Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.01
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri sarà in missione dal
10 al 12 ottobre 2023, fatto salvo quanto previsto dalla nota
autorizzativa prot. n. 2265-PRE/2023 del 10 ottobre 2023.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica: Salute
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Salute .
Si passa all'interrogazione n. 306 Iniziative urgenti inerenti al
sistema emergenziale sanitario siciliano in seguito al gravissimo
episodio verificatosi nel comune di Collesano (PA), a firma degli
onorevoli La Vardera ed altri.
Prego, Assessore.
VOLO, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente,
buonasera.
Allora, in merito a questa interrogazione, si riferisce quanto
relazionato dal direttore del Servizio urgenza-emergenza 118 del
bacino I, Palermo - Trapani con riguardo all'intervento sul signor
Grisanti Antonino.
Nella relazione si descrive preliminarmente il quadro temporale
che ha cadenzato l'intervento della centrale operativa e per
l'esattezza: alle ore 11 e 58 del 18 aprile 2023 la centrale
operativa 118 riceveva una richiesta di intervento sanitario da
parte di un congiunto del signor Grisanti per una persona con
perdita di coscienza.
L'operatore assegnava alla missione un codice rosso neurologico,
alle ore 12.00 l'operatore contattava l'ambulanza di base autista-
soccorritore, codice 84, Scillato, la più vicina al target,
assegnandole la missione sanitaria.
L'ambulanza di stanza presso il Comune di Collesano, postazione
codice 26, era impegnata in un altro intervento sanitario e alle
ore 12.05 l'operatore di Centrale operativa 118 contattava
l'ambulanza di rianimazione codice 05, Cefalù, assegnando la
missione sanitaria, specificando che contemporaneamente era già
stata inviata un'altra ambulanza di soccorso più vicina al target.
Alle ore 12.06 la Centrale operativa 118 riceveva un sollecito
all'intervento sanitario da parte di un congiunto a cui l'operatore
spiegava che due ambulanze erano state attivate per la missione.
Alle ore 12.08 la centrale operativa 118 riceveva un secondo
sollecito all'intervento sanitario nel quale l'utente riferiva che
il paziente era in arresto cardiocircolatorio e che veniva
sottoposto al massaggio cardiaco esterno. Alle ore 12.10
l'operatore della Centrale 118 contattava il personale
dell'ambulanza di base per informare delle gravi condizioni
cliniche del paziente. Alle ore 12.18 la Centrale operativa 118
riceveva un nuovo sollecito da parte di un congiunto durante il
quale si chiedeva l'invio di un elisoccorso. Alle ore 12.20
l'operatore di Centrale operativa 118 contattava l'ambulanza di
base codice 84, Scillato, e l'ambulanza rianimatoria codice 05,
Cefalù, per avere informazioni sulla distanza dal target assegnato.
Alle ore 12.23 l'ambulanza di base giungeva sul target. Alle ore
12.30 la Centrale operativa 118 riceveva un nuovo sollecito da
parte di un congiunto del paziente durante il quale ribadiva la
richiesta di invio dell'elisoccorso. L'operatore riferiva che
un'ambulanza equipaggiata con il rianimatore stava giungendo sul
target. Alle ore 12.35 l'operatore di Centrale operativa 118
contattava la centrale operativa dei Carabinieri per inviare una
pattuglia presso il target. Alle 12.45 l'ambulanza di rianimazione
codice 05, Cefalù, giungeva sul target. Alle 12.53 il rianimatore
118 constatava il decesso del paziente.
Alla luce della suddetta descrizione temporale dell'intervento, il
Direttore del Servizio Urgenza Emergenza 118 fornisce le seguenti
considerazioni. Dall'analisi dei dati in possesso si evince che la
condotta professionale degli operatori di centrale e del personale
dei mezzi gommati 118 coinvolti nell'intervento del 18 aprile 2023
non presenta alcuna criticità. Infatti, la centrale operativa ha
assegnato alla missione un codice rosso di gravità per perdita di
coscienza, così come previsto dalle linee guida regionali. La
centrale ha, quindi, attivato l'ambulanza più vicina al target, la
postazione di Scillato, così come previsto dalle linee guida, mezzo
che giungeva dopo 20 minuti dall'attivazione, i tempi previsti per
il soccorso extraurbano. In questi frangenti, l'ambulanza codice 26
di Collesano era impegnata in altro intervento. Il personale
dell'ambulanza di base addestrato alle manovre di primo soccorso e
di defibrillazione ha immediatamente effettuato le manovre di base.
La centrale ha attivato la seconda ambulanza così come previsto
dalle linee guida regionali del 118 individuando la postazione
rianimatoria di Cefalù, mezzo più idoneo alla missione, giunta dopo
35 minuti dall'attivazione. La centrale non ha attivato
l'elisoccorso in quanto i tempi dell'eventuale attivazione del
mezzo aereo sarebbero stati perfettamente sovrapponibili ai tempi
di percorrenza effettuati dall'ambulanza di rianimazione coinvolta
nella missione in oggetto, circa 35/40 minuti. Conclusivamente
giova precisare che è stato istituito presso l'Assessorato un
tavolo tecnico altamente qualificato dedicato all'emergenza urgenza
ed in seguito ai lavori del tavolo saranno assunte le soluzioni più
adeguate.
PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole?
Grazie, Assessore.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Onorevoli colleghi, Assessore, Presidente, mi preme
rivolgere un sentito messaggio di condoglianze a questa famiglia
che ha perso un proprio caro, alla famiglia Grisanti, e le parole
dell'Assessore che sicuramente ha enunciato dei fatti pronunciando
dei dati, dei numeri, una cronistoria degli eventi, portano, caro
Assessore, una questione molto seria, concreta. In questa nostra
Regione esiste una sanità di serie A, una sanità di serie B, dei
territori di serie A e dei territori di serie B. Nascere in
territori come quello delle Madonie per molti rappresenta una colpa
non un vantaggio. Nascere nei territori disagiati come quelli
dell'entroterra siciliano rappresenta per molti una condanna.
Io qui, caro Assessore, rivendico il diritto sacrosanto di nascere
in territori come le Madonie, i Nebrodi, dove per ragione di
logicità, di logistica è difficile raggiungere quei territori
perché le strade sono assolutamente scadenti, i servizi di
collegamento fatiscenti. Ma non ci possiamo permettere, non ci
possiamo permettere fatti come quello del signor Grisanti, che ha
chiamato un'ambulanza cercando di essere salvato e quell'ambulanza
lei mi dice che è arrivata dopo 36 minuti, quello che è stato. Ma
il tema è uno: un rianimatore che aveva la possibilità di salvare
questa persona quello che è accaduto al signor Grisanti potrebbe
accadere a tante altre persone che si sentono veramente preoccupate
di vivere nell'entroterra siciliano, e mi rivolgo in modo
particolare, visto che stiamo parlando delle Madonie, Assessore,
dell'ospedale delle Petralie, che rischia una chiusura perché ci
sono pochi medici, ormai è stato completamente smantellato.
Ecco, caro Assessore, quei territori meritano di avere una sanità
efficiente, meritano il diritto di crescere in quei territori e di
rimanerci e non possono avere paura di sentirsi male perché per
un'ambulanza per raggiungere quei territori passano chissà quanti
minuti, in questo caso dal mio report ben un'ora. Perché sì
l'ambulanza è arrivata ma quell'ambulanza che non ha a bordo un
medico evidentemente a poco poteva servire per aiutare il signor
Grisanti che, come lei bene ha detto, aveva avuto un arresto
cardiocircolatorio e in quei minuti, qua ci sono dei medici
colleghi in Aula e non vorrei mai sottrarmi e anche lei lo è
medico, ma dal mio modesto punto di vista, della mia poca
conoscenza della medicina, quando c'è un arresto cardiocircolatorio
la tempistica di intervento è tutto, è fatale, può cambiare o può
determinare la vita o la morte di una persona.
Allora di quelli come il signor Grisanti io sono qui portatore
degli interessi di quei siciliani che chiedono di avere dei presidi
sanitari nell'entroterra, dei presidi che funzionino, delle
ambulanze con a bordo dei medici. Perché il signor Grisanti era una
persona che stava bene e non era nemmeno avanti negli anni Non si
può morire perché se non si da un soccorso repentino e puntuale ad
una persona
Assessore, io non sono soddisfatto da queste parole, io sarò
soddisfatto quando lei andrà in quei territori abbandonati dalla
sanità siciliana a dire che questa sanità vuole metterli al centro.
L'aspettavamo a Corleone, in Consiglio comunale, perché ci sono i
cittadini preoccupati per quell'ospedale che sta per chiudere,
anche lì tagli su tagli, anche lì come quello delle Petralie
eravamo tre "io, mammeta e tu", tre deputati dell'opposizione,
eppure nemmeno della maggioranza, non c'era lei e non c'era nemmeno
un deputato a dire che in qualche maniera questo Governo regionale
si assumerà l'incarico di andare nell'entroterra.
Perché io mi sento privilegiato, io sono nato a Palermo e ho
quattro ospedali, posso scegliere di andare in quattro ospedali
dove farmi curare, ma loro non si possono nemmeno permettere
quello, non si possono permettere nemmeno di essere curati e poi
parliamo di spopolamento dell'entroterra; ma è ovvio, è naturale,
io non ho nemmeno il diritto di essere curato, cosa faccio, me ne
vado dalle Madonie, territori meravigliosi, straordinari, dove si
respira Sicilia.
Ecco noi questo non ce lo possiamo permettere, io la invito ad
andare in quei territori, in quegli ospedali, in quello delle
Petralie, in quello di Corleone, assumendo impegni circoscritti
verso una popolazione che ha il sacrosanto diritto alla salute
costituzionalmente riconosciuto. Questo mi porta a dire che non
sono assolutamente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Barbera.
LA VARDERA. La Vardera, La Vardera
PRESIDENTE. La Vardera, mi scusi, però, almeno così lo nomino
tante volte e se lo ricorderanno tutti, è un modo di incidere
ancora sempre di più il suo nome
Per fatto personale
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace per precisare
taluni fatti in ordine ad alcune discussioni che ci sono state
nell'Aula di ieri. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto di
intervenire per fatto personale, ma anche di natura politica. Ieri,
in mia assenza, non ero presente perché avevamo un'altra riunione
sempre in Parlamento, sono stato più volte chiamato in causa da
alcuni colleghi deputati di questo Parlamento. A onor del vero,
ormai è da 48 ore che le notizie si susseguono e proprio
l'onorevole La Vardera mi chiedeva da questo pulpito, il che è
giusto, che l'onorevole Pace faccia chiarezza.
Intanto, io chiedo scusa ai colleghi parlamentari tutti, della
maggioranza soprattutto, chiedo scusa al presidente Schifani e
soprattutto al mio segretario nazionale, Totò Cuffaro, perché forse
per una mia frase improvvida o interpretata in buona fede, voglio
sperare malamente, sono stati tirati in causa in un tritacarne
mediatico.
Il perché dell'intervista lo sa l'Assessore Volo. Era uscito sui
social, ma sulla stampa, una notizia in cui l'assessorato stava
mettendo mano a una riorganizzazione delle aziende sanitarie
siciliane e si ipotizzavano diversi cambiamenti e una emittente
locale, nella fattispecie RMK, chiama me e alcuni colleghi
parlamentari della zona per capire se questa era un'ipotesi
veritiera. Io lì cosa dissi? Che non ero a conoscenza, che in
quanto componente e vicepresidente della Commissione Salute,
servizi sociali e sanitari, questa vicenda non la conoscevo, ma
avevo chiamato telefonicamente anche l'assessore Volo che è qui e
quindi può testimoniare e nell'intervista dichiaro che considerato
che in Commissione ancora non è arrivato e che rappresenta la sede
istituzionale e che, comunque, le cose importanti, programmatiche,
di largo respiro, si discutono preliminarmente, solitamente in un
tavolo di maggioranza (che incautamente probabilmente anziché
chiamarlo "il tavolo permanente della maggioranza" l'ho definito
"il tavolo ristretto della maggioranza , ma la sostanza non
cambia). Questa frase, evidentemente, "il tavolo ristretto" ha
fatto intendere cose che non sono. Che cos'è il tavolo permanente
della maggioranza? Il tavolo della maggioranza è un tavolo spesso
convocato dal presidente Schifani alla presenza dei Capigruppo di
maggioranza, in alcuni ambiti è convocato da Marcello Caruso, che è
il segretario regionale di Forza Italia, alla presenza dei
segretari regionali dei partiti del centrodestra, alcune volte
anche in presenza dei Capigruppo.
Onorevole La Vardera, solitamente a margine di questi nostri
tavoli non soltanto diamo notizia alla stampa attraverso comunicati
stampa ufficiali ma i nostri deputati di riferimento vengono
notiziati di ciò che abbiamo discusso. Si è discusso in questi
tavoli, ad esempio, per le recenti elezioni amministrative, le
candidature del centrodestra nel comune di Trapani, nel comune di
Siracusa, nel comune di Catania. Abbiamo affrontato il tema della
riforma delle Province, come portarla avanti, con quali modalità,
investendo anche i nostri deputati di riferimento di sostenerla poi
nelle sedi opportune. Abbiamo discusso di come portare avanti
alcuni temi per cui i nostri siciliani ci hanno votato, uno su
tutti i termovalorizzatori. Non abbiamo parlato di nomine, né
nomine per i nostri amici, né nomine per i nostri familiari, per i
nostri parenti e soprattutto, onorevole La Vardera, questi tavoli
quando sono stati convocati lo sono stati o a Palazzo d'Orleans o
molto più spesso nella sede di Forza Italia alla luce del sole, né
nel retro bottega, né nelle cave di calcestruzzo. Non c'è pertanto
- e voglio tranquillizzare tutti -, non c'è nessuna lotta
fratricida all'interno del centrodestra. Che ci siano per alcune
vicende diversità di vedute è normale
Non abbiamo mai litigato e probabilmente qualche frase - ripeto, e
voglio sperare - interpretata male ha scatenato questa tempesta
dentro il bicchiere.
Cosa voglio dire? Che sono un fedele uomo di partito e sono
onorato di essere nel partito della Democrazia Cristiana, del
segretario nazionale Cuffaro, perché voglio ricordare che quei
sette, otto anni sono ancora ricordati come forse i migliori anni
di amministrazione regionale e non lo testimoniano soltanto i tanti
democratici cristiani siciliani ma penso tutto il popolo siciliano.
Oltre ad essere un uomo di partito sono un uomo di maggioranza e,
assessore Volo, essere un uomo di maggioranza è molto più facile in
Parlamento che nei territori perché molto spesso noi, uomini e
donne di maggioranza, dentro il Palazzo difendiamo - battendoci il
petto - le scelte del Governo ed è molto più difficile essere
uomini e donne di maggioranza, come diceva l'onorevole La Vardera,
quando andiamo nei territori, quando le scelte del Governo
diventano e sembrerebbero impopolari, quando gli ospedali rischiano
la chiusura.
Molto spesso noi veniamo trascinati dal populismo, ci facciamo
trascinare dalla pancia a voler sempre apparire i migliori e,
quindi, nei territori diamo voce alla protesta e non difendiamo il
nostro Governo. Poi veniamo in Parlamento, invece, e siamo i primi
a sostenere il Governo.
Assessore Volo, io sono un uomo di questo Governo e le posso
assicurare che in tutte le sedi sono un uomo fedele di questo
Governo.
Voglio dire che molto spesso sulle vicende della sanità, perché in
quei tavoli permanenti, in quei tavoli ristretti, in quei tavoli di
regia del centrodestra abbiamo discusso di province, di
termovalorizzatori, non abbiamo ancora discusso di sanità e lo
voglio dire
Non c'è stata nemmeno un'appendice, una battuta per parlare di
sanità, né di nomine, né di altro.
E voglio dire, Assessore Volo, che così come sono fedele a quel
progetto, voglio testimoniare quali sono le responsabilità - ad
oggi - sulla sanità e sulle deficienze della sanità di Renato
Schifani e Giovanna Volo che hanno ereditato un sistema, che è
quello che è, quando prima di loro non soltanto nel Governo ma
anche in altre sedi, in altre Istituzioni c'eravamo, io no, uomini
e donne che alla stessa stregua di Renato Schifani e Giovanna Volo,
che si sono insediati soltanto un anno fa, hanno ricoperto
incarichi importanti per tantissimo tempo.
Le responsabilità quindi si condividono. Si condividono sia quelle
belle sia quelle brutte.
Io mi auguro di aver spiegato, senza far polemica con nessuno,
nemmeno con l'onorevole La Vardera, e quindi spero di aver chiarito
anche alla stampa, che fino a poco fa mi ha chiamato, non soltanto
dalla Rai, adesso La7, perché volevano chiarito qual era il senso
della mia frase.
Il senso della mia frase è che così come capita nel più piccolo
dei comuni fino ad arrivare al Governo della Nazione, ci sono dei
tavoli fatti dai segretari di partito, dai componenti, dai
Capigruppo che si riuniscono per pianificare le azioni di governo,
nè tavoli ristretti nè retrobotteghe.
PRESIDENTE. Onorevole Pace, purtroppo l'argomento della sanità,
dei manager è l'argomento giornaliero, non solo da parte dei
deputati ma di tantissimi siciliani, perché la sanità è la cosa più
importante a cui tengono tutti i cittadini.
Penso che il presidente Schifani sia una garanzia per tutti perché
è un uomo delle Istituzioni, una persona che saprà scegliere tra i
migliori, insieme all'assessore Volo, e penso che noi dobbiamo
stare più tranquilli, evitare tutte queste polemiche e aspettare
che il presidente Schifani prenda le sue decisioni.
Oggi ho letto un articolo in cui si diceva che entro il mese di
ottobre completerà le procedure così sarà anche un motivo per
rilassarci tutti, per stare tranquilli e per dare sicurezza ai
cittadini siciliani e io confido molto nel Presidente Schifani e
nell'assessore Volo.
Grazie.
Riprende lo svolgimento della Rubrica Salute
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 378, richiesta
dall'onorevole Burtone. La Conferenza dei Capigruppo ha condiviso
di trattare le interrogazioni a sua firma, perché l'onorevole
Burtone, c'è l'unanimità, deve andare via Si passa quindi
all'interrogazione Notizie in merito alle iniziative che il
Governo vorrà intraprendere per colmare le vacanze degli organici
dei medici di medicina generale". Prego, Assessore.
VOLO, assessore per la salute. Grazie, mi scuso ma avevo seguito
l'ordine cronologico e quindi i miei fogli erano esattamente in
quell'ordine.
Allora, si riferiscono gli elementi di risposta forniti dal
competente Servizio del Dipartimento attività sanitario e
osservatorio epidemiologico relativamente alle attività poste in
essere per la formazione dei medici in medicina generale.
La ripartizione tra le regioni dei posti al corso di formazione
specifica in medicina generale viene operata annualmente attraverso
l'intesa ai sensi dell'articolo 115, comma 1, lettera a) del
Decreto legislativo 31 marzo 98, numero 112, sulla proposta del
Ministero della salute di deliberazione del Cipes concernente il
riparto tra le regioni delle responsabilità finanziarie per il
Servizio sanitario nazionale. Nell'intesa annuale di cui sopra
viene definita tra le altre la quota complessiva di Fondo sanitario
nazionale da destinare alla formazione specifica in medicina
generale, tale quota complessiva viene distribuita alle singole
regioni sulla base delle quote di accesso sul citato Fondo
sanitario. Il numero delle borse viene determinato infine dalla
suddivisione della quota di Fondo sanitario nazionale assegnate
alle singole regioni sul costo unitario di singola borsa.
In riferimento al numero di borse di studio annualmente assegnate
dal Ministero della salute negli ultimi cinque anni al fine di
compensare le fuoriuscite dal sistema per limiti di età sono state
impinguate le risorse finanziarie anche con i fondi del PNRR e
conseguentemente il numero di posti messi a bando è
complessivamente aumentato.
Nell'ultimo decennio hanno conseguito il diploma di formazione
specifica in medicina generale numero 967 professionisti.
Se volete posso leggervi quello che sono i diplomati nel triennio
2009-2012 erano 70; 74 nel 2010- 2013; 79 nel 2011-2014; 85 nel
2012-2015; 40 nel 2013-2016; 87 nel 2014-2017; 89 nel 2016-2019;
142 nel triennio 2017-2020 e 216 nel triennio 2018-2021 per un
complessivo di 967.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si ritiene soddisfatto?
BURTONE. Presidente, la risposta dell'Assessore è informativa,
quindi io prendo atto delle cose che ha detto; purtroppo, sulla
questione complessiva non posso essere soddisfatto, credo non lo
sia neanche l'assessore. Però, prima di entrare nel merito volevo
ringraziarla, Presidente, per la sua disponibilità a trattare le
mie due interrogazioni subito e ringraziare i Capigruppo tutti del
Parlamento perché io ho posto questa richiesta, ho consiglio
comunale nel comune dove sono sindaco e io finora, in una
legislatura passata e l'anno che abbiamo compiuto proprio in questi
mesi, ho partecipato a tutti i consigli comunali: quindi mi
sembrava doveroso partecipare anche stasera, però volevo essere
presente, non volevo rinunciare a queste risposte anche perché sono
molto attese, Assessore.
Il problema dei medici di medicina generale è uno dei tanti
presenti nella nostra comunità, perché il punto è sempre quello,
mancano i medici Man mano che seminiamo i vari comparti, emerge
questo dato abbastanza forte che è necessario che ci sia maggiore
reclutamento alla base di nuovi medici, però anche il percorso che
si determina è un percorso abbastanza tortuoso.
Lei ha letto puntualmente, anche scandendoli, i dati nei singoli
anni e nei singoli trienni, si è partito da 70 e si è arrivati a
200, ma siamo in una situazione di grande difficoltà. Io conosco
alcune realtà, mi sono state direttamente rappresentate nei
Nebrodi, ora nel Calatino, un comune Ramacca, vanno in pensione dei
medici di medicina generale e non vengono sostituiti.
C'è sempre questo problema, che nelle aree metropolitane magari
qualcuno si muove con interesse nell'avere un posto di medico di
medicina generale, ma quando c'è la necessità di andare in un
comune delle aree montane o in un comune delle aree interne,
cominciano ad esserci perplessità. Per cui i vuoti non si riempiono
e la sanità nel territorio è fondamentale anche attraverso i medici
di medicina generale. Io pongo, quindi, questo tema, Presidente.
Io spero che l'assessorato si muova. E' vero, si è preso questo
correttivo che, superato il primo anno di formazione, già i medici,
i giovani medici, possano assumere i primi mille assistiti. Si
insista, si dia un incentivo per le aree interne o per le aree
montane. C'è stata una stagione - io allora non ero neppure
all'università -però sentivo nelle nostre comunità - in cui tanti
medici laureati in Sicilia andarono a nord per assumere
direttamente la gestione allora delle sedi dei medici condotti, ne
avevano diversi, si consorziavano, erano però anche sollecitati nel
trasferirsi dalla Sicilia al nord perché avevano significativi
incentivi.
Si ponga questo tema, Assessore, perché, purtroppo, più avanti
avremo l'uscita con i pensionamenti e se non dovesse esserci -
ripeto - la sostituzione, noi ci troveremmo veramente in grande
imbarazzo. Ieri abbiamo varato questo passaggio all'articolato
della legge per gli psicologi che dovranno collaborare, spero che
quello sia un segno di speranza, ma l'attenzione si ponga su queste
tematiche relative ai medici di medicina generale che sono, a
volte, l'unico avamposto di sanità in un territorio. Quindi, la
invito a fare uno sforzo notevole, ad ampliare questi posti delle
borse di studio per la formazione nel campo della medicina generale
e, soprattutto, si pensi a qualcosa in più. Si pensi, per esempio -
e concludo, Presidente - anche ad attribuire alcune funzioni che un
tempo erano delegate agli ufficiali sanitari, ai medici condotti.
Oggi non sono più presenti nelle nostre comunità, potrebbero essere
assunti dai medici di medicina generale.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, noi ringraziamo lei perché lei ha
un garbo istituzionale non indifferente, perciò grazie a lei.
Si passa all'interrogazione numero 457, sempre dell'onorevole
Burtone "Chiarimenti sulla stabilizzazione con completamento orario
a trentotto ore di tutti i medici veterinari, specialisti e
ambulatoriali della Sicilia e notizie in merito alle iniziative per
risolvere una problematica che investe allevatori, consumatori e
medici veterinari nella Regione".
Ha facoltà di parlare l'assessore Volo per rispondere
all'interrogazione.
VOLO, assessore per la salute. Grazie Presidente, intanto se mi è
permesso vorrei anch'io ringraziare per il garbo istituzionale
l'onorevole Burtone che, comunque, pone sempre delle sollecitazioni
alle quali sarà mia premura dare seguito, laddove, ovviamente, i
contesti di varia natura me lo consentiranno. Per quanto riguarda
l'interrogazione numero n. 457, innanzitutto, come evidenziato dal
competente Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio
epidemiologico, appare necessario sottolineare che talune premesse
contenute nelle interrogazioni non appaiono del tutto coerenti con
le circostanze rappresentate. In particolare l'accordo collettivo
nazionale che disciplina il relativo contratto di lavoro non
prevede alcuna forma di stabilizzazione degli specialisti
ambulatoriali, ivi compresi i medici veterinari, né alcuna
tipologia di completamento orario. Si tratta, infatti, di personale
utilizzato per colmare talune esigenze in termini di prestazioni
veterinarie, anche temporanee, il cui accordo collettivo disciplina
un rapporto di lavoro che non può essere inquadrato come
subordinato. Dopo l'orario di servizio, infatti, tale personale può
regolarmente svolgere la propria attività libero professionale. Ciò
rende, di fatto, la figura dello specialista ambulatoriale non
sovrapponibile, in termini di competenza e di disciplina del
rapporto di lavoro, a quella del dirigente, con inevitabili
restrizioni nella capacità di erogare prestazioni da parte dei
servizi veterinari.
Tuttavia alla luce delle attuali dotazioni organiche veterinarie e
dell'inevitabile contrazione legata alla messa in quiescenza di
gran parte del personale dirigente veterinario, l'Assessorato
Salute nel corso degli anni 2021-2022 è più volte intervenuto sulle
Asp, indicando quale soluzione immediata l'aumento delle ore ai
medici veterinari specialisti ambulatoriali. In particolare sono
stati emanati specifici atti di indirizzo nei confronti delle Asp,
per omogenizzare la capacità prestazionale della medicina
veterinaria specialistica sul territorio, calibrando le attività su
numero 6 ore lavorative giornaliere contemporanee per cinque giorni
settimanali.
Gran parte delle aziende sanitarie del territorio hanno valutato
positivamente l'atto di indirizzo procedendo all'aumento orario, ad
eccezione delle Aziende sanitarie di Palermo e di Trapani, che
hanno valutato di applicare tale incremento solo parzialmente, e
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, che,
invece, non ha di fatto adottato alcun provvedimento.
Per quest'ultimo caso è necessario sottolineare che l'IZS della
Sicilia è governato da una struttura commissariale di nomina
ministeriale da oltre sei anni e che, pertanto, la Regione
siciliana non è attualmente nelle condizioni di potere incidere
sugli obiettivi apicali.
Per quanto concerne, invece, l'opportunità di procedere
all'aumento orario a numero 38 ore settimanali per tutti i medici
veterinari specialisti ambulatoriali, si ravvisa che dal punto di
vista operativo ed economico è preferibile provvedere a colmare la
necessità prestazionale con l'assunzione di personale dirigente.
Per questa ragione nel recente periodo alcune aziende sanitarie
della Regione - vedasi Messina, Catania, Agrigento - hanno dato
avvio alle procedure concorsuali di selezione di personale
dirigente medico veterinario. È in corso di valutazione, invece,
l'opportunità di procedere con un intervento di transito alla
dirigenza dei medici veterinari specialisti ambulatoriali a tempo
indeterminato titolari di un numero minimo di ore settimanali.
PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole Burtone?
BURTONE. Signor Presidente, io sono parzialmente soddisfatto. Non
pienamente, perché io penso che - lo dicevo proprio ieri in un
intervento in Aula - che si stia ampliando il numero di soggetti
con contratti precari. È un qualcosa che non fa onore alla classe
dirigente siciliana. Abbiamo parlato più volte dei lavoratori
impegnati durante la stagione del Covid: alcuni hanno trovato
risposte nelle aziende sanitarie, altri no con gli stessi
requisiti. Io mi sono permesso ieri di sottolineare la situazione
difficile presente nei Comuni con i lavoratori dell'ex articolo 23,
che hanno tutti i contratti a numero di ore limitate e quindi
arriveranno al pensionamento con con problemi molto seri.
Io credo che il problema del precariato lo si debba porre.
Giustamente l'Assessore dice, però dobbiamo camminare lungo il
solco delle normative che abbiamo.
Io so che la Fespa, CGIL, la CISL, la UIL, la Sumai hanno posto il
tema a livello nazionale, perché anche gli specialisti veterinari
ambulatoriali hanno una loro funzione, oggi ulteriormente
rafforzata.
C'è una crescita nuovamente in alcune aree, della brucellosi e la
peste suina africana che sta cominciando a preoccupare, l'aviaria
che continua... quindi l'impegno di questi specialisti è
significativo perché operano nel campo degli alimenti con grande
professionalità, e io mi permetto di dire che va posto il tema
intanto della crescita eguale in tutte le aziende del loro
contratto: se il massimo attualmente sono 30 ore, tutti debbono
arrivare a questo obiettivo. Trapani e Palermo hanno una situazione
più specifica che deve essere superata: è un'anomalia
inaccettabile, una in giustizia che non si può assolutamente
tollerare.
Quindi va fatto un ragionamento su questi lavoratori.
Io credo che prima sia necessario arrivare alla definizione di
queste problematiche e poi certamente ampliare anche con nuove
assunzioni, ripeto, perché la necessità di avere questi
professionisti nel nostro territorio è ormai chiara netta, e noi
riteniamo che si debba procedere con impegno, però prima superiamo
questo atto di ingiustizia nei confronti di tanti, di tanti che da
anni lavorano in queste condizioni ed è in questo momento
inaccettabile.
Quindi, l'Assessore non l'ha richiamato, lo faccio io, proprio
ieri abbiamo avuto una riunione in Commissione, abbiamo discusso,
c'è, signor Presidente, un indirizzo generale dei Capigruppo di
fare una mozione che possa portare l'Assessore ad assumere alcuni
indirizzi, mi auguro che possa essere di soddisfazione per questi
professionisti che purtroppo nel passato hanno subito delle
ingiustizie.
La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 307 "Notizie in
merito alla mancanza di provette per le analisi del sangue presso
il reparto di malattie infettive del Policlinico di Palermo" a
firma dell'onorevole La Vardera e altri.
Do la parola all'assessore Volo per rispondere all'interrogazione.
VOLO, assessore per la salute. A seguito di verifica presso il
Policlinico di Palermo si è appreso che la criticità segnalata è
scaturita da un disguido di comunicazione tra la farmacia
ospedaliera e il reparto di malattie infettive, e che nella stessa
giornata il problema risultava già risolto.
Ho fatto io stessa la verifica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta all'interrogazione.
LA VARDERA. Signor Presidente, Assessore, grazie per le sue
verifiche, grazie per le rassicurazioni, nella speranza che questo
fatto appunto non si possa ripresentare.
Per l'intervento che ha fatto immediato mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 31 "Iniziative
urgenti per garantire la continuità delle forniture dei presidi
sanitari salvavita ai pazienti dell'ASP di Siracusa affetti da
diabete mellito di tipo 1" a firma dell'onorevole La Vardera e
altri.
Do la parola all'assessore Volo per rispondere all'interrogazione.
VOLO, assessore per la salute. Si riferisce quanto relazionato
dalla competente azienda sanitaria provinciale di Siracusa
relativamente alla questione sollevata dall'associazione "Siracusa
diabetici", circa la paventata insufficiente fornitura dei presidi
per pazienti diabetici.
Sull'argomento, l'ASP rassicurava la citata associazione in quanto
la medesima ASP, al fine di evitare disagi all'utenza, provvedeva
urgentemente all'acquisto dei predetti presidi attraverso
l'adozione di atti deliberativi in ordine alla stipula dei
contratti con le aziende fornitrici.
Inoltre, l'ASP di Siracusa ha avuto modo di chiarire che la
competenza all'acquisto dei prodotti in esame ricadeva alla
centrale di committenza siciliana, e in subordine alla capofila del
bacino della Sicilia orientale individuata nell'ASP di Enna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie Presidente, Assessore, la stessa parola dentro
il titolo dell'interrogazione ci porta all'utilità di questi
presìdi che si chiamano, appunto, salvavita, salvavita perché lei
saprà, caro Assessore, che per i pazienti affetti da questa
tipologia di malattia, ahimè, devono ovviamente averli senza nessun
tipo di ritardo.
Gli interlocutori con cui mi sono rapportato nella provincia di
Siracusa mi dicono che, purtroppo, ancora oggi la situazione è
sempre precaria, perché arrivano in ritardo questi dispositivi
sanitari, ripeto, appunto, salvavita, e la situazione si ripresenta
annualmente, perché come lei ben sa all'inizio dell'anno arrivano
questi dispositivi, e spesso e volentieri il ritardo è ahimè
cronico.
E allora noi non ci possiamo permettere, rispetto a questi
dispositivi salvavita per i diabetici, di non avere una certezza di
consegna, perché da quello dipende la qualità della vita delle
persone affette da questa patologia.
E questa è la preghiera che faccio, la sollecitazione che faccio a
lei e all'Ufficio che presiede, è quello di, come dire, far sì che
in questa situazione che sicuramente viene dalla provincia di
Siracusa, ma che spesso e volentieri succede anche in diverse Asp
siciliane, dove ahimè questi presìdi vengono dati a distanza di
qualche mese, e a volte non sufficienti.
Quindi la situazione generale è la seguente, che poi il caso di
Siracusa sia stato risolto ben venga, perché questo è quello che
deve fare l'Assessorato, risolvere dei problemi, e noi è quello che
dobbiamo fare, cercare di attenzionare quelle che sono le
situazioni deficitarie, nell'auspicio che quella situazione che si
è ripresentata su Siracusa possa in qualche modo non ripresentarsi
più in altre Asp, quindi mi ritengo parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole La Vardera. Si passa
all'interrogazione n. 328 "Iniziative per il potenziamento della
rete dei consultori familiari a Siracusa e per la fornitura della
pillola abortiva RU486", a firma dell'onorevole Spada. L'onorevole
non è presente, quindi l'interrogazione si trasforma con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 34 "Previsione del contratto di rete
non soggettività giuridica tra la possibilità forme di aggregazione
dei laboratori di analisi accreditati con il Servizio sanitario
regionale ai fini del raggiungimento della soglia minima annua
delle prestazioni", a firma dell'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
VOLO, assessore per la salute. Grazie Presidente. Il processo di
aggregazione delle strutture che erogano prestazioni di medicina di
laboratorio, un obbligo che deriva dalla normativa generale di
settore di cui si fornisce un breve excursus. La legge 27 dicembre
2006, n. 296, legge finanziaria per il 2007, articolo 1, comma 796,
lettera z, che prevede l'obbligo per le regioni di adottare il
piano di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche e
private eroganti prestazioni di diagnostica di laboratori.
Secondo: Piano di rientro 2007-2009, recepito con deliberazione
della Giunta regionale n. 312 dell'1 agosto 2007, reso esecutivo
con Decreto assessoriale n. 1657 del 6 agosto 2007, che ha valore
cogente per la Regione siciliana e i cui interventi ai sensi
dell'articolo 1, comma 796, lettera b) della predetta legge n. 296
comportano effetti di variazione dei provvedimenti normativi ed
amministrativi già adottati dalla Regione in materia di
programmazione sanitaria.
Terzo: in particolare i punti b 1.6 e 1.3 del piano prevedono
l'adozione di un Decreto assessoriale di riorganizzazione della
rete laboratoristica, ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera
o) della legge n. 296.
Punto quattro: decreto legislativo n. 502 del 1992, articolo 8
quater, comma3, lettera b) come introdotto dall'articolo 79, comma
1 quinques, lettera c, del decreto legge n. 112/2008, convertito
dalla legge numero 133/2008 che fa esplicito riferimento....
scusate, stavamo parlando del punto 4 convertito dalla legge n.
133/2008 che fa esplicito riferimento al criterio della soglia
minima di efficienza che compatibilmente con le risorse regionali
disponibili deve essere conseguita da parte delle singole strutture
sanitarie.
Punto 5: decreto assessoriale n. 1933 del 16 settembre 2009,
pubblicato su GURS del 2 ottobre 2001, parte 1, n. 46, come
modificato e integrato dal decreto assessoriale n. 2674, sempre
2009 del 18 novembre 2009, pubblicato sulla GURS del 24 dicembre
2009, n. 60, con cui è stato introdotto e disciplinato il processo
di aggregazione delle strutture laboratoristiche private
accreditate.
Sesto punto: programma operativo 2010/2012 approvato dalla Giunta
regionale con la deliberazione n. 497 del 30 dicembre 2010 e reso
esecutivo con decreto assessoriale di pari data, che costituisce
prosecuzione e necessario aggiornamento del piano di rientro
2007/2009, ai sensi dell'articolo 17, comma 4, lettera b, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni
nella legge 15 luglio 2011, n. 111.
In particolare, l'Azione 41 prevede che i risultati programmati,
la definizione di un nuovo piano di aggregazione finalizzato ad
addivenire progressivamente entro il 2012 ad una soglia minima di
200 mila esami annui mediante l'aggregazione dei laboratori con
volumi di produzione inferiore alle 200 mila prestazioni annue.
Accordo tra il Governo le Regioni e le Province autonome di Trento
e Bolzano sul documento recante criteri per la riorganizzazione
delle reti di offerta di diagnostica di laboratorio, approvato
dalla Conferenza permanente Stato-Regioni nella seduta del 23 marzo
2011, reperti atti n. 61 eccetera, con il quale è stato previsto di
assumere come riferimento per quanto riguarda la soglia minima, un
volume di attività di 200 mila esami di laboratorio annui
complessivamente erogati ed ha specificato che detta soglia minima
dovrà essere raggiunta in tre anni di attività partendo da un
volume minimo di 100 mila esami di laboratorio annui
complessivamente erogati.
Decreto assessoriale 1629/2012, del 9 dicembre 2012, come
modificato dall'articolo 1 del decreto assessoriale 1006 del 20
giugno 2014, che in attuazione dell'accordo Stato - Regioni di cui
sopra, ha introdotto il criterio della soglia mina minima annua di
prestazioni quale requisito ulteriore per l'accreditamento e la
contrattualizzazione delle strutture laboratoristiche.
Punto nove: la direttiva ministeriale n. 11669 del 16 aprile 2015,
secondo cui le Regioni disciplinano le forme di aggregazione nel
rispetto delle previsioni del Codice civile di eventuali ulteriori
forme innovative previste dalle disposizioni legislative, in modo
da prevedere che sia un unico soggetto l'esclusivo interlocutore
della Regione con responsabilità contrattuale e clinico
assistenziale.
La stessa direttiva suggerisce alle Regioni di disciplinare le
modalità di aggregazione tenendo conto tra i vari aspetti anche
della modalità di composizione e della funzione dei singoli
componenti, punti prelievo laboratorio di analisi. Quindi
l'obbligatorietà del processo di aggregazione dei laboratori
scaturisce in particolare dal programma operativo 2012/2012 che
costituisce prosecuzione e necessario aggiornamento del piano di
rientro e dall'accordo del 23 marzo 2011 tra Governo e Regioni, il
quale ha sancito inequivocabilmente l'obbligo per i laboratori del
raggiungimento del volume di attività di 200 mila prestazioni
annue, quale soglia minima da conseguire nell'arco di un triennio
muovendo per l'appunto da un volume minimo di 100 mila prestazioni.
Numerose pronunce rese in procedimenti giudiziali in corti presso
la giurisdizione amministrativa, hanno confermato l'obbligatorietà
del raggiungimento della soglia minima di prestazioni e del
processo di aggregazione. Per esempio il Tar Palermo nelle sentenze
n. 2343 e n. 2345 del 2013, i cui contenuti sono richiamati dalla
successiva pronuncia n. 1274 del 2015, poi confermata per questo
profilo dalla decisione del CGA n. 157 del 2016, ma anche dalla
decisione n. 159 del 2016, ha confermato che non è revocabile in
dubbio la doverosa attivazione da parte del competente Assessorato
di un reale e completo processo di aggregazione, e quello
dell'obbligatorietà dell'aggregazione determinato dalla presa
d'atto del mancato raggiungimento dell'obiettivo posto nel piano
operativo del 2010 - 2012, e come tale costituente obbligo per la
Regione come prosecuzione del piano di rientro dal disavanzo
dell'ulteriore aggregazione delle strutture.
Non può quindi revocarsi in dubbio la necessità dell'introduzione
di una soglia minima, peraltro già introdotta, di adozione del
piano di riorganizzazione ex articolo 1, comma 796 della legge
nazionale 296/06, la quale peraltro come misura in sé risulta
perfettamente allineata con le indicazioni fornite anche a livello
nazionale.
Le stesse sentenze recitano che tali soglie minime di prestazioni
annue sono state previste in seno all'accordo del 23 marzo 2011 tra
il Governo, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
sul documento recante 'criteri per la riorganizzazione delle reti
di offerta di diagnostica di laboratorio', stipulato ai sensi
dell'articolo 4 del decreto legislativo 281 del 1997.
Tale disciplina inoltre va ad incidere su precedenti
regolamentazioni in tema di criteri di accreditamento, sicché resta
ferma pertanto la generale potestà dell'Assessorato di aggiornare
detti criteri a fornitori se l'introduzione degli stessi nasca
dall'adempimento di obblighi a livello nazionale, e come è evidente
anche da una esigenza di razionalizzazione e contenimento della
spesa pubblica, oltre che in vista di un miglioramento di qualità
delle prestazioni offerte all'utente. Tanto più che il predetto
accordo Stato - Regioni ha espressamente prescritto che nei criteri
di accreditamento dovrà essere prevista una soglia minima di
attività, al di sotto della quale non si può riconoscere l'idoneità
ad essere riconosciuti tra i produttori accreditati.
In altri termini, il Tar Sicilia ha statuito inequivocabilmente
che la previsione di un limite minimo di prestazioni annue, e la
conseguente obbligatorietà dell'aggregazione, consegue ad obblighi
imposti dallo Stato alla Regione siciliana al fine di contenere la
spesa in materia di sanità. Sezione terza n. 1274 del 2015 manca n.
2081 del 2015. Anche il CGA con diverse pronunce ha confermato
l'obbligo per la Regione di realizzare un concreto processo di
aggregazione delle strutture per raggiungere le soglie minime di
accreditamento fissate in sede nazionale.
Ne consegue che l'obbligatorietà di tale requisito è stata
confermata dagli organi giurisdizionali, infatti lo stesso CGA ha
statuito che la doverosità di conseguire le soglie fissate, anche
attraverso le aggregazioni, un fatto già definito tanto in sede
nazionale che regionale, risponde alla necessità di
razionalizzazione del sistema, anche ai fini del contenimento della
spesa pubblica.
Nell'intento di conseguire il risultato di un effettivo processo
di aggregazione dei laboratori che, superando la frammentarietà del
sistema determinata dall'elevato numero delle strutture
accreditate, permettesse di raggiungere gli standard qualitativi
previsti dalle norme di riferimento a garanzia della sicurezza dei
cittadini, e di evitare incertezze interpretative in sorte su
precedenti decretazioni tenendo conto di quanto statuito dalle
pronunce giudiziali, l'Assessorato ha emanato il decreto
assessoriale n. 182 dell'1 febbraio 2017, che contiene le direttive
per l'aggregazione delle strutture laboratoristiche della Regione
siciliana.
Per quanto di interesse, ai fini del riscontro all'interpellanza
in oggetto, si riferisce che il suddetto decreto assessoriale
dispone che l'aggregazione di laboratorio sia costituita da
un'unica struttura laboratoristica centrale, da uno o più punti
periferici che vanno identificati come punti di accesso.
Lo stesso decreto prevede che le aggregazioni di laboratorio
possano giuridicamente realizzarsi attraverso la creazione di
cooperative, strutture consortili, associazioni temporanee di
impresa, altre forme previste dalla legislazione vigente, ivi
compreso il contratto di rete di cui all'articolo 3, comma 4 ter e
successivi, del decreto legislativo 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 e successive modifiche
e integrazioni, dotato di soggettività giuridica.
Lo stesso decreto assessoriale stabilisce che, ove alla scadenza
del termine previsto le strutture laboratoristiche non risultino
conformi al requisito della soglia minima annuale di prestazioni
erogate, sono sospese dall'accreditamento per un periodo di trenta
giorni al termine del quale, ove risultassero ancora non conformi
ai requisiti di accreditamento, decadono automaticamente
dall'accreditamento.
Avverso il decreto assessoriale n. 182 del 2017 sono stati
incardinati diversi ricorsi giurisdizionali per vari motivi tra i
quali la scelta dell'Amministrazione di prevedere tra le forme di
aggregazione il contratto di rete dotato di personalità giuridica.
Tali ricorsi sono stati respinti sia dal TAR Palermo che, in grado
di appello, anche dal CGA. Le suddette pronunce hanno riconosciuto
che le disposizioni assessoriali impugnate sono coerenti con
l'accordo Stato Regioni del 23 marzo 2011 che persegue la finalità
della riduzione dei centri e il superamento della logica della
frammentazione delle attività laboratoristiche e che l'obbligo del
raggiungimento della soglia minima discendeva già dalla legge
finanziaria dell'anno 2007, che impegnava le Regioni a
riorganizzare la rete delle prestazioni della diagnostica di
laboratorio, oltre che dal Piano di rientro 2007-2009 e dal
Programma operativo 2010-2012.
Sempre secondo le stesse pronunce, la doverosità di conseguire,
anche attraverso aggregazioni, era un fatto già definito, tanto che
sia in sede nazionale che regionale rispondeva alle necessità di
una razionalizzazione del sistema anche ai fini del contenimento
della spesa pubblica, sentenze del CGA n. 156 e n. 159 del 2016.
Frattanto l'articolo 29 del decreto legislativo 25 maggio 2021, n.
73 convertito dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha da un lato
ribadito la necessità di completare il processo di riorganizzazione
della rete delle strutture laboratoristiche al fine di adeguarne
gli standard organizzativi e di personale ai processi di incremento
dell'efficienza resi possibili dal ricorso a metodiche
automatizzate, e dall'altro ha autorizzato le regioni al fine di
assicurare la soglia minima di efficienza di duecentomila
prestazioni al riconoscimento delle strutture che si adeguano
progressivamente ai suddetti standard non oltre il 31 dicembre
2022, prevedendo apposito stanziamento.
La sopravvenuta norma statale, nel contestare il mancato pieno
raggiungimento dell'obiettivo del completamento del processo di
aggregazione dei laboratori privati accreditati, ha individuato un
termine ultimo per la conclusione del processo aggregativo.
Pertanto, in esecuzione di tale disposto normativo il decreto
assessoriale n. 1249 del 25 novembre 2021, è stata fissata la data
del 31 dicembre 2022 quale data ultima per il completamento dei
processi di riorganizzazione della rete delle strutture private
accreditate eroganti prestazioni di diagnostica di laboratorio, al
fine di garantire la soglia minima di efficienza di duecentomila
prestazioni annue.
Il comma 55 dell'articolo 13, della legge regionale 25 maggio
2022, numero 13, ha stabilito tra l'altro che le strutture
pubbliche e private accreditate eroganti prestazioni specialistiche
di diagnostica di laboratorio possono raggiungere gli standard
organizzativi e di personale, richiesti all'articolo 29 del decreto
legge 25 maggio 2021, numero 73, convertito con modifiche in legge
- salto un po' di di numeri di norme - anche attraverso la
costituzione di reti di impresa di cui all'articolo 3 del decreto
legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni con la
legge 9 aprile 2009, n. 33.
Tale disposizione è stata impugnata dinanzi alla Corte
costituzionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per
violazione dei principi fondamentali stabiliti dal Legislatore
statale in materia di tutela della salute e segnatamente per
contrasto con il sopra citato accordo tra il Governo e le Regioni
sui criteri per la riorganizzazione delle reti di offerta di
diagnostica di laboratorio, approvato dalla Conferenza permanente
Stato Regione.
Frattanto, il legislatore regionale ha prorogato al 30 giugno 2023
il termine per il completamento del processo di riorganizzazione
della rete delle strutture laboratoristiche accreditate.
Il legislatore statale, a sua volta, è intervenuto nuovamente
differendo al 31 dicembre 2023 il termine per il completamento del
processo di aggregazione della rete delle strutture pubbliche e
private accreditate eroganti prestazioni di diagnostica di
laboratorio (decreto legge numero 198/2022 convertito con
modificazioni dalla legge numero 14/2023).
Successivamente, la Corte costituzionale con la sentenza numero 76
del 20 aprile 2023 ha dichiarato inammissibile la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 13, comma 55, primo
periodo della legge regionale numero 13/2022 per mancanza nel
ricorso di una adeguata motivazione che desse conto della pretesa
violazione della norma statale interposta e del parametro
costituzionale evocato.
A seguito del pronunciamento della Corte costituzionale che
tuttavia non è entrata nel merito della questione respingendo
l'eccezione di incostituzionalità per un profilo di natura formale
l'Assessorato con il decreto assessoriale numero 661 del 29 giugno
2023 in attuazione del decreto legge 198/22, convertito con legge
numero 14 del 23, ha differito al 31 dicembre 2023 il termine per
il completamento del processo di aggregazione della rete delle
strutture laboratoristiche private accreditate nel rispetto della
soglia minima di efficienza delle 200.000 prestazioni annue.
Quanto sopra, al fine di mantenere i pregiudicati i livelli di
assistenza nelle more dell'emanazione di un nuovo decreto in fase
di predisposizione che dovrà tenere conto della previsione di legge
regionale e della normativa statale in tema di soglia minima di
efficienza di cui all'accordo Stato-Regioni sopra richiamati.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo si ritiene soddisfatto?
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Assessore, visto anche la
complessità della risposta, mi riservo eventualmente di riproporre
un'ulteriore interrogazione dopo che avrò approfondito la risposta
stessa che mi ha dato l'assessore in questo momento.
Quindi, non dichiaro di ritenermi soddisfatto o meno per questo
motivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
Si passa all'interrogazione n. 349 "Chiarimenti in merito alle
criticità esistenti nelle R.S.A. siciliane", a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Anch'io avevo presentato sul tema R.S.A. siciliane
un'interrogazione la n. 366. Se evidentemente l'Assessore ha la
stessa risposta, potremmo accorparla, discuterla anche adesso,
perché tratta dello stesso tema, solo una precisazione.
PRESIDENTE. Penso che l'argomento sia identico, è la risposta ...
VOLO, assessore per la salute. Presidente, mi perdoni, mi ero
distratta un attimo.
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 366.
VOLO, assessore per la salute. Ma io come ho un altro oggetto,
però, con riferimento alla n. 366.
PRESIDENTE. Sì, perché qui l'argomento attiene agli stipendi. E'
diverso. Sì, perché quella dell'onorevole De Luca è in merito a
criticità in generale, non parla di personale.
VOLO, assessore per la salute. Infatti sono due argomenti diversi,
onorevole.
Riprende lo svolgimento della Rubrica Salute
PRESIDENTE. Va bene, Assessore, continuiamo.
VOLO, assessore per la salute. Allora procediamo con la n. 349, a
firma dell'onorevole De Luca Antonino.
PRESIDENTE. La n. 349 reca Chiarimenti in merito alle criticità
esistenti nelle RSA Siciliane , a firma dell'on. De Luca Antonino
ed altri.
VOLO, assessore per la salute. Con l'atto ispettivo è stata
evidenziata una problematica di carattere generale, riguardante la
presenza di gravi irregolarità e inadempienze commesse dai gestori
delle residenze sanitarie assistite e insistenti sul territorio
siciliano tali da comportare un impatto negativo sull'assistenza al
paziente.
Facendo, poi, particolare riferimento alle vicende che fra la metà
del 2022 e gli inizi di questo anno 2023 hanno interessato il
gruppo Karol e le strutture della medesima gestione.
Per quanto concerne il richiamo all'esercizio dei generali poteri
di vigilanza e controllo sul settore, in particolare sulle
verifiche circa la corretta osservanza dei soggetti accreditati
riguardo ai contenuti delle convenzioni stipulate con il Servizio
sanitario regionale, nel mese di febbraio 2023 l'Assessorato
segnalava ai commissari straordinari delle aziende sanitarie le
criticità emerse nel corso di incontri intervenuti con le
organizzazioni sindacali, invitandoli a svolgere le conseguenti
attività accertative per violazione di obblighi previsti per la
legge, con eventuali applicazioni di sanzioni, previa comunicazione
nei casi più gravi, fino alla sospensione o revoca delle
convenzioni esistenti.
Dalle attività poste in essere dalle aziende sanitarie provinciali
non sono finora scaturite notizie circa il mancato rispetto dei
contenuti convenzionali stipulati con i soggetti gestori, ai sensi
dell'articolo 8 quinquies, del decreto legislativo n. 502/92.
Mentre per la specifica situazione che ha provocato la richiamata
agitazione nei confronti del gruppo Karol, le informazioni
acquisite presso l'ASP di Palermo denotano un sostanziale rispetto
della tempistica dei pagamenti nei confronti del soggetto
accreditato, onorati ordinariamente nel mese successivo a quello di
riferimento.
Qualora l'Assessorato dovesse ricevere ulteriori segnalazioni di
gravi inadempienze nei confronti dei lavoratori, si potrà avviare
un'attività ispettiva al fine di chiarire la reale portata della
criticità, ferma restando la possibilità di valutare il venir meno
delle condizioni relative al permanere del rapporto convenzionale.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si ritiene soddisfatto della
risposta fornita?
DE LUCA ANTONINO. Assolutamente no, Presidente, perché da questa
risposta derivano due logiche conseguenze: la prima, è che questi
lavoratori e i loro rappresentanti sindacali sono dei pazzi, hanno
scioperato, hanno fatto rumore, hanno protestato quando in realtà
ricevevano regolarmente lo stipendio ed evidentemente non se ne
accorgevano, glielo accreditavano e non se ne accorgevano.
Quindi, delle due l'una O l'attività ispettiva condotta
dall'Assessorato non è veritiera o non ha visto bene ciò che è
accaduto nei mesi o durante gli anni che hanno preceduto la
protesta, perché io non voglio credere, non voglio pensare che così
tanti lavoratori protestano per ricevere uno stipendio che
realmente ricevevano. Siamo all'assurdo
Ragion per cui, io credo che sia un dovere morale, ancor prima che
politico, da parte dell'Assessore, della struttura che guida, di
verificare come siano state fatte queste verifiche.
Perché se non controlliamo il controllore qualche volta qualcosa
scappa
Probabilmente, bisognerà realizzare anche a questo punto in
Commissione Salute , me ne farò promotore, un'audizione di questi
lavoratori, di questi sindacati per capire se abbiano inscenato
delle proteste ingiustificate oppure no Perché se hanno ricevuto
tutto regolarmente, è evidente che hanno anche impegnato la
politica regionale in un'attività non opportuna.
Secondariamente, Assessore, il problema delle cooperative e delle
R.S.A. siciliane non si ferma a quest'unica struttura che è stata
presa a titolo di esempio perché troppo spesso giungono notizie di
cooperative che o per un deficit finanziario proprio o per i
ritardi della Regione nel fornire i rimborsi dovuti o per delle
questioni di rendicontazione non riescono ad assolvere i loro
doveri nei confronti dei propri dipendenti e questo spesso ahinoi e
soprattutto per gli assistiti e delle loro famiglie si trasforma in
un cattivo servizio reso a chi ha più bisogno, a chi è più debole e
io credo che da questo punto di vista noi dovremmo cercare di
capire, l'Assessorato dovrebbe cercare di capire, se all'interno di
questo sistema di accreditamento e di verifica delle ispezioni e di
verifica periodica dei requisiti se tutto funziona oppure no.
Io, Assessore, le pongo una domanda: abbiamo cognizione di quale
intervallo periodico esiste tra un'ispezione e un'altra? Tra una
verifica dei requisiti e un'altra? Se tutte le cooperative
accreditate per svolgere questo servizio vengono controllate
periodicamente o se vengono controllate sempre le stesse o se
vengono controllate alcune sì e alcune no?
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
DE LUCA ANTONINO. Noi abbiamo contezza, anche relativamente a
quelle che sono accreditate presso gli albi comunali per svolgere
questi servizi, se possiedono tutte rispetto a quando si sono
iscritte negli albi i requisiti e se li hanno mantenuti nel tempo?
O se magari certe cooperative sono state accreditate quando magari
questi requisiti esistevano e poi magari non li hanno mantenuti nel
tempo? O se sono lì e hanno mantenuto man mano che cambiavano le
normative? Perché queste cooperative, queste R.S.A., alla fine
hanno il compito importante, delegato dalla politica regionale, di
occuparsi dei nostri anziani e noi non li possiamo lasciare lì a
far quello che vogliono perché se per l'imprenditore, se per la
cooperativa il profitto è una voce da tenere in considerazione,
per carità, per noi la prima voce in considerazione è la qualità
del servizio: e, quindi, se hanno la capacità finanziaria, se i
locali sono idonei, se hanno un numero di O.S.S., di infermieri
adeguato al numero e se sono pagati secondo la contrattazione
collettiva, secondo il contratto delle cooperative, il contratto
AIOP, a seconda del servizio reso.
Tutti questi fattori, quindi, non è semplicemente ti pago lo
stipendio in regola ogni mese con un ritardo di un mese o meno, è
un complesso di fattori e noi non possiamo abdicare al nostro
dovere di controllo e di vigilanza perché, ripeto, all'interno di
questa R.S.A. se pensiamo a cosa è successo durante il periodo
Covid, se pensiamo a quello che è successo in altre R.S.A., anche
in altri periodi, probabilmente ci renderemmo conto che il servizio
non sempre è adeguato alle aspettative di una società civile e lì
dentro ci sono i nostri anziani, non possiamo non controllare, non
possiamo non avere il quadro della situazione, periodicamente
aggiornato; per cui, Assessore, io la invito fortemente a fare una
verifica puntuale di ciò che è stato controllato, di essere
presente politicamente e umanamente su questo settore perché è un
settore dove c'è gente che soffre e che merita di avere un servizio
adeguato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
Si passa all'interrogazione n. 362 "Notizie in merito alla
realizzazione delle case di comunità delle centrali operative e
degli ospedali di comunità mediante i fondi del Piano nazionale di
ripresa e resilienza per la sanità", a firma dell'onorevole La
Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VOLO, assessore per la salute. Presidente, con decreto
assessoriale numero 1.294 del 2022, previa delibera di Giunta, è
stato approvato il Piano della rete territoriale di assistenza che
prevede n. 155 case di comunità, 43 ospedali di comunità e 50 COT,
centrali operative territoriali.
Il Piano è stato apprezzato dal Ministero e gli step intermedi
sono stati tutti rispettati.
Entro il termine previsto sono stati firmati contratti con gli
operatori economici per la consegna dei lavori. Utilizzando le
strutture sanitarie esistenti sono state attivate e sono operanti
due case di comunità, una a Catania e una a Caltanissetta.
Quest'ultima è stata inserita nel progetto pilota per la
valutazione a livello nazionale di tali strutture condotto da
AGENAS.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?
LA VARDERA. Grazie, Assessore, per la sua spiegazione dei fatti
che, ricordo a quest'Aula, pone al centro un quesito fondamentale
rispetto al tema della sanità, perché le case di comunità sono
quello che lei stessa ci ha definito, Assessore, il futuro della
nostra Regione e, ovviamente, non ci possiamo permettere - lo dico
sempre con il rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione -
ritardi perché sui fondi del PNRR sappiamo che si gioca la partita
più importante del nostro futuro rispetto, soprattutto, ai fondi
della sanità, perché - lei lo saprà, Assessore - noi siamo la
seconda Regione dopo la Campania ad avere ricevuto più
finanziamenti sotto questo punto di vista e, quindi, abbiamo
l'obbligo, viste le quantità enormi di denaro, di spendere il bene
e spenderli subito.
E, quindi, io sono rassicurato dalle sue parole relativamente al
fatto che eventuali ritardi di cui aveva parlato la stampa sono
pressoché superati o, addirittura, del tutto risolti e, ovviamente,
vigileremo, Assessore, perché non sia mai e questo, ovviamente, non
ce lo auguriamo ma saremmo pazzi per farci una sorta di Harakiri,
permetterci di perdere quei fondi che sono per la Sicilia, dei
fondi fondamentali per il futuro e lo sviluppo della nostra
Regione.
Quindi, mi dichiaro, rispetto alle sue parole, soddisfatto con una
condizione di pressing che continueremo a fare in collaborazione
totale per la salute dei siciliani.
PRESIDENTE. Andiamo all'interrogazione n. 363 "Chiarimenti in
merito alla mancata installazione della risonanza magnetica presso
l'ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese di cui alla delibera
direttore regionale dell'Asp di Palermo n. 934" a prima firma
dell'onorevole Sunseri.
La trasformiamo in risposta scritta.
Andiamo all'interrogazione n. 366, a prima firma dell'onorevole La
Vardera, "Chiarimenti urgenti in merito alla mancata erogazione
delle spettanze stipendiali ai dipendenti delle residenze sanitarie
assistite (R.S.A.) siciliane". Ha facoltà di parlare l'assessore
per fornire risposta.
VOLO, assessore per la salute. Forse era questa l'interrogazione
dal contenuto uguale, comunque non è un problema, posso rileggere
la risposta.
PRESIDENTE. No, Assessore, se ha ascoltato possiamo... onorevole
La Vardera se già ha ascoltato l'intervento, magari può intervenire
direttamente.
LA VARDERA. Sì, lo dicevo poco fa. Le considerazioni che faceva
l'onorevole De Luca che rappresentava delle criticità nel comparto
delle R.S.A., io le ho più circoscritte in questa interrogazione
relativamente alla mancata erogazione degli stipendi di oltre 400
persone che lavorano nelle R.S.A. e, ricordiamolo, comparto Karol,
sì, esattamente nel comparto Karol e, quindi, io ricordo che, al di
là di questa situazione rappresentata dall'onorevole De Luca, anche
noi abbiamo presentato un'interrogazione relativamente alle
strutture Karol perché ci segnalano stipendi non pagati per mesi e,
soprattutto, situazioni precarie di ben 400 dipendenti che
rischiano di finire in mezzo alla strada perché, appunto, non
vengono pagati gli stipendi, con la beffa che, mi risulta, invece
che da parte dell'ASP, paradossalmente, c'è una puntualità nei
pagamenti e che, quindi, evidentemente, Assessore, se voi gli date
i soldi e questi soldi, a loro volta, non vengono dati ai
dipendenti, voi dovete essere messi nelle condizioni di controllare
in modo preciso e puntuale: i soldi che noi diamo, soprattutto a
questi enti privati, non ci possiamo permettere, insomma, che non
vengano utilizzati per il motivo per cui sono stati spesi.
Io dico questo, dico che sicuramente ci saranno delle criticità,
però è opportuno verificare perché non ci sono i pagamenti di
questi stipendi e come mai questi lavoratori lamentano questa
condizione, diciamo, di precarietà enorme, perché, ovviamente, noi
dobbiamo controllare, siamo i controllori dei soldi pubblici che
diamo a tali strutture.
Quindi, io mi auguro e auspico che questa situazione rientri nella
normalità; diversamente prendete provvedimenti e cercate di capire
quali sono le altre realtà che pagano puntualmente i dipendenti
delle R.S.A., nello specifico del comparto della sanità, che
lavorano presso la Karol.
PRESIDENTE. Come si dichiara?
LA VARDERA. Forse l'Assessore vuole dire qualcosa, magari se dice
qualcosa ho possibilità di ritenermi soddisfatto o meno...
VOLO, assessore per la salute. Presidente, volevo solamente
riprendere la stessa conclusione della precedente interrogazione,
nella quale l'Assessorato dichiara - laddove ci fossero ulteriori
segnalazioni, quindi faremo rapidamente una verifica di questo - di
avviare azioni ispettive proprie, non quelle che per norma di
autonomia gestionale fanno le aziende provinciali competenti per
territorio. Quindi, come dire, era una nostra intenzione già
prevista.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
LA VARDERA. Alla luce delle parole che ha detto, Assessore, quindi
nella speranza che voi ovviamente avvierete delle ispezioni
specifiche, mi ritengo soddisfatto della celerità con la quale
opererete.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Si passa
all'interrogazione n. 384 "Forno crematorio Santa Cristina Gela", a
prima firma dell'onorevole Chinnici. Prego Assessore.
VOLO, assessore per la salute. Grazie Presidente.
Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si
riportano gli elementi di risposta forniti dall'Assessorato
autonomie locali e funzione pubblica con nota protocollo n. 66.975
del 26 luglio 2023. L'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica premette che la competenza in materia di gestione
cimiteriale è regolamentata dal decreto del Presidente della
Regione 5 aprile 2022, n. 9, Regolamento di attuazione del titolo
II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 Rimodulazione
degli assetti organizzativi dei dipartimenti regionali , ai sensi
dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3, che l'attribuisce all'Assessorato Salute , rimanendo in capo al
Dipartimento delle autonomie locali una generica attività di
verifica sulla legittimità degli atti posti in essere dalle
Amministrazioni comunali.
Continua la nota di cui all'inizio precisando che nella
fattispecie, pur nella incompetenza per materia, ha avviato
un'attività conoscitiva delle iniziative poste in essere
dall'Amministrazione comunale di Santa Cristina Gela per la
realizzazione di un forno crematorio, autorizzando anche
un'attività ispettiva a conclusione della quale, come precisato nel
relativo verbale, si è rilevato che dagli atti esaminati non emerge
la possibilità da parte del Dipartimento autonomie locali di
disporre la sospensione e, tanto meno, l'annullamento degli atti
deliberati dal Comune nel rispetto dei principi di autonomia e
sussidiarietà sanciti dalla Costituzione.
Nello stesso verbale l'ispettore ha riferito che pertanto, fermo
restando che dall'esame degli atti non risultano violazioni di
legge da segnalare agli organi giurisdizionali competenti,
relativamente ai motivi che hanno determinato l'ispezione, fatti
salvi eventuali profili legati alla conformità della procedura
svolta per l'affidamento del progetto esecutivo che non sono
oggetto di questa ispezione, si ritiene che solo l'Assessorato
competente per materia può dare esatto riscontro all'atto
ispettivo, anche in relazione alla richiesta di sospendere o
annullare ogni atto riguardante la realizzazione di un impianto
crematorio a Santa Cristina Gela.
Con riferimento a quanto di competenza di questo Assessorato, il
Servizio igiene pubblica e rischi ambientali, del Dipartimento
attività sanitarie e osservatorio epidemiologico riferisce che non
ha rinvenuto agli atti nessuna documentazione inerente
l'istruttoria per l'autorizzazione alla realizzazione del forno
crematorio del Comune di Santa Cristina Gela.
Il predetto Servizio ha poi precisato che a seguito
dell'emanazione della legge regionale n. 18 del 17 agosto 2010
aveva sollevato la problematica inerente la gestione e la
conservazione a meno 85 gradi centigradi per almeno dieci anni del
materiale biologico da prelevare prima della cremazione dal
cadavere a scopo giuridico e amministrativo, così come è previsto
dalla normativa vigente la cui risoluzione era necessaria per la
pianificazione degli impianti.
Da notizie di stampa si è comunque appreso che il progetto
relativo al forno crematorio in parola non ha avuto ulteriore
sviluppo procedurale.
PRESIDENTE. Onorevole Chinnici, come si dichiara?
CHINNICI. Soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 391 "Interventi urgenti
al fine di ripristinare le modalità di visita ai pazienti presso il
centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina", a firma degli onorevoli
La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
VOLO, assessore per la salute. Signor Presidente, in data 8 agosto
2023, il Dipartimento pianificazione strategica competente per
materia ha inoltrato formale richiesta di informazioni al direttore
sanitario del presidio ospedaliero Bonino Pulejo di Messina,
pertanto, non essendo pervenuta la relazione richiesta non si può
rendere la risposta.
Sarà premura dell'Assessorato sollecitare e ottenere quanto
necessario.
PRESIDENTE. Quindi, l'interrogazione è da considerarsi rinviata.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Assessore, apprendo, come dire, sgomento di questa
cosa perché, ovviamente, insomma, queste interrogazioni erano già
ben pianificate per tempo e quando gli uffici non rispondono a un
Assessore bisogna tirargli le orecchie, perché tecnicamente è una
situazione delicata che riguarda un ospedale a Messina, dove ancora
oggi mi risulta che non fanno entrare per le visite dei parenti
come se fossimo nel piano della pandemia. Grazie al cielo quel
periodo lo abbiamo superato e quindi banalmente, al di là della
risposta scritta che deve fare l'ufficio, faccia una chiamata
diretta in questo ospedale e metta fine a questa storia che
veramente è incredibile, perché quegli anziani hanno bisogno di
avere la presenza dei loro parenti, dei loro cari per vivere un
periodo difficile della loro vita, non si possono più vedere in
questa condizione.
Quindi, la prego, Assessore, non accada più che in quest'Aula
venga e mi dica che non ha ricevuto la risposta degli assessorati
perché chi sbaglia a casa mia paga e quando non mi rispondono a
casa mia - e non sono dentro un assessorato -, insomma, gli tiro le
orecchie e adotto le conseguenze del caso.
Riprende lo svolgimento della Rubrica Salute
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 392 "Iniziative urgenti
volte a fronteggiare la grave carenza di personale medico nei
presidi ospedalieri del territorio del Libero Consorzio comunale di
Siracusa", a firma dell'onorevole Carta.
Non essendo presente in Aula l'onorevole Carta, si considera
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 393 "Chiarimenti in merito alle
criticità del Poliambulatorio di Palma di Montechiaro (AG)", a
firma dell'onorevole Catanzaro.
Non essendo presente in Aula il firmatario, si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 400 "Interventi urgenti
finalizzati alla riduzione delle liste di attesa per l'accesso alle
prestazioni sanitarie del Servizio sanitario regionale", a firma
degli onorevoli La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
VOLO, assessore per la salute. Allora, si riferisce di seguito in
merito alle iniziative poste in essere dall'Assessorato della
salute.
Si premette che con deliberazione della Giunta regionale n. 317
del 27 luglio 2023 conformemente a quanto previsto dalla circolare
del Ministero della Salute n. 18678 del 30 maggio 2023 è stato
adottato l'aggiornamento del piano operativo regionale di recupero
delle liste d'attesa.
Con successiva direttiva assessoriale, protocollo n. 44702 dell'11
agosto 2023, si è quindi provveduto a definire obiettivi e tempi
nonché si è dato avvio alle attività da svolgere per l'attuazione
del predetto Piano regionale per gli anni 2020-2022, in linea con
le precedenti disposizioni assessoriali del mese di giugno.
Nella suddetta disposizione assessoriale, riguardo agli obiettivi,
si prevede in sintesi che le aziende sanitarie hanno l'obbligo di
recuperare, nel più breve tempo possibile, entro il 31.12.2023, le
prestazioni di ricovero ed ambulatoriali ancora presenti in lista
d'attesa, in conformità alla circolare del Ministero della Salute
n. 118678 del 30 maggio 2023, con l'utilizzo di tutte le risorse
aggiuntive previste dalla normativa nazionale e con l'applicazione
di nuovi meccanismi operativi previsti dal documento metodologico,
di cui alla delibera di Giunta regionale del 27 luglio 2023, volti
ad aumentare la capacità produttiva complessiva della rete
assistenziale.
Nella suddetta disposizione si prevede ancora che per raggiungere
gli obiettivi in parola, sulla base dell'esperienza maturata con i
precedenti Piani regionali, tutte le aziende sanitarie ospedaliere
e provinciali devono avvalersi dei nuovi strumenti messi a
disposizione dalla Regione, al fine di gestire le liste d'attesa da
recuperare, facilitarne la condivisione a livello interaziendale
nell'ambito territoriale di garanzia, che ha dimensioni provinciali
per la quota di prestazioni eccedenti la capacità produttiva
aziendale implementando il meccanismo della mobilità dei pazienti
all'interno della rete di offerta assistenziale dell'ambito
territoriale di garanzia, acronimo ATG.
Le risorse finanziarie messe a disposizione pari ad euro
48.506.769 sono tendenzialmente distribuite parimenti tra le
strutture pubbliche e le strutture private accreditate e
contrattualizzate.
L'attuazione del Piano operativo regionale di recupero delle
liste d'attesa richiede la definizione di una struttura
organizzativa dedicata a livello aziendale e interaziendale, in
quest'ottica la disposizione assessoriale prevede la costituzione
di una rete aziendale per il recupero delle prestazioni e pertanto
le aziende sanitarie provinciali devono dare seguito a tale assunto
con apposito atto deliberativo.
Giova precisare che la succitata rete per il recupero delle
prestazioni è una struttura funzionale, coordinata dal direttore
sanitario aziendale che mette in connessione tutte le unità
operative che presentano liste d'attesa da recuperare attraverso la
rete, pertanto, le aziende sanitarie devono contattare gli utenti e
riprogrammare le prestazioni secondo i processi operativi previsti
dal Piano, ovvero bonificare le aziende informatiche e di
prenotazione.
Le operazioni di recall riguardano sia le prestazioni di ricovero
chirurgico, che le prestazioni ambulatoriali, per le quali si
riprogrammano le prestazioni dei pazienti confermate in lista anche
mediante il sovracup regionale.
Le direzioni sanitarie aziendali provvedono a monitorare
costantemente il numero delle prestazioni recuperate, bonificate o
erogate ed il rispetto delle disposizioni legislative inerenti
l'attività intramuraria che occorre conciliare con il richiesto
incremento della potenzialità erogativa istituzionale delle
strutture pubbliche.
Nell'ambito delle disposizioni assessoriali dell'11 agosto ultimo
scorso è stata prevista, inoltre, la costituzione dell'Osservatorio
recupero prestazioni di area metropolitana, da istituire come atto
deliberativo aziendale. Tale organismo coordinato dal direttore
sanitario aziendale è composto dai coordinatori delle reti ARP, dei
referenti delle liste d'attesa e da un rappresentante
dell'ospedalità privata con funzioni di favorire l'implementazione
del nuovo modello interaziendale di gestione delle liste di attesa.
Conformemente a quanto previsto nella direttiva in parola, in data
4 settembre ultimo scorso, è stata istituita la piattaforma Gilia
per il monitoraggio sulle liste d'attesa, per la parte di
prestazioni in area chirurgica.
Il Piano operativo regionale di recupero delle liste d'attesa a
regime verrà, pertanto, monitorato con cadenza mensile e all'esito
delle singole verifiche si procederà ad un'ulteriore assegnazione
delle risorse finanziarie, in aggiunta a quelle previste nel
documento metodologico approvato con delibera di Giunta regionale
n. 317 del 27 luglio ultimo scorso.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole La Vardera, come si dichiara?
LA VARDERA. Caro Assessore, su questo tema delle liste di attesa
nella sanità siciliana abbiamo più volte disquisito in quest'Aula
anche veementemente. Relativamente alla nostra visione
completamente contrapposta alla sua visione di sanità, noi
riteniamo che non sia normale in una Regione dove il diritto alla
salute venga garantito a tutti i cittadini siciliani, che per una
visita medica passino mesi e mesi se non hai nessun santo in
paradiso e soprattutto se non hai la possibilità economica di
poterti rivolgere alle strutture private, che ovviamente a loro
volta hanno dei costi onerosi e non tutti possono permetterselo e
questo, caro Assessore, dà la dimostrazione plastica che
evidentemente in questo sistema c'è più di qualcosa che non
funziona.
Se, infatti, noi dobbiamo, come dire, fare un'analisi della
situazione, l'analisi è disastrosa, disastrosa, su tutti i punti di
vista: visite specialistiche che ovviamente se non le fai pagando
puoi scordartele e come più volte detto in quest'Aula anche con un
tono ovviamente provocatorio, diamoci al sistema sanitario
americano che evidentemente è quello migliore di tutti, paghiamo,
facciamo un'assicurazione sanitaria sulla salute e poi ovviamente
chi ha più soldi, come si dice in aramaico antico, non so se lo
conosce questo detto: "cu havi cchiù pruvuli spara". Non so se
gliel'hanno mai detta questa definizione arcaica, fondamentalmente:
chi ha più capacità economica ovviamente, insomma, lo fa.
E, allora, io questo credo che non ce lo possiamo più permettere.
Il Presidente della Regione, "Re Schifani II", ormai da me
ribattezzato così per il suo modo di fare, diciamo, di soggetto che
sta al di sopra di questo stesso Parlamento, ha annunciato più
volte uno screening su questo sistema sanitario, abbatteremo le
liste d'attesa, faremo, diremo, andremo, torneremo e scenderemo e
saliremo , ma la sostanza è sempre quella, cioè i siciliani non
hanno garantito il sacrosanto diritto istituzionalizzato dalla
nostra Costituzione ad essere curati nel posto in cui sono nati.
Allora, siamo sempre lì, l'ho detto poco fa, lo ribadirò finché
avrò respiro in quest'Aula, anche a costo di parlare con questi
dipinti di questa Sala meravigliosa, che è Sala d'Ercole, come
dire, consapevole del fatto che ormai a parlare di queste cose
siamo rimasti noi opposizione. Non vedo nemmeno un deputato della
maggioranza, a dimostrazione che questi lavori d'Aula ormai sono,
come dire, di una situazione complicata.
Io capisco, Assessore, che lei se ne deve andare, capisco anche i
suoi impegni, ma capisce bene che ci sono persone che aspettano da
mesi, mesi, mesi e mesi, e rischiano a volte situazioni gravi dal
punto di vista della salute e che questo non ce lo possiamo più
permettere, quindi io mi auguro che entro quest' anno qualcosa si
possa veramente smuovere, davvero, altrimenti di questa Regione non
resterà neppure uno quello era un titolo di un film, ma purtroppo
questa è la realtà.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole La Vardera, si dichiara non
soddisfatto.
Andiamo velocemente perché poi l'Assessore deve... Assessore,
riusciamo a fare altri dieci minuti veloci? Va bene, va bene.
VOLO, assessore per la salute. Ho una riunione in Giunta.
SCHILLACI. Noi però è dalle 15.00 che siamo qui.
PRESIDENTE. Va bene, va bene, Assessore, così alcune le
trasformiamo direttamente in interrogazioni con richiesta di
risposta scritta, ad esempio, la n. 412, primo firmatario
l'onorevole Di Paola, la trasformiamo in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 415 "Chiarimenti in merito alle
gravi carenza dell'Ospedale 'Madonna SS. dell'Alto' di Petralia
Sottana (PA)", a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
Prego, Assessore.
VOLO, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente. Si
rappresentano i chiarimenti forniti dall'azienda sanitaria
provinciale di Palermo con nota protocollo n. 324281 del 26
settembre 2023.
Relativamente all'assistenza pediatrica, si rileva una
problematica di ordine assunzionale che riguarda tutta l'azienda,
ma anche il Servizio sanitario regionale, l'impossibilità di
reclutare pediatri soprattutto nelle aree più disagiate del
territorio ha indotto l'Azienda a ripetere più volte procedure
concorsuali a tempo indeterminato e a tempo determinato, anche con
modalità straordinarie, sino ad arrivare alla pubblicazione di una
gara per l'acquisizione di servizi clinico-sanitari da imprese
esterne per la quale è stata già assicurata l'autorizzazione
assessoriale prevista dalle disposizioni vigenti. La gara include
anche i servizi per il buon funzionamento del Pronto Soccorso.
Inoltre, si precisa che nell'unità operativa semplice di
ginecologia e ostetricia del Presidio ospedaliero Madonna
Santissima dell'Alto di Petralia Sottana negli ultimi anni sono
stati assunti a tempo indeterminato ben tre dirigenti medici di
primo livello di ostetricia e ginecologia che hanno dato stabilità
al reparto e hanno consentito di assicurare la reperibilità nelle
ore notturne con regolarità e il turno di guardia nelle ore diurne.
Nell'ultimo anno sono state assunte due collaboratrici
professionali ostetriche a tempo determinato.
Per quanto riguarda il dirigente medico di ortopedia sono stati
approvati gli atti del concorso pubblico per n. 17 medici di
ortopedia e si procederà con l'assegnazione delle sedi e i
vincitori tra le quali anche la sede di Petralia. Nel 2023 sono
state indette tre procedure dedicate al presidio ospedaliero di
Petralia. Una di medicina di urgenza con nessuna assegnazione e due
per chirurgia generale. Una ad aprile ed una a maggio, entrambe
andate deserte. Nonostante tutto al fine di assicurare una risposta
adeguata ai bisogni del territorio, l'Azienda ha avviato diverse
selezioni per il reclutamento a tempo determinato e indeterminato
di personale dirigente medico e del comparto sanitario assumendo
nel corso del 2022 il seguente personale al Presidio ospedaliero di
Petralia Sottana: 10 unità di collaboratore professionale
sanitario infermiere, 13 unità di operatore socio sanitario, 3
unità di collaboratore professionale sanitario ostetrico, 1 unità
di operatore tecnico specializzato autista di ambulanza, 2 unità di
fisioterapista e 1 unità di dirigente medico di chirurgia, 1 unità
di... scusate, CPS ortottista, 1 unità di tecnico sanitario di
laboratorio biomedico. Sempre nel corso del 2022, sono state poi
indette altre selezioni pubbliche a tempo determinato e
indeterminato per il reclutamento di dirigenti medici di medicina
interna, cardiologia, chirurgia generale, geriatria, ginecologia,
ostetricia, radiodiagnostica, proponendo come sede di assegnazione
anche il Presidio ospedaliero Madonna Santissima dell'Alto di
Petralia Sottana, ma nessun candidato ha manifestato la propria
disponibilità per tale sede. Lo stesso dicasi per la procedura a
tempo indeterminato per n. 10 medici di cardiologia con ampliamento
di ulteriori 21 con deliberazione n. 1933 del 15 dicembre 2022.
Nessuna scelta è stata effettuata per il periodo da parte dei
vincitori.
Al fine di supplire a questa carenza per la disciplina di
cardiologia è stata attivata l'assistenza da remoto. Per il profilo
di dirigente medico di anestesia e rianimazione a tempo
indeterminato si sta procedendo all'approvazione degli atti
concorsuali e comunque sono assicurate prestazioni aggiuntive da
parte dell'organizzazione aziendale.
Si rappresenta inoltre che è stato assegnato al nosocomio di che
trattasi un dirigente medico di presidio e sono state disposte
ulteriori prestazioni aggiuntive relative alle seguenti discipline:
anestesia, rianimazione, gastroenterologia per esami di endoscopia,
cardiologia.
Relativamente all'assistenza geriatrica nel nosocomio è allocata
una residenza sanitaria assistita con 20 posti letto. A livello
territoriale viene garantita l'assistenza domiciliare integrata
attraverso la presenza di un fisioterapista, due infermieri, un
assistente sociale e un dirigente medico geriatra. Tale servizio ha
garantito assistenza a 320 richiedenti nel solo primo trimestre del
2023. L'unità operativa di medicina garantisce una risposta
geriatrica per casi più complessi.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Frattanto, Assessore,
l'interrogazione n. 416 Chiarimenti in merito alla sospensione del
servizio dell'Azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello' di
Palermo , a firma degli onorevoli De Luca Antonino ed altri, la
trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
La stessa cosa per l'interrogazione n. 454 Chiarimenti in merito
all'assistenza domiciliare integrata nella Città Metropolitana di
Catania , degli onorevoli Marano ed altri, e per l'interrogazione
n. 463 Interventi urgenti per le strutture sanitarie delle isole
minori , a firma dell'onorevole La Vardera.
Grazie alla disponibilità dei colleghi, all'onorevole La Vardera.
Assessore, le chiedo solamente, dopo che interviene l'onorevole
Schillaci, di rispondere velocemente all'interrogazione n. 466,
così abbiamo finito.
LA VARDERA. C'è un problema: manca la Commissione.
PRESIDENTE. Sì, ora la ripristiniamo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, naturalmente mi dichiaro
parzialmente soddisfatta perché capisco i tentativi da parte
dell'Asp e dell'Assessorato di risolvere problematiche che ormai
sono ataviche in una struttura ospedaliera che è nevralgica per un
intero territorio che serve nove comuni con difficoltà di
collegamenti viari, ormai sono noti a tutti, e dove si rischia la
vita. Lì, in quei territori l'articolo 32 della Costituzione è
inesistente, il diritto alla salute non esiste per quei territori,
il primo ospedale funzionante, ricordiamolo, si trova a settanta
chilometri, che è quello di Termini Imerese. Noi comprendiamo le
difficoltà dell'Assessorato, dell'Asp, però, francamente,
Assessore, quello che noi chiediamo è un cambio di passo assoluto
perché è evidente che con questi criteri, con questo tipo di
organizzazione, nessun medico avrà mai voglia di andare in
territori disagiati come possono essere le Madonie o come possono
essere le Isole minori. È ovvio che si deve mettere mano proprio
all'intera rete e all'intera organizzazione e gestione. Addirittura
in questo ospedale manca finanche un erogatore di quelli
elettronici per l'erogazione dell'acqua, della semplice acqua da
bere perché non c'è neanche un bar all'interno del plesso, visto
che è stato chiuso. Quindi, una situazione disastrosa non solo per
chi arriva lì come utente ma anche per chi lavora all'interno
dell'ospedale.
Altra cosa. Io mi permetto di individuare e segnalare poiché
l'Assessore Volo aveva già risposto ad una mia precedente
interrogazione che è stata discussa in Commissione Salute, servizi
sociali e sanitari, sempre sulle RSA, e in particolare sulla
vicenda della Karol, dei dipendenti che non sono stati pagati. Ci
torno un attimo perché ho sentito dire dall'Assessore Se è il caso
faremo delle verifiche . Ebbene, Assessore, mesi fa quando abbiamo
già discusso in Commissione della vicenda Karol già sia il
dirigente generale che lei avevate detto che avreste già fatto
nell'immediato delle verifiche e oltretutto dalla risposta scritta
che poi mi avete consegnato in Commissione si diceva Informa che
l'Assessorato ha richiesto che le RSA forniscano immediatamente
alle Asp le liberatorie dei lavoratori attestanti l'avvenuta
liquidazione delle retribuzioni mensili . Questa è carta straccia,
di tutto questo non abbiamo assoluta evidenza e i lavoratori
manifestano ancora oggi. Quindi io torno a sollecitare un
monitoraggio, un controllo davvero capillare su quella che è la
situazione in generale delle RSA, ma in particolare della Karol che
opera a Palermo.
PRESIDENTE. Assessore, abbiamo finito con le interrogazioni, ne
manca solo una perché le altre sono trasformate in interrogazioni
con richiesta di risposta scritta, così non la facciamo ritornare
per rispondere ad ulteriori interrogazioni. Le altre interrogazioni
sono da intendersi presentate con richiesta di risposta scritta,
quindi io ringrazio i colleghi, ma se può rispondere alla n. 466,
possiamo così chiudere la Rubrica.
Grazie sempre della disponibilità, Assessore.
Si passa quindi all'interrogazione n. 466 "Interventi urgenti per
la salvaguardia degli equidi impiegati per la trazione delle
carrozze", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
VOLO, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente.
Perdonatemi, ma veramente sono in grandissimo ritardo.
In riferimento all'interrogazione n. 466 "Interventi urgenti per
la salvaguardia degli equidi impiegati per la trazione delle
carrozze", però l'avevamo già detto l'altro giorno, la posso...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)
VOLO, assessore per la salute. Io vi la leggo la risposta. In
riferimento a quanto rappresentato con l'interrogazione appare in
prima istanza opportuno sottolineare che la maggior parte degli
equidi adibiti all'attività di trasporto urbano con carrozze è
costituita da animali provenienti dal settore sportivo ormai a fine
carriera, classificati come non destinati alla produzione
alimentare. Questi animali, non potendo essere più impiegati in
attività agonistiche, in assenza di un ambito di lavoro diverso,
riproduzione, oasi animali o trasporto urbano, prevedrebbero come
unica destinazione possibile quella dell'abbattimento e
distruzione. Da informazioni ricognitive è emerso, inoltre, che la
citata attività è regolamentata dalla concessione di apposite
licenze comunali che presuppongono il pagamento di oneri di
concessione.
Ciò premesso, si evidenzia che già nel corso dell'estate del 2021,
a seguito di un episodio di decesso di un cavallo adibito al
trasporto urbano nella città di Palermo, era stato costituito un
tavolo tecnico composto dall'Asp di Palermo, dall'Ordine dei medici
veterinari e dall'Istituto zooprofilattico Sicilia che aveva
fornito all'Amministrazione comunale alcune precise indicazioni per
l'emanazione di un provvedimento sindacale volto a tutelare i
cavalli impiegati in tali attività di lavoro. Le risultanze del
gruppo di lavoro in assenza di una letteratura scientifica al
riguardo auspicavano una verifica approfondita delle condizioni
cliniche di questi animali con un modello comparativo fornito dai
cavalli adibiti ad attività agonistica, ciò in funzione della
necessità di riferire i risultati ottenuti ad un modello
fisiologico ottimale parimenti sottoposto a stress psicofisico. Da
interlocuzioni con l'Ordine dei medici veterinari della provincia
di Palermo e del Dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asp
di Palermo lo studio, avviato già da circa un anno in
collaborazione con il Dipartimento di scienze veterinarie
dell'Università di Messina è ancora in corso. Pertanto, in mancanza
di un'adeguata letteratura scientifica che possa supportare
decisioni di natura politica, si ritiene che gli interventi possono
essere rivolti ad assicurare un'adeguata condizione di benessere
nei momenti di ristoro, attraverso misure generiche quali ad
esempio l'uso di pensiline, l'installazione di punti di
foraggiamento, il divieto di trazione di utilizzo di mezzi a
trazione o di trasporto con equidi nelle giornate con temperature
superiori ai 37 gradi centigradi nella fascia oraria dalle 13 alle
15 e 30, così come già suggerito dal tavolo tecnico.
Sembrerebbe utile altresì prendere in considerazione parametri
restrittivi inerenti la temperatura in relazione all'umidità
ambientale. Tuttavia, sempre in considerazione della mancanza di
dati scientifici, le scelte condotte in tal senso potrebbero
risultare arbitrarie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole La Vardera, come si
dichiara?
LA VARDERA. Sì, signor Presidente, non mi dichiaro per nulla
soddisfatto, caro Assessore, perché questo è un problema davvero al
centro del dibattito pubblico da diversi mesi nella città di
Palermo, ma ritengo anche nelle città siciliane, perché non è una
risposta. Siccome questi animali, questi cavalli non ce li possiamo
mangiare, evidentemente, magari, gli facciamo fare, diciamo,
l'attrazione dei turisti, altrimenti li abbatteremo.
Per quanto mi riguarda, non è una risposta perché le posso
garantire che le condizioni di questi cavalli sono tutt'altro che
quello che lei ha citato in questa risposta. Le pensiline non
esistono, i foraggiamenti non ci sono, questi poveri cavalli
vengono trattati come cose e vengono, insomma, sfruttati da
soggetti che, nonostante a volte, per la maggior parte delle volte,
non dico tutte, perché anche tra loro ci sono degli abusivi, dei
vetturini, conducono questi cavalli anche negli orari in cui
l'eventuale prescrizione dell'ordinanza sindacale non è rispettata.
Quindi, siccome ancora non c'è una letteratura scientifica, non
significa, Assessore, che la politica non si deve prendere anche la
responsabilità di assumere anche interventi forti a tutela degli
animali.
Perché io dico, con molta onestà, che questa storia sa di
Medioevo L'ho detto più volte in quest'Aula, l'ho ripetuto: questa
pratica che per quanto mi riguarda è medievale, è anacronistica,
dovrebbe in qualche maniera essere rivista dalla politica, che
dovrebbe assumersi la responsabilità di avere spirito di
iniziativa, perché non ci possiamo sempre rifare ai pareri tecnici
o eventualmente ai riferimenti dei dottori azzeccagarbugli.
Dobbiamo essere in grado di prendere delle decisioni che vanno al
di là anche dell'eventuale parere scientifico.
Per quanto ci riguarda, questo Parlamento e il mio Gruppo
politico, che fino a prova contraria è stato il Gruppo, diciamo, di
opposizione più votato alle scorse regionali in Sicilia, è un
Gruppo che le sta dicendo "assessore, prenda, abbia il coraggio di
prendere posizione, su questa faccenda" perché è una situazione che
grida allo scandalo e questi animali non li possiamo più sfruttare
Quindi, al di là dei pareri dei dottori azzeccagarbugli, faccia un
gesto forte, di portare in quest'Aula anche come attività del
vostro Governo, un disegno di legge che abbiamo presentato, abbiamo
depositato, per abbattere definitivamente non i cavalli ma le
pratiche medievali Sì, questa pratica, per quanto ci riguarda, è
completamente medievale perché i cavalli non hanno, non meritano di
essere trattati come sono trattati adesso ed è una situazione
davvero incredibile
Quindi non mi ritengo soddisfatto dalla risposta Le chiedo di
usare coraggio
In politica, caro Assessore, bisogna avere coraggio di fare, e a
volte le scelte possono essere anche pesanti, possono essere scelte
a volte inopportune, ma a volte quelle scelte possono determinare
anche un maggiore consenso perché i cittadini siciliani chiedono
questo.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, grazie, onorevole La Vardera,
ringrazio della disponibilità l'Assessore.
Onorevoli colleghi, io incardino i disegni di legge sui debiti
fuori bilancio che sono stati esitati questa mattina dalla Seconda
Commissione "Bilancio", così come deciso ieri in Aula, e do termine
per la presentazione degli eventuali emendamenti a lunedì 16
ottobre, alle ore 12, rinviando l'Aula a martedì prossimo.
Ai sensi dell'art. 83 del Regolamento interno
PRESIDENTE. Prima però di rinviare la seduta, c'è un intervento ai
sensi dell'articolo 83.
Prego, onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Onorevoli colleghi, approfitto della presenza
dell'Assessore Albano per ricordare che, mentre stiamo parlando, in
questo momento, è in scena una manifestazione di protesta
sacrosanta che vede protagonisti diversi ragazzi che non hanno
ormai la possibilità di andare a scuola, a cui quindi è negato il
sacrosanto diritto all'istruzione.
Si tratta nello specifico di soggetti che hanno delle disabilità a
cui viene negata la possibilità di avere gli assistenti igienico-
sanitari.
E' una cosa veramente, per quanto ci riguarda, vergognosa
Ieri, in Quinta Commissione, abbiamo audito tutti i riferimenti
sindacali, ovviamente preoccupati per i lavoratori però - checché
se ne dica - al di là dei lavoratori che sicuramente hanno la
nostra totale solidarietà, ci sono di mezzo delle persone che non
soltanto a Palermo, solo a Palermo mi dicono 200 ragazzi, ma in
Sicilia non possono andare a scuola perché non hanno l'assistente
igienico-sanitario perché non ci sono le risorse, non ci sono i
finanziamenti.
Non soltanto a Palermo, dicevo, ma in tutta la Sicilia la
situazione è veramente drammatica, caro Assessore
Noi non ci possiamo permettere di negare il sacrosanto diritto
allo studio a dei ragazzi perché quei ragazzi hanno ovviamente la
necessità di andare a scuola
Perché una cosa sono gli Asacom, che ovviamente garantiscono loro
la possibilità insomma di avere un supporto scolastico, ma se quei
ragazzi, non hanno nessuno - scusi le parole forse improprie - che
li porti in bagno, quei ragazzi evidentemente non se ne faranno
nulla di qualcuno che dice loro di come leggere, se prima non hanno
qualcuno che risponda ai loro bisogni fisiologici e primari.
Quindi, questa storia sa veramente di scandalo
Assessore, io le chiedo di non trincerarsi, come è accaduto ieri,
pur apprezzando la sua sensibilità perché nessuno dice che sul tema
lei si è dimostrata insensibile - anzi - noi apprezziamo la sua
sensibilità ma non su eventuali leggi di competenza, perché c'è una
sentenza della Cassazione, ove hanno riportato bene anche un parere
del Ministro dell'istruzione e della ricerca che dice che questa è
competenza della Regione
E, per favore, per favore, non mi venite a dire che i soldi non ci
sono
Perché, Assessore, quando volete, i soldi li trovate, per feste,
festini, matrimoni e lassatine - come si dice in aramaico antico -
i soldi ci sono sempre.
Io stamattina ho lanciato una denuncia pesante sull'Assessorato
del turismo che continua a fare cose folli, per quanto mi riguarda,
in continuità anche con il Sea Sicily.
Non c'è bastato infatti lo scandalo Sea Sicily e tra l'altro
utilizzo quest'Aula per esprimere solidarietà al collega Barresi,
giornalista, che è stato cacciato in malo modo da una convention di
Fratelli d'Italia perché non era gradito, solo perché ha avuto il
coraggio di raccontare la verità.
Quell'Assessorato allora continua a fare porcherie, per quanto mi
riguarda, perché ha pensato bene di dare 150.000 euro. Qualcuno
magari dirà non è una cifra elevata, non è una cifra forte, ma
comunque è pur sempre una cifra
Mi si viene a dire che non ci sono i soldi per i bambini mandarli
a scuola, non hanno il sacrosanto diritto alle assistenti igienico-
sanitarie, e poi sento dire che date 150.000 euro per una nuotata a
Mondello Sabato, se vuole, Assessore, lei se ne va a Mondello, si
fa una bella nuotata, ci sono questi soldi stanziati per una
manifestazione sportiva, dove tra l'altro è chiesto ai partecipanti
che vogliono nuotare, di pagare 70 euro Quindi, il danno e la
beffa
Ci sono delle associazioni di categoria sportiva che sono
veramente arrabbiate per come si utilizzano questi soldi e mi pare
surreale che noi continuiamo a dire che i soldi non ci sono e si
spendono poi cifre per cose che potrebbero essere assolutamente
evitate.
C'è una norma di buon senso, al di là delle leggi, delle leggine,
delle norme ordinamentali, c'è una norma che è il buon senso e
questa classe politica, questa parola "buon senso" l'ha dimenticata
perché la priorità, è la norma della Giunta che si sta riunendo
adesso, dovrebbe essere quello del presidente Schifani che dice di
smetterla di utilizzare i soldi che sono della Regione per queste
cose che non hanno una reale, come dire, portata nella vita
concreta.
Io non dico che sono contro lo sport ma dare 150 mila euro per una
manifestazione sportiva perché c'è la nuotata a Mondello cui
prodest oserei dire, a chi? A chi li stiamo dando questi soldi?
Allora, sapete cosa farò sabato? Andiamo tutti a Mondello a
nuotare, mi sono portato pure il costume, ultima generazione,
guardi Assessore un bel costume di ultima generazione, ce lo
mettiamo e andiamo tutti a Mondello e continuiamo a dire che i
soldi non ci sono, negando a quei poveri ragazzi il sacrosanto
diritto alla salute.
Tutto questo grida allo scandalo. Io ho portato il costume,
andiamocene a Mondello
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera poteva evitare di portare il
costume in quest'Aula.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 ottobre
2023, alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 17.06 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VI SESSIONE ORDINARIA
72a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 17 ottobre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1. Istituzione del Servizio di psicologia delle cure primarie e
dello Psicologo delle cure primarie (nn. 74-109-158-161-177-227-
242 bis/A) (Seguito);
Relatore: on. Laccoto
2. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2022 - mese di settembre (n. 57/A)
(Seguito);
Relatore: on. Daidone
3. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di aprile (n. 79/A) (Seguito);
Relatore: on. Daidone
4. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di maggio (n. 81/A) (Seguito);
Relatore: on. Daidone
5. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni D.F.B. 2023 - mese di febbraio (n. 350/A) (Seguito);
Relatore: on. Daidone
6. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2023 - mese di marzo (n. 498/A) (Seguito);
Relatore: on. Daidone
7. Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2023 - mese di aprile (n. 504/A) (Seguito).
Relatore: on. Daidone
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
- N. 155 - Solidarietà al popolo israeliano e condanna degli
attacchi dei miliziani di Hamas.
(10 ottobre 2023)
SAVARINO - ASSENZA - ZITELLI -
GALLUZZO - CATANIA N. - CATANIA G. -
FERRARA - INTRAVAIA - DAIDONE -
AUTERI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio