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Resoconto d'Aula della Seduta n. 61 di mercoledì 06 settembre 2023
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.24

  PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
  è  posto  a  disposizione  degli onorevoli deputati  che  intendano
  prenderne  visione  ed  è  considerato  approvato,  in  assenza  di
  osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è stato autorizzato a
  recarsi in missione dall'8 al 10 settembre 2023.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pace ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Bene,  colleghi, così come abbiamo stabilito e discusso  ieri,  io
  sospenderei l'Aula e farei una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, quindi, l'Aula è sospesa e facciamo la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.25, è ripresa alle ore 16.16)

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Gilistro e D'Agostino.

   L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi comunico il programma stabilito
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   il
  programma dei lavori nel mese di settembre 2023.
   La  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  testé
  riunitasi,   ha  stabilito  all'unanimità  il  presente  programma-
  calendario  dei  lavori. Nella seduta odierna verrà incardinato  il
  disegno  di  legge n. 519 in materia di recepimento del codice  dei
  contratti  pubblici;  subito  dopo  l'illustrazione  da  parte  del
  Presidente verrà aperta la discussione generale. Il termine per  la
  presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì  11  settembre
  2023, alle ore 12.00.
   Nelle  giornate di martedì 12 e mercoledì 13 settembre 2023 l'Aula
  terrà  seduta  per  lo  svolgimento di  attività  ispettiva,  dando
  priorità  alle  rubriche Lavoro e Salute, e per la discussione  dei
  disegni  di legge già iscritti all'ordine del giorno in materia  di
  sport e contratti pubblici e per la votazione finale del disegno di
  legge  di  ratifica dell'intesa che istituzionalizza la  Conferenza
  dei  Presidenti delle Regioni. Verrà altresì discusso  e  posto  in
  votazione  il  documento sulla correzione della  graduatoria  della
  lista provinciale di Forza Italia, collegio di Palermo.
   Si è infine convenuto, previo raccordo con il Governo, di dedicare
  un'apposita  seduta  d'Aula  sul  tema  dell'emergenza  incendi  in
  Sicilia,  alla  presenza del Presidente della Regione,  da  tenersi
  entro il mese di settembre.
   Questo,  colleghi, è quanto deciso dalla Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.


                        Sull'ordine dei lavori

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Nel frattempo chiedo  al  Presidente
  della  IV Commissione di prendere posto - ho visto che ha già preso
  posto  -  così  può  relazionarci  sul  disegno  di  legge.  Prego,
  onorevole Catanzaro, e poi l'onorevole La Vardera.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,   mi   corre
  ovviamente  l'obbligo  di  fare un  grande  in  bocca  al  lupo  al
  Presidente  Galvagno,  che  speriamo  nelle  prossime  giornate  si
  ristabilizzi, considerando questo brutto incidente, e quindi magari
  la prossima settimana lo avremo già in Aula.
   Presidente Di Paola, con grande senso di responsabilità noi  delle
  opposizioni,  noi  come  Partito  Democratico,  abbiamo  affrontato
  questa  Conferenza dei Capigruppo e ancora una volta abbiamo  posto
  un  tema,  che non vuole essere né un tema politico, né demagogico,
  ma  vuole  essere un tema, dopo la ripresa delle vacanze  estive  e
  dopo la giornata di ieri, è un tema che io definisco di verità e di
  rispetto nei confronti di questo Parlamento.
   Più  volte, prima di andare in vacanza, nelle giornate di  agosto,
  abbiamo  chiesto al Presidente della Regione di essere presente  in
  Aula per quella che è stata la caratterizzazione delle giornate più
  brutte  che  la Sicilia ha attraversato nelle giornate di  incendio
  che hanno devastato parti importanti della nostra Terra.
   Nel  frattempo  c'era un'altra emergenza, Assessore  Aricò  -  lei
  ovviamente è presente in Aula e mi piace sempre parlare  quando  il
  Governo  e gli assessori sono presenti -, dell'aeroporto di Catania
  e  in  quelle giornate con estrema forza abbiamo chiesto  a  questo
  Parlamento  che  il  Presidente della Regione  venisse  in  Aula  a
  raccontarci  quello che questo Governo poneva come soluzione  nelle
  giornate a venire.
   Bene,  noi  dopo  diverse  settimane ancora  non  sappiamo  nulla,
  l'unica  cosa  che sappiamo è che la Sicilia è stata  riportata  su
  tutte  le  cronache  dei giornali nazionali, internazionali  e  nel
  mondo  per quello che avveniva e per quello che noi comunque ancora
  oggi  non sappiamo che è avvenuto, e siamo qui dentro quest'Aula  e
  meritiamo  come parlamentari, Presidente Di Paola, rispetto.  E  lo
  meritiamo  perché  non è più possibile demandare  da  diversi  mesi
  problematiche che stanno attanagliando la nostra società siciliana.
   Lo  dico  perché c'è un problema sulla sanità e sul  diritto  alla
  salute che a distanza di un anno da quell'accordo scellerato Stato-
  Regione,  di quell'accordo dove noi perdiamo più di 200 milioni  di
  euro, le liste d'attesa diventano sempre più lunghe e più grandi. I
  pronto  soccorso stanno soffocando, abbiamo un tema  dei  trasporti
  che è un tema importante, Assessore Aricò, che dobbiamo affrontare.
  Perché  non  è  vero - e lo dice il mio collega  Pellegrino  che  è
  presente in Aula e che ogni tanto ci scherza - che abbiamo  risolto
  il  problema  del  "caro  voli", non è  assolutamente  vero  perché
  abbiamo  veramente un distacco con i cittadini che ancora oggi  non
  possono  prenotare biglietti perché il costo è elevato. Abbiamo  un
  tema sul dimensionamento scolastico.
   Questa mattina sono stato all'inaugurazione di una scuola a Favara
  e  non  si  discuteva altro del fatto che c'è un tema  che  le  mie
  colleghe hanno votato in Commissione e lo abbiamo approvato in Aula
  sul dimensionamento scolastico, sul tema istruzione, che è come  se
  questo tema non appartenesse alla Sicilia. Non è questo il modo  di
  andare avanti, Presidente Di Paola.
   Qua non c'è nessuno - e lo dico ai miei colleghi di maggioranza  -
  che  vuole  fare demagogia politica perché la nostra opposizione  è
  stata  un'opposizione per intervenire e cercare di  portare  avanti
  insieme quella che è la risoluzione di alcune tematiche, però così,
  cari  colleghi, non possiamo andare avanti, perché è  vero  che  in
  Conferenza  dei  Capigruppo noi abbiamo  deciso  un  iter,  abbiamo
  deciso  di  andare  sul recepimento della legge sugli  appalti  che
  sicuramente  è da rivedere e non si può approvare così  per  com'è,
  perché non c'è nulla, è tutta fuffa.
   Possiamo andare avanti sul tema dello sport, però io qua  in  Aula
  mi  rendo conto che sono pochi i colleghi di maggioranza. Ci  siamo
  quelli dell'opposizione. E allora, Presidente Di Paola, rispetto  a
  quello  che  lei ha letto io le chiedo di potere posticipare  dalle
  ore  12.00  alle  ore  18.00  quello  che  è  il  termine  per   la
  presentazione degli emendamenti al testo relativo al  codice  degli
  appalti;  poi  le chiedo di comprendere, perché sicuramente  non  è
  volontà nostra di non lavorare, però è chiaro che siamo nella prima
  settimana  di  settembre, abbiamo più volte avuto grande  senso  di
  responsabilità però oggi io le pongo un tema al di là dei  quindici
  giorni  che abbiamo deciso che il Presidente della Regione ci  deve
  comunicare  quando lui arriva in Aula, io le chiedo che  ovviamente
  le   opposizioni  possano  -  come  dire  -  avere  il   senso   di
  responsabilità  di rimanere in Aula, però è chiaro  che  ci  devono
  essere anche i colleghi di maggioranza per poter andare avanti  sui
  lavori.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera e poi
  l'onorevole Schillaci. Poi, colleghi, andiamo avanti perchè abbiamo
  già fatto la Conferenza dei Capigruppo. Grazie.

   LA   VARDERA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,
  bentornati  dalle  vacanze,  contento di  vedervi,  mi  auguro  che
  abbiate  appeso  definitivamente il costume al  chiodo  e  iniziate
  insomma a lavorare per il bene della nostra Regione.
   Ovviamente  quello  che  noi  abbiamo  deciso  in  Conferenza  dei
  Capigruppo,  io  sono sempre polemico, oggi non lo  voglio  essere,
  voglio  invece esprimere soddisfazione perché finalmente,  insomma,
  il  Vicepresidente della Regione Sammartino con delega ai  rapporti
  col Parlamento, speriamo che ci resti per cinque anni visto che  il
  Presidente ogni tanto li cambia, ci ha dato disponibilità di  avere
  finalmente in Aula il presidente Schifani.

   CRACOLICI. Ma eventualmente anche una fotografia

   LA   VARDERA.  Ovviamente  anche  una  fotografia,  suggerisce  il
  Presidente  Cracolici, una fotografia la mettiamo lì -  grazie  per
  questi  assist, Presidente Cracolici -, la mettiamo lì ogni  tanto,
  le diamo e rivolgiamo qualche domanda e qualche dovuta spiegazione.
   Ci  ha  consentito,  quasi come se ci facesse una  grazia  divina,
  finalmente  insomma  di  intercedere con  noi  presso  Sua  Santità
  Schifani II perché possa venire in Aula finalmente a disquisire  su
  matematica. Ci hanno detto una, perché mi raccomando se  è  più  di
  una  magari  si  confonde, deve prendere degli  appunti,  una  sola
  perché se é un'altra.
   Avremmo  voluto  chiedere oltre il problema  degli  incendi,  come
  giustamente ha detto il collega Catanzaro, ci sono tante  tematiche
  che  stanno  a  cuore  ai siciliani e che questo  Governo  dovrebbe
  iniziare  a  dare  risposte  concrete,  dei  trasporti  -  lo  dico
  all'onorevole Aricò - della sanità, ancora non abbiamo capito  cosa
  vuole fare questo Governo nelle famigerate liste d'attesa.
   Ecco,  siccome  c'era soltanto un tema ci accontentiamo  solo  del
  tema  e  ci  accontentiamo solo di uno perché magari se  è  più  di
  uno...  ora, onorevole Schifani, Presidente Sua Maestà II Schifani,
  se  lei ci sta ascoltando ovunque lei si trovi nell'etere del mondo
  magari  oltre  al  problema  degli  incendi  perché  non  inizia  a
  disquisire  anche  su  delle  tematiche  che  noi  abbiamo  bisogno
  necessariamente  di  affrontare? Io sono  convinto  del  fatto  che
  questa  seduta  d'Aula  e noi saremo propositivi  come  opposizione
  l'abbiamo  detto anche la Presidenza, non è che noi  vogliamo  fare
  opposizione   a   prescindere   sempre   e   comunque,    chiediamo
  semplicemente  una  cosa  semplice: rispetto,  rispetto  di  questi
  colleghi  deputati che sono stati eletti con i sacrosanti voti  dei
  cittadini,  rispetto di quest'Aula che ha bisogno di  un  confronto
  propositivo col Governo.
   Perché  accade,  guardate bene, colleghi, accade  che  quando  noi
  diamo degli input questo Governo si muove. In tre ore ho mandato la
  lettera all'assessore Aricò e ha tolto questi gadget dalla Caronte,
  ogni  tanto  assessore  Aricò -  almeno nel  comunicato  stampa  un
  "grazie"  me lo poteva dire ma, non si preoccupi, non è  questo  il
  tema  il tema - è che quando noi collaboriamo evidentemente le cose
  funzionano  e  quando noi vi diamo degli input voi  li  prendete  e
  quindi  quando  voi li prendete c'è questa collaborazione,  c'è  il
  Parlamento,  esiste il Parlamento nella misura in cui il  ruolo  da
  deputati  non  venga  svilito e non venga soprattutto  concesso  il
  confronto  col  Presidente,  come  se  fosse  un  favore   concesso
  dall'alto quello che noi abbiamo.
   No,  è  un  nostro diritto confrontarci con questo Governo  quindi
  prendiamo  atto  delle risultanze della Conferenza dei  Capigruppo,
  esprimiamo ringraziamento rispetto a questa disponibilità che ci  è
  stata  data  finalmente entro il mese di settembre di rivedere  dal
  vivo Schifani, anche perché siamo preoccupati, vogliamo sapere come
  sta,  vogliamo sapere effettivamente insomma qual è il  lavoro  che
  sta  facendo,  anche perché finalmente sul tema di  infrastrutture,
  assessore  Aricò, ci è arrivata anche una grandissima  notizia  che
  cambierà  le sorti finalmente della nostra bellissima Regione,  che
  finalmente  risolveremo il problema atavico  della  Palermo-Catania
  perché,  finalmente,  il Governatore Schifani  ha  avuto  anche  la
  delega  di  commissario  da parte del ministro  Salvini  e  quindi,
  siciliani, i problemi saranno risolti perché il Presidente Schifani
  porterà  sicuramente  avanti i problemi  ovviamente,  insomma,  che
  riguardano la Palermo-Catania.
   Ricordo al Presidente Schifani che questo ulteriore incarico  farà
  sì   che  da  questa,  come  dire,  ulteriore  responsabilità   noi
  chiederemo  risultati,  risultati concreti perché  sul  tema  delle
  infrastrutture, della sanità, sul tema della salute siamo  indietro
  anni  luce e quindi chiediamo rispetto per questo Parlamento e  non
  che  si  decide  in  Conferenza dei Capigruppo  che  il  Presidente
  Schifani venga, che sia una consuetudine che il Presidente Schifani
  si  presenti in quest'Aula. Diciamo "sta facendo altro",  bene,  ma
  quella   è  la  priorità  che  da  a  questo  Parlamento.   Allora,
  registrando questa piccola porta aperta ci auguriamo di avere delle
  risposte  concrete e finalmente, insomma, di svolgere al meglio  il
  ruolo per il quale siamo stati eletti che è quello di rappresentare
  i cittadini siciliani.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole La Rocca Ruvolo.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, non posso che esprimere  delusione
  perché  noi sin dalla ripresa dei lavori avremmo voluto la presenza
  del  presidente  Schifani, se non altro, per il fatto  che  lui  ha
  sempre  invocato quel principio di collaborazione  tra  il  Governo
  regionale e il Parlamento regionale, cosa che non c'è stata  e  che
  via via sta scemando, non vediamo il Presidente Schifani in Aula da
  diverso tempo se non delle apparizioni fugaci.
   La  Conferenza  dei  Capigruppo ha stabilito  la  presenza,  entro
  settembre,   ci  auguriamo  appunto  la  presenza  del  Governatore
  regionale  non  solo  per parlare del tema degli  incendi  che  sta
  veramente  e  continua  a  gettare  discredito  su  questa  Regione
  siciliana  e  a  mettere  in ginocchio  non  solo  le  famiglie,  i
  residenti  e anche i turisti, con un danno di immagine incredibile.
  Incendi  che  potrebbero  essere  assolutamente  arginati  con  una
  semplice  rivisitazione  della  legge  regionale,  basta   che   il
  Presidente  Schifani  guardi  anche  i  disegni  di  legge  che   i
  parlamentari hanno depositato. Mi riferisco a un disegno  di  legge
  depositato  dalla  collega  Stefania  Campo  che  introduce   delle
  innovazioni tecnologiche proprio per la prevenzione degli  incendi,
  con  una  tecnologia  di  apparecchiature  infrarossi  proprio  per
  prevenire, quindi individuare i roghi nella fase iniziale.
   Ci  sono tantissime tematiche che vanno affrontate, quindi ora  mi
  auguro che quella degli incendi verrà discussa in quest'Aula, ma ce
  ne  sono tantissime altre, lei non ha citato, abbiamo deciso  anche
  in  Conferenza  dei Capigruppo la Rubrica lavoro e  soprattutto  la
  Rubrica sanità.
   Qui  c'è  l'Assessore, mi auguro che sarà presente nelle  prossime
  settimane proprio per intraprendere la Rubrica Lavoro, perché è  un
  altro  tema scottante per questa Regione siciliana, alla luce della
  legge  di bilancio 2023 e del decreto legge n. 48, sempre del 2023,
  che  ha  sospeso il reddito di cittadinanza per quarantamila nuclei
  familiari e non sappiamo questo Governo regionale cosa farà dopo la
  sospensione di questo reddito di cittadinanza.
   A noi preme saperlo perché è una vera e propria emergenza sociale,
  così  come  è  un'emergenza sociale quello che  sta  accadendo  sui
  nostri territori, nel territorio di Palermo, così come lo stupro  a
  carico  di  una  giovanissima  palermitana  che  dimostra  che  c'è
  un'emergenza tra i giovani che dobbiamo assolutamente affrontare.
   Quindi  io  mi  auguro  che  verranno impiantate  delle  politiche
  sociali e giovanili per le famiglie e per la condizione dei  minori
  in Sicilia. La Regione continua a essere la prima regione in Italia
  per  dispersione  scolastica, eppure non  sappiamo  questo  Governo
  regionale cosa farà su questi temi.
   Io  mi  auguro  e  faccio l'augurio a tutti i  parlamentari  e  al
  Governo di una buona ripresa.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Solo per dire a  tutti  i
  colleghi  che avevo già letto dando priorità alla Rubrica lavoro  e
  salute; tra l'altro il Governo in maniera celere ha già risposto  e
  vi  posso  già  anticipare che martedì verrà  trattata  la  Rubrica
  salute mentre mercoledì verrà trattata la Rubrica lavoro, dopodiché
  io  sono  convinto - sarà mia cura contattare anche  il  Presidente
  Galvagno,  c'è  stata la disponibilità da parte del  Vicepresidente
  Sammartino  - che riusciremo a trovare una data concordata  con  il
  Governo  regionale, con il Presidente Schifani,  affinché si  possa
  fare un'Aula monotematica sull'emergenza incendi.


                   Discussione dei disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.


  Discussione del disegno di legge  Recepimento del nuovo codice dei
                    contratti pubblici  (n. 519/A)

   PRESIDENTE. Adesso do la parola al Presidente della IV Commissione
  che  ci relaziona sul disegno di legge n. 519, dopodiché finita  la
  relazione  da  parte  del Presidente Carta, aprirò  la  discussione
  generale, se poi l'Assessore vuole dire qualcosa a margine.  Prego,
  Presidente Carta.

   CARTA,  presidente  della Commissione e relatore.  Grazie,  signor
  Presidente, buonasera a tutti.
   Il  disegno di legge della IV Commissione "Recepimento  del  nuovo
  Codice  dei contratti pubblici", relazione della Quarta Commissione
  legislativa  Ambiente, territorio e mobilità .
   Onorevoli colleghi, il disegno di legge all'esame dell'Aula mira a
  recepire  l'ordinamento siciliano e i nuovi  codici  dei  contratti
  pubblici,  approvato con il decreto legislativo del 31 marzo  2023,
  n. 36, in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n.
  68,  con  il  quale  il Governo è stato delegato  a  modificare  la
  previgente  disciplina  con  il dichiarato  fine  di  adeguarla  al
  diritto  europeo e ai principi espressi dalla giurisprudenza  della
  Corte  costituzionale  e della giurisdizione  superiore  interne  e
  sovranazionali, nonché di razionalizzare, riordinare e semplificare
  la  disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi ai
  lavori,  servizi e forniture e, non ultimo, di evitare  l'avvio  di
  procedure  di  infrazione da parte della Commissione europea  e  di
  giungere alla risoluzione di quelle già avviate.
   Il  nuovo Codice dei contratti pubblici, entrato in vigore  il  1
  aprile  del 2023 e le sue disposizioni, come disposto dall'articolo
  229,  hanno  iniziato ad acquistare efficacia a partire  dal  primo
  luglio  2023,  fatta salva la disciplina transitoria  prevista  dal
  medesimo   Codice.  L'Assemblea  regionale  siciliana,   ai   sensi
  dell'articolo   14,  comma  1,  lettera  g),   dello   Statuto   ha
  legislazione esclusiva in materia di lavori pubblici, eccettuate le
  grandi  opere  pubbliche  di  interesse prevalentemente  nazionale.
  Tuttavia consolidata giurisprudenza costituzionale ha ribadito  che
  le  disposizioni  del Codice dei contratti pubblici  che  attengono
  alla  concorrenza  e  all'ordinamento civile, materia  trasversale,
  sono   ascritte  all'area  delle  norme  fondamentali  di   riforma
  economica,  sociale  e,  pertanto,  limitano  anche  le  competenze
  primarie   della  Regione  a  statuto  speciale  e  delle  province
  autonome. Per tutti, di recente, la sentenza numero 23 del 2020.
   Il  disegno  di legge che consta di tre articoli si inserisce  nel
  quadro normativo e giurisprudenziale brevemente descritto che, come
  stabilisce  il comma 1 dell'articolo 1, mira anzitutto  a  recepire
  nell'ordinamento normativo siciliano il decreto legislativo  n.  36
  del  2023 attraverso un rinvio dinamico a quest'ultimo, fatte salve
  alcune  disposizioni  proposte nel medesimo disegno  di  legge.  In
  riferimento agli articoli demando alla relazione.
   Per  concludere, in sede di istruttoria legislativa, a seguito  di
  un  ciclo  di  audizioni nel corso del quale sono  stati  ascoltati
  tutti gli ordini professionali e associazioni rappresentative degli
  enti  locali  e  le  parti  sociali, sono  state  apportate  alcune
  modifiche  che  non  hanno  alterato la  struttura  originaria  del
  disegno  di  legge.  Le  modifiche  introdotte  sono  andate  nella
  direzione di prevedere un termine per l'adozione delle normative di
  attuazione  cui  alcuni  degli  articoli  dei  disegni   di   legge
  rinviavano,  nonché il coinvolgimento delle Commissioni legislative
  dell'Assemblea  regionale  attraverso l'espressione  di  un  parere
  prima  dell'approvazione  del  decreto  interassessoriale  e,   non
  ultimo,  rafforzamento degli obblighi di informazione  del  Governo
  nei  confronti  dell'Assemblea  già  previsti  nella  normativa  in
  vigore.

   PRESIDENTE.  Prima  di aprire la discussione generale  e  dare  la
  parola  all'onorevole  Cracolici  che  ha  chiesto  di  intervenire
  accolgo  in  parte  anche  la  richiesta  da  parte  dell'onorevole
  Catanzaro   e   fisso   il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti,  anziché alle ore 12.00, alle ore  16.00,  così  diamo
  l'opportunità   poi   agli   uffici  di  poter   collezionare   gli
  emendamenti.   Quindi   il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti è fissato a lunedì, alle ore 16.00.
   Dichiaro  aperta  la discussione generale. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Cracolici. Chi ovviamente vuole iscriversi  a  parlare
  sulla discussione generale lo faccia presente.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
  ascoltato  anche  la  relazione del presidente  della  Commissione,
  conosco  il  testo che ha presentato il Governo, conosco  anche  le
  modifiche che sono intervenute e devo dire che sono colpito  su  un
  aspetto.
   Questo  nuovo  codice  degli  appalti introduce  elementi  che  la
  Sicilia  ha,  in  qualche modo, cercato di  contrastare  almeno  da
  quarant'anni. Primo tra tutti il sistema del subappalto a  cascata.
  Un  subappalto  incontrollato che in  una  terra  come  la  Sicilia
  diventa  un  sistema  di  infiltrazione, di  condizionamento  delle
  opere,  sia  per  le  realizzazioni delle opere  ma  anche  per  le
  forniture stesse. Così come, pur nei limiti che io riconosco,  devo
  dire  che  ne  prendo  atto oggi che il  nuovo  Governo  ma  i  cui
  componenti di questo Governo erano esponenti della maggioranza  del
  precedente  Governo,  vorrei ricordare  che  in  quest'Aula,  nella
  scorsa  legislatura, siamo riusciti ad approvare  due  leggi  sugli
  appalti  in  assoluta  violazione  delle  norme  comunitarie,   del
  principio   di   concorrenza,  che  oggi  viene   richiamato   come
  giustificazione per il quale la Regione deve adeguarsi, ancorché la
  nostra legislazione statutaria prevede che in materia di appalti la
  Regione abbia competenza esclusiva.
   Io  sono d'accordo che questa competenza esclusiva è superata  dai
  principi   sulla   concorrenza  che  sono   connessi   al   diritto
  comunitario,  pertanto  sui  sistemi  di  aggiudicazione,   su  cui
  quest'Assemblea si è sbizzarrita con fantasia, diciamo  sulle  ali,
  doppie ali, taglio degli estremi per arrivare alla media, c'era  la
  collega Savarino che era Presidente dalla Commissione, per ben  due
  volte  la  Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la  legge
  regionale  siciliana  mettendo nel  caos  il  sistema  delle  opere
  pubbliche in Sicilia.
   Ora però perché io dico questa legge è una legge che noi rischiamo
  di  pagarla  a caro prezzo, Assessore, e quello che mi  colpisce  è
  l'assenza di una tensione e di una preoccupazione. Noi non possiamo
  limitarci a mio avviso, a fare, come dire, la mera trasposizione  e
  quindi  il mero recepimento burocratico della legge sugli  appalti,
  anche  perché,  è  vero  che  no, no, io mi  fermo  quando  finisci
  parlo...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.  Dicevo  il  tema  non è appunto  il  mero  recepimento
  burocratico  di  questa  norma, ma la  domanda  che  io  faccio  al
  Governo:  il  Governo ha studiato nei limiti delle  competenze  che
  comunque  rimangono alla Regione, primo tra tutti l'organizzazione,
  perché  è vero che sulle regole e sui sistemi di aggiudicazione  la
  Sicilia  non  può  differire dal resto d'Italia,  ma  i  meccanismi
  dell'organizzazione del sistema degli appalti in Sicilia, su quello
  può  esercitare  alcune  competenze, anche  perché  in  nome  della
  semplificazione di cui si parla e l'ha citata anche  il  Presidente
  della  Commissione  che  non  vedo più  in  Aula,  attenzione,  noi
  rischiamo  di  avere  una legge che formalmente  semplifica  ma  in
  realtà complica perché ci potranno essere due conseguenze su questa
  legge  che  schematizzo  così: o è una  legge  che  farà  salire  e
  scendere  dai  tribunali  siciliani tanti  amministratori  e  tanti
  responsabili   di  stazioni  appaltanti  per  giustificare   alcune
  modalità con le quali sono state fatte le procedure di gara o è una
  legge  ancor  peggio criminogena che espone gli amministratori  nei
  territori a quel livello di esposizione che in qualche modo oggi  è
  stata  in qualche modo frapposta tra chi cercava di condizionare  e
  il modo più classico per condizionare è l'affidamento diretto.
   Con questa legge noi entriamo in un sistema in cui sostanzialmente
  arriviamo alla cosiddetta  procedura negoziata  arrivata a oltre  5
  milioni di euro e la procedura negoziata altro non è che il sistema
  a  inviti,  per cui un amministratore, una stazione appaltante,  ma
  sappiamo  che  nel  sistema  territoriale  la  distinzione  tra  il
  soggetto appaltante e poi il sindaco, l'amministratore, diciamo,  è
  molto  sottile dal punto di vista della percezione che  all'esterno
  ha poi l'amministratore sulla responsabilità. Se ieri poteva dire a
  chi in qualche modo cercava di pressare "amico mio c'è la gara", da
  domani  questo argomento non si può più usare perché  ci  sono  gli
  inviti,  tra  l'altro un sistema a inviti che, a  mio  avviso,  noi
  potremmo  regolare.  E'  un sistema sul quale  la  Regione,  a  mio
  avviso,  ripeto, nei limiti e nelle competenze che ha l'ordinamento
  comunitario e, quindi, quello nazionale, la Sicilia può  introdurre
  delle  buone  prassi a tutela sia degli amministratori,  sia  delle
  stazioni appaltanti stesse.
   Secondo  tema:  noi dobbiamo obbligare le stazioni appaltanti  che
  devono  essere  qualificate a darsi una piattaforma  unitaria.  Non
  possiamo  consentire che il sistema digitalizzato con  cui  dovremo
  fare  le  gare,  da  oggi in poi, e viva Dio,  è  un  elemento  che
  personalmente  accolgo  con  positività,  ma  la  piattaforma  cioè
  l'acquisizione  di tutti gli elementi conoscitivi, non  solo  della
  gara  ma  di chi si propone per una gara, devono essere uniformi  e
  non ci può essere il sistema arlecchino che oggi vige in Sicilia in
  cui  a  seconda della stazione appaltante utilizza una  piattaforma
  che è conforme per un ente ed è difforme per un altro ente. Allora,
  anche  qui  alcuni  elementi  che  la  legislazione  regionale  può
  orientare in questa direzione. A mio avviso, dobbiamo sforzarci  di
  fare  una  legge  che  parla ai problemi della Sicilia,  sapendo  e
  conoscendo  questa terra. Questa è la terra - assessore Aricò,  lei
  non  è  più  giovane, è inutile che fa finta di essere  giovane  -,
  questa  è  la  terra dove gli appalti, c'era il famoso  metodo  del
  tavolino  - se lo ricorda il metodo del tavolino? - il cui ideatore
  era un tale che si chiamava Siino, nominato responsabile dei lavori
  pubblici di Cosa Nostra. E quel sistema del tavolino che cosa  era?
  Era  un  sistema  in  cui  gli appalti si  decidevano  fuori  dalle
  stazioni appaltanti.
   Noi  rischiamo,  se  non  abbiamo un sistema  in  cui  proviamo  a
  introdurre  dei  principi  di  trasparenza,  di  esternalizzare   a
  soggetti  esterni l'esito delle gare stesse. Allora,  io  le  pongo
  questo  tema,  Assessore,  perché questa  legge  noi  rischiamo  di
  pagarla  a  caro  prezzo. Non basta essere fedeli esecutori  di  un
  sistema  nazionale. Guardi che il tema del subappalto a cascata  si
  sta  ponendo in tutta Italia, perfino in Emilia Romagna, con  tutte
  le  conseguenze  che questo ha sulla sicurezza, sulla  trasparenza,
  perché  è inutile prenderci in giro: le opere ormai i soggetti  che
  se  li aggiudicano sono soggetti finanziari, i soggetti che operano
  poi  nel  concreto  non  sono  quelli che  partecipano  alla  gara.
  Possiamo    prevedere    che    noi    dobbiamo    sapere     prima
  dell'aggiudicazione  chi  sono  i  soggetti  a  cui  si  affida  il
  subappalto? Avere una piattaforma di trasparenza anche sui soggetti
  che  dovranno  operare  per quell'opera,  per  quell'intervento,  e
  bisogna  saperlo prima, chi sono, come si dice dalle mie  parti  "a
  chi appartengono", quali famiglie li governano.
   Assessore, questa è una legge che lei deve sentire con un peso  di
  responsabilità  non  burocratico.  Io  ho  sentito  dire  qua   sì,
  facciamo  la  legge sugli appalti, è un recepimento, una  fesseria,
  tre  articoli". Guardate che questa è una legge importantissima per
  questa  terra.  Il  tema  degli appalti è sempre  stato  uno  snodo
  delicatissimo  per  questa terra. Ecco  perché  da  qui  a  lunedì,
  Assessore,   io  le  chiedo  di  fare  tutti  quegli  elementi   di
  approfondimento  che possano, in qualche modo,  irrobustire  questa
  legge  anche  introducendo per legge il principio  di  adesione  ai
  protocolli di legalità sottoscritti dalle prefetture. Noi dobbiamo,
  in qualche modo, avere degli strumenti che mettano l'amministratore
  nelle condizioni di estraniarsi dalla discrezionalità, con i rischi
  che la discrezionalità in una terra come la Sicilia può determinare
  di  esposizione dei nostri amministratori, io le pongo questi temi,
  farò la mia parte ma le chiedo come Governo di fare la sua parte  e
  non  aspettare  che sia l'Aula perché, come lei sa,  questa  è  una
  materia  complessa,  tecnica dove non  si  fa  con  l'emendamentino
  preparato all'ultimo minuto, cambiare la virgola "da... a",  questo
  è,  ogni  virgola qui determina scelte di un tipo  o  di  un'altra,
  allora:   protocollo  di  legalità,  obbligo  di  trasparenza   sui
  subappaltatori e, quindi, preventiva, quindi, da dichiarazione  nel
  momento stesso in cui partecipi alla gara devo sapere chi saranno i
  tuoi   eventuali   soggetti,  almeno  l'ottanta   per   cento   dei
  subappaltatori   deve  essere  individuabile  preventivamente,   la
  piattaforma  digitale  uniforme in tutta la Sicilia,  aggiungo,  un
  bando  tipo, un bando tipo, per non fare impazzire in questa  terra
  chi  partecipa  a  una gara, per cui ogni ente  fa  un  suo  bando,
  allora, sono questioni che come vede non agiscono, non limitano  il
  principio   della  concorrenza  ma  rivendicano  il  diritto   alla
  trasparenza che una terra come la Sicilia per la sua storia  ha  il
  dovere di rivendicare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  ma  è
  chiaro,  questa  legge ha un obiettivo, era stato fissato  già  dal
  Governo  nazionale  che  è quello di rendere  più  veloci  le  gare
  d'appalto.  E'  vero,  è  un  dato di fatto,  il  tempo  medio  per
  realizzare  un'opera  pubblica  in  Italia  e  in  Sicilia,   forse
  superiamo  questo tempo, è di quattro anni e, dunque, qualcosa  per
  velocizzare  le  gare  doveva  pur farsi  ma  siamo  sicuri,  siamo
  convinti, siamo consapevoli del fatto che, talvolta, la velocità  è
  nemica  del  bene, è nemica delle buone pratiche,  è  nemica  della
  trasparenza, è nemica della concorrenza? Siamo consapevoli che  già
  in  un sistema che conteneva delle regole chiare e anche abbastanza
  rigide,  la  Sicilia  è la Regione nella quale più  gare  d'appalto
  risultano influenzate dall'esterno, per non dire truccate?
   Allora, come diceva l'onorevole Cracolici prima di me, è possibile
  immaginare dei correttivi, nei limiti, perché, come diceva bene  il
  Presidente  Carta,  è  competenza esclusiva  della  Regione  ma  le
  sentenze della Corte Costituzionale, in qualche modo, hanno rivisto
  ciò  che significa competenza esclusiva della Regione anche  perché
  siamo  dinnanzi  a  una  riforma che ha  una  valenza,  ovviamente,
  complessiva e, dunque, potrebbe rientrare nell'ambito delle riforme
  di  carattere economico-sociale che non possono essere violate  dal
  legislatore regionale, però siamo convinti che non ci siano margini
  di  manovra  per consentire che si velocizzino in qualche  modo  le
  gare  d'appalto  perché abbiamo lo spauracchio del PNRR,  il  2026,
  l'aprile  del 2026 è una data che tutti vogliamo rispettare  perché
  in  Sicilia, nonostante i tagli che il Governo nazionale ha imposto
  al  PNRR in Sicilia, ci sono ancora importanti opere da realizzare,
  ci  sono i PINQuA, c'e rigenerazione urbana, molti dei quali ancora
  sono  in  campo, altri purtroppo andranno persi. Ma siamo  convinti
  che  quello spauracchio possa mettere in campo il rischio che  quei
  soldi finiscano nelle mani sbagliate?
   E'   possibile  immaginare,  invece,  dei  sistemi  nei  quali  la
  trasparenza venga garantita, guardate molti comuni, per esempio, le
  soglie, assessore Aricò, esistevano pure prima, è chiaro non  erano
  alte come quelle attualmente previste perché adesso il novanta  per
  cento delle gare verranno fatte, sostanzialmente, sotto soglia ma è
  possibile immaginare un sistema per cui nelle gare sotto soglia gli
  inviti  debbano essere previsti a rotazione, come dice qualcuno,  a
  sorteggio  per evitare che si creino anche i cartelli, per  evitare
  che  un  ufficio, diciamo mal disposto, inviti 5-10, a seconda  dei
  limiti  dell'appalto, imprese che sono già d'accordo tra di loro  e
  creino  un ribasso che falcidia le casse degli enti locali e  delle
  stazioni appaltanti e non garantisce la corretta aggiudicazione  di
  una gara e dunque la concorrenza.
   Sono  margini che abbiamo, a mio avviso alcuni margini li abbiamo.
  E allora questo disegno di legge merita un approfondimento da parte
  di  tutta  l'Aula  affinché venga recepito, ma  venga  recepito  in
  Sicilia nei limiti di ciò che è possibile muovere, ma tenuto  conto
  di  quelle  che sono le peculiarità siciliane perché  purtroppo  la
  cronaca  ci  insegna che Palermo, Trapani, Catania,  Castellammare,
  Agrigento non sono Reggio Emilia. Dobbiamo prendere atto  che  oggi
  non  siamo  a  Reggio Emilia, che oggi c'è un  sistema  in  cui  le
  imprese che soprattutto operano in alcuni settori, soprattutto  per
  esempio  quelli delle opere stradali per i piccoli appalti sono  in
  mano  a pochissimi imprenditori in Sicilia e noi rischiamo di avere
  qualità di lavori bassissimi con gravissimi aggravi di costo per  i
  siciliani. Questo non è possibile, allora impegniamoci a  recepirla
  non pedissequamente ma a recepirla nei limiti di quelle che sono le
  nostre  competenze  con quel raziocinio che ci  può  consentire  di
  tutelare   la  trasparenza,  come  ha  detto  anche  il  presidente
  dell'Anac,  perché alcune cose, guardate, non  è  che  le  dice  la
  politica ma le dice l'Osservatorio sugli apparti, l'Anac, l'Agenzia
  nazionale anticorruzione. Ha proprio evidenziato come questa  legge
  mette  in  campo  un  sistema che non tutela la concorrenza  e  non
  tutela  la  trasparenza.  E  noi non  possiamo  perché  abbiamo  lo
  spauracchio del correre, impedire nel nostro Paese che  il  sistema
  di  aggiudicazione degli appalti si regga su due  principi,  quello
  della  trasparenza  e  quello  della  concorrenza.  Grazie,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Grazie,  signor  Presidente,  Assessore,  diciamo   noi
  riprendiamo   una   discussione  già  avviata  e  approfondita   in
  Commissione.  Lei sa qual è stato il nostro approccio  come  Gruppo
  parlamentare  in  Commissione.  Abbiamo  chiesto  un  ciclo  di  30
  audizioni, il Presidente Carta, diciamo, le ha concesse.  Testimone
  anche  il fatto che lei è stato sempre presente ad ascoltare  tutti
  quanti.
   Da  questo  ciclo di audizioni è emerso, sono emerse purtroppo  le
  tante  criticità  e  preoccupazioni che sindacati,  parti  sociali,
  imprese,  hanno  nei  confronti  della  normativa  nazionale.   Gli
  interventi  precedenti in parte hanno testimoniato proprio  questo.
  Noi purtroppo condividiamo queste preoccupazioni e queste criticità
  rispetto  alla  normativa,  diciamo, quadro  sugli  appalti  che  è
  decisiva  per  la  nostra  Regione e il  nostro  Paese  perché  con
  l'obiettivo  di semplificare purtroppo, secondo noi,  si  è  andato
  incontro  ad  abbattere  il tema della sicurezza  dei  lavori,  dei
  diritti  dei lavoratori, il tema della concorrenza per la tipologia
  di  aggiudicazione,  non è stato affrontato  il  tema  dei  ribassi
  eccessivi  che  purtroppo c'è ed è stato sottolineato  dalle  parti
  sociali, della qualità delle opere che è collegata, chiaramente, ai
  punti  precedenti,  delle problematiche legate  alle  infiltrazioni
  criminali e alla corruzione.
   Ora  durante le edizioni sono emersi tutti questi punti. Lei credo
  che  possa  testimoniare  il fatto che  non  abbiamo  avuto  nessun
  approccio ostruzionistico, anzi assolutamente costruttivo. Con tale
  approccio noi abbiamo presentato come Gruppo parlamentare 11 da  12
  emendamenti che sono stati predisposti in Commissione,  cinque  dei
  quali sono stati approvati. Sono quelli che ha citato il Presidente
  Carta,  uno  dei  quali per intenderci voglio  sottolinearlo  va  a
  rafforzare in termini di personale in prospettiva, la CUC, che è un
  obiettivo  importante che secondo noi si è raggiunto, altri  invece
  sono stati accantonati.
   E  di  fatto,  mi ricollego a quello che hanno detto i  precedenti
  colleghi,  in  particolare il Presidente  Cracolici,  che  peraltro
  prima di, diciamo, della Commissione IV, ha organizzato un ciclo di
  audizioni  molto  interessante,  che  io  avevo  seguito,   proprio
  concentrato  sul  tema appalti e infiltrazioni criminali.  Ora  gli
  emendamenti che non sono stati approvati che però lei ha  detto  di
  tenere...

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole.

   VARRICA   che lei però ha detto, ricordo bene, in Commissione  che
  li avrebbe presi in considerazione per un approfondimento, andavano
  proprio  nella direzione che sottolineava il presidente  Cracolici,
  vale a dire, visto che chiaramente c'è una normativa nazionale, che
  in   qualche  maniera  noi  stiamo  facendo  sotto  il  recepimento
  dinamico,  andare  a  intervenire  tramite  dei  poteri   di   tipo
  regolamentare, di tipo amministrativo, nei limiti di quella  che  è
  la  possibilità della Regione senza andare incontro a  impugnative,
  per  andare,  in qualche maniera, a stemperare e a limitare  alcune
  delle  criticità che purtroppo ci ritroviamo, a preoccupazioni  che
  ci  ritroviamo noi, le parti sociali e gli operatori, rispetto alla
  normativa nazionale.
   Ora,  a  prescindere dalle disponibilità,  che  -   ripeto  -   io
  apprezzo  non solo in questo ambito diciamo si lavora proficuamente
  in  diversi  ambiti, però io rinnovo l'invito che già ho  fatto  in
  Commissione,  noi siamo disposti ad anticiparli come  Gruppo  visto
  che  sono  gli  stessi  emendamenti che già abbiamo  presentato  in
  Commissione  a  rimandarli  nelle prossime  ore,  i  nostri  testi,
  affinché possa fare un approfondimento, a noi non interessa che poi
  venga approvato il nostro emendamento, a noi interessa appunto  che
  ci  possa  essere  un  intervento anche di tipo  regolamentare  per
  andare a colmare quelle che sono e  quelle che noi riteniamo essere
  le lacune di questo provvedimento.
   Peraltro,  negli  emendamenti  che noi  presentavamo,  noi  davamo
  questo  potere  a  decreti assessoriali, quindi il Governo  avrebbe
  anche  un  ruolo  importante coinvolgendo le  parti  sociali  e  le
  Commissioni  competenti nell'andare a definire  questi  interventi,
  quindi il nostro slancio è costruttivo, chiaramente è evidente  noi
  non ci assegniamo minimamente la responsabilità politica del Codice
  degli Appalti che è stato approvato a livello nazionale, però siamo
  qua  per  costruire delle soluzioni che vadano a migliorare  quella
  che  potrebbe  essere l'applicazione in Sicilia e,  ripeto,  queste
  criticità diciamo queste preoccupazioni non sono nostre, perché  io
  ricordo un intervento di un'importante associazione di categoria di
  imprese  nell'edilizia  che  ha detto,  al  netto  del  recepimento
  dinamico,  facciamo una mozione, una risoluzione in Aula,  affinché
  si  dia la possibilità e la forza all'Assessore di andare a Roma  a
  dire  di  correggere queste storture, questo per dire che  sono  le
  parti   sociali   e   gli  operatori  i  primi  che   hanno   delle
  preoccupazioni.
   Io  credo  che noi costruttivamente possiamo intervenire su  molte
  cose,  dando  oggi  dei  poteri agli assessorati,  al  Governo  con
  l'Assemblea regionale siciliana di migliorare questo provvedimento,
  per   cui  noi  le  trasmetteremo  anticipatamente  questi   nostri
  emendamenti  e ripeto non siamo affezionati alle nostre  soluzioni,
  se  ci  sono  riscritture, controproposte che vadano  nella  stessa
  direzione noi saremo pronti a vagliarle e a sostenerle. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
   Non  ci sono altri iscritti a parlare, quindi, dichiara chiusa  la
  discussione generale.
   Non  so se l'assessore a margine della discussione generale  vuole
  intervenire. Prego, assessore.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  ho   apprezzato   l'estrema
  sensibilità  che  il Parlamento nelle sue anche diramazioni,  nelle
  Commissioni,  nei Gruppi parlamentari ha voluto dedicare  a  questo
  testo  di  legge, che come hanno detto gli intervenuti non soltanto
  oggi  ma anche nella Commissione competente non è soltanto un testo
  di  recepimento.  Gli  Uffici, voglio raccontare  un  aneddoto  che
  comunque  ho raccontato in Commissione, avevano preparato un  testo
  di  legge che contava oltre cento articoli, poi onestamente abbiamo
  pensato  che non fosse l'approccio migliore quello di  dare  da  un
  lato  celerità rispetto ad una parte della Nazione che viaggia  con
  delle  regole che sicuramente possono essere migliorabili,  ma  che
  non  sono  le  stesse  della  Sicilia, quindi  abbiamo  pensato  di
  stringare  al  massimo  il  testo  di  legge  affinché  la  Regione
  siciliana  possa in tempi rapidi dotarsi di uno strumento normativo
  per dare omogeneità alle nuove gare d'appalto, e allora, è vero,  è
  stato  detto e ringrazio e voglio ringraziare il presidente  Carta,
  ma  tutta la Commissione, la IV Commissione parlamentare,  tutti  i
  Gruppi  parlamentari, perché abbiamo - in tempi record  per  questo
  Parlamento -  portato in Aula un testo importante.
   Io,  onorevole  Cracolici, anzi Presidente Cracolici,  sono  stato
  anche  convocato  dalla Commissione Antimafia e ho  avuto  modo  di
  apprezzare   alcuni  suggerimenti  che  sono  venuti  fuori   dalla
  discussione  e  questo testo di legge, come tutte  le  materie  che
  trattano  appalti, presenta delle lacune. Non esiste, credo,  nella
  mia  breve  esperienza  rispetto alla sua, un  testo  che  non  sia
  migliorabile.  Ma sappiamo perfettamente che nella vita,  ma  forse
  ancor  di  più  nelle Aule parlamentari l'ottimo è  il  nemico  del
  buono.  Si  cerca sempre di trovare l'optimum, ma  non  si  riesce,
  perché  a  volte il miglioramento può essere confliggente  rispetto
  allo stato d'essere delle norme vigenti.
   E  allora da un lato abbiamo acquisito un dato: la sentenza  della
  Corte  Costituzionale,  più volte citata  negli  interventi  -  chi
  ricorreva  dinanzi  alla  Corte costituzionale  erano  le  province
  autonome  di Trento e Bolzano -, ha sancito che su questi  temi,  e
  quindi  sul  Codice  degli  Appalti, al  di  là  che  sia  previsto
  dall'articolo  14 del nostro Statuto, la Regione siciliana  non  ha
  competenze  esclusive in materia. E, quindi, ritengo che meccanismi
  per  cui  noi  si  debba  pensare  una  rimodulazione  dell'attuale
  normativa  vigente,  senza  tenere conto  del  decreto  legislativo
  vigente, sono impossibili.
   Cosa  abbiamo voluto fare? Abbiamo voluto stringare al massimo  la
  norma;   abbiamo  demandato  anche  regolamentazioni  con   decreti
  dell'Assessorato,  approvati  dalle  Commissioni  competenti  -   e
  potremmo  mettere anche, se vogliamo, se vorremo, dalla Commissione
  Antimafia,  perché  è naturale che quest'Aula,  ma  credo  che  sia
  l'obiettivo di tutti, e quando si è parlato di questa norma io  non
  ho visto mai contrapposizione politica.
   Questo  è  un  segnale  che  dobbiamo e  dovremmo  lanciare  anche
  all'esterno,  perché spesso quello che viene percepito dall'esterno
  di questo Parlamento è che ci sono due schieramenti, maggioranza  e
  opposizione,  che  cercano di litigare senza cavare  un  ragno  dal
  buco.  Invece,  oggi,  abbiamo la prova testimoniale  che  c'è  una
  maggioranza  e  un'opposizione  che  stanno  cercando  di  lavorare
  affinché  questo  testo  possa  essere  esitato  nel  minor   tempo
  possibile,  come diceva qualcuno, credo l'onorevole  Safina,  senza
  fretta o, comunque, lo diceva anche lei, onorevole Cracolici.
   È  vero  non dobbiamo avere fretta, però da un lato abbiamo  detto
  che  dobbiamo uniformare le normative regionali a quelle nazionali,
  perché  dobbiamo  far  sì  che si possa  essere  concorrenziali  in
  Sicilia  quanto in Calabria, quanto in Emilia, quanto  in  Trentino
  Alto  Adige e, quindi, dobbiamo velocemente approvare il  testo  di
  legge;  dall'altro  lato, dobbiamo stare attenti,  perché  dobbiamo
  regolamentare gli affidamenti chiamati "affidamenti diretti". Ed  è
  vero  quanto  veniva detto sui subappalti a cascata:  sappiamo  che
  l'articolo  105 del decreto legislativo n. 50 del 2016  lo  vietava
  espressamente,  ma sappiamo anche che in questi  anni  la  Sicilia,
  insieme  ad  altre regioni d'Italia, è stata in testa  a  tutte  le
  statistiche per opere incompiute. E questo è un dato di fatto.
   Questo  disegno di legge, così come pensato dal Governo nazionale,
  sposta di fatto il protagonismo non all'aggiudicazione della  gara,
  ma al compimento dell'opera pubblica e dobbiamo capire se a noi sta
  bene.  A  me  personalmente, oggi, il fatto che  la  Sicilia  abbia
  centinaia di opere incompiute, mi desta perplessità. Ma il fatto di
  accelerare, da un lato non soltanto l'aggiudicazione, ma  anche  il
  completamento  dell'opera, bisogna stare attenti - soprattutto  una
  Regione  come  la nostra, ad alta densità mafiosa  -  affinché  gli
  amministratori,  i  soggetti  che, comunque,  guidano  le  stazioni
  appaltanti,  non  possano avere quelle pressioni che  le  procedure
  negoziate,  in  alcune  sacche  delle  amministrazioni  degli  enti
  locali, potrebbero produrre.
   E  allora dobbiamo fare sì che vadano bene, e io questo lo  vorrò,
  naturalmente  tutti  i  suggerimenti - e mi  rivolgo  all'onorevole
  Varrica  e  a  tutti coloro che vorranno dare dei  suggerimenti  in
  corso  d'opera  -,  perché,  signor  Presidente,  io  ringrazio  la
  Presidenza dell'Assemblea per avere dato tempo fino a  lunedì, alle
  ore  16.00  per presentare gli emendamenti, ma questo è un  impegno
  che voglio - diciamo - condividere con tutto il Parlamento e se  ci
  dovessero   essere   ancora  dei  margini  per   presentare   nuovi
  emendamenti,  se il Regolamento ce lo consente, sarà il  Governo  a
  fare propri gli emendamenti dell'Aula, perché credo che proprio  su
  questa norma bisognerebbe che il reale protagonista di questa norma
  sia  l'intero  Parlamento e non l'assessore o la Commissione  o  il
  parlamentare. Noi dobbiamo condividere questa norma perché  -  come
  abbiamo  detto  - scriveremo, per i prossimi anni, una  pagina  per
  tutte  le  gare  e per tutti i lavori pubblici che potranno  o  non
  potranno essere compiuti in Sicilia.
   Si  parlava  di  PNRR. Sappiamo che dovranno essere  completati  i
  lavori, quindi per evitare che si possano perdere le tranche  entro
  dicembre 2026. E allora, ma come li vogliamo completare se sappiamo
  noi  per primi che quasi tutte le gare che ci sono state negli anni
  passati,  soprattutto le opere pubbliche di una certa rilevanza  di
  carattere  economico,  sono state bloccate  molte  di  queste,  per
  diversi anni, dai tribunali amministrativi?
   Questo è superato, però per anni purtroppo la Sicilia ha visto dei
  ritardi  mostruosi  per  le  norme  vigenti  che  prevedevano   che
  lasciavano  il  pallino decisionale ai tribunali amministrativi,  e
  poi  chi piangeva le conseguenze erano i cittadini che non potevano
  usufruire  di quei servizi e di quelle opere pubbliche per  cui  lo
  Stato aveva investito.
   Quindi, lavoriamo sulle procedure negoziate. L'onorevole Cracolici
  parlava proprio delle procedure negoziate. Proprio qualche ora  fa,
  e  mi  riferisco anche a quanto diceva l'onorevole La  Vardera  sui
  gadget  che  raffigurano  e inneggiano alla  mafia,  proprio  sugli
  inviti della procedura negoziata sul trasporto pubblico locale da e
  per  le  isole  siciliane, quindi i famosi quattro  lotti  per  cui
  abbiamo  avviato la procedura negoziata, abbiamo inserito anche  un
  articolo che prevedeva l'impossibilità dei soggetti che prendessero
  questo  appalto di poter ospitare la vendita di questi  gadget,  io
  ritengo  che  gli  uffici  dell'Amministrazione  regionale   -   io
  naturalmente  non  so  chi sia stato invitato  -  abbiano  lavorato
  affinché  la procedura negoziata, e lì si parla di diversi  milioni
  di euro sul trasporto delle navi, potesse essere il più trasparente
  possibile.
   Ora  a breve avremo la risultante, perché si chiuderà nei prossimi
  trenta  giorni  questa procedura negoziata ma non è  detto  che  la
  procedura  negoziata  se fatta con delle regole  ferree  e  con  la
  trasparenza massima possa essere un fatto negativo, anzi, spesso la
  procedura negoziata, qualora si dovesse fare un regolamento,  ed  è
  questo  l'intendimento  del Governo per fare  dei  regolamenti  che
  possano  estendere a più soggetti la possibilità di  partecipare  e
  allora   spesso   potrebbe  essere  ancor   più   conveniente   per
  l'Amministrazione, perché i soggetti stessi potrebbero  non  sapere
  chi  partecipa.  Ed è vero che in passato, soprattutto  negli  anni
  settanta,  ottanta  e  novanta abbiamo  visto  un  protagonismo  in
  Sicilia  incredibile  tanto  da poter insediare  delle  commissioni
  parallele  che decidevano a tavolino gli appalti. Questo  mi  lasci
  dire  che  non  potrà  più  succedere in Sicilia,  potranno  invece
  succedere, come alcuni di voi colleghi dicevate, le pressioni sulla
  singola stazione appaltante.
   Allora, va bene la piattaforma omogenea, va bene un bando tipo, ma
  già  il  dipartimento tecnico regionale ha un bando tipo da diversi
  mesi  e  l'ha  inoltrato a tutte le stazione  appaltanti  che  sono
  decine  e  decine in Sicilia, e stiamo prevedendo di  regolamentare
  quelle  regionali  che  sapete essere  gli  UREGA,  addirittura  la
  Regione  siciliana è arrivata ben prima: nel 2005 nel regolamentare
  le piattaforme e le stazioni appaltanti, come gli UREGA; nel 2014 è
  stata  istituita  la  CUC, è stata istituita una  piccola  stazione
  appaltante presso il dipartimento Protezione civile, però, a  parte
  queste  tre,  ce  ne sono decine e decine che potrebbero,  diciamo,
  avere   delle  pressioni  che  dobbiamo,  in  quest'Aula  e   nelle
  Commissioni,  capire come eliminare o assottigliare il  rischio  il
  più possibile.
     Quindi,  questo  è un impegno che voglio prendermi.  Io,  signor
  Presidente, al di là del termine di lunedì, voglio ribadire  quanto
  detto  qualche minuto fa che se ci dovessero essere delle  idee  in
  fase  di  dibattito  se ne farà carico lo stesso Governo.  Vogliamo
  regolamentare  le procedure di inviti attraverso un  regolamento  e
  nella  norma  è  previsto che il Regolamento  debba  passare  dalla
  Commissione competente, se vogliamo...

   CRACOLICI.  Assessore, scusami se ti interrompo.  Attenzione  alla
  parola "regolamento".

   ARICÒ,   assessore  per  le  infrastrutture  e  per  la  mobilità.
  Presidente Cracolici, se decideremo di far approvare un regolamento
  è  logico essere approvato dalla Giunta e poi andrà al CGA  per  il
  parere  di  competenza,  ma tutto quello  che  potrà  prevedere  un
  decreto,  un regolamento affinché le stazioni appaltanti  di  fatto
  siano  spogliate  di poteri decisori che potrebbero  essere  anche,
  diciamo, causa di interventi degli agenti esterni, lo dovremo fare.
  Allora pensiamoci tutti insieme. Questa è la proposta di appena tre
  articoli, anche se articolata, serviva diciamo per riequilibrare  e
  omogenizzare e rendere omogenea la normativa vigente in Sicilia coi
  dettami che ci da l'Europa sulla concorrenza, su quella che  ci  da
  il  Governo  italiano  e sulla trasparenza e sulla  velocità  degli
  appalti.  Però, tutto quello che potremmo fare, vi dico, facciamolo
  in sede di dibattito, ma lo potremo fare anche un attimo dopo.
     C'è  stato anche l'Anci che è intervenuto e tutta una  serie  di
  enti locali che hanno chiesto, fino a questa mattina, al Gabinetto,
  ma  credo  che abbiano interessato ognuno di voi per sapere  quando
  verrà  provata  questa  norma. Allora, il fatto  che  possa  essere
  approvata  velocemente, questi articoli se voi ritenete  che  siano
  approvabili non significa che un attimo dopo si possa ritornare  in
  Aula,  nelle  Commissioni  per studiare degli  articoli  aggiuntivi
  migliorativi all'attuale testo che oggi stiamo trattando  in  Aula.
  Quindi questo sicuramente è un primo step.
   Una  volta  approvati questi articoli, io m'impegno,  e  questa  è
  sicuramente  la volontà del Presidente Schifani a confrontarsi  col
  Parlamento,  con tutti i Gruppi parlamentari e con  la  Commissione
  perché  si possa ritornare anche il  prima possibile, subito  dopo,
  perché oggi ritengo che stiamo dando un bel segnale.
   Il 6 settembre il Parlamento regionale si sta riunendo per cercare
  di  approvare  una  norma  che ritengo fondamentale.  Ringrazio  le
  opposizioni,  giusto, la maggioranza fa il suo dovere  e  ringrazio
  sia  la  maggioranza - ma la maggioranza diciamo non va ringraziata
  perché  di  fatto  è  a sostegno dell'azione  di  Governo  e  della
  coalizione sempre...

   CATANZARO... le opposizioni.

   ARICÒ,  assessore  per le infrastrutture e  per  la  mobilità   ma
  ringrazio  le  opposizioni che con grande senso di maturità  stanno
  sostenendo  l'iter  legislativo e anche questa  norma  che  ritengo
  estremamente importante per la Sicilia. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì  12  settembre
  2023,   alle  ore  15.00,  con  l'ordine  del  giorno  che  abbiamo
  stabilito.

                 La seduta è tolta alle ore 17.19 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          62a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 12 settembre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO  INTERNO, DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE  DELLA
       RUBRICA:  Salute  (V. allegato)

    III - CONTESTAZIONE DELLA GRADUATORIA REDATTA DALL'UFFICIO CENTRALE
       CIRCOSCRIZIONALE DI PALERMO RELATIVAMENTE ALLA LISTA PROVINCIALE N.
       8 "FORZA ITALIA  (Doc. I)

           Relatore: on. Lombardo Giuseppe Geremia
    IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Ratifica, ai sensi dell'art. 117, VIII comma, della Costituzione
        dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
        Bolzano per l'istituzionalizzazione        della Conferenza delle
        Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)

    V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29 . (n.
         188/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ferrara

       2)  Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici . (n.
         519/A) (Seguito)

           Relatore: on. Carta

       3)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato: