Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.24
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
è posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza di
osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è stato autorizzato a
recarsi in missione dall'8 al 10 settembre 2023.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pace ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Bene, colleghi, così come abbiamo stabilito e discusso ieri, io
sospenderei l'Aula e farei una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, quindi, l'Aula è sospesa e facciamo la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 15.25, è ripresa alle ore 16.16)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gilistro e D'Agostino.
L'Assemblea ne prende atto.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi comunico il programma stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il
programma dei lavori nel mese di settembre 2023.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, testé
riunitasi, ha stabilito all'unanimità il presente programma-
calendario dei lavori. Nella seduta odierna verrà incardinato il
disegno di legge n. 519 in materia di recepimento del codice dei
contratti pubblici; subito dopo l'illustrazione da parte del
Presidente verrà aperta la discussione generale. Il termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì 11 settembre
2023, alle ore 12.00.
Nelle giornate di martedì 12 e mercoledì 13 settembre 2023 l'Aula
terrà seduta per lo svolgimento di attività ispettiva, dando
priorità alle rubriche Lavoro e Salute, e per la discussione dei
disegni di legge già iscritti all'ordine del giorno in materia di
sport e contratti pubblici e per la votazione finale del disegno di
legge di ratifica dell'intesa che istituzionalizza la Conferenza
dei Presidenti delle Regioni. Verrà altresì discusso e posto in
votazione il documento sulla correzione della graduatoria della
lista provinciale di Forza Italia, collegio di Palermo.
Si è infine convenuto, previo raccordo con il Governo, di dedicare
un'apposita seduta d'Aula sul tema dell'emergenza incendi in
Sicilia, alla presenza del Presidente della Regione, da tenersi
entro il mese di settembre.
Questo, colleghi, è quanto deciso dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo chiedo al Presidente
della IV Commissione di prendere posto - ho visto che ha già preso
posto - così può relazionarci sul disegno di legge. Prego,
onorevole Catanzaro, e poi l'onorevole La Vardera.
CATANZARO. Signor Presidente, Governo, colleghi, mi corre
ovviamente l'obbligo di fare un grande in bocca al lupo al
Presidente Galvagno, che speriamo nelle prossime giornate si
ristabilizzi, considerando questo brutto incidente, e quindi magari
la prossima settimana lo avremo già in Aula.
Presidente Di Paola, con grande senso di responsabilità noi delle
opposizioni, noi come Partito Democratico, abbiamo affrontato
questa Conferenza dei Capigruppo e ancora una volta abbiamo posto
un tema, che non vuole essere né un tema politico, né demagogico,
ma vuole essere un tema, dopo la ripresa delle vacanze estive e
dopo la giornata di ieri, è un tema che io definisco di verità e di
rispetto nei confronti di questo Parlamento.
Più volte, prima di andare in vacanza, nelle giornate di agosto,
abbiamo chiesto al Presidente della Regione di essere presente in
Aula per quella che è stata la caratterizzazione delle giornate più
brutte che la Sicilia ha attraversato nelle giornate di incendio
che hanno devastato parti importanti della nostra Terra.
Nel frattempo c'era un'altra emergenza, Assessore Aricò - lei
ovviamente è presente in Aula e mi piace sempre parlare quando il
Governo e gli assessori sono presenti -, dell'aeroporto di Catania
e in quelle giornate con estrema forza abbiamo chiesto a questo
Parlamento che il Presidente della Regione venisse in Aula a
raccontarci quello che questo Governo poneva come soluzione nelle
giornate a venire.
Bene, noi dopo diverse settimane ancora non sappiamo nulla,
l'unica cosa che sappiamo è che la Sicilia è stata riportata su
tutte le cronache dei giornali nazionali, internazionali e nel
mondo per quello che avveniva e per quello che noi comunque ancora
oggi non sappiamo che è avvenuto, e siamo qui dentro quest'Aula e
meritiamo come parlamentari, Presidente Di Paola, rispetto. E lo
meritiamo perché non è più possibile demandare da diversi mesi
problematiche che stanno attanagliando la nostra società siciliana.
Lo dico perché c'è un problema sulla sanità e sul diritto alla
salute che a distanza di un anno da quell'accordo scellerato Stato-
Regione, di quell'accordo dove noi perdiamo più di 200 milioni di
euro, le liste d'attesa diventano sempre più lunghe e più grandi. I
pronto soccorso stanno soffocando, abbiamo un tema dei trasporti
che è un tema importante, Assessore Aricò, che dobbiamo affrontare.
Perché non è vero - e lo dice il mio collega Pellegrino che è
presente in Aula e che ogni tanto ci scherza - che abbiamo risolto
il problema del "caro voli", non è assolutamente vero perché
abbiamo veramente un distacco con i cittadini che ancora oggi non
possono prenotare biglietti perché il costo è elevato. Abbiamo un
tema sul dimensionamento scolastico.
Questa mattina sono stato all'inaugurazione di una scuola a Favara
e non si discuteva altro del fatto che c'è un tema che le mie
colleghe hanno votato in Commissione e lo abbiamo approvato in Aula
sul dimensionamento scolastico, sul tema istruzione, che è come se
questo tema non appartenesse alla Sicilia. Non è questo il modo di
andare avanti, Presidente Di Paola.
Qua non c'è nessuno - e lo dico ai miei colleghi di maggioranza -
che vuole fare demagogia politica perché la nostra opposizione è
stata un'opposizione per intervenire e cercare di portare avanti
insieme quella che è la risoluzione di alcune tematiche, però così,
cari colleghi, non possiamo andare avanti, perché è vero che in
Conferenza dei Capigruppo noi abbiamo deciso un iter, abbiamo
deciso di andare sul recepimento della legge sugli appalti che
sicuramente è da rivedere e non si può approvare così per com'è,
perché non c'è nulla, è tutta fuffa.
Possiamo andare avanti sul tema dello sport, però io qua in Aula
mi rendo conto che sono pochi i colleghi di maggioranza. Ci siamo
quelli dell'opposizione. E allora, Presidente Di Paola, rispetto a
quello che lei ha letto io le chiedo di potere posticipare dalle
ore 12.00 alle ore 18.00 quello che è il termine per la
presentazione degli emendamenti al testo relativo al codice degli
appalti; poi le chiedo di comprendere, perché sicuramente non è
volontà nostra di non lavorare, però è chiaro che siamo nella prima
settimana di settembre, abbiamo più volte avuto grande senso di
responsabilità però oggi io le pongo un tema al di là dei quindici
giorni che abbiamo deciso che il Presidente della Regione ci deve
comunicare quando lui arriva in Aula, io le chiedo che ovviamente
le opposizioni possano - come dire - avere il senso di
responsabilità di rimanere in Aula, però è chiaro che ci devono
essere anche i colleghi di maggioranza per poter andare avanti sui
lavori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera e poi
l'onorevole Schillaci. Poi, colleghi, andiamo avanti perchè abbiamo
già fatto la Conferenza dei Capigruppo. Grazie.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
bentornati dalle vacanze, contento di vedervi, mi auguro che
abbiate appeso definitivamente il costume al chiodo e iniziate
insomma a lavorare per il bene della nostra Regione.
Ovviamente quello che noi abbiamo deciso in Conferenza dei
Capigruppo, io sono sempre polemico, oggi non lo voglio essere,
voglio invece esprimere soddisfazione perché finalmente, insomma,
il Vicepresidente della Regione Sammartino con delega ai rapporti
col Parlamento, speriamo che ci resti per cinque anni visto che il
Presidente ogni tanto li cambia, ci ha dato disponibilità di avere
finalmente in Aula il presidente Schifani.
CRACOLICI. Ma eventualmente anche una fotografia
LA VARDERA. Ovviamente anche una fotografia, suggerisce il
Presidente Cracolici, una fotografia la mettiamo lì - grazie per
questi assist, Presidente Cracolici -, la mettiamo lì ogni tanto,
le diamo e rivolgiamo qualche domanda e qualche dovuta spiegazione.
Ci ha consentito, quasi come se ci facesse una grazia divina,
finalmente insomma di intercedere con noi presso Sua Santità
Schifani II perché possa venire in Aula finalmente a disquisire su
matematica. Ci hanno detto una, perché mi raccomando se è più di
una magari si confonde, deve prendere degli appunti, una sola
perché se é un'altra.
Avremmo voluto chiedere oltre il problema degli incendi, come
giustamente ha detto il collega Catanzaro, ci sono tante tematiche
che stanno a cuore ai siciliani e che questo Governo dovrebbe
iniziare a dare risposte concrete, dei trasporti - lo dico
all'onorevole Aricò - della sanità, ancora non abbiamo capito cosa
vuole fare questo Governo nelle famigerate liste d'attesa.
Ecco, siccome c'era soltanto un tema ci accontentiamo solo del
tema e ci accontentiamo solo di uno perché magari se è più di
uno... ora, onorevole Schifani, Presidente Sua Maestà II Schifani,
se lei ci sta ascoltando ovunque lei si trovi nell'etere del mondo
magari oltre al problema degli incendi perché non inizia a
disquisire anche su delle tematiche che noi abbiamo bisogno
necessariamente di affrontare? Io sono convinto del fatto che
questa seduta d'Aula e noi saremo propositivi come opposizione
l'abbiamo detto anche la Presidenza, non è che noi vogliamo fare
opposizione a prescindere sempre e comunque, chiediamo
semplicemente una cosa semplice: rispetto, rispetto di questi
colleghi deputati che sono stati eletti con i sacrosanti voti dei
cittadini, rispetto di quest'Aula che ha bisogno di un confronto
propositivo col Governo.
Perché accade, guardate bene, colleghi, accade che quando noi
diamo degli input questo Governo si muove. In tre ore ho mandato la
lettera all'assessore Aricò e ha tolto questi gadget dalla Caronte,
ogni tanto assessore Aricò - almeno nel comunicato stampa un
"grazie" me lo poteva dire ma, non si preoccupi, non è questo il
tema il tema - è che quando noi collaboriamo evidentemente le cose
funzionano e quando noi vi diamo degli input voi li prendete e
quindi quando voi li prendete c'è questa collaborazione, c'è il
Parlamento, esiste il Parlamento nella misura in cui il ruolo da
deputati non venga svilito e non venga soprattutto concesso il
confronto col Presidente, come se fosse un favore concesso
dall'alto quello che noi abbiamo.
No, è un nostro diritto confrontarci con questo Governo quindi
prendiamo atto delle risultanze della Conferenza dei Capigruppo,
esprimiamo ringraziamento rispetto a questa disponibilità che ci è
stata data finalmente entro il mese di settembre di rivedere dal
vivo Schifani, anche perché siamo preoccupati, vogliamo sapere come
sta, vogliamo sapere effettivamente insomma qual è il lavoro che
sta facendo, anche perché finalmente sul tema di infrastrutture,
assessore Aricò, ci è arrivata anche una grandissima notizia che
cambierà le sorti finalmente della nostra bellissima Regione, che
finalmente risolveremo il problema atavico della Palermo-Catania
perché, finalmente, il Governatore Schifani ha avuto anche la
delega di commissario da parte del ministro Salvini e quindi,
siciliani, i problemi saranno risolti perché il Presidente Schifani
porterà sicuramente avanti i problemi ovviamente, insomma, che
riguardano la Palermo-Catania.
Ricordo al Presidente Schifani che questo ulteriore incarico farà
sì che da questa, come dire, ulteriore responsabilità noi
chiederemo risultati, risultati concreti perché sul tema delle
infrastrutture, della sanità, sul tema della salute siamo indietro
anni luce e quindi chiediamo rispetto per questo Parlamento e non
che si decide in Conferenza dei Capigruppo che il Presidente
Schifani venga, che sia una consuetudine che il Presidente Schifani
si presenti in quest'Aula. Diciamo "sta facendo altro", bene, ma
quella è la priorità che da a questo Parlamento. Allora,
registrando questa piccola porta aperta ci auguriamo di avere delle
risposte concrete e finalmente, insomma, di svolgere al meglio il
ruolo per il quale siamo stati eletti che è quello di rappresentare
i cittadini siciliani.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, non posso che esprimere delusione
perché noi sin dalla ripresa dei lavori avremmo voluto la presenza
del presidente Schifani, se non altro, per il fatto che lui ha
sempre invocato quel principio di collaborazione tra il Governo
regionale e il Parlamento regionale, cosa che non c'è stata e che
via via sta scemando, non vediamo il Presidente Schifani in Aula da
diverso tempo se non delle apparizioni fugaci.
La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito la presenza, entro
settembre, ci auguriamo appunto la presenza del Governatore
regionale non solo per parlare del tema degli incendi che sta
veramente e continua a gettare discredito su questa Regione
siciliana e a mettere in ginocchio non solo le famiglie, i
residenti e anche i turisti, con un danno di immagine incredibile.
Incendi che potrebbero essere assolutamente arginati con una
semplice rivisitazione della legge regionale, basta che il
Presidente Schifani guardi anche i disegni di legge che i
parlamentari hanno depositato. Mi riferisco a un disegno di legge
depositato dalla collega Stefania Campo che introduce delle
innovazioni tecnologiche proprio per la prevenzione degli incendi,
con una tecnologia di apparecchiature infrarossi proprio per
prevenire, quindi individuare i roghi nella fase iniziale.
Ci sono tantissime tematiche che vanno affrontate, quindi ora mi
auguro che quella degli incendi verrà discussa in quest'Aula, ma ce
ne sono tantissime altre, lei non ha citato, abbiamo deciso anche
in Conferenza dei Capigruppo la Rubrica lavoro e soprattutto la
Rubrica sanità.
Qui c'è l'Assessore, mi auguro che sarà presente nelle prossime
settimane proprio per intraprendere la Rubrica Lavoro, perché è un
altro tema scottante per questa Regione siciliana, alla luce della
legge di bilancio 2023 e del decreto legge n. 48, sempre del 2023,
che ha sospeso il reddito di cittadinanza per quarantamila nuclei
familiari e non sappiamo questo Governo regionale cosa farà dopo la
sospensione di questo reddito di cittadinanza.
A noi preme saperlo perché è una vera e propria emergenza sociale,
così come è un'emergenza sociale quello che sta accadendo sui
nostri territori, nel territorio di Palermo, così come lo stupro a
carico di una giovanissima palermitana che dimostra che c'è
un'emergenza tra i giovani che dobbiamo assolutamente affrontare.
Quindi io mi auguro che verranno impiantate delle politiche
sociali e giovanili per le famiglie e per la condizione dei minori
in Sicilia. La Regione continua a essere la prima regione in Italia
per dispersione scolastica, eppure non sappiamo questo Governo
regionale cosa farà su questi temi.
Io mi auguro e faccio l'augurio a tutti i parlamentari e al
Governo di una buona ripresa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Solo per dire a tutti i
colleghi che avevo già letto dando priorità alla Rubrica lavoro e
salute; tra l'altro il Governo in maniera celere ha già risposto e
vi posso già anticipare che martedì verrà trattata la Rubrica
salute mentre mercoledì verrà trattata la Rubrica lavoro, dopodiché
io sono convinto - sarà mia cura contattare anche il Presidente
Galvagno, c'è stata la disponibilità da parte del Vicepresidente
Sammartino - che riusciremo a trovare una data concordata con il
Governo regionale, con il Presidente Schifani, affinché si possa
fare un'Aula monotematica sull'emergenza incendi.
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Discussione del disegno di legge Recepimento del nuovo codice dei
contratti pubblici (n. 519/A)
PRESIDENTE. Adesso do la parola al Presidente della IV Commissione
che ci relaziona sul disegno di legge n. 519, dopodiché finita la
relazione da parte del Presidente Carta, aprirò la discussione
generale, se poi l'Assessore vuole dire qualcosa a margine. Prego,
Presidente Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, buonasera a tutti.
Il disegno di legge della IV Commissione "Recepimento del nuovo
Codice dei contratti pubblici", relazione della Quarta Commissione
legislativa Ambiente, territorio e mobilità .
Onorevoli colleghi, il disegno di legge all'esame dell'Aula mira a
recepire l'ordinamento siciliano e i nuovi codici dei contratti
pubblici, approvato con il decreto legislativo del 31 marzo 2023,
n. 36, in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n.
68, con il quale il Governo è stato delegato a modificare la
previgente disciplina con il dichiarato fine di adeguarla al
diritto europeo e ai principi espressi dalla giurisprudenza della
Corte costituzionale e della giurisdizione superiore interne e
sovranazionali, nonché di razionalizzare, riordinare e semplificare
la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi ai
lavori, servizi e forniture e, non ultimo, di evitare l'avvio di
procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di
giungere alla risoluzione di quelle già avviate.
Il nuovo Codice dei contratti pubblici, entrato in vigore il 1
aprile del 2023 e le sue disposizioni, come disposto dall'articolo
229, hanno iniziato ad acquistare efficacia a partire dal primo
luglio 2023, fatta salva la disciplina transitoria prevista dal
medesimo Codice. L'Assemblea regionale siciliana, ai sensi
dell'articolo 14, comma 1, lettera g), dello Statuto ha
legislazione esclusiva in materia di lavori pubblici, eccettuate le
grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale.
Tuttavia consolidata giurisprudenza costituzionale ha ribadito che
le disposizioni del Codice dei contratti pubblici che attengono
alla concorrenza e all'ordinamento civile, materia trasversale,
sono ascritte all'area delle norme fondamentali di riforma
economica, sociale e, pertanto, limitano anche le competenze
primarie della Regione a statuto speciale e delle province
autonome. Per tutti, di recente, la sentenza numero 23 del 2020.
Il disegno di legge che consta di tre articoli si inserisce nel
quadro normativo e giurisprudenziale brevemente descritto che, come
stabilisce il comma 1 dell'articolo 1, mira anzitutto a recepire
nell'ordinamento normativo siciliano il decreto legislativo n. 36
del 2023 attraverso un rinvio dinamico a quest'ultimo, fatte salve
alcune disposizioni proposte nel medesimo disegno di legge. In
riferimento agli articoli demando alla relazione.
Per concludere, in sede di istruttoria legislativa, a seguito di
un ciclo di audizioni nel corso del quale sono stati ascoltati
tutti gli ordini professionali e associazioni rappresentative degli
enti locali e le parti sociali, sono state apportate alcune
modifiche che non hanno alterato la struttura originaria del
disegno di legge. Le modifiche introdotte sono andate nella
direzione di prevedere un termine per l'adozione delle normative di
attuazione cui alcuni degli articoli dei disegni di legge
rinviavano, nonché il coinvolgimento delle Commissioni legislative
dell'Assemblea regionale attraverso l'espressione di un parere
prima dell'approvazione del decreto interassessoriale e, non
ultimo, rafforzamento degli obblighi di informazione del Governo
nei confronti dell'Assemblea già previsti nella normativa in
vigore.
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione generale e dare la
parola all'onorevole Cracolici che ha chiesto di intervenire
accolgo in parte anche la richiesta da parte dell'onorevole
Catanzaro e fisso il termine per la presentazione degli
emendamenti, anziché alle ore 12.00, alle ore 16.00, così diamo
l'opportunità poi agli uffici di poter collezionare gli
emendamenti. Quindi il termine per la presentazione degli
emendamenti è fissato a lunedì, alle ore 16.00.
Dichiaro aperta la discussione generale. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Chi ovviamente vuole iscriversi a parlare
sulla discussione generale lo faccia presente.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
ascoltato anche la relazione del presidente della Commissione,
conosco il testo che ha presentato il Governo, conosco anche le
modifiche che sono intervenute e devo dire che sono colpito su un
aspetto.
Questo nuovo codice degli appalti introduce elementi che la
Sicilia ha, in qualche modo, cercato di contrastare almeno da
quarant'anni. Primo tra tutti il sistema del subappalto a cascata.
Un subappalto incontrollato che in una terra come la Sicilia
diventa un sistema di infiltrazione, di condizionamento delle
opere, sia per le realizzazioni delle opere ma anche per le
forniture stesse. Così come, pur nei limiti che io riconosco, devo
dire che ne prendo atto oggi che il nuovo Governo ma i cui
componenti di questo Governo erano esponenti della maggioranza del
precedente Governo, vorrei ricordare che in quest'Aula, nella
scorsa legislatura, siamo riusciti ad approvare due leggi sugli
appalti in assoluta violazione delle norme comunitarie, del
principio di concorrenza, che oggi viene richiamato come
giustificazione per il quale la Regione deve adeguarsi, ancorché la
nostra legislazione statutaria prevede che in materia di appalti la
Regione abbia competenza esclusiva.
Io sono d'accordo che questa competenza esclusiva è superata dai
principi sulla concorrenza che sono connessi al diritto
comunitario, pertanto sui sistemi di aggiudicazione, su cui
quest'Assemblea si è sbizzarrita con fantasia, diciamo sulle ali,
doppie ali, taglio degli estremi per arrivare alla media, c'era la
collega Savarino che era Presidente dalla Commissione, per ben due
volte la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge
regionale siciliana mettendo nel caos il sistema delle opere
pubbliche in Sicilia.
Ora però perché io dico questa legge è una legge che noi rischiamo
di pagarla a caro prezzo, Assessore, e quello che mi colpisce è
l'assenza di una tensione e di una preoccupazione. Noi non possiamo
limitarci a mio avviso, a fare, come dire, la mera trasposizione e
quindi il mero recepimento burocratico della legge sugli appalti,
anche perché, è vero che no, no, io mi fermo quando finisci
parlo...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Dicevo il tema non è appunto il mero recepimento
burocratico di questa norma, ma la domanda che io faccio al
Governo: il Governo ha studiato nei limiti delle competenze che
comunque rimangono alla Regione, primo tra tutti l'organizzazione,
perché è vero che sulle regole e sui sistemi di aggiudicazione la
Sicilia non può differire dal resto d'Italia, ma i meccanismi
dell'organizzazione del sistema degli appalti in Sicilia, su quello
può esercitare alcune competenze, anche perché in nome della
semplificazione di cui si parla e l'ha citata anche il Presidente
della Commissione che non vedo più in Aula, attenzione, noi
rischiamo di avere una legge che formalmente semplifica ma in
realtà complica perché ci potranno essere due conseguenze su questa
legge che schematizzo così: o è una legge che farà salire e
scendere dai tribunali siciliani tanti amministratori e tanti
responsabili di stazioni appaltanti per giustificare alcune
modalità con le quali sono state fatte le procedure di gara o è una
legge ancor peggio criminogena che espone gli amministratori nei
territori a quel livello di esposizione che in qualche modo oggi è
stata in qualche modo frapposta tra chi cercava di condizionare e
il modo più classico per condizionare è l'affidamento diretto.
Con questa legge noi entriamo in un sistema in cui sostanzialmente
arriviamo alla cosiddetta procedura negoziata arrivata a oltre 5
milioni di euro e la procedura negoziata altro non è che il sistema
a inviti, per cui un amministratore, una stazione appaltante, ma
sappiamo che nel sistema territoriale la distinzione tra il
soggetto appaltante e poi il sindaco, l'amministratore, diciamo, è
molto sottile dal punto di vista della percezione che all'esterno
ha poi l'amministratore sulla responsabilità. Se ieri poteva dire a
chi in qualche modo cercava di pressare "amico mio c'è la gara", da
domani questo argomento non si può più usare perché ci sono gli
inviti, tra l'altro un sistema a inviti che, a mio avviso, noi
potremmo regolare. E' un sistema sul quale la Regione, a mio
avviso, ripeto, nei limiti e nelle competenze che ha l'ordinamento
comunitario e, quindi, quello nazionale, la Sicilia può introdurre
delle buone prassi a tutela sia degli amministratori, sia delle
stazioni appaltanti stesse.
Secondo tema: noi dobbiamo obbligare le stazioni appaltanti che
devono essere qualificate a darsi una piattaforma unitaria. Non
possiamo consentire che il sistema digitalizzato con cui dovremo
fare le gare, da oggi in poi, e viva Dio, è un elemento che
personalmente accolgo con positività, ma la piattaforma cioè
l'acquisizione di tutti gli elementi conoscitivi, non solo della
gara ma di chi si propone per una gara, devono essere uniformi e
non ci può essere il sistema arlecchino che oggi vige in Sicilia in
cui a seconda della stazione appaltante utilizza una piattaforma
che è conforme per un ente ed è difforme per un altro ente. Allora,
anche qui alcuni elementi che la legislazione regionale può
orientare in questa direzione. A mio avviso, dobbiamo sforzarci di
fare una legge che parla ai problemi della Sicilia, sapendo e
conoscendo questa terra. Questa è la terra - assessore Aricò, lei
non è più giovane, è inutile che fa finta di essere giovane -,
questa è la terra dove gli appalti, c'era il famoso metodo del
tavolino - se lo ricorda il metodo del tavolino? - il cui ideatore
era un tale che si chiamava Siino, nominato responsabile dei lavori
pubblici di Cosa Nostra. E quel sistema del tavolino che cosa era?
Era un sistema in cui gli appalti si decidevano fuori dalle
stazioni appaltanti.
Noi rischiamo, se non abbiamo un sistema in cui proviamo a
introdurre dei principi di trasparenza, di esternalizzare a
soggetti esterni l'esito delle gare stesse. Allora, io le pongo
questo tema, Assessore, perché questa legge noi rischiamo di
pagarla a caro prezzo. Non basta essere fedeli esecutori di un
sistema nazionale. Guardi che il tema del subappalto a cascata si
sta ponendo in tutta Italia, perfino in Emilia Romagna, con tutte
le conseguenze che questo ha sulla sicurezza, sulla trasparenza,
perché è inutile prenderci in giro: le opere ormai i soggetti che
se li aggiudicano sono soggetti finanziari, i soggetti che operano
poi nel concreto non sono quelli che partecipano alla gara.
Possiamo prevedere che noi dobbiamo sapere prima
dell'aggiudicazione chi sono i soggetti a cui si affida il
subappalto? Avere una piattaforma di trasparenza anche sui soggetti
che dovranno operare per quell'opera, per quell'intervento, e
bisogna saperlo prima, chi sono, come si dice dalle mie parti "a
chi appartengono", quali famiglie li governano.
Assessore, questa è una legge che lei deve sentire con un peso di
responsabilità non burocratico. Io ho sentito dire qua sì,
facciamo la legge sugli appalti, è un recepimento, una fesseria,
tre articoli". Guardate che questa è una legge importantissima per
questa terra. Il tema degli appalti è sempre stato uno snodo
delicatissimo per questa terra. Ecco perché da qui a lunedì,
Assessore, io le chiedo di fare tutti quegli elementi di
approfondimento che possano, in qualche modo, irrobustire questa
legge anche introducendo per legge il principio di adesione ai
protocolli di legalità sottoscritti dalle prefetture. Noi dobbiamo,
in qualche modo, avere degli strumenti che mettano l'amministratore
nelle condizioni di estraniarsi dalla discrezionalità, con i rischi
che la discrezionalità in una terra come la Sicilia può determinare
di esposizione dei nostri amministratori, io le pongo questi temi,
farò la mia parte ma le chiedo come Governo di fare la sua parte e
non aspettare che sia l'Aula perché, come lei sa, questa è una
materia complessa, tecnica dove non si fa con l'emendamentino
preparato all'ultimo minuto, cambiare la virgola "da... a", questo
è, ogni virgola qui determina scelte di un tipo o di un'altra,
allora: protocollo di legalità, obbligo di trasparenza sui
subappaltatori e, quindi, preventiva, quindi, da dichiarazione nel
momento stesso in cui partecipi alla gara devo sapere chi saranno i
tuoi eventuali soggetti, almeno l'ottanta per cento dei
subappaltatori deve essere individuabile preventivamente, la
piattaforma digitale uniforme in tutta la Sicilia, aggiungo, un
bando tipo, un bando tipo, per non fare impazzire in questa terra
chi partecipa a una gara, per cui ogni ente fa un suo bando,
allora, sono questioni che come vede non agiscono, non limitano il
principio della concorrenza ma rivendicano il diritto alla
trasparenza che una terra come la Sicilia per la sua storia ha il
dovere di rivendicare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ma è
chiaro, questa legge ha un obiettivo, era stato fissato già dal
Governo nazionale che è quello di rendere più veloci le gare
d'appalto. E' vero, è un dato di fatto, il tempo medio per
realizzare un'opera pubblica in Italia e in Sicilia, forse
superiamo questo tempo, è di quattro anni e, dunque, qualcosa per
velocizzare le gare doveva pur farsi ma siamo sicuri, siamo
convinti, siamo consapevoli del fatto che, talvolta, la velocità è
nemica del bene, è nemica delle buone pratiche, è nemica della
trasparenza, è nemica della concorrenza? Siamo consapevoli che già
in un sistema che conteneva delle regole chiare e anche abbastanza
rigide, la Sicilia è la Regione nella quale più gare d'appalto
risultano influenzate dall'esterno, per non dire truccate?
Allora, come diceva l'onorevole Cracolici prima di me, è possibile
immaginare dei correttivi, nei limiti, perché, come diceva bene il
Presidente Carta, è competenza esclusiva della Regione ma le
sentenze della Corte Costituzionale, in qualche modo, hanno rivisto
ciò che significa competenza esclusiva della Regione anche perché
siamo dinnanzi a una riforma che ha una valenza, ovviamente,
complessiva e, dunque, potrebbe rientrare nell'ambito delle riforme
di carattere economico-sociale che non possono essere violate dal
legislatore regionale, però siamo convinti che non ci siano margini
di manovra per consentire che si velocizzino in qualche modo le
gare d'appalto perché abbiamo lo spauracchio del PNRR, il 2026,
l'aprile del 2026 è una data che tutti vogliamo rispettare perché
in Sicilia, nonostante i tagli che il Governo nazionale ha imposto
al PNRR in Sicilia, ci sono ancora importanti opere da realizzare,
ci sono i PINQuA, c'e rigenerazione urbana, molti dei quali ancora
sono in campo, altri purtroppo andranno persi. Ma siamo convinti
che quello spauracchio possa mettere in campo il rischio che quei
soldi finiscano nelle mani sbagliate?
E' possibile immaginare, invece, dei sistemi nei quali la
trasparenza venga garantita, guardate molti comuni, per esempio, le
soglie, assessore Aricò, esistevano pure prima, è chiaro non erano
alte come quelle attualmente previste perché adesso il novanta per
cento delle gare verranno fatte, sostanzialmente, sotto soglia ma è
possibile immaginare un sistema per cui nelle gare sotto soglia gli
inviti debbano essere previsti a rotazione, come dice qualcuno, a
sorteggio per evitare che si creino anche i cartelli, per evitare
che un ufficio, diciamo mal disposto, inviti 5-10, a seconda dei
limiti dell'appalto, imprese che sono già d'accordo tra di loro e
creino un ribasso che falcidia le casse degli enti locali e delle
stazioni appaltanti e non garantisce la corretta aggiudicazione di
una gara e dunque la concorrenza.
Sono margini che abbiamo, a mio avviso alcuni margini li abbiamo.
E allora questo disegno di legge merita un approfondimento da parte
di tutta l'Aula affinché venga recepito, ma venga recepito in
Sicilia nei limiti di ciò che è possibile muovere, ma tenuto conto
di quelle che sono le peculiarità siciliane perché purtroppo la
cronaca ci insegna che Palermo, Trapani, Catania, Castellammare,
Agrigento non sono Reggio Emilia. Dobbiamo prendere atto che oggi
non siamo a Reggio Emilia, che oggi c'è un sistema in cui le
imprese che soprattutto operano in alcuni settori, soprattutto per
esempio quelli delle opere stradali per i piccoli appalti sono in
mano a pochissimi imprenditori in Sicilia e noi rischiamo di avere
qualità di lavori bassissimi con gravissimi aggravi di costo per i
siciliani. Questo non è possibile, allora impegniamoci a recepirla
non pedissequamente ma a recepirla nei limiti di quelle che sono le
nostre competenze con quel raziocinio che ci può consentire di
tutelare la trasparenza, come ha detto anche il presidente
dell'Anac, perché alcune cose, guardate, non è che le dice la
politica ma le dice l'Osservatorio sugli apparti, l'Anac, l'Agenzia
nazionale anticorruzione. Ha proprio evidenziato come questa legge
mette in campo un sistema che non tutela la concorrenza e non
tutela la trasparenza. E noi non possiamo perché abbiamo lo
spauracchio del correre, impedire nel nostro Paese che il sistema
di aggiudicazione degli appalti si regga su due principi, quello
della trasparenza e quello della concorrenza. Grazie, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
E' iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.
VARRICA. Grazie, signor Presidente, Assessore, diciamo noi
riprendiamo una discussione già avviata e approfondita in
Commissione. Lei sa qual è stato il nostro approccio come Gruppo
parlamentare in Commissione. Abbiamo chiesto un ciclo di 30
audizioni, il Presidente Carta, diciamo, le ha concesse. Testimone
anche il fatto che lei è stato sempre presente ad ascoltare tutti
quanti.
Da questo ciclo di audizioni è emerso, sono emerse purtroppo le
tante criticità e preoccupazioni che sindacati, parti sociali,
imprese, hanno nei confronti della normativa nazionale. Gli
interventi precedenti in parte hanno testimoniato proprio questo.
Noi purtroppo condividiamo queste preoccupazioni e queste criticità
rispetto alla normativa, diciamo, quadro sugli appalti che è
decisiva per la nostra Regione e il nostro Paese perché con
l'obiettivo di semplificare purtroppo, secondo noi, si è andato
incontro ad abbattere il tema della sicurezza dei lavori, dei
diritti dei lavoratori, il tema della concorrenza per la tipologia
di aggiudicazione, non è stato affrontato il tema dei ribassi
eccessivi che purtroppo c'è ed è stato sottolineato dalle parti
sociali, della qualità delle opere che è collegata, chiaramente, ai
punti precedenti, delle problematiche legate alle infiltrazioni
criminali e alla corruzione.
Ora durante le edizioni sono emersi tutti questi punti. Lei credo
che possa testimoniare il fatto che non abbiamo avuto nessun
approccio ostruzionistico, anzi assolutamente costruttivo. Con tale
approccio noi abbiamo presentato come Gruppo parlamentare 11 da 12
emendamenti che sono stati predisposti in Commissione, cinque dei
quali sono stati approvati. Sono quelli che ha citato il Presidente
Carta, uno dei quali per intenderci voglio sottolinearlo va a
rafforzare in termini di personale in prospettiva, la CUC, che è un
obiettivo importante che secondo noi si è raggiunto, altri invece
sono stati accantonati.
E di fatto, mi ricollego a quello che hanno detto i precedenti
colleghi, in particolare il Presidente Cracolici, che peraltro
prima di, diciamo, della Commissione IV, ha organizzato un ciclo di
audizioni molto interessante, che io avevo seguito, proprio
concentrato sul tema appalti e infiltrazioni criminali. Ora gli
emendamenti che non sono stati approvati che però lei ha detto di
tenere...
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
VARRICA che lei però ha detto, ricordo bene, in Commissione che
li avrebbe presi in considerazione per un approfondimento, andavano
proprio nella direzione che sottolineava il presidente Cracolici,
vale a dire, visto che chiaramente c'è una normativa nazionale, che
in qualche maniera noi stiamo facendo sotto il recepimento
dinamico, andare a intervenire tramite dei poteri di tipo
regolamentare, di tipo amministrativo, nei limiti di quella che è
la possibilità della Regione senza andare incontro a impugnative,
per andare, in qualche maniera, a stemperare e a limitare alcune
delle criticità che purtroppo ci ritroviamo, a preoccupazioni che
ci ritroviamo noi, le parti sociali e gli operatori, rispetto alla
normativa nazionale.
Ora, a prescindere dalle disponibilità, che - ripeto - io
apprezzo non solo in questo ambito diciamo si lavora proficuamente
in diversi ambiti, però io rinnovo l'invito che già ho fatto in
Commissione, noi siamo disposti ad anticiparli come Gruppo visto
che sono gli stessi emendamenti che già abbiamo presentato in
Commissione a rimandarli nelle prossime ore, i nostri testi,
affinché possa fare un approfondimento, a noi non interessa che poi
venga approvato il nostro emendamento, a noi interessa appunto che
ci possa essere un intervento anche di tipo regolamentare per
andare a colmare quelle che sono e quelle che noi riteniamo essere
le lacune di questo provvedimento.
Peraltro, negli emendamenti che noi presentavamo, noi davamo
questo potere a decreti assessoriali, quindi il Governo avrebbe
anche un ruolo importante coinvolgendo le parti sociali e le
Commissioni competenti nell'andare a definire questi interventi,
quindi il nostro slancio è costruttivo, chiaramente è evidente noi
non ci assegniamo minimamente la responsabilità politica del Codice
degli Appalti che è stato approvato a livello nazionale, però siamo
qua per costruire delle soluzioni che vadano a migliorare quella
che potrebbe essere l'applicazione in Sicilia e, ripeto, queste
criticità diciamo queste preoccupazioni non sono nostre, perché io
ricordo un intervento di un'importante associazione di categoria di
imprese nell'edilizia che ha detto, al netto del recepimento
dinamico, facciamo una mozione, una risoluzione in Aula, affinché
si dia la possibilità e la forza all'Assessore di andare a Roma a
dire di correggere queste storture, questo per dire che sono le
parti sociali e gli operatori i primi che hanno delle
preoccupazioni.
Io credo che noi costruttivamente possiamo intervenire su molte
cose, dando oggi dei poteri agli assessorati, al Governo con
l'Assemblea regionale siciliana di migliorare questo provvedimento,
per cui noi le trasmetteremo anticipatamente questi nostri
emendamenti e ripeto non siamo affezionati alle nostre soluzioni,
se ci sono riscritture, controproposte che vadano nella stessa
direzione noi saremo pronti a vagliarle e a sostenerle. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
Non ci sono altri iscritti a parlare, quindi, dichiara chiusa la
discussione generale.
Non so se l'assessore a margine della discussione generale vuole
intervenire. Prego, assessore.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io ho apprezzato l'estrema
sensibilità che il Parlamento nelle sue anche diramazioni, nelle
Commissioni, nei Gruppi parlamentari ha voluto dedicare a questo
testo di legge, che come hanno detto gli intervenuti non soltanto
oggi ma anche nella Commissione competente non è soltanto un testo
di recepimento. Gli Uffici, voglio raccontare un aneddoto che
comunque ho raccontato in Commissione, avevano preparato un testo
di legge che contava oltre cento articoli, poi onestamente abbiamo
pensato che non fosse l'approccio migliore quello di dare da un
lato celerità rispetto ad una parte della Nazione che viaggia con
delle regole che sicuramente possono essere migliorabili, ma che
non sono le stesse della Sicilia, quindi abbiamo pensato di
stringare al massimo il testo di legge affinché la Regione
siciliana possa in tempi rapidi dotarsi di uno strumento normativo
per dare omogeneità alle nuove gare d'appalto, e allora, è vero, è
stato detto e ringrazio e voglio ringraziare il presidente Carta,
ma tutta la Commissione, la IV Commissione parlamentare, tutti i
Gruppi parlamentari, perché abbiamo - in tempi record per questo
Parlamento - portato in Aula un testo importante.
Io, onorevole Cracolici, anzi Presidente Cracolici, sono stato
anche convocato dalla Commissione Antimafia e ho avuto modo di
apprezzare alcuni suggerimenti che sono venuti fuori dalla
discussione e questo testo di legge, come tutte le materie che
trattano appalti, presenta delle lacune. Non esiste, credo, nella
mia breve esperienza rispetto alla sua, un testo che non sia
migliorabile. Ma sappiamo perfettamente che nella vita, ma forse
ancor di più nelle Aule parlamentari l'ottimo è il nemico del
buono. Si cerca sempre di trovare l'optimum, ma non si riesce,
perché a volte il miglioramento può essere confliggente rispetto
allo stato d'essere delle norme vigenti.
E allora da un lato abbiamo acquisito un dato: la sentenza della
Corte Costituzionale, più volte citata negli interventi - chi
ricorreva dinanzi alla Corte costituzionale erano le province
autonome di Trento e Bolzano -, ha sancito che su questi temi, e
quindi sul Codice degli Appalti, al di là che sia previsto
dall'articolo 14 del nostro Statuto, la Regione siciliana non ha
competenze esclusive in materia. E, quindi, ritengo che meccanismi
per cui noi si debba pensare una rimodulazione dell'attuale
normativa vigente, senza tenere conto del decreto legislativo
vigente, sono impossibili.
Cosa abbiamo voluto fare? Abbiamo voluto stringare al massimo la
norma; abbiamo demandato anche regolamentazioni con decreti
dell'Assessorato, approvati dalle Commissioni competenti - e
potremmo mettere anche, se vogliamo, se vorremo, dalla Commissione
Antimafia, perché è naturale che quest'Aula, ma credo che sia
l'obiettivo di tutti, e quando si è parlato di questa norma io non
ho visto mai contrapposizione politica.
Questo è un segnale che dobbiamo e dovremmo lanciare anche
all'esterno, perché spesso quello che viene percepito dall'esterno
di questo Parlamento è che ci sono due schieramenti, maggioranza e
opposizione, che cercano di litigare senza cavare un ragno dal
buco. Invece, oggi, abbiamo la prova testimoniale che c'è una
maggioranza e un'opposizione che stanno cercando di lavorare
affinché questo testo possa essere esitato nel minor tempo
possibile, come diceva qualcuno, credo l'onorevole Safina, senza
fretta o, comunque, lo diceva anche lei, onorevole Cracolici.
È vero non dobbiamo avere fretta, però da un lato abbiamo detto
che dobbiamo uniformare le normative regionali a quelle nazionali,
perché dobbiamo far sì che si possa essere concorrenziali in
Sicilia quanto in Calabria, quanto in Emilia, quanto in Trentino
Alto Adige e, quindi, dobbiamo velocemente approvare il testo di
legge; dall'altro lato, dobbiamo stare attenti, perché dobbiamo
regolamentare gli affidamenti chiamati "affidamenti diretti". Ed è
vero quanto veniva detto sui subappalti a cascata: sappiamo che
l'articolo 105 del decreto legislativo n. 50 del 2016 lo vietava
espressamente, ma sappiamo anche che in questi anni la Sicilia,
insieme ad altre regioni d'Italia, è stata in testa a tutte le
statistiche per opere incompiute. E questo è un dato di fatto.
Questo disegno di legge, così come pensato dal Governo nazionale,
sposta di fatto il protagonismo non all'aggiudicazione della gara,
ma al compimento dell'opera pubblica e dobbiamo capire se a noi sta
bene. A me personalmente, oggi, il fatto che la Sicilia abbia
centinaia di opere incompiute, mi desta perplessità. Ma il fatto di
accelerare, da un lato non soltanto l'aggiudicazione, ma anche il
completamento dell'opera, bisogna stare attenti - soprattutto una
Regione come la nostra, ad alta densità mafiosa - affinché gli
amministratori, i soggetti che, comunque, guidano le stazioni
appaltanti, non possano avere quelle pressioni che le procedure
negoziate, in alcune sacche delle amministrazioni degli enti
locali, potrebbero produrre.
E allora dobbiamo fare sì che vadano bene, e io questo lo vorrò,
naturalmente tutti i suggerimenti - e mi rivolgo all'onorevole
Varrica e a tutti coloro che vorranno dare dei suggerimenti in
corso d'opera -, perché, signor Presidente, io ringrazio la
Presidenza dell'Assemblea per avere dato tempo fino a lunedì, alle
ore 16.00 per presentare gli emendamenti, ma questo è un impegno
che voglio - diciamo - condividere con tutto il Parlamento e se ci
dovessero essere ancora dei margini per presentare nuovi
emendamenti, se il Regolamento ce lo consente, sarà il Governo a
fare propri gli emendamenti dell'Aula, perché credo che proprio su
questa norma bisognerebbe che il reale protagonista di questa norma
sia l'intero Parlamento e non l'assessore o la Commissione o il
parlamentare. Noi dobbiamo condividere questa norma perché - come
abbiamo detto - scriveremo, per i prossimi anni, una pagina per
tutte le gare e per tutti i lavori pubblici che potranno o non
potranno essere compiuti in Sicilia.
Si parlava di PNRR. Sappiamo che dovranno essere completati i
lavori, quindi per evitare che si possano perdere le tranche entro
dicembre 2026. E allora, ma come li vogliamo completare se sappiamo
noi per primi che quasi tutte le gare che ci sono state negli anni
passati, soprattutto le opere pubbliche di una certa rilevanza di
carattere economico, sono state bloccate molte di queste, per
diversi anni, dai tribunali amministrativi?
Questo è superato, però per anni purtroppo la Sicilia ha visto dei
ritardi mostruosi per le norme vigenti che prevedevano che
lasciavano il pallino decisionale ai tribunali amministrativi, e
poi chi piangeva le conseguenze erano i cittadini che non potevano
usufruire di quei servizi e di quelle opere pubbliche per cui lo
Stato aveva investito.
Quindi, lavoriamo sulle procedure negoziate. L'onorevole Cracolici
parlava proprio delle procedure negoziate. Proprio qualche ora fa,
e mi riferisco anche a quanto diceva l'onorevole La Vardera sui
gadget che raffigurano e inneggiano alla mafia, proprio sugli
inviti della procedura negoziata sul trasporto pubblico locale da e
per le isole siciliane, quindi i famosi quattro lotti per cui
abbiamo avviato la procedura negoziata, abbiamo inserito anche un
articolo che prevedeva l'impossibilità dei soggetti che prendessero
questo appalto di poter ospitare la vendita di questi gadget, io
ritengo che gli uffici dell'Amministrazione regionale - io
naturalmente non so chi sia stato invitato - abbiano lavorato
affinché la procedura negoziata, e lì si parla di diversi milioni
di euro sul trasporto delle navi, potesse essere il più trasparente
possibile.
Ora a breve avremo la risultante, perché si chiuderà nei prossimi
trenta giorni questa procedura negoziata ma non è detto che la
procedura negoziata se fatta con delle regole ferree e con la
trasparenza massima possa essere un fatto negativo, anzi, spesso la
procedura negoziata, qualora si dovesse fare un regolamento, ed è
questo l'intendimento del Governo per fare dei regolamenti che
possano estendere a più soggetti la possibilità di partecipare e
allora spesso potrebbe essere ancor più conveniente per
l'Amministrazione, perché i soggetti stessi potrebbero non sapere
chi partecipa. Ed è vero che in passato, soprattutto negli anni
settanta, ottanta e novanta abbiamo visto un protagonismo in
Sicilia incredibile tanto da poter insediare delle commissioni
parallele che decidevano a tavolino gli appalti. Questo mi lasci
dire che non potrà più succedere in Sicilia, potranno invece
succedere, come alcuni di voi colleghi dicevate, le pressioni sulla
singola stazione appaltante.
Allora, va bene la piattaforma omogenea, va bene un bando tipo, ma
già il dipartimento tecnico regionale ha un bando tipo da diversi
mesi e l'ha inoltrato a tutte le stazione appaltanti che sono
decine e decine in Sicilia, e stiamo prevedendo di regolamentare
quelle regionali che sapete essere gli UREGA, addirittura la
Regione siciliana è arrivata ben prima: nel 2005 nel regolamentare
le piattaforme e le stazioni appaltanti, come gli UREGA; nel 2014 è
stata istituita la CUC, è stata istituita una piccola stazione
appaltante presso il dipartimento Protezione civile, però, a parte
queste tre, ce ne sono decine e decine che potrebbero, diciamo,
avere delle pressioni che dobbiamo, in quest'Aula e nelle
Commissioni, capire come eliminare o assottigliare il rischio il
più possibile.
Quindi, questo è un impegno che voglio prendermi. Io, signor
Presidente, al di là del termine di lunedì, voglio ribadire quanto
detto qualche minuto fa che se ci dovessero essere delle idee in
fase di dibattito se ne farà carico lo stesso Governo. Vogliamo
regolamentare le procedure di inviti attraverso un regolamento e
nella norma è previsto che il Regolamento debba passare dalla
Commissione competente, se vogliamo...
CRACOLICI. Assessore, scusami se ti interrompo. Attenzione alla
parola "regolamento".
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e per la mobilità.
Presidente Cracolici, se decideremo di far approvare un regolamento
è logico essere approvato dalla Giunta e poi andrà al CGA per il
parere di competenza, ma tutto quello che potrà prevedere un
decreto, un regolamento affinché le stazioni appaltanti di fatto
siano spogliate di poteri decisori che potrebbero essere anche,
diciamo, causa di interventi degli agenti esterni, lo dovremo fare.
Allora pensiamoci tutti insieme. Questa è la proposta di appena tre
articoli, anche se articolata, serviva diciamo per riequilibrare e
omogenizzare e rendere omogenea la normativa vigente in Sicilia coi
dettami che ci da l'Europa sulla concorrenza, su quella che ci da
il Governo italiano e sulla trasparenza e sulla velocità degli
appalti. Però, tutto quello che potremmo fare, vi dico, facciamolo
in sede di dibattito, ma lo potremo fare anche un attimo dopo.
C'è stato anche l'Anci che è intervenuto e tutta una serie di
enti locali che hanno chiesto, fino a questa mattina, al Gabinetto,
ma credo che abbiano interessato ognuno di voi per sapere quando
verrà provata questa norma. Allora, il fatto che possa essere
approvata velocemente, questi articoli se voi ritenete che siano
approvabili non significa che un attimo dopo si possa ritornare in
Aula, nelle Commissioni per studiare degli articoli aggiuntivi
migliorativi all'attuale testo che oggi stiamo trattando in Aula.
Quindi questo sicuramente è un primo step.
Una volta approvati questi articoli, io m'impegno, e questa è
sicuramente la volontà del Presidente Schifani a confrontarsi col
Parlamento, con tutti i Gruppi parlamentari e con la Commissione
perché si possa ritornare anche il prima possibile, subito dopo,
perché oggi ritengo che stiamo dando un bel segnale.
Il 6 settembre il Parlamento regionale si sta riunendo per cercare
di approvare una norma che ritengo fondamentale. Ringrazio le
opposizioni, giusto, la maggioranza fa il suo dovere e ringrazio
sia la maggioranza - ma la maggioranza diciamo non va ringraziata
perché di fatto è a sostegno dell'azione di Governo e della
coalizione sempre...
CATANZARO... le opposizioni.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e per la mobilità ma
ringrazio le opposizioni che con grande senso di maturità stanno
sostenendo l'iter legislativo e anche questa norma che ritengo
estremamente importante per la Sicilia. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 12 settembre
2023, alle ore 15.00, con l'ordine del giorno che abbiamo
stabilito.
La seduta è tolta alle ore 17.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VI SESSIONE ORDINARIA
62a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 12 settembre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Salute (V. allegato)
III - CONTESTAZIONE DELLA GRADUATORIA REDATTA DALL'UFFICIO CENTRALE
CIRCOSCRIZIONALE DI PALERMO RELATIVAMENTE ALLA LISTA PROVINCIALE N.
8 "FORZA ITALIA (Doc. I)
Relatore: on. Lombardo Giuseppe Geremia
IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Ratifica, ai sensi dell'art. 117, VIII comma, della Costituzione
dell'Intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano per l'istituzionalizzazione della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome . (n. 332/A)
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29 . (n.
188/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
2) Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici . (n.
519/A) (Seguito)
Relatore: on. Carta
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato: