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Resoconto d'Aula della Seduta n. 63 di mercoledì 13 settembre 2023
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.27

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cambiano ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  siccome  dobbiamo  subito  procedere   alle
  votazioni  dei disegni di legge, dal momento che non c'è il  numero
  legale, sospendo per qualche minuto.
   Invito  i Presidenti dei Gruppi parlamentari a contattare i propri
  componenti del Gruppo.
   Sospendo  la seduta per un quarto d'ora, l'importante  è  che  fra
  quindici minuti ci sia il numero legale, il Governo è presente.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  auguro
  vivamente che la maggioranza che tanto ha voluto questa seduta  per
  approvare  dei  disegni  di legge definivi, importanti  per  questo
  Parlamento,  oggi  non  ci faccia fare l'ennesima  figura  che,  in
  questo  momento, è incredibile, della maggioranza quasi nessuno  e,
  quindi,   non   posso   che  sottolineare  con  reprimenda   questo
  atteggiamento  dei  colleghi  della maggioranza.  Ricordiamoci  che
  siamo  qui per lavorare e, quindi, mi sarei aspettato una  presenza
  puntuale,  ma per carità di Dio sono pronto anche a ricredermi,  mi
  auguro  che  noi siamo qua per approvare e fare disegni  di  legge,
  quindi mi auguro che i colleghi vengano.

   PRESIDENTE. Va bene. Sospendo l'Aula per quindici minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.29, è ripresa alle ore 15.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto, procediamo con i lavori.


   Votazione  finale  del  disegno  di  legge  "Ratifica   ai   sensi
  dell'articolo  117, VIII comma, della Costituzione dell'intesa  tra
  le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  per
  l'istituzionalizzazione  della Conferenza  delle  Regioni  e  delle
  Province autonome  n. 332/A

   PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto andiamo subito, procediamo
  con  il II punto dell'ordine del giorno recante la votazione finale
  del  disegno  di legge numero 332 "Ratifica ai sensi  dell'articolo
  117, VIII comma, della Costituzione dell'intesa tra le Regioni e le
  Province  autonome  di Trento e Bolzano per l'istituzionalizzazione
  della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

            Votazione finale del disegno di legge n. 332/A

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      (Risultato della votazione)

   Proclamo l'esito della votazione:

   Favorevoli ................  38

                         (L'Assemblea approva)

   circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
   "Forza Italia" (Doc. I)

   Contestazione  della  graduatoria  redatta  dall'Ufficio  centrale
  circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
  8 "Forza Italia  (Doc. I)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Contestazione  della  graduatoria  redatta  dall'Ufficio  centrale
  circoscrizionale di Palermo relativa alla lista provinciale  numero
  8 di Forza Italia .
   Invito la Commissione Verifica Poteri a prendere posto.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
   "Forza Italia" (Doc. I)

   Contestazione  della  graduatoria  redatta  dall'ufficio  centrale
  circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
  8 "Forza Italia  (Doc. I)

   PRESIDENTE. Si riprende il punto III dell'ordine del giorno.
   Ha  facoltà  di  parlare il relatore, onorevole Lombardo  Giuseppe
  Geremia,  per svolgere la relazione, trasmessa ai deputati  con  e-
  mail del 1  agosto 2023.

   LOMBARDO  GIUSEPPE  GEREMIA,  relatore.  Onorevoli  colleghi,  nel
  rimettermi al testo scritto dell'ampia Relazione sulla vicenda  che
  ha  occupato  la  Commissione per la verifica dei poteri,  vertente
  sull'ordine  di precedenza dei candidati nella graduatoria  redatta
  dall'Ufficio  centrale  circoscrizionale di  Palermo  relativamente
  alla  lista  provinciale n. 8  Forza Italia ,  qui  mi  limiterò  a
  riassumerne brevemente i punti salienti.
   Con  ricorso alla Commissione del 25 settembre 2022, il  candidato
  Cascio  Francesco rivendicava la posizione di primo dei non  eletti
  nella  superiore  graduatoria redatta  dall'Ufficio  elettorale  di
  Palermo che, invece, lo aveva posposto al candidato Alongi Pietro.
   A  seguito  di ampia istruttoria condotta dalla Commissione,  alla
  luce  degli accertamenti espletati in costante contraddittorio  con
  le   parti  dal  Comitato  istruttorio  di  cui  all'art.  47   del
  Regolamento  interno  dell'Ars,  prima,  e  poi  dalla  Commissione
  medesima  in  seduta  pubblica poi, si è pervenuti,  in  base  alla
  documentazione  elettorale  ufficiale  rilasciata   dal   Tribunale
  civile  di Palermo, al risultato finale per il quale - come leggasi
  nella  proposta conclusiva contenuta nella Relazione - al candidato
  Cascio Francesco vanno attribuiti voti 6273 (anziché 6203 di cui al
  verbale dell'UCC di Palermo) mentre voti 6269 (anziché 6250 di  cui
  al verbale dell'UCC di Palermo) al candidato Alongi Pietro.
   Pertanto,   ove   accolta  dall'Assemblea,   la   proposta   della
  Commissione  si  tradurrebbe, come sopra  detto,  nel  conferimento
  della  posizione  di  primo dei non eletti al candidato  Cascio  in
  luogo del candidato Alongi.
   La  verifica, scrupolosamente condotta dalla Commissione a seguito
  del  procedimento  di  contestazione disciplinato  dal  Regolamento
  interno dell'Ars è stata a sua volta costituzionalmente legittimata
  -  come leggesi in Diritto nella Relazione medesima -  innanzitutto
  dall'articolo  3 dello Statuto siciliano, e a cascata dall'articolo
  5 delle sue Norme di attuazione e dagli artt. 10 sexies, 56, 58, 61
  della l.r. n. 29/51 (legge elettorale siciliana).
   Le     superiori    disposizioni    di    legge    costituzionale,
  subcostituzionale  e  regionale attribuiscono, infatti,  specifiche
  competenze  all'Assemblea  regionale  siciliana,  la  quale  -   in
  ossequio  al  proprio Regolamento interno (di cui  all'articolo  4,
  parte  II,  dello  Statuto),  il quale  individua,  appunto,  nella
  Commissione per la verifica dei poteri l'organo all'uopo preposto -
  ha  esercitato tutti gli adempimenti istruttori indispensabili  per
  decidere  non  soltanto  sui  reclami e le  convalide/contestazioni
  delle elezioni dei proclamati eletti, ma anche - come nel caso oggi
  all'esame  dell'Assemblea  - sui reclami  vertenti  sull'ordine  di
  precedenza dei candidati non eletti.
   Non  sembra, infine, ultroneo evidenziare che la Commissione si  è
  costantemente avvalsa degli apporti giurisprudenziali in materia  e
  diffusamente richiamati nella relazione che oggi si offre all'Aula.
   Ciò  premesso, nel rimettermi, ancora una volta, al testo  scritto
  della Relazione a suo tempo trasmessa a tutti i deputati con e-mail
  del  1  agosto 2023 ed oggi consultabile nei tablet d'Aula, confido
  nell'accoglimento della proposta della Commissione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Poiché  nessun  altro  chiede  di  parlare,  dichiaro  chiusa   la
  discussione  generale e pongo ai voti la proposta della Commissione
  di  contestazione  della graduatoria redatta dall'Ufficio  centrale
  circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
  8  Forza Italia .
   Ricordo  che la votazione verrà effettuata a scrutinio segreto  ai
  sensi   dell'art.   127,   comma   7,   del   Regolamento   interno
  dell'Assemblea.

   contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
   circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
   "Forza Italia"

   Votazione  per scrutinio segreto della proposta della  Commissione
  di  contestazione  della graduatoria redatta dall'Ufficio  centrale
  circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
  8  Forza Italia

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
   Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla  proposta
  della  Commissione  prema il pulsante verde; chi  è  contrario,  il
  pulsante rosso; chi si astiene, il pulsante bianco.

                         (Segue la votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo il risultato della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            48
   Votanti             43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          43
   Contrari            0
   Astenuti            0

   L'Assemblea  dunque  approva la proposta della  Commissione,   con
  conseguente   modifica   della  graduatoria  redatta   dall'Ufficio
  centrale  circoscrizionale  di  Palermo  relativamente  alla  lista
  provinciale  n.  8  Forza Italia , attribuendo voti 6.273  (anziché
  6.203 di cui al verbale dell'UCC di Palermo) al candidato Francesco
  Cascio  e  voti 6.269 (anziché 6.250 di cui al verbale dell'UCC  di
  Palermo)  al  candidato Pietro Alongi, ai sensi e per  gli  effetti
  degli  articoli 56, comma 1, 58, comma 4, e 61 della l. r. n. 29/51
  e  successive modificazioni, nonché dell'articolo 61, comma 1,  del
  Regolamento interno dell'Ars.


   Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
                  29 dicembre 2014, n. 29» (n. 188/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
  legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29» (n. 188/A) posto al numero
  1).
   Invito i componenti la Terza Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Ferrara, per svolgere la relazione.
   Onorevoli  colleghi, Assessore, se riprendiamo,  considerando  che
  già la relazione sul disegno di legge relativo al ddl 188 era stata
  già  fatta,  se  c'è  il consenso dell'Aula  e  non  c'è  nulla  in
  contrario inverto l'ordine del giorno e quindi trattiamo per  primo
  il disegno di legge numero n. 519 "Recepimento del nuovo codice dei
  contratti pubblici".


  Discussione del disegno di legge "Recepimento del nuovo codice dei
                      contratti pubblici" (519/A)

   Si  passa  quindi  al punto IV dell'ordine del  giorno,  posto  al
  numero 2: "Discussione del disegno di legge "Recepimento del  nuovo
  codice dei contratti pubblici (519/A)".
   Invito la IV Commissione a prendere posto negli appositi banchi.
   Invito l'onorevole Carta a svolgere la relazione.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  settimana
  scorsa  e  fino a ieri abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo,
  presieduta dal Presidente Galvagno, una settimana prima da lei e in
  quella  riunione c'è stato detto, dico bene agli altri  Capigruppo,
  al  collega  Catanzaro,  che  il  Presidente  Galvagno  oggi  o  la
  Presidenza comunicava a quest'Aula la data della disponibilità  del
  Presidente Schifani di venire in Aula a relazionare sulla questione
  emergenza incendi.
   Abbiamo  novità su questa faccenda? Perché dico anche  questo:  le
  cose  che  si  decidono in Conferenza di Capigruppo  devono  essere
  rispettate,  perché  altrimenti ripeto,  non  la  facciamo  più  la
  Capigruppo se evidentemente dobbiamo essere presi in giro. C'era un
  accordo  e  il  vicepresidente Sammartino ci aveva detto  a  chiare
  lettere  che  ci  avrebbe detto quando veniva Schifani.  Si  sa  se
  Schifani verrà in Aula? Sì o no?

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole La Vardera, anche lei  era  presente
  nella  Conferenza dei Capigruppo, e il Presidente Galvagno ha detto
  che  c'è la disponibilità da parte del Governo di venire a riferire
  in  Aula sulla tematica degli incendi; era presente sempre pure lei
  in  Conferenza dei Capigruppo, il Governo ha dato disponibilità già
  dalla prossima settimana.
   Dopo  di  che,  c'è  stata la richiesta da  parte  dei  Capigruppo
  d'opposizione  che  da parte del Governo deve  essere  presente  il
  presidente Schifani.
   Il  presidente  Galvagno  ha assunto l'impegno  di  contattare  il
  presidente  Schifani  e  di  trovare  un  accordo  per   venire   a
  relazionare  in  Aula.  Quando  il  Presidente  Galvagno  avrà  una
  risposta sicuramente verrà comunicata all'Aula, ma la richiesta  da
  parte  dei  Capigruppo è chiara ed è ben presente a tutti onorevole
  La Vardera.
   Grazie per il suo intervento.


    Seguito della discussione del disegno di legge "Recepimento del
              nuovo codice del contratti pubblici (519/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  è  stata  fatta  la  discussione
  generale quindi poniamo in votazione il passaggio degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
         Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12

   1. All'articolo 1 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
  apportate le seguenti modificazioni:

   a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

   «1. A decorrere dall'entrata in vigore del decreto legislativo  31
  marzo  2023,  n. 36, si applicano nel territorio della  Regione  le
  disposizioni  in  esso  contenute  e  le  successive  modifiche  ed
  integrazioni  nonché i relativi provvedimenti  di  attuazione,  gli
  istituti,  le nomenclature e le qualificazioni in esso  richiamate,
  fatte  comunque  salve  le  diverse disposizioni  introdotte  dalla
  presente legge.»;

   b)  al comma 2 le parole «al Bollettino ufficiale della Regione e»
  sono  soppresse  e  le parole «n. 163/2006» sono  sostituite  dalle
  parole «n. 36/2023».

   2.  All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 12 luglio 2011,
  n. 12, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

   «b)  alle  amministrazioni aggiudicatrici di  cui  all'articolo  2
  comma  1  della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo  e  del
  Consiglio;».

   3. All'articolo 4 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
  apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al comma 3, lettera a), le parole «i servizi di cui al decreto
  legislativo  n.  163/2006  allegato  II  A  categoria  12,   e   in
  particolare» sono sostituite dalle seguenti «i seguenti servizi»;

   b)  al comma 4, lettera c), punto 2), le parole «e la proposta  di
  modifiche  ai»  sono  sostituite dalla parola «dei»;  e  le  parole
  «dipendenti  anche  da» sono sostituite dalle parole  «che  saranno
  aggiornati anche in relazione a»;

   c) al comma 4, dopo la lettera n), è inserita la seguente:

   «n-bis)  cura la realizzazione e la manutenzione della piattaforma
  di  approvvigionamento  digitale della stazione  appaltante-Regione
  Siciliana  prevista dall'art. 25 del decreto legislativo  31  marzo
  2023  n.  36;  ne  cura  la certificazione da  parte  dell'Autorità
  nazionale anticorruzione (ANAC) e l'interoperabilità con  la  Banca
  dati  nazionale dei contratti pubblici istituita presso  la  stessa
  Autorità.»;

   d) il comma 5 è sostituito dal seguente comma:

   «5.   Le   stazioni   appaltanti  e  gli  enti   aggiudicatori   o
  realizzatori,   fermi  restando  gli  obblighi   di   comunicazione
  all'ANAC,  sono tenuti a comunicare al Dipartimento,  entro  il  31
  gennaio di ciascun anno, i dati essenziali relativi ai contratti di
  lavori,  forniture e servizi affidati nell'anno precedente, secondo
  le  modalità  rese note dal Dipartimento, d'intesa con  l'ANAC.  Il
  soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire  i  dati
  richiesti o che fornisca dati non veritieri è sottoposto, anche  su
  segnalazione  del Dipartimento, con provvedimento  dell'ANAC,  alle
  sanzioni  amministrative  di  cui  all'articolo  222  del   decreto
  legislativo n. 36/2023.»;

   e) i commi 6, 7, 8 sono sostituiti dal seguente comma:

   «6. Per assicurare la piena digitalizzazione dell'intero ciclo  di
  vita  dei  contratti  pubblici le stazioni appaltanti  e  gli  enti
  aggiudicatori o realizzatori della regione, qualora non  dotati  di
  una   propria  piattaforma,  possono  avvalersi  della  piattaforma
  digitale  regionale. Quest'ultima, in attuazione del  principio  di
  unicità  dell'invio, assicura la tempestiva trasmissione  dei  dati
  relativi  all'intero ciclo di vita del contratto  alla  Banca  dati
  nazionale dei contratti pubblici.»;

   f)  al comma 9 le parole «gli uffici provinciali del Genio civile»
  sono sostituite dalle parole «l'Ufficio regionale del Genio civile,
  articolato  in servizi provinciali» e le parole «per l'espletamento
  di gare d'appalto», sono sostituite dalle parole «di committenza di
  lavori pubblici (U.R.C.), già UREGA».

   4. All'articolo 5 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
  apportate le seguenti modificazioni:

   a) al comma 1, le parole «il cui importo complessivo sia inferiore
  o  uguale  alla soglia comunitaria» sono soppresse; dopo la  parola
  «responsabile»   è   inserita   la  parola   «unico»;   la   parola
  «procedimento»  è  sostituita dalla parola  «progetto»;  le  parole
  «all'articolo  4 della legge regionale 5 aprile 2011,  n.  5»  sono
  sostituite  dalle  parole «al titolo IV della  legge  regionale  21
  maggio 2019, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni»;

   b) i commi da 2 a 23 sono sostituiti dai seguenti commi:

   «2.  I  pareri acquisiti vengono trasmessi, dal responsabile unico
  del  progetto,  al soggetto verificatore affinché  proceda  con  le
  attività di verifica, ai sensi del comma 11.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità, da emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della
  presente  legge,  è  costituita  la  commissione  regionale  lavori
  pubblici, quale organo consultivo della Regione.

   4.  La  commissione esprime parere obbligatorio  sui  progetti  di
  lavori  pubblici  di  competenza regionale di  importo  complessivo
  superiore  a  30  milioni  di euro. ln riferimento  al  livello  di
  progettazione,  il  parere della commissione sostituisce  tutte  le
  intese,  pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nullaosta  e
  assensi   comunque   denominati  o  qualsiasi   altro   parere   di
  amministrazioni,   uffici,   organi   consultivi   monocratici    o
  collegiali.

   5. Ai lavori della commissione partecipano i soggetti competenti a
  rilasciare  i  pareri  sul  progetto, in relazione  alle  opere  da
  realizzare, individuati dal responsabile unico del progetto.  Senza
  diritto  di voto, ai lavori partecipano anche il progettista  e  lo
  stesso responsabile unico del progetto.

   6.   La   commissione  è  composta  dal  dirigente  generale   del
  Dipartimento   regionale  tecnico,  che  assume  la   funzione   di
  presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale delle
  infrastrutture,  della  mobilità e  dei  trasporti,  dal  dirigente
  generale  del  Dipartimento regionale dell'ambiente, dal  dirigente
  generale  del Dipartimento dell'urbanistica, dall'avvocato generale
  della Regione, dall'ingegnere capo del Genio civile competente  per
  territorio  e  da  cinque  consulenti  tecnico-giuridici,  nominati
  dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.

   7.  Al  presidente  della commissione regionale  è  attribuito  il
  potere  di  convocazione della stessa, con le modalità  di  cui  al
  titolo  IV  della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7 e successive
  modificazioni.

   8.  Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da  un
  dirigente   del  Dipartimento  regionale  tecnico,   nominato   dal
  presidente della commissione.

   9. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità, da emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della
  presente  legge,  sono determinate le modalità per la  liquidazione
  delle  spese  generali  per  il funzionamento  e  dei  compensi  ai
  componenti e ai consulenti della commissione di cui al comma 3.

   10.  Il  parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici rimane
  in  ogni caso obbligatorio, nei casi previsti dall'articolo 47  del
  decreto legislativo n. 36/2023.

   11. Per la verifica preventiva della progettazione, sul territorio
  regionale,  si  applicano l'articolo 42 del decreto legislativo  n.
  36/2023  e  l'articolo  34 dell'allegato I.7 del  medesimo  decreto
  legislativo, con le seguenti modifiche:

   a)  la  verifica  è  finalizzata ad accertare la conformità  della
  soluzione   progettuale  prescelta  alle  specifiche   disposizioni
  funzionali,  prestazionali, normative e  tecniche  contenute  negli
  elaborati progettuali dei livelli già approvati;

   b) l'attività di verifica è effettuata dai seguenti soggetti:

   1)  per  i  lavori di importo pari o superiore a venti milioni  di
  euro,  da  organismi di controllo accreditati ai sensi della  norma
  europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;

   2)  per  i lavori di importo inferiore a venti milioni di  euro  e
  fino alla soglia di cui all'articolo 14 del decreto legislativo  n.
  36/2023,  dai  soggetti di cui al punto 1) e dai  soggetti  di  cui
  all'articolo 66 del decreto legislativo n. 36/2023, che  dispongono
  di  un sistema interno di controllo della qualità, o dalla stazione
  appaltante  nel  caso  in cui disponga di  un  sistema  interno  di
  controllo di qualità;

   3)   per  i  lavori  di  importo  inferiore  alla  soglia  di  cui
  all'articolo  14 del decreto legislativo n. 36/2023  e  di  importo
  pari  o  superiore  ad un milione di euro, la verifica  può  essere
  effettuata  dai soggetti di cui ai punti 1) e 2) o dal responsabile
  unico  del  progetto,  se  supportato  da  una  struttura  stabile,
  costituita  dalla  stazione appaltante ai sensi  dell'articolo  15,
  comma  6,  del  decreto legislativo n. 36/2023  e  dell'articolo  3
  dell'allegato I.2 del medesimo decreto legislativo;

   4)  per  i  lavori di importo inferiore a un milione di  euro,  la
  verifica è effettuata dai soggetti di cui ai punti 1), 2)  e  3)  o
  dal responsabile unico del progetto.».

   5.  All'articolo 6 della legge regionale 12 luglio 2011, n.  12  i
  commi da 1 a 34 sono sostituiti dal seguente comma:

   «1.   Per  la  programmazione  di  lavori,  beni  e  servizi,  sul
  territorio  regionale  si applica il decreto legislativo  31  marzo
  2023, n. 36 - libro I - parte III».

   6. All'articolo 7 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 2 è abrogato;

   b)  al comma 4, le parole «responsabile del procedimento», ovunque
  ricorrano,  sono  sostituite dalle parole «responsabile  unico  del
  progetto».

   7.  L'articolo  8 della legge regionale 12 luglio 2011,  n.  12  è
  abrogato.

   8.  L'articolo  9 della legge regionale 12 luglio 2011,  n.  12  è
  sostituito dal seguente:

                               «Art. 9.
         Centrale unica di committenza regionale dei contratti
                               pubblici

   1.  La  Centrale unica di committenza dei contratti pubblici della
  Regione  siciliana, di cui agli articoli 62 e seguenti, Parte  III,
  Titolo I, del decreto legislativo n. 36/2023, è qualificata secondo
  i requisiti e le modalità di cui all'allegato II.4, come richiamato
  dall'articolo  63 del medesimo decreto legislativo n.  36/2023.  La
  Centrale unica di committenza regionale dei contratti pubblici,  ai
  sensi  del  comma  4, secondo periodo, del citato  articolo  63,  è
  qualificata  con riserva e garantisce il conseguimento dei  livelli
  L1  e SF1. La qualificazione con riserva avviene nei termini e  nei
  modi  indicati  dal decreto legislativo n. 36/2023. È  fatta  salva
  l'iscrizione di diritto, di cui al comma 1 dell'art. 63 del decreto
  legislativo  n.  36/2023,  del soggetto aggregatore  della  Regione
  siciliana  di cui all'art. 9 del decreto legge 24 aprile  2014,  n.
  66,  convertito con modificazioni dalla legge n. 89 del  23  giugno
  2014.

   2.  La  Centrale unica di committenza della Regione siciliana,  ai
  sensi  del  comma 1 dell'articolo 8 dell'Allegato II.4 del  decreto
  legislativo  n.  36/2023,  cui si fa espresso  rinvio  dinamico,  è
  qualificata per la progettazione e per l'affidamento di lavori,  di
  servizi  e forniture o di entrambe le tipologie contrattuali  anche
  per i livelli superiori a quelli di qualifica.

   3. La Centrale unica di committenza della Regione Siciliana è così
  articolata:

   a)  per  l'affidamento di lavori e di servizi  di  architettura  e
  ingegneria, dall'Assessorato regionale delle infrastrutture e della
  mobilità  -  Dipartimento regionale tecnico (DRT),  che  si  avvale
  prevalentemente delle sue strutture per l'affidamento  dei  servizi
  di  architettura  e  ingegneria  e  per  l'affidamento  dei  lavori
  previsti  dall'articolo  62  del decreto  legislativo  n.  36/2023,
  dell'Ufficio regionale di committenza (U.R.C.), già UREGA  (Ufficio
  regionale espletamento gare d'appalto), struttura intermedia  dello
  stesso DRT;

   b)   per   l'acquisizione  di  beni  e  servizi,  dall'Assessorato
  dell'Economia  Centrale unica di committenza per l'acquisizione  di
  beni  e servizi , istituita con l'articolo 55 della legge regionale
  7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni.

   4.  Con  decreto interassessoriale dell'Assessore regionale  delle
  infrastrutture e della mobilità e dell'Assessore dell'economia,  da
  emanarsi  entro  120 giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  previo  parere delle Commissioni legislative competenti,  è
  disciplinata  l'organizzazione della Centrale unica di  committenza
  della  Regione siciliana al fine di soddisfare i requisiti previsti
  per  la  qualificazione secondo quanto previsto dall'allegato  II.4
  del decreto legislativo n. 36/2023.

   5.  L'organizzazione e il funzionamento delle strutture di cui  ai
  punti  a) e b) del presente comma, compresi l'attuazione e gestione
  dei processi digitali e gli adempimenti contemplati all'articolo 19
  del  decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, sono demandate  alla
  competenza dei due rami dell'Amministrazione regionale citati.  Con
  il  decreto  interassessoriale di cui al comma 4 e per le  finalità
  descritte, sono individuate modalità e risorse per la formazione  e
  il rafforzamento della capacità amministrativa della Centrale unica
  di committenza regionale dei contratti pubblici.

   6.  L'assetto organizzativo e le funzioni della struttura centrale
  dell'UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare d'Appalto) e  delle
  sezioni   provinciali  dello  stesso  ufficio  nonché  ogni   altra
  previsione  normativa e contrattuale avente ad oggetto I'UREGA,  si
  intendono riferiti all'Ufficio Regionale di Committenza (U.R.C.).

   7.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore regionale delle infrastrutture e della mobilità,  da
  emanarsi  entro  120 giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge, sono istituite e regolamentate le commissioni di gara  degli
  Uffici Regionali di Committenza (U. R.C.).».

   9.  All'articolo 10 della legge regionale 12 luglio  2011,  n.  12
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al  comma  2,  le parole «ogni ventiquattro  mesi,  anche  con
  riferimento  al  prezzario unico nazionale,» sono sostituite  dalla
  parola  «annualmente»; dopo le parole «con la stessa  procedura  di
  cui  al  comma  1»  sono aggiunte le parole  «,  in  linea  con  le
  indicazioni  di  cui all'allegato I.14 del decreto  legislativo  n.
  36/2023»;

   b) il comma 3 è sostituito dal seguente:

   «3.  Come  stabilito nell'articolo 4 dell'allegato I.14 richiamato
  al  comma 2, i prezzari cessano di avere validità al 31 dicembre di
  ogni  anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al  30
  giugno  dell'anno successivo per i progetti a base di gara  la  cui
  approvazione sia intervenuta entro tale data, ovvero:

   a)  nel  caso  di un progetto di fattibilità tecnica economica  da
  porre  a  base di gara, qualora il medesimo progetto sia  approvato
  entro  il  30  giugno, è possibile utilizzare il prezzario  vigente
  nell'anno  precedente al fine della quantificazione del  limite  di
  spesa; dopo il 30 giugno si procede alla revisione del progetto  da
  porre a base di gara utilizzando il prezzario vigente;

   b)  nel  caso  di un progetto esecutivo da porre a base  di  gara,
  qualora  il medesimo sia approvato entro il 30 giugno, si  utilizza
  l'elenco   dei   prezzi   approvato  con  il  livello   progettuale
  precedente;  nel  caso in cui siano necessari ulteriori  prezzi,  i
  medesimi  potranno  essere dedotti dal prezzario vigente  nell'anno
  precedente.

   Il termine di approvazione di cui alle lettere a) e b), è riferito
  alla data di adozione dell'atto di validazione del progetto posto a
  base di gara.».

   c)  al  comma 4 dopo le parole «prezzario regionale» sono inserite
  le parole «e non ricorrano le condizioni di cui al comma 3, lettere
  a)  e  b)»;  le  parole «, a meno di parere motivato  negativo  del
  responsabile    del   procedimento,   fondato    sull'assenza    di
  significative variazioni economiche,» sono soppresse.

   10.  All'articolo 12 della legge regionale 12 luglio 2011,  n.  12
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al  comma  1  la parola «mediante» è sostituita  dalla  parola
  «previa»;   la   parola  «procedure»  è  sostituita  dalla   parola
  «procedura»;  le  parole «i professionisti» sono  sostituite  dalle
  parole  «gli  operatori economici»; le parole «12 aprile  2006,  n.
  163»  sono  sostituite dalle parole «n. 36/2023».  Le  parole  «cui
  all'Allegato  II A, categoria 12 dello stesso decreto  legislativo»
  sono sostituite dalle parole «architettura e ingegneria». Le parole
  «complessivamente  non superiore ad euro 100.000»  sono  sostituite
  dalle  parole «inferiore alle soglie di cui all'articolo 14,  comma
  1, lettere b) e c) dello stesso decreto legislativo». Le parole «Al
  predetto Albo attingono per l'affidamento degli incarichi gli  enti
  di cui all'articolo 2» sono soppresse;

   b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

   «2.  All'Albo  di  cui  al  comma 1 attingono,  nel  rispetto  dei
  principi di rotazione, non discriminazione e trasparenza, gli  enti
  di  cui all'articolo 2 per l'affidamento di servizi di architettura
  e  ingegneria, con le procedure di cui all'articolo  50,  comma  1,
  lettere  b) ed e) del decreto legislativo n. 36/2023. Il  principio
  di  rotazione  si intende rispettato dagli enti di cui all'articolo
  2,  facendo  riferimento alle procedure di affidamento esperite  da
  ciascuna stazione appaltante.

   2-bis.   L'Albo  di  cui  al  comma  1  alimenta  le   piattaforme
  informatiche utilizzate dalle stazioni appaltanti che  operano  sul
  territorio regionale, per gli affidamenti di cui al comma 2.».

   d)  al comma 3, le parole «dell'Assessorato» sono sostituite dalle
  parole  «del dirigente generale del dipartimento»; le parole «delle
  infrastrutture  e  della  mobilità» sono  sostituite  dalla  parola
  «tecnico».

   e)  al  comma  4 le parole «Con le medesime procedure di  evidenza
  pubblica  utilizzate per la sua istituzione,» sono soppresse;  dopo
  le  parole  «l'albo  è»  è inserita la parola  «dinamicamente»;  le
  parole «con cadenza almeno semestrale» sono sostituite dalle parole
  «dal  dipartimento  regionale tecnico.  Con  apposito  decreto,  da
  emanare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge,  il  Dirigente generale del Dipartimento  Regionale  Tecnico
  definisce  le  modalità di iscrizione degli operatori economici  di
  cui al comma 1.».

   11.  All'articolo 13 della legge regionale 12 luglio 2011,  n.  12
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

   «1.  I  corrispettivi da porre a base di gara, per gli affidamenti
  di  servizi  di  architettura e ingegneria,  sono  calcolati  dalle
  stazioni   appaltanti  ai  sensi  dell'articolo  41  comma   15   e
  dell'allegato I.13 del decreto legislativo n. 36/2023, nel rispetto
  del   vigente   decreto  parametri  emanato  dal  Ministero   della
  giustizia, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e  dei
  trasporti.»;

   b)  al  comma 2 le parole «cui al decreto legislativo n. 163/2006,
  Allegato   II  A,  categoria  12»  sono  sostituite  dalle   parole
  «architettura e ingegneria al decreto di cui al comma 1»; la parola
  «procedimento»  è  sostituita dalla parola  «progetto».  Le  parole
  «Qualora,  entro dieci giorni, da parte degli ordini  professionali
  non  pervenga  risposta alla verifica richiesta, gli  enti  possono
  procedere  ugualmente.» sono sostituite dalle parole «Il parere  si
  intende  reso  favorevolmente qualora l'Ordine  interessato,  entro
  dieci giorni dalla notifica, non abbia riscontrato la richiesta.»;

   c) al comma 3, dopo le parole «stazioni appaltanti», sono inserite
  le parole «, che intendano chiedere il parere di cui al comma 2,» e
  dopo   la  parola  «disposizione»  sono  inserite  le  parole  «del
  progetto».

   12. Alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 le parole «Autorità
  per  la vigilanza sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi
  e  forniture»,  ovunque  ricorrano, sono  sostituite  dalle  parole
  «Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)».

   Si passa all'emendamento 1.10 a firma della Commissione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI  Antonino.  Signor  Presidente,  volevo  chiedere   alla
  Commissione e quindi al suo Presidente, perché mentre il comma  che
  è   uscito   dalla   Commissione,  il  comma  1,   fa   riferimento
  all'applicabilità  in  Sicilia del decreto e  successive  modifiche
  integrazioni,   ma  estende  anche  ai  relativi  procedimenti   di
  attuazione  gli  istituti e le nomenclature e le qualificazioni  in
  esso richiamate, invece il nuovo emendamento si limita a dire che è
  recepito  in  Sicilia il decreto legislativo  36  e  le  successive
  modificazioni.
   Ma, in particolare, salta una cosa, che non ho capito se salta per
  un   incidente  di  percorso  o  una  dimenticanza.   Salta   nella
  riscrittura  che fa la Commissione la parte finale del primo  comma
  che dice, - questo congegno elettronico è un po' complicato - fatte
  comunque  salve  le disposizioni introdotte dalla  presente  legge.
  Cioè se noi diciamo che recepiamo il DL 36 del 2023 basta, tutto il
  resto  non  lo  facciamo, perché noi con l'attuale proposta  stiamo
  intervenendo sul decreto legislativo quindi forse, o  è  un  errore
  l'emendamento   proposto  dalla  Commissione...  ma   se   vogliamo
  introdurre   norme,  sulla  base  delle  competenze  che   comunque
  rimangono  alla  Regione  siciliana  in  materia  di  procedure  di
  appalti,  ancorché  nei limiti fissati dalla Corte  Costituzionale,
  non   possiamo  eliminare  il  periodo   fatte  salve  le   diverse
  disposizioni introdotte dalla presente legge . Quindi  chiedo  alla
  Commissione   se  sia  un  errore  che  ha  bisogno  di   ulteriore
  riscrittura.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   ho    letto    velocemente
  l'emendamento e non è tutto il comma che viene sostituito, ma  solo
  alcune  parti,  diciamo le parti che vengono sostituite,  prevedono
  l'applicazione in pratica del nuovo codice in decorrenza della data
  di  entrata  in  vigore  della legge invece  che  retroattivamente.
  Quindi  è  un emendamento prettamente tecnico, poi se il Presidente
  della  Commissione  vuole  aggiungere  altro,  c'è  un  emendamento
  tecnico, perché quello che lei dice rimane, c'è un emendamento  che
  è  stato  predisposto dagli Uffici Onorevole Cracolici, però  prego
  onorevole Carta.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sì,  in  risposta
  all'onorevole  Cracolici, confermo che la modifica appartiene  solo
  alla  prima parte del comma fino a partire, a decorrere, per finire
   ed  integrazioni , e va a modificare esclusivamente la  decorrenza
  dell'attuale norma, invece di essere retroattiva, parte  in  vigore
  all'indomani, nello stesso istante della pubblicazione della legge.

   PRESIDENTE.  Si  esatto,  è  un emendamento  prettamente  tecnico,
  onorevole  Cracolici, e lei fa bene a chiedere  spiegazioni.  Anzi,
  deve.
   Assessore, lei vuole aggiungere qualche altra cosa? Prego.

   ARICÒ,   assessore   per   le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  L'emendamento  della  Commissione,  che  va  a  specificare  quando
  entrerà in vigore, di fatto la norma. quindi quando verrà approvata
  ...  perché  l'entrata in vigore del decreto legislativo  è  sì  di
  aprile, ma gli effetti si sono prodotti dal primo luglio nel  resto
  d'Italia. Oggi, invece, siamo qui ad approvare la norma,  in  parte
  di  recepimento,  quindi  è  un emendamento  tecnico  assolutamente
  condivisibile.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore, grazie onorevole Cracolici. Pongo in
  votazione   l'emendamento   1.10,  col  parere   favorevole   della
  Commissione  e  del Governo. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5, a prima firma onorevole Varrica: c'è
  una  riscrittura,  la  trovate  tra gli  emendamenti  fuori  sacco,
  l'emendamento 1.5.R.

   VARRICA Adriano. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Grazie  Presidente. La riscrittura serve,  l'emendamento
  serve  affinché  l'Assessore venga stabilmente in Commissione,  una
  volta  l'anno,  per  presentare la relazione che  già  verrà  fatta
  dall'Assessorato sul settore dei lavori pubblici  e  i  numeri  sui
  lavori pubblici. Quindi con questo emendamento stabilizziamo questa
  buona  prassi e l'abbiamo riscritto in linea con quanto ci è  stato
  suggerito dagli Uffici. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Varrica. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.5  R.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Si  passa  all'emendamento  1.8, a  prima  firma  dell'onorevole
  Cracolici. Non ci sono riscritture. Onorevole Cracolici,  lo  vuole
  illustrare? Prego.

   CRACOLICI.   È   semplicissimo.   Questo   emendamento   si   pone
  l'obiettivo,  così come avevo detto nel mio intervento  durante  il
  dibattito, di pervenire a un'unica piattaforma digitale, che  viene
  utilizzata  da  tutte  le stazioni appaltanti siciliane  per  avere
  un'unica  procedura  e non fare impazzire le imprese  che,  dovendo
  fare  diverse gare, a seconda delle stazioni appaltanti  dovrebbero
  cambiare  la  loro procedura, essendo digitale, di inserimento  dei
  dati  a seconda della piattaforma utilizzata dalla singola stazione
  appaltante.
   Poiché la Regione esercita la vigilanza su tutti gli enti e  sulle
  stazioni  appaltanti, si dice "la procedura,  cioè  la  piattaforma
  digitale  adottata  dalla Regione si applica a  tutte  le  stazioni
  appaltanti  della  Regione".  Quindi  si  fa  un'unica  piattaforma
  digitale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO  Giuseppe. È un intendimento nobile, però blocca di  fatto
  tutti gli appalti se non troviamo una norma che possa consentire di
  farlo fino a quando viene fatta la piattaforma digitale. Perché per
  fare  un'unica  piattaforma  digitale  di  tutta  la  Regione,  nel
  frattempo  ci  vorranno  con  la Regione,  secondo  me,  anni.  Noi
  dobbiamo trovare una soluzione per non bloccare gli appalti  o  una
  norma di transizione, in cui si dice "fino a quando verrà applicata
  la  stazione  appaltante  unica  digitale".  Altrimenti  tutti  gli
  appalti in Sicilia si bloccano.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Per  chiarimento:
  esiste  già  la piattaforma digitale in Italia, che  è  il  mercato
  elettronico,  dove  tutti i comuni italiani  per  potere  appaltare
  devono  andare sul mercato elettronico, per una legge che è già  in
  vigore  e  che è il Codice degli appalti fatto nel 2015 e  poi  nel
  2018, mi sembra.
   Quindi  non capisco a cosa serva un nuovo database, oppure a  cosa
  serva spendere questi soldi per creare un nuovo database, dopo  che
  lo  Stato  già  ha  dato  ai  comuni la  disposizione  del  mercato
  elettronico   che  prevede  tutti  questi  elementi  di   database,
  soprattutto la trasparenza riconosciuta dall'ANAC.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Sto  facendo  un po' confusione.  La  piattaforma  del
  mercato elettronico è quella del Mepa.

   LACCOTO. No.

   CRACOLICI.   Come  no? Il mercato elettronico è quello  del  Mepa.
  Mercato elettronico pubblica amministrazione.

   CARTA. Ce ne sono due.

   FERRARA. Il partito dei sindaci dice di no.

   CRACOLICI.  Non  è  così,  mi  dispiace,  capisco  che  i  sindaci
  fortunatamente  non  fate gare perché ci sono  gli  uffici  che  le
  fanno   Se  posso finire il concetto, qui con questa  legge  stiamo
  istituendo  le stazioni appaltanti qualificate previste  dal  nuovo
  decreto legislativo n. 36 del 2023, tant'è che il testo che avevate
  licenziato in Commissione dice che le stazioni appaltanti  che  non
  sono  quelle  della Regione siciliana che con questa legge  propone
  che deve avere un'unica piattaforma digitale, che esiste, credo che
  si   chiami  Sitas,  la  legge  prevedeva  che  le  altre  stazioni
  appaltanti   della  Regione  siciliana  possono   avvalersi   della
  procedura informatica digitale che utilizza la Regione.
   L'emendamento,  sostanzialmente,  toglie  il  'possono'.   Perché?
  Pensate per un attimo - ed è un tema che affronteremo fra un minuto
  -  che  essendo le stazioni appaltanti in Sicilia diverse,  aziende
  sanitarie, comuni, geni civili, liberi consorzi, di tutto e di più,
  ognuno  si  doti  di una propria piattaforma alla  quale  tutte  le
  imprese   per  partecipare  alle  gare  di  cui  stiamo   parlando,
  innanzitutto  delle  gare  a inviti, che  con  la  nuova  procedura
  prevista dall'articolo 50 fino a cinque milioni e trecentomila euro
  non  ci saranno più le gare, ci sarà la procedura in cui la singola
  stazione  appaltante chiederà alle imprese alle quali  deciderà  di
  chiederlo di invitarli a presentare un'offerta.
   Quindi,  non c'è più un bando di gara. Lasciamo stare il  giudizio
  che  posso avere io su questa disposizione, così è con la  norma  e
  noi  non  possiamo cambiarla. Se noi introduciamo il principio  che
  ognuno  si  doti  di  una  propria piattaforma  digitale  con  basi
  informative  e  di  natura  diversa da  stazione  a  stazione,  noi
  facciamo impazzire il sistema.
   Ecco  perché la proposta che era fatta dalla Commissione  di  dire
  'possono'  dice 'debbono', cioè la Sicilia mette a disposizione  la
  Regione   siciliana  di  tutte  le  stazioni  appaltanti   un'unica
  piattaforma  digitale, che tra l'altro ha, che con la  disposizione
  che è l'n) bis credo dell'articolo 1 ha l'obbligo di adeguamento  e
  di   aggiornamenti   che  è  una  piattaforma   digitale   connessa
  all'Autorità anticorruzione perché la Sicilia è stazione appaltante
  qualificata,  quindi noi con questa disposizione decidiamo  che  la
  piattaforma  digitale che utilizzeranno le stazioni  appaltanti  in
  Sicilia  è unica. Semplifica, mette tutti nelle condizioni  di  non
  avere  tanti meccanismi applicativi diversi che fanno impazzire  il
  sistema delle imprese, quindi non capirei qual è l'obiezione.
   Dopodiché,  la questione che dice l'onorevole Laccoto, il  Governo
  si  è preservato con questa legge di fare dei decreti attuativi per
  i  quali si dà 120 giorni per dare applicazione alle norme previste
  dalla presente legge.
   Il  Governo  avrà  i 120 giorni per fare un decreto  e  verificare
  l'adeguamento della piattaforma.
   Ripeto: la piattaforma c'è già. Abbiamo speso oltre un milione  di
  euro  qualche  tempo  fa  su  questa  piattaforma.  Si  tratta   di
  estenderla  gratuitamente a tutti gli altri soggetti che  fanno  le
  gare in Sicilia.
   Non c'è nessuna interruzione delle gare, non c'è nessuna procedura
  che  si  interrompe  perché nel momento in cui entra  a  regime  la
  piattaforma da parte della Regione adeguata alle nuove disposizioni
  un minuto dopo tutte le stazioni appaltanti potranno applicarla.
   Spero di essere stato chiaro.

   PRESIDENTE. Onorevole, è stato chiarissimo.
   Assessore, ha una proposta?

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,  signor
  Presidente,  io  capisco  la  bontà della  proposta  dell'onorevole
  Cracolici  perché  ritengo  che questo possa  consentire  ai  tanti
  operatori  economici  di poter iscriversi in  un'unica  piattaforma
  anziché  le  oltre 200 piattaforme che ci sono, però,  giustamente,
  come  ritenevano l'onorevole Laccoto e il Presidente Carta, secondo
  me dovremmo avere una tempistica per l'adeguamento.
   Quindi  nelle more di costituire una piattaforma unica  regionale,
  che   non  ci  vorrebbero  sicuramente...  appena  120  giorni  non
  sarebbero esaustivi per potere imbastire una piattaforma  ed  avere
  una piattaforma unica regionale operativa, dovremmo capire: andiamo
  avanti ugualmente con le attuali piattaforme? Sì.
   Lo dobbiamo specificare meglio sottoscrivendo un subemendamento?
   Vogliamo  nel frattempo accantonare questo emendamento, riscrivere
  un  sub emendamento per specificare nel periodo di transizione cosa
  faremo?
   Andremo avanti con le attuali procedure, fermo restando che quando
  sarà  in  essere  e invito la Commissione e il Presidente  Carta  a
  potere scrivere un sub emendamento per far sì che si capisca  nelle
  more di avere una piattaforma unica regionale cosa facciamo.

   PRESIDENTE. Va bene, Assessore.
   Allora,   onorevole  Cracolici,  io  le  propongo   questo   visto
  l'apertura  da  parte del Governo: accantoniamo l'emendamento  1.8;
  modifichiamo con un subemendamento l'emendamento 1.8.
   Nel frattempo, andiamo avanti.
   Quindi  accantoniamo  l'emendamento  1.8,  nell'attesa  di  questo
  subemendamento,  e  andiamo all'emendamento...  onorevoli  colleghi
  facciamo   in   questo   modo:  visto   che   stiamo   accantonando
  l'emendamento  1.8,  gli  emendamenti 1.11  e  1.17,  siccome  sono
  emendamenti  tecnici,  li  andiamo  a  riscrivere  all'interno  del
  subemendamento   e  quindi  poi  li  votiamo  tutti   insieme   con
  l'emendamento 1.8.
   E  quindi andiamo direttamente all'emendamento 1.9, a prima  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Onorevole  Cracolici, se lo può ritirare, perché c'è un invito  al
  ritiro  dell'emendamento  o  se  vuole  intervenire...  Se  lo  può
  ritirare,  considerando anche che nell'emendamento  1.8  c'è  stata
  l'apertura  da parte del Governo: l'invito al ritiro  è  dovuto  al
  fatto,  glielo  leggo perché, diciamo, è un suggerimento  anche  da
  parte  degli  Uffici:  l'emendamento elimina  il  riferimento  alle
  procedure   previste   dalla  più  recente  legge   regionale   sul
  procedimento.  La  legge regionale 7/2019, mantenendo  quello  alla
  legge previgente.
   Vuole intervenire? Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora, le leggi successive di cui  parliamo  sono  la
  legge sullo snellimento delle procedure amministrative.
   La  legge n. 5 di cui si parla, che è quello sull'approvazione  in
  linea tecnica dei progetti tecnici.
   Mi  viene  posto un tema da parte, diciamo, degli esperti tecnici:
  la semplificazione amministrativa che è stata introdotta con legge,
  tra  l'altro questa legge, la legge di cui parliamo che stiamo  per
  abrogare,  ha dei tempi di procedura per le Conferenze di  servizio
  più   snelle   rispetto   a  quelle  che  sono   state   introdotte
  successivamente,  quindi in realtà allunghiamo il procedimento,  ma
  al  di là  della tempistica, io non ho problemi a ritirarlo, vorrei
  la  certezza  da parte degli Uffici che l'utilizzo  del  titolo  IV
  della  nuova  legge  eccetera, eccetera, non  produca  conseguenze,
  diciamo,  di  paralisi  sulla modalità  di  approvazione  in  linea
  tecnica dei progetti, perché ripeto la norma in oggetto riguarda la
  Conferenza  di  servizio, tutti i soggetti  che  danno  pareri,  ma
  rimane  il  tema dell'approvazione di un progetto che è poi  quello
  che va a gara.
   Quindi  è  un  aspetto che se gli Uffici mi dicono, o  il  Governo
  assicura  che la nuova disciplina non confliggerà con le  procedure
  di  approvazione da parte della stazione appaltante, in questo caso
  del progetto stesso, non ho difficoltà a ritirarlo, però vorrei una
  rassicurazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il Governo vuole intervenire  al
  riguardo? Dico, premesso che gli Uffici garantiscono quanto da  lei
  richiesto, gli Uffici dell'Assemblea, onorevole Cracolici,  poi  se
  vuole  può  venire qui un attimino a chiarire su questa cosa,  però
  dico  gli  Uffici  dell'Assemblea chiariscono. Quindi  va  bene  il
  ritiro?  Grazie  onorevole Cracolici, quindi  l'emendamento  1.9  è
  ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.7 sempre a prima firma Cracolici, anche
  qui  onorevole, c'è l'invito al ritiro perché la normativa  vigente
  non prevede la competenza del RUP per l'approvazione definitiva dei
  progetti.  Prego, onorevole.

   CRACOLICI. Non è prevista l'approvazione definitiva da  parte  del
  RUP, chi è che opera a seguito della verifica? Cioè la procedura di
  verifica  di  un  progetto in linea tecnica  laddove  ci  sono  poi
  proposte  di  modifica,  di  adeguamenti,  ci  vuole  qualcuno  che
  l'approva  e  non  può  essere un organo collegiale  perché  vorrei
  ricordare che il RUP non ha solo la responsabilità del progetto che
  mette  a gara, ma sarà poi colui che autorizzerà eventuali varianti
  in  corso  d'opera  rispetto al progetto  stesso  per  cui  si  può
  determinare che se non c'è un soggetto che lo approva al momento in
  cui  va  a  gara  non  ci  sarà un soggetto che  potrà  autorizzare
  eventuali  varianti  che  come è noto  dei  progetti  è  una  delle
  procedure prevista.
   Allora  avere  scritto, per me era pleonastico, ma  il  fatto  che
  qualcuno  ora  mi dica che il RUP non approva i progetti,  guardate
  che  io  considero questa affermazione una corbelleria,  perché  un
  progetto va approvato non solo va verificato, va verificato  e  poi
  approvato, perché è quello che va a gara ed è il responsabile unico
  del  progetto  che  poi gestirà le procedure successive  alla  fase
  dell'affidamento. Quindi il Governo mi dice che non è il RUP che lo
  approva, e chi è?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici chiaro il suo intervento,  voleva
  intervenire prima l' onorevole Laccoto.
   Onorevole  Laccoto intervenga e poi così il Governo prende  spunto
  anche dal suo intervento, sono sicuro che prenderà spunto anche dal
  suo intervento.

   LACCOTO. Guardi, la norma nazionale prevede proprio la verifica  e
  non prevede più l'approvazione tecnica del RUP proprio per limitare
  al  massimo le varianti, ora se noi dobbiamo praticamente ritornare
  indietro, è un problema questo, se in tutta Italia la norma vale in
  Sicilia  diventa un problema l'approvazione? Lo si fa  per  saltare
  alcuni  passaggi e per evitare che vi siano queste varianti, perché
  la  verifica  serve  proprio a questo, non è  che  serve  per  fare
  ritornare  indietro e questa è la filosofia della norma  nazionale,
  quindi   io  credo  che  dobbiamo  cercare  anche  di  contemperare
  l'esigenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici facciamo  intervenire  prima  il
  Governo?
   Assessore Aricò, prego.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gli  uffici
  dell'Assessorato  di  fatto fanno gli stessi  rilievi  dell'Ufficio
  dell'Assemblea  regionale, e quindi il progetto va  in  gara  se  é
  validato,  e il soggetto che può validare il progetto è il  RUP,  e
  l'emendamento non è ritenuto ammissibile dagli Uffici in  quanto  i
  progetti,   ai  sensi  dell'articolo  42  del  decreto  legislativo
  richiamato, non vengono approvati dal RUP, ma sono sottoposti  alla
  verifica  dei  soggetti di cui all'articolo 34  dell'allegato  allo
  stesso  decreto  legislativo, rimanendo in  capo  al  RUP  solo  la
  validazione, giammai l'approvazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vanno bene o chiarimenti?  Prego,
  se vuole intervenire.

   CRACOLICI. Ho un timore grande anche per le cose che ha  detto  il
  collega  Laccoto, perché in una società perfetta  la  variante  non
  dovrebbe  esistere,  ma  la variante esiste  spesso  per  i  limiti
  progettuali. Per cui è spesso il limite progettuale che  obbliga  a
  fare  varianti  in  corso d'opera. Una monetina  trovata,  diciamo,
  antica, in un'opera

   CATANIA Nicolò. Non approva il RUP.

   CRACOLICI. No, e ho capito, ma le varianti chi le approva?

   CATANIA Nicolò. Le approva il dirigente generale.

   CRACOLICI  Antonino. E chi è il dirigente se  non  è  il  RUP?  No
  scusate, qui stiamo dicendo che un progetto non è più approvato,  è
  validato e non c'è più un luogo dell'approvazione, ma c'è una  mera
  attività di verifica.
   Io   considero  che  la  verifica  deve  avere  un   percorso   di
  completamento  in  cui il famoso responsabile  unico  del  progetto
  acquisisce   le   competenze  cioè  ha  la   responsabilità   della
  realizzazione  del  progetto comprese le eventuali  autorizzazioni.
  Vedrete  che  sarete costrette a ritornare su questa storia  perché
  temo che si sta determinando un buco procedimentale che determinerà
  la paralisi, quindi voi il Governo dice che così con la validazione
  risolviamo   il  problema?  Io  credo  di  no  tant'è   che   state
  introducendo  voi ben dodici commi su questo articolo  della  legge
  36/2023  cioè  perché tutti i commi che qui sono  stati  introdotti
  sono commi aggiuntivi proposti dal disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Cracolici.  Presidente  Carta  lei
  voleva aggiungere qualcosa prima di

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, a chiarire che
  il  RUP  può  essere sia il Capo settore che ha fatto possibilmente
  l'affidamento, o può essere anche un tecnico esterno o  addirittura
  questo è un altro tecnico allo stesso ufficio.
   Il  fatto di creare l'opportunità di andare verso questa norma  di
  semplificazione è per evitare che la possibilità di una  correzione
  in corsa possa verificarsi all'incontrario di quello che accade. Se
  ogni  cosa  deve  essere approvata, comprendete che le  valutazioni
  hanno un tempo, a volte ha bisogno di ulteriori approfondimenti  e,
  se  non  diamo  fiducia a quella che è la norma che è  il  concetto
  generale  della  semplificazione, vuol dire che  si  vuole  tornare
  indietro  e si vuole dare - poco fa l'onorevole Cracolici ha  detto
  che  i sindaci fanno le gare - i sindaci si occupano delle gare per
  fare le opere.
   Forse  qualcuno non è abituato a farle, ma c'è chi  è  abituato  a
  farle,  e  se  dobbiamo creare un meccanismo che vada  a  inceppare
  l'organizzazione e la produttività nella spesa, è chiaro che questo
  documento, nella maniera come viene proposta da questo emendamento,
  viene   stravolto.  Quindi  non  c'è  più  criterio  di   mantenere
  l'aggiornamento  sul  RUP,  perché  a  questo  punto  ogni  singolo
  movimento ha bisogno dell'approvazione e il criterio viene meno.

   PRESIDENTE.  Assessore vuole dare un ulteriore chiarimento  e  poi
  andiamo avanti?

   ARICÒ, Assessore per le infrastrutture e mobilità. Presidente  sì.
  Rispetto  alle  varianti  che vengono proposte  dal  direttore  dei
  lavori.  No,  vengono proposte al direttore dei lavori e  approvate
  dal RUP, quindi diciamo la proposta è del direttore dei lavori.

   CRACOLICI. Sì, ma chi lo approva e come lo approva se  non  ha  il
  progetto?

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie. Fermo restando che qui forse l'onorevole Carta  ha
  capito  male  e non ha sentito bene quello che ha detto l'onorevole
  Cracolici. L'onorevole Cracolici ha detto che a fare le gare sono i
  dirigenti e non i sindaci, rispetto alla tematica che è stata posta
  dall'onorevole  Cracolici vorrei che rispondesse  o  il  Presidente
  oppure  il  Governo,  alla  fine chi  approva  questa  variante  se
  lasciamo tutto così com'è?
   È  semplice,  non l'approva il RUP, no, perché qui stiamo  dicendo
  che non lo approva più il RUP, quindi, vorrei capire chi l'approva,
  punto

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  contributo  che  sta venendo dai banchi del Partito  Democratico  è
  agli  occhi  di  tutti un contributo positivo. La  stessa  proposta
  ultima,  formulata dal collega Cracolici, mette al centro  un  tema
  che  attualmente è abbastanza concreta, Assessore, c'è la  stazione
  appaltante,  fa una procedura, alla fine tutto viene approvato  dal
  RUP,  ora  se  questo  non viene definito in  futuro  chi  sarà  il
  soggetto che dovrà approvare, intanto, le procedure che sono  state
  esplicitate  nella  gara,  quindi,  io  segnalo  questa   tematica,
  Assessore,  perché  è fondamentale, perché dopo l'approvazione  del
  RUP  poi ci saranno le verifiche dell'Anac, ci sarà il percorso del
  progetto  che  potrà subire anche delle varianti, ma  c'è  il  tema
  fondamentale, Assessore, che c'è un soggetto che alla  fine  chiude
  il  percorso  procedurale  e non è l'organo  politico,  è  l'organo
  tecnico rappresentato dal RUP.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevoli colleghi, direi  di  procedere  in
  questo  modo:  se  l'onorevole  Cracolici  intende,  diciamo,   non
  ritirare  l'emendamento,  siccome, a mio modo  di  vedere,  servono
  ulteriori chiarimenti, perché non vorrei che poi approvando andiamo
  contro   il  codice  degli  appalti,  io  direi  di  fare   questo,
  accantoniamo  per il momento questo emendamento così  lo  trattiamo
  dopo,   nel   frattempo   facciamo  ulteriori   approfondimenti   e
  ritorniamo,  visto  che lo abbiamo completato, all'emendamento  che
  poco   fa   abbiamo  accantonato,  l'emendamento  1.8  che  abbiamo
  riscritto e, quindi, mettiamo, i fuori sacco ci sono?
   Sta  arrivando  il  fuori  sacco che trovate  nel  vostro  tablet,
  l'emendamento 1.8.1, che è la riscrittura dell'1.8 per  quello  che
  ci  siamo  detti  durante la discussione, quindi,  se  va  bene  la
  modifica che abbiamo apportato, metterei in votazione l'emendamento
  1.8.1   e  poi  votiamo  gli  altri  due  emendamenti  che  abbiamo
  accantonato che sono gli emendamenti 1.11 e 1.17 che non li abbiamo
  accorpati  perché altrimenti veniva un emendamento  un  po'  troppo
  lungo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  allora
  il  tema non è la fase transitoria sulla quale mi pare che è chiaro
  che in assenza di una certezza vige quello che c'è. La questione  è
  un'altra, la Regione propone di istituire una piattaforma regionale
  per sé stessa e il Governo annuncia che entro centoventi giorni con
  decreto la istituirà, mi fa capire questo nelle more....

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  votiamo  prima  l'emendamento
  1.8.1, poi l'emendamento 1.8.

   CRACOLICI. Allora ricominciamo.

   PRESIDENTE. Allora votiamo....

   CRACOLICI. Ricomincio io.

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.8 prevede già, è il suo emendamento.

   CRACOLICI. No Presidente, perché nelle more è chiaro che  c'è  una
  procedura  che è in corso d'opera e che dovrà essere  definita  con
  l'approvazione di un decreto da parte del Governo e che ci sia  una
  fase transitoria da qui a quando viene istituita la piattaforma con
  decreto  da parte del Governo è scontato, possiamo scrivere  "nelle
  more...", "nelle ciliegie...", decidete l'espressione, la questione
  è  che  mentre  da un lato stabiliamo che il Governo deve  fare  un
  decreto e, quindi, si danno 120 giorni, nello stesso tempo diciamo,
  invece, per il resto  nelle more'.
   Allora o scriviamo che fino a quando il Governo non approverà  con
  decreto  la nuova piattaforma digitale prevista eccetera  eccetera,
  si continuano ad utilizzare le piattaforme esistenti da parte delle
  stazioni appaltanti. Ma è evidente che il tempo non è 'nelle more',
  è  il  decreto,  è  l'approvazione del decreto che  fa  partire  la
  piattaforma unica digitale, non so se sono chiaro.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, provo ad interpretare, vediamo se
  ho  capito  bene.  Quindi  lei propone di modificare  l'emendamento
  1.8.1,  anziché  'nelle more della realizzazione della  piattaforma
  digitale regionale', 'nelle more del decreto'.

                (Interruzione dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Sì,  però, onorevole se non c'è la nuova  piattaforma
  come  facciamo a non utilizzare più quelle esistenti? ma,  infatti,
  allora... un attimo...
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Aricò. Ne fa facoltà.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Una cosa  è
  organizzare una piattaforma regionale con i nuovi Urega, la  CUC  e
  quant'altro, una cosa è omogenizzare tutte le piattaforme  e  tutte
  le stazioni appaltanti in Sicilia per fare veicolare tutti i flussi
  informatici  ed  avere  omogeneità del software  per  le  centinaia
  stazioni appaltanti.
   Allora noi in 120 giorni saremmo in grado di validare una stazione
  unica  appaltante della Regione per gli uffici regionali,  dopo  di
  che  se  ci  sarà  il Comune tal de tali, l'Asp tal  de  tali,  che
  utilizzerà altri meccanismi ed altre piattaforme, avremo bisogno di
  maggiore  tempo  per dare omogeneità alle centinaia di  piattaforme
  che ci sono in Sicilia per far sì che ci sia un'iscrizione unica.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Io
  volevo  fare  evidenziare all'Aula la procedura  che  questo  nuovo
  codice  dei contratti è anche l'attuazione che a livello  nazionale
  sta  avendo  con l'apporto, da parte dell'Anac, che ha  l'obiettivo
  principale,   intanto  di  ridurre  le  stazioni   appaltanti   con
  l'introduzione di stazioni appaltanti qualificate che avranno delle
  piattaforme   digitali  riconosciute  e  con  il  fascicolo   degli
  operatori virtuale.
   Questo  cosa  sta  a  significare?  che  l'obiettivo  è  verso  la
  digitalizzazione  di tutto quanto e non capisco perché  la  Regione
  non  debba seguire stessa indicazione nazionale. Quindi nel momento
  in  cui  si  scrive  un emendamento del genere,  nelle  more  della
  realizzazione,  senza  dare dei tempi certi,  queste  more  possono
  essere   anche  decennali.  Quindi,  a  mio  avviso,  è   opportuno
  introdurre dei tempi sia per la realizzazione sia per l'adeguamento
  delle stazioni appaltanti, oltretutto le stazioni appaltanti, visto
  che  l'obiettivo  è  quello di ridurle, non  tutte  possono  essere
  digitalizzate  e possono fare le gare attraverso altre  a  stazioni
  appaltanti qualificate.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  io  ho riletto l'emendamento  1.8.1  e  lo
  rileggo, così almeno ce l'abbiamo un po' lo riesco a capire  meglio
  io.  'Nelle  more  della realizzazione della  piattaforma  digitale
  regionale  le  stazioni  appaltanti  e  gli  enti  aggiudicatori  e
  realizzatori   della   regione  si  avvalgono   delle   piattaforme
  esistenti', di fatto noi ad oggi non possiamo stabilire un  termine
  perché,  se entro quel termine, la piattaforma digitale non venisse
  realizzata il rischio che dobbiamo ritornare in aula per fare...
   Quindi  pongo  in votazione l'emendamento 1.8.1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento fuori sacco 1.17, che si collega
  sempre  all'emendamento  1.8 che voteremo dopo,  è  un  emendamento
  tecnico.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.11 che è un emendamento tecnico
  della Commissione.

   CRACOLICI. Dobbiamo votare l'emendamento 1.16.

   PRESIDENTE.  Si, ora lo votiamo, onorevole Cracolici, perché  sono
  emendamenti  tecnici  che  si collegano al  suo  emendamento,  stia
  tranquillo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.11,  che  è  un  emendamento
  tecnico della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.8.  Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.13, che è un emendamento tecnico  che
  trovate  nel  fascicolo, quindi l'emendamento 1.13 è un emendamento
  tecnico   della  Commissione  che  prevede  che  il   termine   per
  l'emanazione dei decreti richiamati nel testo decorra dalla data di
  entrata   in  vigore  della  legge.  Colleghi,  prima   di   votare
  l'emendamento 1.13 - che è un emendamento tecnico della Commissione
  che vi ho appena illustrato - direi di votare l'emendamento 1.16, a
  prima  firma  dell'onorevole Cracolici che prevede  in  sintesi  il
  parere   della  Commissione  Antimafia  per  i  decreti   attuativi
  richiamati.   Questo   lo   voterei,  se  siamo   d'accordo,   come
  subemendamento all'emendamento 1.13.
   Quindi,  pongo  in  votazione  l'emendamento  1.16,  che   fa   da
  subemendamento. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.13. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.6, a firma degli onorevoli  Carta  ed
  altri,   di  cui  c'è  l'invito  al  ritiro  della  seconda   parte
  dell'emendamento, onorevole Carta.
   La  parte che invito a ritirare o comunque ad eliminare da  questo
  emendamento è: "sono aggiunte le parole per i progetti  di  cui  al
  presente   comma  ,  le  dico  perché  Presidente   Carta,   perché
  attribuisce  alla  medesima Commissione  la  competenza  sulla  VIA
  attualmente in capo alla CTS, tale attribuzione di competenza è  in
  contrasto con l'articolo 7 bis, comma 5, del Codice dell'ambiente.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'invito è nel fare un subemendamento e di  eliminare
  questa  parte,  se insiste chiedo ovviamente al Governo,  che  dice
  Assessore?

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gli  uffici
  non ravvedono problematiche sull'approvazione

   CATANZARO. Quali uffici?

   PRESIDENTE. Gli uffici dell'Assessorato, quindi se il  Governo  se
  ne assume la responsabilità pongo in votazione l'emendamento 1.6.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente, non ho  compreso  una  cosa,  lei
  chiede  la  seconda  parte  perché  gli  Uffici  dell'Assemblea  ci
  chiedono  di  togliere la seconda parte di questo  emendamento,  il
  Governo  invece  ci dice che non ci sono problemi, allora  dobbiamo
  votare.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Catanzaro, e tra l'altro le ripeto  pure
  il  perché l'invito al ritiro di questa parte che vi ho letto  poco
  fa perché attribuisce alla medesima Commissione la competenza sulla
  VIA,  attualmente in capo alla CTS, tale attribuzione di competenza
  è   in  contrasto  con  l'articolo  7  bis,  comma  5,  del  Codice
  dell'ambiente.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente,  Assessori,  colleghi  parlamentari,   il
  problema  non è poca cosa, dico è una questione importante,  non  è
  un'opinione,  quindi, è inammissibile. Quindi,  non  serve  che  ci
  dividiamo su questo, non serve dividersi tra voti favorevoli e voti
  contrari,  stiamo  andando  avanti,  stiamo  andando  avanti  tutti
  insieme,  penso che direttamente lei, Presidente, ci possa  mettere
  in condizione di evitare di dividerci su una cosa che non serve.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Onorevole  Dipasquale, pure per noi  a  questo  punto  è
  inammissibile  e  poi se è possibile vorremmo che il  Presidente  o
  l'Assessore  o  entrambi ci spiegassero anche la  ratio  di  questo
  emendamento che in Commissione non è passato.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Io invito il presidente Carta magari a riscriverlo per  due
  motivi: uno è perché se è così per come è scritto, l'emendamento  è
  inammissibile rispetto alle motivazioni che lei ha  dato.  E  se  è
  inammissibile non può essere votato, quindi siccome sono favorevole
  diciamo a questa riduzione che ha proposto l'onorevole Carta dai 30
  ai 20 milioni...

   CRACOLICI. Secondo me è inammissibile.

   SPADA.   ...e  per  questa  parte l'emendamento  è  inammissibile,
  rischiamo di non poterlo votare.

   PRESIDENTE.   Colleghi,  vi  propongo  questo:  considerando   che
  dobbiamo  evitare qualunque tipo di impugnative e dobbiamo scrivere
  le norme nel migliore dei modi e considerando anche che l'Assessore
  ha  fatto un intervento che tende a mantenere l'emendamento,  direi
  di  accantonarlo, così facciamo ulteriori approfondimenti, così sia
  il  Governo  che  il  Presidente  della  Commissione  possono  fare
  ulteriori  approfondimenti e passiamo all'emendamento 1.2  a  firma
  degli onorevoli Lantieri ed altri.

   CRACOLICI. Ma l'abbiamo votata la prima parte?

   PRESIDENTE.   Abbiamo  accantonato  l'emendamento  per   ulteriori
  approfondimenti, onorevole Cracolici.
   Si  passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Lantieri ed
  altri,  che  è  già contenuto nel testo, quindi invito  al  ritiro,
  onorevole Lantieri.

   LANTIERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli  onorevoli
  Varrica  ed  altri.    L'emendamento 1.4 è passato  questa  mattina
  nell'ambito  della Commissione  Bilancio' ed è stato  ritenuto  non
  ammissibile  perché non c'è il parere favorevole della  Commissione
   Bilancio', quindi non possiamo votarlo.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Io  ero presente in Commissione  Bilancio',  quindi  già
  sapevo  di   questo esito, però proprio in Commissione   Bilancio',
  tutta   la  Commissione,  il  Presidente,  gli  Assessori   abbiamo
  riscontrato  l'esigenza  legata a rendere strutturale  la  CUC  dal
  punto  di vista della proroga perché la CUC,  la parte che  oggi  è
  incardinata presso l'Assessorato Bilancio,  scade in quanto Ufficio
  speciale a metà dicembre, quindi non è operativa. C'era un  impegno
  da  parte  del Governo a presentare un emendamento in tal senso  e,
  quindi, vorremmo capire qual è l'esito di questo impegno.

   PRESIDENTE.  Ricordo bene che in Commissione   Bilancio'  è  stata
  fatta   questa  discussione.  Assessore  Falcone  vuole  fare   una
  precisazione in merito?

   FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, certamente. Grazie.
  Colgo  con  grande piacere l'intervento del collega Varrica  perché
  pone l'accento su una questione certamente importante.
   Vorrei  ricordare che la CUC è stata anche istituita a seguito  di
  una  norma  nazionale, quindi poi regionale, oggi la  CUC  dovrebbe
  concludere  il suo percorso alla fine dell'anno. Noi  quindi  siamo
  ben  disponibili affinché si possa anche introdurre un  emendamento
  col  quale possiamo anche confermare il percorso virtuoso di questo
  ufficio, che è un ufficio speciale lo vorrei ricordare, per  almeno
  tre   anni,  quindi  se  siamo  d'accordo  mi  riservo  un  attimo,
  formalizziamo l'emendamento e lo possiamo così anche presentare per
  poterlo apprezzare.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Si  passa  all'emendamento  1.14,
  della Commissione, che in sintesi contiene una riformulazione delle
  norme  per  una  maggiore chiarezza in materia di organizzazione  e
  funzionamento della centrale di committenza.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.3, a firma degli onorevoli Varrica  ed
  altri.  Anche  questo  emendamento è stato mandato  in  Commissione
   Bilancio'.
   Il  parere  della Commissione Bilancio?  Trovate negli emendamenti
  fuori  sacco  una riscrittura di questo emendamento,  l'emendamento
  1.3.1,   che   è  una  riscrittura  con  parere  favorevole   della
  Commissione  Bilancio'.
   Quindi  pongo  in votazione l'emendamento 1.3.1. Ci  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    A questo punto si passa direttamente all'emendamento 1.1, a firma
  degli  onorevoli  Catania  ed  altri. Onorevole  Catania  lo  vuole
  illustrare? Prego.

   CATANIA  Nicolò. Sì, Presidente, semplicemente nella  lettura  del
  testo, l'articolo in questione pone un dubbio, pone un problema che
  ingerisce  anche su quelli che sono gli elementi di  partecipazione
  alla libera concorrenza. Obbligare l'iscrizione all'albo di tecnici
  per affidare loro gli incarichi penso che possa essere cosa buona e
  giusta,  nella  misura in cui si fanno le procedure  negoziate,  le
  gare  o  quanto meno una richiesta in tal senso,  ma vincolare  del
  tutto  il  regime  di   libera concorrenza,  un  incarico  diretto,
  premesso  che  la  norma  nazionale  sta  dando  in  questo   senso
  un'agevolazione  rispetto  alla semplificazione,   e  vincolare  un
  incarico  di  anche ben solo cinquemila euro a un  giovane  tecnico
  laureato o diplomato penso che sia qualcosa che vada al di  là  del
  delle  cose  corrette  e delle agevolazioni  anche  in  termini  di
  semplificazione  che  la  norma stessa,  come  principio  generale,
  vuole dettare.
   Quindi,  esattamente  quello  che ho detto  proprio  per  evitare,
  laddove  questa proposta dovesse passare, che questa offerta  venga
  compressa   e   venga,  come  dire,  gestita  in  maniera   diversa
  nell'ambito   di   una   procedura   che   vuole   essere    quella
  dell'affidamento diretto. Altra cosa invece è quando  l'affidamento
  è  previa consultazione o previa gara, allora l'iscrizione all'albo
  mi pare che sia quanto meno necessaria, ma almeno liberalizziamo  e
  diamo anche un po' di opportunità ad altre persone. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catania.  Consultando  gli  uffici
  dell'Assemblea propongono una modifica al suo emendamento  di  tipo
  tecnico, se un attimino può salire qui così la visualizza, la firma
  e  poi  se  l'onorevole  Catania ci  dà  l'ok,  con  la  sua  firma
  trasmettiamo il testo a tutti i colleghi dell'Assemblea.
   Nel frattempo che l'onorevole Catania verifica questa modifica  si
  passa  all'emendamento 1.15, della Commissione,  che  specifica  la
  disciplina di aggiornamento dell'albo.
   Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI.  Qual è l'emendamento, non so qual è l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'1.15, onorevole Cracolici, è un emendamento tecnico
  onorevole Cracolici, lo trova nel fascicolo a pagina 10.  L'1.15  è
  su  proposta della Commissione e se vuole il Presidente  Carta  può
  illustrare l'emendamento. Prego

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Nella legge  c'era
  scritto  con  una frase di rendere dinamico l'albo, l'albo  diciamo
  dei  tecnici,  dove attingere per gli incarichi e  quant'altro.  E'
  stato  chiarito  con  un aspetto tecnico chiamandolo  aggiornamento
  dell'albo.   E'  semplicemente  di  semplificazione,  diciamo,   di
  linguaggio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Non  so  qual  è l'emendamento  tecnico  che  è  stato
  suggerito   dall'onorevole  Catania,  ma   proprio   l'approvazione
  eventuale  di  questo  emendamento che considero,  diciamo,  ovvio,
  dimostra che l'iscrizione all'albo è un'iscrizione, come dire,  che
  prescinde la quantità dell'importo con cui viene affidata una gara.
  Quindi...

   CARTA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Bisogna
  specificare la dinamicità con l'aggiornamento.

   CRACOLICI.   E  io  sono  d'accordo con  te.  Io  sono  d'accordo,
  semplicemente  sto  dicendo che siccome un albo deve  contenere...,
  cioè   significa  che  tutti  coloro  che  svolgono   un   incarico
  professionale  devono  essere  iscritti  in  un  albo,  anche   col
  dinamismo  dell'aggiornamento. L'emendamento che  abbiamo  discusso
  poc'anzi  dice: per l'affidamento diretto - poi se è  5  o  140.000
  euro  poco  importa  - non è necessario essere  iscritti  all'albo.
  Quindi  da  un  lato, giustamente, diciamo che l'albo  deve  essere
  aggiornato  e  dall'altro lato si può prescindere  dall'affidamento
  essendo  iscritto  all'albo. Dobbiamo metterci  d'accordo.  Saranno
  così  diverse che o non le ho capite io o stiamo dicendo  due  cose
  contraddittorie.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Onorevole Catania,
  l'onorevole  Cracolici ha chiesto un chiarimento,  se  per  favore,
  sulle  aspettative della sua richiesta di emendamento. Lei ha detto
  di  dare la possibilità a chi non ha l'esperienza, ma non a chi non
  è  iscritto all'albo, giusto? Può chiarire questa aspettativa,  per
  favore?

   PRESIDENTE.  Onorevole Catania, prego, se può esplicitare  meglio.
  Grazie.

   CATANIA  Nicolò. Se guardiamo alla scrittura esatta del  testo  ho
  notato  semplicemente  qualcosa che attiene  ad  un'esclusività  di
  iscrizione  all'albo, financo per gli incarichi diretti di  importi
  inferiori. Se mi consentite -  a parte che andiamo a ledere proprio
  il   regime  di  libera  concorrenza  rispetto  alla  procedura  di
  affidamento diretto che la norma vuole dare per liberalizzare,  per
  semplificare,  per  fare altre cose - ma così  facendo,  anche  per
  incarichi inferiori rispetto agli importi previsti per la procedura
  negoziata  e  per  altre  procedure previste  per  legge,  in  base
  all'importo,   non  è  che  dai  l'affidamento  diretto,   fai   un
  ragionamento  rispetto a quello che poi il Codice dei contratti  ti
  dice, quindi vai a fare le gare, vai a fare altre formulazioni,  ma
  per incarichi diretti di somme dove il Codice dei contratti non  ti
  obbliga   a   fare  procedure  negoziate,  non  possiamo  vincolare
  all'iscrizione all'albo, perché significa che un giovane  laureato,
  un giovane tecnico, non troverà mai lo spazio per potere operare  e
  lavorare. Quindi, mentre la norma da un verso ci dà l'opportunità a
  cercare di semplificare in tal senso, dall'altro la vincoliamo  con
  l'iscrizione all'albo. Solo quello era, quindi è legata...

   CARTA, presidente di Commissione e relatore. Quindi, lei dice  che
  i neolaureati non devono essere iscritti all'albo regionale?

   CATANIA Nicolò. No, è una cosa diversa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  un  attimo,  perché  altrimenti
  diventa   un   dibattito  a  due.  A  me  è  chiaro   l'emendamento
  dell'onorevole Catania. Invito all'intervento l'onorevole Safina  e
  poi l'onorevole De Luca. Prego, onorevole.

   SAFINA.   Grazie.  Presidente,  Governo,  vorrei   ricordare,   se
  l'onorevole Catania abbassa la voce...

   PRESIDENTE. Onorevole Safina, si rivolga alla Presidenza.

   SAFINA. Vorrei ricordare, in primo luogo a me stesso e poi a tutta
  l'Aula, che qui il legislatore regionale sta di fatto recependo  un
  testo.  E  in  sede di discussione generale abbiamo già evidenziato
  come  i limiti del legislatore regionale non sono, diciamo, di poca
  cosa.
   Ora  quando  in questo emendamento si dice che gli affidamenti  di
  cui  all'articolo 50, comma 1, lettera b), non si sta  parlando  di
  affidamenti  di 2.000, 4.000, 5.000, perché quella  norma  che  lei
  chiede,  caro  collega,  di applicare senza  la  previa  iscrizione
  all'albo prevede affidamenti di progettazione fino a 140.000 euro e
  progettare  140.000  euro  non è la progettazione  di  una  piccola
  opera, è la progettazione di un'opera consistente

   DIPASQUALE. Quindi avevo ragione io

   SAFINA.  Evidentemente, aveva ragione, rappresenterebbe  quasi  un
  ossimoro discutere l'emendamento della Commissione e il suo, perché
  se la Commissione prevede le modalità di aggiornamento dell'albo  è
  proprio  perché vuole consentire a tutti di potere accedervi  e  di
  potere partecipare alle gare di progettazione. Quindi, diciamo  che
  creeremmo  un  corto circuito e in più, a mio avviso, creeremmo  un
  mostro  perché  qualsiasi  ufficio potrebbe  affidare  direttamente
  incarichi da centomila euro.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  a me è chiara la discussione.  Intanto  vi
  propongo   di   porre   in  votazione  l'emendamento   1.15   della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dopodiché,   vi  trovate  nella  cartella  dei  fuori   sacco   la
  riscrittura dell'emendamento relativo all'onorevole Catania  che  è
  l'1.1.R   che  è  la  riscrittura  tecnica  che  abbiamo  proposto.
  L'onorevole Catania mantiene l'emendamento o lo ritira?

   CATANIA Nicolò. Certo che lo mantengo.

   PRESIDENTE.   Mantiene  l'emendamento.  Chiedo  il  parere   della
  Commissione sull'emendamento 1.1.R.

   SCHILLACI. Cosa vuol dire questo emendamento?

   CRACOLICI. Però, ce lo dovete fare capire.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'emendamento 1.1.R è  lo  stesso
  illustrato poco fa dall'onorevole Catania, è stata fatta  solo  una
  modifica  tecnica dell'emendamento proposto dall'onorevole Catania.
  La  ratio  è  la  stessa. Quindi, chiedo il parere da  parte  della
  Commissione sull'emendamento 1.1.R.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Presidente,  direi
  di  accantonare anche questo in attesa di un approfondimento  sugli
  aggiornamenti  degli  albi  e  in  riferimento  anche  all'attività
  richiesta dall'onorevole Cracolici. Presidente, io l'avviso  che  a
  breve  devo  andare via per problemi di famiglia che  ho  accennato
  prima,  quindi, se in caso gli aggiuntivi li trattiamo il  possiamo
  mercoledì, per favore.

   DIPASQUALE. Accantoniamolo, ha ragione.

   PRESIDENTE. Intanto accantoniamo l'emendamento 1.1.R,  poi  quando
  andrà via vedremo di...

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Siccome in alcuni
  punti  c'è  anche  un  emendamento  del  Governo  molto  importante
  sull'agricoltura, ce n'è un altro sulla Protezione civile...

   PRESIDENTE.  Questo sugli aggiuntivi.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sugli aggiuntivi.
  Intanto dico completiamo questo e rinviamo alla prossima settimana.

   PRESIDENTE.  Intanto  completiamo i modificativi  e  l'articolato.
  Accantoniamo,  quindi, l'emendamento 1.1.R come pure  l'articolo  1
  perché abbiamo tre emendamenti che poi dobbiamo riprendere.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
      Recepimento con modifiche dell'articolo 100, comma 11, del
                    decreto legislativo n. 36/2023

   1.  Dopo l'articolo 10 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
  è aggiunto il seguente:

                             «Art. 10-bis.
     Dimostrazione e verifica dei requisiti di ordine speciale nei
                            servizi tecnici

   1. L'articolo 100, comma 11, del decreto legislativo n. 36/2023 si
  applica sul territorio regionale con l'aggiunta dei seguenti commi:

   11  bis. Nei servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi
  tecnici,  i  requisiti  economico-finanziari sono  prioritariamente
  dimostrati tramite una copertura assicurativa con massimale pari al
  dieci  per  cento  dell'importo delle opere o, in alternativa,  con
  adeguata motivazione, da un fatturato globale maturato nei migliori
  tre  esercizi  degli ultimi dieci anni antecedenti la pubblicazione
  del  bando  e non superiore al valore stimato dell'appalto,  mentre
  per  i  requisiti  di  capacità tecnica  e  professionale  di  aver
  eseguito, nei dieci anni precedenti, contratti analoghi a quelli in
  affidamento anche a favore di soggetti privati.

   11   ter.   Al  fine  di  promuovere  la  qualità  delle  proposte
  progettuali  ed una maggiore apertura del mercato, nei concorsi  di
  progettazione, fermo restando l'obbligo di possesso  dei  requisiti
  di  partecipazione  di ordine generale e di idoneità  professionale
  alla data di iscrizione al concorso presentazione del progetto,  il
  vincitore può dimostrare il possesso dei requisiti speciali di  cui
  al  presente  articolo a valle della proclamazione, nella  fase  di
  affidamento  dei successivi servizi di architettura  e  ingegneria,
  tramite costituzione di un raggruppamento temporaneo di soggetti di
  cui  all'articolo 66 comma 1, del decreto legislativo  n.  36/2023,
  purché  non  abbiano  partecipato al  concorso,  oppure  attraverso
  l'istituto dell'avvalimento. Se previsto l'affidamento dei  livelli
  successivi della progettazione, il bando deve prevedere i requisiti
  speciali richiesti al vincitore.».

   Onorevoli colleghi, abbiamo accantonato l'articolo 1 perché non lo
  possiamo  votare perché dobbiamo ancora votare tre emendamenti  che
  abbiamo  accantonato.  Quindi, accantoniamo  pure  l'articolo  1  e
  andiamo  all'articolo  2  e  all'emendamento  2.1,  a  firma  degli
  onorevoli Cracolici ed altri.

   DE LUCA Antonino. Avevo presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Intanto  se  l'onorevole Cracolici  vuole  illustrare
  l'emendamento 2.1.

   CRACOLICI. Posso spiegarlo?

   PRESIDENTE. Assolutamente sì, onorevole Cracolici. Prego.

   CRACOLICI.  Allora, questo emendamento si limita a  modificare  il
  testo  che  è  stato  proposto che aggiunge al decreto  legislativo
  36/2023  queste  disposizioni che sono contenute  nell'articolo  2,
  determinando  una  situazione  surreale.  Da  un  lato,  la   norma
  nazionale  dice  che per scegliere un progetto  devi  produrre  gli
  ultimi  tre bilanci da parte del professionista per essere  ammesso
  alla  valutazione.  La norma che proponiamo noi, dico  giustamente,
  dice che devi produrre i migliori tre bilanci nell'ultimo decennio.
   Mi segue, signor Presidente? Cosa si determina? Che nel momento in
  cui  lo  aggiungiamo abbiamo la coesistenza di due norme:  una  che
  dice  che  deve avere gli ultimi tre bilanci; l'altra, fatta  dalla
  legge regionale, che la devi avere negli ultimi dieci anni. Cosa si
  applica?
   Allora,  la  proposta  si limita a dire: gli  emendamenti  di  cui
  all'articolo  2 non sono aggiuntivi ma sono modificativi,  cioè  in
  Sicilia si applica la disposizione, in questo caso le ragioni  sono
  del tutto ovvie, abbiamo avuto il Covid, una situazione anche di un
  certo tipo, quindi in Sicilia si applica, sempre che ce la facciano
  passare,  che devi avere i migliori tre bilanci negli ultimi  dieci
  anni e non la coesistenza delle due norme.

   PRESIDENTE.   Assessore,   se  vuole   specificare   in   risposta
  all'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  è  proprio questa la ratio del disegno  di  legge  che
  avevamo  presentato  perché sappiamo tutti  perfettamente  che  gli
  ultimi  esercizi, gli ultimi bilanci presentati dalle  imprese  che
  sono  riferibili al 2020, 2021 e 2022 sono stati anni neri  per  le
  imprese  siciliane visto il Covid e, quindi, poter essere  valutati
  rispetto   ai  migliori  tre  bilanci  degli  ultimi   dieci   anni
  sicuramente potrebbe dare un aiuto...

   CRACOLICI. Parliamo di progettazione.

   ARICÒ,   assessore   per   le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Progettazioni,  sì.  Soprattutto per  i  professionisti  siciliani.
  Quindi  c'era una coesistenza dei due parametri. E' un  emendamento
  che noi naturalmente condividiamo.

   PRESIDENTE. Torniamo quindi all'emendamento 2.1. Il subemendamento
  lo troviamo tra i fuori sacco, è il 2.1.1.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, pur comprendendo  e  anche
  condividendo le ragioni poste nell'articolo 2, quindi  di  apertura
  del mercato dei concorsi di progettazione ai giovani professionisti
  e  a  tutti  quei professionisti che non hanno maturato i requisiti
  che  necessitavano antecedentemente all'eventuale  approvazione  di
  questa  norma, ho dei forti dubbi sul comma 11 ter. Perché?  Perché
  ammesso  e  non  concesso  che a livello  nazionale  non  impugnino
  l'articolo  2  nel  suo  complesso, sono  fermamente  convinto  che
  impugnerebbero  il  comma  11 ter nel  quale  ravvedo  financo  dei
  pericoli.
   Perché?  Questo  comma 11 ter che cosa dice? Che il professionista
  che partecipa
   Presidente, vorrei un attimino di attenzione perché la  materia  è
  particolare.
   Il comma 11 ter che cosa ci dice? Che il professionista che non ha
  i requisiti speciali previsti dalla legge nazionale per partecipare
  a  un concorso di idea, un concorso di progettazione, partecipa  lo
  stesso  e  poi eventualmente costituisce un'associazione temporanea
  di  professionisti  all'interno della  quale  possono  entrare  dei
  professionisti  che hanno quei requisiti che sono  invece  previsti
  dalla legge speciale.
   Allora,  se  da  un lato la volontà è buona ed è premiante  che  è
  quella   di  aprire  il  mercato  di  questi  concorsi  ai  giovani
  professionisti, dall'altro rischiamo di innescare un mercimonio  di
  questi  requisiti.  Presidente, se non vi  fermate  con  le  vostre
  attività non proseguo con le mie.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, la sto ascoltando. Riesco  a  fare
  ancora oggi due cose contemporaneamente.

   DE  LUCA  Antonino.  Lo  so,  ma io non  vedo  in  faccia  nemmeno
  l'assessore Aricò perché c'è il presidente Carta davanti.

   PRESIDENTE.  Con  l'età riesco, purtroppo a  fare  solo  due  cose
  contemporaneamente. Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino.  Per essere sicuro di non  togliere  nulla  al
  dibattito, ricomincio da capo.
   Quindi  dicevo qual è il mio timore sull'11 ter? Che  si  apra  al
  mercimonio  dei  requisiti,  perché  io  professionista  che  ho  i
  requisiti speciali faccio presentare dieci proposte diverse a dieci
  soggetti che non hanno i requisiti, uno di loro vince, dopodiché io
  professionista che  ho  i requisiti impongo, obbligo, vincolo  quel
  professionista  a  farmi  entrare nell'ATI,  alle  mie  condizioni,
  perché  diversamente  quello  stesso professionista  non  avendo  i
  requisiti  ma avendo vinto il bando si troverà con dei problemi  di
  natura  giuridica a cui rispondere e allora se la finalità è  buona
  dell'11  ter  al pari dell'11 bis è evidente che l'approvazione  di
  questa norma oltre ad aprire a evidenti problemi di legittimità  si
  presta  a  delle facili distorsioni, perché noi stiamo  consentendo
  questo  a posteriori.  Quindi io consiglierei o quanto meno aprirei
  il  dibattito  su  questa seconda parte delle norme,  cercherei  di
  capire anche qual è il pensiero degli Uffici e dei colleghi, perché
  l'approvazione dell'11 ter probabilmente comporta più  problemi  di
  quelli che vorrebbe risolvere.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca.
   Hanno  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Catania  Nicolò  e   poi
  l'onorevole Savarino. Prego onorevole Catania.

   CATANIA NICOLO'. E' probabile anzi è sicuro che questa spiegazione
  dell'emendamento non sia andata a buon fine, proverò ad  essere  un
  po' più chiaro se riesco.

   PRESIDENTE.    Un   attimo,   onorevole   Catania,   pensavo   che
  intervenisse   su   questo   emendamento,   quello   lo   trattiamo
  successivamente.
   Onorevole  Savarino, lei voleva intervenire su questo emendamento?
  Prego.

   SAVARINO. Sì, grazie, signor Presidente. Allora questo emendamento
  viene fuori da un lavoro di ascolto che abbiamo fatto rispetto alle
  sollecitazioni  arrivate  dagli ordini  professionali  che  proprio
  chiedevano  in Sicilia di operare una maglia più larga che  potesse
  dare  spazio  anche ai giovani professionisti,  alle  start  up,  a
  giovani  che  hanno  idee brillanti e che  con  i  requisiti  della
  normativa nazionale si vedono stroncati perché non possono  neanche
  partecipare;  in questo modo, cambiando lievemente i  requisiti  di
  accesso   permettiamo  ai  giovani  professionisti   o   anche   ai
  professionisti che sono magari di territori più disagiati, che  non
  hanno  studi  con fatturati così grandi negli ultimi tre  anni,  di
  potere  partecipare  e anche a chi ha buone  idee.   Poi  certo  la
  degenerazione è sempre dietro la porta, per carità, io  capisco  le
  perplessità  del  collega e capisco che fatta  una  regola  si  può
  sempre  trovare  l'inganno,  però non  possiamo  non  rischiare  di
  aiutare  i  giovani professionisti siciliani soprattutto in  questa
  fase economica perché temiamo che qualcuno  grosso  possa dopo  che
  loro  ottengono e vincono il concorso fagocitarli. Se  noi  infatti
  questa  chance  non  gliela diamo non potranno neanche  minimamente
  partecipare quindi non saranno neanche presi in considerazione,  in
  qualche modo invece così noi gli diamo questa chance.
   Quindi  io  mi  rimetto ovviamente alla valutazione dell'assessore
  Aricò  e  del  Governo, però sarei per mantenere questa possibilità
  che,  peraltro, ripeto, ci è stata chiesta a più voci proprio dagli
  ordini professionali siciliani. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
   Ha chiesto di parlare l'Assessore Aricò. Ne ha facoltà.

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Più volte si
  è  dibattuto  del  tema  e c'è da apprezzare,  diciamo,  lo  sforzo
  dell'onorevole  Savarino  e dei componenti  della  Commissione  che
  hanno  voluto sostenere questo tipo di emendamento che di fatto  si
  rivolge  a  tutti  i giovani professionisti che  non  hanno  ancora
  maturato i requisiti per poter partecipare alle gare ma hanno delle
  professionalità  incredibili. Credo  che  gli  articoli  di  stampa
  l'abbiano  più  volte titolato come "i salva giovani Renzo  Piano".
  Nel  senso  che probabilmente un giovane Renzo Piano, oggi  neanche
  trentenne,  non  sarebbe tenuto in considerazione  neanche  per  la
  presentazione di progetti seppur come grandi professionisti. Quindi
  capisco  pure  le  riflessioni proposte dall'Aula  perché  comunque
  anche  se  politicamente  la riteniamo una  proposta  assolutamente
  valida,  potrebbero venire, andare in conflitto  con  le  normative
  vigenti.  Quindi,  io  vi chiederei, se fosse possibile,  di  poter
  scrivere  eventualmente un articolo a parte e fare di questo  comma
  l'articolo  3 della norma, in maniera tale che io sono  sicuro  che
  tutti  i  presenti ritengono di dare una chance in più  ai  giovani
  professionisti, cosa che attualmente non hanno, ma tutti i presenti
  siamo  legislatori  e  abbiamo anche la consapevolezza  che  questo
  articolo  potrebbe  incappare  nella  scure  dell'impugnativa   dal
  Governo  nazionale.  Quindi, se noi vogliamo  dare  un  segnale  di
  apertura  ai  giovani professionisti potremmo  trasformarlo  in  un
  articolo a se stante, in maniera tale che una volta, diciamo, se, e
  speriamo  di  no, dovesse essere impugnato non potrebbe  mettere  a
  repentaglio tutto il lavoro fatto in queste in questi mesi. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Capisco  lo spirito e l'obiettivo  dell'Assessore,  ho
  sentito  in  parte  l'intervento della collega. Noi  possiamo  fare
  tutto, ma una cosa non possiamo fare: in una norma scrivere  che  i
  requisiti si ottengono a valle della proclamazione, perché  è  come
  dire  che  partecipo a una gara, poi ti dimostro che mi  procuro  i
  requisiti - perché? - perché io vinca.
   Allora  non  si  può  tecnicamente, questo vale  per  le  gare  di
  progettazione,  vale  per una gara sportiva,  per  qualunque  gara.
  Allora,  altra cosa è prevedere forme, come dire, di vantaggio,  ma
  preventivi,  in  cui  il raggruppamento tra professionisti  che  in
  qualche  modo valorizzino le nuove generazioni costituisce uno  dei
  principi premiali della modalità di affidamento ma non, ripeto, non
  si può fare a valle, si fa a monte.
   Ecco  perché se la questione di fondo è trovare una norma,  sempre
  studiandola un pò di più rispetto alla coerenza perché parliamo  di
  cose che devono stare in piedi, io credo che l'articolo 11 ter,  il
  comma 11 ter, da questo articolo 2, obiettivamente - ha ragione  De
  Luca  -  bisogna  cassarlo.  Eventualmente  il  Governo  da  qui  a
  mercoledì,  quando  ha detto il Presidente,  prova  a  trovare  una
  modalità,  ripeto,  di  tipo  premiale per  il  raggruppamento  tra
  professionisti che abbia almeno x percento di giovani  iscritti  da
  almeno  non più di cinque anni, dieci anni, eccetera, eccetera,  ai
  fini  della valorizzazione delle nuove professionalità nel  settore
  progettuale.  Ma  scrivere  che  si  ottengono  dopo,  diciamo,  ci
  arrestano.

   PRESIDENTE.   Allora,  grazie,  onorevole  Cracolici.   Interviene
  l'onorevole  Laccoto, poi se l'onorevole Savarino  vuole  precisare
  qualcosa,  dopodichè  andiamo avanti perché  ho  capito  un  pò  la
  discussione.

   LACCOTO.  Io  ritengo che così come è stato detto la norma  merita
  molta  attenzione  perché effettivamente va in favore  dei  giovani
  professionisti,  però è chiaro che, così come ha detto  l'assessore
  Aricò,  noi  non possiamo in questa fase mettere un  avvalimento  a
  posteriori.   Ritengo  che  quello  che  ha  proposto   l'onorevole
  Cracolici di fare un approfondimento attraverso gli Uffici  e  fare
  un articolo che possa però prevedere l'avvalimento anteriore, non a
  valle, perché il problema è che questo sarebbe sicuramente cassato
  Quindi,  assessore,  ritengo che tutta l'Aula presti  attenzione  a
  questo  tipo  di  emendamento  ma lo si  faccia  riscrivendolo  per
  evitare  che  incappi  nelle  scure,  dando  anche,  se  possibile,
  l'avvalimento  sicuramente prima non dopo  perché  questo  non  può
  essere.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  colgo
  ovviamente le sollecitazioni dei colleghi e le condivido perché poi
  noi abbiamo cercato di recepire quelle che erano le istanze appunto
  dei  giovani professionisti e gli ordini professionali, ma dobbiamo
  stare   attenti   a  evitare  anche  dei  rischi  che   voi   avete
  sottolineato,  per cui se l'Assessore è d'accordo, lo accantoniamo,
  lo  riscriviamo come articolo a parte e cerchiamo di  mettere  l'11
  bis,  va bene così com'è, l'11 ter, invece di acquisire i requisiti
  post  vediamo di mettere dei vantaggi per quelle società temporanee
  e  quelle associazioni tra professionisti che mettano dentro già  i
  giovani  o  le start up o i nuovi, in modo tale da essere premianti
  già  alla  partecipazione. Va bene, la riscriviamo e la presentiamo
  mercoledì con, ovviamente, l'assenso del Governo.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, facciamo in questo  modo:
  mi  pare  di  capire,  se c'è l'ok da parte  dell'Aula,  lo  volete
  accantonare?

   CRACOLICI.   Stralciamo  il  secondo  comma  e  si   rinvia   alla
  riscrittura dell'11 ter e lo si approva nella prossima seduta.

   PRESIDENTE.  Perfetto, perfetto, onorevole Cracolici. Accantoniamo
  questo  emendamento con l'intero articolo così l'Assessore  procede
  alla riscrittura.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,   assessore  per  le  infrastrutture  e  mobilità.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, approverei l'articolo 2  che  conta
  il  primo e il secondo comma, il comma bis, l'11 ter viene di fatto
  stralciato, si approva l'articolo 2, di fatto se gli Uffici possono
  preparare  la  cassazione dell'11 ter, lo  diamo,  cioè  approviamo
  l'emendamento, non facciamo votare l'emendamento dell'onorevole  De
  Luca,  stralciamo l'11 ter e diamo per approvato l'articolo  2  con
  due commi, con i primi due commi.

   PRESIDENTE.  Un  attimo, allora, onorevoli  colleghi,  in  base  a
  quello che ha detto l'Assessore, noi andiamo a stralciare il  comma
  11  ter,  cioè  la parte 11 ter dell'articolo e votiamo  l'articolo
  dopo   lo   stralcio  dell'11  ter,  ho  capito?   Va   bene?   Con
  l'emendamento, Assessore, con l'emendamento di Cracolici  o  senza?
  Con l'emendamento di Cracolici.
   Se gli Uffici possono preparare lo stralcio dell'11 ter.
   Ora,  onorevoli colleghi, stralciamo dall'articolo 2 l'11 ter,  il
  comma 11 ter, che verrà riscritto successivamente.
   Pongo,  quindi,  in  votazione l'emendamento 2.1,  a  firma  degli
  onorevoli Cracolici ed altri.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato, che contiene,
  ovviamente, solo l'11 bis per quello che abbiamo detto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Bene,  colleghi,  adesso  a questa Presidenza  sono  arrivati  più
  emendamenti    aggiuntivi.   Questa   Presidenza    dell'Assemblea
  Assessore, deve intervenire? Prego.

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Nel comma  1
  dell'articolo 2 le parole  si applica sul territorio regionale  con
  i seguenti commi  dovremmo togliere  l'aggiunta dei seguenti... .

   CRACOLICI. L'abbiamo già approvato

   ARICÒ,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.   Ah,
  l'abbiamo già approvato.

   PRESIDENTE.   Quindi,   colleghi,  grazie  assessore,   a   questa
  Presidenza  sono arrivati più articoli, più emendamenti aggiuntivi.
  La  Presidenza ha disposto di ammettere gli emendamenti aggiuntivi,
  quindi  ammetterli tutti, previa però valutazione  da  parte  della
  Commissione   di   merito,  in  collaborazione   con   gli   Uffici
  dell'Assemblea,  per  quanto  riguarda gli  emendamenti  aggiuntivi
  senza oneri di spesa. Dopodiché, ci sono due emendamenti aggiuntivi
  con  oneri di spesa che verranno inviati alla Commissione Bilancio,
  quindi gli emendamenti aggiuntivi che non sono stati trattati dalla
  Commissione  di  merito verranno ora trasmessi alla Commissione  di
  merito,  quelli  relativi alla Commissione IV,  mentre  quelli  con
  oneri di spesa verranno inviati alla Commissione Bilancio.
   Oggi, vi chiedo di approvare l'A.18, che è l'unico fuori sacco che
  approviamo  oggi,  che riguarda una riscrittura su  una  norma  che
  abbiamo  già fatto, che riguarda, lo trovate nei fuori  sacco,  gli
  alluvionati. Se l'assessore lo vuole illustrare

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è  una  vexata  quaestio  quella  delle  alluvioni,  gli
  indennizzi  per  i  privati per le alluvioni del settembre-ottobre-
  novembre 2022 per le province di Trapani, Messina e Siracusa.
   L'articolo,  la norma che abbiamo approvato nell'ultima  legge  di
  manovra finanziaria, precisamente la legge n. 9, faceva riferimento
  alla   delibera   di  Giunta  regionale  n.  616  del   2022   che,
  inavvertitamente,  richiamava il periodo novembre  2022,  di  fatto
  lasciando  fuori  il 27, 28, 29 e 30 settembre dello  stesso  anno,
  oltre  che i primi giorni di ottobre, che è stato, poi, il  periodo
  in  cui si collocano gli eventi alluvionali che hanno riguardato il
  territorio  della provincia di Trapani. Onde evitare che  ci  siano
  dei   dubbi  interpretativi,  noi  stiamo  specificando  che   quei
  contributi  e quegli indennizzi servono a ristorare i  privati  che
  hanno  avuto, che sono stati danneggiati da un evento calamitoso  e
  alluvionale,  appunto, nel periodo settembre,  ottobre  e  novembre
  2022.
   Quindi  è  senza  oneri, i cinque milioni  c'erano  già  e  serve,
  appunto,  per dare giustizia anche per semplificare i lavori  degli
  Uffici.

   PRESIDENTE.  Se i colleghi sono d'accordo, mi pare che l'Assessore
  sia  stato  abbastanza  chiaro. Pongo  in  votazione  l'emendamento
  aggiuntivo  A18. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dopodiché, colleghi, se l'Aula è d'accordo, io direi di rinviare a
  martedì, così le Commissioni possono esaminare gli aggiuntivi,  sia
  la  Commissione di merito che la Commissione Bilancio,  quindi,  se
  c'è l'ok da parte dell'Aula, visto il clima favorevole fino ad ora,
  io proverei a votare come raccomandazione due ordini del giorno che
  vi distribuirò a breve.

   CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  mi  chiarisce  che  fine  ha  fatto quell'emendamento,  Presidente?
  Quell'emendamento riscritto mi chiarisce che fine ha fatto? Non  ho
  seguito.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catania,  il  suo  emendamento   è   stato
  accantonato e verrà poi discusso quando riprenderemo il disegno  di
  legge, perché ancora l'articolo 1 non è stato votato; quindi il suo
  emendamento  insieme  ad  altri  emendamenti  sono  accantonati   e
  verranno trattati successivamente.
   Onorevoli  colleghi, gli ordini del giorno n. 105 e  n.  108  sono
  considerati  come  raccomandazione, col  consenso  dell'Aula,  sono
  considerati come raccomandazione da parte del Governo.

   SCHILLACI. Dove sono? Non li abbiamo.

   PRESIDENTE.  Sono  il n. 105 e il n. 108 e li trovate  all'interno
  della  cartella del tablet, onorevole Schillaci. Colleghi, a questo
  punto, rinvio la seduta d'Aula a martedì, alle ore 15,00...

   FERRARA. Signor Presidente, facciamo  lo sport .

   PRESIDENTE.  Colleghi, considerando il clima che  c'è  stato,  che
  abbiamo proseguito in maniera abbastanza tranquilla...

   FERRARA. Sono d'accordo, ma facciamolo, siamo qua.

   PRESIDENTE.  Lo  so, onorevole Ferrara, però  visto  il  clima  di
  dialogo  e  di  confronto che c'è stato, se lo approviamo  martedì,
  insieme al disegno di legge relativo al codice degli appalti  credo
  che non cambi nulla.
   Rinvio l'Aula a martedì, alle ore 15.00.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Burtone, sto rinviando oramai la seduta, se
  può evitare. Ne ha facoltà.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BURTONE. Signor Presidente, noi siamo qua per lavorare, quindi  se
  ci  fosse stato il proseguimento - per quel che mi riguarda - sarei
  stato  d'accordo, anche se accetto la sua proposta. Il  tema  posto
  dal disegno di legge è molto importante, perché mette al centro, al
  cuore della discussione le problematiche legate alla salute di  chi
  fa  sport,  la prevenzione, perché si tratta di un vero  e  proprio
  intervento preventivo.  Però, mi si permetta, signor Presidente, io
  non   voglio   polemizzare,   ieri  noi   abbiamo   avuto   diverse
  interrogazioni parlamentari che hanno messo al centro il tema della
  salute e il collegamento tra tutte le interrogazioni è stato quello
  che   nella  sanità  siciliana  c'è  una  caratteristica  purtroppo
  negativa, che è quella della mancanza dei medici.
   Ora,  signor Presidente, io su questo tema ho insistito molto,  ho
  molto insistito, perché credo che questo limite la Sicilia lo debba
  superare. Tra l'altro, sottolineo, nel

   PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente, Governo, per chi deve  parlare
  in  Aula  se  per  favore potete continuare  la  discussione  fuori
  dall'Aula,  in  modo  tale da permettere all'onorevole  Burtone  di
  completare  l'intervento. Onorevole Catania, per  favore,  facciamo
  completare un attimino l'onorevole Burtone. Prego, onorevole.

   BURTONE. Signor Presidente, io sottolineo questo aspetto che a  me
  appare  fondamentale, da tempo insisto su questa problematica.  Noi
  abbiamo  un problema nella formazione dei medici perché  il  numero
  programmato  in  Italia è stato trasformato in  numero  chiuso.  La
  proposta drastica che noi abbiamo fatto è stata quella che pensiamo
  possa  essere  risolutiva non subito perché per formare  un  medico
  necessitano undici anni, prima sei anni di laurea e poi  cinque  di
  specializzazione, insistiamo affinché in Italia venga  superato  il
  numero  chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina. Tra  l'altro
  quest'anno  sono  stati,   alcuni  articoli  di  stampa  lo   hanno
  sottolineato,   evidenziati aspetti assai negativi, deplorevoli. Si
  è  detto e sarà la Magistratura ad appurare i fatti che i quiz  non
  sono  stati  fatti in maniera corretta, che qualcuno  li  ha  avuti
  prima, li ha acquistati prima, quindi oltre ad avere questo vulnus,
  il  numero  chiuso, di non permettere l'efficacia dell'articolo  34
  della  Costituzione, il diritto allo studio, si è evidenziato anche
  un  fatto morale, che sui quiz c'è una speculazione, anzi  ci  sono
  dei fatti assai deplorevoli.
   Allora, io ho visto che il nostro Parlamento si era messo  su  una
  linea  che era quella di approvare al più presto la legge voto  per
  chiedere  al  Parlamento nazionale di votare  la  fine  del  numero
  chiuso  in medicina. E' iniziato il dibattito però io credo che  ci
  sia  un  rallentamento. Io non voglio ammonire  nessuno,  la  legge
  presentata dall'onorevole Leanza è sostenuta, pensavo unitariamente
  da  tutto  il Parlamento siciliano, ha una battuta d'arresto.  Ecco
  perché  le  chiedo  di sollecitare la Commissione,  a  partire  dal
  Presidente, affinché si possa al più presto riprendere e votare  la
  norma.
   Proprio  stamani c'è stato l'annuncio che la Regione Campania  nel
  giro  di  qualche  ora ha fatto la legge. E' inaccettabile  che  il
  disegno  di  legge presentato come primo firmatario  dall'onorevole
  Calogero Leanza sia fermo in Commissione. Noi dobbiamo lavorare  su
  questo   tema  perché  dobbiamo  dare  una  risposta  alle  giovani
  generazioni sul diritto allo studio nelle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.

   PRESIDENTE.  Hanno  chiesto di intervenire gli onorevoli  Campo  e
  Spada. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati, non  è  la
  prima  volta  che  intervengo da questo scranno per  denunciare  la
  situazione dei mezzi obsoleti che l'AST mette a disposizione per il
  servizio  pubblico  urbano. Io dico che la  situazione  è  arrivata
  anche  ormai  a  livelli inaccettabili, noi abbiamo  degli  autobus
  obsoleti  che  mettono a rischio e a repentaglio la  sicurezza  dei
  passeggeri  che  spesso e volentieri, visto che sono  guasti,   non
  passano,   come  è  successo  in  questi  giorni   -   mi   rivolgo
  all'assessore Aricò che ancora è in Aula, a cui già avevo segnalato
  questa  problematica -, la scuola è iniziata da due giorni, già  da
  due  giorni  i  comuni di Pozzallo,  di Chiaramonte Gulfi  e  altri
  comuni della provincia di Ragusa non possono mandare gli studenti a
  scuola  perché  l'autobus  a causa di guasti  e  disservizi  non  è
  passato.  Praticamente noi abbiamo un servizio  che  di  fatto  non
  funziona. Anche i collegamenti Palermo-Ragusa più volte sono  stati
  soppressi  sempre  a  causa  di  guasti  e  di  mezzi  obsoleti   e
  fatiscenti, lasciando praticamente i cittadini fermi sotto il  sole
  ad aspettare perché alla stazione di Palermo non abbiamo neanche le
  panchine  nella  fermata degli autobus sotto la pensilina  non  c'è
  neanche una panchina, e quindi alla fine i passeggeri hanno  capito
  in  autonomia  che quest'autobus non passava, dopo più  e  più  ore
  fermi  ad aspettare, si sono spostati con altri mezzi, hanno  preso
  il treno o addirittura hanno fatto cambio a Catania.
   C'è  da  dire che questa situazione influisce anche economicamente
  sulle  tasche  dei  cittadini,  perché  proprio  le  contrade   che
  usufruiscono  del  servizio autobus per mandare i  figli  a  scuola
  questo  servizio  lo pagano, non è gratuito, e  quindi  pagano  una
  retta,   anche  importante,  ma  i  figli  poi  di  fatto   vengono
  accompagnati dai genitori proprio per non perdere la scuola.
   In un momento in cui si parla tanto di dispersione scolastica, noi
  a causa di mezzi fatiscenti lasciamo i ragazzi a piedi. Ed è facile
  che poi questi ragazzi non vadano più a scuola.
   Ecco,  visto  che  mi  ricordo, nella passata  legge  finanziaria,
  Presidente,  abbiamo approvato anche un emendamento con  fondi  PON
  che  metteva  a  disposizione 45 milioni per  l'acquisto  di  nuovi
  autobus,  allora,  che si dia un reale aiuto all'AST e si  comprino
  dei  mezzi  nuovi, sicuri, che non si guastino e  che  non  vengano
  soppresse  all'improvviso corse, senza fra  l'altro  mai  avvisare,
  perché il sito dell'AST non ha mai l' avviso di corse soppresse,  e
  ormai questa cosa sta diventando strutturale, perché non è la prima
  volta  che  succede,  succede ripetutamente, da anni, lo denunciamo
  da anni questo fatto.
   Il  sindaco di Pozzallo ha chiamato anche l'assessore Aricò più  e
  più  volte,  quindi  o questo sito si dota di informazioni,  questo
  progetto  PON  di  45 milioni che avevamo approvato  nella  passata
  finanziaria, perché i mezzi non vengono acquistati? Perché  non  si
  dota  l'AST  di  mezzi normali? Si viaggia in condizioni  veramente
  disumane   dentro  questi  mezzi.,  c'è  da  fare   una   revisione
  complessiva del trasporto pubblico ma partiamo quantomeno da  mezzi
  sicuri ed efficaci. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Campo, conosco bene le sue  battaglie
  onorevole,  sono  convinto  che  il  Governo  accoglierà   la   sua
  richiesta.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Signor Presidente volevo intervenire sull'ordine dei lavori
  che  di fatto sono finiti, però, pur non condividendo il rinvio  di
  alcuni  emendamenti alle Commissioni di merito, ho  letto  poc'anzi
  una  nota da parte del Presidente della Regione, Schifani, il quale
  annunciava ai nostri concittadini che sono stati reperiti 6 milioni
  di  euro  da destinare a tutte le province della nostra  Isola  per
  espletare il servizio ASACOM.
   Fermo  restando che non siamo stati nelle condizioni di  approvare
  in  questo  momento  l'emendamento in  Aula,  vorrei  ricordare  al
  presidente  Schifani  e vorrei risollecitare all'assessore  Falcone
  che  la  Provincia di Siracusa è una provincia in dissesto. Quindi,
  queste   risorse  che  verranno  destinate  a  tutte  le   province
  dell'Isola non basteranno per far partire il servizio a Siracusa.
   Quindi,  inviterei l'Assessore e il Presidente della V Commissione
  a  non  abbassare  la  guardia  e  a riconfermare  la  convocazione
  dell'audizione   con  il  libero  consorzio  di  Siracusa   e   con
  l'assessorato  per cercare di porre in essere le soluzioni  atte  a
  far  partire  questo  benedetto servizio che  ad  oggi,  nonostante
  l'ennesimo annuncio, rischia di non partire. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Spada, ha fatto bene a precisare, è
  giusto  dire  che comunque il Governo ha presentato un  emendamento
  che  è  stato inviato alla Commissione  Bilancio  per il  parere  e
  martedì andremo a valutare se la copertura verrà confermata.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie signor Presidente.  Non volevo  intervenire  ma
  visto  e considerato che è stato trattato il tema degli ASACOM  non
  posso  non  intervenire perché non possiamo generare  cittadini  di
  serie A e cittadini di serie B.
   Ribadisco,  oltre  al servizio ASACOM, il servizio  di  assistenza
  igienico-personale,  in  questo  momento  grida  vendetta.  Abbiamo
  tantissimi  studenti  che sono a casa, e  non  possono  godere  del
  diritto allo studio.
   Quindi,  da questo pulpito io rivendico e suggerisco al Presidente
  della  Regione di fare uno sforzo aggiuntivo e di guardare l'intero
  sistema  della  disabilità nelle scuole, e,  quindi,  non  solo  il
  servizio ASACOM, ma anche l'assistenza igienico-personale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   Onorevoli  colleghi,  l'Aula è rinviata a  martedì,  19  settembre
  2023, alle ore 15.00 con il seguito dell'ordine del giorno.


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          64a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 19 settembre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29 . (n.
         188/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ferrara

       2)  Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici . (n.
         519/A) (Seguito)

           Relatore: on. Carta

       3)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

                 La seduta è tolta alle ore 18.05 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegati:

  - Relazione Commissione per la verifica dei poteri
  - Resoconto stenografico dell'udienza in seduta pubblica, ex art.
  60 Reg. int. ARS, della  Commissione per la Verifica dei poteri
  (Seduta n. 7 del 5 luglio 2023)