Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è aperta alle ore 17.44
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
è posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza di
osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Ferrara sarà in missione dal 4 all'11 ottobre 2023,
fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n. 2157-
PRE/2023 del 27 settembre 2023;
- l'onorevole Marchetta sarà in missione dal 10 al 12 ottobre
2023, fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n.
2177-PRE/2023 del 29 settembre 2023;
- l'onorevole Vitrano sarà in missione dal 13 al 24 ottobre 2023,
fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n. 2178-
PRE/2023 del 29 settembre 2023;
Comunicazione di ritiro di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 20 settembre 2023,
protocollata in pari data al n. 5079-ARS/2023, l'on. Pace ha
dichiarato di ritirare l'interpellanza n. 24 Ripristino della
pianta organica della cardiochirurgia pediatrica del presidio
ospedaliero di Taormina (ME) .
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Allora, si passa al disegno di legge
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
E dopo l'onorevole Spada, a intuito, immagino per la stessa cosa,
però vediamo.
BURTONE. Presidente, io la ringrazio, intervengo sull'ordine dei
lavori. Questa mattina in V Commissione Cultura, formazione e
lavoro , è stato approvato un disegno di legge all'unanimità, il
disegno di legge voto per l'abrogazione del numero chiuso per
l'accesso alla facoltà di medicina e alle professioni sanitarie.
Noi siamo molto soddisfatti, come Partito Democratico abbiamo un
disegno di legge presentato che è stato votato e che ha come primo
firmatario, il più giovane parlamentare, l'onorevole Calogero
Leanza. E' significativo, però, che sia stata tutta l'Assemblea a
votare.
Io pongo una questione che è quella di accelerare l'approvazione
di questo disegno di legge anche perché, Presidente, noi da mesi
lavoriamo per affrontare un tema centrale nella sanità siciliana,
credo comune anche ad altre Regioni, cioè la mancanza di medici.
E' una carenza molto, molto pesante; tanti reparti hanno una
percentuale di copertura molto bassa perché i medici sono, diciamo,
davvero pochi rispetto alle richieste. Ci sono stati pensionamenti,
non c'è stata una sola branca sanitaria affrontata tra le
problematiche in quest'Aula che non abbia evidenziato questo dato
comune: la mancanza assoluta, molto, molto pesante, di personale
medico.
Con questo strumento noi speriamo di poter dare una risposta a
queste problematiche. Daremo maggiore certezza di diritto rispetto
all'articolo 32 della nostra Costituzione e il diritto alla salute
all'articolo 34 che è quello relativo all'accesso anche
all'università, l'apertura della cultura a tutta, tutta la nostra
comunità.
Presidente, io so che lei ha fatto una Conferenza dei Capigruppo
che è stata, diciamo, unanime per dare il percorso legislativo di
queste giornate, però io mi sono permesso di parlare con tutti i
Capigruppo e tutti si sono detti disponibili ad anticipare
eventualmente la votazione di questo disegno di legge. Anche a
domani, Presidente, potrebbe essere inserito all'ordine del giorno,
per dare un termine anche breve per la presentazione degli
emendamenti, perché credo che non ci saranno, anche perché è stato
un voto unanime e i colleghi, devo dire, i Capigruppo soprattutto,
hanno espresso la massima disponibilità.
Perché le chiedo l'accelerazione, Presidente? Perché mentre in
questo Parlamento c'è stata, credo, la sensibilità ad utilizzare
uno strumento che sarà anche forse di prospettiva, perché
nell'immediato non risolverà il problema, però si è posto questo
tema e ha trovato concordi tutti i Gruppi parlamentari, io penso
che nel Paese non troveremo tanta solidarietà. Quindi dobbiamo
lavorare subito per dare una risposta. Non troveremo grande
solidarietà, perché per esempio il mondo accademico esprime qualche
perplessità, più di qualche perplessità: pare che la Conferenza dei
Rettori sia orientata negativamente. Ce ne faremo una ragione,
perché le leggi non le detta la Conferenza dei Rettori. Così come,
pare, che trasversalmente - lo dico - ho la percezione che nel
Parlamento nazionale troveremo qualche resistenza, trasversalmente.
Ma anche questa l'affronteremo, perché abbiamo la convinzione che
sul tema si debba lavorare e non si possa aspettare.
In tanti spesso esprimono la convinzione che il problema esista,
però nel momento in cui si agisce ci sono già i freni. Allora,
siccome noi non abbiamo davanti il tempo sufficiente rispetto al
lavoro che si deve fare, perché è una legge voto - perché se fosse
una legge regionale già l'avremmo approvata -, io credo che noi
dobbiamo accelerare.
Ecco, io mi permetto, Presidente, avendo trovato il consenso
unanime di tutti i Capigruppo, grazie, le chiedo questa
anticipazione a domani, in modo che si possa votare e approvare e
mandare al Parlamento nazionale, e iniziare una battaglia politica,
nei confronti di tutta la classe dirigente nazionale, perché si
assuma la responsabilità rispetto alle indicazioni che stanno
venendo dalle Regioni, perché la Sicilia varerà la legge, ma già la
Campania ha fatto questo e so che nelle altre Regioni, soprattutto
meridionali, il tema è sentito e quindi dobbiamo dare una risposta
al più presto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Intanto ho visto che vuole
intervenire anche l'onorevole De Luca, poi Castiglione e c'era
Spada.
Allora, intanto ringrazio l'onorevole Burtone per il suo
intervento. Giusto per correttezza le dico che sfonda una porta
aperta, anche perché nella scorsa legislatura, proprio a firma
dell'onorevole Lentini e io ero secondo firmatario, abbiamo
approvato un disegno di legge voto proprio per l'abolizione del
numero chiuso. Quindi sono assolutamente favorevole a facilitare il
percorso.
Probabilmente, però, aggiungo che si dovrebbe anche pensare di
investire qualcosa nelle borse di studio di area medico-sanitaria,
proprio perché se no non faremmo altro che creare un ulteriore buco
formativo. Invece bisogna assolutamente investire e dare la
possibilità che i giovani possano trovare subito la possibilità di
potersi specializzare.
Per quanto concerne la sua richiesta, se non ci sono obiezioni da
parte dell'Aula e non c'è nessun deputato - perché ne basterebbe
soltanto uno per venir meno a quello che le sto dicendo - se non ci
fossero obiezioni da nessuno dei deputati, potremmo pensare di
inserirlo domani e votarlo, ma senza poter dare termine per gli
emendamenti. Diversamente, se ci fosse qualcuno che volesse
migliorare piuttosto che emendare comunque il disegno di legge, si
potrebbe incardinare domani, dare il termine per gli emendamenti e
votarlo regolarmente nella prima seduta utile, che è quella di
martedì.
Quindi, a seconda del sentimento da parte dei colleghi, o si può
mettere in votazione domani, ma ci deve essere l'unanimità, senza
possibilità di emendamenti, così com'è; o diversamente domani si da
il termine per gli emendamenti e si voterà martedì. Quindi lo
capiremo magari durante la seduta qual è il sentimento da parte dei
colleghi.
È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà. A seguire,
gli onorevoli Castiglione e De Luca.
SPADA. Grazie, Signor Presidente. Io quest'oggi sono profondamente
amareggiato e lo sono perché nonostante all'esterno diamo
quotidianamente la sensazione ai nostri cittadini di non lavorare,
di non produrre, di non correre alla velocità che ci chiedono,
quando poi lo facciamo, come per esempio due settimane fa, quando
abbiamo approvato un disegno di legge di riforma dello sport, su
una parte che interessava l'ambito sportivo, la Federazione
italiana dei medici sportivi, e all'interno della stessa legge
abbiamo inserito le variazioni di bilancio lei ricorderà che
quelle furono delle variazioni di bilancio urgenti. Urgenti perché
servivano a colmare un vuoto che si era venuto a creare all'interno
della ex provincia di Siracusa per la ripartenza del servizio
ASACOM.
Ebbene Presidente, sono profondamente amareggiato perché a
distanza di tre settimane non è stata ancora pubblicata in Gazzetta
quella norma. E' possibile mai aspettare 3 settimane per la
pubblicazione di una norma e fare rimanere a casa 320 ragazzi che
non hanno la possibilità di andare a scuola, di avere il supporto
ASACOM e di non avere nemmeno il trasporto? Chi giustificherà
questi ragazzi che non possono andare a scuola, Presidente?
Si dovrà fare carico lei di questa vicenda, signor Presidente,
perché altrimenti qui continueremo a dare la sensazione che la
politica non si interessa dei problemi reali dei cittadini e io non
me l'assumo questa responsabilità, perché noi la norma l'abbiamo
fatta e non è possibile aspettare 3 settimane per la pubblicazione
in Gazzetta Ufficiale.
Quindi la invito a vedere tutto quello che non ha funzionato in
queste 3 settimane. So che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
avviene una volta alla settimana e viene fatta ogni venerdì ma in
casi come questi potrebbe darsi luogo a una pubblicazione
straordinaria e consentire la ripartenza di questo servizio che non
è a vantaggio né dell'onorevole Spada, né del Partito Democratico
bensì a vantaggio di tutta la comunità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Così, a titolo informativo,
mi dicono, già durante il suo intervento, hanno cercato di capire
quando andrà in pubblicazione e ciò accadrà venerdì.
Per la prossima volta, però, dobbiamo anche fare passare un
messaggio delle cose che possiamo fare se no, saremo sempre
responsabili di tutti i problemi che ci sono nel mondo C'è anche
un discorso di competenza. Non è di competenza nostra, se no passa
il messaggio che lei non ha lavorato bene, che i nostri Uffici non
hanno lavorato bene Noi abbiamo approvato in votazione finale il
disegno di legge e allo stesso momento ne abbiamo trasmesso il
testo. Andrà in Gazzetta Ufficiale questo venerdì. Quindi da una
parte abbiamo risolto il problema perché sappiamo la data di
pubblicazione. Per le prossime volte faremo di tutto per attivare
una procedura d'urgenza. Va bene? Grazie.
E' iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha facoltà.
suo decennale
Commemorazione delle vittime del naufragio occorso a Lampedusa nel
suo decennale
CASTIGLIONE. Signor Presidente, io volevo ricordare che il 3
ottobre del 2013 al largo di Lampedusa sono morte 368 persone, tra
bambini, adulti e donne, e quindi chiedo, e sono certo che tutta
l'Aula e lei Presidente, un minuto per questa triste ricorrenza
Volevo ricordare pure che il 3 ottobre è la Giornata della memoria
e dell'accoglienza. Quindi sono certo che lei e tutta l'Aula
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione. Credo che sia corretto
dedicare un minuto di silenzio. Grazie, onorevole Castiglione.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Governo, Presidente, mi hanno detto che il Presidente Schifani
dovrebbe venire il 18 ottobre. Le chiedo se questa presenza del
Presidente Schifani sarà confermata perché sa, c'è un problema di
'caro voli' e io in questo momento sono impegnato a Monza e vorrei
essere presente per questo appuntamento e chiedevo non solo la
conferma se l'appuntamento è già confermato ma anche l'orario,
cortesemente. Se me ne può dare conferma, voi come Presidenza,
perché il tema che è stato posto per questa discussione è un tema
ormai superato. Perché degli incendi ne avremmo dovuto parlare
forse dall'inizio di questa Legislatura e soprattutto doveva
essere, anche su questa tematica, una innovazione anche in
relazione a quelle che ogni tanto sento denominare come le
"sentinelle del territorio" che, oggi, sono gli agricoltori, che
sempre di più abbandonano le campagne.
E quindi, ovviamente, su questa strategia e visione integrata ci
aspettavamo da questo Governo una proposta che doveva riguardare la
salvaguardia dei nostri territori anche in relazione a quelle che
sono le questioni del dissesto idrogeologico.
Abbiamo chiesto più volte al presidente Schifani - è passato un
anno, credevo che ci fosse la torta con le candeline, ma neanche
questo - credevo che la mia assenza mi avesse fatto perdere questa
occasione, collega Abbate, neanche questo è stato possibile, non
capisco, oggi, purtroppo, signor Presidente, perché debbo
continuare a scontare girando per ora l'Italia quella che è
un'accusa di una Sicilia che non cammina.
Avete scelto un Presidente della Regione che non riesce neanche a
garantire una presenza sporadica. Magari fosse impegnato a fare il
sindaco da qualche parte o in qualche campagna elettorale. No, è
impegnato a diventare leader di Forza Italia Pensate un po' Ho
assistito l'altro giorno ad una discussione con Tajani e mi sono
vergognato, signor Presidente, perché mi trovo un Presidente della
Regione totalmente assente. Mi riferiscono che anche la sua
percentuale di lavori a Palazzo d'Orleans è bassissima. Signori,
non è pensabile che un Presidente a un certo orario se ne vada, non
so le Giunte a che ora le fanno, ma al di là di questo, signor
Presidente, sono preoccupato.
Allora, sulla scorta di tutto quello che si è accumulato, mi sono
permesso di avere conferma formale da parte sua perché mi devo
organizzare. Voglio affrontare, col Presidente Schifani, non solo
l'argomento che mi auguro possa oggi portare delle novità. Abbiamo
letto già dalla stampa quello che è emerso, d'altronde che c'era un
po' di marciume nella gestione dell'emergenza degli incendi lo
sapevamo. Un po' di amici, chiamati all'ultimo minuto, qualche
canadair portato così all'improvviso, autobotti ferme, ma questa è
storia di un po' di anni. Ma d'altronde cosa è cambiato: niente E
questa, purtroppo, è l'amara riflessione che devo consegnare oggi a
quest'Aula. Però noi, signor Presidente, che siamo di un'altra
generazione - quanto meno anagrafica - perché la Regione siciliana,
con tutto il rispetto, non mi guardi male, Assessore alle autonomie
locali, lei è giovane Perché non è il tema dell'età, è il tema di
quello che ciascuno di noi ancora è nelle condizioni di poter dare,
perché si può essere vecchi con l'età anagrafica giovane, e si può
essere giovani ad una certa età. Il Presidente Schifani si sta
dimostrando inadeguato anche da questo punto di vista, credevamo
che avesse anche lui un fisico bestiale , come diceva una famosa
canzone, non è stato così. E allora, signor Presidente, concludo
ribadendo questa mia richiesta: essere veramente garantito che il
Presidente Schifani quel giorno ci sarà, io prenoterò i biglietti e
le dico che se salterà l'incontro col Presidente Schifani le
presenterò la missione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. La cosa che le posso dire è
che abbiamo parlato con la segreteria del Presidente Schifani e ci
ha garantito la sua presenza il 18, alternativa sarebbe stata - ma
lui lo ha già detto - non oggi, ma anche nella prima settimana o
nella seconda settimana di settembre di fare venire un suo
assessore, chiaramente l'Assessore competente.
Siccome è stata richiesta la Sua presenza, lui ha dato
disponibilità per il 18 di ottobre. Quindi questo è quello che le
posso dire, non penso che venga meno rispetto ad un impegno che ha
preso. Sul discorso invece che lei ha fatto, onorevole De Luca, noi
abbiamo tutti gli strumenti possibili per poterci confrontare su
quello che poi è un tema legato alla prevenzione, prevenzione come
l'assicurazione, prevenzione significa poter pensare in finanziaria
di voler mettere risorse adeguate per poterci occupare di quelli
che sono gli incendi e di quelli che sono gli incendi e di quelle
che sono le alluvioni.
PRESIDENTE. Quello è un altro conto, in tutti i casi giorno 18 le
confermo che il Presidente della Regione sarà presente in Aula.
DE LUCA CATENO. Come Gruppi siamo favorevoli alla richiesta di
votazione del collega Leanza.
PRESIDENTE. Come Gruppi?
DE LUCA CATENO. Come Gruppi siamo favorevoli alla richiesta di
votazione del collega Leanza.
PRESIDENTE. Quello del numero chiuso. Va bene, grazie.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Nicolò. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Grazie Presidente, semplicemente per portare
all'attenzione dell'Aula accadimenti di questi giorni, delle
giornate precedenti ma anche di oggi, relativamente alle
problematiche degli ASACOM che tanto abbiamo discusso in sede
parlamentare.
Fermo restando che la provvidenza finanziaria ed economica è stata
già messa in cantiere, aspettiamo la pubblicazione, oggi si
rappresenta un problema che non si era mai verificato.
Mi spiego meglio: alcuni liberi consorzi hanno preteso l'invio da
parte delle scuole del PEI, che sarebbe poi il Piano integrato per
l'assistenza alla comunicazione di questi ragazzi bisognosi di
questo tipo di servizio. Bene, oggi risulta allo scrivente - e c'è
una protesta in corso con scioperi e sindacati vari - che
ovviamente i liberi consorzi sulla rivisitazione di queste attività
fatte dalle scuole hanno bloccato sostanzialmente l'assistenza alla
comunicazione ai bambini che già lo hanno avuto per tempo e da
tanto tempo nel passato che non hanno il comma 3, lettera
PRESIDENTE. Sì, onorevole stiamo parlando proprio dell'emendamento
CATANIA NICOLO' . l'articolo 3, comma 3, e sostanzialmente
limitando soltanto a costoro e non a quelli che hanno l'articolo 3,
comma 1, come si è fatto in tutti gli anni passati.
C'è stata questa particolare attenzione che deriva
dall'applicazione puntuale di una norma regionale che, però, in
passato non è stata assolutamente valutata per cui cosa succede?
Succede che i bambini che negli anni passati, nonostante portatori
di un comma 1, hanno avuto assistenza, oggi si trovano rispetto
all'introduzione del servizio con quello che ne deriva rispetto
alla continuità per un problema così particolare e, se mi
consentite perché no anche al dramma di lavoratori che in 300
soltanto in provincia di Trapani, oggi, perderebbero il posto di
lavoro, ma il problema riguarda esclusivamente questi bambini. La
discrasia è fra norma nazionale e quella regionale, per cui io mi
sono sentito in dovere - e questo lo voglio condividere all'Aula -
di presentare un emendamento a saldo invariato, perché del resto le
somme impiegate tanto per il comma 1 e il comma 3 in passato sono
sempre le stesse, quindi a saldo invariato, ma di dare
normativamente e, quindi, la legittimità giuridica anche a coloro
che hanno il comma 1 per ripristinare lo status quo che fino ad
oggi abbiamo portato avanti. Quindi, io volevo semplicemente,
sull'ordine dei lavori intervenire in tal senso, spiegarlo meglio
all'Aula affinché ovviamente questo problema possa essere superato
tempestivamente.
Questa era la mia osservazione e la mia richiesta alla Presidenza
nel proseguo anche delle attività rispetto all'emendamento
presentato in coda fra i fuori sacco.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catania. Per correttezza, dico che
c'è stata sensibilità da parte di molti Gruppi, il tema è relativo
al fatto che deve passare necessariamente dalla Commissione
Bilancio , pertanto noi lo stiamo mandando in Commissione
Bilancio e la settimana prossima col primo disegno di legge lo
approviamo. Altri percorsi non credo possano essere condivisi in
maniera unanime.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente, semplicemente due questioni,
io ringrazio i colleghi per i pregevoli interventi, però,
Presidente dovremmo metterci d'accordo se a inizio d'Aula si
interviene ex articolo 83 o sull'ordine dei lavori, perché
diversamente qua ogni volta invertiamo le due fasi e, se non
ricordo male, la scorsa seduta era stato già fatto questo invito.
Seconda questione, a occhio e croce mi sbaglierò, ma oggi la
maggioranza sembra essere presente, ragione per cui invito questa
Presidenza o votate i disegni di legge relativi ai debiti fuori
bilancio o li togliete dall'ordine del giorno e se la vedono con
una delibera di Giunta, perché non credo sia corretto mantenere sei
testi di legge all'ordine del giorno da mesi, senza che di questi
sia mai chiamati al voto; per cui invito la Presidenza o a metterli
in votazione o a toglierli dall'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Allora gli interventi sono
conclusi ringrazio ancora onorevole Catania per l'intervento e per
l'attenzione rispetto alla questione e già ci stiamo adoperando per
portare avanti il suo emendamento.
Seguito della discussione del disegno di legge Recepimento del
nuovo codice dei contratti pubblici . (n. 519/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno,
discussione dei disegni di legge, e si procede con il seguito
della discussione del disegno di legge Recepimento del nuovo
codice dei contratti pubblici . (n. 519/A).
Adesso passiamo al fascicolo degli emendamenti al testo. Quello
che è successo durante la Capigruppo che abbiamo fatto proprio per
cercare di migliorare sempre di più il testo, anzi ringrazio tutti
gli Uffici, tanto dell'Assemblea quanto dell'Assessorato che si
sono adoperati affinché potessimo trovare la sintesi migliore.
L'emendamento 1.7 che è quello del R.U.P. se non ricordo male
l'onorevole Cracolici aveva annunciato il ritiro, corretto?
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Perfetto, grazie. Si passa all'emendamento 1.6 a firma
dell'onorevole Carta. Sull'1.6 è stato deciso di cassare l'ultima
parte, onorevole Carta prego intervenga,
CARTA. Signor Presidente, manteniamo solo sino alla locuzione 20
milioni di euro .
PRESIDENTE. Giusto, onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo, con le precisazioni che abbiamo appena
detto, chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, abbiamo approvato sino alla locuzione 20 milioni di
euro .
Si passa agli emendamenti fuori sacco. E' stato presentato
l'emendamento 1.18.1 a firma del Governo: è la riscrittura di cui
abbiamo discusso del 10.R, lo trovate negli emendamenti fuori
sacco, c'era un emendamento che era il 10.R, questo emendamento è
stato sostituito con una riscrittura del Governo, mi sembra una
sintesi con un'approvazione anche da parte delle altre forze
politiche di opposizione.
L'emendamento 1.18.1 si vota prima dell'1.18. La riscrittura è
l'1.18, onorevole Catanzaro.
Pongo in votazione l'emendamento 1.18.1.
Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.18 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.19, che è sempre un fuorisacco e del
Governo, che è stato discusso sempre nella Capigruppo, quindi se
volete leggerlo prima di metterlo in votazione, vi lascio qualche
minuto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io su questo emendamento - che l'Assessore
l'ha ritenuto quasi un atto dovuto - manifesto più di una
perplessità. Io non so se nei fatti è cambiato il procedimento
amministrativo della Regione, l'ho ricordato ai colleghi quando
abbiamo fatto la riunione: la Regione siciliana è stata la prima
Regione in Italia nell'arco, credo, nel 2003-2004, ad istituire la
Stazione unica appaltante e le stazioni diciamo provinciali, che
poi non erano provinciali erano sei stazioni che accorpavano alcune
province.
Qui stiamo dicendo una cosa che se fosse vera vorrei capire come
si è fatta, con quali norme, che tutti i dipartimenti della
Regione, tutti gli uffici periferici e persino gli uffici speciali
sono centri di costo autonomi per cui ognuno può fare gare
d'appalto. Ma ho capito bene che stiamo andando in difformità
persino con la istituzione della stessa CUC? Cioè da un lato
abbiamo istituito la CUC per la centrale unica di acquisto, abbiamo
gli UREGA per fare le gare con la Stazione unica appaltante e qui
stiamo scrivendo l'esatto contrario, cioè che ogni ufficio della
Regione è stazione appaltante quindi significa che le stazioni
appaltanti della Sicilia le stiamo quanto meno centuplicando ma
sicuramente cinquantuplicando . Io sono contrario
L'unicità della gestione amministrativa. La Regione siciliana è
una, non è a corpi separati, le case matte in cui ognuno fa una
cosa magari diversa dall'altro, pertanto, io penso che lo spirito
della legge con cui questa Regione che si era dotata, posso
convenire, e questo l'ho detto all'Assessore che c'è una
specificità dell'Ufficio di Protezione civile connessa alle
attività, diciamo di urgenza proprio della Protezione civile, ma
non capisco perché in via ordinaria l'amministrazione deve fare lo
spezzatino del sistema di aggiudicazione e del sistema di
acquisizione di beni e servizi.
Pertanto, io su questo emendamento mi esprimo contro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di rispondere
l'Assessore Aricò.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
questo emendamento serve per colmare un vuoto, nel senso che ad
oggi tutti i dipartimenti dalla Protezione civile alla Segreteria
generale ai Beni culturali, al dipartimento anche ai Lavori
pubblici hanno autonomia in termini di centro di costo.
Pensiamo un esempio su tutti, quello di poter rifare gli uffici
all'interno di un assessorato. È il dipartimento stesso che si
attiva come centro di costo per potere espletare quella piccola
gara al fine di dare funzionamento al dipartimento.
Immaginiamoci se tutte le gare della Protezione civile o della
Segreteria generale dovessero passare attraverso gli UREGA e la
CUC.
Questo è stato voluto dal Governo ma anche valutato dagli Uffici
affinché l'autonomia dei centri di spesa di ognuno dei dipartimenti
regionali possa continuare a svolgere questa attività.
Naturalmente, riteniamo che i due dipartimenti più importanti che
debbano, obbligatoriamente, mantenere un'autonomia sono la
Segreteria generale e la Protezione civile. Attualmente, si è fatto
sempre così. Sappiamo che anche...
CRACOLICI. La Segreteria generale che appalti fa?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Tutti,
appalti, anche di servizi.
Quindi, l'idea di mantenere un'autonomia in capo ai dipartimenti
regionali la riteniamo una possibilità che attualmente tutti i
dipartimenti hanno.
PRESIDENTE. Allora, mettiamo in votazione l'emendamento 1.19.
CRACOLICI. Noi siamo contrari.
PRESIDENTE. Voto contrario del Gruppo PD.
CATANZARO. Chiedo voto palese.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta di voto palese sull'emendamento
1.19. Onorevoli, vi chiedo di prendere posto. Vediamo se la
richiesta di voto palese è appoggiata.
CRACOLICI. Facciamo una prova col voto segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto o voto palese nominale?
CRACOLICI. Voto segreto
PRESIDENTE. E' appoggiata. Benissimo, chi è favorevole
all'emendamento 1.19 vota verde; chi è contrario vota rosso. La
votazione è aperta.
La votazione è conclusa.
Presenti . 60
Votanti .. 51
Maggioranza . 26
Favorevoli ..... 23
Contrari ..... 28
Astenuti . .... 0
(Non è approvato)
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
stavo guardando il fascicolo degli emendamenti e credo che ci sia
un errore. C'è l'A.22 che parla di randagismo. È un errore o sono
cambiate le regole in questi due mesi, signor Presidente?
PRESIDENTE. Durante la Capigruppo è stato deciso all'unanimità,
anche dai Capigruppo del suo partito, del suo Gruppo, di poter
mettere questo emendamento circa i criteri di ripartizione.
DE LUCA CATENO. Il problema che io pongo, signor Presidente, non è
la questione di approvare un fuori sacco. Non è la prima volta. La
questione che io voglio capire è un'altra, però, il contenuto di
questo emendamento. Noi stiamo parlando - assessore per le
autonomie locali, scusi - si sta per votare un emendamento che
riguarda cinque milioni di euro per spese già effettuate nel 2022,
dai comuni. Scusate, qua così c'è scritto. Stiamo parlando
dell'A.22 che è un emendamento che mi è stato detto, appunto, mi è
stato confermato che in Conferenza dei Capigruppo si è deciso
all'unanimità. Per carità, non è la prima volta che si fa un fuori
sacco, però - scusatemi - qua ci sono già i comuni che hanno speso
quindi stiamo dando un contributo indiretto ai comuni, no? E allora
è scritto male. Rispettivamente, sostenuti dai comuni nell'anno
2022.
Scusatemi, io lo voglio spiegato perché se noi siamo con un fuori
sacco che ha questa finalità vi dico Presidente, mi fermo un
attimo, vuol dire che io non posso permettere una cosa del genere.
Ho chiesto spiegazioni all'assessore, scusi Presidente.
L'assessore mi deve spiegare di che cosa si tratta. Tutto qui. Se
si tratta di una spesa che è stata già effettuata nell'anno
finanziario 2022 si può scordare che con la nostra presenza si
possa dare un contributo mascherato ad X comuni che già hanno fatto
la spesa e che oggi devono ricevere dei soldi. Cinque milioni
Siamo d'accordo sulla quota dei fuori sacco, però, non è che da
questo punto di vista si possono regalare 5 milioni di euro a
comuni di cui si sa nome e cognome per spese già fatte nel 2022,
quindi le hanno coperte e se non le hanno coperte, peggio mi sento,
perché sarebbero debito fuori bilancio che copriamo con i fondi
della Regione. Me lo spiega l'assessore di che si tratta? Così
possiamo riconfermare la nostra disponibilità.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Presidente, posso intervenire? Volevo precisare...
PRESIDENTE. Assessore, un secondo. Assessore Messina, un secondo.
Siccome ancora non siamo all' A.22, l'onorevole De Luca ha posto un
tema che decideremo insieme. Prima che arriviamo all'A.22 c'è
ancora un po'di strada. Appena arriviamo lì, certamente non metto
in votazione l'A.22 se prima non avrà i chiarimenti che merita e
che ha richiesto l'onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO. Senta, scusi, se mi permette. Il senso del mio
intervento è molto chiaro. Se questo contenuto è come io penso, e
allora, ci metteremo a fare la nostra parte di sano ostruzionismo
ai provvedimenti. Ma da ora, da subito. Non arrivo all'A22, se,
invece, non è così, siamo qui a cercare di collaborare. E' una
questione sull'ordine dei lavori non sul merito. Noi siamo
d'accordo ad approvare i fuori sacco.
PRESIDENTE. Attenzione, un secondo preciso, però. Onorevole De
Luca, però, soltanto una cosa. Questo fuori sacco, comunque, è
stato concordato.
DE LUCA CATENO. Noi non eravamo
PRESIDENTE. Sì, però, dico, non è che è stato inventato.
Giustissimo quello che dice, però quello che voglio sottolineare
che è stato concordato.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente, non mi vorrei trovare a
utilizzare indebitamente il termine correggere, ma mi trovo
costretto a correggerla su un punto.
Noi, poco fa, in Capigruppo abbiamo detto niente fuori sacco che
non siano concordati. E non mi pare che questo sia un fuori sacco
su cui, come Conferenza dei Capigruppo, ci siamo espressi
positivamente. io su questo e dice
PRESIDENTE. Ma come no? Ma che sta dicendo, onorevole De Luca?
DE LUCA ANTONINO. Io su questo qua, sul randagismo
PRESIDENTE. Che sta dicendo?
DE LUCA ANTONINO. Io ricordavo che non c'erano tutti...
PRESIDENTE. Fortunatamente c'erano altri Capigruppo e c'erano
anche gli Uffici. Noi siamo usciti all'unanimità per esitare il
disegno di legge, rivedere gli emendamenti del PD e con questo
emendamento fuori sacco .
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunque colleghi, gentilmente, sta
intervenendo il Capogruppo del PD.
CATANZARO. Per una questione di correttezza noi, la scorsa volta,
non eravamo presenti in Conferenza dei Capigruppo, ma in questa
Conferenza ne abbiamo parlato e abbiamo deciso che questo
emendamento doveva andare come fuori sacco.
Ritengo, però, che nel momento in cui un Gruppo parlamentare, come
l'onorevole De Luca Cateno pone alcuni non diciamo...
CRACOLICI. Quale De Luca?
CATANZARO. De Luca Cateno, che parla ovviamente che c'è qualche
problema di come è scritto secondo me, un attimino, magari con gli
Uffici si comprende, perché se dovessimo, come dire, andare a
votare un qualcosa del 2022, fatto in un modo che poi ci possano
essere problemi, allora bisogna un attimo fermarsi.
Fermo restando però, Presidente, che siccome questo è un
emendamento che si trova ultimo ed è fuori sacco, direi: perché non
procedere con quelli che abbiamo, cioè 9R, 16, 20, cioè questa è la
posizione che tiriamo fuori.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
D'AGOSTINO. Signor Presidente, le chiedo, semplicemente, di essere
inserito nella votazione precedente quella a voto segreto, perché
ho tolto il dito un secondo dopo che lei ha detto va bene', però
poi ho visto che è stato convalidato un attimo dopo. Quindi, se
devo dare anche le mie dichiarazioni di voto...
PRESIDENTE. La ringrazio, però, il verbale, comunque, non si può
modificare. Comunque non era influente nel caso in cui avesse
votato in un senso o nell'altro. Grazie per la precisazione.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CARONIA. Signor Presidente, non sono l'estensore di questo
emendamento, però lo condivido e l'ho votato in Commissione
Bilancio' anche perché c'è stato spiegato in maniera abbastanza
puntuale dal dirigente preposto che la norma che è stata voluta da
questo Parlamento e che ha radici profonde, perché già nella
precedente legislatura ci siamo spesi con una sottocommissione che
ha lavorato per il randagismo, per la lotta al randagismo e poi,
appunto, il finanziamento di questa norma nella scorsa finanziaria,
ha fatto sì che la sensibilità del Parlamento abbia appostato 5
milioni di euro per venire incontro alle esigenze dei comuni
proprio nella lotta contro il randagismo.
A seguito del metodo di riparto di queste somme è risultato per
gli uffici alquanto difficile, se non impossibile, individuare un
criterio che potesse in maniera rapida, equa e reale assegnare le
somme pro-capite a ciascun comune.
Pertanto, onde evitare che le somme vadano per economie e, quindi,
finiscano nel fondo globale ma, soprattutto, non vengano destinate
a quella che è una battaglia di civiltà, cioè la lotta al
randagismo, si è ritenuto o, meglio, è stato presentato questo
emendamento che è stato votato all'unanimità dalla Commissione
perché credo che in un momento come questo, peraltro sono note a
tutti le ultime notizie di stampa che hanno tristemente fatto, come
dire, presente che molti comuni, anche durante questi momenti
terribili, durante gli incendi, tanti animali sono morti e quanto è
difficile per i sindaci andare incontro alle esigenze di questi
essere viventi che, comunque, hanno diritto ad avere una qualità di
vita dignitosa; ebbene, nonostante le difficoltà che si continuano
a vivere giornalmente, oggi queste somme non sono distribuibili.
Ecco perché si è deciso in Commissione Bilancio' di approvarlo
all'unanimità e poi è stato stabilito, l'onorevole De Luca non era
lì in Commissione ma, sicuramente, il suo Gruppo era rappresentato,
di chiedere, ovviamente, di andare un po' oltre rispetto a quello
che era il tema del codice degli appalti inserendo una norma però
urgente, importante, perché riguarda l'intera Sicilia e la
situazione emergenziale della lotta al randagismo e, comunque,
della cura degli animali che sono comunque in carico ai comuni, e,
quindi, ai sindaci che, spesso, devono ricorrere all'attività di
volontariato o, addirittura, a finanziamenti di singoli privati per
poter far fronte ad una esigenza che non è del singolo deputato,
della singola provincia o del singolo comune, ma è una realtà che
appartiene a tutti e che fa parte, ormai, della cultura e della
sensibilità del popolo siciliano.
Pertanto, ritengo che votare questo emendamento non costituisca
alcuno scandalo ma sia soltanto uno step iniziale, probabilmente,
onorevole De Luca, potremo sforzarci di trovare durante la prossima
finanziaria dei criteri che possano ancor migliori rispetto a
questo. Intanto, queste somme non andranno in economia e, quindi,
magari non utilizzate per l'obiettivo per il quale, ripeto, questo
Parlamento si è speso anche nel creare un disegno di legge dedicato
con una sottocommissione che ha lavorato a lungo, quindi ha speso
risorse, mentali e non per portare un risultato che noi oggi
vedremmo sennò vanificato.
Spero di essere stata chiara con questo mio intervento
chiarificatore anche per stabilire la portata di quello che è. Non
sono nuove spese, perché l'emendamento non ne ha, questo è ovvio.
Quindi, ci tenevo a dare queste informazioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia. Vediamo intanto se
l'onorevole De Luca ha trovato soddisfazione nell'intervento che
c'è appena stato.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Grazie, signor Presidente, abbiamo capito ora il
senso dell'emendamento e mi devo scusare con l'assessore Aricò che
l'aveva firmato senza, giustamente, comprenderne il senso come me,
ma comunque capita nella vita, ma non è questo il tema assessore
Aricò.
Il tema è un altro. Ho capito che l'aggancio è alla spesa storica.
C'è un problema che riguarda tanti comuni che non hanno la
possibilità di certificare la spesa storica perché non avevano
neanche i soldi per intervenire e si sono avvalsi di associazioni
di volontariato che hanno fatto questi servizi.
E, allora, il problema che ora pongo lo vedo anche nel mio
territorio: non tutti i comuni sono nelle condizioni di poter fare
questo servizio e nel momento in cui mettiamo solo questo riparto,
che è sulla spesa storica, quei comuni che non sono riusciti a far
fronte e ci sono associazioni proprio che lo stanno facendo a pietà
e misericordia, come si suole dire, come si fa a poter andare
incontro a questi comuni o a queste associazioni che comunque
stanno facendo il servizio? Ecco.
E, allora, se siete d'accordo nelle more che si va avanti se
troviamo un attimo un criterio per queste associazioni che stanno
facendo questo lavoro, la maggior parte senza soldi. Chiaro? Ma
basta prendere, facciamo una cosa, lo vediamo, i comuni lo possono
certificare, sempre i comuni per carità non lo posso dare alla...
Se ora troviamo una soluzione nel frattempo e i colleghi sono
d'accordo diamo anche riscontro a quella che è una parte
dell'attività del servizio che non è svolta soltanto con questo
criterio perché esso presuppone che il comune ha avuto i soldi in
bilancio, li ha spesi, li ha rendicontati e ora riceve, in base
alla spesa storica, la possibilità di avere una forma di ristoro di
questo contributo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, intanto grazie, anche per essersi
approcciato in maniera corretta nei confronti dell'Assessore.
Onorevole De Luca, onorevole un istante. Intanto, questa scelta
l'abbiamo fatta perché è figlia di una Capigruppo, quindi
l'emendamento in tutti i casi è corretto che venga messo in
votazione altrimenti verrebbe meno poi il principio, per il futuro,
che quello che è deciso dalla Capigruppo , poi sul principio di
voler apprezzare e migliorare l'emendamento possiamo lavorarci su a
condizione che, però, l'apprezzamento che andremo a fare
nell'emendamento non ci costringa a portarlo in Commissione
Bilancio' perché, così com'è scritto non necessita di un passaggio
in Commissione Bilancio'. Non vorrei che mettendoci qualche
parolina in più saremmo costretti a farlo. Quindi se si trovasse
una soluzione che non ci porti a doverlo rimandare alla Commissione
Bilancio' e che viene accolta favorevolmente all'unanimità andremo
sicuramente in quella direzione.
Non ci sono altri interventi.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
519/A
PRESIDENTE. Torniamo all'articolo 1.
L'emendamento 1.1 è precluso dall'emendamento 1.18, che è già
approvato.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al fascicolo degli emendamenti aggiuntivi e cominciamo
dall'A.1R2.
Nel tablet dovreste trovare il fascicolo degli aggiuntivi. Nel
fascicolo degli aggiuntivi, aprendolo, il primo emendamento che vi
dovrebbe comparire è l'A.1R2, a firma della Commissione.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, volevo soltanto capire una cosa:
abbiamo votato fino all'emendamento 1.19, quindi abbiamo fatto
1.18.1, 1.18 e 1.19. Poi c'è A.9R1, A.16R. Non ho capito perché
siamo andati su altri emendamenti fuori sacco.
PRESIDENTE. Gli emendamenti li abbiamo votati in ordine. Adesso ci
troviamo nel fascicolo degli aggiuntivi e siamo all'A.1R2, a firma
della Commissione. Successivamente verranno gli altri emendamenti,
va bene?
CATANZARO. Va bene, grazie.
PRESIDENTE. Questo è a firma della Commissione. Il Presidente
della Commissione voleva dire qualcosa?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, ha chiarito
lei, Presidente, che era il fascicolo degli aggiuntivi, solo per
questo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sammartino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
519/A
PRESIDENTE. Si passa quindi all'emendamento A.1R2. Il parere del
Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento A.1R è precluso.
Si passa all'emendamento A.2R, a firma della Commissione. Prego,
onorevole Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, prevede
l'adozione di misure volte a prevenire le infiltrazioni criminali
negli appalti, mediante apposito decreto dell'Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Carta. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento A.2 è precluso.
Si passa all'emendamento A.3, a firma dell'onorevole Schillaci.
C'è il parere contrario della Commissione.
Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente, semplicemente per chiedere al Governo, in
particolare all'Assessore, la contrarietà a questo emendamento, dal
momento che stilare delle linee guida significherebbe omogenizzare
anche il tipo di intervento delle varie stazioni appaltanti perché
vengono stabiliti dei criteri a monte e, quindi, credo che sia un
emendamento di buon senso. Quindi, volevo capire qual è la
contrarietà.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
andremmo verso una restrizione perché le linee guida prevedono che
la consultazione della banca dati ANAC e piattaforma appalti che
già di fatto è nel testo, poi la consultazione degli elenchi presso
le prefetture, ai sensi della legge 190/2019 e abbiamo approvato
l'emendamento precedente che implica comunque protocolli d'intesa
in tal senso, l'adozione del fascicolo virtuale dell'operatore
economico, l'istituzione dell'anagrafe degli operatori economici
con la dichiarazione del titolare effettivo , eccetera, eccetera,
eccetera. Riteniamo che ci siano o delle ripetizioni o comunque
diciamo
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Siamo contrari
per lo stesso motivo. E' un doppione della norma che prevede tutto
questo. Tra l'altro, c'è una norma precedente che prevedeva il
tavolo tecnico per questa questione. Quindi, è un ripetersi delle
stesse cose.
PRESIDENTE. Va bene. Allora mettiamo in votazione l'emendamento a
firma dell'onorevole Schillaci, con il parere contrario della
Commissione e del Governo.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta dell'onorevole Schillaci è
appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento A.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento A.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 62
Votanti .. 51
Maggioranza . 26
Favorevoli ..... 23
Contrari ..... 28
Astenuto .... 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.4R1, a firma dell'onorevole
Cracolici e altri.
Onorevole Cracolici vuole intervenire? Ne ha facoltà.
Mettiamo a verbale il voto favorevole dell'onorevole Campo e
dell'onorevole Marano nell'ultima votazione.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, questa è una norma che ha l'ambizione di
rendere ancor più trasparente la legge che stiamo per votare nel
senso che, come conosciamo dal nuovo codice degli appalti esiste il
principio del subappalto a cascata, libero.
Questa norma, sostanzialmente, dice che le imprese che vengono
invitate a partecipare a una procedura negoziata devono
preventivamente all'atto della propria offerta dire quali attività
andranno in sub appalto e la garanzia che le aziende che andranno
in sub appalto, devono essere loro stesse iscritte all'albo unico
di cui abbiamo votato poc'anzi la modifica, così come proposta dal
Governo, e avere i requisiti, cioè codice antimafia, eccetera,
eccetera. Quindi, è una norma, che pur riconoscendo la libertà
dell'impresa affidataria di un servizio attraverso procedura
negoziata, però obbliga la stessa a dire prima quali sono le
attività che farà in sub appalto e come le farà e con quali imprese
proprio per evitare il sistema del controllo, cioè il sub appalto
può essere a cascata ma il controllo a cascata è molto pericoloso
in Sicilia. Ecco perché è necessario dare informativa preventiva
all'ente appaltante.
Quindi, spero che il Governo e la maggioranza - questa è una norma
di trasparenza e di rafforzamento dei principi di trasparenza a
tutela delle stazioni appaltanti - possano dare il parere
favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Il parere della
Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sulla riscrittura
della Commissione e con quello che è giunto dall'onorevole
Cracolici, scontato che l'emendamento A.10R istituisce l'albo
unico, siamo favorevoli.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.5R, a firma degli onorevoli Cracolici e
altri.
CRACOLICI. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.6, degli onorevoli Safina e
altri. Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Presidente, se mi dà il tempo vorrei presentare un
subemendamento.
PRESIDENTE. Attenzione, però, in Conferenza dei Capigruppo era
stato detto che questo emendamento sarebbe stato ritirato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, spiego perché ritireremo l'emendamento A.6,
con la motivazione che teniamo in vita la nuova riscrittura
dell'emendamento A.9R.
Allora, l'emendamento del collega diceva che i limiti minimi
previsti dall'articolo 50, nel tasto c'è un'inesattezza, cioè non
ha specificato le lettere dell'articolo 50 che sono quelle della
procedura negoziata, perché così com'è scritto sembrerebbe che
raddoppiamo i limiti di importo, cosa che non possiamo fare. Per
cui, l'emendamento A.6 è tecnicamente inammissibile, ma
l'emendamento che ho presentato, di riscrittura, lo manteniamo.
Questo lo ritiriamo perché così come è scritto è inammissibile.
PRESIDENTE. Grazie. Preciso all'Aula che prima erroneamente ho
detto che l'assessore Sammartino era in congedo.
Gli emendamenti A.6 e A.7 sono ritirati, corretto? Grazie.
Allora si passa all'emendamento A.8R, a firma degli onorevoli
Cracolici ed altri.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Anche l'A.8.R è ritirato.
CRACOLICI. È giusto che questo dibattito abbia la trasparenza
necessaria. È stato posto un tema cioè gli affidamenti diretti che
con la nuova norma passano da 40.000 euro a 150.000 euro secondo la
disposizione del Codice degli appalti è previsto che nell'anno
solare non si può dare per più di due volte. Su questo annuncio che
c'è un problema con le linee guide dell'Anac che comunque non
prevede la continuità delle due volte, cioè due volte di seguito,
quindi comunque devi staccare.
Ma al di là di questo avevamo trovato un'intesa col Governo che
potesse in qualche modo stabilire che nel limite dell'importo
stabilito per l'affidamento diretto, cioè i 150.000 euro, come
dire, lo puoi dare solo una volta nel limite massimo dei 150.000
mila euro. Poi, il Governo ha ritenuto, valutando con gli Uffici
che questa norma poteva essere impugnata e ha annunciato quindi il
ritiro, pertanto ritiro anch'io perché questa norma, come dire,
limita ad una mentre nel Codice c'è scritto a due e quindi viola un
principio di coordinamento tra la norma regionale e la norma
nazionale.
Pertanto, lo ritiro, ma c'è stato un dibattito su questo perché
volevamo tentare di salvare il sistema della micro impresa
territoriale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Si passa all'emendamento
A.9R, però prima c'è la riscrittura - mi sembra -, a firma
dell'onorevole Cracolici - che è l'emendamento A.9R1.
Sono tutti ritirati, l'A.8.R è pure ritirato. Ora siamo arrivati
all'A.9, c'è una riscrittura dell'onorevole Cracolici che è la
A.9.R1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, questo è un tema che ci ha visto diciamo
dibattere, è un tema divisivo, purtroppo, e devo dire è un tema che
tra l'altro è presente anche all'esterno del Parlamento.
Voglio qui far rilevare che la stessa Associazione nazionale dei
costruttori siciliani ha chiesto al Governo di modificare il limite
minimo per la prima soglia dell'articolo 50 portando da 5 a 10 le
imprese da invitare per le gare sotto il milione di euro.
L'emendamento che proponiamo agisce sul concetto del limite minimo
che il codice degli appalti prevede almeno 5 fino a un milione di
euro, almeno dieci - attenzione sull'almeno - oltre il milione fino
a 5 milioni e tre.
Ora, sappiamo che per quanto attiene le gare sotto i 5 milioni e
tre - diciamo la stima che viene fatta dall'Osservatorio sui lavori
pubblici - è che circa l'87 per cento degli appalti siciliani sarà
fatto sotto il limite dei 5 milioni e tre, perché sopra c'è la
soglia comunitaria, quindi con pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale Europea eccetera, eccetera.
Quindi, stiamo parlando della stragrande maggioranza degli appalti
che si faranno in Sicilia che per averlo chiaro, lo dico ai
colleghi, non si farà più con gara ma con procedura negoziata,
ovvero: io stazione appaltante pubblico nel mio sito quello che
devo realizzare e invito io, cioè io stazione appaltante, le ditte
alle quali chiederò di presentare un'offerta e di fare una
valutazione sul progetto di realizzazione.
Allora, il problema che si pone e questo tema mi viene posto
principalmente dalle stazioni appaltanti, cioè per essere chiari
non dai sindaci che si occupano dei lavori pubblici ma non fanno le
gare, perché le gare le fanno i funzionari, quelli ai quali spesso
ricordiamo che hanno la paura della firma.
Allora questa norma che limita a 5 e a 10 viene vissuta come una
norma pesantemente limitativa con due conseguenze - e faccio un
esempio concreto, così parlo di cose concrete che avvengono in
Sicilia spesso rispetto alle chiacchiere che si raccontano -: la
città metropolitana di Palermo ha aggiudicato dodici giorni fa una
gara per la manutenzione delle scuole nella città metropolitana di
Palermo, una gara il cui valore dell'importo era 1 milione e 400
mila euro, aggiudicata con invito teoricamente rivolto a dieci, non
si sono presentati né i dieci ma addirittura meno dei cinque e,
quindi, la gara è stata aggiudicata al massimo ribasso, perché la
legge prevede questo, cioè si applica il massimo ribasso con un
aggiudicazione dell'1,3 per cento di ribasso.
Ora, io sono tra quelli contrari ai ribassi vergognosi del 40, del
45 percento, il famoso massimo ribasso, ma attenzione perché questa
norma, come dire, limita ad una mentre nel codice c'è scritto a due
e quindi viola un principio di coordinamento tra la norma regionale
e la norma nazionale.
Pertanto io lo ritiro, ma c'è stato un dibattito su questo perché
volevamo tentare di salvare il sistema della microimpresa
territoriale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Questa è una discussione che vede in fondo praticamente
questa criminalizzazione della Sicilia. Io penso che noi non
possiamo tornare sempre indietro rispetto al resto dell'Italia. Io
sono sindaco e capisco quali sono le difficoltà in un comune per
potere dare esecuzione a quelli che sono anche i tempi per cui noi
dobbiamo fare i lavori.
Io credo che noi abbiamo già messo dei paletti per quanto riguarda
alcune questioni riguardanti la legalità e la trasparenza ma non
vedo come mai i comuni della Sicilia, rispetto a quelli che sono
tutti gli altri comuni d'Italia, debbano ogni volta, praticamente,
caratterizzarsi come se tutti fossimo già criminali in partenza.
Io credo che il cartello delle imprese si possa fare quando ci
sono grandi opere, quando ci sono milioni e milioni di opere, ma
non per quelle che sono le opere inferiori a un milione oppure
sotto quelle che è la soglia comunitaria.
La norma nazionale ha detto che almeno cinque e noi crediamo che
sia giusto poter fare questa norma, lasciarla così come prevede la
norma nazionale.
Tra l'altro sono state rappresentate e qui non sono state dette
quelle che sono anche le perplessità sia da parte degli Uffici del
Governo dell'Assessorato e sia per quelle che sono anche le
perplessità rappresentate dagli Uffici dell'Assemblea.
Ora io mi chiedo, ogni volta che noi diciamo che ci sono
perplessità da una parte si dice che noi non possiamo votarle
perché rischiamo l'impugnativa; in questo caso io credo che già
Cracolici abbia fatto delle norme che praticamente già limitano
molto perché abbiamo votato per quanto riguarda quelle che sono i
decreti, quello che vale anche per quanto riguarda i subappalti,
stiamo già appesantendo questa norma sugli appalti già di per sé,
ma che dobbiamo anche modificare quello che è il numero previsto
dalla norma regionale a me sembra una cosa inconcepibile da tutti i
punti di vista. Cioè noi stiamo dicendo alla nostra Sicilia che in
un momento in cui si perdono i soldi del PNRR, i tempi che devono
essere praticamente dobbiamo raddoppiare non vedo questo motivo.
L'ho detto già in Conferenza, l'ho detto in altri momenti, sarebbe
un errore gravissimo praticamente non accettare quello che ci ha
detto la norma nazionale.
Questo volere a qualsiasi costo bloccare, questo volere
sicuramente cercare di non dare anche credito a quella che è la
norma nazionale a me sembra una cosa che non può essere accettata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
DIPASQUALE. Si, Presidente, si vede che l'Assessore Turano è
troppo tranquillo; farebbe bene a occuparsi più del
ridimensionamento scolastico e di tutti i problemi che attanagliano
la scuola siciliana. Ne parleremo successivamente.
Presidente, innanzitutto noi siamo, io e il collega Tiziano Spada,
siamo contrari alla posizione assunta dalla Commissione, cioè nel
senso che voi siete contrari, noi ovviamente siamo favorevoli.
Io, scusi onorevole De Luca, ho capito, sembriamo un bar, certe
volte dimentichiamo davvero l'importanza e l'autorevolezza del
posto in cui siamo, lo dovremmo rispettare tutti molto di più.
Presidente, io ho sentito accuse rivolte a noi che vogliamo
portare avanti questo emendamento come se volessimo ingessare,
bloccare. Mi pare che l'atteggiamento che stiamo avendo in Aula è
un atteggiamento costruttivo, tutte le forze di minoranza, un
atteggiamento costruttivo perché riteniamo che la norma vada fatta,
ovviamente, e che vada fatta nel migliore dei modi.
Vedete, prevedere l'aumento, la possibilità di partecipare, la
partecipazione invece da cinque, da dieci, da dieci a venti,
imprese che possono partecipare e non per le sciocchezze,
Presidente, mi creda, è difficile ma forse anche per lei seguire
gli interventi.
PRESIDENTE. Io la sto seguendo.
DIPASQUALE. Onorevole Di Mauro, ma non siamo al bar, sono senza
parole, ma veramente. Stiamo parlando di una cosa veramente
importante. Il collega Cracolici - attenzione, parla il Presidente
della Commissione Antimafia -, noi che crediamo nelle Istituzioni a
meno che anche noi non ci vogliamo credere, io penso che quando
parla e dice qualcosa vada ascoltato e vada ascoltato con
attenzione, che non possa essere liquidato, collega Laccoto, come
una posizione di chi vuole fare ostruzionismo.
Assolutamente, lui ritiene e io ne sono profondamente convinto, ma
come tutti quanti noi, che forse dovreste prestare un minimo di
attenzione in più, che da noi in Sicilia invece di pensare a
coinvolgere cinque imprese o dieci, raddoppiarle, portarle a dieci
e portare a venti ci mette in condizione di avere un minimo di
sicurezza nell'impedire il cartello. Il cartello non è solo mettere
in condizione alcune imprese di vincere quanti più appalti
possibili. Il cartello ed evitare il cartello serve perchè poi con
il ribasso dell'uno per cento si siedono e pagano le tangenti, così
come si cercava di fare non cent'anni fa in Sicilia ma si cercava
di fare al Cas pochi mesi fa. E ce ne sono altri esempi. Quindi,
qua ora questi paladini della difesa, dell'impresa siciliana
rispetto a noi che la vogliamo mortificare è veramente privo di
significato.
Noi ci preoccupiamo perché, purtroppo, in Sicilia il sistema è
malato e i fatti del Cas e non solo del Cas, della sanità in alcune
parti, in altre cose, è successo che la patologia esiste. E,
allora, qual è problema a mettere nella norma che invece di cinque
ne invitiamo dieci? Avremo la possibilità di avere un minimo in più
di imprese che partecipano, un minimo in più di imprese che
partecipano, e loro avranno più difficoltà a fare cartello e a
sedersi poi con politici e tecnici perché poi col basso ribasso c'è
lo spazio per la tangente e questo lo sappiamo tutti. Allora, noi
su questo andiamo avanti, non per fare ostruzionismo, ma perché è
vita e storia di questa Sicilia e, purtroppo, noi questo problema
ce l'abbiamo e ce l'abbiamo davanti. Quindi, insistiamo per questo
motivo, non per fare ostruzionismo.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, giusto per essere precisi.
Durante la Capigruppo non c'è stata una perplessità sul merito di
quello che lei oggi ha espresso al microfono, anzi, anche altri
colleghi hanno pensato che si potrebbe fare. Ci sono due questioni.
Uno, che in tutti i casi nessuno vieta che anziché essere dieci
possano già essere dodici, quindici, anche cinquanta le imprese che
si possano invitare. Il problema che ponevano durante la
Capigruppo, a onor del vero, non era solo su una questione numerica
ma era su un rischio alto relativo all'impugnativa. Ciò non di
meno, abbiamo deciso di inserirlo e poi l'Aula si determinerà, in
un senso o nell'altro.
Possibilmente la norma viene bocciata, possibilmente l'emendamento
viene votato favorevolmente e, poi, successivamente può essere
impugnato o, inaspettatamente, potrebbe essere non impugnato. Cioè
se vogliamo levare anche questa possibilità all'Aula, non avrebbe
senso che noi rimaniamo qui. Quindi di buon grado il suo
intervento, di buon grado il suo pensiero però è corretto che le
dica che anche gli altri colleghi, alcuni potevano essere
d'accordo, ma più che la perplessità sul limite era sull'eventuale
impugnativa che si potesse avere.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Prego, onorevole
De Luca. E una cortesia. Se poi quando parlate, lo fate più vicino
ai microfoni perché si ha difficoltà. Lei è molto alto, onorevole
Dipasquale, quindi c'è difficoltà a sentirla. Onorevole De Luca,
lei ci arriva preciso
DE LUCA CATENO. Meno male. Grazie, Presidente. Io, ovviamente,
avendo il guinness dei primati come sindaco - avendo fatto il
sindaco in un comune di mille abitanti, in uno di diecimila
abitanti, in uno di duecentoquarantamila abitanti e anche avendo
coordinato, da Presidente della Città metropolitana, centootto
comuni ed ora sindaco di Taormina - penso che, in quest'Aula, ho un
quadro ben chiaro di quelle che sono certe dinamiche e comprendo il
senso dell'emendamento dell'onorevole Cracolici.
Anche perché spesso le dinamiche, a cui ha fatto riferimento anche
il collega Nello Dipasquale, non è detto che si consumino con i
politici, per essere chiari, nel senso che spesso capita - per
quelle che sono anche le competenze della Bassanini, fu Bassanini -
che anche la suddivisione delle tangenti avviene in base alle
competenze. Per cui, diciamo che non sempre i politici c'entrano in
queste cose.
E la questione che io desidero sottoporre a quest'Aula e che,
probabilmente qui ora confrontandoci anche con i colleghi pare che
non sia possibile, è la diversa dimensione dei comuni perché certi
fenomeni, o meglio anche quelli che sono gli inviti che in genere
si fanno è logico che, in base alla dimensione del comune, spesso
sono rimasti ormai - in comuni di mille abitanti - una, due, tre
imprese. Quindi, neanche cinque, neanche dieci e neanche venti.
Quello che io desideravo comprendere è se nella condivisione della
proposta del collega Cracolici si possa immaginare un principio
quanto meno che sia diverso ad una certa soglia, perché sono
dinamiche diverse. Ora se la norma nazionale non lo prevede, e noi
non lo possiamo fare perché non lo prevede - questo, ovviamente, mi
rimetto anche a chi in quest'Aula ci deve anche garantire su quelle
che sono la legittimità delle proposte che noi formuliamo.
Pertanto, se questo è attuabile io prenderei una soglia o di dieci
o di ventimila abitanti dove, quanto meno, spacchetterei la
dimensione e, quindi, lascerei la soglia nazionale per una fascia
che si può andare a definire e alzerei, comunque, la soglia per i
comuni sopra una certa dimensione.
Io i cartelli li ho vissuti. Chi è intervenuto non ha parlato a
vanvera, questo lo devo dire con grande onestà. Su quello che è il
principio dell'emendamento, oggi, se devo valutare quello che, in
ogni caso, è un aggravio del procedimento rispetto alla garanzia
quanto meno di poter limitare ancora di più - perché è ovvio che
più partecipanti ho, più viene complicato il cartello - e, allora,
è ovvio che se non posso scegliere perché la norma non mi consente
di introdurre una soglia di suddivisione, io sono comunque,
rispetto all'esperienza che ho vissuto e che vivo per alzare il
numero dei partecipanti, perché le assicuro, Presidente, che quanto
meno attenua certi fenomeni che esistono. Questo lo vediamo che
esistono e che, ovviamente, spesso mettono in difficoltà anche noi
sindaci perché i nomi, se andiamo a guardare poi alcuni territori o
alcune tipologie di gare sono sempre gli stessi, cambia solo chi
vince.
Ma, ovviamente, questo significa anche drogare un sistema del
quale noi non possiamo, oggi che abbiamo la possibilità di
attenuare il fenomeno, quanto meno, fare il nostro intervento per
diminuire al massimo queste probabilità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per rispondere all'onorevole De Luca.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
voglio dire all'onorevole De Luca che lui ha posto un tema per la
possibilità di, come dire, diversificare sulla base del numero di
abitanti le modalità eventuali, il numero degli invitati: non si
può fare anche per una ragione, non solo perché il codice non fa
distinzione tra fa distinzione sull'importo messo a gara e non sul
numero di abitanti.
Aggiungo che il nuovo codice degli appalti tende, in qualche modo,
a superare la micro stazione appaltante, perché infatti le stazioni
appaltanti devono avere la qualificazione solo sotto una certa
soglia, credo che sia un milione di euro se non ricordo male, ma
sopra il milione di euro, le stazioni appaltanti devono essere
qualificate e la qualificazione avviene su alcuni criteri.
Io vorrei qui ricordare ai colleghi che abbiamo votato una cosa
importante per la Sicilia, non solo la procedura digitalizzata
obbligatoria già nel codice degli appalti ma che noi abbiamo,
addirittura, introdotto con la piattaforma regionale estesa a tutte
le stazioni appaltanti, ma anche l'albo unico cioè le imprese
devono registrarsi all'albo unico, anche quelle che parteciperanno
ai subappalti.
Cioè stiamo provando, in qualche modo, a costruire un sistema il
più possibile poi come tutte le cose fatte le leggi si troverà
l'inganno, ma il più possibile, come dire, dire proiettata ad una
dimensione di trasparenza.
Io ribadisco e invito il Governo a rifletterci nel valutare questo
emendamento diciamo positivamente.
PRESIDENTE. Vi è il parere contrario della Commissione. Il parere
del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
questo è un emendamento che abbiamo dibattuto a lungo. Sono state
diverse settimane in cui ci siamo riuniti in Commissione, in IV
Commissione, abbiamo fatto anche un'audizione in Commissione
Antimafia e capisco perfettamente i principi su cui si fonda la
scrittura di questo emendamento.
La Sicilia è una terra che ha visto pagine scritte e anche
segnate da sangue, questo lo possiamo dire, quando negli anni
passati c'erano comitati di affari che gestivano gli appalti
pubblici in Sicilia. Però, oggi, noi abbiamo dei meccanismi
diversi. Dobbiamo far sì che nelle procedure volute a livello
nazionale, il Codice degli appalti, non debba la Regione siciliana
potere intervenire sulle procedure di selezione del contraente.
Abbiamo bisogno di mantenere le soglie previste dal codice degli
appalti nazionale che sono cinque e dieci, dopodiché io vorrei
ricordare all'Aula, e devo dire che questo è, sicuramente, un
emendamento che deve essere votato con coscienza, perché dobbiamo
capire realmente quello che tra qualche secondo andremo a votare:
le stazioni appaltanti autonomamente possono decidere il numero dei
partecipanti a contrarre la procedura negoziale.
Io valuterò, ad esempio, lo valuterò insieme con grande serenità e
con il Presidente della Regione, il Governo, gli uffici stessi, il
mio Gabinetto, se una volta approvata la legge noi potremo valutare
se per gli Urega noi potremo innalzare il numero dei partecipanti.
Perché la norma prevede almeno cinque e almeno dieci. Si potrebbe
elevare, per esempio, una soglia intermedia ma non prevista dalla
legge. Si potrebbe autodeterminare l'Assessorato, il Dipartimento,
potrebbe emanare delle circolari attuative che potrebbero essere di
volta in volta modificate ma non lo possiamo fare con legge. E
allora io capisco la bontà perché so perfettamente che invitare, ad
esempio, appena dieci ditte e la cronaca riporta che in alcuni
bandi hanno partecipato soltanto una ditta o addirittura alcune
volte non ha partecipato nessuna ditta però abbiamo bisogno di
velocità, la Regione siciliana ha troppe opere incompiute e
dobbiamo mettere nelle condizioni le stazioni appaltanti e i centri
di spesa di poter celermente aggiudicare un bando attraverso la
procedura negoziata. Dopodiché, ricordiamo, nelle procedure più
importanti, quelle sopra soglia, quelle dove c'è la soglia
comunitaria, quelle sopra i 5 milioni e trecento, tutto questo
naturalmente non avviene.
Quindi io, signor Presidente, vorrei, diciamo, concludendo
l'intervento esprimere con rammarico il parere contrario del
Governo perché capiamo perfettamente la bontà di chi ha voluto
lavorare per questi mesi ad una norma per cercare di migliorarla, e
diamo atto all'onorevole Cracolici, all'onorevole Varrica, a tutti
coloro che in questi mesi ci hanno lavorato quotidianamente.
Sappiamo perfettamente quali potrebbero essere le refluenze, per
quel che riguarda i centri di spesa della Regione siciliana e
quelli che dipendono dall'Assessorato alle infrastrutture.
Valuteremo insieme, anche condividendola con la Commissione,
Presidente Carta, la possibilità di volta in volta di poter dare
dei livelli di partecipazione diversi ma tenendo conto che la norma
ne prevedrà soltanto cinque fino al milione di euro e dieci fino ai
5 milioni e 300 mila euro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Il Governo è contrario.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente, questo emendamento io non credo che
rallenti i tempi, onorevole Aricò. Scusate, Caronia e...
PRESIDENTE. Savarino e Catania gentilmente tornate a posto.
MICCICHÈ. Assessore Aricò, non rallenta i tempi, dicevo, di un
appalto certamente, ma a lei i direttori dicono che non vogliono
che un emendamento di questo genere passi. Bene, io le devo dire la
verità: solo per questo lo farei passare
PRESIDENTE. Non si è sentito, onorevole Micciché.
MICCICHÈ. Solo per questo lo farei passare, perché tutte che cose
di cui abbiamo discusso a partire dagli appalti, dalle mafie, da
tutte... sempre i direttori ci sono dentro, non siamo noi politici.
Questo, non siamo noi politici, questo tanto perché vi sia chiaro a
tutti. Io temo fortemente quando un direttore mi dice "no questa
cosa non si deve fare passare", temo fortemente e dopo avere
rivisto bene l'emendamento le garantisco che questo timore ce l'ho
fortissimo. Io fossi in lei, fossi in questo Governo direi sì o
direi quanto meno che l'Aula è libera di scegliere di votare quello
che vuole solo per il fatto che i dirigenti non lo vogliono.
PRESIDENTE. Che i dirigenti ? Ah, non l'ho sentito. Va bene.
Grazie, onorevole Micciché.
Allora. mettiamo in votazione Ho capito non c'è bisogno che lo
grida, lo diceva normalmente, ci sento ancora.
Pongo in votazione l'emendamento A.9R1 con il parere contrario
della Commissione e del Governo.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.9R1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A.9R.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 25
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento A.9R è assorbito. L'emendamento A.10R è assorbito.
Si passa all'emendamento A.11, a firma degli onorevoli Varrica e
altri, con parere favorevole della Commissione.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Signor Presidente, signori
Assessori, compreso Turano, guardando il testo ho visto che non si
sta tenendo conto di un aspetto fondamentale che riguarda la
regolarità dei tributi municipali, cioè ci poniamo il problema di
avere il Durc da parte delle imprese, dei professionisti che
vengono a contrarre con la Pubblica Amministrazione, poi, però se
abbiamo un'impresa che non paga la Tari piuttosto che l'Imu, può
partecipare alle gare di appalto, può avere un'assegnazione diretta
e noi sindaci sappiamo che, da questo punto di vista, una delle
piaghe che continuiamo a scontare è l'evasione dei tributi locali.
Pensate che a Taormina abbiamo una percentuale di evasione che
tocca il 75 per cento, tanto è vero che è in dissesto.
Ebbene, ci troviamo in difficoltà, signor Presidente, perché se
vogliamo, da questo punto di vista, introdurre quello che è il
principio di regolarità tributaria - io l'ho fatto in questo
momento con gli impiegati comunali, di cui circa il 70 per cento
non versava i tributi comunali e abbiamo agito anche con coloro che
non avevano intenzione di regolarizzare, avviando le trattenute
sullo stipendio e, quindi, li abbiamo portati a regolarizzare il
rapporto col comune, che è quello che il 27 gli dà lo stipendio.
Questa situazione la stiamo riscontrando, ovviamente, in modo
diffuso. Ribadisco: il comune di Taormina è in dissesto da tre
anni, proprio perché non riscuote circa il 50 per cento dei suoi
tributi. E, allora, credo che sia fondamentale che questo
Parlamento, lo sto dicendo ora perché se siamo d'accordo anche con
il Governo vediamo dove collegare un subemendamento introducendo
questo principio, che d'altronde credo sia doveroso e rispettoso
anche del ruolo dei sindaci. Non possiamo affidare lavori, servizi
o, da questo punto di vista, avere anche fornitura di beni da
soggetti giuridici che sono nei nostri contesti urbani e non
versano i tributi municipali, quindi, da un lato non contribuiscono
a quelli che sono gli introiti dell'ente per dare i servizi, ma
dall'altro lato comunque usufruiscono della spesa del palazzo
municipale. Credo che sia un principio doveroso e quindi abbiamo
preparato questo subemendamento - e lo dico all'assessore Aricò,
così se è d'accordo vediamo a quale articolo agganciarlo; questo
vale come principio per tutti -: per la partecipazione alle gare
d'appalto inerenti lavori, servizi e forniture di beni è necessario
essere in regola con il versamento dei tributi, tariffe e sanzioni
comunali, non soggetti a contestazione in base a procedimento
tributario . Se c'è una contestazione ovviamente si attende che
SIl medesimo principio si applica anche per gli affidamenti diretti
negli stessi ambiti .
Se il Governo è d'accordo e, non comprendo perché non dovrebbe
essere d'accordo, perché veda che questa è una norma che tutela i
sindaci tutti, e allora concordiamo anche questo subemendamento su
quale emendamento poterlo fare, se sono d'accordo tutti i colleghi,
per tutti i Capigruppo credo che sia condivisa questa necessità
perché parto dal presupposto che in questo momento gli Uffici non
sono tenuti a chiedere la regolarità tributaria.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però dagli Uffici mi dicono che è
già previsto all'interno della norma del codice degli appalti.
DE LUCA CATENO. Il versamento dei tributi municipali è previsto? A
me non risulta.
PRESIDENTE. E' causa di esclusione.
DE LUCA CATENO. Quindi, anche per i tributi municipali Tari, Imu,
eccetera
PRESIDENTE. Imposte e tasse.
DE LUCA CATENO. No, imposte e tasse sono una cosa. Chiaro? I
tributi municipali sono un'altra cosa.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi stanno sincerando in tal senso. Se lei
volesse un minuto per vedere di risolvere e capire e di avere un
chiarimento con gli Uffici questo lo posso fare. Per questo ho
pensato subito di interromperla, non per scortesia.
DE LUCA CATENO. Grazie. Lo vediamo subito con gli Uffici.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, per chiarire
quanto dice l'onorevole De Luca. Oggi è previsto dalla norma che
nel caso in cui un contraente venga, diciamo, designato
dall'ufficio appalti come impresa appaltatrice del servizio, nel
momento della liquidazione l'ufficio tributi deve intrattenere le
somme prima di pagare sia acconto che saldo. Quindi, nessuno può
percepire la liquidazione della fattura se non vengono trattenuti i
tributi locali.
PRESIDENTE. Corretto anche quello che dice lei.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
519/A
PRESIDENTE. Intanto l'emendamento A11. Presidente Carta, abbiamo
detto parere favorevole della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì.
PRESIDENTE. Sì, benissimo. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.11. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.12, a firma degli onorevoli Varrica ed
altri. Era stato annunciato il ritiro in Conferenza dei Capigruppo.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Grazie, Presidente. Annuncio il ritiro dell'emendamento
A.12 e dell'emendamento A.13, però ripongo il tema, a distanza di
un mese dalla prima volta che l'ho posto in Commissione Bilancio',
poi qua in Aula, poi in Commissione di nuovo, legato alla scadenza
della centrale unica di committenza. Il Governo aveva garantito
Entro la fine dell'anno scade la centrale di committenza ufficio
speciale e c'è questo problema enorme perché, di fatto, questa
centrale di committenza è il perno di questa norma che stiamo
approvando ma è un ufficio speciale temporaneo. Ora, qua il Governo
ci deve dire se vuole fare una proroga, come aveva detto, di tre
anni, oppure vuole fare una circolare in cui chiarisce che a questo
punto l'ufficio è da ritenere stabile, però una certezza c'è che,
ad oggi, questo ufficio che, ripeto, si occupa di acquisti per
tutta la regione Sicilia è assolutamente bloccato perché scade tra
due mesi e ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Il
Governo cosa dice?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica. Credo che ci sia stato un
impegno da parte dell'Assessore, forse Falcone, se non ricordo male
sulla questione della CUC che già aveva sottoposto durante la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Sì, diciamo, l'impegno dell'Assessore e del Governo è
stato un mese fa, quando ci siamo riuniti per la prima volta in
Commissione Bilancio' e anche in Aula. Poc'anzi in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari mi è stato passato pure
l'assessore Falcone, diciamo, la risposta non è stata all'altezza
delle aspettative, assolutamente, perché non è oggetto di
condivisione, però non c'è stata alcuna risposta né sulla questione
della proroga, né sulla questione di chiarire se questo ufficio ad
oggi è permanente, la certezza che abbiamo è che oggi questo
ufficio scade il 31/12, o addirittura prima del 31/12, e non può
operare.
Dico parliamo di appalti, lavori pubblici, acquisti e ad oggi
abbiamo l'ufficio principale di questa Regione che non può
funzionare e dobbiamo aspettare per ricevere una risposta su questo
tema, mi sembra surreale, sinceramente, dopo un mese dalla prima
volta in cui lo abbiamo affrontato
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, era già stata sollevata in Commissione, in IV
Commissione e anche in Commissione Bilancio'. Se si ritiene, visto
che non so se ci saranno altre finestre legislative per affrontare
il tema, potremmo chiedere agli Uffici di preparare un emendamento
per spostare la data di chiusura della CUC o lo rendiamo
permanente. Per rendere permanente però un ufficio speciale
dobbiamo passare anche sia da una delibera di Giunta, che dalla
Conferenza con l'accordo Stato-Regione. Quindi, Presidente, se si
ritiene si potrebbe chiedere agli Uffici di porre un limite al
31/12/2027 rispetto alla norma vigente.
PRESIDENTE. Assessore, dobbiamo verificare però se comporta
maggiori oneri.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, l'intervento anche in tutte queste
settimane è per capire qual è la volontà del Governo perché devo
essere sincero, Assessore, una norma anche che oggi possiamo andare
a fare per prorogare l'Ufficio speciale, sinceramente, non so fino
a che punto la farei perché ad oggi l'ufficio speciale a fine
dicembre con la delibera di Giunta del governo Schifani è stato
prorogato di un anno con delibera di Giunta, quindi il Governo ci
deve dire innanzitutto perché è arrivato a ottobre e ancora non ha
prorogato l'Ufficio, deve dirci se intende prorogare domani
l'ufficio speciale CUC per tre anni, cinque anni, quello che è,
oppure se ritiene che l'Ufficio di cui stiamo parlando, vista la
norma che stiamo approvando, si ritiene di fatto una struttura
portante della norma stessa e, quindi, non può essere un ufficio
temporaneo. È questo il chiarimento che chiediamo al Governo,
paradossalmente la norma non serve, però il Governo in un mese non
è stato in grado di darci una risposta. Questo secondo me è
veramente gravissimo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, per avvalorare anche quanto detto dal
collega, ma vedo anche che l'Assessore fa spallucce al riguardo ma
perché so che, comunque, la competenza non riguarda direttamente
l'assessore Aricò, questo problema è stato sollevato e diceva bene
l'assessore Aricò, sia in Commissione Ambiente, territorio e
mobilità' e sia in Commissione Bilancio'.
Presidente, le dico subito e le anticipo qual è il problema:
questo Governo regionale e per questo dico, secondo me, ci deve
essere una risposta chiara in Aula alla richiesta che sta
sollevando il collega ma che la solleva tutto il Gruppo del
Movimento Cinque Stelle, questi uffici speciali sono stati alcuni
chiusi da parte del Governo regionale e mi riferisco anche
all'ufficio speciale per l'immigrazione, altri invece sono rimasti
in vita, altri come questo che reputo indispensabile che il Governo
non si sta esprimendo perché la Corte dei conti ha bacchettato il
Governo regionale nell'andare a tenere questa moltitudine di
uffici speciali, alcuni a nostro modo di vedere sono
importantissimi, come questo di cui stiamo parlando e come quello
che è stato soppresso per quanto riguarda l'immigrazione,
Presidente, e stiamo vedendo quello che sta accadendo, uffici che
avevano un costo residuale rispetto agli altri uffici, altri uffici
invece che stanno continuando ad esistere.
Allora, Presidente, secondo me è giusto che qui in Aula il Governo
prenda una posizione, se non c'è l'assessore Falcone lo prenda uno
degli Assessori presenti, ma la posizione deve essere netta e
chiara e deve essere messa a verbale, perché poi altrimenti ci
ritroveremo a dicembre con la CUC, l'ufficio speciale che viene
soppresso e poi dobbiamo intervenire in fretta e furia con un
emendamento, che poi magari deve essere inserito in un altro
disegno di legge, quando abbiamo un disegno di legge specifico per
questa cosa, lo reputo veramente - dopo due mesi che continuiamo a
insistere, che continuiamo sollecitare il Governo e su cui poi non
c'è una risposta chiara - incredibile. Dico, è incredibile non per
i parlamentari che siedono in quest'Aula, è incredibile per tutte
le aziende che poi si troveranno magari - così come poco fa si
diceva a inizio d'Aula - ad aspettare, al solito, la politica e la
burocrazia regionale.
Allora, se stiamo insistendo, se lo abbiamo detto in IV
Commissione, lo abbiamo detto in Commissione Bilancio', non
capisco perché si debba rispondere ad una richiesta specifica
tramite una telefonata, lo si dica chiaramente, il Governo
regionale prenda una posizione questa sera, qui in Aula, su questo
Ufficio speciale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente, ma qui siamo veramente l'apoteosi
dell'improvvisazione, cioè io non volevo nemmeno intervenire ma non
si può rispondere in questo modo, mi perdoni Assessore, io non so
forse non è di sua competenza ma qui le si sta chiedendo di capire
che fine farà la CUC a due mesi dalla fine dell'anno.
Noi stiamo incentrando tutta la norma sul codice degli appalti
sulla CUC e non sappiamo se tra due mesi ci sarà, verrà prorogata,
verrà fatto qualcosa altro, cioè da mesi continuiamo a fare la
stessa identica domanda e da mesi dal governo Schifani non
otteniamo una risposta.
Io credo che siamo veramente ben oltre l'improvvisazione, non
credo che sia così difficile rispondere a una domanda chiara,
semplice, netta, determinata e che certifichi l'impegno del Governo
da un lato o dall'altro, cioè l'intera norma è concentrata sulla
CUC e non possiamo non sapere a due mesi dalla fine dell'anno che
fine farà la CUC.
Assessore, a me dispiace rivolgermi a lei che è qui presente in
Aula, ma farei la stessa identica domanda all'assessore Falcone o
al presidente Schifani quando un giorno ci degnerà della sua
presenza, ma è veramente inaccettabile, cioè è inammissibile, non
ho mai visto nulla del genere, quindi cortesemente, Presidente,
siccome non è una richiesta secondaria o un subemendamento a un
emendamento aggiuntivo ma è centrale sull'argomento, è centrale
sulla norma di riforma, riunitevi, fateci sapere cosa intende fare
la Giunta, cosa vuole fare il Presidente della Regione e ce lo dica
e poi, automaticamente, anche in vista dei prossimi emendamenti e
dei prossimi voti, ci sapremo determinare per decidere cosa votare
e cosa non votare.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Siamo
chiari, la CUC rimane, la volontà del Governo è di fare rimanere la
CUC, dopodiché facciamo un passo indietro perché nella legge
istitutiva del 2015 che prevedeva la centrale unica degli acquisti
e dei servizi in Sicilia, la CUC era un servizio, nel 2020 la
giunta Musumeci, il governo Musumeci ha deliberato di elevare, tra
virgolette, il rango da servizio a ufficio speciale ma non è che
fino al 2020 da servizio non ha lavorato o non ha assolto i propri
compiti, probabilmente gli si è voluto dare un maggior peso
all'interno dell'organigramma e dell'organizzazione regionale.
Ma voglio ricordare a tutti voi che l'UREGA, in ognuna delle sue
diramazioni finanche quella regionale, è un servizio, non è un
ufficio speciale.
E, allora, non è perché la CUC oggi stiamo discutendo se sarà un
servizio o sarà un ufficio speciale, manterrà sicuramente le
prerogative previste dalle norme vigenti, se poi l'Aula vuole
sapere cosa deciderà il Governo da qui alle prossime settimane, se
vorrà mantenere alla CUC il rango di ufficio speciale, questo verrà
determinato dal Governo regionale e dalla Giunta, se comunque non
si determinerà in altra maniera la CUC rimane come servizio della
Regione siciliana.
E, allora, se quest'Aula vuole sapere, giustamente, cosa ne faremo
della CUC, la CUC non si tocca, manterrà tutte le sue prerogative
da qui fino ai prossimi anni, dopodiché se valuteremo nei prossimi
giorni, questo naturalmente lo deciderà la Giunta su proposta
dell'Assessore al ramo, si deciderà se proporre una proroga
dell'Ufficio speciale o meno. Ma ricordiamoci che quando il
Presidente della Regione, il presidente Schifani, ha voluto
eliminare alcuni uffici speciali della Regione...
DE LUCA ANTONINO. Fa parte dell'accordo Stato/Regione
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Esatto, fa
parte dell'accordo Stato-Regione sulla razionalizzazione e la
riduzione dei costi, non è che l'abbiamo fatto perché ci piaceva
farlo, l'abbiamo fatto perché lo Stato ce lo imponeva.
Per essere chiari, lo dirò per l'ennesima volta, Presidente,
colleghi, la CUC rimane ora e per i prossimi anni; abbiamo voluto
proporre questa norma perché riteniamo che si fondasse su due
pilastri: una stazione unica, una centrale unica riconosciuta da
Roma, dallo Stato, che avesse due gambe, una che era la CUC e
l'altra sono gli UREGA.
Dopodiché voglio ricordare abbiamo purtroppo bocciato un
emendamento che dava la possibilità a tutti i dipartimenti di poter
avere un'autonomia, ora abbiamo purtroppo bocciato
quell'emendamento che appesantirà la CUC e gli UREGA, quindi da un
lato consentitemi ci sono alcuni colleghi che vogliono sapere di
quello che succederà alla CUC, dall'altro lato bocciando
quell'emendamento avete fatto sicuramente una cosa, quello è stato
bocciato col voto segreto quindi non sapremo chi, però avete
appesantito sia la CUC che gli UREGA, quindi valutiamo se vogliamo
la CUC nel pieno delle forze e gli UREGA. Su questo però ci
dovremmo mettere d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Gli emendamenti A.12 e A.13 sono
ritirati. Si passa all'emendamento A.14, a firma del Governo. Con
il parere favorevole della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.16, tra gli emendamenti fuori sacco c'è
una riscrittura che è l'emendamento A.16R, è una riscrittura
tecnica, semplicemente un errore di provenienza del capitolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.19, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo come fuori sacco l'emendamento A.20, è quello dei giovani
professionisti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.22, che è quello sul randagismo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento.
Emendamento 117.1, a firma dell'onorevole Carta. È semplicemente
un coordinamento tecnico, del testo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.2, sempre nei fuorisacco, a firma
dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Allora, abbiamo terminato con gli emendamenti.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Sì, Presidente, per ricordare magari, c'è stata
qualche cosa che non funziona. Ci sono altri due emendamenti, uno
accantonato la scorsa seduta che era quello relativo
all'affidamento
PRESIDENTE. Quello è stato precluso.
CATANIA NICOLO'. Cioè?
PRESIDENTE. È stato precluso dall'emendamento 1.18, del Governo.
Ma l'abbiamo già detto prima. E l'altro?
CATANIA NICOLO'. L'altro è quello che abbiamo presentato in
Conferenza dei Capigruppo che riguardava quella situazione del FOS
che abbiamo proprio discusso in Conferenza e che ho consegnato.
PRESIDENTE. È già stata assegnato alla Commissione Bilancio'.
CATANIA NICOLO'. Sono due gli emendamenti. Uno che riguardava gli
ASACOM e va bene mettiamo che va in Commissione Bilancio'; l'altro
che riguardava l'abbassamento della percentuale per il contributo
alla FOS e altre associazioni in cui non c'entra la Commissione
Bilancio'.
Stiamo abbassando semplicemente la percentuale di accesso rispetto
a quelle che già sono le distanze, quindi la Commissione
Bilancio'...
PRESIDENTE. Onorevole Catania, può avvicinarsi al banco della
Presidenza?
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 20.01)
PRESIDENTE. Allora, la seduta riprende. Onorevole Catanzaro, mi
rivolgo a lei e ai colleghi Capigruppo di opposizione, quindi
all'onorevole De Luca e agli altri, questo emendamento non
necessita di un passaggio dalla Commissione Bilancio. Se c'è la
condivisione di volerlo portare...
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aspetti, l'ho capito, l'ho vista e la farò parlare. Se
l'intervento dell'onorevole Catania è stato soddisfacente e si può
mettere in votazione, bene, diversamente lo porteremo la settimana
successiva. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Io non ho nulla in contrario all'emendamento e,
soprattutto, a chi propone l'emendamento, che è il collega
onorevole Catania. Però, Presidente, come poco fa mi sono permesso
di intervenire ricordando che c'era dopo una riunione una sintesi
per quello che noi portavamo in Aula, mi permetto adesso, al di là
del non passaggio dalla Commissione Bilancio, ma sugli emendamenti
che noi abbiamo detto che erano emendamenti che dovevano passare in
Commissione Bilancio e ritengo che questo dovrebbe andare anche
nella Commissione di merito, quindi la pregherei, Presidente,
considerando che noi stiamo - e ne approfitto trenta secondi -
siccome il Partito Democratico e il Gruppo del Partito Democratico
questo disegno di legge che ci stiamo accingendo a votare sul
codice degli appalti ha dato un grande senso di responsabilità,
contribuendo sulle norme, le chiedo se c'è la possibilità di votare
questo e poi in automatico con gli altri emendamenti che noi
abbiamo discusso, metterli insieme e votarli, approfittando delle
Commissioni di merito, della Commissione Bilancio. Questo è quello
che chiedo io.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, io la ringrazio per il suo
intervento, però non è che dobbiamo fare passare le cose in una
maniera differente dalla realtà. Noi è vero che abbiamo molto
dialogato ed è un mese che parliamo della questione del codice
degli appalti e l'abbiamo fatto per cercare di creare il testo in
maniera più apprezzabile possibile. A inizio seduta, quando noi
diamo la possibilità di parlare sull'ordine dei lavori e poi
parliamo di altro, così come è stato anche oggi, abbiamo cercato di
voler forzare il Regolamento all'unanimità rispetto alla questione
di un disegno di legge di grandissimo buon senso e che io sposo
come quello del numero chiuso, alla stessa maniera l'onorevole
Catania ha chiesto se ci fosse la stessa possibilità di potere
inserire questo emendamento perché si potrebbe rischiare di perdere
circa 450 mila euro. Perché non è che qua deve passare che la
Presidenza deve ascoltare solo l'opposizione, deve essere garante
di tutte le forze politiche, tanto quelle di maggioranza quanto
quelle di opposizione. C'è questo emendamento, ci sono preclusioni
nei confronti di questo emendamento visto e considerato che non mi
pare che stiamo facendo grandi cose? Sì o no. Onorevole Catania,
vuole illustrarlo in sessanta secondi questo emendamento?
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima ho dato la parola all'onorevole Catania,
successivamente interviene lei.
CATANIA NICOLO'. Finisco velocemente, Presidente. La questione qui
è di tempi. L'emendamento ricordo che è stato presentato stamattina
in Commissione Bilancio e tutti, dico tutti, i componenti della
Commissione Bilancio, compreso i componenti del PD, lo hanno votato
favorevolmente perché hanno capito qual era l'esigenza. Siccome il
collegato non potrà mai arrivare entro la scadenza di lunedì,
scadenza della circolare, abbiamo ritenuto opportuno presentarla
all'Aula soltanto perché, per una questione di una errata scrittura
della norma, abbiamo posto un limite del dieci per cento sulle
spese del 2022, anno pre-Covid. Questa cosa preclude finanziamenti
certi che avranno gli enti e le fondazioni, come ad esempio la
FOSS.
Quindi c'è, semplicemente, una questione di aggiustamento
normativo sulle percentuali perché siamo in progressione rispetto a
quello che prevede la legge nazionale. Nient'altro.
Ripeto, capisco bene che c'è, oggi, un atteggiamento che
salvaguarda un po' le cose concordate in Capigruppo - io, poco fa,
sono andato in Capigruppo proprio per parlarne -, ma c'è un voto,
già in Commissione, unanime di tutti i Gruppi parlamentari presenti
in Commissione Bilancio.
Che decida, poi, l'Aula, quello che c'è da fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania. Prima avevano chiesto di
intervenire l'onorevole De Luca Antonino, Sunseri e Di Paola.
Mettetevi d'accordo tra di voi, siete dello stesso Gruppo.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, premesso che non mi risulta che
alcuno del Movimento Cinque Stelle
PRESIDENTE. Si avvicina al microfono?
DE LUCA ANTONINO. Premesso che non mi risulta che nessun
componente della commissione Bilancio del Movimento Cinque Stelle -
anche perché c'è solo il collega Di Paola - abbia votato
favorevolmente, abbia apprezzato quest'emendamento in Commissione
Bilancio, oggi manca l'assessore di riferimento, manca il parere
della Commissione competente, stiamo discutendo il Codice degli
appalti. Ora io credo che domani saremo nuovamente in Aula, la
settimana prossima saremo nuovamente in Aula. Non mi sembra che ci
siano delle ragioni d'urgenza per cui questo emendamento debba
essere approvato oggi. Abbiamo detto in Commissione Bilancio, in
Capigruppo che tutti gli emendamenti fuori sacco li mandavamo in
Bilancio. Io credo che dovremmo essere consequenziali perché,
diversamente, quello che ci diciamo un'ora prima poi lo cambiamo di
nuovo
PRESIDENTE. Siamo consequenziali. Possono nascere delle esigenze
durante le sedute, come sono nate oggi per altre questioni
DE LUCA ANTONINO. Per carità.
PRESIDENTE le stiamo sposando e portando avanti.
DE LUCA ANTONINO. Però, Presidente Galvagno, le emergenze sono
tali se capitano una tantum mentre lei non avrà avuto sicuramente
non le sarà mancato di notare che in ogni disegno di legge, al
momento degli emendamenti fuori sacco, vengono fuori tre, quattro
urgenze. In ogni disegno di legge. Mentre io ritengo, anche per
correttezza - stiamo cercando, in questa legislatura e anche grazie
alla sua Presidenza, di darci un metodo e di rispettare quello che
è il metodo che detta il Regolamento - se l'emergenza è realmente
tale, quella volta che si deve assolvere col consenso di tutti i
Capigruppo si procede. Diversamente, abbiamo detto di far seguire
alle norme i procedimenti che dovrebbero seguire con tutto l'iter.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie. Onorevole Catania, credo che non ci
sia forse voleva intervenire l'onorevole Di Paola o Sunseri?
Rinuncia? Parla? Sunseri. Prego, onorevole.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Semplicemente perché, purtroppo,
siamo stati ripresi più volte dalla Corte Costituzionale anche
sotto questo punto di vista. Stiamo facendo una norma sul codice
degli appalti. Chiudiamo con il codice degli appalti che è una
norma, come dire, anche di recepimento nazionale, con delle
modifiche che stiamo apportando, e non ci facciamo riprendere, per
l'ennesima volta, su norme che non c'entrano nulla col titolo della
legge, creando nuovamente ennesima confusione.
L'emendamento lo inseriamo, poi, nel collegato o nelle variazioni
di bilancio, in disegni di legge dove ha un senso inserirlo. Ma
metterlo, oggi, in un testo del genere, credo che semplicemente
facciamo confusione e, soprattutto, in assenza dell'assessore di
riferimento - che non mi pare di vedere in Aula da mesi, purtroppo
- e, soprattutto, l'assenza della norma passata in Commissione
Bilancio credo che la cosa più opportuna sia rinviarlo al prossimo
documento finanziario.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, mi trova pienamente d'accordo.
Però, rispetto a quello che lei sta dicendo, allora la norma sul
randagismo, dove anche il Movimento Cinque Stelle è stato unanime,
perché se dobbiamo essere consequenziali, dobbiamo esserlo su
tutto. Allora non dovevamo dire in Capigruppo che andava bene la
norma sul randagismo, se poi in Aula dobbiamo sostenere la tesi che
dobbiamo creare dei testi che non abbiano delle materie differenti,
altrimenti ci stiamo prendendo in giro
Allora, se lo dobbiamo fare, facciamolo sempre, però non è che in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari diciamo una cosa
e poi in Aula interveniamo in un'altra maniera perché, secondo me,
si perde un po' il filo e il senso delle cose.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Intervengo, tra l'altro, anche condividendo il suo intervento.
Dico, c'è stato, secondo me, un piccolo non dico problemino però il
discorso qual è? E condivido anche gli interventi che sono stati
fatti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, cioè
questa norma, da quello che ho capito, questa legge che stiamo
andando ad approvare, è stata condivisa un po' da tutte le forze
politiche.
Ora, alcuni emendamenti sono passati veramente in Commissione
Bilancio. Il discorso qual è? che la maggioranza, dico ne ha tutte
le facoltà in Commissione Bilancio, su alcuni emendamenti ha spinto
un po' più velocemente rispetto ad altri io, ad esempio,
sull'emendamento in questione non ero presente in Commissione
Bilancio, Presidente, proprio perché la maggioranza che ha i numeri
in Commissione Bilancio ha accelerato su alcuni emendamenti
rispetto ad altri.
Però, pur non conoscendo il contenuto dell'emendamento,
Presidente, siccome c'è stata una grande condivisione da parte
dell'Aula su tutto il testo e sugli emendamenti che ci sono stati,
dico ora se è un emendamento che, come dire, è cruciale per questa
legge allora magari lo si distribuisce e lo andiamo a valutare qui
perché non tutti i Gruppi erano presenti durante la votazione in
Commissione Bilancio. Almeno noi come Gruppo non eravamo presenti,
non so gli altri Gruppi parlamentari di minoranza, perché ovvio i
Gruppi parlamentari di maggioranza erano sicuramente presenti.
Quindi se è un emendamento cruciale per questa legge allora lo
andiamo a valutare tutti insieme, magari distribuendolo, se è un
emendamento che magari può essere presentato in altri DDL, dove...
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, la interrompo dicendo che,
probabilmente non è cruciale. Però io ne faccio una questione di
principio: io ritengo, e sono stato il secondo firmatario del
disegno di legge sul numero chiuso di medicina, che non sia urgente
che domani si voti questo disegno di legge, perché si poteva fare
anche in altre occasioni. Ciò non di meno, siccome c'è una
condivisione, c'è spirito di collaborazione, è stata fatta questa
richiesta da parte del PD, del Partito Democratico, quindi noi
siamo assolutamente favorevoli.
Ritengo che, però, le eccezioni, perché altrimenti sembrerebbe
quasi che io vedo i colleghi della maggioranza che sono stati
eletti quasi quasi elemosinare di potere portare una norma che, tra
le altre cose, penso sia una norma di buon senso, mi sembrava
altrettanto equo, per quanto sono cose assolutamente differenti,
probabilmente è molto più importante la questione del numero chiuso
e metterlo in votazione, ma siccome passa un messaggio sbagliato,
l'emendamento, glielo dico io, onorevole Catania, non si metterà in
votazione. Poi in maniera corretta e questo auspicio, chiaramente,
vale anche per il futuro tanto per le forze di maggioranza quanto
per le forze di opposizione dovrà fare i passaggi quanto più
corretti possibile.
Quindi la invito al ritiro. Grazie, onorevole Catania.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici (519/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici (519/A).
Invito poi i colleghi che volessero rimanere per i debiti fuori
bilancio a restare in Aula. Siamo in fase di votazione. Dopo la
votazione è libero di farlo. Chiedo ai colleghi di prendere posto.
Allora, pongo in votazione finale il disegno di legge n. 519/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 62
Votanti .. 52
Maggioranza . 27
Favorevoli ..... 29
Contrari ..... 23
Astenuti . .... 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'assessore Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevole Cracolici, un minuto soltanto.
PRESIDENTE. Ai colleghi, intanto, chiedo di rimanere per votare i
debiti fuori bilancio.
Comunicazioni del Governo regionale
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Colleghi, in maniera telegrafica posso dire una cosa? La prossima
settimana, dal 12 al 14 ottobre, presso il Polo fieristico di
Misterbianco, unico polo fieristico in grado di ricevere una
manifestazione come quella che organizziamo, si celebra un evento
che riguarda tutta la Sicilia e la scuola siciliana: si chiama
Didacta, è un evento molto importante dove si guardano le
innovazioni che nel mondo della scuola possono arrivare. Siccome io
ho scritto a tutti i colleghi per mail e non mi sembra cortese
invitarli per mail volevo rivolgere l'invito a tutti perché a
Didacta Sicilia l'evento della innovazione della scuola siciliana.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Seguito della discussione del disegno di legge Riconoscimento
della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni D.F.B. 2022. Mese di
agosto (56/A)
PRESIDENTE. Allora, si passa al disegno di legge Riconoscimento
della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni D.F.B. 2022. Mese di
agosto (56/A).
Chiedo ai colleghi di rimanere seduti per chi volesse rimanere,
chi vuole andare è libero di farlo.
Siamo al disegno di legge, su che cosa vuole intervenire? Debiti
fuori bilancio. Onorevole Cracolici, certo dopo può votare, dopo
può richiedere di intervenire.
Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:
Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e)
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione derivanti da acquisizioni di beni e servizi
in assenza del preventivo impegno di spesa per il valore
complessivo di euro 751,85 di cui all'Allegato 1 alla presente
legge.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:
Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1 di euro 751,85 si provvede,
nell'esercizio finanziario 2023, mediante utilizzo di parte delle
somme corrispondenti all'accantonamento DFB emersi ex art. 73 del
D.Lgs. n. 118/2011 e non riconosciuti da ARS e DFB riconosciuti e
non ancora impegnati del risultato presunto di amministrazione
all'1 gennaio 2023 di cui all'Allegato 15 - Risultato di
amministrazione - quote accantonate al Bilancio di previsione
2023/2025 approvato con la legge regionale 22 febbraio 2023, n. 3.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2023 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti 3 dall'applicazione
dell'articolo 1 e dell'articolo 2 della presente legge per i
capitoli indicati rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi
indicati rispettivamente nelle colonne C ed E.
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2023,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge.
PRESIDENTE. C'è un emendamento al punto 1, del Governo. E' un
emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Assessore, Commissione, vi prego intanto di sedervi,
siamo in fase di votazione; se c'è qualcuno che se ne vuole andare
che se ne vada, noi rimaniamo.
Intanto chiedo all'onorevole Daidone di prendere posto al banco
delle Commissioni, per favore.
Onorevole Carta, mi dispiace si deve alzare.
Pongo in votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:
Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni
D.F.B. 2022. Mese di agosto (56/A)
PRESIDENTE. Diamo il voto finale sul disegno di legge numero 56/A.
Allora in questo momento ci sono 33 tesserini. Sì, se li volete
levare li potete levare. E' stato richiesto da parte del Capogruppo
del Movimento Cinque Stelle o da parte dell'onorevole Sunseri ? Da
parte del Capogruppo di votare i debiti fuori bilancio e noi non
stiamo chiedendo che il Movimento Cinque Stelle o che i Gruppi di
opposizione li votino. Se semplicemente dessero la possibilità di
mantenere il numero legale senza votarlo, noi potremmo assumerci la
responsabilità di votare il disegno di legge. Se invece volete
alzare i tesserini a me sta bene, pure a questa Presidenza sta
bene
E' un invito, tuttavia, che fa la Presidenza a tutti i Gruppi con
i quali noi parliamo di grande collaborazione però mi sembra una
collaborazione un tantino unilaterale. Io sto chiedendo
espressamente di tenere i tesserini senza votare affinché noi
possiamo votare i debiti fuori bilancio, potete anche non votare.
Benissimo adesso il numero legale c'è, siamo 35.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(interruzione fuori microfono dell'onorevole Sunseri)
PRESIDENTE. ... però mi dicono, onorevole Sunseri, che ci sono
stati precedenti. Onorevole Sunseri mi confermano...
SUNSERI. Qual è l'articolo del Regolamento, così lo leggiamo
insieme?
PRESIDENTE. No, no, mi confermano...
SUNSERI. Sì, qual è l'articolo del Regolamento?
PRESIDENTE. No, non c'è un articolo. Si potrebbe votare con
scrutinio nominale, quindi potremmo fare che a uno a uno potremmo
andare a votare... se vuole sapere i precedenti le diciamo che già
la Presidenza di Vinciullo l'ha fatto.
SUNSERI. No, l'articolo...
PRESIDENTE. Aspetti che glielo diciamo. Onorevole Sunseri, allora,
io sto leggendo quello che trovo scritto, non sto inventando, mi
devo rifare agli Uffici. Ebbene, gli Uffici mi indicano che
all'articolo 122, comma 4, il Regolamento recita così, per quanto
riguarda l'esclusione del voto segreto: "Qualora si tratti di
disegni di legge di approvazione del bilancio o del consuntivo
della Regione, di variazione di bilancio, di autorizzazione
all'esercizio provvisorio, la votazione finale si effettua in ogni
caso per scrutinio nominale".
Questo è quello che dice il Regolamento. Se lei ha un
Regolamento... e quindi non è previsto... Questi sono i casi, per
quello che mi dicono gli Uffici, in cui non si può fare il voto
segreto. Allora, era stata avanzata richiesta di voto segreto,
bisogna vedere se è appoggiata.
SUNSERI. Presidente, sta aprendo una maglia. Noi da oggi in poi
chiederemo il voto segreto su tutti i disegni di legge che non
siano il bilancio della Regione. Lei mi sta dicendo che su tutti i
disegni di legge che non siano il bilancio si può votare con voto
segreto
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, un attimino, io mi sto rifacendo
non a una cosa che ho inventato in questo momento, perché non ne
sarei neanche capace probabilmente; io ho chiesto agli Uffici
gentilmente di dirmi come funzione il Regolamento. E mi stanno
dicendo anzi no, c'è scritto, che all'articolo 122, comma 4 che
sono causa di esclusione di possibilità di voto segreto qualora si
tratti di disegni di legge di approvazione del bilancio o del
consuntivo della Regione, di variazione di bilancio, di
autorizzazione all'esercizio provvisorio in questi casi la
votazione finale si effettua, in ogni caso, per scrutinio nominale.
In tutti gli altri casi si può fare per scrutinio segreto, partendo
dal presupposto che non mi pare che io le abbia mai negato nulla
sotto questo profilo, né tanto meno io me la stia inventando. Non è
che le era stata negata o è stata fatta arbitrariamente. Va bene?
Intanto l'onorevole Assenza ha chiesto di procedere con il voto
segreto.
Gentilmente vediamo se è appoggiata. Comunque se volesse c'è anche
un precedente della seduta dell'1 dicembre 2016, lei non c'era, in
cui si è votato con scrutinio segreto. Benissimo.
Ha chiesto l'onorevole Assenza il voto segreto. Vediamo se la
richiesta è appoggiata.
Si passa alla votazione con scrutinio segreto del disegno di legge
n. 56/A.
Chiarisco il significato del voto. Chi è favorevole voti verde;
chi è contrario voti rosso.
Dichiaro aperta la votazione. Ricordo che bisogna raggiungere il
numero legale.
Favorevoli. Hanno alzato le tessere?
Avevo chiesto in tutti i modi possibili e immaginabili di lasciare
la tessera per poter far sì, quanto meno, di votare la maggioranza
e assicurare il numero legale. Prendo atto del fatto che su una
richiesta in cui, prendo atto del fatto che nel momento in cui ho
fatto questa richiesta era stato preso l'impegno di mantenere le
tessere. Le tessere non ci sono e da Regolamento io devo sospendere
la seduta. La posso sospendere per riprenderla tra un'ora o
rinviare a domani.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 4
ottobre 2023, con il seguente ordine del giorno.
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VI SESSIONE ORDINARIA
69a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 4 ottobre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante 'Disposizioni in materia di abolizione del numero chiuso o
programmato per l'accesso ai corsi di laurea in medicina (n. 378-
506/A).
Relatore: on. Lantieri
IV -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Salute (V. allegato)
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
La seduta è tolta alle ore 20.27 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 428 - Interventi urgenti per il contrasto al pascolo abusivo
all'interno della riserva naturale orientata Cavagrande del
Cassibile.
Firmatari: Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi
Cristina; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
- Con nota prot. n. 32023 del 9 agosto 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
- da parte dell'Assessore per l'economia
N. 259 - Chiarimenti in merito alla realizzazione degli
interventi, di cui alle deliberazioni n. 289 del 1 luglio 2021 e
n. 410 del 4 agosto 2022, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione.
Firmatari: Catanzaro Michele; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 19469 dell'11 maggio 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
- da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 419 - Chiarimenti in merito al Decreto di approvazione
provvisoria dei contingenti distrettuali forestali - Anno 2023-
Servizio XI del Centro per l'impiego di Messina e Villafranca
Tirrena (ME).
Firmatari: Leanza Calogero; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario;
Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 31987 del 9 agosto 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 16
dell'11 agosto 2015 Tassa automobilistica regionale (n.
584.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riordino dei Consorzi di Bonifica della Regione
Siciliana (n. 588.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
- Norme in materia di modalità e procedure di
assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni
idroelettriche (n. 589.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
Parere IV.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Introduzione in Sicilia della valutazione di danno
sanitario (n. 587.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
Parere III e VI.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Valorizzazione canto e tradizioni popolari (n. 585.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 20 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
- Istituzione della Settimana di Archimede per le
scienze e la tecnologia (n. 586.)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 settembre 2023.
Inviato il 2 ottobre 2023.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 495 - Iniziative urgenti al fine di fronteggiare i ritardi
nell'utilizzo dei fondi europei destinati alla Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 496 - Interventi urgenti per la sistemazione della banchina
numero 2 del porto di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Gennuso Riccardo
N. 498 - Iniziative urgenti al fine di incentivare il sistema di
vendita on-line dei biglietti nel settore dei trasporti.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 499 - Iniziative urgenti finalizzate alla tutela e
conservazione dei beni artistici della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 500 - Iniziative urgenti in merito all'inquinamento dei tratti
costieri della Sicilia e i conseguenti divieti di balneazione.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 501 - Notizie in merito all'aeroporto V. Bellini di Catania.
- Presidente Regione
De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 502 - Chiarimenti sul progetto di rigenerazione culturale,
economica e sociale c.d. 'ITINERA' del Comune di Isnello (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Campo Stefania; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; Marano Jose;
De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo; Cambiano
Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 503 - Iniziative urgenti per la riorganizzazione dell'Ufficio
del controllo analogo del Comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Geraci Salvatore; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 504 - Iniziative urgenti finalizzate al contenimento degli
aumenti tariffari dei trasporti speciali per le isole minori della
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Luca Antonino; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 507 - Chiarimenti in merito alle iniziative regionali di
sostegno ai circa 40 mila nuclei familiari siciliani a cui è stata
sospesa l'erogazione del reddito di cittadinanza.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 509 - - Aiuto temporaneo eccezionale per il caro energia alle
imprese agricole e alle imprese di
trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
particolarmente colpite dalla crisi del conflitto russo-ucraino e
notizie in merito alla mancata liquidazione delle somme spettanti
alle imprese agricole beneficiarie.
- Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
Burtone Giovanni; Cracolici Antonino; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 510 - Ristori agli agricoltori danneggiati dai lavori per la
realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 511 - Assistenza pediatrica nella frazione di Cassibile (SR).
- Assessore Salute
Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 512 - Notizie circa i ritardi nelle autorizzazioni di protesi
da parte dell'ASP di Siracusa.
- Assessore Salute
Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 513 - Chiarimenti in merito all'applicazione delle norme in
materia di sostegno all'associazionismo antiracket.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 514 - Chiarimenti in merito allo stato di ammaloramento del
complesso delle mura timoleontee del Parco archeologico di Gela
(CL).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 515 - Chiarimenti in ordine al servizio di assistenza igienico-
personale agli alunni con disabilità.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 516 - Notizie in merito allo stato di gestione e manutenzione
del lago di Pergusa e della sua Riserva Naturale Speciale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 518 - Chiarimenti sulla gestione del Cefpas.
- Assessore Salute
Chinnici Valentina; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Venezia Sebastiano; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 519 - Interventi urgenti per la digitalizzazione dell'intero
percorso dell'erogazione degli alimenti senza glutine ai celiaci,
anche ai fini dell'acquisto dei prodotti alimentari dedicati ai
celiaci presso tutti i punti vendita autorizzati diversi dalle
farmacie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Vasta Davide Maria; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Balsamo
Ludovico; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 520 - Chiarimenti circa il servizio di supporto a SEUS 118
svolto dalle organizzazioni di volontariato.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo
N. 522 - Iniziative urgenti inerenti alla carenza dei medici
presso l'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 523 - Chiarimenti in merito all'impiego del personale
volontario a supporto delle squadre antincendio ai sensi dell'art.
23 della l.r. n. 9 del 2023 e all'attuazione del previsto
coordinamento.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
n. 524 - Notizie in merito al Fondo di progettazione previsto
dall'art. 11 della legge regionale n. 2 del 2023.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 525 - Notizie in merito alle iniziative del Governo rispetto
allo stato di crisi del settore mandorlicolo in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 526 - Notizie sulla vendita di prodotti per celiaci.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Chinnici Valentina; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Venezia Sebastiano; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 497 - Informazioni circa il mancato funzionamento dell'impianto
di climatizzazione del Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio e
Sant'Isidoro di Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Vasta Davide Maria; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Geraci
Salvatore; Balsamo Ludovico; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
Sciotto Matteo
N. 505 - Chiarimenti in merito ai lavori di riqualificazione della
regia trazzera di Piano Battaglia (Pa).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 506 - Notizie in merito alla risoluzione delle criticità legate
alla carenza di personale medico presso il Presidio ospedaliero
'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 508 - Ammodernamento-nuova realizzazione della tratta
ferroviaria tra Agrigento, Favara (AG), Palma di Montechiaro (AG),
Licata (AG) e Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cambiano Angelo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 517 - Chiarimenti in merito al ruolo della Regione in sede di
revisione e aggiornamento del Piano nazionale di ripresa e
Resilienza (PNRR) e sulla quantità di risorse definanziate.
- Presidente Regione
Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 521 - Chiarimenti in merito al mancato rinnovo dell'incarico di
Direttore sanitario presso l'ASP di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 527 - Iniziative volte all'inserimento di Messina e di Taormina
(ME) quali destinazioni per l'iniziativa dei treni storici.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
De Leo Alessandro; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 58 - Intendimenti del Governo in merito al finanziamento dei
progetti presentati dai comuni e dagli enti di culto ai sensi
dell'art. 40 della legge regionale n. 2 del 2023.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 105 - Finanziamento dei progetti presentati dai comuni e dagli
enti di culto per la riqualificazione urbana nonché per la
promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento
della qualità della vita e dei servizi pubblici e urbani.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Presentata il 31/08/23
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.