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Resoconto d'Aula della Seduta n. 71 di mercoledì 11 ottobre 2023
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.01

       PRESIDENTE.  Avverto  che  il processo  verbale  della  seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Auteri sarà in missione  dal
  10  al  12  ottobre  2023, fatto salvo quanto previsto  dalla  nota
  autorizzativa prot. n. 2265-PRE/2023 del 10 ottobre 2023.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
  interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:  Salute

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai  sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Salute .
   Si passa all'interrogazione n. 306  Iniziative urgenti inerenti al
  sistema  emergenziale sanitario siciliano in seguito al  gravissimo
  episodio  verificatosi nel comune di Collesano (PA), a firma  degli
  onorevoli La Vardera ed altri.
   Prego, Assessore.

   VOLO,   assessore  per  la  salute.  Grazie,  signor   Presidente,
  buonasera.
   Allora,  in  merito a questa interrogazione, si  riferisce  quanto
  relazionato  dal direttore del Servizio urgenza-emergenza  118  del
  bacino  I, Palermo - Trapani con riguardo all'intervento sul signor
  Grisanti Antonino.
   Nella  relazione  si descrive preliminarmente il quadro  temporale
  che  ha  cadenzato  l'intervento della  centrale  operativa  e  per
  l'esattezza:  alle  ore  11 e 58 del 18  aprile  2023  la  centrale
  operativa  118  riceveva una richiesta di intervento  sanitario  da
  parte  di  un  congiunto del signor Grisanti per  una  persona  con
  perdita di coscienza.
   L'operatore  assegnava alla missione un codice rosso  neurologico,
  alle  ore 12.00 l'operatore contattava l'ambulanza di base autista-
  soccorritore,  codice  84,  Scillato,  la  più  vicina  al  target,
  assegnandole la missione sanitaria.
   L'ambulanza  di  stanza presso il Comune di Collesano,  postazione
  codice  26, era impegnata in un altro intervento sanitario  e  alle
  ore   12.05   l'operatore  di  Centrale  operativa  118  contattava
  l'ambulanza  di  rianimazione  codice  05,  Cefalù,  assegnando  la
  missione  sanitaria,  specificando che contemporaneamente  era  già
  stata inviata un'altra ambulanza di soccorso più vicina al target.
   Alle  ore  12.06 la Centrale operativa 118 riceveva  un  sollecito
  all'intervento sanitario da parte di un congiunto a cui l'operatore
  spiegava  che  due ambulanze erano state attivate per la  missione.
  Alle  ore  12.08  la  centrale operativa 118  riceveva  un  secondo
  sollecito all'intervento sanitario nel quale l'utente riferiva  che
  il   paziente  era  in  arresto  cardiocircolatorio  e  che  veniva
  sottoposto   al   massaggio  cardiaco  esterno.  Alle   ore   12.10
  l'operatore   della   Centrale   118   contattava   il    personale
  dell'ambulanza  di  base  per  informare  delle  gravi   condizioni
  cliniche  del  paziente. Alle ore 12.18 la Centrale  operativa  118
  riceveva  un  nuovo sollecito da parte di un congiunto  durante  il
  quale  si  chiedeva  l'invio  di un  elisoccorso.  Alle  ore  12.20
  l'operatore  di  Centrale operativa 118 contattava  l'ambulanza  di
  base  codice  84, Scillato, e l'ambulanza rianimatoria  codice  05,
  Cefalù, per avere informazioni sulla distanza dal target assegnato.
  Alle  ore  12.23 l'ambulanza di base giungeva sul target. Alle  ore
  12.30  la  Centrale  operativa 118 riceveva un nuovo  sollecito  da
  parte  di  un  congiunto del paziente durante il quale ribadiva  la
  richiesta  di  invio  dell'elisoccorso.  L'operatore  riferiva  che
  un'ambulanza  equipaggiata con il rianimatore stava  giungendo  sul
  target.  Alle  ore  12.35  l'operatore di  Centrale  operativa  118
  contattava  la centrale operativa dei Carabinieri per  inviare  una
  pattuglia  presso il target. Alle 12.45 l'ambulanza di rianimazione
  codice  05,  Cefalù, giungeva sul target. Alle 12.53 il rianimatore
  118 constatava il decesso del paziente.
   Alla luce della suddetta descrizione temporale dell'intervento, il
  Direttore  del Servizio Urgenza Emergenza 118 fornisce le  seguenti
  considerazioni. Dall'analisi dei dati in possesso si evince che  la
  condotta  professionale degli operatori di centrale e del personale
  dei  mezzi gommati 118 coinvolti nell'intervento del 18 aprile 2023
  non  presenta  alcuna criticità. Infatti, la centrale operativa  ha
  assegnato  alla missione un codice rosso di gravità per perdita  di
  coscienza,  così  come  previsto dalle linee  guida  regionali.  La
  centrale ha, quindi, attivato l'ambulanza più vicina al target,  la
  postazione di Scillato, così come previsto dalle linee guida, mezzo
  che  giungeva dopo 20 minuti dall'attivazione, i tempi previsti per
  il soccorso extraurbano. In questi frangenti, l'ambulanza codice 26
  di  Collesano  era  impegnata  in altro  intervento.  Il  personale
  dell'ambulanza di base addestrato alle manovre di primo soccorso  e
  di defibrillazione ha immediatamente effettuato le manovre di base.
  La   centrale  ha attivato la seconda ambulanza così come  previsto
  dalle  linee  guida  regionali del 118 individuando  la  postazione
  rianimatoria di Cefalù, mezzo più idoneo alla missione, giunta dopo
  35   minuti   dall'attivazione.  La  centrale   non   ha   attivato
  l'elisoccorso  in  quanto  i tempi dell'eventuale  attivazione  del
  mezzo  aereo sarebbero stati perfettamente sovrapponibili ai  tempi
  di  percorrenza effettuati dall'ambulanza di rianimazione coinvolta
  nella  missione  in  oggetto, circa 35/40  minuti.  Conclusivamente
  giova  precisare  che  è  stato istituito presso  l'Assessorato  un
  tavolo tecnico altamente qualificato dedicato all'emergenza urgenza
  ed in seguito ai lavori del tavolo saranno assunte le soluzioni più
  adeguate.

   PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole?
   Grazie, Assessore.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Onorevoli colleghi, Assessore, Presidente,  mi  preme
  rivolgere  un  sentito messaggio di condoglianze a questa  famiglia
  che  ha  perso un proprio caro, alla famiglia Grisanti, e le parole
  dell'Assessore che sicuramente ha enunciato dei fatti  pronunciando
  dei  dati, dei numeri, una cronistoria degli eventi, portano,  caro
  Assessore,  una questione molto seria, concreta. In  questa  nostra
  Regione  esiste una sanità di serie A, una sanità di serie  B,  dei
  territori  di  serie  A  e dei territori di  serie  B.  Nascere  in
  territori come quello delle Madonie per molti rappresenta una colpa
  non  un  vantaggio.  Nascere nei territori  disagiati  come  quelli
  dell'entroterra siciliano rappresenta per molti una condanna.
   Io qui, caro Assessore, rivendico il diritto sacrosanto di nascere
  in  territori  come  le Madonie, i Nebrodi,  dove  per  ragione  di
  logicità,  di  logistica  è  difficile raggiungere  quei  territori
  perché  le  strade  sono  assolutamente  scadenti,  i  servizi   di
  collegamento  fatiscenti.  Ma non ci possiamo  permettere,  non  ci
  possiamo permettere fatti come quello del signor Grisanti,  che  ha
  chiamato  un'ambulanza cercando di essere salvato e quell'ambulanza
  lei  mi dice che è arrivata dopo 36 minuti, quello che è stato.  Ma
  il  tema  è uno: un rianimatore che aveva la possibilità di salvare
  questa  persona  quello che è accaduto al signor Grisanti  potrebbe
  accadere a tante altre persone che si sentono veramente preoccupate
  di   vivere  nell'entroterra  siciliano,  e  mi  rivolgo  in   modo
  particolare,  visto  che stiamo parlando delle Madonie,  Assessore,
  dell'ospedale  delle Petralie, che rischia una chiusura  perché  ci
  sono pochi medici, ormai è stato completamente smantellato.
   Ecco,  caro Assessore, quei territori meritano di avere una sanità
  efficiente, meritano il diritto di crescere in quei territori e  di
  rimanerci  e  non possono avere paura di sentirsi male  perché  per
  un'ambulanza  per raggiungere quei territori passano chissà  quanti
  minuti,  in  questo  caso  dal mio report  ben  un'ora.  Perché  sì
  l'ambulanza  è arrivata ma quell'ambulanza che non ha  a  bordo  un
  medico  evidentemente a poco poteva servire per aiutare  il  signor
  Grisanti  che,  come  lei  bene ha detto, aveva  avuto  un  arresto
  cardiocircolatorio  e  in  quei minuti,  qua  ci  sono  dei  medici
  colleghi  in  Aula  e non vorrei mai sottrarmi e  anche  lei  lo  è
  medico,  ma  dal  mio  modesto  punto  di  vista,  della  mia  poca
  conoscenza della medicina, quando c'è un arresto cardiocircolatorio
  la  tempistica di intervento è tutto, è fatale, può cambiare o  può
  determinare la vita o la morte di una persona.
   Allora  di  quelli come il signor Grisanti io sono  qui  portatore
  degli interessi di quei siciliani che chiedono di avere dei presidi
  sanitari   nell'entroterra,  dei  presidi  che  funzionino,   delle
  ambulanze con a bordo dei medici. Perché il signor Grisanti era una
  persona che stava bene e non era nemmeno avanti negli anni  Non  si
  può morire perché se non si da un soccorso repentino e puntuale  ad
  una persona
     Assessore,  io  non sono soddisfatto da queste parole,  io  sarò
  soddisfatto  quando lei andrà in quei territori  abbandonati  dalla
  sanità siciliana a dire che questa sanità vuole metterli al centro.
  L'aspettavamo a Corleone, in Consiglio comunale, perché ci  sono  i
  cittadini  preoccupati  per quell'ospedale che  sta  per  chiudere,
  anche  lì  tagli  su  tagli, anche lì come  quello  delle  Petralie
  eravamo  tre  "io,  mammeta  e tu", tre deputati  dell'opposizione,
  eppure nemmeno della maggioranza, non c'era lei e non c'era nemmeno
  un  deputato a dire che in qualche maniera questo Governo regionale
  si assumerà l'incarico di andare nell'entroterra.
   Perché  io  mi  sento privilegiato, io sono nato a  Palermo  e  ho
  quattro  ospedali,  posso scegliere di andare in  quattro  ospedali
  dove  farmi  curare,  ma  loro  non si possono  nemmeno  permettere
  quello,  non si possono permettere nemmeno di essere curati  e  poi
  parliamo  di spopolamento dell'entroterra; ma è ovvio, è  naturale,
  io  non ho nemmeno il diritto di essere curato, cosa faccio, me  ne
  vado  dalle Madonie, territori meravigliosi, straordinari, dove  si
  respira Sicilia.
   Ecco  noi  questo non ce lo possiamo permettere, io la  invito  ad
  andare  in  quei  territori, in quegli ospedali,  in  quello  delle
  Petralie,  in  quello  di Corleone, assumendo impegni  circoscritti
  verso  una  popolazione che ha il sacrosanto  diritto  alla  salute
  costituzionalmente riconosciuto. Questo mi porta  a  dire  che  non
  sono assolutamente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Barbera.

   LA VARDERA. La Vardera, La Vardera

   PRESIDENTE.   La  Vardera, mi scusi, però, almeno così  lo  nomino
  tante  volte  e  se  lo ricorderanno tutti, è un modo  di  incidere
  ancora sempre di più il suo nome


                          Per fatto personale

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace per  precisare
  taluni  fatti  in ordine ad alcune discussioni che  ci  sono  state
  nell'Aula di ieri. Ne ha facoltà.

   PACE.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io ho  chiesto  di
  intervenire per fatto personale, ma anche di natura politica. Ieri,
  in  mia  assenza, non ero presente perché avevamo un'altra riunione
  sempre  in  Parlamento, sono stato più volte chiamato in  causa  da
  alcuni  colleghi deputati di questo Parlamento. A  onor  del  vero,
  ormai  è  da  48  ore  che  le  notizie  si  susseguono  e  proprio
  l'onorevole  La  Vardera mi chiedeva da questo pulpito,  il  che  è
  giusto, che l'onorevole Pace faccia chiarezza.
   Intanto,  io  chiedo scusa ai colleghi parlamentari  tutti,  della
  maggioranza  soprattutto,  chiedo scusa al  presidente  Schifani  e
  soprattutto al mio segretario nazionale, Totò Cuffaro, perché forse
  per  una mia frase improvvida o interpretata in buona fede,  voglio
  sperare  malamente,  sono stati tirati in causa  in  un  tritacarne
  mediatico.
   Il  perché dell'intervista lo sa l'Assessore Volo. Era uscito  sui
  social,  ma  sulla  stampa, una notizia in cui l'assessorato  stava
  mettendo  mano  a  una  riorganizzazione  delle  aziende  sanitarie
  siciliane  e  si ipotizzavano diversi cambiamenti e  una  emittente
  locale,   nella  fattispecie  RMK,  chiama  me  e  alcuni  colleghi
  parlamentari  della  zona  per  capire  se  questa  era  un'ipotesi
  veritiera.  Io  lì  cosa dissi? Che non ero a  conoscenza,  che  in
  quanto   componente  e  vicepresidente  della  Commissione  Salute,
  servizi  sociali  e sanitari, questa vicenda non la  conoscevo,  ma
  avevo  chiamato telefonicamente anche l'assessore Volo che è qui  e
  quindi  può testimoniare e nell'intervista dichiaro che considerato
  che  in Commissione ancora non è arrivato e che rappresenta la sede
  istituzionale  e che, comunque, le cose importanti, programmatiche,
  di  largo respiro, si discutono preliminarmente, solitamente in  un
  tavolo  di  maggioranza  (che  incautamente  probabilmente  anziché
  chiamarlo  "il  tavolo permanente della maggioranza" l'ho  definito
  "il  tavolo  ristretto  della maggioranza ,   ma  la  sostanza  non
  cambia).  Questa  frase, evidentemente, "il  tavolo  ristretto"  ha
  fatto  intendere cose che non sono. Che cos'è il tavolo  permanente
  della  maggioranza? Il tavolo della maggioranza è un tavolo  spesso
  convocato  dal presidente Schifani alla presenza dei Capigruppo  di
  maggioranza, in alcuni ambiti è convocato da Marcello Caruso, che è
  il   segretario  regionale  di  Forza  Italia,  alla  presenza  dei
  segretari  regionali  dei  partiti del centrodestra,  alcune  volte
  anche in presenza dei Capigruppo.
   Onorevole  La  Vardera,  solitamente a margine  di  questi  nostri
  tavoli non soltanto diamo notizia alla stampa attraverso comunicati
  stampa  ufficiali  ma  i  nostri deputati  di  riferimento  vengono
  notiziati  di  ciò  che abbiamo discusso. Si è discusso  in  questi
  tavoli,  ad  esempio,  per le recenti elezioni  amministrative,  le
  candidature del centrodestra nel comune di Trapani, nel  comune  di
  Siracusa,  nel comune di Catania. Abbiamo affrontato il tema  della
  riforma  delle Province, come portarla avanti, con quali  modalità,
  investendo anche i nostri deputati di riferimento di sostenerla poi
  nelle  sedi  opportune.  Abbiamo discusso di  come  portare  avanti
  alcuni  temi  per cui i nostri siciliani ci hanno  votato,  uno  su
  tutti  i  termovalorizzatori. Non abbiamo  parlato  di  nomine,  né
  nomine per i nostri amici, né nomine per i nostri familiari, per  i
  nostri  parenti e soprattutto, onorevole La Vardera, questi  tavoli
  quando  sono stati convocati lo sono stati o a Palazzo d'Orleans  o
  molto più spesso nella sede di Forza Italia alla luce del sole,  né
  nel  retro bottega, né nelle cave di calcestruzzo. Non c'è pertanto
  -   e  voglio  tranquillizzare  tutti  -,  non  c'è  nessuna  lotta
  fratricida  all'interno del centrodestra. Che ci siano  per  alcune
  vicende diversità di vedute è normale
   Non abbiamo mai litigato e probabilmente qualche frase - ripeto, e
  voglio  sperare  - interpretata male ha scatenato  questa  tempesta
  dentro il bicchiere.
   Cosa  voglio  dire?  Che sono un fedele uomo  di  partito  e  sono
  onorato  di  essere  nel  partito della Democrazia  Cristiana,  del
  segretario  nazionale  Cuffaro, perché voglio  ricordare  che  quei
  sette,  otto anni sono ancora ricordati come forse i migliori  anni
  di amministrazione regionale e non lo testimoniano soltanto i tanti
  democratici cristiani siciliani ma penso tutto il popolo siciliano.
   Oltre ad essere un uomo di partito sono un uomo di maggioranza  e,
  assessore Volo, essere un uomo di maggioranza è molto più facile in
  Parlamento  che  nei territori perché molto spesso  noi,  uomini  e
  donne di maggioranza, dentro il Palazzo difendiamo - battendoci  il
  petto  -  le  scelte  del Governo ed è molto più  difficile  essere
  uomini  e donne di maggioranza, come diceva l'onorevole La Vardera,
  quando   andiamo  nei  territori,  quando  le  scelte  del  Governo
  diventano e sembrerebbero impopolari, quando gli ospedali rischiano
  la chiusura.
   Molto  spesso  noi veniamo trascinati dal populismo,  ci  facciamo
  trascinare  dalla  pancia a voler sempre  apparire  i  migliori  e,
  quindi, nei territori diamo voce alla protesta e non difendiamo  il
  nostro Governo. Poi veniamo in Parlamento, invece, e siamo i  primi
  a sostenere il Governo.
   Assessore  Volo,  io  sono un uomo di questo Governo  e  le  posso
  assicurare  che  in  tutte le sedi sono un uomo  fedele  di  questo
  Governo.
   Voglio dire che molto spesso sulle vicende della sanità, perché in
  quei tavoli permanenti, in quei tavoli ristretti, in quei tavoli di
  regia   del   centrodestra  abbiamo  discusso   di   province,   di
  termovalorizzatori,  non abbiamo ancora discusso  di  sanità  e  lo
  voglio dire
   Non  c'è  stata nemmeno un'appendice, una battuta per  parlare  di
  sanità, né di nomine, né di altro.
   E  voglio dire, Assessore Volo, che così come sono fedele  a  quel
  progetto,  voglio  testimoniare quali sono le responsabilità  -  ad
  oggi  -  sulla  sanità e sulle deficienze della  sanità  di  Renato
  Schifani  e  Giovanna Volo che hanno ereditato un  sistema,  che  è
  quello  che  è,  quando prima di loro non soltanto nel  Governo  ma
  anche  in altre sedi, in altre Istituzioni c'eravamo, io no, uomini
  e donne che alla stessa stregua di Renato Schifani e Giovanna Volo,
  che  si  sono  insediati  soltanto  un  anno  fa,  hanno  ricoperto
  incarichi importanti per tantissimo tempo.
   Le responsabilità quindi si condividono. Si condividono sia quelle
  belle sia quelle brutte.
   Io  mi  auguro  di aver spiegato, senza far polemica con  nessuno,
  nemmeno con l'onorevole La Vardera, e quindi spero di aver chiarito
  anche  alla stampa, che fino a poco fa mi ha chiamato, non soltanto
  dalla  Rai, adesso La7, perché volevano chiarito qual era il  senso
  della mia frase.
   Il  senso  della mia frase è che così come capita nel più  piccolo
  dei  comuni fino ad arrivare al Governo della Nazione, ci sono  dei
  tavoli  fatti  dai  segretari  di  partito,  dai  componenti,   dai
  Capigruppo che si riuniscono per pianificare le azioni di  governo,
  nè tavoli ristretti nè retrobotteghe.

   PRESIDENTE.  Onorevole Pace, purtroppo l'argomento  della  sanità,
  dei  manager  è  l'argomento giornaliero, non  solo  da  parte  dei
  deputati ma di tantissimi siciliani, perché la sanità è la cosa più
  importante a cui tengono tutti i cittadini.
   Penso che il presidente Schifani sia una garanzia per tutti perché
  è  un uomo delle Istituzioni, una persona che saprà scegliere tra i
  migliori,  insieme  all'assessore Volo, e penso  che  noi  dobbiamo
  stare  più  tranquilli, evitare tutte queste polemiche e  aspettare
  che il presidente Schifani prenda le sue decisioni.
   Oggi  ho  letto un articolo in cui si diceva che entro il mese  di
  ottobre  completerà  le procedure così sarà  anche  un  motivo  per
  rilassarci  tutti,  per stare tranquilli e per  dare  sicurezza  ai
  cittadini  siciliani e io confido molto nel Presidente  Schifani  e
  nell'assessore Volo.
   Grazie.


            Riprende lo svolgimento della Rubrica  Salute

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione numero  378,  richiesta
  dall'onorevole Burtone. La Conferenza dei Capigruppo  ha  condiviso
  di  trattare  le  interrogazioni a sua  firma,  perché  l'onorevole
  Burtone,  c'è  l'unanimità,  deve  andare  via   Si  passa   quindi
  all'interrogazione   Notizie  in  merito  alle  iniziative  che  il
  Governo  vorrà intraprendere per colmare le vacanze degli  organici
  dei medici di medicina generale". Prego, Assessore.

   VOLO,  assessore per la salute. Grazie, mi scuso ma avevo  seguito
  l'ordine  cronologico  e quindi i miei fogli erano  esattamente  in
  quell'ordine.
   Allora,  si  riferiscono  gli elementi  di  risposta  forniti  dal
  competente   Servizio   del  Dipartimento  attività   sanitario   e
  osservatorio  epidemiologico relativamente alle attività  poste  in
  essere per la formazione dei medici in medicina generale.
   La  ripartizione tra le regioni dei posti al corso  di  formazione
  specifica in medicina generale viene operata annualmente attraverso
  l'intesa  ai  sensi  dell'articolo 115, comma  1,  lettera  a)  del
  Decreto  legislativo 31 marzo 98, numero 112,  sulla  proposta  del
  Ministero  della salute di deliberazione del Cipes  concernente  il
  riparto  tra  le  regioni delle responsabilità finanziarie  per  il
  Servizio  sanitario  nazionale. Nell'intesa annuale  di  cui  sopra
  viene definita tra le altre la quota complessiva di Fondo sanitario
  nazionale  da  destinare  alla  formazione  specifica  in  medicina
  generale,  tale  quota complessiva viene distribuita  alle  singole
  regioni  sulla  base  delle  quote  di  accesso  sul  citato  Fondo
  sanitario.  Il  numero delle borse viene determinato  infine  dalla
  suddivisione  della  quota di Fondo sanitario  nazionale  assegnate
  alle singole regioni sul costo unitario di singola borsa.
   In  riferimento al numero di borse di studio annualmente assegnate
  dal  Ministero  della salute negli ultimi cinque anni  al  fine  di
  compensare le fuoriuscite dal sistema per limiti di età sono  state
  impinguate  le  risorse finanziarie anche con i fondi  del  PNRR  e
  conseguentemente   il   numero   di   posti   messi   a   bando   è
  complessivamente aumentato.
   Nell'ultimo  decennio  hanno conseguito il diploma  di  formazione
  specifica in medicina generale numero 967 professionisti.
   Se  volete posso leggervi quello che sono i diplomati nel triennio
  2009-2012  erano  70; 74 nel 2010- 2013; 79 nel 2011-2014;  85  nel
  2012-2015;  40  nel 2013-2016; 87 nel 2014-2017; 89 nel  2016-2019;
  142  nel  triennio  2017-2020 e 216 nel triennio 2018-2021  per  un
  complessivo di 967.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si ritiene soddisfatto?

   BURTONE.  Presidente,  la risposta dell'Assessore  è  informativa,
  quindi  io  prendo  atto delle cose che ha detto; purtroppo,  sulla
  questione  complessiva non posso essere soddisfatto, credo  non  lo
  sia  neanche l'assessore. Però, prima di entrare nel merito  volevo
  ringraziarla,  Presidente, per la sua disponibilità a  trattare  le
  mie  due interrogazioni subito e ringraziare i Capigruppo tutti del
  Parlamento  perché  io  ho  posto questa  richiesta,  ho  consiglio
  comunale  nel  comune  dove  sono  sindaco  e  io  finora,  in  una
  legislatura passata e l'anno che abbiamo compiuto proprio in questi
  mesi,  ho  partecipato  a  tutti  i consigli  comunali:  quindi  mi
  sembrava  doveroso  partecipare anche stasera, però  volevo  essere
  presente, non volevo rinunciare a queste risposte anche perché sono
  molto attese, Assessore.
   Il  problema  dei  medici di medicina generale  è  uno  dei  tanti
  presenti  nella  nostra comunità, perché il punto è sempre  quello,
  mancano  i  medici  Man mano che seminiamo i vari comparti,  emerge
  questo  dato abbastanza forte che è necessario che ci sia  maggiore
  reclutamento alla base di nuovi medici, però anche il percorso  che
  si determina è un percorso abbastanza tortuoso.
   Lei  ha  letto puntualmente, anche scandendoli, i dati nei singoli
  anni  e  nei singoli trienni, si è partito da 70 e si è arrivati  a
  200,  ma  siamo in una situazione di grande difficoltà. Io  conosco
  alcune  realtà,  mi  sono  state  direttamente  rappresentate   nei
  Nebrodi, ora nel Calatino, un comune Ramacca, vanno in pensione dei
  medici di medicina generale e non vengono sostituiti.
   C'è  sempre  questo problema, che nelle aree metropolitane  magari
  qualcuno  si muove con interesse nell'avere un posto di  medico  di
  medicina  generale,  ma quando c'è la necessità  di  andare  in  un
  comune  delle  aree  montane  o in un comune  delle  aree  interne,
  cominciano ad esserci perplessità. Per cui i vuoti non si riempiono
  e la sanità nel territorio è fondamentale anche attraverso i medici
  di medicina generale. Io pongo, quindi, questo tema, Presidente.
   Io  spero  che l'assessorato si muova. E' vero, si è preso  questo
  correttivo che, superato il primo anno di formazione, già i medici,
  i  giovani  medici,  possano assumere i primi mille  assistiti.  Si
  insista,  si  dia un incentivo per le aree interne o  per  le  aree
  montane.  C'è  stata  una  stagione - io  allora  non  ero  neppure
  all'università -però sentivo nelle nostre comunità - in  cui  tanti
  medici   laureati   in  Sicilia  andarono  a  nord   per   assumere
  direttamente la gestione allora delle sedi dei medici condotti,  ne
  avevano diversi, si consorziavano, erano però anche sollecitati nel
  trasferirsi  dalla  Sicilia  al nord perché  avevano  significativi
  incentivi.
   Si  ponga  questo tema, Assessore, perché, purtroppo,  più  avanti
  avremo  l'uscita  con i pensionamenti e se non  dovesse  esserci  -
  ripeto  -  la sostituzione, noi ci troveremmo veramente  in  grande
  imbarazzo.  Ieri  abbiamo  varato questo  passaggio  all'articolato
  della  legge per gli psicologi che dovranno collaborare, spero  che
  quello sia un segno di speranza, ma l'attenzione si ponga su queste
  tematiche  relative  ai medici di medicina  generale  che  sono,  a
  volte,  l'unico  avamposto di sanità in un territorio.  Quindi,  la
  invito  a fare uno sforzo notevole, ad ampliare questi posti  delle
  borse di studio per la formazione nel campo della medicina generale
  e, soprattutto, si pensi a qualcosa in più. Si pensi, per esempio -
  e concludo, Presidente - anche ad attribuire alcune funzioni che un
  tempo  erano delegate agli ufficiali sanitari, ai medici  condotti.
  Oggi non sono più presenti nelle nostre comunità, potrebbero essere
  assunti dai medici di medicina generale.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, noi ringraziamo lei perché  lei  ha
  un garbo istituzionale non indifferente, perciò grazie a lei.
   Si  passa  all'interrogazione numero  457,  sempre  dell'onorevole
  Burtone "Chiarimenti sulla stabilizzazione con completamento orario
  a  trentotto  ore  di  tutti  i medici  veterinari,  specialisti  e
  ambulatoriali della Sicilia e notizie in merito alle iniziative per
  risolvere  una  problematica che investe allevatori, consumatori  e
  medici veterinari nella Regione".
   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   Volo   per   rispondere
  all'interrogazione.

   VOLO, assessore per la salute. Grazie Presidente, intanto se mi  è
  permesso  vorrei  anch'io ringraziare per  il  garbo  istituzionale
  l'onorevole Burtone che, comunque, pone sempre delle sollecitazioni
  alle  quali  sarà mia premura dare seguito, laddove, ovviamente,  i
  contesti  di varia natura me lo consentiranno. Per quanto  riguarda
  l'interrogazione numero n. 457, innanzitutto, come evidenziato  dal
  competente   Dipartimento   Attività   sanitarie   e   Osservatorio
  epidemiologico, appare necessario sottolineare che talune  premesse
  contenute nelle interrogazioni non appaiono del tutto coerenti  con
  le  circostanze rappresentate. In particolare l'accordo  collettivo
  nazionale  che  disciplina  il relativo  contratto  di  lavoro  non
  prevede   alcuna   forma  di  stabilizzazione   degli   specialisti
  ambulatoriali,  ivi  compresi  i  medici  veterinari,   né   alcuna
  tipologia di completamento orario. Si tratta, infatti, di personale
  utilizzato  per  colmare talune esigenze in termini di  prestazioni
  veterinarie, anche temporanee, il cui accordo collettivo disciplina
  un   rapporto  di  lavoro  che  non  può  essere  inquadrato   come
  subordinato. Dopo l'orario di servizio, infatti, tale personale può
  regolarmente svolgere la propria attività libero professionale. Ciò
  rende,  di  fatto,  la figura dello specialista  ambulatoriale  non
  sovrapponibile,  in  termini  di competenza  e  di  disciplina  del
  rapporto  di  lavoro,  a  quella  del  dirigente,  con  inevitabili
  restrizioni  nella  capacità di erogare prestazioni  da  parte  dei
  servizi veterinari.
   Tuttavia alla luce delle attuali dotazioni organiche veterinarie e
  dell'inevitabile  contrazione legata alla messa  in  quiescenza  di
  gran  parte  del  personale  dirigente  veterinario,  l'Assessorato
  Salute nel corso degli anni 2021-2022 è più volte intervenuto sulle
  Asp,  indicando quale soluzione immediata l'aumento  delle  ore  ai
  medici  veterinari specialisti ambulatoriali. In  particolare  sono
  stati emanati specifici atti di indirizzo nei confronti delle  Asp,
  per   omogenizzare   la  capacità  prestazionale   della   medicina
  veterinaria specialistica sul territorio, calibrando le attività su
  numero 6 ore lavorative giornaliere contemporanee per cinque giorni
  settimanali.
   Gran  parte delle aziende sanitarie del territorio hanno  valutato
  positivamente l'atto di indirizzo procedendo all'aumento orario, ad
  eccezione  delle  Aziende sanitarie di Palermo e  di  Trapani,  che
  hanno  valutato  di applicare tale incremento solo parzialmente,  e
  dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia,  che,
  invece, non ha di fatto adottato alcun provvedimento.
   Per  quest'ultimo caso è necessario sottolineare che  l'IZS  della
  Sicilia  è  governato  da  una struttura  commissariale  di  nomina
  ministeriale  da  oltre  sei  anni  e  che,  pertanto,  la  Regione
  siciliana  non  è  attualmente nelle condizioni di potere  incidere
  sugli obiettivi apicali.
   Per   quanto   concerne,   invece,  l'opportunità   di   procedere
  all'aumento orario a numero 38 ore settimanali per tutti  i  medici
  veterinari specialisti ambulatoriali, si ravvisa che dal  punto  di
  vista operativo ed economico è preferibile provvedere a colmare  la
  necessità  prestazionale con l'assunzione di  personale  dirigente.
  Per  questa  ragione nel recente periodo alcune  aziende  sanitarie
  della  Regione - vedasi Messina, Catania, Agrigento  -  hanno  dato
  avvio   alle  procedure  concorsuali  di  selezione  di   personale
  dirigente  medico  veterinario. È in corso di valutazione,  invece,
  l'opportunità  di  procedere  con un intervento  di  transito  alla
  dirigenza dei medici veterinari specialisti ambulatoriali  a  tempo
  indeterminato titolari di un numero minimo di ore settimanali.

   PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole Burtone?

   BURTONE. Signor Presidente, io sono parzialmente soddisfatto.  Non
  pienamente,  perché  io penso che - lo dicevo proprio  ieri  in  un
  intervento  in Aula - che si stia ampliando il numero  di  soggetti
  con  contratti precari. È un qualcosa che non fa onore alla  classe
  dirigente  siciliana.  Abbiamo parlato  più  volte  dei  lavoratori
  impegnati  durante  la  stagione del Covid:  alcuni  hanno  trovato
  risposte   nelle  aziende  sanitarie,  altri  no  con  gli   stessi
  requisiti.  Io mi sono permesso ieri di sottolineare la  situazione
  difficile presente nei Comuni con i lavoratori dell'ex articolo 23,
  che  hanno  tutti  i  contratti a numero di ore limitate  e  quindi
  arriveranno al pensionamento con con problemi molto seri.
   Io credo che il problema del precariato lo si debba porre.
   Giustamente  l'Assessore dice, però dobbiamo  camminare  lungo  il
  solco delle normative che abbiamo.
   Io so che la Fespa, CGIL, la CISL, la UIL, la Sumai hanno posto il
  tema  a  livello nazionale, perché anche gli specialisti veterinari
  ambulatoriali   hanno   una  loro  funzione,   oggi   ulteriormente
  rafforzata.
   C'è una crescita nuovamente in alcune aree, della brucellosi e  la
  peste  suina africana che sta cominciando a preoccupare,  l'aviaria
  che   continua...   quindi  l'impegno  di  questi   specialisti   è
  significativo  perché operano nel campo degli alimenti  con  grande
  professionalità,  e io mi permetto di dire che  va  posto  il  tema
  intanto  della  crescita  eguale  in  tutte  le  aziende  del  loro
  contratto:  se  il massimo attualmente sono 30 ore,  tutti  debbono
  arrivare a questo obiettivo. Trapani e Palermo hanno una situazione
  più   specifica   che   deve   essere   superata:   è   un'anomalia
  inaccettabile,  una  in  giustizia che  non  si  può  assolutamente
  tollerare.
   Quindi va fatto un ragionamento su questi lavoratori.
   Io  credo  che  prima sia necessario arrivare alla definizione  di
  queste  problematiche  e poi certamente ampliare  anche  con  nuove
  assunzioni,   ripeto,   perché  la  necessità   di   avere   questi
  professionisti nel nostro territorio è ormai chiara  netta,  e  noi
  riteniamo  che si debba procedere con impegno, però prima superiamo
  questo atto di ingiustizia nei confronti di tanti, di tanti che  da
  anni   lavorano  in  queste  condizioni  ed  è  in  questo  momento
  inaccettabile.
   Quindi,  l'Assessore non l'ha richiamato, lo  faccio  io,  proprio
  ieri  abbiamo avuto una riunione in Commissione, abbiamo  discusso,
  c'è,  signor  Presidente, un indirizzo generale dei  Capigruppo  di
  fare  una mozione che possa portare l'Assessore ad assumere  alcuni
  indirizzi,  mi auguro che possa essere di soddisfazione per  questi
  professionisti  che  purtroppo  nel  passato  hanno  subito   delle
  ingiustizie.
   La ringrazio, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 307  "Notizie  in
  merito  alla mancanza di provette per le analisi del sangue  presso
  il  reparto  di  malattie infettive del Policlinico di  Palermo"  a
  firma dell'onorevole La Vardera e altri.
   Do la parola all'assessore Volo per rispondere all'interrogazione.

   VOLO,  assessore  per la salute. A seguito di verifica  presso  il
  Policlinico  di Palermo si è appreso che la criticità  segnalata  è
  scaturita   da  un  disguido  di  comunicazione  tra  la   farmacia
  ospedaliera e il reparto di malattie infettive, e che nella  stessa
  giornata il problema risultava già risolto.
   Ho fatto io stessa la verifica.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta all'interrogazione.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, Assessore,  grazie  per  le  sue
  verifiche, grazie per le rassicurazioni, nella speranza che  questo
  fatto appunto non si possa ripresentare.
   Per l'intervento che ha fatto immediato mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione numero  31  "Iniziative
  urgenti  per  garantire la continuità delle forniture  dei  presidi
  sanitari  salvavita  ai pazienti dell'ASP di  Siracusa  affetti  da
  diabete  mellito  di tipo 1" a firma dell'onorevole  La  Vardera  e
  altri.
   Do la parola all'assessore Volo per rispondere all'interrogazione.

   VOLO,  assessore  per la salute. Si riferisce  quanto  relazionato
  dalla   competente  azienda  sanitaria  provinciale   di   Siracusa
  relativamente alla questione sollevata dall'associazione  "Siracusa
  diabetici", circa la paventata insufficiente fornitura dei  presidi
  per pazienti diabetici.
   Sull'argomento, l'ASP rassicurava la citata associazione in quanto
  la  medesima ASP, al fine di evitare disagi all'utenza,  provvedeva
  urgentemente   all'acquisto   dei   predetti   presidi   attraverso
  l'adozione  di  atti  deliberativi  in  ordine  alla  stipula   dei
  contratti con le aziende fornitrici.
   Inoltre,  l'ASP  di  Siracusa ha avuto modo  di  chiarire  che  la
  competenza  all'acquisto  dei  prodotti  in  esame  ricadeva   alla
  centrale di committenza siciliana, e in subordine alla capofila del
  bacino della Sicilia orientale individuata nell'ASP di Enna.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente, Assessore, la stessa parola dentro
  il  titolo  dell'interrogazione  ci  porta  all'utilità  di  questi
  presìdi  che si chiamano, appunto, salvavita, salvavita perché  lei
  saprà,  caro  Assessore,  che  per i  pazienti  affetti  da  questa
  tipologia di malattia, ahimè, devono ovviamente averli senza nessun
  tipo di ritardo.
   Gli  interlocutori con cui mi sono rapportato nella  provincia  di
  Siracusa  mi  dicono che, purtroppo, ancora oggi  la  situazione  è
  sempre  precaria,  perché  arrivano in ritardo  questi  dispositivi
  sanitari, ripeto, appunto, salvavita, e la situazione si ripresenta
  annualmente,  perché come lei ben sa all'inizio dell'anno  arrivano
  questi  dispositivi,  e  spesso e volentieri  il  ritardo  è  ahimè
  cronico.
   E  allora  noi  non  ci  possiamo permettere,  rispetto  a  questi
  dispositivi salvavita per i diabetici, di non avere una certezza di
  consegna,  perché  da quello dipende la qualità  della  vita  delle
  persone affette da questa patologia.
   E questa è la preghiera che faccio, la sollecitazione che faccio a
  lei  e all'Ufficio che presiede, è quello di, come dire, far sì che
  in  questa  situazione  che sicuramente viene  dalla  provincia  di
  Siracusa,  ma che spesso e volentieri succede anche in diverse  Asp
  siciliane,  dove ahimè questi presìdi vengono dati  a  distanza  di
  qualche mese, e a volte non sufficienti.
   Quindi  la situazione generale è la seguente, che poi il  caso  di
  Siracusa  sia stato risolto ben venga, perché questo è  quello  che
  deve fare l'Assessorato, risolvere dei problemi, e noi è quello che
  dobbiamo  fare,  cercare  di  attenzionare  quelle  che   sono   le
  situazioni deficitarie, nell'auspicio che quella situazione che  si
  è  ripresentata su Siracusa possa in qualche modo non ripresentarsi
  più in altre Asp, quindi mi ritengo parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.    Grazie    Onorevole   La    Vardera.    Si    passa
  all'interrogazione  n. 328 "Iniziative per il  potenziamento  della
  rete  dei consultori familiari a Siracusa e per la fornitura  della
  pillola  abortiva RU486", a firma dell'onorevole Spada. L'onorevole
  non  è presente, quindi l'interrogazione si trasforma con richiesta
  di risposta scritta.
   Si passa all'interpellanza n. 34 "Previsione del contratto di rete
  non soggettività giuridica tra la possibilità forme di aggregazione
  dei  laboratori  di  analisi accreditati con il Servizio  sanitario
  regionale  ai  fini  del raggiungimento della soglia  minima  annua
  delle prestazioni", a firma dell'onorevole Lombardo Giuseppe.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   VOLO,  assessore per la salute. Grazie Presidente. Il processo  di
  aggregazione delle strutture che erogano prestazioni di medicina di
  laboratorio,  un  obbligo che deriva dalla  normativa  generale  di
  settore  di cui si fornisce un breve excursus. La legge 27 dicembre
  2006, n. 296, legge finanziaria per il 2007, articolo 1, comma 796,
  lettera  z,  che  prevede l'obbligo per le regioni di  adottare  il
  piano  di  riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche  e
  private eroganti prestazioni di diagnostica di laboratori.
   Secondo:  Piano  di rientro 2007-2009, recepito con  deliberazione
  della  Giunta  regionale n. 312 dell'1 agosto 2007, reso  esecutivo
  con  Decreto assessoriale n. 1657 del 6 agosto 2007, che ha  valore
  cogente  per  la  Regione  siciliana e i cui  interventi  ai  sensi
  dell'articolo 1, comma 796, lettera b) della predetta legge n.  296
  comportano  effetti  di variazione dei provvedimenti  normativi  ed
  amministrativi   già   adottati  dalla  Regione   in   materia   di
  programmazione sanitaria.
   Terzo:  in  particolare i punti b 1.6 e 1.3  del  piano  prevedono
  l'adozione  di  un  Decreto assessoriale di riorganizzazione  della
  rete  laboratoristica, ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera
  o) della legge n. 296.
   Punto  quattro:  decreto legislativo n. 502 del 1992,  articolo  8
  quater, comma3, lettera b) come introdotto dall'articolo 79,  comma
  1  quinques,  lettera c, del decreto legge n. 112/2008,  convertito
  dalla  legge  numero  133/2008  che  fa  esplicito  riferimento....
  scusate,  stavamo parlando del punto 4 convertito  dalla  legge  n.
  133/2008  che  fa  esplicito riferimento al criterio  della  soglia
  minima  di  efficienza che compatibilmente con le risorse regionali
  disponibili deve essere conseguita da parte delle singole strutture
  sanitarie.
   Punto  5:  decreto  assessoriale n. 1933 del  16  settembre  2009,
  pubblicato  su  GURS  del 2 ottobre 2001,  parte  1,  n.  46,  come
  modificato  e  integrato dal decreto assessoriale n.  2674,  sempre
  2009  del  18 novembre 2009, pubblicato sulla GURS del 24  dicembre
  2009,  n. 60, con cui è stato introdotto e disciplinato il processo
  di    aggregazione   delle   strutture   laboratoristiche   private
  accreditate.
   Sesto  punto: programma operativo 2010/2012 approvato dalla Giunta
  regionale con la deliberazione n. 497 del 30 dicembre 2010  e  reso
  esecutivo  con  decreto assessoriale di pari data, che  costituisce
  prosecuzione  e  necessario  aggiornamento  del  piano  di  rientro
  2007/2009,  ai  sensi dell'articolo 17, comma  4,  lettera  b,  del
  decreto-legge  6  luglio 2011, n. 98, convertito con  modificazioni
  nella legge 15 luglio 2011, n. 111.
   In  particolare, l'Azione 41 prevede che i risultati  programmati,
  la  definizione  di un nuovo piano di aggregazione  finalizzato  ad
  addivenire progressivamente entro il 2012 ad una soglia  minima  di
  200  mila  esami  annui mediante l'aggregazione dei laboratori  con
  volumi  di  produzione inferiore alle 200 mila  prestazioni  annue.
  Accordo tra il Governo le Regioni e le Province autonome di  Trento
  e  Bolzano  sul  documento recante criteri per la  riorganizzazione
  delle  reti  di  offerta  di diagnostica di laboratorio,  approvato
  dalla Conferenza permanente Stato-Regioni nella seduta del 23 marzo
  2011, reperti atti n. 61 eccetera, con il quale è stato previsto di
  assumere come riferimento per quanto riguarda la soglia minima,  un
  volume  di  attività  di  200  mila  esami  di  laboratorio   annui
  complessivamente erogati ed ha specificato che detta soglia  minima
  dovrà  essere  raggiunta  in tre anni di attività  partendo  da  un
  volume   minimo   di   100   mila  esami   di   laboratorio   annui
  complessivamente erogati.
   Decreto   assessoriale  1629/2012,  del  9  dicembre  2012,   come
  modificato  dall'articolo 1 del decreto assessoriale  1006  del  20
  giugno 2014, che in attuazione dell'accordo Stato - Regioni di  cui
  sopra, ha introdotto il criterio della soglia mina minima annua  di
  prestazioni  quale  requisito ulteriore per l'accreditamento  e  la
  contrattualizzazione delle strutture laboratoristiche.
   Punto nove: la direttiva ministeriale n. 11669 del 16 aprile 2015,
  secondo  cui  le Regioni disciplinano le forme di aggregazione  nel
  rispetto  delle previsioni del Codice civile di eventuali ulteriori
  forme  innovative previste dalle disposizioni legislative, in  modo
  da  prevedere  che sia un unico soggetto l'esclusivo  interlocutore
  della   Regione   con   responsabilità   contrattuale   e   clinico
  assistenziale.
   La  stessa  direttiva suggerisce alle Regioni di  disciplinare  le
  modalità  di  aggregazione tenendo conto tra i vari  aspetti  anche
  della  modalità  di  composizione  e  della  funzione  dei  singoli
  componenti,   punti   prelievo  laboratorio  di   analisi.   Quindi
  l'obbligatorietà  del  processo  di  aggregazione  dei   laboratori
  scaturisce  in  particolare dal programma operativo  2012/2012  che
  costituisce  prosecuzione e necessario aggiornamento del  piano  di
  rientro e dall'accordo del 23 marzo 2011 tra Governo e Regioni,  il
  quale ha sancito inequivocabilmente l'obbligo per i laboratori  del
  raggiungimento  del  volume di attività  di  200  mila  prestazioni
  annue,  quale soglia minima da conseguire nell'arco di un  triennio
  muovendo per l'appunto da un volume minimo di 100 mila prestazioni.
   Numerose pronunce rese in procedimenti giudiziali in corti  presso
  la  giurisdizione amministrativa, hanno confermato l'obbligatorietà
  del  raggiungimento  della  soglia  minima  di  prestazioni  e  del
  processo di aggregazione. Per esempio il Tar Palermo nelle sentenze
  n.  2343 e n. 2345 del 2013, i cui contenuti sono richiamati  dalla
  successiva  pronuncia n. 1274 del 2015, poi confermata  per  questo
  profilo  dalla  decisione del CGA n. 157 del 2016, ma  anche  dalla
  decisione  n.  159 del 2016, ha confermato che non è revocabile  in
  dubbio  la doverosa attivazione da parte del competente Assessorato
  di   un  reale  e  completo  processo  di  aggregazione,  e  quello
  dell'obbligatorietà  dell'aggregazione  determinato   dalla   presa
  d'atto  del mancato raggiungimento dell'obiettivo posto  nel  piano
  operativo del 2010 -  2012, e come tale costituente obbligo per  la
  Regione  come  prosecuzione  del piano  di  rientro  dal  disavanzo
  dell'ulteriore aggregazione delle strutture.
   Non  può quindi revocarsi in dubbio la necessità dell'introduzione
  di  una  soglia  minima, peraltro già introdotta, di  adozione  del
  piano  di  riorganizzazione ex articolo 1, comma  796  della  legge
  nazionale  296/06,  la  quale peraltro come misura  in  sé  risulta
  perfettamente allineata con le indicazioni fornite anche a  livello
  nazionale.
   Le  stesse sentenze recitano che tali soglie minime di prestazioni
  annue sono state previste in seno all'accordo del 23 marzo 2011 tra
  il  Governo, le Regioni e le province autonome di Trento e  Bolzano
  sul  documento recante 'criteri per la riorganizzazione delle  reti
  di  offerta  di  diagnostica di laboratorio',  stipulato  ai  sensi
  dell'articolo 4 del decreto legislativo 281 del 1997.
   Tale   disciplina   inoltre   va   ad   incidere   su   precedenti
  regolamentazioni in tema di criteri di accreditamento, sicché resta
  ferma  pertanto la generale potestà dell'Assessorato di  aggiornare
  detti  criteri  a  fornitori se l'introduzione degli  stessi  nasca
  dall'adempimento di obblighi a livello nazionale, e come è evidente
  anche  da  una  esigenza di razionalizzazione e contenimento  della
  spesa  pubblica, oltre che in vista di un miglioramento di  qualità
  delle  prestazioni offerte all'utente. Tanto più  che  il  predetto
  accordo Stato - Regioni ha espressamente prescritto che nei criteri
  di  accreditamento  dovrà  essere prevista  una  soglia  minima  di
  attività, al di sotto della quale non si può riconoscere l'idoneità
  ad essere riconosciuti tra i produttori accreditati.
   In  altri  termini,  il Tar Sicilia ha statuito inequivocabilmente
  che  la previsione di un limite minimo di prestazioni annue,  e  la
  conseguente obbligatorietà dell'aggregazione, consegue ad  obblighi
  imposti dallo Stato alla Regione siciliana al fine di contenere  la
  spesa in materia di sanità. Sezione terza n. 1274 del 2015 manca n.
  2081  del  2015.  Anche il CGA con diverse pronunce  ha  confermato
  l'obbligo  per  la  Regione di realizzare un concreto  processo  di
  aggregazione  delle strutture per raggiungere le soglie  minime  di
  accreditamento fissate in sede nazionale.
   Ne  consegue  che  l'obbligatorietà  di  tale  requisito  è  stata
  confermata dagli organi giurisdizionali, infatti lo stesso  CGA  ha
  statuito  che la doverosità di conseguire le soglie fissate,  anche
  attraverso  le  aggregazioni, un fatto già definito tanto  in  sede
  nazionale    che    regionale,   risponde   alla    necessità    di
  razionalizzazione del sistema, anche ai fini del contenimento della
  spesa pubblica.
   Nell'intento  di conseguire il risultato di un effettivo  processo
  di aggregazione dei laboratori che, superando la frammentarietà del
  sistema    determinata   dall'elevato   numero   delle    strutture
  accreditate,  permettesse di raggiungere gli  standard  qualitativi
  previsti dalle norme di riferimento a garanzia della sicurezza  dei
  cittadini,  e  di  evitare incertezze interpretative  in  sorte  su
  precedenti  decretazioni  tenendo conto di  quanto  statuito  dalle
  pronunce   giudiziali,   l'Assessorato  ha   emanato   il   decreto
  assessoriale n. 182 dell'1 febbraio 2017, che contiene le direttive
  per  l'aggregazione delle strutture laboratoristiche della  Regione
  siciliana.
   Per  quanto  di interesse, ai fini del riscontro all'interpellanza
  in  oggetto,  si  riferisce  che il suddetto  decreto  assessoriale
  dispone  che  l'aggregazione  di  laboratorio  sia  costituita   da
  un'unica  struttura laboratoristica centrale, da uno  o  più  punti
  periferici che vanno identificati come punti di accesso.
     Lo  stesso  decreto prevede che le aggregazioni  di  laboratorio
  possano  giuridicamente  realizzarsi  attraverso  la  creazione  di
  cooperative,  strutture  consortili,  associazioni  temporanee   di
  impresa,  altre  forme  previste dalla  legislazione  vigente,  ivi
  compreso il contratto di rete di cui all'articolo 3, comma 4 ter  e
  successivi,  del  decreto  legislativo  10  febbraio  2009,  n.  5,
  convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 e successive  modifiche
  e integrazioni, dotato di soggettività giuridica.
   Lo  stesso decreto assessoriale stabilisce che, ove alla  scadenza
  del  termine  previsto le strutture laboratoristiche non  risultino
  conformi  al  requisito della soglia minima annuale di  prestazioni
  erogate, sono sospese dall'accreditamento per un periodo di  trenta
  giorni  al termine del quale, ove risultassero ancora non  conformi
  ai    requisiti   di   accreditamento,   decadono   automaticamente
  dall'accreditamento.
   Avverso  il  decreto  assessoriale n.  182  del  2017  sono  stati
  incardinati diversi ricorsi giurisdizionali per vari motivi  tra  i
  quali  la scelta dell'Amministrazione di prevedere tra le forme  di
  aggregazione il contratto di rete dotato di personalità  giuridica.
  Tali  ricorsi sono stati respinti sia dal TAR Palermo che, in grado
  di  appello, anche dal CGA. Le suddette pronunce hanno riconosciuto
  che  le  disposizioni  assessoriali  impugnate  sono  coerenti  con
  l'accordo Stato Regioni del 23 marzo 2011 che persegue la  finalità
  della  riduzione  dei centri e il superamento  della  logica  della
  frammentazione delle attività laboratoristiche e che l'obbligo  del
  raggiungimento  della  soglia minima  discendeva  già  dalla  legge
  finanziaria   dell'anno   2007,  che   impegnava   le   Regioni   a
  riorganizzare  la  rete  delle  prestazioni  della  diagnostica  di
  laboratorio,  oltre  che  dal  Piano di  rientro  2007-2009  e  dal
  Programma operativo 2010-2012.
   Sempre  secondo  le stesse pronunce, la doverosità di  conseguire,
  anche attraverso aggregazioni, era un fatto già definito, tanto che
  sia  in  sede nazionale che regionale rispondeva alle necessità  di
  una  razionalizzazione del sistema anche ai fini  del  contenimento
  della spesa pubblica, sentenze del CGA n. 156 e n. 159 del 2016.
   Frattanto l'articolo 29 del decreto legislativo 25 maggio 2021, n.
  73  convertito dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha  da  un  lato
  ribadito la necessità di completare il processo di riorganizzazione
  della  rete  delle strutture laboratoristiche al fine di  adeguarne
  gli standard organizzativi e di personale ai processi di incremento
  dell'efficienza   resi   possibili   dal   ricorso   a    metodiche
  automatizzate, e dall'altro ha autorizzato le regioni  al  fine  di
  assicurare   la   soglia  minima  di  efficienza  di   duecentomila
  prestazioni  al  riconoscimento delle  strutture  che  si  adeguano
  progressivamente  ai  suddetti standard non oltre  il  31  dicembre
  2022, prevedendo apposito stanziamento.
   La  sopravvenuta  norma statale, nel contestare il  mancato  pieno
  raggiungimento  dell'obiettivo del completamento  del  processo  di
  aggregazione dei laboratori privati accreditati, ha individuato  un
  termine ultimo per la conclusione del processo aggregativo.
   Pertanto,  in  esecuzione di tale disposto  normativo  il  decreto
  assessoriale n. 1249 del 25 novembre 2021, è stata fissata la  data
  del  31  dicembre  2022 quale data ultima per il completamento  dei
  processi  di  riorganizzazione della rete delle  strutture  private
  accreditate eroganti prestazioni di diagnostica di laboratorio,  al
  fine  di  garantire la soglia minima di efficienza di  duecentomila
  prestazioni annue.
   Il  comma  55  dell'articolo 13, della legge regionale  25  maggio
  2022,  numero  13,  ha  stabilito  tra  l'altro  che  le  strutture
  pubbliche e private accreditate eroganti prestazioni specialistiche
  di  diagnostica  di  laboratorio possono raggiungere  gli  standard
  organizzativi e di personale, richiesti all'articolo 29 del decreto
  legge  25 maggio 2021, numero 73, convertito con modifiche in legge
  -  salto  un  po'  di  di  numeri di norme -  anche  attraverso  la
  costituzione di reti di impresa di cui all'articolo 3  del  decreto
  legge  10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni con  la
  legge 9 aprile 2009, n. 33.
   Tale   disposizione   è  stata  impugnata   dinanzi   alla   Corte
  costituzionale  dalla  Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  per
  violazione  dei  principi  fondamentali stabiliti  dal  Legislatore
  statale  in  materia  di  tutela della salute  e  segnatamente  per
  contrasto  con il sopra citato accordo tra il Governo e le  Regioni
  sui  criteri  per  la  riorganizzazione delle reti  di  offerta  di
  diagnostica  di laboratorio, approvato dalla Conferenza  permanente
  Stato Regione.
   Frattanto, il legislatore regionale ha prorogato al 30 giugno 2023
  il  termine  per  il completamento del processo di riorganizzazione
  della rete delle strutture laboratoristiche accreditate.
   Il  legislatore  statale,  a sua volta, è  intervenuto  nuovamente
  differendo al 31 dicembre 2023 il termine per il completamento  del
  processo  di  aggregazione della rete delle strutture  pubbliche  e
  private   accreditate  eroganti  prestazioni  di   diagnostica   di
  laboratorio   (decreto   legge  numero  198/2022   convertito   con
  modificazioni dalla legge numero 14/2023).
   Successivamente, la Corte costituzionale con la sentenza numero 76
  del  20  aprile  2023 ha dichiarato inammissibile la  questione  di
  legittimità  costituzionale  dell'articolo  13,  comma  55,   primo
  periodo  della  legge  regionale numero 13/2022  per  mancanza  nel
  ricorso  di una adeguata motivazione che desse conto della  pretesa
  violazione   della  norma  statale  interposta  e   del   parametro
  costituzionale evocato.
   A  seguito  del  pronunciamento  della  Corte  costituzionale  che
  tuttavia  non  è  entrata  nel merito della  questione  respingendo
  l'eccezione di incostituzionalità per un profilo di natura  formale
  l'Assessorato con il decreto assessoriale numero 661 del 29  giugno
  2023  in attuazione del decreto legge 198/22, convertito con  legge
  numero  14 del 23, ha differito al 31 dicembre 2023 il termine  per
  il  completamento  del processo di aggregazione  della  rete  delle
  strutture  laboratoristiche private accreditate nel rispetto  della
  soglia minima di efficienza delle 200.000 prestazioni annue.
   Quanto  sopra, al fine di mantenere i pregiudicati  i  livelli  di
  assistenza nelle more dell'emanazione di un nuovo decreto  in  fase
  di predisposizione che dovrà tenere conto della previsione di legge
  regionale  e  della normativa statale in tema di soglia  minima  di
  efficienza di cui all'accordo Stato-Regioni sopra richiamati.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo si ritiene soddisfatto?

   LOMBARDO  Giuseppe. Signor Presidente, Assessore, visto  anche  la
  complessità della risposta, mi riservo eventualmente di  riproporre
  un'ulteriore interrogazione dopo che avrò approfondito la  risposta
  stessa che mi ha dato l'assessore in questo momento.
   Quindi,  non dichiaro di ritenermi soddisfatto o meno  per  questo
  motivo. Grazie.

   PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 349 "Chiarimenti in  merito  alle
  criticità esistenti nelle R.S.A. siciliane", a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Anch'io avevo presentato sul tema  R.S.A.  siciliane
  un'interrogazione  la  n. 366. Se evidentemente l'Assessore  ha  la
  stessa  risposta,  potremmo accorparla,  discuterla  anche  adesso,
  perché tratta dello stesso tema, solo una precisazione.

   PRESIDENTE.  Penso che l'argomento sia identico, è la risposta ...

   VOLO,  assessore  per la salute. Presidente, mi  perdoni,  mi  ero
  distratta un attimo.

   PRESIDENTE. L'interrogazione n. 366.

   VOLO,  assessore  per la salute. Ma io come ho un  altro  oggetto,
  però, con riferimento alla n. 366.

   PRESIDENTE.  Sì, perché qui l'argomento attiene agli stipendi.  E'
  diverso.  Sì, perché quella dell'onorevole De Luca è  in  merito  a
  criticità in generale, non parla di personale.

   VOLO, assessore per la salute. Infatti sono due argomenti diversi,
  onorevole.


            Riprende lo svolgimento della Rubrica  Salute

   PRESIDENTE. Va bene, Assessore, continuiamo.

   VOLO, assessore per la salute. Allora procediamo con la n. 349,  a
  firma dell'onorevole De Luca Antonino.

   PRESIDENTE.  La n. 349 reca  Chiarimenti in merito alle  criticità
  esistenti  nelle RSA Siciliane , a firma dell'on. De Luca  Antonino
  ed altri.

   VOLO,  assessore  per  la  salute. Con l'atto  ispettivo  è  stata
  evidenziata una problematica di carattere generale, riguardante  la
  presenza di gravi irregolarità e inadempienze commesse dai  gestori
  delle  residenze  sanitarie assistite e insistenti  sul  territorio
  siciliano tali da comportare un impatto negativo sull'assistenza al
  paziente.
   Facendo, poi, particolare riferimento alle vicende che fra la metà
  del  2022  e  gli  inizi di questo anno 2023 hanno  interessato  il
  gruppo Karol e le strutture della medesima gestione.
    Per quanto concerne il richiamo all'esercizio dei generali poteri
  di   vigilanza  e  controllo  sul  settore,  in  particolare  sulle
  verifiche  circa  la  corretta osservanza dei soggetti  accreditati
  riguardo  ai contenuti delle convenzioni stipulate con il  Servizio
  sanitario  regionale,  nel  mese  di  febbraio  2023  l'Assessorato
  segnalava  ai  commissari straordinari delle aziende  sanitarie  le
  criticità  emerse  nel  corso  di  incontri  intervenuti   con   le
  organizzazioni  sindacali, invitandoli a  svolgere  le  conseguenti
  attività  accertative per violazione di obblighi  previsti  per  la
  legge, con eventuali applicazioni di sanzioni, previa comunicazione
  nei   casi  più  gravi,  fino  alla  sospensione  o  revoca   delle
  convenzioni esistenti.
   Dalle attività poste in essere dalle aziende sanitarie provinciali
  non  sono  finora scaturite notizie circa il mancato  rispetto  dei
  contenuti convenzionali stipulati con i soggetti gestori, ai  sensi
  dell'articolo 8 quinquies, del decreto legislativo n. 502/92.
   Mentre  per la specifica situazione che ha provocato la richiamata
  agitazione   nei  confronti  del  gruppo  Karol,  le   informazioni
  acquisite presso l'ASP di Palermo denotano un sostanziale  rispetto
  della   tempistica  dei  pagamenti  nei  confronti   del   soggetto
  accreditato, onorati ordinariamente nel mese successivo a quello di
  riferimento.
   Qualora  l'Assessorato dovesse ricevere ulteriori segnalazioni  di
  gravi  inadempienze nei confronti dei lavoratori, si potrà  avviare
  un'attività  ispettiva al fine di chiarire la reale  portata  della
  criticità, ferma restando la possibilità di valutare il venir  meno
  delle condizioni relative al permanere del rapporto convenzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  si  ritiene  soddisfatto  della
  risposta fornita?

   DE  LUCA ANTONINO. Assolutamente no, Presidente, perché da  questa
  risposta  derivano due logiche conseguenze: la prima, è che  questi
  lavoratori e i loro rappresentanti sindacali sono dei pazzi,  hanno
  scioperato, hanno fatto rumore, hanno protestato quando  in  realtà
  ricevevano  regolarmente lo stipendio ed evidentemente  non  se  ne
  accorgevano, glielo accreditavano e non se ne accorgevano.
   Quindi,   delle   due  l'una   O  l'attività  ispettiva   condotta
  dall'Assessorato  non è veritiera o non ha visto  bene  ciò  che  è
  accaduto  nei  mesi  o  durante gli anni  che  hanno  preceduto  la
  protesta, perché io non voglio credere, non voglio pensare che così
  tanti   lavoratori  protestano  per  ricevere  uno  stipendio   che
  realmente ricevevano. Siamo all'assurdo
   Ragion per cui, io credo che sia un dovere morale, ancor prima che
  politico,  da parte dell'Assessore, della struttura che  guida,  di
  verificare come siano state fatte queste verifiche.
   Perché  se non controlliamo il controllore qualche volta  qualcosa
  scappa
   Probabilmente,  bisognerà  realizzare  anche  a  questo  punto  in
  Commissione  Salute , me ne farò promotore, un'audizione di  questi
  lavoratori,  di  questi sindacati per capire se  abbiano  inscenato
  delle  proteste ingiustificate oppure no  Perché se hanno  ricevuto
  tutto  regolarmente,  è  evidente  che  hanno  anche  impegnato  la
  politica regionale in un'attività non opportuna.
   Secondariamente, Assessore, il problema delle cooperative e  delle
  R.S.A.  siciliane non si ferma a quest'unica struttura che è  stata
  presa a titolo di esempio perché troppo spesso giungono notizie  di
  cooperative  che  o  per un deficit finanziario  proprio  o  per  i
  ritardi  della Regione nel fornire i rimborsi dovuti  o  per  delle
  questioni  di  rendicontazione non riescono  ad  assolvere  i  loro
  doveri nei confronti dei propri dipendenti e questo spesso ahinoi e
  soprattutto per gli assistiti e delle loro famiglie si trasforma in
  un cattivo servizio reso a chi ha più bisogno, a chi è più debole e
  io  credo  che  da  questo punto di vista noi dovremmo  cercare  di
  capire, l'Assessorato dovrebbe cercare di capire, se all'interno di
  questo sistema di accreditamento e di verifica delle ispezioni e di
  verifica periodica dei requisiti se tutto funziona oppure no.
   Io,  Assessore, le pongo una domanda: abbiamo cognizione di  quale
  intervallo  periodico esiste tra un'ispezione e un'altra?  Tra  una
  verifica  dei  requisiti  e  un'altra?   Se  tutte  le  cooperative
  accreditate   per  svolgere  questo  servizio  vengono  controllate
  periodicamente  o  se vengono controllate sempre  le  stesse  o  se
  vengono controllate alcune sì e alcune no?

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   DE  LUCA  ANTONINO.  Noi abbiamo contezza, anche  relativamente  a
  quelle  che sono accreditate presso gli albi comunali per  svolgere
  questi  servizi,  se possiedono tutte rispetto  a  quando  si  sono
  iscritte negli albi i requisiti e se li hanno mantenuti nel  tempo?
  O  se magari certe cooperative sono state accreditate quando magari
  questi requisiti esistevano e poi magari non li hanno mantenuti nel
  tempo?  O  se sono lì e hanno mantenuto man mano che cambiavano  le
  normative?  Perché  queste cooperative,  queste R.S.A.,  alla  fine
  hanno il compito importante, delegato dalla politica regionale,  di
  occuparsi  dei nostri anziani e noi non li possiamo lasciare  lì  a
  far  quello che vogliono perché se per l'imprenditore,  se  per  la
  cooperativa  il  profitto è una voce da tenere  in  considerazione,
  per  carità,  per noi la prima voce in considerazione è la  qualità
  del  servizio:  e, quindi, se hanno la capacità finanziaria,  se  i
  locali  sono  idonei, se hanno un numero di  O.S.S., di  infermieri
  adeguato  al  numero  e  se sono pagati secondo  la  contrattazione
  collettiva,  secondo il contratto delle cooperative,  il  contratto
  AIOP,  a seconda del servizio reso.
   Tutti  questi  fattori,  quindi, non è semplicemente  ti  pago  lo
  stipendio in regola ogni mese con un ritardo di un mese o  meno,  è
  un  complesso  di  fattori e noi non possiamo  abdicare  al  nostro
  dovere  di controllo e di vigilanza perché, ripeto, all'interno  di
  questa  R.S.A.  se  pensiamo a cosa è successo durante  il  periodo
  Covid,  se pensiamo a quello che è successo in altre R.S.A.,  anche
  in altri periodi, probabilmente ci renderemmo conto che il servizio
  non  sempre è adeguato alle aspettative di una società civile e  lì
  dentro ci sono i nostri anziani, non possiamo non controllare,  non
  possiamo  non  avere  il  quadro della  situazione,  periodicamente
  aggiornato; per cui, Assessore, io la invito fortemente a fare  una
  verifica  puntuale  di  ciò  che  è stato  controllato,  di  essere
  presente politicamente e umanamente su questo settore perché  è  un
  settore dove c'è gente che soffre e che merita di avere un servizio
  adeguato.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  362  "Notizie  in  merito  alla
  realizzazione  delle  case di comunità delle centrali  operative  e
  degli ospedali di comunità mediante i fondi del Piano nazionale  di
  ripresa  e  resilienza  per la sanità", a firma  dell'onorevole  La
  Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VOLO,   assessore   per   la  salute.  Presidente,   con   decreto
  assessoriale  numero 1.294 del 2022, previa delibera di  Giunta,  è
  stato approvato il Piano della rete territoriale di assistenza  che
  prevede n. 155 case di comunità, 43 ospedali di comunità e 50  COT,
  centrali operative territoriali.
   Il  Piano  è  stato apprezzato dal Ministero e gli step  intermedi
  sono stati tutti rispettati.
   Entro  il  termine previsto sono stati firmati contratti  con  gli
  operatori  economici  per la consegna dei  lavori.  Utilizzando  le
  strutture  sanitarie esistenti sono state attivate e sono  operanti
  due  case  di  comunità,  una  a Catania  e  una  a  Caltanissetta.
  Quest'ultima   è  stata  inserita  nel  progetto  pilota   per   la
  valutazione  a  livello  nazionale di tali  strutture  condotto  da
  AGENAS.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA  VARDERA. Grazie, Assessore, per la sua spiegazione  dei  fatti
  che,  ricordo  a quest'Aula, pone al centro un quesito fondamentale
  rispetto  al  tema  della sanità, perché le case di  comunità  sono
  quello  che  lei stessa ci ha definito, Assessore, il futuro  della
  nostra Regione e, ovviamente, non ci possiamo permettere - lo  dico
  sempre  con  il  rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione  -
  ritardi  perché sui fondi del PNRR sappiamo che si gioca la partita
  più  importante del nostro futuro rispetto, soprattutto,  ai  fondi
  della  sanità,  perché - lei lo saprà, Assessore  -  noi  siamo  la
  seconda   Regione   dopo  la  Campania  ad   avere   ricevuto   più
  finanziamenti  sotto  questo  punto di  vista  e,  quindi,  abbiamo
  l'obbligo, viste le quantità enormi di denaro, di spendere il  bene
  e spenderli subito.
   E,  quindi, io sono rassicurato dalle sue parole relativamente  al
  fatto  che  eventuali ritardi di cui aveva parlato la  stampa  sono
  pressoché superati o, addirittura, del tutto risolti e, ovviamente,
  vigileremo, Assessore, perché non sia mai e questo, ovviamente, non
  ce  lo  auguriamo ma saremmo pazzi per farci una sorta di Harakiri,
  permetterci  di  perdere quei fondi che sono per  la  Sicilia,  dei
  fondi  fondamentali  per  il  futuro e  lo  sviluppo  della  nostra
  Regione.
   Quindi, mi dichiaro, rispetto alle sue parole, soddisfatto con una
  condizione  di  pressing che continueremo a fare in  collaborazione
  totale per la salute dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Andiamo  all'interrogazione n.  363  "Chiarimenti  in
  merito  alla mancata installazione della risonanza magnetica presso
  l'ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese di cui alla delibera
  direttore  regionale  dell'Asp di Palermo n.  934"  a  prima  firma
  dell'onorevole Sunseri.
   La trasformiamo in risposta scritta.
   Andiamo all'interrogazione n. 366, a prima firma dell'onorevole La
  Vardera,  "Chiarimenti  urgenti in merito alla  mancata  erogazione
  delle spettanze stipendiali ai dipendenti delle residenze sanitarie
  assistite  (R.S.A.)  siciliane". Ha facoltà di parlare  l'assessore
  per fornire risposta.

   VOLO,  assessore  per la salute. Forse era questa l'interrogazione
  dal  contenuto uguale, comunque non è un problema, posso  rileggere
  la risposta.

   PRESIDENTE.  No, Assessore, se ha ascoltato possiamo...  onorevole
  La Vardera se già ha ascoltato l'intervento, magari può intervenire
  direttamente.

   LA  VARDERA. Sì, lo dicevo poco fa. Le considerazioni  che  faceva
  l'onorevole De Luca che rappresentava delle criticità nel  comparto
  delle  R.S.A.,  io le ho più circoscritte in questa  interrogazione
  relativamente alla mancata erogazione degli stipendi di  oltre  400
  persone che lavorano nelle R.S.A. e, ricordiamolo, comparto  Karol,
  sì, esattamente nel comparto Karol e, quindi, io ricordo che, al di
  là di questa situazione rappresentata dall'onorevole De Luca, anche
  noi   abbiamo   presentato  un'interrogazione  relativamente   alle
  strutture Karol perché ci segnalano stipendi non pagati per mesi e,
  soprattutto,   situazioni  precarie  di  ben  400  dipendenti   che
  rischiano  di  finire  in mezzo alla strada  perché,  appunto,  non
  vengono  pagati gli stipendi, con la beffa che, mi risulta,  invece
  che  da  parte  dell'ASP, paradossalmente, c'è una  puntualità  nei
  pagamenti e che, quindi, evidentemente, Assessore, se voi gli  date
  i  soldi  e  questi  soldi,  a  loro volta,  non  vengono  dati  ai
  dipendenti, voi dovete essere messi nelle condizioni di controllare
  in  modo  preciso e puntuale: i soldi che noi diamo, soprattutto  a
  questi  enti privati, non ci possiamo permettere, insomma, che  non
  vengano utilizzati per il motivo per cui sono stati spesi.
   Io  dico  questo, dico che sicuramente ci saranno delle criticità,
  però  è  opportuno  verificare perché non ci sono  i  pagamenti  di
  questi  stipendi  e  come  mai questi lavoratori  lamentano  questa
  condizione, diciamo, di precarietà enorme, perché, ovviamente,  noi
  dobbiamo  controllare, siamo i controllori dei soldi  pubblici  che
  diamo a tali strutture.
   Quindi, io mi auguro e auspico che questa situazione rientri nella
  normalità; diversamente prendete provvedimenti e cercate di  capire
  quali  sono  le altre realtà che pagano puntualmente  i  dipendenti
  delle  R.S.A.,  nello  specifico del  comparto  della  sanità,  che
  lavorano presso la Karol.

   PRESIDENTE. Come si dichiara?

   LA  VARDERA. Forse l'Assessore vuole dire qualcosa, magari se dice
  qualcosa ho possibilità di ritenermi soddisfatto o meno...

   VOLO,  assessore  per  la  salute.  Presidente,  volevo  solamente
  riprendere  la  stessa conclusione della precedente interrogazione,
  nella  quale l'Assessorato dichiara - laddove ci fossero  ulteriori
  segnalazioni, quindi faremo rapidamente una verifica di questo - di
  avviare  azioni  ispettive proprie, non quelle  che  per  norma  di
  autonomia  gestionale fanno le aziende provinciali  competenti  per
  territorio.  Quindi,  come  dire, era  una  nostra  intenzione  già
  prevista.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   LA VARDERA. Alla luce delle parole che ha detto, Assessore, quindi
  nella   speranza  che  voi  ovviamente  avvierete  delle  ispezioni
  specifiche,  mi  ritengo soddisfatto della celerità  con  la  quale
  opererete.

   PRESIDENTE.     Grazie,   onorevole   La   Vardera.    Si    passa
  all'interrogazione n. 384 "Forno crematorio Santa Cristina Gela", a
  prima firma dell'onorevole Chinnici. Prego Assessore.

   VOLO, assessore per la salute. Grazie Presidente.
   Con   riferimento   all'interrogazione  di  cui  all'oggetto,   si
  riportano   gli   elementi  di  risposta  forniti  dall'Assessorato
  autonomie locali e funzione pubblica con nota protocollo n.  66.975
  del  26  luglio  2023.  L'Assessore per le autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica premette che la competenza in materia di gestione
  cimiteriale  è  regolamentata  dal  decreto  del  Presidente  della
  Regione  5 aprile 2022, n. 9, Regolamento di attuazione del  titolo
  II  della  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19   Rimodulazione
  degli  assetti organizzativi dei dipartimenti regionali ,  ai sensi
  dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016,  n.
  3, che l'attribuisce all'Assessorato  Salute , rimanendo in capo al
  Dipartimento  delle  autonomie  locali  una  generica  attività  di
  verifica  sulla  legittimità  degli  atti  posti  in  essere  dalle
  Amministrazioni comunali.
   Continua   la  nota  di  cui  all'inizio  precisando   che   nella
  fattispecie,  pur  nella  incompetenza  per  materia,  ha   avviato
  un'attività   conoscitiva   delle  iniziative   poste   in   essere
  dall'Amministrazione  comunale  di  Santa  Cristina  Gela  per   la
  realizzazione   di   un   forno  crematorio,   autorizzando   anche
  un'attività ispettiva a conclusione della quale, come precisato nel
  relativo verbale, si è rilevato che dagli atti esaminati non emerge
  la  possibilità  da  parte  del Dipartimento  autonomie  locali  di
  disporre  la sospensione e, tanto meno, l'annullamento  degli  atti
  deliberati  dal  Comune nel rispetto dei principi  di  autonomia  e
  sussidiarietà sanciti dalla Costituzione.
   Nello  stesso verbale l'ispettore ha riferito che pertanto,  fermo
  restando  che  dall'esame  degli atti non risultano  violazioni  di
  legge   da   segnalare  agli  organi  giurisdizionali   competenti,
  relativamente  ai  motivi che hanno determinato l'ispezione,  fatti
  salvi  eventuali  profili  legati alla conformità  della  procedura
  svolta  per  l'affidamento  del progetto  esecutivo  che  non  sono
  oggetto  di  questa  ispezione, si ritiene che  solo  l'Assessorato
  competente   per   materia  può  dare  esatto  riscontro   all'atto
  ispettivo,  anche  in  relazione alla  richiesta  di  sospendere  o
  annullare  ogni  atto riguardante la realizzazione di  un  impianto
  crematorio a Santa Cristina Gela.
   Con  riferimento a quanto di competenza di questo Assessorato,  il
  Servizio  igiene  pubblica  e rischi ambientali,  del  Dipartimento
  attività sanitarie e osservatorio epidemiologico riferisce che  non
  ha    rinvenuto   agli   atti   nessuna   documentazione   inerente
  l'istruttoria  per  l'autorizzazione alla realizzazione  del  forno
  crematorio del Comune di Santa Cristina Gela.
   Il   predetto   Servizio   ha   poi  precisato   che   a   seguito
  dell'emanazione  della legge regionale n. 18  del  17  agosto  2010
  aveva  sollevato  la  problematica  inerente  la  gestione   e   la
  conservazione a meno 85 gradi centigradi per almeno dieci anni  del
  materiale  biologico  da  prelevare  prima  della  cremazione   dal
  cadavere  a scopo giuridico e amministrativo, così come è  previsto
  dalla  normativa vigente la cui risoluzione era necessaria  per  la
  pianificazione degli impianti.
   Da  notizie  di  stampa  si  è comunque appreso  che  il  progetto
  relativo  al  forno  crematorio in parola non  ha  avuto  ulteriore
  sviluppo procedurale.

   PRESIDENTE. Onorevole Chinnici, come si dichiara?

   CHINNICI. Soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 391 "Interventi urgenti
  al fine di ripristinare le modalità di visita ai pazienti presso il
  centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina", a firma degli onorevoli
  La Vardera ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   VOLO, assessore per la salute. Signor Presidente, in data 8 agosto
  2023,  il  Dipartimento  pianificazione strategica  competente  per
  materia ha inoltrato formale richiesta di informazioni al direttore
  sanitario  del  presidio  ospedaliero  Bonino  Pulejo  di  Messina,
  pertanto, non essendo pervenuta la relazione richiesta non  si  può
  rendere la risposta.
   Sarà   premura  dell'Assessorato  sollecitare  e  ottenere  quanto
  necessario.

   PRESIDENTE. Quindi, l'interrogazione è da considerarsi rinviata.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Assessore, apprendo, come dire, sgomento  di  questa
  cosa  perché, ovviamente, insomma, queste interrogazioni erano  già
  ben  pianificate per tempo e quando gli uffici non rispondono a  un
  Assessore bisogna tirargli le orecchie, perché tecnicamente  è  una
  situazione delicata che riguarda un ospedale a Messina, dove ancora
  oggi  mi  risulta che non fanno entrare per le visite  dei  parenti
  come  se  fossimo nel piano della pandemia. Grazie  al  cielo  quel
  periodo  lo  abbiamo superato e quindi banalmente, al di  là  della
  risposta  scritta  che  deve fare l'ufficio,  faccia  una  chiamata
  diretta  in  questo  ospedale e metta  fine  a  questa  storia  che
  veramente  è  incredibile, perché quegli anziani hanno  bisogno  di
  avere  la  presenza dei loro parenti, dei loro cari per  vivere  un
  periodo  difficile della loro vita, non si possono  più  vedere  in
  questa condizione.
   Quindi,  la  prego,  Assessore, non accada più che  in  quest'Aula
  venga  e  mi dica che non ha ricevuto la risposta degli assessorati
  perché  chi  sbaglia a casa mia paga e quando non mi  rispondono  a
  casa mia - e non sono dentro un assessorato -, insomma, gli tiro le
  orecchie e adotto le conseguenze del caso.


            Riprende lo svolgimento della Rubrica  Salute

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 392 "Iniziative urgenti
  volte  a  fronteggiare  la grave carenza di  personale  medico  nei
  presidi ospedalieri del territorio del Libero Consorzio comunale di
  Siracusa", a firma dell'onorevole Carta.
   Non  essendo  presente  in Aula l'onorevole  Carta,  si  considera
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  393  "Chiarimenti  in  merito  alle
  criticità  del  Poliambulatorio di Palma di  Montechiaro  (AG)",  a
  firma dell'onorevole Catanzaro.
   Non   essendo  presente  in  Aula  il  firmatario,  si   considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   all'interrogazione  n.    400   "Interventi   urgenti
  finalizzati alla riduzione delle liste di attesa per l'accesso alle
  prestazioni  sanitarie del Servizio sanitario regionale",  a  firma
  degli onorevoli La Vardera ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   VOLO, assessore per la salute. Allora, si riferisce di seguito  in
  merito  alle  iniziative  poste  in essere  dall'Assessorato  della
  salute.
   Si  premette che con deliberazione della Giunta regionale  n.  317
  del  27 luglio 2023 conformemente a quanto previsto dalla circolare
  del  Ministero  della Salute n. 18678 del 30 maggio  2023  è  stato
  adottato  l'aggiornamento del piano operativo regionale di recupero
  delle liste d'attesa.
   Con successiva direttiva assessoriale, protocollo n. 44702 dell'11
  agosto  2023, si è quindi provveduto a definire obiettivi  e  tempi
  nonché  si  è dato avvio alle attività da svolgere per l'attuazione
  del  predetto Piano regionale per gli anni 2020-2022, in linea  con
  le precedenti disposizioni assessoriali del mese di giugno.
   Nella suddetta disposizione assessoriale, riguardo agli obiettivi,
  si  prevede in sintesi che le aziende sanitarie hanno l'obbligo  di
  recuperare, nel più breve tempo possibile, entro il 31.12.2023,  le
  prestazioni di ricovero ed ambulatoriali ancora presenti  in  lista
  d'attesa,  in conformità alla circolare del Ministero della  Salute
  n.  118678  del 30 maggio 2023, con l'utilizzo di tutte le  risorse
  aggiuntive  previste dalla normativa nazionale e con l'applicazione
  di  nuovi meccanismi operativi previsti dal documento metodologico,
  di  cui alla delibera di Giunta regionale del 27 luglio 2023, volti
  ad   aumentare  la  capacità  produttiva  complessiva  della   rete
  assistenziale.
   Nella  suddetta disposizione si prevede ancora che per raggiungere
  gli obiettivi in parola, sulla base dell'esperienza maturata con  i
  precedenti  Piani regionali, tutte le aziende sanitarie ospedaliere
  e   provinciali  devono  avvalersi  dei  nuovi  strumenti  messi  a
  disposizione dalla Regione, al fine di gestire le liste d'attesa da
  recuperare,  facilitarne la condivisione a  livello  interaziendale
  nell'ambito territoriale di garanzia, che ha dimensioni provinciali
  per  la  quota  di  prestazioni eccedenti  la  capacità  produttiva
  aziendale  implementando il meccanismo della mobilità dei  pazienti
  all'interno   della  rete  di  offerta  assistenziale   dell'ambito
  territoriale di garanzia, acronimo ATG.
   Le   risorse  finanziarie  messe  a  disposizione  pari  ad   euro
  48.506.769  sono  tendenzialmente  distribuite  parimenti  tra   le
  strutture   pubbliche   e  le  strutture  private   accreditate   e
  contrattualizzate.
     L'attuazione  del  Piano operativo regionale di  recupero  delle
  liste   d'attesa   richiede  la  definizione   di   una   struttura
  organizzativa  dedicata a livello aziendale  e  interaziendale,  in
  quest'ottica  la disposizione assessoriale prevede la  costituzione
  di  una rete aziendale per il recupero delle prestazioni e pertanto
  le aziende sanitarie provinciali devono dare seguito a tale assunto
  con apposito atto deliberativo.
   Giova  precisare  che  la succitata rete  per  il  recupero  delle
  prestazioni  è  una struttura funzionale, coordinata dal  direttore
  sanitario  aziendale  che  mette  in  connessione  tutte  le  unità
  operative che presentano liste d'attesa da recuperare attraverso la
  rete, pertanto, le aziende sanitarie devono contattare gli utenti e
  riprogrammare le prestazioni secondo i processi operativi  previsti
  dal   Piano,  ovvero  bonificare  le  aziende  informatiche  e   di
  prenotazione.
   Le  operazioni di recall riguardano sia le prestazioni di ricovero
  chirurgico,  che  le prestazioni ambulatoriali,  per  le  quali  si
  riprogrammano le prestazioni dei pazienti confermate in lista anche
  mediante il sovracup regionale.
   Le   direzioni   sanitarie  aziendali  provvedono   a   monitorare
  costantemente il numero delle prestazioni recuperate, bonificate  o
  erogate  ed  il  rispetto delle disposizioni  legislative  inerenti
  l'attività  intramuraria che occorre conciliare  con  il  richiesto
  incremento   della   potenzialità  erogativa  istituzionale   delle
  strutture pubbliche.
   Nell'ambito delle disposizioni assessoriali dell'11 agosto  ultimo
  scorso è stata prevista, inoltre, la costituzione dell'Osservatorio
  recupero prestazioni di area metropolitana, da istituire come  atto
  deliberativo  aziendale.  Tale organismo coordinato  dal  direttore
  sanitario aziendale è composto dai coordinatori delle reti ARP, dei
  referenti   delle   liste   d'attesa   e   da   un   rappresentante
  dell'ospedalità  privata con funzioni di favorire l'implementazione
  del nuovo modello interaziendale di gestione delle liste di attesa.
   Conformemente a quanto previsto nella direttiva in parola, in data
  4  settembre ultimo scorso, è stata istituita la piattaforma  Gilia
  per  il  monitoraggio  sulle  liste  d'attesa,  per  la  parte   di
  prestazioni in area chirurgica.
   Il  Piano  operativo regionale di recupero delle liste d'attesa  a
  regime  verrà, pertanto, monitorato con cadenza mensile e all'esito
  delle  singole verifiche si procederà ad un'ulteriore  assegnazione
  delle  risorse  finanziarie,  in aggiunta  a  quelle  previste  nel
  documento  metodologico approvato con delibera di Giunta  regionale
  n. 317 del 27 luglio ultimo scorso.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA  VARDERA. Caro Assessore, su questo tema delle liste di  attesa
  nella  sanità siciliana abbiamo più volte disquisito in  quest'Aula
  anche    veementemente.   Relativamente   alla    nostra    visione
  completamente  contrapposta  alla  sua  visione  di   sanità,   noi
  riteniamo  che non sia normale in una Regione dove il diritto  alla
  salute venga garantito  a tutti i cittadini siciliani, che per  una
  visita  medica  passino  mesi e mesi se non  hai  nessun  santo  in
  paradiso  e  soprattutto  se non hai  la possibilità  economica  di
  poterti  rivolgere  alle strutture private, che ovviamente  a  loro
  volta  hanno dei costi onerosi e non tutti possono permetterselo  e
  questo,   caro   Assessore,  dà  la  dimostrazione   plastica   che
  evidentemente  in  questo  sistema c'è  più  di  qualcosa  che  non
  funziona.
   Se,  infatti,  noi  dobbiamo,  come dire,  fare  un'analisi  della
  situazione, l'analisi è disastrosa, disastrosa, su tutti i punti di
  vista:  visite specialistiche che ovviamente se non le fai  pagando
  puoi scordartele e come più volte detto in quest'Aula anche con  un
  tono   ovviamente   provocatorio,  diamoci  al  sistema   sanitario
  americano  che evidentemente è quello migliore di tutti,  paghiamo,
  facciamo  un'assicurazione sanitaria sulla salute e poi  ovviamente
  chi  ha  più soldi, come si dice in aramaico antico, non so  se  lo
  conosce  questo  detto: "cu havi cchiù pruvuli spara".  Non  so  se
  gliel'hanno mai detta questa definizione arcaica, fondamentalmente:
  chi ha più capacità economica ovviamente, insomma, lo fa.
   E,  allora, io questo credo che non ce lo possiamo più permettere.
  Il  Presidente  della  Regione, "Re  Schifani  II",   ormai  da  me
  ribattezzato così per il suo modo di fare, diciamo, di soggetto che
  sta  al  di  sopra di questo stesso Parlamento, ha  annunciato  più
  volte  uno  screening su questo sistema sanitario,  abbatteremo  le
  liste d'attesa, faremo, diremo, andremo, torneremo e  scenderemo  e
  saliremo ,  ma  la sostanza è sempre quella, cioè i  siciliani  non
  hanno  garantito  il  sacrosanto diritto  istituzionalizzato  dalla
  nostra Costituzione ad essere curati nel posto in cui sono nati.
   Allora,  siamo  sempre lì, l'ho detto poco fa, lo ribadirò  finché
  avrò  respiro  in quest'Aula, anche a costo di parlare  con  questi
  dipinti  di  questa  Sala meravigliosa, che è Sala  d'Ercole,  come
  dire,  consapevole  del fatto che ormai a parlare  di  queste  cose
  siamo  rimasti noi opposizione. Non vedo nemmeno un deputato  della
  maggioranza, a dimostrazione che questi lavori d'Aula  ormai  sono,
  come dire, di una situazione complicata.
   Io capisco, Assessore, che lei se ne deve andare, capisco anche  i
  suoi impegni, ma capisce bene che ci sono persone che aspettano  da
  mesi,  mesi, mesi e mesi, e rischiano a volte situazioni gravi  dal
  punto  di  vista della salute e che questo non ce lo  possiamo  più
  permettere,  quindi io mi auguro che entro quest' anno qualcosa  si
  possa veramente smuovere, davvero, altrimenti di questa Regione non
  resterà  neppure uno  quello era un titolo di un film, ma purtroppo
  questa è la realtà.

   PRESIDENTE.   Quindi,  onorevole  La  Vardera,  si  dichiara   non
  soddisfatto.
   Andiamo  velocemente  perché  poi l'Assessore  deve...  Assessore,
  riusciamo a fare altri dieci minuti veloci?  Va bene, va bene.

   VOLO, assessore per la salute. Ho una riunione in Giunta.

   SCHILLACI. Noi però è dalle 15.00 che siamo qui.

   PRESIDENTE.   Va  bene,  va  bene,  Assessore,  così   alcune   le
  trasformiamo  direttamente  in  interrogazioni  con  richiesta   di
  risposta   scritta,  ad  esempio,  la  n.  412,  primo   firmatario
  l'onorevole  Di  Paola,  la  trasformiamo  in  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 415 "Chiarimenti in  merito  alle
  gravi  carenza  dell'Ospedale 'Madonna SS. dell'Alto'  di  Petralia
  Sottana (PA)", a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
   Prego, Assessore.

   VOLO,  assessore  per  la salute. Grazie,  signor  Presidente.  Si
  rappresentano   i   chiarimenti  forniti   dall'azienda   sanitaria
  provinciale  di  Palermo  con  nota protocollo  n.  324281  del  26
  settembre 2023.
   Relativamente   all'assistenza   pediatrica,   si    rileva    una
  problematica  di ordine assunzionale che riguarda tutta  l'azienda,
  ma  anche  il  Servizio  sanitario  regionale,  l'impossibilità  di
  reclutare  pediatri  soprattutto  nelle  aree  più  disagiate   del
  territorio  ha  indotto l'Azienda a ripetere  più  volte  procedure
  concorsuali a tempo indeterminato e a tempo determinato, anche  con
  modalità straordinarie, sino ad arrivare alla pubblicazione di  una
  gara  per  l'acquisizione  di servizi clinico-sanitari  da  imprese
  esterne  per  la  quale  è  stata già  assicurata  l'autorizzazione
  assessoriale  prevista dalle disposizioni vigenti. La gara  include
  anche i servizi per il buon funzionamento del Pronto Soccorso.
   Inoltre,   si   precisa  che  nell'unità  operativa  semplice   di
  ginecologia   e   ostetricia  del  Presidio   ospedaliero   Madonna
  Santissima  dell'Alto di Petralia Sottana negli  ultimi  anni  sono
  stati  assunti  a tempo indeterminato ben tre dirigenti  medici  di
  primo  livello di ostetricia e ginecologia che hanno dato stabilità
  al  reparto e hanno consentito di assicurare la reperibilità  nelle
  ore notturne con regolarità e il turno di guardia nelle ore diurne.
  Nell'ultimo    anno   sono   state   assunte   due   collaboratrici
  professionali ostetriche a tempo determinato.
   Per  quanto  riguarda il dirigente medico di ortopedia sono  stati
  approvati  gli  atti  del concorso pubblico per  n.  17  medici  di
  ortopedia  e  si  procederà  con  l'assegnazione  delle  sedi  e  i
  vincitori  tra  le quali anche la sede di Petralia. Nel  2023  sono
  state  indette  tre procedure dedicate al presidio  ospedaliero  di
  Petralia. Una di medicina di urgenza con nessuna assegnazione e due
  per  chirurgia  generale. Una ad aprile ed una a  maggio,  entrambe
  andate deserte. Nonostante tutto al fine di assicurare una risposta
  adeguata  ai  bisogni del territorio, l'Azienda ha avviato  diverse
  selezioni  per  il reclutamento a tempo determinato e indeterminato
  di  personale  dirigente medico e del comparto sanitario  assumendo
  nel corso del 2022 il seguente personale al Presidio ospedaliero di
  Petralia   Sottana:    10  unità  di  collaboratore   professionale
  sanitario  infermiere,  13 unità di operatore socio  sanitario,   3
  unità  di collaboratore professionale sanitario ostetrico, 1  unità
  di operatore tecnico specializzato autista di ambulanza, 2 unità di
  fisioterapista e 1 unità di dirigente medico di chirurgia, 1  unità
  di...  scusate,  CPS  ortottista, 1 unità di tecnico  sanitario  di
  laboratorio  biomedico. Sempre nel corso del 2022, sono  state  poi
  indette   altre   selezioni  pubbliche  a   tempo   determinato   e
  indeterminato per il reclutamento di dirigenti medici  di  medicina
  interna,  cardiologia, chirurgia generale, geriatria,  ginecologia,
  ostetricia,  radiodiagnostica, proponendo come sede di assegnazione
  anche  il  Presidio  ospedaliero Madonna  Santissima  dell'Alto  di
  Petralia  Sottana,  ma nessun candidato ha manifestato  la  propria
  disponibilità  per tale sede. Lo stesso dicasi per la  procedura  a
  tempo indeterminato per n. 10 medici di cardiologia con ampliamento
  di  ulteriori  21 con deliberazione n. 1933 del 15  dicembre  2022.
  Nessuna  scelta  è  stata effettuata per il periodo  da  parte  dei
  vincitori.
   Al  fine  di  supplire  a  questa carenza  per  la  disciplina  di
  cardiologia è stata attivata l'assistenza da remoto. Per il profilo
  di   dirigente   medico  di  anestesia  e  rianimazione   a   tempo
  indeterminato  si  sta  procedendo  all'approvazione   degli   atti
  concorsuali  e  comunque sono assicurate prestazioni aggiuntive  da
  parte dell'organizzazione aziendale.
   Si  rappresenta inoltre che è stato assegnato al nosocomio di  che
  trattasi  un  dirigente medico di presidio e  sono  state  disposte
  ulteriori prestazioni aggiuntive relative alle seguenti discipline:
  anestesia, rianimazione, gastroenterologia per esami di endoscopia,
  cardiologia.
   Relativamente all'assistenza geriatrica nel nosocomio  è  allocata
  una  residenza  sanitaria assistita con 20 posti letto.  A  livello
  territoriale  viene  garantita l'assistenza  domiciliare  integrata
  attraverso  la  presenza di un fisioterapista, due  infermieri,  un
  assistente sociale e un dirigente medico geriatra. Tale servizio ha
  garantito assistenza a 320 richiedenti nel solo primo trimestre del
  2023.   L'unità  operativa  di  medicina  garantisce  una  risposta
  geriatrica per casi più complessi.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Frattanto, Assessore,
  l'interrogazione n. 416  Chiarimenti in merito alla sospensione del
  servizio   dell'Azienda  ospedaliera   Villa  Sofia  Cervello'   di
  Palermo ,  a  firma degli onorevoli De Luca Antonino ed  altri,  la
  trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   La  stessa cosa per l'interrogazione n. 454  Chiarimenti in merito
  all'assistenza  domiciliare integrata nella Città Metropolitana  di
  Catania ,  degli  onorevoli Marano ed altri, e per l'interrogazione
  n.  463  Interventi urgenti per le strutture sanitarie delle  isole
  minori , a firma dell'onorevole La Vardera.
   Grazie alla disponibilità dei colleghi, all'onorevole La Vardera.
   Assessore,  le  chiedo solamente, dopo che interviene  l'onorevole
  Schillaci,  di  rispondere velocemente all'interrogazione  n.  466,
  così abbiamo finito.

   LA VARDERA. C'è un problema: manca la Commissione.

   PRESIDENTE. Sì, ora la ripristiniamo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Schillaci  per  dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   SCHILLACI.  Grazie,  signor Presidente, naturalmente  mi  dichiaro
  parzialmente  soddisfatta  perché  capisco  i  tentativi  da  parte
  dell'Asp  e dell'Assessorato di risolvere problematiche  che  ormai
  sono ataviche in una struttura ospedaliera che è nevralgica per  un
  intero   territorio  che  serve  nove  comuni  con  difficoltà   di
  collegamenti viari, ormai sono noti a tutti, e dove si  rischia  la
  vita.  Lì,  in  quei territori l'articolo 32 della  Costituzione  è
  inesistente, il diritto alla salute non esiste per quei  territori,
  il  primo  ospedale funzionante, ricordiamolo, si trova a  settanta
  chilometri,  che  è quello di Termini Imerese. Noi comprendiamo  le
  difficoltà    dell'Assessorato,   dell'Asp,   però,    francamente,
  Assessore,  quello che noi chiediamo è un cambio di passo  assoluto
  perché  è  evidente  che con questi criteri,  con  questo  tipo  di
  organizzazione,  nessun  medico  avrà  mai  voglia  di  andare   in
  territori  disagiati come possono essere le Madonie o come  possono
  essere  le  Isole minori. È ovvio che si deve mettere mano  proprio
  all'intera rete e all'intera organizzazione e gestione. Addirittura
  in   questo   ospedale  manca  finanche  un  erogatore  di   quelli
  elettronici  per l'erogazione dell'acqua, della semplice  acqua  da
  bere  perché  non c'è neanche un bar all'interno del plesso,  visto
  che  è stato chiuso. Quindi, una situazione disastrosa non solo per
  chi  arriva  lì  come  utente ma anche per chi  lavora  all'interno
  dell'ospedale.
   Altra  cosa.  Io  mi  permetto di individuare e  segnalare  poiché
  l'Assessore   Volo  aveva  già  risposto  ad  una  mia   precedente
  interrogazione che è stata discussa in Commissione Salute,  servizi
  sociali  e  sanitari,  sempre sulle RSA,  e  in  particolare  sulla
  vicenda  della Karol, dei dipendenti che non sono stati pagati.  Ci
  torno un attimo perché ho sentito dire dall'Assessore  Se è il caso
  faremo  delle verifiche . Ebbene, Assessore, mesi fa quando abbiamo
  già  discusso  in  Commissione  della  vicenda  Karol  già  sia  il
  dirigente  generale  che lei avevate detto che  avreste  già  fatto
  nell'immediato delle verifiche e oltretutto dalla risposta  scritta
  che  poi mi avete consegnato in Commissione si diceva  Informa  che
  l'Assessorato  ha  richiesto che le RSA  forniscano  immediatamente
  alle  Asp  le  liberatorie  dei  lavoratori  attestanti  l'avvenuta
  liquidazione delle retribuzioni mensili . Questa è carta  straccia,
  di  tutto  questo  non  abbiamo assoluta evidenza  e  i  lavoratori
  manifestano   ancora  oggi.  Quindi  io  torno  a  sollecitare   un
  monitoraggio,  un controllo davvero capillare su quella  che  è  la
  situazione in generale delle RSA, ma in particolare della Karol che
  opera a Palermo.

   PRESIDENTE.  Assessore, abbiamo finito con le  interrogazioni,  ne
  manca  solo  una perché le altre sono trasformate in interrogazioni
  con  richiesta di risposta scritta, così non la facciamo  ritornare
  per rispondere ad ulteriori interrogazioni. Le altre interrogazioni
  sono  da  intendersi presentate con richiesta di risposta  scritta,
  quindi  io ringrazio i colleghi, ma se può rispondere alla n.  466,
  possiamo così chiudere la Rubrica.
   Grazie sempre della disponibilità, Assessore.
   Si  passa quindi all'interrogazione n. 466 "Interventi urgenti per
  la  salvaguardia  degli  equidi impiegati  per  la  trazione  delle
  carrozze", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.

   VOLO,   assessore  per  la  salute.  Grazie,  signor   Presidente.
  Perdonatemi, ma veramente sono in grandissimo ritardo.
   In  riferimento all'interrogazione n. 466 "Interventi urgenti  per
  la  salvaguardia  degli  equidi impiegati  per  la  trazione  delle
  carrozze", però l'avevamo già detto l'altro giorno, la posso...

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)

   VOLO,  assessore  per la salute. Io vi la leggo  la  risposta.  In
  riferimento a quanto rappresentato con l'interrogazione  appare  in
  prima  istanza  opportuno sottolineare che la maggior  parte  degli
  equidi  adibiti  all'attività di trasporto urbano  con  carrozze  è
  costituita da animali provenienti dal settore sportivo ormai a fine
  carriera,   classificati   come  non  destinati   alla   produzione
  alimentare.  Questi animali, non potendo essere  più  impiegati  in
  attività  agonistiche, in assenza di un ambito di  lavoro  diverso,
  riproduzione,  oasi animali o trasporto urbano, prevedrebbero  come
  unica    destinazione   possibile   quella   dell'abbattimento    e
  distruzione. Da informazioni ricognitive è emerso, inoltre, che  la
  citata  attività  è  regolamentata dalla  concessione  di  apposite
  licenze  comunali  che  presuppongono  il  pagamento  di  oneri  di
  concessione.
   Ciò premesso, si evidenzia che già nel corso dell'estate del 2021,
  a  seguito  di  un  episodio di decesso di un  cavallo  adibito  al
  trasporto  urbano nella città di Palermo, era stato  costituito  un
  tavolo tecnico composto dall'Asp di Palermo, dall'Ordine dei medici
  veterinari  e  dall'Istituto  zooprofilattico  Sicilia  che   aveva
  fornito all'Amministrazione comunale alcune precise indicazioni per
  l'emanazione  di  un  provvedimento sindacale volto  a  tutelare  i
  cavalli  impiegati  in tali attività di lavoro. Le  risultanze  del
  gruppo  di  lavoro  in  assenza di una letteratura  scientifica  al
  riguardo  auspicavano  una verifica approfondita  delle  condizioni
  cliniche  di questi animali con un modello comparativo fornito  dai
  cavalli  adibiti  ad  attività agonistica, ciò  in  funzione  della
  necessità   di  riferire  i  risultati  ottenuti  ad   un   modello
  fisiologico ottimale parimenti sottoposto a stress psicofisico.  Da
  interlocuzioni  con l'Ordine dei medici veterinari della  provincia
  di  Palermo e del Dipartimento di prevenzione veterinario  dell'Asp
  di   Palermo   lo  studio,  avviato  già  da  circa  un   anno   in
  collaborazione   con   il  Dipartimento  di   scienze   veterinarie
  dell'Università di Messina è ancora in corso. Pertanto, in mancanza
  di   un'adeguata  letteratura  scientifica  che  possa   supportare
  decisioni di natura politica, si ritiene che gli interventi possono
  essere  rivolti ad assicurare un'adeguata condizione  di  benessere
  nei  momenti  di  ristoro,  attraverso misure  generiche  quali  ad
  esempio   l'uso   di  pensiline,  l'installazione   di   punti   di
  foraggiamento,  il  divieto di trazione  di  utilizzo  di  mezzi  a
  trazione  o  di trasporto con equidi nelle giornate con temperature
  superiori ai 37 gradi centigradi nella fascia oraria dalle 13  alle
  15 e 30, così come già suggerito dal tavolo tecnico.
   Sembrerebbe  utile  altresì prendere in  considerazione  parametri
  restrittivi   inerenti  la  temperatura  in  relazione  all'umidità
  ambientale.  Tuttavia, sempre in considerazione della  mancanza  di
  dati  scientifici,  le  scelte condotte  in  tal  senso  potrebbero
  risultare arbitrarie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Onorevole  La  Vardera,  come  si
  dichiara?

   LA  VARDERA.  Sì,  signor Presidente, non mi  dichiaro  per  nulla
  soddisfatto, caro Assessore, perché questo è un problema davvero al
  centro  del  dibattito  pubblico da diversi  mesi  nella  città  di
  Palermo, ma ritengo anche nelle città siciliane, perché non  è  una
  risposta. Siccome questi animali, questi cavalli non ce li possiamo
  mangiare,  evidentemente,  magari,  gli  facciamo  fare,   diciamo,
  l'attrazione dei turisti, altrimenti li abbatteremo.
   Per  quanto  mi  riguarda,  non è una  risposta  perché  le  posso
  garantire  che le condizioni di questi cavalli sono tutt'altro  che
  quello  che  lei  ha citato in questa risposta.  Le  pensiline  non
  esistono,  i  foraggiamenti  non ci  sono,  questi  poveri  cavalli
  vengono  trattati  come  cose  e  vengono,  insomma,  sfruttati  da
  soggetti che, nonostante a volte, per la maggior parte delle volte,
  non  dico  tutte, perché anche tra loro ci sono degli abusivi,  dei
  vetturini,  conducono  questi cavalli  anche  negli  orari  in  cui
  l'eventuale prescrizione dell'ordinanza sindacale non è rispettata.
   Quindi,  siccome  ancora non c'è una letteratura scientifica,  non
  significa, Assessore, che la politica non si deve prendere anche la
  responsabilità  di assumere anche interventi forti a  tutela  degli
  animali.
   Perché  io  dico,  con  molta onestà,  che  questa  storia  sa  di
  Medioevo  L'ho detto più volte in quest'Aula, l'ho ripetuto: questa
  pratica  che  per quanto mi riguarda è medievale, è  anacronistica,
  dovrebbe  in  qualche  maniera essere rivista dalla  politica,  che
  dovrebbe   assumersi  la  responsabilità  di   avere   spirito   di
  iniziativa, perché non ci possiamo sempre rifare ai pareri  tecnici
  o   eventualmente   ai  riferimenti  dei  dottori  azzeccagarbugli.
  Dobbiamo  essere in grado di prendere delle decisioni che vanno  al
  di là anche dell'eventuale parere scientifico.
   Per  quanto  ci  riguarda,  questo  Parlamento  e  il  mio  Gruppo
  politico, che fino a prova contraria è stato il Gruppo, diciamo, di
  opposizione  più  votato alle scorse regionali  in  Sicilia,  è  un
  Gruppo che le sta dicendo "assessore, prenda, abbia il coraggio  di
  prendere posizione, su questa faccenda" perché è una situazione che
  grida allo scandalo e questi animali non li possiamo più sfruttare
   Quindi, al di là dei pareri dei dottori azzeccagarbugli, faccia un
  gesto  forte,  di  portare in quest'Aula anche  come  attività  del
  vostro Governo, un disegno di legge che abbiamo presentato, abbiamo
  depositato,  per  abbattere definitivamente non  i  cavalli  ma  le
  pratiche medievali   Sì, questa pratica, per quanto ci riguarda,  è
  completamente medievale perché i cavalli non hanno, non meritano di
  essere  trattati  come sono trattati adesso  ed  è  una  situazione
  davvero incredibile
   Quindi  non  mi ritengo soddisfatto dalla risposta  Le  chiedo  di
  usare coraggio
   In  politica, caro Assessore, bisogna avere coraggio di fare, e  a
  volte le scelte possono essere anche pesanti, possono essere scelte
  a  volte  inopportune, ma a volte quelle scelte possono determinare
  anche  un  maggiore consenso perché i cittadini siciliani  chiedono
  questo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore,  grazie,  onorevole  La  Vardera,
  ringrazio della disponibilità l'Assessore.
   Onorevoli  colleghi, io incardino i disegni di  legge  sui  debiti
  fuori  bilancio che sono stati esitati questa mattina dalla Seconda
  Commissione "Bilancio", così come deciso ieri in Aula, e do termine
  per  la  presentazione  degli eventuali  emendamenti  a  lunedì  16
  ottobre, alle ore 12, rinviando l'Aula a martedì prossimo.


             Ai sensi dell'art. 83 del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Prima però di rinviare la seduta, c'è un intervento ai
  sensi dell'articolo 83.
   Prego, onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA   VARDERA.   Onorevoli  colleghi,  approfitto  della   presenza
  dell'Assessore Albano per ricordare che, mentre stiamo parlando, in
  questo   momento,  è  in  scena  una  manifestazione  di   protesta
  sacrosanta  che  vede protagonisti diversi ragazzi  che  non  hanno
  ormai  la possibilità di andare a scuola, a cui quindi è negato  il
  sacrosanto diritto all'istruzione.
   Si tratta nello specifico di soggetti che hanno delle disabilità a
  cui  viene  negata la possibilità di avere gli assistenti igienico-
  sanitari.
   E' una cosa veramente, per quanto ci riguarda, vergognosa
   Ieri,  in  Quinta Commissione, abbiamo audito tutti i  riferimenti
  sindacali, ovviamente preoccupati per i lavoratori però  -  checché
  se  ne  dica  -  al di là dei lavoratori che sicuramente  hanno  la
  nostra  totale solidarietà, ci sono di mezzo delle persone che  non
  soltanto  a  Palermo, solo a Palermo mi dicono 200 ragazzi,  ma  in
  Sicilia  non  possono andare a scuola perché non hanno l'assistente
  igienico-sanitario perché non ci sono le risorse,  non  ci  sono  i
  finanziamenti.
   Non  soltanto  a  Palermo,  dicevo, ma  in  tutta  la  Sicilia  la
  situazione è veramente drammatica, caro Assessore
   Noi  non  ci  possiamo permettere di negare il sacrosanto  diritto
  allo  studio a dei ragazzi perché quei ragazzi hanno ovviamente  la
  necessità di andare a scuola
   Perché una cosa sono gli Asacom, che ovviamente garantiscono  loro
  la  possibilità insomma di avere un supporto scolastico, ma se quei
  ragazzi, non hanno nessuno - scusi le parole forse improprie -  che
  li  porti  in bagno, quei ragazzi evidentemente non se  ne  faranno
  nulla di qualcuno che dice loro di come leggere, se prima non hanno
  qualcuno che risponda ai loro bisogni fisiologici e primari.
   Quindi, questa storia sa veramente di scandalo
   Assessore, io le chiedo di non trincerarsi, come è accaduto  ieri,
  pur apprezzando la sua sensibilità perché nessuno dice che sul tema
  lei  si  è dimostrata insensibile - anzi - noi apprezziamo  la  sua
  sensibilità ma non su eventuali leggi di competenza, perché c'è una
  sentenza della Cassazione, ove hanno riportato bene anche un parere
  del Ministro dell'istruzione e della ricerca che dice che questa  è
  competenza della Regione
   E, per favore, per favore, non mi venite a dire che i soldi non ci
  sono
   Perché,  Assessore, quando volete, i soldi li trovate, per  feste,
  festini, matrimoni e lassatine - come si dice in aramaico antico  -
  i soldi ci sono sempre.
   Io  stamattina  ho  lanciato una denuncia pesante sull'Assessorato
  del turismo che continua a fare cose folli, per quanto mi riguarda,
  in continuità anche con il Sea Sicily.
   Non  c'è  bastato  infatti lo scandalo Sea Sicily  e  tra  l'altro
  utilizzo  quest'Aula per esprimere solidarietà al collega  Barresi,
  giornalista, che è stato cacciato in malo modo da una convention di
  Fratelli  d'Italia perché non era gradito, solo perché ha avuto  il
  coraggio di raccontare la verità.
   Quell'Assessorato allora continua a fare porcherie, per quanto  mi
  riguarda,  perché  ha pensato bene di dare 150.000  euro.  Qualcuno
  magari  dirà  non  è una cifra elevata, non è una cifra  forte,  ma
  comunque è pur sempre una cifra
   Mi  si viene a dire che non ci sono i soldi per i bambini mandarli
  a scuola, non hanno il sacrosanto diritto alle assistenti igienico-
  sanitarie, e poi sento dire che date 150.000 euro per una nuotata a
  Mondello  Sabato, se vuole, Assessore, lei se ne va a Mondello,  si
  fa  una  bella  nuotata,  ci sono questi soldi  stanziati  per  una
  manifestazione sportiva, dove tra l'altro è chiesto ai partecipanti
  che  vogliono  nuotare, di pagare 70 euro  Quindi, il  danno  e  la
  beffa
   Ci   sono  delle  associazioni  di  categoria  sportiva  che  sono
  veramente arrabbiate per come si utilizzano questi soldi e mi  pare
  surreale  che noi continuiamo a dire che i soldi non ci sono  e  si
  spendono  poi  cifre  per cose che potrebbero essere  assolutamente
  evitate.
   C'è  una norma di buon senso, al di là delle leggi, delle leggine,
  delle  norme  ordinamentali, c'è una norma che è il  buon  senso  e
  questa classe politica, questa parola "buon senso" l'ha dimenticata
  perché  la  priorità, è la norma della Giunta che si  sta  riunendo
  adesso, dovrebbe essere quello del presidente Schifani che dice  di
  smetterla  di utilizzare i soldi che sono della Regione per  queste
  cose  che  non  hanno  una  reale, come dire,  portata  nella  vita
  concreta.
   Io non dico che sono contro lo sport ma dare 150 mila euro per una
  manifestazione  sportiva  perché c'è  la  nuotata  a  Mondello  cui
  prodest oserei dire, a chi? A chi li stiamo dando questi soldi?
   Allora,  sapete  cosa  farò sabato? Andiamo  tutti  a  Mondello  a
  nuotare,  mi  sono  portato  pure il costume,  ultima  generazione,
  guardi  Assessore  un  bel  costume di ultima  generazione,  ce  lo
  mettiamo  e  andiamo tutti a Mondello e continuiamo a  dire  che  i
  soldi  non  ci  sono, negando a quei poveri ragazzi  il  sacrosanto
  diritto alla salute.
   Tutto  questo  grida  allo scandalo. Io  ho  portato  il  costume,
  andiamocene a Mondello

   PRESIDENTE.  Onorevole  La Vardera poteva evitare  di  portare  il
  costume in quest'Aula.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  17  ottobre
  2023, alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno.


                 La seduta è tolta alle ore 17.06 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          72a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 17 ottobre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1.  Istituzione del Servizio di psicologia delle cure primarie e
         dello Psicologo delle cure primarie  (nn. 74-109-158-161-177-227-
         242 bis/A) (Seguito);

           Relatore: on. Laccoto

       2.  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2022 - mese di settembre   (n. 57/A)
         (Seguito);

           Relatore: on. Daidone

       3.  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di aprile   (n. 79/A) (Seguito);

           Relatore: on. Daidone

       4.   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di maggio   (n. 81/A) (Seguito);

           Relatore: on. Daidone

       5.   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni D.F.B. 2023 - mese di febbraio   (n. 350/A) (Seguito);

           Relatore: on. Daidone

       6.  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2023 - mese di marzo  (n. 498/A) (Seguito);

           Relatore: on. Daidone

       7.  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del decreto
         legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e successive modifiche ed
         integrazioni. D.F.B. 2023 - mese di aprile   (n. 504/A) (Seguito).

           Relatore: on. Daidone

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      -    N. 155 - Solidarietà al popolo israeliano e condanna degli
        attacchi dei miliziani di Hamas.

   (10 ottobre 2023)
                               SAVARINO - ASSENZA - ZITELLI -
                               GALLUZZO - CATANIA N. - CATANIA G. -
                               FERRARA - INTRAVAIA - DAIDONE -
                               AUTERI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio