare
  l'efficienza energetica dei sistemi produttivi e territoriali.
   Importante, anche -  a questo proposito, mi preme sottolinearlo  -
  il  famoso  progetto Cassiopea dell'Eni del canale di  Sicilia,  di
  fronte  alla  città di Gela un giacimento off-shore che  una  volta
  messo in produzione nel 2024 produrrà dieci miliardi di metri  cubi
  di  gas  naturale,  consentendo a noi  Sicilia  di  decuplicare  la
  propria produzione di gas coprendo circa il 40% dei nostri consumi.
   In  tema di infrastrutture: le opere strategiche da realizzare  in
  Sicilia  sono  definite nel Piano integrato delle infrastrutture  e
  della  mobilità del 2017 che è in corso di aggiornamento, il  piano
  si  inserisce  in  una  strategia comunitaria  per  i  trasporti  e
  individua i principi per una gestione sostenibile, dovremo adottare
  questo  piano regionale per il trasporto pubblico locale che  dovrà
  individuare  gli ambiti territoriali e ottimali, disciplinando  gli
  enti  gestori  e  definire  i  servizi  minimi,  razionalizzando  e
  ottimizzando il trasporto pubblico locale attraverso l'eliminazione
  della sovrapposizione delle linee attualmente attive e l'incremento
  dell'alta  velocità, per una maggiore sinergia  ferro-gomma-mare  a
  supporto della integrità modale; a tal proposito mi giova ricordare
  come  la  progettazione, ormai in fase, ormai di  attuazione  della
  linea  ferroviaria  di  media  velocità  Palermo-Catania,  Catania-
  Messina,  il  cui costo globale sarà di 8 miliardi  è  in  fase  in
  alcuni  lotti,  già  in  esecuzione  e  se  ne  se  ne  prevede  la
  conclusione nell'ambito del 2026, voi conoscete qual è la dinamica,
  Palermo-Catania e Catania-Messina e avendo avuto un incontro con  i
  responsabili  nazionale  dei RFI mi è  stato  spiegato  come  si  è
  preferito questa trasversale anziché la diretta per ridurre i costi
  e i tempi che sarebbero stati allungati dovuti ad eccessivi trafori
  sulla  Palermo-Messina, però, i lavori sono partiti in alcuni lotti
  e  questo  lo  dobbiamo  registrare  con  estrema  positività,  noi
  vigileremo nei rapporti con RFI, come vigileremo anche nei rapporti
  con Anas sui quali mi soffermerò tra qualche attimo.
   Occorrerà  assicurare  il  pieno  impiego  di  tutte  le   risorse
  disponibili  per  la  viabilità in Sicilia  per  superare  deficit,
  limiti   di  servizio,  problemi  legati  alla  sicurezza   ed   al
  progressivo  debito  manutentivo venutesi a creare  nel  tempo  con
  riferimento  alla viabilità provinciale -  mi soffermerò  tra  poco
  quando parlerò di province - viabilità Anas, viabilità Cas,  A18  e
  A20,  completamento di interventi già programmati di adeguamenti  e
  razionalizzazione  della rete stradale e di adeguamento  di  strade
  pericolose e la famosa media velocità.
   Come  non parlare, a proposito di infrastrutture, del Ponte  sullo
  Stretto:  è  un  tema  che tocca tutta l'opinione  pubblica,  tocca
  quest'Aula,  ma  tocca  tutti: mi sento di  ringraziare  in  questo
  momento il Governo nazionale e, in particolar modo, all'interno del
  Governo  nazionale,  il Premier, naturalmente,  anche  il  Ministro
  Salvini  che sia in campagna elettorale sia in questa fase  si  sta
  adottando  con  efficacia  e convinzione perché  quest'opera  possa
  venire alla luce.
   Abbiamo  avuto  già  un primo incontro presso il  Ministero,  alla
  presenza  del  Ministro,  io  e  il  Presidente  Occhiuto,  con  il
  sottosegretario Rixi, due dirigenti della Sicilia e  due  dirigenti
  della  Calabria e il Ministro ci ha rappresentato un mese  or  sono
  quello che sarebbe stato già lo scenario che vedremo in Finanziaria
  e  cioè  la  riaccensione, la rivitalizzazione della società  Ponte
  sullo  Stretto  che  era  stata posta in liquidazione  in  passato,
  l'annullamento  quanto  meno  di quel contenzioso  che  aveva  dato
  luogo, a seguito dell'annullamento durante il Governo Monti,  della
  rescissione durante il Governo Monti, voi sapete che l'appalto  era
  partito,  una  norma  del  Presidente, del ministro  Passera  aveva
  rescisso quel contratto perché non prevedeva più quell'opera, da lì
  era  nato  un  grosso contenzioso tra l'impresa appaltatrice  e  il
  Governo  dell'epoca;  la  previsione  era  si  sta  realizzando  in
  Finanziaria  la  riaccensione  di quella  norma  che  prevedeva  la
  realizzazione  del  ponte,  quindi, la  rimessa  in  vita  di  quel
  contratto,  intervento naturalmente con le dovute  compensazioni  e
  transazioni tra le parti, naturalmente, perché vi era una richiesta
  di  danni  di seicento milioni, però, credo che si parta col  piede
  giusto  perché  si  riesuma  un  contratto  che  già  esisteva,  un
  contratto  che viveva, e che era stato cancellato con un  colpo  di
  penna.
   Il  progetto è da sistemare ma è da rinegoziare sotto  il  profilo
  dei  costi,  il  ministro poi ci ha chiesto di  formare  un  tavolo
  tecnico  tra  Sicilia  e Calabria inviando due  rappresentanti  per
  regione, noi lo abbiamo fatto, l'ha fatto la Calabria, io giorni or
  sono  parlando  con  il  ministro mi  sono  permesso  di  segnalare
  l'opportunità  che a questo tavolo tecnico possa partecipare  anche
  un  rappresentante delle due città  frontiere cioè Messina e Reggio
  Calabria,  e  siamo  convinti che seppur con grande  sforzo  e  con
  grande impegno quest'opera verrà realizzata.
   Abbiamo  escluso,  anche  il Ministro  ha  escluso  l'ipotesi  del
  project   financing  -  che  voi  conoscete  -   è  una  forma   di
  finanziamento  che  sottopone l'utente ad  un  pagamento,  diciamo,
  concessorio non indifferente, di pedaggio, si individueranno  fondi
  europei,  questo sarà un compito del Governo nazionale naturalmente
  ma registro un grande impegno del Governo in questo.
   In  tema  di  agricoltura,  il sistema  agricolo,  agroalimentare,
  agrituristico  della  Sicilia  è un  sistema  economico  basato  su
  prodotti  di  qualità,  valore aggiunto e  relazioni  virtuose  tra
  turismo enogastronomia ed export.
   Garantiremo   la   sostenibilità   della   produzione   alimentare
  stimolando i settori della trasformazione alimentare, del commercio
  all'ingrosso, al dettaglio e dei servizi di ristorazione.
   Promuoveremo  un  consumo alimentare sostenibile  valorizzando  le
  produzioni  agroalimentari con valore ambientale, del  biologico  e
  territoriale,  il  DOP IGP, combattendo le frodi  alimentari  lungo
  tutta la filiera e su questo saremo severi ed inflessibili.
   Potenzieremo  la viabilità rurale e le disponibilità  idriche  per
  gli agricoltori sfruttando le risorse europee.
   Promuoveremo  le attività di internazionalizzazione delle  imprese
  agroalimentari  siciliane con azioni di marketing ed  intelligence,
  scelta  indispensabile per garantire competitività e  crescita  del
  fatturato degli anni futuri.
   In  tema  di lavoro e famiglia la sfida più importante  di  questo
  momento è riuscire ad imprimere una ripresa del mercato del  lavoro
  nonostante l'attuale congiuntura economica che con l'incremento dei
  prezzi porta il rischio di ristagno dei consumi.
   Il  Governo  regionale  è impegnato, in sintonia  con  il  Governo
  nazionale,  a rendere possibile la riqualificazione del reddito  di
  cittadinanza che impone la sostituzione del sussidio con la dignità
  del lavoro regolare, ma non possiamo riconoscere che l'operazione è
  più difficile nella nostra regione, caratterizzata da sempre da  un
  tessuto economico più debole rispetto a quello di altre regioni.
   Sosterremo  le  imprese  sul fronte dei costi  di  produzione  per
  consentire anche l'impiego di una nuova manodopera e cercheremo  di
  rafforzare  le politiche attive del lavoro affinché si realizzi  il
  tempestivo incrocio tra domanda ed offerta di lavoro.
   Sono  già  state  pubblicate le relative  graduatorie  alle  nuove
  assunzioni  nei  Centri  dell'impiego e tra  qualche  settimana,  a
  presentazione  del  rendiconto  regionale,  potremo   assumere   in
  servizio i vincitori del concorso.
   Sarà  necessario rafforzare anche il sistema di formazione al fine
  di  evitare  che si continuino a rilevare difficoltà di reperimento
  di  manodopera qualificata soprattutto in certi specifici  settori,
  come attività ricettive e ristorazione, artigiani ed operai.
   Per  tutte  queste  finalità cercheremo  di  sfruttare  al  meglio
  opportunità  e  risorse  che derivano dal  PAR  GOL,  il  programma
  finanziario   del   PNRR  che  si  prefigge  di  offrire   percorsi
  personalizzati di ingresso o reingresso nel mercato del lavoro.  Ma
  poiché  in  Sicilia  le politiche del lavoro da sole  rischiano  di
  essere  poco  efficaci  a  fronte di una  complessità  del  bisogno
  derivante  da  un  disagio socio economico che va  oltre  la  sfera
  lavorativa,  è  necessario  rafforzare i  servizi  territoriali  di
  natura  sociale  ed  educativa. La lotta al disagio  sociale  e  la
  povertà costituiranno per noi un obiettivo primario.
   Sarà necessario rafforzare e razionalizzare i percorsi decisionali
  per  un  tempestivo utilizzo dei fondi destinati alle nuove povertà
  ed in generale al Welfare.
   In tema di turismo, con riferimento al segmento di questo settore,
  prevediamo   di  avviare  specifici  progetti  di  accoglienza   ed
  internazionalizzazione   attivando   politiche    che    consentano
  l'introduzione  di nuove rotte aeree, al di là del  tema  del  caro
  biglietti che sta per esplodere.
   Per quanto riguarda la nostra terra poc'anzi il collega La Vardera
  mi accennava una sua iniziativa, che condivido, anche il Governo si
  farà carico da qui a breve di interloquire con il Governo nazionale
  perché  la vicenda del caro-biglietti con la riduzione delle tratte
  sta  diventando una vicenda insostenibile e ci faremo  carico,  voi
  come Parlamento -  e sosterrò ogni vostra iniziativa parlamentare -
  con  questo Governo perché si possa porre un freno non soltanto  al
  caro-biglietti  ma si possa aumentare il numero  delle  tratte  che
  sono state invece ridotte.
   È  evidente  che  la  presenza di sole due  compagnie  nel  tratto
  Palermo - Roma, Palermo-Milano, Palermo - Roma più che altro, e non
  altre,  determina,  diciamolo  pure, una  mancata  concorrenza  tra
  vettori  che di per sé dà luogo, secondo me a certi tipi di  intese
  non  ufficiali ma che, naturalmente, costituiscono quasi un  regime
  di  monopolio nell'individuazione del prezzo alto, diciamolo  pure.
  Mentre  quando i vettori erano più di due, voi ricorderete  come  i
  prezzi   erano   molto  più  bassi.  E'  la  legge   del   mercato,
  naturalmente, la legge della concorrenza.
   Particolare   attenzione  verrà  data  al  turismo   congressuale,
  attraverso  l'introduzione di incentivi che stimolino  la  crescita
  della nostra Regione come sede di congressi ed eventi espositivi.
   Daremo  impulso alla promozione del brand Sicilia, sui  mercati  e
  media  internazionali per stimolare e investimenti e attrarre nuovi
  viaggiatori.
   Noi  dobbiamo pubblicizzare le nostre bellezze dei beni culturali,
  di  quelle  che  sono le bellezze, diciamo, turistico  alberghiere,
  marinare.  Dobbiamo pubblicizzarle ma dobbiamo portarle all'estero,
  ma non soltanto partecipando a fiere ma anche nei media esteri, nei
  sistemi  televisivi esteri il brand Sicilia va portato e su  questo
  mi impegnerò, assieme all'Assessore per il turismo, perché si possa
  realizzare  questa sponsorizzazione del brand Sicilia  in  tutti  i
  media internazionali di quei paesi che guardano con attenzione alla
  nostra  terra. Dobbiamo andare fuori, esportare il nostro brand  la
  nostra  immagine.  Non  soltanto fiere ed  altro,  che  sono  anche
  importanti,  ma  ci interessa la grande comunicazione,  quella  che
  ormai   col  sistema  della  digitalizzazione,  col  sistema  della
  globalizzazione della comunicazione, è più veloce di qualunque tipo
  di   comunicazione  giornalistica,  di  qualunque   fiera   che   è
  importante,  ma che rimane, spesso, limitata all'autoreferenzialità
  di chi va in fiera.
     Sulle  autonomie locali, un tema importante è la  riforma  delle
  province - ne parleremo - come appare nelle politiche regionali, in
  materia  di  enti  locali  il  ruolo della  Conferenza  Regioni  ed
  autonomie  locali - questo è un altro tema importante  -  organismo
  nel cui è ambito è chiamato a trovare concretizzazione operativa il
  principio  costituzionale  della  leale  collaborazione,  al  quale
  l'azione  di  governo  intende pienamente uniformarsi  nel  proprio
  sistema di relazione con gli enti locali siciliani.
   Sarà,  perciò,  necessario avviare con carattere  di  immediatezza
  un'attenta verifica sull'attuale livello di funzionalità di  questo
  organo,  che  è  molto  importante  ma  vorremmo  verificare   come
  funziona,  per  verificare  le criticità  che,  ad  oggi,  si  sono
  manifestate nell'applicazione di questa normativa di riferimento.
   L'obiettivo  è  quello di proiettare le funzioni della  Conferenza
  verso  più  aggiornati  compiuti  standard  di  funzionalità.   Noi
  dobbiamo  lavorare  per  semplificare,  ma  rendere  funzionali  le
  strutture  istituzionali che abbiamo. Se non vanno, se le riteniamo
  superflue, superate dovremmo avere anche il coraggio di  dire  "No,
  non  servono"  ed abolirle. In questo sta la nostra sfida,  con  la
  collaborazione  del  Parlamento, avere  il  coraggio  -  adesso  mi
  soffermerò anche su altri temi dove dovremo avere questo coraggio -
  e  chiedo  al  Parlamento di avere con me  e  questo  coraggio,  il
  coraggio  che  ci chiede anche la Corte dei conti  sulla  quale  mi
  soffermerò tra poco.
   La  Regione  sarà al fianco degli enti locali per  il  superamento
  delle  carenze organizzative e funzionali. Purtroppo esiste, esiste
  e  lo  sappiamo. Come è noto diversi enti locali siciliani sono  in
  condizione  di dissesto o predissesto, ed altri ancora  versano  in
  condizione  di  difficoltà  economico- finanziaria  tali  da  poter
  seguire  analoga  sorte. Quanti comuni perdono  la  possibilità  di
  agganciare  i  finanziamenti europei per assenza  dei  tecnici  che
  possano  progettare  e realizzare i progetti? Allora  troviamo  una
  soluzione, lavoriamoci per fare in modo che la Regione possa creare
  una  struttura  di supporto tecnico, da mettere a disposizione  dei
  singoli  comuni  che  non hanno quelle risorse  umane  idonee  alla
  progettazione.  Ci  lavoreremo, ci  sto  lavorando,  ma  lavoreremo
  assieme  in  Parlamento su questa idea, che è un'idea  che  con  un
  piccolo  investimento, secondo me, mette in  movimento  una  grande
  massa  finanziaria,  cioè  l'aggancio di  quei  fondi  europei  che
  purtroppo  ci  passano  di sopra e che perdiamo  e  che  vanno  nel
  cosiddetto   tecnico  disimpegno,  che  voi   sapete   che   è   la
  retrocessione  dei fondi alla stessa Europa per essere  riassegnati
  ad altri paesi più bravi di noi.
     Poi  parliamo  di  province. Bene, è stato  un  tema  della  mia
  campagna elettorale, della campagna elettorale del centrodestra, ma
  sono   stato   molto  contento  nell'apprendere  che   il   Partito
  democratico ha già depositato un disegno di legge in tal senso. Noi
  ci   siamo  un  attimo  astenuti  dal  farlo,  pur  apprezzando   e
  impegnandoci a lavorare assieme su questo tema strutturale,  perché
  quando  si  riformano  le  istituzioni,  quando  si  fanno  riforme
  strutturali  di  sistema,  io  ritengo  doveroso  confrontarsi   in
  Parlamento  e lavorare perché il Parlamento, con ampie maggioranze,
  possa  condividere  nuovi modelli istituzionali  perché  i  modelli
  istituzionali non sono né di destra né di sinistra fanno parte  del
  sistema e del buon funzionamento dell'azione amministrativa.
   Non  lo  abbiamo  ancora  fatto, mi sono già  confrontato  con  il
  ministro  Calderoli il quale già anche nelle sue  dichiarazioni  ha
  anticipato che modificherà, abolirà la famosa legge "Delrio".
   La  legge  Delrio , voi sapete, è quella che ha abolito il sistema
  dell'elezione diretta delle province e ha introdotto un'elezione di
  secondo  livello. E' un modello che, secondo molti di noi,  non  ha
  dato  risposte  ma non per colpa dei protagonisti ma perché  mentre
  prima   avevamo  un  modello  di  efficienza  -  al  di  là   della
  legittimazione  diretta della propria elezione - era  un'efficienza
  con degli assessori al ramo che potevano immediatamente intervenire
  su  settori  critici come la scuola, come le strade provinciali  ed
  altro.  Lo  abbiamo  detto in campagna elettorale,  il  Ministro  è
  d'accordo,  il Partito Democratico - e mi auguro anche  agli  altri
  partiti facciano la loro parte presentando iniziative legislative -
  e  il  Governo  presenterà la propria iniziativa e  lavoreremo  per
  individuare  la migliore soluzione, anche se sono convinto  che  il
  nostro  sforzo  dovrebbe  essere quello  di  razionalizzare  questo
  sistema,  in  maniera nazionale, in maniera tale che i  modelli  di
  province  nuove,  l'elezione delle nuove province,  possano  essere
  similari  tra Sicilia ed altre parti del territorio che  non  siano
  autonomia speciale. Facciamo in modo che il modello sia omogeneo in
  tutta  Italia e questo lo dico per una verifica di sistema  globale
  ed  efficiente,  per  evitare  che le  province  siciliane  abbiano
  modelli  diversi  rispetto alle province calabresi,  alle  province
  lombarde.
   So  che il Governo, per quello che mi risulta, sta ipotizzando  un
  modello-tipo, che ancora non è stato presentato all'UPI, all'Unione
  provinciale  italiana. Aspetto questo modello  per  poi  farlo  mio
  eventualmente condividerlo e poi parlarne in Aula.
   Le  Isole Minori. Nell'ambito degli enti locali problematiche  del
  tutto  peculiari sono quelle che investono i comuni dislocati nelle
  isole minori.
   Il  Governo  non  intende  venir meno al  riconoscimento  di  tale
  peculiarità  e la piena valorizzazione delle relative  specificità,
  anche  a  partire da una piena attivazione e da una più  aggiornata
  valorizzazione delle competenze di detta struttura.  Attualmente  è
  incardinata  nel  Dipartimento  autonomie  locali,  in   virtù   di
  successivi processi riorganizzativi.
   L'obiettivo  del Governo è quello di promuovere e  coordinare  una
  permanente  attività di raccordo tra autorità e istituzioni,  infra
  ed extra regionali coinvolte nelle specifiche criticità riguardanti
  il  territorio  delle Isole minori costituendo - ove  necessario  -
  appositi gruppi di contatto, cabine di regia.
   Il sottoscritto anche quando non aveva la possibilità di avvalersi
  di  una  Giunta  perché non ancora maturati i tempi previsti  dalla
  legge da voi approvata nel 2016, ha affrontato un paio di volte  il
  tema  delle  Isole minori che hanno posto i sindaci  lamentando  la
  riduzione  dei trasporti, dei movimenti degli aliscafi, delle  navi
  pesanti che si sarebbero attuate dal primo ottobre per la riduzione
  di quelle corse finanziate dallo Stato.
   Ho ricevuto i sindaci i quali si sono presentati istituzionalmente
  e che ho doverosamente, immediatamente, ricevuto. Abbiamo discusso,
  ci  siamo  impegnati  ad intervenire sul Governo  per  evitare  che
  venissero  tolte quelle corse statali e abbiamo anticipato  che  vi
  erano  dei  bandi  ormai  in  fase di attuazione,  pubblicazione  -
  attendevamo  gli  esiti  delle gare - per  potenziare  a  regime  i
  collegamenti con le Isole minori. Siamo riusciti a mantenere questo
  impegno  e  questo ci è stato riconosciuto dai sindaci delle  Isole
  Minori che ho ricevuto, giorni or sono, assieme all'assessore  alle
  infrastrutture, onorevole Aricò, ce ne hanno dato atto,  e  poi  le
  gare, nelle more, si sono sbloccate. Poi è stato posto un tema  che
  avevo    visto    dalla   stampa   ossia   quello   dell'effettivo,
  dell'eccessivo  costo dei biglietti di aliscafo per  chi  raggiunge
  un'isola   per  realizzare  una  pubblica  funzione,   quindi   non
  l'abitante,  il quale è già ha un prezzo scontato, ma l'insegnante,
  il  poliziotto,  il medico condotto che vanno in un'isola  non  per
  scelta turistica ma per esercitare il loro dovere istituzionale;  e
  lì  dinanzi a questa giusta corretta lamentela ho anticipato la mia
  intenzione,  la  mia idea di equiparare il costo del  biglietto  di
  questi soggetti a quello dei residenti perché effettivamente non si
  può dar luogo ad una situazione sperequativa tra chi va in un'isola
  minore  per esercitare una funzione pubblica, quindi istituzionale,
  al soggetto che va lì per realizzare una vacanza ed altro.
   Quindi,  la  mia attenzione sarà massima e abbiamo  creato  questa
  forma  di contatto con i sindaci delle Isole minori continua  -  so
  che  hanno creato un'associazione, ne ho preso atto e mi fa piacere
  -  perché chi come me e come voi che siete siciliani non conosce le
  difficoltà  di  chi vive in un'isola minore, non  tanto  a  luglio,
  agosto,  giugno,  nei mesi estivi, ma d'inverno  dove  tutto,  dico
  tutto, diventa più complicato.
   Allora,  ci  dobbiamo fare carico di questo aspetto per  eliminare
  questa  forma  di disuguaglianza sociale che nasce non  dalla  loro
  scelta  ma  dall'essere  nati in quella  terra  e  da  non  volerla
  abbandonare.
   In  tema di acqua e rifiuti, quanto al servizio integrato, occorre
  mettere   in   sicurezza  le  risorse  del  PNRR   destinate   alle
  infrastrutture  che  in Sicilia sono vetuste e prive  di  requisiti
  necessari  per assicurare alla collettività un servizio efficiente,
  efficace ed economico.
   Si pensi alle perdite di acquedotto, ma si pensi anche al segmento
  della  depurazione  e questo è un tema delicato che  ci  preoccupa,
  abbiamo  appreso  come  voi, giorni or sono,  da  una  trasmissione
  nazionale come il tema della depurazione dell'indotto siracusano di
  Priolo ed altro sia molto, molto, molto pericoloso.  A tal riguardo
  ho chiesto agli Assessori al ramo di incontrarci più tardi per fare
  una  verifica della situazione, che noi ereditiamo, per  capire  la
  Regione  dove  deve  intervenire per evitare l'irreparabile  perché
  l'eventuale  paralisi del depuratore pregiudicherebbe non  soltanto
  la  vicenda  Lukoil,  ma  tutto  il  sistema  produttivo  di  tutta
  quell'area  industriale che necessita anche del  riconoscimento  di
  area  di  crisi  e di questo assieme all'Assessore  Tamajo  abbiamo
  fatto richiesta al Ministro Urso.
   E' un tema che ereditiamo ma non è nella mia cultura, minimamente,
  quello   di  addebitare  al  passato,  magari  a  lontani   passati
  responsabilità, noi dobbiamo guardare avanti, guardare  avanti  per
  risolvere  i  problemi,  immediatamente, prima  che  le  situazioni
  diventino  talmente  gravi  da difficilmente  essere  poi  gestite,
  controllate e corrette.
   Occorre  assicurare il pieno impiego delle risorse destinate  alle
  dighe  in  ordine  alle  quali si corre il  serio  rischio  di  non
  rispettare i cronoprogrammi prestabiliti.
   Sul tema rifiuti, tema sensibile, occorrerà realizzare un adeguato
  sistema  impiantistico compresa la termovalorizzazione, promuovendo
  tecnologie  innovative  per migliorare la  tutela  dell'ambiente  e
  l'uso efficiente delle risorse nel settore dei rifiuti.
   Rifiuto come risorsa, materia come energia attraverso il riciclo e
  la   termovalorizzazione:  in  Sicilia  sono   indispensabili   due
  termovalorizzatori  uno nella parte occidentale  e  uno  in  quella
  orientale  e  grazie alle nuove tecnologie, lo sappiamo  tutti,  si
  tratterebbe di impianti idonei a trasformare i rifiuti  in  energia
  salvaguardando   al   contempo   la   collettività   dal    rischio
  inquinamento.
   Chiederemo  al  Governo nazionale l'approvazione della  cosiddetta
  "norma Gualtieri" voluta per Roma, lo ricorderete, che consente  ai
  sindaci  delle  due Città metropolitane coinvolte o interessate  io
  direi, di avere poteri speciali idonei a sveltire le procedure.  E'
  inaccettabile  sperperare denaro pubblico per  trasportare  rifiuti
  all'estero, lo ritengo del tutto inaccettabile.
   Un  ulteriore  sforzo  andrà fatto per  incrementare  la  raccolta
  differenziata soprattutto nelle Città metropolitane, mentre  alcuni
  Comuni  sono  sinonimo di eccellenza, lo dobbiamo  riconoscere,  le
  città metropolitane scontano un passo più breve.
   In  tema  di  economia,  nel corso degli ultimi  anni  sono  state
  attivate varie interlocuzioni con i Governi nazionali per discutere
  delle  diverse  criticità  finanziarie  che  ha  dovuto  affrontare
  annualmente la Regione, sia in fase di predisposizione dei  bilanci
  di  previsione che in sede di assestamento dopo l'approvazione  del
  rendiconto  della  gestione  e che hanno  determinato  il  concreto
  rischio  di  non garantire le complessive esigenze di  spesa  e  di
  pregiudicare     l'adempimento    dei    compiti     istituzionali.
  Interlocuzioni che si sono tradotte in accordi con lo Stato  che  a
  fronte del riconoscimento delle risorse aggiuntive, della riduzione
  del  concorso al risanamento della finanza pubblica che noi abbiamo
  dovuto  sostenere, di agevolazioni e la definizione  dei  piani  di
  rientro  dal disavanzo, hanno impegnato la Regione in un'ottica  di
  leale  collaborazione ad assicurare una serie  di  misure  volte  a
  realizzare  la  riduzione strutturale e la  riqualificazione  della
  spesa  corrente  e  l'incremento della spesa per  investimenti,  ad
  adottare  i  provvedimenti di riorganizzazione e snellimento  della
  struttura amministrativa, di razionalizzazione degli enti  e  della
  società  partecipate, misura di semplificazione e digitalizzazione,
  di  recepimento  dei  principi statali in materia  e  di  dirigenza
  pubblica.
   E'  intendimento  del  Governo regionale  continuare  il  percorso
  intrapreso,  tuttavia è evidente che nonostante gli  enormi  sforzi
  compiuti,  permangono  ancora gravi problemi finanziari,  aggravati
  dalla  difficile  situazione economica  e  sociale,  causata  dagli
  ultimi  anni di emergenza sanitaria, che richiedono l'avvio  di  un
  nuovo   serio  confronto  con  lo  Stato,  per  trovare  definitive
  soluzioni  ad  alcune problematiche, non più rinviabili,  senza  le
  quali, anche alla luce dei recenti atti istruttori della Corte  dei
  conti  in sede di giudizio di parifica del rendiconto 2020, diventa
  concreto il rischio di blocco e dell'azione del Governo regionale.
   Confronto che è già stato avviato con il Ministero per l'economia,
  con l'obiettivo innanzitutto di richiedere il dovuto riconoscimento
  finanziario,  per la mancata attuazione dei commi 830,  831  e  832
  dell'articolo 1 della legge 296 del 2006 che è stata già oggetto di
  riconoscimento  in  sede  tecnica  nel  confronto  tenutosi  tra  i
  rappresentanti regionali e i rappresentanti ministeriali.
   E'  avvenuto  a  maggio di quest'anno con il  precedente  Governo.
  Infatti, nonostante la mancata attuazione di tali disposizioni, che
  prevedevano  un accordo tra le parti, per il completo trasferimento
  della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione, a fronte
  della  corrispondente retrocessione delle accise, a nostro  favore,
  lo  Stato  in assenza dell'accordo e senza alcuna compensazione  ha
  unilateralmente aumentato la quota di cofinanziamento regionale, la
  nostra,  alla spesa sanitaria dal 42 per cento al 49, 11 per  cento
  con un maggiore onere annuo di oltre 600 milioni di euro.
   Complessivamente, la Regione, dal 2006, ha sostenuto  un  maggiore
  onere  di  circa 8 miliardi di euro. Questi sono dati  che  abbiamo
  esplicitato  in  occasione dell'incontro che ho avuto  di  persona,
  giovedì  scorso, al Ministro per l'Economia e della sua  struttura.
  Sono oggettivamente dati, sono numeri.
   Inoltre,  si  ritiene  che  sia  necessario  affrontare  anche  la
  questione del contributo al risanamento alla finanza pubblica e noi
  siamo  stati chiamati a realizzare nei confronti dello  Stato,  che
  sottrae   quindi  alla  Regione,  entrate  tributarie  di   propria
  spettanza  per  oltre  e 800 milioni di euro l'anno.  Tali  risorse
  potrebbero  essere  destinate,  se  recuperate  e  ci  impegneremo,
  lavoreremo  per questo, ad incremento della spesa per  investimenti
  con  priorità,  ad esempio, per i settori esclusi  dalle  linee  di
  intervento    dei   fondi   strutturali,   per   la    manutenzione
  straordinaria, delle strade provinciali e delle scuole.
   Sarà   tra   gli   obiettivi  prioritari  del  Governo   regionale
  intervenire sin dall'inizio della legislatura per affrontare  tutte
  le  criticità  strutturali, rilevate negli  atti  istruttori  della
  Corte  dei conti, in sede di esame del rendiconto 2020. Voi  sapete
  che  sono  state  notificate varie contestazioni, che  ci  è  stato
  riferito,  informalmente, erano pronte già a maggio, a giugno;  poi
  sono ritardate perché evidentemente l'interruzione anticipata della
  legislatura ha indotto, secondo me saggiamente, la Corte dei  conti
  a   non notificarle a un governo che naturalmente non c'era - c'era
  un  Parlamento  sciolto -, evidenziando che talune  di  queste,  mi
  riferisco   soprattutto   alla   ricognizione   straordinaria   del
  patrimonio  ed alla conseguente rideterminazione del  suo  corretto
  valore,   necessari  per  la  corretta  tenuta  della   contabilità
  economico-patrimoniale,  potranno essere  definitivamente  superate
  soltanto nel medio periodo.
   Sul  fronte delle entrate saranno adottate le misure necessarie  a
  garantire l'effettività delle entrate, l'effettività in particolare
  di  quelli  derivanti da canone di concessione locazioni  attive  e
  proventi  per  i  servizi  resi  dalla  Regione  per  una  migliore
  programmazione e azione di governo.
   Particolare  attenzione sarà indirizzata alla corretta  previsione
  delle entrate, corretta previsione delle entrate, affinché tutte le
  risorse  finanziarie disponibili siano impiegate per le  erogazioni
  di  servizi in favore dei cittadini ed evitare il conseguimento  di
  risultati  positivi  della  gestione  di  competenza  in  una  fase
  particolarmente critica per l'economia siciliana.
   Una cosa è la competenza, una cosa é la cassa e noi lo sappiamo.
   Ci  guarderemo bene alla cassa. Saranno poste in essere  tutte  le
  azioni  necessarie  ad  assicurare il rispetto  dei  tempi  per  la
  presentazione dei documenti contabili; lo ribadisco: saranno  poste
  in  essere tutte le azioni necessarie ad assicurare il rispetto dei
  tempi  per la presentazione dei documenti contabili, in particolare
  il  Rendiconto  della gestione e i provvedimenti di  riaccertamento
  dei  residui  attivi e passivi ed a superare i problemi  che  hanno
  determinato  il blocco della spesa per diversi mesi  dell'anno  con
  gravi danni per il tessuto economico e le imprese siciliane.
   Il  modello  societario  nella gestione  dei  pubblici  servizi  è
  adottato  ogni  qualvolta  sia  necessario  imprimere  un  processo
  decisionale più veloce e rispetto a quello più complesso  derivante
  dalle  procedure amministrative. Ma se le società pubbliche  devono
  rispondere  più  efficacemente allo scopo per il quale  sono  state
  costituite,  non vi è dubbio che la proliferazione delle  norme  di
  spending  review   e il più che decennale blocco  delle  assunzioni
  hanno  tolto  linfa  vitale  alle  stesse  perché  il  blocco  alle
  assunzioni le ha atrofizzate. Unitamente poi la straordinarietà del
  contesto  economico  ha  contribuito a  rendere  più  difficile  il
  conseguimento  di  risultati positivi in termini reddituali  ed  ha
  reso   necessario   in   taluni  casi  l'intervento   costante   di
  ricapitalizzazione  delle  società  partecipate  da   parte   della
  Regione, operazione ripetutamente oggetto di osservazioni da  parte
  della  Sezione di controllo della Corte dei Conti anche  nel  corso
  dell'attuale  parifica del 2020, che saremo  chiamati  a  discutere
  definitivamente questo sabato. L'obiettivo primario dell'azione  di
  Governo  della  gestione  della società sarà  rivolta  al  recupero
  dell'efficienza.
   Premessa  indispensabile  è  la chiara  definizione  di  indirizzi
  strategici da parte del Governo per ciascuna di esse per riportarle
  ad  una  sana  gestione  economica e  renderle  capaci  di  fornire
  adeguati servizi. Saranno pertanto rafforzate per tutte le  società
  in  house  le  modalità  di  collegamento  tra  le  amministrazioni
  committenti e i controllanti alla ricerca di una maggiore efficacia
  ed  efficienza  dei  servizi offerti dalla  società  in  questione.
  Pertanto, sarà necessario nel breve periodo effettuare delle scelte
  che,  da  una parte mirino a potenziare anche in termini  di  nuove
  risorse umane le società e gli enti ritenuti essenziali per i quali
  sono  possibili  i  recuperi di efficienza, ma si dovrà  dismettere
  quelle  per  le  quali  non  sussistono i presupposti  giuridici  o
  economici  per  il loro mantenimento. E' un impegno che  prenderemo
  pubblicamente sabato, che nel contradditorio tecnico  già  è  stato
  assunto  dall'assessore per l'economia.  Questo è  un  impegno  che
  abbiamo assunto e sono convinto di trovare la condivisione da parte
  di  questo Parlamento. Dobbiamo avere il coraggio di forti riforme.
  Ce lo chiede non soltanto l'ente contro l'allora Corte dei Conti ma
  ce lo chiede il buon senso.
   Sull'istruzione   gli  obiettivi  principali   del   settore   che
  connoteranno  l'intera legislatura sono la lotta  alla  dispersione
  scolastica,  il  contrasto della povertà educativa e l'abbattimento
  dei  divari territoriali nonché la tutela del diritto allo  studio.
  Il Governo metterà in campo azioni finalizzate al potenziamento del
  tempo  pieno  per la scuola primaria e l'allungamento  tempo/scuola
  per  gli  altri  cicli.  Sarà potenziata  l'azione  strategica  già
  avviata  dell'orientamento finalizzata al  transito  vocazionale  e
  motivato dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo
  grado e dalla scelta consapevole del percorso post scolastico che è
  sempre molto delicato.
   Queste  azioni  saranno  accompagnate da  ulteriori  misure  quale
  l'erogazione  di  voucher e borse di studio per  gli  studenti  del
  sistema scolastico e universitario.
   Un'altra   tematica   che   impegnerà  il   Governo   attiene   al
  potenziamento dell'offerta formativa erogata dagli istituti tecnico-
  scientifici  per  la costruzione di una moderna  filiera  formativa
  tecnico-professionale in grado da un lato di attrarre i talenti dei
  giovani  e dall'altro di corrispondere alle crescenti richieste  di
  figure  professionali qualificate da parte del  mondo  dell'impresa
  riducendo,  ribadisco,  riducendo  lo  scollamento  tra  competenze
  acquisite  in  aula  e  le reali esigenze espresse  dal  mondo  del
  lavoro.
   Dobbiamo   sforzarci  in  questo,  trovare   una   sinergia,   una
  integrazione  didattica  e  poi  esigenza  del  mondo  del  lavoro.
  Dobbiamo   coniugare.  Non  possiamo  sfornare  giovani   preparati
  teoricamente su un settore e impreparati ad affrontare il mondo del
  lavoro nella sua operatività, nella sua difficoltà.
   Sulle attività produttive la strategia del Governo del settore  si
  articolerà  in due principali direttrici: favorire la competitività
  e   la  produttività  del  sistema  imprenditoriale  regionale  per
  accrescere  la  capacità di creare valore e competere  sui  mercati
  globali; innescare i processi di attrazione e investimenti da altre
  regioni  italiane e dall'estero con una particolare  attenzione  ai
  segmenti   produttivi  più  attivi  del  made  in   Sicily.   Parte
  condizionante alla strategia sarà l'avvio di un diffuso processo di
  riduzione degli aspetti burocratici. Ribadisco: sarà il mio  chiodo
  fisso,   colleghi,  però  ce  la  dobbiamo  fare,   attraverso   la
  definizione  di  strumenti  agevolativi mirati,  trasparenti  e  di
  facili  accesso,   selettivi sul progetto e non sui  requisiti  con
  tempi  di  valutazione ed erogazione delle agevolazioni decisamente
  più ridotti, in linea con i fabbisogni delle imprese, limitando  il
  più possibile il ricorso a tecnicalità scoraggianti, provando anche
  a   creare   le  condizioni  per  offrire  al  sistema   produttivo
  agevolazioni e strumenti di finanza innovativa.
   Le  strategie  prima  enucleate non potranno  prescindere  da  una
  doverosa   e   costante   concertazione   con   le   rappresentanze
  imprenditoriali  e  sindacali,  dall'opportuna  partecipazione  del
  territorio,  il mondo dei sindaci e spero dei futuri presidenti  di
  provincia,  non  mancando di porre una particolare attenzione  alle
  aree  caratterizzate da crisi industriali. Grande attenzione  sarà,
  inoltre,  posta  al fine di attenuare le conseguenze  create  dalla
  pandemia  e  dalla crisi energetica che hanno comportato  e  stanno
  producendo perdite significative sul tessuto delle micro imprese  e
  delle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore produttivo
  della nostra Regione. Diciamolo pure, la Regione vive sulle PMI.
   Mi  accingo a concludere, colleghi, e vi ringrazio della pazienza.
  Mi sento doverosamente di ringraziare il Governo, nella persona del
  Premier  Giorgia  Meloni, ma in particolar modo anche  il  Ministro
  Adolfo  Urso,  Ministro  alle attività  produttive,  che  ha  preso
  doverosamente a cuore la tematica che noi conosciamo.
   Abbiamo partecipato a più riunioni con il Ministro; l'ultima si  è
  tenuta  a  Roma, al tavolo di crisi, dove sono andato io e  con  me
  l'Assessore per le attività produttive, onorevole Tamajo; ci  siamo
  incontrati con le parti sociali, con i rappresentanti della Lukoil.
   Voi  sapete  sicuramente come è andata. Il  grande  assente  è  il
  sistema  bancario,  ma  ho  riscontrato e  continuo  a  riscontrare
  quotidianamente  nel  Ministro  Urso  un  impegno  che,  veramente,
  credetemi, mi rincuora e mi rende sereno, per quanto sereni non  si
  può  essere  naturalmente, in una vicenda del genere  che  mette  a
  repentaglio  più  di  diecimila posti di lavoro,  ma  registro  una
  volontà del Governo nazionale di venire a capo di questa vicenda.
   Le  banche  si  sono  tirate indietro,  pur  con  l'aumento  della
  garanzia Sace dall'80 al 90 per cento, non hanno partecipato a quel
  tavolo,  per  paura,  si  dice, si sussurra  -  non  troverete  una
  dichiarazione pubblica delle banche -  di eventuali contraccolpi  o
  ritorsioni, ecc., non so come definirle, del mondo occidentale.  E,
  quindi, quella ipotesi che si prospettava come percorribile per cui
  con  una  garanzia  delle  banche si potesse  consentire  a  quella
  società, la Lukoil, di continuare a comprare greggio non più  dalla
  Russia  ma  da  altri mondi con garanzie nostre e con garanzia  del
  sistema bancario è venuto meno.
   Oggi  il  Consiglio  dei Ministri decreterà una soluzione  tampone
  provvisoria, quella dell'amministrazione fiduciaria, per  impedire,
  sostanzialmente, il blocco delle macchine, il blocco delle attività
  e   le  conseguenti  catastrofi  occupazionali.  E'  una  soluzione
  importante  che  consentirà  l'eventuale  possibilità  di  vendita,
  comunque,  della Lukoil, questo non lo esclude naturalmente  se  ci
  dovesse  essere  un  partner internazionale per  l'acquisto  e  che
  dovrebbe,   eventualmente,  concludersi  in  assenza  di  possibili
  acquirenti  arrivare alla nazionalizzazione,  come  è  avvenuto  in
  Germania.  Noi seguiamo attentamente questa vicenda e come  Governo
  regionale  ci  siamo  messi a disposizione di  qualunque  forma  di
  collaborazione  prevedendo anche che potesse l'IRFIS  fare  la  sua
  parte  e  implementando  la garanzia Sace,  ma  poi  abbiamo  avuto
  contezza  che il problema non era l'entità della garanzia  Sace  ma
  erano  le banche che si sono tirate indietro per paura - come avevo
  dichiarato - di ritorsione. Vigileremo, faremo la nostra parte,  ma
  lo  facciamo con convinzione perché è il nostro dovere, non solo di
  uomini  di  governo  ma di siciliani. Io ho preso  atto  di  questa
  vicenda in campagna elettorale, quando ho partecipato a un incontro
  con  Confindustria  Siracusa e, quindi, già  la  preoccupazione  si
  paventava  e  per fortuna qualche settimana in più  rispetto  al  5
  dicembre  per  la  continuità dell'attività  dell'azienda  ci  sarà
  perché  l'azienda  in  questo  anno ha  aumentato  leggermente  gli
  stoccaggi  in  maniera tale da avere del greggio  ancora  da  poter
  lavorare  per,  almeno penso, un mese in più e lo  ha  fatto,  devo
  dire,   saggiamente,  evidentemente.  Poi  ci  sarebbe  l'eventuale
  periodo dello spegnimento dei motori, attuando una manutenzione, ma
  io   questi  aspetti  li  voglio  dimenticare  perché  devo  essere
  ottimista e dobbiamo guardare alla soluzione del tema.
   Della  depurazione  vi  ho parlato, vi ho  parlato,  tra  poco  ne
  parlerò  con  con i nostri assessori per verificare  cosa  dobbiamo
  fare  per  intervenire ed evitare una paralisi di tutto il  sistema
  petrolchimico.
   I beni culturali, li metto per ultimi, non per  da ultimi', perché
  costituiscono il patrimonio della nostra Terra e quando si dice che
  la  Sicilia ospita un terzo dei beni architettonico-monumentali del
  Paese,  questo  è  vero,  ma non dobbiamo soltanto  innamorarci  di
  questa  espressione  perché  non basta.  Dobbiamo  trasformarla  in
  volontà di valorizzare questi beni come elementi attrattivi  di  un
  turismo  intelligente,  di  un  turismo  che  venga  invogliato   a
  riconoscerli,  venga invogliato ad apprezzarli e a  visitarli  e  a
  utilizzarli.  Lo  dico  e  l'ho detto in campagna  elettorale  come
  possibilità di attrazione di produzioni cinematografiche. Che  cosa
  intendo?  Molti di voi leggono dai giornali come un  bel  giorno  i
  magnati  dell'imprenditoria,  della  finanza  di  tutto  il   mondo
  decidono  di realizzare in un ambito vicino al monumento una  festa
  privata  con tutte le dovute autorizzazioni. Arrivano aerei privati
  da  tutto il mondo, si recinta tutto, si chiude tutto, non vi  sono
  diciamo  interferenze  o possibilità di partecipare  da  parte  dei
  privati,  da  parte  dell'istituzione, da  parte  del  mondo  della
  comunicazione  giornalistica. Nulla,  realizzano  il  loro  evento,
  stanno due giorni e poi gli aerei privati, l'indomani, dopo 48 ore,
  scompaiono e vanno nelle loro parti del mondo.
   Succede,  ma  perché succede? Ma, evidentemente,  se  scelgono  la
  Sicilia per questi eventi privati significa che il nostro brand, il
  valore  dei nostri beni monumentali è un valore attrattivo.  Allora
  dobbiamo trasformare questo tipo di attività privatistica che nulla
  porta  alla  nostra Terra, perché non lasciano nulla, a trasformare
  questo  interesse in interesse di produzioni cinematografiche  che,
  senza  intaccare l'aspetto del monumento o la tutela dei monumenti,
  possano  invogliare grandi case cinematografiche a realizzare  film
  di  loro  interesse anche in Sicilia. Come? Creando  un  minimo  di
  infrastrutture tecniche che le invogli a scegliere la Sicilia,  non
  soltanto  quindi  quel brand che abbiamo, ma anche perché,  magari,
  possano  trovare una campagna di promozione pubblicitaria da  parte
  della  Regione, possano trovare gli strumenti tecnico-operativi  e,
  anziché  affittarli, portarli da fuori, portarli in  Sicilia,  cioè
  creare   una  struttura  mobile  e,  con  poche  risorse,  consenta
  sostanzialmente  e  invogli chi vuole produrre  un  grosso  film  e
  quindi  trasformare  il  loro interesse  anche  nella  capacità  di
  trovare   un   set   già  organizzato  e  che   può   servire   per
  quell'iniziativa,  può  servire  per  un'altra,   naturalmente   la
  possibilità di dire  vado in Sicilia, lo faccio .
   In  questa strategia io credo dovremo lavorarci ed è una strategia
  che costerà poco. L'importante è avere delle idee, confrontarsi col
  Parlamento,  studiarle, discuterle. Io sono contrario alla  Sicilia
  partner  pubblico  di produzioni televisive ed altro.  Il  pubblico
  deve  fare  il  pubblico e il privato deve  fare  il  privato.  Noi
  possiamo  creare i presupposti perché il privato guardi la  Sicilia
  con interesse e venga ad investire in Sicilia. Questo secondo me  è
  il nostro compito.
   Sul  dissesto scusate, un'ultima battuta: i fatti di  Ischia  sono
  sotto gli occhi di tutti e, consentitemi, a nome del Governo e sono
  sicuro  di  interpretare il pensiero della Presidenza  e  di  tutta
  quest'Aula, mi unisco al cordoglio delle famiglie e al dolore delle
  famiglie  di  quell'isola. Tutto nasce  le polemiche  si  sono  poi
  intrecciate,  condono  o  non condono , io, personalmente,  ricordo
  un'esperienza  che ho vissuto nel 2018, quando ero  in  Commissione
  VIII   Lavori  Pubblici   del  Senato,  ero  Presidente  di  Gruppo
  parlamentare, e quando venne sottoposto quel decreto  che  titolava
  proprio   condono' sostanzialmente, seppur garantista,  seppure  io
  avvocato,  eccetera,  vidi  nelle  maglie  di  quell'intervento  un
  intervento  di  condono  a  cielo aperto  sostanzialmente  e  diedi
  indicazioni di voto, per quanto riguardava il mio partito, di  voto
  negativo contrariamente a quello che si pensa, che Forza Italia era
  stato sempre il partito dei condoni.
   Altre  forze politiche hanno ritenuto di votarlo. Io non le voglio
  nemmeno  citare per rispetto. Mi dispiace che siano  successi  quei
  fatti  che, sicuramente, potevano essere evitati da una più attenta
  attenzione all'aspetto, diciamo, idrogeologico e devo dirvi che  io
  già   un   mese  orsono,  senza  conclami,  senza  agenzie,   senza
  pubblicità,  ho  incontrato  e  ho  fatto  una  riunione   con   il
  responsabile dell'autorità territoriale, l'agenzia del  territorio,
  con  il  responsabile della Protezione civile e con il responsabile
  del dissesto idrogeologico, Croce. Li ho messi attorno ad un tavolo
  per  fare  in  modo che si creasse e si crei una sinergia  tra  tre
  strutture, per evitare che ognuna cammini per sé, e si è trovato ho
  dato  un  indirizzo,  quello  di dare  l'incarico  all'autorità  di
  mappare  quelle  che  sono  le  potenziali  situazioni  di  rischio
  idrogeologico, anche a livello preventivo, darci una  mappa,  e  si
  sta  realizzando, da trasmettere poi al responsabile  del  dissesto
  idrogeologico per gli interventi, di comune intesa naturalmente con
  la Protezione civile, perché se non mettiamo, diciamo, a regime dei
  sistemi  che  camminano evidentemente per i fatti  loro,  in  buona
  fede, ma non sono integrate tra di loro, è evidente che falliamo.
   E,  allora, un mese fa li abbiamo incontrati, abbiamo dato  questa
  iniziativa,  l'hanno  condivisa, quindi si sta  realizzando  questa
  mappatura  di  quei  territori che sono a  rischio  preventivo  per
  passarli all'autorità di dissesto idrogeologico e con la Protezione
  civile  che  è  vigile e pronta ad intervenire. Io devo  dire  devo
  ringraziare  la  Protezione  civile, gli  uomini  della  Protezione
  civile, l'ingegnere Cocina, che sono un fiore all'occhiello.  Siamo
  stati  pronti  ad  offrire  la nostra disponibilità  di  Protezione
  civile  agli  amici  di Ischia, siamo stati  pronti  e  lo  abbiamo
  dichiarato,  poi  ci  hanno ringraziato  ma  la  Protezione  civile
  nazionale  ha  fatto  la  sua parte, ma noi  c'eravamo,  pronti  ad
  intervenire.
   E  poi,  mi accingo a concludere queste dichiarazioni, quello  che
  voglio  dirvi  è  che  questo Governo sarà un  Governo  con  grande
  attenzione   al   Parlamento,  ma  lo   dico   non   per   captatio
  benevolentiae, ma perché la mia storia, che molti di voi conoscono,
  è  una  storia  di  un uomo che è cresciuto nel Parlamento,  magari
  senza  meriti, riuscendo anche a raggiungere la carica  di  seconda
  carica  dello  Stato,  ma ha creduto sempre  in  quello  che  è  il
  confronto parlamentare. Da Presidente del Senato sono stato  sempre
  sensibile  e  vicino  alle  esigenze  della  maggioranza  ma  anche
  dell'opposizione, fa parte della mia storia quella di non avere mai
  impedito  ai  Gruppi di opposizione di intervenire  anche  a  tempi
  scaduti, perché la democrazia è questo, significa confrontarsi.
   Io  dopo  quella  esperienza vi confido che un po' sono  cambiato,
  perché  sono  esperienze forti, sono esperienze che  si  vivono  in
  maniera  intensa,  ho  cercato di portare la presenza  dello  Stato
  anche  girando  l'Italia,  sul volontariato,  tutti  i  Natali;  la
  mattina di ogni Natale, per cinque anni, sono stato al Bambin  Gesù
  con  mia moglie, con garbo, per stare attenti, stare vicini a  quei
  medici  ma  anche  a  quei  familiari che trascorrevano  un  triste
  Natale.  Dobbiamo   abbiamo  fatto la  nostra  parte,  siamo  stati
  chiamati  a questo impegno. Il mio Governo sarà un Governo  la  cui
  porta  sarà  aperta a tutte le istanze, alle proposte che  verranno
  avanzate dall'opposizione e nella logica di un confronto, confronto
  privo di pregiudizi, perché le tematiche territoriali, le tematiche
  e  i  problemi della Sicilia questo Governo non intende  acquisirle
  soltanto leggendo la stampa, che fa il suo lavoro, che denunzia dei
  fatti  che si verificano, ma intende anche acquisirla nell'ascolto,
  nelle  proposte, quindi nessuna pregiudiziale perché siamo chiamati
  in un momento post pandemico, che abbiamo per fortuna, ringraziando
  il   Signore,  superato   tutti  abbiamo  pagato  dei  prezzi,   il
  sottoscritto ha pagato anche un prezzo di un grave lutto familiare;
  siamo usciti provati ma credo più forti di prima nel resistere alle
  difficoltà.
     Allora, mettiamoci alle spalle quello che è successo e chiedo  a
  quest'Aula,   sia   alla  mia  maggioranza   che   ringrazio,   sia
  all'opposizione,  di  muoversi  in  una  logica  di  serenità,   di
  proposizione, di proposizione perché è la dialettica, me lo dice il
  mio  modo  diciamo il mio modo professionale e la  mia  cultura  di
  avvocato, la dialettica è sempre importante, tante volte  anche  da
  Presidente  di  Gruppo parlamentare, ascoltando i vari  colleghi  e
  ascoltando  anche  i  Presidenti di Gruppo  parlamentare  di  altri
  partiti ho cambiato idea.
   Ho  avuto il coraggio di dirlo perché penso che la politica  debba
  essere  a volte confronto, a volte scontro, ma il più delle  volte,
  secondo  me,  se  si  vuole  bene  ad  una  terra  bisogna   essere
  responsabile  e  per responsabile intendo aperta senza  pregiudizi.
  Noi  lo  saremo,  lo  sarò io, lo saranno gli assessori  della  mia
  Giunta che gode della mia totale e limitata fiducia, sono certo che
  lo farà questo Parlamento, sono certo che lo farete voi.
   Questo  Presidente  della  Regione,  è  un  onore  all'Aula,  sarà
  presente  tutte le volte in cui sarà necessario, perché  mi  sento,
  scusate  la battuta, un "parlamentarista convinto", perché  la  mia
  vita  politica si è determinata all'interno dell'Aula  del  Senato,
  quindi,   con   queste  parole  io  concludo  il   mio   intervento
  ringraziandovi dell'attenzione, della pazienza che avete avuto,  ma
  spero  di  avere  toccato quasi tutti i temi  che  potevano  essere
  affrontati  in  questa mia prima fase, in questo mio,  chiamiamolo,
  "battesimo istituzionale". Vi ringrazio.

                               (Applausi)

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, prima di dare la parola  e
  aprire il dibattito, leggiamo le comunicazioni.

   Avverto che il processo verbale della seduta n. 4 del 23 novembre
  2022 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
  prenderne  visione  ed  è  considerato  approvato  in  assenza  di
  osservazioni in contrario nella presente seduta.


                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Paola sarà in missione  il
  2 dicembre 2022.

   L'Assemblea ne prende atto.


                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


             Comunicazione relativa a Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -con nota datata 23 novembre 2022, protocollata al n. 6522-ARS/2022
  del  24  novembre  successivo, il Gruppo parlamentare   Popolari  e
  Autonomisti , ha trasmesso copia del verbale della propria riunione
  di  Gruppo, nel corso della quale è stato deliberato -   dopo  aver
  preso  atto  delle  dimissioni da Presidente del  Gruppo  da  parte
  dell'onorevole  Di  Mauro  -   di nominare  come  nuovo  Presidente
  l'onorevole Castiglione. Nel corso della medesima riunione è  stata
  altresì  deliberata  la  nomina  dell'onorevole  Lombardo  Giuseppe
  Geremia quale Vicepresidente del Gruppo medesimo;
  -con nota trasmessa brevi manu alla Segreteria generale e
  protocollata al n. 6438-ARS/2022 del 23 novembre 2022, l'on.
  Geraci, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare
   Sicilia Vera , ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui
  presieduto ha designato l'onorevole Giuseppe Lombardo alla carica
  di deputato segretario del Gruppo medesimo;
  -con nota trasmessa brevi manu alla Segreteria generale e
  protocollata al n. 6439-ARS/2022 del 23 novembre 2022, l'on.
  Balsamo, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare  Sud
  chiama Nord , ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui
  presieduto ha designato l'onorevole Vasta alla carica di deputato
  segretario del Gruppo medesimo;
  -con verbale del 30 novembre 2022, protocollato al n. 6818-ARS/2022
  del 1  dicembre 2022, il Gruppo parlamentare  Fratelli d'Italia
  XVIII Legislatura , - dopo aver preso atto delle dimissioni da
  Presidente del Gruppo da parte dell'onorevole Cannata - ha
  proceduto alla nomina dell'onorevole Assenza quale nuovo Presidente
  di Gruppo.   Nel corso della medesima riunione è stata altresì
  deliberata la nomina dell'onorevole Nicolò Catania e dell'onorevole
  Intravaia rispettivamente quale Vicepresidente e Segretario del
  Gruppo medesimo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Commissioni

    Comunicazione di costituzione degli Uffici di Presidenza delle
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 1 del 24 novembre  2022,
  le  seguenti  Commissioni  hanno proceduto  alla  costituzione  dei
  rispettivi uffici di Presidenza, che risultano così composti:

   I COMMISSIONE  Affari Istituzionali'
   PRESIDENTE: on. Abbate
   VICEPRESIDENTI: on. Castiglione e on. Cambiano
   SEGRETARIO: on. Intravaia

   II COMMISSIONE  Bilancio'
   PRESIDENTE on. Daidone
   VICEPRESIDENTI on. La Rocca Ruvolo e on. Venezia
   SEGRETARIO on. Caronia

   III COMMISSIONE  Attività produttive'
   PRESIDENTE on. Vitrano
   VICEPRESIDENTI on. Catania Giuseppe e on. Campo
   SEGRETARIO on. Mancuso

   IV COMMISSIONE  Ambiente, territorio e mobilità'
   PRESIDENTE on. Carta
   VICEPRESIDENTI on. Lantieri e on.  Marano
   SEGRETARIO on. Spada

   V COMMISSIONE    Cultura, formazione e lavoro'
   PRESIDENTE on. Ferrara
   VICEPRESIDENTI on. Caronia e on. Chinnici
   SEGRETARIO on. Marchetta

   VI COMMISSIONE  Salute, servizi sociali e sanitari'
   PRESIDENTE on. Laccoto
   VICEPRESIDENTI on. Pace e on. Leanza
   SEGRETARIO on. Zitelli

   COMMISSIONE Unione europea
   PRESIDENTE on. Sunseri
   VICEPRESIDENTI on. Catania Nicolò e on. Ciminnisi
   SEGRETARIO on. Ardizzone

   L'Assemblea ne prende atto.

   Intanto,  ricordo ai Gruppi che non avessero ancora  comunicato  i
  nomi per le Commissioni Antimafia e Statuto di comunicarli entro la
  giornata  di  oggi  così se riuscissimo potremmo pensare  anche,  a
  seconda dell'orario, di voler istituire le Commissioni.

   Regione

   Dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della
                                Regione

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole De Luca che  ha
  chiesto  per primo la parola, ricordo i tempi per Gruppo,  che  non
  debbono  sforare. Per quanto riguarda Fratelli D'Italia, 34 minuti,
  il  Movimento  Cinque  Stelle 31, il  Pd  36  minuti  perché  Prima
  l'Italia ha concesso cinque minuti in più da parte del suo  Gruppo,
  Forza  Italia 27 minuti, la Democrazia Cristiana 21, Prima l'Italia
  quindi ne avrà 16, Forza Italia Due 19, Popolari e Autonomisti  19,
  Sicilia Vera 19 e Sud chiama Nord 19.
   Chiedo  ai  colleghi di poter iscriversi a parlare  entro  le  ore
  13.00.  Do la parola all'onorevole De Luca per il primo intervento,
  grazie.  Onorevole De Luca, se vuole o dal banco o dove preferisce.
  Ha facoltà di parlare.

   DE  LUCA  CATENO.  Signor  Presidente, le  comunico  -  può  avere
  conferma anche dai Capigruppo - che il Gruppo Sud chiama Nord e  il
  Gruppo  Sicilia  Vera  hanno delegato me ad intervenire  anche  per
  quelli che sono i tempi a loro riservati. Ci tenevo a precisarlo in
  modo  tale che non ci siano interruzioni con il mio intervento che,
  ovviamente,  si sommano a quei 10 minuti che lei mi ha  gentilmente
  concesso.
   Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi  deputati,  siciliane  e  siciliani,  prima  di
  entrare  nel  merito  del  mio intervento  desidero  comunicare  al
  Presidente  Schifani che per lui ho quattro regali e che consegnerò
  alla  fine  del  mio  intervento, nella  speranza  che  mi  seguirà
  attentamente in quello che avrò da dire a lui, alla sua  Giunta  ed
  anche a quest'Aula.
   È  doveroso  però  chiarire alcune dinamiche che  nelle  settimane
  scorse  hanno  alimentato  tante leggende.  La  prima  riguarda  le
  modalità di elezione del Presidente Gaetano Galvagno al vertice  di
  questo  Parlamento, ed è doveroso anche in relazione alle cose  che
  dirò  per  quanto  attiene  alle dichiarazioni  programmatiche  del
  Presidente della Regione.
   E  parto  proprio  da una espressione che girava  nei  minuti  che
  riguardavano   l'elezione  del  Vice  Presidente   del   Parlamento
  siciliano,  una  frase  che  io non avevo  capito,  e  che  sentivo
  proferire  da un collega di Cinque Stelle "Se l'amo a fare  sporca,
  allora  facemola lorda" questa era l'espressione riportata. Non  me
  ne  voglia,  ma  il  nostro dialetto poi è  bello  anche  perché  è
  pregnante.  Io  non  avevo capito, e allora ho  ricostruito  alcune
  dinamiche che è giusto mettere in evidenza, anche perché ognuno nei
  rispettivi ruoli, cerca di svolgere al meglio le proprie funzioni.
   Non  ho  difficoltà a dire che il Gruppo Sicilia Vera, Sud  chiama
  Nord  e  Movimento  Cinque  Stelle hanno agevolato  l'elezione  del
  Presidente  Galvagno.  Non  ho  alcuna  difficoltà  perché,  quando
  abbiamo  capito - io in quel momento, ancora sono in convalescenza,
  allora  peggio,  quindi seguiva, per conto  del  Gruppo,  tutta  la
  vicenda, le dinamiche, il nostro coordinatore l'onorevole Danilo Lo
  Giudice  -  avevamo capito che c'era un grande momento di  frizione
  all'interno  della maggioranza, che non riguardava solo quest'Aula,
  ma riguardava anche la formazione della Giunta.
   Chi mi conosce sa che non adoro né i condizionamenti né i ricatti.
  Non  li adoro io e non mi piacciono neanche quando qualcuno  li  si
  vuol  formulare, solo per alzare il prezzo o per questione di bassa
  cucina. È una questione di carattere.
   E allora c'è stato questo confronto, tra il Gruppo Cinque Stelle e
  i  nostri  Gruppi  e, senza tema di smentita, posso tranquillamente
  dire  che  abbiamo sventato quello che doveva essere la  notte  dei
  lunghi  coltelli  tra il giovedì e il venerdì. Ma  l'avevamo  detto
  alla  luce  del sole, perché è ovvio che la mia presa di  posizione
  aveva,  da  questo  punto  di  vista,  fatto  cambiare  idea,   tra
  virgolette,  a  una  parte  della  maggioranza  che  aveva   pronta
  l'imboscata  per il nostro Presidente Gaetano Galvagno.  Tanto  non
  sarebbe   cambiato  nulla,  attenzione,  e  questo  io  lo   voglio
  sottolineare  perché ringrazio, ovviamente, il Presidente  Galvagno
  per  le  parole che ha avuto nei miei confronti, ma noi non abbiamo
  fatto altro che evitare che si consumasse, in quest'Aula, il solito
  rito  della notte dei lunghi coltelli e, soprattutto, evitare anche
  un  film  -  lei  ha  parlato  di film  -  che  sarebbe  stata  una
  riedizione, che sarebbe durata da 48 ore, giovedì e venerdì, perché
  è  ovvio che, poi, i numeri in ogni caso la maggioranza, pur se  in
  salita, li avrebbe avuti.
   Però abbiamo detto, ma perché dobbiamo stare anche qua il giovedì,
  il  venerdì,  e fare 6, 5, 7 votazioni. Se c'è un problema  tra  la
  maggioranza,  se lo risolva la maggioranza. E abbiamo fatto  questa
  saggia  valutazione con i Cinque Stelle, anche definendo un'intesa.
  L'intesa che noi avevamo definito riguardava esattamente soddisfare
  il  desiderio  del  collega Di Paola, ci  teneva  a  fare  il  Vice
  Presidente  del Parlamento siciliano. Quando me l'hanno  detto,  ho
  detto: sì va bene
   Nonostante  potrei  accampare  la  stessa  richiesta,  essendo  il
  miglior non perdente, ma per una questione di età: è giovane,  deve
  fare esperienza. E, quindi, ho da questo punto di vista accolto  la
  richiesta.  In  questo  ragionamento  ho  detto,  guardate   vorrei
  accompagnare quella che è l'azione di grande riforma annunciata dal
  Presidente Schifani nell'ambito del Parlamento siciliano e,  se  ci
  sono le condizioni, entro nel Collegio dei Questori, perché a me  i
  conti piacciono.
   In  quest'Aula l'abbiamo dimostrato - è vero, assessore Falcone  -
  tante  volte, ora ce ne sarà, c'è qualche passaggio anche per  lei,
  qualche  suggerimento  ovviamente.  Perché  ho  detto,  vediamo  se
  sfatiamo  anche  quella  che è una strana consuetudine,  Presidente
  Schifani, che il bilancio del Parlamento siciliano non si  discute,
  non si approva. E, tra una pausa e l'altra, ad un certo punto viene
  posta   in   discussione,  ovviamente  noi  siamo  a  mangiare,   e
  all'improvviso risulta approvato.
   Ho  detto,  entro  e  do  una mano anche al  Presidente  Galvagno.
  Ovviamente  faccio  riferimento alle mie esperienze,  poi  se  sono
  cambiate  gli  ultimi anni non lo so, però ho  detto  facciamo  una
  bella  azione  anche  qui. Riorganizziamo i  conti,  vediamo  se  è
  possibile  che  proprio  dalla casa di Gesù parta  l'esempio  della
  razionalizzazione della spesa - che è questo Parlamento.
   Questa  è stata l'intesa con i colleghi dei 5 Stelle, siamo andati
  avanti.
   Cosa  succede? E - attenzione  - siamo andati avanti, e questo  ci
  consentiva  di  non avere nessun soccorso della maggioranza  perché
  non  volevamo. Quando parlato, ho detto chiaro: facciamo  una  cosa
  nuova   e   cerchiamo  di  evitare  inciuci  d'Aula   che   possono
  condizionarci, e invece teniamo distinte le posizioni, così nessuno
  si può sentire, ad un certo momento, costretto a fermare il proprio
  racconto ad un certo livello, o perché oltre non può andare  perché
  è  all'interno,  e  chi è all'interno non può  parlare  ovviamente.
  Quello era lo spirito del nostro ragionamento.
   Io  sapevo che c'era una parte della maggioranza che assolutamente
  desiderava  questa mia posizione e, ovviamente, sapevo che  c'erano
  dei  movimenti in corso agganciati tradizionalmente ai colleghi del
  Pd,  i  quali sono stati per l'ennesima volta meravigliosi - voglio
  fare comunque i complimenti nonostante passi il tempo danno lezione
  di partite d'Aula da manuale.
   Quando   si  arriva  all'elezione  del  Presidente,  proprio   del
  Vicepresidente, come avete visto il collega Di Paola, ha  preso  35
  voti: 11 erano i nostri, anzi 8 erano i nostri, 11 erano quelli del
  PD,  11  erano quelli del Movimento 5 Stelle e, se la matematica  e
  non è un'opinione, fa 30 e spuntava l'Iva, 35
   È   ovvio  che  quell'ala  all'interno  della  maggioranza   aveva
  consumato la propria "vendetta politica".
   I colleghi 5 Stelle - se la dobbiamo fare sporca, facciamola lorda
  -  ecco  ora  ho capito nel senso che intelligentemente,  e  ripeto
  faccio  i miei complimenti, ne hanno saputo approfittare. Si chiude
  un  quadro  che io ci tengo a precisare, a chiarire una  volta  per
  tutte,  dove noi rimaniamo fuori e mettiamo il nostro candidato  di
  bandiera. Perché?
   Perché  non avremmo accettato comunque il quadro che ci era  stato
  riproposto   con  la  benevolenza  comunque  di  una  parte   della
  maggioranza. Ci siamo tirati fuori.
   Noi  lo vogliamo precisare, anche perché quando si è trattato  poi
  ovviamente  dei  questori si è verificata la stessa situazione.  Il
  collega Nello Dipasquale ha avuto la capacità di recuperare  l'Iva,
  pure lui
   Mi  pare abbia preso 25 voti: 11 erano del Pd, 11 del Movimento  5
  Stelle  e  3  sono l'Iva che non sono i nostri, perché noi  abbiamo
  votato - voi siete bravi e io lo dico che in Aula siete i maestri e
  prenderemo sempre appunti -  quindi arriviamo a venticinque.
   Noi  per  la storia abbiamo votato il nostro candidato di bandiera
  Giuseppe  Lombardo,  e i Cinque stelle hanno  votato  per  Giuseppe
  Lombardo: 11 voti più 8 uguale diciannove.
   Questo è il quadro dal quale si parte.
   Noi  vogliamo anche ringraziare la maggioranza che ci  ha  mandato
  poi  in  pasto  un posto di segretario. Noi di questo ne  prendiamo
  atto,  ma  lo  abbiamo  rifiutato, come poi  abbiamo  rifiutato  il
  tentativo del secondo, come non abbiamo accettato anche quella  che
  è  stata  una  cosa  antipatica, sentirci  dire  che  anche  in  un
  eventuale  accordo dove avremmo avuto la presidenza  dell'antimafia
  non sarebbe stato gradito però il collega Ismaele La Vardera.
   Ci siamo rimasti male, motivo per il quale abbiamo detto teniamoci
  distinti e distanti.
   Abbiamo  avuto un ruolo assegnato dai siciliani, rappresento,  con
  grande orgoglio, oltre cinquecentomila siciliani in quest'Aula e mi
  hanno assegnato questo compito.
   È  ovvio  che  i miei colleghi che, come me, a tutti tocca  essere
  "peones"  la prima volta, quindi "peones" significa fresco  d'Aula,
  qualcuno magari non ha compreso subito, capirà nel tempo, magari il
  collega  La  Valdera  ci sarà rimasto male, e  ha  ragione.  Perché
  questi  veti  fanno  male,  ma sapevamo  che  quella  era  poltrona
  promessa per l'onorevole Antonello Cracolici, quale ovviamente, non
  avrà  da  parte nostra ostilità, questo glielo voglio dire  perché,
  perché  noi  non  perché  non siamo stati  bravi  in  Aula  poi  ci
  vendichiamo, già ci hanno anche detto facciamo siparietti.
   L'onorevole  Cracolici  può  stare tranquillo,  nonostante  questo
  siparietto,  ci  tengo a dirlo qui alla luce  del  sole,  da  parte
  nostra non ci saranno da questo punto di vista imboscate. Si chiude
  il  quadro  quindi e passo ad altri argomenti, il quadro ovviamente
  riguarderà,  e questo sì ci tengo a sottolinearlo, un Consiglio  di
  Presidenza  che da questo punto di vista non ha rappresentanti  del
  Gruppo  Sicilia  Vera e Sud chiama Nord, e non ce  li  ha  per  una
  questione di coerenza, non ce li ha perché da questo punto di vista
  i  colleghi del Pd e dei Cinque Stelle hanno dimostrato  di  essere
  nell'ambito dell'Aula più bravi di noi.
   Ne prendiamo atto e andiamo avanti in quella che comunque anche in
  questo  contesto, Presidente, ci tengo a sottolinearlo, ovviamente,
  riguarderà  un'azione  che  sarà proporzionale  a  quella  che  noi
  metteremo  a disposizione del Presidente Schifani, anche in  questo
  Parlamento. E' ovvio che il bilancio del Parlamento siciliano  sarà
  trasmesso   prima  ai  parlamentari,  si  discuterà  capitolo   per
  capitolo,  ci  saranno  gli emendamenti del caso  come  un  normale
  bilancio, come è logico che sia, e naturalmente fare e aprire anche
  quello che è un quadro ben preciso che è giusto anche rendere  noto
  in relazione a quelle che sono poi le guerriglie che possono magari
  verificarsi attorno a queste vicende.
   Ci  tenevo a chiarire questo aspetto, perché per motivi di  salute
  non  ho  avuto modo di chiarirle prima e di poter rispondere,  così
  anche chi, in modo avventato anche qualche collega di quest'Aula ha
  fatto,  mi ricordo qualche post quando lei è stato eletto  "e  così
  finì la banda Bassotti politica" scrisse riferita a me, ripeto, ora
  rispondo   sottolineando  che  il  quadro  che   viene   consegnato
  all'attenzione   dei   siciliani  comunque   riguarda   una   netta
  distinzione  tra  i nostri due Gruppi e comunque quello  che  è  le
  altre opposizioni e il quadro di maggioranza.
   Chiarito  questo  mi  rivolgo ora anche  in  modo  particolare  al
  Presidente Schifani, perché dobbiamo capire Presidente Schifani  se
  parliamo  della  Sicilia  surreale o  della  Sicilia  reale,  ed  è
  fondamentale anche questo in relazione alla consapevolezza di  cosa
  lei  ha  ereditato. Perché ancora io c'ho il ragionevole dubbio  se
  lei  ha  capito o non ha capito, e non è una mancanza  di  rispetto
  ovviamente, questo me ne voglia.
   Ora le spiegherò cosa intendo dire, ma anche qui io Presidente non
  mi  sono  lamentato  perché hanno sbagliato la  convocazione  della
  Commissione bilancio, e quindi sono potuto andare a Roma, ieri  non
  ho partecipato, ma può capitare, quindi per carità.
   Ma  una  cosa  la  devo dire, guardi e lo dico  qui  all'Assessore
  Falcone  che è il suo debutto questo, questa variazione di bilancio
  mi  è stato riferito che è urgente, e quindi ha carattere d'urgenza
  appunto,  tale,  Presidente Schifani, da comprimere tempi  ordinari
  per quanto riguarda la presentazione degli emendamenti e per quanto
  riguarda  la  discussione, quindi è stata data una motivazione  ben
  precisa, carattere d'urgenza.
   E'  ovvio  che non essendo presente quindi, non sono in condizioni
  di  sapere,  poi  tanto ne parleremo in Aula, però  stanotte,  veda
  Presidente  Schifani, io ho preso un aereo alle 5.30 stamattina  da
  Roma a Palermo, perché costava ottanta euro, alle 6.30/7.45 sarebbe
  costato  180  euro, alle otto che era quello che  volevo  prendere,
  quattrocento  euro,  mi  è  arrivato  prima  di  partire,  ho  dato
  un'occhiata  a  volo  e, mi dovete scusare se io  commetto  qualche
  errore, perché io ho dato un'occhiata a volo, ma glielo voglio dire
  chiaramente,  e  lo  dico anche a lei Presidente,  mi  risulta  che
  questa variazione dovrebbe andare giorno 7 in quest'Aula.
   Mi  permetto  di dire che se va così ci prepariamo anche  a  stare
  giorno  8,  ci  sono discussioni su questo, perché   marchette   ne
  abbiamo  individuato,  e  sappiamo bene  che  "marchetta"  richiama
  "marchetta", non me ne voglia la Collega, qua parliamo di marchette
  politiche,  si  usa il termine che hanno coniato  i  Cinque  Stelle
  nelle istituzioni e io, Capogruppo De Luca, la faccio mia no
   Se  questa  variazione è urgente, bisogna individuare  qual  è  la
  parte  dell'urgenza,  perché se è urgente  partecipare  a  fiere  e
  mostre è una cosa, se è urgente dare una copertura mascherata a dei
  debiti  fuori il bilancio, come è l'aumento di giornate  a  chi  ha
  lavorato  in  un  certo posto durante le campagne  elettorali  e  a
  un'altra storia
   E  allora  è  ovvio,  e  qui  mi  appello  a  lei  Presidente  del
  Parlamento,  prendendo  per buono ciò che ha  detto  il  Presidente
  Schifani,  cioè  che questo Parlamento non sarà lo scendiletto  del
  Governo, giusto  Cominciamo da qui, e lo dico chiaramente, noi  non
  abbiamo  problemi  a  preparare mille emendamenti,  siamo  ruotati,
  quest'Aula lo sa, e lo facciamo perché, perché in un quadro - e non
  c'è  nulla  di  personale  -, questo lo voglio  dire  a  tutti  gli
  assessori, potrei citare anche qualche altro articolo.
   Duecento  euro si sa per che cosa, e duecentomila euro,  e  voglio
  lasciare  stare, perché non è il tema. Ma partiamo male, e partiamo
  male  perché  ancora a sabato non sappiamo se qua  salta  il  banco
  perché,  se  la  Corte dei Conti non accetterà il gioco  delle  tre
  carte   che   ci   ha   lasciato  in  eredità   l'assessore   Armao
   meravigliao , io non so lunedì qua di cosa dovremo discutere.
   Ho  letto qualche cosa su questo punto Presidente Schifani, io non
  so  quale  messa  le hanno recitato, ma la cosa è  molto  semplice,
  guardi, gliela dico in due battute: la Regione si era impegnata con
  lo  Stato per avere una concessione di dilazionare in più  anni,  e
  con  rate  diverse, quello che era il disavanzo, qua ci sono  degli
  assessori  che lo sanno; ha accettato delle condizioni ben  precise
  di    riqualificazione    della    spesa,    di    contrazione    e
  razionalizzazione, parole che lei ha usato, poi non ha detto  come,
  ma questo ora glielo dico io come.
   Ebbene,  tutto questo non si è verificato, non solo,  ma  la  cosa
  grave è che il bilancio della Regione ha avuto un altro elemento di
  falsità,  e ora le dirò perché i bilanci della Regione sono  falsi,
  quali  sono le norme che sono state costantemente violate da questo
  Parlamento,  perché è giusto che lei sappia, perché non gliel'hanno
  dette  queste  cose,  ne  sono  convinto.  A  questo  elemento   si
  aggiungeva esattamente il vano tentativo di farsi un Bilancio per i
  fatti  propri,  e siamo in quest'Aula, e non uso un  altro  termine
  siciliano, non tenendo conto che, comunque c'era un patto, e che le
  previsioni   di  bilancio,  che  sono  improntate,  comunque   alla
  certezza,  all'effettività, alla prudenza,  che  ci  sono  elementi
  cogenti, che capisce qualunque personaggio che ne sa, che sono  gli
  elementi, l'abc delle norme contabili, ebbene come è stato fatto il
  bilancio del suo predecessore e gli assessori lo sanno.
   È  stato  fatto su una decisione unilaterale da parte del Governo,
  da  parte  del  Presidente  Musumeci, di  modificare  il  contenuto
  pattizio  senza discuterne e senza averne formale assenso da  parte
  dello  Stato.  Lasci  stare le altre storie.  Qua  ci  dobbiamo  un
  attimino fermare agli atti, che è esattamente la questione  che  le
  pone  la  Corte  dei  Conti.  Può la Regione  Siciliana  modificare
  unilateralmente  e fare approvare a questo Parlamento  un  bilancio
  falso. No. Ecco qual è la storia. Piaccia o non piaccia.
   È ovvio che io mi auguro che la Corte dei Conti sia per l'ennesima
  volta   clemente  nei  nostri  confronti,  ma  sabato  c'è   questo
  appuntamento'. Ma volete darmi l'impressione che si  danza  essendo
  sul  Titanic. Ecco qual è l'impressione che mi dà questa variazione
  di bilancio. Allora mi appello a lei, Presidente Schifani, lei avrà
  collaborazione  da  parte  nostra, ma  da  parte  nostra  avrà  una
  reazione  violenta, violenta nell'ambito di quello  ovviamente  che
  sono le nostre posizioni nelle associazioni e nell'ambito dell'Aula
  su  ogni  proposta che è irricevibile già sotto il  profilo  etico,
  perché  la  mafia, Presidente Schifani, prolifera anche  perché  la
  parte  pubblica  non  sa  fare il suo  mestiere.  Questo  lei  l'ha
  dimenticato di dirlo.
   Perché gli studi sociologici mettono in evidenza che la tendenza a
  delinquere,  purtroppo,  è di gran lunga  superiore  dove  c'è  una
  marginalità  e  la parte politica non riesce a creare  sviluppo,  e
  quindi  purtroppo  si  vede  anche in  quella  che  è  la  malavita
  organizzata  un  elemento per campare. Ecco qual  è  la  questione,
  questo   lo   integri  nel  suo  ragionamento.  Perché   è   nostra
  responsabilità Presidente Schifani, non c'è bisogno  che  venga  il
  buon  Zaia,  e lo dico ai colleghi della Lega, a dirci  che  non  è
  colpa  sua se i siciliani vanno a nord per la sanità, se i  giovani
  scappano dalla Sicilia, se l'immondizia è purtroppo in giro per  le
  strade,  se  le strade hanno le buche. Cosa ha detto  Zaia,  che  è
  colpa dei siciliani perché eleggono come propri rappresentanti,  ha
  usato  un  termine forte, ora non mi ricordo qual era  il  termine,
  però ha usato un termine offensivo, al quale nessuno ha replicato.
   Ma  non  c'è  bisogno che ce lo dica Zaia, il quale apre  i  punti
  nascita in barba a quelli che sono i vincoli dei 500 parti e se  ne
  vanta. Ci sono dei video dell'intervista a Zaia che dice 'non me ne
  frega niente della Balducci' non mi ricordo cosa dice, i limiti, io
  apro  intanto  perché il mio territorio ha bisogno.  Non  mi  posso
  permettere  di non dare salute soprattutto nei territori  marginali
  che se vengono abbandonati, altro che dissesto idro-geologico.
   Questo vale per le isole, vale per le zone interne, vale per tutti
  quei  territori  dove paradossalmente la politica gli  sta  andando
  addosso,  perché se usiamo i parametri della popolazione, allora  i
  servizi  scompaiono, e allora l'elemento quale  diventerà.  Non  ci
  saranno  miliardi  di  euro che basteranno  per  i  territori  dove
  l'agricoltura  ovviamente non si praticherà  più,  non  ci  saranno
  territori   abbandonati,  centri  storici  che   crolleranno,   non
  basteranno soldi che diventeranno tutte delle bombe a cielo aperto,
  pericolo  per la pubblica e privata incolumità. Nonostante,  chiudo
  su   questo  argomento,  sulla  variazione,  faccio  appello   alla
  sensibilità del Presidente Schifani e del Presidente del Parlamento
  siciliano, fate l'essenziale.
   Non   solo,  io  vi  suggerisco  di  inserire  già  la  previsione
  dell'esercizio provvisorio, tanto ho sentito, mi ricordo al debutto
  del  Presidente Musumeci il quale ha detto che lui,  come  lei,  il
  bilancio  lo  avrebbe approvato in tempo, quale  non  si  sa,  anzi
  possiamo dire - qua me lo possono confermare i colleghi -  che  per
  cinque anni i bilanci sono stati approvati oltre ai termini del  30
  aprile,  perché  e  poi si andava all'interpretazione  che  bastava
  convocare il Parlamento entro il 30 aprile, poi si approvava a fine
  maggio, non si scioglieva il Parlamento.
   Siamo arrivati anche all'interpretazione dell'interpretazione  pur
  di salvaguardare la casa di Gesù, questo Parlamento, nel quale come
  ci  entri  non ci vuoi uscire più. Veda, ecco da dove poi  derivano
  certi  comportamenti, e dove ognuno di noi prende la sua dignità  e
  la  calpesta, dalla sindrome della casa di Gesù, che non è dirsi il
  rosario  la mattina e farsi il segno della croce la sera, è  quello
  proprio di mettere da parte anche gli elementi basilari del  nostro
  rapporto etico con l'elettore e, pur di evitare lo scioglimento del
  Parlamento, arrivare ad approvare bilanci falsi.
   E  andiamo qui anche al dunque, perché lei, giustamente, dice,  ma
  cosa  dice  De  Luca? Veda uno dei regali che io le farò  è  questo
  libro.  È  una cosa modesta, è la mia tesi di laurea.  Io  mi  sono
  laureato molto tardi, non ho brillato come lei. E l'ho fatto perché
  mia  madre,  contadina,  mi  ha chiesto, nonostante  ero  diventato
  deputato, di laurearmi, perché a lei non gliene fregava niente  che
  io  fossi diventato deputato. Mio padre, muratore, piangeva  quella
  sera, lei mi prende il braccio e mi dice 'ora non ti laurei cchiù'.
  Mi mancavano cinque materie, ho fatto i miracoli, e sono riuscito a
  farlo  e  ho fatto questa tesi di laurea che poi ho utilizzato  per
  mettere  delle  mie  riflessioni, e delle storie  anche,  tesi  dal
  titolo  'Origini  e prospettive dell'autonomia siciliana',  con  un
  sottotitolo  che  le  sarà  molto utile  'Breve  testimonianza  del
  saccheggio della casta'.
   Qua,  oltre ad una bella foto con Nello Dipasquale quando  abbiamo
  fondato  Sicilia  vera,  ci  sono  tante  testimonianze.   Una   in
  particolare  la  voglio  sottolineare -  e  lo  dico  qui  anche  a
  beneficio dell'Assessore al bilancio - io non so chi gliel'ha fatto
  fare,  ma  le faccio i miei più sinceri auguri, lo dico  con  molta
  onestà,  perché c'è l'impressione, Presidente, che  io  ogni  tanto
  dica parole al vento.
   Ora  le dico perché dal mio punto di vista i bilanci della Regione
  sono  falsi.  Una  delle azioni che allora mi  commissionò  il  mio
  Presidente della Regione Raffaele Lombardo, era il 2009,  assessore
  Di  Mauro,  fu  esattamente  quello che ha  annunciato  l'assessore
  Falcone  che  poi  è rimasto un annuncio, non lo  so,  l'operazione
  'Verità'  sui conti pubblici. Si ricorda, assessore?  io  con  Enzo
  Emanuele,  Ragioniere  generale, allora  c'era  la  Cannata,  c'era
  Pisciotta e altri, ho passato tutto luglio, agosto e settembre  del
  2009,  Presidente,  per  fare questo.  Ci  sono  due  esemplari  in
  circolazione,  uno  ce l'ha Emanuele e uno ce l'ho  io.  Tre  sono,
  esatto, ha ragione. L'altro l'aveva Lombardo.
   Questo è il libro bianco degli sprechi nella Regione siciliana, da
  questa  operazione  verità sono nate delle norme,  ed  è  nata  una
  tecnica di alleggerire le spese correnti del bilancio della Regione
  siciliana:  l'utilizzo dei fondi extrabilancio  per  la  formazione
  professionale,  l'utilizzo  dei  fondi  di  extrabilancio  per   la
  forestale.  Liberammo in un solo colpo dal bilancio  della  Regione
  oltre  600  milioni  di  euro  Questa fu la grande  operazione  che
  abbiamo  fatto,  perché? Perché nello stesso  tempo  abbiamo  fatto
  l'operazione del gruppo pubblico locale allargato, di cui  lei  non
  ne ha parlato.
   Veda,  nel  2009, a proposito delle partecipate, cosa ho scoperto?
  Io, purtroppo, avevo questa passione per i numeri, ma quello era il
  mandato che mi aveva dato il mio Presidente, Raffaele Lombardo.  Ho
  cominciato  uno  studio incredibile sul sistema  delle  partecipate
  siciliane  che non mi spiegavo, Presidente, come queste partecipate
  si mantenevano sempre in piedi. Veda che ci sono partecipate che  è
  da trent'anni che sono in liquidazione, con tanto di Commissario  o
  consulente  e  quant'altro,  che spendono  soldi  e  non  vanno  in
  liquidazione. Non le diranno il perché quando lei formulerà  questa
  domanda.  Lei, se vuole, la formuli a me e io le risponderò.  Anzi,
  glielo dico subito perché ho visto che si è incuriosito.
   Non  si  sono  chiuse  le  liquidazioni perché,  per  chiudere  le
  liquidazioni  ci  vogliono i soldi, Presidente, e  quei  soldi  non
  risultano  in nessuna partita di bilancio, ha capito? E già  le  ho
  dato  un  primo  elemento di falsità dei bilanci:  non  comprendono
  l'intera  galassia  dei debiti  Di questa situazione  veda  cosa  è
  emerso  nel  2009?  Questo è veramente geniale: le  partecipate  si
  mantenevano  in piedi con un credito da parte del socio  unico  che
  era  la Regione siciliana, quindi non andava in liquidazione perché
  risultava comunque, per il bilancio, un trasferimento.
   Lo  sa  che  nel  bilancio  della Regione  non  c'era  la  partita
  contrapposta? Cioè nell'ambito della Regione siciliana; se dovevamo
  andare  a  trovare la corrispondenza da morosi sensi,  tra  crediti
  debiti  di  residui attivi e residui passivi non c'era, perché  non
  c'era?  Perché  non  c'era la possibilità, e con questo  meccanismo
  continuavano   a   rimanere   in  piedi   le   partecipate.   Veda,
  l'indebitamento  sui residui, e lo dico all'assessore  Falcone  che
  allora  era in quest'Aula, se non ricordo male, era anche  sindaco.
  Era in quest'Aula nel 2009? Sì, bene. In quest'Aula, allora, nacque
  un'operazione che ha voluto il Presidente Lombardo. Io gliene  devo
  dare atto, poi ci ammazziamo, non andiamo d'accordo, per carità, ne
  devo dare anche atto per il coraggio che ha avuto su questo fronte,
  perché  da allora non ce ne sono state più novità sulla trasparenza
  dei conti pubblici.
   Il  problema  qual è? Che fatta la norma, poi non si è  applicata.
  Nella  finanziaria,  quindi,  veda la famosa  barzelletta  dei  545
  lavoratori e i trattoristi dell'Esa e dei cinque trattori nasce  da
  questa  disamina,  chiaro? Il tetto sugli  stipendi  dei  dirigenti
  generali,  abbiamo anticipato noi la norma nazionale, perché  c'era
  allora  qualche dirigente che prendeva settecentomila euro  l'anno,
  capito?  L'abbiamo fatto qui, allora. Durante i lavori della  legge
  finanziaria  del 2010, allora, ho presentato un bel  blocco:  erano
  circa cinquemila emendamenti per arrivare poi a questo obiettivo  e
  questi   emendamenti   erano   proprio   finalizzati   a   cambiare
  l'impostazione   del   bilancio  regionale,  modificando   le   più
  consistenti  voci  di  spesa  che  rendevano  di  fatto  falsa   la
  situazione  economico finanziaria dell'amministrazione regionale  e
  del sistema pubblico regionale allargato.
   Ricordo  a  me stesso che il sistema pubblico regionale allargato,
  al  quale  si  applica il contratto di rete per  il  passaggio  dei
  dipendenti, e quindi evitare che manca il personale in un ente,  in
  una  società,  in  una  parte della pubblica amministrazione  e  in
  altro, ne ho di più, il contratto di rete significa mobilità tra un
  ente  e  l'altro,  è  un  ragionamento Presidente  del  Parlamento,
  sconosciuto all'amministrazione regionale, e glielo dico già io, si
  faccia  un  monitoraggio del personale. L'avevamo fatto  allora,  e
  avevamo  visto  anche dove c'era di più e dove c'era  di  meno,  ma
  siccome  le  spinte  e comunque erano quelle di assumere,  comunque
  c'erano  i  dirigenti  i  generali che assumevano  senza  dirlo  al
  Presidente della Regione, sa quanti ne abbiamo beccati, ma  non  ha
  idea.
   Ecco  perché sono nate queste norme che le consiglio di  guardare,
  perché attraverso la lettura di queste norme lei, se vuole, si  può
  chiamare  tutti  i  dirigenti  generali  e  inchiodarli  alle  loro
  responsabilità,  uno per uno. E debiti fuori bilancio,  non  se  ne
  dovrebbero portare in Aula, e non ne approverò io, perché i  debiti
  fuori  bilancio sono il frutto della mancata applicazione di queste
  norme.
   Le  norme sono l'articolo 13, 14 e 15 della legge regionale 9  del
  2010, la finanziaria del 2010. L'articolo 13 era finalizzato a fare
  emergere   la   falsità  dei  crediti  della  Regione,   e   quindi
  all'emersione  della  reale situazione debitoria  che  ammontava  a
  oltre 3 miliardi di euro, questo uscì, si ricorda Di Mauro, solo in
  conto  residui,  e  quindi  la differenza  tra  crediti  certi  non
  riscossi,  anzi  da crediti non riscossi e debiti non  soddisfatti,
  peccato  che  da  questa ricognizione è emerso che i  debiti  erano
  certi mentre i crediti erano incerti. E l'articolo 13 prevedeva  la
  relazione  annuale della consistenza dei residui attivi e  passivi,
  noi abbiamo anticipato quello che e poi era il bilancio consolidato
  di gruppo, andiamo a guardare quante di queste relazioni sono state
  fatte  in  questi  anni,  andiamo  a  guardare  se  la  Commissione
  Bilancio, sulla scorta di questo, ha avuto la possibilità  di  fare
  luce  su  ciò  che è vero e ciò che è falso per quanto  riguarda  i
  residui?
   Lo sa come si diceva una volta, tecnicamente, Presidente Schifani,
  un  residuo  non si rifiuta a nessuno, perché in conto residui  non
  spulciando nessuno io facevo poi la spesa, dopo, in conto  residui.
  La cultura del conto residui ovviamente non c'è, e quindi allora la
  battuta era quella tranquilla, un residuo non si rifiuta a nessuno,
  ed ecco che residuo su residuo siamo arrivati a questa situazione.
   L'articolo  14,  invece, era finalizzato a fare emergere  tutti  i
  debiti  che  erano nascosti nelle società partecipate e negli  enti
  anche  strumentali,  e  sottoposti  alla  vigilanza  della  Regione
  siciliana,  come  ad esempio gli enti di formazione  professionale,
  che  costavano  allora circa trecento milioni di euro  annui  sulla
  cosiddetta  legge  24 del' 76, chiaro. Lei ora  non  la  trova  più
  perché allora, col Governo Lombardo abbiamo fatto quell'operazione,
  e  quindi  abbiamo spostato questa spesa corrente sui  fondi  extra
  bilancio.
   Poi  l'articolo 15, questa è importante, perché è, io le sto dando
  il  sunto,  lo  andate  a guardare perché in questi  articoli  sono
  previste  anche modalità e responsabilità dei dirigenti  che  fanno
  spese  senza copertura finanziaria, il divieto di dargli  incarichi
  per  i tre anni successivi, eccetera eccetera, se lei invoca questa
  norma, Presidente Schifani, glielo dico alla luce del sole,  se  le
  sta  antipatico  qualcuno usi il diritto, prenda questa  legge  che
  vale  per tanti dirigenti, forse per tutti, perché avevamo scoperto
  che i dirigenti facevano spesa e se la tenevano da parte, tanto poi
  si  sanava  o si giustava sui residui, ebbene con questa norma  noi
  abbiamo bloccato anche la capacità di indebitamento complessivo.
   Sono  norme,  qualcuna è stata modificata mi  dicono  dal  Governo
  Crocetta,  qualcuna forse è stata abrogata, io ho  fatto  sei  mesi
  allora  nel  2017  e 2018, ho visto che c'era qualche  modifica  e,
  quindi,  le  chiedo,  anzi, le consiglio di  farsi  dare  il  testo
  vigente,  e  vedere  anche il Governo di centro  sinistra  come  ha
  modificato  un'operazione di trasparenza  dei  conti  pubblici  che
  allora abbiamo fatto con grande fatica.
   Questo perché diventa importante? Si collega anche a quella che  è
  in  ogni  caso la mia premessa, se noi vogliamo fare una variazione
  di  bilancio in questo momento urgente e, quindi, stralciamo quella
  urgente   e  il  resto  lasciamolo  stare,  tanto  c'è  tempo   per
  partecipare  alle  fiere anche perché sa, Presidente  Schifani,  il
  Governo precedente ne ha spesi i soldi in promozione, però,  sappia
  che  io  sono  un frequentatore, sono un mangiatore  di  miele,  la
  invito  a  mangiare il miele che viene portato nei ristoranti,  nei
  B&B,  negli  alberghi,  se va bene è un'etichetta  di  Bologna  con
  provenienza  del miele della Jugoslavia e quant'altro,  ma  voi  mi
  parlate ancora di promozione? Cioè quando è il mercato della  porta
  a  fianco  non  riesce a metterci in sintonia col produttore  della
  porta a fianco, ma di che cosa stiamo parlando? Scusatemi, è ancora
  sento parlare di promozione all'estero di cosa?
   Casa  Sicilia è una storia che potremmo decantare, vero  assessore
  Di  Mauro? Grandi case aperte in tutto il mondo, Casa Sicilia, come
  abbiamo  bruciato i finanziamenti dell'Unione Europea a  differenza
  tra noi, Spagna e Portogallo, lo stesso PIL avevano nel 1985, erano
  tutte  e  tre nella carta della povertà, oggi Portogallo  e  Spagna
  esce  dalla carta della povertà, è uno degli Stati più competitivi,
  la  Sicilia è ancora una delle quattro Regioni che è rimasta  nella
  carta  della povertà, per quale motivo? Ci sarebbe, lei è  un  gran
  signore, Presidente Schifani, però veda la signorilità è una  cosa,
  parlare del passato per non fare gli stessi errori è un'altra cosa,
  distingua.
   Perché,  veda, lei è in continuità di un Governo, e io la vedo  in
  imbarazzo  molto  spesso  e la comprendo,  perché  parte  dei  suoi
  assessori sono gli assessori del precedente Governo, lei deve stare
  attento  come  parla, nel senso che deve fare,  si  dice  da  me  a
  Fiumedinisi  "un  colpo al cerchio e una la botte",  perché  lei  è
  continuità,  lei ha detto che ha ereditato una Terra  meravigliosa,
  era tutto a posto, le carte in regola

   PRESIDENTE. Le chiedo di avviarsi per l'ultimo minuto.

   DE LUCA CATENO. Ma quanti minuti ho parlato, Presidente?

   PRESIDENTE. Tutti quelli che lei ha richiesto.

   DE LUCA CATENO. A trentanove minuti siamo arrivati, no? Ne mancano
  dieci veramente.

   PRESIDENTE. Questo è l'ultimo minuto che lei ha, lei ha  finito  i
  58  minuti.  Questo è l'ultimo minuto che lei ha. So che  le  piace
  parlare, però dico...

   DE  LUCA CATENO. No, io vedo che il Presidente è molto attento, io
  non sono riuscito neanche a dire nulla

   PRESIDENTE.  Ha esaurito tutti i minuti, del primo e  del  secondo
  Gruppo.

   DE   LUCA   CATENO.   Presidente,  l'avevo   visto   piacevolmente
  interessato. E allora guardi, chiudo.

   PRESIDENTE. Ma veramente un minuto.

   DE LUCA CATENO. No, no, chiudo realmente, sto spiegando quali sono
  i regali: guardi questo è un simbolo dell'immondizia di Messina che
  sta  finendo  all'estero, lei non lo sa, quando parla  delle  Città
  metropolitane,  la  invito  a fare una distinzione,  Messina  e  al
  cinquantasei  per  cento  della raccolta  differenziata,  ci  siamo
  stancati di essere paragonati, con tutto il rispetto, a Catania e a
  Palermo.  Non abbia la stessa sindrome di Musumeci che,  quando  si
  parlava di Messina evitava di discuterne. Le do anche questo testo,
  dove c'è la spiegazione ed altre cose che le potranno essere utili,
  poi  le  do  queste qua, pagate con i soldi della Regione,  non  so
  anche su qualche capitolo strano, se lo vada a verificare, che è la
  pubblicità  che  si è fatto il Presidente Musumeci,  quattro  anni,
  quattro  anni  della  Regione siciliana, tutti i  grandi  risultati
  ricevuti  che sono in pieno contrasto con quello che lei  ha  detto
  finora.
   L'ultima cosa: 'La Sicilia ai siciliani', Antonio Canepa. Lei  non
  ha  parlato  del nostro rapporto Stato-Regione, lei non ha  parlato
  della mancata attuazione degli articoli di autonomia che potrebbero
  fare  la differenza, lei non ha parlato di autonomia differenziata,
  lei ancora non ha detto come vuol fare, lei non ha detto ancora  se
  chiamerete   tutti  i  vostri  i  parlamentari  e  gli  bloccherete
  l'approvazione dei bilanci a Roma, per esempio.
   Questo è un Governo autonomista, realmente e quindi...

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le chiedo veramente di concludere.

   DE LUCA CATENO. Concludo con l'auspicio, Presidente Schifani, come
  vede  abbiamo tracciato un confine chiaro, lei se vuole  la  nostra
  collaborazione l'avrà, ma metta da parte e faccia mettere da  parte
  ai  suoi  assessori  i vizi e certe abitudini che  hanno  messo  in
  ginocchio questa Terra. Diversamente da noi avrà sempre un muro che
  non   è   personale,  attenzione  ci  tengo  a  precisarlo,  perché
  conosciamo bene cosa ha messo in ginocchio questa Terra.  E  se  la
  nostra  collaborazione diventa indispensabile, la daremo alla  luce
  del sole e nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole De Luca, è giusto che  le  dica  che
  comunque  il  Presidente della Regione anche nel  suo  discorso  ha
  fatto   un   intervento  proprio  a  favore  anche  dell'iniziativa
  dell'onorevole   La  Vardera  rispetto  al   caro   voli,   e   c'è
  un'attenzione tanto da parte del Governo, che dell'Assemblea, anche
  in  quella  che  è l'ottica del risparmio. Anche io,  onorevole  De
  Luca,  la scorsa mattina che ho fatto una missione a Roma, ho preso
  l'aereo  non  delle sei e trenta o delle sette, ma delle  cinque  e
  cinquanta per fare risparmiare l'Assemblea.
   Detto  questo,  è iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso, presidente
  Schifani che...  assessore Falcone mi scusi, Presidente se  può  un
  attimo... penso di poter dire che questo avvio di lavori d'Aula sia
  uno spettacolo gradevole.
   Vi  dico le mie sensazioni, ho trovato un Presidente della Regione
  schietto,  con  un  linguaggio semplice, non voglio  apparire  poco
  rispettoso  delle istituzioni ma, Presidente, mi è  sembrato  quasi
  quello della porta accanto, quello che parla un linguaggio diretto,
  garbato,  senza libri dei sogni, che centra i temi veri su  cui  si
  fondano  le  questioni  reali, sulla sanità, sulle  infrastrutture,
  sulla  mobilità, sul trasporto pubblico locale, così come sui  temi
  delle energie rinnovabili.
   Ho  trovato  un  Presidente della Regione  che  non  andasse  alla
  ricerca  di  un  consenso  fuori  dall'Aula,  l'ho  trovato  in  un
  linguaggio  diretto  rivolto, come è giusto  che  sia,  a  tutti  i
  colleghi  di  tutti  i  Gruppi parlamentari, di  maggioranza  e  di
  opposizione,  aperto, perché no, a degli spunti, a dei suggerimenti
  con lo stesso spirito con il quale, devo dire la verità Presidente,
  si sono anche avviate, in queste ore, i lavori delle Commissioni.
   Certo la tempistica, la variazione di bilancio, la possibilità  di
  utilizzare  le  risorse che non sono state utilizzate  nel  Governo
  precedente,  perfino la possibilità di toccare temi che  riguardano
  la promozione della Sicilia all'estero, sull'internazionalizzazione
  legata ai termini all'agricoltura.
   La  scommessa  è  partita, e non possiamo certo attendere  che  ci
  siano dei riti rispetto ai quali i ritardi, uno o dopo l'altro poi,
  ci  inchiodano  a  delle scadenze che sono state  poste,  anche  in
  maniera chiara, dall'onorevole Cateno De Luca il quale, Presidente,
  anche  e  da  questa  parte io ho trovato un  linguaggio  semplice,
  ciascuno con la propria personalità, ciascuno col proprio  modo  di
  interagire.
   Io  penso  di  aver fatto, non dico un complimento  al  Presidente
  Schifani,  ma  una  considerazione  sul  linguaggio  utilizzato  e,
  Presidente, davvero lo dico col massimo del garbo, quando arrivo  a
  dire perfino lo zio che tutti vorremmo.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   I siciliani ci guardano. Chi è fuori da quest'Aula non cerca sogni
  da  vendere,  aspetta  temi concreti che sono  quelli  che  lei  ha
  rappresentato.  Dall'altra parte il mio  amico  Cateno  De  Luca  -
  rispetto  al  quale non nascondo anche i rapporti  personali  e  di
  stima - ha portato una serie di temi che riguardano la trasparenza,
  che   riguardano  le  partecipate,  che  riguardano  riforme   che,
  Presidente, anche lei in qualche modo ha rappresentato.
   Credo  che l'una cosa non tolga nulla all'altra. E il modo diretto
  con  il  quale, già in questa prima seduta senza troppe  formalità,
  senza  annunci che la gente che ci guarda fuori dal Palazzo sa  che
  servono  a poco, sia il modo migliore per affrontare questo  inizio
  di  legislatura. È il modo migliore, Presidente, per i temi che lei
  ha  citato  in  campagna  elettorale. È  il  modo  migliore  e  per
  restituire  a  questa Terra un sistema di viabilità, che  fu  tolto
  attraverso  il recepimento della legge Del Rio. È il modo  migliore
  per affrontare il tema della riforma delle province che, ancora una
  volta  dai banchi dell'opposizione, arriva con uno spunto,  garbato
  ma  deciso,  che certamente questo Governo, così come le  forze  di
  maggioranza,  non  potranno che raccogliere  se  non,  addirittura,
  fatto  proprio  già in prima istanza. Sì perché ricorderete  quelle
  antenne sensibili nei territori, quell'organismo che riusciva a far
  parlare  di  politica attraverso la politica, che dava  risposte  e
  rispetto  ai  temi della viabilità, rispetto ai temi delle  scuole,
  rispetto ai temi della disabilità.
   E  allora, Presidente, io con questo mio breve intervento,  perché
  non ero candidato dall'altra parte quindi i miei tempi, ovviamente,
  a  disposizione  sono quelli di un piccolo Gruppo parlamentare  ben
  rappresentato  nel  suo  Governo  del  quale,  diciamoci  le  cose,
  apprendevo  dai giornali che, fino a qualche giorno  prima,  potevo
  far  parte.  Noi abbiamo fatto delle scelte. Riteniamo,  in  questo
  momento,  che i due assessori presenti tra i banchi e  del  Governo
  siano  quelli  che  al  meglio possono,  certamente,  rappresentare
  queste esperienze in fase di avvio e, se me lo consente Presidente,
  ritengo  che  se  tutti con questo atteggiamento di  un  linguaggio
  semplice, diretto di chi vuole parlare alla gente, affronteremo dai
  banchi  della  maggioranza e dell'opposizione, con  questo  spirito
  costruttivo, certamente amici ci aspetteranno degli anni ricchi  di
  soddisfazione, partendo dalla grande complessità del lavoro che  ci
  aspetta.
   Perché  veda,  Presidente,  lei è certamente  uomo  garante  delle
  Istituzioni, dei rapporti sicuramente con il Governo nazionale,  ma
  non  poteva  dirla  meglio quando ha fatto un riferimento  al  tema
  delle  politiche sociali, dell'Assessorato alla famiglia,  rispetto
  alla  riforma del mercato del lavoro e al recepimento  del  sistema
  del reddito di cittadinanza.
   Bisogna  ritornare  alla dignità del lavoro con la  consapevolezza
  che in Sicilia il recepimento di quella riforma, certamente, è cosa
  meno  semplice  di  quanto può avvenire in altre regioni  d'Italia,
  cioè non si può certamente tout court pensare all'eliminazione  del
  reddito  di  cittadinanza,  ma avremo  uno  strumento  -  ho  avuto
  occasione  di  confrontarmi con l'Assessore  per  la  famiglia  che
  guarderà  alle agenzie per il lavoro, che cercherà di non  lasciare
  gli  ultimi indietro -  perché nessuno Stato, degno di poter essere
  chiamato tale, può avere questo genere di approccio, ma ripeto  che
  nel suo Governo, Presidente della Regione, penso ci siano tutte  le
  competenze per fare al meglio questo genere di lavoro.
   Un'ultima  cosa.  Lei certamente è noto per questo  suo  senso  di
  equilibrio  e  sono  certo - questo lo  dico  a  me  stesso  ma  lo
  rappresento anche ai colleghi dell'opposizione - che in  quest'Aula
  verrà sempre tenuto fisso un principio che è quello della sovranità
  parlamentare. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Dipasquale.  Non
  essendo  presente  in  Aula,  ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole
  Schillaci.
   Onorevole Catanzaro, voleva intervenire lei?

   CATANZARO.  Sì, avevo detto che ero in sostituzione dell'onorevole
  Dipasquale.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Prima interviene l'onorevole  Schillaci,  a
  seguire l'onorevole Caronia e poi lei, onorevole Catanzaro.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, presidente Schifani,  Assessori  e
  colleghi  deputati, diamo inizio alla diciottesima legislatura  con
  un  grande  auspicio di un maggiore confronto e dialogo tra  questo
  Governo  regionale e il Parlamento e tra questi e il mondo esterno:
  associazioni  di categoria, lavoratori e cittadini  che  certamente
  stanno  vivendo  un momento difficile  dettato  da  una  guerra  in
  Europa,  una  pandemia che possiamo dire non sopita  e  soprattutto
  caro  energia  ed  una crisi economica mai vista  che  getta  nello
  sconforto sia le famiglie che le imprese.
   Caro Presidente, ci lasciamo alle spalle un Governo regionale  che
  è  stato immobile, che non ha varato alcuna riforma, sebbene  linee
  programmatiche patinate e tanti proclami annunciati.
   Abbiamo  ereditato  una Regione sfibrata e agli  ultimi  posti  di
  qualsiasi  classifica  e  con  due grandi  minacce:  da  una  parte
  l'autonomia differenziata, che non farà altro che aumentare il  gap
  tra  il Nord e il Sud Italia, e dall'altra l'annunciata riforma del
  reddito di cittadinanza.
   Possiamo  dire  che priverà, a partire già dal mese di  settembre,
  persone  dell'unico  sostentamento che hanno e stiamo  parlando  di
  persone che sono quasi, nella gran maggioranza, non scolarizzate  o
  che hanno un livello di formazione davvero basso.
   Io  mi  chiedo  come si possa, in otto mesi, formare  duecentomila
  persone  per  poterle  immettere nel  mercato  del  lavoro.  Stiamo
  parlando comunque di una terra arida di occasioni lavorative.
   E'  una  vera  bomba sociale e credo che questo Governo  regionale
  abbia questa come priorità e deve affrontarla immediatamente. Come?
  Intanto,  con l'apertura di un tavolo di confronto a  Roma  e  fare
  capire,  caro Presidente Schifani, che questa riforma  va  bloccata
  almeno  fino a quando le nostre persone, i nostri concittadini  non
  siano nelle condizioni di essere immesse nel mercato del lavoro.
   La nostra è una Regione con un apparato amministrativo anziano che
  necessita  lo  sblocco  delle assunzioni volte  al  reperimento  di
  risorse  umane  fresche  e  soprattutto di  competenze  e  tecniche
  specifiche.
   Basti   ricordare  la  vicenda  della  trentina  di  progetti   in
  agricoltura  che  sono  stati respinti e che  hanno  fatto  perdere
  ingenti risorse alla Sicilia.
   Ecco,  noi  questo non lo possiamo più permettere, così  come  non
  possiamo  più permettere e tollerare l'esodo dei tanti giovani  che
  vanno  via  dalla Sicilia, una Regione che come dicevamo  prima  ha
  carenze  di risorse umane tecniche e specialistiche da una parte  e
  dall'altra ha un esercito di gente, di precari dalle mille sigle  e
  che  non  vedranno  mai  un  contratto e  già  si  trovano  in  età
  pensionabile.
   Non  posso citare naturalmente il caso dei tirocinanti dell'Avviso
  22  che  è davvero una vergogna del Governo Musumeci; sono  300  le
  persone  che non hanno ancora ricevuto, a distanza di tre anni,  il
  contributo  per il tirocinio svolto, nonostante abbiano  affrontato
  delle  spese  per raggiungere il posto di lavoro che non  sono  mai
  state rimborsate, quindi oltre il danno anche la beffa.
   Ebbene,   va  messa  in  discussione  l'intera  misura,   l'intero
  strumento del tirocinio, sia per le proposte non congrue, ma  anche
  per gli sviluppi occupazionali. Ebbene soltanto il 10 per cento  di
  questi  tirocinanti poi ha avuto un contratto e non sempre a  tempo
  indeterminato, stiamo parlando solo del 10 per cento.
   Chiedo  quindi  al  nuovo Governo regionale di  risolvere  al  più
  presto  questa  vicenda perché stiamo parlando di  diritti  lesi  e
  quando parliamo di diritti lesi voglio parlare anche degli studenti
  con disabilità; per loro il diritto allo studio non è uguale, non è
  uguale  per  tutti, abbiamo cittadini di serie A e  di  serie  B  a
  seconda del comune di nascita.
   Occorre invece, caro Presidente, omogeneizzare l'intero territorio
  siciliano. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato una riforma che
  si  trova  incardinata in Commissione ma che non ha visto  la  luce
  nella scorsa legislatura. Mi auguro che se ne tenga conto e che  ne
  parleremo a breve, ma parliamo anche di diritti lesi..

   SCHIFANI, presidente della Regione. L'ha ripresentata?

   SCHILLACI. Certo, la ripresenterò senz'altro, ma parliamo anche di
  diritti  lesi  quando  parliamo  della  condizione  dei  minori  in
  Sicilia,  lei l'ha citato prima, siamo la prima Regione  in  Italia
  per  dispersione scolastica, il 19 per cento, ma non è tanto questa
  la  gravità  della cosa quanto il fatto che non abbiamo  assistenti
  sociali, abbiamo 1.200 plessi con un solo assistente sociale  nella
  zona della Bandita, quindi nella zona Sud di Palermo, questa cosa è
  intollerabile; noi dobbiamo immettere nuovi assistenti  sociali  ed
  evitare  che  i  ragazzini di otto anni stiano nelle  piazze  dello
  spaccio,  come  Sperone, Brancaccio e Zen. Questo è  un  intervento
  immediato che chiediamo al Governo regionale.
   E parliamo di diritti lesi anche quando non ascoltiamo il grido di
  allarme  dell'ANCE  Sicilia  che getta nello  sconforto  tantissime
  imprese,  lo  spauracchio e la chiusura della Cassa  regionale,  le
  imprese  non vedranno pagati i loro crediti e rischiamo di  mandare
  al collasso centinaia di imprese.
   Una Regione che continua a presentarsi arretrata, poco incisiva in
  vari   settori  e  voglio  citare  in  particolare  i  collegamenti
  marittimi  con  le Isole minori che hanno impegnato le  Commissioni
  della  scorsa  legislatura e soprattutto l'Aula più  e  più  volte:
  stiamo  parlando di ritardi, cancellazione di tratti, gravi carenze
  igieniche,  mezzi vetusti convenzioni e contratti non rispettati  e
  nessuna  vigilanza;  eppure i mezzi di trasporto  rappresentano  il
  biglietto da visita di una terra, la Sicilia, che dovrebbe fare del
  turismo un volano di sviluppo economico.
   Infine,  da  membro della Commissione  Antimafia' regionale  della
  scorsa   legislatura  mi  preme  evidenziare  il   fenomeno   della
  corruzione  dilagante  che ha interessato rami dell'amministrazione
  regionale e alcuni suoi enti trasformati in strumenti di potere per
  arricchimenti  personali o per sistemi clientelari  che  non  hanno
  nulla  a  che  fare,  né  con il bene comune,  né  con  l'interesse
  pubblico.
   Va  bene, come lei ha già detto, caro Presidente, la rotazione dei
  dirigenti che lei già ha annunciato ma stiamo attenti perché,  alle
  volte, la rotazione di tutti i dirigenti o della maggior parte  dei
  funzionari rischia di ingessare una macchina amministrativa che già
  è  carente  di personale tecnico. L'importante è, ce lo  dicono  le
  leggi  di  anticorruzione, che si facciano rotare  quei  funzionari
  delle  aree  a  rischio e quello che invece noi le chiediamo,  come
  impegno,  è la verifica dell'attuazione delle leggi, come la  legge
  anticorruzione,  che  molti  rami dell'Amministrazione,  sconoscono
  completamente.
   La  legge  n. 33 del 2013, la legge sulla trasparenza, la  maggior
  parte  dei  siti della Regione non sono aggiornati e questa  è  una
  cosa  che va assolutamente evidenziata, anche perché dobbiamo  dire
  che  la  corruzione brucia l'economia e rallenta  assolutamente  lo
  sviluppo economico di una Terra, l'ha già detto lei, con un tessuto
  economico  fragile; la forte crisi  socio-economica ci  impone  una
  gestione  più attenta ed oculata delle risorse, secondo i  principi
  di  economicità,  efficienza ed efficacia, così  come  puntualmente
  sottolinea  la  Corte  dei  Conti,  dobbiamo  dunque  invertire  la
  tendenza  e  raccogliere  tutte le opportunità  di  sviluppo  della
  nostra Terra.
   Noi  come  opposizione  saremo pronti ogni qual  volta  lei  vorrà
  tendere  la  mano  per  accogliere suggerimenti  e  proposte,  però
  vogliamo un'inversione di tendenza, vogliamo un cambio di passo  e,
  quindi,  concludo augurando buon lavoro al Presidente,  al  Governo
  regionale e a tutti noi affinché davvero si possa effettuare questo
  cambio di passo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli Assessori, onorevoli colleghi, ritengo che dopo il  lungo
  tempo, che ci ha separato dal risultato elettorale che ci ha  visto
  vincenti  nell'elezione del Presidente della  Regione  Schifani  ad
  oggi,  giorno in cui cominciamo di fatto l'inizio della legislatura
  in  Aula,  è passato del tempo, nostro malgrado, ma oggi finalmente
  si  comincia  a  entrare nell'ambito dei temi che  maggiormente  ci
  appassionano.
   Devo  dire  che  dopo  appunto  l'insediamento  del  Consiglio  di
  Presidenza e dopo l'avvio delle attività dovute, oggi cominciamo  a
  discutere  di  quelli che sono i punti cardine  di  quello  che  ci
  aspetta, mi auguro in questi cinque anni lunghi e proficui.
   Una  riflessione  politica  sento di doverla  fare,  innanzitutto,
  Presidente,  perché Parlamento e Governo, così come  ha  ben  detto
  lei,  avranno  un  ruolo importante, quello di  collaborare,  e  su
  questo  un accorato appello che è quello che lei ha già in  qualche
  modo  esplicitato ampiamente è quello di creare con il passato  una
  sorta di momento di differenziazione dando realmente corpo a quello
  che  è  un  rapporto di sinergia tra il Parlamento ed  il  Governo.
  Questo ci è mancato tanto nella precedente legislatura e sono certa
  che  durante  questo  Governo  non  mancheranno  le  occasioni   di
  confronto e di aperto dialogo costruttivo.
   Devo  anche  dire  che  la  fortunata,  ma  comunque  l'importante
  coincidenza della presenza di un Governo nazionale che rifletta  la
  stessa  composizione politica del Governo regionale è  estremamente
  favorevole  ed  importante per quelle che saranno le battaglie  che
  già  avete  iniziato, come Governo, che già abbiamo  iniziato  come
  Governo,  che  ci  hanno visto sicuramente, diciamo  parte  di  una
  trattativa  importante  che possa restituirci  quella  dignità  che
  negli  anni abbiamo purtroppo perso a causa di sottrazioni di somme
  importanti,  una  per tutte la vicenda che ci  vede,  che  vede  il
  Governo  impegnato in una trattativa che riconosca un  abbassamento
  della compartecipazione alla spesa sanitaria, che credo e mi auguro
  che  nelle prossime ore avrà un esito positivo, per continuare  con
  quella  che  è  stata  già  intrapresa e di  questo  devo  dire  il
  Presidente  lo ha già detto, ma lo ha anche dimostrato,  perché  il
  vicepresidente  della Regione è stato già parte di  una  importante
  riunione  che  riguarda appunto i temi della finanza differenziata,
  dell'autonomia   differenziata,   quindi   l'onorevole   De   Luca,
  probabilmente  questo passaggio lo ha perso, ma già il  Governo  ha
  dato  inizio a quella che è un'interlocuzione fitta con il  Governo
  nazionale  perché  si  parli  proprio di  autonomia  differenziata,
  perché di questa Regione che è la più grande Regione in termini  di
  dimensione e non soltanto che appunto è a Statuto autonomo dobbiamo
  fare  proprio  di questo  il nostro baluardo e questi  cinque  anni
  serviranno  a  far  sì  che  la nostra  autonomia  venga  veramente
  concretizzata non soltanto con sterili, come dire, proclama ma  con
  fatti  concreti che guardino soprattutto a quella che è, come dire,
  la  parte economica e il riconoscimento di quelle che sono le somme
  che questa Regione aspetta da tanto, tanto tempo.
   Devo dire che i temi sono stati ampiamente spiegati, enunciati dal
  Presidente  della  Regione e devo dire che  non  può  che  trovarmi
  d'accordo nelle enunciazioni che sono state non soltanto il  nostro
  cavallo  di  battaglia della campagna elettorale e che  poi  adesso
  diventeranno oggetto pieno del nostro programma, ma che anzi stanno
  entrando  nel  dettaglio di una serie di scelte,  come  quella  dei
  termovalorizzatori,  come quella che riguarda appunto  una  visione
  diversa della sanità. Una sanità che oggi ovviamente si ritrova nel
  suo bilancio una serie di problematiche che chiaramente eredita  ma
  che sono gravemente, come dire, che pesano gravemente sul futuro ma
  che sono frutto di scelte del passato.
   E  se  noi dobbiamo guardare in maniera oggettiva, dobbiamo  anche
  dire, che non può essere addebitato a questo Governo ciò che magari
  è  stato  fatto  nel  passato, e su alcune di queste  scelte  anche
  personalmente  il  mio  Gruppo parlamentare,  ha  avuto  anche  dei
  momenti,  come  dire, di scontro leale ma di proposizione  che  non
  sono  state  evidentemente accolte. Mi auguro  che  questo  sia  un
  Governo  invece  che  ascolterà in maniera  molto  più  propositiva
  quelle  che sono delle assolute indicazioni di buon senso legate al
  fatto  che  la salute dei cittadini è un diritto innegabile  e  che
  chiaramente  avere  visto già i primi passi di  un  Presidente  non
  ancora  plenipotenziario,  perché comunque  era  nelle  prime  fasi
  della    sua   attività,    per   esempio   la   riapertura   della
  cardiochirurgia a Palermo è un dato che è segno, un segno  positivo
  nell'azione di Governo del Presidente Schifani.
   Bene,  rispetto  alle iniziative parlamentari  che  questo  Gruppo
  parlamentare Prima l'Italia Lega aveva già intrapreso nella  scorsa
  legislatura,   Presidente,  mi  corre  l'obbligo  di  sottolinearne
  qualcuna  giusto per non essere ripetitiva anche rispetto a  quello
  che è stato detto anche dagli altri colleghi.
   Iniziative  che  hanno  a che vedere con la  salute  non  soltanto
  fisica  ma  anche  mentale  dei siciliani soprattutto  dopo  questo
  periodo  di pandemia. Noi abbiamo sottoscritto un disegno di  legge
  che  appunto istituiva lo psicologo di base come figura  essenziale
  all'interno del sistema sanitario proprio per garantire, a chi  non
  può,  le cure sanitarie legate appunto alla salute mentale cosa  di
  cui  oggi  tantissimi lamentano la necessità e lamentano  anche  la
  difficoltà   ad   approcciare  proprio  perché   è   economicamente
  difficile,  come  dire, in qualche modo per le famiglie  approntare
  delle somme così ingenti.
   Ecco  inserire all'interno del sistema sanitario la  figura  dello
  psicologo  di  base  al pari del pediatra di libera  scelta  e  del
  medico  di famiglia, sicuramente sarebbe il segno di una civiltà  e
  di  grande  interesse nei confronti soprattutto di una  popolazione
  giovane,  Presidente,  che  è quello a cui  noi  dobbiamo  guardare
  perché i giovani di questa Terra hanno bisogno di avere sicuramente
  occasione  di  lavoro ma anche di avere  salute mentale,  di  avere
  quelle  condizioni che nelle altre parti dell'Italia  e  del  mondo
  vengono riconosciute ormai in maniera stabile.
   Continuando   con   quelle  che  sono  le  esigenze,   sicuramente
  importanti,  quelle della rappresentatività, ha ben detto  e  credo
  che   sia   stato  assolutamente  importante  il  passaggio   sulla
  rappresentatività     delle    province    che    nell'architettura
  costituzionale  proprio a seguito del referendum che  ha  detto  sì
  alla  permanenza delle province, appunto, vogliamo  dare  di  nuovo
  rappresentanza democratica e credo che sia un passaggio ineludibile
  perché questo Parlamento si segni e si contraddistingua, come dire,
  con  una  trasformazione  delle  istituzioni  che  sia  sicuramente
  obiettivo  del  dialogo di tutti ma che dia anche la prospettiva  a
  chi  verrà  dopo. Creare la nuova classe dirigente è  un  passaggio
  estremamente importante.
   E  proprio  perché vogliamo in qualche modo traguardare forse  con
  questa  legislatura quello che sarà il futuro, la politica dovrebbe
  fare   questo,   credo  che  sia  assolutamente  importante   anche
  pensare...

   PRESIDENTE   Onorevole  Caronia,  la  invito  ad   avviarsi   alle
  conclusioni anche se è perfetto nel discorso...

   CARONIA.   Due  brevissime  considerazioni.  Abbiamo  due   grandi
  problemi  che riguardano la città di Palermo. Lei è un palermitano,
  non  mi  sono  mai  stancata di dire che avere un Presidente  della
  Regione  palermitano mi onora da palermitana. Il centro direzionale
  della  città  di  Palermo che è stato, a mio  avviso,  valutato  in
  maniera   piuttosto   rapida   probabilmente   necessita   di   una
  rivalutazione proprio perché è allocato in una zona di Palermo dove
  logisticamente  è difficile essere come dire punto  riferimento  di
  tantissimi regionali, di tantissimi dipendenti che possono  fruirlo
  senza  difficoltà  e  dall'altra quella di dare  attuazione  a  una
  delibera  di  Giunta  che rivede la costruzione  di  un  museo  del
  liberty  presso  l'ex sede di Villa Deliella che nel  centro  della
  città  rappresenta il sacco di Palermo e sicuramente ha  un  valore
  molto  più  importante  rispetto alla semplice  allocazione  di  un
  museo, ma è sicuramente l'affermazione di alcuni principi sui quali
  noi  tutti crediamo fortemente che è quello della legalità e  della
  giustizia  e anche del decoro urbano e anche del ricordo di  quelli
  che  prima di noi hanno lasciato un segno importante nella  cultura
  della nostra città. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Caronia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente
  della  Regione,  colleghi, non c'è dubbio che pandemia,  guerra  ed
  emergenza  energetica  abbiano determinato  un  aggravamento  delle
  condizioni  economiche e sociali della nostra Sicilia, una  Sicilia
  che è andata indietro soprattutto nelle aree interne laddove c'è un
  declino  demografico, dove ci sono difficoltà nei servizi  e  nelle
  infrastrutture  di  collegamento. Io penso  che  questa  condizione
  debba  far  assumere  allo  Stato,  quindi  al  Governo  nazionale,
  all'Unione Europea e quindi alla nostra Sicilia, una condizione  di
  scatto in avanti perché i problemi vengano affrontati seriamente  e
  vengano   risolti.  Ahinoi,  la  situazione  delle   Regioni   come
  istituzioni,   nel  sentire  dei  cittadini,  non  è  assolutamente
  positiva,  l'arretramento, un tempo si parlava  di  democrazia  dal
  basso  o  la  partecipazione,  il superamento  della  distanza  dei
  cittadini  con  le  istituzioni. Abbiamo visto  che  questo  non  è
  avvenuto neanche nelle Regioni a Statuto speciale specie in  questi
  ultimi  anni  e  le  condizioni  anche  determinate  dalle  riforme
  costituzionali  non hanno reso più partecipe il cittadino, anzi  si
  è creata una situazione di confusione istituzionale che si potrebbe
  aggravare, Presidente della Regione, con questo tentativo  speriamo
  avversato  da  tutta  la  classe  dirigente  siciliana  di  portare
  un'ulteriore  differenziazione a livello di legislazione  regionale
  con  deleghe che sicuramente determinerebbero la disgregazione  nel
  nostro Paese.
   Io  non  farò  un'analisi,  perché  non  c'è  tempo,  delle  varie
  condizioni  economiche e sociali della nostra Isola, mi  limito  ad
  indicare  tre problemi fondamentali che emergono e che si legano  a
  tre diritti costituzionali.
   Il  primo  è  il  diritto  al lavoro,  le  difficoltà  che  ha  il
  Mezzogiorno e, quindi, la Sicilia in tema di sviluppo. Lei ha detto
  che il Governo si impegnerà a portare avanti politiche di sostegno,
  di  incentivi.  Speriamo. Noi siamo qui pronti ad  affrontare  e  a
  trovare un confronto. Stanno lentamente partendo le zone economiche
  speciali, potrebbero essere uno strumento da mettere in campo, però
  già  la  situazione è estremamente grave. Apprezziamo che lei  alla
  fine  abbia parlato della situazione del polo industriale di Priolo
  che deve essere posto nell'agenda centrale del Governo regionale  e
  del  Governo  nazionale. Cogliamo qualche elemento discutibile  che
  del  tema  se  ne  parli  con  tempi che riteniamo  non  rispondano
  all'emergenza. Noi lo abbiamo detto chiaramente e dobbiamo arrivare
  anche al limite alla nazionalizzazione perché i posti di lavoro  in
  quel   territorio  vanno  salvaguardati  perché  ci   sarebbe   una
  lacerazione sociale non facilmente recuperabile.
   L'altro tema che si è collegato alla nostra Costituzione è  quello
  del   diritto   alla  salute,  l'articolo  32  della  Costituzione.
  Presidente,  lei  ha  parlato di alcune questioni  che  a  noi  non
  sembrano  quelle,  probabilmente, da affrontare immediatamente,  il
  rapporto pubblico-privato con alcune sue considerazioni francamente
  non  facilmente condivisibili. Io mi permetto di dire - glielo dico
  da  medico  e  da sindaco di una cittadina che ha un  ospedale  nel
  territorio - che il problema vero oggi, in Sicilia, è il numero dei
  medici  che  mancano. La politica sbagliata del numero  programmato
  che  si  è  trasformato  in numero chiuso,  ermetico  e  quindi  la
  necessità  di mettere in campo strategie che non guardino  soltanto
  al futuro perché per formare un medico ci vogliono 11 anni.
   Io  credo  che il Governo, a differenza del Governo che  è  andato
  via, debba affrontare questo tema perché deve prendere atto che  ci
  sono  ospedali, quelli nei comuni capoluogo, in cui c'è la totalità
  della  copertura  quasi dei posti in organico, negli  ospedali  del
  territorio  la  copertura  è  minima,  assai  minima,  quindi   per
  condizioni diseguali non si possono fare parti uguali o si  fa  una
  politica interdipartimentale oppure si dica con franchezza che cosa
  debbono   rappresentare  questi  ospedali.   Ci   vogliono   scelte
  coraggiose,  i  concorsi soltanto in questi ospedali  nei  prossimi
  anni,  visto  che c'è nel capoluogo la copertura quasi  totale  del
  personale  e in questi ospedali la mancanza anche minima di  alcuni
  servizi  legati,  soprattutto, all'emergenza ed  all'urgenza,  alla
  cardiologia, alla rianimazione e per parlare di sanità non possiamo
  non  parlare della non autosufficienza del dopo di noi, la risposta
  da dare ai disabili quando rimangono soli.
   E,  infine, l'articolo 34. L'articolo relativo alla cultura,  alla
  scuola, il vero ascensore sociale e mi permetto di dire anche  qui,
  da  uomo  che vive la realtà delle aree interne e che è sindaco  di
  una città, Militello in Val di Catania, non può che ribadire che lo
  Stato  in  alcune realtà non arriva perché, rispetto alle politiche
  di  autonomia  che  sono  andate avanti,  non  avere  un  dirigente
  scolastico significa non avere organizzazione, non avere  guida  in
  una scuola e anche qui nelle città capoluogo il pieno dei dirigenti
  scolastici,  al Nord i concorsi che vengono fatti e in Sicilia  una
  condizione assai, assai delicata e difficile.
   La  dispersione scolastica, si lega al disagio sociale. La collega
  parlava della necessità di difendere un provvedimento che non è  un
  provvedimento   qualsiasi,  quello  del  reddito  di  cittadinanza,
  promuovendo i progetti di utilità collettiva, facendo sì che questi
  cittadini possano lavorare per la comunità.
   Concludo,  non  voglio  prendere troppo tempo  al  mio  Gruppo,  e
  concludo  Presidente  dicendo con chiarezza  che  noi  abbiamo  una
  grande  opportunità: il PNRR, perché può significare  investimenti,
  investimenti che vanno fatti con trasparenza sapendo che la Sicilia
  ha  il  problema della Mafia che bisogna tenere lontano  da  questi
  investimenti  e non c'è dubbio che il PNRR può essere un  incentivo
  all'occupazione, allo sviluppo.
   Diceva Bob Kennedy, però, in un intervento straordinario, che  una
  società  non  si  misura soltanto col Pil, si misura  sui  servizi,
  sulla  capacità  che  ha  di  difendere  il  proprio  ambiente,  di
  valorizzare  i  propri beni culturali e, quindi, la complessità  su
  cui dobbiamo lavorare e in questo ci vuole tanto senso etico.
   L'augurio  che faccio alla Sicilia e ai siciliani è che  si  possa
  recuperare  quella  tensione morale che  caratterizzò  la  migliore
  stagione  nel  nostro paese Italia, la classe dirigente  che  venne
  fuori  dalla  lotta  contro il nazifascismo  nella  resistenza  per
  costruire un'Italia democratica, libera, ma soprattutto più giusta.

   PRESIDENTE. Comunico che il PD ha cinque minuti in più  perché  il
  Gruppo  di Forza Italia all'Ars, siamo magnanimi, collaboriamo  con
  la  minoranza,  ha ceduto per dare la possibilità anche  a  voi  di
  partecipare più positivi al dibattito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Siamo magnanimi chi? Lei è il Presidente

   PRESIDENTE. Siamo magnanimi

   PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono davvero
  onorato  per  il  grande  privilegio di  potere  sedere  su  questi
  scranni,  negli scranni del Parlamento più antico del  mondo  e  lo
  sono soprattutto perché lo sto facendo nel partito della Democrazia
  Cristiana.
   Il  25  settembre  120  mila elettori hanno  voluto  riportare  la
  Democrazia  Cristiana  in  seno a questo Parlamento  e,  Presidente
  Schifani, da parte nostra avrà tutta la testimonianza di un  Gruppo
  e  un partito politico coeso e soprattutto leale nei confronti  del
  suo  Governo. Voglio ringraziare 120 mila elettori e lo voglio fare
  congiuntamente al nostro commissario regionale Toto Cuffaro. Ma  il
  25 settembre i siciliani, in maniera inequivocabile, hanno affidato
  la  Sicilia a Renato Schifani, lo hanno fatto in maniera  decisa  e
  non  potevano fare scelta migliore conoscendo le grandi capacità  e
  il curriculum di Renato Schifani.
   Oggi  abbiamo ascoltato le dichiarazioni programmatiche che  altro
  che  non  sono  la  carta  dei  valori  del  Governo,  e  noi  come
  Parlamento, soprattutto come maggioranza, dovremmo, anzi  dobbiamo,
  essere  quella  spinta riformatrice ed essere  testimonianza,  caro
  Presidente Schifani, di coesione e lealtà.
   Dovremmo anteporre gli interessi dei siciliani agli interessi  dei
  politici  e  dei  partiti; e come partito  e  come  maggioranza  lo
  vogliamo  fare  anche  in  un rapporto di  collaborazione  e  nella
  distinzione dei ruoli anche con l'opposizione. Non dobbiamo  e  non
  vogliamo essere ricordati, caro assessore Falcone, per il Governo e
  per  il Parlamento delle urgenze; vogliamo essere ricordati per  un
  Parlamento   ed  un  Governo  che  hanno  saputo  e  che   vogliono
  programmare il destino dei siciliani.
   Vogliamo  saper programmare interventi per la famiglia; interventi
  per  la famiglia come soggetto attivo di questa società e non  come
  soggetto  passivo  di  questa società. Vogliamo  saper  programmare
  interventi per le politiche del lavoro, dove, Presidente  Schifani,
  ma  non  c'è bisogno che io lo sottolineo, per politiche del lavoro
  non dobbiamo intendere le politiche dell'assistenzialismo.
   Vogliamo  -  e  lo  ha  detto lei, Presidente  Schifani  -  essere
  protagonisti per essere il Parlamento delle riforme e plaudo  anche
  all'iniziativa  degli amici del PD che hanno voluto  anticipare  un
  provvedimento  di  natura  governativa  per  quanto   riguarda   la
  reintroduzione  delle Province. Io personalmente mi sono  cresciuto
  tra  i  banchi  della  Provincia regionale di  Agrigento,  mi  sono
  formato  politicamente; non sono per niente e non lo sono  stati  e
  non lo saranno in futuro degli enti inutili, e siccome fa parte del
  programma  di  governo del Presidente Schifani, e conoscendo  anche
  alla sensibilità dell'assessore Messina, sono certo che tra i primi
  atti  che arriveranno all'interno del Parlamento regionale ci  sarà
  la riforma per quanto riguarda la reintroduzione delle Province.
   Parlando  di  enti locali, Presidente Schifani,  io  ho  avuto  il
  grande  privilegio  di essere anche stato sindaco  della  città  di
  Ribera  per  dieci  anni  e mezzo. Troppi  Governi  hanno  lasciato
  all'abbandono gli enti locali, i comuni, non mi riferisco  soltanto
  sotto  l'aspetto  economico, lo diceva lei nelle sue  dichiarazioni
  programmatiche, dove quasi la metà dei comuni siciliani sono in una
  fase  di  dissesto  o  di pre-dissesto, ma soprattutto  per  quanto
  riguarda  anche il personale, che da oltre trent'anni i comuni  non
  sono più in condizioni di poter assumere personale.
   Parlando  di  personale,  non possiamo non  rivedere  il  riordino
  dell'attuale  assetto  ordinamentale  delle  dirigenze  per  quanto
  riguarda l'assetto nostro del nostro ente. E visto che parliamo  di
  personale,  probabilmente non l'ho sentito io,  probabilmente  sono
  stato  distratto,  un  tema  a noi caro,  a  noi  siciliani,  è  la
  stabilizzazione  degli Asu. Riguarda non una  persona,  riguarda  4
  mila e 800 famiglie che da oltre trent'anni attendono una risposta.
   Io  ho  avuto il grande privilegio di essere eletto Vicepresidente
  della  Commissione  Salute , non vedo l'assessore Volo che poco  fa
  era  qua.  Un  po'  tutti  gli  interventi  sia  dei  colleghi   di
  maggioranza   sia  dei  colleghi  di  opposizione   abbiamo   fatto
  riferimento ai grandi disagi della sanità siciliana. Dobbiamo saper
  transitare  dalla  fase Covid in cui adesso ci troviamo  alla  fase
  post Covid dove ci stiamo inoltrando.
   Presidente Schifani, non possono esserci in Sicilia, e non  voglio
  fare  polemiche  né  con l'Assessore né col Presidente  che  lo  ha
  preceduto, non possono esserci in Sicilia siciliani di  serie  A  e
  siciliani  di  serie B. I siciliani che abitano  a  Palermo  devono
  avere la stessa offerta sanitaria degli abitanti di Rocca Cannuccia
  per  citare  un paese che non esiste. Non possiamo sottacere  sulle
  difficoltà che ci sono nell'assumere i medici che non esistono; non
  possiamo  sottacere nei vari Pronto Soccorso che ancora sono  stati
  soppressi,   sospesi  o  chiusi.  Dobbiamo  affrontare,  Presidente
  Laccoto,  la difficoltà che hanno gli ospedali denominati  Hospital
  Covid   che  oggi  non  hanno  più  una  vera  missione.   Dobbiamo
  attenzionare  la  sanità  anche  su  base  territoriale.   Dobbiamo
  utilizzare,  caro Presidente, le risorse del PNRR anche  in  ambito
  sanitario  sperando di non creare cemento e cattedrali nel  deserto
  perché  se  abbiamo  difficoltà ad assicurare il  personale  medico
  negli  ospedali io faccio fatica ad immaginare che possiamo trovare
  nell'immediato  medici, ospedale sanitario anche  per  le  case  di
  comunità o gli ospedali di comunità.
   Parlando  di  PNRR non possiamo farci sfuggire questa  opportunità
  per  la  grande  sfida  energetica. La crisi internazionale  acuita
  anche  con  la guerra in Ucraina ha smascherato tutte le  debolezze
  del  nostro  Stato,  del nostro Paese e della  nostra  Sicilia  per
  quanto   riguarda  l'approvvigionamento  energetico.   In   Sicilia
  possiamo  essere promotori di un cambiamento e siccome siamo  nella
  terra  più  bella,  all'interno del più bel Paese  del  mondo,  lei
  faceva  riferimento  al turismo e quando parliamo  di  turismo  non
  possiamo  non  ricordare  il  nostro turismo  che  passa  dai  beni
  culturali,  dai  beni  archeologici ma anche delle  grandi  risorse
  termali,  le risorse termali di Acireale e di Sciacca che da  tanto
  tempo  sono  state  chiuse  in  cui,  invece,  il  nostro  Governo,
  assessore  Falcone, deve dare, dovrebbe dare delle  risposte  anche
  nell'immediato.
   Agricoltura.  La  mia  città  Ribera è  un  paese,  una  cittadina
  prevalentemente  agricola,  agrumicola,  noi  siamo  conosciuti  in
  Sicilia,  in  Italia e nel mondo per avere l'arancia  DOP,  l'unico
  prodotto agrume DOP al mondo, mi dicevano.
   Lo  sguardo, assessore e grande amico Luca Sammartino, deve essere
  verso le riforme, iniziando dalle riforme dei Consorzi di bonifica.
  Da  vent'anni in questa Assemblea, che io solo oggi ho  l'onore  di
  partecipare, si parla di riforma del Consorzio di bonifica che  non
  è  stata  mai  attuata;  e lo sguardo agli  agricoltori  non  passa
  attraverso  e  per  questo plaudo l'iniziativa di partecipare  alle
  fiere  internazionali di una promozione dei nostri prodotti  che  è
  giusto che ci sia ma passa anche attraverso un approccio diverso da
  parte  della burocrazia nei confronti dei produttori, nei confronti
  degli agricoltori. Oggi, purtroppo, la burocrazia regionale è vista
  come la controparte delle esigenze e dei bisogni degli agricoltori.
   Io  chiudo  per  non rubare tempo ai miei colleghi di  Gruppo  che
  anche loro hanno il piacere di partecipare a questo dibattito.
   Ci  aspettano, Presidente Schifani, Governo, maggioranza, ma anche
  Parlamento  nella  sua interezza, ci aspettano  anni  di  scelte  e
  scelte  coraggiose.  Mi auguro che il nostro  passaggio  di  questi
  cinque  anni  non  siano passaggi da meteore, che  possiamo  essere
  ricordati  per  aver contribuito ad una crescita dei siciliani,  ad
  una   crescita  del  tessuto  sociale  ed  economico   dei   nostri
  concittadini  e  per  aver  lasciato dei segni  tangibili.  Siccome
  conosco le capacità del Presidente Schifani e la sua saggezza, sono
  sicuro che saremo ricordati da tantissimi siciliani per quello  che
  abbiamo saputo fare. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.
   Comunico  all'Aula che dopo l'intervento dell'onorevole  Catanzaro
  sospendiamo  l'Aula per un'ora così si può fare una pausa  per  chi
  ancora  non  l'ha  fatta. Mi raccomando poi puntuali  in  Aula  per
  continuare il dibattito.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Grazie  Presidente,  Governo,  Assessori  e  onorevoli
  colleghi.  Purtroppo,  Presidente dell'Assemblea,  è  aberrante  il
  fatto  che  noi  come Gruppi di opposizione, dopo l'intervento  del
  Presidente  della Regione che ha detto che vuole avere un  rapporto
  con   l'Aula,  siamo  ovviamente  destinatari  del  fatto  di   una
  contingenza del tempo e, quindi, ci ritroviamo io da Capogruppo del
  Partito  Democratico ad avere colleghi deputati che non riusciranno
  a  fare  il  loro intervento. Se ci togliete anche  questo,  a  noi
  Gruppi  dell'opposizione, iniziando oggi la  nuova  Legislatura  in
  Aula,  questo  diventa un grande problema; lo dico  all'Aula  anche
  perché è una cosa che dobbiamo sicuramente rivedere.
   Signor  Presidente  della Regione, io ho ascoltato  con  enorme  e
  grande attenzione...

   PRESIDENTE. Onorevole, noi, il nostro Gruppo Forza Italia all'Ars,
  abbiamo  ceduto  i  minuti  proprio  per  dare  la  possibilità  di
  dialogare con il Presidente della Regione.

   CATANZARO.  Lo so, lo so, l'ho capito, però dobbiamo rivedere.  Io
  vi ringrazio, l'ho detto per la prossima volta.
   Io  volevo,  ovviamente, dire al Presidente della Regione  che  ho
  ascoltato con grande interesse quella che è stata la sua relazione.
   Devo  dire  al Presidente della Regione che oggi ho compreso  -  e
  questo  me  lo deve dire lui - che forse quello che è  stato  detto
  oggi  qua  in  Aula forse è campagna elettorale; però, la  campagna
  elettorale l'abbiamo finita e quindi io chiedo al Presidente  della
  Regione  di  non  commettere l'errore che c'è  stato  nella  scorsa
  Legislatura  con quel Governo perché ogni qualvolta erano  soltanto
  proclami  che sono stati  prodotti in quest'Aula partendo da  tanti
  argomenti,  perché, Presidente della Regione,  lei  ha  parlato  di
  diversi  argomenti  e  io  sarò veloce ad affrontarli  partendo  da
  quello più importante che io ritengo che è quello della sanità.
   Sì,  è  vero,  Presidente della Regione, noi lo abbiamo  detto  in
  tutte  le  salse  su  quello che è avvenuto della  sanità.  Lei  ha
  parlato  del privato convenzionale, però io le dico che  prima  del
  privato  convenzionale  noi  dobbiamo  guardare  a  quello  che   è
  l'ospedale  pubblico  perché oggi è davvero un  dramma  quello  che
  accade  negli  ospedali  ed  è davvero un  dramma  quello  che  noi
  dobbiamo  far  soffrire ai nostri concittadini  nei  vari  ospedali
  tutti dei territori e questo è un enorme problema.
   Lei  ha parlato, caro Presidente, diciamo di interventi importanti
  sull'agricoltura.  Io ricordo che in quest'Aula abbiamo  più  volte
  sollecitato  e  lamentato il fatto che noi siamo  coloro  i  quali,
  Presidente  della Regione, hanno perso 31 progetti su  31  inerenti
  all'agricoltura;  e  mi fa piacere che qui ci sia  l'Assessore  per
  l'agricoltura che mi sta ascoltando, perché è reale che noi abbiamo
  veramente prodotto un grave danno alla Sicilia.
   Lei  ha  parlato dell'alta velocità. Io, Presidente della Regione,
  le  dico  che  è  importante l'alta velocità, però noi  abbiamo  un
  problema  in  una provincia, forse in due, della regione  siciliana
  che è la provincia di Agrigento che ancora oggi non è collegata  da
  quel  famoso anello autostradale che tante volte abbiamo affrontato
  ma  che  lo scorso Governo non è stato nemmeno in grado di  portare
  all'attenzione  al  Governo centrale. E questa  è  una  cosa  molto
  importante, perché ancor prima dell'alta velocità e del ponte sullo
  Stretto, che è molto fondamentale ed importante, dobbiamo pensare a
  quelle   province  che  sono  davvero  disastrate  come  le  nostre
  province, e mi ha preceduto il collega Pace che parlava di  Ribera,
  ma io gli parlo di tanti altri territori.
     Lei  ovviamente  ha  parlato anche  del  dissesto.  Lei  lo  sa,
  Presidente,  che l'Aula passata, con mio emendamento aveva  trovato
  un  capitolo  destinato  ai  comuni,  che  parlavano  del  dissesto
  idrogeologico. Lo sa che cosa, che fino ha fatto quel capitolo?  E'
  stato stralciato e c'era una piccola somma  Quindi, quando si parla
  di  dissesto,  dobbiamo avere la concretezza  con  i  fatti  e  non
  soltanto su cose che sono proposte ma che, poi, hanno difficoltà ad
  essere realizzate.
   Inoltre, Presidente - ovviamente devo correre, perché c'è  qua  il
  mio  collega  Dipasquale  che  giustamente   -  devo  dirle  anche,
  Presidente, che lei ha fatto dei passaggi politici. Io ritengo  che
  di  politica  ne dobbiamo anche un attimo parlare. Io  ritengo  che
  lei,  con  il Parlamento che vuole avere un grande rapporto,  spero
  tanto che noi siamo qua in Sicilia a decidere, perché altrimenti  -
  mi perdoni io non voglio entrare, ed entro sempre in punta di piedi
  -  altrimenti accade quello che è accaduto nelle ultime giornate  o
  ore della sua Giunta che il Governo centrale, che lei ha più volte,
  citato dica quello che noi in Sicilia dobbiamo fare. E questa è una
  cosa  a  cui  io chiedo, che la Sicilia è dei siciliani e  dobbiamo
  essere noi a decidere, pur avendo attenzione del Governo centrale.
     Presidente della Regione, io mi accingo alle conclusioni e  dico
  che  noi,  come  Gruppo del Partito Democratico,  siamo  pronti  al
  confronto,  siamo pronti a confrontarci su tutto ciò che,  diciamo,
  vede  la  nostra  collaborazione. Ma solo  attraverso  un  rapporto
  leale,  nell'interesse rappresentato dalla necessità di  consegnare
  alla  Sicilia ed ai siciliani, noi possiamo acquistare credibilità.
  La  nostra opposizione sarà un'opposizione intransigente, però sarà
  un'opposizione, come lei ha detto e come qualcuno ha citato,  anche
  su  temi  come  quello delle province, che ci  vedranno  su  nostra
  proposta pronti a intervenire.
     Il Partito Democratico, in questi anni, ha lavorato accanto ed a
  fianco  alla comunità, ai cittadini e ai sindaci e, quindi,  ancora
  una  volta oggi noi le diciamo, Presidente della Regione, che siamo
  qui  come opposizione a fare un'opposizione che ci vede con  enorme
  rispetto  e le dico anche, rispetto a quello che si sta verificando
  in queste giornate, di avere il rispetto dell'Aula per non iniziare
  a raccontare, e mi dispiace che non c'è l'assessore Falcone, perché
  altrimenti ritorniamo al passato con la finanza creativa  rispetto,
  invece,  quello  che  serve come bilancio di  una  regione  sano  e
  solido. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Adesso  si  è iscritto a parlare il Presidente Micciché, onorevole
  Presidente, e subito dopo sospendiamo l'Aula per la pausa.

   MICCICHÈ.   Grazie,  Presidente.  Presidente  Schifani,   il   mio
  intervento  non  è facilissimo, come lei capisce  bene,  però,  con
  l'onestà  che  mi contraddistingue e col piacere  che  ho  di  dire
  sempre  la  verità e dire quello che penso, lei ha fatto un  ottimo
  intervento  che  mi  fa capire, contrariamente a  quanti  tanti  mi
  dicono, che non ho avuto la colpa di avere insistito per il  cambio
  del  Presidente  della  regione, ma ha avuto  il  merito  di  avere
  insistito tanto, perché lei ha toccato dei punti importanti. Certo,
  lei ha dalla sua una esperienza di altissimo livello, da Presidente
  del Senato a Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia per
  tantissimi  anni,  quindi i suoi rapporti con  Roma  sono  rapporti
  importanti  ma fondamentali per questa terra che ha passato  cinque
  anni  purtroppo  senza nessun rapporto tra il governo  regionale  e
  quello  nazionale  se  non mediato da un assessore  per  l'economia
  veramente imbarazzante.
     Oggi lei si ritrova, ha ragione De Luca. Piuttosto c'è ancora De
  Luca?  Volevo  poi risponderle, se sta ascoltando  perché  -  prima
  ancora  dell'intervento e le chiedo scusa - lui ha detto  una  cosa
  sul bilancio dell'Assemblea che non mi garba per niente rispetto  a
  quello  che  è  stato  il  mio lavoro  fino  a  ieri.  Il  bilancio
  dell'Assemblea  non  si  è mai approvato di  nascosto  o  quando  i
  deputati  erano  a mangiare; si è approvato sempre con  grandissima
  trasparenza. Lo hanno prima approvato i Questori, poi l'Ufficio  di
  Presidenza e poi si è portato in Aula, consegnandolo prima all'Aula
  -  così com'era ovviamente necessario e obbligatorio che fosse -  e
  l'Aula lo ha votato. Spiegate, quindi, al mio amico Cateno De  Luca
  che  di  nascosto  non si è mai approvato nulla in  quest'Aula,  né
  durante  la  mia  Presidenza, né prima né, sono sicuro,  dopo  sarà
  fatto questo.
   Però,  ha  ragione l'onorevole De Luca quando dice una  cosa,  ma,
  Presidente  Schifani, a lei chi glielo fa fare di presentarsi  come
  continuità  di Musumeci? Lei perché c'è qua? Parliamoci chiaro,  se
  lei doveva essere la continuità di Musumeci, lasciamo Musumeci   Il
  motivo  per  cui  lei  è qui è proprio perché il  popolo  siciliano
  voleva il cambiamento.
   Sinceramente  devo dirle che tre errori sono stati  fatti,  e  non
  c'entrano  ovviamente le persone, chiedo scusa  per  primo  al  mio
  amico  Aricò,  ma gli assessori del Governo Musumeci  non  dovevano
  entrare  nel  suo  Governo  perché sono  la  prova  evidente  della
  continuità,  quella  che  il  popolo siciliano  ci  ha  chiesto  di
  evitare. Diciamoci la verità perché è così
   Io le parlo, forse per mancanza anche di tanti incontri, ma non ho
  avuto  possibilità di fare sino ad oggi e che faccio qui davanti  a
  tutti  con grandissima serenità, perché come al solito parlo chiaro
  e  dico quello che penso. Ma oggi come oggi il popolo siciliano  si
  aspettava  un  Presidente che avesse una visione,  che  avesse  una
  visione diversa.
   Lei  ha  parlato  di cinema e le devo dire sinceramente  che  sono
  felice  che  lei ne abbia parlato, ne avevamo parlato  prima  anche
  insieme. Non c'è dubbio che l'industria cinematografica in  Sicilia
  sarebbe  straordinariamente importante. Ma la visione,  qual  è  la
  visione?  La  visione  è  quella  di  chiamarsi  l'Assessore   alla
  formazione e dirgli:  da domani si fa formazione sugli elettricisti
  di  scena, sulle comparse, sugli sceneggiatori , che ne so  Non più
  sugli  shampisti, non più sui parrucchieri come si è fatto fino  ad
  oggi per vent'anni consecutivamente.
   Si  chiama l'Assessore alle attività produttive e gli si  dice  di
  mettere   a   disposizione   i   terreni   per   gli   stabilimenti
  cinematografici  che possono venire qui, si vanno ad  incontrare  -
  cosa che avevamo già fatto - che sono disponibili a venire, gli  si
  fanno  delle offerte. Questa è la visione  Sennò parlare di cinema,
  mi  piacerebbe  il  cinema  Certo, ma come  se  non  costruiamo  un
  sistema che poi di fatto aiuti queste persone a scegliere di venire
  qua in Sicilia?
   La  stessa  cosa  la  possiamo dire con tutto  il  resto.  I  beni
  culturali  -  non  c'è  qui  la mia amica  Elvira  -  è  uno  degli
  Assessorati più importanti che esista. D'accordo con lei  che  l'ha
  lasciato  per  ultimo,  non  perché il meno  importante  ma  perché
  probabilmente  è uno dei più importanti. I beni culturali,  se  non
  c'è  una  visione, come li fa funzionare? L'Assessore  per  i  beni
  culturali  -  che  sta  arrivando ora e  che  ringrazio  -  ha  una
  responsabilità enorme: quella delle Sovraintendenze.
   Allora,  la  visione di questo Governo qual è? Fotovoltaico  sì  o
  fotovoltaico no?  Eolico sì o eolico no? Bisogna che lei si  chiami
  le  Sovrintendenze  e  dica l'indicazione, il programma  di  questo
  Governo prevede fotovoltaico sì.
   Da vent'anni - e lo dicevo a Musumeci continuamente ma parlavo col
  muro  -  nessun  Assessore dà le direttive ai dirigenti  tanto  che
  ognuno  camina ca sò testa, uno dice sì e uno dice no. Per cui,  se
  io  ho presentato una domanda a Ragusa mi dicono sì, se la presento
  a  Siracusa  mi  dicono no perché il sovraintendente  decide  così.
  Certo, perché non c'è una visione, perché non c'è un indirizzo  che
  viene dato dal Governo  Purtroppo non c'è mai stato in questi anni,
  ed  era  una  delle  cose  che contestavo al  signor  Musumeci  che
  continuava però a fregarsene.
   Lei  ha  dato  la  programmazione,  ha  ceduto  la  programmazione
  all'Assessore Falcone. Mi posso permettere di dirle che è un grande
  errore.  La programmazione è la visione, è quello che il Presidente
  della  Regione ritiene di dovere fare per la sua Isola; se la  cede
  ad  un  altro il suo ruolo quale diventa? quello di Presidente  del
  condominio?  No lei è il Presidente della Regione, è lei  che  deve
  avere  la visione su quello che si deve fare e, quindi, è  lei  che
  deve  chiamarsi Assessore per Assessore, dirigente,  per  dirigente
  comunicandogli quali sono le direttive della politica, le direttive
  del Governo regionale.
   Quando  lei  ha  dato la programmazione ad un altro Assessore,  mi
  permetto  di dire facendo una battuta, è come il Ministro del  mare
  senza  i  pesci,  si  è  tolto dalle mani  quella  che  è  la  vera
  possibilità di gestire la visione della Regione siciliana.
   Mi  è  piaciuto  molto  quello  che  lei  ha  detto  relativamente
  all'importanza  del  Parlamento e  al  rispetto  che  avrà  per  il
  Parlamento.  Non ho dubbi che sarà così. Già ce lo  dimostra  e  lo
  dico  a  tutti  i colleghi, ce lo dimostra già il fatto  che  è  da
  qualche  ore seduto qua, cosa che non ci capitava di vedere  prima,
  questo già le fa onore solo, solo questo ma le c'ha l'esperienza di
  Capogruppo prima, Presidente del Senato dopo, significa di vita del
  Parlamento quindi sa quello che significa il Parlamento.
   Sulla  sanità  Assessore  Volo, ci  sono  una  serie  di  cose  da
  rivedere.  Io non mi permetterò di suggerirle perchè ho capito  che
  non sono graditi  i suggerimenti specialmente quelli che vengono da
  questa parte politica, quindi  starò soltanto a guardare quello che
  farete  e mi permetterò di valutarlo con grande onestà e con grande
  attenzione,  ma non c'è dubbio che la dichiarazione del  Presidente
  Schifani  sulla  volontà di non, come dire, di non  fare  demagogia
  sulla  differenza  tra pubblico e privato  è già una  dichiarazione
  importante,  ma  la dovete mettere in atto, sennò abbiamo  babbiato
  sennò di che abbiamo parlato
   Scusate,  non è che mi porteresti un goccio d'acqua? Qua  c'è,  ma
  c'è  un  bicchiere  già sporco io il Covid non  l'ho  preso  vorrei
  evitare di prenderlo ora.
   Io  non  ho  niente  contro  questo Governo  state  tentando  pure
  disperatamente mi viene da ridere a dirlo, di far sì  che  io  stia
  all'opposizione  non  ci  starò all'opposizione,  lei  è  il  primo
  Presidente  che  io  ho  mai conosciuto di  un  Parlamento,  di  un
  Governo,  di una Giunta, che dal giorno dopo che è stato eletto  ha
  lavorato  per restringere la sua maggioranza anziché per allargarla
  come hanno sempre fatto tutti.
   Allora,  le  do un altro consiglio: si faccia il Presidente  della
  Regione, non entri nelle beghe di partito, lasci i partiti lavorare
  per i fatti suoi, non diventi capo corrente di un partito perché il
  diventare capo corrente di un partito significa perdere una  parte,
  fare  il  Presidente della Regione significa fare il  padre  nobile
  cercare  di  metterli  d'accordo non fare il capo  corrente  perché
  facendo il capo corrente per forza di cose lei perde qualcosa.
   Ora  le  posso garantire che con la situazione internazionale  che
  c'è  di problemi immensi di tipo energetico, di problemi io non  so
  se  ne  avete cognizione reale di quello che sta succedendo, ma  io
  temo fortemente di problemi seri dal punto di vista bellico, perché
  non  mi  pare  che  questi  signori siano intenzionati  a  mettersi
  d'accordo. Ora, al di là di Lukoil, non Lukoil, di gas, non  gas  e
  di  quello  che  è, qua c'è una guerra in corso  in  Europa  e  non
  succedevano  da un po'di tempo, dall'89 in poi avevamo  vissuto  un
  periodo  in  cui ci sembrava che le guerre in Europa non  potessero
  esserci più e invece improvvisamente ci sono di nuovo.
   Io  non so bene come finirà, non sono un esperto di questa materia
  e,  quindi, non capisco bene che tipo di suggerimento darle, ma non
  c'è  dubbio che su alcune cose anche il Governo della Regione  deve
  prendere una posizione.
   Allora, se c'è una crisi energetica e non c'è una lira, non c'è un
  euro,  perché io ho visto questa manovra che è stata presentata  di
  variazione, ma quando ai Comuni diamo 20 milioni ma di  che  stiamo
  parlando? E' come regalare un giocattolino ad uno che fa  18  anni
  Cioè non gli serve, non gli servono, non hanno che farsene.
   E  allora,  in  un momento come questo, non sarebbe il  caso,  per
  esempio,  avendo una visione, di chiamarsi i dirigenti regionali  e
  dire   ragazzi, più comuni si liberano dal problema delle  energie,
  attraverso  gli  impianti  fotovoltaici,  attraverso  gli  impianti
  eolici,  più  contenti siamo ? Per cui per favore dite sì,  laddove
  non   è  proprio  necessario  dire  no,  per  qualche  motivo   che
  spiegherete,  ma  evitate il no tanto per rompere le  scatole  agli
  imprenditori,  in  questo momento, in cui c'è un  dramma  vero  sul
  problema energetico in cui dalle famiglie alle imprese e ai  comuni
  siamo  tutti in una situazione di difficoltà immensa perché non  si
  riesce a pagare la luce.
   Ma,  vivaddio, un segnale di questo genere lo dia, lo  dia  perché
  siamo in una Terra che è disperata e che viene fuori da cinque anni
  di  presa  per  il  culo' - scusate se lo dico, chiedo  scusa  alla
  Presidenza  -  continua. E' arrivato l'assessore Falcone  e  allora
  posso dire che io ho fiducia, perché comunque l'assessore Falcone è
  più  serio del precedente, non c'è nessun problema, ci fidiamo  più
  di  lui  e  certamente è più serio e certamente non  le  racconterà
  tutte  le minchiate che sono state dette da Armao a quest'Aula.  Se
  c'è  una cosa che si può fare dirà che si può fare, se non  si  può
  fare  dirà  che  non si può fare perché è sempre stato  così,  l'ha
  fatto anche da Assessore alle infrastrutture, quindi ho fiducia  in
  lui.  Non vorrei essere al suo posto, non so che competenza  abbia,
  però non c'è dubbio che è più serio.
   Tutte  le  cose  che  abbiamo sentito, veramente  incredibili  che
  abbiamo sentito in questi ultimi cinque anni non le sentiremo  più,
  però, una soluzione la dovete trovare. Allora, credimi, non lo  amo
  moltissimo  ma  è  molto  meglio di Armao,  ti  posso  garantire  e
  comunque è più serio, come dicevo, è più serio, questo è sicuro.
   Allora, presidente Schifani, io dico che noi oggi dobbiamo  darci,
  ripeto,  degli  obiettivi precisi, quando si  inizieranno  a  fare,
  assessore Falcone, gli incontri con lo Stato per gli accordi  Stato
  Regione.  Io potevo solo gridare nella passata legislatura  dicendo
  che  era una follia che a ogni accordo con lo Stato il primo  punto
  era tenere l'obbligo di non potere fare assunzione. Lei poco fa  ha
  detto  una parola  l'importante riduzione del personale, presidente
  Schifani,  è  un'importante distruzione  della  Regione.  Ormai  la
  Regione  ha un numero di dipendenti non più utili, troppo  basso  e
  poi  ha  una cosa che tutti voi forse non sapete e vi invito invece
  ad  andarla  a vedere, cioè i dipendenti della Regione  tutti,  dal
  commesso  al  direttore generale, hanno un'età media di sessantatré
  anni; l'età media dei dipendenti regionali è di sessantatré anni.
   Sono  stato  alla  inaugurazione della sede di  Milano  di  Google
  Europa. Ho chiesto quanti erano. Seimila, cioè più della Regione  e
  l'età media è ventotto anni. Ma come si parlano questi? Ma come  si
  possono  parlare?  L'avete  capito che c'è  stata  una  rivoluzione
  epocale col passaggio tra l'analogico e il digitale?
   Metà di questo Governo è digitale ma l'altra metà è analogica,  me
  compreso  che  non  faccio  parte  di  questo  Governo,  ma  chi  è
  analogico, cioè chi è fermo al passato, deve attrezzarsi perché non
  possiamo  bloccare  tutto,  perché  la  pensiamo  diversamente  dai
  giovani. Oggi, i giovani la pensano non solo in maniera diversa  ma
  con  un  metodo diverso pensano metodicamente diverso,  rispetto  a
  quello  che facciamo noi; hanno una velocità che è pazzesca  e  noi
  abbiamo  fatto,  assessore Turano, nella  passata  legislatura,  il
  click  day, con nessuno in condizione di mettere un programma nuovo
  e non sapeva come settare ed è fallito il click day.
   Allora, Presidente Schifani, le do alcune notizie. La prima è  che
  sto   in  maggioranza,  questo  non  ci  tentate  più  di  mandarmi
  all'opposizione  perché  non ci  riuscite,  perché  io  sono  stato
  votato  da  gente di centrodestra e ho fatto la campagna elettorale
  insieme   a  lei  con  cui  abbiamo  detto  di  essere   gente   di
  centrodestra, che volevamo che vincesse le elezioni il  Governo  di
  centrodestra, perché avevamo delle idee da proporre,  alcune  delle
  quali lei ha accennato poco fa per questo mi sento anche di poterne
  parlare  con  più serenità rispetto a quanto si poteva  immaginare.
  Tutti i giornalisti  chissà che 'minchiate deve dire Miccichè'  ora
  su  Schifani.  Non  devo  dire  niente  su  Schifani.  Certo  posso
  accettare  il  fatto  che  lei  ha deciso  di  restringere  la  sua
  maggioranza  facendo a meno di una parte, a mio avviso  importante,
  della  sua maggioranza, facendosi capo corrente di un partito senza
  che sinceramente nessun Presidente si può permettere di farlo.
   Il  Presidente  deve  essere padre nobile e non  può  essere  capo
  corrente.  I  capi corrente li lasci fare all'interno dei  partiti.
  Oggi  il  nostro Gruppo, che anche qui, levatevelo dalla testa  che
  diventiamo tre perché l'onorevole Calderone rimane qui per cui  non
  ci  sono questo tipo di problemi e ve lo dico perché me l'ha detto,
  me l'ha comunicato formalmente lui stamattina.
   Siamo questi, possiamo solo aumentare. Che motivo avete di tenerci
  fuori?  Qual  è  la logica, qual è questa logica?  Ho  un  filmato,
  Presidente Schifani, del venerdì sera prima delle votazioni in  cui
  lei  comunica a migliaia di persone 'io devo tutto a Miccichè'. Che
  faccio   etto stu filmato o me lo posso sarbare'.  Me lo  dica  lei
  che cosa ne devo fare di questo filmato.
   Io  come  componenti del nostro Gruppo, è inutile  dirlo  è  Forza
  Italia  vera, è Forza Italia che è quella che rimane Forza  Italia,
  per cui anche qui vi prego di evitare altre barzellette che tentate
  di  mettere  in  giro.  Forza Italia può stare  fuori  dal  Governo
  regionale  con  un  Presidente di Forza Italia?  Lo  dico  ai  suoi
  alleati, lo dico a me stesso, lo dico anche alle opposizioni, ma lo
  dico  a  lei.  E  allora le opposizioni non ne vogliono  sapere.  E
  allora,  Presidente Schifani, io la prego di ragionare con  la  sua
  testa,  di ragionare con la sua testa che funziona molto bene,  con
  la  sua  testa. Il venerdì sera lei ha parlato di me e con un'altra
  testa  il  lunedì  mattina ha detto cose diverse,  incomprensibili.
  Sinceramente come dire incomprensibili. Nessuno riesce a capire che
  cosa  sia successo nelle notti tra venerdì e lunedì. Ma io  non  lo
  voglio  sapere, non mi interessa e non sono qui a pietire.  Non  ne
  voglio assessorati, non ne vogliamo assessorati. Questo deve essere
  chiaro. Non siamo qui a pietire gli assessorati. Ci va benissimo il
  lavoro  di controllo che faremo senza pietà nei confronti dei  suoi
  assessori e di lei stesso.

   PRESIDENTE. Presidente, la invito a concludere.

   MICCICHÈ. Concludo immediatamente. Ma lo faremo per il bene  della
  Sicilia perché è l'unica cosa che ci interessa, l'unica cosa che mi
  interessa  e che interessa a me e ai miei colleghi è il bene  della
  Sicilia. Questo per il bene della Sicilia che Mancuso è riuscito  a
  prendere  ventimila  voti a Caltanissetta,  è  per  il  bene  della
  Sicilia  che  abbiamo  fatto liste così forti  tanto  da  avere  il
  quindici  per cento che le ha consentito di vincere tranquillamente
  la  sua  battaglia elettorale. E' per il bene della Sicilia che  io
  sto  facendo  questo  intervento. Di  resto  non  vogliamo  niente.
  Vogliamo  solo  il bene della Sicilia e sul bene della  Sicilia  le
  garantisco che non le faremo sconti.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
   Allora,  adesso  sospendiamo la seduta per un'ora e  subito,  alla
  riapertura  dei lavori, sarà l'onorevole Dipasquale, alle  ore15.30
  in Aula, l'onorevole Dipasquale prenderà immediatamente la parola.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.39, è ripresa alle ore 15.56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Mi  raccomanda, l'onorevole Cracolici  di  aprire  la
  seduta.  Grazie onorevole, io faccio tutto in diretta. Onore  delle
  armi, sì, da sempre. Grazie onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.    Signor  Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,   colleghi  parlamentari  innanzitutto,   Presidente,   mi
  permetta  velocemente di dare una risposta al mio collega De  Luca.
  E'  una  risposta  veloce. Io, ovviamente, collega  e  amico  anche
  perché  voglio  dire  al collega De Luca che noi  condividiamo  una
  grande responsabilità, che è quella dell'opposizione.
   I  nostri  partiti sono stati chiamate a svolgere questo ruolo  di
  opposizione e quello che, secondo me, secondo noi dobbiamo fare,  è
  anche mantenere unito questo fronte. Anche perché non c'è motivo di
  rivolgersi  nei  confronti  del Partito Democratico  con  forme  di
  accuse,  di  inciuci, di altro quando il Partito Democratico  sulla
  votazione del Presidente è stato chiarissimo, cioè l'unico  partito
  che ha votato, ogni deputato ha votato per se stesso proprio perché
  non  abbiamo  partecipato,  e  lo  volevamo  anche  palesare,  alla
  votazione del Presidente.
     E  poi  col Partito Democratico non può avere nessuna  forma  di
  rancore sulle elezioni del Questore. Il questore Dipasquale è stato
  eletto solamente con i voti del Partito Democratico e del Movimento
  Cinque Stelle, gli undici voti del Partito Democratico e gli undici
  del  Movimento  Cinque  Stelle  hanno  determinato  l'elezione  del
  Questore, ci sono stati tre voti in più, ma non erano necessari per
  determinare  il  Questore. Quindi, questa forma di rancore  non  la
  deve   avere  perché  noi  ringraziamo  chi  ci  ha  votato   dalla
  maggioranza,  ma  solo  con i voti del Partito  Democratico  e  del
  Movimento Cinque Stelle noi andavamo ad eleggere il Questore.
     Fatto questo chiarimento, non a caso non siamo intervenuti sulla
  stampa  perché non vogliamo alimentare nessuna polemica tanto  meno
  con  le  forze  di  opposizione, io  ho  ascoltato  con  attenzione
  l'intervento  del  Presidente  Schifani  che,  ovviamente,  saluto.
  Auguro, auguriamo un buon lavoro.
   Il  Partito  Democratico è all'opposizione, è all'opposizione,  lo
  hanno  voluto  gli  elettori  e  noi  con  impegno  e  con  serietà
  svolgeremo  questo ruolo. Lo svolgeremo come l'abbiamo  svolto  già
  nella  scorsa  elezione,  nella scorsa  legislatura.  Nella  scorsa
  legislatura è andata malissimo qui, caro Presidente.
   Mi   permetto  di  ricordarlo  che  lei  è  continuità  di  quella
  coalizione  e,  quindi, alcuni toni, alcune già dichiarazioni  "Noi
  non  abbiamo, abbiamo ereditato". No  Voi siete frutto della vostra
  stessa  coalizione,  quindi  su  questo  glielo  ricorderò,  glielo
  ricorderemo tutte le volte che lei lo dirà.
     Si  è  conclusa  la  scorsa legislatura, dove  ha  governato  il
  centrodestra,  ora ci siete voi che rappresentate la  continuità  e
  molte  delle  persone che siedono accanto a lei ne hanno  condiviso
  programma, progetto o tra i banchi della maggioranza o anche tra  i
  banchi del Governo, quindi siete la continuità di voi stessi.
   Lei ha detto: "Non saremo subalterni al Governo nazionale", io  me
  lo  auguro,  la  Sicilia ne ha bisogno. I primi  segnali  ci  fanno
  pensare cosa diversa, cioè quando un Governo nazionale, quando  gli
  esponenti  del  Governo  nazionale riescono a  condizionare  questa
  maggioranza  -  e  purtroppo lei nella nomina degli  assessori  per
  quello  che  è successo e non solo - riescono a condizionare  anche
  nelle  contrapposizioni interne ai singoli partiti,  perché  alcune
  cose  non dimentichi che la Sicilia e i siciliani le hanno regalato
  la vittoria alla Presidenza ma anche una maggioranza.
   Lei ha una maggioranza solida, ha avuto una maggioranza solida  di
  quaranta  parlamentari,  lei  ha  il  dovere  di  mantenere  questa
  maggioranza e di portarla fino alla fine. Non ne ha scuse,  non  ha
  nessun  alibi Presidente, perché quando verrà qui, l'ha  detto  lei
  stesso  per l'elezione della Presidenza dell'Assemblea: "Se io  non
  dovessi avere la maggioranza sono pronto a dimettermi". Questo  lei
  l'ha  dichiarato e io gliela ricorderò tutti i giorni questa  cosa,
  quindi  occhio  con  la maggioranza e lavori  per  mantenersela  la
  maggioranza.
   Noi  siamo pronti, non abbiamo intenzione di far mancare il nostro
  apporto alle cose importanti per la Sicilia, ma lei ha il dovere di
  sapersi  mantenere  la  maggioranza che  gli  è  stata  data  dagli
  elettori   e  prima  di  cercare  le  forze  di  opposizione   deve
  presentarsi  a  quest'Aula  con  le forze  di  maggioranza,  perché
  altrimenti  a  lei  rimane solamente un passo che  è  quello  delle
  dimissioni.
   Lei  ha parlato delle riforme, ma io me lo auguro che voi facciate
  le  riforme, ce li aspettiamo da cinque anni, la vostra  coalizione
  che  ha  governato  cinque anni non solo per la  Via-Vas  -  io  la
  condivido  questa riflessione - ma la riforma per la  forestazione,
  la  riforma per i consorzi di bonifica, la riforma della  casa,  la
  riforma  della Pubblica amministrazione della Macchina regionale  e
  della  dirigenza, tutte quelle riforme che la Sicilia si  aspettava
  da voi in cinque anni e non siete riuscite a farle.
   Avete  ora  altri cinque anni di tempo, alibi zero, per favore  la
  supplico  Presidente  non  venga più a  raccontare  qui  dentro  la
  favoletta  di chi c'è stato prima e neanche del Governo  nazionale,
  voi ritenete appunto di avere questa libertà, questa forza; battete
  i  pugni, siate forti, determinati e portate risultati, a noi altre
  cose non le dovete raccontare.
   Su  due  cose voglio soffermarmi, la relazione che lei  ha  fatto,
  glielo  dico sinceramente mi aspettavo di più, l'ho vista piena  di
  tantissime   cose   che   ritengo  ovvie,   essenziali,   ordinaria
  amministrazione.
   Io  dal  suo  spessore,  dalla sua personalità  mi  aspettavo  una
  relazione programmatica, qui in Aula - anche perché ha parlato  per
  più di un'ora - dove doveva uscire fuori una visione.
   Sì,  è vero, abbiamo un problema con le Isole per i biglietti,  ma
  io   mi   aspettavo  che  sulle  Isole  lei  avesse  parlato  delle
  portualità,  cioè  io ho una visione sulle portualità,  io  ho  una
  visione sul diporto; noi ancora abbiamo Isole: le Egadi, le  Eolie,
  Pantelleria  che sono senza approdi turistici, lei non  ha  neanche
  un'idea  di cos'è il mare, neanche un'idea su cosa sono gli approdi
  turistici, che non sono solo gli approdi nautici, il problema è che
  a   volte...  io  mi  fermo  Presidente,  perché  come  ho  seguito
  l'intervento  del Presidente Schifani con attenzione, gradisco  che
  l'Assessore Falcone deve apprendere bene a fare la sua  parte  e  a
  stare  in  silenzio anche in quest'Aula, così come spesso  facciamo
  noi, piano piano glielo trasmetteremo.

   CRACOLICI. E' la parte migliore di Falcone.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, purtroppo quante volte nelle  isole
  gli studenti non sono in grado di potere andare a scuola perché non
  hanno neanche la possibilità di un approdo sicuro e devono cambiare
  lato   dell'isola,  quindi  mi  aspettavo  anche  su   questo   una
  progettualità,  le  portualità in generale,  nautiche,  l'ho  vista
  debole,  l'ho vista senza visione, l'ho vista piena di  tante  cose
  che rappresentano l'ordinaria amministrazione; del ponte non voglio
  neanche  parlare, glielo sento dire e ve lo sento dire questa  cosa
  da  decenni, dai tempi e del 61 a 0 e tutte queste cose  e  ancora,
  quindi, fatelo il ponte, se arriverà vi vedremo "bravi" ma  io  non
  ci credo.
   Due  cose, invece, importanti su cui mi voglio soffermare, noi  ci
  siamo  e  siamo  partito  di proposta, su due  cose  diventiamo  un
  partito  di  lotta e pronti a fare di tutto, ad occupare  ospedali,
  occupare  assessorati, questa sanità che voi  avete  ereditato  dal
  vostro stesso lavoro, è una sanità catastrofica.
   Lei  ha  chiesto scusa e ha fatto bene, dovrebbero farlo  anche  i
  componenti  della  sua stessa maggioranza che hanno  governato  per
  cinque  anni,  perché non è possibile che chi arrivi  a  un  pronto
  soccorso   e  si deve aspettare fino a 60 ore, non è possibile  che
  chi   deve   fare  una  risonanza  magnetica,  anche  per  malattie
  importanti, deve aspettare sei, sette mesi, non è possibile che chi
  deve  fare un intervento chirurgico importante, anche per  malattia
  oncologica,  deve  aspettare  mesi e  mesi  e  può  morire.  Non  è
  possibile che chi ha bisogno della sanità pubblica la soluzione  la
  debba  trovare nella sanità privata, infatti, su questo io mi  sono
  preoccupato del suo intervento.
   Veda,  sanità privata benissimo, ma fin quando è forte  la  sanità
  pubblica,  i  nostri sforzi, Presidente, devono essere  al  massimo
  sulla  sanità intanto pubblica, e la soluzione non è rafforzare  la
  sanità  privata, assolutamente noi non lo condividiamo,  quindi  su
  questo  i tempi sono scaduti. Risposte immediate, riorganizzazione,
  perché  lì  noi  diventeremo partito di lotta,  partito  di  lotta,
  sconti  non ne faremo più, è da cinque anni che noi subiamo  questa
  sanità  che non è un problema di tutta Italia, questo è un problema
  della  Sicilia, perché nel resto d'Italia, così come  le  cose  che
  succedono in Sicilia non succedono nel resto d'Italia.
   E poi i rifiuti, se i rifiuti vanno fuori non è che la colpa è del
  Partito  Democratico, avete governato voi, e  in  cinque  anni  non
  avete  fatto  un  impianto,  in cinque anni  non  avete  fatto  una
  struttura,  non  un  termovalorizzatore -   condivisibile  o  no  -
  potevate fare tutto quello che volevate fare e non l'avete fatto, e
  quindi  ora  siamo costretti a portare i rifiuti  fuori  per  colpa
  vostra,  mettendo  in  condizione  i  comuni  di  avere  difficoltà
  immense.
   Quindi  su queste due cose, anche su questo diventiamo partito  di
  lotta.
   Noi  siamo disponibili al massimo su tutto, collaborazione grande,
  ma  su  questi due temi veramente vi dovete fare arrivare  i  piedi
  dietro, e vogliamo risposte certe, immediate e veloci.
   Sulla  composizione della Giunta, lei si è presentato  con  questa
  Giunta,  io  le auguro un buon lavoro, ma mi sembra più  debole  di
  quella  che  aveva  Musumeci e mi creda che mi costa  dirla  questa
  cosa,  ma  mi  sembra  veramente più debole. Magari  poi  in  corso
  d'opera dimostreranno cose diverse.
   Ha  fatto  un cenno sulle energie alternative, manca un piano,  un
  piano,  abbiamo  bisogno di capire qual è il piano che  la  Sicilia
  voglia  adottare per le energie alternative, e va  bene  tutto,  va
  bene l'eolico, va bene il fotovoltaico, ma non va bene ovunque, non
  va  bene nei terreni irrigui, non va bene ovunque a mare, la  prego
  di attenzionare l'off-shore, io già l'ho detto in quest'Aula, non è
  possibile che la Sicilia abbia tre, quattro, cinque mega  campi  di
  fotovoltaico off-shore, Presidente non è possibile
   Dobbiamo dare il nostro contributo, ok uno, ma la Sicilia lei  non
  la  può  pensare  circondata dai campi off-shore  di  fotovoltaico,
  quindi  la  prego di attenzionare questo e dobbiamo  tutti  insieme
  avere le idee chiare su che tipo di intervento fare.
   Spirito  costruttivo, chiarendo quali sono  le  cose  su  cui  non
  intendiamo fare un passo indietro.
   Mi  fa  piacere una cosa che lei ha detto, e concludo per lasciare
  spazio  al  mio  collega: grande attenzione al Parlamento,  il  suo
  predecessore  non  ha  avuto  neanche  quello,  noi  ci  aspettiamo
  risposte  veloci per le interrogazioni, la prego risposte veloci  e
  presenza in Aula il suo predecessore non era presente, quasi sempre
  assente  e  le risposte alle interrogazioni anche di anni,  questo,
  Presidente, non deve più accadere e dopo quello che ha detto  nelle
  sue  dichiarazioni, che lei è per l'attenzione  al  Parlamento,  io
  sono sicuro che questo non accadrà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Marchetta.  Ne  ha
  facoltà.
   Gentilmente  un  deputato  segretario che sostituisca  l'onorevole
  Marchetta.

   MARCHETTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Governo
  guidato dal Presidente Schifani e il Parlamento regionale eletto in
  questa  tornata  elettorale,  devono  rappresentare  un  punto   di
  riferimento certo per i siciliani.
   Oggi più che mai bisogna ricordare che la nostra Regione siciliana
  e  non Sicilia, questa non è una questione meramente formale ma  ha
  un  significato  più  profondo, dai padri  dello  Statuto  è  stato
  preferito  l'aggettivo al sostantivo, perché la  Regione  siciliana
  non  costituisce per gentile concessione dello Stato  una  comunità
  politica ma è derivata da una comunità nazionale o comunque storica
  e  geopolitica  che  le  preesiste e che  trova  la  propria  prima
  legittimazione nel popolo siciliano e nella sua storia.
   Noi   abbiamo  un  Presidente  e  non  un  governatore,   dobbiamo
  sottolineare  l'identità unica e straordinaria di un popolo  che  è
  stato sempre al centro della storia e che merita delle risposte dai
  suoi rappresentanti.
   E'  necessario  che  la  politica cambi i passi  in  Sicilia,  una
  politica  chi  si occupi dei problemi dei siciliani  e  soprattutto
  della povertà che continua a crescere.
   I  cittadini hanno dato fiducia a questo Parlamento, ma  è  chiaro
  che dobbiamo essere conseguenziali a tutto ciò che è stato detto da
  partiti   e  movimenti  durante  la  campagna  elettorale,   voglio
  sottolineare  con  soddisfazione  la  presenza  di  13   donne   in
  quest'Assemblea,   ciò  ci  deve  riempire   di   orgoglio   e   di
  responsabilità nei confronti di tutte quelle donne siciliane che si
  aspettano un cambiamento, attraverso un'azione politica volta  alla
  tutela  delle mamme, delle casalinghe e di tutte quelle  donne  che
  molto spesso non trovano la giusta tutela nelle istituzioni.
   Ritengo  sia  necessario costruire una nuova stagione politica  in
  cui  i  politici e cittadini collaborino per costruire una  Sicilia
  che  attraverso una classe politica ed accolta sappia guardare alle
  persone  meno  fortunate  e che vivono una  situazione  di  disagio
  sociale.
   La  politica deve essere strumento al servizio della collettività,
  sono  convinta  che  il  Governo guidato dall'onorevole  Presidente
  Schifani non porterà avanti quella politica deleteria di potere per
  il  potere  ma  una  politica di servizio perché la  politica,  non
  dimentichiamolo è servizio.
   La  Sicilia  vive  molti problemi ma quelli che  vanno  affrontati
  nell'immediato  riguardano,  a  mio  avviso,  la  grave  crisi  che
  attraversa la nostra agricoltura, l'artigianato il commercio  e  la
  sanità.
   Ritengo  che  la maggioranza debba sostenere una politica  diretta
  alla  tutela e al potenziamento delle piccole e medie imprese siano
  esse  commerciali, artigianali, agricole, perché  rappresentano  il
  cuore della nostra economia.
   Presidente  Schifani,  mi  permetto  di  suggerirle  che  si  deve
  lavorare  per  fare diventare le aree industriali i siciliani  aree
  franche  in  modo  tale  da far rientrare le  migliaia  di  aziende
  emigrate all'estero, perché soffocate dalle tasse.
   Ritengo  che  questo Parlamento, debba avvalersi dei  principi  di
  equità  e solidarietà per contrastare un qualunquismo di egoismi  e
  malaffare ripristinando così il rispetto delle regole.
   Un  popolo  che perde la speranza e la fiducia nel prossimo  è  un
  popolo   destinato   a  morire  economicamente,   culturalmente   e
  spiritualmente.
   Cerchiamo  di  riaccendere la fiducia del popolo  siciliano  nella
  buona politica.
   Vorrei  sottolineare come le politiche sbagliate non abbiano  reso
  protagoniste  le bellezze dei nostri territori anche delle  piccole
  comunità che potrebbero rappresentare una grossa occasione  per  il
  turismo e, quindi, per la nostra economia.
   La Regione siciliana deve creare delle condizioni adeguate per far
  sì  che i nostri produttori abbiano la possibilità di trovare nuovi
  mercati,  per questa ragione propongo che l'Assessore alle Attività
  Produttive venga assegnata anche la delega delle politiche estere.
   Con  le  elezioni  dell'Ufficio di Presidenza e delle  Commissioni
  parlamentari finalmente si può iniziare a lavorare per lo  sviluppo
  della  nostra  Isola. Vorrei soffermarmi su quanto sia fondamentale
  avere  la capacità di sapere indirizzare bene le somme del PNRR  in
  settori  che  possano consentire la crescita socio-economica  della
  nostra  Sicilia. L'ultimo report della Fondazione OpenPolis attesta
  che  la  Sicilia è la principale beneficiaria dei fondi  del  PNRR.
  Desta  amarezza notare come i progetti presentati sono stati pochi,
  una rarità quelli andati a buon fine e frequenti progetti bocciati.
   Ciò   dimostra  notevoli  lacune  della  presentazione  di  questi
  progetti. Serve capacità organizzativa e di progettazione.
   Un  ruolo  importante  in  questo ce l'hanno  i  dipendenti  della
  Regione  siciliana  ed  in particolare i direttori  generali.  Sono
  certa che se indirizzati bene potranno fare bene.  Ricordiamoci che
  le  vittime  delle distrazioni o negligenze sono  i  cittadini  che
  hanno riposto in noi fiducia, per cui sollecitiamo a far bene.
   Cari colleghi, per portare avanti una politica che tenga conto dei
  bisogni complessivi dei siciliani, dobbiamo aprirci ad un confronto
  democratico con la minoranza parlamentare.
   Non dobbiamo dimenticare i giovani.
   Noi abbiamo un dovere importante che è quello di creare attraverso
  la  nostra  azione politica un futuro per i giovani. Che mondo  gli
  stiamo  lasciando? Io che sono mamma e mamma di cinque i figli  non
  posso stare a guardare, come non potete stare a guardare voi,  cari
  colleghi.  Sono certa che il nostro Presidente sia sufficientemente
  consapevole  e orientato e saprà affrontare con determinazione  gli
  impegni assunti e che metterà al primo posto la persona e non  solo
  il profitto così come dice Papa Francesco.
   Che  Gesù possa aiutarci in questo nostro percorso di parlamentari
  e   ci  consenta  di  dare  risposte  che  i  nostri  cittadini  si
  aspettano'. Infine consentitemi di rivolgere un saluto  a  tutti  i
  siciliani. Grazie a quanti hanno prestato attenzione.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Marchetta.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente  della Regione, Presidente  dell'Assemblea,
  colleghi, sono 67 giorni, dal giorno in cui è stato eletto il nuovo
  Presidente  della  Regione  e questa Assemblea  e  devo  dire  che,
  seppure  sono passati oltre due mesi,  normalmente il primo  giorno
  di  scuola  cioè  nel  caso in specie è la prima  vera  seduta  del
  Parlamento in cui si affrontano nodi e questioni che riguardano  la
  vita dei siciliani, coincide sempre, almeno a mia memoria  è sempre
  stato  così  in una sorta di giorno di festa c'è la luna di  miele,
  un  Governo appena eletto,  l'entusiasmo,  l'ambizione e  anche  la
  passione del cominciare a fare le cose.
   E devo dirle che con grande onestà, ascoltando la sua introduzione
  e  poi  e  anche alcuni interventi di colleghi, compresi quelli  di
  maggioranza, sia quella formale, sostanziale, sia quella che  si  è
  dovuta  autodichiarare maggioranza per una condizione politica  che
  si  è  determinata nella sua maggioranza, non mi  pare  che  stiamo
  vivendo  un  giorno  di  festa, anzi, si è parlato  di  assenza  di
  visione, una difficoltà a dare il senso di una missione da  offrire
  ai siciliani con l'operato di questo Governo.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

     Ascoltandola ho avuto la sensazione di un discorso fatto da  una
  persona  che  è come se avesse osservato la Sicilia  da  un  aereo,
  guardandola da lontano, limitandosi a individuare dall'osservazione
  lontana  i  titoli  dei problemi sui quali, credo  che  nessuno  in
  quest'Aula, può essere in disaccordo.
   Per  la  verità ce n'era qualcuno che mancava, è stato  citato  da
  altri  miei  colleghi,  i  forestali, i consorzi  di  bonifica,  ne
  aggiungo  uno io, il credito che è una delle condizioni essenziali,
  una leva fondamentale per lo sviluppo di questa nostra Isola ma, al
  di là della distanza e dei titoli, senza indicare la benché  minima
  soluzione, linea di marcia, l'obiettivo se non per la sanità con un
  generico, come dire, intreccio tra pubblico e privato che  vorremmo
  capire come, in quale modalità, per il resto come dire enunciazione
  di  principio che è come dire che tutti vogliamo bene  alla  mamma.
  Nessuno  di noi credo che potrà sottrarsi da un giudizio  di  voler
  bene la propria mamma.
   Presidente,  noi ci saremmo un po'aspettati che proprio  il  primo
  giorno  di scuola lei, entrando in quest'Aula, avesse anche  avuto,
  come dire, l'orgoglio, l'ambizione, la passione di dirci che gli  8
  miliardi  circa che sono destinati alla nostra isola  tra  i  fondi
  PNRR tra i fondi europei, tra i fondi nazionali, tra i fondi di cui
  si  parla poco della rimodulazione delle vecchie programmazioni,  i
  cosiddetti  fondi liberati, ci avesse in qualche modo  indicato  la
  strada,  l'obiettivo, le linee guida attraverso le quali provare  a
  rifare  la  Sicilia,  perché io credo che oggi  chi  si  candida  a
  governare  quest'isola non può avere come ambizione di  galleggiare
  sull'esistente, perché lo diceva qualcun altro, è come ballare  sul
  Titanic.
   Occorre   rifarla   la   Sicilia,  rifarla  nella   sua   macchina
  amministrativa e io condivido. Sono stato tra quelli che  ha  detto
  durante la campagna elettorale che chiunque avesse vinto, chiunque,
  destra,  sinistra,  autonomisti,  il  primo  obiettivo  che  doveva
  perseguire  era  creare le condizioni perché entro un  anno  questa
  macchina   regionale  si  dotasse  di  almeno  mille  nuove   unità
  qualificate che dessero, come dire, respiro e slancio non solo  dal
  punto di vista generazionale ma anche per nuove competenze digitali
  tecnologiche,  di  competenze  giuridico-contabili   che   dessero,
  insomma, a questa regione il senso del suo futuro. Ma tutto  questo
  appare,  come dire, un ragionamento nebuloso che si è perso appunto
  nei titoli, solo che a forza di parlare di titoli, inevitabilmente,
  il  suo discorso è finito ai titoli di coda, cioè nel senso che non
  c'è  l'idea  di  come  cambiarla  questa  Sicilia,  riorganizzarla,
  ridargli  un nuovo slancio e dare anche un senso e una  missione  a
  chi  ci lavora per questa regione, perché credo che la prima grande
  riforma è quella di rimotivare la macchina di questa regione a fare
  le  cose  perché oggi noi viviamo un tempo nel quale  spesso  nella
  macchina amministrativa di questa regione prevale il non fare  come
  elemento  di  tutela e di difesa, rispetto al fare perché  il  fare
  determina responsabilità, rischi e, in alcuni casi, il troppo  fare
  coincide  spesso  anche con fenomeni corruttivi  come  i  fatti  di
  cronaca ci hanno testimoniato nelle ultime settimane.
   Io  ho  apprezzato  che  lei ha posto il  tema  della  lotta  alla
  corruzione, ma la lotta alla corruzione non si fa con gli  appelli,
  né  chiamando  i  dirigenti a ruotare il personale,  quella  è  una
  misura tra le tante.
   La   lotta  alla  corruzione  si  fa  con  le  procedure,  si   fa
  individuando   con   rigore  l'ordine  cronologico,   si   fa   con
  l'informatizzazione, si fa con i protocolli digitali, si fa con una
  macchina  che  si  attrezza  a rendere difficile  la  vita  di  chi
  vorrebbe, in qualche modo, esercitare un potere di intermediazione.
  Si fa riformando la Regione.
   Ed  è  con questo spirito che io mi auguro che il suo Governo che,
  devo  dirle  sinceramente, non mi pare che sia un Governo  che  sia
  nato  con l'ambizione di essere un Governo che guida la Legislatura
  per  intero  e  la  traghetti rispetto a  nuovi  obiettivi,  ho  la
  sensazione  più che è chiamato a galleggiare, a gestire quello  che
  c'è, vediamo come si può fare, aggiustiamo qui, aggiustiamo lì,  ma
  senza quel senso e quell'obiettivo che, io credo, serva a noi tutti
  siciliani.
   Vede,  onorevole  Presidente, col nuovo  Governo  di  centrodestra
  nazionale  dopo  pochissimi  giorni  è  ripiombata  improvvisamente
  l'emergenza  immigrazione  come tema  dominante  nel  rapporto  con
  l'opinione pubblica, per cui stavamo per essere invasi da centinaia
  se  non  migliaia  di immigrati soprattutto in Sicilia  e,  quindi,
  ancora una volta un depistaggio di massa per non parlare dei grandi
  problemi. Il primo, da siciliano, quanti sono i siciliani che  sono
  andati  via  in  questi ultimi anni? I nostri  ragazzi,  le  nostre
  ragazze.  Questi numeri nessuno li dà. Sappiamo quanti  arrivano  a
  Lampedusa, quanti sono gli sbarchi, ma quanti sono i nostri  figli,
  i  nostri  nipoti che vanno via perché in Sicilia  si  è  persa  la
  speranza?
   E' questo un tema per cui la politica tutta, Governo, opposizioni,
  Parlamento, forze politiche, forze sociali, chiamare la  Sicilia  a
  un grande patto di rigenerazione di una speranza, non crede che sia
  questa  la principale missione che chi si pone oggi alla  guida  di
  questa  Regione dovrebbe indicare a tutti i siciliani e  su  questo
  sfidarli  sulla  collocazione, sulle modalità degli  interventi  da
  realizzare?
   Invece,  ripeto,  la  sensazione che  è  prevalsa  la  logica  del
  vivacchiare,  del  sopravvivere a se stessi, vediamo  quanto  dura,
  vediamo quanto dura.
   Perché  non  c'è dubbio che un Governo che appena nato  è  già  in
  crisi  perché  una  parte  della sua maggioranza  non  risponde  al
  criterio  di  maggioranza,  inevitabilmente  nel  corso  di  questa
  Legislatura  non  potrà che aggravare la propria condizione,  anche
  per  l'esperienza  che ognuno di noi ha e ci  sono  tanti  colleghi
  assessori  che fanno i parlamentari da molti anni e  sanno  che  un
  Governo inevitabilmente logora il rapporto con una parte della  sua
  maggioranza. Se si è logorato sin dal primo giorno, cosa ci aspetta
  nelle prossime settimane?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Che sei precipitoso

   CRACOLICI.  No,  non  è  precipitazione  né,  come  dire,  visione
  pessimista. E' realismo, perché la politica serve anche a prevenire
  alcuni  scenari  e  io  sento che qui ci stiamo  infilando  in  una
  gestione della crisi con un Governo già in crisi.
   Spetta  a  lei  dimostrare  che noi ci  sbagliamo,  spetta  a  lei
  dimostrare  che  col fare, non con le chiacchiere con  cui  abbiamo
  convissuto in quei cinque anni, il Governo che io personalmente  ho
  definito il Governo tutto chiacchiere e distintivo, perché si  dava
  alla  roboante retorica del dire ma senza nulla fare,  senza  nulla
  fare.
   Non  è un caso che anche lei ha parlato da un lato di prosecuzione
  di   quell'esperienza,  dall'altro  lato  di  eredità   da   quella
  esperienza e io gliene dico solo una, Presidente, e chiudo.
   L'eredità che ci lascia il Governo che l'ha preceduta è  che  oggi
  la  condizione della sanità siciliana è drammaticamente peggiorata,
  non  solo  per  la  condizione  delle  strutture  sanitarie  e  gli
  ospedali,  dove  i  medici vengono aggrediti  nei  Pronto  soccorso
  perché  la  gente è esasperata e disperata perché  non  riceve  non
  riesce a ricevere più nei tempi "normali" quella sicurezza di avere
  le prestazioni, addirittura di essere ascoltata.
   Ma  c'è  un  altro  fenomeno ancora più grave. Lei  ha  citato  la
  signora   con  una  bambina  o  un  bambino  affetto  da   malattie
  oncologiche  a  cui una struttura di Palermo ha detto  che  l'esame
  diagnostico per valutare la tipologia del male, avvenisse nel  mese
  di  aprile  credo,  cioè stiamo parlando di sei mesi  dopo  per  le
  cosiddette patologie urgenti, si figuri quello che c'è  per  i  non
  urgenti.
   Ecco  credo che oggi, pensare che in Sicilia la risposta  a  tutto
  questo  sia  una  pacca sulle spalle o una mera solidarietà  a  chi
  subisce un torto, beh penso che ci stiamo prendendo in giro. C'è un
  grande  problema,  su  questo gliel'ho detto  anche  personalmente:
  vogliamo  aprire  una  sfida con i privati? Facciamolo.  I  privati
  esistono   già,  sono  accreditati,  allora  tutte  le  prestazioni
  diagnostiche   che  oggi  devono  essere  garantite   dai   privati
  accreditati  devono  rientrare nei Cup,  qualunque  cittadino  deve
  poter chiedere di avere una prestazione ed il sistema sanitario non
  solo quello pubblico, ma anche quello privato, deve stare dentro il
  sistema  e il cittadino deve potere avere la prestazione al  di  là
  del chi gliela dà, perché non è accettabile che il pubblico non  si
  può  scegliere il malato, mentre il privato se lo sceglie, e quindi
  tu sì e tu no, se hai l'amico in una struttura privata passi prima,
  se non hai l'amico ti rivolgi alla struttura pubblica e fai la fine
  di  quella signora che aspetta sei mesi per sapere se sua figlia ha
  una  patologia a rischio vita con il sistema pubblico che non è più
  in grado di offrire alcuna soluzione.
   Le cose si possono fare; il problema è la passione, la tenacia, la
  durezza con la quale si vuole governare questa Regione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà. Le chiedo
  di rispettare i tempi, onorevole.

   CARTA.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  Assessori,
  onorevoli colleghi, è chiaro che non inizio con le premesse  questa
  discussione,  Presidente, perché per una volta vorrei  iniziare  al
  contrario  di  come  si  iniziano le discussioni.  Vorrei  iniziare
  ringraziandola  per  l'attenzione che ha per  il  polo  industriale
  siracusano,  è  un'attenzione che a cui non  ne  eravamo  abituati,
  un'attenzione  a  cui la provincia di Siracusa  e  precisamente  il
  comune di Melilli, di cui sono sindaco, e il comune di Priolo e  il
  comune di Augusta, sono stati diciamo a guardare per molti anni  il
  Governo  regionale che faceva tutt'altro che quello che sta facendo
  questo Governo regionale.
   La   devo   ringraziare,   Presidente,  perché   devo   dire   che
  l'attenzione,  fin da quando il suo insediamento ha fatto  ingresso
  in  quest'Aula,  si è discusso in tutti i giornali della  questione
  Lukoil e quella parte della Sicilia ha guardato questo Governo  con
  attenzione  e  soprattutto con soddisfazione perché  finalmente  ci
  stiamo  dedicando  a una parte della Sicilia che forse  per  troppo
  tempo e tanto tempo, Presidente, non è stata osservata, guardata  e
  a   dir   poco  vediamo  anche  le  questioni  giudiziarie  nemmeno
  controllata.
   Io   devo   necessariamente  portare  le  sue  parole  su   questa
  discussione; lei ha detto di guardare avanti. Presidente, la invito
  ad  andare  avanti su questa questione e occuparsi del caso  Lukoil
  con  la  stessa  attenzione  con cui  in  questi  giorni  vi  state
  occupando dei conti pubblici di questo Governo e dei conti pubblici
  del Governo Schifani.
   E'  chiaro  che la Regione non è stata protagonista  nelle  scelte
  industriali  e  nelle  scelte strategiche che  oggi  vedono  alcuni
  Gruppi  parlamentari  appena  nati  di  questo  assise,  di  questo
  Consiglio  regionale  che  chiedono una Commissione  di  vigilanza.
  Commissione  di vigilanza di che?  Le carte sono sequestrate,  caro
  Presidente,  non  c'è niente da vigilare, c'è da aspettare  che  la
  Procura  della Repubblica cessi le indagini e affronti  l'incidente
  probatorio sulla questione dello Ias a cui invito pure a  non  dare
  spazio,  che nel caso in cui dovesse rimanere in piedi la  macchina
  che  produce e benzine e additivi in Sicilia, non dovrebbe chiudere
  perché non può scaricare le acque e non può depurare.
   Questa  è  l'attenzione che le chiedo per una parte della Sicilia,
  Presidente, che ha visto per troppo tempo viaggi e convegni  e  per
  poco  tempo leggi e, soprattutto, attuazione di norme che  tutelano
  l'industria  e che tutelano l'ambiente e che tutelano, soprattutto,
  quella  parte della Sicilia che oggi è produttore di energia  e  di
  benzine per tutta l'Italia, perché dai dati e dalle statistiche che
  ci  vengono rappresentate a noi sindaci, io svolgo il triplo ruolo,
  Presidente,  di  Presidente della Commissione  ambiente  di  questa
  Assemblea,  di  sindaco del comune di Melilli e di  deputato  e  le
  posso  garantire che in tutti e tre i ruoli i numeri dicono che  in
  Italia  il  20 per cento dei carburanti viene da quella  zona,  che
  senza  quelle  centrali  la Sicilia non ha garantito  la  stabilità
  sulla rete elettrica della nostra Regione.
   Quindi, per una volta continuo a dire che saremo attenti a  questa
  tematica, non in modo violento come ha detto l'onorevole  De  Luca,
  ma  con  un atteggiamento e una ferocia che forse mai, prima d'ora,
  in  questo Parlamento e con la stessa attenzione che abbiamo  avuto
  fino  ad adesso a quello che stesse facendo il Governo e in che  in
  maniera  si stesse avvicinando e affacciando ad una questione  così
  importante per il nostro Stato e per la nostra Regione.
   Presidente, mi sento siciliano come lei e le chiedo, da  padre  di
  famiglia, nonché dipendente di quella zona industriale: noi abbiamo
  paura   E  se  ricordiamo i siciliani che hanno  chiesto  a  questo
  popolo di non avere paura, la invito a darci la possibilità, con il
  suo Governo e i suoi
  Assessori, di diventare protagonisti e di togliere la paura alle 10
  mila  famiglie che oggi in provincia di Siracusa hanno la paura  di
  non  potere mantenere i propri figli all'università, hanno la paura
  di  non potere pagare i debiti perché le banche, non è che si  sono
  limitate  ad avere paura che poi fossero sanzionate dall'Occidente,
  nemmeno il credito ai dipendenti della Lukoil incominciano a  dare,
  quindi  si sta piegando il sistema sociale della mia provincia,  si
  sta  piegando  il sistema sociale della mia città  e  da  padre  di
  famiglia  e  cittadino  del comune di Melilli  e  abitante,  nonché
  lavoratore in aspettativa della zona industriale, le chiedo con  la
  sua  esperienza, con le sue capacità e con quello che ha dimostrato
  nella  sua vita, di occuparsi della faccenda Lukoil come  se  fosse
  l'obiettivo  principale di questa amministrazione  regionale  e  di
  chiedere,  con  tutto  quello  che può  determinare  la  sua  forza
  politica  per  la  nostra maggioranza, e mi sento autorevole  tanto
  quanto  gli altri colleghi di maggioranza a supportarla e  aiutarla
  nella  guida  verso  questo Governo e verso questa  amministrazione
  regionale che la vede attivamente impegnato in questi mesi.
   Io  l'ho  vista  in  azione  a Roma durante  la  riunione  insieme
  all'assessore Tamajo ed al Ministro Urso e ho compreso bene che  il
  Governo nazionale si sta impegnando perché la faccenda Lukoil  sia,
  diciamo,  al tavolo come oggetto principale del Governo  nazionale.
  Ma  chiedo  a lei, Presidente, anche quando finirà questa riunione,
  anche  quando  finirà  questo momento,  di  attivarsi  affinché  la
  Regione  siciliana,  il  Governo Schifani, questa  maggioranza  sia
  protagonista   per  la  continuazione  dello   scopo   e   per   la
  continuazione di quell'occupazione che è determinante per  la  vita
  sociale della Sicilia orientale.
   Termino, caro Presidente, ricordandole che a Palermo c'è stato  il
  sacco   tanto tempo fa, io incomincio ad intravedere a  Priolo   il
  sacco  Lukoil   perché è impossibile comprendere come relativamente
  ad  un'emergenza  annunciata circa sei mesi  fa,  oggi,  a  quattro
  giorni  dalla  scadenza dei termini per l'inizio  dell'embargo  del
  petrolio,  siamo  qui  a discutere di quale  sia  la  capacità  del
  Governo  nazionale,  quale  sia  la  capacità  di  intravedere  una
  soluzione per settemila famiglie.
   Ebbene  Presidente, noi siamo, come Gruppo Popolari e Autonomisti,
  alla  ricerca di quella autonomia che possa darci ancora in Sicilia
  la  garanzia,  la tecnica, la regola che possa determinare,  ancora
  una  volta,  il  primato come Regione e non i  posti  nelle  ultime
  classifiche.
   Siamo  alle  porte  di  un  disastro, io  comprendo  benissimo  la
  responsabilità  di  questo  Governo  che  è  all'inizio  di  questa
  vicenda,  e che se ne sta occupando da poco, ma le posso  dire  che
  con  il  suo  stesso  stile, quando ha detto  di  non  parlare  del
  passato,  non  ne  parlerò nemmeno io. Però, Presidente,  carissimi
  Assessori, la faccenda Lukoil, la faccenda Ias, spero che diventino
  oggetto  principale di questo Governo e che diventino  -  e  glielo
  dico  questo  in  ultimo da padre di famiglia  -,  Presidente,  che
  diventino  il primo punto del suo obiettivo giornaliero,  perché  a
  breve, a non meno e di 50 ore avremo 10 mila disoccupati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.  Buongiorno  signor  Presidente,  Presidente
  Schifani,  Governo,  colleghi e soprattutto  cittadini.  Presidente
  Schifani,  ho  ascoltato con grande attenzione il  suo  discorso  e
  francamente  non  mi aspettavo nulla di diverso.  Poche  idee,  ben
  confuse,  ma  soprattutto un film già visto, non mi sento  di  dire
  diversamente;  un  film già visto che vede come  protagonista  l'ex
  Presidente  della Regione che quelle rare volte che veniva  qui  in
  Assemblea  ci raccontava di quello che avrebbe voluto fare,  ma  di
  quello  che  fondamentalmente non ha mai  fatto.  Sono  storiche  e
  ricorrenti  le sue frasi quando diceva "... io con queste  mani  ho
  gestito miliardi...", ma fondamentalmente non si è mai capito  cosa
  ha  fatto  con quei miliardi, perché la Sicilia - ci dice  l'ultimo
  rapporto Svimez - quando cresce, cresce meno delle altre Regioni  -
  peggio di noi solo il Molise, che, con tutto il rispetto, non ha le
  nostre  potenzialità - quando cresciamo, cresciamo molto  di  meno.
  Vede,  Presidente,  da  questo punto di vista  quindi  ci  si  deve
  mettere  d'accordo:  se  si  illustra un  risultato  che  si  vuole
  raggiungere,  dobbiamo avere anche chiaro e dobbiamo raccontare  ai
  siciliani come lo vogliamo raggiungere.
   Ho apprezzato il suo riferimento iniziale alla lotta alla mafia  e
  alla ricerca di soluzioni all'annoso problema della corruzione. Qui
  statisticamente  si  vede  la Sicilia al  massimo  dei  livelli  di
  corruttibilità  e di corruzione. Però, vede, la soluzione  non  può
  essere  nel  fare  qualche  riunione,  ma  dobbiamo  incidere   sui
  procedimenti amministrativi e sulla trasparenza. Diversamente  sono
  semplicemente bei discorsi che credo che un Presidente come lei che
  inizia a scrivere una nuova pagina di storia di questa Terra  abbia
  il  dovere morale di dire con chiarezza e soprattutto di dimostrare
  con  i  fatti, tanto più perché, mi scusi se lo ricordo  in  questo
  contesto,  viene da un partito che su questo argomento  qualcosa  a
  questa Terra da dimostrare ce l'ha.
   Del  suo discorso non condivido minimamente il suo approccio  alla
  gestione  della  sanità.  Vede, è vero che per  l'utente  l'offerta
  sanitaria o proviene dalla sanità pubblica o proviene dalla  sanità
  privata,   bene  o  male  è  la  stessa  cosa  perché   l'interesse
  dell'utente e del cittadino è ricevere una prestazione. Però, vede,
  nella realtà la sanità privata dovrebbe essere sussidiaria a quella
  pubblica, cioè dove il pubblico non riesce ad arrivare bene,  o  ha
  difficoltà economica e logistica ad arrivare, allora c'è la  sanità
  privata  che  viene  in  soccorso. Ma vede,  Presidente,  non  fare
  funzionare la cosa pubblica è la migliore scusa per mettere i soldi
  sulla  cosa  privata.  Ecco  allora che la  soluzione  delle  liste
  d'attesa - probabilmente - non è la sanità privata, semmai,  forse,
  le  liste  d'attesa così lunghe sono la scusa per mettere  i  soldi
  nella  sanità privata e io le racconto semplicemente un  fatto:  ma
  secondo  lei è normale che in tutta la provincia di Messina  -  nel
  resto  della  Regione la situazione è la stessa -  esista  un  solo
  medico abortista pubblico, in struttura pubblica? E' normale che se
  una  donna  decide  di  porre  fine  alla  propria  gravidanza   è,
  praticamente,  costretta a rivolgersi a una struttura  privata?  Io
  credo  di  no  e  credo che chi rappresenta e  amministra  la  cosa
  pubblica  non  possa sottrarsi al dovere di farla  funzionare  bene
  perché chi va a curarsi al Nord non va via perché in Sicilia non ci
  sono  dei  buoni  medici,  va  via perché  ci  sono  delle  pessime
  strutture.
   Poi  vede,  Presidente,  lei anche in conformità  con  il  Governo
  nazionale,  e  questo lo comprendo, dice facciamo  il  Ponte  sullo
  Stretto.  Fatelo  Io neanche mi oppongo, perché tanto non ci  credo
  perché  non  ci  sono  i  soldi, perché dite  che  utilizzerete  la
  riprogrammazione europea, ma anche lì, dobbiamo capire  cosa  usate
  perché  se voi per fare il Ponte drenate tutte le risorse che  sono
  previste  per  il  Sud  Italia non è  che  avete  fatto  una  bella
  operazione,  hai fatto vesti a Gesù e scopri a Maria . Però  non  è
  una bella operazione.
   E  allora  dovete dire con quali risorse, perché altrimenti  avete
  solo  resuscitato  un morto costosissimo, che è  la  società  Ponte
  sullo  Stretto, che si è mangiato un miliardo e mezzo e ci costa  a
  millecinquecento euro al giorno. Però mentre si fa,  che  voi  sono
  sicuro  come  Berlusconi l'ha fatto, voi ne farete un altro  Ponte,
  quello  che  vi  dico,  e  che  la  invito,  Presidente,  mi  creda
  assumeremo  un  profilo di opposizione dura ma seria e  soprattutto
  offriremo  collaborazione perché qua siamo per lavorare nel  favore
  dei  siciliani. Quindi, quando lei porterà in Aula cose  buone,  su
  cui  lavoreremo  anche insieme, troverà collaborazione  perché  non
  deve essere una guerra tra partiti.
   Però  le  faccio  un invito. Lei è parlamentare dal  1996.  Prenda
  un'utilitaria e guidi in un giorno di pioggia, percorra la Messina-
  Palermo o la Messina-Catania e guardi in che stato è  Perché fino a
  quando  la  giriamo  con l'autista che guida e noi,  magari,  siamo
  impegnati  in  altre faccende va tutto liscio.  Ma  se  lei  prende
  un'utilitaria,  in un giorno di pioggia e percorre l'autostrada  la
  prima  cosa si domanda è perché. Perché pago per andare  su  quella
  strada,  dove  ho  più  possibilità di  morire  che  e  arrivare  a
  destinazione.  Trentasette gallerie su quaranta non  sono  a  norma
  antincendio. L'asfalto non è drenante, aggiunge acqua. La piglia da
  sotto e la porta sopra. Fa al contrario.
     Presidente, i comuni. I comuni non hanno un euro. Come ha  detto
  bene lei non possono progettare. La Regione non è messa meglio.  La
  Regione  non  è  messa meglio perché non assume e hanno  ragione  i
  colleghi  a  dire quando si contratta con lo Stato  è  inutile  che
  contrattiamo  risorse che poi sprechiamo se non  apriamo  le  porte
  della   Pubblica   amministrazione  a  persone   giovani,   capaci,
  competenti  e  motivate. L'informatizzazione, la  digitalizzazione,
  chi  precedeva  l'assessore Falcone perdeva  la  password,  non  la
  trovava,  perdeva la password e non potevamo accedere  ai  sistemi.
  Non  è  normale   E allora questi soldi del PNRR,  se  li  perdiamo
  perché  non  siamo  capaci  di spenderli,  serviranno  soltanto  ad
  aumentare  il divario che lo Svimez già ha certificato,  oppure  li
  sprecheremo, costruendo case in cui non ci lavora nessuno e  questo
  non  ce  lo  possiamo permettere, altrimenti è inutile  parlare  di
  giovani che emigrano.
     Il dissesto idrogeologico. Questo è un tema fondamentale per  la
  Sicilia.  Ci  dobbiamo domandare, innanzitutto, cosa vogliamo  fare
  con la struttura commissariale perché così com'è non è in grado  di
  svolgere,  di  adempiere al suo compito. E questo è un ragionamento
  che dobbiamo fare a inizio legislatura. La vogliamo trasformare  in
  un'agenzia? Vogliamo fare una partecipata, vogliamo fare  un  nuovo
  tipo  di  lavoro? Ma lo dobbiamo fare adesso, perché non è  che  se
  riuniamo tre dirigenti intorno ad un tavolo risolviamo il problema.
  E  questo,  Presidente, la capacità di spesa, la  velocità  in  cui
  spendiamo  in  una  tematica  come  il  dissesto  idrogeologico   è
  fondamentale.
     Il  confronto del Parlamento. Presidente, questo è mancato nella
  scorsa  legislatura,  anzi  qualche  volta  al  massimo  prendevamo
  qualche  simpatico  aggettivo come "pidocchio"  o  "piante  grasse"
  quando cercavamo, semplicemente, di fare il lavoro del parlamentare
  che  è quello di incalzare anche il Governo e porlo di fronte  alle
  proprie  responsabilità. Sono certo che con  lei  queste  cose  non
  succederanno, perché mi fido del suo approccio istituzionale.
    Il lavoro. Il lavoro, Presidente, è un altro argomento fortemente
  collegato  alla  corruzione e alla lotta alla Mafia.  La  Mafia  si
  nutre  di disagio economico, di degrado sociale e di difficoltà  ad
  addentrarsi  nei procedimenti amministrativi. C'era una  riforma  e
  c'erano  dei  soldi per le assunzioni  ai centri per l'impiego  che
  vanno  riformati;  il  Governo Conte ha dato  tanti  milioni   alla
  Sicilia  nel 2019, è finito il 2022 e ancora queste persone  devono
  sedersi al proprio posto di lavoro, nel frattempo però è più comodo
  attaccare  il  reddito  di cittadinanza, che  tanti   siciliani  ha
  sostenuto in questi anni durante il Covid, anni durante i quali non
  sono  neanche arrivate le risposte sanitarie che ci si attendeva  -
  veda  i  lavori  di  ampliamento della  rete  Covid  delle  terapie
  intensive  che  dovevano terminare a marzo 2021 e  ancora  sono  in
  corso  e  su  questo  io  le dico che ha  fatto  bene  a  rimuovere
  l'ingegnere  D'Urso da quell'incarico -, quindi  le  rendo  atto  e
  merito di una delle sue prime azioni. Per contro le dico anche  che
  abbiamo una rete sanitaria da rivedere, ci sono città metropolitane
  come Catania che nell'arco di tre chilometri quadrati hanno tre Dea
  di  secondo livello e ci sono città come Siracusa che non ne  hanno
  neanche uno.
   Durante  il  Covid  ci sono state delle migrazioni di  anestesisti
  che hanno riempito alcuni ospedali e ne hanno lasciato vuoti altri,
  e  questo  non  è un bel segnale perché i cittadini siciliani  sono
  tutti  uguali  e  si  ricordi anche delle  aree  disagiate,  perché
  d'inverno  stare su un'isola si soffre, è corretto  quello  che  ha
  detto la doppia insularità è pesante e brutta però, Presidente, una
  risposta  concreta  prima  o poi gliela dobbiamo  dare  perché  gli
  abbiamo  promesso di tutto, il precedente Governo - mi deve credere
  io  ero  lì  - gli ha promesso di tutto: la riapertura di  reparti,
  concorsi  ad hoc, mobilità extra regionale, non hanno fatto  nulla
  Non è arrivato un infermiere, un medico, nulla in questi ospedali e
  c'è  una situazione tragica, oltre che ci costa un botto di  soldi,
  mi  deve credere, di elitrasporto che è una cosa incontenibile;  se
  quei  soldi li avessimo spesi sul territorio avremmo fatto  non  un
  ospedale,  avremmo fatto un ospedale a 5 stelle, gli costruiamo  un
  DEA.
   Signor  Presidente,  gli argomenti sono veramente  tanti  ma  sono
  fiducioso  che non mancheranno i momenti di confronto, perché  sono
  sicuro che lei è anche naturalmente portato per il confronto,  sono
  convinto  anche che lei è un buon incassatore, già questo l'abbiamo
  visto,  quindi capisce che le critiche politiche non sono mai  alla
  persona,  però vogliamo da parte sua serietà perché le riforme   si
  fanno all'inizio della legislatura altrimenti sono solo chiacchiere
  e  abbiamo  visto  cinque  anni  di  chiacchiere,  cinque  anni  di
  chiacchiere:  il  Piano  rifiuti  non è  uscito.  Inceneritori  no,
  saremo sempre contrari, non è da lì che si parte, c'è rifiuti zero,
  c'è  la differenziata, c'è il riuso, c'è il riciclo, ma soprattutto
  c'è non produrre il rifiuto e questo lo fai anche con le norme,  lo
  fai nelle scuole, lo fai in tanti modi.
   E  allora, Presidente, le auguro buon lavoro, perché dalla qualità
  del suo lavoro dipende il futuro prossimo dei siciliani, quindi  le
  auguro buon lavoro, per il resto ci siamo ho capiti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
  facoltà.

   LOMBARDO  GIUSEPPE  GEREMIA. Signor Presidente,  Presidente  della
  Regione,  membri del Governo, onorevoli colleghi. Caro  Presidente,
  ho  potuto apprezzare positivamente le dichiarazioni programmatiche
  che  ha esposto stamattina all'Assemblea, perché sono coerenti  con
  il programma con cui ci siamo presentati agli elettori siciliani  e
  dove  il  movimento  politico di cui faccio parte,  il  Gruppo  dei
  Popolari  Autonomisti,  è  stato al suo  fianco  convintamente.  Mi
  riferisco  in modo particolare al tema dell'elezione diretta  delle
  province,  oggi  sono  convinto che se avessimo  avuto  un  governo
  politico nella provincia regionale di Catania non avremmo assistito
  a  quella  pronuncia  che,  purtroppo,  converte  l'amministrazione
  straordinaria   di   Pubblici  Servizi   S.p.A.   in   liquidazione
  giudiziale,  mettendo  a  rischio il  futuro  lavorativo  di  circa
  trecento,  quattrocento famiglie, ecco perché è importante  che  si
  ripristini il Governo politico nelle province  regionali siciliane.
   Ho  potuto apprezzare lo spirito costruttivo e collaborativo  che,
  sulla  scorta  di  un'esperienza autorevole che  lei  ha  avuto  da
  Presidente del Senato, vuole mettere in campo nei rapporti  con  il
  Parlamento  regionale. Mi auguro che questo spirito  costruttivo  e
  collaborativo  possa anche tradursi in un dialogo proficuo,  quello
  che  purtroppo è venuto meno negli ultimi anni con gli enti locali,
  con  i  comuni  e  con  i sindaci che hanno grandi  difficoltà  nel
  sostenere   e  nel  mandare  avanti  quelli  che  sono  i   servizi
  essenziali.
   Positivo il provvedimento del Governo regionale che dà un  segnale
  tangibile di sensibilità, cioè quello che sostiene il caro  energia
  che  oggi, purtroppo, i sindaci dei nostri comuni siciliani  devono
  sostenere  con  grandi  difficoltà, e mi  auguro  che  anche  nelle
  interlocuzioni  con  il Governo nazionale,  quelle  che  in  questi
  giorni  si  sono avviate sul bilancio, possano proseguire  in  modo
  altrettanto autorevole. Io mi riferisco al Ponte sullo Stretto, per
  carità  è importante quest'iniziativa, mi auguro che dagli  annunci
  si  passi  il  prima  possibile ai fatti. Io batterei,  Presidente,
  perché  sul  termine che il Governo nazionale ha  prefissato,  cioè
  quello  dei due anni dalla delibera del Consiglio dei Ministri,  si
  accorci a 12 mesi l'avvio dell'opera del Ponte sullo Stretto.
   Sui   temi   importanti,  sulla  sanità,  ho  potuto   apprezzare,
  Presidente,  il fatto che lei abbia oggi espresso la  voglia  e  la
  volontà  di  accertarsi personalmente dello stato di  salute  delle
  strutture  ospedaliere, perché su quelle oggi  emerge  la  maggiore
  nota  dolente della nostra sanità. Purtroppo registriamo una sanità
  di  serie  A  e una sanità di serie "B . Dobbiamo attenzionare  gli
  ospedali  di  periferia, in particolar modo per quanto riguarda  la
  mia  provincia di Catania, l'ospedale di Caltagirone che ha reparti
  interi  senza  medici,  mi  riferisco  in  modo  particolare   alla
  cardiologia,  che ha soltanto tre medici strutturati  o  al  pronto
  soccorso dove addirittura non sono più presenti i medici del pronto
  soccorso, e quindi puntiamo su un'equa distribuzione delle risorse.
   Quanto  alle  liste  di attesa, lei ha parlato, Presidente,  della
  sanità  privata convenzionata che, per carità, è importante  quando
  però  viene  messa  nelle condizioni di poter concorrere  o  quanto
  meno,  mi  perdoni, rettifico, di poter coesistere all'interno  del
  sistema  sanitario regionale secondo un'ottica  ed  una  logica  di
  complementarietà e mai concorrenziale con la sanità  pubblica,  per
  cui   è  interessante  e  importante  potenziare  la  medicina  del
  territorio anche per ridurre ormai le infinite liste di attesa.
   Quanto ai comuni, ha detto lei giustamente, ha richiamato un  tema
  di  grande importanza che è quello della dispersione scolastica. Il
  tempo pieno che è stato anche enunciato in un'intervista importante
  dall'Assessore  alla  formazione e istruzione,  mi  auguro  che  si
  obblighi  le  scuole  a mettere in campo il tempo  pieno  e  questa
  legislatura si renda protagonista di una legge di sistema che metta
  appunto assieme i comuni, le scuole, le Asp e tutti coloro  che  si
  occupano  di dispersione scolastica, considerando anche  l'autorità
  giudiziaria.
   Occorre una modifica della legge regionale n. 22 del 1986,  quella
  che regolamenta i servizi sociali, per adeguarla al mutato contesto
  socio economico e per i comuni e per le imprese sociali.
   Occorre  che sulla disabilità si pervenga a una piena integrazione
  socio sanitaria, occorre che si crei una legge di sistema che porti
  alla  definizione del cosiddetto "progetto di vita". Tante  risorse
  molto  spesso  vengono impiegate per la disabilità  ma,  purtroppo,
  come  dire,  assistiamo a sprechi e molto spesso non  si  rende  un
  servizio  adeguato. Una spesa virtuosa caratterizzata da un  rigore
  finanziario  e contabile, sono le parole che oggi il Presidente  ha
  espresso  e, rispetto alle quali, trova la nostra piena e  assoluta
  condivisione.
   E  sull'agricoltura,  si  parla  di  sostegno  all'agroalimentare,
  Presidente,  trova  in  noi un appoggio serio  e  forte  perché  si
  sostenga   seriamente  il  settore  agroalimentare,  perché   sulle
  condotte  idriche si pervenga ad un progetto di sistemazione  serio
  che   consenta  un'equa  distribuzione  delle  acque  nelle  nostre
  campagne,  perché  si  ponga fine al calvario  del  precariato  che
  caratterizza purtroppo gli operai dei consorzi di bonifica,  questa
  deve  essere la legislatura della svolta, del rilancio della nostra
  Terra.
   Ho   apprezzato   in   questi  giorni   le   autorevoli   capacità
  interlocutorie  con  il  Governo  nazionale  in  tema  di  bilancio
  rispetto  a  cui ci attendiamo delle risposte positive  per  questa
  terra.  E  veda,  Presidente,  io mi auguro  che  anche  la  stessa
  autorevolezza  e  la impieghiamo nel fra fronte rispetto  a  questa
  bozza di regionalismo differenziato, autonomia differenziata che  è
  stata  presentata in sede di Conferenza a Stato Regioni rispetto  a
  cui  occorre a fruire creare un argine, rispetto appunto al disegno
  originario.
   Occorre garantire e definire i REP, ma soprattutto occorre che non
  si pervenga, come accaduto con la legge sul federalismo fiscale non
  tanto  sulla legge in sé quanto ai decreti attuativi, quello che  è
  il  mancato  rispetto della perequazione infrastrutturale  e  delle
  politiche  e di sviluppo e coesione sociale. E mi auguro  che  -  e
  vado alle conclusioni - nei prossimi mesi nelle interlocuzioni  che
  andiamo  qui  a  sviluppare con il Governo  nazionale  mettiamo  al
  centro   anche  il  tema  della  mancata  attuazione  delle   norme
  statutarie in materia di finanza, mi riferisco agli articoli 36  37
  e  38  del nostro Statuto, perché così riusciamo a sopperire a  una
  deprivazione  storica delle risorse finanziarie di  questa  Regione
  che le hanno purtroppo condannata al sottosviluppo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Grazie,  Presidente,  Governo,  colleghi   deputati.   Ho
  ascoltato con molto interesse il discorso del Presidente Schifani e
  devo   dire   che  all'inizio  ha  subito  parlato  di   continuità
  amministrativa. E' vero, non si può dire che non ci sia  continuità
  amministrativa,  alcuni  Assessori  sono  gli  stessi  del  Governo
  Musumeci,  molti  appartengono alla compagine di maggioranza  della
  precedente   Legislatura  e,  quindi,  siamo  in  piena  continuità
  amministrativa.
   Ma fortunatamente poi nella sua chiosa, la devo ringraziare perché
  mi  ero  allarmata, ma poi lei  ha detto che avrebbe  ascoltato  il
  Parlamento,  che  avrebbe portato democrazia e  rispetto  a  questi
  deputati   che  rappresentano  tutti  i  siciliani.  Perché   veda,
  Presidente,  noi  oltre ad essere stati insultati, definiti  piante
  grasse,  pidocchi, i rapporti col Parlamento non erano buoni  anche
  per  questioni di igiene, a un deputato che adesso siede nella  sua
  Giunta  furono predetti ben altri palazzi. In tutti i  questi  anni
  abbiamo subìto e abbiamo penato questo, la mancanza di rispetto del
  popolo siciliano, la mancanza di ascolto.
   Ebbene, io ho visto che, sempre in perfetta continuità col Governo
  precedente, ha iniziato con una maggioranza molto risicata. Già  lo
  abbiamo visto dai voti che ci sono stati durante appunto le  nomine
  dell'Ufficio  di Presidenza e quindi sicuramente dovrà interloquire
  con  le  minoranze  e con le opposizioni per avere  dei  risultati,
  perché il suo predecessore, che non interloquiva assolutamente, non
  ha  portato  nessun  risultato, nessuna  riforma,  persino  l'unica
  riforma  che  era arrivata in Aula fu bocciata all'articolo  1,  la
  riforma  sui  rifiuti. Quindi, ci sono stati cinque anni  di  fermo
  amministrativo che hanno pesato sulle spalle dei siciliani.
   Un'altra  cosa  che  ho  notato essere in continuità  col  Governo
  precedente è la mancanza di un rappresentante nella sua Giunta  nel
  sud est siciliano.
   Noi  ragusani  abbiamo un po', io sono di Ragusa, abbiamo  un  po'
  notato  questo, che per anni e anni non c'è mai stato un  assessore
  della  nostra zona. Speravamo bene, avevamo letto sui giornali  che
  finalmente anche noi avremmo avuto il nostro assessore nella figura
  di un collega, l'onorevole Assenza, un professionista rispettato  e
  votato, appunto, nel territorio. Non è stato così. Ma mi auguro che
  non  sia  comunque un governo  cataniocentrico,' perché noi abbiamo
  avuto  anche  un  governo  'cataniocentrico',  dove  molte  risorse
  venivano spostate in un'area soltanto della Sicilia ignorando  gran
  parte  dei  territori, gran parte dei territori che sono produttivi
  alla  stessa  maniera, virtuosi alla stessa  maniera.  Il  Sud  Est
  siciliano,  per esempio, con la città di Vittoria ha  uno  dei  più
  importanti   mercati   ortofrutticoli   d'Italia   e   il   mercato
  ortofrutticolo  di Vittoria è il terzo in Italia e avrebbe  bisogno
  di  tante  cose. Avrebbe bisogno, per esempio, dell'efficientamento
  energetico  sopra  i  box degli agricoltori  del  fotovoltaico  che
  permette appunto di abbassare i costi di produzione che molte volte
  non  riescono ad eguagliare quelli di vendita. Abbiamo il  problema
  degli  allevatori,  il  caro latte. Abbiamo  assistito  in  maniera
  dolorosa   al   fallimento  dell'ex  ente  Aras.  Tante   e   tante
  problematiche che attengono al sud est siciliano mai risolte.
   I  consorzi  di bonifica, per esempio. Abbiamo avuto un Presidente
  di  Commissione che ha millantato una riforma. Ogni 2-3 mesi doveva
  arrivare la riforma del Consorzio di bonifica in Aula. Ebbene,  non
  è  mai  approdata in quest'Aula quella riforma. Questa è una  delle
  cose.
   Gli  enti  di ricerca per esempio il Corfilac, l'ente  di  ricerca
  caseario.  Speriamo che venga finalmente finanziato per  essere  un
  vero  ente di ricerca perché se vengono dati i fondi sono  per  gli
  stipendi poi, chiaramente, diventa uno stipendificio e non  fa  più
  l'attività originaria per il quale è stato pensato e per  il  quale
  si  sono investite tante risorse proprio per garantire alla filiera
  lattiero  casearia  siciliana di essere  un'eccellenza  nel  mondo,
  perché questo è stato il Corfilac alle sue origini.
   Poi  potrei citare tante cose. Ecco, sicuramente ci sarà occasione
  nelle  Commissioni per entrare nello specifico nei temi. E'  chiaro
  che  noi siamo stati con un programma spesso anche opposto nei temi
  a quello che ha presentato lei come, per esempio, gli inceneritori.
  Noi  siamo per il ciclo virtuoso dei rifiuti. Ma poi entreremo  nel
  merito  delle questioni perché quello che mi preme di più capire  e
  sapere e chi deve fare questi inceneritori, se saranno gestiti  dal
  pubblico o dal privato, perché questa è una questione nodale  e  di
  fondamentale importanza per i siciliani per avere veramente le mani
  libere  perché  è  quello  che finora, il ricatto  occupazionale  è
  quello che è finora ha tenuto i siciliani per la corda.
   Poi mi rivolgo all'assessore Falcone. Lui sa quanto io ci tenga al
  trasporto pubblico locale. Assessore, ha sempre detto di non  avere
  abbastanza  fondi  per  attivare  quel  famoso  bando  per  rendere
  finalmente  il trasporto pubblico locale innovativo,  per  renderlo
  efficiente,  intermodale.   Ebbene,  siamo  andati  di  proroga  in
  proroga. Io mi aspetto che in questa Legislatura, adesso che lei  è
  assessore  al  bilancio,  quei  famosi  fondi  si  trovino  e  che,
  finalmente,  questo  trasporto  possa  essere  un  servizio  che  i
  siciliani pagano a caro prezzo e non funziona. Quindi, un  servizio
  pagato ma funzionante.
   In  ultimo  e  vado a chiudere. Abbiamo notato che c'è  stata  una
  grande influenza del Governo nazionale, di Roma, anche sulla scelta
  di  questa Giunta. Quindi, io mi auspico che questi rapporti  buoni
  vengano  utilizzati anche per altri scopi. Perché  sa,  Presidente,
  nelle  passate  finanziarie c'era un'usanza  sbagliata:  quella  di
  inserire  tante e tante piccole norme all'interno della finanziaria
  che  servivano  per  illudere i siciliani che  ci  sarebbero  state
  assunzioni, stabilizzazioni e mi riferisco a tutto quel  bacino,  a
  tutte  quelle  categorie  di  precari  che  avevano  sempre  quella
  normicina  inserita  nella  legge  finanziaria  che  poi  diventava
  un'impugnativa. Un'impugnativa perché lo sappiamo benissimo che non
  è  materia  di Regione è materia di Stato. Quindi, si  bloccava  la
  finanziaria per mesi non portando risorse ai siciliani,  agli  enti
  locali  e  tutto  già in una condizione in cui  eravamo  sempre  in
  estremo  ritardo, sempre in esercizio provvisorio  e  poi  subivamo
  anche queste impugnative del Governo nazionale.
   Mi  auguro  un  po'  di onestà intellettuale.  Certe  norme  vanno
  stralciate e vanno discusse direttamente con Roma in maniera che si
  possano  avere delle finanziarie snelle, efficienti e che  arrivino
  subito le risorse a tutti gli enti locali.
   In  ultimo,  ho  letto  in questi giorni del pregevole  intervento
  dell'onorevole  Pagana che intende dare un grande peso  e,  quindi,
  delle porzioni di territorio importanti da destinare a parchi  e  a
  riserve. Ebbene, noi lo scorso Governo ci siamo battuti affinché la
  legge sull'istituzione del Parco nazionale degli Iblei arrivasse  a
  Roma. Ci siamo riusciti, adesso è a Roma. Io auspico, insomma,  che
  visto che ci sono queste buone intenzioni la Regione possa fare  da
  spinta,  possa intervenire affinché venga istituito al  più  presto
  questo parco nazionale.
   Ci  sono tante e tante cose, i siciliani aspettano solo noi. Ecco,
  nel  pieno  rispetto dei ruoli e delle parti politiche  chiaramente
  diverse, noi siamo pronti a lavorare. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anche
  perché il tema della sanità è stato toccato da tutti i colleghi  in
  quest'Aula. Ho ascoltato con attenzione il suo discorso e io  credo
  che  sia  stato un discorso di apertura totale verso il Parlamento,
  ma  anche  di aver toccato alcuni temi importantissimi a cominciare
  dalla sanità.
   Veda,  l'avere messo l'accento sulla medicina territoriale e sulla
  prevenzione  è  un  fatto importante. Se noi andiamo  a  vedere  la
  sentenza  della Corte costituzionale del 21 novembre, proprio  ora,
  sulla  vicenda dei mutui che erano praticamente pagati con i  fondi
  della  sanità, la Corte costituzionale dice che per  gli  anni  dal
  2016  al  2019  i settori della prevenzione e dell'assistenza  agli
  anziani  e ai disabili ha riportato uno scostamento non accettabile
  del valore dell'indicatore dallo standard nazionale.
   E allora, noi dobbiamo sicuramente, secondo le indicazioni date da
  lei Presidente, mi permetto di fare alcune considerazioni.
   Noi  dobbiamo  innanzitutto informatizzare la sanità usare  questi
  fondi  del  PNRR  per la digitalizzazione e per l'informatizzazione
  della  sanità perché questo ci consente di avere un quadro completo
  della  sanità  in Sicilia con tutti i reparti e si deve  finire  la
  storia  che  non ci sono mai posti nei reparti della Sicilia.  Così
  come  si  deve anche dare la possibilità di informatizzare  con  la
  telemedicina  e  superare alcuni ostacoli che  i  piccoli  ospedali
  stanno avendo in questo momento.
   Presidente,  esiste  un  problema ed è un problema  serio  che  va
  affrontato.   Noi  non  abbiamo  medici  sufficienti  che   possono
  garantire  sia  l'efficienza nei piccoli ospedali, sia  per  quanto
  riguarda la medicina territoriale. Non abbiamo anestesisti, mancano
  i  medici  dal  Pronto soccorso, mancano i medici radiologi.  Tutto
  questo  va  affrontato  in  un discorso complessivo  con  anche  il
  Governo nazionale.
   Bisogna trovare soluzioni immediate perché se è vero che per  fare
  lo  specialista ci vogliono 11 anni, noi non possiamo più aspettare
  in queste condizioni.
   Bisogna  avere il coraggio di fare scelte forti. Bisogna  rivedere
  la  rete ospedaliera in Sicilia non dimenticando quella su cui  lei
  ha messo l'accento che è praticamente la medicina territoriale. Gli
  ospedali  non possono più essere così affollati come oggi.  L'unica
  possibilità oggi che c'è di curarsi è quella di andare  solo  negli
  ospedali.  Così i Pronto soccorso sono praticamente affollatissimi,
  vi sono ore e ore di attesa e la gente è veramente stanca.
   E  allora, partiamo da qui, non partiamo dalle critiche  per  dire
  che  tutto  si  farà male; partiamo da un discorso  complessivo  di
  tutta  l'Assemblea che assieme al Presidente ed alla Giunta che  ha
  dato  praticamente disponibilità a questo Parlamento dobbiamo avere
  il coraggio di fare le riforme vere e di affrontare il problema che
  esiste nella sanità con le emergenze principalmente: emergenza  dei
  Pronto  soccorso, emergenze nelle ambulanze medicalizzate  che  non
  esistono, più per cui vi sono rischi ogni giorno. Bisogna  rivedere
  il  tutto  in  una veste completamente diversa. Il  coraggio  delle
  scelte ci porterà a dare servizi efficienti per la sanità siciliana
  e per i cittadini siciliani.
   Noi  saremo, perché vi sono grandi aspettative, come ha detto lei,
  da  parte  del  popolo siciliano per questo Governo  ma  anche  per
  questa  Assemblea. In questa unità di intenti riusciremo a superare
  alcune criticità.
   Mi  permetto  poi sottoporle alcune questioni. Qui c'è l'Assessore
  per  l'energia e per i servizi di pubblica utilità. Beh,  veda,  il
  problema  dei rifiuti sta diventando un problema molto  grave.  C'è
  un'emergenza  immediata  in  questo momento.  Noi  facciamo  sì  la
  raccolta differenziata anche e a costo zero, come diceva... ecco  a
  zero.  C'è  un  problema  però: non ci sono  gli  impianti  per  la
  raccolta indifferenziata e per le altre questioni.
   E' chiaro che noi siamo in ritardo.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, si avvii alla conclusione.

   LACCOTO.  Io  sono  per  fare sicuramente termovalorizzatori.  Sto
  chiudendo.
   E  altra  questione  riguarda  praticamente  un  problema,  signor
  Presidente, mi permetto così sottoporlo.
   C'è  il problema del raddoppio ferroviario Messina-Palermo che  le
  Ferrovie dicono che ci sono troppi soldi, ma lasciare un buco di 80
  chilometri  sulla parte Castelbuono non è nemmeno un fatto  che  si
  addice  a una nazione che deve dare sicuramente dal punto di  vista
  dell'integrazione del territorio, perché noi abbiamo, così  come  è
  stato   detto,  autostrade  in  questo  momento  non  percorribili,
  dobbiamo dare la possibilità di avere anche questo doppio binario.
   Così  come,  io  credo, che bisogna puntare, così come  a  lei  ha
  detto,  alla sburocratizzazione. E questo è un passaggio importante
  se  noi  vogliamo dare servizi efficienti; ma per  fare  questo  ci
  vogliono  anche  le  persone  qualificate  a  fare  questo.   Dalla
  digitalizzazione  all'informazione,  alla  sburocratizzazione   noi
  dobbiamo  cercare  di  fare  dei  concorsi  mirati  a  personale  e
  qualificato.  Bisogna,  al  di  là dei  63  anni  della  media  del
  personale  regionale, cercare di fare assunzioni mirate a  superare
  le  difficoltà che vi sono state e, comunque, noi daremo sempre  il
  nostro   contributo  in  maniera  propositiva  e   sicuramente   in
  collaborazione con la Giunta. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Grazie,  Presidente, Presidente  Schifani,  colleghi,  io
  penso  che  questa sua relazione è una relazione ampissima  che  ha
  toccato  tutti i punti i più importanti di quella che  è  stata  la
  nostra  campagna elettorale, ma è anche a quel progetto di  governo
  che noi abbiamo in mente.
   Penso che questa Legislatura deve essere una legislatura del  fare
  e,  quindi,  il  dire e programmare che era un periodo  storico  di
  campagna  elettorale oggi diventa a del fare e  quindi  trasformare
  gli  atti quello che è il nostro pensiero è il nostro modo di  fare
  in atti concreti.
   Già   un  atto  concreto  ce  l'abbiamo  dietro  la  porta,   caro
  Presidente,  abbiamo parlato, lei ha pensato  che  il  rilancio  di
  questa  Regione è un'opportunità per la Regione è importante  della
  pubblica  istruzione  e della formazione. La formazione  attraverso
  degli strumenti importanti come gli ITS che devono essere ancora di
  più valorizzate e portate avanti per cercare di potere unire quella
  che  è  la  formazione con le imprese. Le imprese in prima  persona
  devono cercare di sostenere quella che è una formazione per portare
  poi  ad avere quelle persone capaci di poter veramente cambiare  la
  nostra  società  e,  quindi,  cambiare  quello  che  è  il  tessuto
  produttivo delle nostre città.
   Ma  abbiamo dietro l'angolo un problema a grossissimo, oggi non se
  ne  è  parlato, lo voglio portare a sua conoscenza e anche del  suo
  Assessore.  Noi rischiamo con la riforma del Governo nazionale  che
  perderemo 100 istituti comprensivi in Sicilia. Perdere 100 istituti
  comprensivi  in  Sicilia  significa  perdere  presidi,  perdere  la
  possibilità di avere le scuole dislocate e specialmente nei piccoli
  comuni  e quindi questo sarà un danno enorme a quella che  sarà  la
  pubblica  istruzione,  quella  che  è  l'istruzione  nella   nostra
  regione.  Questa  regione è quella che in tutta  l'Italia  avrà  un
  colpo maggiore per quanto riguarda la dislocazione sul territorio e
  quelli  che  sono  i presidi di legalità che prima  di  tutto  sono
  legati all'istruzione.
   Quindi,  su  questo dobbiamo stare attenti, perché nelle  prossime
  ore  si  deciderà  se  in Sicilia quello che dovrà  rimanere  degli
  istituti  comprensivi, e sappiamo  che si porterà da 600  alunni  a
  800  alunni  quello che è il numero minimo per quanto riguarda  gli
  istituti  comprensivi, non resterà a niente  di  quello  che  è  il
  nostro tessuto dell'istruzione sul nostro territorio e, quindi, non
  possiamo  parlare poi di dispersione scolastica quando  noi  avremo
  questi    problemi   grossissimi   che   scaturiranno   da   questo
  provvedimento a livello nazionale.
   Quindi, è una cosa importante, è quello che ci darà la differenza,
  la  differenza  tra  noi e l'opposizione, tra noi  che  abbiamo  il
  compito  che i cittadini ci hanno dato di governare e  di  fare  le
  scelte,  e  quello  che riguarda l'emergenza  dei  rifiuti,  guarda
  questa  non possiamo noi passare ed andare a programmare una  nuova
  estate, una Sicilia che deve puntare sul turismo e su quello che  è
  il  ritorno e il turismo per l'economia della nostra Regione avendo
  i problemi per i rifiuti che ci sono stati in questa estate. Questo
  deve   essere   superato  esclusivamente   con   la   nascita   dei
  termovalorizzatori, e per quanto riguarda tutti quegli insediamenti
  come  i biogas, la trasformazione di tutti gli scarti, che dovevamo
  portare  avanti con fermezza, non ci dobbiamo fermare, non dobbiamo
  avere  tentennamenti in questa direzione e questa fa la differenza,
  su  quello che è una responsabilità del Governo come la nostra  con
  quella  che  è invece di una opposizione che sicuramente  farà  gli
  interessi di altri e non di quello del popolo siciliano.
   Quindi,  su  questo  dobbiamo essere  fermi  ed  andare  avanti  e
  risolvere  il  problema di quella che è, quella  che  è  il  nostro
  programma  di Governo e per cui i cittadini siciliani  e  ci  hanno
  dato il compito di governare questa Regione.
   E  una  cosa importante che riguarda sicuramente la Lega ha  fatto
  proprio  una  minuziosa disamina di quella che è la  responsabilità
  che  abbiamo noi sul Governo e su quella che è stato il mandato dei
  nostri elettori, che riguarda sicuramente il sostegno alle imprese.
  Le imprese devono essere sostenute e far crescere perché solo da lì
  può  avvenire un'occupazione per i nostri giovani, che  non  devono
  andare  via  dalla Sicilia. L'opportunità di lavoro è  in  Sicilia,
  l'opportunità di lavoro è in questa Regione che ha le  capacità  di
  poter dare e l'opportunità di lavoro ai nostri giovani e non devono
  andare via della nostra Sicilia.
   Quindi,  su  questo  dobbiamo essere forti nel poter  dare  quella
  quell'aiuto  e quella vicinanza a tutti i giovani che  si  vogliono
  insediare  e vogliono realmente creare imprese e creare occupazione
  di lavoro per la nostra regione.
   Una cosa importante che dobbiamo mettere in campo sicuramente, che
  la nostra da parte nostra come il gruppo della democrazia cristiana
  siamo  all'interno del Governo, siamo parte integrante,  sosterremo
  la  sua attività in modo sempre forte e fermo, é quella di riuscire
  a  cambiare le sorti anche della nostra sanità. La sanità che non è
  un  problema di emergenza che nasce oggi, è un problema di tutti  i
  governi che si sono susseguiti in tutti gli ultimi anni, di  destra
  e di sinistra. Non può essere che c'è una sanità che principalmente
  è per due comparti, che l'emergenza e urgenza e per quanto riguarda
  la  parte  delle estetiste e quindi delle rianimazioni che soffrono
  specialmente  nelle  periferie  la  presenza  dei  medici  e  delle
  infrastrutture e delle strutture.
   Quindi,  su  questo  ci  deve essere un'attenzione  da  parte  del
  Governo  importante; già abbiamo interloquito con  l'assessore  che
  sicuramente  sarà vicina alle richieste dei territori, specialmente
  delle  province più piccole. In questa direzione noi  saremo  fermi
  come  Democrazia Cristiana di poter portare avanti  quelle  piccole
  riforme e quelli che sono gli investimenti

   PRESIDENTE. La prego di concludere.

   ABBATE.  Sto  finendo.  Dicevo, quelli  che  saranno  anche  nella
  prossima  finanziaria gli appostamenti e quelle risorse necessarie,
  perché  senza  risorse  non si può fare sanità,  non  si  può  dare
  servizi ai cittadini.
   Grazie,  Presidente,  in bocca al lupo per  questa  attività.  Noi
  saremo  al  suo fianco affinché realmente si potranno  cambiare  le
  sorti di questa regione, specialmente per i tanti precari, io penso
  ASU, forestali e consorzi di bonifica che vedono in noi quelli  che
  possono veramente risolvere questi problemi. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Grazie,   signor  Presidente   dell'Assemblea,   signor
  Presidente  della  Regione,  signori  Assessori,  signor   colleghi
  parlamentari.  Oggi  si  verifica  a  una  strana  coincidenza:  il
  Presidente Schifani ha pronunciato il suo discorso programmatico  e
  io  da  ieri sera mi sono trovato investito di un onere che  mi  fa
  contemporaneamente onore ma anche che mi dà un certo timore, quello
  di  essere stato eletto Capogruppo del Gruppo di Fratelli d'Italia,
  e in questa veste vedo e noto con piacere che il Gruppo parteciperà
  attivamente, perché dopo di me interverranno altri tre colleghi, in
  relazione ai suoi interventi proprio a testimoniare la fiducia  che
  il  nostro  Gruppo nutre verso questo Governo e a  testimoniare  la
  ferma  volontà  di  procedere al fianco suo e  degli  Assessori  in
  questa   difficile   sfida  che  ci  attende  per   questa   nostra
  Legislatura.
   Le  dico subito che abbiamo, ho apprezzato, il suo discorso che  è
  stato improntato a una encomiabile sobrietà, però, sicuramente, non
  disgiunta da una visione di ampio respiro che ha caratterizzato una
  particolare attenzione a tutti, o quasi tutti, i settori su cui  si
  misurerà il valore e l'azione di questo Governo.
   Si  è  spaziato dalla sanità, che è un problema che tocca tutti  e
  angoscia  tutti. A questo proposito mi permetto solo di evidenziare
  di  cercare  di portare a termine, quanto più presto possibile,  la
  realizzazione  di  quei Pronto soccorso nuovi su  cui  tanto  si  è
  investito  nella precedente Legislatura, adottando  addirittura  un
  incarico speciale di un commissario straordinario, che lei  ha  già
  ha  avuto  modo  di  valutare. I Pronto soccorso  dell'Isola,  come
  purtroppo   quasi  tutti  quelli  degli  altri  ospedali  italiani,
  soffrono  di una grande penuria di personale sanitario, ma soffrono
  anche  in  molte  strutture di un assetto  logistico  assolutamente
  insufficiente  e  inadatto; puntare sull'apertura di  questi  nuovi
  Pronto  soccorso,  molti  dei quali già in fase  di  realizzazione,
  credo  che  sia  un dovere e sia un bel segnale di  attenzione  nei
  confronti dei siciliani.
   Ci  ha fatto particolare piacere il suo riferimento alla necessità
  di  sburocratizzare  quanto più possibile l'azione  amministrativa.
  Non  è  un  compito  facile, io dico sempre che la  politica  si  è
  suicidata  con  la legge Bassanini quando, sotto l'imperversare  di
  una   Magistratura  e  di  un'attenzione  spesso  demagogica  della
  pubblica opinione, ha ceduto quelle che sono le sue prerogative per
  affidarsi completamente alla amministrazione e alla burocrazia  che
  in  molti  casi, per carità, agisce in perfetta buona  fede  e  con
  grande intelligenza, ma in altrettanti casi, invece, agisce proprio
  da palla al piede per un'azione politica mirata.
   Ha parlato di rifiuti, ha parlato di energia, ha parlato di quelli
  che  sono  i nostri veri tesori: l'immenso patrimonio archeologico,
  storico,  paesaggistico;  la  necessità  di  attrarre  un   turismo
  diverso, il turismo congressuale ma, mi permetta, anche il  turismo
  religioso perché noi abbiamo tanti santuari nell'isola che  possono
  attrarre centinaia, migliaia di fedeli dalle altre regioni d'Italia
  e poi abbiamo quelle meravigliose coste, quel mare che ci invidiano
  tutti  del  quale dovremmo cercare di approfittarne non i  quaranta
  giorni  a  cavallo di ferragosto ma, quantomeno - e ve lo dice  uno
  che lo fa personalmente perché abita sei mesi in riva al mare e sei
  mesi  nel paese - di sfruttarlo per almeno sei o sette mesi  l'anno
  perché   di   questo  possiamo,  veramente,  fregiarci  ed   essere
  orgogliosi.
   Poi  questa  attenzione alla riorganizzazione  anche  dell'assetto
  istituzionale, a partire dal ripristino delle province;  ripristino
  delle  province  che è una scellerata legge, che io  in  quest'Aula
  all'epoca  mi permise di definire  Giletti, Cancellieri, Crocetta ,
  perché  era  il  frutto di un intervento sporadico,  come  l'allora
  Presidente  della Regione ci abituava quasi ad ogni sua apparizione
  settimanale in tv, che veramente ha causato dei danni enormi che ci
  trasciniamo  da  quasi  dieci anni e  che  solo  ora,  grazie  agli
  interventi  del  Governo precedente, in parte sia rimediato,  se  è
  vero com'è vero che finalmente le province hanno potuto chiudere  i
  bilanci, mentre prima non ci si riusciva assolutamente.
   Le  grandi emergenze sociali che assillano la nostra Isola.  Anche
  su  questo  lei  si è puntualmente soffermato nel  suo  intervento,
  evidentemente  ai  colleghi  dell'opposizione  viene  facile   dire
  "abbiamo ascoltato solo i titoli". Ma vorrei sfidare chiunque in un
  discorso programmatico a cercare di affrontare tutte le emergenze e
  tutte  le  problematiche dei dodici assessorati in cui si  articola
  l'azione  del  Governo, cercando di entrare  nel  particolare.  Per
  questo ci sarà tempo e ci sarà evidentemente occasione di confronto
  e credo che il Governo non si chiuda al confronto col Parlamento, e
  anche  con  le  opposizioni apprezzandone evidentemente  le  spinte
  propulsive  resistendo a quelle che sono delle polpette avvelenate,
  che fanno parte pure del gioco della politica, ma che evidentemente
  non  fanno bene all'effettività dell'azione di Governo. Mi permetta
  anche  di  avere apprezzato il suo volersi porre in continuità  con
  l'azione  del  Governo  di  centrodestra  precedente,  del  Governo
  Musumeci,  di  cui molti affrettatamente, ancora oggi,  cercano  di
  dire  peste  e  corna,  dimenticando quello che  trovò  il  Governo
  Musumeci al momento del suo insediamento e le macerie vere  in  cui
  la Sicilia era stata lasciata dal Governo Crocetta.
   In  questo  Governo manca una rappresentanza territoriale,  signor
  Presidente.   Lungi  da  me  farne  una  questione   di   carattere
  assolutamente personale. Chi mi conosce sa che ho anche  rinunciato
  ad un seggio parlamentare nel '96, pur avendone pienamente diritto.
  Credo  sia  stato un caso più unico che raro nella  scena  politica
  siciliana,  ma direi anche italiana. E quindi non è un problema  di
  carattere  personale,  però  che il  Sud-Est,  quindi  parlo  della
  provincia di Ragusa e della provincia di Siracusa - che non  me  ne
  vogliano  i  colleghi  delle  altre province  -,  che  costituisce,
  nell'ambito  della nostra Isola, un'isola nell'isola, perché  è  la
  zona più produttiva dal punto di vista agricolo, dal punto di vista
  turistico, dal punto di vista imprenditoriale, dal punto  di  vista
  dei  villaggi  turistici e di quant'altro  c'è  di  positivo  nella
  nostra  zona  non abbia rappresentanti nel Governo regionale  credo
  che  debba fare riflettere. Ma questo solo per dire che voi  tutti,
  Presidente  in  testa, dovete supplire a questa carenza,  guardando
  con  particolare interesse a quel territorio, all'esigenza di  quel
  territorio, alle necessità di quelle comunità.
   Che  dire  poi  alla  fine?  Presidente,  ci  sono  tre  emergenze
  immediate  su  cui  si  dovrà  intervenire.  La  prima:  il   costo
  insostenibile  dell'energia;  il  Governo  nazionale  ha  messo  su
  qualche   misura,   ma  il  Governo  regionale  deve   intervenire.
  Credetemi, se passa qualche ulteriore mese in queste condizioni più
  del cinquanta per cento delle imprese produttive siciliane chiuderà
  i  battenti.  Parlo dei piccoli esercizi commerciali, dell'attività
  di  ristorazione delle attività collegate, ma anche  delle  piccole
  industrie, dei laboratori artigianali e di quant'altro. Io  so  che
  il  Governo  precedente  aveva con l'IRFIS  previsto  un'azione  di
  intervento immediato con un bando quasi a sportello. Si deve  fare,
  Presidente,  si  deve fare; ne va veramente della sopravvivenza  di
  migliaia  di  aziende.  Secondo problema: in  alcuni  comuni  della
  Sicilia,  per  situazioni contingenti e non solo, si è  dovuto  nei
  mesi precedenti sobbarcarsi il trasporto dei rifiuti fuori Sicilia.
  Anche su questo c'è stata una misura. L'assessore Di Mauro lo sa  e
  so  che  con  la sua consueta solerzia ci sta già lavorando.  Tutti
  questi  comuni  che  hanno  dovuto affrontare  queste  spese  extra
  bilancio  si  troveranno nella pratica impossibilità  di  chiudere,
  entro  l'anno,  i  bilanci  con le conseguenze  disastrose  che  ne
  deriveranno.  Quindi,  anche su questo, vi  prego,  ma  ripeto  già
  l'assessore Di Mauro mi ha dato assicurazione in questo  senso,  si
  dovrà intervenire.
    Terza emergenza, Presidente. Noi, nella scorsa legislatura, siamo
  riusciti  ad  attivare il percorso virtuoso delle Zes.  L'assessore
  Turano  ha  avviato le procedure però, mi spiace dirlo,  credo  che
  stiamo  andando e procedendo con troppa lentezza su questo. Le  Zes
  sono  un'occasione più unica che rara di sviluppo,  per  la  nostra
  Terra. Significa poter disporre di un ettaraggio complessivo  molto
  ampio,  nelle varie province della Sicilia, dove attirare  capitali
  d'investimento  non  solo  nazionali ma  anzi  internazionali,  con
  provvidenze  fiscali e contributive particolarmente  agevolate.  Se
  noi  facciamo,  ci  facciamo  sfuggire questa  occasione  veramente
  abbiamo  fatto  un delitto verso la nostra Terra e verso  i  nostri
  figli.
     Infine,  Presidente, il mio ed il nostro Gruppo  non  concluderà
  questo  intervento consegnandole dei doni o dei regali,  così  come
  amabilmente   definiti  dall'onorevole  De  Luca,  ma  concludiamo,
  concludo il mio intervento assicurando il nostro convinto  e  leale
  appoggio  alla sua azione di governo. Buon lavoro Presidente,  buon
  lavoro   signori   Assessori,  nell'interesse  di   questa   nostra
  martoriata ma meravigliosa Terra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà. Anche dal posto, se vuole.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato detto che
  questo  è un Governo che, finalmente, è politicamente in linea  col
  Governo nazionale. E abbiamo un Presidente talmente autorevole  che
  non  ha bisogno di passare dalla batteria per chiamare un Ministro.
  E  questo  è  un  vantaggio  che ci pone  davanti  a  delle  sfide,
  Presidente.
   La  prima  sfida è quella sulle infrastrutture. Si  è  parlato  di
  ponte,  si  è  parlato  dei  finanziamenti  del  PNRR.  Presidente,
  memorizzi questo numero: un miliardo e 439 milioni di euro. Sono  i
  fondi  che erano stati destinati alla Sicilia, dal Cipe, su  alcune
  opere  che  poi  il  Governo Draghi ha spostato,  progetti  che  ha
  spostato  nel PNRR. Cioè, opere già finanziate dal Cipe sono  state
  spostate  nel  PNRR perché si è ritenuto, a torto o a ragione,  che
  queste fossero opere già avviate che potevano essere concluse nella
  tempistica  che l'Europa ci aveva dettato. Noi abbiamo approfittato
  di  uno  studio  dei professori universitari, abbiamo  approfondito
  questi  dati.  Ebbene  questo miliardo  e  quattrocento  trentanove
  milioni  di  euro era già destinato alla Sicilia. Non  lo  dobbiamo
  perdere.  Questi  fondi non devono essere distolti  dalla  Sicilia.
  Devono  essere utilizzati perché in Sicilia alcune opere, che  sono
  così importanti da avere un orizzonte temporale molto più lungo del
  2026,  possano  essere finanziate. Una fra tutte,  ma  ce  ne  sono
  tante,  la  Gela-Castelvetrano. Chiudere l'anello autostradale  per
  noi è una priorità.
   Ecco,  nelle sfide che porta avanti questo Governo, io mi auspico,
  auspico che ci sia proprio quella di operare nei confronti di  ANAS
  ed  RFI  perché diventino prioritarie alcune opere che non sono  in
  agenda  come  la  Gela Castelvetrano. C'è in agenda l'anello  fuori
  città di Gela e di Agrigento ma non c'è il collegamento, non c'è in
  agenda  le  ferrovie che colleghino i nostri aeroporti  soprattutto
  quelle minori con i capoluoghi Trapani Birgi e Comiso.
   E'  assolutamente inimmaginabile che un turista arrivi a Comiso  e
  arrivi a Birgi e non abbia la possibilità di prendere un treno  per
  andare  alla  Valle  dei  Templi.  Queste  sono  priorità  che   le
  infrastrutture  del nostro Governo deve avere in una interlocuzione
  autorevole, che senz'altro lei ha col Governo nazionale  e  con  la
  premier Giorgia Meloni.
   Sanità.  Si  è detto cosa fare post Covid. Noi abbiamo  già  avuto
  finanziate  diverse  case di comunità grazie al  PNRR,  addirittura
  siamo  riusciti  a  fare di uno svantaggio  un  vantaggio  per  cui
  abbiamo  avuto più case di comunità nelle aree interne  nelle  aree
  montane;  rischiamo  che  diventino delle cattedrali  nel  deserto.
  Presidente, rischiamo di avere tac di ultima generazione ma non  un
  radiologo  che  le  sappia fare funzionare.  Dobbiamo  chiedere  di
  aumentare  le  borse  di studio per le scuole di  specializzazione,
  dobbiamo  immaginare  -  e  noi  lo stiamo  facendo  come  Fratelli
  d'Italia  -  una  norma  che  assegni ai  medici  che  decidono  di
  accettare  un  incarico  negli ospedali di periferia  un  vantaggio
  economico e professionale come si è fatto nelle sedi disagiate  per
  i  magistrati,  perché  altrimenti  non  arriveranno  i  medici,  i
  concorsi andranno deserti e non ce lo possiamo permettere.
   Altra  sfida:  il  dopo di noi; ne ho parlato  all'Assessore,  una
  donna  attenta,  che stimo e che sono felice abbia la  delega  alla
  famiglia, tante famiglie oggi che hanno soggetti diversamente abili
  hanno solo una preoccupazione, Presidente, cosa sarà dei loro figli
  dopo   che  loro  non  ci  saranno  più.  Abbiamo  tanti  fondi   a
  disposizione, partiamo, questa deve essere una priorità sociale.
   Pubblica  amministrazione.  Se  non  facciamo  immediatamente   la
  riforma  della fascia unica dei dirigenti voi dovete  coprirvi  con
  un'assicurazione  importante prima di mettere  mano  alle  prossime
  nomine,  è  un  rischio per voi e un vuoto per  noi,  un  voto  nei
  vertici.  Noi  abbiamo  già presentato il  disegno  di  legge  come
  Fratelli  d'Italia. E' una priorità come  quella dei  concorsi,  ha
  ragione   il  collega  Cracolici,  servono  nuove  energie,  ma  io
  aggiungo, Presidente, altra sfida nei confronti di Roma,  serve  la
  possibilità di avere manager esterni, anche più dirigenti  esterni,
  manager  esterni - ne parlavo con l'Assessore  per i Beni culturali
  - a capo dei nostri parchi archeologici; i direttori si occuperanno
  della  tutela e della conservazione dei beni ma i rilanci turistici
  dei  parchi  devono  essere affidati a manager  che  sappiano  fare
  turismo  e sappiano fare diventare attrattiva quei nostri parchi  e
  si  finanzieranno  i  loro stipendi con gli  introiti  dei  parchi,
  quindi per noi a costo zero.
   Enti  locali: vanno cambiati i parametri, stiamo lavorando  con  i
  due  colleghi  Catania,  che sono anche i sindaci,  perché  in  una
  Sicilia  dove  i paesi si spopolano, soprattutto quelli più piccoli
  delle aree interne non può essere il numero di abitanti  ancora  il
  parametro  di  riferimento,  perché  il  territorio  rimane  sempre
  quello,  sempre quello da illuminare anzi, Presidente, abbiamo  già
  presentato un disegno di legge che istituisce un fondo per dare  un
  contributo  a  fondo perduto alle giovani coppie di  quaranta  mila
  euro  che  decidono  di  spostare la loro residenza  e  recuperare,
  ristrutturare  vecchi  immobili  proprio  soprattutto  nelle   aree
  interne,   nei  paesi  montani.  Facciamo  l'inclusione,   facciamo
  rigenerazione urbana, aiutiamo le giovani famiglie ma  evitiamo  la
  desertificazione dei nostri piccoli paesi.
   Semplificazione.  Eliminare, Presidente. Nella  nostra  riforma  -
  quella che io spero il Governo voglia sostenere - si pensa non solo
  di  semplificare,  non  solo  di  aumentare  la  possibilità  delle
  autocertificazioni per aiutare il cittadino e le imprese, ma  anche
  di  assottigliare  lo  spazio  di  discrezionalità  della  Pubblica
  Amministrazione,  perché  è  lì  che  si  gioca  la  partita  della
  corruzione  che  tanto  spaventa  tutti  noi.  Più  discrezionalità
  lasciamo,  più  diamo  spazio  di pressioni  indebite  e  anche  di
  possibile corruzione.
   Cambiamento climatico. Lei già se ne è accorto, Presidente, io  me
  ne sono accorta nei cinque anni passati, perché spesso purtroppo ho
  dovuto  affrontare  il  coordinamento, nella  mia  Commissione,  di
  competenze  date  a soggetti diversi su uno stesso tema:  dissesto,
  autorità  di  bacino,  Protezione civile, Genio  civile...  Ebbene,
  Presidente,  questo coordinamento va fatto o con una riforma  delle
  deleghe   assessoriali,  pensiamo  ad  un  Assessorato  che   possa
  rivestire  quello  che  ieri  era il  Ministero  della  transizione
  ecologica  ed  oggi è il Ministero dell'ambiente e della  sicurezza
  energetica,   oppure,  ed  è  più  semplice  Presidente,   con   un
  Regolamento  degli uffici, fare anche sotto di lei, in  Presidenza,
  un  coordinamento - che può chiamare pronto intervento  o  che  può
  chiamare come meglio crede - che possa immediatamente coordinare  i
  lavori  quando  ci  sono  delle emergenze  da  affrontare,  che  il
  cambiamento climatico purtroppo mette sempre più spesso  all'ordine
  del  giorno.  Perché  a  volte  basta coordinare  Corpo  forestale,
  Consorzi di bonifica, dissesto, autorità, Protezione civile e molte
  cose possono essere mitigate ed affrontate in urgenza.
   Presidente, io ho apprezzato, e chiudo, un cambiamento  nelle  sue
  parole,  ho notato un passaggio: dall'"io" al "noi", lei ha parlato
  costantemente  di "noi", ha parlato costantemente  al  plurale.  Ha
  parlato  costantemente di sfide che abbiamo  da  raccogliere  e  di
  programmi  che vuole portare avanti in questi anni. Ebbene,  avendo
  ottenuto l'insularità in Costituzione, questa è l'ultima sfida  che
  noi  abbiamo da cogliere, quella di riempire di risorse  economiche
  una  norma che già ci riconosce una legittimazione ad operare anche
  rispetto  al caro biglietti che il nostro collega aveva prontamente
  portato  all'esame  di  questa Assemblea. Ho apprezzato  il  "noi",
  Presidente,  e  le dico con la lealtà e la serietà  che  ha  sempre
  contraddistinto  la mia e la vostra azione politica,  che  in  quel
  "noi" ci saremo. Buon lavoro.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Galluzzo.  Ne  ha
  facoltà.

   GALLUZZO. Grazie, signor Presidente. Presidente Schifani,  già  il
  mio  Capogruppo, il nostro Capogruppo ha apprezzato i  ragionamenti
  che  ha  voluto fare a quest'Aula con questo inizio  oggi  di  vera
  legislatura, perché parliamo di argomenti.
   Io  parlerò di un argomento importante, perché quest'Aula per  tre
  anni è stata caratterizzata per i numerosi interventi e le numerose
  sedute  che  riguardavano il Covid-19, come se questo  Covid-19  in
  qualche  modo  non  ci appartenesse più. Perché come  esseri  umani
  siamo felici e lo mandiamo lontano, lo scacciamo, perché pensiamo e
  siamo  convinti  e lo speriamo, e forse i famosi tre  anni  che  si
  diceva  all'inizio  hanno scongiurato definitivamente  il  pericolo
  della pandemia, e sono stati tanti gli interventi di emergenza,  si
  diceva  che  la  Sicilia non poteva resistere alla pandemia  e  che
  sarebbe stata un'ecatombe per questa Isola la pandemia.
   Quest'Isola  ha resistito alla pandemia, con cure da cavallo,  con
  interventi d'urgenza, di emergenza assoluta, e voglio ricordare  le
  vittime  del Covid-19, siciliane, italiane e di tutto il mondo,  ma
  ora,  Presidente,  rischiamo di averne altre vittime  a  causa  del
  Covid-19, e non per il Covid-19.
   Alcune  strutture  ospedaliere del nostro  territorio  sono  state
  interamente  trasformate, così come era giusto fare,  in  strutture
  interamente Covid.
   Ospedali  che  non danno più servizi da ospedale, città  che  sono
  state  private  del  loro pronto soccorso,  così  come  era  giusto
  combattere  in  quel momento la pandemia, ma ora non  possiamo  non
  intervenire con la stessa emergenza e con la stessa urgenza di come
  abbiamo svolto gli interventi per combattere il Covid.
   Dobbiamo  intervenire  in questa comunità che  in  questo  momento
  rischiano  il collasso per quanto riguarda il servizio,  i  servizi
  sanitari. Cito Barcellona, cito Marsala, grandi aree, ma ce ne sono
  altre grandi aree che in questo momento sono delle comunità che non
  appartengono  più alla grande emergenza Covid, ma  che  sono  stati
  servitori  di quella emergenza perché hanno fatto da ricezione  per
  pazienti  che  venivano da tutte le parti della  Sicilia  e  quindi
  chiedo,  Presidente, a lei, di farsi carico di questa continuazione
  dell'emergenza  che  riguarda alcune aree del nostro  territorio  e
  quindi di intervenire immediatamente, in quella direzione.
   Quindi,  questo riguarda solo questa emergenza, poi  ho apprezzato
  molto  l'intervento riguardo il ponte, perché molti  non  lo  hanno
  notato  ma  quando  ha detto che pare che sia l'ingranaggio  giusto
  quello di riprendere l'iter quando il ministro Matteoli nel Governo
  Berlusconi mise in atto l'iter che doveva portare al ponte e che fu
  smantellato, io sono stato testimone  diretto perché ho  presieduto
  nel  2009   la  Commissione  speciale  Ponte  sullo  Stretto  nella
  provincia di Messina e ho conosciuto tutti gli attori principali di
  quella  operazione  e  c'erano i migliori al mondo  seduti  a  quel
  tavolo,  i  più grandi costruttori di ponti del mondo,  quelli  che
  hanno  costruito tutti i ponti del mondo e in quell'operazione  non
  era  un'operazione di facciata o non era l'operazione, dei  non  ci
  credo,   non  sarà?  Ma  di  che  cosa  stiamo  parlando?  No   era
  l'operazione  che fu smantellata da lì a breve perché quel  Governo
  cadde.  L'impalcatura complessiva ed infatti i contenziosi  che  ci
  sono  in  essere  e  sono dei contenziosi che derivano  da  impegni
  precisi che erano stati presi col general contractor dal Governo  e
  quindi  erano  dei  contratti veri e propri; quindi  ho  apprezzato
  quanto ha detto perché ha cognizione esatta e quindi non uno slogan
  di ciò che bisogna fare.
   Per  questo,  credo  che l'Aula debba dare  un  contributo.  Nella
  scorsa legislatura siamo stati interlocutori di un Governo sordo  a
  livello  nazionale, perché avevamo dato trasversalmente vita  a  un
  intergruppo  che  si chiamava proprio  Ponte e infrastrutture'.  Ho
  avuto  l'onore  di  presiederlo, grazie ai colleghi  che  mi  hanno
  scelto,  in quel momento, e mi sono confrontato con i colleghi  già
  di  Fratelli  d'Italia.  Spero con gli altri  Gruppi  parlamentari.
  Credo    che    quest'Aula   si   debba   dotare   nuovamente    di
  quell'intergruppo  per  essere  parte  attiva  di  questo  processo
  importante  e di essere interlocutore del Governo regionale  e  del
  Presidente in queste idee.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Catania.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANIA  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  apprezzato  molto le dichiarazioni programmatiche, Presidente,  che
  lei ha portato oggi in Aula, ho seguito con molta attenzione il suo
  intervento, ho seguito con molta attenzione e ho registrato i tanti
  spunti che dal suo intervento sono venuti fuori delle dichiarazioni
  improntate  al  senso  della verità e adesso spiegherò  perché,  al
  senso   della  responsabilità,  al  senso  della  prospettiva   pur
  consapevole  delle  grandi difficoltà, delle grandi  sfide  che  ci
  attendono,  all'attenzione,  ai soggetti  più  vulnerabili  ,quindi
  all'inclusione  sociale, alla necessità di intervenire  con  misure
  specifiche  sul contrasto alla povertà, all'attenzione alle  nostre
  imprese  ed  alle nostre famiglie, soprattutto in un  momento  come
  questo  dove  il  caro energia sta facendo, sta falcidiando  e  sta
  mettendo  in  crisi  netta, come diceva  il  mio  collega  Assenza,
  parecchie  piccole  e medie imprese che senza interventi  rischiano
  davvero di chiudere.
   Dicevo, perché il senso della verità? Perché parlando, Presidente,
  della situazione economica della nostra Regione, lei ha parlato  in
  modo  netto  e  chiaro  della necessità  di  proseguire  nel  piano
  rigoroso  di  lotta  al disavanzo, di recupero  del  disavanzo,  ha
  parlato  in modo schietto della necessità di intervenire su  quelle
  partecipate  improduttive,  ha parlato di  razionalizzazione  degli
  enti,  quindi  ovviamente intervenendo su quegli  enti,  su  quelle
  partecipate che sono improduttive e potenziando invece quelle altre
  partecipate  che  viaggiano  a  un  ritmo  ridotto  a  causa  della
  necessaria, necessario fabbisogno in termini di risorse finanziarie
  e in termini di risorse umane.
   Ho apprezzato soprattutto gli interventi già avviati con Roma e la
  necessità che lei ha rilevato di avviare un nuovo confronto  e  una
  revisione  degli  accordi Stato/Regione che sono  al  centro  della
  possibilità di questa nostra amata Isola.
   Ho   apprezzato  soprattutto  l'intervento  legato  allo  sviluppo
  economico dove lei ha messo al centro dello sviluppo economico  gli
  interventi nella infrastrutturazione perché non possiamo parlare di
  sviluppo  economico  se  non parliamo di potenziamento  delle  reti
  ferroviarie, se non parliamo del potenziamento delle reti viarie. E
  in  questo  senso mi è piaciuto molto il riferimento non solo  agli
  interventi ovviamente più consistenti che sono relativi alle nostre
  arterie autostradali e quindi Palermo-Catania, Palermo-Messina,  la
  Palermo-Agrigento, ma anche sugli interventi minori  che  investono
  le arterie secondarie cioè quelle provinciali.
   Ebbene,  Presidente, c'è è una parte intera delle  nostre  arterie
  secondarie  soprattutto  delle  aree  interne,  soprattutto   della
  provincia nissena, della provincia agrigentina e ennese ma non solo
  di  questa  e  anche  delle altre province per  il  problema  avuto
  nell'interruzione  delle province stesse e quindi  della  necessità
  adesso  di  riprendere, quanto meno di ridare le  competenze  delle
  risorse.  Ho  apprezzato appunto la volontà di  attenzionare  anche
  questa parte di territorio che necessita di assoluta attenzione. Ma
  soprattutto ho apprezzato l'approccio, l'approccio che secondo me è
  divisione contrariamente a quello che veniva detto da qualche altro
  in   quest'Aula.  Un  approccio  integrato  tra  agricoltura,  beni
  culturali e turismo. Se vogliamo che la nostra Isola sia  la  terra
  dell'arte, della cultura, del vivere bene e del viver sano  abbiamo
  la necessità di avere un approccio integrato tra questi settori che
  sono strategici per lo sviluppo della nostra Terra.
   Io credo, Presidente, che abbiamo anche una grande opportunità che
  ci  viene  data  dalle  risorse non solo del PNRR  ma  anche  dalle
  risorse,  diciamo finanziarie, della nuova programmazione. Dobbiamo
  ragionare  ed  aprire un focus sugli ecosistemi  innovativi,  sulla
  necessità  di  creare  un'alleanza sana e  produttiva  tra  agenzie
  formative a partire dalle università, dai centri di ricerca e dalle
  piccole  e medie imprese. Abbiamo la necessità di creare un  patto,
  un'alleanza  sana  tra questi tre soggetti perché  solo  attraverso
  l'innovazione potremo vincere la sfida globale del mercato.
   Avevo preso tanti altri appunti ma, ovviamente, il tempo è tiranno
  da  questo punto di vista quindi concludo, Presidente, dicendo  che
  io sono fiducioso pur nella consapevolezza del difficile lavoro che
  ci  aspetta, che aspetta noi deputati, che aspetta il Governo e che
  aspetta a lei Presidente. Sono fiducioso perché attraverso  il  suo
  garbo  istituzionale,  attraverso il suo senso  di  responsabilità,
  attraverso  la sua grande esperienza parlamentare si potrà  avviare
  una nuova stagione di confronto interno all'interno del Parlamento,
  e  di  confronto  tra il Governo regionale e il Governo  nazionale,
  utile a superare e a vincere le sfide che ci aspettano.
   Grazie Presidente e buon lavoro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania.
   È  iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha facoltà.  Poi
  concludiamo gli interventi con l'onorevole Pellegrino.

   CASTIGLIONE.  Grazie,  Presidente Galvagno. Saluto  il  Presidente
  della  Regione,  gli Assessori e i colleghi onorevoli.  Presidente,
  questo è il mio primo intervento, e non nascondo un po' di emozione
  in quest'Aula.
   Ho   ascoltato  attentamente,  sia  il  suo  intervento  che   gli
  interventi di tutti gli onorevoli, e credo che l'assessore  Falcone
  circa  la  situazione economica della Regione, debba fare chiarezza
  su  questo,  Assessore, e credo che è a breve ci sarà.  Noi  quando
  ieri  abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo per la  variazione
  di  bilancio  -  il  nostro Gruppo Popolare  autonomisti  -  subito
  abbiamo detto di accelerare i tempi, perché abbiamo le esigenze che
  ci  sono  del Governo. Credo che a presto forse portiamo  anche  la
  finanziaria, e il Gruppo lavorerà costantemente, giornalmente,  per
  risolvere i problemi dei siciliani e della Sicilia.
   Io  non c'ero la scorsa legislatura, quindi posso parlare da oggi,
  come non c'era neanche il Presidente Schifani, e quindi l'impegno è
  da  oggi  per  il futuro. Ho visto che anche da parte dei  colleghi
  onorevoli  sono  molto  disponibili  e  infatti  auguro  anche   ai
  Presidenti delle Commissioni, a tutti un buon lavoro.
   Presidente,  ci sono alcune cose, alcune tematiche che  si  devono
  affrontare  immediatamente,  oltre la situazione  finanziaria,  per
  avere  tutti  quanti un aspetto. Un'altra cosa importante,  l'hanno
  ripetuto  in tanti, per quanto riguarda le province Presidente.  Io
  ricordo  a  me stesso che all'interno della Provincia  di  Catania,
  dell'area metropolitana, c'è una partecipata dove ci sono circa 400
  dipendenti, e ci sono tantissimi commissari, e credo che si  giunta
  l'ora,  e questo l'hanno fatto anche il disegno di legge il Pd  che
  noi  come  Gruppo  appoggeremo,  basta   Ci  vogliono  le  elezioni
  dirette, quindi i cittadini che devono decidere chi devono votare.
   Per  quanto  riguarda la sanità abbiamo capito bene  che  ci  sono
  alcune carenze di strutture, di personale, e quindi c'è l'assessore
  di  competenza  e  lei, Presidente, che ci deve lavorare.  Un'altra
  cosa  che  mi preme ricordare Presidente è la situazione  economica
  dei  comuni.  Ci vogliono le risorse per i comuni,  perché  se  noi
  rischiamo  di  circa quattrocento comuni che ci sono  in  tutta  la
  Sicilia che già ce n'è abbastanza che sono in dissesto ed altre che
  entreranno in dissesto.
   Per  quanto  riguarda  i rifiuti credo che la  scelta  di  mettere
  l'assessore Di Mauro oltre le sue competenze e le sue capacità  non
  poteva  fare  di meglio, Presidente, e quindi sono certo  che,  per
  quanto  riguarda  il  problema  dei rifiuti,  lo  affronteremo  sia
  all'interno dell'Ars che anche come Giunta, e questo è un  problema
  che si deve risolvere nel più breve tempo possibile.
   Un'altra  opportunità è il PNR, Presidente. Ci sono dei soldi,  li
  dobbiamo investire, dobbiamo fare le infrastrutture. Il ponte,  noi
  ci  auguriamo che già nel 2023 possono iniziare i lavori. Tutti  ne
  hanno parlato, ma credo che questo sarà il Governo dove si farà  il
  ponte.  Perché si deve fare il ponte? Perché poi all'interno  della
  nostra  Regione anche le infrastrutture e le strade verranno...  ci
  sarà  un'accelerazione  per  farsi, e  quindi  è  un'opera  che  ci
  invidierà tutto il mondo.
   Presidente, il turismo è fondamentale. Credo che la Sicilia ce  la
  invidiano  tutti, noi abbiamo il mare, la montagna, abbiamo  -   io
  parlo della mia città - abbiamo l'Etna, abbiamo il mare, ovviamente
  anche   le  altre  province  devono  essere  orgogliose,  e   siamo
  orgogliosi  di  quello che abbiamo. E quindi anche sul  turismo  ci
  dobbiamo lavorare. Noi siamo qua come Gruppo Popolari e Autonomisti
  per  impegnarci quotidianamente per la Sicilia e per  i  siciliani.
  Auguriamo un buon lavoro a lei alla sua Giunta e a tutti i colleghi
  onorevoli. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.  Con
  l'intervento  dell'onorevole Pellegrino concludiamo gli  interventi
  parlamentari.

   PELLEGRINO.  L'onorevole  Cracolici sa  che  sono  molto  breve  e
  stringato.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, però  debbo  dire  che  la
  solennità  di  questo momento, intanto io faccio i miei  saluti  al
  nostro  Presidente della Regione, al Presidente del Parlamento,  ai
  colleghi, agli assessori e dicevo questo, la solennità del  momento
  impone  di  raccomandare  a tutti e di ricordare  a  me  stesso  il
  profondo  rispetto  che  in quest'Aula si  deve  alle  Istituzioni,
  all'Istituzione parlamentare e alla Istituzione del Governo.
   Sono  questi  momenti  solenni su cui fonda la  democrazia,  e  le
  dichiarazioni  programmatiche, che che se  ne  dica,  rappresentano
  comunque un indirizzo che poi viene attuato dagli assessori.
   Quindi,  allor quando si parla e si osserva, perché  non  ci  sono
  state  critiche  e  questo io faccio un plauso all'opposizione,  ma
  quando  si osserva che erano generiche, che sono state una  visione
  poco  chiara, e questo è l'indirizzo perché per Regolamento,  molti
  lo  sanno,  ma  alcuni ho capito che non ne hanno  conoscenza,  per
  Regolamento  nelle  Commissioni e nelle attività preliminari  delle
  Commissioni   vengono   sentiti   gli   assessori   i   quali   poi
  specificheranno per quello che è il loro ruolo, per quello che sono
  le  loro competenze nelle competenti Commissioni specificheranno il
  programma  che  il  Presidente  genericamente  e  giustamente,   ci
  sarebbero voluti anni per specificare il programma del Presidente.
   E   quindi,   dicevo,  solo  così  la  politica  può  riacquistare
  autorevolezza   attraverso   l'immagine,   perché   l'immagine   dà
  autorevolezza alla politica cosicché non vi sia un primato, non  vi
  sia  un  primato del potere legislativo, non vi sia un primato  del
  potere esecutivo, non vi sia un primato del potere giudiziario.
   Siamo  noi assolutamente consapevoli in questo momento che  quello
  che  ci  aspetta è un momento di grande impegno, ma noi abbiamo  le
  spalle larghe, e riusciremo sicuramente a risolvere i problemi  che
  si  porranno  dinanzi,  e  su  tutto questo  c'è  assolutamente  di
  conforto   la   dichiarazione   del   presidente   Schifani.    Una
  dichiarazione che, ripeto, è stato un indirizzo, e allor quando  ci
  sono  state  le critiche, e io mi rivolgo a soprattutto ho  sentito
  sia l'onorevole Miccichè e l'onorevole Dipasquale che parlavano, ma
  non  si è fatto molto o la continuità, la continuità ha dato  pochi
  frutti o darà pochi frutti.
   Ma  io ricordo per i porti, non vedo l'onorevole Dipasquale  e  mi
  dispiace,  che  il ministro delle infrastrutture, i ministri  delle
  infrastrutture io ricordo la De Micheli, ricordo Toninelli, ricordo
  Del  Rio,  erano  tutti del PD. I porti che c'entrano  qua  con  la
  nostra... che c'entrano, che c'entrano i porti?
   Che c'entrano con il Governo precedente?
   Io  ricordo, perché forse nonostante abbia una bella imbarcazione,
  ma  non  conosce  magari le isole, io ricordo che nella  precedente
  Legislatura  sono  stati stanziati ventisette  milioni,  e  qui  il
  nostro  assessore, dopo trent'anni per un progetto già cantierabile
  per  il  porto di Favignana, per il porto di Marettimo,  amato  dal
  nostro Presidente, il progetto si trova alle infrastrutture per  la
  valutazione   di  impatto  ambientale  ed  è  quasi  pronto,   dopo
  trent'anni, dopo quarant'anni, e ci si venne a dire ma per i  porti
  che  avete fatto dopo che ci sono stati tre Ministri del Pd a  fare
  nulla a livello governativo nazionale.

   DIPASQUALE. La Ragusa-Catania l'ha finanziata...

   PELLEGRINO.  Anche le opposizioni, a noi fa piacere che  anche  le
  opposizioni  abbiano  plaudito  alle dichiarazioni  programmatiche,
  perché non ci sono state critiche, ci sono state solo osservazioni,
  e ciò mi fa assolutamente piacere.
   Si  è  parlato  di  capo corrente, e qui da Capogruppo  mi  spetta
  spendere qualche parola.
   Il  Presidente Schifani è stato detto è un capo corrente, e non  è
  vero, il Presidente Schifani non è un capocorrente di Forza Italia,
  il  presidente  Schifani è Forza Italia, è un  fondatore  di  Forza
  Italia,  lo è stato, ha ricoperto incarichi, funzioni di Stato,  ha
  svolto  attività  di  Governo, ha collaborato  nelle  lotte,  nelle
  battaglie  col  Presidente Berlusconi, a  fianco  delle  Presidente
  Berlusconi,   ricevendo   incarichi   fiduciari   dal    Presidente
  Berlusconi, quindi non ci si venga a dire il Presidente Schifani  è
  un  semplice  capo corrente, posso esserlo io, può esserlo  qualche
  altro, ma non certamente il presidente Schifani che rappresenta  in
  Italia Forza Italia insieme al Presidente Berlusconi.
   E in relazione al fatto di essere fuori della maggioranza da parte
  di alcuni, uno è stato detto siamo fuori dalla maggioranza, si deve
  fare pace con se stessi, fino a qualche giorno fa si è detto, si  è
  detto, noi ci teniamo fuori dalla maggioranza, ci sono io ho  preso
  uno  per  tutti Ars Miccichè, non mi sento più far parte di  questa
  maggioranza,  sono  qui i giornali, ma ci sono  le  interviste.  Ma
  dico, al di là di questo, se uno non fa parte della maggioranza poi
  lo  si  vedrà  dagli atti e dai comportamenti e dagli atteggiamenti
  concludenti.  I  vecchi romani i romani i giuristi romani  dicevano
   per facta concludentia , ecco dai fatti concludenti vediamo se  ci
  si  comporta  da  maggioranza o meno,  fino  adesso  non  ci  si  è
  comportati da maggioranza, attraverso le votazioni.
   Ma  per  un  attimo  io  voglio andare alla relazione  del  nostro
  Presidente  Schifani,  il  ripristino delle  province  è  stato  un
  argomento  che  ci  ha  interessato  nella  scorsa  legislatura,  e
  finalmente abbiamo lo spiraglio attraverso la sentenza della  Corte
  costituzionale  del  giugno  scorso,  di  potere  ripristinare   le
  province,  dopo  una  scellerata scelta della  legislatura  di  due
  legislature fa, finalmente si riporta la democrazia tra i cittadini
  delle  province, dopo le dittature commissariali, perché sono state
  delle dittature commissariali.
   Plaudo  anche  al  programma  sulla  sburocratizzazione  e   sulla
  digitalizzazione, sul punto me ne darà atto, vedo  qua  l'onorevole
  Cracolici, abbiamo confezionato, c'è già confezionato e  c'è  anche
  l'onorevole  Di  Mauro che era firmatario, è  già  confezionato  un
  disegno di legge assolutamente importante che proveniva tra l'altro
  dal   Governo  e  dall'assessore  Armao,  laddove  la   materia   è
  assolutamente già trattata, per cui bisognerà e basterà  riprendere
  quel  disegno di legge che si trovava in Aula, ed era in  Aula  fin
  dal gennaio del 2022 e non è stato mai trattato.
   Basterà  a riprendere il disegno di legge sulla sburocratizzazione
  e   sulla   digitalizzazione  e  così  anche  gli  interventi   per
  sull'inclusione, per alleviare la sofferenza delle diverse famiglie
  anche  e  adesso  per il caro bollette e per le  devastazioni,  dal
  punto di vista economico, conseguenti alla guerra dell'Ucraina.
   I  cittadini che sono prigionieri delle liste d'attesa:  anche  su
  questo  mi pare che sia assolutamente importante dimorare e che  ci
  sia un'attenzione particolare da parte del nostro Governo.
   E  sulla marginalità, nella marginalità delle isole minori,  anche
  su  questo noi ci batteremo, io sono stato sempre uno al fianco,  e
  lo  sanno  gli  abitanti delle isole minori, e  sarò  assolutamente
  vigile per le marginalità delle isole minori, per le esigenze e  le
  necessità che vivo, perché mi piace viverle nelle isole minori.
   E poi il bacino dei precari. Sulla stabilizzazione avete, si è già
  parlato,  è  necessaria una stabilizzazione, una legge snella,  una
  legge  che  consenta  alla fine, attraverso  procedure  snelle,  di
  arrivare  alla stabilizzazione. Ci sono 4.800 famiglie che  muoiono
  di fame e il problema, un problema grave secondo me, è quello anche
  della  disoccupazione degli over 50, perché  è  il  problema  della
  disoccupazione  e  delle persone che non sono  ancora  vicino  alla
  pensione,  ma  che hanno superato i cinquanta o i  sessant'anni,  è
  ancora  più grave del problema della disoccupazione dei giovani,  e
  anche sul punto bisognerà trovare un'attenzione.
   Quindi il rapporto di collaborazione da parte di questo Parlamento
  con   il   Governo  sarà  necessario,  è  stato  anche  dichiarato,
  l'opposizione,  e  io  ne  do  anche il  merito,  si  è  dichiarata
  disponibile   ad   una   collaborazione   costruttiva,    ad    una
  collaborazione  che possa fare andare avanti l'azione  governativa;
  anche  lì si diceva simul stabunt simul cadent: se cade il  Governo
  cade  il Parlamento, se cade il Parlamento cade il Governo,  quindi
  siamo    assolutamente   correlati   per   quanto    riguarda    le
  responsabilità.  E la responsabilità si configura, veramente,  come
  la  contropartita del potere politico: noi siamo qui per  vigilare,
  noi  siamo  qui  per  contribuire  all'azione  del  Governo  e  noi
  vigileremo,  contribuiremo e contribuirà, ne sono  convinto,  anche
  l'opposizione perché così ha dichiarato anche il movimento del caro
  Cateno  De  Luca,  le  cui  osservazioni sono  state  assolutamente
  precise,   sono  state  assolutamente  condivisibili,  sono   state
  assolutamente ragionevoli.
   E,  quindi, sulla base di queste mie considerazioni io faccio  gli
  auguri di buon lavoro a noi del Parlamento, faccio gli auguri  agli
  assessori  e  un  buon  lavoro al nostro  Presidente  Schifani,  al
  Presidente  del  nostro  Governo, e al  Presidente  del  Parlamento
  onorevole Galvagno.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Pellegrino.  Chiaramente   adesso
  daremo i minuti che occorreranno il Presidente della Regione, prima
  devo fare delle comunicazioni, Presidente, un minuto prima di darle
  la parola.


       Comunicazione di decreto di sostituzione di componenti di
                              Commissione

   PRESIDENTE.   Sono  arrivate,  sostanzialmente,  le  comunicazioni
  rispetto il cambio di Commissione dei deputati di Sicilia Vera e di
  Sud chiama Nord. Ne do lettura:

   VISTE  le  dimissioni, pervenute tutte in data 30  novembre  2022,
  rassegnate  da taluni deputati appartenenti ai Gruppi  parlamentari
   Sicilia  Vera  e  Sud chiama Nord  dalla carica di  componente  di
  Commissione  in  cui rispettivamente ciascuno  di  essi  era  stato
  eletto;

  VISTE  le note di designazione, anche congiunta e d'intesa, a firma
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  Sicilia Vera  e  Sud chiama
  Nord , cui i deputati dimissionari sono rispettivamente iscritti;

  CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere   alle   relative
  sostituzioni;

  VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

  -l'onorevole Davide Vasta è nominato componente della I Commissione
  legislativa  permanente   Affari  istituzionali',  in  sostituzione
  dell'on.le Ludovico Balsamo, dimissionario;
  -l'onorevole Matteo Sciotto è nominato componente della II
  Commissione legislativa permanente  Bilancio', in sostituzione
  dell'on.le Alessandro De Leo, dimissionario;
  -l'onorevole Alessandro De Leo è nominato componente della III
  Commissione legislativa permanente  Attività produttive', in
  sostituzione dell'on.le Davide Vasta, dimissionario;
  -l'onorevole Giuseppe Lombardo è nominato componente della IV
  Commissione legislativa permanente  Ambiente e territorio', in
  sostituzione dell'on.le Matteo Sciotto, dimissionario;
  -l'onorevole Salvatore Geraci è nominato componente della V
  Commissione legislativa permanente  Cultura, formazione e lavoro',
  in sostituzione dell'on.le Giuseppe Lombardo, dimissionario;
  -l'onorevole Ludovico Balsamo è nominato componente della VI
  Commissione legislativa permanente  Servizi sociali e sanitari', in
  sostituzione dell'on.le Salvatore Geraci, dimissionario;
  -l'onorevole Alessandro De Leo è nominato componente della
   Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti gli
  Affari dell'Unione europea', in sostituzione dell'on.le Salvatore
  Geraci, dimissionario;
  -l'onorevole Davide Vasta è nominato componente della  Commissione
  permanente per l'esame delle questioni concernenti gli Affari
  dell'Unione europea', in sostituzione dell'on.le Ludovico Balsamo,
  dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea .

    L'Assemblea ne prende atto.

   Presidente della Regione

     Riprende il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del
                       Presidente della Regione

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente Schifani, ha facoltà  di  parlare
  per la replica alla discussione.

   SCHIFANI,  Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Onorevoli
  colleghi,  innanzitutto grazie per i vostri  interventi  e  per  il
  vostro  contributo  che ho ascoltato con grande  attenzione  e  con
  spirito  di  servizio che deriva dalla carica  che  ricopro,  ed  è
  giusto,  sono abituato a recepire, a riflettere e per cui penso  di
  poter  rispondere  ad alcuni degli interventi, in  particolar  modo
  dell'opposizione. Perché mi sembra più corretto in  questo  momento
  riflettere su queste osservazioni che sono state fatte per chiarire
  e  chiarirci,  sperare di chiarirci - voglio  dire  -  farò  questo
  tentativo,  non  vi  è  dubbio che ci  saranno  anche  passaggi  ai
  colleghi della maggioranza.
   Ha  iniziato  l'onorevole De Luca. Sarò sintetico, però  spero  di
  essere esaustivo. Sul caro prezzo, onorevole De Luca, lei coglie il
  tema,  quello del caro prezziario, perché è un tema che  già  avevo
  posto  nella  mia agenda. Mi riservavo, e mi riservo  a  breve,  di
  parlarne  con il Ministro Salvini, perché avevo accennato  nel  mio
  intervento  pregresso che la presenza soltanto  di  due  compagnie,
  rispetto    al    maggior    numero   di   compagnie,    determina,
  sostanzialmente,  ad  una  lievitazione  dell'offerta,  del   costo
  dell'offerta. È si è aggiunta a questa - ho fatto fare  uno  studio
  all'assessore  Aricò - la riduzione delle tratte, realizzate  dalla
  compagnia,  chiamiamola "di bandiera", che è  poi  è  la  compagnia
  tutta del Tesoro "ITA". E non possiamo arrivare - secondo me  -  al
  Natale  in  questa  situazione, per cui era  già  mio  impegno,  ma
  ribadisco,  l'impegno del Governo, ad affrontare  questo  tema  nei
  confronti del Governo nazionale.
   Sulla Corte dei Conti, la relazione del bilancio, lei correlava le
  due  cose,  noi  siamo  fiduciosi che  l'udienza  di  sabato  possa
  accogliere  le  nostre osservazioni, è evidente che  si  intrinseca
  alla  variazione  di  bilancio  che verrà  approvata  e  poi  verrà
  discussa  in quest'Aula, quella nostra, vorrei rassegnare  però  un
  aspetto che la Corte dei Conti sostanzialmente contesta, e  lei  lo
  saprà,  lo  sapranno  i  colleghi, una  metodologia  applicata  dal
  presente  Governo  - che io ritengo corretta  -  che  è  quella  di
  spalmare l'esposizione debitoria della Regione nei confronti  dello
  Stato, del debito intendo, in dieci anni e non in tre. E' tutta una
  querelle  di  carattere giuridico, la Corte  dei  Conti  pensa  che
  quando  il  Governo Musumeci ha adottato questa  scelta  ancora  la
  norma  non  c'era;  il Governo Musumeci, ed anche noi,  contestiamo
  questa  interpretazione restrittiva perché anche se non era vigente
  in  quel  momento  è intervenuto immediatamente, dopo  quindi  come
  principio  dello  ius  superveniens  si  sovrappone  a  una   norma
  precedente, e lo ius superveniens quando è più estensivo -  per  le
  mie  reminiscenze giuridiche, naturalmente si applica il favor rei,
  anche se non vertiamo in tema penale.
   Ma  questo  è  il principio sul quale si sta discutendo  sotto  un
  profilo  squisitamente  tecnico e devo ringraziare  l'Assessore  al
  'Bilancio' e il Ragioniere generale che si sono molto, molto, molto
  prodigati per sostenere questa tesi e sabato ascolteremo.
   Società  partecipate  in  liquidazione,  è  evidente  che  ce   ne
  occuperemo  subito.  Se  ci  sono  molte  società  che  stanno   in
  liquidazione da tempo vanno eliminate in relazione anche  a  quello
  che  ho detto nel mio intervento, quando non parlavo di società  in
  liquidazione, quando ho parlato di avere il coraggio di  sopprimere
  alcune  società e di accorparle, in questo caso se vi sono  società
  da tempo in stato di liquidazione, affronteremo l'argomento, perché
  è inutile far languire a binario morto queste realtà: i rami secchi
  vanno potati.
   Il   non   utilizzo   dei   prodotti  in   Sicilia.   Lei   coglie
  un'osservazione  più che corretta e condivido. Ci occuperemo,  come
  Governo,  del brand Sicilia anche in Sicilia, perché è un paradosso
  che  il  nostro brand Sicilia venga promosso fuori dalla Sicilia  e
  non a casa nostra.
   La sua raccolta differenziata al 56 per cento a Messina. Ne prendo
  atto  e  le  faccio  i  complimenti, perché  è  una  città  diciamo
  abbastanza  attiva  su  questo territorio. Per  cui,  io  sono  una
  persona  franca, quando i complimenti vanno fatti,  supportati  dai
  numeri  non  dalle simpatie o antipatie, è giusto il  realismo,  il
  sano realismo politico nel rispetto dei ruoli, di maggioranza e  di
  opposizione.
   Sulla  presenza  di  un tecnico attorno al tavolo  del  ponte,  ne
  abbiamo già parlato. Ribadirò questa richiesta al Ministro Salvini,
  ma  sono fiducioso e ottimista perché è giusto la città di Messina,
  così come quella di Reggio - poi deciderà il Presidente Occhiuto  e
  sarà Regio o sarà Villa San Giovanni visto le contiguità, però è un
  tema sul quale se ne occuperà il mio collega.
   Autonomia differenziata. Così rispondo a lei, onorevole  De  Luca,
  anche  a  chi  ne ha parlato. Ne ha parlato l'onorevole  Burtone  e
  l'hanno  posto  questo tema. Fino ad oggi non avevo avuto  modo  di
  affrontare,  no  di affrontare, di pronunziarmi perché  speravo  di
  farlo  in altra sede. Però credo che questa sia la sede, alla fine,
  più  opportuna,  più  corretta.  Hanno  parlato  vari  governatori.
  Evidente è un fatto, che se io quando ero il Presidente del  Senato
  affermavo  che non condividevo e contestavo l'idea di  un'Italia  a
  due  velocità,  potrei mai condividere un'ipotesi  d'Italia  a  due
  velocità nella qualità di Presidente della Regione Sicilia? Sarebbe
  un paradosso.
   E  allora è evidente che questo progetto di riforma, con il  quale
  mi  confronterò con il Ministro Calderoli, perché ci siamo  sentiti
  per  il telefono e dobbiamo incontrarci, vari impegni istituzionali
  reciproci  ce  l'hanno impedito. Ma già un dato  emerge  di  alcune
  deficienze   di   questa  proposta.  Innanzitutto   ai   tempi   di
  individuazione   dei   famosi  LUP,  dei  Livelli   Unitari   delle
  Prestazioni.  E  lì  bisogna  vedere  quale  sintesi  trovare   per
  individuare   quali  sono  i  livelli  essenziali  di   assistenza,
  garantiti dalla Costituzione. Non potremo certo accettare l'ipotesi
  che,  applicando  l'articolo della Costituzione,  che  prevede  che
  alcune   Regioni  possono  chiedere  una  maggiore  autonomia   con
  trasferimenti  aggiuntivi dello Stato, se vi  è  la  volontà  delle
  Regioni  e  del Parlamento quello che è il principio dell'autonomia
  differenziata  sotto  profilo  costituzionale  è  corretto  che  lo
  prevede la Costituzione.
   Il   problema  è  vedere  gli  effetti  finanziari,  le   ricadute
  finanziarie  sulle  varie Regioni. E quando si parla  di  autonomia
  differenziata  da parte del Governo sulla ipotesi  scolastica,  noi
  corriamo  il rischio di vedere pagati meglio i docenti del  nord  e
  avere un'attenzione, un impegno temporale maggiore dei docenti  nei
  confronti  degli studenti, rispetto a quello che possiamo garantire
  ai  nostri docenti nei confronti dei nostri figli. Non è possibile,
  non è accettabile.
   Così  come dobbiamo far valere, e lo faremo, l'applicazione di  un
  principio che è entrato in Costituzione dieci giorni fa,  se  ne  è
  parlato  da  parte  di alcuni di voi. Il principio dell'insularità.
  Questo  è un principio che si lega col principio della perequazione
  e  del  fondo perequativo previsto dalla Costituzione, che  prevede
  che  per  eliminare difformità di trattamento, tra nord e sud,  voi
  sapete  che  la  Costituzione prevede un fondo  perequativo.  Ma  a
  questo,  che si riferisce a nord e sud o a Regioni forti e  Regioni
  deboli,  trova un'ulteriore specificità per noi, perché la  Regione
  prevede,  sostanzialmente, un'esigenza di indennizzo - poi  dovremo
  studiare   le   norme  attuative  -  derivante  dalla   insularità.
  L'insularità  colpisce Sicilia e Sardegna. Quindi  è  evidente  che
  quando io mi confronterò con il Ministro Calderoli, porrò sul  tema
  anche  questo  argomento dicendo: "Un minuto  Altro  che  autonomia
  differenziata.  Tu  mi devi porre qual è il tuo progetto  di  norma
  attuativa sull'applicazione del principio della insularità. Cosa mi
  dai  in  più, non a me, alla Sicilia in quanto isola così  come  la
  Sardegna?".
   Quindi,   è  evidente  che  questo  pericolo,  diciamo,  paventato
  all'inizio si sta anche leggermente affievolendo, perché  ho  visto
  che  altri governatori hanno preso delle posizioni, però io  ancora
  non  avevo parlato. Sto parlando qui, sono contento di farlo perché
  credo  che,  no anzi, sono convinto che la sede più giusta  sia  il
  Parlamento  della  Regione siciliana ed ascolti  quello  che  è  il
  parere del Presidente della Regione.
   Lo  diciamo,  ci  porremo con spirito collaborativo  col  Governo,
  senz'altro,  però con la schiena diritta, perché io sono  convinto,
  cari  colleghi,  che l'Italia sia attraversata da tante  emergenze,
  tante,  e  quindi ci sarà tempo per una legislatura che  mi  auguro
  duri  il  mandato  naturale così come è quella  regionale  per  una
  continuità dell'azione governativa. Di qualunque azione governativa
  sia a me interessa anche la continuità dell'azione amministrativa.
   Ci  sarà  tempo per poter approfondire questo tema, ma io dirò  al
  Ministro  Calderoli che credo sia più urgente che si parta  con  il
  principio  della  riforma delle province, con le  elezioni  dirette
  delle  province,  su  cui c'è un'intesa,  non  solo  da  parte  del
  Governo,  perché è intenzionato ad abolire la legge Del Rio,  ma  a
  trovare  un'intesa  con  tutto l'UPI, che avevo  detto  all'inizio,
  l'Unione  Province  Italiane, per adottare un modello  identico  in
  tutte le province, per evitare che si possa fare una questione, una
  scelta di carattere arlecchino.
   Rispondo all'onorevole Schillaci. Il disegno di legge di sostegno,
  attendo  l'esame della presentazione in Commissione, lo esamineremo
  con  la  massima  attenzione perché tocca  un  tema  sensibile.  Le
  rotazioni.  Lei ha posto un tema, una preoccupazione, il  principio
  della rotazione in tema di anticorruzione; è evidente che sarà  una
  scelta   attenta,   non  possiamo  mettere  certo   in   crisi   il
  funzionamento  della pubblica amministrazione,  però  non  possiamo
  nemmeno  rimanere fermi. Dobbiamo intervenire, lo faremo - non  col
  machete,  naturalmente - però è evidente che qualcosa  va  fatto  e
  allora  non  vi è dubbio che i pericoli di incrostazione,  anche  a
  volte  involontari, che si trasformano in tendenza a delinquere  ci
  sono, non in tutti i dipendenti, è evidente.
   Io  ho  fatto un atto di indirizzo, ho appreso che esiste da  noi,
  all'interno della Pubblica Amministrazione in Sicilia,  un  Ufficio
  anticorruzione  che  si  occupa  della  rotazione   triennale   dei
  funzionari, però è considerato un po' poco, dico che mi  sembra  un
  po'  deboluccio,  quindi ho voluto con questo  atto  di  indirizzo,
  firmato  dal  sottoscritto ieri - lo avevo annunziato  e  poi  l'ho
  firmato   ieri   -   dare  una  sensazione   di   maggiore   rigore
  sull'applicazione di questo principio e saremo stretti a  vigilare,
  non  faremo certo i poliziotti, però cercheremo di fare in modo che
  questa rotazione avvenga con intelligenza, ma si realizzi.
   Poi  lei  poneva il problema di operazione e trasparenza nei  siti
  regionali.   Lo   verificheremo  subito,  o  è  trasparenza   o   è
  oscurantismo,   non  esiste  la  trasparenza  in  alcuni   temi   e
  l'oscurantismo   in  altri  temi  della  Pubblica  amministrazione.
  Trasparenza è trasparenza con la "T" maiuscola, tutte le  volte  in
  cui bisogna obbedire a questo principio la Regione lo farà.
   L'onorevole   Burtone   aveva  toccato  il   tema   dell'autonomia
  differenziata, ed ho risposto; delle ZES vorrei ricordare come sono
  già  in  arrivo da parte della Regione lo stanziamento di cinquanta
  milioni; un tema che è stato affrontato da altri colleghi e  che  è
  quello dell'assenza dei medici.
   È  vero,  secondo me, questo tema sconta una errata programmazione
  del  numero  chiuso  dei medici da parte delle  Università,  perché
  delle  due  l'una  o  li abbiamo i medici o  non  li  abbiamo,  non
  possiamo  farli diventare noi in pochi anni, quindi vi è un  errore
  alla  fonte, lo dico così con estrema serenità, vedo che il collega
  Laccoto,  Presidente della Commissione Sanità condivide,  annuisce,
  perché risolverlo noi non è facile.
   Io  ho  avuto  degli  approcci anche con  esponenti  della  sanità
  privata e adesso parleremo del pubblico privato che lamentano anche
  loro   la   mancanza  di  medici,  quindi  il  problema  è  proprio
  strutturale  non è un problema tattico è un problema  strategico  e
  dovremo  vedere come fare, come affrontarlo. mi confronterò  con  i
  rettori però è evidente che il momento in cui i direttori dovessero
  accettare  o  anche  il Ministro della Pubblica istruzione  dovesse
  accettare  l'implementazione del numero chiuso  ci  vorranno  degli
  anni  prima  di sfornare naturalmente i nuovi medici, quindi  è  un
  problema che io affronterò, mi confronterò anche col Parlamento per
  ascoltare i suggerimenti, con l'Assessore alla salute, con  i  miei
  assessori, però il problema c'è, lo registro qui ma lo vediamo.
   E'  stata  lamentata anche una distonia di presenza  sanitaria  in
  alcune  realtà  ospedaliere  rispetto  ad  altre,  questo  non  può
  succedere quindi darò un'indicazione all'Assessore per la salute  e
  di  garantire  i  livelli  essenziali  di  assistenza,  i  LEA,  di
  garantire  un'omogenea  presenza dei medici  in  tutta  la  Regione
  siciliana,  poi  vi  saranno delle aree più garantite  rispetto  ad
  altre  ma l'importante è che vi sia un minimum di qualità ed  anche
  numerico  di presenza dell'assistenza sanitaria medica, perché  non
  possiamo  trovare  ospedali  sguarniti. Ospedali  che  naturalmente
  vanno alcuni completati, l'ho detto nel mio primo intervento, altri
  ristrutturati.  Noi  abbiamo  una  famosa  legge,  volgarmente   la
  citiamo, lo chiamiamo il famoso articolo 12. Voi sapete, l'articolo
  12  è  una  antica  legge  statale che  stanzia  annualmente  fondi
  pubblici   per  realizzazione  o  ristrutturazione  degli  ospedali
  pubblici.  E su questo io mi applicherò personalmente perché,  l'ho
  detto nel mio intervento, attraverso l'articolo 12 si possono  fare
  delle buone cose.
   Io  ricordo, da neo parlamentare in campagna elettorale, o non  mi
  ricordo di più quale campagna elettorale durante la Legislatura, al
  primo  mandato,  sono  stato a Piana degli Albanesi.  A  Piana  gli
  Albanesi  i  colleghi, gli amici mi fanno vedere come in  fondo  al
  viale vi era una struttura abbandonata, che era prevista prima come
  antico  sanatorio,  poi i lavori erano stati  bloccati  perché  non
  occorreva  più  quel tipo di intervento, parliamo di Piana,  quindi
  aria fresca, quindi la programmazione aveva individuato l'esistenza
  di  un  sanatorio, poi i lavori si erano fermati, ed era una  opera
  abbandonata  anche  pericolosa per la sicurezza.  Ho  lavorato  con
  l'allora Presidente Provenzano e assieme abbiamo fatto in modo  che
  nella   programmazione  Regione  Sicilia-Stato  nell'individuazione
  degli   interventi   dell'articolo  20  si  potesse   inserire   la
  trasformazione  di  quella struttura con  vecchia  destinazione  in
  nuova  destinazione  Rsa. Amici, a Piana degli Albanesi,  anni  fa,
  quando  io  ero  il Presidente del Senato, ho inaugurato  l'Rsa  di
  Piana degli Albanesi. Quindi quando si vuole, quando c'è un po'  di
  buona volontà, quando ci sono i percorsi e i finanziamenti le  cose
  si possono fare.
   Onorevole  Catanzaro, Presidente Catanzaro, al  quale  faccio  gli
  auguri per il suo ruolo, quando io ho detto apertura al privato non
  intendo  "viva  il  privato", per me il pubblico  è  strategico  ed
  essenziale,  parliamo di sanità. È evidente. E ho detto  anche  nel
  mio  intervento  e ho elogiato tutto il campo del settore  pubblico
  medico, infermieristico, parasanitario ecc, per la prova che  hanno
  dato  durante l'esperienza Covid. Io ho toccato con mano la qualità
  e l'eccellenza di strutture sanitarie private in termini di risorse
  umane, in termini di specialisti e in termini di medici, quindi non
  siamo  secondi  a  nessuno  per  il  settore  pubblico,  al  di  là
  dell'aspetto  logistico ed organizzativo, ma  se  vogliamo  parlare
  della  qualità  dei  nostri medici negli ospedali  pubblici  e  del
  personale  sanitario, io non posso che esserne fiero da  siciliano.
  Questo sia chiaro, per me il pubblico è intoccabile ed intangibile,
  ma  quando  io  infatti parlo di apertura parlo di  un  sistema  di
  integrazione  e di collaborazione, di sinergia, non di concorrenza,
  perché  a volte ci sono delle eccellenze private convenzionate  col
  servizio sanitario nazionale, cioè quando io nella prima parte  del
  mio  intervento  ho citato i miei cinque giorni di  Natale  che  ho
  fatto da Presidente del Senato con mia moglie la mattina del giorno
  di  Natale andavamo al "Bambin Gesù" di Roma lo facevo,  a  me  non
  interessava in quel momento se era privato o pubblico,  perché  per
  me  era  come  se  fosse pubblico, e parliamo  del  "Bambin  Gesù",
  parliamo  di  eccellenza riconosciuta a livello  internazionale,  a
  livello  mondiale.  Vogliamo  parlare del   Gaslini ?  Cioè  queste
  realtà fanno parte di un sistema integrato, e quindi a volte è come
  l'IRCSS, spesso sa, onorevole Catanzaro, sono dell'IRCSS il "Bambin
  Gesù" è un IRCSS, il "Gaslini" è un IRCSS, sono istituti di ricerca
  naturalmente,  che  portano avanti ricerche sulle  staminali  e  su
  altro,  quindi sono un nostro patrimonio italiano, dobbiamo trovare
  una  sinergia  per integrarli. E poi possono essere  utili  per  un
  aspetto: quando ho parlato del problema delle liste di attesa.
   Noi abbiamo - e questo sarà un compito naturalmente dell'assessore
  alla  salute - lunghissime liste d'attesa nel pubblico e  strutture
  private  convenzionate,  vuoi ospedaliere vuoi  diagnostiche,  cioè
  medico  sanitarie e non ospedaliere, ma vi sono tante strutture  di
  diagnostiche che realizzano indagini strumentali, no? Quando queste
  strutture ospedaliere o strumentali esauriscono a luglio  e  agosto
  il  loro budget, non possono in regime convenzionato fare altre tac
  e  altre  risonanze perché hanno esaurito il budget, e non  possono
  dare al paziente una risposta nel giro di uno o due giorni per fare
  il  tac  e la risonanza ed altro perché hanno raggiunto il  budget.
  Allora,  ci  vogliamo interrogare su questo? Io pongo  all'Aula  un
  problema  estremamente oggettivo, perché esiste il problema  che  a
  luglio ad agosto queste strutture finiscono col budget assegnato  e
  non  possono  realizzare queste attività se  non  gratis  oppure  a
  pagamento. Allora secondo me una rimodulazione di quella che  è  la
  spesa  sanitaria, senza togliere al pubblico alcunché naturalmente,
  lei mi dirà ma allora come si fanno i miracoli?
   Ma  non si tratta di fare i miracoli si tratta di fare una sana  e
  corretta   diciamo di diligenz sulla spesa sanitaria  per  fare  in
  modo di trovare un equilibrio, che possa ridurre le liste d'attesa,
  perché non mi posso immaginare, che in una struttura pubblica  dove
  la  lista d'attesa è di cinque mesi con uno schiocco di dita grazie
  all'assessore  alla  salute l'Aula e tutto, trasformiamo  la  lista
  d'attesa   da  sei  mesi  in  due  settimane  se  quella  struttura
  l'ospedaliera   ha   quel   target,  quella   non   dico   lentezza
  quell'esubero  di  richiesta e quella  carenza  di  personale,  non
  possiamo  a  fare  i maghi per cambiarlo, dobbiamo  trovare  è  una
  soluzione di drenaggio da quel carico presso un'altra realtà che  è
  quella privata convenzionata.
   Allora  così  possiamo tentare di risolvere, si è  parlato  anche,
  qualche  collega ha parlato di sanità privata e che  si  sceglie  i
  pazienti, sì questo è vero, questo è anche vero, e se è per  questo
  in passato  quando ero Presidente del Senato c'è stata una polemica
  a  distanza, che poi si è fermata a subito, quando ebbi a dire  che
  anche  l'Ismett che è un istituto di grandissima eccellenza, che  è
  un fiore all'occhiello per noi, non fa pronto soccorso perché anche
  l'Ismett  diciamo sceglie i propri  pazienti, non fa emergenza  per
  cui  non è soltanto la sanità privata convenzionata, vi sono  altre
  realtà. Bisogna trovare il punto di incontro, probabilmente vedendo
  quali   ed  eventuali  realtà  di  sanità  privata  possono  essere
  all'altezza di garantire il pronto soccorso, non certo  le  piccole
  cliniche, ma è il discorso che si può aprire, non è che io  intendo
  imporlo,  però  con una collaborazione dialettica  paritaria  e  di
  carattere istituzionale io penso che si possa lavorare su questo.
   Mi  si  è contestato da parte di qualcuno anche della maggioranza,
  che  spero rimanga tale per le dichiarazioni che ho ascoltato,  che
  nel  mio  intervento manca una visione, allora amici o ci  rendiamo
  conto  che  la Regione questa nostra terra è bloccata nei  processi
  autorizzativi, nei processi amministrativi è bloccata e quindi  non
  attrae  e non attraendo non crea lavoro e non cresce. O ci rendiamo
  conto  di  questo problema pregiudiziale oppure possiamo realizzare
  qualunque visione ma rimane soltanto a un quadro, accennato scritto
  ad  acquarello,  ce  ne  rendiamo conto o  no?  Vogliamo  avere  il
  coraggio,  quando  porteremo  la  legge  sulla  semplificazione  di
  discuterne  e  semplificare  le procedure?  O  no?  Perché  se  non
  interveniamo nel cuore del sistema che è, non dico paralizzato,  ma
  quasi,  noi  questa Regione non la faremo crescere, perché  chi  vi
  parla   vi  assicuro  di  essere  stato  avvicinato  da  fondi   di
  investimento  o  da  grossi gruppi, gruppi del  nord  che  vogliono
  realizzare e vogliono investire, perché trovano un clima abbastanza
  salubre, forte una criminalità che c'è, ma che è stata sottoposta a
  controlli;  la  mafia di oggi esiste sempre ma non  è  la  mafia  -
  speriamo   -   di  anni  fa.  E'  stata  combattuta   grazie   alla
  magistratura,  grazie purtroppo ai nostri sacrifici,  ai  sacrifici
  dei nostri morti, quindi c'è più sicurezza rispetto al passato, mai
  abbassare  la  guardia,  però si avverte  maggiore  legalità  nella
  Sicilia e di questo noi dobbiamo essere orgogliosi.
   Io non sono uno di quei soggetti che girerà il mondo, girerò poco,
  anche  da  Presidente del Senato ho fatto viaggi,  pochissimi,  non
  sono mai andato per esempio negli Stati Uniti; dicevo: cosa vado  a
  fare?  Il  Presidente del Senato spende i soldi  per  andare  negli
  Stati  Uniti?  Ho girato certe volte l'Europa, quando  dovevo  fare
  incontri europei, ma c'era chi girava il mondo parlando di  Palermo
  come capitale della mafia, lo sappiamo, non voglio fare i nomi,  ma
  io  se girerò il mondo parlerò della mia Sicilia, di quello che  è,
  di  quello  che  consente di fare, di quelle  che  sono  le  grandi
  opportunità, però ho bisogno anche - e dovete darmi - gli strumenti
  semplificativi,  che possono consentirmi di dire all'impresa  o  al
  gruppo  che  vuole  intervenire: io sono  in  grado  non  di  darti
  l'autorizzazione in sei mesi, sono in grado in sei mesi di dirti  o
  sì  o  no  Perché questo è avvenuto in questi anni, nè si e nè  no.
  Allora,  se  manca  la visione, ed io la visione penso  di  averla,
  dobbiamo  intervenire  alla  base, poi  la  visione  la  tratteremo
  assieme, la discuteremo quando diventeremo finalmente un territorio
  più libero da burocrazia, da lacci e laccioli.
   I  tempi.  Ha  detto l'onorevole Savarino che i tempi sono  troppo
  lunghi,  ma  nemmeno il silenzio assenso, io sono per la Conferenza
  dei  servizi,  mettere  attorno ad un  tavolo  i  vari  uffici  nel
  processo  amministrativo, che attorno ad un tavolo si  assumono  le
  responsabilità  nel  dire  sì  o no. Non  una  autorizzazione  deve
  passare  dieci mesi perché deve passare in varie uffici  e  poi  si
  ferma. Questa è la mia visione però.
   Scusate,  io  sono  un po' pragmatico, non amo  sognare,  sogno  e
  quando  mi sono stancato e ho bisogno di dormire ma prima,  invece,
  quando  vivo la mia giornata, la vivo pragmaticamente. Vivo con  la
  gerarchia  dei problemi. Lo dico ai miei collaboratori ed  ai  miei
  amici. Ho sempre vissuto in politica con la gerarchia dei problemi.
  Problema  a)  me lo affronto subito; problema b) lo affronto  dopo;
  problema c) subito dopo. Per me la priorità, per me, e spero sia la
  vostra,  è approvare appena arriverà in Aula, discutendo con  tutti
  voi le norme sulla semplificazione.
   La riforma sulla burocrazia. Giusto ha detto l'onorevole Savarino,
  non  mi  ricordo chi, dobbiamo subito occuparci del problema  della
  dirigenza,  fascia A, c'è questo vuoto. La carenza di personale  ma
  questa  nasce  purtroppo  da  un  accordo  Stato/Regione,  voi   lo
  conoscete,  dove  ci  sono state imposte delle prescrizioni  e  c'è
  stato   anche   imposto  il  blocco  delle  assunzioni.   Sarà   la
  responsabilità del sottoscritto chiedere al Governo  nazionale  una
  deroga a questo vincolo che c'è stato imposto il momento in cui c'è
  stato consentito di spalmare la famosa spesa in dieci anni, ci sono
  state  date delle prescrizioni, è una delle prescrizioni era quella
  del blocco delle assunzioni. Quindi io mi recherò presso il Governo
  a  chiedere  una deroga, poi valuterò l'entità della deroga,  quali
  qualifiche.   A  noi  mancano  esperti,  ingegneri,  geometri   per
  realizzare  quei progetti e attraverso i quali agganciare  i  fondi
  europei e ne perdiamo tanti l'ho detto nel mio primo intervento.
   Poi  finanza creativa. L'onorevole Catanzaro ha parlato di finanza
  creativa.  Io  mi  pongo  in continuità  e  difendo  l'operato  del
  precedente  Governo perché escludo che si possa  essere  realizzata
  finanza   creativa   immaginata   però   posso   garantire   questo
  all'onorevole  Catanzaro e ai colleghi che noi faremo un'operazione
  di  trasparenza dei conti. Non faremo sconti diciamo saremo chiari,
  trasparenza  dei  conti.  Consentiteci  il  tempo  di  farlo.   Con
  l'assessore   di  Falcone  assumiamo  questo  impegno,   ci   siamo
  confrontati durante il dibattito e siamo pienamente consapevoli che
  sia  un diritto dell'Aula e un nostro dovere fare una due diligence
  pregressa per vedere come stanno i conti della nostra terra  perché
  quei conti sono i conti i pubblici della nostra Regione.
   L'onorevole  Cracolici  ha  parlato di  visione,  immobilismo  del
  personale,  deroga  e quindi in questo mio intervento  ho  risposto
  anche all'osservazione dell'onorevole Antonello Cracolici.
   Scusate,  vado  un  attimo a braccio. Poi l'onorevole  Assenza  ha
  auspicato interventi e lo ringrazio per l'intervento di sostegno ma
  annuncio   che  domani  faremo  Giunta  con  cui  delibereremo   un
  intervento  già  annunciato  in passato.  Domani  interverremo  per
  trecentosessanta milioni sul caro bollette a favore delle imprese e
  la  proroga della scadenza dei mutui IRFIS di fine anno la mettiamo
  in  coda.  Lo  abbiamo annunciato in passato e domani  deliberiamo.
  Subito   dopo   nelle  Giunte  successive  erogheremo,  stanzieremo
  centosessanta  milioni  per  le  famiglie  per  il  caro  bollette,
  implementeremo poi di altri venti milioni gli interventi  a  favore
  dei  comuni e poi, più in là, lo porteremo al doppio e poi  vorrei,
  tocco  l'argomento dell'onorevole Assenza che ha parlato unitamente
  alla collega Cmpo del ragusano, vorrei parlare di Comiso.
   Innanzitutto io sarò molto attento a questa realtà. Questa  realtà
  del  ragusano perché anche se non esprime un assessore  per  me  la
  Sicilia è tutta uguale. L'ho girata in campagna elettorale, conosco
  quella  realtà, conosco la realtà dell'ortofrutticolo di  Vittoria,
  che ho visitato e dove ho scoperto, cari colleghi, che esisteva  da
  anni   un   finanziamento  di  quattro   milioni   fermo   per   la
  ristrutturazione  dell'agroalimentare.  Si,  onorevole  Dipasquale,
  fermo,  ed  io  l'ho  scoperto  in campagna  elettorale.  Ci  siamo
  informati  immediatamente e ci siamo attivati, abbiamo  chiesto  ed
  abbiamo  ricevuto  delle spiegazioni per cui  vi  erano  stati  dei
  ricorsi al Tar che avevano paralizzato l'iter, anche se non vi  era
  stata  in  nessuna  sospensiva ed allora io, da avvocato,  lo  dico
  evidentemente se è un ricorso al Tar paralizza un appalto senza  la
  sospensiva  significa  che  la  burocrazia  regionale  dinanzi   un
  semplice  ricorso al Tar per non assumersi responsabilità dice  "io
  fermo tutto e poi se ne parla". Allora, questi sono gli aspetti che
  ho  scoperto e che dobbiamo naturalmente modificare anche, diciamo,
  deferendo   la  responsabilità  a  chi  si  assume  queste   scelte
  naturalmente.
   La  riforma  della  pubblica amministrazione, ne abbiamo  parlato.
  L'utilizzazione dei parchi ai privati è importante e ci  lavoreremo
  per  una rigenerazione urbana - parlo con l'onorevole Savarino -  e
  la Conferenza dei servizi, ne abbiamo parlato.
   Comiso, torno all'onorevole Campo. Comiso, Ragusa, Comiso.  Perché
  dico  Comiso?  Perché  l'ho  detto  in  campagna  elettorale  e  lo
  ribadisco  qui. Sono stato a Vittoria, ho visto questa  realtà  che
  già  conoscevo, l'agroalimentare ed è una realtà di eccellenza.  Ho
  chiesto  "ma  i  vostri prodotti come li esportate? Sul  gommato?".
   Si,  sul  gommato .  E  mi  sono posto una  domanda.  Ma  a  pochi
  chilometri,  onorevole a quanti chilometri è  Comiso  da  Vittoria?
  Quanti  chilometri saranno? Dieci? Quindici? Una decina. Ma lì  c'è
  Comiso.
   Se  noi attiviamo - e questo è un impegno che ho sunto in campagna
  elettorale  e  che cercherò di mantenere in questi anni  -  se  noi
  attiviamo realmente Comiso e facciamo arrivare i cargo, voi  sapete
  cosa significa, come cambia quell'economia? Esportiamo attraverso i
  cargo-aerei  i nostri prodotti in Cina, in Giappone, eccetera.  Noi
  abbiamo un aeroporto inutilizzato, non è utilizzato, è fermo, è una
  cattedrale  nel  deserto  accanto ad  una  grandissima  filiera  di
  produzione  agroalimentare di eccellenza. Allora lì mi occuperò  di
  questo aspetto, parlerò col Presidente dell'Enac, parlerò anche con
  la  Sac  che  gestisce l'aeroporto di Comiso e lì mi fermo,  perché
  probabilmente ci possono essere dei conflitti di interesse, ma  non
  faremo  sconti  a nessuno perché abbiamo un'occasione  d'oro  ed  è
  rimasta insoluta, inutilizzata, non capisco né voglio sapere perché
  però  l'ho  assunto in campagna elettorale e lo assumo qua,  datemi
  una mano perché così possiamo crescere.
   L'onorevole Miccichè. Il rapporto col Governo nazionale lo  avremo
  onorevole Miccichè, lo avremo e faremo di tutto per mantenerlo,  lo
  abbiamo  già  iniziato. Siamo stati più volte col Ministro  Urso  a
  discutere  di Lukoil, siamo stati col Ministro Salvini tante  volte
  per  il  ponte sullo Stretto, siamo stati con il Ministro Giorgetti
  per  discutere di accise e di rimborso, quindi lavoreremo in questi
  anni con il Governo nazionale fianco a fianco.
   Sugli  assessori è stato ribadito è stata messa in discussione  la
  mia affermazione, il mio Governo è un Governo di continuità. Ma  il
  Governo  di continuità io non rinnego, ne posso rinnegare di  avere
  sostenuto  dal di fuori perché non ero in quest'Aula il Governo  di
  centrodestra  di  Nello Musumeci e posso dire che la  scelta  degli
  assessori,  ne rivendicò la piena responsabilità, ma gli  assessori
  anche  se facevano parte della Giunta Musumeci comunque sia  godono
  la  mia  totale  fiducia tutti ma gli assessori sono  delegati  del
  Presidente della Regione. La linea politica, la strategia politica,
  l'indirizzo politico lo dà il Presidente della Regione e chi...

   CRACOLICI. Presidente, lo Statuto siciliano è altra cosa

   SCHIFANI, presidente della Regione.  No l'indirizzo politico lo dà
  il  Presidente  della  Regione e lo darà  questo  Presidente  della
  Regione  anche  perché mi trovo una squadra di  persone  affiatate,
  esperte,  con grande buona volontà e si respira tra di noi  un'area
  di  piena collegialità, di condivisione, non ci sono sbavature, c'è
  la volontà di contribuire e lavorare al meglio.
   Consentitemi, la Giunta si è insediata da meno di un mese  quindi,
  non  dico  che è in rodaggio, ma già ha fatto molto e  domani  farà
  molto  di  più.  Mi  spiace  che in questo  in  questo  luogo  così
  altamente  istituzionale siano state introdotte delle  osservazioni
  di carattere squisitamente politico relativo al mio partito. Io non
  accetto,  no  non accetto, mi sottraggo a questo tipo di  polemiche
  perché  quest'Aula ha credo che non meriti questo e  anche  il  mio
  ruolo  non  meriti questo, dico soltanto che la  mia  storia  è  la
  storia  di Forza Italia, non sono presuntuoso. Ho fatto sette  anni
  il  capogruppo  e grazie all'unità che ho ottenuto dei  gruppi  poi
  sono  stato chiamato dal Presidente Berlusconi a fare il Presidente
  del  Senato  quindi  se  avessi avuto la  tendenza  al  correntismo
  probabilmente  non  arrivavo  a quel  ruolo  ma,  ripeto,  dobbiamo
  guardare avanti.
   Io  mi auguro che la maggioranza eletta dai siciliani risponda  ai
  termini  della  compattezza dell'assunzione  di  responsabilità,  a
  volte anche della critica interna purché quella critica interna poi
  non si trasformi in mancanza di sostegno all'interno di quest'Aula.
   Questo  è il mio auspicio, quello che spero per coerenza  con  gli
  elettori che hanno votato. Questa è la democrazia.
   Io  vi  ringrazio del contributo, vi ringrazio della pazienza  che
  avete avuto e vi confermo che da parte mia la presenza in Aula sarà
  sempre  vigile e chiederò all'Aula il contributo quando arriveranno
  qui  le  grandi  riforme perché se dobbiamo cambiare  questa  terra
  dobbiamo  legiferare nel rispetto dei ruoli con i  contributi  però
  dobbiamo  creare  i  presupposti per il  cambiamento;  cambiate  le
  regole allora ci daremo la visione di una nuova Sicilia quella alla
  quale teniamo tutti per noi e per i nostri figli. Grazie.

   PRESIDENTE. Intanto, ringrazio il Presidente Schifani  e  tutti  i
  colleghi,  i  Capigruppo  che oggi hanno  voluto  dare  il  proprio
  contributo rispetto ai prossimi cinque anni.
   E' giusto, onorevole Presidente delle Regione, che le dica che noi
  confidiamo  veramente  in  lei, nella  sua  esperienza,  nella  sua
  conoscenza.  Così  come  ha detto qualcuno non  occorrerà  per  lei
  chiamare  tramite  la  batteria ma, confidando  nei  suoi  rapporti
  personali, siamo speranzosi che possa far valere quelle che sono le
  priorità della Sicilia e dei siciliani.
   Chiedo invece ai Presidenti dei Gruppi parlamentari che ancora non
  avessero   mandato  i  nomi  per  quanto  concerne  le  Commissioni
  Antimafia e Statuto di mandarle entro la giornata di oggi perché in
  caso contrario dovrò nominarle io d'ufficio così come ho fatto  per
  i  Gruppi  di  Sicilia  Vera  e Sud chiama  a  nord  per  le  altre
  Commissioni.  Mi  dicono  anche per la  Commissione  Regolamento  e
  Verifica poteri.
   Quindi detto questo la settimana entrante noi ci vedremo martedì 6
  dicembre per l'Aula che dovrebbe essere fissata per le ore 12.00.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
  2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò veloce
  e  desideravo sulla scorta anche del primo esame che ho avuto  modo
  di  fare  sul  disegno di legge di variazione del bilancio,  signor
  Presidente,  a lei mi rivolgo in modo particolare se può  avere  un
  altro minuto di pazienza, presidente Schifani.
   E va beh, ne parliamo con l'Assessore. Vuol dire che al Presidente
  Schifani non gli interessa questo argomento, però sono tre minuti e
  sono tre minuti, solo questo se è possibile.
   No,  per  carità,  veda,  signor  Presidente,  l'argomento  è   il
  seguente, è il seguente: io chiedo al Presidente della Regione  che
  è  il  firmatario di ritirare questo disegno di legge di variazione
  di  bilancio e lo chiedo perché? Perché intanto è in violazione  di
  quello  che è l'articolo 51 del decreto legislativo n. 118,  perché
  siamo fuori termine massimo.
   Ci  sono  tutta una serie di proposte che non hanno  nulla  a  che
  vedere  anche con le variazioni che si possono fare dopo il  30  di
  novembre.
   C'è  un  altro problema ancora più delicato, io ne ho parlato  già
  con  gli  Uffici  della  Commissione  Bilancio,  la  copertura  dei
  duecentocinquanta milioni di euro, articolo 3, sono dubbi su  tanti
  profili  anche perché si parla di un avanzo, i rendiconti del  2020
  in  discussione e 2021 non esiste, non è specificato  quale  avanzo
  presunto sia, perché non c'è scritto, accantonamento derivante  da,
  e non c'è neanche chiarito l'anno.
   Poi,  lo  voglio dire anche al signor Presidente della  Regione  e
  all'Assessore, io non avevo mai visto un disegno di legge così dove
  manca  la presentazione del proponente, la motivazione del  disegno
  di legge e anche la motivazione dell'urgenza. Perché se l'urgenza è
  dare 20 milioni di euro ai comuni, le dico che sono pure pochi.
   E allora, anche da questo punto di vista io le chiedo, proprio per
  le  questioni  che le ho detto, poi ci sono le altre voci  che  non
  riguardano alcuna urgenza, abbiamo capito che ci sono coperture  di
  spesa  già effettuate, debiti fuori bilancio mascherati con  questa
  operazione. E mi fermo in questo momento qua.
   Quindi, io la invito nuovamente a ritirare questo disegno di legge
  perché  tanto  ormai il 30 di novembre è passato, non  solo  lo  sa
  perché sono mascherati qua i debiti fuori bilancio?  Perché non  ci
  sono  i  termini  per  poter  spendere,  tranne  che  prendiamo   e
  stacchiamo assegni, i termini amministrativi per poter fare  avvisi
  e  partecipare, a non si sa a che cosa; allora iniziamo bene, visto
  che  l'argomento  sulla veridicità dei bilanci ha riguardato  tanti
  argomenti,  e  soprattutto deve distinguere  questa  Giunta,  venga
  ritirato   questo   disegno   di  legge,   riportate   quello   che
  eventualmente è urgente, perché io ho chiesto anche in  Commissione
   Bilancio ,  lei  non ha spiegato a nessuno qual era  l'urgenza  di
  questo provvedimento Assessore, quale era realmente l'articolo  che
  se  non  si approvava subito saltava il mondo, lei non ha  spiegato
  nulla, e non c'è neanche nel corpo del disegno di legge, che  è  la
  prima  volta che io vedo un disegno di legge del genere, quindi  se
  vuole  un  così  un modesto consiglio, ritirate questo  disegno  di
  legge  e  poi se c'è qualche urgenza, guardi strapperemo  anche  il
  Regolamento col consenso del Presidente e del Parlamento, perché di
  fronte alle urgenze ci riprendiamo la responsabilità.
   Poi,  per  quanto  riguarda gli articoli di copertura  dei  debiti
  fuori  il  bilancio, già le dico in partenza, che  se  non  c'è  un
  chiarimento  sul  perché  e il per come e quali  sono  i  dirigenti
  collegati,  onestamente non potrei mai approvarli o  dire  ai  miei
  colleghi di approvarli.
   Chiudo  soltanto ho dimenticato questo fogliettino ecco Presidente
  Schifani, ecco perché mi ero permesso di bloccarla, è una richiesta
  di  attivazione di logopedia, si tratta di una persona di 81  anni,
  la richiesta è del 26 maggio 2022, per una persona che purtroppo  è
  affetta  da  ischemia celebrare ed è sulla sedia a rotelle,  è  mio
  padre,  le  chiedo ufficialmente di raccomandare  presso  l'Asp  di
  Messina,  come  si  fa,  ecco, le chiedo  ufficialmente  in  questo
  Parlamento  una  raccomandazione, chiami, veda lei chi  all'interno
  dell'Asp;  26 maggio 2022, questo a dimostrazione di come  funziona
  la  sanità,  sto  chiedendo io ufficialmente  una  raccomandazione.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è tolta ed è rinviata a martedì,  6
  dicembre 2022, alle ore 12.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         I SESSIONE ORDINARIA


                          7a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 6 dicembre 2022 - ore 12.00

                           ORDINE DEL GIORNO

      -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -Norme  in  materia di doppia preferenza di genere nelle  elezioni
  dell'Assemblea regionale siciliana (n. 51).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 16 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Istituzione del Garante regionale e dei Garanti distrettuali  per
  la tutela delle vittime di reato (n. 52).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 16 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Modifiche  alla legge regionale 20 marzo 1951 n. 29  e  ss.mm.ii.
  concernente    Elezione   dei  Deputati   all'Assemblea   regionale
  siciliana  per l'introduzione del diritto di opzione del  voto  per
  corrispondenza   o   per   via   telematica   per   gli    elettori
  temporaneamente fuori sede per motivi di studio, lavoro o cura  (n.
  58).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   - Istituzione della figura del difensore civico regionale (n. 65).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Riordino della dirigenza dell'Amministrazione regionale  e  degli
  enti del comparto (n. 70).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Disposizioni  per la gestione dei beni sequestrati  e  confiscati
  alla criminalità organizzata (n. 71).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere Antimafia.

   -Disposizioni  in materia di consenso/dissenso alla  donazione  di
  organi e tessuti per trapianti (n. 73).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere VI.
   -Norme in materia di ordinamento regionale dei corpi e servizi  di
  polizia  municipale e provinciale. Istituzione del corpo di polizia
  locale (n. 87).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Ordinamento della dirigenza (n. 88).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Disposizioni in materia di elezioni degli organi di  governo  dei
  Liberi Consorzi Comunali e delle Città Metropolitane (n. 97).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 22 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Norme   in  materia  di  interpretazione  autentica  l.r.  9/2015
  articolo 51 (n. 99).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 23 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di agosto (n. 53).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 29 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di settembre (n. 54).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di luglio (n. 55).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 29 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di agosto (n. 56).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 29 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di settembre (n. 57).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 18 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Disegno  di  legge voto ai sensi dell'articolo 18  dello  Statuto
  della   Regione  siciliana  recante   Disposizioni   in   tema   di
  impignorabilità  della  prima casa e dei  beni  mobili  e  immobili
  strumentali  all'esercizio di imprese,  arti  e  professioni  e  di
  riforma del sistema di riscossione esattoriale  (n. 92).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere III.

   -  Variazioni al bilancio della Regione per il triennio  2022/2024
  (n. 100).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 28 novembre 2022.
   Inviato il 29 novembre 2022.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -Riordino normativo del settore agricolo (n. 59).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere I.

   -Misure  per la valorizzazione della filiera produttiva del  latte
  d'asina in Sicilia (n. 60).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Norme  per la promozione, lo sviluppo e la semplificazione  delle
  attività artigiane (n. 61).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Nuove  norme in materia di bonifica, irrigazione e  tutela  del
  territorio rurale (n. 66).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Modifiche alla legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 in materia
  di garanzie occupazionali per il personale dei Consorzi di bonifica
  (n. 67).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   - Testo unico delle attività produttive (n. 91).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33   Norme  per  la protezione, la tutela e l'incremento  della
  fauna  selvatica e per la regolamentazione del prelievo  venatorio'
  (n. 93).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   - Misure per la realizzazione di impianti fotovoltaici o solari su
  terreni agrari coltivabili (n. 98).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 23 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere IV.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -Sistema  regionale delle aree naturali protette e riordino  della
  gestione delle riserve naturali e della rete Natura 2000 (n. 62).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere I e V.

   -Norme in materia di acque termali (n. 63).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere V e VI.

   -Riforma  degli ambiti territoriali ottimali e nuove  disposizioni
  per la gestione integrata dei rifiuti (n. 64).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere I.

   -  Semplificazione  e  riordino  della  normativa  in  materia  di
  edilizia  residenziale  pubblica  e  sociale.  Soppressione   degli
  Istituti   autonomi   case  popolari  e  istituzione   dell'Agenzia
  regionale per la Casa e l'Abitare Sociale (ARCAS) (n. 68).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 69).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere V.

   -Qualifica  di  polizia  amministrativa per  gli  accertatori  dei
  titoli di viaggio sulle linee urbane ed extra urbane (n. 72).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Eliminazione delle barriere architettoniche (n. 85).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere I e VI.

   -Politiche  regionali di mitigazione e adattamento ai  cambiamenti
  climatici (n. 86).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 22 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Valorizzazione  e tutela delle aree agricole e  contenimento  del
  consumo del suolo (n. 90).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere III.

   -Riordino   della  normativa  in  materia  di  edilizia  abitativa
  sociale,  soppressione degli Istituti Autonomi per le case popolari
  e  istituzione del Consiglio Regionale dell'edilizia abitativa  (n.
  94).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -Istituzione della giornata della memoria del Terremoto della  Val
  di Noto del 1693 (n. 75).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Istituzione della  Strada degli Scrittori  (n. 89).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere III.

   -Norme   per  interventi  di  ristrutturazione,  conservazione   e
  promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
  monumenti  oggetti del riconoscimento Unesco nel Val  di  Noto  (n.
  95).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.
   Parere IV.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -Istituzione  del  Servizio di Psicologia delle  Cure  Primarie  e
  dello Psicologo delle Cure Primarie (n. 74).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -Sicilia  solidale. Misure di sostegno alle famiglie in difficoltà
  (n. 96).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 21 novembre 2022.
   Inviato il 28 novembre 2022.

       Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
                              Commissioni
        ai sensi dell'articolo 136 bis del Regolamento interno

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Modifica di norme in materia di elezioni comunali. (n. 84)
   Inviato il 28 novembre 2022.

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di marzo. (n. 78)
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di aprile.(n. 79)
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di maggio.(n. 80)
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di maggio. (n. 81)
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di agosto. (n. 82)
   Inviato il 28 novembre 2022.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di settembre. (n. 83)
   Inviato il 28 novembre 2022.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Disciplina organica delle attività commerciali. (n. 77)
   Inviato il 28 novembre 2022.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme  finalizzate  alla  realizzazione  di  parcheggi  e  alla
  decongestione dei centri urbani. (n. 76)
   Inviato il 28 novembre 2022.

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

   Si  comunica  che  sono pervenute le seguenti deliberazioni  della
  Giunta regionale:

   -  n.  550  del 25 novembre 2022 relativa a:  D.P. n. 593  del  24
  ottobre 2022. Dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza  ai
  sensi  dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020,  n  13,
  per  gli  eventi meteo avversi che hanno interessato il  territorio
  della  Regione siciliana nei giorni 25, 26, 30 settembre, 1 ottobre
  e nei giorni fra il 9 e il 13 ottobre 2022 ;

   -  n.  551 del 25 novembre 2022 relative a  Articolo 3 della legge
  regionale  7  luglio  2020, n. 13. Estensione  della  dichiarazione
  dello  stato  di crisi e di emergenza per gli eventi meteo  avversi
  che  hanno  interessato il territorio della Regione  siciliana  nei
  giorni 25, 26, 30 settembre, 1 ottobre e nei giorni fra il 9  e  il
  13 ottobre 2022 .

   Copia delle predette delibere è disponibile presso l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

         Comunicazione di sentenza della Corte costituzionale

   Si  comunica  che  la Corte costituzionale con  sentenza  n.  233,
  depositata il 21 novembre 2022:

   -  ha  dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6 della
  legge  della  Regione Siciliana 17 marzo 2016, n.  3  (Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2016. Legge  di  stabilità
  regionale).

   Copia  della sentenza è disponibile presso l'Archivio del Servizio
  Commissioni.