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Resoconto d'Aula della Seduta n. 73 di mercoledì 18 ottobre 2023
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   incendi

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

  PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta precedente
  è  posto  a  disposizione  degli onorevoli deputati  che  intendano
  prenderne  visione  ed  è  considerato  approvato,  in  assenza  di
  osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

         Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine
                         all'emergenza incendi

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine all'emergenza
  incendi.
   Onorevoli  colleghi, buon pomeriggio. Il Presidente della  Regione
  si  è  un  attimo  intrattenuto  fuori,  ma  sta  entrando.  Quindi
  attendiamo  il suo ingresso in Aula e il Presidente ci relazionerà.
  Nel frattempo ricordo i minuti concordati durante la Capigruppo.
   Diamo  il  buon pomeriggio al Presidente della Regione.  Chiedo  a
  tutti   coloro  i  quali  dovranno  intervenire,  gentilmente,   se
  concordaste  con il Capogruppo, mi fareste una cortesia.  Perfetto.
  Intanto, ringraziando, il Presidente della Regione per la  sua  per
  la sua presenza, lo invito a relazionarci. Grazie

   SCHIFANI,  presidente  della Regione. Grazie.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,   il  territorio  della   Regione   è   stato
  interessato, negli ultimi mesi, da migliaia di incendi boschivi, di
  vegetazione e di interfaccia, che, in taluni casi, hanno lambito ed
  addirittura  investito i centri abitati di città e piccoli  comuni.
  Hanno   prodotto   gravissimi  danni   al   patrimonio   forestale,
  all'allevamento,  alle colture agrarie, nonché ad  edifici  civili,
  rurali  ed  industriali e, purtroppo, hanno causato la  perdita  di
  vite  umane  tra  i  cittadini, nostri forestali,  impegnati  nelle
  azioni di contrasto agli incendi, alle cui famiglie va rinnovato il
  cordoglio del Governo e dell'intero Parlamento.
      Sento  ancora  il  dovere  di  ricordare  i  nostri  lavoratori
  forestali,  Matteo Brandi e Marinella Sigona, che  hanno  perso  la
  vita nello svolgimento del loro lavoro.

                              (Applausi)

   SCHIFANI,   presidente   della  Regione.  L'attività   antincendio
  boschivo del Corpo forestale della Regione siciliana della campagna
  2023, dal 15 giugno al 15 ottobre, è stata caratterizzata da picchi
  estremi verificatisi nei giorni del 23, 24 e 25 luglio e nei giorni
  22 e 23 settembre.
   Solo  per  dare  alcuni  dati, che rappresentano  emblematicamente
  l'eccezionale  gravità  dei  fenomeni  che  hanno  interessato   il
  territorio regionale ed in particolare alcune province e di rilievo
  in  termini  di  ordine pubblico che ha assunto la questione  degli
  incendi  forestali,  si riferisce a quest'Aula  che  la  superficie
  forestale  percorsa da incendio in Sicilia, dall'inizio  dell'anno,
  si  attesta a circa sessantunomila ettari, costituendo circa il  63
  per cento delle aree bruciate dell'intero territorio nazionale.
   Palermo la provincia più colpita, con 23 mila ettari investiti dal
  fuoco  di  cui il 18% boschi. A seguire la provincia di  Agrigento,
  con  9.900 ettari percorsi dal fuoco, con il 2% di boschi. Nel solo
  mese di settembre si sono registrati 19 grandi incendi boschivi.
   Per quanto riguarda l'incendio del 23 settembre nella provincia di
  Palermo,  che ha visto coinvolti i territori dei comuni di  Cefalù,
  Lascari,  Gratteri e Collesano, la superficie complessiva  percorsa
  da  incendio risulta essere intorno ai 2.565 ettari, di cui  il  40
  per   cento   in  terreni  a  vocazione  agricola.  La   stragrande
  maggioranza degli incendi ha coinvolto aree agricole ed incolte. Le
  aree forestali coinvolte sono, per la maggior parte, afferenti alla
  macchia  mediterranea e in quota minore a pinete  o  formazioni  di
  latifoglie (dati ISPRA del settembre 2023).
     Dopo  una stagione primaverile, caratterizzata da piogge e basse
  temperature che hanno rallentato la realizzazione delle attività di
  prevenzione passiva effettuata attraverso la ripulitura  dei  viali
  parafuoco  a  difesa delle aree boscate - nel solo mese  di  maggio
  ventotto giorni di pioggia su trentuno; nel mese di luglio, a causa
  dei  forti  venti meridionali e delle alte temperature,  che  hanno
  raggiunto  i 48 gradi nei giorni del 23, 24 e 25 luglio, il  numero
  degli incendi ha avuto una rapida impennata.
   Va  ricordato altresì che la recrudescenza degli incendi ha  avuto
  un  ulteriore picco anomalo nei giorni 22 e 23 settembre, quando le
  condizioni  meteo sono risultate estreme, con temperature  elevate,
  forte vento di scirocco e abbassamento dell'umidità dell'aria.
   Nella  gran parte dei casi le cause degli incendi vanno ricondotte
  in  comportamenti  dolosi, spesso acclarati da  parte  delle  forze
  dell'ordine,  e  solo  in secondo luogo in  condotte  negligenti  e
  imprudenti. Diviene, quindi, un dato consolidato che le cause degli
  incendi,  anche  di quelli che hanno percorso il nostro  territorio
  questa  estate - la stagione degli incendi si è protratta  sino  ad
  ottobre inoltrato - sono purtroppo da imputare all'azione dolosa e,
  solo in alcuni casi, colposa dell'uomo.
   Siamo pertanto di fronte ad una grave recrudescenza di un fenomeno
  criminale, in molti casi accompagnato da premeditazione, perpetrato
  in concomitanza con fenomeni meteorologici estremi, che favoriscono
  la  propagazione delle fiamme, e con sicuri profili associativi, in
  considerazione  dei  molteplici punti di  innesco  rinvenuti  dalle
  forze dell'ordine e dai nostri forestali.
   Questo  fenomeno ha assunto ed assume i connotati di  una  vera  e
  propria  forma  di  criminalità  incendiaria,  per  alcuni  aspetti
  associativa, ed è legata ad altre forme di criminalità, per il  cui
  accertamento  attendiamo gli esiti dell'attività  posta  in  essere
  dell'autorità giudiziaria.
   Tale conclusione è ampiamente raggiunta dalle forze dell'ordine  e
  dagli  inquirenti,  soprattutto in occasione  degli  incendi  degli
  ultimi  mesi, e costituisce la drammatica evoluzione di un fenomeno
  in  atto  nell'intero  Paese,  peraltro comprovato  dall'evoluzione
  della  disciplina penalistica, che già con il decreto legge n.  120
  del  2021,  convertito dalla legge n. 155 del  2021  avente  titolo
  "Disposizioni  per  il  contrasto degli incendi  boschivi  e  altre
  misure    urgenti   di   protezione   civile",   aveva    proceduto
  all'inasprimento delle sanzioni penali e amministrative.
   A  fronte dei gravi accadimenti, ho tenuto personalmente  con  gli
  Assessori competenti, oltre ad una continua interlocuzione  con  le
  Prefetture   dell'Isola,  rapporti  con  i  vertici   del   Governo
  istituzionale  ed  in  particolare con il Ministro  degli  Interni,
  Ministro  Piantedosi, con il Capo del Dipartimento della Protezione
  civile  della  Presidenza del Consiglio,  ingegnere  Curcio,  e  le
  autorità inquirenti.
   A fronte all'aggravarsi della situazione degli incendi, il Governo
  nazionale ha approvato il decreto legge n. 105 del 10 agosto  2023.
  Nella  versione  originaria del decreto erano stati incrementati  i
  minimi  edittali  delle  fattispecie di cui all'articolo  423  bis,
  elevati da quattro a sei anni quella del delitto doloso e da uno  a
  due  anni quella del delitto colposo, nonché un'aggravante speciale
  per  le  ipotesi  in  cui il fatto è commesso  al  fine  di  trarne
  profitto per sé o per altri o con abuso dei poteri o con violazione
  dei doveri inerenti all'esecuzione di incarichi o lo svolgimento di
  servizi  nell'ambito della prevenzione e della lotta attiva  contro
  gli  incendi boschivi. In sede di conversione del decreto legge,  è
  stata  estesa la norma incriminatrice ai casi di incendio cagionato
  non solo ai boschi, ma anche a zone di interfaccia urbano-rurale  -
  una  nozione introdotta dal citato decreto legge n. 120 -  e  dalla
  modifica  dell'articolo 427 ter, anch'esso aggiunto al  codice  dal
  decreto   legge,  con  previsione  di  ulteriori  pene  accessorie:
  l'interdizione  dai pubblici uffici e l'incapacità  di  contrattare
  con la pubblica amministrazione.
   La  lotta alla criminalità incendiaria, proprio perché colpisce la
  cittadinanza,  l'ambiente  e  l'intero  ecosistema,   va   condotta
  coinvolgendo tutte le componenti istituzionali dell'antincendio, le
  forze  dell'ordine e l'intera popolazione. Siamo di  fronte  ad  un
  fenomeno   senza  precedenti,  che  impone  l'adozione  di   misure
  straordinarie a livello nazionale e regionale.
   Quale conseguenza degli incendi, oltre alla drammatica perdita  di
  vite   umane   e  al  grave  danno  all'ambiente,  perdono   valore
  commerciale  anche le aree private percorse dal fuoco riconducibile
  ad  incendi. Come è noto obbligo dei comuni è quello di redigere il
  catasto incendi nonché provvedere al suo aggiornamento annuale, per
  gli  incendi  verificatisi nell'annualità precedente, entro  il  31
  luglio  di  ogni  anno. È noto che il legislatore ha  previsto  una
  serie  di pesanti preclusioni per lunghi periodi, da 10 a 15  anni,
  per  le  zone  boscate e i pascoli, i cui soprassuoli  siano  stati
  percorsi dal fuoco. Il Governo regionale attribuisce al catasto dei
  soprassuoli  percorsi dal fuoco il ruolo di importante  deterrente.
  Sono   purtroppo  ancora  pochi  i  comuni  che  hanno  ottemperato
  all'obbligo e, per tale motivo, a seguito di segnalazione del Corpo
  Forestale,  con decreto dell'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica del 9 agosto di quest'anno,  si  è
  tempestivamente  provveduto  al  commissariamento  di  147   comuni
  siciliani inadempienti.
   A  seguito  dei  gravi  eventi  incendiari  del  mese  di  luglio,
  effettuata  una  prima stima dei danni, la Giunta  regionale  si  è
  subito  attivata  deliberando  la  richiesta  alla  Presidenza  del
  Consiglio dei Ministri della dichiarazione dello stato di emergenza
  per  i ricordati eventi calamitosi che hanno interessato la Regione
  siciliana dal 23 luglio nonché dichiarando lo stato di crisi  e  di
  emergenza regionale.
   Il     Dipartimento    della    Protezione    civile    regionale,
  conseguentemente,  ha  avviato, in stretta  collaborazione  con  il
  Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio
  dei Ministri, la complessa formulazione degli atti necessari nonché
  di  quelli relativi all'estensione dello stato di emergenza per gli
  incendi verificatisi nel mese di settembre.
   La  pressante attività di interlocuzioni che questo Esecutivo  sta
  intrattenendo con il Dipartimento nazionale della Protezione civile
  è finalizzata ad ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza
  nazionale, con i conseguenti ristori economici per i danni subiti.
   Le  strutture  regionali preposte alle attività di  prevenzione  e
  repressione  degli  incendi hanno attivato  tutto  quanto  previsto
  nella  pianificazione di settore, ossia nel Piano regionale per  la
  programmazione  delle attività di previsione, prevenzione  e  lotta
  attiva  contro gli incendi boschivi, redatto dal Comando del  Corpo
  Forestale.
   L'avvio  della campagna di prevenzione incendi, con la  ripulitura
  dei viali parafuoco dei boschi demaniali, ha avuto inizio a partire
  dal  mese di maggio attraverso l'impiego della manodopera forestale
  e di mezzi meccanici.
   L'attività, regolarmente avviata, è stata purtroppo rallentata  da
  condizioni   meteorologiche  straordinarie  -  come  ricordato   in
  precedenza.
   I parafuoco sono stati completati regolarmente, secondo i progetti
  redatti con le dotazioni finanziarie ad essi destinati.
   Il  Dipartimento e lo sviluppo rurale ha realizzato, in attuazione
  di  accordi  già stipulati con le risorse assegnate, interventi  di
  prevenzione   incendi   e  nelle  principali   aree   archeologiche
  dell'Isola, in aree pubbliche a verde che i comuni del Parco  delle
  Madonie hanno individuato come aree sensibili.
   Il Corpo Forestale regionale ha dispiegato la totalità delle forze
  disponibili  e  nelle  attività di avvistamento,  di  presidio,  di
  pattugliamento  e di lotta attiva e bonifica, circa  448  unità  di
  personale e 4.832 operai suddivisi in circa 200 squadre.
   A queste donne e uomini deve andare il nostro plauso per l'impegno
  mostrato,  anche  a  rischio  dell'incolumità  personale,  per   la
  salvaguardia della vita, delle case dei cittadini e del  patrimonio
  naturale boschivo dei siciliani.
   Il corpo ha, altresì, schierato complessivamente 10 elicotteri dei
  quali  uno in servizio tutto l'anno, 9 per quattro mesi nel periodo
  compreso  tra  maggio  e  novembre,  ha  impiegato  l'intero  parco
  automezzi  disponibile, compresi i mezzi forniti  dalla  Protezione
  civile,  ed  ha utilizzato 95 droni per attività di monitoraggio  e
  controllo.
   Il  Governo  regionale si è altresì prontamente  attivato  per  la
  sottoscrizione  tra il Ministero dell'Interno, il Dipartimento  dei
  Vigili  del  fuoco, la stessa Regione, di un accordo  di  programma
  2023-2025 per la collaborazione in materia di Protezione civile  ed
  il  concorso  alla lotta attiva contro gli incendi boschivi  ed  il
  relativo  programma operativo annuale 2023, in materia di  concorso
  delle  strutture  del Corpo nazionale dei Vigili  del  fuoco  della
  Sicilia,  alla  lotta  attiva  contro  gli  incendi  boschivi   sul
  territorio della Regione siciliana.
   Obiettivo  prioritario di questo accordo è il potenziamento  della
  Sala  Operativa Unificata Permanente, chiamata SOUP, della  Regione
  siciliana,  mediante la partecipazione alle attività  di  personale
  dei  Vigili  del  fuoco  nonché il rafforzamento  del  presidio  di
  risorse umane e automezzi del detto Corpo.
   Il  Dipartimento regionale di Protezione civile è intervenuto  con
  propri  mezzi  e  personale nonché attraverso il  coordinamento  di
  numerose  squadre di volontari, circa 800, ai quali deve andare  il
  mio   e  nostro  apprezzamento  per  l'abnegazione  e  il  coraggio
  dimostrato  in  situazioni  estreme,  in  alcuni  casi  mettendo  a
  repentaglio la propria incolumità personale.
   Lo   scenario,   pur  sommariamente  descritto,   ha   determinato
  gravissimi  danni  al patrimonio edilizio, a quello  produttivo,  a
  quello  naturale, pregiudicando in alcuni casi la  stessa  immagine
  della Sicilia sui media nazionali.
   Le  condotte di alcuni criminali non possono attentare impunemente
  alla  vita di tante persone, la sicurezza delle nostre città e  dei
  paesi, alla bellezza delle aree protette dei nostri boschi. Occorre
  rendere  l'azione  ancora  più  incisiva  e  coordinata,   con   un
  significativo  impiego  di  risorse umane,  mezzi  ed  investimenti
  finanziari.
   Per  rafforzare  il contrasto e la prevenzione  degli  incendi  il
  Governo  ha  avviato  la realizzazione di un  progetto  di  importo
  complessivo pari a 30.886.334,00 euro finanziato dal PON  legalità,
  a titolarità del Ministero degli Interni.
   Ho   personalmente   assunto   l'iniziativa   di   recuperare   il
  finanziamento per la realizzazione dell'intervento oltre il termine
  del  31  dicembre  2023  ottenendo, grazie alla  disponibilità  del
  Ministro  degli Interni in persona, che ringrazio per  l'attenzione
  che   ha   mostrato  verso  le  esigenze  del  nostro   territorio,
  l'approvazione  alla prosecuzione del progetto  con  l'utilizzo  di
  risorse a valere sul Programma complementare legalità 2014-2020 del
  Ministero dell'Interno.
   Il  progetto  ha  l'obiettivo  di contribuire  alla  creazione  di
  condizioni per il controllo diffuso e capillare del territorio, con
  specifico  riferimento alle aree industriali  e  rurali  attraverso
  l'utilizzo  di soluzioni innovative, strumenti tecnologici  per  il
  controllo   e   il  monitoraggio  del  territorio  e   di   sistemi
  informativi,  intelligence per la prevenzione e  il  contrasto  dei
  fenomeni criminali in aree rurali, sistemi di videosorveglianza.
   A  tale  contesto  si  iscrive  la  determinazione  assunta  dalla
  Commissione    tecnico-specialistica   per   il   rilascio    delle
  autorizzazioni ambientali di prescrivere, per esigenze di controllo
  e  la  tutela  ambientale, l'allocazione di  sistemi  di  controllo
  termico  per  tutti  i  parchi eolici  e  fotovoltaici  da  rendere
  disponibili  con  l'immediato  collegamento  con  le  centrali   di
  controllo del Corpo forestale.
   Il  progetto,  finanziato con il PON legalità del Ministero  degli
  interni,   permetterà  anche  l'ammodernamento   del   sistema   di
  telecomunicazioni del comando del Corpo Forestale, con il passaggio
  dal  sistema  analogico al digitale che costituisce  uno  strumento
  indispensabile  sia  ai  fini  delle  attività  di  prevenzione   e
  repressione  degli incendi che per l'espletamento  dei  compiti  di
  istituto  demandati  al personale del Corpo e per  le  attività  di
  pronto intervento attinenti al settore della protezione civile.
   L'efficientamento del sistema di segnalazione e rilevamento  degli
  incendi   affinché  possa  essere  efficace  deve   essere,   però,
  accompagnato dalla possibilità di rapidi interventi sul  posto  sia
  per  la  verifica  che  per  il pronto spegnimento  da  realizzarsi
  attraverso   il  potenziamento  del  parco  automezzi   del   Corpo
  Forestale. Allo scopo di ammodernare il parco automezzi del Comando
  del  Corpo  Forestale  con un bando del dicembre  2021  sono  stati
  acquistati,  a  valere sui fondi strutturali, complessivamente  119
  nuovi mezzi Drive.
   Di  questi,  un  primo  lotto costituito  dai  mezzi  di  capacità
  maggiore  è stato già interamente fornito e messo in uso nel  corso
  della  corrente campagna antincendio, mentre l'ulteriore  lotto  di
  101  autobotti  da mille litri, il termine ultimo  di  consegna,  a
  causa  di  ritardi  dei produttori connessi alla crisi  bellica  ed
  energetica, è fissato per il prossimo mese di novembre.
   Questo  Governo,  sulla  puntualità della consegna,  vigilerà  col
  massimo   rigore;  tuttavia  tale  acquisto  non  può  considerarsi
  sufficiente  per le esigenze dell'attività antincendio del  comando
  del Corpo Forestale.
   Grazie   all'azione  di  questo  Governo  sono  state,   pertanto,
  individuate  ulteriori risorse finanziarie dei fondi strutturali  a
  valere  sui nuovi programmi per acquistare sia nuovi mezzi che  per
  nuove   tecnologie  per  l'avvistamento  e  il  monitoraggio  degli
  incendi,  avendo  cura  di  attivare per  l'acquisizione  procedure
  spedite  che  possano, in tempo utile, garantire  la  fornitura  di
  quanto necessario.
   L'innovazione   tecnologica,   unita   alla   determinazione    di
  unificazione  delle  sale operative regionali del  Corpo  Forestale
  Regionale  e del Dipartimento della protezione civile, già  assunta
  dalla  Giunta  regionale in data 11 ottobre scorso,  permetterà  di
  ottimizzare  l'impiego delle risorse umane e  ridurre  i  tempi  di
  intervento dell'amministrazione regionale, del servizio antincendio
  e di protezione civile.
   La  Sala Operativa Unica troverà allocazione nei locali del centro
  direzionale  ex  ASI  di Brancaccio già nella  disponibilità  della
  Regione.
   L'accordo  Stato-Regione in materia di finanza pubblica, condiviso
  dalla Giunta regionale in data 16 ottobre, che il Governo avrà modo
  di illustrare nel dettaglio al più presto in Parlamento, consentirà
  di   sbloccare   le   assunzioni  di  nuovi  dipendenti,   colmando
  parzialmente   i   nuovi   di  organico  permettendo   altresì   il
  ringiovanimento  dei  ruoli del Corpo della Regione  siciliana  che
  conta  oggi  sole  463 unità in divisa, di età media  superiore  ai
  sessant'anni,  alle  quali nell'immediato si sommeranno  46  agenti
  forestali in corso di reclutamento, grazie alla procedura  relativa
  al  bando  di concorso per la quale le prove scritte si svolgeranno
  tra il 24 e il 27 ottobre.
   Ebbene  colleghi, la graduatoria finale potrà essere utilizzata  a
  scorrimento  al  fine di incrementare la copertura della  dotazione
  organica.  La  presenza sul territorio di questo  nuovo  e  giovane
  personale  insieme  alle  altre iniziative attivate  permetterà  di
  meglio   operare  un  controllo  sulle  attività  e  gli   illeciti
  ambientali,  anche con riguardo agli incendi boschivi,  soprattutto
  attraverso l'impiego delle nuove tecnologie.
   Le  recenti  esperienze  hanno  confermato  che  la  flotta  aerea
  regionale,  costituita da 10 velivoli di tipo  leggero,  non  è  in
  grado  di volare con condizioni di forte vento, rimanendo in questi
  casi    l'intervento    aereo   affidato,   esclusivamente,    alla
  disponibilità della flotta aerea nazionale, i famosi canadair.
   Sono  stato  costantemente in contatto con il  Responsabile  della
  Protezione  civile nazionale, Ingegnere Curcio, per la dislocazione
  e  l'impiego dei canadair sul territorio regionale soprattutto  nei
  momenti  di  maggiore criticità verificatesi nelle  giornate  prima
  segnalate  quando, a causa di forti venti gli elicotteri  regionali
  non  hanno  potuto  decollare  ed effettuare  lo  spegnimento,  gli
  interventi  di  concorso  aereo nazionale  hanno  contribuito  alla
  mitigazione degli effetti degli incendi.
   Ed  in  questa occasione mi sento di ringraziare pubblicamente  la
  disponibilità   della  Protezione  civile  nazionale,   l'Ingegnere
  Curcio,  del Prefetto Lega, Comandante dei Vigili del Fuoco  e  del
  Signor  Ministro degli Interni e dell'intero Governo Meloni.  Colgo
  l'occasione  per  porgere un ringraziamento,  a  nome  di  tutti  i
  Siciliani e personale, alla Protezione civile nazionale e regionale
  per questa preziosa attività.
     E'  necessario quindi, tornando al discorso elicotteristico, che
  la  flotta regionale si arricchisca, quanto meno, di due elicotteri
  di tipo pesante che abbiano la possibilità di operare sempre.
   L'approvazione  della legge di bilancio di stabilità  del  2024  -
  2026, entro il corrente anno, assicurerà l'avvio delle attività  di
  prevenzione  degli  incendi  programmate  nei  tempi,  imposti  dal
  significativo    cambiamento    climatico,    bisogna     cambiare
  L'introduzione di interventi normativi a supporto di  una  migliore
  organizzazione e di un rafforzamento delle misure antincendio.
   A questo riguardo prevediamo di introdurre un termine, il 15 marzo
  di  ogni  anno,  entro  il  quale  i Dipartimenti  competenti,  con
  apposito provvedimento, stabiliranno l'apertura e la chiusura della
  stagione  antincendio  e i sindaci dovranno adottare  le  ordinanze
  sulle  misure  di  prevenzione contro gli  incendi  boschivi  e  di
  interfaccia  per gli interventi di pulizia dei terreni privati,  in
  caso  di  inottemperanza da parte dei comuni sarà previsto il  loro
  commissariamento.
   Un'azione  più  incisiva in caso di obiettivo pericolo  dovuto  al
  potenziale  innesco  con la  programmazione di incendi  in  terreni
  privati  o  incolti  o abbandonati, demandando al  Corpo  Forestale
  l'accertamento  del rischio e l'autorizzazione  ad  intervenire  in
  danno  ed  in  sostituzione  dei privati inadempienti,  subito.  La
  possibilità di utilizzare nell'ambito degli attuali contingenti  un
  maggiore  numero  di  lavoratori  forestali  per  le  attività   di
  repressione  di  incendi  boschivi  in  caso  di  grave  criticità,
  soltanto in quel caso, ma è necessario.
   E' stata già approvata dalla Giunta una proposta normativa al fine
  di  rendere  più  efficaci  le azioni  di  prevenzione  di  incendi
  boschivi  e  di  vegetazione, considerato che  gli  incendi  spesso
  interessano le pertinenze delle aree a verde dei centri  abitati  e
  frequentemente si sviluppano e interessano fondi privati o  incolti
  o  abbandonati,  è  necessario obbligare gli enti  territoriali  ad
  effettuare  gli  interventi di competenza. A tale  scopo  la  nuova
  norma  proposta,  già  approvata da  questo  Esecutivo  in  Giunta,
  possibilmente all'esame al più presto di questa Assemblea,  dispone
  che  i  comuni  e  le  province destinino il  3%  dell'assegnazione
  finanziaria   regionale  per  attività  di   prevenzione   incendi,
  diserbamento e pulizia fondi nonché di vigilanza su privati ed enti
  pubblici per le attività di pertinenza.
   La  costante attenzione alla questione incendi ha portato in  data
  odierna  la  Giunta  regionale a dichiarare lo stato  di  crisi  ed
  emergenza  per  il  grave rischio incendi dovuto  alle  eccezionali
  situazioni meteoclimatiche previste per i prossimi giorni  anche  a
  seguito delle raccomandazioni delle unità di crisi del Dipartimento
  protezione civile nazionale.
   A  conclusione di queste nostre articolate considerazioni possiamo
  responsabilmente  affermare  che la  campagna  antincendio  per  il
  prossimo  anno  è  già  iniziata  attraverso  -  sintetizzo  -   il
  potenziamento  del  Corpo Forestale con il  reclutamento  di  nuovo
  personale, l'efficientamento e l'ottimizzazione delle risorse umane
  e  strumentali con la realizzazione di una Centrale operativa unica
  regionale,  la ripianificazione delle previsioni e degli interventi
  coerenti  con  i  nuovi  ed  ormai consolidati  scenari  di  eventi
  meteoclimatici  estremi e anche, e soprattutto,  con  l'impiego  di
  nuove  tecnologie,  il coinvolgimento attivo  e  più  efficace  dei
  comuni   prevedendo   penalizzazioni   finanziarie   in   caso   di
  inottemperanza,  campagne di sensibilizzazione,  individuazione  di
  risorse   finanziarie  per  interventi  strutturali  e  innovativi,
  l'attuazione degli interventi finanziari con il PON legalità.
   L'azione  del  Governo - mi accingo a concludere - in  questo  suo
  primo anno di attività si è concentrata sui seguenti due principali
  obiettivi:  da  una  parte la riduzione del consistente  disavanzo,
  dall'altra  la contrazione dei tempi di pagamento che ha consentito
  una  notevole  riduzione dello stock dei debiti  commerciali  e  la
  riqualificazione della spesa che hanno generato un outlook positivo
  che  dovrebbe,  sostanzialmente, in un  incremento  del  PIL  nella
  misura di oltre l'1 per cento.
   Questi  risultati hanno influenzato positivamente non soltanto  la
  valutazione  da  parte  dell'Agenzia Fitch Ratings,  ma  anche  gli
  accordi  di  finanza  pubblica col Governo  centrale,  grazie  alla
  maggiore credibilità della nostra Regione.
   Infatti,  la recente sottoscrizione del nuovo accordo  di  finanza
  pubblica  definito  con  il  Governo nazionale  che  muove  le  sue
  premesse  nell'ammortamento decennale del disavanzo  dell'esercizio
  2018,  ha ridotto significativamente i limiti di spesa imposti  dal
  precedente accordo 2021, consentendo di procedere già a partire dal
  triennio  2024-2026  a  nuove assunzioni  di  700  unità  circa  di
  personale,   distribuito  nelle  varie  qualifiche   professionali.
  Inoltre,  con  lo  stesso articolo, nelle more  che  si  riduca  il
  livello  di  compartecipazione alla spesa sanitaria a carico  della
  Regione, lo Stato ha disposto, a titolo di ristoro, l'erogazione di
  una somma pari a 300 milioni di euro che si aggiunge ai 200 milioni
  di  euro  già  erogati per lo stesso titolo nello scorso  esercizio
  finanziario.
   La  Regione, da parte sua, si è impegnata a riqualificare ancor di
  più  la spesa pubblica nell'ottica di privilegiare gli investimenti
  produttivi  e  quelli  in conto capitale per la  loro  capacità  di
  generale sviluppo e occupazione, interpretando la linea politica di
  questo Parlamento.
   Confido  in  una  vostra  virtuosa collaborazione  tra  Governo  e
  l'Assemblea    affinché    si   possa   giungere    entro    l'anno
  all'approvazione   delle   leggi  di  bilancio,   strumenti   anche
  finanziari  indispensabili al consolidamento della  crescita  della
  nostra Regione.
   Continueremo  a  lavorare,  a lavorare in  silenzio,  cercando  di
  produrre  fatti, evitando inutili polemiche, a volte non fruttuose,
  di un dibattito costruttivo. Non mi riferisco a voi, mi riferisco a
  tutto  il  mondo  della  comunicazione, mi  riferisco  a  volte  ad
  atteggiamenti di singoli ed altro, non mi permetto di fare censure.
   Il   modo   di  operare  del  Governo  Schifani  è  quello   della
  silenziosità  e  della  operatività, siamo  qui  per  lavorare  per
  migliorare la nostra Terra, stiamo tentando di farlo, ce la  stiamo
  mettendo  tutta, io, la mia squadra di assessori che  godono  della
  mia  piena e totale fiducia e in una unità della coalizione che per
  me  è  preziosa  e  continua a essere un  fondamento  di  spinta  a
  continuare lavorando sempre di più ogni giorno.
   Vi  ringrazio, ascolterò con attenzione i vostri interventi  e  le
  eventuali vostre osservazioni costruttive per migliorare quello che
  è il piano presentatovi che è il frutto di tante riunioni di Giunta
  e  non  di  Giunta, di dirigenti e non dirigenti che  ringrazio  in
  questa  sede  per il contributo che mi hanno dato  e,  inoltre,  il
  sostegno del Governo nazionale e, in particolare, il Ministro dell'
  interno che ci ha consentito di poter riutilizzare uno stanziamento
  di parecchie decine di milioni per il PON legalità, del quale vi ho
  fatto cenno. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie,  Presidente.  Ha  chiesto  di   intervenire
  l'onorevole  Catanzaro. Ne ha facoltà.  Ricordo ai colleghi  che  i
  tempi sono contingentati per Gruppo.

   CATANZARO.   Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  Presidente della Regione, come  lei ben sa noi come opposizione  e,
  soprattutto,  il  Partito Democratico nelle settimane  e  nei  mesi
  passati,  abbiamo chiesto la presenza del Presidente della  Regione
  in Aula sulla questione incendi.
   Riteniamo  che a distanza del 26 luglio, quando abbiamo visto  per
  l'ultima  volta il Presidente della Regione in Aula,  sono  passati
  all'incirca  84 giorni e noi, oggi, signor Presidente,  lo  abbiamo
  qui in Aula.
   Lei  era  colui il quale la prima volta venuto in Aula parlava  di
  una sua presenza parlamentare, anzi parlamentarista, non mi ricordo
  bene   il   termine,  perché  voleva  avere  questo  rapporto   con
  l'Assemblea.
   Però,  ritengo che è veramente assurdo, e l'ho provato  ieri,  nel
  contingentamento  dei  tempi in Conferenza dei  Capigruppo,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, che è un'altra cosa  folle  perché  noi
  abbiamo  come  un  fatto straordinario la presenza  del  Presidente
  della  Regione  in Aula e, oggi, lo si vede perché  in  Aula  siamo
  tutti qua deputati, soprattutto quelli di maggioranza, e lo vediamo
  come  un  fatto  straordinario  quando  dovrebbe  essere  un  fatto
  naturale quella del Presidente della Regione in Aula dopo  che  noi
  lo abbiamo richiesto più volte e tante volte non per fare oratoria,
  perché  lo  ha  detto nella sua relazione, oltre  agli  incendi  il
  Presidente  della Regione ha parlato anche di altro, non  vogliamo,
  oggi,  fare oratoria o demagogia politica perché c'è la opposizione
  che ha bisogno della sua giornata di gloria davanti al Governo e al
  Presidente  della  Regione,  No  Noi lo  abbiamo  richiesto  perché
  riteniamo grave quello che è accaduto nelle settimane passate e che
  continua ad accadere perché fino a ieri l'altro, nelle province  di
  Agrigento e di Trapani, con l'interruzione dell'antincendio  e  con
  l'aumento  delle temperature -  e noi abbiamo presentato  anche  lì
  interrogazioni, perché l'ha presentato l'onorevole Venezia  con  il
  Gruppo  parlamentare del PD a marzo sull'antincendio ed  altro-   e
  oggi  siamo  qua  ad ascoltare una relazione, io mi ero  preparato,
  scritto  tutto quello che dovevo dire al Presidente,  però  ritengo
  che  abbiamo  anche  pochi minuti perché sono pochi  minuti  perché
  dobbiamo contingentare il tempo parlando con gli altri colleghi.
   E  allora quello che voglio dire è che per chi ha perso la vita  e
  poco  fa  bene ha fatto il Presidente della Regione a ricordare  le
  due  vittime  degli incendi, ma non sono soltanto  le  vittime  che
  ovviamente noi vogliamo ricordare, ma vogliamo ricordare quello che
  è  accaduto e quello che non è stato affrontato, perché sono andati
  bruciati  700 ettari, sono andate bruciate migliaia e  migliaia  di
  infrastrutture, migliaia di persone evacuate  Cioè noi abbiamo oggi
  in Sicilia una prima quantificazione dei danni pari a 60 milioni di
  euro.
   Noi  abbiamo una situazione drammatica e il Governo della  Regione
  oggi  dopo  settimane  di  distanza si presenta  in  Aula,  perché?
  Perché noi lo chiedevamo prima, signor Presidente della Regione, ma
  lei cosa vuole fare rispetto a questa situazione degli incendi?
   Lei  ha  inserito altri elementi, Presidente Galvagno, lei  me  lo
  deve consentire perché noi parlavamo di incendi, però il Presidente
  della  Regione  ha  inserito  altri aspetti,  sulla  sanità...  noi
  potremmo parlare sulla sanità, sull'accordo Stato-Regione  che  qua
  c'è  pure l'assessore Falcone e quindi sarà un  altro argomento che
  noi dobbiamo affrontare in Aula.
   Però,  siccome  io  sono  rispettoso di  quest'Aula  e  di  questo
  Parlamento, oggi ritengo che dobbiamo soltanto affrontare  il  tema
  degli incendi, l'importante è che ci confrontiamo, la maggioranza e
  l'opposizione,  e  parliamo di questo perché su  altri  aspetti  si
  aprono altre e tante altre discussioni.
   Io  ritengo  che  noi  abbiamo una questione droni  in  Sicilia  e
  ovviamente  ci devono spiegare, siccome siamo in continuità  di  un
  Governo regionale sullo stesso colore politico, noi abbiamo  questi
  droni  giocattolo che non sappiamo tra il 2021 e il 2022  che  fine
  hanno fatto.
   Abbiamo  ovviamente delle attrezzature, 490 kit  che  servono  per
  garantire la sicurezza agli operatori antincendio che non  sappiamo
  che fine hanno fatto.
   Abbiamo  120 autobotti, ma alla fine di queste 120 autobotti  sono
  state  utilizzate soltanto 20 perché non abbiamo gli operatori  che
  hanno potuto utilizzare questi mezzi.
   Signor Presidente dell'Assemblea, io ritengo che rispetto a quello
  che  ho  ascoltato  adesso, per gli anni a  venire,  sulla  vicenda
  incendi  siamo  in  una  situazione davvero drammatica  e  davvero,
  secondo me, anche in un modo approssimato che questo Governo  vuole
  affrontare  e sono convinto che sono tante le domande, perché  sono
  tante  le  domande che noi vogliamo davvero rivolgere al Presidente
  della  Regione, perché lui ha parlato sulla lotta della  mafia  dei
  pascoli,  vero,  ma noi vogliamo le risposte,  a  che  punto  è  la
  deliberazione  dello stato di emergenza? Quando  arriveranno  nuovi
  mezzi a dispositivo di sicurezza? State prevedendo il coordinamento
  fra  tutte  le  istituzioni e gli attori coinvolti? Sono  tante  le
  domande che noi vorremmo fare e oggi non possiamo permetterci, caro
  Presidente  dell'Assemblea, che quello che è accaduto  venga  messo
  nel   dimenticatoio   da  questo  Governo  regionale   senza   che,
  ovviamente,  diamo  delle  risposte a chi  oggi  fuori  attende  le
  risposte  e,  allora,  dobbiamo  capire  che  davvero  non  si  può
  continuare  ad  affrontare  questo  tema,  in  questa  forma   così
  approssimata  e  così, consentitemi di dire,  l'ho  utilizzato  nel
  passato, da impreparati come se fossimo a scuola.
   Allora,  cerchiamo davvero di ritrovare le risposte perché  quelle
  che  oggi  io  ho ascoltato come la relazione del Presidente  della
  Regione,  rispetto  a  questo tema, non mi  sembrano  assolutamente
  delle risposte esaustive

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Catanzaro. Solo  per  puntualizzare
  circa  la  decisione  dei tempi contingentati:  non  è  una  scelta
  monocratica  ma  abbiamo fatto una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  ieri, dove si sono  concordati  i  tempi  e,
  ritengo,  anche che siano state fatte delle eccezioni per  dare  la
  possibilità alle opposizioni di poter avere qualche minuto  in  più
  per poter parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  siciliani,  ben trovato Presidente Schifani, è un po'  che  non  ci
  vedevamo  da queste parti e, francamente, dopo tanti mesi trascorsi
  ad attenderla mi aspettavo una relazione più compiuta, soprattutto,
  perché  ci  era  stato  riferito che  lei  non  si  era  presentato
  immediatamente in Aula perché stava facendo i conti, la  conta  dei
  danni  che  avevamo  patito  e  io mi ero  domandato  ma  forse  il
  Presidente  Schifani  è stato relegato dal suo  Governo  a  fare  i
  conti?  A  fare  il  ragioniere  dei danni?  O  dovrebbe  piuttosto
  governare?
   E  non  ho potuto fare a meno di notare che la sua relazione parla
  tanto  di emergenza, parla tanto di cambiamento climatico  e  parla
  molto  poco di ciò che c'è da fare, soprattutto, di ciò che  non  è
  stato fatto
   La  settimana  scorsa,  il  15 ottobre,  c'erano  attivi  ventidue
  incendi  in Sicilia, un numero probabilmente mai visto nel mese  di
  ottobre, nei primi sette mesi del 2023 in Sicilia è andato a fuoco,
  è  stato distrutto circa il cinquanta per cento delle aree boschive
  incendiate  in  Italia, diciottomila ettari solo  nel  palermitano,
  settemila  quasi  ad  Agrigento  e oltre  ottomila  tra  Messina  e
  Siracusa.
   Una  tragedia  umana che ha visto anche dei decessi,  un  disastro
  ambientale  senza precedenti e quello che, oggettivamente  non  può
  sottacersi,  è  che  nella scorsa Legislatura,  esattamente  il  31
  maggio  2022,  la Commissione  Antimafia  di cui io  stesso  facevo
  parte, ricordo a me stesso, aveva votato una relazione che è  stata
  anche  trasmessa  al  Parlamento e poi  ricordo  anche  il  Governo
  Schifani,  si  è  sempre,  ci ha sempre  tenuto  a  dichiararsi  in
  continuità  con  il  Governo Musumeci anche  per  un  principio  di
  continuità  amministrativa e questa relazione che, quindi,  è  agli
  atti del Parlamento, il Governo ha tracciato in maniera chiara  che
  quello  degli  incendi  non  è un problema  emergenziale  ma  è  un
  problema  cronico, è un problema cronico che si rivela  ogni  anno,
  puntuale.   Probabilmente  quest'anno ha portato  una  devastazione
  molto  più  incisiva, e di questo gliene do atto, però,  non  posso
  sottacere  che la soluzione non poteva trovarsi nell'anticipare  un
  mesetto,  nel  mese  di  maggio,  a ridosso  della  stagione  degli
  incendi, la campagna di prevenzione.
   Una  campagna di prevenzione, Presidente Schifani, che allo  stato
  attuale,  non può non essere deficitaria è quasi inutile perché  il
  piano  di  prevenzione incendi è ridicolo, ed è ridicolo  perché  è
  carente  di personali e mezzi e ciò che state facendo non è adatto,
  non adeguato, non è sufficiente a risolvere il problema.
   E'  evidente, infatti, che quello del cambiamento climatico è solo
  un  alibi  che, a livello nazionale e regionale, state  utilizzando
  per  cercare  di  coprire,  inutilmente a  mio  avviso,  le  vostre
  responsabilità perché le istituzioni o si arrendono ai  cambiamenti
  climatici - e così si arrendono e si dichiarano impotenti e inutili
  -  o devono fare qualcosa, e non mi venite a dire che state facendo
  il  concorso  con  cui assumerete 46 unità di personale  in  divisa
  perché,  a  fronte  di  un bisogno di circa  3000  soggetti,  e  in
  servizio  ce  ne sono circa mille, come fate a dire che risolverete
  andando   a   immetterne  46?  E'  inspiegabile   E'   inspiegabile
  soprattutto   quando  questo  Corpo,  glorioso  un  tempo,   ha   a
  disposizione, ad oggi, solo 400 mezzi, il più giovane,  vecchio  di
  17 anni
   Quindi noi mandiamo questi uomini chiedendo loro di fare gli eroi,
  quando  invece  dovrebbero fare semplicemente  il  proprio  dovere,
  però, essendo messi in condizione di farlo. La tanto attesa riforma
  forestale,   infatti,  non  si  è  neppure  affacciata   a   questo
  Parlamento.
   Durante  quest'anno riforme non ne abbiamo viste, qui in Aula  non
  ne  sono sbarcate, ma è evidente che il problema degli incendi  non
  si  può  affrontare  se non affrontiamo in maniera  compiuta  e  la
  riforma  del  Corpo  in  divisa e la  riforma  anche  degli  operai
  stagionali, dove ne abbiamo soltanto mille a tempo indeterminato. E
  la  campagna  di  prevenzione, come le dicevo  all'inizio  del  mio
  intervento,  non  è  un argomento che si può affrontare  a  ridosso
  della stagione degli incendi.
   La  prevenzione  va fatta tutto l'anno, le nostre  campagne  e  le
  nostre  montagne devono essere monitorate, curate e  gestite  tutto
  l'anno  non solo due, tre, mesi prima a meno che lo scopo  non  sia
  quello  di  gestire  bene  il nostro patrimonio  boschivo  ma  sia,
  semplicemente, quello di tenere al laccio migliaia di lavoratori in
  attesa di essere messi in servizio.
   E,  allora, Presidente Schifani quello che, probabilmente,  questo
  Parlamento  vorrebbe capire da lei é se nell'immediato futuro,  con
  l'urgenza  che  la  questione richiede, se  lei  ha  intenzione  di
  trasformare un piano antincendio regionale in qualcosa di attuabile
  e  di  efficace  o  se  vuole  piuttosto  continuare  a  tenere,  a
  raccontarlo   come   una  favola,  dato  che  non   c'è   personale
  sufficiente, non ci sono strumenti e macchine adeguate allo scopo e
  anche la formazione non è costante e continua.
   Infatti  vorrei capire anche questi 46 addetti, le  cui  procedure
  concorsuali  finiranno,  quando saranno operativi?  Perché  poi  il
  personale,  dopo che vince il concorso deve essere formato.  E  noi
  non  li  formiamo, se non sbaglio neppure in Sicilia,  li  mandiamo
  fuori   perché  il nostro corpo in divisa non è  che  poi  i  corsi
  glieli facciamo qua in Sicilia, li mandiamo fuori e glieli facciamo
  fare  altrove,  quando invece la formazione e  l'aggiornamento  del
  proprio Corpo la dovrebbe gestire la Sicilia, invece no
   E  allora, Presidente, dimenticavo il catasto degli incendi. Avete
  mandato   i   commissari  ad  agosto  a  danno   già   fatto,   già
  contabilizzato,  e  questi commissari che  cosa  hanno  fatto?  Lei
  questo ce lo avrebbe anche dovuto dire o, magari, ce lo dirà  nella
  sua  risposta, abbiamo contezza di quanti commissari, realmente,  e
  quali  si  sono  sostituiti  col potere  sostitutivo  che  è  della
  Regione,  ai comuni inadempienti? Oppure li abbiamo, semplicemente,
  nominati  abbiamo fatto il decreto assessoriale  ad  agosto  e  poi
  risultato anche qui non ce n'è
   Presidente,  io sono convinto che prevenire costi molto  meno  che
  risarcire,  non  solo da un punto di vista economico,  ma  anche  e
  soprattutto  dal  punto di vista delle vite umane,  che  non  hanno
  prezzo  ma hanno un valore infinito e anche per quanto riguarda  la
  salvaguarda del nostro patrimonio boschivo.
   Presidente  Schifani, a lei non è chiesto di  fare  l'impossibile,
  non  è  chiesto  di fare miracoli, è chiesto soltanto  di  fare  il
  proprio dovere e di venircelo a rendicontare in Parlamento,  perché
  credo  che  sia  un  diritto  di tutti, di  questo  Parlamento,  ma
  soprattutto dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Onorevole Presidente, ci sono stati affidati dei tempi
  contingentati, per questo motivo, per non perdere nulla delle  tante
  cose che vorrei dire, ho deciso di scrivere, una cosa che non faccio
  mai, ma dato l'evento eccezionale che vede in quest'Aula la presenza
  del Presidente della Regione, non andrò a braccio.
   Onorevoli   colleghi,  onorevole  Presidente  Galvagno,   onorevoli
  Assessori, che è bello rivedere il governatore Schifani qui.
   Eravamo preoccupati per la sua costante e ormai cronica assenza  in
  questo Parlamento. Ci è stato riferito che sua maestà Schifani,   re
  Schifani  II , come ormai amo definirlo, ci sta facendo la  cortesia
  di venire in Aula a riferire solo sul tema degli incendi, nonostante
  avrei  tante cose di cui parlare, dalla sanità, alle infrastrutture,
  per passare al caro-voli, il Natale alle porte infatti costringerà i
  siciliani  a  farsi un mutuo per tornare a casa. Ma  oggi  ci  hanno
  detto che parleremo degli incendi, e di questo parlerò.
   Sono  in  grado  oggi  di fornire ai colleghi deputati,  al  nostro
  Governatore, dei dati riservatissimi ottenuti grazie a una mia fonte
  molto  accreditata,  che  però ci tengo a precisare  vuole  rimanere
  anonima.  Quando  ho  visto questo documento sono  rimasto  a  bocca
  aperta.
   Sono  in  grado  di dirvi luoghi date e orari in cui avvengono  gli
  incendi in Sicilia, ma la cosa più sbalorditiva, Presidente, sono in
  grado di dirvi quando avverranno l'anno prossimo.
   Sì,  perché  quando parliamo di prevenzione, la  stessa  parola  lo
  dice "dobbiamo essere in grado di prevedere quello che accadrà".
   Ebbene, come premessa le dico che l'autocombustione non esiste,  ma
  è talmente ovvia come cosa che ribadirlo è inutile.
   Andiamo  alle rivelazioni, l'82% degli incendi accadono di  giorno,
  a  differenza  di quelli che pensano che accadano la notte.  La  mia
  fonte  infatti dice che, se vogliamo cogliere sul fatto i  piromani,
  sicuramente li troveremo in azione tra le 12 e le 14 delle  giornate
  più calde.
   Lei  mi  dirà  "ma  come è possibile trovarli? La Sicilia  ha  aree
  boschive vaste, vastissime".
   Io  le  rispondo che secondo questa mia fonte, caro Presidente,  le
  zone ad alto rischio sono circoscritte, conosciute, ma soprattutto i
  loro i punti d'accesso sono veramente pochi e presidiabili.
   E  non  è tutto, perché i giorni in cui dovremmo disporre uomini  e
  mezzi  nei  mesi della stagione estiva sono soltanto dieci,  massimo
  quindici l'anno, e l'evento incendiario, caro Presidente, è uno  dei
  pochissimi  fenomeni che la protezione civile può  prevedere.  Come?
  Facile  Elevate temperature e caldo, e vento, ovviamente.
   Detto  questo,  non  pretendo che  Re Schifani II   la  mattina  si
  debba  svegliare e mettere il dito fuori come fanno  i  marinai  per
  vedere da dove arriva il vento, ma che siamo in grado di sapere  già
  quarantotto  ore,  o addirittura settantadue ore  prima  l'eventuale
  allerta incendi.
   Ora,  sulla scorta di queste informazioni riservatissime  che  oggi
  sono  in  grado  di condividere con lei, con questo  Parlamento,  la
  Regione in tutti questi anni avrebbe potuto prevedere oltre  il  50%
  degli  eventi  incendiari, eventi che solo negli ultimi  dieci  anni
  sono  stati  ben  diecimila, di cui quasi duemila  cinquecento  solo
  nella  provincia  di  Palermo, che oggi è ancora  la  Provincia  più
  colpita.
   Questa  è  la  dimostrazione pratica che non siamo davanti  ad  una
  emergenza,  bensì  a  un  problema che  conosciamo  e  che  possiamo
  prevedere stanziando le giuste somme.
   Peccato  però  che  di somme ne spendiamo già fin troppe.  Soltanto
  nell'ultimo anno abbiamo utilizzato quasi 73 milioni di Euro per  la
  prevenzione  degli  incendi e le dirò di più.  Da  qui  al  2025  ne
  prevediamo altri 225 milioni.
   Presidente  Galvagno  lei  e  Schifani adesso  penserà  "ma  questo
  rompiscatole La Vardera come fa sapere tutte queste cose? Chi  è  la
  sua super forte?".
   Prima  di svelarla, però, voglio raccontare a questo Parlamento  la
  storia  di una famiglia di Palermo che lo scorso 25 luglio, a  causa
  di un incendio, ha perso tutto casa, ricordi e affetti di una vita.
   Parlo  della famiglia Meli che, nonostante le reiterate  mail,  sia
  la Regione che al Comune aveva previsto quell'evento incendiario che
  ha poi distrutto le loro case.
   Presidente,  nel  loro  caso  bastava  che  qualcuno   pulisse   le
  sterpaglie che si trovavano nel canale che passava accanto  la  loro
  abitazione.  Ma  l'incuria  e  l'omissione  della  politica  non  ha
  ascoltato  l'allarme dei cittadini. Claudio Meli,  che  non  ha  più
  nulla, oggi è in quest'Aula, e a lui va tutta la mia solidarietà.
   I  siciliani sono stanchi di avere un Presidente che non è in grado
  di  leggere il sito della Regione che governa. Sì perché,  rullo  di
  tamburi,  la mia fonte è proprio il sito della Regione siciliana  e,
  forse,  re  Schifani nemmeno lo sa. I dati di cui ho parlato  li  ho
  tirati  fuori  dal  Piano regionale antincendio  che,  credetemi,  è
  scritto benissimo. Mette in fila, in modo puntuale e preciso,  tutto
  ciò che bisogna sapere in tema di prevenzione.
   Il  suo piano, Presidente Schifani, è stato pubblicato a giugno del
  2023,  quasi  due mesi prima del terribile 25 luglio, prima  di  una
  lunga  e drammatica estate che ha visto morire ben 6 persone a causa
  dei  roghi.  Per questa Regione, di fronte a questo  report  che  lo
  inchioda  con  dei  dati  incontrovertibili,  e  dinanzi  a   questo
  Parlamento  e  ai siciliani che ci seguono da casa,  chiedo  l'unica
  cosa  che,  secondo  me,  dovrebbe fare  un  vero  Presidente  della
  Regione:  dimettersi. Ma lui, che si ritiene un re,  questo  non  lo
  farà mai.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera. Sempre  per  precisione,
  ricordiamo che tutto quello che stiamo facendo oggi non è frutto  di
  pura  fantasia, ma di una Conferenza di Capigruppo, dove si è deciso
  all'unanimità. Quindi, quando si parla, bisogna raccontare anche  le
  cose in maniera dettagliata.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.  Prego
  onorevole.

   CRACOLICI  Antonino.  Presidente, io non  mi  sono  scritto  nessun
  intervento perché questo dibattito arriva troppo tardi. Ma  non  per
  il  Parlamento, e questo mi stupisce, perché un uomo  di  esperienza
  come  lei  avrebbe dovuto avvertire, lui per primo, la necessità  di
  avere questa sede come una sede con cui parlare ai siciliani, in  un
  momento  nel  quale  la  parola della politica  e  del  Governo  non
  sembrava  silente, perché operava in silenzio, come  lei  ha  detto,
  sembrava  silente  ed è apparsa silente perché non  aveva  nulla  da
  dire.  Lei  è  fuggito di fronte all'emergenza che  è  scoppiata  in
  Sicilia, che non ha precedenti.
   Lei  ha  fornito un dato. Il 60 per cento degli incendi in  Italia,
  che  ci sono stati nel nostro Paese, si sono concentrati in Sicilia.
  Se  pensiamo che una parte estesa del Paese, fortunatamente,  non  è
  stata  invasa  da  incendi, ma da altre calamità, si  ritiene  e  la
  valutazione che l'ottantasette per cento degli incendi avvenuti  nel
  Mezzogiorno  in Italia si sono concentrati nella nostra  Regione.  E
  non  c'è  stata provincia della Sicilia che non è stata percorsa  da
  fuoco.  Tutto  questo  con  un  Governo  che,  sostanzialmente   nel
  silenzio, non riusciva a dare un senso di speranza e di reazione  al
  sentimento  diffuso di larga parte del popolo siciliano,  che  si  è
  trovata da sola.
   E  quando dico da sola, mi riferisco anche ai mezzi di soccorso, in
  cui  il  più delle volte, vista la vastità degli incendi, moltissimi
  mezzi  di  soccorso non riuscivano ad arrivare a  fare  fronte  alle
  tante  richieste  di  intervento.  Ecco,  in  questa  condizione  di
  solitudine, il Governo è apparso, diciamo non silente per quello che
  stava facendo, ripeto, silente perché non aveva nulla da dire.
   Lei  oggi  ha usato un'espressione che io considero importante.  Ha
  parlato  di criminalità incendiaria. Se questa affermazione è  vera,
  dobbiamo  assumere delle conseguenze, perché nel momento in  cui  il
  tema  non riguarda più la calamità di un evento imprevedibile,  come
  può essere un'alluvione, come può essere un qualsiasi evento che  la
  natura a volte, drammaticamente, ci consegna. Se, invece, al  di  là
  del  clima  ...  perché gli incendi ci sono,  ci  sono  stati  e  ci
  saranno,  anche nelle prossime ore, non solo perché  c'è  caldo,  ma
  perché qualcuno li mette in opera.
   Abbiamo  avuto persino l'incendio nella più grande discarica  della
  Sicilia,  che è la discarica di Bellolampo, non uno, ma  più  volte.
  Abbiamo  avuto incendi in luoghi che nulla hanno a che fare  con  le
  aree boschive gestite dall'ex Azienda foreste demaniali. Molti degli
  incendi  si  sono  attivati all'esterno di quelle aree,  e  si  sono
  attivati sì per l'incuria, sì per l'abbandono, sì per tante  ragioni
  che  spesso  sappiamo esserci, ma facciamo troppo poco per  impedire
  che  possano  determinarsi, ma dobbiamo sapere  -  e  su  questo  ha
  ragione  l'onorevole La Vardera quando, riferendo i  dati  che  sono
  pubblicati nel sito della stessa Regione siciliana - che se  andiamo
  a vedere, nel corso del tempo, buona parte degli incendi si attivano
  nelle stesse aree da anni.
   L'ultimo,  quello  che riguarda Cefalù, che riguarda  Lascari,  che
  riguarda  Collesano, che riguarda Gratteri, tutti sanno  da  dove  è
  partito  e, probabilmente, tutti sanno chi è stato ad attivarlo;  ma
  siccome con la pistola fumante non si riesce a beccare nessuno,  c'è
  l'impedimento ad agire. Ma Cefalù non è nuova a episodi come  quello
  che è avvenuto nel corso del mese di settembre. C'è stato l'episodio
  di  Palermo, un episodio incredibile per il concatenarsi  improvviso
  in più punti, quasi circondando la città con gli incendi.
   E  allora  c'è  una criminalità incendiaria, ma cosa  facciamo?  La
  contempliamo?  Abbiamo  tutti il dovere di  alzare  la  qualità  del
  nostro  intervento, non solo di natura preventiva, facendo  in  modo
  che,  al  di  là  delle  parole, la prevenzione  non  si  fa  con  i
  desiderata, la prevenzione si fa assumendo personale sicuramente, ma
  sapendo  che oggi gran parte degli incendi non si contrasta con  chi
  lo  va  a  spegnere,  si  contrasta anche con  misure  di  contrasto
  tecnologico, in grado di avvistare per tempo, in grado di  segnalare
  per tempo le condizioni per impedire il propagarsi dei fuochi.
   Gran  parte  dei  -  ha citato circa 61 mila ettari,  che  si  sono
  bruciati  in  Sicilia  - beh io non sono un  tecnico  e  non  ho  la
  presunzione di esserlo, ma è probabile dire che dei 61 mila  ettari,
  il  95,  97  per  cento  di  questi  ettari  si  sono  bruciati  per
  propagazione;  e  questo  a  causa, molto  spesso,  dei  ritardi  di
  contrasto,  pur  nelle  giornate ventose,  pur  nelle  giornate  che
  favoriscono la propagazione dei fuochi.
   E  allora  non  basta richiamarsi a prevenzione  generica.  Qualche
  anno fa, lo ricordava l'onorevole Catanzaro, abbiamo acquistato  dei
  droni,  con i quali forse pensavamo di fare dei servizi fotografici,
  come  quelli che si fanno nei matrimoni quando si manda in cielo  un
  drone, e c'è il drone che fa le fotografie, dimenticando che i droni
  con il fuoco non servono a fare le fotografie.
   E  allora, anche qui, non basta dire "abbiamo comprato i droni". Ma
  che   droni  abbiamo  comprato?  Abbiamo  compreso  la  qualità  del
  problema?  E  abbiamo  la  consapevolezza che  per  la  qualità  del
  problema  è  necessario  mettere in campo  la  qualità  anche  della
  risposta  degli strumenti di contrasto? Spesso capita  di  assistere
  anche  a  una  condizione surreale: ad Altofonte,  caro  Presidente,
  mentre propagava il fuoco per l'ennesima volta in quel territorio, i
  mezzi,  le  autobotti  restavano nei magazzini del  Corpo  forestale
  perché  non  erano  revisionati. Si aspetta il mese  di  luglio  per
  verificare  che i mezzi che dovrebbero essere attivati, nel  momento
  in  cui  si  determina  un'emergenza, non possono  essere  messi  in
  esercizio.
   E   allora  la  prevenzione  significa  anche  far  funzionare   la
  macchina, fare in modo che per le cose che possono avvenire siamo in
  grado  di  essere  pronti  agli interventi,  anche  con  quello  che
  abbiamo.
   Ma  questo  in  Sicilia spesso non succede, perché c'è  un'incuria,
  perché ci siamo abituati a convivere con gli incendi.
   Siccome quindi possiamo, abbiamo convissuto in questi anni con  gli
  incendi,  possiamo  permetterci il  lusso  di  non  prepararci  alle
  eventuali emergenze.
   Questo,  mi dispiace dirlo, Presidente, un Governo non  è  solo  il
  luogo   dell'azione,   della  decisione,  dell'assunzione   di   una
  iniziativa,  un  Governo  deve far sentire  anche  la  sua  macchina
  amministrativa, il peso di un obiettivo, di un'ambizione e questo  è
  un Governo che sembra senza più ambizione.
   Al  massimo è un Governo che polemizza con chi osa alimentare dubbi
  e dare voce alla domanda di incredulità del popolo siciliano.
   È  stato  il caso anche di una polemica stucchevole tra  lei  e  il
  vescovo  di Cefalù che ha osato porre un dubbio, a dare  voce  a  un
  dubbio,  di migliaia e migliaia di siciliani su dove sia il  Governo
  della  Regione. Ebbene, a quella domanda lei ha risposto  quasi  con
  un'alzata   di   spalle,   quasi  a  dire,  "nessuno   disturbi   il
  manovratore ".
   Ma qui manca il manovratore
   Allora,  Presidente,  credo che anche la  sua  assenza,  in  questi
  mesi,  che  avrebbe  aiutato a dare il senso di una  capacità  della
  politica  di  stare dentro i problemi, di provare a  discutere  e  a
  trovare  nuove  soluzioni, ma la sua fuga da questo luogo  e  da  un
  confronto con l'opinione pubblica siciliana, dimostra che lei non  è
  in  grado  di gestire le emergenze, al di là dei suoi ringraziamenti
  ai vari Ministri.
   Ho  visto  che  si  è scordato il Ministro della Protezione  civile
  che,  giusto  giusto,  è  pure un siciliano, l'ex  Presidente  della
  Regione, perché forse l'ex Presidente della Regione avrebbe molto da
  dire  e molto da giustificare della sua attività da Presidente della
  Regione,  e  forse  il suo silenzio, nel momento  più  caldo  e  più
  drammatico della Sicilia, è stato il miglior modo anche per  lui  di
  non rispondere dei suoi guai e dei suoi guasti.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHÈ.  Onorevole, Presidente, io dovrò parlare - sapete  quando
  alla  fine  delle  pubblicità dicono le cose scritte  e  nessuno  ne
  capisce nulla? - perché col tempo che ho a disposizione praticamente
  non si può parlare
   Ma  non  ha importanza, così è stato ordinato di fare, immagino,  e
  così viene fatto
   Allora,  Presidente della Regione, a noi di chi sia la colpa  degli
  incendi - le dico la verità - interessa molto poco  Se sono dolosi o
  non  sono  dolosi, è un problema della magistratura, è  un  problema
  delle forze dell'ordine, è un problema non so di chi
   Noi  vogliamo sapere come vengono spenti. Noi vogliamo sapere quali
  sono  le  forme che esistono e che la Regione ha a disposizione  per
  spegnerli.
   Perché,  se  sono dolosi se ne devono occupare chi?  I  poliziotti?
  Mica  spengono incendi i poliziotti. I poliziotti possono andare  ad
  arrestare chi ha fatto il dolo - ma non è che spengono gli incendi.
   Gli  incendi  sempre  noi li dobbiamo spegnere   Per  cui  dobbiamo
  essere  preparati a spegnere questi incendi, a prescindere  da  dove
  partano e di chi siano
   Ha  ragione Cracolici, io vivo a Cefalù, gli incendi, quasi  tutti,
  sono  per  propagazione, quasi tutti, il 90 per cento degli incendi,
  nascono  da  propagazione, cioè il vento che c'è porta i lapilli  da
  una parte all'altra e brucia anche l'altra parte.
   Questo  ce lo vediamo succedere sotto gli occhi dalla mattina  alla
  sera.  Poi lei mi parla di 49 droni? 49 droni è stata la gara, erano
  50  veramente, che è stata fatta nella spiaggia di Sant'Ambrogio per
  vedere  chi vinceva, erano 50 droni  Ma che cosa vuole che siano  50
  droni?  5000  ce  ne  vogliono, non  50   Per  avere  un  minimo  di
  copertura, per sapere un minimo quello che sta succedendo nel  corso
  del territorio, così certamente non controlliamo niente
   Con  il  Presidente  Savona, non so se qualcuno si  ricorda,  siamo
  andati  nella passata legislatura a trovare gli uomini della  Google
  che  ci  offrirono un servizio che era fantastico, e che il  Governo
  passato, non so bene per quale motivo, rifiutò, che costava 2  lire,
  che era il monitoraggio costante 24 ore su 24 dell'intero territorio
  regionale, intero, per due lire attraverso Google Earth, e io non so
  bene  perché  questa cosa qui fu bocciata dal Governo  Musumeci,  ma
  spero che possa essere approvata da voi.
   Siete  tutti più giovani, Google lo sapete che cos'è  Forse  quello
  che  prima non lo sapevo ero io, ma voi lo sapete; lei lo sa è  vero
  onorevole Turano che cos'è Google? Google Earth è il monitoraggio, è
  quello   con   cui  oggi  arrestano  tutti  i  delinquenti,   perché
  materialmente  li  vedono,  perché materialmente  leggono  la  targa
  dell'automobile  con  cui è stato commesso un delitto  e  quindi  li
  vanno  a prendere. Che cosa è offesa fare l'accordo con Google?  Non
  l'ho mai capito questo. Potete per favore voi più giovani informarvi
  su  questo argomento? Noi avevamo fatto l'accordo con Savona. Quando
  siamo   arrivati   qui  abbiamo  ricevuto  il  no,   siamo   rimasti
  sinceramente molto colpiti.
   Onorevole  Sammartino, lei è giovane, sta avendo un figlio,  se  lo
  preservi, se lo preservi questo tipo di cosa, le faccia fare, perché
  se no brucia tutta la Regione, non brucia soltanto Cefalù, che ormai
  è  veramente praticamente bruciata. In più, con il grande sfottò che
  c'è  gente  che deve costruire una casa, ma gli dicono che  la  zona
  dove la deve costruire è bosco  Ma il bosco non esiste più perché  è
  raso  al  suolo,  per cui non esiste più un solo  albero,  però  gli
  dicono  che siccome si tratta di bosco, perché nelle carte così  c'è
  scritto,  non  possono dar loro l'autorizzazione  per  costruire  le
  case
   Fatela  una  cosa  seria, vi prego. Fatela una cosa  seria.  Questo
  degli  incendi  di  cui parlare oggi secondo  me  è  già  abbastanza
  inutile,  però possiamo sperare che il fatto di parlarne così  possa
  servire  per la prossima volta, però vi prego fate qualche  cosa  di
  vero,  tutto quello che è stato elencato sino ad ora è una somma  di
  inutilità assoluta.
   Quanto  sia  bravo il ministro degli interni, quanto sia  bravo  il
  ministro  della  protezione civile, quanto  sia  bravo  il  ministro
  dell'industria  lo  sappiamo a prescindere dagli incendi  siciliani.
  Agli  incendi  siciliani ci dobbiamo pensare  noi,  e  non  dobbiamo
  aspettare  di  individuare chi è che li provoca,  quello  è  compito
  d'altri.
   Noi dobbiamo sapere che tanto ci sono, che tanto l'anno prossimo  a
  Cefalù  questi  incendi ci saranno, comunque   Metto  scommessa  con
  chiunque.  Ci  saranno   Quindi, io chiudo dicendo  che  siccome  ci
  saranno,  dobbiamo  dare  oggi qualche  soluzione  per  evitare  che
  facciano  troppo danno, credo che sia anche umano, che la  gente  di
  Cefalù se l'aspetti

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta  attenzione
  l'intervento del Presidente della Regione, e lo ringrazio, perché ha
  dato  a tutti noi la sensazione netta di avere capito la gravità  di
  questo  fenomeno, e di avere assunto personalmente  la  guida  e  la
  risoluzione di un problema che è atavico.
   Lo  ringrazio perché ha portato qui atti concreti, fatti  concreti,
  coordinamenti,  tavoli  con  il Governo  nazionale,  ha  sollecitato
  risposte,   risposte  che  sono  anche  arrivate   in   termini   di
  finanziamenti dal Governo Meloni:
   Il  tema  degli  incendi è un tema che ci ha visto impegnati  anche
  nella  scorsa legislatura Presidente, lo dico al Presidente Schifani
  che  è  qui solo da un anno, ma noi tante riunioni abbiamo fatto  in
  Commissione e in Aula, proprio sollecitati da una marea  di  incendi
  che ci hanno colpito.
   Ricordo quando ci siamo insediati, il collega Di Paola è di  quella
  zona,  è  iniziato con gli incendi della Riserva naturale di Priolo,
  con  un  danno  ambientale  incredibile,  perché  lì  nidificano   i
  fenicotteri  rosa,  era il 2018, e nel 2019 di  nuovo.  Poi  abbiamo
  avuto  il  Belice, la collega Ruvolo si ricorderà quando è andato  a
  fuoco   il   bosco  tra  Montevago  e  Menfi,  un  danno  ambientale
  incredibile; ad Altofonte, lo citava un collega, sono stati 1000 gli
  sfollati  per l'incendio del 2020 che ha colpito ed è arrivato  fino
  alla popolazione. E poi nel 2021, ricordo con particolare disappunto
  quello che successe al Parco dello Zingaro e al Parco dell'Etna, che
  ci  suggerì  in Commissione, Presidente, una legge-voto che  abbiamo
  portato in Aula e che prevedeva la modifica di una legge nazionale
   Perché   abbiamo  capito  subito,  sollecitati  anche   dall'allora
  Presidente del Parco, che esiste una mafia del pascolo, cioè ci sono
  delle  delinquenti  che  incendiano delle  aree  quando  stanno  per
  scadere  i  15  anni, quelle aree per 15 anni non  possono  cambiare
  destinazione d'uso da pascolo, e quindi si preoccupano di  fare  gli
  incendi  per  evitare che quell'area possa cambiare destinazione.  E
  avevamo  portato in Aula la legge voto per permettere la possibilità
  di cambio di destinazione d'uso, non per fare edilizia selvaggia, ma
  per permettere una destinazione ad uso agricolo, quindi coltivo.
   Perché  uno  dei modi per evitare che questi delinquenti continuino
  ad utilizzare quelle aree per pascoli abusivi è darli ad agricoltori
  che,  soprattutto in un'area, come quella del Parco dell'Etna,  dove
  ci  sono delle produzioni vitivinicole eccezionali e uniche al mondo
  per  la mineralità dei terreni, diventa un rilancio economico  e  un
  obiettivo da raggiungere.
   Abbiamo  portato  in Aula la legge-voto per aumentare  le  pene  da
  quattro a sei anni. Il Governo di allora poi, anche per mancanza  di
  tempo, non seguì questa nostra indicazione, oggi sono felice che  il
  Governo  Meloni  lo stia facendo. Perché dare un  segnale  a  questi
  delinquenti, piromani che chi fa questo paga in maniera vigorosa,  è
  un deterrente importantissimo.
   Abbiamo  anche  capito che serviva più personale, e allora  abbiamo
  ampliato nell'organico e anche nella misura economica la convenzione
  coi  Vigili  del  fuoco. Abbiamo permesso al  Governo  regionale  di
  allora  di fare una mobilità all'interno del Corpo forestale che  ha
  permesso  a  100  persone, 58 nel 2021 e  42  nel  2022,  di  essere
  riqualificate  a far parte del Corpo forestale e, contemporaneamente
  abbiamo avviato il nuovo concorso per il Corpo forestale.
   Qui  però  comincia il primo inghippo. Tre milioni per  autorizzare
  questo  concorso,  passato tre volte in Commissione,  tre  volte  in
  Aula,  definitivamente poi il 3 novembre 2021. Oggi sento dalle  sue
  parole,  e ne sono felice Presidente, che finalmente questo concorso
  viene   sbloccato.  Ovviamente  46  è  l'inizio,  poi  ci  auguriamo
  quest'Aula  possa  autorizzare nuovi fondi,  proprio  perché  quella
  graduatoria  scorra,  e  siano molti di più  gli  agenti  del  Corpo
  forestale a essere immessi in servizio perché la carenza in organico
  stimata è di circa 600.
   È  del  giugno  2019 la delibera che stabilisce  una  spesa  di  25
  milioni  di  euro  per 219 mezzi, 90 Pick up, 80  auto-cabinati,  40
  autobotti e 9 mega autobotti. Finalmente, grazie alle sollecitazioni
  e  l'attenta  pressione che il Presidente Schifani sta  facendo,  si
  stanno  sbloccando  questi acquisti e altri  se  ne  faranno.  Però,
  nell'articolo 22, della Finanziaria del 2021, all'unanimità,  questa
  Assemblea  aveva approvato una norma che prevedeva per 2 milioni  di
  euro  un  progetto  pilota per l'acquisto di  nuovi  mezzi,  proprio
  innovativi, solo dediti alla prevenzione. E, poi, avevamo chiesto  -
  e la ringrazio perché è la prima cosa che lei ha fatto, non avendola
  sentita   chiedere  da  noi  perché  lei  è  arrivato  dopo   -   un
  coordinamento dei soggetti coinvolti, perché un'altra cosa di cui ci
  siamo accorti è che i soggetti istituzionali coinvolti non dialogano
  tra  di  loro  e si muovono in maniera disordinata e, a  volte,  non
  hanno  neanche  idea di chi sta partendo tra volontari,  Vigili  del
  Fuoco,  Protezione, forestali, e l'intuizione sua di mettere a  capo
  di  questo  coordinamento le Prefetture è anche un'intuizione  molto
  intelligente  perché ci permette di coordinare anche  i  Vigili  del
  Fuoco  che non sono di competenza regionale. Quindi, io la ringrazio
  per  il  lavoro che sta facendo, ma siccome io sono un  deputato  di
  questa  Assemblea, che negli anni ha lavorato per combattere davvero
  gli  incendi, chiedo a lei, perché di lei mi fido, di aiutarci anche
  a  fare  chiarezza  rispetto alle tante misure avviate,  negli  anni
  passati, dalla mia Commissione e da quest'Aula, dai colleghi  spesso
  all'unanimità e che poi si sono persi chissà dove, nei meandri della
  burocrazia, dei ricorsi, non lo so bene, c'è un collegamento che non
  funziona anzi, forse, Presidente Galvagno, non so se non sia il caso
  di  ripristinare  quella Commissione per l'attuazione  delle  leggi,
  perché  a  volte  noi lavoriamo trovando misure,  trovando  anche  i
  fondi,  operando con norme e poi ci ritroviamo, invece,  che  quelle
  soluzioni   non  sono  concretamente  attuate.  Di  lei   mi   fido,
  Presidente. Ci aiuti anche a fare chiarezza su quello che è successo
  e  che  non  ha  funzionato e poi sarà certo di  trovare  in  questa
  Assemblea,   in   ognuno  di  noi,  quella   sana,   onesta,   leale
  collaborazione perché, finalmente, questi delinquenti possano essere
  fermati e le famiglie, come quella del signor Meli che oggi  è  qui,
  non si ritrovino più a perdere tutto in un incendio mal governato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.
   Per spiegare la scelta su chi parla, stiamo facendo uno per Gruppo
  come  avrete  visto.  Dopo  l'onorevole Schillaci  c'è  l'onorevole
  Lombardo che fa segno dal posto.

   SCHILLACI.  Grazie. Signor Presidente, Presidente  della  Regione,
  Assessori  e  colleghi deputati, io ho ascoltato con attenzione  la
  relazione  del  Presidente e fra me e me pensavo che sarebbe  stato
  bello  che questa relazione fosse stata fatta tra maggio e  giugno,
  cioè  una  relazione  programmatica su quello  che  questo  Governo
  regionale  avrebbe  fatto  per questa Regione  e  per  i  cittadini
  siciliani. Purtroppo, questo non è avvenuto  Presidente, di incendi
  in  Sicilia  ce  ne sono da anni e anni ma quello  che  è  successo
  questa  estate ha davvero dell'incredibile, perché per entità,  per
  vastità,  per cinque vittime alle cui famiglie mandiamo  la  nostra
  solidarietà, gli ettari in fumo, ne sono andati più di sessantamila
  e,  soprattutto, sono andate perse e distrutte attività produttive,
  quindi speranze dei nostri cittadini siciliani. Questo è un settore
  che  ha lasciato negli anni e che lascia, tuttora, spazi di manovra
  alle  ecomafie.  Lo dice l'ultimo rapporto sulle  ecomafie,  lo  ha
  detto  la relazione sugli incendi della Commissione Antimafia della
  scorsa   legislatura  e  lo  dicono  anche  le  dichiarazioni   del
  Presidente della Regione. Dichiarazioni gravi a cui non  è  seguito
  alcun  atto  consequenziale e io mi chiedo: è stata interessata  la
  Procura?  E'  stata  aperta una commissione di  indagine  come  noi
  abbiamo   ripetutamente  chiesto  anche  da  questo   scranno?   E,
  soprattutto,  è  stato coinvolto l'Esercito? Perché  quello  che  è
  successo questa estate è stato un vero e proprio atto di guerra. La
  mafia ormai non spara più, alla mafia basta appiccare un incendio
   Eppure  noi  non  abbiamo  visto nulla di queste  azioni,  abbiamo
  soltanto visto un silenzio assordante ed ecco perché sono scesi  in
  campo  cittadini e associazioni che hanno elaborato  una  serie  di
  proposte  che  noi abbiamo accolto, che abbiamo rielaborato  e  che
  abbiamo  visto,  e  abbiamo  ascoltato  anche  qualcosa  in  questa
  relazione che arriva un pò tardi.
   La  prima cosa, Presidente, che chiedono tutti è un unico soggetto
  antincendio, un unico coordinamento capace di dialogare  con  tutte
  le  forze dell'ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile e  Corpo
  forestale.
   Questa  estate,  era incredibile, chiamavano  i  cittadini  ad  un
  numero e si diceva loro, mentre erano in emergenza col fuoco  nelle
  case,  che  avrebbero  dovuto chiamare un  altro  numero  perché  a
  seconda  se  l'incendio scoppia nell'interfaccia  o  nel  bosco  le
  competenze    sono    diverse   e   invece   bisogna    intervenire
  tempestivamente perché noi sappiamo che nell'arco di 20  minuti  un
  incendio  si  può  spegnere e non diventa una cosa incredibile  che
  divora tutto. Eppure questo non è stato fatto.
   Cos'è  che chiediamo? Cos'è che è stato fatto invece, a  parte  la
  vicenda  disastrosa  e  ridicola  dei  droni?  Sono  95,  onorevoli
  colleghi,  i droni e il Presidente oggi ci parla di 25  perché  gli
  altri saranno chiusi in magazzini perché cascano col vento e con le
  alte    temperature,    quindi   sono    strumenti    assolutamente
  inutilizzabili.
   Cosa abbiamo fatto con le autobotti? Bando 2019, di 119 autobotti,
  ne  sono state consegnate solamente 19. Perché? Il bando diceva che
  entro180 giorni avrebbero dovuto consegnarle. Io mi chiedo: cosa ha
  fatto  la  Regione? Si è rivalsa sull'azienda produttrice?  Non  lo
  sappiamo.
   E  ancora:  la  realizzazione anni fa di un  avanzato  sistema  di
  sorveglianza  antincendio, attraverso un finanziamento  dell'Unione
  Europea,  stiamo  parlando di 36 milioni  di  euro,  eppure  questo
  finanziamento  è  stato revocato per irregolarità  nell'appalto.  E
  dunque siamo dinanzi ad una gestione inadeguata, caratterizzata  da
  inefficienze  e  sprechi per cui non possiamo più  tollerare  tutto
  questo.
   Quello   che  chiediamo,  signor  Presidente,  sono  delle  azioni
  concrete e immediate e soprattutto una raccomandazione: le famiglie
  che  hanno  perso tutto, oltre il danno, la beffa. Per chiedere  il
  risarcimento danni devono sostenere 2.000 euro di spese  per  farsi
  fare  una  perizia   Signor  Presidente,  chiediamo  un  intervento
  immediato su questo, non possiamo tollerarlo.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo  Giuseppe.
  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione,  Assessori,  onorevoli colleghi, è veramente  imbarazzante
  intervenire  oggi,  signor Presidente, ed  è  imbarazzante  perché?
  Perché io riprendo la nota che il Presidente Schifani ha scritto  a
  lei  il  1   agosto   quando fu chiesto  che  venisse  in  Aula  il
  Presidente Schifani e rimandò la sua presenza a quella verifica che
  andava fatta secondo lui e secondo il Governo prima di poter venire
  in Aula.
   Cioè  noi oggi parliamo di emergenze incendi e se non fosse perché
  ancora  arriva sulle chat che noi sindaci abbiamo con la Protezione
  civile  che c'è anche per domani l'emergenza incendi, il  problema,
  l'argomento sarebbe veramente imbarazzante per tutti.  Cioè  ma  si
  può  parlare, dopo che è finita la stagione estiva, dopo che  siamo
  arrivati al 18 ottobre, di emergenza?
   Un Governo dà risposte immediate quando l'Aula, come ha detto lei,
  Presidente  Schifani, lei la tiene in considerazione  perché  vuole
  collaborare.  E  ora  le  dico  nei  fatti  perché  lei  non  vuole
  collaborare con quest'Aula e di questo deve dare anche la colpa  al
  Presidente Galvagno. Lei poco fa nel suo intervento, tant'è che  io
  non  mi  sono  preparato  nulla, la volevo semplicemente  ascoltare
  prima  di  intervenire, lei poco fa si è vantato di aver avuto  con
  l'accordo Stato - Regione trecento milioni di euro e, quindi, cento
  milioni in più rispetto all'anno scorso, dimenticandosi che  quella
  è  un'elemosina che il Governo centrale ci dà rispetto a quello che
  l'articolo 37 del nostro Statuto prevede. Lei, infatti, non  ci  ha
  comunicato nulla che può essere interessante per la nostra Regione.
  Il Presidente Galvagno su una richiesta fatta dal Gruppo Sud chiama
  Nord aveva chiesto a quest'Aula - ricorda Presidente? - di fare  un
  dibattito  prima di sottoscrivere qualsiasi accordo e  lei  l'aveva
  condivisa  quella  richiesta,  l'aveva  anche  apprezzata,  ma  poi
  abbiamo  letto dai giornali che ci siamo accontentati  di  trecento
  milioni di euro, esaltando la cifra, dicendo che sono cento milioni
  in  più  rispetto all'anno scorso, però allo stesso  tempo  abbiamo
  dato  un  miliardo  e duecento milioni di euro dei  fondi  FSC  che
  potrebbero  servire non per la realizzazione del ponte a  cui  deve
  pensare   il  Governo  nazionale,  ma  per  quelle  che   sono   le
  infrastrutture  di  questa  Terra e, adesso,  le  faccio  presente,
  onorevole Schifani, perché l'ha scritto lei e non l'ho scritto  io,
  che francamente, onorevoli colleghi, io mi sono stancato di sentire
  sempre  dire che è la mano della mafia, che è la mano dei piromani,
  che  è  la mano di chi non vuole bene a questa Terra e innesca  gli
  incendi, una delle fonti anche di incendi lo sapete qual è?  Quella
  che  ha  detto il Presidente Schifani, che ha scritto il Presidente
  Schifani, ma oggi si è dimenticato di dire nella sua relazione e io
  su  questo,  Presidente,  la  invito,  visto  che  è  stato  lei  a
  scriverlo,  non  sono stato io a scriverlo, c'è un passaggio  nella
  nota  n.  15619  dell'1  agosto,  dove  lei  dice  "...  inoltre  i
  sovraccarichi indotti dai climatizzatori hanno causato centinaia di
  guasti  per surriscaldamento, incendi di cavi interrati e di cabine
  di Enel Distribuzione...",  ma qualcuno si è mai chiesto o qualcuno
  ha  mai verificato se questi incendi dei cavi interrati della linea
  dell'Enel  possano essere causa di innesco di incendi? Qualcuno  ha
  mai  verificato  quello che lei, Presidente, ha scritto?  Non  l'ho
  scritto io perché guarda caso, indipendentemente dalle temperature,
  guarda  caso  indipendentemente dagli orari, succede in determinate
  fasce  orarie,  magari sono quelle fasce orarie in cui  ci  sono  i
  sovraccarichi,  come lei ha scritto, quindi, non  diamo  sempre  la
  colpa solo e solamente a una parte che è anche quella, è vero, caro
  Presidente, andiamo ad indagare anche su questi aspetti  e  lei  lo
  può  fare perché io non credo che in Sicilia, rispetto al resto del
  territorio nazionale, sono concentrati tutti i piromani  che  danno
  fuoco  in  modo  criminale; quelli sì ci sono, andiamo  a  indagare
  anche   sulla   infrastrutturazione  che  c'è  in   Sicilia   della
  distribuzione elettrica perché non l'ho detto io, Presidente,  l'ha
  detto lei e quando lei, Presidente, chiama in causa i sindaci,  noi
  sindaci,  qui in Aula ce ne siamo diversi, siamo pronti a prenderci
  la  responsabilità, siamo pronti a fare quello che lei ha detto, ma
  ci  metta nelle condizioni di farlo, Presidente, ci trasferisca  le
  risorse  in  tempo perché può stare tranquillo che per  come  siamo
  abituati  a fare, siamo sicuramente i primi ad agire se abbiamo  le
  risorse a disposizione  Quindi, che ben venga quello che dice  lei,
  Presidente;  che  ben venga quello di trasferire responsabilità  ai
  sindaci  e di anticipare quelle che sono le azioni che già facciamo
  quotidianamente,  ma  ci metta i soldi  Era  un  punto  del  nostro
  documento  di  un  ordine  del giorno che abbiamo  presentato  alla
  Nadef, quello di mettere cento milioni di euro a disposizione degli
  enti  locali  e  dei sindaci affinché si possa intervenire  con  la
  prevenzione,  perché  la prevenzione non si  fa  soltanto  con  gli
  annunci.
   La  prevenzione non si fa dicendo soltanto dicendo 'faremo', e  mi
  riallaccio  all'intervento del collega Cracolici. Lei  ha  dato  la
  conferma che non solo questo Governo è in continuità con il Governo
  Musumeci  che  abbiamo  capito le ha  creato  imbarazzo  in  questa
  estate, ma lei conferma che il Governo Musumeci non ha fatto quello
  che  andava  fatto per la prevenzione, altrimenti, lei  non  doveva
  venire  qua  in Aula, a distanza di tre mesi, a raccontarci  quello
  che vuole fare.
   Quando le si chiede la presenza lo sa cosa mi dispiace Presidente,
  umanamente?  Glielo dico questo, personalmente: lei ha l'abitudine,
  durante l'intervento dei deputati da questo podio, di non guardarli
  in  faccia e chi vuole fare politica, chi deve rappresentare questa
  Regione,  deve  avere  il  coraggio  di  guardare  in  faccia   chi
  rappresenta   il   popolo,   caro   presidente   Schifani.    Cambi
  atteggiamento nei confronti dell'Aula

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Presidente
  della  Regione, condivido, Presidente, quella che è  stata  la  sua
  relazione  riguardante gli interventi di programmazione che  questo
  Governo  e  questo Parlamento deve mettere in campo per cercare  di
  poter  potenziare quella che è la macchina, non della  prevenzione,
  ma la macchina della presenza nei momenti dell'emergenza su ciò che
  riguarda  dare aiuto a chi ha bisogno, specialmente in questi  anni
  dove,  ciclicamente, ogni anno in una parte della Sicilia avvengono
  di questi problemi così devastanti per il territorio.
   Sappiamo che dietro a un incendio c'è la desertificazione, c'è  la
  fine  di un territorio, c'è la fine della coltivazione dei terreni,
  c'è la fine della presenza dell'uomo.
   Per   noi   è  importante  intervenire  ed  essere  presenti   sul
  territorio, ma essere presenti anche sul momento della prevenzione.
  Sull'  aumento  di prevenzione si farà e si deve fare  non,  ahimè,
  Presidente,  non  per  colpa  sua,  sicuramente  non  del   Governo
  regionale,  ma di quando si vanno a fare quelle riunioni  fiume  di
  comitati  di ordine e sicurezza pubblica che vengono fatti quindici
  giorni prima della stagione estiva, del grande caldo, dove si  deve
  cercare  di  programmare quegli interventi che, in realtà,  non  si
  potrebbero fare a distanza di un anno.
   Quei  momenti  sono  i momenti della mortificazione  che  avviene,
  specialmente  degli enti locali, per i sindaci  che  si  trovano  a
  dover  gestire  quelle  che  sono  le  consegne  che  ogni  singolo
  dipartimento,  che è presente in quel momento, che il  Comitato  di
  ordine  e  sicurezza  pubblica  su  ogni  provincia  della  Regione
  Sicilia,  di  potere  intervenire su qualcosa che  è  assolutamente
  impossibile  da  realizzare  se  non  c'è  una  programmazione,  un
  intervento che programmi interventi reali di cura sul territorio.
   Dobbiamo  capire se in Sicilia vogliamo bene al nostro territorio,
  lo vogliamo curare veramente, principalmente su una cultura di ogni
  singolo cittadino di questa Regione. Questa Regione finirà di avere
  questo  problema quando ognuno capirà che ogni angolo di  proprietà
  del  proprio  terreno, della propria proprietà, deve essere  sempre
  tenuto  pulito.  Non  ci dobbiamo prendere in  giro,  non  dobbiamo
  prenderci  in  giro  sul fatto che ci sono i fuochi,  si  vanno  ad
  espandere,  perché? Perché non vi è fatto il tagliafuoco  da  parte
  della forestale? Non esiste così
   Prima  dobbiamo  essere  noi ad avere il coraggio  di  dircelo  in
  faccia: i nostri terreni sono tutti puliti e le ordinanze su  tutti
  i  lotti  interclusi  che  sono abbandonati,  quante  volte  quelle
  ordinanze non vengono rispettate e non si va avanti con le denunce?
  Quante  volte?  Noi sindaci non ci siamo sostituiti  per  andare  a
  ripulire quei lotti e quei lotti sono stati, poi, appunto,  dove  è
  andato  ad  espandersi  il  fuoco e il fuoco  si  va  ad  espandere
  esclusivamente  perché  troviamo  lotti  privati  che  non  vengono
  puliti.
   Quanti  nel circondario di Palermo sono terreni privati  che  sono
  stati  lasciati nello stato di abbandono. Quindi da lì deve partire
  e  abbiamo  il tempo, e lo dico a ogni singolo deputato  di  questo
  Parlamento, così come al Governo: la possibilità di poter  incidere
  direttamente  sul lato della prevenzione, direttamente  per  ognuno
  dei   391   sindaci  che  dobbiamo  mettere  nelle  condizioni   di
  intervenire,  sia  per quanto riguarda tutte le strade  e  tutti  i
  percorsi, le regie trazzere, le strade sterrate, che sono  presenti
  nel  nostro territorio, di andarle a pulire, almeno due, tre  volte
  l'anno,  a  ripulire  i  cigli stradali. Andare  a  fare  una  rete
  tagliafuoco, quello è importante e si può fare grazie all'attività,
  che è importante, che può essere messa a disposizione delle aziende
  agricole che devono essere coinvolte direttamente, ogni giorno, per
  la  pulizia,  anche  pensando  a provvedimenti  che  riguardano  la
  ristorazione. Ristorare quelle aziende agricole che vanno a mettere
  a  disposizione la propria manodopera per pulire quelle strade  che
  stanno  accanto  e  quelle attività serve per curare  veramente  il
  territorio. E non solo, lasciarlo nelle mani di chi, ahimè,  ha  la
  possibilità  di  farlo, ma per quanto riguarda quelli  che  sono  i
  boschi  o per quanto riguarda quelli che sono le attività boschive,
  dove abbiamo le squadre dell'Azienda forestale che va a pulire ogni
  anno. I mezzi ci sono, li metteremo, li sta mettendo a disposizione
  il  Governo  potenziandoli. Per quanto riguarda il Dipartimento  di
  Protezione  Civile e l'Azienda forestale lo farà e lo faremo  tutti
  insieme  mettendo a disposizione le risorse per aumentare e mettere
  ancora  di  più  mezzi a disposizione di chi in quel  momento  deve
  intervenire  quando ci sono le emergenze. Ma se  non  facciamo  una
  politica  di  sensibilizzazione e di  formazione  di  ogni  singolo
  cittadino  di questa Regione non riusciremo mai a risolvere  questo
  problema,  perché questo problema c'è stato quest'anno,  c'è  stato
  l'anno scorso, c'è stato cinque anni, fa, c'è stato dieci anni  fa,
  c'è stato cinquant'anni fa. E quindi da lì deve ripartire.
   Dobbiamo   capire  se  questa  Regione  vuole  bene   al   proprio
  territorio,  vuole  essere lei attore principale nel  salvaguardare
  questo  territorio, questa Regione, o invece lasciare ad  altri  la
  possibilità, quello che è il dovere di poterlo salvaguardare  e  in
  quel  caso  non  ci riusciremo mai. Avrà il sopravvento  chi  vuole
  distruggere questo territorio e chi lo vuole devastare,  chi  vuole
  fare  diventare sempre più povero e chi lo deve togliere dalle mani
  di chi gli vuole bene per darlo invece, per distruggerlo.
   Quindi  questa sta deve essere secondo me l'attività che  dobbiamo
  portare   avanti  anche  nelle  scuole,  nella  formazione,   nella
  collaborazione  diretta con gli enti locali e con  i  sindaci,  con
  quel   Dipartimento  della  Protezione  Civile  e  con  tutti  quei
  volontari che ogni giorno si mettono insieme.
   Presidente ha fatto bene a ringraziare quei volontari che  sono  i
  primi  ad arrivare in caso di incendio e sono gli ultimi ad  andare
  via, proprio per quell'accordo che si è fatto di coordinamento, poi
  sono  quelli  che  restano  per  andare  a  spegnere  quelle  parti
  periferiche per evitare che si propaghi di nuovo l'incendio. Quindi
  quei nostri volontari che solo con un'assicurazione che viene messa
  a  disposizione  giorno e notte pattugliano il territorio.  Lo  sa,
  Presidente  della  Regione, quanti nostri  mezzi  del  Dipartimento
  della  Protezione  Civile  si sono visti  in  giro  per  il  nostro
  territorio  in  estate, volontari che hanno  tolto  il  tempo  alle
  proprie  famiglie per andare a pattugliare il territorio  se  c'era
  necessità  di  intervenire, nell'andare a  propagare  l'incendio  e
  quanti  incendi sono stati spenti in questo modo? Quindi l'attività
  che viene messa in campo è importante e noi li dobbiamo ringraziare
  veramente  di cuore, perché forse con un grazie certe volte  si  da
  quella  forza  a questi cittadini di riuscire ad essere  sempre  di
  più, e ad essere vicini all'amministrazione pubblica complessiva.
   Quindi  io  concludo  dicendo che come  partito,  come  Democrazia
  Cristiana,  non  abbiamo  nessuna remora nell'andare  a  perseguire
  tutte  quelle  attività a sostegno e quella che è la programmazione
  che  il  Governo vuole mettere in campo nei prossimi anni e mettere
  le  risorse  e cercare tutti insieme di trovare quelle risorse  che
  dobbiamo mettere a disposizione degli enti locali per poter pulire,
  poter  risistemare quello che  è il paesaggio della nostra Regione,
  cura  del territorio, con soldi vincolati che devono essere erogati
  solo ed esclusivamente per quel fine.
   Questa sarà la scommessa del futuro se vogliamo che quello  che  è
  successo  quest'anno non succeda mai più, perché solo con  la  cura
  del  territorio, con la prevenzione, si riesce ad  estinguere  e  a
  togliere  quello  che è il problema più importante  che  in  questo
  momento  abbiamo  nella nostra Regione, che  riguarda  veramente  i
  fuochi.
   Quindi,  grazie,  Presidente della Regione,  per  l'attività,  per
  quello  che  vuole mettere in campo insieme a tutta la sua  Giunta.
  Noi  come  Gruppo parlamentare saremo al suo fianco per riuscire  a
  risolvere  questo  problema,  quanto  meno  a  mitigarlo,   e   non
  dimentichiamo  le  famiglie  al  completo,  non  dimentichiamo   le
  famiglie  che  hanno avuto questi danni. Cercheremo di  stare  loro
  accanto  e cercheremo di trovare le risorse per potere ristorare  e
  poter ricostruire quello che è stato distrutto. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Onorevole Presidente della Regione, io  ho  seguito  con
  attenzione  il suo intervento. Ci sono stati indicati tanti,  tanti
  territori  che sono stati devastati dal fuoco. Dalla sua analisi  è
  emersa  una  Sicilia che ha pagato il prezzo maggiore nella  nostra
  comunità  nazionale. I problemi emersi, dopo questi  incendi,  sono
  tanti.   A   me  pare,  però,  che,  rispetto  alla  sua   analisi,
  all'indicazione che lei ha dato - anche di luoghi, di cifre  -,  la
  risposta  del Governo sia una risposta debole. E dico questo  anche
  perché lei, alla fine lo accennava anche il collega Abbate, ha dato
  delle indicazioni ai comuni, come se i comuni dovessero rettificare
  qualcosa anche nel proprio impegno. C'è sempre da imparare.
   Io  le  dirò, Presidente, che rispondo da parlamentare  di  questo
  Parlamento, ma rispondo anche da sindaco di una città, di un paese,
  Militello  in  Val di Catania. Un sindaco che ha fatto  l'ordinanza
  per  obbligare gli agricoltori, proprietari dei terreni, a  fare  i
  viali  parafuoco; un sindaco che ha cercato di dare tanto al gruppo
  dei  volontari. Noi abbiamo un gruppo di volontari della Protezione
  civile straordinario, che è dotato di mezzi assegnati dalla Regione
  ma  anche  dal comune con un investimento del bilancio partecipato.
  Abbiamo  comprato un camion che non ha nulla da invidiare a  quello
  utilizzato  dai  Vigili del fuoco. Io, però da  sindaco,  credo  di
  dover  segnalare, sottolineare un aspetto che forse è stato  finora
  trascurato.  Noi  abbiamo  un  cambiamento  climatico  -   non   lo
  trascuriamo   -,  un  cambiamento  straordinario.   Abbiamo   avuto
  temperature altissime, che agevolano anche il percorso delle fiamme
  specie quando sono spinte dal vento. Però, anche questo cambiamento
  climatico,  una cosa la dobbiamo sottolineare, non può giustificare
  alcune  considerazioni. Per esempio, l'autocombustione non  esiste
  L'autocombustione non esiste  Cosa

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Esistono i delinquenti

   BURTONE. Allora i fuochi, gli incendi vengono determinati da  mano
  criminale. Può essere un piromane, quindi è un ammalato, uno che ha
  una  malattia psichiatrica che deve, che lo porta a fare del  male.
  Il  male attraverso l'ambiente. Ma può essere anche, e lo dicevano
  io  condivido in particolare le cose dette da Cracolici  è la  mano
  criminale  della mafia, che ha il doppio obiettivo  di  utilizzare,
  nel  tempo,  ex  luoghi dedicati al bosco per un'urbanizzazione  di
  tipo speculativo. Ma anche una mafia, e ne potrebbero parlare anche
  i  colleghi qui presenti, in particolare l'amico Fabio Venezia, c'è
  la  mafia  dei pascoli, di coloro i quali vorrebbero che quell'area
  venisse dedicata solo a quello, utilizzando anche quei terreni  per
  poter fare elementi di speculazione attraverso l'Unione Europea.
   Rispetto a tutto ciò, noi dobbiamo rispondere con un piano  fermo,
  chiaro, netto perché alla mano umana bisogna rispondere con la mano
  umana.
   Onorevole   Presidente,   l'intervento   di   prevenzione   è   sì
  determinato,  ripeto, dai viali parafuoco ma anche  dall'intervento
  tempestivo. I nostri volontari, a volte, sono decisivi per  fermare
  il  fuoco,  che  spesso è appiccato nelle aree  abbandonate.  E  se
  questo  non  è poi sostenuto dall'intervento dei Vigili del  fuoco,
  diventa  tutto  più  difficile. I nostri volontari,  molto  spesso,
  riescono,  ma  quando devono arrivare i vigili del  fuoco,  in  una
  stagione  disperante,  perché sono tanti  i  fuochi  appiccati  nel
  territorio, diventa dolorosissimo dover aspettare per ore  l'arrivo
  dei vigili del fuoco.
   Lo  dico perché io sto accanto ai volontari quando c'è a volte  la
  necessità di guidare, oltre che da C.O.C., con la presenza un  tipo
  di  attività  che  è  fondamentale nel momento  in  cui  interviene
  precocemente.  E,  allora,  Presidente,  lei  ha  interloquito  col
  Ministero dell'Interno. Noi le chiediamo, e lo chiediamo con forza,
  che  aumentino  i  presìdi, nel territorio, dei Vigili  del  fuoco.
  Perché  la  nostra non è una Regione qualsiasi  Sono anni  che  noi
  abbiamo  questo grande dramma degli incendi. E mentre in  Lombardia
  le  condizioni  orografiche  sono  di  un  certo  tipo,  la  nostra
  condizione  è  totalmente  differente.  Quindi,  la  richiesta  che
  bisogna fare al Governo è di pianificare una presenza ulteriormente
  potenziata:  è  necessario che la mano umana sia rappresentata  dai
  nostri  operai  forestali. E concludo, il mio Capogruppo  mi  dice,
  giustamente, che debbono parlare gli altri.
   Io  dico  questo,  che  i  forestali è sbagliato  farli  partire  a
  maggio;  debbono  partire  prima, perché i viali  parafuoco  debbono
  essere realizzati in tempo, così come è necessario che si amplino le
  giornate  lavorative  affinché possano finire  a  novembre  la  loro
  attività.  Se  c'è  questo cambiamento climatico,  del  quale  tutti
  parliamo, prendiamone atto
   E concludo, Presidente.
   Presidente Schifani, io ho fatto in quest'Aula una richiesta  -  lo
  dico al Presidente dell'Assemblea - di fare un encomio; un encomio a
  tutti quelli che si sono impegnati: i Vigili del fuoco, i Volontari,
  i Forestali, i Carabinieri. Avevo chiesto di fare un encomio, perché
  c'è  un'immagine, i Vigili che sono sfiniti, sdraiati per  terra,  a
  Siracusa credo, quella immagine ha girato il mondo. Io avevo chiesto
  di  fare  un encomio e lo ripeto, lo richiedo: il Governo  regionale
  faccia  un  encomio  a  tutti quelli che si  sono  impegnati  e  non
  dimentichi  le  vittime, le vittime degli incendi.  Non  bastano  le
  parole, ma, come è stato detto, anche gli atti concreti.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritta  a   parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie Presidente. Governo, colleghi deputati  e  Siciliani
  che  ci  seguono da casa, il Presidente ha iniziato sciorinando  dei
  dati  e ne vorrei citare anche io uno: ben dieci anni fa gli incendi
  annui  erano  1.276; oggi sono 7.767. Questo è un numero importante,
  Presidente. Sono aumentati di sei volte rispetto a qualche anno  fa.
  Evidentemente, allora, nelle soluzioni che sono state messe in  atto
  in questi anni, non c'è stata un'efficacia reale, perché chiaramente
  7.767  incendi  appiccati in un anno - e  l'anno  non  si  è  ancora
  concluso - è un dato molto importante.
   E  allora,  Presidente, perché ci stiamo vedendo il 18 ottobre?  Io
  mi  aspettavo  oggi  un bilancio, più che altro, non  una  relazione
  programmatica  delle cose da fare, ma un bilancio di  quello  che  è
  stato  fatto,  perché  la stagione antincendio solitamente  dovrebbe
  andare  da marzo a fine ottobre. E quindi ci dovevamo vedere  il  18
  marzo,  non  il  18  ottobre  Questa è la fine, la  conclusione,  il
  bilancio di quello che non ha funzionato, per avere questo dato.
   Oggi  ho letto anche in un suo comunicato stampa che la causa -  ha
  fatto   un  incontro  di  Giunta  -  è  da  addebitarsi  a   fattori
  meteoclimatici.  Io mi sono allarmata  Ma in quale  regione  governa
  questo  Presidente? Anche perché è un dato statistico che il 75  per
  cento  degli  incendi  è doloso. Per fortuna, poi,  sicuramente  gli
  Uffici  hanno  corretto il tiro, dandole una relazione  un  po'  più
  aggiornata.  E,  quindi,  sappiamo che ci sono  anche  molti,  molti
  incendi dolosi. Perché dobbiamo dirlo questo?
   Questo  è  un  dato importante, non perché dobbiamo sapere  che  ci
  sono  i precari che premono per essere assunti, gli speculatori  che
  vogliono  nuove  terre  da cementificare,  i  pastori  in  cerca  di
  pascoli,  i  truffatori di fondi comunitari,  eccetera.  No,  perché
  questo  dato  ci  permette  anche di pianificare,  di  sapere  quali
  strategie mettere in atto e come intervenire.
   Questa  cosa chiaramente andrebbe fatta. Oppure ci dobbiamo  ancora
  raccontare  che gli incendi avvengono all'improvviso? All'improvviso
  o  per l'improvvisazione? È la domanda che io faccio ripetutamente a
  questo   Governo:  le  cose  vengono  all'improvviso,  per   fattori
  meteoclimatici o per l'improvvisazione, perché non sono state  messe
  in  atto  strategie concrete per evitare che questi incendi  possano
  accadere.
   Abbiamo  un  articolo di giornale, che è uscito proprio  ieri,  c'è
  stato un incendio nelle Madonie.
   Leggo  qui  la  testimonianza  degli  operatori:  "in  decenni   di
  servizio  non  avevo mai vissuto un'esperienza simile.  Siamo  stati
  lasciati  soli,  senza  mezzi  adeguati  e  alcuna  possibilità   di
  staccare.  Non  c'era chi poteva darci il cambio. Siamo  gli  ultimi
  rimasti".  Questi sono gli operatori dei Vigili del fuoco  che  sono
  intervenuti  nelle Madonie per ore, non immaginavano di lavorare  da
  mattina  fino  a  notte  fonda senza interruzioni  per  mancanza  di
  personale.
   Non  manca  solo personale - lo hanno già detto i miei  colleghi  -
  mancano anche le autobotti, di 119 ne sono arrivate solo diciannove,
  i droni costati stati 250.000,00 Euro si sono rivelati giocattoli.
   Un  altro  dato: 130 vigili sono stati chiamati, in piena  stagione
  incendiaria, a fare un corso, da questa Regione. Incredibile
   Quindi,  abbiamo avuto chiaramente questi dati che  non  riguardano
  solo  le  aree boschive, riguardano anche case, riguardano  aziende,
  autobus, aeroporti, discariche.
   Eppure,   Presidente,  in  quest'Aula,  noi  abbiamo   dato   tante
  soluzioni
   Abbiamo  fatto,  sì,  le  nostre proteste  ma  abbiamo  dato  anche
  soluzioni concrete, come per esempio quella del sistema wireless per
  captare  i  fumi,  che non ha bisogno appunto di  sensori  visivi  e
  quindi  può intervenire ancora prima. Questa è stata solo una  delle
  proposte di legge che è stata fatta.
   Se  lei avesse mantenuto la sua promessa e fosse stato presente  in
  quest'Aula,  probabilmente, adesso i dati sarebbero diversi.  Perché
  io ricordo di averla vista l'ultima volta, per un minuto, solo il 26
  luglio,  poi  l'ho  vista  il 21 giugno quando  si  è  approvata  la
  manovrina "salva Taormina" e a febbraio per la finanziaria.  Non  ho
  altri ricordi.
   Allora,  Presidente, sa cosa abbiamo bruciato  oltre  a  ettari  ed
  ettari  della  nostra Terra? Abbiamo bruciato un anno,  un  anno  di
  propaganda, di false promesse e di non concludere nulla

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  De  Leo.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LEO.  Presidente, farò un brevissimo intervento -  visti  pochi
  minuti  a  disposizione  - e saluto il Presidente  Schifani  che,  a
  distanza di diversi mesi, ci onora della sua presenza in Aula.
   Oggi  affrontiamo un altro grande problema irrisolto  della  nostra
  Regione.  Devo dire che lo affrontiamo troppo tardi perché l'inferno
  di  fuoco  ha  colpito - puntuale - la Sicilia con ingenti  danni  a
  persone,  all'ambiente, inclusa la perdita di vite umane. In  questi
  mesi,  abbiamo visto il verde diventare nero. Sono state colpite  le
  maggiori  aree  di  biodiversità dell'Isola e i borghi  che  stavano
  scommettendo sulla ripartenza, dopo la pandemia, adesso  si  trovano
  nuovamente in ginocchio.
   E'  evidente, Presidente, che la macchina della prevenzione non  ha
  funzionato  e  non  ha  funzionato  in  continuità  con  il  Governo
  precedente,  anche se ricordo a me stesso che l'ex Presidente  della
  Regione è stato promosso a Ministro della Protezione civile.
   L'approccio,  Presidente, dovrebbe essere diverso, dovrebbe  essere
  lo  stesso che è stato utilizzato per la pandemia, cioè un  comitato
  di  tecnici che suggerisce le scelte politiche perché in Sicilia non
  abbiamo  dei  veri piani di gestione forestale, non si gestiscono  i
  boschi in base alle loro caratteristiche.
   Per   esempio,   il   Piano   regionale   per   la   programmazione
  dell'attività  di  prevenzione  prevede,  come  hanno  citato  altri
  colleghi,  l'utilizzo  dei  droni.  A  cosa  servono  i   droni   se
  individuano i focolai, ammesso che vengano utilizzati,  se  poi  non
  possiamo  raggiungere quei luoghi? Per questo, c'è la  necessità  di
  avere  dei  boschi percorribili, delle aree percorribili  per  poter
  intervenire.  Per questo è giusto avere bisogno di un incremento  di
  personale per garantire un efficace intervento.
   Bene  è  il potenziare l'attività di commissariamento nei confronti
  dei  comuni  inadempienti rispetto alla redazione del catasto  degli
  incendi  ma  bisogna  anche verificare che  in  quei  terreni,  quei
  terreni   distrutti  dagli  incendi,  vengano  utilizzati  per   dei
  rimboschimenti e questo lo si deve fare attraverso anche quelli  che
  sono i contributi comunitari.
   E'  necessario aumentare con carattere preventivo il controllo  del
  territorio nei periodi di alta pericolosità e poi occorre certamente
  promuovere una grande campagna di sensibilizzazione.
   Però,  vede Presidente, non basta mettere nero su bianco  un  piano
  di  prevenzione  se  poi  non si è nelle condizioni  di  applicarlo.
  Interrogatevi,  Presidente, su quelle che sono le  responsabilità  e
  sulle strategie da mettere in campo per impedire che ogni estate  si
  trasformi  in  un  inferno, lo dovete alla Sicilia e  ai  Siciliani.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E  iscritto a parlare l'onorevole  Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà

   DIPASQUALE. Presidente, intervengo da qui per risparmiare anche  il
  tempo di recarmi al podio.
   Signor Presidente, buonasera, Assessori, colleghi parlamentari,  mi
  viene di pensare a un film di Bisio "Bentornato, Presidente" e  devo
  dire che il nostro atteggiamento Presidente, il nostro comportamento
  è stato veramente costruttivo in questo anno.
   Quest'Aula  gli  ultimi cinque anni è stata  abituata  a  posizioni
  diverse e devo dirle, anche grazie a un merito suo, le do merito  di
  aver  costruito,  almeno, i rapporti quelli istituzionali,  rapporti
  civili  all'interno  dell'Aula, però non è  sufficiente  Presidente,
  veramente,  glielo dico di cuore, è necessaria la  sua  presenza  in
  Aula, è fondamentale, non possiamo mendicare il minuto.
   Io  sono  in difficoltà perché ho colleghi che vogliono intervenire
  e  rimangono  pochissimi minuti per poter fare  un  intervento  dopo
  un'assenza  di  diversi  mesi  che  ci  mettono  in  condizione   di
  intervenire su tantissime cose. Io penso che lei, Presidente, se  la
  debba  dare  questa  scaletta,  almeno  una  volta  al  mese,  sulle
  questioni  importanti  E' necessaria la sua presenza, ne ha  bisogno
  il  Parlamento e ne ha bisogno la Sicilia, perché non  può  che  non
  trasferirsi  in  azione  positiva  nei  confronti  dei  lavori   del
  Parlamento  stesso, quindi, innanzitutto noi siamo stati costruttivi
  e  lo  siamo stati veramente in questo anno che è stato un  anno  di
  speranza e di ascolto e anche propositivo da parte nostra.
   Presidente   dell'Assemblea,  noi  siamo   stati   a   favore   del
  contingentamento dei tempi. La prossima volta no   Noi  vorremmo  le
  mani  libere perché non è possibile, per noi è aberrante e non  solo
  un anno è trascorso, ora è arrivato il momento che vogliamo risposte
  perché trasferiremo il Parlamento a Palazzo d'Orleans, noi rischiamo
  veramente  se non vediamo risposte concrete di trasferire le  nostre
  proteste,  e  non  solitarie, a Palazzo  d'Orleans,  quindi,  io  mi
  auguro,  perché non si risolvono le questioni appunto  non  risolte,
  contingentando i tempi.
   La  maggioranza non può avere gli stessi tempi della  minoranza  in
  un  dibattito  così  importante, però lo abbiamo  condiviso,  non  è
  responsabilità  superiore, già le per annunzio  che  dalla  prossima
  volta  non lo condivideremo, quindi ci lasceremo poi a quello che  è
  il lavoro d'Aula.
   Io  mi  limiterò a parlare del punto, ovviamente, che riguarda  gli
  incendi,  fermo  restando  che  lei  ha  dato  tutta  una  serie  di
  indicazioni  che  siamo  andati oltre una cosa  sull'accordo  Stato-
  Regione lo voglio dire: il ponte, io mi auguro che al più presto  ci
  venga a dire, Presidente, il miliardo e trecento, abbiamo capito che
  il  ponte è importante, abbiamo capito il ponte si farà, ma vogliamo
  sapere il miliardo e trecento milioni e/o duecento milioni, da  dove
  vengono  presi,  a  che  cosa rinunceremo?  In  maniera  chiara   Lo
  possiamo  fare  anche  noi questo lavoro ma io  mi  aspetto  che  il
  Presidente della Regione faccia chiarezza su questo.
   Presidente, io aspettavo questo momento per esporre una mia  enorme
  preoccupazione. Io è da diversi anni che in quest'Aula  dico  che  i
  cambiamenti climatici sono così repentini e aggressivi che a noi  ci
  aspettano momenti brutti.
   Il  problema  degli incendi, c'è la mafia, ci sono  i  delinquenti,
  deficienti,  tutti quelli ma c'è un problema serio,  il  problema  è
  legato  a  quello che sono i cambiamenti climatici e  le temperature
  che  vanno cambiando. Noi finiamo con un problema dovuto al caldo  e
  iniziamo con un altro dovuto al freddo, con i cicloni.
   Noi,  purtroppo, siamo diventati terra di cicloni. A me quello  che
  terrorizza  immensamente  è  quello  che  è  successo,  in  maniera,
  credetemi  disattenzionata', in Libia. Guardate che il ciclone che è
  diventato  uragano  in Libia -  non c'è niente da  ridere  onorevole
  Lombardo  -  e La prego Presidente,  si ricordi bene queste  parole,
  il  ciclone  che  è diventato uragano ed è entrato  in  Libia  si  è
  formato  tra  la Sicilia e la Libia,  poteva salire,  è  sceso,   ha
  fatto  5.000 morti, 5.000 morti, non perché era la Libia,  ha  fatto
  5.000 morti  Che poi forse sono anche di più, ancora questo non si è
  riuscito a capire, perché quando arriva un uragano, Presidente,  non
  può  uscire  nessuno  Noi ancora pensiamo di affrontare  gli  eventi
  climatici,  i cambiamenti climatici, eventi così gravi, con  allerta
  gialla,  allerta  rossa,  sono superate   Presidente,  io  la  prego
  veramente di attenzionare tutto questo.
   Io  so  che  lei  si sta attivando, finalmente siamo  in  dirittura
  d'arrivo  per  quanto  riguarda  l'Osservatorio  per  i  cambiamenti
  climatici  che  abbiamo  voluto  nella  scorsa  Legislatura,   però,
  Presidente, per favore bisogna attivare, Presidente, mi  ascolti  in
  questo  passaggio, Assessore Pagana per favore, bisogna  attivare  -
  dicevo - la Protezione civile affinché si sviluppino, dei protocolli
  chiari    per   l'emergenza   uragano.   Perché,   attenzione,    si
  ripresenteranno, sono ciclici, così come questa volta che è sceso ed
  andato  in Libia, la prossima volta può salire e salirà nella  parte
  della  Sicilia  orientale e, quando poi ci saranno i morti,  nessuno
  potrà dire non lo sapevamo, non eravamo pronti.
   Quindi,  il vero problema degli incendi e degli uragani  è  proprio
  questo, è proprio che è cambiato il clima e ci dobbiamo preparare, e
  i  protocolli, almeno la difesa, la dobbiamo mettere in atto subito,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Dipasquale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro.
   Preciso che stiamo procedendo uno per Gruppo, in ordine di  chi  ha
  chiesto di intervenire. Siete tutti iscritti a parlare.

   GILISTRO.  Buonasera, Presidente, colleghi, è da tempo che  aspetto
  questo momento certo non per aggredirla né per gridare frasi, non mi
  appartiene  lo sa Presidente, questo non mi appartiene,  devo  dirle
  però  una  cosa  importante, quando lei si  è  insediato  in  questo
  Parlamento  e ha fatto il suo discorso programmatico, le  devo  dire
  che  mi  ha  emozionato. Ho riferito anche a casa mia di questo  suo
  discorso  e  ho  avuto la speranza che questo Parlamento  finalmente
  potesse   dare   risposte  ai  siciliani  e  fare  una   rivoluzione
  copernicana  e,  quindi, veramente portare e dare risposte  a  tutti
  quanti.  Voglio sperare che queste sue promesse, Presidente, possono
  ancora onorare quello che lei ha promesso e che possa veramente dare
  risposte,  glielo dico di cuore non in questo momento in termini  di
  contrasto, assolutamente, non mi appartiene proprio.
   Per  quello che riguarda gli incendi, Presidente, -  io  mi  occupo
  anche  di  sanità -, ma per quello che riguarda gli incendi  si  può
  fare  tantissimo.  Ormai  noi  conosciamo  esattamente,  in  maniera
  perfetta, quello che succede. Non sono tantissime le giornate in cui
  accade  un incendio. Sappiamo che gli incendi accadono soltanto  nei
  momenti  più  caldi  della  stagione e quando  c'è  una  grandissima
  ventosità. Questo è il problema.
   Noi  conosciamo  esattamente gli orari, conosciamo tutto,  sappiamo
  che  sono dolosi. Quindi, se noi riuscissimo a concentrare i  nostri
  sforzi,  in  quei  determinati momenti,  secondo  me  potremmo  fare
  tantissimo ma soprattutto lo ha detto lei, lo hanno detto  i  nostri
  colleghi, quello che serve ai Vigili del fuoco - io li ho ascoltati,
  li  ho  ascoltati tutti - servono uomini, non solo mezzi, perché  se
  parliamo di mezzi e parliamo di droni, i droni possono essere  droni
  portatori  di bombe o droni per matrimoni, dobbiamo avere efficienza
  di  droni, tutti i nostri mezzi devono essere efficienti. E'  quello
  che  chiedono  i  Vigili del fuoco che in America  sono  considerati
  eroi,  sono considerati eroi, sfiniti, rischiano la vita  volta  per
  volta.
   Noi  dobbiamo  essere, in questo momento, accanto a  loro  dandogli
  più  uomini  prima  di tutto perché visto e considerato  che  questi
  delinquenti  di  piromani  ormai sanno  cosa  devono  fare  come  se
  avessero  fatto  una  formazione, cosa  hanno  comprato  il  piccolo
  piromane?  Cosa hanno comprato? Sono andati su Google a vedere  come
  si  innesca un incendio? E' pazzesco, centinaia di punti di  innesco
  come  se  si  stessero moltiplicando come un virus.  Noi  conosciamo
  ormai  come sono fatti, a parte che meriterebbero l'imputazione  per
  omicidio  colposo, perché quando muore della gente  per  l'incendio,
  questi  dovrebbero essere denunciati per omicidio colposo perché  lo
  hanno provocato e anche premeditatamente.
   Dunque,  io  dico, Presidente, uomini, mezzi efficienti  nei  punti
  giusti,  nei  momenti  giusti.  Oggi  le  previsioni  metereologiche
  arrivano  a  quindici  giorni, possiamo  prevedere  se  ci  sarà  un
  libeccio  o uno scirocco molto forte, dobbiamo saperlo che  in  quei
  giorni avverranno queste situazioni.
   Quindi,  io  questo  le  chiedo, non chiedo  altro  che  attenzione
  precisa, puntuale, nei nostri modi di poter fare un'unica parola che
  sempre ripeto in quest'Aula, prevenzione. Questo è l'unico modo  per
  poter dare risposte ai nostri cittadini.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Castiglione.  Ne  ha
  facoltà.

   CASTIGLIONE. Grazie Presidente, saluto il Presidente Schifani,  gli
  Assessori e i colleghi onorevoli.
   Presidente  è  da almeno vent'anni che la Sicilia va, regolarmente,
  a  fuoco nel periodo estivo e quest'anno abbiamo avuto, come  diceva
  lei,  il  23,  il  24, il 25 luglio e il 22 e il 23  settembre,  una
  situazione veramente drammatica. Io vorrei ringraziare sia i  Vigili
  del  fuoco, la Protezione civile e il Corpo forestale per quello che
  hanno  fatto  durante  questi giorni di questi incendi.  Ovviamente,
  Presidente  non è stato un piccolo incendio. Le cause sono  diverse,
  sono  dolose, è una situazione un po' particolare. E, oggi,  abbiamo
  la  sua presenza che credo che ci sarà anche in altre occasioni e la
  ringrazio che lei sia qui.
   Quindi,  oggi  noi  ci chiedevamo come Gruppo Popolare  Autonomista
  MPA ma che cosa vuole fare il Governo Schifani, cosa sta facendo  la
  Giunta e cosa dovremmo fare noi all'Ars.
   Allora,  Presidente lei sta aggiungendo un numero di personale  nel
  Corpo  forestale,  sono 46, 47, mi auguro che nella  finanziaria  si
  possano aggiungere altri soldi.
   Ricordo  a  me stesso che a breve ci saranno i concorsi, nel  2024,
  per  circa  800  dipendenti  alla  Regione,  vista  la  carenza   di
  personale. Cosa deve fare il Governo Schifani per quanto riguarda la
  prevenzione e credo che questo verrà fatto. Quindi, sono  certo  che
  l'anno prossimo non ci saranno tutti questi incendi.
   Lei  parlava, nella sua relazione, di telecamere, lei  parlava  che
  finalmente   entro  novembre  ci  saranno  altri  mezzi   che   sono
  fondamentali  per la Sicilia. Quindi, Presidente, noi vigileremo  su
  quello che il Governo Schifani farà ma, sicuramente, l'anno prossimo
  sono  certo  che con l'impegno da parte del Governo non  ci  saranno
  tutti  questi incendi perché la Sicilia non ha motivo di avere tutti
  questi incendi.
   E  volevo  ricordare un'altra cosa a tutti i colleghi deputati  che
  già  il  Governo  sta  lavorando non per  la  parte  estiva  ma  per
  l'inverno  perché  nella mia città - ricordo a me  stesso  -  stanno
  lavorando su tutti i torrenti per poterli pulire, grazie al  Governo
  Schifani.
   Quindi, Presidente, lei deve continuare a lavorare così, deve  dare
  l'opportunità di avere altri forestali, devono esserci altri mezzi e
  l'anno prossimo sicuramente non ci saranno tutti questi incendi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  guardi io ho ascoltato con attenzione la sua  relazione  e
  devo  dire  la verità mi è sembrato di vivere in un mondo parallelo,
  in  un  mondo  in cui le responsabilità di questi gravi incendi  non
  dipendono dalla mancata attività di prevenzione di questo Governo  e
  del  Governo  precedente,  ma  dai  cambiamenti  climatici  e  dalla
  responsabilità dei comuni.
   Ancora  una volta in quest'Aula, in perfetta continuità con  quanto
  avveniva  già durante il Governo Musumeci, si addebitano  ai  comuni
  responsabilità che non hanno.
   Addirittura, nel 2022, dopo un incendio che funestò la montagna  di
  Erice,  il  Presidente Musumeci venne in quei territori a denunziare
  la  mancata  attività di prevenzione dei comuni, salvo per  rendersi
  conto   che   l'incendio  era  partito  da  un'area  demaniale   che
  apparteneva alla Regione siciliana.
   Allora,   vede  signor  Presidente,  noi  dovremmo  avere  l'onestà
  intellettuale di citare compiutamente tutto ciò che è stato fatto in
  quest'Aula.
   Qualcuno  ricordava, e qui c'è l'onorevole Pagana che è stata,  non
  ricordo se prima firmataria o comunque firmataria di quel disegno di
  legge  voto  dove  sì,  probabilmente sbagliando,  si  prevedeva  di
  introdurre un incremento di pene. Per saperlo tra di noi, gli autori
  degli  incendi  boschivi  non  vengono  presi,  quindi,  parlare  di
  aumentare le pene per un reato che non viene mai accertato,  di  cui
  non viene accertato l'autore, penso che sia solo fuffa.
   Invece  quel  disegno di legge, per esempio, conteneva un  elemento
  di  novità  importante che andrebbe recuperato, che è  quello  della
  sottoscrizione di accordi col Ministero della Difesa per  utilizzare
  a  scopi  preventivi i droni militari che, per saperlo  sempre  noi,
  giornalmente  volano sulle nostre teste senza che ce ne  accorgiamo,
  ma  sono  dotati di strumenti che possono tranquillamente consentire
  l'avvistamento degli incendi.
   E  io  devo  dire  la  verità di tutto questo nella  relazione  del
  Presidente  Schifani non ho udito alcuna traccia perché per  esempio
  il Presidente ha dedicato ben la metà del suo intervento a declamare
  dati statistici: tot ettari di terreno bruciato, tot percentuale  di
  bosco...   però  è  mancato  nella sua  relazione  un  elemento  che
  potrebbe  aiutare  questo  Parlamento e  questo  Governo  a  trovare
  soluzioni concrete.
   E'  vero,  i  boschi  colpiti  da  incendi  quest'anno  in  termini
  percentuali  si sono ridotti, ma le aree boschive della Sicilia  dal
  2012   al  2022,  come  ricordava  l'onorevole  Campo,  sono   state
  falcidiate   La  provincia  di  Trapani  è  stata  quella   che   in
  percentuale  ne  ha  perse di più. L'anno scorso  abbiamo  perso  un
  patrimonio boschivo, come il bosco Scorace, se non per il  sughereto
  che sta proprio in vetta alla collina.
   Allora  quei boschi perché bruciano, quelle terre perché  bruciano,
  assessore  Pagana?  Bruciano perché mancano  i  piani  di  gestione,
  perché manca un modello di gestione dei boschi che consente ad  essi
  di  essere vissuti. E lo sapete qual è l'unico bosco che in  Sicilia
  non  brucia? E' Ficuzza, perché Ficuzza è un bosco gestito, dove  la
  presenza  umana  è  costante,  dove  le  attività  antropiche   sono
  continuamente presenti.
   Allora,   probabilmente,  piuttosto  che  pensare  all'inasprimento
  delle pene, bisognerebbe immaginare a farli questi piani di gestione
  dei boschi. Li aspettavamo da mesi, ma non sono arrivati.
   Così   come   da  mesi,  Assessore  Pagana,  Assessore  Sammartino,
  aspettiamo  i  piani di rimboschimento perché a  fianco  al  rischio
  incendi,  e  mi  avvio  alle  conclusioni,  c'è  anche  il   rischio
  idrogeologico
   E  per  esempio, nella relazione del Presidente Schifani è  mancata
  totalmente l'idea di ripristinare le opere idrauliche che  servivano
  sia   come  presidio  antiincendio  sia  come  presidio  al  rischio
  idrogeologico.
   Faccio  un  esempio,  sempre su tutti:  la  forestale,  negli  anni
  Ottanta,  aveva  costruito nella montagna di  Erice  due  invasi  di
  raccolta  delle acque che servivano sia come luogo da cui  attingere
  l'acqua   per  l'antincendio,  sia  come  presidio  per  il  rischio
  idrogeologico. Di questo non si è parlato, si è solo  detto  che  la
  responsabilità è dei comuni.
   Presidente  Schifani, il tre per cento in un comune come  Trapani,
  che  è  centottanta  chilometri  quadrati,  centottanta  chilometri
  quadrati,  è più grande di Palermo per averlo chiaro, il comune  di
  Marsala che sono duecento chilometri quadrati, ebbene non si  fanno
  due  strade col 3 per cento e, quindi, noi diamo un obbligo del tre
  per  cento  e  nel  contempo diciamo ai comuni che  siccome  già  i
  bilanci  non  li  chiudono,  di  continuarlo  a  non  fare  nemmeno
  quest'anno
   Io  penso  che abbia ragione mio figlio che mi dice "papà,  ma  tu
  dici sempre che sei nel più antico Parlamento d'Europa, nel più bel
  Parlamento  d'Europa,  non  vorrei che diventasse  il  più  inutile
  Parlamento d'Europa".

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  mi
  soffermo  sulla  parte finale del discorso del Presidente  che  con
  tono  quasi  stizzito richiamava gli operatori della  comunicazione
  che  a volte mettono zizzania, non era rivolto a questo Parlamento,
  ha tenuto a precisarlo, io invece ringrazio quegli stessi operatori
  della  comunicazione, quei giornalisti grazie ai quali siamo venuti
  a  conoscenza  delle  azioni poste in essere da  questo  Governo  e
  dell'accordo, ad esempio, Stato - Regione perché io da parlamentare
  regionale  l'ho appreso dalla stampa l'accordo Stato - Regione,  ne
  sono venuto a conoscenza grazie a quegli organi di informazione che
  fanno il loro dovere.
   "Ho  sempre  creduto  nella democrazia parlamentare  ed  anche  se
  eletto  direttamente  dai  cittadini sono un  convinto  sostenitore
  della sovranità ed autorevolezza del Parlamento, un sistema che  va
  cambiato  con  il coinvolgimento pieno e totale del  Parlamento  al
  quale mi porrò con doveroso spirito collaborativo e costruttivo. Ne
  andrà  della  crescita della nostra Terra, del  futuro  dei  nostri
  figli,  della  possibilità di ritorno a casa di quei tanti  giovani
  costretti  ad  emigrare per trovare un lavoro e  se  riusciremo  in
  queste  riforme  non vincerà soltanto questo Governo,  non  vincerà
  soltanto  questo  onorevole Parlamento, ma vinceranno  i  siciliani
  tutti":   Renato  Schifani,  Presidente  della  Regione  siciliana,
  discorso  di  insediamento pronunciato in quest'Aula  l'1  dicembre
  2022.
   A  parer  mio, ciò che allontana la gente dalla politica è proprio
  la  capacità  di dire tutto e il contrario di tutto, come  può  lei
  declamare  una grande forma di rispetto verso questo  Parlamento  e
  poi   disertare  le  sedute  d'Aula,  manifestando  la  più  totale
  indifferenza  rispetto  agli spunti e agli input  che  arrivano  da
  questo Parlamento? Oggi la sua presenza in Aula arriva e non brilla
  certo  per  tempismo, la discussione sull'emergenza  incendi,  vede
  Presidente, di emergenza questa Regione ne vive tante, ce  ne  sono
  state e ce ne sono, ce ne saranno ancora, dall'emergenza trasporti,
  ad  esempio, ho ricevuto un messaggio di una nostra conterranea che
  è  rimasta  bloccata a Caltanissetta perché il servizio sostitutivo
  di  Ferrovie  dello Stato non ha atteso la coincidenza; l'emergenza
  rifiuti, l'emergenza sanitaria, l'emergenza che vivono i comuni, in
  pre-dissesto  per  la  maggior  parte,  l'emergenza  del  personale
  contrattista che chiede l'incremento delle ore.
   Ciò  che  mi  preoccupa  però  di questa  emergenza  è  la  scarsa
  reattività  del Governo regionale nella capacità di dare  risposte,
  l'incapacità  di incidere nelle azioni che rischia di  far  perdere
  credibilità  alla politica tutta, voi avete le chiavi del  Governo,
  voi  avete l'onere di trovare soluzione ai tanti problemi di questa
  terra,  forse  un  confronto in quest'Aula e con questo  Parlamento
  potrebbe aiutare.
   Per  toglierla dall'imbarazzo mi permetto quando questo Parlamento
  le  chiede  perché  questo ritardo, mi permetto di  suggerirle  una
  risposta,  dica che in tutto questo tempo si è occupato di  incendi
  anche  se  di  natura  diversa  da quelli  che  hanno  strettamente
  sconvolto  la nostra isola, incendi diversi ma da lei evidentemente
  ritenuti  altrettanto  pericolosi  e,  se  non  arginati  con   gli
  opportuni  tagliafuoco, fatti di concessioni e  qualche  contentino
  politico, di mettere in crisi anche la sua maggioranza.
   Da questo punto di vista, non mi sento di biasimarla, le occasioni
  incendiare  sono  state tante, lo abbiamo visto  e  constatato  più
  volte.  Lo  abbiamo visto su tanti temi, lo abbiamo  visto  con  le
  province, fuoco di paglia consumatosi in fretta. Al tempo stesso, è
  stata  ossessione  mai spenta per alcuni esponenti  e  tema,  tutto
  sommato,  trascurabile per altri. Lo abbiamo visto nella  logorante
  gestazione dei manager della sanità con elenchi di più idonei, meno
  idonei, parzialmente idonei e ancora attendiamo.
   Vede  Presidente,  il  mio augurio è che  possa  confrontarsi  con
  questo   Parlamento,   perché   da   questo   Parlamento   possono,
  probabilmente, arrivare soluzione a tanti problemi dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada,  ne  ha
  facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Signor  Presidente
  della  Regione, la sua relazione non mi ha soddisfatto e non mi  ha
  soddisfatto  perché ritengo che l'unica cosa e la  prima  cosa  che
  doveva  dire  nella sua relazione introduttiva erano le  scuse  nei
  confronti  dei  tanti  cittadini  per  tutto  quello  che  non   ha
  funzionato, ma doveva chiedere scusa lei, non tanto perché sono  le
  sue  le  responsabilità, non le sto dicendo che  è  andato  lei  ad
  appiccare  gli  incendi, ma lei in quanto Presidente della  Regione
  doveva  chiedere scusa ai tanti siciliani che hanno perso le  case,
  che hanno perso i terreni, che hanno perso le attività produttive e
  questo non è stato fatto.
   Questo  non  significa che non si può fare  alla  fine  di  questa
  seduta  d'Aula  e  ritengo che lei debba chiedere  scusa  ai  tanti
  siciliani  perché sulla capacità di questo Governo di  prevenire  i
  prossimi  incendi  o tutta una serie di perplessità  che  non  sono
  legate alla composizione di questo Governo ma sono legati al  fatto
  che  in Sicilia, da vent'anni, si ripetono sempre gli incendi negli
  stessi  posti e nello stesso periodo  Quindi ho tutta una serie  di
  perplessità  sulla  capacità di prevenire gli  incendi  perché  non
  siamo riusciti a farlo, almeno negli ultimi quindici anni.
   E,  allora, Presidente l'invito che le faccio è quello di  pensare
  non  solo alla prevenzione degli incendi dell'anno prossimo  ma  di
  pensare,  soprattutto, a tutte quelle persone che da  diversi  anni
  aspettano ancora il contributo che era stato promesso loro da parte
  di questa Regione, da parte del Governo nazionale.
   Ci  sono diversi agricoltori, diversi imprenditori che ancora  non
  hanno ricevuto...

   PRESIDENTE. Onorevole si avvii a conclusione.

   SPADA.   Presidente,  eravamo  rimasti  che  al  minuto  dopo   mi
  interrompeva.  Se  mi  vuole interrompere prima  posso  intervenire
  anche  con  l'articolo  83 e continuare per  altri  cinque  minuti.
  Quindi se mi consente di finire l'intervento, le sarei grato.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  lei è già fuori  tempo.  Finora,  fino  a
  questo momento ancora, decido io rispetto a quello che si deve fare
  e  che  non si deve fare. Sono stati concordati dei minuti, in  via
  eccezionale,  è stato detto di poter concludere l'intervento  entro
  il minuto, non credo che sarebbe arrivato

   SPADA. Eravamo a trenta secondi, Presidente.

   PRESIDENTE.   Ora  le  darò  i  trenta  secondi   per   concludere
  l'intervento.

   SPADA.  Visto  che  i  minuti  sono contingentati  e  non  c'è  la
  possibilità   di  completare  l'intervento  e  di  manifestare   le
  richieste  al Presidente della Regione, mi riservo, se  lei  me  ne
  darà la possibilità, di intervenire dopo con l'articolo 83.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione.  C'è un momento per le parole e un  momento  per  i
  fatti  e  le sue parole, Presidente, sono andate in fiamme  insieme
  alle case e alle vite dei siciliani
   Oggi quest'Aula, a fine ottobre, non ha senso, Presidente. Il  mio
  intervento  sarà brevissimo proprio per questo. Non ha alcun  senso
  provare a discolparsi oggi, a distanza di mesi
   Non  ha  alcun senso rappresentare cosa è stato fatto e cosa  farà
  dopo tutto quello che è successo  La Sicilia brucia perché qualcuno
  lo  permette.  E'  un mix tra attività criminali  e  incapacità  di
  prevenzione che questa Regione non riesce a fare ormai dopo  troppi
  anni.
   Vi   dovreste   chiedere,  ci  dovremmo  chiedere,  dove   abbiamo
  sbagliato, cosa avete sbagliato.
   Vede,  onorevole  Presidente della Regione, lei  il  23  settembre
  faceva  un post dove, praticamente, scaricava la responsabilità  ai
  sindaci e ai criminali. Ecco questo era veramente imbarazzante.
   Il  24  settembre, il giorno dopo Presidente, io mi  recavo  nelle
  campagne dove la giovane Maria David è stata, purtroppo ha  subìto,
  come dire, l'incendio nel suo terreno e moriva bruciata per provare
  a  liberare il suo cavallo. Io mi ero recato lì per provare a  dare
  un  mimo  di  speranza  a quella famiglia  e  a  quel  cavallo  che
  purtroppo  col  veterinario quella mattina quando ci  siamo  recati
  l'abbiamo  trovato  morto,  esanime,  per  terra,  e  non  è  stato
  straziante  solo vedere quel cavallo per terra, è stato  straziante
  vedere qualche minuto dopo il fratello di quella giovane donna  che
  arrivava e diceva che purtroppo anche lei non ce l'aveva fatta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione
  Schifani,    Governo,   colleghi,   cittadini.   Sarò   velocissimo
  Presidente,  due  parole: desertificazione e  business,  presidente
  Schifani.
   Desertificazione  ed  è  una parola che ha utilizzato  un  vescovo
  siciliano e non se la prenda con i vescovi dell'isola se continuano
  a  dare  speranza  ai siciliani che vanno via da questa  Terra  che
  purtroppo,  che  purtroppo, diventa sempre  più  arida,  presidente
  Schifani. Desertificazione per il fatto che non ha portato ad  oggi
  nessuna  riforma qui in Aula, soprattutto per quanto  riguarda  gli
  incendi.
   Desertificazione  per la sua presenza che io auspico  aumenti  nel
  corso  delle  prossime sedute. E business, Presidente Schifani.  Il
  business della prevenzione degli incendi.
   Non  è  possibile acquistare dei droni e pagare centinaia migliaia
  di euro per poi non utilizzarli
   E'  il  business degli incendi, Presidente Schifani, lo  ha  detto
  pure lei
   Allora, lei deve venire qui in Aula a portare riforme e norme come
  quelle  sui  forestali. Deve venire qui in Aula e non le  chiederò,
  come  ha  chiesto l'onorevole La Vardera, le dimissioni, perché  in
  questa fase, Presidente Schifani, la stessa compagine che governa a
  sei  anni,  colleghi ve lo dico chiaramente, sceglierà il  prossimo
  Presidente della Regione probabilmente a sorteggio e noi questo non
  ce lo possiamo permettere.
   Non  ci  possiamo  permettere  che il  prossimo  Presidente  della
  Regione sia scelto sia scelto tramite un sorteggio
   Allora  Presidente Schifani, io auspico che lei venga qui in  Aula
  per far sì che questa Terra, in questo momento arida, possa portare
  dei germogli: qui in Aula probabilmente quella Terra può cambiare e
  non possiamo perdere ulteriore tempo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Catania.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANIA  Nicolò.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  signor
  Presidente della Regione, onorevoli Assessori, Presidente,  guardi,
  io  mi approccio a quest'Aula, lo ripeto ancora, da neofita e manca
  il tempo. Presidente le anticipo che sarò molto più breve di quanto
  avevo  previsto,  per  non  far torto  all'onorevole  Dipasquale  e
  lasciare  quella  differenza fra maggioranza e opposizione.  Trenta
  minuti vanno bene? Perfetto
   Diciamo,  mi  approccio a quest'Aula da neofita e non  posso  fare
  almeno  di  portare  dietro come i ricordi di una  persona  che  ha
  amministrato   la  propria  comunità,  il  territorio   per   oltre
  vent'anni,  vivendo  quindi le scelte che da quest'Aula  arrivavano
  direttamente sugli amministratori e sul territorio, scelte che  nel
  tempo si sono rivelate essere fase, se parliamo oggi di problemi di
  questo  genere dopo una ventina d'anni qualcosa non ha  funzionato,
  ma  non  ha  funzionato  non  soltanto per  i  motivi  che  abbiamo
  ascoltato  per  le cose che sono state dette, ma probabilmente  per
  qualcosa che va anche al di là.
   Presidente  io  ho ascoltato la sua relazione, mi  ha  soddisfatto
  perché  completa  di  dati,  completa  gli  interventi  effettuati,
  completa  di  attività  poste in essere, ho  seguito  personalmente
  dando  anche un minimo di collaborazione all'assessore  laddove  il
  mio  territorio  aveva delle difficoltà, ho fatto  l'amministratore
  locale piuttosto che il parlamentare perché quello sentivo di  fare
  in quel momento.
   Una  relazione che, fra l'altro, fa anche la fotografia attuale  e
  dà   anche,  in  termini  programmatici  e  di  prospettiva,  delle
  soluzioni  per operare, rivedere e mettere in capo un  sistema  che
  sia un sistema efficiente e al passo e, in ogni caso, che contrasti
  un po' tutte le cose che qui abbiamo sentito dire.
   Ora,  a  parte qualche caso, a parte qualche intervento di qualche
  collega  dell'opposizione, mi è sembrato, ma la mia è soltanto  una
  sensazione,  che  qui si sono sciorinate soltanto,  esclusivamente,
  argomenti  di  altre  relazioni - sui danni, sul  perché,  da  dove
  partono gli incendi. Sappiamo tutto. Altre relazioni o altre,  come
  dire,  puntualizzazione  su cosa che abbiamo  saputo  e  che  tutti
  quanti sappiamo.
   Ma,  manca  la proposta. Manca una proposta, al di là  di  qualche
  proposta  che è venuta fuori molto interessante, perché io  ritengo
  che, di fronte a una dinamica di questa portata o a un problema  di
  questa  portata  che riguarda tutti i siciliani nessuno  escluso  -
  Governo,  parlamentare, sindaci e quant'altro - bisogna trovare  il
  coraggio,  la forza e l'unità di intenti per creare un supporto,  o
  creare un elemento giuridico se volete una norma quello che volete,
  per  supportare ed eliminare il problema. La semplice  critica  non
  basta, è sterile.
   Ora,  a prescindere qualche soluzione di Micciché o qualche  altra
  questione  sulla cabina di regia, che è stata auspicata e  che  lei
  prontamente  ha  attivato  -  io non vedo  che  ci  sia,  qui,  una
  intenzione  a  risolvere  veramente tutti  quanti  il  problema.  E
  quest'Aula  è,  come  dire, è preposta a  far  questo.  Non  è  una
  semplice cosa demandata al Governo. E' un problema così grande  che
  va affrontato, unanimemente, per darvi una soluzione definitiva
     Cosa penso io? Io penso che noi tutti abbiamo consapevolezza  di
  quelli  che sono i problemi, di quello che è stato. Sappiamo  tutti
  quanti,  l'abbiamo  confermato, che si tratta  di  atti  criminali,
  sicuramente,  di  fatti senza precedenti - a  mia  memoria,  faccio
  l'amministratore da tempo, mai successi - e, in ogni  caso,  stiamo
  parlando  di fatti che hanno provocato morti che meritano rispetto.
  E  il  rispetto a questi morti lo possiamo portare soltanto con  un
  impegno  comune,  congiuntamente al Governo per  trovare  soluzioni
  definitive. Non lanciando solo ed esclusivamente critiche,  che  ci
  stanno   ognuno   fa   la  propria  parte,  ma  dobbiamo   lavorare
  incessantemente perché il problema non si ripeta, in  tutt'uno  col
  Governo che, sono convinto dalle parole della relazione Presidente,
  che  ha  creato  e  dà  oggi condizioni di  collaborazione  con  il
  Parlamento.  Allora questo aspetto lo vogliamo, dobbiamo  coglierlo
  in maniera positiva per lavorare tutti quanti insieme.
   Io  dico anche che, obiettivamente, bisogna affrontare il problema
  perché  siamo  di  fronte  ad una questione  vecchia,  ma  con  una
  modalità   e   considerazioni  nuove.  Il  cambiamento   climatico,
  l'ambiente pedoclimatico oggi, nella nostra regione, è un  ambiente
  pedoclimatico   completamente  diverso.   Allora,   avendo   queste
  consapevolezze,  avendo  già  individuato  quali   possono   essere
  percorsi  o  comunque  punti di debolezza, io ritengo  che  abbiamo
  tutti quanti il dovere - e su questo noi contiamo tutti ampiamente,
  Presidente, sulla sua capacità di azione così come ha dimostrato in
  questo  tempo - che sulla problematica possiamo trovarci  bene  nel
  creare una soluzione che possa essere la migliore possibile.
   Finisco   semplicemente   con  una  piccola   osservazione.   Veda
  Presidente, toccare il Fondo delle autonomie riservando il tre  per
  cento  di  quel  fondo  - che già è misero ed è  tagliato  quaranta
  volte,   per   circa,  faccio  proprio  così  a   memoria   d'uomo,
  settantacinque per cento rispetto a quello che era il fondo per  le
  autonomie  -  creare  una riserva su quel fondo,  costringerebbe  i
  Comuni  a  non  poter assolutamente agire. Allora,  cosa  dico  io?
  Creiamo  un'opportunità diversa, perché sulle  questioni  che  sono
  state  sollevate, lo voglio dire e lo dico ad ampia voce - e chiudo
  Presidente  - su questa continuità io dico vivaddio che c'è  questa
  continuità    Vivaddio,   perché  qualcuno   dimentica   una   cosa
  importantissima. Che la catastrofe politica, giuridica,  in  questa
  nostra  regione, arriva con la presidenza Crocetta  Lo sai  qual  è
  problema?  Sapete qual è il problema? Lo sapete? Scusa, non  voglio
  fare polemica...

   DIPASQUALE.  Ma  smettila  Avete governato cinque anni   Vergogna
  Vergogna. Cinque anni di governo. Siete la continuità dello schifo
  E parlate ancora del Governo Crocetta

   CATANIA  Nicolò.  La  spesa corrente, la  spesa  corrente  per  le
  assunzioni  nella  Regione siciliana e  negli  enti  locali,  si  è
  bloccata  con  quell'accordo scellerato fatto da  quel  Governo.  E
  aggiungo e vado all'intervento dell'onorevole Abbate - e chiudo - è
  vero:  dobbiamo fare tutti quanti la nostra parte, ma dimentichiamo
  che  gran  parte  degli incendi partono proprio dai cigli  stradali
  delle  strade  provinciali che, oggi, non hanno una  governance;  è
  stata  cancellata  in televisione e oggi bisogna andare  avanti  in
  questo senso.

   DIPASQUALE. Voi la potevate rifare, Musumeci lo poteva fare e  non
  l'ha fatto

   CATANIA Nicolò. Io non l'ho interrotta, onorevole Dipasquale, e mi
  sono  subìto  delle  cose  che, onestamente  ...  non  voglio  fare
  polemiche, Presidente.
   Chiudo semplicemente rivolgendo l'apprezzamento alla relazione del
  Presidente  e sono convinto che l'azione di governo, se  supportata
  seriamente  dalle  forze  parlamentari e politiche,  a  prescindere
  all'appartenenza, possa essere ovviamente di definitiva soluzione a
  un  problema, ripeto, vecchio, ma che di essere affrontato  con  la
  visuale nuova.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, anticipo che Sud  chiama  Nord  ha
  ceduto  i  propri minuti, quindi se dovessi sforare, se  magari  mi
  permette di completare l'intervento.

   PRESIDENTE. Si, se lo dichiarasse il Capogruppo.

   VASTA. Presidente, un paio di minuti all'onorevole Ardizzone...

   PRESIDENTE.  Va  bene, due minuti da parte  di  Sud  chiama  Nord,
  quindi  diventa  quattro  minuti e quarantacinque  secondi.  Prego,
  onorevole Ardizzone.

   ARDIZZONE. Grazie Presidente. Presidente Schifani. non mi guarda e
  mi  dispiace; è passato tanto tempo, ricordo era il 26 luglio,  per
  pochi   minuti.  E  permetterà  anche  l'emozione  per  me,   oggi,
  nell'intervenire dinanzi a lei, considerato che non è  un'abitudine
  vederla da queste parti.
   Lei  ci ha riferito che in questo periodo ha portato avanti  molto
  lavoro,  in  questo  periodo  di  sua  costante  assenza   da   una
  banalissima  Aula di rappresentanza democratica.  E  io  le  credo,
  Presidente. Il problema credo sia un altro. Il problema è  che,  al
  di  fuori  di  quest'Aula, questo lavoro,  i  risultati  di  questo
  lavoro,  purtroppo,  non  si  vedono. Quindi,  a  un  certo  punto,
  Presidente,  non ci biasimerà se abbiamo richiesto a gran  voce  la
  sua  presenza, qui in quest'Aula, anche solo per sapere  della  sua
  esistenza, o se quella figura nelle convention di partito  e  nelle
  grandi inaugurazioni fosse solamente un ologramma. Però vederla qui
  ci conforta, devo dire.
   Io   Presidente,  in  realtà,  non  ho  molto  da  dirle   perché,
  riflettendoci, ritengo sia alquanto imbarazzante pensare di  venire
  qui a riassumere tutte le questioni che abbiamo posto nell'arco  di
  questi  mesi,  tra  l'altro  per appuntamento  e,  per  giunta,  in
  pochissimi minuti. Io prenderei in giro lei, prenderei in  giro  me
  stessa  e  prenderei in giro tutti i Siciliani che ritengo  abbiano
  già  le  scatole  alquanto  piene di una politica  che,  in  questo
  momento,  dimostra di gestire la sanità solamente  per  parlare  di
  nomine,   di   produrre  solamente  quando  si  devono  distribuire
  marchette  oppure per reintrodurre poltrone e che  palesemente  sta
  raffazzonando emergenza dopo emergenza, perché ignara di un termine
  importantissimo, come quello della prevenzione.
   E,  Presidente, prevenzione non vuol dire spendere nuovamente  nel
  2023,  dopo  il  2021 e il 2022, 90 mila euro in droni  antincendio
  che,  evidentemente, sono serviti solamente per ammirare  dall'alto
  il panorama di una Sicilia che andava totalmente a fuoco.
   Quindi, Presidente, io non ho molto da dirle, però pensandola,  in
  questi  giorni, mi è venuto in mente un aneddoto storico. Ai  tempi
  dell'assolutismo, Luigi XVI era solito incontrare prima la  nobiltà
  e  il clero e poi ignorava il terzo stato. Un po' come ha fatto lei
  in  questi mesi con noi, anche se oggi ci ha fatto questa  cortesia
  nell'incontrarla. Però, Presidente, io non vorrei  ricordarle  come
  poi è andata a finire questa storia. Noi non vorremmo che nella via
  dell'assolutismo  lei  perda la testa e per questo  motivo  noi  le
  chiediamo presenza tangibile, perché noi non vogliamo più ologrammi
  della  politica, i Siciliani non vogliono ologrammi della politica;
  i  Siciliani  chiedono un Presidente che ci  metta  la  faccia  nei
  momenti  di emergenza e di crisi perché se le menzogne in  politica
  sono colpevoli, il silenzio spesso lo è molto di più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Auteri.  Ne  ha
  facoltà.

   AUTERI.  Signor  Presidente,  ho  ascoltato  gli  interventi   dei
  colleghi  in  Aula  e  mi  sento  innanzitutto  di  ringraziare  il
  Presidente per aver relazionato in maniera attenta, analitica e per
  quello  che  già avevamo detto in un altro momento di dibattito  in
  quest'Aula, un lavoro eccellente.
   La  cosa  che  mi  rattrista  tanto, l'ho  detto  anche  in  altre
  occasioni, è che nessuno ha ricordato i morti.
   Il  lavoro immenso fatto in quelle giornate, - però ogni volta, se
  interrompete,  è  impossibile fare un  dibattito  in  Aula   Dovete
  avere,  siete  democratici  e  poi  quando  uno  parla  non   siete
  democratici?

   PRESIDENTE. Completi il suo intervento.

                           (brusìo in Aula)

   AUTERI. ... democratici sempre  Non solo quando vi conviene, però
   Volevo  ringraziare  il Governo per il lavoro eccellente,  dicevo,
  perché qualcuno ha dimenticato che in una notte c'erano 400 incendi
  in   contemporanea  e  che  era  difficilissimo  gestire  un'azione
  criminosa fatta in maniera scientifica per mettere in difficoltà il
  Corpo forestale.
   Un  lavoro  immenso  fatto da parte di dirigenti,  nottate  intere
  passate  dal Presidente della Regione, dall'Assessore, da  tutti  i
  dirigenti a monitorare il nostro territorio.
   Grazie,  Presidente, per il suo lavoro e per  aver  dichiarato  in
  Aula,  nella sua relazione, un'azione chiara anche degli interventi
  che bisogna mettere in campo per la risoluzione del problema.
   Presidente,  come al solito governare - lei lo  sa  meglio  di  me
  perché  ha  un'esperienza  longeva - è difficile   Fare  appelli  è
  facile   Toccare  poi  con  mano  le  difficoltà  che  ci  sono  di
  tantissime cose che non funzionano, che abbiamo anche ereditato,  è
  però difficile
   Voglio  porgere  un  ringraziamento ai forestali,  ai  Vigili  del
  fuoco,  ai  Carabinieri, alla Protezione civile,  ai  volontari,  a
  tutte  quelle persone che in quelle giornate particolari  erano  in
  campo  e  non erano al mare, come qualcuno, ad osservare i disastri
  della Sicilia.
   Parlare è facile ma poi dare il contributo e metterci la faccia  è
  difficile
   Presidente,  grazie,  e grazie, Assessore Pagana,  per  il  lavoro
  immenso  che state facendo da un anno a questa parte e sono  sicuro
  che  le  azioni, le azioni che state mettendo in campo, assieme  al
  Corpo  forestale,  e il lavoro che metteremo nei prossimi  mesi  in
  campo  tra  il  comparto  antincendio e manutenzione,  lo  sviluppo
  rurale  con l'Assessore Sammartino e questa grande sinergia  di  un
  Governo  unito,  di  un Governo che ha le idee chiare,  possa  dare
  risultati immediati alla nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, Presidente della Regione,  colleghi,
  aspettavo questo incontro come un incontro importante, perché in un
  confronto  costruttivo  nell'Aula del  Parlamento  possono  nascere
  proposte che servano, sicuramente, almeno a mitigare quello  che  è
  oggi  una  piaga del nostro tempo perché la mutazione climatica  ha
  sicuramente creato problemi.
   Sono  un  sindaco  e come tale mi sono trovato per  due  notti  di
  seguito a dovere affrontare degli incendi molto, molto pericolosi.
   Sul  territorio  posso dire di avere osservato alcune  situazioni.
  Intanto,  ha  funzionato  il coordinamento fatto  dalla  Protezione
  civile dalla Prefettura che, per lo meno, ha dato la possibilità  a
  noi sindaci di avere un supporto almeno morale.
   Quello  che ho notato, signor Presidente, è che noi abbiamo  avuto
  un  aiuto  incondizionato da parte dei volontari  della  Protezione
  civile e questi volontari, a mio avviso, faccio un appello a  tutto
  al   Parlamento,   noi  nella  finanziaria  dobbiamo   cercare   di
  incentivare le somme prima di tutto per i volontari. Seconda  cosa:
  noi  abbiamo avuto un intervento anche significativo da  parte  dei
  forestali;  purtroppo i Vigili del fuoco intervengono solo a difesa
  delle case, ma in una situazione dove le folate di vento arrivavano
  a cento chilometri orari, per cui anche noi in prima linea ci siamo
  trovati  a  collaborare sindaci con i sindaci - io ho  avuto  delle
  autobotti  da parte di sindaci vicini - e allora io dico che  oltre
  che  tutte  le  proposte che sono state fatte  bisogna  sicuramente
  avere  una  regia  unica  che possa dare questo  coordinamento  per
  quanto riguarda gli interventi.
   La  prevenzione  Non è che possiamo caricare ogni volta  tutte  le
  colpe  a  Schifani o a questo Governo. Queste sono  situazioni  che
  purtroppo  avvengono e si tramandano e allora dobbiamo  cercare  di
  fare  quella che è la vera prevenzione partendo da questo, da oggi,
  e  la  prevenzione  si  può fare attraverso  uno  studio  accurato,
  attraverso quelle che sono le forme anche tecnologiche nuove che ci
  possono  essere, che ci possono aiutare. Oggi ci sono  sistemi  che
  possono  sicuramente  avere anche lo sguardo  di  tutta  la  nostra
  Sicilia.  Allora indirizziamo su questo, cerchiamo  di  dare  aiuto
  anche  per  quanto  riguarda i comuni attraverso le  autobotti  che
  servono  in  alcuni casi, anzi sono state quelle che hanno  salvato
  molte volte questo.
   Ora  dico  un  dibattito,  noi chiediamo sempre  la  presenza  del
  presidente Schifani in Aula, ma la presenza del presidente Schifani
  non deve servire a scaricare tutto addosso, contro il Presidente  o
  contro  il Governo, ma noi dobbiamo cercare in queste occasioni  di
  mostrare  la nostra maturità di Parlamento perché qui c'i  sono  in
  gioco non solo quelle che sono le distruzioni del nostro territorio
  ma ci sono anche in gioco delle vite umane.
   È certo che non possiamo dare la colpa, l'ha detto qualcuno e l'ha
  detto  bene, ma noi dobbiamo avere la coscienza di dovere  lavorare
  tutti  insieme  per  fare prevenzione ed essere  coscienti  che  il
  nostro territorio è il territorio di tutti.
   Vedete,  gli incendi non finiscono così facilmente e noi  dobbiamo
  cercare  di  mitigare perché il cambio di clima porterà sempre  più
  purtroppo  e la Sicilia è stata anche vittima di questo cambiamento
  con  quelle  folate  di vento a cento chilometri  orari  che  hanno
  creato sicuramente disagio.
   Presidente,  io credo che lei la sua parte la fa e  la  farà  bene
  perché noi abbiamo bisogno sicuramente di avere una guida in questo
  e  questa è una delle catastrofi che purtroppo ci perseguitano. Per
  questo  noi  affidiamo  a lei il compito di riuscire  a  creare  le
  condizioni   che   non  ci  sono  state  nel  passato,   attraverso
  sicuramente l'acquisto di tecnologie moderne, attraverso quelli che
  sono  anche  i  mezzi nuovi che possono dare prevenzione  ma  anche
  attraverso  quei  mezzi  che quando succedono  praticamente  queste
  catastrofi  possano immediatamente cercare di  dare  un  aiuto  per
  spegnere  gli incendi. Intanto, grazie per tutto quello  che  si  è
  fatto.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole. E' iscritto a parlare  l'onorevole
  Vasta e infine gli onorevoli Assenza e Pellegrino.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Vasta.

   VASTA.  Grazie.  Signor Presidente, colleghi, Governo,  Presidente
  Schifani,  io oggi non mi potevo perdere l'occasione di  venire  in
  Aula  e  parlare visto che dopo il suo discorso di insediamento  ci
  aspettavamo  tutti quanti la sua presenza in Aula  sicuramente  più
  spesso.
   Probabilmente,  se  questo  dibattito fosse  stato  fatto  qualche
  settimana dopo gli eventi catastrofici che ci hanno interessato nel
  mese di luglio, avrebbe trovato un'Aula un po' meno arrabbiata,  se
  così  posso  dire tra virgolette, e critica. Perché poi  alla  fine
  quello  che  si  chiede è l'ascolto da parte del  Governo  che  lei
  rappresenta, anche come massima espressione di Protezione civile di
  questa Regione. Io che sono anche sindaco nella mia città, Riposto,
  ho  vissuto quel giorno, il 25 luglio se non erro, il 24  o  il  25
  luglio,  una giornata insieme a tutti i sindaci limitrofi alla  mia
  città  che non dimenticheremo mai. Non avevamo e non abbiamo  avuto
  supporto nemmeno dai numeri telefonici della Soris, perché anche il
  centralino  è  andato in tilt, quindi il sistema  non  ha  retto  e
  questo è sotto gli occhi di tutti.
   Che  questo  tipo di eventi si ripeteranno con costanza  ormai  lo
  sappiamo, come diceva il collega del PD, ma adesso rischiamo  anche
  di  avere l'emergenza cicloni, perché questo è il secondo anno  che
  avviene  un  fatto  del  genere e che siamo sfiorati  e  fortunati.
  Quindi  quello che chiediamo, che chiedo anche come sindaco,  è  di
  essere  messi nelle condizioni di poter affrontare questo  tipo  di
  emergenze.  Io ho notato in qualche riunione successiva rispetto  a
  quegli  eventi  del  25  luglio fatta dalla Protezione  civile  che
  abbiamo diversi mezzi fermi perché non hanno le associazioni a  cui
  darli. Bene, credo che bisogna partire proprio dalle cose semplici,
  cioè mettere a disposizione anche dei comuni, anche dei comuni  che
  sono  in  difficoltà nel poter gestire queste attrezzature,  perché
  come lei sa, sono praticamente decimati dal personale, non c'è  più
  forza  lavoro  da  poter mettere a disposizione anche  per  gestire
  associazioni  di volontariato. Quindi, quello che le chiedo  è  che
  quello  che  oggi ci è venuto a dire in Aula e gli impegni  che  si
  prende  per  sistemare queste cose vengano messi  in  atto  al  più
  presto   perché  quest'inverno  e  l'anno  prossimo  probabilmente,
  sicuramente  a causa dei cambiamenti climatici e anche  di  qualche
  persona  irresponsabile, ci ritroveremo di nuovo ad  affrontare  le
  stesse emergenze. Grazie.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Grazie, signor Presidente, evidentemente la posizione del
  Gruppo  è  stata già ampiamente enunciata dai colleghi  Savarino  e
  Catania Nicolò e quindi sarebbe pleonastico il mio intervento.
   Io  voglio  solo ringraziarla, Presidente Schifani, perché  lei  è
  venuto  oggi  in  Aula  facendo  la sua  relazione,  una  relazione
  puntuale, e anche pur non tenuto  perché ci tengo a dirlo,  venendo
  incontro  a  una richiesta che io ritengo pretestuosa.  Perché   il
  Governo  deve rispondere e l'Assessore al ramo, l'assessore Pagana,
  era   disponibile   a   rispondere  da  mesi,  però   l'opposizione
  ostinatamente,  in ogni Conferenza dei Capigruppo è  bene  dircelo,
  chiedeva  per  forza  la sua presenza fisica e  quindi  lei  li  ha
  accontentati e io la ringrazio per questo.

   CATANZARO. Addirittura

   ASSENZA.  Detto  questo, che dire? Gli incendi purtroppo  sono  in
  gran  parte  dolosi, in gran parte anche dovuti,  e  su  questo  mi
  consta  personalmente perché nel ragusano, soprattutto  nelle  zone
  costiere,   si   è  visto  attraverso  il  surriscaldamento   delle
  condutture elettriche che sono scaturiti anche incendi dall'Enel, e
  su  questo magari gli enti preposti potrebbero intervenire,  perché
  in  molti casi si tratta di linee assolutamente obsolete e poi però
  è  chiaro  che  se  noi indirizziamo ai comuni  questo  incipit  di
  prevenire  sulla  campagna  antincendi dobbiamo  anche  farlo  noi.
  Dobbiamo porcelo, dobbiamo sforzarci di trovare i fondi. So che non
  è  facile  ma  i  viali antifuoco, le barriere e quant'altro  vanno
  anticipati ai mesi di aprile, se è possibile anche a marzo,  perché
  quando  li  facciamo a giugno o a fine maggio può  diventare  anche
  troppo  tardi.  Anche  se,  non me ne vogliano  i  colleghi,  ormai
  purtroppo  gli incendi dolosi non vengono appiccati  dal  basso  ma
  vengono  appiccati con esche lanciate sulle chiome degli alberi.  E
  con  la  trasmissione per via aerea da chioma a chioma poco importa
  quello  che c'è nelle condizioni del terreno sottostante e, quindi,
  anche  il  terreno  più pulito, però se la trasmissione  del  fuoco
  avviene da cima a cima c'è poco da fare, si deve solo intervenire e
  quindi  è  veramente  importante, e lei  l'ha  sottolineato  a  più
  riprese,  l'opera  di prevenzione con le forze dell'ordine,  perché
  sta  diventando  un  problema  di criminalità  e  molto  spesso  di
  criminalità organizzata e non spetta certo alla Regione fare questo
  compito  di prevenzione sulla sicurezza ma la Regione può  e,  come
  sta  già  facendo  con  la sua autorevole presenza  e  il  continuo
  incipit  presso le altre Istituzioni, di organizzare  un  controllo
  del territorio sempre più capillare.
   E,  poi, non me ne vogliano - a me non piace fare polemica -, però
  voi che state addossando la responsabilità di questa inattività sia
  a  questo  Governo,  sia  anche  al  Governo  precedente,  dovreste
  vergognarvi.  E'  stato  il Governo rosso,  giallo-rosso,  come  lo
  volete  chiamare  voi, ad impugnare la norma che  aveva  indetto  i
  concorsi, il primo concorso che la Regione siciliana aveva  indetto
  era proprio per incrementare il numero dei forestali e degli agenti
  forestali  e  il vostro Governo rosso-giallo, PD-5  Stelle,  lo  ha
  impugnato. Di che cosa state parlando?

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino.  Ne  ha
  facoltà.

  (intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale inizialmente
                             non udibile)

   DIPASQUALE.  Se  questa  è la risposta ai  nostri  interventi,  al
  nostro  comportamento,  del Presidente del Gruppo  parlamentare  di
  Fratelli d'Italia... volete provocare. Io vado cercando questo.

   PELLEGRINO.   Onorevole  Presidente  della   Regione,   Presidente
  dell'Assemblea, onorevoli colleghi, un dato di fatto è  emerso.  E'
  emerso  e  non è discutibile e cioè che, intanto, vi è un oggettivo
  fenomeno  che  è determinato sia dalle condizioni climatiche,  come
  diceva  giustamente  l'onorevole Dipasquale, il  quale  giustamente
  diceva  che  ci  sono le condizioni climatiche ma lo  diceva  anche
  l'onorevole   Burtone;  su  queste  condizioni   meteo   climatiche
  conveniamo  tutti  e  c'è  anche la mano  criminale  dell'uomo  che
  concorre  all'aumento e al proliferare degli incendi. Noi  abbiamo,
  diceva  il  collega Burtone, un clima tropicale  e  ormai  dobbiamo
  combattere  con questo clima tropicale che è un clima assolutamente
  diverso rispetto a quello che c'era qualche decennio fa.

   DIPASQUALE. Apprendi, Giorgio

   PELLEGRINO.  Gli  onorevoli Tiziano Spada e Stefania  Campo  hanno
  rappresentato  una  situazione  che  certamente  noi  non  possiamo
  condividere: che la colpa degli incendi sia del Governo. Quando  la
  collega    Martina    Ardizzone   ha    raccontato    dell'aneddoto
  dell'assolutismo,  mi  è  venuto  in  mente  un  altro  aneddoto  a
  proposito.  E,  cioè, 1861, amante della storia  tu,  amante  della
  storia io. Nel 1861, il Pasquino, dove c'era un vignettista che  si
  chiamava  Teja, il quale rappresentò in questo Pasquino  una  scena
  particolare:  i mazziniani che si trovavano sotto una  tettoia  per
  ripararsi  dalla pioggia. Perché? Perché i mazziniani  che  stavano
  combattendo gli irredentisti contro i borbonici avevano organizzato
  una  manifestazione. In quell'occasione, in quella mattinata  prima
  della  manifestazione, cominciò a piovere e, allora, cosa c'era  in
  questo giornale? Piove, Governo ladro. Da lì questo è diventato  il
  manifesto  del  populismo, quando si vuole fare populismo  si  dice
   piove, Governo ladro .

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PELLEGRINO.   Tu   sei   il  mio  mentore,  onorevole   Cracolici.
  L'onorevole  Cracolici è il mio mentore. E allora  che  cosa  posso
  dire?  Posso  dire  che  quando ci sono  ragioni  e  situazioni  di
  difficoltà   tutti  insieme,  opposizione  e  maggioranza,   devono
  rimboccarsi  le maniche, tutti insieme devono avere un  alto  senso
  delle Istituzioni, tutti insieme devono lavorare con grande spirito
  comune per le nostre comunità e soprattutto risolvere i problemi.
   I  fatti  sono  assolutamente imprevedibili quindi  ed  imprevisti
  perché  l'ecosistema, diceva giustamente il nostro collega Calistro
  è cambiato. Abbiamo le bombe d'acqua...

   GILISTRO. Gilistro

   PELLEGRINO.  Scusami,  scusami,  Carlo,  ecco,  scusami,  Gilistro
  Carlo, Carlo Gilistro.
   Le  bombe d'acqua. Le bombe d'acqua laddove si registravano  mille
  millimetri di acqua, cioè un metro d'acqua in un anno, adesso in un
  giorno   ci   sono  500  millimetri  di  acqua.  E  le  temperature
  elevatissime,  secondo  i  tecnici, non lo  dico  io,  secondo  gli
  scienziati,  sono  assolutamente  importanti  tant'è   che   questi
  fenomeni  non  accadono solo in Italia, e qua  c'è  anche  la  mano
  criminale,  ma accadono nel Regno Unito, sono accaduti  in  Svezia,
  sono  accaduti  in  Spagna,  sono accaduti  in  Grecia  in  maniera
  copiosa.
   E  allora  che  cosa  ha  fatto il Governo  Schifani?  Il  Governo
  Schifani va premiato rispetto, e poi andremo un attimo a ciò che ha
  detto  il  collega, non per difendere il collega, no  Gilistro,  il
  collega  Catania,  il  Presidente nel suo  programma  e  nella  sua
  attività  operativa ha provveduto, già ha iniziato con  la  pulizia
  straordinaria    degli   alvei   fluviali,   il    sistema    delle
  videosorveglianze,  come  già rappresentato,  il  monitoraggio,  il
  passaggio  dall'analogico al digitale, il PON  legalità  in  deroga
  attraverso i buoni uffici, devo dire, attraverso i buoni uffici che
  forse   altri  Governi  non  avrebbero  conseguito,  i  220   mezzi
  acquistati,  la sala operativa unica e queste non sono  iniziative,
  non sono programmi, non sono progetti, questi sono risultati.
   Voi vi aspettavate in questo momento dei propositi, vi aspettavate
  dei  programmi,  invece vi sono stati illustrati e rappresentati  i
  risultati  ottenuti  dal Governo Schifani, tant'è  che  onestamente
  devo  dire  che mi aspettavo una sorta di barricate,  mi  aspettavo
  delle  aggressioni, non avete potuto fare altro, l'opposizione  non
  ha potuto fare altro che accettare e prendere atto...

   CATANZARO. Ma lo capite che cosa dite? E' imbarazzante.

   PELLEGRINO   accettare  e  prendere atto  di  quelli  che  sono  i
  risultati,  di quelli che sono i risultati del Governo Schifani  il
  quale durante l'attività e durante il lavoro svolto ha coordinato e
  concertato  tutto  con l'Aeronautica militare per  la  ricerca  del
  soccorso,  con  i  Carabinieri  per  i  servizi  formativi  per  la
  prevenzione,  con  i  Vigili del fuoco,  con  i  forestali,  con  i
  volontari  e  prova ne sia l'incontro bilaterale a Palermo  con  il
  vicepresidente  del nostro Consiglio, Tajani, all'esito  del  quale
  sono  stati conseguiti importanti risultati, indispensabili per  la
  tutela  del  nostro  patrimonio  idrogeologico,  la  proroga  delle
  scadenze fiscali per i cittadini danneggiati dagli incendi,  quando
  si   parlava   di  tutto  ciò  e  le  norme  penali  straordinarie,
  eccezionali ed emergenza per tutto il resto.
   È  stata aumentata la dotazione del fondo del Ministero attraverso
  anche  i  buoni uffici e attraverso l'opera del Ministro Santanché,
  da  dieci  a  quindici  milioni di euro  da  destinare  al  settore
  turistico che è un settore assolutamente importante e assolutamente
  primario per la nostra economia. Nel corso di questi mesi  si  sono
  avuti  i  confronti  con le associazioni di categoria  del  turismo
  perché, ripeto, il turismo è un settore assolutamente importante.
   Dice  il  mio  amico, l'onorevole Cracolici, ma anche  l'onorevole
  Cambiano,  ma dov'era il Presidente Schifani, dov'era il presidente
  Schifani ?  Il Presidente Schifani era al lavoro durante  la  notte
  con  i Vigili del fuoco, era a Palermo, si trovava quando c'è stato
  l'allagamento,  appena  insediato,  si  trovava  tra  le  acque   a
  Misiliscemi,  a  Trapani, il primo giorno e il secondo  giorno  del
  proprio insediamento. Ma dov'era? Dove doveva essere. Combatteva  e
  cercava  di  trovare tutti gli spunti per quello che è  stato  oggi
  dichiarato lo stato di emergenza e lo stato di crisi, sintomatica è
  stata la presenza sui luoghi dei disastri.
   E  l'onorevole Pippo Lombardo dice che ci deve raccontare, ma  non
  ci  può  raccontare  quello  che  si  dovrà  fare,  però,  è  stato
  raccontato quello che si è fatto, è stato raccontato quello che  si
  è fatto, altro che quello che si dovrà fare o che si deve fare.
   Ovviamente  l'amico,  onorevole Catanzaro, e  non  poteva  mancare
  l'onorevole  Antonino  De  Luca, parlava del  contingentamento.  Io
  spero  che andrà un giorno al Senato perché al Senato ci  sono  tre
  minuti per la relazione, due minuti per la rubrica e un minuto  per
  le repliche, cinque minuti per i question time, cinque minuti e noi
  mutuiamo

  (intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale inizialmente
                             non udibile)

   DIPASQUALE. Quando sarà all'opposizione poi ne parleremo

   PELLEGRINO. E noi mutuiamo, ci sono stato, ci sono stato, ci  sono
  stato col Governo Crocetta, ci sono stato col Governo Crocetta,  ci
  sono stato all'opposizione e dico i tempi, ero governativo, i tempi
  erano assolutamente e sono assolutamente contingentati.
   Le   iniziative   approssimative.   Si   parlava   di   iniziative
  approssimative o da impreparati, la relazione è stata dettagliata e
  specifica.
   L'ultimo spunto sull'onorevole La Vardera, ma non lo vedo in Aula.
  L'onorevole  La Vardera che poteva inventarsi di nuovo  l'onorevole
  La Vardera? Che poteva inventarsi quando tutto era stato già detto?

   LA VARDERA. Intervengo, signor Presidente, per fatto personale.

   PELLEGRINO.  E' qua. La rivelazione, ha inventato, si è  inventato
  la rivelazione che è un processo comunicativo divino.

   PRESIDENTE.    Onorevole  Pellegrino,  lei,  comunque,   si   deve
  rivolgere sempre alla Presidenza.

   PELLEGRINO.  Un  processo  comunicativo divino,  si  è  dimostrato
  profeta perché ci ha dato dei dati, il profeta ci ha dato dei  dati
  che  noi  non  conoscevamo  e dai quali, ovviamente,  non  potevamo
  assolutamente attingere.
   La verità è che noi dobbiamo bandire da quest'Aula il populismo  e
  abbiamo  avuto  la  prova  che  con la  collaborazione  si  possono
  raggiungere tutti i risultati; abbiamo avuto la prova ieri, abbiamo
  avuto  la  prova  tangibile che con un'opposizione  costruttiva  si
  arriva  ad  approvare la norma bipartisan senza  alcuna  critica  e
  senza alcun quasi dibattito d'Aula perché si converge su punti  che
  sono  assolutamente  importanti e, allora, chiudo  veramente  e  ho
  chiuso.
   Il  Governo  ha fatto la sua parte e noi non possiamo,  in  questo
  momento,  come  ha detto giustamente l'opposizione, dimenticare  il
  sacrificio   di   tutti,  della  forestale,  il  sacrificio   della
  Protezione  civile,  impegnati  allo  spasimo  per  fronteggiare  i
  disastri  degli  incendi, le migliaia di persone e, soprattutto,  i
  morti  e  facciamo  in modo con un pacato dialogo parlamentare  che
  queste  morti non siano state inutili e non facciamo  che  non  sia
  valsa a nulla la loro morte e che non siano morti per nulla.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole La Vardera)

   PRESIDENTE. Non c'è, non c'è. Si è rivolto alla Presidenza citando
  gli   interventi  di  tutti,  non  raccontiamo  fantasia.   Allora,
  presidente  Schifani? Allora c'è il presidente Schifani  che  vuole
  rispondere.
   Chiedo  la  stessa attenzione, lo stesso silenzio che si  è  avuto
  durante tutti gli interventi.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, ho ascoltato, come era mio dovere, tutti gli interventi e
  mi  corre l'obbligo, anche per una questione di corretta democrazia
  parlamentare, di cercare di replicare ad alcuni. Non  risponderò  a
  tutti  ma spero a molti di questi, no? Particolarmente nel  merito,
  al di là dell'aspetto politico.
   Mi sovviene una circostanza, lo avevo ribadito nel mio intervento,
  è  stato ricordato dal Presidente Assenza e da altri Presidenti  di
  Gruppo che, lo stesso Stefano Pellegrino: o ci rendiamo conto,  con
  senso  di  responsabilità,  non  dividendoci  tra  Centrodestra   e
  Centrosinistra, così come ho detto sempre, che sul  contrasto  alla
  mafia dividerci tra Centrodestra e Centrosinistra sarebbe stato  un
  errore;  noi assistiamo, ormai, a un evento irreversibile, epocale,
  il  cambiamento dell'ecosistema. L'ecosistema è cambiato. Le  bombe
  d'acqua,  ricordate dall'amico Laccoto, gli incendi  cosi  violenti
  con  venti  di scirocco enormi, temperature elevatissime,  sono  un
  fatto nuovo.
   Ne  prendiamo atto o li trattiamo come eventi straordinari? Io  mi
  sono  interrogato tanto che, mesi or sono, con il mio Gabinetto  ma
  anche  con  la  mia  squadra  di  assessori  ho  pensato  di  dover
  cominciare  a  lavorare su un piano straordinario  di  pulizia  dei
  letti  dei  fiumi  perché la mia campagna, e come  dicevano  Nicolò
  Catania ed altri, mi son trovato eletto e, dopo un mese, a Trapani,
  sulle  esondazioni dei fiumi dovute a che cosa? Alle bombe d'acqua,
  violente,  cadute  d'acqua  in tempo brevissimo,  violentissime,  i
  letti dei fiumi pieni di alberi, esondazioni, danni enormi
   A  questi  eventi  così,  che  fanno parte  di  uno  scenario  non
  siciliano ma nazionale ed anche europeo, come è stato ricordato  da
  alcuni  è cambiato l'ecosistema perché quell'area subsahariana che,
  in  passato,  veniva bloccata dal ciclone mediterraneo  che  veniva
  giù, dal ciclone che bloccava l'innesto di aree calde non ce la  fa
  più.  La  spinta  dal  sud  al  nord di quest'area  subsahariana  è
  talmente violenta che ormai si è sovvertito l'equilibrio. Da lì  il
  grande caldo, da lì le grandi precipitazioni.
   Allora la straordinarietà non è più straordinarietà, è ordinarietà
  e  me  ne  sono reso conto quando, in un incontro che ho fatto  con
  alcuni  sindaci  del  catanese  ad  ottobre,  ebbi  a  dire  subito
   signori, dobbiamo subito occuparcene .
   Io  mi  sono insediato da, inutile cominciare... mi sono insediato
  da  dieci mesi e io rispondo a chi ha chiesto che io dessi  le  mie
  scuse per quello che è successo: io dico che chiederò le mie scuse,
  mi  scuserò  con gli elettori, se fra cinque anni avrò  fallito  su
  questo mio programma, non certo ora.
   Mi assumo le mie responsabilità. Vedete, mi sarei atteso, da parte
  delle  opposizioni,  alle quali ora replicherò,  un  intervento  di
  merito di contestazione alle misure che io ho annunziato.
   Nulla,  silenzio. Polemiche, contro polemiche, fanno  parte  della
  democrazia parlamentare, il diritto di parola è sacrosanto, ma  una
  controproposta,  una contestazione dell'idea di unificare  la  sala
  operativa   antincendi  tra  Protezione  Civile  e   antincendi   e
  Protezione  Civile. Abbiamo due sale operative,  me  ne  sono  reso
  conto  io durante i giorni del fuoco, due sale operative, ho  detto
  "non è possibile ".
   L'istituzione  di  un  tavolo tecnico  che,  onorevole  Catanzaro,
  abbiamo costituito con delibera di Giunta, eventualmente le porgo a
  mano  questa  delibera,  a  luglio, dove  c'è  Prefetto,  Questore,
  comandante  della  Guardia  di Finanza, dei  Carabinieri,  delibera
  pubblicata  -  poi chiaramente bisognerà concertare  con  le  forze
  dell'ordine, concordarla - ma noi abbiamo assunto l'iniziativa.
   Il  tavolo  tecnico  esiste. Perché esiste,  onorevole  Catanzaro?
  Perché  il famoso 23 luglio, quando tornavo da Catania, dove  c'era
  la vicenda dell'aeroporto chiuso, tornando da Catania, ho visto che
  Palermo  era  piena, sembrava Beirut, mi sono recato in Prefettura.
  Sono stato tutto il pomeriggio in Prefettura con la collega Pagana,
  qui a mio fianco, e ci siamo resi conto, assieme, di un sistema che
  aveva bisogno di una sua unificazione e cioè lo stesso Prefetto  di
  Palermo non sapeva, non era in grado di dare risposte al sindaco di
  Cefalù, sul fatto se un canadair era arrivato o meno a spegnere  un
  incendio. Ce ne siamo resi conto assieme, vero Elena? E allora,  da
  quel  momento,  ho capito, ho lavorato, per fare  in  modo  che  si
  arrivasse all'unificazione, però non soltanto a parole.
   Ho  discusso con la Protezione civile, ho discusso con l'Assessore
  Pagana, abbiamo trovato l'immobile, abbiamo trovato la condivisione
  delle  direzioni per fare in modo che l'immobile -  l'ho  detto   a
  Brancaccio - ho citato fatti... E' individuata la sede, non c'è una
  discussione.  Sì farà. Si farà e si fa lì e c'è l'assenso  dei  due
  direttori  di  Protezione  Civile e  antincendi.  Ha  l'assenso  di
  entrambi  e  tale che lavoriamo serenamente. Posso  citarne  altre,
  però, di queste iniziative nuove che fanno parte di un percorso, se
  falliscono  chiederò scusa onorevole, chi mi ha chiesto  che  avrei
  dovuto  chiedere  scusa,  oggi non me la sento,  però  lo  farò  se
  sbaglio o se queste iniziative, mie e dalla mia Giunta, non saranno
  portate a termine.
   Questo  cambiamento di ecosistema cosa porta? Le bombe d'acqua  da
  un  lato, dall'altro lato picchi, poche giornate, poche giornate di
  caldo enorme con grandissime folate di vento, altissima temperatura
  che  determina giornate incendiarie di intensità enorme, tanto  che
  noi   quest'estate  abbiamo  avuto  due  eventi  forti:  luglio   e
  settembre.
   Voi sapete i numeri e i dati della superficie boscata bruciata  di
  quest'anno e quella dell'anno precedente?
   Quest'anno si è bruciata una superficie boscata inferiore rispetto
  a   quella  dell'anno  scorso.  Sembrerà  un  dato,  dice  "non   è
  possibile".  E' così perché è cambiato l'ecosistema  Sono  cambiate
  le  regole  di  che  cosa?  Della natura  Abbiamo  avuto  nel  2021
  addirittura   sessantamila   ettari   di   bruciati,    nel    2023
  cinquantaquattro mila. E la vicenda incendi non mi si venga a  dire
  che  è  una vicenda soltanto di questi anni o del governo Musumeci,
  perché  io  ricordo un'audizione dell'onorevole Crocetta nel  2017,
  sentito  alla  Commissione Ambiente alla Camera dei  Deputati,  che
  parlava  di  attacco politico mafioso di questi grandi incendi  che
  subiva  la  Sicilia  nel 2017, già c'erano nel  2017,  e  questa  è
  storia
   Quindi,  non  facciamo  polemiche sul fatto  che  adesso  ci  sono
  scoppiati  gli incendi e il Governo non fa nulla. No,  io  rispondo
  non all'onorevole Cracolici, rispondo a chi ha detto certe cose.
   Allora, ricordo all'onorevole Catanzaro, lo ringrazio innanzitutto
  assieme  a Nello Dipasquale, al PD, dell'opposizione costruttiva  e
  ne do atto, l'ho sempre auspicato, le proposte dell'opposizione che
  in  parte  accolgo  e  che  accoglierò  in  alcune  parti  nel  mio
  intervento.  Sarò più presente in Aula? Sì, sarò  più  presente  in
  Aula.  Sarò  più presenti in Aula in tutti i momenti  in  cui  sarà
  necessario essere presente in occasione di dibattito o approvazione
  di leggi di riforma. Abbiamo tante leggi.
   Vedete?  Mi stupisce un fatto della comunicazione locale. I  primi
  due  mesi, signor Presidente, la sua Presidenza e quindi la  nostra
  Presidenza,  perché  è il Presidente di tutta quest'Aula,  è  stata
  contestata   perché  non  produceva  nulla,  non   c'era   attività
  legislativa,  non si approvavano leggi e quindi il  Parlamento  non
  funzionava. Non era così
   Io,  interpellato, spiegavo sommessamente alla stampa  che  mentre
  alla  Camera e al Senato si può lavorare subito con i decreti legge
  che  per Costituzione vanno convertiti entro 60 giorni, per cui  il
  Parlamento  è  tenuto a legiferare, in ogni caso, subito  entro  60
  giorni  - vivaddio, il Governo regionale non ha questa facoltà.  Lo
  Statuto  non  ce  lo consente. Quindi era necessario  aspettare  un
  range,  perché  le  Commissioni  legislative  di  merito  potessero
  produrre  disegni  di  legge  per l'Aula  e  l'Aula  cominciasse  a
  partire.  Adesso  l'Aula non è partita, corre  Adesso  la  polemica
  della  stampa  non c'è più. E' finito il jolly della incapacità  di
  quest'Aula a legiferare, cosa che, invece mi sembra, sta  smentendo
  anche  perché brilla per un numero, per una velocità di  produzione
  legislativa che fa piacere al Governo ma, credo, faccia  piacere  a
  tutti i siciliani
   Allora, l'onorevole La Vardera. Io, onorevole La Vardera, non  amo
  le  fonti anonime, lei ha citato delle fonti, ma non le conosciamo.
  Mi  sembra  parlare, a proposito di quando sarebbero  successi  gli
  incendi, delle fonti dalle quali lei sa che si sapeva prima  quando
  sarebbero scoppiati gli incendi, dove a che ora, tutto...

   LA  VARDERA. Non le conosciamo, non conosciamo la provenienza, non
  conosciamo le provenienze, non conosciamo...

   SCHIFANI, Presidente della Regione Siciliana. La prego, mi faccia,
  io non l'ho interrotta. E quando lei parla di un piano che io avrei
  presentato,  che è identico a quello del maggio 2023, non  è  così.
  Nel  piano maggio 2023 non c'era l'ipotesi di potenziare la  flotta
  elicotteristica,  non c'era l'ipotesi di vigilare  sui  comuni  con
  delle  sanzioni,  di utilizzare gli agenti forestali  nel  caso  di
  emergenza,   in   casi   di   emergenza  particolari   a   sostegno
  dell'antincendio. Non c'erano tante cose. Non c'era l'ipotesi della
  sala unica operativa.
   Quindi  io non so, onorevole, a quale piano antincendio di  maggio
  2023  si  riferisce  quando sostiene che io  oggi  ho  elaborato  e
  indicato il piano già del maggio 2023. Mi consenta di dire che  non
  è  proprio, per tabulas - noi avvocati diciamo per tabulas - non  è
  così
   Onorevole  Cracolici, le posso assicurare che durante  l'emergenza
  nessuno  era  in  ferie. Sospesi tutti i permessi,  c'è  stata  una
  mobilitazione totale. Lei, tra l'altro, è stato illustre  assessore
  di  quel ramo e sa bene, come settore dell'agricoltura, agricoltura
  è  un ramo molto, molto virtuoso e valido, e le possiamo assicurare
  che  i  due  assessori garantiranno il pieno rigore nei momenti  di
  grande emergenza.
   Mi  rivolgo all'onorevole Savarino. Faremo una new diligence,  sì,
  faremo  una new diligence su tutta la legislazione, perché vede  in
  Parlamento  c'era  una Commissione, istituita tanti  anni  fa,  che
  studiava   l'impatto  delle  legislazioni  della  legislatura   sul
  territorio. Cioè l'impatto delle leggi che venivano approvate e che
  venivano verificate sulla quotidianità. Se avevano avuto efficacia,
  se   erano  state  applicate  o  meno.  Lei  chiede  anche  questa,
  sostanzialmente, la stessa cosa, cioè capire, effettivamente, tante
  norme  approvate poi se hanno trovato attuazione, se hanno  trovato
  operatività.  E  questa è un'azione, io direi, di disboscamento  di
  tante  norme  inutili  che abbiamo. Ma le abbiamo,  sa,  a  livello
  nazionale,  ne  abbiamo  tantissime, e lì, devo  dire,  la  collega
  Casellati  sta  facendo  moltissimo,  il  Ministro  Casellati   per
  disboscare. Prima lo aveva fatto l'amico Roberto Calderoli.
   Onorevole  Schillaci, la sala operativa c'è ed è unica.  Lo  avevo
  annunziato.  Le assicuro che sarà concreta nel giro di pochi  mesi.
  Il  tavolo tecnico l'ho citato, l'ho detto all'onorevole Catanzaro,
  esiste  è  stato  formalizzato  in  Giunta.  Naturalmente,  dovremo
  coordinarci  con  il  Questore, l'elenco lo  conoscete,  vi  do  la
  delibera eventualmente. E' pubblicate, è di luglio 2023, dove ci si
  coordina perché in quella occasione quando io, l'assessore  Pagana,
  col  Prefetto  accanto, col Comandante provinciale dei Carabinieri,
  con  il  Questore, con il Comandante provinciale della  Guardia  di
  finanza  eravamo  tutti lì a seguire. Ma il  prefetto  non  era  in
  grado,  appunto ribadisco, di sapere cosa fosse successo a  Cefalù,
  se  avessero  mandato  un canadair, perché  il  sindaco  di  Cefalù
  chiedeva  un  sostegno. Lì ci siamo resi perfettamente  conto  come
  tutto  va  coordinato  meglio, e infatti abbiamo  elaborato  questa
  delibera  e, naturalmente, troveremo l'intesa perché si  tenga,  io
  spero in Prefettura, certo non mi posso prenotare a casa altrui, ma
  auspico  che sia la Prefettura o le Prefetture a coordinare  questo
  tavolo di alto livello istituzionale.
   Sul  fatto  che chi è danneggiato debba pagare delle  perizie  non
  indifferenti,  mi  rendo  mi rendo conto  e  mi  faccio  carico  di
  parlarne con il Sindaco, perché mi sembra il danno oltre la  beffa;
  quindi  ce  ne  faremo carico, la ringrazio anzi del  suggerimento,
  perché  io  ho  visitato, qualche giorno dopo l'incendio  di  molte
  case,  qualche casa l'ho visitata, ho visitato, diciamo confortato,
  tante  famiglie che avevano perso la loro abitazione. Poi  mi  sono
  confrontato con il Sindaco; c'è stata una data entro cui presentare
  le  domande. Ho seguito tutto questo. Certo, se c'è questo problema
  ne parlerò col Sindaco, ma stia tranquillo che io non sono come chi
  se  ne  lava  le mani. Se il Comune non avrà la possibilità,  anche
  finanziaria, nel rispetto del bilancio, di poterlo fare, se ne farà
  carico la Regione.
   L'onorevole  Burtone chiede il rafforzamento  della  presenza  dei
  vigili.  Lo  faremo,  lo faremo e ci confronteremo.  Lo  chiederemo
  anche  se  il rafforzamento del nostro Corpo forestale, assieme  al
  Corpo  antincendio,  io  credo che possa essere  una  garanzia  sul
  contrasto  degli  incendi, perché i nostri incendi  tendenzialmente
  operano  sulle  macchie  mediterranee,  sul  verde  e,  quindi,  la
  competenza,   lei   sa,  onorevole  Burtone,  è  della   forestale,
  dell'antincendio,  più che dei vigili del fuoco  che  intervengono,
  invece, nei centri urbani. Però parleremo con il Prefetto Lega, per
  fare in modo di vedere come darci una mano.
   Sull'encomio  non posso che essere d'accordo, ma io  l'encomio  lo
  estenderei a tutti i volontari, non soltanto alle persone che  sono
  scese  in campo e che hanno lasciato la vita. Io ho partecipato  ai
  funerali, ai quali abbiamo dato il titolo istituzionale, con  tutte
  le  riconoscenze  che dovevano essere date da parte  della  Regione
  sotto  il  profilo istituzionale; abbiamo sostenuto il costo  delle
  esequie, naturalmente, di questo operaio; siamo stati presenti io e
  l'Assessore  Pagana, siamo stati vicini ai familiari,  agli  amici,
  che  in quel giorno hanno pianto una persona caduta mentre svolgeva
  il proprio lavoro.
   Sulla questione del Ponte. Onorevole Dipasquale - scusate salto  -
  sul  Ponte,  guardate,  l'Fsc  è una misura  molto  importante.  La
  Sicilia dalla delibera Cipe ha avuto assegnata una dotazione di 6,3
  miliardi  e,  diciamolo  pure,  siamo  stati  in  passato  e  anche
  recentemente  bacchettati, sia dal Governo nazionale  in  occasione
  del  nuovo  accordo, sia anche dall'Europa, per  la  difficoltà  di
  spesa di tutto l'Fsc.
   Allora nel momento in cui decidiamo di investire su un'opera  che,
  secondo  me,  è  la  più importante alla sorella Sicilia  sotto  il
  profilo, naturalmente, infrastrutturale, è la più strategica, è  la
  più  importante, è quella che cambia la vita della Sicilia, ma  non
  sotto  il  profilo  sociale, sotto il profilo economico,  sotto  il
  profilo  turistico, sotto il profilo industriale, che può  attrarre
  tanti,  tanti  capitali;  capitali  che  investiranno  in  attività
  produttive e faranno tornare i nostri figli, perché i nostri  figli
  non  tornano a casa se non c'è lavoro  Sia ben chiaro, noi possiamo
  in  finanziaria prevedere sì contributi a chi assume, alle  aziende
  diecimila,  ventimila, trentamila euro. Sì e poi? Ma se le  aziende
  poi,  dopo  due,  tre  anni hanno preso il contributo,  l'incentivo
  all'assunzione e non hanno pagato l'imposizione fiscale,  la  tassa
  da  pagare allo Stato per quell'assunzione, ebbene, dopo  due,  tre
  anni,  il  lavoratore costa il doppio e l'impresa non ci sta  ed  è
  portata a licenziarlo
   Allora,  soltanto portando lavoro possiamo fare tornare  i  nostri
  ragazzi.  Soltanto  portando  a  lavoro  possiamo  velocizzare   le
  procedure   che  stiamo  ottenendo  attraverso  la  riforma   della
  Commissione tecnico-scientifica, dove Elena Pagana mi ha  dato  una
  grande  mano  e che abbiamo presentato; dove le regole  sono  state
  velocizzate,  i  componenti  sono  persone  che  ne  capiscono,  il
  presidente è una persona autorevole che è professore universitario.
  E  ci  viene  riconosciuto da tutti che finalmente  chi  chiede  di
  investire non ha più non risposte, ha delle risposte: o  sì  o  no
  Quello  che  mi  veniva contestato a Roma, assenza di  risposte  da
  parte  di  chi voleva investire, ma anche grossi gruppi. Lo  stiamo
  facendo: abbiamo già riformato e i primi effetti si vedono,  perché
  quando  io leggo nella mia relazione che già la Commissione tecnico
  scientifica  ha  dato  il via libera all'installazione  nelle  pale
  eoliche di micro telecamere per verificare - e lo ha fatto subito -
  io  voglio vedere la vecchia Commissione tecnico-scientifica quanti
  mesi avrebbe impegnato a dare questo assenso, non lo so
   Onorevole  Dipasquale, l'Osservatorio climatico, lei lo chiede  da
  molto e ha ragione.
   E' importantissimo, è importantissimo sotto il profilo strategico.
   Le  assicuro  che  ci  siamo  molto attivati,  manca  soltanto  la
  designazione  di  un  componente  del  Consiglio  nazionale   delle
  ricerche ma daremo un forte impulso su questo perché ha una valenza
  in  questo momento, onorevole, in questo momento di cambiamento  di
  mutazione climatica, questo osservatorio è strategico, molto più di
  altro.
   Rassicuro  l'onorevole Castiglione che sul concorso dei 46  agenti
  forestali  -  l'ho  detto nel mio intervento - ci  avvarremo  dello
  scorrimento, ne assumeremo di più in forza dell'accordo di  finanza
  pubblica  che  abbiamo stipulato, che ho sottoscritto l'altro  ieri
  con  il  Governo,  del quale ho parlato nella mia relazione  e  che
  sblocca concorsi.
   Interverremo  quindi sui concorsi già banditi,  su  questi  ma  su
  altri, anche attraverso lo scorrimento quando potremo.
   Se  non  c'è lo scorrimento, perché non ci sono concorsi  banditi,
  bandiremo  subito  i  concorsi ma avremo una boccata  di  ossigeno,
  privilegiando  naturalmente i settori deboli, i  settori  dove  c'è
  mancanza  di organico e che svolgono funzioni strategiche a  tutela
  della salute, dell'incolumità.
   Mi  avvio  a  concludere, anzi, penso di avere concluso  nei  miei
  interventi, ringraziandovi della vostra attenzione. Ci  si  troverà
  più  spesso in Aula - senz'altro. Se io ho atteso qualche tempo per
  venire,   non   l'ho  fatto  per  sfuggire.  Mi   assumo   le   mie
  responsabilità  Non fuggo da nulla  Non sono stato abituato  mai  a
  fuggire da nulla
   Nella  mia  vita  politica ne ho viste tutti i colori,  nel  senso
  momenti  di  stare  all'opposizione, stare in maggioranza,  gestire
  un'Aula,   essere  attaccato  da  Presidente  del  Senato,   essere
  attaccato da Capogruppo  Tante battaglie ho fatto e non mi sono mai
  sottratto   Ma  io  ho  deciso di venire  in  Aula  quando  ero  in
  condizioni  di  dire  all'Aula qual era  il  progetto  del  Governo
  Schifani sul tema antincendi.
   Ho  fatto più riunioni con i miei assessori, con i direttori - che
  ringrazio - che mi hanno dato una grande mano.
   Oggi  mi  sono  presentato  con  un  programma  che  ha  una   sua
  operatività  iniziale di base perché si basa su atti già  compiuti,
  non su promesse.
   Quando  il  Ministro degli interni mi consente,  ci  consente,  di
  potere utilizzare 30 milioni del PON legalità questi sono fatti  Ma
  questo lo abbiamo avuto due settimane, tre settimane or sono.
   Allora  ho  preferito, sì, accettare qualche critica, me  la  sono
  presa  - va bene  - però ho preferito la critica e portare comunque
  a  casa,  a  casa nostra, quello che possiamo fare con le dotazioni
  che abbiamo trovato e che non avevamo più.
   Impiegheremo   quanto  per  questo  grande  PON  sicurezza   della
  legalità?
   Infileremo nel PON legalità il tema sicurezza, ho parlato  con  il
  Ministro e gli ho detto che a noi questi fondi servono, ma  servono
  al  di là della legalità che è nel nostro DNA, di tutti noi,  a  me
  servono, Ministro, per la questione antincendi.
   Sono stato chiaro e ho trovato in un Ministro serio, come tutti  i
  Ministri  degli  interni che ha avuto la nostra Repubblica,  tutti,
  non  escludo  nessuno,  perché  è  stato  sempre  un  Ministero  di
  grandissimo spessore, centrodestra, centrosinistra, mi sono  sempre
  trovato  bene  e  ho  trovato  in  una  persona  responsabile  che,
  attraverso  le sue strutture, ci ha consentito di scivolare  di  un
  anno  - e forse di più -l'utilizzazione di questo pacchetto, che  è
  importante.
   La  vera scommessa è questa, al di là di quello che faremo con  la
  soluzione   della  Sala  operativa  unificata,  al  di   là   dello
  scorrimento alla graduatoria, al di là dell'intimazione ai  sindaci
  che  devono tenere puliti territori e gli destiniamo il 3 per cento
  dei nostri trasferimenti per questo fine.
   Trasferiremo  quindi  ai sindaci le loro spettanze  istituzionali,
  dicendo che per il 3 per cento c'è questo vincolo di destinazione.
   Non  sottraiamo  quindi somme, questo è il tema, lo  verificheremo
  dopo.  Poi se ci sarà un'esigenza successiva, ulteriore,  da  parte
  dei  sindaci, ne parleremo, ci confronteremo con l'associazione dei
  sindaci,   ci  confronteremo,  la  volontà  nostra  è   quella   di
  collaborare con le istituzioni però è giusto che ognuno  faccia  la
  propria parte
   Noi  cercheremo di farla fino al termine di questa legislatura che
  ci  impegna, poi tireremo le somme perché io sono abituato a tirare
  le  somme  quando  si  conclude  una  legislatura,  poi  ne  inizia
  un'altra,  un'altra, un'altra ancora, i cicli, ci  saremo,  non  ci
  saremo, non è questo il tema noi, voi, non è questo, abbiamo questa
  legislatura che impegna questo Governo e voi.
   Io  spero fortemente di dare una risposta non soltanto a voi ma ai
  siciliani  su  questi temi gravissimi che sono  l'incolumità  delle
  nostre case, l'incolumità dei nostri ragazzi, l'incolumità di tutto
  il  mondo  operativo, lavorativo, industriale, agricolo.  Spero  di
  riuscirci,  ho  una magnifica squadra, ho una magnifica  coalizione
  che  mi  sostiene, ho una opposizione che rispetto e  che  ascolto.
  Sono  pronto  ad  ascoltare perché l'opposizione secondo  me  è  un
  patrimonio  della  democrazia parlamentare e su  questo  fronte  mi
  troverete  sempre disponibile e se ho ritardato vi posso assicurare
  sul  mio  onore non l'ho fatto per sfuggire ma perché  ritenevo  in
  quei  giorni  di  grande calamità, di grande  tragedia,  di  grande
  pericolosità  per tutta la società siciliana, per  tutti  i  nostri
  ragazzi, per tutte le nostre famiglie, ritenevo di occuparmi, stare
  più  vicino a chi operava sul territorio, a stare in Prefettura con
  Elena  Pagana,  a  parlare con Cocina, a parlare con  Battaglia,  a
  vedere  cosa potere fare, a chiamare l'ingegnere Curcio -  lo  avrò
  chiamato  sei, sette volte in un giorno - per aumentare  il  numero
  dei  canadair, a parlare con un Ministro Piantedosi il 22 di luglio
  per  dirgli   puoi mandare due canadair in più perché quattro  sono
  pochi? .  Ho preferito fare quello, ma l'ho fatto in silenzio,  non
  troverete  mie  agenzie, non troverete mie dichiarazioni  perché  è
  dovere  mio istituzionale quello di lavorare e poi, a conti  fatti,
  potere riferire come quello che sto cercando di fare questa sera.
   Penso di avere fatto il massimo, non lo so. Io sono in pace con la
  mia  coscienza e concludo dicendo che se ci sarà da chiedere  scusa
  chiederò scusa soltanto se avrò fallito. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie Presidente Schifani.
   Allora  intanto la ringrazio ancora una volta per questo confronto
  di  oggi. Mi sento di ringraziare però tutti i colleghi che si sono
  attenuti,  hanno  comunque  avuto  un  atteggiamento  assolutamente
  moderato nell'esternare quelle che sono state le criticità  che  si
  sono  succedute in questi mesi, quindi ringrazio tutti, soprattutto
  chiaramente   l'opposizione   che   ha   avuto   un   atteggiamento
  responsabile anche rispetto ai tempi.
   Mi  sento però di prendere anche qualche spunto dalla giornata  di
  oggi  perché quello che emerge è che comunque la prevenzione  costa
  molto meno di dover poi correre ai ripari e mi auguro che tutte  le
  forze politiche che oggi hanno manifestato questo principio saranno
  poi  consequenziali  anche  nella  fase  della  finanziaria  quando
  dovremo  andare allocare le risorse adatte per evitare  che  questo
  non  avvenga più né in termine di incendi né neanche in termine  di
  alluvioni.
   Ricordo a me stesso che più volte ci siamo ritrovati con le  prime
  bombe   d'acqua   e  ringrazio  anzi  l'onorevole  Dipasquale   per
  sollecitare  una commissione o comunque un intervento sui  fenomeni
  climatici che piegano assolutamente le nostre città e hanno portato
  più volte a raccontare di tanti morti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì  24  ottobre
  2023,  alle  ore  15.00,  anche  per  lo  svolgimento  di  attività
  ispettiva, Rubrica Lavoro, con il seguente ordine del giorno (*).

                   La seduta è tolta alle ore 19.54


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          74a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 24 ottobre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
        Famiglia, politiche sociali e lavoro

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio