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Resoconto d'Aula della Seduta n. 68 di martedì 03 ottobre 2023
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   Presidenza del Presidente Galvagno


                   La seduta è aperta alle ore 17.44

  PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
  è  posto  a  disposizione  degli onorevoli deputati  che  intendano
  prenderne  visione  ed  è  considerato  approvato,  in  assenza  di
  osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -  l'onorevole Ferrara sarà in missione dal 4 all'11 ottobre 2023,
  fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n. 2157-
  PRE/2023 del 27 settembre 2023;
   -  l'onorevole  Marchetta sarà in missione dal 10  al  12  ottobre
  2023, fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n.
  2177-PRE/2023 del 29 settembre 2023;
   -  l'onorevole Vitrano sarà in missione dal 13 al 24 ottobre 2023,
  fatto salvo quanto previsto dalla nota autorizzativa prot. n. 2178-
  PRE/2023 del 29 settembre 2023;

               Comunicazione di ritiro di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  20  settembre   2023,
  protocollata  in  pari  data  al n. 5079-ARS/2023,  l'on.  Pace  ha
  dichiarato  di  ritirare l'interpellanza n.  24   Ripristino  della
  pianta  organica  della  cardiochirurgia  pediatrica  del  presidio
  ospedaliero di Taormina (ME) .

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Allora, si passa al disegno di legge


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   E  dopo l'onorevole Spada, a intuito, immagino per la stessa cosa,
  però vediamo.

   BURTONE.  Presidente, io la ringrazio, intervengo sull'ordine  dei
  lavori.  Questa  mattina  in V Commissione  Cultura,  formazione  e
  lavoro ,  è  stato approvato un disegno di legge all'unanimità,  il
  disegno  di  legge  voto per l'abrogazione del  numero  chiuso  per
  l'accesso  alla  facoltà di medicina e alle professioni  sanitarie.
  Noi  siamo  molto soddisfatti, come Partito Democratico abbiamo  un
  disegno di legge presentato che è stato votato e che ha come  primo
  firmatario,  il  più  giovane  parlamentare,  l'onorevole  Calogero
  Leanza.  E' significativo, però, che sia stata tutta l'Assemblea  a
  votare.
   Io  pongo  una questione che è quella di accelerare l'approvazione
  di  questo disegno di legge anche perché, Presidente, noi  da  mesi
  lavoriamo  per affrontare un tema centrale nella sanità  siciliana,
  credo comune anche ad altre Regioni, cioè la mancanza di medici.
   E'  una  carenza  molto, molto pesante; tanti  reparti  hanno  una
  percentuale di copertura molto bassa perché i medici sono, diciamo,
  davvero pochi rispetto alle richieste. Ci sono stati pensionamenti,
  non  c'è  stata  una  sola  branca  sanitaria  affrontata  tra   le
  problematiche in quest'Aula che non abbia evidenziato  questo  dato
  comune:  la  mancanza assoluta, molto, molto pesante, di  personale
  medico.
   Con  questo  strumento noi speriamo di poter dare una  risposta  a
  queste  problematiche. Daremo maggiore certezza di diritto rispetto
  all'articolo 32 della nostra Costituzione e il diritto alla  salute
  all'articolo   34   che   è  quello  relativo   all'accesso   anche
  all'università, l'apertura della cultura a tutta, tutta  la  nostra
  comunità.
   Presidente,  io so che lei ha fatto una Conferenza dei  Capigruppo
  che è stata, diciamo, unanime per  dare il percorso legislativo  di
  queste  giornate, però io mi sono permesso di parlare con  tutti  i
  Capigruppo   e  tutti  si  sono  detti  disponibili  ad  anticipare
  eventualmente  la  votazione di questo disegno di  legge.  Anche  a
  domani, Presidente, potrebbe essere inserito all'ordine del giorno,
  per  dare  un  termine  anche  breve  per  la  presentazione  degli
  emendamenti, perché credo che non ci saranno, anche perché è  stato
  un  voto unanime e i colleghi, devo dire, i Capigruppo soprattutto,
  hanno espresso la massima disponibilità.
   Perché  le  chiedo l'accelerazione, Presidente? Perché  mentre  in
  questo  Parlamento c'è stata, credo, la sensibilità  ad  utilizzare
  uno   strumento  che  sarà  anche  forse  di  prospettiva,   perché
  nell'immediato  non risolverà il problema, però si è  posto  questo
  tema  e  ha trovato concordi tutti i Gruppi parlamentari, io  penso
  che  nel  Paese  non troveremo tanta solidarietà.  Quindi  dobbiamo
  lavorare  subito  per  dare  una  risposta.  Non  troveremo  grande
  solidarietà, perché per esempio il mondo accademico esprime qualche
  perplessità, più di qualche perplessità: pare che la Conferenza dei
  Rettori  sia  orientata negativamente. Ce ne  faremo  una  ragione,
  perché le leggi non le detta la Conferenza dei Rettori. Così  come,
  pare,  che  trasversalmente - lo dico - ho la  percezione  che  nel
  Parlamento nazionale troveremo qualche resistenza, trasversalmente.
  Ma  anche questa l'affronteremo, perché abbiamo la convinzione  che
  sul tema si debba lavorare e non si possa aspettare.
   In  tanti spesso esprimono la convinzione che il problema  esista,
  però  nel  momento  in cui si agisce ci sono già i  freni.  Allora,
  siccome  noi  non abbiamo davanti il tempo sufficiente rispetto  al
  lavoro che si deve fare, perché è una legge voto - perché se  fosse
  una  legge  regionale già l'avremmo approvata -, io credo  che  noi
  dobbiamo accelerare.
   Ecco,  io  mi  permetto, Presidente, avendo  trovato  il  consenso
  unanime   di   tutti  i  Capigruppo,  grazie,  le   chiedo   questa
  anticipazione a domani, in modo che si possa votare e  approvare  e
  mandare al Parlamento nazionale, e iniziare una battaglia politica,
  nei  confronti  di tutta la classe dirigente nazionale,  perché  si
  assuma  la  responsabilità  rispetto alle  indicazioni  che  stanno
  venendo dalle Regioni, perché la Sicilia varerà la legge, ma già la
  Campania  ha fatto questo e so che nelle altre Regioni, soprattutto
  meridionali, il tema è sentito e quindi dobbiamo dare una  risposta
  al più presto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Intanto ho visto che  vuole
  intervenire  anche  l'onorevole De Luca, poi  Castiglione  e  c'era
  Spada.
   Allora,   intanto  ringrazio  l'onorevole  Burtone  per   il   suo
  intervento.  Giusto per correttezza le dico che  sfonda  una  porta
  aperta,  anche  perché nella scorsa legislatura,  proprio  a  firma
  dell'onorevole  Lentini  e  io  ero  secondo  firmatario,   abbiamo
  approvato  un  disegno di legge voto proprio per  l'abolizione  del
  numero chiuso. Quindi sono assolutamente favorevole a facilitare il
  percorso.
   Probabilmente,  però, aggiungo che si dovrebbe  anche  pensare  di
  investire  qualcosa nelle borse di studio di area medico-sanitaria,
  proprio perché se no non faremmo altro che creare un ulteriore buco
  formativo.  Invece  bisogna  assolutamente  investire  e  dare   la
  possibilità che i giovani possano trovare subito la possibilità  di
  potersi specializzare.
   Per quanto concerne la sua richiesta, se non ci sono obiezioni  da
  parte  dell'Aula e non c'è nessun deputato - perché  ne  basterebbe
  soltanto uno per venir meno a quello che le sto dicendo - se non ci
  fossero  obiezioni  da nessuno dei deputati,  potremmo  pensare  di
  inserirlo  domani e votarlo, ma senza poter dare  termine  per  gli
  emendamenti.  Diversamente,  se  ci  fosse  qualcuno  che   volesse
  migliorare piuttosto che emendare comunque il disegno di legge,  si
  potrebbe incardinare domani, dare il termine per gli emendamenti  e
  votarlo  regolarmente nella prima seduta utile,  che  è  quella  di
  martedì.
   Quindi, a seconda del sentimento da parte dei colleghi, o  si  può
  mettere  in votazione domani, ma ci deve essere l'unanimità,  senza
  possibilità di emendamenti, così com'è; o diversamente domani si da
  il  termine  per  gli  emendamenti e si voterà martedì.  Quindi  lo
  capiremo magari durante la seduta qual è il sentimento da parte dei
  colleghi.
   È  iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà. A seguire,
  gli onorevoli Castiglione e De Luca.

   SPADA. Grazie, Signor Presidente. Io quest'oggi sono profondamente
  amareggiato   e   lo  sono  perché  nonostante  all'esterno   diamo
  quotidianamente la sensazione ai nostri cittadini di non  lavorare,
  di  non  produrre,  di non correre alla velocità che  ci  chiedono,
  quando  poi lo facciamo, come per esempio due settimane fa,  quando
  abbiamo  approvato un disegno di legge di riforma dello  sport,  su
  una   parte  che  interessava  l'ambito  sportivo,  la  Federazione
  italiana  dei  medici sportivi, e all'interno  della  stessa  legge
  abbiamo  inserito  le  variazioni di bilancio   lei  ricorderà  che
  quelle  furono delle variazioni di bilancio urgenti. Urgenti perché
  servivano a colmare un vuoto che si era venuto a creare all'interno
  della  ex  provincia  di  Siracusa per la ripartenza  del  servizio
  ASACOM.
   Ebbene   Presidente,  sono  profondamente  amareggiato  perché   a
  distanza di tre settimane non è stata ancora pubblicata in Gazzetta
  quella  norma.  E'  possibile  mai aspettare  3  settimane  per  la
  pubblicazione di una norma e fare rimanere a casa 320  ragazzi  che
  non  hanno la possibilità di andare a scuola, di avere il  supporto
  ASACOM  e  di  non  avere nemmeno il trasporto?  Chi  giustificherà
  questi ragazzi che non possono andare a scuola, Presidente?
   Si  dovrà  fare  carico lei di questa vicenda, signor  Presidente,
  perché  altrimenti  qui continueremo a dare la  sensazione  che  la
  politica non si interessa dei problemi reali dei cittadini e io non
  me  l'assumo  questa responsabilità, perché noi la norma  l'abbiamo
  fatta  e non è possibile aspettare 3 settimane per la pubblicazione
  in Gazzetta Ufficiale.
   Quindi  la  invito a vedere tutto quello che non ha funzionato  in
  queste  3  settimane. So che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
  avviene una volta alla settimana e viene fatta ogni venerdì  ma  in
  casi   come   questi  potrebbe  darsi  luogo  a  una  pubblicazione
  straordinaria e consentire la ripartenza di questo servizio che non
  è  a  vantaggio né dell'onorevole Spada, né del Partito Democratico
  bensì a vantaggio di tutta la comunità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Spada. Così, a titolo  informativo,
  mi  dicono, già durante il suo intervento, hanno cercato di  capire
  quando andrà in pubblicazione e ciò accadrà venerdì.
   Per  la  prossima  volta, però, dobbiamo  anche  fare  passare  un
  messaggio  delle  cose  che  possiamo fare  se  no,  saremo  sempre
  responsabili di tutti i problemi che ci sono nel mondo   C'è  anche
  un discorso di competenza. Non è di competenza nostra,  se no passa
  il  messaggio che lei non ha lavorato bene, che i nostri Uffici non
  hanno  lavorato bene  Noi abbiamo approvato in votazione finale  il
  disegno  di  legge  e allo stesso momento ne abbiamo  trasmesso  il
  testo.  Andrà in Gazzetta Ufficiale questo venerdì. Quindi  da  una
  parte  abbiamo  risolto  il problema perché  sappiamo  la  data  di
  pubblicazione. Per le prossime volte faremo di tutto  per  attivare
  una procedura d'urgenza. Va bene? Grazie.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha facoltà.

   suo decennale

  Commemorazione delle vittime del naufragio occorso a Lampedusa nel
                             suo decennale

   CASTIGLIONE.  Signor  Presidente, io volevo  ricordare  che  il  3
  ottobre del 2013 al largo di Lampedusa sono morte  368 persone, tra
  bambini,  adulti e donne, e quindi chiedo, e sono certo  che  tutta
  l'Aula e lei Presidente, un minuto per questa triste ricorrenza
   Volevo ricordare pure che il 3 ottobre è la Giornata della memoria
  e dell'accoglienza. Quindi sono certo che lei e tutta l'Aula

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Castiglione. Credo che sia corretto
  dedicare un minuto di silenzio.  Grazie, onorevole Castiglione.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca  Cateno.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Grazie.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  Governo,  Presidente,  mi hanno detto che  il  Presidente  Schifani
  dovrebbe  venire  il 18 ottobre. Le chiedo se questa  presenza  del
  Presidente  Schifani sarà confermata perché sa, c'è un problema  di
  'caro  voli' e io in questo momento sono impegnato a Monza e vorrei
  essere  presente  per questo appuntamento e chiedevo  non  solo  la
  conferma  se  l'appuntamento è già confermato  ma  anche  l'orario,
  cortesemente.  Se  me  ne può dare conferma, voi  come  Presidenza,
  perché  il tema che è stato posto per questa discussione è un  tema
  ormai  superato.  Perché  degli incendi ne avremmo  dovuto  parlare
  forse  dall'inizio  di  questa  Legislatura  e  soprattutto  doveva
  essere,  anche  su  questa  tematica,  una  innovazione  anche   in
  relazione  a  quelle  che  ogni  tanto  sento  denominare  come  le
  "sentinelle  del  territorio" che, oggi, sono gli agricoltori,  che
  sempre di più abbandonano le campagne.
   E  quindi, ovviamente, su questa strategia e visione integrata  ci
  aspettavamo da questo Governo una proposta che doveva riguardare la
  salvaguardia dei nostri territori anche in relazione a  quelle  che
  sono le questioni del dissesto idrogeologico.
   Abbiamo  chiesto più volte al presidente Schifani - è  passato  un
  anno,  credevo che ci fosse la torta con le candeline,  ma  neanche
  questo  - credevo che la mia assenza mi avesse fatto perdere questa
  occasione,  collega Abbate, neanche questo è stato  possibile,  non
  capisco,   oggi,   purtroppo,  signor  Presidente,   perché   debbo
  continuare  a  scontare  girando per  ora  l'Italia  quella  che  è
  un'accusa di una Sicilia che non cammina.
   Avete scelto un Presidente della Regione che non riesce neanche  a
  garantire una presenza sporadica. Magari fosse impegnato a fare  il
  sindaco  da qualche parte o in qualche campagna elettorale.  No,  è
  impegnato  a diventare leader di Forza Italia  Pensate un  po'   Ho
  assistito  l'altro giorno ad una discussione con Tajani e  mi  sono
  vergognato, signor Presidente, perché mi trovo un Presidente  della
  Regione  totalmente  assente.  Mi  riferiscono  che  anche  la  sua
  percentuale  di  lavori a Palazzo d'Orleans è bassissima.  Signori,
  non è pensabile che un Presidente a un certo orario se ne vada, non
  so  le  Giunte  a  che ora le fanno, ma al di là di questo,  signor
  Presidente, sono preoccupato.
    Allora, sulla scorta di tutto quello che si è accumulato, mi sono
  permesso  di  avere conferma formale da parte sua  perché  mi  devo
  organizzare. Voglio affrontare, col Presidente Schifani,  non  solo
  l'argomento che mi auguro possa oggi portare delle novità.  Abbiamo
  letto già dalla stampa quello che è emerso, d'altronde che c'era un
  po'  di  marciume  nella gestione dell'emergenza degli  incendi  lo
  sapevamo.  Un  po'  di amici, chiamati all'ultimo  minuto,  qualche
  canadair portato così all'improvviso, autobotti ferme, ma questa  è
  storia di un po' di anni. Ma d'altronde cosa è cambiato: niente   E
  questa, purtroppo, è l'amara riflessione che devo consegnare oggi a
  quest'Aula.  Però  noi, signor Presidente, che  siamo  di  un'altra
  generazione - quanto meno anagrafica - perché la Regione siciliana,
  con tutto il rispetto, non mi guardi male, Assessore alle autonomie
  locali, lei è giovane  Perché non è il tema dell'età, è il tema  di
  quello che ciascuno di noi ancora è nelle condizioni di poter dare,
  perché si può essere vecchi con l'età anagrafica giovane, e si  può
  essere  giovani  ad una certa età. Il Presidente  Schifani  si  sta
  dimostrando  inadeguato anche da questo punto di  vista,  credevamo
  che  avesse anche lui un  fisico bestiale , come diceva una  famosa
  canzone,  non  è stato così. E allora, signor Presidente,  concludo
  ribadendo questa mia richiesta: essere veramente garantito  che  il
  Presidente Schifani quel giorno ci sarà, io prenoterò i biglietti e
  le  dico  che  se  salterà  l'incontro col Presidente  Schifani  le
  presenterò la missione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. La cosa che le posso dire è
  che abbiamo parlato con la segreteria del Presidente Schifani e  ci
  ha  garantito la sua presenza il 18, alternativa sarebbe stata - ma
  lui  lo  ha già detto - non oggi, ma anche nella prima settimana  o
  nella  seconda  settimana  di  settembre  di  fare  venire  un  suo
  assessore, chiaramente l'Assessore competente.
   Siccome   è  stata  richiesta  la  Sua  presenza,  lui   ha   dato
  disponibilità per il 18 di ottobre. Quindi questo è quello  che  le
  posso dire, non penso che venga meno rispetto ad un impegno che  ha
  preso. Sul discorso invece che lei ha fatto, onorevole De Luca, noi
  abbiamo  tutti  gli strumenti possibili per poterci confrontare  su
  quello che poi è un tema legato alla prevenzione, prevenzione  come
  l'assicurazione, prevenzione significa poter pensare in finanziaria
  di  voler  mettere risorse adeguate per poterci occupare di  quelli
  che  sono gli incendi e di quelli che sono  gli incendi e di quelle
  che sono le alluvioni.

   PRESIDENTE. Quello è un altro conto, in tutti i casi giorno 18  le
  confermo che il Presidente della Regione sarà presente in Aula.

   DE  LUCA  CATENO. Come Gruppi siamo favorevoli alla  richiesta  di
  votazione del collega Leanza.

   PRESIDENTE. Come Gruppi?

   DE  LUCA  CATENO. Come Gruppi siamo favorevoli alla  richiesta  di
  votazione del collega Leanza.

   PRESIDENTE. Quello del numero chiuso. Va bene, grazie.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Nicolò. Ne ha facoltà.

   CATANIA  NICOLO'.  Grazie  Presidente, semplicemente  per  portare
  all'attenzione  dell'Aula  accadimenti  di  questi  giorni,   delle
  giornate   precedenti   ma  anche  di  oggi,   relativamente   alle
  problematiche  degli  ASACOM che tanto  abbiamo  discusso  in  sede
  parlamentare.
   Fermo restando che la provvidenza finanziaria ed economica è stata
  già  messa  in  cantiere,  aspettiamo  la  pubblicazione,  oggi  si
  rappresenta un problema che non si era mai verificato.
   Mi  spiego meglio: alcuni liberi consorzi hanno preteso l'invio da
  parte delle scuole del PEI, che sarebbe poi il Piano integrato  per
  l'assistenza  alla  comunicazione di questi  ragazzi  bisognosi  di
  questo tipo di servizio. Bene, oggi risulta allo scrivente - e  c'è
  una  protesta  in  corso  con  scioperi  e  sindacati  vari  -  che
  ovviamente i liberi consorzi sulla rivisitazione di queste attività
  fatte dalle scuole hanno bloccato sostanzialmente l'assistenza alla
  comunicazione  ai bambini che già lo hanno avuto  per  tempo  e  da
  tanto tempo nel passato che non hanno il comma 3, lettera

   PRESIDENTE. Sì, onorevole stiamo parlando proprio dell'emendamento

   CATANIA   NICOLO' .  l'articolo  3,  comma  3,  e  sostanzialmente
  limitando soltanto a costoro e non a quelli che hanno l'articolo 3,
  comma 1, come si è fatto in tutti gli anni passati.
   C'è    stata    questa   particolare   attenzione    che    deriva
  dall'applicazione  puntuale di una norma regionale  che,  però,  in
  passato  non  è stata assolutamente valutata per cui cosa  succede?
  Succede  che i bambini che negli anni passati, nonostante portatori
  di  un  comma  1, hanno avuto assistenza, oggi si trovano  rispetto
  all'introduzione  del servizio con quello che  ne  deriva  rispetto
  alla  continuità   per  un  problema  così  particolare  e,  se  mi
  consentite  perché  no  anche al dramma di lavoratori  che  in  300
  soltanto  in provincia di Trapani, oggi, perderebbero il  posto  di
  lavoro, ma il problema riguarda esclusivamente questi bambini.   La
  discrasia è fra norma nazionale e quella regionale, per cui  io  mi
  sono sentito in dovere - e questo lo voglio condividere all'Aula  -
  di presentare un emendamento a saldo invariato, perché del resto le
  somme  impiegate tanto per il comma 1 e il comma 3 in passato  sono
  sempre   le   stesse,  quindi  a  saldo  invariato,  ma   di   dare
  normativamente e, quindi, la legittimità giuridica anche  a  coloro
  che  hanno  il comma 1 per ripristinare lo status quo che  fino  ad
  oggi  abbiamo  portato  avanti. Quindi,  io  volevo  semplicemente,
  sull'ordine  dei lavori intervenire in tal senso, spiegarlo  meglio
  all'Aula  affinché ovviamente questo problema possa essere superato
  tempestivamente.
   Questa  era la mia osservazione e la mia richiesta alla Presidenza
  nel   proseguo   anche  delle  attività  rispetto   all'emendamento
  presentato in coda fra i fuori sacco.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Catania. Per correttezza,  dico  che
  c'è  stata sensibilità da parte di molti Gruppi, il tema è relativo
  al   fatto  che  deve  passare  necessariamente  dalla  Commissione
   Bilancio ,   pertanto  noi  lo  stiamo  mandando  in   Commissione
   Bilancio   e la settimana prossima col primo disegno di  legge  lo
  approviamo.  Altri percorsi non credo possano essere  condivisi  in
  maniera unanime.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Grazie Presidente, semplicemente due questioni,
  io   ringrazio  i  colleghi  per  i  pregevoli  interventi,   però,
  Presidente  dovremmo  metterci d'accordo  se  a  inizio  d'Aula  si
  interviene  ex  articolo  83  o  sull'ordine  dei  lavori,   perché
  diversamente  qua  ogni volta invertiamo le  due  fasi  e,  se  non
  ricordo male, la scorsa seduta era stato già fatto questo invito.
   Seconda  questione,  a  occhio e croce mi sbaglierò,  ma  oggi  la
  maggioranza  sembra essere presente, ragione per cui invito  questa
  Presidenza  o  votate i disegni di legge relativi ai  debiti  fuori
  bilancio  o  li togliete dall'ordine del giorno e se la vedono  con
  una delibera di Giunta, perché non credo sia corretto mantenere sei
  testi  di legge all'ordine del giorno da mesi, senza che di  questi
  sia mai chiamati al voto; per cui invito la Presidenza o a metterli
  in votazione o a toglierli dall'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole De Luca. Allora gli interventi  sono
  conclusi ringrazio ancora onorevole Catania per l'intervento e  per
  l'attenzione rispetto alla questione e già ci stiamo adoperando per
  portare avanti il suo emendamento.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Recepimento  del
  nuovo codice dei contratti pubblici . (n. 519/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno,
  discussione  dei  disegni di legge, e si procede  con  il   seguito
  della  discussione  del  disegno di legge   Recepimento  del  nuovo
  codice dei contratti pubblici . (n. 519/A).
   Adesso  passiamo al fascicolo degli emendamenti al  testo.  Quello
  che  è successo durante la Capigruppo che abbiamo fatto proprio per
  cercare di migliorare sempre di più il testo, anzi ringrazio  tutti
  gli  Uffici,  tanto dell'Assemblea quanto dell'Assessorato  che  si
  sono  adoperati  affinché potessimo trovare  la  sintesi  migliore.
  L'emendamento  1.7  che è quello del R.U.P.  se  non  ricordo  male
  l'onorevole Cracolici aveva annunciato il ritiro, corretto?

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Perfetto, grazie. Si passa all'emendamento 1.6 a firma
  dell'onorevole  Carta. Sull'1.6 è stato deciso di cassare  l'ultima
  parte, onorevole Carta prego intervenga,

   CARTA. Signor Presidente, manteniamo solo sino alla locuzione   20
  milioni di euro .

   PRESIDENTE. Giusto, onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Sì.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  con le precisazioni  che  abbiamo  appena
  detto, chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi,  abbiamo  approvato sino alla  locuzione   20  milioni  di
  euro .
   Si  passa  agli  emendamenti  fuori  sacco.  E'  stato  presentato
  l'emendamento 1.18.1 a firma del Governo: è la riscrittura  di  cui
  abbiamo  discusso  del  10.R, lo trovate  negli  emendamenti  fuori
  sacco,  c'era un emendamento che era il 10.R, questo emendamento  è
  stato  sostituito con una riscrittura del Governo,  mi  sembra  una
  sintesi  con  un'approvazione anche  da  parte  delle  altre  forze
  politiche di opposizione.
   L'emendamento  1.18.1 si vota prima dell'1.18.  La  riscrittura  è
  l'1.18, onorevole Catanzaro.
    Pongo in votazione l'emendamento 1.18.1.
   Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.18 a firma del Governo. Lo  pongo  in
  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.19, che è sempre un fuorisacco  e  del
  Governo,  che è stato discusso sempre nella Capigruppo,  quindi  se
  volete  leggerlo prima di metterlo in votazione, vi lascio  qualche
  minuto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io su questo emendamento -  che l'Assessore
  l'ha  ritenuto  quasi  un  atto  dovuto  -  manifesto  più  di  una
  perplessità.  Io  non  so se nei fatti è cambiato  il  procedimento
  amministrativo  della Regione, l'ho ricordato  ai  colleghi  quando
  abbiamo  fatto la riunione: la Regione siciliana è stata  la  prima
  Regione in Italia nell'arco, credo, nel 2003-2004, ad istituire  la
  Stazione  unica  appaltante e le stazioni diciamo provinciali,  che
  poi non erano provinciali erano sei stazioni che accorpavano alcune
  province.
   Qui  stiamo dicendo una cosa che se fosse vera vorrei capire  come
  si  è  fatta,  con  quali  norme, che tutti  i  dipartimenti  della
  Regione,  tutti gli uffici periferici e persino gli uffici speciali
  sono  centri  di  costo  autonomi per  cui  ognuno  può  fare  gare
  d'appalto.  Ma  ho  capito bene che stiamo  andando  in  difformità
  persino  con  la  istituzione della stessa CUC?  Cioè  da  un  lato
  abbiamo istituito la CUC per la centrale unica di acquisto, abbiamo
  gli  UREGA per fare le gare con la Stazione unica appaltante e  qui
  stiamo  scrivendo l'esatto contrario, cioè che ogni  ufficio  della
  Regione  è  stazione appaltante quindi significa  che  le  stazioni
  appaltanti  della  Sicilia le stiamo quanto meno  centuplicando  ma
  sicuramente  cinquantuplicando . Io sono contrario
   L'unicità  della gestione amministrativa. La Regione  siciliana  è
  una,   non è a corpi separati, le case matte in cui ognuno  fa  una
  cosa  magari diversa dall'altro, pertanto, io penso che lo  spirito
  della  legge  con  cui  questa Regione che  si  era  dotata,  posso
  convenire,   e  questo  l'ho  detto  all'Assessore  che   c'è   una
  specificità   dell'Ufficio  di  Protezione  civile  connessa   alle
  attività,  diciamo di urgenza proprio della Protezione  civile,  ma
  non capisco perché in via ordinaria l'amministrazione deve fare  lo
  spezzatino   del  sistema  di  aggiudicazione  e  del  sistema   di
  acquisizione  di beni e servizi.
   Pertanto, io su questo emendamento mi esprimo contro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di  rispondere
  l'Assessore Aricò.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
  questo  emendamento serve per colmare un vuoto, nel  senso  che  ad
  oggi  tutti  i dipartimenti dalla Protezione civile alla Segreteria
  generale  ai  Beni  culturali,  al  dipartimento  anche  ai  Lavori
  pubblici hanno autonomia in termini di centro di costo.
   Pensiamo  un esempio su tutti, quello di poter rifare  gli  uffici
  all'interno  di  un assessorato. È il dipartimento  stesso  che  si
  attiva  come  centro di costo per potere espletare  quella  piccola
  gara al fine di dare funzionamento al dipartimento.
   Immaginiamoci  se tutte le gare della Protezione  civile  o  della
  Segreteria  generale dovessero passare attraverso gli  UREGA  e  la
  CUC.
   Questo  è stato voluto dal Governo ma anche valutato dagli  Uffici
  affinché l'autonomia dei centri di spesa di ognuno dei dipartimenti
  regionali    possa   continuare   a   svolgere   questa   attività.
  Naturalmente,  riteniamo che i due dipartimenti più importanti  che
  debbano,   obbligatoriamente,  mantenere   un'autonomia   sono   la
  Segreteria generale e la Protezione civile. Attualmente, si è fatto
  sempre così. Sappiamo che anche...

   CRACOLICI. La Segreteria generale che appalti fa?

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Tutti,
  appalti, anche di servizi.
   Quindi,  l'idea di mantenere un'autonomia in capo ai  dipartimenti
  regionali  la  riteniamo una possibilità che  attualmente  tutti  i
  dipartimenti hanno.

   PRESIDENTE. Allora, mettiamo in votazione l'emendamento 1.19.

   CRACOLICI. Noi siamo contrari.

   PRESIDENTE.  Voto contrario del Gruppo PD.

   CATANZARO. Chiedo voto palese.

   PRESIDENTE.  Vi  è  una richiesta di voto palese  sull'emendamento
  1.19.  Onorevoli,  vi  chiedo  di prendere  posto.  Vediamo  se  la
  richiesta di voto palese è appoggiata.

   CRACOLICI. Facciamo una prova col voto segreto.

   PRESIDENTE. Voto segreto o voto palese nominale?

   CRACOLICI. Voto segreto

   PRESIDENTE.   E'   appoggiata.   Benissimo,   chi   è   favorevole
  all'emendamento  1.19 vota verde; chi è contrario  vota  rosso.  La
  votazione è aperta.

   La votazione è conclusa.

       Presenti    . 60
       Votanti    .. 51
       Maggioranza  . 26
       Favorevoli  ..... 23
       Contrari   ..... 28
       Astenuti .  .... 0

                           (Non è approvato)


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  stavo  guardando il fascicolo degli emendamenti e credo che ci  sia
  un  errore. C'è l'A.22 che parla di randagismo. È un errore o  sono
  cambiate le regole in questi due mesi, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Durante  la Capigruppo è stato deciso  all'unanimità,
  anche  dai  Capigruppo del suo partito, del suo  Gruppo,  di  poter
  mettere questo emendamento circa i criteri di ripartizione.

   DE LUCA CATENO. Il problema che io pongo, signor Presidente, non è
  la  questione di approvare un fuori sacco. Non è la prima volta. La
  questione  che io voglio capire è un'altra, però, il  contenuto  di
  questo  emendamento.  Noi  stiamo  parlando  -  assessore  per   le
  autonomie  locali,  scusi - si sta per votare  un  emendamento  che
  riguarda cinque milioni di euro per spese già effettuate nel  2022,
  dai   comuni.  Scusate,  qua  così  c'è  scritto.  Stiamo  parlando
  dell'A.22 che è un emendamento che mi è stato detto, appunto, mi  è
  stato  confermato  che  in Conferenza dei Capigruppo  si  è  deciso
  all'unanimità. Per carità, non è la prima volta che si fa un  fuori
  sacco, però - scusatemi - qua ci sono già i comuni che hanno speso
  quindi stiamo dando un contributo indiretto ai comuni, no? E allora
  è  scritto  male.  Rispettivamente, sostenuti dai comuni  nell'anno
  2022.
   Scusatemi, io lo voglio spiegato perché se noi siamo con un  fuori
  sacco  che  ha  questa  finalità vi dico Presidente,  mi  fermo  un
  attimo, vuol dire che io non posso permettere una cosa del genere.
   Ho    chiesto   spiegazioni   all'assessore,   scusi   Presidente.
  L'assessore mi deve spiegare di che cosa si tratta. Tutto  qui.  Se
  si  tratta  di  una  spesa  che è stata  già  effettuata  nell'anno
  finanziario  2022  si può scordare che con la  nostra  presenza  si
  possa dare un contributo mascherato ad X comuni che già hanno fatto
  la spesa e che oggi devono ricevere dei soldi. Cinque milioni
   Siamo  d'accordo sulla quota dei fuori sacco, però, non è  che  da
  questo  punto  di  vista si possono regalare 5 milioni  di  euro  a
  comuni  di  cui si sa nome e cognome per spese già fatte nel  2022,
  quindi le hanno coperte e se non le hanno coperte, peggio mi sento,
  perché  sarebbero debito fuori bilancio che copriamo  con  i  fondi
  della  Regione.  Me lo spiega l'assessore di che  si  tratta?  Così
  possiamo riconfermare la nostra disponibilità.

   MESSINA,  assessore  per  le autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica. Presidente, posso intervenire? Volevo precisare...

   PRESIDENTE. Assessore, un secondo. Assessore Messina, un  secondo.
  Siccome ancora non siamo all' A.22, l'onorevole De Luca ha posto un
  tema  che  decideremo  insieme. Prima che  arriviamo  all'A.22  c'è
  ancora  un po'di strada. Appena arriviamo lì, certamente non  metto
  in  votazione l'A.22 se prima non avrà i chiarimenti che  merita  e
  che ha richiesto l'onorevole De Luca.

   DE  LUCA  CATENO. Senta, scusi, se mi permette. Il senso  del  mio
  intervento è molto chiaro. Se questo contenuto è come io  penso,  e
  allora,  ci  metteremo a fare la nostra parte di sano ostruzionismo
  ai  provvedimenti.  Ma da ora, da subito. Non arrivo  all'A22,  se,
  invece,  non  è  così, siamo qui a cercare di collaborare.  E'  una
  questione  sull'ordine  dei  lavori  non  sul  merito.  Noi   siamo
  d'accordo ad approvare i fuori sacco.

   PRESIDENTE.  Attenzione, un secondo preciso,  però.  Onorevole  De
  Luca,  però,  soltanto una cosa. Questo fuori  sacco,  comunque,  è
  stato concordato.

   DE LUCA CATENO. Noi non eravamo

   PRESIDENTE.   Sì,  però,  dico,  non  è  che  è  stato  inventato.
  Giustissimo  quello  che dice, però quello che voglio  sottolineare
  che è stato concordato.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Grazie, Presidente, non mi vorrei  trovare  a
  utilizzare  indebitamente  il  termine  correggere,  ma  mi   trovo
  costretto a correggerla su un punto.
   Noi,  poco fa, in Capigruppo abbiamo detto niente fuori sacco  che
  non  siano concordati. E non mi pare che questo sia un fuori  sacco
  su   cui,   come  Conferenza  dei  Capigruppo,  ci  siamo  espressi
  positivamente. io su questo e dice

   PRESIDENTE. Ma come no? Ma che sta dicendo, onorevole De Luca?

   DE LUCA ANTONINO. Io su questo qua, sul randagismo

   PRESIDENTE. Che sta dicendo?

   DE LUCA ANTONINO. Io ricordavo che non c'erano tutti...

   PRESIDENTE.  Fortunatamente  c'erano altri  Capigruppo  e  c'erano
  anche  gli  Uffici. Noi siamo usciti all'unanimità per  esitare  il
  disegno  di  legge, rivedere gli emendamenti del PD  e  con  questo
  emendamento  fuori sacco .

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Comunque colleghi,  gentilmente,  sta
  intervenendo il Capogruppo del PD.

   CATANZARO. Per una questione di correttezza noi, la scorsa  volta,
  non  eravamo  presenti in Conferenza dei Capigruppo, ma  in  questa
  Conferenza   ne  abbiamo  parlato  e  abbiamo  deciso  che   questo
  emendamento doveva andare come fuori sacco.
   Ritengo, però, che nel momento in cui un Gruppo parlamentare, come
  l'onorevole De Luca Cateno pone alcuni non diciamo...

   CRACOLICI. Quale De Luca?

   CATANZARO.  De Luca Cateno, che parla ovviamente che  c'è  qualche
  problema di come è scritto secondo me, un attimino, magari con  gli
  Uffici  si  comprende, perché se dovessimo,  come  dire,  andare  a
  votare  un  qualcosa del 2022, fatto in un modo che poi ci  possano
  essere problemi, allora bisogna un attimo fermarsi.
   Fermo  restando  però,  Presidente,  che  siccome  questo   è   un
  emendamento che si trova ultimo ed è fuori sacco, direi: perché non
  procedere con quelli che abbiamo, cioè 9R, 16, 20, cioè questa è la
  posizione che tiriamo fuori.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, le chiedo, semplicemente, di essere
  inserito  nella votazione precedente quella a voto segreto,  perché
  ho  tolto il dito un secondo dopo che lei ha detto  va bene',  però
  poi  ho  visto che è stato convalidato un attimo dopo.  Quindi,  se
  devo dare anche le mie dichiarazioni di voto...

   PRESIDENTE. La ringrazio, però, il verbale, comunque, non  si  può
  modificare.  Comunque  non era influente nel  caso  in  cui  avesse
  votato in un senso o nell'altro. Grazie per la precisazione.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CARONIA.  Signor  Presidente,  non  sono  l'estensore  di   questo
  emendamento,  però  lo  condivido  e  l'ho  votato  in  Commissione
   Bilancio'  anche  perché c'è stato spiegato in maniera  abbastanza
  puntuale dal dirigente preposto che la norma che è stata voluta  da
  questo  Parlamento  e  che  ha radici profonde,  perché  già  nella
  precedente legislatura ci siamo spesi con una sottocommissione  che
  ha  lavorato per il randagismo, per la lotta al randagismo  e  poi,
  appunto, il finanziamento di questa norma nella scorsa finanziaria,
  ha  fatto  sì  che la sensibilità del Parlamento abbia appostato  5
  milioni  di  euro  per  venire incontro alle  esigenze  dei  comuni
  proprio nella lotta contro il randagismo.
   A  seguito  del metodo di riparto di queste somme è risultato  per
  gli  uffici alquanto difficile, se non impossibile, individuare  un
  criterio  che potesse in maniera rapida, equa e reale assegnare  le
  somme pro-capite a ciascun comune.
   Pertanto, onde evitare che le somme vadano per economie e, quindi,
  finiscano  nel fondo globale ma, soprattutto, non vengano destinate
  a  quella  che  è  una  battaglia di  civiltà,  cioè  la  lotta  al
  randagismo,  si  è  ritenuto o, meglio, è stato  presentato  questo
  emendamento  che  è  stato votato all'unanimità  dalla  Commissione
  perché  credo che in un momento come questo, peraltro sono  note  a
  tutti le ultime notizie di stampa che hanno tristemente fatto, come
  dire,  presente  che  molti comuni, anche  durante  questi  momenti
  terribili, durante gli incendi, tanti animali sono morti e quanto è
  difficile  per  i sindaci andare incontro alle esigenze  di  questi
  essere viventi che, comunque, hanno diritto ad avere una qualità di
  vita  dignitosa; ebbene, nonostante le difficoltà che si continuano
  a  vivere  giornalmente, oggi queste somme non sono  distribuibili.
  Ecco  perché  si è deciso in Commissione  Bilancio'  di  approvarlo
  all'unanimità e poi è stato stabilito, l'onorevole De Luca non  era
  lì in Commissione ma, sicuramente, il suo Gruppo era rappresentato,
  di  chiedere, ovviamente, di andare un po' oltre rispetto a  quello
  che  era il tema del codice degli appalti inserendo una norma  però
  urgente,  importante,  perché  riguarda  l'intera  Sicilia   e   la
  situazione  emergenziale  della lotta al  randagismo  e,  comunque,
  della cura degli animali che sono comunque in carico ai comuni,  e,
  quindi,  ai  sindaci che, spesso, devono ricorrere all'attività  di
  volontariato o, addirittura, a finanziamenti di singoli privati per
  poter  far  fronte ad una esigenza che non è del singolo  deputato,
  della  singola provincia o del singolo comune, ma è una realtà  che
  appartiene  a  tutti e che fa parte, ormai, della cultura  e  della
  sensibilità del popolo siciliano.
   Pertanto,  ritengo che votare questo emendamento  non  costituisca
  alcuno  scandalo ma sia soltanto uno step iniziale,  probabilmente,
  onorevole De Luca, potremo sforzarci di trovare durante la prossima
  finanziaria  dei  criteri  che possano ancor  migliori  rispetto  a
  questo.  Intanto, queste somme non andranno in economia e,  quindi,
  magari  non utilizzate per l'obiettivo per il quale, ripeto, questo
  Parlamento si è speso anche nel creare un disegno di legge dedicato
  con  una sottocommissione che ha lavorato a lungo, quindi ha  speso
  risorse,  mentali  e  non  per portare un risultato  che  noi  oggi
  vedremmo sennò vanificato.
   Spero   di   essere  stata  chiara  con  questo   mio   intervento
  chiarificatore anche per stabilire la portata di quello che è.  Non
  sono  nuove spese, perché l'emendamento non ne ha, questo è  ovvio.
  Quindi, ci tenevo a dare queste informazioni.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Caronia.  Vediamo   intanto   se
  l'onorevole  De  Luca ha trovato soddisfazione nell'intervento  che
  c'è appena stato.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE  LUCA CATENO. Grazie, signor Presidente, abbiamo capito ora  il
  senso dell'emendamento e mi devo scusare con l'assessore Aricò  che
  l'aveva firmato senza, giustamente, comprenderne il senso come  me,
  ma  comunque  capita nella vita, ma non è questo il tema  assessore
  Aricò.
   Il tema è un altro. Ho capito che l'aggancio è alla spesa storica.
  C'è  un  problema  che  riguarda tanti  comuni  che  non  hanno  la
  possibilità  di  certificare la spesa storica  perché  non  avevano
  neanche  i  soldi per intervenire e si sono avvalsi di associazioni
  di volontariato che hanno fatto questi servizi.
   E,  allora,  il  problema che ora pongo  lo  vedo  anche  nel  mio
  territorio: non tutti i comuni sono nelle condizioni di poter  fare
  questo  servizio e nel momento in cui mettiamo solo questo riparto,
  che  è sulla spesa storica, quei comuni che non sono riusciti a far
  fronte e ci sono associazioni proprio che lo stanno facendo a pietà
  e  misericordia,  come si suole dire, come si  fa  a  poter  andare
  incontro  a  questi  comuni  o a queste associazioni  che  comunque
  stanno facendo il servizio? Ecco.
   E,  allora,  se  siete d'accordo nelle more che si  va  avanti  se
  troviamo  un attimo un criterio per queste associazioni che  stanno
  facendo  questo  lavoro, la maggior parte senza soldi.  Chiaro?  Ma
  basta  prendere, facciamo una cosa, lo vediamo, i comuni lo possono
  certificare, sempre i comuni per carità non lo posso dare alla...
   Se  ora  troviamo  una soluzione nel frattempo e i  colleghi  sono
  d'accordo   diamo  anche  riscontro  a  quella  che  è  una   parte
  dell'attività  del  servizio che non è svolta soltanto  con  questo
  criterio  perché esso presuppone che il comune ha avuto i soldi  in
  bilancio,  li  ha spesi, li ha rendicontati e ora riceve,  in  base
  alla spesa storica, la possibilità di avere una forma di ristoro di
  questo contributo.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, intanto grazie, anche per  essersi
  approcciato in maniera corretta nei confronti dell'Assessore.
   Onorevole  De  Luca, onorevole un istante. Intanto, questa  scelta
  l'abbiamo   fatta  perché  è  figlia  di  una  Capigruppo,   quindi
  l'emendamento  in  tutti  i  casi è corretto  che  venga  messo  in
  votazione altrimenti verrebbe meno poi il principio, per il futuro,
  che  quello  che è deciso dalla Capigruppo , poi sul  principio  di
  voler apprezzare e migliorare l'emendamento possiamo lavorarci su a
  condizione   che,  però,  l'apprezzamento  che   andremo   a   fare
  nell'emendamento  non  ci  costringa  a  portarlo  in   Commissione
   Bilancio' perché, così com'è scritto non necessita di un passaggio
  in  Commissione   Bilancio'.  Non  vorrei  che  mettendoci  qualche
  parolina  in  più saremmo costretti a farlo. Quindi se si  trovasse
  una soluzione che non ci porti a doverlo rimandare alla Commissione
   Bilancio' e che viene accolta favorevolmente all'unanimità andremo
  sicuramente in quella direzione.
   Non ci sono altri interventi.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 519/A

   PRESIDENTE. Torniamo all'articolo 1.
   L'emendamento  1.1 è precluso dall'emendamento  1.18,  che  è  già
  approvato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al fascicolo degli emendamenti aggiuntivi e  cominciamo
  dall'A.1R2.
   Nel  tablet  dovreste trovare il fascicolo degli  aggiuntivi.  Nel
  fascicolo degli aggiuntivi, aprendolo, il primo emendamento che  vi
  dovrebbe comparire è l'A.1R2, a firma della Commissione.


                        Sull'ordine dei lavori

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, volevo soltanto  capire  una  cosa:
  abbiamo  votato  fino  all'emendamento 1.19, quindi  abbiamo  fatto
  1.18.1,  1.18  e 1.19. Poi c'è A.9R1, A.16R.  Non ho capito  perché
  siamo andati su altri emendamenti fuori sacco.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti li abbiamo votati in ordine. Adesso ci
  troviamo nel fascicolo degli aggiuntivi e siamo all'A.1R2, a  firma
  della  Commissione. Successivamente verranno gli altri emendamenti,
  va bene?

   CATANZARO. Va bene, grazie.

   PRESIDENTE.  Questo  è  a firma della Commissione.  Il  Presidente
  della Commissione voleva dire qualcosa?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sì,  ha  chiarito
  lei,  Presidente, che era il fascicolo degli aggiuntivi,  solo  per
  questo.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sammartino ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 519/A

   PRESIDENTE. Si passa quindi all'emendamento A.1R2. Il  parere  del
  Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento A.1R è precluso.
   Si  passa all'emendamento A.2R, a firma della Commissione.  Prego,
  onorevole Carta.

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Sì,  prevede
  l'adozione  di misure volte a prevenire le infiltrazioni  criminali
  negli appalti, mediante apposito decreto dell'Assessore.

   PRESIDENTE. Grazie, presidente Carta. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento A.2 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento A.3, a firma dell'onorevole  Schillaci.
  C'è il parere contrario della Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente, semplicemente per chiedere al Governo,  in
  particolare all'Assessore, la contrarietà a questo emendamento, dal
  momento  che stilare delle linee guida significherebbe omogenizzare
  anche  il tipo di intervento delle varie stazioni appaltanti perché
  vengono stabiliti dei criteri a monte e, quindi, credo che  sia  un
  emendamento  di  buon  senso.  Quindi,  volevo  capire  qual  è  la
  contrarietà.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
  andremmo verso una restrizione perché le linee guida prevedono  che
  la  consultazione della banca dati ANAC e piattaforma  appalti  che
  già di fatto è nel testo, poi la consultazione degli elenchi presso
  le  prefetture,  ai sensi della legge 190/2019 e abbiamo  approvato
  l'emendamento  precedente che implica comunque protocolli  d'intesa
  in  tal  senso,  l'adozione del fascicolo  virtuale  dell'operatore
  economico,  l'istituzione dell'anagrafe degli  operatori  economici
  con  la  dichiarazione del titolare effettivo , eccetera, eccetera,
  eccetera.  Riteniamo  che ci siano o delle ripetizioni  o  comunque
  diciamo

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore.   Siamo  contrari
  per  lo stesso motivo. E' un doppione della norma che prevede tutto
  questo.  Tra  l'altro, c'è una norma precedente  che  prevedeva  il
  tavolo  tecnico per questa questione. Quindi, è un ripetersi  delle
  stesse cose.

   PRESIDENTE. Va bene. Allora mettiamo in votazione l'emendamento  a
  firma  dell'onorevole  Schillaci, con  il  parere  contrario  della
  Commissione e del Governo.

   SCHILLACI.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE.  Vediamo  se la richiesta dell'onorevole  Schillaci  è
  appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento A.3

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento A.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

       Presenti    . 62
       Votanti    .. 51
       Maggioranza  . 26
       Favorevoli  ..... 23
       Contrari   ..... 28
       Astenuto   .... 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.4R1, a firma dell'onorevole
  Cracolici e altri.
   Onorevole Cracolici vuole intervenire? Ne ha facoltà.
   Mettiamo  a  verbale  il  voto favorevole dell'onorevole  Campo  e
  dell'onorevole Marano nell'ultima votazione.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Presidente, questa è una norma che ha  l'ambizione  di
  rendere  ancor più trasparente la legge che stiamo per  votare  nel
  senso che, come conosciamo dal nuovo codice degli appalti esiste il
  principio del subappalto a cascata, libero.
   Questa  norma,  sostanzialmente, dice che le imprese  che  vengono
  invitate   a   partecipare   a  una  procedura   negoziata   devono
  preventivamente all'atto della propria offerta dire quali  attività
  andranno  in sub appalto e la garanzia che le aziende che  andranno
  in  sub appalto, devono essere loro stesse iscritte all'albo  unico
  di  cui abbiamo votato poc'anzi la modifica, così come proposta dal
  Governo,  e  avere  i  requisiti, cioè codice antimafia,  eccetera,
  eccetera.  Quindi,  è  una norma, che pur riconoscendo  la  libertà
  dell'impresa  affidataria  di  un  servizio  attraverso   procedura
  negoziata,  però  obbliga  la stessa a dire  prima  quali  sono  le
  attività che farà in sub appalto e come le farà e con quali imprese
  proprio  per evitare il sistema del controllo, cioè il sub  appalto
  può  essere  a cascata ma il controllo a cascata è molto pericoloso
  in  Sicilia.  Ecco perché è necessario dare informativa  preventiva
  all'ente appaltante.
   Quindi, spero che il Governo e la maggioranza - questa è una norma
  di  trasparenza  e di rafforzamento dei principi di  trasparenza  a
  tutela   delle  stazioni  appaltanti  -  possano  dare  il   parere
  favorevole.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Cracolici.   Il   parere   della
  Commissione?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sulla riscrittura
  della   Commissione  e  con  quello  che  è  giunto  dall'onorevole
  Cracolici,  scontato  che  l'emendamento  A.10R  istituisce  l'albo
  unico, siamo favorevoli.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.5R, a firma degli onorevoli Cracolici e
  altri.

   CRACOLICI. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.6, degli onorevoli Safina e
  altri. Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Presidente,  se  mi  dà il  tempo  vorrei  presentare  un
  subemendamento.

   PRESIDENTE.  Attenzione, però, in Conferenza  dei  Capigruppo  era
  stato detto che questo emendamento sarebbe stato ritirato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, spiego perché ritireremo l'emendamento A.6,
  con  la  motivazione  che  teniamo in  vita  la  nuova  riscrittura
  dell'emendamento A.9R.
   Allora,  l'emendamento  del collega diceva  che  i  limiti  minimi
  previsti  dall'articolo 50, nel tasto c'è un'inesattezza, cioè  non
  ha  specificato le lettere dell'articolo 50 che sono  quelle  della
  procedura  negoziata,  perché così com'è  scritto  sembrerebbe  che
  raddoppiamo  i limiti di importo, cosa che non possiamo  fare.  Per
  cui,   l'emendamento   A.6   è   tecnicamente   inammissibile,   ma
  l'emendamento  che  ho presentato, di riscrittura,  lo  manteniamo.
  Questo lo ritiriamo perché così come è scritto è inammissibile.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Preciso all'Aula che prima  erroneamente  ho
  detto che l'assessore Sammartino era in congedo.
   Gli emendamenti A.6 e A.7 sono ritirati, corretto? Grazie.
   Allora  si  passa  all'emendamento A.8R, a firma  degli  onorevoli
  Cracolici ed altri.

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Anche l'A.8.R è ritirato.

   CRACOLICI.  È  giusto  che questo dibattito abbia  la  trasparenza
  necessaria. È stato posto un tema cioè gli affidamenti diretti  che
  con la nuova norma passano da 40.000 euro a 150.000 euro secondo la
  disposizione  del  Codice degli appalti è  previsto  che  nell'anno
  solare non si può dare per più di due volte. Su questo annuncio che
  c'è  un  problema  con le linee guide dell'Anac  che  comunque  non
  prevede  la continuità delle due volte, cioè due volte di  seguito,
  quindi comunque devi staccare.
   Ma  al  di là di questo avevamo trovato un'intesa col Governo  che
  potesse  in  qualche  modo  stabilire che nel  limite  dell'importo
  stabilito  per  l'affidamento diretto, cioè i  150.000  euro,  come
  dire,  lo  puoi dare solo una volta nel limite massimo dei  150.000
  mila  euro.  Poi, il Governo ha ritenuto, valutando con gli  Uffici
  che questa norma poteva essere impugnata e ha annunciato quindi  il
  ritiro,  pertanto  ritiro anch'io perché questa norma,  come  dire,
  limita ad una mentre nel Codice c'è scritto a due e quindi viola un
  principio  di  coordinamento  tra la norma  regionale  e  la  norma
  nazionale.
   Pertanto,  lo  ritiro, ma c'è stato un dibattito su questo  perché
  volevamo  tentare  di  salvare  il  sistema  della  micro   impresa
  territoriale.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Si passa all'emendamento
  A.9R,  però  prima  c'è  la riscrittura -  mi  sembra  -,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici - che è l'emendamento A.9R1.
   Sono  tutti ritirati, l'A.8.R è pure ritirato. Ora siamo  arrivati
  all'A.9,  c'è  una riscrittura dell'onorevole Cracolici  che  è  la
  A.9.R1.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Presidente, questo è un tema che ci ha visto  diciamo
  dibattere, è un tema divisivo, purtroppo, e devo dire è un tema che
  tra l'altro è presente anche all'esterno del Parlamento.
   Voglio  qui far rilevare che la stessa Associazione nazionale  dei
  costruttori siciliani ha chiesto al Governo di modificare il limite
  minimo per la prima soglia dell'articolo 50 portando da 5 a  10  le
  imprese da invitare per le gare sotto il milione di euro.
   L'emendamento che proponiamo agisce sul concetto del limite minimo
  che  il codice degli appalti prevede almeno 5 fino a un milione  di
  euro, almeno dieci - attenzione sull'almeno - oltre il milione fino
  a 5 milioni e tre.
   Ora,  sappiamo che per quanto attiene le gare sotto i 5 milioni  e
  tre - diciamo la stima che viene fatta dall'Osservatorio sui lavori
  pubblici - è che circa l'87 per cento degli appalti siciliani  sarà
  fatto  sotto  il limite dei 5 milioni e tre, perché  sopra  c'è  la
  soglia   comunitaria,  quindi  con  pubblicazione  sulla   Gazzetta
  Ufficiale Europea eccetera, eccetera.
   Quindi, stiamo parlando della stragrande maggioranza degli appalti
  che  si  faranno  in  Sicilia che per averlo  chiaro,  lo  dico  ai
  colleghi,  non  si  farà più con gara ma con  procedura  negoziata,
  ovvero:  io  stazione appaltante pubblico nel mio sito  quello  che
  devo  realizzare e invito io, cioè io stazione appaltante, le ditte
  alle  quali  chiederò  di  presentare  un'offerta  e  di  fare  una
  valutazione sul progetto di realizzazione.
   Allora,  il  problema  che si pone e questo tema  mi  viene  posto
  principalmente  dalle stazioni appaltanti, cioè per  essere  chiari
  non dai sindaci che si occupano dei lavori pubblici ma non fanno le
  gare,  perché le gare le fanno i funzionari, quelli ai quali spesso
  ricordiamo che hanno la paura della firma.
   Allora  questa norma che limita a 5 e a 10 viene vissuta come  una
  norma  pesantemente limitativa con due conseguenze -  e  faccio  un
  esempio  concreto,  così parlo di cose concrete  che  avvengono  in
  Sicilia  spesso rispetto alle chiacchiere che si raccontano  -:  la
  città metropolitana di Palermo ha aggiudicato dodici giorni fa  una
  gara per la manutenzione delle scuole nella città metropolitana  di
  Palermo, una gara  il cui valore dell'importo era 1 milione  e  400
  mila euro, aggiudicata con invito teoricamente rivolto a dieci, non
  si  sono  presentati né i dieci ma addirittura meno dei  cinque  e,
  quindi,  la gara è stata aggiudicata al massimo ribasso, perché  la
  legge  prevede  questo, cioè si applica il massimo ribasso  con  un
  aggiudicazione dell'1,3 per cento di ribasso.
   Ora, io sono tra quelli contrari ai ribassi vergognosi del 40, del
  45 percento, il famoso massimo ribasso, ma attenzione perché questa
  norma, come dire, limita ad una mentre nel codice c'è scritto a due
  e quindi viola un principio di coordinamento tra la norma regionale
  e la norma nazionale.
   Pertanto io lo ritiro, ma c'è stato un dibattito su questo  perché
  volevamo   tentare   di  salvare  il  sistema  della   microimpresa
  territoriale.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto.

   LACCOTO.   Questa è una discussione che vede in fondo praticamente
  questa  criminalizzazione  della Sicilia.  Io  penso  che  noi  non
  possiamo tornare sempre indietro rispetto al resto dell'Italia.  Io
  sono  sindaco e capisco quali sono le difficoltà in un  comune  per
  potere dare esecuzione a quelli che sono anche i tempi per cui  noi
  dobbiamo fare i lavori.
   Io credo che noi abbiamo già messo dei paletti per quanto riguarda
  alcune  questioni riguardanti la legalità e la trasparenza  ma  non
  vedo  come mai i comuni della Sicilia, rispetto a quelli  che  sono
  tutti  gli altri comuni d'Italia, debbano ogni volta, praticamente,
  caratterizzarsi come se tutti fossimo già criminali in partenza.
   Io  credo  che il cartello delle imprese si possa fare  quando  ci
  sono  grandi opere, quando ci sono milioni e milioni di  opere,  ma
  non  per  quelle  che sono le opere inferiori a un  milione  oppure
  sotto quelle che è la soglia comunitaria.
   La  norma nazionale ha detto che almeno cinque  e noi crediamo che
  sia giusto poter fare questa norma, lasciarla così come prevede  la
  norma nazionale.
   Tra  l'altro  sono state rappresentate e qui non sono state  dette
  quelle che sono anche le perplessità sia da parte degli Uffici  del
  Governo  dell'Assessorato  e  sia per  quelle  che  sono  anche  le
  perplessità rappresentate dagli Uffici dell'Assemblea.
   Ora  io  mi  chiedo,  ogni  volta che  noi  diciamo  che  ci  sono
  perplessità  da  una  parte si dice che noi  non  possiamo  votarle
  perché  rischiamo l'impugnativa; in questo caso io  credo  che  già
  Cracolici  abbia  fatto delle norme che praticamente  già  limitano
  molto  perché abbiamo votato per quanto riguarda quelle che sono  i
  decreti,  quello che vale anche per quanto riguarda  i  subappalti,
  stiamo  già appesantendo questa norma sugli appalti già di per  sé,
  ma  che  dobbiamo anche modificare quello che è il numero  previsto
  dalla norma regionale a me sembra una cosa inconcepibile da tutti i
  punti di vista. Cioè noi stiamo dicendo alla nostra Sicilia che  in
  un  momento in cui si perdono i soldi del PNRR, i tempi che  devono
  essere  praticamente dobbiamo raddoppiare  non vedo questo motivo.
   L'ho detto già in Conferenza, l'ho detto in altri momenti, sarebbe
  un  errore gravissimo praticamente non accettare quello che  ci  ha
  detto la norma nazionale.
   Questo   volere   a  qualsiasi  costo  bloccare,   questo   volere
  sicuramente  cercare di non dare anche credito a quella  che  è  la
  norma nazionale a me sembra una cosa che non può essere accettata.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Laccoto.  Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)

   DIPASQUALE.  Si,  Presidente, si vede  che  l'Assessore  Turano  è
  troppo    tranquillo;   farebbe   bene   a   occuparsi   più    del
  ridimensionamento scolastico e di tutti i problemi che attanagliano
  la scuola siciliana. Ne parleremo successivamente.
   Presidente, innanzitutto noi siamo, io e il collega Tiziano Spada,
  siamo  contrari alla posizione assunta dalla Commissione, cioè  nel
  senso che voi siete contrari, noi ovviamente siamo favorevoli.
   Io,  scusi  onorevole De Luca, ho capito, sembriamo un bar,  certe
  volte  dimentichiamo  davvero l'importanza  e  l'autorevolezza  del
  posto in cui siamo, lo dovremmo rispettare tutti molto di più.
   Presidente,  io  ho  sentito accuse rivolte  a  noi  che  vogliamo
  portare  avanti  questo  emendamento come se  volessimo  ingessare,
  bloccare. Mi pare che l'atteggiamento che stiamo avendo in  Aula  è
  un  atteggiamento  costruttivo, tutte le  forze  di  minoranza,  un
  atteggiamento costruttivo perché riteniamo che la norma vada fatta,
  ovviamente, e che vada fatta nel migliore dei modi.
   Vedete,  prevedere  l'aumento, la possibilità di  partecipare,  la
  partecipazione  invece  da  cinque, da dieci,  da  dieci  a  venti,
  imprese   che   possono  partecipare  e  non  per  le  sciocchezze,
  Presidente,  mi creda, è difficile ma forse anche per  lei  seguire
  gli interventi.

   PRESIDENTE. Io la sto seguendo.

   DIPASQUALE.  Onorevole Di Mauro, ma non siamo al bar,  sono  senza
  parole,  ma  veramente.  Stiamo  parlando  di  una  cosa  veramente
  importante. Il collega Cracolici - attenzione, parla il  Presidente
  della Commissione Antimafia -, noi che crediamo nelle Istituzioni a
  meno  che  anche noi non ci vogliamo credere, io penso  che  quando
  parla  e  dice  qualcosa  vada  ascoltato  e  vada  ascoltato   con
  attenzione,  che non possa essere liquidato, collega Laccoto,  come
  una posizione di chi vuole fare ostruzionismo.
   Assolutamente, lui ritiene e io ne sono profondamente convinto, ma
  come  tutti  quanti noi, che forse dovreste prestare un  minimo  di
  attenzione  in  più,  che da noi in Sicilia  invece  di  pensare  a
  coinvolgere cinque imprese o dieci, raddoppiarle, portarle a  dieci
  e  portare  a  venti ci mette in condizione di avere un  minimo  di
  sicurezza nell'impedire il cartello. Il cartello non è solo mettere
  in   condizione  alcune  imprese  di  vincere  quanti  più  appalti
  possibili. Il cartello ed evitare il cartello serve perchè poi  con
  il ribasso dell'uno per cento si siedono e pagano le tangenti, così
  come  si  cercava di fare non cent'anni fa in Sicilia ma si cercava
  di  fare  al Cas pochi mesi fa. E ce ne sono altri esempi.  Quindi,
  qua  ora  questi  paladini  della  difesa,  dell'impresa  siciliana
  rispetto  a  noi che la vogliamo mortificare è veramente  privo  di
  significato.
   Noi  ci  preoccupiamo perché, purtroppo, in Sicilia il  sistema  è
  malato e i fatti del Cas e non solo del Cas, della sanità in alcune
  parti,  in  altre  cose,  è successo che la  patologia  esiste.  E,
  allora, qual è problema a mettere nella norma che invece di  cinque
  ne invitiamo dieci? Avremo la possibilità di avere un minimo in più
  di  imprese  che  partecipano, un minimo  in  più  di  imprese  che
  partecipano,  e  loro avranno più difficoltà a fare  cartello  e  a
  sedersi poi con politici e tecnici perché poi col basso ribasso c'è
  lo  spazio per la tangente e questo lo sappiamo tutti. Allora,  noi
  su  questo andiamo avanti, non per fare ostruzionismo, ma perché  è
  vita  e  storia di questa Sicilia e, purtroppo, noi questo problema
  ce  l'abbiamo e ce l'abbiamo davanti. Quindi, insistiamo per questo
  motivo, non per fare ostruzionismo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  giusto  per  essere  precisi.
  Durante  la Capigruppo non c'è stata una perplessità sul merito  di
  quello  che  lei oggi ha espresso al microfono, anzi,  anche  altri
  colleghi hanno pensato che si potrebbe fare. Ci sono due questioni.
  Uno,  che  in  tutti i casi nessuno vieta che anziché essere  dieci
  possano già essere dodici, quindici, anche cinquanta le imprese che
  si   possano   invitare.  Il  problema  che  ponevano  durante   la
  Capigruppo, a onor del vero, non era solo su una questione numerica
  ma  era  su  un rischio alto relativo all'impugnativa. Ciò  non  di
  meno,  abbiamo deciso di inserirlo e poi l'Aula si determinerà,  in
  un senso o nell'altro.
   Possibilmente la norma viene bocciata, possibilmente l'emendamento
  viene  votato  favorevolmente e, poi,  successivamente  può  essere
  impugnato o, inaspettatamente, potrebbe essere non impugnato.  Cioè
  se  vogliamo levare anche questa possibilità all'Aula, non  avrebbe
  senso  che  noi  rimaniamo  qui.  Quindi  di  buon  grado  il   suo
  intervento,  di buon grado il suo pensiero però è corretto  che  le
  dica   che  anche  gli  altri  colleghi,  alcuni  potevano   essere
  d'accordo,  ma più che la perplessità sul limite era sull'eventuale
  impugnativa che si potesse avere.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Prego, onorevole
  De  Luca. E una cortesia. Se poi quando parlate, lo fate più vicino
  ai  microfoni perché si ha difficoltà. Lei è molto alto,  onorevole
  Dipasquale,  quindi c'è difficoltà a sentirla. Onorevole  De  Luca,
  lei ci arriva preciso

   DE  LUCA  CATENO.  Meno male. Grazie, Presidente. Io,  ovviamente,
  avendo  il  guinness dei primati come sindaco  -  avendo  fatto  il
  sindaco  in  un  comune  di mille abitanti,  in  uno  di  diecimila
  abitanti,  in  uno di duecentoquarantamila abitanti e anche  avendo
  coordinato,  da  Presidente  della Città  metropolitana,  centootto
  comuni ed ora sindaco di Taormina - penso che, in quest'Aula, ho un
  quadro ben chiaro di quelle che sono certe dinamiche e comprendo il
  senso dell'emendamento dell'onorevole Cracolici.
   Anche perché spesso le dinamiche, a cui ha fatto riferimento anche
  il  collega  Nello Dipasquale, non è detto che si consumino  con  i
  politici,  per  essere chiari, nel senso che spesso  capita  -  per
  quelle che sono anche le competenze della Bassanini, fu Bassanini -
  che  anche  la  suddivisione delle tangenti avviene  in  base  alle
  competenze. Per cui, diciamo che non sempre i politici c'entrano in
  queste cose.
   E  la  questione  che io desidero sottoporre a quest'Aula  e  che,
  probabilmente qui ora confrontandoci anche con i colleghi pare  che
  non  sia possibile, è la diversa dimensione dei comuni perché certi
  fenomeni,  o meglio anche quelli che sono gli inviti che in  genere
  si  fanno è logico che, in base alla dimensione del comune,  spesso
  sono  rimasti ormai - in comuni di mille abitanti - una,  due,  tre
  imprese. Quindi, neanche cinque, neanche dieci e neanche venti.
   Quello che io desideravo comprendere è se nella condivisione della
  proposta  del  collega Cracolici si possa immaginare  un  principio
  quanto  meno  che  sia  diverso ad una certa  soglia,  perché  sono
  dinamiche diverse. Ora se la norma nazionale non lo prevede, e  noi
  non lo possiamo fare perché non lo prevede - questo, ovviamente, mi
  rimetto anche a chi in quest'Aula ci deve anche garantire su quelle
  che   sono  la  legittimità  delle  proposte  che  noi  formuliamo.
  Pertanto, se questo è attuabile io prenderei una soglia o di  dieci
  o  di  ventimila  abitanti  dove,  quanto  meno,  spacchetterei  la
  dimensione  e, quindi, lascerei la soglia nazionale per una  fascia
  che  si può andare a definire e alzerei, comunque, la soglia per  i
  comuni sopra una certa dimensione.
   Io  i  cartelli li ho vissuti. Chi è intervenuto non ha parlato  a
  vanvera, questo lo devo dire con grande onestà. Su quello che è  il
  principio dell'emendamento, oggi, se devo valutare quello  che,  in
  ogni  caso,  è un aggravio del procedimento rispetto alla  garanzia
  quanto  meno di poter limitare ancora di più - perché è  ovvio  che
  più  partecipanti ho, più viene complicato il cartello - e, allora,
  è  ovvio che se non posso scegliere perché la norma non mi consente
  di  introdurre  una  soglia  di  suddivisione,  io  sono  comunque,
  rispetto  all'esperienza che ho vissuto e che vivo  per  alzare  il
  numero dei partecipanti, perché le assicuro, Presidente, che quanto
  meno  attenua  certi fenomeni che esistono. Questo lo  vediamo  che
  esistono e che, ovviamente, spesso mettono in difficoltà anche  noi
  sindaci perché i nomi, se andiamo a guardare poi alcuni territori o
  alcune  tipologie di gare sono sempre gli stessi, cambia  solo  chi
  vince.
   Ma,  ovviamente,  questo significa anche drogare  un  sistema  del
  quale  noi  non  possiamo,  oggi  che  abbiamo  la  possibilità  di
  attenuare  il fenomeno, quanto meno, fare il nostro intervento  per
  diminuire al massimo queste probabilità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per rispondere all'onorevole De Luca.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  voglio  dire all'onorevole De Luca che lui ha posto un tema per  la
  possibilità di, come dire, diversificare sulla base del  numero  di
  abitanti  le modalità eventuali, il numero degli invitati:  non  si
  può  fare anche per una ragione, non solo perché il codice  non  fa
  distinzione tra  fa distinzione sull'importo messo a gara e non sul
  numero di abitanti.
   Aggiungo che il nuovo codice degli appalti tende, in qualche modo,
  a superare la micro stazione appaltante, perché infatti le stazioni
  appaltanti  devono  avere la qualificazione solo  sotto  una  certa
  soglia,  credo che sia un milione di euro se non ricordo  male,  ma
  sopra  il  milione  di euro, le stazioni appaltanti  devono  essere
  qualificate e la qualificazione avviene su alcuni criteri.
   Io  vorrei qui ricordare ai colleghi che abbiamo votato  una  cosa
  importante  per  la  Sicilia, non solo la  procedura  digitalizzata
  obbligatoria  già  nel codice degli appalti  ma  che  noi  abbiamo,
  addirittura, introdotto con la piattaforma regionale estesa a tutte
  le  stazioni  appaltanti, ma anche l'albo  unico  cioè  le  imprese
  devono  registrarsi all'albo unico, anche quelle che parteciperanno
  ai subappalti.
   Cioè  stiamo provando, in qualche modo, a costruire un sistema  il
  più  possibile   poi come tutte le cose fatte le leggi  si  troverà
  l'inganno, ma il più possibile, come dire, dire proiettata  ad  una
  dimensione di trasparenza.
   Io ribadisco e invito il Governo a rifletterci nel valutare questo
  emendamento diciamo positivamente.

   PRESIDENTE. Vi è il parere contrario della Commissione. Il  parere
  del Governo?

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
  questo  è un emendamento che abbiamo dibattuto a lungo. Sono  state
  diverse  settimane  in cui ci siamo riuniti in Commissione,  in  IV
  Commissione,  abbiamo  fatto  anche  un'audizione  in   Commissione
  Antimafia  e  capisco perfettamente i principi su cui si  fonda  la
  scrittura di questo emendamento.
     La  Sicilia  è  una terra che ha visto pagine  scritte  e  anche
  segnate  da  sangue,  questo lo possiamo dire,  quando  negli  anni
  passati  c'erano  comitati  di affari  che  gestivano  gli  appalti
  pubblici  in  Sicilia.  Però,  oggi,  noi  abbiamo  dei  meccanismi
  diversi.  Dobbiamo  far  sì che nelle procedure  volute  a  livello
  nazionale, il Codice degli appalti, non debba la Regione  siciliana
  potere  intervenire  sulle procedure di selezione  del  contraente.
  Abbiamo  bisogno di mantenere le soglie previste dal  codice  degli
  appalti  nazionale  che sono cinque e dieci,  dopodiché  io  vorrei
  ricordare  all'Aula,  e  devo dire che questo  è,  sicuramente,  un
  emendamento  che deve essere votato con coscienza, perché  dobbiamo
  capire  realmente quello che tra qualche secondo andremo a  votare:
  le stazioni appaltanti autonomamente possono decidere il numero dei
  partecipanti a contrarre la procedura negoziale.
   Io valuterò, ad esempio, lo valuterò insieme con grande serenità e
  con il Presidente della Regione, il Governo, gli uffici stessi,  il
  mio Gabinetto, se una volta approvata la legge noi potremo valutare
  se  per gli Urega noi potremo innalzare il numero dei partecipanti.
  Perché  la norma prevede almeno cinque e almeno dieci. Si  potrebbe
  elevare,  per esempio, una soglia intermedia ma non prevista  dalla
  legge.  Si potrebbe autodeterminare l'Assessorato, il Dipartimento,
  potrebbe emanare delle circolari attuative che potrebbero essere di
  volta  in  volta modificate ma non lo possiamo fare  con  legge.  E
  allora io capisco la bontà perché so perfettamente che invitare, ad
  esempio,  appena  dieci ditte e la cronaca riporta  che  in  alcuni
  bandi  hanno  partecipato soltanto una ditta o  addirittura  alcune
  volte  non  ha  partecipato nessuna ditta però abbiamo  bisogno  di
  velocità,  la  Regione  siciliana  ha  troppe  opere  incompiute  e
  dobbiamo mettere nelle condizioni le stazioni appaltanti e i centri
  di  spesa  di  poter celermente aggiudicare un bando attraverso  la
  procedura  negoziata. Dopodiché, ricordiamo,  nelle  procedure  più
  importanti,  quelle  sopra  soglia,  quelle  dove  c'è  la   soglia
  comunitaria,  quelle  sopra i 5 milioni e  trecento,  tutto  questo
  naturalmente non avviene.
   Quindi   io,   signor  Presidente,  vorrei,  diciamo,  concludendo
  l'intervento  esprimere  con  rammarico  il  parere  contrario  del
  Governo  perché  capiamo perfettamente la bontà di  chi  ha  voluto
  lavorare per questi mesi ad una norma per cercare di migliorarla, e
  diamo  atto all'onorevole Cracolici, all'onorevole Varrica, a tutti
  coloro  che  in  questi  mesi  ci hanno  lavorato  quotidianamente.
  Sappiamo  perfettamente quali potrebbero essere le  refluenze,  per
  quel  che  riguarda  i  centri di spesa della Regione  siciliana  e
  quelli   che   dipendono   dall'Assessorato  alle   infrastrutture.
  Valuteremo   insieme,  anche  condividendola  con  la  Commissione,
  Presidente  Carta, la possibilità di volta in volta di  poter  dare
  dei livelli di partecipazione diversi ma tenendo conto che la norma
  ne prevedrà soltanto cinque fino al milione di euro e dieci fino ai
  5 milioni e 300 mila euro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Il Governo è contrario.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Grazie, Presidente, questo emendamento io non credo  che
  rallenti i tempi, onorevole Aricò. Scusate, Caronia e...

   PRESIDENTE. Savarino e Catania gentilmente tornate a posto.

   MICCICHÈ.  Assessore Aricò, non rallenta i tempi,  dicevo,  di  un
  appalto  certamente, ma a lei i direttori  dicono che non  vogliono
  che un emendamento di questo genere passi. Bene, io le devo dire la
  verità: solo per questo lo farei passare

   PRESIDENTE. Non si è sentito, onorevole Micciché.

   MICCICHÈ. Solo per questo lo farei passare, perché tutte che  cose
  di  cui  abbiamo discusso a partire dagli appalti, dalle mafie,  da
  tutte... sempre i direttori ci sono dentro, non siamo noi politici.
  Questo, non siamo noi politici, questo tanto perché vi sia chiaro a
  tutti.  Io  temo fortemente quando un direttore mi dice "no  questa
  cosa  non  si  deve  fare passare", temo fortemente  e  dopo  avere
  rivisto bene l'emendamento le garantisco che questo timore ce  l'ho
  fortissimo.  Io fossi in lei, fossi in questo Governo  direi  sì  o
  direi quanto meno che l'Aula è libera di scegliere di votare quello
  che vuole solo per il fatto che i dirigenti non lo vogliono.

   PRESIDENTE.  Che  i  dirigenti ? Ah, non l'ho  sentito.  Va  bene.
  Grazie, onorevole Micciché.
   Allora.  mettiamo in votazione  Ho capito non c'è bisogno  che  lo
  grida, lo diceva normalmente, ci sento ancora.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.9R1 con il  parere  contrario
  della Commissione e del Governo.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.9R1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento A.9R.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 62
   Votanti                  54
   Maggioranza              28
   Favorevoli               25
   Contrari                 29
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento A.9R è assorbito. L'emendamento A.10R  è  assorbito.
  Si  passa  all'emendamento A.11, a firma degli onorevoli Varrica  e
  altri, con parere favorevole della Commissione.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Grazie, Presidente. Signor Presidente,  signori
  Assessori, compreso Turano, guardando il testo ho visto che non  si
  sta  tenendo  conto  di  un aspetto fondamentale  che  riguarda  la
  regolarità  dei tributi municipali, cioè ci poniamo il problema  di
  avere  il  Durc  da  parte  delle imprese, dei  professionisti  che
  vengono  a contrarre con la Pubblica Amministrazione, poi, però  se
  abbiamo  un'impresa che non paga la Tari piuttosto che  l'Imu,  può
  partecipare alle gare di appalto, può avere un'assegnazione diretta
  e  noi  sindaci sappiamo che, da questo punto di vista,  una  delle
  piaghe  che continuiamo a scontare è l'evasione dei tributi locali.
  Pensate  che  a  Taormina abbiamo una percentuale di  evasione  che
  tocca il 75 per cento, tanto è vero che è in dissesto.
   Ebbene,  ci troviamo in difficoltà, signor Presidente,  perché  se
  vogliamo,  da  questo punto di vista, introdurre quello  che  è  il
  principio  di  regolarità  tributaria - io  l'ho  fatto  in  questo
  momento  con gli impiegati comunali, di cui circa il 70  per  cento
  non versava i tributi comunali e abbiamo agito anche con coloro che
  non  avevano  intenzione di regolarizzare, avviando  le  trattenute
  sullo  stipendio  e, quindi, li abbiamo portati a regolarizzare  il
  rapporto col comune, che è quello che il 27 gli dà lo stipendio.
   Questa  situazione  la stiamo riscontrando,  ovviamente,  in  modo
  diffuso.  Ribadisco: il comune di Taormina è  in  dissesto  da  tre
  anni,  proprio perché non riscuote circa il 50 per cento  dei  suoi
  tributi.   E,  allora,  credo  che  sia  fondamentale  che   questo
  Parlamento, lo sto dicendo ora perché se siamo d'accordo anche  con
  il  Governo  vediamo dove collegare un subemendamento  introducendo
  questo  principio, che d'altronde credo sia doveroso  e  rispettoso
  anche  del ruolo dei sindaci. Non possiamo affidare lavori, servizi
  o,  da  questo  punto di vista, avere anche fornitura  di  beni  da
  soggetti  giuridici  che  sono nei nostri  contesti  urbani  e  non
  versano i tributi municipali, quindi, da un lato non contribuiscono
  a  quelli  che sono gli introiti dell'ente per dare i  servizi,  ma
  dall'altro  lato  comunque usufruiscono  della  spesa  del  palazzo
  municipale.  Credo che sia un principio doveroso e  quindi  abbiamo
  preparato  questo  subemendamento - e lo dico all'assessore  Aricò,
  così  se  è d'accordo vediamo a quale articolo agganciarlo;  questo
  vale  come principio per tutti -:  per la partecipazione alle  gare
  d'appalto inerenti lavori, servizi e forniture di beni è necessario
  essere  in regola con il versamento dei tributi, tariffe e sanzioni
  comunali,  non  soggetti  a contestazione in  base  a  procedimento
  tributario .  Se c'è una contestazione ovviamente si  attende  che
  SIl medesimo principio si applica anche per gli affidamenti diretti
  negli stessi ambiti .
   Se  il  Governo è d'accordo e, non comprendo perché  non  dovrebbe
  essere  d'accordo, perché veda che questa è una norma che tutela  i
  sindaci tutti, e allora concordiamo anche questo subemendamento  su
  quale emendamento poterlo fare, se sono d'accordo tutti i colleghi,
  per  tutti  i  Capigruppo credo che sia condivisa questa  necessità
  perché  parto dal presupposto che in questo momento gli Uffici  non
  sono tenuti a chiedere la regolarità tributaria.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però dagli Uffici mi dicono  che  è
  già previsto all'interno della norma del codice degli appalti.

   DE LUCA CATENO. Il versamento dei tributi municipali è previsto? A
  me non risulta.

   PRESIDENTE. E' causa di esclusione.

   DE  LUCA CATENO. Quindi, anche per i tributi municipali Tari, Imu,
  eccetera

   PRESIDENTE. Imposte e tasse.

   DE  LUCA  CATENO.  No, imposte e tasse sono una  cosa.  Chiaro?  I
  tributi municipali sono un'altra cosa.

   PRESIDENTE. Gli Uffici mi stanno sincerando in tal senso.  Se  lei
  volesse  un minuto per vedere di risolvere e capire e di  avere  un
  chiarimento  con  gli Uffici questo lo posso fare.  Per  questo  ho
  pensato subito di interromperla, non per scortesia.

   DE LUCA CATENO. Grazie. Lo vediamo subito con gli Uffici.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sì, per  chiarire
  quanto  dice l'onorevole De Luca. Oggi è previsto dalla  norma  che
  nel   caso   in   cui  un  contraente  venga,  diciamo,   designato
  dall'ufficio  appalti come impresa appaltatrice del  servizio,  nel
  momento  della liquidazione l'ufficio tributi deve intrattenere  le
  somme  prima  di pagare sia acconto che saldo. Quindi, nessuno  può
  percepire la liquidazione della fattura se non vengono trattenuti i
  tributi locali.

   PRESIDENTE. Corretto anche quello che dice lei.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 519/A

   PRESIDENTE.  Intanto l'emendamento A11. Presidente Carta,  abbiamo
  detto parere favorevole della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì.

   PRESIDENTE.  Sì, benissimo. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  A.11.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.12, a firma degli onorevoli Varrica ed
  altri. Era stato annunciato il ritiro in Conferenza dei Capigruppo.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Grazie,  Presidente. Annuncio il ritiro dell'emendamento
  A.12  e dell'emendamento A.13, però ripongo il tema, a distanza  di
  un mese dalla prima volta che l'ho posto in Commissione  Bilancio',
  poi  qua in Aula, poi in Commissione di nuovo, legato alla scadenza
  della  centrale  unica di committenza. Il Governo aveva  garantito
  Entro  la  fine dell'anno scade la centrale di committenza  ufficio
  speciale  e  c'è  questo problema enorme perché, di  fatto,  questa
  centrale  di  committenza  è il perno di questa  norma  che  stiamo
  approvando ma è un ufficio speciale temporaneo. Ora, qua il Governo
  ci  deve dire se vuole fare una proroga, come aveva detto,  di  tre
  anni, oppure vuole fare una circolare in cui chiarisce che a questo
  punto  l'ufficio è da ritenere stabile, però una certezza c'è  che,
  ad  oggi,  questo  ufficio che, ripeto, si occupa di  acquisti  per
  tutta la regione Sicilia è assolutamente bloccato perché scade  tra
  due  mesi  e  ad  oggi  non abbiamo ricevuto alcuna  risposta.   Il
  Governo cosa dice?

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Varrica. Credo che ci sia stato  un
  impegno da parte dell'Assessore, forse Falcone, se non ricordo male
  sulla  questione  della  CUC che già aveva  sottoposto  durante  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Sì, diciamo, l'impegno dell'Assessore e del  Governo  è
  stato  un  mese fa, quando ci siamo riuniti per la prima  volta  in
  Commissione  Bilancio' e anche in Aula. Poc'anzi in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  mi  è  stato  passato   pure
  l'assessore  Falcone, diciamo, la risposta non è stata  all'altezza
  delle   aspettative,  assolutamente,  perché  non  è   oggetto   di
  condivisione, però non c'è stata alcuna risposta né sulla questione
  della proroga, né sulla questione di chiarire se questo ufficio  ad
  oggi  è  permanente,  la certezza che abbiamo  è  che  oggi  questo
  ufficio  scade il 31/12, o addirittura prima del 31/12, e  non  può
  operare.
   Dico  parliamo  di appalti, lavori pubblici, acquisti  e  ad  oggi
  abbiamo  l'ufficio  principale  di  questa  Regione  che  non   può
  funzionare e dobbiamo aspettare per ricevere una risposta su questo
  tema,  mi  sembra surreale, sinceramente, dopo un mese dalla  prima
  volta in cui lo abbiamo affrontato

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  era  già  stata  sollevata  in  Commissione,   in   IV
  Commissione e anche in Commissione  Bilancio'. Se si ritiene, visto
  che  non so se ci saranno altre finestre legislative per affrontare
  il  tema, potremmo chiedere agli Uffici di preparare un emendamento
  per   spostare  la  data  di  chiusura  della  CUC  o  lo  rendiamo
  permanente.  Per  rendere  permanente  però  un  ufficio   speciale
  dobbiamo  passare  anche sia da una delibera di Giunta,  che  dalla
  Conferenza con l'accordo Stato-Regione. Quindi, Presidente,  se  si
  ritiene  si  potrebbe chiedere agli Uffici di porre  un  limite  al
  31/12/2027 rispetto alla norma vigente.

   PRESIDENTE.  Assessore,  dobbiamo  verificare  però  se   comporta
  maggiori oneri.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Signor  Presidente, l'intervento anche in  tutte  queste
  settimane  è  per capire qual è la volontà del Governo perché  devo
  essere sincero, Assessore, una norma anche che oggi possiamo andare
  a  fare per prorogare l'Ufficio speciale, sinceramente, non so fino
  a  che  punto  la  farei perché ad oggi l'ufficio speciale  a  fine
  dicembre  con  la delibera di Giunta del governo Schifani  è  stato
  prorogato  di un anno con delibera di Giunta, quindi il Governo  ci
  deve dire innanzitutto perché è arrivato a ottobre e ancora non  ha
  prorogato  l'Ufficio,  deve  dirci  se  intende  prorogare   domani
  l'ufficio  speciale CUC per tre anni, cinque anni,  quello  che  è,
  oppure  se ritiene che l'Ufficio di cui stiamo parlando,  vista  la
  norma  che  stiamo  approvando, si ritiene di fatto  una  struttura
  portante  della norma stessa e, quindi, non può essere  un  ufficio
  temporaneo.  È  questo  il chiarimento che  chiediamo  al  Governo,
  paradossalmente la norma non serve, però il Governo in un mese  non
  è  stato  in  grado  di  darci una risposta. Questo  secondo  me  è
  veramente gravissimo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, per avvalorare anche quanto detto dal
  collega, ma vedo anche che l'Assessore fa spallucce al riguardo  ma
  perché  so  che, comunque, la competenza non riguarda  direttamente
  l'assessore Aricò, questo problema è stato sollevato e diceva  bene
  l'assessore  Aricò,  sia  in Commissione   Ambiente,  territorio  e
  mobilità' e sia in Commissione  Bilancio'.
   Presidente,  le  dico  subito e le anticipo qual  è  il  problema:
  questo  Governo regionale e per questo dico, secondo  me,  ci  deve
  essere  una  risposta  chiara  in  Aula  alla  richiesta  che   sta
  sollevando  il  collega  ma  che la solleva  tutto  il  Gruppo  del
  Movimento  Cinque Stelle, questi uffici speciali sono stati  alcuni
  chiusi  da  parte  del  Governo  regionale  e  mi  riferisco  anche
  all'ufficio speciale per l'immigrazione, altri invece sono  rimasti
  in vita, altri come questo che reputo indispensabile che il Governo
  non  si sta esprimendo perché la Corte dei conti ha bacchettato  il
  Governo  regionale   nell'andare a  tenere  questa  moltitudine  di
  uffici   speciali,   alcuni   a  nostro   modo   di   vedere   sono
  importantissimi, come questo di cui stiamo parlando e  come  quello
  che   è   stato   soppresso  per  quanto  riguarda  l'immigrazione,
  Presidente, e stiamo vedendo quello che sta accadendo,  uffici  che
  avevano un costo residuale rispetto agli altri uffici, altri uffici
  invece che stanno continuando ad esistere.
   Allora, Presidente, secondo me è giusto che qui in Aula il Governo
  prenda una posizione, se non c'è l'assessore Falcone lo prenda  uno
  degli  Assessori  presenti, ma la posizione  deve  essere  netta  e
  chiara  e  deve  essere messa a verbale, perché poi  altrimenti  ci
  ritroveremo  a  dicembre con la CUC, l'ufficio speciale  che  viene
  soppresso  e  poi dobbiamo intervenire in fretta  e  furia  con  un
  emendamento,  che  poi  magari deve essere  inserito  in  un  altro
  disegno di legge, quando abbiamo un disegno di legge specifico  per
  questa cosa, lo reputo veramente - dopo due mesi che continuiamo  a
  insistere, che continuiamo sollecitare il Governo e su cui poi  non
  c'è  una risposta chiara - incredibile. Dico, è incredibile non per
  i  parlamentari che siedono in quest'Aula, è incredibile per  tutte
  le  aziende  che poi si troveranno magari - così come  poco  fa  si
  diceva a inizio d'Aula - ad aspettare, al solito, la politica e  la
  burocrazia regionale.
   Allora,  se  stiamo  insistendo,  se  lo  abbiamo  detto   in   IV
  Commissione,  lo  abbiamo  detto  in  Commissione   Bilancio',  non
  capisco  perché  si  debba  rispondere ad una  richiesta  specifica
  tramite   una  telefonata,  lo  si  dica  chiaramente,  il  Governo
  regionale prenda una posizione questa sera, qui in Aula, su  questo
  Ufficio speciale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente, ma qui siamo  veramente  l'apoteosi
  dell'improvvisazione, cioè io non volevo nemmeno intervenire ma non
  si  può rispondere in questo modo, mi perdoni Assessore, io non  so
  forse  non è di sua competenza ma qui le si sta chiedendo di capire
  che fine farà la CUC a due mesi dalla fine dell'anno.
   Noi  stiamo  incentrando tutta la norma sul codice  degli  appalti
  sulla  CUC e non sappiamo se tra due mesi ci sarà, verrà prorogata,
  verrà  fatto  qualcosa altro, cioè da mesi continuiamo  a  fare  la
  stessa  identica  domanda  e  da  mesi  dal  governo  Schifani  non
  otteniamo una risposta.
   Io  credo  che  siamo  veramente ben oltre l'improvvisazione,  non
  credo  che  sia  così  difficile rispondere a una  domanda  chiara,
  semplice, netta, determinata e che certifichi l'impegno del Governo
  da  un  lato o dall'altro, cioè l'intera norma è concentrata  sulla
  CUC  e non possiamo non sapere a due mesi dalla fine dell'anno  che
  fine farà la CUC.
   Assessore,  a me dispiace rivolgermi a lei che è qui  presente  in
  Aula,  ma farei la stessa identica domanda all'assessore Falcone  o
  al  presidente  Schifani  quando un giorno  ci  degnerà  della  sua
  presenza,  ma è veramente inaccettabile, cioè è inammissibile,  non
  ho  mai  visto  nulla del genere, quindi cortesemente,  Presidente,
  siccome  non  è una richiesta secondaria o un subemendamento  a  un
  emendamento  aggiuntivo  ma è centrale sull'argomento,  è  centrale
  sulla norma di riforma, riunitevi, fateci sapere cosa intende  fare
  la Giunta, cosa vuole fare il Presidente della Regione e ce lo dica
  e  poi, automaticamente, anche in vista dei prossimi emendamenti  e
  dei  prossimi voti, ci sapremo determinare per decidere cosa votare
  e cosa non votare.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Siamo
  chiari, la CUC rimane, la volontà del Governo è di fare rimanere la
  CUC,  dopodiché  facciamo  un  passo indietro  perché  nella  legge
  istitutiva del 2015 che prevedeva la centrale unica degli  acquisti
  e  dei  servizi  in Sicilia, la CUC era un servizio,  nel  2020  la
  giunta Musumeci,  il governo Musumeci ha deliberato di elevare, tra
  virgolette, il rango da servizio a ufficio speciale ma  non  è  che
  fino  al 2020 da servizio non ha lavorato o non ha assolto i propri
  compiti,  probabilmente  gli  si è  voluto  dare  un  maggior  peso
  all'interno dell'organigramma e dell'organizzazione regionale.
   Ma  voglio ricordare a tutti voi che l'UREGA, in ognuna delle  sue
  diramazioni  finanche quella regionale, è un  servizio,  non  è  un
  ufficio speciale.
   E,  allora, non è perché la CUC oggi stiamo discutendo se sarà  un
  servizio  o  sarà  un  ufficio speciale,  manterrà  sicuramente  le
  prerogative  previste  dalle norme vigenti,  se  poi  l'Aula  vuole
  sapere cosa deciderà il Governo da qui alle prossime settimane,  se
  vorrà mantenere alla CUC il rango di ufficio speciale, questo verrà
  determinato  dal Governo regionale e dalla Giunta, se comunque  non
  si  determinerà in altra maniera la CUC rimane come servizio  della
  Regione siciliana.
   E, allora, se quest'Aula vuole sapere, giustamente, cosa ne faremo
  della  CUC,  la CUC non si tocca, manterrà tutte le sue prerogative
  da  qui fino ai prossimi anni, dopodiché se valuteremo nei prossimi
  giorni,  questo  naturalmente lo deciderà  la  Giunta  su  proposta
  dell'Assessore  al  ramo,  si  deciderà  se  proporre  una  proroga
  dell'Ufficio  speciale  o  meno.  Ma  ricordiamoci  che  quando  il
  Presidente  della  Regione,  il  presidente  Schifani,  ha   voluto
  eliminare alcuni uffici speciali della Regione...

   DE LUCA ANTONINO. Fa parte dell'accordo Stato/Regione

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Esatto,  fa
  parte  dell'accordo  Stato-Regione  sulla  razionalizzazione  e  la
  riduzione  dei costi, non è che l'abbiamo fatto perché  ci  piaceva
  farlo, l'abbiamo fatto perché lo Stato ce lo imponeva.
   Per  essere  chiari,  lo  dirò per l'ennesima  volta,  Presidente,
  colleghi,  la CUC rimane ora e per i prossimi anni; abbiamo  voluto
  proporre  questa  norma perché riteniamo che  si  fondasse  su  due
  pilastri:  una  stazione unica, una centrale unica riconosciuta  da
  Roma,  dallo  Stato, che avesse due gambe, una che  era  la  CUC  e
  l'altra sono gli UREGA.
   Dopodiché   voglio   ricordare  abbiamo  purtroppo   bocciato   un
  emendamento che dava la possibilità a tutti i dipartimenti di poter
  avere     un'autonomia,    ora    abbiamo    purtroppo     bocciato
  quell'emendamento che appesantirà la CUC e gli UREGA, quindi da  un
  lato  consentitemi ci sono alcuni colleghi che vogliono  sapere  di
  quello   che   succederà  alla  CUC,  dall'altro   lato   bocciando
  quell'emendamento avete fatto sicuramente una cosa, quello è  stato
  bocciato  col  voto  segreto quindi non  sapremo  chi,  però  avete
  appesantito sia la CUC che gli UREGA, quindi valutiamo se  vogliamo
  la  CUC  nel  pieno  delle forze e gli UREGA.  Su  questo  però  ci
  dovremmo mettere d'accordo.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Gli emendamenti A.12 e  A.13  sono
  ritirati.  Si passa all'emendamento A.14, a firma del Governo.  Con
  il parere favorevole della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.16, tra gli emendamenti fuori sacco c'è
  una  riscrittura  che  è  l'emendamento A.16R,  è  una  riscrittura
  tecnica, semplicemente un errore di provenienza del capitolo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.19, a firma del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  come fuori sacco l'emendamento A.20, è quello dei giovani
  professionisti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.22, che è quello sul randagismo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  agli  emendamenti  ai  sensi  dell'articolo  117   del
  Regolamento.
   Emendamento  117.1, a firma dell'onorevole Carta. È  semplicemente
  un coordinamento tecnico, del testo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.2, sempre nei fuorisacco,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Allora, abbiamo terminato con gli emendamenti.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANIA  NICOLO'. Sì, Presidente, per ricordare magari, c'è  stata
  qualche  cosa che non funziona. Ci sono altri due emendamenti,  uno
  accantonato   la   scorsa   seduta   che   era   quello    relativo
  all'affidamento

   PRESIDENTE. Quello è stato precluso.

   CATANIA NICOLO'. Cioè?

   PRESIDENTE.  È stato precluso dall'emendamento 1.18, del  Governo.
  Ma l'abbiamo già detto prima. E l'altro?

   CATANIA  NICOLO'.  L'altro  è quello  che  abbiamo  presentato  in
  Conferenza dei Capigruppo che riguardava quella situazione del  FOS
  che abbiamo proprio discusso in Conferenza e che ho consegnato.

   PRESIDENTE. È già stata assegnato alla Commissione  Bilancio'.

   CATANIA NICOLO'. Sono due gli emendamenti. Uno che riguardava  gli
  ASACOM e va bene mettiamo che va in Commissione  Bilancio'; l'altro
  che  riguardava l'abbassamento della percentuale per il  contributo
  alla  FOS  e  altre associazioni in cui non c'entra la  Commissione
   Bilancio'.
   Stiamo abbassando semplicemente la percentuale di accesso rispetto
  a   quelle   che  già  sono  le  distanze,  quindi  la  Commissione
   Bilancio'...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catania, può avvicinarsi  al  banco  della
  Presidenza?
   La seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 20.01)

   PRESIDENTE.  Allora, la seduta riprende. Onorevole  Catanzaro,  mi
  rivolgo  a  lei  e  ai  colleghi Capigruppo di opposizione,  quindi
  all'onorevole  De  Luca  e  agli  altri,  questo  emendamento   non
  necessita  di un passaggio dalla Commissione Bilancio.  Se  c'è  la
  condivisione di volerlo portare...

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Aspetti, l'ho capito, l'ho vista e la farò parlare. Se
  l'intervento dell'onorevole Catania è stato soddisfacente e si  può
  mettere  in votazione, bene, diversamente lo porteremo la settimana
  successiva. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Io  non  ho  nulla  in  contrario  all'emendamento  e,
  soprattutto,  a  chi  propone  l'emendamento,  che  è  il   collega
  onorevole Catania. Però, Presidente, come poco fa mi sono  permesso
  di  intervenire ricordando che c'era dopo una riunione una  sintesi
  per quello che noi portavamo in Aula, mi permetto adesso, al di  là
  del  non passaggio dalla Commissione Bilancio, ma sugli emendamenti
  che noi abbiamo detto che erano emendamenti che dovevano passare in
  Commissione  Bilancio  e ritengo che questo dovrebbe  andare  anche
  nella  Commissione  di  merito, quindi  la  pregherei,  Presidente,
  considerando  che  noi stiamo - e ne approfitto  trenta  secondi  -
  siccome  il Partito Democratico e il Gruppo del Partito Democratico
  questo  disegno  di  legge che ci stiamo accingendo  a  votare  sul
  codice  degli  appalti ha dato un grande senso  di  responsabilità,
  contribuendo sulle norme, le chiedo se c'è la possibilità di votare
  questo  e  poi  in  automatico con gli altri  emendamenti  che  noi
  abbiamo  discusso, metterli insieme e votarli, approfittando  delle
  Commissioni di merito, della Commissione Bilancio. Questo è  quello
  che chiedo io.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catanzaro, io  la  ringrazio  per  il  suo
  intervento,  però non è che dobbiamo fare passare le  cose  in  una
  maniera  differente  dalla realtà. Noi è  vero  che  abbiamo  molto
  dialogato  ed  è  un mese che parliamo della questione  del  codice
  degli  appalti e l'abbiamo fatto per cercare di creare il testo  in
  maniera  più  apprezzabile possibile. A inizio seduta,  quando  noi
  diamo  la  possibilità  di parlare sull'ordine  dei  lavori  e  poi
  parliamo di altro, così come è stato anche oggi, abbiamo cercato di
  voler  forzare il Regolamento all'unanimità rispetto alla questione
  di  un  disegno di legge di grandissimo buon senso e che  io  sposo
  come  quello  del  numero chiuso, alla stessa  maniera  l'onorevole
  Catania  ha  chiesto  se ci fosse la stessa possibilità  di  potere
  inserire questo emendamento perché si potrebbe rischiare di perdere
  circa  450  mila  euro. Perché non è che qua deve  passare  che  la
  Presidenza  deve ascoltare solo l'opposizione, deve essere  garante
  di  tutte  le  forze politiche, tanto quelle di maggioranza  quanto
  quelle  di opposizione. C'è questo emendamento, ci sono preclusioni
  nei confronti di questo emendamento visto e considerato che non  mi
  pare  che  stiamo facendo grandi cose? Sì o no. Onorevole  Catania,
  vuole illustrarlo in sessanta secondi questo emendamento?

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  ho  dato  la  parola  all'onorevole   Catania,
  successivamente interviene lei.

   CATANIA NICOLO'. Finisco velocemente, Presidente. La questione qui
  è di tempi. L'emendamento ricordo che è stato presentato stamattina
  in  Commissione  Bilancio e tutti, dico tutti, i  componenti  della
  Commissione Bilancio, compreso i componenti del PD, lo hanno votato
  favorevolmente perché hanno capito qual era l'esigenza. Siccome  il
  collegato  non  potrà  mai arrivare entro la  scadenza  di  lunedì,
  scadenza  della  circolare, abbiamo ritenuto opportuno  presentarla
  all'Aula soltanto perché, per una questione di una errata scrittura
  della  norma,  abbiamo posto un limite del dieci  per  cento  sulle
  spese  del 2022, anno pre-Covid. Questa cosa preclude finanziamenti
  certi  che  avranno gli enti e le fondazioni, come  ad  esempio  la
  FOSS.
   Quindi   c'è,   semplicemente,  una  questione  di   aggiustamento
  normativo sulle percentuali perché siamo in progressione rispetto a
  quello che prevede la legge nazionale. Nient'altro.
   Ripeto,   capisco  bene  che  c'è,  oggi,  un  atteggiamento   che
  salvaguarda un po' le cose concordate in Capigruppo - io, poco  fa,
  sono  andato in Capigruppo proprio per parlarne -, ma c'è un  voto,
  già in Commissione, unanime di tutti i Gruppi parlamentari presenti
  in Commissione Bilancio.
   Che decida, poi, l'Aula, quello che c'è da fare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catania. Prima avevano  chiesto  di
  intervenire  l'onorevole  De Luca Antonino,  Sunseri  e  Di  Paola.
  Mettetevi d'accordo tra di voi, siete dello stesso Gruppo.

   DE  LUCA  ANTONINO. Presidente, premesso che non  mi  risulta  che
  alcuno del Movimento Cinque Stelle

   PRESIDENTE. Si avvicina al microfono?

   DE   LUCA  ANTONINO.  Premesso  che  non  mi  risulta  che  nessun
  componente della commissione Bilancio del Movimento Cinque Stelle -
  anche   perché  c'è  solo  il  collega  Di  Paola  -  abbia  votato
  favorevolmente, abbia apprezzato quest'emendamento  in  Commissione
  Bilancio,  oggi manca l'assessore di riferimento, manca  il  parere
  della  Commissione competente, stiamo discutendo  il  Codice  degli
  appalti.  Ora  io credo che domani saremo nuovamente  in  Aula,  la
  settimana prossima saremo nuovamente in Aula. Non mi sembra che  ci
  siano  delle  ragioni  d'urgenza per cui questo  emendamento  debba
  essere  approvato oggi. Abbiamo detto in Commissione  Bilancio,  in
  Capigruppo  che tutti gli emendamenti fuori sacco li  mandavamo  in
  Bilancio.  Io  credo  che  dovremmo essere  consequenziali  perché,
  diversamente, quello che ci diciamo un'ora prima poi lo cambiamo di
  nuovo

   PRESIDENTE.  Siamo consequenziali. Possono nascere delle  esigenze
  durante le sedute, come sono nate oggi per altre questioni

   DE LUCA ANTONINO. Per carità.

   PRESIDENTE  le stiamo sposando e portando avanti.

   DE  LUCA  ANTONINO. Però, Presidente Galvagno, le  emergenze  sono
  tali se capitano una tantum  mentre lei non avrà avuto  sicuramente
  non  le  sarà  mancato di notare che in ogni disegno di  legge,  al
  momento  degli emendamenti fuori sacco, vengono fuori tre,  quattro
  urgenze.  In  ogni disegno di legge. Mentre io ritengo,  anche  per
  correttezza - stiamo cercando, in questa legislatura e anche grazie
  alla sua Presidenza, di darci un metodo e di rispettare quello  che
  è  il  metodo che detta il Regolamento - se l'emergenza è realmente
  tale,  quella volta che si deve assolvere col consenso di  tutti  i
  Capigruppo  si procede. Diversamente, abbiamo detto di far  seguire
  alle norme i procedimenti che dovrebbero seguire con tutto l'iter.

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie. Onorevole Catania, credo che  non  ci
  sia   forse  voleva  intervenire l'onorevole Di  Paola  o  Sunseri?
  Rinuncia? Parla? Sunseri. Prego, onorevole.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente.  Semplicemente  perché,  purtroppo,
  siamo  stati  ripresi  più volte dalla Corte  Costituzionale  anche
  sotto  questo punto di vista. Stiamo facendo una norma  sul  codice
  degli  appalti.  Chiudiamo con il codice degli appalti  che  è  una
  norma,  come  dire,  anche  di  recepimento  nazionale,  con  delle
  modifiche che stiamo apportando, e non ci facciamo riprendere,  per
  l'ennesima volta, su norme che non c'entrano nulla col titolo della
  legge, creando nuovamente ennesima confusione.
   L'emendamento lo inseriamo, poi, nel collegato o nelle  variazioni
  di  bilancio,  in disegni di legge dove ha un senso  inserirlo.  Ma
  metterlo,  oggi,  in un testo del genere, credo  che  semplicemente
  facciamo  confusione e, soprattutto, in assenza  dell'assessore  di
  riferimento - che non mi pare di vedere in Aula da mesi,  purtroppo
  -  e,  soprattutto,  l'assenza della norma passata  in  Commissione
  Bilancio  credo che la cosa più opportuna sia rinviarlo al prossimo
  documento finanziario.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri, mi  trova  pienamente  d'accordo.
  Però,  rispetto a quello che lei sta dicendo, allora la  norma  sul
  randagismo, dove anche il Movimento Cinque Stelle è stato  unanime,
  perché  se  dobbiamo  essere consequenziali,  dobbiamo  esserlo  su
  tutto.  Allora non dovevamo dire in Capigruppo che andava  bene  la
  norma sul randagismo, se poi in Aula dobbiamo sostenere la tesi che
  dobbiamo creare dei testi che non abbiano delle materie differenti,
  altrimenti ci stiamo prendendo in giro
   Allora, se lo dobbiamo fare, facciamolo sempre, però non è che  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari diciamo una  cosa
  e  poi in Aula interveniamo in un'altra maniera perché, secondo me,
  si perde un po' il filo e il senso delle cose.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  Intervengo,  tra  l'altro, anche condividendo  il  suo  intervento.
  Dico, c'è stato, secondo me, un piccolo non dico problemino però il
  discorso  qual è? E condivido anche gli interventi che  sono  stati
  fatti  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  cioè
  questa  norma,  da  quello che ho capito, questa legge  che  stiamo
  andando  ad approvare, è stata condivisa un po' da tutte  le  forze
  politiche.
   Ora,  alcuni  emendamenti  sono passati veramente  in  Commissione
  Bilancio. Il discorso qual è? che la maggioranza, dico ne ha  tutte
  le facoltà in Commissione Bilancio, su alcuni emendamenti ha spinto
  un   po'   più  velocemente  rispetto  ad  altri io,  ad   esempio,
  sull'emendamento  in  questione non  ero  presente  in  Commissione
  Bilancio, Presidente, proprio perché la maggioranza che ha i numeri
  in   Commissione  Bilancio  ha  accelerato  su  alcuni  emendamenti
  rispetto ad altri.
   Però,   pur   non   conoscendo   il  contenuto   dell'emendamento,
  Presidente,  siccome  c'è stata una grande  condivisione  da  parte
  dell'Aula su tutto il testo e sugli emendamenti che ci sono  stati,
  dico  ora se è un emendamento che, come dire, è cruciale per questa
  legge allora magari lo si distribuisce e lo andiamo a valutare  qui
  perché  non  tutti i Gruppi erano presenti durante la votazione  in
  Commissione Bilancio. Almeno noi come Gruppo non eravamo  presenti,
  non  so gli altri Gruppi parlamentari di minoranza, perché ovvio  i
  Gruppi parlamentari di maggioranza erano sicuramente presenti.
   Quindi  se  è un emendamento cruciale per questa legge  allora  lo
  andiamo  a valutare tutti insieme, magari distribuendolo, se  è  un
  emendamento che magari può essere presentato in altri DDL, dove...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola,  la  interrompo  dicendo   che,
  probabilmente  non è cruciale. Però io ne faccio una  questione  di
  principio:  io  ritengo,  e sono stato il  secondo  firmatario  del
  disegno di legge sul numero chiuso di medicina, che non sia urgente
  che  domani si voti questo disegno di legge, perché si poteva  fare
  anche  in  altre  occasioni.  Ciò non  di  meno,  siccome  c'è  una
  condivisione, c'è spirito di collaborazione, è stata  fatta  questa
  richiesta  da  parte  del PD, del Partito Democratico,  quindi  noi
  siamo assolutamente favorevoli.
   Ritengo  che,  però,  le eccezioni, perché altrimenti  sembrerebbe
  quasi  che  io  vedo i colleghi della maggioranza  che  sono  stati
  eletti quasi quasi elemosinare di potere portare una norma che, tra
  le  altre  cose,  penso sia una norma di buon  senso,  mi  sembrava
  altrettanto  equo,  per quanto sono cose assolutamente  differenti,
  probabilmente è molto più importante la questione del numero chiuso
  e  metterlo  in votazione, ma siccome passa un messaggio sbagliato,
  l'emendamento, glielo dico io, onorevole Catania, non si metterà in
  votazione.  Poi in maniera corretta e questo auspicio, chiaramente,
  vale  anche per il futuro tanto per le forze di maggioranza  quanto
  per  le  forze  di  opposizione dovrà fare i  passaggi  quanto  più
  corretti possibile.
   Quindi la invito al ritiro. Grazie, onorevole Catania.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Recepimento del nuovo codice dei contratti pubblici  (519/A)

     PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di  legge
   Recepimento  del  nuovo  codice dei contratti  pubblici   (519/A).
  Invito  poi  i  colleghi che volessero rimanere per i debiti  fuori
  bilancio  a  restare in Aula. Siamo in fase di votazione.  Dopo  la
  votazione è libero di farlo. Chiedo ai colleghi di prendere posto.
   Allora, pongo in votazione finale il disegno di legge n. 519/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

       Presenti    . 62
       Votanti    .. 52
       Maggioranza  . 27
       Favorevoli  ..... 29
       Contrari   ..... 23
       Astenuti  . .... 0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'assessore Turano. Ne ha
  facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevole Cracolici, un minuto soltanto.

   PRESIDENTE. Ai colleghi, intanto, chiedo di rimanere per votare  i
  debiti fuori bilancio.


                  Comunicazioni del Governo regionale

    TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Colleghi,  in maniera telegrafica posso dire una cosa? La  prossima
  settimana,  dal  12  al 14 ottobre, presso il  Polo  fieristico  di
  Misterbianco,  unico  polo  fieristico in  grado  di  ricevere  una
  manifestazione come quella che organizziamo, si celebra  un  evento
  che  riguarda  tutta  la Sicilia e la scuola siciliana:  si  chiama
  Didacta,  è  un  evento  molto  importante  dove  si  guardano   le
  innovazioni che nel mondo della scuola possono arrivare. Siccome io
  ho  scritto  a  tutti i colleghi per mail e non mi  sembra  cortese
  invitarli  per  mail volevo rivolgere l'invito  a  tutti  perché  a
  Didacta  Sicilia l'evento della innovazione della scuola siciliana.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Riconoscimento
  della  legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
  73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.
  118  e  successive modifiche ed integrazioni D.F.B. 2022.  Mese  di
  agosto  (56/A)

   PRESIDENTE.  Allora, si passa al disegno di legge   Riconoscimento
  della  legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
  73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.
  118  e  successive modifiche ed integrazioni D.F.B. 2022.  Mese  di
  agosto  (56/A).
   Chiedo  ai  colleghi di rimanere seduti per chi volesse  rimanere,
  chi vuole andare è libero di farlo.
   Siamo  al disegno di legge, su che cosa vuole intervenire?  Debiti
  fuori  bilancio. Onorevole Cracolici, certo dopo può  votare,  dopo
  può richiedere di intervenire.
   Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:

                                Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
   Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e)
      del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
                       modifiche ed integrazioni

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  è  riconosciuta  la  legittimità  dei  debiti   fuori
  bilancio della Regione derivanti da acquisizioni di beni e  servizi
  in   assenza  del  preventivo  impegno  di  spesa  per  il   valore
  complessivo  di  euro 751,85 di cui all'Allegato  1  alla  presente
  legge.

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:

                                Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di cui all'articolo 1 di euro 751,85  si  provvede,
  nell'esercizio finanziario 2023, mediante utilizzo di  parte  delle
  somme corrispondenti all'accantonamento  DFB emersi ex art. 73  del
  D.Lgs.  n. 118/2011 e non riconosciuti da ARS e DFB riconosciuti  e
  non  ancora  impegnati  del risultato presunto  di  amministrazione
  all'1   gennaio  2023  di  cui  all'Allegato  15  -  Risultato   di
  amministrazione  -  quote  accantonate al  Bilancio  di  previsione
  2023/2025 approvato con la legge regionale 22 febbraio 2023, n. 3.

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                                Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2023  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa   di  cui  all'Allegato  1  discendenti  3  dall'applicazione
  dell'articolo  1  e  dell'articolo 2 della  presente  legge  per  i
  capitoli indicati rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi
  indicati rispettivamente nelle colonne C ed E.
   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2023,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge.

   PRESIDENTE.  C'è  un emendamento al punto 1, del  Governo.  E'  un
  emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Assessore, Commissione, vi prego intanto di  sedervi,
  siamo  in fase di votazione; se c'è qualcuno che se ne vuole andare
  che se ne vada, noi rimaniamo.
   Intanto  chiedo all'onorevole Daidone di prendere posto  al  banco
  delle Commissioni, per favore.
   Onorevole Carta, mi dispiace si deve alzare.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:

                                Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono emendamenti.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera c) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n.  118 e successive modifiche  ed  integrazioni
  D.F.B. 2022. Mese di agosto  (56/A)

   PRESIDENTE. Diamo il voto finale sul disegno di legge numero 56/A.
   Allora  in  questo momento ci sono 33 tesserini. Sì, se li  volete
  levare li potete levare. E' stato richiesto da parte del Capogruppo
  del Movimento Cinque Stelle o da parte dell'onorevole Sunseri ?  Da
  parte  del Capogruppo di votare i debiti fuori bilancio e  noi  non
  stiamo  chiedendo che il Movimento Cinque Stelle o che i Gruppi  di
  opposizione  li votino. Se semplicemente dessero la possibilità  di
  mantenere il numero legale senza votarlo, noi potremmo assumerci la
  responsabilità  di  votare il disegno di legge.  Se  invece  volete
  alzare  i  tesserini  a me sta bene, pure a questa  Presidenza  sta
  bene
   E'  un invito, tuttavia, che fa la Presidenza a tutti i Gruppi con
  i  quali  noi parliamo di grande collaborazione però mi sembra  una
  collaborazione   un   tantino   unilaterale.   Io   sto   chiedendo
  espressamente  di  tenere  i tesserini senza  votare  affinché  noi
  possiamo  votare i debiti fuori bilancio, potete anche non  votare.
  Benissimo adesso il numero legale c'è, siamo 35.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (interruzione fuori microfono dell'onorevole Sunseri)

   PRESIDENTE.  ... però mi dicono, onorevole Sunseri,  che  ci  sono
  stati precedenti. Onorevole Sunseri mi confermano...

   SUNSERI.  Qual  è  l'articolo del Regolamento,  così  lo  leggiamo
  insieme?

   PRESIDENTE. No, no, mi confermano...

   SUNSERI. Sì, qual è l'articolo del Regolamento?

   PRESIDENTE.  No,  non  c'è un articolo.  Si  potrebbe  votare  con
  scrutinio  nominale, quindi potremmo fare che a uno a uno  potremmo
  andare a votare... se vuole sapere i precedenti le diciamo che  già
  la Presidenza di Vinciullo l'ha fatto.

   SUNSERI. No, l'articolo...

   PRESIDENTE. Aspetti che glielo diciamo. Onorevole Sunseri, allora,
  io  sto  leggendo quello che trovo scritto, non sto inventando,  mi
  devo  rifare  agli  Uffici.  Ebbene, gli  Uffici  mi  indicano  che
  all'articolo 122, comma 4, il Regolamento recita così,  per  quanto
  riguarda  l'esclusione  del voto segreto:  "Qualora  si  tratti  di
  disegni  di  legge  di approvazione del bilancio o  del  consuntivo
  della   Regione,  di  variazione  di  bilancio,  di  autorizzazione
  all'esercizio provvisorio, la votazione finale si effettua in  ogni
  caso per scrutinio nominale".
   Questo   è  quello  che  dice  il  Regolamento.  Se  lei   ha   un
  Regolamento... e quindi non è previsto... Questi sono i  casi,  per
  quello  che  mi dicono gli Uffici, in cui non si può fare  il  voto
  segreto.  Allora,   era stata avanzata richiesta di  voto  segreto,
  bisogna vedere se è appoggiata.

   SUNSERI.  Presidente, sta aprendo una maglia. Noi da oggi  in  poi
  chiederemo  il  voto segreto su tutti i disegni di  legge  che  non
  siano il bilancio della Regione. Lei mi sta dicendo che su tutti  i
  disegni  di legge che non siano il bilancio si può votare con  voto
  segreto

   PRESIDENTE.   Onorevole Sunseri, un attimino, io mi sto  rifacendo
  non  a  una cosa che ho inventato in questo momento, perché non  ne
  sarei  neanche  capace  probabilmente; io ho  chiesto  agli  Uffici
  gentilmente  di  dirmi come funzione il Regolamento.  E  mi  stanno
  dicendo  anzi no, c'è scritto, che all'articolo 122, comma  4   che
  sono causa di esclusione di possibilità di voto segreto qualora  si
  tratti  di  disegni  di legge di approvazione del  bilancio  o  del
  consuntivo   della   Regione,  di  variazione   di   bilancio,   di
  autorizzazione  all'esercizio  provvisorio   in  questi   casi   la
  votazione finale si effettua, in ogni caso, per scrutinio nominale.
  In tutti gli altri casi si può fare per scrutinio segreto, partendo
  dal  presupposto che non mi pare che io le abbia mai  negato  nulla
  sotto questo profilo, né tanto meno io me la stia inventando. Non è
  che le era stata negata o è stata fatta arbitrariamente. Va bene?
   Intanto  l'onorevole Assenza ha chiesto di procedere con  il  voto
  segreto.
   Gentilmente vediamo se è appoggiata. Comunque se volesse c'è anche
  un  precedente della seduta dell'1 dicembre 2016, lei non c'era, in
  cui si è votato con scrutinio segreto. Benissimo.
   Ha  chiesto  l'onorevole Assenza il voto segreto.  Vediamo  se  la
  richiesta è appoggiata.
   Si passa alla votazione con scrutinio segreto del disegno di legge
  n. 56/A.
   Chiarisco  il significato del voto. Chi è favorevole  voti  verde;
  chi è contrario voti rosso.
   Dichiaro  aperta la votazione. Ricordo che bisogna raggiungere  il
  numero legale.
   Favorevoli. Hanno alzato le tessere?
   Avevo chiesto in tutti i modi possibili e immaginabili di lasciare
  la  tessera per poter far sì, quanto meno, di votare la maggioranza
  e  assicurare il numero legale. Prendo atto del fatto  che  su  una
  richiesta in cui, prendo atto del fatto che nel momento in  cui  ho
  fatto  questa  richiesta era stato preso l'impegno di mantenere  le
  tessere. Le tessere non ci sono e da Regolamento io devo sospendere
  la  seduta.  La  posso  sospendere per  riprenderla  tra  un'ora  o
  rinviare a domani.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  4
  ottobre 2023, con il seguente ordine del giorno.


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          69a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 4 ottobre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di agosto . (n. 56/A)

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
         recante 'Disposizioni in materia di abolizione del numero chiuso o
         programmato per l'accesso ai corsi di laurea in medicina  (n. 378-
         506/A).

           Relatore: on. Lantieri

    IV -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
        Salute  (V. allegato)

    V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022. Mese di novembre . (n. 104/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di marzo . (n. 78/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di maggio . (n. 80/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di agosto . (n. 82/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

                 La seduta è tolta alle ore 20.27 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediterranea

   N.  428  - Interventi urgenti per il contrasto al pascolo  abusivo
  all'interno   della  riserva  naturale  orientata  Cavagrande   del
  Cassibile.
   Firmatari: Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
  Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi
  Cristina; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
   -  Con  nota prot. n. 32023 del 9 agosto 2023, il Presidente della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

   - da parte dell'Assessore per l'economia

   N.   259   -  Chiarimenti  in  merito  alla  realizzazione   degli
  interventi, di cui alle deliberazioni n. 289 del 1  luglio  2021  e
  n. 410 del 4 agosto 2022, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione.
   Firmatari:   Catanzaro   Michele;  Cracolici   Antonino;   Burtone
  Giovanni;  Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano;  Chinnici Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con nota prot. n. 19469 dell'11 maggio 2023 il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   - da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
  il lavoro

   N.  419  -  Chiarimenti  in  merito  al  Decreto  di  approvazione
  provvisoria  dei contingenti distrettuali forestali  -  Anno  2023-
  Servizio  XI  del  Centro per l'impiego di  Messina  e  Villafranca
  Tirrena (ME).
   Firmatari: Leanza Calogero; Cracolici Antonino; Burtone  Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;  Venezia  Sebastiano;  Chinnici Valentina;  Giambona  Mario;
  Saverino Ersilia
   -  Con  nota prot. n. 31987 del 9 agosto 2023, il Presidente della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per la  famiglia,  le  politiche
  sociali e il lavoro.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

       -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale n.  16
     dell'11 agosto 2015  Tassa automobilistica regionale  (n.
     584.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 19 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       -  Riordino  dei  Consorzi di  Bonifica  della  Regione
     Siciliana (n. 588.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 27 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.

       -   Norme  in  materia  di  modalità  e  procedure   di
     assegnazione  delle  concessioni  di  grandi  derivazioni
     idroelettriche (n. 589.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 27 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.
       Parere IV.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

       -  Introduzione in Sicilia della valutazione  di  danno
     sanitario (n. 587.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 27 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.
       Parere III e VI.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       - Valorizzazione canto e tradizioni popolari (n. 585.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 20 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.

       -  Istituzione  della  Settimana di  Archimede  per  le
     scienze e la tecnologia (n. 586.)
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 27 settembre 2023.
       Inviato il 2 ottobre 2023.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  495  -  Iniziative urgenti al fine di fronteggiare  i  ritardi
  nell'utilizzo dei fondi europei destinati alla Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Geraci  Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N.  496  -  Interventi urgenti per la sistemazione della  banchina
  numero 2 del porto di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Gennuso Riccardo

   N.  498 - Iniziative urgenti al fine di incentivare il sistema  di
  vendita on-line dei biglietti nel settore dei trasporti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Geraci  Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N.   499   -   Iniziative  urgenti  finalizzate  alla   tutela   e
  conservazione dei beni artistici della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Geraci  Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N.  500 - Iniziative urgenti in merito all'inquinamento dei tratti
  costieri della Sicilia e i conseguenti divieti di balneazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Geraci  Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N. 501 - Notizie in merito all'aeroporto V. Bellini di Catania.
   - Presidente Regione
   De  Luca  Cateno;  La  Vardera Ismaele; Geraci Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N.  502  -  Chiarimenti  sul progetto di rigenerazione  culturale,
  economica e sociale c.d. 'ITINERA' del Comune di Isnello (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Campo  Stefania; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;
  De  Luca  Antonino;  Ciminnisi Cristina; Gilistro  Carlo;  Cambiano
  Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N.  503  - Iniziative urgenti per la riorganizzazione dell'Ufficio
  del controllo analogo del Comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Geraci  Salvatore;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N.  504  -  Iniziative urgenti finalizzate al  contenimento  degli
  aumenti tariffari dei trasporti speciali per le isole minori  della
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De   Luca  Antonino;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Campo
  Stefania;   Di  Paola  Nunzio;  Marano  Jose;  Ciminnisi  Cristina;
  Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N.  507  -  Chiarimenti  in  merito alle iniziative  regionali  di
  sostegno ai circa 40 mila nuclei familiari siciliani a cui è  stata
  sospesa l'erogazione del reddito di cittadinanza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano  Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
  Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N.  509 - - Aiuto temporaneo eccezionale per il caro energia  alle
  imprese agricole e alle imprese di
   trasformazione   e   commercializzazione  di   prodotti   agricoli
  particolarmente  colpite dalla crisi del conflitto russo-ucraino  e
  notizie  in merito alla mancata liquidazione delle somme  spettanti
  alle imprese agricole beneficiarie.
   - Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Burtone   Giovanni;   Cracolici  Antonino;  Dipasquale   Emanuele;
  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario; Spada  Tiziano  Fabio;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  510  - Ristori agli agricoltori danneggiati dai lavori per  la
  realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Spada   Tiziano  Fabio;  Cracolici  Antonino;  Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N. 511 - Assistenza pediatrica nella frazione di Cassibile (SR).
   - Assessore Salute
   Spada   Tiziano  Fabio;  Cracolici  Antonino;  Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  512  - Notizie circa i ritardi nelle autorizzazioni di protesi
  da parte dell'ASP di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
   Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro Michele;  Safina  Dario;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  513  -  Chiarimenti in merito all'applicazione delle norme  in
  materia di sostegno all'associazionismo antiracket.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  514  -  Chiarimenti in merito allo stato di ammaloramento  del
  complesso  delle  mura timoleontee del Parco archeologico  di  Gela
  (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Marano  Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
  Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N. 515 - Chiarimenti in ordine al servizio di assistenza igienico-
  personale agli alunni con disabilità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano  Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
  Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N.  516  - Notizie in merito allo stato di gestione e manutenzione
  del lago di Pergusa e della sua Riserva Naturale Speciale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   N. 518 - Chiarimenti sulla gestione del Cefpas.
   - Assessore Salute
   Chinnici   Valentina;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Venezia  Sebastiano;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  519  -  Interventi urgenti per la digitalizzazione dell'intero
  percorso  dell'erogazione degli alimenti senza glutine ai  celiaci,
  anche  ai  fini dell'acquisto dei prodotti alimentari  dedicati  ai
  celiaci  presso  tutti  i punti vendita autorizzati  diversi  dalle
  farmacie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Vasta  Davide  Maria; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele;  Balsamo
  Ludovico; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  520  -  Chiarimenti circa il servizio di supporto a  SEUS  118
  svolto dalle organizzazioni di volontariato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo

   N.  522  -  Iniziative urgenti inerenti alla  carenza  dei  medici
  presso l'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
  Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.   523   -  Chiarimenti  in  merito  all'impiego  del  personale
  volontario a supporto delle squadre antincendio ai sensi  dell'art.
  23  della  l.r.  n.  9  del  2023  e  all'attuazione  del  previsto
  coordinamento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano  Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
  Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   n.  524  -  Notizie  in merito al Fondo di progettazione  previsto
  dall'art. 11 della legge regionale n. 2 del 2023.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.  525  -  Notizie in merito alle iniziative del Governo rispetto
  allo stato di crisi del settore mandorlicolo in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   N. 526 - Notizie sulla vendita di prodotti per celiaci.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Chinnici   Valentina;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Venezia  Sebastiano;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 497 - Informazioni circa il mancato funzionamento dell'impianto
  di  climatizzazione del Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio  e
  Sant'Isidoro di Giarre (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Vasta  Davide  Maria; De Luca Cateno; La Vardera  Ismaele;  Geraci
  Salvatore; Balsamo Ludovico; De Leo Alessandro; Lombardo  Giuseppe;
  Sciotto Matteo

   N. 505 - Chiarimenti in merito ai lavori di riqualificazione della
  regia trazzera di Piano Battaglia (Pa).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Giambona  Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;  Dipasquale
  Emanuele;  Catanzaro  Michele; Safina Dario; Spada  Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero;  Saverino
  Ersilia

   N. 506 - Notizie in merito alla risoluzione delle criticità legate
  alla  carenza  di  personale medico presso il Presidio  ospedaliero
  'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Giambona  Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;  Dipasquale
  Emanuele;  Catanzaro  Michele; Safina Dario; Spada  Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero;  Saverino
  Ersilia

   N.   508   -   Ammodernamento-nuova  realizzazione  della   tratta
  ferroviaria tra Agrigento, Favara (AG), Palma di Montechiaro  (AG),
  Licata (AG) e Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cambiano Angelo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
  Gilistro  Carlo;  Varrica  Adriano; Ardizzone Martina

   N.  517 - Chiarimenti in merito al ruolo della Regione in sede  di
  revisione  e  aggiornamento  del  Piano  nazionale  di  ripresa   e
  Resilienza (PNRR) e sulla quantità di risorse definanziate.
   - Presidente Regione
   Gilistro  Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
  Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina

   N. 521 - Chiarimenti in merito al mancato rinnovo dell'incarico di
  Direttore sanitario presso l'ASP di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Spada   Tiziano  Fabio;  Cracolici  Antonino;  Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N. 527 - Iniziative volte all'inserimento di Messina e di Taormina
  (ME) quali destinazioni per l'iniziativa dei treni storici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   De  Leo  Alessandro; De Luca Cateno; La Vardera  Ismaele;  Balsamo
  Ludovico; Vasta Davide Maria; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  58  - Intendimenti del Governo in merito al finanziamento  dei
  progetti  presentati  dai comuni e dagli enti  di  culto  ai  sensi
  dell'art. 40 della legge regionale n. 2 del 2023.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia
   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolte
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  105 - Finanziamento dei progetti presentati dai comuni e dagli
  enti  di  culto  per  la  riqualificazione  urbana  nonché  per  la
  promozione  di  interventi di recupero finalizzati al miglioramento
  della qualità della vita e dei servizi pubblici e urbani.
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia
   Presentata il 31/08/23

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.