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Resoconto d'Aula della Seduta n. 75 di mercoledì 25 ottobre 2023
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   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 16.05

       PRESIDENTE.  Avverto  che  il processo  verbale  della  seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catania Giuseppe  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione  del disegno di legge:  Disposizioni varie.  Modifiche
  di norme  (n. 21/A Stralcio III/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al punto II dell'ordine del giorno,  recante
  «Discussione del disegno di legge  Disposizioni varie. Modifiche di
  norme (n. 21/A Stralcio III/A) ».
   Invito i componenti della Commissione  Bilancio' a prendere  posto
  negli appositi banchi.
   Comunico  che le disposizioni di cui agli articoli  12  e  14  del
  disegno  di  legge  n.  21/A  Stralcio III/A   Disposizioni  varie.
  Modifiche  di norme  sono espunte dal testo in quanto già approvate
  dall'Aula  rispettivamente con gli articoli 12  e  10  della  legge
  regionale 12 ottobre 2023, n. 12.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Allora,  il  termine  per  la presentazione  degli  emendamenti  è
  fissato  per  il  3 novembre 2023, alle ore 12.00;  molti  colleghi
  hanno  chiesto  di  spostare  in  avanti  il  termine  perché   era
  originariamente previsto per giorno 1.
   Per  quanto riguarda la seduta d'Aula del 31 ottobre, è  convocata
  per le ore 15.00, con la Rubrica  Territorio e ambiente .
   Sospendo  l'Aula  per cinque minuti, per far  sì  che  i  colleghi
  vengano in Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore16.09, è ripresa alle ore 16.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà   di   parlare   l'onorevole   Venezia,
  vicepresidente della Commissione, per svolgere la relazione.

   VENEZIA, vicepresidente della Commissione. Grazie.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo,
  che  purtroppo non vediamo in Aula, il disegno di legge dal  titolo
  "Disposizioni varie. Modifiche di norme"...

   CRACOLICI.  In  genere, se non c'è il Governo  ci  si  ferma,  per
  prassi.

   PRESIDENTE.  Facciamo  solamente  la  relazione  introduttiva,  la
  discussione viene rinviata a martedì.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Onorevoli colleghi, signor Presidente, mi perdoni, ma
  come   è  possibile  che  non  c'è  nessuno  della  maggioranza   e
  continuiamo  in questa discussione? Del Governo, della  maggioranza
  c'è  qualcuno? Per carità di Dio, siete quattro, poveri, gli ultimi
  superstiti, ma il Governo dov'è?
   Ora,  onestamente, dico, questo non si può né guardare né sentire,
  quindi, di che cosa discutiamo?
   Quindi, signor Presidente, rinviamo direttamente a quando ci  sarà
  qualcuno del Governo, siamo seri

   PRESIDENTE.  Onorevole, abbiamo detto che  facciamo  solamente  la
  relazione da parte del Vicepresidente della Commissione, Venezia, e
  la discussione la facciamo la prossima settimana.

   LA VARDERA. Ma non si fa senza il Governo

   PRESIDENTE. Se non siete d'accordo, la rinviamo direttamente  alla
  prossima   settimana.  Mi  sembra  corretto  ascoltare  i  colleghi
  presenti. Pertanto, mi rimetto all'Aula, è corretto. Il termine per
  gli  emendamenti  rimane fissato per giorno 3  novembre,  alle  ore
  12.00.
   Mi  scusi,  onorevole  Venezia,  farà  la  relazione  lei  martedì
  prossimo, no, il 7 novembre.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                           (Brusìo in Aula)

   SAVARINO.  Grazie,  signor  Presidente, ritengo  che...  onorevole
  Cracolici, onorevole Cracolici, se mi fa...

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, c'era l'onorevole Safina  che  si
  era prenotato.

   SAVARINO.  No,  no, ma io volevo  sull'ordine dei lavori,  ritengo
  che  la richiesta che arriva dalle opposizioni sia legittima,  cioè
  parlare di un testo finanziario senza l'assessore al ramo o  almeno
  l'assessore  per  i rapporti col Parlamento mi  sembra  un  po'  un
  errore, oltre che una violazione del Regolamento di quest'Assemblea
  regionale  siciliana,  per cui non posso sostenere che non  abbiano
  ragione,  ma  chiedo  ai  colleghi almeno di operare  un'inversione
  dell'ordine del giorno. Le mozioni sono presentate da noi,  quindi,
  sono  atti  parlamentari, possiamo prescindere dalla  presenza  del
  Governo e le possiamo trattare oggi, mentre gli atti che comportano
  la  presenza  del Governo, purtroppo  a meno che, nelle  more,  non
  arrivi un rappresentante del Governo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.

   SAFINA.  Signor  Presidente, per una questione  regolamentare.  In
  Commissione  Bilancio,  in ordine a questo testo  di  legge,  avevo
  presentato   un   emendamento  che   riguardava   nel   merito   la
  liberalizzazione  delle licenze degli ottici, emendamento  che  era
  stato   rimesso  dalla  Presidenza  della  Commissione   alla   III
  Commissione  per un parere. Questo emendamento non è  mai  arrivato
  alla  Commissione III per il parere, il parere non è stato reso  e,
  nonostante questo, il disegno di legge è stato incardinato in Aula.
   Io  ritengo che il disegno di legge non possa incardinarsi, perché
  prima deve esprimersi la III Commissione sul parere richiesto dalla
  Commissione II e poi si possa incardinare, perché su un emendamento
  regolarmente  presentato non c'è stato né un voto a  favore  né  un
  voto  contrario  in Commissione e questo per il nostro  Regolamento
  non è possibile.


  Discussione del disegno di legge  Disposizioni varie. Modifiche di
                     norme  (21/A Stralcio III/A)

   PRESIDENTE.   A  questo  punto, visto che è  arrivato  l'assessore
  Falcone, l'onorevole Venezia può svolgere la relazione.

   VENEZIA,   vicepresidente   della  Commissione.   Grazie,   signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore  per  l'economia,   il
  disegno  di  legge  che stiamo incardinando  oggi  ha  come  titolo
  "Disposizioni varie. Modifiche di norme" e parte dai  mesi  scorsi,
  quando,   in  occasione  di  un  analogo  disegno  di   legge   con
  disposizioni   varie,  vennero  accantonati  diversi   articoli   e
  trasmessi  nuovamente alle Commissioni di merito e alla Commissione
  Bilancio  per  gli opportuni approfondimenti e per  seguire  l'iter
  previsto dal Regolamento.
   Nel frattempo, c'è stata la pausa estiva e quelle norme, all'epoca
  stralciate dal Presidente Galvagno, sono state trattate dalle varie
  Commissioni   e,  in  ultimo,  dalla  Commissione   Bilancio;   nel
  frattempo,  il Governo regionale ha inserito in questo  disegno  di
  legge ulteriori proposte perché era nato solo per raccogliere norme
  di  natura  ordinamentale  e vi erano delle  esigenze  particolari,
  ricordo  fra tutte delle esigenze legate al pagamento della  quarta
  trimestralità   agli  enti  locali,  iniziative  che  riguardavano,
  diciamo,  un  sostegno  economico alle  società  partecipate  della
  Regione  e, quindi, questo disegno di legge, che aveva un carattere
  prettamente  ordinamentale, ha assunto le vesti  di  una  sorta  di
  assestamento  di bilancio e ha raccolto delle proposte  governative
  che  riguardano  un po' i comuni, come vi dicevo,   ci  sono  delle
  norme  di  carattere interpretativo,  il tema del  randagismo,   la
  Resais  e  tutto un insieme di norme varie che riguardano  il  tema
  della  disabilità, delle aziende silvo-pastorali,  degli  oneri  di
  urbanizzazione.
   Tra le norme di rilievo contenute nel disegno di legge mi permetto
  di  segnalare l'assegnazione di quaranta milioni di euro all'IRFIS,
  per  quanto riguarda l'abbattimento dei tassi d'interesse variabili
  dei  mutui  relativi  all'acquisto della  prima  casa,  ne  abbiamo
  discusso e abbiamo approfondito il tema in Commissione Bilancio  e,
  da  questo punto di vista, è stata anche votata una risoluzione che
  va  a  destinare una quota di questi 40 milioni di euro  ai  comuni
  delle aree interne, che più degli altri soffrono lo spopolamento da
  parte dei cittadini più giovani.
   Questo, in sintesi, il disegno di legge. Per ulteriori dettagli mi
  rimetto  alla relazione di accompagnamento che i colleghi  deputati
  troveranno tra i documenti di questa seduta. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.  Qualcuno  chiede  di
  parlare?

   CATANZARO. Ha aperto la discussione generale? Deve dirlo.

   PRESIDENTE.   Se c'è il Governo e volete dire qualcosa,  prima  vi
  lamentate, adesso c'è il Governo, c'è l'assessore Falcone.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Grazie. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  assessore  Falcone,  intervengo per sapere  se  per  quest'anno  ha
  adottato  il  Viagra  giusto per la legge di stabilità  e,  quindi,
  siccome  già  sui giornali svolazzano pezzi di legge di  stabilità,
  questo  sempre  in  dispregio  di quelle  che  sono,  comunque,  le
  prerogative  del  Parlamento, capisco che qualche giornalista  deve
  campare,  però non mi sembra questo il modo più logico  per  potere
  iniziare  una sessione di bilancio che ci auguriamo sia  finalmente
  la legge di stabilità con una marcia in più,  marcata e soprattutto
  anche  di  contenuti,  dell'assessore Falcone, non  più  di  Armao,
  anche  perché  della precedente abbiamo visto quelli  che  erano  i
  limiti e le condizioni.
   Ho appreso dai giornali perché, comunque, anche in Brianza leggevo
  i giornali siciliani...

   CRACOLICI. Dove l'ha letto, a Monza?

   DE  LUCA  CATENO. In Brianza, non offendiamo, attenzione,  anch'io
  "cassoeula" non sono riuscito a imparare a dirlo.
   Assessore,  abbiamo anche appreso che il Governo vi  ha  dato  300
  milioni di euro, sembra per cercare di intervenire in quella che  è
  la  gestione corrente, e voi  in cambio gliene avete dati, i numeri
  sono vari,  un miliardo, un miliardo e duecento mila euro di  Fondo
  Sviluppo  e Coesione, dicono sempre i giornali,  e questi -  sempre
  da  quelle che sono le notizie - sarebbero destinati per realizzare
  il  Ponte sullo Stretto di Messina, a cui abbiamo anche appreso che
  il  compagno Cracolici si è dichiarato d'accordo con questo, ci  ha
  fatto perdere qualche punto, comunque, pazienza.

   CRACOLICI. A chi?

   DE LUCA CATENO. A noi che siamo alternativi alla maggioranza, così
  per cominciare a definire un perimetro. E chi siamo?

   CRACOLICI. Alla maggioranza o alla

   DE LUCA CATENO. Alternativi a questa maggioranza.
   Ora,  rispetto a questo, io, assessore, la inviterei ad affrontare
  questo  tema in Aula, prima del percorso della legge di  stabilità.
  Perché? Dicono sempre i giornali che sul presupposto di aumento del
  gettito che è stato scoperto, quindi significa che le entrate della
  Regione siciliana sono in aumento, peccato che questo aumento da un
  punto  di vista contabile lo potremmo certificare soltanto  con  un
  consuntivo,  e  di conseguenza, probabilmente, avete  fatto  questo
  accordo  sulla scorta di quelle che sono entrate di cassa, che  lei
  mi  insegna possono andare bene per i conti della serva, ma non per
  fare  un  ragionamento  su cui si basano i  principi  contabili  e,
  quindi, bilanci e leggi di stabilità connesse.
   Allora, il tema è questo - e credo che i colleghi dell'opposizione
  siano  tutti  d'accordo  - noi dobbiamo iniziare  una  sessione  di
  bilancio con dei presupposti. Il presupposto è quello di aver  dato
  questo  miliardo  e  due,  miliardo  e  tre,  poi  lo  vediamo  nel
  dettaglio, per il ponte sullo Stretto di Messina e quindi, non  per
  il  ponte  sullo  Stretto  di Messina, per  il  ponte  di  Salvini,
  facciamo   la  quindicesima  posa  della  pietra,  bruciamo   altre
  centinaia di milioni, poi ne discutiamo.
   Ma,  al  di  là di questo aspetto che sono scelte politiche  sulle
  quali avremo modo di confrontarci, anche perché quando io facevo le
  manifestazioni per il ponte sullo Stretto di Messina Salvini faceva
  le  manifestazioni per invocare l'eruzione del Vesuvio e  dell'Etna
  per  bruciare  i  napoletani e i siciliani, quindi,  questo  qua  è
  notorio,   ma  non è questo il tema politico. Il tema  è  un  altro
  Assessore,  considerato che io conoscendola, e Speedy Gonzales   le
  fa  un  baffo,   questi soldi sicuramente li avrà già  inseriti  in
  questa  legge di stabilità del  2024, diciamo che già li ha  spesi
  E'  ovvio  che, essendo questo il presupposto di tutta la  manovra,
  vorremmo entrare nel merito prima di iniziare il percorso, così lei
  convincerà noi, come ha convinto il ministro Giorgetti, della bontà
  del  presupposto e semplifichiamo le procedure. Ecco, questo glielo
  voglio dire, e se oggi già comincia a darci qualche cenno ufficiale
  di  come  stanno  le cose, noi di lei ci fidiamo, di  Schifani  no,
  però di lei sì.
   Ne  approfitto, e chiudo Presidente, visto che Schifani non c'è me
  lo  deve  ringraziare perché mio padre lo hanno chiamato, dopo  che
  aveva fatto l'istanza il 23 aprile scorso, per avere il logopedista
  e  il fisioterapista, lui è sulla sedia a rotelle, come sa bene,  e
  grazie  all'intervento,  raccomandazione del  Presidente  Schifani,
  l'ASP di Messina ha contattato la mia famiglia.
   La  cosa che mi dispiace è che dovremmo avere l'elenco di tutti  i
  disperati  come  mio padre che sono da mesi in lista  d'attesa  per
  avere  quello che gli tocca e, ancora, non riusciamo ad  affrontare
  seriamente il problema. Però, me lo ringrazi

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole De  Luca.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie  Presidente,  io devo dirle che,  inizialmente,
  ascoltando  le  sue  parole  pensavo  che  oggi  non  ci  fosse  la
  discussione generale come lei aveva detto, però, per come era stato
  stabilito  in  Conferenza  dei  Capigruppo,  noi  ovviamente,  oggi
  trattiamo questo stralcio, questo stralcio assessore Falcone, che è
  uno  stralcio  dove  nei  mesi di luglio abbiamo  accantonato  otto
  articoli, se non ricordo male, questi otto articoli che noi avevamo
  sottolineato alla Presidenza dell'Assemblea che non avevano seguito
  l'iter  -   assessore  Falcone mi ascolti -  delle  Commissioni  di
  merito  e  poi  quella del  Bilancio  e poi abbiamo  convenuto  che
  bisognava trattarli in questo caso con questo comma ter .
   Il  collega  del  Gruppo  parlamentare  del  Partito  Democratico,
  onorevole  Venezia, che ha illustrato, facendo  la  relazione  come
  minoranza,  è  chiaro assessore Falcone che le  dico  subito,   per
  carità  ci sono delle norme che noi condividiamo, perché lo abbiamo
  anche  condiviso  in  Commissione  Bilancio   come  quella  dei  40
  milioni  di  Euro  all'IRFIS, come anche qualche  altra  norma  che
  interviene  sui  lavoratori della RESAIS ed altro,  però,  da  otto
  articoli  che  avevamo  lasciato nel mese di luglio,  assessore  ne
  ritroviamo venticinque
   Il Presidente Abbate, se mi fa la cortesia di ascoltarmi anche lui
  un  secondo, io ritengo assessore Falcone che siccome questo  è  lo
  stralcio  ter  che  noi  abbiamo portato in Aula  con  quegli  otto
  articoli  e,  oggi, me ne ritrovo venticinque, ebbene  ritengo  che
  bisognerebbe un attimo valutare -  assessore se ci sono delle norme
  o  degli articoli che lei  già sin da subito si accorge che  magari
  non  sono  articoli  importanti e utili  adesso  -  perché  qualche
  settimana fa, se non ricordo male, lei in quest'Aula e anche  fuori
  da  quest'Aula  nelle  Commissioni ha detto  che  sarebbe  iniziato
  l'iter  del  nuovo bilancio: sarebbe corretto che alcuni  articoli,
  appunto,   potessero   essere  affrontati   nella   nuova   manovra
  finanziaria  perché nella nuova manovra finanziaria  sarebbe  anche
  auspicabile  -  assessore Falcone, lei dieci giorni fa  insieme  al
  Presidente Schifani avete annunciato il nuovo accordo Stato-Regione
  -  su questo nuovo accordo, prima di iniziare il lavoro della nuova
  manovra,  come  dire,   che  avessimo più  cognizione,  perché  c'è
  l'esigenza, come Aula parlamentare, di comprendere qual è l'idea  e
  la  strategia su come il Governo vuole affrontare la nuova  manovra
  finanziaria.
   E'  chiaro  che  queste riflessioni che io pongo al  Governo  sono
  delle  riflessioni per giorno 7, quando inizieremo la votazione  di
  questi    articoli,    una   votazione,   perché    immagino    che
  nell'incardinare  poi  ci sia il termine per  gli  emendamenti,  io
  spero,  ma lo spero per davvero, assessore Falcone, che non diventi
  una manovra pre-finanziaria perché, altrimenti, noi siamo più nello
   stralcio  ter   che  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari,  con impegno preso da tutti i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  rispetto agli 8 articoli stralciati a luglio,  ma  ci
  ritroviamo   ad   avere  45,  50  articoli  e,   quindi,   un'altra
  finanziaria, ancor prima di affrontare la legge di stabilità.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Catanzaro,   volevo   specificare    che
  l'onorevole  Venezia non ha fatto il relatore  come  minoranza,  ha
  fatto il relatore come Vicepresidente della Commissione. Il termine
  degli emendamenti è fissato per giorno 3 novembre, alle ore 12.00.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, poco  fa
  il  collega  Safina aveva posto un tema su un emendamento  che  era
  stato  presentato in Commissione  Bilancio : il  tema  mi  è  molto
  caro,  essendo  un'iniziativa che ho fortemente sostenuto,  essendo
  lui  anche  il  primo firmatario, che merita una  risposta,  perché
  l'emendamento presentato dall'onorevole Safina, assessore  Falcone,
  riguarda la liberalizzazione, di fatto, degli ottici: per il parere
  è stato trasmesso alla
  III  Commissione e volevo capire, considerato che l'aveva posto lui
  come questione, se si può incardinare questo disegno di legge senza
  avere  acquisito  preventivamente il parere della III  Commissione,
  considerando che non c'è stato un esito negativo sull'emendamento e
  nemmeno  positivo,  quindi, magari la inviterei  a  rispondere  sul
  punto prima di iniziare la discussione.
   Colgo  l'occasione, inoltre, per manifestarle tutta una  serie  di
  preoccupazioni  che mi vengono dall'esperienza e dall'incontro  che
  abbiamo  fatto  con  la  Commissione UE  a  Bruxelles  con  i  vari
  Commissari  dei  Dipartimenti che non ci  vedono  di  buon  occhio,
  Assessore,   rispetto   a   tutti  i  fondi   che   continuiamo   a
  riprogrammare, rispetto al fatto che non siamo stati  in  grado  di
  spendere  le  risorse  che  erano state destinate  in  alcuni  assi
  strategici importanti, soprattutto, rispetto a quello che prevedeva
  la  programmazione.  Quindi, l'invito che le faccio,  Assessore,  è
  anche  quello di avere un occhio nei confronti del nuovo  programma
  2021-2027 di cui ancora non si hanno notizie, soprattutto, per  non
  rischiare   questa  ennesima  brutta  figura  che   abbiamo   fatto
  confrontandoci con i Commissari europei. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, volevo  precisare  alcune  cose:
  l'emendamento per competenza è andato alla III Commissione,  non  è
  vincolante.
    La Commissione non ha ritenuto opportuno...

   SAFINA.  La Commissione deve esprimersi con un voto, favorevole  o
  contrario.

   PRESIDENTE. Ma non è vincolante, non essendo...

   SAFINA.  Non  la Commissione III, la Commissione Bilancio   Ma  un
  disegno   di   legge  va  in  Aula  senza  che  ci  sia   il   voto
  sull'emendamento?

   PRESIDENTE.  Ma  si  è già espressa mandandola  nella  Commissione
  competente, che si è già espressa. Va bene così, grazie.
   È iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Grazie Presidente. Assessore Falcone, colleghi, io  penso
  che  il provvedimento che abbiamo esitato in Commissione  Bilancio
  e  che  riguarda... è diventato un vero e proprio  assestamento  di
  bilancio, anche per i tempi, perché ci troviamo già a fine ottobre,
  primi di novembre. Ci sono provvedimenti importanti all'interno  di
  questo disegno di legge, e per quanto riguarda la quarta rata per i
  comuni che, dopo tantissimi anni, poter essere nelle condizioni - i
  comuni -  di poter ricevere la quarta rata dei trasferimenti, in un
  periodo,  entro  novembre, può essere ed è  importante  per  quanto
  riguarda la situazione di cassa degli enti locali.
   Così  come  tanti  altri  provvedimenti che  sono  stati  inseriti
  all'interno  di  questo Stralcio, che è poi  diventato  un  vero  e
  proprio  assestamento di bilancio, di variazione, penso che  meriti
  di essere esaminato ed approvato in tempi celeri, per poter dare la
  possibilità che questi provvedimenti, importantissimi per  la  vita
  della  nostra  regione,  degli enti locali,  delle  imprese,  delle
  famiglie, vengano approvati, per essere messi a disposizione  della
  nostra comunità.
   Quindi,  penso  che  oggi, come si è stabilito in  Conferenza  dei
  Capigruppo,  sia importante che questo provvedimento  vada  avanti,
  che  vengano  fissati i tempi per quanto riguarda la  presentazione
  degli  emendamenti  e  che in tempi celeri il Parlamento  lo  possa
  approvare,  perché sono provvedimenti importanti, che  non  possono
  sicuramente essere rinviati ad altri periodi, perché poi  ad  avere
  conseguenze negative, sicuramente, sarebbero le nostre  famiglie  e
  il nostro territorio e la nostra Sicilia.
   Quindi,  l'invito che faccio al Governo, così come  il  Parlamento
  stesso  e  ai  colleghi, di qualsiasi schieramento, sia opposizione
  sia  maggioranza,  è di dire la nostra su questo provvedimento,  di
  dire   quello   che  pensiamo,  di  presentare,  se  si   vogliono,
  emendamenti  a  questo  provvedimento; ma la cosa  più  importante,
  credo  che  interessi  tutti  e interessa  specialmente  ai  nostri
  concittadini,  ed  è   che  questo provvedimento  venga  approvato,
  diventi  legge e così i benefici possano benissimo essere  messi  a
  disposizione dei nostri concittadini siciliani.
   Quindi,  grazie,  Presidente, spero che  si  vada  -   come  si  è
  stabilito in Conferenza dei Capigruppo -  velocemente per  l'esame,
  la discussione e poi, speriamo, per l'approvazione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Abbate.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Quando arriva un disegno di legge in Aula  c'è  sempre
  qualcuno che ci chiede di fare in fretta. Comprendo. Ma fretta  per
  che cosa? Di cosa parliamo?
   Questo  testo, come ha ricordato l'onorevole Catanzaro, era figlio
  di  un altro testo, a sua volta di un altro testo ancora. Cioè sono
  le  cosiddette norme della finanziaria Netflix, perché noi ormai da
  qualche  anno  le  leggi di stabilità, oggi si  chiamano  così,  le
  facciamo  a  puntate. E ogni puntata ha la puntata precedente,  che
  normalmente sono le telenovelas, e in più si arricchisce di qualche
  cosa  che  determina una puntata nuova e, probabilmente,  anche  la
  puntata nuova avrà bisogno di un'altra puntata per capire come va a
  finire.
   Perché  dico  questo? Questa è una norma che è una  variazione  di
  bilancio, in maniera inappropriata, perché si utilizza lo  stralcio
  di  un  provvedimento su cui c'erano delle norme  che  erano  state
  messe  da  parte nel cosiddetto "collegato" ... ormai anche  questa
  teoria dei collegati è una teoria, diciamo, di cui spesso ognuno di
  noi  ride,  perché  quando non vogliamo fare una cosa  facciamo  il
  collegato, la questione di fondo è questa, Assessore
   Ora,  al  di  là  del fatto che uno può considerare  le  cose  che
  vengono  dette in ragione della maggioranza o dell'opposizione,  il
  Parlamento,  però,  è  un  luogo che non  dovrebbe  avere  solo  la
  dinamica  di  maggioranza e opposizione.  Voi  avete  varato  -  ha
  ragione  l'onorevole Cateno De Luca su questo, al di là del  teatro
  con cui spesso corrobora le sue argomentazioni ... ma prima di fare
  qualunque  manovra,  lei  ha il dovere di venire  in  quest'Aula  e
  spiegarci  l'Accordo che avete sottoscritto con lo  Stato,  per  le
  implicazioni  e gli effetti che questo ha sia sulla  materia  della
  legge  di stabilità, che ancora dobbiamo fare, io non ho capito  se
  la  legge  di  stabilità  sia stata esitata  dalla  Giunta,  perché
  sentivo  dire che entro fine anno approveremo, per la  prima  volta
  dopo  molti  decenni, la legge di stabilità entro il  31  dicembre.
  Siamo al 25 ottobre
   Non  mi  risulta che ci sia una legge di stabilità che  sia  stata
  approvata  dalla  Giunta e  vi ricordo che la  legge  di  stabilità
  assieme  al bilancio devono andare, prima di arrivare in  Aula,  al
  Collegio  dei revisori perché è una attività prevista dalla  nostra
  nuova disciplina contabile che obbliga l'Aula a esaminare gli  atti
  solo  dopo  un  parere  formale  del Collegio  dei  revisori  della
  Regione.
   Ora  capisco  che  ogni  volta mettiamo fretta,  dobbiamo  correre
  dobbiamo...  perché ormai il tempo è una categoria, diciamo,  della
  propaganda. La natura dei problemi però è che li rinviamo sine die.
   Dunque, il Governo ci dica: l'accordo che è stato sottoscritto con
  lo  Stato,  al  di  là di quello che leggiamo sui  giornali,  quali
  implicazioni ha sul terreno della futura legge di stabilità?
   Secondo:  il  Governo ci deve pure dire, visto che non  ha  ancora
  fatto  il consuntivo, ma ha un preconsuntivo, quali sono i  margini
  reali della cosiddetta riduzione del disavanzo, ovvero, dell'avanzo
  di esercizio, per capire anche che cosa succede il prossimo anno.
   Perché,  se non ho capito male, leggendo anch'io i giornali,  però
  non  è detto che i giornali riportino quello che sia effettivamente
  lo   stato   delle  cose,  se  non  ho  capito  male,  aumenta   la
  compartecipazione della Regione al disavanzo, cioè c'è  un  impegno
  in  questo  accordo  che  ha  fatto la  Regione  di  aumento  della
  compartecipazione annuale al disavanzo di circa 4 miliardi e  rotti
  che  abbiamo  rateizzato  negli anni  precedenti.  Vorremmo  capire
  questo  aumento è legato a quale disavanzo? A quello presunto  o  a
  quello  che  effettivamente possiamo dire alla luce del  fatto  che
  siamo  a  novembre, di fatto di un consuntivo i cui dati essenziali
  sono  già a conoscenza dell'Amministrazione finanziaria e,  quindi,
  dell'Amministrazione regionale?
   Allora,  io  le  chiedo,  Assessore, senza poter  fare  polemiche,
  discussioni inutili, poi tratteremo gli emendamenti, le  questioni,
  ma  il  Governo  il  7  si  deve presentare dando  una  informativa
  all'Aula  che è precondizione per affrontare la legge di  stabilità
  "Netflix", spero ultima puntata dell'anno 2023, ma non è detto  che
  sia  l'ultima  puntata perché già il Governo, per  come  mi  guarda
  l'Assessore, immagino che abbia un'altra puntata ancora da svolgere
  da  qui  a  fine  anno  sulla  Netflix,  come  dire,  infinita,   e
  contemporaneamente ci deve dare gli elementi,  cioè  i  saldi,  sui
  quali  si  farà la legge di stabilità, per capire anche  su  questa
  manovra,  perché  noi  con questa manovra ed  è  improprio  questo,
  Assessore  -   poi  possiamo fare tutto se siamo d'accordo  -   con
  questa   manovra   stiamo   facendo  che   gravano   sull'esercizio
  finanziario 2024-2025.
   Quindi,  stiamo  precostituendo attività che  sono  proprie  della
  nuova  legge  di  stabilità  anticipando  di  fatto  la  legge   di
  stabilità.
   Quindi,  altro  che  Netflix a puntate, stiamo  facendo  anche  le
  leggi,  come dire, di prenotazione di attività. E' un modo di  fare
  leggi  di  stabilità  indegno perché  un  poco  rinviamo,  un  poco
  anticipiamo.
   Alla fine non ci capiamo più nulla
   Quindi,  io  la  prego, il 7 il Governo venga in Aula  in  maniera
  pulita,   ordinata   ci   dica  qual  è  l'accordo,   gli   effetti
  dell'accordo,   ci  dia  i  dati,  quanto  meno   di   stima,   sul
  preconsuntivo  per  valutare anche gli effetti  sul  debito  e  sul
  disavanzo della Regione, in maniera tale che tutti sappiamo di cosa
  parliamo, sperando che tutti capiamo quello di cui stiamo parlando,
  perché ho pure il timore che molti di noi si occupino della singola
  norma,  «c'è la mia norma,  c'è il mio emendamento»  ma non leggono
  l'insieme e, leggere l'insieme è fondamentale per capire  che  cosa
  si  fa  in una delle più grandi regioni italiane quando si  fa  una
  legge di stabilità.

   PRESIDENTE.   Grazie onorevole Cracolici.  Ha chiesto di  parlare,
  se non sbaglio, l'onorevole Assenza.  Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Non era su questo.

   PRESIDENTE.  Ci  sono altri interventi? Onorevole La  Vardera?  Un
  attimo Assessore, parlerà alla fine.
   E' iscritto a parlare l'Assessore Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie anche se era
  il  caso forse di concludere, magari l'onorevole La Vardera parlerà
  anche dopo.
   Intanto grazie. La norma che arriva adesso che è chiamata

   PRESIDENTE.  L'onorevole  La Vardera non parla  sulla  discussione
  generale, interverrà dopo. Stiamo facendo la discussione generale e
  conclude l'Assessore Falcone.

   LA VARDERA. Se vuole posso intervenire adesso, Assessore Falcone.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole La Vardera.  Vuole
  parlare prima.

   LA  VARDERA. L'Assessore siccome è così gentile da voler ascoltare
  le  opposizioni  e, quindi, cosa hanno da dire.  Il  tema  riguarda
  anche  il  suo Assessorato, perché lui ha firmato più e  più  volte
  questi  atti, le voglio ricordare quello che sta accadendo a  Roma,
  Assessore, lei sa bene.
   Mi  sono  recato  qualche  giorno  fa  nella  sede  della  Regione
  siciliana a Roma, come lei ben sa, abbiamo la sede storica  di  via
  Marghera e c'è una situazione paradossale. Cioè il Governo Schifani
  per  l'ennesima volta dimostra che dei soldi dei cittadini  e  come
  vengono spesi non gliene può fregare de meno perché alla fine della
  fiera 'Re Schifani II',  così come l'ho chiamato bene io, basta che
  spende e siamo tutti contenti.
   Ebbene,  noi  abbiamo fatto una cosa che è veramente degna  di  un
  capolavoro  di  un  film, diciamo come direbbe  il  buon  Totò  che
  diceva: «E io pago ».
   Qual  è  il  tema? Noi abbiamo preso, come dire, degli  uffici  di
  proprietà del CAS e siccome il Presidente Schifani, frequentando  i
  salotti  romani,  ha bisogno di essere vicino a Palazzo  Chigi,  al
  Senato, alla Camera, ha pensato bene di prendere qualcosa come  680
  mila euro -   ripeto, 680 mila euro -  per ristrutturare gli Uffici
  di  via  dei  Crociferi soltanto perché si trovavano a pochi  passi
  dalle  sedi  istituzionali importanti. Colleghi, ripeto,  680  mila
  euro  per comprare poltrone, poltroncine, ristrutturare questo  bel
  palazzo  e, come dire, appartamento, con un paradosso cioè  che  in
  quell'appartamento ci vanno soltanto tre dipendenti  della  Regione
  siciliana.
   Qual  è  la  cosa folle di questa spesa di oltre mezzo milione  di
  euro?  Che  il  nostro Palazzo storico di via  Marghera,  che  vale
  svariati milioni di Euro, lo vogliamo vendere con l'aggravante  che
  bastava   spendere   solo  25  mila  Euro  -   i   documenti   sono
  assolutamente  precisi e vi condannano su  tutto  -   per  riparare
  quella   sede   di  via  Marghera  e  fare  degli  interventi   non
  strutturali, solo 25 mila euro  Il danno e la beffa lo  sa  qual  è
  Assessore Falcone? Che in quella sede di via dei Crociferi  non  ci
  entrano tutti i dipendenti perché i dipendenti a Roma, come lei ben
  sa,  sono  venti. Tra questi, anche soggetti che hanno  la  scorta,
  perché  sono  testimoni  di giustizia e, quindi,  hanno  situazioni
  particolari.
   Cosa  facciamo  noi? Spendiamo 680 mila euro per ristrutturare  la
  sede  del Presidente Schifani così si fa  bellino' quando va a Roma
  ad  incontrare  i  ministri e ministrelli,  e  cosa  facciamo  noi?
  Mettiamo  in  dismissione  la sede di via  Marghera  e  abbiamo  18
  dipendenti  della  Regione  che non sanno  dove  andare,  cioè  noi
  andremo ad affittare un'altra sede
   Abbiamo  speso oltre mezzo milione di euro  Quello che ho letto  è
  meraviglioso. Poltrone da 7 mila euro, scrivanie da 14  mila  euro,
  cose  folli  Cioè, in un momento storico in cui la gente  muore  di
  fame noi ci permettiamo di fare queste spese folli che gridano allo
  scandalo. Io non mi fermo perché se è il caso andiamo tutti quanti,
  lo dico ai colleghi deputati, in via dei Crociferi. Bellissimo   Ci
  sono  stato,  quando mi hanno aperto le porte, e  c'erano  tutti  i
  tappeti  quasi d'oro  Ho detto: «dove siamo qua » Nel senso,  siamo
  lì  nella  sede  perché  si  scende, poi sa  com'è,  il  Presidente
  Schifani  ci tiene a stare vicino alla Fontana di Trevi,  scende  a
  sinistra  e  se ne va alla Fontana di Trevi, si prende il  suo  bel
  caffettino, ma tutto questo grida allo scandalo
   Noi  abbiamo  già  un  palazzo  che è meraviglioso.  Abbiamo  pure
  l'appartamento di Schifani, quindi se vuole andare a spendere soldi
  può andare pure lì. Con l'appartamento di Schifani, spendiamo mezzo
  milione  di  euro, 680 mila euro per ristrutturare un  appartamento
  dove  ci vanno solo tre dipendenti e gli altri diciotto li mandiamo
  in affitto: tutto questo grida allo scandalo
   E  mi  chiedo, lei che ha firmato quegli atti, come amministra  la
  cosa pubblica, gentile assessore Falcone? Si rende conto che in  un
  momento del genere tutto questo è allucinante?
   E io ho ricevuto l'allarme dei dipendenti che non sanno cosa fare,
  diciotto dipendenti rischiano di non avere nessuna casa perché  poi
  gli uffici li devono affittare, perché in via dei Crociferi, vicino
  Fontana  di  Trevi,  ci  vanno soltanto tre dipendenti,  la  pianta
  organica parla di venti persone: tutto questo è allucinante
   E,  ovviamente, le chiedo spiegazioni puntuali e precise, ma tanto
  a Re Schifani II di questo non interessa completamente nulla.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera.  Prego,   assessore
  Falcone.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente,  colleghi,
  ma  oggi si doveva fare, a mio avviso, già la discussione generale,
  potrebbe essere considerata, però siamo qua oggi, chiaramente, dopo
  la relazione che il Vicepresidente della Commissione  Bilancio   ha
  fatto,  quale relatore, magari delegato dal presidente,  di  questo
  collegato  ter,   è  giusto invece rassegnare a  quest'Aula  alcune
  considerazioni e alcuni dettagli non trascurabili del perché questa
  manovra  correttiva 2023, che nasce, giustamente come ha  detto  il
  presidente  Venezia, come collegato ter cioè otto norme  che  erano
  frutto  di stralci di altri due precedenti collegati della  manovra
  finanziaria, della legge di stabilità.
   Beh,  innanzitutto la differenza rispetto al passato è che, quando
  prima nella legge di stabilità si diceva  facciamo un collegato   o
   facciamo  una  legge  di sviluppo  significava  che  quelle  norme
  andavano  cestinate; il Governo Schifani, invece, quando prende  un
  impegno  cerca di rispettarlo e di portarlo a compimento, cioè  noi
  diciamo  che  determinate norme non potevano entrare  in  legge  di
  stabilità  e  sarebbero poi entrate, così come  è  successo,  nella
  legge  collegato 1 ,  collegato 2 ,  collegato ter .
   Vorrei  ricordare  che  la  maggior  parte  di  queste  norme  era
  costituita da norme della minoranza, non opposizione, minoranza; in
  una dialettica abbastanza ampia, articolata e in un confronto serio
  che c'è stato, appunto, in Parlamento, ma anche in Commissione.
   E'  chiaro  che siamo arrivati a settembre, quindi ad ottobre  che
  sta  finendo,  e  il Governo aveva la necessità,  così  come  aveva
  preannunciato  che avrebbe dovuto fare una manovra  correttiva  nel
  2023,  che  rischia  di non essere l'ultima perché  da  qui  a  non
  moltissime  settimane si dovrà fare, eventualmente, un assestamento
  di bilancio.
   E,  mi permetto di fermarmi un attimo, e di ricordare a quest'Aula
  quali  sono  le  scadenze che da qui al 31 dicembre  abbiamo,  come
  Assemblea regionale siciliana, in termini finanziari: bene,  giorno
  7   novembre   inizieremo  la  discussione  su  questo    collegato
  ter/manovra  correttiva 2023 ; nel frattempo,  già  domani,  avendo
  approvato due settimane fa il bilancio della Regione siciliana,  il
  disegno  di legge di bilancio della Regione siciliana 2024-2026,  e
  avendo  ottenuto  non  più tardi di martedì scorso  il  parere  dei
  revisori  dei  conti,  è  chiaro  che  immediatamente  dopo,   cioè
  significa domani, in Giunta di governo sarà adottato il disegno  di
  legge  di  stabilità 2024-2026; a quel punto possiamo,  entrambi  i
  disegni di legge, prenderli e trasmetterli in Assemblea.
   Cosa  si  faceva,  invece, prima? La Giunta varava,  approvava  il
  disegno  di  legge di bilancio e il disegno di legge di  stabilità,
  dovevamo aspettare il parere dei revisori dei conti, molte volte  i
  pareri  dei revisori dei conti, poi, contenevano qualche criticità,
  quindi il disegno di legge doveva ritornare indietro.
   Invece  noi,  così, abbiamo spacchettato il disegno  di  legge  di
  bilancio dal disegno di legge di stabilità in maniera tale  che  il
  disegno  di legge di stabilità venisse approvato solo quando  fosse
  già  parerato  il disegno di legge di bilancio.
   Domani,  sarà fatto anche questo e, quindi, arriverà in  Assemblea
  regionale  siciliana ma, nel frattempo, noi adotteremo  già  domani
  anche   il   rendiconto  2022,  là  dove  abbiamo,   come   avevamo
  preannunciato in Commissione Bilancio - ci sarebbe stato, dicemmo -
  una grande riduzione di quel disavanzo.
   Vorrei  ricordare  il disavanzo: 2018, siamo a 7  miliardi  e  400
  milioni  di  euro; 2020, arriviamo a 6 miliardi e  800  milioni  di
  euro;  rendiconto  2021, siamo a 6 miliardi 181  milioni  di  euro.
  Domani,  il  rendiconto dimostrerà che il disavanzo  è  sceso  a  4
  miliardi  e 33 milioni di euro appena, che sembra una montagna,  ma
  non  sono  nulla rispetto a quello che avevamo. Non a caso,  quando
  noi  abbiamo  detto che ci sentiamo sottovalutati  dall'agenzia  di
  rating Fitch, che ci ha citati come unica Regione d'Italia ad avere
  avuto  l'indice  di miglioramento soltanto nel breve  termine,  noi
  invece, dopo questo rendiconto, ci aspettiamo che ci sia un  indice
  di miglioramento nel lungo termine. Noi vogliamo da BBB a BBA.
   Perché  diciamo  questo? Perché, oggi, la  Regione  siciliana  sta
  dimostrando  una  grande performance in termini  di  riduzione  del
  disavanzo, in termini di blocco e di riduzione dell'indebitamento e
  in  termini di consolidamento e di rafforzamento delle entrate e di
  qualificazione della spesa. Ecco perché nell'aprile prossimo,  dove
  già speriamo di portare, stavolta, con altri due mesi, tre mesi  di
  anticipo   vorrei  ricordare  che,  quest'anno,  il  rendiconto  lo
  approveremo domani; l'anno scorso, è stato approvato a gennaio  del
  2023,  alla  fine  di gennaio. L'accertamento fu approvato,  l'anno
  scorso,  a novembre, il 18 novembre 2022; l'accertamento lo abbiamo
  approvato già a luglio.
   L'anno  prossimo,  quando vorremo approvare il riaccertamento  già
  entro il 30 aprile 2024, e quindi immediatamente dopo il rendiconto
  2023  entro  giugno,  riteniamo che  potremmo  ben  traguardare  la
  riduzione  del  disavanzo in 3 miliardi e mezzo di euro.  Ulteriori
  700,  500,  ma  io  dico forse ancor di più,  milioni  di  euro  di
  riduzione del nostro disavanzo.
   E,  allora, domani, giorno 26, approveremo il disegno di legge  di
  stabilità  e,  quindi,  il  rendiconto, dopodiché  lo  mandiamo  ai
  revisori  dei  conti,  ancorché  è già  accompagnato  da  una  loro
  relazione, per poi avere il parere, e nel frattempo approveremo, da
  qui  al  10  novembre,  in Giunta, prima  la  NADEFR,  la  Nota  di
  aggiornamento  del Documento di economia e finanza  regionale,  per
  poi  portarla  in  Commissione Bilancio e,  quindi,  in  Aula;  poi
  approveremo  anche  il  bilancio  consolidato  in  Giunta  per  poi
  riportarlo in Commissione Bianco e in Aula e per poterlo approvare.
   A  quel  punto,  sblocchiamo anche le assunzioni  che,  in  questo
  momento,  sono  bloccate,  quindi,  a  metà  novembre,  la  Regione
  siciliana inizierà a reclutare le cinquecento persone che aspettano
  di  essere  reclutate,  già vincitori di  concorso,  già  idonei  e
  vincitori  del  concorso ma, nel frattempo, quindi abbiamo,  giorno
  13,  la  pre-parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2021  e,
  giorno  25  novembre  -  se Dio vuole -,  avremo  la  parifica  sul
  rendiconto  2021  da parte della Corte dei Conti. E  abbiamo  detto
  che,  prima di quella data, stavolta, daremo anche alla  Corte  dei
  Conti  il rendiconto 2022. Migliorato. Migliorato anche in  termini
  di  compilazione, di redazione, e ce lo dicono anche i revisori dei
  conti che in questi mesi hanno seguito tutto l'iter e ci sono stati
  vicini  e  li  voglio ringraziare perché ci sono  stati  di  grande
  ausilio  nella  correzione,  in  corso  d'opera,  al  fine  di  non
  ritornare   poi  bocciati  magari  dall'ente,  dalla   magistratura
  contabile.
   E,  allora,  ecco  perché arriviamo in manovra correttiva,  perché
  siamo in questa manovra correttiva? Perché è chiaro che è anche una
  manovra  propedeutica alla legge di stabilità, perché mentre  prima
  si  arrivava  alla  legge di stabilità senza  capire  magari  quali
  fossero  gli introiti, il gettito erariale, quali fossero  le  vere
  entrate,  e  per  cui  e  quale  spesa potesse  essere  realizzata,
  stavolta  noi  abbiamo  non  soltanto le  idee  chiare  ma  abbiamo
  cercato,  così  come  abbiamo detto la prima volta,  cercheremo  di
  rendere intelligibili, chiari i conti della Regione siciliana.
   L'onorevole  De  Luca  mi  chiese un'operazione  chiarezza  e  noi
  l'operazione chiarezza la stiamo facendo, giorno dopo  giorno,  con
  mille  sacrifici; la dobbiamo migliorare, certamente, però vi posso
  dire  che il Ministro Giorgetti - e arriviamo qui all'accordo -  ha
  apprezzato non tanto lui, onorevole Assenza, il Ragioniere generale
  dello  Stato, l'Ispettore generale dello Stato, apprezzarono in  un
  incontro  che  abbiamo avuto col presidente Schifani e  col  nostro
  Ragioniere   generale,  nel  secondo  incontro  (nel  primo   aveva
  partecipato  anche il Vicepresidente Sammartino), hanno  dato  atto
  del grande miglioramento dei conti della Regione siciliana.
   Ecco perché siamo riusciti a fare un accordo. Certo, quell'accordo
  qualcuno  pensava   non arriva , poi arriva, e  l'accordo  è  molto
  chiaro:  l'accordo che, l'anno scorso, ci ha dato duecento  milioni
  di  euro nel 2023, già ci ha riconosciuto 300 milioni di euro e poi
  arriveremo all'impiego di questi soldi che non sono solo gli unici,
  le uniche risorse, ce ne sono tante altre, già nel 2023.
   Siamo  arrivati  quindi  all'accordo  che  vede  nel  2024   -   e
  probabilmente  c'è un articolo, no probabilmente, c'è  un  articolo
  della  legge di stabilità che dopodomani sarà trasmessa  al  Senato
  della   Repubblica,  la  Commissione  Bilancio  al   Senato   della
  Repubblica...

   CRACOLICI. È nel decreto.

   FALCONE, assessore per l'economia. C'è un decreto, infatti c'è  il
  testo  che  stanno  perfezionando, non è ancora uscito,  lo  stanno
  perfezionando e quindi questo testo prevede un incremento annuo  di
  cinquanta  milioni  di  euro ogni anno, sino  ad  arrivare  ai  630
  milioni  di  euro.  Allora, per la prima volta, come  dire,  questo
  Governo  della Regione si è posto in maniera garbata ma determinata
  nei  confronti  del  Governo nazionale, il quale  ha  risposto  con
  altrettanto impegno e interesse verso la nostra Isola dicendo  che,
  nel 2024, probabilmente, diventano 350, poi 400, poi 450, sino alla
  data  del  completamento del cofinanziamento, della  riduzione  del
  cofinanziamento regionale che dal 49,11 per cento diverrà 42,50 per
  cento.
   E,  allora,  se  quest'anno abbiamo, nel 2023 abbiamo  questi  300
  milioni  di euro li dobbiamo certamente utilizzare, non li possiamo
  mandare   in   economia;  certamente  se  andranno   in   economia,
  miglioreremo  a  giugno  prossimo i saldi  di  amministrazione  del
  bilancio  della  Regione, per cui questi saldi,  anziché  avere  un
  disavanzo di tre miliardi e mezzo di euro, saranno di tre  miliardi
  e  duecentomila euro, di tre miliardi e centomila euro e così  via.
  Però, è un peccato che non vengano messi nel circuito economico. E,
  siccome  gli  impegni  che  fino a questo  momento  abbiamo  preso,
  abbiamo   cercato   e   stiamo  cercando  di  rispettarli,   quando
  l'onorevole  De  Luca - e lo voglio richiamare  perché  gli  voglio
  ricordare  che  dinnanzi a tutti in Commissione Bilancio  -,  forse
  anche  lei,  onorevole  Cracolici,  mi  diceste:  "Attenzione,   se
  apprezziamo  che il Governo della Regione dia tre trimestralità  al
  31  maggio,  ci  volete  spiegare perché  non  date  -  in  maniera
  provocatoria  -  la  quarta  trimestralità?"  L'onorevole  Burtone,
  sindaco di Militello Val di Catania, vuole sapere se in effetti  al
  Comune  che  amministra  vengano date tre o quattro  trimestralità,
  così  come dovrebbero essere date, e siccome da ormai otto anni  la
  Regione  siciliana, su quattro trimestralità, ne assegnava soltanto
  tre e l'altra la posticipava all'anno successivo, contravvenendo ai
  principi  contabili  del decreto legislativo n.  118,  noi  abbiamo
  detto   fermatevi  un  attimo, noi dobbiamo innanzitutto  riportare
  ordine  ai conti . E lo stiamo facendo, riallineando la contabilità
  per gli enti locali, per i comuni, i quali, dopo che avevano subito
  se  vogliamo  non  dico  esasperazione ma  certamente  la  vivacità
  parlamentare  dell'Aula  nel  creare  fin  troppe  riserve,  quindi
  comprimendo il Fondo delle autonomie locali, il Governo è  arrivato
  ai  ripari  innanzitutto per garantire i 115 milioni  di  euro  che
  erano  stati impugnati, in quanto garantiti in precedenza col Fondo
  di  sviluppo e coesione e poi anche per dare 22 milioni di euro che
  servivano per eliminare quel gap utilizzato per le riserve a favore
  di alcuni comuni, ma non di tutti.
   E,  oggi,  invece, ci ritroviamo in Aula, ci ritroviamo  in  Aula,
  veniamo  con  un testo che parte da un collegato, ma certamente  il
  Governo  ha la necessità di impegnare adeguatamente alcune  risorse
  ed  ecco,  allora, perché abbiamo voluto mettere alcune misure  che
  riguardano  le categorie più in difficoltà e secondo quest'Aula è o
  non  è,  e  mi  fa  piacere che alcuni parlamentari  abbiano  anche
  condiviso  l'impostazione  del Governo,  quando  abbiamo  posto  in
  essere  i 40 milioni di euro che diventeranno comunque 50 a favore,
  per abbattere gli interessi sui mutui a tasso variabile della prima
  casa  per  famiglie  al di sotto di un reddito  presumibilmente  di
  cinquantamila euro, di cinquantamila euro annuo. E addirittura  c'è
  stata  una  risoluzione, primo firmatario l'onorevole Venezia,  che
  proprio  ieri il Presidente Schifani mi ha girato, mi ha  trasmesso
  per competenza.
   E,  allora,  se  in  questo  senso  noi  sulla  prima  casa,  dove
  l'onorevole Savarino aveva messo, l'anno scorso, ma è una norma  su
  cui  dobbiamo  ancora  discutere, era intervenuta  a  favore  delle
  giovani  coppie,  noi,  bene, abbiamo messo  50  milioni  di  euro,
  vogliamo metterli per abbattere gli interessi. Tramite l'IRFIS cosa
  facciamo? Non facciamo altro che creare un fondo, a fine anno tutti
  i  titolari  di  un  mutuo sulla prima casa a  tasso  variabile  si
  vedranno  recapitata a domicilio la certificazione degli  interessi
  pagati,  faranno una comparazione con quella dell'anno  2022  e  il
  delta  verrà  pagato dall'IRFIS. È una cosa talmente  semplice  per
  cui,  a febbraio o a marzo, si troveranno una, forse due rate, come
  contributo da parte della Regione siciliana.
   Così  come  siamo  intervenuti, come vogliamo intervenire,  perché
  entro   giorno   7   il  Governo  si  riserva  di   presentare   un
  maxiemendamento  un  po' particolare che potrebbe  essere  chiamato
  maxi   ma  che  è  articolato  e  che  prevede  alcuni  interventi,
  certamente,  alcuni  interventi ad esempio sul Fondo  pensioni.  Il
  Fondo  pensioni su cui tanto si è parlato vogliono  fare,  è  stato
  detto,   l'acquisto  degli  immobili  della  Regione.  No,  abbiamo
  ragionato, ci stiamo confrontando, possiamo anche immaginare  altre
  strade  alternative, chiaramente questi immobili qualcuno  li  deve
  gestire, di questi immobili qualcuno deve essere proprietario
   Vorrei  ricordare che già la Regione per un terzo è  proprietaria,
  nel senso ha le relative quote.
   Dopo  di  che  vogliamo invece rafforzare il Fondo pensioni,  quel
  Fondo  pensioni che dovrebbe ottenere dalla Regione siciliana  ogni
  anno  59  milioni  di  euro  per  la sua  patrimonializzazione  per
  garantire  le  pensioni dei nostri dipendenti regionali.  Bene,  in
  questo  anno abbiamo dato 177 milioni di euro, lo vorrei ricordare,
  mentre  prima  le  rate  venivano sempre  spostate  nei  limiti  di
  impegno,  bene  non  escludiamo che nella  manovra  che  andremo  a
  presentare  fra qualche giorno, potremo trovare ben  177  ulteriori
  milioni di euro per il Fondo pensione.

   CRACOLICI.  In questa manovra o nel maxiemendamento?

   FALCONE,  assessore  per l'economia. In questa manovra  correttiva
  con  un emendamento del Governo. A cosa servirà questo?  Intanto  a
  rimetterci in linea col Fondo pensioni.
   Vorrei  ricordare un attimo che, ad esempio, ci siamo  rimessi  in
  linea  già l'anno scorso, in parte, vorrei ricordare che  ci  siamo
  rimessi  in linea con la Corte dei Conti sul fondo contenzioso,  ci
  siamo  messi in linea sul fondo dei debiti commerciali e così  via,
  potrei continuare. Bene, oggi noi vogliamo fare una manovra che sia
  essenziale  per attivare determinata spesa, ad esempio con  l'IRFIS
  abbiamo  il  cosiddetto magazzino, cos'è il magazzino? Sono  quelle
  esigenze  di  tanti imprenditori startup, imprenditoria  femminile,
  imprenditori  che hanno fatto degli investimenti, i quali  sono  in
  attesa  perché il Fondo Sicilia, cioè il fondo che viene alimentato
  dalle risorse della Regione, non è stato implementato.
   E  allora  noi  non  escludiamo che  ci  possa  essere  anche   un
  trasferimento imponente, importante, all'IRFIS che servirà per  far
  fronte  a  quegli interventi relativi alla crescita e  al  sostegno
  degli  investimenti dei nostri imprenditori,  i  quali  non  è  più
  possibile  che debbono andare a comprare il denaro al 9- 9,5-  10,5
  per  cento,  cioè  considerate che il ragionevole  utile  d'impresa
  varia  tra  il  5 e il 7,5 per cento di interesse, questi  vanno  a
  pagare  interessi agli istituti bancari del 10 per cento di  media,
  cioè   vanno in perdita. E allora mi pare una cosa talmente  chiara
  che  soltanto un Governo miope non può non vedere queste cose,  non
  può   non   agire   e  allora  ecco  perché  non   escludiamo   che
  nell'emendamento  vi  troverete  un trasferimento  imponente  verso
  l'IRFIS   che   possa   così   utilizzare   queste   risorse    per
  l'abbattimento,  come  contributo  sul  tasso  di   interesse   nei
  confronti degli imprenditori che fanno investimenti in Sicilia.
   E  allora queste e altre norme: abbiamo il problema degli ASU,  vi
  vorrei  ricordare che abbiamo fatto una norma con la quale  abbiamo
  esteso l'orario lavorativo - li abbiamo portati sino a 30 ore  -  e
  siccome  le  risorse,  quei  famosi  14  milioni  sono  sufficienti
  soltanto  al  31  ottobre,  dal primo  novembre  questi  lavoratori
  ritorneranno  col  vecchio orario. Bene, noi  stiamo  prevedendo  -
  probabilmente  un  milione  e 800 mila  euro  -  perché  dal  primo
  dicembre  possano  riprendere il massimo delle  ore  lavorative  in
  attesa ma questo in un ragionamento con l'Aula, se non dobbiamo, se
  non è arrivato il momento in cui l'Assemblea regionale siciliana si
  confronti finalmente sulla definitiva stabilizzazione degli ASU  in
  Sicilia,  per  togliere  questo precariato in  Sicilia,  perché  la
  manovra  di  stabilità  poggia  su quattro  principi  e  li  voglio
  ricordare: il primo principio è il rafforzamento degli enti locali,
  troveranno gli enti locali, l'Anci da dopodomani troverà  un  fondo
  molto più importante, con finanziamenti mirati molto più importanti
  e   soprattutto  con  la  triennalità  per  fare  adeguatamente  la
  programmazione e poi interventi per la crescita e lo  sviluppo,  la
  lotta  al precariato e poi la garanzia dei servizi soprattutto  dei
  servizi di chi si trova in una situazione di disagio, di difficoltà
  o ancor di più di fragilità.
   Vorrei  ricordare a quest'Aula, Presidente le chiedo scusa  se  mi
  prendo qualche altro minuto, vorrei ricordare che quando anche  dai
  banchi  dell'opposizione si è levato il grido di allarme per potere
  intervenire  su  alcune  fasce  deboli  nei  confronti  dei  liberi
  consorzi  e delle città metropolitane, il Governo non si  è  tirato
  indietro  ma  ha risposto, presente all'invito, che i  deputati  di
  maggioranza  o  di  minoranza hanno avanzato nei  confronti  di  un
  grande   problema  quale  la  disabilità  e  quindi   il   servizio
  dell'Asacom.  Quel  servizio  dell'Asacom  che  partiva   con   una
  dotazione,  ma che in queste settimane il Governo si è impegnato  a
  garantirlo totalmente, per cui si è passati da 27 milioni  annui  a
  30  e  500  per  arrivare, così come abbiamo  detto  e  lo  abbiamo
  concordato con l'assessore Albano, sino a 35 milioni di euro e, ove
  fosse necessario, siamo pronti a rafforzarlo ulteriormente.
     E  allora,  ecco perché la manovra correttiva o  collegato  ter,
  Presidente  Assenza, è un tutt'uno con la legge di stabilità.  Cioè
  la  manovra  correttiva,  certamente, per certi  versi,  può  anche
  alleggerire gli interventi del 2024-2025- 2026, perché non ha senso
  se  abbiamo le risorse non utilizzarle, mandarle in economia. Tutte
  le  risorse che avremo, quindi i 300 milioni di euro che avremo,  e
  non sappiamo Presidente Cracolici se da qui a qualche giorno avremo
  ulteriori risorse, cioè la manovra che oggi vale circa 100 milioni,
  che  potrà  valere 400 milioni, può anche diventare di  600.  Ed  è
  chiaro allora che qui, il Parlamento è chiamato a confrontarsi
   Per la prima volta, ormai da qualche giorno, anzi da qualche mese,
  il  Parlamento  non si scontra dove deve tagliare, non  si  scontra
  come sui centomila euro. Il Parlamento si può invece confrontare su
  come  vogliamo  allocare decine di milioni di euro per  determinate
  questioni importanti per la Sicilia, qua noi siamo chiamati a  fare
  il  salto  di  qualità,  non  è  un problema,  onorevole  De  Luca,
  collocare  masse di risorse finanziarie se sono utili a una  causa,
  se  sono utili a un indirizzo. E' invece banale, permettetemi, come
  dire  anche l'intervento territorializzato, chiamiamolo così, anche
  se magari anche questo può essere utile ma è secondario.
   Al  Governo interessano i pilastri di una manovra finanziaria,  il
  resto,  sul  resto possiamo discutere quanto vogliamo. Allora  ecco
  perché  noi  stasera  sentivamo, come  dire,  anche  l'esigenza  di
  rappresentarle  questi,  diciamo  così,  elementi  caratterizzanti,
  questi elementi però caratterizzanti che se da un lato, come  dire,
  possono  sembrare  molto teorici, poi li  andremo  a  vedere  e  li
  andremo  a  concretizzare  negli atti, negli  atti  che  andremo  a
  leggere.  Ecco allora perché il Parlamento oggi ha il  piacere,  ha
  l'ambizione,  può  avere anche l'orgoglio di confrontarsi  su  temi
  importanti  sapendo  che può contare anche su  risorse  certe,  può
  contare,  a  iniziare nel sostegno agli enti locali. E  allora,  in
  questo  senso,  ho ascoltato e concludo, tutti gli  interventi  dei
  colleghi  e  certamente  il Governo è pronto  a  raccogliere  tutti
  quegli spunti che saranno utili non a questa o a quell'altra  parte
  politica ma soltanto a una parte che è la nostra Sicilia, che è  la
  nostra  terra. In questo noi rappresentiamo e confermiamo la nostra
  ampia assoluta e convinta disponibilità

   LA VARDERA. E su Roma?

   FALCONE, assessore per l' economia  su Roma ci sono, c'è una  sede
  via  Marghera, nella quale non ci vogliono venticinque  mila  euro.
  Eventualmente sono pronto, andiamoci insieme, ma in quella sede  ci
  vogliono spese forse per due milioni di euro  Ci vogliono spesi due
  milioni  di euro, due milioni di euro, possiamo, andiamoci con  dei
  tecnici, con venticinque mila euro a stento forse facciamo il bagno
  del  piano  rialzato  e già sono due bagni, già  abbastanza  grande
  ampio ma non facciamo il bagno del primo piano  Là, invece, ci sono
  problemi  anche  di  ordine  statico, ci  sono  problemi,  ci  sono
  problemi,  onorevole La Vardera, ci andremo insieme, io  attenzione
  se  però sto dicendo delle cose imprecise o poco corrette possiamo,
  come dire, ci confrontiamo, andiamoci con i tecnici
   In  questo,  ho concluso, così non voglio fare un dibattito  anche
  perché la Presidenza non me lo consentirebbe.

   DE  LUCA  CATENO.  Volevo capire se per gli ASU  fossero  previsti
  soldi perché mi ero confuso con tutti questi miliardi

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Certo,  abbiamo  detto  sì,
  abbiamo detto sì, certo certo  Abbiamo detto sì e abbiamo detto che
  siamo  anche pronti sugli ASU, così come abbiamo fatto con  i  PIP,
  siamo    pronti    ad   aprire   un   dibattito   su   un'eventuale
  stabilizzazione.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore.
   Allora  ricordo ai colleghi che il termine per gli  emendamenti  è
  giorno 3 novembre 2023 alle ore 12, giorno 7 novembre 2023 s'inizia
  con la discussione e l'esame dell'articolato.


                        Discussione di mozioni

   Si  passa  al  III punto all'ordine del giorno "Discussione  delle
  mozioni":

   -N. 115  Solidarietà al popolo israeliano e condanna degli attacchi
      dei miliziani di Hamas , a firma dell'onorevole Savarino ed altri;

   -N.  120   Solidarietà a Israele per l'attacco terroristico del  7
      ottobre  2023  ed iniziative per la promozione  della  pace  in
      Medioriente  a firma dell'onorevole Catanzaro ed altri.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Hanno facoltà di parlare  un  deputato
  per la maggioranza e uno per la minoranza.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Falcone,  noi abbiamo nella immediata vicinanza all'evento  tragico
  che  ha  colpito il popolo di Israele con gli atti terroristici  di
  Hamas,  presentato proprio il 10 ottobre, una mozione per  mostrare
  la  solidarietà massima di questo Parlamento, di questa  Assemblea,
  al   popolo   israeliano  che,  appunto,  ha  subìto   un   attacco
  terroristico  senza precedenti, programmato, voluto contro  civili.
  Attacco  avvenuto per via mare, via aria, via terra e che ha  visto
  morire  in maniera atroce anziani, donne, bambini, persino neonati,
  un   attacco   di   una  ferocia  inaudita  mai   visto   prima   e
  ingiustificabile.
   Da  questa  Assemblea  deve  arrivare  la  solidarietà  al  popolo
  d'Israele  e una richiesta al Governo nazionale che si muova,  come
  sta  facendo, per cercare di sostenere sì il popolo israeliano  che
  ha  la   legittimità a difendersi ma anche evitare che  ci  possano
  essere  delle  recrudescenze che portino ad una esplosione  di  uno
  stato di guerra che coinvolga anche altri popoli, perché non  è  un
  caso  che questo attentato è arrivato i primi di ottobre del  2023,
  era  l'anniversario  dei cinquant'anni di un  altro  attentato  del
  1973, ma al di là della data commemorativa era chiaro che in questa
  in  questi  mesi si stava lavorando, grazie all'accordo di  Abramo,
  per una situazione di pacificazione nel mondo arabo che aveva visto
  da  ultimo  protagonista il popolo dell'Arabia Saudita e  lo  Stato
  d'Israele.
   Una  recrudescenza dei rapporti in quel continente può  vanificare
  gli  sforzi  di  tanti anni e portare a un rischio  di  guerra  che
  nessuno  di noi vuole vedere, per cui io ringrazio anche la  nostra
  Premier,  Giorgia Meloni, che è stata proprio in questi  giorni  al
  vertice  di pace del Cairo, è stata a colloquio con Netanyahu,  sta
  attivando  tutti  i  canali possibili perché non  si  arrivi  a  un
  coinvolgimento di altri Paesi e ad un aggravio della situazione  in
  Israele  e  nei Paesi limitrofi, però temiamo che questo  attentato
  terroristico  sia stato fatto con questa tempistica  e  con  questa
  atrocità  proprio per fare saltare l'accordo di Abramo e  per  fare
  saltare  un'operazione  di pacificazione che  sembrava  ormai  alle
  porte  perché,  ovviamente, mentre c'è chi  cuce  e  che  tenta  di
  trattare  per  la  pace,  purtroppo, ci sono  frange  estreme  che,
  invece,  utilizzano la violenza per fare saltare il banco e  questo
  sta  costando  fin  troppe vite umane, per cui da  qui,  da  questa
  Assemblea,  con  la  mozione da noi presentata  la  solidarietà  al
  popolo  di Israele e la ricerca di una pace possibile nel ritrovare
  la  possibilità che due popoli abbiano due Stati in cui  vivere  in
  maniera  serena  e  senza che ci siano altri atti  terroristici  e,
  quindi,  combattendo quello che in questo momento sembra il  nemico
  che  si  è  appalesato rispetto a questo percorso di  pace,  che  è
  Hamas.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
   Adesso  chiedo all'onorevole Catanzaro se vuole illustrare la  sua
  mozione.

   CATANZARO Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  devo  illustrare la mia mozione, ma devo illustrare la mozione  del
  Gruppo  del  Partito  Democratico. L'argomento,  Presidente,  è  un
  argomento  che,  dal mio punto di vista, dovrebbe  dare  un  senso,
  soprattutto  uscendo da quest'Aula, di unità di una Regione  su  un
  argomento  abbastanza  importante. Perché in queste  settimane  noi
  stiamo  ascoltando la drammaticità di quello che avviene in  queste
  ore,  in queste giornate, con questa guerra tra questi popoli, che,
  ovviamente, ormai sono anni ed anni che si protrae.
   Però  è  chiaro, signor Presidente dell'Assemblea, che qua bisogna
  fare  un  attimo anche dei distinguo. Io grande rispetto di  quello
  che  viene proposto dagli altri gruppi politici, parlamentari; però
  non  si  può condividere tutto. Noi, ovviamente, con il  gruppo  di
  Fratelli  d'Italia abbiamo due mozioni che dovrebbero  trattare  lo
  stesso  argomento,  ma nel contenuto hanno anche delle  differenze.
  Delle  differenze  che  hanno un aspetto  fondamentale,  perché  ci
  siamo:  sulla condanna di Hamas, il gruppo del Partito Democratico,
  ovviamente,  c'è  tutto; però non possiamo trattare  Hamas  con  la
  Palestina  e, quindi, nello stesso tempo, cercare di mettere  tutto
  nello stesso calderone. E quindi Hamas non è il popolo palestinese,
  bisogna isolare Hamas dal popolo palestinese e dal resto del  mondo
  arabo.
   Noi  chiamiamo tutta e chiediamo alla comunità internazionale ogni
  sforzo  per far valere le ragioni della convivenza pacifica  tra  i
  due popoli e tra i due Stati. Non possiamo sottacere e non guardare
  quello  che sta accadendo e quante sono le vittime, soprattutto  in
  questi ultimi giorni si parla, poco fa con i colleghi parlavamo  di
  2500  vittime,  di  bambini  anche,  vittime  che  ovviamente   non
  c'entrano  nulla con questa guerra. E quindi non possiamo assistere
  ad  una  catastrofe  umanitaria  a  Gaza  che,  lungi  dal  portare
  sicurezza  e pace a Israele, avrebbe come conseguenza di accrescere
  ancor  di  più  una  spirale di odio e di  violenza,  che  potrebbe
  estendersi  all'intera regione e - dico io - ancor di più  potrebbe
  andare oltre lo Stato che in questo momento è in guerra.
   E quindi noi, Presidente dell'Assemblea, e faccio un appello anche
  ai  colleghi, a quei pochi colleghi presenti in Aula,  dobbiamo  un
  attimino  comprendere,  perché le due mozioni  -  e  lo  dico  alla
  collega  che ha esposto la mozione di Fratelli d'Italia e con  cui,
  anche  la  scorsa settimana, ne avevamo parlato -  le  due  mozioni
  hanno  possibilmente un'idea comune, ma i contenuti  sono  diversi;
  quindi  noi non possiamo che far valere le ragioni e dire che  noi,
  come   gruppo   parlamentare  del  Partito   Democratico,   abbiamo
  presentato  la nostra mozione e chiediamo ai colleghi  parlamentari
  in  Aula  di  valutare  le  mozioni, perché  intendiamo  procedere,
  chiedendo il voto della nostra mozione. Poi, per carità,  l'Aula  è
  sovrana,  però  per noi è fondamentale e dirimente questo  aspetto.
  Grazie.

   PRESIDENTE.   Allora,   le  mozioni  si  votano   tutte   e   due,
  separatamente.  Una  è  la  prima la prima  mozione  dell'onorevole
  Savarino, con tutto il gruppo; e l'altra dell'onorevole Catanzaro.
   Sono  iscritte  a  parlare  l'onorevole  Schillaci  e  l'onorevole
  Chinnici.
   Dopo di che abbiamo finito? Completiamo con i due deputati.
   Prego, onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  semplicemente  per  dire  che il Movimento  Cinque  Stelle  non  ha
  presentato una mozione a questo Parlamento regionale.
   Perché?   Perché  noi  crediamo  assolutamente  di   assumere   la
  solidarietà  nei confronti di tutti i popoli che in questo  momento
  stanno  soffrendo, ma in particolare del popolo  dei  bambini,  dei
  bambini  di qualsiasi popolo che in questo momento sta subendo  una
  guerra.  Una  guerra che li porta non solo ad essere  sgozzati,  ad
  essere  uccisi, ma anche a essere privi di medicine, di  assistenza
  negli  ospedali della Striscia di Gaza dove non arriva alcun  aiuto
  umanitario in questo momento.
   Per  cui  noi  non abbiamo presentato una mozione, ma naturalmente
  vogliamo  esprimere qua in Aula solidarietà a entrambi i  popoli  e
  soprattutto  noi ci schieriamo dalla parte della pace, ecco  perché
  il  27 ottobre ci uniremo in tutte le piazze che faranno una marcia
  per  la  pace  e  noi saremo presenti come semplici  cittadini  per
  esprimerci, perché noi riteniamo che in questo momento non ci debba
  essere nessuna recrudescenza.
   Siamo  preoccupati perché qualsiasi offensiva da parte di Israele,
  naturalmente noi condanniamo l'attacco di Hamas e ribadiamo che  il
  popolo  palestinese  non è Hamas e in questo  momento  ci  sentiamo
  semplicemente di schierarci da parte della pace.
   Quindi  il  27  ottobre  ci  uniremo a  tutte  quelle  piazze  che
  manifesteranno per la pace perché siamo convinti in questo  momento
  che   qualsiasi   tipo  di  offensiva  non  farà  altro   che   una
  recrudescenza e un allargamento, un'escalation del conflitto.

   PRESIDENTE. Saggio pensiero.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  solo  un  minuto
  semplicemente per dire una cosa.
   La  scorsa settimana io, il collega Cracolici e il collega Venezia
  avevamo  rivolto  una  richiesta  al  Presidente  Schifani   e   al
  Presidente Galvagno. Siccome sulla facciata del Palazzo d'Orleans è
  stata  proiettata la sola bandiera di Israele, noi avevamo  chiesto
  che parimenti, se non proiettata ma magari esposta insieme a quella
  di Israele, proprio perché i due popoli sono uniti purtroppo in una
  sofferenza  atroce che dura da oltre settant'anni, ebbene,  avevamo
  chiesto  che  ci  fosse insieme alla bandiera di Israele  anche  la
  bandiera della Palestina e la bandiera della pace.
   Non  c'è arrivata nessuna risposta, nemmeno un diniego, nulla,  il
  silenzio sia dal Presidente Galvagno che dal Presidente Schifani.
   Invece mi corre l'obbligo di fare un plauso, devo dire, al sindaco
  della   Città  metropolitana  di  Palermo,  il  professore  Roberto
  Lagalla,  che  è  sollecitato  dalle opposizioni  segnatamente  dal
  Gruppo progetto Palermo, dai colleghi consiglieri comunali Mangano,
  Di Gangi, Giaconia e da tutte le opposizioni insieme, ha esposto...
  anche  i  Cinque  stelle, certo, tutte le opposizioni,  il  Partito
  Democratico...  ha esposto, dicevo, nella facciata del  Palazzo  di
  città,  di Palazzo delle Aquile, insieme alla bandiera di  Israele,
  prontamente, la bandiera della Palestina e la bandiera della  pace,
  anche perché, ricordo a tutti che Palermo è gemellata con due città
  della Palestina da oltre venticinque anni che sono Betlemme e  Khan
  Yunis  e  in questi anni non è stato un gemellaggio di facciata,  è
  stato un gemellaggio sostanziale e culturale.
   Quindi  anche  per rispetto alle città gemellate con  Palermo,  il
  sindaco  Lagalla ha prontamente accettato di buon grado la proposta
  alle opposizioni.
   Io   non  mi  sarei  aspettata  che  la  nostra  proposta  venisse
  accettata,  ma  almeno una risposta, forse non per noi  ma  per  la
  situazione, meritava darla.
   E  quindi  per  l'ultima  volta chiedo al Presidente  Schifani  al
  Presidente Galvagno di dire una parola, anche un no.

   PRESIDENTE. Questa Presidenza si farà carico.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, parliamo di un argomento di  politica
  estera,   molto   delicata,  ma  parliamo  soprattutto   di   fatti
  dolorosissimi, parliamo di morte di bambini che vengono uccisi,  di
  atti terroristici inaccettabili.
   La  collega  Savarino ha presentato la sua mozione subito  dopo  i
  fatti  del  7  ottobre quindi noi comprendiamo  il  senso  di  quel
  documento  che  era orientato ad un'espressione di solidarietà  nei
  confronti  di Israele per quello che era stato fatto da  Hamas,  un
  atto terroristico altamente disumano.
   Siamo  al  25 di ottobre però, Presidente, e nel nostro  documento
  noi  invece  già, proprio perché formulato qualche  giorno  dopo  i
  fatti  tragici, nel nostro documento avevamo posto  una  linea  che
  riteniamo possa essere condivisa da tutto il Parlamento  che  è  la
  linea  che esprime solidarietà ad Israele ma tiene conto di  quello
  che  drammaticamente si sta consumando in questi giorni, in  queste
  ore, sulla striscia di Gaza. Hamas non è la Palestina e quello  che
  sta accadendo in Palestina è drammatico. Proprio in queste ore,  ci
  sono  degli  interventi via terra e via aerea che stanno  seminando
  morte,  stanno sterminando tanti e tante vite umane con il  rischio
  di un genocidio.
   Allora, noi chiediamo sostanzialmente di rivedere i documenti,  se
  è  possibile  di  fare un documento unitario in  cui  si  ribadisce
  soprattutto  la necessità di creare corridoi umani per  i  bambini,
  per quelli che rappresentano la popolazione civile, che si dia voce
  alla  diplomazia  perché noi riteniamo che si  debba  ritornare  al
  documento  di  Oslo 1993, due popoli,  due Stati e che  ci  sia  la
  possibilità di riportare una nuova ventata di pace in un territorio
  che  è  fortemente  oggi sterminato da guerre  che  sono  altamente
  brutali   e   che   non   trovano  in  questo   momento   ulteriore
  giustificazione.
   Ecco perché noi facciamo appello altrimenti noi voteremo il nostro
  documento,  mettiamo le posizioni agli atti, però pensiamo  che  il
  Parlamento  siciliano, anche nel solco della tradizione  di  quella
  che  è  stata la politica estera italiana, possa fare un  documento
  che tenga conto della drammaticità della condizione e ribadisca  la
  forza  della  pace  necessaria  e  l'importanza  di  riprendere  un
  percorso diplomatico che rimetta a centro la necessità di creare le
  condizioni affinché Israele e la Palestina possano vivere in pace.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino?

   SAVARINO. Grazie Presidente. Le parole dell'onorevole Burtone  non
  mi  meravigliano per saggezza, anzi lo ringrazio, e non c'è  dubbio
  che  io  leggendo anche la mozione che è stata da loro sottoscritta
  non  posso che condividere anche le linee proposte, del resto è  la
  linea politica che Giorgia Meloni ha portato al vertice di pace del
  Cairo  cioè  il tentativo di dare sì ovviamente massima solidarietà
  al popolo israeliano, che in maniera fredda è stata attaccato da un
  atto  terroristico inusitato e feroce, ma cercare  di  evitare  una
  escalation  di guerra che nessuno di noi vuole e cercare ovviamente
  di salvare i civili.
   Quindi  non c'è dubbio che lo sforzo in questo momento del  nostro
  Stato,  del  nostro Governo nazionale così come degli  altri  Paesi
  liberi è quello di aiutare a trovare un accordo di pace - così come
  l'accordo  di Abramo stava tentando di fare - e non c'è dubbio  che
  la  prospettiva sia quella di trovare pace con due Stati  autonomi,
  due popoli autonomi, prospettiva e accordo assolutamente condivisi.
   Per  cui  faremo - io non l'avevo vista prima, l'avevo chiesta  al
  collega  ma  non  era ancora pronta - non c'è  dubbio  che  le  due
  mozioni  possano essere riunificate e le chiedo la  possibilità  di
  votarle  in  un'unica sottoscritta, mi auguro da tutti,  anche  dai
  colleghi  del   Movimento Cinque Stelle  e del Gruppo  parlamentare
   Sud  chiama Nord  e votarla tutti insieme, dando così  un  segnale
  forte che arriva dall'Assemblea, sin dalla prossima settimana.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole, la rinviamo a martedì.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Svolgerò il mio intervento martedì.

   PRESIDENTE. Va bene.

   CRACOLICI. Martedì quando?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici lei è il  mio  maestro,  non  mi
  faccia sbagliare: la discussione della mozione è rinviata a martedì
  7 novembre. Martedì 31 ottobre ci sarà attività ispettiva; giorno 7
  novembre  si  discuteranno  le  due  mozioni,  poi  la  discussione
  generale e il voto dell'articolato del disegno di legge.
   La  seduta è pertanto rinviata a martedì 31 ottobre 2023, alle ore
  15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.46 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         VI SESSIONE ORDINARIA


                          76a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 31 ottobre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
        Territorio e ambiente  (V. allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio