Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.27
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cambiano ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, siccome dobbiamo subito procedere alle
votazioni dei disegni di legge, dal momento che non c'è il numero
legale, sospendo per qualche minuto.
Invito i Presidenti dei Gruppi parlamentari a contattare i propri
componenti del Gruppo.
Sospendo la seduta per un quarto d'ora, l'importante è che fra
quindici minuti ci sia il numero legale, il Governo è presente.
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro
vivamente che la maggioranza che tanto ha voluto questa seduta per
approvare dei disegni di legge definivi, importanti per questo
Parlamento, oggi non ci faccia fare l'ennesima figura che, in
questo momento, è incredibile, della maggioranza quasi nessuno e,
quindi, non posso che sottolineare con reprimenda questo
atteggiamento dei colleghi della maggioranza. Ricordiamoci che
siamo qui per lavorare e, quindi, mi sarei aspettato una presenza
puntuale, ma per carità di Dio sono pronto anche a ricredermi, mi
auguro che noi siamo qua per approvare e fare disegni di legge,
quindi mi auguro che i colleghi vengano.
PRESIDENTE. Va bene. Sospendo l'Aula per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.29, è ripresa alle ore 15.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto, procediamo con i lavori.
Votazione finale del disegno di legge "Ratifica ai sensi
dell'articolo 117, VIII comma, della Costituzione dell'intesa tra
le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per
l'istituzionalizzazione della Conferenza delle Regioni e delle
Province autonome n. 332/A
PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto andiamo subito, procediamo
con il II punto dell'ordine del giorno recante la votazione finale
del disegno di legge numero 332 "Ratifica ai sensi dell'articolo
117, VIII comma, della Costituzione dell'intesa tra le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano per l'istituzionalizzazione
della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Votazione finale del disegno di legge n. 332/A
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Risultato della votazione)
Proclamo l'esito della votazione:
Favorevoli ................ 38
(L'Assemblea approva)
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
"Forza Italia" (Doc. I)
Contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
8 "Forza Italia (Doc. I)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativa alla lista provinciale numero
8 di Forza Italia .
Invito la Commissione Verifica Poteri a prendere posto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
"Forza Italia" (Doc. I)
Contestazione della graduatoria redatta dall'ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
8 "Forza Italia (Doc. I)
PRESIDENTE. Si riprende il punto III dell'ordine del giorno.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia, per svolgere la relazione, trasmessa ai deputati con e-
mail del 1 agosto 2023.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA, relatore. Onorevoli colleghi, nel
rimettermi al testo scritto dell'ampia Relazione sulla vicenda che
ha occupato la Commissione per la verifica dei poteri, vertente
sull'ordine di precedenza dei candidati nella graduatoria redatta
dall'Ufficio centrale circoscrizionale di Palermo relativamente
alla lista provinciale n. 8 Forza Italia , qui mi limiterò a
riassumerne brevemente i punti salienti.
Con ricorso alla Commissione del 25 settembre 2022, il candidato
Cascio Francesco rivendicava la posizione di primo dei non eletti
nella superiore graduatoria redatta dall'Ufficio elettorale di
Palermo che, invece, lo aveva posposto al candidato Alongi Pietro.
A seguito di ampia istruttoria condotta dalla Commissione, alla
luce degli accertamenti espletati in costante contraddittorio con
le parti dal Comitato istruttorio di cui all'art. 47 del
Regolamento interno dell'Ars, prima, e poi dalla Commissione
medesima in seduta pubblica poi, si è pervenuti, in base alla
documentazione elettorale ufficiale rilasciata dal Tribunale
civile di Palermo, al risultato finale per il quale - come leggasi
nella proposta conclusiva contenuta nella Relazione - al candidato
Cascio Francesco vanno attribuiti voti 6273 (anziché 6203 di cui al
verbale dell'UCC di Palermo) mentre voti 6269 (anziché 6250 di cui
al verbale dell'UCC di Palermo) al candidato Alongi Pietro.
Pertanto, ove accolta dall'Assemblea, la proposta della
Commissione si tradurrebbe, come sopra detto, nel conferimento
della posizione di primo dei non eletti al candidato Cascio in
luogo del candidato Alongi.
La verifica, scrupolosamente condotta dalla Commissione a seguito
del procedimento di contestazione disciplinato dal Regolamento
interno dell'Ars è stata a sua volta costituzionalmente legittimata
- come leggesi in Diritto nella Relazione medesima - innanzitutto
dall'articolo 3 dello Statuto siciliano, e a cascata dall'articolo
5 delle sue Norme di attuazione e dagli artt. 10 sexies, 56, 58, 61
della l.r. n. 29/51 (legge elettorale siciliana).
Le superiori disposizioni di legge costituzionale,
subcostituzionale e regionale attribuiscono, infatti, specifiche
competenze all'Assemblea regionale siciliana, la quale - in
ossequio al proprio Regolamento interno (di cui all'articolo 4,
parte II, dello Statuto), il quale individua, appunto, nella
Commissione per la verifica dei poteri l'organo all'uopo preposto -
ha esercitato tutti gli adempimenti istruttori indispensabili per
decidere non soltanto sui reclami e le convalide/contestazioni
delle elezioni dei proclamati eletti, ma anche - come nel caso oggi
all'esame dell'Assemblea - sui reclami vertenti sull'ordine di
precedenza dei candidati non eletti.
Non sembra, infine, ultroneo evidenziare che la Commissione si è
costantemente avvalsa degli apporti giurisprudenziali in materia e
diffusamente richiamati nella relazione che oggi si offre all'Aula.
Ciò premesso, nel rimettermi, ancora una volta, al testo scritto
della Relazione a suo tempo trasmessa a tutti i deputati con e-mail
del 1 agosto 2023 ed oggi consultabile nei tablet d'Aula, confido
nell'accoglimento della proposta della Commissione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Poiché nessun altro chiede di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo ai voti la proposta della Commissione
di contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
8 Forza Italia .
Ricordo che la votazione verrà effettuata a scrutinio segreto ai
sensi dell'art. 127, comma 7, del Regolamento interno
dell'Assemblea.
contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n. 8
"Forza Italia"
Votazione per scrutinio segreto della proposta della Commissione
di contestazione della graduatoria redatta dall'Ufficio centrale
circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista provinciale n.
8 Forza Italia
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla proposta
della Commissione prema il pulsante verde; chi è contrario, il
pulsante rosso; chi si astiene, il pulsante bianco.
(Segue la votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 48
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 43
Contrari 0
Astenuti 0
L'Assemblea dunque approva la proposta della Commissione, con
conseguente modifica della graduatoria redatta dall'Ufficio
centrale circoscrizionale di Palermo relativamente alla lista
provinciale n. 8 Forza Italia , attribuendo voti 6.273 (anziché
6.203 di cui al verbale dell'UCC di Palermo) al candidato Francesco
Cascio e voti 6.269 (anziché 6.250 di cui al verbale dell'UCC di
Palermo) al candidato Pietro Alongi, ai sensi e per gli effetti
degli articoli 56, comma 1, 58, comma 4, e 61 della l. r. n. 29/51
e successive modificazioni, nonché dell'articolo 61, comma 1, del
Regolamento interno dell'Ars.
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
29 dicembre 2014, n. 29» (n. 188/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29» (n. 188/A) posto al numero
1).
Invito i componenti la Terza Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Ferrara, per svolgere la relazione.
Onorevoli colleghi, Assessore, se riprendiamo, considerando che
già la relazione sul disegno di legge relativo al ddl 188 era stata
già fatta, se c'è il consenso dell'Aula e non c'è nulla in
contrario inverto l'ordine del giorno e quindi trattiamo per primo
il disegno di legge numero n. 519 "Recepimento del nuovo codice dei
contratti pubblici".
Discussione del disegno di legge "Recepimento del nuovo codice dei
contratti pubblici" (519/A)
Si passa quindi al punto IV dell'ordine del giorno, posto al
numero 2: "Discussione del disegno di legge "Recepimento del nuovo
codice dei contratti pubblici (519/A)".
Invito la IV Commissione a prendere posto negli appositi banchi.
Invito l'onorevole Carta a svolgere la relazione.
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la settimana
scorsa e fino a ieri abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo,
presieduta dal Presidente Galvagno, una settimana prima da lei e in
quella riunione c'è stato detto, dico bene agli altri Capigruppo,
al collega Catanzaro, che il Presidente Galvagno oggi o la
Presidenza comunicava a quest'Aula la data della disponibilità del
Presidente Schifani di venire in Aula a relazionare sulla questione
emergenza incendi.
Abbiamo novità su questa faccenda? Perché dico anche questo: le
cose che si decidono in Conferenza di Capigruppo devono essere
rispettate, perché altrimenti ripeto, non la facciamo più la
Capigruppo se evidentemente dobbiamo essere presi in giro. C'era un
accordo e il vicepresidente Sammartino ci aveva detto a chiare
lettere che ci avrebbe detto quando veniva Schifani. Si sa se
Schifani verrà in Aula? Sì o no?
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Vardera, anche lei era presente
nella Conferenza dei Capigruppo, e il Presidente Galvagno ha detto
che c'è la disponibilità da parte del Governo di venire a riferire
in Aula sulla tematica degli incendi; era presente sempre pure lei
in Conferenza dei Capigruppo, il Governo ha dato disponibilità già
dalla prossima settimana.
Dopo di che, c'è stata la richiesta da parte dei Capigruppo
d'opposizione che da parte del Governo deve essere presente il
presidente Schifani.
Il presidente Galvagno ha assunto l'impegno di contattare il
presidente Schifani e di trovare un accordo per venire a
relazionare in Aula. Quando il Presidente Galvagno avrà una
risposta sicuramente verrà comunicata all'Aula, ma la richiesta da
parte dei Capigruppo è chiara ed è ben presente a tutti onorevole
La Vardera.
Grazie per il suo intervento.
Seguito della discussione del disegno di legge "Recepimento del
nuovo codice del contratti pubblici (519/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è stata fatta la discussione
generale quindi poniamo in votazione il passaggio degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
1. All'articolo 1 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. A decorrere dall'entrata in vigore del decreto legislativo 31
marzo 2023, n. 36, si applicano nel territorio della Regione le
disposizioni in esso contenute e le successive modifiche ed
integrazioni nonché i relativi provvedimenti di attuazione, gli
istituti, le nomenclature e le qualificazioni in esso richiamate,
fatte comunque salve le diverse disposizioni introdotte dalla
presente legge.»;
b) al comma 2 le parole «al Bollettino ufficiale della Regione e»
sono soppresse e le parole «n. 163/2006» sono sostituite dalle
parole «n. 36/2023».
2. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 12 luglio 2011,
n. 12, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) alle amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 2
comma 1 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio;».
3. All'articolo 4 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, lettera a), le parole «i servizi di cui al decreto
legislativo n. 163/2006 allegato II A categoria 12, e in
particolare» sono sostituite dalle seguenti «i seguenti servizi»;
b) al comma 4, lettera c), punto 2), le parole «e la proposta di
modifiche ai» sono sostituite dalla parola «dei»; e le parole
«dipendenti anche da» sono sostituite dalle parole «che saranno
aggiornati anche in relazione a»;
c) al comma 4, dopo la lettera n), è inserita la seguente:
«n-bis) cura la realizzazione e la manutenzione della piattaforma
di approvvigionamento digitale della stazione appaltante-Regione
Siciliana prevista dall'art. 25 del decreto legislativo 31 marzo
2023 n. 36; ne cura la certificazione da parte dell'Autorità
nazionale anticorruzione (ANAC) e l'interoperabilità con la Banca
dati nazionale dei contratti pubblici istituita presso la stessa
Autorità.»;
d) il comma 5 è sostituito dal seguente comma:
«5. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori o
realizzatori, fermi restando gli obblighi di comunicazione
all'ANAC, sono tenuti a comunicare al Dipartimento, entro il 31
gennaio di ciascun anno, i dati essenziali relativi ai contratti di
lavori, forniture e servizi affidati nell'anno precedente, secondo
le modalità rese note dal Dipartimento, d'intesa con l'ANAC. Il
soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati
richiesti o che fornisca dati non veritieri è sottoposto, anche su
segnalazione del Dipartimento, con provvedimento dell'ANAC, alle
sanzioni amministrative di cui all'articolo 222 del decreto
legislativo n. 36/2023.»;
e) i commi 6, 7, 8 sono sostituiti dal seguente comma:
«6. Per assicurare la piena digitalizzazione dell'intero ciclo di
vita dei contratti pubblici le stazioni appaltanti e gli enti
aggiudicatori o realizzatori della regione, qualora non dotati di
una propria piattaforma, possono avvalersi della piattaforma
digitale regionale. Quest'ultima, in attuazione del principio di
unicità dell'invio, assicura la tempestiva trasmissione dei dati
relativi all'intero ciclo di vita del contratto alla Banca dati
nazionale dei contratti pubblici.»;
f) al comma 9 le parole «gli uffici provinciali del Genio civile»
sono sostituite dalle parole «l'Ufficio regionale del Genio civile,
articolato in servizi provinciali» e le parole «per l'espletamento
di gare d'appalto», sono sostituite dalle parole «di committenza di
lavori pubblici (U.R.C.), già UREGA».
4. All'articolo 5 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole «il cui importo complessivo sia inferiore
o uguale alla soglia comunitaria» sono soppresse; dopo la parola
«responsabile» è inserita la parola «unico»; la parola
«procedimento» è sostituita dalla parola «progetto»; le parole
«all'articolo 4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5» sono
sostituite dalle parole «al titolo IV della legge regionale 21
maggio 2019, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni»;
b) i commi da 2 a 23 sono sostituiti dai seguenti commi:
«2. I pareri acquisiti vengono trasmessi, dal responsabile unico
del progetto, al soggetto verificatore affinché proceda con le
attività di verifica, ai sensi del comma 11.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, da emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, è costituita la commissione regionale lavori
pubblici, quale organo consultivo della Regione.
4. La commissione esprime parere obbligatorio sui progetti di
lavori pubblici di competenza regionale di importo complessivo
superiore a 30 milioni di euro. ln riferimento al livello di
progettazione, il parere della commissione sostituisce tutte le
intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nullaosta e
assensi comunque denominati o qualsiasi altro parere di
amministrazioni, uffici, organi consultivi monocratici o
collegiali.
5. Ai lavori della commissione partecipano i soggetti competenti a
rilasciare i pareri sul progetto, in relazione alle opere da
realizzare, individuati dal responsabile unico del progetto. Senza
diritto di voto, ai lavori partecipano anche il progettista e lo
stesso responsabile unico del progetto.
6. La commissione è composta dal dirigente generale del
Dipartimento regionale tecnico, che assume la funzione di
presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, dal dirigente
generale del Dipartimento regionale dell'ambiente, dal dirigente
generale del Dipartimento dell'urbanistica, dall'avvocato generale
della Regione, dall'ingegnere capo del Genio civile competente per
territorio e da cinque consulenti tecnico-giuridici, nominati
dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
7. Al presidente della commissione regionale è attribuito il
potere di convocazione della stessa, con le modalità di cui al
titolo IV della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7 e successive
modificazioni.
8. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un
dirigente del Dipartimento regionale tecnico, nominato dal
presidente della commissione.
9. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, da emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, sono determinate le modalità per la liquidazione
delle spese generali per il funzionamento e dei compensi ai
componenti e ai consulenti della commissione di cui al comma 3.
10. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici rimane
in ogni caso obbligatorio, nei casi previsti dall'articolo 47 del
decreto legislativo n. 36/2023.
11. Per la verifica preventiva della progettazione, sul territorio
regionale, si applicano l'articolo 42 del decreto legislativo n.
36/2023 e l'articolo 34 dell'allegato I.7 del medesimo decreto
legislativo, con le seguenti modifiche:
a) la verifica è finalizzata ad accertare la conformità della
soluzione progettuale prescelta alle specifiche disposizioni
funzionali, prestazionali, normative e tecniche contenute negli
elaborati progettuali dei livelli già approvati;
b) l'attività di verifica è effettuata dai seguenti soggetti:
1) per i lavori di importo pari o superiore a venti milioni di
euro, da organismi di controllo accreditati ai sensi della norma
europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
2) per i lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e
fino alla soglia di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n.
36/2023, dai soggetti di cui al punto 1) e dai soggetti di cui
all'articolo 66 del decreto legislativo n. 36/2023, che dispongono
di un sistema interno di controllo della qualità, o dalla stazione
appaltante nel caso in cui disponga di un sistema interno di
controllo di qualità;
3) per i lavori di importo inferiore alla soglia di cui
all'articolo 14 del decreto legislativo n. 36/2023 e di importo
pari o superiore ad un milione di euro, la verifica può essere
effettuata dai soggetti di cui ai punti 1) e 2) o dal responsabile
unico del progetto, se supportato da una struttura stabile,
costituita dalla stazione appaltante ai sensi dell'articolo 15,
comma 6, del decreto legislativo n. 36/2023 e dell'articolo 3
dell'allegato I.2 del medesimo decreto legislativo;
4) per i lavori di importo inferiore a un milione di euro, la
verifica è effettuata dai soggetti di cui ai punti 1), 2) e 3) o
dal responsabile unico del progetto.».
5. All'articolo 6 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 i
commi da 1 a 34 sono sostituiti dal seguente comma:
«1. Per la programmazione di lavori, beni e servizi, sul
territorio regionale si applica il decreto legislativo 31 marzo
2023, n. 36 - libro I - parte III».
6. All'articolo 7 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 è abrogato;
b) al comma 4, le parole «responsabile del procedimento», ovunque
ricorrano, sono sostituite dalle parole «responsabile unico del
progetto».
7. L'articolo 8 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 è
abrogato.
8. L'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 è
sostituito dal seguente:
«Art. 9.
Centrale unica di committenza regionale dei contratti
pubblici
1. La Centrale unica di committenza dei contratti pubblici della
Regione siciliana, di cui agli articoli 62 e seguenti, Parte III,
Titolo I, del decreto legislativo n. 36/2023, è qualificata secondo
i requisiti e le modalità di cui all'allegato II.4, come richiamato
dall'articolo 63 del medesimo decreto legislativo n. 36/2023. La
Centrale unica di committenza regionale dei contratti pubblici, ai
sensi del comma 4, secondo periodo, del citato articolo 63, è
qualificata con riserva e garantisce il conseguimento dei livelli
L1 e SF1. La qualificazione con riserva avviene nei termini e nei
modi indicati dal decreto legislativo n. 36/2023. È fatta salva
l'iscrizione di diritto, di cui al comma 1 dell'art. 63 del decreto
legislativo n. 36/2023, del soggetto aggregatore della Regione
siciliana di cui all'art. 9 del decreto legge 24 aprile 2014, n.
66, convertito con modificazioni dalla legge n. 89 del 23 giugno
2014.
2. La Centrale unica di committenza della Regione siciliana, ai
sensi del comma 1 dell'articolo 8 dell'Allegato II.4 del decreto
legislativo n. 36/2023, cui si fa espresso rinvio dinamico, è
qualificata per la progettazione e per l'affidamento di lavori, di
servizi e forniture o di entrambe le tipologie contrattuali anche
per i livelli superiori a quelli di qualifica.
3. La Centrale unica di committenza della Regione Siciliana è così
articolata:
a) per l'affidamento di lavori e di servizi di architettura e
ingegneria, dall'Assessorato regionale delle infrastrutture e della
mobilità - Dipartimento regionale tecnico (DRT), che si avvale
prevalentemente delle sue strutture per l'affidamento dei servizi
di architettura e ingegneria e per l'affidamento dei lavori
previsti dall'articolo 62 del decreto legislativo n. 36/2023,
dell'Ufficio regionale di committenza (U.R.C.), già UREGA (Ufficio
regionale espletamento gare d'appalto), struttura intermedia dello
stesso DRT;
b) per l'acquisizione di beni e servizi, dall'Assessorato
dell'Economia Centrale unica di committenza per l'acquisizione di
beni e servizi , istituita con l'articolo 55 della legge regionale
7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni.
4. Con decreto interassessoriale dell'Assessore regionale delle
infrastrutture e della mobilità e dell'Assessore dell'economia, da
emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, previo parere delle Commissioni legislative competenti, è
disciplinata l'organizzazione della Centrale unica di committenza
della Regione siciliana al fine di soddisfare i requisiti previsti
per la qualificazione secondo quanto previsto dall'allegato II.4
del decreto legislativo n. 36/2023.
5. L'organizzazione e il funzionamento delle strutture di cui ai
punti a) e b) del presente comma, compresi l'attuazione e gestione
dei processi digitali e gli adempimenti contemplati all'articolo 19
del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, sono demandate alla
competenza dei due rami dell'Amministrazione regionale citati. Con
il decreto interassessoriale di cui al comma 4 e per le finalità
descritte, sono individuate modalità e risorse per la formazione e
il rafforzamento della capacità amministrativa della Centrale unica
di committenza regionale dei contratti pubblici.
6. L'assetto organizzativo e le funzioni della struttura centrale
dell'UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare d'Appalto) e delle
sezioni provinciali dello stesso ufficio nonché ogni altra
previsione normativa e contrattuale avente ad oggetto I'UREGA, si
intendono riferiti all'Ufficio Regionale di Committenza (U.R.C.).
7. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale delle infrastrutture e della mobilità, da
emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, sono istituite e regolamentate le commissioni di gara degli
Uffici Regionali di Committenza (U. R.C.).».
9. All'articolo 10 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole «ogni ventiquattro mesi, anche con
riferimento al prezzario unico nazionale,» sono sostituite dalla
parola «annualmente»; dopo le parole «con la stessa procedura di
cui al comma 1» sono aggiunte le parole «, in linea con le
indicazioni di cui all'allegato I.14 del decreto legislativo n.
36/2023»;
b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. Come stabilito nell'articolo 4 dell'allegato I.14 richiamato
al comma 2, i prezzari cessano di avere validità al 31 dicembre di
ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30
giugno dell'anno successivo per i progetti a base di gara la cui
approvazione sia intervenuta entro tale data, ovvero:
a) nel caso di un progetto di fattibilità tecnica economica da
porre a base di gara, qualora il medesimo progetto sia approvato
entro il 30 giugno, è possibile utilizzare il prezzario vigente
nell'anno precedente al fine della quantificazione del limite di
spesa; dopo il 30 giugno si procede alla revisione del progetto da
porre a base di gara utilizzando il prezzario vigente;
b) nel caso di un progetto esecutivo da porre a base di gara,
qualora il medesimo sia approvato entro il 30 giugno, si utilizza
l'elenco dei prezzi approvato con il livello progettuale
precedente; nel caso in cui siano necessari ulteriori prezzi, i
medesimi potranno essere dedotti dal prezzario vigente nell'anno
precedente.
Il termine di approvazione di cui alle lettere a) e b), è riferito
alla data di adozione dell'atto di validazione del progetto posto a
base di gara.».
c) al comma 4 dopo le parole «prezzario regionale» sono inserite
le parole «e non ricorrano le condizioni di cui al comma 3, lettere
a) e b)»; le parole «, a meno di parere motivato negativo del
responsabile del procedimento, fondato sull'assenza di
significative variazioni economiche,» sono soppresse.
10. All'articolo 12 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 la parola «mediante» è sostituita dalla parola
«previa»; la parola «procedure» è sostituita dalla parola
«procedura»; le parole «i professionisti» sono sostituite dalle
parole «gli operatori economici»; le parole «12 aprile 2006, n.
163» sono sostituite dalle parole «n. 36/2023». Le parole «cui
all'Allegato II A, categoria 12 dello stesso decreto legislativo»
sono sostituite dalle parole «architettura e ingegneria». Le parole
«complessivamente non superiore ad euro 100.000» sono sostituite
dalle parole «inferiore alle soglie di cui all'articolo 14, comma
1, lettere b) e c) dello stesso decreto legislativo». Le parole «Al
predetto Albo attingono per l'affidamento degli incarichi gli enti
di cui all'articolo 2» sono soppresse;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. All'Albo di cui al comma 1 attingono, nel rispetto dei
principi di rotazione, non discriminazione e trasparenza, gli enti
di cui all'articolo 2 per l'affidamento di servizi di architettura
e ingegneria, con le procedure di cui all'articolo 50, comma 1,
lettere b) ed e) del decreto legislativo n. 36/2023. Il principio
di rotazione si intende rispettato dagli enti di cui all'articolo
2, facendo riferimento alle procedure di affidamento esperite da
ciascuna stazione appaltante.
2-bis. L'Albo di cui al comma 1 alimenta le piattaforme
informatiche utilizzate dalle stazioni appaltanti che operano sul
territorio regionale, per gli affidamenti di cui al comma 2.».
d) al comma 3, le parole «dell'Assessorato» sono sostituite dalle
parole «del dirigente generale del dipartimento»; le parole «delle
infrastrutture e della mobilità» sono sostituite dalla parola
«tecnico».
e) al comma 4 le parole «Con le medesime procedure di evidenza
pubblica utilizzate per la sua istituzione,» sono soppresse; dopo
le parole «l'albo è» è inserita la parola «dinamicamente»; le
parole «con cadenza almeno semestrale» sono sostituite dalle parole
«dal dipartimento regionale tecnico. Con apposito decreto, da
emanare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, il Dirigente generale del Dipartimento Regionale Tecnico
definisce le modalità di iscrizione degli operatori economici di
cui al comma 1.».
11. All'articolo 13 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. I corrispettivi da porre a base di gara, per gli affidamenti
di servizi di architettura e ingegneria, sono calcolati dalle
stazioni appaltanti ai sensi dell'articolo 41 comma 15 e
dell'allegato I.13 del decreto legislativo n. 36/2023, nel rispetto
del vigente decreto parametri emanato dal Ministero della
giustizia, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.»;
b) al comma 2 le parole «cui al decreto legislativo n. 163/2006,
Allegato II A, categoria 12» sono sostituite dalle parole
«architettura e ingegneria al decreto di cui al comma 1»; la parola
«procedimento» è sostituita dalla parola «progetto». Le parole
«Qualora, entro dieci giorni, da parte degli ordini professionali
non pervenga risposta alla verifica richiesta, gli enti possono
procedere ugualmente.» sono sostituite dalle parole «Il parere si
intende reso favorevolmente qualora l'Ordine interessato, entro
dieci giorni dalla notifica, non abbia riscontrato la richiesta.»;
c) al comma 3, dopo le parole «stazioni appaltanti», sono inserite
le parole «, che intendano chiedere il parere di cui al comma 2,» e
dopo la parola «disposizione» sono inserite le parole «del
progetto».
12. Alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 le parole «Autorità
per la vigilanza sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole
«Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)».
Si passa all'emendamento 1.10 a firma della Commissione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Antonino. Signor Presidente, volevo chiedere alla
Commissione e quindi al suo Presidente, perché mentre il comma che
è uscito dalla Commissione, il comma 1, fa riferimento
all'applicabilità in Sicilia del decreto e successive modifiche
integrazioni, ma estende anche ai relativi procedimenti di
attuazione gli istituti e le nomenclature e le qualificazioni in
esso richiamate, invece il nuovo emendamento si limita a dire che è
recepito in Sicilia il decreto legislativo 36 e le successive
modificazioni.
Ma, in particolare, salta una cosa, che non ho capito se salta per
un incidente di percorso o una dimenticanza. Salta nella
riscrittura che fa la Commissione la parte finale del primo comma
che dice, - questo congegno elettronico è un po' complicato - fatte
comunque salve le disposizioni introdotte dalla presente legge.
Cioè se noi diciamo che recepiamo il DL 36 del 2023 basta, tutto il
resto non lo facciamo, perché noi con l'attuale proposta stiamo
intervenendo sul decreto legislativo quindi forse, o è un errore
l'emendamento proposto dalla Commissione... ma se vogliamo
introdurre norme, sulla base delle competenze che comunque
rimangono alla Regione siciliana in materia di procedure di
appalti, ancorché nei limiti fissati dalla Corte Costituzionale,
non possiamo eliminare il periodo fatte salve le diverse
disposizioni introdotte dalla presente legge . Quindi chiedo alla
Commissione se sia un errore che ha bisogno di ulteriore
riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ho letto velocemente
l'emendamento e non è tutto il comma che viene sostituito, ma solo
alcune parti, diciamo le parti che vengono sostituite, prevedono
l'applicazione in pratica del nuovo codice in decorrenza della data
di entrata in vigore della legge invece che retroattivamente.
Quindi è un emendamento prettamente tecnico, poi se il Presidente
della Commissione vuole aggiungere altro, c'è un emendamento
tecnico, perché quello che lei dice rimane, c'è un emendamento che
è stato predisposto dagli Uffici Onorevole Cracolici, però prego
onorevole Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, in risposta
all'onorevole Cracolici, confermo che la modifica appartiene solo
alla prima parte del comma fino a partire, a decorrere, per finire
ed integrazioni , e va a modificare esclusivamente la decorrenza
dell'attuale norma, invece di essere retroattiva, parte in vigore
all'indomani, nello stesso istante della pubblicazione della legge.
PRESIDENTE. Si esatto, è un emendamento prettamente tecnico,
onorevole Cracolici, e lei fa bene a chiedere spiegazioni. Anzi,
deve.
Assessore, lei vuole aggiungere qualche altra cosa? Prego.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
L'emendamento della Commissione, che va a specificare quando
entrerà in vigore, di fatto la norma. quindi quando verrà approvata
... perché l'entrata in vigore del decreto legislativo è sì di
aprile, ma gli effetti si sono prodotti dal primo luglio nel resto
d'Italia. Oggi, invece, siamo qui ad approvare la norma, in parte
di recepimento, quindi è un emendamento tecnico assolutamente
condivisibile.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, grazie onorevole Cracolici. Pongo in
votazione l'emendamento 1.10, col parere favorevole della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, a prima firma onorevole Varrica: c'è
una riscrittura, la trovate tra gli emendamenti fuori sacco,
l'emendamento 1.5.R.
VARRICA Adriano. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Grazie Presidente. La riscrittura serve, l'emendamento
serve affinché l'Assessore venga stabilmente in Commissione, una
volta l'anno, per presentare la relazione che già verrà fatta
dall'Assessorato sul settore dei lavori pubblici e i numeri sui
lavori pubblici. Quindi con questo emendamento stabilizziamo questa
buona prassi e l'abbiamo riscritto in linea con quanto ci è stato
suggerito dagli Uffici. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Varrica. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5 R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.8, a prima firma dell'onorevole
Cracolici. Non ci sono riscritture. Onorevole Cracolici, lo vuole
illustrare? Prego.
CRACOLICI. È semplicissimo. Questo emendamento si pone
l'obiettivo, così come avevo detto nel mio intervento durante il
dibattito, di pervenire a un'unica piattaforma digitale, che viene
utilizzata da tutte le stazioni appaltanti siciliane per avere
un'unica procedura e non fare impazzire le imprese che, dovendo
fare diverse gare, a seconda delle stazioni appaltanti dovrebbero
cambiare la loro procedura, essendo digitale, di inserimento dei
dati a seconda della piattaforma utilizzata dalla singola stazione
appaltante.
Poiché la Regione esercita la vigilanza su tutti gli enti e sulle
stazioni appaltanti, si dice "la procedura, cioè la piattaforma
digitale adottata dalla Regione si applica a tutte le stazioni
appaltanti della Regione". Quindi si fa un'unica piattaforma
digitale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO Giuseppe. È un intendimento nobile, però blocca di fatto
tutti gli appalti se non troviamo una norma che possa consentire di
farlo fino a quando viene fatta la piattaforma digitale. Perché per
fare un'unica piattaforma digitale di tutta la Regione, nel
frattempo ci vorranno con la Regione, secondo me, anni. Noi
dobbiamo trovare una soluzione per non bloccare gli appalti o una
norma di transizione, in cui si dice "fino a quando verrà applicata
la stazione appaltante unica digitale". Altrimenti tutti gli
appalti in Sicilia si bloccano.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Per chiarimento:
esiste già la piattaforma digitale in Italia, che è il mercato
elettronico, dove tutti i comuni italiani per potere appaltare
devono andare sul mercato elettronico, per una legge che è già in
vigore e che è il Codice degli appalti fatto nel 2015 e poi nel
2018, mi sembra.
Quindi non capisco a cosa serva un nuovo database, oppure a cosa
serva spendere questi soldi per creare un nuovo database, dopo che
lo Stato già ha dato ai comuni la disposizione del mercato
elettronico che prevede tutti questi elementi di database,
soprattutto la trasparenza riconosciuta dall'ANAC.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Sto facendo un po' confusione. La piattaforma del
mercato elettronico è quella del Mepa.
LACCOTO. No.
CRACOLICI. Come no? Il mercato elettronico è quello del Mepa.
Mercato elettronico pubblica amministrazione.
CARTA. Ce ne sono due.
FERRARA. Il partito dei sindaci dice di no.
CRACOLICI. Non è così, mi dispiace, capisco che i sindaci
fortunatamente non fate gare perché ci sono gli uffici che le
fanno Se posso finire il concetto, qui con questa legge stiamo
istituendo le stazioni appaltanti qualificate previste dal nuovo
decreto legislativo n. 36 del 2023, tant'è che il testo che avevate
licenziato in Commissione dice che le stazioni appaltanti che non
sono quelle della Regione siciliana che con questa legge propone
che deve avere un'unica piattaforma digitale, che esiste, credo che
si chiami Sitas, la legge prevedeva che le altre stazioni
appaltanti della Regione siciliana possono avvalersi della
procedura informatica digitale che utilizza la Regione.
L'emendamento, sostanzialmente, toglie il 'possono'. Perché?
Pensate per un attimo - ed è un tema che affronteremo fra un minuto
- che essendo le stazioni appaltanti in Sicilia diverse, aziende
sanitarie, comuni, geni civili, liberi consorzi, di tutto e di più,
ognuno si doti di una propria piattaforma alla quale tutte le
imprese per partecipare alle gare di cui stiamo parlando,
innanzitutto delle gare a inviti, che con la nuova procedura
prevista dall'articolo 50 fino a cinque milioni e trecentomila euro
non ci saranno più le gare, ci sarà la procedura in cui la singola
stazione appaltante chiederà alle imprese alle quali deciderà di
chiederlo di invitarli a presentare un'offerta.
Quindi, non c'è più un bando di gara. Lasciamo stare il giudizio
che posso avere io su questa disposizione, così è con la norma e
noi non possiamo cambiarla. Se noi introduciamo il principio che
ognuno si doti di una propria piattaforma digitale con basi
informative e di natura diversa da stazione a stazione, noi
facciamo impazzire il sistema.
Ecco perché la proposta che era fatta dalla Commissione di dire
'possono' dice 'debbono', cioè la Sicilia mette a disposizione la
Regione siciliana di tutte le stazioni appaltanti un'unica
piattaforma digitale, che tra l'altro ha, che con la disposizione
che è l'n) bis credo dell'articolo 1 ha l'obbligo di adeguamento e
di aggiornamenti che è una piattaforma digitale connessa
all'Autorità anticorruzione perché la Sicilia è stazione appaltante
qualificata, quindi noi con questa disposizione decidiamo che la
piattaforma digitale che utilizzeranno le stazioni appaltanti in
Sicilia è unica. Semplifica, mette tutti nelle condizioni di non
avere tanti meccanismi applicativi diversi che fanno impazzire il
sistema delle imprese, quindi non capirei qual è l'obiezione.
Dopodiché, la questione che dice l'onorevole Laccoto, il Governo
si è preservato con questa legge di fare dei decreti attuativi per
i quali si dà 120 giorni per dare applicazione alle norme previste
dalla presente legge.
Il Governo avrà i 120 giorni per fare un decreto e verificare
l'adeguamento della piattaforma.
Ripeto: la piattaforma c'è già. Abbiamo speso oltre un milione di
euro qualche tempo fa su questa piattaforma. Si tratta di
estenderla gratuitamente a tutti gli altri soggetti che fanno le
gare in Sicilia.
Non c'è nessuna interruzione delle gare, non c'è nessuna procedura
che si interrompe perché nel momento in cui entra a regime la
piattaforma da parte della Regione adeguata alle nuove disposizioni
un minuto dopo tutte le stazioni appaltanti potranno applicarla.
Spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole, è stato chiarissimo.
Assessore, ha una proposta?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì, signor
Presidente, io capisco la bontà della proposta dell'onorevole
Cracolici perché ritengo che questo possa consentire ai tanti
operatori economici di poter iscriversi in un'unica piattaforma
anziché le oltre 200 piattaforme che ci sono, però, giustamente,
come ritenevano l'onorevole Laccoto e il Presidente Carta, secondo
me dovremmo avere una tempistica per l'adeguamento.
Quindi nelle more di costituire una piattaforma unica regionale,
che non ci vorrebbero sicuramente... appena 120 giorni non
sarebbero esaustivi per potere imbastire una piattaforma ed avere
una piattaforma unica regionale operativa, dovremmo capire: andiamo
avanti ugualmente con le attuali piattaforme? Sì.
Lo dobbiamo specificare meglio sottoscrivendo un subemendamento?
Vogliamo nel frattempo accantonare questo emendamento, riscrivere
un sub emendamento per specificare nel periodo di transizione cosa
faremo?
Andremo avanti con le attuali procedure, fermo restando che quando
sarà in essere e invito la Commissione e il Presidente Carta a
potere scrivere un sub emendamento per far sì che si capisca nelle
more di avere una piattaforma unica regionale cosa facciamo.
PRESIDENTE. Va bene, Assessore.
Allora, onorevole Cracolici, io le propongo questo visto
l'apertura da parte del Governo: accantoniamo l'emendamento 1.8;
modifichiamo con un subemendamento l'emendamento 1.8.
Nel frattempo, andiamo avanti.
Quindi accantoniamo l'emendamento 1.8, nell'attesa di questo
subemendamento, e andiamo all'emendamento... onorevoli colleghi
facciamo in questo modo: visto che stiamo accantonando
l'emendamento 1.8, gli emendamenti 1.11 e 1.17, siccome sono
emendamenti tecnici, li andiamo a riscrivere all'interno del
subemendamento e quindi poi li votiamo tutti insieme con
l'emendamento 1.8.
E quindi andiamo direttamente all'emendamento 1.9, a prima firma
dell'onorevole Cracolici.
Onorevole Cracolici, se lo può ritirare, perché c'è un invito al
ritiro dell'emendamento o se vuole intervenire... Se lo può
ritirare, considerando anche che nell'emendamento 1.8 c'è stata
l'apertura da parte del Governo: l'invito al ritiro è dovuto al
fatto, glielo leggo perché, diciamo, è un suggerimento anche da
parte degli Uffici: l'emendamento elimina il riferimento alle
procedure previste dalla più recente legge regionale sul
procedimento. La legge regionale 7/2019, mantenendo quello alla
legge previgente.
Vuole intervenire? Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, le leggi successive di cui parliamo sono la
legge sullo snellimento delle procedure amministrative.
La legge n. 5 di cui si parla, che è quello sull'approvazione in
linea tecnica dei progetti tecnici.
Mi viene posto un tema da parte, diciamo, degli esperti tecnici:
la semplificazione amministrativa che è stata introdotta con legge,
tra l'altro questa legge, la legge di cui parliamo che stiamo per
abrogare, ha dei tempi di procedura per le Conferenze di servizio
più snelle rispetto a quelle che sono state introdotte
successivamente, quindi in realtà allunghiamo il procedimento, ma
al di là della tempistica, io non ho problemi a ritirarlo, vorrei
la certezza da parte degli Uffici che l'utilizzo del titolo IV
della nuova legge eccetera, eccetera, non produca conseguenze,
diciamo, di paralisi sulla modalità di approvazione in linea
tecnica dei progetti, perché ripeto la norma in oggetto riguarda la
Conferenza di servizio, tutti i soggetti che danno pareri, ma
rimane il tema dell'approvazione di un progetto che è poi quello
che va a gara.
Quindi è un aspetto che se gli Uffici mi dicono, o il Governo
assicura che la nuova disciplina non confliggerà con le procedure
di approvazione da parte della stazione appaltante, in questo caso
del progetto stesso, non ho difficoltà a ritirarlo, però vorrei una
rassicurazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il Governo vuole intervenire al
riguardo? Dico, premesso che gli Uffici garantiscono quanto da lei
richiesto, gli Uffici dell'Assemblea, onorevole Cracolici, poi se
vuole può venire qui un attimino a chiarire su questa cosa, però
dico gli Uffici dell'Assemblea chiariscono. Quindi va bene il
ritiro? Grazie onorevole Cracolici, quindi l'emendamento 1.9 è
ritirato.
Si passa all'emendamento 1.7 sempre a prima firma Cracolici, anche
qui onorevole, c'è l'invito al ritiro perché la normativa vigente
non prevede la competenza del RUP per l'approvazione definitiva dei
progetti. Prego, onorevole.
CRACOLICI. Non è prevista l'approvazione definitiva da parte del
RUP, chi è che opera a seguito della verifica? Cioè la procedura di
verifica di un progetto in linea tecnica laddove ci sono poi
proposte di modifica, di adeguamenti, ci vuole qualcuno che
l'approva e non può essere un organo collegiale perché vorrei
ricordare che il RUP non ha solo la responsabilità del progetto che
mette a gara, ma sarà poi colui che autorizzerà eventuali varianti
in corso d'opera rispetto al progetto stesso per cui si può
determinare che se non c'è un soggetto che lo approva al momento in
cui va a gara non ci sarà un soggetto che potrà autorizzare
eventuali varianti che come è noto dei progetti è una delle
procedure prevista.
Allora avere scritto, per me era pleonastico, ma il fatto che
qualcuno ora mi dica che il RUP non approva i progetti, guardate
che io considero questa affermazione una corbelleria, perché un
progetto va approvato non solo va verificato, va verificato e poi
approvato, perché è quello che va a gara ed è il responsabile unico
del progetto che poi gestirà le procedure successive alla fase
dell'affidamento. Quindi il Governo mi dice che non è il RUP che lo
approva, e chi è?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici chiaro il suo intervento, voleva
intervenire prima l' onorevole Laccoto.
Onorevole Laccoto intervenga e poi così il Governo prende spunto
anche dal suo intervento, sono sicuro che prenderà spunto anche dal
suo intervento.
LACCOTO. Guardi, la norma nazionale prevede proprio la verifica e
non prevede più l'approvazione tecnica del RUP proprio per limitare
al massimo le varianti, ora se noi dobbiamo praticamente ritornare
indietro, è un problema questo, se in tutta Italia la norma vale in
Sicilia diventa un problema l'approvazione? Lo si fa per saltare
alcuni passaggi e per evitare che vi siano queste varianti, perché
la verifica serve proprio a questo, non è che serve per fare
ritornare indietro e questa è la filosofia della norma nazionale,
quindi io credo che dobbiamo cercare anche di contemperare
l'esigenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici facciamo intervenire prima il
Governo?
Assessore Aricò, prego.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gli uffici
dell'Assessorato di fatto fanno gli stessi rilievi dell'Ufficio
dell'Assemblea regionale, e quindi il progetto va in gara se é
validato, e il soggetto che può validare il progetto è il RUP, e
l'emendamento non è ritenuto ammissibile dagli Uffici in quanto i
progetti, ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo
richiamato, non vengono approvati dal RUP, ma sono sottoposti alla
verifica dei soggetti di cui all'articolo 34 dell'allegato allo
stesso decreto legislativo, rimanendo in capo al RUP solo la
validazione, giammai l'approvazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vanno bene o chiarimenti? Prego,
se vuole intervenire.
CRACOLICI. Ho un timore grande anche per le cose che ha detto il
collega Laccoto, perché in una società perfetta la variante non
dovrebbe esistere, ma la variante esiste spesso per i limiti
progettuali. Per cui è spesso il limite progettuale che obbliga a
fare varianti in corso d'opera. Una monetina trovata, diciamo,
antica, in un'opera
CATANIA Nicolò. Non approva il RUP.
CRACOLICI. No, e ho capito, ma le varianti chi le approva?
CATANIA Nicolò. Le approva il dirigente generale.
CRACOLICI Antonino. E chi è il dirigente se non è il RUP? No
scusate, qui stiamo dicendo che un progetto non è più approvato, è
validato e non c'è più un luogo dell'approvazione, ma c'è una mera
attività di verifica.
Io considero che la verifica deve avere un percorso di
completamento in cui il famoso responsabile unico del progetto
acquisisce le competenze cioè ha la responsabilità della
realizzazione del progetto comprese le eventuali autorizzazioni.
Vedrete che sarete costrette a ritornare su questa storia perché
temo che si sta determinando un buco procedimentale che determinerà
la paralisi, quindi voi il Governo dice che così con la validazione
risolviamo il problema? Io credo di no tant'è che state
introducendo voi ben dodici commi su questo articolo della legge
36/2023 cioè perché tutti i commi che qui sono stati introdotti
sono commi aggiuntivi proposti dal disegno di legge.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici. Presidente Carta lei
voleva aggiungere qualcosa prima di
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, a chiarire che
il RUP può essere sia il Capo settore che ha fatto possibilmente
l'affidamento, o può essere anche un tecnico esterno o addirittura
questo è un altro tecnico allo stesso ufficio.
Il fatto di creare l'opportunità di andare verso questa norma di
semplificazione è per evitare che la possibilità di una correzione
in corsa possa verificarsi all'incontrario di quello che accade. Se
ogni cosa deve essere approvata, comprendete che le valutazioni
hanno un tempo, a volte ha bisogno di ulteriori approfondimenti e,
se non diamo fiducia a quella che è la norma che è il concetto
generale della semplificazione, vuol dire che si vuole tornare
indietro e si vuole dare - poco fa l'onorevole Cracolici ha detto
che i sindaci fanno le gare - i sindaci si occupano delle gare per
fare le opere.
Forse qualcuno non è abituato a farle, ma c'è chi è abituato a
farle, e se dobbiamo creare un meccanismo che vada a inceppare
l'organizzazione e la produttività nella spesa, è chiaro che questo
documento, nella maniera come viene proposta da questo emendamento,
viene stravolto. Quindi non c'è più criterio di mantenere
l'aggiornamento sul RUP, perché a questo punto ogni singolo
movimento ha bisogno dell'approvazione e il criterio viene meno.
PRESIDENTE. Assessore vuole dare un ulteriore chiarimento e poi
andiamo avanti?
ARICÒ, Assessore per le infrastrutture e mobilità. Presidente sì.
Rispetto alle varianti che vengono proposte dal direttore dei
lavori. No, vengono proposte al direttore dei lavori e approvate
dal RUP, quindi diciamo la proposta è del direttore dei lavori.
CRACOLICI. Sì, ma chi lo approva e come lo approva se non ha il
progetto?
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie. Fermo restando che qui forse l'onorevole Carta ha
capito male e non ha sentito bene quello che ha detto l'onorevole
Cracolici. L'onorevole Cracolici ha detto che a fare le gare sono i
dirigenti e non i sindaci, rispetto alla tematica che è stata posta
dall'onorevole Cracolici vorrei che rispondesse o il Presidente
oppure il Governo, alla fine chi approva questa variante se
lasciamo tutto così com'è?
È semplice, non l'approva il RUP, no, perché qui stiamo dicendo
che non lo approva più il RUP, quindi, vorrei capire chi l'approva,
punto
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
contributo che sta venendo dai banchi del Partito Democratico è
agli occhi di tutti un contributo positivo. La stessa proposta
ultima, formulata dal collega Cracolici, mette al centro un tema
che attualmente è abbastanza concreta, Assessore, c'è la stazione
appaltante, fa una procedura, alla fine tutto viene approvato dal
RUP, ora se questo non viene definito in futuro chi sarà il
soggetto che dovrà approvare, intanto, le procedure che sono state
esplicitate nella gara, quindi, io segnalo questa tematica,
Assessore, perché è fondamentale, perché dopo l'approvazione del
RUP poi ci saranno le verifiche dell'Anac, ci sarà il percorso del
progetto che potrà subire anche delle varianti, ma c'è il tema
fondamentale, Assessore, che c'è un soggetto che alla fine chiude
il percorso procedurale e non è l'organo politico, è l'organo
tecnico rappresentato dal RUP.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, direi di procedere in
questo modo: se l'onorevole Cracolici intende, diciamo, non
ritirare l'emendamento, siccome, a mio modo di vedere, servono
ulteriori chiarimenti, perché non vorrei che poi approvando andiamo
contro il codice degli appalti, io direi di fare questo,
accantoniamo per il momento questo emendamento così lo trattiamo
dopo, nel frattempo facciamo ulteriori approfondimenti e
ritorniamo, visto che lo abbiamo completato, all'emendamento che
poco fa abbiamo accantonato, l'emendamento 1.8 che abbiamo
riscritto e, quindi, mettiamo, i fuori sacco ci sono?
Sta arrivando il fuori sacco che trovate nel vostro tablet,
l'emendamento 1.8.1, che è la riscrittura dell'1.8 per quello che
ci siamo detti durante la discussione, quindi, se va bene la
modifica che abbiamo apportato, metterei in votazione l'emendamento
1.8.1 e poi votiamo gli altri due emendamenti che abbiamo
accantonato che sono gli emendamenti 1.11 e 1.17 che non li abbiamo
accorpati perché altrimenti veniva un emendamento un po' troppo
lungo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, allora
il tema non è la fase transitoria sulla quale mi pare che è chiaro
che in assenza di una certezza vige quello che c'è. La questione è
un'altra, la Regione propone di istituire una piattaforma regionale
per sé stessa e il Governo annuncia che entro centoventi giorni con
decreto la istituirà, mi fa capire questo nelle more....
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, votiamo prima l'emendamento
1.8.1, poi l'emendamento 1.8.
CRACOLICI. Allora ricominciamo.
PRESIDENTE. Allora votiamo....
CRACOLICI. Ricomincio io.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.8 prevede già, è il suo emendamento.
CRACOLICI. No Presidente, perché nelle more è chiaro che c'è una
procedura che è in corso d'opera e che dovrà essere definita con
l'approvazione di un decreto da parte del Governo e che ci sia una
fase transitoria da qui a quando viene istituita la piattaforma con
decreto da parte del Governo è scontato, possiamo scrivere "nelle
more...", "nelle ciliegie...", decidete l'espressione, la questione
è che mentre da un lato stabiliamo che il Governo deve fare un
decreto e, quindi, si danno 120 giorni, nello stesso tempo diciamo,
invece, per il resto nelle more'.
Allora o scriviamo che fino a quando il Governo non approverà con
decreto la nuova piattaforma digitale prevista eccetera eccetera,
si continuano ad utilizzare le piattaforme esistenti da parte delle
stazioni appaltanti. Ma è evidente che il tempo non è 'nelle more',
è il decreto, è l'approvazione del decreto che fa partire la
piattaforma unica digitale, non so se sono chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, provo ad interpretare, vediamo se
ho capito bene. Quindi lei propone di modificare l'emendamento
1.8.1, anziché 'nelle more della realizzazione della piattaforma
digitale regionale', 'nelle more del decreto'.
(Interruzione dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Sì, però, onorevole se non c'è la nuova piattaforma
come facciamo a non utilizzare più quelle esistenti? ma, infatti,
allora... un attimo...
Ha chiesto di intervenire l'assessore Aricò. Ne fa facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Una cosa è
organizzare una piattaforma regionale con i nuovi Urega, la CUC e
quant'altro, una cosa è omogenizzare tutte le piattaforme e tutte
le stazioni appaltanti in Sicilia per fare veicolare tutti i flussi
informatici ed avere omogeneità del software per le centinaia
stazioni appaltanti.
Allora noi in 120 giorni saremmo in grado di validare una stazione
unica appaltante della Regione per gli uffici regionali, dopo di
che se ci sarà il Comune tal de tali, l'Asp tal de tali, che
utilizzerà altri meccanismi ed altre piattaforme, avremo bisogno di
maggiore tempo per dare omogeneità alle centinaia di piattaforme
che ci sono in Sicilia per far sì che ci sia un'iscrizione unica.
SCHILLACI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
volevo fare evidenziare all'Aula la procedura che questo nuovo
codice dei contratti è anche l'attuazione che a livello nazionale
sta avendo con l'apporto, da parte dell'Anac, che ha l'obiettivo
principale, intanto di ridurre le stazioni appaltanti con
l'introduzione di stazioni appaltanti qualificate che avranno delle
piattaforme digitali riconosciute e con il fascicolo degli
operatori virtuale.
Questo cosa sta a significare? che l'obiettivo è verso la
digitalizzazione di tutto quanto e non capisco perché la Regione
non debba seguire stessa indicazione nazionale. Quindi nel momento
in cui si scrive un emendamento del genere, nelle more della
realizzazione, senza dare dei tempi certi, queste more possono
essere anche decennali. Quindi, a mio avviso, è opportuno
introdurre dei tempi sia per la realizzazione sia per l'adeguamento
delle stazioni appaltanti, oltretutto le stazioni appaltanti, visto
che l'obiettivo è quello di ridurle, non tutte possono essere
digitalizzate e possono fare le gare attraverso altre a stazioni
appaltanti qualificate.
PRESIDENTE. Colleghi, io ho riletto l'emendamento 1.8.1 e lo
rileggo, così almeno ce l'abbiamo un po' lo riesco a capire meglio
io. 'Nelle more della realizzazione della piattaforma digitale
regionale le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori e
realizzatori della regione si avvalgono delle piattaforme
esistenti', di fatto noi ad oggi non possiamo stabilire un termine
perché, se entro quel termine, la piattaforma digitale non venisse
realizzata il rischio che dobbiamo ritornare in aula per fare...
Quindi pongo in votazione l'emendamento 1.8.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento fuori sacco 1.17, che si collega
sempre all'emendamento 1.8 che voteremo dopo, è un emendamento
tecnico.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11 che è un emendamento tecnico
della Commissione.
CRACOLICI. Dobbiamo votare l'emendamento 1.16.
PRESIDENTE. Si, ora lo votiamo, onorevole Cracolici, perché sono
emendamenti tecnici che si collegano al suo emendamento, stia
tranquillo.
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, che è un emendamento
tecnico della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.8. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.13, che è un emendamento tecnico che
trovate nel fascicolo, quindi l'emendamento 1.13 è un emendamento
tecnico della Commissione che prevede che il termine per
l'emanazione dei decreti richiamati nel testo decorra dalla data di
entrata in vigore della legge. Colleghi, prima di votare
l'emendamento 1.13 - che è un emendamento tecnico della Commissione
che vi ho appena illustrato - direi di votare l'emendamento 1.16, a
prima firma dell'onorevole Cracolici che prevede in sintesi il
parere della Commissione Antimafia per i decreti attuativi
richiamati. Questo lo voterei, se siamo d'accordo, come
subemendamento all'emendamento 1.13.
Quindi, pongo in votazione l'emendamento 1.16, che fa da
subemendamento. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.13. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.6, a firma degli onorevoli Carta ed
altri, di cui c'è l'invito al ritiro della seconda parte
dell'emendamento, onorevole Carta.
La parte che invito a ritirare o comunque ad eliminare da questo
emendamento è: "sono aggiunte le parole per i progetti di cui al
presente comma , le dico perché Presidente Carta, perché
attribuisce alla medesima Commissione la competenza sulla VIA
attualmente in capo alla CTS, tale attribuzione di competenza è in
contrasto con l'articolo 7 bis, comma 5, del Codice dell'ambiente.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. L'invito è nel fare un subemendamento e di eliminare
questa parte, se insiste chiedo ovviamente al Governo, che dice
Assessore?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gli uffici
non ravvedono problematiche sull'approvazione
CATANZARO. Quali uffici?
PRESIDENTE. Gli uffici dell'Assessorato, quindi se il Governo se
ne assume la responsabilità pongo in votazione l'emendamento 1.6.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, non ho compreso una cosa, lei
chiede la seconda parte perché gli Uffici dell'Assemblea ci
chiedono di togliere la seconda parte di questo emendamento, il
Governo invece ci dice che non ci sono problemi, allora dobbiamo
votare.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Catanzaro, e tra l'altro le ripeto pure
il perché l'invito al ritiro di questa parte che vi ho letto poco
fa perché attribuisce alla medesima Commissione la competenza sulla
VIA, attualmente in capo alla CTS, tale attribuzione di competenza
è in contrasto con l'articolo 7 bis, comma 5, del Codice
dell'ambiente.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, il
problema non è poca cosa, dico è una questione importante, non è
un'opinione, quindi, è inammissibile. Quindi, non serve che ci
dividiamo su questo, non serve dividersi tra voti favorevoli e voti
contrari, stiamo andando avanti, stiamo andando avanti tutti
insieme, penso che direttamente lei, Presidente, ci possa mettere
in condizione di evitare di dividerci su una cosa che non serve.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Onorevole Dipasquale, pure per noi a questo punto è
inammissibile e poi se è possibile vorremmo che il Presidente o
l'Assessore o entrambi ci spiegassero anche la ratio di questo
emendamento che in Commissione non è passato.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Io invito il presidente Carta magari a riscriverlo per due
motivi: uno è perché se è così per come è scritto, l'emendamento è
inammissibile rispetto alle motivazioni che lei ha dato. E se è
inammissibile non può essere votato, quindi siccome sono favorevole
diciamo a questa riduzione che ha proposto l'onorevole Carta dai 30
ai 20 milioni...
CRACOLICI. Secondo me è inammissibile.
SPADA. ...e per questa parte l'emendamento è inammissibile,
rischiamo di non poterlo votare.
PRESIDENTE. Colleghi, vi propongo questo: considerando che
dobbiamo evitare qualunque tipo di impugnative e dobbiamo scrivere
le norme nel migliore dei modi e considerando anche che l'Assessore
ha fatto un intervento che tende a mantenere l'emendamento, direi
di accantonarlo, così facciamo ulteriori approfondimenti, così sia
il Governo che il Presidente della Commissione possono fare
ulteriori approfondimenti e passiamo all'emendamento 1.2 a firma
degli onorevoli Lantieri ed altri.
CRACOLICI. Ma l'abbiamo votata la prima parte?
PRESIDENTE. Abbiamo accantonato l'emendamento per ulteriori
approfondimenti, onorevole Cracolici.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Lantieri ed
altri, che è già contenuto nel testo, quindi invito al ritiro,
onorevole Lantieri.
LANTIERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli
Varrica ed altri. L'emendamento 1.4 è passato questa mattina
nell'ambito della Commissione Bilancio' ed è stato ritenuto non
ammissibile perché non c'è il parere favorevole della Commissione
Bilancio', quindi non possiamo votarlo.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Io ero presente in Commissione Bilancio', quindi già
sapevo di questo esito, però proprio in Commissione Bilancio',
tutta la Commissione, il Presidente, gli Assessori abbiamo
riscontrato l'esigenza legata a rendere strutturale la CUC dal
punto di vista della proroga perché la CUC, la parte che oggi è
incardinata presso l'Assessorato Bilancio, scade in quanto Ufficio
speciale a metà dicembre, quindi non è operativa. C'era un impegno
da parte del Governo a presentare un emendamento in tal senso e,
quindi, vorremmo capire qual è l'esito di questo impegno.
PRESIDENTE. Ricordo bene che in Commissione Bilancio' è stata
fatta questa discussione. Assessore Falcone vuole fare una
precisazione in merito?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, certamente. Grazie.
Colgo con grande piacere l'intervento del collega Varrica perché
pone l'accento su una questione certamente importante.
Vorrei ricordare che la CUC è stata anche istituita a seguito di
una norma nazionale, quindi poi regionale, oggi la CUC dovrebbe
concludere il suo percorso alla fine dell'anno. Noi quindi siamo
ben disponibili affinché si possa anche introdurre un emendamento
col quale possiamo anche confermare il percorso virtuoso di questo
ufficio, che è un ufficio speciale lo vorrei ricordare, per almeno
tre anni, quindi se siamo d'accordo mi riservo un attimo,
formalizziamo l'emendamento e lo possiamo così anche presentare per
poterlo apprezzare.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si passa all'emendamento 1.14,
della Commissione, che in sintesi contiene una riformulazione delle
norme per una maggiore chiarezza in materia di organizzazione e
funzionamento della centrale di committenza.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, a firma degli onorevoli Varrica ed
altri. Anche questo emendamento è stato mandato in Commissione
Bilancio'.
Il parere della Commissione Bilancio? Trovate negli emendamenti
fuori sacco una riscrittura di questo emendamento, l'emendamento
1.3.1, che è una riscrittura con parere favorevole della
Commissione Bilancio'.
Quindi pongo in votazione l'emendamento 1.3.1. Ci è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto si passa direttamente all'emendamento 1.1, a firma
degli onorevoli Catania ed altri. Onorevole Catania lo vuole
illustrare? Prego.
CATANIA Nicolò. Sì, Presidente, semplicemente nella lettura del
testo, l'articolo in questione pone un dubbio, pone un problema che
ingerisce anche su quelli che sono gli elementi di partecipazione
alla libera concorrenza. Obbligare l'iscrizione all'albo di tecnici
per affidare loro gli incarichi penso che possa essere cosa buona e
giusta, nella misura in cui si fanno le procedure negoziate, le
gare o quanto meno una richiesta in tal senso, ma vincolare del
tutto il regime di libera concorrenza, un incarico diretto,
premesso che la norma nazionale sta dando in questo senso
un'agevolazione rispetto alla semplificazione, e vincolare un
incarico di anche ben solo cinquemila euro a un giovane tecnico
laureato o diplomato penso che sia qualcosa che vada al di là del
delle cose corrette e delle agevolazioni anche in termini di
semplificazione che la norma stessa, come principio generale,
vuole dettare.
Quindi, esattamente quello che ho detto proprio per evitare,
laddove questa proposta dovesse passare, che questa offerta venga
compressa e venga, come dire, gestita in maniera diversa
nell'ambito di una procedura che vuole essere quella
dell'affidamento diretto. Altra cosa invece è quando l'affidamento
è previa consultazione o previa gara, allora l'iscrizione all'albo
mi pare che sia quanto meno necessaria, ma almeno liberalizziamo e
diamo anche un po' di opportunità ad altre persone. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. Consultando gli uffici
dell'Assemblea propongono una modifica al suo emendamento di tipo
tecnico, se un attimino può salire qui così la visualizza, la firma
e poi se l'onorevole Catania ci dà l'ok, con la sua firma
trasmettiamo il testo a tutti i colleghi dell'Assemblea.
Nel frattempo che l'onorevole Catania verifica questa modifica si
passa all'emendamento 1.15, della Commissione, che specifica la
disciplina di aggiornamento dell'albo.
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Qual è l'emendamento, non so qual è l'emendamento.
PRESIDENTE. L'1.15, onorevole Cracolici, è un emendamento tecnico
onorevole Cracolici, lo trova nel fascicolo a pagina 10. L'1.15 è
su proposta della Commissione e se vuole il Presidente Carta può
illustrare l'emendamento. Prego
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Nella legge c'era
scritto con una frase di rendere dinamico l'albo, l'albo diciamo
dei tecnici, dove attingere per gli incarichi e quant'altro. E'
stato chiarito con un aspetto tecnico chiamandolo aggiornamento
dell'albo. E' semplicemente di semplificazione, diciamo, di
linguaggio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Non so qual è l'emendamento tecnico che è stato
suggerito dall'onorevole Catania, ma proprio l'approvazione
eventuale di questo emendamento che considero, diciamo, ovvio,
dimostra che l'iscrizione all'albo è un'iscrizione, come dire, che
prescinde la quantità dell'importo con cui viene affidata una gara.
Quindi...
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Bisogna
specificare la dinamicità con l'aggiornamento.
CRACOLICI. E io sono d'accordo con te. Io sono d'accordo,
semplicemente sto dicendo che siccome un albo deve contenere...,
cioè significa che tutti coloro che svolgono un incarico
professionale devono essere iscritti in un albo, anche col
dinamismo dell'aggiornamento. L'emendamento che abbiamo discusso
poc'anzi dice: per l'affidamento diretto - poi se è 5 o 140.000
euro poco importa - non è necessario essere iscritti all'albo.
Quindi da un lato, giustamente, diciamo che l'albo deve essere
aggiornato e dall'altro lato si può prescindere dall'affidamento
essendo iscritto all'albo. Dobbiamo metterci d'accordo. Saranno
così diverse che o non le ho capite io o stiamo dicendo due cose
contraddittorie.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Onorevole Catania,
l'onorevole Cracolici ha chiesto un chiarimento, se per favore,
sulle aspettative della sua richiesta di emendamento. Lei ha detto
di dare la possibilità a chi non ha l'esperienza, ma non a chi non
è iscritto all'albo, giusto? Può chiarire questa aspettativa, per
favore?
PRESIDENTE. Onorevole Catania, prego, se può esplicitare meglio.
Grazie.
CATANIA Nicolò. Se guardiamo alla scrittura esatta del testo ho
notato semplicemente qualcosa che attiene ad un'esclusività di
iscrizione all'albo, financo per gli incarichi diretti di importi
inferiori. Se mi consentite - a parte che andiamo a ledere proprio
il regime di libera concorrenza rispetto alla procedura di
affidamento diretto che la norma vuole dare per liberalizzare, per
semplificare, per fare altre cose - ma così facendo, anche per
incarichi inferiori rispetto agli importi previsti per la procedura
negoziata e per altre procedure previste per legge, in base
all'importo, non è che dai l'affidamento diretto, fai un
ragionamento rispetto a quello che poi il Codice dei contratti ti
dice, quindi vai a fare le gare, vai a fare altre formulazioni, ma
per incarichi diretti di somme dove il Codice dei contratti non ti
obbliga a fare procedure negoziate, non possiamo vincolare
all'iscrizione all'albo, perché significa che un giovane laureato,
un giovane tecnico, non troverà mai lo spazio per potere operare e
lavorare. Quindi, mentre la norma da un verso ci dà l'opportunità a
cercare di semplificare in tal senso, dall'altro la vincoliamo con
l'iscrizione all'albo. Solo quello era, quindi è legata...
CARTA, presidente di Commissione e relatore. Quindi, lei dice che
i neolaureati non devono essere iscritti all'albo regionale?
CATANIA Nicolò. No, è una cosa diversa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un attimo, perché altrimenti
diventa un dibattito a due. A me è chiaro l'emendamento
dell'onorevole Catania. Invito all'intervento l'onorevole Safina e
poi l'onorevole De Luca. Prego, onorevole.
SAFINA. Grazie. Presidente, Governo, vorrei ricordare, se
l'onorevole Catania abbassa la voce...
PRESIDENTE. Onorevole Safina, si rivolga alla Presidenza.
SAFINA. Vorrei ricordare, in primo luogo a me stesso e poi a tutta
l'Aula, che qui il legislatore regionale sta di fatto recependo un
testo. E in sede di discussione generale abbiamo già evidenziato
come i limiti del legislatore regionale non sono, diciamo, di poca
cosa.
Ora quando in questo emendamento si dice che gli affidamenti di
cui all'articolo 50, comma 1, lettera b), non si sta parlando di
affidamenti di 2.000, 4.000, 5.000, perché quella norma che lei
chiede, caro collega, di applicare senza la previa iscrizione
all'albo prevede affidamenti di progettazione fino a 140.000 euro e
progettare 140.000 euro non è la progettazione di una piccola
opera, è la progettazione di un'opera consistente
DIPASQUALE. Quindi avevo ragione io
SAFINA. Evidentemente, aveva ragione, rappresenterebbe quasi un
ossimoro discutere l'emendamento della Commissione e il suo, perché
se la Commissione prevede le modalità di aggiornamento dell'albo è
proprio perché vuole consentire a tutti di potere accedervi e di
potere partecipare alle gare di progettazione. Quindi, diciamo che
creeremmo un corto circuito e in più, a mio avviso, creeremmo un
mostro perché qualsiasi ufficio potrebbe affidare direttamente
incarichi da centomila euro.
PRESIDENTE. Colleghi, a me è chiara la discussione. Intanto vi
propongo di porre in votazione l'emendamento 1.15 della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dopodiché, vi trovate nella cartella dei fuori sacco la
riscrittura dell'emendamento relativo all'onorevole Catania che è
l'1.1.R che è la riscrittura tecnica che abbiamo proposto.
L'onorevole Catania mantiene l'emendamento o lo ritira?
CATANIA Nicolò. Certo che lo mantengo.
PRESIDENTE. Mantiene l'emendamento. Chiedo il parere della
Commissione sull'emendamento 1.1.R.
SCHILLACI. Cosa vuol dire questo emendamento?
CRACOLICI. Però, ce lo dovete fare capire.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'emendamento 1.1.R è lo stesso
illustrato poco fa dall'onorevole Catania, è stata fatta solo una
modifica tecnica dell'emendamento proposto dall'onorevole Catania.
La ratio è la stessa. Quindi, chiedo il parere da parte della
Commissione sull'emendamento 1.1.R.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Presidente, direi
di accantonare anche questo in attesa di un approfondimento sugli
aggiornamenti degli albi e in riferimento anche all'attività
richiesta dall'onorevole Cracolici. Presidente, io l'avviso che a
breve devo andare via per problemi di famiglia che ho accennato
prima, quindi, se in caso gli aggiuntivi li trattiamo il possiamo
mercoledì, per favore.
DIPASQUALE. Accantoniamolo, ha ragione.
PRESIDENTE. Intanto accantoniamo l'emendamento 1.1.R, poi quando
andrà via vedremo di...
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Siccome in alcuni
punti c'è anche un emendamento del Governo molto importante
sull'agricoltura, ce n'è un altro sulla Protezione civile...
PRESIDENTE. Questo sugli aggiuntivi.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sugli aggiuntivi.
Intanto dico completiamo questo e rinviamo alla prossima settimana.
PRESIDENTE. Intanto completiamo i modificativi e l'articolato.
Accantoniamo, quindi, l'emendamento 1.1.R come pure l'articolo 1
perché abbiamo tre emendamenti che poi dobbiamo riprendere.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Recepimento con modifiche dell'articolo 100, comma 11, del
decreto legislativo n. 36/2023
1. Dopo l'articolo 10 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
è aggiunto il seguente:
«Art. 10-bis.
Dimostrazione e verifica dei requisiti di ordine speciale nei
servizi tecnici
1. L'articolo 100, comma 11, del decreto legislativo n. 36/2023 si
applica sul territorio regionale con l'aggiunta dei seguenti commi:
11 bis. Nei servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi
tecnici, i requisiti economico-finanziari sono prioritariamente
dimostrati tramite una copertura assicurativa con massimale pari al
dieci per cento dell'importo delle opere o, in alternativa, con
adeguata motivazione, da un fatturato globale maturato nei migliori
tre esercizi degli ultimi dieci anni antecedenti la pubblicazione
del bando e non superiore al valore stimato dell'appalto, mentre
per i requisiti di capacità tecnica e professionale di aver
eseguito, nei dieci anni precedenti, contratti analoghi a quelli in
affidamento anche a favore di soggetti privati.
11 ter. Al fine di promuovere la qualità delle proposte
progettuali ed una maggiore apertura del mercato, nei concorsi di
progettazione, fermo restando l'obbligo di possesso dei requisiti
di partecipazione di ordine generale e di idoneità professionale
alla data di iscrizione al concorso presentazione del progetto, il
vincitore può dimostrare il possesso dei requisiti speciali di cui
al presente articolo a valle della proclamazione, nella fase di
affidamento dei successivi servizi di architettura e ingegneria,
tramite costituzione di un raggruppamento temporaneo di soggetti di
cui all'articolo 66 comma 1, del decreto legislativo n. 36/2023,
purché non abbiano partecipato al concorso, oppure attraverso
l'istituto dell'avvalimento. Se previsto l'affidamento dei livelli
successivi della progettazione, il bando deve prevedere i requisiti
speciali richiesti al vincitore.».
Onorevoli colleghi, abbiamo accantonato l'articolo 1 perché non lo
possiamo votare perché dobbiamo ancora votare tre emendamenti che
abbiamo accantonato. Quindi, accantoniamo pure l'articolo 1 e
andiamo all'articolo 2 e all'emendamento 2.1, a firma degli
onorevoli Cracolici ed altri.
DE LUCA Antonino. Avevo presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. Intanto se l'onorevole Cracolici vuole illustrare
l'emendamento 2.1.
CRACOLICI. Posso spiegarlo?
PRESIDENTE. Assolutamente sì, onorevole Cracolici. Prego.
CRACOLICI. Allora, questo emendamento si limita a modificare il
testo che è stato proposto che aggiunge al decreto legislativo
36/2023 queste disposizioni che sono contenute nell'articolo 2,
determinando una situazione surreale. Da un lato, la norma
nazionale dice che per scegliere un progetto devi produrre gli
ultimi tre bilanci da parte del professionista per essere ammesso
alla valutazione. La norma che proponiamo noi, dico giustamente,
dice che devi produrre i migliori tre bilanci nell'ultimo decennio.
Mi segue, signor Presidente? Cosa si determina? Che nel momento in
cui lo aggiungiamo abbiamo la coesistenza di due norme: una che
dice che deve avere gli ultimi tre bilanci; l'altra, fatta dalla
legge regionale, che la devi avere negli ultimi dieci anni. Cosa si
applica?
Allora, la proposta si limita a dire: gli emendamenti di cui
all'articolo 2 non sono aggiuntivi ma sono modificativi, cioè in
Sicilia si applica la disposizione, in questo caso le ragioni sono
del tutto ovvie, abbiamo avuto il Covid, una situazione anche di un
certo tipo, quindi in Sicilia si applica, sempre che ce la facciano
passare, che devi avere i migliori tre bilanci negli ultimi dieci
anni e non la coesistenza delle due norme.
PRESIDENTE. Assessore, se vuole specificare in risposta
all'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, è proprio questa la ratio del disegno di legge che
avevamo presentato perché sappiamo tutti perfettamente che gli
ultimi esercizi, gli ultimi bilanci presentati dalle imprese che
sono riferibili al 2020, 2021 e 2022 sono stati anni neri per le
imprese siciliane visto il Covid e, quindi, poter essere valutati
rispetto ai migliori tre bilanci degli ultimi dieci anni
sicuramente potrebbe dare un aiuto...
CRACOLICI. Parliamo di progettazione.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Progettazioni, sì. Soprattutto per i professionisti siciliani.
Quindi c'era una coesistenza dei due parametri. E' un emendamento
che noi naturalmente condividiamo.
PRESIDENTE. Torniamo quindi all'emendamento 2.1. Il subemendamento
lo troviamo tra i fuori sacco, è il 2.1.1.
DE LUCA Antonino. Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, pur comprendendo e anche
condividendo le ragioni poste nell'articolo 2, quindi di apertura
del mercato dei concorsi di progettazione ai giovani professionisti
e a tutti quei professionisti che non hanno maturato i requisiti
che necessitavano antecedentemente all'eventuale approvazione di
questa norma, ho dei forti dubbi sul comma 11 ter. Perché? Perché
ammesso e non concesso che a livello nazionale non impugnino
l'articolo 2 nel suo complesso, sono fermamente convinto che
impugnerebbero il comma 11 ter nel quale ravvedo financo dei
pericoli.
Perché? Questo comma 11 ter che cosa dice? Che il professionista
che partecipa
Presidente, vorrei un attimino di attenzione perché la materia è
particolare.
Il comma 11 ter che cosa ci dice? Che il professionista che non ha
i requisiti speciali previsti dalla legge nazionale per partecipare
a un concorso di idea, un concorso di progettazione, partecipa lo
stesso e poi eventualmente costituisce un'associazione temporanea
di professionisti all'interno della quale possono entrare dei
professionisti che hanno quei requisiti che sono invece previsti
dalla legge speciale.
Allora, se da un lato la volontà è buona ed è premiante che è
quella di aprire il mercato di questi concorsi ai giovani
professionisti, dall'altro rischiamo di innescare un mercimonio di
questi requisiti. Presidente, se non vi fermate con le vostre
attività non proseguo con le mie.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la sto ascoltando. Riesco a fare
ancora oggi due cose contemporaneamente.
DE LUCA Antonino. Lo so, ma io non vedo in faccia nemmeno
l'assessore Aricò perché c'è il presidente Carta davanti.
PRESIDENTE. Con l'età riesco, purtroppo a fare solo due cose
contemporaneamente. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Per essere sicuro di non togliere nulla al
dibattito, ricomincio da capo.
Quindi dicevo qual è il mio timore sull'11 ter? Che si apra al
mercimonio dei requisiti, perché io professionista che ho i
requisiti speciali faccio presentare dieci proposte diverse a dieci
soggetti che non hanno i requisiti, uno di loro vince, dopodiché io
professionista che ho i requisiti impongo, obbligo, vincolo quel
professionista a farmi entrare nell'ATI, alle mie condizioni,
perché diversamente quello stesso professionista non avendo i
requisiti ma avendo vinto il bando si troverà con dei problemi di
natura giuridica a cui rispondere e allora se la finalità è buona
dell'11 ter al pari dell'11 bis è evidente che l'approvazione di
questa norma oltre ad aprire a evidenti problemi di legittimità si
presta a delle facili distorsioni, perché noi stiamo consentendo
questo a posteriori. Quindi io consiglierei o quanto meno aprirei
il dibattito su questa seconda parte delle norme, cercherei di
capire anche qual è il pensiero degli Uffici e dei colleghi, perché
l'approvazione dell'11 ter probabilmente comporta più problemi di
quelli che vorrebbe risolvere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Catania Nicolò e poi
l'onorevole Savarino. Prego onorevole Catania.
CATANIA NICOLO'. E' probabile anzi è sicuro che questa spiegazione
dell'emendamento non sia andata a buon fine, proverò ad essere un
po' più chiaro se riesco.
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Catania, pensavo che
intervenisse su questo emendamento, quello lo trattiamo
successivamente.
Onorevole Savarino, lei voleva intervenire su questo emendamento?
Prego.
SAVARINO. Sì, grazie, signor Presidente. Allora questo emendamento
viene fuori da un lavoro di ascolto che abbiamo fatto rispetto alle
sollecitazioni arrivate dagli ordini professionali che proprio
chiedevano in Sicilia di operare una maglia più larga che potesse
dare spazio anche ai giovani professionisti, alle start up, a
giovani che hanno idee brillanti e che con i requisiti della
normativa nazionale si vedono stroncati perché non possono neanche
partecipare; in questo modo, cambiando lievemente i requisiti di
accesso permettiamo ai giovani professionisti o anche ai
professionisti che sono magari di territori più disagiati, che non
hanno studi con fatturati così grandi negli ultimi tre anni, di
potere partecipare e anche a chi ha buone idee. Poi certo la
degenerazione è sempre dietro la porta, per carità, io capisco le
perplessità del collega e capisco che fatta una regola si può
sempre trovare l'inganno, però non possiamo non rischiare di
aiutare i giovani professionisti siciliani soprattutto in questa
fase economica perché temiamo che qualcuno grosso possa dopo che
loro ottengono e vincono il concorso fagocitarli. Se noi infatti
questa chance non gliela diamo non potranno neanche minimamente
partecipare quindi non saranno neanche presi in considerazione, in
qualche modo invece così noi gli diamo questa chance.
Quindi io mi rimetto ovviamente alla valutazione dell'assessore
Aricò e del Governo, però sarei per mantenere questa possibilità
che, peraltro, ripeto, ci è stata chiesta a più voci proprio dagli
ordini professionali siciliani. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
Ha chiesto di parlare l'Assessore Aricò. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Più volte si
è dibattuto del tema e c'è da apprezzare, diciamo, lo sforzo
dell'onorevole Savarino e dei componenti della Commissione che
hanno voluto sostenere questo tipo di emendamento che di fatto si
rivolge a tutti i giovani professionisti che non hanno ancora
maturato i requisiti per poter partecipare alle gare ma hanno delle
professionalità incredibili. Credo che gli articoli di stampa
l'abbiano più volte titolato come "i salva giovani Renzo Piano".
Nel senso che probabilmente un giovane Renzo Piano, oggi neanche
trentenne, non sarebbe tenuto in considerazione neanche per la
presentazione di progetti seppur come grandi professionisti. Quindi
capisco pure le riflessioni proposte dall'Aula perché comunque
anche se politicamente la riteniamo una proposta assolutamente
valida, potrebbero venire, andare in conflitto con le normative
vigenti. Quindi, io vi chiederei, se fosse possibile, di poter
scrivere eventualmente un articolo a parte e fare di questo comma
l'articolo 3 della norma, in maniera tale che io sono sicuro che
tutti i presenti ritengono di dare una chance in più ai giovani
professionisti, cosa che attualmente non hanno, ma tutti i presenti
siamo legislatori e abbiamo anche la consapevolezza che questo
articolo potrebbe incappare nella scure dell'impugnativa dal
Governo nazionale. Quindi, se noi vogliamo dare un segnale di
apertura ai giovani professionisti potremmo trasformarlo in un
articolo a se stante, in maniera tale che una volta, diciamo, se, e
speriamo di no, dovesse essere impugnato non potrebbe mettere a
repentaglio tutto il lavoro fatto in queste in questi mesi. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Capisco lo spirito e l'obiettivo dell'Assessore, ho
sentito in parte l'intervento della collega. Noi possiamo fare
tutto, ma una cosa non possiamo fare: in una norma scrivere che i
requisiti si ottengono a valle della proclamazione, perché è come
dire che partecipo a una gara, poi ti dimostro che mi procuro i
requisiti - perché? - perché io vinca.
Allora non si può tecnicamente, questo vale per le gare di
progettazione, vale per una gara sportiva, per qualunque gara.
Allora, altra cosa è prevedere forme, come dire, di vantaggio, ma
preventivi, in cui il raggruppamento tra professionisti che in
qualche modo valorizzino le nuove generazioni costituisce uno dei
principi premiali della modalità di affidamento ma non, ripeto, non
si può fare a valle, si fa a monte.
Ecco perché se la questione di fondo è trovare una norma, sempre
studiandola un pò di più rispetto alla coerenza perché parliamo di
cose che devono stare in piedi, io credo che l'articolo 11 ter, il
comma 11 ter, da questo articolo 2, obiettivamente - ha ragione De
Luca - bisogna cassarlo. Eventualmente il Governo da qui a
mercoledì, quando ha detto il Presidente, prova a trovare una
modalità, ripeto, di tipo premiale per il raggruppamento tra
professionisti che abbia almeno x percento di giovani iscritti da
almeno non più di cinque anni, dieci anni, eccetera, eccetera, ai
fini della valorizzazione delle nuove professionalità nel settore
progettuale. Ma scrivere che si ottengono dopo, diciamo, ci
arrestano.
PRESIDENTE. Allora, grazie, onorevole Cracolici. Interviene
l'onorevole Laccoto, poi se l'onorevole Savarino vuole precisare
qualcosa, dopodichè andiamo avanti perché ho capito un pò la
discussione.
LACCOTO. Io ritengo che così come è stato detto la norma merita
molta attenzione perché effettivamente va in favore dei giovani
professionisti, però è chiaro che, così come ha detto l'assessore
Aricò, noi non possiamo in questa fase mettere un avvalimento a
posteriori. Ritengo che quello che ha proposto l'onorevole
Cracolici di fare un approfondimento attraverso gli Uffici e fare
un articolo che possa però prevedere l'avvalimento anteriore, non a
valle, perché il problema è che questo sarebbe sicuramente cassato
Quindi, assessore, ritengo che tutta l'Aula presti attenzione a
questo tipo di emendamento ma lo si faccia riscrivendolo per
evitare che incappi nelle scure, dando anche, se possibile,
l'avvalimento sicuramente prima non dopo perché questo non può
essere.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, colgo
ovviamente le sollecitazioni dei colleghi e le condivido perché poi
noi abbiamo cercato di recepire quelle che erano le istanze appunto
dei giovani professionisti e gli ordini professionali, ma dobbiamo
stare attenti a evitare anche dei rischi che voi avete
sottolineato, per cui se l'Assessore è d'accordo, lo accantoniamo,
lo riscriviamo come articolo a parte e cerchiamo di mettere l'11
bis, va bene così com'è, l'11 ter, invece di acquisire i requisiti
post vediamo di mettere dei vantaggi per quelle società temporanee
e quelle associazioni tra professionisti che mettano dentro già i
giovani o le start up o i nuovi, in modo tale da essere premianti
già alla partecipazione. Va bene, la riscriviamo e la presentiamo
mercoledì con, ovviamente, l'assenso del Governo.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, facciamo in questo modo:
mi pare di capire, se c'è l'ok da parte dell'Aula, lo volete
accantonare?
CRACOLICI. Stralciamo il secondo comma e si rinvia alla
riscrittura dell'11 ter e lo si approva nella prossima seduta.
PRESIDENTE. Perfetto, perfetto, onorevole Cracolici. Accantoniamo
questo emendamento con l'intero articolo così l'Assessore procede
alla riscrittura.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, approverei l'articolo 2 che conta
il primo e il secondo comma, il comma bis, l'11 ter viene di fatto
stralciato, si approva l'articolo 2, di fatto se gli Uffici possono
preparare la cassazione dell'11 ter, lo diamo, cioè approviamo
l'emendamento, non facciamo votare l'emendamento dell'onorevole De
Luca, stralciamo l'11 ter e diamo per approvato l'articolo 2 con
due commi, con i primi due commi.
PRESIDENTE. Un attimo, allora, onorevoli colleghi, in base a
quello che ha detto l'Assessore, noi andiamo a stralciare il comma
11 ter, cioè la parte 11 ter dell'articolo e votiamo l'articolo
dopo lo stralcio dell'11 ter, ho capito? Va bene? Con
l'emendamento, Assessore, con l'emendamento di Cracolici o senza?
Con l'emendamento di Cracolici.
Se gli Uffici possono preparare lo stralcio dell'11 ter.
Ora, onorevoli colleghi, stralciamo dall'articolo 2 l'11 ter, il
comma 11 ter, che verrà riscritto successivamente.
Pongo, quindi, in votazione l'emendamento 2.1, a firma degli
onorevoli Cracolici ed altri.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato, che contiene,
ovviamente, solo l'11 bis per quello che abbiamo detto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Bene, colleghi, adesso a questa Presidenza sono arrivati più
emendamenti aggiuntivi. Questa Presidenza dell'Assemblea
Assessore, deve intervenire? Prego.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Nel comma 1
dell'articolo 2 le parole si applica sul territorio regionale con
i seguenti commi dovremmo togliere l'aggiunta dei seguenti... .
CRACOLICI. L'abbiamo già approvato
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Ah,
l'abbiamo già approvato.
PRESIDENTE. Quindi, colleghi, grazie assessore, a questa
Presidenza sono arrivati più articoli, più emendamenti aggiuntivi.
La Presidenza ha disposto di ammettere gli emendamenti aggiuntivi,
quindi ammetterli tutti, previa però valutazione da parte della
Commissione di merito, in collaborazione con gli Uffici
dell'Assemblea, per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi
senza oneri di spesa. Dopodiché, ci sono due emendamenti aggiuntivi
con oneri di spesa che verranno inviati alla Commissione Bilancio,
quindi gli emendamenti aggiuntivi che non sono stati trattati dalla
Commissione di merito verranno ora trasmessi alla Commissione di
merito, quelli relativi alla Commissione IV, mentre quelli con
oneri di spesa verranno inviati alla Commissione Bilancio.
Oggi, vi chiedo di approvare l'A.18, che è l'unico fuori sacco che
approviamo oggi, che riguarda una riscrittura su una norma che
abbiamo già fatto, che riguarda, lo trovate nei fuori sacco, gli
alluvionati. Se l'assessore lo vuole illustrare
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è una vexata quaestio quella delle alluvioni, gli
indennizzi per i privati per le alluvioni del settembre-ottobre-
novembre 2022 per le province di Trapani, Messina e Siracusa.
L'articolo, la norma che abbiamo approvato nell'ultima legge di
manovra finanziaria, precisamente la legge n. 9, faceva riferimento
alla delibera di Giunta regionale n. 616 del 2022 che,
inavvertitamente, richiamava il periodo novembre 2022, di fatto
lasciando fuori il 27, 28, 29 e 30 settembre dello stesso anno,
oltre che i primi giorni di ottobre, che è stato, poi, il periodo
in cui si collocano gli eventi alluvionali che hanno riguardato il
territorio della provincia di Trapani. Onde evitare che ci siano
dei dubbi interpretativi, noi stiamo specificando che quei
contributi e quegli indennizzi servono a ristorare i privati che
hanno avuto, che sono stati danneggiati da un evento calamitoso e
alluvionale, appunto, nel periodo settembre, ottobre e novembre
2022.
Quindi è senza oneri, i cinque milioni c'erano già e serve,
appunto, per dare giustizia anche per semplificare i lavori degli
Uffici.
PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, mi pare che l'Assessore
sia stato abbastanza chiaro. Pongo in votazione l'emendamento
aggiuntivo A18. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dopodiché, colleghi, se l'Aula è d'accordo, io direi di rinviare a
martedì, così le Commissioni possono esaminare gli aggiuntivi, sia
la Commissione di merito che la Commissione Bilancio, quindi, se
c'è l'ok da parte dell'Aula, visto il clima favorevole fino ad ora,
io proverei a votare come raccomandazione due ordini del giorno che
vi distribuirò a breve.
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
mi chiarisce che fine ha fatto quell'emendamento, Presidente?
Quell'emendamento riscritto mi chiarisce che fine ha fatto? Non ho
seguito.
PRESIDENTE. Onorevole Catania, il suo emendamento è stato
accantonato e verrà poi discusso quando riprenderemo il disegno di
legge, perché ancora l'articolo 1 non è stato votato; quindi il suo
emendamento insieme ad altri emendamenti sono accantonati e
verranno trattati successivamente.
Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno n. 105 e n. 108 sono
considerati come raccomandazione, col consenso dell'Aula, sono
considerati come raccomandazione da parte del Governo.
SCHILLACI. Dove sono? Non li abbiamo.
PRESIDENTE. Sono il n. 105 e il n. 108 e li trovate all'interno
della cartella del tablet, onorevole Schillaci. Colleghi, a questo
punto, rinvio la seduta d'Aula a martedì, alle ore 15,00...
FERRARA. Signor Presidente, facciamo lo sport .
PRESIDENTE. Colleghi, considerando il clima che c'è stato, che
abbiamo proseguito in maniera abbastanza tranquilla...
FERRARA. Sono d'accordo, ma facciamolo, siamo qua.
PRESIDENTE. Lo so, onorevole Ferrara, però visto il clima di
dialogo e di confronto che c'è stato, se lo approviamo martedì,
insieme al disegno di legge relativo al codice degli appalti credo
che non cambi nulla.
Rinvio l'Aula a martedì, alle ore 15.00.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, sto rinviando oramai la seduta, se
può evitare. Ne ha facoltà.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BURTONE. Signor Presidente, noi siamo qua per lavorare, quindi se
ci fosse stato il proseguimento - per quel che mi riguarda - sarei
stato d'accordo, anche se accetto la sua proposta. Il tema posto
dal disegno di legge è molto importante, perché mette al centro, al
cuore della discussione le problematiche legate alla salute di chi
fa sport, la prevenzione, perché si tratta di un vero e proprio
intervento preventivo. Però, mi si permetta, signor Presidente, io
non voglio polemizzare, ieri noi abbiamo avuto diverse
interrogazioni parlamentari che hanno messo al centro il tema della
salute e il collegamento tra tutte le interrogazioni è stato quello
che nella sanità siciliana c'è una caratteristica purtroppo
negativa, che è quella della mancanza dei medici.
Ora, signor Presidente, io su questo tema ho insistito molto, ho
molto insistito, perché credo che questo limite la Sicilia lo debba
superare. Tra l'altro, sottolineo, nel
PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente, Governo, per chi deve parlare
in Aula se per favore potete continuare la discussione fuori
dall'Aula, in modo tale da permettere all'onorevole Burtone di
completare l'intervento. Onorevole Catania, per favore, facciamo
completare un attimino l'onorevole Burtone. Prego, onorevole.
BURTONE. Signor Presidente, io sottolineo questo aspetto che a me
appare fondamentale, da tempo insisto su questa problematica. Noi
abbiamo un problema nella formazione dei medici perché il numero
programmato in Italia è stato trasformato in numero chiuso. La
proposta drastica che noi abbiamo fatto è stata quella che pensiamo
possa essere risolutiva non subito perché per formare un medico
necessitano undici anni, prima sei anni di laurea e poi cinque di
specializzazione, insistiamo affinché in Italia venga superato il
numero chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina. Tra l'altro
quest'anno sono stati, alcuni articoli di stampa lo hanno
sottolineato, evidenziati aspetti assai negativi, deplorevoli. Si
è detto e sarà la Magistratura ad appurare i fatti che i quiz non
sono stati fatti in maniera corretta, che qualcuno li ha avuti
prima, li ha acquistati prima, quindi oltre ad avere questo vulnus,
il numero chiuso, di non permettere l'efficacia dell'articolo 34
della Costituzione, il diritto allo studio, si è evidenziato anche
un fatto morale, che sui quiz c'è una speculazione, anzi ci sono
dei fatti assai deplorevoli.
Allora, io ho visto che il nostro Parlamento si era messo su una
linea che era quella di approvare al più presto la legge voto per
chiedere al Parlamento nazionale di votare la fine del numero
chiuso in medicina. E' iniziato il dibattito però io credo che ci
sia un rallentamento. Io non voglio ammonire nessuno, la legge
presentata dall'onorevole Leanza è sostenuta, pensavo unitariamente
da tutto il Parlamento siciliano, ha una battuta d'arresto. Ecco
perché le chiedo di sollecitare la Commissione, a partire dal
Presidente, affinché si possa al più presto riprendere e votare la
norma.
Proprio stamani c'è stato l'annuncio che la Regione Campania nel
giro di qualche ora ha fatto la legge. E' inaccettabile che il
disegno di legge presentato come primo firmatario dall'onorevole
Calogero Leanza sia fermo in Commissione. Noi dobbiamo lavorare su
questo tema perché dobbiamo dare una risposta alle giovani
generazioni sul diritto allo studio nelle nostre comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Campo e
Spada. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati, non è la
prima volta che intervengo da questo scranno per denunciare la
situazione dei mezzi obsoleti che l'AST mette a disposizione per il
servizio pubblico urbano. Io dico che la situazione è arrivata
anche ormai a livelli inaccettabili, noi abbiamo degli autobus
obsoleti che mettono a rischio e a repentaglio la sicurezza dei
passeggeri che spesso e volentieri, visto che sono guasti, non
passano, come è successo in questi giorni - mi rivolgo
all'assessore Aricò che ancora è in Aula, a cui già avevo segnalato
questa problematica -, la scuola è iniziata da due giorni, già da
due giorni i comuni di Pozzallo, di Chiaramonte Gulfi e altri
comuni della provincia di Ragusa non possono mandare gli studenti a
scuola perché l'autobus a causa di guasti e disservizi non è
passato. Praticamente noi abbiamo un servizio che di fatto non
funziona. Anche i collegamenti Palermo-Ragusa più volte sono stati
soppressi sempre a causa di guasti e di mezzi obsoleti e
fatiscenti, lasciando praticamente i cittadini fermi sotto il sole
ad aspettare perché alla stazione di Palermo non abbiamo neanche le
panchine nella fermata degli autobus sotto la pensilina non c'è
neanche una panchina, e quindi alla fine i passeggeri hanno capito
in autonomia che quest'autobus non passava, dopo più e più ore
fermi ad aspettare, si sono spostati con altri mezzi, hanno preso
il treno o addirittura hanno fatto cambio a Catania.
C'è da dire che questa situazione influisce anche economicamente
sulle tasche dei cittadini, perché proprio le contrade che
usufruiscono del servizio autobus per mandare i figli a scuola
questo servizio lo pagano, non è gratuito, e quindi pagano una
retta, anche importante, ma i figli poi di fatto vengono
accompagnati dai genitori proprio per non perdere la scuola.
In un momento in cui si parla tanto di dispersione scolastica, noi
a causa di mezzi fatiscenti lasciamo i ragazzi a piedi. Ed è facile
che poi questi ragazzi non vadano più a scuola.
Ecco, visto che mi ricordo, nella passata legge finanziaria,
Presidente, abbiamo approvato anche un emendamento con fondi PON
che metteva a disposizione 45 milioni per l'acquisto di nuovi
autobus, allora, che si dia un reale aiuto all'AST e si comprino
dei mezzi nuovi, sicuri, che non si guastino e che non vengano
soppresse all'improvviso corse, senza fra l'altro mai avvisare,
perché il sito dell'AST non ha mai l' avviso di corse soppresse, e
ormai questa cosa sta diventando strutturale, perché non è la prima
volta che succede, succede ripetutamente, da anni, lo denunciamo
da anni questo fatto.
Il sindaco di Pozzallo ha chiamato anche l'assessore Aricò più e
più volte, quindi o questo sito si dota di informazioni, questo
progetto PON di 45 milioni che avevamo approvato nella passata
finanziaria, perché i mezzi non vengono acquistati? Perché non si
dota l'AST di mezzi normali? Si viaggia in condizioni veramente
disumane dentro questi mezzi., c'è da fare una revisione
complessiva del trasporto pubblico ma partiamo quantomeno da mezzi
sicuri ed efficaci. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Campo, conosco bene le sue battaglie
onorevole, sono convinto che il Governo accoglierà la sua
richiesta.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente volevo intervenire sull'ordine dei lavori
che di fatto sono finiti, però, pur non condividendo il rinvio di
alcuni emendamenti alle Commissioni di merito, ho letto poc'anzi
una nota da parte del Presidente della Regione, Schifani, il quale
annunciava ai nostri concittadini che sono stati reperiti 6 milioni
di euro da destinare a tutte le province della nostra Isola per
espletare il servizio ASACOM.
Fermo restando che non siamo stati nelle condizioni di approvare
in questo momento l'emendamento in Aula, vorrei ricordare al
presidente Schifani e vorrei risollecitare all'assessore Falcone
che la Provincia di Siracusa è una provincia in dissesto. Quindi,
queste risorse che verranno destinate a tutte le province
dell'Isola non basteranno per far partire il servizio a Siracusa.
Quindi, inviterei l'Assessore e il Presidente della V Commissione
a non abbassare la guardia e a riconfermare la convocazione
dell'audizione con il libero consorzio di Siracusa e con
l'assessorato per cercare di porre in essere le soluzioni atte a
far partire questo benedetto servizio che ad oggi, nonostante
l'ennesimo annuncio, rischia di non partire. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada, ha fatto bene a precisare, è
giusto dire che comunque il Governo ha presentato un emendamento
che è stato inviato alla Commissione Bilancio per il parere e
martedì andremo a valutare se la copertura verrà confermata.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie signor Presidente. Non volevo intervenire ma
visto e considerato che è stato trattato il tema degli ASACOM non
posso non intervenire perché non possiamo generare cittadini di
serie A e cittadini di serie B.
Ribadisco, oltre al servizio ASACOM, il servizio di assistenza
igienico-personale, in questo momento grida vendetta. Abbiamo
tantissimi studenti che sono a casa, e non possono godere del
diritto allo studio.
Quindi, da questo pulpito io rivendico e suggerisco al Presidente
della Regione di fare uno sforzo aggiuntivo e di guardare l'intero
sistema della disabilità nelle scuole, e, quindi, non solo il
servizio ASACOM, ma anche l'assistenza igienico-personale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a martedì, 19 settembre
2023, alle ore 15.00 con il seguito dell'ordine del giorno.
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VI SESSIONE ORDINARIA
64a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 19 settembre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29 . (n.
188/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
2) Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici . (n.
519/A) (Seguito)
Relatore: on. Carta
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
La seduta è tolta alle ore 18.05 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegati:
- Relazione Commissione per la verifica dei poteri
- Resoconto stenografico dell'udienza in seduta pubblica, ex art.
60 Reg. int. ARS, della Commissione per la Verifica dei poteri
(Seduta n. 7 del 5 luglio 2023)