incendi
Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 16.14
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
è posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza di
osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine
all'emergenza incendi
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine all'emergenza
incendi.
Onorevoli colleghi, buon pomeriggio. Il Presidente della Regione
si è un attimo intrattenuto fuori, ma sta entrando. Quindi
attendiamo il suo ingresso in Aula e il Presidente ci relazionerà.
Nel frattempo ricordo i minuti concordati durante la Capigruppo.
Diamo il buon pomeriggio al Presidente della Regione. Chiedo a
tutti coloro i quali dovranno intervenire, gentilmente, se
concordaste con il Capogruppo, mi fareste una cortesia. Perfetto.
Intanto, ringraziando, il Presidente della Regione per la sua per
la sua presenza, lo invito a relazionarci. Grazie
SCHIFANI, presidente della Regione. Grazie. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il territorio della Regione è stato
interessato, negli ultimi mesi, da migliaia di incendi boschivi, di
vegetazione e di interfaccia, che, in taluni casi, hanno lambito ed
addirittura investito i centri abitati di città e piccoli comuni.
Hanno prodotto gravissimi danni al patrimonio forestale,
all'allevamento, alle colture agrarie, nonché ad edifici civili,
rurali ed industriali e, purtroppo, hanno causato la perdita di
vite umane tra i cittadini, nostri forestali, impegnati nelle
azioni di contrasto agli incendi, alle cui famiglie va rinnovato il
cordoglio del Governo e dell'intero Parlamento.
Sento ancora il dovere di ricordare i nostri lavoratori
forestali, Matteo Brandi e Marinella Sigona, che hanno perso la
vita nello svolgimento del loro lavoro.
(Applausi)
SCHIFANI, presidente della Regione. L'attività antincendio
boschivo del Corpo forestale della Regione siciliana della campagna
2023, dal 15 giugno al 15 ottobre, è stata caratterizzata da picchi
estremi verificatisi nei giorni del 23, 24 e 25 luglio e nei giorni
22 e 23 settembre.
Solo per dare alcuni dati, che rappresentano emblematicamente
l'eccezionale gravità dei fenomeni che hanno interessato il
territorio regionale ed in particolare alcune province e di rilievo
in termini di ordine pubblico che ha assunto la questione degli
incendi forestali, si riferisce a quest'Aula che la superficie
forestale percorsa da incendio in Sicilia, dall'inizio dell'anno,
si attesta a circa sessantunomila ettari, costituendo circa il 63
per cento delle aree bruciate dell'intero territorio nazionale.
Palermo la provincia più colpita, con 23 mila ettari investiti dal
fuoco di cui il 18% boschi. A seguire la provincia di Agrigento,
con 9.900 ettari percorsi dal fuoco, con il 2% di boschi. Nel solo
mese di settembre si sono registrati 19 grandi incendi boschivi.
Per quanto riguarda l'incendio del 23 settembre nella provincia di
Palermo, che ha visto coinvolti i territori dei comuni di Cefalù,
Lascari, Gratteri e Collesano, la superficie complessiva percorsa
da incendio risulta essere intorno ai 2.565 ettari, di cui il 40
per cento in terreni a vocazione agricola. La stragrande
maggioranza degli incendi ha coinvolto aree agricole ed incolte. Le
aree forestali coinvolte sono, per la maggior parte, afferenti alla
macchia mediterranea e in quota minore a pinete o formazioni di
latifoglie (dati ISPRA del settembre 2023).
Dopo una stagione primaverile, caratterizzata da piogge e basse
temperature che hanno rallentato la realizzazione delle attività di
prevenzione passiva effettuata attraverso la ripulitura dei viali
parafuoco a difesa delle aree boscate - nel solo mese di maggio
ventotto giorni di pioggia su trentuno; nel mese di luglio, a causa
dei forti venti meridionali e delle alte temperature, che hanno
raggiunto i 48 gradi nei giorni del 23, 24 e 25 luglio, il numero
degli incendi ha avuto una rapida impennata.
Va ricordato altresì che la recrudescenza degli incendi ha avuto
un ulteriore picco anomalo nei giorni 22 e 23 settembre, quando le
condizioni meteo sono risultate estreme, con temperature elevate,
forte vento di scirocco e abbassamento dell'umidità dell'aria.
Nella gran parte dei casi le cause degli incendi vanno ricondotte
in comportamenti dolosi, spesso acclarati da parte delle forze
dell'ordine, e solo in secondo luogo in condotte negligenti e
imprudenti. Diviene, quindi, un dato consolidato che le cause degli
incendi, anche di quelli che hanno percorso il nostro territorio
questa estate - la stagione degli incendi si è protratta sino ad
ottobre inoltrato - sono purtroppo da imputare all'azione dolosa e,
solo in alcuni casi, colposa dell'uomo.
Siamo pertanto di fronte ad una grave recrudescenza di un fenomeno
criminale, in molti casi accompagnato da premeditazione, perpetrato
in concomitanza con fenomeni meteorologici estremi, che favoriscono
la propagazione delle fiamme, e con sicuri profili associativi, in
considerazione dei molteplici punti di innesco rinvenuti dalle
forze dell'ordine e dai nostri forestali.
Questo fenomeno ha assunto ed assume i connotati di una vera e
propria forma di criminalità incendiaria, per alcuni aspetti
associativa, ed è legata ad altre forme di criminalità, per il cui
accertamento attendiamo gli esiti dell'attività posta in essere
dell'autorità giudiziaria.
Tale conclusione è ampiamente raggiunta dalle forze dell'ordine e
dagli inquirenti, soprattutto in occasione degli incendi degli
ultimi mesi, e costituisce la drammatica evoluzione di un fenomeno
in atto nell'intero Paese, peraltro comprovato dall'evoluzione
della disciplina penalistica, che già con il decreto legge n. 120
del 2021, convertito dalla legge n. 155 del 2021 avente titolo
"Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre
misure urgenti di protezione civile", aveva proceduto
all'inasprimento delle sanzioni penali e amministrative.
A fronte dei gravi accadimenti, ho tenuto personalmente con gli
Assessori competenti, oltre ad una continua interlocuzione con le
Prefetture dell'Isola, rapporti con i vertici del Governo
istituzionale ed in particolare con il Ministro degli Interni,
Ministro Piantedosi, con il Capo del Dipartimento della Protezione
civile della Presidenza del Consiglio, ingegnere Curcio, e le
autorità inquirenti.
A fronte all'aggravarsi della situazione degli incendi, il Governo
nazionale ha approvato il decreto legge n. 105 del 10 agosto 2023.
Nella versione originaria del decreto erano stati incrementati i
minimi edittali delle fattispecie di cui all'articolo 423 bis,
elevati da quattro a sei anni quella del delitto doloso e da uno a
due anni quella del delitto colposo, nonché un'aggravante speciale
per le ipotesi in cui il fatto è commesso al fine di trarne
profitto per sé o per altri o con abuso dei poteri o con violazione
dei doveri inerenti all'esecuzione di incarichi o lo svolgimento di
servizi nell'ambito della prevenzione e della lotta attiva contro
gli incendi boschivi. In sede di conversione del decreto legge, è
stata estesa la norma incriminatrice ai casi di incendio cagionato
non solo ai boschi, ma anche a zone di interfaccia urbano-rurale -
una nozione introdotta dal citato decreto legge n. 120 - e dalla
modifica dell'articolo 427 ter, anch'esso aggiunto al codice dal
decreto legge, con previsione di ulteriori pene accessorie:
l'interdizione dai pubblici uffici e l'incapacità di contrattare
con la pubblica amministrazione.
La lotta alla criminalità incendiaria, proprio perché colpisce la
cittadinanza, l'ambiente e l'intero ecosistema, va condotta
coinvolgendo tutte le componenti istituzionali dell'antincendio, le
forze dell'ordine e l'intera popolazione. Siamo di fronte ad un
fenomeno senza precedenti, che impone l'adozione di misure
straordinarie a livello nazionale e regionale.
Quale conseguenza degli incendi, oltre alla drammatica perdita di
vite umane e al grave danno all'ambiente, perdono valore
commerciale anche le aree private percorse dal fuoco riconducibile
ad incendi. Come è noto obbligo dei comuni è quello di redigere il
catasto incendi nonché provvedere al suo aggiornamento annuale, per
gli incendi verificatisi nell'annualità precedente, entro il 31
luglio di ogni anno. È noto che il legislatore ha previsto una
serie di pesanti preclusioni per lunghi periodi, da 10 a 15 anni,
per le zone boscate e i pascoli, i cui soprassuoli siano stati
percorsi dal fuoco. Il Governo regionale attribuisce al catasto dei
soprassuoli percorsi dal fuoco il ruolo di importante deterrente.
Sono purtroppo ancora pochi i comuni che hanno ottemperato
all'obbligo e, per tale motivo, a seguito di segnalazione del Corpo
Forestale, con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica del 9 agosto di quest'anno, si è
tempestivamente provveduto al commissariamento di 147 comuni
siciliani inadempienti.
A seguito dei gravi eventi incendiari del mese di luglio,
effettuata una prima stima dei danni, la Giunta regionale si è
subito attivata deliberando la richiesta alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri della dichiarazione dello stato di emergenza
per i ricordati eventi calamitosi che hanno interessato la Regione
siciliana dal 23 luglio nonché dichiarando lo stato di crisi e di
emergenza regionale.
Il Dipartimento della Protezione civile regionale,
conseguentemente, ha avviato, in stretta collaborazione con il
Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, la complessa formulazione degli atti necessari nonché
di quelli relativi all'estensione dello stato di emergenza per gli
incendi verificatisi nel mese di settembre.
La pressante attività di interlocuzioni che questo Esecutivo sta
intrattenendo con il Dipartimento nazionale della Protezione civile
è finalizzata ad ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza
nazionale, con i conseguenti ristori economici per i danni subiti.
Le strutture regionali preposte alle attività di prevenzione e
repressione degli incendi hanno attivato tutto quanto previsto
nella pianificazione di settore, ossia nel Piano regionale per la
programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta
attiva contro gli incendi boschivi, redatto dal Comando del Corpo
Forestale.
L'avvio della campagna di prevenzione incendi, con la ripulitura
dei viali parafuoco dei boschi demaniali, ha avuto inizio a partire
dal mese di maggio attraverso l'impiego della manodopera forestale
e di mezzi meccanici.
L'attività, regolarmente avviata, è stata purtroppo rallentata da
condizioni meteorologiche straordinarie - come ricordato in
precedenza.
I parafuoco sono stati completati regolarmente, secondo i progetti
redatti con le dotazioni finanziarie ad essi destinati.
Il Dipartimento e lo sviluppo rurale ha realizzato, in attuazione
di accordi già stipulati con le risorse assegnate, interventi di
prevenzione incendi e nelle principali aree archeologiche
dell'Isola, in aree pubbliche a verde che i comuni del Parco delle
Madonie hanno individuato come aree sensibili.
Il Corpo Forestale regionale ha dispiegato la totalità delle forze
disponibili e nelle attività di avvistamento, di presidio, di
pattugliamento e di lotta attiva e bonifica, circa 448 unità di
personale e 4.832 operai suddivisi in circa 200 squadre.
A queste donne e uomini deve andare il nostro plauso per l'impegno
mostrato, anche a rischio dell'incolumità personale, per la
salvaguardia della vita, delle case dei cittadini e del patrimonio
naturale boschivo dei siciliani.
Il corpo ha, altresì, schierato complessivamente 10 elicotteri dei
quali uno in servizio tutto l'anno, 9 per quattro mesi nel periodo
compreso tra maggio e novembre, ha impiegato l'intero parco
automezzi disponibile, compresi i mezzi forniti dalla Protezione
civile, ed ha utilizzato 95 droni per attività di monitoraggio e
controllo.
Il Governo regionale si è altresì prontamente attivato per la
sottoscrizione tra il Ministero dell'Interno, il Dipartimento dei
Vigili del fuoco, la stessa Regione, di un accordo di programma
2023-2025 per la collaborazione in materia di Protezione civile ed
il concorso alla lotta attiva contro gli incendi boschivi ed il
relativo programma operativo annuale 2023, in materia di concorso
delle strutture del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco della
Sicilia, alla lotta attiva contro gli incendi boschivi sul
territorio della Regione siciliana.
Obiettivo prioritario di questo accordo è il potenziamento della
Sala Operativa Unificata Permanente, chiamata SOUP, della Regione
siciliana, mediante la partecipazione alle attività di personale
dei Vigili del fuoco nonché il rafforzamento del presidio di
risorse umane e automezzi del detto Corpo.
Il Dipartimento regionale di Protezione civile è intervenuto con
propri mezzi e personale nonché attraverso il coordinamento di
numerose squadre di volontari, circa 800, ai quali deve andare il
mio e nostro apprezzamento per l'abnegazione e il coraggio
dimostrato in situazioni estreme, in alcuni casi mettendo a
repentaglio la propria incolumità personale.
Lo scenario, pur sommariamente descritto, ha determinato
gravissimi danni al patrimonio edilizio, a quello produttivo, a
quello naturale, pregiudicando in alcuni casi la stessa immagine
della Sicilia sui media nazionali.
Le condotte di alcuni criminali non possono attentare impunemente
alla vita di tante persone, la sicurezza delle nostre città e dei
paesi, alla bellezza delle aree protette dei nostri boschi. Occorre
rendere l'azione ancora più incisiva e coordinata, con un
significativo impiego di risorse umane, mezzi ed investimenti
finanziari.
Per rafforzare il contrasto e la prevenzione degli incendi il
Governo ha avviato la realizzazione di un progetto di importo
complessivo pari a 30.886.334,00 euro finanziato dal PON legalità,
a titolarità del Ministero degli Interni.
Ho personalmente assunto l'iniziativa di recuperare il
finanziamento per la realizzazione dell'intervento oltre il termine
del 31 dicembre 2023 ottenendo, grazie alla disponibilità del
Ministro degli Interni in persona, che ringrazio per l'attenzione
che ha mostrato verso le esigenze del nostro territorio,
l'approvazione alla prosecuzione del progetto con l'utilizzo di
risorse a valere sul Programma complementare legalità 2014-2020 del
Ministero dell'Interno.
Il progetto ha l'obiettivo di contribuire alla creazione di
condizioni per il controllo diffuso e capillare del territorio, con
specifico riferimento alle aree industriali e rurali attraverso
l'utilizzo di soluzioni innovative, strumenti tecnologici per il
controllo e il monitoraggio del territorio e di sistemi
informativi, intelligence per la prevenzione e il contrasto dei
fenomeni criminali in aree rurali, sistemi di videosorveglianza.
A tale contesto si iscrive la determinazione assunta dalla
Commissione tecnico-specialistica per il rilascio delle
autorizzazioni ambientali di prescrivere, per esigenze di controllo
e la tutela ambientale, l'allocazione di sistemi di controllo
termico per tutti i parchi eolici e fotovoltaici da rendere
disponibili con l'immediato collegamento con le centrali di
controllo del Corpo forestale.
Il progetto, finanziato con il PON legalità del Ministero degli
interni, permetterà anche l'ammodernamento del sistema di
telecomunicazioni del comando del Corpo Forestale, con il passaggio
dal sistema analogico al digitale che costituisce uno strumento
indispensabile sia ai fini delle attività di prevenzione e
repressione degli incendi che per l'espletamento dei compiti di
istituto demandati al personale del Corpo e per le attività di
pronto intervento attinenti al settore della protezione civile.
L'efficientamento del sistema di segnalazione e rilevamento degli
incendi affinché possa essere efficace deve essere, però,
accompagnato dalla possibilità di rapidi interventi sul posto sia
per la verifica che per il pronto spegnimento da realizzarsi
attraverso il potenziamento del parco automezzi del Corpo
Forestale. Allo scopo di ammodernare il parco automezzi del Comando
del Corpo Forestale con un bando del dicembre 2021 sono stati
acquistati, a valere sui fondi strutturali, complessivamente 119
nuovi mezzi Drive.
Di questi, un primo lotto costituito dai mezzi di capacità
maggiore è stato già interamente fornito e messo in uso nel corso
della corrente campagna antincendio, mentre l'ulteriore lotto di
101 autobotti da mille litri, il termine ultimo di consegna, a
causa di ritardi dei produttori connessi alla crisi bellica ed
energetica, è fissato per il prossimo mese di novembre.
Questo Governo, sulla puntualità della consegna, vigilerà col
massimo rigore; tuttavia tale acquisto non può considerarsi
sufficiente per le esigenze dell'attività antincendio del comando
del Corpo Forestale.
Grazie all'azione di questo Governo sono state, pertanto,
individuate ulteriori risorse finanziarie dei fondi strutturali a
valere sui nuovi programmi per acquistare sia nuovi mezzi che per
nuove tecnologie per l'avvistamento e il monitoraggio degli
incendi, avendo cura di attivare per l'acquisizione procedure
spedite che possano, in tempo utile, garantire la fornitura di
quanto necessario.
L'innovazione tecnologica, unita alla determinazione di
unificazione delle sale operative regionali del Corpo Forestale
Regionale e del Dipartimento della protezione civile, già assunta
dalla Giunta regionale in data 11 ottobre scorso, permetterà di
ottimizzare l'impiego delle risorse umane e ridurre i tempi di
intervento dell'amministrazione regionale, del servizio antincendio
e di protezione civile.
La Sala Operativa Unica troverà allocazione nei locali del centro
direzionale ex ASI di Brancaccio già nella disponibilità della
Regione.
L'accordo Stato-Regione in materia di finanza pubblica, condiviso
dalla Giunta regionale in data 16 ottobre, che il Governo avrà modo
di illustrare nel dettaglio al più presto in Parlamento, consentirà
di sbloccare le assunzioni di nuovi dipendenti, colmando
parzialmente i nuovi di organico permettendo altresì il
ringiovanimento dei ruoli del Corpo della Regione siciliana che
conta oggi sole 463 unità in divisa, di età media superiore ai
sessant'anni, alle quali nell'immediato si sommeranno 46 agenti
forestali in corso di reclutamento, grazie alla procedura relativa
al bando di concorso per la quale le prove scritte si svolgeranno
tra il 24 e il 27 ottobre.
Ebbene colleghi, la graduatoria finale potrà essere utilizzata a
scorrimento al fine di incrementare la copertura della dotazione
organica. La presenza sul territorio di questo nuovo e giovane
personale insieme alle altre iniziative attivate permetterà di
meglio operare un controllo sulle attività e gli illeciti
ambientali, anche con riguardo agli incendi boschivi, soprattutto
attraverso l'impiego delle nuove tecnologie.
Le recenti esperienze hanno confermato che la flotta aerea
regionale, costituita da 10 velivoli di tipo leggero, non è in
grado di volare con condizioni di forte vento, rimanendo in questi
casi l'intervento aereo affidato, esclusivamente, alla
disponibilità della flotta aerea nazionale, i famosi canadair.
Sono stato costantemente in contatto con il Responsabile della
Protezione civile nazionale, Ingegnere Curcio, per la dislocazione
e l'impiego dei canadair sul territorio regionale soprattutto nei
momenti di maggiore criticità verificatesi nelle giornate prima
segnalate quando, a causa di forti venti gli elicotteri regionali
non hanno potuto decollare ed effettuare lo spegnimento, gli
interventi di concorso aereo nazionale hanno contribuito alla
mitigazione degli effetti degli incendi.
Ed in questa occasione mi sento di ringraziare pubblicamente la
disponibilità della Protezione civile nazionale, l'Ingegnere
Curcio, del Prefetto Lega, Comandante dei Vigili del Fuoco e del
Signor Ministro degli Interni e dell'intero Governo Meloni. Colgo
l'occasione per porgere un ringraziamento, a nome di tutti i
Siciliani e personale, alla Protezione civile nazionale e regionale
per questa preziosa attività.
E' necessario quindi, tornando al discorso elicotteristico, che
la flotta regionale si arricchisca, quanto meno, di due elicotteri
di tipo pesante che abbiano la possibilità di operare sempre.
L'approvazione della legge di bilancio di stabilità del 2024 -
2026, entro il corrente anno, assicurerà l'avvio delle attività di
prevenzione degli incendi programmate nei tempi, imposti dal
significativo cambiamento climatico, bisogna cambiare
L'introduzione di interventi normativi a supporto di una migliore
organizzazione e di un rafforzamento delle misure antincendio.
A questo riguardo prevediamo di introdurre un termine, il 15 marzo
di ogni anno, entro il quale i Dipartimenti competenti, con
apposito provvedimento, stabiliranno l'apertura e la chiusura della
stagione antincendio e i sindaci dovranno adottare le ordinanze
sulle misure di prevenzione contro gli incendi boschivi e di
interfaccia per gli interventi di pulizia dei terreni privati, in
caso di inottemperanza da parte dei comuni sarà previsto il loro
commissariamento.
Un'azione più incisiva in caso di obiettivo pericolo dovuto al
potenziale innesco con la programmazione di incendi in terreni
privati o incolti o abbandonati, demandando al Corpo Forestale
l'accertamento del rischio e l'autorizzazione ad intervenire in
danno ed in sostituzione dei privati inadempienti, subito. La
possibilità di utilizzare nell'ambito degli attuali contingenti un
maggiore numero di lavoratori forestali per le attività di
repressione di incendi boschivi in caso di grave criticità,
soltanto in quel caso, ma è necessario.
E' stata già approvata dalla Giunta una proposta normativa al fine
di rendere più efficaci le azioni di prevenzione di incendi
boschivi e di vegetazione, considerato che gli incendi spesso
interessano le pertinenze delle aree a verde dei centri abitati e
frequentemente si sviluppano e interessano fondi privati o incolti
o abbandonati, è necessario obbligare gli enti territoriali ad
effettuare gli interventi di competenza. A tale scopo la nuova
norma proposta, già approvata da questo Esecutivo in Giunta,
possibilmente all'esame al più presto di questa Assemblea, dispone
che i comuni e le province destinino il 3% dell'assegnazione
finanziaria regionale per attività di prevenzione incendi,
diserbamento e pulizia fondi nonché di vigilanza su privati ed enti
pubblici per le attività di pertinenza.
La costante attenzione alla questione incendi ha portato in data
odierna la Giunta regionale a dichiarare lo stato di crisi ed
emergenza per il grave rischio incendi dovuto alle eccezionali
situazioni meteoclimatiche previste per i prossimi giorni anche a
seguito delle raccomandazioni delle unità di crisi del Dipartimento
protezione civile nazionale.
A conclusione di queste nostre articolate considerazioni possiamo
responsabilmente affermare che la campagna antincendio per il
prossimo anno è già iniziata attraverso - sintetizzo - il
potenziamento del Corpo Forestale con il reclutamento di nuovo
personale, l'efficientamento e l'ottimizzazione delle risorse umane
e strumentali con la realizzazione di una Centrale operativa unica
regionale, la ripianificazione delle previsioni e degli interventi
coerenti con i nuovi ed ormai consolidati scenari di eventi
meteoclimatici estremi e anche, e soprattutto, con l'impiego di
nuove tecnologie, il coinvolgimento attivo e più efficace dei
comuni prevedendo penalizzazioni finanziarie in caso di
inottemperanza, campagne di sensibilizzazione, individuazione di
risorse finanziarie per interventi strutturali e innovativi,
l'attuazione degli interventi finanziari con il PON legalità.
L'azione del Governo - mi accingo a concludere - in questo suo
primo anno di attività si è concentrata sui seguenti due principali
obiettivi: da una parte la riduzione del consistente disavanzo,
dall'altra la contrazione dei tempi di pagamento che ha consentito
una notevole riduzione dello stock dei debiti commerciali e la
riqualificazione della spesa che hanno generato un outlook positivo
che dovrebbe, sostanzialmente, in un incremento del PIL nella
misura di oltre l'1 per cento.
Questi risultati hanno influenzato positivamente non soltanto la
valutazione da parte dell'Agenzia Fitch Ratings, ma anche gli
accordi di finanza pubblica col Governo centrale, grazie alla
maggiore credibilità della nostra Regione.
Infatti, la recente sottoscrizione del nuovo accordo di finanza
pubblica definito con il Governo nazionale che muove le sue
premesse nell'ammortamento decennale del disavanzo dell'esercizio
2018, ha ridotto significativamente i limiti di spesa imposti dal
precedente accordo 2021, consentendo di procedere già a partire dal
triennio 2024-2026 a nuove assunzioni di 700 unità circa di
personale, distribuito nelle varie qualifiche professionali.
Inoltre, con lo stesso articolo, nelle more che si riduca il
livello di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico della
Regione, lo Stato ha disposto, a titolo di ristoro, l'erogazione di
una somma pari a 300 milioni di euro che si aggiunge ai 200 milioni
di euro già erogati per lo stesso titolo nello scorso esercizio
finanziario.
La Regione, da parte sua, si è impegnata a riqualificare ancor di
più la spesa pubblica nell'ottica di privilegiare gli investimenti
produttivi e quelli in conto capitale per la loro capacità di
generale sviluppo e occupazione, interpretando la linea politica di
questo Parlamento.
Confido in una vostra virtuosa collaborazione tra Governo e
l'Assemblea affinché si possa giungere entro l'anno
all'approvazione delle leggi di bilancio, strumenti anche
finanziari indispensabili al consolidamento della crescita della
nostra Regione.
Continueremo a lavorare, a lavorare in silenzio, cercando di
produrre fatti, evitando inutili polemiche, a volte non fruttuose,
di un dibattito costruttivo. Non mi riferisco a voi, mi riferisco a
tutto il mondo della comunicazione, mi riferisco a volte ad
atteggiamenti di singoli ed altro, non mi permetto di fare censure.
Il modo di operare del Governo Schifani è quello della
silenziosità e della operatività, siamo qui per lavorare per
migliorare la nostra Terra, stiamo tentando di farlo, ce la stiamo
mettendo tutta, io, la mia squadra di assessori che godono della
mia piena e totale fiducia e in una unità della coalizione che per
me è preziosa e continua a essere un fondamento di spinta a
continuare lavorando sempre di più ogni giorno.
Vi ringrazio, ascolterò con attenzione i vostri interventi e le
eventuali vostre osservazioni costruttive per migliorare quello che
è il piano presentatovi che è il frutto di tante riunioni di Giunta
e non di Giunta, di dirigenti e non dirigenti che ringrazio in
questa sede per il contributo che mi hanno dato e, inoltre, il
sostegno del Governo nazionale e, in particolare, il Ministro dell'
interno che ci ha consentito di poter riutilizzare uno stanziamento
di parecchie decine di milioni per il PON legalità, del quale vi ho
fatto cenno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che i
tempi sono contingentati per Gruppo.
CATANZARO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Presidente della Regione, come lei ben sa noi come opposizione e,
soprattutto, il Partito Democratico nelle settimane e nei mesi
passati, abbiamo chiesto la presenza del Presidente della Regione
in Aula sulla questione incendi.
Riteniamo che a distanza del 26 luglio, quando abbiamo visto per
l'ultima volta il Presidente della Regione in Aula, sono passati
all'incirca 84 giorni e noi, oggi, signor Presidente, lo abbiamo
qui in Aula.
Lei era colui il quale la prima volta venuto in Aula parlava di
una sua presenza parlamentare, anzi parlamentarista, non mi ricordo
bene il termine, perché voleva avere questo rapporto con
l'Assemblea.
Però, ritengo che è veramente assurdo, e l'ho provato ieri, nel
contingentamento dei tempi in Conferenza dei Capigruppo, signor
Presidente dell'Assemblea, che è un'altra cosa folle perché noi
abbiamo come un fatto straordinario la presenza del Presidente
della Regione in Aula e, oggi, lo si vede perché in Aula siamo
tutti qua deputati, soprattutto quelli di maggioranza, e lo vediamo
come un fatto straordinario quando dovrebbe essere un fatto
naturale quella del Presidente della Regione in Aula dopo che noi
lo abbiamo richiesto più volte e tante volte non per fare oratoria,
perché lo ha detto nella sua relazione, oltre agli incendi il
Presidente della Regione ha parlato anche di altro, non vogliamo,
oggi, fare oratoria o demagogia politica perché c'è la opposizione
che ha bisogno della sua giornata di gloria davanti al Governo e al
Presidente della Regione, No Noi lo abbiamo richiesto perché
riteniamo grave quello che è accaduto nelle settimane passate e che
continua ad accadere perché fino a ieri l'altro, nelle province di
Agrigento e di Trapani, con l'interruzione dell'antincendio e con
l'aumento delle temperature - e noi abbiamo presentato anche lì
interrogazioni, perché l'ha presentato l'onorevole Venezia con il
Gruppo parlamentare del PD a marzo sull'antincendio ed altro- e
oggi siamo qua ad ascoltare una relazione, io mi ero preparato,
scritto tutto quello che dovevo dire al Presidente, però ritengo
che abbiamo anche pochi minuti perché sono pochi minuti perché
dobbiamo contingentare il tempo parlando con gli altri colleghi.
E allora quello che voglio dire è che per chi ha perso la vita e
poco fa bene ha fatto il Presidente della Regione a ricordare le
due vittime degli incendi, ma non sono soltanto le vittime che
ovviamente noi vogliamo ricordare, ma vogliamo ricordare quello che
è accaduto e quello che non è stato affrontato, perché sono andati
bruciati 700 ettari, sono andate bruciate migliaia e migliaia di
infrastrutture, migliaia di persone evacuate Cioè noi abbiamo oggi
in Sicilia una prima quantificazione dei danni pari a 60 milioni di
euro.
Noi abbiamo una situazione drammatica e il Governo della Regione
oggi dopo settimane di distanza si presenta in Aula, perché?
Perché noi lo chiedevamo prima, signor Presidente della Regione, ma
lei cosa vuole fare rispetto a questa situazione degli incendi?
Lei ha inserito altri elementi, Presidente Galvagno, lei me lo
deve consentire perché noi parlavamo di incendi, però il Presidente
della Regione ha inserito altri aspetti, sulla sanità... noi
potremmo parlare sulla sanità, sull'accordo Stato-Regione che qua
c'è pure l'assessore Falcone e quindi sarà un altro argomento che
noi dobbiamo affrontare in Aula.
Però, siccome io sono rispettoso di quest'Aula e di questo
Parlamento, oggi ritengo che dobbiamo soltanto affrontare il tema
degli incendi, l'importante è che ci confrontiamo, la maggioranza e
l'opposizione, e parliamo di questo perché su altri aspetti si
aprono altre e tante altre discussioni.
Io ritengo che noi abbiamo una questione droni in Sicilia e
ovviamente ci devono spiegare, siccome siamo in continuità di un
Governo regionale sullo stesso colore politico, noi abbiamo questi
droni giocattolo che non sappiamo tra il 2021 e il 2022 che fine
hanno fatto.
Abbiamo ovviamente delle attrezzature, 490 kit che servono per
garantire la sicurezza agli operatori antincendio che non sappiamo
che fine hanno fatto.
Abbiamo 120 autobotti, ma alla fine di queste 120 autobotti sono
state utilizzate soltanto 20 perché non abbiamo gli operatori che
hanno potuto utilizzare questi mezzi.
Signor Presidente dell'Assemblea, io ritengo che rispetto a quello
che ho ascoltato adesso, per gli anni a venire, sulla vicenda
incendi siamo in una situazione davvero drammatica e davvero,
secondo me, anche in un modo approssimato che questo Governo vuole
affrontare e sono convinto che sono tante le domande, perché sono
tante le domande che noi vogliamo davvero rivolgere al Presidente
della Regione, perché lui ha parlato sulla lotta della mafia dei
pascoli, vero, ma noi vogliamo le risposte, a che punto è la
deliberazione dello stato di emergenza? Quando arriveranno nuovi
mezzi a dispositivo di sicurezza? State prevedendo il coordinamento
fra tutte le istituzioni e gli attori coinvolti? Sono tante le
domande che noi vorremmo fare e oggi non possiamo permetterci, caro
Presidente dell'Assemblea, che quello che è accaduto venga messo
nel dimenticatoio da questo Governo regionale senza che,
ovviamente, diamo delle risposte a chi oggi fuori attende le
risposte e, allora, dobbiamo capire che davvero non si può
continuare ad affrontare questo tema, in questa forma così
approssimata e così, consentitemi di dire, l'ho utilizzato nel
passato, da impreparati come se fossimo a scuola.
Allora, cerchiamo davvero di ritrovare le risposte perché quelle
che oggi io ho ascoltato come la relazione del Presidente della
Regione, rispetto a questo tema, non mi sembrano assolutamente
delle risposte esaustive
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro. Solo per puntualizzare
circa la decisione dei tempi contingentati: non è una scelta
monocratica ma abbiamo fatto una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, ieri, dove si sono concordati i tempi e,
ritengo, anche che siano state fatte delle eccezioni per dare la
possibilità alle opposizioni di poter avere qualche minuto in più
per poter parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
siciliani, ben trovato Presidente Schifani, è un po' che non ci
vedevamo da queste parti e, francamente, dopo tanti mesi trascorsi
ad attenderla mi aspettavo una relazione più compiuta, soprattutto,
perché ci era stato riferito che lei non si era presentato
immediatamente in Aula perché stava facendo i conti, la conta dei
danni che avevamo patito e io mi ero domandato ma forse il
Presidente Schifani è stato relegato dal suo Governo a fare i
conti? A fare il ragioniere dei danni? O dovrebbe piuttosto
governare?
E non ho potuto fare a meno di notare che la sua relazione parla
tanto di emergenza, parla tanto di cambiamento climatico e parla
molto poco di ciò che c'è da fare, soprattutto, di ciò che non è
stato fatto
La settimana scorsa, il 15 ottobre, c'erano attivi ventidue
incendi in Sicilia, un numero probabilmente mai visto nel mese di
ottobre, nei primi sette mesi del 2023 in Sicilia è andato a fuoco,
è stato distrutto circa il cinquanta per cento delle aree boschive
incendiate in Italia, diciottomila ettari solo nel palermitano,
settemila quasi ad Agrigento e oltre ottomila tra Messina e
Siracusa.
Una tragedia umana che ha visto anche dei decessi, un disastro
ambientale senza precedenti e quello che, oggettivamente non può
sottacersi, è che nella scorsa Legislatura, esattamente il 31
maggio 2022, la Commissione Antimafia di cui io stesso facevo
parte, ricordo a me stesso, aveva votato una relazione che è stata
anche trasmessa al Parlamento e poi ricordo anche il Governo
Schifani, si è sempre, ci ha sempre tenuto a dichiararsi in
continuità con il Governo Musumeci anche per un principio di
continuità amministrativa e questa relazione che, quindi, è agli
atti del Parlamento, il Governo ha tracciato in maniera chiara che
quello degli incendi non è un problema emergenziale ma è un
problema cronico, è un problema cronico che si rivela ogni anno,
puntuale. Probabilmente quest'anno ha portato una devastazione
molto più incisiva, e di questo gliene do atto, però, non posso
sottacere che la soluzione non poteva trovarsi nell'anticipare un
mesetto, nel mese di maggio, a ridosso della stagione degli
incendi, la campagna di prevenzione.
Una campagna di prevenzione, Presidente Schifani, che allo stato
attuale, non può non essere deficitaria è quasi inutile perché il
piano di prevenzione incendi è ridicolo, ed è ridicolo perché è
carente di personali e mezzi e ciò che state facendo non è adatto,
non adeguato, non è sufficiente a risolvere il problema.
E' evidente, infatti, che quello del cambiamento climatico è solo
un alibi che, a livello nazionale e regionale, state utilizzando
per cercare di coprire, inutilmente a mio avviso, le vostre
responsabilità perché le istituzioni o si arrendono ai cambiamenti
climatici - e così si arrendono e si dichiarano impotenti e inutili
- o devono fare qualcosa, e non mi venite a dire che state facendo
il concorso con cui assumerete 46 unità di personale in divisa
perché, a fronte di un bisogno di circa 3000 soggetti, e in
servizio ce ne sono circa mille, come fate a dire che risolverete
andando a immetterne 46? E' inspiegabile E' inspiegabile
soprattutto quando questo Corpo, glorioso un tempo, ha a
disposizione, ad oggi, solo 400 mezzi, il più giovane, vecchio di
17 anni
Quindi noi mandiamo questi uomini chiedendo loro di fare gli eroi,
quando invece dovrebbero fare semplicemente il proprio dovere,
però, essendo messi in condizione di farlo. La tanto attesa riforma
forestale, infatti, non si è neppure affacciata a questo
Parlamento.
Durante quest'anno riforme non ne abbiamo viste, qui in Aula non
ne sono sbarcate, ma è evidente che il problema degli incendi non
si può affrontare se non affrontiamo in maniera compiuta e la
riforma del Corpo in divisa e la riforma anche degli operai
stagionali, dove ne abbiamo soltanto mille a tempo indeterminato. E
la campagna di prevenzione, come le dicevo all'inizio del mio
intervento, non è un argomento che si può affrontare a ridosso
della stagione degli incendi.
La prevenzione va fatta tutto l'anno, le nostre campagne e le
nostre montagne devono essere monitorate, curate e gestite tutto
l'anno non solo due, tre, mesi prima a meno che lo scopo non sia
quello di gestire bene il nostro patrimonio boschivo ma sia,
semplicemente, quello di tenere al laccio migliaia di lavoratori in
attesa di essere messi in servizio.
E, allora, Presidente Schifani quello che, probabilmente, questo
Parlamento vorrebbe capire da lei é se nell'immediato futuro, con
l'urgenza che la questione richiede, se lei ha intenzione di
trasformare un piano antincendio regionale in qualcosa di attuabile
e di efficace o se vuole piuttosto continuare a tenere, a
raccontarlo come una favola, dato che non c'è personale
sufficiente, non ci sono strumenti e macchine adeguate allo scopo e
anche la formazione non è costante e continua.
Infatti vorrei capire anche questi 46 addetti, le cui procedure
concorsuali finiranno, quando saranno operativi? Perché poi il
personale, dopo che vince il concorso deve essere formato. E noi
non li formiamo, se non sbaglio neppure in Sicilia, li mandiamo
fuori perché il nostro corpo in divisa non è che poi i corsi
glieli facciamo qua in Sicilia, li mandiamo fuori e glieli facciamo
fare altrove, quando invece la formazione e l'aggiornamento del
proprio Corpo la dovrebbe gestire la Sicilia, invece no
E allora, Presidente, dimenticavo il catasto degli incendi. Avete
mandato i commissari ad agosto a danno già fatto, già
contabilizzato, e questi commissari che cosa hanno fatto? Lei
questo ce lo avrebbe anche dovuto dire o, magari, ce lo dirà nella
sua risposta, abbiamo contezza di quanti commissari, realmente, e
quali si sono sostituiti col potere sostitutivo che è della
Regione, ai comuni inadempienti? Oppure li abbiamo, semplicemente,
nominati abbiamo fatto il decreto assessoriale ad agosto e poi
risultato anche qui non ce n'è
Presidente, io sono convinto che prevenire costi molto meno che
risarcire, non solo da un punto di vista economico, ma anche e
soprattutto dal punto di vista delle vite umane, che non hanno
prezzo ma hanno un valore infinito e anche per quanto riguarda la
salvaguarda del nostro patrimonio boschivo.
Presidente Schifani, a lei non è chiesto di fare l'impossibile,
non è chiesto di fare miracoli, è chiesto soltanto di fare il
proprio dovere e di venircelo a rendicontare in Parlamento, perché
credo che sia un diritto di tutti, di questo Parlamento, ma
soprattutto dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Onorevole Presidente, ci sono stati affidati dei tempi
contingentati, per questo motivo, per non perdere nulla delle tante
cose che vorrei dire, ho deciso di scrivere, una cosa che non faccio
mai, ma dato l'evento eccezionale che vede in quest'Aula la presenza
del Presidente della Regione, non andrò a braccio.
Onorevoli colleghi, onorevole Presidente Galvagno, onorevoli
Assessori, che è bello rivedere il governatore Schifani qui.
Eravamo preoccupati per la sua costante e ormai cronica assenza in
questo Parlamento. Ci è stato riferito che sua maestà Schifani, re
Schifani II , come ormai amo definirlo, ci sta facendo la cortesia
di venire in Aula a riferire solo sul tema degli incendi, nonostante
avrei tante cose di cui parlare, dalla sanità, alle infrastrutture,
per passare al caro-voli, il Natale alle porte infatti costringerà i
siciliani a farsi un mutuo per tornare a casa. Ma oggi ci hanno
detto che parleremo degli incendi, e di questo parlerò.
Sono in grado oggi di fornire ai colleghi deputati, al nostro
Governatore, dei dati riservatissimi ottenuti grazie a una mia fonte
molto accreditata, che però ci tengo a precisare vuole rimanere
anonima. Quando ho visto questo documento sono rimasto a bocca
aperta.
Sono in grado di dirvi luoghi date e orari in cui avvengono gli
incendi in Sicilia, ma la cosa più sbalorditiva, Presidente, sono in
grado di dirvi quando avverranno l'anno prossimo.
Sì, perché quando parliamo di prevenzione, la stessa parola lo
dice "dobbiamo essere in grado di prevedere quello che accadrà".
Ebbene, come premessa le dico che l'autocombustione non esiste, ma
è talmente ovvia come cosa che ribadirlo è inutile.
Andiamo alle rivelazioni, l'82% degli incendi accadono di giorno,
a differenza di quelli che pensano che accadano la notte. La mia
fonte infatti dice che, se vogliamo cogliere sul fatto i piromani,
sicuramente li troveremo in azione tra le 12 e le 14 delle giornate
più calde.
Lei mi dirà "ma come è possibile trovarli? La Sicilia ha aree
boschive vaste, vastissime".
Io le rispondo che secondo questa mia fonte, caro Presidente, le
zone ad alto rischio sono circoscritte, conosciute, ma soprattutto i
loro i punti d'accesso sono veramente pochi e presidiabili.
E non è tutto, perché i giorni in cui dovremmo disporre uomini e
mezzi nei mesi della stagione estiva sono soltanto dieci, massimo
quindici l'anno, e l'evento incendiario, caro Presidente, è uno dei
pochissimi fenomeni che la protezione civile può prevedere. Come?
Facile Elevate temperature e caldo, e vento, ovviamente.
Detto questo, non pretendo che Re Schifani II la mattina si
debba svegliare e mettere il dito fuori come fanno i marinai per
vedere da dove arriva il vento, ma che siamo in grado di sapere già
quarantotto ore, o addirittura settantadue ore prima l'eventuale
allerta incendi.
Ora, sulla scorta di queste informazioni riservatissime che oggi
sono in grado di condividere con lei, con questo Parlamento, la
Regione in tutti questi anni avrebbe potuto prevedere oltre il 50%
degli eventi incendiari, eventi che solo negli ultimi dieci anni
sono stati ben diecimila, di cui quasi duemila cinquecento solo
nella provincia di Palermo, che oggi è ancora la Provincia più
colpita.
Questa è la dimostrazione pratica che non siamo davanti ad una
emergenza, bensì a un problema che conosciamo e che possiamo
prevedere stanziando le giuste somme.
Peccato però che di somme ne spendiamo già fin troppe. Soltanto
nell'ultimo anno abbiamo utilizzato quasi 73 milioni di Euro per la
prevenzione degli incendi e le dirò di più. Da qui al 2025 ne
prevediamo altri 225 milioni.
Presidente Galvagno lei e Schifani adesso penserà "ma questo
rompiscatole La Vardera come fa sapere tutte queste cose? Chi è la
sua super forte?".
Prima di svelarla, però, voglio raccontare a questo Parlamento la
storia di una famiglia di Palermo che lo scorso 25 luglio, a causa
di un incendio, ha perso tutto casa, ricordi e affetti di una vita.
Parlo della famiglia Meli che, nonostante le reiterate mail, sia
la Regione che al Comune aveva previsto quell'evento incendiario che
ha poi distrutto le loro case.
Presidente, nel loro caso bastava che qualcuno pulisse le
sterpaglie che si trovavano nel canale che passava accanto la loro
abitazione. Ma l'incuria e l'omissione della politica non ha
ascoltato l'allarme dei cittadini. Claudio Meli, che non ha più
nulla, oggi è in quest'Aula, e a lui va tutta la mia solidarietà.
I siciliani sono stanchi di avere un Presidente che non è in grado
di leggere il sito della Regione che governa. Sì perché, rullo di
tamburi, la mia fonte è proprio il sito della Regione siciliana e,
forse, re Schifani nemmeno lo sa. I dati di cui ho parlato li ho
tirati fuori dal Piano regionale antincendio che, credetemi, è
scritto benissimo. Mette in fila, in modo puntuale e preciso, tutto
ciò che bisogna sapere in tema di prevenzione.
Il suo piano, Presidente Schifani, è stato pubblicato a giugno del
2023, quasi due mesi prima del terribile 25 luglio, prima di una
lunga e drammatica estate che ha visto morire ben 6 persone a causa
dei roghi. Per questa Regione, di fronte a questo report che lo
inchioda con dei dati incontrovertibili, e dinanzi a questo
Parlamento e ai siciliani che ci seguono da casa, chiedo l'unica
cosa che, secondo me, dovrebbe fare un vero Presidente della
Regione: dimettersi. Ma lui, che si ritiene un re, questo non lo
farà mai.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Sempre per precisione,
ricordiamo che tutto quello che stiamo facendo oggi non è frutto di
pura fantasia, ma di una Conferenza di Capigruppo, dove si è deciso
all'unanimità. Quindi, quando si parla, bisogna raccontare anche le
cose in maniera dettagliata.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà. Prego
onorevole.
CRACOLICI Antonino. Presidente, io non mi sono scritto nessun
intervento perché questo dibattito arriva troppo tardi. Ma non per
il Parlamento, e questo mi stupisce, perché un uomo di esperienza
come lei avrebbe dovuto avvertire, lui per primo, la necessità di
avere questa sede come una sede con cui parlare ai siciliani, in un
momento nel quale la parola della politica e del Governo non
sembrava silente, perché operava in silenzio, come lei ha detto,
sembrava silente ed è apparsa silente perché non aveva nulla da
dire. Lei è fuggito di fronte all'emergenza che è scoppiata in
Sicilia, che non ha precedenti.
Lei ha fornito un dato. Il 60 per cento degli incendi in Italia,
che ci sono stati nel nostro Paese, si sono concentrati in Sicilia.
Se pensiamo che una parte estesa del Paese, fortunatamente, non è
stata invasa da incendi, ma da altre calamità, si ritiene e la
valutazione che l'ottantasette per cento degli incendi avvenuti nel
Mezzogiorno in Italia si sono concentrati nella nostra Regione. E
non c'è stata provincia della Sicilia che non è stata percorsa da
fuoco. Tutto questo con un Governo che, sostanzialmente nel
silenzio, non riusciva a dare un senso di speranza e di reazione al
sentimento diffuso di larga parte del popolo siciliano, che si è
trovata da sola.
E quando dico da sola, mi riferisco anche ai mezzi di soccorso, in
cui il più delle volte, vista la vastità degli incendi, moltissimi
mezzi di soccorso non riuscivano ad arrivare a fare fronte alle
tante richieste di intervento. Ecco, in questa condizione di
solitudine, il Governo è apparso, diciamo non silente per quello che
stava facendo, ripeto, silente perché non aveva nulla da dire.
Lei oggi ha usato un'espressione che io considero importante. Ha
parlato di criminalità incendiaria. Se questa affermazione è vera,
dobbiamo assumere delle conseguenze, perché nel momento in cui il
tema non riguarda più la calamità di un evento imprevedibile, come
può essere un'alluvione, come può essere un qualsiasi evento che la
natura a volte, drammaticamente, ci consegna. Se, invece, al di là
del clima ... perché gli incendi ci sono, ci sono stati e ci
saranno, anche nelle prossime ore, non solo perché c'è caldo, ma
perché qualcuno li mette in opera.
Abbiamo avuto persino l'incendio nella più grande discarica della
Sicilia, che è la discarica di Bellolampo, non uno, ma più volte.
Abbiamo avuto incendi in luoghi che nulla hanno a che fare con le
aree boschive gestite dall'ex Azienda foreste demaniali. Molti degli
incendi si sono attivati all'esterno di quelle aree, e si sono
attivati sì per l'incuria, sì per l'abbandono, sì per tante ragioni
che spesso sappiamo esserci, ma facciamo troppo poco per impedire
che possano determinarsi, ma dobbiamo sapere - e su questo ha
ragione l'onorevole La Vardera quando, riferendo i dati che sono
pubblicati nel sito della stessa Regione siciliana - che se andiamo
a vedere, nel corso del tempo, buona parte degli incendi si attivano
nelle stesse aree da anni.
L'ultimo, quello che riguarda Cefalù, che riguarda Lascari, che
riguarda Collesano, che riguarda Gratteri, tutti sanno da dove è
partito e, probabilmente, tutti sanno chi è stato ad attivarlo; ma
siccome con la pistola fumante non si riesce a beccare nessuno, c'è
l'impedimento ad agire. Ma Cefalù non è nuova a episodi come quello
che è avvenuto nel corso del mese di settembre. C'è stato l'episodio
di Palermo, un episodio incredibile per il concatenarsi improvviso
in più punti, quasi circondando la città con gli incendi.
E allora c'è una criminalità incendiaria, ma cosa facciamo? La
contempliamo? Abbiamo tutti il dovere di alzare la qualità del
nostro intervento, non solo di natura preventiva, facendo in modo
che, al di là delle parole, la prevenzione non si fa con i
desiderata, la prevenzione si fa assumendo personale sicuramente, ma
sapendo che oggi gran parte degli incendi non si contrasta con chi
lo va a spegnere, si contrasta anche con misure di contrasto
tecnologico, in grado di avvistare per tempo, in grado di segnalare
per tempo le condizioni per impedire il propagarsi dei fuochi.
Gran parte dei - ha citato circa 61 mila ettari, che si sono
bruciati in Sicilia - beh io non sono un tecnico e non ho la
presunzione di esserlo, ma è probabile dire che dei 61 mila ettari,
il 95, 97 per cento di questi ettari si sono bruciati per
propagazione; e questo a causa, molto spesso, dei ritardi di
contrasto, pur nelle giornate ventose, pur nelle giornate che
favoriscono la propagazione dei fuochi.
E allora non basta richiamarsi a prevenzione generica. Qualche
anno fa, lo ricordava l'onorevole Catanzaro, abbiamo acquistato dei
droni, con i quali forse pensavamo di fare dei servizi fotografici,
come quelli che si fanno nei matrimoni quando si manda in cielo un
drone, e c'è il drone che fa le fotografie, dimenticando che i droni
con il fuoco non servono a fare le fotografie.
E allora, anche qui, non basta dire "abbiamo comprato i droni". Ma
che droni abbiamo comprato? Abbiamo compreso la qualità del
problema? E abbiamo la consapevolezza che per la qualità del
problema è necessario mettere in campo la qualità anche della
risposta degli strumenti di contrasto? Spesso capita di assistere
anche a una condizione surreale: ad Altofonte, caro Presidente,
mentre propagava il fuoco per l'ennesima volta in quel territorio, i
mezzi, le autobotti restavano nei magazzini del Corpo forestale
perché non erano revisionati. Si aspetta il mese di luglio per
verificare che i mezzi che dovrebbero essere attivati, nel momento
in cui si determina un'emergenza, non possono essere messi in
esercizio.
E allora la prevenzione significa anche far funzionare la
macchina, fare in modo che per le cose che possono avvenire siamo in
grado di essere pronti agli interventi, anche con quello che
abbiamo.
Ma questo in Sicilia spesso non succede, perché c'è un'incuria,
perché ci siamo abituati a convivere con gli incendi.
Siccome quindi possiamo, abbiamo convissuto in questi anni con gli
incendi, possiamo permetterci il lusso di non prepararci alle
eventuali emergenze.
Questo, mi dispiace dirlo, Presidente, un Governo non è solo il
luogo dell'azione, della decisione, dell'assunzione di una
iniziativa, un Governo deve far sentire anche la sua macchina
amministrativa, il peso di un obiettivo, di un'ambizione e questo è
un Governo che sembra senza più ambizione.
Al massimo è un Governo che polemizza con chi osa alimentare dubbi
e dare voce alla domanda di incredulità del popolo siciliano.
È stato il caso anche di una polemica stucchevole tra lei e il
vescovo di Cefalù che ha osato porre un dubbio, a dare voce a un
dubbio, di migliaia e migliaia di siciliani su dove sia il Governo
della Regione. Ebbene, a quella domanda lei ha risposto quasi con
un'alzata di spalle, quasi a dire, "nessuno disturbi il
manovratore ".
Ma qui manca il manovratore
Allora, Presidente, credo che anche la sua assenza, in questi
mesi, che avrebbe aiutato a dare il senso di una capacità della
politica di stare dentro i problemi, di provare a discutere e a
trovare nuove soluzioni, ma la sua fuga da questo luogo e da un
confronto con l'opinione pubblica siciliana, dimostra che lei non è
in grado di gestire le emergenze, al di là dei suoi ringraziamenti
ai vari Ministri.
Ho visto che si è scordato il Ministro della Protezione civile
che, giusto giusto, è pure un siciliano, l'ex Presidente della
Regione, perché forse l'ex Presidente della Regione avrebbe molto da
dire e molto da giustificare della sua attività da Presidente della
Regione, e forse il suo silenzio, nel momento più caldo e più
drammatico della Sicilia, è stato il miglior modo anche per lui di
non rispondere dei suoi guai e dei suoi guasti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHÈ. Onorevole, Presidente, io dovrò parlare - sapete quando
alla fine delle pubblicità dicono le cose scritte e nessuno ne
capisce nulla? - perché col tempo che ho a disposizione praticamente
non si può parlare
Ma non ha importanza, così è stato ordinato di fare, immagino, e
così viene fatto
Allora, Presidente della Regione, a noi di chi sia la colpa degli
incendi - le dico la verità - interessa molto poco Se sono dolosi o
non sono dolosi, è un problema della magistratura, è un problema
delle forze dell'ordine, è un problema non so di chi
Noi vogliamo sapere come vengono spenti. Noi vogliamo sapere quali
sono le forme che esistono e che la Regione ha a disposizione per
spegnerli.
Perché, se sono dolosi se ne devono occupare chi? I poliziotti?
Mica spengono incendi i poliziotti. I poliziotti possono andare ad
arrestare chi ha fatto il dolo - ma non è che spengono gli incendi.
Gli incendi sempre noi li dobbiamo spegnere Per cui dobbiamo
essere preparati a spegnere questi incendi, a prescindere da dove
partano e di chi siano
Ha ragione Cracolici, io vivo a Cefalù, gli incendi, quasi tutti,
sono per propagazione, quasi tutti, il 90 per cento degli incendi,
nascono da propagazione, cioè il vento che c'è porta i lapilli da
una parte all'altra e brucia anche l'altra parte.
Questo ce lo vediamo succedere sotto gli occhi dalla mattina alla
sera. Poi lei mi parla di 49 droni? 49 droni è stata la gara, erano
50 veramente, che è stata fatta nella spiaggia di Sant'Ambrogio per
vedere chi vinceva, erano 50 droni Ma che cosa vuole che siano 50
droni? 5000 ce ne vogliono, non 50 Per avere un minimo di
copertura, per sapere un minimo quello che sta succedendo nel corso
del territorio, così certamente non controlliamo niente
Con il Presidente Savona, non so se qualcuno si ricorda, siamo
andati nella passata legislatura a trovare gli uomini della Google
che ci offrirono un servizio che era fantastico, e che il Governo
passato, non so bene per quale motivo, rifiutò, che costava 2 lire,
che era il monitoraggio costante 24 ore su 24 dell'intero territorio
regionale, intero, per due lire attraverso Google Earth, e io non so
bene perché questa cosa qui fu bocciata dal Governo Musumeci, ma
spero che possa essere approvata da voi.
Siete tutti più giovani, Google lo sapete che cos'è Forse quello
che prima non lo sapevo ero io, ma voi lo sapete; lei lo sa è vero
onorevole Turano che cos'è Google? Google Earth è il monitoraggio, è
quello con cui oggi arrestano tutti i delinquenti, perché
materialmente li vedono, perché materialmente leggono la targa
dell'automobile con cui è stato commesso un delitto e quindi li
vanno a prendere. Che cosa è offesa fare l'accordo con Google? Non
l'ho mai capito questo. Potete per favore voi più giovani informarvi
su questo argomento? Noi avevamo fatto l'accordo con Savona. Quando
siamo arrivati qui abbiamo ricevuto il no, siamo rimasti
sinceramente molto colpiti.
Onorevole Sammartino, lei è giovane, sta avendo un figlio, se lo
preservi, se lo preservi questo tipo di cosa, le faccia fare, perché
se no brucia tutta la Regione, non brucia soltanto Cefalù, che ormai
è veramente praticamente bruciata. In più, con il grande sfottò che
c'è gente che deve costruire una casa, ma gli dicono che la zona
dove la deve costruire è bosco Ma il bosco non esiste più perché è
raso al suolo, per cui non esiste più un solo albero, però gli
dicono che siccome si tratta di bosco, perché nelle carte così c'è
scritto, non possono dar loro l'autorizzazione per costruire le
case
Fatela una cosa seria, vi prego. Fatela una cosa seria. Questo
degli incendi di cui parlare oggi secondo me è già abbastanza
inutile, però possiamo sperare che il fatto di parlarne così possa
servire per la prossima volta, però vi prego fate qualche cosa di
vero, tutto quello che è stato elencato sino ad ora è una somma di
inutilità assoluta.
Quanto sia bravo il ministro degli interni, quanto sia bravo il
ministro della protezione civile, quanto sia bravo il ministro
dell'industria lo sappiamo a prescindere dagli incendi siciliani.
Agli incendi siciliani ci dobbiamo pensare noi, e non dobbiamo
aspettare di individuare chi è che li provoca, quello è compito
d'altri.
Noi dobbiamo sapere che tanto ci sono, che tanto l'anno prossimo a
Cefalù questi incendi ci saranno, comunque Metto scommessa con
chiunque. Ci saranno Quindi, io chiudo dicendo che siccome ci
saranno, dobbiamo dare oggi qualche soluzione per evitare che
facciano troppo danno, credo che sia anche umano, che la gente di
Cefalù se l'aspetti
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta attenzione
l'intervento del Presidente della Regione, e lo ringrazio, perché ha
dato a tutti noi la sensazione netta di avere capito la gravità di
questo fenomeno, e di avere assunto personalmente la guida e la
risoluzione di un problema che è atavico.
Lo ringrazio perché ha portato qui atti concreti, fatti concreti,
coordinamenti, tavoli con il Governo nazionale, ha sollecitato
risposte, risposte che sono anche arrivate in termini di
finanziamenti dal Governo Meloni:
Il tema degli incendi è un tema che ci ha visto impegnati anche
nella scorsa legislatura Presidente, lo dico al Presidente Schifani
che è qui solo da un anno, ma noi tante riunioni abbiamo fatto in
Commissione e in Aula, proprio sollecitati da una marea di incendi
che ci hanno colpito.
Ricordo quando ci siamo insediati, il collega Di Paola è di quella
zona, è iniziato con gli incendi della Riserva naturale di Priolo,
con un danno ambientale incredibile, perché lì nidificano i
fenicotteri rosa, era il 2018, e nel 2019 di nuovo. Poi abbiamo
avuto il Belice, la collega Ruvolo si ricorderà quando è andato a
fuoco il bosco tra Montevago e Menfi, un danno ambientale
incredibile; ad Altofonte, lo citava un collega, sono stati 1000 gli
sfollati per l'incendio del 2020 che ha colpito ed è arrivato fino
alla popolazione. E poi nel 2021, ricordo con particolare disappunto
quello che successe al Parco dello Zingaro e al Parco dell'Etna, che
ci suggerì in Commissione, Presidente, una legge-voto che abbiamo
portato in Aula e che prevedeva la modifica di una legge nazionale
Perché abbiamo capito subito, sollecitati anche dall'allora
Presidente del Parco, che esiste una mafia del pascolo, cioè ci sono
delle delinquenti che incendiano delle aree quando stanno per
scadere i 15 anni, quelle aree per 15 anni non possono cambiare
destinazione d'uso da pascolo, e quindi si preoccupano di fare gli
incendi per evitare che quell'area possa cambiare destinazione. E
avevamo portato in Aula la legge voto per permettere la possibilità
di cambio di destinazione d'uso, non per fare edilizia selvaggia, ma
per permettere una destinazione ad uso agricolo, quindi coltivo.
Perché uno dei modi per evitare che questi delinquenti continuino
ad utilizzare quelle aree per pascoli abusivi è darli ad agricoltori
che, soprattutto in un'area, come quella del Parco dell'Etna, dove
ci sono delle produzioni vitivinicole eccezionali e uniche al mondo
per la mineralità dei terreni, diventa un rilancio economico e un
obiettivo da raggiungere.
Abbiamo portato in Aula la legge-voto per aumentare le pene da
quattro a sei anni. Il Governo di allora poi, anche per mancanza di
tempo, non seguì questa nostra indicazione, oggi sono felice che il
Governo Meloni lo stia facendo. Perché dare un segnale a questi
delinquenti, piromani che chi fa questo paga in maniera vigorosa, è
un deterrente importantissimo.
Abbiamo anche capito che serviva più personale, e allora abbiamo
ampliato nell'organico e anche nella misura economica la convenzione
coi Vigili del fuoco. Abbiamo permesso al Governo regionale di
allora di fare una mobilità all'interno del Corpo forestale che ha
permesso a 100 persone, 58 nel 2021 e 42 nel 2022, di essere
riqualificate a far parte del Corpo forestale e, contemporaneamente
abbiamo avviato il nuovo concorso per il Corpo forestale.
Qui però comincia il primo inghippo. Tre milioni per autorizzare
questo concorso, passato tre volte in Commissione, tre volte in
Aula, definitivamente poi il 3 novembre 2021. Oggi sento dalle sue
parole, e ne sono felice Presidente, che finalmente questo concorso
viene sbloccato. Ovviamente 46 è l'inizio, poi ci auguriamo
quest'Aula possa autorizzare nuovi fondi, proprio perché quella
graduatoria scorra, e siano molti di più gli agenti del Corpo
forestale a essere immessi in servizio perché la carenza in organico
stimata è di circa 600.
È del giugno 2019 la delibera che stabilisce una spesa di 25
milioni di euro per 219 mezzi, 90 Pick up, 80 auto-cabinati, 40
autobotti e 9 mega autobotti. Finalmente, grazie alle sollecitazioni
e l'attenta pressione che il Presidente Schifani sta facendo, si
stanno sbloccando questi acquisti e altri se ne faranno. Però,
nell'articolo 22, della Finanziaria del 2021, all'unanimità, questa
Assemblea aveva approvato una norma che prevedeva per 2 milioni di
euro un progetto pilota per l'acquisto di nuovi mezzi, proprio
innovativi, solo dediti alla prevenzione. E, poi, avevamo chiesto -
e la ringrazio perché è la prima cosa che lei ha fatto, non avendola
sentita chiedere da noi perché lei è arrivato dopo - un
coordinamento dei soggetti coinvolti, perché un'altra cosa di cui ci
siamo accorti è che i soggetti istituzionali coinvolti non dialogano
tra di loro e si muovono in maniera disordinata e, a volte, non
hanno neanche idea di chi sta partendo tra volontari, Vigili del
Fuoco, Protezione, forestali, e l'intuizione sua di mettere a capo
di questo coordinamento le Prefetture è anche un'intuizione molto
intelligente perché ci permette di coordinare anche i Vigili del
Fuoco che non sono di competenza regionale. Quindi, io la ringrazio
per il lavoro che sta facendo, ma siccome io sono un deputato di
questa Assemblea, che negli anni ha lavorato per combattere davvero
gli incendi, chiedo a lei, perché di lei mi fido, di aiutarci anche
a fare chiarezza rispetto alle tante misure avviate, negli anni
passati, dalla mia Commissione e da quest'Aula, dai colleghi spesso
all'unanimità e che poi si sono persi chissà dove, nei meandri della
burocrazia, dei ricorsi, non lo so bene, c'è un collegamento che non
funziona anzi, forse, Presidente Galvagno, non so se non sia il caso
di ripristinare quella Commissione per l'attuazione delle leggi,
perché a volte noi lavoriamo trovando misure, trovando anche i
fondi, operando con norme e poi ci ritroviamo, invece, che quelle
soluzioni non sono concretamente attuate. Di lei mi fido,
Presidente. Ci aiuti anche a fare chiarezza su quello che è successo
e che non ha funzionato e poi sarà certo di trovare in questa
Assemblea, in ognuno di noi, quella sana, onesta, leale
collaborazione perché, finalmente, questi delinquenti possano essere
fermati e le famiglie, come quella del signor Meli che oggi è qui,
non si ritrovino più a perdere tutto in un incendio mal governato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
Per spiegare la scelta su chi parla, stiamo facendo uno per Gruppo
come avrete visto. Dopo l'onorevole Schillaci c'è l'onorevole
Lombardo che fa segno dal posto.
SCHILLACI. Grazie. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori e colleghi deputati, io ho ascoltato con attenzione la
relazione del Presidente e fra me e me pensavo che sarebbe stato
bello che questa relazione fosse stata fatta tra maggio e giugno,
cioè una relazione programmatica su quello che questo Governo
regionale avrebbe fatto per questa Regione e per i cittadini
siciliani. Purtroppo, questo non è avvenuto Presidente, di incendi
in Sicilia ce ne sono da anni e anni ma quello che è successo
questa estate ha davvero dell'incredibile, perché per entità, per
vastità, per cinque vittime alle cui famiglie mandiamo la nostra
solidarietà, gli ettari in fumo, ne sono andati più di sessantamila
e, soprattutto, sono andate perse e distrutte attività produttive,
quindi speranze dei nostri cittadini siciliani. Questo è un settore
che ha lasciato negli anni e che lascia, tuttora, spazi di manovra
alle ecomafie. Lo dice l'ultimo rapporto sulle ecomafie, lo ha
detto la relazione sugli incendi della Commissione Antimafia della
scorsa legislatura e lo dicono anche le dichiarazioni del
Presidente della Regione. Dichiarazioni gravi a cui non è seguito
alcun atto consequenziale e io mi chiedo: è stata interessata la
Procura? E' stata aperta una commissione di indagine come noi
abbiamo ripetutamente chiesto anche da questo scranno? E,
soprattutto, è stato coinvolto l'Esercito? Perché quello che è
successo questa estate è stato un vero e proprio atto di guerra. La
mafia ormai non spara più, alla mafia basta appiccare un incendio
Eppure noi non abbiamo visto nulla di queste azioni, abbiamo
soltanto visto un silenzio assordante ed ecco perché sono scesi in
campo cittadini e associazioni che hanno elaborato una serie di
proposte che noi abbiamo accolto, che abbiamo rielaborato e che
abbiamo visto, e abbiamo ascoltato anche qualcosa in questa
relazione che arriva un pò tardi.
La prima cosa, Presidente, che chiedono tutti è un unico soggetto
antincendio, un unico coordinamento capace di dialogare con tutte
le forze dell'ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile e Corpo
forestale.
Questa estate, era incredibile, chiamavano i cittadini ad un
numero e si diceva loro, mentre erano in emergenza col fuoco nelle
case, che avrebbero dovuto chiamare un altro numero perché a
seconda se l'incendio scoppia nell'interfaccia o nel bosco le
competenze sono diverse e invece bisogna intervenire
tempestivamente perché noi sappiamo che nell'arco di 20 minuti un
incendio si può spegnere e non diventa una cosa incredibile che
divora tutto. Eppure questo non è stato fatto.
Cos'è che chiediamo? Cos'è che è stato fatto invece, a parte la
vicenda disastrosa e ridicola dei droni? Sono 95, onorevoli
colleghi, i droni e il Presidente oggi ci parla di 25 perché gli
altri saranno chiusi in magazzini perché cascano col vento e con le
alte temperature, quindi sono strumenti assolutamente
inutilizzabili.
Cosa abbiamo fatto con le autobotti? Bando 2019, di 119 autobotti,
ne sono state consegnate solamente 19. Perché? Il bando diceva che
entro180 giorni avrebbero dovuto consegnarle. Io mi chiedo: cosa ha
fatto la Regione? Si è rivalsa sull'azienda produttrice? Non lo
sappiamo.
E ancora: la realizzazione anni fa di un avanzato sistema di
sorveglianza antincendio, attraverso un finanziamento dell'Unione
Europea, stiamo parlando di 36 milioni di euro, eppure questo
finanziamento è stato revocato per irregolarità nell'appalto. E
dunque siamo dinanzi ad una gestione inadeguata, caratterizzata da
inefficienze e sprechi per cui non possiamo più tollerare tutto
questo.
Quello che chiediamo, signor Presidente, sono delle azioni
concrete e immediate e soprattutto una raccomandazione: le famiglie
che hanno perso tutto, oltre il danno, la beffa. Per chiedere il
risarcimento danni devono sostenere 2.000 euro di spese per farsi
fare una perizia Signor Presidente, chiediamo un intervento
immediato su questo, non possiamo tollerarlo.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, onorevoli colleghi, è veramente imbarazzante
intervenire oggi, signor Presidente, ed è imbarazzante perché?
Perché io riprendo la nota che il Presidente Schifani ha scritto a
lei il 1 agosto quando fu chiesto che venisse in Aula il
Presidente Schifani e rimandò la sua presenza a quella verifica che
andava fatta secondo lui e secondo il Governo prima di poter venire
in Aula.
Cioè noi oggi parliamo di emergenze incendi e se non fosse perché
ancora arriva sulle chat che noi sindaci abbiamo con la Protezione
civile che c'è anche per domani l'emergenza incendi, il problema,
l'argomento sarebbe veramente imbarazzante per tutti. Cioè ma si
può parlare, dopo che è finita la stagione estiva, dopo che siamo
arrivati al 18 ottobre, di emergenza?
Un Governo dà risposte immediate quando l'Aula, come ha detto lei,
Presidente Schifani, lei la tiene in considerazione perché vuole
collaborare. E ora le dico nei fatti perché lei non vuole
collaborare con quest'Aula e di questo deve dare anche la colpa al
Presidente Galvagno. Lei poco fa nel suo intervento, tant'è che io
non mi sono preparato nulla, la volevo semplicemente ascoltare
prima di intervenire, lei poco fa si è vantato di aver avuto con
l'accordo Stato - Regione trecento milioni di euro e, quindi, cento
milioni in più rispetto all'anno scorso, dimenticandosi che quella
è un'elemosina che il Governo centrale ci dà rispetto a quello che
l'articolo 37 del nostro Statuto prevede. Lei, infatti, non ci ha
comunicato nulla che può essere interessante per la nostra Regione.
Il Presidente Galvagno su una richiesta fatta dal Gruppo Sud chiama
Nord aveva chiesto a quest'Aula - ricorda Presidente? - di fare un
dibattito prima di sottoscrivere qualsiasi accordo e lei l'aveva
condivisa quella richiesta, l'aveva anche apprezzata, ma poi
abbiamo letto dai giornali che ci siamo accontentati di trecento
milioni di euro, esaltando la cifra, dicendo che sono cento milioni
in più rispetto all'anno scorso, però allo stesso tempo abbiamo
dato un miliardo e duecento milioni di euro dei fondi FSC che
potrebbero servire non per la realizzazione del ponte a cui deve
pensare il Governo nazionale, ma per quelle che sono le
infrastrutture di questa Terra e, adesso, le faccio presente,
onorevole Schifani, perché l'ha scritto lei e non l'ho scritto io,
che francamente, onorevoli colleghi, io mi sono stancato di sentire
sempre dire che è la mano della mafia, che è la mano dei piromani,
che è la mano di chi non vuole bene a questa Terra e innesca gli
incendi, una delle fonti anche di incendi lo sapete qual è? Quella
che ha detto il Presidente Schifani, che ha scritto il Presidente
Schifani, ma oggi si è dimenticato di dire nella sua relazione e io
su questo, Presidente, la invito, visto che è stato lei a
scriverlo, non sono stato io a scriverlo, c'è un passaggio nella
nota n. 15619 dell'1 agosto, dove lei dice "... inoltre i
sovraccarichi indotti dai climatizzatori hanno causato centinaia di
guasti per surriscaldamento, incendi di cavi interrati e di cabine
di Enel Distribuzione...", ma qualcuno si è mai chiesto o qualcuno
ha mai verificato se questi incendi dei cavi interrati della linea
dell'Enel possano essere causa di innesco di incendi? Qualcuno ha
mai verificato quello che lei, Presidente, ha scritto? Non l'ho
scritto io perché guarda caso, indipendentemente dalle temperature,
guarda caso indipendentemente dagli orari, succede in determinate
fasce orarie, magari sono quelle fasce orarie in cui ci sono i
sovraccarichi, come lei ha scritto, quindi, non diamo sempre la
colpa solo e solamente a una parte che è anche quella, è vero, caro
Presidente, andiamo ad indagare anche su questi aspetti e lei lo
può fare perché io non credo che in Sicilia, rispetto al resto del
territorio nazionale, sono concentrati tutti i piromani che danno
fuoco in modo criminale; quelli sì ci sono, andiamo a indagare
anche sulla infrastrutturazione che c'è in Sicilia della
distribuzione elettrica perché non l'ho detto io, Presidente, l'ha
detto lei e quando lei, Presidente, chiama in causa i sindaci, noi
sindaci, qui in Aula ce ne siamo diversi, siamo pronti a prenderci
la responsabilità, siamo pronti a fare quello che lei ha detto, ma
ci metta nelle condizioni di farlo, Presidente, ci trasferisca le
risorse in tempo perché può stare tranquillo che per come siamo
abituati a fare, siamo sicuramente i primi ad agire se abbiamo le
risorse a disposizione Quindi, che ben venga quello che dice lei,
Presidente; che ben venga quello di trasferire responsabilità ai
sindaci e di anticipare quelle che sono le azioni che già facciamo
quotidianamente, ma ci metta i soldi Era un punto del nostro
documento di un ordine del giorno che abbiamo presentato alla
Nadef, quello di mettere cento milioni di euro a disposizione degli
enti locali e dei sindaci affinché si possa intervenire con la
prevenzione, perché la prevenzione non si fa soltanto con gli
annunci.
La prevenzione non si fa dicendo soltanto dicendo 'faremo', e mi
riallaccio all'intervento del collega Cracolici. Lei ha dato la
conferma che non solo questo Governo è in continuità con il Governo
Musumeci che abbiamo capito le ha creato imbarazzo in questa
estate, ma lei conferma che il Governo Musumeci non ha fatto quello
che andava fatto per la prevenzione, altrimenti, lei non doveva
venire qua in Aula, a distanza di tre mesi, a raccontarci quello
che vuole fare.
Quando le si chiede la presenza lo sa cosa mi dispiace Presidente,
umanamente? Glielo dico questo, personalmente: lei ha l'abitudine,
durante l'intervento dei deputati da questo podio, di non guardarli
in faccia e chi vuole fare politica, chi deve rappresentare questa
Regione, deve avere il coraggio di guardare in faccia chi
rappresenta il popolo, caro presidente Schifani. Cambi
atteggiamento nei confronti dell'Aula
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, condivido, Presidente, quella che è stata la sua
relazione riguardante gli interventi di programmazione che questo
Governo e questo Parlamento deve mettere in campo per cercare di
poter potenziare quella che è la macchina, non della prevenzione,
ma la macchina della presenza nei momenti dell'emergenza su ciò che
riguarda dare aiuto a chi ha bisogno, specialmente in questi anni
dove, ciclicamente, ogni anno in una parte della Sicilia avvengono
di questi problemi così devastanti per il territorio.
Sappiamo che dietro a un incendio c'è la desertificazione, c'è la
fine di un territorio, c'è la fine della coltivazione dei terreni,
c'è la fine della presenza dell'uomo.
Per noi è importante intervenire ed essere presenti sul
territorio, ma essere presenti anche sul momento della prevenzione.
Sull' aumento di prevenzione si farà e si deve fare non, ahimè,
Presidente, non per colpa sua, sicuramente non del Governo
regionale, ma di quando si vanno a fare quelle riunioni fiume di
comitati di ordine e sicurezza pubblica che vengono fatti quindici
giorni prima della stagione estiva, del grande caldo, dove si deve
cercare di programmare quegli interventi che, in realtà, non si
potrebbero fare a distanza di un anno.
Quei momenti sono i momenti della mortificazione che avviene,
specialmente degli enti locali, per i sindaci che si trovano a
dover gestire quelle che sono le consegne che ogni singolo
dipartimento, che è presente in quel momento, che il Comitato di
ordine e sicurezza pubblica su ogni provincia della Regione
Sicilia, di potere intervenire su qualcosa che è assolutamente
impossibile da realizzare se non c'è una programmazione, un
intervento che programmi interventi reali di cura sul territorio.
Dobbiamo capire se in Sicilia vogliamo bene al nostro territorio,
lo vogliamo curare veramente, principalmente su una cultura di ogni
singolo cittadino di questa Regione. Questa Regione finirà di avere
questo problema quando ognuno capirà che ogni angolo di proprietà
del proprio terreno, della propria proprietà, deve essere sempre
tenuto pulito. Non ci dobbiamo prendere in giro, non dobbiamo
prenderci in giro sul fatto che ci sono i fuochi, si vanno ad
espandere, perché? Perché non vi è fatto il tagliafuoco da parte
della forestale? Non esiste così
Prima dobbiamo essere noi ad avere il coraggio di dircelo in
faccia: i nostri terreni sono tutti puliti e le ordinanze su tutti
i lotti interclusi che sono abbandonati, quante volte quelle
ordinanze non vengono rispettate e non si va avanti con le denunce?
Quante volte? Noi sindaci non ci siamo sostituiti per andare a
ripulire quei lotti e quei lotti sono stati, poi, appunto, dove è
andato ad espandersi il fuoco e il fuoco si va ad espandere
esclusivamente perché troviamo lotti privati che non vengono
puliti.
Quanti nel circondario di Palermo sono terreni privati che sono
stati lasciati nello stato di abbandono. Quindi da lì deve partire
e abbiamo il tempo, e lo dico a ogni singolo deputato di questo
Parlamento, così come al Governo: la possibilità di poter incidere
direttamente sul lato della prevenzione, direttamente per ognuno
dei 391 sindaci che dobbiamo mettere nelle condizioni di
intervenire, sia per quanto riguarda tutte le strade e tutti i
percorsi, le regie trazzere, le strade sterrate, che sono presenti
nel nostro territorio, di andarle a pulire, almeno due, tre volte
l'anno, a ripulire i cigli stradali. Andare a fare una rete
tagliafuoco, quello è importante e si può fare grazie all'attività,
che è importante, che può essere messa a disposizione delle aziende
agricole che devono essere coinvolte direttamente, ogni giorno, per
la pulizia, anche pensando a provvedimenti che riguardano la
ristorazione. Ristorare quelle aziende agricole che vanno a mettere
a disposizione la propria manodopera per pulire quelle strade che
stanno accanto e quelle attività serve per curare veramente il
territorio. E non solo, lasciarlo nelle mani di chi, ahimè, ha la
possibilità di farlo, ma per quanto riguarda quelli che sono i
boschi o per quanto riguarda quelli che sono le attività boschive,
dove abbiamo le squadre dell'Azienda forestale che va a pulire ogni
anno. I mezzi ci sono, li metteremo, li sta mettendo a disposizione
il Governo potenziandoli. Per quanto riguarda il Dipartimento di
Protezione Civile e l'Azienda forestale lo farà e lo faremo tutti
insieme mettendo a disposizione le risorse per aumentare e mettere
ancora di più mezzi a disposizione di chi in quel momento deve
intervenire quando ci sono le emergenze. Ma se non facciamo una
politica di sensibilizzazione e di formazione di ogni singolo
cittadino di questa Regione non riusciremo mai a risolvere questo
problema, perché questo problema c'è stato quest'anno, c'è stato
l'anno scorso, c'è stato cinque anni, fa, c'è stato dieci anni fa,
c'è stato cinquant'anni fa. E quindi da lì deve ripartire.
Dobbiamo capire se questa Regione vuole bene al proprio
territorio, vuole essere lei attore principale nel salvaguardare
questo territorio, questa Regione, o invece lasciare ad altri la
possibilità, quello che è il dovere di poterlo salvaguardare e in
quel caso non ci riusciremo mai. Avrà il sopravvento chi vuole
distruggere questo territorio e chi lo vuole devastare, chi vuole
fare diventare sempre più povero e chi lo deve togliere dalle mani
di chi gli vuole bene per darlo invece, per distruggerlo.
Quindi questa sta deve essere secondo me l'attività che dobbiamo
portare avanti anche nelle scuole, nella formazione, nella
collaborazione diretta con gli enti locali e con i sindaci, con
quel Dipartimento della Protezione Civile e con tutti quei
volontari che ogni giorno si mettono insieme.
Presidente ha fatto bene a ringraziare quei volontari che sono i
primi ad arrivare in caso di incendio e sono gli ultimi ad andare
via, proprio per quell'accordo che si è fatto di coordinamento, poi
sono quelli che restano per andare a spegnere quelle parti
periferiche per evitare che si propaghi di nuovo l'incendio. Quindi
quei nostri volontari che solo con un'assicurazione che viene messa
a disposizione giorno e notte pattugliano il territorio. Lo sa,
Presidente della Regione, quanti nostri mezzi del Dipartimento
della Protezione Civile si sono visti in giro per il nostro
territorio in estate, volontari che hanno tolto il tempo alle
proprie famiglie per andare a pattugliare il territorio se c'era
necessità di intervenire, nell'andare a propagare l'incendio e
quanti incendi sono stati spenti in questo modo? Quindi l'attività
che viene messa in campo è importante e noi li dobbiamo ringraziare
veramente di cuore, perché forse con un grazie certe volte si da
quella forza a questi cittadini di riuscire ad essere sempre di
più, e ad essere vicini all'amministrazione pubblica complessiva.
Quindi io concludo dicendo che come partito, come Democrazia
Cristiana, non abbiamo nessuna remora nell'andare a perseguire
tutte quelle attività a sostegno e quella che è la programmazione
che il Governo vuole mettere in campo nei prossimi anni e mettere
le risorse e cercare tutti insieme di trovare quelle risorse che
dobbiamo mettere a disposizione degli enti locali per poter pulire,
poter risistemare quello che è il paesaggio della nostra Regione,
cura del territorio, con soldi vincolati che devono essere erogati
solo ed esclusivamente per quel fine.
Questa sarà la scommessa del futuro se vogliamo che quello che è
successo quest'anno non succeda mai più, perché solo con la cura
del territorio, con la prevenzione, si riesce ad estinguere e a
togliere quello che è il problema più importante che in questo
momento abbiamo nella nostra Regione, che riguarda veramente i
fuochi.
Quindi, grazie, Presidente della Regione, per l'attività, per
quello che vuole mettere in campo insieme a tutta la sua Giunta.
Noi come Gruppo parlamentare saremo al suo fianco per riuscire a
risolvere questo problema, quanto meno a mitigarlo, e non
dimentichiamo le famiglie al completo, non dimentichiamo le
famiglie che hanno avuto questi danni. Cercheremo di stare loro
accanto e cercheremo di trovare le risorse per potere ristorare e
poter ricostruire quello che è stato distrutto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Onorevole Presidente della Regione, io ho seguito con
attenzione il suo intervento. Ci sono stati indicati tanti, tanti
territori che sono stati devastati dal fuoco. Dalla sua analisi è
emersa una Sicilia che ha pagato il prezzo maggiore nella nostra
comunità nazionale. I problemi emersi, dopo questi incendi, sono
tanti. A me pare, però, che, rispetto alla sua analisi,
all'indicazione che lei ha dato - anche di luoghi, di cifre -, la
risposta del Governo sia una risposta debole. E dico questo anche
perché lei, alla fine lo accennava anche il collega Abbate, ha dato
delle indicazioni ai comuni, come se i comuni dovessero rettificare
qualcosa anche nel proprio impegno. C'è sempre da imparare.
Io le dirò, Presidente, che rispondo da parlamentare di questo
Parlamento, ma rispondo anche da sindaco di una città, di un paese,
Militello in Val di Catania. Un sindaco che ha fatto l'ordinanza
per obbligare gli agricoltori, proprietari dei terreni, a fare i
viali parafuoco; un sindaco che ha cercato di dare tanto al gruppo
dei volontari. Noi abbiamo un gruppo di volontari della Protezione
civile straordinario, che è dotato di mezzi assegnati dalla Regione
ma anche dal comune con un investimento del bilancio partecipato.
Abbiamo comprato un camion che non ha nulla da invidiare a quello
utilizzato dai Vigili del fuoco. Io, però da sindaco, credo di
dover segnalare, sottolineare un aspetto che forse è stato finora
trascurato. Noi abbiamo un cambiamento climatico - non lo
trascuriamo -, un cambiamento straordinario. Abbiamo avuto
temperature altissime, che agevolano anche il percorso delle fiamme
specie quando sono spinte dal vento. Però, anche questo cambiamento
climatico, una cosa la dobbiamo sottolineare, non può giustificare
alcune considerazioni. Per esempio, l'autocombustione non esiste
L'autocombustione non esiste Cosa
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Esistono i delinquenti
BURTONE. Allora i fuochi, gli incendi vengono determinati da mano
criminale. Può essere un piromane, quindi è un ammalato, uno che ha
una malattia psichiatrica che deve, che lo porta a fare del male.
Il male attraverso l'ambiente. Ma può essere anche, e lo dicevano
io condivido in particolare le cose dette da Cracolici è la mano
criminale della mafia, che ha il doppio obiettivo di utilizzare,
nel tempo, ex luoghi dedicati al bosco per un'urbanizzazione di
tipo speculativo. Ma anche una mafia, e ne potrebbero parlare anche
i colleghi qui presenti, in particolare l'amico Fabio Venezia, c'è
la mafia dei pascoli, di coloro i quali vorrebbero che quell'area
venisse dedicata solo a quello, utilizzando anche quei terreni per
poter fare elementi di speculazione attraverso l'Unione Europea.
Rispetto a tutto ciò, noi dobbiamo rispondere con un piano fermo,
chiaro, netto perché alla mano umana bisogna rispondere con la mano
umana.
Onorevole Presidente, l'intervento di prevenzione è sì
determinato, ripeto, dai viali parafuoco ma anche dall'intervento
tempestivo. I nostri volontari, a volte, sono decisivi per fermare
il fuoco, che spesso è appiccato nelle aree abbandonate. E se
questo non è poi sostenuto dall'intervento dei Vigili del fuoco,
diventa tutto più difficile. I nostri volontari, molto spesso,
riescono, ma quando devono arrivare i vigili del fuoco, in una
stagione disperante, perché sono tanti i fuochi appiccati nel
territorio, diventa dolorosissimo dover aspettare per ore l'arrivo
dei vigili del fuoco.
Lo dico perché io sto accanto ai volontari quando c'è a volte la
necessità di guidare, oltre che da C.O.C., con la presenza un tipo
di attività che è fondamentale nel momento in cui interviene
precocemente. E, allora, Presidente, lei ha interloquito col
Ministero dell'Interno. Noi le chiediamo, e lo chiediamo con forza,
che aumentino i presìdi, nel territorio, dei Vigili del fuoco.
Perché la nostra non è una Regione qualsiasi Sono anni che noi
abbiamo questo grande dramma degli incendi. E mentre in Lombardia
le condizioni orografiche sono di un certo tipo, la nostra
condizione è totalmente differente. Quindi, la richiesta che
bisogna fare al Governo è di pianificare una presenza ulteriormente
potenziata: è necessario che la mano umana sia rappresentata dai
nostri operai forestali. E concludo, il mio Capogruppo mi dice,
giustamente, che debbono parlare gli altri.
Io dico questo, che i forestali è sbagliato farli partire a
maggio; debbono partire prima, perché i viali parafuoco debbono
essere realizzati in tempo, così come è necessario che si amplino le
giornate lavorative affinché possano finire a novembre la loro
attività. Se c'è questo cambiamento climatico, del quale tutti
parliamo, prendiamone atto
E concludo, Presidente.
Presidente Schifani, io ho fatto in quest'Aula una richiesta - lo
dico al Presidente dell'Assemblea - di fare un encomio; un encomio a
tutti quelli che si sono impegnati: i Vigili del fuoco, i Volontari,
i Forestali, i Carabinieri. Avevo chiesto di fare un encomio, perché
c'è un'immagine, i Vigili che sono sfiniti, sdraiati per terra, a
Siracusa credo, quella immagine ha girato il mondo. Io avevo chiesto
di fare un encomio e lo ripeto, lo richiedo: il Governo regionale
faccia un encomio a tutti quelli che si sono impegnati e non
dimentichi le vittime, le vittime degli incendi. Non bastano le
parole, ma, come è stato detto, anche gli atti concreti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritta a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente. Governo, colleghi deputati e Siciliani
che ci seguono da casa, il Presidente ha iniziato sciorinando dei
dati e ne vorrei citare anche io uno: ben dieci anni fa gli incendi
annui erano 1.276; oggi sono 7.767. Questo è un numero importante,
Presidente. Sono aumentati di sei volte rispetto a qualche anno fa.
Evidentemente, allora, nelle soluzioni che sono state messe in atto
in questi anni, non c'è stata un'efficacia reale, perché chiaramente
7.767 incendi appiccati in un anno - e l'anno non si è ancora
concluso - è un dato molto importante.
E allora, Presidente, perché ci stiamo vedendo il 18 ottobre? Io
mi aspettavo oggi un bilancio, più che altro, non una relazione
programmatica delle cose da fare, ma un bilancio di quello che è
stato fatto, perché la stagione antincendio solitamente dovrebbe
andare da marzo a fine ottobre. E quindi ci dovevamo vedere il 18
marzo, non il 18 ottobre Questa è la fine, la conclusione, il
bilancio di quello che non ha funzionato, per avere questo dato.
Oggi ho letto anche in un suo comunicato stampa che la causa - ha
fatto un incontro di Giunta - è da addebitarsi a fattori
meteoclimatici. Io mi sono allarmata Ma in quale regione governa
questo Presidente? Anche perché è un dato statistico che il 75 per
cento degli incendi è doloso. Per fortuna, poi, sicuramente gli
Uffici hanno corretto il tiro, dandole una relazione un po' più
aggiornata. E, quindi, sappiamo che ci sono anche molti, molti
incendi dolosi. Perché dobbiamo dirlo questo?
Questo è un dato importante, non perché dobbiamo sapere che ci
sono i precari che premono per essere assunti, gli speculatori che
vogliono nuove terre da cementificare, i pastori in cerca di
pascoli, i truffatori di fondi comunitari, eccetera. No, perché
questo dato ci permette anche di pianificare, di sapere quali
strategie mettere in atto e come intervenire.
Questa cosa chiaramente andrebbe fatta. Oppure ci dobbiamo ancora
raccontare che gli incendi avvengono all'improvviso? All'improvviso
o per l'improvvisazione? È la domanda che io faccio ripetutamente a
questo Governo: le cose vengono all'improvviso, per fattori
meteoclimatici o per l'improvvisazione, perché non sono state messe
in atto strategie concrete per evitare che questi incendi possano
accadere.
Abbiamo un articolo di giornale, che è uscito proprio ieri, c'è
stato un incendio nelle Madonie.
Leggo qui la testimonianza degli operatori: "in decenni di
servizio non avevo mai vissuto un'esperienza simile. Siamo stati
lasciati soli, senza mezzi adeguati e alcuna possibilità di
staccare. Non c'era chi poteva darci il cambio. Siamo gli ultimi
rimasti". Questi sono gli operatori dei Vigili del fuoco che sono
intervenuti nelle Madonie per ore, non immaginavano di lavorare da
mattina fino a notte fonda senza interruzioni per mancanza di
personale.
Non manca solo personale - lo hanno già detto i miei colleghi -
mancano anche le autobotti, di 119 ne sono arrivate solo diciannove,
i droni costati stati 250.000,00 Euro si sono rivelati giocattoli.
Un altro dato: 130 vigili sono stati chiamati, in piena stagione
incendiaria, a fare un corso, da questa Regione. Incredibile
Quindi, abbiamo avuto chiaramente questi dati che non riguardano
solo le aree boschive, riguardano anche case, riguardano aziende,
autobus, aeroporti, discariche.
Eppure, Presidente, in quest'Aula, noi abbiamo dato tante
soluzioni
Abbiamo fatto, sì, le nostre proteste ma abbiamo dato anche
soluzioni concrete, come per esempio quella del sistema wireless per
captare i fumi, che non ha bisogno appunto di sensori visivi e
quindi può intervenire ancora prima. Questa è stata solo una delle
proposte di legge che è stata fatta.
Se lei avesse mantenuto la sua promessa e fosse stato presente in
quest'Aula, probabilmente, adesso i dati sarebbero diversi. Perché
io ricordo di averla vista l'ultima volta, per un minuto, solo il 26
luglio, poi l'ho vista il 21 giugno quando si è approvata la
manovrina "salva Taormina" e a febbraio per la finanziaria. Non ho
altri ricordi.
Allora, Presidente, sa cosa abbiamo bruciato oltre a ettari ed
ettari della nostra Terra? Abbiamo bruciato un anno, un anno di
propaganda, di false promesse e di non concludere nulla
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha
facoltà.
DE LEO. Presidente, farò un brevissimo intervento - visti pochi
minuti a disposizione - e saluto il Presidente Schifani che, a
distanza di diversi mesi, ci onora della sua presenza in Aula.
Oggi affrontiamo un altro grande problema irrisolto della nostra
Regione. Devo dire che lo affrontiamo troppo tardi perché l'inferno
di fuoco ha colpito - puntuale - la Sicilia con ingenti danni a
persone, all'ambiente, inclusa la perdita di vite umane. In questi
mesi, abbiamo visto il verde diventare nero. Sono state colpite le
maggiori aree di biodiversità dell'Isola e i borghi che stavano
scommettendo sulla ripartenza, dopo la pandemia, adesso si trovano
nuovamente in ginocchio.
E' evidente, Presidente, che la macchina della prevenzione non ha
funzionato e non ha funzionato in continuità con il Governo
precedente, anche se ricordo a me stesso che l'ex Presidente della
Regione è stato promosso a Ministro della Protezione civile.
L'approccio, Presidente, dovrebbe essere diverso, dovrebbe essere
lo stesso che è stato utilizzato per la pandemia, cioè un comitato
di tecnici che suggerisce le scelte politiche perché in Sicilia non
abbiamo dei veri piani di gestione forestale, non si gestiscono i
boschi in base alle loro caratteristiche.
Per esempio, il Piano regionale per la programmazione
dell'attività di prevenzione prevede, come hanno citato altri
colleghi, l'utilizzo dei droni. A cosa servono i droni se
individuano i focolai, ammesso che vengano utilizzati, se poi non
possiamo raggiungere quei luoghi? Per questo, c'è la necessità di
avere dei boschi percorribili, delle aree percorribili per poter
intervenire. Per questo è giusto avere bisogno di un incremento di
personale per garantire un efficace intervento.
Bene è il potenziare l'attività di commissariamento nei confronti
dei comuni inadempienti rispetto alla redazione del catasto degli
incendi ma bisogna anche verificare che in quei terreni, quei
terreni distrutti dagli incendi, vengano utilizzati per dei
rimboschimenti e questo lo si deve fare attraverso anche quelli che
sono i contributi comunitari.
E' necessario aumentare con carattere preventivo il controllo del
territorio nei periodi di alta pericolosità e poi occorre certamente
promuovere una grande campagna di sensibilizzazione.
Però, vede Presidente, non basta mettere nero su bianco un piano
di prevenzione se poi non si è nelle condizioni di applicarlo.
Interrogatevi, Presidente, su quelle che sono le responsabilità e
sulle strategie da mettere in campo per impedire che ogni estate si
trasformi in un inferno, lo dovete alla Sicilia e ai Siciliani.
Grazie.
PRESIDENTE. E iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà
DIPASQUALE. Presidente, intervengo da qui per risparmiare anche il
tempo di recarmi al podio.
Signor Presidente, buonasera, Assessori, colleghi parlamentari, mi
viene di pensare a un film di Bisio "Bentornato, Presidente" e devo
dire che il nostro atteggiamento Presidente, il nostro comportamento
è stato veramente costruttivo in questo anno.
Quest'Aula gli ultimi cinque anni è stata abituata a posizioni
diverse e devo dirle, anche grazie a un merito suo, le do merito di
aver costruito, almeno, i rapporti quelli istituzionali, rapporti
civili all'interno dell'Aula, però non è sufficiente Presidente,
veramente, glielo dico di cuore, è necessaria la sua presenza in
Aula, è fondamentale, non possiamo mendicare il minuto.
Io sono in difficoltà perché ho colleghi che vogliono intervenire
e rimangono pochissimi minuti per poter fare un intervento dopo
un'assenza di diversi mesi che ci mettono in condizione di
intervenire su tantissime cose. Io penso che lei, Presidente, se la
debba dare questa scaletta, almeno una volta al mese, sulle
questioni importanti E' necessaria la sua presenza, ne ha bisogno
il Parlamento e ne ha bisogno la Sicilia, perché non può che non
trasferirsi in azione positiva nei confronti dei lavori del
Parlamento stesso, quindi, innanzitutto noi siamo stati costruttivi
e lo siamo stati veramente in questo anno che è stato un anno di
speranza e di ascolto e anche propositivo da parte nostra.
Presidente dell'Assemblea, noi siamo stati a favore del
contingentamento dei tempi. La prossima volta no Noi vorremmo le
mani libere perché non è possibile, per noi è aberrante e non solo
un anno è trascorso, ora è arrivato il momento che vogliamo risposte
perché trasferiremo il Parlamento a Palazzo d'Orleans, noi rischiamo
veramente se non vediamo risposte concrete di trasferire le nostre
proteste, e non solitarie, a Palazzo d'Orleans, quindi, io mi
auguro, perché non si risolvono le questioni appunto non risolte,
contingentando i tempi.
La maggioranza non può avere gli stessi tempi della minoranza in
un dibattito così importante, però lo abbiamo condiviso, non è
responsabilità superiore, già le per annunzio che dalla prossima
volta non lo condivideremo, quindi ci lasceremo poi a quello che è
il lavoro d'Aula.
Io mi limiterò a parlare del punto, ovviamente, che riguarda gli
incendi, fermo restando che lei ha dato tutta una serie di
indicazioni che siamo andati oltre una cosa sull'accordo Stato-
Regione lo voglio dire: il ponte, io mi auguro che al più presto ci
venga a dire, Presidente, il miliardo e trecento, abbiamo capito che
il ponte è importante, abbiamo capito il ponte si farà, ma vogliamo
sapere il miliardo e trecento milioni e/o duecento milioni, da dove
vengono presi, a che cosa rinunceremo? In maniera chiara Lo
possiamo fare anche noi questo lavoro ma io mi aspetto che il
Presidente della Regione faccia chiarezza su questo.
Presidente, io aspettavo questo momento per esporre una mia enorme
preoccupazione. Io è da diversi anni che in quest'Aula dico che i
cambiamenti climatici sono così repentini e aggressivi che a noi ci
aspettano momenti brutti.
Il problema degli incendi, c'è la mafia, ci sono i delinquenti,
deficienti, tutti quelli ma c'è un problema serio, il problema è
legato a quello che sono i cambiamenti climatici e le temperature
che vanno cambiando. Noi finiamo con un problema dovuto al caldo e
iniziamo con un altro dovuto al freddo, con i cicloni.
Noi, purtroppo, siamo diventati terra di cicloni. A me quello che
terrorizza immensamente è quello che è successo, in maniera,
credetemi disattenzionata', in Libia. Guardate che il ciclone che è
diventato uragano in Libia - non c'è niente da ridere onorevole
Lombardo - e La prego Presidente, si ricordi bene queste parole,
il ciclone che è diventato uragano ed è entrato in Libia si è
formato tra la Sicilia e la Libia, poteva salire, è sceso, ha
fatto 5.000 morti, 5.000 morti, non perché era la Libia, ha fatto
5.000 morti Che poi forse sono anche di più, ancora questo non si è
riuscito a capire, perché quando arriva un uragano, Presidente, non
può uscire nessuno Noi ancora pensiamo di affrontare gli eventi
climatici, i cambiamenti climatici, eventi così gravi, con allerta
gialla, allerta rossa, sono superate Presidente, io la prego
veramente di attenzionare tutto questo.
Io so che lei si sta attivando, finalmente siamo in dirittura
d'arrivo per quanto riguarda l'Osservatorio per i cambiamenti
climatici che abbiamo voluto nella scorsa Legislatura, però,
Presidente, per favore bisogna attivare, Presidente, mi ascolti in
questo passaggio, Assessore Pagana per favore, bisogna attivare -
dicevo - la Protezione civile affinché si sviluppino, dei protocolli
chiari per l'emergenza uragano. Perché, attenzione, si
ripresenteranno, sono ciclici, così come questa volta che è sceso ed
andato in Libia, la prossima volta può salire e salirà nella parte
della Sicilia orientale e, quando poi ci saranno i morti, nessuno
potrà dire non lo sapevamo, non eravamo pronti.
Quindi, il vero problema degli incendi e degli uragani è proprio
questo, è proprio che è cambiato il clima e ci dobbiamo preparare, e
i protocolli, almeno la difesa, la dobbiamo mettere in atto subito,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro.
Preciso che stiamo procedendo uno per Gruppo, in ordine di chi ha
chiesto di intervenire. Siete tutti iscritti a parlare.
GILISTRO. Buonasera, Presidente, colleghi, è da tempo che aspetto
questo momento certo non per aggredirla né per gridare frasi, non mi
appartiene lo sa Presidente, questo non mi appartiene, devo dirle
però una cosa importante, quando lei si è insediato in questo
Parlamento e ha fatto il suo discorso programmatico, le devo dire
che mi ha emozionato. Ho riferito anche a casa mia di questo suo
discorso e ho avuto la speranza che questo Parlamento finalmente
potesse dare risposte ai siciliani e fare una rivoluzione
copernicana e, quindi, veramente portare e dare risposte a tutti
quanti. Voglio sperare che queste sue promesse, Presidente, possono
ancora onorare quello che lei ha promesso e che possa veramente dare
risposte, glielo dico di cuore non in questo momento in termini di
contrasto, assolutamente, non mi appartiene proprio.
Per quello che riguarda gli incendi, Presidente, - io mi occupo
anche di sanità -, ma per quello che riguarda gli incendi si può
fare tantissimo. Ormai noi conosciamo esattamente, in maniera
perfetta, quello che succede. Non sono tantissime le giornate in cui
accade un incendio. Sappiamo che gli incendi accadono soltanto nei
momenti più caldi della stagione e quando c'è una grandissima
ventosità. Questo è il problema.
Noi conosciamo esattamente gli orari, conosciamo tutto, sappiamo
che sono dolosi. Quindi, se noi riuscissimo a concentrare i nostri
sforzi, in quei determinati momenti, secondo me potremmo fare
tantissimo ma soprattutto lo ha detto lei, lo hanno detto i nostri
colleghi, quello che serve ai Vigili del fuoco - io li ho ascoltati,
li ho ascoltati tutti - servono uomini, non solo mezzi, perché se
parliamo di mezzi e parliamo di droni, i droni possono essere droni
portatori di bombe o droni per matrimoni, dobbiamo avere efficienza
di droni, tutti i nostri mezzi devono essere efficienti. E' quello
che chiedono i Vigili del fuoco che in America sono considerati
eroi, sono considerati eroi, sfiniti, rischiano la vita volta per
volta.
Noi dobbiamo essere, in questo momento, accanto a loro dandogli
più uomini prima di tutto perché visto e considerato che questi
delinquenti di piromani ormai sanno cosa devono fare come se
avessero fatto una formazione, cosa hanno comprato il piccolo
piromane? Cosa hanno comprato? Sono andati su Google a vedere come
si innesca un incendio? E' pazzesco, centinaia di punti di innesco
come se si stessero moltiplicando come un virus. Noi conosciamo
ormai come sono fatti, a parte che meriterebbero l'imputazione per
omicidio colposo, perché quando muore della gente per l'incendio,
questi dovrebbero essere denunciati per omicidio colposo perché lo
hanno provocato e anche premeditatamente.
Dunque, io dico, Presidente, uomini, mezzi efficienti nei punti
giusti, nei momenti giusti. Oggi le previsioni metereologiche
arrivano a quindici giorni, possiamo prevedere se ci sarà un
libeccio o uno scirocco molto forte, dobbiamo saperlo che in quei
giorni avverranno queste situazioni.
Quindi, io questo le chiedo, non chiedo altro che attenzione
precisa, puntuale, nei nostri modi di poter fare un'unica parola che
sempre ripeto in quest'Aula, prevenzione. Questo è l'unico modo per
poter dare risposte ai nostri cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Castiglione. Ne ha
facoltà.
CASTIGLIONE. Grazie Presidente, saluto il Presidente Schifani, gli
Assessori e i colleghi onorevoli.
Presidente è da almeno vent'anni che la Sicilia va, regolarmente,
a fuoco nel periodo estivo e quest'anno abbiamo avuto, come diceva
lei, il 23, il 24, il 25 luglio e il 22 e il 23 settembre, una
situazione veramente drammatica. Io vorrei ringraziare sia i Vigili
del fuoco, la Protezione civile e il Corpo forestale per quello che
hanno fatto durante questi giorni di questi incendi. Ovviamente,
Presidente non è stato un piccolo incendio. Le cause sono diverse,
sono dolose, è una situazione un po' particolare. E, oggi, abbiamo
la sua presenza che credo che ci sarà anche in altre occasioni e la
ringrazio che lei sia qui.
Quindi, oggi noi ci chiedevamo come Gruppo Popolare Autonomista
MPA ma che cosa vuole fare il Governo Schifani, cosa sta facendo la
Giunta e cosa dovremmo fare noi all'Ars.
Allora, Presidente lei sta aggiungendo un numero di personale nel
Corpo forestale, sono 46, 47, mi auguro che nella finanziaria si
possano aggiungere altri soldi.
Ricordo a me stesso che a breve ci saranno i concorsi, nel 2024,
per circa 800 dipendenti alla Regione, vista la carenza di
personale. Cosa deve fare il Governo Schifani per quanto riguarda la
prevenzione e credo che questo verrà fatto. Quindi, sono certo che
l'anno prossimo non ci saranno tutti questi incendi.
Lei parlava, nella sua relazione, di telecamere, lei parlava che
finalmente entro novembre ci saranno altri mezzi che sono
fondamentali per la Sicilia. Quindi, Presidente, noi vigileremo su
quello che il Governo Schifani farà ma, sicuramente, l'anno prossimo
sono certo che con l'impegno da parte del Governo non ci saranno
tutti questi incendi perché la Sicilia non ha motivo di avere tutti
questi incendi.
E volevo ricordare un'altra cosa a tutti i colleghi deputati che
già il Governo sta lavorando non per la parte estiva ma per
l'inverno perché nella mia città - ricordo a me stesso - stanno
lavorando su tutti i torrenti per poterli pulire, grazie al Governo
Schifani.
Quindi, Presidente, lei deve continuare a lavorare così, deve dare
l'opportunità di avere altri forestali, devono esserci altri mezzi e
l'anno prossimo sicuramente non ci saranno tutti questi incendi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, guardi io ho ascoltato con attenzione la sua relazione e
devo dire la verità mi è sembrato di vivere in un mondo parallelo,
in un mondo in cui le responsabilità di questi gravi incendi non
dipendono dalla mancata attività di prevenzione di questo Governo e
del Governo precedente, ma dai cambiamenti climatici e dalla
responsabilità dei comuni.
Ancora una volta in quest'Aula, in perfetta continuità con quanto
avveniva già durante il Governo Musumeci, si addebitano ai comuni
responsabilità che non hanno.
Addirittura, nel 2022, dopo un incendio che funestò la montagna di
Erice, il Presidente Musumeci venne in quei territori a denunziare
la mancata attività di prevenzione dei comuni, salvo per rendersi
conto che l'incendio era partito da un'area demaniale che
apparteneva alla Regione siciliana.
Allora, vede signor Presidente, noi dovremmo avere l'onestà
intellettuale di citare compiutamente tutto ciò che è stato fatto in
quest'Aula.
Qualcuno ricordava, e qui c'è l'onorevole Pagana che è stata, non
ricordo se prima firmataria o comunque firmataria di quel disegno di
legge voto dove sì, probabilmente sbagliando, si prevedeva di
introdurre un incremento di pene. Per saperlo tra di noi, gli autori
degli incendi boschivi non vengono presi, quindi, parlare di
aumentare le pene per un reato che non viene mai accertato, di cui
non viene accertato l'autore, penso che sia solo fuffa.
Invece quel disegno di legge, per esempio, conteneva un elemento
di novità importante che andrebbe recuperato, che è quello della
sottoscrizione di accordi col Ministero della Difesa per utilizzare
a scopi preventivi i droni militari che, per saperlo sempre noi,
giornalmente volano sulle nostre teste senza che ce ne accorgiamo,
ma sono dotati di strumenti che possono tranquillamente consentire
l'avvistamento degli incendi.
E io devo dire la verità di tutto questo nella relazione del
Presidente Schifani non ho udito alcuna traccia perché per esempio
il Presidente ha dedicato ben la metà del suo intervento a declamare
dati statistici: tot ettari di terreno bruciato, tot percentuale di
bosco... però è mancato nella sua relazione un elemento che
potrebbe aiutare questo Parlamento e questo Governo a trovare
soluzioni concrete.
E' vero, i boschi colpiti da incendi quest'anno in termini
percentuali si sono ridotti, ma le aree boschive della Sicilia dal
2012 al 2022, come ricordava l'onorevole Campo, sono state
falcidiate La provincia di Trapani è stata quella che in
percentuale ne ha perse di più. L'anno scorso abbiamo perso un
patrimonio boschivo, come il bosco Scorace, se non per il sughereto
che sta proprio in vetta alla collina.
Allora quei boschi perché bruciano, quelle terre perché bruciano,
assessore Pagana? Bruciano perché mancano i piani di gestione,
perché manca un modello di gestione dei boschi che consente ad essi
di essere vissuti. E lo sapete qual è l'unico bosco che in Sicilia
non brucia? E' Ficuzza, perché Ficuzza è un bosco gestito, dove la
presenza umana è costante, dove le attività antropiche sono
continuamente presenti.
Allora, probabilmente, piuttosto che pensare all'inasprimento
delle pene, bisognerebbe immaginare a farli questi piani di gestione
dei boschi. Li aspettavamo da mesi, ma non sono arrivati.
Così come da mesi, Assessore Pagana, Assessore Sammartino,
aspettiamo i piani di rimboschimento perché a fianco al rischio
incendi, e mi avvio alle conclusioni, c'è anche il rischio
idrogeologico
E per esempio, nella relazione del Presidente Schifani è mancata
totalmente l'idea di ripristinare le opere idrauliche che servivano
sia come presidio antiincendio sia come presidio al rischio
idrogeologico.
Faccio un esempio, sempre su tutti: la forestale, negli anni
Ottanta, aveva costruito nella montagna di Erice due invasi di
raccolta delle acque che servivano sia come luogo da cui attingere
l'acqua per l'antincendio, sia come presidio per il rischio
idrogeologico. Di questo non si è parlato, si è solo detto che la
responsabilità è dei comuni.
Presidente Schifani, il tre per cento in un comune come Trapani,
che è centottanta chilometri quadrati, centottanta chilometri
quadrati, è più grande di Palermo per averlo chiaro, il comune di
Marsala che sono duecento chilometri quadrati, ebbene non si fanno
due strade col 3 per cento e, quindi, noi diamo un obbligo del tre
per cento e nel contempo diciamo ai comuni che siccome già i
bilanci non li chiudono, di continuarlo a non fare nemmeno
quest'anno
Io penso che abbia ragione mio figlio che mi dice "papà, ma tu
dici sempre che sei nel più antico Parlamento d'Europa, nel più bel
Parlamento d'Europa, non vorrei che diventasse il più inutile
Parlamento d'Europa".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io mi
soffermo sulla parte finale del discorso del Presidente che con
tono quasi stizzito richiamava gli operatori della comunicazione
che a volte mettono zizzania, non era rivolto a questo Parlamento,
ha tenuto a precisarlo, io invece ringrazio quegli stessi operatori
della comunicazione, quei giornalisti grazie ai quali siamo venuti
a conoscenza delle azioni poste in essere da questo Governo e
dell'accordo, ad esempio, Stato - Regione perché io da parlamentare
regionale l'ho appreso dalla stampa l'accordo Stato - Regione, ne
sono venuto a conoscenza grazie a quegli organi di informazione che
fanno il loro dovere.
"Ho sempre creduto nella democrazia parlamentare ed anche se
eletto direttamente dai cittadini sono un convinto sostenitore
della sovranità ed autorevolezza del Parlamento, un sistema che va
cambiato con il coinvolgimento pieno e totale del Parlamento al
quale mi porrò con doveroso spirito collaborativo e costruttivo. Ne
andrà della crescita della nostra Terra, del futuro dei nostri
figli, della possibilità di ritorno a casa di quei tanti giovani
costretti ad emigrare per trovare un lavoro e se riusciremo in
queste riforme non vincerà soltanto questo Governo, non vincerà
soltanto questo onorevole Parlamento, ma vinceranno i siciliani
tutti": Renato Schifani, Presidente della Regione siciliana,
discorso di insediamento pronunciato in quest'Aula l'1 dicembre
2022.
A parer mio, ciò che allontana la gente dalla politica è proprio
la capacità di dire tutto e il contrario di tutto, come può lei
declamare una grande forma di rispetto verso questo Parlamento e
poi disertare le sedute d'Aula, manifestando la più totale
indifferenza rispetto agli spunti e agli input che arrivano da
questo Parlamento? Oggi la sua presenza in Aula arriva e non brilla
certo per tempismo, la discussione sull'emergenza incendi, vede
Presidente, di emergenza questa Regione ne vive tante, ce ne sono
state e ce ne sono, ce ne saranno ancora, dall'emergenza trasporti,
ad esempio, ho ricevuto un messaggio di una nostra conterranea che
è rimasta bloccata a Caltanissetta perché il servizio sostitutivo
di Ferrovie dello Stato non ha atteso la coincidenza; l'emergenza
rifiuti, l'emergenza sanitaria, l'emergenza che vivono i comuni, in
pre-dissesto per la maggior parte, l'emergenza del personale
contrattista che chiede l'incremento delle ore.
Ciò che mi preoccupa però di questa emergenza è la scarsa
reattività del Governo regionale nella capacità di dare risposte,
l'incapacità di incidere nelle azioni che rischia di far perdere
credibilità alla politica tutta, voi avete le chiavi del Governo,
voi avete l'onere di trovare soluzione ai tanti problemi di questa
terra, forse un confronto in quest'Aula e con questo Parlamento
potrebbe aiutare.
Per toglierla dall'imbarazzo mi permetto quando questo Parlamento
le chiede perché questo ritardo, mi permetto di suggerirle una
risposta, dica che in tutto questo tempo si è occupato di incendi
anche se di natura diversa da quelli che hanno strettamente
sconvolto la nostra isola, incendi diversi ma da lei evidentemente
ritenuti altrettanto pericolosi e, se non arginati con gli
opportuni tagliafuoco, fatti di concessioni e qualche contentino
politico, di mettere in crisi anche la sua maggioranza.
Da questo punto di vista, non mi sento di biasimarla, le occasioni
incendiare sono state tante, lo abbiamo visto e constatato più
volte. Lo abbiamo visto su tanti temi, lo abbiamo visto con le
province, fuoco di paglia consumatosi in fretta. Al tempo stesso, è
stata ossessione mai spenta per alcuni esponenti e tema, tutto
sommato, trascurabile per altri. Lo abbiamo visto nella logorante
gestazione dei manager della sanità con elenchi di più idonei, meno
idonei, parzialmente idonei e ancora attendiamo.
Vede Presidente, il mio augurio è che possa confrontarsi con
questo Parlamento, perché da questo Parlamento possono,
probabilmente, arrivare soluzione a tanti problemi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada, ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signor Presidente
della Regione, la sua relazione non mi ha soddisfatto e non mi ha
soddisfatto perché ritengo che l'unica cosa e la prima cosa che
doveva dire nella sua relazione introduttiva erano le scuse nei
confronti dei tanti cittadini per tutto quello che non ha
funzionato, ma doveva chiedere scusa lei, non tanto perché sono le
sue le responsabilità, non le sto dicendo che è andato lei ad
appiccare gli incendi, ma lei in quanto Presidente della Regione
doveva chiedere scusa ai tanti siciliani che hanno perso le case,
che hanno perso i terreni, che hanno perso le attività produttive e
questo non è stato fatto.
Questo non significa che non si può fare alla fine di questa
seduta d'Aula e ritengo che lei debba chiedere scusa ai tanti
siciliani perché sulla capacità di questo Governo di prevenire i
prossimi incendi o tutta una serie di perplessità che non sono
legate alla composizione di questo Governo ma sono legati al fatto
che in Sicilia, da vent'anni, si ripetono sempre gli incendi negli
stessi posti e nello stesso periodo Quindi ho tutta una serie di
perplessità sulla capacità di prevenire gli incendi perché non
siamo riusciti a farlo, almeno negli ultimi quindici anni.
E, allora, Presidente l'invito che le faccio è quello di pensare
non solo alla prevenzione degli incendi dell'anno prossimo ma di
pensare, soprattutto, a tutte quelle persone che da diversi anni
aspettano ancora il contributo che era stato promesso loro da parte
di questa Regione, da parte del Governo nazionale.
Ci sono diversi agricoltori, diversi imprenditori che ancora non
hanno ricevuto...
PRESIDENTE. Onorevole si avvii a conclusione.
SPADA. Presidente, eravamo rimasti che al minuto dopo mi
interrompeva. Se mi vuole interrompere prima posso intervenire
anche con l'articolo 83 e continuare per altri cinque minuti.
Quindi se mi consente di finire l'intervento, le sarei grato.
PRESIDENTE. Onorevole, lei è già fuori tempo. Finora, fino a
questo momento ancora, decido io rispetto a quello che si deve fare
e che non si deve fare. Sono stati concordati dei minuti, in via
eccezionale, è stato detto di poter concludere l'intervento entro
il minuto, non credo che sarebbe arrivato
SPADA. Eravamo a trenta secondi, Presidente.
PRESIDENTE. Ora le darò i trenta secondi per concludere
l'intervento.
SPADA. Visto che i minuti sono contingentati e non c'è la
possibilità di completare l'intervento e di manifestare le
richieste al Presidente della Regione, mi riservo, se lei me ne
darà la possibilità, di intervenire dopo con l'articolo 83.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione. C'è un momento per le parole e un momento per i
fatti e le sue parole, Presidente, sono andate in fiamme insieme
alle case e alle vite dei siciliani
Oggi quest'Aula, a fine ottobre, non ha senso, Presidente. Il mio
intervento sarà brevissimo proprio per questo. Non ha alcun senso
provare a discolparsi oggi, a distanza di mesi
Non ha alcun senso rappresentare cosa è stato fatto e cosa farà
dopo tutto quello che è successo La Sicilia brucia perché qualcuno
lo permette. E' un mix tra attività criminali e incapacità di
prevenzione che questa Regione non riesce a fare ormai dopo troppi
anni.
Vi dovreste chiedere, ci dovremmo chiedere, dove abbiamo
sbagliato, cosa avete sbagliato.
Vede, onorevole Presidente della Regione, lei il 23 settembre
faceva un post dove, praticamente, scaricava la responsabilità ai
sindaci e ai criminali. Ecco questo era veramente imbarazzante.
Il 24 settembre, il giorno dopo Presidente, io mi recavo nelle
campagne dove la giovane Maria David è stata, purtroppo ha subìto,
come dire, l'incendio nel suo terreno e moriva bruciata per provare
a liberare il suo cavallo. Io mi ero recato lì per provare a dare
un mimo di speranza a quella famiglia e a quel cavallo che
purtroppo col veterinario quella mattina quando ci siamo recati
l'abbiamo trovato morto, esanime, per terra, e non è stato
straziante solo vedere quel cavallo per terra, è stato straziante
vedere qualche minuto dopo il fratello di quella giovane donna che
arrivava e diceva che purtroppo anche lei non ce l'aveva fatta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione
Schifani, Governo, colleghi, cittadini. Sarò velocissimo
Presidente, due parole: desertificazione e business, presidente
Schifani.
Desertificazione ed è una parola che ha utilizzato un vescovo
siciliano e non se la prenda con i vescovi dell'isola se continuano
a dare speranza ai siciliani che vanno via da questa Terra che
purtroppo, che purtroppo, diventa sempre più arida, presidente
Schifani. Desertificazione per il fatto che non ha portato ad oggi
nessuna riforma qui in Aula, soprattutto per quanto riguarda gli
incendi.
Desertificazione per la sua presenza che io auspico aumenti nel
corso delle prossime sedute. E business, Presidente Schifani. Il
business della prevenzione degli incendi.
Non è possibile acquistare dei droni e pagare centinaia migliaia
di euro per poi non utilizzarli
E' il business degli incendi, Presidente Schifani, lo ha detto
pure lei
Allora, lei deve venire qui in Aula a portare riforme e norme come
quelle sui forestali. Deve venire qui in Aula e non le chiederò,
come ha chiesto l'onorevole La Vardera, le dimissioni, perché in
questa fase, Presidente Schifani, la stessa compagine che governa a
sei anni, colleghi ve lo dico chiaramente, sceglierà il prossimo
Presidente della Regione probabilmente a sorteggio e noi questo non
ce lo possiamo permettere.
Non ci possiamo permettere che il prossimo Presidente della
Regione sia scelto sia scelto tramite un sorteggio
Allora Presidente Schifani, io auspico che lei venga qui in Aula
per far sì che questa Terra, in questo momento arida, possa portare
dei germogli: qui in Aula probabilmente quella Terra può cambiare e
non possiamo perdere ulteriore tempo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catania. Ne ha
facoltà.
CATANIA Nicolò. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, onorevoli Assessori, Presidente, guardi,
io mi approccio a quest'Aula, lo ripeto ancora, da neofita e manca
il tempo. Presidente le anticipo che sarò molto più breve di quanto
avevo previsto, per non far torto all'onorevole Dipasquale e
lasciare quella differenza fra maggioranza e opposizione. Trenta
minuti vanno bene? Perfetto
Diciamo, mi approccio a quest'Aula da neofita e non posso fare
almeno di portare dietro come i ricordi di una persona che ha
amministrato la propria comunità, il territorio per oltre
vent'anni, vivendo quindi le scelte che da quest'Aula arrivavano
direttamente sugli amministratori e sul territorio, scelte che nel
tempo si sono rivelate essere fase, se parliamo oggi di problemi di
questo genere dopo una ventina d'anni qualcosa non ha funzionato,
ma non ha funzionato non soltanto per i motivi che abbiamo
ascoltato per le cose che sono state dette, ma probabilmente per
qualcosa che va anche al di là.
Presidente io ho ascoltato la sua relazione, mi ha soddisfatto
perché completa di dati, completa gli interventi effettuati,
completa di attività poste in essere, ho seguito personalmente
dando anche un minimo di collaborazione all'assessore laddove il
mio territorio aveva delle difficoltà, ho fatto l'amministratore
locale piuttosto che il parlamentare perché quello sentivo di fare
in quel momento.
Una relazione che, fra l'altro, fa anche la fotografia attuale e
dà anche, in termini programmatici e di prospettiva, delle
soluzioni per operare, rivedere e mettere in capo un sistema che
sia un sistema efficiente e al passo e, in ogni caso, che contrasti
un po' tutte le cose che qui abbiamo sentito dire.
Ora, a parte qualche caso, a parte qualche intervento di qualche
collega dell'opposizione, mi è sembrato, ma la mia è soltanto una
sensazione, che qui si sono sciorinate soltanto, esclusivamente,
argomenti di altre relazioni - sui danni, sul perché, da dove
partono gli incendi. Sappiamo tutto. Altre relazioni o altre, come
dire, puntualizzazione su cosa che abbiamo saputo e che tutti
quanti sappiamo.
Ma, manca la proposta. Manca una proposta, al di là di qualche
proposta che è venuta fuori molto interessante, perché io ritengo
che, di fronte a una dinamica di questa portata o a un problema di
questa portata che riguarda tutti i siciliani nessuno escluso -
Governo, parlamentare, sindaci e quant'altro - bisogna trovare il
coraggio, la forza e l'unità di intenti per creare un supporto, o
creare un elemento giuridico se volete una norma quello che volete,
per supportare ed eliminare il problema. La semplice critica non
basta, è sterile.
Ora, a prescindere qualche soluzione di Micciché o qualche altra
questione sulla cabina di regia, che è stata auspicata e che lei
prontamente ha attivato - io non vedo che ci sia, qui, una
intenzione a risolvere veramente tutti quanti il problema. E
quest'Aula è, come dire, è preposta a far questo. Non è una
semplice cosa demandata al Governo. E' un problema così grande che
va affrontato, unanimemente, per darvi una soluzione definitiva
Cosa penso io? Io penso che noi tutti abbiamo consapevolezza di
quelli che sono i problemi, di quello che è stato. Sappiamo tutti
quanti, l'abbiamo confermato, che si tratta di atti criminali,
sicuramente, di fatti senza precedenti - a mia memoria, faccio
l'amministratore da tempo, mai successi - e, in ogni caso, stiamo
parlando di fatti che hanno provocato morti che meritano rispetto.
E il rispetto a questi morti lo possiamo portare soltanto con un
impegno comune, congiuntamente al Governo per trovare soluzioni
definitive. Non lanciando solo ed esclusivamente critiche, che ci
stanno ognuno fa la propria parte, ma dobbiamo lavorare
incessantemente perché il problema non si ripeta, in tutt'uno col
Governo che, sono convinto dalle parole della relazione Presidente,
che ha creato e dà oggi condizioni di collaborazione con il
Parlamento. Allora questo aspetto lo vogliamo, dobbiamo coglierlo
in maniera positiva per lavorare tutti quanti insieme.
Io dico anche che, obiettivamente, bisogna affrontare il problema
perché siamo di fronte ad una questione vecchia, ma con una
modalità e considerazioni nuove. Il cambiamento climatico,
l'ambiente pedoclimatico oggi, nella nostra regione, è un ambiente
pedoclimatico completamente diverso. Allora, avendo queste
consapevolezze, avendo già individuato quali possono essere
percorsi o comunque punti di debolezza, io ritengo che abbiamo
tutti quanti il dovere - e su questo noi contiamo tutti ampiamente,
Presidente, sulla sua capacità di azione così come ha dimostrato in
questo tempo - che sulla problematica possiamo trovarci bene nel
creare una soluzione che possa essere la migliore possibile.
Finisco semplicemente con una piccola osservazione. Veda
Presidente, toccare il Fondo delle autonomie riservando il tre per
cento di quel fondo - che già è misero ed è tagliato quaranta
volte, per circa, faccio proprio così a memoria d'uomo,
settantacinque per cento rispetto a quello che era il fondo per le
autonomie - creare una riserva su quel fondo, costringerebbe i
Comuni a non poter assolutamente agire. Allora, cosa dico io?
Creiamo un'opportunità diversa, perché sulle questioni che sono
state sollevate, lo voglio dire e lo dico ad ampia voce - e chiudo
Presidente - su questa continuità io dico vivaddio che c'è questa
continuità Vivaddio, perché qualcuno dimentica una cosa
importantissima. Che la catastrofe politica, giuridica, in questa
nostra regione, arriva con la presidenza Crocetta Lo sai qual è
problema? Sapete qual è il problema? Lo sapete? Scusa, non voglio
fare polemica...
DIPASQUALE. Ma smettila Avete governato cinque anni Vergogna
Vergogna. Cinque anni di governo. Siete la continuità dello schifo
E parlate ancora del Governo Crocetta
CATANIA Nicolò. La spesa corrente, la spesa corrente per le
assunzioni nella Regione siciliana e negli enti locali, si è
bloccata con quell'accordo scellerato fatto da quel Governo. E
aggiungo e vado all'intervento dell'onorevole Abbate - e chiudo - è
vero: dobbiamo fare tutti quanti la nostra parte, ma dimentichiamo
che gran parte degli incendi partono proprio dai cigli stradali
delle strade provinciali che, oggi, non hanno una governance; è
stata cancellata in televisione e oggi bisogna andare avanti in
questo senso.
DIPASQUALE. Voi la potevate rifare, Musumeci lo poteva fare e non
l'ha fatto
CATANIA Nicolò. Io non l'ho interrotta, onorevole Dipasquale, e mi
sono subìto delle cose che, onestamente ... non voglio fare
polemiche, Presidente.
Chiudo semplicemente rivolgendo l'apprezzamento alla relazione del
Presidente e sono convinto che l'azione di governo, se supportata
seriamente dalle forze parlamentari e politiche, a prescindere
all'appartenenza, possa essere ovviamente di definitiva soluzione a
un problema, ripeto, vecchio, ma che di essere affrontato con la
visuale nuova.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, anticipo che Sud chiama Nord ha
ceduto i propri minuti, quindi se dovessi sforare, se magari mi
permette di completare l'intervento.
PRESIDENTE. Si, se lo dichiarasse il Capogruppo.
VASTA. Presidente, un paio di minuti all'onorevole Ardizzone...
PRESIDENTE. Va bene, due minuti da parte di Sud chiama Nord,
quindi diventa quattro minuti e quarantacinque secondi. Prego,
onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE. Grazie Presidente. Presidente Schifani. non mi guarda e
mi dispiace; è passato tanto tempo, ricordo era il 26 luglio, per
pochi minuti. E permetterà anche l'emozione per me, oggi,
nell'intervenire dinanzi a lei, considerato che non è un'abitudine
vederla da queste parti.
Lei ci ha riferito che in questo periodo ha portato avanti molto
lavoro, in questo periodo di sua costante assenza da una
banalissima Aula di rappresentanza democratica. E io le credo,
Presidente. Il problema credo sia un altro. Il problema è che, al
di fuori di quest'Aula, questo lavoro, i risultati di questo
lavoro, purtroppo, non si vedono. Quindi, a un certo punto,
Presidente, non ci biasimerà se abbiamo richiesto a gran voce la
sua presenza, qui in quest'Aula, anche solo per sapere della sua
esistenza, o se quella figura nelle convention di partito e nelle
grandi inaugurazioni fosse solamente un ologramma. Però vederla qui
ci conforta, devo dire.
Io Presidente, in realtà, non ho molto da dirle perché,
riflettendoci, ritengo sia alquanto imbarazzante pensare di venire
qui a riassumere tutte le questioni che abbiamo posto nell'arco di
questi mesi, tra l'altro per appuntamento e, per giunta, in
pochissimi minuti. Io prenderei in giro lei, prenderei in giro me
stessa e prenderei in giro tutti i Siciliani che ritengo abbiano
già le scatole alquanto piene di una politica che, in questo
momento, dimostra di gestire la sanità solamente per parlare di
nomine, di produrre solamente quando si devono distribuire
marchette oppure per reintrodurre poltrone e che palesemente sta
raffazzonando emergenza dopo emergenza, perché ignara di un termine
importantissimo, come quello della prevenzione.
E, Presidente, prevenzione non vuol dire spendere nuovamente nel
2023, dopo il 2021 e il 2022, 90 mila euro in droni antincendio
che, evidentemente, sono serviti solamente per ammirare dall'alto
il panorama di una Sicilia che andava totalmente a fuoco.
Quindi, Presidente, io non ho molto da dirle, però pensandola, in
questi giorni, mi è venuto in mente un aneddoto storico. Ai tempi
dell'assolutismo, Luigi XVI era solito incontrare prima la nobiltà
e il clero e poi ignorava il terzo stato. Un po' come ha fatto lei
in questi mesi con noi, anche se oggi ci ha fatto questa cortesia
nell'incontrarla. Però, Presidente, io non vorrei ricordarle come
poi è andata a finire questa storia. Noi non vorremmo che nella via
dell'assolutismo lei perda la testa e per questo motivo noi le
chiediamo presenza tangibile, perché noi non vogliamo più ologrammi
della politica, i Siciliani non vogliono ologrammi della politica;
i Siciliani chiedono un Presidente che ci metta la faccia nei
momenti di emergenza e di crisi perché se le menzogne in politica
sono colpevoli, il silenzio spesso lo è molto di più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Auteri. Ne ha
facoltà.
AUTERI. Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi dei
colleghi in Aula e mi sento innanzitutto di ringraziare il
Presidente per aver relazionato in maniera attenta, analitica e per
quello che già avevamo detto in un altro momento di dibattito in
quest'Aula, un lavoro eccellente.
La cosa che mi rattrista tanto, l'ho detto anche in altre
occasioni, è che nessuno ha ricordato i morti.
Il lavoro immenso fatto in quelle giornate, - però ogni volta, se
interrompete, è impossibile fare un dibattito in Aula Dovete
avere, siete democratici e poi quando uno parla non siete
democratici?
PRESIDENTE. Completi il suo intervento.
(brusìo in Aula)
AUTERI. ... democratici sempre Non solo quando vi conviene, però
Volevo ringraziare il Governo per il lavoro eccellente, dicevo,
perché qualcuno ha dimenticato che in una notte c'erano 400 incendi
in contemporanea e che era difficilissimo gestire un'azione
criminosa fatta in maniera scientifica per mettere in difficoltà il
Corpo forestale.
Un lavoro immenso fatto da parte di dirigenti, nottate intere
passate dal Presidente della Regione, dall'Assessore, da tutti i
dirigenti a monitorare il nostro territorio.
Grazie, Presidente, per il suo lavoro e per aver dichiarato in
Aula, nella sua relazione, un'azione chiara anche degli interventi
che bisogna mettere in campo per la risoluzione del problema.
Presidente, come al solito governare - lei lo sa meglio di me
perché ha un'esperienza longeva - è difficile Fare appelli è
facile Toccare poi con mano le difficoltà che ci sono di
tantissime cose che non funzionano, che abbiamo anche ereditato, è
però difficile
Voglio porgere un ringraziamento ai forestali, ai Vigili del
fuoco, ai Carabinieri, alla Protezione civile, ai volontari, a
tutte quelle persone che in quelle giornate particolari erano in
campo e non erano al mare, come qualcuno, ad osservare i disastri
della Sicilia.
Parlare è facile ma poi dare il contributo e metterci la faccia è
difficile
Presidente, grazie, e grazie, Assessore Pagana, per il lavoro
immenso che state facendo da un anno a questa parte e sono sicuro
che le azioni, le azioni che state mettendo in campo, assieme al
Corpo forestale, e il lavoro che metteremo nei prossimi mesi in
campo tra il comparto antincendio e manutenzione, lo sviluppo
rurale con l'Assessore Sammartino e questa grande sinergia di un
Governo unito, di un Governo che ha le idee chiare, possa dare
risultati immediati alla nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Presidente della Regione, colleghi,
aspettavo questo incontro come un incontro importante, perché in un
confronto costruttivo nell'Aula del Parlamento possono nascere
proposte che servano, sicuramente, almeno a mitigare quello che è
oggi una piaga del nostro tempo perché la mutazione climatica ha
sicuramente creato problemi.
Sono un sindaco e come tale mi sono trovato per due notti di
seguito a dovere affrontare degli incendi molto, molto pericolosi.
Sul territorio posso dire di avere osservato alcune situazioni.
Intanto, ha funzionato il coordinamento fatto dalla Protezione
civile dalla Prefettura che, per lo meno, ha dato la possibilità a
noi sindaci di avere un supporto almeno morale.
Quello che ho notato, signor Presidente, è che noi abbiamo avuto
un aiuto incondizionato da parte dei volontari della Protezione
civile e questi volontari, a mio avviso, faccio un appello a tutto
al Parlamento, noi nella finanziaria dobbiamo cercare di
incentivare le somme prima di tutto per i volontari. Seconda cosa:
noi abbiamo avuto un intervento anche significativo da parte dei
forestali; purtroppo i Vigili del fuoco intervengono solo a difesa
delle case, ma in una situazione dove le folate di vento arrivavano
a cento chilometri orari, per cui anche noi in prima linea ci siamo
trovati a collaborare sindaci con i sindaci - io ho avuto delle
autobotti da parte di sindaci vicini - e allora io dico che oltre
che tutte le proposte che sono state fatte bisogna sicuramente
avere una regia unica che possa dare questo coordinamento per
quanto riguarda gli interventi.
La prevenzione Non è che possiamo caricare ogni volta tutte le
colpe a Schifani o a questo Governo. Queste sono situazioni che
purtroppo avvengono e si tramandano e allora dobbiamo cercare di
fare quella che è la vera prevenzione partendo da questo, da oggi,
e la prevenzione si può fare attraverso uno studio accurato,
attraverso quelle che sono le forme anche tecnologiche nuove che ci
possono essere, che ci possono aiutare. Oggi ci sono sistemi che
possono sicuramente avere anche lo sguardo di tutta la nostra
Sicilia. Allora indirizziamo su questo, cerchiamo di dare aiuto
anche per quanto riguarda i comuni attraverso le autobotti che
servono in alcuni casi, anzi sono state quelle che hanno salvato
molte volte questo.
Ora dico un dibattito, noi chiediamo sempre la presenza del
presidente Schifani in Aula, ma la presenza del presidente Schifani
non deve servire a scaricare tutto addosso, contro il Presidente o
contro il Governo, ma noi dobbiamo cercare in queste occasioni di
mostrare la nostra maturità di Parlamento perché qui c'i sono in
gioco non solo quelle che sono le distruzioni del nostro territorio
ma ci sono anche in gioco delle vite umane.
È certo che non possiamo dare la colpa, l'ha detto qualcuno e l'ha
detto bene, ma noi dobbiamo avere la coscienza di dovere lavorare
tutti insieme per fare prevenzione ed essere coscienti che il
nostro territorio è il territorio di tutti.
Vedete, gli incendi non finiscono così facilmente e noi dobbiamo
cercare di mitigare perché il cambio di clima porterà sempre più
purtroppo e la Sicilia è stata anche vittima di questo cambiamento
con quelle folate di vento a cento chilometri orari che hanno
creato sicuramente disagio.
Presidente, io credo che lei la sua parte la fa e la farà bene
perché noi abbiamo bisogno sicuramente di avere una guida in questo
e questa è una delle catastrofi che purtroppo ci perseguitano. Per
questo noi affidiamo a lei il compito di riuscire a creare le
condizioni che non ci sono state nel passato, attraverso
sicuramente l'acquisto di tecnologie moderne, attraverso quelli che
sono anche i mezzi nuovi che possono dare prevenzione ma anche
attraverso quei mezzi che quando succedono praticamente queste
catastrofi possano immediatamente cercare di dare un aiuto per
spegnere gli incendi. Intanto, grazie per tutto quello che si è
fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. E' iscritto a parlare l'onorevole
Vasta e infine gli onorevoli Assenza e Pellegrino.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vasta.
VASTA. Grazie. Signor Presidente, colleghi, Governo, Presidente
Schifani, io oggi non mi potevo perdere l'occasione di venire in
Aula e parlare visto che dopo il suo discorso di insediamento ci
aspettavamo tutti quanti la sua presenza in Aula sicuramente più
spesso.
Probabilmente, se questo dibattito fosse stato fatto qualche
settimana dopo gli eventi catastrofici che ci hanno interessato nel
mese di luglio, avrebbe trovato un'Aula un po' meno arrabbiata, se
così posso dire tra virgolette, e critica. Perché poi alla fine
quello che si chiede è l'ascolto da parte del Governo che lei
rappresenta, anche come massima espressione di Protezione civile di
questa Regione. Io che sono anche sindaco nella mia città, Riposto,
ho vissuto quel giorno, il 25 luglio se non erro, il 24 o il 25
luglio, una giornata insieme a tutti i sindaci limitrofi alla mia
città che non dimenticheremo mai. Non avevamo e non abbiamo avuto
supporto nemmeno dai numeri telefonici della Soris, perché anche il
centralino è andato in tilt, quindi il sistema non ha retto e
questo è sotto gli occhi di tutti.
Che questo tipo di eventi si ripeteranno con costanza ormai lo
sappiamo, come diceva il collega del PD, ma adesso rischiamo anche
di avere l'emergenza cicloni, perché questo è il secondo anno che
avviene un fatto del genere e che siamo sfiorati e fortunati.
Quindi quello che chiediamo, che chiedo anche come sindaco, è di
essere messi nelle condizioni di poter affrontare questo tipo di
emergenze. Io ho notato in qualche riunione successiva rispetto a
quegli eventi del 25 luglio fatta dalla Protezione civile che
abbiamo diversi mezzi fermi perché non hanno le associazioni a cui
darli. Bene, credo che bisogna partire proprio dalle cose semplici,
cioè mettere a disposizione anche dei comuni, anche dei comuni che
sono in difficoltà nel poter gestire queste attrezzature, perché
come lei sa, sono praticamente decimati dal personale, non c'è più
forza lavoro da poter mettere a disposizione anche per gestire
associazioni di volontariato. Quindi, quello che le chiedo è che
quello che oggi ci è venuto a dire in Aula e gli impegni che si
prende per sistemare queste cose vengano messi in atto al più
presto perché quest'inverno e l'anno prossimo probabilmente,
sicuramente a causa dei cambiamenti climatici e anche di qualche
persona irresponsabile, ci ritroveremo di nuovo ad affrontare le
stesse emergenze. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, signor Presidente, evidentemente la posizione del
Gruppo è stata già ampiamente enunciata dai colleghi Savarino e
Catania Nicolò e quindi sarebbe pleonastico il mio intervento.
Io voglio solo ringraziarla, Presidente Schifani, perché lei è
venuto oggi in Aula facendo la sua relazione, una relazione
puntuale, e anche pur non tenuto perché ci tengo a dirlo, venendo
incontro a una richiesta che io ritengo pretestuosa. Perché il
Governo deve rispondere e l'Assessore al ramo, l'assessore Pagana,
era disponibile a rispondere da mesi, però l'opposizione
ostinatamente, in ogni Conferenza dei Capigruppo è bene dircelo,
chiedeva per forza la sua presenza fisica e quindi lei li ha
accontentati e io la ringrazio per questo.
CATANZARO. Addirittura
ASSENZA. Detto questo, che dire? Gli incendi purtroppo sono in
gran parte dolosi, in gran parte anche dovuti, e su questo mi
consta personalmente perché nel ragusano, soprattutto nelle zone
costiere, si è visto attraverso il surriscaldamento delle
condutture elettriche che sono scaturiti anche incendi dall'Enel, e
su questo magari gli enti preposti potrebbero intervenire, perché
in molti casi si tratta di linee assolutamente obsolete e poi però
è chiaro che se noi indirizziamo ai comuni questo incipit di
prevenire sulla campagna antincendi dobbiamo anche farlo noi.
Dobbiamo porcelo, dobbiamo sforzarci di trovare i fondi. So che non
è facile ma i viali antifuoco, le barriere e quant'altro vanno
anticipati ai mesi di aprile, se è possibile anche a marzo, perché
quando li facciamo a giugno o a fine maggio può diventare anche
troppo tardi. Anche se, non me ne vogliano i colleghi, ormai
purtroppo gli incendi dolosi non vengono appiccati dal basso ma
vengono appiccati con esche lanciate sulle chiome degli alberi. E
con la trasmissione per via aerea da chioma a chioma poco importa
quello che c'è nelle condizioni del terreno sottostante e, quindi,
anche il terreno più pulito, però se la trasmissione del fuoco
avviene da cima a cima c'è poco da fare, si deve solo intervenire e
quindi è veramente importante, e lei l'ha sottolineato a più
riprese, l'opera di prevenzione con le forze dell'ordine, perché
sta diventando un problema di criminalità e molto spesso di
criminalità organizzata e non spetta certo alla Regione fare questo
compito di prevenzione sulla sicurezza ma la Regione può e, come
sta già facendo con la sua autorevole presenza e il continuo
incipit presso le altre Istituzioni, di organizzare un controllo
del territorio sempre più capillare.
E, poi, non me ne vogliano - a me non piace fare polemica -, però
voi che state addossando la responsabilità di questa inattività sia
a questo Governo, sia anche al Governo precedente, dovreste
vergognarvi. E' stato il Governo rosso, giallo-rosso, come lo
volete chiamare voi, ad impugnare la norma che aveva indetto i
concorsi, il primo concorso che la Regione siciliana aveva indetto
era proprio per incrementare il numero dei forestali e degli agenti
forestali e il vostro Governo rosso-giallo, PD-5 Stelle, lo ha
impugnato. Di che cosa state parlando?
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha
facoltà.
(intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale inizialmente
non udibile)
DIPASQUALE. Se questa è la risposta ai nostri interventi, al
nostro comportamento, del Presidente del Gruppo parlamentare di
Fratelli d'Italia... volete provocare. Io vado cercando questo.
PELLEGRINO. Onorevole Presidente della Regione, Presidente
dell'Assemblea, onorevoli colleghi, un dato di fatto è emerso. E'
emerso e non è discutibile e cioè che, intanto, vi è un oggettivo
fenomeno che è determinato sia dalle condizioni climatiche, come
diceva giustamente l'onorevole Dipasquale, il quale giustamente
diceva che ci sono le condizioni climatiche ma lo diceva anche
l'onorevole Burtone; su queste condizioni meteo climatiche
conveniamo tutti e c'è anche la mano criminale dell'uomo che
concorre all'aumento e al proliferare degli incendi. Noi abbiamo,
diceva il collega Burtone, un clima tropicale e ormai dobbiamo
combattere con questo clima tropicale che è un clima assolutamente
diverso rispetto a quello che c'era qualche decennio fa.
DIPASQUALE. Apprendi, Giorgio
PELLEGRINO. Gli onorevoli Tiziano Spada e Stefania Campo hanno
rappresentato una situazione che certamente noi non possiamo
condividere: che la colpa degli incendi sia del Governo. Quando la
collega Martina Ardizzone ha raccontato dell'aneddoto
dell'assolutismo, mi è venuto in mente un altro aneddoto a
proposito. E, cioè, 1861, amante della storia tu, amante della
storia io. Nel 1861, il Pasquino, dove c'era un vignettista che si
chiamava Teja, il quale rappresentò in questo Pasquino una scena
particolare: i mazziniani che si trovavano sotto una tettoia per
ripararsi dalla pioggia. Perché? Perché i mazziniani che stavano
combattendo gli irredentisti contro i borbonici avevano organizzato
una manifestazione. In quell'occasione, in quella mattinata prima
della manifestazione, cominciò a piovere e, allora, cosa c'era in
questo giornale? Piove, Governo ladro. Da lì questo è diventato il
manifesto del populismo, quando si vuole fare populismo si dice
piove, Governo ladro .
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PELLEGRINO. Tu sei il mio mentore, onorevole Cracolici.
L'onorevole Cracolici è il mio mentore. E allora che cosa posso
dire? Posso dire che quando ci sono ragioni e situazioni di
difficoltà tutti insieme, opposizione e maggioranza, devono
rimboccarsi le maniche, tutti insieme devono avere un alto senso
delle Istituzioni, tutti insieme devono lavorare con grande spirito
comune per le nostre comunità e soprattutto risolvere i problemi.
I fatti sono assolutamente imprevedibili quindi ed imprevisti
perché l'ecosistema, diceva giustamente il nostro collega Calistro
è cambiato. Abbiamo le bombe d'acqua...
GILISTRO. Gilistro
PELLEGRINO. Scusami, scusami, Carlo, ecco, scusami, Gilistro
Carlo, Carlo Gilistro.
Le bombe d'acqua. Le bombe d'acqua laddove si registravano mille
millimetri di acqua, cioè un metro d'acqua in un anno, adesso in un
giorno ci sono 500 millimetri di acqua. E le temperature
elevatissime, secondo i tecnici, non lo dico io, secondo gli
scienziati, sono assolutamente importanti tant'è che questi
fenomeni non accadono solo in Italia, e qua c'è anche la mano
criminale, ma accadono nel Regno Unito, sono accaduti in Svezia,
sono accaduti in Spagna, sono accaduti in Grecia in maniera
copiosa.
E allora che cosa ha fatto il Governo Schifani? Il Governo
Schifani va premiato rispetto, e poi andremo un attimo a ciò che ha
detto il collega, non per difendere il collega, no Gilistro, il
collega Catania, il Presidente nel suo programma e nella sua
attività operativa ha provveduto, già ha iniziato con la pulizia
straordinaria degli alvei fluviali, il sistema delle
videosorveglianze, come già rappresentato, il monitoraggio, il
passaggio dall'analogico al digitale, il PON legalità in deroga
attraverso i buoni uffici, devo dire, attraverso i buoni uffici che
forse altri Governi non avrebbero conseguito, i 220 mezzi
acquistati, la sala operativa unica e queste non sono iniziative,
non sono programmi, non sono progetti, questi sono risultati.
Voi vi aspettavate in questo momento dei propositi, vi aspettavate
dei programmi, invece vi sono stati illustrati e rappresentati i
risultati ottenuti dal Governo Schifani, tant'è che onestamente
devo dire che mi aspettavo una sorta di barricate, mi aspettavo
delle aggressioni, non avete potuto fare altro, l'opposizione non
ha potuto fare altro che accettare e prendere atto...
CATANZARO. Ma lo capite che cosa dite? E' imbarazzante.
PELLEGRINO accettare e prendere atto di quelli che sono i
risultati, di quelli che sono i risultati del Governo Schifani il
quale durante l'attività e durante il lavoro svolto ha coordinato e
concertato tutto con l'Aeronautica militare per la ricerca del
soccorso, con i Carabinieri per i servizi formativi per la
prevenzione, con i Vigili del fuoco, con i forestali, con i
volontari e prova ne sia l'incontro bilaterale a Palermo con il
vicepresidente del nostro Consiglio, Tajani, all'esito del quale
sono stati conseguiti importanti risultati, indispensabili per la
tutela del nostro patrimonio idrogeologico, la proroga delle
scadenze fiscali per i cittadini danneggiati dagli incendi, quando
si parlava di tutto ciò e le norme penali straordinarie,
eccezionali ed emergenza per tutto il resto.
È stata aumentata la dotazione del fondo del Ministero attraverso
anche i buoni uffici e attraverso l'opera del Ministro Santanché,
da dieci a quindici milioni di euro da destinare al settore
turistico che è un settore assolutamente importante e assolutamente
primario per la nostra economia. Nel corso di questi mesi si sono
avuti i confronti con le associazioni di categoria del turismo
perché, ripeto, il turismo è un settore assolutamente importante.
Dice il mio amico, l'onorevole Cracolici, ma anche l'onorevole
Cambiano, ma dov'era il Presidente Schifani, dov'era il presidente
Schifani ? Il Presidente Schifani era al lavoro durante la notte
con i Vigili del fuoco, era a Palermo, si trovava quando c'è stato
l'allagamento, appena insediato, si trovava tra le acque a
Misiliscemi, a Trapani, il primo giorno e il secondo giorno del
proprio insediamento. Ma dov'era? Dove doveva essere. Combatteva e
cercava di trovare tutti gli spunti per quello che è stato oggi
dichiarato lo stato di emergenza e lo stato di crisi, sintomatica è
stata la presenza sui luoghi dei disastri.
E l'onorevole Pippo Lombardo dice che ci deve raccontare, ma non
ci può raccontare quello che si dovrà fare, però, è stato
raccontato quello che si è fatto, è stato raccontato quello che si
è fatto, altro che quello che si dovrà fare o che si deve fare.
Ovviamente l'amico, onorevole Catanzaro, e non poteva mancare
l'onorevole Antonino De Luca, parlava del contingentamento. Io
spero che andrà un giorno al Senato perché al Senato ci sono tre
minuti per la relazione, due minuti per la rubrica e un minuto per
le repliche, cinque minuti per i question time, cinque minuti e noi
mutuiamo
(intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale inizialmente
non udibile)
DIPASQUALE. Quando sarà all'opposizione poi ne parleremo
PELLEGRINO. E noi mutuiamo, ci sono stato, ci sono stato, ci sono
stato col Governo Crocetta, ci sono stato col Governo Crocetta, ci
sono stato all'opposizione e dico i tempi, ero governativo, i tempi
erano assolutamente e sono assolutamente contingentati.
Le iniziative approssimative. Si parlava di iniziative
approssimative o da impreparati, la relazione è stata dettagliata e
specifica.
L'ultimo spunto sull'onorevole La Vardera, ma non lo vedo in Aula.
L'onorevole La Vardera che poteva inventarsi di nuovo l'onorevole
La Vardera? Che poteva inventarsi quando tutto era stato già detto?
LA VARDERA. Intervengo, signor Presidente, per fatto personale.
PELLEGRINO. E' qua. La rivelazione, ha inventato, si è inventato
la rivelazione che è un processo comunicativo divino.
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, lei, comunque, si deve
rivolgere sempre alla Presidenza.
PELLEGRINO. Un processo comunicativo divino, si è dimostrato
profeta perché ci ha dato dei dati, il profeta ci ha dato dei dati
che noi non conoscevamo e dai quali, ovviamente, non potevamo
assolutamente attingere.
La verità è che noi dobbiamo bandire da quest'Aula il populismo e
abbiamo avuto la prova che con la collaborazione si possono
raggiungere tutti i risultati; abbiamo avuto la prova ieri, abbiamo
avuto la prova tangibile che con un'opposizione costruttiva si
arriva ad approvare la norma bipartisan senza alcuna critica e
senza alcun quasi dibattito d'Aula perché si converge su punti che
sono assolutamente importanti e, allora, chiudo veramente e ho
chiuso.
Il Governo ha fatto la sua parte e noi non possiamo, in questo
momento, come ha detto giustamente l'opposizione, dimenticare il
sacrificio di tutti, della forestale, il sacrificio della
Protezione civile, impegnati allo spasimo per fronteggiare i
disastri degli incendi, le migliaia di persone e, soprattutto, i
morti e facciamo in modo con un pacato dialogo parlamentare che
queste morti non siano state inutili e non facciamo che non sia
valsa a nulla la loro morte e che non siano morti per nulla.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)
PRESIDENTE. Non c'è, non c'è. Si è rivolto alla Presidenza citando
gli interventi di tutti, non raccontiamo fantasia. Allora,
presidente Schifani? Allora c'è il presidente Schifani che vuole
rispondere.
Chiedo la stessa attenzione, lo stesso silenzio che si è avuto
durante tutti gli interventi.
SCHIFANI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho ascoltato, come era mio dovere, tutti gli interventi e
mi corre l'obbligo, anche per una questione di corretta democrazia
parlamentare, di cercare di replicare ad alcuni. Non risponderò a
tutti ma spero a molti di questi, no? Particolarmente nel merito,
al di là dell'aspetto politico.
Mi sovviene una circostanza, lo avevo ribadito nel mio intervento,
è stato ricordato dal Presidente Assenza e da altri Presidenti di
Gruppo che, lo stesso Stefano Pellegrino: o ci rendiamo conto, con
senso di responsabilità, non dividendoci tra Centrodestra e
Centrosinistra, così come ho detto sempre, che sul contrasto alla
mafia dividerci tra Centrodestra e Centrosinistra sarebbe stato un
errore; noi assistiamo, ormai, a un evento irreversibile, epocale,
il cambiamento dell'ecosistema. L'ecosistema è cambiato. Le bombe
d'acqua, ricordate dall'amico Laccoto, gli incendi cosi violenti
con venti di scirocco enormi, temperature elevatissime, sono un
fatto nuovo.
Ne prendiamo atto o li trattiamo come eventi straordinari? Io mi
sono interrogato tanto che, mesi or sono, con il mio Gabinetto ma
anche con la mia squadra di assessori ho pensato di dover
cominciare a lavorare su un piano straordinario di pulizia dei
letti dei fiumi perché la mia campagna, e come dicevano Nicolò
Catania ed altri, mi son trovato eletto e, dopo un mese, a Trapani,
sulle esondazioni dei fiumi dovute a che cosa? Alle bombe d'acqua,
violente, cadute d'acqua in tempo brevissimo, violentissime, i
letti dei fiumi pieni di alberi, esondazioni, danni enormi
A questi eventi così, che fanno parte di uno scenario non
siciliano ma nazionale ed anche europeo, come è stato ricordato da
alcuni è cambiato l'ecosistema perché quell'area subsahariana che,
in passato, veniva bloccata dal ciclone mediterraneo che veniva
giù, dal ciclone che bloccava l'innesto di aree calde non ce la fa
più. La spinta dal sud al nord di quest'area subsahariana è
talmente violenta che ormai si è sovvertito l'equilibrio. Da lì il
grande caldo, da lì le grandi precipitazioni.
Allora la straordinarietà non è più straordinarietà, è ordinarietà
e me ne sono reso conto quando, in un incontro che ho fatto con
alcuni sindaci del catanese ad ottobre, ebbi a dire subito
signori, dobbiamo subito occuparcene .
Io mi sono insediato da, inutile cominciare... mi sono insediato
da dieci mesi e io rispondo a chi ha chiesto che io dessi le mie
scuse per quello che è successo: io dico che chiederò le mie scuse,
mi scuserò con gli elettori, se fra cinque anni avrò fallito su
questo mio programma, non certo ora.
Mi assumo le mie responsabilità. Vedete, mi sarei atteso, da parte
delle opposizioni, alle quali ora replicherò, un intervento di
merito di contestazione alle misure che io ho annunziato.
Nulla, silenzio. Polemiche, contro polemiche, fanno parte della
democrazia parlamentare, il diritto di parola è sacrosanto, ma una
controproposta, una contestazione dell'idea di unificare la sala
operativa antincendi tra Protezione Civile e antincendi e
Protezione Civile. Abbiamo due sale operative, me ne sono reso
conto io durante i giorni del fuoco, due sale operative, ho detto
"non è possibile ".
L'istituzione di un tavolo tecnico che, onorevole Catanzaro,
abbiamo costituito con delibera di Giunta, eventualmente le porgo a
mano questa delibera, a luglio, dove c'è Prefetto, Questore,
comandante della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, delibera
pubblicata - poi chiaramente bisognerà concertare con le forze
dell'ordine, concordarla - ma noi abbiamo assunto l'iniziativa.
Il tavolo tecnico esiste. Perché esiste, onorevole Catanzaro?
Perché il famoso 23 luglio, quando tornavo da Catania, dove c'era
la vicenda dell'aeroporto chiuso, tornando da Catania, ho visto che
Palermo era piena, sembrava Beirut, mi sono recato in Prefettura.
Sono stato tutto il pomeriggio in Prefettura con la collega Pagana,
qui a mio fianco, e ci siamo resi conto, assieme, di un sistema che
aveva bisogno di una sua unificazione e cioè lo stesso Prefetto di
Palermo non sapeva, non era in grado di dare risposte al sindaco di
Cefalù, sul fatto se un canadair era arrivato o meno a spegnere un
incendio. Ce ne siamo resi conto assieme, vero Elena? E allora, da
quel momento, ho capito, ho lavorato, per fare in modo che si
arrivasse all'unificazione, però non soltanto a parole.
Ho discusso con la Protezione civile, ho discusso con l'Assessore
Pagana, abbiamo trovato l'immobile, abbiamo trovato la condivisione
delle direzioni per fare in modo che l'immobile - l'ho detto a
Brancaccio - ho citato fatti... E' individuata la sede, non c'è una
discussione. Sì farà. Si farà e si fa lì e c'è l'assenso dei due
direttori di Protezione Civile e antincendi. Ha l'assenso di
entrambi e tale che lavoriamo serenamente. Posso citarne altre,
però, di queste iniziative nuove che fanno parte di un percorso, se
falliscono chiederò scusa onorevole, chi mi ha chiesto che avrei
dovuto chiedere scusa, oggi non me la sento, però lo farò se
sbaglio o se queste iniziative, mie e dalla mia Giunta, non saranno
portate a termine.
Questo cambiamento di ecosistema cosa porta? Le bombe d'acqua da
un lato, dall'altro lato picchi, poche giornate, poche giornate di
caldo enorme con grandissime folate di vento, altissima temperatura
che determina giornate incendiarie di intensità enorme, tanto che
noi quest'estate abbiamo avuto due eventi forti: luglio e
settembre.
Voi sapete i numeri e i dati della superficie boscata bruciata di
quest'anno e quella dell'anno precedente?
Quest'anno si è bruciata una superficie boscata inferiore rispetto
a quella dell'anno scorso. Sembrerà un dato, dice "non è
possibile". E' così perché è cambiato l'ecosistema Sono cambiate
le regole di che cosa? Della natura Abbiamo avuto nel 2021
addirittura sessantamila ettari di bruciati, nel 2023
cinquantaquattro mila. E la vicenda incendi non mi si venga a dire
che è una vicenda soltanto di questi anni o del governo Musumeci,
perché io ricordo un'audizione dell'onorevole Crocetta nel 2017,
sentito alla Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, che
parlava di attacco politico mafioso di questi grandi incendi che
subiva la Sicilia nel 2017, già c'erano nel 2017, e questa è
storia
Quindi, non facciamo polemiche sul fatto che adesso ci sono
scoppiati gli incendi e il Governo non fa nulla. No, io rispondo
non all'onorevole Cracolici, rispondo a chi ha detto certe cose.
Allora, ricordo all'onorevole Catanzaro, lo ringrazio innanzitutto
assieme a Nello Dipasquale, al PD, dell'opposizione costruttiva e
ne do atto, l'ho sempre auspicato, le proposte dell'opposizione che
in parte accolgo e che accoglierò in alcune parti nel mio
intervento. Sarò più presente in Aula? Sì, sarò più presente in
Aula. Sarò più presenti in Aula in tutti i momenti in cui sarà
necessario essere presente in occasione di dibattito o approvazione
di leggi di riforma. Abbiamo tante leggi.
Vedete? Mi stupisce un fatto della comunicazione locale. I primi
due mesi, signor Presidente, la sua Presidenza e quindi la nostra
Presidenza, perché è il Presidente di tutta quest'Aula, è stata
contestata perché non produceva nulla, non c'era attività
legislativa, non si approvavano leggi e quindi il Parlamento non
funzionava. Non era così
Io, interpellato, spiegavo sommessamente alla stampa che mentre
alla Camera e al Senato si può lavorare subito con i decreti legge
che per Costituzione vanno convertiti entro 60 giorni, per cui il
Parlamento è tenuto a legiferare, in ogni caso, subito entro 60
giorni - vivaddio, il Governo regionale non ha questa facoltà. Lo
Statuto non ce lo consente. Quindi era necessario aspettare un
range, perché le Commissioni legislative di merito potessero
produrre disegni di legge per l'Aula e l'Aula cominciasse a
partire. Adesso l'Aula non è partita, corre Adesso la polemica
della stampa non c'è più. E' finito il jolly della incapacità di
quest'Aula a legiferare, cosa che, invece mi sembra, sta smentendo
anche perché brilla per un numero, per una velocità di produzione
legislativa che fa piacere al Governo ma, credo, faccia piacere a
tutti i siciliani
Allora, l'onorevole La Vardera. Io, onorevole La Vardera, non amo
le fonti anonime, lei ha citato delle fonti, ma non le conosciamo.
Mi sembra parlare, a proposito di quando sarebbero successi gli
incendi, delle fonti dalle quali lei sa che si sapeva prima quando
sarebbero scoppiati gli incendi, dove a che ora, tutto...
LA VARDERA. Non le conosciamo, non conosciamo la provenienza, non
conosciamo le provenienze, non conosciamo...
SCHIFANI, Presidente della Regione Siciliana. La prego, mi faccia,
io non l'ho interrotta. E quando lei parla di un piano che io avrei
presentato, che è identico a quello del maggio 2023, non è così.
Nel piano maggio 2023 non c'era l'ipotesi di potenziare la flotta
elicotteristica, non c'era l'ipotesi di vigilare sui comuni con
delle sanzioni, di utilizzare gli agenti forestali nel caso di
emergenza, in casi di emergenza particolari a sostegno
dell'antincendio. Non c'erano tante cose. Non c'era l'ipotesi della
sala unica operativa.
Quindi io non so, onorevole, a quale piano antincendio di maggio
2023 si riferisce quando sostiene che io oggi ho elaborato e
indicato il piano già del maggio 2023. Mi consenta di dire che non
è proprio, per tabulas - noi avvocati diciamo per tabulas - non è
così
Onorevole Cracolici, le posso assicurare che durante l'emergenza
nessuno era in ferie. Sospesi tutti i permessi, c'è stata una
mobilitazione totale. Lei, tra l'altro, è stato illustre assessore
di quel ramo e sa bene, come settore dell'agricoltura, agricoltura
è un ramo molto, molto virtuoso e valido, e le possiamo assicurare
che i due assessori garantiranno il pieno rigore nei momenti di
grande emergenza.
Mi rivolgo all'onorevole Savarino. Faremo una new diligence, sì,
faremo una new diligence su tutta la legislazione, perché vede in
Parlamento c'era una Commissione, istituita tanti anni fa, che
studiava l'impatto delle legislazioni della legislatura sul
territorio. Cioè l'impatto delle leggi che venivano approvate e che
venivano verificate sulla quotidianità. Se avevano avuto efficacia,
se erano state applicate o meno. Lei chiede anche questa,
sostanzialmente, la stessa cosa, cioè capire, effettivamente, tante
norme approvate poi se hanno trovato attuazione, se hanno trovato
operatività. E questa è un'azione, io direi, di disboscamento di
tante norme inutili che abbiamo. Ma le abbiamo, sa, a livello
nazionale, ne abbiamo tantissime, e lì, devo dire, la collega
Casellati sta facendo moltissimo, il Ministro Casellati per
disboscare. Prima lo aveva fatto l'amico Roberto Calderoli.
Onorevole Schillaci, la sala operativa c'è ed è unica. Lo avevo
annunziato. Le assicuro che sarà concreta nel giro di pochi mesi.
Il tavolo tecnico l'ho citato, l'ho detto all'onorevole Catanzaro,
esiste è stato formalizzato in Giunta. Naturalmente, dovremo
coordinarci con il Questore, l'elenco lo conoscete, vi do la
delibera eventualmente. E' pubblicate, è di luglio 2023, dove ci si
coordina perché in quella occasione quando io, l'assessore Pagana,
col Prefetto accanto, col Comandante provinciale dei Carabinieri,
con il Questore, con il Comandante provinciale della Guardia di
finanza eravamo tutti lì a seguire. Ma il prefetto non era in
grado, appunto ribadisco, di sapere cosa fosse successo a Cefalù,
se avessero mandato un canadair, perché il sindaco di Cefalù
chiedeva un sostegno. Lì ci siamo resi perfettamente conto come
tutto va coordinato meglio, e infatti abbiamo elaborato questa
delibera e, naturalmente, troveremo l'intesa perché si tenga, io
spero in Prefettura, certo non mi posso prenotare a casa altrui, ma
auspico che sia la Prefettura o le Prefetture a coordinare questo
tavolo di alto livello istituzionale.
Sul fatto che chi è danneggiato debba pagare delle perizie non
indifferenti, mi rendo mi rendo conto e mi faccio carico di
parlarne con il Sindaco, perché mi sembra il danno oltre la beffa;
quindi ce ne faremo carico, la ringrazio anzi del suggerimento,
perché io ho visitato, qualche giorno dopo l'incendio di molte
case, qualche casa l'ho visitata, ho visitato, diciamo confortato,
tante famiglie che avevano perso la loro abitazione. Poi mi sono
confrontato con il Sindaco; c'è stata una data entro cui presentare
le domande. Ho seguito tutto questo. Certo, se c'è questo problema
ne parlerò col Sindaco, ma stia tranquillo che io non sono come chi
se ne lava le mani. Se il Comune non avrà la possibilità, anche
finanziaria, nel rispetto del bilancio, di poterlo fare, se ne farà
carico la Regione.
L'onorevole Burtone chiede il rafforzamento della presenza dei
vigili. Lo faremo, lo faremo e ci confronteremo. Lo chiederemo
anche se il rafforzamento del nostro Corpo forestale, assieme al
Corpo antincendio, io credo che possa essere una garanzia sul
contrasto degli incendi, perché i nostri incendi tendenzialmente
operano sulle macchie mediterranee, sul verde e, quindi, la
competenza, lei sa, onorevole Burtone, è della forestale,
dell'antincendio, più che dei vigili del fuoco che intervengono,
invece, nei centri urbani. Però parleremo con il Prefetto Lega, per
fare in modo di vedere come darci una mano.
Sull'encomio non posso che essere d'accordo, ma io l'encomio lo
estenderei a tutti i volontari, non soltanto alle persone che sono
scese in campo e che hanno lasciato la vita. Io ho partecipato ai
funerali, ai quali abbiamo dato il titolo istituzionale, con tutte
le riconoscenze che dovevano essere date da parte della Regione
sotto il profilo istituzionale; abbiamo sostenuto il costo delle
esequie, naturalmente, di questo operaio; siamo stati presenti io e
l'Assessore Pagana, siamo stati vicini ai familiari, agli amici,
che in quel giorno hanno pianto una persona caduta mentre svolgeva
il proprio lavoro.
Sulla questione del Ponte. Onorevole Dipasquale - scusate salto -
sul Ponte, guardate, l'Fsc è una misura molto importante. La
Sicilia dalla delibera Cipe ha avuto assegnata una dotazione di 6,3
miliardi e, diciamolo pure, siamo stati in passato e anche
recentemente bacchettati, sia dal Governo nazionale in occasione
del nuovo accordo, sia anche dall'Europa, per la difficoltà di
spesa di tutto l'Fsc.
Allora nel momento in cui decidiamo di investire su un'opera che,
secondo me, è la più importante alla sorella Sicilia sotto il
profilo, naturalmente, infrastrutturale, è la più strategica, è la
più importante, è quella che cambia la vita della Sicilia, ma non
sotto il profilo sociale, sotto il profilo economico, sotto il
profilo turistico, sotto il profilo industriale, che può attrarre
tanti, tanti capitali; capitali che investiranno in attività
produttive e faranno tornare i nostri figli, perché i nostri figli
non tornano a casa se non c'è lavoro Sia ben chiaro, noi possiamo
in finanziaria prevedere sì contributi a chi assume, alle aziende
diecimila, ventimila, trentamila euro. Sì e poi? Ma se le aziende
poi, dopo due, tre anni hanno preso il contributo, l'incentivo
all'assunzione e non hanno pagato l'imposizione fiscale, la tassa
da pagare allo Stato per quell'assunzione, ebbene, dopo due, tre
anni, il lavoratore costa il doppio e l'impresa non ci sta ed è
portata a licenziarlo
Allora, soltanto portando lavoro possiamo fare tornare i nostri
ragazzi. Soltanto portando a lavoro possiamo velocizzare le
procedure che stiamo ottenendo attraverso la riforma della
Commissione tecnico-scientifica, dove Elena Pagana mi ha dato una
grande mano e che abbiamo presentato; dove le regole sono state
velocizzate, i componenti sono persone che ne capiscono, il
presidente è una persona autorevole che è professore universitario.
E ci viene riconosciuto da tutti che finalmente chi chiede di
investire non ha più non risposte, ha delle risposte: o sì o no
Quello che mi veniva contestato a Roma, assenza di risposte da
parte di chi voleva investire, ma anche grossi gruppi. Lo stiamo
facendo: abbiamo già riformato e i primi effetti si vedono, perché
quando io leggo nella mia relazione che già la Commissione tecnico
scientifica ha dato il via libera all'installazione nelle pale
eoliche di micro telecamere per verificare - e lo ha fatto subito -
io voglio vedere la vecchia Commissione tecnico-scientifica quanti
mesi avrebbe impegnato a dare questo assenso, non lo so
Onorevole Dipasquale, l'Osservatorio climatico, lei lo chiede da
molto e ha ragione.
E' importantissimo, è importantissimo sotto il profilo strategico.
Le assicuro che ci siamo molto attivati, manca soltanto la
designazione di un componente del Consiglio nazionale delle
ricerche ma daremo un forte impulso su questo perché ha una valenza
in questo momento, onorevole, in questo momento di cambiamento di
mutazione climatica, questo osservatorio è strategico, molto più di
altro.
Rassicuro l'onorevole Castiglione che sul concorso dei 46 agenti
forestali - l'ho detto nel mio intervento - ci avvarremo dello
scorrimento, ne assumeremo di più in forza dell'accordo di finanza
pubblica che abbiamo stipulato, che ho sottoscritto l'altro ieri
con il Governo, del quale ho parlato nella mia relazione e che
sblocca concorsi.
Interverremo quindi sui concorsi già banditi, su questi ma su
altri, anche attraverso lo scorrimento quando potremo.
Se non c'è lo scorrimento, perché non ci sono concorsi banditi,
bandiremo subito i concorsi ma avremo una boccata di ossigeno,
privilegiando naturalmente i settori deboli, i settori dove c'è
mancanza di organico e che svolgono funzioni strategiche a tutela
della salute, dell'incolumità.
Mi avvio a concludere, anzi, penso di avere concluso nei miei
interventi, ringraziandovi della vostra attenzione. Ci si troverà
più spesso in Aula - senz'altro. Se io ho atteso qualche tempo per
venire, non l'ho fatto per sfuggire. Mi assumo le mie
responsabilità Non fuggo da nulla Non sono stato abituato mai a
fuggire da nulla
Nella mia vita politica ne ho viste tutti i colori, nel senso
momenti di stare all'opposizione, stare in maggioranza, gestire
un'Aula, essere attaccato da Presidente del Senato, essere
attaccato da Capogruppo Tante battaglie ho fatto e non mi sono mai
sottratto Ma io ho deciso di venire in Aula quando ero in
condizioni di dire all'Aula qual era il progetto del Governo
Schifani sul tema antincendi.
Ho fatto più riunioni con i miei assessori, con i direttori - che
ringrazio - che mi hanno dato una grande mano.
Oggi mi sono presentato con un programma che ha una sua
operatività iniziale di base perché si basa su atti già compiuti,
non su promesse.
Quando il Ministro degli interni mi consente, ci consente, di
potere utilizzare 30 milioni del PON legalità questi sono fatti Ma
questo lo abbiamo avuto due settimane, tre settimane or sono.
Allora ho preferito, sì, accettare qualche critica, me la sono
presa - va bene - però ho preferito la critica e portare comunque
a casa, a casa nostra, quello che possiamo fare con le dotazioni
che abbiamo trovato e che non avevamo più.
Impiegheremo quanto per questo grande PON sicurezza della
legalità?
Infileremo nel PON legalità il tema sicurezza, ho parlato con il
Ministro e gli ho detto che a noi questi fondi servono, ma servono
al di là della legalità che è nel nostro DNA, di tutti noi, a me
servono, Ministro, per la questione antincendi.
Sono stato chiaro e ho trovato in un Ministro serio, come tutti i
Ministri degli interni che ha avuto la nostra Repubblica, tutti,
non escludo nessuno, perché è stato sempre un Ministero di
grandissimo spessore, centrodestra, centrosinistra, mi sono sempre
trovato bene e ho trovato in una persona responsabile che,
attraverso le sue strutture, ci ha consentito di scivolare di un
anno - e forse di più -l'utilizzazione di questo pacchetto, che è
importante.
La vera scommessa è questa, al di là di quello che faremo con la
soluzione della Sala operativa unificata, al di là dello
scorrimento alla graduatoria, al di là dell'intimazione ai sindaci
che devono tenere puliti territori e gli destiniamo il 3 per cento
dei nostri trasferimenti per questo fine.
Trasferiremo quindi ai sindaci le loro spettanze istituzionali,
dicendo che per il 3 per cento c'è questo vincolo di destinazione.
Non sottraiamo quindi somme, questo è il tema, lo verificheremo
dopo. Poi se ci sarà un'esigenza successiva, ulteriore, da parte
dei sindaci, ne parleremo, ci confronteremo con l'associazione dei
sindaci, ci confronteremo, la volontà nostra è quella di
collaborare con le istituzioni però è giusto che ognuno faccia la
propria parte
Noi cercheremo di farla fino al termine di questa legislatura che
ci impegna, poi tireremo le somme perché io sono abituato a tirare
le somme quando si conclude una legislatura, poi ne inizia
un'altra, un'altra, un'altra ancora, i cicli, ci saremo, non ci
saremo, non è questo il tema noi, voi, non è questo, abbiamo questa
legislatura che impegna questo Governo e voi.
Io spero fortemente di dare una risposta non soltanto a voi ma ai
siciliani su questi temi gravissimi che sono l'incolumità delle
nostre case, l'incolumità dei nostri ragazzi, l'incolumità di tutto
il mondo operativo, lavorativo, industriale, agricolo. Spero di
riuscirci, ho una magnifica squadra, ho una magnifica coalizione
che mi sostiene, ho una opposizione che rispetto e che ascolto.
Sono pronto ad ascoltare perché l'opposizione secondo me è un
patrimonio della democrazia parlamentare e su questo fronte mi
troverete sempre disponibile e se ho ritardato vi posso assicurare
sul mio onore non l'ho fatto per sfuggire ma perché ritenevo in
quei giorni di grande calamità, di grande tragedia, di grande
pericolosità per tutta la società siciliana, per tutti i nostri
ragazzi, per tutte le nostre famiglie, ritenevo di occuparmi, stare
più vicino a chi operava sul territorio, a stare in Prefettura con
Elena Pagana, a parlare con Cocina, a parlare con Battaglia, a
vedere cosa potere fare, a chiamare l'ingegnere Curcio - lo avrò
chiamato sei, sette volte in un giorno - per aumentare il numero
dei canadair, a parlare con un Ministro Piantedosi il 22 di luglio
per dirgli puoi mandare due canadair in più perché quattro sono
pochi? . Ho preferito fare quello, ma l'ho fatto in silenzio, non
troverete mie agenzie, non troverete mie dichiarazioni perché è
dovere mio istituzionale quello di lavorare e poi, a conti fatti,
potere riferire come quello che sto cercando di fare questa sera.
Penso di avere fatto il massimo, non lo so. Io sono in pace con la
mia coscienza e concludo dicendo che se ci sarà da chiedere scusa
chiederò scusa soltanto se avrò fallito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Presidente Schifani.
Allora intanto la ringrazio ancora una volta per questo confronto
di oggi. Mi sento di ringraziare però tutti i colleghi che si sono
attenuti, hanno comunque avuto un atteggiamento assolutamente
moderato nell'esternare quelle che sono state le criticità che si
sono succedute in questi mesi, quindi ringrazio tutti, soprattutto
chiaramente l'opposizione che ha avuto un atteggiamento
responsabile anche rispetto ai tempi.
Mi sento però di prendere anche qualche spunto dalla giornata di
oggi perché quello che emerge è che comunque la prevenzione costa
molto meno di dover poi correre ai ripari e mi auguro che tutte le
forze politiche che oggi hanno manifestato questo principio saranno
poi consequenziali anche nella fase della finanziaria quando
dovremo andare allocare le risorse adatte per evitare che questo
non avvenga più né in termine di incendi né neanche in termine di
alluvioni.
Ricordo a me stesso che più volte ci siamo ritrovati con le prime
bombe d'acqua e ringrazio anzi l'onorevole Dipasquale per
sollecitare una commissione o comunque un intervento sui fenomeni
climatici che piegano assolutamente le nostre città e hanno portato
più volte a raccontare di tanti morti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 24 ottobre
2023, alle ore 15.00, anche per lo svolgimento di attività
ispettiva, Rubrica Lavoro, con il seguente ordine del giorno (*).
La seduta è tolta alle ore 19.54
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VI SESSIONE ORDINARIA
74a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 24 ottobre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Famiglia, politiche sociali e lavoro
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio