Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 11.12
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge Variazioni
al bilancio della Regione per il triennio 2022/2024 (n. 100)
PRESIDENTE. All'ordine del giorno figura, come abbiamo detto, la
richiesta da parte del Governo per la procedura d'urgenza.
Pongo in votazione, per alzata e seduta, la richiesta di procedura
d'urgenza del disegno di legge n. 100 avanzata dal Governo.
Avverto sin da ora che in caso di approvazione della stessa il
disegno di legge di variazioni di bilancio avrà il seguente
calendario:
- Le Commissioni di merito dovranno esprimere il parere, sulle
parti di rispettiva competenza, entro sabato 3 dicembre 2022 alle
ore 13.00;
- il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione
Bilancio scadrà sabato 3 dicembre 2022 sempre alle ore 13.00;
- entro la giornata di lunedì 5 dicembre 2022 la Commissione
Bilancio dovrà esitare il testo per l'Aula, in maniera da
consentire l'iscrizione dello stesso all'ordine del giorno
dell'Assemblea nella mattina di martedì 6 dicembre 2022 per lo
svolgimento della discussione generale.
- Il termine per la presentazione degli emendamenti in Aula scadrà
nella medesima giornata di martedì 6 dicembre 2022 alle ore e
18.00.
- l'Aula terrà seduta, quindi, nella mattina di mercoledì 7
dicembre 2022 per la discussione dell'articolato unitamente agli
emendamenti presentati fino a conclusione dei lavori.
Pongo, pertanto, in votazione per alzata e seduta, la richiesta di
procedura d'urgenza.
(È approvata)
Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione.
Invito il Presidente della Regione a prendere la parola.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di palare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Solo una richiesta. Le avevo
inviato, sabato scorso, una nota dove le ho chiesto di tenere in
considerazione quella che era la nostra posizione in relazione
all'esito elettorale e, quindi, di avere in aggiunta al tempo che
avete stabilito per ogni singolo Gruppo, in considerazione del
numero - mi è stato spiegato - e della composizione dei Gruppi, una
quantità di tempo aggiuntiva in relazione a quella che è la mia
posizione e mi sono permesso, ma ovviamente l'ho fatto anche per
una questione di garbo istituzionale anche in relazione alla
posizione del collega Di Paola, cioè siamo in quest'Aula i due
candidati alla Presidenza della Regione che comunque hanno
conseguito un risultato importante e, in relazione a questo, le ho
chiesto se era possibile avere 20 minuti aggiuntivi come miglior
perdente e, in proporzione di quelle che sono anche gli esiti delle
urne,10 minuti aggiuntivi, se li vuole ovviamente, per il collega
Di Paola.
Le ho mandato questa nota sabato scorso, non ho avuto riscontro.
Comprendo quelle che sono le esigenze di contingentamento dei
tempi, mi è stato anche spiegato che in una Conferenza dei
Capigruppo lei ha concesso un aumento del tempo messo a
disposizione di tutti i Gruppi, e di questo noi la ringraziamo.
Però, non sono soddisfatto, Presidente, anche perché c'è un
precedente. Lo voglio ricordare perché lei era in quest'Aula, un
precedente che riguarda, esattamente la medesima occasione, in
occasione proprio delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
Musumeci. Allora il Presidente del Parlamento siciliano,
l'onorevole Miccichè, ha proprio concesso un termine temporale
fuori sacco, come si dice tecnicamente, al candidato alla
Presidenza della Regione miglior perdente ma era l'unico presente
in quest'Aula e, quindi, all'onorevole Giancarlo Cancelleri è stato
assegnato un congruo termine e quindi in aggiunta a quello che
comunque era lo spazio riservato, secondo i criteri prestabiliti
per tutti i Gruppi, al suo Gruppo di appartenenza, appunto Cinque
Stelle.
Quindi, mi sono permesso di intervenire sull'ordine dei lavori
perché desidero da parte sua una risposta, ribadendo che c'è da
parte mia non solo l'esigenza di avere questo spazio aggiuntivo, ma
mi permetta, diciamo che è una questione anche di garbo se vuole,
in considerazione anche del precedente che già si è registrato in
quest'Aula e che riguarda comunque una posizione distinta del
sottoscritto anche, appunto, in relazione a quelli che sono gli
argomenti che mi permetto di fornire al Presidente Schifani, alla
sua Giunta e di conseguenza il tempo che lei mi concederà oltre a
riguardare il bon-ton istituzionale, sono fermamente convinto che
riguarderà anche tanti argomenti di merito che anche la mia
esperienza in quest'Aula mi consente di mettere a disposizione del
Presidente Schifani, fermo restando che poi ognuno farà le
valutazioni che ritiene opportuno. Però, le chiedo di accogliere
questa mia richiesta nei termini in cui lei riterrà opportuno.
Grazie,
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Giusto per fare chiarezza,
così possiamo anche ricostruire insieme qual è stato il percorso
che ha portato alla determinazione di questi minuti.
Noi la settimana scorsa abbiamo fatto una Conferenza dei
Capigruppo dove tutti chiaramente erano invitati. Abbiamo stabilito
un percorso che dava la possibilità di due ore di dibattito. Queste
due ore di dibattito, su richiesta del Capogruppo Geraci,
all'ultima Conferenza dei Capigruppo che abbiamo fatto ieri o
l'altro ieri è passata da due a quattro ore e il suo Gruppo,
onorevole De Luca, è passato da 9 minuti a 19 minuti.
In funzione però del fatto che, ho capito che necessita, di questo
spazio aggiuntivo e in funzione del fatto che già 10 minuti li ha
avuti in più, così come richiesto dalla sua nota che ci è
pervenuta sabato scorso, la Presidenza le concede altri 10 minuti
per andare a compensare i 20 minuti che lei ha richiesto: 10 che ha
avuto grazie alla ripartizione che è stata suddivisa tra tutti i
Gruppi parlamentari e altri 10 che sta facendo eccezionalmente in
funzione dell'intervento e della richiesta che ha fatto.
Quindi, adesso invito il Presidente della Regione, onorevole
Renato Schifani, a prendere la parola.
del Dipartimento di scienze politiche e delle relazioni
internazionali dell'Università degli Studi di Palermo
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti di diritto pubblico
del Dipartimento di scienze politiche e delle relazioni
internazionali dell'Università degli Studi di Palermo
PRESIDENTE. Prima di prendere la parola, Presidente, rivolgo un
saluto ai docenti e agli studenti di diritto pubblico del
Dipartimento di scienze politiche e delle relazioni internazionali
dell'Università degli Studi di Palermo.
Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Presidente Schifani, la invito a prendere parola.
SCHIFANI, Presidente della Regione. Grazie, Presidente.
Onorevoli colleghi, prima di dare inizio alle mie dichiarazioni
programmatiche sento il dovere di rivolgere un deferente saluto al
Capo dello Stato Sergio Mattarella, estremo garante della nostra
unità nazionale e delle regole inviolabili della nostra
Costituzione.
Un pensiero e un ricordo indelebile intendo poi manifestare nei
confronti di tutte le vittime della mafia di cui Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino costituiscono esempio luminare.
Il mio Governo combatterà col massimo rigore ogni tentativo di
infiltrazione della mafia nel sistema regionale della spesa
pubblica, adottando criteri e comportamenti rigorosi che non
consentano alcun tipo di infiltrazione. La mafia non è di destra,
né di sinistra; persegue i propri interessi tentando di infiltrarsi
nelle pubbliche amministrazioni per condizionare, a proprio uso,
tutti i procedimenti che regolano la spesa ed i canali di
finanziamento.
Altro pensiero va a tutti i nostri corregionali caduti all'estero
nelle missioni internazionali di pace. Eroi che si battevano per un
ideale supremo, lontani dalla loro terra, ma convinti che la pace
tra i popoli non è un valore locale ma universale. Il sottoscritto
è stato a quel tempo, quando era presente il Senato, molto vicino
ai parenti di quei caduti. Tutte le volte in cui si recava col
Presidente della Repubblica e col Presidente Fini a Ciampino ad
accogliere quelle salme e ha assistito ad atteggiamenti e
comportamenti dei parenti delle vittime della mafia che era un
insegnamento per tutto il nostro Paese, la loro compostezza era un
monito, un segnale a tutti noi di ricordo e di rispetto in
relazione al loro contegno di quello che era stato il sacrificio
dei loro figli. E mi permetto di ricordare come in quest'Aula ci
sia un rappresentante del popolo che è espressione e figlio di un
caduto di Nassiria al quale siamo stati sempre vicini come famiglia
unitamente ad altre famiglie siciliane. Lo abbiamo fatto in
silenzio, nel rispetto dei ruoli e nel rispetto di quel dolore.
Nella giornata del 13 agosto mi è stato chiesto dai leader
nazionali e regionali del centrodestra di candidarmi alla guida
della nostra Regione in prosecuzione di quella che era stata
l'esperienza del Governo Musumeci; una esperienza segnata dal
dovere affrontare gravi emergenze sanitarie con grande
determinazione e responsabilità. Dopo il mio iniziale stupore, in
quanto mi sentivo proiettato a dare un mio contributo al Senato
alla Repubblica e nella convinzione che sulla mia persona il
Presidente Musumeci non avrebbe manifestato alcun dissenso, ho
accettato la candidatura nella consapevolezza che la sfida alla
quale ero chiamato avrebbe messo alla prova il mio grande amore per
questa Terra.
Avverto che su questa Presidenza si ripongono molte aspettative da
parte dei siciliani o, quanto meno, da parte di essi dovute alla
mia storia politica ed istituzionale, ma è altrettanto vero che
intenderò mettere al servizio di tutti i siciliani la mia
esperienza di uomo delle istituzioni per confrontarmi serenamente
ma convintamente con il Governo nazionale per chiedere il giusto
senza infingimenti o atteggiamenti subalterni. Analogo confronto
sarà da me condotto con quest'Aula.
Ho sempre creduto nella democrazia parlamentare ed anche se eletto
direttamente dai cittadini sono un convinto sostenitore della
sovranità ed autorevolezza del Parlamento. Per la verità, mi preme
sottolineare come i primi approcci con il Governo sono stati
estremamente costruttivi ed incoraggianti, ma ciò dovrà tuttavia
spronarci a realizzare quelle riforme strategiche che da un lato
rendano più efficienti la macchina burocratica e decisionale sulle
autorizzazioni, dall'altro lato razionalizzino la spesa regionale
così come ci viene richiesto dalla Corte dei conti e ci viene
richiesto in maniera garbata ma decisa.
In questa direzione sarà indispensabile intervenire rapidamente
sugli assetti organizzativi della nostra Regione. Infatti, gli
interventi degli ultimi anni, finalizzati alla revisione e
razionalizzazione dell'amministrazione regionale, sono stati
operati in attuazione della legge regionale 3 del 2016, che tutti
voi sicuramente conoscete, che ha previsto l'accorpamento e,
quindi, la riduzione di molte strutture dirigenziali.
Si è trattato di interventi di carattere amministrativo che hanno
consentito una importante riduzione delle strutture dirigenziali e
in parallelo all'altrettanto e importante riduzione del personale e
a seguito dei pensionamenti anticipati consentiti.
Con l'ultimo regolamento di riorganizzazione dell'amministrazione
regionale adottato da quest'anno, si chiude l'attuazione delle
disposizioni di carattere transitorio introdotte dalla citata legge
del 2016. Ora, senza disconoscere il rilievo delle misure messe in
campo con le modalità consentite a legislazione vigente, una
riforma di maggiore incisività dovrà essere messa in campo.
L'ultima legge di riforma risale, infatti, al 2008 e il naturale
evolversi della normativa delle strategie delle dotazioni di
personale e della transizione digitale impone un intervento di
diversa intensità, sia per garantire un assetto funzionale e più
flessibile nella configurazione delle strutture dirigenziali non
apicali che più che un articolato e compiuto disegno riformatore.
Particolare attenzione andrà data al triste tema della corruzione
all'interno dell'Amministrazione regionale. Al riguardo, voi sapete
come ho recentemente invitato i capi dipartimento ad attivare
opportune e periodiche procedure di rotazione del personale per
evitare pericolose forme di incrostazione. Sia ben chiaro: il mio
ha voluto essere un atto di impulso perché le rotazioni avvengano
periodicamente senza colpevolizzare i funzionari, ci mancherebbe,
ma, infatti, sarà responsabilità dei capi dipartimento valutare
quali eventuali funzionari non rimuovere per la strategicità delle
loro funzioni perché la continuità dell'azione amministrativa deve
essere garantita, ma non vi è dubbio che il pericolo c'è, lo
abbiamo vissuto e lo viviamo, non dico annualmente, con episodi di
corruzione nascenti a volte da soggetti che, eccessivamente
residenti in quel luogo di lavoro, tendono per loro carattere,
evidentemente, non tanto per la qualità che ricoprono, a delinquere
e a lasciarsi andare ad episodi di corruttela.
Io sono un garantista, però mi rendo perfettamente conto che certe
vicende vanno affrontate alla base come elemento deterrente, come
elemento finalizzato ad evitare situazioni come quelle alle quali
assistiamo, purtroppo, con sempre più costante periodicità.
Occorrerà, quindi, riformare le procedure che sono deputate a
definire gli atti amministrativi a formazione progressiva, anche
questa è un'altra importante riforma, finalizzata al rilascio o
meno di autorizzazioni che comportino nuovi investimenti, posti di
lavoro, crescita del Pil regionale.
Troppe attese, a volte caratterizzate da ingiustificabili mancate
risposte, hanno allontanato dalla nostra terra occasioni di
sviluppo e crescita correlate ad interessanti iniziative che non
hanno potuto aver luogo per colpa del nostro sistema. Il nostro
sistema, a volte, non ha detto né sì né no; non ha dato risposte.
Un sistema che dobbiamo cambiare tutti assieme con il
coinvolgimento pieno e totale di questo Parlamento, al quale mi
porrò con doveroso spirito costruttivo e collaborativo, perché,
vedete colleghi, ne andrà della crescita della nostra terra, del
futuro dei nostri figli, della possibilità di ritorno a casa di
quei tanti giovani costretti ad emigrare per trovare un lavoro. E,
se riusciremo in queste riforme, non vincerà soltanto questo
Governo, non vincerà soltanto questo onorevole Parlamento, ma
vinceranno i siciliani tutti.
Nello specifico, dovremo razionalizzare la gestione delle
procedure di valutazione ambientale al fine di migliorare
progressivamente il rapporto tra istanze procedibili e
provvedimenti emanati e tempi di svolgimento delle procedure
medesime e, segnatamente, di quelle soggette al parere della
Commissione tecnica specialistica che va significativamente
riformata.
Occorrerà, poi, intraprendere iniziative utili a superare le
criticità che, ad oggi, affliggono il procedimento autorizzatorio
unico regionale, avviato in tutti i casi di progetti che devono
essere sottoposti a via regionale. Le cause sono molteplici, ma ci
faremo carico di segnalarle nei percorsi e nei motivi e rimuoverle
con intelligenza da un lato e determinazione dall'altra.
La nuova sanità, toccando un altro tema sensibile, dovrà guardare
senza riserve al privato convenzionato, sia ospedaliero che
diagnostico, nella consapevolezza che l'assistenza sanitaria
costituisce una pubblica funzione al di là del soggetto che la
eroga, sia pubblico che privato. Occorre, quindi, abbattere ogni
forma di pregiudizio sapendo coniugare una leale sinergia tra due
mondi che stanno dalla stessa parte: la salute del cittadino.
Soltanto così potremo anche abbattere le inaccettabili liste
d'attesa di cui sono sottoposti molti pazienti che chiedono e hanno
diritto ad una indagine strumentale e diagnostica immediata per la
scelta della terapia, e consentitemi una piccola digressione:
ieri, sulla stampa, ho letto un articolo che toccava a una nostra
corregionale, una mamma, Gina Maniscalco - l'ho detto - a questa
donna io mi sento, a nome del Governo, e credo a nome del
Parlamento, a nome dei siciliani, di chiedere scusa, una mamma di
una bambina malata di tumore che aveva chiesto una indagine
strumentale in una struttura ospedaliera palermitana e si è vista
rispondere, ma non per responsabilità di quella struttura, che
l'indagine avrebbe potuto essere realizzata sei mesi dopo, è dovuta
ricorrere al privato, pagare, io chiedo scusa, me ne assumo, anche
se sono insediato da poco questa responsabilità e sono certo che
questo Governo con l'assessore Volo e con tutti voi, lavoreremo
perché questi fatti non si possano più realizzare perché non si
devono realizzare in una democrazia compiuta civile e degna di
rispetto.
Il nostro sistema pubblico sanitario presenta punti di eccellenza
significativi e l'ha anche dimostrato in occasione e del contrasto
al Covid, dove tutto l'apparato ha dato prova di grandissima
professionalità e spirito di abnegazione, occorrerà quindi
potenziare la medicina territoriale per evitare il pericoloso
intasamento delle strutture ospedaliere chiamate il più delle volte
a prestazioni che avrebbero potuto essere evitate da un filtro di
base; non dimentichiamo, io per primo e voi sicuramente non lo
dimenticherete, come l'epidemia del Covid ci ha travolto perché la
medicina di base, non soltanto quella siciliana, ma vogliamo
parlare anche di quella lombarda, di quella nazionale non era
pronta a questo filtro, non era attrezzata a questo filtro di
indagini immediate, allora, dobbiamo puntare sul potenziamento
della medicina di base, la medicina di territorio, perché è un
filtro che può, attraverso indagini preventive evitare
l'intasamento delle strutture ospedaliere.
E poi, particolare attenzione intenderò porre sulle aree di
emergenza territoriale, evitando al cittadino traumatizzato
un'ulteriore sofferenza psicologica nascente da lunghe attese, a
volte in situazioni logistiche che offendono la dignità umana. Su
questo vigilerò, vigilerò con l'assessore Volo, vigilerò anche
personalmente assieme a lei, uno dei miei impegni assunti in
campagna elettorale che intendo mantenere e sui quali mi
concentrerò personalmente.
Un capitolo a parte poi meriterà il tema dello stato di salute
delle strutture ospedaliere, caratterizzato da vecchie e incompiute
come ad esempio il polo mediatico di Palermo, alcuni ospedali della
nostra Regione ed il mancato completamento di alcuni significativi
interventi previsti e finanziati in regime di emergenza Covid.
In tema di energia saremo chiamati a scelte coerenti con gli
obiettivi inseriti nella Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il
New green deal' europeo, con la strategia nazionale per lo
sviluppo sostenibile e con il Piano nazionale di ripresa e
resilienza, occorrerà mettere in campo un insieme integrato di
interventi orientato a migliorare la competitività della regione e
idonea a favorire l'attrazione degli investimenti in generale,
accrescendo la fiducia di cittadini ed imprese, è questo che
dobbiamo recuperare. Vi sarà spazio per interventi connessi e
funzionali agli obiettivi nazionali, europei e internazionali, che
saranno al contempo supportati da interventi trasversali e di
sistema, finalizzati al rafforzamento della governance ad
assicurare il pieno impiego delle risorse finanziarie di cui la
Sicilia è destinataria.
Dovremmo promuovere energie rinnovabili e sostenere una polis
regionale per la decarbonizzazione del mix energetico. In Sicilia
la produzione energetica deriva per il 71% da centrali
termoelettriche, il 16% dall'eolico, l'1.1% dal fotovoltaico,
mentre una quota residuale, 2% è data dalla bioenergia e da
idroelettrico; sarà necessario, quindi, intervenire attraverso
misure praticabili, accessibili, ed in grado di migliorare
l'efficienza energetica dei sistemi produttivi e territoriali.
Importante, anche - a questo proposito, mi preme sottolinearlo -
il famoso progetto Cassiopea dell'Eni del canale di Sicilia, di
fronte alla città di Gela un giacimento off-shore che una volta
messo in produzione nel 2024 produrrà dieci miliardi di metri cubi
di gas naturale, consentendo a noi Sicilia di decuplicare la
propria produzione di gas coprendo circa il 40% dei nostri consumi.
In tema di infrastrutture: le opere strategiche da realizzare in
Sicilia sono definite nel Piano integrato delle infrastrutture e
della mobilità del 2017 che è in corso di aggiornamento, il piano
si inserisce in una strategia comunitaria per i trasporti e
individua i principi per una gestione sostenibile, dovremo adottare
questo piano regionale per il trasporto pubblico locale che dovrà
individuare gli ambiti territoriali e ottimali, disciplinando gli
enti gestori e definire i servizi minimi, razionalizzando e
ottimizzando il trasporto pubblico locale attraverso l'eliminazione
della sovrapposizione delle linee attualmente attive e l'incremento
dell'alta velocità, per una maggiore sinergia ferro-gomma-mare a
supporto della integrità modale; a tal proposito mi giova ricordare
come la progettazione, ormai in fase, ormai di attuazione della
linea ferroviaria di media velocità Palermo-Catania, Catania-
Messina, il cui costo globale sarà di 8 miliardi è in fase in
alcuni lotti, già in esecuzione e se ne se ne prevede la
conclusione nell'ambito del 2026, voi conoscete qual è la dinamica,
Palermo-Catania e Catania-Messina e avendo avuto un incontro con i
responsabili nazionale dei RFI mi è stato spiegato come si è
preferito questa trasversale anziché la diretta per ridurre i costi
e i tempi che sarebbero stati allungati dovuti ad eccessivi trafori
sulla Palermo-Messina, però, i lavori sono partiti in alcuni lotti
e questo lo dobbiamo registrare con estrema positività, noi
vigileremo nei rapporti con RFI, come vigileremo anche nei rapporti
con Anas sui quali mi soffermerò tra qualche attimo.
Occorrerà assicurare il pieno impiego di tutte le risorse
disponibili per la viabilità in Sicilia per superare deficit,
limiti di servizio, problemi legati alla sicurezza ed al
progressivo debito manutentivo venutesi a creare nel tempo con
riferimento alla viabilità provinciale - mi soffermerò tra poco
quando parlerò di province - viabilità Anas, viabilità Cas, A18 e
A20, completamento di interventi già programmati di adeguamenti e
razionalizzazione della rete stradale e di adeguamento di strade
pericolose e la famosa media velocità.
Come non parlare, a proposito di infrastrutture, del Ponte sullo
Stretto: è un tema che tocca tutta l'opinione pubblica, tocca
quest'Aula, ma tocca tutti: mi sento di ringraziare in questo
momento il Governo nazionale e, in particolar modo, all'interno del
Governo nazionale, il Premier, naturalmente, anche il Ministro
Salvini che sia in campagna elettorale sia in questa fase si sta
adottando con efficacia e convinzione perché quest'opera possa
venire alla luce.
Abbiamo avuto già un primo incontro presso il Ministero, alla
presenza del Ministro, io e il Presidente Occhiuto, con il
sottosegretario Rixi, due dirigenti della Sicilia e due dirigenti
della Calabria e il Ministro ci ha rappresentato un mese or sono
quello che sarebbe stato già lo scenario che vedremo in Finanziaria
e cioè la riaccensione, la rivitalizzazione della società Ponte
sullo Stretto che era stata posta in liquidazione in passato,
l'annullamento quanto meno di quel contenzioso che aveva dato
luogo, a seguito dell'annullamento durante il Governo Monti, della
rescissione durante il Governo Monti, voi sapete che l'appalto era
partito, una norma del Presidente, del ministro Passera aveva
rescisso quel contratto perché non prevedeva più quell'opera, da lì
era nato un grosso contenzioso tra l'impresa appaltatrice e il
Governo dell'epoca; la previsione era si sta realizzando in
Finanziaria la riaccensione di quella norma che prevedeva la
realizzazione del ponte, quindi, la rimessa in vita di quel
contratto, intervento naturalmente con le dovute compensazioni e
transazioni tra le parti, naturalmente, perché vi era una richiesta
di danni di seicento milioni, però, credo che si parta col piede
giusto perché si riesuma un contratto che già esisteva, un
contratto che viveva, e che era stato cancellato con un colpo di
penna.
Il progetto è da sistemare ma è da rinegoziare sotto il profilo
dei costi, il ministro poi ci ha chiesto di formare un tavolo
tecnico tra Sicilia e Calabria inviando due rappresentanti per
regione, noi lo abbiamo fatto, l'ha fatto la Calabria, io giorni or
sono parlando con il ministro mi sono permesso di segnalare
l'opportunità che a questo tavolo tecnico possa partecipare anche
un rappresentante delle due città frontiere cioè Messina e Reggio
Calabria, e siamo convinti che seppur con grande sforzo e con
grande impegno quest'opera verrà realizzata.
Abbiamo escluso, anche il Ministro ha escluso l'ipotesi del
project financing - che voi conoscete - è una forma di
finanziamento che sottopone l'utente ad un pagamento, diciamo,
concessorio non indifferente, di pedaggio, si individueranno fondi
europei, questo sarà un compito del Governo nazionale naturalmente
ma registro un grande impegno del Governo in questo.
In tema di agricoltura, il sistema agricolo, agroalimentare,
agrituristico della Sicilia è un sistema economico basato su
prodotti di qualità, valore aggiunto e relazioni virtuose tra
turismo enogastronomia ed export.
Garantiremo la sostenibilità della produzione alimentare
stimolando i settori della trasformazione alimentare, del commercio
all'ingrosso, al dettaglio e dei servizi di ristorazione.
Promuoveremo un consumo alimentare sostenibile valorizzando le
produzioni agroalimentari con valore ambientale, del biologico e
territoriale, il DOP IGP, combattendo le frodi alimentari lungo
tutta la filiera e su questo saremo severi ed inflessibili.
Potenzieremo la viabilità rurale e le disponibilità idriche per
gli agricoltori sfruttando le risorse europee.
Promuoveremo le attività di internazionalizzazione delle imprese
agroalimentari siciliane con azioni di marketing ed intelligence,
scelta indispensabile per garantire competitività e crescita del
fatturato degli anni futuri.
In tema di lavoro e famiglia la sfida più importante di questo
momento è riuscire ad imprimere una ripresa del mercato del lavoro
nonostante l'attuale congiuntura economica che con l'incremento dei
prezzi porta il rischio di ristagno dei consumi.
Il Governo regionale è impegnato, in sintonia con il Governo
nazionale, a rendere possibile la riqualificazione del reddito di
cittadinanza che impone la sostituzione del sussidio con la dignità
del lavoro regolare, ma non possiamo riconoscere che l'operazione è
più difficile nella nostra regione, caratterizzata da sempre da un
tessuto economico più debole rispetto a quello di altre regioni.
Sosterremo le imprese sul fronte dei costi di produzione per
consentire anche l'impiego di una nuova manodopera e cercheremo di
rafforzare le politiche attive del lavoro affinché si realizzi il
tempestivo incrocio tra domanda ed offerta di lavoro.
Sono già state pubblicate le relative graduatorie alle nuove
assunzioni nei Centri dell'impiego e tra qualche settimana, a
presentazione del rendiconto regionale, potremo assumere in
servizio i vincitori del concorso.
Sarà necessario rafforzare anche il sistema di formazione al fine
di evitare che si continuino a rilevare difficoltà di reperimento
di manodopera qualificata soprattutto in certi specifici settori,
come attività ricettive e ristorazione, artigiani ed operai.
Per tutte queste finalità cercheremo di sfruttare al meglio
opportunità e risorse che derivano dal PAR GOL, il programma
finanziario del PNRR che si prefigge di offrire percorsi
personalizzati di ingresso o reingresso nel mercato del lavoro. Ma
poiché in Sicilia le politiche del lavoro da sole rischiano di
essere poco efficaci a fronte di una complessità del bisogno
derivante da un disagio socio economico che va oltre la sfera
lavorativa, è necessario rafforzare i servizi territoriali di
natura sociale ed educativa. La lotta al disagio sociale e la
povertà costituiranno per noi un obiettivo primario.
Sarà necessario rafforzare e razionalizzare i percorsi decisionali
per un tempestivo utilizzo dei fondi destinati alle nuove povertà
ed in generale al Welfare.
In tema di turismo, con riferimento al segmento di questo settore,
prevediamo di avviare specifici progetti di accoglienza ed
internazionalizzazione attivando politiche che consentano
l'introduzione di nuove rotte aeree, al di là del tema del caro
biglietti che sta per esplodere.
Per quanto riguarda la nostra terra poc'anzi il collega La Vardera
mi accennava una sua iniziativa, che condivido, anche il Governo si
farà carico da qui a breve di interloquire con il Governo nazionale
perché la vicenda del caro-biglietti con la riduzione delle tratte
sta diventando una vicenda insostenibile e ci faremo carico, voi
come Parlamento - e sosterrò ogni vostra iniziativa parlamentare -
con questo Governo perché si possa porre un freno non soltanto al
caro-biglietti ma si possa aumentare il numero delle tratte che
sono state invece ridotte.
È evidente che la presenza di sole due compagnie nel tratto
Palermo - Roma, Palermo-Milano, Palermo - Roma più che altro, e non
altre, determina, diciamolo pure, una mancata concorrenza tra
vettori che di per sé dà luogo, secondo me a certi tipi di intese
non ufficiali ma che, naturalmente, costituiscono quasi un regime
di monopolio nell'individuazione del prezzo alto, diciamolo pure.
Mentre quando i vettori erano più di due, voi ricorderete come i
prezzi erano molto più bassi. E' la legge del mercato,
naturalmente, la legge della concorrenza.
Particolare attenzione verrà data al turismo congressuale,
attraverso l'introduzione di incentivi che stimolino la crescita
della nostra Regione come sede di congressi ed eventi espositivi.
Daremo impulso alla promozione del brand Sicilia, sui mercati e
media internazionali per stimolare e investimenti e attrarre nuovi
viaggiatori.
Noi dobbiamo pubblicizzare le nostre bellezze dei beni culturali,
di quelle che sono le bellezze, diciamo, turistico alberghiere,
marinare. Dobbiamo pubblicizzarle ma dobbiamo portarle all'estero,
ma non soltanto partecipando a fiere ma anche nei media esteri, nei
sistemi televisivi esteri il brand Sicilia va portato e su questo
mi impegnerò, assieme all'Assessore per il turismo, perché si possa
realizzare questa sponsorizzazione del brand Sicilia in tutti i
media internazionali di quei paesi che guardano con attenzione alla
nostra terra. Dobbiamo andare fuori, esportare il nostro brand la
nostra immagine. Non soltanto fiere ed altro, che sono anche
importanti, ma ci interessa la grande comunicazione, quella che
ormai col sistema della digitalizzazione, col sistema della
globalizzazione della comunicazione, è più veloce di qualunque tipo
di comunicazione giornalistica, di qualunque fiera che è
importante, ma che rimane, spesso, limitata all'autoreferenzialità
di chi va in fiera.
Sulle autonomie locali, un tema importante è la riforma delle
province - ne parleremo - come appare nelle politiche regionali, in
materia di enti locali il ruolo della Conferenza Regioni ed
autonomie locali - questo è un altro tema importante - organismo
nel cui è ambito è chiamato a trovare concretizzazione operativa il
principio costituzionale della leale collaborazione, al quale
l'azione di governo intende pienamente uniformarsi nel proprio
sistema di relazione con gli enti locali siciliani.
Sarà, perciò, necessario avviare con carattere di immediatezza
un'attenta verifica sull'attuale livello di funzionalità di questo
organo, che è molto importante ma vorremmo verificare come
funziona, per verificare le criticità che, ad oggi, si sono
manifestate nell'applicazione di questa normativa di riferimento.
L'obiettivo è quello di proiettare le funzioni della Conferenza
verso più aggiornati compiuti standard di funzionalità. Noi
dobbiamo lavorare per semplificare, ma rendere funzionali le
strutture istituzionali che abbiamo. Se non vanno, se le riteniamo
superflue, superate dovremmo avere anche il coraggio di dire "No,
non servono" ed abolirle. In questo sta la nostra sfida, con la
collaborazione del Parlamento, avere il coraggio - adesso mi
soffermerò anche su altri temi dove dovremo avere questo coraggio -
e chiedo al Parlamento di avere con me e questo coraggio, il
coraggio che ci chiede anche la Corte dei conti sulla quale mi
soffermerò tra poco.
La Regione sarà al fianco degli enti locali per il superamento
delle carenze organizzative e funzionali. Purtroppo esiste, esiste
e lo sappiamo. Come è noto diversi enti locali siciliani sono in
condizione di dissesto o predissesto, ed altri ancora versano in
condizione di difficoltà economico- finanziaria tali da poter
seguire analoga sorte. Quanti comuni perdono la possibilità di
agganciare i finanziamenti europei per assenza dei tecnici che
possano progettare e realizzare i progetti? Allora troviamo una
soluzione, lavoriamoci per fare in modo che la Regione possa creare
una struttura di supporto tecnico, da mettere a disposizione dei
singoli comuni che non hanno quelle risorse umane idonee alla
progettazione. Ci lavoreremo, ci sto lavorando, ma lavoreremo
assieme in Parlamento su questa idea, che è un'idea che con un
piccolo investimento, secondo me, mette in movimento una grande
massa finanziaria, cioè l'aggancio di quei fondi europei che
purtroppo ci passano di sopra e che perdiamo e che vanno nel
cosiddetto tecnico disimpegno, che voi sapete che è la
retrocessione dei fondi alla stessa Europa per essere riassegnati
ad altri paesi più bravi di noi.
Poi parliamo di province. Bene, è stato un tema della mia
campagna elettorale, della campagna elettorale del centrodestra, ma
sono stato molto contento nell'apprendere che il Partito
democratico ha già depositato un disegno di legge in tal senso. Noi
ci siamo un attimo astenuti dal farlo, pur apprezzando e
impegnandoci a lavorare assieme su questo tema strutturale, perché
quando si riformano le istituzioni, quando si fanno riforme
strutturali di sistema, io ritengo doveroso confrontarsi in
Parlamento e lavorare perché il Parlamento, con ampie maggioranze,
possa condividere nuovi modelli istituzionali perché i modelli
istituzionali non sono né di destra né di sinistra fanno parte del
sistema e del buon funzionamento dell'azione amministrativa.
Non lo abbiamo ancora fatto, mi sono già confrontato con il
ministro Calderoli il quale già anche nelle sue dichiarazioni ha
anticipato che modificherà, abolirà la famosa legge "Delrio".
La legge Delrio , voi sapete, è quella che ha abolito il sistema
dell'elezione diretta delle province e ha introdotto un'elezione di
secondo livello. E' un modello che, secondo molti di noi, non ha
dato risposte ma non per colpa dei protagonisti ma perché mentre
prima avevamo un modello di efficienza - al di là della
legittimazione diretta della propria elezione - era un'efficienza
con degli assessori al ramo che potevano immediatamente intervenire
su settori critici come la scuola, come le strade provinciali ed
altro. Lo abbiamo detto in campagna elettorale, il Ministro è
d'accordo, il Partito Democratico - e mi auguro anche agli altri
partiti facciano la loro parte presentando iniziative legislative -
e il Governo presenterà la propria iniziativa e lavoreremo per
individuare la migliore soluzione, anche se sono convinto che il
nostro sforzo dovrebbe essere quello di razionalizzare questo
sistema, in maniera nazionale, in maniera tale che i modelli di
province nuove, l'elezione delle nuove province, possano essere
similari tra Sicilia ed altre parti del territorio che non siano
autonomia speciale. Facciamo in modo che il modello sia omogeneo in
tutta Italia e questo lo dico per una verifica di sistema globale
ed efficiente, per evitare che le province siciliane abbiano
modelli diversi rispetto alle province calabresi, alle province
lombarde.
So che il Governo, per quello che mi risulta, sta ipotizzando un
modello-tipo, che ancora non è stato presentato all'UPI, all'Unione
provinciale italiana. Aspetto questo modello per poi farlo mio
eventualmente condividerlo e poi parlarne in Aula.
Le Isole Minori. Nell'ambito degli enti locali problematiche del
tutto peculiari sono quelle che investono i comuni dislocati nelle
isole minori.
Il Governo non intende venir meno al riconoscimento di tale
peculiarità e la piena valorizzazione delle relative specificità,
anche a partire da una piena attivazione e da una più aggiornata
valorizzazione delle competenze di detta struttura. Attualmente è
incardinata nel Dipartimento autonomie locali, in virtù di
successivi processi riorganizzativi.
L'obiettivo del Governo è quello di promuovere e coordinare una
permanente attività di raccordo tra autorità e istituzioni, infra
ed extra regionali coinvolte nelle specifiche criticità riguardanti
il territorio delle Isole minori costituendo - ove necessario -
appositi gruppi di contatto, cabine di regia.
Il sottoscritto anche quando non aveva la possibilità di avvalersi
di una Giunta perché non ancora maturati i tempi previsti dalla
legge da voi approvata nel 2016, ha affrontato un paio di volte il
tema delle Isole minori che hanno posto i sindaci lamentando la
riduzione dei trasporti, dei movimenti degli aliscafi, delle navi
pesanti che si sarebbero attuate dal primo ottobre per la riduzione
di quelle corse finanziate dallo Stato.
Ho ricevuto i sindaci i quali si sono presentati istituzionalmente
e che ho doverosamente, immediatamente, ricevuto. Abbiamo discusso,
ci siamo impegnati ad intervenire sul Governo per evitare che
venissero tolte quelle corse statali e abbiamo anticipato che vi
erano dei bandi ormai in fase di attuazione, pubblicazione -
attendevamo gli esiti delle gare - per potenziare a regime i
collegamenti con le Isole minori. Siamo riusciti a mantenere questo
impegno e questo ci è stato riconosciuto dai sindaci delle Isole
Minori che ho ricevuto, giorni or sono, assieme all'assessore alle
infrastrutture, onorevole Aricò, ce ne hanno dato atto, e poi le
gare, nelle more, si sono sbloccate. Poi è stato posto un tema che
avevo visto dalla stampa ossia quello dell'effettivo,
dell'eccessivo costo dei biglietti di aliscafo per chi raggiunge
un'isola per realizzare una pubblica funzione, quindi non
l'abitante, il quale è già ha un prezzo scontato, ma l'insegnante,
il poliziotto, il medico condotto che vanno in un'isola non per
scelta turistica ma per esercitare il loro dovere istituzionale; e
lì dinanzi a questa giusta corretta lamentela ho anticipato la mia
intenzione, la mia idea di equiparare il costo del biglietto di
questi soggetti a quello dei residenti perché effettivamente non si
può dar luogo ad una situazione sperequativa tra chi va in un'isola
minore per esercitare una funzione pubblica, quindi istituzionale,
al soggetto che va lì per realizzare una vacanza ed altro.
Quindi, la mia attenzione sarà massima e abbiamo creato questa
forma di contatto con i sindaci delle Isole minori continua - so
che hanno creato un'associazione, ne ho preso atto e mi fa piacere
- perché chi come me e come voi che siete siciliani non conosce le
difficoltà di chi vive in un'isola minore, non tanto a luglio,
agosto, giugno, nei mesi estivi, ma d'inverno dove tutto, dico
tutto, diventa più complicato.
Allora, ci dobbiamo fare carico di questo aspetto per eliminare
questa forma di disuguaglianza sociale che nasce non dalla loro
scelta ma dall'essere nati in quella terra e da non volerla
abbandonare.
In tema di acqua e rifiuti, quanto al servizio integrato, occorre
mettere in sicurezza le risorse del PNRR destinate alle
infrastrutture che in Sicilia sono vetuste e prive di requisiti
necessari per assicurare alla collettività un servizio efficiente,
efficace ed economico.
Si pensi alle perdite di acquedotto, ma si pensi anche al segmento
della depurazione e questo è un tema delicato che ci preoccupa,
abbiamo appreso come voi, giorni or sono, da una trasmissione
nazionale come il tema della depurazione dell'indotto siracusano di
Priolo ed altro sia molto, molto, molto pericoloso. A tal riguardo
ho chiesto agli Assessori al ramo di incontrarci più tardi per fare
una verifica della situazione, che noi ereditiamo, per capire la
Regione dove deve intervenire per evitare l'irreparabile perché
l'eventuale paralisi del depuratore pregiudicherebbe non soltanto
la vicenda Lukoil, ma tutto il sistema produttivo di tutta
quell'area industriale che necessita anche del riconoscimento di
area di crisi e di questo assieme all'Assessore Tamajo abbiamo
fatto richiesta al Ministro Urso.
E' un tema che ereditiamo ma non è nella mia cultura, minimamente,
quello di addebitare al passato, magari a lontani passati
responsabilità, noi dobbiamo guardare avanti, guardare avanti per
risolvere i problemi, immediatamente, prima che le situazioni
diventino talmente gravi da difficilmente essere poi gestite,
controllate e corrette.
Occorre assicurare il pieno impiego delle risorse destinate alle
dighe in ordine alle quali si corre il serio rischio di non
rispettare i cronoprogrammi prestabiliti.
Sul tema rifiuti, tema sensibile, occorrerà realizzare un adeguato
sistema impiantistico compresa la termovalorizzazione, promuovendo
tecnologie innovative per migliorare la tutela dell'ambiente e
l'uso efficiente delle risorse nel settore dei rifiuti.
Rifiuto come risorsa, materia come energia attraverso il riciclo e
la termovalorizzazione: in Sicilia sono indispensabili due
termovalorizzatori uno nella parte occidentale e uno in quella
orientale e grazie alle nuove tecnologie, lo sappiamo tutti, si
tratterebbe di impianti idonei a trasformare i rifiuti in energia
salvaguardando al contempo la collettività dal rischio
inquinamento.
Chiederemo al Governo nazionale l'approvazione della cosiddetta
"norma Gualtieri" voluta per Roma, lo ricorderete, che consente ai
sindaci delle due Città metropolitane coinvolte o interessate io
direi, di avere poteri speciali idonei a sveltire le procedure. E'
inaccettabile sperperare denaro pubblico per trasportare rifiuti
all'estero, lo ritengo del tutto inaccettabile.
Un ulteriore sforzo andrà fatto per incrementare la raccolta
differenziata soprattutto nelle Città metropolitane, mentre alcuni
Comuni sono sinonimo di eccellenza, lo dobbiamo riconoscere, le
città metropolitane scontano un passo più breve.
In tema di economia, nel corso degli ultimi anni sono state
attivate varie interlocuzioni con i Governi nazionali per discutere
delle diverse criticità finanziarie che ha dovuto affrontare
annualmente la Regione, sia in fase di predisposizione dei bilanci
di previsione che in sede di assestamento dopo l'approvazione del
rendiconto della gestione e che hanno determinato il concreto
rischio di non garantire le complessive esigenze di spesa e di
pregiudicare l'adempimento dei compiti istituzionali.
Interlocuzioni che si sono tradotte in accordi con lo Stato che a
fronte del riconoscimento delle risorse aggiuntive, della riduzione
del concorso al risanamento della finanza pubblica che noi abbiamo
dovuto sostenere, di agevolazioni e la definizione dei piani di
rientro dal disavanzo, hanno impegnato la Regione in un'ottica di
leale collaborazione ad assicurare una serie di misure volte a
realizzare la riduzione strutturale e la riqualificazione della
spesa corrente e l'incremento della spesa per investimenti, ad
adottare i provvedimenti di riorganizzazione e snellimento della
struttura amministrativa, di razionalizzazione degli enti e della
società partecipate, misura di semplificazione e digitalizzazione,
di recepimento dei principi statali in materia e di dirigenza
pubblica.
E' intendimento del Governo regionale continuare il percorso
intrapreso, tuttavia è evidente che nonostante gli enormi sforzi
compiuti, permangono ancora gravi problemi finanziari, aggravati
dalla difficile situazione economica e sociale, causata dagli
ultimi anni di emergenza sanitaria, che richiedono l'avvio di un
nuovo serio confronto con lo Stato, per trovare definitive
soluzioni ad alcune problematiche, non più rinviabili, senza le
quali, anche alla luce dei recenti atti istruttori della Corte dei
conti in sede di giudizio di parifica del rendiconto 2020, diventa
concreto il rischio di blocco e dell'azione del Governo regionale.
Confronto che è già stato avviato con il Ministero per l'economia,
con l'obiettivo innanzitutto di richiedere il dovuto riconoscimento
finanziario, per la mancata attuazione dei commi 830, 831 e 832
dell'articolo 1 della legge 296 del 2006 che è stata già oggetto di
riconoscimento in sede tecnica nel confronto tenutosi tra i
rappresentanti regionali e i rappresentanti ministeriali.
E' avvenuto a maggio di quest'anno con il precedente Governo.
Infatti, nonostante la mancata attuazione di tali disposizioni, che
prevedevano un accordo tra le parti, per il completo trasferimento
della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione, a fronte
della corrispondente retrocessione delle accise, a nostro favore,
lo Stato in assenza dell'accordo e senza alcuna compensazione ha
unilateralmente aumentato la quota di cofinanziamento regionale, la
nostra, alla spesa sanitaria dal 42 per cento al 49, 11 per cento
con un maggiore onere annuo di oltre 600 milioni di euro.
Complessivamente, la Regione, dal 2006, ha sostenuto un maggiore
onere di circa 8 miliardi di euro. Questi sono dati che abbiamo
esplicitato in occasione dell'incontro che ho avuto di persona,
giovedì scorso, al Ministro per l'Economia e della sua struttura.
Sono oggettivamente dati, sono numeri.
Inoltre, si ritiene che sia necessario affrontare anche la
questione del contributo al risanamento alla finanza pubblica e noi
siamo stati chiamati a realizzare nei confronti dello Stato, che
sottrae quindi alla Regione, entrate tributarie di propria
spettanza per oltre e 800 milioni di euro l'anno. Tali risorse
potrebbero essere destinate, se recuperate e ci impegneremo,
lavoreremo per questo, ad incremento della spesa per investimenti
con priorità, ad esempio, per i settori esclusi dalle linee di
intervento dei fondi strutturali, per la manutenzione
straordinaria, delle strade provinciali e delle scuole.
Sarà tra gli obiettivi prioritari del Governo regionale
intervenire sin dall'inizio della legislatura per affrontare tutte
le criticità strutturali, rilevate negli atti istruttori della
Corte dei conti, in sede di esame del rendiconto 2020. Voi sapete
che sono state notificate varie contestazioni, che ci è stato
riferito, informalmente, erano pronte già a maggio, a giugno; poi
sono ritardate perché evidentemente l'interruzione anticipata della
legislatura ha indotto, secondo me saggiamente, la Corte dei conti
a non notificarle a un governo che naturalmente non c'era - c'era
un Parlamento sciolto -, evidenziando che talune di queste, mi
riferisco soprattutto alla ricognizione straordinaria del
patrimonio ed alla conseguente rideterminazione del suo corretto
valore, necessari per la corretta tenuta della contabilità
economico-patrimoniale, potranno essere definitivamente superate
soltanto nel medio periodo.
Sul fronte delle entrate saranno adottate le misure necessarie a
garantire l'effettività delle entrate, l'effettività in particolare
di quelli derivanti da canone di concessione locazioni attive e
proventi per i servizi resi dalla Regione per una migliore
programmazione e azione di governo.
Particolare attenzione sarà indirizzata alla corretta previsione
delle entrate, corretta previsione delle entrate, affinché tutte le
risorse finanziarie disponibili siano impiegate per le erogazioni
di servizi in favore dei cittadini ed evitare il conseguimento di
risultati positivi della gestione di competenza in una fase
particolarmente critica per l'economia siciliana.
Una cosa è la competenza, una cosa é la cassa e noi lo sappiamo.
Ci guarderemo bene alla cassa. Saranno poste in essere tutte le
azioni necessarie ad assicurare il rispetto dei tempi per la
presentazione dei documenti contabili; lo ribadisco: saranno poste
in essere tutte le azioni necessarie ad assicurare il rispetto dei
tempi per la presentazione dei documenti contabili, in particolare
il Rendiconto della gestione e i provvedimenti di riaccertamento
dei residui attivi e passivi ed a superare i problemi che hanno
determinato il blocco della spesa per diversi mesi dell'anno con
gravi danni per il tessuto economico e le imprese siciliane.
Il modello societario nella gestione dei pubblici servizi è
adottato ogni qualvolta sia necessario imprimere un processo
decisionale più veloce e rispetto a quello più complesso derivante
dalle procedure amministrative. Ma se le società pubbliche devono
rispondere più efficacemente allo scopo per il quale sono state
costituite, non vi è dubbio che la proliferazione delle norme di
spending review e il più che decennale blocco delle assunzioni
hanno tolto linfa vitale alle stesse perché il blocco alle
assunzioni le ha atrofizzate. Unitamente poi la straordinarietà del
contesto economico ha contribuito a rendere più difficile il
conseguimento di risultati positivi in termini reddituali ed ha
reso necessario in taluni casi l'intervento costante di
ricapitalizzazione delle società partecipate da parte della
Regione, operazione ripetutamente oggetto di osservazioni da parte
della Sezione di controllo della Corte dei Conti anche nel corso
dell'attuale parifica del 2020, che saremo chiamati a discutere
definitivamente questo sabato. L'obiettivo primario dell'azione di
Governo della gestione della società sarà rivolta al recupero
dell'efficienza.
Premessa indispensabile è la chiara definizione di indirizzi
strategici da parte del Governo per ciascuna di esse per riportarle
ad una sana gestione economica e renderle capaci di fornire
adeguati servizi. Saranno pertanto rafforzate per tutte le società
in house le modalità di collegamento tra le amministrazioni
committenti e i controllanti alla ricerca di una maggiore efficacia
ed efficienza dei servizi offerti dalla società in questione.
Pertanto, sarà necessario nel breve periodo effettuare delle scelte
che, da una parte mirino a potenziare anche in termini di nuove
risorse umane le società e gli enti ritenuti essenziali per i quali
sono possibili i recuperi di efficienza, ma si dovrà dismettere
quelle per le quali non sussistono i presupposti giuridici o
economici per il loro mantenimento. E' un impegno che prenderemo
pubblicamente sabato, che nel contradditorio tecnico già è stato
assunto dall'assessore per l'economia. Questo è un impegno che
abbiamo assunto e sono convinto di trovare la condivisione da parte
di questo Parlamento. Dobbiamo avere il coraggio di forti riforme.
Ce lo chiede non soltanto l'ente contro l'allora Corte dei Conti ma
ce lo chiede il buon senso.
Sull'istruzione gli obiettivi principali del settore che
connoteranno l'intera legislatura sono la lotta alla dispersione
scolastica, il contrasto della povertà educativa e l'abbattimento
dei divari territoriali nonché la tutela del diritto allo studio.
Il Governo metterà in campo azioni finalizzate al potenziamento del
tempo pieno per la scuola primaria e l'allungamento tempo/scuola
per gli altri cicli. Sarà potenziata l'azione strategica già
avviata dell'orientamento finalizzata al transito vocazionale e
motivato dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo
grado e dalla scelta consapevole del percorso post scolastico che è
sempre molto delicato.
Queste azioni saranno accompagnate da ulteriori misure quale
l'erogazione di voucher e borse di studio per gli studenti del
sistema scolastico e universitario.
Un'altra tematica che impegnerà il Governo attiene al
potenziamento dell'offerta formativa erogata dagli istituti tecnico-
scientifici per la costruzione di una moderna filiera formativa
tecnico-professionale in grado da un lato di attrarre i talenti dei
giovani e dall'altro di corrispondere alle crescenti richieste di
figure professionali qualificate da parte del mondo dell'impresa
riducendo, ribadisco, riducendo lo scollamento tra competenze
acquisite in aula e le reali esigenze espresse dal mondo del
lavoro.
Dobbiamo sforzarci in questo, trovare una sinergia, una
integrazione didattica e poi esigenza del mondo del lavoro.
Dobbiamo coniugare. Non possiamo sfornare giovani preparati
teoricamente su un settore e impreparati ad affrontare il mondo del
lavoro nella sua operatività, nella sua difficoltà.
Sulle attività produttive la strategia del Governo del settore si
articolerà in due principali direttrici: favorire la competitività
e la produttività del sistema imprenditoriale regionale per
accrescere la capacità di creare valore e competere sui mercati
globali; innescare i processi di attrazione e investimenti da altre
regioni italiane e dall'estero con una particolare attenzione ai
segmenti produttivi più attivi del made in Sicily. Parte
condizionante alla strategia sarà l'avvio di un diffuso processo di
riduzione degli aspetti burocratici. Ribadisco: sarà il mio chiodo
fisso, colleghi, però ce la dobbiamo fare, attraverso la
definizione di strumenti agevolativi mirati, trasparenti e di
facili accesso, selettivi sul progetto e non sui requisiti con
tempi di valutazione ed erogazione delle agevolazioni decisamente
più ridotti, in linea con i fabbisogni delle imprese, limitando il
più possibile il ricorso a tecnicalità scoraggianti, provando anche
a creare le condizioni per offrire al sistema produttivo
agevolazioni e strumenti di finanza innovativa.
Le strategie prima enucleate non potranno prescindere da una
doverosa e costante concertazione con le rappresentanze
imprenditoriali e sindacali, dall'opportuna partecipazione del
territorio, il mondo dei sindaci e spero dei futuri presidenti di
provincia, non mancando di porre una particolare attenzione alle
aree caratterizzate da crisi industriali. Grande attenzione sarà,
inoltre, posta al fine di attenuare le conseguenze create dalla
pandemia e dalla crisi energetica che hanno comportato e stanno
producendo perdite significative sul tessuto delle micro imprese e
delle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore produttivo
della nostra Regione. Diciamolo pure, la Regione vive sulle PMI.
Mi accingo a concludere, colleghi, e vi ringrazio della pazienza.
Mi sento doverosamente di ringraziare il Governo, nella persona del
Premier Giorgia Meloni, ma in particolar modo anche il Ministro
Adolfo Urso, Ministro alle attività produttive, che ha preso
doverosamente a cuore la tematica che noi conosciamo.
Abbiamo partecipato a più riunioni con il Ministro; l'ultima si è
tenuta a Roma, al tavolo di crisi, dove sono andato io e con me
l'Assessore per le attività produttive, onorevole Tamajo; ci siamo
incontrati con le parti sociali, con i rappresentanti della Lukoil.
Voi sapete sicuramente come è andata. Il grande assente è il
sistema bancario, ma ho riscontrato e continuo a riscontrare
quotidianamente nel Ministro Urso un impegno che, veramente,
credetemi, mi rincuora e mi rende sereno, per quanto sereni non si
può essere naturalmente, in una vicenda del genere che mette a
repentaglio più di diecimila posti di lavoro, ma registro una
volontà del Governo nazionale di venire a capo di questa vicenda.
Le banche si sono tirate indietro, pur con l'aumento della
garanzia Sace dall'80 al 90 per cento, non hanno partecipato a quel
tavolo, per paura, si dice, si sussurra - non troverete una
dichiarazione pubblica delle banche - di eventuali contraccolpi o
ritorsioni, ecc., non so come definirle, del mondo occidentale. E,
quindi, quella ipotesi che si prospettava come percorribile per cui
con una garanzia delle banche si potesse consentire a quella
società, la Lukoil, di continuare a comprare greggio non più dalla
Russia ma da altri mondi con garanzie nostre e con garanzia del
sistema bancario è venuto meno.
Oggi il Consiglio dei Ministri decreterà una soluzione tampone
provvisoria, quella dell'amministrazione fiduciaria, per impedire,
sostanzialmente, il blocco delle macchine, il blocco delle attività
e le conseguenti catastrofi occupazionali. E' una soluzione
importante che consentirà l'eventuale possibilità di vendita,
comunque, della Lukoil, questo non lo esclude naturalmente se ci
dovesse essere un partner internazionale per l'acquisto e che
dovrebbe, eventualmente, concludersi in assenza di possibili
acquirenti arrivare alla nazionalizzazione, come è avvenuto in
Germania. Noi seguiamo attentamente questa vicenda e come Governo
regionale ci siamo messi a disposizione di qualunque forma di
collaborazione prevedendo anche che potesse l'IRFIS fare la sua
parte e implementando la garanzia Sace, ma poi abbiamo avuto
contezza che il problema non era l'entità della garanzia Sace ma
erano le banche che si sono tirate indietro per paura - come avevo
dichiarato - di ritorsione. Vigileremo, faremo la nostra parte, ma
lo facciamo con convinzione perché è il nostro dovere, non solo di
uomini di governo ma di siciliani. Io ho preso atto di questa
vicenda in campagna elettorale, quando ho partecipato a un incontro
con Confindustria Siracusa e, quindi, già la preoccupazione si
paventava e per fortuna qualche settimana in più rispetto al 5
dicembre per la continuità dell'attività dell'azienda ci sarà
perché l'azienda in questo anno ha aumentato leggermente gli
stoccaggi in maniera tale da avere del greggio ancora da poter
lavorare per, almeno penso, un mese in più e lo ha fatto, devo
dire, saggiamente, evidentemente. Poi ci sarebbe l'eventuale
periodo dello spegnimento dei motori, attuando una manutenzione, ma
io questi aspetti li voglio dimenticare perché devo essere
ottimista e dobbiamo guardare alla soluzione del tema.
Della depurazione vi ho parlato, vi ho parlato, tra poco ne
parlerò con con i nostri assessori per verificare cosa dobbiamo
fare per intervenire ed evitare una paralisi di tutto il sistema
petrolchimico.
I beni culturali, li metto per ultimi, non per da ultimi', perché
costituiscono il patrimonio della nostra Terra e quando si dice che
la Sicilia ospita un terzo dei beni architettonico-monumentali del
Paese, questo è vero, ma non dobbiamo soltanto innamorarci di
questa espressione perché non basta. Dobbiamo trasformarla in
volontà di valorizzare questi beni come elementi attrattivi di un
turismo intelligente, di un turismo che venga invogliato a
riconoscerli, venga invogliato ad apprezzarli e a visitarli e a
utilizzarli. Lo dico e l'ho detto in campagna elettorale come
possibilità di attrazione di produzioni cinematografiche. Che cosa
intendo? Molti di voi leggono dai giornali come un bel giorno i
magnati dell'imprenditoria, della finanza di tutto il mondo
decidono di realizzare in un ambito vicino al monumento una festa
privata con tutte le dovute autorizzazioni. Arrivano aerei privati
da tutto il mondo, si recinta tutto, si chiude tutto, non vi sono
diciamo interferenze o possibilità di partecipare da parte dei
privati, da parte dell'istituzione, da parte del mondo della
comunicazione giornalistica. Nulla, realizzano il loro evento,
stanno due giorni e poi gli aerei privati, l'indomani, dopo 48 ore,
scompaiono e vanno nelle loro parti del mondo.
Succede, ma perché succede? Ma, evidentemente, se scelgono la
Sicilia per questi eventi privati significa che il nostro brand, il
valore dei nostri beni monumentali è un valore attrattivo. Allora
dobbiamo trasformare questo tipo di attività privatistica che nulla
porta alla nostra Terra, perché non lasciano nulla, a trasformare
questo interesse in interesse di produzioni cinematografiche che,
senza intaccare l'aspetto del monumento o la tutela dei monumenti,
possano invogliare grandi case cinematografiche a realizzare film
di loro interesse anche in Sicilia. Come? Creando un minimo di
infrastrutture tecniche che le invogli a scegliere la Sicilia, non
soltanto quindi quel brand che abbiamo, ma anche perché, magari,
possano trovare una campagna di promozione pubblicitaria da parte
della Regione, possano trovare gli strumenti tecnico-operativi e,
anziché affittarli, portarli da fuori, portarli in Sicilia, cioè
creare una struttura mobile e, con poche risorse, consenta
sostanzialmente e invogli chi vuole produrre un grosso film e
quindi trasformare il loro interesse anche nella capacità di
trovare un set già organizzato e che può servire per
quell'iniziativa, può servire per un'altra, naturalmente la
possibilità di dire vado in Sicilia, lo faccio .
In questa strategia io credo dovremo lavorarci ed è una strategia
che costerà poco. L'importante è avere delle idee, confrontarsi col
Parlamento, studiarle, discuterle. Io sono contrario alla Sicilia
partner pubblico di produzioni televisive ed altro. Il pubblico
deve fare il pubblico e il privato deve fare il privato. Noi
possiamo creare i presupposti perché il privato guardi la Sicilia
con interesse e venga ad investire in Sicilia. Questo secondo me è
il nostro compito.
Sul dissesto scusate, un'ultima battuta: i fatti di Ischia sono
sotto gli occhi di tutti e, consentitemi, a nome del Governo e sono
sicuro di interpretare il pensiero della Presidenza e di tutta
quest'Aula, mi unisco al cordoglio delle famiglie e al dolore delle
famiglie di quell'isola. Tutto nasce le polemiche si sono poi
intrecciate, condono o non condono , io, personalmente, ricordo
un'esperienza che ho vissuto nel 2018, quando ero in Commissione
VIII Lavori Pubblici del Senato, ero Presidente di Gruppo
parlamentare, e quando venne sottoposto quel decreto che titolava
proprio condono' sostanzialmente, seppur garantista, seppure io
avvocato, eccetera, vidi nelle maglie di quell'intervento un
intervento di condono a cielo aperto sostanzialmente e diedi
indicazioni di voto, per quanto riguardava il mio partito, di voto
negativo contrariamente a quello che si pensa, che Forza Italia era
stato sempre il partito dei condoni.
Altre forze politiche hanno ritenuto di votarlo. Io non le voglio
nemmeno citare per rispetto. Mi dispiace che siano successi quei
fatti che, sicuramente, potevano essere evitati da una più attenta
attenzione all'aspetto, diciamo, idrogeologico e devo dirvi che io
già un mese orsono, senza conclami, senza agenzie, senza
pubblicità, ho incontrato e ho fatto una riunione con il
responsabile dell'autorità territoriale, l'agenzia del territorio,
con il responsabile della Protezione civile e con il responsabile
del dissesto idrogeologico, Croce. Li ho messi attorno ad un tavolo
per fare in modo che si creasse e si crei una sinergia tra tre
strutture, per evitare che ognuna cammini per sé, e si è trovato ho
dato un indirizzo, quello di dare l'incarico all'autorità di
mappare quelle che sono le potenziali situazioni di rischio
idrogeologico, anche a livello preventivo, darci una mappa, e si
sta realizzando, da trasmettere poi al responsabile del dissesto
idrogeologico per gli interventi, di comune intesa naturalmente con
la Protezione civile, perché se non mettiamo, diciamo, a regime dei
sistemi che camminano evidentemente per i fatti loro, in buona
fede, ma non sono integrate tra di loro, è evidente che falliamo.
E, allora, un mese fa li abbiamo incontrati, abbiamo dato questa
iniziativa, l'hanno condivisa, quindi si sta realizzando questa
mappatura di quei territori che sono a rischio preventivo per
passarli all'autorità di dissesto idrogeologico e con la Protezione
civile che è vigile e pronta ad intervenire. Io devo dire devo
ringraziare la Protezione civile, gli uomini della Protezione
civile, l'ingegnere Cocina, che sono un fiore all'occhiello. Siamo
stati pronti ad offrire la nostra disponibilità di Protezione
civile agli amici di Ischia, siamo stati pronti e lo abbiamo
dichiarato, poi ci hanno ringraziato ma la Protezione civile
nazionale ha fatto la sua parte, ma noi c'eravamo, pronti ad
intervenire.
E poi, mi accingo a concludere queste dichiarazioni, quello che
voglio dirvi è che questo Governo sarà un Governo con grande
attenzione al Parlamento, ma lo dico non per captatio
benevolentiae, ma perché la mia storia, che molti di voi conoscono,
è una storia di un uomo che è cresciuto nel Parlamento, magari
senza meriti, riuscendo anche a raggiungere la carica di seconda
carica dello Stato, ma ha creduto sempre in quello che è il
confronto parlamentare. Da Presidente del Senato sono stato sempre
sensibile e vicino alle esigenze della maggioranza ma anche
dell'opposizione, fa parte della mia storia quella di non avere mai
impedito ai Gruppi di opposizione di intervenire anche a tempi
scaduti, perché la democrazia è questo, significa confrontarsi.
Io dopo quella esperienza vi confido che un po' sono cambiato,
perché sono esperienze forti, sono esperienze che si vivono in
maniera intensa, ho cercato di portare la presenza dello Stato
anche girando l'Italia, sul volontariato, tutti i Natali; la
mattina di ogni Natale, per cinque anni, sono stato al Bambin Gesù
con mia moglie, con garbo, per stare attenti, stare vicini a quei
medici ma anche a quei familiari che trascorrevano un triste
Natale. Dobbiamo abbiamo fatto la nostra parte, siamo stati
chiamati a questo impegno. Il mio Governo sarà un Governo la cui
porta sarà aperta a tutte le istanze, alle proposte che verranno
avanzate dall'opposizione e nella logica di un confronto, confronto
privo di pregiudizi, perché le tematiche territoriali, le tematiche
e i problemi della Sicilia questo Governo non intende acquisirle
soltanto leggendo la stampa, che fa il suo lavoro, che denunzia dei
fatti che si verificano, ma intende anche acquisirla nell'ascolto,
nelle proposte, quindi nessuna pregiudiziale perché siamo chiamati
in un momento post pandemico, che abbiamo per fortuna, ringraziando
il Signore, superato tutti abbiamo pagato dei prezzi, il
sottoscritto ha pagato anche un prezzo di un grave lutto familiare;
siamo usciti provati ma credo più forti di prima nel resistere alle
difficoltà.
Allora, mettiamoci alle spalle quello che è successo e chiedo a
quest'Aula, sia alla mia maggioranza che ringrazio, sia
all'opposizione, di muoversi in una logica di serenità, di
proposizione, di proposizione perché è la dialettica, me lo dice il
mio modo diciamo il mio modo professionale e la mia cultura di
avvocato, la dialettica è sempre importante, tante volte anche da
Presidente di Gruppo parlamentare, ascoltando i vari colleghi e
ascoltando anche i Presidenti di Gruppo parlamentare di altri
partiti ho cambiato idea.
Ho avuto il coraggio di dirlo perché penso che la politica debba
essere a volte confronto, a volte scontro, ma il più delle volte,
secondo me, se si vuole bene ad una terra bisogna essere
responsabile e per responsabile intendo aperta senza pregiudizi.
Noi lo saremo, lo sarò io, lo saranno gli assessori della mia
Giunta che gode della mia totale e limitata fiducia, sono certo che
lo farà questo Parlamento, sono certo che lo farete voi.
Questo Presidente della Regione, è un onore all'Aula, sarà
presente tutte le volte in cui sarà necessario, perché mi sento,
scusate la battuta, un "parlamentarista convinto", perché la mia
vita politica si è determinata all'interno dell'Aula del Senato,
quindi, con queste parole io concludo il mio intervento
ringraziandovi dell'attenzione, della pazienza che avete avuto, ma
spero di avere toccato quasi tutti i temi che potevano essere
affrontati in questa mia prima fase, in questo mio, chiamiamolo,
"battesimo istituzionale". Vi ringrazio.
(Applausi)
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, prima di dare la parola e
aprire il dibattito, leggiamo le comunicazioni.
Avverto che il processo verbale della seduta n. 4 del 23 novembre
2022 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione ed è considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario nella presente seduta.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Paola sarà in missione il
2 dicembre 2022.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa a Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che:
-con nota datata 23 novembre 2022, protocollata al n. 6522-ARS/2022
del 24 novembre successivo, il Gruppo parlamentare Popolari e
Autonomisti , ha trasmesso copia del verbale della propria riunione
di Gruppo, nel corso della quale è stato deliberato - dopo aver
preso atto delle dimissioni da Presidente del Gruppo da parte
dell'onorevole Di Mauro - di nominare come nuovo Presidente
l'onorevole Castiglione. Nel corso della medesima riunione è stata
altresì deliberata la nomina dell'onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia quale Vicepresidente del Gruppo medesimo;
-con nota trasmessa brevi manu alla Segreteria generale e
protocollata al n. 6438-ARS/2022 del 23 novembre 2022, l'on.
Geraci, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare
Sicilia Vera , ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui
presieduto ha designato l'onorevole Giuseppe Lombardo alla carica
di deputato segretario del Gruppo medesimo;
-con nota trasmessa brevi manu alla Segreteria generale e
protocollata al n. 6439-ARS/2022 del 23 novembre 2022, l'on.
Balsamo, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Sud
chiama Nord , ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui
presieduto ha designato l'onorevole Vasta alla carica di deputato
segretario del Gruppo medesimo;
-con verbale del 30 novembre 2022, protocollato al n. 6818-ARS/2022
del 1 dicembre 2022, il Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia
XVIII Legislatura , - dopo aver preso atto delle dimissioni da
Presidente del Gruppo da parte dell'onorevole Cannata - ha
proceduto alla nomina dell'onorevole Assenza quale nuovo Presidente
di Gruppo. Nel corso della medesima riunione è stata altresì
deliberata la nomina dell'onorevole Nicolò Catania e dell'onorevole
Intravaia rispettivamente quale Vicepresidente e Segretario del
Gruppo medesimo.
L'Assemblea ne prende atto.
Commissioni
Comunicazione di costituzione degli Uffici di Presidenza delle
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 1 del 24 novembre 2022,
le seguenti Commissioni hanno proceduto alla costituzione dei
rispettivi uffici di Presidenza, che risultano così composti:
I COMMISSIONE Affari Istituzionali'
PRESIDENTE: on. Abbate
VICEPRESIDENTI: on. Castiglione e on. Cambiano
SEGRETARIO: on. Intravaia
II COMMISSIONE Bilancio'
PRESIDENTE on. Daidone
VICEPRESIDENTI on. La Rocca Ruvolo e on. Venezia
SEGRETARIO on. Caronia
III COMMISSIONE Attività produttive'
PRESIDENTE on. Vitrano
VICEPRESIDENTI on. Catania Giuseppe e on. Campo
SEGRETARIO on. Mancuso
IV COMMISSIONE Ambiente, territorio e mobilità'
PRESIDENTE on. Carta
VICEPRESIDENTI on. Lantieri e on. Marano
SEGRETARIO on. Spada
V COMMISSIONE Cultura, formazione e lavoro'
PRESIDENTE on. Ferrara
VICEPRESIDENTI on. Caronia e on. Chinnici
SEGRETARIO on. Marchetta
VI COMMISSIONE Salute, servizi sociali e sanitari'
PRESIDENTE on. Laccoto
VICEPRESIDENTI on. Pace e on. Leanza
SEGRETARIO on. Zitelli
COMMISSIONE Unione europea
PRESIDENTE on. Sunseri
VICEPRESIDENTI on. Catania Nicolò e on. Ciminnisi
SEGRETARIO on. Ardizzone
L'Assemblea ne prende atto.
Intanto, ricordo ai Gruppi che non avessero ancora comunicato i
nomi per le Commissioni Antimafia e Statuto di comunicarli entro la
giornata di oggi così se riuscissimo potremmo pensare anche, a
seconda dell'orario, di voler istituire le Commissioni.
Regione
Dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole De Luca che ha
chiesto per primo la parola, ricordo i tempi per Gruppo, che non
debbono sforare. Per quanto riguarda Fratelli D'Italia, 34 minuti,
il Movimento Cinque Stelle 31, il Pd 36 minuti perché Prima
l'Italia ha concesso cinque minuti in più da parte del suo Gruppo,
Forza Italia 27 minuti, la Democrazia Cristiana 21, Prima l'Italia
quindi ne avrà 16, Forza Italia Due 19, Popolari e Autonomisti 19,
Sicilia Vera 19 e Sud chiama Nord 19.
Chiedo ai colleghi di poter iscriversi a parlare entro le ore
13.00. Do la parola all'onorevole De Luca per il primo intervento,
grazie. Onorevole De Luca, se vuole o dal banco o dove preferisce.
Ha facoltà di parlare.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, le comunico - può avere
conferma anche dai Capigruppo - che il Gruppo Sud chiama Nord e il
Gruppo Sicilia Vera hanno delegato me ad intervenire anche per
quelli che sono i tempi a loro riservati. Ci tenevo a precisarlo in
modo tale che non ci siano interruzioni con il mio intervento che,
ovviamente, si sommano a quei 10 minuti che lei mi ha gentilmente
concesso.
Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi deputati, siciliane e siciliani, prima di
entrare nel merito del mio intervento desidero comunicare al
Presidente Schifani che per lui ho quattro regali e che consegnerò
alla fine del mio intervento, nella speranza che mi seguirà
attentamente in quello che avrò da dire a lui, alla sua Giunta ed
anche a quest'Aula.
È doveroso però chiarire alcune dinamiche che nelle settimane
scorse hanno alimentato tante leggende. La prima riguarda le
modalità di elezione del Presidente Gaetano Galvagno al vertice di
questo Parlamento, ed è doveroso anche in relazione alle cose che
dirò per quanto attiene alle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione.
E parto proprio da una espressione che girava nei minuti che
riguardavano l'elezione del Vice Presidente del Parlamento
siciliano, una frase che io non avevo capito, e che sentivo
proferire da un collega di Cinque Stelle "Se l'amo a fare sporca,
allora facemola lorda" questa era l'espressione riportata. Non me
ne voglia, ma il nostro dialetto poi è bello anche perché è
pregnante. Io non avevo capito, e allora ho ricostruito alcune
dinamiche che è giusto mettere in evidenza, anche perché ognuno nei
rispettivi ruoli, cerca di svolgere al meglio le proprie funzioni.
Non ho difficoltà a dire che il Gruppo Sicilia Vera, Sud chiama
Nord e Movimento Cinque Stelle hanno agevolato l'elezione del
Presidente Galvagno. Non ho alcuna difficoltà perché, quando
abbiamo capito - io in quel momento, ancora sono in convalescenza,
allora peggio, quindi seguiva, per conto del Gruppo, tutta la
vicenda, le dinamiche, il nostro coordinatore l'onorevole Danilo Lo
Giudice - avevamo capito che c'era un grande momento di frizione
all'interno della maggioranza, che non riguardava solo quest'Aula,
ma riguardava anche la formazione della Giunta.
Chi mi conosce sa che non adoro né i condizionamenti né i ricatti.
Non li adoro io e non mi piacciono neanche quando qualcuno li si
vuol formulare, solo per alzare il prezzo o per questione di bassa
cucina. È una questione di carattere.
E allora c'è stato questo confronto, tra il Gruppo Cinque Stelle e
i nostri Gruppi e, senza tema di smentita, posso tranquillamente
dire che abbiamo sventato quello che doveva essere la notte dei
lunghi coltelli tra il giovedì e il venerdì. Ma l'avevamo detto
alla luce del sole, perché è ovvio che la mia presa di posizione
aveva, da questo punto di vista, fatto cambiare idea, tra
virgolette, a una parte della maggioranza che aveva pronta
l'imboscata per il nostro Presidente Gaetano Galvagno. Tanto non
sarebbe cambiato nulla, attenzione, e questo io lo voglio
sottolineare perché ringrazio, ovviamente, il Presidente Galvagno
per le parole che ha avuto nei miei confronti, ma noi non abbiamo
fatto altro che evitare che si consumasse, in quest'Aula, il solito
rito della notte dei lunghi coltelli e, soprattutto, evitare anche
un film - lei ha parlato di film - che sarebbe stata una
riedizione, che sarebbe durata da 48 ore, giovedì e venerdì, perché
è ovvio che, poi, i numeri in ogni caso la maggioranza, pur se in
salita, li avrebbe avuti.
Però abbiamo detto, ma perché dobbiamo stare anche qua il giovedì,
il venerdì, e fare 6, 5, 7 votazioni. Se c'è un problema tra la
maggioranza, se lo risolva la maggioranza. E abbiamo fatto questa
saggia valutazione con i Cinque Stelle, anche definendo un'intesa.
L'intesa che noi avevamo definito riguardava esattamente soddisfare
il desiderio del collega Di Paola, ci teneva a fare il Vice
Presidente del Parlamento siciliano. Quando me l'hanno detto, ho
detto: sì va bene
Nonostante potrei accampare la stessa richiesta, essendo il
miglior non perdente, ma per una questione di età: è giovane, deve
fare esperienza. E, quindi, ho da questo punto di vista accolto la
richiesta. In questo ragionamento ho detto, guardate vorrei
accompagnare quella che è l'azione di grande riforma annunciata dal
Presidente Schifani nell'ambito del Parlamento siciliano e, se ci
sono le condizioni, entro nel Collegio dei Questori, perché a me i
conti piacciono.
In quest'Aula l'abbiamo dimostrato - è vero, assessore Falcone -
tante volte, ora ce ne sarà, c'è qualche passaggio anche per lei,
qualche suggerimento ovviamente. Perché ho detto, vediamo se
sfatiamo anche quella che è una strana consuetudine, Presidente
Schifani, che il bilancio del Parlamento siciliano non si discute,
non si approva. E, tra una pausa e l'altra, ad un certo punto viene
posta in discussione, ovviamente noi siamo a mangiare, e
all'improvviso risulta approvato.
Ho detto, entro e do una mano anche al Presidente Galvagno.
Ovviamente faccio riferimento alle mie esperienze, poi se sono
cambiate gli ultimi anni non lo so, però ho detto facciamo una
bella azione anche qui. Riorganizziamo i conti, vediamo se è
possibile che proprio dalla casa di Gesù parta l'esempio della
razionalizzazione della spesa - che è questo Parlamento.
Questa è stata l'intesa con i colleghi dei 5 Stelle, siamo andati
avanti.
Cosa succede? E - attenzione - siamo andati avanti, e questo ci
consentiva di non avere nessun soccorso della maggioranza perché
non volevamo. Quando parlato, ho detto chiaro: facciamo una cosa
nuova e cerchiamo di evitare inciuci d'Aula che possono
condizionarci, e invece teniamo distinte le posizioni, così nessuno
si può sentire, ad un certo momento, costretto a fermare il proprio
racconto ad un certo livello, o perché oltre non può andare perché
è all'interno, e chi è all'interno non può parlare ovviamente.
Quello era lo spirito del nostro ragionamento.
Io sapevo che c'era una parte della maggioranza che assolutamente
desiderava questa mia posizione e, ovviamente, sapevo che c'erano
dei movimenti in corso agganciati tradizionalmente ai colleghi del
Pd, i quali sono stati per l'ennesima volta meravigliosi - voglio
fare comunque i complimenti nonostante passi il tempo danno lezione
di partite d'Aula da manuale.
Quando si arriva all'elezione del Presidente, proprio del
Vicepresidente, come avete visto il collega Di Paola, ha preso 35
voti: 11 erano i nostri, anzi 8 erano i nostri, 11 erano quelli del
PD, 11 erano quelli del Movimento 5 Stelle e, se la matematica e
non è un'opinione, fa 30 e spuntava l'Iva, 35
È ovvio che quell'ala all'interno della maggioranza aveva
consumato la propria "vendetta politica".
I colleghi 5 Stelle - se la dobbiamo fare sporca, facciamola lorda
- ecco ora ho capito nel senso che intelligentemente, e ripeto
faccio i miei complimenti, ne hanno saputo approfittare. Si chiude
un quadro che io ci tengo a precisare, a chiarire una volta per
tutte, dove noi rimaniamo fuori e mettiamo il nostro candidato di
bandiera. Perché?
Perché non avremmo accettato comunque il quadro che ci era stato
riproposto con la benevolenza comunque di una parte della
maggioranza. Ci siamo tirati fuori.
Noi lo vogliamo precisare, anche perché quando si è trattato poi
ovviamente dei questori si è verificata la stessa situazione. Il
collega Nello Dipasquale ha avuto la capacità di recuperare l'Iva,
pure lui
Mi pare abbia preso 25 voti: 11 erano del Pd, 11 del Movimento 5
Stelle e 3 sono l'Iva che non sono i nostri, perché noi abbiamo
votato - voi siete bravi e io lo dico che in Aula siete i maestri e
prenderemo sempre appunti - quindi arriviamo a venticinque.
Noi per la storia abbiamo votato il nostro candidato di bandiera
Giuseppe Lombardo, e i Cinque stelle hanno votato per Giuseppe
Lombardo: 11 voti più 8 uguale diciannove.
Questo è il quadro dal quale si parte.
Noi vogliamo anche ringraziare la maggioranza che ci ha mandato
poi in pasto un posto di segretario. Noi di questo ne prendiamo
atto, ma lo abbiamo rifiutato, come poi abbiamo rifiutato il
tentativo del secondo, come non abbiamo accettato anche quella che
è stata una cosa antipatica, sentirci dire che anche in un
eventuale accordo dove avremmo avuto la presidenza dell'antimafia
non sarebbe stato gradito però il collega Ismaele La Vardera.
Ci siamo rimasti male, motivo per il quale abbiamo detto teniamoci
distinti e distanti.
Abbiamo avuto un ruolo assegnato dai siciliani, rappresento, con
grande orgoglio, oltre cinquecentomila siciliani in quest'Aula e mi
hanno assegnato questo compito.
È ovvio che i miei colleghi che, come me, a tutti tocca essere
"peones" la prima volta, quindi "peones" significa fresco d'Aula,
qualcuno magari non ha compreso subito, capirà nel tempo, magari il
collega La Valdera ci sarà rimasto male, e ha ragione. Perché
questi veti fanno male, ma sapevamo che quella era poltrona
promessa per l'onorevole Antonello Cracolici, quale ovviamente, non
avrà da parte nostra ostilità, questo glielo voglio dire perché,
perché noi non perché non siamo stati bravi in Aula poi ci
vendichiamo, già ci hanno anche detto facciamo siparietti.
L'onorevole Cracolici può stare tranquillo, nonostante questo
siparietto, ci tengo a dirlo qui alla luce del sole, da parte
nostra non ci saranno da questo punto di vista imboscate. Si chiude
il quadro quindi e passo ad altri argomenti, il quadro ovviamente
riguarderà, e questo sì ci tengo a sottolinearlo, un Consiglio di
Presidenza che da questo punto di vista non ha rappresentanti del
Gruppo Sicilia Vera e Sud chiama Nord, e non ce li ha per una
questione di coerenza, non ce li ha perché da questo punto di vista
i colleghi del Pd e dei Cinque Stelle hanno dimostrato di essere
nell'ambito dell'Aula più bravi di noi.
Ne prendiamo atto e andiamo avanti in quella che comunque anche in
questo contesto, Presidente, ci tengo a sottolinearlo, ovviamente,
riguarderà un'azione che sarà proporzionale a quella che noi
metteremo a disposizione del Presidente Schifani, anche in questo
Parlamento. E' ovvio che il bilancio del Parlamento siciliano sarà
trasmesso prima ai parlamentari, si discuterà capitolo per
capitolo, ci saranno gli emendamenti del caso come un normale
bilancio, come è logico che sia, e naturalmente fare e aprire anche
quello che è un quadro ben preciso che è giusto anche rendere noto
in relazione a quelle che sono poi le guerriglie che possono magari
verificarsi attorno a queste vicende.
Ci tenevo a chiarire questo aspetto, perché per motivi di salute
non ho avuto modo di chiarirle prima e di poter rispondere, così
anche chi, in modo avventato anche qualche collega di quest'Aula ha
fatto, mi ricordo qualche post quando lei è stato eletto "e così
finì la banda Bassotti politica" scrisse riferita a me, ripeto, ora
rispondo sottolineando che il quadro che viene consegnato
all'attenzione dei siciliani comunque riguarda una netta
distinzione tra i nostri due Gruppi e comunque quello che è le
altre opposizioni e il quadro di maggioranza.
Chiarito questo mi rivolgo ora anche in modo particolare al
Presidente Schifani, perché dobbiamo capire Presidente Schifani se
parliamo della Sicilia surreale o della Sicilia reale, ed è
fondamentale anche questo in relazione alla consapevolezza di cosa
lei ha ereditato. Perché ancora io c'ho il ragionevole dubbio se
lei ha capito o non ha capito, e non è una mancanza di rispetto
ovviamente, questo me ne voglia.
Ora le spiegherò cosa intendo dire, ma anche qui io Presidente non
mi sono lamentato perché hanno sbagliato la convocazione della
Commissione bilancio, e quindi sono potuto andare a Roma, ieri non
ho partecipato, ma può capitare, quindi per carità.
Ma una cosa la devo dire, guardi e lo dico qui all'Assessore
Falcone che è il suo debutto questo, questa variazione di bilancio
mi è stato riferito che è urgente, e quindi ha carattere d'urgenza
appunto, tale, Presidente Schifani, da comprimere tempi ordinari
per quanto riguarda la presentazione degli emendamenti e per quanto
riguarda la discussione, quindi è stata data una motivazione ben
precisa, carattere d'urgenza.
E' ovvio che non essendo presente quindi, non sono in condizioni
di sapere, poi tanto ne parleremo in Aula, però stanotte, veda
Presidente Schifani, io ho preso un aereo alle 5.30 stamattina da
Roma a Palermo, perché costava ottanta euro, alle 6.30/7.45 sarebbe
costato 180 euro, alle otto che era quello che volevo prendere,
quattrocento euro, mi è arrivato prima di partire, ho dato
un'occhiata a volo e, mi dovete scusare se io commetto qualche
errore, perché io ho dato un'occhiata a volo, ma glielo voglio dire
chiaramente, e lo dico anche a lei Presidente, mi risulta che
questa variazione dovrebbe andare giorno 7 in quest'Aula.
Mi permetto di dire che se va così ci prepariamo anche a stare
giorno 8, ci sono discussioni su questo, perché marchette ne
abbiamo individuato, e sappiamo bene che "marchetta" richiama
"marchetta", non me ne voglia la Collega, qua parliamo di marchette
politiche, si usa il termine che hanno coniato i Cinque Stelle
nelle istituzioni e io, Capogruppo De Luca, la faccio mia no
Se questa variazione è urgente, bisogna individuare qual è la
parte dell'urgenza, perché se è urgente partecipare a fiere e
mostre è una cosa, se è urgente dare una copertura mascherata a dei
debiti fuori il bilancio, come è l'aumento di giornate a chi ha
lavorato in un certo posto durante le campagne elettorali e a
un'altra storia
E allora è ovvio, e qui mi appello a lei Presidente del
Parlamento, prendendo per buono ciò che ha detto il Presidente
Schifani, cioè che questo Parlamento non sarà lo scendiletto del
Governo, giusto Cominciamo da qui, e lo dico chiaramente, noi non
abbiamo problemi a preparare mille emendamenti, siamo ruotati,
quest'Aula lo sa, e lo facciamo perché, perché in un quadro - e non
c'è nulla di personale -, questo lo voglio dire a tutti gli
assessori, potrei citare anche qualche altro articolo.
Duecento euro si sa per che cosa, e duecentomila euro, e voglio
lasciare stare, perché non è il tema. Ma partiamo male, e partiamo
male perché ancora a sabato non sappiamo se qua salta il banco
perché, se la Corte dei Conti non accetterà il gioco delle tre
carte che ci ha lasciato in eredità l'assessore Armao
meravigliao , io non so lunedì qua di cosa dovremo discutere.
Ho letto qualche cosa su questo punto Presidente Schifani, io non
so quale messa le hanno recitato, ma la cosa è molto semplice,
guardi, gliela dico in due battute: la Regione si era impegnata con
lo Stato per avere una concessione di dilazionare in più anni, e
con rate diverse, quello che era il disavanzo, qua ci sono degli
assessori che lo sanno; ha accettato delle condizioni ben precise
di riqualificazione della spesa, di contrazione e
razionalizzazione, parole che lei ha usato, poi non ha detto come,
ma questo ora glielo dico io come.
Ebbene, tutto questo non si è verificato, non solo, ma la cosa
grave è che il bilancio della Regione ha avuto un altro elemento di
falsità, e ora le dirò perché i bilanci della Regione sono falsi,
quali sono le norme che sono state costantemente violate da questo
Parlamento, perché è giusto che lei sappia, perché non gliel'hanno
dette queste cose, ne sono convinto. A questo elemento si
aggiungeva esattamente il vano tentativo di farsi un Bilancio per i
fatti propri, e siamo in quest'Aula, e non uso un altro termine
siciliano, non tenendo conto che, comunque c'era un patto, e che le
previsioni di bilancio, che sono improntate, comunque alla
certezza, all'effettività, alla prudenza, che ci sono elementi
cogenti, che capisce qualunque personaggio che ne sa, che sono gli
elementi, l'abc delle norme contabili, ebbene come è stato fatto il
bilancio del suo predecessore e gli assessori lo sanno.
È stato fatto su una decisione unilaterale da parte del Governo,
da parte del Presidente Musumeci, di modificare il contenuto
pattizio senza discuterne e senza averne formale assenso da parte
dello Stato. Lasci stare le altre storie. Qua ci dobbiamo un
attimino fermare agli atti, che è esattamente la questione che le
pone la Corte dei Conti. Può la Regione Siciliana modificare
unilateralmente e fare approvare a questo Parlamento un bilancio
falso. No. Ecco qual è la storia. Piaccia o non piaccia.
È ovvio che io mi auguro che la Corte dei Conti sia per l'ennesima
volta clemente nei nostri confronti, ma sabato c'è questo
appuntamento'. Ma volete darmi l'impressione che si danza essendo
sul Titanic. Ecco qual è l'impressione che mi dà questa variazione
di bilancio. Allora mi appello a lei, Presidente Schifani, lei avrà
collaborazione da parte nostra, ma da parte nostra avrà una
reazione violenta, violenta nell'ambito di quello ovviamente che
sono le nostre posizioni nelle associazioni e nell'ambito dell'Aula
su ogni proposta che è irricevibile già sotto il profilo etico,
perché la mafia, Presidente Schifani, prolifera anche perché la
parte pubblica non sa fare il suo mestiere. Questo lei l'ha
dimenticato di dirlo.
Perché gli studi sociologici mettono in evidenza che la tendenza a
delinquere, purtroppo, è di gran lunga superiore dove c'è una
marginalità e la parte politica non riesce a creare sviluppo, e
quindi purtroppo si vede anche in quella che è la malavita
organizzata un elemento per campare. Ecco qual è la questione,
questo lo integri nel suo ragionamento. Perché è nostra
responsabilità Presidente Schifani, non c'è bisogno che venga il
buon Zaia, e lo dico ai colleghi della Lega, a dirci che non è
colpa sua se i siciliani vanno a nord per la sanità, se i giovani
scappano dalla Sicilia, se l'immondizia è purtroppo in giro per le
strade, se le strade hanno le buche. Cosa ha detto Zaia, che è
colpa dei siciliani perché eleggono come propri rappresentanti, ha
usato un termine forte, ora non mi ricordo qual era il termine,
però ha usato un termine offensivo, al quale nessuno ha replicato.
Ma non c'è bisogno che ce lo dica Zaia, il quale apre i punti
nascita in barba a quelli che sono i vincoli dei 500 parti e se ne
vanta. Ci sono dei video dell'intervista a Zaia che dice 'non me ne
frega niente della Balducci' non mi ricordo cosa dice, i limiti, io
apro intanto perché il mio territorio ha bisogno. Non mi posso
permettere di non dare salute soprattutto nei territori marginali
che se vengono abbandonati, altro che dissesto idro-geologico.
Questo vale per le isole, vale per le zone interne, vale per tutti
quei territori dove paradossalmente la politica gli sta andando
addosso, perché se usiamo i parametri della popolazione, allora i
servizi scompaiono, e allora l'elemento quale diventerà. Non ci
saranno miliardi di euro che basteranno per i territori dove
l'agricoltura ovviamente non si praticherà più, non ci saranno
territori abbandonati, centri storici che crolleranno, non
basteranno soldi che diventeranno tutte delle bombe a cielo aperto,
pericolo per la pubblica e privata incolumità. Nonostante, chiudo
su questo argomento, sulla variazione, faccio appello alla
sensibilità del Presidente Schifani e del Presidente del Parlamento
siciliano, fate l'essenziale.
Non solo, io vi suggerisco di inserire già la previsione
dell'esercizio provvisorio, tanto ho sentito, mi ricordo al debutto
del Presidente Musumeci il quale ha detto che lui, come lei, il
bilancio lo avrebbe approvato in tempo, quale non si sa, anzi
possiamo dire - qua me lo possono confermare i colleghi - che per
cinque anni i bilanci sono stati approvati oltre ai termini del 30
aprile, perché e poi si andava all'interpretazione che bastava
convocare il Parlamento entro il 30 aprile, poi si approvava a fine
maggio, non si scioglieva il Parlamento.
Siamo arrivati anche all'interpretazione dell'interpretazione pur
di salvaguardare la casa di Gesù, questo Parlamento, nel quale come
ci entri non ci vuoi uscire più. Veda, ecco da dove poi derivano
certi comportamenti, e dove ognuno di noi prende la sua dignità e
la calpesta, dalla sindrome della casa di Gesù, che non è dirsi il
rosario la mattina e farsi il segno della croce la sera, è quello
proprio di mettere da parte anche gli elementi basilari del nostro
rapporto etico con l'elettore e, pur di evitare lo scioglimento del
Parlamento, arrivare ad approvare bilanci falsi.
E andiamo qui anche al dunque, perché lei, giustamente, dice, ma
cosa dice De Luca? Veda uno dei regali che io le farò è questo
libro. È una cosa modesta, è la mia tesi di laurea. Io mi sono
laureato molto tardi, non ho brillato come lei. E l'ho fatto perché
mia madre, contadina, mi ha chiesto, nonostante ero diventato
deputato, di laurearmi, perché a lei non gliene fregava niente che
io fossi diventato deputato. Mio padre, muratore, piangeva quella
sera, lei mi prende il braccio e mi dice 'ora non ti laurei cchiù'.
Mi mancavano cinque materie, ho fatto i miracoli, e sono riuscito a
farlo e ho fatto questa tesi di laurea che poi ho utilizzato per
mettere delle mie riflessioni, e delle storie anche, tesi dal
titolo 'Origini e prospettive dell'autonomia siciliana', con un
sottotitolo che le sarà molto utile 'Breve testimonianza del
saccheggio della casta'.
Qua, oltre ad una bella foto con Nello Dipasquale quando abbiamo
fondato Sicilia vera, ci sono tante testimonianze. Una in
particolare la voglio sottolineare - e lo dico qui anche a
beneficio dell'Assessore al bilancio - io non so chi gliel'ha fatto
fare, ma le faccio i miei più sinceri auguri, lo dico con molta
onestà, perché c'è l'impressione, Presidente, che io ogni tanto
dica parole al vento.
Ora le dico perché dal mio punto di vista i bilanci della Regione
sono falsi. Una delle azioni che allora mi commissionò il mio
Presidente della Regione Raffaele Lombardo, era il 2009, assessore
Di Mauro, fu esattamente quello che ha annunciato l'assessore
Falcone che poi è rimasto un annuncio, non lo so, l'operazione
'Verità' sui conti pubblici. Si ricorda, assessore? io con Enzo
Emanuele, Ragioniere generale, allora c'era la Cannata, c'era
Pisciotta e altri, ho passato tutto luglio, agosto e settembre del
2009, Presidente, per fare questo. Ci sono due esemplari in
circolazione, uno ce l'ha Emanuele e uno ce l'ho io. Tre sono,
esatto, ha ragione. L'altro l'aveva Lombardo.
Questo è il libro bianco degli sprechi nella Regione siciliana, da
questa operazione verità sono nate delle norme, ed è nata una
tecnica di alleggerire le spese correnti del bilancio della Regione
siciliana: l'utilizzo dei fondi extrabilancio per la formazione
professionale, l'utilizzo dei fondi di extrabilancio per la
forestale. Liberammo in un solo colpo dal bilancio della Regione
oltre 600 milioni di euro Questa fu la grande operazione che
abbiamo fatto, perché? Perché nello stesso tempo abbiamo fatto
l'operazione del gruppo pubblico locale allargato, di cui lei non
ne ha parlato.
Veda, nel 2009, a proposito delle partecipate, cosa ho scoperto?
Io, purtroppo, avevo questa passione per i numeri, ma quello era il
mandato che mi aveva dato il mio Presidente, Raffaele Lombardo. Ho
cominciato uno studio incredibile sul sistema delle partecipate
siciliane che non mi spiegavo, Presidente, come queste partecipate
si mantenevano sempre in piedi. Veda che ci sono partecipate che è
da trent'anni che sono in liquidazione, con tanto di Commissario o
consulente e quant'altro, che spendono soldi e non vanno in
liquidazione. Non le diranno il perché quando lei formulerà questa
domanda. Lei, se vuole, la formuli a me e io le risponderò. Anzi,
glielo dico subito perché ho visto che si è incuriosito.
Non si sono chiuse le liquidazioni perché, per chiudere le
liquidazioni ci vogliono i soldi, Presidente, e quei soldi non
risultano in nessuna partita di bilancio, ha capito? E già le ho
dato un primo elemento di falsità dei bilanci: non comprendono
l'intera galassia dei debiti Di questa situazione veda cosa è
emerso nel 2009? Questo è veramente geniale: le partecipate si
mantenevano in piedi con un credito da parte del socio unico che
era la Regione siciliana, quindi non andava in liquidazione perché
risultava comunque, per il bilancio, un trasferimento.
Lo sa che nel bilancio della Regione non c'era la partita
contrapposta? Cioè nell'ambito della Regione siciliana; se dovevamo
andare a trovare la corrispondenza da morosi sensi, tra crediti
debiti di residui attivi e residui passivi non c'era, perché non
c'era? Perché non c'era la possibilità, e con questo meccanismo
continuavano a rimanere in piedi le partecipate. Veda,
l'indebitamento sui residui, e lo dico all'assessore Falcone che
allora era in quest'Aula, se non ricordo male, era anche sindaco.
Era in quest'Aula nel 2009? Sì, bene. In quest'Aula, allora, nacque
un'operazione che ha voluto il Presidente Lombardo. Io gliene devo
dare atto, poi ci ammazziamo, non andiamo d'accordo, per carità, ne
devo dare anche atto per il coraggio che ha avuto su questo fronte,
perché da allora non ce ne sono state più novità sulla trasparenza
dei conti pubblici.
Il problema qual è? Che fatta la norma, poi non si è applicata.
Nella finanziaria, quindi, veda la famosa barzelletta dei 545
lavoratori e i trattoristi dell'Esa e dei cinque trattori nasce da
questa disamina, chiaro? Il tetto sugli stipendi dei dirigenti
generali, abbiamo anticipato noi la norma nazionale, perché c'era
allora qualche dirigente che prendeva settecentomila euro l'anno,
capito? L'abbiamo fatto qui, allora. Durante i lavori della legge
finanziaria del 2010, allora, ho presentato un bel blocco: erano
circa cinquemila emendamenti per arrivare poi a questo obiettivo e
questi emendamenti erano proprio finalizzati a cambiare
l'impostazione del bilancio regionale, modificando le più
consistenti voci di spesa che rendevano di fatto falsa la
situazione economico finanziaria dell'amministrazione regionale e
del sistema pubblico regionale allargato.
Ricordo a me stesso che il sistema pubblico regionale allargato,
al quale si applica il contratto di rete per il passaggio dei
dipendenti, e quindi evitare che manca il personale in un ente, in
una società, in una parte della pubblica amministrazione e in
altro, ne ho di più, il contratto di rete significa mobilità tra un
ente e l'altro, è un ragionamento Presidente del Parlamento,
sconosciuto all'amministrazione regionale, e glielo dico già io, si
faccia un monitoraggio del personale. L'avevamo fatto allora, e
avevamo visto anche dove c'era di più e dove c'era di meno, ma
siccome le spinte e comunque erano quelle di assumere, comunque
c'erano i dirigenti i generali che assumevano senza dirlo al
Presidente della Regione, sa quanti ne abbiamo beccati, ma non ha
idea.
Ecco perché sono nate queste norme che le consiglio di guardare,
perché attraverso la lettura di queste norme lei, se vuole, si può
chiamare tutti i dirigenti generali e inchiodarli alle loro
responsabilità, uno per uno. E debiti fuori bilancio, non se ne
dovrebbero portare in Aula, e non ne approverò io, perché i debiti
fuori bilancio sono il frutto della mancata applicazione di queste
norme.
Le norme sono l'articolo 13, 14 e 15 della legge regionale 9 del
2010, la finanziaria del 2010. L'articolo 13 era finalizzato a fare
emergere la falsità dei crediti della Regione, e quindi
all'emersione della reale situazione debitoria che ammontava a
oltre 3 miliardi di euro, questo uscì, si ricorda Di Mauro, solo in
conto residui, e quindi la differenza tra crediti certi non
riscossi, anzi da crediti non riscossi e debiti non soddisfatti,
peccato che da questa ricognizione è emerso che i debiti erano
certi mentre i crediti erano incerti. E l'articolo 13 prevedeva la
relazione annuale della consistenza dei residui attivi e passivi,
noi abbiamo anticipato quello che e poi era il bilancio consolidato
di gruppo, andiamo a guardare quante di queste relazioni sono state
fatte in questi anni, andiamo a guardare se la Commissione
Bilancio, sulla scorta di questo, ha avuto la possibilità di fare
luce su ciò che è vero e ciò che è falso per quanto riguarda i
residui?
Lo sa come si diceva una volta, tecnicamente, Presidente Schifani,
un residuo non si rifiuta a nessuno, perché in conto residui non
spulciando nessuno io facevo poi la spesa, dopo, in conto residui.
La cultura del conto residui ovviamente non c'è, e quindi allora la
battuta era quella tranquilla, un residuo non si rifiuta a nessuno,
ed ecco che residuo su residuo siamo arrivati a questa situazione.
L'articolo 14, invece, era finalizzato a fare emergere tutti i
debiti che erano nascosti nelle società partecipate e negli enti
anche strumentali, e sottoposti alla vigilanza della Regione
siciliana, come ad esempio gli enti di formazione professionale,
che costavano allora circa trecento milioni di euro annui sulla
cosiddetta legge 24 del' 76, chiaro. Lei ora non la trova più
perché allora, col Governo Lombardo abbiamo fatto quell'operazione,
e quindi abbiamo spostato questa spesa corrente sui fondi extra
bilancio.
Poi l'articolo 15, questa è importante, perché è, io le sto dando
il sunto, lo andate a guardare perché in questi articoli sono
previste anche modalità e responsabilità dei dirigenti che fanno
spese senza copertura finanziaria, il divieto di dargli incarichi
per i tre anni successivi, eccetera eccetera, se lei invoca questa
norma, Presidente Schifani, glielo dico alla luce del sole, se le
sta antipatico qualcuno usi il diritto, prenda questa legge che
vale per tanti dirigenti, forse per tutti, perché avevamo scoperto
che i dirigenti facevano spesa e se la tenevano da parte, tanto poi
si sanava o si giustava sui residui, ebbene con questa norma noi
abbiamo bloccato anche la capacità di indebitamento complessivo.
Sono norme, qualcuna è stata modificata mi dicono dal Governo
Crocetta, qualcuna forse è stata abrogata, io ho fatto sei mesi
allora nel 2017 e 2018, ho visto che c'era qualche modifica e,
quindi, le chiedo, anzi, le consiglio di farsi dare il testo
vigente, e vedere anche il Governo di centro sinistra come ha
modificato un'operazione di trasparenza dei conti pubblici che
allora abbiamo fatto con grande fatica.
Questo perché diventa importante? Si collega anche a quella che è
in ogni caso la mia premessa, se noi vogliamo fare una variazione
di bilancio in questo momento urgente e, quindi, stralciamo quella
urgente e il resto lasciamolo stare, tanto c'è tempo per
partecipare alle fiere anche perché sa, Presidente Schifani, il
Governo precedente ne ha spesi i soldi in promozione, però, sappia
che io sono un frequentatore, sono un mangiatore di miele, la
invito a mangiare il miele che viene portato nei ristoranti, nei
B&B, negli alberghi, se va bene è un'etichetta di Bologna con
provenienza del miele della Jugoslavia e quant'altro, ma voi mi
parlate ancora di promozione? Cioè quando è il mercato della porta
a fianco non riesce a metterci in sintonia col produttore della
porta a fianco, ma di che cosa stiamo parlando? Scusatemi, è ancora
sento parlare di promozione all'estero di cosa?
Casa Sicilia è una storia che potremmo decantare, vero assessore
Di Mauro? Grandi case aperte in tutto il mondo, Casa Sicilia, come
abbiamo bruciato i finanziamenti dell'Unione Europea a differenza
tra noi, Spagna e Portogallo, lo stesso PIL avevano nel 1985, erano
tutte e tre nella carta della povertà, oggi Portogallo e Spagna
esce dalla carta della povertà, è uno degli Stati più competitivi,
la Sicilia è ancora una delle quattro Regioni che è rimasta nella
carta della povertà, per quale motivo? Ci sarebbe, lei è un gran
signore, Presidente Schifani, però veda la signorilità è una cosa,
parlare del passato per non fare gli stessi errori è un'altra cosa,
distingua.
Perché, veda, lei è in continuità di un Governo, e io la vedo in
imbarazzo molto spesso e la comprendo, perché parte dei suoi
assessori sono gli assessori del precedente Governo, lei deve stare
attento come parla, nel senso che deve fare, si dice da me a
Fiumedinisi "un colpo al cerchio e una la botte", perché lei è
continuità, lei ha detto che ha ereditato una Terra meravigliosa,
era tutto a posto, le carte in regola
PRESIDENTE. Le chiedo di avviarsi per l'ultimo minuto.
DE LUCA CATENO. Ma quanti minuti ho parlato, Presidente?
PRESIDENTE. Tutti quelli che lei ha richiesto.
DE LUCA CATENO. A trentanove minuti siamo arrivati, no? Ne mancano
dieci veramente.
PRESIDENTE. Questo è l'ultimo minuto che lei ha, lei ha finito i
58 minuti. Questo è l'ultimo minuto che lei ha. So che le piace
parlare, però dico...
DE LUCA CATENO. No, io vedo che il Presidente è molto attento, io
non sono riuscito neanche a dire nulla
PRESIDENTE. Ha esaurito tutti i minuti, del primo e del secondo
Gruppo.
DE LUCA CATENO. Presidente, l'avevo visto piacevolmente
interessato. E allora guardi, chiudo.
PRESIDENTE. Ma veramente un minuto.
DE LUCA CATENO. No, no, chiudo realmente, sto spiegando quali sono
i regali: guardi questo è un simbolo dell'immondizia di Messina che
sta finendo all'estero, lei non lo sa, quando parla delle Città
metropolitane, la invito a fare una distinzione, Messina e al
cinquantasei per cento della raccolta differenziata, ci siamo
stancati di essere paragonati, con tutto il rispetto, a Catania e a
Palermo. Non abbia la stessa sindrome di Musumeci che, quando si
parlava di Messina evitava di discuterne. Le do anche questo testo,
dove c'è la spiegazione ed altre cose che le potranno essere utili,
poi le do queste qua, pagate con i soldi della Regione, non so
anche su qualche capitolo strano, se lo vada a verificare, che è la
pubblicità che si è fatto il Presidente Musumeci, quattro anni,
quattro anni della Regione siciliana, tutti i grandi risultati
ricevuti che sono in pieno contrasto con quello che lei ha detto
finora.
L'ultima cosa: 'La Sicilia ai siciliani', Antonio Canepa. Lei non
ha parlato del nostro rapporto Stato-Regione, lei non ha parlato
della mancata attuazione degli articoli di autonomia che potrebbero
fare la differenza, lei non ha parlato di autonomia differenziata,
lei ancora non ha detto come vuol fare, lei non ha detto ancora se
chiamerete tutti i vostri i parlamentari e gli bloccherete
l'approvazione dei bilanci a Roma, per esempio.
Questo è un Governo autonomista, realmente e quindi...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le chiedo veramente di concludere.
DE LUCA CATENO. Concludo con l'auspicio, Presidente Schifani, come
vede abbiamo tracciato un confine chiaro, lei se vuole la nostra
collaborazione l'avrà, ma metta da parte e faccia mettere da parte
ai suoi assessori i vizi e certe abitudini che hanno messo in
ginocchio questa Terra. Diversamente da noi avrà sempre un muro che
non è personale, attenzione ci tengo a precisarlo, perché
conosciamo bene cosa ha messo in ginocchio questa Terra. E se la
nostra collaborazione diventa indispensabile, la daremo alla luce
del sole e nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca, è giusto che le dica che
comunque il Presidente della Regione anche nel suo discorso ha
fatto un intervento proprio a favore anche dell'iniziativa
dell'onorevole La Vardera rispetto al caro voli, e c'è
un'attenzione tanto da parte del Governo, che dell'Assemblea, anche
in quella che è l'ottica del risparmio. Anche io, onorevole De
Luca, la scorsa mattina che ho fatto una missione a Roma, ho preso
l'aereo non delle sei e trenta o delle sette, ma delle cinque e
cinquanta per fare risparmiare l'Assemblea.
Detto questo, è iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso, presidente
Schifani che... assessore Falcone mi scusi, Presidente se può un
attimo... penso di poter dire che questo avvio di lavori d'Aula sia
uno spettacolo gradevole.
Vi dico le mie sensazioni, ho trovato un Presidente della Regione
schietto, con un linguaggio semplice, non voglio apparire poco
rispettoso delle istituzioni ma, Presidente, mi è sembrato quasi
quello della porta accanto, quello che parla un linguaggio diretto,
garbato, senza libri dei sogni, che centra i temi veri su cui si
fondano le questioni reali, sulla sanità, sulle infrastrutture,
sulla mobilità, sul trasporto pubblico locale, così come sui temi
delle energie rinnovabili.
Ho trovato un Presidente della Regione che non andasse alla
ricerca di un consenso fuori dall'Aula, l'ho trovato in un
linguaggio diretto rivolto, come è giusto che sia, a tutti i
colleghi di tutti i Gruppi parlamentari, di maggioranza e di
opposizione, aperto, perché no, a degli spunti, a dei suggerimenti
con lo stesso spirito con il quale, devo dire la verità Presidente,
si sono anche avviate, in queste ore, i lavori delle Commissioni.
Certo la tempistica, la variazione di bilancio, la possibilità di
utilizzare le risorse che non sono state utilizzate nel Governo
precedente, perfino la possibilità di toccare temi che riguardano
la promozione della Sicilia all'estero, sull'internazionalizzazione
legata ai termini all'agricoltura.
La scommessa è partita, e non possiamo certo attendere che ci
siano dei riti rispetto ai quali i ritardi, uno o dopo l'altro poi,
ci inchiodano a delle scadenze che sono state poste, anche in
maniera chiara, dall'onorevole Cateno De Luca il quale, Presidente,
anche e da questa parte io ho trovato un linguaggio semplice,
ciascuno con la propria personalità, ciascuno col proprio modo di
interagire.
Io penso di aver fatto, non dico un complimento al Presidente
Schifani, ma una considerazione sul linguaggio utilizzato e,
Presidente, davvero lo dico col massimo del garbo, quando arrivo a
dire perfino lo zio che tutti vorremmo.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
I siciliani ci guardano. Chi è fuori da quest'Aula non cerca sogni
da vendere, aspetta temi concreti che sono quelli che lei ha
rappresentato. Dall'altra parte il mio amico Cateno De Luca -
rispetto al quale non nascondo anche i rapporti personali e di
stima - ha portato una serie di temi che riguardano la trasparenza,
che riguardano le partecipate, che riguardano riforme che,
Presidente, anche lei in qualche modo ha rappresentato.
Credo che l'una cosa non tolga nulla all'altra. E il modo diretto
con il quale, già in questa prima seduta senza troppe formalità,
senza annunci che la gente che ci guarda fuori dal Palazzo sa che
servono a poco, sia il modo migliore per affrontare questo inizio
di legislatura. È il modo migliore, Presidente, per i temi che lei
ha citato in campagna elettorale. È il modo migliore e per
restituire a questa Terra un sistema di viabilità, che fu tolto
attraverso il recepimento della legge Del Rio. È il modo migliore
per affrontare il tema della riforma delle province che, ancora una
volta dai banchi dell'opposizione, arriva con uno spunto, garbato
ma deciso, che certamente questo Governo, così come le forze di
maggioranza, non potranno che raccogliere se non, addirittura,
fatto proprio già in prima istanza. Sì perché ricorderete quelle
antenne sensibili nei territori, quell'organismo che riusciva a far
parlare di politica attraverso la politica, che dava risposte e
rispetto ai temi della viabilità, rispetto ai temi delle scuole,
rispetto ai temi della disabilità.
E allora, Presidente, io con questo mio breve intervento, perché
non ero candidato dall'altra parte quindi i miei tempi, ovviamente,
a disposizione sono quelli di un piccolo Gruppo parlamentare ben
rappresentato nel suo Governo del quale, diciamoci le cose,
apprendevo dai giornali che, fino a qualche giorno prima, potevo
far parte. Noi abbiamo fatto delle scelte. Riteniamo, in questo
momento, che i due assessori presenti tra i banchi e del Governo
siano quelli che al meglio possono, certamente, rappresentare
queste esperienze in fase di avvio e, se me lo consente Presidente,
ritengo che se tutti con questo atteggiamento di un linguaggio
semplice, diretto di chi vuole parlare alla gente, affronteremo dai
banchi della maggioranza e dell'opposizione, con questo spirito
costruttivo, certamente amici ci aspetteranno degli anni ricchi di
soddisfazione, partendo dalla grande complessità del lavoro che ci
aspetta.
Perché veda, Presidente, lei è certamente uomo garante delle
Istituzioni, dei rapporti sicuramente con il Governo nazionale, ma
non poteva dirla meglio quando ha fatto un riferimento al tema
delle politiche sociali, dell'Assessorato alla famiglia, rispetto
alla riforma del mercato del lavoro e al recepimento del sistema
del reddito di cittadinanza.
Bisogna ritornare alla dignità del lavoro con la consapevolezza
che in Sicilia il recepimento di quella riforma, certamente, è cosa
meno semplice di quanto può avvenire in altre regioni d'Italia,
cioè non si può certamente tout court pensare all'eliminazione del
reddito di cittadinanza, ma avremo uno strumento - ho avuto
occasione di confrontarmi con l'Assessore per la famiglia che
guarderà alle agenzie per il lavoro, che cercherà di non lasciare
gli ultimi indietro - perché nessuno Stato, degno di poter essere
chiamato tale, può avere questo genere di approccio, ma ripeto che
nel suo Governo, Presidente della Regione, penso ci siano tutte le
competenze per fare al meglio questo genere di lavoro.
Un'ultima cosa. Lei certamente è noto per questo suo senso di
equilibrio e sono certo - questo lo dico a me stesso ma lo
rappresento anche ai colleghi dell'opposizione - che in quest'Aula
verrà sempre tenuto fisso un principio che è quello della sovranità
parlamentare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Non
essendo presente in Aula, ha facoltà di parlare l'onorevole
Schillaci.
Onorevole Catanzaro, voleva intervenire lei?
CATANZARO. Sì, avevo detto che ero in sostituzione dell'onorevole
Dipasquale.
PRESIDENTE. Va bene. Prima interviene l'onorevole Schillaci, a
seguire l'onorevole Caronia e poi lei, onorevole Catanzaro.
SCHILLACI. Signor Presidente, presidente Schifani, Assessori e
colleghi deputati, diamo inizio alla diciottesima legislatura con
un grande auspicio di un maggiore confronto e dialogo tra questo
Governo regionale e il Parlamento e tra questi e il mondo esterno:
associazioni di categoria, lavoratori e cittadini che certamente
stanno vivendo un momento difficile dettato da una guerra in
Europa, una pandemia che possiamo dire non sopita e soprattutto
caro energia ed una crisi economica mai vista che getta nello
sconforto sia le famiglie che le imprese.
Caro Presidente, ci lasciamo alle spalle un Governo regionale che
è stato immobile, che non ha varato alcuna riforma, sebbene linee
programmatiche patinate e tanti proclami annunciati.
Abbiamo ereditato una Regione sfibrata e agli ultimi posti di
qualsiasi classifica e con due grandi minacce: da una parte
l'autonomia differenziata, che non farà altro che aumentare il gap
tra il Nord e il Sud Italia, e dall'altra l'annunciata riforma del
reddito di cittadinanza.
Possiamo dire che priverà, a partire già dal mese di settembre,
persone dell'unico sostentamento che hanno e stiamo parlando di
persone che sono quasi, nella gran maggioranza, non scolarizzate o
che hanno un livello di formazione davvero basso.
Io mi chiedo come si possa, in otto mesi, formare duecentomila
persone per poterle immettere nel mercato del lavoro. Stiamo
parlando comunque di una terra arida di occasioni lavorative.
E' una vera bomba sociale e credo che questo Governo regionale
abbia questa come priorità e deve affrontarla immediatamente. Come?
Intanto, con l'apertura di un tavolo di confronto a Roma e fare
capire, caro Presidente Schifani, che questa riforma va bloccata
almeno fino a quando le nostre persone, i nostri concittadini non
siano nelle condizioni di essere immesse nel mercato del lavoro.
La nostra è una Regione con un apparato amministrativo anziano che
necessita lo sblocco delle assunzioni volte al reperimento di
risorse umane fresche e soprattutto di competenze e tecniche
specifiche.
Basti ricordare la vicenda della trentina di progetti in
agricoltura che sono stati respinti e che hanno fatto perdere
ingenti risorse alla Sicilia.
Ecco, noi questo non lo possiamo più permettere, così come non
possiamo più permettere e tollerare l'esodo dei tanti giovani che
vanno via dalla Sicilia, una Regione che come dicevamo prima ha
carenze di risorse umane tecniche e specialistiche da una parte e
dall'altra ha un esercito di gente, di precari dalle mille sigle e
che non vedranno mai un contratto e già si trovano in età
pensionabile.
Non posso citare naturalmente il caso dei tirocinanti dell'Avviso
22 che è davvero una vergogna del Governo Musumeci; sono 300 le
persone che non hanno ancora ricevuto, a distanza di tre anni, il
contributo per il tirocinio svolto, nonostante abbiano affrontato
delle spese per raggiungere il posto di lavoro che non sono mai
state rimborsate, quindi oltre il danno anche la beffa.
Ebbene, va messa in discussione l'intera misura, l'intero
strumento del tirocinio, sia per le proposte non congrue, ma anche
per gli sviluppi occupazionali. Ebbene soltanto il 10 per cento di
questi tirocinanti poi ha avuto un contratto e non sempre a tempo
indeterminato, stiamo parlando solo del 10 per cento.
Chiedo quindi al nuovo Governo regionale di risolvere al più
presto questa vicenda perché stiamo parlando di diritti lesi e
quando parliamo di diritti lesi voglio parlare anche degli studenti
con disabilità; per loro il diritto allo studio non è uguale, non è
uguale per tutti, abbiamo cittadini di serie A e di serie B a
seconda del comune di nascita.
Occorre invece, caro Presidente, omogeneizzare l'intero territorio
siciliano. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato una riforma che
si trova incardinata in Commissione ma che non ha visto la luce
nella scorsa legislatura. Mi auguro che se ne tenga conto e che ne
parleremo a breve, ma parliamo anche di diritti lesi..
SCHIFANI, presidente della Regione. L'ha ripresentata?
SCHILLACI. Certo, la ripresenterò senz'altro, ma parliamo anche di
diritti lesi quando parliamo della condizione dei minori in
Sicilia, lei l'ha citato prima, siamo la prima Regione in Italia
per dispersione scolastica, il 19 per cento, ma non è tanto questa
la gravità della cosa quanto il fatto che non abbiamo assistenti
sociali, abbiamo 1.200 plessi con un solo assistente sociale nella
zona della Bandita, quindi nella zona Sud di Palermo, questa cosa è
intollerabile; noi dobbiamo immettere nuovi assistenti sociali ed
evitare che i ragazzini di otto anni stiano nelle piazze dello
spaccio, come Sperone, Brancaccio e Zen. Questo è un intervento
immediato che chiediamo al Governo regionale.
E parliamo di diritti lesi anche quando non ascoltiamo il grido di
allarme dell'ANCE Sicilia che getta nello sconforto tantissime
imprese, lo spauracchio e la chiusura della Cassa regionale, le
imprese non vedranno pagati i loro crediti e rischiamo di mandare
al collasso centinaia di imprese.
Una Regione che continua a presentarsi arretrata, poco incisiva in
vari settori e voglio citare in particolare i collegamenti
marittimi con le Isole minori che hanno impegnato le Commissioni
della scorsa legislatura e soprattutto l'Aula più e più volte:
stiamo parlando di ritardi, cancellazione di tratti, gravi carenze
igieniche, mezzi vetusti convenzioni e contratti non rispettati e
nessuna vigilanza; eppure i mezzi di trasporto rappresentano il
biglietto da visita di una terra, la Sicilia, che dovrebbe fare del
turismo un volano di sviluppo economico.
Infine, da membro della Commissione Antimafia' regionale della
scorsa legislatura mi preme evidenziare il fenomeno della
corruzione dilagante che ha interessato rami dell'amministrazione
regionale e alcuni suoi enti trasformati in strumenti di potere per
arricchimenti personali o per sistemi clientelari che non hanno
nulla a che fare, né con il bene comune, né con l'interesse
pubblico.
Va bene, come lei ha già detto, caro Presidente, la rotazione dei
dirigenti che lei già ha annunciato ma stiamo attenti perché, alle
volte, la rotazione di tutti i dirigenti o della maggior parte dei
funzionari rischia di ingessare una macchina amministrativa che già
è carente di personale tecnico. L'importante è, ce lo dicono le
leggi di anticorruzione, che si facciano rotare quei funzionari
delle aree a rischio e quello che invece noi le chiediamo, come
impegno, è la verifica dell'attuazione delle leggi, come la legge
anticorruzione, che molti rami dell'Amministrazione, sconoscono
completamente.
La legge n. 33 del 2013, la legge sulla trasparenza, la maggior
parte dei siti della Regione non sono aggiornati e questa è una
cosa che va assolutamente evidenziata, anche perché dobbiamo dire
che la corruzione brucia l'economia e rallenta assolutamente lo
sviluppo economico di una Terra, l'ha già detto lei, con un tessuto
economico fragile; la forte crisi socio-economica ci impone una
gestione più attenta ed oculata delle risorse, secondo i principi
di economicità, efficienza ed efficacia, così come puntualmente
sottolinea la Corte dei Conti, dobbiamo dunque invertire la
tendenza e raccogliere tutte le opportunità di sviluppo della
nostra Terra.
Noi come opposizione saremo pronti ogni qual volta lei vorrà
tendere la mano per accogliere suggerimenti e proposte, però
vogliamo un'inversione di tendenza, vogliamo un cambio di passo e,
quindi, concludo augurando buon lavoro al Presidente, al Governo
regionale e a tutti noi affinché davvero si possa effettuare questo
cambio di passo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli Assessori, onorevoli colleghi, ritengo che dopo il lungo
tempo, che ci ha separato dal risultato elettorale che ci ha visto
vincenti nell'elezione del Presidente della Regione Schifani ad
oggi, giorno in cui cominciamo di fatto l'inizio della legislatura
in Aula, è passato del tempo, nostro malgrado, ma oggi finalmente
si comincia a entrare nell'ambito dei temi che maggiormente ci
appassionano.
Devo dire che dopo appunto l'insediamento del Consiglio di
Presidenza e dopo l'avvio delle attività dovute, oggi cominciamo a
discutere di quelli che sono i punti cardine di quello che ci
aspetta, mi auguro in questi cinque anni lunghi e proficui.
Una riflessione politica sento di doverla fare, innanzitutto,
Presidente, perché Parlamento e Governo, così come ha ben detto
lei, avranno un ruolo importante, quello di collaborare, e su
questo un accorato appello che è quello che lei ha già in qualche
modo esplicitato ampiamente è quello di creare con il passato una
sorta di momento di differenziazione dando realmente corpo a quello
che è un rapporto di sinergia tra il Parlamento ed il Governo.
Questo ci è mancato tanto nella precedente legislatura e sono certa
che durante questo Governo non mancheranno le occasioni di
confronto e di aperto dialogo costruttivo.
Devo anche dire che la fortunata, ma comunque l'importante
coincidenza della presenza di un Governo nazionale che rifletta la
stessa composizione politica del Governo regionale è estremamente
favorevole ed importante per quelle che saranno le battaglie che
già avete iniziato, come Governo, che già abbiamo iniziato come
Governo, che ci hanno visto sicuramente, diciamo parte di una
trattativa importante che possa restituirci quella dignità che
negli anni abbiamo purtroppo perso a causa di sottrazioni di somme
importanti, una per tutte la vicenda che ci vede, che vede il
Governo impegnato in una trattativa che riconosca un abbassamento
della compartecipazione alla spesa sanitaria, che credo e mi auguro
che nelle prossime ore avrà un esito positivo, per continuare con
quella che è stata già intrapresa e di questo devo dire il
Presidente lo ha già detto, ma lo ha anche dimostrato, perché il
vicepresidente della Regione è stato già parte di una importante
riunione che riguarda appunto i temi della finanza differenziata,
dell'autonomia differenziata, quindi l'onorevole De Luca,
probabilmente questo passaggio lo ha perso, ma già il Governo ha
dato inizio a quella che è un'interlocuzione fitta con il Governo
nazionale perché si parli proprio di autonomia differenziata,
perché di questa Regione che è la più grande Regione in termini di
dimensione e non soltanto che appunto è a Statuto autonomo dobbiamo
fare proprio di questo il nostro baluardo e questi cinque anni
serviranno a far sì che la nostra autonomia venga veramente
concretizzata non soltanto con sterili, come dire, proclama ma con
fatti concreti che guardino soprattutto a quella che è, come dire,
la parte economica e il riconoscimento di quelle che sono le somme
che questa Regione aspetta da tanto, tanto tempo.
Devo dire che i temi sono stati ampiamente spiegati, enunciati dal
Presidente della Regione e devo dire che non può che trovarmi
d'accordo nelle enunciazioni che sono state non soltanto il nostro
cavallo di battaglia della campagna elettorale e che poi adesso
diventeranno oggetto pieno del nostro programma, ma che anzi stanno
entrando nel dettaglio di una serie di scelte, come quella dei
termovalorizzatori, come quella che riguarda appunto una visione
diversa della sanità. Una sanità che oggi ovviamente si ritrova nel
suo bilancio una serie di problematiche che chiaramente eredita ma
che sono gravemente, come dire, che pesano gravemente sul futuro ma
che sono frutto di scelte del passato.
E se noi dobbiamo guardare in maniera oggettiva, dobbiamo anche
dire, che non può essere addebitato a questo Governo ciò che magari
è stato fatto nel passato, e su alcune di queste scelte anche
personalmente il mio Gruppo parlamentare, ha avuto anche dei
momenti, come dire, di scontro leale ma di proposizione che non
sono state evidentemente accolte. Mi auguro che questo sia un
Governo invece che ascolterà in maniera molto più propositiva
quelle che sono delle assolute indicazioni di buon senso legate al
fatto che la salute dei cittadini è un diritto innegabile e che
chiaramente avere visto già i primi passi di un Presidente non
ancora plenipotenziario, perché comunque era nelle prime fasi
della sua attività, per esempio la riapertura della
cardiochirurgia a Palermo è un dato che è segno, un segno positivo
nell'azione di Governo del Presidente Schifani.
Bene, rispetto alle iniziative parlamentari che questo Gruppo
parlamentare Prima l'Italia Lega aveva già intrapreso nella scorsa
legislatura, Presidente, mi corre l'obbligo di sottolinearne
qualcuna giusto per non essere ripetitiva anche rispetto a quello
che è stato detto anche dagli altri colleghi.
Iniziative che hanno a che vedere con la salute non soltanto
fisica ma anche mentale dei siciliani soprattutto dopo questo
periodo di pandemia. Noi abbiamo sottoscritto un disegno di legge
che appunto istituiva lo psicologo di base come figura essenziale
all'interno del sistema sanitario proprio per garantire, a chi non
può, le cure sanitarie legate appunto alla salute mentale cosa di
cui oggi tantissimi lamentano la necessità e lamentano anche la
difficoltà ad approcciare proprio perché è economicamente
difficile, come dire, in qualche modo per le famiglie approntare
delle somme così ingenti.
Ecco inserire all'interno del sistema sanitario la figura dello
psicologo di base al pari del pediatra di libera scelta e del
medico di famiglia, sicuramente sarebbe il segno di una civiltà e
di grande interesse nei confronti soprattutto di una popolazione
giovane, Presidente, che è quello a cui noi dobbiamo guardare
perché i giovani di questa Terra hanno bisogno di avere sicuramente
occasione di lavoro ma anche di avere salute mentale, di avere
quelle condizioni che nelle altre parti dell'Italia e del mondo
vengono riconosciute ormai in maniera stabile.
Continuando con quelle che sono le esigenze, sicuramente
importanti, quelle della rappresentatività, ha ben detto e credo
che sia stato assolutamente importante il passaggio sulla
rappresentatività delle province che nell'architettura
costituzionale proprio a seguito del referendum che ha detto sì
alla permanenza delle province, appunto, vogliamo dare di nuovo
rappresentanza democratica e credo che sia un passaggio ineludibile
perché questo Parlamento si segni e si contraddistingua, come dire,
con una trasformazione delle istituzioni che sia sicuramente
obiettivo del dialogo di tutti ma che dia anche la prospettiva a
chi verrà dopo. Creare la nuova classe dirigente è un passaggio
estremamente importante.
E proprio perché vogliamo in qualche modo traguardare forse con
questa legislatura quello che sarà il futuro, la politica dovrebbe
fare questo, credo che sia assolutamente importante anche
pensare...
PRESIDENTE Onorevole Caronia, la invito ad avviarsi alle
conclusioni anche se è perfetto nel discorso...
CARONIA. Due brevissime considerazioni. Abbiamo due grandi
problemi che riguardano la città di Palermo. Lei è un palermitano,
non mi sono mai stancata di dire che avere un Presidente della
Regione palermitano mi onora da palermitana. Il centro direzionale
della città di Palermo che è stato, a mio avviso, valutato in
maniera piuttosto rapida probabilmente necessita di una
rivalutazione proprio perché è allocato in una zona di Palermo dove
logisticamente è difficile essere come dire punto riferimento di
tantissimi regionali, di tantissimi dipendenti che possono fruirlo
senza difficoltà e dall'altra quella di dare attuazione a una
delibera di Giunta che rivede la costruzione di un museo del
liberty presso l'ex sede di Villa Deliella che nel centro della
città rappresenta il sacco di Palermo e sicuramente ha un valore
molto più importante rispetto alla semplice allocazione di un
museo, ma è sicuramente l'affermazione di alcuni principi sui quali
noi tutti crediamo fortemente che è quello della legalità e della
giustizia e anche del decoro urbano e anche del ricordo di quelli
che prima di noi hanno lasciato un segno importante nella cultura
della nostra città. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Caronia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, colleghi, non c'è dubbio che pandemia, guerra ed
emergenza energetica abbiano determinato un aggravamento delle
condizioni economiche e sociali della nostra Sicilia, una Sicilia
che è andata indietro soprattutto nelle aree interne laddove c'è un
declino demografico, dove ci sono difficoltà nei servizi e nelle
infrastrutture di collegamento. Io penso che questa condizione
debba far assumere allo Stato, quindi al Governo nazionale,
all'Unione Europea e quindi alla nostra Sicilia, una condizione di
scatto in avanti perché i problemi vengano affrontati seriamente e
vengano risolti. Ahinoi, la situazione delle Regioni come
istituzioni, nel sentire dei cittadini, non è assolutamente
positiva, l'arretramento, un tempo si parlava di democrazia dal
basso o la partecipazione, il superamento della distanza dei
cittadini con le istituzioni. Abbiamo visto che questo non è
avvenuto neanche nelle Regioni a Statuto speciale specie in questi
ultimi anni e le condizioni anche determinate dalle riforme
costituzionali non hanno reso più partecipe il cittadino, anzi si
è creata una situazione di confusione istituzionale che si potrebbe
aggravare, Presidente della Regione, con questo tentativo speriamo
avversato da tutta la classe dirigente siciliana di portare
un'ulteriore differenziazione a livello di legislazione regionale
con deleghe che sicuramente determinerebbero la disgregazione nel
nostro Paese.
Io non farò un'analisi, perché non c'è tempo, delle varie
condizioni economiche e sociali della nostra Isola, mi limito ad
indicare tre problemi fondamentali che emergono e che si legano a
tre diritti costituzionali.
Il primo è il diritto al lavoro, le difficoltà che ha il
Mezzogiorno e, quindi, la Sicilia in tema di sviluppo. Lei ha detto
che il Governo si impegnerà a portare avanti politiche di sostegno,
di incentivi. Speriamo. Noi siamo qui pronti ad affrontare e a
trovare un confronto. Stanno lentamente partendo le zone economiche
speciali, potrebbero essere uno strumento da mettere in campo, però
già la situazione è estremamente grave. Apprezziamo che lei alla
fine abbia parlato della situazione del polo industriale di Priolo
che deve essere posto nell'agenda centrale del Governo regionale e
del Governo nazionale. Cogliamo qualche elemento discutibile che
del tema se ne parli con tempi che riteniamo non rispondano
all'emergenza. Noi lo abbiamo detto chiaramente e dobbiamo arrivare
anche al limite alla nazionalizzazione perché i posti di lavoro in
quel territorio vanno salvaguardati perché ci sarebbe una
lacerazione sociale non facilmente recuperabile.
L'altro tema che si è collegato alla nostra Costituzione è quello
del diritto alla salute, l'articolo 32 della Costituzione.
Presidente, lei ha parlato di alcune questioni che a noi non
sembrano quelle, probabilmente, da affrontare immediatamente, il
rapporto pubblico-privato con alcune sue considerazioni francamente
non facilmente condivisibili. Io mi permetto di dire - glielo dico
da medico e da sindaco di una cittadina che ha un ospedale nel
territorio - che il problema vero oggi, in Sicilia, è il numero dei
medici che mancano. La politica sbagliata del numero programmato
che si è trasformato in numero chiuso, ermetico e quindi la
necessità di mettere in campo strategie che non guardino soltanto
al futuro perché per formare un medico ci vogliono 11 anni.
Io credo che il Governo, a differenza del Governo che è andato
via, debba affrontare questo tema perché deve prendere atto che ci
sono ospedali, quelli nei comuni capoluogo, in cui c'è la totalità
della copertura quasi dei posti in organico, negli ospedali del
territorio la copertura è minima, assai minima, quindi per
condizioni diseguali non si possono fare parti uguali o si fa una
politica interdipartimentale oppure si dica con franchezza che cosa
debbono rappresentare questi ospedali. Ci vogliono scelte
coraggiose, i concorsi soltanto in questi ospedali nei prossimi
anni, visto che c'è nel capoluogo la copertura quasi totale del
personale e in questi ospedali la mancanza anche minima di alcuni
servizi legati, soprattutto, all'emergenza ed all'urgenza, alla
cardiologia, alla rianimazione e per parlare di sanità non possiamo
non parlare della non autosufficienza del dopo di noi, la risposta
da dare ai disabili quando rimangono soli.
E, infine, l'articolo 34. L'articolo relativo alla cultura, alla
scuola, il vero ascensore sociale e mi permetto di dire anche qui,
da uomo che vive la realtà delle aree interne e che è sindaco di
una città, Militello in Val di Catania, non può che ribadire che lo
Stato in alcune realtà non arriva perché, rispetto alle politiche
di autonomia che sono andate avanti, non avere un dirigente
scolastico significa non avere organizzazione, non avere guida in
una scuola e anche qui nelle città capoluogo il pieno dei dirigenti
scolastici, al Nord i concorsi che vengono fatti e in Sicilia una
condizione assai, assai delicata e difficile.
La dispersione scolastica, si lega al disagio sociale. La collega
parlava della necessità di difendere un provvedimento che non è un
provvedimento qualsiasi, quello del reddito di cittadinanza,
promuovendo i progetti di utilità collettiva, facendo sì che questi
cittadini possano lavorare per la comunità.
Concludo, non voglio prendere troppo tempo al mio Gruppo, e
concludo Presidente dicendo con chiarezza che noi abbiamo una
grande opportunità: il PNRR, perché può significare investimenti,
investimenti che vanno fatti con trasparenza sapendo che la Sicilia
ha il problema della Mafia che bisogna tenere lontano da questi
investimenti e non c'è dubbio che il PNRR può essere un incentivo
all'occupazione, allo sviluppo.
Diceva Bob Kennedy, però, in un intervento straordinario, che una
società non si misura soltanto col Pil, si misura sui servizi,
sulla capacità che ha di difendere il proprio ambiente, di
valorizzare i propri beni culturali e, quindi, la complessità su
cui dobbiamo lavorare e in questo ci vuole tanto senso etico.
L'augurio che faccio alla Sicilia e ai siciliani è che si possa
recuperare quella tensione morale che caratterizzò la migliore
stagione nel nostro paese Italia, la classe dirigente che venne
fuori dalla lotta contro il nazifascismo nella resistenza per
costruire un'Italia democratica, libera, ma soprattutto più giusta.
PRESIDENTE. Comunico che il PD ha cinque minuti in più perché il
Gruppo di Forza Italia all'Ars, siamo magnanimi, collaboriamo con
la minoranza, ha ceduto per dare la possibilità anche a voi di
partecipare più positivi al dibattito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Siamo magnanimi chi? Lei è il Presidente
PRESIDENTE. Siamo magnanimi
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono davvero
onorato per il grande privilegio di potere sedere su questi
scranni, negli scranni del Parlamento più antico del mondo e lo
sono soprattutto perché lo sto facendo nel partito della Democrazia
Cristiana.
Il 25 settembre 120 mila elettori hanno voluto riportare la
Democrazia Cristiana in seno a questo Parlamento e, Presidente
Schifani, da parte nostra avrà tutta la testimonianza di un Gruppo
e un partito politico coeso e soprattutto leale nei confronti del
suo Governo. Voglio ringraziare 120 mila elettori e lo voglio fare
congiuntamente al nostro commissario regionale Toto Cuffaro. Ma il
25 settembre i siciliani, in maniera inequivocabile, hanno affidato
la Sicilia a Renato Schifani, lo hanno fatto in maniera decisa e
non potevano fare scelta migliore conoscendo le grandi capacità e
il curriculum di Renato Schifani.
Oggi abbiamo ascoltato le dichiarazioni programmatiche che altro
che non sono la carta dei valori del Governo, e noi come
Parlamento, soprattutto come maggioranza, dovremmo, anzi dobbiamo,
essere quella spinta riformatrice ed essere testimonianza, caro
Presidente Schifani, di coesione e lealtà.
Dovremmo anteporre gli interessi dei siciliani agli interessi dei
politici e dei partiti; e come partito e come maggioranza lo
vogliamo fare anche in un rapporto di collaborazione e nella
distinzione dei ruoli anche con l'opposizione. Non dobbiamo e non
vogliamo essere ricordati, caro assessore Falcone, per il Governo e
per il Parlamento delle urgenze; vogliamo essere ricordati per un
Parlamento ed un Governo che hanno saputo e che vogliono
programmare il destino dei siciliani.
Vogliamo saper programmare interventi per la famiglia; interventi
per la famiglia come soggetto attivo di questa società e non come
soggetto passivo di questa società. Vogliamo saper programmare
interventi per le politiche del lavoro, dove, Presidente Schifani,
ma non c'è bisogno che io lo sottolineo, per politiche del lavoro
non dobbiamo intendere le politiche dell'assistenzialismo.
Vogliamo - e lo ha detto lei, Presidente Schifani - essere
protagonisti per essere il Parlamento delle riforme e plaudo anche
all'iniziativa degli amici del PD che hanno voluto anticipare un
provvedimento di natura governativa per quanto riguarda la
reintroduzione delle Province. Io personalmente mi sono cresciuto
tra i banchi della Provincia regionale di Agrigento, mi sono
formato politicamente; non sono per niente e non lo sono stati e
non lo saranno in futuro degli enti inutili, e siccome fa parte del
programma di governo del Presidente Schifani, e conoscendo anche
alla sensibilità dell'assessore Messina, sono certo che tra i primi
atti che arriveranno all'interno del Parlamento regionale ci sarà
la riforma per quanto riguarda la reintroduzione delle Province.
Parlando di enti locali, Presidente Schifani, io ho avuto il
grande privilegio di essere anche stato sindaco della città di
Ribera per dieci anni e mezzo. Troppi Governi hanno lasciato
all'abbandono gli enti locali, i comuni, non mi riferisco soltanto
sotto l'aspetto economico, lo diceva lei nelle sue dichiarazioni
programmatiche, dove quasi la metà dei comuni siciliani sono in una
fase di dissesto o di pre-dissesto, ma soprattutto per quanto
riguarda anche il personale, che da oltre trent'anni i comuni non
sono più in condizioni di poter assumere personale.
Parlando di personale, non possiamo non rivedere il riordino
dell'attuale assetto ordinamentale delle dirigenze per quanto
riguarda l'assetto nostro del nostro ente. E visto che parliamo di
personale, probabilmente non l'ho sentito io, probabilmente sono
stato distratto, un tema a noi caro, a noi siciliani, è la
stabilizzazione degli Asu. Riguarda non una persona, riguarda 4
mila e 800 famiglie che da oltre trent'anni attendono una risposta.
Io ho avuto il grande privilegio di essere eletto Vicepresidente
della Commissione Salute , non vedo l'assessore Volo che poco fa
era qua. Un po' tutti gli interventi sia dei colleghi di
maggioranza sia dei colleghi di opposizione abbiamo fatto
riferimento ai grandi disagi della sanità siciliana. Dobbiamo saper
transitare dalla fase Covid in cui adesso ci troviamo alla fase
post Covid dove ci stiamo inoltrando.
Presidente Schifani, non possono esserci in Sicilia, e non voglio
fare polemiche né con l'Assessore né col Presidente che lo ha
preceduto, non possono esserci in Sicilia siciliani di serie A e
siciliani di serie B. I siciliani che abitano a Palermo devono
avere la stessa offerta sanitaria degli abitanti di Rocca Cannuccia
per citare un paese che non esiste. Non possiamo sottacere sulle
difficoltà che ci sono nell'assumere i medici che non esistono; non
possiamo sottacere nei vari Pronto Soccorso che ancora sono stati
soppressi, sospesi o chiusi. Dobbiamo affrontare, Presidente
Laccoto, la difficoltà che hanno gli ospedali denominati Hospital
Covid che oggi non hanno più una vera missione. Dobbiamo
attenzionare la sanità anche su base territoriale. Dobbiamo
utilizzare, caro Presidente, le risorse del PNRR anche in ambito
sanitario sperando di non creare cemento e cattedrali nel deserto
perché se abbiamo difficoltà ad assicurare il personale medico
negli ospedali io faccio fatica ad immaginare che possiamo trovare
nell'immediato medici, ospedale sanitario anche per le case di
comunità o gli ospedali di comunità.
Parlando di PNRR non possiamo farci sfuggire questa opportunità
per la grande sfida energetica. La crisi internazionale acuita
anche con la guerra in Ucraina ha smascherato tutte le debolezze
del nostro Stato, del nostro Paese e della nostra Sicilia per
quanto riguarda l'approvvigionamento energetico. In Sicilia
possiamo essere promotori di un cambiamento e siccome siamo nella
terra più bella, all'interno del più bel Paese del mondo, lei
faceva riferimento al turismo e quando parliamo di turismo non
possiamo non ricordare il nostro turismo che passa dai beni
culturali, dai beni archeologici ma anche delle grandi risorse
termali, le risorse termali di Acireale e di Sciacca che da tanto
tempo sono state chiuse in cui, invece, il nostro Governo,
assessore Falcone, deve dare, dovrebbe dare delle risposte anche
nell'immediato.
Agricoltura. La mia città Ribera è un paese, una cittadina
prevalentemente agricola, agrumicola, noi siamo conosciuti in
Sicilia, in Italia e nel mondo per avere l'arancia DOP, l'unico
prodotto agrume DOP al mondo, mi dicevano.
Lo sguardo, assessore e grande amico Luca Sammartino, deve essere
verso le riforme, iniziando dalle riforme dei Consorzi di bonifica.
Da vent'anni in questa Assemblea, che io solo oggi ho l'onore di
partecipare, si parla di riforma del Consorzio di bonifica che non
è stata mai attuata; e lo sguardo agli agricoltori non passa
attraverso e per questo plaudo l'iniziativa di partecipare alle
fiere internazionali di una promozione dei nostri prodotti che è
giusto che ci sia ma passa anche attraverso un approccio diverso da
parte della burocrazia nei confronti dei produttori, nei confronti
degli agricoltori. Oggi, purtroppo, la burocrazia regionale è vista
come la controparte delle esigenze e dei bisogni degli agricoltori.
Io chiudo per non rubare tempo ai miei colleghi di Gruppo che
anche loro hanno il piacere di partecipare a questo dibattito.
Ci aspettano, Presidente Schifani, Governo, maggioranza, ma anche
Parlamento nella sua interezza, ci aspettano anni di scelte e
scelte coraggiose. Mi auguro che il nostro passaggio di questi
cinque anni non siano passaggi da meteore, che possiamo essere
ricordati per aver contribuito ad una crescita dei siciliani, ad
una crescita del tessuto sociale ed economico dei nostri
concittadini e per aver lasciato dei segni tangibili. Siccome
conosco le capacità del Presidente Schifani e la sua saggezza, sono
sicuro che saremo ricordati da tantissimi siciliani per quello che
abbiamo saputo fare. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
Comunico all'Aula che dopo l'intervento dell'onorevole Catanzaro
sospendiamo l'Aula per un'ora così si può fare una pausa per chi
ancora non l'ha fatta. Mi raccomando poi puntuali in Aula per
continuare il dibattito.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Grazie Presidente, Governo, Assessori e onorevoli
colleghi. Purtroppo, Presidente dell'Assemblea, è aberrante il
fatto che noi come Gruppi di opposizione, dopo l'intervento del
Presidente della Regione che ha detto che vuole avere un rapporto
con l'Aula, siamo ovviamente destinatari del fatto di una
contingenza del tempo e, quindi, ci ritroviamo io da Capogruppo del
Partito Democratico ad avere colleghi deputati che non riusciranno
a fare il loro intervento. Se ci togliete anche questo, a noi
Gruppi dell'opposizione, iniziando oggi la nuova Legislatura in
Aula, questo diventa un grande problema; lo dico all'Aula anche
perché è una cosa che dobbiamo sicuramente rivedere.
Signor Presidente della Regione, io ho ascoltato con enorme e
grande attenzione...
PRESIDENTE. Onorevole, noi, il nostro Gruppo Forza Italia all'Ars,
abbiamo ceduto i minuti proprio per dare la possibilità di
dialogare con il Presidente della Regione.
CATANZARO. Lo so, lo so, l'ho capito, però dobbiamo rivedere. Io
vi ringrazio, l'ho detto per la prossima volta.
Io volevo, ovviamente, dire al Presidente della Regione che ho
ascoltato con grande interesse quella che è stata la sua relazione.
Devo dire al Presidente della Regione che oggi ho compreso - e
questo me lo deve dire lui - che forse quello che è stato detto
oggi qua in Aula forse è campagna elettorale; però, la campagna
elettorale l'abbiamo finita e quindi io chiedo al Presidente della
Regione di non commettere l'errore che c'è stato nella scorsa
Legislatura con quel Governo perché ogni qualvolta erano soltanto
proclami che sono stati prodotti in quest'Aula partendo da tanti
argomenti, perché, Presidente della Regione, lei ha parlato di
diversi argomenti e io sarò veloce ad affrontarli partendo da
quello più importante che io ritengo che è quello della sanità.
Sì, è vero, Presidente della Regione, noi lo abbiamo detto in
tutte le salse su quello che è avvenuto della sanità. Lei ha
parlato del privato convenzionale, però io le dico che prima del
privato convenzionale noi dobbiamo guardare a quello che è
l'ospedale pubblico perché oggi è davvero un dramma quello che
accade negli ospedali ed è davvero un dramma quello che noi
dobbiamo far soffrire ai nostri concittadini nei vari ospedali
tutti dei territori e questo è un enorme problema.
Lei ha parlato, caro Presidente, diciamo di interventi importanti
sull'agricoltura. Io ricordo che in quest'Aula abbiamo più volte
sollecitato e lamentato il fatto che noi siamo coloro i quali,
Presidente della Regione, hanno perso 31 progetti su 31 inerenti
all'agricoltura; e mi fa piacere che qui ci sia l'Assessore per
l'agricoltura che mi sta ascoltando, perché è reale che noi abbiamo
veramente prodotto un grave danno alla Sicilia.
Lei ha parlato dell'alta velocità. Io, Presidente della Regione,
le dico che è importante l'alta velocità, però noi abbiamo un
problema in una provincia, forse in due, della regione siciliana
che è la provincia di Agrigento che ancora oggi non è collegata da
quel famoso anello autostradale che tante volte abbiamo affrontato
ma che lo scorso Governo non è stato nemmeno in grado di portare
all'attenzione al Governo centrale. E questa è una cosa molto
importante, perché ancor prima dell'alta velocità e del ponte sullo
Stretto, che è molto fondamentale ed importante, dobbiamo pensare a
quelle province che sono davvero disastrate come le nostre
province, e mi ha preceduto il collega Pace che parlava di Ribera,
ma io gli parlo di tanti altri territori.
Lei ovviamente ha parlato anche del dissesto. Lei lo sa,
Presidente, che l'Aula passata, con mio emendamento aveva trovato
un capitolo destinato ai comuni, che parlavano del dissesto
idrogeologico. Lo sa che cosa, che fino ha fatto quel capitolo? E'
stato stralciato e c'era una piccola somma Quindi, quando si parla
di dissesto, dobbiamo avere la concretezza con i fatti e non
soltanto su cose che sono proposte ma che, poi, hanno difficoltà ad
essere realizzate.
Inoltre, Presidente - ovviamente devo correre, perché c'è qua il
mio collega Dipasquale che giustamente - devo dirle anche,
Presidente, che lei ha fatto dei passaggi politici. Io ritengo che
di politica ne dobbiamo anche un attimo parlare. Io ritengo che
lei, con il Parlamento che vuole avere un grande rapporto, spero
tanto che noi siamo qua in Sicilia a decidere, perché altrimenti -
mi perdoni io non voglio entrare, ed entro sempre in punta di piedi
- altrimenti accade quello che è accaduto nelle ultime giornate o
ore della sua Giunta che il Governo centrale, che lei ha più volte,
citato dica quello che noi in Sicilia dobbiamo fare. E questa è una
cosa a cui io chiedo, che la Sicilia è dei siciliani e dobbiamo
essere noi a decidere, pur avendo attenzione del Governo centrale.
Presidente della Regione, io mi accingo alle conclusioni e dico
che noi, come Gruppo del Partito Democratico, siamo pronti al
confronto, siamo pronti a confrontarci su tutto ciò che, diciamo,
vede la nostra collaborazione. Ma solo attraverso un rapporto
leale, nell'interesse rappresentato dalla necessità di consegnare
alla Sicilia ed ai siciliani, noi possiamo acquistare credibilità.
La nostra opposizione sarà un'opposizione intransigente, però sarà
un'opposizione, come lei ha detto e come qualcuno ha citato, anche
su temi come quello delle province, che ci vedranno su nostra
proposta pronti a intervenire.
Il Partito Democratico, in questi anni, ha lavorato accanto ed a
fianco alla comunità, ai cittadini e ai sindaci e, quindi, ancora
una volta oggi noi le diciamo, Presidente della Regione, che siamo
qui come opposizione a fare un'opposizione che ci vede con enorme
rispetto e le dico anche, rispetto a quello che si sta verificando
in queste giornate, di avere il rispetto dell'Aula per non iniziare
a raccontare, e mi dispiace che non c'è l'assessore Falcone, perché
altrimenti ritorniamo al passato con la finanza creativa rispetto,
invece, quello che serve come bilancio di una regione sano e
solido. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Adesso si è iscritto a parlare il Presidente Micciché, onorevole
Presidente, e subito dopo sospendiamo l'Aula per la pausa.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente. Presidente Schifani, il mio
intervento non è facilissimo, come lei capisce bene, però, con
l'onestà che mi contraddistingue e col piacere che ho di dire
sempre la verità e dire quello che penso, lei ha fatto un ottimo
intervento che mi fa capire, contrariamente a quanti tanti mi
dicono, che non ho avuto la colpa di avere insistito per il cambio
del Presidente della regione, ma ha avuto il merito di avere
insistito tanto, perché lei ha toccato dei punti importanti. Certo,
lei ha dalla sua una esperienza di altissimo livello, da Presidente
del Senato a Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia per
tantissimi anni, quindi i suoi rapporti con Roma sono rapporti
importanti ma fondamentali per questa terra che ha passato cinque
anni purtroppo senza nessun rapporto tra il governo regionale e
quello nazionale se non mediato da un assessore per l'economia
veramente imbarazzante.
Oggi lei si ritrova, ha ragione De Luca. Piuttosto c'è ancora De
Luca? Volevo poi risponderle, se sta ascoltando perché - prima
ancora dell'intervento e le chiedo scusa - lui ha detto una cosa
sul bilancio dell'Assemblea che non mi garba per niente rispetto a
quello che è stato il mio lavoro fino a ieri. Il bilancio
dell'Assemblea non si è mai approvato di nascosto o quando i
deputati erano a mangiare; si è approvato sempre con grandissima
trasparenza. Lo hanno prima approvato i Questori, poi l'Ufficio di
Presidenza e poi si è portato in Aula, consegnandolo prima all'Aula
- così com'era ovviamente necessario e obbligatorio che fosse - e
l'Aula lo ha votato. Spiegate, quindi, al mio amico Cateno De Luca
che di nascosto non si è mai approvato nulla in quest'Aula, né
durante la mia Presidenza, né prima né, sono sicuro, dopo sarà
fatto questo.
Però, ha ragione l'onorevole De Luca quando dice una cosa, ma,
Presidente Schifani, a lei chi glielo fa fare di presentarsi come
continuità di Musumeci? Lei perché c'è qua? Parliamoci chiaro, se
lei doveva essere la continuità di Musumeci, lasciamo Musumeci Il
motivo per cui lei è qui è proprio perché il popolo siciliano
voleva il cambiamento.
Sinceramente devo dirle che tre errori sono stati fatti, e non
c'entrano ovviamente le persone, chiedo scusa per primo al mio
amico Aricò, ma gli assessori del Governo Musumeci non dovevano
entrare nel suo Governo perché sono la prova evidente della
continuità, quella che il popolo siciliano ci ha chiesto di
evitare. Diciamoci la verità perché è così
Io le parlo, forse per mancanza anche di tanti incontri, ma non ho
avuto possibilità di fare sino ad oggi e che faccio qui davanti a
tutti con grandissima serenità, perché come al solito parlo chiaro
e dico quello che penso. Ma oggi come oggi il popolo siciliano si
aspettava un Presidente che avesse una visione, che avesse una
visione diversa.
Lei ha parlato di cinema e le devo dire sinceramente che sono
felice che lei ne abbia parlato, ne avevamo parlato prima anche
insieme. Non c'è dubbio che l'industria cinematografica in Sicilia
sarebbe straordinariamente importante. Ma la visione, qual è la
visione? La visione è quella di chiamarsi l'Assessore alla
formazione e dirgli: da domani si fa formazione sugli elettricisti
di scena, sulle comparse, sugli sceneggiatori , che ne so Non più
sugli shampisti, non più sui parrucchieri come si è fatto fino ad
oggi per vent'anni consecutivamente.
Si chiama l'Assessore alle attività produttive e gli si dice di
mettere a disposizione i terreni per gli stabilimenti
cinematografici che possono venire qui, si vanno ad incontrare -
cosa che avevamo già fatto - che sono disponibili a venire, gli si
fanno delle offerte. Questa è la visione Sennò parlare di cinema,
mi piacerebbe il cinema Certo, ma come se non costruiamo un
sistema che poi di fatto aiuti queste persone a scegliere di venire
qua in Sicilia?
La stessa cosa la possiamo dire con tutto il resto. I beni
culturali - non c'è qui la mia amica Elvira - è uno degli
Assessorati più importanti che esista. D'accordo con lei che l'ha
lasciato per ultimo, non perché il meno importante ma perché
probabilmente è uno dei più importanti. I beni culturali, se non
c'è una visione, come li fa funzionare? L'Assessore per i beni
culturali - che sta arrivando ora e che ringrazio - ha una
responsabilità enorme: quella delle Sovraintendenze.
Allora, la visione di questo Governo qual è? Fotovoltaico sì o
fotovoltaico no? Eolico sì o eolico no? Bisogna che lei si chiami
le Sovrintendenze e dica l'indicazione, il programma di questo
Governo prevede fotovoltaico sì.
Da vent'anni - e lo dicevo a Musumeci continuamente ma parlavo col
muro - nessun Assessore dà le direttive ai dirigenti tanto che
ognuno camina ca sò testa, uno dice sì e uno dice no. Per cui, se
io ho presentato una domanda a Ragusa mi dicono sì, se la presento
a Siracusa mi dicono no perché il sovraintendente decide così.
Certo, perché non c'è una visione, perché non c'è un indirizzo che
viene dato dal Governo Purtroppo non c'è mai stato in questi anni,
ed era una delle cose che contestavo al signor Musumeci che
continuava però a fregarsene.
Lei ha dato la programmazione, ha ceduto la programmazione
all'Assessore Falcone. Mi posso permettere di dirle che è un grande
errore. La programmazione è la visione, è quello che il Presidente
della Regione ritiene di dovere fare per la sua Isola; se la cede
ad un altro il suo ruolo quale diventa? quello di Presidente del
condominio? No lei è il Presidente della Regione, è lei che deve
avere la visione su quello che si deve fare e, quindi, è lei che
deve chiamarsi Assessore per Assessore, dirigente, per dirigente
comunicandogli quali sono le direttive della politica, le direttive
del Governo regionale.
Quando lei ha dato la programmazione ad un altro Assessore, mi
permetto di dire facendo una battuta, è come il Ministro del mare
senza i pesci, si è tolto dalle mani quella che è la vera
possibilità di gestire la visione della Regione siciliana.
Mi è piaciuto molto quello che lei ha detto relativamente
all'importanza del Parlamento e al rispetto che avrà per il
Parlamento. Non ho dubbi che sarà così. Già ce lo dimostra e lo
dico a tutti i colleghi, ce lo dimostra già il fatto che è da
qualche ore seduto qua, cosa che non ci capitava di vedere prima,
questo già le fa onore solo, solo questo ma le c'ha l'esperienza di
Capogruppo prima, Presidente del Senato dopo, significa di vita del
Parlamento quindi sa quello che significa il Parlamento.
Sulla sanità Assessore Volo, ci sono una serie di cose da
rivedere. Io non mi permetterò di suggerirle perchè ho capito che
non sono graditi i suggerimenti specialmente quelli che vengono da
questa parte politica, quindi starò soltanto a guardare quello che
farete e mi permetterò di valutarlo con grande onestà e con grande
attenzione, ma non c'è dubbio che la dichiarazione del Presidente
Schifani sulla volontà di non, come dire, di non fare demagogia
sulla differenza tra pubblico e privato è già una dichiarazione
importante, ma la dovete mettere in atto, sennò abbiamo babbiato
sennò di che abbiamo parlato
Scusate, non è che mi porteresti un goccio d'acqua? Qua c'è, ma
c'è un bicchiere già sporco io il Covid non l'ho preso vorrei
evitare di prenderlo ora.
Io non ho niente contro questo Governo state tentando pure
disperatamente mi viene da ridere a dirlo, di far sì che io stia
all'opposizione non ci starò all'opposizione, lei è il primo
Presidente che io ho mai conosciuto di un Parlamento, di un
Governo, di una Giunta, che dal giorno dopo che è stato eletto ha
lavorato per restringere la sua maggioranza anziché per allargarla
come hanno sempre fatto tutti.
Allora, le do un altro consiglio: si faccia il Presidente della
Regione, non entri nelle beghe di partito, lasci i partiti lavorare
per i fatti suoi, non diventi capo corrente di un partito perché il
diventare capo corrente di un partito significa perdere una parte,
fare il Presidente della Regione significa fare il padre nobile
cercare di metterli d'accordo non fare il capo corrente perché
facendo il capo corrente per forza di cose lei perde qualcosa.
Ora le posso garantire che con la situazione internazionale che
c'è di problemi immensi di tipo energetico, di problemi io non so
se ne avete cognizione reale di quello che sta succedendo, ma io
temo fortemente di problemi seri dal punto di vista bellico, perché
non mi pare che questi signori siano intenzionati a mettersi
d'accordo. Ora, al di là di Lukoil, non Lukoil, di gas, non gas e
di quello che è, qua c'è una guerra in corso in Europa e non
succedevano da un po'di tempo, dall'89 in poi avevamo vissuto un
periodo in cui ci sembrava che le guerre in Europa non potessero
esserci più e invece improvvisamente ci sono di nuovo.
Io non so bene come finirà, non sono un esperto di questa materia
e, quindi, non capisco bene che tipo di suggerimento darle, ma non
c'è dubbio che su alcune cose anche il Governo della Regione deve
prendere una posizione.
Allora, se c'è una crisi energetica e non c'è una lira, non c'è un
euro, perché io ho visto questa manovra che è stata presentata di
variazione, ma quando ai Comuni diamo 20 milioni ma di che stiamo
parlando? E' come regalare un giocattolino ad uno che fa 18 anni
Cioè non gli serve, non gli servono, non hanno che farsene.
E allora, in un momento come questo, non sarebbe il caso, per
esempio, avendo una visione, di chiamarsi i dirigenti regionali e
dire ragazzi, più comuni si liberano dal problema delle energie,
attraverso gli impianti fotovoltaici, attraverso gli impianti
eolici, più contenti siamo ? Per cui per favore dite sì, laddove
non è proprio necessario dire no, per qualche motivo che
spiegherete, ma evitate il no tanto per rompere le scatole agli
imprenditori, in questo momento, in cui c'è un dramma vero sul
problema energetico in cui dalle famiglie alle imprese e ai comuni
siamo tutti in una situazione di difficoltà immensa perché non si
riesce a pagare la luce.
Ma, vivaddio, un segnale di questo genere lo dia, lo dia perché
siamo in una Terra che è disperata e che viene fuori da cinque anni
di presa per il culo' - scusate se lo dico, chiedo scusa alla
Presidenza - continua. E' arrivato l'assessore Falcone e allora
posso dire che io ho fiducia, perché comunque l'assessore Falcone è
più serio del precedente, non c'è nessun problema, ci fidiamo più
di lui e certamente è più serio e certamente non le racconterà
tutte le minchiate che sono state dette da Armao a quest'Aula. Se
c'è una cosa che si può fare dirà che si può fare, se non si può
fare dirà che non si può fare perché è sempre stato così, l'ha
fatto anche da Assessore alle infrastrutture, quindi ho fiducia in
lui. Non vorrei essere al suo posto, non so che competenza abbia,
però non c'è dubbio che è più serio.
Tutte le cose che abbiamo sentito, veramente incredibili che
abbiamo sentito in questi ultimi cinque anni non le sentiremo più,
però, una soluzione la dovete trovare. Allora, credimi, non lo amo
moltissimo ma è molto meglio di Armao, ti posso garantire e
comunque è più serio, come dicevo, è più serio, questo è sicuro.
Allora, presidente Schifani, io dico che noi oggi dobbiamo darci,
ripeto, degli obiettivi precisi, quando si inizieranno a fare,
assessore Falcone, gli incontri con lo Stato per gli accordi Stato
Regione. Io potevo solo gridare nella passata legislatura dicendo
che era una follia che a ogni accordo con lo Stato il primo punto
era tenere l'obbligo di non potere fare assunzione. Lei poco fa ha
detto una parola l'importante riduzione del personale, presidente
Schifani, è un'importante distruzione della Regione. Ormai la
Regione ha un numero di dipendenti non più utili, troppo basso e
poi ha una cosa che tutti voi forse non sapete e vi invito invece
ad andarla a vedere, cioè i dipendenti della Regione tutti, dal
commesso al direttore generale, hanno un'età media di sessantatré
anni; l'età media dei dipendenti regionali è di sessantatré anni.
Sono stato alla inaugurazione della sede di Milano di Google
Europa. Ho chiesto quanti erano. Seimila, cioè più della Regione e
l'età media è ventotto anni. Ma come si parlano questi? Ma come si
possono parlare? L'avete capito che c'è stata una rivoluzione
epocale col passaggio tra l'analogico e il digitale?
Metà di questo Governo è digitale ma l'altra metà è analogica, me
compreso che non faccio parte di questo Governo, ma chi è
analogico, cioè chi è fermo al passato, deve attrezzarsi perché non
possiamo bloccare tutto, perché la pensiamo diversamente dai
giovani. Oggi, i giovani la pensano non solo in maniera diversa ma
con un metodo diverso pensano metodicamente diverso, rispetto a
quello che facciamo noi; hanno una velocità che è pazzesca e noi
abbiamo fatto, assessore Turano, nella passata legislatura, il
click day, con nessuno in condizione di mettere un programma nuovo
e non sapeva come settare ed è fallito il click day.
Allora, Presidente Schifani, le do alcune notizie. La prima è che
sto in maggioranza, questo non ci tentate più di mandarmi
all'opposizione perché non ci riuscite, perché io sono stato
votato da gente di centrodestra e ho fatto la campagna elettorale
insieme a lei con cui abbiamo detto di essere gente di
centrodestra, che volevamo che vincesse le elezioni il Governo di
centrodestra, perché avevamo delle idee da proporre, alcune delle
quali lei ha accennato poco fa per questo mi sento anche di poterne
parlare con più serenità rispetto a quanto si poteva immaginare.
Tutti i giornalisti chissà che 'minchiate deve dire Miccichè' ora
su Schifani. Non devo dire niente su Schifani. Certo posso
accettare il fatto che lei ha deciso di restringere la sua
maggioranza facendo a meno di una parte, a mio avviso importante,
della sua maggioranza, facendosi capo corrente di un partito senza
che sinceramente nessun Presidente si può permettere di farlo.
Il Presidente deve essere padre nobile e non può essere capo
corrente. I capi corrente li lasci fare all'interno dei partiti.
Oggi il nostro Gruppo, che anche qui, levatevelo dalla testa che
diventiamo tre perché l'onorevole Calderone rimane qui per cui non
ci sono questo tipo di problemi e ve lo dico perché me l'ha detto,
me l'ha comunicato formalmente lui stamattina.
Siamo questi, possiamo solo aumentare. Che motivo avete di tenerci
fuori? Qual è la logica, qual è questa logica? Ho un filmato,
Presidente Schifani, del venerdì sera prima delle votazioni in cui
lei comunica a migliaia di persone 'io devo tutto a Miccichè'. Che
faccio etto stu filmato o me lo posso sarbare'. Me lo dica lei
che cosa ne devo fare di questo filmato.
Io come componenti del nostro Gruppo, è inutile dirlo è Forza
Italia vera, è Forza Italia che è quella che rimane Forza Italia,
per cui anche qui vi prego di evitare altre barzellette che tentate
di mettere in giro. Forza Italia può stare fuori dal Governo
regionale con un Presidente di Forza Italia? Lo dico ai suoi
alleati, lo dico a me stesso, lo dico anche alle opposizioni, ma lo
dico a lei. E allora le opposizioni non ne vogliono sapere. E
allora, Presidente Schifani, io la prego di ragionare con la sua
testa, di ragionare con la sua testa che funziona molto bene, con
la sua testa. Il venerdì sera lei ha parlato di me e con un'altra
testa il lunedì mattina ha detto cose diverse, incomprensibili.
Sinceramente come dire incomprensibili. Nessuno riesce a capire che
cosa sia successo nelle notti tra venerdì e lunedì. Ma io non lo
voglio sapere, non mi interessa e non sono qui a pietire. Non ne
voglio assessorati, non ne vogliamo assessorati. Questo deve essere
chiaro. Non siamo qui a pietire gli assessorati. Ci va benissimo il
lavoro di controllo che faremo senza pietà nei confronti dei suoi
assessori e di lei stesso.
PRESIDENTE. Presidente, la invito a concludere.
MICCICHÈ. Concludo immediatamente. Ma lo faremo per il bene della
Sicilia perché è l'unica cosa che ci interessa, l'unica cosa che mi
interessa e che interessa a me e ai miei colleghi è il bene della
Sicilia. Questo per il bene della Sicilia che Mancuso è riuscito a
prendere ventimila voti a Caltanissetta, è per il bene della
Sicilia che abbiamo fatto liste così forti tanto da avere il
quindici per cento che le ha consentito di vincere tranquillamente
la sua battaglia elettorale. E' per il bene della Sicilia che io
sto facendo questo intervento. Di resto non vogliamo niente.
Vogliamo solo il bene della Sicilia e sul bene della Sicilia le
garantisco che non le faremo sconti.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Allora, adesso sospendiamo la seduta per un'ora e subito, alla
riapertura dei lavori, sarà l'onorevole Dipasquale, alle ore15.30
in Aula, l'onorevole Dipasquale prenderà immediatamente la parola.
(La seduta, sospesa alle ore 14.39, è ripresa alle ore 15.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Mi raccomanda, l'onorevole Cracolici di aprire la
seduta. Grazie onorevole, io faccio tutto in diretta. Onore delle
armi, sì, da sempre. Grazie onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, colleghi parlamentari innanzitutto, Presidente, mi
permetta velocemente di dare una risposta al mio collega De Luca.
E' una risposta veloce. Io, ovviamente, collega e amico anche
perché voglio dire al collega De Luca che noi condividiamo una
grande responsabilità, che è quella dell'opposizione.
I nostri partiti sono stati chiamate a svolgere questo ruolo di
opposizione e quello che, secondo me, secondo noi dobbiamo fare, è
anche mantenere unito questo fronte. Anche perché non c'è motivo di
rivolgersi nei confronti del Partito Democratico con forme di
accuse, di inciuci, di altro quando il Partito Democratico sulla
votazione del Presidente è stato chiarissimo, cioè l'unico partito
che ha votato, ogni deputato ha votato per se stesso proprio perché
non abbiamo partecipato, e lo volevamo anche palesare, alla
votazione del Presidente.
E poi col Partito Democratico non può avere nessuna forma di
rancore sulle elezioni del Questore. Il questore Dipasquale è stato
eletto solamente con i voti del Partito Democratico e del Movimento
Cinque Stelle, gli undici voti del Partito Democratico e gli undici
del Movimento Cinque Stelle hanno determinato l'elezione del
Questore, ci sono stati tre voti in più, ma non erano necessari per
determinare il Questore. Quindi, questa forma di rancore non la
deve avere perché noi ringraziamo chi ci ha votato dalla
maggioranza, ma solo con i voti del Partito Democratico e del
Movimento Cinque Stelle noi andavamo ad eleggere il Questore.
Fatto questo chiarimento, non a caso non siamo intervenuti sulla
stampa perché non vogliamo alimentare nessuna polemica tanto meno
con le forze di opposizione, io ho ascoltato con attenzione
l'intervento del Presidente Schifani che, ovviamente, saluto.
Auguro, auguriamo un buon lavoro.
Il Partito Democratico è all'opposizione, è all'opposizione, lo
hanno voluto gli elettori e noi con impegno e con serietà
svolgeremo questo ruolo. Lo svolgeremo come l'abbiamo svolto già
nella scorsa elezione, nella scorsa legislatura. Nella scorsa
legislatura è andata malissimo qui, caro Presidente.
Mi permetto di ricordarlo che lei è continuità di quella
coalizione e, quindi, alcuni toni, alcune già dichiarazioni "Noi
non abbiamo, abbiamo ereditato". No Voi siete frutto della vostra
stessa coalizione, quindi su questo glielo ricorderò, glielo
ricorderemo tutte le volte che lei lo dirà.
Si è conclusa la scorsa legislatura, dove ha governato il
centrodestra, ora ci siete voi che rappresentate la continuità e
molte delle persone che siedono accanto a lei ne hanno condiviso
programma, progetto o tra i banchi della maggioranza o anche tra i
banchi del Governo, quindi siete la continuità di voi stessi.
Lei ha detto: "Non saremo subalterni al Governo nazionale", io me
lo auguro, la Sicilia ne ha bisogno. I primi segnali ci fanno
pensare cosa diversa, cioè quando un Governo nazionale, quando gli
esponenti del Governo nazionale riescono a condizionare questa
maggioranza - e purtroppo lei nella nomina degli assessori per
quello che è successo e non solo - riescono a condizionare anche
nelle contrapposizioni interne ai singoli partiti, perché alcune
cose non dimentichi che la Sicilia e i siciliani le hanno regalato
la vittoria alla Presidenza ma anche una maggioranza.
Lei ha una maggioranza solida, ha avuto una maggioranza solida di
quaranta parlamentari, lei ha il dovere di mantenere questa
maggioranza e di portarla fino alla fine. Non ne ha scuse, non ha
nessun alibi Presidente, perché quando verrà qui, l'ha detto lei
stesso per l'elezione della Presidenza dell'Assemblea: "Se io non
dovessi avere la maggioranza sono pronto a dimettermi". Questo lei
l'ha dichiarato e io gliela ricorderò tutti i giorni questa cosa,
quindi occhio con la maggioranza e lavori per mantenersela la
maggioranza.
Noi siamo pronti, non abbiamo intenzione di far mancare il nostro
apporto alle cose importanti per la Sicilia, ma lei ha il dovere di
sapersi mantenere la maggioranza che gli è stata data dagli
elettori e prima di cercare le forze di opposizione deve
presentarsi a quest'Aula con le forze di maggioranza, perché
altrimenti a lei rimane solamente un passo che è quello delle
dimissioni.
Lei ha parlato delle riforme, ma io me lo auguro che voi facciate
le riforme, ce li aspettiamo da cinque anni, la vostra coalizione
che ha governato cinque anni non solo per la Via-Vas - io la
condivido questa riflessione - ma la riforma per la forestazione,
la riforma per i consorzi di bonifica, la riforma della casa, la
riforma della Pubblica amministrazione della Macchina regionale e
della dirigenza, tutte quelle riforme che la Sicilia si aspettava
da voi in cinque anni e non siete riuscite a farle.
Avete ora altri cinque anni di tempo, alibi zero, per favore la
supplico Presidente non venga più a raccontare qui dentro la
favoletta di chi c'è stato prima e neanche del Governo nazionale,
voi ritenete appunto di avere questa libertà, questa forza; battete
i pugni, siate forti, determinati e portate risultati, a noi altre
cose non le dovete raccontare.
Su due cose voglio soffermarmi, la relazione che lei ha fatto,
glielo dico sinceramente mi aspettavo di più, l'ho vista piena di
tantissime cose che ritengo ovvie, essenziali, ordinaria
amministrazione.
Io dal suo spessore, dalla sua personalità mi aspettavo una
relazione programmatica, qui in Aula - anche perché ha parlato per
più di un'ora - dove doveva uscire fuori una visione.
Sì, è vero, abbiamo un problema con le Isole per i biglietti, ma
io mi aspettavo che sulle Isole lei avesse parlato delle
portualità, cioè io ho una visione sulle portualità, io ho una
visione sul diporto; noi ancora abbiamo Isole: le Egadi, le Eolie,
Pantelleria che sono senza approdi turistici, lei non ha neanche
un'idea di cos'è il mare, neanche un'idea su cosa sono gli approdi
turistici, che non sono solo gli approdi nautici, il problema è che
a volte... io mi fermo Presidente, perché come ho seguito
l'intervento del Presidente Schifani con attenzione, gradisco che
l'Assessore Falcone deve apprendere bene a fare la sua parte e a
stare in silenzio anche in quest'Aula, così come spesso facciamo
noi, piano piano glielo trasmetteremo.
CRACOLICI. E' la parte migliore di Falcone.
DIPASQUALE. Signor Presidente, purtroppo quante volte nelle isole
gli studenti non sono in grado di potere andare a scuola perché non
hanno neanche la possibilità di un approdo sicuro e devono cambiare
lato dell'isola, quindi mi aspettavo anche su questo una
progettualità, le portualità in generale, nautiche, l'ho vista
debole, l'ho vista senza visione, l'ho vista piena di tante cose
che rappresentano l'ordinaria amministrazione; del ponte non voglio
neanche parlare, glielo sento dire e ve lo sento dire questa cosa
da decenni, dai tempi e del 61 a 0 e tutte queste cose e ancora,
quindi, fatelo il ponte, se arriverà vi vedremo "bravi" ma io non
ci credo.
Due cose, invece, importanti su cui mi voglio soffermare, noi ci
siamo e siamo partito di proposta, su due cose diventiamo un
partito di lotta e pronti a fare di tutto, ad occupare ospedali,
occupare assessorati, questa sanità che voi avete ereditato dal
vostro stesso lavoro, è una sanità catastrofica.
Lei ha chiesto scusa e ha fatto bene, dovrebbero farlo anche i
componenti della sua stessa maggioranza che hanno governato per
cinque anni, perché non è possibile che chi arrivi a un pronto
soccorso e si deve aspettare fino a 60 ore, non è possibile che
chi deve fare una risonanza magnetica, anche per malattie
importanti, deve aspettare sei, sette mesi, non è possibile che chi
deve fare un intervento chirurgico importante, anche per malattia
oncologica, deve aspettare mesi e mesi e può morire. Non è
possibile che chi ha bisogno della sanità pubblica la soluzione la
debba trovare nella sanità privata, infatti, su questo io mi sono
preoccupato del suo intervento.
Veda, sanità privata benissimo, ma fin quando è forte la sanità
pubblica, i nostri sforzi, Presidente, devono essere al massimo
sulla sanità intanto pubblica, e la soluzione non è rafforzare la
sanità privata, assolutamente noi non lo condividiamo, quindi su
questo i tempi sono scaduti. Risposte immediate, riorganizzazione,
perché lì noi diventeremo partito di lotta, partito di lotta,
sconti non ne faremo più, è da cinque anni che noi subiamo questa
sanità che non è un problema di tutta Italia, questo è un problema
della Sicilia, perché nel resto d'Italia, così come le cose che
succedono in Sicilia non succedono nel resto d'Italia.
E poi i rifiuti, se i rifiuti vanno fuori non è che la colpa è del
Partito Democratico, avete governato voi, e in cinque anni non
avete fatto un impianto, in cinque anni non avete fatto una
struttura, non un termovalorizzatore - condivisibile o no -
potevate fare tutto quello che volevate fare e non l'avete fatto, e
quindi ora siamo costretti a portare i rifiuti fuori per colpa
vostra, mettendo in condizione i comuni di avere difficoltà
immense.
Quindi su queste due cose, anche su questo diventiamo partito di
lotta.
Noi siamo disponibili al massimo su tutto, collaborazione grande,
ma su questi due temi veramente vi dovete fare arrivare i piedi
dietro, e vogliamo risposte certe, immediate e veloci.
Sulla composizione della Giunta, lei si è presentato con questa
Giunta, io le auguro un buon lavoro, ma mi sembra più debole di
quella che aveva Musumeci e mi creda che mi costa dirla questa
cosa, ma mi sembra veramente più debole. Magari poi in corso
d'opera dimostreranno cose diverse.
Ha fatto un cenno sulle energie alternative, manca un piano, un
piano, abbiamo bisogno di capire qual è il piano che la Sicilia
voglia adottare per le energie alternative, e va bene tutto, va
bene l'eolico, va bene il fotovoltaico, ma non va bene ovunque, non
va bene nei terreni irrigui, non va bene ovunque a mare, la prego
di attenzionare l'off-shore, io già l'ho detto in quest'Aula, non è
possibile che la Sicilia abbia tre, quattro, cinque mega campi di
fotovoltaico off-shore, Presidente non è possibile
Dobbiamo dare il nostro contributo, ok uno, ma la Sicilia lei non
la può pensare circondata dai campi off-shore di fotovoltaico,
quindi la prego di attenzionare questo e dobbiamo tutti insieme
avere le idee chiare su che tipo di intervento fare.
Spirito costruttivo, chiarendo quali sono le cose su cui non
intendiamo fare un passo indietro.
Mi fa piacere una cosa che lei ha detto, e concludo per lasciare
spazio al mio collega: grande attenzione al Parlamento, il suo
predecessore non ha avuto neanche quello, noi ci aspettiamo
risposte veloci per le interrogazioni, la prego risposte veloci e
presenza in Aula il suo predecessore non era presente, quasi sempre
assente e le risposte alle interrogazioni anche di anni, questo,
Presidente, non deve più accadere e dopo quello che ha detto nelle
sue dichiarazioni, che lei è per l'attenzione al Parlamento, io
sono sicuro che questo non accadrà.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marchetta. Ne ha
facoltà.
Gentilmente un deputato segretario che sostituisca l'onorevole
Marchetta.
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
guidato dal Presidente Schifani e il Parlamento regionale eletto in
questa tornata elettorale, devono rappresentare un punto di
riferimento certo per i siciliani.
Oggi più che mai bisogna ricordare che la nostra Regione siciliana
e non Sicilia, questa non è una questione meramente formale ma ha
un significato più profondo, dai padri dello Statuto è stato
preferito l'aggettivo al sostantivo, perché la Regione siciliana
non costituisce per gentile concessione dello Stato una comunità
politica ma è derivata da una comunità nazionale o comunque storica
e geopolitica che le preesiste e che trova la propria prima
legittimazione nel popolo siciliano e nella sua storia.
Noi abbiamo un Presidente e non un governatore, dobbiamo
sottolineare l'identità unica e straordinaria di un popolo che è
stato sempre al centro della storia e che merita delle risposte dai
suoi rappresentanti.
E' necessario che la politica cambi i passi in Sicilia, una
politica chi si occupi dei problemi dei siciliani e soprattutto
della povertà che continua a crescere.
I cittadini hanno dato fiducia a questo Parlamento, ma è chiaro
che dobbiamo essere conseguenziali a tutto ciò che è stato detto da
partiti e movimenti durante la campagna elettorale, voglio
sottolineare con soddisfazione la presenza di 13 donne in
quest'Assemblea, ciò ci deve riempire di orgoglio e di
responsabilità nei confronti di tutte quelle donne siciliane che si
aspettano un cambiamento, attraverso un'azione politica volta alla
tutela delle mamme, delle casalinghe e di tutte quelle donne che
molto spesso non trovano la giusta tutela nelle istituzioni.
Ritengo sia necessario costruire una nuova stagione politica in
cui i politici e cittadini collaborino per costruire una Sicilia
che attraverso una classe politica ed accolta sappia guardare alle
persone meno fortunate e che vivono una situazione di disagio
sociale.
La politica deve essere strumento al servizio della collettività,
sono convinta che il Governo guidato dall'onorevole Presidente
Schifani non porterà avanti quella politica deleteria di potere per
il potere ma una politica di servizio perché la politica, non
dimentichiamolo è servizio.
La Sicilia vive molti problemi ma quelli che vanno affrontati
nell'immediato riguardano, a mio avviso, la grave crisi che
attraversa la nostra agricoltura, l'artigianato il commercio e la
sanità.
Ritengo che la maggioranza debba sostenere una politica diretta
alla tutela e al potenziamento delle piccole e medie imprese siano
esse commerciali, artigianali, agricole, perché rappresentano il
cuore della nostra economia.
Presidente Schifani, mi permetto di suggerirle che si deve
lavorare per fare diventare le aree industriali i siciliani aree
franche in modo tale da far rientrare le migliaia di aziende
emigrate all'estero, perché soffocate dalle tasse.
Ritengo che questo Parlamento, debba avvalersi dei principi di
equità e solidarietà per contrastare un qualunquismo di egoismi e
malaffare ripristinando così il rispetto delle regole.
Un popolo che perde la speranza e la fiducia nel prossimo è un
popolo destinato a morire economicamente, culturalmente e
spiritualmente.
Cerchiamo di riaccendere la fiducia del popolo siciliano nella
buona politica.
Vorrei sottolineare come le politiche sbagliate non abbiano reso
protagoniste le bellezze dei nostri territori anche delle piccole
comunità che potrebbero rappresentare una grossa occasione per il
turismo e, quindi, per la nostra economia.
La Regione siciliana deve creare delle condizioni adeguate per far
sì che i nostri produttori abbiano la possibilità di trovare nuovi
mercati, per questa ragione propongo che l'Assessore alle Attività
Produttive venga assegnata anche la delega delle politiche estere.
Con le elezioni dell'Ufficio di Presidenza e delle Commissioni
parlamentari finalmente si può iniziare a lavorare per lo sviluppo
della nostra Isola. Vorrei soffermarmi su quanto sia fondamentale
avere la capacità di sapere indirizzare bene le somme del PNRR in
settori che possano consentire la crescita socio-economica della
nostra Sicilia. L'ultimo report della Fondazione OpenPolis attesta
che la Sicilia è la principale beneficiaria dei fondi del PNRR.
Desta amarezza notare come i progetti presentati sono stati pochi,
una rarità quelli andati a buon fine e frequenti progetti bocciati.
Ciò dimostra notevoli lacune della presentazione di questi
progetti. Serve capacità organizzativa e di progettazione.
Un ruolo importante in questo ce l'hanno i dipendenti della
Regione siciliana ed in particolare i direttori generali. Sono
certa che se indirizzati bene potranno fare bene. Ricordiamoci che
le vittime delle distrazioni o negligenze sono i cittadini che
hanno riposto in noi fiducia, per cui sollecitiamo a far bene.
Cari colleghi, per portare avanti una politica che tenga conto dei
bisogni complessivi dei siciliani, dobbiamo aprirci ad un confronto
democratico con la minoranza parlamentare.
Non dobbiamo dimenticare i giovani.
Noi abbiamo un dovere importante che è quello di creare attraverso
la nostra azione politica un futuro per i giovani. Che mondo gli
stiamo lasciando? Io che sono mamma e mamma di cinque i figli non
posso stare a guardare, come non potete stare a guardare voi, cari
colleghi. Sono certa che il nostro Presidente sia sufficientemente
consapevole e orientato e saprà affrontare con determinazione gli
impegni assunti e che metterà al primo posto la persona e non solo
il profitto così come dice Papa Francesco.
Che Gesù possa aiutarci in questo nostro percorso di parlamentari
e ci consenta di dare risposte che i nostri cittadini si
aspettano'. Infine consentitemi di rivolgere un saluto a tutti i
siciliani. Grazie a quanti hanno prestato attenzione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marchetta.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente della Regione, Presidente dell'Assemblea,
colleghi, sono 67 giorni, dal giorno in cui è stato eletto il nuovo
Presidente della Regione e questa Assemblea e devo dire che,
seppure sono passati oltre due mesi, normalmente il primo giorno
di scuola cioè nel caso in specie è la prima vera seduta del
Parlamento in cui si affrontano nodi e questioni che riguardano la
vita dei siciliani, coincide sempre, almeno a mia memoria è sempre
stato così in una sorta di giorno di festa c'è la luna di miele,
un Governo appena eletto, l'entusiasmo, l'ambizione e anche la
passione del cominciare a fare le cose.
E devo dirle che con grande onestà, ascoltando la sua introduzione
e poi e anche alcuni interventi di colleghi, compresi quelli di
maggioranza, sia quella formale, sostanziale, sia quella che si è
dovuta autodichiarare maggioranza per una condizione politica che
si è determinata nella sua maggioranza, non mi pare che stiamo
vivendo un giorno di festa, anzi, si è parlato di assenza di
visione, una difficoltà a dare il senso di una missione da offrire
ai siciliani con l'operato di questo Governo.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
Ascoltandola ho avuto la sensazione di un discorso fatto da una
persona che è come se avesse osservato la Sicilia da un aereo,
guardandola da lontano, limitandosi a individuare dall'osservazione
lontana i titoli dei problemi sui quali, credo che nessuno in
quest'Aula, può essere in disaccordo.
Per la verità ce n'era qualcuno che mancava, è stato citato da
altri miei colleghi, i forestali, i consorzi di bonifica, ne
aggiungo uno io, il credito che è una delle condizioni essenziali,
una leva fondamentale per lo sviluppo di questa nostra Isola ma, al
di là della distanza e dei titoli, senza indicare la benché minima
soluzione, linea di marcia, l'obiettivo se non per la sanità con un
generico, come dire, intreccio tra pubblico e privato che vorremmo
capire come, in quale modalità, per il resto come dire enunciazione
di principio che è come dire che tutti vogliamo bene alla mamma.
Nessuno di noi credo che potrà sottrarsi da un giudizio di voler
bene la propria mamma.
Presidente, noi ci saremmo un po'aspettati che proprio il primo
giorno di scuola lei, entrando in quest'Aula, avesse anche avuto,
come dire, l'orgoglio, l'ambizione, la passione di dirci che gli 8
miliardi circa che sono destinati alla nostra isola tra i fondi
PNRR tra i fondi europei, tra i fondi nazionali, tra i fondi di cui
si parla poco della rimodulazione delle vecchie programmazioni, i
cosiddetti fondi liberati, ci avesse in qualche modo indicato la
strada, l'obiettivo, le linee guida attraverso le quali provare a
rifare la Sicilia, perché io credo che oggi chi si candida a
governare quest'isola non può avere come ambizione di galleggiare
sull'esistente, perché lo diceva qualcun altro, è come ballare sul
Titanic.
Occorre rifarla la Sicilia, rifarla nella sua macchina
amministrativa e io condivido. Sono stato tra quelli che ha detto
durante la campagna elettorale che chiunque avesse vinto, chiunque,
destra, sinistra, autonomisti, il primo obiettivo che doveva
perseguire era creare le condizioni perché entro un anno questa
macchina regionale si dotasse di almeno mille nuove unità
qualificate che dessero, come dire, respiro e slancio non solo dal
punto di vista generazionale ma anche per nuove competenze digitali
tecnologiche, di competenze giuridico-contabili che dessero,
insomma, a questa regione il senso del suo futuro. Ma tutto questo
appare, come dire, un ragionamento nebuloso che si è perso appunto
nei titoli, solo che a forza di parlare di titoli, inevitabilmente,
il suo discorso è finito ai titoli di coda, cioè nel senso che non
c'è l'idea di come cambiarla questa Sicilia, riorganizzarla,
ridargli un nuovo slancio e dare anche un senso e una missione a
chi ci lavora per questa regione, perché credo che la prima grande
riforma è quella di rimotivare la macchina di questa regione a fare
le cose perché oggi noi viviamo un tempo nel quale spesso nella
macchina amministrativa di questa regione prevale il non fare come
elemento di tutela e di difesa, rispetto al fare perché il fare
determina responsabilità, rischi e, in alcuni casi, il troppo fare
coincide spesso anche con fenomeni corruttivi come i fatti di
cronaca ci hanno testimoniato nelle ultime settimane.
Io ho apprezzato che lei ha posto il tema della lotta alla
corruzione, ma la lotta alla corruzione non si fa con gli appelli,
né chiamando i dirigenti a ruotare il personale, quella è una
misura tra le tante.
La lotta alla corruzione si fa con le procedure, si fa
individuando con rigore l'ordine cronologico, si fa con
l'informatizzazione, si fa con i protocolli digitali, si fa con una
macchina che si attrezza a rendere difficile la vita di chi
vorrebbe, in qualche modo, esercitare un potere di intermediazione.
Si fa riformando la Regione.
Ed è con questo spirito che io mi auguro che il suo Governo che,
devo dirle sinceramente, non mi pare che sia un Governo che sia
nato con l'ambizione di essere un Governo che guida la Legislatura
per intero e la traghetti rispetto a nuovi obiettivi, ho la
sensazione più che è chiamato a galleggiare, a gestire quello che
c'è, vediamo come si può fare, aggiustiamo qui, aggiustiamo lì, ma
senza quel senso e quell'obiettivo che, io credo, serva a noi tutti
siciliani.
Vede, onorevole Presidente, col nuovo Governo di centrodestra
nazionale dopo pochissimi giorni è ripiombata improvvisamente
l'emergenza immigrazione come tema dominante nel rapporto con
l'opinione pubblica, per cui stavamo per essere invasi da centinaia
se non migliaia di immigrati soprattutto in Sicilia e, quindi,
ancora una volta un depistaggio di massa per non parlare dei grandi
problemi. Il primo, da siciliano, quanti sono i siciliani che sono
andati via in questi ultimi anni? I nostri ragazzi, le nostre
ragazze. Questi numeri nessuno li dà. Sappiamo quanti arrivano a
Lampedusa, quanti sono gli sbarchi, ma quanti sono i nostri figli,
i nostri nipoti che vanno via perché in Sicilia si è persa la
speranza?
E' questo un tema per cui la politica tutta, Governo, opposizioni,
Parlamento, forze politiche, forze sociali, chiamare la Sicilia a
un grande patto di rigenerazione di una speranza, non crede che sia
questa la principale missione che chi si pone oggi alla guida di
questa Regione dovrebbe indicare a tutti i siciliani e su questo
sfidarli sulla collocazione, sulle modalità degli interventi da
realizzare?
Invece, ripeto, la sensazione che è prevalsa la logica del
vivacchiare, del sopravvivere a se stessi, vediamo quanto dura,
vediamo quanto dura.
Perché non c'è dubbio che un Governo che appena nato è già in
crisi perché una parte della sua maggioranza non risponde al
criterio di maggioranza, inevitabilmente nel corso di questa
Legislatura non potrà che aggravare la propria condizione, anche
per l'esperienza che ognuno di noi ha e ci sono tanti colleghi
assessori che fanno i parlamentari da molti anni e sanno che un
Governo inevitabilmente logora il rapporto con una parte della sua
maggioranza. Se si è logorato sin dal primo giorno, cosa ci aspetta
nelle prossime settimane?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Che sei precipitoso
CRACOLICI. No, non è precipitazione né, come dire, visione
pessimista. E' realismo, perché la politica serve anche a prevenire
alcuni scenari e io sento che qui ci stiamo infilando in una
gestione della crisi con un Governo già in crisi.
Spetta a lei dimostrare che noi ci sbagliamo, spetta a lei
dimostrare che col fare, non con le chiacchiere con cui abbiamo
convissuto in quei cinque anni, il Governo che io personalmente ho
definito il Governo tutto chiacchiere e distintivo, perché si dava
alla roboante retorica del dire ma senza nulla fare, senza nulla
fare.
Non è un caso che anche lei ha parlato da un lato di prosecuzione
di quell'esperienza, dall'altro lato di eredità da quella
esperienza e io gliene dico solo una, Presidente, e chiudo.
L'eredità che ci lascia il Governo che l'ha preceduta è che oggi
la condizione della sanità siciliana è drammaticamente peggiorata,
non solo per la condizione delle strutture sanitarie e gli
ospedali, dove i medici vengono aggrediti nei Pronto soccorso
perché la gente è esasperata e disperata perché non riceve non
riesce a ricevere più nei tempi "normali" quella sicurezza di avere
le prestazioni, addirittura di essere ascoltata.
Ma c'è un altro fenomeno ancora più grave. Lei ha citato la
signora con una bambina o un bambino affetto da malattie
oncologiche a cui una struttura di Palermo ha detto che l'esame
diagnostico per valutare la tipologia del male, avvenisse nel mese
di aprile credo, cioè stiamo parlando di sei mesi dopo per le
cosiddette patologie urgenti, si figuri quello che c'è per i non
urgenti.
Ecco credo che oggi, pensare che in Sicilia la risposta a tutto
questo sia una pacca sulle spalle o una mera solidarietà a chi
subisce un torto, beh penso che ci stiamo prendendo in giro. C'è un
grande problema, su questo gliel'ho detto anche personalmente:
vogliamo aprire una sfida con i privati? Facciamolo. I privati
esistono già, sono accreditati, allora tutte le prestazioni
diagnostiche che oggi devono essere garantite dai privati
accreditati devono rientrare nei Cup, qualunque cittadino deve
poter chiedere di avere una prestazione ed il sistema sanitario non
solo quello pubblico, ma anche quello privato, deve stare dentro il
sistema e il cittadino deve potere avere la prestazione al di là
del chi gliela dà, perché non è accettabile che il pubblico non si
può scegliere il malato, mentre il privato se lo sceglie, e quindi
tu sì e tu no, se hai l'amico in una struttura privata passi prima,
se non hai l'amico ti rivolgi alla struttura pubblica e fai la fine
di quella signora che aspetta sei mesi per sapere se sua figlia ha
una patologia a rischio vita con il sistema pubblico che non è più
in grado di offrire alcuna soluzione.
Le cose si possono fare; il problema è la passione, la tenacia, la
durezza con la quale si vuole governare questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà. Le chiedo
di rispettare i tempi, onorevole.
CARTA. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, è chiaro che non inizio con le premesse questa
discussione, Presidente, perché per una volta vorrei iniziare al
contrario di come si iniziano le discussioni. Vorrei iniziare
ringraziandola per l'attenzione che ha per il polo industriale
siracusano, è un'attenzione che a cui non ne eravamo abituati,
un'attenzione a cui la provincia di Siracusa e precisamente il
comune di Melilli, di cui sono sindaco, e il comune di Priolo e il
comune di Augusta, sono stati diciamo a guardare per molti anni il
Governo regionale che faceva tutt'altro che quello che sta facendo
questo Governo regionale.
La devo ringraziare, Presidente, perché devo dire che
l'attenzione, fin da quando il suo insediamento ha fatto ingresso
in quest'Aula, si è discusso in tutti i giornali della questione
Lukoil e quella parte della Sicilia ha guardato questo Governo con
attenzione e soprattutto con soddisfazione perché finalmente ci
stiamo dedicando a una parte della Sicilia che forse per troppo
tempo e tanto tempo, Presidente, non è stata osservata, guardata e
a dir poco vediamo anche le questioni giudiziarie nemmeno
controllata.
Io devo necessariamente portare le sue parole su questa
discussione; lei ha detto di guardare avanti. Presidente, la invito
ad andare avanti su questa questione e occuparsi del caso Lukoil
con la stessa attenzione con cui in questi giorni vi state
occupando dei conti pubblici di questo Governo e dei conti pubblici
del Governo Schifani.
E' chiaro che la Regione non è stata protagonista nelle scelte
industriali e nelle scelte strategiche che oggi vedono alcuni
Gruppi parlamentari appena nati di questo assise, di questo
Consiglio regionale che chiedono una Commissione di vigilanza.
Commissione di vigilanza di che? Le carte sono sequestrate, caro
Presidente, non c'è niente da vigilare, c'è da aspettare che la
Procura della Repubblica cessi le indagini e affronti l'incidente
probatorio sulla questione dello Ias a cui invito pure a non dare
spazio, che nel caso in cui dovesse rimanere in piedi la macchina
che produce e benzine e additivi in Sicilia, non dovrebbe chiudere
perché non può scaricare le acque e non può depurare.
Questa è l'attenzione che le chiedo per una parte della Sicilia,
Presidente, che ha visto per troppo tempo viaggi e convegni e per
poco tempo leggi e, soprattutto, attuazione di norme che tutelano
l'industria e che tutelano l'ambiente e che tutelano, soprattutto,
quella parte della Sicilia che oggi è produttore di energia e di
benzine per tutta l'Italia, perché dai dati e dalle statistiche che
ci vengono rappresentate a noi sindaci, io svolgo il triplo ruolo,
Presidente, di Presidente della Commissione ambiente di questa
Assemblea, di sindaco del comune di Melilli e di deputato e le
posso garantire che in tutti e tre i ruoli i numeri dicono che in
Italia il 20 per cento dei carburanti viene da quella zona, che
senza quelle centrali la Sicilia non ha garantito la stabilità
sulla rete elettrica della nostra Regione.
Quindi, per una volta continuo a dire che saremo attenti a questa
tematica, non in modo violento come ha detto l'onorevole De Luca,
ma con un atteggiamento e una ferocia che forse mai, prima d'ora,
in questo Parlamento e con la stessa attenzione che abbiamo avuto
fino ad adesso a quello che stesse facendo il Governo e in che in
maniera si stesse avvicinando e affacciando ad una questione così
importante per il nostro Stato e per la nostra Regione.
Presidente, mi sento siciliano come lei e le chiedo, da padre di
famiglia, nonché dipendente di quella zona industriale: noi abbiamo
paura E se ricordiamo i siciliani che hanno chiesto a questo
popolo di non avere paura, la invito a darci la possibilità, con il
suo Governo e i suoi
Assessori, di diventare protagonisti e di togliere la paura alle 10
mila famiglie che oggi in provincia di Siracusa hanno la paura di
non potere mantenere i propri figli all'università, hanno la paura
di non potere pagare i debiti perché le banche, non è che si sono
limitate ad avere paura che poi fossero sanzionate dall'Occidente,
nemmeno il credito ai dipendenti della Lukoil incominciano a dare,
quindi si sta piegando il sistema sociale della mia provincia, si
sta piegando il sistema sociale della mia città e da padre di
famiglia e cittadino del comune di Melilli e abitante, nonché
lavoratore in aspettativa della zona industriale, le chiedo con la
sua esperienza, con le sue capacità e con quello che ha dimostrato
nella sua vita, di occuparsi della faccenda Lukoil come se fosse
l'obiettivo principale di questa amministrazione regionale e di
chiedere, con tutto quello che può determinare la sua forza
politica per la nostra maggioranza, e mi sento autorevole tanto
quanto gli altri colleghi di maggioranza a supportarla e aiutarla
nella guida verso questo Governo e verso questa amministrazione
regionale che la vede attivamente impegnato in questi mesi.
Io l'ho vista in azione a Roma durante la riunione insieme
all'assessore Tamajo ed al Ministro Urso e ho compreso bene che il
Governo nazionale si sta impegnando perché la faccenda Lukoil sia,
diciamo, al tavolo come oggetto principale del Governo nazionale.
Ma chiedo a lei, Presidente, anche quando finirà questa riunione,
anche quando finirà questo momento, di attivarsi affinché la
Regione siciliana, il Governo Schifani, questa maggioranza sia
protagonista per la continuazione dello scopo e per la
continuazione di quell'occupazione che è determinante per la vita
sociale della Sicilia orientale.
Termino, caro Presidente, ricordandole che a Palermo c'è stato il
sacco tanto tempo fa, io incomincio ad intravedere a Priolo il
sacco Lukoil perché è impossibile comprendere come relativamente
ad un'emergenza annunciata circa sei mesi fa, oggi, a quattro
giorni dalla scadenza dei termini per l'inizio dell'embargo del
petrolio, siamo qui a discutere di quale sia la capacità del
Governo nazionale, quale sia la capacità di intravedere una
soluzione per settemila famiglie.
Ebbene Presidente, noi siamo, come Gruppo Popolari e Autonomisti,
alla ricerca di quella autonomia che possa darci ancora in Sicilia
la garanzia, la tecnica, la regola che possa determinare, ancora
una volta, il primato come Regione e non i posti nelle ultime
classifiche.
Siamo alle porte di un disastro, io comprendo benissimo la
responsabilità di questo Governo che è all'inizio di questa
vicenda, e che se ne sta occupando da poco, ma le posso dire che
con il suo stesso stile, quando ha detto di non parlare del
passato, non ne parlerò nemmeno io. Però, Presidente, carissimi
Assessori, la faccenda Lukoil, la faccenda Ias, spero che diventino
oggetto principale di questo Governo e che diventino - e glielo
dico questo in ultimo da padre di famiglia -, Presidente, che
diventino il primo punto del suo obiettivo giornaliero, perché a
breve, a non meno e di 50 ore avremo 10 mila disoccupati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Buongiorno signor Presidente, Presidente
Schifani, Governo, colleghi e soprattutto cittadini. Presidente
Schifani, ho ascoltato con grande attenzione il suo discorso e
francamente non mi aspettavo nulla di diverso. Poche idee, ben
confuse, ma soprattutto un film già visto, non mi sento di dire
diversamente; un film già visto che vede come protagonista l'ex
Presidente della Regione che quelle rare volte che veniva qui in
Assemblea ci raccontava di quello che avrebbe voluto fare, ma di
quello che fondamentalmente non ha mai fatto. Sono storiche e
ricorrenti le sue frasi quando diceva "... io con queste mani ho
gestito miliardi...", ma fondamentalmente non si è mai capito cosa
ha fatto con quei miliardi, perché la Sicilia - ci dice l'ultimo
rapporto Svimez - quando cresce, cresce meno delle altre Regioni -
peggio di noi solo il Molise, che, con tutto il rispetto, non ha le
nostre potenzialità - quando cresciamo, cresciamo molto di meno.
Vede, Presidente, da questo punto di vista quindi ci si deve
mettere d'accordo: se si illustra un risultato che si vuole
raggiungere, dobbiamo avere anche chiaro e dobbiamo raccontare ai
siciliani come lo vogliamo raggiungere.
Ho apprezzato il suo riferimento iniziale alla lotta alla mafia e
alla ricerca di soluzioni all'annoso problema della corruzione. Qui
statisticamente si vede la Sicilia al massimo dei livelli di
corruttibilità e di corruzione. Però, vede, la soluzione non può
essere nel fare qualche riunione, ma dobbiamo incidere sui
procedimenti amministrativi e sulla trasparenza. Diversamente sono
semplicemente bei discorsi che credo che un Presidente come lei che
inizia a scrivere una nuova pagina di storia di questa Terra abbia
il dovere morale di dire con chiarezza e soprattutto di dimostrare
con i fatti, tanto più perché, mi scusi se lo ricordo in questo
contesto, viene da un partito che su questo argomento qualcosa a
questa Terra da dimostrare ce l'ha.
Del suo discorso non condivido minimamente il suo approccio alla
gestione della sanità. Vede, è vero che per l'utente l'offerta
sanitaria o proviene dalla sanità pubblica o proviene dalla sanità
privata, bene o male è la stessa cosa perché l'interesse
dell'utente e del cittadino è ricevere una prestazione. Però, vede,
nella realtà la sanità privata dovrebbe essere sussidiaria a quella
pubblica, cioè dove il pubblico non riesce ad arrivare bene, o ha
difficoltà economica e logistica ad arrivare, allora c'è la sanità
privata che viene in soccorso. Ma vede, Presidente, non fare
funzionare la cosa pubblica è la migliore scusa per mettere i soldi
sulla cosa privata. Ecco allora che la soluzione delle liste
d'attesa - probabilmente - non è la sanità privata, semmai, forse,
le liste d'attesa così lunghe sono la scusa per mettere i soldi
nella sanità privata e io le racconto semplicemente un fatto: ma
secondo lei è normale che in tutta la provincia di Messina - nel
resto della Regione la situazione è la stessa - esista un solo
medico abortista pubblico, in struttura pubblica? E' normale che se
una donna decide di porre fine alla propria gravidanza è,
praticamente, costretta a rivolgersi a una struttura privata? Io
credo di no e credo che chi rappresenta e amministra la cosa
pubblica non possa sottrarsi al dovere di farla funzionare bene
perché chi va a curarsi al Nord non va via perché in Sicilia non ci
sono dei buoni medici, va via perché ci sono delle pessime
strutture.
Poi vede, Presidente, lei anche in conformità con il Governo
nazionale, e questo lo comprendo, dice facciamo il Ponte sullo
Stretto. Fatelo Io neanche mi oppongo, perché tanto non ci credo
perché non ci sono i soldi, perché dite che utilizzerete la
riprogrammazione europea, ma anche lì, dobbiamo capire cosa usate
perché se voi per fare il Ponte drenate tutte le risorse che sono
previste per il Sud Italia non è che avete fatto una bella
operazione, hai fatto vesti a Gesù e scopri a Maria . Però non è
una bella operazione.
E allora dovete dire con quali risorse, perché altrimenti avete
solo resuscitato un morto costosissimo, che è la società Ponte
sullo Stretto, che si è mangiato un miliardo e mezzo e ci costa a
millecinquecento euro al giorno. Però mentre si fa, che voi sono
sicuro come Berlusconi l'ha fatto, voi ne farete un altro Ponte,
quello che vi dico, e che la invito, Presidente, mi creda
assumeremo un profilo di opposizione dura ma seria e soprattutto
offriremo collaborazione perché qua siamo per lavorare nel favore
dei siciliani. Quindi, quando lei porterà in Aula cose buone, su
cui lavoreremo anche insieme, troverà collaborazione perché non
deve essere una guerra tra partiti.
Però le faccio un invito. Lei è parlamentare dal 1996. Prenda
un'utilitaria e guidi in un giorno di pioggia, percorra la Messina-
Palermo o la Messina-Catania e guardi in che stato è Perché fino a
quando la giriamo con l'autista che guida e noi, magari, siamo
impegnati in altre faccende va tutto liscio. Ma se lei prende
un'utilitaria, in un giorno di pioggia e percorre l'autostrada la
prima cosa si domanda è perché. Perché pago per andare su quella
strada, dove ho più possibilità di morire che e arrivare a
destinazione. Trentasette gallerie su quaranta non sono a norma
antincendio. L'asfalto non è drenante, aggiunge acqua. La piglia da
sotto e la porta sopra. Fa al contrario.
Presidente, i comuni. I comuni non hanno un euro. Come ha detto
bene lei non possono progettare. La Regione non è messa meglio. La
Regione non è messa meglio perché non assume e hanno ragione i
colleghi a dire quando si contratta con lo Stato è inutile che
contrattiamo risorse che poi sprechiamo se non apriamo le porte
della Pubblica amministrazione a persone giovani, capaci,
competenti e motivate. L'informatizzazione, la digitalizzazione,
chi precedeva l'assessore Falcone perdeva la password, non la
trovava, perdeva la password e non potevamo accedere ai sistemi.
Non è normale E allora questi soldi del PNRR, se li perdiamo
perché non siamo capaci di spenderli, serviranno soltanto ad
aumentare il divario che lo Svimez già ha certificato, oppure li
sprecheremo, costruendo case in cui non ci lavora nessuno e questo
non ce lo possiamo permettere, altrimenti è inutile parlare di
giovani che emigrano.
Il dissesto idrogeologico. Questo è un tema fondamentale per la
Sicilia. Ci dobbiamo domandare, innanzitutto, cosa vogliamo fare
con la struttura commissariale perché così com'è non è in grado di
svolgere, di adempiere al suo compito. E questo è un ragionamento
che dobbiamo fare a inizio legislatura. La vogliamo trasformare in
un'agenzia? Vogliamo fare una partecipata, vogliamo fare un nuovo
tipo di lavoro? Ma lo dobbiamo fare adesso, perché non è che se
riuniamo tre dirigenti intorno ad un tavolo risolviamo il problema.
E questo, Presidente, la capacità di spesa, la velocità in cui
spendiamo in una tematica come il dissesto idrogeologico è
fondamentale.
Il confronto del Parlamento. Presidente, questo è mancato nella
scorsa legislatura, anzi qualche volta al massimo prendevamo
qualche simpatico aggettivo come "pidocchio" o "piante grasse"
quando cercavamo, semplicemente, di fare il lavoro del parlamentare
che è quello di incalzare anche il Governo e porlo di fronte alle
proprie responsabilità. Sono certo che con lei queste cose non
succederanno, perché mi fido del suo approccio istituzionale.
Il lavoro. Il lavoro, Presidente, è un altro argomento fortemente
collegato alla corruzione e alla lotta alla Mafia. La Mafia si
nutre di disagio economico, di degrado sociale e di difficoltà ad
addentrarsi nei procedimenti amministrativi. C'era una riforma e
c'erano dei soldi per le assunzioni ai centri per l'impiego che
vanno riformati; il Governo Conte ha dato tanti milioni alla
Sicilia nel 2019, è finito il 2022 e ancora queste persone devono
sedersi al proprio posto di lavoro, nel frattempo però è più comodo
attaccare il reddito di cittadinanza, che tanti siciliani ha
sostenuto in questi anni durante il Covid, anni durante i quali non
sono neanche arrivate le risposte sanitarie che ci si attendeva -
veda i lavori di ampliamento della rete Covid delle terapie
intensive che dovevano terminare a marzo 2021 e ancora sono in
corso e su questo io le dico che ha fatto bene a rimuovere
l'ingegnere D'Urso da quell'incarico -, quindi le rendo atto e
merito di una delle sue prime azioni. Per contro le dico anche che
abbiamo una rete sanitaria da rivedere, ci sono città metropolitane
come Catania che nell'arco di tre chilometri quadrati hanno tre Dea
di secondo livello e ci sono città come Siracusa che non ne hanno
neanche uno.
Durante il Covid ci sono state delle migrazioni di anestesisti
che hanno riempito alcuni ospedali e ne hanno lasciato vuoti altri,
e questo non è un bel segnale perché i cittadini siciliani sono
tutti uguali e si ricordi anche delle aree disagiate, perché
d'inverno stare su un'isola si soffre, è corretto quello che ha
detto la doppia insularità è pesante e brutta però, Presidente, una
risposta concreta prima o poi gliela dobbiamo dare perché gli
abbiamo promesso di tutto, il precedente Governo - mi deve credere
io ero lì - gli ha promesso di tutto: la riapertura di reparti,
concorsi ad hoc, mobilità extra regionale, non hanno fatto nulla
Non è arrivato un infermiere, un medico, nulla in questi ospedali e
c'è una situazione tragica, oltre che ci costa un botto di soldi,
mi deve credere, di elitrasporto che è una cosa incontenibile; se
quei soldi li avessimo spesi sul territorio avremmo fatto non un
ospedale, avremmo fatto un ospedale a 5 stelle, gli costruiamo un
DEA.
Signor Presidente, gli argomenti sono veramente tanti ma sono
fiducioso che non mancheranno i momenti di confronto, perché sono
sicuro che lei è anche naturalmente portato per il confronto, sono
convinto anche che lei è un buon incassatore, già questo l'abbiamo
visto, quindi capisce che le critiche politiche non sono mai alla
persona, però vogliamo da parte sua serietà perché le riforme si
fanno all'inizio della legislatura altrimenti sono solo chiacchiere
e abbiamo visto cinque anni di chiacchiere, cinque anni di
chiacchiere: il Piano rifiuti non è uscito. Inceneritori no,
saremo sempre contrari, non è da lì che si parte, c'è rifiuti zero,
c'è la differenziata, c'è il riuso, c'è il riciclo, ma soprattutto
c'è non produrre il rifiuto e questo lo fai anche con le norme, lo
fai nelle scuole, lo fai in tanti modi.
E allora, Presidente, le auguro buon lavoro, perché dalla qualità
del suo lavoro dipende il futuro prossimo dei siciliani, quindi le
auguro buon lavoro, per il resto ci siamo ho capiti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Signor Presidente, Presidente della
Regione, membri del Governo, onorevoli colleghi. Caro Presidente,
ho potuto apprezzare positivamente le dichiarazioni programmatiche
che ha esposto stamattina all'Assemblea, perché sono coerenti con
il programma con cui ci siamo presentati agli elettori siciliani e
dove il movimento politico di cui faccio parte, il Gruppo dei
Popolari Autonomisti, è stato al suo fianco convintamente. Mi
riferisco in modo particolare al tema dell'elezione diretta delle
province, oggi sono convinto che se avessimo avuto un governo
politico nella provincia regionale di Catania non avremmo assistito
a quella pronuncia che, purtroppo, converte l'amministrazione
straordinaria di Pubblici Servizi S.p.A. in liquidazione
giudiziale, mettendo a rischio il futuro lavorativo di circa
trecento, quattrocento famiglie, ecco perché è importante che si
ripristini il Governo politico nelle province regionali siciliane.
Ho potuto apprezzare lo spirito costruttivo e collaborativo che,
sulla scorta di un'esperienza autorevole che lei ha avuto da
Presidente del Senato, vuole mettere in campo nei rapporti con il
Parlamento regionale. Mi auguro che questo spirito costruttivo e
collaborativo possa anche tradursi in un dialogo proficuo, quello
che purtroppo è venuto meno negli ultimi anni con gli enti locali,
con i comuni e con i sindaci che hanno grandi difficoltà nel
sostenere e nel mandare avanti quelli che sono i servizi
essenziali.
Positivo il provvedimento del Governo regionale che dà un segnale
tangibile di sensibilità, cioè quello che sostiene il caro energia
che oggi, purtroppo, i sindaci dei nostri comuni siciliani devono
sostenere con grandi difficoltà, e mi auguro che anche nelle
interlocuzioni con il Governo nazionale, quelle che in questi
giorni si sono avviate sul bilancio, possano proseguire in modo
altrettanto autorevole. Io mi riferisco al Ponte sullo Stretto, per
carità è importante quest'iniziativa, mi auguro che dagli annunci
si passi il prima possibile ai fatti. Io batterei, Presidente,
perché sul termine che il Governo nazionale ha prefissato, cioè
quello dei due anni dalla delibera del Consiglio dei Ministri, si
accorci a 12 mesi l'avvio dell'opera del Ponte sullo Stretto.
Sui temi importanti, sulla sanità, ho potuto apprezzare,
Presidente, il fatto che lei abbia oggi espresso la voglia e la
volontà di accertarsi personalmente dello stato di salute delle
strutture ospedaliere, perché su quelle oggi emerge la maggiore
nota dolente della nostra sanità. Purtroppo registriamo una sanità
di serie A e una sanità di serie "B . Dobbiamo attenzionare gli
ospedali di periferia, in particolar modo per quanto riguarda la
mia provincia di Catania, l'ospedale di Caltagirone che ha reparti
interi senza medici, mi riferisco in modo particolare alla
cardiologia, che ha soltanto tre medici strutturati o al pronto
soccorso dove addirittura non sono più presenti i medici del pronto
soccorso, e quindi puntiamo su un'equa distribuzione delle risorse.
Quanto alle liste di attesa, lei ha parlato, Presidente, della
sanità privata convenzionata che, per carità, è importante quando
però viene messa nelle condizioni di poter concorrere o quanto
meno, mi perdoni, rettifico, di poter coesistere all'interno del
sistema sanitario regionale secondo un'ottica ed una logica di
complementarietà e mai concorrenziale con la sanità pubblica, per
cui è interessante e importante potenziare la medicina del
territorio anche per ridurre ormai le infinite liste di attesa.
Quanto ai comuni, ha detto lei giustamente, ha richiamato un tema
di grande importanza che è quello della dispersione scolastica. Il
tempo pieno che è stato anche enunciato in un'intervista importante
dall'Assessore alla formazione e istruzione, mi auguro che si
obblighi le scuole a mettere in campo il tempo pieno e questa
legislatura si renda protagonista di una legge di sistema che metta
appunto assieme i comuni, le scuole, le Asp e tutti coloro che si
occupano di dispersione scolastica, considerando anche l'autorità
giudiziaria.
Occorre una modifica della legge regionale n. 22 del 1986, quella
che regolamenta i servizi sociali, per adeguarla al mutato contesto
socio economico e per i comuni e per le imprese sociali.
Occorre che sulla disabilità si pervenga a una piena integrazione
socio sanitaria, occorre che si crei una legge di sistema che porti
alla definizione del cosiddetto "progetto di vita". Tante risorse
molto spesso vengono impiegate per la disabilità ma, purtroppo,
come dire, assistiamo a sprechi e molto spesso non si rende un
servizio adeguato. Una spesa virtuosa caratterizzata da un rigore
finanziario e contabile, sono le parole che oggi il Presidente ha
espresso e, rispetto alle quali, trova la nostra piena e assoluta
condivisione.
E sull'agricoltura, si parla di sostegno all'agroalimentare,
Presidente, trova in noi un appoggio serio e forte perché si
sostenga seriamente il settore agroalimentare, perché sulle
condotte idriche si pervenga ad un progetto di sistemazione serio
che consenta un'equa distribuzione delle acque nelle nostre
campagne, perché si ponga fine al calvario del precariato che
caratterizza purtroppo gli operai dei consorzi di bonifica, questa
deve essere la legislatura della svolta, del rilancio della nostra
Terra.
Ho apprezzato in questi giorni le autorevoli capacità
interlocutorie con il Governo nazionale in tema di bilancio
rispetto a cui ci attendiamo delle risposte positive per questa
terra. E veda, Presidente, io mi auguro che anche la stessa
autorevolezza e la impieghiamo nel fra fronte rispetto a questa
bozza di regionalismo differenziato, autonomia differenziata che è
stata presentata in sede di Conferenza a Stato Regioni rispetto a
cui occorre a fruire creare un argine, rispetto appunto al disegno
originario.
Occorre garantire e definire i REP, ma soprattutto occorre che non
si pervenga, come accaduto con la legge sul federalismo fiscale non
tanto sulla legge in sé quanto ai decreti attuativi, quello che è
il mancato rispetto della perequazione infrastrutturale e delle
politiche e di sviluppo e coesione sociale. E mi auguro che - e
vado alle conclusioni - nei prossimi mesi nelle interlocuzioni che
andiamo qui a sviluppare con il Governo nazionale mettiamo al
centro anche il tema della mancata attuazione delle norme
statutarie in materia di finanza, mi riferisco agli articoli 36 37
e 38 del nostro Statuto, perché così riusciamo a sopperire a una
deprivazione storica delle risorse finanziarie di questa Regione
che le hanno purtroppo condannata al sottosviluppo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo, colleghi deputati. Ho
ascoltato con molto interesse il discorso del Presidente Schifani e
devo dire che all'inizio ha subito parlato di continuità
amministrativa. E' vero, non si può dire che non ci sia continuità
amministrativa, alcuni Assessori sono gli stessi del Governo
Musumeci, molti appartengono alla compagine di maggioranza della
precedente Legislatura e, quindi, siamo in piena continuità
amministrativa.
Ma fortunatamente poi nella sua chiosa, la devo ringraziare perché
mi ero allarmata, ma poi lei ha detto che avrebbe ascoltato il
Parlamento, che avrebbe portato democrazia e rispetto a questi
deputati che rappresentano tutti i siciliani. Perché veda,
Presidente, noi oltre ad essere stati insultati, definiti piante
grasse, pidocchi, i rapporti col Parlamento non erano buoni anche
per questioni di igiene, a un deputato che adesso siede nella sua
Giunta furono predetti ben altri palazzi. In tutti i questi anni
abbiamo subìto e abbiamo penato questo, la mancanza di rispetto del
popolo siciliano, la mancanza di ascolto.
Ebbene, io ho visto che, sempre in perfetta continuità col Governo
precedente, ha iniziato con una maggioranza molto risicata. Già lo
abbiamo visto dai voti che ci sono stati durante appunto le nomine
dell'Ufficio di Presidenza e quindi sicuramente dovrà interloquire
con le minoranze e con le opposizioni per avere dei risultati,
perché il suo predecessore, che non interloquiva assolutamente, non
ha portato nessun risultato, nessuna riforma, persino l'unica
riforma che era arrivata in Aula fu bocciata all'articolo 1, la
riforma sui rifiuti. Quindi, ci sono stati cinque anni di fermo
amministrativo che hanno pesato sulle spalle dei siciliani.
Un'altra cosa che ho notato essere in continuità col Governo
precedente è la mancanza di un rappresentante nella sua Giunta nel
sud est siciliano.
Noi ragusani abbiamo un po', io sono di Ragusa, abbiamo un po'
notato questo, che per anni e anni non c'è mai stato un assessore
della nostra zona. Speravamo bene, avevamo letto sui giornali che
finalmente anche noi avremmo avuto il nostro assessore nella figura
di un collega, l'onorevole Assenza, un professionista rispettato e
votato, appunto, nel territorio. Non è stato così. Ma mi auguro che
non sia comunque un governo cataniocentrico,' perché noi abbiamo
avuto anche un governo 'cataniocentrico', dove molte risorse
venivano spostate in un'area soltanto della Sicilia ignorando gran
parte dei territori, gran parte dei territori che sono produttivi
alla stessa maniera, virtuosi alla stessa maniera. Il Sud Est
siciliano, per esempio, con la città di Vittoria ha uno dei più
importanti mercati ortofrutticoli d'Italia e il mercato
ortofrutticolo di Vittoria è il terzo in Italia e avrebbe bisogno
di tante cose. Avrebbe bisogno, per esempio, dell'efficientamento
energetico sopra i box degli agricoltori del fotovoltaico che
permette appunto di abbassare i costi di produzione che molte volte
non riescono ad eguagliare quelli di vendita. Abbiamo il problema
degli allevatori, il caro latte. Abbiamo assistito in maniera
dolorosa al fallimento dell'ex ente Aras. Tante e tante
problematiche che attengono al sud est siciliano mai risolte.
I consorzi di bonifica, per esempio. Abbiamo avuto un Presidente
di Commissione che ha millantato una riforma. Ogni 2-3 mesi doveva
arrivare la riforma del Consorzio di bonifica in Aula. Ebbene, non
è mai approdata in quest'Aula quella riforma. Questa è una delle
cose.
Gli enti di ricerca per esempio il Corfilac, l'ente di ricerca
caseario. Speriamo che venga finalmente finanziato per essere un
vero ente di ricerca perché se vengono dati i fondi sono per gli
stipendi poi, chiaramente, diventa uno stipendificio e non fa più
l'attività originaria per il quale è stato pensato e per il quale
si sono investite tante risorse proprio per garantire alla filiera
lattiero casearia siciliana di essere un'eccellenza nel mondo,
perché questo è stato il Corfilac alle sue origini.
Poi potrei citare tante cose. Ecco, sicuramente ci sarà occasione
nelle Commissioni per entrare nello specifico nei temi. E' chiaro
che noi siamo stati con un programma spesso anche opposto nei temi
a quello che ha presentato lei come, per esempio, gli inceneritori.
Noi siamo per il ciclo virtuoso dei rifiuti. Ma poi entreremo nel
merito delle questioni perché quello che mi preme di più capire e
sapere e chi deve fare questi inceneritori, se saranno gestiti dal
pubblico o dal privato, perché questa è una questione nodale e di
fondamentale importanza per i siciliani per avere veramente le mani
libere perché è quello che finora, il ricatto occupazionale è
quello che è finora ha tenuto i siciliani per la corda.
Poi mi rivolgo all'assessore Falcone. Lui sa quanto io ci tenga al
trasporto pubblico locale. Assessore, ha sempre detto di non avere
abbastanza fondi per attivare quel famoso bando per rendere
finalmente il trasporto pubblico locale innovativo, per renderlo
efficiente, intermodale. Ebbene, siamo andati di proroga in
proroga. Io mi aspetto che in questa Legislatura, adesso che lei è
assessore al bilancio, quei famosi fondi si trovino e che,
finalmente, questo trasporto possa essere un servizio che i
siciliani pagano a caro prezzo e non funziona. Quindi, un servizio
pagato ma funzionante.
In ultimo e vado a chiudere. Abbiamo notato che c'è stata una
grande influenza del Governo nazionale, di Roma, anche sulla scelta
di questa Giunta. Quindi, io mi auspico che questi rapporti buoni
vengano utilizzati anche per altri scopi. Perché sa, Presidente,
nelle passate finanziarie c'era un'usanza sbagliata: quella di
inserire tante e tante piccole norme all'interno della finanziaria
che servivano per illudere i siciliani che ci sarebbero state
assunzioni, stabilizzazioni e mi riferisco a tutto quel bacino, a
tutte quelle categorie di precari che avevano sempre quella
normicina inserita nella legge finanziaria che poi diventava
un'impugnativa. Un'impugnativa perché lo sappiamo benissimo che non
è materia di Regione è materia di Stato. Quindi, si bloccava la
finanziaria per mesi non portando risorse ai siciliani, agli enti
locali e tutto già in una condizione in cui eravamo sempre in
estremo ritardo, sempre in esercizio provvisorio e poi subivamo
anche queste impugnative del Governo nazionale.
Mi auguro un po' di onestà intellettuale. Certe norme vanno
stralciate e vanno discusse direttamente con Roma in maniera che si
possano avere delle finanziarie snelle, efficienti e che arrivino
subito le risorse a tutti gli enti locali.
In ultimo, ho letto in questi giorni del pregevole intervento
dell'onorevole Pagana che intende dare un grande peso e, quindi,
delle porzioni di territorio importanti da destinare a parchi e a
riserve. Ebbene, noi lo scorso Governo ci siamo battuti affinché la
legge sull'istituzione del Parco nazionale degli Iblei arrivasse a
Roma. Ci siamo riusciti, adesso è a Roma. Io auspico, insomma, che
visto che ci sono queste buone intenzioni la Regione possa fare da
spinta, possa intervenire affinché venga istituito al più presto
questo parco nazionale.
Ci sono tante e tante cose, i siciliani aspettano solo noi. Ecco,
nel pieno rispetto dei ruoli e delle parti politiche chiaramente
diverse, noi siamo pronti a lavorare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
perché il tema della sanità è stato toccato da tutti i colleghi in
quest'Aula. Ho ascoltato con attenzione il suo discorso e io credo
che sia stato un discorso di apertura totale verso il Parlamento,
ma anche di aver toccato alcuni temi importantissimi a cominciare
dalla sanità.
Veda, l'avere messo l'accento sulla medicina territoriale e sulla
prevenzione è un fatto importante. Se noi andiamo a vedere la
sentenza della Corte costituzionale del 21 novembre, proprio ora,
sulla vicenda dei mutui che erano praticamente pagati con i fondi
della sanità, la Corte costituzionale dice che per gli anni dal
2016 al 2019 i settori della prevenzione e dell'assistenza agli
anziani e ai disabili ha riportato uno scostamento non accettabile
del valore dell'indicatore dallo standard nazionale.
E allora, noi dobbiamo sicuramente, secondo le indicazioni date da
lei Presidente, mi permetto di fare alcune considerazioni.
Noi dobbiamo innanzitutto informatizzare la sanità usare questi
fondi del PNRR per la digitalizzazione e per l'informatizzazione
della sanità perché questo ci consente di avere un quadro completo
della sanità in Sicilia con tutti i reparti e si deve finire la
storia che non ci sono mai posti nei reparti della Sicilia. Così
come si deve anche dare la possibilità di informatizzare con la
telemedicina e superare alcuni ostacoli che i piccoli ospedali
stanno avendo in questo momento.
Presidente, esiste un problema ed è un problema serio che va
affrontato. Noi non abbiamo medici sufficienti che possono
garantire sia l'efficienza nei piccoli ospedali, sia per quanto
riguarda la medicina territoriale. Non abbiamo anestesisti, mancano
i medici dal Pronto soccorso, mancano i medici radiologi. Tutto
questo va affrontato in un discorso complessivo con anche il
Governo nazionale.
Bisogna trovare soluzioni immediate perché se è vero che per fare
lo specialista ci vogliono 11 anni, noi non possiamo più aspettare
in queste condizioni.
Bisogna avere il coraggio di fare scelte forti. Bisogna rivedere
la rete ospedaliera in Sicilia non dimenticando quella su cui lei
ha messo l'accento che è praticamente la medicina territoriale. Gli
ospedali non possono più essere così affollati come oggi. L'unica
possibilità oggi che c'è di curarsi è quella di andare solo negli
ospedali. Così i Pronto soccorso sono praticamente affollatissimi,
vi sono ore e ore di attesa e la gente è veramente stanca.
E allora, partiamo da qui, non partiamo dalle critiche per dire
che tutto si farà male; partiamo da un discorso complessivo di
tutta l'Assemblea che assieme al Presidente ed alla Giunta che ha
dato praticamente disponibilità a questo Parlamento dobbiamo avere
il coraggio di fare le riforme vere e di affrontare il problema che
esiste nella sanità con le emergenze principalmente: emergenza dei
Pronto soccorso, emergenze nelle ambulanze medicalizzate che non
esistono, più per cui vi sono rischi ogni giorno. Bisogna rivedere
il tutto in una veste completamente diversa. Il coraggio delle
scelte ci porterà a dare servizi efficienti per la sanità siciliana
e per i cittadini siciliani.
Noi saremo, perché vi sono grandi aspettative, come ha detto lei,
da parte del popolo siciliano per questo Governo ma anche per
questa Assemblea. In questa unità di intenti riusciremo a superare
alcune criticità.
Mi permetto poi sottoporle alcune questioni. Qui c'è l'Assessore
per l'energia e per i servizi di pubblica utilità. Beh, veda, il
problema dei rifiuti sta diventando un problema molto grave. C'è
un'emergenza immediata in questo momento. Noi facciamo sì la
raccolta differenziata anche e a costo zero, come diceva... ecco a
zero. C'è un problema però: non ci sono gli impianti per la
raccolta indifferenziata e per le altre questioni.
E' chiaro che noi siamo in ritardo.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, si avvii alla conclusione.
LACCOTO. Io sono per fare sicuramente termovalorizzatori. Sto
chiudendo.
E altra questione riguarda praticamente un problema, signor
Presidente, mi permetto così sottoporlo.
C'è il problema del raddoppio ferroviario Messina-Palermo che le
Ferrovie dicono che ci sono troppi soldi, ma lasciare un buco di 80
chilometri sulla parte Castelbuono non è nemmeno un fatto che si
addice a una nazione che deve dare sicuramente dal punto di vista
dell'integrazione del territorio, perché noi abbiamo, così come è
stato detto, autostrade in questo momento non percorribili,
dobbiamo dare la possibilità di avere anche questo doppio binario.
Così come, io credo, che bisogna puntare, così come a lei ha
detto, alla sburocratizzazione. E questo è un passaggio importante
se noi vogliamo dare servizi efficienti; ma per fare questo ci
vogliono anche le persone qualificate a fare questo. Dalla
digitalizzazione all'informazione, alla sburocratizzazione noi
dobbiamo cercare di fare dei concorsi mirati a personale e
qualificato. Bisogna, al di là dei 63 anni della media del
personale regionale, cercare di fare assunzioni mirate a superare
le difficoltà che vi sono state e, comunque, noi daremo sempre il
nostro contributo in maniera propositiva e sicuramente in
collaborazione con la Giunta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie, Presidente, Presidente Schifani, colleghi, io
penso che questa sua relazione è una relazione ampissima che ha
toccato tutti i punti i più importanti di quella che è stata la
nostra campagna elettorale, ma è anche a quel progetto di governo
che noi abbiamo in mente.
Penso che questa Legislatura deve essere una legislatura del fare
e, quindi, il dire e programmare che era un periodo storico di
campagna elettorale oggi diventa a del fare e quindi trasformare
gli atti quello che è il nostro pensiero è il nostro modo di fare
in atti concreti.
Già un atto concreto ce l'abbiamo dietro la porta, caro
Presidente, abbiamo parlato, lei ha pensato che il rilancio di
questa Regione è un'opportunità per la Regione è importante della
pubblica istruzione e della formazione. La formazione attraverso
degli strumenti importanti come gli ITS che devono essere ancora di
più valorizzate e portate avanti per cercare di potere unire quella
che è la formazione con le imprese. Le imprese in prima persona
devono cercare di sostenere quella che è una formazione per portare
poi ad avere quelle persone capaci di poter veramente cambiare la
nostra società e, quindi, cambiare quello che è il tessuto
produttivo delle nostre città.
Ma abbiamo dietro l'angolo un problema a grossissimo, oggi non se
ne è parlato, lo voglio portare a sua conoscenza e anche del suo
Assessore. Noi rischiamo con la riforma del Governo nazionale che
perderemo 100 istituti comprensivi in Sicilia. Perdere 100 istituti
comprensivi in Sicilia significa perdere presidi, perdere la
possibilità di avere le scuole dislocate e specialmente nei piccoli
comuni e quindi questo sarà un danno enorme a quella che sarà la
pubblica istruzione, quella che è l'istruzione nella nostra
regione. Questa regione è quella che in tutta l'Italia avrà un
colpo maggiore per quanto riguarda la dislocazione sul territorio e
quelli che sono i presidi di legalità che prima di tutto sono
legati all'istruzione.
Quindi, su questo dobbiamo stare attenti, perché nelle prossime
ore si deciderà se in Sicilia quello che dovrà rimanere degli
istituti comprensivi, e sappiamo che si porterà da 600 alunni a
800 alunni quello che è il numero minimo per quanto riguarda gli
istituti comprensivi, non resterà a niente di quello che è il
nostro tessuto dell'istruzione sul nostro territorio e, quindi, non
possiamo parlare poi di dispersione scolastica quando noi avremo
questi problemi grossissimi che scaturiranno da questo
provvedimento a livello nazionale.
Quindi, è una cosa importante, è quello che ci darà la differenza,
la differenza tra noi e l'opposizione, tra noi che abbiamo il
compito che i cittadini ci hanno dato di governare e di fare le
scelte, e quello che riguarda l'emergenza dei rifiuti, guarda
questa non possiamo noi passare ed andare a programmare una nuova
estate, una Sicilia che deve puntare sul turismo e su quello che è
il ritorno e il turismo per l'economia della nostra Regione avendo
i problemi per i rifiuti che ci sono stati in questa estate. Questo
deve essere superato esclusivamente con la nascita dei
termovalorizzatori, e per quanto riguarda tutti quegli insediamenti
come i biogas, la trasformazione di tutti gli scarti, che dovevamo
portare avanti con fermezza, non ci dobbiamo fermare, non dobbiamo
avere tentennamenti in questa direzione e questa fa la differenza,
su quello che è una responsabilità del Governo come la nostra con
quella che è invece di una opposizione che sicuramente farà gli
interessi di altri e non di quello del popolo siciliano.
Quindi, su questo dobbiamo essere fermi ed andare avanti e
risolvere il problema di quella che è, quella che è il nostro
programma di Governo e per cui i cittadini siciliani e ci hanno
dato il compito di governare questa Regione.
E una cosa importante che riguarda sicuramente la Lega ha fatto
proprio una minuziosa disamina di quella che è la responsabilità
che abbiamo noi sul Governo e su quella che è stato il mandato dei
nostri elettori, che riguarda sicuramente il sostegno alle imprese.
Le imprese devono essere sostenute e far crescere perché solo da lì
può avvenire un'occupazione per i nostri giovani, che non devono
andare via dalla Sicilia. L'opportunità di lavoro è in Sicilia,
l'opportunità di lavoro è in questa Regione che ha le capacità di
poter dare e l'opportunità di lavoro ai nostri giovani e non devono
andare via della nostra Sicilia.
Quindi, su questo dobbiamo essere forti nel poter dare quella
quell'aiuto e quella vicinanza a tutti i giovani che si vogliono
insediare e vogliono realmente creare imprese e creare occupazione
di lavoro per la nostra regione.
Una cosa importante che dobbiamo mettere in campo sicuramente, che
la nostra da parte nostra come il gruppo della democrazia cristiana
siamo all'interno del Governo, siamo parte integrante, sosterremo
la sua attività in modo sempre forte e fermo, é quella di riuscire
a cambiare le sorti anche della nostra sanità. La sanità che non è
un problema di emergenza che nasce oggi, è un problema di tutti i
governi che si sono susseguiti in tutti gli ultimi anni, di destra
e di sinistra. Non può essere che c'è una sanità che principalmente
è per due comparti, che l'emergenza e urgenza e per quanto riguarda
la parte delle estetiste e quindi delle rianimazioni che soffrono
specialmente nelle periferie la presenza dei medici e delle
infrastrutture e delle strutture.
Quindi, su questo ci deve essere un'attenzione da parte del
Governo importante; già abbiamo interloquito con l'assessore che
sicuramente sarà vicina alle richieste dei territori, specialmente
delle province più piccole. In questa direzione noi saremo fermi
come Democrazia Cristiana di poter portare avanti quelle piccole
riforme e quelli che sono gli investimenti
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ABBATE. Sto finendo. Dicevo, quelli che saranno anche nella
prossima finanziaria gli appostamenti e quelle risorse necessarie,
perché senza risorse non si può fare sanità, non si può dare
servizi ai cittadini.
Grazie, Presidente, in bocca al lupo per questa attività. Noi
saremo al suo fianco affinché realmente si potranno cambiare le
sorti di questa regione, specialmente per i tanti precari, io penso
ASU, forestali e consorzi di bonifica che vedono in noi quelli che
possono veramente risolvere questi problemi. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, signor Presidente dell'Assemblea, signor
Presidente della Regione, signori Assessori, signor colleghi
parlamentari. Oggi si verifica a una strana coincidenza: il
Presidente Schifani ha pronunciato il suo discorso programmatico e
io da ieri sera mi sono trovato investito di un onere che mi fa
contemporaneamente onore ma anche che mi dà un certo timore, quello
di essere stato eletto Capogruppo del Gruppo di Fratelli d'Italia,
e in questa veste vedo e noto con piacere che il Gruppo parteciperà
attivamente, perché dopo di me interverranno altri tre colleghi, in
relazione ai suoi interventi proprio a testimoniare la fiducia che
il nostro Gruppo nutre verso questo Governo e a testimoniare la
ferma volontà di procedere al fianco suo e degli Assessori in
questa difficile sfida che ci attende per questa nostra
Legislatura.
Le dico subito che abbiamo, ho apprezzato, il suo discorso che è
stato improntato a una encomiabile sobrietà, però, sicuramente, non
disgiunta da una visione di ampio respiro che ha caratterizzato una
particolare attenzione a tutti, o quasi tutti, i settori su cui si
misurerà il valore e l'azione di questo Governo.
Si è spaziato dalla sanità, che è un problema che tocca tutti e
angoscia tutti. A questo proposito mi permetto solo di evidenziare
di cercare di portare a termine, quanto più presto possibile, la
realizzazione di quei Pronto soccorso nuovi su cui tanto si è
investito nella precedente Legislatura, adottando addirittura un
incarico speciale di un commissario straordinario, che lei ha già
ha avuto modo di valutare. I Pronto soccorso dell'Isola, come
purtroppo quasi tutti quelli degli altri ospedali italiani,
soffrono di una grande penuria di personale sanitario, ma soffrono
anche in molte strutture di un assetto logistico assolutamente
insufficiente e inadatto; puntare sull'apertura di questi nuovi
Pronto soccorso, molti dei quali già in fase di realizzazione,
credo che sia un dovere e sia un bel segnale di attenzione nei
confronti dei siciliani.
Ci ha fatto particolare piacere il suo riferimento alla necessità
di sburocratizzare quanto più possibile l'azione amministrativa.
Non è un compito facile, io dico sempre che la politica si è
suicidata con la legge Bassanini quando, sotto l'imperversare di
una Magistratura e di un'attenzione spesso demagogica della
pubblica opinione, ha ceduto quelle che sono le sue prerogative per
affidarsi completamente alla amministrazione e alla burocrazia che
in molti casi, per carità, agisce in perfetta buona fede e con
grande intelligenza, ma in altrettanti casi, invece, agisce proprio
da palla al piede per un'azione politica mirata.
Ha parlato di rifiuti, ha parlato di energia, ha parlato di quelli
che sono i nostri veri tesori: l'immenso patrimonio archeologico,
storico, paesaggistico; la necessità di attrarre un turismo
diverso, il turismo congressuale ma, mi permetta, anche il turismo
religioso perché noi abbiamo tanti santuari nell'isola che possono
attrarre centinaia, migliaia di fedeli dalle altre regioni d'Italia
e poi abbiamo quelle meravigliose coste, quel mare che ci invidiano
tutti del quale dovremmo cercare di approfittarne non i quaranta
giorni a cavallo di ferragosto ma, quantomeno - e ve lo dice uno
che lo fa personalmente perché abita sei mesi in riva al mare e sei
mesi nel paese - di sfruttarlo per almeno sei o sette mesi l'anno
perché di questo possiamo, veramente, fregiarci ed essere
orgogliosi.
Poi questa attenzione alla riorganizzazione anche dell'assetto
istituzionale, a partire dal ripristino delle province; ripristino
delle province che è una scellerata legge, che io in quest'Aula
all'epoca mi permise di definire Giletti, Cancellieri, Crocetta ,
perché era il frutto di un intervento sporadico, come l'allora
Presidente della Regione ci abituava quasi ad ogni sua apparizione
settimanale in tv, che veramente ha causato dei danni enormi che ci
trasciniamo da quasi dieci anni e che solo ora, grazie agli
interventi del Governo precedente, in parte sia rimediato, se è
vero com'è vero che finalmente le province hanno potuto chiudere i
bilanci, mentre prima non ci si riusciva assolutamente.
Le grandi emergenze sociali che assillano la nostra Isola. Anche
su questo lei si è puntualmente soffermato nel suo intervento,
evidentemente ai colleghi dell'opposizione viene facile dire
"abbiamo ascoltato solo i titoli". Ma vorrei sfidare chiunque in un
discorso programmatico a cercare di affrontare tutte le emergenze e
tutte le problematiche dei dodici assessorati in cui si articola
l'azione del Governo, cercando di entrare nel particolare. Per
questo ci sarà tempo e ci sarà evidentemente occasione di confronto
e credo che il Governo non si chiuda al confronto col Parlamento, e
anche con le opposizioni apprezzandone evidentemente le spinte
propulsive resistendo a quelle che sono delle polpette avvelenate,
che fanno parte pure del gioco della politica, ma che evidentemente
non fanno bene all'effettività dell'azione di Governo. Mi permetta
anche di avere apprezzato il suo volersi porre in continuità con
l'azione del Governo di centrodestra precedente, del Governo
Musumeci, di cui molti affrettatamente, ancora oggi, cercano di
dire peste e corna, dimenticando quello che trovò il Governo
Musumeci al momento del suo insediamento e le macerie vere in cui
la Sicilia era stata lasciata dal Governo Crocetta.
In questo Governo manca una rappresentanza territoriale, signor
Presidente. Lungi da me farne una questione di carattere
assolutamente personale. Chi mi conosce sa che ho anche rinunciato
ad un seggio parlamentare nel '96, pur avendone pienamente diritto.
Credo sia stato un caso più unico che raro nella scena politica
siciliana, ma direi anche italiana. E quindi non è un problema di
carattere personale, però che il Sud-Est, quindi parlo della
provincia di Ragusa e della provincia di Siracusa - che non me ne
vogliano i colleghi delle altre province -, che costituisce,
nell'ambito della nostra Isola, un'isola nell'isola, perché è la
zona più produttiva dal punto di vista agricolo, dal punto di vista
turistico, dal punto di vista imprenditoriale, dal punto di vista
dei villaggi turistici e di quant'altro c'è di positivo nella
nostra zona non abbia rappresentanti nel Governo regionale credo
che debba fare riflettere. Ma questo solo per dire che voi tutti,
Presidente in testa, dovete supplire a questa carenza, guardando
con particolare interesse a quel territorio, all'esigenza di quel
territorio, alle necessità di quelle comunità.
Che dire poi alla fine? Presidente, ci sono tre emergenze
immediate su cui si dovrà intervenire. La prima: il costo
insostenibile dell'energia; il Governo nazionale ha messo su
qualche misura, ma il Governo regionale deve intervenire.
Credetemi, se passa qualche ulteriore mese in queste condizioni più
del cinquanta per cento delle imprese produttive siciliane chiuderà
i battenti. Parlo dei piccoli esercizi commerciali, dell'attività
di ristorazione delle attività collegate, ma anche delle piccole
industrie, dei laboratori artigianali e di quant'altro. Io so che
il Governo precedente aveva con l'IRFIS previsto un'azione di
intervento immediato con un bando quasi a sportello. Si deve fare,
Presidente, si deve fare; ne va veramente della sopravvivenza di
migliaia di aziende. Secondo problema: in alcuni comuni della
Sicilia, per situazioni contingenti e non solo, si è dovuto nei
mesi precedenti sobbarcarsi il trasporto dei rifiuti fuori Sicilia.
Anche su questo c'è stata una misura. L'assessore Di Mauro lo sa e
so che con la sua consueta solerzia ci sta già lavorando. Tutti
questi comuni che hanno dovuto affrontare queste spese extra
bilancio si troveranno nella pratica impossibilità di chiudere,
entro l'anno, i bilanci con le conseguenze disastrose che ne
deriveranno. Quindi, anche su questo, vi prego, ma ripeto già
l'assessore Di Mauro mi ha dato assicurazione in questo senso, si
dovrà intervenire.
Terza emergenza, Presidente. Noi, nella scorsa legislatura, siamo
riusciti ad attivare il percorso virtuoso delle Zes. L'assessore
Turano ha avviato le procedure però, mi spiace dirlo, credo che
stiamo andando e procedendo con troppa lentezza su questo. Le Zes
sono un'occasione più unica che rara di sviluppo, per la nostra
Terra. Significa poter disporre di un ettaraggio complessivo molto
ampio, nelle varie province della Sicilia, dove attirare capitali
d'investimento non solo nazionali ma anzi internazionali, con
provvidenze fiscali e contributive particolarmente agevolate. Se
noi facciamo, ci facciamo sfuggire questa occasione veramente
abbiamo fatto un delitto verso la nostra Terra e verso i nostri
figli.
Infine, Presidente, il mio ed il nostro Gruppo non concluderà
questo intervento consegnandole dei doni o dei regali, così come
amabilmente definiti dall'onorevole De Luca, ma concludiamo,
concludo il mio intervento assicurando il nostro convinto e leale
appoggio alla sua azione di governo. Buon lavoro Presidente, buon
lavoro signori Assessori, nell'interesse di questa nostra
martoriata ma meravigliosa Terra.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà. Anche dal posto, se vuole.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato detto che
questo è un Governo che, finalmente, è politicamente in linea col
Governo nazionale. E abbiamo un Presidente talmente autorevole che
non ha bisogno di passare dalla batteria per chiamare un Ministro.
E questo è un vantaggio che ci pone davanti a delle sfide,
Presidente.
La prima sfida è quella sulle infrastrutture. Si è parlato di
ponte, si è parlato dei finanziamenti del PNRR. Presidente,
memorizzi questo numero: un miliardo e 439 milioni di euro. Sono i
fondi che erano stati destinati alla Sicilia, dal Cipe, su alcune
opere che poi il Governo Draghi ha spostato, progetti che ha
spostato nel PNRR. Cioè, opere già finanziate dal Cipe sono state
spostate nel PNRR perché si è ritenuto, a torto o a ragione, che
queste fossero opere già avviate che potevano essere concluse nella
tempistica che l'Europa ci aveva dettato. Noi abbiamo approfittato
di uno studio dei professori universitari, abbiamo approfondito
questi dati. Ebbene questo miliardo e quattrocento trentanove
milioni di euro era già destinato alla Sicilia. Non lo dobbiamo
perdere. Questi fondi non devono essere distolti dalla Sicilia.
Devono essere utilizzati perché in Sicilia alcune opere, che sono
così importanti da avere un orizzonte temporale molto più lungo del
2026, possano essere finanziate. Una fra tutte, ma ce ne sono
tante, la Gela-Castelvetrano. Chiudere l'anello autostradale per
noi è una priorità.
Ecco, nelle sfide che porta avanti questo Governo, io mi auspico,
auspico che ci sia proprio quella di operare nei confronti di ANAS
ed RFI perché diventino prioritarie alcune opere che non sono in
agenda come la Gela Castelvetrano. C'è in agenda l'anello fuori
città di Gela e di Agrigento ma non c'è il collegamento, non c'è in
agenda le ferrovie che colleghino i nostri aeroporti soprattutto
quelle minori con i capoluoghi Trapani Birgi e Comiso.
E' assolutamente inimmaginabile che un turista arrivi a Comiso e
arrivi a Birgi e non abbia la possibilità di prendere un treno per
andare alla Valle dei Templi. Queste sono priorità che le
infrastrutture del nostro Governo deve avere in una interlocuzione
autorevole, che senz'altro lei ha col Governo nazionale e con la
premier Giorgia Meloni.
Sanità. Si è detto cosa fare post Covid. Noi abbiamo già avuto
finanziate diverse case di comunità grazie al PNRR, addirittura
siamo riusciti a fare di uno svantaggio un vantaggio per cui
abbiamo avuto più case di comunità nelle aree interne nelle aree
montane; rischiamo che diventino delle cattedrali nel deserto.
Presidente, rischiamo di avere tac di ultima generazione ma non un
radiologo che le sappia fare funzionare. Dobbiamo chiedere di
aumentare le borse di studio per le scuole di specializzazione,
dobbiamo immaginare - e noi lo stiamo facendo come Fratelli
d'Italia - una norma che assegni ai medici che decidono di
accettare un incarico negli ospedali di periferia un vantaggio
economico e professionale come si è fatto nelle sedi disagiate per
i magistrati, perché altrimenti non arriveranno i medici, i
concorsi andranno deserti e non ce lo possiamo permettere.
Altra sfida: il dopo di noi; ne ho parlato all'Assessore, una
donna attenta, che stimo e che sono felice abbia la delega alla
famiglia, tante famiglie oggi che hanno soggetti diversamente abili
hanno solo una preoccupazione, Presidente, cosa sarà dei loro figli
dopo che loro non ci saranno più. Abbiamo tanti fondi a
disposizione, partiamo, questa deve essere una priorità sociale.
Pubblica amministrazione. Se non facciamo immediatamente la
riforma della fascia unica dei dirigenti voi dovete coprirvi con
un'assicurazione importante prima di mettere mano alle prossime
nomine, è un rischio per voi e un vuoto per noi, un voto nei
vertici. Noi abbiamo già presentato il disegno di legge come
Fratelli d'Italia. E' una priorità come quella dei concorsi, ha
ragione il collega Cracolici, servono nuove energie, ma io
aggiungo, Presidente, altra sfida nei confronti di Roma, serve la
possibilità di avere manager esterni, anche più dirigenti esterni,
manager esterni - ne parlavo con l'Assessore per i Beni culturali
- a capo dei nostri parchi archeologici; i direttori si occuperanno
della tutela e della conservazione dei beni ma i rilanci turistici
dei parchi devono essere affidati a manager che sappiano fare
turismo e sappiano fare diventare attrattiva quei nostri parchi e
si finanzieranno i loro stipendi con gli introiti dei parchi,
quindi per noi a costo zero.
Enti locali: vanno cambiati i parametri, stiamo lavorando con i
due colleghi Catania, che sono anche i sindaci, perché in una
Sicilia dove i paesi si spopolano, soprattutto quelli più piccoli
delle aree interne non può essere il numero di abitanti ancora il
parametro di riferimento, perché il territorio rimane sempre
quello, sempre quello da illuminare anzi, Presidente, abbiamo già
presentato un disegno di legge che istituisce un fondo per dare un
contributo a fondo perduto alle giovani coppie di quaranta mila
euro che decidono di spostare la loro residenza e recuperare,
ristrutturare vecchi immobili proprio soprattutto nelle aree
interne, nei paesi montani. Facciamo l'inclusione, facciamo
rigenerazione urbana, aiutiamo le giovani famiglie ma evitiamo la
desertificazione dei nostri piccoli paesi.
Semplificazione. Eliminare, Presidente. Nella nostra riforma -
quella che io spero il Governo voglia sostenere - si pensa non solo
di semplificare, non solo di aumentare la possibilità delle
autocertificazioni per aiutare il cittadino e le imprese, ma anche
di assottigliare lo spazio di discrezionalità della Pubblica
Amministrazione, perché è lì che si gioca la partita della
corruzione che tanto spaventa tutti noi. Più discrezionalità
lasciamo, più diamo spazio di pressioni indebite e anche di
possibile corruzione.
Cambiamento climatico. Lei già se ne è accorto, Presidente, io me
ne sono accorta nei cinque anni passati, perché spesso purtroppo ho
dovuto affrontare il coordinamento, nella mia Commissione, di
competenze date a soggetti diversi su uno stesso tema: dissesto,
autorità di bacino, Protezione civile, Genio civile... Ebbene,
Presidente, questo coordinamento va fatto o con una riforma delle
deleghe assessoriali, pensiamo ad un Assessorato che possa
rivestire quello che ieri era il Ministero della transizione
ecologica ed oggi è il Ministero dell'ambiente e della sicurezza
energetica, oppure, ed è più semplice Presidente, con un
Regolamento degli uffici, fare anche sotto di lei, in Presidenza,
un coordinamento - che può chiamare pronto intervento o che può
chiamare come meglio crede - che possa immediatamente coordinare i
lavori quando ci sono delle emergenze da affrontare, che il
cambiamento climatico purtroppo mette sempre più spesso all'ordine
del giorno. Perché a volte basta coordinare Corpo forestale,
Consorzi di bonifica, dissesto, autorità, Protezione civile e molte
cose possono essere mitigate ed affrontate in urgenza.
Presidente, io ho apprezzato, e chiudo, un cambiamento nelle sue
parole, ho notato un passaggio: dall'"io" al "noi", lei ha parlato
costantemente di "noi", ha parlato costantemente al plurale. Ha
parlato costantemente di sfide che abbiamo da raccogliere e di
programmi che vuole portare avanti in questi anni. Ebbene, avendo
ottenuto l'insularità in Costituzione, questa è l'ultima sfida che
noi abbiamo da cogliere, quella di riempire di risorse economiche
una norma che già ci riconosce una legittimazione ad operare anche
rispetto al caro biglietti che il nostro collega aveva prontamente
portato all'esame di questa Assemblea. Ho apprezzato il "noi",
Presidente, e le dico con la lealtà e la serietà che ha sempre
contraddistinto la mia e la vostra azione politica, che in quel
"noi" ci saremo. Buon lavoro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Galluzzo. Ne ha
facoltà.
GALLUZZO. Grazie, signor Presidente. Presidente Schifani, già il
mio Capogruppo, il nostro Capogruppo ha apprezzato i ragionamenti
che ha voluto fare a quest'Aula con questo inizio oggi di vera
legislatura, perché parliamo di argomenti.
Io parlerò di un argomento importante, perché quest'Aula per tre
anni è stata caratterizzata per i numerosi interventi e le numerose
sedute che riguardavano il Covid-19, come se questo Covid-19 in
qualche modo non ci appartenesse più. Perché come esseri umani
siamo felici e lo mandiamo lontano, lo scacciamo, perché pensiamo e
siamo convinti e lo speriamo, e forse i famosi tre anni che si
diceva all'inizio hanno scongiurato definitivamente il pericolo
della pandemia, e sono stati tanti gli interventi di emergenza, si
diceva che la Sicilia non poteva resistere alla pandemia e che
sarebbe stata un'ecatombe per questa Isola la pandemia.
Quest'Isola ha resistito alla pandemia, con cure da cavallo, con
interventi d'urgenza, di emergenza assoluta, e voglio ricordare le
vittime del Covid-19, siciliane, italiane e di tutto il mondo, ma
ora, Presidente, rischiamo di averne altre vittime a causa del
Covid-19, e non per il Covid-19.
Alcune strutture ospedaliere del nostro territorio sono state
interamente trasformate, così come era giusto fare, in strutture
interamente Covid.
Ospedali che non danno più servizi da ospedale, città che sono
state private del loro pronto soccorso, così come era giusto
combattere in quel momento la pandemia, ma ora non possiamo non
intervenire con la stessa emergenza e con la stessa urgenza di come
abbiamo svolto gli interventi per combattere il Covid.
Dobbiamo intervenire in questa comunità che in questo momento
rischiano il collasso per quanto riguarda il servizio, i servizi
sanitari. Cito Barcellona, cito Marsala, grandi aree, ma ce ne sono
altre grandi aree che in questo momento sono delle comunità che non
appartengono più alla grande emergenza Covid, ma che sono stati
servitori di quella emergenza perché hanno fatto da ricezione per
pazienti che venivano da tutte le parti della Sicilia e quindi
chiedo, Presidente, a lei, di farsi carico di questa continuazione
dell'emergenza che riguarda alcune aree del nostro territorio e
quindi di intervenire immediatamente, in quella direzione.
Quindi, questo riguarda solo questa emergenza, poi ho apprezzato
molto l'intervento riguardo il ponte, perché molti non lo hanno
notato ma quando ha detto che pare che sia l'ingranaggio giusto
quello di riprendere l'iter quando il ministro Matteoli nel Governo
Berlusconi mise in atto l'iter che doveva portare al ponte e che fu
smantellato, io sono stato testimone diretto perché ho presieduto
nel 2009 la Commissione speciale Ponte sullo Stretto nella
provincia di Messina e ho conosciuto tutti gli attori principali di
quella operazione e c'erano i migliori al mondo seduti a quel
tavolo, i più grandi costruttori di ponti del mondo, quelli che
hanno costruito tutti i ponti del mondo e in quell'operazione non
era un'operazione di facciata o non era l'operazione, dei non ci
credo, non sarà? Ma di che cosa stiamo parlando? No era
l'operazione che fu smantellata da lì a breve perché quel Governo
cadde. L'impalcatura complessiva ed infatti i contenziosi che ci
sono in essere e sono dei contenziosi che derivano da impegni
precisi che erano stati presi col general contractor dal Governo e
quindi erano dei contratti veri e propri; quindi ho apprezzato
quanto ha detto perché ha cognizione esatta e quindi non uno slogan
di ciò che bisogna fare.
Per questo, credo che l'Aula debba dare un contributo. Nella
scorsa legislatura siamo stati interlocutori di un Governo sordo a
livello nazionale, perché avevamo dato trasversalmente vita a un
intergruppo che si chiamava proprio Ponte e infrastrutture'. Ho
avuto l'onore di presiederlo, grazie ai colleghi che mi hanno
scelto, in quel momento, e mi sono confrontato con i colleghi già
di Fratelli d'Italia. Spero con gli altri Gruppi parlamentari.
Credo che quest'Aula si debba dotare nuovamente di
quell'intergruppo per essere parte attiva di questo processo
importante e di essere interlocutore del Governo regionale e del
Presidente in queste idee.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catania. Ne ha
facoltà.
CATANIA GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
apprezzato molto le dichiarazioni programmatiche, Presidente, che
lei ha portato oggi in Aula, ho seguito con molta attenzione il suo
intervento, ho seguito con molta attenzione e ho registrato i tanti
spunti che dal suo intervento sono venuti fuori delle dichiarazioni
improntate al senso della verità e adesso spiegherò perché, al
senso della responsabilità, al senso della prospettiva pur
consapevole delle grandi difficoltà, delle grandi sfide che ci
attendono, all'attenzione, ai soggetti più vulnerabili ,quindi
all'inclusione sociale, alla necessità di intervenire con misure
specifiche sul contrasto alla povertà, all'attenzione alle nostre
imprese ed alle nostre famiglie, soprattutto in un momento come
questo dove il caro energia sta facendo, sta falcidiando e sta
mettendo in crisi netta, come diceva il mio collega Assenza,
parecchie piccole e medie imprese che senza interventi rischiano
davvero di chiudere.
Dicevo, perché il senso della verità? Perché parlando, Presidente,
della situazione economica della nostra Regione, lei ha parlato in
modo netto e chiaro della necessità di proseguire nel piano
rigoroso di lotta al disavanzo, di recupero del disavanzo, ha
parlato in modo schietto della necessità di intervenire su quelle
partecipate improduttive, ha parlato di razionalizzazione degli
enti, quindi ovviamente intervenendo su quegli enti, su quelle
partecipate che sono improduttive e potenziando invece quelle altre
partecipate che viaggiano a un ritmo ridotto a causa della
necessaria, necessario fabbisogno in termini di risorse finanziarie
e in termini di risorse umane.
Ho apprezzato soprattutto gli interventi già avviati con Roma e la
necessità che lei ha rilevato di avviare un nuovo confronto e una
revisione degli accordi Stato/Regione che sono al centro della
possibilità di questa nostra amata Isola.
Ho apprezzato soprattutto l'intervento legato allo sviluppo
economico dove lei ha messo al centro dello sviluppo economico gli
interventi nella infrastrutturazione perché non possiamo parlare di
sviluppo economico se non parliamo di potenziamento delle reti
ferroviarie, se non parliamo del potenziamento delle reti viarie. E
in questo senso mi è piaciuto molto il riferimento non solo agli
interventi ovviamente più consistenti che sono relativi alle nostre
arterie autostradali e quindi Palermo-Catania, Palermo-Messina, la
Palermo-Agrigento, ma anche sugli interventi minori che investono
le arterie secondarie cioè quelle provinciali.
Ebbene, Presidente, c'è è una parte intera delle nostre arterie
secondarie soprattutto delle aree interne, soprattutto della
provincia nissena, della provincia agrigentina e ennese ma non solo
di questa e anche delle altre province per il problema avuto
nell'interruzione delle province stesse e quindi della necessità
adesso di riprendere, quanto meno di ridare le competenze delle
risorse. Ho apprezzato appunto la volontà di attenzionare anche
questa parte di territorio che necessita di assoluta attenzione. Ma
soprattutto ho apprezzato l'approccio, l'approccio che secondo me è
divisione contrariamente a quello che veniva detto da qualche altro
in quest'Aula. Un approccio integrato tra agricoltura, beni
culturali e turismo. Se vogliamo che la nostra Isola sia la terra
dell'arte, della cultura, del vivere bene e del viver sano abbiamo
la necessità di avere un approccio integrato tra questi settori che
sono strategici per lo sviluppo della nostra Terra.
Io credo, Presidente, che abbiamo anche una grande opportunità che
ci viene data dalle risorse non solo del PNRR ma anche dalle
risorse, diciamo finanziarie, della nuova programmazione. Dobbiamo
ragionare ed aprire un focus sugli ecosistemi innovativi, sulla
necessità di creare un'alleanza sana e produttiva tra agenzie
formative a partire dalle università, dai centri di ricerca e dalle
piccole e medie imprese. Abbiamo la necessità di creare un patto,
un'alleanza sana tra questi tre soggetti perché solo attraverso
l'innovazione potremo vincere la sfida globale del mercato.
Avevo preso tanti altri appunti ma, ovviamente, il tempo è tiranno
da questo punto di vista quindi concludo, Presidente, dicendo che
io sono fiducioso pur nella consapevolezza del difficile lavoro che
ci aspetta, che aspetta noi deputati, che aspetta il Governo e che
aspetta a lei Presidente. Sono fiducioso perché attraverso il suo
garbo istituzionale, attraverso il suo senso di responsabilità,
attraverso la sua grande esperienza parlamentare si potrà avviare
una nuova stagione di confronto interno all'interno del Parlamento,
e di confronto tra il Governo regionale e il Governo nazionale,
utile a superare e a vincere le sfide che ci aspettano.
Grazie Presidente e buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania.
È iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha facoltà. Poi
concludiamo gli interventi con l'onorevole Pellegrino.
CASTIGLIONE. Grazie, Presidente Galvagno. Saluto il Presidente
della Regione, gli Assessori e i colleghi onorevoli. Presidente,
questo è il mio primo intervento, e non nascondo un po' di emozione
in quest'Aula.
Ho ascoltato attentamente, sia il suo intervento che gli
interventi di tutti gli onorevoli, e credo che l'assessore Falcone
circa la situazione economica della Regione, debba fare chiarezza
su questo, Assessore, e credo che è a breve ci sarà. Noi quando
ieri abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo per la variazione
di bilancio - il nostro Gruppo Popolare autonomisti - subito
abbiamo detto di accelerare i tempi, perché abbiamo le esigenze che
ci sono del Governo. Credo che a presto forse portiamo anche la
finanziaria, e il Gruppo lavorerà costantemente, giornalmente, per
risolvere i problemi dei siciliani e della Sicilia.
Io non c'ero la scorsa legislatura, quindi posso parlare da oggi,
come non c'era neanche il Presidente Schifani, e quindi l'impegno è
da oggi per il futuro. Ho visto che anche da parte dei colleghi
onorevoli sono molto disponibili e infatti auguro anche ai
Presidenti delle Commissioni, a tutti un buon lavoro.
Presidente, ci sono alcune cose, alcune tematiche che si devono
affrontare immediatamente, oltre la situazione finanziaria, per
avere tutti quanti un aspetto. Un'altra cosa importante, l'hanno
ripetuto in tanti, per quanto riguarda le province Presidente. Io
ricordo a me stesso che all'interno della Provincia di Catania,
dell'area metropolitana, c'è una partecipata dove ci sono circa 400
dipendenti, e ci sono tantissimi commissari, e credo che si giunta
l'ora, e questo l'hanno fatto anche il disegno di legge il Pd che
noi come Gruppo appoggeremo, basta Ci vogliono le elezioni
dirette, quindi i cittadini che devono decidere chi devono votare.
Per quanto riguarda la sanità abbiamo capito bene che ci sono
alcune carenze di strutture, di personale, e quindi c'è l'assessore
di competenza e lei, Presidente, che ci deve lavorare. Un'altra
cosa che mi preme ricordare Presidente è la situazione economica
dei comuni. Ci vogliono le risorse per i comuni, perché se noi
rischiamo di circa quattrocento comuni che ci sono in tutta la
Sicilia che già ce n'è abbastanza che sono in dissesto ed altre che
entreranno in dissesto.
Per quanto riguarda i rifiuti credo che la scelta di mettere
l'assessore Di Mauro oltre le sue competenze e le sue capacità non
poteva fare di meglio, Presidente, e quindi sono certo che, per
quanto riguarda il problema dei rifiuti, lo affronteremo sia
all'interno dell'Ars che anche come Giunta, e questo è un problema
che si deve risolvere nel più breve tempo possibile.
Un'altra opportunità è il PNR, Presidente. Ci sono dei soldi, li
dobbiamo investire, dobbiamo fare le infrastrutture. Il ponte, noi
ci auguriamo che già nel 2023 possono iniziare i lavori. Tutti ne
hanno parlato, ma credo che questo sarà il Governo dove si farà il
ponte. Perché si deve fare il ponte? Perché poi all'interno della
nostra Regione anche le infrastrutture e le strade verranno... ci
sarà un'accelerazione per farsi, e quindi è un'opera che ci
invidierà tutto il mondo.
Presidente, il turismo è fondamentale. Credo che la Sicilia ce la
invidiano tutti, noi abbiamo il mare, la montagna, abbiamo - io
parlo della mia città - abbiamo l'Etna, abbiamo il mare, ovviamente
anche le altre province devono essere orgogliose, e siamo
orgogliosi di quello che abbiamo. E quindi anche sul turismo ci
dobbiamo lavorare. Noi siamo qua come Gruppo Popolari e Autonomisti
per impegnarci quotidianamente per la Sicilia e per i siciliani.
Auguriamo un buon lavoro a lei alla sua Giunta e a tutti i colleghi
onorevoli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione.
È iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà. Con
l'intervento dell'onorevole Pellegrino concludiamo gli interventi
parlamentari.
PELLEGRINO. L'onorevole Cracolici sa che sono molto breve e
stringato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, però debbo dire che la
solennità di questo momento, intanto io faccio i miei saluti al
nostro Presidente della Regione, al Presidente del Parlamento, ai
colleghi, agli assessori e dicevo questo, la solennità del momento
impone di raccomandare a tutti e di ricordare a me stesso il
profondo rispetto che in quest'Aula si deve alle Istituzioni,
all'Istituzione parlamentare e alla Istituzione del Governo.
Sono questi momenti solenni su cui fonda la democrazia, e le
dichiarazioni programmatiche, che che se ne dica, rappresentano
comunque un indirizzo che poi viene attuato dagli assessori.
Quindi, allor quando si parla e si osserva, perché non ci sono
state critiche e questo io faccio un plauso all'opposizione, ma
quando si osserva che erano generiche, che sono state una visione
poco chiara, e questo è l'indirizzo perché per Regolamento, molti
lo sanno, ma alcuni ho capito che non ne hanno conoscenza, per
Regolamento nelle Commissioni e nelle attività preliminari delle
Commissioni vengono sentiti gli assessori i quali poi
specificheranno per quello che è il loro ruolo, per quello che sono
le loro competenze nelle competenti Commissioni specificheranno il
programma che il Presidente genericamente e giustamente, ci
sarebbero voluti anni per specificare il programma del Presidente.
E quindi, dicevo, solo così la politica può riacquistare
autorevolezza attraverso l'immagine, perché l'immagine dà
autorevolezza alla politica cosicché non vi sia un primato, non vi
sia un primato del potere legislativo, non vi sia un primato del
potere esecutivo, non vi sia un primato del potere giudiziario.
Siamo noi assolutamente consapevoli in questo momento che quello
che ci aspetta è un momento di grande impegno, ma noi abbiamo le
spalle larghe, e riusciremo sicuramente a risolvere i problemi che
si porranno dinanzi, e su tutto questo c'è assolutamente di
conforto la dichiarazione del presidente Schifani. Una
dichiarazione che, ripeto, è stato un indirizzo, e allor quando ci
sono state le critiche, e io mi rivolgo a soprattutto ho sentito
sia l'onorevole Miccichè e l'onorevole Dipasquale che parlavano, ma
non si è fatto molto o la continuità, la continuità ha dato pochi
frutti o darà pochi frutti.
Ma io ricordo per i porti, non vedo l'onorevole Dipasquale e mi
dispiace, che il ministro delle infrastrutture, i ministri delle
infrastrutture io ricordo la De Micheli, ricordo Toninelli, ricordo
Del Rio, erano tutti del PD. I porti che c'entrano qua con la
nostra... che c'entrano, che c'entrano i porti?
Che c'entrano con il Governo precedente?
Io ricordo, perché forse nonostante abbia una bella imbarcazione,
ma non conosce magari le isole, io ricordo che nella precedente
Legislatura sono stati stanziati ventisette milioni, e qui il
nostro assessore, dopo trent'anni per un progetto già cantierabile
per il porto di Favignana, per il porto di Marettimo, amato dal
nostro Presidente, il progetto si trova alle infrastrutture per la
valutazione di impatto ambientale ed è quasi pronto, dopo
trent'anni, dopo quarant'anni, e ci si venne a dire ma per i porti
che avete fatto dopo che ci sono stati tre Ministri del Pd a fare
nulla a livello governativo nazionale.
DIPASQUALE. La Ragusa-Catania l'ha finanziata...
PELLEGRINO. Anche le opposizioni, a noi fa piacere che anche le
opposizioni abbiano plaudito alle dichiarazioni programmatiche,
perché non ci sono state critiche, ci sono state solo osservazioni,
e ciò mi fa assolutamente piacere.
Si è parlato di capo corrente, e qui da Capogruppo mi spetta
spendere qualche parola.
Il Presidente Schifani è stato detto è un capo corrente, e non è
vero, il Presidente Schifani non è un capocorrente di Forza Italia,
il presidente Schifani è Forza Italia, è un fondatore di Forza
Italia, lo è stato, ha ricoperto incarichi, funzioni di Stato, ha
svolto attività di Governo, ha collaborato nelle lotte, nelle
battaglie col Presidente Berlusconi, a fianco delle Presidente
Berlusconi, ricevendo incarichi fiduciari dal Presidente
Berlusconi, quindi non ci si venga a dire il Presidente Schifani è
un semplice capo corrente, posso esserlo io, può esserlo qualche
altro, ma non certamente il presidente Schifani che rappresenta in
Italia Forza Italia insieme al Presidente Berlusconi.
E in relazione al fatto di essere fuori della maggioranza da parte
di alcuni, uno è stato detto siamo fuori dalla maggioranza, si deve
fare pace con se stessi, fino a qualche giorno fa si è detto, si è
detto, noi ci teniamo fuori dalla maggioranza, ci sono io ho preso
uno per tutti Ars Miccichè, non mi sento più far parte di questa
maggioranza, sono qui i giornali, ma ci sono le interviste. Ma
dico, al di là di questo, se uno non fa parte della maggioranza poi
lo si vedrà dagli atti e dai comportamenti e dagli atteggiamenti
concludenti. I vecchi romani i romani i giuristi romani dicevano
per facta concludentia , ecco dai fatti concludenti vediamo se ci
si comporta da maggioranza o meno, fino adesso non ci si è
comportati da maggioranza, attraverso le votazioni.
Ma per un attimo io voglio andare alla relazione del nostro
Presidente Schifani, il ripristino delle province è stato un
argomento che ci ha interessato nella scorsa legislatura, e
finalmente abbiamo lo spiraglio attraverso la sentenza della Corte
costituzionale del giugno scorso, di potere ripristinare le
province, dopo una scellerata scelta della legislatura di due
legislature fa, finalmente si riporta la democrazia tra i cittadini
delle province, dopo le dittature commissariali, perché sono state
delle dittature commissariali.
Plaudo anche al programma sulla sburocratizzazione e sulla
digitalizzazione, sul punto me ne darà atto, vedo qua l'onorevole
Cracolici, abbiamo confezionato, c'è già confezionato e c'è anche
l'onorevole Di Mauro che era firmatario, è già confezionato un
disegno di legge assolutamente importante che proveniva tra l'altro
dal Governo e dall'assessore Armao, laddove la materia è
assolutamente già trattata, per cui bisognerà e basterà riprendere
quel disegno di legge che si trovava in Aula, ed era in Aula fin
dal gennaio del 2022 e non è stato mai trattato.
Basterà a riprendere il disegno di legge sulla sburocratizzazione
e sulla digitalizzazione e così anche gli interventi per
sull'inclusione, per alleviare la sofferenza delle diverse famiglie
anche e adesso per il caro bollette e per le devastazioni, dal
punto di vista economico, conseguenti alla guerra dell'Ucraina.
I cittadini che sono prigionieri delle liste d'attesa: anche su
questo mi pare che sia assolutamente importante dimorare e che ci
sia un'attenzione particolare da parte del nostro Governo.
E sulla marginalità, nella marginalità delle isole minori, anche
su questo noi ci batteremo, io sono stato sempre uno al fianco, e
lo sanno gli abitanti delle isole minori, e sarò assolutamente
vigile per le marginalità delle isole minori, per le esigenze e le
necessità che vivo, perché mi piace viverle nelle isole minori.
E poi il bacino dei precari. Sulla stabilizzazione avete, si è già
parlato, è necessaria una stabilizzazione, una legge snella, una
legge che consenta alla fine, attraverso procedure snelle, di
arrivare alla stabilizzazione. Ci sono 4.800 famiglie che muoiono
di fame e il problema, un problema grave secondo me, è quello anche
della disoccupazione degli over 50, perché è il problema della
disoccupazione e delle persone che non sono ancora vicino alla
pensione, ma che hanno superato i cinquanta o i sessant'anni, è
ancora più grave del problema della disoccupazione dei giovani, e
anche sul punto bisognerà trovare un'attenzione.
Quindi il rapporto di collaborazione da parte di questo Parlamento
con il Governo sarà necessario, è stato anche dichiarato,
l'opposizione, e io ne do anche il merito, si è dichiarata
disponibile ad una collaborazione costruttiva, ad una
collaborazione che possa fare andare avanti l'azione governativa;
anche lì si diceva simul stabunt simul cadent: se cade il Governo
cade il Parlamento, se cade il Parlamento cade il Governo, quindi
siamo assolutamente correlati per quanto riguarda le
responsabilità. E la responsabilità si configura, veramente, come
la contropartita del potere politico: noi siamo qui per vigilare,
noi siamo qui per contribuire all'azione del Governo e noi
vigileremo, contribuiremo e contribuirà, ne sono convinto, anche
l'opposizione perché così ha dichiarato anche il movimento del caro
Cateno De Luca, le cui osservazioni sono state assolutamente
precise, sono state assolutamente condivisibili, sono state
assolutamente ragionevoli.
E, quindi, sulla base di queste mie considerazioni io faccio gli
auguri di buon lavoro a noi del Parlamento, faccio gli auguri agli
assessori e un buon lavoro al nostro Presidente Schifani, al
Presidente del nostro Governo, e al Presidente del Parlamento
onorevole Galvagno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino. Chiaramente adesso
daremo i minuti che occorreranno il Presidente della Regione, prima
devo fare delle comunicazioni, Presidente, un minuto prima di darle
la parola.
Comunicazione di decreto di sostituzione di componenti di
Commissione
PRESIDENTE. Sono arrivate, sostanzialmente, le comunicazioni
rispetto il cambio di Commissione dei deputati di Sicilia Vera e di
Sud chiama Nord. Ne do lettura:
VISTE le dimissioni, pervenute tutte in data 30 novembre 2022,
rassegnate da taluni deputati appartenenti ai Gruppi parlamentari
Sicilia Vera e Sud chiama Nord dalla carica di componente di
Commissione in cui rispettivamente ciascuno di essi era stato
eletto;
VISTE le note di designazione, anche congiunta e d'intesa, a firma
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari Sicilia Vera e Sud chiama
Nord , cui i deputati dimissionari sono rispettivamente iscritti;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alle relative
sostituzioni;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
-l'onorevole Davide Vasta è nominato componente della I Commissione
legislativa permanente Affari istituzionali', in sostituzione
dell'on.le Ludovico Balsamo, dimissionario;
-l'onorevole Matteo Sciotto è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio', in sostituzione
dell'on.le Alessandro De Leo, dimissionario;
-l'onorevole Alessandro De Leo è nominato componente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive', in
sostituzione dell'on.le Davide Vasta, dimissionario;
-l'onorevole Giuseppe Lombardo è nominato componente della IV
Commissione legislativa permanente Ambiente e territorio', in
sostituzione dell'on.le Matteo Sciotto, dimissionario;
-l'onorevole Salvatore Geraci è nominato componente della V
Commissione legislativa permanente Cultura, formazione e lavoro',
in sostituzione dell'on.le Giuseppe Lombardo, dimissionario;
-l'onorevole Ludovico Balsamo è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari', in
sostituzione dell'on.le Salvatore Geraci, dimissionario;
-l'onorevole Alessandro De Leo è nominato componente della
Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti gli
Affari dell'Unione europea', in sostituzione dell'on.le Salvatore
Geraci, dimissionario;
-l'onorevole Davide Vasta è nominato componente della Commissione
permanente per l'esame delle questioni concernenti gli Affari
dell'Unione europea', in sostituzione dell'on.le Ludovico Balsamo,
dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidente della Regione
Riprende il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione
PRESIDENTE. Onorevole Presidente Schifani, ha facoltà di parlare
per la replica alla discussione.
SCHIFANI, Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Onorevoli
colleghi, innanzitutto grazie per i vostri interventi e per il
vostro contributo che ho ascoltato con grande attenzione e con
spirito di servizio che deriva dalla carica che ricopro, ed è
giusto, sono abituato a recepire, a riflettere e per cui penso di
poter rispondere ad alcuni degli interventi, in particolar modo
dell'opposizione. Perché mi sembra più corretto in questo momento
riflettere su queste osservazioni che sono state fatte per chiarire
e chiarirci, sperare di chiarirci - voglio dire - farò questo
tentativo, non vi è dubbio che ci saranno anche passaggi ai
colleghi della maggioranza.
Ha iniziato l'onorevole De Luca. Sarò sintetico, però spero di
essere esaustivo. Sul caro prezzo, onorevole De Luca, lei coglie il
tema, quello del caro prezziario, perché è un tema che già avevo
posto nella mia agenda. Mi riservavo, e mi riservo a breve, di
parlarne con il Ministro Salvini, perché avevo accennato nel mio
intervento pregresso che la presenza soltanto di due compagnie,
rispetto al maggior numero di compagnie, determina,
sostanzialmente, ad una lievitazione dell'offerta, del costo
dell'offerta. È si è aggiunta a questa - ho fatto fare uno studio
all'assessore Aricò - la riduzione delle tratte, realizzate dalla
compagnia, chiamiamola "di bandiera", che è poi è la compagnia
tutta del Tesoro "ITA". E non possiamo arrivare - secondo me - al
Natale in questa situazione, per cui era già mio impegno, ma
ribadisco, l'impegno del Governo, ad affrontare questo tema nei
confronti del Governo nazionale.
Sulla Corte dei Conti, la relazione del bilancio, lei correlava le
due cose, noi siamo fiduciosi che l'udienza di sabato possa
accogliere le nostre osservazioni, è evidente che si intrinseca
alla variazione di bilancio che verrà approvata e poi verrà
discussa in quest'Aula, quella nostra, vorrei rassegnare però un
aspetto che la Corte dei Conti sostanzialmente contesta, e lei lo
saprà, lo sapranno i colleghi, una metodologia applicata dal
presente Governo - che io ritengo corretta - che è quella di
spalmare l'esposizione debitoria della Regione nei confronti dello
Stato, del debito intendo, in dieci anni e non in tre. E' tutta una
querelle di carattere giuridico, la Corte dei Conti pensa che
quando il Governo Musumeci ha adottato questa scelta ancora la
norma non c'era; il Governo Musumeci, ed anche noi, contestiamo
questa interpretazione restrittiva perché anche se non era vigente
in quel momento è intervenuto immediatamente, dopo quindi come
principio dello ius superveniens si sovrappone a una norma
precedente, e lo ius superveniens quando è più estensivo - per le
mie reminiscenze giuridiche, naturalmente si applica il favor rei,
anche se non vertiamo in tema penale.
Ma questo è il principio sul quale si sta discutendo sotto un
profilo squisitamente tecnico e devo ringraziare l'Assessore al
'Bilancio' e il Ragioniere generale che si sono molto, molto, molto
prodigati per sostenere questa tesi e sabato ascolteremo.
Società partecipate in liquidazione, è evidente che ce ne
occuperemo subito. Se ci sono molte società che stanno in
liquidazione da tempo vanno eliminate in relazione anche a quello
che ho detto nel mio intervento, quando non parlavo di società in
liquidazione, quando ho parlato di avere il coraggio di sopprimere
alcune società e di accorparle, in questo caso se vi sono società
da tempo in stato di liquidazione, affronteremo l'argomento, perché
è inutile far languire a binario morto queste realtà: i rami secchi
vanno potati.
Il non utilizzo dei prodotti in Sicilia. Lei coglie
un'osservazione più che corretta e condivido. Ci occuperemo, come
Governo, del brand Sicilia anche in Sicilia, perché è un paradosso
che il nostro brand Sicilia venga promosso fuori dalla Sicilia e
non a casa nostra.
La sua raccolta differenziata al 56 per cento a Messina. Ne prendo
atto e le faccio i complimenti, perché è una città diciamo
abbastanza attiva su questo territorio. Per cui, io sono una
persona franca, quando i complimenti vanno fatti, supportati dai
numeri non dalle simpatie o antipatie, è giusto il realismo, il
sano realismo politico nel rispetto dei ruoli, di maggioranza e di
opposizione.
Sulla presenza di un tecnico attorno al tavolo del ponte, ne
abbiamo già parlato. Ribadirò questa richiesta al Ministro Salvini,
ma sono fiducioso e ottimista perché è giusto la città di Messina,
così come quella di Reggio - poi deciderà il Presidente Occhiuto e
sarà Regio o sarà Villa San Giovanni visto le contiguità, però è un
tema sul quale se ne occuperà il mio collega.
Autonomia differenziata. Così rispondo a lei, onorevole De Luca,
anche a chi ne ha parlato. Ne ha parlato l'onorevole Burtone e
l'hanno posto questo tema. Fino ad oggi non avevo avuto modo di
affrontare, no di affrontare, di pronunziarmi perché speravo di
farlo in altra sede. Però credo che questa sia la sede, alla fine,
più opportuna, più corretta. Hanno parlato vari governatori.
Evidente è un fatto, che se io quando ero il Presidente del Senato
affermavo che non condividevo e contestavo l'idea di un'Italia a
due velocità, potrei mai condividere un'ipotesi d'Italia a due
velocità nella qualità di Presidente della Regione Sicilia? Sarebbe
un paradosso.
E allora è evidente che questo progetto di riforma, con il quale
mi confronterò con il Ministro Calderoli, perché ci siamo sentiti
per il telefono e dobbiamo incontrarci, vari impegni istituzionali
reciproci ce l'hanno impedito. Ma già un dato emerge di alcune
deficienze di questa proposta. Innanzitutto ai tempi di
individuazione dei famosi LUP, dei Livelli Unitari delle
Prestazioni. E lì bisogna vedere quale sintesi trovare per
individuare quali sono i livelli essenziali di assistenza,
garantiti dalla Costituzione. Non potremo certo accettare l'ipotesi
che, applicando l'articolo della Costituzione, che prevede che
alcune Regioni possono chiedere una maggiore autonomia con
trasferimenti aggiuntivi dello Stato, se vi è la volontà delle
Regioni e del Parlamento quello che è il principio dell'autonomia
differenziata sotto profilo costituzionale è corretto che lo
prevede la Costituzione.
Il problema è vedere gli effetti finanziari, le ricadute
finanziarie sulle varie Regioni. E quando si parla di autonomia
differenziata da parte del Governo sulla ipotesi scolastica, noi
corriamo il rischio di vedere pagati meglio i docenti del nord e
avere un'attenzione, un impegno temporale maggiore dei docenti nei
confronti degli studenti, rispetto a quello che possiamo garantire
ai nostri docenti nei confronti dei nostri figli. Non è possibile,
non è accettabile.
Così come dobbiamo far valere, e lo faremo, l'applicazione di un
principio che è entrato in Costituzione dieci giorni fa, se ne è
parlato da parte di alcuni di voi. Il principio dell'insularità.
Questo è un principio che si lega col principio della perequazione
e del fondo perequativo previsto dalla Costituzione, che prevede
che per eliminare difformità di trattamento, tra nord e sud, voi
sapete che la Costituzione prevede un fondo perequativo. Ma a
questo, che si riferisce a nord e sud o a Regioni forti e Regioni
deboli, trova un'ulteriore specificità per noi, perché la Regione
prevede, sostanzialmente, un'esigenza di indennizzo - poi dovremo
studiare le norme attuative - derivante dalla insularità.
L'insularità colpisce Sicilia e Sardegna. Quindi è evidente che
quando io mi confronterò con il Ministro Calderoli, porrò sul tema
anche questo argomento dicendo: "Un minuto Altro che autonomia
differenziata. Tu mi devi porre qual è il tuo progetto di norma
attuativa sull'applicazione del principio della insularità. Cosa mi
dai in più, non a me, alla Sicilia in quanto isola così come la
Sardegna?".
Quindi, è evidente che questo pericolo, diciamo, paventato
all'inizio si sta anche leggermente affievolendo, perché ho visto
che altri governatori hanno preso delle posizioni, però io ancora
non avevo parlato. Sto parlando qui, sono contento di farlo perché
credo che, no anzi, sono convinto che la sede più giusta sia il
Parlamento della Regione siciliana ed ascolti quello che è il
parere del Presidente della Regione.
Lo diciamo, ci porremo con spirito collaborativo col Governo,
senz'altro, però con la schiena diritta, perché io sono convinto,
cari colleghi, che l'Italia sia attraversata da tante emergenze,
tante, e quindi ci sarà tempo per una legislatura che mi auguro
duri il mandato naturale così come è quella regionale per una
continuità dell'azione governativa. Di qualunque azione governativa
sia a me interessa anche la continuità dell'azione amministrativa.
Ci sarà tempo per poter approfondire questo tema, ma io dirò al
Ministro Calderoli che credo sia più urgente che si parta con il
principio della riforma delle province, con le elezioni dirette
delle province, su cui c'è un'intesa, non solo da parte del
Governo, perché è intenzionato ad abolire la legge Del Rio, ma a
trovare un'intesa con tutto l'UPI, che avevo detto all'inizio,
l'Unione Province Italiane, per adottare un modello identico in
tutte le province, per evitare che si possa fare una questione, una
scelta di carattere arlecchino.
Rispondo all'onorevole Schillaci. Il disegno di legge di sostegno,
attendo l'esame della presentazione in Commissione, lo esamineremo
con la massima attenzione perché tocca un tema sensibile. Le
rotazioni. Lei ha posto un tema, una preoccupazione, il principio
della rotazione in tema di anticorruzione; è evidente che sarà una
scelta attenta, non possiamo mettere certo in crisi il
funzionamento della pubblica amministrazione, però non possiamo
nemmeno rimanere fermi. Dobbiamo intervenire, lo faremo - non col
machete, naturalmente - però è evidente che qualcosa va fatto e
allora non vi è dubbio che i pericoli di incrostazione, anche a
volte involontari, che si trasformano in tendenza a delinquere ci
sono, non in tutti i dipendenti, è evidente.
Io ho fatto un atto di indirizzo, ho appreso che esiste da noi,
all'interno della Pubblica Amministrazione in Sicilia, un Ufficio
anticorruzione che si occupa della rotazione triennale dei
funzionari, però è considerato un po' poco, dico che mi sembra un
po' deboluccio, quindi ho voluto con questo atto di indirizzo,
firmato dal sottoscritto ieri - lo avevo annunziato e poi l'ho
firmato ieri - dare una sensazione di maggiore rigore
sull'applicazione di questo principio e saremo stretti a vigilare,
non faremo certo i poliziotti, però cercheremo di fare in modo che
questa rotazione avvenga con intelligenza, ma si realizzi.
Poi lei poneva il problema di operazione e trasparenza nei siti
regionali. Lo verificheremo subito, o è trasparenza o è
oscurantismo, non esiste la trasparenza in alcuni temi e
l'oscurantismo in altri temi della Pubblica amministrazione.
Trasparenza è trasparenza con la "T" maiuscola, tutte le volte in
cui bisogna obbedire a questo principio la Regione lo farà.
L'onorevole Burtone aveva toccato il tema dell'autonomia
differenziata, ed ho risposto; delle ZES vorrei ricordare come sono
già in arrivo da parte della Regione lo stanziamento di cinquanta
milioni; un tema che è stato affrontato da altri colleghi e che è
quello dell'assenza dei medici.
È vero, secondo me, questo tema sconta una errata programmazione
del numero chiuso dei medici da parte delle Università, perché
delle due l'una o li abbiamo i medici o non li abbiamo, non
possiamo farli diventare noi in pochi anni, quindi vi è un errore
alla fonte, lo dico così con estrema serenità, vedo che il collega
Laccoto, Presidente della Commissione Sanità condivide, annuisce,
perché risolverlo noi non è facile.
Io ho avuto degli approcci anche con esponenti della sanità
privata e adesso parleremo del pubblico privato che lamentano anche
loro la mancanza di medici, quindi il problema è proprio
strutturale non è un problema tattico è un problema strategico e
dovremo vedere come fare, come affrontarlo. mi confronterò con i
rettori però è evidente che il momento in cui i direttori dovessero
accettare o anche il Ministro della Pubblica istruzione dovesse
accettare l'implementazione del numero chiuso ci vorranno degli
anni prima di sfornare naturalmente i nuovi medici, quindi è un
problema che io affronterò, mi confronterò anche col Parlamento per
ascoltare i suggerimenti, con l'Assessore alla salute, con i miei
assessori, però il problema c'è, lo registro qui ma lo vediamo.
E' stata lamentata anche una distonia di presenza sanitaria in
alcune realtà ospedaliere rispetto ad altre, questo non può
succedere quindi darò un'indicazione all'Assessore per la salute e
di garantire i livelli essenziali di assistenza, i LEA, di
garantire un'omogenea presenza dei medici in tutta la Regione
siciliana, poi vi saranno delle aree più garantite rispetto ad
altre ma l'importante è che vi sia un minimum di qualità ed anche
numerico di presenza dell'assistenza sanitaria medica, perché non
possiamo trovare ospedali sguarniti. Ospedali che naturalmente
vanno alcuni completati, l'ho detto nel mio primo intervento, altri
ristrutturati. Noi abbiamo una famosa legge, volgarmente la
citiamo, lo chiamiamo il famoso articolo 12. Voi sapete, l'articolo
12 è una antica legge statale che stanzia annualmente fondi
pubblici per realizzazione o ristrutturazione degli ospedali
pubblici. E su questo io mi applicherò personalmente perché, l'ho
detto nel mio intervento, attraverso l'articolo 12 si possono fare
delle buone cose.
Io ricordo, da neo parlamentare in campagna elettorale, o non mi
ricordo di più quale campagna elettorale durante la Legislatura, al
primo mandato, sono stato a Piana degli Albanesi. A Piana gli
Albanesi i colleghi, gli amici mi fanno vedere come in fondo al
viale vi era una struttura abbandonata, che era prevista prima come
antico sanatorio, poi i lavori erano stati bloccati perché non
occorreva più quel tipo di intervento, parliamo di Piana, quindi
aria fresca, quindi la programmazione aveva individuato l'esistenza
di un sanatorio, poi i lavori si erano fermati, ed era una opera
abbandonata anche pericolosa per la sicurezza. Ho lavorato con
l'allora Presidente Provenzano e assieme abbiamo fatto in modo che
nella programmazione Regione Sicilia-Stato nell'individuazione
degli interventi dell'articolo 20 si potesse inserire la
trasformazione di quella struttura con vecchia destinazione in
nuova destinazione Rsa. Amici, a Piana degli Albanesi, anni fa,
quando io ero il Presidente del Senato, ho inaugurato l'Rsa di
Piana degli Albanesi. Quindi quando si vuole, quando c'è un po' di
buona volontà, quando ci sono i percorsi e i finanziamenti le cose
si possono fare.
Onorevole Catanzaro, Presidente Catanzaro, al quale faccio gli
auguri per il suo ruolo, quando io ho detto apertura al privato non
intendo "viva il privato", per me il pubblico è strategico ed
essenziale, parliamo di sanità. È evidente. E ho detto anche nel
mio intervento e ho elogiato tutto il campo del settore pubblico
medico, infermieristico, parasanitario ecc, per la prova che hanno
dato durante l'esperienza Covid. Io ho toccato con mano la qualità
e l'eccellenza di strutture sanitarie private in termini di risorse
umane, in termini di specialisti e in termini di medici, quindi non
siamo secondi a nessuno per il settore pubblico, al di là
dell'aspetto logistico ed organizzativo, ma se vogliamo parlare
della qualità dei nostri medici negli ospedali pubblici e del
personale sanitario, io non posso che esserne fiero da siciliano.
Questo sia chiaro, per me il pubblico è intoccabile ed intangibile,
ma quando io infatti parlo di apertura parlo di un sistema di
integrazione e di collaborazione, di sinergia, non di concorrenza,
perché a volte ci sono delle eccellenze private convenzionate col
servizio sanitario nazionale, cioè quando io nella prima parte del
mio intervento ho citato i miei cinque giorni di Natale che ho
fatto da Presidente del Senato con mia moglie la mattina del giorno
di Natale andavamo al "Bambin Gesù" di Roma lo facevo, a me non
interessava in quel momento se era privato o pubblico, perché per
me era come se fosse pubblico, e parliamo del "Bambin Gesù",
parliamo di eccellenza riconosciuta a livello internazionale, a
livello mondiale. Vogliamo parlare del Gaslini ? Cioè queste
realtà fanno parte di un sistema integrato, e quindi a volte è come
l'IRCSS, spesso sa, onorevole Catanzaro, sono dell'IRCSS il "Bambin
Gesù" è un IRCSS, il "Gaslini" è un IRCSS, sono istituti di ricerca
naturalmente, che portano avanti ricerche sulle staminali e su
altro, quindi sono un nostro patrimonio italiano, dobbiamo trovare
una sinergia per integrarli. E poi possono essere utili per un
aspetto: quando ho parlato del problema delle liste di attesa.
Noi abbiamo - e questo sarà un compito naturalmente dell'assessore
alla salute - lunghissime liste d'attesa nel pubblico e strutture
private convenzionate, vuoi ospedaliere vuoi diagnostiche, cioè
medico sanitarie e non ospedaliere, ma vi sono tante strutture di
diagnostiche che realizzano indagini strumentali, no? Quando queste
strutture ospedaliere o strumentali esauriscono a luglio e agosto
il loro budget, non possono in regime convenzionato fare altre tac
e altre risonanze perché hanno esaurito il budget, e non possono
dare al paziente una risposta nel giro di uno o due giorni per fare
il tac e la risonanza ed altro perché hanno raggiunto il budget.
Allora, ci vogliamo interrogare su questo? Io pongo all'Aula un
problema estremamente oggettivo, perché esiste il problema che a
luglio ad agosto queste strutture finiscono col budget assegnato e
non possono realizzare queste attività se non gratis oppure a
pagamento. Allora secondo me una rimodulazione di quella che è la
spesa sanitaria, senza togliere al pubblico alcunché naturalmente,
lei mi dirà ma allora come si fanno i miracoli?
Ma non si tratta di fare i miracoli si tratta di fare una sana e
corretta diciamo di diligenz sulla spesa sanitaria per fare in
modo di trovare un equilibrio, che possa ridurre le liste d'attesa,
perché non mi posso immaginare, che in una struttura pubblica dove
la lista d'attesa è di cinque mesi con uno schiocco di dita grazie
all'assessore alla salute l'Aula e tutto, trasformiamo la lista
d'attesa da sei mesi in due settimane se quella struttura
l'ospedaliera ha quel target, quella non dico lentezza
quell'esubero di richiesta e quella carenza di personale, non
possiamo a fare i maghi per cambiarlo, dobbiamo trovare è una
soluzione di drenaggio da quel carico presso un'altra realtà che è
quella privata convenzionata.
Allora così possiamo tentare di risolvere, si è parlato anche,
qualche collega ha parlato di sanità privata e che si sceglie i
pazienti, sì questo è vero, questo è anche vero, e se è per questo
in passato quando ero Presidente del Senato c'è stata una polemica
a distanza, che poi si è fermata a subito, quando ebbi a dire che
anche l'Ismett che è un istituto di grandissima eccellenza, che è
un fiore all'occhiello per noi, non fa pronto soccorso perché anche
l'Ismett diciamo sceglie i propri pazienti, non fa emergenza per
cui non è soltanto la sanità privata convenzionata, vi sono altre
realtà. Bisogna trovare il punto di incontro, probabilmente vedendo
quali ed eventuali realtà di sanità privata possono essere
all'altezza di garantire il pronto soccorso, non certo le piccole
cliniche, ma è il discorso che si può aprire, non è che io intendo
imporlo, però con una collaborazione dialettica paritaria e di
carattere istituzionale io penso che si possa lavorare su questo.
Mi si è contestato da parte di qualcuno anche della maggioranza,
che spero rimanga tale per le dichiarazioni che ho ascoltato, che
nel mio intervento manca una visione, allora amici o ci rendiamo
conto che la Regione questa nostra terra è bloccata nei processi
autorizzativi, nei processi amministrativi è bloccata e quindi non
attrae e non attraendo non crea lavoro e non cresce. O ci rendiamo
conto di questo problema pregiudiziale oppure possiamo realizzare
qualunque visione ma rimane soltanto a un quadro, accennato scritto
ad acquarello, ce ne rendiamo conto o no? Vogliamo avere il
coraggio, quando porteremo la legge sulla semplificazione di
discuterne e semplificare le procedure? O no? Perché se non
interveniamo nel cuore del sistema che è, non dico paralizzato, ma
quasi, noi questa Regione non la faremo crescere, perché chi vi
parla vi assicuro di essere stato avvicinato da fondi di
investimento o da grossi gruppi, gruppi del nord che vogliono
realizzare e vogliono investire, perché trovano un clima abbastanza
salubre, forte una criminalità che c'è, ma che è stata sottoposta a
controlli; la mafia di oggi esiste sempre ma non è la mafia -
speriamo - di anni fa. E' stata combattuta grazie alla
magistratura, grazie purtroppo ai nostri sacrifici, ai sacrifici
dei nostri morti, quindi c'è più sicurezza rispetto al passato, mai
abbassare la guardia, però si avverte maggiore legalità nella
Sicilia e di questo noi dobbiamo essere orgogliosi.
Io non sono uno di quei soggetti che girerà il mondo, girerò poco,
anche da Presidente del Senato ho fatto viaggi, pochissimi, non
sono mai andato per esempio negli Stati Uniti; dicevo: cosa vado a
fare? Il Presidente del Senato spende i soldi per andare negli
Stati Uniti? Ho girato certe volte l'Europa, quando dovevo fare
incontri europei, ma c'era chi girava il mondo parlando di Palermo
come capitale della mafia, lo sappiamo, non voglio fare i nomi, ma
io se girerò il mondo parlerò della mia Sicilia, di quello che è,
di quello che consente di fare, di quelle che sono le grandi
opportunità, però ho bisogno anche - e dovete darmi - gli strumenti
semplificativi, che possono consentirmi di dire all'impresa o al
gruppo che vuole intervenire: io sono in grado non di darti
l'autorizzazione in sei mesi, sono in grado in sei mesi di dirti o
sì o no Perché questo è avvenuto in questi anni, nè si e nè no.
Allora, se manca la visione, ed io la visione penso di averla,
dobbiamo intervenire alla base, poi la visione la tratteremo
assieme, la discuteremo quando diventeremo finalmente un territorio
più libero da burocrazia, da lacci e laccioli.
I tempi. Ha detto l'onorevole Savarino che i tempi sono troppo
lunghi, ma nemmeno il silenzio assenso, io sono per la Conferenza
dei servizi, mettere attorno ad un tavolo i vari uffici nel
processo amministrativo, che attorno ad un tavolo si assumono le
responsabilità nel dire sì o no. Non una autorizzazione deve
passare dieci mesi perché deve passare in varie uffici e poi si
ferma. Questa è la mia visione però.
Scusate, io sono un po' pragmatico, non amo sognare, sogno e
quando mi sono stancato e ho bisogno di dormire ma prima, invece,
quando vivo la mia giornata, la vivo pragmaticamente. Vivo con la
gerarchia dei problemi. Lo dico ai miei collaboratori ed ai miei
amici. Ho sempre vissuto in politica con la gerarchia dei problemi.
Problema a) me lo affronto subito; problema b) lo affronto dopo;
problema c) subito dopo. Per me la priorità, per me, e spero sia la
vostra, è approvare appena arriverà in Aula, discutendo con tutti
voi le norme sulla semplificazione.
La riforma sulla burocrazia. Giusto ha detto l'onorevole Savarino,
non mi ricordo chi, dobbiamo subito occuparci del problema della
dirigenza, fascia A, c'è questo vuoto. La carenza di personale ma
questa nasce purtroppo da un accordo Stato/Regione, voi lo
conoscete, dove ci sono state imposte delle prescrizioni e c'è
stato anche imposto il blocco delle assunzioni. Sarà la
responsabilità del sottoscritto chiedere al Governo nazionale una
deroga a questo vincolo che c'è stato imposto il momento in cui c'è
stato consentito di spalmare la famosa spesa in dieci anni, ci sono
state date delle prescrizioni, è una delle prescrizioni era quella
del blocco delle assunzioni. Quindi io mi recherò presso il Governo
a chiedere una deroga, poi valuterò l'entità della deroga, quali
qualifiche. A noi mancano esperti, ingegneri, geometri per
realizzare quei progetti e attraverso i quali agganciare i fondi
europei e ne perdiamo tanti l'ho detto nel mio primo intervento.
Poi finanza creativa. L'onorevole Catanzaro ha parlato di finanza
creativa. Io mi pongo in continuità e difendo l'operato del
precedente Governo perché escludo che si possa essere realizzata
finanza creativa immaginata però posso garantire questo
all'onorevole Catanzaro e ai colleghi che noi faremo un'operazione
di trasparenza dei conti. Non faremo sconti diciamo saremo chiari,
trasparenza dei conti. Consentiteci il tempo di farlo. Con
l'assessore di Falcone assumiamo questo impegno, ci siamo
confrontati durante il dibattito e siamo pienamente consapevoli che
sia un diritto dell'Aula e un nostro dovere fare una due diligence
pregressa per vedere come stanno i conti della nostra terra perché
quei conti sono i conti i pubblici della nostra Regione.
L'onorevole Cracolici ha parlato di visione, immobilismo del
personale, deroga e quindi in questo mio intervento ho risposto
anche all'osservazione dell'onorevole Antonello Cracolici.
Scusate, vado un attimo a braccio. Poi l'onorevole Assenza ha
auspicato interventi e lo ringrazio per l'intervento di sostegno ma
annuncio che domani faremo Giunta con cui delibereremo un
intervento già annunciato in passato. Domani interverremo per
trecentosessanta milioni sul caro bollette a favore delle imprese e
la proroga della scadenza dei mutui IRFIS di fine anno la mettiamo
in coda. Lo abbiamo annunciato in passato e domani deliberiamo.
Subito dopo nelle Giunte successive erogheremo, stanzieremo
centosessanta milioni per le famiglie per il caro bollette,
implementeremo poi di altri venti milioni gli interventi a favore
dei comuni e poi, più in là, lo porteremo al doppio e poi vorrei,
tocco l'argomento dell'onorevole Assenza che ha parlato unitamente
alla collega Cmpo del ragusano, vorrei parlare di Comiso.
Innanzitutto io sarò molto attento a questa realtà. Questa realtà
del ragusano perché anche se non esprime un assessore per me la
Sicilia è tutta uguale. L'ho girata in campagna elettorale, conosco
quella realtà, conosco la realtà dell'ortofrutticolo di Vittoria,
che ho visitato e dove ho scoperto, cari colleghi, che esisteva da
anni un finanziamento di quattro milioni fermo per la
ristrutturazione dell'agroalimentare. Si, onorevole Dipasquale,
fermo, ed io l'ho scoperto in campagna elettorale. Ci siamo
informati immediatamente e ci siamo attivati, abbiamo chiesto ed
abbiamo ricevuto delle spiegazioni per cui vi erano stati dei
ricorsi al Tar che avevano paralizzato l'iter, anche se non vi era
stata in nessuna sospensiva ed allora io, da avvocato, lo dico
evidentemente se è un ricorso al Tar paralizza un appalto senza la
sospensiva significa che la burocrazia regionale dinanzi un
semplice ricorso al Tar per non assumersi responsabilità dice "io
fermo tutto e poi se ne parla". Allora, questi sono gli aspetti che
ho scoperto e che dobbiamo naturalmente modificare anche, diciamo,
deferendo la responsabilità a chi si assume queste scelte
naturalmente.
La riforma della pubblica amministrazione, ne abbiamo parlato.
L'utilizzazione dei parchi ai privati è importante e ci lavoreremo
per una rigenerazione urbana - parlo con l'onorevole Savarino - e
la Conferenza dei servizi, ne abbiamo parlato.
Comiso, torno all'onorevole Campo. Comiso, Ragusa, Comiso. Perché
dico Comiso? Perché l'ho detto in campagna elettorale e lo
ribadisco qui. Sono stato a Vittoria, ho visto questa realtà che
già conoscevo, l'agroalimentare ed è una realtà di eccellenza. Ho
chiesto "ma i vostri prodotti come li esportate? Sul gommato?".
Si, sul gommato . E mi sono posto una domanda. Ma a pochi
chilometri, onorevole a quanti chilometri è Comiso da Vittoria?
Quanti chilometri saranno? Dieci? Quindici? Una decina. Ma lì c'è
Comiso.
Se noi attiviamo - e questo è un impegno che ho sunto in campagna
elettorale e che cercherò di mantenere in questi anni - se noi
attiviamo realmente Comiso e facciamo arrivare i cargo, voi sapete
cosa significa, come cambia quell'economia? Esportiamo attraverso i
cargo-aerei i nostri prodotti in Cina, in Giappone, eccetera. Noi
abbiamo un aeroporto inutilizzato, non è utilizzato, è fermo, è una
cattedrale nel deserto accanto ad una grandissima filiera di
produzione agroalimentare di eccellenza. Allora lì mi occuperò di
questo aspetto, parlerò col Presidente dell'Enac, parlerò anche con
la Sac che gestisce l'aeroporto di Comiso e lì mi fermo, perché
probabilmente ci possono essere dei conflitti di interesse, ma non
faremo sconti a nessuno perché abbiamo un'occasione d'oro ed è
rimasta insoluta, inutilizzata, non capisco né voglio sapere perché
però l'ho assunto in campagna elettorale e lo assumo qua, datemi
una mano perché così possiamo crescere.
L'onorevole Miccichè. Il rapporto col Governo nazionale lo avremo
onorevole Miccichè, lo avremo e faremo di tutto per mantenerlo, lo
abbiamo già iniziato. Siamo stati più volte col Ministro Urso a
discutere di Lukoil, siamo stati col Ministro Salvini tante volte
per il ponte sullo Stretto, siamo stati con il Ministro Giorgetti
per discutere di accise e di rimborso, quindi lavoreremo in questi
anni con il Governo nazionale fianco a fianco.
Sugli assessori è stato ribadito è stata messa in discussione la
mia affermazione, il mio Governo è un Governo di continuità. Ma il
Governo di continuità io non rinnego, ne posso rinnegare di avere
sostenuto dal di fuori perché non ero in quest'Aula il Governo di
centrodestra di Nello Musumeci e posso dire che la scelta degli
assessori, ne rivendicò la piena responsabilità, ma gli assessori
anche se facevano parte della Giunta Musumeci comunque sia godono
la mia totale fiducia tutti ma gli assessori sono delegati del
Presidente della Regione. La linea politica, la strategia politica,
l'indirizzo politico lo dà il Presidente della Regione e chi...
CRACOLICI. Presidente, lo Statuto siciliano è altra cosa
SCHIFANI, presidente della Regione. No l'indirizzo politico lo dà
il Presidente della Regione e lo darà questo Presidente della
Regione anche perché mi trovo una squadra di persone affiatate,
esperte, con grande buona volontà e si respira tra di noi un'area
di piena collegialità, di condivisione, non ci sono sbavature, c'è
la volontà di contribuire e lavorare al meglio.
Consentitemi, la Giunta si è insediata da meno di un mese quindi,
non dico che è in rodaggio, ma già ha fatto molto e domani farà
molto di più. Mi spiace che in questo in questo luogo così
altamente istituzionale siano state introdotte delle osservazioni
di carattere squisitamente politico relativo al mio partito. Io non
accetto, no non accetto, mi sottraggo a questo tipo di polemiche
perché quest'Aula ha credo che non meriti questo e anche il mio
ruolo non meriti questo, dico soltanto che la mia storia è la
storia di Forza Italia, non sono presuntuoso. Ho fatto sette anni
il capogruppo e grazie all'unità che ho ottenuto dei gruppi poi
sono stato chiamato dal Presidente Berlusconi a fare il Presidente
del Senato quindi se avessi avuto la tendenza al correntismo
probabilmente non arrivavo a quel ruolo ma, ripeto, dobbiamo
guardare avanti.
Io mi auguro che la maggioranza eletta dai siciliani risponda ai
termini della compattezza dell'assunzione di responsabilità, a
volte anche della critica interna purché quella critica interna poi
non si trasformi in mancanza di sostegno all'interno di quest'Aula.
Questo è il mio auspicio, quello che spero per coerenza con gli
elettori che hanno votato. Questa è la democrazia.
Io vi ringrazio del contributo, vi ringrazio della pazienza che
avete avuto e vi confermo che da parte mia la presenza in Aula sarà
sempre vigile e chiederò all'Aula il contributo quando arriveranno
qui le grandi riforme perché se dobbiamo cambiare questa terra
dobbiamo legiferare nel rispetto dei ruoli con i contributi però
dobbiamo creare i presupposti per il cambiamento; cambiate le
regole allora ci daremo la visione di una nuova Sicilia quella alla
quale teniamo tutti per noi e per i nostri figli. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto, ringrazio il Presidente Schifani e tutti i
colleghi, i Capigruppo che oggi hanno voluto dare il proprio
contributo rispetto ai prossimi cinque anni.
E' giusto, onorevole Presidente delle Regione, che le dica che noi
confidiamo veramente in lei, nella sua esperienza, nella sua
conoscenza. Così come ha detto qualcuno non occorrerà per lei
chiamare tramite la batteria ma, confidando nei suoi rapporti
personali, siamo speranzosi che possa far valere quelle che sono le
priorità della Sicilia e dei siciliani.
Chiedo invece ai Presidenti dei Gruppi parlamentari che ancora non
avessero mandato i nomi per quanto concerne le Commissioni
Antimafia e Statuto di mandarle entro la giornata di oggi perché in
caso contrario dovrò nominarle io d'ufficio così come ho fatto per
i Gruppi di Sicilia Vera e Sud chiama a nord per le altre
Commissioni. Mi dicono anche per la Commissione Regolamento e
Verifica poteri.
Quindi detto questo la settimana entrante noi ci vedremo martedì 6
dicembre per l'Aula che dovrebbe essere fissata per le ore 12.00.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò veloce
e desideravo sulla scorta anche del primo esame che ho avuto modo
di fare sul disegno di legge di variazione del bilancio, signor
Presidente, a lei mi rivolgo in modo particolare se può avere un
altro minuto di pazienza, presidente Schifani.
E va beh, ne parliamo con l'Assessore. Vuol dire che al Presidente
Schifani non gli interessa questo argomento, però sono tre minuti e
sono tre minuti, solo questo se è possibile.
No, per carità, veda, signor Presidente, l'argomento è il
seguente, è il seguente: io chiedo al Presidente della Regione che
è il firmatario di ritirare questo disegno di legge di variazione
di bilancio e lo chiedo perché? Perché intanto è in violazione di
quello che è l'articolo 51 del decreto legislativo n. 118, perché
siamo fuori termine massimo.
Ci sono tutta una serie di proposte che non hanno nulla a che
vedere anche con le variazioni che si possono fare dopo il 30 di
novembre.
C'è un altro problema ancora più delicato, io ne ho parlato già
con gli Uffici della Commissione Bilancio, la copertura dei
duecentocinquanta milioni di euro, articolo 3, sono dubbi su tanti
profili anche perché si parla di un avanzo, i rendiconti del 2020
in discussione e 2021 non esiste, non è specificato quale avanzo
presunto sia, perché non c'è scritto, accantonamento derivante da,
e non c'è neanche chiarito l'anno.
Poi, lo voglio dire anche al signor Presidente della Regione e
all'Assessore, io non avevo mai visto un disegno di legge così dove
manca la presentazione del proponente, la motivazione del disegno
di legge e anche la motivazione dell'urgenza. Perché se l'urgenza è
dare 20 milioni di euro ai comuni, le dico che sono pure pochi.
E allora, anche da questo punto di vista io le chiedo, proprio per
le questioni che le ho detto, poi ci sono le altre voci che non
riguardano alcuna urgenza, abbiamo capito che ci sono coperture di
spesa già effettuate, debiti fuori bilancio mascherati con questa
operazione. E mi fermo in questo momento qua.
Quindi, io la invito nuovamente a ritirare questo disegno di legge
perché tanto ormai il 30 di novembre è passato, non solo lo sa
perché sono mascherati qua i debiti fuori bilancio? Perché non ci
sono i termini per poter spendere, tranne che prendiamo e
stacchiamo assegni, i termini amministrativi per poter fare avvisi
e partecipare, a non si sa a che cosa; allora iniziamo bene, visto
che l'argomento sulla veridicità dei bilanci ha riguardato tanti
argomenti, e soprattutto deve distinguere questa Giunta, venga
ritirato questo disegno di legge, riportate quello che
eventualmente è urgente, perché io ho chiesto anche in Commissione
Bilancio , lei non ha spiegato a nessuno qual era l'urgenza di
questo provvedimento Assessore, quale era realmente l'articolo che
se non si approvava subito saltava il mondo, lei non ha spiegato
nulla, e non c'è neanche nel corpo del disegno di legge, che è la
prima volta che io vedo un disegno di legge del genere, quindi se
vuole un così un modesto consiglio, ritirate questo disegno di
legge e poi se c'è qualche urgenza, guardi strapperemo anche il
Regolamento col consenso del Presidente e del Parlamento, perché di
fronte alle urgenze ci riprendiamo la responsabilità.
Poi, per quanto riguarda gli articoli di copertura dei debiti
fuori il bilancio, già le dico in partenza, che se non c'è un
chiarimento sul perché e il per come e quali sono i dirigenti
collegati, onestamente non potrei mai approvarli o dire ai miei
colleghi di approvarli.
Chiudo soltanto ho dimenticato questo fogliettino ecco Presidente
Schifani, ecco perché mi ero permesso di bloccarla, è una richiesta
di attivazione di logopedia, si tratta di una persona di 81 anni,
la richiesta è del 26 maggio 2022, per una persona che purtroppo è
affetta da ischemia celebrare ed è sulla sedia a rotelle, è mio
padre, le chiedo ufficialmente di raccomandare presso l'Asp di
Messina, come si fa, ecco, le chiedo ufficialmente in questo
Parlamento una raccomandazione, chiami, veda lei chi all'interno
dell'Asp; 26 maggio 2022, questo a dimostrazione di come funziona
la sanità, sto chiedendo io ufficialmente una raccomandazione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Onorevoli colleghi, la seduta è tolta ed è rinviata a martedì, 6
dicembre 2022, alle ore 12.00.
La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
I SESSIONE ORDINARIA
7a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 6 dicembre 2022 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
-Norme in materia di doppia preferenza di genere nelle elezioni
dell'Assemblea regionale siciliana (n. 51).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 16 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Istituzione del Garante regionale e dei Garanti distrettuali per
la tutela delle vittime di reato (n. 52).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 16 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Modifiche alla legge regionale 20 marzo 1951 n. 29 e ss.mm.ii.
concernente Elezione dei Deputati all'Assemblea regionale
siciliana per l'introduzione del diritto di opzione del voto per
corrispondenza o per via telematica per gli elettori
temporaneamente fuori sede per motivi di studio, lavoro o cura (n.
58).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Istituzione della figura del difensore civico regionale (n. 65).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Riordino della dirigenza dell'Amministrazione regionale e degli
enti del comparto (n. 70).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Disposizioni per la gestione dei beni sequestrati e confiscati
alla criminalità organizzata (n. 71).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere Antimafia.
-Disposizioni in materia di consenso/dissenso alla donazione di
organi e tessuti per trapianti (n. 73).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere VI.
-Norme in materia di ordinamento regionale dei corpi e servizi di
polizia municipale e provinciale. Istituzione del corpo di polizia
locale (n. 87).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Ordinamento della dirigenza (n. 88).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Disposizioni in materia di elezioni degli organi di governo dei
Liberi Consorzi Comunali e delle Città Metropolitane (n. 97).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 22 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Norme in materia di interpretazione autentica l.r. 9/2015
articolo 51 (n. 99).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 23 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di agosto (n. 53).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 29 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di settembre (n. 54).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di luglio (n. 55).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 29 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di agosto (n. 56).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 29 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di settembre (n. 57).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 18 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Disposizioni in tema di
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale (n. 92).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere III.
- Variazioni al bilancio della Regione per il triennio 2022/2024
(n. 100).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 28 novembre 2022.
Inviato il 29 novembre 2022.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
-Riordino normativo del settore agricolo (n. 59).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere I.
-Misure per la valorizzazione della filiera produttiva del latte
d'asina in Sicilia (n. 60).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Norme per la promozione, lo sviluppo e la semplificazione delle
attività artigiane (n. 61).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Nuove norme in materia di bonifica, irrigazione e tutela del
territorio rurale (n. 66).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Modifiche alla legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 in materia
di garanzie occupazionali per il personale dei Consorzi di bonifica
(n. 67).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Testo unico delle attività produttive (n. 91).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della
fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio'
(n. 93).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
- Misure per la realizzazione di impianti fotovoltaici o solari su
terreni agrari coltivabili (n. 98).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 23 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere IV.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
-Sistema regionale delle aree naturali protette e riordino della
gestione delle riserve naturali e della rete Natura 2000 (n. 62).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere I e V.
-Norme in materia di acque termali (n. 63).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere V e VI.
-Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (n. 64).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere I.
- Semplificazione e riordino della normativa in materia di
edilizia residenziale pubblica e sociale. Soppressione degli
Istituti autonomi case popolari e istituzione dell'Agenzia
regionale per la Casa e l'Abitare Sociale (ARCAS) (n. 68).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 69).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere V.
-Qualifica di polizia amministrativa per gli accertatori dei
titoli di viaggio sulle linee urbane ed extra urbane (n. 72).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Eliminazione delle barriere architettoniche (n. 85).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere I e VI.
-Politiche regionali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti
climatici (n. 86).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 22 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo (n. 90).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere III.
-Riordino della normativa in materia di edilizia abitativa
sociale, soppressione degli Istituti Autonomi per le case popolari
e istituzione del Consiglio Regionale dell'edilizia abitativa (n.
94).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
-Istituzione della giornata della memoria del Terremoto della Val
di Noto del 1693 (n. 75).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Istituzione della Strada degli Scrittori (n. 89).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere III.
-Norme per interventi di ristrutturazione, conservazione e
promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto (n.
95).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Parere IV.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
-Istituzione del Servizio di Psicologia delle Cure Primarie e
dello Psicologo delle Cure Primarie (n. 74).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
-Sicilia solidale. Misure di sostegno alle famiglie in difficoltà
(n. 96).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 21 novembre 2022.
Inviato il 28 novembre 2022.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni
ai sensi dell'articolo 136 bis del Regolamento interno
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifica di norme in materia di elezioni comunali. (n. 84)
Inviato il 28 novembre 2022.
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo. (n. 78)
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di aprile.(n. 79)
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio.(n. 80)
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio. (n. 81)
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto. (n. 82)
Inviato il 28 novembre 2022.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di settembre. (n. 83)
Inviato il 28 novembre 2022.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disciplina organica delle attività commerciali. (n. 77)
Inviato il 28 novembre 2022.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani. (n. 76)
Inviato il 28 novembre 2022.
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
Si comunica che sono pervenute le seguenti deliberazioni della
Giunta regionale:
- n. 550 del 25 novembre 2022 relativa a: D.P. n. 593 del 24
ottobre 2022. Dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza ai
sensi dell'articolo 3 della legge regionale 7 luglio 2020, n 13,
per gli eventi meteo avversi che hanno interessato il territorio
della Regione siciliana nei giorni 25, 26, 30 settembre, 1 ottobre
e nei giorni fra il 9 e il 13 ottobre 2022 ;
- n. 551 del 25 novembre 2022 relative a Articolo 3 della legge
regionale 7 luglio 2020, n. 13. Estensione della dichiarazione
dello stato di crisi e di emergenza per gli eventi meteo avversi
che hanno interessato il territorio della Regione siciliana nei
giorni 25, 26, 30 settembre, 1 ottobre e nei giorni fra il 9 e il
13 ottobre 2022 .
Copia delle predette delibere è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di sentenza della Corte costituzionale
Si comunica che la Corte costituzionale con sentenza n. 233,
depositata il 21 novembre 2022:
- ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6 della
legge della Regione Siciliana 17 marzo 2016, n. 3 (Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
regionale).
Copia della sentenza è disponibile presso l'Archivio del Servizio
Commissioni.